lIMlOHUniM SULLA
SITUAZIONE D'ITALIA DEL
Digitized by
Siamo
dum
che
grado
in
di pubblicare
il
testo del
ha indirizzalo
Governo
al
di
M.
S.
da loro di
far
conoscere
le
a
invito statogli
sue osservazioni intorno
Lombardo- Veneto c
situazione del
alla
ed
Britannica
quello di S. M. Prussiana, in seguito di fatto
Memoran-
Presidente del Consiglio, conte di Cavour,
il
delle altre Pro-
vincie d'Italia.
Esso è
I
Governo
!
il
seguente:
di S.
M. Britannica, animato da una benevola
sol-
lecitudine per la sorte dell* Italia, nello scopo di evitare -le cause
che potrebbero portare gravi perturbazioni tato
il
quali
governo
di S.
M.
sono a suo avviso
far valere
Re
il
sia
possiede
a
in virtù
le
Europa, fargli
gì* Italiani
ha invi-
conoscere
hanno
da
dei Trattati, sia a se-
centrale,
dell'Italia
condizione anormale e riconosciuta da
Per rispondere a quesl* appello
a
motivo della sua dominazione
guito de* suoi rapporti cogli Stali
il
in
Sardegna
lagnanze che
le
contro l'Austria,
sulle provincie eh' essa
di
in
tutti
un
la
cui
gabinetti.
i
modo
chiaro e preciso,
gabinetto di Torino crede necessario di trattare separatamente
due
quistioni che gli
sono indirizzate spiegandosi da princi-
pio sulle condizioni della
Lombardia e
sui risultati della politica austriaca a
Qualunque siano
stati
i
della Venezia, in seguilo
riguardo
risultati
della
dell'Italia centrale.
cessione
nel
1814
igitized
by
4
Regno Lombardo- Veneto
del
testare che
conforme
all'
ai Trattati;
giacché
non
Austria,
loro possesso per
il
parte
Potenza
non
questi Trattati
in
saprebbe con*
si
questa
di
sia
è molto
si
preoccupati della sorte dei popoli di cui essi disponevano. Noi
non avremo conseguentemente sollevata una quistione che non potrebbe se il
il
senza una modificazione dei Trattati esistenti,
risolversi
governo Britannico non
avesse impegnati ad aprirgli tulio
ci
come pure
nostro pensiero su questo punto
Noi riconosciamo che fra
tuali
Ticino,
il
non impedisce
Po
il
dominio
il
e l'Adriatico, è
esso non abbia
eh'
guenze e portato uno stato
Egli è
pugnanza
che
fatto
di
invincibile
all'
sono sottomessi, che
coloro
clic
hi
li
Move
stabilite,
i
proviene ciò?
suo sistema
il
Europa,
altro in
italiani;
ma
di
1'
nella
modo
Il
il
governare dell'Austria
vi
le
imposte insopportabili eh' essa ha
più spiacevole effetto sui
questa non è
la
sud-
suoi
priucipal cagione dei fatti che
esempi
di
meno universalmente
di essere governati,
t
popolo col quale di
per
risentono
odio.
reclutamento più duro di qualunque
storia ci fornisce frequenti
neziani,
ri-
suo pedantismo burocratico,
il
le
di
1'
una
inspira
dogi* Italiani che
eh' ei
antipatia e
La vera causa del profondo malcontento
peggiori
governi,
detestati ehe dei
il
suo.
Lombardi-Ve-
dominali dallo straniero, da
non hanno alcuna analogia,
un
di
razza,
governo austriaco ha applicato nel
modo
essi
riè
costumi, uè di gusti, nè di lingua.
A misura che sti
conse-
suoi rigori e le sue violenze anche verso le
i
di quello dell' Austriaco,
piti
ciò
indicali!
siali
La
sentimenti
soli
governano sono
donne, hanno esercitalo
nò
si-
ma
deplorabili
dominio austriaco
il
vessazioni della sua polizia,
sono
paesi
legale;
che non ha analogia
immensa maggioranza
ha contribuito senza dubbio;
diti
dunque
prodotto
di cose
sugli altri.
Austria sui
moderna.
storia
vi
dell'
completo
il
il
sistema di centralizzazione amministrativa
que-
sentimenti sono aumentali. Ora che questo sistema ha rag-
giunto
il
suo apogeo, che
venula più
assoluta
la
centralizzazione in Austria,
è
di-
che nella slessa Francia, ora che ógni a-
*
Digitized by
5 Eione locale essendo slata estinta,
contallo per
la
non ama nò
minima cosa con
pubblici
cittadino
è io
funzionari!,
ripugnanza e V antipatia
rispella, la
sono divenute
umile
più
il
eh' ei
governo
pel
universali.
progressi dei lumi, la diffusione della istruzione che F
I
Milanesi e
popolazioni
quesle
dere più sensibili
sitali
Au-
può intieramente impedire hanno contribuito a reu-
non
silia
loro
alla
sorte.
trista
Veneti che ritornano nei loro paesi
i
dopo aver
I
vi-
popoli che godono di un governo nazionale sentono più
i
vivamente
I'
umiliazione e
il
Durante un certo tempo
peso del giogo straniero. la
condolla ferma e indipendente
Homa
del governo austriaco verso la corte di nistri effetli
della
dominazione straniera.
trovavano affrancati parli della
impero che
dall'
Penisola
sugli
alti
i
si-
si
chiesa esercita in altre
la
della
temperava
Lombardo-Veneti
I
vita
civile,
nel
santuario
stesso della famiglia; era per essi un compeuso cui atlribuivano
un grande valore.
Qucslo compenso
come
loro tolto dall' ultimo concordato che,
fu
è notorio, assicura
ampli privilegi che
al
clero una più grande influenza, più
qualunque allro paese, anche
in
d' Italia, ec-
cettuali gli Siali del Papa.
La distruzione dei saggi
introdotti nelle
principi*!
dello Stato con la Chiesa da Maria Teresa
e da
ha consumala
morale
la
perdila
di
tutta
forza
la
relazioni
Giuseppe
li.
governo
al
austrico nello spirito degli Italiani. In seguilo alle cause che furono esposte, le provincie
bardo-Venete presentano fu
lo spettacolo
più triste, e che,
il
Lomcome
osservalo di sopra, non ha alcun esempio analogo nella sto-
ri, i.
E
quello di un popolo che hq
nò
le
carezze
domano od
Basta percorrere
che
gli
Austriaci
la
non
ostile
che uè
sono
stabiliti,
la
minaccio
Venezia per convincersi
ma
accampali fìiio
tuoso palazzo sono chiuse agli agenti del governo. teatri,
le
attenuano.
Lombardia e
Provincie. Tulle le case dal più umile abituro
pubblici, ai
che la
preso verso coloro
governano un' altitudine apertamente
nelle strade
vi
è
una
al
in
quesle
più son-
Nei
luoghi
separazione assoluta
Digitized by
6 e
di essi
fra
abitami del paese, e
gli
direbbe che questo è
si
una contrada invasa da un' armala nemica resa odiosa dalla sua
E
sua insolenza.
alterigia e dalla
questo slato
cose non è
di
un folto transitorio prodotto da circostan-.e eccezionali a cui
meno
possa prevedere un termine più o
aggrava da un mezzo secolo, ed è certo che se
si
civili
Europa non
lore dell'
Una
simile condizione
lo
ma
sopra
d' equità e di giustizia
d' essa è
quali
i
come
trattati,
ai
è contraria
ai
riposa
opposizione col precetto che
in
in-
ferma non farà che peggiorare.
non è contraria
è dichiarato più innanzi,
si
moto
il
si
dura e
Esso
vicino.
I'
principi
ordine
sociale;
mo-
civilizzazione
la
lo
grandi
derna proclama: che non bavvi governo legittimo che quello che i
almeno con ras-
popoli accettano, se non con riconoscenza,
seguazione.
Ora se
domanda
ci si
qual rimedio
la
diplomazia possa ap-
portare a cosiffatto stato di cose, noi risponderemo francamente
che ove non
non
tati,
si
si
giunga ad indurre l'Austria a modificare
giocoforza contentarsi di palliativi. Egli è mestieri che
pa
rassegni ad assistere
si
i
Trat-
arriverà ad una soluzione definitiva e durevole; sarà
che presentano
impassibile
Lombardia e
la
al
doloroso
Euro-
I'
spettacolo
Venezia, fino a che la rivo-
la
luzione, che cova incessautemenle solto la cenere di quelle con-
trade, profittando di circostanze favorevoli,
mente un giogo che
la
Questo spettacolo
conquista e
la
tuttavia diverebbe
tuazione dei Lombardo-Veneti più
mostrasse fedele
do
nel
1814
gli
di
qua delle
eccitava
eserciti,
Alpi, se
meno doloroso se
tollerabile,
promesse ch'essa dirigeva a
conformemente
francese, e se
capo de' suoi
alle
non rompa violente-
guerra hanno loro imposto.
il
sollevarsi al
sul
e
comandato da
contro
proclama del
non un governo,
uflìciali
principio rappresentativo.
italiani e
dominazione
comandante
un'
amministrazione
con
acquartierato istituzioni
Questo sarebbe un
suefatte a soffrire, ed allontanare la
la
i
pericoli
a
che
si
quan-
General Bellegarde, essa stabilisse
un palliativo che potrebbe far aver pazienza
giusto titolo
e la si-
Austria
agl'italiani
tieramente nazionale con un' esercito indigeno Italia
I*
in al
inin
fondate
palliativo,
ma
popolazioni as-
preoccupano* a
pubblica opinione in Europa.
Digitized by
«
7 La Diplomazia, consigliando guire
proponiamo. L' esperienza
ottenga
eh' essa
di
Vienna
di
se-
di
opera prudente e meritoria,
via or ora indicata fura un*
la
sebbene nou possiamo sperare ci
gabinetto
al
45
che
risultali
i
anni non P ha
che troppo
dimostrato. L* Austria non conta che sulla sua forza per
sua dominazione
Passando
in
alla
seconda quistione che
della politica austriaca sull' Italia
no del Re
si
ristringerà nel cerchio che
pubblico europeo tracciano terreno, non
invocherà
alla
sua
alla
late dall' Austria, e chiederà
per rimediare
rie
È
violazione. Il
in
il
ai
antichi sudditi,
sulla
Il
il
diritto
alti
dell'
illegati
Au-
europee vio-
transazioni
il
fatto
suo dovere. ali*
unendo
Ducato
al
sponda
la
Austria
una larga
poco
numero
Po
del
il
Milano, che
di
Valtellina, le
sinistra egli
a
e
parte
de* suoi
appartene-
le
possessioni del Patolti
della
Stali
gli
ha distrutto P equilibrio che esiste-
ultimo secolo.
Piemonte, malgrado l'annessione
telalo
in
ed
P eseruzione delle misure necessa-
Vienna ha
Repubblica di Venezia, nell*
gover-
mali che furono la conseguenza di questa
va prima della rivoluzione,
pa situate
il
trattati
i
gli
le
Quadruplicandone presso
Italia.
va
volla
suo diritto e
trattato di
centrale,
diplomazia. Stabilito su questo
ad additare
limiterà
si
la
cioè
è indirizzata,
gli
agli effetti
stria; egli
mantenere
Italia.
formare
di
un
contrappeso
Genova, non
di
all'
più
fu
Impero, che padrone
del corso del Po, dell' Adice, dei principali fiumi dell' Italia settentrionale, era riuscito a riannodare le sue possessioni italiane coi
suoi Stati ereditarii. Kgli
diti
in
si
trovò in faccia ad una potenza che coniava più sud-
Italia
di
lui,
e che disponeva
di
mantenuta l'
Italia
nei
limili
che
i
trattati
le
il
progressi che
ai
Europa dalla cessazione
delle
tenuti in
P Austria
assegnavano,
avrebbe potuto partecipare
più
forze infinitamente
considerevoli che le sue. Cionondimeno, se
guerre
formare col Piemonte una barriera efficace
dell'
si
fosse
resto del-
si
sono at-
Impero,
alle influenze
e
estere
nella Penisola.
Digitized by
8
Ma rono
T Austria
che segui-
e sforzala fino dai primi anni,
si
R istauratone, con
hi
tulli
mezzi che erano
i
tere, di acquistare su tulla la Penisola un'influenza
Facendosi difensore dichiaralo di
suo
in
po-
preponderante.
governi
italiani,
per quanto cattivi essi fossero, intervenendo con forze
irresisti-
tulle le volle
bili
che
tulli
popolo lente va
il
di ottenere dei miglio-
ramenti e delle riforme dal suo proprio riescila
governo,
a estendere la sua dominazione
Noi non rifaremo
delle sue frontiere.
i
V Austria
morale bene storia
la
di
al
40
dei
anni, è troppo conosciuta: ci limiteremo a constatare
è là
ultimi
slato
Io
attuale delle cose, dovuto all'azione perseverante della politica austriaca.
Ducati di Parma, di
I
veri feudi dell'
in
vertili
dominio
II
Modena
Austria
dell'
e di Toscana
sui
due primi è constatalo
convenzione del 24 dicembre 1547. (ved. sugli
d' Italia
all'ari
Parma
e
il
Questa convenzione, conferendole
).
dalla
Bluc-Book del 184$ dirilto
il
sue truppe, non solo allorquando T interesse
di occuparli colle di
sono con-
si
Impero.
Modena
lo
reclamava,
ma
ancora tulle
ciò poteva essere necessario alle sue operazioni
le
volle che
rende
militari,
T Austria padrona assoluta di tutta la frontiera orientale
Sardegna dalle Alpi sla una
al
Medileraneo.
si
il
Congresso
di
della
dica essere que-
vana minaccia, un pericolo immaginario, poiché
appena 3 anni, quando
fa
E non
fu visto
Parigi risuonava an-
cora delle proteste formolale dal Piemonte e sostenute
dall' In-
ghilterra contro V intervento estero in llalia, le Iruppe austriache
con un le
più
futile
pretesto, occupare non solo
remote del Ducato ed occupare
esse signoreggiano L' Austria
che
le
tati
che non
si
conviene le
le
rive del
considera
mare appartenente
talmente
negli Stali di
Parma, ma
le vette degli
conferiscono che
il
momento,
Sardegna. di
far ciò
dispregio dei trat-
diritto di
tener guarnigione
ed arma
in
que-
dei fortilizi staccali dal ritinto della cillà, desti-
nali a trasformar Piacenza in
a
parti
in
nella cittadella di Piacenza, essa fece costruire,
sto
alla
come padrona
Parma, che
le
A pennini, dove
un vasto campo trincerato, capace
riparare un' armala formidabile.
legamo che vincola
Il
meno
apparente, non è
un trattalo segreto
gnamento,
in
tutti
poggio armato
all'
men
due
i
Slati,
tempi e
tulle
in
è certa
più semplice. Essa
fu
il
gione
nelle
mudo
il
città le
tre volte
Romagna.
della
dura da 10 anni. Quantunque abbia domandalo
Pontificio
non crediamo che questa
Il
campo
il
l'
che
in
libero
Do-
occupazione,
stende fino ad
questo
in
tor-
i
furio.
messo guarni-
e
momento
più
Ancona, governo
il
truppe straniere,
richiamo delle
misura
richiamo di queste radicali
si
farlo.
possa far cessare
condi-
le
Stati della Santa Sede.
zioni anormali degli
forme
il
Po,
di
dell' Austria,
volle
le
L' ultima
precedenti, giacché
che
Toscana se
la
procedere
il
sud* ap-
consigliasse
le
di
ha occupati tutte
gli
1831 essa ha passato
completa che
è certo
suoi popoli, e
i
hanno somministrato un pretesto per
bidi politici le
po
che
ciò
poter occupare
di
Stali romani,
agli
ma
essere
ignora se
forte. Si
circostanze,
le
Austria per contenere
per avventura un interesse strategico
Quanto
per
Austria
governo toscano sa che può fare asse-
ìT
i
dell'
l'Austria
dall' altro,
Toscana reale nè
esista fra
è die da un lato
si
la
meno
lutti
truppe, i
rami
se
dell'
non
preceduto da
è
amministrazione,
ri-
lascierà
rivoluzione. Si sostituirebbe l'anarchia al-
alla
occupazione straniera, per ricorrere subilo e necessariamente
di
nuovo
a questa.
Così rattere
I'
di
Provincie,
questo paese ha un
intervento austriaco
in
permanenza
è autorizzali a dire che queste
che
si
mentre dovrebbero appartenere ad uno Slato
pendente, sono passale di fallo sotto
Una
tale ca-
cosi grand' estensione
la
indi-
denominazione estera.
della potenza
austiaca in Italia,
oltre a stipulazioni di trattali, costituisce un grave pericolo pel
Piemonte, contro stare. all'
V Austria,
il
quale
il
suo governo ha
diritto di prote-
Po da Pavia
Adriatico, creando sulle nostre frontiere una piazza di guer-
ra di prim* ordine, libera d' occupare
quando
tagne che dovevano servirci di baluardi, le
il
padrona assoluta del corso del
parti, ci obbliga a
mantenere
le
ci
le
piaccia le
minaccia
nostre forze sur
mon-
da tutte un
piede
ruiuoso, fuori di proporzione colle nostre risorse finanziarie.
10 Si osserverà forse che la presenza delle
Roma
Piemonte. Nulla
liavvi
occupazione di
1'
tica,
meno
di
Roma
esatto. Al punto
i
francesi a pericoli del vista
di
poli-
per fatto della Francia può avere
una grand' importanza. Al punto alcuna soprattutto per ciò
caso
(ruppe
neutralizzi le forze dell' Austria e diminuisca
di vista militare, essa
ha tratto
elio
non ne ha
Sardegna. Se,
alla
in
noi dovessimo fare appello all'appoggio
d' un* aggressione,
che questa potenza tiene nella Proven-
della Francia, le truppe
za ed appiè delle Alpi
sarebbero
ci
un aiuto
d'
mollo più
Roma, non potrebbero
ficace di quelle che, isolale a
ef-
guari
a-
girc in nostro favore che venendosi ad imbarcare a Civitavecchia.
Crediamo, conseguentemente, che a
Roma non
diminuisce per nulla
Sardegna solleva contro
dotti a
Ma
aflìne
rità
pate
in
a
con-
le
con-
migliorare
questi Stali non essendo più
di
voli
ai
più legittimi
i
che queste concessioni
inevitabili
medesimo tempo che dell' Austria,
modifichino profondamente così lungo
tempo seguilo
Gabinetto
di
i
si
so-
popola-
delle
non lor sieno strap-
proclamerà
Sovrani
all'
ombra
il
principio
centrale
dell'Italia
sistema politico,
il
che
hanno
Torino è convinto che ogni pericolo
Parma
e
di
ri-
Modena,
se
fossero dolati di insliluzioni analoghe a quelle che
monte gode da undici
anni.
Il
per
delle bajonette straniere.
voluzione sarebbe evitato nei Ducali di essi
riconoscesse
richiami
della Penisola,
seguito a disordini e movimenti popolari, egli è neces-
non intervento
Il
la
interesse dell' ordine e del principio di auto-
nell
sario che nel del
Francesi
dei
armate austriache sarebbero necessariamente con-
dare soddisfazione
—
zioni
Governi
I
Stati
allri
non tarderebbero
dizioni dell' Italia centrale
stenuti dalle
questi
diritto a
r indipendenza assoluta degli
siderevolmente.
presenza
la
valore dei reclami che
politica invadente dell' Austria.
la
Se r Austria facendo
il
il
Pie-
sistema di questo paese dimostra,
che un sistema saviamente liberale, applicato con buona fede, può funzionare in
Italia
della
maniera
rando nel medesimo tempo
la
più soddisfacente,
la tranquillità
assicu-
pubblica, e lo sviluppo
della civilizzazione.
In
quanto
alla
Toscana
egli
giudica
necessario
il
ristabili-
Digitized by
mento
della Costituzione
1848 che
«lei
e che è stata rivocata giusto
instituzioni eh' Ella consacrava,
pra
Ginn Duca ha giuralo
il
momento ove basandosi
al il
Gran Duca era
sulle
rista tirato so-
suo Trono rovesciato da un movimento rivoluzionario.
il
Per
ha rapporto
ciò che
binetto di Torino non
agli Stali
saprebbe
Santa Sede,
della
che
dissimularsi
il
ga-
questione
la
presenta delle diflìcollà assai più gravi. La duplice qualità che riveste
Sovrano Pontefice,
il
capo della Chiesa Calolica, e
di
Principe temporale rende quasi impossibile
(
di
nei suoi Stali) lo sta-
bilimento del sistema costituzionale. Egli non saprebbe consentirvi
senza incorrere nel pericolo di trovarsi spesso iu contraddizione
con
medesimo, e
lui
di essere forzato di
optare fra
suoi doveri
i
suoi doveri come Sovrano costituzionale. come Pontefice, ed Nondimeno riconoscendo che bisogna rinunziare all' idea i
tranquilità degli Stati del
d' assicurare la
slruzioni costituzionali,
gabinetto
il
per ottenere lo stesso scopo adottando
M.
poteuziarii di S.
hanno sviluppato ai
ministri
ottenne sulla lo
nini
di
e
provinciali,
cipio dal
del
il
mezzo che
progetto che
al
congresso
poste
sviluppo
che erano
tra
esse
in
stabilite,
Papa slesso
al
i
d*
i-
siasi
pleni-
Parigi
di
Marzo 1856 indirizzata Questo progelto, the
27
d' Inghilterra.
approvazione
Romano
lo
e
Sardegna
col
pensa
di
lord
Clan ndon,
amministrativa completa delle
separazione
Stato
di
nota
nella
Francia
piena
la
Re
il
Papa
Torino
di
l'Adriatico, delle
il
Po e
instituzioni
basa
si
proviueie del-
A pen-
gli
municipali
se non messe iu pr.itica,
e
in prin-
suo ritorno da Gaeta. Questo progetto
dovrebbe frattanto essere completalo
collo
stabilire
Roma
a
una consulta nominata
dai Consigli provinciali,
rebbero sottomesse
questioni relative agli inlereSf generali
le
alla (piale
sa-
dello Sto lo.
Le sta
all'
idee che
si
espongono sono una chiara e precisa rispo-
interpellanza che
il
Governo
dirizzato al gabinetto di Torino.
suo avviso stornati e
i
la
danni
della
guerra
di
S. Al. Britannica ha in-
Restringendole
o d' una
risulta
rivoluzione
questione italiana temporaneamente
-che
a
saranno
assopita
alle
condizioni seguenti:
Digitized by
il non
Coli' ottenere dall'Austria,
nome
nazionale, separato, per la
Coir esigere
clie
il
della
fuori
cinta
Romagna
Piacenza
di
1847
cessi,
che
a
e allo spirito
sugli
del-
Stati
forti distaccati
i
sieno distrutti, che annullata, che
sia
principio
il
ina
un governo
Venezia.
lettera
dominio dell'Austria
convenzione del 26 Dicembre
pazione della
la
alla
e conseguentemente che
Italia centrale cessi,
costruiti
Lombardia e
conformemeate
del trattato di Vienna l'
virtù dei trattati,
in
dei prìncipii d' umanità' e di eterna giustizia,
1'
non
del
la
occuinter-
vento sia proclamato e rispettato. Coli* invitare
Duchi
i
di
Modena
e di
Parma
a dotare
paesi d* istituzioni analoghe a quelle che esistono
e
il
Gran Duca
di
Toscana a
in
ristabilire la costituzione
i
loro
Piemonte,
che aveva
liberamente accordala nel 1848. Coli* ottenere dal
Sovrano Pontefice
strativa delle provincie al di alle
qua
la
separazione ammini-
degli Apennini,
proposte comunicate nel 1856
conformemente
gabinetti di
ai
Londra e
di
Parigi.
Possa
l'
Inghilterra ottenere
dizioni! L* Italia
l'
avveramento di queste
confortata e pacificata la benedirà, e la
degna che tante volte ne ha invocato favore de' suoi sventurati
cittadini
il
le
conSar-
concorso e l'aiuto
professerà
una
in
ricono-
scenza imperitura.
Torino
l.
Marzo 1859.
Firmato
—
C.
CAVOUR.
(Torino, Tipografia Nazionale.)
Digitized by