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MEDICINA MILITARE NELLE LEGGENDA E NELLA STORIA

Page 1

COLLANA MEDICO-MILITARE l'trUlll,HlA'l'A

l)AL

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�I IN IH'l'lnll.O Pl•\1.1,A fllJli:H,ltA • PI ltlt1/.JllN 1,: < lENERAJ.E DI SANITÀ :M :LITARR

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l>n·1"1', AHTllBO CASAHIN.C 1 t'kl!lh l'ln

1t1Jl,tlM'1IIJl,l,o

,-i11IPiUO

LA M El)ICINA MILITARE

NELLA Ll�OUENDA E NELLA STORIA SAGGlO STORICO . 'l 11 t-rnLlV JZl SANITARI NEGLI ESERCITI 11N1>Jii\'l'11

DEL l'l.;H

J'HIM.O PREMTO NEL CONCORSO

1927

1./\ VORI SU TEMI MILITARI

(Con 155 figure)

INTER ARMA OHARITAS

Roma • Sezione del bassorilievo della oolonna, T1·aiana Assistenza ai f'eritì in guerra

ROMA - Giornale di medicina militare - MCMXXIX · Anno VII


Jt'ireuz~ ....:. Tipo~rafia Cor pigiaui

6

Zipoli , Vin. Ricai;olt, 63.

A""· 7. Cl1H,i • Curato~ a l fallimeato


Dedico queste pagine alla Clira memorili tlel prof. GIUSEPPE OASARINI, mio zio, per nove lustri insegnante disC'i,pline chirurgiche nell' Ate,neo 1nodenese, degli studi storico-,nedici f ervido cultore e precursore (*).

(*) G. CASARINI, Elogio ài Cesat·e Magati. Discorso pronunciato ncll' Aula Màgna della R . Unive1·sità di Modena per l'inaugurazione degli studi dell'anno acca.clcmfoo 1867-(IB. G. èABARINI, Sulla neoessità della emdizio1i"e in medicina per app1·czza1"1w giw,tamcntc i pragre,qsi. Discorso iironunciato ncll' Aula Magna della R. Università di Modena per l'inaugura1,ione degli stnd.i clell'anno accademico 1880-81.


PREFAZIONE

Rimontare aUe 01•igini d,el servizio sanita1·io in gum'l"a e segufrne le vicende e lo sviluppo attraverso i seco/.i significa documentm·e l' importanza data dalle Nazio~i più civili e più int1·ap1·endenti alla p1·eparazione di tale servizio fino dal tempo di pace. La grande gue1·ra ne ha enormemente aumentata l' impo1·tanza ed affermato quanto indùpensabilè ,çia ··una {rauna e vasta preparazione dei mezzi ed una .,;olida organizzazione del servizio alla con.-;ervazione della .<;alute ed alla efficienza delle truppe. Preparazione d,ei mezzi ed organizzazione dei servizi non sono elementi che si possono improvvisàre. Da ciò la necessità di un Corpo sanitario milita1·e che bene conosca it congegno e le esigenze del .~uo servizio e sia capace di inquadrarlo e dirige1·lo in gum·ra. Roma, dicemb1·e 1928, Anno VIL 'Ì.'enente gene1·ale medico G. B. CALEGARI

Dfrett01·e gene1·ale della Sanità milita1•e


INDICE DELLE MATERIE

INTRODUZIONE -

Risveglio degli studi s torico-medici in Italia

Pag.

1

' OAPITOLO I. I

SERVIZI SANITARI MILI'l'Al!I NKLL'EJ'OCA PREISTORICA E PIIESSO LJ<; ANTICHE CIVILTÀ

5

Ìl'ÒRIENTE

I. -

8

II. -

L'assistenza sanitaria presso gli eserciti Assiri e Ilabilonesi . La medicina militare degli antichi popoli cinesi . III. - L'assistenza sanitaria .presso gli eserciti dell',antico Egitto IV. - La medicina mililtare ,presso il popolo ebraico V. - I servizi sanitari militari dell'antica Indiu . VI. - L'organizzazione sanitaria militare in Persia VI I. - La medicina militari! nell'antica Grecia e nei poClllli Omerici .

10

13 19 24 2:7

31

CAPI'.l.'OLO II. I

SERVIZI SANITARI MILI'fARI NELL'ANTICA ROMA

I. II. III. IV. -

73

L'arte saluoare presso i Romani . 75 L'assistenza sanitaria pre..'lSO le for;;e armate dell'antica R.-Oima 86 Organizzazione dei medici militari nell'Urbe : reclutamento, uniformi, strumentario, luoghi di cura eec. 107 I medici milltari romani nell'epigrafia e nei monumenti flmebri 123 ,CAPITOLO III.

L'ASSISTENZA SANITARIA PRESSO OLI ~:SE:RCITr DURAN'n: IL MEDIOEVO

I. II. III. IV . V. VI.

-

La medicina militare nelle canzoni e nelle leggende medioevali . I i:iervizi sanitari presso gli eserciti dell'antica Arabia L'assistenza sanitaria nelle Crocrate . La medicina militare e la Scuola salernitana . La medicina e la chirurgia militare nel trecento L'introduzione delle •armi da fuoco-nell'arte della guerra e la chirui'gia militare nel quattrocento .

141

143 152 15(; 161 172 185


-

VIII -

OAPI'J:OLO IV. LA

MEDICINA

I. II. III. IV.

-

MlLll'ARE

NEL CINQUEC'ENTO

,

Pag. 197

La cl1irurgia militare del cinquecento in Italia . 199 La obirurgia militare del cinqTUecento in Francia 217 La mediciil'a e la chirurgia militare del cinqmièento nelle ia1tre Nazioni 227 L'assistenza sanitaria degli eserciti nel cinquecento . 230 CAPITOLO V.

LA

237

MEDICINA AHLITARJ;; N E L SlliOENTO •

I. II. III. -

Lia medicina militare del seiceruto in Italia .

La chirurgia rn ilitare. del .seicento nelle ,altre nazioni d'Elwopa L'as.sistenz'll sanitaria degli eserciti nel seicento .

239 253 257

OAPITOJ,O VI. LA

271

MEDICINA MILITARE NEL SEl'TF.CEN'J'O .

I. II. -

rnr. -

J ,a chinirgia e la mcdidna mil1tai·e nel settecento in Italia Da chirurgia e la medicina militare nel settecento in ]]'rancia e nelle altre nazioni d'lliuropa llassistenza santtaria degli eserciti nel sottccc11to CAPITOLO

l

27n 2SO 291

vn.

SJ,;IWIZI S ANITARI MILITARI AI. TKl<fl'O IIELLA RIVOLUZIONE FRANC~:8~: ~: Il~'.LLE GUERRFl

307

NAPOLEONIC'.H.i,:

I. - ·Organizzazione sanitaria militare durante 1a rivoluzione francese . II. - I servizi sanitari IIIlilltari nelle guerre della repubblica . III. - I se1·vhli sanitari militari nelle 1,'Uerre napoleoniche

309 317 337

CAPITOLO VIII. l

st:RVJZI SANJ'!'Alll MJLI'l'Aln Nlsl. 1u;uNI DEL VEOCillO Pl!èMON'n:, D.I SMIDEGNA, DELLE DUE

I. II. III. IV.

SICILIE

E

NEC;LJ

STATI

377

I'l'AJ.,lANI

- Organiz,mzione sanlltaria militare nel vecchio Piemonle . - I servizi sanitari militari nel regno di Sardegna . - L'assistenza sanitaria milìtare nH regno delle Due Sicilie - I servizi sani,turi militari negli altri Stati italiani

379 389

420 425 .

CAPI'l'OLO IX. I

SF.l!VIZI SANITARI MILJ'l'AIU IlUHAN'l'E LE CA:MPAGNE DIGI,L 'INDll'EN DENZA, DI CRIMFA E

I. II. -

DELL'UNIT.\ D'J'fALL\

Prima campagna dell'indipendenza italiaua (1848-49) Guerra di Crimea (1854-56) .

42!1

il .

431 442


-

IX -

III. - Seconda campagna ·dell'ind.ilpendenza Jtaliana (1859} IV. - Prima campagna dell'unità d 'Italia (1860-61) . V. - Terza campagna dell 'indipendenw1. italiana (1866) VI. - Seoonda campagna dell'unità d'Italia (1870)

,'

• Pag. 453 467 473 478

CAPI'l'OLO X. I SERVIZI SANITAIU MILITAIU

.NELLE GUERRE DI SECl!..~SIO.M; AMERICANA E

FRANCO-

l'RUSSIANA

I. II. -

"' 483

Guerr,a di sece;;;sione americana (1R6l-65) Guerra franco-prussiana (lSW-71)

485 481)

UAPI'l'OLO XI.

1

SERVIZI SANITARI MILITARI ,'(_EI.r.t: ue1mn;; Rr!SSO-TUHCA, SERBO-BULGAflA, ISPANO-AME· ltICANA,

I. Il. Ili. IV. V. -

VI. -

Guerr,a Guerra Guerra Guerra Guena Guerra

ANGLO -BOERA, nusSO·GIAP.PONEBE E

BALCANICA

(1912-13)

50!)

russo-turca (1877) scrbo-1:lulgara · (1885) ispano-americana (1S95-1Sll8) 'a nglo-boera (1900) russo-giapponese (1904-190fi) balcanica (HIJ2-JB) . CAPI'I.'01,0

511

514 517 523 fi2!)

535

xn. ,143

SEBVI:t.T SANITAl{J MILITARI NELLF. CAMPAGNE COLONIAT,I l'l'A"LTANE

r. - Guerre coloniali dell'Eritrea (1885-87-95-9()) l r. - Campagna coloniale di Libia (l91l-12)

fi45 556

CAPITOLO XIII. I

SEl!VI'.I.I SANl'J'ARI

DIALE

MILITARI NELL't~F'.RCITO

I TALIANO,

DURANTE

LA

Gui:mtA

]1-1.0N-

(1915-1918)

573

CAPl'l'OLO XIV.

1

SE[l\'IZI SANITARI MILITARI DAT,LA COSTITIJZIONE D1:J,L'UN I TÀ ITALIANA AD OGGI •

.

())9

AP PliJ NDJCE.

·,

Cenno stori.co sulle associa~ioni di socc..'Orso dei malati e feriti in guerra .

()49

}NDlCE llIRl,IOGIUFICO

675


INDICE DELLE FIGURE

E'ig.

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Graffito della necropoli di Snkkarah con R<:em~ di cioooncisionè (1800 anni a. C.) Pag. Omero - Scul tura antica (Mru;eo na:donak di N a,poli) . Tavoletb1 L'tm scrittura non ,;ncora decifrata, rinvenuta negli scavi dl Creta: (,prescrizioni terapeutiche?) Esculanfo scrluto che :i.bbevPra i! sP.rpf'ntc. (l\lt1s<->o ardl i,ologk'O di Atene) Macaone medioa Menelao ferito da Panduro (Dalla Galleria Ome-rìca, dell'Inghirrumi, Vol. II, tav. CXXII) . Nestore chEo offre la tara:.rn. a J\,Ja.caone ferito. (Dalla Galleria 01nerifia 1l1Jll'Inghirami, Vol. II. tav. XIX) Achille ferit:o _,ehe <.~rea di estrarre la freccia dalla coscia destra. (Dalla Halleri(l. Omerica dell'Inghir;irni, Vol. I, tav. J,XVJ Coppa di Sosia. .Achille che fascia il braccio destro di Patroclo ferito al gomito. (Pittura . su vaso, esmtente nel Museo di Berlino) Filottete nell'isola di Lerrmo, mentre !iCaccia con un'ala di corvo le mosche che ronzano ·attorno alla ferita del 1>iede destro. (Pittn~a su vaso) Filottet.e mentre si fascia il piede destro. (Pittura tsu vaso) . Filottete assiso su una roccia che osserva. il piede destro fasciato. (Pittura su vaso} Macaone elle fascia il ,piede sinistro a Fi.Lottete. (Fraimmento di pittura su ~peeC'l1io, esistente nel Museo ci'vico di Bologna) . Ac.hiÌle ferito. (Da un disegno del Gabinetto delle medaglie, ;1'a.rigi) T:rn..<,porto di morti e feriti nell'epoca greco-romana . Garro trainato ò:a buoi per trasporto di malati e feriti nell'epoca grec'O-.r-0mana filottete ferito 'trrusportato su un carro trainato da cavalli . Pittura murale ,pompeiana, ora al Museo nazionale di Napoli. Il chirurgo lapis tenta di ·estrarre con una pinza la frecei;i. daU.a coscia destra di Enea Virgilio - Erma i.n marmo. (Museo Cavitolino, Roma),

17

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1•:phmùio delle g,uerre daciche. (llasso rilie vo (l:1lla colonna Traia.na, Ho111a) . 1-'ag. :!.O. - rosto di medicazione delle legioni rOllllane nelle guerre daciche. (Sezione del bassorilievo della colonna 'l'raiana,' H.o ma) . 21. - Ventose in bronw di diverse dimelllSioni. Alcuni s trrnr.ncnti di chirurgia in us o pre.sso i Romani: astuccio chirurgi(,X>, bis turi, &patole, ;pin·zette di varie forme 22. - B.usta chirurgica in bron;,,0 di un medico militare romano . 23. - Fm11nacia tascabile a più sc--ompartillllen ti in avorio appartenente ad 1m medioo militare romano 24. - Ara votiva dedicata a Gio•v e da Antonio ValeJllte, mcdiico della IJI ,Legione rnacedoniea 25. - Lapide funeraria del soldato Si'!{rio Rufo, della Xl Legione, il quale s i suppone fosse medico militare dal bassorilievo scolpito ::iotto l'iscrizione, che rappresenta una bu::ita chirurgica 26. - Lapide funeraria del rnedloo soldato Tito Aurelio Numerio, della Legione XXII, primigenia pia fi,clelis 27. - Ex voto del medico militare Sesto 'l'hlio Alcs::iandro, della V coo.rte pretoriana 28. - Baimrnento ante1·iorc di una stat'Ua eretta in onor e di Car acalla, dalla TI coorte dei vigili di H.oma 2\l. - .Pietra t11m11lani del medico militare Anicio Jngemw, della prima coorte aus iliaria t;ungrica 30. - LaJ)Jde vutiva dedicata dal rneòico Marco Aurelio Zosimo, della IV <:"OOrte Aquitiania, a Giove, ,ul Apollo, Nsc 11lapio, alla salute cd alla fortuna del La coorte e deì suo !Prefetto Lucio Petronio J!'lorcntino :_n. - Ushe rgo cd el1no con nasale. (Dal dizionario di Violet Le Due) . 32. - Mire che applica un topico sul g inoocbio des tro di un infermo regale. (Da :un disegno della Bilblioteca Nazionale di ra.rigi Lancelot du Laic) 33. - Cavaliere partente per la. guerra con la lettiga tra.spoiitata a dorso cli cavalli. (Da un disegno della Iliòlioteca Nazionale di rarig i - Lancclot du Lac) . 34. - Cavulicrc ferito al toram, :tral'<portato in un mouast ern_ pc1· le eurt> (lei caso. (Da un disegno della Iliblioteca Nazionale di Parigi - Lancclot du Lac) . 35. - Mimiatura d".11 Car men ad, honorem A 1i11ns t-i di Pietro da lDboli. (nella biblioteca civica di Berna) 36. - Lanfrancbi di MU.ano - Lettore di chirmgia nell'Università di Parigi (Seoolo XIII) . •· 37. - ·- Un c hiru1·go frnnc'CSt> in abito lungo, dell'epoca. di Enrico llli 38. - Chirurgo militare che ,pratica l'emostasi sul ca11upo di battsglia (Seeolo XIV) . (Da una ministur a della Biblioteca d ell'Arsenale di~~ 39. - - Estrazione di framrnen1to di frcc.-cla dal to r ac.'C, faitta da un chirurgo militare sul campo di battaglia. (Dall'o·pcra di Giovanni Gersdorf) . IH.

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.. Fig. 40. -

-

XIH -

Applicmr.ione d i cauterio .s11 una rpiaga della gamba destra; nella parte suveriore vari tipi di cauterio. (Dall'opera di Giovn.nni Ge.rsdor;f) . Pag. Un'amputazione della ~ b a destro al t er 7,o superiore. (Dall'opera di Giovanni Geri:;dorf) Una t rapau azione del cranio <.'On trapano a tre [[)ledi. (Dall'opera d i Giovanni Gersdorf) M,a riano Santo, da Barletta 'l'ra,panw.lone d el cnuiio. (Dalla Cinwgi,a Universale di Giovanni .Andrea dalla · Croce) Riduzione della lussa.z lone d ell'om+n·o d estro. (Dalla Ohirtiryia di · Guido G11 idi, puhblkat,a a P,1rigi nel 1:i44\ Gabriele Falloppi'a, d a Modena Gaspare T agliac.w;zi, da B-Ologna .Ambrogio Parèo, a 72 anni . ,Sit;r,umentl chirurgici e cauteri dell'epoca di Ambrogio Pa.Ièo . Ambrogio P.arèo prat_ica la legatur a d elle arterie in un ferito all'Msedio di Drurnilliers. (Quadro di Ch a:rtran aHa ·Sorbona ~~ AJIDbrogio Parèo nel lr1ii2 all assedio di Metz, a;;iclam ato d ai

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Chirurgo militare che medica presso la temla un solilato ferito alla t esta. (DaJ.l' Opu.~ chirurgimim' di ,Paracelso - Francoforte, Hi65) 53. - Obiru~go militare da campo e suo -nss.ìstente. (Da un'incisione di NicoJ.a Meldomann, Norhrnberga) 54. - Chirurgo militarP- che pratica l'estrazione di un fcrr.o tli l ancia d all'emitorace destro .s ul ca,mpo ·di bai.taglia. (Da una stampa del Maurer nella Galleria Albertina di Vienna) . 55. - Cassa di medicinali per il ser vi¼io sauitario in campagna - H 68 56. - . Gaspare .Aselli, da Cremo na . 57. - Cesare Magati, da Scandiano 58. - Ludovico Settala, d.a Mi!:mo 59. - Gerol amo Fracastoro. da Veroua 60. - Giovam1i ~fnria. L ancisi, d a R~·a. . 61. _:_ Bernardino R amazzini, da c.Jarpi 62. - Ton rniquet di Gi.w. Luigi Pe tit e modo di a,pplicazione 63. - Carlo Gu·a tt ani, da S. Bartolonuneo B agni (Novara) 1 6'1. - Giovanni .Alessnndro Bra.mbllla, d a P avia; . 65. - Antonio Scarpa, da Motta di Livenxa 66. - Mi-chele Bergonzoni, da Bologna . m. - Croissauit de Garengeot, d a Parigi . 68. - Il ~iaresciallo Maur i.zio d i Sassonia . 69. - TJ!rico Rilguer ~1720-J79G) , d a Wtirtemberg . 7-0. - Lorenzo Heister (1683-1760), da Francoforte sul Meno 71. - Un pqsto di medicazione alla battaglia d i Fon tcnoy dell'll maggio 174fi. (Da u na pitt,1ra di La Pequa d el Museo di Versailles)

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XIV -

Fig. 72. - G iorg:io ·Mnreschal, chirurgo del ]{e Luigi XLV t-! Luigi XV. Pag. 1, 73. - G. Pi<:Jrnut dc la Martinière, primo chirurgo di J,uigi XV (rnU6J7&'l). (Quadro del pittore Lntinville) . » 74. - 11 maresciallo <li Sassonia si fa trasr)()rtnre sul cu:rnpo cli battaglia nella .iu.a carroz1<m di vimini. (Dall'epopea oni lH.nre di Houchet) » 75. - Medici militari al tempo della irivoluzione francese » 76. - Brevetto di nomina a medi<ln militar,~ al tffillpo dP,lla prima re,pubblica. (Collezione Rondelet) » 77. - Certificato d i visita medica ,_.onegialc al tempo della ,pri1ma re. pubbHcn. (Collezicne n-0ndelet) >> 78. - Biglietto d'u.sdta dall'osl)(>clal<' militare (-t\.nno· ILI dellia repubblica). (Colle:,;ionc Rondclet) >> 7!). Tra.spoiito dei feriti dal campo di battaglia, al tempo della rivoluzione francese » 80. - Domenic-o Larrt>y (J7flf;..1&.12), ù a n.audean (rutl Pirenei>, chirurgo in capo della Grande A11mata » 81. - Un'amputazione del 1>raccio destro sotto il primo impero . » 82. - Larrey medica i fortti sul campo di battaglia. (lht 11n q1wdro - di Vernet) " S3. - L':1mlml::mza vol:mk ,a due ruote di I,an~y. (,i::o<'(\()rso rul un ferito) » 84. - Lai-rcy e la sua aa:nbuJ.anz.a volante s ul e am.po di batt,11!;lia. (Da mi quad1·0 della Bi!lliol.eca dell'Accademia di medidna di Parigi) . » 85. - Uar:ri le<,;gcri a due e qJU.att.ro ruote llell'rumlml1111m1 vohu1tc di Larrey >> 86. - Nicola Renato Dufriche, Barone Desgenettos (17(i~-1S37), medico c a.po di Val-de-Gr!lce, l!l'J.'lettorc Geuerale) . >) 87. - '.l'r a.'!porto dei feriti su carri di requisizione nella battaglia di Cas tiglione d elle Sti-viere del J7!JG. (Da un quadro di Vcrnet) » 88. - Battaglia di Rivoli (14 gennaio 1797) . » 89. - Feriti medicati su} campo di .battaglia d 'Aboukir (campagna d'Egitto) » 90. - Il medie-o Capo Desgenettes s'inocufa la peste (ca:rupagna d']]gl,tto) » 91. - Battaglia <li Marengo (14 g iugno 1800). Napol eone conforta i sold,nti feriti » 92. - Battaglia di Montebello e Castegg'o (17 g iugno 1800) . » 93. -- J:'ictro Fr:rucesco Percy, 17!,,.l, da Montagney (Franca Contea), chiruTgo in capo della Grande Armata . >> 94. - Ambulanza volante ùi Percy, detta Wm·tz . » 95. - Divise ed equipaggiamenti dei soldati infera.nicri proposti da Percy » 96. - Bnstu per amputazioni e travanazioni del chirurgo Percy. (Museo di V al-de-Giroc-e - PaJ:igi) » 97. - Traspor.to dei 1muJ.ati e feriti su oarre bt.t'tirate da muli, durante la spedizi,onc n ella Spagna . )> 98. - Napoleone visita i feriti a ll'isola di J,obau. (Quadro di Meynier .al Mus co d i Vol-tle-G,rflee) . » 99. - La s palJa a.rtifìd,a le del gener ale d ' Ahoville . (M11sco deH' Armata

» 100. -

- ~~

Uniforme di cbiuurgo milit:n-e ncll'esei·c1to di Vittorio Amedeo III (1793) .

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Flg. 101. - Uniforme dell'Uffidale m.edioo nell'eo;;ercitQ sardo (1849-1873) . Pag. » 102. - Alessandro Riiberi (17!JG-186Ì), Instauratore del Cor1)() simitario mi. litarc. (Molllllmento nel cortile della R. Università di Torino) . » 103. - Monumento ad .Alessandro Riberi, in Stroppo, inaugurato il 1° ottobre 1911 >> 104. Combattimento al ponte di Goito (8 aprile 1848) » 105. - Battaglia di Pastrengo (30 aprile 1848) » 106. -'- natta.glia di. Goito (30 a:naggio 1848) . » 107. - Battaglia di Novara (Bicocca, 23 marzo 1849) » 108. - Guerra di Crimea - Ambulanza d a campo francese, · sotto la tenda » J09. - Guerra di Crimea - '.l'raspol'lto de i feriti con mezzi improvvisati . >> 110. - Guerra di Crlimea - 'l'rasporto del. feriti .su sedie e lettighe someggiate >> 111. Guerra di Crimea - Imbarco dei feriti a Balaclava . » 112. - Guerra di Crl!mea - Modello di tenda-ospedale del Corpo di spedizione pii~rnontese >) 113. - Guerra di Crimea - Modello di Jiaracca-ospedale del Oorpo di dizione pi€Qllontese >> Jl.4. BaittagUa di l'alestro (31 an·ag,gio 1859) » 115. - Battagli.a di Magenta (4 giugno 1859) » 116. - Butta.glia d,i S. Mru::tino (24 giugno 18.'!9) >> 117. - Battaglia di Solferino (24 giugno 1859) >> 1J8. Campagna del 1859 - Sedie da mulo per trasporto dei feriti . » JJ.9_ - Battaglia di Milazzo (20 lugli-O 1860) >> 120. - Entrata degli It aliani in Perugia (14 settembre 1860) . » 121.. - Battaglia di Cn.stelfi.dardo (18 settemhre 1860) . » 122. - Garro .per trasporto malati e feriti, durante la campagna del 1866 » 1.23. - Battaglia di Custoza (24 giugno 1866) . » 124. principe .àmedeo fet'iito a custoza (24 giugno 1866) . ll 125. Presa di Roma - Breccia di Porta Piia (20 settembre 1870) i> 126. - Guerra franoo-prussiana - Battaglia di Séd·a n: .p osto di medicazione bombardato » 127. - Tenda da meilicazione, modello Guidla (aperta) . » 128. - Portantina rego1runentare a due sedili 1'atcrali ed 11no mediano per trasporto di mah.uti e feriti au caimrnelli >> 129. - Lal[)ide in memoria degli ufficiali medici caduti nelle guerre dell'indipendenza, di Crimea e d'Africa, inaugurata il 18 marzo 1900 nell' atrio dell'ospedàle anilit are di Roma . >l 130. Nave-ospedale «Menfi>>: un reparto nel salone di '.l)Oppa . >> 131. Un po.sto di medicazione nel_le trincee del Carso (camp. 1915-1918) ii 132. - Un .posto di medicazione alle falde del Velikl (campagna 1915-1918) » J.33. - Altro posto di medicazione alle falde del Sei .Busi (campa-

n

gna 1915-1918)

» » » >> »

134. 1.35. 136. 137. 138.

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Traspor,to di un ferito in slitta (campagna 1915-1918) . Trruwo,rto di un ferito in teleferica (campagna 1915-1918) AutoambuJanza Filat del R. Esercito Italtapo (campagna 1915-1918) Trasporto dei feriti con co1onna di autoambul a nze (camp. 1915-1918) Ospedaletto da campo d a oO letti attendato (campagrra 1915-1918)

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400 4-07 434 425 436 437 443 444

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447 455 455 458 459 •160 161 4fi:, '168 469 470 474 475 479 480 '191 548

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583 584 584 586 687 588


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li'ig. 1:19. » 1'10. -

Arnbulam:a clliru1·gioa in fnnzione (camp,ag 11:1 l!llri-l!rl R) . . P-a g. Am bulanza chirurgica · 'l'enda-sala ,per operazioni . >l 1'1 1.. - .Aimbulanza chirurgica· •rend'a per il rioovero dei .feri ti operati » H2. - Ambulanza. chl.rurgioo. · Autocarro Fiat con cal<lai:i. . >l 143. Interno di un'ambulanza radiologica (cMDpagna 1915.1!)] 8) . » 144. - Autostnfa di disinfe¼ione tipo « Vittoria » (crunpagna 191 :;.1918) » 1.45. - Grande unilforme del Corpo s anitm-io militare (tenente medico (1873-1907)

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599 599

600 601 606 623

. » 1.46. - Reparto carreggiato di sezione di s anità per· fanteria (1909-1921) . » 147. - Uniforme da campagna del Oorpo sanitario militare nella campagna 1915-L918 (capitano mediro) . » 1.4.S . - Olocaus to di v.l!te otferte dal Corpo s anitario militare nella carnpngna (]911>-1918) » 149. - Monwmento ai medi.d italiani caduti in guerra, inaugurato nel cbioot:.ro della Scuola di sanità militare in Firenze il 1° novemb1·e 1924, alla presenza delle LL. MM. il R e e la Regina . » 150. - l'articolare del monumento : la rievocazione » ltil. - Particolare del :monumento : il convalescente . >l 152. - Particolare della cancellata: le s pine . >l 153. Fiorenwa Nigthing:ùe (nata a Firenze il 12 JTll:l~'l{io 1820, morta a T.ondr:i il 13 agosto 1910) . i> 154. - Nurico Dtmant, uno dei promotori della (', 0nven;,.ione' di Ginevra . » ltiu. - lJ'erdlnanùo P alasciano, cprecurs,ore de lla Croce Rossa (1S15-1.8U2)

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644 645 646

647 657 M9 661


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IN'l,RQDUZIONE.

Risveglio degli studi siorico-medici in Italia. Iil fervido impulso impresso al movimento intellettuale ed aJ.la coltura scientifica in questi ultimi anni, in ctù un soffiò di vita novella, pa,re abbia pervaso tutta , la Nazione! che - tutta, protesa verso hi sua meta. - a1SCende l'erta luminoBa di sua grandezza, ha ,prodotto anche un efficace ri~vegl~o degli studi di storia della medicina. Già fin dall'inizio df'l 1800 furono degni cultori di questa nobilissima branca delle scienze mediche il Monte.santo a Padova,, il Bertini .a Firenze, il Pigli ed i11 Puccinotti a Pisa, Salvatore De Renzi a N3ìpoli, il Oorradi a Modena, il Cervetto, e il De MJeis a Boilogna; ed è precisamente colla mort,e dcl De Meis, avvenuta nel 1891, · che l'attività di · questi studi segna ·uoo sosta l'imairchevole. ~Iia, ben presto questo periodo d'inerzia è brillantemente sup.e rato da.Ua mente geniale di Guido Bacoelli, che, Ministro dell'Istruzione, rrista,biJisoe l'insegnamento della storia della mooicina nell'Univertdtà di Roma,, affidandone il'incarfoo aJ Pcnsuti, che lo tenne fino al 1910, quando, por malin.tesa economia, la cattedra, fu s01ppressa. Il 1907 segna peraltro l'inizio del rifiorire degli studi sto,rico- · medici in Italia per opera di 1pochi volenterosi, che fonda,rono in mezzo_a difficoltà di ogni sorta ila Società Italiana di storia delle scienze mediche e naturali, la quale è andata in <1uesti ultimi anni notevolmente affermandosi e sviluppandosi sotto ]a p,residenza dell'illustre senatore prof. Davide Giordan:0, tanto che sono stati indetti tre congressi nazionaJli e mimerose riunioni annnaH, ed ora è nel suo pieno svilupspo.


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Hico1·,d t:1:omo :.mcora, che n~l 1!)21 si costituì in Roma, ooll'ap~1og-g-io 111 11,tedaJe e mora!le dei Ministeri della Guer,r~L e della Ma-

,,·i ,111,, J ' J,.;;tjtuto storfoo' itaJiano dell'arte sanitm•ia., il quale fu eretto

in eute m0+ra.Je. Esso, oltre allo s~op,o principaJe dell'incremento (' ùcJ]a propaganda degli studi, si è prefis~m anche quello . di fondare un museo, una biblioteca ed un archivio di storia della m ~ icina, con una sezion~ apposita per }a medidna, e chirurgia militare. La sua attività si esplica a mezzo del_« Bollettino dell'Istituto stori,co Haliano dell '.a,rte sanitaria >>, che, assieme all'« Archivio di s,t oria tfolle scienze», fondato é diretto da Aldo Mieli ed alla<< Rivista di storia ,delle scienze mediche e natu'l'ali )), contribuig,ce efficacemente alhl, diffusione in Italia -dell~1 cilltnra. delle scienze storioo-mediche. Dobbiamo infine rico•rdare che l'insegnivmcnto della, storia della, me<licina 1\ impa.rtito attua.lmente nellle R. Univ,ersità, di Roma., Siena,, J:>adova, Mo(leona, Bari, Napoli e P,erugia da distinti c11lto,1·i e che la materi,a è r<<Sa obbligatori.a per gli studenti <lell'ultimo aJmo 1li medicina, e chirurgia,, oon r•eilat~vo ef;3,me. In mezzo a. questo fervore di studi di storia della medicina, la Sn.11itù rniHtn,r e non ,poteva rn::H1care di po,rtare il fiUO modesto contributo, ed il tenente generale medico a. B. CaJlegairi, dir~ttore generale presso il Minist,e ro della Guerra, molto opiportunamente h~L disposto che anche questa branca fosse compresa tra ile materie di esame [Yresso la Scuola <'li aipplicazione di .sanità'. milita.re di. Firen7,e per gli aspiranti alla ·nomina ad ufficiale medico in servi~ zio permanente effettivo. Ed in attesa della, sistemazione definitiva di questo insegnamento nel nostro maggi01~e istituto scientifico, che è dr1 augurarsi po,ssa, iniziarsi fra non molto, riteniamo non sia del tutto opf>ra superflua, di tentare un saggio storieo snil fmnioirnme.nto òei servizi sanitari negli esereiti, dalle epoche più. rernote fino ad oggi, ~nto più c1,e anche nelle migliori opere di storir1i della, medicina, italiane ,e straniere, questa, trattazione, od è fugacemente svolta, Jn b1·eve spazio o passa addirittura sotto silen7,io. Il lungo e monotono ca.mmino a,ttwaverso i secioli, che ci sia.mo imposti di percorrere, non è ipiano nè facile, oome potrebbe sembrare a p,ri!ma- ·vista: e ciò .per la sct1irsità e dìspairità delle fonti cui ,si è dovuto attingere, in modo che la storia dell'organizzazione dei ·servizi satIJitairi milita.,r i ,~ avvoHa, in moJtissime epoche da una


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fitta nebbia. E ci ritffi'remmo ultra ricompensati della nostTa mo-

<.lesta fatica se fossimo riusciti a .d kadare aJ.quanto, queste tenebre ed a gettaire quaJlch,e sprarhzo di luce, c~ando e08ì di invoglia.re altri, più competenti, ad approfondire gli studi e le investigazioni" RU questo. non meno· importante cwpitolo di storia della. medicina, che assume particolare inte~ per l'esercito in genere e rper · la famiglia sanitaria, milita,re i111 ispecie.

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CA PITOLO I .

I SERVIZI SANITARI MILITARI NELL' EPOCA PREISTORICA E PRESSO LE ANTICHE CIVILTA D' ORIENTE.


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Prima di addentr·arci nel modesto programma. che ci siamo prefissi di svolgere, non sarà inutile premettere che nello studio della storia della n1:edicina non si. deve p,rocedere semplicemente con un'esposiziionc di fatti o con un'enunciazione di persone, più o meno celebri, ma Ri deve ricerc3Jr,e lo svolgimento del ,pensiero medico e le vie da esso percorse. La medicina, tutti ormai lo riconosciamo, non è soltanto una scie-nza, ma anche un'arte, e· la sua storia deve essere considcra,t a anche sotto questo punto di vista. La storia medica non dev,e essere studiata e ricercata. con lo spi,rit-0 di indagazione dell'antiquario: ,molte strade erroneamente battute, molti giri viziosi nello sviluppo della medicina si sarebbero con tutta probabilità ipotuti evitare, .se il riocrcatore avesse conosciuto la storia, e l'av.e.<sse cornsiderata nel suo giusto valore. Perciò non dobbiamo considerare questa. materi.a C()'Dle una branca di specializzazione, bensì come una sintesi. Ma, se lo studio della storia, deilla medicina trova non poche difficoltà e richiede speciali attitudini e pazienti indagini, non meno a,rduo e complesso si ,presenta lo studio della ,storia della medicina mililare nelle va,rie eipoche, che è desunta in gran pa,rte da investigazioni storiche di ordine generale, per lo più incerte e frrumment8!rie. ,S.icchè ,questo modesto, ,saggio, senza aivere la pretesa di !POl't8!rè nuorv.a luce aJl torna,, non avrà altro scopo che di ,rfassumere a larghi tratti quel poco che i classici di tutti i tempi e gli scarsi documenti e monumenti delle vairie epoche ci hanno tram.a.ndato dei nostI'i 4>red~e.ssori. In questa ra,pida incursione attraverso i secoli, che tentèremo di. prospettare attra,ver,so le pochissime font'i, di cui possiamo cli.siporre, ci lusing.h iamo di richiamar,e l'attenzione degli studiosi


-8 su ,qualche capitolo ancora poco noto ùi f-lto1·ia òel la, medicina negli eserciti, che assume un:a certa im!Por tan za pe1· la coJlettività militare. J.

L ' ASSISTENZA SANITAltIA PRESSO GLI l!lSlliRCITI ASSffiI Rl RAI3ILONESI.

Dobbiamo anzit utto riconoscere che gli a ntichi, o per scarso sentimento umanitario, o per t.rascur atezza,, qua.si. voluta, degli storici, mentre ci hanno t ramanaato nei. più minuti particolari le desc'1'izioni dei fatti d 'ru,me, a,i {JUa[i p;resero parte o di cui faro.no spetta.tori, non ci_ hanno lasciato aku'.na, sensibile traocia della sorte dei feriti sui campi di battaglia, e degli -eventuaJi soccorsi che loro si prodi~avano. · Questo silenzio ci potrebbe fai: ,q uasi s upporre che queste vittime d e1la, g uerra doves:scro essere abbandonate al lor o_destino e che mancaiSse, nell'an tichità: anche a llo !:::tato r11dimentale, un'<wganizza:;,;ione di soccorsi dei m a11a-ti e feriti. Ci•rca, :3000 }unni a,. C. nelle po,po!la.ziooi c he dominava.i10 le vaste· piam1rc del]ia, Mù:lopotaanfa inf('Jl'im.,.,, !'lit11ate fra il oorso del Tigri e quello dell'Eufraw, -aJJ)pafono le prime incerte luci di una, civiltà preistorica, ma. contemiporanea,mcmte si fomemtario e scoppia,no Je iprimc Jotte fierissime (li <'.-0nqu~st0, fra le varie tribù dedit.e eseilus ivammite a.ll'a.g,rioo1tura e alla ip,astorfaia per il possesso deUe ter re, fiorenti di messi, 1rese ipiù fertili <la.i per~odici sin1,ripam,ent i. dei grandi fiumi. Non si può ancora parla.re, naturalmentè, d i orga,nizzazioni, amebe pTimiti ve, di eseireiti , 11è di ·g uerriglie vere e ;pro.prie, e tanto meno <li ai!>isil:ltenza sa.nitarhi, a i ma.lati e fedti, ma tuttavia si avevano ·g ià, r~pairti <li a,rciffi'i., fanteria, ca,v,a.Ueria, leggera· e ca,rri di a;ssedi-o e cooninciano fin da quell'epoca. ,:ro.inotissima a svilupparsi oognizioni l'udimenta,H di medicina:, 1'e quali triaggono fondamento dall'astronomia, e legano la oo.il nte delJ'uomo all a rofazione degli astri oo a.J ffiJccedersi ò ~llc stagioni, DalJ 'i ntRR·pr<'t,1.z ionc d e11a ricchissima collezione di tavolette argillose a scrittura cun eiforme, ava,nzo della f,wmosa bibliot..ec:-1, òi Niniv,e, om ,esistente neì B-ritish Museum di Londra, che venne fatta pa,zientemente daJll'Oefele, si è ipotuto accertare su quiali leggi era costitui ta e ~go.lata tale medicina, avente, come ]a [[·eligione, lo stesso fine, la protezione


~9ci~ deJl'umanri tà oontro il ma/le, e che p,erciò veniva in :prevalenza eserdta,ta ·da, un.a éasta .sacer<lotaJe fll'a questi vopoli guerrieri, di cui i Sumeri rappresentano probabilmente la ,r azza più . a.ntica. Sooondo queste remotissime concezioni fìsio-patologiche, il sangue rapprf',.sentava il fattore essenziaJe della vita ,e d il fegato il centro della, cÌlN'-0lazione, che veniva 1perciò a,d assumere una iparticolaire frnporrtanza,, trnnto · che ~r.a frequentemente scrutato in tutte !le sue p arti per trarre i pre$a.gi della guarigione e gli auSfI)ici dell~J, vitfori.a,. Il movfan.outo ,del sangue, che s i riproduce nell'or ga.nismo coU'introùuziOJJ.e quoUdia.na dei cibi e delle bevanòe, è dunque la, base dcll'esist,enza·; ed il significato òella respiira,1;ione è a.ncol'a sconosciuto. Elemento essenziaJe della terapia è l'acqua, largallllente utillizzata: dalle semplici aipplicazi.oni IocaJi, calde o freòde, aUc abluzioni. complete nei fiumi. Ai Sumer.i succedono n<:1 dominio della· Mesopotamia ve1·so il 2000 a,. C. i Ba.hi Ione-~ e gJi Asshi, e Ninive e Ba.biJonia costituiscono i fari dell~, civiltà del Mediter,rameo, ca,raitf'.rh.zat,a da un :rigòglioso risveglio delle sci@:ljè mat,cmaitiche, per effetto deil quale i nmneri v<:mgono ad a,Rs,ume.1·c uno spreia.le valore, e sòpriattutto il numero sette., che trovasi i.n in timo ·ra-ppo~·to oon le fasi della luna. 'L a medidn,a,, .c ome nana Strabomc, P. a,ffiòa.ta ,p,sclusivamentc ad unia oomporazione di saee,rdoti che. informano escln sivamcmte il.a prognosi ai fenomeni celesti e dfcriscono [a salute alle (Xmtimue e lilt1·ettissiane reilazioni fra, Ì'nomo e l'uà-iiv,erso, _limitamdo la tcra,pjia, .aJl 'a,zion,e dei. ·suochi di oorte pià!llte. Cominci a, 'i·n questo periodo a d.clinea1•si 1a distinzione fa·a medici e chirurgi : qnùsti lia.n110 un grooo inferiore; e compaiono già i ,primi stll1di cH amatomiia umamia, contiro1lati dalle ricerche sug.1 i aITT:iimaJ.i.

Negli S<';a,vi di Ni11ive SOIIlO stati ,r itrovati numerosi strumenti chirurgici in bronzo: coltclili, spatolc, specilli , che per la· forma e <'lhn~nsioni ,p oco diffol'iscono. da quelli dei nostri più moderni armamentari. Nel museo <lel Lonn"B a Pairigi flono oonservate alc une stele, sulle qua.Ji è graffito· il codièe di Ilallli.mumbi, che rjsafo a circa 2000 anni a. C ., in cui sono comminate pene severe, fra; cui l'amputazione di armbo Je maJt.i, ai chirurgi che per imp,eirizia o negligenza n egili ia:lterventi operativi iprovocano aggravamento neg-Ii infermi.


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Nelle stesse stele il dio della peisti1enw, Nergìl11 è raffigurato da una mosca, il che fa supiporre che fin da quelle ,remotissime epoche si attribuisse già una speciale importanza a questi insetti n ella 1propagazione MJle ma.Ja.ttie epidemico,-00\ll·ta.giose. f'.,osì n3Jrra fa leggenda che l'eserdto assiro fu decimato con la peste dal Dio P.t,osh, il quaJe nPJla, statua di brorrno dedicatagli nel tempio di Tebe era, ra,ppresentato con un topo iirì maino; ciò fa am1,logamente ,ritener-e che fin d'all01ra. si aisorivesse particolare influenza a. qu<:>Bto roditore nella, diffusione del morbo. In tal modo la medicina babil<lJJes,e viene lmitrun:rnnte e ·gra,clatao:nente adassnmere forme, beµ det,m·mimate od a sollovwrsi a poco a poco da tutto .quel mist,erioso con1l-)Les±io di ,11r1;1~presentazioni magiche, insipirate a.Ila conoscenza idi forze ignote sovrmliane, salutari o malefiche, che sono caratterizzate dalle f.ormuLe, dai simboli, dagli scongiuri, dag11i amuleti ecc. In qnP~c.;ti te:m:pi pcr:·e.1.<.;torici le più fitte tenelwe a ,vv<~igono. la storia degli e,c.;m·cit i iin 1'mpp,0rto sp~ialm~nte a,ll'as~istenza, dei malati e feri,t i. Il ipopoilo .babilonese era ,retto da m<~odi n,-lsoluti ,._ostenuti da una. ca.s ta teocratica.. J/ese1·cito era, oostituito, da mwrmi masse in cui sieompa:riva ogni a..zionc individuale. Tutti aveva.no devozione eu obbedienza. assoluta vwso i ,oo,pi, •ma, soggetti facilmente al panico, la loro compagine morale non era forte, e frequenti e,rano le d efezioni e i ri,piegamenti, siochè i picooli eserciti. della Grecia, ,per quanto notevolmente inferiori di numero, ·poterono , su di essi spi.e.gare a,zioni vittoriose. . , J'j; da ritenersi peraltro che Pssendo l'esercizio della me<.licina ,regolato. per l egge, la quale sanciva gravi responsa,b ilità a carico · di chi la, professava, fossei:,.o destinati presso le graJ1di masse bc!lligeranti metlici sacerf1oti, stipendiati dal governo, i quali sopi·attutto basavwno .s1ù movimento degili aistri le :nor'Ine peri· la saJ.ute e iper la difesa delle truppe cont,ro 1~ ma,la,t tie castrensi. 1

Il.

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LA iVImDJCINA lVIILJTARPi FRA GLT AN'l.'ICI-II POPOLI CINESI.

Secondo le più remote tradizioni, l'origine deJila medicina cinf'k!e si 1pnò far risa,U re al.l'impcr.atorc Kwamg-Ti, ·vissuto dal 2fi98 al 2599 a. C., che si ritiene dallà maggiora.mm, ,degli storici l'autore di uno dei più a,ntichi 1libri dell'a:rte ·sa111ita,rfa, il Nei-Ching. Le

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-111;ognizioni aua,tomiche e fisiologiche di quell'~poca lontanissima hanno un caa-atterc eminentemente ~uperstizioso, a base di i.doli, (li spiriti, di simboli, di .scongiuri e di amuleti. Il corpo umano 1•i,qn lta <'.-OStituito da cinque 01•,ga.ni in:uportanti : il cuore, i polmoni, i reni, il fegato e la milza, in strettissimo ,r apporto coi cinque elementi di cui si compone l'universo : legno, fuoco, ter'Ta, metalli, ed acqua, e con ,c inque •pi.aJneti. Come si vede, i1l numero· 5 ha un'importanza .capitaJé ,p er la salute. · La, diaignosi e la terapia delle va,rie affezioni è fondata. e:Relusivamente sull'esame dèl polflo, di cui si oonosoono :fino 200 qualità e che viooe e,sploralo in H sé.di diveTSC e paragorui,to aJ.le va,rie 0011dè di. uno strumento, le {IUali debb0010 vibra.re tutte aa.mi-0nica.mente tper mantenere la sanità. · Il grande :filosofo riformatore Lao-Tsen, contemporaneo ed avversalio di Confucio, che visse nel VI secolo avanti Ori.sto e fondò il Taoismo·, d ettò alcuni prooetti medici raicoolti e ~rdinati più Lai-ùi da Wu.ug-Hai-Ts-i (245 a,. Q.), nella celeb!le opera intitolata (( Canone del pa,cligiJ.ione giallo>>· . . In essa si f;OStiene che l'uomo è composto di. un centro BUtperiore, s·ede dell'anima, di -un centro medio, causa. degli .atti inv~lontari, e di un centro inferiore, sede del centro vitale. l'>cr il IPl'incitpio spirituale, dal quale (Proviene, l'uomo governa questi tre centiri, ai quali bisogna dedicare cure igieniche speciali.. se si vuol aspira,re all'immortaJitri, . Queste cure sono esposte nel « Kuci-fa-yao;ping )), vademecum dei medici e dei farmacisti cinesi e servono <:-0sl alla salute deil corpo come a quella dell'anima; infatti insegnano ad espellere i cattivi UlIÌlori ,ed. i va.pori ma.ligni ed a prolungare la vita., mentre per mezzo della sobrietà taoista lo spir.ito umano ~i svincola dalla materia. Basat.e . su taJi tcode roc(a.fisiche, l'anatomia e la :fisiologia, cinese, sono dunque al!lo stato ì])rimitivo, -od i procedimenti diagnostici valgono in cons0guenza. Quando vi sia un malato, il medico comincia col tu.stare il ,p olso, poi. esamina, le « finest re degli organi aperti all'esterno)), ci~è la, bocca, le orecchie, la lingua, le na,r;ici, gli occhi ecc. Fatto ciò, il medico scrive l a, ,r icetta che viene passata al farmacista, ila,_cui bottega è ricca di mcdica,menti. tratti dai. tre regni d ella na,tur·a e chiusi in a,r tistici vasi di porcelilana : foglie, fiori, frutta secche, erbe di ogni genere, sali minerali, d-roghe ricavate da animali. ecc. Per caJimare la tosse, per esempio, si adopera 1


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In ltnrn di ,1·0~1JJO o di lucertola disseccata; p,ei· il ma l d'occhi _si 0 01 I.i l'i fatti con lucciole, !J?erchè quest'insetto è iluminoso .... 'J'ottavia, accanto a .queiSte p,ratiche assurde, se n e trovano alt,1·e ,razionali, basate sull'esp,erienze o su giuste osservazioni cliniche. Quanto alla chirurgia, essa è molto rudimentale, limitata a curare 1,e piaghe con unguenti strani, a cauterizziH'e col ferro caldo, e ad applicare alle membra fratturate deg11i appairecchi primitivi. Barbie,ri che curano il maJ d'orecchi col sangue d'anguilla e d~,ntisti ambulanti COilil[>letano il quadro della medicina d~l tempo. La ci viltà, secondo . 1}1 nota, t,eoil'ia deJ] 'l::lcg,el, segue il caimm1no <lel sole, }1vaiilzailldo da, oriente ad occidente, e già fin da 2000 anni a. O. a.p.pre.ndiamo che i Cinesi av;es&ero ordinamenti 1~ilita.r i e taJnni a,rnrnettono anche diJ$f)onesser'o <li ail"Jni da fuoco e ·C01110S<',essero l'a,r te della fortificazione . Pochissime ed incerte notizie sono invece a noi ipeil'Venute circa l'eiSistcillza, di un 1:icnizio samitario i[H'esso quegli eserciti. Si fa mcnzioiIH~ negli amtichi t..esti di. terJ·ibili epidemie di va,i&o, che decima,ro,110 le trn,ppe e le popolazioni, ·per oombaittcrc le quali :liu ordinata. una generale va,iuOllazione, praticata a mezzo dell'introduzione nellf> na,rid deUe croste di pus tole I'.idottc in polverre. · P.er il g-r.1in numero dj eunuchi ch,e pr,~--rta,v.a,no Rervizio alla Corte imperiale, aiscend,enti a qualche migliaio, la ca.strazione fu uno de~H inUwventi eseguiti più di fre<1nentè dai chirurgi del temipo, ,stipendiati dal1Io .Stato (forsr militari ?), unitamen~e aJl largo UJso di ,revulsivi per la cura di nu:rp.,erose ma.lattie ·ed alla flessione forzat a delle dita dei piedi a mezzo di ,speciali fasciature, a datare da.I settimo anno di età;, per ridurli <illa.nto 'più possibile di volume ed aòa ttaJ·Ji aHe minuscole cal~ature. Di medici v,eri. e pr0ipri, addet,t i · alJ.'a.s'Sist.~ za. dei malati e fèiriti i,n gue na, non 1·isu1ta a.Jcnna, t,ral'.cia.

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III. -

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L' ASSISTIDNZA

SANITARIA

PRESSO GLI ESERCITI DELilANTICO EGITTO.

Volendo risalire aHe più 1·emote epoche, rico,rderemo che in Egitto, fin daJ tempo dei l!'ruraoni, verso il seoondo millennio a,. O. la medicina era esercitata in maniera russaii primitiva. Gli aIILmala,ti veu.iva:no csi~J;i fuori delle a.lJita.zioni aJ.la vista dei passan ti, i:n modo ehe ciaisc.uno ipotessc ,esprime1,e il suo pwrere suilla curo., da, adottai·e, che fosse ,r iuscita efficace- ·in altri casi consimili. Col p1·og,resso <li tempo, tutti qu~ti giudizi furono ra('A?-Olti in paipiri oonservati nei oompli., s u (,'1li era,no s~..gnatl anche i v3Jri sintomi risoontraiti. Sicc.hè, cbiun<pie desiderava consultare queste tavole swnita,rie, ne aveva amipia faooltà,, e poteva, oorsì t:vov3Jre :per le {l;ffeziooi. quel rimedio che l 'c.sp-erie,nza, del ,pllii&l,to aveva fatto ritenere di più reale ed immeidiafo, vaintag,gio. Si venne in ta~ .modo a ~.,ostituire 11,n Lioro sacro, irooatto d~1i sacerdoti custodi del tempi-o, detti (<ipa.stofori )), il q lrnJe non wa alti·o che una vera e propria ra('..colta di <'ooici di medicina, da cui nessiu.no doveva der q.gair:e, pem1 la, morte, ipoichè essa rapprsesentaiva. il frutto dela'espeTien~a e d~lla tradizione. Diodoro SicuJo (lib. 1°, 242} riforisoe che qur.stì ipastoforì esercitavano fa foro professione gratuitamente, non so-lo nelle contingenze civili della vita. quotidiana, ma. a nche ldurante ]e expedition~s bellicae. Ed ecco apparire oosì · i primi .milJ.enari no~tri prl.Xl~cessori, che p.a•re si trovassero già; fino dai tempi di Mosè come medici e saoordotj istilpendi.ati dallo Stato al servizio degli esercì ti. &rive infia.tl.i quet,,1;o famoso .stm~oo c he, « in guerra e duramte i viaggi entro i confrni dell'Egitto tutti i. malati ven~ono c111'ati gratuitamente, ,~ rchè i medici ,ricev0010 11 compenso delJo Stato e rper le loo.'<> çure si devono atknere fedelmente alle ;prescri?;ioni ter3JPentiche ra(X';Ol te in un formula,l'i-0 compilato da celcbTi medici dei tempi antichi. Se essi dun<Jne hanno eseguito tali pr·escrizioni, e ciò nonostante non sono stati in grado di sa.1.vM·e il ipaziente, sono immuni da qualsiasi colpa, ma se invece hanno agito contrariamente a;J.Je prescrizioni, 1so110 condannati a morte, es. se.ndo opinio-n,e del 1€gislatore che un singolo i:ndiviò uo non può essere -più saggio dei ipiù famosi dei tempi arntichi >>.


-14 l\fo In, fama di' questi sanita,r i va,rcò ben p,rest-0 il confine del; .

1'·1,:g·itt o . Omeirò nel libro IV dell'Odissea non ,esita a riconoscere _ ~he j medici e.giziami son-0 i più eccellenti di tutti, ed Erodoto nel libro II-84 ci dà pre7riose notizie sulla s,peciailizzazfone dell'àrte sanifa,ria ·ai quei tempi. « La medicina in _Egitto, ,egli osserva., è div,er.sa in mod-0 che ogni medico non cur.a che una malattia e non di più. IJ paese è tuUo rpfono di medici, dei ,qua.li gli uni sono medici per :g li occhi,· altri .. iper la testa, altri per i denti, aJ.tir1 per l'addome e altri anoora per le malattie interne >>. Così ci è stata tramandata notizia di un oculista egiziano Ypy, Tissuto circa 4000 anni a. C. e designato col titolo di « consulente del. paJazzo per guawire la vista>>. E nella. stessa· epoc.a si fa menzione di altri coinsu]enti di palazzo per la cura delle varie ma· latti.e, nornchè di « un t:1ov11_·ain<t,endente dell'ufficio per misurare Je medicine)). A proposito di mailattie ocnla,ri, nail'r.a Erodoto che Pherone, 1ì.glio di Sesoslwi, _rufrra,to'li .. per la piena deJl N i lo, soa,gliò una :f.reccia nc.l fiume, ,rn.a, fu .punito dalla divinità con una, gravissima oftalmia,. I medici sacerdoti che si trovavano al seguito delle truppe, dopo lungo e :pa,ziente es.ame del maJato, furono concordi nel pi'O' ipOrre, come cura, quotidiane lava.ride oculari f~1,ttc con urina di donna che.11011 avesse avuto aJlt:ri rwpporti che col proprio marito. Si iricorse anzitutto all'urina de1la regina, m.a senza alcun proficuo risultato;· successivarqente a quelle delle d~e di corte con, nessun vaJ1taggio. Solo l'urina, de:lla moglie del giardiniere di ,paJazzo riuscì a guarì-re l 'oftaJlmia · del monarca, il quale rico:rrupensò, elegg€ndola a regina e<l a, com1Pagna, l'onesta donna, mentre le altre furono conda nnate }1, morte. Gli informi aocom~evalllo in gra,n foU}1 nei tornipli di Ca1nope, di Eliotpoli e di. Menfi per oerca,rvi la salute, Rk~hè questi santuàri costituivano dei veri ,e pr,o pri sa.natorri. La mrunipola zione dei vari medicinali e di altri .preipa,r ati tera,p cutici er a te nuta da.i sacerdoti in gran· segreto e nei temrpli la statua di Harpocra,te era. di solito rappresentata coU'indice sulle labbra , come i;,imholo deil sileil7rio: i trasgressori venivano severamente puniti ed avvelenati eon foglie di ipesco. Il Dio della, medicina egjziana era impe1,.,,ona,to da Imhotép, figlto di Kanofer, dell'epoca della, III dina.stia (389fl a. C.), al quale


-15.furono dedicati numerooi santua,ri e statue in bronzo. In uno di ques.t i t empli si trovava proba,bilment'e il famoso papiro oooperto da Ehers ne:l 1873 a Luksor, ed ora conservato nel museo dell'Università di IApsia , lungo circa 20 imetri. e scritto verso il 1552 a. C . Secondo le antiche tradizioni, •es,so era custodito in una cassetta ai piedi della statua di A'nubis, nef paese òi Sakhen, e più trurdi fu olfforto a Rie Oasaph.ais . .Contiene un'interessante raccolta di cognizioni mf'Aiche che fanno capo alla ~:oucezione pneumatica della vi.ta, per cui ,s i a,ttribuisce rulla respirazione una funzione ben più impor tainte de:lla, cirioolazione; d,eJlla quaJc si irioonosce ip·er centro il cuore . J)j si ammette a.noo1·a, un~~ paitoge;r1csi parasRita,r ia, delle maJattie, sicchè gli insetti ed i vermi ne rappre~enta.110 .i simboli. Si parla inoltre di chirurgia di guer1·a, e nel t,rnttament.o <lel[e fo.rite si consiglia per l'emostasi l'uso del farro ,rovente : cc Curalo col coltelilo e _poi brucia col fuoco , affinchè nòn sanguini. troppo)); e si p1·escri.vc di fai,cia re le piaghe con pezze di t+\la imhevutc di mir,ra. e di miele. Il papiro di Ebeors <',,ontiene inftn!e un ricetta1l'io <li drca uiille rimedi, di origin~ vegetaJle e animale, che dimost.,r a una vaRta conosc.enz-a delle scienze chi,m iche. :m da ,rioor,cLare ancora il pa,piro del museo ~li Berlino scopel't{) a Sakkarah presso Menfi dal PasRataequ~., c he appartiene' all'epoca, della XIX dinastia (3210 anni a . C.), in cui sono contenute oltre 170 prescrizioni te1•apeu tiche. }--,m i ,p a,piri egiziani h·ov,a,ti negli scavi del villaggio di Hibeh n el Pa,yo1;1.m me ritmno di e.s,s ere riesuma,ti duP; intereflsariti documenti re l,ati vi aJ. l[J,a;gwrne rut.o diretto di um.a tassa pei medici dell'eJSercito, ,rica,va,ti òa,gli. involucri di una mummia . Uno di. questi contiene ~.a p,romffisa che un fornitore militwre _fa, a un medico , d i p :i,ga,rgli la ta.ssa, consistente i.n 10 artabae di olyra (zea ma,is ?) . OIJ)IPUre in quQ>ttro dra,mrrw-. L'art<.tba era una misura che serviva pei cereali e corrispondeva rul m edimno attico, ossia a circa 51 litri; hl dramma equiva.leva a lire 0,93 di nostra morneta anteguell'ra . Il documento è dell'anno 248 a,. C. L'altro- oontiene la ,r icevuta, pel paigaJnento della, tassa . . L'imposta ,per lo stipendio dei medici militari trovasi notata in a..l tri papiri dii epoca an1.Jeriore, ma fino ad o,ggi non era, noto che essa fos·se direttamente pa,gata ail. medico. Un altro papiro, d_i. data più reoente, rimon t ando esso all'anrno L40 d. C., contiene ,la domanda del medico- Mairco Valerio Gemello,


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ad oUcnere l 'esonero daJ. servizio militaire causa, di ma111,I.I i11, ; ~g-li invoca a suo favore i prooedenti di altri sanitari. ~em bra che 'i medici non fosseÌ·o molto .fortunati nelle loro domm1de di esenzione, .p erchè uru. mezzo secolo rpiù tardi si trova la i1.'clazi-0ne di un giudizio legale intentato contil'O un individuo che aveva chiesto di e.sset'e .esonerat,,o da un pubblico se.rvizio esercitando egli.la medicina: il giudice pret.ese ui;i.a prova scientifica del suo asserto, con una srp,ecie di ip,erizia medico-legale. Un altro papiro infine dcl. 52 d, C. parla della :riforma. di un soldato, Tirifone, figlio di Dionisio, perchè affetto da cataratta e d:a diminuzione di vista : J'csame fu praticato in Alcssandda d'Egitto d.a un medico militaire della legione. ivi stanziata. Ogni disor,etto deil paose aveva un presidio militare con arsenali e caserme : in tempo di gu-Arra tutte queste .guarnigioni erano riunite in un e.sercito, rinforzato daUe truppe del mezzogiorno. l,4•11,d1·11l.n

La cir,cond~<;;ione ordinata ,pcir legge aJ. :p,opolo egizio non posskLm.o oonoopk]a, se non .att-raverso una sode di no.zioni chirurgiche ed una t e.cnioo, ,a,datta. ,S,e oosì non fo-s1se, 1e <>.,001s,0gnenze ddl'interve.nto avrebbe fatalmente spinto l e popolazioni a, non aooettar]o e l'abitudine rituale sarebbe oertament,e decaduta: il suo resistere è IJ)rova indubbfo che l'atto operf1ti'Vo era condotto con sicurezza. ' :È OJIDlai famoso il graffito della nec1~opoli di Sa.kkarrah, che a,ppairtiene al periodo a;uir·eo faraonico e ri.sal e quindi ,a 1800 anni prima di Crist.o. Ra1ppresenta, neJle solite forme de1l'a,rtc fll'ontile egizia, una scena della circoncisione,· riipetuta due vo:Jte in maniera diversa (fig. 1). Si può scoo.•geire il chirurgo 1n ,ginocchio innanzi al giovane, che impugna il coltello per l 'atto operativo : in una delle scene si osserva anche l 'assistente pronto a, S0<'...c01·1·erc l '01pera.ndo. Nessun duhbio che si tratti di una ,circoncisione: è noto infatti che gli Egizi nel periodo faraonico erano obbUgati a sottoporsi a t a1Ie intervento e che medici .sp,ooiaHsti (sace1'1Joti) compivano l 'atto Oil)eratorio. Lo stes.'3o giraffito presenta, nen a ;p,a rte superiore una, ~cena .ai medicatura; ma disgraziatamente quest~1 zona è così poco conservata che la interpr,eta.zione riesce dubbia o poco chia,ra. Ad ogni modo, il monumento di Sakkarah co.stituiooe indubbiamente uno dei più ,a,ntichi. documenti chirurgici della ·civiltà.


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Altr::i, 1rapip,resentazionc gra,fica della ci,rconcisione trovasi neil tempio di Khons in Kairnak, e risale all'epoca della XIX di.nastia di R.amsete II, corrispon?ente circa alil'anno 1392 a. O.

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Fig. 1 -

Graffito della necropoli tli Saklrnrah con scene cli circoncisione (1800 anni a. C.).

E che questa pratica fos,se generalmente diffusa lo attestano i numerosi monumenti :figurativi dell'epoca, nei quaJi gli organi genitali · maschi!li sono tutti I'U!PlH'ese.ntn.ti ,-;en'.ba prepuzio. Così Eliot Smith, ,nelle sue irruportaJ1ti esplo!èazioni della necwopoli di Nagaa,d-dlèr, che ;risale a, 5000 aJmi a . .c., ha potuto accertare ché intutti i cada.veri di sesso mascolino era stata praticata la circoncisione.


-18l,uw1·ey, uclle sue memorie, osserva che le pitture mu,raJi, i bassorilievi, di cui erano adorni i templi egiziani, il'ap p,··eHenta,vano Un utilissimo atlante, in CUi era, meHSa in evidenza .la tecnica chirurgica, sop.:rattutto negl'interventi sull'apparato genito: urinario e nella cirooncisionè. Ed abbiamo · pure notizia di altri atti · operatori che 1praticavano con st,rumenti di bronzo (coltelli, lancette, pinzette, bacchette per cal'.1stici e tenaglie), i quali nel Museo di Berlino formano un'interc>ssante raccolta, e di numerosi appairecchi per fratture e di p,r otesi dentaria, che si sono ritrovati nelle mummie. ,Gl'istrumenti ,r invenuti a.ppa,rtengono gencraJme:nte aill'età .d el bronzo; ma Plate II, nel grande .rulbum di Lepsio, rapprre.senta le lame dellle spade, .Le I.a.ne.e e le frecco con la punm, di colore bleu; il che fa supporre che fin da quell'epoca fosse conosciuta la tempera. Così lo ste,s,so EJiot Smith soop,rì nel rnos la mummia di una donna, che p1•ef;entava fra,t tura dell'avambraccio sinistro, con completo aip,parcccbio <li <',0nte,J11;ione f01,nN1to da Jisterelle di legno, fissa.te da fasde. Anche k~ mnmmic scavate ne!Jla. Nubia, 1w.l ]907, p,rima deJl'innondazione dell' Assuan°Da.m, ,ci ,rivelano l'esistenza di fratture ben consoli(late, con scarso aroorciaimento e contenute con stecche di legno e bende di falsa palma. Altre mummie presontano tracce manifeste di affezioni sifilitiche, c.ancerig1ie, di carie denta,rie, necrosi ossee, art,r iti ,r eumatiche, sponòiliti defonnainti, gotta., a,teroma.Ria ec.c. Per aver infine un'idea del barbaro trattamento cb,e gli Egiziani usavano ai 1iemici, basti ricorda,re nna, poco nota inscrfaione del gran R~ Pepi I Miriri, che suona press'a poco così : << Questo eserdto andò in paoe: entTò come gli pia1cquc nel [)a.ese degli Iliruslraitu. Questo eserdto andò in paoe: disfece il paese degli Hirushaitu. Questo esercito andò in pace: tagliò tutte le Joro ficaie e ile vigne. Questo esercito andò in pace: ,dette fuoco a tutte le foro .case. Questo esercito andò in pace : massacrò a migliaia i loro soldati. Questo esercito a,ndò in pace : portò via i loro uomini; le òonne .e i bambini in gran numero. E di questo, più di ogni altra cosa, si rallegrò Osiride >>. g rn,llll.i cd j


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IV. -

LA MEDICINA MILITARE l?R1!1SSO IL POPOLO lllilRAICO.

La medicina degli Ebrei, che possiamo far risalire approssimativamente a 1500 anmi a.. C., è stata, a noi tramandata dagli :intichi testi della, Bibbia e delle Sacre Scdtture. Si caratterizza " si differenzia, dalle altre svilu1ppatesi presso i II)opoli della, ipiù remota antichità, perchè attribuisce unicamente aJla divinità la ca.usa della guarigione e l'origine delle .malattie, ile quali colpis,no,no l'uomo per punizione dei suoi peccati. (< Io solo, il Signore, sono il tuo medico)): così tuona, il verbo Divino. Infatti ,nel Libro IV dell'F,sodo, è lddio che fa diffondere e . scompa,rh:e la, lebbra; ne] Libro XII è Iddio che semina la strage tra i primogeniti d'Egitto; nel Libro I dei Re è il'angelo del Signore, messo di Dio, che fa sopprimere collla peste in una sola notte 185000 .AJssiTi. È Iddio infine che punisce Davide, il quaJe ::i,wwa ba,ndito, <U suai iniziativa,, il c.R.nfiimento, trasgrooe:ndo alle leggi supreme e scatena fra gli Ebrei, la pestilenza che fa 70000 vittime. Ammessa pertanto una fonte unica. della sailute e del male nella Divinità, cadono di conseguenza, tutte le pratiche mediche superstiziose che abbiamo osservato presso i popoli Babilonesi:, Cinesi ed Egiziani, e l'arte sanitaria, affidata esclusivamente ai ~erdoti, vi,ene ad a.ssumere un ca,rattere sommMDent.e religioso, mentre una severa, ma giusta legislazione sanitaria. governa indistintamente tutto il popolo ebraiço. Ed ecco l'imipero della J.egge sorgere per fa, prima volta in difes:a della saJu,te di tutti. · I mèdici sono ,rarmmentati in molti passi della .sacra Scrittui'a: .JorlliIIl, ferito in combattimento, si rifugia a lesraièl rper farsi curare dai medici; Giobbe, acceso dall'i,ra., inveisce contro i sanitari che non erano riusciti a guarirlo. Se consideriamo i nlllIIlerosi precetti igienici sommàùnente i,mporta.nti in un rpaiese tropica.le, povero d'aoqua e presso un ,popolo poco curamte della pulizia,, e le cognizioni mediche, quali ad es,empio i segni più evidenti per riconoscere la. lebbra ed i mezzi per curarla, cbe sono contenuti nel capitolo, XII del Levitico, non possiamo a meno di rioonoscel'e che, non ~lo ]a meòicina aveva già fatto qualche progresso fin da quelle epoche remotissime facendosi strada fra i miti e le supersti7,ioni più fantastiche, ma che


d1,,·<·:-;:,;1•1·0 L1·Qv,11t·1:ù

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<ld sanitari alla dipeudenza ùcl prof.eta ed aJ

.(.] elle sue schiere nei combattimenti. l Jiuei sood magnifiC3illo -le virtù tempeutiche degli aromi e degU umguenti nella cura d~lle ferite di guerra, e le norme igi e11iche scver·amente prescritte a tutela della. salute degli eserci.tL E David coi tocchi armoniosi deJlla sua cetrà -I'Ìfflce. a calmare s ot to la tenda le o~sioni epilettiche di Saulle. Questi libri ci hrun.n:o trrumandat o le leggi sanit.u,I'ie che prDSCrivono l 'osservazione più -rigorosa di t utte l e regole -riguarda.o.ti la pulizia individua.ile, con abbondai1ti a,hluzioni .prima dei pasti e con bagni rituali p,e1· la ipurific.a,z ione del wr,po 1pri1JT1a di entra;re ,nel tempio, la proibizione as soluta di certi ·a limenti, l'obbligo della matta.zione degli animali, l'imposizione d ei!Ja cfrconcisione e del riposo settima,nale dCll saiha,to. E gi:1 comi.nciano n, òeHnearsi i primi provvedimenti sanitari adottati presso gli eserrciti in difesa dalile mala,ttie ca,st,rcn si. Cos'ì ne.1Jo ste&-io. Dent.<wono.rnio ~nno JfW.(',-:('.r itte 111iJ':l t!'l'e profilattiche molto rigorose riguardanti i1 modo col (lUa,fo i i:;ol<lati negli H-0campn.menti ò-0wanno ,provvedere p,er eliminare ogni pe1ricolo di infezione mediante le dei ezioni, ricopl'enclole abhonda.n tementc di terra: cc Habebis locurn extra, castraJ ad quem egreàieris ad 1·eq uùFita naturaeJ et habebis paa:illum oum armis tuis, Ht \r·viiio

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01.,,mque sederis per circuitum et egesta operies quo revelatus es : Dett8 enini a1r1,bulat in medio castrorurn )). · Ne] libro XIX dei Re è descritta, la pestilenza che <leei:mò ·p~r volere di Dio 1'escrcito di S,cru-.l(;heriho llccidendo oltre 13000 soldatj, e s i attT•ihuisce a l topo una pai1·te prepondel'ante nella 1pro,ipa.gazione <leil morbo. A lt,:ra e pideònia di veste, .secon<l.o na1~l'a Samuele, fu quella che colpì le truppe dèi Fil.istei per punizione di avere a.spo.rt:1fo, il'arca santa, e nawosta ,nel tiempio di n~.g-.one. Pc,r placare l'ira divina, oltre alla restituzione della ,reli<p1ia preziosa., furono offerti in espiazione 5 t,()Jpi d'oro e cinque huhboni. Grande fonporta.n7,.'l, nella diffusione delle m~1,l::i,ttie epidemicooonfagiose negl\ eserciti venne pure assegnn,fa, ·a,Uc m~<;,che ed aJle zanza,r e, e .si adottarono ,seve ri. provved:Lmen U. per i sold.a..ti colipiti da blenorl'ea, i quali dovevano abbandonare l'aiec31mpamento, mentre si con.."liò,eravano htfetti l e iJ.oro vesti e il gi:-id~lio e chiunque aJVesse avut-0 contatto coi tnodcsimi.. Ed abbi amo aJ1coi·a notizie del trattamento del!le ferite e d elle


-21fratture in guerra dal profeta, Isaia, che scrive : « Le tue piaghe non sono state asciugate n:è fasciate, nè unte çon olio)) e fa esclamare u,I Dio d'Israele: « Ho rotto il hraccio di Faraone Re d'Bgitto ed c·gli non è stato curato applicandovi dei medicina.li o ponendo delle fa,i,;cie per fasda,rlo e fortificatl']o )). Come interessante docnmf'nt,1 di psicoilogia di guerra di questo popolo sernrpre in armi, non sa1rà inutile rioordare che, quando e,ra i rnminent,e la battaglia, i srucer,rloti arringavano i combattenti: <t .Non si turbi il vostro cnore, non ternetc, non dat,e indiétro, non uùbiate paura.... Iddio è con voi)). Ed i capitani sog.giungevano: « Vi è f,ra, di voi chi abbia fabbricato casa e non l'abbia rinnov.al;,a? Chi abbia piailltato mm vigna da meno di tre anni·? Chi abl1ia, fatto spo,n.saili e non a-bbia, condotto a, cJ-.1.<,a, la, sua donna? ',['ornino alla loro diimora tutti oostoro >). Lo ,stesso Mosè dava, ordini di cJirninare iprima del comk1tti1111•11to i solda,ti pa,vidi e vili : << Qnis est honw formidolosits et corde 1)(1/nido ? -Vadat et revertatnr in domum suam) ne pavere f aciat <Jordci frcitnun 8UOrum s'iciit ip8e timore porterritit.8 est» (Deut., \X. 8). Anche la legge mosaica, non è improntata, a più la1rghi sensi 11 i rnmrnità ver,s:o il nemico : << Occhio iper occhio, dente per dente )> : 1io:a;ì il IJ)rofeta ordina, nell'Esodo. « Tu divorerai tutti i popoli, i 11 nali dal Sig"nore, Dio tuo, saranno dati in I uo potere. Non i:;i im 1pietosisca sop,ra di essi il tuo occhio)>: così è sancito nel Deuteronomio. Per puni•re i Madianiti) le cui. donne a,vevamo fornicato con g li Ebrei, Mosè costituì un còrpo di 12.000 uomini che mosse guerra. :-,enza, qruuticre in .nome di. Sa,haoth, il Dio dogli eserdti. Il nemico 1'11 vinto; i nutSchi furono t utti trucidati, le città, i borghi e le c.a:-, Ic•ll a furono date aille fiamme·: solo le donne furono ri~par.rniate. Ma .Mosè a.ndò iill oolLe:m contro i ca.pi deJl'esercito pc,rohè avevni11 0 sa,lvatc le <lonne: << Sia.no scannate quel1le che conobbero uomo, lmsciate le fanciuIJine e le donne vergini! )). E oosì fu! Qualche l.<·1111p o dopo egili orrlina ai solid:ati dclJc tribù di Ruben, di Gad, e eIi M~_ ,,nasse, avainguaooia, generraJ.e : <e Passate il Giordwno, entJ·ate 11•·1 Jt, terre di Oha.na,a,n : sterminate tutti gli abita,n ti <li f1Uel paese: 1'11,li \ n, ,pezzi gli aJtari, riducete in polvere le statue, devast.ate tutti i I110,g'lli eocelsi. Se voi non vo-Nete uccidere tutti g-Ji abitatori de!l pn,c \r..:·c , quelli che resteranno saranno q1.w~"1i clavae in oculis et lan-


-22 _ · ta.l eriuits e 110n vi daranno ipace o ribollandosi o inducen p:_1,L·tecipare alle J.oro e mpietà)). Auc he la prosa di H eiseben dove era 1J.'e Sehon, prima di giungel'c a l Giordano, è orrenda. Gli Israieliti avevano chiest o il tran~ito : « Noi :passeremo p el tuo paese, cammiiner emo per !la strada ma,estra; non t-Orceremo nè a destra nè a sinistra . Vendici i viveri. ... facci paga,re l'acqua,. Solo permettici hl transito)). Sehon lo negò e uscì in ca.mpo per assa lkli. Ma le sue città. furono prese, uccisi gli abitanti, nomini, donne, rag azzi; e non vi lasciarono anima viva. Anche Basan cadde in potere degli Israeliti e successivamente oltre 60 città furono prieise e :gli a,hitanti, senza, distinzione di sesso e di età, vennero sterminati. Non minore ferocia pmlesa Saulle, che aveva con 30.000 u omini trucidati gli Am,rna.niti in guisa che « non se ne videro ,p iù due insieme>> e che per -11on avorc ma.i calunniato, mai oippresso il popollo, e iper non avei1-e ,rubato , era sta to da Saannele unto re. Le gnet're co:mha,t tute da ,S au]l:e oont;ro i ]filistei sono fra, Je più fo roci; egli riporta dovunque Ja paJma del.Ja vittoria. Avendo in umt di queste conservata la, via al re di Amaelec, venn e da Samuele aspra mente rim;provera,t o: << Il Rigno,r~ t'onlinò: va e nocidi i peccatori di Amaelec e combatterai sino a. sterminarli. Pe,rchè salvasti Ag:ag? )). E questo 1·e prigioniero venne dinanzi al Signore trucidato dallo stesso Saimuelle. Davide per aver merito presso Sanlle· si mosse un dì con la sua gente e uccise duec,ento Filist,ei et attulit eorum praep1,1,tia, e li contò al re e ne ebbe in premio la sua :figliola Michol, ehe lo ama.va. L'a;ntioo pastorello si di;portò così saggiamente nelle altre hatta,glfo cl1e i!l suo nome divenne celebre, e Sanlil e n e p•r ovò acutissi ma, invidia, tanto che att,entò più volte, ma sempre invano, alla sua vit.a. Egli por t a, la desola,½ione ne] paese p.r,esso gli Ama leciti, non lasciandovi vfoo nè uomo n è, donna; libera,. Ceita ,cla.i. Filistei e ottiene poi d a Re Achis la c ittà di Siceleg, c he ,éli viene proprietà deJ popolo di Giuda . Avuta notizia che Saul1e, per non sopravvivere alla disfat~a d eil suo ,esercito si era fatto uccid el'e , co,nda.nn3, a morte colui che .si diceva, ,esecutore del ferale ordine, e qualche giorno dopo fa tagliare Je ,mani e i piedi e poscia impiccare due Fi11istei che ip,resso lui si dava no va nto di aver sca nnato dor miente il figlio di Saulle, l'amico ca,r o , Gio-nata. , , •111i i,11

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-23Anche Giosuè muove guerra 3JCC3,nita contro le p-opoilazioni al di là del .Giordano e dn~e d'assedio Gabaoh. Dopo una marcia notturnà sor[H'®dc Ja città e niercè l'aiuto divino che [a pio:vere su!I. nemico un nembo -di saissi ed rurrestaire il sole nel suo oorso, la !l·a,de al suolo: i r,e sono fatti prigioi1ieri, i grandi condottieri calcano barbammente iil loro collo con i piedi e quindi. sono fatti ruppie.care tutti alle forche. Giosuè devasta quindi tutto il paese montuoso e la pianura e non vi lascia reliquia, ma uccide tutto quello che respira come gli · aveva ordinato il Signore, da Gadeshrurne sino a Ga7,a, e tutta la terra di ('~sen sino a Giaibaoh. Nè il sesso g·entile si dimostra 1più olemente verso i vinti: la sacerdotessa Debora, in un giorrno di vittoria inneggia a Ja,hel, la quale al generaJe nemico SiRa,r à fuggente che chiedeva dell'acqua so,mministrò del latte e del burro e l'ospitò in casa, ma, durante il sonno, prese un chiodo colla ·sinistra e ,con la destra un mMte.llo e trapanò le temrpia, del!. ncmioo-. Questi uomini degli anLichi terupi, .sanguigni, corpulenti, dal :pelo folto, ;rapinatori d'a:r,menti e di donne, stermina,tori di nemici, ben meritevoli di e,ssere chiamati, come Enea t>roiano, massacratot·i di nomini, che dopo a:ver trascinato per i piedi l'ucciso rivaJe s'inebhriavano con tazze rfooJme di vino e si cibava,:no di carne cruda,, n\ale insofferenti. deJila legge, come li vediaimo descritti nel Mahabharuta e nell'Iliade, nel poema, di Izdubar e nel libro della gue,rira di ,Jahoè, se non fossr-..ro stati t,errol'izzati daJ castigo degli Dei, sa•rebbero stati ancora più feroci e crudeli. In tempi, in cui per un occhio si chiedeva la t,esta, per un dito un braccio e per una vita cento vite, la legge del tagJione che si limitava a redla,nia.rc solo occhio ipcr o_c chio ed esistenza per esistenza ra,ppresentava già una segnalata. vittoria della umanità. Anche fra gli antichi Gla1li <lelle foreste dl'nidiche par,e sia esistita un'assistenza sanitaria negli eserciti, assai b:arba,ra. I sacerdoti addetti a queste mansioni erano soliti ricm;rere a · piante sacre, colle . quali. innalzavano una specie di rogo tper sacrificare i prigionieri -di guerira, se prima non ·e rano ipassa.ti a :fil di spada, q1mndo volevano guarire i malati _e feriti in r,0mbattiiroento.


- 24 -

V. -

I SERVIZI SANr!'ARI MILYl'ARl Nl!JLL~ ANTICA. INDIA.

~e ora volgiamo le indagini all'India, c he, oome è noto, fu delle c ulle più antiche d ella medicina , noi possiamo, scorrendo i poemi sacri, trova,re qnaJ.che traccia di assistenza, .sanitaria in guerra. L'Ayur-Veda, ossfa, 1-ibro della vita, di Susruta , figlio di Visvamitra, c he dal fon<lo- della foresta di Bena,res fu dettaito da, Dhavantare semidio, è un poema oostituito, come i libri di Ippocrate, d aHa- fnRi one ùi pa,recchie opere. È la rpiù 1mporta.nte raic.cOllta oomiposta 2000 anni ,circa a.. C. da medici a ntichissi mi cl ell ' India e porta il titolo<< Sns' rutas Ayur Véd a.s, ossia. si~tern,a, rli ffif'i(licin a ciel veneml,ile Dhavoota.re dimostr.ato e daJ ,s uo (Usccpolo Sus',r ut.a composfo )). Era costituita origim~ria11111,nt e dn. crnt.omila v~r:.si, divisi in mille ca.pitoli cd in seguito Svayamhs, saceròot e d i B1·ahama, la, riu nì in otto libri: che poi ùuJ Dhavantare fu1·ono 1-;uddiyjsi in 5 ip:u·t'i : La, p1··i ma ;pa1-te (Sutrast~hàna,) comprende le cognizioni prelimina,r i ed afferma il dogma che meclicina e c hinwgia, devono sempre agke co.nte rnporancamente, di comune accordo: chi vofosse <',oltiva.r e Roltan to una di queste branche potl·cbbe par::iigonarsi ad uu uooeUo che intende&--e volare con un'ala, soltanto. A titolo di curiosità., ricordiamo che ncl ,capitolo X ,si parla· già ò ell'ago-puntura, nel XVI d ella ,rinoplastica, nel XVIII si descrivono 14 maniere diverse di fascia.ture .e nel XXXIV si aooenna all'istituzione deill'a-r cbia,tra del Re, che dov,eva, segni<rlo, quando muovevasi in guerra, coll'eser ci to, e custodirne la salute : egli aveva il posto d 'onor~ nclfo, t enda del principe e vestiva abiti r egali. Nella, s~ouòa, par te (N idàna8tJhàna,) è tratt a,ta la patologia delle varie a:ffeiioni, fra cui. l a, tuhPrcolosi <'letta « rnaJla,t tia ,rc.>0,l e )), le genito- m·ir1n,rfo, l e veneree, 1e cufauee, con s pecia,l e riferimein to al vaiuolo, .a ,]],a, Jehb11:t, di cui si •Pnumerano va,1·ie ·Sp<'cic e se ne rioonosce il carrattere conta,giooo, come s i ip11ò desumere da quest-0 passo tradotto nel 1844 d.all'Haesler òa,l Ranscrito in lati.no: << OopulationeJ corporis contactuJ adspirationeJ con1JictuJ c01nmuni uHa,

c11,bitn et sed e~ 1;estis et serf; i fiore·i iniwtiono, l epr o , f ebris, taòes, l i ppi tttdo, daemonfooiquc morbi ab hornine a<l hominem transgrediuntur )).


, -25Nella terza parte (Sarirasd'hàna) .sono esposte le co.gmz1oni _a natomiche, e si ricorda come gli Indiani si valevano dei cadaveri, oonvenientemente prepa,r ati, iper lo studio del corpò umano: « Jllortitum abluendo simitl visibilis .e.st membror11,m ratio. Ante ooitlos enim quod vi.m m est et qu,od doctrina) id imo verbo magùi seienl'iam a,uget >>. I cada,veri veinivano rinchiusi in una gabbia, ed immersi pm· 7 giol'ni nel finme e successivamente, senza, l'aiuto di coltelJi, si i-it;roifinava,no fortemente le parti molli fino a mettere ano oooperto gli ,organi interni. La ·qna,Tta parte (Olvikitsistast)hàna) è dedicata all1a terapeut:ica, essenzialmente medica, e chirurgica, e si pairla già del sala~so, d ella tonsillotomia, della litotomia, della paracentesi, delle orper·;i,~foni di ca taratta e di fistola anaJle, nonchè ,dei vari metodi di l'id azione delle fratture e hissazion_i. Dei mc~icamenti sono già l'iconosdute le virtù ter:1,p eutiche d el -mercurio, che già sin da quell'epoca remotissima era, tem1t,o in g1·an p,regio. << Il medico che conosce le virtù delle erbe e delle ra,.,1 ic i, è detto, è un uomo; ,quello che sa le virtù dell'-a,e.qua è un il•f',mone; ma colui che conosce le virtù del mercurio ,è un Dio )). Nf'lla quinta, nnahncnte (Kltlpast'hàna) si accenna all'azione ,h·ll,e ,i;;ostanzc velenose, ai ·sintomi e cura. D_a que,-ito poema HIJ)prl'.ndiamo inoltre che, quando un ,r ajah pawt e per la guerra, deve essere accompagnato da un medico provetto che lo .a..~ista in ogni evenienza e vigili ,s crupolosa-mente i:,ug li alimenti e bevande èhe servono aUa sua mensa, da UJl sooerdote, pc t·c hè l,e sue p,reghiere possano esse re più -efficacemf'.nte ascoltate 1·d esaudite p,e1:· iJ conseguimento della vittoria., e òa un astrologo di e interpreti i presagi ed alllontani aJ momento opportuno con 111, 'offerta ipropizia,trice alla, Divinità i pericoJi che possono derim re da una m.alaugurata. cOJ1giunzione òi .ast;·i. Rilevia;mo altresì dir, •Juesta racoolta che negli accampamenti la, t•P,nda d<>J medico ora di st inta da un segno convenzionp.Jc ben visibi[e a distanza, in modo, d1 1• i feriti e tutti gli abbisog-n-evoli di pronto soccorso potessero H1rl,i to ,rkonosceda l'-O csservì portati al più presto cd adagiati su 1111 l,etto di foglie . Qoivi era frenata l 'emorn·ag·ia, e sulla ferita erano versati oli ,·lii' l~nivano il dolore e succhi di piante di grande efficacia -te1·11,p(•11tica . E si trovano inter,essanti particolari sulla tecnica opc1


-26 ll'atoria degli as<;essi, sugli strumenti chirurgici in uso (dei quaJi gli ottu~i (Yantra) ragigiungevaì10 la, cifra di .LOl, prima, ifra tutti Ja, mano e 20 tiipi di strumenti taglienti (80,stra)) sul ~etto di ferro operatorio, sulla posizione del pa.ziente è dell'operatore. Le fratture e le lussazioni e1'llil10 curate in ,comune con 1'a estensione e controestensione, ricorrendo a macchine (rotae u.su), a stecche ece. Le ferite del crani.o, .della, fa<:'.cia e del colllo erano ~uturate; l 'emorragia era frenata ool freddo, coill'olio caJdo, colla, cenere o con una solida fasciatura. E si parla inoltre di a.mputazioni della mano, per la grave pe1xlita di sangue che detemninano. le ferite di ,questa r,egi(me, di 1la,p.arotomie, di ,suture int<>,.sti:Qa.li, di litotomie, erniotomie e di operazioni di cataratta e di rinoplaistica, utilizzando la cute delle :guancie, ,essendo molto frequenti in India le condanne al tag11io del rul!SO per adulterio, secondo le leggi di Manù. Si de~~crivono anoora, altri interventi operatori, parecchi st,rumenti chirurgici, e numerose fasciatnr,e; si tra.tta dei segni che distingu0110 tle ferite facili a curarsi da, quelle di difficile guarigione ed anche dell'estrazione dei coripi estranei, della tecnica, p er arrestare l'emo,i~ra,gia e delila cura deHc fratture~ e delle lussazioni. Accenneremo anco,ra ad un altro poema, india.no, il Ramayana, in cui è fatto il nome del medioo Sushena, che assist-eva i feriti e ipraticava medicature sul campo di battaglia : egli riuscì a guarire Laxshamano, ferito ,g ravemente al torace da una freocia che gli altri sanitm·i, chiamati d'urgenza, non e1·ano stati capaci di estra,rrc. Ricorderemo infine che i medici milita,1.·i erano in quelle epoche remote tenuti in partico1Jare consi.derazione fra, gli Indiani. Dopo l 'aocanita lo.t ta, che costò all'esercito di Rama perdite gravissime, i d1ii-urghi Vibishana e Ranoumat 1pe1·correvano in lungo e in Ja,1·go il campo di battaglia per p 1rodigare i primi. soccorsi ai feriti, quando scorsero il vrechio eroe Dyambarat, confnso fra i caduti, che non dava più segno di vita. Gli spruzzarono l'acqua sul volto, gli eccitarono la r~ipirazione facendogli annusaire ,essenza di loto e di nelumbo, ed a poco a ipooo il vegliardo rinvenne, senza però poter riconoscere chi lo assisteva. B la ;prima domanda che [oro rivolse fu di chieòere se Hanouma,t era iriomasto incolume : « Se vive, egli a,ggiungeva, l'a,rmata, potrà anèora essere salva,ta e saremo certi di poter ricnlJ)era,r e ]a, ~alute, anche se avessimo esalato · l'ultimo ,respiro! )). ·


-27Il povolo indiano diede lan:go impulso alJlo sviluppo degli ordinamenti militari ed alla riorga,nizzaq;ione d ell'esercito, ma non 11,vondo traffieo diretto coll'Europa, visse in una specie di isolamento, sicchè tutto quanto è a noi pervenuto più che su dati .storici ineccepibili appartiene al.ila leggel}da. Per quanto riguarda l'igiene delle tru,ppe, furono impall'tite NeveriStSime ,norme ·riguaiJ.'danti s.pedaamente la pulizia perso,na]e prescrivendo l'uso frequente di bagni alle estremità infedo1·i, la, prulfaia dei denti che si praticava, a mez~o di fusce lli di certe piante e quella d-egli occhi fatta con col!liri e po.mate. Si ordinò i,J1oltre nn'.altme.ntazione esclusiva.mente vegetaJe, ·a haise s01pra,tLntto di frumento e di legumi, e si proscrisse infine ùgni bevanda alcoolica, punendo i colipevoli col marchio sulla fronte. Venut a poi la, conquista degli Arabi e la sostitrndone dell'isla11tismo all'antica coltura, l'arte chirurgica di gue~ra decadde nel1'.India, soprattutto per il fa,ta.Jismo dei .seguaci d,eU'lslam e per l 'oiN·m·e che loro incutevano gli atti operativi cruenti. VI. -

L'ORGANIZZAZIONE SANITARIA MILITARE IN PIDHSIA.

Dalla presa <li Troia alla nascita di Ippocrate interoorrono ben oi.to secoli, ed in questo lungo rperiodo non troviamo alcuna nol;"izia o documento che pos,sa, gettare un po' di luce :lira le tenebre della storia ed illuminarci alquanto sui servizi sanitari degli eserciti e sultle ferite di guel'lra di qneUe evoche remote. Sappiamo t-.oltanto, da, un passo delle ('JJ)istole di Ip,poor.ate, aJllorchè Alcihi a,de prepa.rò una spedizione eontro la, Sicilia, che l'assemblea popol::tre discusse, f,r a l'altro, s ull'opport unità, di aggregare dei me1 Iid all'es,ereito, ed I1 ppocrate stesso pl'omise di la.sciar iparti,re Nùo figilfo, medico rinollll.to, al seguifo delle truppe. E si fa ancora menzione di Otcsia, originario di fonia, e pa-. nrnte di Ippocrate, il quale nel 416 a,. C. si sarebbe recato in PCII'Aia, e fu accolto oome archiatra alla corte di Artasersc I. R noto che q nesti mosse guerra aJ fratello Ciro, e nella batta.glia di Cunassa i 11 "Rabilonia fu ferito da Ciro stesso oon un colpo di giavellotto 11 I torace e soccorso da Otesia 1che lo guarì. Ciro, jnvece, nel momento l II cni colpiva il fratello, venne a sua volta feri to da una freccia 11.l la, 1·egione orbitaria sinistra, che produsse notevole emorragia, , .. 11<1rtigine tenebrosa. Fu sollevato, e, mentre si avviava col capo


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28-

l'('<· li 11 :tlo sulla spaJlla, fu ferito per la seconda volta, al calcaigno,

p,,,.

~·,ii stramazzò al suolo, battendo vjolentemente il capo su di 1111 111.1.cig,no e ,r imase morto a.ll'ista.nte. Narr,a si che questo re non hevesse che aéqua, prreedcntemente bolaita, in apposite a nfore di ;1rge.nto. L'esercito di Ciro sconfitto si di~persc disordinatamente, e die cimila O.reci, a l servizio del re, avendo rifiutate le conòizioni imposte d:::il vincitore, inizia,rono attraver-so l'Asia Minore la famosa ritfrafa,, così magistraJmente descritta da Senofonte, che ne fu testimone oc11la!l'e e seguì, si ·pliò dire, g~orn-0 iper giorno, le va,r ic vice1ide. E neil momento in cui l'esercito risale il 'l'igri, lo storico ci m1.r ra c he otto medici emno .a.l seguito òeHc truppe e si dovettero .fa,re pa.r,ecchie soste nei villaggi per •ricovera,r vi i nume1•osi fc1;iti eél hwa1Jiùi. Dopo avere valicato l e montagne dei Ca,rdm,'Ci, du,m nte il pa.~saggio delle pianure dell ' Annenia, ocddcnta,le, l'esercito fu bloc<:a,t o <laJla neve cd ebbe a. s ubire gravissime oftalmie. Si cbber-0 jnoJtre a deiplora,r,r m1me rosi.~ tmi casi di HtS8i<forarnento, !J)Ol· oon1battc1·e i qua[i si vietò a lle truppe Pa.diacdo sulila neve. Senofonte ci uru.·ra infine che turbe ,èJj donne di malaffare, pe1· lo J)iù 1} H·ovenienti da.J.l c colonie g1,cd w della lonia o di origine circa&"la, seguiva.no ostina.ta.mentc le truppe diffondendo mallattie veneree_ Dal libro ITI {lclla Ci,r opedia., e- pr~isamente dal capitolo 2°, a,p,prendi,amo ailtrosi che a,l seguito de!l t'e, in campa,gna., si trovarn.n o i medici, gli a•rUtSpici ed i suon atori <li flauto, cioè i compon enti il servizio sanitario, religi.oso e la ruus.ica.. Ciro stesso nel libro I si ,r:~pl'inic in questo modo: « no sentito dire ed ho veduto che, corn c k dLtù, d,c vogliono mantcnc,rsi in buona sal ute s i soelgo11<> dei nwdiei , cosi i gen c1·ali in campa1gna, reca110 al seguito dei modici p<'l' la, t ,n1rppa, )). Così vediamo Filippo oon<lun,e rrnlla sua RfWùizione il ,proprio medico C,l'itolmk>, ch e gli fu di prezioso aiuto, alforchè ri ma.i,c ferito a.U'.occhj o ilcsl.rn (la un a.r cierc, il ~1naJe ~li aveva la,nciato un da,r do con appesa questa curio..'>a. etichetta: nll'occhio destro di Filippo! Do,p-0 .iwerc~ <·~tratto la frecd~L, 01·itoho.lo applicò dPi. eataplasmi che H cortjgiano Olisophoo, per mel'o atto aervile, non esitò a s iend<?re s11i pr01pri occhi sani, ,por imita:re il sovrano. Anche il' figlio Alessandro eblJe a l suo seguito numerosi. medici


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milita ri aJ!la dipendenza d,el eelebre l 1'ilippo di Ac a,rna,nia, quali OaJJist ene d'Olinto, Glaucia., Alessippo, A:ndrocide ecc. Merita anche di es:se;1,e segnalafa· la, sentenza, di Ca,mbise, · che leggiamo nella Cirop-edia : (< I mcdfo~ sono come i rattoppatori di abiti, p er chè i1l lorn Javoi·o si riferisce semplicemen te a càrpi indisl[)osti o mutilati; pt·ovvederai me.glio p er l 'a,rmata, se cer c hem i di prevenire od impedire la diffusione dcl~c malattie fra le truppe )). Inoltre nel capitolo XIII della Lacedmnoniae Respublica si Jeggc che, dopo una battaglia, contro gli A ssi.ri, sono oondotti inn an7,i al re Ciro moltissimi prigionieri fer iti, ed egli oon sentimento uma nita,r io or d ina di scioglier-e le catene e manda a chia mare i medici p er ipl'esta;r loro le cure necesswr ie. Ed abbiamo ancora notizie interessanti sul tirasporto dei f eriti i11 guerra che veniva effettuato per i;r1ezzo di porta-feriti, i quali •~l'a,no <lispensati dal po1·ta,r e l'armatura. Lo ~udo è il primo rudimento di ba1·ella irnprovvisa.ta, per lo sgombero dei caduti. S enofonte ci naJÌ.Ta di un -~oldato, che era rima.sto stritolato nella ;.::amba ,d estra da.ne pietre lanciate ,òall'a-lto e che fu Roocorso da 11:nrHoquo d 'krcadia, e trasiportato sul proprio scudo, in modo cla poter ,r aggiungere il suo rep.arto comhttttente. E 0011 qu~to mezzo Da rio, vinto e ferito, fu ,p-ortato alla presenza di re Alessandro .. Lo stesso Alessandro, ferito d a una freccia che gli aUraversò 1:L c orazza e p enetrò n ella l'egione ma.llllllÌllare destra, seoondo ci 11 a,rra Quinto Curzio, stremato di forze, si lasciò cadere sul proiprio ~endo (clypeo fatigatum corp11,sì emcepit); ed k riano ci dice al ,,·jg ua,1~do che i Macedoni tra,spo-rta,rono il r e su questo s cudo alla tenda in ,co,s ì grave stato che non s:a,peva,no se fosse ancora vivo. I >fll r esto è pa.ssato al1]a, storia l 'imperioso motto deUe donne sparl.:Htc : « o oon questJ o su questo! )). Si 3Jlllmette tuLlavja, che, oltire a gli scudi, si iu:.uprovvis asseiro h: 1,1·elle anche con !'ami d'albero J•ega.ti rudimentalmente ed esi1-1 1.PR~el'o delle lettighe (lecticae militares)~ desti nate al trasporto il.li ,malati e feriti, che i fanti avevano il privilegio di traina[·e : i I 11 tcdesimo Alessa,n dro, ferito aJ.la coscia sinistra in un nuovo Hi:ontro, sarebbe stato corica to su uno di questi carri e traspor tato 11, l. 11rno dai fanti e d a,i cava,lif>ri, che si <lisputa,vano tale onore. Ma, d elle forité di re Alessandr o, merita che ci int ratteniamo 1


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alquanto per da,re un'idea del trattamento delle lesioni di guerra in quelle epoche r-emote. Il moofoo Oritodemo, dopo aver largrumente sbrigliata la ferita del re, estrae il dardo, che si era incuneato nello spazio interco- , stale soJPra la mammella. Pilutarco èi dà ulli1 descrizione molto m'inuziosa ed esatta di questa, lesione. Il ferro, dopo aver att,ra- · versato la. pelle e gli strati molli sottosta,nti, ha dovuto scivolare sulla quarta ·costola e pemitrare neJJa cavità toracica attraverso il terzo spa.zio inrt,ercostale, mentre l'aria sfuggiva coil sangue dalla ferita. È *stafo rifeirito l'aneddoto cbe, in attesa, del medico Cll'itodemo, re Alessandro, colpito alla coscia da una freccia, fu trasportato in lettig·a dai suoi soldati per ben quattro giorni di mruvcia. Egli, ,secondo alcuni stOTici, avrebbe dato ordine ad un s,oma,tofilax, gua1•dia addetta, aHa s ua :persona, di aprire senz'altro la, forita coilla spada, per estra,r ne la freccia. Ma, IJ)er poco che si (jonsiù,e,1·i l'C(;C(lziMrnle coltura. di Alessandro, discepo lo di Aristotele, speciaJmente versato nell'arte sanitairia, che più volte aveva potuto nipplicare pratica.mente le sue cog11fai.oni per socco:r,rere ed assistere i suoi amici, feriti o malati, non si può non tacciare di inverosimiglianza questo episodio. Il Rollet ritiene invece più giustaimente che il chkurgo non si sia areinto aJ1l'estra-zi-One del dardo se non dopo aw~r preparato delle bende e tutto quanto era, necessario por comprimere i vasi bea,n ti e tamponare lo spazio intercostale. Appena il ferro fu rimosso dalla, ferita, 1si rip!l·odussc l'emorra,gia, mtL questa con mezzi opportuni fu arrestata,, ,e la, lesione dopo sette giorni era già cicatrizzata,. La conva1escemr.a, fu invP,ce piuttm~to lnnga,, P.d Alessa,ndro ,dovette alla sua costitu,r,ione IJ)articolarmente robusta la piena e completa guarigione. Il ,procedimento d·elll'estrazione dei dar di dalle ferite non era tuttavia scevro ,ai pericoli. Ricordiamo che Epf1minonda alla, battaiglia di. Mantinea,, colpito al petto da un giavellotto, volle attendere che la vittoria fosse conformata prjma di sottoporsi all'interwmto chirurgico, e morì pochi momenti dopo l'operazione. fAn. che H console Erminio ed il ;re di Siparta Agi, f,eriti al torace da un eolpo di lancia,, doVfittero soccombere dnrante l'atto operativo. DaJlle notfafo fornitt>..ci da Senofonte h1 va,ri passi della Ciropedia, si · rileva che l'a1rmata persiana aveva al seguito dei me-


-31dici militari, i quali avevano l'obbligo di àssistere e cura,re anche · i 1pdgionieri f.eriti. Il che ci dimostita come molti secoli prima che i I Cristianesimo predicaib'ISe il gran principio di perdonare le offese tid a;mare ,gli stessi nemici, questi umanitari sentimenti fossero già :t,!JJJlicati in Oriente. Inoltre Serse aveva particolari iriguardi per i reriti èd era· solito disporre che gli intrasiportabili venissero ri1-·o·verati nelle città, per le quali egli passava durante la ritirata, e ,raecomandwti alle cure dei magistl'ati. Tanto era, l'interessa111.ento per i malati e feriti di guerra., che non solo i medici pensanrno di prodigar loro i soccorsi necessacI·i e di farli traiSportare in luogo sicuro, ma ta1ora, si rita,rdavano espressamente le ma,r cie per non fasciarli indìetro, ovvero venivano ,ricoveraiti nelle città :d)eate. E le ambulanze private istituite nelle città greche, come ci a,ssicura Senofonte, raccogHevano e curavano anche i feriti di ·11:wte ~wversa,rfa. Ric~r<le1·emo infine che l'assistenza dei medici milita,ri in que...:t 'epoca: preist(n·ica ,s i e.stendeva a-nclw ni morti: la sepoltura. era cosa, sacra agli. occhi loro. Ar,rivando in un luogo ove era avvenuto 1111 violento combattimento, ,n on mancavano di p,rocooel'e 't1.ll'innr11azione dei cadav.eri, che venivano lavati e fasciati prima di essprc- sctpollti affinchì'> S<len<lPssc1·0 d<.,'Centemente n <"lla tomba. Nella Scuola di Alessa,ndl'ia .Ja, medicina Ipl[locratica ricevette 11n notevole impulso da,l lo studio dell'anatomia, per cni si resero <iclebri Erasistrato ed ' Erofifo i quali, liberandosi da ogni dottrina dogmatica, posero per base dei loro studi l'esperimento: il primo rn un precursore delJa scoperta della circolazione del sangue; il smondò prooonizzò le ricerche sull'ana,tomia del sistema. nervoso ,. !slllle va,rfa-7,ioni del poilso. "ffi la chirurgia militare se ne avvant.aggiò nelle ,guerre. comba,ttute da Fllippo il Ma!Cedone e da Aless:1,ndro Magno, i quali, oome vedemmo. avevano chi.rurghi propri d,,~ li scguiva:no. 1

I

VII , -

LA

MEDICINA MILITAREl NELL"'ANTICA GRECIA ti)

NlllI POIDMI OMERICI.

Nella G rocia àntica è nooessrurio trasco'I'rano 800 anni dopo 1',\ccidio di 'I\roia ed airrivare fino ad Lprpo,c:,rate (460-355 a . C.), pc r:chè la medidna e· 1a chirurgia assumano forme scientifiche. f,~ veramente nel secolo di Pericle, nell'età. delil'oro, in cui la scienza gwP<ia si illustra dei nomi di Pitagora, di Aristotele e di Platone,


' -32l'or~~toda di Eschine e di Iseo, maestro di Demostene, in cui il Pa,rtenone aveva consacrata .la gloria di Fidia e di Zeusi e si raprp,re.sentavf1no le ·tragedie di ,S ofocle, di Aristofane, e '.fuddide scriveva, la storia della pes te di Atene, era tempo che f1llche per la medicina, sorgesse un uomo di genio, il quale, str'.appa,ndofa al cieco empirismo, la, pon~se ,sulla, retta via del progresso scientifico. Ippocrate, nato rn'lll'isola di Cos, :è considerato nei tempi medioevaJi come il pa.dre ,é;iella. m1?dioina. e ci ha la.'>Ciato un grandissimo numero di ·scritti costituenti il Corpus Hippooratioum) che pu,r rappresentando mu1 raccolta ùi epoche e scuole diverse, per 17 libri si può comiiderai:·e ooo:ne opera su.a,. N~l libro De uloeribus co:nsigilia di lavare 1c ferite col vino e di ungerle coll'olio dopo aver purgat.o la piaga. coll'aip.plieazione · òi eata,plasmi. Favorisce quindi ]a ooesione dei marigini con foglie di rubits canino e di nasturzio e da ultimo ne facilita la ci.catrizzazione. Nella scuola ,di Oos la medicina e la, chirurg·ia, formnvaJJo una ~dern1tt, solu,, fomlata sull'o&<rerva.zione diretta cd inspirata al conc<>tto d~Ua natura rnedioatrim) dominata da. quelJo ~pirito acuto di os•serrva~donc, ,per cui le ope1,e di lppo0ra,te destano anche. oggi, dopo 24 secoli, la più .gfa,nde ammiira,z ione. La dottrina, dellè lesioni .esterne e speciahnente delle fratture e delle [ussazioni rp,rogrx....l(]ì molto in quel tempo, Il('J quale dava,si grande importanza, aJla heJ1lez11;a, d elle forme, e rimase indietro la .pr.atica, de:Il,e antiche operazioni, .poiclÌè i Greci si ,çlavano la ttnorte,, 1phJttosfo .che rimane re mutÌilati. Nell'a,r·mame,nfario chirurgico sono des,critti con gra,nde esattezza Ile sonde, i coltelli, i bistori, i raspatoi, i cauteri, i trrupani e le tena,glie per l'estrazione dei denti (odontagra). Sipech!Je caipitoJo è d,e,dica.to al trattamento delle fratture e (k>ille lussazioni, con e._<:;,a,tte clcsorizioni delle ossa e d!:'Jlle .articolazioni e minute esposhioni della, fisiologia dei movimenti e ,d,elle manualità pe,r la . riduzione, l'imrnobilfazazione e le fasciature. ' Si ha.rmo notizie à,bbastanza precise degli ordinamenti sa,nitari milita,ri che aveva la Grecia ai tempi i:ppooratici, i quali, se erano progrediti. . nel ,p eriodo a,rcàic9 della, civiltà ~(reca, ta.nto 1più dovevano essere perfezionat i in un periodo più evoluto) in cui il popolo ellenico, avendo 1per culto l'alTilorc, per ideale ]a beillez,r,a,, doveva tenere in gra:n · pregio la vita ed assicura.1·e eon ogni mezzo. il mantenimento della salute. ·


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.,.:)i)

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Nella raccolta ippocratica, si ileggono seritti interessanti della irtedicina Ìnilitare., che sorg<1 indipendente daJla medicina sacerdotale, ed è detto che un medico per perfeziona,r·si nelila chirurgia d eve accompagnarB gli eserciti in guerra. Ed infatti in ,q uei tempi vi erano chfrurghi militari che segui-· vano le milizie, provvisti di strumenti e del materiale di medicazione necesi,iario, i quali avevano il loro posto accanto alla tenda 1·eaJe. Tempo fa nell'isola. di Cipro fu scorper·ta una sorittura, la qna,le si riferisce ad un contratto della città di Ida,lion con Onasilo i-1 fig11io di Onasikipros e coi congiunti òi es,so per prestare l'assis tenza sa,n itaria durante la guerra, dietro ,ricompensa in denari . cd anche in pos.,qedimenti terreni. A,ristotele (384-322 a. C.), il graintrc :filosofo, e biologo, parla, ,ldla, grande importanza che ha la ipurczza dell'acqua per la rpubhlica .salute: « Le sorg<>nti ,d'ac{ina pura,, in quamti.tà sufficiente, Llc vuuo esoo1·e in vicinaJ1za, della dttà; se questo non ,è il caso, si (levono fa,re numerosi eò ampi ,serha.t oi per la, raocoltai dell'acqua pio va,na, a..ffinchè in <>alRo di gn~rra o di as.,,;;('.dio l'acqua non venga ;1, rna.nca1re )). * * * Sappiamo che, ool p;rogriedi-re dei ternipi, le arti furono trasportn.te ,dall'Egitto nella Grecia: e fra queste certamente anche la medi ...:ina. :m ormru accertato infatti che FJSculwpio, da cui diseendono ~li Asclepiadi,. era di origi.né egiziana. Gosì molti fifosofi greci, at tn1,tti dal.la ,rinomanza dei medici dell'Egitto, si recavano presso 1I i l01·0 a iierfezionarsi nell'a,r te : e nel1 Ie prime emig,razioni dalJe rive del Nilo nell'Elfa,de è molto iproha,hile che la, medicim1 sia s.f atn, i ntroòotta, c-0n le altre s,P,ienze. Si è arriv.ati perfino ad ammettere che Ome1·0, durante un v i:i,ggfo in Rgitto, a,hhia, sottra.tto dal tP.Jnpio di Vnlca,no a, Menfi, ml la -complicità. di un amanuense, i poemi composti cla Phanf.n,sia, che deooriveva;no, sotto il velo dell'a,llegoria,, a.vvenimenti ~voHi,,;;i amtica1mente neUa terra dei Faraoni, e che egli, per megllio o,·1·11l tarc il ,pla,gio, abbia trasportato la scena nella T,roade, tira,, v,1•,,d.<mdo i suoi eroi a:lla, greca,. Altri sostengono, in bas.e a quanto .- i 11;1, Lra.rrianda,to Er(}doto, che Omero, viaggiando in Egitto, ~t,b bfa 111pp1·11.-;a dalla viva voce ,dei sacerdoti la istoria della, guerra di '1'1·1,ia, c he il sno genio rpoi ,plasmò ncg1H imm01·ta,li. poemi. Il


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I c a11ti omer1c1 sono inve1·0 ,l'eco pi.ù remota deHe rpm antidi<~ tra,<li~;ioni, ed in essi possiamo ,rintracciare le fonti delila storia dell~ medicina ell+>1lica in genere e quella d ei s-ervi11.i sanitm·i negli eserciti in ispecie. Questi. 'poemi, cormparsi agli alboTi della ,storia gr,eca e rapida,mente diffusi. i.n tutta Ja penisola, contribu1rono a mantenere 1 salò a l'unità nazionale, così come avvf'nne ·dopo tanti soooli per la Divipa Commedia, nell'Italia, straniera, e divi.sa, E qnf'Bt'opera di fusione fu tanto pi1ì efficace e durevorle quanto più largamente intellig·ibili era,no quei canti a,l popolo tutto,· che vi sentiva, palpitare la prop,ria anima. e tutta. la vita, ra!J)Ìda e violenta, ricca . di vicende incalzantisi senza tregue in qnelLa terra fatale, che, come l'Itaiia, << pa.rve angusta ai suoi figli )). Ma.i creazione d'arte nutrì infatti tanto di s_è stessa, un po1polo c-0me i poemi omerici Oa, nazione greca, : recita:,t i nelJe corti, nelle ca.se e nelle pia,zze, ripetuti rh gaira nelle t enzoni poetìcbe, impairati a, memoria nelle . scuole fin ifaHa prima giovinezza, come monumento <ll stile, d.i sapi,enza, di e,roismo, furono essi uno dei primi e più spirituali vineioli di na,ziona,lità.. Mai l'umanità potè deliziarsi di più semplice\ nobile e forte poesia, di questi poemi, nei quali l 'eroe è così umano, anche compiendo im'P'rese sovrumane, ed è 1·wppresenta,to con tanto verismo neJ1la sua impulsività, nella ra.pida vicenda di opposti sentimenti, che lo avvicina, aJ fanciullo nell'audacia, e nei repentjni t imori, nella sfida agli. dei e nella rive1,cnza verso ,di essi, nell'odio implacabile e nella g,ene1·osità cavalleresca., ove ila nairrazione conquii;;ta ooll 'evidf'nza del ver•o, mentre 1'obbiettività del p,oeta, che mai non -si smenti.-:ce e diet1·0 c11i. ,;i cela, non impedisce di intuire l'anima sua,, sempre partecipe e ipresentc. P,e,rò l'IJiuJde e 1l'Odissea non sono sorti solit31ri ,e gigantj , co_m e la Divina Commedia, ma dimostrano un lungo pcdodo di prCIJ)arazione nella fra,seologia.,, nei personaggi eroici, nelle a1lusioni e ri- · vela.no una lunga, i.r ad i½ione <li canti ruccoltisi attorno al nucleo primitivo e non -sviluppa ti di getto dalla, mente di un solo p-0eta. L'Iliade, che esa,lta, le ult ime vkende delb !Spedizione di Troia, e il'Odissea, che canta, il ritorno di Ulisse in Ttaca, dç.,po venti anni di dolorose traversie e di t ra,gici avvenimenti, sono le ultime espres' sioni della, civiltà egea, e ra.pp,resenta.no i due monumenti di insuperabile bellezza, e più imperituri, cleWepopea omerica, di;t,i quali


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t ra,sseiro in seguito ispirazione tutti i poeti, da Eschilo, a Sofocle, ad Euripide e tutti gli artisti da, ~'jdia, Zeusi, Prassitele, Mirone, a Policleto, Lisippo, Soopa. L'Iliade è !'ltata ùefinita un feroce poema di guerra con intonazione sono,ra, che si svolge fra, lo strepito d eille battaglie, il fragore delle armi, i lamenti dei fcf'iti, le grida dei vincitori, e celebira le eroiche gesta di Diomede, di Sarpedontc, di Agamennone, di Menelao, dei due Aiaci e -sopra,t tutto di Achille e di Ettore. Per contrò l'Odissea è un mera.viglfoso romanzo di avventure, improntato ad ·una calma idilliaca, dm esalta la vita ag,reste, il -sereno lavòro dei .campi e ['intima gioia familiare dopo una- vita tira.scorsa fra i pericoli e i iSacri:fici, P- nel quale, fra la descrizione dei viaiggi, degli usi e costumi, emerge maestosa una sola figura : quella di Ulis,se che tutte riunisce le virtù più elette degli eroi. Undici città si diSiputano di a.vere da.to i natàti ad Omero (.fìg. 2), talmente le notizie biografichf' .sono incerte e oontra,dittorie. Secondo l'Inama, Omero sarebbe di origine pelopo.nne~iaro, e vissuto nelila penisola greca, :prima dell'occupazione dei Tessa-li ~ dei Dori; secondo il Sergi, invece, sa,i·ebbe òi stirpe mediterramea. Mentre gli antichi attribuiirono umwirncmente al 1poeta, famto l'Ilia,cle quanto l'Odissea, nell'epoca alessandrina i grammatici Ellenk.-0 ,e Zenone ne sostennero la diversa paternità, e molti seooli dopo, nél 17!)5, Federico Augusto Wolf nei suoi famosi Prolegomena ad Homeritm riprese la questione, già intuita dal nostro Giovambattista, Vico. Partendo dall'osservazione che nei tempi omerici non esisteva ancora la, scrittur·a, egli affermò che un solo poeta non poteva a,yer composto i due ipoemi, i quali dovevano es:,;er,e opert1 <li vari cantol'i ,e,;rranti (rapsodi), di cui Omero forse 1,ra _uno dei più famosi, ~he li tramanda,va,no a, memoria di stirpe in stirpe, e che furono poi raccolti e cÒI1legati al tempo di Pisistrato nel 550 a,. C. Per il Wolf a.dunque Omero non _è un geni.o i.ndivid ualc, ma, poeta collettivo dei popoli ionici; non inventore, ma xn.piente rifadtore e comipila,tore di canti eroici. Anche il Lachma,n n volle dimostrare che l'Uiwde non ,era che 11n centone di sva.r iate canzoni., laddove il Nitzchz fu uno strenuo difensore d ell'unità dei due poerni. Oggigiorno, in base alle più moderne vedute, si è indotti a riten ere che · l'Iliad e sia opera di Omero e che l'Odissea appartenga, ad altro poeta, e che i due poemi, originairiamente di piccola mole, siano andati col succe·

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<ler si d ei ternpi ampliandosi ed a,n icchendosi di nuove leggende e i·a n:1,011 i.

8 econdo il Km11.a, Omero deve_essere stato profondo c~nosd tore di medicina. Anche Rondelet ammette che sia stato realmente nn medico ed abbia partecipato di 1persona alle numer ose

Fig. 2 -

Omero · Scultura antica · Museo Naziona,l e Ili Na,1lo.li.

batta.glie descritte con tanta evidenza e p1·ecisio11c cli pairticola,rì : invero, acea:11to all'esatt a òescrfaione aJ1ato 111ka e fisiopa,t ologica. delle varie lesioni ili g1.H~·r a , indica sern[Pre, qnantun<1ue· in modo primitivo, il t rattam ento tma,peutico. Pina hnente l<',r ùlich non esita a l'itencrlo un vern e proprio rn<X!i co milit..u·e. 01ùo1·0 dirnost-ra, infa tti nei f.iuoi. poe mi uu corredo di cogni- · iioni :uia,tomiche assai complesso e-<1 e satto, :;:alvo quakhe inevi-


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tahile errore. Anzi, a ·q uesto p,roposito, il Darem berg non esita di para,gona,r c Ila scienza anatomica del poeta, a, quella del sommo Ippocrate, ipoichè è riuscito a, distinguere quasi tutte le parti del èorpo umano, interne cd esterne, ed a delhnitarne con una certa pir ecisione la sede. Il Ooa.kley Lettson, nel ,riconoscere ad Oruero questa meravigliosa, erudizione i.n ma.teria anatomica, avanza l'ipotesi che egli fosse un saceridotc o un sacrificatore e che tali. conoscenlie fossero in gl'an pa.r te dovute alla lunga. 1pra,tica acqujsita dal eontinuo squarta.re ed immoJa.r,e vittime a,lla divinità. Per contI·o H Jfouclier non è moìlto entusiasta delle cognizioni a,natomiche e chi,rurgiche ,del poeta,, che gli sembrano assai primitive e molto snp,erficia.li. l1d anche il Mollet, nel ribattere un'osservazione del Daremherg circa la precisione colfa quale il poeta descrivé le ferii e della,· ;regione to,radè::1, a,mmette chif\, se il ipoeta fa caidere quasi sempre i suoi eroi colpiti, in pieno pet1o, sceglie :precis:uneni:e questa 1r,egione pN e.Ra lta,re HmgJ:>;i01·rnente le loro p;esta ed inupr-iII1c1·c un ca,ra.ttere ,più elevato all'epopea,, ciò che non avrebbe :potuto raggiungere se avesse posto i eomba,ttenti ad avventa.T'.Si fra loro, a,11 ,esempio con col1pi di la,ncia perforanti }e braocia o le gambe. 'rutfavia la figura di Omero assurge gigante~a. nell'a,ntichità . greea., e si può ormai con~idera1·e un osservatore profondo ed uno psicologo geniale. Scorrendo i ca.nti epici dell'Iliade e dell'Odissea, il }..,roHch ha, trovato ben 147 .o sservazioni di ferite della forma e sede più ,svariate, p~11"eechie delle qua.ili complica.te, sicehè i poemi <>merici da al,cuni sono sta.ti paragonati ad un ve,110 e proprio trattato di chirurgia dj guerra,. Di ,queste, 106 sono dovute a 00J1pi di lancia~ 17 ti eolpi di ,s paòa,, 12 :1, freccia e 12 a lancio di ipietra. Invero rie · t1,emende 1'esioni prodotte dalle anni pesa,nti di quell'epoca sono descritte dal poeta in modo meraiviglioso, con un'esatt ezza 9uasi comp1Ieta dal punto di vista anatomfoo e :fisiologico, non<:l1è <lelh sede della ferita e dell'im1portanza, risipetto agli organi <· o..lpiti e con V{'Jrità, :impressionante. Sono e.,-.;;,poste inoltre cognizioni fli. fisiologia, forse nn po' va.ghe. ma chc .conferma,no tutfavia, il pos~csso d.i nozioni rea,li e considerazioni anatomo-chirurgichc molto g-i n~'liziose : ed è tra.ttata anche c,on molto criterio l]a, cura delle fe ,.i f r di guer,ra,. l'•~ <la, ri1le,arsi inoltre che queste nozioni di medicina e di chi-


._ 38 1•111·gi,1, rirna,ngono pr-cssochè invariàte p er circa quattro secoli e

hiHog-11a, l'isalirc a<l Ippocrate iper irintracciare i primo1·<li di un l'i1iascimento dcll 'a,r te sanita,ria. Senza arrivare quindi all'opinione d~l Frolich, che intravede in Omero un remoto nostro antecessore, non si p,ossono a meno di 1riconooocre n el poeta uelle cognizioni di medidna molto fondate, e si può ,oondividere il giudizio òi 1~fo.ilgaigne ,e Da,reruberg quando affermano che « il linguaggio poetico d'Omero è 1ri.masto il linguaggio tecnico dei medici, e per qU3into non entrino nella con cezione di un poema epico i particolari <'li mod.icina e chirurgia ch e si possono spigohu·e nell'Iliade ,e nell'Od~sea, bastan<J a, dimostrare a qual punto fosse giunta jn quei tempi quasi favolosi la terapia ,delle ferite e lesioni :p,er armi da guerr a>).

* * * Le fe,ritc, che si osservano più comunemente nei combattenti dei ,poemi ome rici. ~ono quelle proòotte dal I~, ~paila, (falla lanciR, daUa f,reccia e dal giavelJotto, superficiali o penetranti, e quell e contuse prodotte dai co1pi di fmsso , i;;cagliati a ma.no o colla fionda, a seconda d<:}le dimensioni. Ciuca la sode delle ferite, quel1e alla firontc, alle tempie, alle regioni a udcol:wi cd or·bitarie sono considera.te gravissime e qua,si semiprc moirtali. Delle ferite del collo è fatta menzione una sola vol ta nell'Odissea, e . riguarda un caso di lussazione delfo pirimc vertebre cervicali in seguito a caduta, mentre :figurano cinque volte nell'llia,de . .Son o inoltre d~-c1·itte le lesioni della clavicola., <'..Ollle conseguenti emorragie ed <e i.ntormentamento del polso>>. Di particolare gravità sono, per i.I poeta, l e ferite del c uore e speci.almente .quelle d>1:ll'addome. Rgli indica (< il basso vc ntre fra l'ombeilico e gli organi geni.tali ,c ome ]a sed,e su cn i i oolpi <li 1\fa1·te sono più p cl'icolosi pc-r i poveri mortaJi )). Non g-li sfngge anconli il ~at to cl1e nelle lesioni aòdomina,li il ferito l1n, Ja 1·espfrazione affannosa e che quaJche volta la massa intestin:i,1,e può fuoruscire daJle pareti de.ll'aiddome. Le ferite òel fog-ato, sf':(',ondo Omero, lf)01' quanto presentino una iprognosi 1·iserv}Lta, 110n portano ~emp,re aò_ esito ~etale. B ci <.hì, pe1·S'mo notfaia di nna, k•sionc interna con ;r ecisione dell 'arteria no1·ta, a<l<lomi,n alc, det<>rmina..11te la morte istoot.ainea per dis.<:iangnam<:>11to . E rpa,rhL a,neo,1·a (li d.ue ~ .~i' d.i lesione della vescica, <li tre ferite a,ella, oo.<ida., delle fratture ùomplicatc


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d.egli arti,- fra le quaJ.i ripo-rta un ,raro· ca,so di lesione dell'a,cetabolo, di cui rkonosce il'cccezionaJ.e gravi.tà, come ammette la più ·evoluta ~hirurgia òei tempi nostri. E descrive con tocchi da, maestro un colpo di ~anda al polpaecio « che ha Jaioerato· i nervi)), una fci-ita a,l tendine di Achille ed un'altra- a,lla, regione radiocarpica, da cui, egli os,serva,, :fluisce poco sa.ngue, ma clie (là luogo ·a,d €CChimosi ed a dolori insopiportal>ili. ~fu di ciò -pa-r.leremo più a lungo fra pooo, scon-èndo i canti del poema,. Dove e quando Omero abbia potuto assumilare ta.nte nozioni di medicina e chirurgia., finora, fa. scienza non è ·,r iuscita ancora a rivelarci. Nell'isola· di 'Oreta. sono state rinvenute rooentemente durante gli scavi a,rcheologici numerose taJVolette che sembra;no note ed elenc hi rigua,r{lanti la me- . dicina. ùi quei tempi, e che ancora a,ttendono un <lecifrafore (fig. 8), nonc hè numerosi ex votis in terracotta,, che 1•iproducono diverse parti del corpo uma,no: occhi, <>n,,cchi, seni, piedi, mani , ecc. Angelo Mosso, l'illustre :fisiologo che negli ultimi .anni dedicò il .multiforme ·ingegno a.gli studi di .archeologia., ,riuscì a stabilire ·p er IUe'hZO di essl la sede delJe r.>iù imp,01·tanti rualattie che afflissero i Fig. ::l ~ Tavoletta con scrittura. llOJl ancora decifrata. rin- Cretesi preistorici. Gli aJ.'tisti primitivi vennw. negli scavi d• Creta.: invero :seppero 'rendere la :figura, umaria., (prescrizioni tc~·apentiche f). FlpedaJrnent,e nei rilievi stucco, con la,

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più meravigliosa perfezìonc anatomica : siamo in presenza di un'0,rte evolultl, ~spressione di una. civiltà che risale a ipa.rcccl1i .millenni prima di Cristo, la quale da,lla in~ forme argilla, sa ricava.re picc ole riptodozioni di membra ma.late del coupo umano. Secon do Evans, qu~ti ex voti.s servivano tanto come ringra'l.iamento per l'ottenuta, guarigione, quanto come offert,e pro:fi.lat1.idte per tener lontano il periCOllo cl.e lle malattie, Le guarigioni 1si ottenevano generalmente per i11c nbazi011e. G:li infermi dormiv :i.110 nel ,<m.cro recinto (wbaton) una, o più notti a.i ipiedi della staI 11:1, c1'iso-el efa,ntina. di Escula.pio e qurante il i!'lonno il Dio con fa.r. 111:w hi e poteri S<>pranna,tura.li ,compiva il miiraoolo. Pausania, ci 1


-40 d c, vil:iita,ndo il tempio di Asclepio, lesse incise su sei tavole muii lunga serie di gua,rigioni operate da Esculapio, fra cni quella dei fanciuUo ~ ufane to:vmentato dal m al della pietra, del dtLudino di Ooronea, che aveva inghiottito delle sang uisughe, di Ere-0 di Mitilene affotto da alopecia, di Ermone da Paso co]pito 11:11·1·:1

<I i

11u1i1·rno

da <leCità ecc. E, se consideria,mo anche i meravigliosi perfezionati bagni, le condutture id1·auHche, gJì impianti di collettori e drenaggio per l'allonta.na,m ento dei rifiuti provenienti da latrine, che si sono rinvenuti negli scavi delle formose ,r eggi e di Onosso, òi F esto e di Haghia Triacla, tutto ci fa supporre u n popolo evoluto n ell e conoscenze di medicina e di igiene.

Prima di addent,r arci nello studio dei poemi omer1c1, ;per quanto rjguarda le lesioni di guerra e l 'assistenza .sanitaria degli eserciti, non sarà del tutto superfluo rievorare i principali cultori. dell'arte salutare che emergono in quei · tempi preistorici. E senza occuparci <lella tradizione mitologica della medicina greca e SOl'VOilando su Peone, me dico degli Dei e degli eroj, e su Melam;po, il più antico sa.nitario degJj A1·givi, di cui si abbi.a notizia, che guarì dailla lebbra le tr-e figlie dcl re Preto, ci limiteremo a rievoca,re la :figura più eminente nel campo medico, che generò i d1rn più antichi ,sa nitari degli eserciti, Macaone e Podalirio, assurgendo dQPO la morte agli onori divini: Escula.pio (fig. 4). Egli nacque da Apollo e da Coroni.de : . ·q uesta dura.nte fa ·giravi dam;a commise l()ecc.ato òi .adulterio coll'a,rcad c Ischi e fu con da.nnata a morte daJ. Dio, il quale per sa,lvare il figlio innocente, con 11n'opc,ra.zione cesa,re.a , lo estrasse dalle visor,re della, madre .a,rsa sul rogo, e lo affidò al centauro Chi.rone. Questo avvenimento è magistra.lmente descritto da Ovidio ne11le Metamo1·fosi : .. .. Sed natuni fla1mnis 1iteroq1w parentis .Mripu,i t ge1niniquc t1tlit . Chironi~ in amtrum.

La data di nascita di Esculapio è incerta: probabilmente Tisale a 13 secoli a. O., e molte città si conte."'ero, come per Omero, l 'onore· dei natali (Tessaglia, Messenia, EpWauro). Egll fu, unitame,nte ad AchilJe, Nestore, P eleo, Ulisse, Giasone, uno dei migliori discepoli di Chironc, il principale dei centauri , « dalla e-


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sperta mano)), eroe dellla Tessaglia, il quaJ.e, nar ra la Leggenda, rimase ferito ad un piede da una freccia caiduta inavvertitamente ad Eroole, e, nonostaa1te le più assidue medfoaturie !fatte ·:con un'erba, che in seguito fu chiamata Centaurea., dovette fatalmente soccombere. Escnlapio fu inventore di una girande quantità di farmaci, derivati Ja maggior parte da succhi vegetali. ed anche di un rimedio specifico per la cura delle emorroidi: fu inoU,re un tenace assertore cfoll'edncazione fisica. Egli 1prcsc parte come rnC{lico di

Fig. ,1 -

Eaculapio seduto che abbevera il serpente. (Museo archeologico di Atene).

bordo alla Rpedizione degili Argonauti nella Co1chide, ed al rito1·no ridonò la vita a<l Ippolito, figlio di Teseo, a 'rindaro ed al 1piccolo Glauco, figlio di Minosse, che si era affogato in un ot,re di mìele mentire da,va la caccia alle mosche. Giove, adirato contro l~sculaipio, che col risana,r e gli nomini e libera,rli da1l'oUretomba 11 i rendeva meno rispettosi e timorosi della divinità, lo colpì con 11n fulmine, uccidendolo all'istante. Dopo la sua morte egli fu onorato come il Dio d,ella medicina, C' ltc ridava la salute agli infer.mL Ebbe per attributo costante il se1·pente ,e gli furono eretti tean,pili magnifici admni di fonti d'acqua pN·enne, ·in primo lno,go a Tifanos, presso Sidone, per cura di A IP,Rsa.ndro, figlio di Macaone e successivamente n:ella, Tiessa1glia, ll(· l l' Argolide, in Epidauro, in i'rioca,, e più truwli nel 293 d . C.,


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rnell~re infi,e,r iva Ja ,peste, anche in Roma, nell'isola 'ri.berin.a. Nel te1n'p . io di J~pidauro una tscrizione detta queste 1,egole : cc Ad Ascle· pio ;~i sacriiichi un to1·0; un toro a,gli Dei che hauno cuilfo con lui ed una vacca alle Dcc; sull'a-ltaire di Asclepio si sacrifichi anche un gallò. Si offra ~rne una, paJ'te ,riservata al Dio un medirnno di orzo, un mezzo rnedimno di frumento, una mezzina di vino. Una coscia del p,rimo toro si offra al Dio, un'altra abbiano i sacc'il.·doti; del s,econdo toro ,diano una,·coscia ai cantori.; J'altra e le vi.scere ai custodi )). Figli di Esculapio e nirp,oti di. Apol1o furono Podalirio e Macaone, i due medici militairi più famosi che- p~l'tocipal'ono cogli eserciti grt>JCi aHa presa di. 'l'roia. ' Questi non professavano soltanto l'wi'te salutare, ma e1·ano altresì int,repidi guerrieri cd al pari di ogni combattent,e hrandivano da vailorosi l'asta e lo scudo; si esponevano ad egual pericolo e ne divi-dcvaJ10 gli_ stessi trionfi_ J~ssi da, Tric.ca, dalla scoscesa !torne e <fa Ecolia partcc1pa,r ono eon 30 navi al]a spedizione di Troiai, che ormai la storia fa dcc01·1·erc dall'anno 11!)2 al 1183 a. C- : Maicaonc stesso entrò coi ipiù valorof'li Danai nel ventre dol famoso caYaUD di legno. I due medici milit::i,ri sono così ,r icord,ati da Omero: « Quei poi che Tricca e la scoscesa !tome Ed Ecalia, tenean seggio d'Eurito Han capitani d'Escnlapio i tigli, Della paterna medica arte entrambi Sperti assai Podalirio e Macaone: Fan trenta navi di costor la schiera. ('l'rad. l\ioNTI).

La J.eggenda d nal'lra che PodaJlirio, reduce da 'l'roia, in un rnrnfragio da cui fu colto in pieno Egeo, in rotta per l'Enbea, fu gettato sul.le coste dell'isola di 8ciro, che Pra. allorrL sotto il gove,rno del r,e Daonoeta, ed a.vendo a.v nto la, fortuna, di guarire con un salasso pratica,to ad ambo le hrac,eia la figlia informa, ne ottenne in compenso la nmno e . h peniso1Ja, cli Cada, ove f(?ndò la città di Ryrna, Mo-rì colipito a, tradimento sulle coste della Da1J nia, una delle provindfi clell'a-n tica Apulia,, ed i .suoi disoendenti ~i ,rifugia,rono n Cos prP..sso i .sa<;,erdoti di quell'Asclepio. Macaone (da, J\foxcfow), tagliator,e col coltello, ossi~ chirurgo. (fig. 5), secondo ]a, t,ra,di½ionc leggenda,ria venne ucciso nella Misia, 1

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da Euripilo, re dei Cetei, ed il suo cadavere fu pietosa,mente comiposto da Nestore, II'e di Pilo, e trasportato nella Messenia. J>resso la, sua tomba fu inna,lzato un tempio, che divenne ben ;p,resto fa. · moso per le numerose guarigioni otten ute òagli infermi, che i n folla vi · ai0correva,n o : e quivi Glauco, fìgJ.io di Epito, sacrificò rper primo a questo .nostro antico preòecessore <'-Ome ad nn eroe divino;

Fig. 5 - Macaone meùicu Menelao fo1·ito da P andaro. (D a.Ila Galleria Ome1'ica del!' Jnghirami , Vol. 11, tav. CX.XII).,

e tale lo considera a,nche Omot·o. Dei discendenti da Macaone, i cui nomi ci ha conservati Pamm,nia, si sa che dopo la guerra si l'ifugia,rono 11ua e là nei templi di E8ettlapio, sparsi per il Peloponneso. Podalirio ,e Macaone erano tenuti in grande estimazione, non i:;olo per if loro eroismo in g uerr a, quanto p er la l oro èapacità. prof,cssionale. Infatti ncl 11ibro XI dell'Iliade, n ella classica traòuz;ione di Vin<?R.nzo Monti, forse un po' a ltis ona,nte nel verso, la qurule altera t alora quel senso di aurea, sern1plidtà, non mai pretcn~iosa,, che ~ una delle attrattive cara.tkristiche dello stile omerico,


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~i nnrra che, qua,~do Macaone venne colpito da Alessandro, « dal

hel ma.1·ito deJlla bella Elena)), « . . . . . . . . . . all'omero diritto '1'1;emar gli Achivi e si scorùr, temendo Ohe, inclinata di M.a rte la fortuna,, Non vi restasse il buon guerriero ucciso )>.

Ed immediatamente I domeneo, re di Oret~, preoooUJpato che a.ìl'P,<sercito potesse mancare un sa.nitario così esperto, ricorrP- al

]!'ig. 6 - Nestore che offre la tazza a Ma.caone ferito. (Dalla galleria omerica dell'Inghirami, Vol. II, tav. XIX).

vecchio Nestore (fig. 6), pe:rchiè t1·rusporti <e l'illustre duce>), col ca.rro, in luogo sicwro: Sferza i ca,valli a1 mar, salva quel prode, (< • . . . • . • • • • . . ratto, Oh'cigli val molte vite e non ha pari Nel cavar dardi dalle piaghe, e spar~gerle Di ba.l,s amiche stille >>.

<< Egli val molte vite )). Al di,stanzai di trenta secoli, mai for1-e più lusinghiero e.logio, così eloquente nella sua concisione, fu rivolto aJlla classe medica milifare <la un coma,ndante di truippe ' Erd anche Achille,. quando <laHa sua, nave scorge Nestore trasportante Macaone, ma.nda subito Patroclo, figlio di Menczio, altro medico rinomato dell'esercito fa>oiano , ad accertarsi se il ferito


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era veramente il prode sanitario. É Patr oclo corre verso la tenda del re di Pilo ove è ,stato a,dagiato 'Nfacaone, mentre Nestore gli appresta amorevole assistenza, :I.imitandosi a frenatre il sangue che scorre dalla ferita, in attesa dell'rurriv-0 del chirurgo, e cerca t1i rialzarne il moraJe con parole di conforto. Intanto la giovinetta Ecamede, « del magnanimo .A!'.risinoo una :figliuola >>, somministra lill.'3! ,bevanda eccita,nte, oomposta di vino p,ramnio (raccolto sui colli omonimi della Tiessaglia,), <e con caprin latte ,rappreso a leggier nembo di candida, farina )), e ig li fa lavande calde per togliere il garnguc ro,ggrumato intomo atlle ferite. Oos.ì. infatti parila Nestore a Macaone :

<( . • • _ e bevi il rubioondo vino, Mentre i caldi lavacri t'appai•ec,chia La mia bionda Ecamede, onde del sangue, Di che vai soz210, dihwar 1a, gnuna >>.

JD oppo1•tuno qui ,ri<'Jor<:k1re che le donne omerid1e conosceva-n o - le preziose virtù terapeutiche dei i:mcdli vegetali, delle erbe e delle piante per calmare il dolore delle ferite. Anche nel libro IV del! 'Odissea Elena, moglie di Tone, mesce nelle taz,r,e degli eroi il n€1J)ente infuso nel vino, tratto dal papavero, di cui aveva appreso la meravigliosa azione ami]gesica da Polida,mia d'Egitto, la terra .dove <( • ... più

che i medìen,n ti ,a,ltrove,

'futti san del guarir l'a'.!'te divina, ,Siooome gen'te da Peon dtscesa >J .

Nella tera.pia semplice e natura1e descrith~ nei poemi omerici non si trovano rimedi, per i quali si debba ricorrere a so,rtil<~gi, ru.i influenze sopranna,turali, a medicat;ure empiriche, ed il na tnra]isimo greco comincia a fargi .strada, fin d'allora. Gli Dei hanno le Fltesse rpa:ssioni dei mortali, oomhattono e pos,sono ca,<lere sul ca;filJ_)O, l'icorrendo all'opera. di Peone. Così Podalirio e Macaone, che seguivano l'esercito greco ali 'assedio di Troia, dopo aver estratto il da,r do dalle ferite ne sucd1iavano [a piaga e la, oosprurgevano di polvere d'erbe airoma,tiche, p,~1'chè rima,rginasse più rapidamente. Una di queste erbe, il teu,.,.imn marurn, porta an0ora i] nome d el nobile cretese e principe


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l.rni:1,110 , cui era destinata da dodici sec()lli a. O. e vegeta ora rigog-1 io:--:L sol Palatino, centiro d'irradiazio,ne della civiltà latina, dove l'S:da, ne l g,rm1 sole un aroma che, giudicato dall'azione benefica sulle mucose nasali, parrebbe un disinfettante più energico del mentolo. Questa pianta fu introdotta . nel viridarium palatinum da,l compianto senatore Giaco·rno Boni insieme al dittamo cretese I e a,d a,l tre piante saJuta,ri, de11e qunJi una esiperienza millenaria ed un misterioso istinto divina.todo, acuito dalla mémoria ereditairia, aveva.n o fin da quei tempi riconosciuto le virtù 1nedicamentose. Podalirio e Macaone non furono però i soli medici militaJ.>i che presero parte a,lla guerra di 'l'roia. B da nota.rsi che anche gli altri eroi de.lla spedizione aveva.n o cognizioni più o meno vaste e ipro.fondc di medicina. e d1 pronto soccorso, in modo che potevano improvvisa,rsi chirurgi ed in casi di urgenza fare una meòicatrnra sul campo stesso di lmtt~Lglia, o sotto la tenda,, s.pecia,lmente He rim:mevano colpiti i grandi condottie ri, oc] anehe n,p.pr·esfa,re le prime cure alle proprie ferite. Infatti Diomede, rimasto colipito da, un <lardo l:mcia,to da Alessandro « 1wtll'ima, pM·te del deHtro pi.è>>, senza attendere il soccomo àell'3Jrte, estrae colle p,roprie mani il ferro dalla ferita, ne sucr.hia il Hangue e l'avvolge con una benda. · Nel libro XI il re Idomeneo, visto ca,dere un compagno gravemente ferito a,l ginocchio, << • • • • • • • Ai medfoarnti Oommessanc la cura, il re cretese Da quella tenda si partìa, ».

Così alla f:ìne dello stesso libro, Patroclo, il quale gia, come ricordammo, per invito d ' Achille era accorso in aiuto òi Macaone, si presta pure a soc.correr e Euriipilo (( di saietta, ferito nella coscia e ·vacillante)) per la profUJSa emorragia, e che implora pronta assistenz,a, ben sapendo (< che Podaliirio e l\facaon son luri,g i n. Euripilo ste8SO g-]i sugge,rif,r,e le cure da pra tkare : « . . . . e svelli dalla coscia il d ai,d o ; Oon t epid'onda lavane la piaga, E su vi spargi i farma,ci salubr i Dei ,quali è p;rido che irn]}:1,1:ata ha i. l'a rte Dal l'elide, e il Pelide da, Chil'one, de' C\\nt~~nr i il più giusto )).


-47 PatrocJlo lo cingie con ]e bra.ccia, e lo tl'aaporta, con ogni delicatez1,a nella, tenda, ('.-Oricandolo su :pelli di buoi rooentementc uccisi , e cerca di soJlevarne il morale con affettuose pa,role .d i con · forto. t( lndi col ferro <lispiocò daH':mca L'acerbissimo strale e con tepenti Linfe la tabe· n e lavò. Vi spresse poi oolle paJme il len'iente sugo .L>'un'runam radice. I ncont~w~nte Calmossi il duolo, rista,gnossi il sangue Rcl asciutta. si chiuse la ferita».

E~ anche nel libro XVI ·Omero, nel descl'ivere i primi soccorsi a·i numerosi feriti, così si esprime· : « Intorn-0 {1 lor di farmaci molt'opr·a Fan le mediche mn,n.i, e le ferite

Ristorando n-e vanno ll .

Ciò dimostra- aH'evidenza, che, oltre Macaone ,e Podalirio, _molti altri medici militari facevano pa,r ~ deill'-esercito di Troia, i quali attendevano alle loro mansioni o sul campo st~sso di battagilia o sotto la tenòa. Prima di procedere alfa medicatura della lesion~, si cercava di cstrarr~ a nzitutt-0 l a freccia, o la lancia, se l 'a,rma e<ra. rimasta nella ferita (fig. 7), e si fac.evano lavag,g i con ~ ua tiepida, premendo ill sangue con le dita. Quindi si applicavano topici aidatti, che. molto p1·otia.bilmente era1}0 sostanze polvel'ulente dcsti nat,e a, frena.r e l'emorragia ed a lenire i dolori, ed in ultimo si a,pp1licava nn::i, benna cont11mtiva,. Di qu e..o:;ti metodi di fasciatura dei chi[>urgi militari greci abbiamo degli esempi molto dimostrativi ed interessanti nelle pitture sui vasi anti,chi, che forma.no le splendide collezioni dei principali musei di Europa. Famosa è la cosidetta cop[)a d ~l pittore Sooia, l'Sistente n el museo di IleTlino,- capolavoro della cer amica greca, (·he 11sale 3Jl V secolo a. C. (fìg. 8). In essa è ra,:ffigurato, ne-Jla. ca•l 'atteristica tinta, rossa, '.Achille con un ginocchio a terra mentre f.ascia il braccio sinistro di Pàtroclo, seduto s ullo _scudo, dal cui volto tl'aspa-iono i segni eviòenti del dolore pel' una ferita al go111ito. ft un bernfaggio ad 8 in cifra quello fatto da Achille, tale q 11;1,le si pra.tica attualmente alla distanza di tanti secoli, e po-


-48trebbe ben1ssimo far parte anche oggi giorno di un atlante mo' derno di fasciature. 1\forita ancora di essere segnafa.ta una JJittura su un vaso, rap~ pres,entante Filottcte ferito alla gamba destra da nna freccia. avvelenata, ed abbai:ndom1ito dai coillJJ)aigni nell'isola di Lemno per j} fetore della piaga, mentre con un'ala di col'Vo sca-0eia le mosche che ronza,no intorno (:fig. 9) : la fasciatura dell'arto leso è quanto mai

Fig. 7 -

Achillt, ferito, che cerca di eRtrane la freccia da.Ila coscia destra. (Dalla galleria Omerica 1Iell' Inghirami, Vol. I, 'l'av. LXV).

di più perfetto e ipreci:so si possa immaiginare. In m1 altro vaso è raffigurato Filottete che isi sta fasciando il piede destro (fig. 10) ; in nn altro lo :stesso, assiso su una roccia all'omora di un aJ.bero, che osserva ma.lineonica,mente ill suo 1piede fascia,to (fig. 11); in un altro aneora Stenelo che applicai una fasciatura all'indice destro del suo amico Diomede. N.el mu:seo civico di Bologna t,rovasi infine 1111 f:rmmmento di specchio, su cui è effigiato 1\faca-0ne (fi.g. 12), che fascia il piede sinistro di ]'iilottete, seminudo, con una elamide sulle spalle e l'arco nella, mano sinistra, mentre con la dest1ra si ~Lppoggia a<l un 1lungo bm;;tone per teneri,:i ritto su una gamba e


-49 m<>strrure il piede sinistro a l chirurgo militar,e che lo fascia. Di Macaone; disg,r aziatamente, n on rirrui,ngono che la, pall'te inferiore e J.e mani : tra chirurgo e ferito trova si uno sgabello (diphros okladius), .su cui è post~L una sipugna per lavare la, ,piaga e un vaso di linimenti ; a destra si contorce un serpent,e. l\fOllti medici. milita,r i era.no inoltre addetti alla versona del re. Così Erodoto (III-125) ci fa me,nzi.onc di Demooede contemporaneo di Democrito, n::1,to a, C roton e ver so il Fig. 8 - Coppa di. Sosia. Achille che fascia il 520 a. O., il (Jual,e emigirò braccio sinistro di Patroclo ferito al. gomito. ad l~gina,, poi .aa A t.ene (Pittura su v-aso esistente nel Museo di Berlino). cd a, Samo ove· fu nomi nato medico d el tiranno Policrate, collo stipendio annuo di due talenti. Caduto il ,re in un agguato tesogli da Oreste, Democede fu fatto prigioniero con gli aJltri suddi ti ed inviato alla corte del re Dario Istaspe. Dn gimno questi, ritornando dalla caccia, in seguito a caduta d:-1, cavallo si fratturò il perone e furono eosì poco {l,P,propriate le }'ig. 9 - Filott ete n e ll'isola di Lemno, mentre scàccia con un'ala di corvo le mosche che roncure apprestate dai mezano attorno alla ferita del piecle destro. dici egiziani, che rimase (Pittura su vaso). sette giorni è s ette notti senza poter prendere sonno. Appena seppe pe rò che fra i pi·igionieri di Samo vi era Democede, lo fece chia,ma,re a, consulto e questi col


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111t.:0011io, specie di dec-0tto fa tto,-con capsule di pa,pavero, l'iuscì a fu,1· llorr:mire il ma/lato, ed a gua,r irlo in pochi giorni bandendo i mezzi mf•<·<·nnici e violenti ed i fomenti acri :

(( graecis niedicarnentis utens et fornenla a,cria admo-v ens Dariu,ni cornpolern 80rnn'i; fecit; et 'brevi .ternpore incolumen reddùlit )).

Cois.ì Democede salì presto in gnin fama,, e· la fina, dnomaJlz.'l, .-;i accrebbe anche per aver curato con a,clatti unguenti 1111'nlcern, alfa, mannnelfa, <li Atosr;;::i, moglie del r e e figlia, di Ciro, la, <111aJ.e in ,ricompensa lo inviò in Grecia ,con repar ti p ersiaJ1i, rp1·ctcstando um.1, spedizione punitiva. Ma,, sbarcato a, Taranto, Fig. 10 - Filottete m e ntre si il me<lioo fecP imprigiom~re tutti i l'erfascia il piede destro. s.ia.n i e ;;i rifugiò lL Crotone ove spooò fa, (Pittura su vaso). figlfa, di. Milone, iJl famoso Htl,Rta, dalla forza- <~1·cu lN L che r iu1,1civa. a compi,erc il giro dello stadio rp,01·tan<lo sulle s.i)alle un bue di quattro anni e ad t1ocide1·.l o in seguito 00n un pugno.

Otesia AR,r·lerpiaòc di Oni{].o, contemporaneo di lppoc,rate, fu medico dj Arta,'lers,e I , ,e Apoli:tonide di Cos fu }1rchiatra, nella s tessa corte e ,s i fece graJ1de on ore ne.L c urwre un principe tiella fami g1Iia 1·1:ùle gntivo.111.cnte ferito in ùc~m'batti mento. Lo ~torico S enofo-ntc ci ]rn, ,OOllSRl'Vafo inoltre Fig. 11 - Filottet11 assiso sn nna roccia clrn osserva preziose memorie di ,mediil pietle dcstrn fasciato. (PiUura su rnso) , ci milita,ri, chR le re,puh hlid1 e g ,·,eche inviavano a1 seguito degli eserciti in gu erra,. Quelli che si trovavano presso i Laùedernoni, secon,rlo il Littrè, era,n o gli I eroduli aiddetti a qualche


-51tempio di E,sculapio eretto nella regione, i quali erano destinati in ausilio ai medici. milita1·i dell'esercito, in caso di urgenza, quando vi era grande affluenza di feriti da, medioa)re: « hio medioos ncto constiluunt qiwd per1n1,ilti vu,lncrati e8sent )). Senofont,e ci 1'icorda alti'esì c h e i medici militari assegnati alla pN>sona del re eirano scelti fra i migliori iper dottrina e p,er zelo :

Fig. 12 - Macaone che fascia il piede sinistro di Filottctc. (F.ra.mrnento di pittura su specchio esistente uel Mnseo civico di Rologna).

(( ·ita,q'U<3 111,edicos praeBtantÌ88ÙJW8 ad Se coegit)): CSSi venivano

tratti dalle scuole asdeipiadce, o da, quelli f(tipendia.ti delle città greche o infine da quelli in servizio p,resso i Ginnasi. Lo storico ci 1•iferisce inoltre· c:jie Giro, olt,re ai medici militari, teneva !Presso cli sè, f,h1, le altre provvig,ioni necessarie all'esercito, anche una snffici en t,e d ota,z ione di medicin a..li e m ateriaile chirurgico, pe,r chè il ::;occorso ai. feriti e malati fosi:;e ,quanto mai effi.cace e sollecito. Per la storia, della mf'!èlicina militare g•l'eca merita apcora. di <·.ssere esumata un'at11tica legge di. Lfourgo, colla qua.le obbligò j medici, sacerdoti dei templi, a segufre gli ese1;eili e 1c a,rmate


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in g-n erra, ed intes,e bandiTe da Sparta ila. superstizione dell'impuril.ù, d ei et1,daveri e l'or,r ore di toccarli. I morti ili combattimento vcuiva.no s,e,polti dentro la città e nel ,recinto .dei templi: i caida,veri venivano p,rirrna inviati aJl.e ris1pettive famiglie e lè madri esaminavano se le ferite erano state riportate nella regione anteriore o posteriore del cor,po : ,nel primo ca,so ai morti veni va <lata seipo] tura nelle tombe degli àvi, nel secondo e,ra.no inumati in una foss::b comune, in ilnogo aippairtato <falla città. Non sarà fnor di luogo infine rioordare che fra i cinquantadue libri che formano il'opora monumentale del codice della Scuola di Oos, intitolato lppocratis Coi opera omnia,, v_e n lè uno,De Meclfoo, che merita di essere qui ricordato, percbè vi si danno 1precetti. di deontoilogia sanitaria e di chirurgia mi.litare, sp<>.cialment:e sullo strumentario e sulla tecnìca ipe,r l'estrazione dei dtwdi dalle fedte; e si consigliano gli àllievi a seguire .le armate in campagna per ·acquistare la necessaria pratica di questi interventi, poichè nelle città, c-.c.ccttn:1.to il cn.-so di una guerra civile, è aBsai raro che sj presentino le occasioni di eseguire simili opera,-,ioni.

Ma per meglio comp1'cndcre la natura, delle lesioni e ferite di guerra, che numerose sono descritte nell'Jliad,e, non sarà del tutto fuor di luogo, prima, di tratta.re dei va,r i traumatismi bellici, esporre un cenno sommwrio ,dei mezzi di difesa e di offesa, di cui disiponevano gli antichi eserciti della Grecia,. Fra i primi ricorderemo le a,rmature che vroteg,gevf_m o i combattenti, tutte di bronzo e non mai di ferro, essendo questo metano usato e~<;(cln~iva,mente per gli strumenti agricoli : l 'e]mo di bronw, fodeir1bto di cuoio, con due aperture -per g1li occhi; la corazza, composta di due va lve concave, unite a mezzo di spalJine, che si formavano con uncini agli a,nèlli . :fissati anteriormente e sui :fianchi mediante co,rregg,e; il cint"Q.rone; la mitra, piaiska metallica a, dìfr,sa del basso ventre; gli schinieri o gambali, dello stess-0 metallo, alla,cciantisi con ferma.gli dietro il polpaccio; e finalmente lo scudo, di [)elle di bue, rinforzata con striscie di ferro e su cui erano scolpite artisticamente fiere o .s erpenti, allo soopo di desta,re ten·ore e s pa vento nel nemico : lo scudo dei Lacedemoni e dei Sicionii portava a nche la lettera inizi.a.le del nome del popolo. ,Si awwano due forme di scudo : uno


53 grande, ovale, che proteggeva tutta la, persona, da!lla, testa ai 1piedi, tanto che Omero rparagonava lo ,scudo d'Aiace a<l una torre, con im lwacdatura che veniva afferrata, dalla, mano sinistra; cd uno rpiceolo, rotondo, av·ente due corregge, nelle quali si infilava, il braccio. Le armi.· di offes:1, erano le seguenti: la lancia, lunga, cirea un metro e mez~o, formata, da un'asta òi frassino teirrninante con /due pvnte ferra.te a due tagli, di. cui la superiore serviva come a.r·ma da 1punta, e l'inferiore come contra1ppeso nel Jancio ed anche 'per fissa~la, .sùl terreno. La spada era di bronzo, di,ritta,, a due tagli, rinchiusa in un fodero mdtallico, e si appendeva ·a mezzo di un pendaglio al fianco sinistro. Vicino al fodero della. spada si por: ta,v a anche un-coltello, che per lo più era usato solo nei sacrifici. L'arco serviva a lanciare le frecce : il ti,po più oomune era formato da un bastone di legno flessibile, lievemente incurvato, r.on una corda tesa alle estremità,. Un aJltro tipo era ,rappresentato da, due corna di antilope, saldate aJ centro e rinfor¼ate con un fregio metalJico. Il dardo era,· costituito da un pezzo di ca.una, lungo circa 60 cm., con pnnta mefallica, a tre t,a,gli con uncini; l'altro t>,stremo portava un'incavatu[·a da adattarsi alla oorda deWarco: per poter essere scoccata con maggior forza, la freccia presenta.va due rilievi !l aterali che servivano l:IJ(l appoggiarvi l'indire ed il medio. I dardi erano collocati nella faretra., che ne poteva contenere circa una ventina, ed era. formata di cuoio o di vimini intessuti, con coperçhio e pendagli, e portata ,al :fianco. Le truppe leggere non erano dotate di armi di difesa e combattevano con s1pade e giavellotti, ossia aste da getto, da vibrarsi a.nche mediante striscie di cuoio, a,nnodate a metà dell'asta, o con fionde o con archi. ' La fionda, finaJ.mente serviva per RCagliar sassi e9- era costituita da una Sipecie di nastro, di ipanno, di. cuoio o di lana, assottigliato alle, estremità. I sassi di gra,n mole venivano invece lancfa,ti di'rettamentc coille mani contro l'avversario. I Greci tenevano in g,raJ1de onore l'eserdto. La fanteria era <·ostituita da, opliti (fanteria 1pesante), airmati .ai lunga pi,cca, da 11eltasti (fanteria mezz~ma,), dotati di pir.che più cort,e e di armaIm·e meno ~pess.e e da, p8Uif;i (fanteria. leggera.), muniti di giavellotto e di a,rco.


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1111 i f.:ì, di forunazione in batta.glia e1•a, la faJ,a,n.ge, composta fli q,,:i,drn,ti <li 2fi6 opliti ciascuno-, detti sintagnii. Tale formazione v.i IPvn, anche •p er i peltasti ed i psi1iti) ,sicchè la falange completa <'l'a, costituita, cda ci1~a. 6000 uomini con pod1i repa,rti di cH,valJ~ri~ ai fianchi (pesa.n te : catafratti; mezzana : cavalleria greca). foggera: tal:entina), tutti senza staffe. Generalmente l 'eroe arrivava al campo sulla biga trainata da due cavalli e guidata, òall'auriga,, ritto accanto : balzato daJ. coc chio e incontrato l'avversario, gettava, contro di lui ·1a 1a,ncia g;>ode,rosa, ca,pace· d i tra,p assare .~udo e corazza,. Se il colpo falliva e non ipoteva 1•ipig1liare la. ]ancia, <hwa ma-no alla spada e ]a, lotta si faceva oorpo a corpo : il nemico abbattuto veniva spogliato deJle a,rmi da,l vincitore, che· Re ne faceva. ,m trofeo di g11P1Ta. I(;

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P.1"CUJ.essi questi pochi rico1xli. storici, indispemm,bili per me g lio comprendere 1'importanza, dei poemi omerici come fonte p 1rezi0Ra <li notizie rigua,1·danti ]a mediciua, e la chirurgia milita.re di quei tempi e roici , cercheremo ora, con una rapida, .seo1.'l*l, attraverso i libri dcli' Iliade, nella versione italiana del Monti 1 di e~orrc fra 1]e nu1nerose l esioni qualche esempio di questa remota traullUl,tolo,gia, di guerra. Per maggior chiarezza, ,e semplicità, r;-.i,ggruppcrerno le v::t,r-ie fceite ripartendole f,r a le diverse 1·cgioni del c01~po. Il F ,r òlich ha fatto una sta.tIBtica di queste lesioni secondo la lor6 sede cd· ha, riscontrato che quelle (lella testa sono in proporzione del 21 %~ <111eLle del collo dell'lJ ,2, ilcl l.0N1f·,(~ , lP.1 r.1 ,21 , <1egli ar(i ,suiporiori d.,l 7,2-6 ~ <.le~di inferim·i del 7,4.4. Anzitutto accenneremo a,lle lesioni del crani o cd alle lo·ro ,letali consegucuze immediate, che sono d ~sc1.·itte d ::L Omero con mi rabil e semplicità, ecl esattezza,. Nel 11ibro IV si narra dell'uccisione del 'fa lis ide Echepolo, c-Ollpito con un dairdo da, Antiloco, 1

« Nel cono del chiomato elmo ; s'infisse

La ferJ·ca punta nella fronte, e l'osso Trapassò: ~·a,b bui:\r gli occlii a,l me<,chino_, Ohe strepitoso (~ad-de come torre».


-55Nel libro VII1 (~ rioorda.ttL non meno efficacemente una lesione c,erehraJe inf.erta ad uno dei cavalli trainanti il cocchio del Gercnio N es.tore : « Nella fronte ferì, Ja,dòove spunta Nel teschio dei cava1lt il primo crine, Ed è lefale il loco a.lle ferite . Inalberossi il ,co1nidor traifitto; Ohè .n el cer èbro · en l:ntta era ht frcooia E dintorno alla, rola per l'aeuto Do.lor si voltoland,o, in iscompiglio l\t[ettea gli altri ca.v alli n.

Nel libro XI è rappres-entata oon tocchi da maestro un'altra ferita del ce,r vello prodotta da una frcx'.!Cia lanciata da, Aga.ni.ennone contro Oilleo. 11 da,r,do, attra,v ersa,t o l'elmo, si confic.,cò nell ' osso frontale e ((. . . . . . . . . . . . . ,t utt'internamente di sangue gli alla,gò il cer,èbro >J.

Nello stesso libro sono descritti con g,rwnde evidenza i fenomeni della commor.ionc cerebrale. Diomede, scag1Iiato un dairdo contro Ettore, « Lo eolse al sommo del cimiser : ma i1 f erro Fu r espinto dal f.erro, e non offese La bella fronte dell"e1,oe : ,chè il 1ungo 'l"riplice elmetto l'impedì, fatato Dono d'Apollo. Sbalordì Ùel colpo }]tf,en·.~, e lungi ripa,rò tra suoi. Qui ca<lflc s11i gh1,occhi, puntclhn1do ()antro ii .suol la, gran palnrn, n tHnd>roso Su le pupille gli isi ,stese un velo>>.

Nel libro XV, con un verismo impressionante, è rip,r<;>dotta un'altra lesione cranica di coceziona1e giravità.: (( Il colse Peneleo sotto le ciglia Dell'occhio a.Ila radice; e, la, pupilla, Scl1iw;a.udone, passar l'asta gli fece Via per l'occllio alla nuca. Jlionèo A1ssi,so cai<.lde con le ma,n dist,ese >>.


-56 N,,~ meno raccapricciante e precisa nella sua concisa semplicità è fa, ùcscrizione della ferita cerebrale, che troviamo n·el libro XVI,

sia, d a,l punto di vista, anatomico che traumatologico: cc Idomenèo la, laincia, nena boooa D''Erhnanto cacciò. fa1 ferrea cilna, Apertasi la via sotto al ceuèbro, Riuscì per Ja, nuca, spezzò l'osso Del gorgoz,mlc e sga,nghel'Ogli i denti; Taclchè di sangue s'cmpir .gli occhi e sangue Sofiiò dal nnso e dalle fauci aperte: (.,'losì ·concio il c-oprì. l'ombra di morte)).

Nel medesimo libro è accennata anche una lesione della faccia in seguito a violento colpo di asta, che provocò la frattura, dell'osso masceilare e oontempora,neamente (( la siepe sprofondò dei denti )). Anche nel libro XVII è mirabi1lmente rapipresentata una mortale lesione dPJ cervello, inferta, con un colpo d'asta tremendo da Aiace su Ippotoo. << . • • • • • • . • • • .;u le girn.ncie .Dell'elmo Aia.ce diAse1·1·ogli un colpo Ohe tutto lo sp·ezzò: tanto dell'asta, l!'u il picchio e tanto delfa, nmno il pondo. Schizzftr per l'aria le c.e1•vella e il Ra,ngue Dall'a;pe1·fa ferita, e tosto a lui QuetfJ,rsi i poJ~"i : · dalle man gli cadde Del morto il piede, e sovra, il morto ei pure Boccon cadde, . . . . . . . . . . . . . l> .

Come è espressivo que] (e quetàrsi i poJ.si )), che indica il lento a11ìevolir-si del circolo e lo :spegnersi delle forze pe,r effetto dclii.a gra,vis;sima emo,rn.·agia ! · Questa. frase ci fa, sovvenire un'altJ:a non meno realistka descrizione dei va,ri sintomi · subbiettivi del ferito, a seconda della g·rnvità òella lesione, che il poeta ci_ offre nel libro XI, qmmdo parla del ,re Agamennone colpito da una freccia. <e Finchè fu calda la ferita, il sire OoH'asta, oolla spada e con enormi Ciotti la pugna, seguitò : ma come Sta,gnossi H sangue e s'aggelò la piaga, D'acerbc ùoglie saettar sentissi)) .


-57F ina.lmentc nel libro XX trovasi ùn'a.ltra terrificante descrizione di ferita letale del cranio : << • • • • • • • • • • • • lo J'èrì sùl polso De lla tempia, nè valse alla dif~ La ferrea, gua,nda del polito elmetto. L'impetuosa- punta spezzò l'osso, Sgominò le cervella., che di sangue 'l'uti.e iusozziìil'Si : e così igiacque il fì.:ero >>.

Anche ac lesioni del coJlo sono riprodotte con esatta precisione di dati anatomici con il'icchc½za. di nozioni chirurgiche : così nel libro XVII è <lese.ritta una. ferita ò ella, regione ~ rvicale inferta da lf.enela,o ad Euforbo ed un 'altra da Ettore a Schedio, figlio d ' I fito, entrambe mortali; )fa dove .s oprattu tto Omero raggiunge le più a\te vette della potenza lfrica ed il più mirab.hle verismo è nel canto XXII, nella na,rra,7,i.one del mortale dne.l]o fra Etto,rc ed Acllille~ a lla quaJle si , im,ipi,r~rono più t u.1·di Virgilio n el Iih1·0 XII dell'Eneide, nel de~;rivere lo scontro fra Turno ed Rnea e il Tasso nel canto VI della, ,Gernsalernme ~i.bcrn,ta., nel ra,ppr~ nta,1~ fa tenzone fra, Ta n credi e Argante. Tl vaJoroso Rttore scende in 1izr.a, ,r icoperto idaJl'elmo, CO· ra,zza e sehinie·ri, già appartenenti all' ucdso Patroclo, e di cui si è fatto un trofeo di vj ttoria.

e

<love il eolio all'-0mc.ro s'innesta, Nuda una parti~ della g ola. ap):lare, Mortalissirna parte. A questa Ar,ltille L'asta diresse con furor: Ja. punta Il collo tn 1,passò ; ma non offese Della voce Ie vie, sì che ,precluso . F -oosc òel t utto o.n e parole il v.a,rco ». u 1Sol ,

E evidente che qui d ebbono eS8ere stati l esi i g·roosi vasi del collo, e chè, pe r l 'importante emorragia, la m orte deve esse-re stata. quasi istanta:nea. Ed a questo proposito ricorderemo che la guerra si svolgeva allora spietataa:ne-. nte. Alcuni popoli, quaJi ad es. gl].i Epiroti, usa vano ta.gliar·e a,i nemici il naRo, le orecchie e i genitali, c he veniva,no poi dati in pasto ai cani. E perfino i cadaveri dei vinti erano sotto-


58 prn.:l.i a,1lc prn ~<!

mumane s·evizie, pokhè era diffusa creden:,;a che,

a l c-o t·po non veniva data onorata sepOiltura, lo spirito no,n po-

tev;i, :i.vN· pace nè ripo:So, per cui anche dopo morti si poteva continuar la implaca.bUe vendetta contro i nemicL Oosì Achille sac rif1c ò 12 vittime sulla tomha ,,fall'amico Pat1·oclo. Così il ca,davere di Etto;r e fu t,r asci~ato dall perverso , vinci tore attorno alle m~·a di Troia, ,col più g1rande scempio: << • • • • • ùe' piè gli fora i nervi Dal c11lcag110 al tallone, ca un guinzaglio lnsertovi bovin<.1, al cocchio il lQga, Andar lasciando strascinato a terra H bel ca:po . . . . . . . , . . . >>.

E passiamo alle fo~·ite del torace, che sono 1iap.presentate nell'Iliade 0011 non minore esattezza d elle altre lesioni, sotto l 'asipetto a.natomico e ehirurgico. Nel libro VIII 'l'eucro lm1cia rma freccia contro Gorgizione, :figlio di Priamo, e con una ,mRgnifica ,similitùdine della picoola pjanta che reclina per il pooo d el proprio frutto, e dalla quale trassero im seguito isipirazione Catullo in un'ode saffica nel libro XI, Vfrgilio nel libro IX ,cle;ll'Eneide e 1'Ari<)sto nel canto XVIII dcll 'ùrlando Furioso, d.e,scrive da maiestro ila morte dell'eroico giovane: « Oomc, c:H·co ta,lm· dl~l proprio frutto F, di troppa rugiada a primavera,

11 papaver nell'orto il capo abbassa; Così l,a testa dall'elmo grH.vata Sulla spalla ,chinò quell'infelice.>>. ·

Nello stesso libro VIII Ett,ore, diooeso d'un bailzo dallo' splendido cocchio, afl'er,ra un sasso e lo scaglia violP.1itemente conko T fmcro, « . . . . . . • • .• E dove il collo S'innesta al petto, ed è letale il sito, Ooll'a,sJH'O sasso il ooglie, e, rotto il n ervo. Gli inh;rpiclisce il bra,ocio. Dalle dita L'ar00 .g li ,s fugge, e sul ginocdrio ei casca)).

Si noti l'inciso (( ,e d è letale il sito )), che dimostra~ per parte del poeta, la perfetta conoscenza, anatomica della regione, ricca di vasi e di nervi di importaJ1zu, vitale, in ra.p porto a lla gravità ed alla prognosi delile ferite.


-59Anche nel libro XIV è deooritta con g,rande precisione dj pad'ticoll:l,ri la morte di Achiloco, figlio di Antenore : Lo colse U fata.I fel'ro Alla, verte bra estrema, ove nel collo S'innesta il capo, e ne precise il doppio Tendine. Ei cadde, e del meschht la testa Co'Ha bocca, davanti e le narici Prima a. terra, n \1,ndò, che J,a ,persona». << • • • • • • • •

Non .si 1p,otrebbc inv,ero con maggior chiarezza, indicare· l'atlante, la vertebrH, co~pita dalla lancia. Ambiguo invece è il (( doppio timdine )), col qua.l e te1·minc non sa,p piamo se il poeta voglia, aJlnclere a va.si, a nervi oid a, foga.menti articolari della ,1·egione. Nello stesso libro XTV è rappresentata con non minor verismo la ferita di Ettore colpito <la Aiace Tefa,rn<mio al torace con una g,rossa ipietra, : « Ad

1111 s:1,sso, d e' moUi che ritegno Delle navi gia,ccan sparsi pel campp D'e' comha.tten l:i al pi.è, dato di piglio, L'avventò, lo rotò ,come ;paileo E sul girone dello scudo, al p,etto L'a.vve1·sario ferì. Con qucJ. fragore Ohe, da.l fuoco di Giove fulmina,ta., Giù 1·uirn1, una, quercia, e grave intorno De-l gra,vc zolfo si diffonde il puzzo; L'ara.t or, che c,ulersi accanto vede La, folgo,,c ·l·r cml~nirla, imbiane.a e trema; Così strama,zza. Ettm·, l'a,;ta, a,bba,ndona La rna,h ,' ma. die,t ro gli va scudo ed elmo E rimbombano .l'.armi s11l ca.C:liuto l).

Nella . magnifica, similitudinè del, CMlor dell'eroe, come una quercia colpita dall f1Ìlmine, è da ,r ilevarsi il finissimo spirito di osservazione di Omero, al qua.le non sfugge il caira,tteristico odore di zolfo che si sprigiona, intorno al luogo ove è scoppia.ta la folgore, ,e che ~a,ppiarno esser,e iprodotto cla,l lo svilutppo di ozono. Ettore, svenuto, viene trasportato dai comipa.gni sulle rive dello · Xanto ed a,daigiato sul terreno. Come è magistralmente rappù~sen-


-60ta,l.o i I l'invenire lento del ferito aUo S1pruzzar di acqua fresca ,. l'emotti si consecutiva al tremendo ool,po ,rieevuto a,l tora.ce ! (< • • • • • • • • • • • Gli spruzzar di fresca Onda la fronte ; ed ei rinvenne, e aperte Girò le luci intorno, e, sui ginoc.chi Su:ffulto, vomitò· sa,ng-ue dal petto. Ma di nuovo a1l'indietro nel terreno Rivcrsossi; e, coll'alma ancor dal oolpo Doma., oscuraJ.·si ·all'infelice i lumi ii.

'-.,

O-Osì, quando Pelagone estrae il <la,rdo dalla Je,rita dell'eroico Sarpedonte, questi è colto da sveniinento. Omero descrive con meravigliosa a,r te il ,r iprendere dei sensi: . ' « Ma l'aura boreal che fresca, intorno Ventavagli, tornò nei primi uflici I )IP! l:i, vita gli spfrt i e nell'n,nel() Petto affannoso rkreògli il core i> .

Nel libro XVI tMviarno esposfa in pochi toeehi 1m 'a,l tra, impressionante descrizione di fosione tor·aieica : Patrocilo ha scagliato un dardo contro Sarpedontc, re dei Lici, e · « . . . . . . . . dov-e è dnto Da,' 1Suoi ,r i,pari il cor, gH aperse il petto, .. . . . . . . . . . . . . Giacea Steso innanzi a lla, biga, e colle ma,ni_ Ghermia Ja. polve del suo sangue rossa,. E frmmmdo gemea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . In ,questo dire Le n~'.r ici affilò, tnwolse i lumi, F, la morte il coprì. Col piede il petto Ca,lcògli il vindtor; l'asta, ne trasse ; E il polmon la, segnìa, s'ì che dal seno 11 ferro a un tcilllpo ,gli fu svelto e l'nlma, >l • .Amche le lesioni aildominali sono riprodotte con ma,g istrale esat-

tezza di. prurtic ola,ri e iprofon<le cono~,enze anatomo-chirurgiche, Nel libro IV Piro « che de' Traci condottiero dall'Eno era venuto )), non contento di avere con un sasso .cagionato a,ll'« Amarancide Diore )) l,a, frattura, della gamba, destra al suo terzo infe-


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riore con lacerazione di due nervi (legamenti articolwri, o vasi, o n eirvi) « . . . . . . . . . . . Sòpra gli corse

percussru·c, e l'a,sta in mezzo all'epa Gli cacciò. Si. versar tutte per t er.ra Le intestina, e rnorla,l e ombra il coperse>> . I,]

Come si vede, il pDcta non poteva, rappresentare con maggior <:hiarezza, wu1 ferit a 1pe.netrrun te nell 'oodQIID.e, oon fuorusdta, dei visceri. N ello ,stf.s'-'SO .libro IV si pa,rla di un'a,l tra l esione multipla del petto e dell'addome, non meno efficacemente descritta. « All' ir ruento Piro allor l 'Etòlo Too!Ilte si rivolge; e l ui nel petto

Oon la lancia ferendo alla mammella, Nol polmon glie la, ficca-. Tndi appressato Gliela sconficca da,lla pia.ga; e in pugno .Sfretta l'.acula fip,wa, glie l'i.mmer~e

Niella ventraia, e gli rapìo la vitiL >>. Nel lib1·0 V si accenna anc01·a- ad una feri t.1 a.ddominalc. Di-0incde col1a ,fre,ccia, òi,r etta. da, M1J1erva colpface Marte. « .Sotto il cin to nell'·epa, e vulnerollo, E la,cer ata la di vina cute, L'asta ritrasse . . . . .. . . . >>.

Il Dio 1·itorna, straziato dal dolore all'Olimpo e G iove ordina al medico Peone di medicarlo « . . . . . . . . . . La ferita ei spar~se

Di lenitivo medica.mc, e tolto Ogni dolore, il tornò sano al tutto, . Ohè morta..Jc ei non era. l l

Così n~l medesimo libro è iriprodotta con grande 1reaJltà un'al!Jra il.~ ione alla regione glutca destra, con fuoruscita della punta del dardo sotto l'arcata pubica. « . . . . . . . . . . . . Lo percosse .Nel d esLr·o dune j\11,erti.one, e sotto L'osso, vèr la ve,.<;eica, usci la punbì,. Gli ma-ncà,r le ginoc,chia,, e guaiolando E ,caidon,do il ooprì d i morte lil velo ».


-62- . Più .ava,n ti nel libro XIII è rievocato l'episodio di Idomcneo, re di Creta,, che uccide Enomao con un poderoso colpo di lancia ,]fretto sull'addome. <( • • • • • • • • Spezzù l'asta l'incavo Della co1·ar.za, e gl'intestini. incise, Skchè egli cadde nella polve e strinse Colle pug.na il sa,bbion >>.

E 9:cllo stes,so libro con str3,ordina,rfa, precisione, in un a[t,r o soontro tra Toone e Antiloco, è descritto il decorso dell'aorta discendente~ che è si.aia ncttrumente tagliata claJ. ferro di Antiloco, provocando un'irmponente omo1·1·agia interna,. e< Visto 'J''oone che volgea. le terga Antiloco l'assa,l ta, e al fuggitivo Netta, inr,ide la vena, che pel dosso, Qna,nt'è lungo, scorrendo, al collo arriva: Netta l'inòde, e resupino ·ei ca-s ca Nella, sa,bbia, stendendo a' suoi comp~ni Ambe le mani . . . . . . . . . . . >).

E da rilevarsi in questo passo la grande perfaht, colla quale Ome1·0 localizza, la lesione, dimostrando una, perfetta conos,cenza dcl1I'a,natomia degli orga.ni :Hldominali. Un altro · esempio del vasto co rredo di cognizioni ana,t omiche del corpo unm,no e dottrine chfrurgiche ci;rca, la ,gravità, delle lef"doni dell'addome da pa,r te ,del poeta, trovasi nello stesso libro, quainòo egli na,rra, che 1

<< • • • • • • • • • • • • • Merione Spi.nse l'a,sfa IH~l ventre al fuggitivo Fra l'umbilico e il pube, ove del ferro E mortal la fc,1·ita-, e lo soonfisse >>.

Éd .ancora'nel medesimo libro è riferita un'altra lcisione, inferta :-.w. basso vent1re da, Mcrionc ad A~·palione, in cui è da ammirare l'es~bttczza coJla qua,le è indica.fa. la zona coJIJ)ita, : « gd ecco daUa 1nan di Merione Una, fr.eceia vola,r· <>J.1e al destro clune (),olse il fuggente, e sotto l'osso, accanto Alla vescica, penetrò diritto. C{l,duto sul g-inocchio, egli nel mezr.o De' ,cari a-miei spirando giacca ,Steso al suol cnme verme: e in Ja,11ga viena Il sangue sul ter1•en fa-cea ruscc,llo. ll

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-63Fina lmente nel libro XX è riportato u.n a.Itro caiso letale di fcl'i ta all'addome:

quegli il ferro Nell"cpa,t e gl'immerse, · che di fuori U.i versossi, e di sa-n gue un r1cro fiume Gli fc' la,go nel seno. Venne manco L'ahn,a e gli occhi coprì di mòrte il velo )) . (< • • • • • • ·• • • • • • •

Accenneremo {la ultimo a,~le lesioni di guerra degli a,rti superiod ed inferiori, che si riscontrano assai di frequente ncll'Iliaòf\. Fra le fe,rite d èll'arto toracico ricorderemo queJlla prodotta da I'a,n daro, con un.dardo, a, Diomede a1la spalla destra, desoritta mag·istJ·aJmente nel libro V: << Entrò pel ,cavo dell'usbergo il crudo StraJe, e forollo, e il \\lainguinù )> .

Diomede implora a.Horn 1:-1 protezion e di Minerva !Perchr. lo n~8i.sta, e la Dea immediatamente g1i. infonde novella energia. Pert:mto egli t orna. a, comha.ttere a.nimosanwnte cont,ro i Troiani ed (< • • • • • • • • a · prhna. igiuntia AsLinoo uccise ed lpenùr; trafisse L'uno coll'asta alla mamrneUa, ; all'altro La oalelt;L dell'omero percosse Oon tailr- un colpo della grande spada,, Ohe gli spiccò da,! collo e dalla, schiena, L'omero netto . . . . . . . . . . . . l>.

Qui è desoritta, molto esa,ttamcnte l'a,rticolazionc scapolo-omele : fa paletta dell'omero non è ,altro che la clavicola, la quaJe chiude 001nc un chbvistello nella }Jarte antero-super iore la gabbi a, toracica·: Il poeta non si. na.sconde la gravità delle lesioni di questa reg-ione, èd anche nel Jibr-0 XVI descrive un altro caso, seguito da 111ortc immediata. i-,1

« Gli mise il colpo alfa dinitta spana E quel riverso e gemebondo cadde

.Nella, polve . . . . . . . . . . . . . >> .


64.Nel libro V è da notar'Si l'episodio di Euripilo, che insegue un guerdero e con un fendente gli tronca, nettamente il braccio déstro, siochè per la grave emorrwgia e per il forte trauma nervoso strama.,,;za 'improvvisamente a,l i:molo. « - . . . . . . . . . . e via correndo, Tal gli 1cala su l'omero un fendente C!he il brm:;cio gli redde. Samguinoso Oasca il mozzo lacerto nella polvc, E la purpurea morte e il violento Fato 1'e luci gli abbuiar>>.

Parimenti nel litro VII è descritta una [csione a,naloga, seguita da morte istantanea, provocata da, un dardo scoocato- da Ettore. « D'un colpo di zagag.lia· wd Infìnòo Prole di D~ssio, l'omero trafigge, Appunto in quella, che sana sul cocchio; M da,l oocchio al t erren morto il trabooca, ».

:U'1r a le lesioni della ma.no nel libro V iè descdtta una ferita inferta da Diomede alla Dea Venere. « .A1bbassò l'asta il fiero e coll'acuto Ferro l'assalse e della, man gentile, Gli estremi le sfiorò, verso il collifine Della p,alma . . . . . . . . . . . . ».

Anche ,qui il poeta dimostra una conoooenza anatomica abbastanza esatta de]Ja regione del ca,rpo. Cosi nel libro Xlii si iparla, di un 'altra, forita, inforta _da Menelao a Elleno nella mano destra, e vi è mi.rabilmente raippresentato il pronto soccorso ap[)resta.to da Agenore t ,r oiano coll'applicazione . di una oenda di lana come mezzo emostatico e fl)•r otettivo. (( Di risposta. l' Atride al suo nemico Ferì la man ·che ,il liscio arco s,trignea F, all'arco ,stesso la conrfisse. Tn salvo Retrocesse ;fra' suoi tosto i.1 f erit,o, Cui penzo1ava da,.JJa man l'infisso Frassineo telo. Gliclo svelse arnne Il generoso Agenore, e la, pia,ga, Destramente fasciò d'una lanosa. Fionda che pronta. il suo •s cudier gli aveva».


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65-

F'inaJmente nel liùro XX si accenna ad una lesione del ùraccio d rn, tro, cagionata -con un dardo 13cagliato da, Achille contro Deuc:1,li.one. « Colse dopo di punta sulla, destra Deucalion, là dove i nervi va[lno Bel cubito a,d unirsi. Intormentito Nelh ma,n,o, il guerrier vedl'.Jl,Si innanzi La mort,e .e passo non movea )) .

Circa le lesioni delFa,rto inferiore, ricord(',remo anzitutto un'in1.ci·ossante forita al!Fa1·Licola:(.ione coxo-femorale, descritta nel lih1·0 V. Tra.t tasi di un caso dì frattura dell'acetabulo, lesione molto 1·ara , che dimostra quanto penetrante fosse il potere di osserva1. ione del poeta.. .Diomede con grande forza i;ica,glia contro Rnea 1m /!L'Osso sasso « che due nòl porterebbero degli uomini moderni )). B:d ei, vibrandolo Agevolmente, e solo e con grand'impcto ,S caglia.ndofo, percosse Enc,a, neH'osso Che alla coscia s'innesta., ed è nomato Oiotola. Il fra"'.iassò l'aspro macigno Con ambi i nervi, e ne stracciò la pelle. Diè <lel ginocchio al gra.ve colpo iu terra L'eroe ,ferito, e colla man robusta Puntèllò la persona,. Un negro velo Gli coperse le luci . . . . . . . . . . . . n. << • • • • • • • • • • • • • •

· La ciotola cui allude il poeta è il fondo della cavità, cotiloide, iissia Pooetabuilo: i due nervi che aillche in questo ca!Flo sono ricor .. <lati, possono riferirsi fanto ai robusti legamenti dell'articolazione coxo-femorale, :q uanto agli impor tanti vasi o nervi situati nella, 1·egione. Nel 11.ibro XYJ si parla di un'altra, grave lesione inferta da Pa troclo ad Areilico alla regione pelvica: « Fu Patroclo il pri:mier, che con acuto Cerro percosse Areilieo a,l fianco, Nel volt:wst cl1e fei.1,. Lo passa il ferro, Fran,gc l'osso ; e boccon cade il meschino )) .

E si a('1cenna, am:<)ra ad un colipo di Ia,ncia, scagliato contro Achille, con Ja,c,erazionc del tendine che da lui prese il nome

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I -

66 -

(fìg·. 13). Nel libro IV 1è riiprodotta da maestro nna, ferHa ca.usata. cfa.Jl'acerho quadrello seoocatD da P anda,r o contro il biondo Atridc, fratell-0 del ,r e Agarne.n none. « Cost di sangue imporporossi; Afride, La tua be,ll':H1ea, e, per lo stinco, all'imo Ca,lcagno corse h vermiglia r·i~a ».

Il duce supremo, alla vista <lel forito, si conturba, e, d-Of.PO averlo confortato con amorevoli pa 1;0le, manda subito TaJ.tibio a

Pig. 13 -

Achille ferito.

(Da un dh1egno del Gabinetto delle meda.glie. P arigi).

chiamare Macaone, che si sta. battendo vaJorosa.men t..e sul campo. Questi accone immediatamente: ed ecco la. rnc-ravigliosa descrizione dei I-"rimi socoorsi apprestati. (( .. . . . . . . . . Tn conl.a nente Dal halteo estni-sse Maca-011 lo strale, ])i cni curvàrsi ndl'uscir gJi acuti ,\ mi ; disciolse ci quindi il ve r-;~olato Ointo e H t ora('. e colla. ferrea fa,scia. Sovrapposta ; e, scoperta, la foi-i ta, S.ucchionne il s::rngue, e desti·o la cosparse Di lenit ivi fm·maci, che a,l padre, D'amor pe~_n o, insegnati a vea Ohh'onc >>.

Finalmente a-ccenncremo ad nu ca.so di frattur a d ell a ga.mba in seguito a, colpo co11tundente.


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67-

.Alla, fine del libro IV l '« Jrnbruside Pir,o )), condottiero Jei 'l'n1ci, scagilia m1 sasso conko l'(( Ama.rancide Diore >). « . . . . Un'aispra. e, qua-n to cape il pugno, G1·os..-,;a pietra il l)ercossc alla diritta 'l'ihia presso · H taHoue . . . . . . . . . Frarn,,e ambidue li nervi e la caviglia L'imp11obo sasso ed ei ,cadde supino .Nella sa,bbfa., ·e mal vivo amho le mani Ai ùomp:a;gni stm1dca . . . . . . . . . >>.

Anche in questo passo riappa,i·e la frase cc arnbi<lue li nervi)), di inteqweta.zi.one dubbia (tendini, n ervi, o vasi sanguigni). Passate oo.sì in rapida ras.segna le principali lesioni di guerra, e h e sono descritte nell'Jlfade, noh sarà superHuo ~ermare che Omero in q1wÀ<::t,o poem~b non si <limost1ra soltanto mirabile conoNdtor·e di anatomia. e traumatologia, ma nelle eontim ue lotte f.ra. di vi 11 i tù, ,e morta.Ii ci dà altl'csì umb meravigliosa rappresentazione del11 'edncazione fisica di quei tempi. Qunita era òi solito a,ssocia,ta al] 11 na. sohria alimentazione ed all'nso generalizzato di Lagni, e contri.1miva dficacemente a r invigorfre il 0011p,o per meglio sostenere le ai.:p,rc e dm:·e fatiche ,della guerra,, mentre la mu.sica, accoppiata, alla danza, che, come ben si esprime il Romagnoli, (< le simmetrie :1c ustkhè tra.duce in forma p la-s tica )), cooperava, a rendel'lo più ag·ile cd a migliorn::rne 1c linee enritmkhe, svilnippando in tal modo i.I e~1lto della, bellezza, della forza e del cora,ggio. E nel guidare le f;ruppe all'assalto si C..'l-nta,v ano inni in onore di Marte, di Castore e Polluce e di altre divinità guerriere. Così snl vigoroso ·c orpo cli Ettore) ucdso, come abbi.amo già ricordato, da, un colpo _d i lanci.a. di Achillé « D'ogni intorno v'oooorse1'1 gli Aieldvi ()mteanplando d'Ettor nfcr:wigliiosi Va.mmirande serrnhianze e hb Rta.tura >>.

E , dall'liliadc stessa. nel canto XXIII apprendiamo che Achille indice in on01·e dell'ucciso Patroclo giochi funebri, tr.ihnto <li !'l'Oi ad un e·roe : 001·se .sulle bighe, gal'e di pugila.to, · di lotta., col'se ipodistiche, i1 trar <l'arco, il getto del disco, au elli alla, laincia, t-scrcizi òi forza, e destrezza. ' F, ,dallo stes,so poema, possiamo ancora, •ricavare interres-sa.nti no -


-- 68 ,;io11i di igiene miHtare in rapporto a,l la razione a,lirnentare del soldato circa gli effetti di una buona alimentazione. << • • • • • • • • • • • Nelle navi adunque Comanda. che di cibo e di bevanda Fonte di forza, si ristaurj,n tutti; Ohè di1,,ri.uno soldato un giorno intero Fino i-Ll tnunonto nou s·o stien la, pugna ; Sete, fame, fatica, a poco, a, poco, Doman aneo i più forti, e dispossato ()asca il ginocchio. Ma guerrier cui frec;die Tornò le forze il cibo, il gior,no tutto Intrepido combatte, e sua stanchezza Sol col finir,si ùel conJlitto sente l).

* * * Data così m1a somma,r ia scors~b ai libri dcll'Iliack, volgiamo ora un rapido sguawlo all'Odissea,, la quale, come si è detto, svolgf!ndosi in un ambiP.nt.P idillia~o più caJmo e pacificn, 110n p1·P.s1~nta ~nsì ili frequente quegli episodi guer,r escbi, quegli scontri violenti e mortali, dai quali possiamo dedurre, come dall'llia.d·e, qualche notizia sulla t r aumatologia ;di guerra e sull'assistenza sanitaria presso gli eserdti di quei tempi. 'ruttavia, anche in questo •p oema, che il citato Romagnoli defi nisce una sinfonia del 1Mcditer.ra.neo, possiamo trovare <1ualche dato interessante per la sto·r fa della, medicina militare dell'epoca. Fra i guerrieri più _rinomati che presero parte ailla Stpedizione di 1'roia per vaJore e dcstriezza nel maneggiare l'a.rco, è da, ,rico,rdare l<"'ilottete, di cui a,bbiamo avuto già, ()IOOasione di pa.rla.re trattando delle fascia.ture. Nel Hhrp XIII rlell'Odi,ssea si. narra che quest'eroe, morsica.to da, 1111 serpente velenoso, fu abba,n dona.to « da.gli ingrati A1·givj )), durante la navigazione, nell'isola di Lemno (( egrò d'acuti spa.smi >> ove rimase iper oH.re J Oanni. La pi~~gn, che presentava j ma,rgini e l::i., zona. ci-rcoRtante anneriti, e che emanava nn fetore insopporta,hile, fu medica.fa e guarita da Macoone. Ne[ libro IX il poeta descrive con sovprendente esattezza e con simi11 itudini e:fficaicis,sime l'acceca,n wnto ò-ell'occhio del dclopP Polifemo per mano di Ulisse : << Quelli affermar l'acuto palo, e in mezm Dell'occhio il conficcaro: ed io di sopra, Levandomi sui piè, movealo in giro . .


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E come aHor che ta,vola, di. nave Il trapano a,p puntato investe e fora, Che a.Itri H regge con mano, ,a.I tri tiraùldo, Va, d'ambo i lati le corregge, e attorno L'ist.'tncabile trapano si volv~: Sì nell'ampia, lucern~ il tra,ve acceso Noi giravamo. Scaturiva, il ,s angue, La pupilla, brucia.va,, ed un focoso Vapor; che tutta, la, palpebra e il ciglio Struggea, uscia, dalla pupilla, e l'ime Orepitar io sentì~1, rotte raidici. Qua,l se fabbro talor nell'onda fredda Attuffò un'ascia o una stridente scure, E temprò il ferro, e gli diè f.orza ;, tale L'occhio il1torno al troncon cigola e frigge)).

Nel libro X è rapp,r,esentato concisa.mente, ma non meno effica,1·emente, un infortunio mortale per caduta da:ll'alto. <r . . . . . . . . . . . . . .Per 1:1 lu:ng:1 ,SéaJla. di dietro SC-lendere ob!j~1,n do Mosse di punta. ,sovra, il Letto, · e ca,dde l ~recipite dall'alto ; il ,collo a.i nodi Gli s'infranse, e volù l'anima, a Dite l).

Coll'infrang-ere f1el <',()llo a.i nodi, il ipoeta ha voluto p,robabilmente ,riferirsi all3:.. frnttnra delJe vertebre cervicali ed alla concomitante oommozione cerehra.le, causa della morte istantanea. Nel libro XVIII sono ri1prodotti, colla ipiù viva, rrealtà, gli ultimi mom~nti di Tro, colpito violentemente da, Ulisse aJla re gione cervica.le. Sottò l'orecchia, l'investì nel 00Uo Ohe l'osso fra<:a,ssogli: m,cigli il rosso &wgue fuor drJl:l hoc.ca;: ~d ci rnug.g'hinndo Otscò, digrignò i denti, e il pavimento Ualcitrando battè . . . . . . . . . ,,

Un allt,r o caso· di ferita inferta <ìallo ,s tesso Ulisse ad A'n tii.noo, <' descritto mira.hilménte nel libro XXlI. « Nella gola il trovò c-01 dardo Ulisse,

E si colpillo, che dall'altra banda Pel collo delicato uscì la punta..


-- 70 Ei piegò da, una, parte e dalle inani La ,coppa gli cadè : tosto una grossa Vena di sangue mandò fuor pel naso ; Percosse colle piante, e da sè il desco Resph1se ; sparse le vivande a terra. Ed i pani imbratta.vansi e le carmi>>.

Nel medesimo · libro è pure rappresentato un caso òi lesione epatica, con esito letaJLe, prodotta con una f,rccci.a scoccata da UHsse contro Eurhnaco. · cc Votato l'arco, ~1,I petto iJ colse, e il pronto Nel fegato gl'infissc acer'bo strale. Lasciù Eurimaico il brando, e dopo .a,1,quanti Giri, curvato su la, mens.'L ca,d,c1e, E i cibi '.T'iver,saronsi e la coppa>>.

E più avanti sono descritte lei;.:ioni da colpo ùi lancia al torace ,e d a.ll'a1<'1dom-P penet,ra-nti in c~w.ità, (>Ò f'. na,r rata. con irnpre...;;;sionante evidenza la morte per stra,ng,olwrnento inflitta da Telema<:o alle giovani che si prostituivano c-0i Prod. « Era.n le donne con le toste iu fila E con avvinto ad ogici collo un lnc,do,

Di morte infelicissimo strumento. Guizzan coi piedi alquanto e più non son,o >>.

Stupenda la concisione di ,quest'ultimo verBo nel rappresentare gli ultimi istanti di vita. Non mancano ncppU're ncll'O<l'issea, descdzioni di ga,re ginniche, qua,li la lotta, il pugilato, il lancio del disco, la corsa, il getto del giaveUotto, che dimostrano il culto della bellezr,a e dell'oduca·z ionc fisica di quei tempi inteso a svilruppare armonicamente il corpo ed a ;ren(lerlo agile e vigoroso. Ecco, come esempio, un caratteristico giudizio di Laodamante, sul ben proporziona.to sviluppo corporeo e sulla, gagliarda, costituzi_onc (li Ulisse, che si legge nel libro VIII: -<< Di buon taglio e' mi sembra; e dov,e mi fianchi, Dove aUe gambe, e ,delle mani a,i dorsi Guardisi, e al ifermo collo, 1ma robusta, Natura io v,eg:gio, e non mi par che ancora Degli a,n ni ve1~di l'u,bba:n,doni lil uerho >>.


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Fjna1mentc è da rkordare cire1 le nozioni di igiene che Ulisse, p<!J' purifioorc la casa dalla strage ·dei rroci e dal lezzo dei cadavi·r-i , adopera i vapori cli zolfo bruciato sul fuooo: questo mezzo di dh,iufezione, ane or oggi in practica, ha- dunque un 'origine ultra 111il Leha1·ia.

Come è noto, 1'1Jia,de è sta,~a, composta due .secoli dopo [a p1·esa di Troia, e quindi il poeta, t anto n ella na,r razione storica,

Fig. 14 -

Trasporto di morti e feriti nell'epoca greco-romana.

d,e n el1e descl'izioni dei vari episodi, <leve cssorsi lasciato t raspor ta-re al<1uanto dall'immaginazione. Ciò nondimeno, eg1li ('j_ rif.e,risce 11si e costumi del tempo e ci fornisci~ prezfosi ,d ati sul servizio sanita,rio militare in ,quell 'epoca. Apprendiamo infatti che i feriti in comhattirngnto, a seconda della maggiore o minp,re gravità delle lesion i, o si rocavar10 direttamente a fars i medica.re sotto la tenda o vi erano· trasport ati dai propri compagni (fi.g. 14). Talora si ricorreva a carri speciali, da],la, ·forma di biga, detti vasce.lli, che r:01·-rispondevano presso a -p oco allle nostre moderne ambulan7,e (fig. H>). In un bassorilievo òel nm~:eo di Berlino, tra putti e feNtoni, si può scorgere Filottete ferito, che viene trasportato su


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72

Fig. ]G - Carro trainato da, buoi per trasporto malati e fe1·iLinell'Àpoc:, greco-romana,

uno di questi ca,rri trninato <fa due cavalli (fig. 16). Nelll'assedio di 'l',rnia, i fodti erano ,s gombrati a mezzo di tali vasoelli verso la, 1iotta ove erano impiantate le arnlmla.i1ze, Diomede coJpito da Pairide si ritirn sul rpropdo >cauo di combattirrH:~nto; così Ulisse dopo il gravissimo colpo di 1lancia inforLogli da Soco. Ettore fel'ito da Aiaoe viene ugualmente trasporta,to Fiu un carro, come pure Mi:11c aone quando è rimasto ferito alla spalla da Pruride con una, freccia a, tre punte.

Fig. 16 -

Filottete ferito trasportato su nn carro traina to da c~Lvalli.


CAPITOLO II.

I SERVIZI SANITARI MILITARI NELL'ANTICA ROMA.


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I


I. -

L 'ARTE SALU'l'ARE PRESSO 'i R OiYIA:'H.

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Data una ra piUa, scorsa. a lla ·r ndimentaria, organizzazione dei stwvi zi sa,n ita.ri militari nei tempi preistorici ddla Babilonia,, dd-

1· 1~gitlo, della Uina., deU' ln(lia,, della Persia, e della, G11~cia, passen :mo ora ad iut,rnttenerci s ulla medicina militare dell'antica R oma. Invero a.i Romani, a questo popolo di c,onquistatori, spetta i.I nwto di avere svil nippafo dalle 1·egole igieniche degli antichi I:a,hifonesi e d Rgizia,ni, da.Ile pre,...,x;ri:r.io.ni (lei G1·eci e da,lla Lradi·1,ione di altri popoli orientaJi una legislazione ·l'.'la,ni tarìa così com p leta nella, ~ma, ,gr,rn<limm. COIH:,e?.ione, da, costituii-e a nc he oggi , a, dis tanza di 2000 anni, il tipo della più grande perfezion e. La primitiva Roma qua<l·r a-ta d el P alatino , fa,tta, di. ca.p anne <· (li casupole d'argilla, a.veva, ceduto il posto a, q uella, più l'Ìe<.:a, r·:t(,-chinsa nelle mum, Se rvi:me, dotata. di mera,vigliooc opere di fognatura e splendida di templi costruiti al modo etrusco . Dopo l'incendio dei Galli (387 .a. C .) .si rifabbricò r apidamente la. nuova. d ttà ,r cpuhMica;na, che scompa1•ve· a, s ua volta quasi del tutto nel 1,eriodo imperiale. Gli incendi f.requenti, e soprattutto quello n<~roniano òell'a,nno 64, fecero sì che intc,re contrade ven ~ro più volte ricostruite. N eronc, seplJ)nre 11()11 fece egli stesP<O· app iccare il fuoco, ne profittò per attuai·c i suoi progetti di a bbellim<-!nto della, città, facendo a llin~a·r e ,regola.rmente le nuove fabbriche. L a città imperiale a1 tempo ,cli Cootantin o conta;va, 27 bibliotech e pubblliche, 11 t e-rmc, nelle quali potev::l!no ba.gna1rsi contf>mporaneamentc 62000 per son e, 856 ha.gni a paga,mento, 1352 fontane ,p ubbliche, 8 campi d a gi uoco, r, n aumachie, 11 fori ,g,ran~i, 15 ninfei, 1 O basiliche maggiori, 19 a,oquedott:i. , di cui solta n to quello dell'acqua ,M ~rda costò 160 mi lioni di St>.Sterzi, pari a 66 milioni <li nostre 1Ure a nte guel'l'a, che 1


' -76p!t'ovvede varn..> a(;(lna 1pu1·issima a, ciascun abitante in ru,gione del quintulJ.)Jo del fabbisog11Q, che oggi è il massimo ,richiesto dalle norme jgieniche, 36 archi di t·r ionfo, (i alloggiamenti milita1·i, 8 ponti ~ml 'fcv,e re, 7 ca~enne òei vigiJU, ~ grandi teatri. Già ;per 111 legge deille 1:J tavole si procedeva al controllo degli alimenti colle iSipezioni ai meTca,ti, alla sorveglianza dei cana1i o delle cloache oon a.pipositi curatori (c'uratores alvei), alla disciplim~ deHc cremazioni e delle inumazioni, all'approvvigionamento dell'acqua potabile, alla bonifica dei tene11i paludosi, all'assi,s tenza gratuita ai ipoveri, e si erano istituite speciali lill:l,gistrature pe,r la rigorosa, esecuzione di tali dii.posizioni. E dobbia,m o alla, mera,vigHo.sa legislazione ròma.ru1 se il medico fu liberato òa.ltla sua posfaione avvilente e preca,ria e innalzato ai più a lti gi-adi socia.li col commettergli la, cura. e la responsabilità suprema della salute del civis romanus) senza la. quale, non è pos..~ihille concepir~ fa potenza, e la ,grandezza deUa l)atria,. Salus 7wpu,li S't tprmna lem esto ! Ma, puJ·t roppo, come lo studio della, storia della, medicina neil periodo roma.no n on ha avuto quella pro.fonda, tni,ttazione e quel completo sviluppo che troviamo ir~ a.Jt1·e epoclw ~1,ntrce<lenti ·e susseguenti, così non meno incel'te e · f.I-rummenta.rìe sono le notizie sulla. medicina milita1·c d el t empo, desunte in gran ipairte da investigazioni storiche di ordine gene1·ale. Sicchè ~a su<',einta esposizi011e di questo capitolo, l:3€117..a avere l~. pretesa, di portare nuove documentazioni a l vasti..<sSimo tema, non ha. aliio scopo che di •r iàs- . smnere a la.rghi trntti quel poco che i da$sid antol'i la,tini e greci e gli scarsi monumenti òelPepoca, ci b anno tramand}1to dei nostri reJUoti prodec·essori.

* * * E possiamo chiederci, aa1zitutto, se Roma non a,hhia, avnto medici p '.r ima del TI secolo a. C. e [Per oH.re sri soooli , fino ::i,lla na8ei.ia di Cicerone, come aiferita Plinio il Vecchio, e se un popollo continuamente in g u t>na. come i Homn.ni, che tenevano quasi sempre schiuse le porte (lel tempio di Giano, non abbia ma.i fatto tf>,..;;01'0 dell 'esperienz:.i, lasciata dai O.ceci; circa, :i sO<'.eorsi da · ipre~tarsi ai ma1a,t j e feriti s ui c..'1lÙlpi di ba.ttagl ia. Smppiamo, invrer, che tìn dal tempo cli Silla la, riledicina greca, si era già affc1·mata nell'Alma città a, mezzo di uomini liberi,· i


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q 111n li ies(~~cita.vano l'arte sa-n itaria, recandosi daJl'una. ~1,]ll'altra

f'g-i<Ju e o di. schiavi, che erano chiamati dornestici se•u j"arniliari

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'111 1:i/,iC'i. E1ssi erano al servizio delle famiglie patrizie, che li. istrUJi1•11110 ma.ggiornnente nelle uozioui di medicina domestica p er riven-

d1·1'1i, come riferisce Pla tone, a p1·ezzi più elevati; cd a,bbirur.no 110Lizi.e di ,pene severe emanate contro i m es t i eranti poco onest i., d1 c d alla /Professione traevano scandaloso luc ro. T medici fami 1li a d servivano i loro ,p ad,roni come domestici e li aocompaignavano 11ni viaggi e nelle spedizioni belJiche: avevano inolbre l'incarico d i e ura,re la numerosa sGrvitù , (1 i prepa,rare le bevande JH··edilette 1·d i veleni e di aiprire le vene ai ;p rigionieri di guer,ra, per farli 111 orire dissanguati. Ed è presumibile che g·li Etr uschi, dai quali i Romani ~redi1iu·OJlO la •religione , l'airte e ile scien,,.c, che da E s chilo sono ricono1:1c i uti oome « un poipofo che produce medicina. >> e cbe i rf',,mmti i-H:iwi delle numerose necroipoli -cli Tairquinfa e di Civita. Castellana c i h anno rivelato molto esrpe1·ti anch e nelkt, cura ,d,ei mor bi, e p,erli no nella probesi de ntaria, a,hhiano non poco contribuito al1a diffuisioJte di quell'insieme di cognizioni e ..li formuile empiriche, legat-c i 11 g r .a n pwrte an~-., supe,r1-1tizione, che costituLscono l a mooidna. popola re dell'epoca. Nè dobbi-amo dimentka,re che la vicin;i,nza del l'eg-no d'Alba e della Magna Grecia, ove ci risulta che l'arte sa11i taria era, professata, fin dai remoti tempi, non 1può non avere :wnto influenza sull'occor,r e·re dei medici in Roma. Come pm·e i popoli finitimi: I Pelasgi, i Marsi, i Sa.bini ed i Sannit, dalil'idioma d ei quali fu tratta la radice di molti termini di mcdichrn., devono ne<·eRsa,r irumente, in continuo sca,mbfo c oi Quiriti , aver porta.to la, lo,r D matura esperienza a:nche in questo campo . E fin da,ll'etp-oea dei re si. parla dell'esistenza di un CoHegio medico, che conti nuò più. ta~di nelle sue funzioni a.nche al tempo il e lla, R ep ubblica e dell' Impero. Fonti più a t tendibili Rulla ipresenza de i medici in Roma, fin ,falle IJ)ÌÙ remote origini, possiamo de1-1umere dagli storici. Dfonisi,o d 'AJica,rna,sso ci riferi sce clie n elil'a.nno 282 dalla fonda,z ione dell'Urbe, consoli Lucio P,ina,rio e Publio Furio, scoppiò nella città, 1m'epidemfa << che non riHpa,rmiò n~ età,, nè ,sesso, nè forti, nè de boli , e c ont<ro · la quale · rjuscì ineffic aée la scienza dei medici)). J,o stesso Rtorico nel libr? X p air] a -cli una, pestilenza m :mifo-,tala.si nell'anno 301, a, c ombattei·e Ja qua le fu vano ogni soccorso,


- 7 8 -1 c,-;seudo i1l numero dei medici troppo esigno rper Fingente <piani i f.:ì, di malati e per il panico generale della popolazione, per cui i cadaveri gia,cevano insepolti o venivano gettati nel Teve,re o IH~lle cloache. Uli esei'Citi ·romani, ra<X:olti nelle regioni circo-

stanti a combattere contro gli Equi, ,contribuirono sensibilmente a. diffon(lere questa infezione. Così la legge Aquilia,, ,che fu promulgata, nel IV sooolo a. C. rendeva res1p<mi:;t1,bile il chiirurgo della, morte deJJo schhwo quando fo~se stata, accertata a, carico suo negligenza ed imperizia, nell'intervento operativo : il che fa pensare all'ssjstenza di ipratkanti l 'a,r te sa.11i ta;eia in q ut'.st 'epoca. Analogamente la, legge Cornelia, puniva con la confisca dei beni, con la, d eportazione e talora ·anche· con la !Pena di mort<~ l'omicidio colposo per parte del chirurgo. · Anche nel 7i82, a, detta del medesimo Dionisio (Libro IX) ; sotto il conso1Jato di Sesto Quintilio e PuoJio, Ora.zio, l'Urbe fu colpita cla una malattia. ,oontaigfo,s a ancor più ten·ibile delle 1p,rocedentL che m,~nò s-frage rra gli schiavi e gra,n parte dei. cittadini « sicch è non v'erano abbastanza medici per cm'al'li )). Diodo,ro Sicnlo, infine, ,ci attesta che nella prima guerrrL punica, (lurante la fazione comba,ttuta in Sicilia, si s-viluppò 1m'e1pid.emia negli accampanienti dei Cairtagine.si, di tale veemenza. e ,r apidità nel decorso, che j mPdici noi1 furono sufficienti a presta.1·e assistenza ai ~mldati colpiti, e la loro opera riuscì inefficace. Nessun dubbio pe1'<;iò sulll'esistenza, dei medid in Roma, 'fin dai primi te,mpi. Plinio, che fu à1l coma,ndo dell'a,rmafa, di Miseno, n el libro XXIX della sua Historia Natiiralis) d dà notizie ancora più intm·essanti su ll'csercizio dell'arte sa-lufare nella città. eterna-. Nei primi secoli d ella repubblica medici schiavi e liberi erano soiliti di a:ppre:.<stnre le lorcl cm·e se.(',olldo 1·icctte stereotipate e formule va;gh,~ lHHl n,yenti alcun l'U[Yporto con l'e~.me diretto deil malato. Allcwcht\ dopo ~?'orollo della, libertà politica della Greda, ]a. coiltura: g r ecH, inéominciò a penetrare lentame nte in Roma, la medicina fu forse tra le prime arti, con Je quali i Greci vinti conquistarono i vincitori. R.oma, era ,g·ià, 1mo ·s tato militarmente :forte e saldai:nente costituito pei' la sagg,ezza delle sue leggi e la vktù politica dei suoi citt::ulini, qmrnélo ancoir·a nc1l'escrdzio dell'arte me<iica non si riscontrava, a:l cun ,p.rogrèsso, dai tempi n ei quali i p,rimi abitatori de1I 1

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-79Ln1,i,o a vevano portato nella città le loro divinità I} le loro super-

·" ' i,doni. Vjg·eva ancora, ed era in gran fiorire, il c ulto di Apol!lo 111e tljc,o, di .:Minerva, di Escnlapio, di Igea e <li tutte le inmumer·pvoJi divinità, che avevano templi e saef>rdoti in Roma e nelle q11ali i Romani singofarmcntè · idcnti:ficav~no le cause delae varie 111alattie; gli infermi dormivano nei templi per attendere il sogno 111h;tico che doveva a(Pportair c loro la guaiigione. E Pluta.rco nar;ra i·h e press() gli antichi Romani si usava, espor,re sulla pubblica via. i rualati, affinchè ,coloro che passavano, sia perchè altra volta afflitti dal mede.silmo morbo, ~fa iperchè srupe..~isero i mezzi con · cui i-i poth~se por•gere soccorso, ne de,sse1·0 comunicazionfl ai soffo,n ·nti. Allorch:è giunsero in Roma medici gr~i, le condizioni della IIH..'llidna. non erano gra,n che differenti da quelllc che si possono l':wilmc.ntc immaginare ancol' oggi in un po:polo primitivo; così d1e, quando :i,pparvero uomini dott,i nell'arte, e ciò che :mcor forse rnaggiormente s'imponeva alla pubblica opinione, esperti nel vantare la loro abilità e nello spiegar e con l'ison:anti parole e con radle eloquenza, i vantaggi che il malato doveva a,ttendere daUe lor o cure, il ,successo fu ra!J)ido e g,r andf\. Non valse aid impedire questa pcnctra'.6ionc della m<?;dicina greca, in Roma fa difosa degli 11intichi costumi fatta da nomini come Catone (234-149 a. 0.), gelmm cut-:1iode della tradizione 1·oma.im. Quando i Roma,ni im!pa1ra,rono a, conoscer le scuole mediche g,r eche e la loro org·:wizzazione, e le norme secondo le <1uali si richiedeva. dai medici uno studio regolare, e ooloro che ·volevano esorcitare l'a,rte doveva.no prestare giuramento nelle mani dei maestri, fu chia,ro quale di.ITerenza C',Si,steRse fra questi medici e qnel1li ai quali fino allora, era stata a:Ìii.da,ta la cura ùegli a.mnu1: la ti; fu evidente oome .ROìlt:.m to i Greci potessero f'sse.re veramente considerati medici degni di tal nome e della, :fiducia, dei cittadini. E per quanto i primi seguaci di Esculrupio che giunsero a Roma fossero, a . quanto sembra, tutt'altro cli e uomini tali da saper segni re i dettami di Ippocrate e meÌ·itevoli di e&'lerne considerati discepoli, pure assai. ,p,resto essi · conquistarono il favore del pubblico. Infatti nell' anno 535 dalla fon<lazionP di Roma, sotto il conRolato di_Lucio Rmi:lio e L. Giulio, quando Arnniha,le era già seeso in ItaJia, ùn chiil'nrgo g.reco Arcagato, figlio di Lisania,, venne dal 1

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- 80l'1·.l11po t111e.-;o a stabilirsi in città, e, sorretto dal favore ,d el oonebbe un così rapido ,s uccesso che, oltre alla conoessione d,~I l u s Quiritium) gli fu aperta, a pubbliche spese, una taberna ne l c r oce,vfa di Acilio .(compitum) ìllei pr(>A <ssi del for o di Ma rcello. Ma per Ìa smania di bruciare e tagliare le carni dei malcapitati pazienti si acquistò ben presto l'epiteto di lanius (beccaio), e cadde in disc,redito t{l,le, da dover chiudere bottega e fuggirsene da Roma. Di questo stato di cose profittarono i medici romani, ll_)er iniziare una campaigna diffama toria contro i competitori str anieri, che portò subito manif.este. conseguenze. l~ famosa la lettera di Catone il 1\1.a ggiore diretta al figlio Ma roo ad Atene, nella, quale gli proibise e di r ièor rer e aJll 'opera di medici ~·reci, razza perversa ed indocile (nequissimum, et indocile genus), ritenendoli ciarlatani ed iD1ipostori od affermando che essi avevano giura,to di' distruggere oon la medicina tutti i barbari, compresi i Romani, che da loro e,1·:1ino c0u1sidera,ti <-'-Ome tali (ùtrarunt inter se barbaros necarent). Così., al sorge1'e de1ll'Jmpe1·0, fiorì una ,schiera di medici indi geni, d ei quali Plinio il Vcc,chio ci fa un t r iste qua,d,r o. << Non anirn.ati ffa, a lcuno ijpirito di ca.meratismo, .si facevano vicend~volmente aisp,ra guerra, cercando ciascuno di attirare a sè numerosa clien t ela : da ciò quelle d eplorevoli conteA<se al letto del malato, dove non trovi mai due che siano dello stesso parere, e ciò non per a ltra ragione che rper non a vere l'aria ùi accedere a!lla sentenza a,ltr ui. Di qui quella terribile iscrizione sopra una tomba : « I molti me dici l'hanno ammazzato>>. Così Giovenale si scaglia contro Temisone di Laodicea, che abusa del s aJa,,;;so e fa. saliil'e la mortalità iii modo imp1·essiommte, · tanto eh~· n on si. ,p ossono conta1·e i decessi: « Q1.wt 1'hemison autivmno occiderit 11,no >>. E di ·()n esto pullula.re di me<.l icastri nell'U r be pa,rla Ma1·ziale, prf'.correndo Molière, nel noto epigramma oontro Simmaco, quando a,f ferma che questi andava se~pre in giro ,pe r le visitf•, seguito da una turba di discepoli « che poteva p Msare IJ)er una intiera scuol a di medicina>>. e<Cento mani gelate , ,e scfama, 1ni hanno scru. tato il ipolso : prima non avevo febbre, ed ora sono febbricitante ! » (non habui febrem ) S ymmache) nunc habco !). Ciò stante, la medicina era, ritenuta una dell€ piu umili professioni, indegna di un cittadino togat o c he non poteva 'natural1111,1/. Ìo JJ a li,


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111 e 11 Le adattarsi al conoetto che il civis rornciniis dovesse ti·a1scor,1·1~1·e l 'intera g'iornat11 a visitare e<l a curare le più infime e.lassi Noc iali. Ma, aLlorchè comincia.rono ad emigra.r e dalla Grecia- meilid di una certa fama e Roma cominciò l;lid }Weoglierli con riguardo 1· IL·eg~i ultimi tempi della- repubblica.. .a <:onc-ede1·e loro anc he il didtto di cittadinanza, l'a,r te sanitaria,, e..<:;ercitata pc1· lo innam1i <lai ;sc_h iavi, iniziò la sua rapida asèiesa,, e ila posizione sodale dei 111-edici aumentò di gra,nde prestigio per merito . specitt}mente di ,\_i,deipiade di l)1·us~1, giunto nell'urbe drulla Ritiniai a.I sorgere del p1·.imo seeolo a . . C. Queisti riuscì a procacciarsi un.a larga- clif>.illtela i II Roma fr.a le famigili-e di maggior censo e a,cl acqui.sta.rsi l'amic:i7. in. delle più oospicne pm·sonalitù,, eome M ..A11tonio, Cicerone e L. C1'a.Sso, ed a ll'aggi.ungere una, posizione eminente nella classe ~a.nitaria,, con una lairga schiera. di disceipoli, fra cui Ant,onio Musa, :11·cl1iatra, di Augusto, Clodio e Crisippo: A.<sdepia<le, a.r,rivato poverissimo a, Ihnnà, e desideroso di app 1·endere, id.i giorno andava~ scuola da.i ffl<>so:fi e di notte, pe!r vivr,re, si riduceva a girare la macina di un mulino per guadagnarsi ti Ut'\ dramme. Morì in età molto avanza.ta, in seguito a caduta da, 111ta, scala.. La fa11na di <1uesto 1sa.n itario, eh-e fu d1i.arnato il principe dei n1 ec1ici, :si consolidò soprattutto in seguito a,d un episvdio che c i 11nrra Lucio Apuleio nel libro IV delle sue ,S torie. Un giorno, uwn1.re Asdepiade si dirigeva alh,!, prorpria villa,, s'imhattè sulla Via ~aora in un corteo funebre, che aveva fatto una piccola sosta, per , lairc un ipo' di riposo a coloro che trasporta,vano la sa,1,ma. 11 medico p·e-r · cnrio.sità si avvicinò ai familiari piangenti è domij,n dò la causa della, morte d.el congiunto, ma non avendo avuto alcuna rispo,sta ;·onvincente, si avvicinò l:l,l ca<lavere ,e con iso.l'pre.sa, notò che pref.:Cntava ancor.a .segni di vita,. Allora consigliò òi sospendere s nbito le cerimonie funebr,i e foce fa'aStportare la salma in una ca,sa, vicin~ ove, con mera.vigilia generale, dopo alcuni e.sa1II1.i e .rrn-m11alità1 il morto rupr~ J:ent~mente g1li occhi e ~ominciò a fare qualche movimento. P,recursore di una dottrina .meccanica atomistica, per la quale la salute non è a.ltro che il rh<.:nltato d-ell'a,11monico, perenne m ovimento d eg,Ii atomi f;-ntro .<speciali cana.licoli cleU 'organismo detti pori, Asel~piade impres.<s•e a.llla, terrupia1 un indirizzo eminentemente dietetico e fì.sico; basato soprattutto 811] digiuno, sulla ginnastica, 1

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-82sui bagui e sul miIBsaggio, bandendo qurusi del tutto· le prescrizioni me,diche ed isipirandosi aJ famoso aforisma << Cito) tuie et j1wunde )). Per ave'.r e un'idea dell'esercizio dell'a.rte sa.nit:win in •1uei tempi possiamo, per un istante, portarci coilla mente a Polll.Jpei ove, prossima alla porta di Ercoila.no, motlto .vicina a.lla villa di Cicerone, dove svernava il re dell'el0<1uenza., si trova la casa, di un medico del I secolo dell'erw nostra. Attraversando l'ing,resso a ca.ncello si cnt.ra nel primo cortile (atrimn) oon portid, e a destr~1 e a sinistra vi sono quattro porte per ciaiscun lato, le quali comunicavano coi dormitori. degli info1,mi, desiderosi di alloggiare in casa, del medico durante le cm~e cui si assoggettavano. Di f,ronte alla porta d'enkata. si aipre un passaggio al se-condo cortile (peristyliu,m.), con un'artistica vasca, circonf)ata da un ele-· gante giardino, W{°Lornato da s:pLendide colonne di marmo, a so,-,tegno òi una, piccola, tettoia. Vwrie porte davanq poi acce:s so alle ftbita:;i;ioni familfa,ri. Il solitario visita,tore in me:,;:,;o a questi ruderi e ad un silenzio di morte ,p11ò qui oggi iricvorare nella sua fantasia, ]a, numerosa clientela .che attendeva nell'airium.) o passegg'i:mdo o stando seduta, ii1torno all'im.pl'uviiim_, d'essere 1·icevnta dal medico, e raffigurarsi i 1più caratteristici tipi. << Dai gladiatori muscolosi, dalle mmnhra enormi, dail coillo robm.:to e da1la t<>sta pic,eola, presentanti ferite, distorsioni e fratture, prodottesi nelle pa1est1'e delile terme o nelle lotte òeJ circo, a.gli Egizii, maf'.stosi, colle tuniche multicolori, colJa bairba posticcia airricda,ta, ed aventi negli occhi l'espressione misteriosa delle sfingi; dai poeti latini, con la testa rot.oÌtcla soop01·ta, intenti a rooita.re ,f ra i denti giambi ·cd emistichi, ai marinai ,g,reci, ool loro tradiziona]e berretto rosso, gli ampii e pieghctta,ti calzoni e il mantcllo fermato ~mpra, urnL spa,lla; da,llle belle. vcstnili, involte nei loro ma,n ti bianchi di finissimi lini, ai sacer: doti di Iside dall'aspetto feroce; cd etère e schi:we greche, dal viso bistra,to e da.lle fl,p~qsnose movcrn,,e; ed elega,nti pa,iri:t,ii , i cui linea.menti esprim eva.no la, mollezza., il deperimento organico · prodotto dalle co1pios,e Jiihazioni, daJle orgie e dai baccanali; e le opùlente matrone dalle o<'..ehiate provocanti. esp,rfanenti cliia;r·a.mente nell 'aspetto d-ei lor·o volti n tedio originato da.gli ,obliosi mariti, semp:r e infangati in ,ma vita <li vizio e di c,rap11 la )). Tutta questa eterogenea1 moltitudine di clienti, tanto diversi


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101·0, acconev:-1 HHa ca$n del medioo pompeiano, per consulta,rlo llc soffcrcnzei fis iche e alcuni. anche su quelle morali. E il sa nif :11·io non si faceva attendere: veniva dalla sua abitazione ipa,rti1·0 la.re, attra,veri:;io il peri8tyliu,m e si dirigeva verso 1 l 'a,trium ed cn f,r•:-i,to in uno dei citbù;nla cominciava la vi.sita degli infermi che lo :i.ttendeva,n o . 1' 1·11,

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Il cu,biculitm o camera <li consultazione iè ancora ornato da pi tture ad affresco sul caratteristico fondo rosso pompeiano e da, :1 r·tistici quadri in mosaico co-n figure aU-egoriehe <lcll'a,r t0 sa11 i taria,.

Il medico procN!eva i:;ipeditn.mente alla visita, praticando con ~wande maesti·ia l'esame clinico. Dopo averli interroga.ti e visitati nocuratamente, prescriveva,. loro il trattamento terapeutico s.pedale rig_u ardo alla dieta,, quando soffrivano- di p1·ocessi febbrili ;i.·.nti; e ordfoava loi·o dei regimi alimenta.ri appropriati. A quelli, -d:1,i quali non credeva <li ottenere esiti efficaci da!lle medicine, con :-:igli.wa eome indicatissimo il caml>ja,m t·nto d 1a rh.1i e di luoghi. Ritiirando~i. cia.sc11n informo p or1 a,va l"!~() , scritte con uno ~til etto su di una t a voletta, cerata, l è p,r~I'izioni suggerite, con pfona e<l Af'!soluta obbedienza di osservarle, poich è era convinzione 01·mai ge1rnra,lizzata che 11ttl1l~1 il medico iJJoteva con:-1egnire se non veniva l:l;ÌUtato òn.Ua buona volontà ,d{'-Jl'informo, ben ricordando il fn,moRo aforisma del maestro l1P1Pocrate : « La vita è breve e l'arte è lunga; l'empirismo è rperiooloso; il raziocinio è difficile. To ·neces:::a.r io non solo fare, c omunque, ciò che conviene, ma, altresì essere aiutafo ·<'lalll'informo, da coloro che lo assistono e (falle cose este-

,l 'ior i )). Col p,rogl·,e dire e coll'affermarsi d cU'a,rte saluta.r e in Roona. i guadagni dei medici in quei tempi ragginngevano somme favolose. Lo stesso PHnio ci riferii;~e c he non v\ era altra professione ipiù r,e dd it.faia <li quella deil medico. Il caipo del Collegio degli a l'chia tri n,v eva in ,compenso venticinquemila sesterzi all'anno e narrasi che Gakno per nna, sola, visita a.ve.-.,s·e 1·iS<;.osso qm:.iJsi aJtretta,nto. Cassio perccpi~a ('.omc .&mitario uno stipendio annuo di 250.000 sesterzi7 e<Jnivalenti a circa 100.000 d,elle nostre lfre anteguena. Quinto Ster1.inio, iper ave1·c prestato l e .sue c ure ailla. famigliia, imperiale, non P~itò a, cllied,erc un compenso di 800.000 sesterzi (123.000 li•r e in


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cif.ra tonùa), mentre d alla, smt client el a ,priv.:~la r-ica.va,ya un pro ven to a nnuo di 600.000. Lo stesso onora.rio ipeI'<!G'lpiva, Ola-ndio Ce.sare, ~no fra.teno, ed entrambi, dopo a,ver speso ingentissime .sonnue p el' l'a!Jbcllimentc della città di Na.poli, lasciarono nn 'er-edità, cli c irca 60.000 sesterzi. Il chirurgo Akone, salito in fama per .la cnra delle fra,tture e delle ernie, in pochi a nni potè rifar~i di una m ulta di 10 milioni di sesterr,i , pi:i,ri. 31 4 rnilioni e 100.000 lire. E Orinate, che eserci.tav:1 una medicina astrologica fondata sul movimento d ei pianeti, lascit ailla morte un. caipitale di a,ltrett,aJ:1ti milioni, dopo , ,1v-e1· spese un'egua le .somma nella costruzione ùellc mura di Ma r sigli a, ~UH città nata.le, e nella fortifica~Ìone di a,ltre d(;tà,. D 'a ltra, p:a,rte il medico no.n poteva essere citato in giudizio che in Roma, eù un:i offf>~~a fatta al la sua persona veniva punita con ona mu~ta di 100.000 sesterzi. A q uesto fonto sviluppo ~i.:u a medidnn, in !{orna, 11011 deve f'.<sse1·< f'lfafa. f~!';f.rn,nen, la, drcost a,n zn, c he gli stndi mcdid non <'ra110 r qnell'epoci:i iper .nulla ancora {)rganiz,r,ati e che i tc1:>ti ~,,·.i<~n ti1ic era.no n,ssai SClH'Si e raggiungeva.n o prezzi proibitivi, per coi i me did dovevano istruirsi a.Ila, meglio comr. poteva.no. R bi~ogna, al' 1·ivare :1, Settimio Severo (143-211 d . O.), pe,rch,è l'{Ì a, prcsc,ritt< un diploma, ip,er l'c~ercii;io in Homa d,eJll'a,rte che in1-:i gniva d el ii tolo di medicus a repu,blica e laJSCiarc p ~sa~e .altri venti anni , :fini al tempo di Alessaiuù·r o Severo (~03-255 <l. C. ), per aver trareia delli iprirmc scuole <li medicina, i~tituitc nella, dttà. Ma fin da.Jil'Impero i medici çominda.no ad essere tenu ti iJ gra.nde oonsidcrazione ,e sono chiamati alle ,più al te cariche delli Stato, pa.rtocipando a.11 'amministra¼ione dell'U1·be, in Yirtù <lell: cittadinanza, romana concessa, da U-inli o Cesare nP.ll 4G d. ··o_E s pnò concluder e c he da allora essi C{)Stitui,soon o un.a classe privile gia.ta sotw l a h1t,<>fa. deilla leggP , che, se<::oll(lo fa.. gr·a,n dio8::I· conce zione latina., ponP- la 8alus pitblica a, base gra.niti.ca. della g•r an dezza. e <le]!],1, forza <li Roma.. ~


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IL. -

~G-

L'ASSH;'l'ENZA. SA:"sITARIA PRESSO L .lil I•'OKZE ARMATE DEJ ,L1 i\!'~'l'ICA ROJHA.

Aubiamo ritenuto di qualche intere;s se premettere queste som111.1xie notfaie sui me<l.ici e snJl'esel'cizio dell'a,rte sa,n ita,ria, nel- .

11'I J.d1c, p erch1\ CtSse ci spianano la via allo stndio cl.ella IDPdicina 111il ita1·e del tempo. Secondo Ja. tra,dizione virgi!liana; lapis rwppres·enterebhe il .-:ipo ,s tipite dei medici militari 1·0-malli. J~J noto l'e,pjsotlio del ,·:i nfo XI dell'Eneide: l 'e:l'oe troiano, colp ito da ,rna freccia, è co i-:l. 1·et.to a, ritirarsi dalla k1ttaglia; .i:;ostenuto d al figlio Giulio e ,J;i. Mne.steo, si J'ifugia, in luogo a,ppartaw, e dopo hmtili tentativi di <'Rt.ra.zione d ~l dà,rdo, i mplora che colla spaida gli s ia alla rgata l:1. f<'l'it.a. rn nng-c il ve<'.chio J~.pif.l, ehB. a detta di Virgilio, a-veva. prefo1·ito ane glorie militari ]'esei·cizio dell'a·r te sa:lutare (sO'ire 1101 m1lulff~ hcr bar"lnn us1trnq11.p, rne,lendi maluit) ; egli solleva· le pi,c•ghe della sua veste per essere più libero nei. movimPnti ~ t·(mta di a sportare la, freccia, scuotf'T1dol a con il a ma-no esperta (man11, ,nr:d-ica). « ........... . . _ . 8 br<accfato intanto E <;On la. veste it )a, c intura avvolta, Qual dei meùid è l'uso, il vecchio lapi Gli era d'intm·.uo e con diver,se provi~ rn ma:U, di forri , di liquori e d 'erbe Invan 1:,i a ffaticava,, i.uvan ogni opra, Ogn'arte, ogni 1·imcdio e i 'Preghi e i voti Al suo rnaest L'O Apollo c1•an tentati >J.

Ma, la dnre;,,za, dei ma rgini della l es~one ostacola la ma novra-, nè l ' uso ·dei suochi d'erbe, nè l 'appliça,zione di una. mbnsta pi.nza (pren sat;q1ic tenac-i forcipe fcrru,t>i) vale a, raggiungerP. l' intento. Fjn::3ilment.e Venere v:i.enc da OrP.ta in soccorso del i;iglio re<"a,ndo foglie di ·d ittamo raccolte ·Srnl. Monte Ida (dictamnuin geni I rim Cretea C(trpit o,b I da), ] e quHJl.i , me5.-col a te a s1Jccni cl 'ambro:--: i a e ad altre sostanze odo1·osc (pano x odorifera), hanno h.1i viirtlì . i1on solo di calmare il dolo,1·P. (siibito omnis d e cor porc fugit dolor) ,, di arrestarci l 'emorragia, (oninis st etit imo vulnere sanguis), ma di svellere il ferro senza man nali tà (se01da maniim) nitllu pogeirte,


86 uwuùl'it). :fopis stesso grida, al mi-racolo ed invita Enea,. a, ripren-

tl<:re la lotta contro 'l'u'.rno, re dei Rutnli. Egili, rimP);SÌ i. calza,r i, .lan cia un darlio, che penct1·a. a,ttraverso lo scudo e trapassa Ja c.osch1 dell'a,vversario. 'l'urno piega il ginocchio a terra (in cùlit 1

Fig. 17 -

P ittlll'a mnrale pompeiana, ora al Mnseo N:w,ionale cli Napoli.

11 chirurgo fapis tenta cli estrarre con una pinza la freccia dal la coscia destra cli Euea.

ad terram duplicato poplite) ed Enea lo finisce con un altro colpo (ferrum ·adve,rso sub pectore condit fervidit~). Anche qui Virgilio, • secondando le tradizioni popofa,r i del tempo, mette l 'interyento immediato dellla, divinità nella guarigione delle fedtc. Questo episodio, al quale i ipittori dell'epoca ricorsero di freqnl'nte rpel' i loro graziosi soggetti decorativi, ci è stato per for -

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I I I II

II

11111.1, conservato in una pittura murale pompeiana., ora al ·Museo N;-~zionale di Napoli (fig. 17), nella quale l 'eroe è ,rappresentato i 11 ,piedi, appoggiato con la mano destra alla lancia e con la si11 i:,,;tta al ftg11io, tutto addolorato, rnentr,e il chkurgo in gino cchio I cu t a, l'estrazione della freccia, d~lla. coscia destra. Espressivo è i I volto attento e •p ensoso deil vecchio lapis, in relazione al ca.rati ere del personaggio ed alla gravità de)] 'ope,r azione, e meravig·Liosa è la iprc.cisione con la quale iè disegnata la pinza chirurgica, d1 e dopo tanti .secdli ricorda perfettamente queJla dei nostri più 1noclerni armamentari. Il Pinto, che ci ba lasciato una storia della modicina al terrupo tlci 1·e e delJa, rnpul.Jblica, la (lm:1,le ipUò ancora oompctcre con le alti;e opere straniei-e venute molto più tardi a,lla luoe, ricorda come primo medico militare lMaro P~rugino. Silio ItaJioo, che visse sotto l'imperatore 'riberio, nell canto VI òelle Puniche, <lescr~ven<:lo la ba,ttaglia del lago Trasimeno, n~1rra c he il giovane Serano, fi.'~Ho ,u Attmo R egolo, scampato <lalla. lotta, esausto ,per la fatica e pe1· iLdolore <lelle ferite, si rit.iira. a Perugi::i, nella cafla di Ma,1·0. Questi, che si era acquh,tato, sotto Regolo,, gra,nde rinomanza ncl1·a,r te di a,rrcstare il sangue e <li curare le ferite, le <lcterge con ac(1ua limpida, le medica con succhi di. erbe emoillienti, le fa~cia . wn bende di lana aderenti ma non troppo strette alla regione lesa, e . nonostante il carico degli a nni, trepida pietate, non abbandona il fe,rito fino a l,la, sua colll(p~eta gurnrigione; od egli stesso lo ricon· duce alla madre Maircia, che doma,nda ansiosa notizie sulla gra,'. vità delle lesioni. Il -rne~esimo Silio ItaJ.ico l'.ÌCOr>tl a ·nc.l libro V, sempre netlla, descrizione della, battagUa del lago Tra.<.iimeno, tLn altro me dico militare di parLc Oairta,ginese, a nome Sinalo, discepolo del chirurgo Amrnone , atf:rica,no, che c11rò le f{->, i'itc <li M3Jgon(', colpito d:il, Aµpio, ri~rrendo aJ s olito n.i succhi d'crbe ed all 'estrazione del dardo (f(J(rrumq·ue e corporc .c antu e(JJigere). E mwnL ancora di Mario, l ',eroico gucuicro che si era dist.into sotto Regolo, il quale d.aJle lunghe campagne a,veva acquistato una certa esperienza nel medica,r e le ferite e frenare le emorragie. Lo storico desorive oon ,sufficiente esa.tt,ezza il.e va-rie regioni. del corpo colpite e quelle che iper la loro funzione presentano maggiore gra,vità (cerebrum) pu,lmo) cor, ilia) ingu.en, huments) poples, vena, ecc.), nonchè le al'.mi u,sa,te nei. comha,ttimenti, da,lle più sem-


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p]ki (il.scia,, spada, giavellotto), aJle più complesse (baJ.iiste, arièti, (:a tnipulte ed a,ltre macchine di guerra). Lo stesso Rilio accenna aHco1·.1 ad un altro medico dell'esercito cartaginese, Athir, valentis~imo nella, cura. d elle ferite prodotte da armi a,vvctJenatc ed appa 1·temmtc alla 1·azza, libica degli' Psil1i, che· erano molto abili n el-l 'ad<lomesti.ca1·e i selipenti, essendo llddestrati a, questo mestiere tìn dalla, prima giovinezza. • A11che Lucano, in fo.rmn. più immaginosa, ma con osr,crva.z ioni non. ·meno precise, nel canto IIl della Farsaglia, descrive un combattimento navaJ.c, diffondendosi ad enumerar·(~ le 1lesioni di gue,ua di maggior gravità,. Nel canto VII descrive la battagJia della Fa,r saglia, vinta da Oesa-r e, ed anche qui si indugia a na,rra,1·e nei più minuti pairtico1;:wi Ja sede e la gravità delle lesioni. E narra che Cesare anima va i suoi soldati indicando loro J.c regioni. del corpo che dovevano colpire. E durante la furiosa mischia ilo stesso imperatore si moltiplica n CJl prodiga,r e Roc<·.onio n.i <'ìl:d11ti ., frenando colle snP. stcssP. mani le gra.vi emorragie: <e V1tlnera rrwltonim · totwn f-us_ura cruorem Apposita premit ipse mann . ...... >>.

B quaJHlo a Oe.s are recano .la h:sta. di l'ompeo, il poeta, co,sì ne dP--;crive ila, ma~ùbra, preparazione. T11,nc wrte nefanda Sitbmota est Ntpiti tabes, ra. ptoqite cerebro Emsicca,ta ciitis, piitrisque · effi,uxit ab alto Humor_, et infitso faC'ies solidata veneno e.~t >>. <( ••••• •• ·••••••

Finalmente nel lX ca.nto parla, ,dei sc1•ppnti velenosi cl.ella Libia e d elle tcni!Jili fedtc c he producono, descrivendo la morte del gfoyinc portn.in~<>gne A n lo <> ,di Ra.b ello eèl i ~occorsi -p ortati dagli Psilli, resi invulnen1,bili fin da,Jl'i'n Ca,nzi:-.1, me-l'lian te Ja, trasfusione sanguigna,; ed , a pa,rte gli inevita,hili errori, egli dimostra anche in questo campò una acutezza di osservazione meravigliosa. Tratta amebe dell'igiene delle truppe in campagna, dimostrandosi dreisamente contagionista, e ricorda che g]i eserciti di Pompeo ac campati in zona palust re furono cOllpiLi tfa, Pfl)idcmie marlarichP, ment1·e le legioni di Cesare, oecupa-n ti le alture viciniori , ne r e-


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~tarono imirmni. Ha occasione di accenmwe a,nche alla, infezione l,i1lica, che attribuisce soprattutto all'origine idrica, oltre che all'n-g glomeramellto delJe trnp;pe ed alle priva:doni, aiUe esalazioni p·l·odotte <lalle carogne di a.nirnail i cd alla mancata cremazione d(•i c·a,duti in guerira, e ne deA<scl'ive con mera.v igliosa c hiar<>zza e scmP Iicità i Ya.ri sb1tomi : « Inde 1,abant· pop•nli coeloqne paratior itnda Vmne vati virus, duravi/; viscera ooeno >> .

Colla pa,r ola << lahnnt >) il poeta Lucano descrive · magistraJ 11t<mtf\ lo stato stuporoso eh<> colpisce i tifosi ed ajg ginngf\ alt1·i sinL<>mi non nrnno ca.r attcristid ddl'infezione. « 1 arn riget a,tra cittis, distentaq1.1,c lmnina ntmpit: 1 gne(iqu,e- in vultus, et sacro fervid.11, ·. morbo l'esM,~ abit, Jes.wt11u1ue oaput se ferre recusat J>.

L'epidemi a coLpi:see in

u1at,;i,a,

1~ t1·uppe e ' Puni(:a sepoJtm·a

i:onces.sa è ,quella di portare i cadaveri fuori delle tende: narn 1niseros u,Ura; tentorfo aives spa,r gere f1mus ernt. I,ncano inoltre con tocchi da mal~s tro ript'oduce lo stato del l 'cJ.sm,cito di Pmi1pco, ,st,razia.to dalla, sete fmNc colline dTlerda in · ~,pagna., aNendo ]a. Cf-l,valleT'ia di Tearc so·ppressa, ogni <.!-onduttura. << · • • • • • • • • • • • • 'l'orrentur v·i,w:era fianuna Oraq·ue siccn ri.gent squnmosis aBpera linfruie~ 1am marcent ven(w, nnlloqne hmnore rigat1!8 Aeris alternos ·anyustat pulmo meatits J?,escigsoqu.e nocent 811,Sf)fria. rfara f)alato.

Tll poeta ha, ben com.preso ·e h.e la priva,zione i:l!ssoluta .di liquido nell'organismo p1·ocui·a un supplizio intoUerabile, specialmente in un cUm a torrido OVf\ l'eccessivo cailore determina. c,ontinue perdite ili va;por a<.:~Jlieo daill:t, .su1pcrfìcic della ente e nella mU<t'.OSa polnionar,e. E per; rianimn,rc q nest i assetati non è necessario avere un vino famoso versato .i n una eoppa d '01·0 : basta un sorso· d'acqua [)e•r rid a,re 1a vita: <<

J::Jatis est pop·ulis · jtnviu.~que Oeres >>.

A qu_e sto proposito ricord eremo che gli. an.t ichi , 1 qnali non avevano i mezzi di ti·as1po•rto di cui noi di,s poniamo e doveva.n o,


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ta,lol'u, <.:oml une operazioni cli guena in paesi deserti od aridi, risolsero in modo ge niale . l'a,p provvigionamento idrico delle truppe. A ca,usa: della ,scarsezza dei pozzi, ill problema, del bere fu parte notevolmente . import:uite dell'arte militare a.n tica, : i Homani infatti chiama,rono aq'liat:io) con nome speciale, la s•pecia.le operazione del. rifornimento d'a<~qua potabile. Vir,g ilio (fig. 18), nella d es,àizione clei c-0mbattimenti COiipo n. corpo . che si frova,no di frequente nel. l 'Rncidc, non ci offre qnell a 1·iochczz~i di pn,r ticola ri anatomici e chirurgici che ah: biamo ,1•isconti'ati :nell'Ilia de cli Omm·o: tuttavia, dimostra nna oon1plcia, conoscenza, ,Ìellle regioni ilPl cor,po più fa,cilimentc vnlnera,bili, e quan,çlo i:1 p ei1sona.g gio che mette in scena non deve morire, lo fa colpire in una se de ove non si trovano organi vita,li, mentre se è votato alla rnm·tP, il colpo cade sem pre su una regione delle più vi_ t a11i. J<'ig. 18 - Virgilio - Erma in marmo. (Museo Capitolino, Roma). Così il giovane Almone À colpito al collo · da un dardo che ]o stnunazza al snolo p.er la, lesione dei gros,'3i vasi: « . . . . ha,esit · enim sub gutt·ure vnlntt8, et itda.

Vocis i ter) cèncrmnquc inclusìt sanguine vita.m >>.

Lago è ferito IllorbaJmente al dorso da una freccia che attraver s a Ja. cofonna v·ertebrale e il ·midollo spinale e r~immte figlio Evandro ca<le in seguito a<l un colpo di spada attraversante il t 9race (in pectore vnln its) e loo ent è il cuore ed i 1polmoni. Camilla, la vergine a m azzone , figlia del re dei ·volsci, che alla testa del suo squUJd,rone sostiene con tanto eroismo .l'impeto dei Latini aJ coma,n do di Turno, è colpita da, una fr.eecia jn pieno

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1p<·Lto e cade esanime al suolo. Virgilio ne descrive meravigliosa111 ente i ,segni della morte: il.a perdita dei sensi, ]a faccia cadavel'ica, lo scoloramento della pelle e il . raffoeddamento dcHe estre11dtà, ma da esperto osservatore non a;ecenm1 alla rigidità che co- . 11 ùncia a manifestarsi solo più tardi, evitando co:s l l'e,rrore in cui 1·r·a no i.neior.si a.ltri classici rtntorL Il figlio di La,uso, uociso da Enea, è iportato a Mesenzio sulle · JI roprie armi : ee,co un .altro mezzo imp,r·ovv:isato di trasporto. Il poeta Ennio, vissuto a.i tempi delrla, Repubblica (1 6!) a'. C.), 11 l'i frammenti che ci sono pervenuti, ci offre qualche {l~sorizionc <li rel'ite di guerrra,, senza però fornirci indicazioni esatte sulla lo;r o mrtura e g,ravità.. Nella tragedia d 'Achille, fa, dire al soldato Euripilo, grave11tente ferito, che non ha nessun mezzo per ar,resfure l'emorragia 1: c he atten.d e invano S(1ccors.0a da, 1-'atroclo: « O Patroclo, egli imp[ora: veng·o a ,chiederti il soc,corso della, tua mano 1prima che f;n(',crnnhn n, <JUC.'3to ~olp,o terribile inferto mi <la· un 1w1n ico. G-li altJri feriti hanno già riempito il tempio di Esculapio. Io non :possò più ;1Nvidnarmi : le mie ginocchia ~tanche cedono sotto il corpo t rerna,nte e non ho m ezzi per frenare il sangue che sgorga a fiotti )). ·1ij Patroclo allarga, oolla spada la, ferita, di Ruri:pilo ipcr cstra-rre .il dardo. Onsì 3i<'..,cenna, semp1icemente ad una lesione penetrante nel to, raoe, prodotta da una free.da : << M issaque per pectu,s) dum transit striderat ha,sta )). Così parla laconicamente di una ferita, mortale a1l fianco dest;ro : << Ingenio fortei demtrum ,llitit pertudit hasta )) . Il vincit-Orc st,esso estrae il da,rdo dalla piaga, : <<

Tnnieri ende·i,olans s·urnmwn abstulii /1,a,sta . . . . . . . . >>.

1 nsigne

Caio Lucilio, nato nel 149 a. C., dimostra una più profonda conoscenza di Ennio delle sedi delle lesioni di guerra, forse ·per il maggiore studio che ha fatto dei poeti grèci. Così fa enumerare ad nn g1adiatore quali sono gli organi più vulne1·abi!li del eorpo: <t Quwm gla,dium in stornacho) sura, ac 1m..lrnonibits sito )). Anche Terenzio appare. ipiù esatto nelle descrizioni e pa,i·Ia della pulizia delle fori.te con un termine ancora in uso ai nostri giorni: (( abstergere vulnera )). Sesto Aurrelio Properzio, nella I Elegia del libro II, narra 9-el

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'l'(•lc•ro, ferito da Achille col\ un colpo di [ancia, a1la coscia sinh,trn,, e da lui stes$o guarito oolJa ruggine del ferro .... I'('

<< • • • • • • • • • qua CU8pide vulnus senserat) hac vpsa cuspide sensit opem )).

E ancM'a una sposa raoc,omanda al co1r'ipagno che va, a com battere contro gJi Sciti di evitare 'le lesioni 1hortali prodotte dalle masse a,rrotondate di piombo [anciate dalla, fionda. Ovidio è il poeta latino che c i ha trama ndati maggior~ particolud sulle lesioni di guerra. Anzitutto egli parla della ncees:si.tài ·che le ferite si.ano curate in tempo. Vidi euo qnocl · 11r·imo tuerat sanabile vulnits. JJitat1Mn tongas àarnna tul'isse 111 oras >J.

E cita l'esempio di Pi.lottcte, di cni già pa,rla:mmo, figlio di P.ea,110, che, ferito- a,] rpiede d estro da nna freccia scaigliatagli da Erc.-)lfo, ,.;.;i ;u:ciugt> cou ma.no s i c ur·tL tL J_n,cdie a,re hl, parte lesa. r< Quum laesus fnerat) partem, Poea,ntù.1,s heros Certa, rteluerat prosecu·isse 11wnu >>.

Nel libro V delle Metamorfosi, ne,I descrivere un sanguinoso combattimento fra Persèo ed i cong·ilmti d 'Andromeda, accenna ·alla, gravità d elle ferite della regionf ing·uinale : ·« Huins in obliquo missurn stet'it inrrmne fcrritrn:

Lethifier ilie locus . .. ; . ... ........>).

Seneca, n ella te1·za lettera ,a, Lucilio (Libro XV), ricorda giustamente che la. medicina d'allora si riduceva all'azione terapeutica di ipoche erlw, con le quali riusciva a fren~1re l 'emoNagia ed a, rimaJ·gim11re le fori te (qui1J11,s s'i.steretur Jlu-en8 sangitis 1;,ulnera coìrent). Un pm'iicobre interessante ci ,è riferi.to da Tacito, ill quale ci attesta elle nell'equipaggiamento individuale d ei soldati eraiw comprese qtiakhe benda o fascia, di cui essi ,stessi si servivano come primo ru<limentnlc mezzo di prònto soeoor.so : eoco, · a, dista.nza (li tanti secoli, un primo saggi~ del pacchetto · di medicazione. A1 qual proposito non sairà, srnperJJua una breve digressione, ricordando che fin dal tempo di Mai·io ()gni legionario era prov-

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l'i:-:to di una tpertica (f1kraa), alla sommità della quale e,ra, inneNI a ta, una tavoletta di legno, su cui. venivano sistemati qualche i11tlumento personale, alcuni Rtrument~ da campo e stoviglie ed una 1p1·ovvista <li grano per 15 giorni. Il carico veniva ·così portato ora N11lil'una ora sull'altra spaJ.la, col vantaggio che era più agevole I i.berarse1 nelle improvvise a,r,ioni guerresche. Questo caratte,r istico predecessore dello zaino attuale ebbe dai soldati per di1leggfo il nome di mu,l11,s mwrianus ). il che dimostra <' h e, prima ancora il carico dei legionari era portato a do1·so di

Fig . 19 - ~pisodio delle guerre daciche. (Bassorilievo della colouua Traiana - Rmna,) .

muli (i'l{,menta), g~idati dai conducenti (calones), che in lunga colonna seguivano g1i eserciti e costituivano gran parte delle inipe-_ rlimenta.

Nella colonm~ Trafa,na,, che fu tomba all'imperatore e per .la squisitezza dell'opera ,p uò consider:u-:si uno dei ip iù a,rtì,stici monumenti dcl1a l{(Y]11.a, impe,rìaJe, :fra, i tanti episodi. delle guer,re daciche scolpiti nel bas,sorilievo a- spiraile, è ,ra,ppresentato .il passaggio delle legioni s1.1 un ponte di harclie, e dfot,ro i signifori si scorgono cliiaramente i soldati i.nailberanti il loro curioso fardello (sarcùia) (fìg.. Hl). Fin da questo periodo adnnque i soldati in co/Jllbattimento, prima anco1·a che i medici a,vesser-o fatta ila; lo-ro cornpa.rsa, fra le legioni·, potev~mo dh,porre, qna.ntunque in .scarsa quantità, di qualche hencla o di. aJtro materiale di medicazione. A questo, riguardo, un episodio curioso ci è riferito tfa Dionisio d' Alica,r1HJsso. Nel ;!G!l a. C. i so;ldati 1·ornani, condotti, come


-94:ri[eriunno, da Appio Claudio, per rappresaglia verso B il.o,ro duce, si rifiutarono di oombattere contro. i Volsci, e si dettero ignominio sa mente alla fuga, abbandonando sul campo armi ed insegne. Ripresi aspra.mente dal console, non vollero assolutamente re,ced:ere: e molti si fasciarono con bende le pa,rti integre del corpo per si mulare lesioni, protestando vivacemente ehe non erano h1 condizioni di continuare la lotta e che .non .poteva-no più oltre tollerare n dolore delle immaginairie ferite. Ma, se scarse notizie abbiamo in questo periodo sui medici in gcnm·e, anoora più incerte, e non molto attendibili, sono le fonti, alle quali possiamo ricol'l'ere per lo studio deilla medicina militare. Purtroppo gili ,storici, quasi fosse passata una parola <l'ordine. _fra loro, ci hanno lasciato ben scarsi cenni sui medici al servizio degli ,eserciti, cd in ·tutta, h1 letteratura classica latina, non si ,r iscontrano che o,sservazioni frammentarie cd incomplete. Dalla. lettura, dei poemi omerici, la medicina militwre risulta invece nna. ,~den7,a, assai progredita, e Senofonte~ come vedemmo, in vari passi della Ciroipcdfa ci attesta che al seguito <lell'arrnata, persiana erano addetti S3,nitwri, i quatli curavano non solo i malati e feriti delle proprie unità, ,ma anche i prigioni-eri. Al contrario i Roma,ni per lungo tempo non ebbero SiIJeciali cure ed assistenza vorso i propri soldati e mafo,ti e fori ti. All'epoca delle grandi guerre combattute in Italia, a.l tempo dei ire e della: · ,repubblica,, non è areertata l'esistenza, dei medici militari, e nessun documento ci afferma- che f.osse organizzato un regolare se1·_vizio sanitario negtli eserciti. Occorre arrival'e fino a Marco Au•relio (Hil-180 cl. C.) iper .avere qualche notizia !J.)iù sicura sulla 1presenza di medici al servizio delle legioni. I feriti s1ù carnpo di battaglia si curavano da sè, con rimedi propri, od -erano soccor:si dai compagni più esperti oon metodi necessaria.mente empirici, come ci nar,ra Dioni<:.io <l 'Alica,rna.sso, descrivendo nel libro IX la battaglia combattuta da, Appio Claudio nel 469 .a. C. contro i Volsci.

* * ~· L'assistenza, al:le tru:ppe in campagna; non poteva con mezzi cosi · insufficienti essere eh«> precaria ed inadeguata, e gli storici ne danno numerose prove. Nel 210 a. C. Marcello dovette arre,Rta,re l'inseguimento del nemico per venire in RM·corso dei p ropri feriti. Dionisio 1


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d 'A lica,r nasso, più volte citato, narrando nel libro VIII la, di,- fn,Ua. subita dai Romani nella battaglia contro i Volsci, riferisce <'111 · il console Emilio fu costretto ad a.cca.rnparsi a, Longurla e trat1t:11Cl'visi parecchi giorni pe,r curare i numerosi fori ti (et laborantes r·:11 '/J'ulneribus cnrando refioiebat). Polibio ci ricorda che Scipione, d 111·aute la batta.glia della- Trebbia,, fu obbliga.to a sospend er e la lot ta per medicare le ·proprie ferite e quelle di molti soldati attor no 1· H1d uti. Tito Livio infine ci narra ohe nel 309 a. O. doipo la batta.g lia di ~utri dovette soccombere, per mancanza, di assh,tenza sa,nitaria 11,d a,Ua, un ma,ggfor numero di feriti di quelli caduti sul campo di haLtaglia (ut pluA·es post proelium srrucii dece8serintJ qitam cecirli'r O/nt in acie). Quesfo sto,rico stabilisce per il primo due grandi · 1w incÌIJ)i, che possono ,e ssere a.n cora oggi accettati come base del1'urganizza,zionc sanitaria, in ea1npa,g na degli eserciti moderni: e ,·ioè che la p1·escnza di un grarnle numero di feriti ~ml campo di bat.L:i,g'lia scuote è deprime i:l llllorn,le d~llc truppe ,e ,che l'::i.s~ii;:ten1,.1, ai 111n.laii e ferHi in g·nN·ra. 1~mpprcse11ta, una necefis itiL militare, non 11, cno che un dovere patriottico. Lo stesso Livio ci ricorda che i feriti tras portabili venivano tras f,el'iti nelle ultime file (in po8tremarn ac'iern), oppure a:vviati al vii:iuo aceampamento, o diretta1mente a Roma,, se la distanza non l'J· n, not evole ~d age voli si presentavano le comunicazioni, come avvenne nel .503 dorpo la, disastr-0sa, ha,t taglia contro gili .Aùrunci. Molte volte i malati e i fer iti erano anche affidat i alle dttà alleate vici niori. Così nel 181 a. C. un ragguardevole numero di foriti della, ca mpagna celtiberica· fu ,rioovera.tò nella città di .Aebura, sotto la, tntcla del proconsole Fulvio Flac';O; nel 210 le millizie di Marcello l'nrono trasferite in Lucania a Numiskonc, e rn~l 216, dopo la battag lia di Canne, i colpiti da lesioni o da infermità tra le legioni di Va,rrone, furono distribuiti fra le varie famiglie patrizie di Venosa. 'L'Ho Livio, n elle storie (libro II) , ci na:r,1•a , che i1l console Manlio, aS1segnò per antica, cons uetudine un ingente numero di feriti, .t,r.a c ui il valorosis~imo veterano Siccio Dentato, ai Fabi, che furono '1:w ghi di a.ssi,stenza, materiale e morale. E Tacito,~ . hliro IV..de,gli ,4.:mwles) .'r~C<)rda, ana.loghi provve<lirne. nti (rnagna post plf'oclia., sau-

mos la,rgitione et mwa s1.tstentabant).

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clopc;

Anche Giu)io Cesare ci riferisce cbc l 'a<'.canita·batta.glia, I nella, qua1lé vinse gli Blvezi, l'esercito fu obbligato a sostare per tre

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g-io1·n i pm· 1prestare i suoi soccorsi all'ingente quantità dei feriti.

Ma in tutti i suoi Comrnenfa,r i non troviamo nn passo che a('~enni aill'esistenza di medici militari. al se,rvfaio delle legioni, quantunque, come narra Svetonio, avesse acoordato ]a citta<limtnza. a tutti gli c~er-centi l'arte sanita.iia, in Roirna. (civilale dona1Jit), forsc, sec011do il Marquardt, per obbligarli al servfaio militar~. A detta di Lucano, l'imperatore stesso, nell'incitare i so1Idati alla lotta, indicava ]e ,regioni più vulnerabili da colpire, e colle sue pro.prie mani tentò più volte· di frenare l'emor,ragia dei feriti (criwrern oppo8ita prem;it 'ipse manit). Solo nel ])e bello civile (lihro HT) l'ic,wda, c he dopo J.e grandi battaglie si aveva la consuetudine di rieovera,re gli infermi ed i fcorfti presso i priva.t i, i quali veniva,no in seguito r imborsati degli oneri. sostenuti, che si facevano r ientra.re nelle spese ordinari.e di guernt; ma non vi è alcuna traccia che i soldati fossero curiati negli accarnp,a.me.uti. Desta meraviglia, (jOllle quest'imperatore, così previdente per qnanto ,r iguardava, l'aprprovvigionanwnto ,lei viveri e delle nnmizioni, non si sia preoccupato (]ella sode d ei malati e dei feriti in gue1,ra. Soiltanto nel De bello africano (eap . XXl) ci narra un partfoola,r e pe,r noi lll()lto importanLe, llmmdo ricorda La,bieno, uno dei suoi luogotenenti., che dopo la hatta.g1] i~b di H.uspin~t fece trasrporbicre i nume1·osi feriti ad Adrumeto ('funisia) legati su. ç,ani speciali (saiwios in plattstris deligatos) , perchè non avessero a cadere nei sobbalzi, udottando 1per jJ primo dei mezzi di trasporto per lo sgombero del campo di battaglia. Ciò avvenne nel 46 a. C.; epossiamo segna1·e qucst[~data frale 1più remote origini delle a,mbulanze miJita,ri. È a<'J:·e rtato però che i g,rarndi capitani disponevano di un medico cli loro :fì,cluda (servus inedic1.is), che li accorurpagnava per tutto ill pe,riodo della c:unpa,g na. Svetonio rfoorda a questo proposito Gli.eone, di nazionalità greca, medico del console Vibio Pansa, che fu da lui ,p rontamente .soocQrso; v'è chi afferma invece che, ad istiga· zione di Otta.via,no, versa,sse un potente veleno sulle ferite, quantunque Ilruno in una letterr1 a Cicerm1e sostenga la sua completa innocenza. c,osì abbia1no notizie del medico Soribonio Largo, che seguì l 'imperatore Claudio nel 43 _:d . C. durante la spedizione in . Britannia ed ebbe molta fama per m1 1ibro (De oomposif;ione med'i· came;itoru1n), in cui sono ,raccolte le formrnlc dei colHri è degli em1


~.971p\11,"itri. Anche Pluta1·cò ci parla di un ta.l CJoonte, medico di Catone I' I I t.icense.

A questo riguardo non sairà inutile ricordare che la parola 111 (:<i,ù: ns non si riscontra mai nei Cornmenf;ari di Giulio Cesare, e

,-:i ,·itirova, una volta, sola nel_libro della guerra d'Africa, c he, come •' 11oto, è ,stato scritto da Aulo Irzio, suo luogotenente generale. i jll< \'-ti, nel d('A-;c,rivere il suich.liD di Ma,rco Porcio Catone, doro aver 11:,.1-rnto come egli si fosse trafitto colla, spada,, a,ggiungc che << la 1'1·1·it~L non fu .subito mortale; il medico ed i famigliairi insospettiti, i ,.,.,1ppero ncllla stanza dove s'era rinchiuso l'Uticense e si misero 11, [~b'>ciare la ferita (vulnus · obl-i_qare). Ma Catmi,e colle stesse sue 111a,n i stoicarne;nte stracciò ile bende, ria.perse 11a fc.rita e morì)). Si 1111.ò desumere dal detto pfill:SO che Catone a,v<.."Sse al suo servizio un 111 cdico, 1prohahilmente schia,v o, gia,echè questi non av1•ebbe p,otuto 11(·Correre così prontamente a port:ug1i soccorso. Ma,, se nei Cornrnenf;ari di Giulio Oesare non a,bbiamo notizie di 111cc1ici militnri, pHssia,mo tutta;via, rinkaccfare, per qm.1,nto frarn111entari.amcntc sparsi ed in forma, incidentaJle, aJcuni dati ,r igua,rd:1J1ii la sorte dei ma,la,ti e fel'iti in guerra. Così, u,el (( De bello gal1ico JJ (1-26), si narra, che l'imperatore fu costretto, dopo una, vitLo1·hL, a non inseguire il nemico e-d a, formarsi 3 giorni (< a cagione •Ì f' ll e ferite dei soldati e per ,s eppellire i morti (propter 1Julnera mi!Umn et propter sepultitmm occ'isorwn) )). E nello stes!SO libro (ll-4) è <letto che per la deficienza della l'orza << non si accordava licenza, (famrltas non dabatiw) di riti-

11·::n·s i dal combattimento ai 1soldati oppressi dalla stanchez7.a, nè ai fel'iti di alJJ.ontanarsi daJ posto dove ·erano caduti)). R più av,rnti (YT-3G) si aggiunge che « mo1ti a mmalati delle legioni fu. 1·ono làscia,ti nell'accampamento fortificato e dei soldati gua.r itl fnrono f.m•rnate 3 cepturie ed inviate a. ,raggiungere ff" grosso dcl1'ei:mrcito >), aJla stessa guisa, dei complementi tratti dai depositi di convalescenza nelle guerre moderne. Nel libro VI (37) degli stessi Co11im,mtwri .si parla di un tal << ::ìe.stio, gravemente ferito e sv,enuto, clic a fatica, viene tl'atto in i-a.lvo traiSportandQlo a braccia)). E nel libro VII (80) si na,Ì'I'a che « molti essen<lo foriti, si allontanavano dal campo dì battaglia)). N<~l libro VIII (48) è detto che << il oomn,,n dante fu gravemente fe1·ito. e, poichè sembrò in pericolo di vita., fu tra,8Jportato nell'ac<·n.mpamento fortificato )). FA ancora nel libro V (3~) .si a,ccenna 7


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d e, essendosi dovuti eseguire di urgenza lavori <li fortificazione, si fu ,costretti a lavorare tutta, la, notte e (< nca,n che ai mailati (a,egris) nè ai feriti (vulneratis) si concesse riposo)). Anche nel « Ve bello civile>> ipossia.mo rintraccia•rc qualche passo rigua,rdante i ma.lati e fel'iti in guer,ra. Così nel libro 11 (3J) si ra,ccomamfa (( di non tenere na,scoste le rmwchevolezze d0ll'esercito, come si tengono naisc,oste le ferite del COI1)0 )) . .m noto infatti che i1l combattimento avveniva generalmente corpo a corpo od a brevi.ssima distanza, ed il soldato, una, volta ca,duto, veniva allontana,to per sottrarlo alla, vista. del nemico: l~d abbiamo ancora testimonianza nel libro II (35) di simulatori di lesioni, << <lopo una ~confitta molti si rifugiano nell'accamparneni-0 fortificato deil campo di battagfoL simulando ferite (per sim•ulal'ionem vulnerum), ma, vera,mente, iper paura (proJJter timorern) )). Più ava,nti nello stesso libro II è detto che << i feriti non ,potevano a llontana,rRi dalle file, ~1è essere trasportati in luogo sicuro, iperchè la GLvalleria- ne mica e.i rcoJJdava da, ogni pri,r te l'eserdto )). Nel libro III dei medesim i Oom,m,entru·i (7:.) vi 1\ un va.go accenno alla, statistica .::;ani.taria militare . .Cesare, <( costretto ad allontanar.s i rwpidamcnie, fatto l'el('noo dei feriti e deg·li t.LlllnmJ.a.ti (saiwionv,n modo el aegrorurn hab-itn ratfone), senza frapporre indugio, pa.rtc di notte )). ~ n<~l libro III (78) s i narra che l ' Imperatore fu costretto ad avviarsi ad Apollonia (Albania) per Jasdarvi i foriti (rul .'!a,ur.ios d·eponendos) , · e, ,ricoverati. in que.c;ta località quelli non ancora gm1triti, proseguì verso l 'Erpil'o. Finalmente nel « JJe bello africano n (44) :;;i na.na. che mOllti ammalati furono lasciati ~ Brindisi, qna,n<lo l'esercit o stava per imba,rcnrsi per la spedizione in Grecia. Merita a,nc-0ra, di essere ricordato un passo (li Cicerone delle 'f'u,sc11,larw-e (libro II, 1G-t~8), in cui s i a('('t•m1a a.l ~oc,c·orr.s o {lei feriti in guerra: e< Noi vediamo .sipesso i feriti allontanarsi dal combn.ttimento e sappiamo come i soldati. da poco a,rruolati si lamentano anche se la forita sia 1ieve, mentr,e iil ~mldato anzia,no clifa,ma soltanto il mcdioo :-;e ferito g•rav,e.ment.c J)C·l'Ch(• g-]i fa~Ci fa. ]P,ffi{)lle )), Cicerone, dopo di aver a,ooennato al soldato a md ano che chia,ma. il medico, ,[o fa così parlare : « Imploro il tuo aiuto e l'opera, della ma.no, prima che mi faccia modre h~ maledetta- f.erita infertamj qal nemfoo. sangue, che sgorga abbondantemente, non può es-

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1w1·1' 1·istagnato. lo morrò se tu non 'mi sailvi; già sono affollati i f'p1·iLi a.ttorno ai templi di Esculapio )). . Queste pa,role, che Cioerone attribuisce al veterano ferito, H11110 se-ritte in la.tino molto al'(',aic,c, ed in versi settena,r i troca,i ci. I \·l'(·iò, secondo il compial)to ,storko militare Domenico Guerrini, q I l<'slo passo non si deve r:itenere deil ·grande oratore, ma bensì ap · p:i.l'L·P nente a. qualche nntka, <:ornrnedi.a o t,r agedia. <c)uesto brano òi 111,I i110 arcaico citato da, Cicerone oosiitnisce quindi una. assai più 1·<•111ota testimonianza dei srrvizi sa,n ita,r i presso gli ,eserciti romani d1e uon il pa:sso citato 1più SOt]_Jra, del libro II, 1ml quale il Ma,r qua,rdt 1·1~Il e tl'ovare una tf>8timoniaJ1za, dell'assistenza a.i malati e foriti i 11 ~uerra presso gli eserciti dell'antica Roma, citazione questa l'ic·orda.ta aJJche dal ,1\.fommsen nel suo dassi<;,o M MW,<tle rlelle ani ir:hUà romane.

Aulo ,Cvrn('lio Celso, cleUa nol:,ile stirpe dei CorncJi, vissuto 11t•I I seco.Jo dell',era volga,re, che nella sua fa,m osa, Enciclop,ooia, ha de dicato uno specia,le capitolo alla ,chfrurgj,a, di guerra,, truttando di,Jl'cstrazi one dei proiettiili e dei corpi est,ranei daille ferite, nel li bro VI, De re 1nedico,) acc~nna Vtbga,mente alla probabile esistenza , fin dal I :st>,colo dell'era, cristiana, (li sanitari al seguito delle I r·up.rpc in campagna, q tw.ndo raccomanda, ai a:nedki di profittare de ll'occa.:sione ,r,he loro si offre d'istrui1rsi con il'attento esame delle lesioni gravi ,e. ·profonde, « che sono riporta,te talora e dal g-.lailia.l:0 1·e ~ull'a,r ena, e dal soldato su] ca,mpo, di battaglb. Poichè il d1il'nrgo, come l'n-gricoltorc od iQ ipilota, non .si iormano oon la disputa, ma, con la ipratica >). T,r atta inoltre estt1Sarnente de]lla cura, delle ferite, d,clPemoif.ltafli p1·aticata a mezzo di pezzuole imbevute d'aie,qua fredda o d 'aceto o ricortrendo, .se del cnso, al/la ]egatura, dei vaisi e tessuti cir<'osta,n ti, della, tmpa!Ilar.t.ionc del c-rn,n io, della rinoplastìca,, delle suture intestinali, della Ufotomia.; e fa una mi.nuta descrizione Llel1l'a,rmamentario chirrnrgioo del tempo, costituito da, una, cinqmrntina, di vari strumenti (uncini, sonde, scalpelli, s,eghe, trapani, cat1ete,ri, litotomi, ventose, divaricatori per l'estrazione delle freccie r..cc.). GaJeno, oriundo di Pergamo, ehe visse i n quest'epoca,, ci dà notizie più . interessanti, èd accenna anche ad un medico militare 1


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__:_ 100 di grandi meriti, a, nome Antigono. E f.ra quelli, che fra il 167 e il 175 seguirono l'imperatore Marco Aurelio in Gcr_qiamia, ricorda un certo Demetrio. Non è benevolo ;però U giudizio verso questi medici militari. Nel libro III (de cmnpositionc medicamentorwm per genera) rimprovera, Joro « d.i non aver sezionato i cadaveri dei barbari uccisi e di esser tornati senza avere imrparato su questo argomento più di quanto possa,. ,saperrn~ un cuoco)); e in nn albro capitolo non esita, ad aff-ermare « che esBi ne sanno d'anatomia quanto i berea.i )). Perciù, iper non essere confmio con loro, egli non volle mai accettare d'accompagnare l'imperatore nelle lontane spedizioni ; ma a ,questa determinazione non ùeve esser,e forse stato del tutto estraneo il suo carattere, tutt'altro che animoso, tanto che aJJlo scoppiaJ·e della peste nell'anno 166 d. C., propagata a Roma dall 'esercito che era stato inviato in Siria iper doma,r c una, il'ivolta, riparò sollecitamente n, Pergamo. GaJeno, espertissimo osservatore e sperimentatore, fu uno dei primi a, ,rie0t11oscerc che l'aria, sfug,gente dalle forHe 'Loraddrn era. uno dei segni patognomonici della penetrazione dell'arma nell'ambito pol,morn:i,r ,e, e fra i primi pr,a ticò hl, ,resezione deHo ste:1·110 e quella delle cost{~ in caso di empi(>;ma,. Per ila, medicina lega.le militare meritano qui di essere [ricordate Je a<'..curn,te ricerche fatte da, Gale no sulla simulazione delle varie affezioni. « Per molte ragioni egli scrive, gli uomini :fingono di ,essere ammalati: sembra aidun,q ue che il medico sa,p pia sc01prire la verità in tutti i casi di tal fatta )) ; e si trattiene sui flemmoni ed •e demi 'JJ'rovoca,ti, sullo sputo sanguLgno, IJ)l'Ovieniente dalle varti vicino alla bocca, simufante qucllo « -delle parti più basse >> ; ed espone cognizioni interessanti n~i ,r igu:1rdi di c oloro che cc fingono di deliraire e d i és,sere stolti e cercano di fare stolti g·li rultri )). Onesandro, storioo gireco, vissuto nel I secolo dopo Cristo, rappresenta una delle più antiche fonti di. notizie sui mf"ilici milit:wi. Egli ;ritiene l 'organizzazione sanitaria negli eserciti romani assai ,remota, : i medici erano comandati a s:eg·uire ile kg·ioni nelle esercitazioni, nelle marcie e sipeciailmente nelle spedizioni milit3Jl'i, durante le quali. avevano il compito sopr attutto di cura,re i feriti (medici mtln ernri), visita,11d.olì nel le tende, trattenendovi 1 più lievi, mentre quelli presentanti lesioni di ma,ggi()re gravità erano


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trasportati altrove. Secondo questo storico, l'organizzazione del 1Servizio sanitario mmtarc, specialmente in t empo di pa<:e, l~ciava. molto a desiderare, e non si perita ad affermare clie l 'allenamento quotidiano alle fatiche della vita milifare, che costituiva speciale oggetto di attenzione per parte di ogni ooma.ndante, aveva 1111 effetto più rapiòo ,e,d efficace delle cure prestate dai medi,ci a~ seguito delle legioni. Per quanto rigua,1,da, il soccorso immediato duraillte il comha.ttimento, sembra, che prima, dell'istituzione dei vulnerari tale in<'.a,1·ico fosse affidato fin d al temipo della, 2." guerra punica ai oelites) i qua.li non avevano un posto fisso nell'ordine di battaglia, ma, r,ombatten.n o a piccoli g,ru!1)pi fra i reparti di rnilizi,e a, rpiooi e a, cava.Jlo dove si faceva sentire i,l bisogno ·a ei lor o servizi specfa,li. Ogni. 'legi_o ne aveva, ckca 1200 Yeliti. Questi non avevano alt rn, a1·nH1.tura che nµ casco di cuoio, senza cimiero, (galea) , ma erano muniti · di 11110 scudo rotondo, di una corta spada: spagnola (gl adÌ!llm. hi8pr,ini,enm) -e di ip:-t,l'(',cchfo la.n cie di ]ej?;no con punta <li ferro molto aguzza (hru1ta, velitaris'), destinate a servire da, r)Jroicttili, essendo poco adatte nel com ba.ttim<mto corpo a corpo. 'rit.o Livio ne fa cenno 1ml lib1·0 XXVI, ca!l)o IV, della sua sto,r ia, ed un modello ~ ne o~erva nei bi:Lssorilievi dcll'a,r co di Settimio Severo in Roma. Vegezio fa, pa,r('{'chie YoHe menzione di i-:R,nih1,1.•i acl cl et ti n.gU c-scrciti,. ma nel ilibro III, ca;p. II ne fa una flevera critica, e soggiunge elle << i milita,ri esper ti gi11dicano essere asi-.3,i più p;iovevolc aJ1la, buona salute delJe truppe l 'es,e rcizio quotidiano delle a,r mi, <'he l 'assii-.tpnzi1: dei mf'<lici ». Otto secoli prima Senofonte, nel libro I delila, Ciropedia., aveva espresso non diversa Oll)inione: « Simili a.gli ope:r.a,i che accomodano un vestito, <1uand 'è rotto, egli. o-<iserva, i . medici ra1p1pezztHfo tl a salute de.g li Mnma1lati. Ma v'è una diligenza molto più degna di t.e e consiste nel p,revenire le mafa,ttie dei tuoi soldati : nn 'armata, non deve ma,i st,a1·e in ozio». Oltre le not izie interessanti di medi<:ÌIUL e chi,ruirgia-, Vegezio ci dù, un importante cwpi.to]o sull'igiene òel soldato. Nel libro II de re militari l'ammenta j] dovere dei coma.ndanti di impedire 1'uso delle accp1e stag·nnnti <> fangoR<>, perchè « ma,lae aquae potu.c; veneno 8imilis pestilentiàm òiòentibu,s generat )), 0d, al pari di Onesa,n dro, ammette chf\ l'eserchdo giornailiero delle trupipe · sia più p,roficuo d ell'OIJ)~ra dei medici. Raccomanda i!Iloltre di scegliere per


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gli a,ocf1mpa.menti, S[)ecie in estt~te 1.-.,'<1 in a,utunno, locaJità salubri pc:r evitare l'i:nsorgenza di ,e pid emie, ed espone con lnddità e ,chia rezza. giudfai e crit eri, che possono, essere anche oggigiorno accettati e messi in ;prati.ca. Vitruvio intrRvede già l'importamza d,ell'ingegneria, nell'arte sanitaria ed afferma che a,rchitectus' sit medicu,s / e Varrone intuisce. .giù, che « nei luoghi pa.lust,ri crescono pi,ccoli anima.li che non si possono vedere cogli occhi e che ,passano nei corpi attravcirso ]a, bocca ,e tl e narici e ca,usano gravi maJattie >>. Cicerone infine nelle Tu.scul'anae (Libro II) accenna alla presen7k'l· di sanita,ri negli eserciti, qmmdo riferiRCe, come. a-h bia,mo già 'l'iporta,to, che i coscritti non sanno resi,-itere atl dolore delle ferite. e si dolgono di un nonnulla-, mentre gli a.nziani, già provati duramente sui ca,m pi di hattaglia, pnr es,s,endo gravemente colpiti, non si la.menta.no e cercano solo il medico, perdi~ frusci iloro .la parte lesa. Gli storid romani dell ',epoca imperiale ,ricordano più volte con iparol-e di loòe 1e assidue p1,emure dei conia,.ndanti supremi verso i sotldati, ma.lati e feriti, e questi panegirici ra,ppr<:-sc11tano per 1i'oi altra fonte non meno preziosa di notizi.e circa l'assistenza, sanita,ri-a in guorra degli ese1·ci.ti dell'antica, Roma. VeUeio P.atercolo nella sua Historia, · Romana, (Vol. II, ca,p. CXIV) fa l'(')logio dell'iIDJPeratore 'riberio, e si compiace di segnalar·e la, ima, assidua vigilanz~1 ed il .suo vivo interessamento per Ja, satl ute dei J,egiona1·i. Ricordando i pr.epara,tivi che nell'8 d. C. egli faceva per intraprendere la guerra in Pa,nnonia, nel quartiere gen erale di Siscia, te.c:;se le migliori lodi pN il servizio di pronto soccorso organizzato da.U'imp,eratore stesso, che a,veva, tatto tesoro dell'esperienza delle ipreeedenti spedizioni. Questo storico, al qua,l c dobbiamo prestare più di · ogni altro fede, avendo segnito Tiberio · in .G·ermania e in Pannonia come prefetto delfa cavatl leria, fu testimoniù ocula,rc della sua filantropia. « In mezzo a tufte J.e cure che lo sovraccarica,vano si s~vrebbe detto non si preoccuipasse· altro che della salute del so]d.ato . V'era un carro ognora d1sponibile p e,r coloro che erano stancJ1i, e la lettiga del duce sempre a portata òi tutti. Medici, aU.rnenti, soccorsi d'ogni genere, fin'anche itl suo apparecchio da, bagno portatil<>, erano semp,re pronti iper soccorrere e riistora,r e gli iP<fermi )). Lo stesso Vclleio profittò, com8 l(•-


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µ:i, Lo, di questo C8JI'l'o, che se.rviva. ancbe al trasporto d elle vetto1·; 1,g li e e dei medicinali.

Però, per ,qmrnto riguarda l'assistenza medica, è dubbio che t 1Jt"ti i so.l:da.ti avessero potuto fruirne, tanto più che il medesimo s t 01·ico afforma che nessuno di coloro « che. avevano nn grado suJH'11·iore od inferiore al suo, erano rimasti dimenticati in casi di ll'sione o di infermità dalla paterna, vigilanza dell'imperatore)). (Juiudi, piuttosto che pensare -ad un corpo regolare di medici miIi t :i.ri, g·ià orgmiizzato, è più ragionevole supporre si trattasse di 11 rnl sco,rta, sanita,ria., addetta uJ..la, persorm .del ,caipo supremo. 'facito, ne>l Hhro I degli Anna1e.8 (Cwp. LXXI), ci rioordili a s ua ,·,ulta Germanico, che ,r,ecava, ((incoraggia.menti)) ai feriti e li soc•·c ,neva vrupri(i pevu,nùi. << Per a lleviare coi suoi modi gentili il r·i('. ordo deille malattie, esaltava le- ~roiche a .zim1i com:piute. E nel/ ·1·samina,re ·1e lesioni, incoraggiava chi con la speranza,, chi con la gloria, tutti con le ;pawole -e con le premure, che gli guadagna,v. 1110 il <·nor~ dei soldati e li ingaglia,rdivano per t'ora, della lotta)). ~è 111 ~mo a,&-;iflua, nel visita,rn e soccorrere i s oldati foriti fu !la, mog~ie Agrippi,n a, la quale cor}1,g giosamente aveva seguito :il consol't,e fin .sulle rive del Reno, ed aveva pei soldati scampati rn1ra,i·olosamentc da.]ILa micidiale battaglio, d,ei pontes longi 1parole di c-onforto, dist,ribuendo, di sua, mano, tLlimenti, v•esti e medicina.li. B Tacito -ricorda aJì<~ora, ehe nella LH1,ltaglia fra Romani e < :erma.nici ncllla fore.r,;ta rt' entoburgica si ebbe a, deplora.re la per<lita di tutto il materiale di medicazione e d.i :fasciature, di cui era.no dotate le legioni. Plinio il gi0Ya1rn, nel panegfrko di Traiano (Cap. XIII) pa.rla del « oonforto d'incora,ggia.m enti e cli soec<H·si prestati tLi soldati m::i,lati e a ,f fa,tic,1,t i >}. <( ()lii mette maggior cura -di voi, escrlama rivolto all'iÌnperator e, nel consola.r e gli fitanchi, nel porgere soccorso agli infermi? Siete voi mai tornato nella vostra, tenda prima di aver vìsitat,o qUf~lla, dei vostri compagni d 'arme ? )). E , come già Ale~sandro lVIa,gno, per fasciaré Lisinì:woo si era P:rivato del ùiadcma regale, così egli un giorno non esitò a sipoglia,rsi delle proprie vesti ed f~ tagliarle in striscie pet1· farne bende a.i feriti. Marco Ulpio T,riton e fu imedico ed amico di. Traia.rio, e lo accompagnò in tutte le spedizioni guerresche, compire-s e qùeHe cont11·0 i Daci, di cui scrisse i Oonimentari. Dai poehi frammenti. a, noi rimasti si può P"-'esuimere che· questi contcn~ssero la, nar,razfone


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delle ges ta militari, a complemento dellla storia soritta dallo stesso l ,m pc1·aLo,1·e, oon speciaJlc rigua~d-0 ail.le particolarr-ità etnogra.fi.che e naturali delle regioni conquistate, cosi come Gtcsia, medico di Alessandro i,l Grande aveva. un tempo compilato la storia dell'India e della Persia. Ed anche in questi Comrnentari è messa in piena lnce J 'opera Ulllla.11ita,1·ia d<"l .m3gnanimo impera.tor<" vers o i malati e feriti in guerra,. Parimenti Dione Cas,s io (68,8), nella na,rrazione della battaglia di Taipaie, riferisce che T1·aia no improvvisò bende con la propria tonica,. Una se~ione del meraviglioso ba,sisorilievo della colonna, coc]ide eretta in Rm.1m nel foro Traiano, già da noi procedentcmente 1·i . corda.tu, e sulla quaJe è ete rnata .la, storia plastica delle eroiche sue gesta nelle guerre daciche, ci documenta, le sollecite cur,e che bi appres.tavan<> ai fe riti in combattimento. La .colonna 'l\c-aia.na, è un docnmento s torico di alto valore, per fa, Rtta fe<foltà, ed esattezza., della 1prima e seconda gue,rra, dacica e si può cm1sider::w,c un vol u nien figm·<.1il,o ù1 s tele co11l,i1tu11,tì vu,, r·ìo..-~o <li t-" Pisodi di a,lta e nohi.le commozione, di fecondo pathos) che illnmin:-1,110 di ~impa,tica, pietà più i vintj che i vincitori. Ohi vorrà, prendersi lo s_v ago di esaminare con qualche a,ttem,,ionc questa, grande su:ile , che S01'ge da ,piedistallo -ornato di magnifici trofei e po.eta lungo la spi,raile un fregio lungo 200 metri ~ aJto l metro circa, composto di 2500 figure, un tempo dipinte coi più svariati colori, non a,vrà difficoltà di .s coprire nel fato occidentaifo 0 [)recisamente nel sosto ~i,rone, r·irprodotto con 1m-0 s tile eminentemente espressivo e n at.n ralistioo, un ipost-0 di medicazione per feriti (fig. 20). Nel centro jnfaUi vedrà, un soldato colpito al braccio si.nist1·-0, sorretto premurOf;a,nentc sotto le a.scell~ <l:i, nr1 commilitone , mentre un altro compa~no soi,iti~ne l 'a.r to leso con una. ma,nov-ra che diino,-tr n mu:i, certa attitudine cd esperienza, nell'assistere i colpiti. Vicino a questo gruppo, a destra, il mcdioo a.rmato di gladius, sta fasdarnlo la coscia òest1·a ad un soldato ferito. Come iè espressivo l'atreggianrnnto di q1H:>1-1t ' nltimo, c he posa, con dol,ce:;,;za la mano fl~Rka, sulla spalla di chi lo s occorre con tanta sollecit udine ed a morevolezza, quasi a testimoniare· la piena .fiducia, in lui riposta, ! Anche Sipa rziano nell"Ili.'ltoria A.ugus·l a, na,r,ranòo la vita <li Adiriano, ci riferisce al cap._IX che l 'imperatore era solito visit.9 re i suoi soldati, malati e fed t i , n~gli accantonamenti (in hosv·i tii8 ).

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Ammia.no MarceHino, ailtro storico che merita una g,randc fid11cia,, avendo seguito Va.lentiniano nelle Gallie ed in Asia Minore, i.:i òferisce nel Rerum gestarum (libro XXXI) che l'im.J()erafore nel :17r; d. O. , trovandosi suillc rive del Danubio, fu colpito da insulto :11popletti.co e che a stento potè trovarsi un medico che venisse in

Fig. 20 - Posto tli medicazione delle legioni 1'omane nelle guerre tlaciche . Sezione d e l bassorilievo della colonna Traiana (Roma). Meclico militare - a destra in basso - ohe fascia la, coscia. destra ad un soldato Jerito, mentre nn altro Roltla.to - al centro - _c on lesione al b1·accio sinistro attende soccorso.

suo aiuto, avendo egli con ma,gnanima generosità distribuiti tutti i sa,nitm·i negH ·accantonamenti per a.sFiisterf\ i .soldati malati e feriti (qu()d eos per varia sparserat). Lo stesso scrittore nel libro XVI ci ricorda un medico militare della, gua,rnigfone di Oosta,nza, :1, nome Doro, che divenne in sf>.gnito centurione ncl 356. La,mpridio nella vita òi Alessandro Severo (cap. XLVII) ci rammenta che anche que~t'imperatorc non manca,va di visitare i sol· dati malati nelle loro tende, compresi quelli di infima condizione (aegrotwntes i7we 'IYisit(liv.ii per tentorfr.t 1nilites_, eticmn 1.t ltimos).


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I 11011.1·.. pn,nide l'eserc ito di cani speciaJi, ù<>tati di apparecchi di ~rn,pcrtt-;ionc (carpenta) per il trasporto <lei ma lati ,e foriti più ;..:·1·nv i Jt<' i luoghi ·(li c ura. o n elle città,, p1·esso le famigl ie più fa,col1o~l', 1c qua.Ii r icevevano un'indennità, tanto n el caso di guarigione d1 .. di morte (re<Irlen1,; irnpencl'i,a <J'tw c fecissent) sive comialwissent)

sioe pe1vi·i1,;scnt). Questi carri , nena loro :struttura il.'U<.liJnentaJ.c, ,1·.appresentano nn me:r,:r,o di trasporto ·pei ma-lati e ferit i in guerra n.lquanto più perfezionato d e i carri usati p er la prima volta dal ~uogotencnte di Cesare, L abfono, già menzionato. Ma bis<lgna, g~un·· ger e fino a l VJ sec<>lo, all 'epoca d ell'imp,cro d'Or iente, .p e1' kova.re un 'organizzazion e più pc,1•f.ctta ,nel1lo sgombero del cu.mpo <.li battaglia, qu:mclo l'imperatore Maurizio c os tituì un corpo s ped ale òi cava1iel'i , che pr,esero il nome di deputati o delegati fuori q uadro, e che possiamo paragon::i;re ai nostri a.iuta,11Li di sanità. R si:;i sèg uivano a b1·cve dist.an½a, la c oorte, a.Ua, qual e appa,rtenev:in-0, p Pl' venhc in .soccor·so dei feri ti e -dei ma.lati e prr rimettere ,1. ca.Va llo c oloro c he caidcvm10, rkevend<> un'ind ennit i\ per ogni sol {lato che r ius<:iYn.no a ~1,lva r e. Rd è necessario aneora 3Jl'riva,1'c }~I IX se.colo, .all'imperatore J,r0one n :B'ilosofo, per ri.scont,r a.r e nna wigJiore 1~ p iù organica ~if-l temazioue di q_uesti deputati, c he furono accrei;:ciuti di n umero, e per a..vere più p,recis-e notizi e snJle l oro nttrihuzioni. N eJl trattato .~ulla Tattica, (cap. I , IV e XII) lo stesso Leone riccwòa che « l a, funzione d ei ùepntati è di cSegnire l'esercito in battaglia., fuori r a ngo, p er raccogliere e curare i feriti. Il gene,ra.le · ne disteilmirà, 8 o 10 per l<~gione dietro ogni Ii11ca e li sceglierà, a.-gili e 1·obust.i. Rssi si collocheranno sen zà a rmi a, cento passi indietro, a.ffinchè i soldati colpi.ti nella, mischia, i cavalieri shail:r.ati di sella: ed in<>,n,p a.ci a continua.r e il comh}1t,t.i,m ento s iano portati via da loro, e non si veda.no questi vafoMsi , calpe,stati ffa.l la, seconda, linea,, s occombere ane pl'oprie ferite per assenza, di cnre. Per me glio assol vere il loro compit<>, si muniranno <li d u e scail e , legate a- destra, Nl a, ~inistra, del c a.v al lo, e ipotranno così far saliire due· foriti a lla volta. Avr.a,1rno cura, ancora di port~ùl' ~eco d,ell'acqua per r ianima.re j feriti ehe a vessr,,ro per<'lnti i sens i >>. L eone p a.rfa inolt r e dei doveri de.i <>oma,ndant i gli eserciti in ra,ppmto a lla .~;n.lut·e delle t,r nppe, e 11ell'ultimo capitolo, come appendice, ~~pone cou c hia rezza, c prccision(!, qua.li debbono essere fo fun:r,ioni della mr-ilicina milita.re : << :&lsa,, scrive, si deve occu-


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delle ferite che sono prodotte <falle piet,r e, da,i giavellotti,

da. a.Jtri ,corpi contundenti d ~lla st88sa natura: dev(:l tener pronti I ,it ti i medicamenti necessa,ri a combattere con le sue a.rti le ma,1

111 tt ic, che sono prodotte dal fred,clo, dal ca,1do, da.Ila fatica., da.ne tl(··q ue, dai luoghi, -cla.l clima, dall'agglomera,ment,o, dalla t1·ascu1·11 I Pzza, dellla rpnli,r,ia, perso11aJe, da,Ua- cattiva, a limenta,,r,ioue, dal.I':l<lmso di frutta, e da, a,ltri inconvenienti della- stessa specie ». I',tee quasi in queste righe d i scorre,1'e il somma.rio di un trattato

11,nrlerno di igiene militare! Ma (Jnanti secoli debbono a,Ilicora a,vvicenda,r si prima, che, ati l'a-ve rso agli 01·dini 1·,eligiosi e eavaJlereschi, germogli quel con c( •t(o di umauitù verso i malati e feriti di gue,rra, alleati e newki , ,·lt e c-0ndurrà poi tutte le na.:r,ioni aJla. convenzione di Ginevr~~ ! III.

~ 01tGA~IZZAZJONrn Df-0[ MEIHCI MILITAltI

NIDLJ.'Umrn:

Itl•JCLUTAMrnl\TO, UNIFORMI, STRUMENTARIO, LUOGIII DI CUÌU

ecc.

Uol JH'ogrcdire dei te-inpi abbiamo notizie sempre più sicure ,•d atfondibili sui rneclid milita,d . Il gi_ureconsulto Tarrunteno ra1('t·no, che visse alla fine clel II secolo cl. C., comprende i medici dell' esercitò ka, gli im•1nwnes) ossia tra i soJda,ti privileg·iati, esenti ,Jn.llc du re fatkhc d el campo. Un'ordina-nz.a, di Antonino Pio ri,:.!·nnrda il medico ,militare della 2." legione, il quale viene esimtato da, quaJurn:pre c rtrica civile per tutto il te,mipo in cui servirà Io ~iato . E con rna,g giore pred.-;ionc di dati Erennio M-0destino, giur·econsulto, che fu console nel 228, enumera fra i_ citta,d ini che ' g·odono· intmunità., i medici miliia,ri (rned'ici mikliim) : nel libro IV del Diqesto, li assimila agli uilld a li ed a,i soldati, che pe,r motivo di servizio sono obbligati a. la-Fidare noma, ed a.i (Jna,li tale as·F:enza, non deve t ornll,re di alcun nocumento. Ma una, vera e prop,ria sistemazione dd medici rnilitari nel l'P.sercito ,romano non si ha ehe sotto ·l'imperatore Ottaviano Oe,;a,n : August~, il qua le, dopo la, hàttaglia.- d ' A:r,io, 1·io1·ga nizr.ò le legioni t•raisfonnandoJle in permanenti. ]~gli. p1·Ppose al governo d<>lla città nn pra,efect•tt8 urbis y che aveva, a cliS1posfaione : tre coorti urbane (cnhortes 11rbanae) òi circa 1500 uomini cia,scuna, pe,i· il mantenimento dell'ordine p11hblico, una spocie di picchetto a,r ma.to in permanen:r,a; sette coorti òi vigili (cohorte:s dgil1.1,?7i), ima ogni due rioni destinate all'estin:r,ione degli incendi ed al ser-


10S v1;1,1,o <li pubblica. i-:icrnrezza; tr,e coor,ti di ,p retoria,ni (cohorle8 JWflloriac), vora guardia imperiaJle, alloggiata presso la porta del Vi-

m.i11rule, ~el Ca,stro Pretorio. Oltre queste .coorti furono dei-:tina,tc in Roma truppe ausiliarie .formate da elementi strani eri, òa popoli

cioè sottomessi con l e ,:1irmi od annessi in qualit.".1, di alleati dai Romani, con l'obbligo di fornire dei contingenti; questi reparti furono in seguito sostitniti dagli eq11,ites singulare8, trupp::1 di ca.vallel'ia scelta, senza distinzione <li na.z ionaHtà,, che faceva pa.rte delle coorti pret()ria1w. L 'imperatore Augusto "Stabilmente a:::;segnò i medici militari a queste varie unità, iil(p1ad1·a,ndo1i nei r,epa,rti. A questo primo riconoscimento ufficiale di un corpo sa,nita,rio d eve aver avuto non poca influenr.a l'archiatra Antonio Musa, già medico di Giuba II, re della. Mauritania, il quale era. 1·im,cito n, guada.gm,.r si la fiducia inr-ondiziona.ta . dell'im1pe1·a,t ore per avc,rgli. salvato du~ volte la vifa, : nna v-0Ita nella, hatta~·lia ,ili F.ilip,pj. facf'n(lo]o allonfana,r e daJl campo ,p ochi momenti prinuh che Bruto e Ca...~sio s i fossero pL·<.--cipitati srnlla sua ten(la, crivellandola, <li colpi, ~~r trucidarlo; una sc-eonda volta, nell'anno di Roma, 371, al ritorno daJ.la Spagna <falla, spedizione. oo.nt1·0 i C a.nta,lwi, a,venddlo g·na,rito da un'eipatiLc con l'uso di a.e-qua, fredda (intw? et extra), bagni e docde e decoUo <li lattuga, metodo appreso dalla seuola ,di Asclepiade, in luogo .dei topici caldi che e1·ano stati fino . a llora proocritti infruttuosamente da altri medici. Qu~to t,1·a.ttamento fu 31p,plicato più ta,ròi dallo stesso .Musa a l nipote d'Augusto, ,l\'1::troollo, figlio di Ottavia, ed aJ1chc i1l :poeta Orar.io si sottopoi,:e a. simili c urf': lasciando le ~que di Baia e a,ssoggettahdosi in rpieno inverno a doccie fa·.c,dde (geUda unda). Secondo Svetonio, Angusto sarebbe stato affetto da sciatica (femure et crure sinistro non perinde valeba-t ut saepe o-ticim inde cla,udicMet), e fu c urato, da, iMusa a me,,w,o delFoi<!,foa.zione. Ce.,<:;arc Augusto p er Ticon0Rce1w,a, concesse a.d AJntonfo Musa l 'anello d'oro, insegna dell'ordine equestre senatorio, oltre 400 sesterzi e il diritto di dttadina,m,;a romana e da liberto lo elesse {trchiatra; mentre il popolo gli eress,e, a sue sp,e8e,

una statua aocanto a quellla di Esculapio. Da a.llora la medicina divenne una professione on01~evole e libera.le, tale da poter 1•aggiungerf': la, n01mina di se,nwtore, colla quale s i otteneva l'esonero dai ipa,gamenti dell'imposta sugli immobili, che el'a indicata col


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11u111c di collatio globalis. Ed, a dcUa di Plinio, la medicina co111i11cia in Roma imperatoribits. imperare. l i'ra, i medici militt.1Jri così rio-rganizzati ,daille con,.;titu,t-iones d1·I· divo .Augusto non esisteva, akuna gerarchia, ma tutti gli ap11a,L't euenti ad un medesimo corpo avevano lo stesso grado. Si fan·va, solo distinzione tra i medici d~lle vairie unità.: co.si vi erano i ,ncdù.ri lcgionis) in l'a,gione di 21 per cia.scuna, legi-0ne; ognuna di q ll(;ste, composta di 10 coorti, comprendeva circa 7,000 uomini : la JJl'ilua coorte per-ò era cO'stituita, da 1.105 fanti e 132 cavalier.i, 111entre le alltre !) erano compo.ste ciascuna di 585 fanti e 66 ca1·:1lied. Ad ogni coorte era assegnato un medico (mcrlicus cohortis) P,d a.Ila prima, per la forza più considerevole, ne erano destinati d 11e. Per le 1più urgenti necessità, ,di soccorso pa.r e che le coorti dei 1·ig-Ui disponessero citu,cuna di 4 medici. Finalmente ebbero un 1ncdico per cias,cheduna, le ooorti pretoriane, le urbane, gli squadroni della cavalleria (alae equ,itiirn), le truppe a.usilia,rie (cohorles ozw:ilia,res), i reparti voilontari (cohortes civ'iurn rornanorurn) e gli equ'iles siiig'ula;res. I nomi d~i medici milita,ri, che ci sono ~t;a,ti tramanda.ti da.I le poche iscrizioni funera,r ie rinvenute negli N.'.-1,\' i a1·cheologid, r·hmltano, in pr,e vaJenza di origine greca; ed a qnesti l'imp,eiratore conoesse !la cittadinanza. Di regola, i medici d elle legioni dovevano, (.,.~sere per legge di origine rorru.w:uL: quelli 1 l,egtli a.Uri corpi potevano, rupparlenc1·e ad aJtre na-zioni od essel'C ::;chiavi affra,ncati. Tutta l'organiz,-,azione d eil servizio sanitario in guerra era af(idahL a,d un ,medico capo, il qm1le, se .!. 'imperatore era presente, era l o stesso suo archiabra. Riguardo alla, disciplina, i medici mili tad dipendevano uniieamente dal prefetto del cam1po (praefectiis castrensi8), e in sua assem.:a <lai tribuni delle legioni. ~'anto per il gra,clo, quaitto per lo stipendio, esRi erano parificati ai principciles) ossia ai sottufficia,li, ma pur eHsendo graduati, non potevano mai a.ssumerc òomando mi1ita,r e e quindi essere promossi ufficiali, ment,re taJle ·concessione era fotta ai contabili (scribae) ed a qualche aJtro. Così, nel libro delle tattiche di Claudio Aeliano (100-140 d. C.), i medici militari sono assegnati alla categoria, d ei princiva,le.c; come ufficiali non combattenti. L'inscrizione di nn monumento delila II coorte dei vi_qiles decliea ta, a Caracalh1 fa. menzione dei militari che a.p partenevano a qu el reparto di truppe nell'ordine seguent e : centurioni (c3pita-ni)


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p,~c retti, sottoprefetti, principales .(sottufficiali), 4 medici. Fra i (pl"ill>Cipales ·e rano pure COIIllp·resi gli specialisti del genio (archit ecti iper gli a,Iloggia,menti e libratores per ila provvista, del.Le acq1:e potabili), coadiuvati da,ll'aqu,ilex che vigilava sulil a ca,ptazione delle sorgenti e dal canaliclarius che sopraintendeva all~ condutture. I rnusica,nti (tubicines, hticine8) bncinaf;ore8, lenciruilores , cornici. ne,si), i caipi del maneggio (ba8itica eq"uestri8), i vari porta insegi1,e (aqnil-ifer) signifer) ùrnaginifer, 1iexillari1i,R ,ecc.): e tutti avcva,no diiritto al doppio stipendio. I medici militari erano infine esentati drul .servizio di .g uardia e di quartiere, 11è pN•IHlevano pa,rte aH ira, ai combattimenti. Nel lJigesto (llibro IV) si parla, di un itts re8Ut-utioni8) per il quaJe il medico militare veniva, indennizzato dcllla perdita o 1frl danneggiamento della, rSua proiprietà per tutto il tempo in cui prei;;tava servizio prc:>sso le legioni mobilitate: questo diritto fu limitato da A lessaJ1drD Severo per il periodo di un anno e fu .,.steso da Gordi:mo :i, 4 a.m ii. Nel codice Giustiniano (lihro X-G3) è :::;tal,iìi Lo ancora che i1I medico lcgionairio fosse esentato -<falla pr,e stazione di f[)Ubbliche 01pe-11e •e: da qim.Lsial'li obbligo civile durante il servizio di· simipegnato presso gli ·eserciti. Più tardi, a detta di Svetonio, venne anche dispensato dal prigamento deHe imposte. La carriera dei medici nell'esercito incominciava1 a. 20-21 a,n !ti, ma il servizio effettivo non era, loro imposto che in tempo di guena. La durata del servizio nòn è esattamente conosciuta: da, iscrizioni fnne1'iu·ie, come avremo oocasione <J,i ricorda.re fra b1·evc, ci 1t·i. suita che due medici morirono dopo soli cinque a,nni dal loro arruolamento, mentre altri due erano a-n cora in servizio rispettiva mente alla tarda età di 72 e 85 anni . L'a~si ste.m,a dei medici militari :fu dapprima, gratuita; pìù ta,r di IJ)ercepirono uno stipendio fisso ugn::i,le a qnelilo dei principales) c he veniva p relevato dalle ca,si,;,e d ello Stato o dai tributi delle nazioni sottomesse. Sotto Cesare l'as segno :fu di 225 dena,ri, sotto Domiziano di 300 e sotto S,ettimio S<lvero fu di 500 all'anmJ, con vitto grat11ito. Pa,r e che lo stipendio dei medid pl'etoriani :fosse molto più elevato, fino a [·ag·giungere i 700 denari. È incerto se i medici militari pereepissero ancora una indennitù, professionale per a,cquisto di stn1menti chkurg'ici, medicinali ecc. Però non dovevano 1·iceverc alcun compenso da.i soildati, e l 'assistenza. sanitaria doveva essere a,ssoluta;mente gratuita. Un l'e· 1


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Nnitto del llI secolo d. t. <lell'impe,r atore Anrelii:!Jno, per rcpri1111 ,,·e gli t1busi, che forse erano allori:IJ tutt'altl'o che rari, prescrive i II modo categorico e ta'$sativo la cura gratuita (a m edicis 1nilites ymlis nwrentur). D'altnt pa,rte Tazio ci ,riferisce r,he i medici milil.a,1·i erano autorizzati a.d eserci.tarc la, pro.fessione anche p,resso IP l'amigliP- civili, nel qua!l caso ricevevano un'adeguata retribuzione. La fanteria, romana ,era _costituita da.ila fanteria pesante J rapprincipes) cioè da.i soldati più aJ1ziani della legione, da.gli ho,sta,ti) formata dai più giovani ed i:trma,t i di. asta e dai pilan,i o tr,iari) a,r,mati di pilo che costituiva l'a,rrna, na.ziona,le ed erano sdli era.ti in un terzo <lrdine. Vi era inoltre una fanteria leggera •·,ornposta di 'vehtes) diferentari, rosari ccc. lhmitù, tattica, nell'eserdto ,romano era la. legfon e, la cgmle era, •·eimposta, dai triari J principiJ a8tat'i · e 'VeliU. Le prime tre cate1,.;'o rie erano dotate di a.-;te e di .armi. da, getto ed av,evano per difesa I'<•lrno, 1ta cora,zza, -e lo, scudo; i veliti inve<'e non avevano corazza <·d erano a,rnrn,t i di daga, e giavellotto. L'unità, minore della le-. g:i1..me e ra. costit-q.ita, <làl nw,nipolo) che corrispon{kv~1 arpprossimaf i rn,mcnte a-lla no~tra eompagnia di fante:ri.a; il manipolo fu ~ost.ituito <la Mai-io con la cuur·te equivalente al nostro battaglione. Il cornba.ttimerito wniva, ini½iato ·flai V1"1iti. 1-1d1fon~ti in prima, linea.,, mentre i triari erano dis[)osti nell'ultima,, come la fanteria più scelta, e rrnpprese-ntavano la riser·va. Al coma.ndo della, legione era destìnato un legato J a. quello d ella coorte un pretore) mentre i'I manipolo e1·a a,I la, dipendenza, d'i un centwrione. Come i G,rcci, a,n che i R{)]nani. ebbero scarsa dotazione di ca,·.dleria. ooH un 1·c11xtrto di treeento uomini per ogni legione, al co111:nHlo di nn . praefectw; eqnitnm. 1~olibio, vissuto alla fine del II [',,ooo,l o a. C., nel libro VI delle Stode, ci dà un'interessante e minuta descrizione deille istituzioni miliitari det R,orhani. in ,nupporto specialmente al reclutamento cd p r·Psentata dai

:1.H',e ,quipwggiamento.

R.itenialJllo degno di qua,l ehe interesse per la s tùÌ'Ìa, <lfllla meclkina militare romana ,r jp,rodurre i passi più ÌIIl!Portanti: << Poiché i Comizi han nominati i oonsoli, egli narra,, crea.no i t:ribuni mi[itari in numem di quatt01·dici fra <1ue1Ji eh~ sono già drn1ue a.mii sotto le armi, ed a questi a,ggiungono dieci altri che vi sono dieci anni. Del ·resto ve ngono i ca-valieri obbligati a mili-


-112 t:1.t·c ùieci anni cd i fanti sedici, sotto l'età di 46 anni; da quelli in J'11ol'i che sono censiti meno di 400·drammc, i quali omettonsi tutti, e riservansi per uso della marina. Che se il caso è urg,entc, i fanti ancora dehbono servire vent'anni. Un impiego civile non è permesso ad alcuno d'assumere prima che abbia. comrpiuti dieci anni di milizia. Quando i consoli sono per fare la coscrizione dei soldati, destinano al popolo il giorno, in cni devono present,arsi tutti i Romani che son-0 in età atta a,lle armi; e ciò isi fa ogni anno. Venuto il giorno, e giunta in Roma la giovèntù atta a combattere, e raiccoltasi po.scia nel Campidoglio, dividonsi i tribuni più giovani, secondo che dal popolo o da.i consoli sono stati creati su quattro parti; ipoichè la generale e prima divisione delle 10110 forze è in quattro legioni. I qu::i,ttro che furono ,prima,. creati a,ssegnano alla, legione che chiamano p,rima; i tre che seguono alla seconda; i quatt,ro c!-te vengono appress-0 aUf!, terza; cd i tre ultimi alla quarta .... cc J;'a.tt1:L Ja distribwàoue ed elezione dei tribuni in modo che tutte le leg·ioni abbiano nn 11gu:1l nnrnero di com,1mlanti, l'uno dall'aJ.tt··o separnti seggono secondo le ris1pettive legioni, traggono a sorte le tribù ad una ad ima, e chiarna,no a sè quella cl1e è loro t&.cata. Da questa, 8iCe1gono qua,Ltro giovani, eguali a un dipresso d'età e di cor·poratura. Poìchè li hanno a.vvicinat i, i primi tribuni fanno la ~celta della prima legione, i secondi dellà seconda, i terzi della. torza,, e gli ultimi della, quarta.. Appressa.ti poi a.Itri qua.ttro, fanno cernita i prhni di quelli della seconda,, e così di seguito, e gli ultimi di quelli del!la, priima,_ Poscia ne accostano altl'i quattro, ed i primi levano quelli delh1 terza legione : g'li ultimi <Jnelli della sooonda. E così facendo sempre di questa ragiÒne la scelta in giro 1 pigliano JPN· ciascheduna. legionP, uomini della medesima corporatura. Eletto il numero chf\ han divisato (e questo a.scende a 4-21)0 fanti per cia,scherluna legione, talvolta a 5000, ove apparisca un maggfot· pericolo), anticamente era.n o soliti di scegliere per ultimo i cava,lfori dopo i 4200 fanti; ora il censore ne fa da principio la elezione secondo il loro e8tim-0; e ne formano 300 per ciascuna [egione. « FJnita la coscrizione nel modo indicato, i tribuni iI'ai<'.Colgono gli eletti d~Ue rispettive legioni, e, presone da tutti nno che è il più ae(:,oncio, gli danno questo gium.meuto: « Uhhidirò ai miei superiori e farò i foro eomanda,mcnti, .secondo la, mia pos1m )). Gli altri tutti ad uno a<l uno vengono innanzi, e giurano significando che

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faranno ilo stesso che il ,JJ)rimo. Nel medesimo tempo i consoli avvis,mo i magistrati delle dttà allleate d'Italia, che vogliono seco loro 111ilitaire, additando ad essi il nurner·o, il giorno ,e il luogo, in cui hanno a coimpa:ri,re quelli che .saranno destinati. Le città, fatta la scelta e dato il gi.m·atmcnto nella guisa, testè riforita, spediscono i 10 1·0 aggiungendovi un comandante ed un cassiere. A Roma i trihnni, doipò il giuramento, stabilito un giorno a.a ogni legione, ed 1111 luogo, nel quaJe presentar devesi senz'armi, ]e ]j_cenzbno. Ve11uti nel giorno prefisso, eleggono i più giovani e i più poveri a veliti) quelli che a questi s'approssimano ad astati:, conforme li d1ia,ma.no, ]a. rpiù florMa gioventù a, prinoipi, ed ;i più vecchi a t;riari : che tali e fante sono presso i Romani le differenze d ei nomi, nelle ·e tà e nelle arrnra,ture in o ni legione. Si distribuiscono nel 11 mod,o seguente : i più vecehi e così detti triari sono 600; i principi l :JOO, Hd ::i,l trettan ti gili astati ; gli a.l tl'i ed i più gi ovr~ni lanciatori (veliti). Ove siano .più di 4000 nella stesi,;a pr,op,o,rzione, ]i dividono, Lra nne i briari eh~ sono semrpre eguali. cc Ai più giovani ordinano di ,p ortare spade, lancia, ed uno ~cudo leggero, <lenomina,t o pa,rnu.t. Ì•~ la, pa.rma solidamente costruita e di grandez:,;a sufficiente per riparare la persona; poichè ha, fa, figura rotonda, e un diametro di tre piedi. Oltre a , ciò, ornano loro il ,ecapo d'un elmo senza, cresta ,e dmforo coperto talvolta di pelle di lupo, e di simil cosa a difesa ed a distintivo a.flinchè !l'endansi palesi ai duci inferiori, quando avanti, le insegne con valo1·e o a,ltrimenti combattono. Il da,rdo dei veliti lia comunemente il legno lungo due piedi e grosso un dit,o; là, punta è lunga, un palmo,· e tanto sottile cd a,:ffilata, che necessariamente dopo la iprima lanciata si piega,, e non rpuò es,sere ,r imanaata dai nemici; che se ciò fosse, diverrebbe una freccia ,rcdp1·-0ca. « Ai socondi per rispetto all'età, denominati asta.ti, comandano di portM'·e l'armatura, intiera. È il'armatura intie1·a pl'imieramente Jo scudo, lawgo due piedi e mez7,o nella superfidc convessa, e lungo quattro ipi_e di: il maggiore ha un paJmo di ,più. È congegnato di due tavole unite con colla, bovina: ,l'estrema superficie è avvolta in tela e poscia in cuoio di vitello. Nelle parti superiori ed in1'e riori (lella, circonferenza ha <>sso una p1mitra di ferro chP- ilo clifonde dai oolipi di taglio, ~ fa :sì che impun_emente può poggiarsi a tena. Vi è pur adattato un centro òi ferro, che 1o salva dai colpi violenti di pietre, di Ia,nce e di qua,lsivoglia altra forte saetta. 8


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« COlllo f.;<?,udo han 1Ja, spada, d1e adagiano alla ooscia destra, e chiamano spagnuola. Ha questa una pùnta cocellente, e taglio gag1liardo da aanbedue Jc parti, poichè forte ,e soda, è la sua lailna . Aggiungansi due spiedi (pili) ed elmi di bron7,0 e stivali. Gli spiedi f.!Ono parte grolilsi, pairte sotti.li, ed i più compatti, quali rotondi del dia,metro d'un palmo, quali quadrati drlla stessa misura ad ogni lato. I sottili rassomigH ano a mediocri lance da caociar cinghiali, e li iportano in~i,eme eollc amddette. 11 [cgno di tutti qt1esti è lungo tre cubiti. A ciascheduno è att.accato un dardo di feI'['O uncina,tD, eguale al ma,n ico in lunghe7.Zn,.... Dopo tutto dò fregiano l'elmo d'un iperma,cchio e di tre piume ritte, purpuree o nere, lunghe un cubito ; Je qua.li , essendo aggiunte alla cima insieme colle altire ar·mi, l 'uomo ap[)arisce jj doippio maggior di sè stesso, ed U suo aspetto è hello e spaventoso agli avversari. I più ,p rendono ancora una la,mina di bronzo che ha dodici dita da tutte Je iparti e la .pong<HlO sul petto, chiamandola gua,rdacuore; e eosì compiono l 'armatura. (.Juclli che sono censiti oltre 10.000 dramme, in luogo di guarda.cuori, a.gginngono a11Je altre armi corazze guarnite di uncini. La medesima guisa d'airmatura hanno i pdncipi cd i trial'i; se non che, invece di Elpiedi, i. triari .portano lanee. << Da ciascheduno degli anzidetti generi, eecetLo clie dai più giovani, eleggono dieci caposchiere) secondo il merito del valore, poscia fanno una, sccJta ò'aJtri dieci, e tutti questi ruppellano caposchiere, dei quafti il pid:mo che fu eletto siede nel consiglio. Questi n e eleggono altrettanti che stanno nel retroguardo. Indi insieme coi ca,pos<'.hiere divi.don ogni età in dieci <pa,r ti, tmnne i lancieri, cd assP.gnano a ciascheduna (Parte degli uomini eletti due conduttol'i e due •r aocoglitòri. I lancieri, secondo il loro numero, distribuiscono egualmente fra tutte le parti. E ciascheduna. di queste parti chia,mano squadra) clravpello (manipolo) e inse_qna; e i conduttori , oent11,rioni e caposohi&re. Costoro scelgons i nei rispettivi · draippelli , f,m tutti i due uomini vegeti e valorosi a bandierai. E due eonduttori fanno p,er ciascheduna squàidra : ragionevolmente; poichè incerti essendo i casi ip che può avvenksi il eonduttore, é non ammettendo i bisogni di guerra pretesto alcuno, non vogliono che il drappello ,<:i trovi senza clnce e carpo. Qmm<lo adunque Rouo presenti amendue, il primo eletto conduce la pa,r te destra del d:ra.ppc]il o, ed· il, secondo la sinistra.. Che se ale11no <li loro mam:a, quello che rimane conduce tutti. Aman essi che i centurioni non


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,-icu o tanto audaci cd avidi <li pugna, quanto buoni oondottieri ed l mperturbabili, d'alto wnimo non per assaltar i:l nemioo intatto, 1, p er appiccar la .:,m:ffa, ma ,perchè, vinti cziandio e soppressi, 1wn .,·r~dano e muoiano sul luogo. « In egual modo dividono la cavalleria in dieci squadroni, e 1.1·,n,ggono da ciascheduno tre capi, i quali da sè assumono t,rc r:..,c{'oglitori. Quegli aJdunq-8€ che fu eletto il primo comanda lo squa{I l'One e lo conduce, e gli altd q.ue fanno l'ufficio di caipodieci, e ,·.ltiamansi tutti decurioni. Non essendovi il !Primo, il secondo fa le : veci di caposquadra,. L'armatura dei cavalieri è ora simile a q nella dei Greci. Anticamente non avevano corazze, m a comhat1.ovano in ~arsetto; donde avvenivà che pronti erano e spediti n, bal 1,ar di cavallo, ed a 11.'isalirvi ,con prestezza; ma nelle mischie a g·,rande pericolo esponeva.nsi, poichè pugnavan ignudi. « Le aste per due ragioni erano lorn inoperanti; primieramente, p('1"Chè facen~olc sottili e tr,emule non poteva,no cogliere il punto :1, cui. ile dirizza,v ano, ·e prima che l:-1 pa,rte davanti in qua>Lche cosa si conikcassc, scosse dal movimento stesso dei cavalli, quasi semp1:c si ,spezzava.no. Oltre :1, ciò, skoome le faweva,n o senza punta nell'estremità infed-orc, così se ne servivano solo a,1 iprimo colpo, poR('ja rompevansi e non erano di nessun uso. Gli scudi avevan di c noio bovino, si.milli alle focaoce ombelicate che pongonsi sopra le vittime; e questi non dura,yan agli assaHi, non a.vendo solidità; e ~cuoiati od imputriditi da)Jlc pioggie, se prima eran di malagevol uso, allora, a,ffatto inutili diveniva,no. Per il che, avendo cotali :i,1·mi fatta ma,la prova, adotta.rono presto Ja struttura delle armi gTeche, 1pe1' cui il primo colpo assestato coll'estrffillità anteriore va. a segno, ed f': imdf'mc efficace, ·essendo l'arma solidamente costrutta," e n-on tremula, od ove voltisi, forrno e gagliardo, è l'uso dellai punta di sotto. Lo stesso dicasi degli scudi: che ne,gH assalti da lungi e <la, vicino IMtldi e sicuri sono nell'ni<loperarsi. Conosciute queste cose, si fecero tosto a,d imitarle; ipoichè i Romani sono fra tutte le na,zioni i p_iù a.tti a cangìa,r costumi e ad emula,r il meglio. (( Così impararono dai Greci a costruir le macchine e gli skumenti d'assedio, e con questi li super arono; dai Oa1rta,gi;n esi l'arte ,li guerreggia,r per mare, e con questa, [i vinser,o; dai. Tirreni ]a battagUa stabile, marciando in falange; dai. Sanniti l'uso dello scudo; dagli .Spagnuoli qnellle delle lunghe lance, ed altre cose da altri, meglio/eseguendole.


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« I tribuni, :poicl1è han fatta ·questa. divisione e da.ti cotesti ordini. intorno all e armi, 1Uan<lano I.la gente a. casa-. Giunto il <H in cui ha.n tutii giurato di raccoglier-si nel Juogo d estinat,o dai consoli (ed assegna, ipressochJè cia.c:.:cbeduno d'csfli alle sue. legioni 1m luogo separato-; IJ)Oichè a, da,Rcbeduno vien dat~1 una pa1-te degli a,i ut i oon due legioni romane) , i coscritti si. p,rescntano t utti imma,nca.bUmente, non amme ttendosi ~Lltra scu sa in quelli che han giurato, ~e non i'ìe cont,ra;ri a,u13pici cd impossibiJlità. Raccoltisi g11i .a.iuti insieme coi Roma,n i, j c<Jma1Hla.nti. degli alleati, proposti da questi., ma costituiti dai consoli ·e denominati prAfetti, in numero di dodici, o'ccuipansi nell'amministrazione e nel rna,n eggio delle cose c he a.i 111edesimi H[Jpa,r tengono. Costorv dappl'ima. ~elgono ni consoli, da, tutti gli a,11.eati ip1·esenti, i ca,va,ll i e fanti più opportuni aJl vero uso cle]lla, .g uerra, c he chia,ma,no sh'ao,1·(Iina1'i) o vogliam <lire e letti. La mnltitudinc Lt~tta, <lei soci, ,per ci.ò che spetta ai fanti è il più clel1e vol!R- eguale a quella dell e l~gioni ,1 ·oina.nc; ma, i ca,vaJli ,s;ono tre Yvlt.c ta.nto. Dn, ~1uesto jpl'en(lono per gli i,;L1·a1)l'flina,ri, dei ca,rn11 li qnn~i !Jn. ter za pm·te, d f'i fa.uti Ja, quinta,: gli aHri fli victono in due pa<l'ti e e hiarna,no l 'u na, ala. d estra e l 'a1tra al::1 sini stra. F\b1.t.c qneste cose a.ùog uatamentR, i irilmni ,r icevono i R omani in un cogli alleati e pongono il campo >>.

P er qmmto ,riguarda, !l'uniforme, secondo le più probabili co11 gett,u re, i medici milila,r i dell,a. Roma antica, avevano una divisa simile a, quella, òei .~olda.ti delle legioni, come ci fa, sicura, testimonianza hl, sezione cli bas.sorilicvo della col<Jnna Trafana, che a.hbian1-0 1·icor<la.ta iprcccdentemente. Indossavano u na tnni<¼1 d i larn1, che non -arrivava al ginocclìio, e portava.no sopra un farsetto òi cuoio raJ'forzato di metallo, ader ente al coI'lpo, con doppia fo,r ica, . <l.1f·esa, quas1. a ""~t· . l a l or-0 O!Pera \ . dispP.nsaper maggior ~ ·1momare 1n bilc, e con una specie di collwretto (focale). Avevano inoltre l e 'braoo,e o ca.11,oni ricop['enti s,oltanto le cosèie 1 ed ai piedi dei cal uw:·i, dalle groose s uOll ,e chiodate (caligae), stretti da, correggie ciJ.e salivano a.I polpaccio. Il capo era, coperto da, un elmo senza, ooprinnca. Come i soldati, el'ano armàti di una -sipaòa (gladius), ò aJ.la lama la,1·ga e corta, sospesa, ad un pcnòa.glio (balteus). I medici milita.ri e rano inoltre [J.}if'ovvisti di buste chirm;giche contenenti gli strumenti indispensabili pe1' le prime sommarie me-


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<li<·,Lzioni e di ventose metalliche (fig. ~l). Per lo ,più ,era.no a.stucci di bronr.o, qualche volta di avorio; e di frequente, ·sui coperchi dellè liw-.te di maggio1·i dimensioni erarno ceselila.te figure artistiche, e sop1·attutto immagini di E,scu1Ia,pio e di Igea. La, busta ta,scabile di

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Il Fig. 21 -

Ventose in bronzo di divers e dimensioni.

Alcuni Htr111ncnti di chirurgia in uso p1·csso i R.oumui: asLullcio· llhirnrgico, bist1Hi,

spatole, pinze·tte di v:.rie forme.

l;ronzo conteneva un cuochiaio ta.gliente, un raschiatoio, uno o due specilli, una spatolfL ed una pinza. Spesso il medesimo strumento serviva, a, diversi ursi: per esempio, la sonda--spatola, che ad una esbremità terminava, a, botton e ed all'altra a spatola. A titolo di


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cnr-iosità, riproducia.ruo una di queste buste chirurgiche di bronzo rinvenuta in un accampamento romano, nel luogo ove sorgeva il valetudinarium (fìg. 22). Gli strumenti in essa contenuti, per la loro struttura, dopo tanti seooli nulla hanno da invidiare ai nostri più !Perfezionati armamentari. Il medico militare, oltre che di a.stuoci chirurgici, era dotato dj altre 1picco1e buste in avorio o in bronzo a vari scompa,rtimenti

Fig. 22 - Hnsta cbiri'irgica in bronzo di un medico militare romano: a sinistl'a gli strumenti in essa contenuti (soncla-spatola, raschiatoio, pinzetta, specillo).

per· il trasporto di medicina1i, di unguenti e di pomate. La fig. 23 riproduoe una farmaieia, tascabile in avorio, suddivi.."'la in 11 scompartimenti, di varie dimensioni, per contenere i diversi medicinali che dovevaJ10 ,esser e di piccola, forma. Questa scatola, munita di coperchio girevole, sul quaJ,e sono .scolpite le divinità di Esculapio e Ige.a, fu ritrova,ta nella chiesa <lel castello Valeria a Slitten in Svizzer a : fatto curioso ,è che fu adoperata per molti anni come reliquiario religioso, nonostante vi fossero effigiate dej.tà pagan<>.


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, '. assette chirurgiche di maggiori dimensioni era.no destinate a ,,·accogliere strumenti più g,r a.ndi e complicati per [e opera½ioni di più alta importanza; ed altri cofani, a numerosi Rcompartimenti, servivano pe<r contenere più a-b bonda.nti provvi i:-te di medicinali, che anche allora erano somministrati sotto forma di pillole, tavolette, trochisd ecc. l:>are invece fosse deficiente

Fig. 23 - Farmacia tascabile a più scompartimenti in avorio a,ppa,rtenente ad un medico ,militare romano. Sul coperohio sono raffigurati Esculapio ed Igea.

la dotazione {ii materiale di medicazione e di fasciature, ed abbiamo già ac,cennato come 1'imp,eratore 'l'raia,no non esitasse a sipogliarsi de]1Je ve.sti rega1i per fame bende ai feriti. Ricorderemo infine che negli ,scavi 01p,era,ti in Viminacium nella Mesia, antica 'c i.ttà della Serbia, l'odierna Kostlac, furono trovati in una tomba romana alcuni strumenti assieme ad uno S(;heJletro, a}d un'anfora, ad un piccolo vaso <li v,etro e ad una ciotola, di bronzo. Tali strumenti erano rinchiusi in un astuccio ciUn<1rico, pure cli bronzo, e le rioerche accurate del Gerzedig condus.s_e ro ad accertare che dovcY.ano_appartenere ad un chirurgo militare della 7a legione Claudiana, cl1e costituiva il presidio di quella città.


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L ' astuccio di bronzo, artisticamente ornato sul coperchio, conteneva: B rauteri oliva,li (ca11,teriwn) di diverse dimensioni, i quali veni vano a:d un'esti·emità muniti ora di tig·u lae y specie di çucehia.i d estinati a rimuovere èsca re, ·pus e specialmente corpi estrand dalle fedte, ed ora di spatolc; uno strig·iley strumento assai im1porf.ante neH'eserci:ào della, medicina. romana, il quale si usava a scopo di massaggio o per frizioni 1nedicamentose, oppure p er instiillare delle goc,cc di rnedicinali r:t=>lle cavità, per esempio n el condotto uditivo. Coloro i quali manf\!.giavaiìo tale strumento ·iper massaggio .eraJ10 chiamati tractatores- o jatrol'ivtae, ,qùelU. che l'adope1·a,yano per frizioni er ano d etti 1tn,r1iwnto,rii. · L'af3tuccio conteneva, inoltre : volsellae, v,aile a dire pinzette molto jn uso frn i Roilllani pe,r estkpare i peli (alipilarii) ; una sonda; un cucclliaino per operazioni suU'orrcd1io e finalmente uno sti/.u,s oil 1rndno. L'anfora era costituita da una specie di boraccia da campo, la qn;:ile veni.va- ,riempita eon bevande di conforto per il ·primo socco1·so da prestarsi ai malati e feriti. Il vasetto òi. vetro doveva servire all 'ignoto medico militare come recipiente da nngmmti ~ ]a, ciotola, di bronzo pe1· stem[.>er-a1·e <-~ rneS<:ola.re assien\e -le va1·ie sostanze medicamentose. Il Ge,rzedig mise in rellazione questi strument i ch1,rurgLci scoperti a Viminaciurn ,e.on aU,ri 1·invenuti nei sevoleiri degli antichi Egiziani, e venne aHa cònclusione ..:.~he l'antico a,r ma,m entario chirurgi,co in uso, presso i medici militari dell'antica Roma doveva ripetere la. ,su_a . origine e non essere altro che una trasformazione degli utensili che venivano usati nei saorifici dai sacerdoti, i quali, oome a, .:,:;,no t emp o l'icorila.rnrno , o:r<linil,rkl,mente -c>A<sercitavano la, duplice professione di ministri del culto religi oso e quella di sanitari, la qua.le aveva, uno stTetto rapporto col culto divino. Accanto ai templi di Escnla,pio fu rinvenutil, infatti una g,rande qna,n tità di em vot·i s, per lo rpiù in tenac otta ed a,ndie in bronzo, i quali in fornta, assai ,prindt iva, 1·a,pp1.·esc.nt.avano le parti cDlpite da mala.ttia, (lpiNli, mani, occhi, nmnnn ellc, intestini, cuor,e, ecc.) seg·no tang·ibi1Jp ,iì. riconoscenza, della eonsf'gnita guarigfonf' da pa.rte degli infermi.


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Per completa.r-e queste modeste note sulla mNJidna militare della Roma antica, ci resta a parlare ancora dei luoghi di ricovero per i malati e feriti. l soldati che 1presenta~vano affezioni o lesioni di po,ea, gravità ricevevano le prime cure negli accarnpailllenti, sotto Leude; queste erano di pelle, in ra,gione di una per ogni 10 greg'l.u·i : di qui la firase <e sub pellibus esse >> : essere ac,campati. I 1:cHiudoni ne avevano U[la per· ciascuno e gli ufficiali dei ipil) alti gnMli potevano disporne di 1parec,chie, per modo che un'armata di :..W.000 nomini era dota.ta di circa, 2.300 tende, le quali venivano port::Lte a dorso di mulo, e ,raipprcscnta.vano un 'altra gran parte delle i.1npedime·nla. ro11ihio, lo storico giù, citato, nel descriver·c con osa,ttezza l'ac1':LUlipamento romano nei suoi più minuti parti,colari, non fa per i11ilJa me1rnione di un '1nogo destinato al ricovero dei feriti e ma.lati. Nolta,n to c~-iio Giulio Igino, detto il Gromatico, contempora neo di ,\ ng usto, nel suo libro De rnu,nitionibus ca,slrorwm) i\ il primo a<l :1coenuarc all'esistenza del valetudhiarium) destinato ad accogliere i so-lda.ti iill:fcmni. Questo era, imd,e.me al veterinariurn er<~tto t-mlila kinistra, in luogo molto a,p partato, lontano daJ Pretorio, ed r1veva per limite intcnno l 'a,rnll)ia, via che conduceva alla, porfa, Pretoriana, d1 e lo ,s:e_pa,rava dalla fnbrica_, gra.n de officimt da Cll!lll[JO situa,ta sulla Ntessa linea, neJlla ,qua.Ie si allestivano e si prepa,ravaino le armi, gli 11tensili e lè macchine guerresche, sotto la dir-e zione del praefectus fa,broru1n) una spec1c del coma,ndante del geniÒ d 'armata. La, lwr,l,:;hezza della via era sufficiente per non ùisturba,r·e la, q uietc necessal'ia a,i ricoverati. Il valct udinario, da, un lato era guardato da una 1parte del cpmrtiere dcl1Je t·r111p.p e a,uRiliarie, ,e dall'altro da tre coorti di esiploratori, éd era costituito in modo da poter essere impiantato e N.1Dontato c çm ·]a rnaggfore rap1dità, e facilità, ogni qua,l volta il duce SU[Jremo fosse stato cost1·etto pe,r necessità tattiche a levare il oampo. Nè mancavano carri e salmerie speciali IJ)er il t1·asporto ,ki feriti daJ luogo del combattimento a.Ila tenda del va.letudina.r io, come pa,re evidente da ailcuni passi di Polihio, di Igino e di Sve1on:io.

Vcgezio, vissuto' nelia 2a metù, del IV secolo d. G., ci ,r iferisce 11 el libro II << De re milita.ri )) che il vnletu.dinariitni a,y,e va1 una,


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lunghezza di eirCJa 70 ,p iedi e poteva cr·ièovera.1·e fin 200 a.mma,.I a,t i e feriti, costituendo così un V{'l'O ospedalr da campo. Bra, Rotto l'hnmetliafa vigilanza del prefetto degli aoca.rnpamenti (praefectu,s castrorum), che sorvegliava il trattamento e le spes; per gl'infcrmi e dal quale· dirpendevano medi.ci, infermieri, confabili ree. : egli era nominato tra i più esperti dopo lungo e comrpleto ti•rocinio « onde b€ne potesse a.mrna1estra.rc altrui nelle em:e che egli stesso con lode aveva, fatto ». Il servizio sanitario era dfsimpegnato dal mediciis castrensisJ che aveva la direzione del valet11;dinari11,m J seuza essere particolarmente assegnato ad alcuna coorte. Alla dipendenza di qùesto medico, era un certo numero di infermieri (capsarii), così denominati 1pcrchè erano provvisti di una, fai,ca, (r,avsa) , nella quaJ.c erano soliti riporre i medicamenti ed i1 materia,le di medica,zione: e si avevano anche i frintores e gJi unwuenta,rii per ]e pratkhe del massaggio: que.Rto personale non era, iscl'itto a mat•ric<:>la (non costituti in num.eris ) e, sebhen,e fosse 1•nf:l11taJo tra. gli .sc hfa.vi, godeva tuthwb, di ,qualche iprivilegio. Vi erano inlìne dei soldati piantoni, comandati ud assistere gli infermi, ed erano distinti col norne di contitbernales. Il servizio farrnaceutko era. compiuto dai r:1.1,ratores, operis armrLrii) incaricati di ,p rovvedere e preparare i medicinali e le poma,te. Pin~mente pei vari servizi d'or,;pe<lale erano del'.ltin.ati gli optiònes valetudinarii) in numero stabilito, che provvedevano all'alimentazione dei ricoverati ed a, tutte le altre esigen,';e ospeda[iere, corrispondendo prt>sso t1 poco nelle loro mansioni ai nostri ufficiali d'annninistrazione. Questi potevano essere a.-lil,iti anche a,d altre ca,riche miJitari (eontat,m, ie-;;oderi). A dirimere ogni dubbio snll'eRistenza di speciali lJ1oghi di cura presso gli eserdti romani, sono intervenuti gli scavi fatti · nelle località dove erano stati eretti gli a<:rnm,pa.menti. Dail 1887 . al 1901 il Koenen a NovrLesium) presso Bonn, nel basso Reno, mise in lluce nel posto ove sorgeva un ea,1!;1·w11, di legionari, e in vicinanza degli al'loggiamenti dei questori, dietro iJl Pretorio, gli avs,nzi in muratura di un va,sto ospedale, drJJa superficie ùi m. 90 x 50, con camerate, cor,r idoi, cortili interni, raziona,lmente distribuiti e con le entra.te e le U.'3Cite sist,emate in modo da evitare correnti d'aria. Il valetudina.r io comprendeva 36 sale, dell'a,r ea ciascuna di 18 mq.,


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t·.n,paci di ricoverare ognuna, 5-6 individui e, complessivamente, 200~20 infermi, ed una; 1s ala per refoziomi di fironte a11].'ingiesso pil'inc i1pale. Gìli istrum.enti medici-chirurgici, che vi furono scavati in grande quantità : pirnr,ettc, specilli, spato],e, ooltclli, iSeghe per H,mputazione, vasi unguentari, hanno dimostrato chiaramente_ la, d estina.zi-one spe,ciale di quost'edificio. Nel 1904, a 40 Km. da Vienna, sulle rive del Dainnbio, ove sorg-eva il campo romano di Carwuntu.rn) òa.1 colonnello von Droller fur-0no praticati importanti scavi, mettendo in luce i ruderi di 1m osipedaJ.e m.ilitare, lnll1go m. 47 e largo m. 34, e nelle viciua.nze i resti di un'altra oostruzione di più antica fondazione, dell'a,rea complessiva ctt· 5890 mq., a-0.ibita pure a l'icovero di malati, con HLa,nze che si rup,rivano nei corr1doi e d a,1 oentro mm vasta corte, di 1800 mq., serviva per luogo di soggiorno. Anche in questa . località furOJ10 rinvenuti av~mzi di tubazioni per 3Jcqua e di apparecc hi iper riscaldamento, strumenti chirurgici, ed iscrizioni funerarie •ltxììca,(,e a cap::;ari, che confermarono fa, funzione p.wrticolare del l'rLbbricato. FinaJ.rneute, nel 1822 f1 lfaden (Svizzera,) furono scope,rte le rovine d.' un edificio ,r omano nel luogo ove trovava-si l'accallllpamento di Vindonissa, ma con altra disposizione degli am bienti, il che fece suppoN·c trattarsi, più che di un luog,o <li cura,, di un deposito di convalesc,enza.

I Mmmcr

IV.

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MILrrARI ROMANI NELL·' mrrGRAFIA

E Nl<JI MONUMENTI FUNEJBRI.

Oltre che daJle fonti storiche, wté non meno importanti doc umenti sui medici militari possiamo attingere dall'es8Jme delle iscrizioni e dei monumenti funebri che la ful"ia del tempo e deg11i uomini ci ha ancora risµarmiato dopo tanti secoli. In tutte le lontane ,regioni ove giunsero vittoriose le a,quile romane, in Ger mani!}, Austria,, Britannia,' Francia,, Olanda, Svizzera, Romania, Buìlgaria , Serbia, Asia Minore, Africa Settentrionale, ed in ogni parte d'ItaJia, so11:o stati rinvenuti a.va.nzi di monumenti seipolcmli, \\lpeciaJmente delle epoche imperiali successive ad Augusto, che ci ha nno tramarul~.t o . una' settantina. di nomi di medici mili-


-124k 1,1 ·i, l'iparando in tal modo a.Ila, deficienza delle investigazioni

sto,riche . Le epigrafi funerarie che si riferiscono ai rnl dici milita,ri prowngono per kL rna,g gior parte dal Corpiis inscriptfoniin~ latinarum ~ dal Oorp'tts friscriptioniim graecarum) e furono rinvenute n elle regioni più lontane dall'Urbe, offrendoci Ùn'altra tangibile testimonianza della potenza dell'esercito rornano che a.veva piantafo salde ra,dki in tutto il mondo.

Nello studio di questa importa,ntissi~a fo1}te della storia della medicina militare <leìll'antica Roma prenderemo anzitutto in esame le inscrizioni riguardanti i medici delle legioni. Due e1>igra,fi sono dedicate ai medici a1ppar~enenti alfa prima legione : una s.i riferisce a lVlal'!co Sabiniano quieto, medico soldato della legione p,rima, M ,irwrvi,<1,) che, ebhe i,md e pe1· lungo tempo n el castrnm di nonn : l 'e1>igra.-fo risale wlil'anuo lGl d. C., ed a,l medico è attribuito anche il titolo di. miles) il che fa presumere ehe i sanila,r i del tempo erano certamente dei soldati in quadrati in linea. L'altra iscrizione è dedictLta a, Vittoria Verina, di anni 30, moglie cli Emilio Decimino, medico ordinario della prima l egione Adiutrix. Quest'epig,ra,f e fu s coperta nella regione sud-occidentale dell'Ungheria, a To.tis, nella 1locn1ità dell'antic~1 Adiaum, su un sa,r cofago di ma.rmo : tratta,si di 1m monumento funebre eretto da un medi.co milita.r,e aJlla moglie ,che lo aveva seguito a Voorburg, in OlaJ1Lla e oolà e ra, mortai. L'isi:,l'izione ci rivela un dato molto interessante, e cioè che Decim in o, pul' <"'.~RPTHlo solila to in attività, di s et·vi,-,io, era a mmogliato. Sà;ppiarno chi> fino da,ll'cpoca ai Settirn.io Seve1·-0 erai proibito ai soldat i cli contra,rre- matrimonio, ma, di 62 medici militari , cli cui sono pervenute a, noi le isaizioni funeea,r:ie, 14 risultano a mmogliati, con una, percentuale alqua,nto ,elevata,. Volendo tentare una spiegazione di questa s,pociale (')oncession c cli costituirsi una famiglia (,i'ustae nu,ptirie), si pnò suppor·1-e che, essendo molto dif-. ficUc il 1·eclntamente dei medici, iper invogliarli maggiormente alla, cani era , ':si cercasse di accordare loro le mtLggi,od agevolazioni; o si rpuò anche pPn,c;are che, essendo i nrndici' soggetti ad una ferma, più ]unga, non si poteva no loro appltcare tali leggirestrittive.


-125 Dei medici militari appartenenti alla seconda, legione abbiamo rn,r ic iscrizioni: una si ,riferisce a,d Aulo Numisio, delhi, II legion~ . I rl.i'11trim; una-, S<.:oipcrta. a Brescia, è d,eclica.ta a Lucio .C elio A,r . 1·i auo, dj a.uni 48, della 11 legione llalica) da1lla ·rnogLie ~<:l'ihonia l i'a,ustina. Un'aJltra iscrizione, in lingua, g,reca, 1·invenuta in Egitto nei pressi di Tebe, è oonsacra.ta, .ailht, memoria, di Asdepiade, medico della Il legione 'Praiarw fortis. -8 di qm-1.lche interesse, per d1è reca, la data preci,sa, della, morte : nel decimo . anno di Antoriio, il primo giorno del mese Mcchent, cioè il ~G gennaio dcll 'anno 148 d. o. lki rncdid rnilita.ri <'lt>]lla t-e1·za, legione .!111,gusta (:i è giunta notizia (la una c1pig,ru.fe rinvenuta, a Lambése in .A 1geria, l'odierna '.l'hirngaq, che fu ila metropoli legionaria romana e che conserva ancora il. tempio di Esculaipio col famoso motto sul pavimentD in mosaico: Ita bonu,s inf;ra) rnclior exi. L'iscrizione funerilll'ia è -d edkata, dalla moglie raptria Vitalia a C~i,io Paviro Eliano, medico ordinario dì legione, che raggiunse l'età di 85 anni, e che p erciò si JJUÙ considera,l'e come il decano di tutti i medici. militari dell' a,ntica Homa,. Altre epigrafi appartenenti ai medici della stessa legione A.:uynsta) :parimenti scavate a Lambése, sono dedicate a, Publio Calven zio Germa,n o, che visse 72 anni, dal figlio Publio, signifero, :·i. Tito Flavio Ita,lo, <la.J. fratello M:aa:-co Clemente, a Tito Plavio OnP~c;iiforo da Emilio 1:<'elice ed a Marco Cfaudiàno, al quale i1l fa·a.tello dedicò un momllÌl.ento funebre. Fina,lmente nella Ge.rnmnia meridionaJe presso · Ratisbona, ['antica, Castra, n.egina, furono scavate due lapidi funebri appartenenti a due m,.edici ordinari della legione. III Italica,: l'una rig rnu·da Ul_pio Lucilia.no; .dcill'altra esistono ipochi fra,m menti e ma,n,cf-i. il nome del rnedfoo. Dei medici militad che prestarono servizio nella IV legione n,hhiamo tir.acce da un'ara votiva, venuta in luce ~L Magonz::1,, che rip~·oduciamo nella fig. 24, dedicata da, Antonio Valent.e, medico della IV legione Macedonica) a Giove. Da 0-B~da in Ungheria, l'antica .Aiquincum, I)'l'Oviene un'altra iscrizione de<lic:tta, dalla moglie Aurelia infelidssùna ad un medico ignoto dclila IV legione B'lavia) chiamato da.Ua consorte pientissimo. Dei medici addetti a lla, VI legione ferrata,) a.bbfarno notizia di Tmo deg1i astati, a, nome E.allimorfo,. di, origine greca. 1


I.

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'.l'rn, le iscrizioni che si riferiscono a medici milita,ri della vp !legione, è da, riesumarne una scavata a Dobreta, in Romania di dubbia intel'!pretazione, ma molto interessanfo perchè ci fa conosce,re il più giovane medico lcgiorn+rio. È dedicata dai genitori a Marco Valerio Longino, medico élella VII ]egi.one Ola,uàia,) morto a soli 23 anni. Dice infatti l'epig,r::i.ff' che Longino morì prima di

Fig. 24 -

Ara. votiva dedicata a Giove da Antonio Valente, ll!edico llell:t III Legione macedonica.

a,ver ,r aggiunto l'età legale di un decurione, che corrispondeva allora, ad :mni 25. Dei medici assegnati aJl'VHI legione Augusta abbiamo notizia òa un'iscrizione, importante perehè in ~sa è specificato il titolo di medieo: è dedicat}1 dai commi.btoni dconoscenti per fa sa.lute ricupera,ta a, Ma,reelJano. ed è ~jtata da Begin nelle sue Lettere <l.i storia di medicina del nord-est della Francia. Dei medici della X legione .tl.iigusta è riportata da Gudus un' epigrafe dedicata dal medioo Fabio Atilinano, aJl (Padre Quinto Saturio, che visse 71 anni, g.i cui 19 militando nella stessa legione. i:' ! Dei medici in s,ervizio all'XI legione è p,e,rvenuta a noi un:iscrizione rinvem1ta a Kutlovica in Bulgaria, in cui [fra i


127 11rincipales della Vewillatio J dopo i musica,nti è indicato il nome il,•I m edico Aurelio Artemio. Un'altra epig,rafe scoiperta in Kista11j1: in Ungheria, nel [uogo dove sorg·eva l'antica Burnum, è dedi<·11,La, a Satrio Rufo, da Rav,emna, soldato dell' XI legione. Questa epig1raJe rigumrda un ·soldato del[a XI legione, al quale · 1-:- Ii eredi dedicarono umt Jarpfrle funera,ria, riprodotta n ella fìg. 25. Non si potrebbe suppo1·,1·e che questo solda1.o .si.a stato medico miIi l,:u·c, s e non ci po['ta~i-;1· qualche luce il baiSNo1·ilievo scolpito sotto l' iNùI'izione, che r~preN<: 11 La una busta chirurµ;ica fo!'lnat,a ida un aNf:nccio aperto, diviso i 11 due iprnrti, in ciaseu' 1. 1, delle quali sono s iN i emati, in apposito K\'..oJnpartime.nto, tre :--:LJ-umcnti chirurgici. A ,-;i11fatn1, si nota un biNLLH'Ì terminrunte in una 1·,: .;tremità a spatola e d ne uncini aeuti; a de:.; f.ra altri due bisturi ed 1111a temiglia, a branche di diversa :lunghezza, c he, secondo Ì.,iebls, doveva proba,b ilmente ~'ig. 25 - Lapide fnnernria del soldato Satrio Rufo, della XI legione, il quale si suppone fosse me1-;ervi.re allo s·bdgliadico militare dal bassorilievo sco lpito sotto l'isoriJ11ento dei tessuti. La :;;ione, che rappresenta nna busta chirurgica. )·iprodur.ione di uno s t,r umentario 'chirurgico su questa ìaipide rende perciò molto ve.roiiimile l'ipotesi che Satdo sia stato medico militare, ed è interes~ante il fatto che egli apparteneva ,a,d una centuria e vi era segnato come semplice milesi senza il titolo di medico. Sap.piamo che i medici militari delle coorti pretoriane, come quelli dei vigili, non appa,rteneva,no effettivamente alla classe delle centurie, ma eràno presi in forza da queste soltanto per ricevere


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il vHLo, mentre fa,(',evano pairtc dello stato maggiore delle coorti. Ed è quindi da, ritenersi .che anche nelle legioni questi medici fos sero ~woba.bilmente inquadra.ti nellle cent1~rie. Inoltre quest,-0 monumento funebre è molto interessante, perchè d fa supporre che altre stele funera,rie, nelle quali il d efunto è indicato semplicemente come miles leg1:onis ) sìamo appartetnute r,ealrncnte a medici militar-i. Nella loro qua.lità di soldati di 1Iegione i medici aveva.n o j,] diritto, come ,r icordammo, di ottenere la cittrudinanza romana,, ma, ùome r isulta dai loro nomi, n ella maggio.rn,nza erano di origine g,r oca. L'Hagenlmch riporta infine un'altra inscrizione dedicata a Ma,rc,o Besso Tertu1io, medico delJ 'XI legione. Dalla, XV legione A7wllinare 1proviene un'isc riz10ne inoomipleta di un medico d;Alf>ssandria, di cui non cono'!-i·ciamo il n-0me. TT,n'<~pig1·afe ~co1portf1 a Windisch i n SvizZ€ra, l 'amtica V'indonissa,, ,1·ig·na,rda la XXI l egione Olau,dia, e{l lè dedfoata al liberto Tiberio OJa,ndio Jmno: l'epig1rafe che risale iprobahi.lmcnte al primo Se<:'.olo d . C . è intere,s1.sa,nte pcrchè ci ,rivela, c he anche i liberti potevruno essere assegnati alle logioni oome medici senza però essere inquadil'ati Fig. 26 - Lapide fn uemria come soldati ·.u legione. Non vi era però d el medico soldato Tito Audistinzione di grado fra medici d elia legiorelio Nnmerio cl ella legione xxn 1w i·ini,qenia pia fidelis. n e, i quali ;perciò dipendevano t:utti dal coma.n dnntc mili.tare. D ei medici milita.ri della XXII legfone dejotariana è pervenuta, a, noi una lapide funeraria (Jìg. 26) , dedica,ta a Tito Aurelio Numeri.o, medico soldato. Questa legione prim,i genia P'ia fiàeli.~ fu disloca ta dalla sua costituzione sotto Claudio fino alla caduta dell'impero romano, salvo lwevi inter,ruzioni, in Mogontiacum (Maigonza). Morn1mscn •ri1porta un'altra iI1JscÌ·izion e r invenuta nell'antica Lannvium, ipresso Roma, riguardante un medico soonosciutD che prestò servizio in due distinte legioni:· nella, XXII Gerrna,nioa e · nella XXX Ulpia vincitrice. La ciroostanza, che un medico militare poteva ip,restar servizio :suocessivamente in due diversi re,parti di 1


129 truppa, risulta, anche da un'.aJtra cpig,·afe SCHNata, a, Viterbo, e riJ)Ol'tata daJl Mommsen , aippa.r ten('. nte r1i Marco Ulpio Sporo, delle Asturie, mooico della, ca.v alleria·, e dimostr a dLe i medici militari poteva.no B.SRer e kaslocati da,ll'uno all'altro ,r eparto, a seconda delle es igenze del servizio sanitario: Alla p endk"e <lcl monte Si:sak venne rinveuuLa, un 'altra {!pigra,f e fun,era,ria, dedicata a Claudio Corvo, m edico ocnliRta dellla legione J>annica e riportata dal Mommsen neJl III volume delle iscrizioni latine: è dedicata aJ medico da due coniugi 1per voto di oLLenuta guarigione. Le ma-rcie forzate, gli agglomeramenti di migliaia di sold~Lti òovevano ccdament_e favoriire Jo sviluppo di umlaUie oftalmiche negJi eseuciti , ed P quiudi presumibile che non mancassero s>pedwlisti n e lle legioni. F,d a proposito di .m(';(lid oculisti, fa, storia ci ha tramaa1dato le t1·frsti geRta. del tribuno militare Dedo Lubelio, che, inviato nel · 471 d. C. con 4000 soldati a difen<le:re h1 colonia di R,eggio Cala1.,J-ia- (:ontro I'kr-0, .mic;e a fer,r-0 e a, fuoco l:.t città., impOSh'ei'Salld.osi degli averi dei facoltosi ciLtadini e dividendo il grosso bottino oolle sne milizie in modo <:oisì scandaloso che d.ov-ette fuggirsene a Me~sina per sca1.UJpare a Me loro miiiaèCe: quivi un m<:dioo il'egghmo, dcHa- scuola di t1otrone, pc1· VMdica,rsi della stra,ge inflitta alla città, natia, dovendolo cu,rare .p er una malattia d'occlri, gli applicò un vescicante di cantaridi, ,r end.en<lolo completamente cieco. Ancora di un altro medico legionario abbia,mo notir,ia da un'iserizione scoperta, ad 0-Buda in Ungheria e de<lica,ta ad Bsculapio e ad Jgea dail medico legiona,ri.o Marco Marcello, la, quale ci d à no t:izie :,;ull'P..sistrenm cli un mcdko addetto ai ca,mpi di manovre e dj fèRe1•dtazioni, ·ch,e. t1•-0vavasi alla <lipendem:a òi un curagens cvocatus . Altra isc.eizione, in lingua gt·oca, fu rinvenuta in F,gitto ip,resso Dakkeh (Pselchis) e riguarda, il medico della XII Jegione dejotarianlt Aufiàio Clemente, ch e f('(;(' un dono votivo ad Herme~ _'l'rismegistos, nel cui t,.empio fu preckmmente rinvenuta l'epigrafe. Infinè r icorderemo a,ltra, i.<;;,r,rizione ,J'iguarda,nte il medico Caio Nunòiniò Optervio, aippa.rt..enente a legione a noi sconosciuta.

* * '* Esposte così le poche notizie che sono ipervenute a noi s ui medici delle legioni a mezzo d elle inscrizioni funebl'i, daremo ora qualche <·.enno sui medici militari della gua,rnigione ùi Roma, desunto dalla :;:tessa fonte. \I


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1°) · Medici cohortis Jlraetoriae. - Pa,re ormai accertato che i medici addetti alle truppe della ,caipitaile avessero, come que- . ste, uno specirnle tra,t tamento e godessero anch'essi di numerose ag,evolazioni, in modo che la loro posizione era molto più ll)rivilegiata di quella dei medici militari delle ip,rorvincie. Nulla però swppiamo circa il grado e il numero dei medici nelle ooorti prctoriaJJc; soltanto possiamo ritenere, dalle poche inscrizioni a noi pe,rvenutc, che ogni coorte avesRe almeno un mr,dico chiamato medicits cohortis praetoriac. E poichè è noto che nelJa guardia dell'Urbe il gregarius, cioè il semplice soldato, era equiparato ad un sottuffi.ciaJe~ <lobbia.mo ritt>,trnr e che anr,he la categoria ·dei principales, nena quale era.no compresi i medici, cor,risponde.5se ad un grndo più elevato ,di quello dei sanitari che pr,esta,vano servizio fuori Roma. Cosi a,obiamo notizie, da un'iscrfaione funera,r ia, di Tito Olau<li{) Giuliano, me.dico clinko <lella, TV ,co{)rtf\ ipretoria, H qua.l e fece costruire p er sè e per i suoi .o.redi una tomba: tratb1$Ì quinrli di un proprieta rio di sepolmo, il che dimostra la sua buona posizione r.:oda1e ed ooonomica,, come fa, comprendere a.n elle lo stile stesso deJViscrizione, quantunque non fosse che un semiplice me dico di (',()Orte.

Jl titolo di clinictts, il quale ('.ornpa,r e iper la prima volta in questa ,epigrafe fra tutte q uellc dedicat•e ai medici militari finora conosciute, è stato diversamente interpretato. Kuhn è d'a,vviso che le coo,r ti pretoriane avesser o H privilegio <li di,Rporre , oltre che di un chirurgo, anche di un medico .per la cura delle malattie interne. È noto infatti che Galeno, allorchè pre,,se stabile dimora in Roma; non potè più esercitare la chirurgia,, ('Bsendosi dedicato di pre.ferenza alla medicina, i11te1·na., iperch~ ciò era oontrairio alile consuetudini allora invalse nell'Urbe. Si può quindi ,ritenere che per il traitarnPnto dei soldati affetti da, mrnlattie interne esistessero dei medici specialisti chiamati ,m;edici clinici. Non ipor questo possiamo concJludere che i medici militari residenti fuori òi Roma :possedessero solam ente cognizioni chirurgiche, ma si deve arnII!,ettere che ,q uesti curassero contemporaneamente malattie interne ed esterne: aJtrimenti, alle fro:nti.ere d,f"ll'l'In1pero, <love rappresentavano l'unico aiuto pei soldati, non avrebbero potuto corri- . spondere alle varie esige1w,e dell'assi.~fonza, sanitaria alle trnJPpe colà di s loca,t ,e.


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Un inter-OSsante monumento funebre che riguarda un medico de lla V coorte ,pretoriama è que.llo 31ppartenente a, Sesto Tizio AlesNa,ndiro, il qmÌ,le, sotto l'VIII consolato òi Domizia,no e sotto quello di Tito Ffavio Sabino, e p11ecisamente ncll'aJlno S2 <l . O. dedkò 11n'am ad. Esculapio e alla salute dei commilitoni (fig. 27). Come .d,o;:uJlta, dall'epigrafe, il nome dell'imperatore Domiziano, che era stato inciso nella, settima riga, venne più t:ardi cancell ato per ordine d e·1 Senato, essendo sta,ta la N ua menwria messa. al baJido ·rlopo la mmte (damnatio j 1nemoriae), secondo il Oor " ASCLEPIO.ET lie n, probabilmente religionis

vausa.

s

A

L V T I

U,n 'a,lfu'il, if'lcrizione fune, CO MM [ I. I TON VM SEX . T!T! VS . ALEXAND[l{ ,·aria, scoperta in Romt1i, è Mf:DlCVS. • C: HO.V.PR dedicata a Lucio Vibio RuDONVl\1. DEDIT fo, medico dcll<11 V :coorte ~ pretoriana, dalla mogilie VaI Vili . AVG ler ia Ruffina. cos T .FL AV !0.)AIHNO Degna, di nota 1è pure un'altra epigrafe che porta ì V .la, data d ell'anno 181 d. C., daHa quale aprpr,endiMUo che i membri della centuria di una ooorte, fl'a cui era comipreso anche il medico (e, da- J<'ig. '27 - Bx voto del merlico militare Sesto Tizio Alessandro, clclla, V coorte pretoriana. to il luogo dov·e venne rinLa 7a riga, che portava inciso il nome delvenuta, si può ammette,re 1' Imperatore Domiziano, è stata. cancellata. con certezza che si trattasse . di una coòrte pretoria,na), dedicarono al (:l-enio della, centuria un 'a,ra ed un'edicola. Questa :iscrizione ci dimo13tra che iii. medico non fa. ccvI.1i 1parte arrnministrativa.mente delle truppe della cen:turia, ma bensì delrlo stato maggiore delJa coorte ed era assegnato ad una determinata centuria soltanto per corrispondergli il vitto. Da un'altra, epig1•a;fe <'ledfoa.ta, ad Esculrupio ed ailla salute dei commilitoni ci è pervenuto il nome di Sesto Tizio, medico della


-132 VI coorte pretoria.cm, ma dalla maggioranza d egli a,1·cheologi ques t'iscl'izione è riitenuta 11pocrifa,.

2°) .ili edfoi cohortis 'U rbanac. -- Sappiamo che le coorti urbane a s segnate da Augusto a presidio d ella capitale e1·a,no organizzate nello stesso modo d,e!lle com·ti p r etoriane. .M.a. d Pi re'JHllrti urbani di coorti che 1prcstava.no .servizio in Rom~i non ci è p ervenuta alcuna iscrizione che faccia cenno dei medici. Invece ci è conservata, una ,stele funera,r h~, scavata, a Lione, assa.i interessante, rife1·entest alla Xlll coorte urbana. In essa si fa m enzione di un , ta,l V.P.,rino' Oplionc , a,l qua.l e ·dedica.r·ono il rnon mneni-0 mo!ti militari appartenenti_ alhi coorte, fra cui Bru10nio G-ordo, rnedùJu:s ccistrensis. Ritr oviamo qui UH nuovo titolo, col quale viene designat o il medic.-0 militare. .t::riau ritiene che con que.-;to nomè si v-0gilia indka,r e il medico dell'accampa,ment-0, il quaJe aveva distinte funzioni da quelle dei medici dei ir,eparti, essendo egli addetto solta,nto al ~ervi:.r.io sanitario d el castrinn, e doè a lla cura. ed all'a.ssist<m:.r.a dei militairi inferni i r·icovP1·ati n Pll \tppoi-itn o sp~dale (v aletudinarimn), il quaJle continuava a funzionare anche dopo la, pa,1·tenza delle truppe daJl ca m1p o; mcnt .rie i medki al servizio di queste avevano l 'obbligo {li assistere g'li al)lmalati n elle loro tende e durmnte le ma,rcie. Anc he Ca,gna.t ed Haber.Ling Bùno d ella stessa opinione e ra,p!Presentano iJ. medico di trupipa, a differenza del medico da campo, come quell sanitairio che dovieva_ visitare i soldati infern1i nelle riS!I)ettive tende, cura,r e quelli l eggeri, inviare i gravi all'ospodale, ed accompag1w,r e inoltre i reparti in ma rcia, a.ne ma11ovrc e nel combattimento, ,per wpprestar,e in ogni ciircosta nza i primi soccorsi . Drojsen infine ani.inette che il m edicus castrens'is sia il medico del presidio di Lione ed avanza l'ipotesi che Bononio Gordo, iper disrtinguersi dai modici civili colà residenti, si fosse attribuito da sè t al e titolo. 3°) .M. eclici equiturn 8ing1~lliriurn. - D ei r epa,r ti di cavalleria (eq1-iites sùngulares Augusti) sono pei-venute ,due iscrizi<mi sca-yate in Roma in c ui .è fatt(! ccn~10 del me dico : la, prima. ci rk,,orda Quinto _Ma.r e o Artemicloro, medicits castrorum_; nell'alt J'.a, dedicata ad Esculapio e ad I gea trovia,m o espressa la gratitudine di un decurione ,di cava.llel'ia Marco Ulpio Onor-a,to verso il mlf'd ko Lucio Giulio Helix che lo aveva curato amorosamente ed efficacemente. Quest'ultima, iscrizione risal e p,robabilmente al l'epoca di Adriano 1


-133 -

<·, quantunque non vi sia ·eslJ)licitamente indicato questo medico 1· ome a,d detto alla c.avaJleria., è da ritenersi col Briau che il dcc u !'ione si fosse fatto curare dal sa.nitarìo del p,roprio repa.rto. 4°) ili edici cohortis v·ig'iluni. - Comr. già aocennarurnQ, i rned id del1le coorti vig'ilmn) che dal Domaszewscki sono oonsideratc <'OlllC quelle aventi meno spkca,t o carattere rni1itare di tutto ] 'eser,. j to, avcva,no attribuzioni ,e l'mrnioni distinte. Quest,e coorti, in 11umero di 7, ciascuna delt1e quali della forza di 1000 uomini, fumno istituite da Augusto nell'anno 6 d . O. ed a,v evano il coilnpito di vigilare s,pocialmente nella ~otte iper 1proteggere i citta,dini e le tlorn proprietà cont1·0 g.li incendi, i fm·ti e le ra1pine. I componenti 1li dette coorti er.ano 1~eduta,t i t,ra, 1e guairdie del fuoco, i vigili notl,1n·ni, addetti alfa polizia. e,d organizza.ti milita.rmente: solta,nto le cariche ipiù elevate erano affidate ai soldati. 11 caso ha voluto che siano pervenuti sino a noi dei basamenti i11 pic!ira .su cui .sono incisi gli elenclli completi di questi vigili. l 1110 cli questi, ,riguarda i componenti la, II coorte e venne rinvc11nto in noma, n€!1.l'a,nno 1550 (fig. 28). •i~sso 00111Uene su.i quattro hti. di un basa.mento in marmo i ruoli oompleti degli. ufficia.ili, sotl I rfficia.li e soldati delh1, co,)rtc, i quali 11cll 'a.n no 210 d. O. eressf>Jl'O 1n1a, statua in onore di Caracalla, di cui H masso scavato costituiva ;precisn,ment·e J.a, base. Sul lato anteri01·e di questo ha.,.<,;a.mento sono <'lencati i nomi degli ufficiaiji ipiù 01,eva,t i in grailo, Oa,io Giulio Quintilianò, prefotto, M'areo Firmio Amintiano, sotto prefetto, Caio Giulio Antigono, tribuno; seguono i nomi dei sette centurioni, poi quelli di sei altre cwdche ,principali, f,ra cui un cornicùlarius tr"ilnmi e 5 beneficiatrii praefecti. In1ìne, in ca,rattere ,più piocolo, ma in :posto ~empre eminente su1 lato anterim•e della base, fignra,1rn i nomi dei 4 medici della, coorte, tutti di origine g.reca, e <"foè Claudio 'J'amira:, ;Flavio PaJ11ì10, Giulio Ripafroditf, ed A.u,t·ctlio Eg-umeno : Nell'esame di ql~csta interessante iR<'.rizione colpisce il fatto che tutti ~ nomi dei p,r·indpa1es sono scritti neil nominativo e solo (]nello dei medici nel vocativo. Prrobabi1mente, secondo l'Haberling, il compilatore di quest'elenco non deve avere fatto altro che co~iwre i ruoli d·clla coorte che aveva, sotto mano, e probabilmente la, citazione nel vocativo può inteiipretarsi colla chiamata degli aippelli quotidia;ni che veniva, fatta anche pPr i medici, .come 1p,er gli a,lt,ri soldati regolarmente inquadrati.


-134-

Per quanto riguarda l 'organico <li 4 medici presso ogni singo la coorte, è <la ritener.si che tale numero not,evole fosse stato assegna,t o, per<Chè, oltre al seryizio p,res-so Ila truppa, già di p er sè ,più gravoso di quello degli altri sanitari deil l)_)resiòio, i medici

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ANTONINO.PIO.FELICI. AVG TR lI3 . POT. XlTT IMP_ PROCOS.

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AMYNTIANO. S. PR.. C. IVLIÒ . ANTIGONO. TRJB

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C. IVLIVS. ONESIPHORVS.

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M. AYRELIO.ANTIPATRO

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T. SEPTJMlYS. FELICISSIMVS .

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L. DONNIO. MANSV ETO.

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Fig . 28 - Il:1samento anteriore d 'una statua eretta. in onore di Caracalla dalla, Jl coorte dei v igili {li Roma.. NcU' ultima riga, in ca.rnttere più piccolo, sono incisi i n omi dei qu attr o medici militari. della Coorte.

avevaino ancl1e un s<~rvizio notturno di .pronto. soccorso in determinati ,r ioni òi Roma, e il Domaszewscki fil:Cenna anche all'esistenza di a.mhu lainze dai i:ncendio. COilie per gli aJ.tri ,r epar ti della capitale, anche i medici <lei vigili ,debbono aveve a vuto un grado più ~levato di quelli addetti agli es,erciti delle provincie, oome l o <.limostra i] posto eminent,e c he occupano nella citata epigra,fe .


-135 Per fare una COlllJP,l eta rassegna dei medici militari dell'antica .Roma, <lei quali ci è stata t rani.and ata, notizia dalle iscriziQnj fu. nebri, dobbiamo ancora -OoC.Cupa.rci (lei medici in servizio presso le tntppe ausiliarie. 1°) 1'11.ed'ici cohortis civium Romanorum. - A qnesti reparti a usiliari si airruolavano come volontari tutti quei sol dati che per le loì'O co11dizioni fiskhe non el'ano in grado di IP'restare scirvfai-0 nelle legioni. · Da un'iscrizione rinvenuta a Si.scia in Croazia ci i1 pervenuto il nome di un medico ,d ella XXXll coorte volontairfo,, Ma,rco iMuc~o Egetor, .morto Ìlll età d'anni 47. 2°) Y edici cohortis aua:il-ia,ris . Delle truppe ausi)iairie reclutate nelle provincie, colle qua.li. venne 1ma V<lilta, costituita: tutta la, cavalfori.:a delil'e6ercito romano ed in .seguito anche un gnm numero di coorti di .fa.nt~ria Yennm·o tratte 1]e coorti ausilia,rie, della forza da 500 a, 1000 uomini, Ò<'lle quali ciascuna aveva il proprio medico. Una pietra tumulare ,r invenuta in lnghillterra ad Housestewls, nel l1Jogo ove sorgeva l'an- Fig. !l9 - Pjetra tnmn l:tre del medico milit.we Anicio Ingenuo, della I coorte tica, B-01·oovicinm, ed oi'a nel ausiliaria tungrica. mu8eo di Newcastle (:fi.g. 29) è dedicata aJlla memoria del mooico ordinario della I coorte a11~ilia.ria tungrica Anicio Ingenuo, morto a soli 25 anni. cu, rioso in questo .monumento è il disegno scolpito nella, pwrte ~ uperior'e, ,r,aiprprosentante una lepre, la quale per alcuni, che attribuiscono al medko origine iberica, significherebbe l'emblema della Sipagna,, per altri indicherebbe ·n s.imbolo dc1la vigilan1.a. Il Simpson, che si -occupò diffusamente d i questa pietra tumuJare nei s uoi saggi ili arcbeologfa pubblicati a,a Edim burgo nel 1872, n~ dà una curiosa interpretazione, ritenendo ,r a,p -


-

13fi -

pt· t•s<·1di :i clienti che scappano .... perchè i tempi sono cambiati. r~g-li a,1 nrnctte che le ornamenta.zioni e la ,'>cnltiua della la1pide fu-

s iano una pr·ova, della grande stima e <~onsidcrazione che que sto medico, a nc,ora, giovane d'anni, ,si era acquistato nella coorte, eà il lav oro dello soolpello è più aA'..cnrato e rperfetto che ;nelle JlUrnerose are erette d:aJilo stesso repairto in onore degli Dei. Secon<lo il · ]'irth, il monumento rimonta all'epoca dolla spedizione di Agricola, : i 'l'ungri costituivaino un reiparto delle truppe ausi'liarit> roma,n(l in B>ritan.n ia. 111 1111 caslicllo romano d ella Germania, sitmLto nel luogo ov<> so1·ge 1a, dttù di Obernburg sul Meno, venne rinvenuta, ~irca la met à deil secolo scorno, una. pietra votiva del medico romano della lV coortf~ ausilia,r ia AquitanifL, Ma,r co Rubrio '7.osimo, nativo di Ostia, ora conS<1rva,t a nel )mmeo di Ascliaffenburg (ifig. 30). fa1 lapide lè <leòicata a. Giove, a,d Bsculaipio, aid ApoHo, -all'eqi1ità dei cittadini romani, a.Ila salute ed alla f.ortum1 ·delh.1, g·uia,rniFig. 30 - Lapide votiv3 cleclicata dal • • b g10ne d1 Obern urg µolla IV coorte BH; ,lic u Marc o Ruhf io Zosimo, della ' IV coorte Aquitania, a Giove, ad e dc] .suo l{H'cfotto Lucio Petronio Apollo, Escuhtpio, alla salute e cl Florentino, col quale il medico alla fortuna, della coorte e dol Hno 0-,1_·i.l·t11_,do di. Osti·<-.~ avevr1. ottimi. rapprefatto Lucio Petronio Florent ino. porti di amicizia. Parimenti in (}cl'ma,nia nel castello di GrossKroetzen bu l'g, a 7 :Km. da Ham 1a,u su] Meno, ov,e .sorgeva il tempio di Mitr a, fu rinvenuta un'altra pietr a· turnula,r:e dedicata a quelle d ivinità da un medico della IV coorte dei Vindelici, Ludo Ji'a,b io Antimo. NPl lato sinis t,r o del monumento è raffigurata rozzamente Ja. Fortmia, colla ruota, nel lato destro è ri1prodotto Nettuno mul H ·t·:i,r·Ll.


rn7 11i to del tridente e con a fiamco il ,d elfino : la pietra è dell'epoca di Adriano o di A1ntonino. Un'altra iscrizione funebre è dedicata, a, Tito Elio Marziale, medico del[a II coorte ausiliaria Aurelia Dardanoriim) ed infine iii Domaszew,s,cki riporta, un'aJt;ra •eipigrl:l!fe rinvenuta a , Mag-onza e rledicata, dailla ma,dre infelicissima Cominia, l•'austina al medico l•~liodoro, consivmmatae peritiae. E d~ notarsi che in questa iscrj ,1;ione si fa cenno deHe eminenti doti professionali del sanitario, :i.I Lusione che 1n:1,m.;a, in tutte le altre epigrafi funerarie di medici militairi. Fina,lmente ricon!ia,mo un'nltrn, lapide .scoperta a Hirscova, in lt,umenia, in cui ma,nc~i il nome della coorte ausiliaria: è dedicata. al 111edico Quinto Erucio Vittore. 3°) Medici alae equitum. ~ Dei medici assegnati agli squa' l 1·oni di cav}lllcria, alae equ,il'nm, (della, forza. anch'essi di 500 a, I 000 uomini) sono ·pervenute a noi 3 iscrizioni. La prima proveniente da.i dinto,rni di Vit~rbo è dedicata a1 111rdùms alririon '1\fa,1·co lJJ.pio Spol'io: è molto intereRsa,nte, p.erchè d informa della posizione dei medici miilitari dopo la cessa,zione d el servizi.o attivo. S:poro, d0tpo a.vere uWm.ato i1l periodo di ferma p1·e.sso due 8quailroni, fil assunto come rnedioo stiipendiftto (8afo. ·riari'u.s) dalla splfmdidissima città di Ferentino. L',epigra.fc è del L<\IIFJ}O di Tra,ia.1110: in quell'epoca le dttà ·stipendi.ava!no, con mcz7,i p•roprii dei rnedid per la cura, gratuita dei poveri, che venivan ri<'·o verati in arppositi o,-;peda.li. In J tghilterra, a, Binchl\'lter (J 'àntica V ino1;ia) venne rhwe11 nta. una pietra votiva, dell'epoca di T•rafa.no, su cni è ancora con:--01·vata la fignrn di Esc1ùapio grossola,na,mente scolpita con arte bwrùarica, mentre della dea Salus non rimane che fa testa ed una p:w te del tronco: è dedicata [t qu,e,".t.a divinità da, Marco Aurelio Ahro0oma.s alla salute dell'ala, dei Vettoni, di cui era. mf'ilko. Infine un'altn1 iscdzione, ritTovata, nell' ~,gitto superio;re nella v:i.l le Hamrr~arna.t, dai pochi frammenti rimasti, ci ,rivela il dono rntivo fatto aJla, divinità, da,l 8<llldatò di c.a.va.lleria, Longti10 e dal rn,e<lico dell'ala equ,itu,m,, di ,cui non ci è pervenuto il nome.

~- * * Come a,pipendice, non sarà inoppol'tnno di da:i.·e qualche cenno n.11 che sui medici della marina.


• -138-

:Per il .servizio sanitario dell'3.11·mata abbiaimo notizie di medi('.,i addetti a,lla, flotta prima dell'epoca imperiale, e questa a,ssistenza sanitaria può essere spiegata anche dal fatto che i soldati di terra erano di frequente imbarcati ·per prend,ere pa,rte a combattimenti : trattfu<li probabilmente di medici, assai pochi di numero, chiamati in servizio tempon1,neo per la durata delile ostilità.. Come per i medici d,ell'e8ercito, aJ1che pe,r i medici della ma,rina l'unica fonte è rappresentata dalle i scrizioni funer:l!rie a noi pervenute, aipipartenenti a medici delle flotte ancorate nei due più importanti porti di Miseno e di Cfa.ssc. Della prima squad>ra conosciamo q,uat~ro epigrafi: l'umi, dedicata da Marco Giulio Gasulino alla moo-lie Valeria morta a soli t, ' 18 a,nni; l'altra dedicat~L tL lforco Giulio Capitolino, modico di . marina. Una terza riporWita dal Momrnsen (X-1331) e rinvenuta. a Pozzuoli appartiene a Caio Acili.o Bas,so, il quale h{l, a,] titolo di medico duplicario i1iggiunto quelilo di. collega,. J medici di marina, come quelli dcl!l',escrcito, erano soliti costitui,re, da soli oppure a:ssociand,osi. a.i prinripales, 1foi collegi .nno 8':opo di ;ra<>,r)oglif'rsi per il culto alla divinità in speciali edifici (Scholae) o p er ,p restarsi vicendevole assi..'ltenza : da dò il titolo di colleya. Che i med:id {]ella Hotta fossero inquadrati ncll'equi1pag-gio, risulta .èvidentermente da, nn.'1, qm1,1 'ta .stele funier"*1ria, rinvenuta a Roma suùla via Appia, dedicatf1 a Tito Flavio Eu,p,repete, dall 'erede Publio Oassio Lucano. Due altre iscrizioni ci dànno notizia delle navi da guel'lra su cui e1·ano imharca,ti i medici: trattasi di due trkemi dist.inte col nome di cii:piclo e Tigris. Una, sooperta a Baia, è dedicata, a, Marco Satrfo Longino; l'altra, rinvenuta a Mi seno, riguarda, Cafo Ottavio F ,r onto, medico di mair ina, a riposo. Ailtra iscrizione riprodotta, nel Corpiis inseriptionutn latincinvrn (X-359H) 1è dedicata a, Ludo Lollio Valente, di 3Jlni ao, medico di .m a.rina, che pr,f>;_~tò servizio nella flotta per soli 17 giorni, imbarcato .sulla t1·ireme Ji'ides. Della squadra ,r omana, che aYeva. la sua, ba.se nel porto di Classe, pres~o Ravenna, è pervenuta. a noi soltanto un'isc,rizione dedicata a Sesto Arrio Rormano, morto a 2(i anni, dopo .aver prestato ,servizio per un quinquennio ne11la ma,rinù. da, guerra. Della marina lwit:mnica, ci è pervenutn, una sola cpigrafo a~1[)3,r tenente al medie-O duplicar-io Axeo. 1


-

139-

Merita di essere -ricordata infine un 'epi,grafe, in lingua greca, 1-1 1·,operta in Bujekdere presso Co.i:;ta.ntinopoli. Secondo Ka.Unka,, clic per il primo la, illustrò, essa risale al secolo precedente alil'era •·.1·il:ltiaJ1a, e riporta l'elenco coonpleto dell'equipaggio di una trireme ~1·eca, dell'isola dì Coo (K<{>wv), che faceva ipiarte della flotta co111 ,undata da Anfo Terenzio Va,rrone. Non sal_Ppiwmo · 10 scopo per i·11i i Romani disloci-n·ono la flotta in quella località,. Int~ressante i 1t quest'iscrizione è l'indica,zione del medico della nave, uno dei pochi sanitari della mairina di origine g,r eca, di cui abbiamo notizie, 11 1· è ipossibile accerta,re ,se tutte Je navi da guerra greche avessero : 1 h<mlo dei medici o !'loltamto quelle del dipa.r timent-0 dell'isola di Oos, ove, come già ricordammo, la coltura medica era, già d a 1--P<:-Oli moJ.to fiorente. f,; òa. notarsi c he tutte le iscrizioni sop!l'a rLportate riguardanti i medici della marina ;parlano di duplicari. Già fin dal 470 a. C. 'f''ito Livio accenna a dei soldati du,plioari appartenenti aill'esercito d i Aip pio Claudio, che ricevevano cioè doppio stipendio. Anche I ' im[)e,I·a.tore Cesa,re assegnò dop,pia ipaga ad una coorte che si era l,nittuta valorosamente nell'a.ssooio di Durazzo, ed una iscrizione 1--<'.operta, a, La,mbé,,se in N umidia, dedicata all 'imperaitore Eli.ogai>H!lo e famiglia fa menzione di 109 solda;ti d ella III legione Liug'u sf;a aventi il titolo di duplicai-i. Lo .stesso Vegezio nell'epistola rei miI i'tari accenna a soldati, qui duplex ob merita stipendium accipieùw ·t. • Il Rosati ritiene che :p,e.r durplica,rio si debba intendere senz'a,ltro il medico di marina, il quale veniva rosì d esignato con un 1w1U~, d.1.e, o!ltrc la paga do[Ppill, incJludeva in sé stesso un t itolo tl 'onore, in oonsiderazione dei maggiori disagi e 1periooli della ·vita di rnaJ.·~ e del più intenso lavoro, cui era sottoposto il medico iw.l.Jaircato. Il Corsini invece- ammette che le paghe dei marinai fossero infei-iori a quelle dei sOlldati dell'~seii-cito e che il doppio stipendio :1Ssegnato · ai· medici di marina, rpiù che un provvedimento honoris causa, fosse U[L mezw mate:riaJ.e per assicurare il personale ~anita rio sulle navi, tenendo ipresentc che anche i medici navali erano C',onsiderati come soldati, . tanto clie nelle iscrizioni sopracitate ricorre la pa,rola rnilitavit~ per indicare col numero deg-li anni 13; durata del servizio prestato.


-140 -

Abbiamo già detto che i medici dell'esercito erano equiparati, ia,n to ne!l grado che neUo gtipendio, ai principales) ossia ai sottuf-. lic ia.li, e perciò fruivano del doppio soldo. Ora i medici navali, essendo parifica.ti ai soldati, non poteva.no godere di questo doppio st:ùpendio, e perciò il Corsini avanza l'ipotesi che, per equ~para,rli a.i medici deJl 'e."ìercito, venisse loro concessiii là doppia paga : da dò il nome di duplicari.


OAPITOLO III.

L'ASSISTENZA SANITARIA PRESSO GLI ESERCITI DURANTE IL MEDIOEVO .

•


I. -

LA

MEDICINA MILI'l.'ARE NELLIJl CANZONI

E NELLE LEGGENDE MEDIOEVALI.

Dopo la caduta dell'Impero romano (475) le tenebre del Medioevo avvolgono la 'Storia dcllla, mooidna ipcr parecchi soooli, e le riccn~he ,sull'organizza,z ione sanitari.a degli eserciti in questo lungo rwr·iodo riet'lcono qua,nto mai a,rdne e precarie, non p-0tend0Ri dir-<porre che di ipoohe fonti d'investiga,zione, prime fra tutte le leg!-!Yl tile ed i canti di quella, civiltà. guerriera, che del resto ci o.ff.rono 1111 'imma.g ine abbastanza fedele della vita . e dei costumi di quei l.1:mpi.

Il :Medioevo nasce ::i,gli albori del V secolo con un grande avv<:nimento, l'invasione dei barbari e fa caduta dell'llillpero d 'occiclP11Le e te,rmina nel XV secolo con un altro non meno girande epi1-1ndio, la presa di Costantinopoli e la fine dell'Impero d'Oriente. l•:t1 a nche in questo lungo periodo la storia non è altro che ila na,rr-1~7,fone di una ininterrotta suooessione di guer1•,e. Carlo Magno è il fondatore del Sacro Romano Impero ed istil.11i,sce un nuovo ·Ordinamento politico: il feudalismo. Sorge così 111, ca,va.Ileria, simbolo di g,entile7.za in mezzo alla forza bruta: ed il i·i r,valliere combatte per la fede, per la dama e per l'onore. Tempi di l,cg·gende, di .s ogni e di ipoesia, in cui al fragore delle armi si assot· i:mo il sospiro delle castellane ed il canto dei rrupsodi che esaltano Il: eroiche gesta.. E la vita medioevale rivive in queste leggende ed , eternata da poeti di corte nelle canzoni o da artisti vi,rtuosi neille m llìgura,z ioni su ben 1[) repa,rate pergamene o ,su lucide vetrate o su p:weti affrescate. Questi poemi porpolari, che i trovatori, specialmente in terra di l•'r·:mcia e d'It alia, vanno -cantamdo con Ii:rnsfoa inspirata alfa li,rica 1


-14'!più antica, di corte in corte, di ca,'ltello in cast.ello, aJle da.me affacdate al verone, e di cui non si può mettere in dubbio la sincerità, sono 1per la, .più n::-1 rrazioni di guerre e di battaglie, esposte senza sforzo di imrnagina,zione e contenenti una quantità, di notizie attinte dalla vita, ·quotidiana reale e di avvenimenti, di cui furono certamente spettatori ,::,o1i anonimi autori. Ed ancor· oo·O'i . . ,::,,::, oommuo vono i· nostl'i animi e li ra[)iscono in un mondo 1poipolato ai fa,n tasmi e di visioni, di gentilezza e di eroismo. Ed in queste canmni primordiali .si raccontano le va,rie avventure in cui è ooinvoJta la esi,stenza di un eroe, il quale naturalmente deve ,a:flì1·ontare nume1·osi comba,t timenti, rimanendo infine quasi semipre vincito,re, ma senza essere immune nei cruenti duelli da ferite e da lesioni, che sono poi amorosame1.1Le curate e guarite. Abbiamo cosl òeille nozioni di medicina ipopolare medioevale e quaikhe notizia, sni costumi di quei tempi, 1per quanto 1·ig-u:wda l'assistenza dei feriti in battaglia ed i diver~i trattamenti terwpeutici, •riconoooiuLi all01·a ùorne più 1watici e-tl effi<;a,ci. Si potrebbe quasi ammettere che questi poemi si siano andati sviluppando sul1Je 0trmc di ,q uelli antichi, e che gli eroi famosi d'Omero si siano trasformati in signori feudali: così. nei romanzi bretoni i Bardi esaltano le imprese di •r e Arturo, l'eroe dei ca,valieri della Ta.vola rotonda e le g,esta di Tristano, n::wra..ndo lP: loro azioni guerresche; e con ricchezza di iparticolari ne descrivono le varie fe. •ritc di combattimento, fornendoci una quantità di prezimd efomenti, che non ci saremmo aspettati di ritrovrure circa le usanze del medioevo in ,ra'Pporto alla medicina e chirurgia di guerra. ] 'ira questi poemi eroici, merita, di eRt-erP segnalata soprattutto la famosa canzone di ROilando} che rimonta, ci,rca ~1.ll'i-uuw lOfifi. In questo ,poema, che celebra. l'eroe della cavalle,ria, nella, leggenda, Orla,n do, neJla storia, Goff:r,edo di Buglione, possiamo trovare muL minuta descrizione delle armi e delte c.,ons,eguenti ferite di quell'epoca rnmota. I mezzi di offes~L più comuni erano a llo,ra la picca, e la spada. La, prima <>ra un'a,rma da punfr1 e df!, ta.g1lio formata da un'asta di legno, più o me1w lunga, terminant,e a,11 ',estremitri da, una losanga di ferro a,guzza e corrispondeva prei-;i-;o a poco alla nostra lancia,. · La ;sipaida ~ra costituita da un'ascia, di ferro affiilato, c,on i,m 1pugnaturn corta. Il guerrirn·o era inoltre rivestito dell'usbergo 1


-145(fi g- . 31), una S:pecie di maglia, di acciaio, che copriva tutto il

capo,

l1u,wia.n do scoperti solo gli occhi e .s cendeva fin oltre il ginocchio; l'e lmo conico, munito di un nasale ·e lo scudo di l egno,. rivestito ·d i i · u oio, completavano ·t1.a, difesa del combattente. L'esercito era costituito· da vassalli della corona e da vassalli ,,rn hrilterni, e ciascuno av,eva un seguJto di famigliari -tutti armati c·d n c;1vallo. Ogni gruppo formava una lancia compo,sta da un cavaliere, da uno scudiero, un costoliere, un valletto, ailcuni paggi e t1·e o quattro arcieri. Per vaJlntare la for111a dcll'ese1~cito si indicava ! I II umc,ro delle la,n ce, la cui arte 111 i I i tare oonsh,teva soprattutto nella i-d1 e erna,. I cavall ieri si disponevano i II I inea ,d i fronte agli avversari e c ia:--cuno comba,tt.eva a singolwr t en.:()ne. NPlla <leserizione dcille varie fer; t (' che ci offre la canzone di Ro1:i ;•rlo si può rilevare qualche inceri t•1/.za nei termini anatomici, che di111(1stra la mancanza d i cognizioni I t'{ '. niche, n~ si osRerva quella minnta t·d <'satta ,rappresentazione delle leNio11i che abbiamo riscontrato nel1' 11 i ade. J\fa non si IJ)UÒ a meno di ,·i(·onoscere il penetrante intuito di Fig. 31 - Usbergo ed elmo con na.sale. n'-NCl'VU:Zione dell'ignoto cantore, che (Dal dizionario di Viollct Le Dnc). ,·c•1·Lamcnte deve avere presenziato il <'OJl'l.battimcnto e d OSSf'I'Vato di perso na ]e Va,r ie fa.si C Conseguenze, 1poi-chè° riferisce nei più minuti partico1al'i sulle lesioni riscontrate, dimostrando una sufficfante conoscenza dei rapporti fra i vari o,r g·,i,ui, della, natura e Òéll'esito deUe lesioni, a,ttribuendo una mag~iore gravità ane ferite da [)Ìcca. · Leggia,rho infatti che Sansone, con un colpo solo di iJ.a,nciar, di1-.ct to obliquamente dall'alt.o in ba,sso, aa·sinistra a d·estra e dall'in11anzi all'indietro, è iriusdto a colpire Emiro cc spa,ccandogli. il cnore, il fegato ed il polmone, ed abbattendolo morto>>. Un ailt,ro colpo di picca alla 1,egione mammillare sinistra dete11mina, la rot1.ura delle coste, ed, attraversato il torace, fuoriesce, in corrispoucl euza delle sca,pole, fratturando b colonna vserteb1·a.le; u;n altro, IO


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lede i grossi vaisi del coUo e provoca la mol'te istantanea. Particolare interessante, nella descrizione di questa leRione, è ]'osservazione che il sangue ·&"!Oe a spruzzi dalla ferita sinorono coi moti d~ cuore e tutti i sintomi della debolezza, conseguenti aJle profuse emorragie, sono magistralmente riportati dall'anonimo poeta.

}' ig. 32 - Mii-e che applica. nn topico sul ginocchio destro di 1111 infermo reg.ale. (D(t nn disegno della Iliblioteca Na:oionale di rarigi - Lancelot rln Lac).

Così Orlando ,per kl, notevole ~erdita di sangue ha la visione annebbiata, ed Oliviero sv.enato avverte l'angoscia deilla morte, ha vertigini, non sente nè vede ed è costretto a scender,e da cavallo ed a buttarsi a terra. E si parla, con una certa ingenuità di terribili oolJI)i di lancia e di spada che fendono netta,mcnte la scatola cranica : di altri che troncano le gwm.be e le braccia e di cavalieri gr avemente feriti, che si ,r imettono con rapidità meravigliosa in sella e tornano a combattere.


Ed abbiamo ancora neJl :poema altre notizie <Sui mezzi di cura dPi feriti. Orlando stesso, nel soccorrere 'l'urpino, gli slaccia la.

Htaglia e gli lacera ]a tuniea per forma,r~ bende, che gli applioa allo i-:oopo di arrestare l'emorragia e di impedire la fuoruscita dei vi,-;eeri : pratica così una medicatura compressiva e contentiva ad

l<'ig. 3:{- Cavaliere partente per la gnerra con la, lettiga trasportata a dorso di cavalli. (Da un disegno della Biblioteca Nazionale di Pru:igi - Lancclot du Lac).

un tempo. Maugis a,ccor,re presso Riccardo, uno dei quatt•ro figli di Aimone, é gli !lava la ferita 0011 vino bianco e_lo medica con un unguento, e poi, aprendogli a viva forza la bocca in 1prcda a trisma con una lama di coltello, gli. fa ingMottire qualche sorso di liquore che lo rianima..Ed altre cure :prodiga a Rinaldo di MontaJbano ferito e ad Allart, èhe ha una sipalla lussata,. Nella canzone di Rolando ::;i fa menzione alt,r esì di veri e prOfJ)ri sanitari, che aJ.lora erano di~tinti c-01 nome di mires (fig. 32). Questi, oltre lavare, spa1Jmare· di


ba,lso,rni e fascia,r<:l le ferite, somministravano quakhe calmante ai pazienti ricorrendo a, pozioni fatte con erbe, od a qualche doootto prepH,rato secondo i precetti del1a Sc,,1ola Salernitana od a quei pochissimi altri rimedi terapeutici in uso nel secolo XII. Generalmente i cavalieri, pa,rtendo pe,r la guerra, si facevano seguire daLle propde m,agni:fiche, nia ingombranti lettighe, che erano someggiate a dorso di mulo (:fig. 33). Così, ,quando il Duca, di Begon rè trasporfato dai suoi vassalli nella tenda, gravemente foritò, i medici lo esaminano aiccuratamente, appJic..1,no un em,piasVro sulJa ferita e do.po· un salasso riesoono a trarre fuori di pericolo l'eroe. Molto minuziosamente è descritta l'ope,ra di assistenza di detti t.anitari. I feriti in combattimento veng·ono condotti presso questi mi,res, ed i monaci, i ;preti, i chierici adempiono in genere le man sioni di porta.feriti, caricaJ1doli per lo rpiù sulle spalle, o tra,Sjporta,n doli a dorso di mulo, che per il 1pa,sso ambi.o imprimono minori scosse al paziei1te, od ;1, mezzo di speciali lettighe, mcnke si incar:iic11vano e,ssi stessi della sepoltura d,ei morti. I medici, con ogni 11rr(>i('~'l,nzione f'. delicatcw1.a, denudano .la, pa,r te lesa,, lavano la ferita con acqua di sorgente, ,ri,sca,lda,ta. in un vaso, o preferibilmente ,con vino bianco; spatmano quindi su str1scie di tela balsami e linimenti, prepa,rando ,QOSÌ una specie di cerotto per rhwvicinare i margini dellla lesione. Aipplicano ancora, per ckatrizzare la fel'ita ed impedire il cattivo odore, una, speciaie pomata, fatta con erbe raccolte nei campi, quali il finocchio, il sedano, il dittamo, e soprattutto la mandragora. Nè mancano neJ.lar composizione di qnei;;ti rimedi, le droghe orientali : cannella, garofano, s;pezie, noce moscata ecc. Un medico della Scuola di Sale1·no, ['accolse in un Antidota,rio, scritto in latino nella iprima metà del s<>,eolo XII, ]e varie p,roprietà ed indicazioni di questi medicinali, costituendo un ricettario di circa 140 formole, fa-a le q11ali è <la rioordare il miele rosato, !l'unguento citrino, l'unguento populeo, che sono ancora in uso, dopo tanti secoli, nella farmacopea moderna. Ogni sa,nit~,rio aveva a isua disposizione un sacchetto di questi elettuari, colle ventose pronte, col cofanetto di fila.ccie, i vasi degli unguenti e gli strumenti chirurgici. Per quanto riguarda l'esarme del maJato, l'atten: zione dei medici era richiamata soiprattutto sul cuore e sul fegato, ed erano specialmente oggetto di minute indagini il ipolso, di cui conoscevano 10 varietà, con significato 'S!peci:aie; e le urine. Molto


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fr,equente era l'uso del salasso e del cauterio, e la terapeutica non disponeva allora ohe di poche altre risorse. Come 11ota gentile, <è da ,rioorda.:r·e che in questa. epoca cavallfcresca del XII ~eoolo la donna esplica la sua pietosa missione di assistenza dei feriti: la vista del sangue non la tm~ba, nè le mani delicate rifuggono dall'im brattrur,si, nell'arresta.re temipestivarnente 11n'emo1~ragia. Sa inoltre applicare ventose, spalmare le paJ'ti a:m.malate col sucoo di erbe dei ·campi o dei giardini, di cui da, madre in figlia si trasmetteva il segreto dellle miracolose vi,rtù tera,p eutic he , e comporre misture e :pozioni. · E tali amorevoli cure '!1on sono iprestate soltanto al castello, ma sul luogo stesso dcll'a.zione. Così Tarnod, ferito a morte nella battaglia di Stick~lerstad .del 1030, trova rifugj,o in un casolare ove numérose donne erano intente a po,r tare i 1prirni socoorsi ai feriti. Le figlie e Je mogli de:i signori, dei baroni e ,dei grandi dignitari non !dtcngono di òiminuire del foro pre1,;tigio col lasciare le sontuose dimore e :r.'ccairsi sui campi di battaglia a pr-estar la loro qpera, umanita,ria ai feriti, cÒme le infermiere volontarie deJJe Ass ociazioni di soccorso nclk guerre moderne. Così nella canzone di Pereeforcst una, donzella, di nome .Elena, l'iesoe a rid1mre oon g-,r.ainde abilità la lussazione della spalla ad un cugino ferito; n~l p-oema di Tcb.c la figlia di Licurgo soccorire oon un Ciordia,l e uno dei capi, Tideo, e siparge di balsamo la ferita e la fa.scia colle stesse t,r ine della !Sua veste; un'alltra ancora, Belis-sia, :fidanzata, del cavalier-e Otinel, lo assiste premurosamente dopo che si è battuto <:ol Re dei Saraceni, ed Aucrussin, che si è lussata un.a spalla in segnito a ca,duta da ca.va,llo, è guarito d alla, sua :promessa Niooletta sempli,c,,emente con applicazione siul!la parte lesa, di erbe e foglie verdi. Così nella leggenda di 'lìristano fa ,regina Isolda di Irlanda presta amorosa ass'istenza, irn!Pavida, <Sul campo di battaglia ai f>oldati caduti. Nel p,òema epico di I'C ,Giudrun sono messe in evidenza le 111olteplici cognizioni d el monarca in medicina e chi 1·ur1,da, che avc,a a1pprese da una vecchia fattucchiera e la sua infatkardle attività nel prestare in combattimento i p,rimi sooco,rsi ai malati e feriti, il cui numero era così ingente ·che i camelli non bà!'!tavano al loro trasporto. 1


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Nella canzone dei Nibelunghi ,si legge anoom che il re di Burgund e suo frate[lo si prodigavano nell'assistere i fe_riti in g,uerra e

nell'effettuare il loro sgombero a mezzo di lettighe. In mancanza di adatti luog'l1i di cura, i feriti e malati venivano trasporta,ti nei monaJSteri (fig. 34) ed affidati all'assistenza dei servi d.i Dio. La, r,eligione nei suoi chiostri e nelle sue chieoo offriva un asilo tr~nqui1Jo e sicuro ·a i feriti di gucr.ra,, i qua.li trova.vano assistcm,a fraterna nei monaci votati al saicrifido delila pietà, e nello stesso tempo i conventi divenivano altrettanti centri di coltura delle scicm,e mediche e vi frOOorrevano numerosi allievi, tanto che Bonifacio Vlll non si perita.v a di scr1vcrc a Pilippo il Bello che il clero disfava dal ,re e dai principi come lo spirito da11a materia. Fra. [e scuole monastiche in cui si impartirono il11!3egnamenti di medicina va J'i.cordaba quella di Mont,ecassino, fondata da S. Benedetto (480-543), il 1quale nell'artioolo 36 della sua regola, dava ordine che annesso al convento fosse istituito un osped.ale per i poveri : infirmorurn cura ante omnia et S'uper omnia adhibenda est. Comincia, in tal modo a 1,ealfazarsi il concetto cristian9 · dell'obbligo dell'assistenza agl'inf:ermi, come aveva già ra-0eomandato S. Giacomo nelle sue epistole: (C Se qualcuno è ,maJa.to~ chiami a sè gili anziani della comunità )). Sotto la protezione dei santi Cosma e Damiano, oriundi siriaci, come tutti i iprimi medici cristiani, i quali, secondo la leggenda, avrebbero studiato medicina e quindi esercitata l 'arte sanitarria in Cilicia, vengono così so,rgendo numerosi ospedali religiosi, quali a Oesarea., fondato da S. Ba,s ilio nel 370 d. C.,ad Alessan<lria nel 610, a Costantinopoli, a Gerusalemme ,eretto dall'impertit1·ice Endos8ia, a Roma i,stituito da Fabiola nel 400, a Lione ed Arles nel 582 e ['Hotel Dieu a Parigi nel 651, al valico del Mioncenisi-0 nell'825 cd a quello del Gr,an S. Re,l'narò.o nel 962 {>,cc. In quello di /Montecassino accorsero in folla gli infermi fin dalle più lontane regioni d'Europa, e fra i tanti fu ricoverato Enrico II di Baviera, per caJoolosi vescica-l e; e vuole la, tradizione clie fosse guarito mirawlosamente dallo stesso S. Bene<letto, che g1Ii 11,piparve in sogno, porgendogli la ,pietra. che aveva ,a,bilmente estratto. Contemtporaneamente a questi nosocorni r,eligiosi ,sorsero numerosissimi asili iper i pellegrini e ricoveri p€r i lebbrosi . i quali non dovevano incutere paura. e ,rihMzzo nei Regnaci di Colui che non


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:weva esitato ad avvicinare le labbra divine pc,r badare quegli infelici. Cosi. furono ·istituiti numerosissimi leprosari ,. tanto che in J~uropa so1,passavanò i 19.000, di cui 2000 in Francia.

Fig. 34 - Cavaliere ferito a l torace trasportato in un monastero per le cnre del caso. (Da un disegno della, Biblioteca Nazionale di P arigi - Lancelot du L ac).

Negli ospedali treligiosi l'assiste nza. sanitaria. ,è affidata agli stei;;si monaici fra i quali vi sono molti medici ed informieri (inr:1·marì): ed a poco a poco la loro attività si esplica anche fuori dal chiostro e cominciano a farsi una numerosa cli<mtela, non escluse


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i 11 usli1·i Jpersonruii.tà, fino a ta nto the i concili sotto Innocenzo II cli Olermont e di Rcims (1130-1131), del Lait erano (11.39) sotto AlesHa,n d,1·0 III, di Montpellier (11G2), <li Tom'S (1163) (Ecolesfo; abhorret s,1,ng,uine), di Montpellier ~otto Oe1lestino III (1195) e di Parigi (1212) durante iJ. pontificato di Innocenw UI, mettono il veto sull'esercizio professionale ai reJigiosi. Eò il 1pontefice Onorio III estende tale restrizione ai chierici s-ecolari : ad omnes olericos dignitate aliqua praeditos.

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SERVI½! SANITAUI PRESSO G LI ESEUCl'l'I DELL JANTICA ARABIA. I

Gli Ambi, animati daJ fanatismo di WJa. religione, eh-e aveva eternato n el . Oora.no il ipdncipio della violen7,a sanguinaria e la promessa <li un al di là all'ombra delle spade, non potevano lontanamente pensaire ad un'assistenza :sanitaria in campagna, dato . che la vita era tenuta in cosi poco pregio e portavano ovunque il saccheggio . e la d esolazione, disLruggendo eol fono e col fu oco quanto <li bello aveva prodotto ila, civiltà,, come n 'è iprova l 'inc.cndfo d ella famosa biblioteca alessandrina. Ma, aUorch è la loro potenza, raggiunse ·più t aJ.•di fa 1più alta espressione, gli Ara bi ebbero una civiltà meravigliosa, che tenne il primato fira ]e wltre e lllel campo d ella medicina si affermò coi nomi di AJverroè, Avicenna, A.bulkasis, Rhazes ccc. In questo periodo i oondottieri e i califfi f urono seguiti in batta,glia da sanitairi . di fiducia; l 'arabo, nel cui animo cominciavano a germog1iare h"'entÌJmenti umanitari, presta sul campo soccorso aJl compagno fedto, e la bella Angelica a-ssiste amorosamente il giovinetto M ~doro f.erito. L'amore alla scienza si sootituisce presto alla brama di conquista ed i solda.Li oreano in ogni città soggiogata ospedali, scuoile, biblioteche. La prodilezionc degli A,r.ahi per le scienze .frsko-matcmatichc, e soprattutto per la chirurgia, imprime un n uovo indirizzo all'arte sanitaria, ~a quàrle va sompre più sviluppandosi e p erfezionandosi col ragionamento, ooll'~j.)eri.(>.,nza e ooll'esame diretto ùcll'in.ferino. E la ~edicina !Presso questi popoli ,raggi.unge il più largo sviluppo e ,r iesce a conquista re il primato tra le altre scienze . . . Dopo la; caduta dell'impero rcmià.nò, gll .A!r::Ì,b i dive:n tano· i dominatori del Miediterràn eo spingendo.si nella, Sipag.n::i fin. oltre' i Pi: i·enei, e coi loro continui e numerosi seambi commerciali. si avvici· nano gradatamente ed assimila.no i frutti della dviltà dei .popoli


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~ontigui e .s oprattutto dei Greci, dei qu.a1i ben presto vengono a conoscenza, nello studio delJe mediche disdplin e, dei testi di Ippoc l'ate, di Ga,l eno e di Paiolo d'Egina e fondano numerose scuole medic he di carattere laico, al contrario di quelle d'oriente. Maometto, nato nel 560 d. C. , comincia già a riconoocer e la gwa.nde irm1portanza della sa.Iute degli eserciti e prescrive rigorose norme igieniche per oonservarla, pr<>,eetti che sono scr upolosamente osserva,ti dai :fiedeli. La sua dottrina raccolta nel Corano, che fu scritto su ipezzi di stoffa o di cuoio, su foglie di palnìa ed anche s u ,p ie tre e su ossa di montone, si pnò ritenere, dal punto di visfa, medieo, un vero · e pr,oprio tr3Jttato di igiene. Infatti, in esso sono p,re~critti i lavac ri quotidiani, le prostrazioni, i pasti sobrii, il digfono (Ramadan), dal quale sono dispenRa ti i soldati al campo, l'astinenza ila,l l'uso di cawni di maiali e di anima,li morti da luugo tempo, dal vino, dal ~a tte d'asina e da tutte le bevanrle fer me ntate. E dà i.no1ltre pre:1Sosi insegnamenti !Per la p1•ofi.l assi contro i morbi infettivi. << Se sentirete dire che in \rn ..p a ese infierisce una 1nala.ttia, epidemica,, non vi a ,n datc; se invece vi t1·ova,te in una, località in cui si siano ma,nifest.a.t i morbi contagiosi, non dovete nscirne )). Paolo d'Egina,, della pdma, metà del settimo seoolo, contemporaneo di Ma ometto, è uno tlei più grandi met;]id bizantil1i. D ei suoi mnncrosi tra,tta.ti, è p ervenuto a noi solfa,nto quello della medicina., composto di sette lihri, di cui il più importante è il penultimo che si occupa della chiirurgia. Oltre ad es tese cognizion~ sui carcinomi, vi è esposta minutamente la tecnica per il catetorismo, la litotomia,, J'.ernfotomia , l'orichiectomia e k O[)Crazioni di fistole anali e di cmor r oidi. NeWultimo libro tratta dei medicamenti semplici e composti. e della loro preparazione. Grande mecenate delle scienz-e fu il Re Abderamo III, fondatore della Moschea di Gòrdova e di numerosissimi OSIJ)edali, tanto che in questa, città ne fur,ono iln.piantati oltre una cinqua.ntina. Nè meno fervidi patrocinatori furono i suoi successori Al-Ak<em, il quale riuscì a raccogliere una ,biblioteca così monum entale, che ill solo catalogo era composto di ben 44 volumi, di 50 fogli ciascuno od il reggente Al-1Mansour, grand,e çondotticro e vincitore in cento oombat timenti,-che aveva fatto venire :fin dalla Grecia medici illustri,. che lo seguivano anche sui campi di battaglia;'

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-154 ·. 1~vicenna (985-1037), orinndo' p ersiano, ci ha la.sciato il c.:mone d ellla medicina (l(o11w,u n " fil Thel>b) che rappresenta, per ben sei secoli il codice IJ)iù autorevole. È composto di cinque libri, suddìvisi in trattati, che prendono il nome <li fen) frutto dei suoi pazienti studi e della lunga esperienza. Nel IV libro uno sipecia,le capitolo è dedicato al1e maJattic infettive ed un a1tro alla chirurgia,, con una minuta dissertazione sullle fratture e sulle lusisa,zioni. Nel V libro si pairla, dei medicamenti, f,ra cui la, cassia, l'assa feti(fa e l'unguento mercuriale. Ma il più g,ra,ndc ch:Lrurgo arabo fu Abulkasis (960-1012), nato a, Za,hen, prel4so Cordova. 11 sn(! trattato-di chil'nrgia, che fa parte della grande Enciclopedia conosduta ùol nome di '1.'escrif, comipendia tutte le nozioni chirurgiche e rappiresenta una delle opere più importanti d,~l tempo. Questa comprende tre pa.r ti: nella prima tratta ampiamente deNa cauterizzazione delle ferite col ftioco, a mezzo di cauteri d'oro e d'airgento di varia grandezza, nella seconda descrive minutamente le p~'Ìncijpali operazioni, fra cui la trapa11azionc, l'amputazione, la litotomia, l'erniotomia, le suture intestinali, l'asportazione di gozzo e di aneurismi; .e nella terza infine parla delle lussazioni e fratture. R ,dallo stesso poema. ricaviamo inoltre che l'opera dei medici militari in campagna, non ,si limitava solo alla cura dei malati e feriti, ma dovevano altresì invigilaire assiduamente sulla qualità degli alimenti e dell'ac<1ua potabitle, sul suolo, sugli accampamenti e su ogni altra cosa che potesse essere inquinata ad arte daJ nemico e danneggia.re la salute dell'esercito: ed . a[)pena accertati.si dell'impurità, erano obbligati a prendere i provvedimenti necessari per .preservare la truippa da ogni pericolo di malattia. E se que- · sta, ciò nonostante, .si manifestava, dovevano esplicare tutta la loro attività p er arrestarne il decorso e per il.imitarne il più rpossibilmente la diffusione. Invero è da riconoscere che questi precetti millena,ri potrebbero a,ncora trovaire sede opportuna nelle nostre istruzioni ,m ilitari di igiene. Al medico ipoi spettava in particolar modo d i invigilare ·sulla salute del re, e salvaguardarlo da ogni ipossibilità di ammalarsi, ipoichè era legge fondamentale che « la conservazione del re equivalesse a quella dell'intera Nazione ». A tale intento, il med.ioo riegli accampamenti teneva impiantata la proipria tenda accanto a quella reale ed era p,rovvisto di tutti


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µ;li strumenti e rimedi terapeutici per ogni evenienza, quaJi bal1,: a,mi, oli e succhi vegetaJli. Per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico dell'esercito, lo storfoo g,r eco Erodoto (V, ,secolo a. C.) racoonta ,che ùn il.'C 111ra,bo, dovendo attraversare coll'armata un · vasto deserto, fece deviare l'acqua da un fiume sino a distanza di do<1ici marde, per mezw di tubi-fatti con pelli di bove e d'altri animali: tre di questi canali attingevano acqua dal fiume e ciascuno la conduùeva ad 11na grande cisterna, scava,ta 1ungo la via che l'eserx:-ito doveva 1pe,rcorr,ere. :m quindi da supporre che 1e truppe fossero rifornite di acqua pN' tre giorni, sia che [a !l_)orta.."!.,;;;ero gli. uomini, sia che fosse somegg-iata. Ad ogni modo, l'episodio contiene assai p,iù che in germe la, ~epàrazione tra i rifornimenti ,che vengono dalle retrovie e quelli che 1',ese,rcito operante si ;proca.ocia con mezzi ipropri. La notizia tramanda,taci ,da Erodoto, benchè si riferisca a, tempi remotissimi di a1meno venticinque secoìi fa, non è trascura,bile: essa (Umo.stra che la co,sì detta «logistica)) era praticata a,nche da,gli. antichi, benchè ne ignorassero il nome. Rhazes (850-923), pure d'origine ,persiana, è giusta.mente considerato come il migliore dei medici pratici della sua epoca, e la sua O[)eI't1, El-Kavl è composta di nove libri : uno di questi tratta del va.inolo ed è um1 ,raocolta interessante di osservazioni. personali, con esatta e minuziosa descrizione tanto della variola che del1a vairicella, d·el foro ,decorso e cura, nel1a qua.le non P trascurata 1a cosme.si del volto ; un altro libro, il term, è d-edicr1fo ai medicamenti e. fra. que:sti si a.ccenna per la prima volta alla canfora e si consiglia l'iuso dei rivulsivi cutanei, molto energici, fra cui uno OÒDl!posto di coloquintide e nitro (( 1provato con successo su più di mifile persone)). Rha;1,es ha scritto àncora un lihl'o Alma.nsor sull'igiene degli aecamp3Jillenti, in ,cui prescrive la rna1ssima 1pulizia con il'allontanamento immediato degli animali morti e l'estirpazione delle piant,e velenose dal campo, il quaJe dovrà essere impiantato in località, poco elevata, pTeferibilmente a valle ed in direzione sud-ovest. QuandQ soffiano i venti umidi, per le truppe raccoma,nda ~he ,sia.no intensificate le esercita.zioni militari ,e ila rproibizionc del vino; quando l'a,ria è asciutta, consiglia il regime opposto. Insiste infine sulla rigorosa vigilanza dei cibi e deille bevande da fornke a11'esercito. FinaJmente è da rkordaire Averroè (Ù26-l]J),8), da Cordova, che


-156 olt.r·<· .ul ,ef.lsere un meòico di gran fama, fu anche sommo :filosofo e aut.ore di ,quel _g,r~1:nde commento di Aristotik, ricorò.ato da Dante nel suo poema divino:

« Averroì.s, che 'l gran comcnto feo )). Oriundo -da nobile famiglia,; daipprima fu giudice nella, città natia, poi .f u inviato ail ;I\{arocoo ove per aver manifestato idee contrarie al Corano fu conda,n nato alla oonfisca, dei beni e dovette 11'ipararc a Fez, .faoendo pubblica 1r itra.ttazione.

lll. -

L'ASSISTENZA SANI'fAIUA NELLE CROCIA'!'~J.

li'in dal 1095 papa Urbano II, impressionato dalle lotte fratricide dei popoli che continurumente si dila11i.avano e si massacravano i.n inutili contese, in una grande adunata di signori italia-ni in Pia,ecn z.a. cd im un condii.o -qi ;preh1,Li e òi principi u Ole1·mont, aveva. promulgata la necessità di liberare il Santo Sepolc1·-0 dagtli infedeli e di promuovere una sania guc.;1~ra, che, sollevando gli nomini dalle miserie e diatribe di questa terra, porta,Sse a comr)ie,re nna nobile impre..'%, che avrebbe a vuto per ricom1pensa, il m rn·tic-io e l a gl-Oria celeste. L 'appello di 1riscossa non fu landato invano: Pietro l 'Er emita, da Amiens, nuda, la testa ed i piedi, vestito di rozzo saio e ci.nt-0 i fianchi <li. w1a grossa fune, cQIJ. s uo verbo r·u'<le e selvaggio, ma affuscinante, fu lo strenuo banditore di <111esta, nuova. campagna, inspi.· ~-ato aid un fine ideale, sovrumano. Ed al grido fatidioo <li « Di,o lo vuole », ·pl'i.nCÌpi, conti, duchi, religioRi, nobili e plebei, gent,e di città, e del conttuio, in una gara, ammirevole, !:!pinti da un unico impulso, non esitarono ad abbandonare spontaneamente le loro te1~re e i loro beni. <li marci31re alla. conquista della Pafostinar, ponendo sulla tunka -0 ,s ul mantello o su l fro ntale dell'elmo il simbolico segno sanguigno di una croce, in memoria del sacrificio dell'Uomo Dio. Nè la debolezza del sesso, nè gli acciacchi dell'età, valsero a, trattenere dal prendere parte alla santa impresa donne, v-ec.chi e frunciulli : intcr,e famiglie, intere borgate lasciarono 1a propria sede e · moSh~ro. verso la Terra santa . Si caloola, a, 600 mila, iit numero <li quelli che (Partccipairono alla prima, crociata, e l 'ei-:,erdto sterminato,

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-1.57f.1·[1,tto daUa Fra.nda, dall'Italia, dalla Spagna, dall'Inghilterra e d:~ll' Allemagna,, percor·se a g1randi giornate !l'Euroipa, trascinandosi al .seguito un ingombrante numero di carrL di quadrupedi, di bag-a,gli, e di superflue ma,sserizie. Finalment,e nella, prima,vera del 1097 si . accampò sulle rive ol'i.enta1i nel Bosforo, e nel successivo 15 maggio iniziò l'attaooo di N:icea, caduta la quale, [)roseguì alla, volta, di Anti9chia, che cinse i l'assedio, e, d{)l])o sette mesi di lotta, acc~111ifa, riuscì a conquistarla. l\fa la vittoria fu pagata a ben caro prezzo : già durante n 1mssagg'io della, Bitinia e della Frigia l'PBereito fu colpito da numm·osi casi tli i 11:--01:Lzione e stremato per la lunga gucr,ra, Iu ben presto assalito d a,lla carestia, per cui .s i fu costrètti a sacrificare tutti i quadrupedi ml a- nutrirsi in seguito di sole erbe. Inoiltre le pioggi.e torrenziali, l'inclemenza del clima e della stagione torrida, contiribuir.6no a d Ufondere in modo spaventevole i casi di insolazione e le mahttie c:i·s trensi, siochè in breve tclil!PO queste immense masse d'uomini, 111al,c a,rrna,t i e peg~io orga,nizzati, sfiniti dalla fa.me e dai cfo:agi, rimasero decimate jpiù della, metà. Dopo la presa di Antiochia i Cristiani si aprir~ono finalmente la via cli Gen1salennnc, e il 10 giugno JO!l9 lo stendardo crociato ::;vcntolava sulle mura della Città santa. Il grn,hdc condottiero Goffredo di Ilnglione, conte della bassa Lorena, al quale era stato ofrerto il titolo di re di Gernsalemrne, volle per umiltà, essere chiamato semplicemente difensore del S. Sepolloro. Scarsissime soino le notizie che µ,bbiamo sul servizio sanitario di questa prima, spedizione, che durò dal 1095 al 1099: le cronache ci hanno t1ramandato soltanto l'episodio di un capo, Baldovino, fratello di Goffredo, che ,rimase ferito sotto le mura di Glernsalemme da un co1po di lanci~1 a.Ha coscia cd ai réni, con profusa ernor,r agia, ]a quale provocò un non lieve deliquio. Coricato su una lettiga, ebbe pronto .ed efficace '.soccorso dai medici, aJl seguito delle truppe, i quali riuscirono a, strapiparlo da morte certa in g razia anche della sua, robusta, costituzione. Così lo stesso GofJ',redo, gravemente ferito, riuscì a sa]wM·si jper merito dell'ubilità d,ci sanitari che gli ruppresta,rono le necessa,rie cure con ogni sollecitudine. · Anche la seconda crociata (1146-1149), condotta, da Luigi VJT, d'etto i] ( i iovane, ,r e di Francia, e dall'irnperr1tore Corrado JTI di Germa,nia e di cui fu eloquente assertore S. Bernar~do, abate di Ohiaravalle, non ci ,offre grandi pairtioolari in rapporto all'assi1


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stenza sanitaria: sappiamo soltanto che l'esercito francese sconfitto in Si,ria ed il tedesco disperso nell'Asia l\Hn<z~e ebbero a subire sensibilissime perdite per micidhtli epidemie sviluppatesi fra le soldatesche, e di cui non ci~ pervenuta alcun'altra notizia. Nè fu possibile con le forze superstiti tentare l'assedio di Damasco, poich<~ l'esercito, 1og~ra.to dalile malattie od estenuato dalle fatiche e dalle iprivazioni, dovette rinunciare all'impresa,. Nella terza crociata (1188-1192), ;patrocinata da Clemente_III, coll'intervento di Filippo Augusto, ire di Francia, Riccardo Cuor di Leone, figlio di Arrigo II d'Inghiltorra. e dell'imperatore di Germania. Federieo Barbarossa, spira un magg·iorc sentimento di umanità, fra i belligeranti : non -è più la lotfa feroce, 3JCCanita, corpo a cor,po, che si impegna~ acuita dal fanatismo contro gil'infedeli", ma - comincia, a farsi strada il iprincipio del ·r ispetto ai ferìti anche per la presenza di numerose donne, al seguito deUe truppe, travestite <fa gueririeri, le quali, oltre a,d essersi dimostrate premurose infermiere nell'assistere i feriti, diedero prova di coraggio e di valore negU.i assedi dì Tolemaide e di ,Taffa. Si nar-ra, infatti che il condottiero Baldovino, succeduto a Goffredo di Buglione, fece arrestare la marcia deill'esercito ,per non abbandonare una ;povc,r a turca colta sulla, strada dalle doglie del :parto, e la fece assistere dai propri medid : ed egli stesso le gettò il mantello per copri,rsi. Lo stesso Baldovino rifiutò ,energicamente la, pr·oposta del suo sanitario di saorificare un iprjgfoniero saraceno, allo scopo di indagare le cause interne di un'affezione, di cui egili stesso soffriva. Il re Filippo A)ugusto, come è noto, morì a · Nantes il 14 luglio 1223, a 59 anni, nonostante le assidue cure del sùo fi<lo medico Giovanni d~ S. Gillet, per cachessia. ma.Iarica,, da cui e,ra affetto da circa uu amw: colpito da, un accesso di febbre quartana, il re fu sottoposto al salasso e ad una dieta rigorosa, alla quale ipet·ò, secondo gli storici, ,n on volle sottomettersi e dopo poche settimane spirò. L'imperatore Federico Barba,rossa, mentre moveva, coU'eserçito v,e rso la Siria, nel risalirè il fiume Sele, preso da un vivo desiderio di bagnarsi nelle limpide acque, si gettò nell'acqua, ma, colto da illJprovviso malore, miseramente annegò. Nessuna notizia importante dal punto di vista sanitacrio ci ha tramandato la quarta. crociata (1196-1198), promulgata da Celestino IV ed organizzata da Enrico VI, imperatore di Germa,nia, la quale ebbe per azione ipiù iniportante la conquista di Berito.


---:- 159 Nena. quint a, invece (1198-1206), promossa da Innoci=mzo III, ~ui data dal MaJrchese di Monfer,r ato col concorso dei Veneziani, capi tanati dal venerando doge Enrico Da,n dolo e che. finì colla p r esa di Za ra e l'assedio di Costantinopoli, lo storico Giac omo di Vitry c i dà, per il prim o conoscenza di due malattie castrensi che colpii·ono le tru.pipe. La, prima si distingueva per un (< dolore imip,r ovviso d 1e prendeva gli a,rti inferiori che diventavano orrenda-m ente n eri: ~11<.x:es.sivamente le gengive ed i denti erano att3)(',cati da una sp<>..d e di cancrena, sicch·è l'infermo non poteYa più ma,sticare e nutrirsi )). I,:li seconda era ca ratterizzata dal fatto che gli ammalati « durante 11.~ notte rimanevano colpiti da cecità e non rpotcvano più veder 11nlla )). Nessun dubbio che siamo qui in presenza dello "3Corbuto e ddl'emeraloipia,: e la descrizione, pure esposta con ,estr,ema semplidtà e concisimie, non può dar luogo ad equivoci di sorta. Ne,p1pure la ~esta crociata (1213-1241), propugnata da Onorio TTJ e condotta in Egitto (]a Andrea, II, 1·e di U ngheria, che finì <·,oll'inutile ipresa di Damietta, riconquistata più ta:vdi dai SaraJCeni, <'.i ha lasciato alcun fatto importante per la stoTia della m edicina militare. Nella settima (124G-12-G4) . ,gnic'lnta dal re Luigi IX, il Santo, t1·oviamo mm descrizione più esatta e pa1·ticolareggia.ta di un'epidemia di scorbuto che incolse le truppe. E con espressioni ingenue, ma assai vivaci e colorite, ne parla il Joinville : '<< La carne delle gambe si disseccava fino all'os~o, e ta,n ta carne morta veniva alle gengive che ]a bocca diveniva orribilmente puzzolente e conveniva c he i barbieri iportassero via tale carne, affinchè si potesse masticare cd inghiottire il cibo. ,Gra.n pietà era quelila di udir grida,ee le genti fra l'esercito, alle quali si tagliava la ca,r ne mor ta; poichè gridavano' essi come donne che fossero in travaglio d 'infante. Ed alla fine pochi ne sfuggivano che non ne mor·issero; ed il segno di morte che vi si conosceva continuamente era, quando si cominciava a sanguinare dal na..i;;o, che si ,era ben sicuri di essere morti tra breve>>. Durante il secondo assedio di Damietta, che costò innumerevoli ipevdite, le vittime furO'Ilo la,sciate sul cftmpo i nsepolte, e putrefac~n<lo mand ava,no esala.zioni pestifore, fa.vor endo il diffondersi di morbi infettivi. Il monarca in persona si p,rodigò a cura.ire con le proprie mà ni, a confortare ed a soccorrere i colpiti, ed egli pm'e si ammalò. L'ottava crociata (1268-1271) fu condotta dallo stesso re Lui-


I

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µ;ì I\ , ormai ridotto in tristissime oondizioni di saJlute, tanto che pot.cva iJ.' eggersi a stento in sella. Per oompiacere il fratello Carlo

d'Angiò, re di Napoli, egli mosse coll'esercito alla volta di Tunisi, ove sb8Jrcò il 17 luglio 1270. Ma ben presto, per le deplorevoli condizioni igie.niche, le truppe furono colpite dallo scorbuto, <falla dissenteria, dal derrnotifo e dalla ma,Iarià, cootrfltte ad accam[)are in regioni 1pa.lnòosc con poche misere tende IJ)er ripa,r arsi daJ. sole af,l 'icano e, dai venti imipc-:tuosi e soffocanti, a cibarsi unicalllentf\ di carne sa!Lata con scM·si~sim<! provviste di acq11a. Siochè Ja mortalità fu elevatissima e non si a,r rivava in tempo n, da-1· sf'!J)oltura ai cadaveri, che, ~asciati s ul terreno, ammorba.vano l'aria. Ai fori.ti si distribuiva ancora ogni m·a ttina, a digiuno, un cucchiaio di polver·e di polygonia-minor nell'acqua e nel vino : in caiso di l esioni da freccia, supposta avvelenata, si somministra,va una miscela, di scoil opend,ra e di semi di limone·. B iper rendere l'acqua · pota.b ile, si 1:iteneva. rn e~zo sufficiente di correzione IJ)estare quattro fave o quattro ma,ndor.l c nei recipienti che la contenev:wo. f,~p,p n,re Fappia.mo esse~i trovati medici ~ chirurghi al seguito dell'esercito in questa Crociata: alla persona d el ,r e era addetto il chirurgo Pietrn da Soisson. R fattai inoltre menzione di aJ.t,ri medici militari: Dndes di La·o n, Piètro de l a lkocfl, Martin {',CC. ~ le cronache ci narra no che nell'accanito combattimento jnnanzi a Daruietta si ebbm·o nmucrnsi morti e fol'iti, fra i ((11ali il condottiero G'autier, che fu soccorso dai chkurghi e dai fisici dClll'csercito. Questi medici erano soelti fra i più giovani ed i più robusti, e nelle lunghe spedizioni bellic he e nei .conflitti sanguinosi acquistava.n o gradatamente ciò che non poteva offrir loro lo st11dio più assirl uo e paziente sui testi: l 'esperienza e la pratica. Lai tenda, del Re sa,nto era stata jmpianta.ta, in zona l·siposta ai venti ed ;il ten,monto si accendeva.no innan zi suffumigi con una mescol:m7,a di c-eci, lllpini, a,mhra, iprp,c~P.ntmnente macerati nel vino, e sparsi. sui ca,rhoni ardenti per disperdeJ'e l'aria malefica. Ma a nulla valsero IJ.e p1'emurose c ure : Luigi IX andò lenta.mente -speg nendosi .per 1Jaggravarsi ,della disscntf'lria e cachessia malarica. Sentendosi a,gli estremi, si fece oollocarf\ su lìa cenere e cop1·h'e di un cHicio e morì s-0rcnamente a 55 anni. Non sarà superfluo ricordare l'1isanza di questo Re di guari I'C gli scrofolosi toccandoli e-01Je dita, facendo un segno del!J.a c roce . s111l1 a pa,rtf\ a.mmalata, e pron undando conterupora.nea,m ente le fa- . 1


-161rnose parole« Le Roi te tanche et Dieu, te gnérit >>. Questa ca,r atterii;.;ti,ca costumanza, dei Re di }'rancia si trama,n dò per pa,recèhi secoli fm() a Luigi XVI e a Oa,rlo X: e migliaia, e migliaia, di pttzienti accorsero alla reggia e furono cura.ti in tal modo con larga OSipitaJità, a Corte ,e rimpatriati a spese della muni1ìcenza, ,regate. In .modo non dissimile narra la leggenda, che re Clodoveo aveva ~· narito Lancinet, suo conipa,g no d'arme, il quale, secondo Iè prescri1/. ioni di Celiso, aveva ingQfati due s-erpenti pe1' cura,rsi della scrofola. 11 monarca,, dopo aver toccato a,l malato le rnrn1erose piag·h,e, si di:-:in fettava, le mani con una pezzuola, imbevuta, d'aceto, e quindi le :-:t,1·ofinava con un'altra inzuppata d'aoqua. N,è altrimenti, s~on(lo llarra, Plinio, Pirro re dcll'F.[liro, avrebltc ottenuta, la.' gua,rigione dei 1rnilati di m:illza toccandoli coll'a.lluce, che a:veva virtù così mira,co1ose da r imanme intatto allorchè il caidavc·re del sovrano fu cremato,. Ailchc gli impe'l'atori Aureliano e Adriano, con anailogo trattamento, <.~uravano il g,ozzo, pratica che più tardi fu in uso anche p,1·essu i 1·e d'Inghilterra,. CompleRslvamcnte, nel per·iodo delle c·rocia.te ehe durù 194 a,n ni, si ebbe a Ia,mentare una iperdita, di lwn tre milioni di uomini, di ~ui ol fre due milioni di europei. 1

IV. --

LA MlUDICINA MILI'l'ARID J~ LA SCuOLA 8ALillRNITANA.

Fin dal IX secolo Salerno era salita in gran fama per le di~C;ipline mediche, indfrizza,te soprattutto allo studio approfondito dei ch~ssici antichi eò :agli inscgnamtmti del .sommo Ippocrate, per <· rd potè m ~ttere suil suo sigillo la leggenda : Oivita.s l:lippocra,tica. :-i. 'l'ommaso d ' A<Juino S<>ri.veva, in proposito : << Qu,att,u vr swnt 11,rbes ,·oeteris pniem,ìnentes,: Parisii,s in scientit.8, Balernu,m in medicina,) Rononù1, in legibu8> A·11,relianù; (Orlean.c;) in a1wtorilms )). E Pil'ances,co P.ctra.1-ca,, nella rel a zione di un viaggio compiuto nel 13.30, d ,iama Salerno << M edicina,e fonlmn ac gymnasi1Mn nobilissirnwm, )). Raccontano le cronache che Roberto, duca di Normandia, figlio 111aggio1·e di Guglielmo il Rasta,rdo, che aveva seguito Goffredo òi P.uglionc in 'l'.erra, ,Santa, nel ritorm1re dalla orociata in Inghillf•1·ra, Iu ....costretto a sbarca1·e in questa ,c ittà, governata dai Nor1nanni, ipei· i reliquati di una fer·ita a l bracci<> destro, da f.re.:eia av1·c,l enata, dH! avevano dato esito aid unrL fistola. I medki ,s alernitani fnrono chiama.ti a consulto e dichiararono che unico ri.medio era I l


-162 la suzione della piaga: ma nessuno osàva a,vvicinarsi ed il re stesso non voleva, che altri si es!J)onessero a morte sicura. Solo Sibilla, figlia, ui Bairtolorneo, conte di Conversano, sua fedelissima comp~1gna, appena ebbe notizia delle g•ravissime condizioni in cni versava., ruccorse di notte aJla sua tenda; e roent,re eg1li dormiva, a,ccostò le labbra alla ferita ,e ne suochiò il veleno. Il duca, svegliatosi. di sopra~sa.lto, no1i riuscì ad impedirlC l'e1·oico sacrificio dell'amata spos~L, che fece olocausto della propria vita pc1· la salvezza del nobile consorte. Roborto alilora ordinò alla Scuola Salernitana di ,raccogliere le regole cd i preoetti, che l'esperienza aveva riconosciuto corrw i' più pratici e razionali nella cura delle varie malattie: e cosi vemi.e alla luce nel 1066 la famosa opera « li'los mediG'ina. e )), che poi mutò il ti tolo in (C Regimen sanitatis )) e quindi in quello di« .Med'icina sale,·nitana, se'u de consernanàa bona haletiulirM3 )). La Scuola medica di Salerno, di. cair attere esserndalmente laico, ,raggiurn~e il massimo splendme nel 1200 e tenne alto, da sola, il nome della medicina italiana f,ra le tenebre medioevf1li. ]<~bbe soprattutto gra-n de Jama, per il suddetto poema, Flos, medicinae, che fu tradotto in 11 lingue e di cui iSi. ebbero oltre 240 edizioni. Esso costituisce il canone prim:-ipale deilla Scuola, in cui ogni versetto offre dei precetti semplici e pratici, informati per lo ipiù aJllo spfrito ipipocratko. Devesi inoltre ricordare 1'Antidot::irio (114-0) che r::ipprescnta il testo dassko dei ricettari e raccoglie tutte le ricette e prescrizioni terapeutiche de-sunte dalla rpratica-quotid~ana p,rofessio1m.Je del tempo. Questo Antidota,rio è opera, (1i Niccolò .Sal~rnitano, vi ssnto verso i1l 1103, e ,riproduce la prima edizione a,ndata perduta. Si può ,considerare un vero e proprio manuale di materia medica, farmaceutica e teira,peutica,: esso fn cornpiJato ·da Niccolò, 1perchè rogat-M8 a qui7ms(la,m in praetica mecl'icina stiulere volentibus, e fu commentato da Matteo Pla.teario. Un altro testo a,t trihuito alla ,S cuola Salernitana, è quello che prende il nome di Libro dei quattro grandi maestri, che furono Arcirnatteo, Petroncello, Platea,rio B Fe]'Jra,rio, sulla chirurgia di Ruggero di Fruga,r,do, ma, effettivamente da1la Scuola Salernitana p,rese solltanto l'ispira~ione e fu compilato molto più tardi. A;nche la chirurgia, fu a, Salerno tenuta in ooncetto elevatissimo, e fu insegnata, come disciplina da medici insigni, i quali portarono specialmente ipreziosi contiributi e rpiù esatte co.gnizioni negli interventi per !.!;ffezioni cerebrali e per cakolosi vescicale.


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Così, durante il fiorire della Scuola medica salernitana, l'eser(' i :;,,io pubblico defila medicina e <leUa chirurgia divenne molto p ,ro:fied assunse tale importanza, che turbe di m a lati accorsero da og-ui pa,rte d 'ItaJia alla Ofoitas kivpocralica. Il clima do'l cissimo, iO i· i e.lo S<emp,re terso e del più l)lll'O azzuN'o, la vegetazione lussuregg iante sembrava i nvitassero, come SCl'iveva, Orazio al t empo dei Homani, la ·p opolazione informa, a c<~rca,r e fa guarigione dei suoi 111:iJi in ,quei] lembo di tena prediletto dalla natura. O~sì Salerno divenne meta desiderata dPi numerosi pellegrini reduci dall'Or iente 1• dei soldati e dei ca,p i degli eserciti delle Crociate, come il luQgo :pi1) adatto per ristora1'Si dalle fatiche e da.i _disagi della lunga g·u.c1Ta e p er cura-rsi del)e ifcrite che non ,p otevano essere state t rat; l.a,t c convenientem(;nte nel turbine del!la battaglia. 11 numero d ei medici e dei chirurghi regi era notevolissi:ino e 11Lolti di essi furono al seguito degli eserciti durante le sipedizioni guerresche. Non è raro leggere dipl~mi di questi t ern:pi, pervenuti fino a. noi e custoditi ora nell' .A,rchivio di Stato di Napoli, in cui si. p,trla di nomina di medici regj ,per il servizio negli ese1<citi: a questi sa.nita,ri indistintamente veniva assegnato un cavano, affinc hè si mant,ooessero sempr,e in condizioni fisiche ,e ,ccellenti per poter disimpegnare in ogni circostanza le foro mansioni. Narramo le cronache che Miagno il Buono, re di Norvegfa e di Da nimarca (1034-1047), preoccupato della- assoluta d eficienza di AA.nitari per l'assistenza in ca-mprLgna dei m a la.ti e feriti, assegnò a l seguito delle trup[Pe <l9dici dei suoi guerrieri, che avevano le mani più dclic~tte ed aids,ttc per l'aipprcstamento dei primi so-e corsi. Nella vita di Luigi il Grosso si accenna 'a.11cora, che nell'organiz;,,a,zione dell'esercito in cinque corpi protetti ,<fa una ret•r oguardia, a l ooma:ndo d eJl contf: di · Fiandra., per combattere l'imiperatore di Germa-nia, M re non aveva tra~curato le misure di p,revid,enza per comierva,re la sa lute alle trurppe ed aveva :fira l'altro -sta,bilito dei luoghi di riposo per i feriti (deficientes propter 'Vulnera a labore bellico). E si.noti che siamo appena nell'~mno 1124. Già alla, fine del Aecolo XII troviamo òiRtinte le due funzioni di medico e di chfrurgo_ Guglielmo il Bretone, nf\l descriver<: ]a, ferita. inferta, da, Arbalcte a Riecardo Cuor di Leone rn 26 ma,ggio ll!)f) nei prP-sRi del castello di Chalus, à~c-enna, che i ·chirurghi a llargarono fa piaga, ipe;r estrarne il ferN dalla sipalla. destra, mentre i medici si limita.v ano a fa,rè le medicature (apponurit m edici fomenta) secantq11,e chirurgi vulnus) . <· 110


- 164 Anche presso i piccoli eserciti, 1più o meno pe1,manenti, delle 1·e. puh1Jlid1e f\ dei comuni .m edioevali italiani, .è presumibile .sia esistito un servi½io sa.nitado ; aTizi per alcuni di e~si ci risulta che vi fossero ass,egnati. chirurghi con lo stipendio mensile ,di r,o soldj imperiaili. B inte1•.es.sante a1l rigua.ròo far ceJm o di una, .specie di concorso al posto di mcdioo militaT'e prm;so le milizie del Comune di Cr emona, che trovas i nel CJodew ,Uploinati<Ylt8 cr emonensis ('Htistoriae patriae mon1trnenta) serie II, 'romo XXI , pag. 172). Il medico doveva essere di piaghe e (l'ossa solta nto, ossia, semplice chi ,rurgo, e iper due soldi imperi.ali al giorno dovev·rt irmpegnarsi a medica.re g1·atuitamente tutti i feriti. cremonesi. J~ o intanto il · testo della, de liberazione: « iM:OOXL, indictione XII .Adclitu,m est et statutum, quod imus m,edicus de plagis et ossib·ns tantiirn de7Jea,t ire et CBSe cmn carrotio (.carroccio) qiiando vadit in exercitum. Qui habere debeat (le comu,ni duos solillos imperiates in dfo et non pl1ires / n ec solntionern seu p1·r-tùt1n recip-iat al> aliq11.o fli1;if:nt1'..q P.t (171i.<wo7>atus Oremonensis pro med'icat1.ira dmYtnte exercit,,,i, el q ui t cn eatwr rneclica1·c in eo emernitu ornnes de cfoital,c <Jf; epiiscovat u gùw vraetio al-iq11,o , et ita t eneatwr jnrare, et attendere et oùser!iarn )). Un documento di ,p oco 1più a,n ticp, una- pergamena dell'Archivio diploma.tioo di Siena, òel G dicembre 1230, attesta che anche questa Comunità .doveva, ;:i,vere a8snnto diversi l.lledici milita,ri in trcgolare sorvizio. .hl una petizione che alc uni cittaòini, deputati alla, custodia de i prigioniel'i, fanno a l podestà di SiffiliL << a ffinchè Maestro Honifuzio mcclko sia ei;;onerato dal servi,do di medico nelle cavalcate dell'esercito, òove udo c ura,r e molti prigioni.eri infermi». Molto interessante p er la. storia dc11a meùicinn, milit..'llre del tellljpo è 11na.!poco nota miniatu,r a che si può oss~r var,e rn:il Oannen ad honorem A.'ugusti di Pietro d a Elloli del ~ecolo XIL conservata n ella Biblioteca, civica, cli Berna, in cui è ·r appresentato, ncll'a,r te ingenua, e primitiva, dell'epoca, l 'assedio di Napoli (,fig. 35). Un a,rciere è in atto di scaglia1·e coll'arco un dardo contro un guet•r iero in vedetta sulle mura merlate; e nel['interno d elle fortHioozi.oni è effigiato il conte Riccardo d'Acerra,, wlpito da, una freccia alle guanci.e con ferita transfoosa e soccorso ·p ,tcmurosamente da, nn medico che tenta l'e,struzione del dardo e d~L ùue infe1•miere a,<:.sistenti, delle quaili. un'.1 porta un vas o di unguenti e l 'a.ltra -0gg,etti di meòicazione. (~uesta ipreziosa miniatura viene quin<li a, costituire uuo dei più a n -


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f icl.ti documenti figura.ti vi dell'assistenza sanitaria medioevale in ~Llcrra con la, oollaborazione dell'elemento femminile. F,d a p1·oposito <li !>idro da Eboli, 1·icord~rc>mo che quest i, oltre <'11 c magister ed ecellesia~tko, era anche medico; e dC'!<Criv,e con

Fig. 35 - Miniat,nra ùal Can11et1 ad hon01·1m1 Àug1tsti cli P ietro ùa· Eboli nell a Biblioteca civica di Berna.

molti particolari la malattia che trasse a morte l 'imperatore Ar1-igo VI, figlio òi I!'edc,dco Barlmrossa, il 28 settembre 1197 a, 'Mes~ina, di ritorno dalla caccia nelle paludi di .Nisi, allorchù fu colpito tl;t lla terzana malariea.: a,rri1niit a lritea f ebre noact11,,.; iter .

..... . I medici. milita.ri, che segniviano le tn1ppe in c.a,llllPagna, per la maggior parte erano chiamati 1nilit<J8 o nobiles eél ottenevano feudi in ricompensa. Così Giovanni da Casamicciola, il medico preferito


-166 <li Uu,do 1, neHa metà del 1:,ecolo XIII, assurse a ta:te fama; sia come dini<:o, sia come scrittore del. Bre1;iariumJ>ractioa,e, da tenere n [Jl"Ìmo·posto sopra tutti i médici napolchwi iprovenienti dalla Scuola di Salerno. Egli coane archiatra del sovrano lo aocompag·nava nelle spedizioni guerresche e fu perciò nominato milite, ed ehhe l'investitura del ;f eudo di F ·r ignano presso Aversa, come risulta da un documento esistente nell' A:rchivio di Stato di Naipoli. Per dimostrare come questo medico militwrc a<;eopp~asse àlla sua J:ìeienza buona dose di spirito caustico e satirico, è da ,r icordare che netll'aeeennato Brev'iarium Practicae egli fa, delle osservazioni moilto eul'iose e . piene <l'umorismo. Così, per esempio, 1è; veramente originale e mordace l'a,nalogia che egli trova fra le donne e gli animali velenosi, per cui ncl proemio del terzo libro, quando si 3JC.dnge a trattare delle malattie òelle donne, seri ve : e< et quia mulieres 1tt plwri1'nitm sunt animalia veneno.<Ja, de mor8a animaliwm venenosorurn consequenter trrwtli1Jo )). In altro caipitolo, a iproposito ddk1r let.a,rgia, r.:1r:cot1ta che ad un soldato napoletano oppresso dal sonno, per ma,ntcnèrlo desto, fece legare un maiaJe per i piedi e sospenderlo ail letto · dell'infermo, a:filnchè con i g;r·ugniti striduli e continui gli in11pclli1Sse di dormire. Ad un altro soldato, colpito dalla stessa infermità, fece ra,dere la testa e co:spàrgerJa di mieJe, .afiln<;hiè accor,r esser<, le mo~he, e l'infermo occupato a sca(',ciarle, per vincere la molestia, fosse così di stolto dal!l'assopimento. J\fa ben rpiù interessanti ot.'!Servazioni possiamo rinvenire in questo Breviarwm dove si alterna il serio al faieeto. Infatti, int,rattenendosi sulla legatura, d·ei vasi, Giovanni da, Cas.amiodola così si esprime : << <Jnm ao·n ferrea" nrgenlea, 'Vel aeneo, supt'ili; capias vennrn cl su,71 6(t dUigenter du,caB cwum cu,1n filo Bèr(co, qno<l filit,rn ah alia parte venae tralwtur, ita, quod 8_u bstantia illi11,8 venae non ta,11gatur,ab al'iqiw et 1,ena li{letur cum duobu,s nodis 1 n e 8(tnyuis poss,it earinlle exire >>- Reco un ignoto ipreconiz;i:;atore della kgatm·a delle arterie! E dehhono pa;ssa:re ~incora tre i:;;ecoli prima che sorg·a l'astro Juminoso di Ambrogio Pa.rèo. I medici ed i chirurgi, seguendo spesso i movimenti delle trup1pe, ne ricevevano quasi semtpre lairghi compensi : coi:;;ì, per esempio, nel 1272, Oa,r lo I, pr,1'1(',01,rendo varie parti df'l regno col suo esercito, fece paga,re venti oncie tli oro, equivalenti a 290 ducati, a Giovanni da OaRamicciol:i,1 ed onde 12, eguali a 174 duca.ti, a. Simone .


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A ,·chiodo; e ciò per le soile sipese sostenute durante il viaggio nel rrrn~e di gennaio in Puglia. Ordinò inoltre che uguaJle S<}mnm si fosse pagata, nei mesi seguenti nel caso che essi continua1SEH~ro a. rimillllere i11 quella reg.ione, come l'isulta da un documento esistente nel Regio Al'Chivio di Stato di Napoli. Degno di essere ancora ricordato, sia perchè salì molto giovane in grande rinomanza, sia anche per le sue pregevoli opere, è maestro Mauro, medico aulico e miiJ.itare, ricercato dai facoltosi del tempo, t hc sul .llni,re del secolo XII disim1:1Bgnò il sei:·vizio sanitario presso i.l Re La,dislao, seguendolo nella mag·gior par-te delle imprese guer•l'l!SChe. Di lui ci rirrnangono tuttavia diverse opere, tra le quali un 11tanoscritto che si conserva nella biblioteca di Pa,r igi, col titolo « ùiber phlebotoruni) secundum MagistrU'rn 1.vlwwrwrn )), studio di p L·atica chirurgica molto im,porta,nte per quei tempi e reputato come fonte di grande valore rper i medici della Scuola, di Salerno. Jfl nella nrccolta salernitana,, contenuta. nel codice di Hresla,via, tleggesi. una sua lezione anatomica,, m<;>lto ,più minuta cd esatta dell'anatom-ia, JWl'<Yi di Cophonc, ~hc .si -tile1111c fin VlH'tiO il ':300 sel'Ìtti.L ùa, GaJ.eno, 11elfa quale espone la struttura anatomica, del maiale se,condo l'uso della Scuola di Salerno. Ed è molto interessante la descrizione dello stomaco, d~ll'intestino, delle vene meseraiche e lattee, della vena porta, della cava e di altre pa,rticolarità anatomiche sutlla struttura dell'animale, esposta in modo oosì completo ed esatto, che ~gidio (li Gorbcil ,riguarda mastro Mauro come uno dei più eccelsi. ingegni ddla ,Scuola salernitaiùt, ed il 1Più profondo e versatile spirito fra tutti gli scrittori medici, di poco postedori alla, metà del XII secOilo. Quwsi contemporaneo al p,r ecedente e m~d,ico (li. Gugilielmo II, suo aiuto, e degli uomini del seguito durante la guerra, fu Giovanni CastaHs, conosciuto a,nch_e col nome di Maestro Ferrario, il quale lasciò una bella fa.ma di sè quale chfrurgo militare. Ed aincora Mastro Bruno di Calabria, lettore di chirurgia verso il 1200 nello studio di Padova, il quaI,e raiccomanda neille lesioni da freir,cfa non penetranti -i n cavità, ma molto profonde, di fare useire la punta. dal lato opposto p,er evitare che gH ami. 1p,ossano prov,ocaire [)iù vaste lacerazioni dei tessuti. Ricorderemo infine .Guido da Yig+wano (1270-rn~5), archiatra dell'imp<>,ratore Enrico VII, il qua1fo, oltrf' esse+e un medico militare aflsai rinoma,to in quei tempi, fu a,nch~~ 1111 valente stra.teg~L <' •scrisse un' trattato sull'origanizzazione della guerra. cont-ro i Sa-


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t aceni: fra le tante iproposte, avanza l'idea, di ca,rri ùnbattagl-iati) smonta bili, semoventi, j quali Ri possono ritenere i precursori remotissimi deg;li attuali car,ri armati. In questo periodo storico, le lesioni e le m.alattie, conseguenza delle guerre, dei viaggi e di ogni sorta di avventure, alle quali i caYalieri. andavano j11contro, richie<leva,n o necessaria,mente l'ope,ra dei medici e più anoora <lei chirurghi, i quali si dimostrarono tanto più degni deill'artc lO'ro, quanto più sapienti ed audaci. J>rovveduti di unguenti, ,spesso raccolti nelle officine di Damasco e di a,lt,re dttiì, dell'Asia minQl1'e, con buona scor ta di foN·i ustori e <li coltelli, dimostravano la loro sagace operosità e la loro grande intraprendenza, seguendo, iper la pratica, molto da vicino gli insegnamenti dei chir·trngi afl'aJbi e salernitani.· Così la chi,r11'.rgh1 dei medici militari, usciti_ dalla Scu()fa di Salerno, segniva in buona parte i precetti 'e le {lottrine pr~prie di questo stu<lio. E si può dfre che il progresso della chirurgia generale , nel sno cwmrrnino ascendente, va di pari passo eon q U{'llo d,elJa chirurgia cfalla Scuola salernitana, c1i <:ni i chirurghi militari, che spe.sso erano a,n che medid aulici, r31ptpresentavano i migUori campioni. Tl edebre scrittore di quell'epoca, G ui.do dc Ohauliac. d el quale t1vremo occasione <li occupa,rci più a.vanti, oon la semplicit à e franchezza, caratteristiche del secolo, de termina aJcuni punti essenziali, riguardanti quel 1periodo stol.'ico tanto poco studiato e così mal conosduto. Egli infatti, do;po aver· brevcmc.ntie ricordati i Greci e gli Arabi, passa d ' un tratto alla ,chirurgia dei t empi suoi ed in questa esposizione, quantunque francese, non ;.;a, indicare altro che nomi italiani, e ne tesse i ,più grandi elogi, ponendo innanzi tutto in p'1'ima linea Ruggero di Frugairdo, Rolando da Paiuma ed i quattro maestri citati, « qui libros speciales rle chirutyia edider11nt et multa empirica, eis rnisciterunl )). E poi-· chè Rugg.ero con ,s icurezza fu allievo della Scuola salernita na, e Rola,n do e i qna.ttro maestri non fo<'~ro che 1:ièguirc k opere <li. Ruggero, si può concludere che i prillllordi della chi.•rur.gia, vennero s oprattutto da Salerno. È da cit a,,re aJJoora Bruno di Longobur:go,, il quale « satis di8oretc dieta Ga,leni et A.docnnac et operntionem A bnllw sis in sumnwm redegit )). CoHÌ per opera di ,q uesto sanitario, anch '~gli' come il precedente, m,ile8 atque mellicus a1tlicus , là, chirurgia., mo-


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dellata dai salernitani sulle otpere ,dei bassi tempi grecoJatini, cominciò ad arricchin~i di molte cognizioni galeniche ed arabe. Seguì a costoro Gug1ie1mo 1a Saliceto, il qua.l e, bm,andosi princiJpaJlmentc sul suo criterio, formò un prop,rio sistema di. chi1·m ~gia, eseguendo sui campi di battaglia molte operazioni 3Jrdite per quei telIIlJpi, t;mto che lo Ohauliac n e fa le più grandi lodi. Sono dunque tre tappe del p 'r ogrcsso della, chinirgiu, di quel 11eriodo, illustr~to abbasta,nza chia,ramente nel 13ti3 da Guido d·e Uhauliac. Essa, fu prima latina, <1uiI~di a,r aho -g1·eca e poscia eclett ica ccl ita1iana. Guido inoltre parla di cinque scuoile chi,rnrgiche, t•sistenti ai suoi tempi, delle quali tre scientifico-rpratiche sono le principali, mentre le altre due . non meritano considerazione, perchè una riguarida i medici tedeschi, che usavano scongiuri e altre p,r atiche grossolane, e l'alt1:a riguarda e~edienti 'e mpirici da donnicciole del volgo. A 11 'opjposto, le iprimc tre, degne di nota, ern,no dirette, la prima ,da, Rug.gero -e Rolla,ndo e dai quattro Mae;;(,ri, i quali curavano le ferit.e e gli ascessi con gli emollienti; la seconda da :Bruno e da 'fco<lorko, che li curavano con i disseccanti e col vino; e la ter7,a da Guglielmo da, Saliceto, il quale, volendo tenere una, via, cli mez:w, ui:;a,va unguenti ed empia.stri. Si può quindi c-0nc1ude,r,e che Ruggero e la sua scuola rm.ppresentano ila, chirurgia indig,ena,, Bruno c,(i i suoi seguaci la chirurgia g1·eco-a.raba, ,e Guglielmo da, Saliceto e Lanfranchi i primi albori della. chirurgia italiana, eddtica, che progredendo nel XIV -XV s-ecolo, giungerà nel XVI a ~1nella massima perfozione consentita ,dai tempi d'allora. La, Scuola di Salerno dunque non feee a1ltro, evidentemente, che tradurr,e in forma, scritta e concreta la chinw•gia i.pratica, csei·citata per tradizione; od in altri termini ridusse l 'crnpfrismo a, rp1w:etti scientifici. Bd i mag-istri) nello Specfrnen sa,nitntis ) danno i precetti deHa chi,rurgia con molta dott,l'ina,.

Ruggero di Fru,ga,rdo si può ritenere il più grande chi-rurgo di questa Scuola, ed tè l'autore del primo trattato italiano di chfrm·g·ia , />md muÌJ(li {ohricrnn) in <?11i sono ampiamente esposte la, tecnk.a, p€r J '.:;, riduzione delle lus.sa:r.ioni, le lesioni deil capo e del cer-. vepo, con Je _n{)irme per ]a, t,r a,pa,n azione, nonchè gli interventi ope1'.'atori per la cura dcll'id1'{1cele, dell 'ernia, dei calcoli vescicali, e


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pct· il e aspor tazioni di carcinomi. lnteressa,nti wp:o i precetti da lui s uggeriti per gl'interventi nelle f.erite addOOI1inali: se vi è fuoruscita .dell'intestino e se questo è rima-sto lungamente esiposio ail l'airia, oonsigli a di lap,a,rotomizzarc un animale e di sovrapporre i visceri ruppena estratti sulla parte ferita iper riscaldatre la, massa i.ntestinaJe, lava,n<lo poi co.n acqua calda e Jascia,ndo O.a ferita. aiperta :fino a che la lesione intestinale non si sia rimar·g inata, ed applicando d a ultimo un drenaggio e<l una, fasciatura, da cambiarsi giornalmente .. Ruggero si dimostrò p,r atico valorQSo in chirurgia, pratico però non per emiptrismo, ma p,er aver seguito da vid1io i miglior i maestri nell'esercizio <lell'arte, tanto che egli stesso scl'ive nél primo Hbro dcl1la sua <Jpcra : « S0cion1,m nostror,u m el m ,u striury

virorum· ut opera cons'uevimus in soriptis redigere <leliberata ratione censuimi,,s J u.t cu,rmn quarn a no bis reci.percrd r<-:tinen: -ccileant )). Della moltep1i~e opor<Jsità . sci.entitka di Ruggero ò degr: :.1, di nota Ja cura chirui·gica del broncocelc, cura ard ita, ma ragionevole : consist.,,va <1uesta nell'attraver sare il hroncocclc con due setoni passa.ti con ferro 1;aldo l'uno per il lungo, l'altro iper traVP.'rso ; ogni giorno, mattina e sera, si tirava il setone per manie nere la :s uppurazione, dalla qual e il volume del tumore rimanent consumato. Da ci.ò si :rileva come l 'uso del setone che wlcuni critici, incorsi in inosatte investigazioni, affermano fosse importazione di una chirurgia r ela,tivwmente moderna, tr,ovasi già priima in H,uggero t poscia in Rolando, che da costui Jo a.piprese. Non sarà superfluo ricordare che in quei tiempi il setone si praticava·.p referibilmente alla, n uca, eseguendo due piccoli tagli rpa1.rallcli dcJla ente ed in t1.·oducenò-0 un filo od una listereNa di tela, mantenendo infine aperti gli orifki c<Jll 'introduzione di un. pisello o di una fa.va, o, di altro corpo estraneo ip,er impedire la ,cicatrizzazione. A;nch~ il metodo di curare il gozzo con la spuigna è completame nte di Rugger-0, ed è stafo adoperato fino a.i gior.ni nostri, perehè l'aziQne terapeutica, è dovuta .all 'iodio, rui.iuralmente contenuto nella spugna stessa. ~è certo l 'ard.ita operazione di passa,r e nel goz:r,o un d()!ppio setone trovasi des.critta prima di l ui, per quanto si sappia, ed è intera.mente <li vers a dai tentativi op~i.'atori desoriiti da· Abulkasis (libro II, [ap. 42), il quale dimostra di a,vere una nozione molto confusa del bro.ncocefo e nel caso di. « t umori di gola e nodi )), -00me


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egli chiama, ne consiglia, l'csti,rpazione oon un metodo ,r ozzo e a u ~ dace . .Per le tonsille suppurate Abulkàsis u:,;ava 11wendcrle con ur uncino, tirarle in fuori ,e p erforarle o indderile; mentre Ruggero procurava di rompere l'ascesso sia col dito, sia aiprendolo con un met~do eIIlJPirico, tuttavia adoperato daJ. nostro popolino fino a tempi non molto lontani, sebbene un po' diversamente, quello cioè. cli prendere un pezzo di carne bovina semicotta, di legarlo fortemente con un filo, di obbJiga,r e l'informo ad inghiottirlo, ed tLppena oltrepassato l'istmo del!l.e fauci, ritka.rlo con forza, : l'ascesso in ta,l modo veniva rotto dall'interno all'esterno. Ruggero voleva che si mantenesse,ro 31perte le ferite penetranti neil torace per impedire la rtWcolta del sangue e 1pus; nelle ferite addominali, se erano lesi l'intestino e [o stomaco, suturava la ferita di questi viscerL e per (Proteggere 1a pai;te cucita, dell'intestino dal contenuto, metteva nell'interno delle an~ intestinali ed in corrispondenza della sutura, un carmello di sambuco. Neil · tratta.mento ,dei · tumo•ri maliigni endocranici, dorpo di avere asportato la, iporzioné ncc.essairia di diploe, estiI1pava, fino al suo im pianto il tumore, ,p reconizzando così alla distanza, di s,e tte secoJi gli a udaci tentativi del,la chfru1·gia. moderna. Ruggero, H quale oornpendfa. le più ·p ro,gt'edite conoscenze della, ;.:hirnr.gia de i suoi tempi, ,parilando delle lesioni e fratture del cranio, si addentra in ,ricerche minuziose ed 01·iginali e p,retende finanoo di avere determinato i sintomi certi d elle lesioni delle va,rie circonvoluzioni. E.gli era ,solito introdurre nelle ferite craniche una ipiccola spugna per facilitare l 'a.ssorùiimento del pus: quindi le tamponava con filacce imbevute nel bianco d'uovo e per consolidarle rico,rreva aJlla pece ed alla •resina. Nelle lesioni della faccia si valev:t di stuelli di lardo, apiplicando suooessivamentc mumia ·e sangue umano disse.ocato. 1\"el 1·itira,rc le frecce dalle ferite, raccomanda inoltre di assicurarsi innanzi tutto se esse siano barùate, cd in taJ. caso, suggerisce un. metodo di ,estrazione così ingegnoso, che giustamente, in ·tempi a noi assai vicini, il Marchet ti ne fece un'utile a,p.pUcazion e per casi ana.lo.ghi. Di fronte ad un'ernia de!l polnu.m e, Rugg·ero, allo scoipo di evi ta,re la lesione di quest'organo ·c on la dilatazione della fel'ita, consigliava di far rima.nere in piedi il soggetto, di affe1~mre la su perficie superiore ed inferiorf' della lesione, cd addossarla d alla.


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1>..1,r te fuoruscita del polmone, e menbre si teneva così compressa, obbligare il ferito a sedersi brusca,m~mte e con una, certa foi·za, pretendendo che in tal mod-0 sarebbe subito rifmtrata, la iporzione fuoruscita del polmone. Pare che Ruggero sia, stato ancora rno1to ' :1;hile nelila 01wrazione di litotomia; ed il metodo da lui wdottato era una moclifi.cazione di quello dassico descritto da Oelso. S'introducevano una o due dita neM'ano e si spingeva [a, 1pietra verso il collo della vescica,; e mentire un assistente, sohlevato lo scroto, premeva sull'ipogastrio allo scopo di fissare la piet,ra,, l'oµeratore 11waticava un'incisione tra lo scroto e l'ano, profondamente, :lino a scoprire il cakolo, il qua.Je veniva estratto con un cucchiaio o con un uncino. Fra i modici mi]it311'i del tempo che fanno ca po aJila Scuola sa.lcrnitana merita infine di essere rk-0rda,t o (Hova,nni da Procida: i] cui nome ci è stato tramaindal,o da.Ua rivoluzione d el vespro, che fece dfre a Dante: 1

<e Se maln, ,Signoria ,r•.hc\ ,;c\mprc\ .a,ccm··a, Li popoli soggetti, non avesse

Mosso Palermo a gridar Mora, Mora>>. Giova,nni saJ.ì in fama, (lrfale medico e chirurgo dell'imperatore F~derico II di Svr~via., e lo f':Pgnì Rempre cogli aJtri medid Juilitari neU'lta,l ia settentrionale p (•r circa due luRfa·i tli guerra accanita., combattuta contro ipapa Innocenzo IV, 1prestando insieme con altri compagui l'opera, sua, i,ntellig,ente P pronta,, sia, aM'irnpcratme cd ai suoi cortigiani, sia a-i_ sol<la.ti flell'esercito, tanto che, cessate le m;tilità, il Vf~l(n·oso e colto n1e<1i<'o militare ricevette in compenso akuni feudi ne.]lle vicinanze di Saderno e d i Caino. Corrne P- nnto, l'in1pcrat01'c Federico IJ morì 11el 12fi0 a, F(')rentino colrpito da dis~enterfo, e fu a;nwrosamente assistito da Giovanni da Procida. ('.he firmò com(:' testimonio il tcstallllcnto del re. V. -

LA Ml!}DICINA ~l LA CHIRURGIA MII,I'l'ARE NML 'l'RrnC~J:\''l'O.

Lé i;icienZf! mediche che a,v evano t1·ovato sicuro asifo e farga ospitàlità, nei monasteri e nelle abbazie, che ,ra.pp,resenta.no a1trettanti fari luminosi di civi!ltà fra le fitte tenebre medioevali. rkcvono nuovo impnli;;o e sviluppo per opera dei re di Sicilia Ruggero e Federico TI e deil re di Naipoli Carlo I d 1Angiò, e cominciano Jentamente a, diffondersi per tutta l'Italia.


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Fin dail 1200 ;sorgono in Ew·opa i primi centri di studio c lic prendono il nome di imivérsitates studioritni) ,pe1'chè vi si inf-Cgna tutto lo sicihile di qnei tempi, e si svilu1ppano da.llc antiche corporazioni <fogli stude11ti e. collegi dei ,lettori protette e dotate largamente òi privilegi_ da,i Comuni e da,i r1.~gnantL Fra, li.e più antiche lJ niversiità in Francia è da citare quella di Pa.rigi fondata neJ 1180 ed ancora più antica è !la famosa scuola di Montpellier (Mons Pcssitlamus), cr,ea.ta ne] 1120, che nella sua o·rganizzazione e funziona.mento ricorda ila: Scuola tli Sale rno. In Italia fu,rono istituiti gli impo,rfantissimi Studi di Bologna nel J j18, p er il (1uale venivàno stanziati ci-rea 20000 dncati all'anno, di Modena ne!l 1182, di Pa{Jo.va nel 1222, di Messina ne1l 1224, di Najpoli, fondato nel ]225, da, Federico II, fli i Tercelli, creato nel 1228 ~ler iniziativa, d el Vescovo U gone di Ses,sà, di Snfamanca nel 1240, di Siena nel 1241 , -di Piacen,-;a, nel 1248, di Perugia nel 1308, rli Palenno nel 13]2, Ffrem.c nd 1;~20, Pisn nel 1343, Pa,-via ne.I 1361 (',CC . Come particolare curios-o, è da, nota,rsi. che nei Luoghi ove si irnpartiva,no le ,lezioni in estate vi gj ammassava. la paglia, in inverno il fieno, sn cni si -di.RJI)onevano gli scola.ri ed i lettori: a, questi e,rn, ,r iservato uno strato più abbondantf~ per ,es.sere più in alto e pot ere d()l-!'.11inaire l'uditorio. Oo's ì Sig-ieri, lettore n e11o Studio 1pal'igino, ,denc rievocafo da Dante nel Paradi,so : << ..... nel vico degli strami Sillogizzò invidi:osi veri>>

La chi~ur:gia militare si gloria·in questo periodo di nomi ita, lia,ni. Ricorderemo anzitutto G·ugJieilmo da Saliceto (121] -1277), {ln. Piace1w,n. , illlustra.zione de11 'antichissimo Studio holognese: fn uno dei primi a tenta,r e la, fusione della medicina ,colla chi.rurgia, a 1-iconoscere l 'importanza d ella ,fiJosofìa nello scibile medir,o e a-cl applka,r e nella, tecnica operat01·ia. nell'~1,pcriura d egli aiscesisi epatici il coltello, in luogo del ferro rovente, di. cui si servivano esclusivamente gl~ Arabi. Eg]i int'T·oduceva nelle forite delle soude (tonncha,e) fatte con ,r adici òi rafano, c,osparse di polvere di. vcI'atro, ~,er ,provocare l'k1itazione e conseguente cicatrizzazione della lesione. Per proteggere le ferHe del c,ranio .era solito rfoorrere a<l << un piccofo guanciale, perchè l 'a,rht, non vi penetrasse)), intervenendo poscia arditamente col trapano e coil raspatoio ; nell'e8tirrpazione


-174dei poliipi nasali insegnava a dilatare in prrecedenza le narici con 1uuL spugna · preparata; per il gozzo osservava che « se · non se c1li·a in due meRi, è bono che tu faici inciòere.)). Non è interventista invece nel ca.nero della mammella, non sembrandogli sen:ipré (( cosa honesta )) l'oipeirazionc. È ancora uno dei primi a praticare le suture iiitestinali da pellicciaio, sconsigliand-0 l'introduzione di

J<'ig. 36 - Lanfranchi cfa Milano. Lettore di chirurgia nell'Università di Pari~i (Se colo XIII).

corpi ,estra.nei neMa f~rÌ'ta e ad estrarre i calcoli vescicali con taglio mediano ed intravede già i rapiporti fra quantità di urina e idropi,sia. Do,bbirurno infine ricordare che fin dal 1275 Guglielmo da, Saliceto riconosce la contagiosità dell'ulcera venerea dovuta a contatto impuro, e come mezzo profilattico raccomanda un'abbondante abluzione con acqua f.redda e aceto: ablutio cum acqua frigida et roratio looi oivm aceto.


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un'alt1·a illustrazione della chirurgia, Larnfranchi da :Mihmo (fig. 36), uno dei migliori allievi di Guglielmo da Saliceto. Bandito dalla natia città nel 1290, per ordine di Matteo Vi,s conti, emigrò in Fra,n cia-, e nel lWF> fn chiamato a Pi1rigi ad ìnsegnare in quella famosa Università.. Ivi scrisse, per invito dei « Racalari cli medicina)), un iibro di chirurgfa, che ;pc•r molto tempo costituì un testo cla..,;;sico della scuoJa france.se. Fece inoltre una strenua campagna per togliere aì barbieri la pratica del salasso, reclamando per· i chirurghi anche questo intenento. Nel 1254 i chirJ1rghi di Parigi, pel' eliminare dana classe sanitaria gli elementi estranei, richiesero gli esaminatol'i, ,e ne l 1260 si ra<:eo]se,ro in un collegio, gli statuti del q1rnle erano sta.ti redatti in base a, quelli delle università, Nel 1~11, per opera di ,Giovanni Pilard, quest'associazione fu {:Ostituita in ente stahil<>, sotto la protezione dei santi medici siri, Coslllt, e Damian~, due gcmcilli che avevano subito il mf1rtirio sotto DiocleFig. 37 - Un chirurgo francese in abito lungo, zia.no, ed ehbc vita l'igogliosa tlell'epoca ili J<jnrioo· III. per circa cinque <:lecoli iper trasformand in seguito nelht famosa Acca,demia di chirurgia, tuttora esistente. I membri dell'assemblea avevano, come segno di distinzione e di onore, la rprerJ)!:a.tiva .di i~dossa,rc ,nn abito lungo (fi.g. 37), mentre ai ha,r hieri non era p,ermes·so che di portaire ]'abito corto. Lanfranchi riuscì a da.re ill massimo svilruppo a q_u est'assodazione e fasciò due pregevoli opere di piccola e grande chirurgfa, ricche di molte ossc,rvazioni .ol'iginaJi; poichè era ~olito di considen.n·e il malato come il miglior libro di studio e di visitare gli infe11mi inÈ dovere di italia,n i ricordare

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-176 sieme ai 1suoi di,s-oeipoli, in 1presenzµ dei quali t'seguiva, le ' opera zioni chirurgiche. Eg1li si può quindi ritenere il ca[)o stipite della. scuola di chi1·urgia fra,ncese. Nel suo fannoso trattato della grnnde chi-rurgit~ sono c,siposte imp<.>rtanti <',ognizioni. sulle fratture de1 cra,nìo, con le . varie indicazioni della · traff_.mnazione 0d altre ossei·vazioni sulle ernie ed applicazione {lei ciuti es nll a, <'.a1co!losi vescicale. Celebre è una sua sentenza, : (( nessuno può essere un !Juon medico se ignora le operazioni chfrnrgkhe nè alcuno può operare se non conosce la medicina)). 11 Lanfranchi kena, le emorragie col torcola,re di sua invenzione e quando la. vicinanza di un nervo complka l 'intervento, sa all'uopo ricercare il vaso ferito e legatilo in sito. P ,r atica arditamente la, tra-pana:1,ione del crtwio nel caso di depressioni ossee, e con sua som[mli meraviglia, constata la gmwigionc di t,re soldati feriti alla, testa con perdib1 di sostanza, deilla regione ce1'ehrHle anteriore, nei quaJi ,e ra residuata .solia.utu ùeLoh•11,11,a di memoria (, d'intelligenza e divulga in Francia, la rinoplastkkl, col metodo òel 'l'agliaco:1,:1,ì, ricorrendo ,per iil lembo alla cute del braccio. Tnt,rod uce infine nell'esofago h ~so una sonda di piombo ,per evitare la fuoruscita degli alimenti. Frra i medid militari i,taliani del tempo merita anche di essere segnalato Ugo Borgognoni, da Lucca, di nobile famiglia., scolaro del Lanfranchi, il quale nel 1214: fece un contratto col comune di Bologna, iu1Jpognandosi a prestare i] 'o.p~ra s~a g·,ratuita a, tutt i gli ammaJ.ati 1povel"i della città ed alle tr1tppe della guairnigione, dietro un compenso annuo di lire 600, da 11agarsi una sol volta. Però per gli interventi in caso {li frattur~ ·O di l11s1sa-zioni, o se gli infermi · si trovava.no in buone condizioni finanziarie. egli aveva il .flkitto di prc tender·e di più : nd primo caso un car,ro di legna e dagli abbienti un ca,1To di fieno, oprpnre 20 soldi. ,:Morì nel 12r>2. Nel 12:18 lìgo da Lucca fu al seguito de.lle solrlateschc bolognesi inviate a,l fa, 'prima, crociata in Siria e pr,f'f{fl parte all'assedio di Damietta,._ :È degno ancoi·a di esser·e rico-rda,t o suo 11glio, Teodorico da Lucca, nato nel 1_2m5, delll'ordinc dei p,redicatori,, vescov,o di Bettonica e di Cervi.a, che affermò corag,giosamcntc ;1011 essere necP1;sario il pus; anzi questo non faceva che pro] unp:are il rleco1·so della malattia e-d imipediva la, gua,rigione. Seguendo le norme di A~·istotilc, egli fn il primo a prescrivere il vino caldo nel tratta.mento dclile


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lcs ~oni e fra, i primi a pratica,r e !Ja, narcosi. I metodi di anestesia, fin tempi remoti, 1ion erano ignorati, e già, per a.tte1Ìuare le soffei'en?:.e (li-i cròoefissati si r:icor,r eva a,l morion) d'origine orientale, fatto a l>u1se di manfl.ragora e si usavano negli atti operativi le rnedicirute o1idorm'itivae .. Si i~beveva una ~u,gna (svonga soporiphera) nel suoco di 1piante sonnifere (OIJ)pio, manclil.· a,gora, cicuta, lattuga, solano nero, giusquiamo c,cc.) e lai si lasciava asciug:-u·e al sole; nl momento della, narcosi la si immergeva. nell'acqua calda per sdogliere i succhi disseccati e la si accostava quindi a11e na1rici ddl'orperando (narib'tis appUcata), fino a, che fo~e preso dal sonno (capùtt 80rnnmn). P,er svegliare il pa,ziente clopo l'inte•rvento, fii f'Ìt·.o r-r eva poi aid un'altra spugna intrisa d ' aceto avvicinata a,lle nari o s i introducevano nel naso dei imcchi di finocchio e di ruta. Questo 11tc!odo di anestesia fu messo all'indice dalla Chiesa e conseguenLemçnte cadde in disuso. Teodorico fu infine uno uei 1primi a pres<.TÌYcrc le unzioni mercùria]i nelle affc1,ioni cuta.nec. 1 l,1

Dei medici. milita,ri francesi di quesVepoca è da ric:01,uarc F,nr.i co de .J\fondevillc .(1270-rn:.W), scolaro di Guglielmo da Saliceto nello Studio bolognese, presso il quale aveva potuto assistere a 11ume,roi;;e dissezioni anatomiche e porto l'indirizzo del maestro HPll'insegnamento anatomico aJl'Univcirsi1tà di Montpcllier, attenendosi ai classici e soprattutto alla scuola araba di .Avicenna ed u t.ilizzando anche i disegni an3Jtomid da, -1ui cOJpiati a Bologna. Gbhe anche a maestri di chirurgia Lankan.chi e 'l'oodorico, seg 11enflo i loro precetti nel trattamento delle ferite senza supipu1·a,zione, portando tuttavia un suo personale cont ributo di originati.i osse,rvazioni, sp_ecialmente per quanto ,riguarda l't~strazione delle Jrecde. ]fu chiamato nel 1301 alla corte cti Filippo il Bello, re di Fra.ncia, come archiatra e fu confermato 11 ella carica dal successore Lui,g i. X; egli non solo a,v eva l'obbligo di invigilar,e sUJlla salute del monarca, ma lo doveva acoompa,gnare anehe in tutte le spedizioni milita.r i. Così ebbe occasione di ra<CùOgli:ere un gran numero di osservazioni, che riunì in un libro, il quale si può consideraf'e come uno dP:i -primi tra,ttat i di ~hirurgirL <li gue1wa.. VaJ.e la pena di sfogliare qualche [Pag·ina di questo volume per a vere un'idea dei metodi di Clll'a in (!nell'epoca, delle lesioni belliche. Le armi più comune.mente a.Uora usate erano la spada, la ]2


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lancia, i1I giavellotto, la bale>Stra, la ma1,za e le piet:r e, che d etc1·minavano quasi sempre un'em.o nagia fPÌÙ o meno imponente, associata o no a deliquio. rri-rna preoccupazione del chirurgo sul campo di battaglia era dunqu<'l quella di anestare la fuoriuscit a <leJ. sangue (fig. 38), e ricorreva a tale scopo, se trattava.si di ipiccoli v::u:d beanti , ad una fil accia imbèvuta in una miscela di bianco

Fig. 38 -

Chirurgo mili t a1·c (iu l,asso a 11inistr a) c he µrn,tica. l' emosta11i sul campo ,li batLagli a (Secolo X IV). (Da una. miniatura d ella Hibliotcon d_e ll' Arsenale di Parigi)".

d'uovo, con polvere astri11gente <:omposta di incenso, calce viva e ~angue di drago, mentre pei vasi più impo1,tanti era, costretto ad usare H cauterio. Se que>Sti mezzi non erano s ufficienti., si ,r icorreva alla legatura immediata del vaso : incisa la 1parte e gli strati sottostanti , in modo da mettere allo sco,perto l'a,rteria o la veua lesa, ]a si estraeva con un uncino, fa si torceva (torq·uere) e si infiggeva, q ujndi ad ogni ·capo del vaso un ag-0 con :fiJo, d1e IPOi si annoda.va e 1:.:tr-ingeva. fortemente. Se il ferito era, swmuto, lo si spruzzava di acqua fredda a-Ila farefa; in mancanza, gli si tiravano fortemente ì ca~


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p elli, o si battevano le gua.ncie, o si stroipicciava.no gli arti, o si 1~rov;oca,va, lo sternuto o il vomito titil!lando (con una piuma o ~m plicemente col dito asciutto o immerso nell'olio) le fauci o le narici. ~i p~·ocedeva quindi ad un'abbondante lavatura della ferita, _poss ibilmente con vino bianco ;riscaldato, per qua,nto il rpa,z iente poi esse tollerare. Si tentava, suocessivamente l'estrazione del coripo v u!lJ1era.nte, avendo prima Ia1 precauzione di oo'Servarc la natura, la fora:rm ed a quaìle profondità era penetrato i1} da:rdo, nonchè la sed e della lesione, attenendosi a.J iPrinciipio di non procedere all'operazione se non quando l'intervento si potesse comrpiere con 1111«:~ cert"a, celerità e facilità. Da ultimo :-! riunivano e si suturan,,no i margini della ferita, e con filacde compresse immerse nel duo si preparavano dei piccoli cuscinetti. che veniva.no ap1plicati (·,0tme fomenti sulla, parte lesa, doipo averla leggermente premuta, e· quindi fi.Sl:mti con bende. È da me11ziom1re altresì Guido de Chauliac (1:300-1370), a.l i i evo nello Rtudio Bolognese d~ll'insignc anatomico Mondino, tpres:--D il quale potè assistere a molteplici esPJrcitazioni su] cadavere (1n11,ltotier,; dissetiones), e del suo suooessDre maestro Alberto, soprannominafo Rc,d;uccio. N,el 1325 passò all'lhiivcrsità di Pa,rigi orn ebbe a, niaestro Enrico rle 1\f.onaevillc e fu insignito del titolo di 1nag'i~ler. Durante la peste bubbonica che infierì nel 1348 in Francia, fu medico di OJementc VI ad Avignone e sostenne in quell'epoca iparecchie ,p,olemiche col Petrarca, che non ebbe parole molto lusinghfore ,per la c1asse medica. Infatti, in una famosa ~ettera diretta al pontefice infermo, il poeta si. aJia,mna per il gran numero di sanitari che stavan\ attorno al suo letto. <e A beHo studio sono es:s i tra loro discordi, egli scrive, stimando ciascuno a sè ve,1,gognoso il non dir nuHa di nuovo e anda,r sull'orme dell'altro .... La tm~ba di costoro, o clementissimo .Padre, fa di guardaire come fosse una, schiera d'inimici. Conchiudendo, adunque ti dioo che da ,rn medico, non di. consigli, ma di eloquenza dovizioso, non altrimenti cheJl_a un sica-rio o da nn venefico insidirLtore della tu:); vita tu g uardare ti debha: al qua;lè meritamente quello è da diiisi che i1I YCcchio di Plauto nell' AÙlwlaria. diceva ard un cuoco chia,cchierone: V.attene chè a, cucinare non a 1p3!rla,re io ti ho chiamato)). L'ope'ra, più interess~ntc di .Guido è quella della chirurgia, che i~bbe numer?se edizioni, fra, cui. um~ francese pubblicata nel 1478 e costituisce il testo clàssico dell'epoca ; nel primo oapitulwni singn-


-180 lwre egli rileva l'importanza della chirurg·ia e descriYe il famoso ar11tamentario tascabile (theca vulneraria) contenente sei strumenti : rasoio, lancetta; forbici, scaLpello, specillo c:xl ago. F·ra le doti che deve possedere il chirurgo, enumera la conoscenza perfetta, soprattutto del~'anatomia, senza della quale (C nulla si {l_)UÒ fare in chirurgia)), la continua 1pratica ,p1'ofessionale, l'intelligenza e la, moralità. Nello stesso tmtta.to ùi chirurgia, è descritta con 1nolti p&rticolari la peste di Avignone, ed a titolo di curiosità ricorderemo che <'{;li consiglia i salrussi ed i purganti e l'a,pplicazione sui bubboni di empiastl'i di fichi e •pistacchi, ed una volta suppurati, !''incisione e lo svnotan1ento. Guido de Chau1Iiac non usciva. m:,1i di casa 1per ·visitare la clientela -senza portare ,con sè la borsa da clist1eri la quale, -oome era solito affermaire, gli procm·a,ya, cc honneur, fJrofit et grand nombre d'arnis ». A ltro rnedico f,rancese, c he ~alì in gran foma fu Arnaldo da Viilanova (1234-1312), sorprannomina.to il Catalano, il quale studiò a Barcellona, poi a Pairigi e a, Montpellier e dimorò hi ,se,gnito a. Fer1·ara, a Bologna, a l{.om~~ e a Na.poli , ove, narra.n o l e cronache, che si chiudesse in un rnona,stero di Oi;;te,x·,cnRi e ipcr invito del 1wiore ideasse uno SJPCCÌale mcdica,mcnto per assicurare ai religio·s i la castità. In seguito si trasferì in Sp-ngna e da Giacomo II tl'Aragona, fu invi ato nel 1309 ambasciatore ~11·e.Rso pa.pa. Clenumte V, poi passò a Pa.l ermo ailla Corte di Federico II, il quale lo mandù più tal'di in Avignone a visitare il Pontefice informo, affetto da calcofosi renale. Fu anche lettore presso l'auticllissirrm Università di Montpellier ove salì rpresto in gran nonrn per l'insegnamento pratico della chirurgia, acquistandosi larga, clientela ed avendo l'onore di essere chiaa:nato a consulto dai Re di Spagna e di Sicilia e dai più illlUJStri pcr·sonaggi del tempo . .Nel t,mttamento delle fc. ritc 1penctranti fino alle ossa raccomandava un· balsruno fatto COll una misoela di vino, sangue e farina cotta. Arnaldo da Villanova ci ha lasciato a,nchc un trattato (De regimine castra, seqiwnti11,m) sUlll'igiene degli accanrpamcnti, in cui !raccomanda l'impianto del campo in wna, [)ianeg,giante, lungi d aUe paludi, la rigorosa vigilanza ,suH'acqua ,potabile e l'immediato allontanaJIDento delle deiezioni e delle carogne degli animali, che devono essere ricoperte di te1~ra per evitare il diffondersi di morbi infettivi. 1


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Dobbiamo ancoi-a ri0or-da1 e un altro chirur,go militare dcl:Fe poca,, Giovanni Ypermann, nafo a Yrper :sul :finire del '200, al, Iievo nel 1293 del celehrc Lanfranchi nell'Università di Parigi, i) quale si può considerare come il N esto,:re deUa chirurgia fiamminga ed uno dei più famosi medid milita,ri dell'ep,oca. Devono in vero trasco11re1·e altri due secoli perchè sorga un astro luminoso c he gli possa ·c ompetere: Ambrogio Paréo. Sairà 0tpportuno . 1premette-re che alla fine del seco1o XIII in l<'i:m<lra, come nei vari paesi. retti a libero comune, le milizie che Ri vPnivano costituendo sponfaneamente in difesa delle città, erano m·atte per lo pi.ù dalilc diverse c iviche cor-porazioni di arti e me:-lieri, le quali in tem;po di pace si dedica,vano ad esercitazioni militari peir· aJle1rn,ment.o e dove-vano provvedersi di una sufficiente (lotazione di armi. Aò accompagnairc queste truppe in caf{O òi g-n-e rra , come abbiamo già rkordato pc1· i comuni italiani, erano designati dei medici, ipei quali si stanziava nel J.,ilaucio annua,le nna, certa smnon:i,. Si p1·ovvedevano inoltre di tutti gli st1rumenti. e medicinali occorrenti alle loro mansioni, nonchè di car-r i e quad1·upedi ,per ill tirasporto del materia-le e molte voltr. di abiti, che la cittadina,nza faceva confezionare a proprie spese e degli stessi colori della comu.IJ.tà. A second~L della- forza nuinu,ric.a delle singole compagnie, va1·iava l'or,ga,nico di questi tSanitari : se il numero di soldati _e,ra poco ragguardevole, bastava un chirurgo, che si faceva talora segui,r e dailtla .:p ropria moglie; la qnaile lo assisteva neJl'oscrcizio della sua pr-0fessione; qua,n do il nu:mero era, conside,Nwole, si aggregavano nno o IJ)a'l'ecchi aiutanti e si consentiva al cbirurg·o di chiamare an Bhe i suoi ,d iscepoli. E se ciò non bastava, ,si clesignavano altri sanit-a,ri, i quali tutti .erano mantenuti a spPJse del Coonunc. Così ne.I. 1in:.t la, comunità di Bruge.s, al seguito dell'esercito mobilitato per ·1a, i;1pedizionc in Hainaut, designò per il servizio sanitairio il medico W:Ì,nthier Blankard.' Nel rn2fi, durante la guerriglia fra il Conte di Fiandl'a e la città di Bruges, Y,p-erman fu p,rooisamente incaricato dagli abitanti di Yjpres, ove fin dal 1318 e,ra. chirurgo òell 'ospizio, di prc+-tarc la sua opera, cli assisten:;,;a, sanitaria alla, milizia mobilitata, ricevendone im compenso di otto libbre e quattro soldi parisii.


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Com e il de Mondeville, anche l'YIJ)ermann scrisse in latino un trattato di chirurgia di guerra, che ha una grande importa.n za daJ punto di v1sta storico e scientifico. Bwsti accenna,re che, oltre al metodo delJa legatura e torsione dei vasi per frenare le emorra gie. come aveva · già ,preconizzato e praticato il suo contemporaneo de Mondevil1e, vi è per primo discusso il processo dell'allllPutazione degli arti, che prima d'allora si ipraiticava soltanto nei casi di canorena, ricori-endo per l'emostasi alil'olio bollente, od a, piastre di ferro arroventate aJ calor bianco. Si parla anche della trapanazione del cranio, ma la ,condotta de]] 'Ypermann in ,questi interventi è !Prudente, circoscritta a casSi eccezionaJli, servendosi, :1nziehè del trapano. di una sgorbia curva e limitandosi ad aisportare !piooole porzioni di osso: E sono indieati ancora [Iletodi originali per la cura, della tigna, colla calotta, :per l'asportazione dei polipi nasali e .per l'incisione a oroce degli an tr3Jci. ·Ma ciò che soprattutto deve notarsi in quest'opera è che l'auto,re. 01t1,e Je benemerenze dell'insigne suo maestro, mette in giusto rilievo anche i iprogressi <lel!la chirurgia itali.una per opera specialmente dei Borgognoni, di Ruggero di Frugwrdo, di Rolando da Parma e dei quattro maestri stilernitani. 1~ da ricordare infine il medico milita,re inglese John Ardern (1306-1390), ·che studiò ;a Montpdilier <~d esercitò in Francia ed in Inghilterra, procacciandosi grande riuoman:r.a nelle operazioni di fistole anali. ·

Nelle oronache di Froisa,,rt (1337-1410) si hanno mo11ti particolari suJ1l'assist,enza dei feriti in guc,rra nel secolo XIV. Qu~ti erano ricoverati nellle case vicine tL 1mczzo di lettighe e veniva loro distribuito un surpiplemento di vitto (carne salata, manzo, mo1itone, . biscotti, vino, bir1ra ooc.( L'esercito ing-Iese era; ,provvisto a,n che di cucine da campo, di IIJlUilini iportatili per macinare il g·rano e di lavanderie; q ucllo francese disponeva inoltre di forni e dì baracche trnsrportabili, nonchè di una sufficieute quantità di ma,teriale da medicazione (bende, fifaçcie, scatole d'unguenti ecc.). Si d)a,rla ancora di una ,epidemia di itte,rizia che colpì le trUJ)pe nel 1378, di un'altra di tifo esantemrutico che infierì nel 1385 e di un'a.lt,r a dissenterica, ehe decimò talmente l'esercito nel J384 da far cessrure l'assedio òi Lishona: e sono riferiti altresì numero.si casi di colpi


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<l i calore che s1 manifestarono nel 1:391. Durante la sp-edizione <.; ontro la ScO½ia nel 1299-1301, il principe Edoardo fu accompag nato da non meno di sette sanitari, di cui un medico reale e due aiuti, un ,chì,rurgo r{lale _e due assistenti, uonchè un medico ordinai-io : il ù1:edico e il chirurgo de] re rpe-r-ceipivano lo sti1J<cndio di d.ue scellini a.l giorno, gli a.ltri uno soelilino. Anche i re e le nota,hilità di alto ligna,ggio, come a,b uiamo accennato, si faceV3J10· segui•re nelle spedizioni g·uerrcschc dai propri sanital'i. :El evidente ~rò corm.e questi medici non potevano 'da soli attendere al soccorso ed aUa, medicatura dei nume,ro:si f.eriti dopo il combattimento: in que;3te contingenze i soldati erano soliti ::L curarsi in modo primitivo tra loro, a, mez~o di qualche compagno, eh e si va,n tavà di possedere qualche rimedio segreto. Così, sotto il 1·c.gno di Luigi XII, Baiard, eolpito gravemente alla nuca,, non potè e;Ssere soccorso da alcun :s..<tnita,rio; ed anehe durante il regno di Enrico II vi fu in guerra penuria di medici e di medicinali, tanto che il rnarei;;ciallo di Brissac e suo fratello M. de Gonnor, feriti, rimasero ij;Jriv1 di quaJsiasj as~i:strmza, ed M. d'.Annelmut dovette ri coi-rere a uno del volgo per fa,rsi, ridurre una grav,e lussazione alla s,palla destra. Nelila batfaglia di Poitiers del 1358 si narra che uno scudiero francese, Giova,n ni de HelleneB, dopo aiver trrnpassa,to con una spada, le coocie di un cavaliere ingle,se, estrasse egli stesso l'arma d a,lla ferita,, che fasciò strettamente; poi rimise in sella l'avversario e [o condusse a Ohastellerault ove lo assistette per oltrP due settimane. E nelilo stesso eomba.t.timento Giacomo d'Andelèe, gravemente ferito, fu trasportato fuori d:-.w.la mischia da quattro suoi fedeli scudieri, i quali gli tolsero delicatamente l'armatura e non esitarono a sutura.r e le lesioni ipiù pericolos,e, a, la.v.arle, ed a fasciarle .. Del ,resto, i sDlilati a quei t empi erano abituati a farsi Clll'are e medicare a iproprie spese. Nè mancavàno al segnitD delle trup1p e ciarla.tani che si vantavano di trattare ogni specie di ferita con semplici rnp,plicazioni di fa. nn. di oliò, cli foglie verdi, con beva,nde composte di più erbe, con ernpiastri, amuleti e scongiuri. Ed ognuno aveva il suo rimedio segreto che va.ntava, ,quanto meglio poteva ed a1cuni non esitavano iropudentemente a fare operazioni di ernia od estrazioni di cataratta. Vi erano inoltre dei mires che pratka:vano per proprio conto, a scopo di lucro,· importanti interventi oiperativi ed anche


--'- 184 nurnorosi fra,ti, {legli o,rdini dei. mendicanti, si arrogavaJ10 le manF;ÌOJ}i di medici militari in campagna e venivano chiamati fratelli. Ed a.bbiaimo ancora. notizia di una schiera di medicastri ambulanti, che non avevano altro compito che di .succhiare le ferite dei soJ<lati, ed a. quanto pare, con sorpr,end<mti risultati, di far salassi, e qualcuno a,rrivava, perfino ad acconciare o chu,nzare [e ossa. A <Juesfo 1proposito, osserva Malgaigne, i chi,rurghi di maggiore fil!ma non erano molto propensi ad. abbandonare la ricca clientela della, città per corre~e al iseguito delle truppe in ca,mipagna, pure essendo agli ordini del monarca o del gran capitano che le comandava: ed allora S-O[)perivano, per il servizio sanitllirio, i baI"bieri del contado, g1li empirici, i caistratori di cavalli, i calde,rai di carnpa,gna,, i cia,battini, che l'alleitrumento di un guadagno, p,er qnarito modesto, spingeva a seguire gli eserciti, ingaggiandovisi come medici ed u,surrpando il titolo di maestri cerusici. È qui il luogo di accennare c,he nel medioevo la cl1irurgia. era ,ritenuta cmne nn'airte di .s e.oondaria importanza, tanto che .ai chi l'l!,•r ghi non veniva attribuito alcun gra,do a,cca<lemico. Es,si discu teva.no quasi sc.rniprc in lingua volgare ed i loro interventi isi limitavano per lo più alle oipera:;i;ioni. di ernia, di cataratta cd allla estrazione <li calcoli vescicali. E la 101·0 posizione . sociale veniva ancor più pregiudicata òa,l fatto che jl diritto dell'esercizio chkurgioo veniva accordato anche ai barbieri, i quali, oltre a vendere unguenti ed a1pplicarc catapilasrn.i o ventose e praticare enteroclismi, ca,vav:mo anche i denti Pd Pisegniva,no ~alla,i;;si, R[)ecialmente nei conventi ove per legge ca.110pica i religio!Si dovevano sottoporsi 5 . volte all'anno ad una periodica sottrazione di sangue, insieme alla tonsura., e cioè : per l' A vvento~ a, Na.ta.le, in Quaresima., a Pasqua ed a, Pentecoste. Nel ln61 fu fondata la comunità dei ba,rbieri e nessuno pote va faii:·ne parte, senza rprima aver sostenuto un apposito esame diunamd a ,quat tro poriti. Anche a Londr.a i barbieri si costituirono 1 in collegio ·Cd il Rc' Bdoardo IV nel 14~2 con apposito decreto ne riconobbe la legale esis,t cnza e concesse speciali privilegi. 00f;ì in Italia, a Firem,e nei] 1349 fu promulgato mi i•stituto dell'art.::· dei medici; e degli speziali, f,ra, i quali erano compresi anche .i barbieri con l'obbligo del gipramento e della, .sottQiJnissione ài ùonsoli della detta corporaziqne. I 1riedici invece erano tenuti in ma,gg-i01·e considerazione. Oltre


-185il titolo di maestri, fisicJ, medici-fisici e più tardi. ancora di dottori in medicina, possedevano un g,raòo aceaidemico e venivano elevati alla dignità della cattedra neille varie università e qualcuno era chiamato anche in servizio alle Corti dei P;rincipi e d ei Pont(>,fici. E vi era, tale dna]ismo tra medici e chirurghi, che nel 1300 ncll'U ~1iversità parigina lo studente in medicina doveva ,pronunciare da va.nti ai rnagistri solenne gjnramento di non pratica.re alcun atto 01pen~tivo, anche di lieve i,m1portanza., come il salasso .. V I. -

L'INTROilUZIONE DIDLLE ARMI DA FUOCO NEJLL) AR'fE DELLA GUERRA E LA CHIRURGIA MILITARE NEL QUATrROCENTO.

ormai opinione generale che le airmi da fuoco siano state i11 t-rodotie per la 1n·ima vo1lta dall'esercito inglese di Edoardo lll alla battaglia di Crecy comha;ttufa nell'agosto 1346, contro ]'il i1ppo VI, re di .B'nrncia con una ,p erdita di 2500 nobili, 4000 cwval icri e 3000 soldati. L'invenzione della :polvere da fuoco è attribuita Prroneamente al monaco BertoiLclo Schwa,rtz, 11ato a Grosseler nel umo. Infatti nel racconto del f::itto <l'armi di F,orlì, avvenuto neìl 1281 fra il conte Guido da- 'M ontefeltro, difensore della città) t ' Giovanni d' Arppia, ,generale al servizio del Papa, si trova già, qualche a(;Ce11uo s ull'uso dello schioppo, che Iu la prima arma da fuoco portatile. Ed abbiamo notizia di un documento del JS febbm.io del 1325, cioè cinque anni !f)I'ÌmrL (lclla nascita dello Schwairtz, che la Signoria di Fire11ze mi.to1'izzavà i priori, il gonfaloniere- e i 12 b·u oni homini di delegare una o due persone per fare fondere palìle di ferro e cannoni di metaUo da esRere impiegati nella difesa delle .terre e delle città. Un altro documento ci comprova che Agouino da Chf'ttillon in Vial d ' Aùst:1, fnRe nel 1346 nel Castello di La,1w,0 4 piccoli cannoni, dei quali uno fu usato nel 1356 da Amedeo VI, il Conte Verde, all'assedio di Belangero contro il rprinéiipe d i Acaja,. E si narra inolt,re che ar,Ìni da fuoco fossero usate dai IMo,ri sin dl'!lFinizio del secolo XIV. Eid ancora nel· 13~8 :Jfarto1omeo de Drach, tesoriere delle g uene, segria sotto tale data nel libro delle ~ese nna, somma sborsata ad Enrico di Vaumechon « per avere y,olveri ed r1ltre cose necessarie ai ca,n noni )). Narrano a1ltr.eRì le oronache che due anni dopo i F ·rancesi, nell'assalto di La Quesnoy, fossero stati resipinti « da ·cannoni bmnbarde che lanciavano grandi quadrelli)>. Fin È

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e


-186dal 1344 Froissart accenna a dei proiettili la.nciati da, petraie, i quali « davano sì gravi ,percosse che pareva che fosse folgore piombata dal cielo )). E nel 1387 fanno per la prima volta comparsa le mitragliatrici, congegnate dallo Scailigero nella difesa di Padova e descritt.e da Giov~nni Cittadella nella <C Storia deJla dominazione caN'arese )), in cui si iparla di (( al<mni strumenti di al'tiglie,i·ia, in modo che più bocche ad un tempo sipargessero lo ste:runinio sul campo avver,sa,rio )). E ipiù tmrdi infine sono introdotti nelll'arte deHa, gueN'a tubi di lamiera di ferro, che .p1,endono il nomf\ di bombarde. La ,scoperta deilla polvere pirica è_causa di una grande innovazione riell'arte della gueTra, ma . deve ancora t,ra,scorrere molto tempo prima che i perf,ezionamenti balistici riescano a portare notevoli modificazioni nella tattica milita,r e. L'arn:na, bianca, rimane sempre il mez17,0 princiJpale d'offesa e l'attacco continua ancora a svolgersi coripo a coripo. Agli a1rchi ed alle fionde si sostituiscono gradatamente gli archibugi, e le maochine da guerra cedono il iposto ilentaiment.e alle colubrine, tanto che si arriva, fino all'anno 14M, in cui .metà degli uomini della, guardia male inglese erano ancora provvisti di a,r chi e metà di schiop1pi. D'altra parte ]a comparsa. delle bocche da fuoco sui cat1.nrpi di battaglia, mentr·e è causa di profonda trasformazione neill'arte del guerreggiare, imp,r1me, ·sebbene. molto lentamente, un nuovo indirizzo alla, chirurgia .militare, e p,r elude già ad una stabile organizza,z ione dell servizio sanitario in guerra. La gravità e profondità delle· lesioni, il decorBo va,r io e s:pesso singola,re dei proiettili attravf\rso i tessuti, lo stritolamento, e talora l'asportazione òi interi seg·menti d'arto, la penetrazione di frammenti d'abito nel tragitto della ferita, l'attrito e la con~ tusione delle iparti molli, ila commozione del sistema nervoso e conseguente stato stuporoso rappresentano un complesso di fo. nomeni nuovi ed imprevisti e costituiscono altrettanti sing()lla,ri ciireostanze, che richiedono nuovi metodi di ruppUcazione e più razionale indirizzo tera[)eutico. Da ciò l'impeUente necessità di graJ1di interventi: e le amputazioni, che dapprima si 1pra.t ic.avano ~cezionalmentc, sono, per conseguen:,;a., più fre,qnentemente imposte da.Ila gravità delle lesioni l}_)rodotte dalile novissime amnL Geniale fu quindi l'opera dei chirurghi del tempo, che (lovetter·o adattare la, loro a,rtc a questo nuovo genP.>rè di forite. Le miIBse belligeranti, sbigottite dai .micidiali effietti dégli


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l-pari di queste armi, ,erano naturalmente portate ad esagerarne le <.:onseguenze. Perdurava ancora la memoria, del fuoco greco, che veniva lanciato per a:rder:e il.e navi e le città nemiche e come mezzo di offesa contro gli ah'Salitori; ritenevasi velenoso il mi~ uglio che formava la .polvere da sparo; le lesioni caigionate dai I >roiettilì ~pinti con grandissima forza, òalle nuove a11mi avevano nel loro aspetto, nel loro· andatmento ed esito- ùn non so che di insolito e di grave, che le tradizioni deJil'antica medicina, risvegUate ,e d aooresciute in ,quc1. te1IDtpi, non erano sufficienti ad inj·er1pretare. Sorse quindi coll'invenzione della polvere un nuovo ramo di t:hhurgia, che fu nei suoi vrimordi legato e reso infecondo da, d ue g,ravissimi ,errori: ritenevasi infatti che le fe,rite d'airma da fuoco fossero ac<;0mpa,gnate da UJstioni e da veleno. Il trattamento ll~1·apentico, informato a, questi principi teorici, iprescriveva l'uso il.pi caustici attuali e dell'olio bo1lenk i:ri ilarga misma per di:-;t,rugge,re il veleno non altrimenti si fosse trattat-0 di una mm·sica,Llll·a di cane idrofobo; iu secondo tompo si ricorr,eva aò empiastri P<l unguenti dell:1 più varia composizione 1per provocare il distacco d elle escare.

* * * Dobbiamo risalire fino aJ.)a fine de] secolo XV 1per rintraccirure "i primi studi ,e le prime oisservazioni su queste ferite, poichè per ancora il:ungo tempo l'areo, la freccia ·e l'alabarda furono usate in guerra, colle .ammi <fa fuoco-. Piet,ro d 'Argelata, Leonardo Berfapaglia, Berengario da Oaripi e iMarcello Oumano, in Italia, Gi,rolamo Brunschwig e. Giovanni di Gersdorf, in Germania, furono i primi ad occupairsi di tali lesioni e del loro tratta.m ento. Pietro d 'A1>gela.ta insegnò chi-rurgia nello Studio boilognese. Intuì per il 1pdmo la possibilità di conservare gli arti fino allora ~a.crifìcati .all'amputazione e ricorrere alle operazioni-conservative nelle ferite d'arma, da, fuoco, ,resecando solamente la iparte malata. Morì nel 1423. Leonrurdo Berta-paglia, abille chirmgo, letpore dell'Ateneo padovano, fu autore di un trattato: « Commento al quarto di Avicenna,)). La,sciò pr·eziosi insegnamenti sulla tecnica della, ipla.stica chirurgica, che più avanti n'el 1592, avrà, come vedremo, in Gaspar,~ Ta,gliacozzi un insigne e meraviglioso a.rtefice. Morì nel 1460.


-188A quei tern!f.li destava, vivissima preoccupazione per i chirurghi militwri la presem~a dei corpi estranei nelle ferite, e perciò si affa:·ettavano ad estrarli con manovre spes8o rudi e con mezzi i più sva1riati, incruenti da,plJ)rima c,d in seguito anche con sbrigliamenti cd incisioni dilatatrici. Del resto, fa, cura era molto · ~emplice e primitiva. In Germania si ungeva.no setoni o ,s i imbevevano pezzi di esca con olio tiepido, introduocndoli nd canale della, ferita per mantenerlo libero e facilitare lo scolo dei secreti e limitandosi così ad una vera, e propria, cura, aspettante. Girolamo Brunschwig (14:.0-1533), dotpo avere studiato chirurgia nelle università di · Bologna,, Padova e Parigi, pubblica nel t494 in Strasburgo un volume sui]le ferite d'arma da fuoco con tavole illustrative, che, per quanto disegnate in maniera · grossolana cù alquanto schematica, non S<mo meno ist,ruttive. Il libro porta, il titolo << DaR ist rla.~ R'iich d(}r chirurrgi..-.:ch~n Han'd1,n irkung <ler Witnd Arzf; >> ed è aclorno di u11 gran 11umero di incisioni , che riproducono fe.delment,e lo st1·umcntario e la tecnica degli interventi. clell' e.poca, senza contare~ e,he 1·wpp,resenta,no n,uchc un prezioso documento storico dell'abbigliamento e dei costumi del t empo. Dalle figure che frpgjano il volume notiamo con compiacimento come risulti evidente che le operazioni di alta, importanza fossero giù, state eseguite corrent.crnente da chil'ul'ghi italiani, la cni fo,ma, si. diffondeva così in tutta l~uropa. Anche il Brunschwig parte dal c oncetto che tutte le ferite da arma, da fuoco siano avvelenate dalla, poilvc.rc pirica 1penetra,ta, col proiettile e per Rca.cdn,rc il veleno provoca la suppurazionP pas sando e ripassando un setone a,t travorso il canale della ferita-, e se questa non suppurava., vi affonda.va una, liJ,fa,r ella 1li la,rrlo, come già a veva !J)raticato' da temipo Ruggero da P~H·ma; 1w1· le fol'it<> ili frecda « Emtraoto f erro, ..-.:ta,tirn fiat stnelfos d P lardo et intromitta,f;nr >>La, Sllprpurazione che ne s eguiva, fadlitata a.11che dall'applicazione di un (~mpiastro fatto secondo Ila; f.o1·mu la <lell'autore, era. salutare, poichè favoriva fa eliminazione delle escare e delle sostanze dannose che n 1p1·oictt iJe si era tirascinato lungo il tra,gitto. Egli enumera inoltre diversi strumenti complica,ti, atti a far fronte a tutte le esigenze di un intervento operativo, ed aJltri per J 'estrazione dei corpi estranei ; f,ra, cui nn iiraipalle, di ,diver8e forme. Alle ampnta,zioni ricorreva iper a,sporta.1·c dita canorenate o sopra,numerarie a, mezzo del coltello e ~folla forbice cd il moncone era cau1


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tn,1::izzato coll'olio bollente o con una bacchettina d'o,ro rovente. Non è accertato che il Brunschwig a,b bia personalmente partecipato a.l!la guer,ra ed abbia sul campo applicato le sue novissime idee c i1·ca il soccorso dei fel'iti..

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Jo'ig'. 39 -

Estrazitine di frammento di freccia dal torace fatta da un chirurgo mi li tare aul carri po -di battaglia. (Dall'opera di Giornnni di GerRdorf).

Giovanni di Gersdorf, allievo di maestro Nicola, conosciuto :,rnche col noine di medico della polvere, già dentista, chirurg·o del duca Sigismondo di Austria, col quale aveva avuto occasione di fare una lairga csiperienza, sulle lesioni di guerra, ll_)artedll_)a,ndo a, tre bàttag1ie durante la spP.dizione di Borgogna, è uno dei primi a fa11e in Strasburgo esercitazioni di anato mia sul cad;:tvere di un iu.1:piccatò,


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190-

Pubblicò nel 1527 a Francoforte un libro interessa,n te sulle fe rite da freede e da palle, intitolato << De ohirur,qia castrense>>, che

dtltc~m 1»th'Utltctttet11fo bit~ltttt Cf-Oar urgici1v115iiuo: bet bod)bmimr,t 2'.lbucaffo ·

Fig. 40 -

gebtaudJt bat.

Applicazione di cauterio su una pi_aga della gamba destra; nella parte superiore vari tipi di cauterio, (Dall'opera di Giovanni di Gorsdorf).

ebbe la fortuna di avere 11 edizioni, nel quale di.mostra un intuito molto giudizioso ed una profonda conoscenza della mat,eria. Egli


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191 -

cerca di rende,r,s i edotto della gravità delila lesione per regolare il . proprjo intervento sooondo i casi : quando il ferito presenta bava

1Dil)ozt auct, nit tim jt'Otlf 3u/ I.fa: fd)ìcf fid) bann wic id) )',n tl)~.

Fig. 41 -

Un'amputazione dellt\ gamba destt·a. ,.1 te1·zo supe1·iore . (Dall'opera cli Giovanni di Gersdorf).

aJla bocca, la , prognosi è infausta : così neU.e lesioni ipolmonari, ~e vi è fuoriuscita di aria,, in quelle del cuore, · se danno esito a


-192 sa ngue ne,rwstoro, nelle ferite de1lo stomaco e d ell'intestino, se ~)l'Ovocano siparg1mento di materie a11imentad e fr,cali ed in quelle della.. vescica, se sono causa di e)Jlissione di urina . .----- -- - - - - - -- - - - -- -- - - - --

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J<'ig. 42 -

U na trapanazione del cranio co'n trapano a tre piedi. (Dall'opera di Giovanni di Gersdorf).

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L'opera del Gcrs<lorf, al contrario di Yperiman, . più che con dissertazioni teoriche, ,si es,plica praticamente sul camrpo di battaglia BStraendo frammenti di freccie (:fig. 39), cauterizza1ndo le feiritc con strumenti g,r ossolani (fig. 40), praticando amputazioni degli ·arti (fig. 41) ed anche trUJpa,nazioni del cranio con trapano a


-193 tre piedi di sua invenzione ~fig. 42), ·p er lo .più senza aiuti e con mezzi disponibili assai linnitati. Lo studio dell'estrazione dei proiettili è trattato con buone conoscenze ari.atomiche e con esatta descrizione ,d egli strumenti. RicOl'deremo infine ·Giovanni Langi (1485~1565), di cui il vero nome era Langius di Lemberg, nativo di Lowenberg nella Slesia, ma naturaJlizzato italia,n o per la lunga dimora in· Pisa. Fu medico d i ,quattro elettori palatini: Luigi-Federico II, Ottone, Enrico e F ederico IIIJ e lasciò 11 di&;0rsi intorno alla ch1rurgia << Themata a.liqu,ot chirurgica», f,ra cui uno dedicato alle ferite d'arma da fuoco, nel qua.le, oltre a.d .affermare la necessità del ritorno allo studio dei classici testi greci, sostiene l'uso delle sosta.n7,c topiche nella cura delle lesioni e consiglia ~'acqua di rose.

* * * Per qua nto riguar<la l'assistenza sanitairia negli eserciti in questo pel'iotlo, a(Xenneremo che ~otto il l'egno di Uai1Lo VII, il quale a veva un semplice brurbicre 1per chirurgo addetto alla su:1 persona, Hon trovia.ino a-l c1mH, traccia di organizzazione di medici milita1ri ; e solfanto un c01'po speciale di 220 uomini « i sergenti ~ verga )) dello OhMelet a, Parigi, i quali, del resto non 80stenèvano altre lotte c ruente che contro i debitori insolvibi1Ii, aveva ottenuto nel 1495 il privilegio d i disporre di << un esercito per la cura di lor ferite, ip iaghe o lacerazioni )). Ca,r lo il Temerario, duca, di B011gogna, prende per il primo l'iniziativa di istitui1re un servizio sanitario in guerra, e a ciascuna compagnia di 100 lande assegna un chirurgo. Poichè ogni lancia, era formata da otto combat tenti, si veniva a disporre di un chirurgo ogni 800 . uomini. L'esercito di Borgogna aveva una forza di 22000 soldati, e ·perciò per l'assistenza in campagna poteva valersi dell'opera di 27. chtrurghi, senza contare i sanita,ri addetti al],a· persona stessa del re e dei grandi vas-saJlli. Nel 1337 Filitppo di Valois, avendo dichiarato guerra a:ll'In g-hilterra, fece allestire nel porto di Genova 40 galere ed assegnò a.ila nave .ammiraglia un maestro di chirurgia coHa paga di 10 fiorini al mese ed a tutti gli aJlt,ri. vascelli un chirurgo barbiere ed un allievo chirurgo (barbierotto). Ma la ipènuria dei medici milita1·i presso le trmppe oipcranti fu quasi. sempre la regola, e quando Enrico V, re d'Inghilterra, 13


-194 mosse nel J.413 con un esercito formidabile contro la Francia, non ;_~veva a disposizione che un solo chirll!rgo, Tomma"'o Morstèdc, che si era aggregato una dozzina di assistenti. Ji:d in urH1 seconda spedizione, per·d nrando l'assoluta deficienza cli pPrsonale sanitario, fu costretto ad ordina,re allo stesso Morstède di imha,rcare manii m-ilitari tutti i chi rurghi, di cui ritenesse opportuno vailersi ed anche un certo numero <li artieri e meccanici ,p er fabbricare apparecchi e skumenti. Cominciano invece nei massimi centri, special.mente in Italia, ad erigersi stabili luoghi cli cura, per il ,r icovero, non solo dei pelleg,l'ini infonni, ma anche dei .<mildati del presi<lio e di quelli in gran numero reduci dalle Crociate o dalle guerre nel ter~ritorio che si susseguono ininterrottamente. Già fin dall'a,n no 1J 13 a Pisa fu fondato 1l'ospeda,le di S. Sc!};>Olcro e di S. G·iovanni per cura dei Cavalieri del Sov,rano MiJitarc Ordine di Malta, che accoglieva anche i soldati ma.Iati e fprjti. Nel 112·2 fu istilu.i to un n,ltro nosocmnio ad Altopascio: ivi nna campa,na,, battezzata la, sma.J',rita, sumutva verso il t·ramonto ;per indicare la via ai numerosi pellegrini che dovevano traversa,re un bosco 1picno di insidie, così, come oggi a,ncora, a- due ore di notte, suona, una campana- della tone di S. ·~fa,ria l\ifaggiore in Ronm per munifico lla.scito di una gentildonna, smiu,r·ita,si secoli addietro nel 'deserto Esq uilino, la qua.te, gui<lata. -ff ai rintocchi dei hron.zi della hHsilica,, :-.tvcva potuto ritrovare ht strada. Nell'a,nno 1177 ·fu edifica,t o un altro ospedale a, Ferrara; nel 1204 il ·p apa, Innocenzo TTT ordinò la, costruzione dell'ospedale di S. S:pirito in Sassia a Roma e qua,si contemporanea/lllente il principe CAllonna, fondò l'ospedale del Sa1lvatore a, S. Giovanni in Laterano. ~ Nel 1214 sorge l'ospedale <lel Ceppo a Pistoia; nel 1224 l'ospedale maggiore a Vercelli; nel 1288 :F'olco Portinari istituisce a Firenze, ehe .già, possedeva l'ostpcdaJc di S. Giova,n ni, eretto fra il Battistero ed il Voochio Duomo di S. Reparata fin dalil'epoca di Cacciaguida, il nuovo ospedaJe di S. Maria Nuòva e fra le prime ad essere ricove,rate fu momia, 'l'essa, sua anoella, che aveva nei giorni antecedenti generosa.mente ospitata nel suo avito pala,zzo. Verso la fine del 1400 cominciano .già a, funziona,re dei grandiosi' ospedali per il ,ricovero e cura, oltre che tlei forçsticri e dei pel1egrini, anche dei soldati, ed i rno,g giori artefici del tempo, a,r chitetti ,. rpittori e scultori, concol'rono in nobile gara a fare di 1


195 questi luoghi di cura dei ver·i e 1propri ea,J Jolavori d 'a,r te. C{isì il grande Qspe<lale Maggiore a Milano, l 'Ospeda]e degli Innocenti ht Firenze, l'Ospedale di S. Ma1·ia. della 8cala a Siena e 1più tardi I'Ospeda.Je dei SS. Giova.n ni P- Paolo di Venezia,, l 'Ospc'{lal<~ della Vita a Bo1Iog1m, quello degli Incura,b ili a N3tpoli ecc. Così i più rinomati a,rchitetti, quali il Bramante ed il Bruuelleschi a Milano e a :F'irenze, i più g•randi artisti del p<mnello e dello scalpello, quali Domenico di Bartolo a Siena, il Pollajuolo i~ Ghirlandaio a, 1!'ir,enze, ,Giovanni Della Robbia a Pistoia, prolligano i loro tesori ne]1]a deccwazionc delle sale ospedaliere con 1'.:tffigurazioni di assistenza ai malati, pre11.iosc iconogra,fie per la ;.,,f.oria della medicina, colla rapp,res,entazione dei santi taumaturg-hi e, ispeciahnente, dei Santi Cosma, e Da,m iano, che erano ve11e nLti fin da, ternipi remoti come i patroni della medicina. Finalmente con l'invenzione del1a stampa, avvenut~L suil fi11 ire de] '400, le sciem,;c modiche riccvette,ro nn efficace impulso e 1·.i sveglio, poichè, come ben nota, il Caistiglioni, i va1·i testi antichi ,•ù i classici trattati , che iprima era.no co1piati in Jimitaitissimo nn 111ero da arrmnuensi di :sca,r sa, cultura, ehbe,r-o con tale scoperta, più larga -diffusione e più gran numero di consultatori, i quali pe'1' la maggfor quantità di copie disponibili potevano p,rcnde1~ne visione e studiarli anche se s i trovavano lontano -cJa,i maggiori ccnlri scienP

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CA.Pì'J'OLO

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LA MEDICINA MILITARE NEL CINQUECENTO.


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LA CHIRURGIA l\HLITAilE DlllL CINQUl<.CEN'l'O IN l 'rAJ,IA.

Le armi da fuoco a p iccolo e gn>sso calibro 11<.·l ;periodo della Rinasceuza, col dP.terminare un decadimento della cavalleria, co . mindano a,d avere una IJ.)a-rte prep onderant,e nell'a,rte della, guerra, e di conseguenz::i, anche lo studi.o delle ferite e delle le.'3 ioni <la esse p,rodotte viene a ricevere nuovo f\ vivace im1pulso, <:on indirizzo soprattutto sperimentale. Nel cinquecento in Italia 1a chirurgia, come ben si esiprime iJ Giorda. no, (( che a. guisa dell'a,ntico marIUo g1·eco mutiila,to - la vittoria, di Sn,motrn.cia - aveva serbato intatte le a.li stille rovin~ i.rnponenti della SUIJ)•erstiziouc, sorg·e liurandosi <xm volo indo mito >>. Anche la c;hirurgia 1militare si emancipa dalle :vecchie p·a stoie, assm·gendo a uiaggior dignità, ,e il t1·attamento delle fe rite e l 'emostasi, che ne costituiscono la base, trovano fra noi la prima loro origiJiaJe· applicazione, mentr e le antiche teorie della vclen osità e ,dell' ustione delle l esioni d'a·rnna da fuoco ,r icevono un gran colpo e vanno gradatamente declinando :fino · a lla comp1lèta abolizione. 'N el _] 552 un · sommo chirurgo italiano si leva per primo a comb'attere aid oltranza, questi due e,rrori, e ne ottiene dopo non pochi wnt1·asti comJ>lcb:i vittoria. E: questi Bartolomeo Muggi (1516-1562) , bo.Jognese, lettore h1 quell'a.ntichis-s imo Studio, eh e ben a ragione rpossia.mo ritenere il fondatore ~lella, chirurgla militare italiana. : egli, contempora.neairnente ad Ambrogio P a reo, e forse senza. sapere l'lÌno dell 'altro, dimosLrò 1Iuminosa,menLc che le ferite d'arma da, fuoco non sono avvelenate, n~ uste, m.a soltanto con t use. La s ua. opera ha per tit olo: « Dc vu.lnermi1, sclovetorum et bombardarum mtratione tracta,tu..'I », la quale fu p11hhlicata dopo la sua mo1·te pP-r la 1prima volta in Bologna nel Hi65 e fece parte ùi una Enciclop~lia chirurgic,L dèl secolo XVI, c he vide 1:a J nce in Svizz~ra, ed ~ intitolata : « De chin.wgia soriptores optirni quique 1;eteres et recentiores >>. · 1


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Uiù sin dalla fine del secolo antecedente Marcello Oumano, d1fa·urgo òe]l'armata dei Veneziani, che aveva potuto assistere ad una d elle guerre più micidiali ed osservare di persona gli effetti. prodotti dalle novissime armi, dopo la battaglia. di Fornovo de'l 14H5 aveva date notizie delle lesioni da arma da fuoco nelle rnc an~otazioni alla chirurgia di Pietro d'Argelnta, i;ion riguardan dole come avvelenate e consigliando per calmare il ,dolore una miscela, di assa fetida e di galbano sciolta in olio di ,r ose, ,e Berengario da Caripi nel 1508 ipure aveva emesso qualche · dubbio sulla natura spedfica di· tali ferite. Aiprh~mo una breve parentesi per rammentare che Jacopo Berengario nacque a, Carpi nel 1470 da paòr~ medico, e trascor.se i primi anni nella natia città alla corte di Alberto Pio; poi fu a Bologna presso Aldo iManuzio ed a Ferrara presso il duca d'Este. Sommo anatomico e des,c,rittore 1per· il .primo della glandola pineale, del timpano e deill'ruppendicc vermiforme, san in gran fama per l'a1p[.>licazione dell'unguento mercuriale nelila cura della sifilide; fu .lettore per vent'anni nel1lo ~tndio hologrw~e dal 1 @2 al 1522, e scrisse anche un lihro: ne fractitra calvariae, s. cro,nii. Esercitò largamente in grandi città e morì a Ferrara nel 1529. s~ondo il Falloppfa, col suo famoso unguento riuscì. ad a~sicurairsi una ragguardevole posizione economica << Lucratus C8t plu,s quam quinquaginta mili,a ducatorum . aureorum ~). Ma il · merno di avere risolto veramente l'importante questione della non velenosità delle ,ferite da a,r ma da fuoco sipett11 a Bartolomeo Maggi. Questi era stato chiamato a curare Giovanni .. Battista Del Monte, comandante l'esercito della Chiesa sotto il pontificato di Giuilio ITJ, di una lesione di arma, da. fuoco a.I la coschL, riportata ncll·'agro modenese. Gjà un:altra volta lo stesso cwpitano lo aveva fatto venire a -presta,r soceorsio ai feriti durante l'assedio delJa · Mirandola. Giunto colà, t•rovò che . medici e soldati medicavano secondo l ' uso invalso: « Animadverti 1nagni nomin/48' medicos, qui in eo erwnt emercitu ad m,ilnera bombarda.rum ictibu,s . acoepta sananda) . eam, curationc admovisse) ao si ab ignito cadentique telo cxccpta f'i~·issent .... >). Ma egli non volle seguire tale oonsuetudine e soggiunge : << Verurn qivnm huc anini.it,m 1:ntendù;scm atque animadvcrsiunem et d'i,ligentiam excita8sem, multa a militibus, sit· scitando et gua,erendo ) atq1,ie rem ham ad rationem ) oonjectJuram errasse viay deprchendL .. )). Tor nato a Bologna col il'iooo corredo delle osserva:,,ioni ra('.-


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<·olte, e foi·te della esperienza acquistata direttamente sul ca,mpo dl bat tag1ia, si indusse, dietro [e istanze dei suoi discepoli, a, ipubbJicare il suo libro, che de,dicò al . ea,pitano pontificio suddetto. rngli comincia a pone 1a ques~ione capitale: e< Nttmquid huiusmocli vulnera cauterio aut veneno 'infecta sint? >> Discute l'ar,g o111ento con mirabile a('.ume ed equilibrato raziocinio e dimostra che j a li ferite non sono nè avvelenate nè abbruciatc, concludendo che << /julnera

h1.//iwsniodi nec ew pulvere neo aliunde 1:;enenata esse.... nt adusta vulnera Qi1,1,t aliqiw modo ad igne ajjecta non esse 01,1,l'anda) sed tanq,uam a,h atterente re et contundente /acta) medivcirula .... >~. P ,r escrive come topico il semplice albume d'uovo, o il ..miele 1·osato, l'altea, ed altri pochi lenitivi, sconsigliando l'introduzione d i fhlaccie; e non tralascia di dare ra,zionali pre<)etti intorno ~l 1uodo di esaminare le ferite, e di esbrarre i corpi ,estranei, al qualle :-:f'opo ideò e ci lasciò disegnati degli ingegnosi strumenti. Ma la verità non ,r iesce a trionfare dei pregiudizi e degli cr· ..-ori radicati da lungo tempo senza aspre lottù, e le dott,rine del d 1i,rurgo bolog1rnse furono impugnate dai seg·uaci <li Alfonso Fer,ri (1515-1595), chirurgo del pontefice Paolo III, il quale, nei suoi tre ll hri ;pubblicati un anno p~·ima (n~l Hi51) cOil titolo: e< De sclopet,u,rum si1;e archihuson1,1n vulnerib'us: »7 aveva scritto: « m,1,inws 8Clopeto sive archibuso factu,m, mu,lMplew est rnorbi genus) mul ti plexque continui solutio) ·non care1isi veneno. Multiplex niorbi ,<Jenus esse propterea dicitur) quod in eo vulnere adustio) ·contusio) nctritio, fractura venenum ost )). In quest'opera dedica uno speciale capitolo all'estrazione dei proiettili, p!i:·e,~,entando uno strumento di sua invenzione, e .descrive in modo perfetto [e lesioni e gli accidenti :prodotti dallo .scoppio delle armi da, fuoco. Propone inoltre una pinza a tre branche [)er l'estrazione dei calcoli vescicali, bandisce il forro rovente dalle amputazioni e f.rena le emorragie o con una miscela caustica, ò colla lt'gatm:·a mediata del vaso per mezzo della sutura. Scrive infine (< in ,nodo beJilo et interessante)) sull'iscuria. Le idee del F,erri sul trattamento delle ferjte d'arma da fuoco, che èollimano con quelle di G. Ba,ttista Vigo, caddero e risorsero molte volte, e per ·molti anni, ;prima di essere abbandonate completa.mente. Bairtolomeo, Maggi descrive con molta esattezza e minuziosi p a,rtico1lari conie in qnell 'eipoca si eseguivano J.e amputa. zioni , ipcr le quali indicava due tempi, uno iper l 'cmosfasi, l 'altro per la muti-


202 l: w, i oue : e vale la ipena di darne,qui un cenno, trattandosi di un c;i

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pi.tolo poco noto di. storia della chirurgia milita.re ,italiana. e< Quando non ti rimarrà altro scampo, scrive egli nell'opera sopraeitata, ti sairà forza tagUare il membro fraca,c.;sa,to dalle pallP. ed allora opera h1 questa guisa : Loco a.liqito priw; membrum supra. corruptam partem diligabis arctissime) ita id; a,liquo modo obstu,pescat) novacitla, deinde infectam, p(J,rtem a sana, separabis undeq'u<iqite) ad ossa usque; post hoc serra optirQ,(1 falJricata quwrn citissim,e proecide.s) propterea vena arl&riaqiie secta et senvicor-r·upta • illa ·ca;ro condenti ferro adurenrla ). primo a,ctissimum erit falcatidn in8tr11.1,mentwn) deinde alio i1istrumento 1Jel gladii fornuim habente) vel aliam formam) u,t sa,ngitinem compritnas -uti poteris) vel si videbitur membrum illiul a quo pittrefacta illa pars abscissa f1,writ ad .so,nam 1.tsqu,e partem in simplex oleitin fervens) (tilt cum sulphure colliquato a,dmiwtiim,) irmnerges )): L'a,mputazione di un membro in quei tempi · era un 'operazione taJe da for tremare le vene e.ct i polsi ai chirurghi, non meno che ai pazienti. L'emorragia soprattutto incuteva loro spavent<), poichè la. !legatura delle aiterie, sebbené già nota a Celso, era caduta in ohiìo nella barbarie dei temipi medioevali e <loveva, toccare, con1e vedremo, a.a Ambrogio Parèo, Ja gloria·di il.'ichiarna1·la, in ·nso. Cru deli ·p erciò e malsicuri i mezzi di cui disrponevano per dominare questo terribile accidente. Taglia•r:e sulle pwrti mortificate il più lontano che fosse possibile dal tronco, passare. aghi infilati dentro [e ca,rni ,per stringère il lacerto in cui scorre l'arteria e legare strettamente con un laccio drcola,re tutto l'airto, bruciare quindi 1e estremità delle arterie recise: ecco i solli ,l.llcz.z.i emostatici che a.Jlora si conoscevano. Le amputa.zioni fatte so11n·a, il gomito, .e specia1l4ente quelle p1·aticate sopra il ginO<lChio, erano ritenute pericolosissime: << Praesertim :supra geni,,rn) nisi coa,ct11,s) sect1:onem, fa,cere non a,uderes )) - scriv;e il Map;gi - e la ragione di ciò, ,h1t1.a. ILnatomica, è facile a comprendersi. Ta.gliate neri modo descritto le 1parti molli con un coltello falcato fino aJl'osso,' e dopo di averlo segato, ·e bruciata · la parte cruenta con una sipada a·r roventata., ,Ri a,spergeva il moncone con um1 miscela di gomma ,e di polvere di <'-al.eante, detta d::i,g li arabi colcotar, alJo scopo di seda1r e il dolore e mettersi sempre meglio al sicuro cont•ro !l'emorragia dei piccoli vasi, mentre per quelli di maggior calibro si ricorreva al bottone infocato. Indi si applicava 1m ompia,stro fatto c~n peli _di leipre, albume d ' uovo, bolo ::irrneno


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cfl alo~, si metteva intorno uno strato di stoppa e finalmente fa.-

Hciavasi l'arto, dandogli una posizione dc.,>clive vorso il tronco. Bartolomeo Ma,ggi, edotto dall'esperienza di molti anni, aveva introdotto un'utile modificazione a questo processo o[)eratorio; egli pr·aticava l'emÒ'stasi prima di segare il'osso, che veniva amputato qn a nto più [)OS1si1Jile v.icino alle carni; 1n·eo<:<:11pa,t o inoltre di evi1,awe la ,sporgenza e <li <Poter in qualche modo rko1prire h1 vastu, fer·il;a, faceva dai suoi assistenti stirare indietro fortemente la pelle e le carni al diSO[ll'a del taglio, aJfinchè queste, ricadendo, potes:-;1:1·0 in qualche modo costituire un adatto lembo. Egli aveva apweso tale tecnica ùai libri di Celso, ma più ancora, dagli es·ecutori !li giustizia della Re[)ubblica. di Vc:mezia, ('veneti lù;tures, collie 1\µ;li. li chiama), i ,quali, dovendo ta,glfar la mano a qualche delinquente, usavano stirare in su fortemente la 1pclle, poi abbandonarla ; 1 sè dopo avore fatto il taglio ed applicarvi sopra i ventriglli d i 1111a gallina -<la poco :sacrificata. In tal modo si comprimevano Je :1,d ;nie ,e -si _formavano lembi che coprivano il moncone. , Presentiva, iperù nella mente altri miglioramenti da, intr-od1wsi

11clla tecnica, operatoria, pe1.X'Jhè conchiude dicenòo: « dabo opera, rUis voientìbus) 11,t pr.opedinmn et mo,ioro, et 1.1,tiliora, intelligcis )).

M,a !Per meglio mettere in giusta evidenza; [a chirurgia militare <lel tempo e l'assistenza, sanitaria in guerra, ci si::L permesso di riesumare una delle più fulgide glorie italiane. Giiovanni delle Bande NeN\ celebrato condottiero da, Forlì, della illust.re famiglia Medici, frorentina, figlio· di Caterina Sforza, che per il suo valore fu chia111ato 3'« invincibile)). Parente (li Leone X, ebbe da questi l 'incarico di [)Orre alla ragione pa,re<.'.,chi tiranneHi della Marca di Ancona e fu in tale nfficio che egli istituì la '<< cavalleria leggera>> <'>Il introduRse la milizia., che si chiamò poi delle << lande spezzate )> •. Più yasto teatro deJle sue gesta, fu la guerra di Lombmrdia, mossa, {fa Leone X, alileàto con Carlo V, contro l!'rancesco I. In premio deUa sua perizia militare e degli atti di valore compiuti, ebbe il comando di un corpo di 6000 fonti, che, iu seguito, sotto il titolo di Bande Nere, rese celebre e g1lorioso il nome dell~ armi italiane. Nell'anno 1523 sconfisse cd inseguì l'esercito inviato da Francc~o I per il'iconquistare la Lombardia,. ~ cl 1526 tredicimila fanti tedeschi, fatta testa a Bolzano, cala.v ano in Italia in soccorso degli imperiali, e per Rocca cl' Anfo e


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Uastiglione si spinsero nel territorio mantovano : li guidava Giorgio Frundsber·g, capitano di molto grido. Il 19 novembre gli mosse incontro il dum d'Urbino, il quale aveva al seguito Giova.uni de Medid, e disponeva di un esercito di 600 uomini d'armi, 1000 cavalli e 8000 fanti, essendosi p['oiposto il compito di impedire il vettovag1liamento del nemico.· I tedeschi, presa la via di Borgoforte, . si rifugiwrono a Governolo in posizione fortissima, perchlè difesi dal Po e da un argine assai elevato: Li inseguì Giovanni de' iMe, dici, molestandoli abi1mente nei reparti e in quattro giorni, combattendo quasi semp,re di continuo, tanto li sgomentò che essi lo chi.rumavano riel loro idioma il cc gran diavolo )). Rinnovato l'asRll,lto il 25 novembre, dopo aver combattuto tutto il giorno, l'animoso condottiero, essendo l'ora tarda, stava per, ritirairsi, quando, i nemici sparando a caso cd in arcata colle artigilierie che aveva mandato in soccorso il duca di Ferrara, fu colpito da, una tpalla alla, gamba destra, nel suo ~er1,o superiore, determinante ,la frattura comminuta della tibia. GiaJ1 Girolamo Rm;l,;i, 8110 biografo, ci (fa sarper·e che egli stette 20 ore senza ipoter 'avere qualsia.si soccorso, 1u1,sc-0sto nel suo attendamento rper non ishigottire i soldati, in una stagione fredda e nevosa. :Essendo rimasto fel'ito sul tar·di, passò tutta 1a notte in questo stato, e :finalmente con grandissimo disagio fu di necessità portato a spalli~ in lettiga :fino a Mantova e ricove1mto nel pala,z w del marchese Luigi Gonzaga,, ove fu jpreso da fobb1'C e da vomito. Il giorno seguente, essendosi aeggrava,te le condizioni della ferita, fu decisa l'amputazione dell'arto. Fu dato a Pietro Aretino, suo inti mo amico, che aveva voluto seguirlo nella spedizione, il pietoso incarico di. annunziare tale risoluzione dei medici a,l1l'illm,tre infermo, ed ég1i così gli tparlò : << lo farei ingiuria al vostro animo, se con iparol e dipinte volessi persuaidervi che la morte sia la curatrioe dei mali, e più paurosa che grave; ma perchè è somma-felicità, il far ogni cosa liberamente, la,sciatevi tòr via il gurusto dell'artelleria, et in otto giorni pokete far reina Italia, che è ser·va; e sia, il zoippo con cui rima•rrete, invece dell'o,r,éline: di S. Michele, di cui v/ insignl nel ] 525 il re F,rancesco e che mai vo]est_c portaire al c-0110, la distinzionè di gloria; porcbè le ferite e la perdita dei membri sono le collane e le medaglie dei famiglialT'i di. Marte>>. -<< Faicciasi tosto, )) rispose eg1Ii. In questo en- . tra,rono i medici, et esalta.u do la fort,ezza dP.lla, liberation sua, termina,r rper ' fa sP.ra l'ufficio che dovevano; e fattogli piglia,r meòicina a,ndaii·ono a ordinare strumento per ciò )). 1


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Sa(Ppiamo il nome dell'o(Peratore, .che fu un ebreo, chiarnato 111:i,estro Abrauno. Approssimandosi l'ora dell'intervento (la sera, del 28 novembre), giunsero i chirurghi cogli strllimenti e gli a,p1parecchi necessari e si distribuirono le ,v arie incombenze. Ma Jll'ima ordinarono si facessero venire ottQ o dodici' persone per imil lObilizzare l'infermo. << Neanche venti, disse Giovanni d e' Medici Ho1Tidendo, mi terrebbe.r o se io non volessi ». E con fermissima, vvlo ntà e calma a,mmirevole, presa la candela in mano, fece lume 11, maestro Abramo, che, scamiciato sino ai gomiti, comiI1ciò la incisione circolrure della gamba col suo coltello falcat,o. Gli stol'id ci fa,nno sapere che egli tagliò le carni rasente la ferita e che poscia gli diede il fuoco : dail che si .p uò desumere come egli a bbia amputato sotto il ginocchio e non si sia scostato dalle re~o le allora universalmente adottate. Lo stesso Aretino ci riferiS<:e ohe, essendosi aggravato il male, il ma,ttino successivo aJll'ol[)erazione Giovanni fece testamento: << neJl quale dispensò molte migliaia di scudi in contanti et in ,robe ft·a quegli che l'avevano ,s eguito)). Il documento ci fu conservato , ~vo rta, la data deU'« anno Dmwini, li Nativitate eju,8dem, millesimo qningentesimo 1;igesimo searto, indutione q'ttartodecirna, die J ovis, ·1;i.'Je8imo nono novembris )). Da, fedele amico, ·Pietro Aretino lo asNi:,tette fino agli ultimi istanti, e così ne descrive l'a,gonia: « Afla liue dormito ch'ebbe un quarto d'ora, destossi dicendo: Io sog-nava di testare, e son ,guwrito, nè mi sento 1()iù niente e se io vado migliorando così, insegnerò ai todeschi come si comba,tte e come io so vendicarmi. Ciò detto, il lume intrigandogli le [ud cedeva alle tenebre perpetue, onde da sè stesso chiese l'est•rema nnzione. E ricevuto cotal sacramento, òisse: Io non voglio morire in questo letto. Onde fu ae~:ioncio un letto da campo et jyi po~to: 111entre ,egli dormiva, fu co~to dalla morte >>. Così ·si spegneva Giovanni dc' Medici, nel mattino del ·30 novembre 1526, verso le 4 antimeridiane,,: la violenta commozione causata dail tiraumatismo, i lunghi disagi del trasporto, e l'opera½ion e doloròsissima, eseguita tardiva!llente, ne aff.retta,rono la fine. Degli storici del t em!Po, Gian Girolamo Rossi rpensa che (< la IO.orte 1procedesse dal non aver avuto medici a tempo e dall'ignora nza d ell'ebreo, il quale, avendo a segare quella gamba, vi lasciò. del percosso tanto che il riimanente si putrefasse ». E Giovanni Ra ttista T,e daJdi ritiene che « la cura non riuscì peirchè fatta troppo tardi >>. Corse anche vooe, narra ì1 Guerrazzi n ell' A ssedio (li J!'irenzey che Clemente VII cono~1p esse il c,e,rusico giudeo, e


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segasse fa gamba con ferri avvelenati, ma tali sospetti <·addero ben presto, come :pure è da ritenersi che alla. corte dèi Gonzaga,, ove a-f lluirono sommi artisti e lettenLti, quali iii. J!Jatina, iI Guarino, Lcon Battista, Albeirti, Giu1io Romano ecc., in un periodo in cui le Università di Pa<lova , Bologrn1 e Pavia erà:no nel massimo splendore, imprimendo il maggior incremento alle discipline medico'. chirurgiche, non mancasse1·0 sanitari di valoire: e quincli è da· mettere in l'iserbo anche ]a taccia di ignorante data al cerusico ebieo mantovano, il quale piuttosto non fu ahha8tanza fol'tunato pcir salvare la, vita, aWillnstre condottiero.

Nel dnq uecento fa chirurgia. di guer·r a fa sensi.bili iProgressi in Italia,, soprattutto per il fatto che i chirurghi. dell'epoca sono a-rnJ1e incarica.ti dell 'insegnanwnto dell'anatornfrL, la quale era t enuta allora in gr·an p•regio ed aveva dato un impulso not(woJissimo aHo sviJup!J?O d·elle discipline chirurgiche. Fra, le glorie italianr., ricorderemo in rprimo luogo Giov. Battista dri Vigo (14f>O-Hi25) , oI"iundo, di Ra1pallo, ma soprannominato lo genoghese) il quale passò la giovinezza a.lla, Corte del 1\fard1esc Luigi. di Saluzzo e quindi a Genova ove studiò medicina e. prestò i;;ervizio all'ospedale Pammntone. In ·seguito ritomù a, Srtl uzzo p·resso il marchese, ma essendo questi stato spoglia.to dei suoi beni nel 1487 dail duca, di Savoia, il da Vigo fu co,s tretto a, ,r ipa.rare tt Ravoua, ove conobbe il ca,rdinaile della, Rovere, che si era, colà 1·ifugiato per· sa]Ya,rsi dalle persecuzìoni di Alessandro VI r· del nipote, il dncn Valentino Borgia. Più tardi seguì il cardinale suo protettore a Roma, e quando questi fu creato pontefice col nome di Giulio II, ne divenne a·rchiatra e lo a(X'.Ompagnò nelle sue numerose imprese bellliche, non cesRando di fare il suo dovere di chirurgo, osser·vando e curando di persona le molteplici ferite d'arma da fuooo e da taglio, fra cui queila di un « todesco, molto famigliare del papa, forito di un hmcione alla veocica )). Nel 1:i14 Vigo pubblicò il famoso trat,t .ato claRsico, daJl titolo << Practica copiosa ·i n a,rte chiru1rg'ica, )), che fu 1presto tn~dotto in firancese, in inglese, in italiano, in spagnuoilo od in te,d,esco, ed ebbe la, fortuna di quaranta edhàoni. Jn esso sono raccolte tutte 1~ ricerche ed i. risultati dell'esperienza di guerra: << La prognosi i~ in rappo1·to, egli scr ive, con la ~·cgjone ferita, con la, forma e dimensioni dell'agente vulnerante e con l'assenza o rprcsem,a di


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estranei )) . Le lesioni prodotte dalle · armi da fuooo . sono « L'estrazione tmmedia.ta dei 1·orpi estra,n ei, ·OS•scrva inO'ltre, deve pI'eferirsi a quella, ta1'tliva, poichè, se (p1esti in genr.re p0,ssono migrare impunemente nei I essuti, la loro permanenza talora è · acoòlllJPagnata da fenom,eni g·,1·a,vi )). E proSjpetta gift l'idea della legatura dei vasi col filo a 111pzzo dell'a,go !p'er frenare le emorragie : « i r,i tromittenclo acttm s·ub ocna desuver filuJrn stringendo )>. ' Opera il da,' Vigo « con ingegno e prontcM,a .)) gli a.se.essi epa,t id 1·t l interviene abitfancnte neJle lesioni del cranio e della colonna n•t·tcbralc . con un tra,p àno di sua, invenzione e consiglia di (( tag-lin re e steripare con tutte le sue vene e ,ra,did )) il canc-ro dell a 111:1.mmella,. Non a1pp1'0va invece l 'estirpazione del gozzo, « vergo~·ua. d ei medici e danno dei ipazienti >>, ma interviene nell'a,bla · ilionè dcHc glandule oervicali in .soggetti scrofolot:ii; desc-rive annm.t minutamente la, tecnica cle1l'erniotomia, e si serve di cannule s peda.li per l 'int,rodmdonc di sali d'argento nèll'uÌ:etra. F~ da dtaire inoltre Maria,no Santo (1488), da .Barlet ta (Jig. 4~), all.ievo di Giovanni drL Vigo, il quale fu uno <lei più grandi litotomi del suo tempo ed è celebre. per il suo metodo rnàriano o apparntus mag_ n us) appreso d~1l suo mae,~tro Giov'a nni Dc Romanis, per ]'est ra z. ione dei calcoli vescicalli a mezzo d ella cistotomia perineale col t:1glio late,ra1e, che egli descrive nel Libelltl8 aitretis cle lapide a vcsica, per incisionern extrahencla) pubblicato in Roma, nel 1522. ()nesto metodo fu hyrgaiillcnte adottato anche all'e~tcro ed Ambr,ogio 1>ar,èo nO'n disdegnò di e,s,porlo nella, sua, opera monumentale, senza <·i tarne ,però la fonte. Til .Santo è allJChe autore del famoso comp end iurn in chiritrgùi) edito a, Roma, netl 1516 ed a, Lione nel 1521. Fu r7dto apparecchio maggiore iper distinguerlo da, quello cefaiano.detto m,inore) che 1:·ichieùcva pochissimi s.t rumenti per praticarlo (coltello l'd uncino), mentre per il ma1·iano ocoorrevano uno scioringone, uno :-calil)ello, un dilatatore ed una tenaglia per l'estrazione della pietra. Mariano ,f ?anto presP. parte come chfrm·go mitlitare a1la spedi ;,. ione di Carlo V contro il sultano Solimano, u,lla quale partecipa1·0110 t rupipe italiane e spagnuole: durante questa, camipagna con l.1·asse amicizia col capitano Guiqo Rangoni_, al ,quale dedicò la, sua opera De lapide reniirn, e potè trattenersi qualche teimpo nei princi1p111.i dannbian.i a Belg:r-ado e a Buda, apprendendo la tecnica ope·r a1oda dei. chirurghi turchi in raipiporto speci'almente aJ sa.:lasso. Menzioner,emo anoora Miclielang-elo Biondo (1597-1665), da Ve11~zia, allievo di Alfonsp F e rri , già ,ricordato, n quallc èscrcitò la <·OI1)i

q nelle iproprie deiHe ferite contuse.


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modkina a Na,p oli e fu fervido sostenitore della curà delle contusioni e delle ferite d'arma da fuoco a mezzo della .$emiplice a,pplicazione deill'acqna, fredda, trattamento che egli riteneva a<ldirittnr a (< disce.<;o dai!. cielo)), mentire bandiya l'uso delle s:ostanzc mr:dica rnentose, le quali ritardavano la cicatrizzazione.

}.'ig. 43 -

Mariano Santo, da Ilarletta. (*)

Altri rinomati chi,rurghi furono: Fra,n cesco Rota, nato a nofogna eù insegnante chirurgia. in quell'antichissimo tStndio: è autore di un trattato << De tormentariòntm 1Ju,lneruini no,tu,ro, et ciiratione liber ,), puibblicato nel 1555, in cui si dimostra partigianq del ferro rovente nel trattaimento deille ferite : << Ustis ex7wditissim;it1n est CliumiT!i1.tm )) ; Giambattista- Camrno, da, Ferrara, inventore di -u n tiraipelle per il'es:trazione dei proiettili da,l torace e dall'addome. Nè devesi dimenticare . Giovanni Andrea dalla Croce, nato nel 1509 a Venezia, che a soli 24 anni fu nominato membro, poi priore di quel Collegio medico :chirurgico. quindi fu << con .honòrevole sti, pendio pubblicamente salariato da11a magnifica et QPulenta città di Feltre )), ove soggiol'nò a lungo e sali in gran fama come chirurgo per (•) Sono grato all'amico prof. P. CAPPARONr della gentile concessione della riprodu21ione dei dtrl\tti di alenni medici italiani dei secoli XV-XVIII.


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-209,l'opera prestata negli .eserciti durante le continue guerre che fune,.;Larono quella regio.µe, opèrando fra l'altro un soldato ferito gravemente ad un rene. Egli era solito affermare che << quello che vuol 1•ssere buon chirurgo li fa bisogno seguitaire li eserciti et luoghi dove. si fanno guerre, · et praticar con chirurghi vecchi e di .lunga . l'Sperienza )). Secondo il Hoheraavc, (Pare che abbia rprestato servizio anche i:ome chirurg1,is classarius. Infatti il òalla Croce sorive che « si vede bene -spesso nei marittimi conflitti e altrove varie ferite iperfo 1·anti cor·pi umani')); ma tutta,vh1 non si schiera fra coloro (( che 1 :-:eguono gli · eserciti e vanno con l'armate da mare molto esercì. l~tti nella pi'atica di Oirurgia, i quali. affermano :t;arc volte aver veduto . usdre gli intestini ·crassi»- Il dalla Croce ha fasciato 1111'0tpera monumentale la << Oirurgio, unfoe1-sale et perfetta di tutte le parti portin~nti al ottimo chirurgo) nella q1,iale si cont'iefU}( la fh eoriea et praltiea di ciò che p11,ò essere nella oir11,rgia nccessa,,rio) pubblicato nel 15n, che ebbe l'onore di pa,recchie traduzioni in l'r an<'R-Se, in tedè,CO e in latino. Nel lihro VII de~crive n ell '(( Ofi)cina, della ciru1·gia )) mi copiosissimo armaimenta.r io per gli interventi sulle varie regioni, con molti strumenti di sua invenzione. Per gli atti orperativi sul collo raccomanda, per non ledere il fascio vascolo-nervòso, di sc,pwrare le fihre col dito o con un colte1lo di ·legno; :per le lesifJni ca.'rrli:,che ~i limita. a 1·ictrnoscerP- che « ferito il cuorP-, muore l'uomo»- li'u inoltre. un abile chirurgo nella cura deliFem[)iema e dell'ernia, e per l'op< ,razione della ,pietra fu uno dei primi a lateralizzare il ta glio c~l'3iano verso fa na.tica sinistra. Infine consiglia che << bisog11a fa.r taglio)) per correggere la iposizione vizia,t a ~foi frammenti nelle fratture del1Ia clavi.cola e descrive minutamente a,pparf>.(',ehi ingegnosi e strumenti torcolareschi 1per il tl'attamento delle << sconciatul'e ovver fenestratu·re delle giunture)). J:,J sono da ricorda,r e a suo -onore gli inte1·venti nelle lesioni del c ra.liio, pràticati · ardita,mente con trapano e scal[}ello di sua invérndonc (fi.g·_ 44); il trattrumento delle ferite del torace, diretto di massima ad una cuta aspettante, saJlvo ad aspirare il sangue iil caso di sintomi a llarma,nti od a dM esito ai liquidi media,nte drenaggio o a,d eseguire irrigazioni con soluzioni aromatiche, in caso d i sopraggiunta infezione; e fìnalrnénte 1à cura dei feriti · addominali, pei quali consiglia la posizione seduta,, perchè i liquidi << se ne va,nno alle anguinaglic come a.1 proprio emuntorio)) e possono essere eliminati con una, piocola incisione. Nè a lui era ..rncora sco0


-- 210 __: nosciuta la p•roprietà emostatica dei sangui eterogenei, qua[i ad esempio quello delle toirtore e dei piccioni S<?pra Je membrane e la sostanza cerebrale lese. I~ altresì da ,rievoCT1rc G~1ido Guidi, da Firenz-e, che, :0ltwe insigne anatomico, . scopritore dèlla mancanza di ipori nel setto cardiaco,. fu anche chirurgo di grande valore. Per l'inte!essamento di Luigi Alamanni, che era tenuto in g1randc oonsiderazione alla Corte di Francia, fu chiamato nel 154-2 Parigi come medico pri· vato del Re e fu nominato professore di chirurgia del Collegio di

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Fig. 44 - Tmpana,zione del cranio : dalla Cit"1irgia Uni:vcrsalc di Giovanni Anflrea dalla Croce.

Francia. Perfetto conoscitore della lingua gieca,, dalla quale t•radnsse la iparte chiirurgica d~Ì Corznis hippocraticurn) ana.tomico insigne ed intelligentissimo d'airte, pubblicò, nel 1!544 a Padgi, coi tipi di Pietro d'Antier, un'op,ora: « Chirurgia e Graeco in Latinu,m conversa cum cornentariis », che ebbe 1parecchie traduziòni in f ranccse ed ha il pregio di essere ado1·na di numerose ed artistiche incisioni, inspil'ate a,ll'arte romanica, rigua,r danti specialmente la riduzione delle fratture e deliJ.e lussazioni (fig. 45), che taluni non rsitano aò attribuire al Prfa:naticeio. Des<'.·rissc per il primo il nervo ed il canale Gnidiano, che da lui iprese,ro il nome ed ai <fnali legò la sua · fama. Nel J574 fu ~·ichiWlilll,to 1n patria da Cosimo. I, e tenne con grande onore la cattedra di chirurgia nello studio ipisano. 1


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Ricorderemo ancora Giulio Cesare A,r izza.ra, da Pisa, chi1·urgo di Ferdinando, Princi1pe di Toscana,, che in una traduzione deil Cauliaco aggiungeva queste sue note personali: « Gli uomini gTandi nella chirurgja sono quelli c he seguitano e mc<lkano- nelle ha ttaglie, vantandosi talvolta aver fatto, come cssi dicono: ta.n te

Fig. 45 -

Riùuziono della Jnasazione dell'omero destro:

Chirurgia di Guido Gnidi ·- Pubblica,ta. a Parigi nel 1544.

e tante campagne in ,qualità, di (•.hirui:go. Circa a questo punto, parmi potere, anzi ò.overe p·r imieramente stabilfre, che quegli ch e esercita, la c hiorurgia nell'armi, va, o chirurgo già provetto, buon teorico e pratico, per ser vizio di Re o sim.il gran persona,ggio, che Reguiti la milizia, ovvero è destinato chiru.rgo ministro di esso. 11c-r il pubblico servjzio del caimJPO.


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« ,Se è nel primo modo, concedo, che i gran ,principi per se,i·yizio della pro1pria jpersona, possono condurre uomini grandi, ma in quanto agli altri, dico essere imrpossibile, che i gra~di' uomini si espongano ai porieoli della guerra e che gli altri di oondizione inforio,re possano rendersi grandi. Parmi (tralasciando molte ragioni, che sopra questo potrei esporre) che a chi dice, che tali uomini ponno .con franchezza grande mostrare il modo di curare

Fig. 46 -

Gabrielo Falloppia, da Modena..

le fe1·ite, si possa rispondere che nemmeno nel campo militare si può ben e's ercitarc nena curJ1 delle fe'l'ite, non che app•rendere la buona, chirurgia, per ragiorìi già addotte )). E finisce col concludere che l 'ammaestramento d ei giovani chirurghi1 si doveva fare nei luoghi ove buoni e dotti maestri si trovano, cioè nei sacri iuoghi od archio~'lpcdaH, che sono veramente studia sapientitm. Due secoli do1PO, Paffermazione delP .A rizzari:1, d1e i grandi chirurghi non si es1pongono ai pericoli della guerra,, riceveva una


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solenne smentjta dai sommi scienziati che seguirono le armate napoleoniche : Larrey, Percy, Assaijjni ecc. Ai. fasti della chirurgia italliana del Rinascimento è legato il nome di Gabriele Palloippia (1523.-1563) , da Modena (fig. 46), il •ttmìe. fu anche uno dei ipÌÙ grandi e geniali a,natomici del 500. Rinunciato ad un canonkato in IJ)atria., studiò dappdma a, P er rara, poi a Pisa e quindi fu chiamato dalla Re1pùbblica di Venezia ad insegnare anatomia e chirurgia nello Studio di PaJova : l 'Haliler lo chiruma indefes,s u:s ma,gnus inventor. La sua opera più importante è costituita da,l le Osservazioni anatomiche pubblicate a, Venezia nel JG6J . Egli scoprì le trombe uterine, che portano ancora il suo nome, i nervi trigemino, acustico e glosso-faringeo, il seno sfenoidale, la corda, del timpano ,ed i canali semkh·colari. 'l'entò di ottérn~re la guarigione delle ferite colle semplici me di,cazioni. « mo1li candide e pure, trrL quali si coi;na.nda molto il bombace pe1· Ja sua mollitia,, biandrnzza, copia>>. E diede 1p,ratici insegnamenti sulla ridmdone (folle f.rattnre e lussazioni; suJJla, lcg-a,t ura dei va,-;i) rtLOComandando di non comprende1~e nel faccio i rn~rvi viciniori, <li isolare l'artel'ia ,coll'unghia,, e c< con sehL intorfa, e (lll1Plica.ta. >> ,stringerla moderatamente; suill'intcrvento nelle ferite craniche, consigliando larga.mente l'uso dcii. t,r apa.no: sulla, rinopla,sti<·a,; snll'f1bla.zione del cancro . della, mamrnel1a; 'lu l ta,g lio jipoga.strko nella cistotomia; sullrh curatfone dell'c-rnh intestina.ile, ris1parmiando il testicolo; suJla tecnic~ dell'empi emn, e delle sutu1;e intestinali e infine sulla, particolare curMione della ,dilatazione uretm1e con candelette vP,getali. Per il tifo ·e~a;nl ematico già intravede un nesso per la, s1rn, propagazione con la, carestia e con la guerra,, e getta, le prime basi del .concetto- della, contagi-0sità, nell'attJrihni•re i morbi infettivi a con- . ta.minazione dell'aria. Si oocupu, anche del!la peste e ne studia il modo di diffusione, la quale IJ)HÒ a,vvenire anche dopo cessata l'epi demia per l'uso delle cose infette. Dedica infine la sua attività allo ~tuclio della-~ifilide 1proponendo come cura profilattica,. un unguento da spàlmar·e l'asta ed ostruire il mea.to nrinairio ed nrrn, tela finissima u nta dcilla stessa sostanza d~1 ricoprire il glande durante il coito. Falloppia. morì nel 1563 a Padova, e fu SC.lf.Jollto ncJla chiesa del Santo : sul suo seipolcro fu inciso questo epitafio :

FallOJJ'i hic tunnào solus non conderis : una liJst variter tecum, nostra sevpiilta, domus.


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Citeremo a noora Filippo Palazzi, da '1'1·evi, allievo c1i F a,lloppia, 1,trenuo sostenitore del trattamc,nto delle ferite <li guerra, coll'acqua di fonte ,e( rimBdio comune a tutti e di ninn costo)). Ciò che feee escla.Jna;re a1l s uo contempora,neo B rambilla,: « Oh che felicità 1per le n.r ma,te se tutto dò che dice fosse vero! )). E lo designò ~a,rcasticamente col nome di chiru.rgo rwqu,11.iolo. Leonairdo Botallo, nato nel 1530 in A,'sti, altro sc-olaro di Falloppià, trascorse ]a, maggiDr pa,rte della, s ua vita a, .Parigi, ove fu medico di Carlo IX, d,el duca d'Alenç,on e di Enrico III. ~ella, sua opera Do <Ju.ranclis Vuln cri1n1,s Sclopctorttrn~ pubblicata a Lione nel 1560, combatte J'oipinione, fino allO'ra prevalsa, della velenosità delle ferite <la arma ·<fa fuoco e del conseguente trattamento col caut erio ed espone interessanti osscirvarL.ioni personali sulla tra1panazione del c1·anio e sulla cu1•a clel1lc lesioni di guerra, sostenendo l'uso dei mezzi più semplici sul campo di battaglia: << In corpore MLno :saepe twlo b1ctyro quoa<l caro oontus<i separar-i irwiJ)it, ,xmtenti snmus )). Alt,ro chirurgo fra i ipiù rinomati del Rinascimento è Gerolamo Fahrizi ,d' Ac~11rn1pendent-c (1537-1619), pme aillievo di Falloppia. InNigne anatomico si a,ffer-mù :s-opr-aUntto per le sue diligenti oRservazioni sull'utero e Rnl feto e per la sco[)erta delle valvole delle vene, fatta nel 1574 e fu precursore del Bo-relli n ella :fìsioilogia, dei movimenti. Fu lettore di chirurgia a Padova nel lf>fi!'i e di anatomia nel 1571, cd ebbe Ia,rgo stuolo di discepoli ac,,corsi fin dalla, Spagna, dàlla Danima,rca, da11la Svezia e dal Belgio. Per le girandi sue be· nemerenze ottenne la, cittadinanza onoraria e dal Senato della Repubblica Veneta venne creato Cavaliere <li S. Miarco. Dopo otto luski di insegnamento, ebbe il privilegio di nominare nel 1609 il suo successore in persona di Giulio Casserio, inserviente a-natomioo, celebre per i suoi studi sugli organi {lella voce e <lell'u,cÌito. Morì nel 1619, ad 82 anni, iasdando una cospkna eredità di olke 200.000 ducati, frutto della lar,ghiRsima clientela acquistatasi fra le· più cos,picue ipersonalitù. del tempo. Nella sua opera ch.i rurgica Pentrde1,cco espone utilissimi ammaestramenti sulla ,riunione immediata delle ferite con empiastri agglutinativi ~ con la sutura superficiale e p,rofon<la,, sostenendo la necessità dell'e mostasia, a mezzo <lella legatura <lei vasi (LVI . C. 2), della nettezza e riposo della paùe 1lesa, nonchè. della ~emplicità della medkazione. E .s:i trntUene ancon1 con profondt1 1lottrina ~ulla tracheotomia « nè difficile nè .,peri,e oilosa, >), sulla toracotomia,


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s 11lla toracentesi od nretrotomia, sulla cura ddle ernie, delle :fi.111.o si e dei 1r·estringimcnti uretrali.. Si può anche ritenere un prei· 1wsore dell'ortopedia:, rper ave r e ideato ingegnosi appn.1·,et.cld. e 111acchine per il tratta mento delle d eviazioni ossee. Non meno famoso nel campo d ella chi,rurgia ip;lastica è Gasipare Tagliaoo':llzi (lf>46-1599) , da Boilogna, (fig. 47). Laureatosi a, :.!4 a,nni in quel famosQ Studio, vi insegnò più tardi anatomia e chi-

Fig. 47 -

Gaap:n·e Tagliaoozzi, da. Bologna.

r ur,g ia, con lo stipendio di 200 ducati por la prima materia e cosp icuo assegno II)Cor Ja seconda. Fu il iprimo a praticare con indirizzo veramente scientifico e su basi a na tomiche, la rinoplastica, già familiare ai . chirurghi siciliani e calabresi (famiglie Vianoo e Foiano), :prelevando il tl embo <'!ella .c ute <Jal braccio e :fissandolo al naso con a,pparecchio inamovibile, fino a completo attecchimento. Qu est-0 metodo fu esposto nella sua opera « De ciirtorum ohiriirgia 7)er insitionem >>. Il Collegio dei medici di Bologna gli eresse nel teatro a.'Tlatomico dcliJ'A,r chiginnasio una statua, e hc lo ,r affigul'a ~tl'ingente f,ra l e dita un naso r eciso.


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Introdusse infine una meravigliosa tecnica nelle p[a,st.icbe del naso, d eHe oreochie e delle labbra, in quell'eipoca deturpate dalla sifilide, ottenendo irisu]tati sorprendenti. Ricorderemo altresì Giusepipe Plazzoni, professore all 'Università di Padova, che pubblicò nel 1570 in Perugia un libro « Dc veris methodo quibuscumque vulnerfbus rnedcndo )), in cui si fa sostenitore dell'uso dell'acqua semplice nella mediicatura delJ.e ferite e nel 1603 un trattato teorico « De 1;11lneribus salopetor,uni )). Ed ancora Francesco Muratori, da Bud,r io (Hi69-1630), aùtore di interes'. santi memorie sulle ferite d'a,rma da fuoco, letto·re di chirurgia nell'Archiginnasio di Boilogna e [Jrim~rio dell'ospedale .La Vita. B da menzionai1·e altresì un precursore dell'educa,,;ionc fisica, Girolamo Mercuriale (1530-1606), il quale insegnò jper 7 anni a Roma e per 17 a Padova, quindi fu 1J..ettore, dP-lJe Uni.versità di Bologna e di Pisa. La, sua opera più importante è quella dal titolo << Dc wrte gymnastica )), in G lib,ri, della quale si hanno 5 edizioni. Attenendosi ai principi di Galeno, il l\forcuriafo suddivide la g·innastica medica in boll'iua) leg'itùna sive medica et 1;itioso, 8CU athletica,, distinguendo in tal modo la ginnastica. che ha, lo s,copo di · addestrare j giovani alla, guerra, dalla ginnastica :fisiologica, che consiste nell'ei:;ercfah, moderato del sistema muscola1·e e nm·voso e daJla ginnastica atletica e profe~sionale, che svi:111:ppa, eccessivamente i muscoli , a danno di altri organL L'opera è illustrata da numerose indsioni d eil Ligol'io, che riproducono specip.,l mcnte i giuochi ginnici .greco-romani, ,e si può ritenere uno dei più importanti favori che sia stato scritto sull'a,rgomento. Come si vede, agli Italiani spetta un posto eminente nelila chirurgfa del Il.inasdmento ed il' l'!lerito di avere spianato fa, via al progresso f1cl1a. tr·a,11rnat-Ologia, di guerra. Soùo infatti gli Italiani che introducono per primi la narcosi negli int~rventi, soHeva,ndo il pftziente da indicibili sofferenze e rendendo più ca.Ima e tranquilJa l'operazione; sono essi che applicano per primi nel trattamento delle ferite una semplice medicazione con fasciatura occlusiva; sono essi i p rimi a b~inq.ire il f.r,,rro rrovente nell'emostasi ed a :praticare la 1Iegatura, dei vasi, sanguinanti; sono essi infine i pri~1i a suggerire mezzi pratici e raziona.Ii per la rLduzione àcllc frattu1·c e delle lussazioni. E questo nostro primato, oltre che ai [)rog,r,essi notevolissumi nel campo anatomico fatti in qncl tempo, si ·d eve ascriv,e re anche alla conoscenza :perfetta dei classici trattati, al perfezionamento della tecnica ed a.Jla quotidinrm ossrrva-


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11ionc del malato, che contribuirono validamente a portare le di~cipline chirurgjchc e la medidna operatoria, ad altezze mai ())rima ,,·aggiunte.

II. -

LA

CHIRURGIA MILI'l'AltM DML CINQUECEN'l'O IN PRANCIA. ,

Dato così il meritato ,p osto d'onore alla chirurgia, italiana, ci occ uperemo ora, d ella chirurgia militare presso le altre nazioni.

I

J Fig. 48 - Ambrogio P arèo, a 72 anni (con la firma autografa).

L'astro maggiore sorto in Francb in questo periodo, e saJu tato come il padre della, ,chirurgia fra,ncese, <~ Arn b1·ogio Parèo (fig. 48), figlio di t~n negO½bnte di bauli, ugonotto. Nacqu e nel 1517 :~ ~ou rg-Hcrsent preR,RO Savane. :F u apprendista, nella sua giovinezza., in una bottega di ba,r biere ed ebbe una grandissima, prre-


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dilcidone fino da questa età per gli studi anatomici. Si na.r,r a in p1·oa)osito che, essend-ogli stato offerto il cadavere di un giustiziato, l'avesse irmba1samato e se lo fosse rportato con sè per oltre 25 anni per poterlo studiare in ogni circostam,a. Dopo quattro armi di assiduo studi.o all'Hotel-Dieu, ove aveva. potuto ese,r citarsi in numerose (li ssezioni a,natomiche ed arpprofondirsi nena pratica coll'esame quotidiano di un gran numero di maJlati ivi ricoverati, salì ben presto in gran fama, per avere preso subito posizion·e in una lotta tenace e fierissima ingaggiata contro la facoltà parigina, che aveva ordinato la distruzione dei siioi manoscritti, nei qua.,li combatteva efficacemente tutte le 1p,resorizioni de]fa medicin,'1., scoIa,stica di quei tempi. Ancor giova,ne, a soli 19 anni, Pa,rièo seguì in Piemonte il maresciallo di Francia Rena,t o. di MontejeaJ1, comanda-nte deTia fanteria francese durante la cainpagna d'Italia, che durò dail 1536 al 1545; cd a nche ·egli, in principio, si attenne al metodo della « therapia, cru(lel·is >> e<l a.Ha ùornmetudinc di curare le ferite di a,1•chibugio con oUo bolilente, w11d1e :se Io•sf,el'O in pro~-simità, di nervi e di applica,r vi l ' unguento ,egiziano, se,conclo la, formula d'Avicenna. Ma ben presto negò la velenosità ,di queste ferite, e limitò l'uso dell~ sonde, deg11i stuelli e dei setoni e di tutto ciò che poteva, disturbare iil processo <li c.katrizzazione della, lesione; s~rap:pò gli amputati e gli operati di ogni sp,ecie aUa, tortura del feri'o m,roventato e dell'olio hoillente, usato fino allora come mezzo emostatico e ritornò al semrplice balsamo costituito da una miscela di giallo d'uovo, miele rosato ,e trementina, col quale dovevasi ottenere la cicatrizzazfone delle ferite · << senza infiaD}n.tazione o gonfiore )). ' Tale è l'importanza di.questa, rivoluzione llf\] trattamento delile IeRioni di guerra da a rma da fuoco .che nrnrita l'avvenimento di essere ,r icordato con le ,parole stesse di Ambrogio Parèo: (( L'anno 1536, jl grande Franceseo II inviava le sue trup1pe in Piemonte per assediare Torino e ,riprendere le città e castella, , cd io fui ben lieto ,di segui,re l'esercito, per1Chè anco,r a non. avevo potùto osservare il trattamento d·e lle ferite d'archibugio, quantunque avessi giù, ],etto m~l 1priano ca1pitolo di Giovanni d a Vigo sulle ferite in generale (cap. VIII) che le lesioni prodotte da arma, da fuoco sono velenose in causa ,della polvf're e che perciò dovevano essere trattate per mezzo della, cauterizzazione coll'olio di sambuco, mesc,ola,to con un poco d.i tedaiea. E per non sba,gliare, si sconsigliava di usare 9lio bollente, ,che rprocnraNa, atroci sofferenze a,i feriti. Da princi-


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pio volili anch'io aipplicare quest'olio bollente al massimo grado; poi, non avendone più disponihi1le, fui costretto ad applicrwe un semplice digestivo fatto ai gia,l lo ò'ovo, miele rosa.lo e trcmenta. i\[a alla notte non ipotei chiudere occhio, preoccupato dal p ensiero i:he, non avendo potuto trattare i feriti coll'olio bollente, li avrei dtrova,ti a,l mattino seguente morti avvelenati. ,~Ia rprnle non fu la 111ia, sorpresa quaindo, ailzqtomi òi buona, ora, potei constatare personahnente che i feriti medicaiti col digestivo aNevano potuto riiposn,re tranquillamente per tutta la notte, presentando inoltre nna diminuzione ·aell'in fia1mna,zione attorno alla piaga, mentre gli altri pa:,;ienti trattati coll'olio bollente P-rano febbricitanti, molto soff~renti ed avevimo una zona attorno aJlla lesione arrossata e<l i nfiamma,ta. Da questo momento venne la risoluzione di non brndare p~r l'avvenire le ferite (lei poveri ,soldati colpiti da archibugio )). -vale ancora la pena •di riesumare un cnrioso ti-attarnento, orma,i obliato, delle ferite d'arma da fuoco di quej ternipi. Il Pa,rèo, avendo · appreso che un mDdico torinese era, salito in gran fama per la cura delle ferite d 'archibu,gio oon uno s1pedale unguento da I ni iii rato, prima, di far ritorno in F,randa, voille conoscere il R<:greto di qu,el medicamento. Ed il medico ben volentieri lo svelò. « ·Mi tmandò a cercare, sùrive a questo riguardo Pa1rèo, due piecoli ca1ii, una, Iil1bra. di vermi di terra, due libbre d'olio di lino, sci once di tcrebcnthina di Vene7,ia ed un'oncia ò'aùqnavite, ed in mia p,resenza 'immerse ancor vivi i cani nel suddetto olio e li fece bollire a lungo, fino a che la carne si~fosse staccata completamente dalile ossa; poi vi aggiunse i vermi che aveva fatto m:orke nel vino bianco e gli altri ingredienti. E chiamò Dio a testimonio che .questo era il suo famoso rimedio, pregandomi di non divul~arlo )). Questo balsamo iper la cura delle ferite d'arma da, fuoco fu nsato per molto teill!)o dalilo stesso Pa,r èo e dai chirurghi militari del XVI s~olo. Ed è da presm:~ere che la prolungata ebolilizione · riuscisRe a rendere strrile la miscela così preparata, che si manteneva tale coll'aggiunta dell'acquavite. Ma l'uso di topici « SUIPIPUrativi )), come egli. era solito chiamarli, determinava quasi sempre ]o i;;;viluippo di un'infezione purulenta,. Le forite, anche ile più lievi, davano luogo a :supp\1razione, e nelle battaglie di Hesdin e Rouen il numero clei colpiti da infezione, con esito letale, fu'. enorme. Allora, Pa,rèo attribuì quelle suppura,z ioni all' « a.ria 1maligna, e cqr1·otta )); ed, in luogo dei sµppurativi , ricorse agli ung·uenti Pgiziaco, 1


,n.ercuriaJle, canforato ed altri simili, sciolti nel vino ed iniettati nella ferita mediante setoni o sonde. Nella Sufi, opera Dc 1;ulneribus sclopetorum) riferisce di alcune curiose esperienze rpersona,li fatte imme,rgendo le pane d 'archibugio in una miscela di succhi <li rododendr-0, di napello e di ranuncolo, e constatò che iil peso della. miscela,, dopo l'immersione delle palle aumentava, mentre avr,ebbe duvuto diminuire se il piombo, come si riteneva allora, dalla maggioranza, ip er la sua permeabilità facilitasse l'assorbimento dei succhi velenosi anche in piccola dose. Aii:nlinetteva inoltre che i1l risca,ldamento dei p:roiettili per effotLo dello spairo avrebbe contribuito a distruggere in gran parte i vapori <lei veleni, che 'e ventualmente vi, fossero penetrati. Il Grevin invece affermava, l'esistenza di veleni volatili che, cos1>a!I'si sulle staffe anche in minima quantità, avevano il 1POtere di csse1·e assorbiti dal for:ro delle staffe stes~e e dalla suol.a, dei calzari, raggiungendo così gradatamente [a ipianta del piede del cavaliere e p1'ovocando rapidamente manifesti sintomi d'avvelenamento. Nè meno scalpore suscitò la sua 01pera << JJféthode de traioter le8 pla,jes fa,ict es par harq1.w buses )), per aver osato lui « cornpagnon bairbier )> di espone in lingua francese i risultati della sna esperienza in materia di traumatologia di guerra. Egli nega, la velenosità delle ferite, cd alla polvere pfrica penetrata nel canale deJla lesione ascrive soltanto un'azione infìammato1·ia: perciò la dilatazione di detto tragitto con lo sca,lipello e la introduzione snceessiva di olio bollente non.fa.ccv.ano altro che sciogliere detta polvere ed evitare la cancirena. Nellle amputazioni il moncone non è ipiù cauterizzato, ma ricoperto oon lombi formati da parti molli sui quali viene praticata l'emosta:s ia e dopo sono 1n·otetti con vescica umida ùi animale. Lo studio dell'estrazione d ei proiettili è trattata, con buone eono.~,cenze anatomiche e con esatta descrizione dei cauteri e deg1i strumenti · (fig. 49), fra cui un tira palle a tJ,c punte, un cava,.f.reccie, ed un apparecchio per ridu;r,ionc delle lussazioni, da, lui id,eati. Ambrogio Pa,r.èo :fu uno ·dei primi a praticare l'estensione continua neJ fa·a,ttamento delle frattnl'e ed a segnailare il sintomo importantissimo nelle f.ratture dellle coste dell'enfis,erna sottocutaneo. << Qua,ndo, egli. osserva, si comiprime con la mano 1,1ulla parte, si sente l'aria che se ne va con un rpiooolo s,cricchiolio e vi resta, l'impressione del dito come negli edemi)). Amunette ancora, la possi-


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lii Lità d ell'incistamento dei proiettili nei tessuti e della lung~1 tolleranza,, e dà preziose jndicazioni per la loro estrazione: << Oc-

cor,re, egli consiglia, mettere il paziente nella posizione approssi111::Ltiva in cui trovavasi qua,n do fu ferito, perchè i muscoli ed altre parti del corpo, diversamente situati, possono ottura,r e ed irnpe<lire la, via. E per trovare bene le pa,lile, è necessario cercal'le col dito, piuttosto che con altri strumenti, « le sens du tact étant plus I eertain que nullle sonde on a,ntre chose insensible )). E nel 1536 p·l'ati,ca la prima diswrticolazionc del gomito per cancrena gasosa,.

Fig. 49 -

Strumenti chÌrnrgici e cauteri dell'epoca di Ambrogio Pa,rèo.

Ma SO[lrattutto è la Iegatm·a dei vasi alla surperficie · di sezione il eHc amputazioni, già nota agli antichi, ma poi dimenticata, come 1·iferimmo precedentemente paJ'lando di Giovanni da Ca,s amicciofa, il magg·ior t'itorlo di_ gloria di Par<',o, c he cg·li rese di pubblica rag-ione in una memoria pubblicata in francese nel 1552. Un giorno, in cui discuteva coi chirurrghi Stefano de Larivière e Francesco R.a,sse, del Collegio òei santi Cosma e Dantia.no, sull'atpplicazione del ca,uterio per frena.re le emorragie, avanzò l'idea chP., dal momento che 8i pra,t icava la legatura delle arterie e delle vene nel1e ferite ,1·eccnti, essa, poteva essere egùa,lmente estesa anche in caso di am-


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putazionc. Ed infatti, durante l':u;sedio · di Danniliers, su un gentiluomo del duca di Rohan, òJ.'imasto gravemente, ferito da un co~po di colubrina . alila gamQa destra con frattura comminuta, Parèo praticò l'rumputazione dell'arto, senza ricorrere al ferro rovente, ma limitando1si al.La legatura dei vasi beanti nel tronco d'amputazione (fig. 50).

Fig. 50 -

Ambrogio Parèo pra tica la legatura 'delle arterie sn un ferito a1l' assedio di Dannilliers. - (Quadro di Chartran, alla Sorbona-Parigi).

Per la fama nniv,ersalmente acqui~tata P:mi>o fu nominato nel 1554 membro del Collegi-O dei S;S. Cosma, e Damiano a Parigi, non senza però vivacP, opip·mdzione per parte dei m<tgùdri della Sorbona, i,gnorando egli fa, lingua, latina,. In una memoria pubblicata nel 1582 impegnò una strenua battaglia contro la tera,pia, d elle ferite a base di polvere di mumia, e di unieo1·n-0 allora genenilmente in uso e per la quale ebbe a sostenere [Polemiche violentissime. Parèo enumera diverse ,quail.ità, di m~,.dicamcnti nena cura d elle lesioni da a;rma da fuoco: repellenti, attraentì, rìsolventi., suppuranti, emollienti, detergenti, sarooLici, €ì_Pul:o tici, glutilianti, pirotici e anodini. Il nome stesso indica le proprietà, te1·apeutiche e l'azione specifica di ciascuno di p,.ssi.


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P arèo fu inolfa·e uno dei p1'imi ad usare i trapani a corona 11(:lla craniotomia, a riesumare l'operHzione di pla:stica del labbro lc•porino, ad applicare i cinti JPer ila contenzione delle ernie ed a p ,·atica,r e il maissaggio nel trattamento de11e fratture. Fra gli scolar-i di Ambrogio Parèo sono da ri-c.ordare A<lriarw e Giacomo Amboise, Bartolomeo Cabro! e ·Pict,ro J,--,ranco , Prove1rnaJe. A Pa,r èo non dobbiamo inoltre dh;conoscere il merito di aver l,,1·ascorso quasi tutta la vita sui campi di' battaglia pa,r tecipa,ndo n ben 45 campagne, sotto i regni di Enrico II, Fntnccsco II, Carlo lX ed Enrico III, e di aver dedicata tutta la sua attività alla e m·a di un numero straordinario di feriti. « Dio sa, egli seri ve 11~Ha prefazione delle sue 01pe,r,e, quanto n giudizio di un uomo si rperfe:doni in questo es,ercir.io, ove, il vantaggio essendo remoto, i I solo onore ci vienè e ] 'amicizia di tanti valorosi soldati, ai quali si salva la vita, come, dopo Dio, posso va,nta1rmi d'aver fatto a 11 nmero infinito)). F.,d è di P31rèo l'osservazione che i semplici solda,ti siano meglio cnmti dei gra,n<li capitani : « 8e fosse stato p,r·incipe, cg.Ii nota, non ,si sarebbe salvato, a cagione che non av,r,ebhe voluto soffrire ciò che l'arte comanda cd i. chirurghi. sì ard ita,nrnnte non :wrehhe,ro fatto 1'ohlJlligo loro)). Nel 1543 fu al seguito del duca di Rohan nella battaglia di I'e1,pi,gnano e si distinse per avere estrt:ttto con prontezza ed a.bilità rm proiettile daJla s,pa]la destra del maresciallo duca, di OosseH<rissu,c. Ogni compagnia di soldati disponeva allora di caissoni <·ontenenti i medicinaJli e gli oggetti di medicatura, ma in quantità CJ uasi sempre insufficiente. E Parèo descrive le sofferenze dei feriti e quelle dei IP'l'igionieri, di cui aveva diviso la sode, per la. Je:ficienza <li personale e <li materiale sanitario_e, per quanto zelo adoperasse nell'alleviare le sofferenze aìtrni, le sue forze erano impari allo straordinario numero -degli abbisognevoli di cura. Nel ~545 fu 1prcsente aJll'assedio di Boulogne condotto · da Enwico VIII, re d'InghHtel'l'a, durante il quale Francesco di Lorena, <lnca, _di Guisa, dmase ferito alla faccia da un colJPO di lancia al <li sotto d:eWocchio dèstro, in conseguenza del (Jnale residuò una cicatrice detuI'!Pantc, donde il soprannome di sfrer;ia,to. Paroo praticò l 'estraz;ione d el frammento di lancia, !ricorrendo alle tenag1lic (li un manisca,lco, e per esercitare tutta la forza necessaria, non esitò di punhH'C un piede sulla faccia, dell'illustre persom:bggio, dopo averne ottenuto relativ,a licenza. Francesco <li Lorena, con geniale ·iniziativa, fece requisire in


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ques ta circostanza un gran numero di barbieri c hirurghi, antici pando lo,ro denaro per l'acquisto d ei medicinali e dell materiale di m edicazione necessari e curò l 'impianto di osipedali da campo per le proprie trup!Pe ed altri ,per i ·p rigionieri di guerra,. l\la, soprattutto l 'am·ivo di Parèo oontribuì a s()lllevare il mùl'ale d elle trvppe, ed, a quanto riferisce il Malga..igne, il duca, che sapeva. colpi-re l 'immaginazione dei suoi solòati, lo prese11tò egli st,esso nel 1552 all'assedio di M,etz, fatto da Oa.rlo V, sulla hrr.ccia a tutti i

Fig. 51 - Ambrogio Parèo nel 1552 all'assedio <li Mctz, acclamato rlai corub;1tte uti.

princi!Pi, signol'i e capitani, ·che lo a bbracciarono· ed accla,:rnarono come un salvato·re (fig. 51). B Parèo, per ordine del Re, Enrico II, attraversò imipavido le file <lei soldH.ti per incoraggia,re gli assediati e 1p o1·tare loro il soccor so dell 'a,rte: L'assedio di l\Ietz durò da,l 20 ottobre a l 26 dicembre 1582 ed in quef!t,0 periodo il se,rvizio s:mitario nelìa pia zza fu sufficientemente organizzato: i malati e ferit i vennero prontamente ricoverati neg.li osped.a Ji e i contagiosi fm·ono isolati in repa,r ti speciali . .Al per sonaJle sanita rio furono concessi i fondi necessari p,er il manteni.mento e l 'assistem,a degli jnfermi ; n9nchè per assicnrrure l'igiene e la pulizia d ella città.


225 Gli assedia:nti invooe ebbero a. soffrire gravissimi disagi per il freddo è per la mapcanza, di allimenti, fattori che contribuirono enormemente alla diffusione delle malattie castr·ensi, q mdi la dii:;f:enteria, lo scorbuto e il tifo e.santerr1atico, che caust~rono una perdita di ci11Ca 20.000 uomini: e moiltissimi feriti rimas ero senza soc c orso e molti caidavcri ,rimasero insepolti. Fatto òe•gno di essere messo ,rilievo ~ che durante l 'a:Rseclio <li M,etz <~ominciano a jprevalere sentimenti umanitari verso i p,r igfonieri di guerra, che vengono trattati con un certo riguardo. come i combattenti -di ,part(; propria, precor,rendo così di tre secoli i principi di rispetto e ,di ·p rot.ezione cl1e saranno sanciti n:ffi.cialmente nella convenzione di . Ginevra. · Nel 1550 Ambrogio Pa,rèo scR,se in Italia, coll'armata di Ent ico Il alla guer,ra di Modena,, ove forse ebbe occasione di inMnt ra,rsi con Bartolomeo -Maggi, inviato a,cur·al'fdl nipote di Paolo III. Anche nel J 553 'in Picctwdia, all'attacco di HesdiJ1, egli fu i nviato a p1·e.s ta.re l'opera sua, che fu quanto mai ardua e difficile per la mancanzà di viveri, di mezzi di ,ricovero, di biancheria e di ogni più elementa,r e mezzo di soccorso: e fu, anche in questa circosta,nza, altamente api[)rez.:ilata e ricompensata dal Re, che lo no minò 0onsiglieÌ'e e :primo chirurg{?. Nel 1556 lo. troviamo ancora. alla battaglia di St. Quentin ove · ebbe occasione di cura,re il Connestabile per uha ferita di !Pistola a.i dorso e nel 1557 fu a Dourlan , assediata dag1li Spàgnoli; nel 1562 pa,r tecipò àll'attacco di Rouen, nel 1563 alll'as,sedio rlell'H.av1:e e infine nel 1568 prese parte al111 spedizione in :Fiandra. Parèo, àvendo guarito con la, semplice applicazione di terebenthina Carlo IX di 1ma ferita al ne,r vo· mediàno, provocata inavvertita.mente du•r ant~ un .salasso, ne fu largamente ricomtpensato, poichè nella tragica notte òi S. Ba,rtolomeo, in cui vennero maiSsacrati circa 30.000 ugoi1otti, ebbe salva la vita dallo stes..-;o 1·e, che 110 nascose nella ,sua alcova. P a reo era uno dei · pil'J. ferventi ugonotti, ed · avendolo' il ·morn}rca invitato a convertirsi alla religi,one cattolica, egli •ricoròava. con fermezza la promessa che lo stesso sovl'ano· gli aveva fatto di chiedergli tutto, tranne t]uesti quatt>ro favori : .d i rientra,r.e. nel seno di sua maidre; di astenersi daJ partecipare ad una battaglia o combattimento; òi abbandonare i1 servizìo a Corte; e di ascoltare la .meRsa. ~ rimàse incrolla-h ile nella s ua fede protestante. '

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Aceanto alla costellazion e maggiore di Ambrogio Pairèo, ritenuto giustamente come il pa<lr,e della chirnrgia francese e il p r imo autore òi un trattato di chirurgia milH,are scrittò nella lingua n atia, bri(l.la,no astri ·ai seconda g_r andezza, che meritano di essere segnalati. Fra qnesti, Nicola Goddin: fu uno dei 1primi a pratkare la comipressione <ligitale sulle ferite dei grossi vasi. Il suo tratta to òi chirurgia militare fu tradotto <lal latino •jn francese da (Hacomo Blon<lel di LUla nel 1553, ed i11 esso si afferma anoora la velenosità <lelle fori te d 'arma da fuooo e se ne eSi.Pone un sintoma particolare << Ceux qui soccombent rendent souvent· un ou deux jom·s ~1Va nt la mort du sa,ng pa,r lcs na.rines, la, IJouc he ou le fondement. Ce sang provient dc la ma Hgnitè de la pou<lre qui l 'a, in fecté, corrompu )). · Doublet, cl1ieurgo dd d11,~a , li Nemours, t r aR~ dalla, pen l,ka di guerra il metodo di cma delle ferite con abluzioni di acqua 1rnm e fa,<sciatura con bi a.nche1·ia, pulita, non senza escludere le par-0le ma,giche e gli cso,rcismi , ai 1quali lo spirito superstizioso dei temipi n,ttribuiva esdnsivamente la gua,ri.gione, così c-0mc Teodol'ico Borgognoni , vescovo di Cervia, di cui già pa•rlammo, era, solito benedire l 'acqua limpida, che doveva se,rvire a medicare le lesioni. Le raulmier, di Caen, medico di Cado IX, ci ha lasciato un « 'l'raité de la, nature et oiwation des playes, d e pistole,s , arqne1rnuses et autres ba8tons à, feu, >>. (Jontra.rkmente aJle idee allora dominanti, egli nega in questi suoi scritti.la velenosità de11 e palle e !della polvere pirica,, combatte l ' uso dei setoni e dei sup purativi , che p1·ovoca,r ono nei feriti dell'assedio di Rouen e delle batta.glie di Breux e St. Denis i:r1fezioni puruil entc, con IPCl'dite sen,;ibilissime. Tratta inoltre dei traumat ismi sen za lesioni a pp~t·en ti, prodot te dal « vento d ei proietti >>, della peÌ'manenza delle palle nei t essut i e loro com1portament..o e delle cure postume da usarsi ai feriti. 'Lorenzo Joubert, medico del R e e suo lettore · di medicina, chi>rurgia e farmacia; nr llo studio òi Montpeillicr, ebbe occasione durante le .prime guerre civili del Reame di visita re i feriti che a.ffiuiv;mo in gran numero da ogni regione. In base alle sue osservazioni ipeisoiiali, sc risse n eil 1570 un cc 'l'ra,ité des arqu,e1nusa,<.les )) e nel 157~ un « Epitorne de la, therape1J.:tiq1ie et des arqiieb1,isades )), in cui descrive i medicinali, il materiale di m edicatura e gli strn-


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menti chjnngici, di cui si deve provvedere ·n medico milita.re in c.,"1impagna. E vale qui. ]a. [)ena di riportarne l'elçmco: acqua, vino~ nceto, emostatfoi, -eome il bolo d'Armenia ed il pelo di lepre, pol v-eri astringenti, co't one filato, stoppacci, piumaccioli, cauteri (trementina. e pece, vetriolo anche ,polverizza,to), ventose, sanguis ughe; e nelfo st,rrnmentario la sega, ed in un astuccio sonde, pinze, col- . t elli. Egli fu scetlto inoltre arbitro nella djbattuta questione fra . Prurèo, 1p:1irtigiano dei suppurativi e Martel, chirurgo di Enrico III e ,poi di Enrico IV, che lo seguì nelle guerre del Dellfinato <li Savoia, di Linguadoca _e di Normandia, RORtenitore dell'a,c,qua tpura nelle ferite da a.rchibugio, ,dichiarandosi per quest'ultimo. _ Ricorderemo a,n cora, faaia, Le Lièvre, autol'e nel 158.3 di un tr attato (< Officine et jardin dc chirurgie militai'f:e nel quale 1·aceomanda 1a (tna...<isima, cura neM'estrazione òei corpi estranei, non ç.imenticando i frammenti {li stoffa t,r ascinati dal [)roiettile nel cana,le della ferita. Pa.l 'i,menti Verduc ci fornisce preziose indica'lfoni i:m1 modo ,i:'li asportare le pa.1lc .dai tessuti, a.fferm'ando che le dita :rappresentano sempre lo strumento ideale, più adatto :1110 scoipo. E citeremo infine Duchesne, detto anche Quercetanus, il quaJe pubbllic_a, nel 1576 a Lione un << Trnilé de la citre générale et pairticnlièrc .des arq1wb1tsadas )), in cui in~org·c contro l'abuso delle amputazioni jn g1rnrra. Veyrafl e Gnilhemet nel} 1581 danno infine a,lla luce un « 'Fraité de chirurgie contenanf; le vrage méthode de guérir pla,ye8 d'a.rqitebwiade )), nel quale illustrano le dottrine e il tratta1mento delle lesioni di guerra, in quell'e[)oc.a . 1

)),

III. -

LA MMDICINA

F,

CIIJRUHGIA M:ILI'.rAnID Dl!JL CINQUF,CffiN'ro.

NffiLLl<l AL'l'lÙD NAZIONI.

Anche in Germania nel cinquecento la. chirurgia ha degnissimi cultori. Fra i chil'urghi milita,d ,tedeschi rievocheremo anzitutto Enrico von _Pfonspeundt, che fu uno dei primi chirurghi d'esercito Si oécu1pò dellle ferite d'arma, da fuoco e diede fin ·da.I 1460 le noil'me peil' l'estrazione dei IProicttiJi. e della polvere da, sparo che si supponeva fosse con essa penetrata.: la pallottola doveva essere sOilleva.ta con lo spt>;Cillo e la polvere rimossa a me,r,7..0 di iniezioni cli iatte <li ca1pra o ,di donna., mescolato a~ olio ed a, succhi di pia,nte. Nel 1469 pubblicò una memoria: (( Sul modo di fare un nuovo naso ad uno cui siasi staccato del tutto o lo abbia, avuto mangialo dai cani)). Citeremo inoltre Guglielmo Fabbry (1560-1634) , più conosciuto


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sotto il nome di Fabrizio Hildano. Nàto a Hildsen, presso Diissel dorf, studiò j,n Svizzera, in Francia ed ÌIJ ltaJlia. Nel 1606 pubblicò a Basilea un'opera importante : « Observution<Js , nedico-ahirurgi·cae », in cui afferma il principio che i chirurghi~ oil tre ad essere abili opera,tori, debbono possede,r e colll(pleta conoscenza dell'anatomia e della medicina,. In un aJtro libro: « De ,r eota curundarum vulnerum ratione >> dedica qualche capitolo a11e ferite di guerra. Troppo noto, per intrattenerci !Più a lungo, è il nome di Andrea Vesalio (1512-H>G4) , di famigli,a, tedesca oriunda di Wesen su[l R eno, nato a Bruxelles. Fece i suoi primi studi in quella dttà, poi si tra.sfori a Montpc1lie1· e a Padgi ove ebbe a maestiro il celebre chkm·go italiano Guido .Guidi, già. ricordato. In seguito, nel 1537, a soli 25 anni, fu nominato lettore di anatomia nell'Università di Pa,<lova- ove ebbe a sostenere aspre batt.aglic per essersi da solo messo oontro le teorie di GaJeno. Ma più cl1e anatomico iilm:tre, è qui il luog<). di ,rievoca,rtlo com.e chi.rm1go milita,1·e. che prffie 1parte a!llc spedizioni di Oa,rlo V ~ di Filip!(lo II, dei quali fu anche mooi.co privato alle _ corti di Bruxelles e di. Madrid. Lo stesso Filippo II lo inviò !Presso Enrico II per cm•arlo di una ferita riportata in combattimento. Nel celebre suo· trattato della << Gramdc Chirurgia.)) ,d edica poche pagine alle ferite di guerra. . In Inghilterra Tomaso Ga.le, chirul'.go di Enrico VHI, e .quindi della regina. Elisabetta, dopo iaver preso parte con . Parèo alle campagne d i Mont,1•euil e di Saint-Qmmtin, dà alle stampe « An exceUent treati8e of wo11,nd8 rruicle 1,oith gu,n,8 hol >> ed un manuaJle di chi.rurgia, i,n cui tratta delle ferite d 'wrma da fuoco. In Ispagn::i, Arccus pnl,ùlicn, 1ml 1601 un << .Recopilac(W da Oiritrgia, di1Jida s mi oirwo lrcrtuclo.Sj )) in cui combatte· l 'uso del tam !POnamento e della sutura nel trattamento delle ferite.. . Fra i chimrghi mi~ita,ri oriundi della Svizzera è da menzionare Felice Wurtz. (1518-1575), nnto a Zurigo, che nella sua.opera<< J>ractica der Wunilar.rnwi », pubh1lkata a, Basilea, nel 1574 sulle ferite, fratture e luss:azioni, e~mba,t te ern:frgica,mente l 'uso del cauterio e dègli empiast1·i nelfa cÙra. delle lesioni ,p er a,rm[11 da fuoco, pur non dimostra,ndosi grande operatore nè perfetto conoscitore dell'anato mia, e desorive per il primo 11e fratture longitudinali delle ossia. Nè dobbiwmo dimenticare uno dei ,più irruenti i'iformatori del teinip:0 nel campo delfa medicin:1 : Filippo Teofrasto Bom bast-0 Paracelso, nato: il 16 dicemb1·e J49~ a Eìnnsi-eldcn. Tntta fa. sna vit:1,


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fu tma continua !Peregrinazione per l'Euro1pa, convinto che la scienza non si vede in un so1o uorm_o n~ in un sol ]uogo, così" come t utte le costellazioni e tutte le stelle non si !Possono vedere dall'orizzonte del ·villaggio natio. Così egli peregrinò in molte città; studiò a Basilea, si laureò a, Fe,rra,1·a e quindi dimorò a, Wiir7'"burg, SchwtLrtz, Montpf}llier, Bolo"gna, Padova ed ancora a Ferrara,, poi passò a;

Fig. 52 -

Chirurgo militare che medica presso fa tenda un soldato ferito alla testa. (Dall' << Opus chirurgicum >> di Paracelso - Francofol"tc, 1535).

Lil"lhona e Rll('.CessivH.mente in Inghiltena e nei Pae;,ii Bassi. {.ìuivi si ar1~uolò ,come chirurgo militare neltl'esercito e prese parte a, diversi combàttimen~i, p,resfando soccorso a feriti danesi e svedesi. Pitl tardi segui gli eserciti, vm.·sà,n do nella, più sq nallidu miseria., sia in Austria, in Boernia, Mora.via, che in Polonia, Lituania; poi si ridu·sse a ',M osca e a Costantinopoli, e finailmente si trasfed·a Fiume ed a Venezia. Qnivi si arruolò una, S(>,COild,a volta come chirurgo milita,re durante la gue,r,ra, tra, :Francesco I e Carlo V che si trascinò per circa tre anni e successivamente emigrò a F,ribùrgo,


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Zurigo ed a. Basil(>a, ove nel .1527 fu nomiuaito lettor e in queilla Università, catteclra che dovette presto lascia,re rper il suo sipirito iri·uento, in lott::t continua contro le antiche teorie. Egli insegnò in lingua volgal't', il ch e. gli procurò moltissime O!J)iposizioni e IJ)rcse per ba,se della pt·opria, scienza. l'esperien7la. Fu uno dei primi a riconose.ere che il cloruro di sodio .è indispensabile ailla vita e ìiel 1535 rpubblicò a FraJ1coforte un'importante « Opits chin.t rgfoum, >> (fig. 52), in cui r::wcomanda nella cura d elle ferite di guerra uu sèrnplice trattamento con acqua ~alata, cosi come oggi nella pra tica c hirurgica <~ la1·gamente apiplicata, la soluzione fisiologica al 0.75%0. Fra le sue 01p crc p iù famose ,r ièordererno ,H1cl1e il« Pa:nwi,irum, >> ed il « l'wragra,nuni )). La concezione che rgli a.:veva della, medicina, è essen7lialmente organicH, e chimi,ca, ed introdusse ·per primo nella terapia le sostanze chimiche. Exp~rÙrientnrn ac ratio ..fu il motto· della sua attività1 ~i011 tifica, ed al letto degli infermi, con l ;OAAerva.zionc diretta più che sui lilwi, sviluppò la s ua profoJHla, dottrina, 1·iformatrkc d1~ costituisce uno dei capisaldi deill'cvoluzione delle disd1pUnc medkhe del . Rinascimento. Morì a Ralisbrnr~o nel 1:>41 , Yiltima <l el proprio ca.rattc1~e. · .lV. - L'AS8 JSTillN½A SANl'l'AHJA Ol<}GLI .ESEilCl'.rI NJ.IJL CINQUJ<~CIDNTO. :L

La medicina milita1·c, che g'ià. verso la :fine dd 400 cominciava ad affc1~marsi lentàmcnte, ebbe più tardi un principio di organizzazione vera e propriai, Il Re di Francia àveva 12 chirurghi addl'tti alla sua persona, ma in maggior consi<lerazio1ie erano tenuti quei sanitari. che accon1pa1grmvano gli e~erciti in guerra e che venivano reclutati all'inizio di ogni campa,gnn. l<M :inehe per il ricovero d<.'i feriti e malati si raggiunse un sensibile prog1·esso con la f01·mazionP dclJlc compagnie di ordinanze di 100 lande (GOO uomini) e dei fra,nchf arciel'i. Ca.rio VJI in Francia, e Mas~irnilia.n-0 I in Germa nia, con l 'istit nzione degli eserdti permanenti, ·r iorgan iz?l,U'ono anche i1l scl'vizio sanita,l'ÌQ. Più tar<li F1·a1iecsco J istituisce· le legfoni ·i provinciali , <lelfa forza tli 6000 uomini dascnna, divise in ~ei bande e •p rovvède a<l una più ra7liona1e assistenza <'l ei malati e feriti. Con ]a sistemazione delle monrurchie, gli eserciti si organizza,no sem~re p iù e diventano strumenti l'fi Stato. An(·.he in ,Spagna le milizie si 1·iordinano: l'unità della: fantel'ia è il tol'cio, composto di 2000-3000 nomini, <li cui <lne terzi armati di al'chibugi e il ·rima11e11te (l i picchP.


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l'a,rimenti il.piccolo stato svizzero 1prcpara un esercito in masse di ba Lta.glioni, con picchieri, alaba,rdieri, spa,doni, e balestderi, così ben Òliganizzato da esi;,ere riccrca.to e pagato anche dalle nazioni s traniere, dopo la splendida prova, fatta ne1la. guerra d'indi,pentlerrna contro i Francesi. In 1talia,, pe,r qpcra dei duchi di Sa-yoia, e i;.oiprattutto di Eman nele l!__,iliberto, le millizic si l'iorganizzano : la fanterh1 si di vi de in colonneJllati di ,sci compagnie e la cavalleria si ordina in compagnie eun una· guanlia ducale. Lo ,stesso imp·eratote .Massimilia,no istituisce una gerarchia sanitaria militare con l'istituzi onc degli Oberstfeildarzt, addetti al servizio press:o i v.a1·i coepi e repiwti. Le gne-rre cli Francia contro l'Inghilterra,, la Ger1na,nia e l'Ita,lia (1500-1590), la canqmgna, di l•'iand,ra contro la Sipagna, iper l'in tlipendemm, dei Paesi Ilassi :(1G67-JG09), fa, spedizione dei Turchi <·ontro gli ,stati da,nubi:aini (15Hl-l571) sono gli avvenimenti bollici più importanti del secolo XVI. Abbiamo ancora notizia che in Jnghilte,rra., durante la caimpugna che Edoa.edo IV mos.:è nel 1475 ,contro Luigi XI, venne.ro ~rn scgnaN alle tru1ppe un medico capo é on due aissisicnti od un chirurgo con 13 aiuti-ha.rhieri. Ed alla batt aglia di Saint Quentin del 1537 l'esercito inglese disponeva d{'J seguente personale sanitfwio; due chinwglii. addetti a,lla ,persona del comandante su1premo ed uno per ogni tenente gcnc,rale, rnaresdallo, generaJlc f'li cavalleria e di fanteria, in tutto 57 chirurghi con lo sti1pendio giornaliero di uno scellino. Di altri medici. militari sii ha, notizie: di. Ga,briele· Miron, che p,rc,;c parte ~ll'ai;.sedio di Nwpoli nel 1424, con !l'ei;.ercito di ·car~ lo VII , d.i Symphorien Cham:11pier, che sotto Fnmcesco I partecipò nel 1!"i1G alla, batta,glja di Marigna,no e di Luigi Dc.-;bourgesi, che ~u presente alla hattagl1a, di P~1via nc11 1525. · Fin dal ~ooolo XIV sappiamo cli e i rned ici <'d i. chi-rurglii .uccompagna,yano gli eserciti s,pa,gnoli in guerra e nella; S[)agna dei Mauri trovimmo già impiantati da <1neill'epoca ospedali sul t~po di quelJi a,r abi, owi gl'infermi venivano •ricoverati. e distrihuiti secondo il sesso e la natura della maia.t tia. In Spagna ad ogni reggimento di fanteria era, assegnato in guerra un medioo ed un chirurgo con lo stipendio mensile ris,pettiYamente di 15 e 12· scudi : un ospedale militare peumanente venne ('relto a Pamplona dal generale Gonza,ga.-Colonna. Dobbiamo alla regina JRa'beliJ.a., la Oatt9lica, le più radicali. in-


-23211ovazioni nel serv1z10 sanitario in campagna con Ja istituzione dei primi ostpedali da campo e delle rumbulanze negli eserciti. Di1ra.nt.e l'assedio di Alora del 1484, furono infatti impiantate sei grandi ten9-e :per ricovero dei malaiti e feriti ed altre quattro furono ·a,llcstite nelil'assedìo p.i Baza ,del 1489. Questo fatto· segiia un passo notevole nell'organizzazione- sanitaria di guerra e riteniamo opportuno metterlo in giusta luce con la, ,.scorta. delle fonti storiche. Così nella relazione compilafa da :F'crclina.ndo del Pulgwr sull'assedio di .Allo,ra si legge; fra l'altro : · (( E' para curar los foridos é fos dolientes, la reyna ernbiaha ~iem;pre a los reales seis tiendas grandes) è las carnas- dc ropa necessarios para ~o!s feridos -y iiifermos; y embh1ba fisioos é cirujanos é medicina~ é hombres qne los serviesen, é mandaba que no llevasen p•recio alguno, porque ella lo mandaba pagar. Y estas tiendas con toùo este a,parejo se Jilarnadan en los ,reales el hoaj_)ital de la Reyna, )). Il giorno 11 nov,e mbrc 1487 f;i tenne in Roma un concistoro alla presenza del Pa,p a, ed iil vose-0vo Valentiniano Pietro Rosea nella sua orazione così si es(n·bi1e .parlando dell'attacco di Ba.za : « Sequunt1.1;r ,itf)m, ewercitum religiosù1simum) ne illi q1ticquid dc·esse poss~t) QUADRJOIDNTI FERME CURRUS, operti 1,1,mbraculis qiiod ho8pitale reginac appcllam.t / in, qnilms impensa regia ef; sumptit amplissi1no) q11,ioguià cwra,ndi8 aegrotis) sive ex acie 1J1,1,lneratis arte meclica vel cyrurgica necessariwrn esse potest invenitur ). honestissimii? et pro-batissimi,'I matronis huic mitneri servientib1,1,s a,dministruntibus. Nulla scorta) 1iulli lenones) n11,lla periuria) nulli deniqu,e .c:;ortù1,rnliuli in .emercitu admittiintur) ne 01liq11,e pessime cm,t 7Jerperam (tgendi occasio dari valeat )). Ed anche in una Jettérll, di Pietro ,Martire diretta all'arcivescovo di MiJa,no, .r iferendo sull 'assP.il io ilella, stessa città, si t,rova questo brano : (( Hospitcilia, post haec 'l'lDNTORTA QUA'l'TO,Tm INGIDNTIA) vrovidiim: Reginae pieta,tis irwenfom,, est operae · praetiu,m 1;idere) ad rem,ediU1n haec et medelam non sauciorum modo) sed q11,01;is morbo laborantium ereota. ]l,[eclicontrn) pharmacopolorwm) c11/irurgorumque et reliqum:wrn ad mini.'!teria addictorum) is est n1tmerus) is' est ordo) ea dil'igentia rerum) e.o, copia) ut neqiw subm:bano vestro ffancto Spiri tu,, neqiw vasto ,im tiw M edfola,nen.'liiirn cedant hospi~ ta,lib1.1;s. Regia impensci q1iicq1,1,id lang11,oris) quif quid acC'identis emergit ) hi status c1tique a natitra dies assit absconditiir )).


Si ha inolti·e notizia, che nell'a,t taooo di Otrera (1477-1478) fu- .

tono introdotti dei cani speciali tl_:wovvisti di lettighe per il traspo1;to dei soldati infermi; e nella presa, di MaJàg~ del 19 agosto 1487 se ne contavàno fino a 400. La regina lsa,belfa a,veva la consuetudine di visitare i soldati fe-. riti snl campo stesoo di ba\tagilia, ed ai grandi della sua casa, chele fa<>,e,;ano osservare costitnirè ciò una trasg,ressi,onè all'etichetta castigliana, ,rispondc,,a semplicemente : « Lasciatemi sola in mezzo a qucsti1comhattenti, pcrd1è qui non l1anno altra madre per confortairli ed addolcire le loro sofferenze. La pres,enza, derlla sov,ra.na sul campo è l'unica consolazione di q11esti derelitti : ' e se anche 'ciò non 1può ridonare la salute, ne ~·ialza_sempre il morale e li sipinge ,a soippoll'tarc con maggio,r rassegna,zione_ p doilore )) . Al questa benefica regina, osserva, H Withington, si può quindi bene adattare il titolo di mater ca.<?trormn) giù aipp[icnfo alle donne iPietose inooronatè dell'antica Grecia e d.i Roma, che prestavano impavide socéorso ai feriti sul campo di battaglia. Durante il regno ili Ca,rlo V, continuano ad impiantarsi in campagna osrpedali sotto lende, con personale di medici, assistenti od infermiere, le quali facevano vita comune coi soldati, come del resto le mogli ed i .figli elci comba,ttenti che seg·uivano l'esercito in guerra : i ma/lati e-i feriti più gravi venivano inveoe invin,t i agli ospedali perma,n enti delle città viciniori. Durante l'azione, i medici militarj si trovavanoa,lla, retroguardia ed avevano l'incarico di .s-occorrere e sgomberare prnntamente dalla prima linea, i caduti, i quali continuavano a percepire la .paga per tutta Ja durata dell'infermità.

Come a,pipendice, ,riportiamo quailche docu!}lcnto g,raftco· dell'epoca. Per l'icoiiografia della storia della medicina militare del teI111Po è intere,ssfl,nte un'incisione in legno di Nicola Meldemann, pittore di lettere a Nor_imber,ga presso il ponte lungo, che riproduce mi chiirurgo·da ca.Ill/Po con il su-0 aiutante '(fig. 53). -In aJlto, ai sinistra, è riportato in versi un auto elogio, in cui il chirurgo esalta le virtù dei suoi medicinali e dei suoi unguenti per la cura delle ferite, srperimentati .a lungo sul campo di batta.glia, .con un accenno anche ::iJ suo vivo interessamento nel soccorrere i caduti, anche se non facoltosi, essend9 la ,sua prestazione gratuita, iper,chè egli troyasi a ] ~Oll:d o della bandiera.


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Fig. 53 - Chiru:rgo militare da campo e sno assistente. (Da un'incisione d i Nicola Meldeman n - No:rimbe1·ga).

Non meno importante è una stam((>ai di ( }ristoforo Maurer (1568Hi14), conservata nella Galleria Alber tina di Vierul.3:, che rappresenta un posto improvvisato di medicazione sul campo <li battaglia aoca,nto alla ~enda rea.le (fi.g. ~). Un chirul'go mili ta,r e, assistito da

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Fig. M -

Chirm·go militare che pratica l'estrazione di un fe1To di lancia dall'emitoraoe destro snl campo di battaglia. (Da una stampa del Maurcr della Galleria Albertinà cli Vienna).


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nn aiutante che sorregge sotto le .ascelle il pazien~e, seduto so[n'a grosso tronco d 'albero, tenta, l'·estrazione di un feri:o di lancia daill'~mitoracc destro. Ed in ultimo riproduciamo una cur.iosà 'e · poco nota incisione iu

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legno (tig, 55), rappre-sen,tantc una rnastodp1~tica cassa di medicinali costruita nel · 1568 per il servizio sanitario di ,guerra: essa nella parte superiore è suddivisa in 36 scompartimenti ed ha inferiormente p càs..: . setti : nell' interno del coperchio è raffi.gurato 1' Ordine della gfarret- · ticra col famoso motto. · A questo proposito ricorderemo che }fabrizio Hildano raccomandava che la ca,ssa di medicinali da servire per lt> trup1)e in ca,mpagna dovesse · cont,e nere non meno di 362 varietà di . medicine, delle quali alcune erano preparate · con oltre 64 ingredienFig. 55. - Cassa di medicinali p er il Her vizio saniti. La r.omplicazione, il ' tario in c~rnpagna. - 1568. volume, il gran peso; la facilità di rottura ed i numerosi . inconvenienti di queste . cttsse rendevano oltremodo difficile il servizio <.li- assistenza in guerra ai malati e ai feriti.


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OAPI'COLO V.

LA MEDICINA MILITARE NEL SEICENTO.


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I. - LA

· MEDICINA MILITARE DEL SEJIC.lllNTO IN ITALIA.

La medicina ,e la chirm·gia 11el secolo XVII risl[)ecchiano in Italia le lotte e gli avvenimenti ttu·binosi dell'epoca. Le repubblic he .marilrnre di Genova, e di Venezia,, dòpo la scoperta dell'Amcl'ica, (:he apre nuove vie ai traffici cmnme,rciali, ,perdono dell'an1.ico splendore; i [)Ìccoli Stati sono in balìa, 'delile solda,tesche mercenarie; la Lombardia è invasa, da truppe straniere ed ovunqne la Riforma imperversa. Anche la Germania, dopo la guerra dei trent'anni: è nella più grande decadenza,, Soltanto l'Inghilterra, e l'Ola,nda,, èhe hanno 1·:1,ggiunto il massimo sviluppo di loro IJ}Otenza, ofl'.rono un asilo sic uro e più la<rgo a1Jpog.gio a,l ,progredire d<-~lle mediche disciipline. Da noi, solo 1~ Accademie scientifiche clrn si· vanno fondando nei centri. più importanti, come quella, dèi Lincei a Roma, · del Cimento a Firenze ed altre a Napoli, a Bologna e a nresci!h, rruppresentano ancora i fari luminosi di civiltà e le uniche fonti di. eoiltnra. R, come ben osserva il Castiglioni, le scienze medico-ebil'llrgiche cominciano già r.td avviarsi., sulle orme del sommo Galileo, n~1·so un indirizzo essenzialmente sperimcnla,le, ispirato alla. concPzione filmmfìca del tempo, <liffonclendosi rapidamente in tutte lenazioni ·0d assumendo così un cara,tti,.re internazionale. Inoltre, per q na,n to continui ad a:ffermairsi nna netta distihzione fra, fa classe dei hnrhi_eri -chiru_rghi, che limitano la loro attività soiltanto a piceole. 01perazi:oni, e la classe dei ;rnedici, ciuesti non disdegnano già di ocr·,nparsi di chirtJrgia. Analogamente la medicina militare si va uniformando, in questo periodo, a tali princiipi e si glorfa <li avere avuto a.i servizio rf Pg-lt ef'lerdti, se ipure temporaneamente, i più bei nomi deHa ~den7,a del tempo: Ar,elli, DeRCfl,rtils, Willis, Sydenliam, Harvey, l'nrmaim, Wiseman. Mindc:i·cr ecc.


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Anche ,p e·r questo ~e,colo pr,endernmo le mosse dall'Italia, dando la precedenza a Gasipa·re Aselli (]581-162u), da Cremona (:fig. 56), il quale fu nella, sua ,giovine:m;a chirurgo militare--neill'esercito italiano .ove ae,quistò larga pratica nella tecnica operativa. ]~u nominato, in seguito,· lettore di medicina e di chirurgia nell'Università di Pavh1. Il' 23 lugli.o 1622, in Milano, sezionando un cane IJ)er lo studio dei nervi ,rkm~renti 'Per l'esacrnc del movimento del

Fi_g. 56 -

Gaspare Aselli, tla Cremona.

diaframma, a1ll'ape,rtura dell'addome, constatò con sorp1·esa la ipresenza di numerosi cordoni bianchissiimi, di dura eonsistenza, sparsi rper i1 mesenterio e per l'intestino. In sulle 'prime s~:p'pose che si trattasse di nervi, ma rpoi, incidendone uno, ; vide usci.ire un liquido lattiginoso, e venne così alla, scoperta dei va,si chiliferi, ai ,quali diede il nome di venae alba,e et lacteae. Nel 1627, un anno dO[)ù la sua morte, fu pubblicata a Millano l'opera « De lacti1.nis sive lacteis 1)enis )), che viene eosì a, p,recederc ]e claflsiche ,ricerche di Harvey sulla, circolazione del sangu:.


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Altra illustrazione della c hirurgia italia11a, in questo periodo, anzi da ritenersi un vero 1precursorè, è Cesare Magati (1579-1647), da Seandiano (fig. r.7). AddottoratoRi a Bologna a soli 18 anni, ove ebbe a maestro G. B. ,Cortesi, dopo la laurea, si tmsferì. a Roma ove aequistò grande :ipra;tica nell'esercizio chirurgico presi:;o J'ospe{lale di S. Maria òeilla_. Consolazione; quindi nel 1612- fu chiamato da nn Bentivoglio allo Studio òi F,er,rara come letto;re <li chirurgia. Ma, colto da 'lllalattia gravisi;:hna, rinunziò ipiù tardi

.1!'ig. 57 -

Cesa re Magati , da Scandiano.

a,ll'inscgnamento, e nel 1630, per le s ue idee ;r ~ligiosissime, vestì l 'abito dei frati minori ca1p puccini, assumendo il nome di padre Liherato da Scandiano. . TuttaNia,, per ordine dei suoi irn:p eriori, continuò ad esèrcitarc la professi·OJIC fmo in tardà ètà, chiamato ovunque, per la ·sua fama, a, ~onsulto dalle maggiori perRonalità de} censo e della nobiltà d~l tempo. Il Mag~ti pubblicò a Venezia nel 1616 un'opcra_importante: (( De rara medicat-ione 1;ulnerum seu d.è vitlneribu,s raro tractan. . dis) libri d1w )), i:u .c ui combatte energicamente iI trattamento delle ferite allora, inva!lso, che consisteva n~l ,rinnovare (li f,re,g ucnte le medicazioni fatte a base· di unguenti e <li pomate (uteo,s aUter tracta,re sit nefas); ciò. c he non faceva aJltro c he esporr e la le.~one a ,contatto dell'aria, la quale è carica di miasmi, che infetta.n o [e parti con c ui vengono a c()nt.att-0 e -rip:i:ova l'uso òi ii,onde, setoni e 16


-242' filacce che, oltre a ritardaire il -processo di cicat,rizzazionc, favoriscono lo svilup1po della putrefazione. In luogo di questa complicata medicazione, ,consigliava, invece la." semplice fasciatura occlusiva con molteplici strati di strisce di t,ela e di ~otone, che si doveva rnantenere in iposto rper 5-6 giorni : Teg't.trnentum a,ptum facile parabit. mediCUll ex ditpiicato) triplicato a-ut quadruplicato) vel pluries etiam plico,to linteo) vcl pl'uribus linteis. Oei'lare Magati, richiamandosi all'esempio degli agricoltori, che, terminato l'innesto della pianta, co1p1·ono la parte lesa con uno strato di terra e lasciano quindi compier·e ftlla natura il 1processo di ,riparazione, affermava in tal modo il principio della semplice occlusione della ferita e sosteneva che le sonde e le filacce inkodotte nella lesfone pure i1nbibuntt1.r et r1ra'Vis ho,litibw: inficiuntiir) formando delle iputrefazioni.. lnoltr,e riteneva pariimenti da,n nosi i balsf~mi agglutinanti, i suppurativi' ed i sarcotici, come pure riprovava la sfasciatura continua delle ferite, che espone la '.[}i.aga al contatto dell'aria, oltre sottra,1Tc ai tessuti il ca.lorc naturale, indispem,ahile per la, cicatrizzazione ed è qum;i sern1pre ca.usa di SUJ)IPUrazione. L'efficacia di questo semplice trattamento fu confermata da molti chiirurghi, 1primo fra gli altri <la Ludovico Settala (1552-1633), da Milano (fig. 58), chirurgo nell'08pedale Maggiore di quellla città,.lnfatti egli constatò che tutti i fer.iti cranici, t,rattati col vecchio sistema gailenico della frequente scopertura ,e specillazio11e della; lesione, avevano dovuto soccombere, mentre cp1elli. medicati con la semplice aipplicazione di una 1pezzuola imbevuta d'essenza di trementina e balsamo pellllviano, lasciatà sul posto per 4 o f> giorni, si avviavano alla guai·i,gione. Solo nei casi di grave emorraig ia, di scolo abbondante di pus ·C di grn,nde fetore le fo1:ite dovevan~ essere sfai;;ciate e medicate più di .frequente. Garcg·giò con K Carlo Bol'l'Omeo nell'assistenza, ai pestosi durante l'epidemia <lol 157G. Ed anche Dionisio Sancassan;i, congiunto e conterraneo del Magati, rpubblicò nel 1716 a Venezia gli« Aphori8mos generales de mtlnerum cura secundmn methodum, Caesaris Afo,[70,ti >> ed « Il chirurgo in campo ossia sicuro modo di medicare le ferite neWeserc'llo >> in difosa di i}Uesto semplice processo. E nel« Ohirone in ca,mpo )), traduzione dell'opera del chir11l'go milita,re Belloste << Ghirurg'ien de l'hopital )) edita, nel Hì98, che vo1Jeva spaeciaré ·n metodo p,ér suo, rivendicò giustamente la priorità R] Magati. Ma in seguito, special mente per la violenta orrposizionc_diDanicle Sennert, questopro~e0


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di mento non incontrò grande faNo,r.e n ella maggioranza, che tornò li 110 agli ultimi del '700 all'antica commetudine di medicare freq nentemente le ferite e idi la.s ciarle 'esposte all'a,rirt . F, dehl)ono ani·ora passare due s,oooli e mezzo, prima che le idee ed i metodi del11 'italiano siano rimessi in valore, per opera degli strarnieri e spc.,i n,lmente di Lister. A questo proposito, per <fare un'idea della farraginosa quant ità di medicamenti che i sanita,ri del tempo erano soliti usa:r:e n ella cui·a

Fig. 58 -

Ludovico Settala, da Milano.

delle ferite; non sarà inutile a(X;ennarc che nei secoli XVI ,e XVII i barbieri avevano 1a consuetudine di recarsi alle abitazioni d ei loro clienti, cavalcando mule magnificamente barda.te e munite di ricehe sonagliere e con una bisaccia oontenente l ' unguento basiilicon, che ma turava Je ferite , l 'unguento degli rupostoli, che sviluppava la vitarlità d ei tessuti, l ' unguento bianco, che ne facilitava la coeBione, l'ungn!:lnto giallo, quello <lel Re ,Moro ed il ba,l samo ungarico, a base di ll'es.ina di ipino, che ,rigeneravano la carne e finaJmente l'unguento dialteon, che calmava i dolori! Nè al (]UOtidiano esercizio chir urgico bastava, m1cora '<IUesta, complica,ta medicazione per il trattamento· delle le"Sioni : e ,per ,s caccia.re gÌi umori nodvi dall'organismo si ricor,reva, altresì ad un larghisRimo uso di ipnrganti e di t •r iaca. 1


-244E per offrire un altro esempio della cura delle fel'ite in queli]_'epoca, ricorderemo che Dionisio Oachon, celebre chirurgo dello Studio di Salamanca, nel riferi,re sulla lesione al capo ,riportata da Don Carlos, fi,glio di l!'ilippo II ad Alcalà de Henores, in seguito a caduta da,lla, Rcala, accenna come Vesalio avesse [)l'Oposto la craniotomia, ma <1i1esta non fu [)raticata, e la ferita fu trattata semplicemente con empiast;ri, dctergendola e sfasciandola fin tre vOllte al giorno. ~opravvennta febbre altissima, · furono in Beguito applicate diverse pomate, ma fortunatamente coll'eliminazione di un sequestro osseo, che i:,i era nel frattempo formato, il ferito andò lentamente ·~ igliorando. Dopo parecchio temipo dalla lesione si adottarono altri farmaci incarnativi e glutinanti e :finalmente. a distanza di qualche mese, si ritenne conveniente di fare un po' di !Pulizia e di raid.ere i c~1pelli attorno alla piaga ! Ed aggiungeremo ancora che ne1 1563 insorse una vivace polemica fra 1'Jng,r assia, l'Eustachio ed il Vesalio circa una ferita al toraic-e, rip01·ta.ta, du.r nnte un torneo a Palermo, dal Duca di. Terranova e di Aiagona, : ciascuno vantava un iprop,rio metodo di cura, ma tutti e,ra,n9 d'accordo sulla nccessità di scopri,r e <li frequente la lesione e di applicarvi una grande quantità di unguenti_ D'altira pa,rte il 1'achflnio non esitava a chiamarr-e l'acquavite 1·ime<lio sovrano nel trattamente delle ferite di guerra : unico 1Jerbo, balsam11s incomparabile vulnerum p1,1;tridarum. E na,rrava di un soldato, ferito all'assedio di Creta, il quale doveva essere sottoposto all'am1pntazione di. una gamba, ma, ip,referendo all'intervento . Ja morte, volle curarsi (la sè con ripetute lava,nde della JesioÌ1e fatte con acquavite; e guarì co1n,p letamente ! Fra i c hirurghi italiani del '(iOO P- da menzionare inoltre Marco Aurelio Sev,erino (1580-1.656), da, 'rarsia. Fu nno dei IJ)rimi a pratica.re nel 1610 wrdita.mente la t,racheotomfa durante un'epidemia di difterite, la qua1Ie aveva, causato grande mortalità in Naipolì, Ol{>e~ razione · già iproconizzata <lal San toro, che aveva, ideato speciale st,rumento, dal Guidi e da Fa,brizfo d'Acquapendente. Il Severino si procacdò inoltre grande fama, rp.er la legatura deliJ'arteria femo•ra,le sotto l'arcata crurale in un .caso d'asportazione di v,ò luminoso aneurisma, 'f)OpJiteo e per avere praticato fompestivamènte là resezione dei calJ)i &rticola,ri cariati. Pubblicò numerose orpere, fra cui un trattato di chirurgia, stampato a Francoforte nel 16n3, per il quale il De Renzi non esita a prnclamarlo un rigeneratore della chirurgia ttaJliana. Ed ancora citeremo Pietro Ma,rchetti (1589-1673), che pubblicò


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nel 1664 un interessante trattato di medicina, e di chirurgia, frutto ili numerose osservazioni rpersonali. Ed infine Giuseppe Zambeccarì, i L quale si ,può ritenere un ipirooursore della clti,rur,gia sperimentale, avendo praticato fra i primi la vivisezione sui cani per lo studio ls aumatologico delle ferite e lesioni.

* ** Nè solo la chirurgia è in continuo sviluppo nel '(iOQ in Italia, ma comincia anche ad affermarsi l 'igjene mi11itarc nella difesa con1.r o le ma.lattie castirensi. · E opportuno premettere che, durante la guerra dei trent'anni, infierirono in Euroipa· miei.di ali €[)id emi e di f.ebbri tifoidee, dissenteria, scorbuto, a,ggraNate dalla, carestia., tanto che a,lla fine della lunga campagna, la popolazione della Germania era ridotta, secondo il Lammer, da 17 a 4 milioni l Inoltre il continuo movimento di eserciti ,e di miilizie mercena-rie contriibuì sensibilmente a diffondere vieppiù la peste nelle varie rntzioni : a, ;M:osca., nel 1601, si nbbero a verificare 127 .000 dcccssi; 69.000 a T,onòra, nel Hi6F>; 70.000 a 'Vienna nel 1679; 83.000 a Praga. nel 1680. La ipf'A'lte scoppiò anche nel nostro paese tra il 1629 e il 1631, con 86.000 decessi nella sola Milano; e quest'epidemia., conosciuta col nome di « peste degli. untori)), fu magistralmente descritta dal Manwni nell'aureo romanzo dei Promessi ,sp:osi. E citiamo ancora,· f~·a le maJattic epidemiche, H tifo esantematico, che si diffuse specialmente tra le truppe durante la guerra dei trent'anni in Gc,rma,nia, in Francia ed in Olanda,; il vaiuolo, che diaagò in Inghilterra; la. difterite., che menò stra.ge nella Spagna e nel Napoletano; .f a scartla.ttina, dèscritta. per la prima v01lta da Giovan li'ilipiro TngralilRÌft, fin òa.J l!°>F>O; la; ma,laria,, che imperver,sò nel 1600 nel Naipoletano, ca,usando 40.000 morti ecc. Non è perciò da mcipviglia;re se Leibnitz definiva i ilazzantti: Seminarium mortis et thesaurum infectwnis.

Nel 1606 Tobia, Oober, medico di Gor1itz (Boemia), ·c he av·eva rpTestato scrvizfo per sette anni nell'esercito ungherese nella guerra oonfa·o i Turchi, ipubblicò tre memorie sul tifo castrense, conosciuto a,nche sotto il nome di morò1rn H.1tng<tric11/s, lues pannonica) langiwr pannonica) ascrivendo fra le cause 1pr.e dis,ponenti dell'infezione la fatica, p,d i dil":a,g i della campagna, nonchè l'e,ecita:mento psichico J)'rodotto da,gli inrnrmerP-voli sciami di moschP, e zanza,r e che non ·davano tregua ·ai soiò::i.ti P, coimi agenti tl'asmettitori i pidocchi, che infestavano 1~ truppe in modo impressionante.


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Le dette memorie .furono stam1pate ad Helmstadt col tit-Olo:

« Ob servationU/m rneàicarum ca,strensiitm Hungariçum decades In. queste il Qoher, intravede p~r il primo !l'origine parassitaria del tifo esa:r1tema,t ico a mezzo dei pidocchi ,che sono da lui chiamati vermi Sylliani, di cui ebbe a consta.tare una grande quantità negli indumenti dei soldati, lava.ti con vapore acqueo ed esrpo,sti per lungo tempo .al sole. N è il continuo ca,m biamento di bia,n cheria e di vesti, osi,;e,rva l'autore, niusciva a eombattcre l'infezione, la quale si manifoi,;tava eon un'·eruzione cutanea di tutto il 001·po, 0It1·emodo mo1Iesta, tanto da rendere le truppe grandemente eccitabi1i. Nello stesso '600 in Germania furono adottate particolari mi. snre igieniche contro la diffusione delle malattie infettive negli eserciti e soprattutto contro le affezioni veneree, le quali erano alfora frequentissime per il dilagare tklla- ipl'ostituzione, che tenacemente i,;i infiltrava in mezzo a,lle truppe belligera,nti. Schiller ,riferisce a ,questo rignar,do che nel rn:~2, durante l'assedio di Norimberga,, nel ca,mpo di Wallenstein 1wll ula,vano Oiltre 15.000 donne di malaJ'f a.r e; e si narm, che nel 1648 il nume:ro delle prostitute, che segnivaa10 gli eserciti in camipa,gna,, avesse raggiunto il dopipio della, forza delle milizie, e si .aveva, inoltre un grande codazzo di figli iJilegittirni , che ingombravano le colonne in ma/l'eia, con gravissimo danno d ella disciplina. Queste masna{le òi fem mine (Weibertr088e) ralJ)presentavano un pericolo permanente d'infezione iper i soldati, e le ordinanze più rigorose degli imperatori e dei comandanti furono impotenti a, reprimere tale flagello. che perdurò .pe1· tutto il secolo xv;u. ·Così nel 1648, terminata la guerra dei trent'anni, il generale Kromifr.ld ,r iferiva all'Elettore Massimiliano di Baviera che nell'esercito mobilitato, della forza di circa 40.006 uomini, si t,rovavi;m o oltre 14.000 fra donne e prostitute al seguito delle truppe. Nel 1650, in ·quatt.ro compagnie svedesi , ammutinatesi a Kothen, dell 'effettivo di 690 uomini, si contavano 650 femmine e 900 figli illegittimi! Tn un periodo più avanzato, per potere utilizzade in qua lche modo, que5'te donne · furono adibite nell'esercito a, va.rie mansioni : cuoche, vivandiere, infermiere, f'CC. Lo stesso Elettore ·Massimiliano, per eliminare questi gravi inconvenienti, ema,nò nel 1570 un regolamento per disciplinare la pro,:titm;ione diffusa in modo imrpressiònante nell'esercito, che fu poi preso a modello !8necessi va mente nelle . norme per i[ s,ervizio ,folla cavalleria, da Wa.llenstein nel 1G17, e nei reg·ola1ment1 militari tre.s)).


-247da, Gustavo Adolfo nel 1621 e da,l gran de Elettore nel 1656. Per tali di sposizioni era assol utaimente intordetta la p,r esen za di femmine 11 ogli accampamenti, a meno che non si trait.asse di donne legal111 ente maritate. Ma a,nche ,questo provvedimento riusci poco efficace, poichlè l e sol<latesch~, per eludere la legge, cont r aevano a:ff.ret1.atamente matrimoni con femmine dei più bassi strati sociali : ed i I W allhauscn riferisce che in ·soli <l uc giorni se ne conchu,ero oltre 800. . F erdinando III d'Ungheria nel 1643 ordinò altri severi 11n·ovvedimenti contro il dilagare d ella 1p,1•ostitnzione e per eliminare q ues~o elemento turbolento e pa,rassita-r io femminile, tanto più che l'esercito, per la grande carestia da cui era invaso il territorio in q nel tempo, non riusci.va a .f!famarsi cd era, costretto per vivere ad abbandona,rsi ai fUJ'ti ed alle r apine. Giovanni di Nassau-Silgen, 11 no dei capi dell'unione protestante ·(160~), in uno dei suoi discorsi n.ll'esercito tedesco (>JSor.ta.va vi vamente i comandanti ad allontana.1-e {fagli accamipament i questa turba dj donne di malaffare, che <:0Stit u jvano lllla p el'l~llll~ minaccia alla salute del Sol(l a,t o. Anche durante la gueN·a spagnola del 1681 u n editto del mag-istrato di Strasburgo sanciva oròini rigorosi per la difesa degli a,ccantonamenti dà.ll'inva,'.lione di ,queste ,prostitute. Ma bisogna ninivare fino .a lla metà del settecento perchè dette misure profilattiche f1bbiano qualche effetto, a,l lorchè si comincia,rono ad adotta.re pil) razionali di~Òsizioni per la visita e ipcr jl pronto allontanamento e cura delle donne infette. In mez7,0 .a questa terribile propargazione di malat tie e.ipide- . rnico-contagfosc fra l e milizfo sorge in Italia una iprima rudi'mentale legisla.zione igienica, già preconizzata da Gerolamo Fracastoro, e continuata per opera ~pccialmente di Orazio Monti da Fircn7..e, di Antonio Porzio da Na,poli, di Giovanni M',aria, Lancisi <la Roma e di Bern ardino. Ramazzini. da Caripi. Q1Jantùnque a,p pa,r tenga effettivamente al secolo precedente , 1•iteniarno opportuno di rievocare, come pioniere delil'igicne militare, Oeròl amo Fracastoro (rfig. 59). Nato a VerQ'Iia nel 14-78 da famiglia d'inustri scienziati, studiò a Padova con Nicolò Coiperni.co ed ebbe a mMstro in anatomia il bolognese Alessandro Achillini, e in mooicina Girolamo Della Torre, suo concittadfoo. Fu medico del .pontefice Paolo JTI e del C,oncili~ di 'Drento, che fece tra~o_rtàre a, Bologna, essendo scoppi ato nrJl'alto Adig~ il t ifo esantematico. Egli si rpuò ritenere indubbià.mcnte il ,p rècUl'sore dcl1à mo-


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<lcma epidemiOllogia e p.atologia, per il suo famoso trattato : « De contagiane e·t conto,giosi8 m,01"bis », pubblicato nel 1:>46 a Venezia, neil quale ·studia p,er p1•imo la,·sHìlide, la peste e la tnbel'colosi: questa si trasmette per èontatto diretto ed aJ1c he iper l'inte1~m'èdiario di un focolaio. Si occnJPa jnoltre del tifo esantematfoo, che in pr'(XX), denu1 era stato confuso con la peste e con ]a febbre tifoidea e che nel 1505 e 1528 avcv,a invaso l'Italia, prOjpagatosi da Cirpro e daJlle

Fig. 59 .....: Gerolamo Fracastoro, da Verona.

'.isole èil'costanti , e]evandosi a concetti vera,rne.n te. scientifici; con iudhizzo prettamente modc,rno ,nel r icorioscerc l 'iml))ortanza! dell'esantema e mettendo l 'inf.e1.ione in-rapporto cori la carestia e con i di_saigi della,_ guerra. Stabilisce infine tre forme di contagi. : diretto, fo_di,r etto e. distanza, ed afferma il principio dell'affinìtà nelle varie .malattie infettive. Degno. di nota è un altro- suo poema m versi: « Syphilfa, ~ive. morbus gallicus », eh~ vi<le ]a luce a Verona nel U:i~O e diede preèisamente il nome _all'infezione. In esso fa ,r isalire al _grande movimento di truppe in ~uropa, e, soprattutto. aN'ill';a siÒne <fogli eserciti -franc eRi in Italia la diffl1sipne del morqo, che -egli asc1•i ve a condizioni pa1·tic0Ia,ri . d ~ll'aria. Questo po~ma ebbe pa,-

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1·ocehic · traduzioni · in ita.liano, in altrettante edizioni !Pubblicate a Verona, a Bologna ed a Napoli.. Sulle orme di· questo grande scienziato, l 'igiene 'milita•re getta. i 11 · <1uest,o secolo t imidamente J.e sue p,rime basi in Itali& iper inerito · di Orazio Monti, da, Firenze, il q unle pubblicò un « 'l.1ra,ttatò della eonrm,eU1,dine eon il modo di governare gli eserciti _ed i nàviganti · e delle infermità loro e loro eurazioui )) e di Antonio Porz:io, da Napoli, colP.o[)era << De militum in ,;astris san,itate tuenda )), che vide lalnce in Vienna, nel 1685, ftutto di originali osservazioni .r accolte in quella c~itallé cd al seguito delle milizie di L~opoldo J, <lurantc la guerra contro i Turchi, nella quale è fatta una chiara esposizione delle misure ,p rofilattid1e per la difesa degli ese,rciti dalle maJlattie infcttiv~. A questo proposito rileva la deficienza .d ei provvedimenti sanitari aidottati a Vienna circa l 'isola,mento dei soldati colpiti da affezioni contagiose, ai quali per assicurarne l'isolamento ·eranò inirrartiti bensì ordini IJ)erentori di non uscire da.i. sobborghi ove era.no accantonati, mentre si lasciava ampia libertà di transito agli abitanti dei sobborrglti stessi; P- metteva in gi.usta evidenza le più sagge dh,l)osizioni emana,t e da]la Rignoria di J:t'irenze nel 1630 dura,n te Ja veste. Il Porzfo nella sua ope1·a tratta arnpiwmente del tifo esantematico, della dissenteria P, delle febbri int~rmitt.enti che infierivano più di frequ ente negli <'Rerciti, dimostran'd o vasta coltura e 1profonda, dottrina, tanto dal punto di vista epidemiologico che profilattico. ò .. . Anche Giovanni 1M a.r ia Lancisi (16154-171.2), da Roma (fìg . .60), tI•ova degno iposto in, questo paragrafo di i~iene milita.re del '600, sia . nel campo e.pid;ernioilogico come malariologo ;acuto e previggentc, SIJ}eeie nella iprofi[a,ssi; sia in quello mcdico-legaJe, come stn(lioso delle morti improvvise; sia infine come indagatore del circolo sanguigno e quale p rimo descrittore degli aneurismi profondi. E nel vecchio nosocomio di S. ,~ph'·ito in Sassia, Qve il Lancisi trascorse gran parte della sua, vita scientifica e pratica, il suo spirito aleggia tuttora tiella magnifica biblioteca, ila lui raceolta, accanto. alla quale sta per S<>rgerc un Museo del[a storia della medici.na, con una sezione aq:irposifa per la medicina e 'fa chirurgia militare. Il Lanci.si comprende che gli ospedali istituiti come asili di pietà, rper l'umanità sofferente · hanno anche l'altissimo dovere di conkibuire not,evolmentf\ a.I pil'o,g resso della medicina, cd a,i giovani mP.<lki dà monito che non potranno mai diventare buoni tf)ra.tici, ni8i multo8 annoR pÙhlica adierint nosoC01'nia. 1

n


-250Ma .soprattutto come epidemiologo dobbiwmo ,r icordare il Landsi, in~ierne al Fracastoro, · a.] !Monti, al Porzio ed al Ramazzini. E,gli ilJlustra, ·fra 1 primi, una erpklemia, reumatica, d~tta dal popolo mal del castrone, che infierì in R01m1 nell'inverno del 1709 e che corrisponde alla, attuale jnfluenza, la quale non potrebbe essere più esattrumente og.gi descritta.: dalle forme cata,rra.li lievi predominanti alle forme gravi, con le varie complicazioni toraciche. Si

J<'ig. liO -

Giovanni Maria Lan.cisi, da Roma.

occupa, ancora di cinque ·epidemie di febbri inter~ittcnt_i e perniciose, da lui dette C(Lstrensi., delle quali studia la etiologia, 1a clinica e [a ter apia,, riconoscendo nella corteccia di china il praesidiu,rn peculiare specificum. . . .Doipo 40 anni di stnrlio indefesso e dopo aver conquistato fama ed onori a pochi con.c essi, sebbene avanzaito in età, attendeva an-


-251{·<wa a.I la voro s uo prediletto sul cuore e sugli a n eurismi e scriveva

i-..-1·en a mente a l Morgagni: « Si ha da morire da sold ati : muoiasi i 11 campo :IJpcrto o nell'angustia di una scalata, sem[)r c si muore •·on gloriai e con decoro!». Accanto a l Landsi P- da rievooa,l'e Bernardi no Ramaz,1.ini (16331714), da Carpi (fig. 61), lettore di° medicina ipratica dal 1682 p c,r i :-.: anni nella Università <li Mod<•na, poi in quella d i P a<lova, p er l 1l anni. Dà alla. ,lnce, a. Modena nel 1700, l 'opet'a monumentale a nrJ rnorbis artificum diatriba», l.1·,t<lotta in ted esco a ncor hd vivcmte, n ella quale uno speciale i:a,pitoilo è dedicato àlJo studio 1lelle malattie prof<.1Ssiona li d el soldato, la cui arte ant-iqu,am curn l ilr:ri8 l i t em

1w.7iet cle di{lnila,te

oc pramda.n lia) et quaenam sit 11r>ti or ad nomini,'l'· immortalif:at 0m omnpararulam. Nella sua dissertazione cc .De 1norbis oa.<?trensibu.s >> intravede già l'impol'ta.nza d ell'igiene sulla salute deg~i cse,rdti.. « P.er cer Fig. 61 - Bernardino Ramazzini, to ~ti temJPi nostri, eg11i scrive, non da Carpi. i>ossia.mo immaginare alcuna, sorta <li vita più cala,rnitosa d i quella che fanno i soldati, in i~ecie i' fanta<>..cini, tanto in call.llJ)agna e nella espugna,1.ion e d elle pia,1.ze, quanto a,n cora ·nei quartieri di inve1.·no, o sia per motivo d ella ilisciplina militare trascurata, ,essendo che non con queJl'attenzione, come a.i telll4)i aritfohi, vien provveduto aJlla sanità. d ei soldat i d 'oggidì : ,quelle milizie infeJici ch e sa,r-anno più esposte a1 ferro e. a l fuoco in qualche spedizione, bene ,spesso vengono oppresse da nn'infrnità. d i malattie; e d i ,r ado accade che gli eserciti non vengono minorati da qualche maligna influenza>>. A d ue ,prin~ipali a.ffezioni ,riduce il R.a mazzini Je malattie degli eserciti.: la febbre (lllaligna e l a dissen teria, non tenendo conto clf\lle :ferite, quae siint militiae pra~1nici. Sooondo l 'A'., il a febbre maligna è d eterminata, da un miasma velenoso, concepito e radiI'


-252<·a,to nella massa del sangue: oome causa occasionale, intervengono ~J-Oi l e cattive esalazioni iprodotte dal lungo ~oggiorno negli accampament i. Viene quindi a parlare della, dis:sentcria, indicando rimedi abbastanza primitivi per combatterla, ed in seguito porta la sua attem:.ione sullo i;tudio delle ferite, osse!r vando che molte di esse, quantunque leggere, erano difficili a curarsi e, .q uantunque tratta,te con ogni riguardo, non 1poche volte riuscivano mortali per infi.a-mmazione e susseguente cancrena, tanto che fu avanzato il sospetto che hostesi obsessos, ven.eno pl wmbeo glartdes armasse. Ma ciò si riconobbe infondato, quando si sewc dai disertori che la stessa inf.ezione si era sviluppata negli assediati, di modo che si cominciò a dubitare della malignità, ,comunicata aJ.le ferite per mezr.o delil'aria. F.td a p!roposito (li igiene militare, ricorderemo che in questo secolo Ra,i mondo Montecnccoli (1608-1681) , nato nel F ri.gn:mo (Moòena), grande scdttore mil itare e duce invincibile dc-<6li eserciti imperiali n clil.a guerra eontro G·ustavo A<lolfo, Turenne f\Cl i 'l'urchi, rileva la grande importanza della saJ.ute e òella aJlimentazione degli eserciti come coefficiente di vittol'Ìa: « P iù fiera del f(>l'l'O è la g uerra, egli osserva, e IPÌÙ eserciti consuma la ipenuria che la. zuffa)). · Cosi il grande F ederico di P russia, con una, delle sue frasi scnltol'ie ;r imaste famose · nei tempi, non esiterà un secolo dopo ad affer rnaire che << il coraggio è nello stomaoo ! )). 1

Fra. gli epidemiologi militari d el secolo a:ppa,rtcnenti alle altre nazioni, citeremo anzitutto R.emy Fort, che stampa, nel 1601 un libro sulle mailattie del soldato, nel quale riconosce. che esse fanno piµ vittime del ferro e deJl fuoco nemico, e cita f,ra le più comuni Ja· dissenterfa, lo scorbuto e le malattie vene-ree. R fra le opere di igiene militare del tempo ricorderemo la cc D e militari medicina, >> òel u\1:inderer e la « De f ebrc maligna castrense .>>del Soreto. Rd - anche , Vamban, . oltre che grande architetto mm tare e maestro ·sommo di .fortificazioni , vuole · qui essere rievocato come igienista mmtare. Allorchè n el 1660 fu nominato ca.pitano del r eggimento della Sarr e, egli si occupò della r ar.ionc alimentare del


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Nvldat-0, da tempo mal confeziona.fa ed insufficiente, e propose 11na zuppa di grano al lardo, la quale p~teva sostituire il pane e la minestra, ed era anche più economi-ca. Merita infine di essere rievocato Giano Abramo Gehema (16471713), cavaliere polacco, maestro d'equitazione, il qua.Ile studiò medicina, nelle Univ,ersità di Groningen, di Leyden e di Utrecht, e partecipò successivamente a quasi tutte Je battaglie del tempo, ritirandosi infine a Berlino, ove fu nominato medico di Federico 1 di Prussia,. Pubblicò· una trentina di opere, recanti titoli ·ahba:-;tanza curiosi, quali ad es. : (( Il rniglior modo per amma.z.zare il J,empò >> (1686), « La nobile bevanda del the )) (1686) ecc. Più interessanti rper noi sono tre liltri: << Il medico da c<unpo >> (1684); cc La cesta di medfoazione del medico. in guerra >> (1688) ; e<l « Il soldato 'rrt-ala,to >> (1690), fo cui con vero entusiasmo di a,postolo l'autore muove una fervida campagna in difesa della salute e dcli 'igiene d~lfo t,rnppe. Oentinah~ di soldati, egli riferisce, dovevano ('.~sere curati da barbieri da campo per mancanza, di medici, e quasi semlJ)re essi erano jnsufficienti a,l bisogno e si òoveva ricorrere anche ai soli afotanti inesperti; d'aJltra !Parte le ceste di med.icinaH e da meòkazione erano dotate di mfl,te,riale poco app,rop,riato ed inservibile e dovevano ess,ere provvedute dagli stcs~i sanitari, mentre la logica richiedeva che fossero fornite dalfo Stato. E conclude melanconicamente : << Può esistere sotto il sole una creatura più. infelice di un soldafo ferito? Essi sono di carne ed ossa come voi, ufficiali, e sono espmc.ti alle stcssè fatiche ed agli stessi p·ericoli, per cui non dovete abbandonarli, ma soce,or,rcrli ed assisterli premurosamente come vost,ri fratelli! )).

II. -

LA

CHIRURGIA MILI1"AUE DF.L SEICENTO NELLE ALTRE NAZIONI

D'EUROPA.

Anche in <1uesto sooo1o la chirurgia militare si afferma in Francia con nomi ben noti. Fra i tanti, ricordèremo anzitutto Gian Luigi ,Petit (H554-1750) , che; a soli. 18 anni, munito di brevetto di chirurgo, pa.rtecipò all'3,ss,edio di Namur prodigaJ.1do Ja sua opera, attiva negli ospedali ambulanti a] seg11ito delle trup1pe del maresciallo di Lussemburgo. Egli . fu uno dei primi ad introdurre la barena come mezzo ·di tra:Sjporto, e salì presto in g,ran fama per avere ideato un apparccd1io di contenzione per frat-


-254ture degli arti inferiori e soprattutto il toiirniqiwt~ che da lui prese il nome (:fig. 62); per [ 'emosta~i preventiva nelle amputa,zioni e nelle lesioni dei grossi t.ronchi a,rteriosi : appa1·e<:cliio che ha fatto parte fino a questi ultimi tempi dei. nostri arma.mentari chirurgìci.

Fig. fl2 -

Tourniquet di Gian Luigi Petit e modo di applica7.ion e.

Durante le soste inv,e rnali delle operazioni belliche, egli fece ,, a Lilla, a l\fans, a Ohambrai. delle dimostrazioni pubbliche di ""-~atomia, seguite da, ei;;ercitazioni di medicina operatoria. Dopo 1a pace del 1697, fn . nominato chirurgo aiutante Iiiaggiore dell'os[)edaJe\ v Tournai. Le numerose guerre, cui prese parte sotto jl regno dj_ Luigi XIV e Luigi XV, rapprcsenta.rono pe,r i1l Petit il più vasto campo di ricérche e òi studi, tanto che aUa, fine -dell'ottava ,qimpagna egli si I'itirò a Parigi. dopo aver ,percorso raipida,mente la più b,rilhmte ca.r dera.. E per d imostrare quale stima


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255-

1111.iver·sale egli ~i f.os1:,c acquistata, ricorderemo che nel 1744 il re di Prussia lo incar•icò della scelta di un buon numero di chirurghi l'nmcesi [)er colmare i quadri nelil'escrcito, tanto delle unità, comltattenti che degli ospedali. l!'ra, i chirurghi militawi francesi del secolo XVII meritano n11oora di essere menzionati: · il Dc Pla,n is-Campi, autore di un \\ '.l'raité des: plaie8 faite8 par les m,oi.t8q·uetadM >>, che vide la I11ce in Pa,rigi nel 1623, nel quale si dimostra frop[Po immcdcsi111ato rlf'lle teor·ie astronr,rniche <li Paracelso. Dailly pubblica nel I !i(i8 un << 'J.'railé des bles.swrcs et plaie8 faites tpar arme8 à fe1.t », i II c11i sono dei;;cdtte in forma chiara e conci<;a lp fel'ite delle viwie 1·<*,foni. Oassin ci ha, lasciato n el 1673 un ipiccoilo manuale di « Chirnrgie milita.ire)), ne!l quale espone particofa,rm!mte i medicamenti pi1ì iti uso per il chirurgo in guerra. Aheille neil 1695 ~tampa 11n piecolo trattato: « Le parfait ehir11,rgien d/armée », frutto dcll'cspe1·innza ,Ji molte campagne, cni aveva 1p reso parte in Gel'mania e i 11 Fiund 1·u,: vi sono contcn ute molte notiidc sullo strumentario <· materiale di medicazione del tE-mpo. Vcrduc nello stesso anno fa, mwire 1111 « 1'raité des· pla,ie8 d )arqiu:b11,sades », nel quale fornisee i n teresim,nti in<lica:zioni sul modo di estra•t Te i. proiettili dai h$s nti, affermando che le dita, rap1presenta.n o sempre lo strumento più a<latto aJllo scopo. Ed ancora, Pietro Dionis, chirurgo del Re e fondatore della I{,. Accademia di chirurgh1, H,ntore di un « Ooivrs d)openitions de chirurgie dmnontrées au ja1rdin royal >>, che fu tradotto in pa1·c~,chie lingue ed ebhe sette edizioni, in cui ammette che l'ampnj azione deve essere considerata come l'ultima àncora della chin1rgia e fra, l'altro afferma: « O'est da,ns les a,r mées, <''est dans Ics silèges que la chirurgie triomphe ! ». Francesco Helloste, chkurgo maggiore ncllJ.a carnrpagm1 d'Ifa,. lia del lGHO, autore del « Chirur_qien d) hOpitaI » pubblicato nel IG96, che ebbe ~'onore òi 4 edizioni e numerose traduzioni, in cui insiste sul sénptlfoe t.rattamento ed occlusione e si dimosti'a vivace <~ppositorc dell'uso degli stuelli e dellle frequenti medicature nel j·rnttamento delle fel'ite d'a,rma da fuoco, che desorivc con grande l])l'ecisione, :ripartendole fra le v:11rie regioni del corpo; Abbiamo g·iù rivend'i eatò al !fagati l a IJ)riol'ità. di questo metodo, che coi;:titnisce una glol'ia italiana. Citeremo i_noltre Giovanni Mery (l64f>-1672), che salì in gra,n f'nirna per l 'estrazione dei calcoli vescica]i; Nicola de Blegny (1652·


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256,........,.

1722), inventore di cinti elastici; Giacomo .d e Beau!lieu (1651-1719), umile operaio, che dovette la sm.L celebrità all'opera,zione della ipietim, da lui praticata nel <·ol taglio perineale laterale, intervento che continuò ad eseguire :1nche dopo di avere vestito il saio francescano, prendendo il nome di fra Giaicomo. Altri litotomi. rinomati dell'epoca furono quem aprpartenenti alla famiglia Callot e Ba,l'tolomeo Saviard, chirurgo dell'Hòtel-Dieu. Dobbiamo infine accf\nnare eh.e, in considerazione delle numerose perdite causate {]all'abuso delle ampnta.z ioni, che costò la vita, come na,mammo, anche al famoso condottiero forlivese Giovanni delle Rande Nere, la, chirurgia milita.re, sin da, questi tempi, cercò di orizzonta,r si verso metodi ,conservativi, riduoendosi sensibilmente il numero delle mutilazipni. Con questi principi, propugnati e adottati <fai grandi chirurghi del tempo, quali La Pejro nie, Le Dran, La. Ma,r tinière, Cuzon ecc., si riuscì a conservare una grande quantità, di arti, condannati alla demolizione e fra que~'>ti la, coscia, si:n istra g·rn,vemente fe,rita da, a,rchihngio al marescia,llo di Villars, la gamba destra al conte <l'Apcher, il braccio sinist1·0 al cavaliere di Preval. · In Tnghnterr·a, f,1·a i chirurg-hi militwri detl '600, è da cit::we Rie. ca,rdo Wisem{l,n (1622-1678), chirurgo di Giacomo I e dcJJf'cscrcito rea.le, Pubblicò nel 1678 a Lond,ra un'importante opera: (e Se1)cral chir·urgical treatises )), in cui tratta estesamente delle lesioni d'arma da fuoc.o. Fu uno dei iprimi a praticare l'amputa.ziòne nelle ferite ostoo-airticolari cd a, dcsoriverc la tubc1·colosi ossea e la scrofola,:· consigliò inoltre l'uretrotomia estema nei restringimenti uretrali. In Olanda ,è da menzionare il Diemerhroock. Tn (J11esto ·s~olo, in cui la guerra, divampava, si rpuò di-r e, in tutta Europa, si cominciano a ,riorganizza,r e gli cscrdti e la medicina militare viene avvia,ta a più moderno indirizr,0 e raggiunge un notevole sviluppo, specialmente in Prussia ove il ·grande Elet~ tore di Brandeburgo (1620-1688) provvede per le sue truJP.pe un'assistenza sa,nitaria vera e propda a mezzo della costituzione òi un corpo t~cnico di medici e di ch<i.rurghi milit31ri 1 di cui stabilisce una promettente carriera e discrete paghe. Fra questi chiirurghi tedescl1i è da ricordare Matteo Goffredo Purmann (1649-1721), p,rofessore nell'Università. di Breslavia; fu pe,r nove anni aJ servizio degli eserciti del Grande Elettore, acquistanòo la.rga pratica chi"Urgka, <lurante gli assedi delle città òi Pomerania. e nelle batta,-

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- 257 g1lie di ,F ehrebelin e Rathenow. Fu ahilissimo operatore; esegnì sul campo stesso di battaglia numerosi importanti interventi e oom;piJò nel 1710 un' intcress·ante c a,suistica di operazioni per ferite d'a.rma da fuoco, fra le quali 40 casi di craniotomie, numerose t,racheofomic, suture inte~tìnali , tl'asfusioni del sangue, inte,r venti ortopedici e di chirurgia oculare.

III. ----,-

L'ASSISTENZA SANI'l'ARIA Dl'lGLI ESERCI'l'l NEL SffiICENTO.

11 secolo XVII è caratterizzato, nei Tiguardi militari, da g uerre, eh(• banno per finalità la ~upremazia ai;:pramente contesa Ln1 la li'rancia e 1'Im1pero d'Aust ria, sotto la p a rvenza di lotte per la II'cligione. Gustavo Adolfo ,ra.pp,resenta i1ì . questo periodo ht figura, più e minente nella storia, dell 'a.rte militare, e come condottiero e come or·gani'l.½fbtore di milizie ; e la Svezia eccelle fra le a ltre nazioni 1per il suo esercito sapi,entemcntc riordinato. I reggimenti di fanteria sono formati su otto compagnie, di 1:.!G uomini c irtscnna, di cui due terzi armati òi moschetti ed il r-imanente di ipicche: ogni due reggimenti costituiscono una brigata. I reggimenti di <~1,valleria sono 1:omposti di cornette, in numero variabile da otto a ventiquattro, aventi ciascuna. 100-120 cava.lii. Oltre ad un più ,p erfezionato arma.mento dell'artiglier·ia pesante, Qustavo Adolfo a.ssegna alla fanteria ·c annoni leggrri, in misura di due per battag lione. Pur mantenendosi nell'esercito sve{lese l'a,1,ruolairncnto mercenario, l e milizie vengono a,d assumere gradatamente un caratter e nazionale , con granùc vantaggio della, diRCiplina. La guerra d ei 30 anni (1618-Hi48) P- la rp iù importa,n te del secOllo, e ]a ba,t taglia di Liltzcn d el 1G noveIUbre l(i32 fra svedes.i Pd imperiaJi è ]' ~pisodio più ca,rattcristico, nella, quaJe Gusta.vo Adolfo, aHa ttlsta di un ,r eggimento di. cavallc,r ia, incontra morte glor~osa. · Xnche la, ]'rancia va in qnest o ,s ecolo riorganizzando il suo rn:iercito. Ln, fanterin si forma su reggimenti di due battaglioni, a venti ciascuno una, compa,gnia e riunentisi in briga.te. La ca,vaJlleria è di diverse :Spùcie, a: seconda deli'a,rmamento ; l'a,rtig·lieria si. fa. più leggera e si costit uisc e in reggimenti e la forfificazione ,1·a.ggiunge H massimo sviluppo per opera soiprattutto di Va,uba;n. 17


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Nelle continue guerre della Francia contro l'Impero E' la Spagna anche il m inusoolo esercito piemontese deve sostenere l'ir,ruenza dell'invasione fra,n cese, ma per virtù di Vitto,rio Amedeo II resiste valorosamente, :fino ad imporre· la neutràlità del piccolo stato nel consèsso <lelle nazioni.

Dei servizi sanitari militari in Italia in ,questo secolo e in quello successivo ci ,riserviamo di iparlare in seguito più di:Jiusamente in un unico capitolo per maggiore unità di trattazione, e iper il più grande interesse che haJ1no ·p er noi. Intanto c i oecu[l)eremo dell'assistenza sanitaria negli es-e,rciti in F ,r ancia, che nel '600 ebbe un largo :,;viluppo. . Del ricovero dei malati e feriti in guorra, non àbbiamo alcuna notizia fino ai tempi di bnbella la Cattolica (1451-1504), alla quale, ,come ricordammo, si aU,,1-iouiscc la, creazione dei primi ospedaJi attendati e delle ambulanze sanitarie da campo- Successivamente un'or dinanza di Enrico II del 1550 stabinsce nna ritenuta sulla, paga dei soldati, in proporzione degli. assegni percepiti, che sa;r·.à, ,consegna.fa, al mastro di campo od uditore genera le, alllo scopo di costituire i fondi necessari per l'allestimento di un deposito d'armi e di un ospedale per soccorrere e ricoverare i malati ·e feriti. Più tardi, nel novembre 1552, durante l 'assedio di Mctz, il duca di ,Guisa, ebbe l'idea- di .impiantare due ospedali da cam1po, nno pe,r i soldati .feriti in comhattimento o per queJlli ammalati a, cagione dell e gnn,rclie nottnrn~ o dei servizi compiuti. sotto la pioggia e il fr~d<lo; l'altro rpcr i reparti addetti alla difesa della città. Sappiamo anco,ra che nell'attacco di Saint-Didier <lel 1544 il ,re Ca,r lo V, il quale aveva reclutato '1 propri sanitari un po' dovunque, in Italia, in Spagna, in Francia,, in Fiandra (Vesa1Jio), incaricò il chirurgo Daza Chacon, nato a Va.lla.dolid e laurea.tosi a Safainanca, <l'impiantare dei lnogbi di ric<wero e cura per i fe•r iti di guerra e di alle,,stire nna nave osipedale al seguito della flotta imperiale, che i :fie,ri castigliani chiamavano allora col nome pomlJ)oso di << invinciMle a)rmata )). Già fin dai tempi ,di 'Amhrogio Parèo si era fatto strada in F rancia il principi-o e riconosciuta Ja necessltà d,ell'istituzione di


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ambulanze, poichè ogni comipagnia di SOildati aveva in dotazione una cassa di strumenti, di droghe e di biancheria per medicatura, e non rimaneva altro che di . riordinare e ragg,ruppare questi materiali primitivi di [M'onto soccorso in una unità sanitaria. Quanto a i mezzi di ricovero, si [)I'Ovvedeva mediante gli ospeda1i civili o per lo più usufruendo delle ea,s e private, ripa,rtendo i ferit i per Ja cura fra i chirurghi d~l luogo. Con lettere ,r eali si prescrisse a,ltresì l'invio dei soldati infermi nei con\l'enti e nelle abbazie, ma, come >risulta da un'ordinanza di Enrico III del febbra io 1585, 11uesti posti non erano sempre assegnati ai veramente abbhiognevoli di cura, e venivano, per ]o ipiù, mereanteggiati e ceduti a,l miglior offerente. Nel 1591, iper far fronte aJHe spese necessarie per la spedalizza~ione dei ' ·m alati e feriti con nuovi ospedali da campo, du rante l'assedio· di R-0nen, fu applicata, con ordinanza reale, una curiosa imposta sulla. vendita, dei vini e liquori : ogni fusto di vin-0 era tassato .per 1fl soldi e ciascun quarto per 5 soldi. Inoltre tutti i macellai e rosticcieri della città era.no obblig::i,ti ai versrure ogni settimana 10 soldi 1per ilo stesso scopo. Succes~ivamente, coll'f',<litto <lel 2:i novembre 1597, fu meglio organizzata e disciplin,a.ta, la sipedalizza,zione dei malati e feriti in guerra, e si deve al grande ministro di Enrico IV, Massimiliano ,cli Béthnne, duca di Sully, lo stanziamento di somme rileva.nti per poter far fronte ad ogni evenienza. Infa,tti nel 1597, durante l'assedio di Amiens, egli si ,recò ogni mese personalmente suil teatro della guerra, elairgendo centinaia di migliaia di scudi, per l'allestimento e funzionamento di uno speda.le da campo, che fu una, delle prime unità sanitarie di guerra allora costituite : ·« Il éfait si bien tenu, cgJi osserva, que ]es premiers officiers comme les soldats vena.ient s'y fa.ire traiter >>. Merita, ancora, di essere es,u mata un'ordina,nza, tratta dal Regolamento della, fanteria ,del 1622, la quale 'Prescrive clie cc quando in campa,gna, nn soldato cade ammalato, · in modo che non possa, seguire le bandiere,. il capitano o colui che condurrà la compagnia potrà forniirgli un passaporto che inviti i sindaci. e gli scabini della più vicina città a ricovernir!o nel locale o~pedale o nelle case private, e di farlo curare e medicaJ"e attentamente sino ad intiera e perfetta guarigione, a spese della città». Nè minori furono le attenzìoni rivolte ai milita,r i infermi durante jl regno di Luigi XIII, figilio di Enrico IV. Lo stesso mo-


-260na1·ca sceglieva le case ip-er il r·icovero e vi mandava i propri medici e chfo:urghi, assicurandosi <li .persona del buon andamento del servizio. Era solito inoltre di fare sosta,re i convogli dei foriti, informandosi dei ipiù gravi, a,vendo per Lutti una, pa,rola di conforto e di incoraggiamento. A Bezit'n1e nel 1G22 si era manif.estata fm le trupp,e un'eipidemia 1li.ssenteriforme 1Pel' abuso di uva, f'd il re dif:'de ordini perentori di vietarne là vendita e <li distruggere altresì tutte le vigne ~istenti nella loealitù. Oon ord.inanza del gennaio 1629, sanzionando nn YC,to p;ià emesso da,g li Stati generali ,de] Hi14, furono sa,ncite a,ncora nuove no1•me, e si presorisse che a,l seguito deg·Ji eserciti fo~sero impiurntati degili osipeda.li .per il ricovero e cura dei ma.l ati e feriti, pos,sibilmente uno ,per ogni .reggimento. Durante la guerra in Italia ne fu allestito uno nella, ,piazza forte di Casa.le, a,ffidandone Ja sorveglianza a. mons. Enrico ne Soun1is , a,r cive~ovo di Bordeaux, e vi 1\lJ'ono assegnati medici e chir-urghi, con h1i ipa,ga giornaliera di 10 ]ibln·e e~ 10 i-olc1ati per l'assii-tcnza, degli informi. A Pinerolo. per open1i d(-0. maresciallo Catinat, fu costituito un altro ospedale, nel qua1Je prestavano servizio tre medici ,del Re: Citoys, de Malebranche e Bcrterau, con uno stipenùio mensile di triO libbre, un chirurgo, con la paga cli J20 e 4- assfatenti a JOO libbre, ipiù un elemosiniere gesuita. e dei religiosi in qualità di informieri. .J?urono inoltre impiantati ospedali di s.econda, linea a Oulx e Anihrum, ospPdali di smistamento a F~nestrelle e a .Se7,anne ed un grande ospedale di riserva a Hr<>noble: venne così organizza,to ,su vari scagli01ii j1 primo ,servizio di sgombero deNe r,etrovie. Per lo più negH ospedali civili una sala, apposita ern, destinata al ricovero dei militairi, sopra,ttutto nelle città cli frontiera (A,r,ras, Calais, D11:nkerque, Valenciennes, Quesnay e<:c.) ·e nelle piaz1.e forti; vrniva corrisposta una retta di 11 soldi per ogni gfornafa, di mailattin e di (i per ognuna di conva1e-Scenza, colla, (·.lan~oln dm gli a.biti d ei soldati defunti <lovfWfl,no essere restituiti ai ca1pitani. Nuovo imiJ.ìnlso al mig'liora,mento dei f{ervizi sanitari in campagna, venne dato dal celebre c~wdina.le R.ichelie1J, segreta,r io òi . Luigi XTII, il <Juale, emulamlo le idee umanitfl;ri~~ tli SuH,v, non mancava ma.i di visitare o di de legal'e ,r1ua.Iche slò confidente per iJ.11i visita dei malati e feriti di guer1·a, a qua,lunquP gra<lo appadenessero, e di soccorrerli ge,nerosament<>, poichè egli (( faceva maggiore assegnameTJto su 2000 soldati, climessi guariti dall'ospeifale, già rotti a,l mestiere, che su 6000 giova,ni redute ines.perte >>.


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, E per iniziativa dello stesso Ministro, furono costituite, sull' esempio di Sully, al .seguito degli eserçiti, nuove unità ~anitarie 1nobilli di pronto soccorso, che presero fin d'allora il nome di ambulanze, e furono destinate ad accogliere pe,r i primi soccorsi del caso i malati e feriti gravi, che non erano in condizione di raggiungere l 'ospedale viciniore : (Jneste nuove forma,zioni fecero ottima 1prova durante l'a.i;;sedio deJlla Rochelle (1627). Il ca,rdina]e Richelieu, nel l.G:38, istituì ancora altre amblùanze e nuovi oS[)edali da, camipo per il servizio delle trupipe in campagna, e ad ogni reggim<~nt-0 destinò un· chfrurgo. Ordinò inoltre li,L oostruzione <li ospeda,li militari permanenti, affidandone la direzione ad 1m chirurgo in ca1po, che pres'f' il nome di ()hìrwrgien major cle8 carnps et; des arnuJes. · Questi furono i primi os1pedali miJlitari di guarnigione, istitniti, non solo [L SCOIPO <li ClN'a dei soldati informi, ma andi,e a pallestra di istruzione e di 01erfezioname.nto dei medici <lP-i corpi. Come curio_w documento storic-D, ci da, ;permesso di riprodurre ima, tabella del personale sanita,r io mi litar,e per il servizio degli Pserciti in TtaJia, , in data1 del 29 gennaio rn:m, la, ,quale porta la fi,r mà, dello stesso cardinale Ricl1eilieu : « Etat des officiers rctcnus po·m· l 'hùpita.l. de l'armée du Roy, destiné,e [Hmr servir en Italie: à, ehacnn des(1ucls seront payés par mois lcs a,ppointcmcnts qui ,en snyvent, à commencer du l..er ja,nvier de la préscntc aunée J 630 : Médecins: Au \ ~ieur Cytoh;, méùedu du R~1y, l)_)ar mois 1.50 livres )) Au s.im1r de Malebranche, aut1·e mé,lecin de Sa Majesté .. . 150 >> )) Au sienr Berta,ult, autre m6drcin dc Sa. Majesté 1:>0 >> Chirurgiens. A I1• N. Bertera11, ipremier chirnrgien du dit . 120 )) · ho1pita,I 100 )) )) A ' Gilles Vh(anJ, antr·c chi,rurgien JOO )> )) .A' Pierre Lerov aut,rc c11ir11ruien . I ., ., 100 )) l) A ,Tac(pH:S de Lanrens, antre chirurgicn 100 )) >> A'. M. J,a. Farrye, aut.re c11irnrgien Fait à Lyon. le 29" j<mr de janvie1· 1630. Pa,r rnon dit Seigneur : C. RICHELIEU )). MARTIN


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Dobbiamo infine al cardµiale Richelieu l'istituzione presso lè wrmate di chirurghi consulenti tratti dalle maggìori illustrazioni scientifiche del tempo, aventi giurisdizione e controllo sui chirurghi ma,ggfori ~a campo, con attribuzioni anafog,h e a quelle dei consu lenti professori universitari, che furono nomina.ti nell'ultima g1·and-e gue rra presso il nostro Esercito. *

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Anche sotto il regno di Luigi XIV (1672-1G95), agitato da continue lotte, non diminuì lo ·silancio umanitario nell'a.ssi-;tenza dei feriti di' guer~l'i:L. Il cardinale ~fa.zza1rino, suo fedele e grande ministro, affermava che nessun altro più efficace .provvedimento poteva tenere elevato il ,morale dcil soldato, qna.nto il vedersi fatto oggetto di premure, se ma.lato o forito. Nè solamente questo eccezionale uomo di Stato lf}ensò a p,rovved·ere gli eserciti del personale e del materiale chirurgico e di medicazione necessario, ma dispose anche per g1li infermi una larga dotazione di ge,neri di conforto (limoni, conserve, zucchero ec~.)- F, all'intern1ente Fili!PPO Talon, allorchè l'esercito di Turenne assediava, Dunker,que nel l658, nell'inviargli 300 1pistole ·p er le ·Stpese d'OSIJ.Jedale, scriveva: << Non bisogna, dimenticare nulla,, perchè i soldati siano ben trattati, non essendovi cosa che io desideri più ardentemente )). Parimenti il Segretario di Stato per la, guerra Francesco Le Tellfor (lfi77-1685), nell'esortare il iMinist,r o delle fina.nzc a non dimenticare nello stanziamento dei bi[a.nci pn l'entrata in ca,mpagna le necessità di una (regolare assistenza, 1Sanita,r ia, aggiungeva : « I fondi per gli ospedali non sono cose meno urgenti delle altrf': il soldato soffre ed è nooessario p,rovvede,r c senza indugio)). Egli inoltre faceva dist,ribuire ai com battenti del tabacco, perchè aveva osserva,t o che ,rialzav& il morale deille truppe l'm;;o di questo nervino, ed assegnò anche ai' reggimenti dei cantori e dei ·novellatori per distrarre e ricreal'e i soldati nelle ore di ,r iposo. << Il tabacco, afferma, Vauban, ~ necessario per di1,ert'ire il soldato che se ne è fatta, ta.le un'abitudine che non sa IJ)iù fa.rne a meno; queRto fatto si è accertato in !Parr,cchi assedii, in cui non si sono lagnati di altro che della sua mancanza. Questa ma.nia non si limita al semp[ice solda.to; a,nche l'ufficiale vi -pa,rtecif!)a,, -prendendo tabacco in polvere o fumando. La verità è che nulla più del ta.hacco


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contribni~e a togliere la noia dell'ozio ea a smorzare il grande bisogno che si ha di mangiare. Il soldato si trova in simile caso, ed io ho creduto di doverlo fare ipresente )). · Anche Louvois aveva notato che il tabacco serve a, dissipare la malinconia ed a sostener:e il morale degli uomini acca,ntonati in ùn paese freddo ed umido; e non è meno adatto a smorzare ['a,ppetito. O-Osì ,questo ministro fu accusato di aver fatto distribuire tabacco aJle truppe per a.v ere un pretesto di diminui,r loro la razione del pane. Il vero è che il tabacco 1paissava allora per una panacea che agiva come to1pico apiplicato sul1e ferite, di cui avrebbe prevenuta, l,a gangrena, ed era, usato anche p,er fumiga,z ione oontro lù, .peste ed altri contagi. Si cm, pure iriconosciuto che il fumo del tabacco ,r iusciva utile nelle camerate per correggere l'aria corrotta. E quando si pensi Che i soldati dormivano in tre nello stesso l etto, e che si riteneva come un progresso, poco ,prim:.i della Rivoluzione, farli coricrure r1 d11e a, due, si deve riconoscer,e che le fumigazioni con il tabaeco non potevano .chr. miglforn,r e, 5.ehhene p,rocn,ri;i,mente, l'a,tmrno:fora vfaiata. Lo stesso re Luigi XIV non cessr1va, di ra(',com:mdare che i malati e feriti di guerra fossero ;soccorsi nel migtlior modo possibile e che fossero escogitati tutti i mezzi pe,r far front,e alle inevitabitli difficoltà: << Bi.sogna assistere i feriti con (mm straordinaria, egli scriveva,, visitarli da [)a,rtc mia, ipoichè è cosa che non si ha mai abbastanr-a a cuore)). Deficiente era invero il servir.io sanitario presso i col'IJ)i. Il · primo aprile 1667 Lonv-òis ,riferisce a Turenne che nel presidio di Lilla, in un solo reggimento <li lOOO uomini, si avevano oltre 400 malati ridotti a pane ed a('A}na e senm akun soccorso medico; a Char]eroy 800 soldati della, gua,r nigione, alloggia.t i in baracche di pag;lia,, erette in clima maJ.sano, non erano in grado di prestare akun servir.io, ed invano ne fu proposto il trasferimento neilla, ,r egione ipiù salubre dellla Champagne. Per meglio disciplinare il funzionamento deg1i ospedali, venne a, cia,scuno di essi assegnato un intendente, responsahile del buon somme stanziate, aveva a,lt1·esì l'obbli-go di invigila.re specialmente andamento élel servizio, il ,q uale. o]tre a[l'amministrazione delle f'lugli imprenditori, cui veniva dato in aiprpalto l'esercfaio dello stabilimento sa-nitario e dei quali si era tent~to più volte di fare a meno, per la tloro poco onesta condotta : ma ogni aJt,ro sistema


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falliva do[>o un breve espe,rimento e si dovette presto o . tardi ritorrnwe al sistema d,elle imprese, con tutti g]i annessi inconvenienti e soprusi, più volte lamentati. Purtroppo, inv~ro, nonostante questo generale interessamento da 1>arte de1le autorità, il servizio la~ciava parec..chio a dèsiderare. Se sceltissimo era. il persom1le sanita,r io nei gradi più elevati, non così ,poteva dirsi di qu0llo suha.lterno, insuffici(-_•nte, 1poco istruito, il quale, essendo recintato nelle dasi;d sociali più htfimf\ ~1·a. 1più facilmente soggetto a cor,ruzioni. Un regolamento del 1707 stahiJiva,. ad esempio, tre pasti a,l giorno negli ospedali militad; la colazione anc 7, il. rpranzo a1le 10, la ;:cna alle ;i pomeridiane; ogni infe1'rnù aveva, diritto ad una libbra, di carne, a 24 once di pane e ad una tazza .di vino. Gli intendenti dovevano SOl'Veglia,re sulla q1rn,ntità e qnalità degli alimenti, ma gli almi;.i da. parte degli aippaltatcwi, avidi di guadagno, e1·ano fre(1uenti, ed il vitto Cfit spesso immfficiente e malsano e rrn·ovocava, gravi -malaitic, <:he, nnitarnente alla mancanza (li ogni più ckment::i.re regola ig,ienica. anrnentavn 8emdhilmP,nte la mortaJità o8pedaliera.

Daremo ora nn breve t·em10 sui servizi sanita,ri milita,ri IJ)resso le altre nazioni d'Europa, e cominceremo (h1illa, Svezia., di cui l'esercito, oomc ae<:ennammo, ~hhe un meraviglioso riordinamento per merito di a ustavo Adolfo. Nel 1613 a cias~un reggimento di fante.ria. fnrono assegnati 2 ba1.·bieri ed 1 ad ogni r eggimento di cava,]1leria, : nel J614, questi furono aume11tati a 3 per com11mgnia, più l l)arbiere per ,reggimrnto. Sotto Carlo IX (]H1l), il barbiere di reggimento percf>.ipiva 1rna, paga annua, di 40 talleri, oJtre 20 per l'uniforme; sotto Gustavo Adolfo lo stipendio fu portato a 150 taJ]Pri, più 50 di indennità per Ja divisa. Nel 1625 ogni l'eggimcnto ,U <·nvalleda, formato di rn squadroni da 12f> cavalli ciascuno, disponeva per il t,crvizio sanita,rio di quattro ba.r bieri di reggimento. con ilo stipendio mensile di 30 talleri e <li 16 barbieri di sqmHlrone. con la pag;a di 15 tal1]eri mensili. Oltre a-· queRto IJWI'R<male, nell'ese1·cito di G11stavo A<lolfo -presfava,no se·rvizio 4 barbieri chi,rurghi, con lo stipemlio (li talleri ~ 1/ 2 ed aventi rango f.ra i trombettieri e g-Ji 11:ffìciali d'amministrazione.


-265Durante la guerra dei 30 anni e negli assedi di Dornitz (1631) , di Magdeburgo (1636) e di Gorlitz U641), spira llll sentimento 1pilì uma,nitario nell'assistenza dei malati e foriti, 1poichè anche i ntduti di parte nemica vengono amorevolmente soecorsi e . trai-;p-0rtati a mezzo di carri negli ospedali viciniol'i, prec()rrendo così (li due secoli la .convenzione di Ginevra, che sotto le insegne rossonociate tutelc1·à i ma lati e feriti di guer,ra a quaJ.un<Jue na.ziona 1i l:ì, appartengano. , P.er qua-nto riguarda i servizi sanitari degli eserciti in .O:er111ania, ricorderemo che nella Marca. del Brandeburgo, l'esercito ;lcll'elettore Gi-Oirgio Guglielmo (1619-1640) era costituito di 8000 fanti e 2000 cavalieri : ogni roggimento disponeva di un barbiere di reggimento ed ogni compagni::1, e squadrone di un ba,r biere da <·:tmpo. Il grande Elettore (1640-1688), .!mo successore, Cl'cò l 'eserdto ipermanente sulla forza <li 28-~8fi00 uomini: a.gli squadroni di cavalleria,, che p,rcser<;, come dicemmo, il nome di co1·nette, fu a ssegnato un medicu,s clc corrm ed un hal'bicre di cavalleria. Quando fo tr·uwe era.no a<:cautonat.c per u n certo tempo n ~Ue più grandi città, per il sen1 i~io sanita,rio si ,r icorreva a,n che ai medici d el luogo rper la, cura dei ;m alati e f'eriti e ir<>r le mism·e 1pl'Ofilattiche contro le mafattie infettive. Durante il regno di Fede1·i('o I (1688-17rn), i ha,rbieri (li comp::tgnia, che ,prima, .e rano aUa. . {li-r,etta dipendenza del rispettivi ,·n,1)it.ani, passa,rono a,l la dipendenza dei barbieri di r eggimento, i quali avevano ande alcuni a.p prendisti peir l'assiste11za negli interventj chirurgici. T harbied di reggimento pereepiv:mo un sa lario men~ile di 30. marchi nel 1638, di 27 nel J 635 e di f>2 n el 1686; i harbieri òi compaguia cli fl:),nte,r ia di 11 ,H'i, di cavalleria di 11,40. f"ost il celeh1·e· Pnrma,n n, già ricordato, che fu chirurgo di oompa1.n1ia, poi di r eggimento <lel Grande Elettol'c dal 1667 a l :t fi92, l".iferisce <li av~r avuto nel suo reggimento 4 aiutanti, che del resto (\ra,no di !POCO auisilfo ,p er la, sca,rsa coltura e neissuna. pratica. Degna di J1ota, , ~ l'amorosa sollecitudine dimostrata daJl Hrandc Blèttore per l'assistenza, <lei mala.ti e feriti: infatti nel 161;) <>gli mosse cemm ra al .marescia.llo cla cam,po iprindpe Giorgio di Anhalt-Dessau per a,yerc trascurato il servizio sa,nitario ed 01·<linò p•r ovvcdirncnti :pe.r l 'immedfa,to ricovero degli informi e severe punizioni a.gli ufficia.li che li avevano a bba.n donati al loro tlestino. Dopo la batta,gilia <li Feh1·ebelin del . 1675, ema,n ò un altro ordine. in . data 21 lnglio, a i ·,r ettori della. dt,tà di Span,fau di al-


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lestire al più presto agli ordini di ufficiaJi incaricati tre carri per ìo sgombero dei . feriti, dou:iti di speciali coperture per òifendedi dalle intemperie e di un abbondante strato di paglia; e con a,ltro rescritto del 7 novembre 1675, fece inoltre requisire un g,ran numero di case private per il loro ricove,ro. l!l 1° novembre 1685 istituì anche un Collegio medico con funzioni ispettive, nlè trascurò i necessari iprovvedimenti contro il diffondersi delle maJattie etpidemico-contagiose, facendo costruire un Jazzaretto . 1per i pestosi, esercitando infine una, dgorosa vigilanza sulle bevande e sugli alimenti ed intensificando la pulizia delle caserme cd anche quella nrba.na. Accenneremo ancora che ['esercito dei lanzichenecchi disponeva di tende (Krank_enzelten) p,er il ricovero dei maJlati e feriti, ma veri e propri ospedali da campo comparvero solo nel 1620 per crnra dell'Elettore 'Massimiliano di Baviera fora le milizie della lega, cattolica,; e dei numerosi allestiti , uno fu d estinato ad isolamento per gli infermi colpiti da malattie eipidemico-contagiose. Altri ospedali permanenti furono impiantati ne11le città viciniori. Nel giugno 1685, durante la guerra accanita tra l e forze imperiali e l'esercito turco, le miUzie di Brunswich furono dotate di osipeda,li da caIDJPo, per il funzionamento dei quali fii compL Ia,to un apposito r egolamento da Corrado Bertoldo Beherens (16601.736) , pubblicato ad Hjldesheim nel 1H89. Que sfa unità sanita,r ie erano -i mpiantate neille vicina,nze degli accampamenti, in luoghi ben situati presso foreste e provvisti di acqua . I malati colpiti da morbi infettivi venivano- isolati in a mbi enti ben ventilati, ma, nonostante le misure igieniche ordinate, gli infermi non curava no . molto la pulizia personale e ~esso si doveva la,m enta,r e S[)andimento di feci e <li ùrine, che si in:fìJt,rava,rio tra, fo f.essn,r e del pavimento. Il personale sanitario era composto da un medico, i[ quale iJ)oteva, essere scelto anche dai malati stessi, da barbieri da campo, farmacis,ti, assistenti, occlesfastici e da un certo nume ro di donne, con mansioni di infermie re, tutti alJa, dipm1denza di un ufficiale combattente, il ,quale disponeva ancne di una scorta, di solda,ti. . ò1tre che 1e preRCrizioni terapeutiche e l'assistenza, chirurgica, il med.foo aveva :mche l'obbligo di scoprire e denunciare i simulatori di malattie. Gli infermi era no cOillocati. su letti con S3A'.chi di tela riempiti di pagHa e provvisti di sufficiente dotazione di biancne,r ia, da cui si aUestiva no anche le fascie . Un ufficiale com-


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111issario teneva l'amminist razione dell'ospedale e ,p ,rovvedeva i l'ondi necessal·i per il suo funzionamento . .Per formarci un'idea degli o sipedali militari del tem(Po, si può ,·onsultare il trattato di chirurgia di Andrea Hutter, pubbllicato 11 t·l 1718, sulla di cui copertina è rappresentata una sa la ospeùa1icra dùrantc Ja visita, quando il medico fa il gko dei il.etti ove sono corica.ti i soldati ammalati, indossando una specie di giusta.corpo o n ,,mice cd accompagnato dall'assistente. T,a suppellettile ospitaliera, rna,ssiccia, ed.ingombrante, veniva ,per lo ipiù requisita, sul posto dalle <·ase viciniori. Per ,quanto si riferh,ce aJl.'esercito svizzero, è da accennare che ogni compa,gnia, di fanteria, cavalleria e artiglieria disponeva di 1m ba,rbie,re da campo, al quale nella Scoonda, metà del secolo si a ggiunse anche un ba,rbiere reggimentaJe. Nel 1682 i barbieri dei _ r c~gimcnti del presidio di Zurigo godevano di granéLe riputa,zione: fra, questi figurava, il chirurgo in c::iipo dell'osipedale civi1le ed il rnc dko della città. Nel 1683 lo stato ma ggiore delle rnilizifl della ~·:na.rnigione di Berna av,eva, pe,r il se,rvizio sa,nitario un medico (]a campo, un chirurgo-brurbicre da campo ed un farmacista; si hn notizia, infine che nel 1687 GiovaJ1ni Muralt, di Zurigo , facesse allestire una, è assa di medicinali per il servizio in campagna, che pe1· ~e dimensioni ed il mater iale in eHsa oont,e nnto su1perava tutte queHe costruite in IPl'ecedenza. Questo cofano, del peso di J 20 libbre, <:onteneva trenta strumenti chirurgici e 197 medicamenti di vairie specie, fra c ui un antidoto di oppio, di 64 ingredienti, mitridatico ('On 49 elementi , tintura <li benzoino, polvere d1 Pannonia, olio (li sool"pione e di lombricofrle, ossi,do di zinc-0, cerotto di Vigo, pomata mercuria,le, terra sigillata,, succo di palma, gra.sso umano P di cane, rabarbaro, gialapl))a, aloe, senna,, tartaro emetico, canfora, cantairide allume ecc . Tutta.via nella guer,ra di difesa del 1687, rper la, grande forza mobilitata , l'organizza zio ne sanita.r ia fu impari al bisogno. Circa gli ,e serciti. d'Inghilterra, riferiremo che d.ur3Jnte il ,r eg·no dell a r egina F.lisa,betta non s i poteva, dispor;re iper il servizio sanita.rio di nwdici veri e prop1·i, ma di giovn,ni aspiranti, i quaJi ,...rano istrnitj secondo i classici aforismi di Tppocrnte e ricevcva,no una, p a ga di dnque s terJine sr.ttimanali; ma nelle spedizioni olandesi si ebhero contese fi;a, le aytorità militari pCl' fa, insufficiente coltura d el per~onale sanitario. Solo durante Ju, guerra tlei trent'anni <'Omincia atl aversi in Inghi1ltw·ra, Scozia e-d Trla.nda 1


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,ma miglio,re o,rganizzazione sanitaria, oon medici e chirur2'hi aventi uno stipendio di sei scellini ed otto pences al giorno, medici barbieri con una paga di due scellini, sottocbirurg·hi barbieri con sei 1pences e farma<:isti con tre scellini e quattro pences. Ca.do VI, nella .SIJ.)edizione in Francia e in Spagna .del 1626, per l'orgtrnizzazioue del personale sanitario occorrrnte, aveva autorizzato la corpqrazione dei chirurghi di Londra ad a,u menta:re a cinque ocelliui al giorno lo stipendio ;d ei chirurgi maggiori che pi·endevano -p arte aJla campa-gnu, ed al vescovo della, -c hiesa di S. Paolo concesse il p,rivilcgfo di prcsiede1·c la commissione ,per l'aceertamento de1lla·loro ca,padtà. tecnica. L'esercito irlandese disponeva, di un generale medico e quello hritamiico dell'India di un genera.l e chirurgi,. Oltre ai chil'nrghi di reggimento, si ricor1s-e anche alla colla,borwzione dei lettori delle università, fra cui i celebri. Guglielmo Hm·vey, Rk~ardo Wif.;~man, Edoarclù Verney, Tommaso Skinf:'r. D1wanfo n rPgno ili Giacomo lI (168.5), ~'esercito venne a(',eresciuto ili nuovi rPgginwnti, per cui . fur·ono aggiunti ll chirurghi ...c1 11 asi-:dsteuti, con la. paga ognuno di sei scellini e sei pences al giorno, oltre sci scclliTii per i_nde11nità di nniforme, Ja, qual<-, sia {letto iper incidenza, era di colore scarlatto. Dopo la, rivoluzione d·el 1688 e la succei-RionP ili Guglielmo III, 9 reggimenti con nn nmnero a.òflguato di n:ffid.ali meilici veirnero ancora incorporati a 11 'esercito, P nel HiHO, ~4 chirurghi furono agg•rPgati alle forze d 'T,r]ancla, con 1m chirurgo generale, Patdzio Archibald ,e con un generafo meclico, . Patrizio Dum, con lo stipt'ndio ciasctrno di di<'d ~cPllhii al giorno. :f<} da ricordare infìne che nri F<ecoli XVI e XVII g11i cscwciti helligeranti in Euro1pa sono decimati ,la fieriflsime epidemie di tifo esantematico. Cosi nel 1528 le mili zie · di T,a.nt~c d11rante l'assedio di Napoli subiscono per dermotifo una ipe1·dita di olti·e 30.000 nomini. E pér la stessa infozione perdite rilevanti si v<'rilìca.no fra ' ile trnp1Pe del 1.fargravio di Magdehnrgo P nel 155:11presso l'Escrdto Pala.tino di Federico II, 'accantonate in Ungheria. , Nel 162~ il tifo esantematico imipcrvcrsa, fra le truppe a8sedianti l\fontpeillier, nel 163f> 1" fliffn,<H) fra i .":mldati che attac_c ano ·Louvain ,e nel 1643 mena strage nelle milizie accampate attorno a Reading· e ad Oxford. Anche nell'as,sedio di Egra le truppe sono colpite dal mo,rbo in modo impressionante ed ugualmente la squadra navale davanti a. Quebec paga un largo t,rihuto all'epidemia.


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Come apipendice, ritenia,mo non ,privo di qualche interesse ,ril't·dre qualçhè notizia sul t,r attamento deg1li invali.di di guer,r a. Fin dai tempi di Enrico III,, per privata ini½iativa, dello s,pe zialc Nicola Hoiiel, si era già istituito in ra.rigi un modesto asilo << ila, .mais(ln de la chadté chretienne )), che. oltre gli orfani cd i p1lV<"ri della città, a,ccoglieva. anche i minorati <leJla gnel'ra, i qm~li n•nivano per la loro rieùuca.zio1w nn d'aUora1 raggruppatì l';ecOJ)(lo i vari me.,;tieri. Ma, h~ morte di questo benefattore portò hen p1·esto :111 ,decadimento di tale provvida comunità. Al duca di Sully, già benemel'ito, come ricordammo, per aver :u-:sicurato l'a.ssistenza immediata dei malati e foriti in gnerra con l'istituzione delle a,mbnlanze e degli OSi])edali <la. campo, sipetta, :1,11co,ra il merito di a.ver dato nnova, vita a quesh1 istituzione, provv,1ilern]o aill'avvcnir-e dei mutila.ti inabili al lavoro, con l'offrire loro 1111 onorato e tranquillo ri1poso, a, titolo di riconoseenza della paLl'Ìa. N~l lfi04, con l'aip1poggio òi Enrico TV, fu fondata. mia c;:isa, d(•g1i invalidi. Ed il monarca,, per dare UIUL .prova del sno gradi 111Pnto, a,u torizzò gli invalidi a po1·ta,re, come ùistintiYo sul ma11 IPl10, una croce bianca, orlata di hleu, su uno s<;udo r ecante il fior dalisio cOil motto (( per avere servito fe<lelm ente )). Con ordinanza ultcri,o,re del lfiOfi, la. direzione della casa fu :1,llidata all 'a.rcivescovo di Sens, grande elemosiniere di F,ra,n cia, e l'nrono e:manat.e norme opportune per l'ammissione e per Ja. disciplina dell'istituto, che, presieduto da1l rluca, di Montnwrency per .!!:li invalidi provenienti dalla ca;valffcria e dal duca E1pernon per q ne lli aippa,rtencnti rtlla, fanteria, fu affidata a speciale commissione di vigilanza. ,M~t, colla, morte di F,n,rico IV, questa. umimitaria isti 1uzionc subì un nuovo colipo; la casa fu chiusa, e gli invalidi ccli.bi l'nrono 1·icoverati provvisoriamente nei mona,Rteri e nelle abbazie fino nl novcmhrr Hi33, m entc·e ·1gli ammoglfaii w~nne assegnn1a, una p<~nRione mensile di 100 libbre. In quest'epoca il cardinale Riche'. lirù fondò, a Bicetrc, mm comunità sott-0 il titolo cli cc Comma.n· d<'rie de Saint Lonis >), affitfandone la, sopr:d.ntendenza, ::tl fratello (,':u·dina,lP. ili Lione. Però anche rt Richelieu mancarono tempo e de11a;r o; e l'istituzionf\, fondata ,;u hasi incertf:', e con -rism·Re inadeg na.te, ancora, una, volta, non poM sostenersi e declinò rapidamente. Ma le guerre micidiali della Fronda e ile prime campagne del 1·t,gno di Luigi XIV porta,rono però hen p1•,esto ad un aumento i m pressionante del numero degli invalidL siochè i monasteri non


-270era no più sufficienti ad accoglierli; e, nonostante le pene più severe <0mminate oontro il vagabondaggio, una tribù di sciancati e di mendicanti invase Parigi, con grave pericolo ;per la tranquiJlità e la sicurezza pubblica. Il re Sole disipose alilora, che i minorati di guerra fostiero ;p,rovvisoriamente riceverati in una casa del sobborgo di S. Germano, e, con editto dell'aprile 1674, ordinò ai suoi architetti Burant e 1M.ansart di costruire un più grandioso ricovero, J'cc Hòtel royal des invalides ))_, affidandone la direzione e l'amministrazione generale al Scgrietario di Stato per la guerra. Vauban stabili tre categorie d'invalidi: invalidi perfetti) ciechi, a.lll[)utati di ambo le bra-0eia o ga,mbe, para,litìci e tutti quelli a.ssolutaimente incapaci al lavor-0; invaJjdi ìmperfetU) che potevano ancoÌ·a r endere qualche scrvjzio, come guardare il bestiame, servi-re da portieri, ese,rcitare qualche piccolo commercio, e faire qualche altro pi-0eolo lavoro agevole e poco faticoso; invalidi di servizio che, essendo ancor giovani e non storpi, oppure monocoli' n,vanzn.ti in età, e con ,r~liqm1,ti ,rli forit0, lievi potevano ancor servire nelle ·,piccOlle piazze forti. Con s-enso pratico Vauban fissò la tariffa de]1le pensioni da, distribuire a,i mutilati: per la, prima classe a 15 so1di al giorno o 22 lihhre e 10 soldi aJ mese, vita natur.al durante; ossia 10 soldi ipel ipadrone e 5 e p,cl va]ilctto, p,erchlè non. potendo servirsi da sè e per necessità, occome loro qualcuno per s-ervi,rli; per quelli deilla sec,ònda cla~se 5 ,sol,dj al giorno o 2 scudi e mezzo al mese, · da trasf,eirirsi nei luoghi di nai;icita, presso i parenti. Ed ancor oggi fa mole grnndiosa degli Invalidi, che reca sulla facciata la concisa ma eloquente dedica: l,àe8o et invicto militi e custodisce sotto la cupola dorata le S[)Oglie di .(;olui che, non a torto, fu chiamato il dio dell'offensiva,, rappresenta, uno d ei monulllcnti più insigni della capitale francese : ed attesta, ancora dopo ,quasi tre secoli, l'int.erei;isamento e la riconoscenza del g,ra n Re verso i difeni;iori della Patria,, resi inabiili al lavoro.


OAPI'l'OLO VI.

LA MEDICINA MILITARE NEL SETTECENTO.


I. ..:..:... LA CHIRURGIA w LA

MEDICINA MÌLI'l'ARm NmL SE'l'TEJCIDN'l'O IN ITALIA.

Il soooilo XVIII, dal punto di vista storie-O-medico, ha una. fìi-:onomia p,ropria, caratteristica, influenzata da un lato dallo svi1.nppo dell e teorie filosofiche per opera, specialmente di Guglielmo L,e ibnib; e di Emanuele Kant, in Germania, di Giangiacomo Rousseau e {]i ,Montesquieu in Fra,n cia, e dall'altro dal progressivo svilnp1po delle sciernr,c sper·imentali, per cui. !l'lta,lia, si gloria òei nomi ili Luigi Galvani, Alessandro Volta, Lazzaro Sipallanza,ni, (Hovanna,tti-sta Morgagni. Le scienze medico-chirurgiche, nota il Castig"lioni, traggono dalla fisica, dalla, chimica e dalla biologia nuova luce '.e d impulso: e 11 :anatomia e la fodologia ne costituiscono le fondamenta, più soli(le_ D'altra parte si 11nifo-rma110 ai precetti di nna rigorosa oss<;rvazione, sempre ohhil't.tiva, in modo che il malato viene a 1·apipresentare il miglior libro di consultazione. E le numerose Accademie mediche sorte in questo i-:ecolo, q'nali la Reale cli Torino, quelb deMe scienze a, Padova e a Napoli, dei XL a "Mo<lena., Ja Gioenia a Catania, l'istituto delle sciem;c a Bologna aument:rnO' il patrimonio scientifico nazionale. Dei chir1nghi militari-·italiani del secolo XVIII, ricorderemo in , :primo luogo Carlo Guattani (l70!l-177m, da, S. Bartolomeo Bagni lli Novara (rig_ 63). Addottoratosi a Roma ,n el 1738, fu in seguito nominato chiorllrgo pr·ima,rio negli òspedali. di S. S1pirito e 's. Gallicano. Nel 1746 fu inviato dal pontcfìce Benedetto XTV a Parigi rper perfezionarsi in chkurgia,, ed a quelila Acca<lemia Rea.le prc, sentò una. m~rnoria smU'esofagotomia, ché gli fruttò ]a nomina a r-ocio onora,rio. , · Durante la. campagna. combattuta da1la. Francia nelle Fiandre, si recò, nel 1747, come chirm·go militare, sul campo di batta,glia pe r impratichksi di trauma.tologia di guerra, ed in -questa circostanza conobbe i più rinomati chiorurghi dell'esercito del tempo. Di 1·itorno in Italia, dopo aver acquisfa.to per l'ospedatle di S. Spirito 1m com·plHto a,' rnia,mentario chirurgico per le grandi OIJ)erazioni, visitò le 1

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-274princijpa,li università di Torino, .Milano, Bologna, e Padova, ed a R-0ma riprese il suo servizio di prima1rio e le sue ler.ioni di chirurgia, sipecializzandosi nella litotomia. Mori a 64 anni 1n seguito aid epatite. Merita il GuaLtani di essere qui rievocat o, pel'chè, oltre ad ess;ere uno dei fonda.tori della nuova scuOlla chi!r urgica romana, fu uno dei più fervidi sostenitori ùella medicar.ione delle ferite e delle piaghe con Ja sola lavatura con acqua pùra e con la protc-

Fig. 63 -

(farlo Gnattani, da .S. Bar'tolomeo Dagni (No\'ara).

zionc dal contatto dall'aria a mezzo di fasciature, rimett endo · così jn onore il trattamento già irwooonizr.ato dal Magati un secolo prima. Nella storia dc[la chirurgia miJitIDrc del tempo occupa un altro posto eminente Giovanni Alessan<ko Brambill a, da Pavia (17281800) (fi.g. 64), che fu medico persona le dell 'im1perafol'e Gius{'[)pe II, <leil quale godeva, incontrastafa1 fiducia, e rinomato caporeJParto dell'ospedale militare di Vienna. Fu incarica to dal sov,r ano d ella riorganizzazione deil Corpo saniuirio militare austriaco e dell 'incremento ~:!ella sua coltura tecnica. Fondò faoltre l'Accademia


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27G -

medico-chirurgica Josephinwrn) presso [a qua.l e istituì ùei corsi di integrazione e di pc-rf.czionamento per i medici milìtal'i, che dovevano conseguiire lai nomina di chirurghi di reggimento. Con taile istituzione, si provvidero di grado aocadcmico i J1'eldscherer) specie di :fl~hotomi o 1praticanti, c he non si distjnguevano certaimente per autorità. e pe,r prestigio scientifico Dlè per rpo- · sizione sociale.

Fig. 64 -

Giovanni Alessandro J3:rambilla, da Pavia.

L' Accademiai Giuseppina non fu però un Istituto medico mili tare vero. e proprio, ma semiplicemente una facoltà medica, in ip,roporzione ridotte, aggregata ai quella dell'università. Viennese. Non è rperciò da niera,vigliai·si se insorsero ben presto fra le due ' rivali aspre contese, che finirono colla abolizione dell'Accademia, decretata, in seguito nel 1878. L'istruzione dei medici militari si ri(lusse allora :in Austria a corsi semestrali fa.tti a Vienna ·ncll 'Ospedale di guarnigio'lle .n. 1;

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e bisogna a.r ·rivare fino al 1901, coll'istituzione della Scuola di a!Ppllicazione dei meò.ici militari, p erchè l'istruzione tecnica sia meglio uniforma,ta e disciiplinata. l'l Brambilla fu abillissimo o~ratore ed esercitò a nch e la me- . òicinà, proca<X\ia,ndosi una larghissima clientela a Vienna. Pubblicò nel 1777 una storia delle scoperte fisico-medko-anatomicochirurgiche fatte dagli nomini illu stri itaJi.ani , e ·molto si adoperò per lo sviluppo, dell'Univc1·sità di ravia , sia coll fondare la bibliotoca, sia coll'au~entarc le collezioni e le <lotazioni dei

Fig. 65 -

Antonio Sc:i.rp:~, da. Motta di Livenu~.

vairi musei scientifici. Lasciò a.nche d elJe hn1P-0rtanti « Istruzioni sulla chirurgia milifa,re >> ed un << A rmamenta,rium chirurgiouni militare austriacum >>.· Astro luminoso d ella c hi,r urgia italiana del settecento è Antonio ,S ca,rpa (1747-1832), da IMottl.\, di Livcnza (fi.g. 65), allievo prediletto d eil Morgagni. Nel 1772 fu nominato :professore di anatomia J1cll'Università. di ·Modena ; e fu a,nche mcdko capo di quell'ospe-· da le militare, carica ch e tenne con somm o .onore e con indiriz7,0 eminentemente scientifico'. Dopo alcuni viaggl d'istruzione in Fra ncia, in lnghilte1•1•a ed in Germania, ove ebbe a compagno il Volta, neil 1783 fu designato alla catte drn di a,natomi.a n ell'Università di


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Pavia, e nel 1802 passò a quella di .c linica chirurgica- ove si procurò grandissima rinomanza per la sua abilità ope,ratoria,· tanto che il Pariset lo chiamò a1rbitro della chkurgia in Europa. Fu celebre per gli studi originali sugli' inte,rventi operatori della, cateratta dell'ernia e degli aneurismi, sui quali ill Cruveilhier fondò le sue teorie, dimostrandosi fin da quest'epoca fondatore della chi;i:urgia conservatrice. Lasciò anche un'opera magistrale sulle affezioni oculari ed altra sull'anatomia e fisiologia d elle ossa.. Ricorderemo da ultimo Giuseppe Flajan1 (1741-1808), archfr1tra <l i Pio VI, anatomico e chi-rur.go di grande va lore dell'ospedale di ·s. Spirito a Roma ove fondò uno dei IJ)ÌlÌ irrnportanti musei ana.tomici: a lui si dev,e }a. scoperta m~l 1805 · deil gozzo esoftalrnico, che va impropriamente sotto il nome Rtraniero di morbo di Bnsedow, il qua.le lo studiò 35 anni dopo. È anche autore di un « Nuovo metodo di medica.r e a.lcnne malattie spetta.nti alla chinll'gia. )), che ·gli procrirò g,rande rinomanza, e fu anche un IP,recursorc del gi01·nalfamo medico in Italia, avendo nel 1808 fondato il <C Giornafo medico di Roma )). · Michele Troja (1747-1828), ,da, Napoli, chkurgo del re e professore di chirurgia in qnell'UniverRità, celebre per le sne ricerchP sperimentali, eseguite a Parigi, sulle ossa, per le quali riu~ci a, dimostrare che il 1>eriostio è l'unico 01,gano che p,1·esie<le alla foro g en erazione, ,e che fu ipoi tl a base delle resezioni ossee Rottoperiostee. Lasciò anche interessanti lavori. sulla chirurgia oculare ed urinaria.

* * * R se dal campo chirurgico rpassiamo in quello medico, a11tri nomi insigni di medici militairi ritroviamo in queRto secolo. E in primo luogo Michele Ilergon7..oni (174-8-1819), da Bologna (fig. (iG), dne volte instaur.a,tore del Corpo sanitario militare 1p olacco. Conseguita, n el 1768, la laurea dottorale in quell'antichissimo Studio in medicina e in filosofia, si trasferì a Milano nel 1772 ad inseg na n· ;;;cienze mediche, donde nel 177G fn chiamato dt1l carc'.i11ale Gairapipi, nunzio apostolico in Polonia, 1pr.esso il :princip<~ Sangu· · szki, gran maresciallo di Lituania., come suo medico 1priva-to. Nel 1780 si trasferì a Luhlino ove esercitò la professione con grande ono,re per circa sette anni, conseguendo N titolo df consi. gliere del I'e Stanislao I'oniatowsti e nel 1787 venne chiamato dalla fi.ducia del conte R,r,ewuski, gran · gene-raie d ella Corona, oome medico personale; con lui si trasferì ~1. Varsavia nel 1790 ove gli


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venne . affidato l 'insegnamento delle istituzioni chirurgiche nell'università e la direzione d,eilla scuola di chirurgia,; da ,poc9 fondata. Dal re Stanislao fu inoltre incaricato di organizzare il servizio sanitario militare e fu nominato generale medico capo dell'esercito polacco: e pei' le alb~ sue benemerenze g,li fu conferito il diploma di nobiltà,. Il Bergonzoni apportò radicali e sapi-enti riforme nei servizi sanitari dei reggimenti e delle brigate, sistemando infermerie ed

Fig. 66 -

Michele Her gonzoni, da Ilol_ogna.

ospedali ed istituendo nuove ambula.nze per i servizi di mobilitazione. Per riparare inoltre alla deficienza di chirurghi neJl Coripo sa.nHario, dispose ancora che un buon nume.ro di giovani ufficiali medici fosse inviato alle università del regno ed anche all'estero l[)er perfezionarsi nella specialità. Questa, nuova organizzazione del se,rvizio sanitario militare non ta11,dò ad esser messa alla p,rova nella guerra contro la Russia nel 1792, che ebbe il tragico epilogo ne]il 'anno successivo con la spa,r tizione della rolònia fra Prussia e Russia. Ed il Bergonzoni stesso assunse l 'alta direzione dei servizi sanitari in difficili contingenze, data la scarsità dei mezzi di ap.provigiona,mento del1


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l'esercito da pooo sistemato, e che egli seppe felicemente superm~e. Nel 1795, dopo la perdita definitiva dell'indipendenza deHa Polonia, il nergonzoni non abbàndonò Varsavia,, che oramai considerava oome seconda patria, e diede oipera attiva a promuovere il l'isveglio degli studi medici nella città. Dopo le vittorie del 1806 che condussero i Francesi fino a Varsavia e che diedero luogo a lla costituzione del granducato di Poloni.a, il Bergonzoni fu daJ mini~tro de!lla gu~rra, p,rinci1pe Giu sepipe Poniatowski, nominato ispettore generale e p1·otomedico clcll'esercito polacco, e per la Roconda volta ebbe l'incairico di sistemare i senizi, ma,n d,ito chf\ rgli assolse supera,n do difficoltà inaudite, <lovute soprattutto alla, prccairia situa.z ione :finanziaria. l•~gli infatti ,rinsd a completare i quadri organici, ad elevare fa cultura professionailc del Cor.p o ed a miglio1J.·are le condizioni i g-ieniche <legli sfa,bilimenti sanitari, siccllè nella s uccessiva gue1·ra 1kl 1809 ebùeJa ~oddisfa.zi;one di vooere assfo11rati i servizi. di sgomhero e di assi!itenza all'ingente numero di malati e feriti. E quando 11d 1812 .fu cost1·BLto a ,ra.ssegn a,re le dimissioni. rlall 'nJta carica, il · governo g,randucale gli a,sscgnò uno stipendio a vita di 6000 zlotys ed il titolo di illustre vctcr·ano, nonchè l'ordine di Stanislao. Morì lt 71 anni in Varsavia., il G marzo 1819. Fr-a le opere del Ilergonzoni ,ci limiteremo a, ricorda.re quella intit<>la,ta (( Dèl1'educazionc letteraria e sdcntHka del mcdko pratico>), pubblicata in Bologna nel 1782, n ella quale afferma, fra 1'altro, che « ill libro del me,dico è l'infermo; e Sf\ egli lo avrà, hene s tudiato, 1:d ,p otrà dir.e c he rn~l totfl.le la ma,] a,ttia piega al bene e mostl'a-rvi le ipiù osservabili dr,costan:1.e ed i pericoli più sensibili >>. Altro· medico militare (l(>l settecento, non meno rinomato, fu Michele Sarcone (1732-1.797), d a Terlizzi , in 1provinda di Bari, cl1e dedicò tutta la sua attività allo ·s tudio delle mala,ttie infetti.ve, attenendosi alla scuola di Ermanno Iloerhaave (1668-1738) . Come è lloto, questi ·n acque a Leyda in Olanda, e fu UllO dei più grandi. clinici d'Eur()pa, che proclamò la nreessi.tà di ritornal'e allo studio di lppoorate e di comii-dera,rc il ma.lato oome aa hase di ogni ricerca scientifica. Tl, Sarcone fu medico rinomato dell'ORpedale milita-1·e e membro dell' A<>..cad emfa dell e i-de:i;ize in Napoll. Pubblicò nel 1760 un libro « Del contagio <lel vaio]o e della necessità. di tentarne tl'~A~tiirpazione e di tutelare l'esercito J), e f<•cc an<"lw intercs,sa.nti ricerche sulla, febbre tifo.idea.


-280H.icordiamo ancora Domenièo Cotugno (1735-1822), da NapC>li, il quaJe te1me con 01wre per oltre 60 anni la cattedra di anatomia in que1l'antico ,Studio, scoprendo- il liquido cefalo-rachidiano, la presenza d'acqua nel lahirint,o, i nervi naso-palatini. ecc. Inoltre fu uno dei iprimi osservatori dell'esistenza ddl'aJlhumina nell'urina patologica., e foce ricerche importanti sulle pustole vaiOllose. Si IJ)UÒ ritenere anche un ip•recursòre della profilassi antitubercolare. Nel suo dtscorso << Sullo spirito dela a medicina)) affermò che il .p rimo maestro ,deve ,essere sempre la, natnra, e che sui fatti e non sui ra. gionamenti debbono fonda,rsi le scienze mediche. Domenico Cirillo (17:{!)-17!)9), pme di Napoli, stl'enuo sostenitore della, contagiosità della tubercolosi e a.utore di un t,rattato suUa lue venerea, condusse una strenua campagna, per la rifol'ma delle p1·igioni e ipe·r la rior.gani½zazione degli ospedali, in rapporto s1pecialmente all'igiene: fe.rvido patriota, scontò sul pa,tiholo il SllO a.more per la, libertà e per l'indipendenza della patria. Ed infine Antonio Cocchi (1695-1758), da Baselice (Benevento), medico rnilita,1·c del presidio spagnuolo di Portolongonc e Cal'lo Botta, che, oltre storico di g\ran fama, fu medieo milital'c nella spedizione francese del 1796 a Corfù, ove scrisse ]a, storia deWisola da,l punto di vista sdenti.fico, igienico e sanitario.

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LA CHIRURGIA E MllJDICINA MILITAREJ DEL SE1:r'l'JlJCllJ~TO IN FRANCIA E NIDLLE ALTRE NAZIONI D)EUROPA. ·

Nel secolo XVIII fa chirurgia, militare francese si semplifica e si orienta verso la tendenza, conservatrice, come osserva _Delorme, e sotto l'impulso d ell'Accademia, reale di chirurgia si affm·rna con nomi ben noti nel morn1o scientifico. Fra questi ricorderemo: · Enrico Le Dran, ,consulente chirurgo deWesercito di · centomila uomini, che nel 1734 cinse d'assedio Filishurg·o: raccolse nel cc Traité 01i llefiexions t'irées de la prati.qite des vlai<Js rFarmes à fe1.1, )) i frutti della sua esperirnza bellica, che ra,p presenta l'opera classica di qnell'e,poca per la, semplicità e chiarezza, di esposizione delle ferite delle varie regioni del corpo. Desport, chirurgo 11iutante maggiore nella campagna d 'Ha.Ha deJl 1733, dul'ant.c ]a. quale si distinse all'assedio di · Pizzighettone è di Milano, pubMicò nel 1749 un << Tra,ité · des vlaies d)a,r mes à feu )), ricco di originali osservazioni .specialmente ipcr quanto rigua,rda le f.eritc o.steo-articola,r i e di precetti inte-ressa,n ti, fra i quali sostiene l'uso degli stuelli e dei sctoni nel tr~tta-


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rnento delle lesioni. Bordenave, estensore di una te.si in latin-0

« Sulile ferite d'arma da fuoco osservate durante l'assedio di Maestricht nel 1748 )), fu nomina.to. per i suoi meriti viee-p,residente del1'Aocadcmia, reale di chirurgia, per la quale compilò una memoria « 1-'recis de plusieurs observations 8'ttr le plafos d'annes à f eu en d~fjerentes parties >>, in cui riassume magistralmente per ogni singola o,riginc tutte le lesioni d'airma da fuoco. Ed ancora ùpbbiamo citare: G. Pichaut de la iMa,rtinière (169{;1783) primo chirurgo di Lnigi XV per una memoria sul << 1.'raitement des plaies d'a;;:me à fe'u >> compilato in ba.se all'esperienza di numerose campagne, aille quali aveva partecipato come chirurgo aiutante maggiore cd in · cui si trntticne diffusamente sull'indicazione delle amputazioni. Le Vacher, ehirurgo delle a,l'mate di li'ia.ndra, ed autore di una tesi « Sur qiielqu,es particula,rités concernant les pla,ies fa,ite:s pa1r armes à fett >>, nelUa quale sviluppa dne irnporta.n ti questioni di chirurgia di gue1Ta: il così detto vento dei proiettili e le devimdòni di essi a,ttraverso i tessuti. Bonche,r oompilator-c di una tesi cc Observa.t'ion:, wur <les plaieR rl'armes à f eu, compliquées d<J fracfore altx artù.;olations de.s emtre-rnités on a,u voisinage de nes artinol,a.tions ))) in cni dirnostl'a il frequente ,~lmso delle amputazioni degli a.rti, in ca,m pagna. Faur,e, chirurgo maggiore del reggimento ·del Real Vm;ccllo, in un'altra memori.a ammette l'indicazione delle amputazioni prima,r ie solo in casi di lesione ·dei grossi vasi, asportazione di un arto e frattura delle gTandi articoJa,zioni. Bagieu, chirurgò maggiore della com1pagnia dei gendar~i della guardia. del R.e ed ispettore degli ospcdaili militari, autore di un trattato << Exa,men de plusieu,rs parties· de la. chir1lr[Ji_e >>, in cui si. dinìosti·a fautore della chh'urgìa, conservat,rice e combatte l'intervento delfo n,mpntazioni sul caIDipo di ha.ttaglia. Loubet, ·chiornrgo maggiore di Efanterre ,e di l.i 'rurenne, dopo avf>Jr pa,r tecipato aJ1le guenre di Gèrmanfa e di Fiandl'a,, pubblicò un trattato sulle ferite' d'al'ma da fuoco, nel qnale si diffonde specialmente sull'azione· che lo · scorbuto e· la sifili,de esci·cita.n ò nel decorso' delle lesioni. E finalmente è da rico,rdare Ravaton, chirurgo maggiore del- · l'ospedale militare di Landau, · chP, <lul'antc la guer,ra. di irnccèsRione d'Austria e queilla dei sette a.n ni, ·costituì uno dei ' principali o~peéla.]i ùi .sgombero, a,l quale afflniv:mo i feriti ddle battaglie di nettingen, Fontenoy; · Racoux, Roshat.h e <leWassedio di Filisburgo. Pnbblicò nel 1708 il celebre tr·attlltò (< · Ghinirr,ie d"arntée )), che riassume l 'esperienza _di. oltre :w anni di p,ratfoa ospcdaHera 1


-282e di guerra ed è òiviso in 4 parti: la iprima, tratta delle contusioni prodotte dai JH'oiettili, Ila, seconda òelle ferite d'arma da fuoco, con 109 osservazioni ori,ginali ed un nuovo metodo. per la disarticola,done coxo,fcmorale, la terza e la quarta delle ferite d'arma bianca da punta e da taglio. Come interessante documento storico del telll1Pò, riproduciamo qui i preprurativi di un'a.miputazionc, dal Ravaton stesso magistl'almente <lese-ritti nelle ime memori.e : « Il 17 ruaggi.o 1734-, l'amputazione fu decisa. Il soggetto era buono, pieno òi coraggio e di fermezza, e, se le forze ]o aiutassero, 1;>romctteva un feilice ris1ùta.to. l:''·C'Ci mette1·e i] ferito f'm di una, sedfa, a,b ba,s tanza. bassa; un ~~iutante chirurgo messosi a.lla sua sinistra, lo teneva, abbracciato incroda,ndo le due mani sulla parte destT'a <lel torace, c. con ciò immobilizzava; il tronco; un altro, in ginoc.cbio, fissava le oosce; un terzo teneva una pozione cor{]iale prr .somministrarla in caso di ne('.essità. Ne avevo po·i collocato un qunrto, perchè mi pm·gessc gli strumPnti e gli a,piparcccl1 i a tempo opportuno )). ·»

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Nel 1731 viene istituitili in Pairigi l'Accademia di chirul'gia, allo sc0tpo di ,riunire in frequenti conf.ercnze i chiru11ght più eminenti dell'epora, promuove,re con premi le ricerche personali e favorire il progresso scientifico. Fra i 40 membri fondatori, di cui si compone l'Associazione, figurano in larga .p arte i più bei nomi della chirurgia. m ilitaire francese: Francesco Gigot de ila reyronie (1678-1747), chirurgo· marggiore a 25 anni nell'ese,rdto del ,:rn~wcsòallo di Villars nelle Cevenn(! e quindi nella compagnia dei cavalleggeri, al quale Sipetta il merito di avere stabilito una netta distinzione fra, chirurghi e barbieri. Abilissimo operatore, sopra.ttutto nella, cura delle ernie e delle ferite inte · stinaH, fu lettore nello studio di :Montjpellier e presidente della detta Accademia. Por i suoi meriti fu nomina,to nel 1717 m~dico del Re, ,ed ebbe l'onore di aiocompagnnrlo dura,nte la gner-r~1 in Fiandra, introducendo anche notevoli miglioramenti n~l servizio sanitario milita,re. De la Faye, chirurgo maggiore neHa,,campagna di Fia,ndra, iaea,tore di un nuovo 1PI'.Ocesso por la disa,rticolazione d,ella. spalla e di un pratico mP-zzo di trasporto pn i frattun~ti dell'arto inferiore. Les Puzos, clie dal 170~ al 1709 negli ospeda1i di guerra diede opera, attivissima durantf' le ba,t taglie d'Hochstet, di RamilHcs, d'An-


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d:cna,r dc e cli Malpilaquet. Ques1rny, protomedico di Lujgi XV, fu al seguito dell'esc,rcito del duca di Villeroy all'assedio di Metz·: di lui si ricorda che, per frenare l'emorragia, dcll'a·r teria jntercostaJe in un 1-;oldato, .apiplicò sul vaso· beante un gettone d'avorio, fissandolo con nastro. Houstet, chirurgo di Stanislao, re di Polonia, si distinse 11e1ll'asse<lio di Kell. nel 1733 ed in quello di Danzica nel 1734. An· l.onio Louis (1723-1.792), chirurgo e seg,reta,rio perpetuo dell'Acca.··1e mia,, foce int,eressa.n ti studi sulla morte per appiocamento e fu con Giuseippe Ignazio Guillotin, il famoso inventore della ghigliottina., estensore d'una interessante memoria pre:;;entata alla stess~1 Aoeaidemia nel 1791. E ricorderemo ancora, Lonhet, chirurgo· maggiore dei reggime nti di S:,m terre e di Turenne, c he studiò l 'influenza della sifilide <~ dello soorbuto sul d ecorso {!elle ferite d 'arma da fnoco_. E dte1,c rno inoltre: -Gu6rin, chirurgo 'm aggiore delle guardie fra.nce:;;i e 1più ta,rdi di Giacomo II re d'Inghilter,ra, : molto rinomato e chia111ato a consulto in gue1Ta, sui casi più difficili. Tenon, chirurgo maggiore du-ra,nte Ja. campagna, di Fiandra. Sorlier, chfrurgo magg-i.o:rc della g·endarmeria e più tarili ipr(•fe:sRon• a ~iontpellier. Caqué, <·,hil'urgo in capo dell'ospe<la.le <li ReimR, che a.ll'aRsedio di Frihurgo medica i feriti ilellle trincee « ,per otto giorni ed otto notti >>, dimoi- : trando una resistenza f.enomcnale, oltre una g,r ande perizia,, e la,scia, l 'ef.lerdto d:Opo la pace di M.aestricht nel 1748. Pietro Giuseppe Def.la11lt (1749-1795) , chirui·go primario d ell'Hòtel-Dieu a Parigi, fon<latorB della prima. clinica chirm·gica, di cui fu apprez½atissimo insegnante avendo dato htrgo impulso allo :studio dell'anatomia chirurgica e formato dei valenti pratici. F;rancesco Ohopart (1743-1795) r che sa.lì in g,ra-n fama 1per il suo metodo di a.mpntazione c1-el piede e per la chirurgia delle vie urinarie. Ma, soprattutto merita di -e ssere qui ,ricordato Oroissant de Garengf',ot (,f ig. 67), cui impropriamente si att~·ibuisce la [)a.ternità rleUa famosa chiave, esistente già ai tempi.di Pa,rèo. Egli, dopo aver prestato se~·vizio nella marina, fu addetto per 15 anni al reggimento fant-cria d el Re 1 partecipando a,lle ha,tt-a.glie di Fontenoy, Raucoux, Luwfeld; alila campagna di Prussia,, agli a,t tacchi di Ro:;;:;;hach. Grene'lt ecc. ; e presso lo .stesso corpo suoceduto come chirurgo magg;ior-e a-l fa.moso Terry,er, pr,e:;;tò :;;e,rvizio fino a.Ua tarèla età, ili 71 anni, quando fu colto a Cologna tfa insulto aipop1ettico. Di lui si racconta, qt.H~f.ito curioso aneddoto. A1lm1Cliè iper l'età e per la salute malferma egli pregò i1l 1 colonneJlo conte di Gucrchy di Nmne,ra,r lo


-284daJla carica, questi acconsentì, a condizione . però che egli avesse trovato· un degno suoccssore, atti~o ed esiperto come lui. La guerra era imminente e bisognava decidere al più presto. Passano i giorni, il colonnello si impazienta e ,: finalmente Ga.,rengeot annunzia, di av.er scelto il . successore : ed a.ll' jnvito del comandante di presentwrglìelo, risponde :sempilicemente : (( C'est moi ! )>.

Fig. 67 -

Croissant do Garengeot, da Parigi.

Sostenitore delle medicature a lungo intervallo, e della sutura, inìmedia.ta, delle ferite, fù uno dei primi operatori di ernia e di tracheotomia, e né.gli a,pparecèhi contentivi introdusse opportuna.mente le <locde metalliche, in luogo di quelle di cartone o di corteccia d'albero.

* * * · Netl campo dell'igiene -militare non dobbiamo dimenticare il mareseia1lo l\faurizio -di Sa,ssonia (fig, 68), che, o]tre grande condott.ier<> di eserciti, deve ess~re qui ricordato anche come geloso -eustode della salute del soldato. Nrlla sm1 oipera, che reca il titolo


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curioso « Reveries oit M émo'ire8 8Ur CA.rt de la Guerre >>, esJ)one inter~ santi osservazioni sul vestiario, sull'alimentazione e sulFaccasermamento delle t•ruppe: più che <l i un trattato, t,ra.ttasi di lettere dirette dal ma,r esciallo di .Sassonia, al ipadre, re Angusto,· intlicandogli i mezzi più adatti per -riordinaire il suo esercito, in modo da poter affrontare una campagna con probabilità di yittoria. Queste osservazioni, nota l 'autore, g_li costa1·ono 13 notti di insonnia, e

l<' ig. 68 -

Il llll1Ccschtllo Maurizio di Sassonia.

cù febbre. Maurizio di Sassonia osserva anzitutto che il vestiario del soldato è « costosissimo e mollto incomodo: il soldato non è nè calzato nè vestito nè coperto. L'amore de1l'esteriorità ha ;Jwedominio sui ,riguardi che si debbono avere per la salute, la quale è uno degli ohhiettivi cui si dovrebbe fare maggiore attenzione>>. Egli infatti è poco entusiasta. delJe calzature fino ·allora in uso, che vorrebbe sostituite da ~arpe <lj cuoio sottile, con taooo ba,sso, unte


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con grasso e ca,lzate ~1 nudo sul piede; è inoltre decisamente contra,r io all' uso dei lega.cd per calze, per l e ghette e ipcr i calzoni, vero supplizio che non fanno altro che << guastare i rrnrvi )). Propone infine, in luogo del caipipotto, il ma.uiello alla turca con cappuccio, di poco peso, non aderent,e al oorpo e facilmente asduga,oi1le dopo la pioggia, mentre nell e giornate di bel tempo può essere arrotolato e legato sul dorso, dando maggior prestigio al soldato « c he av1rà sempre l 'a,ria. in gamba e svelta>>Racoomooda ancora che i soldati n.hbiano i caJpelli corti e siano p,rovvisti di una· parrucca <li p elle di agnelil o, d i cofor grigio, la quale « garant isce da.i reumi e dalle flussioni>>. E come copertura. del capo, in luogo del capµelJo, pro1pone l'elmo aUa romana che !protegge dai fondenti di sciabola ed è di man:iale ornamento. (.~uestc proposte ei~i volle mettere in ipratica p1~sso i suoi Ula,ni equi p aggiandoli in tal modo e ,rimanendone soddi!,fatto. Speciale attenzione il maresciallo di Sassonia l'ivohie altres1 a lla razione alimentare del soldato e sopm,Lt ntto ,a,l [mne da munizione, ,riJevanòo le frequenti frodi a.llon~ invaijse nell'esel'dto, sia nella quali tà delle farine che nei [)roccssi di pa,nifi<.m:r.ione. Anche Lonvois, dur:mte il suo ministero, dedicò particolare interessa.mento a ll'a.limenta:don e dell'ese1·cito intr-0ducendo fra le altre innovazioni l'uso delle polvni di car·nP-. Egli aveva faLto cosbru1re òei grandi forni di rame capaci di contenere la, ci1rne <li otto buoi, dai quali a mezzo deJl a concent1·azione otteneva una polvere, che, sciolta.. in un'oncia d 'acqua bollita, :J)oteva, servir-e per quattro razioni, specialmente in caso d'assedio e durante le ma1'<'.e forzate, quando non si poteva, prepamre il T·a,ncio, od ancb.e nei forti calo1•i, quando la carne anda,va soggetta a facile putrefa:done.

* * * Ed ora diamo un ra,pido sguardo alla chirmegia militare nelle alt,re nazioni a'Europa durante il f.ecolo XVIII. Anche in Germania hii c hirurgia di guerra segna in qnei tempi· ·un gran<le sviluppo. Ulrico Bilg uc1· (1720-1796) da Wfi,rtembe1w; (fi.g. 6~), aippena ventunenne, chirurgo maggiore di un Teggimento di cavalleria WurtembergheRe, col qua.le ip·r csc patrte alla campagna di Boemi:-1 e di Sassonia del 1744-45. poi chirm·go in caipo <lell'CSBr· cito ai Federico <'li I)russia, durante la, guerl'a dei. 7 anni, in cui parteci1pò a lle batta.glie di. Leukcn, Kumersòorff e Torgau., pub-


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lilica nel 1761, .pe,r conseguire il titolo di dottore nell'università di vVtirtemherg, una dissertazione inaugurale sulle amputazioni : . << De mernbrorum amputatione rarissime administranda, aut quasi abroganda >>. Impressionato da,ll'ecatombe che provocavano in guerra g1li interventi ad ogni costo, afferma, la, necessità di una chirurgia conscrvat•ricc e di pratica•rè l'amputa.zionc se non a c:-1usr1 dispernfa., limi-tando a sei' le indicazioni d1e impongono l'operazione. Ag-

Fig. 69 - Ulrico Bilguer, da. Wiirtemberg.

giung,e che, di 6528 feriti medicati o fatti medica.1•,e durante la guerra dei 7 anni) , non constatò che 653 morti, fra cui molti per ferite cavitarie, mentre di tutti gli. amputati durante la campagna uno o <lue al più e,ra.no sopravvis,suti al traumatismo chirurgico. Ma questa statistica., verosimilmente esagerata-, forse non reca validi n,rgomenti a1la hontà d·ella tesi. Lo stesso m~ Federico dovette emana.r e un editto, col quale proibiva, a.i suoi chirurghi di amputare, se non in caso di cancrena hen manifesta.


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llicorderemo ancor a Lorénzo. Heiste.r (1683,1750), da Francoforte s ul iMeno (fig. 70), alllievo cli Boheraavc, insigne anatomico e ehir urgo, che legò il suo nome aJla storia delle guerre comba ttute da, Luigi XIV in Ola.nit::. -P- fu chiamato il 1primo instauratore d ella chirurgia in Germania. Pu'bblicò nel 1718 in Norimberga nn trattafo di chi,rurgia, fra i · più importanti. Giova.nni A. 'f. Theden, chirurgo in caipo dell'esercito prusRiano, scrisse una

.Fig. 70 -

Lor en zo Ifoister, da l!'1·ancoforte snl Meno.

memoria, sullla chirurgia militare ed i nt,rodusse fra i primi il bendaggio compressivo ed il cateterismo con sonde elastiche : fu a nche fervido -sostenitore della cura idroterapica. Ed ancora, fra i tanti dell'epoca, Giovanni Schumncker (J 7L21786), direttore degli ospedali militari di Berlino e modico in capQ dell'armata di Federico il Grande, che prese parte alla guerra dei sette anni, dmanendo g1·avemcnte ferito .nelle battaglie d i Soor (1745) e di Pl'aga (1761),, ed acquistando una vasta esperienza chirurgica, èhc dimostrò in un'importa.n te ,casuistica da [ui pubblicata dopo fa ea,mpagna . Augusto OottJlieb Richter (1742-1812), let-


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tore ncll'Unhcersitù di Gottingen ove pubblicò nel 1742 una storia p1'egevole ·della, chirn11gia: si distinse so1prattutto 11elle op(:wazioni delle ernie. Fu editore a1t•rP:sì flelJa Biblioteca, ()hirnrgi()a) nna. <lP:Jlle prime ,riviste scienti fiche della f'1pedalità. Ed ancora Gabriele Senn ~· C, O. von Sieheld. N,el Belgio citeremo Fa,udacq. cla Na,nrn1·, allievo di .J. Luigi rcti.t e di Morand , autore cli (< No1wC(.tn Tn1ité cl es vTaics rl·' arm.e8 ù feu. avec èles rernnrqite8 et de8 observaf;fons )). In f:hc½ia. Acrel, chirurgo maggiore del reggimento dei nobili, che nel « Trattato ,rleille forite recenti )) esporn~ ]e <1sse,rvazim1i r:-wcolte durante la,c·n,mpa,gw:i, del 1743-44. Tn Olanda. il Deven te r, l' Albinus, il Camper. In InghilteITil, rnenziorn·rerno il Ranhy, primo chirurgo di Re Oiorgio, che col grado di sc1·g-eant sm'geùn fl,VP:vn preso parte alla guerra di secessione cl'Am;tria (1740-1748), nutorc di un<< 'l'h e rnc thnd of treaUng g11nshot W ounds )) 1 in ,cni si fa 1prop11gnatore del i,;a]a.sso. ln()lt,re citeremo Cheselden e PotL Ed ancora Guglielmo Hnntflr (1718-178.1). me-rli,e.o ~l~lla 1-kgiirn. d'lngbiltc1·ra. grande diirurgo che pni;ticò per i'l primo Ja legat11ra dell'aneurisma al {li soipra del ·sac,eo : fn and1,e rinonrnto oculista e fisiologo. Egli a,ssi mi lò pe1·ò i vasi fottei ai linfatici, ritenendo die ,·crs,u;sero nelle v-ene 1Ja. linfa. ed il chilo, costituendo in tal modo un sistema che denominò a.ssor/Jente. Giovanni 'Hunte,r ( 1728-179:3), che da mocfoi-to meccanico divenne d.1irm·go gcnende della flotta inglesie , pn.rte61iando alfa spedizione di Belle Isle (17fi1) e in Portogallo (176:3) : choo p;rrund-c rh10rnanza, per la, non com1rne abilità, come operatore; Pnhhlicò anche un imip,ortanti:ssimo tra,ttato sulla sifilide e fissò per il primo le differenze cliniche fr~1 l'ulcera, venerea, e il sifiloma, iniziale. Fra· i numerosi suoi òiscepoli i> rln rkorda·r·e ~doardo Jern1cr.

Per quanto riguarda J'epidemiolo!da militare clcl si>col o XVTIT, rkordc,re1no che nel ' 700 per le g1·andi guerre che f,mr:stn.rono !l 'Europa. il tifo esantematim menò grnmle sk:::ige . Nella. sola Praga nel 1741 olt~e trenta.m ila, francf'si rinrnse,ro Yittima, dell'inf.ezione. ehc i:lilagò alla fine ,clel ,secoilo in Rpag11a ed in Italia. Nel 1757 il tifo esantematico im1p ,erversò :niùora a<1 Eisi:tadt, P si estese in tutta Ja Gicrumnia, propagandosi an<.:hP ne1 Belgio fra, gli C'ì'ic1·dti già, log·ora ti dalla, gue1'.nt elci sette anni. Xel 1760 si di:ffnsc nelilc trnpip<" inglesi aècampatc presso vVarhurg in "\-Vcstfn.lia, r nello stesso anno 19


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llotta, oomaudata <la, Dubois de la Motte, nelle acque di Brest 1n colpita dalla med~ima infezione, che si estese anche, in seguito, alla, popolazione civile. La mala.da im!P(lrversò verso il 1770 in Gel'ma.nia, in Ungheria e in F·ra.ncfa; l 'influenza si diffuse in tutt'.l!Juropa e nell' Am erica ed i[ vaiuolo scop!Piò a Parigi n el 1719 con 14.000 morti. N eil camp-0 epi<lemiQlogico è <la ricorda r e. Michele Rosa (1731 1812), da S. Leo (Rimini), clinico dell'università di. l'avia, che nel suo trattato n e rnorbis epidemiois et contag'iosis aeroasis rilevò l 'imiportanza nelle alt.e razioni dell 'a ria e -della costituzione fisiCi:l, anorma.Je nello sviluppo delle maJaWe infettive. Deve ancom citarsi Giovam1i l:'ietro F ra,n ck (1745-1821): medico a. (fottinga, inseguò quindi a l'avia per 9 anni , dal 1786 a.l 17!)G, e s uccessivamente a Vienna,; poi per incarico dello za1• Alessandro fondò a Wilnove la, p rima Scuola medica russa seguendo la ~uola ili van Swiet.cn , ,che n eil 1700 fu t,ra i più rinomati clinici universita11•i. l>ubblicò n el 1777 un'opera, importante di igiene sociale: Systern cinor voll::;laedùig,m m edizinischnn Polizey, nen a quale isi afferma per la, rprima volta, il !J.)rindpio che spett~1 esclusivamente allo Stato l'obbligo della tutella. della, ~alute -pubblica g ettando così le .fondam enta dcll'igj ene pubblica moderna . .Salì presto in gran fo.mn, come chirurgo : e Jo i,;;tesso N a,p olcone, quando j Francesi ent.rawono in Vienna, lo invjtò a Corte, ma il medico p ersonale dell'imperatore, Corvh;a.r t, sc,p pe abilmente cvita,re fa presenza· di un .oosì temibile <',omp,etitore. Conservò il buon umore ed il s uo spirito ar guto fino agli ultimi ista.nt i di s11a vita, e quando, mo,r ente, ben otto colleghi stavano attorno al s uo capezzale discu t endo ancora a.nima.tamcnte sulla diagnosi , egli oss-ervava ironi camente che fa.le consulto g11i rievoca va l'agonja del famoso gran a tiere di Wagra.m, che, colpito da otto proiettili , faceva rilcv::11re laoonicamente che e rano n ecessa,r ie ben otto palle ,per a mmaz:r,are nn granat ier e d i !•'rancia, ! Ricorderemo ino1tre G.iova,nni. Pringle (]707-1782), chi•rurgo gcnera[e 11cll'ese,reito brita nnico d a l 1742 aJ 17!,8 e fondatore della 1pl'ima scuola chil'nrgica militare, <:he doveva q uh1di trasformarsi n ella. famof.;a Scuola d i medidm1. <li Netlcy per l'istruzion e dei luogotenenti medici , i <1uaH doveva n o ipoi p a.ssarc a lla Scuola di perfezionament o di Aldcnihot. Nella sua jm1portante memoria ipnbhlicatai a, Londra nel J7G2 « Observatiorn~ on t he Disea>Res of th «> Armv >> studia le e pidemie svih1ppater.;i dnrantf> la campagn·a <lri Paesi Bassi (1'742-1748) «> che i,;;i possono ,ridurre alla, dissenteria, al tifo e alla ma.Ja,1·ia. Si occupa jnoltre <foll e malattie cau11::L


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sate dal caldo e dal]_ f,reddo, dall'umidit.'b, dall'aria malsana, dal1l'inazione, dalla fatiea -ecc. l!ropugna- altresì la medicatura delle ferite col metodo antisettico, dimostra, l'identità tra la febbre dei carcerati e quella nosocomiaJlc e mette in relazione le vairie forme dissenteriche, !recando ancora un prezioso contributo di osservazioni sull'igiene delle caserme, delJe navi, e degli ospedali, in ,rapporto S!PeciaJlmente alla ventilazione cd a.Ua cubatura. Si può considerare 'infine anche ;m precursore delle -Associazioni internaziona,li di soccorso e d~Ul convenzione di Ginevra iper l'opel'a umanita-ria prestata, durante la batta.g-Jia, ili Dettingen del 174:3 ai malati e feriti di parte anche avversal'ia. Nel 1754 il Meyserey puhblkò un tra;ttato sulla medicina delle a,1·mate, nel quale in una. primf1 parte svolge le principali nozioni di quei tempi sull'i~iene deil soldato, e nella seconda r,eca un notevole contl'ibuto allo studio delJe malattie più comuni, che possono dipendere <falla vi.ta, milita.re. Nel 1759 Van Swieten stampa a Praga un libro « Brevis de,csoriptio m,orbornm ou,randoritrn qiti soepiits in oa8tri8 o1rnenJantitr )), nell quale si occupa sipccia.lmente della, dissenteria,, dello scorbuto e delle febbl'i. Balclingcr nel 1763, Monro nel 17G!l, Colombier nel 1778, Ackerrmmn nel 1794-, pubblica.no importanti trnttati di epidemiologia miJitare, stuòiando le malattie de] soldato, sia. in tempo di pace che in tempo di guerra. Il trattato più importante di igiene militare del tf,mpo è. qnelllo di Edmondo Parkes pubblicafo 3 Londra con la. collaborazione delle più eminenti personalità scientifiche, civili e milita-ri. E ben a rngionc egli fu chia.mato il fondatore e l'inse,gna.nte ipiù rinomato di igiene militare dçl tempo, l'aimico ed ili. bencfatto,l'c dei soldati.

III. ~ . L'ASSIS'l'ENZA

SANI'l'ARlA DEGLI· IllSIDRCI'l'J NlllL Slll'l"l'illCIDN'l'O.

Il secolo XVIII si distingue, da,l punto di vista stodco -rnilitare, ncl1a sua iprima metà, ipe1· le lotte <li successione <l.inastica d ella Spagna,, della, Polonia e òell'Austria. In questo periodo non si riscontra,nÒ radicaJli innovazioni nell'a,rte militare. Nella fanteria, che alleggerisce la forza, delle compa,g-nie, riducendola, a 70-80 uomini, la, picca cede definitiva.mente il posto al


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292 -

fu C'i le con baionetta,; nella, cavaH(>ria,, resa più agile, si h a m aggiore e)a,l:lticità di m ovimento e _d'azione; neJIJ.'arliglieria si intro-. ducono 8trumcn ti di precisione, e fa fortificazione si va sempre più sviluppando per merito degli allievi di ·vauh:.m . Nelln. gucna per la, Sll<'A'eR~ionc · d' ;\ nRtriH (J 740-1748) me,riht d i es:Rere 1•k .01'{faf,a la battaglia, di Font(!uoy (fig. 71.L comha-tt.11ta l'll maggio 1745 fra i'i6.000 Francesi. nl coma nd o !'li .M:aurir,io (li

Fig. 71 -

Un 'posto ,li medicazionfl alla battag lia di Fontflnoy dell' ll m aggio 1715.. (]>a una pittnra di La P egna n el Mmieo di Versailles).

~ -S.assonif.l, e 50.000 Austi·o-ln gle8i, condotti (fal d nca, di CnmuerJan, cDn la viLtorin, in attesa d ei ipr imi p er. l'ir1·11ente carkn di c iwallleria, o·nlinata di ~ma infaiH,tiv<.L . dal d u<:a d i Rid1 e1ie11. l1l ~11PRto famoS<> e,ombatUm en to, m agistrailrnen t.e dcs<'ritto d.all 'lleizrn ann , dal punto (li vi.' lta sanitar;io, i fc1·i t i veuivfl.no · cu1·ati sul c ampo stP.sso dai chir't:1rghi rcggimentil-li r. qnin'd i er~mo s:gom bcl'ati sugli o~p edali da campo ove si praticav::i,110 µ;li irit-ervP11ti più importa'.nti, p e r ess:ere s11<'.cessivarn entc · ,i·kovern-ti negli os:pèòali. {l PJle citt:\ dell e r etroviè. Come ita11hud, non p·o s,;.:i~nio dìmentic:wr in q nesto


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293-

pcL'iodo l 'rpka battaglia delJ' Assiètta, anenuta il UJ luglio 1747 ::m l dhìJ>lnvio che divìùe le valli della Dora H.ìip~1ria, e del Ghisone fra 13 battaglioni <li g,rana,tieri piemontesi e forze preponderanti francesi,· ,rii;;o]tasi llella completa vittoria dei iprimi , d1e ebbero, {:Ome meritata ricornpensa,, l'Qnol'ifico distintivo dei bian<:hi alama-1·i. l<Jmincnte figura, di condottiero e di organizzatore di eserciti nella se<:onda metil di questo secolo, è Federico il Hra.nde di 1•rus~ùt. ~gli rio1·dina, la fante-ria in compa.gnie di 1:!0 uomini ciascuna, 1·iunite in sei per formare il battaglione: due di questi costituiscono i reggimenti. La cava.Jleria, è costituita, su reg.gìmenti cli cin(fue sq ua,droni; l'artiglicrù1 tt<;quiRta maggiore agilità di marnlvra con l'adozione dell'artig1Iici·ia a cavallo. F-e{lerico Il, c he ha per p·rindipio a sRolnto nella, ta,ttica di guer,ra. l 'offensiva. a,d oltranza, ist.Hnisee inoltre a Berlino una Scuola militare per il rednta111ent.o ed i1 .P otsdam un campo di manov,r;e L'istruzione rl<>gli uJlkia,li , i quali dal grado superiore tt queillo cli capitano s<ino promòssi C8f·.lmdY.am1'n 1P a. R,c·Plta. Con tale orga.nizzn.zione, il JPiccolo esorcito prussiano tiene fronte an]itmnente i:i, quf'lli elci più potenti stati em·oipei coa.Uzzati. La gm~rra Q)Cl' la (:°Ollq uisla, clPJla SleRia e ]a g11e1·,ra dei sei te anni .8 0110 tlr più imp·o rta,n ti di questo :periodo, e la: bntt.a,g lia, ili Low~~nz del 1 ° ottohT'e .1736 r,ra, P1·u&siaui cd Austriaci nf' raippre"'f'llt.a, l'episodio p iù saliente.

per

A porre ,rimedio al l'organizzazionP difettosa ~lei soccorsi sa.nit.ari in guen·a , rivelatasi specialm,mte durante la campa,gna di l•'iandia,, Luigi x.rv emanò il 17 g-ennaio del 1708 il f'a.1.nòso edhto, che doveva coriclurre alla, costituzimie di un Còrpo sànitario mili tar·p, vero e proprio. · << I ser'vizi im:p ort.anti che le nost•rc Lrup.pe ci rendono, e' detto 11cl rescritto i,ovraÌ10, ci fanno obbligo di ·1provvcdcre allh loro conserva:done e sollievo ilelle malattie• e feri te. Abbiaino credufo di non pote1·lo fare in maniera più vantaggìmm, p~r· esse, che assegnando ~tabilrncn1c al seguito dri noRtr-i f'RerdtL e negli ospedali e piazzi'· forti , dei 1ncdici generici e specialiRti, che nhhiano le cognizioni JH'CCRSal'ic pe,r medicar e r <'tlra,re bene gli uflkiali e R:o] (lat.i, amrnaJa-ti o fe1·iti, e non ammettendo a11 tro che quelli ehe ,;fono ,;fati approniti -rlai nol'itd prinia,rì medici e chirnrghì )). PN talP editto, olfre ad cs,:;e1·e fi.R!'latr· le attribuzioni, gli assPgni l 'uniforme e le modalità di rcdutamcnto del personale, venivano


. -294jstitniti quattro ispettori mNlici adrldti agli eserciti ed a.gli ospc· dali ,di frontiera, quattro ispettori chirurghi 1per gli eserciti, scelti fra ile 1più eminenti personalità della scienza ed insigniti di grandi privileg·i, cinquanta chkurghi ma,ggiori per la direzione di altrettanti ospedali reali di .nuovo impianto, ottantotto.chirurghi maggiori in servizio a.i reggimenti appiedati, quarantotto per- gli antichi reggimenti di cavalleria, quindici iper i dra,g oni, quattro per le guardie del cor[)o, due per i moschettieri, uno per i giri\,natieri a cavallo ed uno per la g-endar.1neria. Oltre a questo rpersona.le, fu asscgna.to un c-0spkno numero di chirnrghi a,iutanti mag,gfori, sottoaiutanti ed allievi: complessivamente 1200, ,ripartiti fra 182 reggimenti, 70 o~peda,li militari, 66 ospedali di car·ità, allestiti per munificenza 1·egale. Con questo organico, non solo era assicurato convenientemente 'il sm~vizio sanitario in tern[)o di pace, ma, si veniva anche a .p rovvedere ai bisogni ipiù urgenti in caso di guerra. Con succc8siva, orélinarnm ,d e1l ~O n,prHe 1717, fu più ,r azionalmente regolata l'assist<mza sanitaria, presso i corpi ed il funzio namento degli osipcdali, spochi.lmente in rapporto a.ll'igiene. Il servizio ospeda.Jiero fu affidato a. direttori, sotto la, vigilanza di controllori, per relJ}rimere con multe imponibili fino a 1500 libhre le non infr.eqnenti ma,lverrm.zioni ed abusi, quali, ad esempio, quelllo di dichiarare come present.i infermi imma,g-inari, che non erano mai stati ri.covei·ati o falsifica,re la d:1.ta, di morte, pe,r pot~r computare un maggior numero di giornate di degenza, ed anche iper poter sorvegliare ipiù rigorosamente la d.istribùzione degli. alimenti e dei medicinali agli ammalati. Con questo sistema, <li a,mministrazi-One veniva irnpegna.ta altw~sì la responsabilità <ld medici e dei chirurghi, che dovevano naturalmente evita.re ogni sperpe·ro nella prescrizione del vitto ·e <lei medicame_nti e nel consumo d,eg11i oggetti accessori alla, cura degli. infermi. l<'urono inoltre spe cifkate più f'Sa.ttamente le attribuzioni ·dei medici e chirm·gi ma.ggfori. degli allievi chirurghi, dei fa.rmacisti, dei commissa,r i, dei religfo,:;i elemosinieri ecc. Con o,rdinanza del 17Hl, furono fi.ssatc le pagh~ mf'nsili del pc1·sonale sanita,rio : !"iOO libb1·e e 10 raiioni per il nwdico i_n caipo; 1r;o lihhpe e 10 razioni per il comnilente cl1il'mgo: 3!l0 lihhrf' e 6 nt-zioni 1pcr il cl1inn·g-o in capo: mo lihbre e. 4 razioni pà il chi•rurgo assil'ltcnte: nO rlihhre f' 3 razioni per il chirurgo aRsi,:;tente in seconda; 50 libbre e 2 1·azioni IJ)er gli nfohrnti: 120 libbre e 4 ra -


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zioni per il farmaci.sta, capo e 50 i)iblwe e 2 razioni per gli aiutan t i farm~isti. Ma,, ciò nonostante, le irregolarità, ed i soprusi non ccssa•rono. Giorgio l\farescbal (iìg. 72), primo chirurgo di Luigi XTV, di. ritorno da un g'iro di ispezione degli ospedali militad di Fiandra, in una relazione al R·e, formula esplicite accuse contro l'ammh1istrazione di questi fita,h ilimenti sanitari, cc che è stata in ogni tempo fonte di abusi e (li brigantaggio da parte del ma.ggior numero degli appaltatori )). E si scaglia oontro gli stessi controllo1·i,

1''ig. 72...,.. Giorgio Mareschal, primo chirurgo clei Re Luigi X I V e Luigi XV.

che; in luogo di difendere e salvagua,rdare gli intè ressi dello Stato, si lasciano corrompere e si ingolfano in veDgognose truffe, spinti da ignobile avidità di lucro, con la complicità, degli imprenditori .stessi. Nè meno gr·avr s·ono le accuse f~tte dopo :-tltri soipraluogbi del ~ Fauquièr-c, luogotenente generale deg1li csc-rciti del Re, f' del Conte· di Clcrmont, sop,ra.ttutto pe r l'r1ffolla,mento d ei malati. obhliga.ti a trovarsi talol'a fino a tre nello st,esso l etto , mentre si


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(·onsiclerava già, un privi1J egio· pe,1· i sottu1ìiciaJ.i disporre di un 1dto a due. G. Pidw.ut dc la l\fartinière (lGH<i-1783) , già ricordato fra i <'.hii·nrghi rnilitar·i france~.:i, (fig. 73) ed addetto a!lla persona, di Luigi XV, nel 1783 .si era distinto neilla. campagn~1., d'Italia, nel 1734 a.ll'assedio di. Praga., ne] 1746 ;ci.gli atta-echi di. Mons,' di N amur ed alfa. battagHa di nacm1x. Aillo sco1po ,cli elimina1~e qnesti abusi ed inconveni enti, .fn l'ir1~piÌ'atore dell'ordinanza del 4 agosto 1772. . '

Fig. 73 - G. Pichaut de la Mm:tini ère, primo chirurgo di Luigi XV (1696-1783). (Quadro del pittore Latinville).

per la, quale fu costituito un Comitatò cli sanità pernrn.nente per l'amministrazione degli ospeda.Ji militari, alla òipendrnza del Segretario di Rtato per· la, guc,rra, coll'inca,rico cli hiprzioni annuaili o i;:altnarie agli stabilimenti sanitari, <;lPl controllo sull'istruzione t.ecnka, del personale, d ella vigila1w.a, sull'alimentazione ed ig'icne dl'lla truppa,, e di fondare nn iperiodico scientifico che prese il nome di Giornale di medicina, c hirurgia e farmacia, militare. La


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1·edazioue di quei,b l'ivista' sd·elltifica militare vcnuc afiidafa1 a l lehomc, con 11a. <>ollabora.zione di Bourifmne, chirm·go maggiore .~ cnerale degli ospedaH militari de1la CorRica (~d autol'e d.i preg1woli op,e,rc -sulla cons-ervazio1;1-e degli a,rti ne lle ferite di guerra e i-;ulla commozione cerebrale nelle lesioni del ,erauio, di Chastenet, dte recò un importante contributo alle 'ksioni del cuore e dei g·,·ossi vasi, !li Dupont, che lasdò soriUi intcressa,n ti sulle ferite d el tora<:e, cli necquet su quelilc addomina,l i C\.'.c. Detto Comitato era, composto <li un gcnen1le medico ispet1,m·<\ di ~ nwdici iRpettori e èli 2 d1i-rnrghi col gTa,lo cli fr-1pettore. 1,' nrono inoltre costituiti degli ospcdal i reggimentali, a{.'(;.:-.u 1to al qna.Ji dovevano funzionare degli ospedali a.u silia,r i per il ricovero dei so,lda.ti del 11wesidio, cle]fo 1·Pclnte e· delle tl'nf)lpe ·a i passaggio, .ippartenenti ad a,lt,r c guarnigioni. Durante. il regno di Luigi XVI , furono i:-ititùite ,p er l'arruola111e nto e l 'h1trnzione tl><',nica del personale sanitario aggregandole .ig'li. ospedali auRiliari più im'p m·t:rnti (!Vfof,7., Lilfo., Rtn1,Rl11n·go, 'l'olm1e e nrcst), delle Scuole· di sanità, che funzion:irono fino alla 1·ivo]nzio11e, con r-;votTp;irnento '{'li <'(l'l'si · tr·iennali e seffs<~mrn:U, di :1 natomia, mNlieina (lJ)PT·atoria , fa,sciatnre ed ùpparccc.hi, di imlf)or1,111za :uguale, se non su1pe,riorc, a quelli impartiti nelle univPrsità. A iJUesti si agg-innsero, in s<:'p;nit.o, gli iusegnamenti ·<lelhi tisiologia, deHa mat,~ria me1lica, dclilc· malati.i<~ Y('ncrcc ·e dell'igiene, la. qua1c si 1puù ben ritrncre ·Ria gerrno/:i;liata, per opera dei medici 111ilitari, chiamati per i p ,rimi a 1prevP11ir,c le rmilattfo della colletlivit:'ì., r-npp1·es cntata in <p1est'cpoca qnasi escl 11si ,·am ente iiaJlc 111i1Jizir. I 11 (JlH!Rto 1w1•i,odo si 11ota an<'m'a un t<:'ntafi vo · ,( li soppdnwre il s1·1·vizio deg·li ospedali militari, ,provvedendo alla c111·a dei malati " fp,riti a. nwzzo ,li i'nformp1·ie p·re:.:iidiariP o !f)reRRO i 1·eggirnenti i-;t(•ssi, con rnppalti PRprf'sRn1néntP striMliti: ma. nel 1792, dopo nn

<'' Rperimènto sfa,,,orevolé, s i rii.ornò nll'ant.ico i-i~t.erna.

PcÌ· ·q uanto ri,g1rnrrla il :-ierv1z10 snnit.ario mi1litar(• in eantpng·nn, abbiamo g·ià a<',f'f'Jrnato all ' i1,;t.itnzio1w rli os1wdali ;fa campo :m1hulanti, i qnali :.:ii impia ntavano ad una <·f>rta clistanza òal I 110Q'o clell 'azi~nc• hm per,-omilP el1frm·gieo (-,ratto .flagli oRpedaH 11ii lit:n·i, dw , ·pnint :.:io:-;titnito ~ f<na volta eon d e1nenti horQ·lwi-i. Qn e"<tP nnità Ranita,riP raprru·p:.:ipntavano 1m <:entl·o di r~wcolfa dei 111:11:lti e feT·iti f'. lJe erano poi l'lgomhr:1ti in ospe dali , rfotti seden -


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ta,ri, a.llestiti nelle città vidniori. Queste unità sanitarie erano d-0tate di materiale chir-u1'gico e di _medicazione e di medicinali. convenientemente ripartiti, traspor-tati su s1pedali vetture, munite di a:pp,ositi scompa,rtimenti, in modo da poter esl:>'el'C rilevati prontamen te e facilmente. Per !lo sgombero dei malati <.! .feriti, si utilizza vano ailtresì carri a 4 ruote .a sospension e, capaci òi contenere 8 individui per fila. Ad ogni arrmata, di 20000 nomini erano assegnati 20 di questi mezzi di trasporto: inoltre se ne destinava uno per ogni 1000 uomini in più. Agli ospeòali sodenta,ri venivano trattenuti i malati e feriti intraSIJ)orta.hili; gli atltri erano sgombrati ncll ' interno: -q uelli leggeri, che [Jotevano in breve tempo rientr·are a-i corpi !'.ispettivi, c1·ano ricoverati te mporan eamente in re;pa,r ti -s peci a li , detti Uhambrées, istituit i presso gli DRpedali sooenLa,ri. Rarame nte si operavano i feriti s ul ca.mrpo di battaglia..: gli inte rventi si pra.tka,va,no in (JUeRte unità san itarfo tla] dùrurgo maggior-e, .uisisd.ito da.g li altri {'}rirurghi, senza akun mf>zzo fli. anestesia e col paziente t<>nuio semplicemente for mo dagli aiufamti. A quei tempi si ,e l'a già, di f'fusa la convinzione che la miglior scuola, per i chfrurghi fosse la gu<.!1Ta,; e le ba,tta.glic e g11i assedi erano -pa.lestre <li profic ni im;,eg·nmnenti per Fingente nnmero di feriti da soccorrere: non bastava di avere a disp,osizion~ nn buon airmamentario, ma era inòispensahilf> servirsene con ahiliiù ed in telligenza. Ravaton, che abuiamo ricvocafo come una, d elle :figure ipiù t ipiche c li chiru1'go militare di ,qnell'è[)oca, in base a.ll'espericm~a di 36 anni di servi zio, trasc ori-;i p e1· la più gran parte in guerira e negli -0spedali, aveva concepit-0 j] iprogett.-0 <li costitnire 1folle brigate sanit arie mohi]i al seguito (lellè trn1ppe operanti, formnte dai un chirurgo aiutante maggiore, <hl a llievi, ò a, uno 8'I)eziale, un elemosinier e e da. 5 infermÌ(!ri , -e• fornite fli nn cano contenente una cassa, <li stntment i c bi,r nrg;id <'<1 ap'J)arecchi , un sacco di inateria1le da mooicazione, scatoJc fli fihwdc e ,li 111còicinali. R-ei bal'elle, nn lm,rilrtto di vino e -dota½io11i -cli vivel'i <li riserva. E ciò, « [Per evitar e gli inc-0nvenienti ve,rifka,1 isi molte volte <.li fa1' rimanere i rnatlati e feriti privi di soccorso per parecchi gi<H'ni , e per avere il vanta ggio di ipoter caricare s ul Nn·ro gli infetmi che non fossero in conrlizion<~ da poter camminare >>- M::i, deve ancora ipas!mre mezzo secolo 1prima. che questa, iòea, diventi realtù, e sia tradotta in atto da L:urey e Percy 1w ll<' campagne napoleonkhe con le famose ambulan7R volanti.


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~ questo p,roiposito, non sarà inopportuno dare un cenno sui mez.zi di trasporto dei maJati e feriti in quell'epoca. Per lo più Ni ricorreva a solda,ti portatori, che sollevavano iiJ. ferito, chi sotto le ascelle, chi per le gambe, mentre altri portavano il corredo e le 1wmi: sicchè mezza dozzina di uomini abbandonava il campo per nn solo colpito. Oppure lo mettevano sed.uto sui fucili [)er traverso o c-0ricato su scale, -0 su mantelli o cappotti, o si utiliz:,,iavano lun~·h i rami d'atlbero, che si infilavano nel pagl{ericcio, su cui era acla.giato il ferito, adattandone gli estremi a 2 muli, come per il Lr·asporto in · berlina, o lo s,g ombcravaJ10 infine a mezzo · di barelle l'LldiÌncntali, pe,r lo 1più improvvisate, che erano causa quasi sem1pre di forti scosse e di dolori indidbili. Si faceva uso aJ.tresì del t•rasporto a cavalJo, quan<lo le condizioni del ferito permettevano i·1i tenersi in sella. o deUa lettigà, che già, come vedemmo, aveva ra,tto la sua ,comparsa ifino al t empo delle crocia.te o di sedie port a ntine. Jl celebre ma,resdallo .Maurizio fli Sassonia, già rfoordato, :1.ff0.tto ffa, cachessin, mularica, e dn, idl'opisia, si serviva sul campo di battaglia di una ca.n rozza <li vimini trainata .da una [Pari~lia (fig. 74). Anclle ]a 1~·1agg:ior ivarte dei comandanti, colpiti da g-otta, e da ,reumatism o . artic<lla.re, che non potevano montare a C'.avallo, si facevano trasportare in berline, che si distinguevano per ilo sfarzo ed il lusso . .P,er i traspor ti a lunga distanza, si utilizzavano a,nche le careett.P. ed i cassoni. Così il De Fauquilèrc, luogotenentt~ genera.Jc dP.gli eserciti fli Luigi XV, aveva già rilevato, a questo riguardo. l 'im:ufficienza. dei mezzi di sgombero in campagna, ,e proponeva di utilizza,re cc i cani e i casi:mni che hanno traSlportato il pane e le m rrni ,-,ioni alle truppe, sce~·lif'ndo conducciiti ch e a bhiano cura ,lei malati e feriti e non li abbandonino, quando le strnde sono mala,gevoli o quando i1l ca,ri<'.o sia. t,roppo pesante)). Ed ag.gfon g-eva. chf' le difficoltà di sgom he1·0 cc lrnnno sensibilmente ritawlato e~ tn.lora· fatto perd<:>re il frntto d0lln vittoria in batfaidic impeg;nate R notevole. distanza {lag·li ospr>da-1i <'lelle città, 1poichè sono stn.ti necessari pare<'clli giorni per frasport m·c i feriti, che sa,r ebbe stato inumano ahhnndona·r e sul campo se11za soccorso)). Il De F anqni,Ìire non si nascondt> gli i11convenit>nti che si ha.m10 rnn tali mezzi cli sgombero prr i forti sbalzi. cni sono sottoposti t!'l i infermi s u terreno accirl('ntato e per la di flì<'olt.à di pL'estar lor·o la, dovnta assistf:mza. << Questi mrzzi <li trasporto, s<·rive a proposito nn chirurgo ·


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d<>ll'·!'lpoca , sono capad piuttosto di agg1ra,yare che di migliorare lo stato tkgli ammalati, ,pigiati scn7,'ordine su di un meòèsimo cnrro, 1:,enza nu1lla che li sostenga, urtandosi gli uni con gli altri, es1posti a i:;obbahi violenti per -la 1ncgnaglianza del terreno sn cui si passa, senz'alt,ra, imma,gine inmLnzi agli o<.'.(:hi fuori di quella del ::;augÙ(\ che si peréle senza rimedio 1 senz'aJtra, mèta che una morte quasi incvHabilc. Henchè i chirurghi mettano grande prennwa nel

Fig. H -·Il maresciallo d .i Sassoni:t si fa trasportare sul campo d~ battaglia nella sua ca,1-ro,:,:a di vimini. (DalJ' Epopea militare tli 13ouchot).

soccoITPre i ferit1, ii tern1po intercorso p .Ì 'ima d ell'arrivo d t;>lFarnbnlanzÙ, è tròppo lllngo. · E poi, ·in <}gni tempo <Xl in ogni stagione cd àndiè di notte, qn:mdo il riposo sarebbe stato necessa1:io, quanti non si Rono assiderati su quei ca,1Ti e quanti sono arrin1,ti 1no1·ti i:ti lÙoghi di cura,! ·)). 11 t encntr ·rnandfo · Riinon. durante .la l'itirata {lelil' escrcito del Nonl , flopo la batta.glia {li Ne{'nvinten fn costretto a viagginre pc,r ben ~4 orP. da UrnxcJlcs a ~fonR sn uno di questi ca.r ri con Ja, · gamba destra sfrace]1Ja.ta da ·una pnlla di earuwnc e còn 1111::i grave


- :-m1_ l'•·l'ita aU'ooci.pite; P, non avendo trovato chirurghi in quella. lo rn lit,à, fu obbligato a proseguire il via,ggio per aJtre 13 01:·e fìno n Valenciennes, « scosso di continuo in quella nialedetta, car·r ett a, 1'. ome non lo fu mai a.lcnn irn1pk,eato, soffrendo incredibili martiri)). 11 Co.lombier, chirurgo che aveva partecipato a nmner-ose campagne, pubblicò nel 17~~ un cu1·ioso « Oocle cle rnédec-ine m-i/U:aire ». i 11 c ui. mette in cvi<lenza, Je deficienze dei mezzi di sgombero dei 111alati e feriti. in guc1Ta,. << .ll numero d ei vPicoli adottati , egli os~Prva, è seml)'re più gra.rnJe di (Jnauto non sia, ntilf\ poichè per il lol'o tiipQ di costruzione gli in[c1·mi vi sono male collocati, shallot.t.afi , poeio ventilati e diflicilmPnte em·ati. Sono c at'l'Ì <·omtmi. r·ieoperti di tela incerata, sn l fon{lo dei (}uali è i-,lcsa vaglia o fieno p <· r· adagiarvi pa,rec.chi irnfr\'iflni , gli uni accanto ag-li altl'i, spesso 111;1:l CQperti, qualche volta afl.clirittnra s-offo<:a,ti )). A riparare a. tali _inconvenienti, egli ipropone ,cli (( allesti,rf' ,·.wr·i per il trasporto -di soli 4 nrnlati. corica.ti, sos1pe~i .sn una spe•·i1• rli lf't tino, con due prn4i Rpeciali a nic(•hia, clav;:inti e di clietl'o, 1n·1· trn informiere e per un c hir11rgo. Q1wsti veicoli floYevano avere In forma, di ·furgonL e per rend(~rli più leggeri, la ca.r rozr,eria clo \ ' C' Yfl e~sc1'c :f.1Ua, di vi1nini e ,ricoJH~rta cli tela vcrnkiatn, f:on dne fi II t' Rtl'Plle a YPtl'o, anteriormente e posteriormente, e col tetto 111nyi hil e per facilitare il 'aereaziorn•. 'l'rc sban·c di ferro, fissate a,d. 1·,g nalc distanza) ai lati -ilel ca,rro, servivano a tenor sospesi j q11atl.1·0 lettini, forniti eia.senno <li pa.gli~riccio, ,cli coperta, d i u.rn I rnvcrsino e di J,enzuola. La, <:arrozzeria doveva poi posa.r e s11 di 11 11 telaio rL quattro ruote cd essere sosipesa, come nelle vetture or,.linadc >>. Niè· trascurò l'assistenza chinu·gica ai feriti dumnte la rnn.rda, provvedendo ogni veicolo di snttici~nte quantità <li mal c•l'iale cli medicazione. Dopo un 1-,ecDlo e mezzo, rrneste proposte rispondono ancora in gran parte al le modernr rsig·f>nzr 11i 1111 raziona.li:' trasporto dei 111a1lati e f.e1;iti in gue.n a. nr hnnno pf'réh1to >flf'lla .loro semplicità, ,.- waticitfL. P~r lo E;Q,'omhcro in lo,ealit:'.l, 111olto <'listanti si ricorreva infine ,dlf' vie fh1vfa.li : f'osì npl 1743 1m ··g Tan numero dei· feriti della 11,i ttaglin ·<'li Detting,en fm,0110 imbarcati su chiaH-P a Sdigcstaòt s11 l )fono e, risnlf'nclò il Ren o, fm·ono ti'l1sportati in Alsazia,, con 111,1gp;ior sollievo P va.n taggio rla. parte <lf>i pazifmtL e pt>,t' la ma11 1·a11za (li scoRse e pe1· una più Pfika.-:e f' ,c·onti1111a assistenza dn 1·:rntc il viaggio.


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-K·

Venendo ora, a, trattare deill'organizzazione sa1iitairia militare nel settecento nelle altre na,zioni d'RurO[)a, non sarà inutile ri cordare che in Germania il .servizio .sanitairio militare ebbe origine sotto l'imperatore Massimiliano, alla fine del secolo XV coi tosatori cli campo: da, questi a ipoco a JPOCO si arrivò ai. medici ed ai chirurghi presso gli eserciti. Nel Hi85 venne creato a Berlino il « Oollegiitn1, me(Ucttm )), di cui fa.cevano parte anche medici milita,r i, e nel 1795 sorse l'istituto Federico Guglielmo, esclusivo per l'arruolamento ed istruzione di questi. Federico I di Prussia (16H8-1713) prese partico1lare jnte1·essa,mento del servizio sanita,rio, e con a,ppmdta ordirnrnza del 4 nov(';rn bre 1712 stabilì che i barbi.ed di corn1pagnia fossel'o aì1a dip~ndenza <lei bai·biel'i di ,reggimento, i quali :wevano la faco!lt,1, di scegliere il personale subalterno e l'ohhligo di stipendia,rli e di provveilt>1·e a.nelle i medi cina,li ed il mate1fa,l e di me dicazion e. Con precedente ,reooritto del 10 mar:w 1704,.aveva già •p rovveduto anche alla sistemazione degli ospedali milita,ri : il primo stabilimento sanita,r io jn Prussfa, fu impiantato nel 1710 in una casa attigua alla, po,rta di Spa,ndau e fu destinato a, [ocalc d'isolamento per il ricoVf~ro e cura dei [)estosi. · A limitare il dilaga1·e di malattie veneree nelle tru1ppe, ed j] nnmero dèi figli iHeg;ittirni, che neil solo ese.rcifo di Sassonia, della, forza di. 30000 uomini, ammonta.vano alla. cif,ra, enorme di 20000, un editto deil 28 febbraio 1712 autorizzava bensì la presenza d elle donne nei quartieri, ma queste non aveva.n o dLl'itto ad usufruire deil materiale di casermaggio. del rh,caldamento e della illumina.,dorn~. Un successjvo erlitto ili I1'ul,~rico T di Prus.;;;ia Ji. mitò nell 'esercito il numero dei soldati che poteva.no <:>,ontrnr,re matrimonio, riducendolo ad un terzo della forza effettiva, -ed una ulteriore ordinanza, restrinse anc,ora il numero dei matdmoni al 10% per ogni compagnia. Durante il •regno di FederiM Guglielmo I il G1·an<'le (17101740), un'ordinanza ,del 18 rna,g gio 1713 equiparò i barbieri reggi nwntali al r~rngo di ufficia11i subalte1·ni e con la stessa p3iga,. Il ,re, do1po la sua assunzione a1l trono, nominò Hra.n dhost (1694-1740), chirurgo della guaròia . atl la più alta, carica di chirurgo generale, con lo stipendio di 15 talleri imperiali a.l meBe.


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303-

Suocessivamente fu nominato nel 1716 chirurgo generale del1'escrcito pru,ssia,no Enrico Corrado Holzendorff (1688-J751), i1l 'I 11a le si era acquistata la piena fiducia, del sovrano per &Ner]o g 1i::i1rito di una g,ravissima malattia, e potè ottenere con decreto del 18 gennaio 1724 che fossero iniziati i lavori per l'amplbrnento del teatro anatomico di Berlino, fondato nel 1713, il quale fu agµ;1·egato al Collegio medico-chirurgico destinato all'istruzione su:1,e,rj,o,re dei medici militari, pei quaJi cnb stato ridotto ad ospedale cosi detto della, C:uità il nuovo lazzaretto di Berlino per la loro ,·oltnra. Questi venivano altr~sì inviatj in }!'rancia 1ielle clini d1<~ di Parjgi a spes,e dclllo Stafo ,per corRi di perfezionamento. Al1.r·i chirurghi generali delll'escn!ito pruRRiano furono Giovanni Teodoro Heller (1fì89-:t760), C-Hovanni Bonnf\SS, Andrea Coth~niuR ( 1708-1797), Giovanni Sdumucker (1712-1786). F, interc-ssante al riguar,do far cenno di nn regolamento de] sc1·vizio sanitario, compilato òal el,i,r urgo generaJ.e in data 30 gen11.-1,i o 172G, ('.he, olt.1·P. l ' a,ument<l rlf']l '.r,rp;n11ico, Rtahilisee 1n1ovc norme 11wr il fumdonamento del servizio Ranita,rio, (li cui l'iassumiamo l e più importanti : 1) i ha,r bfori di reggimento non potevano es,sere nominati o dimessi dal servizio i;;;enza regolare brevetto rea,le; 2) gli aspi,ranti alla carriera sa.nitaria nell'ei;;;ercito doveva no sostenere un ei;;;a.me oweliminare dinanzi a un collegio medico <' frequentare un corso p1I'eparatorio di medicina e chi•r urgia operntiva; ~) dovevano ino11 tre ·p restare il giuramento di l'ito da.vanti :i I proprio comandante; 4) nei reggimenti di cavaHeria ei-a :fissata urnt pa,ga di 106 I n.lle,l'i mcnsi[i lf)er il ha1·bie1·e di reggimento e di 6 talleri per ogni ba.rbicrc di squa<lrone, in numero di 10; f>) .n ei reggimenti di fanteria il ha,rhfore di_ reggimento ri<·<~vcvn. Jo stipendio ili 12 talleri mensili dallo stato maggiore e di 10 talleri pe1· ogni ba•rbiere ili. compag·nia, di cui però doveva sborsarne F, a.d ognuno di essi ed altri 5 per la, provvista di me dicinali; f>) i barbi.cri da campo erano subor<lirn1ti a,i barbieri di r.egg·imento, e non potevano provvedere alla cura dei malati od eseg-r,frp atti opera.to,1•i senza il loro com:emm; 7) il barbiere di reggimento ·era chiamato 11 raipporto ogni ·


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304 -

giorno alle ore 11 da,l propl'io comandante per rifc.rire sul Rervizio sanitario, ma., in caso di urgenza,, era ammesso a qualunque ora; 8) in caso di morte di soldati, il barbiere cli regg·imento era obbligato a, praticare in IPresenzfl, di un ufficiale l'autopsia dcil cadavere [H~r accertare la causa del decesso e 1p,resenta.re il referto aJ] proprio comandante, il q ualc ne faceva rapporto successivamente al l:.:.C. Federico (-¼ug1iel:rno i.L Grande (lie,cle incarico li Cothenins <li organizzare il .servi½io ,<1a,nit:H·io per la, guerra dei 7 anni, impian:tando ospedali milita,ri stabili a Rreslavia, Glogau, Stettino, Dresda, 'l'orgau e "\VittenbN·g, cfogùi ospedali mobili da campo in localilfl IPrOtf'tte dal Liro nernko ed alt,ri ospedali nelle piazze forti . Jl soccorso dei ma]ati e feriti jn ca.mpagna veniva disimpegnatq presso i e.or-pi da un barbiere di w->:g·gimento e da, 4 barbieri di compa,gnia, i quali avevano l'obbligo ,d i curare prima queilli del proprio •r<~paTto r~ nazionalità e poi anche quelli del nemico ve-rso i quaH fm;:ono usati scntirnf\nti umanitari. Il Re inviò iuoltr-c Lrsi;;er f>, Bonne~1 celebri chi r-nrghi da campo, con 50 assistenti. per lo sgombero di oltre 7000 f<>1·iti anstro-saRsoni doipo la hattaglia, di,Str·ingan. Al fe1ld-mareseia]lo Sclrnve,rin scrisse: « Abbiate cura dei f.eriti : <~ssi sono miei fìg1i ! », ed il fi giugno 1741 1prernurosamente egli stf\sso si rc'Cò a visitar1i. Dopo la ba,t tagli a ,1i ,Mollwitz si dovf>ttero impiegare 11 gior·ni per lo sgombero del ca,mll)O e furono rcqnisiti GOO dragoni per il traspo-rto dei maJati e feriti_ Tnfine n(>ll 174G aumentò il numero degli ospeda11i di guerra ed istituì mn.L casa, di ricovero ed i,strnzione pe,r i medi,ci mili ta.ri a ripo1:<o ( fnDa,Tiidwnhwus).

A questo proposito, merita.un cenno il regolamento com:pilato nel 1755 di rpropria, mano da. Peclerko II dì Pi·ussia, per il servizio sanitario nei reggimenti ili cavaUe-ri.a. Al reggimento di corazzieri ·f' dra.g oni cli 848 nomini egli a,sscgnò un chirurgo , coadiuvat-0 da 11 a.iutanti chirurghi ba·r bieri; al réggirnento leggero degli ussari, di 1172 u-0mh1i e, 10 squruclroni, un chirurgo maggiore, 10 chirurghi e · 10 ·a,i utanti, essendo que1ste 1mità. destinate ad operar,e isolatamente. Federico II stabilì inoltre. che nessun chiI·urgo maggiore o chirurgo fosse ammesso nelP.esercito , se prima non foss,e stata ~ccerta.ta [a. ~Ufl, cultura. :professionale dal c hil'nrgo generale e dal Oornitato di sa.nità. Il chir1ugo maggiore, poi. a sua. volta-, recluta.va. gli aiutanti ed er-.a, responsabile d ella ' l 01·0 capadtn, tecnica_


305

Ordinò ancora che jn caso di mobi.litazione fosse impiantato un ospedale -di sgombero nella, città, più vicina, asscgna-ndovi 8 chi1·urghi, al quale dovevano aftlnirc i malat i e i feriti dai ;r eparti combattenti : .quelli gravi erano sgomberati su cairri speciali; i leggieri mareiavano indrappellati. al seguito della vettura tra.siport.'Ulte il ma,terialc sanitario. Presol'iveva infine che alla, trupipa fos:se di~trihnito possibilmente il rancio sempre caldo, cd in rnanca,nza fosse fatto bollire il pane da munizione nell 'acqua sotto .forma <li zup1pa. Ra lata . In ogni città di guarnigione fe ce impiantaire un ospedale generale, con personale sanitario tratto da quello in forza ai vari l'f'[)arti d eil p1·csidio, e solo ececziona1men tc si poteva ricorrnre alla colla,borazione di medici <lii;;locati in altre città.. E diede oròjni !:leve-rissimi ·p erchè (laglt accampamenti fossero a,llontanati i me1licas:tri empirici ,e le iprostitnte che seguivano abitualmente le trupipe, attratti <falla facile fonte di guadagno. Circa il servizio sani~ario p·rcsso l'ei;;e,rcito inglese, nel 1762 1'11 1·etlatto un r <.:gola.mento per il fnmionameul.o degli ospedali mi1litari compilato in 8 :~,rticoli d n, Roberto Ooròon, chfrurgo militare <li Winchcster, ed anche Rrocklesby nel 1764 fu estensore di un alt,r o rcgola,rnen to di 6 m·ticoli sulla amministrazione ~anita,ria milita.re. Per J'cse1-cito russo, è da riferire che fin dal 1G15 furono assegna.ti alle mi~izic dei medici in sostituzione <lei barbie1·i -chirurghi, pei quali erano stanziati fondi srpeciali ; e nella sf',conda metà <lel seicento. furono anche istituiti di spcnsairi reggimentali con dotazione di 200 rubli all'anno. Durante il regno di Pietro il Grande (1690-1725), un ukasc del 1716 assegnò a ciascuna divisione un mccUco, un ch i-rnrgo b::i,rbiere ed un farmacista, ad ogni reggimento un chir urgo, ad ogni compagnia un barbiere da, campo; e furono allestiti anche ospe<laJi attendati per il servizio in guerra. Infine, iper guanto riguarda il i;;er vizio sanitairio militare presso l'esercito austriaco, accenneremo che soltanto nel 1776 fu imposto a.i chir urghi l'obbligo di fare nn corso ,r egolare · di studi, e lO anni dopo venne istituito da,l1 'itaJia,no Brambilla, come a,ccen na.mmo, )' Accademia OiuS(>Jf)pina, per l 'istruzione ~ i ale t~nica del Ool')po sanita.rio. Analoghi istituti furono fondati nella stesi;;a, epoca anche ·jn Danimarca, in Svezia e Nor vegia, in Russia e 1Più tardi in Inghilterra. 0

20


CA P.l'rOT,O Vll.

I SERVIZI SANITARI MILITARI AL TEMPO DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE E DELLE GUERRE NAPOLEONICHE.


I. -

ORGANIZZAZIONE

SANI'l'AIUA

MILITARE

DURANTE

LA

ItIVOLU-

ZIONE FJtANC!tSID.

La rivoluzione francese, che proclama.va nel 178!) i diritti di tutti i cittadini e ~'elevazione del terzo Stato, fu oltremodo sollecita v,erso il soldato, il quale rapipresentava il cittadino per eccellenza, chiamato alle armi, in difesa, <folla Nazione. E riconobbe come ~m sacrosanto ed imprescindibile dovere ili assic1-ware il manten.imento <lella, sua salute, in quanto che egli si poteva, ormai considerare, non più come suddito' della monarchia, ma, bens:ì come un cittadino posto dalla Jeg·ge a tutela, della, patria, e òt>1Ia. 11ihertà.. (( La ,republllica, ò detto in un 1proclama, dell'anno III, 11011 vuole risparmia.r e nulla, porchè i suoi difensori rhwquistino la sah1te, ma inwilde che tutto il denaro che destina ad essi , vada ,r ealmente a loro vantaç;gio: essa condam1a in egual misura, la, pa,r simonia, e lo speripero )). 11 di,ritto di difendere la rivoluziòne contro le 1potenze Europee coalizr-ate (l' Austl·ia, la Prussia, il Pif\monte, la, S1pagna al _con fine, e l 'Inghilterra per mare) imipone alla ' F,raucia. la, coscrizione, la qua,le ca,mhia ral[)idamente la :fisionomia. e il carattere del soldato e •r ende :n ecessaria la pre:p.a razione affrettata di un esercito, egiregiamente coi:npiuta dal cittadino Ca.rnot; la gner,ra, diventa eosì una necessità pP-r la difesa e per la grandezza, <l,P.lla. paJii'ia . Il Comitato di salute pubblica df\lla rivolmione dirige da ra.rig'i. le operazioni helJiclie, avendo al fronte come ipropri ra,ppres,cntanti dei commissari, che non sono però a1['a.1tezza, della. carica,. I reggimenti di fanteria, p,rendono il nome ili mezze hrigate, e sono formate <li ~ battaglioni <li 700 uomini, su !) compagnie. La cavalleria ha 1·eggimenti ili 4 squadroni di 700 nomini, su 2 squadroni. L'artiglieria è riordinata in batterie di 6 1pezzi cia,scuno : e si cominciano · ad organizzare i f;ervizi del genio, 0011 le spe,cia1lità, zapipatori, minatori, mongol:fieri. Con questi elementi si costituiscono le divisioni, unità tattiche di gueJ'lra, della forza di 12.000 uomini ciascuna, clJe in numero va,r io formano gli eserciti, i quali prendono il nomP ·dalla, r,ona d'opera,r.ioni.


-310E fin dai primi tR-mpi la Convenzione nazionaJle modifica, sostanzialmente la posizione dei medici militari, che, mentre per il ipassato venivano ìlicenziati alla fine di ogni campagna, diventano

Fig. 75 -

Me<lici militari al tAmpo dAlla. rivolm,;ione francese.

parte integrante dell'esercito, acquistando posizione sta,bile con aumento d'organico, oon stipendi adeguati e con uniforme speciale (fig. 75), ,s ui bottoni della quale P- fatto incidere iìl motto « Humanité )). Da 170, che erano , nel 1788 1·aggiungono la cifri-i di 1400 nel 1792, e nella seconda metà dell'anno seguente, per nuovi concorsi, st1lgono a 4000, per essere ancora raddoPJpiati all'inizio del


3111794, ed arrivare verso la. fine alla cifra imponente di 9000 medici. J~ facile immaginare come, con uno svilUJppo così ra,pi.do dei quadiri organici, e con la maggior estensione dei limiti di e tà, l'elemento f/)<parturum..., J,,. .

la, :J{trrc., ttor ... co,1,, ;. ,1. • •~ti.: .,,r,~.. up•n•<1, ... ,... f1•:tr , d, ..., . " • " • 1., ,.,,, jh ..

, .., hl~•Ml lii •"'•r;.,.,/, •~ C .... u ·~.... ,4 .,.,.<.. Jo ..... ,,.., . .....,,, ,,.a., , .,11, I"""• ,.. / 'r•i•, " ''r•

J.,,,., .•

c.A..~}Juge~~llC,

~ClM,~Ut<1u .

é?a.,mmù.uòn f)'()Jficier c)~~n. té, J .. ù r·· La G)- d~,.-1,/,-/eL, .J eJ.d.CJ

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I

:J,liniJtrc., Je la !Jf,crrc.,,

~

Fig. 76 -: Brevetto di nomina a medico militare al tempo d ella prima repubblica. (Collezione Ronclelet).

i'ecJlutafo lasciasse par~ehio a desiderare: bastava invero che l'a· spir'ànte dimostrasse di avere f,rcquentaLo i corsi universita ri anche per un solo anno per conscgu1re il brevetto di nomina (fig. 7H). Talora il'iuscivano a far parte del Corpo sanitario persone prive


-

312 -.

di qualsiasi prepa.razione, come, ad esempio, gli stud,enti <li teologi.a, che ·p er la, sicurezza delle riS[)ettive famiglie non esitavano a gettare la tona.ca 1per accorrere volontari nell'esercito. La Convenziolle, avendo a disposizione un così rilevante numero di sanitari, potè ·essere in g•rado di asflegnare, col regolamento del 3 ventoso 1793, ad ognì reggimento un chirurgo maggiore e ad ogni battaglione un chirnrgo. Questi, oltre la visita quotidia'na, alle èaserme ,ed agli accampamenti e l'invio degli ammalati all'os1J_)edale, dovevano invigilare sulVigicne delle truppe e riferire l[)er i provvedimenti ai ,l'ispettivi com;andanti. Ed un decreto rivoluzionario del 1793 sanciva « il diritto iruiprescindibile da pwrte dei cittadini chiamati in difesa de1là patria. di essere curati si delle malattie che delle ferite riportate durante il .servizio)).. Un aJtro decreto stabiliva la costituzione dei Consig11i di sanità, <l'a,rmata, composti di due o più ufficiali medici pe,r gli accertamenti medico-legali delle lesioni ed infermità e loro diJpendenza da cause di servizio. La :fìg. 77 ,rip~oducc un certifìcato di visita medko-collep;ialc del tempo col giudizio di riforma: a sinistra non sono stati annotati i contrassegni pm·sonali nelle a,pposite voci, ed in basso le firme dei due medici visitatori sono vistate dal connnissa1·io di guetT}lr. La Ci0nvcnzione aveva inoltre prescritto che ai feriti di guerrr1 traspo•rtati dalle ambulanze fossero resi gli onori militari, ,ed aveva istituito uno speciale distintivò, fo.rmato .d[1 una stella, d'oro, da p·orta,rsi sulfa. regione ,colipita, e, in caso di mutilla?:.ionc degli arti, sul petto. Organi?:.zò inoltre delle feste ufficia.li del]a Riconoscenza, della Vittorià, della Giovinezza, invitando i feriti ed inva1idi ad assistiervi, con l'assegnazione di posti privilegiati, fra Te ~)iù alte cariche dello Stato. All'inizio della campa,gna dell'anno VTT, fu istituita, per iniziativa cli Percy, una compagnia di 12P infermieri, le cui mansioni erano state fin aUora disimpegnate da vecchi soldati, per la, maggior parte invalidi. Essi furono provvisti di speciale divisa, che erà costituita da una giubba scura con l[)ara,mani e oùllctto rosso, g·ilet dello stesso colore, calzoni scuri con uose lunghe, kepi con_nal[)pina . ,rossa e band-oliere bianche. il\fa dopo la gueJ'•ra questo reparto fu sciolto e fu r iipristinato solo temporaneamente durante la spedir.ione in Spagna, -nel 1808. Per quanto riguarda gli stabilimenti sanitari militari, fa Convenzione. òeliherò l'aHestimcnto di ospcdaJli sedentari tel'lritoria.Ii e di ospedali ambulanti, al seguito d<~lle 1


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313 -

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Les soussignés . Officiers dc santé, chargés de la visite des m·ilitaires près le-,·(ionseil de samé des ar'.5es\ estirnent ;I~

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Fig. 77 -'-- Certificato di visita metlico-collegial é al tempo della prima r epubblica. (Collezione Rondelet).


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't ruppe: e iper evitare sperperi ed abusi, come si era vèi:ficato per il !Passato, l'esercizio di que~te, unità, di ricovero non fu 1p iù dato in appalto, ma condotto direttamente dallo Stato. I comuni, nella cui giurisdizione erano impiantati gli ospedali ambulanti, erano obbligati a fornire i ·materassi per gli infermi, salvo il diritto di percepire un'indennità a.Ìl'atto . de]Jl à restituzione. Gli ospedali territoriali ·erano amministrati da una specie di Direttorio, composto di tre chirurghi maggiori, del direttore dell'ospedale e del commissari.o di guer•ra; e l'amministrazione, secondo un decreto del tempo, doveva avere<< per base l'umanità, iper principio l'amore all'ordine, e 1per .SCOfPO l'economia)). La Convenzione nazionale aveva inoltre approvata e fatta distribuire una << Istruzione sull modo di mantenere la salubrità e di puri.fìca,re l'aria nelle sa,l e degli ospedaJi >>. « I nostri valorosi difern,:ori, è dettD nella prefazione di questo regolamento, non dimentichino mai ch,e la pulizia è sempre stata una, virtù per i reipuhblicani )). All'ingresso dell'ospedale gli informi dovevano lavarsi ile mani ed i piedi con a,cq ua tiepida; le copèrtè venivano battute e fumigate con vapori di zolfo; la !lana dei materassi cardata ogni 6 mesi; la paglia da. letto <',amhia,ta tntte le volte che il medico lo rifa=meva neoe~"Sa,r io; le pareti e soffitti jmbiancati a calce; !letti e tavole la,vati con soluzione di lisciva; e le seggette per gli ammalati gravi erano 1provviste in numero sufficiente per poterle sostitn,ire secondo il bisogno. P er la disinfezione degli ambienti erano infine pre8Critte _fumig·azi<mi aromatiche di vapori di acido nitrico, sviluppati con un p•rocesso speciale ideato dal chimfoo Gnyton Morvean, approvato da1I Consiglio di sanità, ed adottato iper tntti gli edifici militari. I dimessi dall'ospedaJle erano muniti di nn biglietto d'u8Cita, firma,to dal commissrurio di guerra e dal direttore dello stabilimento (fig. 78). La sorveglfa:pza òel servizio sanitario di prima linea, delle ambulanze e degli ospedali <la campo era affidata al chirurgo in ca.po. Disgra,z iatamente, con nuova ordinanza del 30 floreale dell'a.n:r;1.0 IV, 1l'autonomia c.oncessa agli organi direttivi d el servizio sanib1rio in campa,gna, vehne nofawolmente a diminuire per l'inframettenza dei detti commi~sairi <li guerra, ai quali, con l'art. 1 del Regofamento d:el servizio jn ca mpagna, era da.fa, facoltà di fissa,re il numero degli oslJ)edali mobrn, cbn l'art. 7 òi sopprimerli, CDn l'a,rt. 10 di stabiHre j1l luogo d'imlJ)ianto ,d elle a,m hulanze e con l'art. 11 di assegnare il personale chirurgico ad ogni unità


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moibilita.ta. Questo poco razi.onrule ed inopport uno u:egola,m ento 1p,rovocò una lettera di dimissioni dell'illustre chirurgo in capo Percy, diorètfa il 27 vendemmiaio dell'anno IX all ministro Lacué<3, le- quali furono poi ritirate in seguito a vive premure ed insisten:,,e per parte d eille più alt,e autorità militari. Gli ospedali ambulanti oostituiva,no in campagna un centro di 1·::1JCC0Ifa dei feriti ed erano allestiti nelle retrovie, a circa un km. dalle trupipe combattenti. Erano dotati di casse contenenti stru-

BILLET DE SORTIE DE l;'HOPITAL.

d!~~~ ~i·

Yu par )lous Co,nmiJToi1t ~ CJ Gu,rqs cl,arç( de !J. poli" rhldit

IIP;iui~?f~

Vlrifil par Nous Dircélcur du~ Ilo~

Fig. 78 - Biglietto di nRcita rial1'0Rpe1lale militare. Annò III della Repubblica - (Collezione Rondele t).

' filaccie, fasce e compreRf.:l• ili. tutte le dimensioni menti chirurgici, 1 empia.stri adesivi. e meòicinaJli. I chirurghi facevano largo uso d'acqua fredda nelJa medicatura d elle ferite d'arma bianca e d'acqua tiepida per quelle d 'arma òa f1ioco, cui si aggiungeva tailora qualche goccia di ac etato di ipiombo. Alcuni O"lpedali, detti speciali, erano adibiti al ricovero dei venerei e degli scabbiosi, che vi 'a ffollavano in g-ran numero. A questo riguardo ric,)td <>tr emo che il ministro della guerra, cittadino Oa,rnot, fu costretto a far allonta.n are dag11i a<>,eampamenti oltre 3000 prostitute : e non esitava ad affermare che le malatt ie veneree, diffuse in modo R:p avEmtoso fra le truppe, uccidevano dieci volte di ipiù del piombo n emi,co.


-316 Circa lo sgombero, all'inizio fu efìettuat-0 con ca,r,ri da trasporto, ricoperti di tela e forniti di ul;lo strato di paglia su cui si coricavano gli infermi. Inoltre fu prescritto in modo assoluto di non mettere in viaggio feriti con fratture del ci·anio o delle estremità, nè gli amiputati di recente, nonchè infermi di malattie acute febbrili. Per un traSfPorto più conveniente, ·1'11 novern bre 1792 la Conv'cnzione nazionale decretavà la costruzione di speciali ca,rri a sosipcnsione per lo sgombero dei feriti e malati; ed in seguito a concorso a premio, bandito ilàl Ministero della gue,rra, su 11 mo-

l<'ig.

79 - Trasporto dei feriti dal campo di . battaglia 111 tempo .delia rivoluzione francese.

delli pres,entati, fu adottata una, vettura. ca1pace di trasportare fino a 16 infermi fra. coricati e s~duti e fo,1~nita, dei mezzi di pr<mtò soccorgo e dei viveri necessari duran~ il viaggio. Ma il tipo troppo pesante e mastodontico del veicolo non 1portò i frutti desiderati : <1ueste vetture inoltre, per le non proporzionate dimerndoni, spesso si rovesciavaJ10 nelile stra,de a,ccidentate e difficilmente duscivano ad attraversare le porte delle antiche città, fortificate. Si ritornò ,quindi agli. antichi Ctl!rri da trasporto, a cui si ag· ~iunsero veicoli ag,rkoli .(fig. W) requisiti in ogni comune, l'ico-


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1perti con te.la bianca impermeabile e forniti di ma,terassi o di strato di pag,lia, che le provincie di confine avevano obbligo di provvedere in quantità sufficiente. Durante le guerre della riv~luzione, nell'aprile 17!)7, do1po che l'esercito di Hoch passò il Reno, si ricorse anche al trasporto per via acquea dei malati e feriti, i quali furono sgombra.t i da Coblentz a Neuwied, e, di notte, su Bonn.

Il. -

I

SERVIZI S,1\NITARI MILITARI NJiJLLl1l GUERRl-O ' nEJLLA RIWURRLICA.

Le guerre <le!lla repubbliea s'inizia.no nel 1792 c,on la- vittoria dei F,rancesi guidati da Dumouriez contro i Prw.,sia.ni, condotti dal duca di Brunswich, e contro gli Austriaci vinti a ,Jemmapes e coll'invasione del Belgio e della Prussia, fino a raggiungere nell'anno successivo la 1]inea, del Reno e del Da,n ubio, mentre Tolone 1·cali sta, passata, aJ nP.mico, viP.nP. :lJ;SP.rlfata, <la tc,~ra; in questo a,ttacco un ufficiale d 'a,rtiglieria a,ppena, venti•1uattrenne comillcia a òar prove òel suo valore : N apoleorn~ Bnonaparte. Nell'a1prilc del 1796 comincia la prima campagna <'l'Ttalia, al <'-Oma,n do del giovane R11ona,pa1rte, che il Ola,usewitz chiama il « dio stesso d~lla guerra>>. Le milizie reipnbblica,ne penetrano dalla Liguria in Piemonte e sono facilmente vittoriose nel ipfocolo esercito sa,rdo. Dopo l'a.r mistizio di Oherasco, pa.ssa,n o, il Po e, conquifitata Lodi, entra.n o vineitrici in Milano. Sucr.eissiva.mente, daJ m aggio all'agm1to, a:vanzano in Lomharoia fino alla linea del Mincio, combattendo.con .isucce.sso, a Castiglione delle Stiviere ed a Lonato; nei mesi seguenti si ha,n no ancora, azioni vittoriose a B,as sa.no, ad Arcole, a, Il.i-voli, mimtre Mantova è cinta, cl'a,ssedio e :finisce iper capitolare nel fohhraio J 797. Forse fu iii. sr:n~o preciso della fatalità, che segna a dito i suoi eletti e li .solleva, ancora, corruttmili aJ.l'immo11taHtà, che fiece esclamare a Napoleone :sul iponte J' A,rcolc, t1·a l'infuria.r e q.ella mitraglia: << La pa,l la che ,d ovrà uccidermi non è anc,ora stata fusa!>>. Fina1Imente i F,ranccsi avanzano nel Trentino e nel Friuli, e, vali.catc le Alpi iGìulie, .p untano direttamente su Vienna: contempo·raneamente l'esercito rivohrniona.rio dalJ'Ttalia Rettentrional e scende nell'Italia centrale e mcridionalle; e la Lombardia., Roma e Napoli si cost ituiscono a Repubblica. La 1pace di Campoformio segna


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fa fine di questa ca-mipagna: Napoleone Buonaparte rientra, vitto. l'ioso a Parigi ma è accolto dall'invidia e da(lla diffidenza del Di·

rettorio. Durante questo !Periodo burrascoso sorge in Francia un astro luminoso della chkurgia militare: il barone Domenico Larrey (:fig. 80). Nato a Baudean, JPresso Bagnères dc Bigorre (alti Pirenei) 1'8 luglio 1766, si laureò alPpena ventenne, col provvido aiuto dello zio, a, 'l'olosa, e l'anno seguente, dopo un brillante concorso, fu no-

Fig. 80 -

Domenico Larrey (1766-lSd,2), cl:t Bauclcan (alti P ire.nei) Chirurgo in ca.po clelfa. Grande Armata. · (Quacfro di Guérin - Museo di Val de Gr!\ce, P arigi).

minato chirurgo maggiore nella ma,rina ed imba1·cato sul vascello «Vigilante», parteciipò alla campagna nei pressi di 'l'erra.nova. In seguito si trasferì a Parigi per completare i suoi studi sotto la direzione di Desault e Sabatier. Larrey pre,ge parte a ben 26 camrpagne attraverso l'Europa, l'Egitto e la Siria, e da Napoleone fu proclamato « l'uomo più vi1·tuoso che avesse mai conosciuto». Fu uno <lei sostenitori d ell'intervento d emolitivo (fig. 81) nena cura deUe ferite d'arma da fuoco, ed è ormai leggenda(ria la sna attività dopo la battaglia della Moskowa,


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del 7 settembre 1812, ,quando, in una sola giornata, [Praticò da solo amputazioni, mentre n~lla sua ambulanza furono curati oltre GOOO feriti su 9500 colpiti. Malgrado la corrente che già si era dif0 l'usa a favore del metodo conservativo, il Larrey non volle desistere dal principio che la ferita prodotta dall'intervento chirurgico rappresentava un traumatismo , ipiù semplice di quello provocato dal

ioo

Fig. 81 -

Un'amputazione del braccio destro sotto il primo impero.

proiettile e rendeva più agevole e meno pericoloso il trasporto dei feriti a grande distanza, favorendo così quellla disseminazione, che costituiva il mezzo più e:fficaoe, specialmente .nelle guerre immani del tempo, per sottrarre i feriti agli effetti disastrosi dell'affollamento negli ospedali e co~seeutivo sviluipp-0 della cancrena nosocomia,le. D'altra ipa,rte, dato il cara.ttere perm~mente della guerra di mo-


-320vimento, ocoorreva, far presto e ridu,r,i·e al minimo gili ulteriori interventi. Così narrasi che nella battaglia di WagraIU egli praticasse una. disarticolazione dell'anca in quindici secondi, senza calcolare il temipo oocorso per la legatura preventiva dell'arteria femorale. Nè con minore celerità nella battaglia di Essling amputò in pieno shock traumatico i.Il ma,r escialfo Lammer ddla gamba sinistra; e dura,nte la ritirata di Russia, affondato nella neve e sotto il tiro nemico, a, ma.la pena protetto da una mantellina da soldato, eseguì in due minuti l'amputazione dt>lla coscia destra ad un generale. Ed a ginstifkar,e tali interventi, ri1pirendendo il concetto di Le Dra,n, egli affermava, che l'amputazione era più eonscrvatìva della stessa cura aspetta,nte, per cni ne allàrgò i confini, e contribuì in gran parte eoilla sua attività a sollP.dtare i chirurghi di1pendenti a praticarla,, prima del manifesta.r si della cosidetta febbre traumatica e delle sue dannose conseguenze. Merito incontéstabile di questo grande chirurgo di Na1p-oleonc fu qtrnllo di avere attuato in guerra il principio di a,vvidna:re ospedali cd a,inbulanze al terreno d'azione, in modo che il soccorso, invece di attendere il ferito, gli movesse incontro. In oma,ggio a questo concetto di porta,re l'assistenza, accanto al pc,ricolo, suil ]uogo Rtesso del combattimento, oltre che a salvare la vita a migliaia di feriti, si coi1tribuiva a tenere elevato il moraJe delle trrnppe, offrendo loro l'immedia.to aiuto e si nobilitava vieppiù la funzione in guerra, del medico militare, che senz'armi si eSIJ)oneva vaJloroRamente a~l ,esercitare _la sua pietosa missione sotto _il tiiro nemico. Così il Darrey, giovanisRimo, ebbe il battesimo del fuoco il :lO settembre 1792 nell'attacco di Spica, .seguendÒ, come chi-l'urgo aiutante-maggiore, l'eRevdt,o <lel Reno (,fig. 82). Egli fece traRportare i feriti in un convento, appoRitamente sistemato, e traRcorRe tutta la notte ed il ma,ttino successivo ad operare e medicare jninkr•rottamente: ma le sue fatiche fllrono ricompenRate dalla soddisfa,z ione di aNer avuto soltanto 4 morti su 4.0 fe,riti, prop-orzion_c assai conforta-nte a quei temlJ)i. Il coraggioso chirurgo si segnalò anche nella giornata del 22 giugno 179~: e lo Rtesso Beaumarchais, testimone del !"!UO eroico coptcgno, lo addit:tva, alla, Convenzione con un lusinghiero rapporto : « Fra, i va,lorosi, egli Sùl'ive, che con l'intelligenza e l'attività hanno brillla.ntemente sel'Vita la. J:kpubblica in questo giorno, non debbo lascia,re sotto silenzio il chirurgo maggiore Larrey, coi


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suoi oolleghi, ch;e con le !Loro, instancabili c ure nella, medicatura dei feriti hanno diminuito ciò c he una simile giornata ha di doloroso per l'uma nità, contribuendo a conservare i coraggiosi difensori della patria )). Allo scopo di r iparare ai gravissimi inconvenienti derivanti dal ritairdato arrivo dei chirurghi sul campo di battaglia, J,ar,r ey iprolJ)Ose al generale in capo ed al Commissario genera.le di guerra di

Fig. 82 -

LaTrey medica i feriti sul campo di battaglia. (D:1 un q uadro d i Ve mey).

· ailottaire 1m'ambulanza mobilissim a (:ftg. 8.1), capace di ~eguire t utti i movimen t i defile t1·uppe, come l'artiglieria vola,n te. E n ell'ottobre 1792, in un combattimento dell' avrwg uardia di Ilouchard, nelle gole di Obe r -Ursel, l 'ambulanza volante di L arrey fece la ima prima iprova,, r end endo ÌIDJPOr t anti servigi . J~ssa er a allora costituita da t11e chirurghi e da u n infermiere, montati s u resistenti cavalli e dotati di. porta.mantelli contenent i la busta degli strumenti c hirurgici e ·s ufficien te dohtzione di maJieria1le d i medicatura. Dispo21


-322neva inoltre di cal'lri a 2 e a 4 ['Uote, traina,ti da una [>airiglia di ca·valli, su cui erano sistemate casse contenenti medicinali, armamentari, fascie, filaccie, compresse, viveri di conforto, coperte ed

'

Fig. 83 -

L'awlmlam1a. volante a due mote di Lanoy. (Soccorso ad un ferito).

un ce1·to numero di bardle. L 'amhulanza volante di Larrcy venne ufficialmente adottata nell'anno IV, con deliberazione della Con-

Fig. 84 - La.rre,y e la s11a ambulanza volante snl campo <li battaglia. (Da. un quadro delhL biblioteca dcli.' Accademia. di Medicina {li ;Parigi).

venzione nazionale del 30 :floreale, ma soltanto nella prima campagm1i d'Ita.Jia nel 1W6-97 potè essere largamente sperimcntatar funzionando come unità sanitaria di pronto socoorso (fig. 84). \


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Questa ambulanza v-0lante era stata controdistinta dal suo ideatore col nome di ce11turia, e<l era in detta spedizione costituita da tre decurie o ambulanze divisiona.li, dislocate rispettivamente a Udine, a Padova e a Milano, presso le divisioni di fa,nteria ed una di riserva l[}resso il gran quartiere generale. Ciascuna ambulanza divisionale comprendeva. un chirurgo maggiore di prima Cllasse,

'Fig. - 85 -

Carri-leggeri a due e quattro rnote dell'amlmlanza volante di Larrcy.

comandante; due aiutanti chirurghi {li seconda e dodici a,iutanti di terza, di cui due farmacisti. AJ questi si dovevano aggiungere un t enente ,con le mansiòni di economo, coadiuvato da un sottotenente; un maresciallo d'alloggio, quale commesso di prima classe; 4 brigadieri, come commessi di terza, più un sergente ma,ggiore, due fur ieri, 3 caiporaJi, 1 trombettiere, 1 tamburino, addetto alla custodia, dell'armamentario, 12 infermieri a cavano, scelti fra i sellai ed i '

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-324 maniscalchi, 25 a piedi ,ed a,ltri soiJ.dati di fatica adibiti aJla pulizia del campo ed alla inumazione dei ca.ùaveri, avendosi così un organico compJessivo di 113 individui : · sicchè tutta la centuria, compreso il chiru,rgo in capo, ammontava a 340 nomini. Al quairtier generale il chirurgo .principale, se trattavasi di un Col'[)O <l'armata o il chfrurgo ispettor~ gcneral,e se di un'Armata, impiantavano l'ambulanza del quartier generale, alila, quale erano assegna,ti i chirurg·bi più eminenti dell'cs,ercito, quali La,r rey e Pcrcy. Ogni divisione, per quanto riguarda il materiale, era dotata ' di 4 carri a 4 ruote e di 8 car'l.'i a due ,ruote per le z.onc montuose (fig. 85), .ricoiperti di tda impermeabile, muniti di un sufficiente numero di -fìnestrini per la, ventilazione int.erna e capaie.i di trasportare 4 infermi coricati su 1lettini, con mater~issi di crine, scorrenti facilmente su rotelle. Al:Iorcbè i carri [l<~r le forti pendenze non potevano avanzare, si provvedeva con reiparti someggiati, a mezzo di muli- o cava.Jli poi-tanti ceste, clrn oontenevano una discreta dota,zion"' ili mnforinlc chirurgico e di medicazione, in modo da poter rec~1re l'immediato soceori;;o fin sulle prime linee. Ogni ufficiale aveva inoltre una dotazione sufficiente di strumenti. e di medicature. Gli infermieri a cavallo pottavano una g,1'ossa hori;;a contenente materiale cldrm·gico e vari apparecchi; ,qucliJ.i a ipiedi era.n o provvisti di. uno zaino di cuoio, ripnrtito in diversi scornip:utimenti e contenente maJeriarle di medicazione. Queste ambulanz('\ volanti potevano, così a llest.ite, raggiungere con una certa rapidità (pialunque posizjone, e durante le guerre dell'In:11pero rappresenfa,rono un ,r ea.l e progresso nelln, prima assistenza sul campo clei ma1::1ti e feriti e 1·esero e·ffettivairnmte segnalati sc,rvizi agli. eserciti na,poJconici. f'.-

*

'f.·

N,elil 'esporre ] 'organizzazione del serv1zw sanitario durante la prima campagna d'ItaUa del 1796-97, ricorderemo d1e il Larrey, olt,re che mo]tjiplica,rsi come chirurgo in capo dell'esercito, contribuì validamente col Desge nettes, medico in caipo, alla lotta contro le malattie infettive. Nicola Renato Dufriche, barone T>esgenettes (fig. 86), nato ad Alençon nel 1762, medioo capo dell'ospedaiJ.e e della annessa scuola di Val dc Grà~ a Parigi, inizia con questa, guerra il suo


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lungo serviziD presso gli eserciti mobilitati, che continuerà attraverso l'Egitto, la Spagna, la Russia fino a. Waterloo, dimostra.u do· nell'alta ctwica di ispettore generale le ~me c,ccezionali qualità, di scienziato e di organizzatore. La: malaria, la, febbre tifoide, il tifo esantematico, !la, di sseuteria, lo sco,rhutD, [e ma,l attic veneree, furono le affezioni che colpirono pii.) frequcntemenLe gli eserciti imperiali in questa prima spedizione. . Nè si deve dimentkare l 'intcressamentD -pe1•so1rn,le di. Napo.leone Buonapa,rte per la salute delle trn1ppc, che mai si smenti in

1''ig. 86 - Nicola R enato Dnfrichc, 1,arone Desgenettcs (1762-1837). Medico c:~po -d i Val-de-Gri.l.ce - I spettore Gent1rale. (Quadro cli Vernet - Museo di Va.1-tle-Grac,•, Pa.rigi),

tutte le successive campagne. Nelle· f.requenti visite agli ospedali te1;ritoriali, avendo rilevato e lle ipiù di 500 infermi si trovavano senza letto, eg1li ordina la requisizione immediata dei conventi e delle chiese, coll'obbligo per pa.rte dei religiosi di fornil'e i letti, jQ pane, la carne e tutto il nccessa,r io per gli inf~rmi. Dà inolUo disposizioni porchè i malati e feriti di [)arte nemica siano ricovera,ti in ospedali separati, e possihilmente cmati dai medici milita,ri della stessa, nazionalità. Così, dopo ihL battaglia di c ~u~ti-


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glione delle Stiviere (fìg. 87), di 2000 infermi che affollavano le vie di Brescia senza mezzi di ricovero, determina che ne siano ricoverati 300 in ogni convento; e non si perita di scendere nei jpÌÙ minuti particolairi nelle var;ic iruposizioni, che vuole anzi detta,r e personalmente: 6000 c-amioe, 3000 braccia' di tela iper medicature, 30000 pinte di vino, 1500 litri di acquavite, dieci fusti di aceto, 2000 libbre di zucchero, aooo limoni. Ordina inoltre che a Mantova cd a, Legnago, ove regna la malaria, l'effettivo dell'esercito sia ridotto a quello st11etta,mente necessal'io.

Fig. 87 - Trasporto dei feriti su carri ùi requisizione nella battaglia 1Ii Castiglione delle SLiviere del 17!l6. (Da un quadro di Vernet).

Ed .a,n che nelle vmrie iRpezioni fatte dopo la battaglia di Rivoli (fig. 88) agli ospedali di Roilogna, Pavia, Milano, Brescia, Treviso, non si limita ad una visita somnwT'ia, ma. vuole rendersi conto di ogni minima [)articolarità del funzionamento. Così le sue minuzimie indagini conducono ad accertare fìnanco fa mancanza di recipi<'mti per la lavatura delle ferite, di biancheria e fìlacde per fa medicatura d-elle lesioni, di orzo e di miele per i


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decotti, della corteccia di china. E la sua inchiesta si estende anco,ra nel camrpo amministrativo. La retta ospedaHera rè fissata per ogni infermo a 32 soldi, più 8 soldi per le spese generaJli : ciò, secondo l'imperatore, è eccessivo, da.ti i prezzi del cahniere; e riesce a farla ribassare a 26 soldi per gli ospedali milita,r i' ed a 20 por quelli civili.

Fig. 88 -

Battaglia

(li

Rivoli (14 gennaio 1797).

A questo proposito non sarà fuor di luogo ,rioordare che a Milano nel 1798, nell'ex monastero di S. Ambrogio, venne impiantato ·~ osipedaJe millitare. Esistevano in preccd,enza nella città due altri sta.bilimenti sanita,ri militari: uno nell'ex collegio dei nobili, della capacità <li circa 300 letti, l'altro in S. Francesco per il ricove,ro <leg1i sca,bbiosi, entrambi poco ventilati, umidi ed in condizioni igii:miche molto preca,rie. Fu quindi un opportuno p1,ovvcdimcnto di Napoleone gue]llo di istituire un nuovo ospedale militare a S. Ambrogio. Quivi, fino dall'anno 783,


- '328 esisteva un convento di Benedettini, che durò fino al secolo XV: nel 1498 il cardinale Ascanio Sforza, su disegni d,el Bramante, :foce costruir,e l'attuale fabbricato coi due grandiosi chiostri, che ancora oggi sussistono. Questo monastero ebbe ]'onore di ospitare illustri personaggi : Federico Barba1·ossa, do1po la paoc di Costanza, Arrigo V, A,r rigo VII, i papi Innoc_enzo IV, Gregorio X, Benedetto III eoc. Da un tprocesso verbale di ricogni¼ionc dei locali oocu1pati dall'armata francese in .Milano nell'anno l° della Repubblica Cisalpim1,, si ri1leva die fnnzionavano a llm·a, i scg·iwnti oSlpcdali militari: ospedale di S. L:q ca oon 300 il .etti; S . Vitto,re con 300; S. Ii'rancesieo con 400, S. Ambrogio con 500, R. Semplicia,no con 4n0 e S. Pietro con 500; quest'ultimo destinato esclusivamente per ricovero di feriti. 11 6 settembre 17!J8, come da ordinanza, cornunicah1 al cittadino Le Noble, commiss~1rio di guena, l'ospedale di S. Ambrogio fn mii!pliato a, }nezm dell 'o<·c11pazione ,rlella, hihli{)tPca e <li ::1.ltre sta1rne annesse, che servhrano per abitazione dei frati. Venne in seguito trasformato in una vera Scuola di sanità militare, e, con deoreto del Vicerè in data 24 febbraio 1807, furono sta.biliti dei corsi di . perfezionamento tcorico-ipratico di clinica medica e di operazioni cllirnrgiche per gli uffic iali di sa,nità di sooonda e terza clasRe, con esami fìnaJi. Qrnalc professore di medicina, venne chiamato a ,S. Ambrogio il celebre dott. Giovanni Rasori, e, come professore di clinica ed operazioni chirurgiche, il dott. Paolo Assalini, primo chirurgo del Re, a ciascuno dei quali venne accordato il compenso annuo di 3000 ~ire. Con snocesi-ivo decreto <lcl 1807, furono introdotti altri mi-· gilioramenti nell'ostpeda]e: l'istituzione <.li 2 scuole cliniche e l'erezione di un tea.tro anatomico. E con altra ordinanza del 24 marzo 1808, la gioirriata, di d_egPnza degli ammaOati venne così contabilizr.ata : per il vitto L. O,Gl); per riscaldamento cd illuminazione 0,13; pe,r medicinaU 0,10; per Javandcria 0,04; iper riparazione biancheria 0,02; per rilJ)a1razione delle Slllppellettili di <;ncina, 0,15; per sopmssoldi ed altre sp,ei-:e stra.onlinaric 0,04: totale L. 1,27.

E veniamo a1la campagna di Egitto del 17!)8. Questa spedizione fu decisa <la.l D~rettorio francese per attacca.re l'Inghilterra,


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la quale cresce.v a sempre più di pot,enza nei mari, allo scopo di !Portare un colipo e mina<:cirure i fiorenti commerci con gli estesi possedimenti india,ni. Il corpo di spedizione, comandato daHo stesso Napoleone, fu costituito su cinque divisioni di fa,nteria ed una di cavalleria, della forza complessiva di 35000 uomini. Incaricato della direzione dei servizi sa.n itairi di Oriente, fu lo stesso Domenico Larrey. Questi, per assicnr~1re il personale n ecessario, scrisse allle università di "Montipcllier e di Tolosa,, ipcrchè gli inviassero un dato numero di chirurghi istruiti, coraggiosi e capacì di sopportare i <lisagi di unni lunga c:1mpagna, coloniale: ed in breve tempo ne ebbe 108 a,i suoi ordini. E li volle seoo con· senzÌPI\ti per dottrina, per ave1·li poi sicuri collaboratori nell 'azione. Perciò nei giorni che prccedette,ro la partenza li addestrò in esercitazioni ipratichc nel] 'ospedale militare di 'l'alone, ov,c preparò trenta casse di appa1·eccl1i, spedite con altro bastimento, catturato in seguito dagli Inglesi. E durante In, tfiwcrsata li int,rattt~nn e con lè:doni "~ con rf\1°,c\nze. TI corpo (li spedizione, imhar<:ato su 280 navi d a trnsporto, salpò da Tolone il 20 maggio 1798, ~ortn,t o dalla flotta di 45 vnscel]i da guerra, riuscendo abilmente a d elndere la, vigilam1a deilfa, crociera inglese agli Ol'dini dcll',a rnrniraglio Nelson. D oipo Poc,e11 pazione di Ma]ta, avvenuta il 10 giugno, la flotbt si diresse acl Alessa nd r ia d'Egitto, cl1e, cinta di hllooco, fu conquista.tu il 1° lug1io (101po qualche ora d i com ha.ttimPnto, con una, 1perdita di 120 uomini ; fra, .q1wsti, i generali Kleher e :M.enon. L'esercito quindi àvanzò nel deserto, risalendo la, riva sinist,ra, del Nilo, dopo avere stabilito in Alessandria una forte base, con tappe a, Damanboor e·d a Ramani.eh. Qui.vi NHl))Oh'one fu coilpito da: un calcio di cavallo alla gamba destra, 1·iportando una forte contusione che fu cul'ata dal Lal'rey. · Il 21 luglio 1798, all'altezza, delle Piramidi, i Francesi. si scont ra,rono con l'esercito cgizia;no al coma,ndo di Murad-Bey e di Ibral1im-Bey, i quali disponevano di ottima cavalleria (mamelucchi), ma · di mediocre fanteria e al'tig]ieria. Le forze francesi, in formazione di. quad1·ati_con le salmel'ie al centro eostituenti altrettante fortezze mobili, ;resistettero energicamente all'u,rto d el[a cava,Ueria e con conti-attacco .vigoroso conquista,rono il campo nemico, raggiungendo rapidamente il Cafro ed avanzando anche nell'alto Egitto. Ma, n el frattempo, la flotta ing1eRe, con abile


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manovra, tagliava nel Mediterra.neo ogni comunicazione del corpo di spedizione con la F,ra,ncia. Alppena [e truppe si impadroni,rono del ' Cairo, Lari'ey fondò nell'ospedale princiipale una Scuola di chirurgia .p ratica per ·n perfezionamento dei giovani chirurghi dell'esercito: od egli stesso eseguiva i.grandi interventi o li faceva esegui,re sotto la sua diretta .sorveglianza dagli allievi, da,i quali esigeYa ,relazioni per tprecisa,re ile operazioni e li sottoiponeva ad esami rigorosi per accertarne l'idoneità all'avanzamento. Questa preparazione dei giovani alla chirurgia di guerra fu una delle più costanti ipreoccupazioni del La.,n ey, che in tutta la sua cm'ricra gli f,ruttò un grande ascendente fra i suoi dipendenti. Nella primavera del 1-799 Napoleone Buona[>art,e, con un esercito di 13000 uomini, lasciate i-mfficienti forze in Egitto, moveva verso la Siria contl·o i Turchi, che minacciosi si erano ,raccolti in modo impressionante, ed il 16 aprile li. sconfiggeva a Monte T,~1bor e quindi cing,eva d 'a,s sed io S. GioYanni d'Acr i; però, essendosi i Turchi portati in rapida offensiva attorno ad A lessandrfa., Napoleone ritornò p1·011ta.11.neui..c in Rgitto, ed il 2G luglio rimase vittorioso nuovamente ad Abonkir. Mt~ i disastrosi fatti d'Europa metton'o in peTieolo la, ]'rancia, e Na.poleont'. è ohhiliga.t.o a ccde1·e il comando a Kleber ed a. torna:rsenc ra[Pi.damente in pa.trh1. L' Austria, a.Ueai..a con la Russi.a, combatte in Italia i Francesi, i quali sono costretti ad abba,ndonarc Napoli e Roma; e, sconfitti il 19 giugno 1799 sulile rive della Trebbia. ed. il 15 agosto a, Novi, si rifugia,no a1 Genovt1i, mentre a,lt,ri insuccessi riporta.no in Germania e solo il gcnel'ale Nfassena 6esce vittorioso a Zurigo. Buonaparte. in questa cdtica situazione <folla Francia tenta il colipo di mano del Brumaio, ahba,t te il Direttorio e si fa nominare primo console. 'Anche in Siiria, Domenico Larrey riusd. ad organizzare i servizi sanitari così efficac,emPnte, che alla hatta!!lia di Ahoukir (fig. 89) nessuno degli 800 feriti rimase ipiù d'un quarto d'ora privo dclJa ne<>..essaria a..<,sistenza. Ed egli stesso ne curò i[ trasporto tper via acquea fino ad Alessandria, scortandoli. .Personalmimte : e li fece distribuire nei vari ·?Spedali colà impiantati, sorvegliandoli per oltre <lue settimane. Tutto dedito alla cura delle trnppe, egli non si perita,va a stigmatizzare anche in pubblico gli ordini suiperiori che venivano ad ostacola,re 1,e disposizioni da lui emanate, come, ad es. , quando a[la frontiAra, di Siria i cammelli, che egli aveva ,1•equisiti eò at-


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l1·er.r.ati [)e<r il trasporto di malati e feriti, furono improvvisamente 1lcstinati ad altri servizi. · T,r e giorni e tre notti consecutive furono nrecssari per medicaire i feriti di ,Giaffa, che furono in ,seguito per mare e per ter1·a avviati in Egitto. Gli ap1pestati furono ·la.sciati ad El-A'irich, ove rimasero fino a perfetta, guarigione; quelli che non vollero rimanere furono 1ravolti ncil viaggio dal kamsin, quantunque fossero sfati requisiti per il trasporto fino i cavalli dei ge ne rali e dello stesso Buonaparte. 1

J<'ig. 89 -

Feriti medicati sul campo cli battaglia d' Aboukir·. (Campagna d'Egitto).

La-rrcy, nelll'anno 1803, XI della Hcpubblica, consacrata alla dea Ra.gione, non esitò di apporre come epigra,fe alla sua « Re.l ation hùdoriqite et chirurgiqu,e sitr Fempedition de l'Année d'Orient en Egypte et en Syrie >> le pa,role di S. Pa,olo : « Liffl'ictiones me manent. Veritmi nihil me rnovet, 1Jeqite vita me.a ca,ra est mihi ipsi )). In questa relazione egli si era prefisso di « esporre i mali causati dal fer.ro e dal fuooo ,e di indkare i mezzi a quelli opposti dell'rurte del guarire : compito che, se non è briWante, ha il merito di essere consolante per l'a,t nico dell'nma,nità,, face:ndogli s1pera,re che l'cspel'ienza òel rp;:i.,ssato diminuirà se non la, somma, pet lo meno la gravità òei mali della, guerra)).


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Qon un verismo impressionante egli descrive la tragica fine del giovane Soleyman èJl Halcby che aveva pugnala.to aJ cuore il generale Klebcr; « Il cor:tggio e la imperturbabilità con cui egli si lasciò br1icia,r c la ma.n o destra ed impalare Jascia,no attonito l'uomo Rensibile e p1·ova.n o quanto ]a ferma volontà dell'individuo influisca sulle sensazioni fisiche. Egili visse circa1quattro ore delle più a.troci sofferenze, senza emettere un solo htmento. Lft mano era stata bruciata fino alle ossa, cd il p::ilo, dopo aver dila,corato le viscere del basso ventre, i nervi ed i vasi, aveva, fratturf1to H saò·o e due vertebre lom ba.ri e si era conficcato nel èam1le verteb1·al e)). A ,dimostra.r e l'animo generoso di La,rrey verso i feriti indistintamente, basti citare questo episodio. I mi1melncchi, v,enen<lo meno a.i patti della 1•esa,, avevano nei pressi de1l forte di Rl-A'rich sgozzato i feriti e deca,p ifato il chirurg-o na,r]jer, che li assisteva.. Orbene, riconquistato il forte, furono ,rinvenuti rn~i sotterranei una quindicina di rnanwlur.d1i feriti .PT't'seni.ant.i lmhhoni 1PC1?tilerndali e rpia,ghe canerenose, e<l il La,rrcy con aHo sentimento urnanit:uio li fece isolare e 11i medicò 1pe1·s01rn,lrnente o li fece cural'·e alla, sua presenza,. Nella stessa, relazio1rn ,clellft. ca,rnpagna rl'Oriente il Larrcy riferisce che Ja maggior 1parte dei ~5.000 soldati, di cui fn compost,t J'31rrnata, fu colta da, oftalmia: e ne attribuisce le cause aJle fatiche · d'ogni specie, alle m arcie forzate, ai turbini di sabbia soHeva,ta dai venti ed ai mezzi insumcienti, di cui ernno 1p1·ovvi8ti i soilda,t i pe1· premunirsi. dal sole cocente durante il giorno e (lal f•r eddo umido dellJ.a notte . Le affezioni oftalmiche, ,e impraU.ntto H tra:coma, furono infatti una do)o,rosa pre·rogativa di questa, campagna. La,rrey nella ~ua relazione fu uno dei primi a crioonoscere la natnrr1 contagiosa della · congiuntivite granulosa . Durante la, spediziorn\ l 'oftahnia cominciò ad invadere la, divisione Dessaix, la quale nell'Alto Egitto era im pegnata contro i mameiluccbi, quando i soldati dovettero restare a lungo nelle barelle ga,l leggianti sul Nilo. Nella batta.glia, di Aboukir i soldati, affranti da continue fatiche, si troYarono costretti a. bivaccare su di un suolo olt,r emodo umido ; anzi i loro Mcamparnenti subirono un improvviso allagamento fi110 aJle 1·0vine dell'antiCTL Allcssandrja, avendo i nemici rotto le dighe dei


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laghi. Orbene, in poco prn di due mesi, oltre 300 uomini furono costretti a, ricoverare negli ()Speda.li per affezioni ocul ari. Nel mese di giugno del 1801 il passaggio dei venti nord-ovest e la piena del lago Magdeych, ]e cui acque stra,ripa1·0110 negli act:ampamenti, fecero sviluppare nuove oftalmie ll'ihelli, l e qualli colpirono altri 3000 soldati. OsRNva, in fine J,arrcy che il'oftalmia 110n attaecò sempre i reggimenti francesi con ·eguale intensità; molto diffusa e grave nell'anno VII (lWB) , fu limitata e benigna nell'anno VIII, la qua,l di:fferen1,a si lfove a.tlrihuirc alle rnarcie faticoRc compiute nel 1799 attraverso deserti privi òi acqua <low i soldati passa vano brusca.m011te <lall'eocessivo calore s<,e.eo a ll'nmjdità dell!], notte. Il generale medico .Assalini, che faceva pure iJ:11rte <lella, spedizione, osSérvò inoltre che, esponexufosi aU'aria deilla notf.e, si era, presi immediatamente dall'oftalmia, sebbene l 'inondaz.ione impedisse l'azione nociva, d<òJla. polvere e della sa bbia. Alle osserva.zioni di Larre_y <>fl Assaliui, Joouvicl~s aggiunge nn :p articolare import:rnte : << Il vento umido pesa sull'Egitto dal maggio al novembre, con un maxjmum che si m.a ntiene qua-s i invar•iato dal settembre al 15 11ovembre (crescenza del Nilo) e pl'oduce ~offcrenze di gran lunga · mag-gfo.1·i -che jl c alore secco e diviene non soltanto una. causa prOOiRponente cli iprim'ordine al tra.coma per tutti gli abitanti, ma ~~ltresì il nemico terribile per chi g'ià ne è affetto >>. I~ <la ricord~1re ancora che l'cserdto f,1'a1nccse d'Oriente cominciò ad essere <locimato dalle ma1laUie infettive: fin dalla soa avanzata sul Cairo, la d-isscntR.ria, jl tetano, e soprattutto la,'peste fecero bf>..r1 presto fa1·ga stra,ge . Quest' ultima nel trfonnfo ] 7991801 col[Pì cirea :300 uomini, con 1699 morti. J.<'urono impiantati la7.zaretti a Rosetta ed a Damietta, e si istituì un Consiglio di &1nità, che, fra le opportune mistn·e fP•r ofilattichc, prescrisse di bruciar,e gli in dumenO dei ipe~.tosi ed a.i medici ed. i11fer;ruie1•i di cop!'irsi il voilto con una. :tnaschera. <li tela, dj indossare una tunica eerata e di calzare sandali impermea.h ili. Lo stesso Buonriiparte accolse la p1·oposta <li Larrey di sostituire [a divisa di tela di ootone dell'esercito operante con a,Jt,ra di lana, di acca mpare possibilmente le truppe in loca.lità elevate , di fare una distribuzione <li aceto e di acquavite, quando dove-


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vano bivac,care in zone pah1stri, di 1ton lasciare i cadaveri esposti all'aria e di seppelliirli appena possibile. Dotato di grande intuito e larghissima esperienza di guer,ra, Napoleone sosteneva che « era men-0 dannoso combattere una sanguinosissima battaglia, che far soggiorna,re l'esercito in luoghi ma;Isani >>: si dovevano IPercjò evitare le r-ive dei fiumi e le località acquitrinos~.· Riteneva inoltre che la buona tt1imentazione, associata ad un ,razionale allenamento, fosse il più efficace mezzo per conse.rva.r e la salute del soldato. Colla, sua vivida mente e multiforme ingegno fondò inoltre al Oa.iro l'Istituto di scienze, del quaile f.ecero JH.n:te il medico capo della Sipedìzione Uesgcnettes, no,ncbi' i celebri Monge e Bt>rthollet, che averano accompagnato Napoleone in Egitto. Questa, Accademia, composta di medici, · chimici, naturalisti, ingegnr-,ri, fu di JH'ezioso aiuto nella, difesa profilattica dell'esercito da~le malattie infettive. Si riuscì infatti coll'autoritù di questo ailto consesso ad imporre a.gli abifanti dPllc ci1J:ì, nn:1, relativa. pulizia, osta,colata fra gli Arrahi fino alilora, d aJ .fanatismo ,religioso, e con ene1•gid1e disposizioni fu vietato lo spandimento delle irnmonde,r,,r,e ed ill rista,gno delle acque luride. In caso di minaccia di epidemia, pestosa, i soldati e1·ano sottO[)osti ad un bagno gcncraile cd a contemporanea completa ed accurata lavatura del corredo: ad infe,r,ione condarnata., ,;ii sgom, beravano le truppe dalle· loca.JitfL colpHe, tl·asferendole in quarantena in ba,raccamenti o sotto tende isolate, mentr-e i cadaveri erano inumati in fosse speciali, c1Je si coprivano con ca.I ce viva. Per non provoca1·c e diffondere jl panico nell'e1·H~rcito, Buonaparte voleva inoltrC> che l'Istituto S(;ientiJìoo <lichiarasRe esp1licitarnente Ja non co11tagiositù della !peste: ma lo stesso medico capo DeRgenettes, che prnr si era inoculato volonta,rfa.mente, a,Ue regioni aRcellare ed inguinale, il pus di un bubbone, rper dimoskarne l'innocuità ed _infondere così coraggio ai soldati (fig. 90), fu energi<;o oppositore deilla prO[J)osta, e, ri1petendo l'apostr()fc di FiJippo aid AlessandTo, attaccò anzi vivacemente Napoleone. Questi, che voleva essere considerato nelle a.ssemblee come un semplice membro dell'Istituto, uguale agli. alt,ri, non se ne risentì; e perciò l'incidente non ebbe alcuno strascico cìisciplina,re. Rioordoremo infine, per dirnoi::trare come Buona1part,e si occupa,si::e <li ogni minimo particolare per il ben~ssere delle truppe,


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che con ordine ùel giorno 21. dicembre 1798, dis;pose :

« che tutti

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giorni a mez1,odì fossoro ,suonate neJle ipia,zze, dalle musiche <.lei corpi, (>resso gli ospedali, aJlcune arie, c he inspirasooro gaier,Y.a agili rummalati e ricordassero loro gli. eipici momenti d elle campa,g ne passate ». P er Io sgombero dei malati e feriti si dovette ricorrere in f[Ucsta spooi7.ione ai ca,mme lli, portanti ai bMti., sospese a mey,zo d i cinghie, delle lettighe di vimini, su cui si a dagh1va,no gli in -

Fig.

no - Il

mc4ico c:1po Dcsgo11ettes ai iuo c11J~. l a poste. (Campa gna. d' Egit to) . .#

fermi seduti o sdraia.ti ed era.no sistemati in modo da non ostacolare il cammino ed i movimenti del quadrupec1e. P c,1.·ò tale adattamento non era i1Umune da Ìnconvenien ti , poic hè dura nte il trar sporto si determinava un duplice movimento di beccheggio e d i rullio, Jl)Cr il qu ale il cammello veniva chiamato nave del deserto e che l'endeva malagevO!le il viaggio a.gli infermi. P er ipowr far percori'erc.lungbe distanze a,i feriti, Lancy imm obilizzava gli a'l'ti in al[}parcoohi inamovihi l i fatti di sliriscie <li carta, fis~a.te con bianco d'uovo, e si moltiplica,va neWjmprovvisa1·c ogni mrzzo dj pronto soccorso p er far fronte alle vUtrie esigen1,c ; sicchè, ben a


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ragione, il suo nome diyenne popolare fra le truptpe e non a torto fu chiamato « la p,rovviòenza del soldato)). M& questi mezzi di . trasporto si resero ben presto insufficienti, ed allora forono utilizzaiti tutti i cavailli disponibili , compresi quelli {legli ufficiali. Natpoleone stesso diede ,p er primo l 'esempio, cedendo il suo magnifico cavallo arabo c ma1·ciand-o rper lungo temipo a piedi, al seguito delle truippe. Fl si ricorse ariche per lo sgombero agli asini, mediante barene someggia-te.: Si utilizzò infine il trasporto ~Jer via acquea sul Nilo, a, ·mez7,o di. convogli <li barche~ dotate di bareJlle flessibili e di casse oontenenti viveri di conforto e ma.teriali di p,ronto soccorso. A complemento delle smnma,rie notizie delle guerre del pe•riodo della rivoiJnzione (J7!)2-J804), dteniamo di qualche jnteresse accennare rapidamente agli ultimi fatti d'ar·mi in relazione all'a.ssistfmza sanitnria. Nella. primavera del 1800 Na,poleone organizza attorno a, Digione un esercito e prepa,ra, una, soconda campagna in Italia. ,cont-ro gli Austriaci per venire in aiut,o dellle t-ruipp~ del ge. nerale ~ assena, bloccate a Genova,. .nel corpo di spedizione fa parte anche una legione italiana, a gli 01·<lini del generale Lechl. che si distingue per vaJore e disciplina. IJ grosso delle truppe consofari . . • I va,lica le Alpi per il passo deil Gran S . Ber·nardo attraverso fatiche e disagi <l 'ogni sol'ta: lo stesso Napoleone è oostrct to ad abbandona.re i cava,lli a, servirsi deJla ~litta per ruprirsi un va1•co fra Ja neve alli ssima. Fina,l mentc ~ alla fine òi ,m aggio, i r eparti d'avangua,rdia, occupano Chivasso, ed il 2 giugno nuonaparte e-ntra vittorioso in Mila,no e proclama fa repubblica cisalpina. Quindi, la · sciato pa,1•te dell'esercito in difesa d.f\lJa. linea del Mincio, ,con un corpo di 28.000 uomini p assa il Po 1ner· atfa{'.<:arc gli Austria<'-i radu nati in Alessandria al ,coma ndo del gene,raJe Melas, cl1e dispone di :n.ooo combattenti. Il 14 giugno, in un primo scontro a Marengo, i reparti fran· cesi di Lannes e :d i Victor sono res,p inti e sta,nn.o 1)er -essère sopraffatti ed aggirati. Nrupoleone, eon la Rua mente geniale, intuito subito i1l peri.colo, richiama immediat:unente il corpo del g,enerale Dessaix, che operava, su Novi; ed a S. Giuliano gli Austriaci, che movevano ve,rso Tortona, sono .sorpt>.esi con un sf',condo e più vio lento comba.ttimento da questi nuovi rinforzi. E si :fi.nh;ce colla vittoria dei Francesi e la fuga disordinata del nemieo in Alcssa-l}<lria.

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Nel dicembre 1800 _i Francesi sono ancora vincito,ri degli Austro: bavaresi ad Hoenlingen, e la IJ?UCC di Luneville, e successivamente queMa di Amiens con gli Inglesi, ridà alla Francia i territori e la potenza ;peirduti: dopo quattro :mni Napoleone cinge in Parigi la corona iIDJPeriale. Non molto confortanti furono le condizioni igienico-sanitarie degli eserciti della rivoluzione durante questa seconda campagna d'Italia. Dopo le hatta,glie di Marengo (fig. 91), Montebello e Casteggio (:fig. 92), per Fingente quantità òi feriti, si fu costretti a \

Fig. \ll - Battaglia di Marengo (14 giugno 1800) (Napoleone conforta i soldati feriti). '

distenderli sulla paglia, e su questa si eseguivano gli interventi chirurgici più im!Portanti e le medicazi<mi, con personale inade guato ai bisogni. Anche i mezzi di sgom hero si ,resero fin da,ll'inizio insufficienti.

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l .SERVIZI

SANITARI MILI'l'ARI NELLE GUERRE NA POLOONICHE.

Quantunque la storia delle guerre napoleoniche, svoltesi in una ra.diosa cpo1Pea, a.hbfa avuto una larghissima trattazione e sia ormai t,rOll)po nota alla g:ran<le maggioranza degli· 1stndiosi~ . non ci sembra tuttavia del tutto s1uperfiuo di riassumere in precedenza, brevemente, i più salienti avvenimenti, allo scopo di meglio inquad>rarc 22


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nei vari episodi l'organizza,zione sanitaria, che lo stesso Buonl}(Pa,rtc ebbe sempre l1 cuore, come uno dei più importanti coefficien~i della, vittoria, 1:prepa,r anclo così 1'jmme11 so scenario, nel 11uale oltre agli a.tt-Ori principali deJl a leggendaria eipoca, Napoleone e -i suoi marescialli, agira,nno j ipiù eminenti personaggi d-ella medicina e della: chirurgia militare d,el tempo. Nel 1804 l'impera,torc Ruonaparte prcpa,r a ncl]a Fra,n cia del nord contro J' Tnghilt.,er,ra, un formidabile eser-· cito di 140.000 uomini, con 450 rpezzi <li a,rtjglforia, cd istituisce una'

Fig. 92 -

Battaglia di Montebello e Casteggio (17 giugno 1800).

nuova, unità tattica,, il corpo d 'armata, corruposto di due o :p h) divi sioni, al comando di un maresciaJllo, al quale come titolo nobilia,r c· viene concesso di aggiungere a.J casato il nome del luogo, ove er:ano maggiormente rifulse le s ue virtù militairi. Si viene così a costituire la. famosa Grande Àrma.ta, formata da otto corpi d'a,r·mata, ,c ompreso un corpo SIJ)ecia.le t ratto dalla Gua,1·dia imperiale e da sette divisioni di cava,] leria, di l'iserva,. Ai p,rimi di ottobre dc] 1805 Napoleone porta ]'ommsiva contro 1' Ansti-ia e fa, Russia, che si era.no a,JJ eatc in seguito aJ. la:vorìo di-


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µlomatico dell'Inghilterra, la quaJe cercava ogni mew:o pe,r Jibe,rarsi dalla continu3,, minacciosa pressjone francese, e raccoglie il suo esercito nella zona dell'alto Danubjo. Quindi con rapide manovre muove lungo il corso del fiume, scontrandosi ad Ulma con gli Austriaci a,l comando dd generale M.r1ck. Il 20 ottobre successivo entra vincitore in Vienna ed H 2 dicembre seguente nei piani d' Austerlitz impegna contro gli Austrjad · l'epica hattaglia, che segna con la, vittoria lar fine della breve campagna: nell'esercito francese si ebbero in questa giornata 12.000 nwrti .e 94.000 feriti; neille truppe ;1iUstro-rnsse 2G.OOO morti e 84.000 feriti, oltre migllh1ia di decessi peir dermotifo. Nel f.rattempo il generale Ma,tssena in Ita.lia inizia l'offensiva . contro le trUJ)pe <lell'a,rciduca Oarfo, e do1po lo scontro incerto di Oaldiero, occuipa la regione veneta e valica le Alpi Giu[ie, mentre ]'esercito russo ripara in Polonia. Si conclude così ]a. pace di Presburgo f,ra, F,rancia, ed Austria, per lfL quale Napoleone, con la ces1,sione deJla Dalmazia, della. V.ene7..ia e del Tirolo, assegnato poi alla Baviera, alla-l'g·a note.volmente l'im!J)ero fran<'el'«: . e, nonosta,nt{' ]a sc-0nfitta, della flotta, inflitta. dall'a.mmil'aglio Nelson a Tmfalgar H :tO ottobre, sullle coste spagnole, accresce semdhilmente la sua ìf.)Otènza ed il suo prestigio militare. Nel 1806 Napoleone muove guer1·a cont,ro ]a P,rnssia, che si ri_. fiutava <li riconosoere la confedera,z ione rena,n a, da, lui presieduta: e mentre il generale Massena con le ime truppe si dirige in Ita,l ia per conquista.r e il regno di Na1Poli, egli r a,ccoglie l'esercito in F,ranconia ·ed invade la, Prussia. Il 14 ottobre a .Jena i Francesi si seòntrano coi P~ussiani e li sconfiggono jn una memoranda, battaglia, la.scia,n do sul campo 6000 moirti e !ln.000 fe1·iti, la,ildove le perdite avversarie -sono ,rispettivamente di 12.000 e M.000: si aprono ('.OSÌ h1 via di Berlino ove entra.n o trionfalmente il 26 dello stesso mese, m éntre l'esercito IJ)russiano, decimato, si ritira, verso la frontie!'a russa, unen<losi aJle truppe delll'imipera.to,r e Alessandro. Nel febbraio 1807 l'esercito francese invade la, Polonfa, ed il giorno 8 in un altro non meno famoso com.b attimento si batte con esito inc~rto coi Russi ad Rylan. I Francesi banno 15.000 morti e 79.000 feriti; gli alleati 18.000 e 74.000. L€ .opera1r.ioni sono sospese durante l'inverno e ]a primavera: e riprese' n ]4 giugno nellla pianura di Frieòfand ove s'impegna la battaglia decisiva,, con la vit t,oria dei ]'rancesi, che lasciano 12.000 morti e 8f>.OOO feriti, mentre i Russi ne perdono l0.000 e 46.000 : la ipaee di 'rilsitt segna l'ail-


-340leanza tra, la, Frai1cia e la Russia, che si <lividono quasi tutta l'Europa. Nello stesso anno l'imperatore Napoleone invia un altro corpo di s:pedizione in PortogaJlo al comando del generale Junot per com,pletwre anche su quelle coste il blocco continentale contro l 'Inghilterra, deciso a Berlino nel 1806. E nel 1808 jnizia l'occupazione della Spagna, spedizione <li lunga durata, poco fortunata per il clima disagevole, per le scarse vie di comunicazione e per i continui dissensi t,r a i va,r i comandanti: in que~tecondizi-Oni i Francesi debbono impiegare circa due mmi per ar,rivare a Cadice. Nel J 809 l 'Austria, sempre ~inta dall'Inghilterra, muove g uer,r a contro la Francia. Napoleone [·accoglie sulle rive dc1J Danubfo la sua Grande Armata, rifornita, dai complementi a, mcv1,o dei reggimenti di marcia, nuova formazione da lui istituita fin da.l JSOH, e aò Ablcnsberg ed a Eckmlihl hatte con successo gili Austriaci e per la second.a vofta entra vincitore in Vienna; ma nelJa successiv~L battaglia di. Essling del 21-22 mtq;gio co1Uùattuta ,con i,ortc incert~L, non ricsoc a reStpingere gJi Austriaci. Si ba una perdjt~L ùi 8000 morti e 24.000 fflriti da parte francese su 70.000 cornbattflnti, e di 4287 e 16.21:l su 80.000 uomini nell'eserdto a ustriaco; Napoleone è costretto a sospendere le qperazioni. Intanto -l'eserdto <lel vicerè Eugenio, -rifattosi di una, lieve sconfitta a, Sadil.e, valica Je AJtpi e, l.Jattnti il 14 giugno gli Austriaci alla Ra.ab, si ricongiunge alla Gra-nde Armata, impcg11andosi a fondo nella celehre ba,ttaglia <li Wag,r am del 5 luglio, la quale è coronata dalla completa vittoria <lei Francesi, che hanno 23.000 morti e foriti e 7000 dispersi su una forza di 181.700, mentre gli Austriaci ne hanno J9,110 e (i740 rispettivame nte-, su una forza di 128.000 uomini. Con la pace di Vienna, Naipoleone 1·a.ggiunge la massima potenNl· pOllitica e milita1·e.

* * * Ven endo ora a tratta1·e dell'organizzazione sanitaria d i questo !l)Cl'iodo, che comprende le ca,mpagne d'Àustria (1803) , di Prussia e Polonia (1806-07), d 'Austria (1809) e di S.pagna,, la ipiù il.unga (1808-1814), premetror-cmo c he neil 1806 tre ufficiali del coripo sani tario erano addetti al Quartiere generale della Grande Armata: Coste nen a qualità di medico in caipo, Percy come chirurgo, Bruloy com.e farmacista., ai quali faceva capo tutto il complesso funzionamento del servizio sa,n itario. P ,r esso Qa Grande Armata si avevano


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4 tipi di ambulanza : ambulanza reggimentale, ch e secondo Naipo l eone era la. !Più importante, perchè il socoon;o veniva JPortato s ulla linea dj. combaittimento e la p1·esen za dei chirurghi fra le tru1Ppe ne elevava grandemente il mora le; l 'ambnlanztL divii-ion:11le ; l 'a,mbu lanza di corpo d 'arma:m o ambulanza leggera, perchì\ il 1p c1·sonaJ e addetto doveva essere possibilment e montato; ed infirn.~ l 'a,m lrn lanza di ri serva del gran qua rtier gen erale, c h e d isp oneva cli una, cinquantina di chirurghi, ipa,rte a cavallo e pa rte trasportati in ,·et tnra, dei <I uali una diedna 3<',(X)lllP.,'lgnava.n o il chirurgo in ca.p o n clile varie i spezioni, gli altri c,ra,n o tenuti di riserva, ed inviati là, dove infuriava maggiormen te fa, lott::I. C.m decre to 13 a-prile del 1809, fu. rono istituite 10 corn[Pa,g nie òi informier i milita,ri, le guaJli, dafo il cattivo reclutamento, diedero poco rendimento. . La sipedalizza.z ione d ei malati ,e feriti in prima, linea ven iva, a ssicm·ata a mezzo delle a rnhula11ze di primo s:occow;o, poi dagli os(PedaJi .SP.dental'i e p erman enti. Gli ospedali t.eniporanci, corrisponden t i a i nost.l'i ospedali da campo, Na,no distinti in due ca,liego'l'ie: osped a li di linea clrn ,rnccog-Jievano i malati e i feriti sgom hl~l'ati dalle amhntan7.e e g1i osp edali specfali dei;;tinati a ricovera.r e gli scabbiosi ed i venP.1'ei. Si aveva no infine depoRiti di convalescenza p ,cr i dinieRsi dagli o slJ)edali t emporane i , non a ncora in 7rado di riprendcJ·e servizio in l'Jine a., e (JUando le distanze Jo pcNnettcvano, lo i;::gombero veniva c:>ffett11ato a lt r ~ì Rugli Oflpedali 1pe.rmanenti delle ret rovie. Anche in queste prime guerre dell' Im1pcro domina, nei ser vizi i-anita,r i l 'im[Jonente figura. d i Domenico L arr ey, che, oltre rulla eccezionale abilità tecnica, p·r ofession ale, dà, prova, meravigliosa delle più eminen ti qualità, di organizzatore, s uper a ndo ogni difficoltà, e ,r ipara ndo, a i! ogni de ficien za. Ad Ulma., in m a ncan za <li b <'nde, egJi non esitò a strapipa1re la propl'ia bianc bel'ia p'P.r fasciare i fe. ri ti. A Li~in, ove fli trovavan o di fronte ~01 .nOO alleati e 170.000 Fr:mcesi. con nna pm-dita rii-pcttiva del 48% f\ del 45% <li feriti e del 16,2% e del 26,6% di morti, essendo stato cattu rato il mater ia le:> di m e<lica.zione delle amhulan?'R., per l 'awresta,ment,o di appa,r r.cchi contcntivi fece ta.glia,r e dei !pezzi <li s toffa dal l e nniform1 <foi soldati cadnti ~11.l campo,' e ricorse a ll a sua stessa cr ava,t ta, ed a J fazzoletto. L ::i,r,r,e,v era dotato di nna l'f'Risten?',R, eccer.iona1Je : anzi P-gli si vnn tava d i essere il soilclato più 1•oonl'lto dPll'csncito na,pol<'onico.


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Ad Eylau 600.000comhattenti lottarono accanitamente sotto il fuoco nemico di 3000 bocche ,dì cannone e la battaglia fu delle più sanguinose iper l'ingent,e quantità di feriti. Un centinaio di chirurghi dovette . moltiplicarsi ' e sottoporsi ad immane lavoro pe,r port~re pèr tutta la notte i soccorf;i 1p iù urgenti : furono p,ratica,te oltre 2000 amputazioni e cumuli di arti a,sportati giacevano in macabra visione a~rtnto alle camere improvvisa.te di D:pera,zione. Questi chirurghi, « la cui istruzione e lunga CS1Perienza chia,ma,vano a servh·e cli moèlel1lo, che decidevano dei ca,gi di amputazione, riducevano le fratture, opera.v ano .e faccvaJJo opera,re i loro collaboratDri èU ogni grado », acco1·revano solleciti là ove infuriava la battaglia e cc ,rinuncia,,ano a1 riposo, finch!è rimaneva da medi care un solo ferito, fm;se pur desso francese od est<raneo, che la sorte delle armi privò di .sua libcl'tà )). Anche Larrey fu costretto ad operare coi :p iedi nella neve per 36 .ore, e dovette impiantare le sue a,rnbulanze in ca.supoile mal ripa,nt,te ·ed espmitP a tntte le •raffiche, senza, nemmeno disporre di giadgli di pagJia.. Il freddo intenso (~ 14°) impediva di imipugna,l'c gli strumenti chirul'gid, ,f'Al egli impassibile si prodigò nella sua OIJ)era umanitaria., cominciando semp,r e dai feriti più gravi, senza distinzione di grado. A ,questo ,p1·oposito, merita Ji essere ricol'dat.o un curioso aneddoto, che dimostra, a quali mezzi ,egli talora l'icorreva p,cr ottenere una relativa t,ra,n quillità <l1mrnte gli interventi operativi. Ad un colonnelilo, al qual<~ Lar,rey non era riuscito dopo 1parecchi va.ni tentativi di estrarre il proiettile dalla fe1dta., per i suoi inconsulti movimenti e gl'ida di dolore, non esitò, soccato, a dargli un sonoro ceffone. L'ufficiale, per tale offesa, a~eso vivacemente dall'i,r·a, lo apostrofò con ,queste parole: ' « Voi abusate vilmente <.folla mia condizione, ma me ne renderete ragione)). e< Sapevo bene, riRpose La,r~re.v senza, turbarsi, che tweva.te t.ropipo elevati sentime nti di onore per non reagire immediatamente : così avete dimenticato la vostra ferita., come vOllevo, ' ed io ho potuto compiere l'intervento : l'operazione è finita, cd ecco la 1Pall ottola est,ratta ! )). Ed i due illUF;tri personaggi, entrambi <'.-Ornmossi, si rico nciliarono immediatamente con una forte stretta <li mano. Sono d::t acccrinar;e ancora altri epiRodi, che meglio mettono in hwe il ca,r attere e Ja serenità: di Larrey di fronte a1le più difficili sitnazioni.


- 343 Nell'iSOlla di Lo.bau i numerosi malati e feriti mancavano di nutrimento, ed immediatamente LaJ'rey diede .ordine di abhaiiere i ca.valli <la sella, cominda-ndo da,i suoi. I generali si lagm1rono coll'imperatore di questo abuRo e Na1poleone, fatto chiama:re Larrey alla preR,enza del suo stato maggiw··e, con tono severo così lo apo st1·ofò : (< Eh quoi ! de vòtre propre a utorité vous avez oRé disiposer des cllevaux <les officers, et cela ipour <lonner du bouillo11 ù, vos blessés? )) « Oui ! )) rispose semplicemente Larrey- E poco tempo dopo veniva nominato barone deill'imipero. Non ~ quindi da mera. vigliarsi della storica frase <li Na,poleone, quando a ffermava che, se al quwrticr generale ,era prcsenfa Larrey, egli ern, tranquillo e riteneva di avere due reggimenti di cavalleria in più! In altra occasione, mentre La,Drey stava am[Putando in un casolare, all'improvviso a1pparir<: di un reparto nemico, scoppiò nell'ambulanza un vivo panico, e molti si dfodero allla.1 fuga, : egli i-olo non s i rnoRRe e conti.nuò im1pcrturbabile l'operazione. E questa sua serenilà di animo valse ùcn presto a far rit-0rnarc nei prc-. senti 1a calma,, fino al momerlf.o, in c ui , giunti i rinforzi, l 'u.v versario fu costretto ad ab bandonare la posizione. Anche in Egitto, con grave pericolo di essere fatto ip1•igionicro dai dra.goni inglesi, il forte e col'agp;io.so clii,rurg-0 non eRitò a èa,ricrursi suille spalle il generale Sn11y, d a lui poco prima, operato e medicato, ed a gcttand in un campo, l'lolcato da fossa.ti profondi, impraticabili p er la cavalleria, l))Otendo ·Così ra.g giungere incolume ool fcl'ito gli avamposti francesi_ Del ,r esto, lo stesso imperatore dava . per il primo l 'esempio di grande sprezzo del pericolo e ili forte reshitenza al <lolore: a R.a,tishona, ~l!Pito un proiettile a.Ila règion~ ma1i1eolar~ destra, di.scese iID[)assibilmente da cava.no e, seduto Rulla nuda terra, si f~e medicare provvisoriame nte da,l chirurgo Yvan senza emettere un gTido, impaziente soltanto di rimontare in sella e riprendere il comando , alla testa delle t l'uppe. Questo episodio è stato eter nnfo in una magnifica t.ela, di Gauthe,rot, a lllievo òi Davi<l, ora, conservata al muReo di Versaill es.

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* * * Accanto a Larrey, la sto'l'ia, della chil'urgia di g uerra ricorda m.1 '~bltra eminente figura: il ba,rone Pietro Fra ncei-:co P~rcy (fig. 93). Nato il 18 ottobre 1754 Il Montagney, n~11fa. Fmnc;i, Con-


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tea e laureatosi aippena ventunenne a Besançon,· iniziò la carriera militare nella piccola gendarmeria, a Lunéville e poi nel reggimento Berry-ca:valleria a Béthune. Nel 178!) fu chirurgo in capo dei reggimenti di }~ia,ndra e d' A>rtois e nel 1792 sostituì Sabatier nell'armata del Reno. Con decreto del 9 hrnmaio dell'anno XII, fu oon Harteloup e. Larrcy nominato ispettore generale degli mmrciti della Repubblica, e nella riorganizzazione degli studi supedori ebbe jJ titolo di profossore della facoltà di medidna a Pal'igi. Nel 1807 fu prescelto a, membro dell'Istituto, in compet.iziorn~ con Corvisa,rt e Des-

Fig. 93 -

Pietro Francesco Percy, ùa Montagney (F,.anca Contea) chimrgo :in capo della Granlle Armata.

chamJPs. Conclusa la pa.ce <li Tilsitt) fu insignito di numerose onorificenze; dopo la battaglia di Eylau fo nominato commendatore della legion d'onore e dopo quella di Wagram brurone dell'Impero. l'>e,rcy aveva un concetto elevatissimo della, missione del medico milita.i,e h1 camp:1,gna : « Non vi deve essere ri1poso per noi, egli era solito affermare : noi siamo i so1Jdati <li tutti i giorni, di tutti i momenti. Le ferite, l'iirnaluhrità dei. luoghi, l'inclemenza . delle stagioni, le ma]attie epid,emiche sono per noi nemici jmpla'c ahili; ed in questa penosa, incessante lotta, in cui i pericoli- d · insidiano da ogni [Pairte, t'lono ancora meno da,_temc:N'li que1li che dividiamo colle t,ruppe sotto il fuoco nemico )).


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F.d esortava i giovani chku,rghi, che intraprendevano ila carriera, milita,re, con queste auree parole, che ben a ragione furono scolpite ad onore e ad esempio su una [)arete dell'aula magna della Scuola di sanità militare di Lione: « Allez où la Patrie et l'Hnmanité vous appelent. Soyez toujol}lrs prets à, Rervir l'une e l'autre . .S'il fant, sacbez imiter ceux de vos généra,ux (·,ompagnons, qui sont morts martyrs de ce dévouement intrépide et magnanime qui e~t le véritable acte de foi des hommes de nòtre état )). Dota,to di forza straordinaria, e di grande cora,ggio, senza ostentazione ~ ~on imiporturbabile serenità, ma,n tenendo sempre od ovunq1ie l'innato buonumore, Percy {Uede più volte prove in'dnhhie del suo valore. Basti per tutti il noto episodio di Man~ nheim: il ponte sul Reno era, anora ba,ttuto focessantemente da dodici pezzi d'a1·tiglieria, ed il Percy non esitò un istante ad a( traversarlo sotto il grnndinare dei proiettili, portamlo sulle spa.lle ['ufficiale del genio Lacroix, gn1vemente fe1·ito, e riuscendo così a, 4·a,ggiL111ge1.-e incolumf\ sul le travi vadllanti, fra. le acclamazioni dei soldati, la riva, fra ncese coll prczio1:>o carico, che non aveva VQluto abbandonare. Una . !Pittura murale, esistente nello scalone d 'onore della Scuola di sanità di Val-de-Gràce, riproduce il gesto eroico di questo vailoroso chfrm·go, che fu ferito hen quattro volte su~ campo di battaglia, rnE'ntl'c a:d empiva, la sua 11manita1·ia missione. Dalle sue memDrie interessanti apprendiamo alkesì che a · Landsbe1·g fa città, era. rigmgita.nte <li feriti : l'Tmperator,e mis,e le carrozze dej generali e le s1ìe stesse vetture a disposizione per lo sg<)mooro e requisì tutti i veic oli privati. Ma, dò nonostante, non fn possibile eseguirf': il h·aspo-rto di tntti gli informi, ed oltre 350 dovettero essere lasciati irnl posto cd abbandonati. a.I foro (lei;;tino. , La, battaglin. di FrieclJa:nd, combattuta il 14 giugno 1807, nc>lla giornata, anniversairia di Ma1rengo, fu coronata, da,lla vittoria, ma a, ben caro prc7,,r,0_ Cento. chk11rghi si prodigarono ininterrottamente per tntta. la notte a portare soccorso ai foriti, sgombra.ti su fucili, su pertiche, su ·sc1ile e con ogni mezzo improvvisato . Tutte le ca,se, tutte le soffitte, i fienili, lP scuderie erano in modo impre.<; sionante rigurgitanti .(lj feriti; <'. Napoleone stesso, parlandone qua,lche gioi-no dopo col Percy, ,p.scJama.va: << Convenite che P uno srpettacolq terribHc ! )) E visione non meno terrifica.n te era il


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campo di battaglia, « tra.s formato, secondo ,l'iferìsce Percy, in un immenso .anfiteatro chirurgico, ,echeggfantc delle grida strazianti dei feriti e dello stridore delle seghe e dei ferri amputanti gli arti e laceranti le carni doloranti)). Lo stesso Percy, preoc.cupato sorprri,ttutto della stanchezza che sopravveniva a,i chirurghi dail dover percorrere a piedi in fretta lunghi tratti di cammino per raggiungere i feriti, concepì un al · t,ro tipo di ambnlanm volante, Iegger·a, che chiamò (( Wurtz )) (fig. 94). Qmista era costituita da un cassone ]ungo e stretto. su

Fig. 94 -

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Ambul:i,nza volante di Percy, detta Wui·tz.

ruote, trainato da, due pa,riglie di cavaJli, sul quale si potevano sistema.r,e a cavalcioni fino a 1 Q persone. Ma, a.U'a.t to !pratico, questo si..'ltemt1 non cor1·ispose : rprescinden<lo . dalla òi:fficoltà di 111antenersi in e<p1iliurio su st1•a.ile accidentate. da parte di chi vi montava, non rappresentava nemmeno un lllCzzo comodo di trasporto, essendo trop[PO pesante e òifficilmente manovrabi1le. Rico,rdeTemo infine che anche Thomassin, dell 'es,ercito del Reno. aveva ideato due ambula,n7,e legge1·e, su cui poteva prendere posto il IJ)ersonale sanitario, con una <l.ota7:imrn <li materiale di medicazione 'suffidP.nte iper <iuatlclìc centinaio di feriti. · Sono così imponenti le fìgnre di Larrey e Pe,r(;y nella, storia della chirurgia di guerra .dell'Ppoca napoleonica, <:he ben lllCTita


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l 'oipe,ra foro di essere con qualche particoJa.rità qui rievocata nell 'eSJPorr,e sommariamente l'organizzazione sanita,ria di questo pe-' riodo. Soddisfatto dell'opera, dei suoi chirurghi, Napoleone nel 1807 fece esprimere in un ordine d el giorno, a mezzo de[lo stesso Percy, il suo plauso incondizionato, per lo ½elo, attività, coraggio e valore dimost-rati dal Corpo sa,n itari~ nelle numer:ose campa,gne, dichia ram~osi ben disposto ad .attua1·e tutte quelle iproposte che gli venissero indicate per una più razioiiale e iru·atica organizzazione dei servizi sanitt1ri in guerra. Per.cy colse quest'occasione per presentare all'Imperatore, per mezw del gran mareschtllo Duroc, un suo eilaborato progetto di Chirurgia d(Jlle battaglie, col quale doveva, pr00edersi alla costituzione di un Corpo sanitario autonomo, permanente di chirurghi, diviso in parecchie centurie,. analogo a quello di artiglieria e genio, eon organico fisso, ,regolarmente n1Clu~a.to ed istruito e con attribuzioni ben determinate e responsabilità definite circa il funzionamento degli ospedali e delle ambulanze. Questo nuovo , Corpo sanita,r io doveva cssore diviso in parecchie centurie, cont1·adistintc da un numero progressivo. Ad ogni centuria era assegnato un chirurgo maggio,rc, oentudone, ooooiuvato da un capo centu da. e da un contabile iper l'amministrazione. Ciascuna oenturia era poi suddivisa in dicci de,curie, com[Poste ognuna da un chi•l.'lH'go decu-rione, da due aiutantj ma.gg1ori, da sette vice-aiutanti, ,<la un nfficiale d'amministrazione, da due sottufficiali, da due caporali sci·itturali e di corvée e da 25 soldati infermieri, di cui !Propose le divise e l 'equipaggiamento (fig. 95), dotandoli come armamento di lunghe picche, colle quali, all',occasione, si potevano imiprovvisare sLanghe di ùa1relle, Ad ogni d<.,•cur·ia erano infine assegnate due carrette 1Jcggiere per il trasporto del materiale chirurgico e di lllf.·d icazione e dei viveri <li <:·o nforfo: più ,due <:availli {la soma :p er 1p01'ia,re rapidamente il pronto soccor1so ove non potevano giungere ae ca,r rett,e, fino alle prime linee, e qninflki ('arri rli re{1uisizione per lo !.gombero dei ma.Jati .p f eriti nelle ·retrovie. l/o•rganico oornplessivo del personale era così costituito: un chirurgo maggiore genera.le dell'esercito, tre chirurghi maggiori ispettori genera.l i, 16 chirurghi maggiori col grado di tenente colonnello, ·260 del g,rado di capitano, 260 del grado di tenente, 800 di que]lci di sottotenente e 400 alllievi chi·rnrg:hi.


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Fig. tl5 -

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Divise ed equipaggiamenti de i soldati infe rmieri pl'Oposti <lu Pei·cy .


-349 Con la istituzione di quest::L ehiru1·gia di battaglia, il Percy si era pr,efisso soprattutto lo scopo di non distogliere un solo uomo dal combattimento 1per il primo soccorso dei feriti e di (~limina,re il gravissimo inconven~cnte che, p er w1 soldato caduto, numerosi compagni abbandonassero il campo, chi per som·eggerlo fino al l'ambulanza, chi [)er portargli le armi, chi ~1Ii oggetti di corredo, come si era verificato, ad esempio, all'a,ssedio di Danzica, durante il quale con 2000 infermi e 1GOO fori ti, non potendosi <lispo1~re di aknn porta.feriti o infermiere IJ)er lo sgombero dei colpiti, per ogni individuo tra,sportato si aNeva un ahha,n dono dalla linea di circa sei uomini. .Nel 1807, durante la, campagna in Polonia, Pt>,rcy aveva, prospettato l'opportunità di adibire a~. servizio di. infermieri i -soldati a,utolesioni..<sti: ma Ja proposta non fu accolta. Sembra che nel 1812 si contassero :fino a 25000 mutilati, pe1· ]a maggjor parte delle dita della, mano e degli incisivi superiori, dei quali allora · si servivano i soldati IJ)er lacerare la cairtuccia con tenente la polvere e versa,rtla nella camm del fucile. A quesfo p roposito, rkorde1·emo che nella batta.g lia, di Tiaiitz,m del 20 maggio 1813, si era a,ccertato che su 8000 feriti, ben 2-6/~2 era.no colpiti a,lla mano, e furono imprigionati in un campo trinoe,rato IJ)er .sospetto autolesfonismo. Lo stesso Imperatore, informa,to dell'acca,duto, e preocCU[JXtto clic un tale reato .sa,reibbe stato ir,rimt>diabile ~ avvebhe dato la Francia legata mani e piedi al nemie-0, riunì una Commissione di chirurghi per accertare [a eventuale col1pevolezza. Ma, mentre Desgenette.s e Yvan sostenevano l'automutilazione , Larrey fo di parere contrario. Ed allora fu costituita una Commissione d'inchiestai presie duta dal medesimo La,r rey, e composta di altri 4 chiirurghi: ~ve, Cha,rrne.s, '.rhébaut, Bécoeur, la. qnaJle sottopose ad. esame ben 2632 ferit'i e concluse per la non ~si!:itenza. di reato, t-rattan dosi di,.lesioni dovute alVinesiperi<mza nel ma neggio delle armi dei coscritti, con<lotti per la !Prima, volta al fuoco in :fitte colonnè, specialmente durante tl e cariche su terreno in .salita. E Napoleone, cupo ,ed irritato dapprima, :finì col ra.-:serenarsi davrmti alle prove inconfutabili, e ·r a,t ifkò sen:r.'a~t1·0 tale decisione, esprimendo a l La;rreY la prop1·ia soòdisfa.zione e dicendogli che << un sovrano era assai felice µi àvere a che fare con un uomo come egli era>>. E la, sera stessa gli f.ece <',onsegna.,re il rp,roprio ~-·itratto, ornato di diama,nti, seimila lirP in oro e gli dooretò una pensione sta.tale di


-3503000 lire, senza esclusione di altre rioomipense inerenti al suo grado ed al suo servizio. Las Ca.se:s nel suo « Memoriale di S. Elena)), commentando questo episodio, osserva che « simili fatti sono preziosi per la storia., perchè fanno con;0sc·eire un galantuomo che non esita nel difende re la verità contro ad un monarca mal disposto ed irritato, e perchè dimostrano pure l'animo regale, g,:r'ande nella felicità e nella riconoscènza òimo.strata a colui che lo trasse d'inganno)). Percy p res,e pa,rte (l, quasi tutte le campagne deilla Reipubblica e dell'Imipero: una. grave oftalmia gl'impedi di seguire le armate in Russia ed in S3,s sonia. E nel riposo forzato dedicò la sua inesau,ribile attività a pubblicare con Laurent nel Dizionario di scienz.c mediche, formato da ben 60 volumi, alcuni pregevoli articoli di chir1.J.rgia di guem·a. La pri.nciipale sua rnonogrUJfia è quella sui corpi estranei, ipnhMicata nel 1792, sotto il titolo di « Manuale del chirurgo d 'arma,ta, )) ed a.ccrescinta più tardi di urn1 seconda parte. Percy non fu, meno di Larrey abilissimo nel tra,rre partito da ogni ciircostanza per a.Ucviare le soffcrcn,r,e dei malati e feriti; e non ,esita.v3, 3,d ordinare il tagliD degli alberi in una forDSta per hn1pl'ovvisare ha,raccamcnti e letti per il ricovero degli infermi. Per consolidare gli ruppa,re,é,ehi ,di contenzione, 11~ava :::ipalmare la, fa,scia.tura .di colla ·.forte Uquida, la qua/le, e~siccando;-;i, veniva a trasformare la benda in una doccia resistente. 1~glì era inoltre sostenitore dei. metodi più s·emplici n~Ua, medicatura delle lesioni, e faceva largo uso dell'aicqua IJ)Ura nelle ferite con ampie l:àcera~ioni : con questo trattamento affermava di essere riuscito a salvare, in circostanze nel.l e quali non a,v eva altro mezzo a disposizione, degili interi segmenti d'arto, in uno stato tale di malkattamento che sembra-va impn1dente <liJ'ferirne 1più a lungo l'amputazione: Infatti, vivace opposito1'e dei metodi antiflogistici a base di salassi, di purganti e di emetk.i, nel trattamento delle ferite di guerra,, egli era semplicista e sottoponeva la parrte lesa a prolungate immersioni nell'acqua fredda od a,p ipcna tiepida, a seconda della sta.gione e della, disponibilità del momento, ed a:p plica,va, quindi pl'lzznoile o spugne 'imbfoite IJ)arimenti d'acqua: la quale, ·s econdo le idefl predominanti {lel tem!J)o, doveva limitare l 'irifìam.mazione e provocare una buona, suippurazione, come consentiva Ja natuira della, parte. Così le aeque del Nilo, d,ella Mo\

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-351sella, del Reno, del Danubio, d ella Vistola, d,el Tago, dell'Elba frnrono i mezzi più semplid e più la.rgamente usati nella medicazione dei feriti ·~lelle guerre napoleoniche. Egli stabili in modo esatto le indica,7,ioni degli sbriglia.menti immediati o secondari dell]e forite, come ipure la tecnica, delle a,m. putar,1;ioni (fig. H6), immediate o bLrdive, cercando di limita.r e l'uso e l'abuso che di queste faeeva, la, chirurgi.a militare del tempo. Inspirandosi ai risulta.t i del Morea,u, che nei 1795 av.eva ip,raticato con successo in un solda.to la prima ,resezione del gomito, si foce strenuo sostenitore di questo !Processo eseguendone un huon numero, spede nelle artioolazioni degli a,rti superiori, ed ebbe la soddisfa.zion<:1 di l))resentare a llo stesso ,}foreau nove .soldati così

Fig. 96 -

Busta pe1· amputazioni e trapanazioni del chirurgo Percy. (Museo di Val-de-Griìce - Parigi),

opera.t i. E si dev~ n.l P{·rcy la cura dellf\ pseudoartrosi col Sf\tone, c he applicò per la, p,rima volta nel 1799 su di un sol.<la.to con frattura con:iminutiva del femore, e qlH~lla del tetaJ10 colle iniPzioni endovenose di est,ra,tto d'o1ppio nelle Yene crnrali, ehe sperimentò nel 1815 su 8 solda,ti russi r icove1'at.i 11ell'os1peda.lc di Menilmo!1fawt, · ottenendo r; risultati di gua.r igione. Infine propose fa legatura delle a.rteri·e con filo di !piombo e la compressione dei vasi con pin,r,e ,emosta,tichf\, da lui stesso ideate. Nel 1814, mf\nke la, guerra infuriava attorno a, Pa,rigi, con 12000 feriti stranieri iprivi di asilo e .ai sor~orso, egli in sOilP- 36 ore riusci a, riorganizzare il servil'So sa''nitario, ,ricoverando i feriti nei macelli pnbblid ,e fornendoli di ogni assistenzr1. L::t sua opera

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- 352 fu altamente a!Pprezzata dall'Imperatore d'Austria, che gli mandò in segno di riconoscenza a rnezw de] s uo consigliere aulico un oggetto prezioso e dal R e di Prm:Ria, che lo nominò mcm bro del1 'Accademia deUe scienze di Berlino. Percy morì il 18 f.ebbraio 1825 fra il compianto generale, a 71 anni, in s·eguito ad affezione organica di cuore, da cui ~ra stato già oolpito nel J 808, durante Il a, SfPedizione in Stpagha.

Dopo fa :paice di Tilsitt del 9 luglio 1807, gli eserciti naipoleonki raggiunsero ]a linea dell'Elba con m3Jrcie forzate compiute sotto un clima micidiale cd in condizioni disastrose, che fU!rono causa dello scoppio di una. gravissima epjd.emia dissenterica, . la quale colpì ~ i almente l e città di Konisberg e Hraumsberg. Lo stesso Napoleone volle prescrivere alle truppe, come misura iprofilattica, la somministrazione quotidiana di un'onda di 1·iso. Anche iO tifo esantematico menò larga strage fora i soldati, esausti dalle fatiche e per lo più mal nut,riti; e si dovette ricorrere ai forzatj , in mancanza di :altJro pcl'sonale, per la inumazione dell'ingente numero di cadaveri, che super:-1va. ogni giorno i 200, trasportandoli a, mezzo di carri ricop0rti .ai paglia. La s~ltura, venne poi data in aPJPalto a dcg11i affossatori, i quali percepivano circa 10 lire per ogni caòa,vere. E per dare un 'idra <lei sentimenti feroci ai questa · ciurmaglia, basti ricordare che per avidità di guadagno non esitavano, alJo scopo di ca,ricarne il maggior numero IPOS~ibile in una volta, a !Pigiare i cadaveri ed a pestarli beRtialmente coi piedi. Durante la campagna, cli Sassonia, la ca,restia fu causa di gr avissjmi danni alla salute delle truppe. La 1·azione alimentare del soldato, già ridotta ad un'oncia e mezza di cairnc bovina, fu sostituita, con earne <li cavallo ; e quando questa venne a mancar:e, si videro i so]<lati ciharsd di ca.r ogne di ,qua.a..rupedi a,bbandonate iper fa via. G'ià, dopo la battagli a di ,Tena del 14 ottobre 1806 tutto il <'-1{,mpo rigurgitò di feriti , Pd anche fJUelli gravi ricevettero un tardo soccorso, :perchlè le a mh1ùanze divisionali si trovavano molto lonta,ne, mentre 270 moribondi giacevano a,bbandonati uei1le case di un villaggio vicino. Anche la spedizione di Spa,gna., che durò 6 anni dal 1808 al 1814. fu una delle ipiù middiali durante ili p1·imo Imipero, e, secondo gli


3fJ3 -

storici, sembr~1. abbia eausato una perdifa1 di circa 200.000 uomini. Basti accennaÌ'C che dal settembre 1812 al giugno J813 furono ricoverati negli ospedali 93.:MS informi. La speciale configurazione accidentata del paese non consent1 alle ambula,nzc volanti di Larrcy

Fig. 97 ·-· 'l'rnsporto dei mala.ti e feriti sn carrette tirate da muli, dnra.nte fa spedizione nella Spagna.

<li essere i>raticamcnte utilizzate per lo sgombero dei malati e feriti, e si dovette ricorrere 1per questo alle c:-.watteristichc carrette a :! ruote della regione (fig. 97) cd a1l tra,sporto someggiato con mnletti per il material,e chirurgico e di medicazione e ipci viveri di i'iserva . . Nè solo le battaglie sanguinose, come, ad esempio, quella di Talavera, iii cui si ebbm·o 7.000 foriti, qn<>-1h1 di Burgos, vinta da Napoleone dopo lotfa1 accanita, quclb di Vimeiro, in cui 1800 no mini furono messi fuori combattimento in due ore e mez;.,;a, e quella di Valenza, in cui :M:oncey iperdette oltre un qrni.rto degli effettivi, oonkibuirono ad elevare sensibilmente le IJ)erdite, ma, concorsero larga.mente anche il clima, disagevole e lo svilup1po delle malattie 2B


-354infettive, spooic dissenteriche, e le affezio1~i reuma,tichc e d ell'apparato respiratorio ed in pa,rticolare modo le cattive con<lizioni igieniche degli ospedaJJi, <love febbricitanti contagiosi e feriti, giaceva.no senza coperte in un deplorevole ammassamento e<l abbaJ1· dono, ·ed in mancanza di ogni ~sistenza 1,1anitaria erano èostretti a medicrnrsi fra loro, lava,ndo le lesioni nel vino, come a Smragozza~ in OaJStiglia, Biscaglia,, Cata,logna ccc. Ed il tetano e la cancrenanosocomiale compievano la, strage orr enòa in tanta miseria. A Lisbona ed a Coimbra furono imrpia,nta.ti g,r andi ospedali p e,1· i malati ,e feriti intrasiportabiOi, ma fmoiw ben presto insufficientì iL ricoverare l 'enorme massa òi infermi. Pm'imenti le a,ffezioni ve neree furono assai diffuse per l'ingente numero di 11wo1,1titute infette, èhe seguivano le t,ruppe , nonostante le 1pene severissime sancite : quelle ·sorprese venivano tinte di ne1·0 nelila, faccia ed esposte per due ore alla berlina. Fin da11796 furono ordina,ta visite sani t a rie o,gni 15 giorni ai s oldati, ed anche le donne, viva,ndiere e la V}1ndaie, vi erano ig-ottoposte sotto pe.na di prigione ai trasg•r essori. Anche in questa campagna, l'imperatore, imipressiona,to delle· condizioni igieniche de}lle truppe, tentò ogni mezzo per riipa,r are alle de:ficie nl/je d,el servizio ed ai disagi ,della lunga srpeòizione. Per mitiga.re la eccessiva. temperatura del clima, dispose che in ogni accampamento fossero· distese delle tende fissate agli alberi o ad appositi sostegni, in modo che potessero ,r ipara1,e dai cocenti raiggi sQllari, senza ostacolare l a ventilazione. La campagna, del 1809 segna a,ncom più sensibili deficienze nell 'organiz·zazione dei sel'Vizi sanitairi a,l seguito degli eserciti. Le· t•ruip[)e di Da,r u, di l\fas,s ena e di Oudinot non ipossono disporre· che di un limitat issimo nume-rodi medici militari ed hanno una insufficiente dota,z ionc di materiale sanitario. A! Landsberg, per il numE;ro enorme di feriti da sgomberare, si dovette ricorrere al tresì alle vetture imJPeriali ed a que1le dei generali, e ciò nondimeno si fu costretti a, lascia.re sul posto più di 350 informi. A Wiirzburg, l'orcy non aveva a disposizione che l'ambullanza della Guardia, cd invano sollecib1va. la richfosta di p _e r!'!onale. Ad Ess}ing mancano i tecnici ll)Bl' opera,re, a Loba,n (-fìg. 98) i c hirurghi, obera.ti da.U'cnorme ltwo1·0, non possono f!l!re altro che indicare agli a,iuti [a, sede di amput azione. A Wa,g-ra.m si trovarono di fronte JSl.700 li'r'.ance1:;i e 128.600 Austriaci e si calcol ano ad 800(),


355 i feriti di ,ogni nazione, con una pe1·ccntua'le rispettiva del 14,9 e del 12,7%, ammassati alla, rinfusa ,con una elevatissima morta.litiì, rispettivamente del 23 e del 19,1 % se nza contare J.e g,r avissimepertlite ·per dermotifo. In quelle vaste pianuri:·, lussnrt>ggiant.i di messi, Ì feriti eraJ'lO F[)erduti fra jll grano C rimanevano sotto Ull <;aldo asfissiante, senza soccorsi, in rpreda ad una, sete ardente :

J<'ig. 98 - Nal)olconc yjgifa i feriti all'isola d i Lobau. (Quadro ùi Meynier al Museo di Val-clc-Gràcc).

quelli che avevano ]a, forza, di farlo metteva.no il fazzoletto in ehm~ al fucille, come segnale di richiamo e di 'aiuto. R lo stesso Imperatore, ispeziom1ndo il eamrpo di battag1ia,, scendev}1 da cavallo cd accoreva nei luoghi indicati, incoraggiando il f.erito, tergendogli itl viso col slio stesso fazzoletto ed ordinandone l'immediato trasporto. P,resso le amlmfanze giaùevano in quantità impres ~;ionante braccia e gambe amJPntate, che ammorbavano l'arh1 e rendevano il quadro della guer,ra, di 1per sè stesso triste, ancor pil'i desola-nte . .


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In questa battaglia, . non sarà, fuor di luogo acocnna,rc che il Larrey o pc,rò s u un letto di 1pagfo1 il gen era,le d' Aboville, forit.o gravemente a lla spalla sinistra, e riuscì a sailva rlo. In seguito, come a!f)parecchio <li p rotesi., gli. fece fabbricare un'arma tura, di acciaio, c he ora ~ conservata al museo dell'A nnata a.gli Invalidi a l>a,J'i gi , oome curroso ric01•do di guerra (fig. !J9).

* * ,;:. E veniamo alla <lisastrosa campagna di Russia. Oomt; è noto, fin dalfa p ace di Tilsitt del 1807 non couevano buoÌ1i rapporti tm Fran cia e J{,ussia: arnd quesLi andaT"ono col tempo sempre più gradat:unent<~ ina sprendosi, tino a che l' imperatore Napoleone decise di risolvere la situazione con una guena. Ed infaUi nel 1812 raccoglie sulle rive del Nimnen da ogni parte di Ruropa una m assa enorme di me7,zo milione di Fig. 99 - La sp:~lla a.rtiticialc combattent i, costituenti J3 cordel genera.le d ' Abovillc. pi d 'armata. Ai Russi non rima(Museo d oll' Mmata - Parigi). ne a ltra via d 'uscita ch e il ripieg amento d avanti a questo esmcit o imponente, ma nella ritirata distruggono quanto pnò servire al n emico, ch e t rova nell'avanzata un imnrnnso deserto sen za alcuna, rh:orsa. Dopo .le battaglie <li Smo]ensko del 17 agosto 1812 c on 20.000 morti e 180.000 feriti da p a1r te dei Francesi e 130.000 feriti <fa ipa rte dei Russi, di Valut ina ·e la, più granùi0&-a, del 7 settembre di Borodino con 32.000 morti e 130.000 feriti francesi e 42.000 morti e 121.000 feriti russi, Nap:oleone entra vincitore il 14 successivo in Mosca, ma trova la cittù, in preda ad uno Rpavcntoso incendio . Trascori;;o un m ese di sosta, il rn ottobre, riuscite vane le trattative di paee, Napoleone è ,costretto a ]asciare 1a capitale russa, e per rifugiarsi in Prui;;sia ini7,ia, la t-ragica, disastrosa r it irata verso il Niemen , la quale dist rugg<~rà in eRorabilmente i'1 glori oso esrn·cito.


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Solo il- 24 ottobre a Malo-Jaroslavez, il viccr1è Eugenio, con forze italiane al comando del generaJe Pino, tenta con qualche successo , una ,r esistenza all'incal7,ante pressione russa e riesce per un certo, tem[)o a. tener fronte ed a 1respingere il nemico.

* * * Per quanto riguarda l'organizzazione sanitaria di questa can1pagna, l'Imperatore scrive a J,a.r rey prima della spedizione, temendo <li non avere ambulanze pe1· i primi scontri, che sono semipre sanguinosissimi; ed il g,rande chi,rnrgo si m«:tte subito all'opera, orga.nizzando in breve tempo sei divisioni {l'ambulanza,, costituite ciascuna da 8 medi.c i militari, che il chirurgo maggiore addéstra ogni giorno nella tr,cnica operativa, mentre nei salotti dell'aristocrazia par-igina si improvvisano labora.to1·i per prepa1ra,r e fascie, filacdc cd allt1·0 materiale di medicatura, dovendo ogni divisione ipoter dispone di una cp1antit:1 sufficiente, da sistemare in sei cassoni d'ambul:rnza, iper curare a.Imeno 3000 ferit.i_ A questo rigua,rdo merita cli essere rk.oN1ato un prev~ntivo di rncdica7ioni, d1e Na1poleone stesso aveva. rk.hir.sto nel 1813 per una, c:ampagna, nella durata, di circr1 6 mesi e per un esercito di 100.000 nomini, che ci dà un'idea, abbastanza esatta s11i concetti e di,rettive di quelil'epoca nel trattamento delle forite di guerra. Per ogni medkatnr:;i, si 1:ichiedeva un fabbisogno di un'oncia, di filaccie e quattro oncie di hia.ncheria, calcolando a trenta, le medicature neeessaTie dall'inizio delb cu1·rL fino aJlla, gna,rigione. Circa la, 1percentuale dei feriti, si ,calcofava, non meno di uno su 10 eorn battenti : sicchè, per un esercito di 100.000 uomini, si doveva provve~P.rP. a 10.000 feriti e disporre di ]05.000 libbre di fìlaccie e di 18.6:'iO lihhre éli biancheria. Ed a1la mente geniale di Napoleon e si deve il progetto <l,elln costituzione di un battaglione sanitario, composto di 12 comlJ)ag·nie, ognuna delle quaJli era èlotata di 50 carri pt'r trasporf.o e di un ca.no officina. QueRti ca.rri poteva.n o po1·ta,r dascuno 4 malat.i o feriti coricati ed cr.a.no ilota.ti di un cofano di pronto soccorso : il ha,ttaglione poteva disporre così di sufficienti mcv1.i di traspo:rto iper 24.000 feriti e dovLrn. essere a.lla dketta dipendenza dei cli'irm·ghi dell'esercito: vi era inoltre nn congruo numero di jnfcrrni,cri a piedi, che invece òi fucili doveva,no essere armati di ipkchc, colle ,quali, in caso di necessita, poteva,no improvvisa·re ba,relle. 1


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A Witchok, La,rrey dovette impianta.r e quattro ospedali per accogliere feriti anche di pa,rtc nemica, i quali funzionarono in mezzo a difficoltà di ogni sorta, soip·rattutto per la ma,11canza <li materi:Lli <li medicazione, ta,nto che fu necessario ricòrrere alle camicie- dei soldati e p•erfino alla biancheria degli nffich1li : cd i chkurghi stessi furono costretti a lavare le compresse e le fa.scie già usate. Ed a Smolensko le condizioni furono anco;ra peggiori: si imrprovvisa,rono fìlaccie con sto1pp.a e cotone di betulla, e si fn costretti a met tere gli infermi a terra su strati di carfa ed a, sfamadi con carogne di cavalili rinvenute sul campo. La,rrey dovette anche rcq uisirc tutti gli archivi della città pet' imiprovvi"are compres.s,e coi fogli dei registri e stecche colle pergamene. Nei prmisi di K-0letskoi giaccva·in un fossato un putrido carnaio di arti amputati, ai quaH, per ]a fretta ·ai operare, non erano state tolte nemmeno le calzature! A Mojask g'li ospedali fm·ono per di più preda di uno spaNcntoso incendio, e dei poveri feriti, che do1po inena,rrahili sofferenze avevano da lu:pgi potuto ,raggiungere un luogo di ricovero, non rima.s e che nn :urlmasso di ossa, <'..alcina,te. F,._l aneora. più terribile fu 1l'incendio di Mosca, provocato da · Il.ostopchine: trova,v ansi allora ricoverati nr:gli os~H!ùali della, città ipiù di 25.000 infcl'mi. Nè si puù senza raccapriccio pensare alla mor· te di quei disgrar.iati forzatamente immohilizz,'l,t i nei letti di dolore, senza, alcuna speranza. di salvezza. Si calcola, che di drca 25.000 malati e feriti l'icoveraJi, 01J tre 13.000 ,rimaness-ero vittime fra ]e fiamme. Qna.nclo Napo]eorn~ foce il suo ingresso in Mo·sca il 14: settembre 1812, trovò i pochi ospedali superstiti al fuoco privi di personale sanibi,r io e di ru;;sistenza e di ,ogni mezzo di soccorso, tanto che in mancanza di fifaccie ,si erf1: ;ricorso rwrfino al fi<.mo, ed a,ffollati in modo sipaNentevole. Egli aUo-ra or,clinò la rèquisizione in rna~.s a di tut,ti i veicoli, comprese ]e carrozze imp(~riali, iper lo sgombero 'immediato ,d i oltl"C. 12.000 ma1]ati e feriti. Ogni vetturale e,ra obbligato a trasportarne uno o due : akuni malvagi, aippena fuori di città, si liberaNano dell'ingombrante fardello gettando i miseri nei fossati, dopo ave,~li derubati 1perfino {legli ahi ti; ma, sorpresi, furono tosto adottate ~Ìlèrgkhe misure per rrprimere ~iresti delitti ed i colpevoli veniva.no immediatamente giustiziati :ml poR-to ed i v·eicoJi trovati ~enza feriti ,erano Fmnz'aUro incendiati. Ed i] freddo e la fame coopetarono ·alfa disknzione di quel·


-359}',esercito, che era stato fa gloria della F'ra,ncia. Ed ancora non si Jlossono irievoca,re senza orrore gli eiphmdi delht terribile ,ritirata: « CinqueQcntomiJla soldati valorosi, vincitori dell'Europa, narra il visconte di ChateaulJ.riand, si videro errar<~ fra le nevi e le steppe aipipoggfandosi ad un bastone, poicllè non a,vev:mo più la forza di portare le armi, e ricoperti per la ma,ggior pt1irte delle ìpclli sanguinanti dei cavalli, -che avevano loro se,rvifo- per ultimo pasto. Ed i tormfmti dell~1 fame erano così imp,P-riosi che vecchi eroici co maJ1danti ~i umiliava.no perfino innanzi ai. propri soMati per ottP-ner~ gli a,vanxi riel r:rneio. L,~ tnppe erano poi segnate da amln::1ssi di cadaveri : e morti e morihondi si kovava.110 agglomerati in macabra mescoilanza_ Degli squadroni interi, uomini e cavalli, f\rano morti per assideramento durante ]a, notte ,ed al matti.no si offriva il terrificante spettacolo di un enorme grovigiio irrjgiditÒ (li cadaveri e di carogne. Ed a comp1emP-nto del raccaipricdante JJnaid·ro, stormi di corvi e mute di lepri selvatiche si a.ffolhwano intorno n, ,prn] can1aio umano, 1pi:i1· <livora.rne gli :-.i,yanzi >>. Le oftalmie furono in numero impressionante dul'ante la riti•rata : le bianche estensio,ni di nP-ve esercitava,no perniciosa influenza sull'organo -visivo, e così il fumo dei fuochi di bivacco, cui i . soldati si avvicinava.n o lPe,1• scaffda1·si fino a caccia,re il volto fra le :fiamme. E si vedeva.no militari colpiti da, eR-cità, guidarsi c,oll'ainto di un bastone ed essere condotti da qualchP- commilitone pietoso. Su 80.000 uomini che entrarono in Lituania, la metà dovette fatalmente soccomber·e nello spa:iio di 4 giorni; e dei 12.000 uomini della divisione militare partita da Wilna per trasferirsi ad Ochmia,na,, precedendo la vecchia gual'dia, non giunsero a, destinazione dP- 3fi0. Il tifo esantematico f~cc stl'a,g e in Litua,nia, : su 30.000 prigionieri, si ebbero ben 25.000 morti; f1 Danzica, di 36.000 combattenti, ne morÌT'ono 13.000; a Torgnu, di 24:i.000, 14.000. Soprattutto a vVilna, i11fìe,rì in modo spaventoso. La temperatura rigidis-sima provocava,' nn g,randisi;;imo numero ~li morti iper freddo e di e(mgP-· la,menti, · e fa, cancrena, faceva, strage, con orrende mutrna,z ioni del na,so e delle dita. Ecco come il La,rrey descrive magistralmente le mol'ti peor a,s.sjdé"rnme.ri.to, che ra,p presentano i più tremendi evisodi della pairt~ ipiù fosca e più tragicf1 della grandiosa. epopea naipoJeonica: <e La morte ,era preceduta dal pallore del volto, da una s:pecie di. idiotismo, daHa, diflkoltà, di parlare, con d~boilezza di vista ed


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anche con la iperdita totale di questo senso; ed in questo stato a1lcuni camminavano più o meno a lungo condotti dai loro compagni ed amici. L'azione mtiscolare è fodebolita sensibilmente, gli individui barcollano sulle ga.mhe come ubbriachi, la debolezza aumenta pro giressivarnente fino allla caduta, del soggetto, segno cert,o dell'estin zione della vita. La ma,rcia ininterrotta, e rnpida dei soldati ri uni.ti in massa obbligavano coloro che non la potevano sostenere a lasciare il oentro della colonna per 1porta,rsi sui margini della strada e costeggiarla: chiusi da questa colonna serrata e aobandonati a s~ stessi, perdevano tosto l'equilibrio e cadevano nei fossi pieni di neve, dai. qua,l i difficilmente potevano aJlza,rsi, essendo tosto col1Piti da un intirizzimento doloroso, cui seguiva, hen presto un assopi . mento letargico ,e la morte. Disg,r azia.to ipoi colui che, assiderat{) dal freddo, fosse entrato in uni1 carnera troppo ca.ldni o si foss,e avvici . nato al gran fuoco di un biva,e00. Le parti sporgenti, intirfazite gelate, lonta,n e dal centro della drcolazione, era,no attaccate da, cancrena, che si manifestavn, ili botto e Ri svi111pp:wa con tale rapidità, <la vecforsi fl p,rog1·esso ad occhio nudo, oippnre l'individno erfl, ad un t1·atto soffocato da una specie di infiammazione, che attaccava, il i:dstema ,reSIJ)iratorio ·C cerebrale e moriva come asfissiato )). i<:: noto a ,q uesto proposito il caso del genera,le Orna.n o, il q_uale durante la ritfrata, oolpito alb testa da un proiettile e ritenuto morto, fu sepoilto da un cumulo di neve : l'ufficiale d'ordinanza giù a,veva portato la triste notizia a, Napoleone, ma, questi lo vide con sua soripresa compari,re ipiù tardi sano e salvo, non avendo egli riportato che una llievc commozione· e non essendosi per nulla, aggravato S·ot.to quel rigidissimo lenzuolo. In tutta fa r-itirnfa, Lar·rey non ahhandonò l'esr.rcito, e dopo una, giornata di nmrcia estenuante concedeva, breve tiposo alle stanche memlH·a sulla terr·a diaocia, per continuare anche durante la notte a curare e mcdica,r'e la massa, enorme ,cli feriti, dando prova così <li_una r,csistenza, d~1vvero eccezionale e meravigliosa. Al passaggio delfa, Beresina, dopo· aver attraversato il -fìumP. si 3('.oo,rse cbe numerose ca:sse di istrumenti chirurgici e di mate,riale di medicazione e rano sta.fo abbandonate si11l'aJltra riva,. Non volendo perdere una dotazione così rpreziosa,, 8otto il fuoco nemico. ripassò il fiume, affrontanrlo una turba di soldati in piena ritira,ta, che con ogni mezzo cercaNa, calpestandosi a vicenda, di raggiunger,~ l'altra sponda. La,r rey sta-v a pe,r essere tra.volto rla.lla, mas8a in

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fuga, ma, appena ,riconosciuto, fu sollevato sulle SIJ)alle e portato in .trionfo. ~C·

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Ricordiamo ora brevement,e le ultime vkende delle guer,rc na.ipole-0nichc, culminanti nella disastrosa batta.glia di Wa,tedoo, che rappresenta il crollo d ella potenza. hnperiale. Nel 181B l'Imperatore preparrt un nuovo e non meno formidabile esercito di 13 corpi d'a1·mata, schierandolo sull'Elba contro i Russi alleatisi coi Prussiani, ed ill 21 maggio, nonosta.n te disponga, <li truppe comrposte di giovani elementi poco allenati, batte Ì'avversazio a Lfltzen e a Baiitzen, vittorie che portano all'armistizio di Neuma,rk. A Baiitzen si hanno fra i Francesi 5000 morti e 14.000 feriti su 150.000 combattenti, e fra gli alleati 15.000 morti e 16.000 feriti su 110.000. Riprese le ostilità,, i Fra,n ccsi sono a,noora vincitori il 27 ·ago.sto 1ml eombaitimento cli Dresda : mà il rn~mico, alleatosi.con gli Svedesi e gli Aui:;triaci, impegna poco dopo il 16 ottobre la fa,rnoRa battaglia di Li1p sia con ,::o.OOO morii e 14;°>.000 f eriti fra i Francesi e ben 60.231 e 300.000 fra g-li ailleati, durata 4 giorni , la, quale termina con la sconfitta d.ci Francesi, che sono costretti a ripassare il Reno. Nel 1815, dopo la, caduta dell'imp,e ro, Napoleone Buonaparte viene relegato ne1l'ii::;o1a d'Elba, nrn, rper il mal govf\rno def Ro,rboni e soprattutto pe1· l'ascendente che\ egli ancora es~rcitava tra i Francesi, le sue speranze non sono -perdute : ed il 2H febbra.io tentn, un colpo fulmineo. Bludenclo la vigila.nza, salipa, dall'isola ed il 1 mar,r,o sncr:cssivo sbarra nel golfo ,Touan; quindi oon rapidità m<m1vig11iosa il 20 dello stcsi:;o mei.se entra hl Parigi e r.iconq11ii::;t.a il trono senza colpo forirc, fra le acclanmzioni del popolo_ Contro gli stati d'].!;uropa nuovamente rulleatisi ed anche per seda1't prurecchie ribellioni inte,rne, egli riorganizza nella prima,vera H i.su~; eserdto demoralizzato dal governo precedente, ed ai primi di luglio <::m1 un'a,rmata di 14!5.000 uomini ripartiti su cinque co-rpi d'armata, oltre queJllo della Guardia e con 350 pezzi d.i grosso calibro e la cavalleria di riserva, inizia le ostiilità contro gli Angloprussiani, prendendo posiziorn~ a.i confini del Belgio fra la :M:osa e Ja S,amhra., e cerca. di attaccare il nemico, e-01ne al solito, sepa,ratamen~, non trascurando contemporaneame nte la difesa sulle altre [inee di confine. L'esercito inglese, dcJllà forza di 100.000 uomini, O('.<>,uipa i din-


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torni. di Bruxelles al comando del g·enerale Wellington, mentre quello prussfa.no di 120.000 uomjni t,rovasi fra Liegi e Namur. Il 15 gi_ugno l'a,r mata francese [>assa ],a -Sambra e conquista Ohairleroi : Napoleone con tre corpi d 'armata punta verso Ligny per attaccm·e direttamente i Prussiani, mentre gli altri due co:ripi, agli ordini del generale Ney, muovono verso Quatre-Bras. Il giorno suoocssivo si combatte un'accanita battaglia, che :finisce al tramonto,con la, sconfitta, dei PruRsiani , i qua.l i si ritirano ,r a,pida,mentc [)Cr riorgani zzarsi. I Francesi hanno 4300 rnoirti e 22.000 feriti; gli alleati 5{i00 e 33.000. Intanto il 17 giugno l'ese1~cito inglese prende posizione nella. 1pfanura di Waterloo, in attesa della cooperazione dei P,russiani. Il gforno seguente, verso il mezzogiorno, Napoleone lancia le s ue truppe, disfPostc sb tre~ schiere, a.Il'attaicco. Gl'Inglesi, con rinforzi aUeaJi al è.ornando di Bulow, l'esistono energicamente agli urti della cavalleria :fra,nccsc, lu, cui manovra è ostacola.t.a dal farreno, reso fa1lg-oso iper il a :pioggia notturna. Al sopragginngc~re dclfa no tt e, l'inattesa, a,pp:wizione dell'esercito p,russiano, riordinato da BHicher, provoca i1l panico e lo scom[>iglio n ell'armata, francese, <:l i cui i] morale f\ra già depresso per numerose dcfe~ioni, compresa quella del generale Laumont, l'11, inc alzata dalla cavalleria, fugge in disordine verso Cha,rlf'roi. La battaglia di Watoriloo segna la, fine dell'impero e della glo1·ia cli Napoleone, che osteggiato anche da,1 Pa,r lamento P. costretto ad abdica-11C; e dopo inutili tentativi di fuga verso l'Ame,rica si arrende agli Inglesi è viene relegato nell'isola di S. Elena, ove, trascon,i 6 anni di-esilio, muore il 5 maggio 1821.

Della Jeggendaria ba.ttag,lia di \1/aterloo, ricorderemo solta,nto che, ,di 72.2,50 combattenti ~rancesi, si ebbero circa 27.000 fra morti e feriti, con una percentuale rispettiva del~~ ,~% e clel 24%, 10.000 prig·ionieri ed a.Jtretta,nti disertori ipcr un falso aJlla,r me di t1ra,dimento. E di 145.200 alleati combattenti si P.bbe,ro 21.997 morti e feriti , di cui 1120 ufficia.Ii, con una -proporzione de] 15,2%. Tutto il vasto campo di battaglia intriso di sangue e di fango, misto alla segale ed al granotm~o e disseminato di armi, di zaini, di finimenti, di selle e di indumenti di ogni genere, era. rid-0tto ad una enorme viscida poltiglia.


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Così. finiva iper forza ,di evP.nti e per_la missione storica ormai eompiuta <1uesta grandiosa e.!P'orpea,. Come triste bilancio, ricorder emo che nelle grandi guerre napoleoniche cadd,ero oltre due mili.oni di soldati francesi e n ei primi 15 anni d el secolo XIX le perdi te dell'es~rdto francese e degli am~ati si possono calco1lare a sei milioni! . Questa enorme ecàtomhe di uomini strema le forze dell'Europa., c;1e, ·d eposLe le armi, inizia, nn periodo di tregua: la, pace dei :-{O am1i. · Si narra che nella tragica giornata di ,iVaterloo il duca di Wellington, vedendo un chirurgo ~illitare raccogliere tranquillamente i feriti, nel 1più :fitto della mischia., cd avendo saputo che quel valoro,s o era H gra.n<le La,rrey, si fosse iIÌchinato sulla sella in atto ili om.aiggio, esclamando,: <( Saluto l'onore e H coraggio! )). Bd in quella t,r emenda ha.ttrug1ia Domenico Larrey ,scampò miracolosamente allla, morte. Egli av,(wa impiantata 1a sua amhula.nza nella 1·a ttoria- del (faillon, che fu hen p ,r esto occupata da.i P1·uRsiani, i quali, senza curm·si della sorte dei feriti ricovr.<rati, vi aippiccarono il fuo<:o. Ricevuto l'o1·{line dall'Impcn1tore di mg·giungere la fron liera, nel rnent,re .si inoltra.v a di notte co11 tutto i'1 personale per 111ra, via se,c,ondaria, La,r ,rey fn sorprer.;o da nn 1· <1 p~n·to di ca:valleria 11emiè1 e fatto ·p rig·ioniero non Rolo, ma: sea:m hiato per lo stesr.;o \ 1apollconc IJ)Cr la .sta.tu1·a e l'unifo1·me ch e · indossa.va,. Quando fu d 1ia.ri.to l'equivoco, i. Prussiani inferodti lo volevano fucilare, ma per fortuna il medico inèaricato . di bendargli. gli O<',chi riconobbe ! 'n:ntko maestro , di cui aveva seguito i corsi di chirurgia, nel 1812 a. Berlino : e l'es~uzione fn immediatamente sospesa.. U marescia.1Io Bliiche-r, ,comandante deillc trup1pc, e:d otto dell'incidente, l'ece le più ampie scuse a, Lar,rey e l'invitò a pranzo, e quindi lo fc,e,e. cond urre a, Louva.in cOllla Rcort.a di un suo aiutante il campo, <londe potè giungere miracolosamente, simo e F1alvo, ag1i ava,m;posti francesi. Il La-N'ey, per il suo . grande valore scientifico, fu nominato mem hro 'ò ell 'h.t1tuto di ]!'rancia, dell'Accademia cli. rne-dfoina, dell'Istituto d 'F.gitto, professore a Va,1 -de-Gr{toe, ed infine chirurgo in cavo clell'ospeda1e Gros-Cailloù e deg11i InvaJidi. Dopo la morte gli furono eretti in Prancia tre monumenti, di cui una, statua in bronzo innanzi la chiesa di Val-de-Grfi.ce. Le opere -scientifiche di Domenico Larrey, come ,osserva, il Delorme, basterebbero ad assicura,rgli un posto eminente fra i chi0


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,rurghi deil tempo. Ci limiteremo a rico•rdi.1ire le memorie di chirurgia, militare (Pubblicate dopo la campagne in quattro volumi (1812-1817); la relazione sanita,ria delle campagne dal 1815 al 1840; la relazione storico-chirurgica delila sipedizione in Egitto e in Siria; la clinica chirurgica applicata particolarmente sui campi di battaglia e negli. ospeclaJi militari dal 1792 al 1829; la raccolta delle memori,e {li chirurghi,, edita nel 1821 ecc. Larrey fiwcoglie in tre pubblicazioni: (( Mémoirc de chiritrgie et cwmpa,gnes )). « Glinique chirurgicale exercée particulù)rement dans le8 chnmps et le.~ hòpitaitx mil'itaires depitis 1792 jitsqit'en J 82!} )) e « Relntion méclica1e des camJ)a,_(J1W8 et voyages cle 1815 a 1840 >> i risultati della va~tissirna ,esipel'ienza ncquisita sul campo in ben 60 battaglie con oltre ·400 combattimenti, e nelle ambulanze ed ospedaE. (Jueste memorie costituiscono 1rn vero e proprio trattato di chirurgia di_guerra. Ln, sua opera di clinica cl1i•l'urgica fu anche tl'a,clotta in italiano e 1puhblicata n el 1837 in Firenze pe1· cura dell'editore Coeu. Lwrrey fu oondotto :i, compila,r e qu,esto lavoro rnonumcnta,1e, mosso << dall'iITesistibile desiderio di far conoscere ai giovani medici il numero granrlr dei fatti da, Jni ossel'vnti e raccolti nello Rpa,zio di quaJ·a11ta anni (1i s-e rvizio )), e poichè << nna, sequela, di o,sse1·vazio11i sop-ra nn argomento vera.mente utile sa.r ehlJe L-odiosa, e 1perfi.no ;poco ist,1·uttiva >), il La,rTey mo:lto opp,ortnn:nnenLc espone altri fatti << os servati al .éJi là dei letti ,dei malati e feriti ed insegnn; non solo come si ,p uò gna,rire, ma anche come si fa, a mol'il'e )). Eg·Ji fu partigiano degli sbrigliamenti e ,della estrazione immediatn, dei co11pi cstra,n ei dalle fr.l'ite. Fece interessn.nti ,ricerche snI tetano e sulla cancrena nosocomiale. Chirurgo in ,ca.p o dell'Hòtel des Invaii<les, studiò con speciale interesse i reliquati delle ferite cranio-cerebrali e della faccia. Per le lesioni del torace si. aimo8trò favorevole alla, sutura immediflfa. Raccomandò inoltre l'a,pertm:a del pcrica,Ì'clio nei vel'samenti traumatici e determinò con precisione il luogo di c]czi'o.ne di t.1,1e atto operativo. Si occupò anco•ra ma,gistral.nH~nte delle ferite ad,d ominali, ed in pn,r ticolar rrioclo delle lesioni della vei:wka, di cui consigliava il ta,g lio prcoocc per l'estn1izione <li iproiettili o di scheggic. St,renuo sostenitore <lelle ainp11tazioni, come già ricordammo, fin dalla sua tesi di dottorato in chirurgia, eseguì ipiù volte la, disarticolazione della spaUla con un- metodo a racchetta,. ancora


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in uso fino ai giorni nostri, operando più di 100 feriti con 80 esiti J'av-0revoli, e nella spedizione di Bgitto quella1 dell'a nca con un suo spedale ip,r ocesso a due .lembi laterali. , Preooniz.zò l'am[Putaz.ione intcrcondiloidea della gamba i n sos tituzione di queliht delJa coscia, praticandola,, per la prima volta nella camipagna d'Egitto e J'ipetendola su ~I soildati della Gua,rdia,, feriti nelle batta.glie di' R-ssling e di ,vagram. li'u inoltre uno dei primi chirurghi ad operare la disarticolazione tarso-meta,taa:·sica. Oiirca la medicatura delle ferite, La,rrey, .fin dalla campagna del Reno adottò un metodo mo11to semplke che poi usò in tutte le guerre successive: applicò sulla lesione una compressa imbevuta di vin-0 caldo canforato o di acqua salata coll'aggiunta di un poco di a-0etato di [)iombo, ricoperta da filacci e e fissata con delle compresse e delle bende. Fu inoltre fra i primi ad introdurre per l'immobilizzaz.ione degli arti fratturati i fanoni di paglia come mez.z.o contentivo improvvisato. Nel 1796 fondò Ila. •Scuola, di applicazione di sanità milita,rc a Val de Graice, ove fu insigne maestro. Larrey morì a Lione il 1° agosto ]842, al ritorno da nn'hipPzione h1 Algeria, che egli stesi:,o aveva, sollecitato, nono.stante ftvesse raggiunto gli 80 anni. L'Imperatore lo insignì d,ella commenda della legion d'onore ,e sul campo di "\Va,g·ra,m del titolo di barone dell'Impero. L'Istituto, tl'A(',cademia di medicina di Parigi e ]e 1più importa.n ti Associazioui ~,cientifiche di Europa, ebbero a,d onore di a,vel'lo loro membro.

Oltre ai nomi del Lar,rey, del P.ercy, del Desgenettes, ormai eonRacrati a, fama, imperitura, è doveroso ricordare altri ehirurghi militari, il cui nome spesso ricor,re nella storia delle guer·re napoJeonicbe. (~nesti vn.lorosi contribuiirono, non meno dei coma,ndanti, n.lla gloria, dell'esercito e del si10 duce supremo, i1I quaJe, del resto, fu sempre il primo a riconoscerne il valore. Rievocheremo anzitutto Paolo Assalini, da Modena, (1769-1840). il qua.le seguì Napoleone nella spedizione in Egitto come chfrurgo 1naggiore e si distinse moltissimo fino alla caduta delliimpe-1·0. Iniziò nel 1812 a Milano un cor:So 1pratico di traumatologia di guerra, ipub blic ando in seguito un maJlua1c per i medici militari. Fn inventore


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di parecchi strumenti chirurgici e di speciali ca.rri di a,mlnùanz~1 e lasciò opere pregevoli di traumatologia di guer,ra. Egli fu uno strenuo sostenitore dei lavaggi continui e f,requentemente ripetuti nel trattamento delle ferite, con nove parti di acqua, tre di aceto ed una di cloruro di sodio. Poco prDpenso per le fifaccie nella, medicatura. faceva bollire la stoppa di lino ben ca,rdata i.n Usciva di soda. Ammise inoltre la benefica azione d ei raggi solari per la più sollecita cicatrizzazione delle ferite e per la consolida,1done del calilo osseo nelle fratture. Therrin de Médaine, rultro chirurgo maggior e s-otto il primo impero, seguì le sorti dell'esercito Na1polconico in tutte le numerose campagne, guadagnandosi la cr-0ce ,rli ufficiale della legion d'onore sul caml[)o di battaglia, a Wagra,m. Giorgio Giovanni Guthric (1765-1808), chirurgo maggiore, pubblicò un trattato sulle ferite da a,rma, da fuoco delle estremità, richiedenti l'amputazione, che ebbe sei edizioni. l!'ra i primi praticò la disarticola,,,.ion~ ,rlr:ll 'a;n~:i, P- ln, legatura dcll'!lirteria iperoneale. Willaume (1772-18fi~), fu chirurgo in ca:p o rlella g·r ande Armata del 1807, quinòi chkurgo iprincipalc dell'·eserdti0 nella, spedizione di Sipagna, e poi primo professore alla Scuola, di sanità rr1ilita.re di 'Metz e oo[fabora.tore del Percy, che seglù in tutte le caID1Pagne e rla cui a,piprese tutti i segreti {lell'arte chfrurgica,. Ribes (1765-1845) si òistinse, tanto sui campi di battaglia, come èhirurgo ahilhisimo e valoroso, quanto come insegnante va,lentissimo m~gli <IBpedali milita,r i d'istruzione. È autore di una, memoria sulle f,rattnrc d el femore da, arma da 'fuoco. Nel suo sta..to di servizio figura.no ben 20 ca,ml[)agne, 17 combattimenti e 3 assedi. · Nicolò Hem·theloup · (l7!"50-18rn), chirurgo maggiore degli osperlaili militari di Col'Rica nel 1780, poi di quelJi di Tolone nel 1786, chirurgo in capo nel 1800, fu inca,r icato nel 1808 di sostituke Percy rn~lfa grande arma.ta e di iID1piantarc gli ospedali di riserva, di Vienna e di r.,èl'Sdorf, nei quaJi furono ricovera,ti ,i numerosi feriti delle battaglie di E~Rling e di Wagram . I suoi meriti furono specialmente ,riconosduti per la sa1piente organizzazione dei servizi .sanitari e premiati cDn le insegne di ufficia.l e d-e1la legion d'onore ed il titolo di barone. Thomassin, chirurgo maggiore dell'ospedale militare di Bcsançon ed insegna nte in quell'TJniversitàr, ipubblica nel 1788 una,. e< Disserta.tion 8it,r Femtraction de8 corps étrrrnger.<1 de8 plaies et


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s7>écialement de celles faites par armes à feu )), in cui descrive mi11 utamcnt e le· v a,rietà di corpi estranei, i metodi di P.Rtrazione e lo sLt'umenta rio relativo. M:assot, chirurgo maggiore delle guardie del 1-w ,e dlfrurgo in <·apo dell'esercito russo durant e la caJI1pagna contro i Tmchi, dà a,l.la stampa, .nel 1791 a Pietroburgo un '<< Essa,i s111r. les pla-ies des wrmes à feu )), h1 cui illlustra le l esioni di t utte le regioni rprodotte 'dai proiettili di pioco]o e grosso calibro. Méhée d e la 'fouche, cMrurgo maggiore dell'ospedale militare di Meaux, e ~Jiù tardi insegnante a Val-de-Grace, ci ha lasiciato n11 « 1'raité des ])laies d)a1mes' à feu )), in c ui si dimostra fautore d ella. d1irurgia conservatrice neJllc lesioni <legli rurti. Pietro T>ufouart, chirmgo maggiore durante i regni di L uig·i XV e XVI e chirurgo in capo d,ell'Oflpedalc militare òi Pa1·igi dur·ant.e la Ret[)ubblica,. coml[)ila nel 1801 un t1•aitato « Ana7AJ86 d es l>lessitres d)arm,e8 à feit et de lewr traitement )), nel quale (1,escl'ive le ferite degli arti, ripartendo in tre periodi il dooorso delle lf\. .<.: i011i . ,. q11r:>Jle cavitarie. · Lom ba,~d, c hirurgo in ca(Po degli ospedali militari d i Do/le, r~ Htr::tsbmgo; e c hirurgo consulente n el 1W2 dell 'armata del Reno, ,1:'ì, a.Ile stampe nel 1804 la « Cliniqiie chiritrgicale des plaies faites J)ar arme8 à feu )), in cui si tratti,enc sipecia1mente isul trattamento delle l esioni, insistendo sull' uso ò el1l'acqua pura. Briot, chirurgo maggiore, per 10 anni, delle a,rmate naipoleortiche, jnsegnante .alla, scuolà di B esa,nçon, è a,utore di una memor·ia: « Histoire de F6tat et de.'! progrès de la chirurgie militaire en France pend,a;nt les gu,erres de la Révolution )), che otte nne il p,remio della Société méd icalc d'Emulat ion ed in cui passa in rassegna tutte l e complicanze jmrp,cdiate e secondarie delle ferite, le ind icazioni del .loro trattamento e le lesioni di da.senna r egione. Yvan, chirurgo ordinario dell ' Imperatore, ipubblica nel 1805 1rna, tesi « D e 7:'amputation · desi memùre.~ à, :la ,<mite des plaies cl1a1·mes <Ì feu, )>, nella qua],e, aJl contra,rio cli T,a1'rey, comba,(;te l'all.l puta.zione iprima1·ia stù campo di batta.glia,. Pietro Dm:{!t (174-:.-182:5), fu uno dei iprimi a praticn,rc l'an o :1,etificia,le. Blanilhi , chirurgo maggiore dell'a.r mata, d~l Reno , dà, alJ e i;;t.ampe una tesi : « Di8serta.tion praliqiw s·11,r le.e;: am,pidations ,,, in •·.11i d escrive metodi perRonali di intrrvmti Fmgli a.rii. 1


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Charmeil, insegnante alla Scuoila di .sanitiL militare di Metz e chirur·go in capo di quell'ospedale militare, al qua.le affluirono i feriti degli ass-edi di Longwy e di Verdune della battaglia del Reno, ha scritto una tesi, che si rpuò considerwre un trattato di chirurgia di guerra ove raccog1J.ie i ri,sultati della !Pratica di 45 anni d'ospedale. Ed ancora Noel (1753-1808), insegnante a. Va,l de Gr:lce, Stefano Billard (17~0-1808), iSaba,tier, chirurgo maggiore •degli Invalidi, e quindi chirurgo in caipo de!ll'armata del Nord e consulente dell'Imperatore. A questi nomi, così poco conosciuti, dobbiamo aggiung(-,'l'C anche quelli. del Desotcux, del Pa.squier, del Laroche, <lel Dupont, del Dubois, òel Sanson, dcl Lallema,nd, de1l Ducamp, del Tissot, del Pairoisse, {l(>l Pa,ulet, del Barhier, del Laurent, del Fleury, del Gaiuthier de Olmubry, de,] <fallfie e di tanti altri, che, sia nel turbino8o lavoro delle formazioni sa.n itaric di .prima linea sotto il fuoco nemico, come in {Juello più calmo degli osrpedali delle ret.rovie, aJlempìrono coficienziosamente la loro umanita,ria mission<' cli mµ,dici e di soldati, senz'a,ltra ambizione che quella di comrniflr<> silenziosamente il p,roprio dovere. Jfl dal campo chkurgico passando a f1Uello medico, ci limit,eremo :-L rioordare Prancesco Brous~ais (1772-1838). Figlio di mcdi,co bretone, fu sergente negli eserciti della r ?.ipuhblica e per t,re a,nni prese parte alle campagne napoleoniche. Al1lievo di BichatJ fu addetto nel 1814 all'osipeda.le mirlita,1,e tli Val dc Gràiec~, che nel 1850 doveva poi trasforma,rsi in Scuola di applicazione ,g_ei servizi di sanità militare ed accogliere non solo i. giovani licenziati dalla Scuola di medicina militare ,di Lione, a, compl('mento della loro i struzione tecnica, 'm a tutti i laureati dclllc facoltà: mediche di Fi-anda, aspiranti alla ca•rriera militare. Partfmdo da,l principio che i fenomeni della vita dipendono da fenomeni este,rni (e SO[)rattutto dal calore). i .qu ali, (piando sono moderati, il c,,01·po è sano, se forti o flebolissimi sono invece causa di. malattie, 1propugnava una cura essenzialmente a,11tiflogistica. E nel suo liùro « Esame òelle dottrine medicl1<:> )) afferma, che neill'anatomia patologica tutto si ridnceva ad frrita.r,ione e a flogosi. Fu uno dei più strenui sostenitori del salasso, metodo antiflogistico sovrano in un'eipoca, in cui le sottrazioni sa11guigne erano o,rdinate per ogni malattia e si verificavano i più deiplorevoli abusi. Basti pensare che nel solo anno 1833 furono im1portate in li'rancia


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41 milioni di -sanguisughe, mentre negli anni precedenti del 1824-25 erano suffi~ienti al fabbisogno 2-3 milioni. Ed ebbe, per talli idee, a sostenere violentissime polemiche con Laennec, Andral, Petite, Senes, Louis ed altri. Gian Nicola, Oo1·visart (17Gri-l8!:!1), fu una delle figure più luminose della medicina e della clinica francese. Medico di Napoleone, lasciò un'opera pregevoHssirua suJle malattie e lesioni dell'apparato ckcolatorio e contribuì ne11 a semeiotica. a divulgare praticamente il princiipi,o dclJa percussione, già preconizzato :fin dal 17GO dall'Avanbrugger. :m doveroso l'iconoscere che, ta.nt9 Napoleone Buonapartc, quani suoi ministri, hanno sempre l ascia..to a questi medici militari la più ampia libertà neM'organiz~are i servizi sanita,r i, abbattendo. i vecchi sistemi. E migliore ricompensa non poteva avere l'orpera sapiente cd attiva del L'l,1'rey che l 'elogio stesso dell'imperatore : « Quel homm e, quel brave et dig ne homme que Larrcy ! que de soins donnés par lui à l'a,i·mée en Egypto, dans la t raversée du descrt, suiL api·es Sa.h1t .Jci111 d 'A:C,r e, soil: cn Europe . . J 'a.i conçu pour lni une estime qui ne c'est jama,is dementie. Si l 'airmée élève une colonne à la rcoonnaissance, el[c doit l 'ériger à, Lar~rey ! ».

.:.,:. -:-:- * Per quanto riguarda la chirurgia militare delle altre nazioni europee,· ricor deremo in Germania Cad-0 :U'crdinando von Graefe (1787-1840), da Varsavia., uno dei gener ali medici che prese parte alle campagne del 18rn-15 ~r l 'indipendenza prussiana. Già professore di clinica cl1ir11rgica, all'Università, di Ber1ino nel 1810, riassunse 1a cattcd·ra dopo 1a guerra. Egli si [mò ritenere il fondat ore della plastica clùrurgica, moderna 11c lla, cura <lel p alato bifido ~ongcnito, con metod,o da lui ,proposto nel 1816 e deilla rinorplastica e blefaropla.stica stndia,t a nel 181 8 . Fondò a, Ilerlino la Societ à di chirurgia ed i famos~ Archivi. Corrado Langenbeck (177H-1851), professo-re di anatomia e chirurgia a Gottinga, chirurgo · generale <lelJl'a,r mata dell'Ila-n nover. Abilissimo e rapidissimo operatore, estirpò fra, i pr imi i c::i,r cinomi dell'utero ,e ideò l 'operazione dell~b-1pnpilla artificiale. F,d ancora Giorgio Ji'ederico T,ni~i Stromeyer (1804·1876), da Hannover, che fu chiamato n padre delfa medicina militare tedesca. ]'!' autor,e d ella chir urgia conservatrice, ne f cce base del suo inse24


-370gnamento universitario. È celebre iper la chirurgia d~ll'aplParato locomotore e per la sezione sottocutanea del tendine d'Achille, proposta nel 1831 nelle deformità di[iendent:i, da lesioni musco]a,ri. Fu anche poeta e scrisse un'interessante aufobiogTafia. Passando ora, all'Inghilterra, accenneremo che questa nazione, . in continua lotta colla Francia, aveva reclutato per l'esercito · mi personaile di valore e di esperienza eccezionale. Ci limiteremo a, rico,r dare Gfovanni Hunter, che nel 1760 prese ipa,rte alla sipedizione navale di Belle-ls]e e nel 1763 alfa campagna nel Portogallo, ed in seguito fu nominato chirurgo in capo dell'armata ed ispettore genera.le degli osipcda.li. Come La1·rey, nel suo trattato delilc ferite d'arma da fuoco si dimostra, sostenitore dell'amputazione immediata; Giovanni Bell pubblica ad Edimburgo nel 1812 i« Discourses on the nature and cu!J"e of wounds >>, eon numeros,e osservazioni della sua lunga esperienza di guerra; Guthrfo, nella, sua memoria « A Gunshot wo11,nds of the extremitics >>, data alla stampa nel 1815, iltlustra le lesioni d'arma da fuoco degli arti; Henncn, nno dei migliori scrittori inglesi di chirurgia, di gueir;ra;, pubblica nel 1820 i « Principes of military surgery )), che ra,p presenta un buon trattato di chirurgia militare; Samuel Cooper, che n~l suo òiziona,rio di chkurgfa edito nel 1826, neill'articolo fe.'r ite d'aTma da fuoco , riassume e comme.nta le osservazioni proprie e dei. coJlegni òetl 'armàta; e :finalmente Thomson che riferisce sulle ferite di tutte le regioni in base all'esperienza acquisita negli ospedali del Relgio Jn 'Austria è ,da l'icordare Siebold, p,rofessorc all'Università di Wifrzburg, direttore degli ospedali di ambulanza, e sedentairi dell'arma,ta. a,ustriaca durante· le guerre della rivoluzione francese e deil primo Impero. In Olanda iè da cita.re Brugmans, che nel 17fl5 organizzò i servi,1;i Ranitari deU'csercito olandese alleato colla Francia. Nel Belgio è famoso Suetin. NelF America del Nord Oinlio Wa,l'ren (17531815) , chirurgo in capo nelll'esercito dura,nte la, guerra, naziop.ale e fondatore della Scuola di Harvùa : praticò fra i pdmi l'asportazione deUa pa.roti.dc e la legatura dei g·rossi va,si.

Come aippendice ai servizi sanitari pI'esso gli eserciti nello scorcio del secolo XVIII e snl iprincipio del XIX, srurà opportuno esporre un cenno anche sul funzionamento d ella sanità milita,r e presso l e


371 altre armate sce se in campo contro il colosso nap()lleonioo. B doveroso riconosc~re che nessuno di queste aveva un'orga,n izzazionesanitaria vera e propria, o per lo meno disciplinata, e regolata oomeq nella francese. Il concetto di chirurgo era allora intimamentie legato a quello di ba-rbiere. I medici milita,l"i 1prusshmi non av~wano a1t1ro titolo che quello di tosatori da ca,rnpo ed a, ragione, ··~)erd1è le più comuni mamsioni dei tosatori da caIDpo delle comprignie -erano queHe di rader-e i soldati e ,guelfo dei tosatori da c ampo d ei reggimenti di radere gli ufficiali, esoondo presc,ritto a tutte le truppe di non farsi . crescere la ba,rba. Già, fin dal 1787, Federico Gugli,elrno avev~ii istituito in P,rusRfa presso gli eserciti mobilitati degli ospedali d,a caIIlJPo, i flUaJi erano dotati di carri per il trasporto dei maJati e feriti; ma que.~ti veicoli er:mo così pesanti e di tali dimensioni, che oltremodo difficile riuseiva lo sgorn bero) non potendo seguiire il carreggio i movimenti delle truppe. Così nella sanguinosa battaglia d'Rylau dell'S febbrnio 1807, ben 1800 feriti non poterono avere ì necessari soccorsì se non tre giorni <loipo il combattimento; e nella tremenda gio1·nata di Li,p sia, in cui si ebbc1·0 B4.000 feriti, non f'li IJ)Otè disporre che di lin Rolo ospedale mobile, attorno a.I qnaJe, anche d:opo una scttimaJ1a dalla lotta, si affol!J.ava, un numero impressionante di soldati colle ferite aperte o fascia,te con hrandelìi di camicie, in l])reda la. maggior [>arte a canorena gasosa. · In seguito a questa dol,o rosa ·esperienza ed allo scopo di eliminare questi disa,strosi inconvenienti, il prindpe Augusto di Prussia istituì nel ) 814 le oompagnie di portaferiti, che presero il nome di Deliti: ciascuna compagni3, era composta di 120 uomini e dotata di 15 bairdle, di ~O sedie 1Jettighc, di 50 rpaia di stampelle e di 50 tasche di ,sanità,, contenr.nti oggetti di medicatura e di IJ)ronto soccorso. lJl Prussia i più g,randi chirurg-hi seguirono l'esercito, come De Graefe, Hufelan{l, Langenbeck, Stromeyer. Ma colui che salì in maggior fama, come chirurgo mili.tare e come_ organizzatore fu Giovanni Goercke (1750-1822), il quale, amico personale di Larrey, introdusse nell'r.sército prussiano le ambulanze volanti ed altr,e innovazi.oni, che avevano già fa,tto la loro eomparsa, con so<ldisfa('ente •risulltato, nelle armate <li Fra,ncia, Nella camrpagna <lel Reno d el 179~ impiaJ1tò ospeda1i da campo per IOOO infermi; aHl'i a11cora 1


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nella battaglia di Eyfau del 1807. Nell'agoF;to 1813 anestì 3 oF;pedali generali di 1200 letti, uno di riserva di 3000 letti, 9 ospoclaili da 200 letti. Nel 1800, sotto il patronato della principessa Ma•rianna, di Prussia, curò l'istituziDne delle infermiere volontarie. Dal 1792 al 1822 chirurgo in capo dell'esercito prussiano, già, distintosi a ,Tena,, egli organizzò il servizio sanitario in pace ed in guerra, cd istituì nel 1795 l'fatitnto medico-chirurgico, una sipecie di ohiritrgischen pépinière per la preiptlirnzione dei chirurghi militari, che ne1l 1711 si trasformò in Accademia medico-chirurgica militare. A questa nel 1818 su bent,r ò per lo stesso scopo l ' Istituto Federico Guglielmo, che ben presto eccelse per importanza di inseg1iarnenti e per valore di docenti. Basti ricordare che i più •r inomati. cllirurghi del se,co~o furono aJlicvi di questo istituto: Langenheck,, Brnns, BardelclJcn, Hucter, Nussbaum, Esmarek e 11 0 stesso Wirchov, il grande rinnovat01:c della, me<'lidna, moderna,, il quaile miche dopo :wer raggiunto le più alte vette della, gloria si vantava di. a,vere aippartcnuto a, questo istituto. Nel 18!)5 le due Scuole di sanità, militrurc tedesche, doipo avere c~lehrato il centenario di loro fondazione, si frn~ero 1p<>r co&ti,,nirr· l'A<:eademia imperia]c Gugaie]rno, che nel 1901 fu trm~ferita in un grn,r1<.1issimo edificio esrr:wesf'larnf'nte cmitrnito rn~lla via (fogli Invalidi a Be rlino, e destinata all'istruzione deg11i flJipiranti alla, . nomina ad ufficiale medico, i quali, _o]tre a frequenta.re i corsi ·u niversitari, ricevevano una speciale istrnzimrn in ra,pporto ~11 s ervizio sanitario militare. Goeirke creò inoltre un corpo speciale di rporta-foriti, introdu cendo ancora notevoli miglioramenti negli ospedali militari e fece allestire delle vetture speciali adatte pe1' un razionaJle trasiporto dei mah~ti e feriti. E sotto il suo vigoroso impulso il (',-0rpo sanitario miiJ.itare prussiano si ,ricostituì rapidamente, offrendo la mig'liore 1wova di ottima organizzazione nelle succeH.sive campµgne. Nel 1834 la Prussia adottò un nuovo regola mento sul servizio F;,.rnitario in guerr a, in virtù del quale ad ogni c,orpo d'arma,ta venivano assegnati 3 ospcdaH da campo da 200-300 lPtti e B ospedali territoriali da 400-600 l etti. Questi ospedali d.a campo erano costitlliti da 2 sezioni: la 1prim~L denominata fahrende Ablheilung) cor riSJpondcva, presso a, poco alla, nostra, sezione di Ranità; la seconda,, chiamata, d epol) aveva, le s tesse f1rnzio11i dei nostri ospedaQi da


·campo. Dette unità sanitarie, cmitituite sul ti1Po di quelle francesi, erù,no destinate à presta-re i primi ·socco-rsi ai feriti sul campo di battàglia cd a provvedere al lm-o trasporto negli ospeda1i delle retrovie. Anche l'éserdto inglese ,rivelò in questo pcri'odo un'organizzazione sanitaria assai deficiente: nella storica giornata di Waterloo un ammasso di feriti giaceva abbandonati) sul ca.mpo frH, il putridume deJlle ,piaghe e fo strazio della sete: e dovette attendere 1più giorni 1prima di ricevere Ja più elcment_arc parvenza di so,reorso. Do;po il kattnJo del 1815, ]'Europa ·dcJl)onc ]e rurmi e trascorre un lung-o lf.)eriodo di tregua, nel quale le istituzioni sanitarie mil~fa1·i, anzichè progrooir~, ·i;mhiscono una sosta e presso qualche nazione fa11.no dei passi fodicti•o. Nondimeno in Ii',rancia dopo la 1·estaurazione furono riorganizza.ti presso gli ospedali milita,ri i cosidetti anfitea,tr-i d'isknzione e fu ripresa la pubblicazione del Giornale di niecUcina rnìlita:re, fondato n el 1767 durante il Regno di Luigi XV ecl interl'()tto 'n el pNioflo ilPllf~ gnrnTc narpoleonichc. Nel 1824 fu istituitù la Scuola di ,perfezionamento a Val <le Griì,ee. Ma soltanto nella sccontfa metà del secolo XTX si inizia l'era più luminosa e più feconda 1per la, chirurgia- militare, un'epoca, nella quail e vengono a1pporta,t.i ra,dkn.li mntamf'nti nelle istitmdoni sanifa.rie e .si imrprimc un indiJ'iz7,o d el tutto nuovo al]a pràtica chirurgica di guerm,. Ciò avviene per due ordini div,ersi di ca.use : per la profonda tl·asforrnaziolle delle armi e della, tattiea milita.r e, e più ancora p er i progressi veramente sorprendenti fatti dalla chi 0 rurgia, in grazia, <.lel metodo sperimenta-le rupplica.to ,r igorosamente alle sciflnze biologiche · c ' dclil'osscrva:zione clinica, non turbata, da prf'COnCP.tti l'IT.Stematid. Basterà soltanto riconfaire l'anestesia generale introdotta, iù. chirurp;ift nel 1849, d 'o pò i 1Primi trnta.tivi fatti da Morton e da Simpson; l'enH)stasia preventiva mediante l'aprplicazione del laccio ela ..,tico Si1v~tri-Esmard1 e gli a.ltr-i metodi successivament€ ideati; finalmente la mcdk:ahua, antisettica a<'.quisita aJila. ipratica chirurgica 1per nrnrito Ji 'G iuseppe Li-ster. Questa triade gloriosa- e beneùierita,, che• ha sterminatàmente allm·gah1 la sfera, d'azione deHa chirurgia, model'na, esei'citando anche uria grande influenza sul trattamento dei foriti iri guerra, porta naturalmente una- radicale innovazione nelFo,1·ganizzazione dei se-rvizi sanita.ri in campagna. Non sarà inutile ricordare che la narcosi d'etere fu applicata


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per la prima volta in chirurgia <lal Davy (1800), dal Long (1839), dal Wels (1815-1848), il quale cominciò ad introdurre l'ossido nitroso nella pratica odontoiatrica. Il dott. Grawford, dell'UniversHà di Perndlvania, nel 1839 tentò nuovamente l'anestesia con etere, ·ma la pratica non ebbe seguito. La prima narcosi di etere solforica fu fatta nel 1846 1per iniziativa di Wì]lliarn Morton (1819-1868), denti.sta americano. ' Più ta,rdi il cloroformio scoperto dal Licbig, dal Guthric e dal Souhei,r an venne sostituito all'ete re. D'a.ltra [>arte la scoperta del Lister del trattamento antisettico delle ferite coll'escludere l'infezione dal campo operativo, contribuì notevoilmente al [)rogresso clella chirurgia. Giuseppe Uste1· (1827-1912), na.to ad Utpton, nella Contea d'Ess,ex, al.li.evo del Syrne e nel 18(i0 dooente di chirurgia nell'Uni- ' vei'sità di Glasgow, IJH'eoccu[)ato dell'alta, mortalità :per amputazione che superava iQ 45 %, iniziò le sue ricerche sulla sterilizzazione del campo ope,rativo <'.Oll'a,llonta.mtmento degli agenti della suppurazione, 1·icorrendo a varie sostanze chimiche, fra cui l'acido fenico a1pplicato a mezzo di un ipolveriz1t.atore. Il primo trattamento in casi di put,refazione fn fatto il 12 agosto 186G e nel 1867 furono pubblicati nel Lnncet i primi ,r isultati fàvorevoli. 'fa.le scoperta pi·ocurò a] Liste-r l'onore di far pmte della camera dei Pari e l'ec<:ezionale sepoltura nell'a,b bazia, di Westminster, ,r iservata ai principi ,reali. Ma è dowre d'ltaliani ricordare qui, nello stesso tempo·, una g1loria, nostra : Enrico Bottini, professore di clinica chin1rgica a Pa,v ia, che fin dal 1866, quando era chfrurgo a Novara, fu il pl'imo a consigJiare l 'uso -<lell 'addo fenico nella disinfezione del campo operatorio, pnhhlicando una casuistica di o]tre 600 c:ud con esiti di guarigione. Ed altra, ,r ivendicazione italiana, non meno glori.mm,, dobbia,mo fare• nel campo ha,tteriologico. Agostino Bassi, nato nel 1773 a Lodi e laur,eatosi a Pavia, dedicò, tutta fa sua vita agli. studi ed alle ricerche microbiche. Nel 183G, quando il Pasteur aveva solo 13 anni, sc,riveva : << Sebbene assai grnnde sia il vantaggio che iproflnssc la, mi.a scoperta, del1la, natura del mal del calcino, n~l baco da seta, essendosi per es.sa potuti rinvenire più modi di combattere jl fiero malore, siffatto vantaggio può rigurnrdarsi un nonriulfa, in confronto della conoRCenza scaturita ila.Ila stessa scoperta che tutti i contagi, nesirnno e-ccettnato, ·sono tutti pmdotti <la essel'i pa·rassita:ri vegetali od animali)). 1


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B· dopo pazien ti ricerche, nel 1837, indicava ,u n« iparassi ta vegeta le vivente, critt..oga,mo )) quale agente di ,questa malattia del baco da seta e nel 1846, precorrendo. ancor di dieci· anni, Pasteur, so~t enne la natura, !Parassitaria, veget~le o animale, di moltis sime malattie infettive. « Mentre, egli assori va e si orede da moltissimi pe r non di,rc press'a chè tutti i sa pienti essere i contagi sostan.ze cli un gener e 1Jor,o !Proprio, sono inv,ece sostanze vive, i;;pecie cioè di par·assiti anima.li o vegetali)). P,erciò egli, precorrendo le geniali SCOIJ)erte <li Luigi Pai;;teur ,sulle fermentazioni, i;;i può considerwre il vero fonc.fatore deHa mode,rna ertiologia mimobiologica. Ma le sue dcerche furono 1pooo u1pprezzate fra noi e qua1s i d isconosciute e vennero .prima rioono.sciute in Prancia dal re Luigi ]:"ili.ptpo, che lo colmò di onori, aHorchè [' Accademia, delle scienze di Pa,r igi ne ri.: cDnohhe"la, grande importanza,. Soltanto nel 1894 Ja priorità del Ilassi venne rivendicata dal )'farti.notti ed in , gegnito da G. n. Grassi e nel 1925, per iniziativa della Società medico-chirur.gica di Pavia, fu pnhblicata un'edizione corµ:pleta delle ,sue opere.


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OAPl'l 10LO Vlll.

I SERVIZI SANITARI MILITARI

NEI REGNI DEL VECCHIO PIEMONTE, DI SARDEGNA, DELLE DUE SICILIE E NEGLI ALTRI STATI ITALIANI.


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I. -

ORGANIZZAZIONE SANITARIA MILITARE NEL VECCHIO PIEMONTE.

Nel passare orr1 ad intrattenerci più particolarmente sull'org,mizzazion e sanita.ria delle milizie in Tta:fo1, ci occuperemo anzitutto dell'assistenza sa,nitairia nelle truppe piemontesi. Se vogliamo invero risalire alle più antiche tradi1Joni dei servizi sanita.r i nel1'Es,ercito ' italiano, occorre rivolgere le indagini aJlle istituzioni sanitarie militari del ver.chio Piemonte. E ipcr rintracciare quald1e notizia, bisogna 1'ifarsi fino uJla, reggenza di Maria, Cristina, vedova di Vittorio Amedeo I (rn:H-1648) . Nell'anno 1644 si iniziò infatti un 1primo rudimentale ordinamento dei servizi sanitari. Wurono stipulati contratti iper l'impianto ed il ma,ntenìmcnto di :1liccole infermerie 1presidiaric, e ]a cura, ed assistenza degli infermi venne {lisimpcgnata da medici, nominati a, tale ufficio con patenti clucali. Oltre questi sa,nitari, alla maggior pairte dei reggimenti furoI10 assegnati dei chirurghi, cd a taluni anche dei medici. Sotto ilJ. •r egno di Cado Emanuele II (1648-167Fi), il quale si 1rnò ritenere il fo11da.tore della fanteria di linea, e precisamente nel HmG, la cura, dei soldati amma.lati fu definitivamente affidata in ogni guarnigione .a medici' ed a chirurghi civili a,ppositamente r-:tipendiati, e v,ennero IJH~rciò tolti i sanita,r i da quei reggimenti ·<·.he ne erano tuttora provvisti. In ogni presidio era destìnata dal Comune una casa, che serviva da ,ospedale, ed il servizio nosocomia1Ie era concesso in a1T)palto ai pl'ivati. I soldati ricoverati in questi l~10ghi di cura conservavano ]a paga (per fa,r fronte alle };pese .d i sepoltura., dicono i viglietti dncaliL ed il rc-ggente od a1p· 1palta.tore dell'ospedale, stipendiato dall'Ufficio ,g Pnerale de] soldo (>d esente aknne tasse, doveva, pi:·nvvc>dcre ;1 tutto il fnnzionamento. Dnra,nte il regno di Vittorio Amedeo ,II (1684-1730), ano Stato n;ia.ggiorc della .cavaUeria, il qua.l,e effettivamente rappre.sentava 11 0 Stato maggiore del comandante l'armata, fu destinato un me1lico capo, clw in gnel'ra aveva bensì una specie di a1Ita direzione

da


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dei servizi sanita,ri, ma quasi esclusivamente nominale: il suo era,, più che altro, un posto onorifico concesso al medico della Ca,sa ducale, od a1 quelli più elevati in g,ra,do. Fra questì .r icorderemo il Fanza.go, di Padova, archiatra di Corte dal Hln!) al 1703 ; G. B. Fanfoni, di Torino, che segui Vittol'io Ame,d eo II nella spedizione del Hi!)2 nel Dcll:finato, come già F. Alessandri, di Vercelli , a,veva seguito Emanuele Filiberto. nella guerra, delle Fianckc; P. Ricca, di 'l'orino, medico della gnardia svizzera; P. RohuauH , chirurgo generale di Parigi, R. Voy1m, di Amiecy, che prese parte alla e tLmpagna, del 1733 e 1734. Allo stesso Stato ma,g giore ed a quello della fanteria furono aggregati inoltre alcuni chirurghi principali, i quali eri.mo i veri 01:gani~w.afo,ri ed isrpettori dei s~rvizi sanitairi ii1 caII11pagna, anche per il fatto che alfa chh·urgia, era data, in quei tempi nel] 'Esercito una importanza ma.ggint·e della medicina. Si costituirono così in tPmpo <li guerra, i oosidetti 8J)CdaJi vo1anl:i_, i qn.-:i,li .;1.vevan-0 nn direttore ed un commissa,rio per la, pa-rtc amministrativa ed a,pposito personale per q1Hilla, .tecnico-sanita,ria. Ecco come era, composto uno SJpcdale volant,e nel 1701 : un direttore, un commiss:::1,rio, due medici , due p1·atk.anti, due chii·urghi, -sei frater.~) sei confessori, un capo-spczirul,e con <lne gio vaJ1i ed un cuoco con due garzoni. I f ra,ters fungevano da infer1nieri e da, ba,rbieri; nel 170~ ne era stato assegnato uno ad ogni compa,gnia.. Alcuni sta.bilimenti interni dello .Stato wmivano anche adibiti a servizio di ospedale; e così, durante tutte le guerre che si svolsero in Piemonte, .funzionò un ospr,òa.le militare alla Vigna Rea.le 1presso Torino (battn,glh1, di Staffawla I' ili Marsaglia, :u::;sP,,<:li <li quneo, Pinerolo, Veirce:Ui e Torino). In temlJ)o di ,pace il tlervizio sanitario di1pcndcva, amministrativam.e nte dall'Ufficio generaJe d el soldo, ma tecnicamente non :weva, akuna, organizzazione. In ogni rprcsidio vi era. un medico stipendiato; (Jnesti aveva anche, per a,ppalto, l'obbligo di man t,enere il funzionamento di un osped:::Lletto, adibito esclusivamente ai milita,ri. In alcune città gli infermi erano ric.<0verati negli ospedali dviii, che riceveva.no per ciò spccia1li compensi. rer Je malattie di lieve entità ,e rper i medicinali di consumo corrente, provver'levano i ca,p ifani, ai qnali erano date, per questo, uso e per ogni soldafo, lire <lne all'anno, con facoltà <li ritenere, a titolo di rimborRo, la 1paga di quP.lli che si ammafavano. Sucoessivarne.nte, sotto il rPgno di Carlo Emanuele III (1730-


I 77~),

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i militari infermi furono curati neg1li ospedali civili, opipure

i II ospedali. detti spedali real'i) che cl'ano destinati esclusivamente 11,I ricovero dei soldati, e venivano al solito dati in app alto. L'am-

111 inistira.zione ed jl trattamento in questi luogbi <li cura lascia,vano 1w1:ò non poco a òesidera.1·e, e spesso gli ammalati ma,ncavano di 111ndicinali, di copel'te e talora anche di letti; nè gli infermi erano 111cglio curati negili ospedali di g ue1,ra,, nella gestione <lei quali •·•m purtroppo consuetuwne la, malversazione. In campagna, durante le gucr,r e, alle quali partecipò il 1>ic111o nte~ ,pet' le successioni di Polonia e d'Austria, il so1'vizio degli. ,oi-;~>eda,li cliipendcva dall'intendenza generale clell'armafa. Si im. pin,ntàva uno spedale reale) in ilocH,lità situata sulle linee di grande •·<Hnunica,don~ delle trn1ppc, cd uno spedal e volante, ad immediato •·ontatto dell 'esercito operant,e : per il loro furnr,ionamento furono i 111jparLite norme r egolamenta1•i fin dal 17:Jt\ ecl altre più particola,·eggiate ancora furono emanate nel 1746. Ogni speda.le aveva 1111 direttore col relativo pm•sonaJe amministrativo : meclici, chin1 rghi , ispezia,l i, infermieri, CllOChi, ~1fl,V Hnda,i , ma,lc,ra.\'lsai, cappellani e nocrofori. A<l ogni ,r eggimento invece era ass~n,1.to un chirurgo mag·giore. Fra i chirurghi genera.li, archiatri del Re, ·1·icorder<>mo S. Glinglter, di Siena; S. Arnoulf, ,p romosso per merito di guerra nella campagna. 1744; A. Marcandi, di 'l'orino; (; . L otteri; V. Fogilietti autore di un manua,Je di istitu1.ioni chi rurgiche ; O. Ani no, di Livorno V e1'cf'Jlesc e <+. Ubezio, di Torino, ;1,lllievo del celebre Bertrandi. Avevano tutti uno stiip~ndio di lire 1000 a,nnue, olt1·e Ure 500 di indennità, allorchè seguivano il ,sovrano nelle spedizioni belliche.

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Durante il regno di Vittorio Amedeo III (l7W-1796), l'orgauizzazione del servizio sa,n itario si ma,n tenne presso a poco come nel . r egno .JPrecedcnte; e soltanto ne furono meglio fissa,te J.e <lirettive .. Così nel 1776 venne pubblicato un regolamento sullle norme da applicarsi p er l'assegnazione dei milita.ri ai bagni termali di. 'A cqui e di Vinadio, ove funzionavano stabilimenti dello. Sta.to, i cni fangairoli erano stipendiati sul bilancio milita,re. Nel 1777, (·on altra ordinanza, fu prescritto che cess::1,sse l a promiRCnità . 1leglì aroma.lati nei letti d~gili ospedali, e fu dato ad ognuno un lc>tto con materasso: venne 1wrò mantenuto il letto ~~ due per


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gli ospedali di guerra. Con Regio Viglietto dèl 20 arprile 1793 venne inoltre nominato un colonnello so1p,raintendente agli ospedali militari, tratto dalle armi combattenti, inca,ricato di vigiilare sul buon andamento amminist,rativo e iposto alla diretta diipendenzrL dell'intendente gene1·ale òell'eser_c ito.

Per dare un 'j.dea deille condizioni igieniche in cui si trovavano alcuni presidi del Piemonte 150 anni fa e dei concetti epidemiologici e degli indirfazi terapeutici allora dominanti, va.le la, 1pena di ri(Pnrtare, anche a titolo (li curiosità storica, una relazione medica. del dottore :fisioo Giacomo Tecleschi circa alcune malattie che nel 1780 ,colpirono la guarnigio:r'1e di Tortona, causando una notevole morta.lità.. Questo interessaJ1te documento trovasi nella biblioteca reale di Torino, fra le raccolte di leggi, editti, patenti ecc. del Dnboin, tomo XXVI. « Trasferitomi in Tortona,, scrive nel suo rapporto il Tedeschi , per visitare siocome mi fu ordinato gli ammala,ti deJl reggimento Sa,voia,, ritrùvai negli spe(lali 147 soldati attualmente infermi, e ~M convalescenti nei rispettivi loro quat·tieri. (( Le ma.Jattic particolari che domina.no nei ,i,mddetti militruri !-li riducono a, due, cioè ad intermittenti pernicimm ed a dissenterie maligne, a~bedue sempre unite a moltissime macchie ch·e occupano il petto, il collo e qna._c;ii tutto il coripo. ·Sono tali macchie così universali che un soilo dei suddetti 500 e più soldati sovra enunciati non trovai ef,Cnt.e d'esse; hanno un ro~so aRRa.i vivo , ma di circonferenza irregolare ed assai ipiù Ja.rgn, delle oirdinaric petecchie, onde potrannoRi denominare esantemi scorbutici. (( Chi è a.Rsalitn dalle inte,rmittenti col favore delle larghe dosi di china-china, vien liberato da,lla, febbre, ma facilmente r,ecidiva, e iper lo più passa alla ftlsi polmonare u~cerosa, o alla totale ostruzione dei -visccd dell'addome che lo ,r ende idropico · anasarca (sic) . (( Ohi cade dissente,1·ko resta immediatamente sorpreso òa orripilazioni, indi da legger febbre con calor urente, nausea, ina,ppetenza, prm,trazione di forze, ,emocragic nasali spavento.se, corso di v,ent,re or grisastro, o,r giallo, or sa,n guigno mucoso con tormini, il quale, se Sf\mpre cresce, con eRso semipre cresce il numero e la


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rnaJlignit:1 degli esantemi scorbutici; quindi potrebbe denominarsi dissenteria scorbutica. « Le gengive, che -in quasi tutti nei primi me'.si di loro venuta erano tpruriginose, in tal morbo sono o lasse o !Pallide, o rosse e turgide ed erose. QuelJi in cui il maJe esercita ma.g gior ferocia, muoiono, e finiscono con addome turgido, timpanico, dolori intestinali, dejezioni sanguinose e ptn;ulente, labbra, gengive, lingua e denti neri, e colle est,remità gi:1 f,redde molte ore iprima la loro morte. « Qoloro che fortunatament,e scampano da sirnil morbo, e sono messi tra i convalescenti non sono liberi però da,i suddetti esa,n temi ,s corbutici, dalla inappetenza, dalla debolezza e da qualche calore arterioso (,sic), e questi sono i soli clie danno speranza, di gururigione; quelli che sono della seconda, partita,, e restano affetti da febbre lenfa, con orripiijazioni, tosse e sputo purulento, e quelli (lella, terza molestati da idropisia e fortis'sirnÌl, ostruzione de' visceri dell'addome, sono tutt i cronici, e <1uasi tufti senza speranza di potersi riavere, a,· riserva. che il consigliatole cambia,mento d'a.r ia coi soccorsi medici p,re1<critti potessero in qualcuno essere vantaggiosi. , « Il metodo curativo finora, usato per domare tali dissenterie furono emetici, sieri di latte, decozioni antiscorbutiche acide e ta.marindate ed aJcuni clisteri, ma di .p oco profitto e poco usa.ti per .le difficoltà che si incontra,va.no nel potel'lli im1Pol'lrc, metodo che io ritrovai adattato, e perciò, unita,mcnte ail signor dottoTe Borsa.lino e aJ. signor cliirnrgo maggiore Bianchi, ho stimato sul principio opportuno l'uso della ipecacuana, la quale abbia anche a, replicarsi quaJche volta a misuJ'a che rendesi contumace la dist.enteria, indi siero di latte, reso addetto da poche gocce di spi.rito dolce di vitriolo, . ad oggetto non sollo di leggermente deterg·ere n tubo intestina.le, ma altresi di consolida,r e ,le ·escoriazioni e le nlccrett e d'esso, non ommettcnd,o i clisteiri ora di fatte, qualora gli acri umori distMchino cd ™3portino di tro,p1po il muco, ed ora di decozione di pia,ntag·gine, in cui sia sciolto, o miei rosato o terebinto sciolto cori rosso di ovo, quaJorai vi siano segni di escol'iazioni e d'uloori. F ,r à le decozioni poi a,b biamo scelfo le antiflogistiche e le a.n tisoorbuticlie, come pure si presorisse' a' oonvalesç,enti il ' :regime dietetico, ed il meto<lo c11ra,t ivo a,aattato alle rispettive foro . mal attie.


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« Il corso della malattia, eguàlmente com~ i sintomi che l'accompagna,no, dimostrano che essa è un'affezione scorbutica consistente in una dissoluzione di sangue, la quale più agevolmente possiamo impedire con rimovere le cause remote ed efficienti d'essa, che correggeri]a. quando già formata sia. << Queste cause remote ,c,d e:flìcienti io giudico che consistano nelle acque cor1.:otte che nell'e..,;terno e 'n e1l'interno delJa città ristagnano. • I

« Quindi è che io giudicherei necessairio di dover <lar corso alle acque stagnanti, e in primo luogo, e specialmente a quella che ciroonda e ristagna. sotto lo spedalc, e quella. <lei fossi col far di nuovo scavare le empiute cunette, cd a, quellla d.e l Lingoso col nettado secondo s'usava tutti gli anni, non ommettendo _la neeessaria diligenza in tenere pul_itc le cont,radc che dovrebhomd conservare asciutte più che si ipuò. « In secondo luogo usare qualche particola,re attenzione all'ospedale stesso, e rper le incr•osta.ture ,d,elle mnra,glie, e per le forniture dc' letti, a riserva che per alt,ra guarnigione si stimasse OI[)· portuno servi,rsi d'altre robe e d'alt,ro sito abbandonando <1uesto, gfacchè reso malsano, per· non dire fofetto, dalle kequentissime deiezioni sanguigne e pm·ulente che iprf'Rentemente si dimostrano attaccatfocie. cc Le attenzioni già usate, e che si usano dai Rignori ufficiali, e specialmente quelle dei signori capita,ni, in separare immedia,tamente i convalescenti ed jn 1•enutrirli a loro spese oon ordinwrio particolare di cibi ottimi e sani, non solo sono grandissime, ma attirano l'attenzione di tutto il paese. « Nè sorprendono meno le fatiche, le diligenze e le sponfanee spese del chirurgo maggiore Riancl1i, coil raddop piar infermfori e sotto chi,rurghi colla sedulità indefessa sua, con richiedere medici estranei, coi cibi ,e con medicine sceJte; con ]e aHenzioni di purificrure continuamente l'aria. coi profumi o<lorosi e mantenere non . solo la pulizia, ma fa1· asciugare giornalmente i cameroni. I(I. tutto però senza quel profitto che si meriterebbero tante sollecitudini in graz.ia che le dissoluzioni di sangue, qualora sono fatte, difficilmente, cedono a qualunque metodo ,possa usru1·si. Quindi è che io sul bel princi[Jio fui {l'avviso, gia,c.chlè al ma.le inoltrato v'è poco riparo, essere tot41mcnte necessairia la, remozi-one delle cause ef1


-385fidenti remote che io ripongo negli anzidetti 1ristagni d'acqua per evitare ulteriori e forse maggiori danni. Alessandria-, li 20 ottobre 1780. Dott. fisico

GIACOMO TEIDElSCHI )).

Per quanto riguarda le spese spontanee, di cui fa cenno nella [·elaziòne il ,d ott. Tedeschi, sarà opportuno ricorda,re che in quei tempi n chirurgo maggiore d'un reggimento era, 1per regolamento, ancl1e l 'apipalfa,tor,e dell'ospedalle di cui teneva la direzione. Egli, mediante determinati oompensi in danaro ed in naitura, doveva far f,ronte a tutte le spese occorrenti pel funziona,menfo, e cioè gli stipendi dei sottochirurghi e del medico, J '.acquisto dei medicinali e degli oggetti di medica,z ionc, il vitto degli ammalati, la paga degli infermieri, la rifusione dei danni ,per ,eventuali guasti al materia,le di casermaggio ed ospedaliero, tutte le altre S!pese di minuto mantenimento. E non è a maravigliarsi che, di frequente, alla, chiusura dei conti il chirurgo ma,ggiore si trova,ssc obbHgato a p,l'elevarc anche parte del proprio stipendio per poter far fronte a, tutte le numerose esigenze. l,cr la storia accenne1,emo infine che a questa relazione del dott. Tedeschi segnì un sopraluogo dctl conte Pinto, capo del Corpo Reale deg]i ingegneri, il quale inoltrò al Ca,po dell'ufficio deJl soldo 1Jc :necessarie 1proiposte per la sistemazione igienica del terreno acquitrinoso drcosta.nte l'ospedale. :g poichè siamo in tema, di ries~ma,r,ioni storiche, vale la pena di devo,ca,l'e una 1pubhlkazione ormai ,rarissima del medico fisico Annibale Omodej, intitolafa << Si8fa~ma di poli,r,ia medico-militare)) e pubplicata, in Vigevano nell'anno 1807 durante l'occupazione napol00nica. << T1 nrnòico, scrive l'autore neUa rprefazione, ,<da, che si · consideri come il depmdta,rio della. saJute e d ,e.l la vita ,òell'individuo, o oomc il deiposita,rio della salute e della vita dell'intiera, na-zione (il medico politico), è uno dei più ntili membri della, società,; da,p 1)'.}oichè per di lui mezzo conservasi o minorasi la perdita òel principale elemento delfa na.ziona,Je ricchezza: cioè Ja popofazione )). E pa,r1ando <lcl medico milita.re, egli osserva che « non può oertamPnte t ogliere tutti gli strnrnenti ili corruzione, sì fisica, che morale della, rnili,r,ia,: ma, 1può bensl, ,ronosduto ff'influsso sulla salute à,ellc parti,c·,olal'i vicende deHa militar.e istituzio,ne, suggerire i 1

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-386m ezzi per correggerne, se non del tùtto, a lmeno in parte le cattive conseguenze )). << .B per giungere a tale .s copo, egli continua, parvemi che non solo facesse mestieri di •ricorrere alle sdenze fisiche, ma che il 1p1·incipale studio del medico dovesse esser quello cli introdurre, colle . modificazioni ,r,ese necessari,e danP-- attuali abitudini e costumi, gli stessi mezzi, che con sì folice suooesso usavano gli antichi per rin forza-r,e la costituzione' dei soldati, e renderli insensibili alle cagioni morbose )). L'Omodèj divi,de l'O[)Pra, in quattro 1mrti: nellè prime tre [parla dell'istituzione militare e dei << mcr,zi da 1praticawsi per modera,rne i cattivi effetti )>; nella, quarta trafta degli stabilimenti di sa,nit~. Ma fasciamo la parola, all'autore stesso nell'esposizione del suo p·1 'ogramma.: « NP-Ila, 1prima, sezione, egli scrive, si considerano gli uomini idonei a diwmtar soldati, distinj;i col mezzo de' caratteri esteiriori, cd insieme nniti per formare un 'armata. Quindi in pa.rtfoolari capitoli si lè t.r·atta.to : 1) della loro scelta; 2) dell'abbigliamento e (lelil'a.rmatur a.; 3) d egli al l-0ggiamenti. in tempo di pooc, ossia <leJlle caRermc. <C La, seconda sezione comprende l'esame della, militare disciplina, la quale stabilisce la forma, del.la, vita militare. E quindj in distinti capitoli IJ)a.rlasi delle sue parti , le quali sono : J) gli esercizi ; 2) il sel'Vizio in tempo di pace; 3) Qe mar~ic; 4) i cibi; ~) le bevande; 6) il celibato tanto rispetto alla nazione, quanto rispetto all'individuo, come cagione ,occasionale di malatti,e ; 7) Faffèezione dello Sl[)irito e i sentinwnti morali, che {lerbrano daUa, legir.;lazionc miJitare; 8) i delitti e lP- pene; 9) i11 metodo di vita, dei soldati di mare, e le malattie cui sono sottoposti a preforenza dei <::olda,t i dì tena,; 10) l'·edu,èar.ionP- degli orfani, e (fai giovani ne' e10Ucgi rnilita.r L Formato in tal gnisa, il soldato a,l la, fatica, cd alla virtù, può entra,r in campagna. Epperciò nella tP-rza sezione .si espongono l]P,r egole per minorar il deterioramento della milizia, che nasce dagli avvenimeuti dcJ1la guerra,, cioè: 1) flagli accampamenti ; 2) dagli assedi; :1) dalle battaglie; 4) dalla tmnnlazi~me intempestiva .dP-' (·aélavrri. · cc La <pmrta sezione a,h hraccia la polizia, degli sp,ecfali: oggetto· cloippiamente intcressànte, e per a,llont:ma,re molte cagioni morhmie. che. accl'escono, i1 peggioramento dei nmlati, e per clednrre dalle malattie de' soldati utili .nozi011i per rprcvenirle. E quinci in


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distinti capitoli trattarsi: 1) della loto situazione. forma, e interna economia.; 2) dell'infezione e dei mezzi di prevenirla _; 3) deill'utilità delle storie delle malattie, e del metodo di,compilare le lisfo mortna1fo. « Il lettore giudizioso ipronuncierà, s,e con queste mie fatiche, av1:ò in qualche modo contribuito a , rnigliora,r la sorte di qnella pa,rtc di società, più meritevole delle comuni p1·emu,rc )).

Riprendendo ora l'esposizione ,'Sommaria dell'organizzazione sanitaria .militare nel vecchio Pimnonte, è da: ricordare, che, sin dal principio del secolo XVII, i Reali di Savoia cbbelro sempre al loro servizio, ed ancl1c IPCI' quello sanitario delle . t,ruppe, medici e chi rurghi di val<.~re, tra, i quaJi aiknni si distinsero per alte caridie nobihnente sm;itennte, altri iper 'importa,nti op{'.re scientifiche o J[H~r inscgnamimto univc1;sita.rio impa1·tito. Pra i tanti, cit<wemo Vinccm,;o MaJfj,car·nc, di Sa1nzzo, anatomico insigne, c he insegnò p er 25 anni chirurgia nell'Ateneo p,11dovano e fn due volte al i,;ervizio militare in Piemonte, prima come chiru,rgo maggiore deHfl: guardie, poi della cittadeilla di Torino; Pietro P0renotti, di Cigliano Vercellese, che nel 1788 pubWicò un t!rattato sulla, cura, deille infezioni veneree e snll'm~o del mercurio; G. Audiberti 1 di Villafranca, vi.o e-ipresi<lente dcli' Accademia delle Scienze; G. Vestaipani, di Riva di Chieri ecc. Durante_la, campHigna contro la Franda, del 1792-1796, che ebbe fra i più culminanti episodi l'eroica difesa, <lfl:]la Sa,r dcgna, furono impiantati vari ospedatl~ . reali e volanti, dt'»lla capacità di 500 letti cir,r,a ciascuno, con personale fis8o; ad ogni -reggimento fu dist-ribnita- in dot a.z ione una cassa, di m edicinali ed una batteria, da cucina per il servizio degli informi, c d aHa direzione di detti stabilimenti sanitari ftn·ono des:tinati tlnogotenenti colonnelli. In complesso, si afflestkono 5100 letti, oltre 3050 di riRerva. Vennero poi costituiti a,n c he all'interno depositi di convalef«'.~nza, sui quali erano sgombcra,ti i dimessi <laffl 'osipeda,le: Chi-rnrgo in ca,po dell'esercito fu nominato G. fanaréli, da Fossano, ahiliss:in10 operatore ed uno d ei primi a 1praticare il taglio retto-vesJicalP nelPesfra,zione della pietra. L'anno 1793 è <la Regnalare negli :mna.l i del Corpo sanita-r io. 1poichè, con Regio Viglictto deL1'8 iwnnaio, v enne concessa per la prima volta al chirurgo generale il<>]il'fl,r mata ed ai e,hiruq1:hi rrmggiori dei corpi· una. uniforme; ed inoltrP il primo fu pareggiato al luogotenente di fanteria, cd i seeondi furono equipa,r a.ti fl,i Rottote-


-388nenti~ invest,endoli, rispetto alla truipJPa, dell ;autorità dei •r ispettivi gradi. L'uniforme venne così stabilita: giustacorpo di panno celeste, fodera scarlatta; ma,telotte) colletto, ma,nopole nere, sottoveRte e caJlzoni scarlatti (fig. 100). Tale concessione fu ottenuta dal chirurgo generale dell'e-Rercito Gius,eippc Reynerì, d~ Torino, che godeva la fìduc:iJa illimitata fdi Vittorio Amedeo III. Come interessante documento storico, rip-rodnciamo il Regio VigHetto sottoscdtto da questo lSiov,rano, pel qua,l e veniva a.ccordata ai chirurghi miJital'i l'uniforme e l'e quiparazione dei gra,di : <( All'Ufficio Generale deil soildo. Il chirurgo generale delle nostre armate ci ha supplicati, n nome anche dei chirurghi mag,g iori dei diversi reggimenti di fant,eria e di cava.lleria e dragoni al nostro servizio, di fregiarsi d'un'uniforme militar_e , come si pratica nelle trUJPpe delle altre ipotel17.e e particollarmènte neille austriache, di cui havvi in oggi nei nostri Stati un Coripo sul piede di ausiliario. Ed essendoci noi degnati d'ade'1'ire a tali supplicazioni, non solamente abbiamo assegnato così al .c hirurgo generale d'armata come ai chiFig. 100 Uniforme !li chirurgo rurghi maggiori, l'uniforme deHneamilitare nell'esercito di Vittorio ta nel modello che vi faedamo traAmedeo Hl (17!1:l). smettere insieme al presente dalla Segreteria nostra di guerira, ma ci siamo pure diS[)osti di conferiir loro, come fa<>.,ciamo per particolari nostre occasioni - all 1Primo ~.e prerogative di luogotenente - ed agli altri quelle di sottotenente di fanteria, all'oggetto che possano eflsere autorizzati, negli ospedali militari verso i bassi ufficiali e soldati. Vi pair'tecipiamo e-ec .... , e preghiamo il Signore che vi conservi. Dato a Torino, li 8 gennaio 1793. VI'L'TORIO AM~JDEO III n.


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.Ln seguito, con un'ordinanza del 1° marzo 1795, fu pubblicato un regolamento sul servizio degli ospedali di guerra e sugli obolighi del personale sanitario addett.ovi. Dopo il brevissimo regno di Carlo Emanu~Je IV (1796-1798) e durante il pBriodo della dominazione dei Fira.n cesi in Piemonte (1798-1814), si organizzò con sufficiente cura il servizio sanitario nell'esercito, assegnandovi personale numeroso e adattando ad OS!pedaU militari i migliori edifici della capitale. A Torino il ma,ggior numero di luoghi di cura f~ eoncentrato in città; s ucc,essivaimente si occuparrono ipoi anche alcuni fabhricf1ti in MoncaJlieri , noncl.tè Ja Certosa di Collegno, nell::i, <1uak fu a:ffklata, ai monaci l 'assistenza degli infermi. E1·a sta.to inolt1•e p,repa-rato un progetto di riordinamento ·degli ospc~ali militari in tutto il Piemont.e; ma non vi si di,e de esecuzione, essendo fita-ti a,boliti p;li stabilimenti l'.anita1·i militawi, per· decreto conso]are del gennaio 180:l. I soldati ammalati furono da, ~11J01•a, in poi (\lll'ati neg,l i ospedali civili. Si (·onservò IJ)erò l'ospedak rnilitr.re di Alessandria, cd in seguito si allestì un altro loogo òi ctrra a Monca.li<>1·i. P iù ta,1·-0i , nel 18]4, si intraprese l 'impi anto di nuovi ospeda.Ji in Torino, uno n el Collc~io d e!lle provinciP. e l'altro .n el qua;r1:icre S. Daniele. Nel 1800 fu istituito anoora, un grande ospizio ltJ Moncenisio; che doveva sc1'vire come Juogo di tu,ppa pel' le numerose truppe che valfoavano le Alpi. Vi si aggiunse on ospedale, a.l quale venivano . inviati i conva.lescenti, e che serviva, d'inverno per i soccorsi d'nr~enza, ai milita,r i conµ:elati eò as~iderati. Case di Ticovero, oon identica f1rnzione, vennero ancora, impianfa,t e al Sempione, al Picco[o S. Bernardo, al iMongincvra, e ::t,l coJJe di Tenda.

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SIDltVJ½I SANl'l'ARI MILITARI N~T, REGNO DI SARDJ.IJGNA.

Durante il regno di Vi Uorio Emwnue.]e J (1814-]824), il servizio sanìta,rio' fu oggetto ·di iparticolari cure, che portarono a n 11ove modificazioni e miglioramenti. L'a.ssistenza -degli ammalati fu generalmente deferita a i chkurghi dei coI'!Pi cd al personale degli os1pe<laJi civili; soltanto nei presidi più ~mportan ti, con disposizione òell'll luglio 1817, furono annessi a questi oS(Pedali reparti speciali !J)er milita,l'i, generalmente ereditati dall::i, dornina,zione francese. Sue-


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e essivaimcnte, col reg,o larnento 23 agosto 1822, venncrn h,tituiti gli ospedali regghnentaJi, eorri!1)onde.nti a.ne nostre infermerie di corpo. Alcuni reparti. d ell' Eserdto avevano spocia1Ii privilegi : pN· esempi.o, le Gua1•dic del Oonpo erano rkovera,te negli OSIJ)edali dell 'Ordine dei S.8. MaUJ'i zio e La.z zaro. V ennero pure riaperte a benefi cio dei ruilitaJri le terme di Acqui e di Vina.dio, e l 'ammissione, la, cura e la disciplina in questi. stabilimenti furono regol ate da nuove norme. Chirurgo gencraJ.e dell 'armata in questo p(~riodo fu iil dott. L. Balla.rini, di Bobbio, preside del Collegi.o· chirurgico torinese. A t itolo di c uriosit à, ricorderemo che in qucffepoca gli assegni del chiil·urgo maggi.ore di TPggimcnto erano cli lire 1~00 a,nnue, quelli di. chirurgo maggiore di hattaglione <li lire 900 . e ,quelli di chirurgo in seconda di !l ire GOO, più il diritto :Hl una mzione pa.n c per ciascuno. E veniamo così aJ regno di Canlo A lbert,o (183] -1849), d ura..n te il quale il f1m:,,,ionamento del sec-vizio sa,nit a,do subi radicali cd im portan ti ,rifor·me. • R a q nesto ma.gnanimo Monal'Ca, che il COl'!l)O ~a,nita.rio rnilita,r e devè l 'ini½io fio1•fmte ,d i un 'organi 7,:1,u.:,,,i ont>" scienti fica e milita.re. Presa.go dell'alta, missi one, alla quale lo <·~lia.mava.no i <lcstini <l'Italia, iQ Gl'an Re 1·ivolse 1101 18Bl tutte l<' s ue cure a.g'li m·dina,mcnti dell'Ese1><:H o , il qua le, 1·icco di nobili f·,m tli½ioni e cos tituito <la elc. menti 1·obusti, per la maggior parte di. razza, alpina, pe1· la posizione geografica, del Piemonte ,era stat0 coinvolto in quasi tutte le aspre c ontese tra ·S ipa,gna, }i-,randa cd lm:r,<>ro. offrendo in ogni. CÌ•l' · cò,s ta.nza; prove di indubbio vaforP. Durante le guene della •rivol117,ione francese e nalf)ole oniche, l'eserdt o s a,rdo era st.a.to in<".-0r1>0ra.to a. quPollo fra,nc l:'se, segnenòone fo va,rie vicende ; e <lopo l a r cstaura,zione andò p;mdtùamente ric,ostitnenrlosi p er merito spccia.Imentr. <li Re Ca rlo Alberto per prepa,rarsi alla prima campagna <lell 'indipe11dcn za italiana. E nelkl, sua opera, di ricostituzione e di l'innovamento il Go~'erno non dimenticò le i,.. tituzioni ,sanitai·ic. <lPlle q1ia.1i gettò ~apicntemcnte lr pl'ime i:;olide l>asi con l 'impia,nto di oi:;pf'dali mili t ari divisiona,li, in sostitirnione di qnel1i r-e~;gime ntali, non Rolo IJ_)er una miµ:lfort> cm·a dei mi~ital'i informi, m a anc he J>f"l' nna. maggiol'P istruzione tPCnica <lel p ersona.le add~tto. fatitnì inoltre 1111 Con~iç;lio superiote di sanità; cul'ò l'ot·<linarnento più ~·azionn,l e della caniera d<•i medki 1


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mi.litari, nella quale poteva.no prog,rcdire medfante csUimc di .c oncorso solo i m uniti òella <l~pia. laurea. medica e c hirurgiea; stabilì · una divisa militru·e, concedendo al personale sa,uita1rio l'assimila7,ione a i gra<li dell'esercito; e finalmente emauù uu regolamento sul sei·vizio s:mita.rio, eh€, modi.ficato <! rito<'~a.to pure ne lJc cssenr.iali disiposizioni, ,rimase in vigor e per circa un quarantennio. Pe,r ,q~m,nto rig uarda l 'osipcdalizzazione delle truppe, Jè da J·icordare che con sovra,na disposizione <lcl 24 <lkernb1·e 18~1 furono al>oliti g·li sp edali reggi-menfoli P- sostituit i da quelli dù;isfona,li~ 1presso i quali il servizio era disimpegnato èfni <~osid<~tti medici di l{.H'esidio, che erano m~dici· civili avventi¼i, ·assunti in se-rvizio con sipooiali converndoni p1,esso le .gingolc gua,r nigioni. Per un a, migli61'e organiz1.a1.ione dei servizi sanitari e per ben coor.din ar·ne i vati rami , fn coi,;tituito con Regio Viglietto del 22 dicembre 1832, nn Consiglio su1periore di sa,n ità \militare, de] quwle erano chiamnti a far parte : il medico genera.le d 'arma,t a., coJn e pre• !i<identc; il chirurg·o genem}e {l'armata, come vice-presidente; il medico i.spdL01·e, il chfrur ~o ÌfifT)ettorc, come membri; un segretario (nwdico c hirurgo di l " cilasse), il chirurgo in sccon<la. d'al'mat a e 1m d 1imko-fa,rmaceutico, in <prnlitù di memhl'i straordina'l'i . . Il dott. Oillio fn il primo- presidrnte ilel Consiglio SU[Jedor e di ,;anità. Na:to nel 17H2, :fu anche p1·r>si<fo • delila, Facoltà medica 1wlFHnive1·sità, di Torino. Nel 1R14- fn nominato medico della, cittaaeila deJJa capitaJe, nei 1815 i Rpettorc generale d egli ospedali miTi tad e nel 1826 medico generale·. 'renne fa carica d i presidente per un deccm1io, dal 183'2 ail J 842. · · Il Consiglio superiore aveva l 'alta sorveglianza, df'l servizio !-'Unitario militare: ta,nto iper ] 'Esercito c he per la -Ma·1·ina, e, fra le altre mamdoni, l'obbligo rli ispezionare almeno d1w volte l'anno gli ospedali <livii,;ionali_ Al s uo fo1·rna1•Ri ebbe aJltrcsì il com1pit o òell 'arruolaruento del pe-rsonale e !'li vigila-re sulla, sua, istruzione focni,ea,, f1i pr·cpall'are per il servizio i:::nnitario in 'J)HCe , un r egolamento e 1 ier il tempo <li guerra un progetto ,di mobilitazion e, nel qnn,le fosse compreso il servi7,io <l'nmhnhlnza, ili priil:ia, ]inea, e qn~llo <le~di ospedal i cli seconda e t erza linra, olt,re all 'i:-;tiinr.ion e di un depo.sit<J cent,1·a,le cli makria]e ·Mnitnrio e di nrnèfidùali. · Ffit le molte benemerenze del magrnu1imo Re verso le n ostrè istituzioni sanitari.e, i:::i <lf'VP -r if·m·(lal'f' d1e ,c•<rn Rrgio Yi~licHo òel 26 marz.o 1833, ai mf'èfki fh-'ll'Psrr('ito venne concessa l 'assimila.-


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zione ai. gra<li milita,r i per 8ovrana, grazia « per far fruke, sooondo la mente del legislatore, gli ufficiali medici delle prerogative ono·rifiche e d ei vantaggi accordati ag·li n,lt,ri ufficiali militari, senz'altra oorrupetenza, però, tra, ì gradi milita1·i e sani tari)). Pe1·ò non: fu rono ancora costituiti i ruoli organici <ie1 corpo, ed i. medici <li !Presidio, quantunque ,effettivamente fossero in servizio permanente, nondimeno e rano a ncora consider·ati come avventizi. Coll'edi tto d el 1833 venne in0Jt1·e hititnito in Piemonte un corpo <li 100 allievi meòici militari, for mato da giovani studenti di medicim.1,, che, dopo avere ottenuto il titolo di haçcclJi,ere, era.no a-ssegnati agli ospedali di visionali di ToI'ino, di Genova, e più tardi a nche a. quello d~ Cagliari, ove riceveva.n o dai chirurghi e medici addr.tti, ripetizioni ed insegna,menti. òi :ma.tomia, di opel'azio:ni chirurgiche cd istrnzio11i s ui ·r ego1runenti d el servizio sanita,r io ruilita,rP-, frequentando ·contemporaneamente i corsi delle ,ri~1pettive Univ<mdtà. Conseguita la l a.u rea, essi ci-ano nominati medici e .. chirurghi in seconda : ,e si può hen dire 1•bf> 1'iRtitu,r,ione ,di f!ll~Rto corpo di aillievi p rcludh.t.,;isc già, a distanza di mezzo S(>,,r,olo, alla fonda:r,ione dell'a.ttuaJe Scuola òi applicazione di sanità militare in Ffrrn,r,c. Con fiov1·ano p1,ovvedimcnto dr] 4- giu ~no 18.13 f urono com1pletarn.cnte riorganizzati il p01-sonale sanita ri.o e gli stabili menti di c ura e fu ema nato un nuovo regolamento contenente le 11orme ordinative e regolamentari circa H. servizio, l a disciplina e l'a,mminh'ltra,zione tlegli ospedali m1ilita.l'i. Il servizio sanita,rio, seconò:o i nuovi provvedimenti, veniva d isimpcgnaito: a) dagli osipedali militari divisi-Ona.l i ; b) dagli ospe<lali ci.vili , succnri;:ali ai militari ; e) dagli ospedali •rcgg:iimentali ancora, esistenti; d) dalile infcnnerie nùHta,ri dei Wl,l 'i oorpi e presidi. Gli oRpedali furono ·posti sotto .la ·diretta, sor vegJ.ianza,, in o gni capoluogo (li di.visione, di una giunta sanitaria, mili tare, com lJ)O · sta da colonnelli del presidi.o e presieduta dal govematore, che aveva ingeren:r,e amministwativ,e e di sciplinari. Il vitto negli ospedali era · controllato ogni giorno <la nn 11fficia.fo d'i spezione della guarnigione. Negli o~ali prestavano servizio medici e chirurghi dei cm'lpi ò~l presidio e vi erano comanòa,ti in modo permanente, ed anche a turno, i c hirurghi dei corpi eél i medici applicati. All'assistenza degli a mmalati attendevano gli infel'mieri. Nell'ospedale milita,r e di Torino, per a.Itro, invece che ad infe1·mieri , i] servizio delle Ra1le


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d egli ammalati, della, guarda.r oba, della dispensa, e della cucina fu esclusivamente affidafo alle suore di carità di S. Vincenzo de' Paoli, e negli anni seguenti, anche negli altri ospedaJli vennero, !POCO alla volta, sost ituite le Fmore agli infermie,ri. Nel 1834, per as Ric nrare l'assistenza. sanitaria ~i militruri l'he a ndava.no e veniva.no dalla, Savoia al Piemonte, venne stabilito un postò di medicazione con un chirurgo maggi.ore aJ Moneenisio. Con Regio Viglietto d el 24 settembre 18:16, venne estesa anehe a l Regno di Sardegna l 'istituzio1rn degli ospedali rnilita!'i divisionali e delle infor 1rn~rie 11resi<liarie, seeondo le no,rrne date per la terraferma,; e perciò il 1° genrrnio 18~7 fu istituito in Cagliari un OSIJ)edale militare divisionale di 2a cla,sse. U 18 luglio 1838 venne pnhhlicato i1l nuovo codice farrna.ceut ioo militare, compila,to a cura dd Consiglio superiore 4)i sa,nità. Contemiporaneamente, si f.ece obblig;o agli uffidali mediei di dettar,e jn lingua italiana, e Renza a,hhrevia:.done, Je ricf't°fo mediche. Cori ordinanza dell '11 dicembre 1838, il Corndglio superiore di sanità fu cosi ridotto: un medico gencra,l e d'}vrma.ta,; un chi,r urgo ispettore e un segretario. Si ipreserissc pure, · nc]i]o stesso Mmo , che i chi r·urghi jn ò -1,p o degli ospedali ,,fovesi,;ero svolgere nel periodo invernaile un corso di esercitazioni anatomiche e di Olf)C,razioni di alta, chirurgia, ed impa.r'tire inoltre lezioni teorico-pratiche sul servizio saJ1itario milita,r e in pace ed in guerra. F,,rano comanda.ti a frequentare questi 001·.si di perfeziona,m ento tutti i chirllrghi m aggiori in seconda e gli allievi: l'alta, direzione d,ell'insegnamento ·venne affidata al Consiglio superiore. Per dirnostrwre s empre più ~'ntilità <le11'fr,tituzione di que8to ente direttivo, si emana.r ono il 18 lng,lio 184~ ak1me moilifka,zio:rii all'ordinamento de] Consiglio stesso, in modo c he ipotes8e meglio adempire alle proprie incombenze. Yenne 11erdò costituito da, un p'r èsidènte, equiparato a,l grado di luogoten ente colonnello; competente di meaìcina f' ai chirnrgia, da <l11e iRpettori {maggiori), quatt,r o consiglieri oril inriri (maggiori : .ane per la. medicina e due p er la chirurgfa,) , tfa un consigliere chimico-farmaceutico e da 1111 segre ta.rio. Ed anche per questo organo di•r ettivo venne stabilita ùna, divisa. All<~ sedùte riel (;omdg1io. <"he conservò la, sede in Torino. IPOtevano interveùire. <l'ordine cll'l Mini~tero d-ella gue,rra, i medici in r,apo ili sanitfL {Ìpg·li os1pe,~lali rni lità,ri . .Gli fapettori ebbero la 1


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sorveglianzi:l, su tutti gJi sta,b ilimenti sanita,r i del Regno, ed. in , guer,ra, pr~so le trnppc mobilita.te avevano · il grado e la, funzione di medici di sanità in capo.

Con Rf\gio ·Viglietto. <lel 1 O agosto 184], Re Ca,r lo .Alberto emanò nuove no1·rnc per l'ammissione e l'avanzamento del personalé sanita,rio e con Regio, Decr,eto del 5 settemhi•e 1843, promulgò ullteriori .sov·r ani p1·ovvcùimenti relati vi al servfaio sa,nitario militare, sia, in ra1pporto àlJ.e paghe ed alle promozioni che alla, ri ipa,1·tizione dei medici nelle diverse guamigioni 1~ cor,pi di truppa, ed aHc loro ·divh,e. Rese obbligatoria ai chirurghi militari la laurea in ambedue le facoltà rper p,ote r con{:orrere agli esa.mi di avanzamento, 1p'riri10 ed importantii-Rimo provvedimento per l'unificazione <leil p.crsmia.le e del sc1·vizio. Abolì i medici di presidio, <:he rimasero in cariea solo nella, Rnrclegna, rnPnhè stabilì ,che in tutte le altre guarnigioni. man mano che i posti si n·nùcvano va,ca.nti. dovesse1·0, <li 1·egola, esse,re sostitniti :con medici di carriera. Tn ta.l modo venne costitnito il 1p-r·imo nucleo del Corpo sanitario militare, formato bensì da, nwrlici civili, ma, aventi m1 organico distinto e con una, 1·egolare carriera. In questa sua prim:;i, formazione il q ua·dr() o,r ganifD del Corpo -sanitario piemont<~se fn coRtituito da, : 3 mrdici in capo; "i medici di ia chtsRe; 4 medici di 2a classe ·e · 3 medici aggiunti. Vi ,erano inoltre: 7 cliir11rghi in caipo; 30 chirurghi maggiori; 37 chirurghi maggiori in seconda di P classe; 51 chirnrghi maggio,ri in seconda di 2~ cilasse e 24 allievi del Corpo sanita,ri() milita,r e, ('hP fm·ono assegnati a,g li ospedali <li Torino (14), Genova (G) e Cnglin,ri (4). T11tto il personale sanifa,r io era ripartito fra, i va,r i corpi e gli Of.lipedali. Ad ogni reggimento granatirri furono òe.~.tinati 4 chi•rnrghi, a ciascun reg·gimento di fanteria 3, a quello zapipatori 1, al hattag-lione franchi eacciatori 1, a,l Cm•po 1·ca.1e· d'artiglie ria 4, ad ogni reggimento di cavalleria, 3. ' Nuov,e disiposizioni per i 1}'. ,Corpo sanitario militare furono emanate con decreto del 13 maggio 1848 dal rrindpe Eugenio di Ravoia Cadgnùno, lnogotencnt~ gene,r alP, riflettenti princiipahnente lf>. paghe, la divisa., l'a.RRimilazione al grado, ma, che 11011 apporl'arono notévoJi, SORfanziali rnufamf'nti. 1

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-395 Ad ogni ospedale fu inoltre assegnato un numero indetermi11a.to di medici alJ)plica,ti in soprannumero, senza stipendio, aspi1·anti alla carriera nel Corpo .sanitario militare, e ipersonale sanita,r io comandato dai COI'Pi, che concorreva per t urno aJl servizio nei vari repa1·ti dell'ospe<l.a.le ,d,el presidio_ Il 16 setteru hre 1848 fu istituito un · corlJ)O d'in.fcrmieri militari, presso l'armata, ,per il servizio 'degli ospedaJi e delle amtmlan~. Le sue compagnie fu1·0110 ripartite in ·ragione di una, per ciascuna divisione de) corpo d'P.sercito, compresa la di.visione di risc1·va ; le compa,gnie poi fùl'ono divh,e in ùue plotoni (7wlottoni) con a caipo un sottotenente <'Cl a lla il.oro volt a suddivisi in quattro squadre, comandate ognuna da un serge:n te, e in otto mez7,e ~qua.drc, agli ordini dasc1ma di un caporale. Un sottotenente, privo di comando di plotone~ doveva attendere alla direzione contabile ed amministrativa, òell'ambula,n za presso ciascuna divisione. Le s quadre destina.te p 1'e-.RR0 i. corpi cornhattent..i, durante la h~1ttu.gl i1t, 1rn11·dava,n o d iel.ro le colonw\ IJ)Cr soccm·rm'c e rn.ccog'lic,r e i feriti e ,caricarli -sui c::iN·i d 'ambulanza, a, 2 ed a 4 ruote, che seguivano le truppe secondo gli ordi11i irnpa,rtiti d::i,i mr<.lici capi. Hinfor7,ati da sqmuke tra.tte daOc va.r ie compa,g nie, gli uomini a.d detti nllo Stato 'i'Yfaggiore atkndev:mo invece esclusivamente al servi7,io. presso gli osp<>da.Ii cli za lilrna.. Il regolH,mento del 28 novembl'e 1848, pubblicato dopo l'a rmistizio Sa.lasco dellla p•rima campagna, dell'indipendenza Italiana, p.rescrisi:;e il .seguente ordinamento in tempo -cli guerra: amhulan½e clivh,ionali, . ospedali rni]ifari temporanei di P, 2" e 3a. cl asse, <li linea, e nelle J'ctrovfo ol'<pedali genera.li e speciaili, e, qua.l i l'!ussi dia ri; ORJWònli cHviRionali tel'ritoriali. òelle fo1~te7,7,e r civiH , nonchè depositi òi convalescenza. Si p1·evidf' .p ure l'eventuale impianto di sp<'<:ia,li luoghi di cura per il rkovero òegli .sca,bbiosi e dei sifilitici_ Le unità sanitarie di prima linea., ossia le a,mhula.n1.e, en~no <'Ol'ltituite al 1-ieguito <leU'est•1,cil.,o e ne seguivano tutti. j movimc11t i, alfo scolJ)o di 1presta re i prhni soccorsi ai militari feriti o caiìuti ilnpl'ovvisamc nte ammalati. E1·a no dotate <li 6 ca,n i per il t l'a.sporto d-f'gli infermi, <li (i ceste per medicina.li, 2 cassette per arnputmdoni -f' 10 zainj <li .sanità_ 01 i oRpeòa.li di prima li11PA'1, erano impiarifati 1 in <.:aso <li gner,r a, arl OIJ)portuni intervalli fl'n <li loro e ila.gli ospedali genel'a1i, a scaglion i nelle r etrovie e s ui fì anchi <lei 1

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;reparti combattenti, sì in paese nemico che nello Stato, per ricovera,r e i malati e feriti e riceverne i convog11i, provenienti tanto dalle ambulanz.e che dagli ospedali provvisori ·di 1prima linea. Nel caso [)Oi di operazioni. entro i confini dello Stato, gli ospeda.li di divisione, consiùerati quali ospedali di linea, dovevano ess~re, all'inizio della campa,gna., convenientemente ampliati. Gli ospedali speciali, quando le esigenze tattiche lo permettevano, erano impiantati n ell'interno del pacs{'., discosti dall'armata, in luogo adatto ipor trasp01·ta,rvi i feriti provenienti dagli OSJpedaH di linc:11, in posiz.ione protetta e sicm·a, òalle sonp,1·esc nemiche. Quando le località o le dishmze lo consentivano, gli ospedali di divisione tenevan luogo di ()·Spedali gcneraili. I medici in capo costituivano presso l'intendente generale d'armata, e sotto la IP.residenza di esso, un Comitato con le stt>sse attribuz.ioni del Consiglio superiore di sanità, milita,r c. All'inizio del regno di Vittorie Emanuele II, con ordina11z,i <lell'11 lnglio , 18fi0, 1wr ailkvia,r e ill se-rvizio •foi cmna,nrli 'ili divi!dorn\ il ·~,fini-itero della guerra detnminò di e1mnerarli dalla direzione degli oRpedali militari, e p,rescriss(~ che tale inca,rico venisse a ffi<lato a.cl uno dei maggiori generali comandanti di brigata,, residPnti nel capoluogo di divisione, su designazione del coma-nda,nte 1In ,rlivisione stessa,.

* * * Con R. Dooreto del 30 ottobre 1850, cominci.a una nuovti era per il nostro Corpo: come abbiamo accenna,to, prima di qu<:>ll'epooa il seniz.io sanitario dell'Esercito era, distinto in due ,rami : medico e chirurgico. Vi erano ciolè i medici e i chirurghi, ma non esistevano medici-chirurghi. GH~ fin dal. 1843, come si è detto, un sov,rano provvedimento ::i,veva rpresc:ritto_che dal 1° g;cnnaio 1846 nessun chirurgo maggio•r c di 2a classe potesse essere ammesso agli esami di a,vanzamento per la promoz.ione a chirurgo di ia se non fosse munito dellà doppia laurea. Ma, se la più gmn parte degli uffida.Ii di sa.nità. venne ad avere così nominahnentc la dupil.ice qualità di medico e di chirurgo, nessuno 1poi J'aveva effettivamente, poichè l'organizza,zione del servizio ed i qua,d,1·i stessi del Corpo continuarono ·a portare u~a nettn. distin -


-397 zione: il servizio presso i reparti di truppa era disimpegnato completa.rnente dai chirurghi, mentre agli ospedali erano addetti i medici e chirurghi. È inutile aggiungere quanto questa netta, distinzione di fan zioni fosse ipregiudiclievole al servizio ed al decoro d el Oorpo san i ta,r io e di quanto ostaùo1o fosse al perfezionamento culturale e scientifico dei medici miJifa.ri. Rssa ino1Ure mantenevl:li un dualismo ed uno sfato di dissidio assai dannoso fra i due rami del personaJ,e, a,ffetfando i medici verso i chirurghi mu1 ce,rta tal quale su,perimit:1, avanzo dell'epoca in cui i chirurghi dei Corpi erano sceHi e Rtipendia.ti direttamente dai colonnelli, ed in cui chirura:o e flebotomo erano spesso sinonimj. A ,r imediare :1 ,questo stato di. cose venne opportunamente il nuovo Regolamento del 1850, del quale i primi due articoli escludono precisamente dal Corpo sanitario militare i muniti di una sola la m'c>a; e rendono obbligatoria pe,r l'ammissione la doppia laurea · in medicina è chiirnrgia. Viene cosl definitivamente abolita ogni distinzione fra personale medico e chirurgico, e tutti gli nf'lìcia1i di sanità assumono i] nome di medici militari. Oon gli m·ticoli f.:uccessivi sono stabiliti. 1a g~ra,rchia, le denomina,z ioni desunte dalle varie unità costituenti l'E-Rercito, gli esami di concorso, per l'ammissione e pci- ]'avanzamento, l'uniforme, le competenze, il.o .sta,to e l 'organico del nuovo Co:ripo, che ,ri1mlta, così comipm,to, oltre i membri tlel Consiglio superiore di sanità : 3 medici divisionali di la classe (a T,. 3200) equiparati al grado ed al 1·augo di maggiori 6 » ·» 2a >> (a L. 2800) >> » » ~ 16 >>. di reggimento la » (a L. 2400) » » » di capitani 16 >> >> 2" » ;a L. 2200) >> » • » » 16 ~ » 3a. » (a, L. 2000) » >> » >> 56 » di batfaglione . la » (a L. 1600) >> » » di luogotenenti 56 >> » 2a » (a L. 1300) » , » >> » Totale 16!l.

Jl presidente del Consiglio suiperiore aveva il g·rado r,qniparato a colonneJlo, l'ispettore e il medico ca[)O a quello di luogotenente colonnello . . La divisa, pr,escritta fu ila seguente : ca1p1pcllo con pennacchio nel'o rknidente, tunica, di panno turehino, <.'.QJl colletto e mostrine ornati d.\ ricami in argento secondo i vairi gradi, cra,vn,t ta di seta nera, p:mtnloni turchini con bande in lana, cilestrina, cinturino con fermaglio portante lo stemma di Savoia,, giberna, contenente


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gli strumenti c hirurgici, oon bandoliera in tessuto d'argento (fig. 101). A titolo di curi.osità, ricorderemo che i diversi gradi degli ufficia1i ·erano indicati dai ricami. dive1·si del colletto, comunemente chiama.ti bacchette. Tl presidente del Comdgtlio era contrassegnato nrll colletto da tre bacchette continue ed una quarta a fiorellini. e stellette staccate : gli is1pettori ed il rnedko capo da 2 bacche tte cd una forza a :fiore11ini ; il medico divisionale dn, una, hacchdta. ecl una, fiila di .fio1·cllini e stellette; il medico di ,r cggime,nto da 2 bacche tte ; qu eilllo di battaglione da una soJa.; il medico a,ggiunto da un ~emplice COl'doncino d'argento antP.-ri01·mente. Vi era infine la gran 1nontur (I, (capipello con- pen nacchio), la rnon lnro, orcl'i'na,rio, (bassa tenuta e cappello senza 11ennacchio), la piccola montura (basstL tm1 u t.a.

t!

berrel,t.o).

·Si entrava in caniera, in segu ito a con corso, col g,rado di medici di ba,ttagli.one di seconda classe, f'<l, a1Ppena nominati , era prescritto di fare un ifrocinio di almeno un anno .p resso gli ospedali òivisiona,Ii, pe;r istruirsi sul funzionamento d eil servizio sa niLa,rio miilitare in pace ed in gnerr,a, renòendo obbligatorio per tutti l'c~ercfaio promiscuo della medicina e della c hirurgia. Il Consiglio superiore di sanità non era considnato conw facente [rn,rte del Corpo, Fig. 101 - Uniforme dclessendo in facoltà del Gov,c rno di nominare l' ufficiale medico ncli'escrciro sardo (1849-1873) . il prei,idente ed i suoi membri, traendoli da qt..a,l unqnc categoria rritene.ç;sc più lùjpportm10, nell'interesse del servizio: e la scelta poteva ca,der,e anche fra i medici civili, h1 particolar modo fra. le più eminenti rpersonalità, scientifiche. Ben 1~ articoli, dei 88 (:hC compongono il regola,mento, si oocnpano dclll'i.stn1zione degli uffida,l i, per i <inali sono p,rescritti corsi di integrazione con eser·citazioni 1pratiche e lezioni tem·ichc, 1:1 compilazione di memorie cliniche, l 'obbligo di riunioni scien-


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I itiche da tenersi periodicam~nte pre~so gli ospedali · divisionali. c he si dotarono anche di biblioteche, rper la mag·giore istruzione del personale.

Questo nuovo ordina.mento i;.;i deve ad Alessandi·o Rìheri, che può ritenci·si il vero fondatore ,e(] instauratore del Corpo sanita,rio milita,re italiano. È ipe,r ciò un atto di doverosa ,riconoscenza 1·ievocare in questo saggio storico l.a nobHe :figura di colui che è già consacrato a,lht ,'ltoria fra i benefattori dell'umanità. Ed il ricordo dr-Ile sue elette virtù .cli uomo e di sdenr.iato sarù, per tutti noi, e pa,rticola,rmente pr-r la nuova, generazione cli uflichLli medici, la, fia.mma. ravvivatrice di nuove e ipiù feconde energie. Alessandro Riberi (fig. 102) nacque il 2 aprile 1796 da, un modesto geometra, acgrimem:ore in Stroppo, piccolo [mese montano in quel di Cuneo. Rima.sto 01·fa.no di madre in tenerissima eh\, ,;cese dai .s uoi monti ane<n·:01 fanciullo e compì i primi studi di 1Jette1,e ,e di filosofia, nel c-01legio di Saluzzo. Nel 1810 si tra.sfoI'ì a, Torino e si inserisse nell:-1, facoltà di ' medicina, e chirurgia di ,pw,11 'università. Fin dal primo anno egli conseguì la, nomina. di allievo interno nell'ospeda le maggio•re di S . Giovanni Battista, ottenendo snooessivarnentc un posto di convittore nel C-0llegio d r.Me provincie. Nel 1815, essendosi nuo vamente sepa,r a,t e, dopo la, resta,u ra.zione, il e due facoltà di medicina e chirurgia., sostenne la laurea, in chirurgia, e dopo pochi mesi, veni va auto,rizzato, per i suoi m eriti speciali, iprima di a,y.e1· eom pinfo il presoritto biennio, a,. presentarsi all'esame di aggrega,zione à,1 Collegio di chirurgia.. Nel 1817, ipcr completa1·e i suoi titoli e per conformàre le idef> strcn uamcnte propugna.fa~ coi fatti, si 1·ecò a, Genova per cons,eguire la latH·ea, anche in medicina. Suocessivarnente fu nominato ripetitore nel Collegio del1le provincie e chkurgo assistente c d incisore ru1alornico nell 'ospeflale di S. Giovanni · Battista, che, si può (lire, fn pm· ci rea. dnqmmt'a.nni la, pa.lestra della sua, maggiore attività e dei suoi più gran<li tirionfi. Infatti, Rotto la guida sapiente e rpa ter1na di Lorenw Geri, profaRsore ordirn,i.,r io <li, istituzioni c hir.nrgiche, di oipcrazioni e di ostetricia, entrò nel 1820 nel clifficiJe arringo chirurgico. E<l in seguito nHo spontanro ritiro clr.l maestro, a, soli 30 anni, fu efovato aJJla


- 400dignità della cattedra universitaria 1per decreto del Re Carlo Fe lice. Ed il genio fervido del n-0vatorc, la ferrea volontà, la :va-

Fig. 102 - Alessandro Riberi (1796-lSHl), instauratore (lel Corpo sanitario mili ta,r e. (Monumen to u cl cortile (lella R. Uni versità di Torino).

stissima coltura, le eminenti qualità oratorie, a,Ssociate a lle più elette doti del chirurgo: profondità, nelle indagini, sicurezza. neJla <liagnosi, risolutez7.a., IJ)rechiione ed <~<X!zionale abilità nell'ope-


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rare, valsero ben presto a renderlo uno dei più illustri clinici e d ei più aalamati professori dell'Ateneo torinese. Così in breve volgere di a.nni egli seppe, per fona di volontà e per prontez~ d'ingegno, a.ssur,gere alle più alte cariche . .l!'u infatti nominato p r eside del!l.a faoolhì, medico-chirurgica., chirurgo iprimario dell'ospedale di Han Giovanni Battista e consulente di quello Mauriziano. A 1{ii si deve inoltre la fondazione della Società medicochirurgica di Torino, che _da Carlo Alberto ottenne in seguito di mutare i1l titolo in quello più onorifico di Reale Acca<lemia di medicina. Primo in Italia, e tra i iprimissimi inotutto il mondo, il 29 gennaio 1846, a pochi mesi dalla scoperta del metodo;- il Riberi praticava la iprima eterizzazione, e con gli allievi Fenoglio, Pertusio e Bruno iniziava qiella clinica una numerosa serie di rice·r che sulla narcosi eterea e cloroformica. E, primo in Italia, eseguì aa litotrizia col litotritore di Benrteloup, facendosi propagatore I del taglio Jatelarizzalo nella, cistotomia perineale, già preconizzato dal maestro Geri. Praticò inoltre una c,omplcta cs.tirpazione del masoellare superiore, e con grande prontezza, ed abilità fu t-ra i ,primi ad esegufre le classiche operazioni p,ro1postc dal Velpeau, Lisfranc, Ronx, c9nvfato fermamente che <e ,non conveniva mai demoUre ]a parte dell'edifizio da altri ina,lzata, ma iporta,rvi di conthrno una qualche pietra>>. 'r,ra i numerosi metodi originali ip•roposti da1 Riberi, sono da r.icordare qu ello per · la. cura radical~ delFectropion, e quelli della cheiloplastica, della cataratta, d-ellle fistole salivari, della riduzione delle lussazioni {lell'omero e dell'orchiectomia. A d1rnostrare la .sua, meravigliosa produzione .scientifi<'.,a,, si deve altresi menziona,re il .trattato sui seni, fistole e principali mala,tt.i e delle vie Ja,grirna,li, la iuemoria sulla cura e sulle ope-. irazioni dPll 'appa.rat.o oculo-palpebrale, lo .studio sulle infiammazioni a base a,rt1eriosa e 'V'enosa. Nè devè essere dimenticata, la r e lmdone fatta, al Senato del Regno nel 1852 sul iprogeflo di legge pe,1• la sianzione della. convenzione sanitaria internazionale di Parigi iper le quar:mtene, in cui ipropugnò i principi adottati in quella riunione, . ìntes.i a limita,re notevolmente le quaramtene e ad impiantare soltanto <lei iposti di osservazione e di ii;;ofa,mt>nto sulle gra,n di yie òi corn1micazione e di penctra.zione delfo malattie epidemko-contagiose, precorrendo c9sì i tempi moderni <'-Olle Eme 26


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geniali intuizioni e :richiama,ndo a nuova vità il commercio marittimo. E ,,soprattutto uno dei titolì di maggior gloria del Riberi fu , rono le sue lezioni cliniche, impartite con mirabiile chia,rezza e lucidità, ,e con facile ed elega.n te parola, che fecero sempre affollare le . aule e le corsie dell'ospedale di una schiera; eletta di oi RCepoli, fra cui Lorenzo Bruno, i] .quale fu chiamato più tardi a succedergli nel 1862, e tenne ininter,rottainente con sommo iprr.stigio la catted,ra i11signe per ben trentotto anni. Nè meno grandi sonò le benemerenze di Alessamiro Ri.beri verso il Corpo ,sauititrio militare italiano. Nominato, a soli 25 anni, chirurgo m::i,ggiore delle guardie del Cor1po di Sua Maestà, che veniva reclutato in quell'epoca fra i cadetti tlcll 'aristocra,zia ipiemontese e fa-a i giovani delle più ricche famiglie del JJ)kcO:lo Stato, egli fu chia.mafo, dopo pochi. anni, a, far parte del Consiglio superiore di sa,nità militare, e dopo la morte del dott. Gillio, che ne fu il primo p,rcsi.dcntc, vrnne nel 184~· da Re Cado Alberto destinato a suocedergli nell'altissima caricr1, che disimpegnò per ben 18 a,nni. E :fin da quell'Cjpoca, i.ni,r,iò l'opera di rh:;am11mento e di ricostruzione del Co1·po sanitario, eleva,ndo fa posizione morale e materiale dei medici milita:ri , che furono d'allora in JJ)Oi scelti, coll'obbligo della doppia laurea ed attraverso a sev~ri concorsi, dallo stesso R.iheri costantemente 1p,resieduti. Poichè· ègli moveva da questo ind~rogabile princi1Pio: che, << se ciascuno può nelil'ordine civile iprescegliere quel medico, in cui suppone più cognizione e maggmre esp,erionza, essendo invece imposto il medico al soldato, incombe a,l Governo di restare a, questo nu1llevadore della, sua a,hilità >>. Ed oltre a, <1ueste radicali innovazioni, al Riberi <lobbiamo es sere gra,ti per il generoso ed efficac,e impulso dato ne] promuovere 1Hl feilice risveglio degli 'studi e cfolla, coltura. degli ufficiali medi.ci , sia, coll'istituire pre&',l;O gli ospedali milita,ri divisionali le prime biblioteche per il rperfezionamento ,della, loro ist.ruzione tecnica, sia col rendel'e obbligatorie presso gli stessi ospedali le conferenze scientirfiche, da tenersi almeno una volta al mese, sia fìna~mente col fà.rsi autorevole sostenitore rpres,so 11 Ministero della guerra, (']ella, fondazione d el (JiornaJe di meclicina 1nilitare, che fu subito a,utorizzata. con dispaccio dell'J1 luglio 1851, ed al quale


. -403 diede il suo fervidissimo 3ll)poggio, non solo ·colla pubblica.ziòne delle sue pregevolissime memorie, ma anche .c on un generoso con tributo di 1000· Hre annue. Questo gi-0irnale, che, salvo una breve intcr.ru1jone p er la tampagna del 1866, uscì sempre regolarmente, si può ritenere fra i -.ipiù antichi p eriodici sdentifici, ed ebbe la fortuna di celebrare nel 1927 le sue nozze· di diama nti, fra iil plauso della stampa medica ita-liana e straniera, avendo felicemente OOillJpiuto i ti-e quar ti di secolo di sua lunga e prosperosa esistenza. E per dare maggior risveglio alla ooltui'a del Corpo sanita rio ed a, favorirne maggiormente l'attività scientifica, · AJessandro R.iberi erogò ogni anno, del ,prO(Prio, la somma di 1000 lire per conferire un premio a i medici militari del R. Esercito e della R. Màrina, autori delle migliori memorie originali su temi proposti dal Comiglio superiore di sanità,, p,reinio che rese in seguito perpetuo nel suo testamento, st abilendo in rendita la somma necessaria., pereM si potesse assegnarlo ogni 20 mesi. · Con tali provvedimenti il Corpo sanitario mi1lirore in breve . voJgere di tempo, sotto la vigile e sapiente guida del suo illustre CalPo, si elevò a tal grado da affermarsj luminosamente iper valore e -p er scienza, per <lisc~plin.a e dBCoro, fra qucrn delle più importanti nazioni eurqpee. Eò in ogni OC'~asione ro iovunque l'illustre suo Capo -~ e tenerne allto il prestigio. P er le sue gra.1)di benemerenze e per il s uo elevato patriottismo, egli venne eletto deputato al ParJamento subalpino n ella prima legisla,t ura del 1848 · come Tapp~·esentante d el suo Collegio òi Dronero. Ed anche nell'alto consesso si fece strenuo difensore dei <liritti del Corpo sanitario, riuscendo ad ottenere insperati miglioramenti, nè cessando dall'esaltarne in ognj O<'.<',asione la sua opera umanita,r ia in pace -ed i.n guerra. Così, nella seduta del1'8 giugno 1848 della Camera dei deputa.t i, discutendosi una mozione sul funzionamento dei servfai sanitari durante la prima camll)agna, dell 'indipendtmza italiana, colla sua affascinante p.ardla improvvisò un jnno alato alla missione d ell'ufficiale medico in guerra,. magnificando il suo ipiet,oso apostolato di a;more e di sacrificio. Dopo appena un anno, il Riberi assurse a maggiori e pjù eccelsi onori con la nomina a, senatore a.el R,egno. Ed anche in Senato diede nuove prove del suo tenace amor,e verso il Corpo sa-


-404 nitario miilitare, difendendone strenuamente i legittimi interessi e contribuendo sempre pm alla sua maggiore ascensione. Basti ricordare il magnifico discorso da lui p,ronunciato nella tornata della .Carnèrn vitalizia del 12 novembre 1849, in cui mise nella dovuta luce J.e benemerenze ed i sacrifici degli uffida;li medici, e sostenne, con dovizia; di argomenti e vivace ~loquenza, l'insinda,cabilc ·diritto che !loro s1pettava di es.sere compresi fra le armi dotte. Re Cairlo Alberto, tenendo nella dovuta considerazione gli ecceidonaJi meriti del Riberi, lo nominò ben presto medico suo privato e della Reale Famigtlia, nonchè crupo del ·s ervizio medicochirurgico di Casa Reale e sv.ccessivame·n te lo elesse ~onsigliere intimo e membro del Consiglio superiore della pubblica ist,ruzione, del quale divenne in seguito zelantissimo 'vice-presidente. Ed il Riberi si r.ese veramente benemerito della Patria per le assidue, amorevoli cure presta.te per fanti anni aJll'austerÒ Mo.narca, di cui la preziosa esistenza, era minata qua.si sempre dalla rigida severità imposta aHa sua vita. E nuovo tributo di. ,reverenza e :di. affetto egli rese al Sovrano, quando con lui divise ad Oporto n~lla viJla del Douwo, che « albe,rgò nelfa indifferente calma tanto dolore)), la solitudine e l'oscuri. tristezza del volontario esilio. Appena, infatti, egli seppe della grave malattia del Re, si recò subito in quei lidi lontani col princip~ di Ca,rignano, abbandonando immediatamente la clientela. E se la sua scienza non riuscì a conservaire ancora aJlla Patria quella vHa esausta da tanti dolori moralj e da indicibili sofferenze fisiche; tuttavia la sua pietosa assistenza, prodigata , fino agli ultimi istanti con' zelo costante e con prove continue della, più aff,e ttuo~a solledtudine, tornò di grande conforto all'augusto infe1'mo. Ed al Re, che lo esortava a.I 1·itorno, poichè sentiva imminente la fine e temeva, che la sua mo1·te potesse offuscare, in qualche modo, la fama dell'illustre clinico~ il Riberi dspondev~ risolutamente : « In quanto alla mia Teipufazione, essa è l'ultimo dei mfoi pensìed, giaechè, qua.udo credo di aver compiuto il mio dovere, facendo ciò che la, ragione illumi nata, daJll',esperienza mi prescrive, io piego il capo e lascio ipassare la, giustizia degli uomini, aspettando quella, di Dio>>. Non sen7,a emozione si possono rievoea,re, dorpo tanti anni, j supremi momenti, quando . il Sov,rano nell'approssimarsi alla, fine, sentendosi straordina,r iamente estenuato, congedati gli a.stanti e 1


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fatte chiud,ere le imposte, disse di voler · !l'iposare. Ringraziò in [iarticoilar modo il ·Ribcri delle assidue cure prestate e lo invitò a passare nell'attiguo giardìn_o . .Ritenendo prudente di non contrruriarlo, questi fece atto di ~itirarsi oogli ailtri, ma rimase invece silenzioso in un· angolo della stanza. Se ne avvide pooo dopo il Re, il quale, commosso !Per la nuova prova di affettuosa devozione, strinse ,con viva emozione la mano di colui, per il quale avev-.:1, avuto non solo alta estima,zionc, ma vivissimo affetto, aggiungendo : « Qua,nto è grande, o Riberi, l 'arte medica : essa non è solo l'esercizio di un'al'te benP.fica, ma è il più subllime grado di virtù, una continua pro.va, della. più soave amicizia ». E l'estl'emo saluto, l'ultima !Parola di affetto fu per il fedelissimo suddito: « Il capo mi si fa pesante, io muoio., .. Vi voglio tanto bene, Rioori, ma muoio .... >>. ,Qo.sì il nome dell'instauratore del Corpo sanitario milita,rc era indissolubi[rnente congiunto a quello del magnanimo ,M,onarca nella l[)agina fodelehile che la storia segnava in quei tragici fatanti . · Ed ugualmente il R e Vitto1'io Emanuele JI ehbe per Riberi non minoJ'C' stima, e sal<la, fiducia, e lo volle oompa,g no nel viaggio . compiuto a, Parigi ed a Londra nel 18!55, che auspicò alla famosa alleanza pTopiziatrice di spilendide glorie alle nos~re armi e che c<mdussc al completo trionfo della gmnùe causa italiana, ,r ealizzando cosi H fatidico ipresagio deil'a,ugusto suo C':x-enitore: « Si conseguirà 1m giorno quello ,che io ho tentato >>. Ed anche sui campi fli battaglia dell'indipendcn:r.a italiana il Riheri ebbe l'onore di (>,SSere al fìa,nco deJl 1n·imo Re cl 'Italia. Dorpo il ritorno ila Oporto, il Riheri fu vii:ito rapidamente in v~,ehiareJ e la vigorosa sua oostituzione, già minata dall'età e logOTa dall'imdstent,e lavoro, andò semdbilmcnte afli.evolcndosi. Ma non volle rpcr nulla, desistere dall a consueta 1operosità, e la ferrea vofontà 1Iotta\'a indomita oontro il male insidioso. « Quando non potrò più anelare a.ll'Ospeda.le dj S. Giovanni , mi farò recare in se.aia,)>, ris,pondeva aJle amichevoli eimrtazioni dei suoi famigliari. Nell'estate òel 18!59 la malattia, ehbe una fiera r ecrude~enza, e il Riheri fu costretto a concedersi qualche settimana di riposo nella ,r idente vma òel s110 intimo amico prof. Cantù, presso Rivoli. Ma fa, salute più non rifi<lr 1, l e sue notti eraJJo insonni: e nel riprendere le sue preòilette occu1pa:r.ioni. fu notafo che al mattino <':ompariva. più tardi df'l c~nsueto all'ospedale, le visite agli in-


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fermi non erano [>iù oosì assidue e minuziose ed un senso di prostrazione lo invadeva aid ogni minuto di lavoro. Cosi fataJlmente si avvicinò la catastrofe. Il 18 novembre 1861, ultimo di s ua laboriosa esistem,a, agli intimi dott. Mantelli e Ma,rcbiandi, medici di. divisione, che tentava.no di inool'aggiarlo, s~rcno nella morte come era stato in tutta . . la sua vita op0rosa, egli disse queste solenni parole : « L'uomo dcv,e saper vivere e saper II101·ire. Tncrcsca l'abba.ndo.no del1a vita a chi la visse s«;nza propositi, rwn a chi ha la cosdenza di averla utilmente spesa ». Poche pc1·dite fu,l'ono così ~ravemente sentite, poche ebbero tantr manifestazioni. <li lutto, come la morte del Riberi. E sì può ben di.re di lui ,quello che Tacito sc,risse di Agricola: (< Finis efos vitae nobis liwt11,osa., Pat,f"iae tristis., extraneis etiam ignotisque non Bine cura fuit )). I funerali furono solenni, con enorme ipa,rtecipa,zione di uomini di og-ni classe e di ogni professione : Prindpi dellai Reafo Casa,, senatori, deputati, ufficiali di ogni airma e g,rado, professori, stu. denti e tutto un poipol o reverente e commosso. La g,r andczza dell'uomo .non fu infatti soltanto neilla sua 01pera scientifica, nè ~elle sue indiscusse benemerenze verso il Corpo sanital'io milita.re italiano, ma, il Ribcri esplicò pure tutta la, sua grande attività, il,ttendcndo alla numel'osissima clientena pl'ivata e profondendo l'opera sua con gemile a.b ncga,zione e verace spirito di cal'ità., ugualmente sollecito dovunque erano lacrime da terge-re e miserie da soooorr e1'e, espilican<lo in ogni classe sociale un apostolato di. sàpiente cal'ità. Tn tal modo' egli'.sep1p,e portare ovunque la sua. parola persuai::iva, la, pietà, non ostentata, ma sincera cd il presidio sommo della sua a,1·te. Ed il' pO[)olo, che in vita l o vedeva p.assirf' rapido e pe11 soso iper le vie <li. Torino, seguendo1o.con senso di 1profoncla e <·.,om mo..,;;sa auunira,zione, ançhe dopo l a sua morte gli dimostl'ò pel'enne gratitudine.· Anche il Comune di T-0rino si .a~sociò alle onoranze coH 'asse· gnare al Riheri una di~tiilta sepoltul'a e col dare il sno nome ad una via nelle vicinanze d~lla. mole antonelliana. Ed il (;()ll'pù sani.tari<, milita.re volle inaugura,re ·nel cinquantcnaJ:io dalla sua morte un mon11m.ento al ~110 benemerito fond a.tore nel borgo natìo, al co spetto delle Alpi maestose (:fig. 103) .


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* * * Rievocata così la· nobile fìgtu·a dell'instauratore òel 11ostro Corpo .sa,nitario, riprendiamo l'es1posizione sommaria, dcl1'organizzazione sanita,r ia nell'esercito sairdo.

F ig. 103 -

Monumento ad Alessandro Riberi in Stroppo, inaugurato il 1° ottobre 1911.

Neg1Ii ospedali militari ~u.c cnrsàli, ai. qua.li non era assegnato a.lcu:Q. .medico ~ivisionale, il medico di reggiment:(), ipiù anz~ano in g,rado dei. corpi del presidio, ne òisimpegnava le funzioni, perce-


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ipendo un'indennità, annua di lire 360. Con ordfoanza del 30 gennaio 1851, fu prescritto che nelle città capoluogo di divisione, nell'assenza <lei comandanti di brigata, la direzione degli ospedali militari ip-0tesse dal comandante generale deiJJa stessa di visione essere affidata anche aJl comandante militare ·p rovinciale. Nelle altre città ed in queillc fortezze,' in cui_,esisteva uno spcdale militare succursale, la direzione di tale stabilimento fu devoluta al comandante militare locale. Il 13 ottobre 1851 venne emanat o un R. Decreto, col quale si impartirono nuove norme per il servizio degli ospedali militari, SipeciaJlmente da.] punto di vista, amminist rativo. Gli ospedali mi- · litari vennero distinti in ospedali divisionali .ed in ospedali succnrRali. Gli ospedali divisio~a1i furono suddiviii;i in due classi : alla prima appartenevano _q uelli di •.rorino, Genova ed Alessandria ; alla seconda chù,ise q11 elli di Ohambery, Cagliari, Nizza e Novara. Negili osipedali succursali si riunì tutto il sorvizio delle soppresse infermerie reggimentali e fli. presidio: essi continuarono sempre a dipendere dagli osp<!tlali divisionali e a,cl essere amministrati coi fonòi. di questi. e venne1·0 stabiliti in quelle guarnigioni o -fortezze ove ìl servizio lo richi-ed.cva. Ehbero quindi le seguenti seài : Cuneo, Pinerolo, &t!luzzo, Saviglfano, Venaria Reale, Fene..strelk, Exilles, Ba,rd , Ca.sale, A1mecy, Vercelli, Vigevano, Ventimiglia, Mom1eo 1 Sassarj, Nuoro, Ozi.ori <:! Tempio. Il 3 marzo 1852 fu pubblicata un'istruzioue J>er l'eRe.cmdonc del citato R. Decreto 13 ottobre 1851, relativo al servizio negli ospe. d:rli militari e alla compagnfa infennierL Il comandante generale della division<> e sott9 divisione, ail quale sipettavano fa Ruipel'iore direzione e l'ispezione degli stabilimenti sanitar~ militari , ebbe inoltre l'inca.r ko di risolvere le difficoltà, ed appianare le vertenze, che potessero sorgere fra t vari rami del personale addetto al ser, vizio, in rapporto spccialmentc all'istituzione <lei direttori in 2.a presso gli ospedali milita,ri divisionali di 1.~ c1Iasse. Per i vari servizi nosoc-omiaRi. e<l amministrativi venne istituita una, compagnia denominata di infermieri milita1·i, il di cui personale fu da.I Mini stero della gue--rra ·ripartito pr,e sso i. valI'i ospedali militari. A1 Todno furono assegnati inolke 60 militari p,cr esercì tarsi nel l'l+lrvizio delle ambulanze, nel modo di t ras:portare i feriti snl ·Callllpo,' ò are ai. medesimi un ,p ronto soooori-:o ~d appilicarc i primi ap~arecchi e fascia.turf' a.<la.tte al va.rio genere di lesioni o ferite. I


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soldati studenti, che avevano fatto passaggio alfa compagnia infermieri, vennero impiegati come flebotomi o fairmaeisti negli ospedali rnilita,ri.

Ai miglioramenti introdotti in q uest-0 periodo nell'organi1zazione dei nost'l'i servizi sanitari dobbiamo aggiungere anche gli studi ed i perfezionamenti nel campo igienico. E ci sia consentito di !ricordare come fin dal 1851 fosse sentita, la necessità di un trattato di igiene militare. Infatti, per ·ordine di Re Carlo Alberto, su proposta, del Consigilio superiore di sanità, il dott. Antonio (JU,rnevale-Arel~a fu incwricato della compilazione di un :im111uale, che, insieme alle poche disposizioni contenute nel regolamento del 4 giugno 18:-m dell'esercito sa,r do, rapipresenta qua,n to di meglio era conosciuto in quell'CJPoca sull'igiene deJl solda,to. E poichiè per molti anni le 110rme igienic he furono impartit,e sulle dh·ettive di questo trattato, insieme alle poche istru,,Joni rego!lamenta.r i citate ed a quelle raccolte dal regolamento di disciplina, che fu pubblicato successivamente nel 1859, così riteniamo del tutto non inutile dare un cenno sommario dell'opera di questo pioniere dell'igiene milita·r e 'italiana. 11 Ca•r nevale-Arella, a seconda delle idee scientifiche di qrn~l l'e poca,, ha diviso n suo lavoro in (i pm1•ti : circumf1,t8a) ajlplicata) ingesta) excreta) ge8ta, ot percepta. Dopo un caloroso ' saluto al magna,nirno Re, che << formò trn esercito degno della Nazione )), e premessi afouni dati , sfori~i sull'igiene militare, dalJ.la quale si a1pprcnde che .l'Italia, come già ricordammo, fu alla testa di questi studi con l'opera <~el n.apoleta.no L11ca1Antonio I)orzio, che nel 1683 si rocò a Venezia, a Firenze ed a Vienna iper ricorcare l,e cause delle malattie pcstilem-;iali e nel Hi8f> pubblicò in quest'uiltima città un'opera intitolata << De militi!? in castris sanita,te foenda )), e con l'altra non meno importante monografia pubblicata nel 1700 da Bernardino Ramazzini, dai Carpi, dal titolo << De morbis a,rtifi.cum )), in cui al capitolQ X è esaurientemente tra.tta-ta la parte rigururdante le ' malattie dell 'es,ercito,· 1I'auto,r e espone le norme igienich_e da adottarsi ,pel' il soldato, in base naturalmente alle . idee di quei tempi. Egli tratta d ell 'i11:fluem.:a dell'aria, dei venti, <legli astri, degl'impondcrabili '( luce, calore, elettricità), dei miasmi pruludosi,


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con un a,ccenno alle vecd1ie opinioni di Varrone, di Vitruvio, del Lancisi; sanzionate ipiù tardi dall'esperienza, -ed infine dei climi. In un apposito cavitol<> Bi oèernpa delle caserme, dichiarandosi contrairio alla costruzione secondo il tipo Va,uban ed all'eccessivo affollamento delile camerate, ,e riferisce degli Ois;pedali, dei baraccamenti e degli accam1pamenti. Per quanto riguarda' la divisa, del soldato, il Carnevale-Arella si trattiene in modo particolaire a, padare del coprica,p o, il quale non deve essere (( ricettacolo di piccoli ogg·ctti, come· il fazzoletto, il tabacco, il portafog1lio ed il coltello )). Circa la ,razione alimentare, egli piopugna l 'opportunità di un vitto misto e fa una critfoa vivàice df:lla, razione adottata in quei kmpi. In relazione aUe bevande, discntr dell'eipnrazione dell'acqua, e si dimostra _ipoco convinto del metodo dell'ebollizione, secondo lui ineseguibile, mentT'e si dichiara faV<)I'eVo1e 3 , (llleillo della filt•razione, SIJ)CCie col carbone. Nel capitolo (( exoreta >> pa,rh1 diffusamente della funzione secretiva della pelle, dell'igiene individuale del soldato, dei hagni ecc. In quello «gesta)) si tl'attienc sull'~Jucazione fisica delle truppe, stabilendo norme pratkhe per gli ,esercizi e per la, ginnastica miHtarc. Nell'ultimo capitolo « percepta )) egli considera il soldato nei suoi rapporti mora1i. coi · <';amera,t i e coll'ambiente esLèi·no, JTI. un vero capitolo di ·etica·miU.ita,rè, di. cui la imìnplice enumerazione degli 3/rgomenti. svolti è sufficiente a da1·e un'idea deil metodo adottato·, che forse oggigiorno, n:On più nbihiati a,l linguaggio di quei tAmpi, ci 1potl'à fare incres[)are le labbra a.d uno scettico so1Tiso: << passioni, · facoJtà fondamentali., amore, ma.trimonio, prostituzione, a·m i'. cizia, amor propt·io, ambizione, ricompense, o_n ori, glorie, amol' pat,rio, coraggio, amore verso jl Re, religione )). · Ma, non meno si deve ammira.re il nobile scopo che ,si proponeva l'igienista militfi..re d'a1Iora. nel contribliiit'·e con questi suggerimenti, pe,r qùanto ingenui; aI1Ja educazione· e<l elevazione morale del soldato. Ci ·è semhra.to peT'>CÌò .(loveros:o di trarre dall'oblio quesito manualetto, che si può com:i<lerare il primo fa'attato di igiene milihtre· italiano. Ed a (Jtiesto pròposito, . sarà 01pport1mo alti.·esì ricorda,re che il citato ,regolamento dell'esercito ~a.r .ao del 1833, all'articolo 44, eosì si es:primeva: (( La vi'gHàriza sulla Rnnit.à .iiulivicluail~ dei Corpi di rniliZin e :m11a salùhrità dei' uuarti.e,ri'. nei quù.Ji essi Corpi ·haiimò


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stanza, sono le-1particolari incombenze dei medici dei Coripi )). 'Dava inoltre norme preci$e sulla ,r aziomi alimentare. In quell'epoca i conviventi al rancio .contdbuivano giornaJ.mente alla detta razione co[l'assegno, per ]a fanteria e genio, di centesimi 30, che si elevava per la cavalleria a centesimi 32 1/ 2 e pe\· l'artiglieria a oentesimi 33. La razione era divisa in ,due pasti giornalieri: 5 oncie di ca1rne di bue, 5 di pane bianco da zuppa" 5 di -pasta o riso; e per il salei con dimenti ed erbaggi la &pesa non dov~wa Ruperare i 5-centesimi, nè essere inferiore a,i 4. A ciò si doveva aggiungere l'ordinaria ,razi9ne di pane e 90 distribuzioni di vino all'anno, in misura, di mezza ipinta per ogni soldato. Pe1· la cavalleria e a,rtiglieria e treno la razione di cm·ne 1poteva es.sere portata a 6 oncie e le distiribuzioni di vino a 180 annue, a, giorni alterni. Dall 1850 fu sta,bilita in pesi decim~li 1]a iàzione del soldato; pei giorni di grasso: carne gr. 155, pane da zuppa gr. 15fi, pasta o riso gr. 155, lar-do gr. 0,15 e sale gr. 0,30; iper i giorni di magro: p~1sttL gr. 155, burro gr. 0,1fi e sale g,r. 0,15. Il rèsicluo delle somme fi.ssa,t e rimaneva ,p er I 'acquisto degli erbaggi e del pepe. Infine la quantità, del pane da munizione era di grammi 735. Per quanto riguarda l'igi ene individna,l e, il regoJa,rnento sani.t:uio <lel 1833 e quelllo di disciplina milita,re <}ell'escrcito Sardo prescrivevano che si doves,se fa,r,e IPfriodicament.e presso fa compagnie la, .lettura delle avvertenze igi.eniche, racoomandando ai sold~1ti SO· prattutto la pulir.ia personale e il'astinenza dagli abusi del vino e dei liq~ori. · · <e Il soldato, sancisci' il regolamento di disciplina,, eviterà, di ben~ aiternativamente caiklo e frflòdo, di rompere coi <lenii cor·pi tròppo duri, di nètta,r seli con a:ghi metalJici; cvite,rà di mangiare e bere troppo , caldo, di masticare sosbmzc t,roppo aèri ed irritanti, di fuma1•e smoderatamente; procurerà. di non here mai beva,nde ghiacciati\ essendo in traspirazione, attendendo che il 001'lp0 sia a,1,quanto \1·iposato )). Stabilisce inoltre clic cc l'intervallo fra un pa· Rto c· l'alt1·0 sia almeno di .s ei or,e )) e •r accomanda ]a, massima sobrietà nelle cantini', nelle qual]i non si può cc l'itenP.re, nè vendere acquavite)): il che ·< Jimostra che, fin da quei tempi, la, questione dc1l'akoolisrno preoccnip.asse con non minore interessaimento le autorità milita.ri. Circa l'accasermamento, merita <li essere ricordato un Regio B1·evetto del 28 novP.mbrP. 183n. de prescrive per l'alloggiamento


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delle truppe l'nso dei letti in ferro, a:ffinchè << ili bassi ufficiaU e li sold~ti .ai tutti i corpi dell'armata di te1,ra potessero giacere a solo, e non a, due come per i] passato, con essenzialissimi vanta,ggi dal cant() della salute e de]fa moralità>>. Successive disposizioni dil 1837 e del 1839 furono date ipel miglioramento igienico dei J.etti stessi e p'.er le norme da seguksi cirea la loro disposizione, stabilendo che « fossero col1ocati coUa testa volta alle prureti, ca100llando, rigm1Jrdo alla ca,pacità, dd locali rispetto a.i huovi letti, che, nei tempi ordinai:i, vi fosse lo spazio di un metro corrente di parete per ogni l etto compresa in esso, fa distanza tra un letto e l'altro; che v~nissero chiu~i al mattino un'ora dopo ila sveglia e aperti all'una, dopo mezzogiorno, ,r ichiusi dalJc 4 fino alla riti,rata; che una volta la· scttimm1a le materasse, le coperte, i capezzali; le lenzuola fos~ero es1postc al1I'a•ria 1per un'ora, a,lmeno.; che nell'eRtate si f'S[)Onessero al .sole>>. In relazione alle mirmre 1Jw-ofìlattiche cont1~0 le malattie infettive, il ipiù volte citato regolamento sanitario dell'esercito sardo del 18.33 p,rescrive :-.Ll medk.,{) milit:H·e << la vigilanza sulla .sanità individuale dei corpi di mi]i z.ia : egli deve effettuare, dfaigere e vigilare le va.ccinazioni nel reggimento)). Dà inoltre facoltà ai coma,n (1ant.i di co1wo, a norm:-.L dei caipitollati d'impresa, delle caserme: « di mandare quel numero di sottufficiali che c,redono ad assistere .a llo spurgo ed al bucato degli oggetti di casorma, che servkono agli informi di morb~ a,ttaocaticdo, per vedere se è .s tato fatto colle regole dovute >). Per la profilassi contro il colera, il Consiglio superiore di s~nità, con cireoJa.re del 18 luglio 1835, raccomanda ila << mondezza personale e locale, il vitto di ca:rne e fai'inaicei, la proscrizione degli erbaggi e delle frutta,, il vino ogni giorno, ]a cintola ventrale di flanella, il vestito da inverno, la proibizione di [iquori spiritosi, la pl'Oibizione <li esporsi a fatiche :eceesshre )). Ed in un'altra del 24 settembre .successivo o:r dina che << la paglia. e le foglie dei pagliericci, che servirono pd militari colpiti da,l morfo, debbono es sere bruciate; ila lettiera, se di ferro, deve essere lavata con un diluto di acqua clorurata; se di legno, csp9sta prima ai suffumigi di doro, poi lava,ta CDn sohrnionc di. cloruro di calce; i mate,ragsi, Cajpezzali ed in genere tutti gli oggetti cor{i,posti. di tela e lana devono essere disfatti; e la lana sarà, purificata lasciandola


-413 per tre giorni immersa nell'a,equa clorurata, poi lavandola in acqua oomuiie ed esponendola aJ. sole ». In rapporto alle rnalattje oftalmiche, lo stesso Consiglio superiore di sanità, sancisoe che i soldati affetti da tracoma siano fatti subito rieov,e rare all'os·pedale e che le lenzuola e. guanciali loro appartenenti siano consegnati al bucato;. dispone inoltré ,che nelle caserme vi siano , 2 sale di segregazione, per le quaii passino gli uscenti dall'osipedale prima di rientrar,e in caserma; ordina infine che gli oftalmici si lavino in recipienti separati ed usino asciugamani individuali. · · Contro il vaiuoilo il regolamento stabilisce la, va,ccinnzione delle reclu te àl loro a,r rivo ai corpi. Questa era praticata dai chirurghi maggiori; dietr:o 1.·fohiesta, venivano forniti i tubi va,cciniferi dai oonservatori o commissari def vaccino dell capoluogo deita divisione o della provincia ove a,veva stanza il corpo. A quei tempi non era anco'l'a presoritta la ,rivaccinazione, e si vaccinavano soltanto queJli che non avevano avuto vaiolo naturale e coloro che, o per loro attestazione o pe,rchè non 1presentavano le cicatrici, dimostrava.no di non essere mai stati vaccinati. GenePalrnente si pratfoa,v:u10 le inocu]a.z ioni da, braccio, a braccio: « se la vaccinazione non aveva avuto effetto, .se ne eseguiva una seconda)). Nei soggetti inolto sanguigni e pletorici si oousigliava dj far p,recedere i1l salasso e la, dieta.

* * * Con R. Dooreto 9 giugno 1853 v-enne ancora una volta riordinato il Consiglio suiperiore di s~Ì,nità militare, d.i cui furono stabilite e meglio definite le attribuzioni. E,sso risultò cosfituito da un 1pt·esiden"te, da tre ispettori, due <,lei quali per la medicina, e fa _chirurgia,, l'altro per la faqnada e da un .segr,etario. Nel marzo 1858 fu aggiunto un qururto ispettore iper la veterinaria. Il Consiglio ebbe la sorveglia,n za e ila su1periore direzione del sc1·vizio sani.tàrio dell'armata, tanto di terra che di , mare, per ]a p31rte che riguardava il funzionamento tecnico-scientifico, e venne posto ailla · diretta dipendenza. dei Ministeri della guerira ·e marina per le pra,tiche di servizio P. disciplinari. Ebbe inoltre, se ,richiesto, attribmL ,ni consultive verso i detti Ministeri su tutto .é iò che era in ,r elazione col servizio sanitario e con il progresso scientifico.


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Il presidente ebbe sede permanente. a Torino, e corrispondeva dk,ettamente col Mi;ni~tero . su tutte ile pratiche relative al s~rv.izio sanitario militare: Gli is1pettori, i quali avevano pure din19ra nella. capitale, erano tenuti a recar,si ovunque il Ministero ritenesse opportuno di inviarli, per . ispezioni od altre incombenze relative al servizio. In tempo di guerra, la di<rezionc del servizio sanitario dell'armata veniva affidata ad uno degli ispettori s3tnifari d.cl Minist,ero. Questi era alla dipendenza, deill'intendente generale d'a1·mata, ·aveva la direzione e la responsabilità di tutto il servizio sanit::11rio militare presso l'Esercito mobilita.io, e doveva, tenere periodicamente informato il presidente del Consigli.o di. sanità, intorno .alle principali disiposjzioni emanate sulil'anda:niento generale del seirvizio sanitario p,resso le tru1Ppe. La costituzione di un Corpo il'armaceutico militare, già preconizzata, nel regolamento 1833, non fu compiuta che venti ::umi dopo ilal mh1ist ro La.marmora con R. Deorcto 26 giugno 1853. Oltre all'ispettore farmaceutico, che faceva parte d el Consiglio superiore milita,re di sanità, esso componevasi di un personale non militare, addetto al laboratorio chimico-farmaceutico centrale di Torino (un direttore e due assistenti) e di un persona.le assimilato ai gra.di militari, destinato alle farmacie degli ospedali e distinto in farmacisti di 1.. cla,sse (capitani) , di 2"' classe (tenenti) e di 3~ classe (sottotenenti) : in tota1e 29 farmacisti. Fu prescritta inoltre IJ}er il corpo farmaceutico una divisa uguale a quella del corpo .sanifario, ma, senza giherna, e. bandolie,ra. Per il miglior funziona,mento del servizio farmaceutico milita1.·e, fn aholito il sistema del servizio a premio fisso e IJ)·er ap- · palti e fu istituito un deposito centrale di medicinali e materiale di medicazione, con anne8sovi un laboratorio chimico-farmaceu tico, .il quale doveva sommini8tra.rc, di r,egola; tutti i meòicinaH e materiali, che occorrevano al servizio sanitario e di veterinaria per l'e~ercito, tanto per gli ospedali, quanto per le infermerie , corpi, reparti ecc. Ogni speda,le miilita,re divisionar io continuò ad avere una speciale farmacia, diRtinta col nome di farmacia. militare di divfaione. Gli ospedali succursali, che . ,e rano già. alle dipendenze di quelli divisionali , ebbero pure farmacie proprie, dipendenti da, quelle di divisione e denominate farmacie siicoursali. Tutte le farma.'fo


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militari rimaserQ, pe,r quanto riguardava il serv1z10 tecnico, alla diretta dipendenza; òel Consiglio superiore di sanità, al quale spettava ancora una speciale vigilanza,. sul fun71iona.mento del deposito. centrale di medicinali e di .materiale di .medicazione e deil laboratorio chimico-fal'maceutico. Furono· rpubbJica.te, il 23 marzo 1855, nuove istruzioni concernenti il s-ervizio degli infermieri milita,ri in campagna, od il 20 marzo 1856 altre norme ed istruzioni ,per l'eseguimento del citato · d~,creto 26 giugno 1853 relativo a1l'01·din8Jmento del servizio chimico-farmaceutico militare. L'organizzazione del servizio sanita,rio, così miglforata, o·ivelò i pl'imi indh,cutibili vantaggi nella guerra di Crimea (185556), in cui il Corpo di spe{!izione de~ piccolo Piemonte fu dotato di un servizio ·sanitario bene prepa,rato ad aff.rontare il gra.v e cimento di una ca.m pa,gmi in terra Rtraniel'a. Per desig·11aizione de]1l'i.llust,r e R.ibel'i, fu nominato medico capo dclhu,:;pedizfone il medico divisfonnle Oiova1mi Antonio Comisr-u~tti , il quale, recatosi a Mrwsiglia per visitare i f))reparativi <li mobilitazione della Prancia, coml[)ilò una << Istruzione sul servizio degli infermie1'i in gue~ra )), circa i soccorsi d'urgenza e [e prime operazioni di sgombero, che ebbe l'approvazione del Minist,ro della guerra e del generale Lamarmora, comandante il corpo di spe·dizione. Dispose inolbre per un adegua.to aumento dell'organico del Corpo sa,nital'io, ipcr l'allestimento òi letti chkurgici, apparecchi per fratture, lettighe, cacolet8) e per le 01ppo1·ttme modificazioni agli zaini d'ambuO.anza, cofani e cassette chirurgiche, in mo<lo da rispondere a tutte le esigenze di una guerra in zona montnoRa, e, nonostante 11'infnrfaire durante fa, campagna di numerose malattie infettive, sol[)ra,ttntto . del colera; fl servizio •sanita.rio dell'esercito piemontese fu unani- ,.{} memente rkonosduto oome il meglio orga,n izzafo fra le truppe alleate. E rico1~deremo ancora, che (lur::i..nte la guerra furono fatti i primi esrperimenti di trasporto ·dei malati e feriti. por via ferroviaria. da SehastopDli a Ualaclava~ valrndos:i dei carri merci, su cni. erano stati depos:ti dei pagliericci o semplicemente uno strato di paglia. ·Nel mal'zo 1857 una circolare del Ministero della guerrri. in corn:id.e l'azione dei ·b uoni risultati ot1enuti con l'istituzione del de. posito <li convalescenza, in Moncnlieri rpel' i militairi reduci dall'Oriente, l'esc definitivo l'imlJ)iant,0 di questo luogo di cura. esten- ,


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dendo ne il beneficio ai 1presidi di Torino, Alessandria, Novara, Vercelli, Cuneo, Saluzzo, Pinerolo e · Venaria ·Reale: Un nuovo ordinamento del Corpo .sanitario avvenne· con R. Decreto 10 ottobre 1855, t radotto poscia in legge organica il 17 marzo 1856, iper la quale fu stabilita una nuova gerard1ia, con assimila zione ai gradi milit:tri per il Corpo sanitairio di terra e di mare. Furono elevati gli stipendi e l e pensioni, equiparandoli a queMi del gra,do di assimilazione deJle armi speciali (a,r tiglieria, genio); fu oreato il grado di medico aggiunto, in modo che la carriera, la quale prima iniziavasi d aJ grado assimila,to ùi luogote,nente, ebbe rprincipio da quel[a di sottotenente. · Dopo la campagna del 1859, con l 'annessione dell a Lombairdia al Piemonte, all'esercito sardo, costituito delle prime nove brigate di fante1·i a, oltre quella dei gl'arn1,tie,ri di Sa,rdegna,, si aggregarono aJtre cinque brigate, che 1presero il nome da città lombarde e si orearono nuovi ba.ttaglioni di bew,aglic~ri e reggimenti di cavalleria, artig;lie d a e genio. Doipo jJ ple biscito <l<ill'Emili 1;1, e della Toscana, si costituirono altre 11 b1•igate di fanteria, diRt,inte col nome di vairie città t oscane, che ful'ono riunite in divjsioni, l e quali, alla foro volta, diedero luogo alla forrna111ione di cinque comandi di dipartimento rnmtare, con sede rispettivamente a T-0rino, ad A 1P.ssand1·fa, Pa:rma, a Bologna e a Rl'escia . Successivamente, con l a conquista delle Marche, dell'Umbria e delle due Sicilie, .e con la proclamazione del nuovo ,regno d 'ItaUa, si l'o·r ma,r ono a,l tre brigate che costituirono così l'esercito a aliano, con la formazione di due altri comandi di dipa,rtimento a N apoli ed a Palermo . .Merito principale òi tale organizzazione spetta al generale Camillo Fanti, rnfo ist1ro della, g1wrra del tempo. che dovette i:miperare le più g,r andi difficoltà, non solo per la deficien:,;a, dei hHanci, ma, anche per l'a11ment o (',a.otico dei (prndri e iper il poco a,ffiatamento fra elementi settentrionali e m'eriòionali. Viù t~1·di, la l egge sulla, Jeva d el mini,1;h·o Ricotti a,bolì i vari sistemi di ~f.:o ne1·azione dal servizio militar e, sanciti fin d al J-854 con la legge sa,1·-0a, Rostituendovi il volont,.'1,r iato di. un anno. Oon legge 4 agosto 1861 fu istit uita in-Olltre la guardia nazionale fra i volonta,ri cong,elfati daJl 'escrcito e non aventi obblighi cli se1·vizio, e fu ordina,ta in hatiag·lioni <.li 600 uomini ciascuno. L 'esercito italiano, appena formato, dovette 1mstencre asip·re lotte f)€r il fonta.tivo di restaurazione borbonica e successiva.mente iper la, rep,l'p,s.gione del bri gan-

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taggio, che infestava le provincie meridionali e che durò tino alla campa,gna.: del 1866. Ed anche in questa dreostanz;a itl Corpo sanitario diede numerose prove di abnegaz;ione e di sacrificio. Dopo questa, guerra, fu costituito un altro comando militare a Ve,r ona, ma nel 1868 detti comandi furono ridotti a tre, con s-ede a Verona, Pisa, e Na,poli. Dopo la cam!l)agna del J870 ne fu istituito un quarto a Roma, ed il comando di Pisa fu trasferito a Milano. Con Ja costituzione del nuovo Regno d'Italia, un R. Decreto in tlata 26 maggio 1861 s(ahiH ]a, nomina di un mc<lico capo, con giu1-isdizione sul ,rispettivo dipartimento miJit3.1r,e, e con equiparazione a l grado di luogotenente colonnclJlo: e dò per la vasta esten~ione .1ssunta dal territ.-01do della, Nazione. · 11 diparthnento militare corrisipondeva, presso a ipoco a.ll'odierno Co1ipo d'armata, ed il medico c~~po del T>ipa.rtimento riuniva le funzioni dell'a.Uualc di•r ettore (li sanità e quelle del òi-rettore de!l1'os1pedale rnjJitare ijocalP, con ampie a.tbribuzioni, improntate, fin d'nJlora, ai più prati~i ~n nrgc>nti :principii di decentramento. Egli, perciò, oltre alla direzione tecnica dell'osprdale mi1lifare della sede del IH'oprio Tiiipartimento, aveva la direzione e la vigilanza di tutto, il servi:ào sanitario militar<~ del 6spettivo tn·,ritorio, ed era su,p eriore di g1·a,clo ai m<"nid òivhdonali di 1" classe, tr~i i quali veniva scelto, senz;a te,ner conto dell'anzianità. Pertanto fn abolita ~a ()Uali:tica di nH~did divisionali di 1" e di 2' dassc, e vi furono medici capi .f' medici divisionali, scrn1a distinzione di categoria,. Costituitosi il Regno <l'Italia, i1l Corpo sanitario, con legge 28 giugno 18H5, raocolsc dalle v~uic provincie i modic i che avevano prestato ~ervizio presso gli antichi eserciti della rpenisoh1. Già a,l · Corpo sanitario milita,re sardo si e1·ano aggiunti, doipo la guer;ra del 1848, quei medici co,stretti ad esu]ar·e e che il Re, il Paese e l'esercito aveva.n o aecolto fraternamente in Piemonte. Nrl 1859, ad a,ccrescer<~ le scarse file dei sanitari, aocorsero molti volontari d'ogni provincia, Rpr,cialmente dell'Italia. ~ettcntrionale, ai quali si aggiunsero in seguito alcuni lombarili, già in sc,rvizio iprcsso 1l'esc>rcito Au sbria,eo, quelli delle ex truppe toscane, modenesi, p.armensi, del giovane esercito dell'Emilia, del cessato Regno delle Due Sicilie. cd ancora,, con R.. Decreto del 27 aprile 1862, i medici d~ll't!scrcito meridionale.

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Ci sia 1permesso di ap~ire mia pa,rentesi per rievocare fira coloro, che accorsero animosi in Piemonte per arruolar·si nelPesercito sardo, una fulgida gemma del Corpo sanitario militare, Luigi Pastro, il quale trascorse la maggi()r parte della sua grama esistenza nella penombra di un immeritato oblio e di cui l'innata -modestfa fu [>ari al!la grandezza dell'animo_ Nato a Selva di Volpago il 22 ottohre 1822 e laureatosi a Pa dova nel 1847, si dedicò poco dopo alla modesta e laboriosa pro fessione di modico condo_tto nel comune di Villorba, presso Treviso. Ma il 24 giug.no 1851 venne arrestato in questa città dagli sgherri au...-;triaci ed internato nelle prigioni di Venezia, reo di aver preso parte alla costituzione di un Comitato rivoluziona•r io e di avere avuto relazione coi capi deil movimento nazionale del LombardoVencto. Fu quindi traisforito alle carceri di Mantova, e quivi coinvolto nel tenibile pl'ocesso che finì con le atroci sentenze del 1853, per le quali furono giustiziati jn cc Belfiorc, oscura fossa d'austriaclie forche, fulgente Be!lfiore, aira di martiri)) 11 patrioti, fra cui Gr:1 zioQi, Spe,ri e Montanari. Altri :n furono condannati alla deten zione, e fra questi Luigi Pastro a 18 a-nni dì ca,rcere duro, che scontò nella, fortezza di Josephstadt. È ormai consaorato alla storia 1'ammirevole-cm1tcgno da, lui dimoskato durante 1 'istruttoria. Egli fu invero l'eroe del silenzio : tacque nomi e fatti, nonostante le tpiù insistenti minacce, le ipiù insinuanti lusing·he e le più raffinate ip,romesse dei snoi inquisitori. Confessando, avrebbe potuto salvarsi e sarebbe stato incm:,porato come semplice individuD sospetto in una, compagnia di disciplina, e forse, più tardi, come me<lko militare, av,r ebbc potuto intr:1prendere [a carriera nell'Imiperialc e Reale Esercito. Ma egli 'l'esistette inflessibilmente a questi e ad altri forse più forti. allettamenti; resistette al bastone, n,l digiuno, alle catene . e tacque. Do.pD 100 giorni di pane cd acqua,, sparuto ed a,mm:1lato , taJ1to ila essere costretto a, fa,rsi 's orreggere dtti un carceriere, al l ' uditore militare Kraus, che aveva con ogni a ,stu11.ia e ra.ggiro ten tato inutilmente di stl·appargli la confessione e lo provocava insu ltandoilo : << (letti quella. i;;ipada, risipondeva fieramente, o n e (lia,


4]9 una anche a me; e troverà chi, anche morihoi1do, sa.iprà risponderle! )). E sopportò stoicamente le <lure catene fino a quando l'Austria, p ressata da.gli avvenimenti d ella guc:rira di Crimea ,e preoccupata più dei ,.,pericoli all'estero che all'interno, fu costretta a,d attenuare le repressioni politiche del Lombardo-Veneto. Ed il Pastro con molti altri prigionieri venne graziato nel 1856. Cosi questo medico modesto, che già nel 1849 aveva da,to indu~bie prove di vaJlore e di eroismo come capitano coma,nd}1nte di una compagnia alJa dif.esa di Vener;ia, il r gennaio 1860, travestitosi, fuggì da Treviso à Torino e si arruolò quale medico a,ggiunto nel Corpo sanita,rio dell'e~ercito piemontese. Egli comipì la sua lunga carriera non ·avendo altra mira che l'adempiment~ del protJ)rio dovere e partecipò attivamente alle campagne dell'indipendenza e iper la repressione · del brigantaggio. Nel 1884, sessantaduenne, lasciò l 'e~mrcito col grado di maggio1·e medico e venne in seguito promoss-0 al grado suiperiore nelh1 posizione ausilia,r ia. Ma con l'allonta,namento <lal servizio non cessarono le sue benemerenze; nel 1886 fu tl'a, i colerosi in Sicilia, ~ellljpre primo tra i pericoli, ove era un dDlol'e da, aJaeviare, una rniRPJria. da soccorrere, e per 1'olPera, coraggiosa e ,filantropica ·aa lui prestata, Fran~sco Crispi gli confori la rne<laglia d'oro al valor civile. Alla sua fortunata longevità, dovette il Pastro se fu tratto dall'oblio voilontario; e n el 1910, su ,proposta del ministro Sonnino, il laticlavio fu degna ricompensa al suo oscuro eroismo. Morì a 93 annj, povero, in un'umile stanzetta dell'ospedale mili.tare di Venezia, ed una, modesta lapide ricorda a,i posteri l'ospite illustre. Pagina più gilol'iosa non poteva dunque segnare il Corpo sanit.atl'io militare fin dai primi {~sordi del patrio rjscatto, e il nome di Luigi Past•r o, così lumin-0so nel ma,rtirologio dell'indipendenza, italia,na, trova degnissimo posto n el Libro d'oro della nostra, famig-lia sanita.ria cd inizia gloriosamente ']a serie degli eroi. E ben si può <lire di lui come il sa,nto veg·lio di Dante:

Degno di tcinta rm,eren:::a in vist<t Che più non dee a pa(lre a./cim figliuolo.


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Dopo la campagna del 1860, costituitosi il nuovo Regno cl' Ita]ja, gli ospooa1i militari divisionali furono classificati in ospedali cli 1.a classe ('l'orino, Alessandria, Genova, Milano, Brcscfa, Parma, Ilolog.na, Firenze, .Napoli e Palermo) e di 12.a classe (Nova,ra,, Pavia, Cremona, Piacenza, .Modena, Rimini, Forlì., Livorno, Perugia, Chieti, nari, Ca,' fL TiI,reni, Cata,n zaro, Messina e Cagliari). Nel 1866, Ìl ( )onsiglio snvcrio1·e di sanità, che giù con R. Decreto del 2 maggio 18(;0 ,e,r:1 stato aumentato n~ll'organico di <luc jspettori ip or Pimportanza e m0Ite1plicità delle pratiche ad esso devolute, si trasfod da, Torino ft Firenzè, col tras[)ort,j della capitale dal Piemonte in To.s,<'.ana. Con legge del 28 giugno 1866, durante la guerra confro l'Austria, fori.mo i medici diT·ettori dell'ospedale distinti dai medici capi di diparti nwnto e , rnent,re questi · venn~ro n,ssimiilaLi al g,ra,rlo di tenente colonnello, quelli furono equiparati al grado di maggiore. 'l'alc distinzione però ·ebbe breve durata, pcrchè, terminata la campagna, col la riduzione {li tutti i. gl'adi dell' E.serdto 1per esigenze di bilancio, fu nuovamente riunita la carica di medko capo di cli pa:rtimcnto con quella, di di•rctto1'e {li ospedaclc, e la&eiata queltla di direttore s-olarnente per gli oSJpcdali foori della sede del dipartimento.

III. -

L'ASSISTENZA SANl'l'AltIA MILITARE

NML RwGNo DJJJLU: DlJE

Srcn,m.

A conrplemento delle notizie storidie sull'organizzazione dei servizi sanital'i militari in Italia,, non sarà inutile <lare un cenno su~ funzionamento di quello costituito 1presso l'esercito horhonico, ri·s erva,ndoci in un successivo para,gTatto di pa,rlarc brevP-mente dei 1,crvizi sanitari degli altri stati deltla penisola,, i <I ua]i, <lP-1 resto, per l'esigua forza delle truppe alle armj, disponevano di un'orga,nizz.azione sanitarh1 a,ssai tlimitafa,. L'eserdto napoletano, costit11itosi colla dinastia dei Borboni fin dal ~ecolo XVIII, era sta,t o incorporato per ci•rca dieci anni nella G,ra,nd,e A,rmata <lura,nte le guerre na1poleoniche, comportandosi egregiamente. Ma con Ja restaurazione degli stessi Borboni in


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Na1poli ebbe, in seguito, soltanto delle funzioni di difesa della siClH'ezza interna del regno, sicchè, più tardi nel 1861, come ved,remo, non ,resistette all'urto della Sipedizione garihaldina, la quale, se inferiore {li uomini e di armi, era animata da.I più fervido impulso 'Imtriottioo. Ca<,luta nel sangue la repu\:)blica partenopea e re1:,taurato in Na1poli il Regno borbonko, Re Ferdinando IY, fra, le molte leggi e decr,eti emarrnti da Pt1lermo per h1 ricostituzione dell'esercito, con ordinanza del 24 ging·no 1W9, abD1ì gli oi,:1pedali millita.r i m~l Regno (li Sicilia, e con successivo decreto del1'8 gemi.aio 1800 aboH 1p1elli del Regno di Napoli, 1n·cscrivendo che i soldati fossero c1u·}1ti negli ospedali civili in sale sevarate, dette << sale militari)) e da,i nrndid che avevano già, prestato servizio nei soppres,si osipeilali militari. Disipos,e inoltre clic nelle g·ua,r nigioni ove non esistevano ospedali civili e militari dovessero essere curati alle infermerie reggimentali. L'abolizione degli ospedali militari incontrò non poche diffi-colf.iì.,, s1pecinlmcnte 1wl :Regno <li NwrHlil i, e<l il protonwdico della, famiglia, reale, Don Giovanni Vivenzio, al qua.le era stata affidata; anche la ilirezionc di tutti i servizi sanitari militari, prospettò al Re in una, minnziosa relazione tutti gli inconvenienti, sia, dal lato tecnico che disciplinare, che insorgevano dalla Sù1Ppressione degli , ospedali miilitari, prop<mendone jJ rip1·ist.ino. Tl Re accoli;m tale 1proposta, € con òe,c,reto del 25 ottobre J800 fu stabilito il ,ripristino « del sistema d,ello stabilimento di ospedali mi:litari fissi, meno in q1rni siti dove nell'attuale stato del Reale Escreito non ,fossero necessa,ri )). E con altro decreto di pari data 'fu stabilito la costituzione .di <prnttro os1pedali di campagna a' Gaeta, a Capua,, a Roccasecca e a, Sutlmona. Per l'impianto dell'ospedale militare generale di Napoli, per il quale il p,redetto decreto pres<'Jriveva si faces:.;ero « le convenienti divisioni 1per lle dive rse ,c,lassi di ma.Jattia, si stabilisse un teatro anatomico e si forma,sse nna spe.cie di scnola, onde potere nelle occon'Cnze somminist,ra.te <lal a,,tto ,os:ipecla,le generale i oontralon: e gli altri individui necessari per gli ospedali cli campagna e delle piazze >>, fu 1p,rescelto il convento di S. Giovanni a, Carbona.r a, uno dei tanti monasteri soppresRi dal Re. lil citato decrP-to flel 2fi ottobre rnoo presc riveva inoltre che (( per l'amministrazione <~conomica degli mipeda,Ji militari Ri pro curasse di formare a,~siM1f;i con lrnoni patti. Colla parola a,8.'?iento


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voleva intendersi appalto, ed aswientisti furono chiamati gli aprpaltatori. Così, oon dispaocio del 24 novembre 1802, fu stabilito che. si emana,ssero i bandi ne0e8sa,r i per tale assiento che doveva aver luogo per concorso ad asta pubblica, media,nte manifesti aillssi in Napoli, Capua ,e Gaeta. La m'igliore offerta 1presenta,ta fu quella dei fratelli. Guerra, che si obbligavano di assumere il contratto, per 4 anni, dietro antidipo di 4000 ducati da piute della R. Gol'te, da soom!l_)U· ta-r8i a 1000 ducati all'anno in rate mensili, e fisRa,ndo la retta, ospedaliera in misura di g,rana 24 per ogni g'iorna,ta, di presenza di sol dato, forzato o presiùiario cd il clotpl])io per gli ufficiali. Il contratto fu rcgola1·mente stipnla,to il' 10 mawzo 180:1, ed il capitolato const~L di 22 a:rtfooli, comprendenti la fornitura -di ]etti, <lel vitto e personalle di assistenza, la manutenzione degli stabili, il l'iRcaidamcnto, l'illuminazione, la la,vanderia e<.'.C. Disgraziatamente', questi a,ssientì fecero cattiva prova, per l'ignobile speculazione ed avidità di guadagno da 1parte degli appaltatori, che non esitavano ad esercitar-e le più vcrgog110::,;c (:01r ruzioni persino su coloro che erano addetti alla sorveglianza ed al controllo. Tuttavia analogo contratto fu r,;tipuilato cogli stessi fra telli Guerra in da.ta 1° ma,ggio 1803, anche (PCI' gli ospedali milita.r idi campagna, cl.te furono impia,ntati negli Abruzzi nei fl)ressi di Pescara e di 'feramo, nel cui territorio le trnp1pe borboniche si trovammo in istafo <li gue1·ra. ,M a, al primo SOOIJ)[)io deHe ostilità e suc. ..;essivi scontri, assicntisti. e cont,roUori ed anche i medici abhftndona,rono gli infermi ed il materia.ile Ranit:uio in mano del nemico. Il 15 febbraio 1806 i Francesi entr,HOUO vincit-0ri in _Napoli, e, dopo un mese, fu decretata fa soppressione del convento della 'rrinità delle monache, che ipcr l'amenità del luogo e la beHezz:1, dei locaJi fu prescelto per 11 'impianto di un grande ospedale militare destinato per ricovero delle t-rn1ppe di occupazione, essendo stati gli aJtri osfPedaJi ,riconosciuti immJutiri e fomiti di mala,ttie con,ta.giose. . Fallito l'esperimento del servizio in Ilipipalto, si riconobbe ben presto la necessità di istituire un t'ervizio sanitario vero e proprio, affidato ed amministrato da milita,ri disinteressati e col vincolo della disciplina. Pertanto ,GiUSC(llpe Buonapartc, con d~reto in data 26 luglio 1807, pubblicò il primo regolamento sul servizio sa-


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nitario militare nel Regno di Na.poli, compilato s ulla base di quello fr3Jl.cese e composto di 365 ::iirticoli, ,r iuniti sotto 36 titOlli. P er tale regolamento, il personale sanitario era distinto in organi dkettivi, ral(JiPresentati ,Ja,gli ufficiali {li. sanità, in caipo <ielFaimata, ,residenti al qua r t ie1·e generale dell ':'.trmata, i quali, oltr e la dirrezione e vigilanza del servizio sanitario, a vevano anche )'incarico di tutelare l 'igienfl delle truppe. Succ~sivamentc queste funzioni dil'ettive ed ispettive furono affidate con decret<> uel 4 aprile 1808 ad un Consiglio di sanitit, composto di 3 medici, 2 chi.rurghi e '.:? farrnadi:;ti : 4 di questi erano seclti fra i migliori insegnanti della facolt:), medica napofota,mL, e per dive,rsi anni ne fece parte il <:cleb1·e Dom~niCQ Cotugno, già, r ioorc1ato. Questo Consiglio di sanità dipe11dflva direttamente dal Minis tro d ella guerra ed, oltre a,1 1·-ecluta mento ed aJ1l'isLJ'L1zione degli uftìda,li · medici, aveva l'<>bbligo di i~czio.na re gJi ospedali, l e caserme e i depositi di materia,H sanitari. Due anni dopo <1uest 'ispetto1·a,t o fu abolito dal Re Gioa('.chino Mura,t e S<>stitui to d a un Corpo (l'i~p-ettori generali di sanità miliLa:re e civile, c on le identiche a,l,tribu7,io11i e c on g iu1·L<::<li-

z;ione estesa anche a1Ja R. Marina. Gli organi .esecutivi erano ra,p·p1'f'$ entati dagli ufficiali di sanità addetti agili <>SIP<'rlali militari, con ih1e classi IJ)ei medici, tre pe,r i chil'nrghi e tre p<!I' gli spezialL Tl servizio amministrativo era, af. fid ato agli economi, la -diseiplina ai Rottointenrfonti ,cli a,r mata, dipendenti òirettament.e -dall'intenòentc ò 'Rrmata. Olt.re gli ospedali militari_ pPrmanenU, si avevano osped a.U temporanei e clcpo,siti di <.:unvalesicenza, noncl1è os pedaJi spw.ia.Ji per ,sifi.litici e sca,hbiosi. I l Coma,ndo dcN'arm ata f,r a,n cese, r iconosciuto che i locali deliJ.'ex convento della T1'inità non erano ,sufficienti. per l'impianto di un unico ospedale, <lispoRe clic essi fossero adibiti p<>r reparto nffidali , mentre a·sRe,gnò i] 3. ip iano d ella case1·ma, ('rl'anili iper il ricove1'o d ei venerei e degli scabbiosi, l'ex convent,0 di S. Giova,n ni a. C'.arhonaira, -p<>r i militari affetti (la ma1Jaittie mediche comuni e fu '11n·eso in affitto uno sta.hile 1pl'ivato ai Gradini Ilrancaoc.io, ,come rleposito di convalescenza. l.,iù tard i. neil marzo 1808, si formulò un progetto di rhmi,1•e tutti gli osp edali milita.ri nei locali del r eclu~orio, che poteva, ar.cogliere :fin o a · 3000 malati, ma ta.Je proposta non f n ~q)l])rovata, dal Sovrano. Il Re Gioaccllino Murat entrò in Napoli il 6 settemb1·e 1808 e, rlurante il Ruo •rP.gno, furono emanate nuove di~posizioni circa il 0


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servizio sanitario milita,re. Con decr,eto del 29 s,cttcmbre 1808 fu soppresso l'ospedale dei G,ranili, con altri secondaa.'i, disloça,ti nelle varie provincie del Regno. Gli infet·mi ricoverati ai Granili furono trasferiti, parte alla T,rjnità e rparte a S. Gioya,nni a Carbonara. In seguito, per l'accresciuto nume1·0 dei malati, fu riconosciuta, l'opportunità di' impiantare nn altro ospedale militare nell'ex momu,tero del Sacramento all'Infrascata e di e&cguìrc lavori di adattamento e di ampijiament,o all'ospedale della T,rinità,, portandone la capacifi'L a J.200 letti. Nel 1809 1'ospedatk di l'iedigrotta fu a,ssegnato alla, Rc:Llc M,1rimi,, e nel irnocessivo gennaio 1810 fu cli,siposto che questi locali fossero destina,ti a caserma e l'ospedale ·ma1•jttirno fosse tras feritù a S. Giovanni a Ca,rhonara: il che avvenne nel giugno dclJo stesso anno; ma,, oontinuan<lo ad aumentare il numero degli amma!la,ti, si dovette nuovamente ripristinare l'os1pedale di Pie-digrotta nel 1srn. Sconfitto l'esercito di Murat nella battaglia di Tolentino c colla capitolazionf: di Casalanza dd 19 ma,g gio 18.15, finì l 'occupazione francese <lcl ,reame di Nf1poli e venne nuovamente instaurato il governo dei Borboni : ed itl 17 giugno Re Perdinanèlo faceva il suo ingresso in Na·p oli. Fra, i primi provvedimenti, con decreto del 17 agosto 1815, egli riorganizzò il servizio degli os!pedali milita1·i , ricostituendo i1l Comdglio di sanità militare, e stabilendo il personale ,degli ospedali in medici, chirurghi e farmacisti di l." 2."' e 3.a classe, in contraJori per la pa-r te amministrativa cd in commis sari di guerra p er fa disciplina. Con alcune modificazioni veniva inoltre ripristinato il sistemf1 dell'appalto, ,per quanto riguardava il mohilio, il vitto <~d il personale di fatica:. Con alt•ro dem·eto del 29 gingno 1824, fu :p nbblkato il rrgola,mento -definitivo {fol servblio sanitario milita1·e. che rimase in vigore fino al 1860. Per tali disposizioni in Nap,otli era costituito un ospeda,le gellfwale di MO letti a.lla, Trinità, un ospedale di 1."' cJa.ssc di 300 letti al Sacramento e,cl un altrn di uguale capacità a Palermo. Vi erano inoltre os,pedali militari <'li 2.~ e B." classe per i 1Presidi deltle p,rovincie e sale ,reggimentali per i ma,l ati leggeri, presso i va.ri oorpi -e repa,rti. P1·oclamatasi infine col plehif,cito del 20 ottobre 18GO l 'a1rnef-sione delle IJ)rovincie n:a polefane al Regno d'Italia, la grande maggiomnza <lei medici militari <lell'esercito borbonico passò all'eset·-


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cito italiano. Con 'djspaccio ministeriale del 25 arprile 1861, venne conformata l 'istituzione in Na,p oli di 1m ospedale divisionaJrio di. 1.~ cla.flse e l 'im1pianio di altri ospedali mHitari seconda,I'i, i quali continu arono a fumionare c-0n le norme stabilite dalle R egie disposizioni ed annessi regolamenti in vigore presso il p,reeedente regime.

IV. - - I

SllJflVIZI SANI'l'ARI MTLI'J'AIU NEGLI A1lrm STA'l"I ITALIANI.

Per qua-n to riguarda l 'organizzazio ne sani tar·fa degli eserciti n egili alt.ri Stati italiani, di,r emo amiiutto brevemente dei servizi sanitari dell'esorcito pontificio. All'inizio d ell a campagna, del 1870, le milizie degli Stati della Chiesa erano costituite dall'f'.sercito st:mY.iale, formato dalla ge~darmeria, da.lla fantel'ia (,cacciatori, zu:wi, carabinie1·i, ilcgione romana), dalla cavalleria, <la.U'artiglicria con batterie montate e a piedi, dal genio (zaippatori) e dal t•r eno di e•1uipaggi per j l carreggfo. Fra i corpi sedentari si aveva un battaglione di sette (j()Jit(Pagnie, ùelle qnali. una, comrposta esclusivamente <li infet·rnieri, con scùc a, Roma. L'esercito pontificio, composto di elementi ete1·ogenei: svizzeri, olandesi, inglesi, zua.vi e di volontari appartenenti a varie nazionalit.'~, ed anche iper la .natura. spi•rituale dell'autorità. suprema gerarchica, n011 ebbe a, fa1· risaltare le sue quaffità militairi nè pa,r tccipò ad opem.zloni dì guerra di g,rand,c stile, come nell'ultima campagna, del l 870. Il Corpo sa.uitario n1iilitare er:i, costituito allom. da un direttore di sanità (dot.t. Costanti ni) , <la 9 chi,r mghi maggiori, 4 iiiuhmti ma.g, giori ùi prima, class·e, 1 O aiutanti <li seconda ed 11 uffiziali agginnti : in tutto ~G mcdid. <lei quali 10 [Prestavano servizio ai corpi, 10 a,1l 'ospe<lale milit,are òi -S. Spi,r ito e gli altri al!le ca&ermc e depo..,;;iti di convalescenza. L'organi00 st::ihiliva. inolt,re un ~o]o farrnadsta, 1nilitare, col grado <li agg iunto. La gerarchia era la scg-uente: i 11wno devati in g·n Hlo era,n o gli nffizia.li sanitari. a~gi un ti in sopra1murnero. a.i quart i seguivano gH 11flìziali-~a.n itari aggi on ti o poi i c hil'u,r ghi a.i11tanti nrn.ggiori di s-e<'onda e di prima, classe. (] tdndi i cbfr~Jrghi maggiori, l'ii:;pettor,e ~a.nita-rio ed il direttore di sa,nitù. Funzionava a,l ttcsi un Consig-lio di f::aniti1, composto òa un p1·ci:;Mcnte, assimilato al grado di tenente colonnello, da un ~f>gretairio


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e da membri temporanei, i quali avevano funzioni. ispettive e di vigilan za s ul servizio sani t a,r io e s ull'igiene delle tru1ppc. I.,'.osped a le militare venne istituito :fin ò a l 1861 a S . Spirito coil seguente p ersonale: 7 mooici, 3 chirurghi, l farmacista, 2 ufficiali di amministrazione, 2 cappclJa.ni, olt re gli infe.r·mieri della 6." corilpagnia; il servizio di guarùaroba, di c ucina e di dispP-nsa era affidato a lk figlie della, carità; si' aveva, 1 medico maggiore, capo d el servizio medico ed 1 chirurgo maggiore, ca/T)o di quelilo chirurgico. Per quanto rigmlJ.'Òa l 'uniforme, gli ufficiali dd corpo s.'bni tario erano fofa1iti di una g•l'and e u niforme! con feluca, nera, ~ di una ordinaria con berretto roR.,;io e fascia amaranto, tunica azzur1·0-ncra ad un petto, con fa1dine, paramani e colletto amaranto , e di:,:tintivi dora.ti, pantaloni lun ghi di color rosso, ba,rnloliera f, spalline dorate. Cir cu, lo stipendio, il d:Lrettore di sa,nità, percepiva un soldo di presenza mensile di ìlirc 296, i mc<lici e chirm•ghi maggiori di lire 210, i medici e c birnrg;hi a iut nnt i maggiol'i di J~rima e secon da classe di lire lfll e 145, gli ufficiali sanita,ri aggiunti dj 91 e il farmaci~ta dell'ospeda le di 134.

L'esercito del Granducato òi Toscana si gloriava d i b'u one tradizioni militwri, avendo combattuto con onore in spedizioni d'oltre m a1·c contro Turchi e Bail'ba reschi cd inoltre contro gli Svedei-;i di Gustavo Adolfo nella guel'ra, dei sette ar11ni con le milizie di Maria Teresa,, con tro i Prussiani di F ederico il Grande all'assedio di. Amburgo, contro le soldatesche della. rivoluzione f,rancese e gli esercit i na,p oleonici n ella spedizione di Sp agna del 1813-14 ed in fin e contro Je trurppe a ustriache. Ma negli ult imi a:nni ebbe soltanto funzioni di polizia interna, [Per c ui 110n ebbe più occasione di mettersi in evidenza. · L'esercito era modellato su quell o a ustriaoo e comprendeva tre hrigate di fanteria su 12 hattagilioni , 2 sq uaòl'oni di cavalleri a., 2 battaglioni di gendarmeria, 3 hatte rie da campagna e 2 battaglioni. d 'a.rtiglicria gua,rda-costc. Gli obblighi militari el'ano fissati in 8 anni di sc1·vizio, e n on esistevano 1·iserve per la mobilitazion e, la ,prnle poteva fornire 12000 nomini.


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Il Corpo .sanitario disponeva di pochi ufficiali medici, dei qnaJli il più elevato in gTado era cquipara,to u, maggior,e, eon l'incarko ·d i diretto1:-e di sanità militaire. Fra · gli ufficiali medici che fecero parte di questo corpo ~ da, ricordare il <lott. Luigi Ors0lli, nato r~ l!'irenze, n el 1821. Prese parte come volontario e quindi come chirnl'go nel battaglione fiorentino alla ca.m1pagna <lel 184S: rimasto poi nell'esercito toscano 1partecipò alla ca,m tpagna del 1859 come medico di briga,ta addetto al Comando delle truppe toscane ed al.lai loro annessìòne fu promostcw medico isipcttorc dell'esercito italiano. Nè dobbiamo dimenticare i valorosi c linici delle università <li Pisa e di Siena, che, lasdate cattedra, cliente]a. e :famiglia, aniIr}ati da1 più fulgido amor di patT·ia, aoeorsero volontari sui campi di Curtato.ne e di Montanara nel 1848 coi battaglioni universitari, dando magnifico esempio di sacrifìcio e di croi~rno unitamente alle in t l'epidc falangi studentesche. 1

L'·cscrcito estense non ebbe a segnaJlwrsi per opera,zfoni belliche di grande importa,nza.. El'a costituito da circa f>OOO uomini.' con l reggimento di fanteria di 3 battaglioni, 4 compagnie di dragoni a, :p iedi e a cavallo, 3 di artiglieria e 2 di rpionieri: la forma <li :servizio era di 6 anni. Il duca :H'rancesoo V il 10 giugno 1859, nell'a,bbandona1re 1-0 Stato, sciolse le milizie: però una bl'igata di 3600 ·nomini chie.se di ipassare nell'esercito austriaco e ve1me disloca,t a -:1, )fantova cd in seguito a Bassano. Circa i l servizio sanitario, ricorderemo che lo stesso a.r-chiatra del duca Franoesco V, dottor Angelini, era anche dLrettore di sa,nità militare ool grado di m aggiore medico. L'organico del Corpo sa:nitario militare, data la for·za limitata. a,lle armi, era esiguo : 5 capitani medici ed altrettanti suhalt<->rni addetti. ai vari corpi e •r eparti. Funzionava n el ducato nn solo osrpedale militare, impiantato a Mod,éna in un ex convento.


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Finalmente IJ.'escrcito del Ducato di Parmtti era formato di fiOOO nomini costituenti una b,1·igata <li fanteria, di 2 battaglioni, un corpo di genda1·mi, un battaglione di cacciat-Ori, una batteria da campagna. Durante la rcggemm, della duchesst~ 'Maria I,uil"la, fu oggetto di ,riduzioni di organico per esigrnze di bilancio, ed il già esiguo corpo sanitairio fu ridotto ancora. a pochi medici, di cui il più elevato in grado era assimilato a capita.n o.


CAPITOLO 1X.

I SERVIZI SANITARI MILrrARI DURANTE LE CAMPAGNE DELL'INDIPENDENZA, DI CRIMEA E DELL' UNrTA' ITALIANA


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I. -

}>RIMA CAMPAGNA Dl!lLf/INDJPENOl~NZA ITALIANA

(1848-4.9).

Allorchè Ca,rlo Aluerto indisse la prima guer,r~L d'indi~)endcnza italiana, l 'esercito piemontese non aveva un regolamento -0el sci-vizio sanitario in guerra vero e pro,pl'io, ma soltanto poche disposi7'ioni contenute nel regolamento di servizio per le truippe in campagna, pubblicato il 19 gennaio 18.'33. Tl C-0nsigllìo super·iore di sanità 1·appre1:,eni.a,v1~ l'organo s 11 pl'emo dirigente, e come tale era responsabile verso i Mini-.:tri <lella guerra e della ma,rina del regolare funzionamento dei vari servizi. Come ,riferimmo, era costituito da un medico genera,le dell'armati!, president.c; da un chirurgo generalc, vice presi<l<\ntc; da, un mt'dico ispettore ; da un c hirurgo iSipettore, e, qua.li mcrnbri strao1·din ari, òa un chimico-farmacista e da un segretario medico e chi rurgo, con voto consultivo. All'ent,r ata in campagna l 'eeerdto ipiemontcse, oltrechè dd dettò Consig1Iio superi.ore, disponeva 1per il servizio sanitario ili 8 medici in capo, di 4 medici. di ia clai;;se e 4 di 2\ <'li 3 medici ag~iunti , di un numero in-iJ.eterminat.o di medici a-p plicati in sopra-nmnncro e senza .sti,pendio ; ~weva, inolt1•c 7 c hi:rurghi in capo. ~O chil'mghi maggiori, ~7 ddrutghi ma.ggio1·i in 2& di 1 & classe. r,1 c hirurghi rna,ggiol'i in 2° di 2" da,sse. Que$;to p!m;onale era ripartito fra i vari Corpi ea osipedali. Aò ogni reggimento granati<'1·i delb brigata, guardie, erano a~i,;egnati 4 c hirnrghi,· ad ogni reggimento ,li fan teria, 3 , nd ogni bat taglione caccfatori. di fa,ntcria altri 3, al battaglione zapipatori 1. n,i cm·àbin}eri reali. 2, al ùorpo reaJe d 'artiglieri_a 4, ad -o gni rep:gi-mento d i cavn,lleria 3, ai cavalaeggeri di. Sardegm,, 2. Gli allievi <le] C-0rpo sanital'io milit[1-1·e [)'resta.vano · servizio 1wgli oRJpcda li ,li Torino (14), 0-enova (fl) e Ga~li n,ri (4).


432 In ogni capoluogo di divisione funzionava un ospedale mili.taire: 4 di ia dasse ('l'orino, Genova, Alessandria, Ca,glia,ri) e 4 di 2a cfass~ (Chambéry, Nizza, Cuneo, Novara). Questi stabilimenti erano particolàrmenie destinati al rie<>vero dei militari infermi appartenenti ai corpi del ri.spettiyo presidio, nonchè di queilli degli altri cor[)i ivi coma,ndaii o di passa,gg'io e degli alt1ri delle guarnigioni vicine, che, per la n atura della malattia, non potevano essere <;uraii negli os1pedali dvili, i quali erano considerati oome succu~·saJi ed a;c.coglievano i militari infermi delle 1località ove non esish~va,no stabilimenti sanitari militari.Si disponeva inoltre di numeros,e infermerie p,resid'i arie e reggimentali, le qua,li ultime erano <lcstim1ite al ricovero dei soldati affetti da malattie di liev,e entità ed erano dotate di ctissette. di medicinali, in ragione di una, iper ogni battaglione. Si aveva infine un deposito ·di mate,r iale sanifario, denominai-o azienda, generale di guerra, con una, 1larg·a dotar.ione {li materiale di medieatura, di st,1·nnwT1ti cd a,ppa,re,cchi drirm•gid, di biancber·ia, lenzuola- ecc. A titoilo di cm·io:tsità, diamo la nota. ·<lei fcni ,eo:ntenuti in una cassetta, regolamentare, in uso durante questa prima, campagna dell'indipendenza : <C Due coltelli d'arnlJ)ntazi.one di <livers-e grand,ezze; due coltelli ~1-mbitaglienti, uno ]ungo 4 l))Ollici e .l'altro (i; due coltelli I'ctti per disa,riticolazione, ] 'uno a la;ma lunga, [lollici 3 J / 2 e ù.'a,ltro 5; una sega ad arco per amputazione; una, [)Ìccola sega afl H1rchetto per falange; una tnnaglia incisiva a, branche quasi verticali ai. manici; una pin7'etta. a torsione, due a, 1pressione, nnf.t anatomica; una, forbice robusta n, cucehia.io; quattro bisturì anatomici, due . piuttosto grandi )). Ed ancora : « sei aghi curvi ,rli cucitura assortiti; una, trefina. con due corone lisce e punteruolo scorrevole nPll'asta; una tanaglia lenticolare; un.}L leva, dOfPIPia; nm1 sega (l'Hey; un coltelllo a!l 1J.SO raschiatoio ad ambe le estremità; uno spazzolino rotondo; due · aghi di J),e,champs; un ago d'aneurisma <H S<.':a.rpa; due uncini ottusi larghi; due siringhe di packfond; un tirapa,lle retto; uno curvo; 1.m tourniquet a vite ; d11e tonrniiJnets·a cinghia d' Assalini )) . . Il .servizio sanitario in guerra òipen~eva dall'intendenza generale e dai commissari di gner,ra delle gtandi unità, i quali <lovevano inoltrare al gcneraile in capo od ai rispettivi comandanti


-433tutte le proposte iper il regola,re funzionamento degli ospedali e delle ambulanze, curando che fossero sempre disponibili i mezzi di soccorso e trasiporto dei malati e feriti. Nelle fortez7,e faJe incarico era dtsimpegnato dal capo di St ato Maggiore in unione deJ commissa,rio di guerra . , Per un Corpo d 'armata,, della forza di 35.000 uomini, su 4 divisioni (3 di fante1·ia ed 1 di ca,valleria), fu ,'<tahilito il seguente organico : J medko in capo, 7 medici in ca,po <l 'osipedale di 1" classe e 3 di 23, 4- assistenti; 1 chirnrg·o in ca po, 13 chirurghi in capo d'-0speda.le, 15 mag·giori in 2a di P cht,."lse e 72 in 2~ di 2~ ; rn farmacist~, 11 cappellani, 58 ufficiali d'a,mmini,stra,zione e 1.22 infermieri. Ogni ambulanza, d_i di vbdone disponeva, di 6 ca1·ri a 4 ruote p,er il trasporto del ,mat,eriale sanitario e di altri 6 per il trasporto dei malati e feriti. Ad ogni hfJttaglione di fanteria era distribuita una. cassetta ~i p,ronto soccorso, detta sacco di sanità, someggiabile su un mulo; ogni reggimento di c:wa.Jleria ne aveva in dotazione una_

* * * Contro 1l'eserdto a ustr.iaco, ben organizzato su brigate formatr. di nn solo r eggimento su quattro battaglioni, oltre uno di riserva, e{l una batteria, al comando del marescfallo Radetsky, si schierava, in questa prima gue,rra naziona,l e l'esercito sardo, non sufficientemente addcst,rato in campagna, con contingenti rego: · Ia,ri rr.clntati fra na1poletani, lomhar<li; romani e t,os,cani, più o meno sfidnciati, senr.a a kun affia,tamcnto fra, loro, e con . reparti di volontari poco disci1plinat1, nonostante fos,s ero animati da elevati sentimenti patriottici. , . Il 25 marzo 184-8 l 'esflrcito pfomontese, su due corpi d'm·mata di tre divisioni , di cui una (li riserva, ipassa, il Ticino, ma, per l'inaspl'ir:,:;i delle diffidenze fra i vari ,reipa:rti e per i servfai logistici imperfetti, l':wanzata su Lodi, OJ'ema e Crcm_o na è oltremodo lenta. L'8 aprile 1848, a] ponte di Coito (fig. 104), i bersaglieri di Alessandro La.ma!rmora ricevono con onore i.I battesimo del fuoco contr<$J un nemico d1e li derideva: tirare e nin vedere!; ma che rimane sopraffatto. Il medico· cH reg.g imento Gaeta.no Lai, c4e fu il [)•rimo medico del coljpo dei bcrsag·lieri, ebbe in questo . combatti28


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mento l'onore di prestare i primi soccorsi a<l Alessandro Lamairmora, coipito g·ravemente da una palila che gli aveva-prodotto frat tura della mandibola. Il 30 successivo, a Pastrengo (:fig. 105), tre squadroni di ca,rabinieri, agli ordini del maggiore Saint-F!ront, in Uilll, irresistibitle carica, salv~1no il Re, e decidono della vitto-r ia, fondendo così la gloria coll'esercito e guadagnando il primo posto fra le armi combattenti.

Fig. 104 -

Combattimento al ponte di Goito (8 aprile 1848). ·

Fratta,nto l'esercito a,ustl'iaco il 29 mtLggio esce da Verona emuove verso Mantova, nia, passato iil Mincio, si scontra~coi volontàri univensitari toscani a Ourtatone ed a Montanal'a : un pugno di ,r agazzi, come' li chiama Radetsky, i quali, nonostante Ja dispc~rata .resistenza, fiOOO contro &1000, sono sco11:fitti. Il 30 successd.vo l'esercito sardo impegna una battaglia vittoriosa a Goito (fig. 10fl) ed atta.cca la rpiazza forte di Peschiera, che si affretta a, caipitolare; ma il 9 giugno Vicenza, investita da Radetsky, è costretta a:d airrendcrsi ed il 2.3-24-25 luglio l'eserdtoaustriaco batte i piemontesi in una ma.langnrata battaglia a CÙstoza. Questi si ritirl_lno 1,mlla dest.l'a, del Po, · manovra-ndo poi sn


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Mila,no ove allie porte della città il 4-6 agosto si decide l'ultimo disgraziato' combattimento, finito con l'armistizio di Salasco, che ,pone tregua alle operazioni fino al 20 marzo 184H. In detto giorno l'esercito piemontese, riprese le ostilità, passa nuovamente il Ticino, al comando del generale polacco Cza.rnowski, ,e, dopo alcuni insuccessi a Vigevano ccl a Morta,ra, dovuti soprattutto alla rna,n-

Fig, 105 _;, Batta.glia di Pastrengo (30 aprile 1848).

{'anza di coesione fra, i capi, è costretto ~1. ripiegare su Novara,, ove U giorno 23, nei pressi della Bicocca (fig. 107), si <lecidc una, grande battaglia, che finisce, nonostante le irruenti cariche dei lancieri, co11 la vittoria austriaca e la tregua immediata, la quale pone fine a questa prima s{ortunata campagna dell'indipendenza ita.liana,

Rili,ssunti così per sommi capi gli episodi di questa guerra, vediamo come si svolse l'organizzazione isanitairia, Nd [)rimo pe. dodo di avanzata dell'esercito pi·emont.,,se il f<ervizio sanitario funzionò a,bbasfanza, regola1rmente: gli ammalati leggeri seguivano le


-436 truppe, mentire i piq gravi era,no ricoverati negli osp~daJli civili delle località di 1p assaggio, e-0, in mancanza di questi', venivano affidati alle autorità, cornunaJi, che dovevano provvedere alla loro cura. Con convenzione in data 31 marzo 1848, stipulata fra il governo sardo ed il governo provvisorio òi Lombardia, si stabil1 che i militari dell'esercito l])iernontese, malati o feriti, dovessero essero rfooverati negli ospedaili del luogo od in infermerie appositarnente aUestite, coll'obbligo della somministrazione òel - vitto,

Fig. 106 -

Battaglia di Goito (30 maggio 1818).

dei medicinali e deg·li oggetti di medica.tura. La fortezza ,di Alessandria fu destinata come centro di riunione di tutti i militari, dim..essi gua,ri ti dagli ospedali. Disgraziatamente le varie unità mobilita,te entrarono in campagna con una deficienza di mezzi di trasporto dei mala,ti e feriti e di mrLtcriale sanitario, aUa quale fu in 1parte provveduto coll'invio a ciascuno dei 2 COl'Jpi d 'arrnata di 8 ca,rri d'ambuOanza, dota,ti di ceste per medicinali, cassette per amputazioni, sacchi d'ambulanza, materiale di medicatura c'CC. Ma anche questa, dotazio:ne ,s i dimostrò ben presto irnmfficientc, .specialmente nei mezzi di sgombero, si.a come 1p ersonalè che come materia.le; e poichè i


-437 soldati non potevano allon tanarsi d a lla li.Q.ea del fuoco per traSiJWl'tare i feriti, questi giacevano sul campo per p a,r ecc.;h i.o tempo, privi di ogni soccorso. Mla deficienza di biancheria e di materiale da medicazione riparù con .slancio patriottico la cal'ità, cittadina àelle rpoipola zioni lomba,rde, che !l)rocurò un Jargo rjfo1•nimen to di materassi , coperte, lenzuola, tela, hia,nchcria, fasce ee<:. Ed in ogni ceto, dall 'umile popolana alla dama dell 'aristocrazia, vi fu una gara ap:imirr.vole n el ip,reprware filaccic per medicature. Così in ogni c asa, in ogni tugurio le donne con fobbr i.lè lavoro erano inten te a sfilare

}' lg. 107 -

Batta~lia. di Novara (Bicocca, 23 marzo 1849).

il tessuto <lall'ordito di vecchi pannolini, r~cogliendo le :filaccie in p ae<:he tti da offrire in "fono alle autorità, militari pe1· la cura dei f eriti. Come avviene in tutte Je cose, il p assaggio ò alle :fi[aceie al cotone non fu agevole. Già .fin dal novembre 184ò, il Consiglio superiore d i sanità militare dell 'esercito piemon~se ebbe a(l esaminare la IJ)roiposta fatta di sostituire alle filaccie , n ~lk medicature, il cotone cardato. La deciRione fu ch e il cotone cairdat o no11 era, << p iù economico delle :fi] accie >>, c he il su o u so era « sogget to a molti inconveni enti )), ch e solo ipoteva esscJ'e utile, epperò d.a adotta,r e, « nei casi , poco frequf'nt i, <li ulceri atoniche, e nel pdmo periodo deJle ferite con commozione., stnpor'C, cont usione .. .. >>.


-438Ed a questo riguardo, è interessante riesumare un foglietto volante, in data 27 maggio 1848, fatto difltrihuire dal d-ott. Agostino Bertani, direttore dell 'osipedale militare di S. Ambrogio in Milano, alle donne che preparavano al~remente il materialle di medicazione. « Pietose donne che allestite fasce e filaccie per i feriti,. perchè la vostra .o pera di carità riesca più spedita e più 11tile, permettetemi qualche consiglio. · « Non riunite gli orli delle fasce in alcun modo- Togliete anzi ogni cimosa, perd1è si prestino meglio atle diverse circostanze :nè mettete n3,strini ad alcun Ca[)O di. esse, salvo a quelle che destinate 1pel sa,la:sso. Preferite le fasce della altezza di una oncia e mezzo e non oltrepassate ipoi quella di due oncie : di quest'ultima misura Berhate· soltanto le fasce più robuste: la loro ilunghezza sia in generale non più di dodici nè meno di cinque braccia. (( T,a filaccia owlinatela pettina.ndola; raJC.Coglietela, poi ordinata in fascetti non molto grossi, che legherete vicin vicino ad una sola estrf'm}tà.. La fiilaocfa che cade dalla petttnatura. è filaccia rotta, è ottima anch'essa e ma,m la.tela come vi piace. << Perdonate questi a,v vertimenti ad un uomo che cor,re l'ischio di diventare pedantf~ in queste faccer1<.luole, le qua/li pur occupa.no anch'esse ta,nfa pa-rte dei vostri affetti e del vostrò pensiero>>. A . l3EJRTANI.

Per il ricovero dei malati e feriti su] teatro d-ella guérra fu rono impianta.ti 2 ospedali tcr,ritoriali di 1" classe a Bresicia ed 3, Cremona, 2 di 2a clas8e ai! Asnlà, cii a Castiglione delle Sti.viere e 2 di 3a classe a Cerlungo od a Valeggfo, con ipersonalc sanitario e materiaJle provveduto in gran IP31rte da-1 governo provvisorio di Lombardia. Tutti i re1pairti combattenti, che avcvttno gli alloggiamenti sulla destra della st,rada nazionale Verona-Peschiera, inviavano gli ammalati ·a Valeggio, se gravi; a Castiglione delle Stivicre, se meno g,ra,vi. Quelle accampate sulla sinistra ricoveravano gli infermi a Ccrlungo, se g,ràvi; ad Asola gli altri, a mezzo di carri arnlmla,n za,, accompagnati da un medico. In ma•rcia gli ufficiali di sanità. seguiva:no in coda le · truppe colle ambulanze: divisionali.. Gli ammalati '.leggeri venivano lasciati col carreggio, <Jnelli più g,ravi erano raccolti dai carri aiam-


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439-

bulanza e ricoverati negli osipedaJli civili v1cm1ori. Durante il combattimento, i commissari di guerra provvedevano, di comune a(;O()rdo coi rispettivi slati maggiori, alla scelta dei cascinali o di altre località per impiantarvi i posti di medicazione: ed avevano l 'obbligo di registraire tutti i feriti e malati che venivano curati, facendoli poi trasportare coi carri agli ospcda.li rpiù vicini. Detti commissari aveva,n o inoltre l'incwrioo del ,riconoscimento dei morti sul campo e di redigere i relativi iprocessi verbaJli. Questa, somm,<.1,riamente, l'organizza.zione ed il funzionamento dei servizi sanitari nPlla prima. campagna dell'indipendenza italiana, del 1848. P.er qu31nto attenuata con sn<'.ce8Siivi provVPJlimenti, la deficienza di questo importante servizio fu assai sensibile. Nei pdmi sangufoosi fatti d'a,rmi di Santa Lnda, ,e Rpecia1nrnnte rn~lle battaglie. di Goito, Pastrengo, Custm,.a e Milnno, il traSf_porto dei fértti venne a mancare quasi comipletamentc; i chirurghi, ridotti a 3 soli per reggimento, non poteva.n o far fronte · alJ'.enor1ne numero . di feriti ila rnerlicaire e, dovendo Regnire a piP,di i ri.sip~tti'vi 1reiparti; giungevano sul p<lRt,o già stanchi, c<ln scarsa, àota.zionc <li materia.~e di medicazione e falora con ca,ssette chirurgiche in cattivo stato. Si aggiunga a ciò l'insufficiente dotazione di sca,rpe e di carppotti a11e truppe, di temle e di bara(',che di ricovero, la poca, pr<lprietà e cura nella confezi<lne del rancio e la g,ra,nc'le irregolarità, nella distribuzione, il soggiorno in luoghi malarici, l'inclemenza, deJl cielo, le marde forzate : elementi tutli che contribuirono larga,mente ,a d aument,.<.1,r,e lai morhosità. nell'esercit<l mobilitato e ad a,ffollare gli ospedali di nn ingente nnmeiro di infermi, soprattutto ad A1lesi;.1andrfa., Novara e Novi. Occorn·eva-no tempo e calma, per riorganizzare radicalmente il servizio sanita,rio e queste condizioni non si iPoterono raggiungere iii parte che durante l'armistizio. 11 28 novembre 1848 fil a<lottato un in10vo regolamento Rnl ser. vizio sanitario in campagna, che, facenc'lo tesoro dell'ei:iperienza, deill'ultima guerra,, rappresentò . un Il<ltevole progresso nell'<lrganizzazione. flecondo le nuove di8fP·O:sizi<lni, il servizio ,sa,nìtario press9 l'esercito mohilitafo <lov,eva eÀ 'lasere àisimpegnafo medi::Ì;nte stabilimenti espressamente creati, e cioP-: amhufanze destinate a prestare ì_ primi soccorsi a:1, seg·nito delle trnrpl)e ed aissegnate in numero di 2 al quartier generale ed l ad ogni dìvisione; osipe<lali


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tempo,ranei <li linea impiantati a · tergo · e sui :fianchi dell'esercito operante; ospedaH generali allestiti nell'interno del ipaese, pèr raccog11iere i malati e feriti provenienti dai precedenti ospedali; ed ospedali speciali destinati peP la clira, delle malattie infettive, degli scabbiosi, sifilitici e<x:. Ac.canto à queste unità,. espresiSa,mente impia-n tatc, dovevano fnnzionar,e, come stabilimenti sussidiari, gli ospcdaE divisionali, che in caso di gue1,ra nel paese od alle frontiere, potevaJlO essere considerati quali ospedali {li linea; gli osipedali civilli· situati in località vicine all'esercito combattente; i depositi di convtllescenza e gli ospedali delle fortezze. Per quanto ,riguarda, il personale, al gran q ua,r tiere generale erano .stati assegnati: un medico ca.p o, un ehirurgo capo, un farmaicista cwpo, nonchè 11 medici e 24 chirurghi di riscr:va, per copri,rc eventuai]i vacanz.e. Ai quartieri generali (U divisione erano stati destinati: un medico p r incipale, un chirurgo principale, due mP.dici ag·giunti, 1111 chiru_rgo maggiore, 6 clii nwghi u1aggi01·i in seconda cd un farmacista, oltre U TJCrsonalc di riserva per un'ambuh1;n:,,,a. Ad ogni reggimento di fanteria era comandato un chfrurgo maggio-re e ad ogni battaglione un chirurgo maggior·c in 2a; ad ogni ,r eggimento di cava1lerfa un chirurgo maggiore e 2 chirurghi maggiori in 2"; negli alt:r-i c011pi e r ep~1rti tanti chirurghi maggiori in 2\ <]trn.nti erano i battaglioni. Il personale sa,n itario <li a1mbulanza era costituito da un chirurgo capo, da un chirurgo maggiore, da fi <ihfrurghi maggiori in 2\ da un farmacista e da 20 infermieri; essa era formata da una sezione attiva di 3 ca:r,ri qJcr h.ti fanteria e 2 ip cr ]a, cava,}leria e di una sez.ione di riserva presso il qua,r tier generale, e si IPOteva, a seconda del hiisogno, suclcliviòerc in sezioni leggere <l'ambulanza per il servizio d 'a,vangumrdia,. Per il funzionamento .r1eg1i osp<'da1li e delle unità. sa,nitarfo di 2a linea, venne èostituito, con R. D. ,del l6 i;;ettembre 1848, nn corpo d'iiifermieri milita.ri, comprendente uno ~ta.to maggiore e tante comrpagnie, quante erano le dlvh,ioni de:ll'escrdto. Ogni compagnia, della forz.a di l ]uogotenc11te, 3 sottotenenti, 96 gi.'cga-r i infermieri, era suddivisa. in 2 plotoni, 4 squad,re e 8 rnez.7,c s,qua,d,r e. Le squadre,. destina.te presso i corpi combattenti durante; la, battaglia, dovevano iscguke le colonne rper raccoglier e e soccorrere i feriti e adagiadi "in barelle sui car-ri d'amlmlanza. Infine le s<piad,re, co-


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mandate presso gli os,peda1i e le a,mbulanze, attendevano ai va,r i servizi di saJla, cucina, e .p ulizia generale e all'aocompa.gnaruento qei convogli di sgombero. Ma purtr01ppo, a ll'atto 1pratico, questo nuovo regola,mento non potè essere a ttuato che in minima, parte, essendo il Governo occupato e preoccupato <li fanti altri pre{Parat ivi, pei qna1i mancavano in bilancio anche i fondi necessari. D 'altra pa,rte la [We parazione di. tutto il materiaJle sanitario di mobilitazion,e e l 'istn1 zione tecnk.,a del pc,rsonale adde tto ·r ichiedevano un tempo di g1·an 'lunga maggiore di ,quelJo preveduto, .nonostant~ 1~ nlsl'lic11razioni date il 1G fehbra,io J849 dal genera.l e Chiodo, Ministro d e lla gner·ra, alla Camera dei deputati. In un::i, relazione a.lilo stesso :Ministro llella guerra del 24 febbraio 184!) risulta.va inrfa.tti che, d'l->ille lri4 ceste ,per ambnlarnr.a, ordinate, soltanto 60 erano aJl'owline all'iniziD <folla camipagna, oo occorr·eva a,ncora, un mese per alkstil-ne altre 40, e maggior temrpo pc!' le rimanenti. Dei r;o cal"ri d'ambulanza divisionale, ri imli e1•ano sta.ti a,llcstiti e gli altri potevano esseri:! pronti solta,nto dDpo 15 giorni, ma non forniti di tutti gli oggetti in ca;ri,carncnto, nè Ò('-,gli arrn:1,mcn ta,r i , in a.ll<'stiment.o jn F •l 'ancia. TI persona.le poi per il funzionamento di queste unità, sanitarie di visionali, doveva essere costituito da ufficialli meòici, da recluta1·si ir1 g·r an parte fra que]li assegnati ai reggimenti, ove sarehbe1·0 s tati sostituiti con alt,l'i di nuova nomina: ma, ciò non si ipotè attua.r e che in maniera limitata, in modo che la rno,ggior parte dei chirurghi non potè raggiunger.e le proprie òivisioni se non dopo la riti,rata. Avvenne coi;;ì c he, dkhiarata rrnovamente la guerra nel rna rm 184!) ed apipena ini½iat,(' le mitilit:\, <lopo i fatti <l'a•r me di Mortata e di Vigevano, come ebbe a, rife,rirc l'intendente generaJe Montale, non Ri potè disporre di un .sofo carro <l'ambulanza, nè <li rpe1·sonalc medico, nè òi infe1·mieri. Soltanto col ipiet oso concorso <lei' cittad,iui, i 1m ala,ti e foriti poterono avere qualche cura,. Ed anche nella, sera precedente l'infausta battaglia di Novara erano giunte s ul posto soltH.n to le an1bufa.nze della P divisione ed alcuni caRooni. per le aH,re, cd i .pochi ufficin,l i medici presenti non avevano ak,1 ma conosc.;JZa di questo m:i tcl'iaJe, n è del loro caricamf'nto. Si. deve all 'abnegazione ed all 'attività di alcuni medici, mentre ferveva aspra la lotta, J!imp,rovvisazione cli un'amlmlan1r.a n el vU-


-442laggio della .Bioocca, ove furono in breve trasiportati · più di 1000 feriti, che ebbero le prime c ure del caso. Per sottrarli al nemico incalzaJ1te, si dovettero !Poi in fretta sgombemrc ail!la ,rinfusa su ,carri di artiglieria e su veicoli <li requisizione, <lclle più varie forme e <li- · mensiohi e trasferire ,rapidamcnk a Novara. · (luivi nessuna disa;iosizione era .stata <lata per app,re.stare i locali J1ccessari per il ricov{!>ro di tanti foriti e !I.a IJ)Opolazione, presa da ,panioo, si era chiru;a nelle ca-se. '.ruttavia, si deve all 'oscuro eroismo di un esiguo gruppo <'li ufficiali medici, c he si prodigarono per tutta la notte in un lavoro e.stenua,n te, se una gran parte dei feriti ,potè avere le prime ne<:.CSsa,rie cure.

II. -

GummA

DI CRlMIDA

(Ì854·56) .

Il 28 mal'7,o 1854; in seguito all'invasione della Dobrugia per opera dei Ru$;si, provocata dai noti avvenimenti <li · TerTa S:1nt.a circa il non riconoscimento da parte del Sultano -del iprotett-0rato

russo sui. cristiani greci residenti nell'impero ott,-0mano, scoppiò improvvisamente la guerra fra, Russia e Tu.rchia. Francia eò Inghilterra si aJlea,rono a quest'ultima, e le ostilità furono hliziate sul Danubio. l\fa nel settcm bre flf':11 1854, iper le difficoltà, deJle ope· razioni nella Dohrugia, gli a lleati sba,r carono con un corpo di sp<!di7iione nella pe11isola, di Crimea, avendo per obbiettivo ·Sebastopoli, una delle più formiilabili piazze forti d'F,uropa. J)()fpo la vitto. riosa, battaglia d'Alma, l 'assedio si prolungò [)Cr circa, un anno fra difficoltà e diRagi di ogni Rorta, aggravati anche dall'jncle· menza del clima. e òaJ1Jo scoppfa.re <li epidemie fra le truJ>lpe, per cui g1i alleati ,,;ichiesero aiuti n,11 'Anstria, c he li ri.fiutò. Allora l'Jnghiltn·ra si rivol~ al Piemonte, che mis~ a disposizione il suo esercito, a- titollo <li alleanza. Cosi nella primavora. fleil 1855 all'e..;;ercito franco -inglese si aggiunse il corpo di spedizione sardo : questo intoncnto si dovette all 'abile diplomazia, del ministro Ca,· your, il quale ,c~rca,v a, ogni occasione ipcr rialzare dinanzi all'Ruropa, intera il iprestigio della Pah·ia.. E 18.000 nostri soldati, su due òivisioni, al ,coma.n<lo del gcnerfl,le Alfonso Lamarmora, si unirono a~li eS{'<T'citi alleati in Odmea. Le tru~>pe c9là dislocate, dopo appena due meRi, furono ben ipresto colpite ila terribili. cpi<li>mic• cli fobhri ti foiidi e di colera, che fece


-443 gr·ande strage) nè -risparmiò il capo della, S!J.)edizione, maresciallo Saint-Arnàud ed il comandante delle forze inglesi, Lord Raglan. Doipo violentissimi combattimenti, a11rivarono in v1sta di Sebastopoli, che cinsero d'assedio, scava.n do trincee con mine nel terreno •r occioso, f'!otto il tiro 1nint<!r,rotto delle a,rtiglicrie nemiche . Il servizio sanitario negli eserciti alleati, durantAél questa, cam[)agna, fu sufficientemente organizzato, tenendo presente che non . si poteva frure assegnamento sulle 1·isorse 1Jocali: nelle trincee s'impiantarono posti di medicazione sotto tende e baracche, alla meglio riparate

Fig. 108 -

Guerra di Crimea. - Ambulanza da campo francese, sot to tenda.

<l,uàle inteIDJperie e dal tiro ncmioo. Nelle arn bulanze, dislocate a br·eve distanza 'dalla linea del fuoco ed allestite sotto ampie tende (fig. 108), discretamente fornite di materiale chirurgico, di medicazione e di dotazioni di biancheria, venivano traisport ati a braccia, su coperte, su barelle, o s u altri mezzi im1provvisati (Jìg. 109), i fori ti "'. raccolti s ul campo, e quivi era.no sottoposti, se nece.ssal'io, agli interventi d 'urgenza ·: estrazione di col'IPi · estì·anei, legatura di vasi, amputazioni ~c. e quindi sgombP,rati sulle a,mbulanze retrostanti del quartier generale è divisionali.


- 444I>er ile gra.ndi. ampu(.azioni, praticate geucralmente nella proporzione di 2 ogni 12 feriti, quando vi e•ra personale disponibile, si riunivano :l o 4 chirurghi: uno era addetto alla clo1·oformizzazione, che fac-eva allora la sua, ipri:rna. comparsa, ~mi campi di battaglia,, dimostrandosi fin <l'allora un prezioso e<J. indispensabile sussidio chirm·gico, un a ltr-o assicurava l 'emostasi sui vasi , un k ·r?:O manteneva l'a,r to nella 1p r~ritta posfaione ed allontana,ya i tessuti morni ed il quarto operava. Per la somministr.a,zion e

Fig. 109 -

Guerra di Crimea - Tra.sporto di feriti con mezzi improvvieati.

del clorofornùo, si ricorreva a ~pecbli appare<ich"i. o semplk~mente a com1Presi;:e, filaiOCie o spu gne imbevute, che si coll()(!avano sott o le narici d el paziente. M.a era cosa cccezionatlissirna poter disiporN di tanti chirurghi ; anzi si lmncnta,ya, una notevole deficienza di sanitari, tanto che erano sottoiposti ad un immane lavoro; ed in nn sol giorno ne morirono otto per il grave esaurimento. Secondo Baudcns, ispettore <li sanità, su nove fliYi~ioni dell'esercito francese, soltanto cinque erano provviste {li personale . sanitari.o. I feriti, una. vo~ta medi<>.ati , venivano ri.nviati. ai corpi TÌS/pettivi; i giravi erano tra$porta.ti a mezzo <li sedie o lettighe in ferro, someggiate (cacolcts e litièros) s11 m11lL nno 1>er ogni lato (fig. 110),


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445 -

alle ambul a nze djvisionali, e quelli abb.i.sognevoli di cure, che si preslllpponevano òi lunga òur1:1,ta., veniva no senz'altro sgombera ti neg1i ospeclaJi imipiantati fuori (fol tea.tiro d ella guerra. Ogui di\'isi<rne di fanteria , d~lla forza di circa 12000 u omini, era dota ta di f> card d 'ambulanza contenenti materiali di pronto soccor so sufficienti per 2000 me dica zioni. Oltre 'a queste unità sa,· nital'~e cancggiabili, dascnna divi sione di.sponeva di un'ambu la,rn~a J.eggera., detta, volante, costituita <la sei ad Dtto casse romeggiabili. a dorso di mulo e conten enti strumenti elii,rurgici, a pparecchi ed oggetti di medicatura ; essa si poteva far e av,~nzare a nche per vie e sentieri acci<lcntat.i, fin i:ml campo d cll'a,?:;ione.

~'ig. 110 -

Guerra ùi Cri mctt - Trasporto cli feriti

t1n.

aedic e lettighe aomeggia.to.

I carri d'ambulanza, una volta scarieato il materiale sanitario, venivan<i utilizza.ti pe1· lo sgombero dei malati e feriti sullle -q.n ità più dist.a n ti ; e furono a .tale scopo ad-Ottat e anclH! de lle vetture a molle~ capaci di t•rasiportare 4 infermi coricati . e H seduti sul terrazzino anteriore. Nella campagna- d 'Oriente, ,pe1· la deficienza di infermieri e portaferiti, furono a utorizza.ti a nche i musicanti. <lei rrggimen ti ch e si trovavano in linea, e fnrono .scelt i fra i convalescen t i come aiutanti dei giovani diplomati, compresi and1e lettera.ti ed avvocati, i quali contrilw.irono efficacemente ad assicurare i 1I soccorso a i ferit i nei momenti di grn,nde affollamento, shL coll 'a[>plicazione


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di medicature ed appar~hi, sia colla distribuzione dei medicinali e del vitto. Nell'esercito .piemontese le suore della carità erano adibite alla sorveg1lia,nza degli infermieri ed i chirurglii erano coadiuvati da soldati flebotomi: ogni ambulanza disponeva alt,rcsì di un meccanico incadcato della manutenzione degli a rma mentari chirurgici. L'introduzione di nuove armi di precisione e la conseguente sostituzione delle palle eoniche a quelle 1•otonde, e d'altra parte l'aumento considerevole delle grosse boccl1e da fuoco, contribui1rono in questa campa,gna. ad accrescer e notevotlrncnte la gravità delle ferite, producendo grandi òev.astazioni d ei tessuti e f!l'atture comminute. Numerosissime furono le ferite al capo da arma, da fuoco, non molte le lesioni da a rma bianca, frequenti. le ustioni. prodotte dalle esiplosioni dei depositi di munizioni. Si ~ nstatò inol tre che la stagione umida e fredcfa, invernale influiva sfavorevol men te ·Sul decorso deHe lesioni.

In questa. spedizione l'esercito francese, quantunque fosse dotato <li una maggiore q uantità di me7,7,j di tra.sporto, presentò fin daill'tnizio una ,a,1:isoluta deficienza, di personale· sanitario, di guisa che un medico doveva provvedere a.ll'assistenza di ben 320 uomini. Nè fu possibile sostituirli , qnando i~ colera e le febbri tifoidee fecero larga, strage an~he fra,- gli uffici.ali di sanità : basti rico1·dare che ne.Ha <',3,IDi{)agna morirono 81 medici, di c ui 27 òi cole1•a e ri4 di foJ'me tifose. D'aHra pal'te i1I servizio sanitario era completamen te alla diretta di.pendenza dell'intende nza generale, per cui i medici non poteva no esplica,re alcuna infaiativa, .n è a.vere funzioni a utonome: e molt,o di fref)uente gli ordi ni erano emana,tj da. autorità incompetenti. Lo sgombero su Costa.ntinopoli fu fatto a mezzo di 8 navi, ch<" imba,r ca,v ano i feriti ,e malati a Balaclava (:fig. 111) ove erano trasportati su muli dalle varie unità: da Costantinopoli, con altri 12 vapori, venivano [)Oi diretti a Tolone e a .YarsigHa. Ma, durante questi viag!!i. l'intendenza, non aveva l'itenuto necessario l'isola mento dei milita,r i col1piti da malattie infettive, ed i feriti furono costrett i o, giarere a11e rinfusa fra i <';0lerosi, scorbutici, dermotifici e tifm:i. D'altra parte gli ospedali di J'i.serva di Co-


-447stantinopoli non disponeva:no ehe di 10.000 letti assolutamente insufficienti al bisogno, e 1•igm·gitavano di malati e feriti male ricoverati e peggio assistiti e nutriti. · Conseguenza disastrosa di questa di...o:;organizzazionc fn che di 309.268 soldati mobilita.ti, ben 83.375 furono colpiti ·da malattie epidemico-contagiose e soltanto 10.240 morirono in segnifo a lesioni rirportate in guerra. E , per ci ta,rc un eim.mpio, basti accenna.r e che in 10 giorni, dal 21 aJ 31 · lu gilio 1855, nelle nove divhdoni francesi del c011po di .spedizione si eb- · bero 7156 <'afii di colec·n, con 4841 morti. Tn tutta la ca,m[)a,gna i morti

J:o'jg. 111 -

Guerra di Crimea. - Imbarco d ei feriti a. Ilalaclavu..

pe1· colera furoùo ll.H96 e 17.51:> quelli per forme tifoS<!, con untotale di ~lJ ..615 ùcccssi. Il ma,r cscia,llo Saint-A1·naud, avendo da.to libera pratica alle navi provenienti da Gallipoli e òkci..te a Va;r na, ca,riche <li colerosi, foce diffondere ancor niù l'epi<lemia, con Vinca,uto p r·ovvedimen to. Il 25 agosto gli e..w.rcii..i alleati s i imbarC3Jrono per la Crimea, ancora... docimati dall'infezione ed il 20 Rett~mbre nei p,reRsi del1' Alma fu combattuta la storica batt:1,g lia rra, 60.000 russi e 58.000 alleati, con 5o:n ,p erdite da !parte nemka, IHOO delle truppe inglesi e HOO delll e francesi. Do!l)o altri violentii,;simi comhM.tirncnti,


-448il corpo <li spedizione a,rrh'ò in vista di Sebastopoli, !Piazza fortissima, arsena,lc e centi-o della flotta. russa nel mar Nero, llà quale fu cinta. <l 'ru:isedi-0 per ben 135 giorni, scavando trincee con mine nel t erreno ·r occioso :sotto il tiro ininterrotto delle artiglierie nemiche. Durante il ri gido inverno (18°-24° t:,'Otto zero) migliaia di congelat i a lle estremità ingomhrwrono le a mbu1fanze e le unità di rk-0vero già affollate di malati di e.Qller a , febbre tifoide, dissenteria, scorbut o, e che disponevano di tende caJPad di .8-10 uomini e l[)OChissime baracche in l egno. Finalmente il 4 settembre 18:i5 gli esP.or cit i alleati potero no l'aggiungere · le mura di Sebast opoli, che s i rurrese 1'8 successivo dopo fa oocupazione de11a torre di Malakofl', che domina,v a la città. L 'assedio costò 13000 fra morti ~ fe~·iti a.i russi, 2000 agli inglesi, 1500 agli ita1Jiani e 7500 ai francesi. Un maggiore russo !Prigioniero coRì colllruenta,va, il bilancio della, giornata : « Ce n 'est plus une guerre, Illais c'est une boucherie ! ». T>opo la resa òella. piazzaforte, 5000 .feriti .furono ricoverati nelle .24 ore neJl c ambulam,e già, ingombre di 10.500 infermi, dando luogo così allo 8viluppo ·d el teta,no e della cancrena gasosa. A capo ·del servizio sanitatrio dell'eRercito francese fu G~parc Scrive, nato a LiJJla nel 1815, già insegnante di medicina 0tperatoria all a Scuola di ,sanità <li quella citià e direttor e òell'ospedale militare d'A lgeri. Pubblicò nel 1817 a, P arigi la, « .Relat,ion m ediao-chiru,rgicale ·ae la campagne d )Orient >); che ra[)presenta, secondo Armand , m edico· dell'a,mbulanza della g uardia imperiale, la storia medico-amministrativa deJla guer ra . Ricorderem~ anche Chenu, bibliotecario a Val-de-Gràce, già add.etto a.gl i ospooaili di $1gombero di Costantinopoli, il quale racoolse tutto il materiale statistico della guerra d'Orfonte, e dopo un assid110 e paziente lavoro òi ci,rca 3 anni per fo spoglio di oltre ln0.000 .s ch<>éle, pubblicò una completa rela,zione sul servizio ~anita.rio {lelle a.mbulan?'ie e <Jegli osp edali france1-1i, inaugurando così in F.r ancfa la serie degli studi di st atistica sa,nitaria militare.

Anche nell'esercito inglese n serv1z10 sanita.r io lasciò parecchio a desidera•r c, quantunq ue foS8e provveduto di un maggior numero d i medici, in ,ragione di 1 su 135 nomini. Lasciate le ambu-


-449Ia,n~ a. Varna, sul Mar· Ner(), questo corpo di. spedizione aw,u1zò ('.Oil scarso p ~rsona1le sanitari(), 1pochi cofani di. sa-nità e 10 barelle

ipcr ogni.reggimento. Sicchè, d()po la battagl ia d'Alma, la quale durò soltan to 4 01·c e si svilnP1Pò in una. zo11 a molt() limitata, la maggior parte dei feriti a.I calrurc della notte no11 era. stat;:L ancora, soccorsa, e lo sgombero d a.I campo durò pe1· tutto il giorno seguen te, col .c-0n(XH'So dei medici del1la, flotta e di <1nelli dell 'esercito francese . Mattew fu incaricato, come Clrnn u ipcr l'eserdto francese, <lclla relazione ~taiistica del corpo di spedi¼ione; e com p ilarono anche int,eressant,i relazioni Rulla campa,gna Madeoél e di Guthrie. 811 7:382 m orti per ma.Jattia, s i ebbero 4573 mo rti per colera e 21~1 :p er ,dissenteria.

La Ru.s1sia ugualmente entrò in campagna quasi completamente sprovvi sta di medici , quantunque si fosse rivolta a~li Stati Uni.ti d'America ed ~Llla P,1•ustsiu, per avere p e r·son aJe ~anitario in num ~·ro sufficiente. P er ilJ. personaJe infermiere, furono istitniti i f!:lrhe1·s , reclutati fra gli oda,ni di g uorra, col g 1·ado di sergente, i. ,pJ;-1,li fr.. cero ottima 1p rova. D1ll'an t.e l'assedio <]i Reb;:1--,.topoli 11H,1'kono hl·n 382 me,did milita.ri, ~ <lei. 35 inviati d a lla r r nssia, 10 <>addel'O valo1·osamentc sul <.'.ampo. T,o sgombP-ro dei malnti e feriti fu fatto a mezzo ili ca rri 1pesanti, a 4 r uote, ~rovvisti ili ogni mezzo di sospension e, in mmHwo di 500 e fìli anch e di lfiOO al giorno. Lo sg·ombero fu effettu ato s n Symfcropoli ; ma, allorchè il 11cmico nP- tagliò la stra.ila , i1l trasporto dive nne impossibile, e la mortalità, dei malati e· feriti; ammassati in modo deip]o1·evole, raggiun se una cifra spa ventosa. Nel Corpo sanitario ru sso emerge imponPnte la, figura di Nkola Pirogoff. (1810-188'1 ), allievo d ell e scuole di chi>ru,r gia di Berlino e di Gottingen, la.ureatosi nel 1832, considerato come il più emin ente chirm·go del tempo in R11i;;1sia. lì: passata 01·mal an~. st,01·ia la s u a f.rase: << la g uerra non è che un 'epidemia, tra umtLtica )). Partecipò a ttivamen te c-0me c hi,r urgo milita,r c alle campagne d·e l (;a,U<'JHlO del 1847, <ii. {',1•imea , f.ra.nco-prussiana-e russo-turca, iprci~ta.nd-0 se1•vizio pN 14 IDP,f.li in trincP,a, a Seba,'ltopoli ed intr oéln~se in queste gne1·re, <'on sens ihili vantaggi , sotto il iJ)atronato della granduchessa E lena P a vlowna, le inferrniP-re volontarie per l'aRsistcnza d ei ma,Ja,ti e 29

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feriti in un periodo in cui gli ospedali rigurgitavano di informi, e l'eresijpela,, 1l'edema maligno, le piemie, la cancrena nosocomiale facevano grande strage. Fu per 5 a.nni all'univer.sità. di Doripat e quindi venne nominato insegmmte a.U' A(',ca,demia medico-chirurgica, di Pietroburgo; si può ritenere un vero innovatore, ed è rimasto celebre il sno ·m~todo di :1rmputazione osteoplastica del. piede. Pubblicò inoltre nel J 864- a. Lipsfa, nn importante trattato di chkurgia, di guerra, frutto della sua grande esperienza acquisita. su[ caimpo di battaglia, suggerendo l'impianto di grandi ospedali d'iso]a,mento cd utilissimi p•rovvedhnenti 1pPr ![)revenfre e combattere le graNissime mani festa,doni eipidemioo-contagiose. ùi,sciò anche un grande tratta,t o di anatomia topog,rafìca sopra sezioni complete del corpo umano. A titolo di curiosità, i·icorderemo chf durante la guerra di Crimea i soldati francesi e inglesi imipararono dai prigionieri •russi il modo di 1prepa.rare le sigarette, e questo 11so si diffuse in seguit,-0 ra,pi<la,mente in tutta Ruropa.

In ' rnezw a questa, generale disorganirzML½ion'e, il piccolo esercito piemontese rifu[se per la meravigliosa prepawaz.ione del servizio sanitarjo_ A medico in capo del Corpo , di s1pedizione, . per designazione dell'illustre R.ibf',ri, fn nominato il dott. Giovanni Antori.io Coo:nissetti cd a ;nrndif,i capi deUe 2 divisioni fnrono élestinati i dott. Cerale e Testa. Il Comissctti, nato il 12 marzo 1805 a Pc,r,zana Vercellese, fu' il terw presidente del Consiglio superiore ~li Ra,nità militare t-d ill 1primo che raggiunse i più aJti gradi percor- . ,rendo tutta la. regolare ca,r ,r iera.. Entrato in servizio cowc chi rurgo maggiore di 2.a classe nel 1832, riportò una men:r.fone onotevole nella. prima c..amvaigna di in<li1pcn{lenz.a del 1848-49_ · Egli pubblicò una chiara, lucida,, elaborata relazione, sulle eipidcmié di <',Oilera, di fobl>ri tifoidi. di dissenteria, di maia.ria, -di emeralopia e di &""Corbuto che colpirono il corpo di spedizione. Per dare un'idea della modcrn_ità di vedute che , fin da qhei tempi, aveva il Comis,sctti sull'irn:po,rtan:r.a d{'lll'igiene nella collettività militare, basti 1·iiportare quanto .- egli scriveva nella 1prcfazione: << In ogni ternipo si è verificato che il disfaci1mento o la :floriclezza di un esercito dipendono assa,j più dal senno <li chi lo governa e da1l'ìgiene, che non dal ca,n none nemico )).


-451È interessante leggere la storia deJJ'epidemia colerica. e la discussione oritica che fa l'autore sull'origine detll'infezione, dimostrando oon va.Ude a,rgomenta7,ioni che essa non fu importata dall 'Italia, ma che si sviluppò o <la CostantinO!poli coi 1·apporti di vicinanza delle tr04>1pe fra,ncesi, r€(parti deHe quali, iprima dell'imbarco a Tolone, erano giù, stati colpiti da colerina e più tardi erano stati decimati drul morbo nel campo di Maslak, o nelle successive tappe che òovetw fare il Corpo di spedizione, destinato a difesa delle a ltlH'e di Kamava e costretto 1perciò ad accampare in luoghi insalubri. Ed è doveroso qui ricordare quanto scrive il Comissetti, oon geniali e modèrne osservazioni, in rapporto aJ.l'infezione: << In questa, malattia ritengo necoosarfo un germe, senza del quale resterebbe inesplicabile la, manife1:ita7,ione dclJe forme epidemiche del coQera ~i suoi attributi d'indomabile ferocia, i quali sono, da moJti a,n ni 1a di~erazionc del medico e il flagcllo delle na7,ioni. Q"Q.esto gc1'1ne perdò ha. trovato nei nostri .soldati organi digestivi dissestati, indeboliti, preparati dapprima 0011 alimentazione impropria eil ayvci:rsata,; ha incontrato nel clima,, nel suolo tenuLo, ed in tutto ciò che veniamo di segnalare, mc7,7,i tli sviluppo di estension~ e di tenacità. cru<lcli~ima, >h Nonmitantc queste conflideni,zioni, iil Comissetti non credeva IJ)erò al contagio. Tuttavia., al rimpatrio <iellc truppe furono p1·ese misu1·e <li precauzione, colfa Tigorosa pulizia, persona.le e della bian cheria, colla disinfezione degli oggetti letterccc~ e dei pil'osca.:fi . Il colera, com1parso fra 1,e truppe pi,emonteJ,i. sul finire della seconda quindicim~ a.,1 maggio 1855, compì la massima strage ncJla prima metà d el giugno seguente, declinò fino alla forma, !-poradica in luglio, ricompal've limitata.mente in a.gosto e cessò comp letamente in set tembre. Nel solo mese òi giugno fnrono ooJpiti dal morbo 2187 soldatL con 931- morti. In totale si eibhero 2728 ca;i:.i, con 1230 mod,i: fr:t questi H generale di divisione Alessa.ndro Lamarmora, fondatore del 0or,po dei bersaglieri ed il generale di brigata Giorgio Ansaldi. ·Si ebbe·r o inoltre 901 casi di scorbuto, con 12 morti e 647 <li forme tifose, con 184 decessi. E fra, questo imperversa,rc di epidemie, ben 11 medici di batta- { glion.c e di reggimento fecero olocausto della, propria vita 1per saJ- 1 var c quella dei fra.tc11i in a•rmi. Diamo, a titolo d'onore, i nomi di questi pionieri della scienza _e dell'uma nità., morti in terra, stra~ niera di infezione colerica P tifoidea e di tifo esantematico, obliati


-452 ormai dl,lgli uomini e dal tempo: Balestra,, Cerri, Bima, Cbalp , Della FeN'era, Franchini, Gerba,rino, Gr:indis, Lampugnani, Mattina, Ritzu. E d inviamo un ,reverente saluto aJ..la. memoria. del medico <F battaglione Sitlv.ano, ~a,duto il 24 luglio 1855, nelle trincee della batteria Vittoria,, col1Pito da una palla in fronte. _Ricordiamo ancora che all'ospedale dei colerosi di Kurnava, prestò servizio il dottor J:f'dice Baroffio, cl1e assistette con oscuro eroismo oentinaia d'infermi, contraendo eg,li stesso l'infezione; conseguì in seguito la, rneda,glia d'argento al valor milita,re nel]la storica ba.ttaglia di San Martino: Uomo di versatile ingegno, lasciò vasta ed imperitura traccia di sè per nnm erm::e ·memorie scientifiche, fra cui è da ricordarsi quella sull'alimentazione de·l so~ dato e le note di oftalmologi11 e di diott,rica. Come generale medico ispettore capo, introdusse sapienti riforme e miglioramenti nel se-rvizio Ranitario. In questa eampagna, ,si ,ehhe,ro ancora, numerosi casi di emeralopia, e lo Rt·e&-:o clotto1· Comissetti, a, questo proposito, scrive ·nella sua 1,elazione: (( la cattiva alimentazione, unita alle 1prime prove del bivacco, dava facile spiega.zione dt'i dissesti dell'alvo, come puw~ fa posizione -del carn1po sul terr·eno avvallato. 1-lU cui conc,cnt,1·avanHi i raggi sol:n·i e il sistema di attendamento con le tentes-nbri) le quali. lasciavano il soldato esposto aHe influenze del freddo {J dell 'umidità della notte rendevano ragione dell'emeralopia>>. Nella, campagna d'Oriente furono introdotte le tende da ricovero allestite ool sacco da campo dell soldato (te-n(:f!s-tibri o con altri mezzi : tende coniche 111.arq1,iises e,c•c.). Furono scavati anche dei ricove1·i h·inccrati. detti g1.trby, lunghi 7 metri, la-rghi 3 e profondi 2 e mezzo, ,rivestiti di pietre e di rami intrecciati, ricoperti di tel'ra argillosa, con 1m tetto a dop1pio pendio fatto di tavolr e dotato di due .finest-relle p<>r la luce e ventilazione. Questi. mezzi di' ,r icovero nei ,rigiòi inverni fu1·ono però insufficienti a p,roteg-gere le truppe dalle intem1perie e da,l f,rcddo e si cbhcro numerosi casi di assideramenti e congeilamPnti, ai quali si cercò porre rimedio e si riparò in 1parte provveaen do i soldati di mantello con cappuccio e ha.vero (crim,ér,nne), ,cli calzettoni e g11anti di lana,, di g'l1ette cli pelle di montone, di zoocoli ecc. Ri a,g·giunga, a ciò l'aHmentazion<> nniforme, composta. in p,rcva1Pnza di carni salate, con razione insuffici,e11te di vcJ',du,r c fre.sdie, l'abuso di beva nde alcooliche e soiprattntto di rhum, le conclizioni igieniche tutt'altro che soddisfacenti e le gravi fatiche de]fa guerra,, che IJ)Oll'taYono allo 1


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453 -

svilup po di epidemie di scorbuto, di. febbri tifoidee e .soprattutto di colera, la q uale ultima infezione si faceva strada s u bùola.:mente e rapidamente a<l ogni sbarrco di 11uovi contingenti.. D '::t.ltra pa rte le !Paludi della Cerna.ia furono causa dell'insorgere e del diiiondersi fra le t1•nppe di f<.>bbri malariche :. ma questa disastrosa situazione-: pe-renne rnina<?.(;ia a lla salu te deJl soldato, non fiaccò, nè diminuì l 'energia e l 'a-n imosità del ipiccofo c.sereito piernont,~se, che il 16 agosto 1855, pre.d samente aHa Cern aia,, fece prodigi di er ohuno e di valore sostenendo colle tr ulPpe fram:esi l'i mpeto di. 40.000 1·nssi, che 1la,1scia,1·0110 sol c.amlPo oltre 3000 morti, fra cui il genc-ra.le Rr.a d, che dirigeva, l'attacco e 4000 tra fe1·iti e iprig ioniel'i . Così fu lava ta, nel sangue l 'infausta giornata di Novara, realiz'.ilando il . vaticinio di Cavour, inneggia,n te ailla Oajn era « agli a Jlori c he i nostri ~ol{l.ati avr elJbe,ro e-erta.men te argui.stato in Oriente, i. quali (Per l e sodi fut ure d ' ltalia aivrebbero giovato p i~ <li color{.> che c1·edewmo opel'3rne Ja. rigenerazion e con d edama½iim i e (·on ~cl'i ~,t i >>. A dimostrare lai sapiente organizzazione sanitarkl, del Ci0rpo di spedizione italiano, riproduci.a mo nelllc flg. 11~ e 113 l e foto grafie dei 1nodelli di t ende e di baracche-osped.rule, di cui fu dot ato il Corpo di s pedizion e piemontese, ora esist enti ne l museo del Genio in Roma, fatte esegnir,e esiprcssam(mte d a S. E. il generale .Borgatti, benenierHo fondatore e <lfrettore, che vivamen te ,r ingraziamo. ç-on !) di queste hara.<.:che fu allei-tito s ulle alture di. Uruladava un ospedale della ca,pacitài <li 500 letti, ciascnno e-0n pagliericcio e ma terasso , cd nn }tltro fo eretto aJla mm•jna . Dopo t1•e ,(Juairti <li secolo questi im1p ia,nti possono r eggci·e a.neon~ aJ. confronto con quelil i ,f atti nelle 11ltim€ guerre. 1

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III.

~ soco:--nA CAMPAGNA I>JlJLL ' I NDIPE.NDEN½A ITALIANA

(1859).

Nel 1·icevimento di Capoda,nno df'Jl 1859 a P a rigi , Napoleon e llI, rispondendo agli a ng11ri del Corp,o diplomatico, fece ('-Omprendere a1ll'am1Jasciato1·e ·<l'Austria barone Hiibner , che avrebbe c,onsld erata l 'h1vasione del Piemonte come un c ri811,s belli. l)ochi giorni dopo, il 10 gennaio, Vittorio Emanuele Il, inaugura,ndo .a 'l'o1·ino la sessione del Pa1rlamcnto, pronunciava le me morabili :parole: << Mentre risiPcttiamo i tratta ti , non sia.mo insensibili al grido di dolore, che ù a tante p rwti d 'Italia si lev¾\i verso di noi».


La situazione veniva così ad agg·ravarsi, come del r~to era negli intendimenti di Cavour, il quale seppe in questa, circostanza agire con tanta abillità diplomatica, ehe l'Austria commise il gravissimo èrrore di jntimare il 22 a-prìle al Piemonte il disarmo e Jo scioglimento dei corpi volonta!ri in 24 ore. Re Vittorio naturalmente rifiutò, e l'Aus tria, 1passato il 'l'icino, invase senz'alko· il Nova11.'ese già · alfagato a scotpo difensivo : così la, sooonda guer,1·a dell'indi!Pendenza ita.liana fu iniziata. :Fedele ai patti di allleanza, Napoleone ITI, contro ogni opposizione pairlamentr1,re e contro l'opinione della Corte ,<ltesim., d~isc-~ l'allea,nza con l'Italia, ed inviò sei -conpi d'a,rmata su 15 divisioni in Italia, pairte per il M,oncenisio e ,parte iper via di maire, con sbarco a Genova ·e a l.,ivorno. L'esercito sa1~do, completamente riordinati i suoi servizi logistici in pieno assetto, si costituì, con 56.000 uomh1i, 4000 cavaUi e 114 bocche da fuoco, 1,u dnque divisioni di fanteria ed mm, di cavalleria, a,l comando del H:e Vittorio J'jma,nu,ele II, e si radunò fra Casale ed AJ.esHarnlria iT1 attesa deg·li a,l lrati francesi, che giunooro pe1· le linee forrovia,r ie di Srn,a ,e di Genova. L'eserdto a,u striaco, sempr e eg,regiafoente addestrato , era. agli ordini del J1Hl,1 ·esdallo Giulay. . Nell'es-ercito sa~do l'organiz7..azione ,dr,11 servizio sanitario per la campagna del 18o9 fu comlJ)iuta, sulle direttive del rego:J.a,mcnto approvato in data del 23 aprile cfoJ1Io stesso anno. L'organico del Corpo sanitairio milita.r e era allora di 133 me.<lid, assimilati ai. gradi mil ita,ri come &eg·ne : ipresidente d·el Oonsiglio superiore a colonnello; · medico ea.po a luogotenente colonnello; medico divisionale a ma,ggiore; medico d i reggimento a capitano; medico di battaglione a lnogot·enente e medico aggiunto . a sottotenente. Di regola, i medici divisionali e i medici aggiunti presta.va.no servizio agli osp~clali, gli a.ltri ,erano addetti ai nol'lpi e reiparti. L'intPndenza d,ell 'esercito 1pot~va dispor,r e: di ambu'lanze al seguito delle truppe in line..a; cli ospedali tempoira,nei imipiantati sulle retrovie; di ospedali tnTitor:iali e di deipositi di convalescenza. Le ambula,m,e éano distinte in: a) rlivisfona1i (di fanteria, d.i caval1cria, da. montagna.) . in. ragiorn? di una per ciascuna ,divisioné ed una per il g·r an qua,rtiere genoralc. Quelle di fanteria; erano dota.te di 5 cassoni cont,encnti ma.tedaH di medicazione, me.dicina1li ed attrezzi occorrenti per un mipedal<' tempora.neo di ·300


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Fig, 112 - Gnerrn di Crimea • Modello di tenda.-ospeda,le del Corpo di spedizione piemontese. (.Mnseo del Genio, Roma).

Fig. 113 -

Guerm · di Crimea - Modello di baracca-ospedale del Corpo di spedizione piemonteRe. (Museo del Genio, Roma).


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letti e per 14000 medicature, e di 5 vetture d'ambulaJ1za trainate da 4 cavalli (quelle di cavalleria di due soli cassoni); più ai 20 cac-0lets a se<:lia e 10 a lettiga someggiabili, 2G barelle ed 1 car,ro ù,e! treno per il brw,;1porto del bagaglio; b) reggimentali J assegnate in numero di 2-4 rper ogni rcggimentù di fanteria e <li 1 per ogni reggimento di cavaJile'r fa e battaglione tiersagHeri e fornite di una · coJ)!pia cofani di ,s:a,nitài someggiabili; e) lU battagl·ioneJ distribuite in p1·oporzi0Ìle di 1 per ogni ba.ttag·lione di fanteria di Hnea, e di ber,saglieri e di 2 ,per ogni reggimento di citva1lerfa. I mezzi di trasporto era.no fonti ti dal treno di ru~nu1ta. , Tutte queste ambulan,-,e, meno quelle di monta,g na; furono mobilitate prima del maggio 185!) : ma. ai reggimenti fu a ssegna.ta, nn_a sola amhu lanza. Ogni ambula,fiza, era eostituita da. l medico divisionale, 3 medici di ,reggimento, 1 me{lico di battaglione, 5 medici a,g giunti, 1 ·farmacista, 1 ufficiale d'amminisl1·azione ·e 18 uomini di t,ruppa. Ad ogni reggi mento di linea, erano assegnati l medico reggimentak e 4 di battaglione; a{l ogni battaglione di bm·saglie.ri l medico di battag lione e<l iLl r·eg-gimento di cavalleria, I medico di reggi mento o di mez7,0 reggimento. Gili ospedali temporanei erano allestiti, Re{'.o mlo le necessità, con materiale di caserma.ggio prelevato da,i magazzini militad loeali. A i Cacciatori deltl e Alpi , costituiti dal co1ipo di V<)lontari, a.1 coma,ndo del generale Giuseppe Garihaldi e facenti ip.a,rte dell 'csc-rcito regolare assieme ai Cacciatori ,rlrgli Aippcnnini, della Magra ed alla divisione toscana, fn ass·egnafa, un iambulanza., diretta da.} dott. Agostino Bertani, che ebbe il grado di maggiore, e formata . d::i, medici e chirnrgl1i volon tari, con arma,mentario di loro p,rop,rictà,. Era inoltre dotata di cofani e zaini di .StHtità: pf'r il 1nateriale di medkatnl'a. sopperivano ad esuberanza le offe1·te private. A ripara,re alla. deficienza d,ei q.u adri del personale sa,n itario, il 24 marzo 18fi9 fu indetto un concorso per esame per ]a nomina di medici militari aggiunti, ed il 26 a,prile seguente fu emanato nn decret<> ·1pf\r Pan1.missione nell'es1. rcito, per tutta h <lnrata della guer ra, cl_i medici e ,chir11ra-hi ('ivili, come ~ià si era fatto iprn· la <:arnpagna di Crimea : per tn]e provvedimento, fu posi,:ihile di 3.rY<'·r c a di.s:pm:ir.ionc nc,l mese s11coessivò il personale sanita.rio ncc<'Ssa,r io rner n servizio delle arnh1lanzr. oltr,e 40 rnedid in 1più _dell'organko ipe1· l'impianto e funziourunento di ospedali di 1·ise-rva. Con a ltro successivo decreto ckll'Jl g·iugn(), ,i;d dov-ettl~ aumenta-rP- ancora l'organico cl·el persona.le sanita,rio a,ddet.to ai vari 1

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corpi e reparti, ,"ssendo riFmltato insnflìdente nel periodo dellle operazioni iuiziali, iper l'aumento ,consider,evole dei malati e feriti. I mezzi ,provvisti dall'intendenza e dalla geuerosità, dei citta dini furono nel 1primo periodo dcJJa campagna ;;;uffidenti ai bisogni, quantunque solamente nel mese di 1lnglio fosse stata clistri-. buita ai reggimenti. la seconda ambulanza prescl'itta dalle dotazioni <li guerra. Qualche _1nanchcvolc,r,za, fu rilevata nella dislocazione delle arnbulanze divisionali, tanto nelle colonne di ma,1·cia ehc durante i combattimenti, dovuta alt]a circostanza d1e i ~api di stato nu1,ggio1'€ delle divisioni non sernpre dirno-stl•a ,rono la, <>11ra snffici,ente ed i1 ·dovuto interessamento per questo servizio, posto a1la dipendenza dei]l'intendenza, e non ,d,e]lp autorità srlnitaric militari . L'assisttmza .sanitaria, ebbe inve<X· largo sviluppo nelle retrovie, e 1u·ovvìJle non solo ai bisogni dell'esercito sardo, ma anche a, (Jllf,lli <le:l COI'pO di SJWdizioue fra.nceRe, che, COllle VCdl'PIUO, la~ia,Va mo1to a, d,e sicfora,r e per personale e per materiale. Nei 1prim1 giorni della guena gli aUea,t i poterono . utiJizzare i 4fi os1pedaJi militari e civili. già esistenti n el t erritorio ed altd aHest.iti per l'oecasiouc; fra questi, G ospedali cln, 4000 :Jctti tt Genova, 3 da 1700 letti a 'l'orino, e 5 da 2000 letti in Alessa,ndria.. Do!J.)o alcuni s,rontri a Frassinetto, (l-roppello, l'iinasco cd a Valenza, il 20 maggio 1859, squadroni di cavallflria, piemontesi ed mia divisione francese mossero all'attacco òi lvfontehello, conteso accanitamente dal nei.nico, che aveva, [Passato il Po co11 70000 uomini per raggiunge1·e Voghera; e dOIJ)O ca,riche irruenti dei lancieri e furioso c,omhattimento c-orpo a corpo, ne furono vincitori. Oosì. a Vinzaglio iìl 30 maggio e nei pressi di Palestro il gio,rno seguente si oornbattè un'a.ltra gloriosa, battaglia, (fig. 114), che durò tre giorni> con nn memol'abile attacco aUa haiohetta delht brigata Hegina: la sorte sembrò da[Pprim~~ sfavor,evole a-i Piemontesi, che primi avevano attaccato, mrl q ua,n do un ,reg-girnento di zuavi f.rancesi giunse in f)iuto dei pericolanti, Vittorio }!jrnanuele, dopo di a,v er assicurato il ]oro colohnello , Chabron, di non temere perc4i\ · !:ml campo vi era gloria per tutti, se ne pose acrla testa, P compi,è. prodigi di valorf'. Cos'ì, trascirrnndo all'entusiasmo gli znavL che, vedendolo sempre ove più gra,nde era il pericolo, esolamarono : << Oh ce boug1;e de ,roi, c'est le roi dcs zouaves ! )) e lo accla,°m arono loro caipo,rale, la vitto,ria an·ise definitivamente agli


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alleati, con il ripiegamenkl sulla sinistra del Ticino e .la ·perdita di 15000 uomini da parte del nemico. B fu tale l'ingombro sui ponti del fiume, che si fu costretti a rinunciare al 1pa,ssa,ggio delle · ambulanze, e si videro i modici obbligati a guada-re il fiume a cavallo per portar soccorso ai feriti. Successivamente, il 4 giugno si combattè a Magenta un alt,ro memorando soontro (fig. 115), -che dm·ò dalila mattina à-l la sera, ma anche questa volta gli Au8triad furon? sconfitti, lasciando s ul

Fig. 11<1- - . Hattaglia di Palestro CH maggio 1859).

campo 10000 nomini fra morti e feriti e 7000 prigionier·i; ed il giorno successivo Vittorio Emanuele II e Napoleone · nr entrarono trionfalmente in Mihrno fra le acclamazioni frenetiche di tutta la popolàzione, ment,r e Garibaldi, che si rra battuto valorosamente col Corpo volontaTi Cacciatori delle Alpi, faceva il suo ingresso in Bergamo, e gli A ustriad si ritira;vano ancora sul Mincio. Dopo . questa, battaglia, i malati e i feriti furono sgombrati su Vercelli e ricoverati nell'ospedale civile ed in ospedali di ri serva, all'uopo allestiti assai convenientemente. Il chkurgo Larghi fece in questa drco1stanz.a 11c [J)rime aipplicaz.ioui sui feriti della ca,ntPrizz.azione colla, pietra infernale, dimostrandosene convinto


-459 fautore, poichè a.v eva potuto constata,re che con tale metodo s1 r iusciva a diminuire notevolmente ila cancrena nosocomia,l e, la quale aveva fatta già la sua com1parsa, spt>eialmente negli ospedali im,piantati forzatamente in vecchie chiese umide, mal ventilate cd inverosimilmdnte ingo,mbr•e. Per comhattere la c...1increna si sperimentò anche ' l'applicazione ,dj un topico a base di coaltar e di gesso, che era stato caildamente racieoman<lato da1 · celebre Vel peau. P.er l'anestesia nelle operazioni si ,ricorse al c1oroformio, già

Fig. 115 -

Battaglia di Magenta (4 giugno 1859).

sperimentato nella JPrccooente ca,mpagna di Crimea, od all'etere, oppure a miscele di etere e di cloroformio. Quando g'li aUeati entrarono vincitori in Milano, vi trovwrono 8 ospedali, della caipacità, compilessiva di 700 letti , e l'intendenza generale dal 6 al 24 giugno ne impia,n tò altri 18 porta.u do a 20000 i1 numero dei letti. Ed a Brescia, dove. esisteva un .-iolo osipedaJ.e, gli al'1e..ati ne allestirono dopo il 13 giugno altri 38, con una di siponibi.Oità totale di 8812 po.~ti letto. Per il V Corpo d 'a,rmata e le truppe toscane vennf>ro allestiti ospedali di G52 lett..i a, Livorno, di 300 a. Firenze, 500 a Pi~toia, e 300 a, Lucca : per i ea,eciatori delle Alipi ne furono costituiti- altri a, Sondrio, a: "l'il'a no, e a Bor·-


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mio. Allo s,copo infine di .sfollare questii ORiJ)edali, a,l la metà <li giugno furono istituiti speda1i depositi di convaJescenza ad Ales 1.ancki~l, a, 1\fom·.a, a Pavia cd a PiacenztL: complessivamente, fu rono impi::mtati 258 sta,billimenti sanitari. Nelfo giornate di combattimento fu invece lamentata la d eficienza dei me:1.zi di traRiporto : lo sgomb<~ro dei feriti dal camipo di battaglia si esegui a mezzo cli a,mbuJanze 1\ di carri di ,requisizione, e nelle retrovie furono ntilizzate Je linee ferroviarie co11 hnpia,n to ,di posti di .soccorso nelle stazioni_ nura-n te <1nesta campagna i treni ospedali fecero per la prima volta la loro comparsa iu mi.<sura 1Jimitata nei s ervizi ,s ani twri cli guerra, dimmitrando- ìiu

:Fig. 116 -

Battaglia di S. Martino (24 giugno 1859).

d'allora, i grandi ed inoontest[tbili vantaggi di questo comodo e rapido mezzo di trasporto. I feriti del combattimento di Mont,eheÌ]o furono fa-asportati a Voghera ed i meno gravi ad Alessandria ·ed a, Genova: quelli delle battaglie di Palestro, Vinzaglio e Confienza furono inviati a Vei,celli, ove furono impiantati due osipedali di 500 letti. T fe riti di Magenta vennero sgomberati, parte su Novara, ove si alle,stirono 6 ospedali, della cornlJ)lessiva capacità di 2f>OO letti e parte su Milano. Dopo la vittoria <li Melegnano dcll'S giugno, il'nltirna g,r ande battaglia avvenne sulle a.Jtnil'e di S. Ma,rtino (fìg. 116) ,e di Sol forino (fig. 117) il 24- successivo. Alla testa degli Austriaci era


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lo .stes,so imperatore l!'rancesco Giuseppe: i Piemontesi erano schierati nei :p ressi di S. Martino e i Francesi a Solferino. Ambedue le alture erano occupate dagli Austriad, ma <lall'lma e dal.l'altra dovettero sgomberare e ht vittoria fu completa per gli eserciti alleati. <e Quando il Re Vittorio Emanuele, scrisse Gabriele D'Annunzio in un memorando meRsaggio commemorante i nostri caduti della grande gior·nata, diede il segno deill'ultimo assa1to, i nostri battaglioni gitta.1·0110 gli ,,;aini ed assa.Iirono gli avversari. comendo

J<'ig. 117 -

Ilattaglia di Solferino (24 giugno 1859).

di gran lena, come avevano fatto gli opliti di A tP,ne e di Pia.tea. Com'essi, amarono il ferro, che del coraggio è il compagno più fido. Furono [>ari .a.Ila bufera che balenava e tremava sul loro impeto. Il grklo di S. !Martino,' ne' secoli de' socoli, è a1lto come il peana - di -Maratona >>. Ma Na,poleone III, pe,r la minaccia della, Prussia sul _Reno e l'occulto lavorio diplomatico in ]trancia, fu costretto à SOS!J)endere le 1.isti-l itù, e ad a(':,crttare 13, p:::ici:>, firmat:::i, 1'11 luglio ~1 Villa.franca, jper ila, quale Ja Lombardia si univa al Piemonte e Nizza, e Savoia erano in compenso ceduti:> alla Francia. Cosi ebbe fine la Sf'JCOnda campagna dell'indipendenza, ita.IiaIJa. Nella storica giornata di S. M:::i,rtino il numero dei colpiti nel-


-462l'esercito sardo fu ingentissimo in .relazione ai mezzi disponibili di soccorso e di trasporto. Per tutto il giorno e per tutta la notte, e anche nella giornata, segnente, .fu mi continuo sgombero di feriti con i più svariati mezzi di trasporto regolamentawi e di requisizione (fig. 118) : ciò nono.stante, la sera del] 25 numerosissimi caduti giacevano ancora nelle cascine attorno a Lona,t o, Rivoltella, e Desenzano : e ciò, oltre che per la deficienza di veicoli, anche per un violento uraga no che imperversò per oltre tre ore. I fm·iti della battaglia di S. Martino e Solferino furono tra-s.portati a Des,enzano e successivamente a Brescia, Bergamo e Mila.no: dopo qnrAqta, memoranda. battaglia, dato l'ingente numero dei

Fig. 118 -

Campagna del 1859 - Sedie da rnnlo per trasporto dei feriti.

colpiti, non essendo gli osipedaJJi più sufficienti al rfoove ro, furono im[liantatc infermerie reggimentaJi 1por gli ammalati leggeri. La carità p rivata venne poi largamente in aiuto all'intendenzà, fornendo materiali e locali. In To,rino si formò inoltre un comitato per facilita.r e le cure balneo-termaY ai militari resi invalidi. Il medico capo dell'esercito sardo, dott. Comissetti, n-0lla sua relazione al Ministro della gtrnrra sul funziona,mento del servizio sanitario a S. Martino, dopo avere esaltato lo 7.elo, l'operosità e l'intelligenza .spiegata dal ipc,rsonale dipendente nell'assistenza e tl'asporto dei fe-riti, riferisce snlle enormi di:fficoiltà incontrate nei


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servrn1 <li sgombero sipeicialmente a Desenzano, ove si dovette,ro utilizzare per il ricovero, oltre l'ospeda:le, a,n che il collegio, l'oratorio, la dogana, il teatro è le case p,rospicienti la, strada; dapprima si potè mmfruire di letti, 1poi di ipagliericci, poi dellla, paglia: . ed anche questa, venne ben presto a mancare. E si deve allo spirito patriottico ed mnanifa.rio di ~1uella popolazione, se tutti i feriti poterono aver,~ le prime indispensabili cure. Per le benemerenze acquista.te dura-nte la camipagna il medico in capo Comissetti fu insignito della croce di ufficiale dell'ordine militare di Savoia,; i medici di prima dasse Cerale e Ma,na,y,ra ed i medici divisiona]i Vafaena ed Arena furono decora.ti della croce di cavalie,re deHo stes,so ordine. Per quanto rign;u·<la, la, morbosità,, dal maggio 1859 al maggio 1860 1<ii manifestarono 6835 casi di febbri rko1·renti. con nna mormlità corrispondente al 0,52%, 4100 casi <li diairrca e di dissenteri:t col, 0,24% di decessi, 1622 casi di febbri malariche col 0,47%, 389 di fehbri tifoidi col 30% ,e 2168 casi di altre ,m alattie col 2-,90%.

Anche il servizio sanitario presso l'a,rmafa f.rancese nella hat . taglia, di Solferino; 1si compì attraverso a, gra,v i <lifììc<lltà, per la deficienza, di. 1pe1·sonale e di matel'iali : infatti, sopra una forza di rno.ooo uomini, disponevr1 soltanto di 132 ufficiali medici .effettivi, doè meno di 1 su 1000 combattenti. Med_ko in ca;p o dell'armata francese fu lp1polito La1-re:y, figli{) rlel celehre Domenico, che per 25 anni aveva, preso parte come chirurgo milita,re a, tutte le campagne intraprese dalla F1'ancia. Egli fu forvido sostenitore di questi due principi: conservare e sgomheraire. All'Ùmbulanza <l.cl g·,ran qna,1·tiere generale , ove si praticavano le O[H~raz~oni più i mpo1·tanti, il . me,clko capo aveva, ~1 sua disposi zione soltanto 5 assistenti, dei quaili 2 o 3 dopo le azfoni dovevano essere distolti per il servizio· di sgombero . Dopo un mese e mezzo . dall'entrata in c ampagna, a.i 1ncdici ad<lctti alle ambulanze divisionali non era ancora stato ass,egnato il ca.vallo, e dovevano ipetl'· ciò peçco1Te1,e a ipiedi lunghe distanze o ridursi ad es.sere traspor, tati e .-:ha,lfottati sui car,ri, con grande disagio ed inutile SIJ)reco di energie. Ogni unità, non disponeva, al massimo, che di quattro sani tari, e molti ,r eggimenti erano privi del medico : a,nche il pe,r.sonaJle sanitario suha.lterno e (JneJlo d 'a,ssistem:a era o,ltremo<1o deficiente.


-464l>ue c hir urghi ad<lctti ad. una di queste ambulanze per l'ènorme lavoro dj operazioni e di. medicatu·re, esauriti d alla stanchezza, furono ool t i da lipotimia ed ohhliga,ti ad assoluto riposo per parecchie settimane. Le amhulanr,e eran o por ]o l[)iù impiant~te n elle fattor ie e ne11le case; e molle volte, per manca,nza, <l i locali, anch e a ll'aria a p,erta,, all'omh!·u. di a lberi : ma la scort:a di ma,teriaie chirurgico e d i medica1.ione, di ba,r elle, di sedie-lettighe e di c01pcr te era a ddirittura irrisoria. l>a Castigli one delle Stiviere, <>ve n e1Ua.: sol a chiesa maggio-re giacevano olt,r e @O sòl<l.ati a llu, ,rin fmia, i feriti dovevano esser e trasportati n egli ospedali di riser va <li Br~ ia-, {] i C1•emona, e di Milano, ma,, avendo il nernioo fatto razzìa sul l)JOSL<> di tutti i veicoli. disponibili, si fu cootretti per la, mancamm, di mcz:,;i <li sgornbc,1'0, a t r attenere i feriti :m[ posto ed a corica,rli s ulla paglia n ei c ortili e perfino n eJle piazze e nelle -vi e ove si erano improvvisati con tele e tavole dei ricoveri per ripa,r arli alquanto da l sole e d a.Ue intemperie _ È ùov<>,r oso infi n~ rkonosccre la ge.ue1·osa P. spontanf'a cooJH~razionc òelle [}Opolazi<mi del luop;o durante questa (',ampagna . Le famiglie più agiate si 11-,ro-digal'ono nclJl'a"'.coglierc nelle loro case malati e feriti, cd anche le 1popolan~ facevn no a, gara n el p r estare i loro m<)(l~_.<sti a,iut i : e 1per:fino i ra.guzzi co1·revano, con la vi vacità propria dell'età, a riempit~c alle fon ti le secchie e i bi<loni <.l'~cqua per dissetare gli infermi e i foriti. S i disponf'va di una grande quan tità di fil accie, ma le dotazioni cli fa.scie e <li biancheria, sp ecialmente negli ultimi i;;.r,ontri, furono inadegua te al bisogno, ed anche per quPsto provvide !l'offerta- privat a, come sempre, g,enerosamente. Anche il materfale <?hi,rm·gic-o e fa rmaceutico s i ~mostrò insuffici.C11te fin d a-ll'i nizio <'!elle ost.ilW\, : è da rj]eva1•e però c he nel porto di Ge n ova, alla. fine dell a, campagna, Ri dov<>tt~ nuovamente imbarca,r e una ,g·rande quantit ù, di materiale sanitario in ca~e non a,n cora- a1perte, iJ -che dim0'8tra la dPfidente organi:,;zazioric dei servizi sanitari. Jn mancan ½a, di carri d 'a,mhul:-m za, si •r icorse ai ca,rri agricoli del lllop;o. c he e rano trw;;dnati ila lmoi e- fofn'iti -d i uno l'.tr ato <li paglia o ili fie no "' •r i pa r ati dal i:iole a mP:,;zo di rami <l'albero iritre<'dati, sui qunli Pl'a stata- òist{'sa una tefa-; inoltre si fu costretti a costrui1'c h:-wellP s11l posto <'On me:,;:,;i improvvisat.i e ò e-lle forme più s variatP. F, }p popola.:,;ioni lun~o il pereorF.;O con entusiasmo ammirevole si molti1p lica1·ono n{:'ll' offrire viveri <li ronforto


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e oggetti di medicatura. .Secondo il Dclorrnc; la fine ,r a,pida ed imprevista deJlle osti1ità salvò una situair,ione già, comp,romessç1,. Con un sistema di sgombero ad oltranza, messo in pratica senza metodi, con un'<1rganizzazione di ospedali e di ambulanze difettosa,, non si aveva _il diritto <li esigere dalla chirurgia dei brilla,n ti 'ri.sultati. Questa, campag1ia. del LS59, secondo l'illustre chirurgo, è riuscita a dimostrare la p011niciosa influenza che può esercitare nella, ·p ratica, ·della, cltirurgia degli eserciti un'irrazionale organizzaizione san~taria millita,rc, àna -di.[)<:mdenza di clementi.amminis,t rativi non tecnici. Berthera.nd, medico in ca,po addetto all'am~nlanza, del gr~n quartier genera.le imperiale) pubblicò nel 18(i0 allcune lettere.· intcressa,nti sulla campagna del 1859, ,riportando una casistica; di lfi.!)07 foriti vh::ita.ti in eletta unità. ·Hourier, addetto all'ospedale di ' riRerva di Cremona,, ebbe occasione <li curare do1po la, hattil,glia,; dì RoJferino 284-0 fe1·iti ,e diede alla stampa nel 1863 a Pa,rigi una memoria sui casi più importanti osserva.ti. Chenu, ,come per fa guerra di Orimea, compilò una volurnin<>sai statistica- sanita,r ia, dalla -q uale risu1Ita che duninte la, campagn;-1, i ·F ,rancesi ebbero 25~6 morti e 17.054: feriti, i Piemontesi 1oro caduti sul carnrpo, 4822 foriti e 1268 di5-:persi, gli Am;triaci M'l6 mm·ti, 26.149 feriti -e 17.306 dispersi. Le perdite ma,ggiÒri nP:l ca-mp-o nemico sono dovute, secondo l'autore, ·alla, velocità suipe1·iore dei proicWli m:ati dalle t1rnp1pe aJllea,tè. Riporta inDltre numerosi casi di tetano manjfestatisi 81l)edalmente chiese riaotte a.a ospedali f' di ca!tcrena nosocomiale, insqrta iìellc .. ... . .. con ~)articolare vir'IJlen,r.a, n ei feriti austriaci. Pc_r quai1to r igua:rda ·1a, mori.}osità, dal ~naggio 1859 al maggio 18()0 si maniil'ei:;faron{! G8~5 ca.si di febbri ,ricorrenti, ~on una mo1't~lità, corrisipo!1,q entç aJ O,f>2%, 4100_ca.si <li dia1:rea e di dissenteria col 0,~4% di decessi, · 16~2 easi di febl)I'i mala,r ichc col 0,47%, 389 di febbri tifoidi col ~0% e 2168 casj di aJltrc malattie cOll 2,90%. ~ Anche l'ese;rcito :;i,ustria,ço, nonostante dis1po~1esse di una,,. comp_ag:n.ia .di sanità,,_ di 240 uo:rni1,1i con 40 barelle pe,r. ogni col'IJ),a 9'armata,. ver._la ll)an~anza di autorn;@ia ,e d,i un'unica dkezione san~taria ebbe .un'organizza,zione inRnffidf'nte, che si può ;sintetizzare i_n qu~Rt,e, c_ifre : . 4620 mo-rti per JerHc e 40. 7-60 . per malattia, fra cui prodoìrrinarnno le. forme tifose. e la dissenteria . .... . .. i. J;,a .battagliadi S. Martino e·Soilferilw, come R_i -1è detto, fu com ~

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-466battuta il 24 giugno 1859 in una delle giornate più lunghe dell'anno, che fu anche delle più afose e durò oltre 15 ore. Su una, faxmte di drca 5 km., oppi·essi da un caldo soffoca,nte, si :Schierarono circa 300.000 uomini, la maggior 1parte dei quali non aveva preso cibo dal dì precedente. La divisione di Autremare ebbe a registrare in un solo giorno di marcia oltre 2000 ammalati, una g,ra.n parte dei quali colpiti da insO!lazione: durante il solo passaggio del !Mincio si ebbero a deplorare ;26 morti. Per tre giorni e tre notti di seguito solda,ti iportaferiti e contadini del luogo .si moltiiPlicarono a raccogliere i caduti sul campo, ma moltissimi. rimasero nascosti nei fossati, nelle siepi, fra J.e accidentftlità del terreno. E due giorni dopo la battaglia, ogni chirurgo aveva ancol'a più di. nOO feriti da metlicare: financo i caffè e le osterie si dovettero tra,sforrn:;i.r e in posti di pronto soccorso. La.situazione fu resa ancora più grave a, Castiglione delle Stiviere da un panico improcvviso che assaJlì la, popolazione, avendo scambiato una colonna di prigionieri ausl;riaci dirigentesi vei~AO il ,paese, :per una ,l'ipresa offensiva del. nemico. Si provocò così una pazza fuga., e gli abitanti si. a.l lontana,r ono in disordine abbandonando, cal1pcsta-ndo i fc.1·iti, a.i1cl1'cssi terrorizzati per l'imiJ)ossibilità di cercare una via di sca.mpo qualsiasi. Il grande filantropo Rnrico Dunant, ginevrino, partecipò alla campagna del 1859 e fu ~pettatore impotente dell'impressionante spettacolo del for?:.ato a-b bandono dei feriti sul campo di battaglia, nonostante che egli i;:;tR.sso avesse riconosciuto che in nessuna guerra · <~d in .nessun secollo Ri era- visto maggiore premura e mag·giore slancio di carità. E .raccolf.ie le sue impre..Bsioni di guerra in. un famof.o libro : << Un souvenir de Solférino >>, che [)Ubblicò tre anni do.po ed ebbe larg·hisshna diffrndone, tanto da, costituire una, fer vida battaglia per il ricon-0i;:;cimento òell'inviolahilità. dei feriti e [)e r una migHore int,esa nel curarli e .a1levia,rne le so:fferen7,e. In questi ricordi, sulle orme del nostro tropiPO rlimenticafo Palasciano, propugnò la creazione, sino dal temipo ai pace, di associazioni -di soccorso, e la co~tituzione di un corpo dl infermieri volontairi a1 seguito degli eserciti belligeranti. << Va.n ima è <lotata, di me.ravigliosa facoltà per il bene, scrive nelle sne conclusioni ia Dunant: un solo uomo, una sola donna, dotati d.i facoltà ordinariP:, armati soltanto dell'amore del prossimo è di un po' ò'f,lntusfasmo. possono compiere cose grandeme nte utili all ' umanità .... L'egoii;;rno r, una grande illusione; esso 1


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non produce in forido se non delusioui v1rnte o s<:01·amento seg,reto : la devozione; l'altruismo è la più sublime di tutte le virtù )). Così, doipo tanti secoli di guerre, cominciava ad affermarsi con maggior tenacia il .p rincipio umanitario del 1reci[)roco ris1petto ai feriti e mahtti di guerra, e_la Croce Rossa si p,reiparava a spiega,re il suo candido vessillo di pietà, che sfida tutti gli odi e le ferocie, sni cruenti campi di battaglia. IV. -

PRIMA. CAMPAGNA DEJLL'UNI'l'À D'ITALIA (18"60-61) .

J!l 4 rnprile 1860 Palermo, stanca dell'odioso e vessatorio governo di Francesco II di Boirbone e delle atrocità commesse da.i suoi sgherri, insoi;se tumultuando, al suono delle campane della Ganda squillanti a stormo; e gli Italiani, commossi e frementi, seguirono vivamente le fa.si delll:li rivolta. Giuseppe Gariba,ldi, all'alba deil 6 maggio, salpava dal fatidico scoglio di Quarto, presso Gènova, alla volta della, Sicilia, su d ue navi, il Lombardo ed il Piemonte, con mille animosi voilontr~1·i, indossanti la, tradizionale camicia l'ossa, male armati e peggio etJ nipaggfati~ ma animati dal più fervido cntusia.s mo pat,r iottico. Fra. questi Nino Bixio, l!'rancesco Grispi, Stefano 'J'urr, i fratern Oairo1i, Giuseppe Sktori ed Iippolito Nievo: rmedici del c<>rpo di sipedizio11.e furono i dottori Boldrini, Giulini e Ri1pari. . . Sbarcati a Marsala, 1'11 maggio, i mille con poche munizioni si internarono a,ndacemente nell'isola, ,rinnovando le gesta dei tempi .e roici, ed a Sa.l,emi Ga,rihaldi si ipr:oclamò dittatore di Sicilia, in nome di Re Vittorio Emanuele. Quindi avanzò decisamente su ·Palermo, ed a ,Ca]ata,fi'mi il 15 mp,ggio combattè un'epica battaglia,, la quale rhrnd vittoriosa, nonostante Je forze preponder.anti e le pil\favorevoli posizioni delle truppe borboniche, comandate dal genera[e Landi, che lasciarono su[ te,rreno 120 morti. Il 27 si.ccessivo, dopo una finta manovra su Corleone, moveva, all'assalto di ~da.mento della flotta napoletana; e do1Po_vivaci&•dmi comba,ttimenti · à.J :ponte dell'Ammiraglio e nelle straòe barricate, guadagnando il :Paformo, impa,dronendosi del Castello sotto l'incessante bombarterreno palmo a palmo, i[ 6 giugno l'esereito nemico, :iJ comando del p:i,viào genera.Je Lanza, fu cost,rctto a chiedere un a,rmistizia ed a lasciare per semipre la città. . · Garibalài, raccolti nuovi volontari e sempre ipiù animato da sacro eroismo, m&rciava quindi sulla cittadella di Milazzo ove il 20


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luglio si combattè accanitamente con eguale fortl1na (:fig'. 119), decidendo. le sorti dell'isola. Di 4000 garibaldini, ben 700 fa-a morti e feriti rimasero sul campo: lo stesso Garibaldi ebbe ucciso il cavallo ,e solo per il p1,onto intervento di Mfasori non fu fatto [)rigioniero. E t rascorsi appena tre mesi, si imbarcava viitoriooo a Messina, la cui fortezza si era ar,resa dopo tena.ce resist,enza, per apiprodare a Reg-

· Fig. 119 -

Bq,ttaglia rii Milazzo (20 luglio 1860>-

gio; e per la, Calabria, la Basilicata,, la, Terra di lavoro, :wcoilto ovunque entusiasticamente, con celerità m~ravigliosa, dis1poilendo di 5000 volontari con deficienti munizioni, senza cavalleria e can. noni, contro uli esercito regio di 12.000 uomini bene organizzati, si dirigeva aJla volta di N a1polii ov.e faceva solehne ingresso il 7 settembre; mentre il giorno precedente Francesco TI, abbandonato da tutti, era stato costr·etto r1 fuggire a Gaeta, Nulla·vj è nei poemi de[l.l'antichità e· n ei ra,cconti del mèdioevo di 1più audace e di più stupefacente di quet"lta conquista. di un regno comphita·da, tma forza Gò.si esigua, con fulminea rapidità. 1:


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Mentre nel meridfonale gli avvenimenti incalzavano con tanta veemenza, Vittorio Emanuele II, òopo vicende diiplomatiche abilmente-condotte òal grande ,statista Cavour, colto il momento favorevole? decreta.va la mobilitazione il~ ,settembre contro le truppe pontificie. Al comando d,eJl luogotenente · general,e l\fanf.redo Fanti, fu costituita. un'armata di occupazione delle Marche e dell' Umbria, comJPosta di 2 corpi d'armata, oon a capo l'ispettivamente i generali CiaJdini e Mot·ozzo della, Rocca. Capo del servizio sanitario fu nomin~to il mcdieo is1pettore G. Il. Comissetti, e direttori dei servizi

Fig. 12ù -

~:ntra,ta degli italiani in Perugia (14 settembre 1860).

sa.nitari ipresso i suddetti corpi d'a,rmafa furono designati i medici in capo Fra,nce&co Cortese e Giuseppe. Bima. Il JO settemhr,e il V Coripo d'armata dell'esercito piemontese varcava Ja f.rontiera pontifida, il 12 oocupava Città di OasteUo, il 14 Perugia (fig. J20), conquistando dopo accanito combattimento la fortezza Paoilina, << co' baluardi lunghi e i sproni a sghembo)), con una perdita ]imitata di 7 morti e 6fi feriti. Su0cessivamcnte il 15 fu presa :Poligno, il 17 Spoleto, con appena 14 mmti e 49 feriti, e nei giorni 19 e 20 l'cscrcit-0 italiano raggiunse ToJ.entino -e Macerata, iniziando il 22 seguente )'aUacco della ipiazza forte di Ancona. Il IV Corpo d'armata., a sua volta, l 'll settembre o:Ccuipav3:


-470S. Leo, Ul'bino, Pesa,r o, investendone il forte, Pano, con lievissime perdite, ed il 13 ,S inigallia. Il 15 ipuntava .s u Jesi e su Torre di lesi,· ed in seguito occupava le irnporta,nti à1turc di Osfa:no e Castelfidardo. Quivi il 18 settembre a;vvenne un accanito combattimento con vigorose cari.che alla baionetta contro le tl'uppe (Pontificie, comandate dal generale dc La. Moridère (6g. 121) : e la vittoria fu per le· a,rmi italia.ne. Dopo l'occupazione di Lol'eto e Recanati, il nemico, circondato da ogni parte, fu costretto a capitolarè. Le perdite nostre nellla

Fig. 12~ -

Battaglia di Castelfillardo (18 Bettemhre 1.860).

giornata furono di 62 morti e l50 feriti: quelle d~l nemico di 88 e 400. In previsione della battaglia del 18, il servizio sanita,rio era stato disposto oome segue : ad Osimo erano stati allestiti gli ospedali temporanei di 2a linea ed a, Oastelfidardo un OS(Pedale di P linea. Le ambulanze delfa 4a e della 7a divi~ione furono in1'(Piantate neI1a chiesa delle Crocette, ove affluiva il ma,ggfor ,numero dei feriti, e disimpegnarono iper tutta. la giornata, un lavoro ininterrotto di pronto soccorso : l'ambulanza di ,riserva atfa,Be sipecialmente al trasporto dei ca-0.uti. ·


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Come iè noto, il generale di Pimodan, eomandan~e .la 2a brigata, pontificia,, cadde in combattimento colpito g:ravemente a-IP.addome : il dottore Angonoà, che prestava servizio al 12° Battaglione bersag;Jieri; estra,sse il proiettile dalla cavità, ma, per sop,ravvenuta emorrag'ia interna, il generale decedeva n elle ·p:rime ore del giorno 19, nonostante le premurose cure dei medici italiani, i qua li, sia detto a, loro onore, seren;1mente esplicairono la loro umanitaria qiissione ,sotto il fuoco nemico, senza, far distinzione fra soldati del Re di ,S ardegna e pontifici, fra comia.zionali e stranieri. Così l'i.sipet.tore medico ca,po Cortese diede ordini 1per un migliore t}'.attamento dei feriti pontifici la.sciati in Loreto, i·accolti nella monumentale ba,silica e li fece trasferire nel convento dei gesuiti, in luogo più adatto e più saclnbre. , Le tl'uppe del IV <~orpo d'Armata, ricollegatesi a quelle del V , costitufrono quindi una linea d'investimento intorno alla 1piazza di Ancona, ·a ppoggiate dalila divisione ·ua.va,le al comando del cont.l'a,mmiraglio Persano, ed il ,2:~ set icmbre fu dichiairato il blocco d ella, città per tcrrn, e per mare. Il 26 ,successivo fu.,rono conquistate le formida,h ili posizioni di ,~fonte Pelago e Monte Pulito, con poche perdite (15 morti e 94 feriti), e la piazza, sempre 1Più stretta d'assedio, dopo l'occuipa,r,i.onr. dd Borg·o I>io, del forte La,r,za,retto e lo Rcoppio del magazzino dr.Ile polve ri per l 'incendio del forte della, Lanterna, il 29 ·s ettcm bre, dovette capitolare. Da, parte nostra, le perdite in questo assedio furono di 27 morti e 188 feriti; delle · tru1ppe pontificie non si hanno cifre esa,t tc : pare 900 fra morti e foriti. In questi fa,tti d'arrne si di.stinse il medico di reggimento Fede1·i,co ToRi,. che fu ricompensa,t o con la medaglia d'a,r gento al vaJor milifare. VittoriosamentP compiuta., con la reRa, di Ancona, la camipagna nelile Ma,rche e nell'Umbria., Rf' Vitlorio Emanuele II assumeva il 3 ottobre 1860 il comando supreino dell'eRercito per iniziare l'aNanzata verso le provincie nieridiona,Ji, a.tt,r av,erso gli Ahru,r,zi, cont,r o •; l'ese-i,cito borbonico. Dopo }1lcuni scontri al Macerane e a S . Giuliano, l e t1·11,p pe rpaR-sarono il Garigliano e cinsero d'assedio le piazze di Mola, di Gaeta e Capua, clic furono costrette do1po breve resistenza a capitoihwe il 2 novembre. Tn (lnesto frattèmpo il 1° ott obre Gariball di impegnava, una gra.iHlc battaglia sul Volti1rno contro le miliz~e d el Bo1·hone: sopra una.linea cli 20 ktn. , si conteser o asprame nte il terreno per oltre 12 ore 40.000 com battenti : e la 'v ittoria,, ,col concorso delle truppe italiane, ri,mas·e a,i garibaldini.


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Il 21 ottol>re Naa;,oli dichiarava, _d eeaduto il Governo borbonico ed · il 25 ottobre Teano il R e Galantuomo si incontrava coll' Broc Hberatorc, che \pronunciò le s:toriclie parole: .(( Saluto il p rimo Re d'Italia)). Sciolte Je milizje volontarie garibaldine, il lV Corpo d'armata italfano, agli ordini del gcneraJc Uia1ldini, iniziò s nccessivamente l'a.sse<Ho di Gaeta iJ.'11 novembre, ed il giorno successivo si svolse un accanito comhattim<"nto sotto.la pioggia, nelle vicina11ze della piaz:,;a, con 9 morti e 70 f.eritj da parte nostra e 74 mol'ti e 103 feriti da !Parte avversaria.. Venne quind·i fissafo un armistizio da l 9 a l 1!) genna~o 1861, ed il giorno seguente, dopo la [)a•r tcnza, d ella Rqnadra :francP-sc da Gaeta, fu r ipre;.,;;o più intenso il homh.ardamento, ool concorso va. lidiRsimo della flotta ita.Iiana. Il B f.ebbraio una l>omba ca,d<le sul maga.z:,;ino di munizioni df'lla b1:1ttP-ria S. Antonio, in cui erano d epositate olt1·c 40000 cartucdc, can santlo 11n t t'ITibilc S('.Op!)io, con 216 morti milital'i. ed ·un ,centinaio <li l11wg-I.w-..i, pe1· c11i fu neceRsal'io conc edere una t1regua di 48 ore pel' la estrazi<me dei cadavel'i darne macerie e loro sepoltum. T,o ~t.e!'l~o generale Cialdini, con alto Ren Limento umanitario, offrì in quella ciroostan,m agli as-scdiati di 1·icoverar,e 400 dei malati e fc1·iti d ella ipiazza e di inviare gl1iacc.io, med icin ali e matcl'.ia,li di medicazione !P,Cl' gli ospedali òi Ga.efa, ma fa. pl'oposta, venne ,r ifiutafa. Quindi venne intensi,fica,to i.I fuoco <l}L tutte Je f\,r tig}i~rie C 1'11 fr.bbrafo, <lOpO :l mesi di :tttacco, furono iniziat,e le t•ra.ttativc della, r esa, che . ve11nero c oncluse la ,Rel'a del 13 succr_ssivo. J 1l R e Francescò II., elle con la, regina Sona· Pd i familial'i aveva soggiornato dal gennaio in una misera came1.·ctta, della pfaz:,;a., salrpò a lla volta, di Terradna <:oi <lovut i ònori, •raggiungenclo 1più ta.r<li Roma. Le condizioni sa,nital'ic della. rpiazza, di Gaeta, oltre c hP.- <lal lungo assc<lio, furono aggravate dallo Rcoppio di una epidemia di febbre tifoidea, c he nella solà. guarnigione fu cauRa di 316 morti ; e dopo la capitolazione s:i trovarono ancora degenti n rgli ospf'cfal.i dèlla, cittfl, oltre 800 ::imma.lati. Complesi;;ivamentc, in :l mesi d'aRsedio della, piaz:r.aforte l<'\ pe1'dite nostre furono di 46 mo1'1i P ~21 feriti, quelle borboniche fli fi1 O, morti in (•om ha.t.t.hr>ento e di 5fi9 fe1'it.i. o lt·rf' i deceduti !Per malattia, ,(t'ià. 1·i1por-tati. Il medico divisionalP- Lai , per ave1· diretto i.l ·12 novembre 1860 sotto Gaeta. , con intellig~n7,a e corag~iosamente, il servizio sani-

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-473tario, spingendosi sotto ili fuoco nemico, fu ricompensato con 1~ croce di cavaliere dell'ordine miJitàr<> di Sa,v oia ed il medico in capo Cortese ottenne la, 'stessa onorificenza, per l'o1Pera prestata l[)I'esso· il IV cor1po d'a.r mata. \!. --

TERZA CAMPAGNA DELL,INDIPIDNDENZA l'l'Al,lANA (1866) .

All'inizio del 18G6 l'Italia scrnbmva così. lontana da,l supporre proo~ima una guer'ra coll'Austria, che, date le ristrettezze deil bi. lancio, aveva attuato già unà, serie di economi<>, delle qna,Ji la più gr·an parte pesava sull'esercito. Lo scoppio delle ostilità f,ra la Prussia e l'Austria per i ducati dell'Elba· fu fa cauiRa che affrettò l'Itailia nei 1pre{Parativi d,i una campagna per la liben1zione del Veneto; quanto mai vasta ed ardita, dovendosi attaccare una delle più munite posbfoni militari di. Rurnpa-, doè quel famoso quadrilatero, costituito da.Ue fortez:,;e di Peschiera, Verona,, Mantova, Legnago, nel quale gli A 11st,rirwi da oilt.re 50 :mni aveva-n o a<CC.nmulato i più potenti mezzi ·di diff>A'>a,. L'S aiprile 1866 fu stiipulato per merito di Cavour e di Bisma,rk nn trattato segrdo ·'f.r:f 1~ Prussia, e l'Italia, e il 20 gi ugno suc<~-essivo questa, dichiarò la te rza guerra .d'indipendenza contro 11' A11st.ria. Re Vittorio Erna.nnele Il assunse in persona il comando delle forze, coadiuvato dal gene1·ale Lamarrnora, e Giuseppe Garibaldi, sempre pronto acl acc01~rcrc, in aiuto della, patria in armi, raccolto un gnm numero di voloi11ari, costituenti 5 brigate di fanteria e 3 battaglioni di bersaglieri, della, forza di circa 38.000 uomini, mosse verso il Tirolo. L'esercito italiano da poco r-icostitnito con elementi eterogenei, 1poco aftiatatj, ent,r ò in cam[mgm1 con 3 ù@l'pi d'armata di 4 divisioni ciascuno, agli m-òini del gene rale Lamarmora, schiè1-ati. sul Mincio e con 1111 corpo (.l'ai·ma.fa, ili · 8 divisioni. al comando ~del generale Cia]clini. raccolto sul l!asso . Po. Il Cort>o sanitario milita.re, che non era completo nei quad•ri org:wici, :fu, con op1po'rtuni provvedimenti, aumentato all'inizio della mobilitazione, po1·ta,ndo i 1neclici ca.pi da 7 a 12, i divisionali ila 38 a GO, qnel1i rli 1,eggirnento i.la 208 a 300 e mantenendo i rnccUci di hattag,lione a circa 870; fnr()no ancora nominati in soprari1lllJllCro 22H m<>dici .suballtPrni, tratti dai giovani lam'<:ati. Il dott. Francesco Cortese fu no:rninat() :rneclièo in eapo dell'esercito mo'


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bilitato. Le amhul;1nze divisionali a disposizione dell'e.-;ercito furono 25, col ,seguent,e personale: l medico divisionale, 2 di ,reggimento, 4 di battaglione ed 1 fa1·macista; ad ogni reggimento fu assegnato l medico reggimentale e 2 di ba,ttaglione. Quantunque l'Austria non . a.vesse aderito alla convenzione <li Ginev,ra., il Governo italiano non · volle privm·si Ù<:)11 prezioso eoncorso dei medici borghesi, ed accolse 12 ambu:lan:i;c con p7ersonale sanitario e di assistenza civile. Esse furono formate presso le princi;pali città, e vennero destina.t e a,i vari qu:utieri generali.

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Fig. 122 -

Carro per trasporto malati e feriti dura.ute la campa.goa del 1866.

Circa il materiale .sanitairio, 1pe1· ogni ambulanza il numero dei cassoni, che nella p r ecedente campagna, del 1860-61 era stato portato <la 5· a 3, in questa, fu ridotto ancora a, 2: ,rimase invariato il numero delle vetture (Hi). Iii. trasporto dei malati e feriti ~i eseguì, al solito, colle barelle e ooi cacolets, a sedia ed a, lettiga, e ipei grandi trasiporti, non potendosi uti1izza,re le linee ferrovia,ri,e interrotte per lai dif.:truzione dei ponti, si ,ricorse ai carri. ,regol:-Hnenfari in cfotazione (fig. 122) cd alla, •r equisizione di veicoili cli ogni ~pecie della r~gione. Per il !ricovero d-P.i malati e feriti funmo stabiliti quattro grandi centri ospedalie,ri a l\filano; con ::1500 letti; a Cremona, con


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2500; a ,Piacenza con 2000 ed a Bologna con 4000. Aggiungendo ~-Ii ospedali tempora.nei ed i depositi -di convalescenza, all'inizio della camipagna ,si aveva una disiponibilità complessiva di 30000 posti [etto. Fu inoltre apprestato . un buon nume,ro di tende coniche pe:r impianto di ospedali da cam1po, le· qu-ali furono molto utili quando si stabilì la, contumacia iper il colera, verso la fine della guerra. Nella ,c ampagna del 1866, che durò soltanto sei mesi, i prepwrativi si foocro .sotto la pressione <l'imminenti a,ttacchi da pa;rte

Fig. 123 -

Battaglia di. Custoza (24 giugno 1866).

del nemico: ili questo primo periodo di concentra,mento dell'esercito, che va dai primi di maggio a[la seconda, decade di giugno, non si ebbero a,zioni di combattimento, e la salute delle truppe si mantenne soddi,sfacente: prevalsero le comuni malattie gastrorenmatkhe, dato il clima 1piuttosto umido del territorio e le af-, fezioni ofta,l miche, veneree e scabbiose. Nel secondo veri.odo, che va dal 20 giugno al 10 luglio, si inizia,rono le ostilità, e la ma,t tina del 24 le nostre t-ruprpe, in non 1Più di 50000 comfiattenti contro 70000, passato il Mindo 1si scont,r arono di sorpresa, cogli Austriaci sulle alture di Custoza (iìg. 123), ma anche questa_ volta nella tragica, loca,lità la vittoria non a,rrise a,lle nostré armi, nonostantc''episo<li di valore a Villafranca e ~ l\fontecròee. Il dissidio


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!l)ermanente fra i. ca,pi, l'insuffidente servizio <li informazioni fu1·orio causa di ripetute azioni s1egate, che determina,rono l 'insuccesso, con 7281 tra, morti e fol'iti e pl'igionieri da, pa.rtc .nostra, e GfiM del ne mico. Trecento fedti della gforrnLta, fra cui · il principe Amedeo, duca d'Aosta (iig. 124.), colpito tangenzialmente d a un proiettile alJ'ernitoi-aoe sinistt·o ed i generali Cf>raile, Durando e Goz7,ano, furono rkovel'ati all'ospedale di Guidfazolo, ove si era.no a,lJc,stiti 200 letti: a.ltri 948 furono sgomberati 'su Volta· M.<J.ntovana OVè · fun,,.ionava, un ospedale tcmiporam~o, sotto 1a dkezione (lcl medico in caiI)o Fer-rero; altri ancora, furono trasferiti a Goito, a. Casti . g]ione <lcll~ .S tiviere ed }1 Louato_ Avvenuto il 1•ipiegamento de] l 'eA ~ei·dto oltre il tiume Oglio e sulla sinistra, òel Po, mentre 1Je truppe austriache, {1:l c omando· deU'arciduca Alherto, dopo la notizia d~lla di~fatta di Sadowa, i-;ì ,d tiravano' a Veroru1,, tutti i fe. I riti furono successivamente a vviati verso Rrescià, la, q ua]e già nella. ca.mpa,gna, flel 1859 con mi,r abile l:llancio patriottico a,veva potuto raccogli·1~re oltre 10000 feriti. nei 38 ospedali al1estiti con m1a ·r::t[)irlità, sorprendente: e non si inoontrarono pe·rdò grandi diffi,roHà, rpcr i1 ,1·icovero di eh-ca nn miglia.io di fP.rHi, p1·esentanti l esioni. da arma d::i, fuoco per lo più alle estremità, soprattutto alle superiori . Nel tei•7,o iperioilo rlella ca,mpa.gna, ('.he va dal 10 liJglio al 10 settembre, doipo una fa,se di ,r i.orga,n izzazione, · il pi.aJ10 di g uerra. fu completamente mutato e l'eserdto, al coma.n do' dello stes~o Cialdini, venne accre.5einto di. il co1ipi. ò'arma.ta., oon nuove formazioni. <li ambulan7,c <li divisione e òi l'iserva-. T1l co:ripo operante fu diviso in <luf: uno <l 'avanzata verso i1 Friuli fino a1l'Is0n7,o e ve,rso i1l Tir-ol{), lnng-o l :l Vall{> 4lP1 R1·<~1ita, l'n.Hro cli <Hfesa delle pfoz7,e forti <> <li occupa7,ione, che mosse a.ll'attn.cco fii Borgoforte: Gli A u striad ~j ritfra,rono oltre 1 'J.i.;onzo, ed a Versa si ebl:lè 11n ,comhattirnen l:<) >'rn ll<> rive del tonrnte Tor1·c il 2fì ]nglio: prra,lt1ro. proc]:nna.to ]'a1·miRti,r,io du(> giorni <lopo, l e n0,~tre trup1pe furono cos trette a ~osp,encfore ogni movimento, mentre Gari.baJili. Yint.i gli Aui-:t.rfa<'i a Bez½ecca, f'T'.11' in marcia. verso Trf'nto . Ma, rkcvnt.o ordine ili 8gomlwrn,re il 'l'rent ino , coi] celebr,e telegramma : oh.hPcliR•ro ! ,li(•tl(> 'rnag'ni.fiea. 1prova, fli <lii;:('.iplina. e cli 1:>atriotti.smo. Gli accampami>nti djsagiati, ]e m'arcie forzate ,e l'aJlimentazione poco raziona le furono cani-:a, di una sensibile morbosità nel


-477 1p1:imo corpo d'esercito. Per il ricovero de i malati si allest1.t·ono osipedali <li rh;erva a lfovigo di 800 letti ed altrettanti a, Badia e ad Este, ·a Padov~ di 2500, a Vicenza, di 1000, a Treviso di 1500, a Pordenone e.li 300 e ad Udine di 1800, con una disponibiUtà, com!J)lessiva, di circa 9000 letti. Nell'ultimo periodo deMa gue rra, che va dal 10 settembre alla fine dell'ottobre, avvenne gra,data mente lo scioglimento delle grandi unità e l 'occul[)azione delle fortezze, ultima de lle quali fu Venezia, che si arrese il 19 ottobre. I11 questa. fase la salute delle trup1re fu seriamente miuaodata, dal colera, cl1c aveva fatto già . comparsa presso le truppe nemiclH•, n ei so'.ldati di Boemia,, acca.mpat{ atLorno a l'a,lma nova .. Il medico in capo Oortese ordinò on periodo cont umaciale di osserva:done per i nostr.i pl'igi onie,ri reduci dall'Austria, e nei presi.i di U dine fu impiantato un lazzar etto c011 ba1·a<'.che, che a.ccolse 87 ufficiali e G500 soldati, l'impatriati. Disgrazia,t amente liii violentissimo f; pm1po1·afo schiantò qtwsti ba,r:l('.CUIDCnti, e si fu costretti a trasfer·ire d ' urgenza il ~azza.retto nel casteTio delln, cit tà. Ma, per l e in(\vitnbili confusi()ni del momen to, non fu tp0ssi bile impedh·e il diffonders i del m01·bo, che si p1•opagò [pei continui movime nti e passaggi. di truppe a. Pol'<lenonc, a. Trevi;a;o, ove si ebbero 165 casi co11 85 morti, a, Pa.élova, a, Monselice e a Rovigo, colpendo qu::i,gi sempre i ,r educi dall~1 p,1·igionìa, con 1m:1, mortalità compl essiva. di 165 individui sn 344 infetti e · lasciando :fortu 1mtame nte immune la popola.zi one civile. Gomples-sivamentc, la ca1Il!p.ag:na d el 1866, dail. punto di vista igicnko-sanita.rio; diede ri'lu]fati ooddi,sfacenti. Oir-ea la. morbosità,, tsi ,e bber o durante i . sci mr~i <lella guerra. olt.1·e !'i3000 a mmalat i , (li c ui il 62,1 7% di malattie medicl1e, il 14,1/ 2 % di ma lattie chirul'gichc, il 6% di affezioni oftalmiche, 1'11 % di affezioni veneree e l 'l,1/2% di ~a.bbiosi. · Le febbri tifoidi, le dissenterie, lo soorbuto~ c he già, avevano fa.tto stra,ge n elle IJ)l'ecedcnti. gue1·1·e, non si ma,n ifosta1•ono in questa terza c ampagna (1 'inùiipend,enza. p er le provvide mism·e iprofilattiehe adottate fìn <.hl 11 'inizfo; per cni la mortalità .non :fu :rilevante. . Per qua.n to riguarda le fe,rite, i1 maggior numero fu prodotto . dai proiettili cli piceolo calihro, e(l ebbe un d ecori-o i:reneralmcnte fav(?r,evoJe, ~on mort;:ilHà appena <lel1'1,7 %. ,Le feri te da, a rma


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bianca furono rarissime ,e dovute quasi tutte aJila baionetta !lunga degli Austriaci. I principi della chirurgia oonservatrice cominciarono a farsi strada in questa campagna e a dwre i loro buoni frutti, tanto in· rapporto alla mortalità, cbc agli e.i;,iti remoti di traumatismi, ed il numero delle amputazioni, specialmente negli osipedali militari, fu assai ]imitato, ipiù ch:e in quelli funzionanti con personale borghese. .A nche in questa guer,r a il 0o1'1J}o sanita,rio militare itaJliano diede indubbie prove di abnegazione e di eroismo: il medico di reggimento Esdra, del 51" fanteria, ca-0de sul campo di battaglia colpito da granata nemica : si ,ebbero ino1tre 4 medici feriti ed una ventina di prigionie,ri, che furono ca,tturati dagli Austriaci, non avendo voluto, con ,elevato spirito di carità, abbandonare i propri infermi connazionali. 1

VI. -

SllJCO:NDA CAM:PAGNA DJ]LL'UNITÀ D'ITALIA

(1870) .

Dopo [a battaglia di Sédan, che segnò la fine dell'impero napoleonico e proclaiinata in Francia il 4 settembre 1870 [a repubblica, il governo italiano potè :finalmente com,idernrsi sciolto da . ogni impegno verso i suoi alleati del 18fi!}, per q uanfo rigu~rdava ]a questione romana.. _ Ritiratesi da Roma le bruwe fra,noosi, furono subito iniziate trattative di1plomatiche, e Vittorio Emanuele .stesso il 9 settembre inviò una lettera a, Pio IX, a mezzo del conte Ponza di San Martino, pregandolo ·risipettosamente di rinunzia.re al potere tem[)<J'rale ed a compiere con un atto genel'o.so iil voto ardente di tutti gli Italiani che Roma fosse finaJmentc riunita alla madre patria. Ma, avendo dichia,rato il Pa,p a, che non avrehbe ceduto che dava,nti a,lla forza, il Governo <lel· Re non indugiò più a lungo ad indire la mobilitazione, 'ed, al comando del luogotenente generale Raffa('!le Oadorna, fu costituito il IV Corpo d'esercito su 3 ,divisioni, più 2 divisioni aggiunte. Capo deil servizio sanitario per questa campagna fn nominato il medico capo Loren~o Oiacometti, ed a direttori delle 5 ambulanze divisionali fhrono designati rispettivamente i. medici Pfaisants, Gui<lotti , Oolombini , Zavattaro e D'Aime. Diclliarata la guer,ra, il giorno 12 8f\ttembre 1~70 le truppe i.taHane pa.ssarono la frontiera ad Orte per il ponte ferroviario sul


Tevere, puntando parte ,su Vite,rbo e pa,rte sul forte di Civita Cas,t ellana, çhe fu conquistato dopo una breve resistenza. ln seguito ad un ordine ministeriaJe di aeceleirare l'avanzata, il grosso dell'esercito proseguì , immediatamente la marcia ,su Monterosi e ~a Storta ove arrivò-il successivo giorno 14. Per 1Ià deficienza d'acqua p-otabile in quella zona deserta, si fu costretti a praticare alcune aperture nell'acqucélott-0 dell'acqua l'aola l[)Cr l'awrovvigionamento idrico delle truppe. Il comandante Caò,orna, in considerazione che la cinta di Roma dalla rivn sinistra,del Tevere presentava una minor Tt>Sistcnza ad un attacco di quella destra, ordinò la gittata, di un 1ponte nella locaHtà Grotta Ros!ila; e le truppe passarono il giorno 17 settembre sulla sponda ,sinistra, raggiungeudo le \'Ìe Salal'ia e Nomentana. All'lP divis:ione f1l assegna,to_ come centro

Fig. 124 -

Il principe Amedeo ferito a Custoza (24 g\ugno 1866).

· del fronte d'attacco la porta Salaria, alla 12" la porta Pia, alla 13a la porta S. Lorenzo, alla 9a la, porta S. Giovanni, menfa'e la 2~ divisione, ,partita da Civitavecchia, per la via Am·elia, a-veva, iper obbjettivo la, porta di S. 1-.ancrazio. Alle 5 1/2 de!l 20 settembre la 9" divisione ap,r iva il fuoco contro la porta S. Giovanni, cagionando gravissimi danni alla, difei;;a, e la 13a e la, 2a cominciarono a, battere le [)Orte S. Lorenzo e S. Panorazio fino all'ina1heramento della bandiera, bianca da parte del nemico. L'11" e 12• divisione, alla loro volta, oc,cnpate le viJile Albani e Patrizi, a,yevano aperto con ben diretti ti:ri d'artiglieria una la,rga breccia di 30 metri fra la porta Pia e Salaria, ed alle 9 e 314, , '.c essato il fuoco dei cannoni, il 3!}" fanteria si gettava con ammire-· vole slancio all'assalto di Porta Pia, mentre il 12° battaglione 001·-


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480" -

saglieri (fig. 1~5), irrompeva vittoriosamente al girido di Savoia! attraverso la breccia ed entrava in città. L'Italia conquistava in tal ·m odo definitivamente la sua capitale. : Pochissime notizi,e abbiamo .sul funziomtmento del -s ervizio sani~ario durante questa cau1pagna,, data la sua brevissima durata oo. i pochissimi scontri. La salute delle truppe si mantenne soddisfacente, nè le perdite in com hattimcnto furorio rilevanti : ~ morti, di cui 3 ufficiali e 14.'1 feriti , compresi 10 ufficia.li. Le ambulanze di;visionali fu1·ono impiantate nelJ 'atta<:<:o finale alle ville P{i,trizi e Albani : in quest'ultima si stabffì anche il Ooniaudo srnpremo; e quivi fu firmata la capit.olazion c per fa resa dell a pia.zza.

l'ig. 125 -

Preija di Roma - llrcccia -di Porta Pia (20 settembre 1870).

La ipopolazione 1·oma,11a dimostrò fin dal 20 ~eLkmbre una affettuosa e continua pre1r'lura verso i nostri feriti e, quando fu,ro-n o trasportati dalle ambula,nze di.visionali negli òspe<laili di S. Giovanni , di S. Spirit(!, della Oornmla~done e delil'isola Tiberina, furono accolti. con dimostrazioni una,nimi di simpatia-, e si g-etta1'0110 perfino fiori da-lle finestre ail foro 1Pàssaggio. I medici civili degli OSjpedali si !Prodigai'ono incessantemente nel iprcsta,l'e a, tutti le ·necessarie c ùre, · ed anche moltissime signore vollero spontanea1nente confortàire colla lori) pietosa a;gsiste-mr,a i nostri malati feriti. ' . D'aJfra parte; per II'attàcco del 20 scttcm'h re, l'~sercito ip-0ntifido aveva disposto Je S·egn~nt1 unita sanitarie: 1 ambulanza centrale all 'osipe<lale S. Spirito con 300 1etti e 12 tavoli operatori coi necessari

e


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481 -

a,rmamentairi e materiali chirurgici, al comando del dotf. Coccarelli, con un chirurgo 1° }tiutamte e :1 aggiunti; otto sezioni di a,mhulanza dislocate a, S. Angelo, a S. Pancrazio, piazza del Popolo, Termini, S. Ma,r ia Maggiore, Castro Pretorio, '1\foletta ed Aventino. Per il ricovero dei malati e feriti della giornata; oltre c he l'o.<,rpedale mili· tare di S. Spirito, furono impianfati ospedali di ,riserva aJla Trinità dei Pellegrini, a S. Giovanni ed a S. Onofrio m~l monastero delle Turchine . .Il generale Cadorna ordinò clie i feriti dèlle milizie pontificie fossero curati dai 1Propri sanitari a,n chc dopo la resa e li f~e rifor-niire generosamente di materiale di medicazione e di viveri di conforto.

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I


CAPITOLO X.

I SERVIZf SANITARI MILITARI NELLE GUERRE DI SECESSIONE AMERICANA

E FRANCO-PRUSSIANA


,


I. -

GUERRA DI SHlCJ!}SSIONE AMEllICANA (1861-65).

Nel 1860 gli Sta,ti Uniti d'America, da. anni in aspra, contesa fra nord e .sud per la delicata, questione della schiavitù e per interessi ipolitico-commercia!li, scendono in guerra, formidabile, che dura cinque anni: essa si svolge nel vastissimo territorio comp,r eso f.ra il golfo del Messico, iil Mississi[)i, il Ca.nadà, e l'Ocea,nD Atlantico. Gli eserciti del nord, al ooma.n<fo del generale (kant, e quelli del sud, agli ordini del generale Leva.I, non a ncora snffidentemente 01' ganizzati ed aJlena ti, ma disponenti di lar ghe risorse fina,n ,darie, iniziano mu1 lunga ed aspra, lotta,. Ma, più che battaglie .vere e 1p,ro[.wie, si svolgono du,rante il quirn1uennio azioni separate, com,istenti in as~edhli fortificazioni ed in incursioni di cavalfarfa,, che pe,ralko sono causa di un grande logorio di forze e di uomini. La resa di Pelerslmrg ne1l 18Hn pone fine alla, lunga campagm1, con la, vittoria ùegli Americani del nord.

* * * La guer ra di secessione americana deil 18(i1-186fi mise in evidenza notevolissimi progres.si nell'organizzazione dei servizi sanitari militari. Lo spirito intraprendente ccl a,rdito degli Ame•rica,n i e l'autonomia del Uor1po ,sa:rlitario rea,l izzarono grandi progresRi nel funzionamento di questi senizi, sia <lal punto di vista scientifico , t,hc logistico. L 'organizzazione infatti del pronto so,ccorso e dello sgombero dalla prima linea fu semplicemente meraviglio.sa: i posti <li medicazione, impianta.ti in sedi 01pportun<~ ed in gran numero, fur ono ·rapidamente sfolllati. V,ennem ~)er la iprima. volta sperimentati in questa campagna su la,rghis~dma scala, e <'.Orr risulta to favorevole, i treni ospedali e l e navi D.sipedali, ed i mala.ti e feriti furono allontanati direttamente <lal campo di battaglia con questi ,:rarpidi


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mezzi di trasporto. ~'wrono inoltre adottate largamente e con sorprendente successo le tende e le baracche: e fu attuato in modo pratico ,e diffusamente il principio razionale del disseminaroento dei feriti e dei maJlati, 1profittando anche delle abbondanti risorse in mew;i di ricovero e di ~gombero forniti dalla carità privata. Dopo la battaglia di Gottesi.Jur1g del 3 luglio 1863 si ebbero ben 21.000 feriti da medicare e da sgomberare: ma il mattino successivo tutti erano già ricoverati n elle rispettive unità sanitarie e non ne rimaneva uno sul campo di battaglia. E questa so11prendente rai])idità di tirasporto si ,realizzò pure nella hattaglià di :F'[·iederiksburg, nel1a ,q uale oltre 9000 feriti furono nella stessa giornata sgomberati sulle retrovie. A questa, meravigliosa celerità contribuì la,rgamente lo .stesso teatro della guerra, che si IP'restava a, ra,pidi sgomberi per la sua contìgu,razione, avendo il mare. ai due lati dell'esercito combattente e grandi fiumi na,vjgabili 11e]fo retrovie, Qlltre una ricchjssima, rete ferroviaria ..Ma, è doveroso altresì riconoscere che, se il servizio sanitario non fosse stato prima della mobilitazione sapiente mente e scrupolosamente organizzato, qne~,;te condizioni vantaggiose awebbero hen poc.o influito sul regolare fonzionamento del primo soccorso e ,de1lo sgombero. Nelle tende e nei baracca,mcnt;i adibiti ad ospeda,l e da carnipo si potè ,ricovera.r e d1·c.a un milione fra malati e feriti, con una mo:rta. tlità aippena de1l'8 %, iproporzione questa che non si era mai potuta ragghmger,e nelie gue1·:rc precedenti. Nè meno ,rilevanti furono i fPI'O gressi reaJiz7,ati nel campo chir urgico. Ohi-,olm, seguito da pochi altri chirurgi , ·o;watfoò fra i primi il ravvicinamento dei margini nelle ferite da a,1·ma da fuoco e la sutura prjmaria con e s,enza ravvivamento pr,eventivo. Dalla grande maggioranza fu · riconosciuto che l 'a,cqua è il migliore dei topici; si cominciò inoltre a fare uso di qualche antisettico ed a sostituire le :fiJl.accie con della stoptpa cat1·amata. I chirurghi americani spiegarono una grande àttività operatoria, eseguendo ben ~!},~63 interventi. E con un trattamento curativo semplice ed adegua.to, e con un 'organizza:zione provvidà e comipleta, si ebbero in questa campagna, i ipiù lusinghieri risultati.. Gionathan Letterma,n (1824-1872), succeduto a: Trilpler come modico in èapo dell'esercito di Potomac n rn gingno 1862, ebbe la geniale idea di istitnire per lo sgombero un còrpo di ambulanze a due letti, assegnandole nelhl, proporzione di tre per ogni reggimento di 500 uomini. Questo co1·po di ambulanze era agili ortlini di un


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capitano con un tenente per ogni divisione o brigata, un sergente per ogni reggimento èd aveva conducenti borghesi. FuronO'per la prima volta imipiegatc nella battaglia di Amtretam del 17· settembre 18G3. In quest'occasione 'Letterman diede prova '·dellé sue ottime qualità di organizzatore, poichè -raooo]se quattro giorni [)rima òel combattimento oltre 200 ambulanze e, benchè la linea deil fuoco fosse distante sei miglia dagili ospeda~i di :ricovero ed il numero. dei foriti super.a,sse i 10.000, lo sgombero p,rocedette regolarmente e si compì in 24 ore. · Egli dedicò anche la sua attività, al riordinamento del mate.ria1le sani_tario, sistemandolo più l'azionalmente in modo da di. minuire quasi della metà il numero dei c31l'ri iper ill tra,sporto. Inoltre, mentre prima per il servizio sanitario in campagna· si ·disponeva di ospedali -reggimentali impiantati con una, certa·:fissità sotto tende e di ospedali di riserva: allestiti nelle città, viciniori ,requi~endo edifici ipubblici, egli istituì ospedali da campo mobili che poteva.110 seguire i movimenti delle trulPpe operanti e li fornì di apposito ipersonaJe e materiale sanitario, in modo che con queste nuove unità sanita,rie il servizio di 1pr.imo soccoTso veniva meglio assicui·ato e la · grande distanza fra la zona d'azione e le retrovie veniva abbreviata offrendo la possibilità di sgomberare e soccorrere i f.eriti durante ]a battagt1fa stessa. Questa organizza,zione sanita,ria dei s·ervizi di prima linea diede òttim.i risultati nelle ha,tta,gli,e di F 1riederiksburg, G-otteshurg e Chickamauga. Gli ospedali dj ,riserva furono'-impiantati nelle.,retrovie in foca.li bene adatti, usufruendo delle fattorie, degli aloorghi, delle scuole ree .

* * *

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Ba,rnes ed Otis na,n no compilato una, monumentale << storia, medico-chirurgica del]la guerra di sooessione », della quale fu fatta ,. un'ottima, traduzioneita]iana dai capitani medici Baro:ffio e Sforza. Nell'ordinare quest'enorme materiale i chiil'urghi americaJli si erano in un [)rimo tempo proposti lo studio dcJla chirurgia di guerra in irelazione alle [)recedenti campagne. Questo piano fu adottato all'inizio .d elle ostilita, quando non si poteva ancora [)r,evedere la estensione e la, durata della guerra, ma ben ip,r esto si dovette seguire un altro programma, in considera,zione deilla va8tità clie andava assumendo la lotta. Infatti nel solo anno 1864 si ebbero ;più ~i 2000


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fatti d'arme e combattimenti: il numero dei feriti ricoverati wl 30 giugno negli ospeda1i di fl'iserva, <li Wa,shington ammontai"\;a. a 30.000, ed Hnumero complessivo dei feriti curati in tutti gli ospedali · americani superava già gli 80.000. · Perciò fu f'ltahilito nelfanno successivo che il matel'iale, che doveva servire per la storia chirurgica <leilla guerra, fosse cla.ssificato per il'egione, e che i còmpilatori ,si limitassoro a descrivere accuratamente i casi più importanti ed a faire soltanto brevi cenni statistici dei più· comuni. Per dare un'ide,a, della wv,tit'à ael lavoro compiuto, basti acc-ennare che, dei soli invalidi per gravi ferite e mutilazioni, che furono visitati per la liquidazione delle pensioni di gucma, si raccolsero 14 v-0lumi di fotogradìe e di disegni dei casi rpiù interessanti. Furono inoltre esaminati ed accuratamente deRCritti 2fi3.142 casi di ferite e lesioni, che richiesero 39.IG3 intrrventi chirurgici : e <li oltre 140-0 casi si poterono studiare gili esiti 1·emoti, mettendosi in ,r elazione P!pistolare con glj stessi feriti e coi chirurghi, che li ebbero -RUCC;essivamente in cura. Quest'opera colossale, ricca, <li tavolé cromolitografiche ed in eleg:mtissima veste, può ben ritenersi, assieme a]la rola,zione della gnerra franco-1prnssiana, ed a, quella •recentissima aime,rieana, ,òell'nltimo grancle conflitto, mondiale, uno dei più meravigliosi monumenti <li storia, delfa chirurgia di guena che si sia mai eret,to; e le difficoltà incontrate per condurlo a, termine fm·ono immerni.e. Ricor<le,r emo infine che il Corpo sanitario americano dieòe anche in questa ca.mpag'lla ill suo prezioso e-0ntributo di ,sangue: 19 morti in combattimento, 13 ·assa.ssinati, 8 morti per lesioni, 9 per maJattie e 75 feriti. Davanti a, queste cifre, gli autori della storia, medico-chirurgica. concludono che' la, proiporzi011e degli uffidali medici morti in ' gue1·r-a è sn,peorfor•~ a quella aei (·ornha.Uenti di tutte le ~ltre a,rnni, e dovrebbe servire a, combatte re la falsa opinione popola,re che in g uerra il posto di lavoro e d'azione ·degli nffidaili medici trovasi in luogo di relativa incolumità. In tutte le forr,e america,n e c-01nhattenti si ebbe oltre un rnillione <)i malati , con 186.000 morti. Nelle truppe bianche dominal'ono il morhHJo, il vaiuoao, con una morbosità dell'l.5%o, le febbl'i tifoidi, (·.on 137.137 casi e :31.:!Gi decessi, le affezioni dcll'a,p parato digerente e wes!Piratorie e le forme [·eumatfohe; n elle truppe di colore, nel triennio 1863-66, si verificarono 152.141 casi di febbri malariche; anche il vaiuolo si diffuse la.rgamente, .tanto che la morhosità raggiunse il 9,25%0. 1

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11. -

GUIDRHA FltANCO·PRUSSIANA

(1870-71).

La Prussia, vittoriosa dell'Austria,, a Sadowa, aumenta di prestigio e consolida, la 1propria supremazia -sui popoli tedeschi, mentre i il'app-0rti con la Francia, continuamente tesi da epoche immemorabili,· vanno semp!re più acuendosi sulle rive del Reno. La scintilla, finale è data daJll'opposiz!:one della Francia alla successione d,el giovane principe Leoipoldo di Hohenz?llern al trono di Spagna. ' Il Re Guglfolmo di Prussia naturalmente iprotesta, e la, notizia che egli non ha voluto :riceve:re l'ambasda.t ore francese, diff11Ra, rapi· damente in Francia, provoca, jl più alto sdegno : e N:-1poleone III è costretto a ili chiara-re Ja guer,ra. L'esercito f.ranccse, al comando dello stesso imperatori\ si mobilita con 7 co1,pi <l'arma.ta di :l-4 divisioni ciascuna, oltre il corpo d-ella (hm,rdia imperiale cd una divisione di cava.lleria di riserva: le divisioni di fanteria, sono format e da due hrigate, costituite alla, loro volta da due reggimenti di tre battaglioni cia,scuna. L'esercito prussiano è organizzato su tre armate, la prima delile quali è costituita da tre corpi d'armata, la seconda di sei e la terza di cinque, oltre ad nn'a,rmata di riserva. Alla, Prussh1 si uniscono la BàviPra, con due corpi d'airmata, la Sassonfa con mw ed i principati di Baden ,e di Wùrtemherg ciascuno con una divhdone. La guerra 't,ranco-iprussiana, dkhiarata, il 19 luglio 1870, non ha inizio che il 2 agosto snccei:-sivo colla ipresa di Suarhrlicken .. Ma l'.eserdto franceRe di 240.000 nomini Rparsi sn 1ma fronte di 75 miglia non può sostenere l'urto delil'aTma.ta tcslcsca, forte di 500.000 nomini de1la prima lèva ; ed a- Weissen hurg, a. Ji',roescli willer, a Spickr-ren, si hanno le prime' disfatte, con perdite riRpettive di 2000, 11.000 e 4078 uomini, da pa1·te frances,e e 1528, 10.527 e 4866, da, IJ)arte prussiana. 11 6 agosto ~i comba,tte la merno1·anda, battaglfa ùi ·w<>·rth sul t-0rrente ,Sauer in Alsazia, in ,cui i Prussiani, al comando deJl principe ereditario, p1·eponderanti per tru[JIPe e rper aoJ·tiglieria, tengono fronte ene1·gi,e amente all'urto de[la cavalleria_ del coripo d'arma.tu f,rancese, guidato dal ma,1·esciallo Mac-Mahon, il <1ua,le è costretto a ri1piega,re v,erso Zabern. Nella giornata stessa i :Francesi sono anche ba,t tuti a Spicke,ren, in Lorena, per cui tutta, fa massa belligerante


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è divisa in quattro oor1Pi d'armata che operano attorno a Oha1ons. al comando di Mac-Mahon ih difesa de]]a capitale cd in altri dn- • que cor,pi d'a.:rmata sono ,raccolti attorno alla piazza forte di Metz, al _ comando del maresdallo Bazaine. Come si possono s:piega,re queste disfatte? La storia ce le interipreta. chiaramente. Al 6 agosto, soltanto 85.000 uomini avevano rinforza.to ·1e trurprpé del piede <li pace già alla frontiera e dei 500.000 ùomini, di cui li.a }<-,rancia disponeva, solo _263.000 éra,no sul teatro della guerr·a a tener fronte al nemico : circa 240.000 ~runo spa1;si all'intorno f.ra c:a,serme, deposìti, stazioni ecc. Ancora peggio procedcva,ilo i movimenti per 11a spedizione dei numerosi materiali di mohilitaziolie. Il sistema :a iecentratore francese aveva tenuta rhtnita in pochi g,randi magazzini tutta l'enorme qUari.tità, di viveri, di armi, di munizioni, di vestia,rio, di materiale sanita.rio, di car,reggio ecc. occorrenti alle unitài'per entrare in cam[)agna e per oostituke i servizi; di qui una congerie di movimenti <li tra~port.o che congfistionarono ancora, più il servizio del1e ferrovie. Nei magazzini centra.li dell'esercito e nellP "ta7ioni ferrovia1rie il tumuHuario, affannoso, improvvisato lavoil'o, degenerò assa.i presto in tale confusione da iparaJizzarne, o q11asi, l'azione; gli errori, i disguidii i ritardi, a partirè dai prjmissirni giorni, non si contarono più. Non si riusèiva a ritirare ed a distribuire i ca,r1·i ammassa.t i nene stazioni ed n loro carico. M.anravano finimenti, mancavmw tende e corperte, rna-ncavano k ambulanze. -Si stentava a oo·stitufrc eò: a far muovere i oonvogli delle munizioni (parchi d'artiglieria). Il vettovagliamento procedeva ·malissimo. Invano il ministro Lehoeuf, giunto il 25 luglio nel.la zona di adunata, si diede ad un 1Ja,vmo rpersonale enorme e febbrile, di giorno e di 110tte, per mettere i corpi d'armata in grado di ma,rciare. Paralizzati ed inchiodati al terreno dalla manc:mza: _d i vivc1·i, di munizioni, di ma.tcriali sanitari ccc., e dei. mezzi per poterli traspo,rtare al seguito, i oorpi francesi non poterono 'riunirsi in massa e rimasero disseminati ·sulla rprimitiva lunghissima, fronte in una inerte difensiva.. Inta,nto i Tedeschi attendevano con meravigliosò ordine alla loro mohilita.zione prima, alla loro adunata, poi. Tutto si com1Pieva come dagli studi' e dagH ordini deil tempo di ipace. Il 14 agosto si iniziano sotto Metile più terribili. battaglie de11a campagna : quella 1


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di Borny ove i Francesi hanno 3500 uomini fuori combattimen.to e 4993 i Tedeschi; di Vionville e R,ezonvilile del 16 agosto, in cui j due eserciti perdono con;iplessivamente 35.000 uomini jn ugual [)roporzione ; di G,rayelottc-Saint Privat d,el 19 agosto ove tre corpi d 'ar mata francese lasdano sul campo oltre li.000 ,eom·b attcnti e l'esercito tedesco 20,000. Ma l'armata francese del Reno non può IPh) oltre resistere e ripiega sotto i forti di Metz : comincia allora il celebre ass,e dio, che dura, 72 giorni con una iperdita di 40.339 uomini.

l<'i g. 126. - Guerra. frauco-prn saiana. lhtta.glia lli Sédan: posto d i medicazione . b omba,r<lato.

In questo frattempo i1I 1° settembre l'ar~a.ta, di Ohalons, venuta in soccorso, è battuta a Beaumont Mouzon ed il giorno seguente, a Sédan .(fig. 126), si im1pegna una decisiva batta.glia,, con J fi .000 moùi da ,p arte francese e H8GO da !Parte t edesca. Napoleone III, ritenendo di sperata la sua causa dO[)o q uella battaglia, s i a,r rende IJ)rigioniero con 1 ma,r e.sciallo, 39 generali, 86000 ùomini, 10000 cavalli e fi50 pezzi di a,r tiglicria, mentre a Parigi ·Viene [Proclamata l a repubblica e l'imp<:ratrice Eugenia 1è costretta a rifugiarsi in Inghilterra.


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La, Francia non può sopiportare questo disastro e, ,mentre i forti della frontiera sono bombardati, il governo delfa difesa nazfonale, durante il rigido htvcrno 1870-71, ordina la leva in massa di tutti i medici dai 20 ai 40 anni cd invia rinforzi di giovani rednte inesperte nel Nord, sullfL Loira, ed all'Est confa·o le truppe tedesche vittoriose ed agguerrite. L'armata dcilla Loira combatte infruttuosamente a Coulmieres, Villepion, Loigny, Orleans, Le Mans cd è respinta ·a,l di ]à, di Lav11l; <1nella del nord è battuta a Ba. paume e Saint-Quéntin e si ,ritira, in Lilla; quella dell'eBt è .soonfitta a, Monthélia.M e Villervel e l'ipa,r a nella Svizzera. Di tutte le fortcz:r..c rusiste solo quella, di Belfod, ma nel dicembre anche questa si ar,rende dopo 73 giorni con l'onore delile a.r mi e con una pe1·dita di 2500 uomini. La capHolazione di Pa•r igi dopo 4 mesi e mezzo d'assedio 1pone fine alla guerra. ip nel gennaio 1871 neilla i.ala degli specchi del castello di Versailles Guglielmo I è [.n·ocila.mato Imperatore di Germania,: .la pace si conclude a caro prezzo. con fa cessione dcll 'Alsa:,;ia,. e della Lorena ed il ,pa1,.1;a,rnr,nt.o di 5 miliardi.

La guerra franco -prussiana del 1870-71 ci offre, dal punto di vista degli ordinamenti sanitari miUtari, preziosi insegnamenti. Per cura della direzione generale dei servizi di sanità militare dclJa ·Gcrma:gia, fu compilata una relazione, lavoro colossale raccolto in sette grossi volumi, in cui sono esposte in ogni minimo particolare la meravigliosa organizzazione e la multiforme attività del Corpo sanitario tedesco durante Ja campagna. Il comand9 supremo <lell'esericito a,yeva già fin dal tempo di pace 1provv,ednto anche aiJ.le esigenze del servizio sanitario in guerra, ~ipedalmente in base all'esperienza,- della, campagna del 1866, sulla quale era .sfato cm;npilato il nuovo regolamento sul funzionamento del servizio ~anitario in guerra del 29 aprile 1869. A norma di qnflste istruzioni, il materiale sanitario fu ~·accolto in punti determinati, IJ)ref.e.ribilmente ai depositi deil treno e presso gli os1pedali di guarnigione in sede di comando di corpo d'armata,. I colonnelli medici di,rcttori di sanità (Korps Generalartzte) avevano giù, IJ_)reparato tenuto al corrente i ruolini di mobilitazione, coi quali si provvedeva, perchè tutti gli ufficiali medici in servizio att ivo raggiungessero il loro posto di guerra, mentre

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contemporaneamente i corna,ndi della Landwehr assegnavano i medkj richiamati dal congedo ai reiparti di tr111Ppa, cui erano stati destina,ti fin dal temipo di ipace. · A.I medici dfa::,ettori deg1Ii ospedali da campo furono esclusivamente designati degli Ober~M·iHtiiriirt.zte, scelti opportunamente dal servizio attivo, trattandosi di fanzioni, per le quali era nece,ssa1ria una completa conoscenza, delle norme tecniche cd amministrativ,e; ed anche per le sezioni <li sa,nità furono assegnati militii,riirtzte tratti dal servizio permanente, richiedendosi iper il p,rimo soccorso sul campo, oltre una iperfetta abilità chi,rurgica, anche una serie di cognizioni tecniche che si acquistano séltanto dopo lunga .permanenza f,ra le truppe. E dal servizio at~ivo furono eoolusivamentc prescelti gli ufficiali medici addetti alle direzioni di sanità di c011po d'a,r mata, alle ta1P1Pe, ,a.g li uffici di sanità di divisione, agli ospedali <la. ca.mpo. I posti di medìco di reggimento f urono coperti c,on 8tabstiirtzte effettivi o della riserva, e così quelli· di subalterno. La direzione suprema di tutto il servhio sanitario dclil'~scrcito mobilitato e te1,ritoriale fu semp1·c tenuta dal ,Ministero della gne,w·a a mezzo della rispettiva direzione centrale <li sanità, a capo della quale era il generale medico Grimm. Questa, provvedeva a.lla a..ssegnazione del personale, al1l'impianto di innovi stabilimenti, al 1·icovcro, al rifornimento dei medicinali, apparecchi, strumenti chirurgici, materiale di medicazione, viveri di conforto, alle misure p,rofilattiche e <li disinfc:d-0ne, allo sgombero e trasporto dei malati e feriti ed alla loro ripartizione negli osipedaH di riserva. Al gran quartiere generaJe non esisteva un centro direttivo sanitario ed i1I generiilartz dott. Lauer vi era, addetto come medico 1Pa,rticola11e di Sna, Ma~.stà, senza avere alcuna, funzione di comando. Dal generale medico direttore della sanità militare presso il Ministero della guerra di1pendcvano i generali medici direttori di sanità d'a,rmata,. Da questi diipendevano i generali medici di corpo d'armata, i quali, oltre alla, dLrezione del servizio sanitario . della rispettìva grande unità, pr-0vvcdcvano al primo soccorso dei feriti ed ail loro rapido sgombero sugli osp,eda,li da campo ed alle sta.zioni di tappa,. Av,evano inoltre l'ohhJigo di ispezionare le unità sanitarie, di vigilaire sulle condizioni igieniche delle t,ruppe, proponendone tutte fo oipportunc misu11e preventive, e di rifornire il matieriale ,sanitario.


-494Ad ogni divisione, alla dj(Pendenza dei direttori di sanità di coripo d 'armata, era assegnato un medico capo direttore, con ufficio autonomo, il quale, oltre alla dill'ezione del servizio sanita,rio ipresso ila divisione, aveva H compito di regolar.e il servizio du,rante il combattimento circa l'impia,nto dei posti di medicazione e lo sgombero dei màlati e . feriti e di assicurar.e il fu'n ztònamento della dipendente sezione di sanità e degli ospedali da, campo assegnati. , Ad ogni corpo d'armata, vennero destinati 12 ospedàli da campo, ciascuno dei quali aveva il seguente personale : un medico ,capo, 1 capitano medico e 3 -medjci a8Si8tenti. Alle ,sezioni di sanità erano addetti 2 ca[)itani medici e 5 assistenti. Ai corpi di t-ruppa erano assegnati: a,d ogni reggimento di fanteria .un medico di reggimento, 2 di battaglione e 3 assistenti; a ciascun batta,glione di cacciatori 1 medico di battaglione ed 1, assistente; ai reggimenti <li cavalleria 1 medico di ,reggimento e 2 a,ssistenti; ad ogni reggimento <l 'a,rtig1Iieria, rn a-s sistenU, [)Ci rlistac<'.am~nti delle singole batterie. L'ufficio di consulente chirurgo venne affidato ad eminenti <:,linici .e. professori delle Unive~ità, i quali del resto avevano un incarico 1p uramente scientifico, senza alcuna ingerenza teenica ed amministra.tiva sul funzionamento del servizio sanita,r io. Nel territorio di tapipa i1 servizio sanitario era' diretto <lal generale medico di ta,ppa, assistito da altrettanti dLrcttori d'ospeda,le per quanti erano i rispettivi corpi d',a1rmata per l'impianto di ospedali da campo fissi. La dfrezione (lei trasporti dei malati e feriti fu affidata a pàrtk-0lari commissioni di sgombero. Per quanto· riguarda. il rnate;riaQe sanitario, og-ni nfficfa.lc medico in servizio ai coripi era, :provveduto di una busta chirurp:ica e degli ,strumenti necessari [)e:r l 'e!iltrazione dei denti; ogni òkettore d'oSJPcdale disponeva <li una n1,ssetta com1plcta di. qtrumenti per amputazioni e per ]e più comuni ,r esezioni, per erniotomia, per trapanazione del craJlio, per eHt'l'azione di corpi estrainei, per tracheotomia, apparecchi emostatici, cannle del Bel]ocq e diversi . trequarti. Ogni aiutante di sanità era munito di una tasca di medicazione, contenente diversi medicinali e viveri di ,ristoro, con bicchiere -di stagno, sistemato esternamente in apposito astuccio. Ogni singola unità tattica (battaglione, eornpagnia,, squa,drm1c, batteria), aveva in dotazione una caRsetta di mcdicina1i ed una di oggetti di medicah1. ra e di fasciature, za,ini d'ambula.nza e due ·ba-

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relle iper trà,S[)Orto. Ogni quartiere . gc;nerale d'armata e di OOI'Jpo d'armata era fomito di una cassa di mediéinali e di aipparecchi. FL nalmente a ciascun soldato, all'atto della, mobilitazione, èra stato distribuito il paicchetto di medicazione. A ciascun corpo d'armata. furono assegnate 3 sezioni di sa,nità: 1 per ogni divisione di fanteria, la terza ·a disposizione òel oomando generale. Le due prime sezioni avevano il compito di imipiantare . n posto principa,le di medicazione, fornendolo del personale e materiale necessario, di. inviare i portaferiti alla ricerca dei caduti e di effettua.m e il tra.s porto al posto di medicazione e di sgombera,r li ,quindi a.I vicino ospedale òa cam1po. Gli ordini riguardanti l'iill.[)ianto di l[).miti di medica.z ione venivano imipartiti dal coma,ndante della divisione, su parere del medico addetto all'ùfficio di sa,nità. Ogni sezione si poteva dividere, tanto per il personale che per il ma,.t eriaJe, in due reparti uguali, ed al medico divisionale r,;ipettava il compito di g-in<:li<\are della convenienza ili tener.e la tsezione (li ·Ra,nità riirnita o BU(1divisa. Ciascuna di queste unità disponeva di due vetture pcl trasporto delle bm·elle, masserizie e bagaglio, e di due vetture di sanità con la dotazione di medicinàli a,ppa,recchi e strumenti chirurgici. Per [o sgombero dei fel'iti da.lla linea del fuoco al po's to di medica,z ione, ed eventualmente agli ospedali da, ca.m1po,. ogni sezione di sa~ità era fornita di 6 vetture trasporto, sulle ·quali potevano caricarsi 2 feriti gravi in barella e 3 leggeri seduti, ed, in caso di necessità., altri 2 ]eg-ge-t·L Le barelle della sezione erano 1provvisté cia,sc1ma, di una, tasca contenente fascie, compresse, triangoli, · spilli; cerotti ed altro materiale di medicazione e di .IP'ronto soccorso .. Ogni compagnia di porta.feriti per i1l servizio di sgombero del campo di battaglia si ri1partiva in, due sezioni, ~uddivise ciascuna in f> squa<lre, dotate ognuna di 3 liarellc': si avevano oosì 30 barelle per ciascuna sezione· di sanità. e 90 per corpo d'a·r mata. Ad ogni b3ireJlla erano addetti 4 nomini : 2 iporfafori e due di riserva, che si sostituivano nei t,r asporti a lunga distanza. I iportaferiti apprest;1,vano i primi soceorsi ai caduti, cd, in ca,so di assoluta urgènza, erano autorizzati anche a frenare un'emorragia con fasciatura compressiva o ad ap[)licare, in caso di frattura, un semplice appart',cchio di contenzione per ,rendere più agevole il t.ras1porto. A seconda della natma e della gmvità dcl[a lesione, il ferito ve-


-496niva tr:isportato in barella al centro di ,raccolta od al posto di medicazione a mezzo delle vetture regolamentari. Il posto principale di medicazione veniva impiantato il prn rpossibilmente vicino alla, linea, di combattimento in posizione ben J'i[Parata. da!l Uro nemico, utilizzando fabbricati od altri locali adatti; in ma,nca.nza,, erigendo ila tenda di soccorso. Generalmente 'gli ufficiali medici e gli aiutanti di sanità addetti erano riipa,rtiti in 3 sezioni : la prima rper l'accettazione e prima, visita dei feriti; quivi .si praticavano· le medicatme ipiù semplici ed i piccoli interventi d'urgenza,;_ la .seconda sezione si . occupava Mi f,eriti <li una certa g'ravità, abbfa;ognevoli çli apparecchi per render.e possibile l'ulteriore trasporto agli ospedali da campo; nella, terza, infine si accoglievano i feriti che avevano bisogno di operazioni di urgenza (ilegatura dei graùdi va.si, tracheotomie ecc.). A ciascun ferito veniva apipuntata \Sul petto una ta.h ellina .diagnostica indicante brevemente la natura cd il grado della ]P.f'lion'e, i mezzi di soccorso aipprestati e la possibilità di un più lontano t,ra,Rporto. Lo .sgombero dei f.eriti dal posto di medicazione all 'osipedale da campo, che nel frattempo doveva,si impiantaire in località non molto ilontana dalla prima lin(';a, si. eseguiva con carri <l(';lla, ,se. zione, e se questi non bastavano, si ricorreva a quelli dei corpi di truppa o di altre sezioni di sanità non impegna te e :finalmente in casi di assoluta urgem:a à carri ,da contadini requiRiti sul posto. Gli ospedali da carn1PO •raccoglievano direttamente i mala.ti da,i vari co11pi e 1·epa,rti; e diretta.mente o per il tramite delle sezioni di ,s anità i feriti, rimandando alle 'l'.i spettive unità · i guariti. Ogni cmipo d'a,rmata era provvisto di 12 osij)edàli da campo, che potevano ricoverare dascuno fino a, 200 malati e fori.ti; sicchè ciascuna, di queste grandi unità a,v eva a disposizione ospedali in vicinanÌl'.a ,per poter cura,re 2400 individui, vale a dire drca ~'ottavo della forza effettiva. Generalmente gli {1sp0dali da ca.mpo furono ripartiti' in numero di ;~ per ogni divisioneì rc8tando gli alt-1.·i a disposizione IJ)er essere assegnati a quelle unitài che dopo un combattimento ne avessero avuto maggiore bi.sogno. Ogni ospedale inoltre poteva essere suddiviso in 2 distinti ,rciparti, con funzioni autonome. . Gli ospedali <fa campo s'impianta.v ano generalmente in fab hri<;ati adatti, poco lontani dµi vosti di medicazione od, in mancanza,, in ba:raccamenti o tende. Al direttore spettava l'as.s.egna-


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zlonc degli · infermi ai vari reparti, cia,scuno dei qualli aveva un medico, un assistente cd un aiutante di sanità. Le dotazioni di materiale sanitario di ciascun ospedale erano costituite in modo <la poter· 1n·ovvcdcrc. per fa, cura di circa 200 infermi, e venivano requisiti solfanto i letti : per il t•rasporto si dcorrcva a 3 carri a 4 ruote 1>er gli utensili rd a 2 cani di sanità tt 2 ruote, dei quali s e ne a,ssegnava, uno a d ogni ,reparto, nel caso che l'oSJPedale dovesse divide~id, colla metà precisa degli oggetti di dotazione. Il s ~rvizio dri medici , degli aiutanti e ·degli infermieri er a identico a q1wUo {]egli ospedali in k mip o di pace : solfanto nelle formazioni mobili sanHa,r ie esisteva mm ~Ltegoria di a iutanti (Uùerla zarelhyehilfen) per la, vigila,n za, del personale di assistenza. Oltre gli ospedali da campo , si iinpiantava,no osipedali permanenti di risena, alla diI'CU.a, dipendenza del gen erale medico ispettore di tappa,, e, mentre le prin1e unità, dovevano spiega.r e un'atti vitù, ,r a,phfa, intercalata, t 1·a,r11ie nei più 1lunghi e continuati aRi;;~cìì, d:1, lunghi periodi tli r-i1p oso, in questi st abilimenti di !l:'Ìservà PattivHù era q1rni;;i continua ; .e, tlata fa l<>r·o stabilità, s i a,vevano più aiplJ)ropl'iati mcz,d di 1:icove ro o in e difici ,~spressa, mente (:os tn1iti o in banwcament i. Ad ogni ospedale di riserva, erano ai,i;;cg-r1ati :3 1nedi,ci, H assistenti, :1 fa,rrnacisti, 9 sN·veglianti, JS .a.iuta.nti , 36 infer mieri e 17 soldati òi fatica ; ciasc uno stabilimento poteva suddivid ersi in ~ repa)rti, ognuno d ei quali corrispondeya alle •e sigenze di un ospedale da ca1n po: ed ogni r ('>parto p()teva, andie suddivider si in due metà, per c11 i l'1mità i;;anitaria tP<)fova f in· fronte a, 6 installazioni òistinte. Fil1alli1cnte ad ognuno dei 12 corpi d'armata era asse~nato un ORJ)f'da!lc come deposito di riserva. destinato a, ten~r 1p ronti ed a fm•ni1'c all 'e sercito combattente medicinali, aJJ)parecchi, istrnmenti cI1irmgici e m ezzi dì traRporto e tutto ciò c he poteva afibisognare a.ile ~~:doni di s:mità, e d ag-li ,o sa)eclali. Generalmente questo deposito di materia,l e ~ra costituito al posto principale di ta.ppu del co,r po d 'armata, ' 11 servizio sanitario presi;:o le tru ppe combat tenti s i svols e scç ond o le norme 1prescritt,e clal regolamento. Iu marc ia furono e manate speciali istruzioni contro il consumo tli c iùi rnailsa,ni e l'abuso di ù~vande s1piritos.e, e particolm·e sorveglia,nza, fu .eserd tata s ull ' ac qm.1, potabi1e . Fu ,rivolta anche la massima attenzione all'igiene d ella, c a lzatura, prescrivendo lavande d ei piedi ògni giorno e sueI

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cessiva unzione con sego ipe,r evitare il formarsi di bolle e di escoriazioni. I malati 1leggeri seguivano i proipri reiparti sul carreggio, i più gravi venivano inviati .agli ospedali da campo: si istituirono ino.Jtre d~l1le compagnie per gli spodati (Marollen-K.omp.agnù:n), che furono adibiti a s;e,rvizi territoriali poco faticosi. Il servizio · sanitario negli aeeantonamcnti, s1pooialmente in quelli di lunga durata, fu regolato in modo analogo a quello <li guarnigione. Og11i giorno, aU'ora sktbilifa~, i malati venivano con dotti aU'u:fficiale rncdioo: quelli ,riconosciuti affetti cla lieve infermità, in pa1·tc venivano lasciati a riposo iu quartiere, in l))klr-1,e venivano invia.ti u.i dep-0siti-ammala,ti , luoghi di cura improvvisati col personale e materiale sanitario in dotazione deUe truppe, senza concorrenza, ùi a11tre formazioni sanitarie. I ma-lati' più gravi erano infine ricovera.ti negli ospedali d'accat11tonamento funzionanti con personale e rnateria,l c rilevato òagli ospedali da campo. Per quanto riguarda, il vestìario e l'equipaggia.mento 1lrll'eserdto, provvf'.,d irn<,nto {)J)po,·Luno fu la, d istribuzione ad ogni soldato .di un rpanciotto (li flanella e di una, co1perta di la.mi, per le truppe assedianti. Per ] 'i rnprovvisa mobilitazione non si ebbe in ogni deiposito temipo snflicicnte per riveder.e ed arnmod1idire le calza.ture mediante ingrassamento : il che provocò un numero sbraordinario di speclati nel primo periodo della, campagna. Anche al vettovagliamento fu •rivolta ]a massima cura: nelle marcie il vitto fu quasi semp,r e sn:fficientc e non ma11cò quasi mai la ca.,1·ne e il caff1è, ra,rament.e il vino, più frequentemente n pane e specfalmente l'acqua. Grandi diffieoltà insorsero -per la provvista d'a,eq,rn. JPOtahilr n,l COl'po d'cse,·cito operante sulla, spòn,fa sinistra. ò~lla Mosella) e fu necess:H·io orgn,nizv,i1,rc appositi fli stacca.menti per regolare l'app1·ovvigiona-111cnto cd il t•rasp,prto del- ·1'acqua., che veniva cl.epwrata con filtri di ca,rbone. Per l'alimen tazione delle truppe, si fece largo uso anche delle ca,rni in cons,ervn, denominate salcicciotti, oornposti di ca.rnc triturata {li bue e farina .condensata di piselli, conditi con fardo e droghe. Contro .la diffusione deMe malattie infettive furono adottati speciali provvedimenti. Le disinfe zioni furono praticate su Ja,r ga scala: specialmente durante l'assedio di Metz e nelle località in cui si erano manifestate la dis~enteria, la febbre tifoidea e il vainolo. P::wticolarc vig'ilp,nza venne esc-rcifata, sulle rnallattie veneree fra le trupp,e asse dianti Parigi : queste furono colip1te anch-e


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dalla scabbia, che fu curata, con buoni risultati col balsamo iperuviano. Oltre la disinfc:;,,i.one dei locali medim1te lavature f,requenti con cloruro di calcio o . con soiluzioni abbondanti di acido fenico, ed abhrucia,mo11to dei giacigli di paglia,, si rkorse alt_resì con. esiti soddisfacenti alle disinfe7:aioni .con polveri insetticide, con ben:;,,ina, con miscele di olio di trementina e spirito di vino, ed anche con IJ)Ctr,olio. Per quant,o infine riguarda la disinfezione dei calllfJ)i di battaglia, la celerità a.elle oiperazioni lJcllie he non concesse agli eserciti i1l tempo s ufficiente por compie,f'e tutti i liwori n ecessari. :F: le pratiche di risanamento si limitarono alla sepoltura dei cadaveri dei :propri 1·eparti, mentre fu affidato agli abitanti del luogo il compito di Sejppe11ire le salme dei nemici e le carogne dei quatkrnpedi, servizio che fo dh;impegnato in 1nodo disordinato. Sicchò n ell'autunno del 1870 rimasero insepo]ti numerosissimi cadaveri, i quali, pc-r il'in:flnenza dell'elevata temper·atura ,e delle ipioggie abbondanti, furono carnm di svilu[)1po di grn,vi P.pifl emie. È doveroso · però riconoscere che nella più sanguinosa battaglia intorno a M·etz, :W.000 ca.,da.veri {li soldati ed un gran numf'ro di ca1'ogne cli animali furono inumate in breve tempo. Così i morti della giornata non meno cruenta di , ,vortb, in cui si trovairono <li fronte 82.100 Teèleschi e 4:t500 Francesi, con una, percentuale ri spettiva dcll'll ,3 e· rn,7 <li feriti e di 9,27 e 8 ,06 di morti, furono ·tutti ·sepolti in una settimana, in fosse profonde due metri e ricopert,e con a,l ti cumuli di te,rra-. Nell'autunno 1870 forono intraff1'resi i lavori di disinfezione anche ne]1] 'immenso campo di ba,t, ta-glia, di ,Sédan d'accordo coi Governi belga e francese, e con energici 1provvedimenti si riparò alla deficiente orgaJJ.izzazionc igienica; dovuta sopratt utto a difettosa seipoltura. Il servfaio sanitario milita,r e ge1·manko, col suo materiale hene adatto e bene ordinato, colla coopera:;,,ione dei più valenti sr,ien:;,,iati e clinici delle Università, tedesche, col vaHdo concorso deille assocfazioni di soccorso, riuscì a portare l 'assistenza, dei feri t i sino alla linea, del fuoeo, a stabilire un oippo1·tuno sistema di trasporti amche :-l,lle più lunghe dis tanze, con treni. ospedali bene a rredati, ed a p,r aticarc in tal . modo un più ordfnato ,ed esteso disseminamento dei malati e feriti. Tale organjz:;,,azione, assocbta a d una ['igorosa, igiene e ad una hen intesa preparazione del Corpo sa.ni.tario miditarc Jìn dat tempo òi rpaoe, portò come conseguenm, 1p-c1·


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la rprima, volta. nelle guerre, c he l'esercifo t edesco ebbe un minor ll ume1·0 di morti per malattia che p er il fol'J'O ed il fuoco nemico, ed , allontanate così le infezioni chirul'gicl1e, si poterono conseguke 1·isultati senza, prc(;cdc nti. dalla chirurgia, com,~rvatricc. An(;hc il nuovo regola.mento su1l servizio sanita rio in camrpa.gua) c he si diff(>1·enziava, da, t utti que lli pl'ccede nti , perc hè a ssei:rnava ai medici direttori <kg1li ospedali e delle sezioni di sanib\ il comando <'ffettivo e l'amministrnzione d elle rispettive unità , p erchè is tituiva nel servizio .Ranita,rio - <.li p1•ima linea l e sezioni <.J.i sanità, divisionali ecl i portaferiti reggime ntali , assegna,rn.lonc quattro p-er compagnia, ed -0rga.niz1.av.a infine il servizio delle ta1ppc e c1iscitp1inava il soccorso volonta,rio, contribuì gra-n demente per tutta la dura.tu. della, camipagna al regotl are e r·a,pido funziona .. mento <lei vari f.mevizi lli ,sgo mbero, r icovero e cur.a. C',oRì il Le Fort, c hirul'go f,ra.nc-esc inviato ne gli ospedali tedeschi per ricevere in consegna i prip;ionieri inva lidi , noli esitò ùic l.ti..u·,H~ che tutt i i feri t i dell ' una e d ell'uJfra, piu·I.B <!1'a,110 ,1·e· g ola1·mf\11k racc olti, rn<idicati e tra-sipol'ta,ti ncil lc iprimr. 24 ore dopo

:1,

og-ui ba.ttagUa. Qunndo s<',oppiò la g-uer,r a, fr:rn<.:o-gel'rn a,11.ic a-, il rneto<.1o a,nti!:!ettioo di List-cr era giù conosciuto. Ed a questo ,rignarflo ci. sfa permesso di aoccnnar~ che s in dal 18(;4, nd]a pratir;;1, cfii-ru,r gica, militare it~llinna., l 'allora me dico di r eggìmen to .Feclel'ieo Tosi, già 1·icorda.to 11cll'assedio di Ancona., usava con s uccesso il snhlinmto <:onosivo in ~'o luzione al 3%o, !lavando le forii c r eeen t i e le piaghe s u1ppura-nti , ed imbevP-ndone gli oggetti <li m edicazione con o ttimi ri8u ltaf.i, convinto che la <l<-'tta soluzione a ve:-;sc v-1-1re propriebì, nnti~Uichc e pr evenisse le iufrzioni : <1::i,t-e, nomi e fatti c.Ltc 1vu1·t ro1ppo anche fra, n{>i 1',0no travolti in un immeritato oblio. An<:hP Volkma-nn a veva, potuto sperim<-rnt:1T<~ i sorpl'·end ent i Affett i. d el m etodo anLisettko ~<1 ave va, messo in evid enza l ' 0Plf)Ol' t 1m ità di int.-1·odurlo neJ.la, 11:>ratk.a cllirnrgica cli guer~'a. I 'erdò, m entre i mè-dki militari tedeschi adopera.vano nei posti di medi cazione l ' ov:'l.tta di Rl'uns in zuppata cli acido fcnieo o di )H~rma.n g·a.nato <.Li ·p otas~io, e Bu,r ow, durante l'ass<:>,(li() <li 1.Mctz, si va-leva delle irrigazioni continue all'acetato di :-i,lhuninio, negli ospedali da campo e di J'iserv:,1i fu la-rgam<"nte a<loUata, la, medicatura di T,if,ter. In tal modo s i potè l'estringete jn più ristl'etti confini la


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chirurgia <lemolitiva od imprimere uno Rvil111ppo <lel tutto nuovo alla cura, co:nscrva.tiva. I chirurghi fraJ1cesi inveee si mostrar ono (la prima. n11cora1 ligi ag11.i antichi preconcetti ed ai vecchi metodi, a1pplkamlo gli emollienti ed i cerati, uut 1poi, impressionati dalla, grana,e freque nza delle complkazioui settic he, a, po,co a poco introclrn~sero l'akoo] , il 't enolo, la medicatura aU'ovatta,, rinunl:fando agli shrigliament.i , aU'esfrazione ed cseresi imnH~diata dei corpi. ,cst,r anci. Ma., ben presto si constatò <:he non err~ sufficiente pr·atkarc l 'antisepsi secondaria, 11eg1ti ospedali, ma, ehc, in omaggio .al 1principio che le sorti e spesso la vita di un fet'ito di1pcndono (la.ll a prima meclicazione, era necessario portare il metodo antisettko sino ai primi iposti di ·'"occorsD e snl campo di ba,ttaglia,, p-1'aiti <'d'l,nrlo c osì l ' antisripsi primaria,. Tntta,v ia rnnn erosi autorevoli chirurghi militari, forse pr<~occupa ti c1Rlla meticolosità. del metodo primitiYo cli Listrr·, (;he ostac oiava il già cornplicato servizio (li pronto ,soccorso jn pr·ima. lin Pa, c onc:lu sero dw l'antfr,epsi primaria in gucrrrL non ·era ass<Jlutarnente 1possibile e d1e quella seconcla,rin. ,riusciva molto ,cliffidle. Ma i 1perfozionamenti e ile l'iemplificazioni intToclotte ·sn.r,ceRsivarnente nel mct:()flo antise:ttico e gli importanti studi compiuti dall' Bsmard1, dal H1·11ns, dal Bergma11n, dal nard e.lehen , dal j\fo~etig per ,rernlerlD attna,h ile in campa,g;na, convinsnD ben rwesto della necessità di applkare qne,l':to trattamento in tuttt> le formazioni sanitari e di guerra, cla qrn~lle .di ipr-ima linea a quel1P di 1·i.-:erva. Rd -01·a qna.lcl1e cenno 8tatistko: la somma totale di tntti i feriti nell'esc-rcito tedesco durante la campagna del 1870-71 ragg-iunsc la cifra di 11682.J, su lina forza di 78021B combatt.enti, co1·rispont1ente al 148%0 deilla forza medi:h Le bn Uaglie viù i'langninosc fnrono, pe,r ordine decrPscente, quelle di Vionvi11e-Ma1's la Tonr, Sipieke1·Pn, vVikth , Gravclotte-St. P 1, ·ivat. T,a 1neclia, flPllP perdite per uffidaJi :fu superiore sensibilmente a quella della twup lJ)U: 262%0 per i pdmi, 141,1%0 per i secondi. A Gravclotte si h'ova1·ono di fronte 187600 'l'cdc~chi e 112900 Franee,;;i . con unn. rpe-rdita 1·ispcttiva· del l9,G3 % e del 7,85'){, in feriti, e del IO'% fì,fi in mo1·ti. Tl numero totale dei morti sul campo fu di 17255, co11 i.ma percentmnle (lel 14,8% . La rnetl\ di tutti i eadnt.i snl cannpo era ,raip,presPntata cla feriti alla testa, per un ter7,o da col[Piti. al doriso ed

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al torace e per un decimo all'addome, mentre negli ospedali il maggior numero dei morti ,si ebbe ,per !lesioni òelle estremità inferiori: i morti in seguito a ferite furono 11223. Gli ospedali da campo prussiani impiantati nella zona avanzata ricover::1Jrono 468487 malati e 92164 feriti, dei. quali circa 250.000 vennero sgomberati nell'interno. Durante la campagna entrarono negli ospedali delle retrovie 745.400 malati, di cui si ebbero 14H.032 deces1-d. Fra le malattie da info:àone 1p redominarono le forme tifose e la dissenteria negli a.s +:;edi di Metz e P}1,rigi, il w1,i uo1o ed iJ morbillo nelle truppe in marcia,. Anche il Corpo sanitario milita-re pagò ,il suo tl'ibuto òi sangu,e aO.la gue1,r::1. Dei 4062 medici dell'esercito tedeS>C{> mobilitato, ll caddero snl campo, 55 morirono 1per malattie, 352 divennero ' invalidi pe1· cause di guerra. li'urono accertati 123.915 casi di malattie infettive, con J 1.4HG d ecessi, ossia il lm,~ [JCr mille della, forza comhnttcmte. Si ebh0ro n.396 casi ,H fehbri tifoidi (93%) con 878!) morti; ~8.m:;2·ca,si di dissenteria, (4H%) , con 2:180 d ecessi; s;~(l4 ,rti vaiuolo con 460 deco1Ssi; fi8(l7 ~i f.cbbri nrnJa-r iche (8,7%), con 16 morti e 124 casi di meningite cerebro-spina.l e epidemica (0,1%) , e-on 84 d ece1Ssi . Prevalsero inoltre Je affezjoni cl elil'ap1p arato digc1·ente e respiratol'io, le veneree e le cutanee. Fra, le illust,razioni scientifiche chB parteciparono a questa CRmpa,gna ricorderemo Teodoro Billroth (1829-1894) : direttore della c linica, çhirurgica di Zurigo, poi di Vienna, intl'odnsse l'antiscpsi nelle sale operatorie e per oltre 27 anni studiò l'infezione delle f<.'rite. N~l 1872 01pcrò la 1p l'irna r es-ezionc dell'esofago, nel 18W la li:!Jringectomia totale e nel 1881 .fa estirpazione di cancro dal piloro; pra,ticò inoltre uuuwrosi interventi sul tubo g.astro entc ~·ico, resezioni, enterorrafie ccc., che gli va,l sero n titolo di precurRore della, chirurgia intestinale. Ff>clerigo Ef:'lmarch (182:l-1908) fu grande chi•r urgo militare : allievo <li Stromeyer e di Langcnbeck, imiegnò nP!ll'TTniversità di Kiel. Introdusse per il primo l'CJnostasi chirurgica e le medica.ture sul eampo di hatfaglia e portò un imiporta.n tc contributo di interventi operatori ano svilulJ)po della clifrurgia di guerra. Fondò inoltre la scuola smnaritana delle infcl'lniere, istituzione che prese rapi<fa,mente larga, diffusione e cooperò efficacem<mtc all'assiste1w.a r'IPL mafati e feriti in pace e iu guerra.


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Giov:pmi von Nussbaum (1829-1890), dell'Università di Monaco, fu uno dei più abili cd esperti operatori del tempo. Hicca,1'<fo Volkmann (18B0-188H), da Lipsia,, figlio d,ell'insigne :fi,siologo, direttore della e11inica chkurgica, di Halle, va qui ricordato per essere stato il iprimo ad -introdurre il metodo antisettico in questa guerra,. R~eguì inoltre fra i pi:-imi l'asportazione del ,r etto . cancrenoso e si distinse soprattutto nella chirurgia delle articolazioni. Nel 1870 fondò l'importante Collezione d•i nwnografie chir1,1,rgiche . . Ernesto Bergmann (18~G-1907), da Riga, clri,rurgo rniJitare ta.nto 11~1l'es0rcito prussiano durante le campa,gnc del 1876 e del 1870-71 qnant,o nell'eserdto russo durante la guerra del 1877-78, fu in seguito nominato direttore del.la dinica, d1i1·urgica di \,VUrzburg. Portò 1111 efficace contributo nlla, chkurgia, cnLllio-ccrehra.le e delle a,r ticolazioni ed introdusse la, steri.Lizzazionè col vapore acqueo nella rpraticn, operatoria. Bei·mn·do T,rrngenhech (1810-18R7), fondntore e presidente ùe1la, SOf'.idii, di drirnrg-in, <li Eer:Jino, fu uno d _e i più celebr·i. chi,rnrghi d,el tempo, soprattutto per '.le r(\Sezioni sottosinoviali e Rottoperiostalj e per J:1. chirurgia, conservativa. delle ossa. Giulio Gur]t (.1825-18f)!J), da Berlino, p11rteci1pò a, tutte le campagne tedesche come d1irur~·o militare, e compilò una storia della, chirurgia. Edvino Klchs -(1834-191:3), profossore di patologia a Re,r na,, Wti,rzb'urg, Praga e Ohicago, foce flnrr.mte h1 campagna, interessantissime ri~rchc suille infezioni traumatiche, proooncndo gli studi geniali del Koch: fu inventore delle culture frazionate. , Max Pettenkofor (1818-rnOl) fonclù llf~l 187ri il primo istituto fl'igiene e gli A rnhivi cl,-igie1'i.e ,li ffnisi per tutto il mondo, preziosa miniera, per le ricerche sulle mafattic crpidcmico-contagiose, soprattntto sulla peste, ca,r bonchio e tubercolosi. Comrpilò inoltre un manuale -di igiene siperimenta.le fra, i più importanti del tempo. Rodolfo Virchow (1822-1904), laur·eatosi a, Berlino nel 184~, fu incaricato nel · 1848 dal governo ~rmisiano di studiare le cause di una ~ravissima epidemia di fobhre tifoide, sostenendo strenuamente la ne.e e.ssità di seguire rigorosi critc-ri; m3, per le sue 'idee fu csoncra.to daJll'uffido. Fu in seguito. òirettore dell'Istituto di anatomia patologica nell'Università, di Strasburgo e di Berlino ove fondò un musco dei più rinorna.ti d'Ruropa. e l' Archi?;io (Ìi


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anrLtomia JJ(tfologic(L) che rappresentò hen p·resto i1l codice delhi nuov·a patologht. Con la sua teo-rfa fondam'entale: Oninis cellula e cellttla di mostrò che nei processi patologi.ci non si fo1·mHJ10 celllnl<~ specifi· che, ma si hanno soltanto mo<Uficazi<mi dei tirpi fisiologici. Studiò per il primo la leucocitosi e la l eucemia,, fece iinportanti ricerche sull'em hoJisrno e la trombosi, (1istinse la pioemia <falla setticoemia e si dedicò alt1'e8i a,d a.Itri imiportanti iproblemi di igicn~, epidemiologia, a-n tropo!logia, e sociologia. Giulio Oohnh,ein1 (1839 -1884), nato nella P01nerania, pa'l'tccipò, come chi,rurgo militare, alla. campagna austriaca del 1864. Do1Jo aver frequentato l 'istituto di patologia del Virchow, fu nominato p rofesso1·e nelle università di Kiel, Breslavia, e I,ipsia, dedicando la sua attività all'isto-1patologia, della ffogosi delle membrane sierose ed arnrncttcndo come base fondam entale la. diretta migra,z ione lPncocitaria. 0n,11lo TllierRcl1 (1822-18HG), dell'univc,r Rifa di Lipsia, salì in gran fama per la chirurgia [Plastica e per l e ricerc~1e sni neoplasmi maligni. HohP.rto Tfodt (1843-1910) prestù servizio comP. medico militare durante la <:a,rnpn.gna franco -prussiana. Nel 1876 in colIa.bm·a.z ione ·col K ohn scoiprì il bacillo dell'antracP.: nel 1878 stn diò le malattie ,cla, infezione tl'aumatica, di c11i {lesc:risse Rei Yadctà; nel 1882 fece la grande scoperta del bacillo dcUa tube1·colosi 00n metodo proprio di collorazionc e di cultura; nel 1883 scoprì in Egitto j1J siero del colera; nd 1890 introdusse la tubercolina come ,l 'inwdfo contro l'infezione, mr.L non co1·risipose alla 1pratica. Professore d'igiene fin dal 1885 all'Univc,r:,;iià di Berlino, fondò una, delle più irn[Jodanti scuole d 'Europa: basti accennare fra gli al lievi i nomi di Pfeiffer, LM'ler, Ga,fl1ry, ·weilch~ Kitasato ecc. F'ederigo· Loflipr (18G7-1!n!}) part~cipò come chirurgo milita,r<' alla guerra franco-rn·ussiana. Nominato professore a Grei:fswald. scoprì il ha,tt('Jrio dell'erf"Sipefo, nel maiale e nel moccio del ca,v al lo e differenziò il hacilJ.o delila ilifterite, stabilendone la, cura preventiva.. Cal'lo Ba,rclelehcn (1849-1912) fn insigne a,natomico ed autore <li un classico trattato. Giorgio Gafl1{y (1850-1918) fu chknrgo militare nella, guerra del 1870-7:1. Fu nominato in Regnit-0 professore nP:1l'Ateneo <li Gies~en, sucoessor-e di Koch nel1a, direzione dell'JRti -


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tufo di igiene <li Berlino e vi compì irnpo1·ta,ntissimc ricerche s ul eolcra, sull'ainirace e suHla setticemia, s1pcrhnentale. Oltre la classica, r el a.r,ione della gne1'r·a. franco-prus siana fatta da.lla dk,ezione di imnità rlel Ministero <lella. guerra prussiano, sono da 1·i,coraa,1·s:i i lavori di R C(",k , di Richicr, di .F ischer, quc!Jli di T,angenbe,ck, d i .Bil]rotl1 , ri i Socin sugli insegna,rncnti cliirnrgif·i d ella campagna; di (] urlt s ui risultati delle J.'OSC7,ioni il'l'ticofa1•i i di Klebs e Arnold s ull 'a,n at01nia 1patologica delle lesioni ccc. L a guerra frrrnco-prussia-na, mise ancora in c videnr,a, l 'effica ci a rleilla. vaccinazione antivaiolosa-: infatti f.ra, le truppe . tedesche si eblwrn 48:-{5 ca.s i con 278 rnm·ti , mentr·e tra, i rn·igionier-i fra11ccsi 1 di cui solo una p a.rte era. stata, vaccinata, s i Ycrific::i.rono 1.4178 casi con 19(i:-{ decessi. ,:;:.

,:,:.....

P er quanto rigua1·cla, il scrvi,-,io s,1.n itnrio nell ' PRe rcito fra.nccse d11r-a11 t.c la e .u rrµagna 1870-71, Ri clovcttc·r o cl eplorarc rincora, gli

inconvenienti dovuti all 'irnp,rc>para zionc, c lic ,c:f era.n o verificati n.cll c precedenti gu erre di C rim ea e del ]859 in Ita1]ia. Am,itutto la deficienza, d el p ertsonale sanitario, in modo che, mentr·e rn~·1l 'esercito te(fosco si aveva un ufficia.le medko ogni. 207 uomini, in quello franc ese un m edico ne doveva assistere ·742. Inolfoe fa <.lipcndcnza quasi a.tsRoluta <.lel 0011po sanjta•r io cfalle intendenze con n essuna. competenza tecnica, la n1<1ncan:i-,a, <lf portaferiti reggimentali, l'insn:fficiente nume1·0 <lelllc sezioni di sanita e degli ospedali cfa campo, che <lorpo l'esito infausto <li,una, batta.glia si ritiravano laRciando tntti i feriti in mano del nemi,co o dei medici volontari fl<~ll e societ,ì, di soccorso, furono alfrettante canse <li à.isorganizzazione. Il Grclloif-l rifcl'iHce che il maggior mmmro dei feriti nella battaglia di Oravelotte sgomberati su ·Metz non avevano ancor{l ricevuto a,lcun soccorso 6 giorni dopo il com battimento; r\ così d f'i 10478 tr-a. morti e feriti nella battag.11ia di Vionville e dei 7863 in quella di Saint-Privat, la. maggior parte fo ~'ac.colta e me(li,cata dal personale imnitario- tedetsco, flato il g:rall(]e diso'T'dinc dei servizi di sgomhe,ro nell'·e8erci1o frances,e . Si ebbero inolh·c ·12t=>.OOO casi di vaiuolo, con 23.470 morti. Chenu, come per l e gner,re di Crimea e del J859 in ' Italia, ha compilafo anche per (luella fra:nco-prnssiana una voluminosa sta-


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tistica di circa 2.000 !Pagine in 2 voilnmi << 'A.perçu historiqiw statist,iq11,e et clinique sur le service des ambulances et desi h6pitaum de la societé de secours aux bless/},<? des armées de terre et de mer pendant la giwrre de 1870-71 )). Ma, coJne parrebbe a prima vista daJ titolo, non solo ra,ccoglie i dati relativi ai malati e feriti cnrati dall' Associazione di soccorso, ma bensì di tutti quelli rieoverati negli ospedali e nelle ambulanze dell'esercito, sicchè l'opera. raip- · p1·esenta realmente la statif;tica sanita1·ia della, ca,mpagna,, ed è molto irmportante pe1·chè i rilievi ufficiali .~ono correda.ti da, una 8toria, mcdic-0-chirurgica desunta, dai fa.vori dei chil'urghi miilitari e civili che partecipa,r ono aHa, guerra. 1~ da, ricordare che l:1 chirurgia conscrvat.r·ice si a.fforma, durante la, campagna, non solo \pe1· le lesioni dell'arto su!J)eriore e della ga,mha,, ma anche del ginocchio e deilla coscia, IJ)er oipera, di Sedillot e Gurge1·et. Gnérin · u~a la. medica.tura ovattat:1 ,eon successo (lurante l'assedio di Parigi E· Sarrrnin t-~ CharnpenoiR introducono le tele metalliclle come a1ppwrecchi innnobilizzanti delle fratture. Secondo il ·uelorme,· hb guernt- franco:prussiana lar.;dò questi due insegna.menti: 1) L'urgente ne,r.essità di Ja:scia.r·e ail OOlìpO sanitario militare libera ed intera diS[ponihilità dei propri n1ezzi d'azione, sia, del personale che· del materiale, e l'utilità di alla,rgarc in più va,i;;te :proporzioni un m·ganico assolutamente insufficiente per soddi,s-fare aJle esigenze dcHe grandi guerre. 2) L'impossibilità da parte delle a,ssodazhmi di soccòrso di assicnra,re i[ Re_rvizio di P linea e di sostitui>rsi al Corpo sanitario milita,re, al quale debbono esse1·e subordinate. Dalla statiRtica del Ohenu risulta che le rperdite delJ 'Esercito francese ammonfarono a, fl06.961, di cui 339.421 malati e 131.000 feriti, con un totale di 136.540 morti tra. feriti e malati. Fra le malattie prevalsero ù.e affc,doni intestinali e reumatiche ,ed il vaiuolo e nelle fo·uppe di eol01·e le affezioni dell'apparato rcspiratÒrio. 1

Ricorderemo infine che il Ministero della, g11erra italiano jnviò in Germania nel febbraio J 871. il generale medico Francesco Cortese per studiare gli ordinamenti sanifari vresso le truppe OIJ)eranti. (~uesti presentava nell'a,gmito dello Rtesso anno un'interessante relar5one << Reminiscenze d,i un 1jiaggio in Gerrnania >), nella


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quale concludeva che i prodigiosi risultati ottenuti daJll'csercito tedesco nell'immane conflitto erano dovuti agli ammaestramenti ~he il Governo aveva saputo trarre daJle guerre combattute dal 1855 in poi. Per tale esperienza si erano aipportate radicali innovazioni al1'01.·ga11izzazione dei servizi sanitari, coll'aiecresccre il materiale e suddividerlo in modo più a,datto ai pronti soccorsi, colQ'aumcnta,re gli ufficiali mr,dici e loro aiuti, col concedere ai primi il grado effettivo, affidando loro la di,rezione autonoma dei servizi. Dalla, lettura, di questa r-elazio11e possiamo ricavare alcuni dt1ti interesf.lanti. Il Cortef.l.e, dopo avere rievocato la immane guer,ra, che diede luogo a J 56 com battimenti, a 17 grandi e sanguinose battaglie, all'occupazione di 26 piaz7..c forti e dm·antc la qua-le furono fatti prigionieri 11.650 uffida.U e 860.000 uomini di truppa, parla dd grandissimo nume1·0 di os1peda11i impiantati, rileva,n do i vantaggi degli ospedali. ba.,racchc e degli ospedali a, padiglione cd a, cor,i•idçio, sotto il punto di vista- igienico. Tratta dell'if.ltitnzione dei consulenti di guerra, scelti tra le rna,ggiori iillnstra,zioni scientifiche teclesche, quali il Billroth, lo St1·orneyer, il La,ngcnbech, il Vfrchow, Kock, Bcck, Volkmann, Tic1·sch, Ba.,r deleben, Nusslx1,nm e,e,e.

Si diffonde largamente sull~1 chirurgia di guerra,, che dimostrò in questa carnipagna tendenze più oonscrvative per i successi ammirevoli conseguiti, e mette in riliCV{) fa, larg~1 ~~piplicazione degli . apparecchi immohilizza-nti, specialmente dei gessa,ti, Il{)Ilchiè la so!stit-uzione agli unguenti ed ai ca.fapla,f.lmi nelle medicature ,ddle soluzioni di acido fenico, coi drenaggi e colle i-rrigazioni. Tratta ancora, delle resezioni, tanto diafìs:wie che articola,r i, che furono eseguite in g·ran numero, mflntre limita.te fnrono le amputazioni; e conclude con un elogio alla Germania,, dH~ prP1parò un ottimo personale Ranita.rio, rn1mermli e comodi mezzi ili trasporto, molti ricoveri e coiulJ)lete dotazioni di materiali di medicazione e di pronto SOCCON>O. . Come rovescio delila u1cda,g-lia, i1 Cortese cita, l'esempio della Francia, éhe non S1epp,r, pr0Htta1·e dclJa espel'ie1w.a, della guerra di Crirne::1., fnneRta..ta. dalle febhri tifoidi , dal coile1·a, dissenteria, R<:orbuto, nè di quella, della cRmpa,g na, dcll '!39 in Italia, in cui per deficienza del servizio sanitario furono genera.li le lagnanze, come ,ri --snlta dalle relazioni del Chenn, òeil GarPnn , ilPl Cotw e <lel Durnwt, rU cni l'ioordi di gne.rrn contribuiròno notevolmente al riconoRci-

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GOS 1nento del principio della.11cutra1ità dei feriti, c he ebbe poi la sanzione uilìcia,le neJ 186:1 a, Girwvra,. :Nella campagna del 1870-71 fa, Frnnòa, cbhe un'org:mizzazione sanita,1·ia, (lisordi11ata, ed imm:ffid('llte, come lo dimostrano i rarpporti del Le Fort e del GrP.Jln6is. Osservn, a questo 1proiposito il Cortese <:he la guena è un 'occn,sione pro,pizfa pPr 1111 popolo saggio a, correggere i_1pT'oawi ordinanwnti civili P. militari, e che il soldafo, ,essendo un cittadino obbligato per legge a paga1·e il suo tributo di sangue alla Patria ) merita come ta,le ]e maggiori assistenze ~ pr,enmre, non solo per rende·rJo idoneo alla sun. nohile rni~;:;.:ione, ma anche per restHuirlo al paese sa.110 ed in condizioni (la riprendere il suo posto nella, Società. La, Germa,11ia, condnde il Cortt~se, chP 1neglio di o gni altro Stato aveva compreso tale verità, a.veva provveduto opportuwlmente fin dal tempo di !I)ace, non solo per avere una milizitt forte 1 clisdplinnta rc1 iRtruita per la guerra, ma nndif-' ~1er la, pili efficace :1,ssh;tenza sanitaria,. F.d il soldato, che Rapeva di avere 1m Governo fJl'P.viggenti~, affrontò ('.{111 allirno più se,reno i perkoli ,rlella lotta, sicchè la, Na0ione, -che tLYeva dato alle proprie orga,ni½za:zioni f':H· nitm·i,c nn'importanzr~ rnaggio'l"C di quella l'iconos,ciut.a dalle altre Potenze, potò così conseguire più age,vl~lrnente Ja vittm·ia.


OA PJ'I'()LO XL

I SERVlZI SANITARI MILITARI NELLE GUERRE RUSSO-TURCA, SERBO-BULGARA, ISPANO-AMERICANA, ANGLO-BOERA, RUSSO-GIAPPONESE E BALCANICA (1912-13)


J. -

0-lJIJJRRA RUSSO-'l'IJltCA

(1877).

Nel 1877 ]a Russia, che, dopo la sc_o nfltta in Crimea, non aveva 1perduto la speranza di raggiungere il Bosforo con la sua esp:msione, apiprofltta del oonflitto balcanico, scoppiato fin dal 1875 fra Serbia, Montenegro e 'l'urchia, e con un esercito òi 8 co11pi d'armata, di cui due ,rumeni; al <'1omanclo del granduca NicOlla, [)assa l'ampio Danubio e muove verso la zona montuosa dei Baka,ni. L'e.scrcito turco, al comando di Osman-1--'ttscià, si raccoglie a, Plcwna , e 'l}Ucsta pia,zza,f.orte con grande t~nacia resiste pe,r molti mesi n 1l'a,Ltacco dei Russi. La guerra, condotta in pieno invel'no att,·averso i Ba1lcani, si svolge fra disagi e difficolfà, d'ogni sorta. Fin a! mente nel g·ennafo 1878 i Russi sono alle porte di C0,_"ta,ntinopo1i, quando la pace è rapidamente conCilusa.

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Allorchè l'ese,rcito russo nel 1877 a,pl'ì le ostilità, contro la Tm·chia, l'organizza,zione dei servizi sanitari e ra ancora regolata in ba.se alle norme r-,ma11ate fin da,ll'anno 1869. Il funziona,mento dei servizi sanitari in ca mpagna. si svolgeva, a, mezzo delle seguenti unità: 1°) lazzaretti mobili h1 servizio pl'esso i corpi ~ reparti, destinati a1l ricovero temrp(}ranco dei feriti intra,s.p-ortabili ed allo sgombero dei mafati durante le marcie; doveva no inoltre rinforzare i posti di medicazione dm·ante il combattimento; 2°) lazzaretti divisionali, della capacità di 166 letti, che avevano funzioni analoghe alle nostre sezioni di sanità; OSlf)edali temporanei, della calJ)acità, di 630 letti, divisibili, in caso di ne.cessità, in tre ;reparti e funzionanti da, ospedali da campo e di riserva ~-4°) deposi.ti centrali di ma,tel'iale sa.nit.a.rio.

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Anche iu questa campagna. il servizio sa,n ita,rio nell'a,rma.ta russa fu deficiente, tanto per la, mancanza d'autonomia delle auto i-ità direttive, quanto pe1.· l'impreparazione del 1persona,lc e per .l 'insufficienza aelle dota,z ioni del materia.l e di mollilita,zionç, Sipecial me ntc dei mezzi di sgombero. Si aggiunga; a ciò il dannoso dualismo fra g1li organi tecnici e gli organi a.rnrninistra,tivi, che si era. già vedficato nelle pr<~cf\denti guerre, 1a campagna condotta in pieno jn . ver:no con ·r igore ec,:ezionale del clima,, il tm·rer10 d-f\l1'~1zione oltremodo accidentato e montuoso, con pochissime strade òi comunicazione, e ·si comiprenderà facilmente come le ·Oipcrazioni di primo soccorso e di tras1poT'to dei mala ti e feriti riuscisfiero oltrentodo diso·rdina.te e difficili. Nè ti porre ,riparo a, q11csti inconv,enienti giovò la, nomina, di sci conuni,s sioni fatta durant,e la, guk~·rr~L pe1.· ~ior.ganizza.re il so1< vizio sanitario : e fu una vera, risorsa j l socco-rso prr.stato daHa Croce Il-0ssa, ht quale, coi suoi tJ-r.ni-ospedalc, cofile flottigli<~ di ha-rche sul nan uhio (\ con fo na.vi ospedale sii'! :r\fo,1• N,r.1'0 , riuscì a far fronte alla critica Rituaziorn~ ed a fadlitare lo sgombero (lallP nnità .':la,nitaric, olt•rcmodo affoliln,tr., dellar maggior pa,rte .degli infermi. Nè mancò l'assistenza (le1le da.mr. volontarie, cbe in buon numr.ro accorsero sul tea.tro {l.,lla gur.rra. , Quando si considc,r·i c he nel solo ospedale di gnena n. 46 impiantato a, Frnte.sti furono ricov(>ra,ti nella. prinuL quinclidna d 'agosto oltrf\ :m.ooo fra malati e fiwiti , si può facilmente imma,gim1re comr. i mezzi di primo soororso .r. di trasiporto disrponihili fossero nssolutamente inadegnati alle nr.cr.ssitit del momento. .....

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Ed anche nell'esercito turco, dr.lJa forza, di 8G.OOO uom1m, il funzionamento dcl servi11io sa,nitario n on fu meno deficiente. Giù, fin dal 1838 il Moltke lamentava l'a,s solutr1; m ani:a,nzn, di org~nizza,11ione fianita,ria, tanto che 3000 soldati ttwchi f'rano stati nmnda.ti in gtrnrra con un solo barbiere ignorante, a.l qual<~ era stato affid a to tutto il servizio medico e chirurgico; .così un a r tigliere presentante frattura comminuta, dr.l femore per schiaccia,mento sotto ila ruota cli un ca,rro era, a,n<:ora dopo IJ)a,re<'...chi giorni 1privo di qualsiasi soccorso, e nemmeno si era fatta alcuna diagnosi. L,'1, Turchia, ligia alle ,sue credenze fatalistiche, ~>·referiva di abbandonare i malati


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e feriti al proprio destino, piutto~to che affidarli all'assistenza dei medici) i .quali erano considerati con sospetto ed anzi con una certa ostilità. Nè l'esperienza delle guerr,e combattute in ipr,eccdenza fu di sprone a migliorare l'Òrganizzazione ·d ei servizi ~anitari. Nel!la cam1pagna del 1877-78 l'ese-rcito turco ebbe a _s11birè notcw-olistdme perdite, dovute in g,r an parte all'insufficiente prepanizione sanitaria:. Per la manca nza di . mezzi di tr.ati:porto, tutto il mat<~riale sanitario dovette esse1·e ca,ricato su ca.r ri di ca,mpt~gna, rPq_uisiti frettolosamente · e per nulla adatti aillo scopo e si fu obhlig,a.t i a, i,igombora,re i malati e feriti a mezzo di ha,1·ellè imiprovvisate. Per coru1pleta,re inoltre i qua-<_.1ri sanitari, si dovette ri<{Ol'· rcrc ad affrettati arruolamenti di giovani, medici, ra,c,colti da ogni pa,rte, privi non sOilo di qualsiasi esperienza di ,se1·vi7,i.o in gner,ra, ma, anche dellP. più elementa,ri cognizioni tecniche: e se cfò non hastass,e, -dato il numero -del tutto insnffidente, si fu costretti a,d a,sse- · gnare ltfl sa,n itario per ogni mille com hattenti . Tnve1·0 in questa, cn-ntJmgnn. non si ebbe a ris,contrare akun perfezionamento nell'orgnnizzazione dei servizi sanita,r i . T,e ca,ttive c-0ndizioni dell'e<111ipa ggiamcnto e de1 i"vetto:vagliamento, il clima, i <Hsagi della, gnena agg·rava,rono le coll(lizioni sanitade <folle kuppc. La ma lari a, la dissentPria,, il tifo es,a nternatico, lo scorhnto fecero ben iprr.isto comparsa nell'esercito ed affollarono in mndo imprcssionantr. gli ospcdail i, pr.r cui si dovette provvedP.re d'urgP1rna alPallestimento <li altri luoghi di ricove,ro ed irnpia.nfa.r-e inferrn el'ie regg·imcntali e di · hattaglione, che, d'altra. iparte, 1tJ<!r la, mancanza, di ogni regola, igienica,, divennero ra1pidamente a1JtrPttanti èentri d'infezione. Nè si pòt:~ tientare uno sgombero, anche limitafo, iper l 'assoluta, <lr.ficienza di mezzi di t,rasporto, per lo 'stato {lisastr<JSO di manutenzione de]le strade per lo più accidentate -e per la grande distanza da.i cen~ri ospe<falie:r i. . Non è qni.ncli da stupil'c se il se1·vi7,io sanitario milita.r e della Turd1ia anche durante qu~ta guPT·ra, come gHì, nella. campagna di ('riinea, del 1855, fu, cruratterizzato con l'es1p,rPA '<sione poco lusing-hiera, di (( lirnhò della medicina)). Ln gue1·m rrniso-turca, del JR77-78 fu oltremodo micidiale: nella ~ola battaglia di Plewna, durata: dal '20 aJl 30 lnglio 1877, ~i Phnno nell'~crcito rus'So 2898 morti e 7338 feriti. La mortalità dPi. TP·P·flici ,rmil'li ('aduti snl campo fu più elevata di quella degli uffi.eiali comhattrnti. Anche le ipP.rdite pe,r ma,l attie epidemico-con33


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tagiose furono mo1Ito gn1vi. Nell'esercito del Danubio,. Jcìla forza di 592.080 ù(l1llhattenti, si ebbero 11.90!:i caduti sul campo, 43.381 :t;eriti, 4.955 morti per _fcrit,e , 951.993 ricoverati in OSIJ)·cdalc, di cui 54.329 morti per ma.Iattie. Si ìna,nifesh1,rono inoltre 135.289 casi di febb1·e tifoidea, con 23.752 morti; 43.386 casi -0i dissenteria., con 9.543 docessi. Nell'esercito del Oaueaim, con un effettivo di 246.4G4 combattenti, vi furorn, 13;261 feriti e 18G9 moii'ti: i ricoverati negli os1pcdaU furono 1.Hl8.02B, di cui 34.8f-17 morti per malattia. Su 64.296 casi di febbre tifoidea, si verifica,rono 20.230 m:orti, e su 22.984 casi di dissenteria, i decessi ful'ono 3.!'"if>2. In . questa ca.mipa,gna comincia hL 1prova ;ra,z iona.Ie del tratta.mento a,n tisetti,co d,ene ferite con l e solu,r,ioni fenicate, per opera soprattutto di Bergmann.

II. -

GUJiJRilA

SEP..P.0-J-HJLGARA

,1885).

Nel settembre 1885 a Filippo;poli scoppia un moto insu,r,rezionale per J'annesRione a,lfa Bulgaria della Romolia orieutule, la quale per il trattato di Berlino si trovava sotto il protettorato della Turchia; ed il 1principe Alessandro di Bulgaria aderisce .al mo'vimento, nonostante le proteste degli stati europei, mobilitando , ·~ 'ese,rdto su 24 battaglioni di fanteria, 2 re,ggimenti di cavalleria, e 2 di artigUe1·ìa. Ma -Milano, re di Serbia, che mira,va, all'espan- sione del ter;ritorio na,ziorwJ.e, coglie quest'occasione per dichiarare guerra, alla Bulgaria-, e con 5 divisioni di prima linea., compos.te ciascuna di tre :reggimenti di fanteria, di. cavalleria ed uno d'artiglieria, pa,ssa il 14 novembre la frontiera: bulgara, puntalido su Sofia. Il 16 successivo :i Serbi hanno raggiuntò le posizioni di Slivnitza ove si combatte una ac.ca,nita ba,ttaglia, che dura tre g\orni e termina con la vittoria, · dei bnlgarri, valorosamente condotti òal prindpe Alessarn1ro: si hanno 2000 pe,rdite da 1pa,rte bulgara {6,3% \ della forza ·effettiva.) e 3000 da parte serba (7,5%). Altra sconfitta l 'esercito serbo subisce a Pirot: ma l'intervento delle potenze · ' pone fine alla br;eve campagna. '

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· Ra,p ido cenn() faremo del servizio sanitario durnnfo la guerra serho-hulga,ra del J88ti, il qnalle, al solito, fu insufficiente pe,r )'irri,1pr!:)para,z ione 9el personale, improvvisato alla :megJio con medici borghesi, che, oltre a non avere la rpiù elementare conot3cenza del


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funzionamento delle unità sanita~·ie, fasciava mo!lto _a desi{lerare -dal punto di vista del1a coltura, prof'essionaile. D'altra, ipa-rtc, se1rna _c ontare la sca,'rsa dotazione dei materiali sanita,r i, si ebbe a lamentare la -deficicn_z a di ambulanze e di ospedali da campo nei sc,rvizi di tra,sporto e di -ricovero, rper cui si verificò grande lentezza e disordine nei soùcorsi in prima, linea, e nei movimenti di sgombero. Durante la battagiia di Dragoman, i medici militari, per :inanca.n za di ogni collegamento e di inizi_ati va p<1·opda, si trovarono immobilizzati ed hrntili7,zati a Slivnitza, loca1lità situata, ad oltre 8 Km. dal luogo di combattimento, ed i portaferiti, poco istruiti ed in _numero scarso, vaga,r ono senza alcuna: direttiva per il campo di battagiia:, tira~portar1do un numero esiguo di caduti. Anche a Slivnitza i feriti e ma.lati rimasero senza alcun aiuto sul, campo di battaglia_ per tutta la notte, e f1wono per di rpiù tormentat_i dagli strazi della fame e della, sete ed atlla mew:è drllt~ orde di predoni, che impuncmcnete li smttoponevano alle più inuma.ne ~evizie e 1i òernha.vano delle armi P <1eg1i oggetti di vt~lorc_ Per buona, ventura intervenne il soc,corso inlerna:1,ionale de11e · Società della Croce Hossa vfonnese, ungherese, 1-ussa e tecles<'.a, in aiuto delil 'es~rcito sedJo in ritirata, le q1rnli riunirono i loro sforzi per sottrarre al più presto possibile da1 nmnico, che ra1pidamcnte avanzava, i numerosi f.eriti , concentrandoli nella, massima parte a, Belgrado ed in numero minore a Nisch ed a Pirot, utilizzando per tale sgombero i treni-ospedale cd apposite ambulanze. Nell'eA<;ereito :serbo vi era assoluta penu_ria di medtci e di chirurghi istruiti.; vi era inoltre deficienza, del mate1·iale più indistpcnsabilc pe1~ ila, med~cazione antisettica, e mancavano armamentari1 a,p[)a,r,ecchi: ferule ecc. Ndb rnaggi01· iparte <lei casi l'ovatta di Brnns o la jnta oppure le vecchie filaccic erano direttamente applicate sulle ferite, senza curarsi. della pdlizìa prepa,ratoria. Le frattm·e complica,te per lQ più e,rano contenute in ferule non a,datte allo scopo, perchè l'a1pipa,recchio non oltl'epass:a,ya, fa sede <lella frattm·a. D'altra, parte il camtle della ferita veniva, frequentemente · tamponato con garza ed ovatta, le quali imipedi-, va:oo lo scolo dei ma.terirvli di secrezione. I'er dare un'idea <ldl'insu:fficicnte organizzazione sanitaria, hulgafa, è dÌ:t l'iesuma,r c una. 'relazione del dott. F ·raenkcl., d ell'Ordine Teutonico di Vienna, che fu a,ddctto· ad un oi;:rpcdale di rise,rva in Belgrado, ne]1Ja quale, con clésc1•izione impressionante, ri-


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corda ['agglomera,mcnto, la sirwrcizia-, fa mescolanza ooufnsa dei f eriti leggeri e gr,wi che egli trovò tLl sno arrivo. Riconosciuto che la prima medicazione era insufficiente ed j:nad,eguata, egli cercò di attuare un t rattamento a,n tisettko secondario delle ferite, uel~ l'intento di ricondurre in buone condizioni tutto quanto era stato compromesso dalla trascuratezza di° un trattamento antisettico immediato. Benchè le ferite per la .maggior parte fossero in p·r eda a sup_. purazionc, tuttavia le 500 Jesi.oni che •egli ebbe in cura non diedero luogo cl1e a -p ochissimi casi di ere.sipela, e di pioemia. Nel tratta. mento egli adottò il metodo antisettico del Rillroth coll'impiego simuitaneo <lel iodoformi? e dell'acido fenico e della garza al sublimato, e si veri::6.ca,1·0110 soltanto r; esiti letali. ~bbe inoltre a- curare 114 casi di fratture da a.rma da, fuoco, di e, quantunque kattatc colla antiscipsi secondaria:, risolsero tutte in guarigionè, senza dover ricorrere ad atti operat01·i demolitivi, mti limitandosi a, rPndere asettica la forita ,e le sue v1cinanze ed a, d 1~ ondad.1 <:on un a pp.'l·r ecc hio antisettic o ed immolJilizznndo l'arto frattmato. Anche le fe1•itc delle articolazioni in via òi SU{P1purazione furono trattate colla cm·a a,n tiscttica conservativa. Si cercò infi.ne òi evita.re il ipiù possibilmente ,le resezioni t1ipiche, sostituendole con le ri~i--;ezioni pa,t ziarli e ce1·e and-0 <li 1·imuovere soltanto quelle pa,r ti non più vita,li, che ,costituivano un impedimento a,d nn .sufficiente drenaggio. Il dottor. Rchimd~ che fu dir,ctto·r e dell'ospedale cli riserva di Angusta, rifei·i.scc a, sua voilta in· un altro non meno interessante rapporto le deplorevoli condizioni dei feriti dell'e..<.;ercito serbo: le ·lesioni erano •ricoperte di fì.lareie e pe1·fino di stracci, di cairta , o<l N·èl,iHrittura, eraì10 lasciate scnzn, n.lcun mezzo [:>1'otcttivo ; nè 1potcvano di sporre ili apparecchi immobilizzanti per frat ture; i feriti erano p or <li. IJ)iù affamati ed intiriz:t..iti dal freddo. Dopo le prinie. disinfezioni e quakhe atto op~rativ-0 praticato d'urgenza, tutte le lesioni ebbero 11n decorso a.settico, per cui. lo Schimd conclude che nella. guer:r;a serho-bu1lgara fu oonfermato il princip,io che la cma antiRettica., anche tar,diva, può ,r ecare i suoi benefici frutti, salvan<lo non solo delle vite, ma rispa,rmiando anche opem-z ioni demolitive e comiervando la funzionaJità <li arti, che sen?.a tale- trattamento avr ehl:iero dovuto essere irreparabilmente i;;acrifica.t.i. In <lUPSta, iuerra furòno confernmti i huoui l'isnltati dell}a, mP,dicazione antisetticà.. \


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Peralltro ·1 dott. 'Fillemhanm, ,cliretto1'c di un ospedale òi l'iserva in Sofia, in un'alt,ra r ~lazione ricorda chç [a, guerra serbobulgara: non fn certamente una guerra antis·ettka.. I'n moltissimi casi mancò assolutamente n primo soccorsq chirurgico, sia IJ)er insufficienza di personale, si3,> pe-r penuria, di mt1teria.Ie. a-ntisettico, che era limitato alla; polvere di iodoformio ed_alla, soluzione .di fmb1imato corrosivo, che avevano sostituito l'addo fenico.. Si aggiunga . a ciò il t,rasporto oltremodo difettoso. che aggravò non 1poco il decorso .delle ferite, hen pZlche-<lelle quali prcsenfarono superfici granulanti o guàl'igi01ii sotto crosta, mentre .Ua ma,g gior parte era cacatte1·izzata da grmrnlazim1i fungose pa.llide, c-0n cute arrossata f' flogosi 1lemmonosa. 1

lll. -

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ISPANO-i\lMEIUCANA

(1895-18!)!)).

Nel febbraio 189fi l'isola di C 11 tia, dcsWerosa. .di [ibr,rtà e di autonomia, insorse contro il dominio spagnuolo organizzando bande di rivoltosi guidate da Gomez e -àa, Maceo, e ht S1pagna, non potendo più contare su l'antico motto: « siempre fiel isla de Cuba)), fu costretta. ad inviarf\ in- A mcrica un esercito di 100.000 nomini. · su 6 corpi d'a-r mata, al comando del marescial[o Campos, iniziando una lunga campagna di guerriglie cont>ro 27.000 insorti, che fu causa di 2.000 perdite tra morti ç feriti e di 14.000 decessi in soli. tre mesi e mezzo pflr f.ehl?re gialla, che funestava. qnellle regioni. In seguito, ne] 1898, il con:flittq conbro i ,ribelli si estese ad una g·1l'.r-r.ra tra, H vecchio e il nuovo continente, e l'Anrnrica con le sn-Pfor:r.e navali .J'ipa,r titc ;su tre squadre arp-rì le ostilità contro l 'ese1·cito fipa,g·1molo mettendo il blocco a Cuba ed O('.(:U1pa,ndo ,fl.OIJ)O tP.nace lotta Sm1tiago e Antiillè, in modo che la pace fu conclusa nell'anno successivo, con la perdita di <Jneste isol•e {la parte della Spagna.

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Nella guerra i,<;pano-americana gli eserciti degli SUtti U niti entrawrno in campagna coll'antico ordi,n amento sanitario (lella gnr.rra di. secessione del 1861 -1865; ma i progircssi realizzati in questo ]ungo intervalllo, tanto 11cÌJa, tattica di' comùa.ttiruento, .(]nanto nelle a-rmi da, fuoco, ,1·id1ie.sero fin ,dall'inizi.o delle ostilità


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1.r na radicale modiOcazionc nclrl'organizzazione dei servizi tecnici: ed infatti furono impartiti dal Ministero della· guerra ordini e tlisp0:sizioni per mig.liorare il funzionamento di queRti servizi, che non poterono ipera,ltro avere la lo•r o e.ffica:c'e attuazione se no1} verso ila fine della campagna. P,er buona sorte le 1perdite subite dagli americani in questa guer,rn furono fa-1,signi:fìcanti, ammontando U[Jpcna a, 246 _IIrorti e a 1G84 feriti, per modo che ]a {lifettosa cd incerta p,re(Parazione d el servizio sanita,rio non ebbe modo di e ssere·. rivelata in tutte ,le sue manchevolezze. Anche in qu ~ ta. campagna n scrvfaio sanitario fu organizzato, come per gli a,ltri eserciti. europei, sul sistema dei tre tipici scaglioni della prima, lirica, della wna delle tappe- e di qneUa territo-r iafo, e dovette esplicare la sua azione specialmente nella difesa contro le malattie infettive e soprtLttutto contro la fehlwe gialla, che menò strage fra le t ruppe, i·ernlendo -ancora più :u·dno il compito -dcll~ sca-r so _ipcrso11::1le medico; Il rnmiero di 1D2. medici milita1·i, Btabilito -ùai quadri 01·ganici, grn era insuilldcntc fin -dal tom1po di pace; e di questi, soltanto 100 poterono essere mobillitati alla fronte, ed a ssegnati in nurneTo di 5 qua1]i mc{lid in ca1po de'. corpi d'annata, 3G come medid deUe brigate di volontari e 59 come medici ed a,s sistenti ne' Teggimenti regolari. Ma ben p-resto, per la gran ressa di malati rioovera,ti n e gli ospedali reggimentali, divisionali e gene-rali, si rese necessario un notevole aumento di 1personale s:mitario, P perdò il ·12 mag: gio 1898 fu approvrthL una legge che auto-rizzava l'a,r rnolamento di 650 medici civili. ' Oltre a, tale straordinario roclntam ento {li medid, fu assegna.to nn aiuJante infel'rniere ad ogni batta-glione di vofont::n:·i P5 ad ogni batta~lione di i::olclati regola,r i, scegliendo questo_ peri::-onal-e d'a-ssistcnza- fra stnd,enti -cli nrndicina e di farmacia, che si erano aN·uolati come sol-dati volonta,ri, e ;rieomendo anch-e al personale -civile degli oi::pedali d'America , -aggi.ungendone 10 per ogni conpo di a,rmata., così che alla -fìuc si potè òisiporre di n:ooo cli quest_i aiutanti infermfori. Gli arruolamenti, allo scoppio della guerra, fnrono limitati af1 nn'efà non inferiore ai 20 anni, ma,, in seguito, per coprire l'orga-nfoo, l 'età minima, si riòusi"e a 18. Questa circost'imza, e la. necessità di un affrettato a;rruolamento, furono , a pa,rere òel genel'alc medico Steinberg, Cal]}o della sanità militare, nna delle fonti


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principali del propagarsi di mol~e malattie infettive alll'inizio della campagna. A ,queste cause bisogna aggiungere l'inesperiema degli ufficiali medki per quanto rig ua,rda l'igiene degli accampamenti, soprat 0• tutto nell'elemento reclutato fra . i sa.nita,ri civili; la scelta d egli accampamenti, non sempre in posizioni salubri e p1·ovvisti d i acqua p~tabile e con latrine insufficientemente profonde, fonti di faciJ.e inquinamento, come a l\.'Iiani cd a Merrit; l'agglomeramento delle t,rlllppe, come a Campo Algcr ed ;1. Ohickaimanga, còn latrine e cu'·cine impiantate a ipoca distanza dagli attendamenti : inconvcn ienti tntti, ai <Jna,U si pose in seguito riparo, dopo nn'iS(pe,done sanitaria, tr}~sfcrenòQ gli aocampamcnti in zona ;p iù salulJre, qmmdo però erano già, scoppiate (~pidemie di febbri tifoidee e dissente,r iche. Nei ca,m1pi della Flod.<.la, della Georgia e della, Virginia la salute ùeille truppe fu anche rninaccfata dall'infezione mala1·i~a, ma, fu soprn.ttntto la febbre tifoi<lea, quella che, sipedalrncnte nel giugno 1898, contdb11ì a, dcte1·mirnu·e m1a rpiù acccntna,ta, rnm·bosità nell'cse1·cito operante, con 4.133 <'d'-l,si e 454 decessi. 1~ <fa acccnna,re ancora che neltla seconda sctùmana di luglio si ma.nifPstarono numerosi casi <li febill'e giaJla nei r epa,r ti che occulPavano le altm·e di .Sib-Oney, e d 'allora in poi l 'infezione andò sempre più estendendosi, tanto ch e si dovette 1·korrere all'impianto di un apposito ospedale di isol:Lmento: ma pur troppo mancavano le tende, e soltanto dopo l 'imbarco dei numerosi feriti si poterono ntilizza,rc gnelle dell'ospedaile princiipale. Dopo, la carr:iitola,z ione di Santiago, le truppe, estenuate dalla fatica e dai disagi della guc,na, andarono · soggette a febbri remittenti e tifoidee. Fortnnatauwnte si potè diS1Por1·e in que.-ito peri9do cli una, larga dotazione di tenile da rioovcro, di letti e ili nrntc,Piale sanitario (l'ogni sorta, sbarcato a Biboney con un corpo di medid e d'infermieri, coi quali IllC'l,ZÌ si potè far fronte a-cl 11na più e.ffica.ce organizzazione sa,nitarrhi. Nel rimpatrio dei numerosi feriti e malati le a u to1·ità sanitarie esercitarono la massima, vigilJa.nza, pel' non propaga,r,e nell'interno dell'America la febbre gia lla, e con rigorose misure igieniche e iprofilattkhe si riu&-ì ad 'impedire ogni diffusione del] 'infezione nella poipoJlazione ci vi.le, Il tenente colonnello medico Havawl, in un'ela,h orata: rclazionè sanitaria sullla campagna d i Rantfago, feoe i migliori eloii del nuovo fucile, COf:IÌ 1letl:o nm,ani-


-520tario. Da. quest'arma. si temeva la strage di brigate intiere ed iuvece essa. non rc-cù danni 1Più gravi del fucile a medio calibro : an,-.i le lesioni prodotte prescnta,rono minor g1·avità e si ebbe una mortalità meno elevata,. « Ma.i , osserva i1 relatore, si ebbero ta,nte fe)•i.te gua,rite !Per prima intenzione, ma~ si verificarono oosì poche frattui·e, mai k le!,ioni richiesero così ral"i intel'Vcnti cbiturgici >>. Alla batta,g1]ja di San Jua.n del 1° luglio, nella quale gli americani conquistarono una posizione quasi inesi_p ugnabile, su 7.000 soldati si ebbero 9~2 oolpiti, cioè 1'11 %'Cli feriti, ed il 2 % di morti. In tutti i combattimenti di San Juan gli americani ebbero circa l /7 di. morti 1'.ispef.to ai forHi; gli spag1101i c he combattevano al ripa1·0 ne ebbero meno di 1/5. Il trasporto ~lei fe.I"iti :fu ditlki]iRsimo, perclllè i carri ernno rimasti bloccati a T.a.mpa. Haire furono le amputazioni e le disarticolazioni, eseguite solo in ca.8i cli seipsi inevitabile nelle condizioni di guer,r a. Altra, dr. costanza, che Rorprcse la, maggioranza dei chirm·ghi, fu la frequenza dei proiettili rimasti nelle ferite. Il maggiore meclico Vood, della in divisione del 5° f'JOrpo d' Atmata, in servizio all'ospedale r1. 1 di Santiago, riferi~e che nei giorni l , 2 e ~ <li luglio i feriti affluirono in gra,n n omero a questa unità ed il /Personale meò.ioo addetto ora, oosì immfficiente e così. inesperto n el m ocogliere [e note diuieo-statistiche-, clic egli stesso, all'cipoca, in cui compilò la relazione finale, si trovò ncll'il{lpof:;Sibilità di raccogliere, se non incompletamente, le notizie e le generalità dei ricoverati. Molti feriti modrono nella, nottè' seguente al foro ar,r ivo, e non s'ora, ar1·ivati in tempo a, prender nota nè del nome JJj~ <l ella natura della lesi-0ne. Le tabelline diagnostiche fatte distrib11il'c dal generale medico in capo non erano state a,p plicatr. che a pochi caduti e i1~olt.re fa pioggia, :dirotta, aiveva ca,ncellato le in<lic a;;,ioni segna,t e. . . Vale fa, pena. per l a storia della, d1irurgia <li guc1·ra, {1j st,l'alda1·e qualche dato da questa ll'el.azione: Furono <!seguite tre laparot omie per ferite intestinali, tutte e t1·c seguite da morte, .mentre molti colpiti all'addome gna,rir0110 p·ro.n tamente senza interv:ento chknrgico, ciò che fa, ri:fletter·e al Vood se Ria · veramente il caso di aggiungere a.Ilo shock <li una· ferita, intestinale quello che in~vitabflmente deve seguire ad ogni Jall)a.totomia. Con ciò egli non vnoJ1e schierari.;;i fra quelli c he avvcrs~mo le grandi operazioni, ma, l'itiene chP n e.gli <~spe(ln li da


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campo, nei q ua.U i mezzi di aseipsi sono limitati, e limitati i rnezzi di cur~ co11secutive, ed i feriti vi giungono dopo diverse ore di disastroso trasporto; dopo che son rirua,sti pP.r terra chCsa quanto tempo, &ia megli,o a,ffidarsi alla chirurgia conservativa, la quale può da.re ugualmente buoni risultati. Riferisce ancora, di un'amputazione di coscia al terzo superiore iper grave pcstaruento, con vasta perdita de' tessuti, che risoh,e in esito infaust-0 do!))O poche ore. Un'alka eseguita al terzo inferiore per frattura con lesione arteriosa e consecutiva cancrem1,, ebbe ris111ltato favorevole, come pure un'amiputazione òi garnha al t flrr,o superio•rc per frattur·a coruminuta della ,tibia; con estesa, perdita di tessuti molli. Si ebbe aÌ1cora, a. verificar·e un caso di morte dopo ]a legatura dell'arteria linguale de.stra per l'a,nemia acuta del fel'ito. · MoHe fratture ooruposte del femo1'e furono, in mancanza di ferule e <Ji, aippar-ecchi adatti, conte1rnte vantaggiosamente con [e pa,r ti legnose di vec~hie foglie di palma,, che, rammollite nell'acqua, poteva-no essere ben modellate f'rngl i ari.i, e l'ima.n f'vn-no lwne ade1rcnti quando si asciugavano, senza comprimere la rP.gione e di sturbare in alcun modo i pazienti. Le lesioni protlottc dal fucile 1\fauser fu:roÌ10 molto pirì li evi di quelle che la letteratura medièa descdvc, ed il dott. Vood non esita a chiamare umanitari i mode1·ni fucili. Invero egtli osserva che molte lesioni., dcl cranio era.no raip1prcsentate da, semplici fori senza, fes.snTe o frammenti. In un sergente la 1pa.lla, era penetrata dalla, iparte della sutura frontoiparicta.le destra,' ed uscita d&lla regione parietale posteriore tra,vflrsando la sosta.nza, ce1·ehrale: il ferito rimase focoscicnfe pe,r i primi due gior:ni, poi Tkupc1'ò i sensi e lentamente cominciò .a, mig1lio1·a1·c; fu in seguito trasportato a Sil.JoIH\Y, ~cl a ipaTte qualche lacuna delle facoltà mentali., faceva p,r,e,sagire una gna1·igione completa. Un ferito al collo ùo.n pcrfo1·a1done della faringe fu obbligato al letto per pochi gio,r ni, e gua.r ì sc11za complicazioni. Molte lesioni del torace e deH'a,dd-Òmc wisolsero favorevolmente per ip1·ima inten:.1ionc, molti proiettili ipcrforarono Je ossa, .senza frantllmarle. Secondo l'es,perienza. f~tta nella ctwa dei !IH·.igion.ieri feriti, il /lot.t. Vood ritiene che il fnei].e Krag-lorgcnscn ame'l'icano sia più dannoso del l\f.au,ser·. · Merita ancora <li essere ricordafo nn rapporto del capitano medk-0 Munson , aililetto all'ambulanza di ,rise1·va del :"i" Corpo <l 'a.rma.ta a Santiago,' in cui ,1·iferhwo i~he fa. nave' suilla !Jna.lc


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era imbarca,ta l'unità sanitrwia fu trattenuta, per 5 giorni oon la' squadra del hloc,co, e che le altre rnwi di trasporto non l'ico.mpar~·N·o se non dopo 8 giorni: in ,. qucsto frattempo avvenne il fatto d 'a,,rme di Guasirnas. Mil:lgrado il .gra;n numero di ,Jance e va,p orini nel porto, sotlo al terzo gimno dopo la battaglia si potè di,s porre di tm'imharcazione che trasiportassc a terra il matPriale da os1pcdale, ed i feriti furono doipo alcuni giorni ['kovera-ti a bordo del_l'OliveUeJ che li trasferì all'ospedale di Sihoney. L'A.ssociazionc della Croce llossa del 'fcxas, che doveva accompagna.re il genc,rale Shafter nella, tsna spedizione, non giunse a Siboney se non quando la battag11ia era, giù alla fine, e l'o,<;1peda.1e imlJ.)iantato. Non si può non rilevare il fatto de le tl·uppe· di Santiago furono ,<iha,l'Cate senza che fosse possibile presta1· loro alcuna assistenza sanitaria,, per ma,ncanza di medicinali, strumenti chirurgièi, oggetti ,di medicatura ed altro rnateria]P oi:spe{laliero. I combattenti erano forniti di un 1pacchetto da rnedica.zione e con q1wsti il capitano me,clic o Newgac·den, (lel :~ reggimPnt.o ,f'avaHerin, ,ri nRf't ii, porLa-r· soccorso ai feriti di n umcrosi ,reparti che atlluivano al suo posto di soccorso durante la battaglia, carieando i 1più gravi su carri e muli di rito1'110 dal rifornimento di vettovaglie e di munizioni. Il maggiore medico Ivcs riforisce in ·altro rmpporto che la, febbre gialla. aveva convertito l 'accampamcnto di Cuba in un gra1~de ospedale. Queste in breve sono le notizie più irn1portanti sui servizi sanitari -durante la guerra i,spano-amcricana, che si possono clmmme,re dalle vari.A rPlazioni. E cla:l poco che abbiamo ei:,1pos,to, si iprnrrite1ie,re piPnamente giustificata 1l'apprcnsione del comitato d 'inchiesta e dello s t(>~so genel'alc medico Stcrnberg sulla illl[H'epa.ra.ziorn~ <le' mPzzi qi soccorso dell 'e,serç,ito americano in quesh1 guerra e sulla insnfficiPnza dei qua;dri del Corpo sanitario militare> come sulla nmncrunza assoluta d'un COlìPO di aiuta.nti di Ha,nità' ed informieri, elemPnti senza dubbio indisipensahili 1pe,r una raziorrnle organizza,zione di un servizio così. importante. In una comunicazionP fatta all' Associa,zionP medica americana,· if g,cncra,l e medico Sternberg dimostrò a grandi tt·atti 1a situazione sanitaria n~l corso delle operazioni che si succedetforo dal 1primo maggio 1898 fhfo al 30 aprile 18fl9, dalla q)1ale · 1·isulta che il tota.le dei decPssi si elevò dal ,0,26 p. 100 al 6.406, di cui 5.438 p. 100 per ·cansa di ·malattie e 0.968 in seguito a ferite 0


• 523 riportate. Fra le affezioni .che determinar-mio una, .così alta ci fra di mortalità, tiene ) l primo posto ]a fohhre tifoidea, la qua1le raggii.mse il suo massimo di intensità dopo la, concentrazione de]lè truppe, cinque mesi circa. da,ll'inizi.o delle ostili_tà,, ·,determi1mndo una mortaljtù, di 3.m p. -100, ossia [)ÌÙ che la, metà (li t~1tti i decessi. Il generale conçlude d1e- con un numero .cli ufficiali medici, appena sufficiente in tJempo di pace, non era possibile far fronte ai òi,s ogni dd]a guerra. I medici civili, qup.luncpie fossero le loro qualità profcssion'a1i e la, loro posizione scientifica., non erano prcrpar:ati al servhio tecnko -profiJafLko ed amministrativo, che si ri<:hiede per un medico militare. Donde la, ne,cestsità di a-llargarc i quadri del Co:rpo sanita,rio al di Jù del bisogno in tempo di pace e di 8Yiluppare l'im;egnamento dell'igiene rni.1itare, più di quclfo che 110n si. fosRe fatto :fino allora.

l V. -'-

(tTJlCl:UA A0/GLO-U()l,)lt.A

(1900).

Fin -<'!alla, metà _d el Reicento, ln compagnia, olar11]cs•~ dr,ll'Tndia, aveva 1preRo possesso del Ci:ipo di n1wna. S1peranza-, . fondandovi l'impol'tantP- città, del Ca1po : in breve tem1po si orga,n izzò attorno una m1mt"rosa, colonia-, che g ra<latamente con gli anni fece opera di penetrazione ipadfica · nell'interno, ocenpando. il fertilissimo territorio. 1\fa, dopo Je g1~en~e napoleonichf>, qnP.sto fiorente posswlimcnto venne, per il p~tto di Vienna, assegnato all'Inghilte,rra. I Boeri , per evitare continue vessazioni, si ritirarono nella regione settentrionale, costituendo la repubblica cleill'Orangc e successivamente qilclla '.ael 'l'ra-nswaalJ., che fu-rono riconosciute ;_1,nche dalla stessa .I nghilterm. La, scoperta.. <'li importantissime. mm1ere di ·dia,n:iante nel territorio fu ca,usa ben pr-esto di una tensione -di raipporti anglo-boeri, e .giù nel 1881 Rcorppiò 1m as1pro dissidio, che Ri risolse in una guerra, in seguito alla, qna-le gl'inglè.si con9uistarono Pretoria, caipita,le del '.l'l'a,n swaal. DkiottO" finni dopo insorse 1m'alt,ra non meno violenta contesa, per la, ·pretesa dà pa,r te dell'~nghilterra di imiporr-e la, propria sovranità sulh1 rt~pubblica, mcnti·e i boeri volevamo conc~flere agli emigrati inglesi -soltanto la .na/uraiizza,zione. Ciò sta,nte, il pre,,,,, sfrl ente Krti.ge-r fu ,costrett~ a:--d intimare la guerra all'Inghilterra, e nel novembre 189!) un corpo di spedizione inglese, oen armato e,d 1


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-524 equipa,ggiato, formato su due divisioni di fanteria ed una, di cavall eria, al comando di Sir Ruller , sbar car a, Po~t Nata,l ed avanza, s ubito n ell'intel'no del t-errit.orio, ma si trova impegnato con un esercito costituito d a abi lissimi tira,tOTi e òa esperti cavalfori, [)I'Ofondi cono's dtor-i de i lnoghi e com[)le tamen te a llenati .alle fatiche ed ai disagi di una lunga. ca-101Pagna, per cui. r jiporta, una serie di ,insuccessi. Nel 1900 l'Inghilterra, per salva!re 1a sit uazione compromessa, è costretta ad invia.re un secondo corpo (li spedizione al comando . del generale Roberts, il qua.le, ('.,011 la ima formczza e coll 'oiprportuna introduzione dd cor so delle operazioni della fortifica,zione ca,m![)alc, combinata all'azio1rn de.lla cavaJleria-, riesce ra,p idamente a rendersi padrone d ella situazione, e con incalzante pressione e combaittimenti vittoriosi costl'ingc i boeri aa abba ndona.r e P:retoria, ed. a I"itirarsi verso il. norò, ponendo ~:osì fine a,lJla. ca,mpngna.

* * * Della. gne1·-r a, anglo-boera, ci limitieremo a. 1·icordarc 1-'organiz.zazione sanitaria tf:)'res~o l 'esercito ingles-e. Per quanto rigua,rda il servizio p resso i coripi, ogni battaglion e, 1·cggimento di <:avalleria e divisione li.i artiglieria d isponeva, di un ufficiale medico, di un soldato i nfermi-ere, ~ come dotazione di mezzi di tra~orto aveva 8 ba,re1l e. Ogni -s ~ldato era fornito di un pacch~tto da medica zion e. A1Jle grandi unità era inoltre a,ssegnato un certo .numero ùi iportaferiti (stretcher bearore), lllUiliti di un bra,c,ciale bi anco, oontrasi;:i egnato oon le l ettere. S. B. e di una, coppia. di ceste da campo da, medicazione (fiold-nwdical -panniers). Durante l'àzion e, l'ufficia.le medico impiantava in luogo con venie nte il posto di medicazione, e sotto la, sua direzione i portafel'iti del reparto •r accoglieva.n o sul campo i cadut i, faoendo ser·vi,:do ininterrotto fra, la, linea del fu.oeo e il pl'imo scaglione <l ~l la, compagnia portafel'iii, c he cost.itniv}l il cf>ntro di raccolta.. Quando il combi:t-ttirnent.o terminava con esito fav~revole, il fer ito veni.va medicato sul rposto e trasiportato al luogo di raccolta (colleot ingsta;tion). Nelle a,zioni sfavorevoli iJ1vece fu impossibile ,r imuover e i caduti daiJ. camrpo 1Prima, {lel ca.Ia,r della, n otte e iprcstar loro le n e<'essarie c ure : qualche volta, riuscì agli ufficiali medid di esegui.,l'e il pronto ROCC~rso sul campo d i batta glia-. ma non fu p0f.:i::1ibilc <:f-


-525·fettuare lo sgombero dei caduti, perchè i portaJeriti non si po-· tcvano spingere sulla prima linea senza . esporsi al tiro 'nemico: e se si tenfava lo sgom!Je1·0 in tali condizioni, si cor,reva perièolo che i feriti venissero nuovamente colpiti durante il trasporto. Ad ogni brigata di fanteria e di cavallel'ia fu assegnata una compagnia. di JPOrtaferiti (lJearer company),, composta ·aa u.n magg·iore ·me dioo, <la due subaJlterni n1cdid, da ,un ufficiaic del treno, 13 s,ottufficia1i e 38 uomini di trU[Jipa. La com1pagnia aveva in dotazione .10 <;a,r ri per trasporto feriti, 2 cal'l·i di requisizione, 2 p1·0lunghe ed un ca,rro per acqua. Dei carri per fe,l'iti si avevano 2 tipi, a 4 ed a, 2 ruote, e vi si potevano caricare 2 infermi su bairelle oppure 4 ,s eduti; per il trasporto su· muli si avevano appositi . cacolet8.

Sul camipo di battaglia detta comipagnia attendeva ai scryizi di sgoml)ero e di prima, medicazione ed era. suddivisa, in (j I'Clparti: 2 sezioni portnferiti, ITTI'ovviste ciascuna di 4 barelle; 2 sezioni di _ amhulanza; 1 po.isto di •raccolta, dei feriti e l IJ)osto di mP.dicazione (drcssing 8tation). Le due prime ,sezioni, sotto la, sorveglianza di nn Rubalterno medico, facevano continuato servizio di trasporto fra la linea del fuoco ed i centri di raccolta indipendentemente dai portaferiti dei corpi, per cui si avevano due correnti di sgombero indipendenti l'una d[l,l l'altra e sovrapposto: quella, dei 1porta-fcriti. dei corpi e quella dei 1porta.feriti d~lla corn1pa,gnia. Delle due sezioni d'ambulanza, l'una era incarica,ta dello sgombero fra · i iposti di rnedica,zione e il.centro di raccolta. ; Pa,ltra fra questo e l'ospedale da camipo viciniore. In ogni luogo di riunione dei foriti ·era.n o comandati dei sottufficiali, i quali §orvegliavano iil caric.q,mento degli infe.rmi sulle ambulanze della i{>rima sezione, dirigendole al rispettivo posto ili medicazione e rifornivano i poI'tafcriti degli oggetti di medicazione. I posti di primo soccorso s'impiantavano possibilmente al coperto del tiro nemico, presso le strade di grande comunica,z ione ed in località dofa.,t e di acqua, potabile: e vi el'ano assegnati 2 mP.(lici dellla c,ompa.gnia, portaforiti ed 8 soldat.1. di sanità. A questi iposti di medicnzione si riunivano inoltre, col necessario equ~paggia,mento, anche le ambulanze de11a 2a sezione, destinate allo sgombero dei CpritJ sugli m;ipedali <la ca,mrpo retrostanti, della, cui <li~fl)onibilttà- in posti-letto il comanda,n te <lella sezione si assicurava,, cli volta, in volta, iprr mezzo <li tekgrammi.


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G26 --:- ·

Ma, il trasporto con queste ambulanze non fu sempre possibile peit· la, mancanza, di strade e .Per .le forti a,e,cidenta.lità dcI-·te,neno, che per le continue scosse potevano faeilmente aggravare il decorso delle lesioni ed in molti casi mettere in pericolo la conservazione <;legli arti leid. Pèrciò , fu necessario rico:r,re1·e spesso al trasporto a bràccia, su barelle regolamentari pc~r lo sfollamento dei feriti dal campo di batta.glia, al iposto di medicazione cd all'osipedale da ca,mpo; ed anche in · questo caso lo .sgombero fu fatto ra.pidamente è senza inconvenienti, ed ,i feriti pote,1·0110 c9si raggiungere gli osipedali senza che fos,se neces,sario di rinnovare la [)rima meditll:tÙra aippiicata sull campo ,di battaglia. A Co]cnso, per esmnpio ; su 600 feriti, solltanto 2 furono tras:portati senza poter essere m edicati; e ciò si deve all'eroico contegno degli ufficia1i medici che avevano impavidi. apprestat o le prime cure anche sotto il fuoeo nemico.· Le compagnie iportaforiti non poterono invece segnire le tnipipe a cavallo, e perciò qnes:ti re1parti d,opo un combattimento rimasero parecchio tempo 111 attesa di soc<·ors:o : il solo reggim ento coloniale di cavalleria Soitih -african light TTorse disponeva di 4 carri per trasporto feriti pe,1• ogni squafLrone. Data la necessità del kasiporto a braccia, venne organir.zato uno SiPeciale corpo <li i,udaforiti, denominato Corpo dei 1)olonttiri di arnlntlwn.za del NataJ, d1<~ reR,P. segnalati servir.i, ed il mii orgft,nioo fn portato sino a 2000 uomini. Così, doipo ]a. battaglia di Colenso, i feriti g,r a,v i furono t~·a,spo:rtati a, hraccifl, 811 b a relle dal l'oS[)edale di Natal HilJ all'ospedale di ta[l[la, n. ·4, pe1·correndo una, distanza di circa 3,3/ 4 di miglia inglesi. Il dottor Herz, che fu al s-eguito del corpo cli spedizione inglese, riferisce che fin daJl 25 gennaio 1900 si ebbe a veriftcare una. g-nmde affluenza di fer.iti. Tl 9 fcbbra,i o venne ordinata la rjti,rata, e non essendovi cairri di,sponibili, si fn costretti a traspo1:iare su barelle per mezzo del corpo volontairio d'amhn]a.nza, oltre 150 feriti gravi fino a Fre•re, località dista.nte 25 mig·lia i nglesi (km. 40,22fi)_ ~er questo sgombero si impiega,rono 1800 uomini: ogni ferito in ba1·ella_era, ben ripa1·a;to a lla testa, da un telo per _<lifesa, dai raggi solari ed el'a fornito <li Rllffi(',iellii viveri di conforto; un nffidale memco a, cavano scorta.va il lungo convoglio. Orhenf' bitti i fe1:iti, t•raline nno che morì a,ppen:1: arrivato, raggiunsero il luogo di destinazione in buone condjzioni , mentre, se fossero stati kasporta,ti


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527 - .. su car,ri, senza conta.r e le indicibili sofferenze, molti ..ne sarebbm·o morti. e parecchi alt,ri, ipresenta.nti gravissime lesioni degli arti, sarebbero sta,ti ccrtamerlte sotto[)'osti ad interventi dem<>litivi. Fra i tras1portati in q u0sta maniera merita di essere ricordato un ferito, col1pito da [n·oiettilc alla sipall:a destra, al quale era stato asportata pochi giorni prima la testa de)Jl'omero e patte della scapola e del.la davicoh1 ed un aJtro ,laparotomizzato 48 ore prima, i qua.li raggiunsero l'<>spedale .in condizioni soddisfa,eenti. Per quanto ,riguarda, il ricovl•ro dei m~1lati e feriti, ad ogni corpo d'armata, erano sta,ti a.ssegnati J 2 ospeditli da ca.rnpo da, 100 letti, di.visibili in d1rn, dei quali 1 per ogni br'.igata o col.onrn1 autonoma e gili altri alla diretta dipendenza del coma,nd0,. del C(}l'ipO d'armata e della l'ispettiva dh~isione. (~uP-sti Of';lpeda,l i seguiva1w . nelle colonne in ma,rcia immediafa.mente le truipipe, ed erano destinati a ricovera1'e i feriti sola,mfmte iper uno o due giorni, in modo da nH~tterli in ,e ondizioni di essne sg·omberati sulle retrovie o di · ri rnn1Hln,r li gum·iti ai propri repart.i : q11in(li , più eh<'\ ospedali ver-i e propiri, rappresenta,v}1110 le ambulanze degli alti·i eserciti. Ognuna di (lueste unità sanitarie c~rn, costituita da 4 uffici.ali medici, 1 d'a,mministra,,,;ionf>, 12 sottuffidali, .~~ soldati di sanità e 19 uomini di truppa., ed a,veva a disposizione G car,ri di rcqui:sizione, 2 rper 1Je provvigioni, 2 rper l'ac<ina, e ~!) tende. Poteva ricovera,re sino a 100 individui. cd era divisibile in 1 reparti. Ma non sem1pre fu ipossibile trattene1·c in questi luoghi di cura, i rµa.fati e · feriti soltanto IPCl' 2 o 3 giorni, ed in molti ,casi furono necessari. parecchi gio1·ni di permanen,,;a, prima, di pot,erli dimettere. Nella seconda linea furono allestiti gli ospedali di tappa (StaN'ona,ry 1Tospito.l), ae1lla, capadtft di JOO letti, con personale identico a q11elilo degli ospedali da campo: fur,ono imrpiantati in fahbrica,t i ada,tti ed, in mancanza cli qnesti, anche in b:fracche o sotto tende. Dagli ospedali cla. camipo i fe,riti più gmvi venivano trasiportati e trattenuti 1p1~esso questi 1noghi di cum, mentre gli altri erano sgomberati mediante treni-os[Jcdali e ,coJ.onnc carreggio ,sugli ospedali ~enerali. Date le difficoltà. di sgombero, molti o.sp~fla.li da campo rtivPnner·o ben p1·esto stabili e furono immobiliz,,;ati. Gli ospeda,li generali avevano la, caip~1cità di 520 lGtti e più, e dmante la guerra furo:e,o ampliati fino a 1200 e a 1500 posti-letto. Erano impiaùfati neille dttà pit) importanti, ed il personale sanitario fu aumentato ,s econdo le necessità •r icor,r endo alPelemento civile.


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In tutto il sud Africa furono allestiti +4 di tali sta1.)ilintenti. Per i tra-sporti a gra,nde distanza si ricor,se ai treni attrezzati, poco adatti a~lo sgomhero:. in seguito furon9 utilizzati 10 treni-ospedale, capaci ognuno di 90 infermi. Si ebbe a laìnenta:r e che le feci dei malati venivano disseminate ·nei viaggi lungo la iJ.inea ferroviaria e nelle stazioni durante le formate, senza che fossero state 'prima di~infettatc, p-rovocatido 11a· diffusione di febbr~ tifoidee e di affezioni dissenteriche. , 'Per la, prima volta .in questa campagna la radiogra.fia, foce la sua com1Parsa in ·tutti gli O$'!I)f'da1i ti:>rritoriali e sulle navi-ospedale con materiale e person~le adatto iper ila, ricerca, dei corpi estranei nelle ferite, e fu a.ssicurata anche l'assistenza odontoiatrica,. Infine nagli ospeòali generali i malati e feriti veniva~o trasferiti nei depositi ili convalescenza où inviati clirettami:>nte in Ing·hilterra a mezzo di <lne navi-ospedale. Appena dichiarata la, guerra, alcuni d ei più eminenti chirurghi. ing.lesi , quali Mac Cormrnc, 'l'reves, l\fakins, Chiene, ful'ono :wr'uoln.ti come consulenti, eo1J lo st.i1I)P.11clio di 5000 1Ii,rc sterline annue, oltre l'indennità di equipaggi.amento e di tra,sporto. Il dott. Hcrz osserva, che; m entre nella guerra franoo-[lrussia-na la, rnor-ta.lit:11per feriti n~l 14° Corpo d'a-r rnata, teilesco fu del 15%, durante la campagna angfo-boera nei feriti l'icoverati negli ospedali inglesi discese al 5-%. Questi ottimi risultati, oltr~ che alla solledta medicaturw ap1plicata sul campo stesso di battaglia,, si devono ascrivere anche al.lo sgombero ben organizzato cd eff~ttuato a breve di!,tanza, essendo gli osp,edali da ·campo generalmènte stati impia.nta.ti sul medesimo luogo dell'azione o [JOOO ilontano. Per ,qna,nto riguarda la, morbosità delfa trn[)pe nell'esercito faglese, i/1: da, ,rilevare la. prevklenza delle malattie epidemiche ' (febbri conthrne e dissenteria), che l'aggiunsero il 30% degli entmti · all'o~peda~e, il 45% d ei morti rper qualsiasi causa,, (comprese le forite) e 1'86% dei morti per ma.lattia. In ra1p porto ,a qrn~ste due infezio]!i, si possono stabili.re due fasi, una, d'invasione, sviluipipo e nissemìna:.ziope, ed una sec,o n?a, in cui le due malattie furon? più o meno diffuse secondo ile stagioni e Je eondizioni locali. Le fe:bbri tifoidi as·snnsero un tipo relativamente benigno, ·aven~do dato una morta)ità del 13,90%. • ., - -- __, Circa le perdite totali, in tut to il periodo delJa guer•ra, i11 rappo1·to alla forza comhattente, si ha una proporzione flel \(


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169,97 1per mille, èon um1 mortalità, del 38,0!) per mille. I foriti furono complessivamente 26286, con 5256 morti: la pro:porzione dei morti per lesioni di guerra ai feriti fu di 1 a 5. La p,ro1por1done dei morti per ferit,e ai morti ·por ma)attie fu di 1 :1,96. La prolPorzione ,degli entrati nei Juoghi di cura per forite a quelli ,~ntrati iper malattie fu di 1: 2.

V.

~ GUl<JRltA RUSSO -GIAPPONESE

(1904-1905).

: La Russia, da molto tempo aveva, concepito il suo piano di conquista orientale per ai-riva.re fino all'oceano Pacifico. Nel 1860 aveva occupato l a maggior parte del ter>l'itorio siberiano e, profittando ' della guerra condotta dalla. Fra,n cia e dall'Inghilterra. contr~ la Cina, era riuscita a farsi assegnare un iporto natll!raJ.e nel Pacifico ove fondò la città di Vladivostock. Dopo la guerra dno-g;iapponcsc del 1894, potè occupa·r e anche Poirt Arthur nel golfo de:l Ci-li, cosi.itucnrlovi nna solida, base stratcç;ica. Ma con la successiva insurrezione dei Boxers del 1900 i :J;1ussi (lilagarono in J\f.anciuria, sotto il pr,etesto dj assicurarne la difesa e conquistarono Mukdcn, coRtituèndo così una 111ina,c dosa pressione sulla conih1ante Cor,en. I Gia,prponesi, ch e a,s pirava.no a, que$to territorio e che avevano g·ià compiuta una seria p,repa-ra,zione bellica, protestarono contro l'inva,sione délla, Manciuria e n ell'ottobre mcm ne intirrrn.rono a ll a Russia lo sgombero . M~, non avendo avuto risposta, esa,m·icnt.e, nfll gennaio 1!)04 rinnovarono le prot,este, che rima,se1'0 anoora lettera morta, per cui ilJ. 6 febbraio successivo dichiararono ]a mobilitazione ed um1 flottiglia di torpe· diniere 1 rprima ancora, che fosse did1ia,rri.fa, ufficialmente la guerra, affondò a Port Arthur la flotta, russa., colà ancorata. L'esercito russo, costituito su due coru;Ji. d'a.rmata siberiani, un co1~po di guardia di frontiera e due brigate europee, al comando del generale Kuroipatkin, pure avendo ottime tradizioni guerresche, era. fornmto da deboli .eJ.emcnti, poeo ent111;d.aRti della, campagna e sottomessi passivamente ai suiperiod. L'esercito giapponese invece, ema,nazione <li un popolo giovane, a,nimafo d~1 entnsia..i;;;mo patriottico, da, tempo ben all.enato cd equipaggiato, entrò in campagna con cinque armate al coma,ndo òel generaJle Oya,ma. Sulle rive del fium-e Yalù il primo maggio l\trmata l'llSRa, guidata, dnl generale Sa,~sulich, d,ovette c!-'dere alla pressione inca1zante 84


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della 1pl'ima airmata ,gia1Pponese, agli ordini del generale Kuroki, ed alJla fine del mese le altre llirma:tc sbarca,rono nel golfo di .Port Arthur cingendo <l'assedio la, 1piazza. Questa, resistette st_renuamcnte IPCr qpcra soprattutto del generale Kodracenko, comandante la fortezza, il quale, sempre [)rimo a,d esporsi ai pericoli, cadde eroicamente il 5 dicembre; ma, per la, magnifica ta.ttica dei giapponesi la piazza dovette capitolaire il 2 gennaio 1.905. Contempo ranea,mente, l 'esercito del generale Kuro(Patldn fu vint-0 a LyaoYang e fu costretto a ripiegaire su 1Mukden, e nel gi ugno 1905 rimase d(~:finitivamente battuto in una battaglia decisiva che segnò la fine ,cfol1]a guerra. Anche la squadra ,russa del naltico fu sconfitta n, Timscima. dalPammka,glio Togo; ed il , 5 settembre 190i:ì a Portsmouth fu conclusa la pace.

Premesso che ometteremo di parla,re del1a organizzazione sanitaria, nella guer m dn<>-giaipponese del 18B'1-H5, <lurante la quale il servizio sanitario presso l'esercito nip1ponico fu riordinato snlle stesse direttive di quello dell'esercito tedesco del 1870 e funzionò in modo soddisfacente, daremo qualche eenno sui servizi sanitari nella campagna russo-giapponese che diede eccellenti r·isultaiti, dovuti SOIJ)rattutto a-Ila completa libertà <l'azione dei suoi orga,ni di!I'Cttivi, a,lla sapiente preparazione, c<>ngiunta alla, meravigliosa a.ttività ed alla grande ahnega,zione ,degli ufficiaili medid, dei quali 19 caddero sul cam1po, 104 rimasero feriti e 27 morirono per malattia cont,rartta in servizio, nonch?, alla valida coopera.zione delile associazioni di soc,corso. ·Si pot,è cosi affrontare con ,risultati oltrem:odo lusinghieri le enormi di,f ficoltà derivànti dal suolo. dal clima e da1lle imperiose esigenze milita.ri, in modo che le perdite per malattia. furono di gran lunga inforiori a quelle causate da.Ile nil'mi. E fu convinzione generale che le vittorie dell'esf'rcito giapfPOnese si dovettero . in gra.n 1Parte attl'ibuke, alla perfetta. organizzazione dei ,servizi sa,n ita,ri, e si affè1'mò IJ)erfino che il Giappone vinse fa, guerra col mic,roscopio degli ufficiali medici, più che coi fucili ,M urata e· Al'isaka. Ma, se queste affermazioni IJ)OHROno sembra.re esagerate, non si può p01·ò a meno di rkonofsCere fa, verità di cprnnto giustamente d)bc ad . esporre n generale medico giapponese Taka.ki in una conferenza,, teìrnta il 30 gennaio 1906 a,11


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l'Accademia medica di e.New Yor k, sugli insegnamenti ,rkavati da questo grande conflitto, 'llCll quale fecero 1a prima prova le aT"rni moderne di pk.colo calibro, «Non si può mettere in dubbio, egli disse, che Ja fortuna delle armi del ,Mikado fu in grap pa,rte dovuta all'ottimo ordinamento del servizio sanitario in gneN·a ed alh~ !f)rogrcdita prciparazi.one tecnica dei medici militari giapponesi, il cui avanzamento fu regolato dal criterio della scelta più ,rigorosa in tutti J. gradi. Pei· éontro, il servizio samitario dell'esercito russo, ipcr J'insuff:icicm;a, d,ei mezzi di soccj)'rso ,e per ]a. deficienza, di persona,le tecnico, fun:donò in modo deficiente e disordina,to, tanto in ra[Jporto .alla pro (Ua,ssi igienica delle truppe, quanto ::i,l la cura dei feriti >>. Il Matignon, ehe: seguì l'esercito giapponese nella guerra i1~ l\fa,ncinria, pubblicò un intc1·essant,e volume sugli insegna.menti derivanti dalla. lunga campa,gna, rn~ttendo in evidenza, l ' influenza, .morale che il servizio sf1,11ìtario esercitava ,gulle truppe belligeranti .. e~ Il com1pito moraJe, egli scrive, del servizio sanita-rio è capitale. Il soldato giapponese, che è di una bravura incontestabile e che sa farsi ta,11to bene nc,(',i{]ert\ da] momento che è ferito rc c]anui, il medko, cd '1a, 11eil mec1i~o nn'a,ssolut~L confidcm,a. l~J ipm· lui una, grande sod<lisfmdonc il sapr.-rc che il medico gli è vicino, ma,rcia,n dogli al fia,n co, e che fse egli è colpito riceverà cm·e imnrn diate, donde la 11cccssità di un prrsonale iskuito ed allenato, nou solo, . ma, mirabilmente disciplinato, poich~ esso deve dimostra.re il vero coraggio rnilital'e, q1ielllo <li affrontare il pro1prio nemico per uno scopo umanitario, ma OS('nro, senza fa soddisfar.ione rcdtante di poter rispondere con colpi di fucile ai nnmel'osi iproiettili che fischiano all'orecchio )). Pa,rtkolarc cu,ra fu ,rivolta alla Jotta, contro le malattie venf'..ree : nel 1piccofo i:n4<nwdc d 'igiene distribuito ai soldati è detto fra l'altro C< Le prostitute in Cina ed in C{Jrea. sono per la maggfor pa.rte infette: cerca1te duncprn di fuggirle in modo che il mondonon sa[)rà mai la, vostra, onta e la vostra figliolanza non av,rà a ~offrirne )). E nclila relazione sa.n itarfa, Ri afferma che in 18 meRi di operazioni ne.•,suna donna fn al seguito dell'esercito giapponese. (Hi in,scgnamcnti della guerra harmo ormai :r ilevato che ij'opera, del medioo ·miJitare . .in. ca.mpagna non può ,riuscire nella difesa delle malattie infettive yeraipente efficace senza la cornipleta, in- . condizionata fidnda, da, parte il~lle truppe, sul1a opportunità. dei


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mezzi . e provvedimenti wd-ottati e ser~za la valida co<.>pcrazione degli ufficiali comandanti i singoli reiparti. Orbene nell'esercito giaippmiese queste condizioni non vennero mai a, mancare pe,r tutta la durata delJa guerra. L'ufficia.le medico 1 col microsc01pio e col ,r icchissimo materiale chjmico-battcriologico a disposizione, t1·ovavasi da1ppertutto, t anto sulla prima linea, quanto n~lle retrovie, e dopo a,vere accurata.mente studiatò tutte le probabili e.anse di infezione derivanti. da,l l'acqua-, dalla razione alimenta.re, a base 1prevalentemente di ,ri,so, dal suQllo, dagli alloggiamenti, 1prendeva o proponeva tutti i provvedimenti del ca.so, i quali trovavano sempre la miglioro accoglienza e le più gr:-1ndi agevolazioni n el1l'esecuzione per IJ)arte delle autorità militari su1periori e l'assoluta -obbedienza pe1· parte delle bruppe. La più grande a.ttenzione d egli ufficiali medici fn rivolta alFaPQ)1r-ovvigionamento dell'a~qua potabile ed al1Ja smL depurazione, e a tale scopo i corpi di truppa furono dotati di a,J)iparecchi porta,-· tili per la filtrazione (Chamberland, Ishitzi, a ca1rbone ecc.), rper FehoUizionc ù per la, ste:riJizza.ziom~ chimica. Fu -fatta inoltre proibi zione assoluta ai soldati di bere :1cqne che non fossero prima state riconosciute chimicamente e batt~dologica.mente pnre, ed il Koikc assicura, che tale divieto non fn qua.si mai trasg1,edito: fu fatto ancl1e la.rg-o uso di. tè. P.er tali provvide ed illuminate misure, prontamente e rigidamente applicate, e per il ,sistematico risanamento dei campi di batta.glia, favorito daJ1la cr,e:mazimw dei cada'Veri che e•ra permessa anche dall~1 religione, il numero dei malati h1 tutta la carnpa,g na fu inferi o,re à quello dei feriti e la rpr<>porzione dei rno1·ti 4.w1· malattia, rispetto ai morti in combattimento , fn in ragione cli 0,37 :1, cifra non mai ra,ggiunta nelle n.ltre guerre ed inferiore anche a qucilla della, ca,mpagna, frauco-prnssi::u:ia ' del 1870-71, in cui si ebbe una proporzione di O,G6 :1. Il num~ro dei caduti sul campo fu di 4:i.~!>2, ~)a,ri al 7,32% della forza, effottiva,; i feriti furono 145.:~27 (24,27_% ); la percentuale {lei morti iml camipo per ferite fu delll '8;4'X, . Le batta.glie più sanguinose furono quelle <li Liao Ya-ng con 5.000 morti e lROOO feriti, di Gha-ho con :t500 ca,duti e .16.000 ·fedti, di Mukden, {1ur::i.ta 14 giorni, ,con 16.000 morti e 53.000 feriti. Fu adottato come 1frimo SO{:COr,so il ipacchett-o da medicazione Ki kuzi, a base di carbone e di paglia cli riso. Il maggiore medioo Luigi Sea:inan, dell'esercito degli Stati


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Uniti, il qnale fu invi ato in missione durante la guena, presso l 'esercito giapponese, }1 ~ ~ompilato un 'interessante rela1,ion<~, presentata ~11 Congres;so dei 1uedici militari dj S. Louis del H)(}(j1 dtc merita di essere ricordata nei punti p1·inci[)ali. Rilevafa Ja g,r a,11dc i mporhtnza che i Gia,pponc.<ii attribuiscono, a,1 servizio sanHario milita1·e ed il concetto elevatissimo che h anno, della missione dell'ufficiale medico in guerra, il Seai.nan osserva, che il compito loro non s i limita a IPI'cstare sempli<.:emente soc, corso ai malati è ai feriti, ma si estende anc he alla solpzione di va,ri altiri iproblcrni di non minore interesse, che di solito negli altri eserciti . è abbanòom1,t:-1 agli incompeten~i. La profilassi delle malattie per mezzo della. [p revisione e del!la, p1'eparazione dei mi: nimi particolari rignar<lanti la, a Jimenta.z ione, il vestiario, l'alfoggiamento , ~considerata. come il iprimD dd )oro dove1·i, nè sfugge alla loro vigilanza, il più (Piccolo fatto, che ad altrj p asserebbe inossc,rvato : · <'l::11ppertutto, sia 111>1l la zona- d,e ll 'azione, che in quella di seconila linea, e negli -ospe<lali del le r etrovie, ogni cosa è subordinata all'idea dominante della lotta, contro Jc epkfomic castrensi. ~<>n appena mi l'(>Jpar to cli avanguawlia. arùva in una città, pl'imo obbligo dell'ufficiale nwdfoo P. quello di stud iare minuziosamente .le condizioni sanitarie <lel luog(>, a1llo r,;coipo di tnt1efa.l'e .la truppa, con tro ] e <'.:ume <li infezione e di contagio, che eventualmente vi abbia sc,operte, ed inolt1•e accompagna sem1pre i 1·eparti incaricati dell'aipprovvigionameuto dei viveri per esamirni,re la qualità delle derrate a limentari c ostituenti Jn. razione alimentare del soldato. 11 risultato <li tutte queste ocula.te e metodiche p,recauzioni fu che n ~ll'esercito ,g ia,p ponese n on si ebbe alcun caso di dissent0ria, .nè .di alcnn'a1tra di quellè infezioni prod-0tte daill e cattive condizioni igieniche, che furono causa <li immttni disastri nelle guerre passafo, flagellando ] e truppe [Jiù cru<,lelm ente che il fuoco nemico: ed anche le infezioni tifoidee furono ecceziounli. Lo stesso maggiote medic,o Searnan, di ritorno dal suo secondo viaggio in Manciura, pe1· lo studio <lell'organizzn,done sanitaria degli eserciti gia,pponesi, 1•iferisce nelh sua, relazione c he ~e milizie del Mikado erano in eon rlizioni tisiche (..'eCclJ cnti ed e,<1 uipaggiate pel'foltamentc in ogni più minuto par ticolare. Anche s ul finire della guena, e in rprevisione <li una nuova grande ba.ttaglia, erano già allestiti 62,000 posti-letto negli D!<fPOOali òa campo e di ta.ppa., <laUa line~L del fuoco fino a Da1ny; inDltre ve.n ti navi-ospP·


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<lale erano ancorate nel porto di questa città ipronte per il trasporto dei feriti in pa:tria. E, rnentr·e g·li ..LÙuericani a Cuba avevano impiegato in media. circa :~ giorni per il carico d ei malati e feriti su una na,ye ospedale, i Giapponesi ·riuscirono in 1poco più di n1ez·:i-/ora, a sistemarne a bordo oltre ~OtJ. Bd aggiunge che nell'esercito americano gli ufficinJi medici vengono inviati presso 1e truppe combattenti unicamente per soccoN·ere e cura.re i malati e i feriti; nell'eserci~o giapponl$,e inv·ece compito precipuo del C011po sanitario è qnel~o <li iprevenire a-11zitutto le malattie infettive. E mentre nella, gue1·,r a ispanoa.rnericana si ammetteva come una fatailità inevitabHe che per ogni Roklato ucdso o morto ili s,eguito a ferite si dovesse prevedere f> -decessi almeno per maiJ.a:ttia, ed i risultati di qneJla, ca:mpa,grni, <limost1·arono in reaHà che vi furono 14 ,morti <li malatth1 per 1 ucc iso h1 combattimento, Je ,statii:lticbe deH'eserdto g.ia1ppo11e':lc offi·0110 un singolaire contrasto coi1 le rilevazioni <lelle p1~cedcnti guèrre, giaicchiè durante tutta la, cn,mpagna Ri ehhe 1m soldato morto per ma.lattia, ogni <'hm morti per f.erite. In cifira tonda, infatti, dal principio delle ostilità si ebbero 50.000 caduti ~ml campo o morti in .~ eguito a lesioni di gtWN'f1, mentre nel luglio 1H05, epoca in cui il Sea,1nan sta.va, comlJ)ilando la sua, relazione, la cifra, dei morti rper .rnafattia non supr,r ava i 25.000. In qu<>"~ta, campagna Kita-sato dimostrò la grande efficada <lèlla vacdna,z ione antivaiolosa: infatti nell'esercito nipponico si ebbero soltanto 362 ca.si e 35 morti su o!ltrc un milione di soldati.

L'organizzazione ·Sanitaria nc>ll'esercito l'ltsso durante questa campagna fn invece quanto mai imperfetta , sia per Ja manca,nza di libertà {l'azione e di iniziativ~L da ipart.e degli ùrgani direttivi, sia pe1' Ja. defìcienza 11el ipersonale medico di una, conveiiieIÌte istruzione pratica, 1pe,1· quanto riguardava diretta.mente ii scrv.i:;,;io sa.. nitario in prima linea, sia infine 1per l'ig·noranza, nella quaJc i rnedid milita-ri erano tenuti nel corso delle operazioni circfL la situazione tattka. Da ciò gli immancahili iricoilvenienti lamentati già 11elle guerre precedenti : frriti ahhnndonati e lasciati a,lla Jloro sorte nd momento del maggior bisogno di so<',cor•so; feriti gra.vi cost,retti a Irascina rsi a 1pieil i ai lontani posti <li medicazione ed agli ancora più lontani ospeda.li da ca.m11Jo; mezzi di t,r asporto irrndeg:uati pc,r


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tipo e quantità a lla nooessih\ d ella situa,zione, in guisa che molti feriti, · specialmente al cn1,n io ccl all'addome, si aggravavano irreparailJilmerùe <lu rante ill viaggio s u strade accid<:mtatc, senza traccia cli ma,nutenzione, e per le co11tinue scosse, molti morirono. P er la ma ncanza inolt,r e di treni -ospedale e~prossamcnte al lestiti, si dovette provvedere in fretta p m· lo sgombero dei malati e feriti con treni-mer,ci, per nulla o ma le attrezzati. Lo sgom bero su Karbin nell 'ottobre 1904 fu assai disastroso: a molti feriti si dov,ettero amputare gli arti pe1· congella,z ione, a.] tri rimasero per più giorni su1la ,paglia, nei ca,r ,r i ferrovia ri prima di poter ess ere ricoverati uegli osipedali, privi <li qualsiasi alimento ,e bevanda,; e, dop·o 'Muk{len, dovettr.-ro attendei-e più di 10 gi-0rni pe1· esser e medicati. Tutto c iò non poteva non influire dannosamente s ul morale (lene truppe, che rimaneva p·r ofondamente scosso e siuistramente impressionato, compl'omettendo così 1l'esito finale òell~1 guerra. VI. -

Gm1rmA BALCANICA

(1912-J 91B).

Nell 'ottobre 1912, ment re continua:Va in Libia 1lai guerra, itaLoLu1·ca, la Serbia, la Bulga1·ia, la Gr,eda ccl il ,Montenegro colsero l 'occas ione per allea rsi oon t1ro l'impero ottomano : e, contro le esortazioni delle più importanti nazioni euro1pee consiglianti la, pace, cou una forzai di circa G00.000 uomini, scesero in lotta contro l 'eserdto turco, ripartendo il'esercito in due a,rmate: una dell'ovest con t re corpi d'armat a ed una. dell 'est con quatt,r o. Le oiperazioni si_ ini.:daT,mo nell'autunno del U)12 c ol ,p assaggio <lei confini da p arte clelile truppe montenegl'in e, le ,pmH mossero all'attacco della fortezza, di S<:· ntari., che oppose la più energica difesa.. I Gred invece furono vitto1·iosi tml Varda ed en tra,rono 1'8 novembre jn Sa lonicco. Anche i ,Se rbi battero no i Turchi a il\,fonastir e a. Kumanovo, m entre i _ Bulgari cingeva no d'aSf.le<lio Ad1·ianopoli e, vincitori a Lule Bm·gas, s i spinsero fino a Ch1taJgia, estrema, difesa, <.li -Costantinopoli , compiendo le 0tpe1'azioni p iù importanti <ldla ·cmnpag na,. Alla fine d e!l novembre, pf\r l'intervento d,elfo r1azioni d 'Bnropa., fu condu.s o un a rmistizio, e h<~ uon fu però aocettato . dall a G,1·i>da. Ma n el febbl'aio 1913 fa gnen a rlivmnrpò viol<mta c on ht conquisfa <:l i ~Jannina òa 1pa rt,e

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dei Greci, e di Adrian-0ipoli e cli Scuta.,r i da, pa,rtc dei Bulgari, per cui i Turchi furono obbligati a chiedere la pace, la quale fu ooncllusa r1 Londra nel maggio s uccessi.vo ed a cedere la maggior pa,i-te dei loro territori europei. Nuove cont~e inso1·sc1·0 però per la ripartizione del1e wne conquistate: e contro la Bulga.ria rnos.scr·o gue1,ra gH altri sta,ti balcanici, che ebbero facile ~opravvento. La pace di Bukarest del 1° agosto 1H13 ebbe !l_)er risultato la cessione della, maggior parte della Macedonia a11a Greda, della, Uob~·ugia alla Rume11fa e di Adrianopoli alla Turchia.. MrL i Balcani non rimasero a lungo in jpace: nel giugno 1914 !l.'e<'..ciùi-0 a, Scn1jevo <legli a,1-eiduchi d' Anstrfa, fece scop[)iare ['immane conflitto mondiale.

Per quanto dguarda ['m·gani.zzazionc dBi servizi sanit:H'i in q11est~1 campagna, ci limit~remo a <la,re qna,"1<.;he cenno s ulil 'assistenza sanit3:1·ia p>I'esso gli eserciti serbo e bulgaro. I buoni Tisultati ottenuti nella cura dei feriti fra le trnppe Serbe e hnJga,re .fli devono ascrive,re 1principalmente a tre fatti0ri : a,l larghissimo nso del pru:.chetto individuale da, me<l.ica:done, <"li cui cia,<;enn soldato era munito, conoscendone alt.1·csi 1l' uso e l 'irn portanza; all'impiego della tintura di iodio e della m -~dicatura, asciutta nei servizi sanitari di. prima linea1 ed allo sgombero si srematico dei foriti. Il pacchetto di medka.z ionc ,! 'insci infatti <li grande utilità, (·ti i soldati stessi, :fin ,sulla linea del fuoco , IJ)l'ovvi<lero con esso .t coprire l e l{)rO!J)rie ferite. Nelle f<)l'mazioni sanitarie di primo so~'.corso venne pu,1·c fat.to un largo uso della tintura di iodio e deHa medicatura asciutta. Le ferite prodotfo dai proiettili di piccolo calibro furono in genere asettiche: la crosta, che si formava srpontaneamente ai fori di entrata, e di. uscita, miscela di sangue e di linfa, fu il mezzo rpiù efficace che la natura, impiegò per difendel'e la ferita dalle infe:doni ; ora una. semplice penellatura dì tintnm di iodio e l ' a1ppJicazione di nna medica.tura asciutta., fu ,sufficiente a coadiuva1·e l'a.zione p1·otettiva dell'or~anismo. Questa, ca,mpagna. di-mostrò pertanto che _in gnerra l'antisc1psi è di gran lunga in feriore all'asepsi e <leve es~erc aipplicata, come eccezione per le ~rand.i fel'ite a,pe,rte ed infotte.


537 Qua nto allo sgombero d ei. feriti, s i seguì itl ol'iterio di allon tanar-e in massa dal campo di hattaglia tutti coluro che si ritennero inabili a ripr~ndere entr-0 breve tempo il loro iposto sulla linea òi combattimento. conccit-0 u,ssai <lifliclle ad effettuarsi, date l e pN·di.tc ingentissime che si ebbe,1·0 nelJa guerra balca,nica, e che cor ,l 'ispondono pei Bulgari a circa il 4:J IP· 100 d eilla forza e pei Tm·ch i n.1 .52 p. 100. ·Lo sgombero dei feriti fu pratica.to nelle condir.ioni più svariate, a seconda della natura del tcn·eno ed i p eriodi dell a battaglia, ed un g,ran numero di essi rpotè raggiunger e a piedi. le prime unità sa.nitatie. l posti di medicazione furono impiantati in genere ad 1 -2 ch ilometri dietro la, linea del fuoco, e gli oSJpeòaJi da campo a 5-10 c hilometri. Serhi e Bulgari d ovettel'O s upera,r e k più grandi dif. ficoltà .rper la dis tanza delle linee ferrovfa,rie e pe1· il cattivo stato {li m anutenzione dclJe s trade, rese ancora più . impraticabili {fa.lJa n eve. Come m ezzo di tra~porto dei ferit i furono utiJizz~te· ca,rrcttc n. rl1w nwtc, tir:1tc da, buoi, c on un p~1,corfio massimo di 20 chilometl'i al giorno. Anche il trasporto p er forrovin si efieituò con u na certa. l e11te7,7,a, : un treno d a KumanoYo a, Belgntòo non impiegava, meno di 36 ore . La mortailità non fn per altro mai elevn,ta ò twante lo s:gombero·, poich,è su dei convogli di 400 feriti s i verificarono 2 o 3 morti al più IJ)et' un viaggio <li 7-8 gi orni. 'l'ale resistenza dei feriti H, cos'ì lunghi e disa.g ia,ti trn · ~orti si deve senza duhbio as:<wiverc a, molteplici fattori, (lt1ali la, mii'a.bile vigorin, dell a razza., l 'eccellen te mo-ra~e d ei vincitori e l'ent us iasmo ch e 1i s:ostcnne durante la guer,ra,. L€ ferite osservate nei Serbi e nei Il11lgal'j furono p roò otte quaf.li f-\Ficlus ivamente <la n,r mi di fabbrica, teòeRCa, e do~ cla,1 fu cile ·l\fa.user 1889, con profat.lili di piccolo ca.libro (7, 6ri), e da cannoni Kru[JP 96 A. mod. J.904, con obici da 77. La ma.ggiol' p a,r te <lelllc lesioni fu tleterminata dai fuc ili ; seguono le ferite òa shr a pn ells, dn, mitragHatrid, da cannoni, <la arma bianca. La mortalità sul campo <li battagJia, fu assai rilevante, ,percM essendovi stata, tenòenza, da, p a rte dei Rerbi e <lei Bulgari ad attaccarf-\ (ft1asi , emprc a lla baionetta., ~li efl''Ctti esplmdvi dei moderni proiettili a breve distanza furono micidin.li. Si con statò inoltre nna notevolissima, pr~vaJen7,a, òeMf-\ ferite d elle P.strcmità, jn confronto di quelle delle altre ,1:egioni del co-r1po, il che si deve rif.erire probaùilmf'.ntc al modo di comhattcre delle t 1·uppe lmlcankl1e .

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Le ferite delle pa,l'ti rnollli 1prodotte dai proiettili di piccolo calibro p,resentarono generalmente un piccolissimo foro d'entrata e d'uscita ed ebbero un deco1·so quasi sempre favorevole. F[·a le l esioni delle ossa, le fratture esposte <liedero un la,rgo contingeÌlte, rna oITrfrono quasi Rernrp•re un a,ndamento regolare, 1per cui furono ra,re operazioni demo1itive e· ,r n,rissime le ,amputa,z i~mi: a·d esempio, non ne fu praticata al,cuna neill'osp~dale delb Croc,e R,ossa ungherese in Sofia, clie ricoverava ben 400 feriti, ed nna sola, della coscia, fu eseguita néll'ospedale (lella Croce di Malta austriaca., per cancrena dell'arto inferiore_ Le ferite delle articolazioni furono, in genern, meno gravi delle lesioni diafi.sarie per i1l fatto che l'osso- spugnoso delle epifisi si lasch1 1più facilmente a.ttraversare dai proiettili, mentre .Je grandi artriti furonv· cccezionuii e gli cmartri eb!Jero [J-el' lo più un decorso asettico. Le ferite fleIJ 'addome osserva.fa:~ negli D,spedali furono ,1,ssai •r are, il che forse dipende daJl gran numero di feriti cavitari colpiti a breve dista,n za e morti sul campo di hatfaglia !J)er l'azione ,lei. 11_:woiettili sugli organi viscerali. Le fer·ite addorninaii nei sopravvi-ssnti (le<~orser(> favorevolmente e gum·i,1·ono in pochi giorni, non Mllta,n tò quelle a, se11ìplicc setonc delle iparcti muscola,ri, nm f1J1che quelle penetranti in cavità e non ledenti organi visc(~ra,Ji: a,nzi. ~i constfLtar.o no caf3i dì ferite della, vesdca, dello stomaco, guarite spontaneamente. In questa cam!J)agna ]e larparotomic costituirono L'ec,ceziom~ nellle operazioni chirurgiche: così nessuno, dei 400 feriti delila, Croce Rossa ungherese subì tak intervento. A: Podgoritza, ove affluivano in merw di tre giorni i feriti caduti nçll'a.ssedio di. .Scutari, su 600 feriti ricoverati, si ebbero so1Iamente 4-ti feriti al1~addome, e tutti guarirono senza alcun intervento. Molto più frequenti furono le ferite della cavità, toracica,: e la 1ùaggior rpal'te di esse guarirono ra1pidamente -senza operazioni. Numerosissime furono pa,r imenti le ferite 1penetranti del cra.nio, che tichiesero per lo più la. t,rapana;r.fone e ,l 'estrazione del rpr.oiettile e di.edero una elevata, mortalitù. Le ferite della faccia furono fr·a le l))ÌÙ dolorose e diedero ·origine a non poch e infezioni. Quanto alle ferite di grDssi vasi, abbasta.nza, numerosi furono g'li ,e matomi ipulsatili e gili aneurismi tra,u matici, tanto che nell'osped~le della Croce Rossa f,ramc-e1-e <li Sofia, su 180 ricoverati, se ne osservarono tre casi : un aneurisma dell'a,rteria, omefi1le, uno

le

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della cairoti-de primitiva ed il terzo della succlavia. Le ferite dei nervi invece passarono facilmente inosservate. Circa le fori te ·da pallottole di shrapnells, si rilevò che esse si infettavano più facilmente d elle ferite prodotte dai proiettili di pie<;olo ca.libro, sipecia1lme11te 1per l 'ampiezza degli 01·i fici cutanei, -che rc,sta,ya.no hea.n ti. Lo stcss~ d icasi delfo lesioni prodotte dalle mitrag·lhLtric i e d agli ohici, lesioni atipiche, larghe e soggette faeilmente ad infettarsi. Molto frcquenf.i fo.rono infine le ferite da scia,bola baionetta, e pure numer,ose ]e ferite multiple, prod-0tte da nno stesso proiettile. Il tmthLincnto dei feritì nei vari osp~laili delle ret1·ovie non fu pra,t icato naturalmente .seeontlo regole :fìsRe ed inspirate da una unica direttiva. La diversa, nazionaliUt clei chirurghi, U(',CO'l'Si da tutti gli Stati tL prestare l'opera, u manitairia,, e la, diversità di scuole porta.r ono a seguire rnetoili diversi : ma, tse si rilevarono disu_guaglia.nze nei particolari , si adottarono nell'imderne criteri unid, che meritano d i Pssere attennati. Infatti la chirurght fu RJH~:iaJrnenle eonsel'vativa, : le la1parotornie, le resezioni, le amputazioni furono ridotte ai minimi termini, e compito prindpale fu fJU ello di appU<·a.re dd hlloni a,p parecchi per frattnre, di fare ,dcll]e 1·azionali rnedi·Caturc e <li estra·r re proiettili o schegge ossee superfkiali. La mortalità negli o~pe,d ali fu molto has·Ra: a Belg,n 1do, sn 2GOO feriti ri{"ovcrati nei vari luoghi <.li cura,, si ebbero fino a] JO novembre 1912 fiO decessi, oorrispondenti ad una percentna,l e del 2% : ciò dipese ìn gran park dal fatto dw le ferite delle parti moHi P-hbero un decorso regolarissinw, le lesioni ossee non furono complicate nella maggior p.arte da infezioni, ed il tetano, la, ,setticemia, la, canc!rena nosooomia.fo, triste ricordo delle guerr,e passate, si ri<l11.sse1·0 a minime proporzioni. . Per quanto i,:ignar<la il ricovero neg1i stabilimenti sanitari, ricoirderemo che gili ospedali territoriali fnrono di due cat,~gorie : ospedali permanenti e stabilimenti d estina.ti a vari uffici e trasfor: ma.ti in osipedali pP-r le ,esigenze dcJJa, guerra,. Fra i p r hi1i f::i annoverano gli oSipedali milita.r i f\ gli ospedali civili, funzionànti tem pbrnneamcnte d a o.~1µedali milita.ri. Co-me tipo d.i ospedal e militare., rpwllo <li BeJgrado fu i1l modt'\llÒ del ~eurrc e fo nflibito rsclusivamente al HCTvir.iQ .f·.hin1rp;ko: oostituito da, otto padiglioni diRposti su nna superficie di otto f>ttari, poteva ricoverare fino HOO f~riti. Tutti gli ospedali civili, ospizi, cliniche f11rono t.ra,sformati in sta-


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bilimenti militari: solo il manicomio <li Belgrado conservò le proprie funzioni. , Per l 'insufficienza d ei posti-letto negli osipedali ~rmanenli, si dovette inoltirc ricorrer,e agli edifici scolastici, ai seminari, alle caserme, ed. anche aUe case privat~, utilizzan<l011e i loca.li C-Ollle ospedali temporanei: nella sola, città di Belgrado, si impianta1·ono ·1s di questi stabilimenti. Oltre a ques~i ospooali di una certa importanza e htme organizzati, .si npril'ono an<:hc dei piccoli nosocomi , veri. depositi di feriti, contenenti soltanto un limitato numero di letti e mancanti di -sale di oiper·a,z ione e di medicazione: gli interventi venivano p :r aticati negli ospedali 1p iù yicini, ove gli infermi erano traJSportati a mezr.o <li ha,relle. F1•a gli ospedali più importanti è da ricol'da,r e quello allestito nella ,scuola dei cad etti a S-0fia, ove erano rioovcra.ti 1500 fedti, rli stl'ibuiti in reparti di 140. 160 cd anche 180 individui. <'.Oi. letti dis1posti su quat tro file, di cui due accostate aHe par~ti , e due nell.t c or.sia ccmt1·ale etl u<l.ùoss ati in modo da [a._<,ciare ,solta11to lo spa,zio sufficiente p,er rpoter,e avvicina.ri,;i agH infermi. Qna~i tutti i frri1 i venivano medicati nelle a.pip-0site-sale ed erano riJpartiti al loro ingresso in categorie, raggru1>pando i vari in un'unica sezione. Mentre U servfaio sanitario j n genere si svolse abba,stanza, . ,r egolarmente, da,ta la, gravitiL del momento, ,quello radiogra,fico si <limostrò ins ufficiente al humgno fin dall'inizio delle ostilità, pei· cui i feriti dovevano attendere un Uungo .turno .prima di essere ,<;1ottoposti. ad P.SaTne ; e non ,p oche vol te d-0vevano essere trasportati in vettura, in altri ospooali, più o men.o lontani , che e·rano provvisti di ap1parecchi radiog•r a.fìei. Il movimento di entrata e di usdta degli informi nei va,ri ospedali si effettuò con una certa att.ivi,tà, <lnto il tk'Cor:so gened 1,lmente favorevole delle ferite in guerra; iper fad litare poi ai parenti la, ricerca, dei loro oongilrnti, v~niva, affisso a.Ha 1porta d i dascun oSipeòaJf l'elenco dei ricoverati, che er::i,, giorno per giorno, tenuto scrupolosamente al corrénte. Tl servizio di as.<:.i sten7.a ai mafati 111 egregiamente "di~impcgnato anche dalle informie1·c volDntarie slave delie associazioni di socco,r so, le q11ali, essendo nella maggioranza l)-Olig lottc, prestavano affresi nn utilissimo .servizio come interpreti fra, i fcdti <1 ~1 Buogo e i medici st1·anieri. Il collera inficl'i dnl'ante la campagna fra, i bulgari con 2G .262 casi e 18:i9 morti , e fra i turchi, sp ecialmente ih Oiat.a.lgia. na·ultimo è àa ,r icordal'e il contl'i.buto <lato dall'Itali~.L::i,ll' opl'ra 1


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nmanitaria di soccorso ai f,eriti nell'esercito mo.nt,eneg,rino ooll'invio di un o~pedHJe di guerra e di un'ambulanza della Croce Rossa, sotto la <lireziçme del (Prof. B. Nigrisoli. L'ambulanza imrpiantata a Grizhc ed a Dobra ebbe a curare 1142 feriti, per lo !Più da 1proicttili di piccolo calibro e con preva,l,enzl} agli arti, ed oltre 8000 malati visitati e curati ablhnla,toriamente, in gPnere, per a-fiezioni gastro-reumatiche. L'm;ll_)edal,e di guerra, fn impiantato a Podgoritza ed ebbe a, ri<.:-ow1·are oltre 1200 feriti. e malati.


CAPI'l'OLO XII.

I~ SERVIZI SANITARI MILITARI NELLE CAMPAGNE COLONIALI ITALIANE

. I


I. -

GumrmE COLONIALI

DIDLL'li}RT'l.'REA

(1885-87-95-96).

A complemento delle notizie storiche sull'organizzazione sanitaria, n<>ill'F,rsereito italiano, ritenh1mo O!Pportuno di dare ora un breve cenno suil funziona.mento dei servizi sanitari nelle campagne colonfa,l i. F, cominceremo dalle spedizioni in JDrit.rmi,, p1·emet tendo, al i,;olit,o, un brevissimo cenno Rulle più importanti azioni di guerra,. F in dal 1858 il conte di Cavour :1v<>va. fatto [J_)resente più volte negli alti oonsessi l'opportunità che l'Italia, a,vosse sulle cm~te del Mar Rosso ima. base per ll'approvvigiona,mento del ca,rbonP, ma le guerr,e che si su,c·,cede_iibero iper l'indipendcn,r,a, italiana. rimand:wono d'anno in anno l'attuazione di -questo 1p,rog0tto, [mo a.L 1884, quando un piccolo cor1po di spedizionp f.lbarcò ad Assa,b e nell'anno suc,ces sivo, il 15 febbraio, un }1,l tro corpo di. 800 uomini, al comando d<>l t<>nente colonnello Saletta, e costituito da due battaglioni di fanteria formati con elementi eterogenei, tratti dai vari reggimenti e forniti di. scarsa awtigli,eria, e mediocre dotazim1e di viveri e òi munizioni., sba.rcò a Massaua, mentre il 27 successivo altri 800 uomini, comandati dall tenente colonnello Lcitcnitz, wpprod:-1vano a,d Assab. Allo scopo di ·p rovvedere all'immediato ricovero dei malati, furono impiantate in Massaua delle baracche e delle tende ((Roma)), · le quali -si dimostrairono poco adatte a luogo ~li cura in quelle torride r,egioni p,er l'insnffidente vcntifo.zione, che faceva sali,r e il termometro all'interno fino a 40 gradi. f>'a!ltra 1parte l'eccei;;siva temperatura durante le ore di giorno, in contrasto con l'ambiente freildo ed umido della notte, la defidenzai di buon'acqua, potabile, qua,-;i sempre salmast,ra, calda e di -cattivo sapore, l'aJimenta.zione prevalentemente .a base di viveri di ri~f,rva, la mancanza di quahdnsi n,orma igienica nelle pol])olazioni in<ligene, colpite da.J vaiuolo, .:<'orhuto e tuborcoilosi, influirono 35


-546sensibilmente sulla salute delle truppe, p oco aJlena.te ai cJimi tropicali e furono causa di una più eilevata morbosità,. PrevaJsero naturalmente le malattie dell'3«>arato digerente e specialmente i cata.:r,ri gastro-ente,rici, le febbri tifoidee e le affezioni cutanee ed ocula,ri. Si ebbero anche numerosi casi di fosolazione, iper lo più con esito letale. Tir a i primi utticiaJi che ,s barcarono a Massaua, dobbiamo ricordare il capitano medico Pa,nfilo Panara, il qua.l e compilò un'interessante r elazione: « L'osip-eda,I.c da c ampo in Massa ua, e Je vicende sanital'ie del corpo di .spedizione dal febbra io al settcml;re del 1885 )), che si può considera,re un vero modello, essendo completa in ogni s n'a pa,rte e per quei tempi rie<>.a di originali oRservaziùni, sotto il 1p un.t o di vis ta dell 'igiene militare, e della profilassi d elle malattie jnfettive. Nel comba.ttirnento di Dogali del 26 gennaio ]887, in cui la col01ma De Orisfoforis di 500 animosi, Ropraffattà dalla pr~onderanza numerica, delle m<le di Ras Allula,, diccfo p1·ove di fulgido eroismo, il Corpo sanitario militare offrì il suo pr imo o&::uro olocaus to in terra africana colla mo1•t,e sul ca,mpo d el capitano medico Gaspa,rri e del t.enente medico li'crrcttu: quesU aipd Ja, numerosa e gloriosa serie degli a,llic-vi n &:Hi dalla Scuola d i wp,plkazjone di sanità di Firenze, che si imrnolairono per Ja Pat1·ia. ~el marzo dello stesso anno fu in viato un nuovo corpo di s p<. dizionc di 2 brigate di fanteria, e 4 ba,t tcrie d 'ar tiglierja, agli 01•dini del ,generale Asina,1·i di San Ma rza,no, c he nel mese successivo riocc upò le posizioni di Saati e Va-à ed avanzò vcrRo Asmara, e Ca,Rsala. Al generale Raldissera, ,s i deve ['organhzazione militare e c iv ile della Colonia e la costit uzione di truppe indigPne cd irregol a,1·i, c]1e diedero p·r ova, di valore negli scontri di Agorùat, Cai:;sala, Co at it e Senafé. Sulla Jìne del J8H5, Menelìk, <'..On on ~)ode roso esercito di :io.ooo uomini, s ferrava ad Amba Alagi un violento attacco contro le nostre truppe avanzate, comandate dal maggiòJ'e Toselli, che lasciò eroic a.mente la vita su[ campo, ed il maggiore Galliano s uccessivamente iniziava una memora,nda, difes~1 nel forte di Makallè, che dovette abbandonare dopo un mese di epica, ,resistenza. A far fronte all'incalzante situazione, furùno nel gennaio 1896 inviati in :Af,rica, altri 1.4 battaglioni e 5 batterie. Il l mano 1896, 3 br igaite bianche, comandate dai generali Arimùndi, Da, Bormida ed Ellena, ed una indjgena, agli ordini del generale Albertone, costituenti ·un effettivo di 17.000 combatten ti, per mancanza. di collega.mento si h atO


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terono isolate oontro un nemico di forze quadruple : e, quantunqne la batta.glia, fosse pe1·duta dai nostri, che lascia-1·ono sul campo 260 ufficiali, 3892 soldati e 2000 jndigeni, oltre a 3000 fra feriti e prigionieri, Menelik dove tte rinunciar,e all'avanzata e fu costretto a riti,rarsi.

Veniamo Ol'a a riassumere ill funzionarrHmto del servizio sanita,r io dm·ante la, campagna 189fi-9(i, che, per numero di combattenti e 1pcr episodi di guerra, fu la più importante svoltasi in Eritrea. , rer quanto rigua•rda il personale sanitario ipresso i cor1pi di trup1pt1, è da notare che all'inizio {lcllc ostilirtà gli ufficiali medici furono aumenta.ti da, 1 a 2 per battaglione, ad 9gnuno d,ei quali furono inoltre wsscgnati un caporale aiuta1nte di sanità e 4 porbhforiti. Cfrc:l il materiale saniim·io in dotazione ai corpi e ,repart_i_, l'esperienza delle p,rec,edenti operazioni su Ooatit e Senafè, aveva già dimostrato l'insufficienza della <lota.zione per ogni battaglione di una coppia borse di sanità-, di 9 tasche di ia;anità, di 18 boracde pPr porb1feriti, di 2 coipc1~e e di 2 barelle 1pieghevoli. lfu iprovveduto quindi, in a,umento, una (}Oppia di cofanetti per a,lipini, modi.fica.ti però in modo che, tolti gli ingomlmmti cas,setti e gli oggetti meno utili, ipotessero contenere medicinali in sufficiente quantità, · e medicature per ckca 150 feriti. Le se:doni di sanità, ,quanao fu a,n mentato il contingente del corpo di spcdi½ione, :furono portate da 2 a 3, C()l ,seguente organico : 1 capitano e 4 subalterni medici, un ufficiale d'amministrazione, 2 sottuflkia:Ii, ~ ca,p orali aiutanti farmacisti, 3 caporali a.iutanti di sanità, ~ caporali infermieri, 16 iportafcriti, 14 infermieri, 80 portatori indigeni. Non potendo il materiale regolamentare della sezione da montagna a,dattarsi a.d una campa,gna sull'altipiano, specialmente peir le diffi~1oltà, delle vie di comunicazione, essa fu ridotta, ad uil tirµo ancora più leggero e costituita. da 4 cofani e 2 sacchi, contenenti • l'occorrente in meclidnali, strumenti ed apparecchi chirurgici, og g,etti di medicatura e viveri di conforto. Ogni sezione di sanità er·a inoltre fornita di 8 barelle pieghevoli, di 2. cofanetti per acqua, 4 borracce per portaferiti, da sostitufrsi, all'occorrenza, con a,ltrettante ghirhP-. Era àncora dofrtta, di una tenda da medicazione, modello {}uida (fig. 127).


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Fu1,ono assegnat i ancora 6 muletti per il traspor,to del materiale ed 80 per lo .sgombero dei foriti leggeri; per quelli 1più gravi $i usa,r ono le barelle pfoghevoli regola,m entari , le quaH però non ,r esistevano a lunghi tl'agitti, sipezl'landosi facilmente ne[la cerniera ,wtic~lata, so tto le forti oscillazioni <lura,nte il traspol'to. Si dovettero iperciò imp1·ovvisare barelle, cm~tituile da due lunghe stan ghe, riu niti> da ,s biwre òi l egno : più frequentemente si reqnisirono gil i an_qareb (letti inuigeni). Fu anche aclottato il trasporto su cam-

_ . : w'.

Fig. 127 -

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T 1:uda cla. m edicazi vne rnorle llo Guidi~ (aperta).

rnclli., a mcw::o di un basto specia,le con due sedili latemli ed uno media no ed un 'ampia tenda 1J}rotettiva per lo sgombero di 3 m ala.ti o feriti (fig. 128). All'aprfrsi delle ostilità, non erano impiantati nella coloni a che alcuni posti ùi medicazione con pochissimi letti, un'informeria ad Adi-Ugri per 10 malati, u n OEWeda.letto deilla Croce Rossa ·ad Asmara per 50 infel'mi, ·un'infermeria a Clieren con i:rn letti, un deposito di conval~ enza a Ghinda con 16 letti, e :fìna,lrnente l 'ospeda.lc pl'inci:p a,l e di MasRana-, d ella capacità, di 150 ]etti. In i.eguito fu inviato a Sa-ganeiti un ospedaJctto di 50 letti, e non IJ)otendooi costruire nel recinto del forte locali di ricovero per 300 letti, furono ,requi site òivertle abitar.ioni nel villl aggio e vennc,ro erette 14 baracche «Roma)). Ad A~mal'a fu a.umenfata l a ca1pacità dell'ospedale della Oroce Rossa, fino a 150 letti ,e nell'interno del


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forte fu allestita un'infermeria, di GOO letti; altra ,infermeda di 300 letti fu impiantata a, Ghinda. Finalmente fu ac0resciuta. la capacità del]' ospei.la,,le <li M~1ssaua, [Wrtandohl, a GOO letti, poi grad atamente fino a 1300 letti, rnedia,n te la, sollecita costruzione di nuovi

Fig. 128 -

Portantina r egolamentare a 2 sedili laterali ccl uno mediano per traspol·to di malati e feriti sn cammelli. I

ed ampi baraocamcnti. Infine fu adi.bittb a,d uso di ospedale <li ~00 letti fa vecchia na,yc Saati. In tal modo l 'organizza.1done dei servizi sanitari 1POteva rit<~n er,si compiuta verso il 20 fehhra,io 18HG, epoca in cui ai battaglioni mohilita,ti ed alle brigate <li a.rtiglieria ,e rano giif stati assegnati due ufficiali nwilki, mentre ogni reggimento disponeva del proprio <'aJPitano medico e del materia1le sanitario già elencato.


-550Inoltre erano già pronte nella zona d'operazione 2 ,sezioni <li sanità ed una terza stava 1Per raggiungere il Oorpo di sipedizionP, quando per Ja :ribellione di ra-s S,etm,th cd Agos Tafari, essendo divenute malsicure le retrovie, il ma,teriale di questa sezione, unitamente a 10 am.bulanzette della Oroce Rossa, con relativo perso -nale, òovette forzatamente sosta,re nelle retrovie. NeJlJa tragica giornata del 1° marzo 1896 ad Adua il servizio dell-e sezioni -di sanità non rpotè esplicare naturalmente tutta l a sua attività per la ferocia del nemico, per la raipidità oon cui si svolsero g-1 i ac<>~<t,niti oombattimenti col'po a, corpo e JP~r la, glorioga morte ' e prigionia cui ru1dò incontro la massima parte degli ufficiali medici addetti ai corpi cd alle sezioni di sanità. Già il 7 dicembre l8H5 ru1 _Amba Alagi jil tenente medico Iacopetti era caduto vailorosamente a fianco d ell 'eroico maggior e TosclJi. Il capitano medico De Michele, i tenenti medici :Ba-iimaz, Cutpelli, D 'Andr<~a, Maglio, Pucci e l>istacchi, i sottotenenti medici Lombi, AJtamur:i, Miccichè, Viglione e Dorato si. saorificarono eroicamente nell'infausta- batL<tglia di Adna. E le perdite non si limitarono soltanto al -personale, ma anche H ,m ateriale delle sezioni di. sanità e dei battaglioni mobilitati rimase tutto in potere del nemico. I n omi di que~ti valorosi, unìt.amen te a <1uelli dei medici caduLi n~lle guerre di Drimea ,e, dell'indipendenza, italia,n3,, sono etc~rnaLi in una lapide, che fu inaugura,ta nell'atrio dell'o.."-'lpedalc militare cli Roma il 18 marzo 1900, -alla presenz~1 del Re Umberto I e dclila, Regina Margherita (lìg. 129). Nè dobbiamo dimenticare l 'opera IJ)reziooa dei nostri medici catturati da Menelik, che ritIBc'ì in gran parw a, mitigare le asprezze ed i disagi òella, !Prigionia di tant i n ostri fra telJi e ad a,f fretta,r ne il riscatto. I superstiti della, giornata del 1° marzo ripar~-r ono nel fo1·te di Adigrat, a1ltl'i si diressero verso M::i,i -,Ma,r-ct ed Adi -Cajè, altri infine ripieg3,rono su Sa:~aneiti, sub(>ndo le continue molestie e le scorre1·ie de1le bande ribelli: i più si rifugi,m·ono ad Adi-Ugri. Jn <1ueste località, essi ricevettero j pl'imi conforti ed i primi soc-. col'Si e quiv.i fu iniziata, l 'opera <li sgombero, effettua ndo.si il traS[J)orto per me7.7.0 di muletti e cli ba,r elle d3, Adi-Ca,jè, 1per la, via <li M,ahio, direttarnente a.11.'ospooa.le milita.re di l\fa-ssaua, o da Saganeiti e da Acli-Pgri n,c~li fitahrnmenti sanitari impiantati ad Asmara,.


551 Nella suipposrn10ne c he l 'esercito scioano il'rompessc dQPO· la vittoria di Adua, ncll 'interno della colonia-, fu dato ordine dal

Fig. 129 ...- Lapidfl in memoria degli ufficiali medici caduti n elle g uen-e doll' indipeudou za, di Crimea e d ' Africa, inaugnra.ta il 18 m ar zo 1900 n ell'atrio dell' ospedale militare di Roma.

comando <li a bbandonare Adi;Oajlè e .Saganeiti, e per conseguen za tutto il matedalc accurn nfato in quest'ul tima località per il fun -


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zionamento dell'infermeria, venne solHecitamente · trasportato :1d Asrrmra col ,personale sanitario e di a,ssistflnz.a addetto. Venne and1e soppresso il pmito òi medkazione impiantato in Adi-Cajè doJJO il comha,t timento. di Adua, ove i profughi foriti non solo ebbero le prime ,cnr·fl, ma furono anche 1provvisti di mezzi di trasporto per Massa,u a. Appena rpenenuta J.a, notii zia che nella infausta, battaglia del 1° marzo era rimasto catturato dall'esercito del Negus tutto il materiale delle due sezioni di sanità al seguito delle truiplPe QPe,ranti, fu iniziata la, costituzione di 2 nuove sezioni di sanità. a ciascuna, delle quali furono assegnati un capitano medico, 2 suharlterni medici, l caporale, 1 soldato a,iutante e 4 infermieri, forniti {li tasche di sanità, e borracce per portaferiti. Fu inoltre stahilito dal comandante in capo che a, suo tempo sarebbero state date le dispmdz.ioni opportune per provvecfore ogni s·ezione di 30 muletti o ,muli ipo,r-taferiti coi rispettivi conducenti e di 32 ll_)Ortatori ill{ligeni. Contem1pora,nea,mente venne disposto chfl alla dipcndènza di ogni sezione furndonasse una, ambula,n,r,etta con un medico e (]ne infermieri delila, Croc,e RoRsa,. Le due [)rime sezioni 1-<egnirono le risipdtive diviftioni fino n:d Adigrat, disimpegnando il servi,r,io di trasporto degli amma,la,ti ,dei corpi ai luoghi di cura; la, terza sezione invece, non ess,endo,Ri (Pr~ent.a,t a l'oppo,r tunità del suo impiego, fu lasciata. in riserva all'Asmara. Col movimento dell'intero Corpo di orperazione verso 11a frÒnticra nemica, avente l'obbiettivo di liberare i bloccati nel forte di Adigrat, em, necessairio di istitnil'e alt1·i ~uoghi. di <.mra lung·o le vie di comunicazione èhe esRo doveva perco-rrere. Furono perciò date le neceR.;arie diRposiziÒni 1per l'impianto di un'informeria di . 4UU letti in Adi -Oajè e pe1· rim·gani z:1,arc con più limitata capacità (luella <li Saganeiti. Vennero inoltre istituiti posti di !'loccon,o a Se11afè, a Mahio, ad Illalia, in Tfa-à ed in Ard1i{:0 1 sif:dù'• con questi scaglionamenti di unità, sanifa,rie, a,l lorchè il corpo di operazioni potiè impa,dronfo•si òi Adig,rat, lo sgombero dPgli ammalati_ e feriti clie si t1·ovavano ancora, nel fort~ pot~ .f lffettnarsi in modo regolare e sernrn, inconv,enienti. Qm~sti posti di soccorso Rervfrono egregi::rnwnte ande più tàrdi , quando, te1·minate le opera,z ioni di guerra, fu ordinata la d~scesa delle t,rupp,e dall'altipiano in Massaua, per pren. dervi imbarco e rimipatriare. Vinformeria di Adi:Caj,e funzii,mò


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soltanto durante le ultime O!PCrazioni; anche l'infermeria di Saga1J1citi ebbe a, dcoverare un notevole nu.mèro d'informi e bastò con quelila, di Adi-Ca,jè ad assicu,ra,rc l'a$sistenza sanitaria alle truppe operanti. -Mentr,e .si svolgevano le operazioni più sopra, accennate sulla frontiera sud dell'altipiano abissino, un cor1po di Dervisci a.ttacò) improvvisamente Cm,saht, sui primi di a,pl'ile, e contemporanea,mente si. svolsero altre azioni f.iu Ha, frontiera ovest, le quali cu l mina.rono nei combattimenti di. :NfocT'am e di. Tucruf. In questi, fatti d'armi il servizio sanitario fu di,simpcgnato esclusiva.mente dai medici dei corpi; i feriti però, ri~vuti i 1prirni soccorsi, venne1·0 sOlllocita,uHintc t•rasportati H, Chercn, do~e il direttore della locale infermeda di ipresidio, coadiuvato efficacemente dal personale e dal materiale di un'amlmlanzetta- della Croce Rossa, arpprontò con sollecitudine i J,o,cali ,ue,ee:ssari pel lorn rioo- vero e pr·ovvide alla- loro a-ssistenza. Dura,ntc · 1c operazioni di guen·a., non :Si ebbero mai a ,e1·incare ingomhri cli ammalati e feriti nei luoghi di cura òclla Colonia., e,.~send{)si provveduto op1p-0rtunamenLc alla loro <li:ssemimi zi o·ne <la.i posti a van 1.a-Li fino a, Massaua, e thL Massaua negli ospP<'lali d'Italia, per mc1.1,o di pi•roscafi noleggiati, che le autorità militari furono solle,c ite di tenere ·s empre pronti 1per ogni esigenza di sgombero_ Sì sa con certezza, che molti fl-ei morti e feriti non furono semplicemente vittime delle armi <la. fuoco, di svariato ca.libro, e delle a,r rni bianche usate in comhattimento òall'esercito scioano, ma furono anche sottoposti alle più rn~fande sevizie per la ferocia del nemico, che inveiva, sui caduti e li tl·ncidava, per la lmrlmrie della cavalleri~L Ga,Jila, dm li evira.va, per le leggi a.bjssinc che, ritenendo rei <li disel'zi•one e di tr,a dimf'nto quelli che òi .raz;r,a. nera non avevano ri.spo,ato a,] Cl1itet f'Cl avevano inveee combattuto con gli Puropci, .li condannavano eDn sonnna,1·io procedimento giudi½ia,1·io nlla mutilazione della. ma.n o destra. e del piode sinistro. E s~ una, trentina di ,evirati ita.Uani e sci indjgeni e 1più di C[Lmttrocento mutilati tntti indigeni poterono porsi in salvo nei} t0rritorio della Colonia e ri1pa1ra.r,e nei nostri luoghi di cura, altri nurncrosi.sshni rimaserD vittime su[ campo o, .nient-re andavano in cerca di asilo, dovettero S(){',comhe~c per emorra,g ia o per mancanza di ali menti e di assistenza. necessari.


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Tenendo conto del numero dei caduti a cui fu data 1pictos.:1 sepoltura nei cannpi di Adua dalla colonna comandat.a dal tenente colonnello Arimondi, si può dedurre che ~a cifra dei morti italiani nella giornata del 1° marzo fu ap,p rossimativamente di 4.152, e ponendo in raffronto questo numero con i nostri 12.450 bianchi · che combatterono sulle alture e nei valloni di Adua, si può desumere che le !Perdite furono nella proporzione circa del 29,4%. Non v'ha dubbio che ~l modo con cui si svolsP-ro le fasi <lei va,l'i comba.ttimenti succedut isi durante questa guerra, d'Africa, per ~e forze semipre ecoes,siva:mente preponderanti del nemico e per il suo obbiettivo <li distruggere in tutte le manic,re il proprio a,v'V'ersario, solo pochi feriti IJ)oterono sottmrsi alla sua, opera devastatrice; -è quindi da ritenersi che si siano posti in salvo unicamente i più leggeri e <1uei pochi che, quantunque in gravi condizioni, ebbero in a-iuto fortunati eventi od un'e&ezionale forzai d 'animo, congiunta a non comune 1·csi.stenza organica_ Da.I. l" dicembre 189n al 1° giugno 1896 furono comiPl-0s1,;ivHrncnte cura,ti negli stabilimenti della coJ.onia, 13.1!}(; ammalati i tallia,ni e :l.521 indig~ni. Se in a,prile cd in magg·io erano m.obi.lita,ti, in Africa., 25.000 soldati italiani, pure fa forza media nel periodo di tempo s uaccennato si riduce ap[)rossimaii vamente alla cif.ra di 14.700 e quindi si ottiene fa elevata propvrzione di 89 ammalaLi !Per ogni cento uomini. P er gli indigeni la for:,;a media a pprossimativa si può calcolare di 7.200, e siccome gli infermi nei S·e i mesi furono 3.521, si ha una percentuale ili 49 3illlmalati. Da ciò si deduce che la morbosità, delJle truppe italiane in Africa fu molto più efovata di quella degli indigeni, come a priori si poteva prevedere_ Risurta, ino]t•r(' da,l l'csame dei !r endiconti nosologici, che, per quanto riguarda le malattie mediche, e_b bero IJ.)redom.inio, per il numero, le febbri effimere l'fmma,ti~he, i catarri gast1ro-inicstina]i, le febbri da ma-lari::!, e per ·gravità le febbri tifoidee. Soltanto in Adigra.t si ebbero ci-t·ca H'iOO casi, oon 62 decessi_

Quantnnq ue le nostre truippe av·e ssc1·0 per la. maggior pa,r te soggiornat? temporaneamente in .Massaua, tuttavia, per le gravi fatiche sostenute, per Ja difficoltà degli aipp1•ovvigiona.menti, per la mancainza di adeguato ri1p-0so, quelle che dovett~1·0 ,:sosta.re più a lungo ,cliedero un not,evole contingente di ma.la.ttie che riclifo sero il ricovero in ospedale e furono spesso motivo di rimpa trio.


-555Alla maJla,ria furono esposte Je nostl'e trrnpipe per i concentramenti ,r esi necessa,ri dalle operazioni di gue.rra in Saati e Sabarguma, dove regna, endemicairnent e. J>er diminuire i danni j:li tale infezione, si usarono largamente e con profitto, dei prcpa,r ati di chinina sotto forma, di vino o ,di rhum chinato, alla dose giornaliera di 30 centigrammi. La febbre ,tifoidea, òi cui ne1 1894 in Eritrea non em stato accertato neppure un caso, cominciò a manifestari;d per ignote ca,use nei mesi autunnali del 1895 e orebbe in seguito in modo a.Uarmante, tanto da rappr esentare la, f,o rma morbosa IJ)iù g'rave e più micidiale per l e nostre truppe, ed anche, sebbene in minor g-r ado, per le indigene, che pareva ill' princi1pic, fossel'o ref.ratta:rie. Il 1predominio d~tlle febbri tifoidee trova, .spiega:r,ione negli a,gglomera,menti di truppa •re-si nrcessari dalle operazioni militari, e segna.tament<>nella oonsiderevole mortalità, delle bestie da soma, cammelli e muli, verificatasi in tutte 1e zone della, colonia, cd a, cui fu data sepoltura solo in minima- iparte; ciò che fu causa delll'inquinamento del terreno e delle aoque. l)j,fatti l'inl'ezione tifoiflea diminnl non ar)l_[)ena fu ordinata dalle autoritàr milita,r i la cremazione delle carogne, spari;,e ovnnrp1 c a.ttol'no a.gli al'--Camparnenti. In rapporto alle ferite riportate in guerrn, tanto dagli italiani come dagli indigeni, ,ci limiteremo ad accennaJre che richiesero 196 interventi operativi, praticati nelle infer merie di Adig,r at, Asma,r a, Oheren e Ghinda e neWosipedale miJitare di Ma,ssa ua. La, gua,r igione dei numerosi amputati avvenne costantemente per 1prima intenzione, e si potè ottenere nei mutilati del piede per opera del nemico un moncone ricoperto di cute, anzichè una cicatrice poco soli<la, e fadlmente e,snkerabile, come spesso si verificò in quel1i che si erano rifiutati di sottqporsi ad at ti operati.vi. Merita qui di essere ricordata l'att jvissima, ,oipera chirurgica espletata a fa,vo1·e d ei mutilati di .Adua da,ll'aliùra, ma,gg'iore medico L. Fcr rero di Cavallerleone, che fn altamente a1pprezzata da. S. E. il generale Bal<lis-sera, comandante in capo, e •r iconosciuta come iil maggior eoefficiente di penetrazione pacifica fra gli indigeni. Anche le malattie veneree diedero un c-0ntingente abbasta,n za elevato-e fur-0110 di frequente motivo a rimpatrio. Le mal attie oftalmiche, ·q uantunque non molto frequ enti, richiamarono tutt~via 1l'a,t tenzione degli ufficiali medici~ e se si ottenne la, gua,rigione nel maggior nnmero dei ca,si, richiesero a,n che qnakhe volta, il


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trasfcri:ip.ento dei malati negli ospedali d 'Italia per gli orpportuni provvedimentj medico-legali.

JJ_ -

C AMPAGNA COLONIALE) DI LmIA

(1911-12).

Nel .settembre del 1911, l'Ifalia, allo scopo di tutelare gili interessi dei nostri connazionali emi,g,ra,ti nel nord dell'Afa'.ica, nella vasta zona, libica, dominata ,dall'impero ottomano, compresa, fra la Tunisia, co111:J_uistata dai Fra,ncesi nel lRSS e il'Egitto , occupato da,g l'lnglesi nell'anno successivo, intimò aJ sultano <li sDSpendere l'invio di armi e rrrnniz.ioni su quelle coste, ma, in seguito a deciso rifiuto, ed essendo continuato il contra,b bando col [liroscafo De-rna, l'JtaHa, convinfa dei suoi matmi di,ritti .sul ,1 \feditermneo, inviò nn Corpo d'a-rmata di spedizione al comando del generale Oaneva, che, Rbarcato snille <:oste africane, occuipò in l[)Ochi giorni le città, di 'l'ripoli (5 ottobre), Homs, DPrna_, Bengasi~ 'l'lnwllna, con vittol'iosi combattimenti iniziali a Tripoli per ope1'a specialmente della R. Ma,rina., al comando dell'ammiraglio Cagni od alla Ginlia,n a, presso Bengasi, con le truppe del gencn1k Arncglio. Sh,;temate le basi d'ope-ra,z ione sulla, costa, e ,1'epresso il 23 ottobre a Sdar.a-Scia,t un tf\rttativo di rivolta degli Arabi da parte . dell'l1° bersagliel'i , che lasciò sul campo 5 ufficiali e 500 soldati fra morti e dispersi cd ebbe 4 ufficiali e 163 militari di truppi1 feriti, do[Jo altri scontri sarng11inosi a Siòi Messri e ad Henni òel 2G e domata un 'aU.ra, ,Rommossa. ad Homs, il coripo di spedir.ione con nuovi rinforzi giunti dall'Italia il 4 dicembre conquistò Ain -Zarf\, e successiva,mcnte fu com1pleta.ta l'occupazione dell'oasi di TripoH. Nella ;primavera del 1912 una divi.Rione, al comando del gr:nerale Ga,rioni, sba.rcò a Mac.alwz al confine tunisino per ,r eprimerr: il conkabbando di armi a l nemico, e con una seri.e di felici, operazioni nell'agosto seguente fu oecupa.ta, Zua,ra. ln seguito un'altra divisione, agli ordini del generale Ca,merarna, conquistava, Misurata, ed una, condotta. dal .g,enera.le Ameglio il -16 maggio, dopo h1 vittol'iosa battaglia di PsithoR, prendeva possesso definitivo di Rodi e delle iso~e attigue -:leJ1 dodeca,n neso, mentre la R. Ma.•rilrn audacemente operava n raid dei Da,r,fanf>lli. Ne1l frattempo il 12 rnm·zo 1912 in Cfrenafoa si fYohm l'a<'.('.a,nito combattimento del]]e Du e Palme nei dinto,rni di Bengasi, con pochi; perdite da,


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pa1·te nostra e ?..000 morti nel campo nemico, e nel settembre altri ~-contri avvennero a-1 sud di D erna. Finalmente, per l'i11s1mre7,ione balcanica, la Turchia fu obbligata a chieder 1a pace, che venne conclusa ad Ouc hy , presso Losanna, il 18 ottobre: m f1 gli Arabi non desistettero d0ipo ciò dal.la resistenza in Libia. Nella successiva p,r ima.vera del rn13 una colonna, gnfrlafa dal general e Lequiof conquistata Assa,ba, 1·aggiun geva nell 'interno la 1più lonta;na regi.o ne del Garian e nell'estate seguente alfra colonna condotta dal genc-raJle Mfani iprocedeva, aJl 'occupazione del tenitorio del :H'ezzan, c he si fu costretti poi ail a,bhandonare a lla fine del 1914, epoca hl c ui scoppiò la rivolta ara.b a in zorie divc,r·se dr.lla 'l'ripolita nia, movimf'nto che andò intcnsificand()Si a tal punto che si rfu obbligati a ritirarsi <falle poshioni interne conquistate ed a ,r i:p i.egttr~ nell 'estate del 1915 s ulla eosta,, mantenen<fo soltanto Tripoli ed Hom s. In Cirenaica invece la si t uazione rima.se prcssochè invairiata. Nel 1H~2 vennero fcli~emP.n te iniziat<~ l e operazio11 i !P~l" lu, n ooncp11 sia d ell'interno con una s uceessione di attn.<".chi fort~mati. condoU,i fino al l924, che iportar-ono ana 1·iconquista di tutta, ]a, T>t'ipolit,rni;-1,, 1~cettuato il F •ezzan. Nel febùr·aio ]!)26 l'oocupa,7,ione di Giarabuh· all a fron tiera. i11glcse consoli<lò 1 a .situazione anche in Ofrenaica, fa (Jrnl-l c, con a ltre ope,ra zioni ahilmr.nte oondotte in quesU ultimi tcruipi, è andata comipletamente sist~rnan<losi, come la 'r ,r ipolitania.

* * * Rsposti così per ~ommi ca.pi i più importa nti epi-soili della g-ucrra, libica, vedia,mo <',ome furono organizza.ti i servizi sanitari durante le ope1·azioni. l 1'in <lallo sba,r co <lel corpo di i,pcdizione cominciatrono a fun 7,j~n a1·e a Tri[)oli p<"r il ricovero e cura d ei feriti e degli infermi di malattie comuni tre 08JPerla;li da campo da 100 letti, unitamente a due· ospeda letti ila campo someggiati e ad 1 oS[)edale di guerra d.ellla Oroce Rossa ; nonchè 1 OSIJ)edaletto da campo ila 50 letti di isolam~nto ,per .s ervfaio di lazza,1•,etto. Scoppiata poco dopo l'epidemia colerica, s i dovettero naturahnente a,umentare gli stabilimenti sa· nitari, e pertanto nel meS1c di novembl'C furono impiantati gli . ospedali tcrdtoriaili nn. J e 2, e alla cura dei colerosi venn<:>ro


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destinati un ospedale da, campo da J 00 letti, 2 ospeda.letti da. ~a,II11Po da 50 letti, 3 ospc'Cla[i <li guerra, della Oroce Rossa.1 con 3 lazzaretti, che furono così diBlocati : uno nell'orfanotrofio femminile in contrada Daha ra, uno a Sda.ra Said cd il terzo a Bab el Gelid. In complP.sso, s i ebbero disponibili fin daJ mese di nove,m hre 1'::)11 drca, 2.300 posti -1letto. Il Comando del conpo di occu[)azione, preoccupato in seguito per il numero sempre crescente di. militari che rimpatriavano per ragioni di salute, di~oi.;e por la, costituzi<me di un ,ricovero <li convalescenti a Caracol, luogo molto .salubre, adibendovi a.lcune unità. sanitarie d ella, Croce Rossa; a, q ucsto deposito si invjarono i malati dimessi dai luo.g;lli di cura, pei quali si ritenevà sufficiente un breve pe,riodo ,d i riposo, prima di riprendere servizio nei 1Prop,r1 re{Pa rti. Alla paJrtPJW,a da.J l' lta.lia le diverse unità, sanitarie, oltre che delle dotazioni :r egolamcntal'i, fu,r ono iprovviRte ~u una su.fil.dente q mwtit:ì <li medicinali , app arcccl1i e 1:it ru1uenfa chirurgici e mate ria.le di me<licazionf\ e ùi ste!'ilizzazione, Jìltri, a1p p arecd.1i porta,tili, tjpo Tt'errero (li CavaJ.l erlP.onc, per r adioscopfa e r acliog·r afia, tavoli [Jer interventi operatori, stufe focomobm per disinfozione, casRe <:-on snva-ghiaccio, impianti 1pcr illuminazione tH1 acetil ene, nwzzi di ricover o di vario tipo, ecc. Dei òue gabinetti di batteriologia. e c bimka da campo inviati a Tri 1polì, uno ebbe il e dotazioni •reg()l:u:nentari' stabilite pc1· la, di,rezione <li sa,n ità d'Armata ; pet l'a11tr o il a fmp[Jcllettilc fu fornita dalla Sanità puoblica. 11 deposilo a.vanzato di materiale sa,n itario venne costituito con t r e sezioni di deposi to ava,nzato di corpo d ' a,1· mata e d ue $ Zioni di ma.tel'ia le vcterin m·io . n rifornimento à dk d{)tazioni sa.ni tarie ,Jall 'Ttalia fu eseguito tanto pedodicarrien te sec-0ndo il e n onne regolamenta,r i , quanto straordinariamente nrndi.ante eichie:,:;te sipeciali: eiI il ,servizio potè da.ll' Intenden7,a e ss('re •sernp,1-c assicurato largamente. Oltre Je necessal'ie provvif.:lte di med icinali, di oggPtti di medica,tm•a, e di altri materia li san itari, s i inviarono nuove stufe locomobili di disinfezion e, altri apparecchi per radioscopia e radiografia, sterflizr,a,trici, :r:n edicature · tipo Schimmelbrnch, casf;e conserv~L-g;hia..ecio, filtri, .pomipe 1pcr disinfettanti, ebollitori e potaùilizza,tori. L'epidP.mia col erica., <li:[usa.si rapidamente all'inizio de1le ostirrit:),, e le infezioni tific he richiesero ben p•r esto, per l a sterilizzazione


-559delle acque, mezzi prn Ricm·i dei filfri. Perciò nel dicembre fu impiantato 1111 ehòllitore capace di 80.000 litri giorna.lieri nella !piazza del mercato delilo sparto 1Pe1· le tru'p pe, od tu! altro in quella del mercato del pane per uilo della popola,z ionc. Nel mese di aprile J 912 Ri rpotè disp,o~re di altri potabilizzatori rotabili, che funzionarono nell'osrredalc territoriale n. 1. L'irnpo1\ antc soi·vizio del ghiaccio fu assicurato daipprirna con ila prodm;ione locale, completata con periodiclie spedizioni dall'Italia; poscia, ·mediante convenzione stipulata con 1a, Società delle ghiacci.a ie riunite di Mass::.ma, Ri cDnRegnì un ipiù regofarc e com pleto app1·ovvigionamentò. Circa lo sgombero dei malati e feriti, il tra,spo,rto dai vari repal'ti agli ospedali fu eseguito or,dinariamente oon le ca•r,rette alpine delle ~-ezioni di sanità, sufficientemente adatte al terreno sabbioso. Gli a.ntocarri e la ferrovia. che venne impiantata, fin daill'inizio c on sorrprendentc raipitlità furono utilizzati per il trasiporto d,tllc _zone più lontane. Lo .sgombero in Italia da principio fu fatto su farga scala a causa , d eUn limitata calJ)acità di ricovero delle unjtà sanitarie; si fu pereiò costr,dti a, 1•inviarc i~1 patria molti ma,l ati che effettivamente non abbisognavano (li ]unga, cura, o di lunga iJ.kcnza.. Da,lla seconda metà (li novembre, con l'aumenh~ta capaeità degli sb1bilirnenti e con l'istit uzione à Caracol del de1posifo di convalescenza, si riuscì in g,r an parte ad elimina.i··e questo inconveniente. Rigorose mi.imre pl'o:filatti:che furono adottate per evitare il propagarsi di ca.si di colera, fra i ,rimpatriati, e si ordhrnrono visite scrupolose ·P. 1per tutti i pro1posti ipd ,rimpatrio fu prescritto l'esame delle feci. Inoltre i c011va[cs~nti vennero tutti indi-:tintamente inviati in osservazione a,l l'isola dell'Asim1ra.. L'irnha1·co dcgl'infermi si eseguì regola1rmenfa:~ mediante rimorchiatori e imbm'<;azioni delle navi-oRpedale, talvolta anch~ col concorRo <lei mezzi portuali della R. l\fal'ina o <foll'lntendenza del corpo di spedizione. Le navi-ospedale destinate al l'im1patt·io dei malati e feriti furono quattro : il Re dJItalia, e Regina dJ Jta,lia, allestite aill'atto della mohilifa:i1ione, la, Regina Margherita, IPrepairata dal Sovra.n o Militare Or,d ine di ,Malta con 200 letti, e infine la Menfi, arppron tata dallla. Croce Rossa çon 150 1letti dapprima e poi in Regnito con 250 (fig. 130).


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In com1plesso, il movimento di sgorn hero deille navi dalla zona di Tdpoli agli oRipedali di 1•iservai aUestiti in Italia,, dal 28 ottobre 1911 a-1 31 maggio 1912, ammontò aHe ~egnenti cifre: ufficiali: feriti 52, malati 211, convalescenti ·di colera 4; trupipa: fe.rit.i 905, malati G142; convalescenti di colera G25, con un to~alc di 957 feriti e 6982 malati rimpa,t riati. Le condhioni di salute del corpo di sipedizione si mantennero in generale abbastnnza, soddisfacenti. A ciò contribuirono soprattutto l'a,limcntazione costantement,e ottima, anche quando ~rano

Fig. 130 -

Nave-ospedale Mimfì ; un reparto nel salone di poppa.

difficili gli .sbarchi dei ,riforninrnnti, l'adatto vestiario e la scru1polosa, vigilanza igienica. Infatti la percentuale dei ricoverati nei luoghi di cura (e,r.cetto i co:Icrosi), che n ei mesi. di novembre e di dicembre del 1911 era d el 0,25 ipcr cento in rapporto alla forza. prcsPJnte, discese a-1 0,13 ·p er cento in fehhra.io rn12, per elevarsi al 0,20 per cent-0 nel mc,-1e di aprile. 'fali differ,enze devono quasi esclusivamente attribuirsi all'endemia malarica,, ila qm1le òorninò durante la stagione i11vernale, ed aUe affezioni intf>,stinali, che si manifestarono coi primi ca1Jori della, stagione, fin dall'a1prile. Considerata. la mancanza. di qualsiasi organizzazione di 1polizia sanifa,ria, anche 1·u{limentale, e di mezzi atti a oombattere l'epidemia colerica, l'autorità mnitare avocò a sè ogni compito, (provvedendo con personale e materiali propri · alle ![)rime esigenze p·er


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la, ricerca òei colpiti da,l morbo nella ,popolazione civile, a1l rh,anamento della città e all'impianto di luoghi d 'iso.la,mento ,e di cura . In località adatta presso la spiaggia venne approntato un ospedale 1per malattie contagiose, un reiparto 1per is.ola,mento di ma1la,ttie infettive, una sezione per disinfezione ed una per servizi gene1rn,li. Speciale cura fu ,r ivolta a1 risanamento ed aH'aumento della dotazione individua,l e d 'acqi1a potabile. Fu rifatta la conduttura della Bu-M~lia.na, la, quale fu in grado di fornire daille 500 alle 600 tonnellate d 'acqua al giorno, che potè essere atitinta, 011 tre che dalle quattl·o fontane g'ià esistenti, a.n che presso 25 fontanine, che furono distribuite nelle varie zone della. città. Apposita. oommissfone provvide ;uo studio di risana-mento delle acqu~ dei poz~i delle oasi, <"!elle cisteene e dei pozzi 111 città, e fu iniziata la costruzione <li 1111 g,rarn]e serbatoio <li 2000 metri cubi, il quale potè essere alimentato tanto dalla "-Oncluttura, della Bn-1\foliana, qmwto <la, un diRtilla.t.orc. In pal'i tempo l'ufficio del g,,nio studiò i1l progetto di conduttura. della sorgente Ha,midié, della, portata di circa, 500 tonnellate nelle 24 ore, P.seguendo la pl'esa a.l quanto ipiù lonfano dalla spiaggia per evitare le infiltrazioni d'acqua ma,rina. Le disinfezioni urhane ful'ono eseguite da squadre di disinfettori, formate da, rni1liti della Croce Rossa e da jndigenì, agli ordini di un ufficia.l e medico. Il servi:,;io sanitario dovette assumersi. -pP.,r ra.gioni evidenti di profilassi due altre mansioni:, aventi più stretta attinenza, e cioè )a, nettezza delle strade od il servizio mortuario. E l 'arma dei Oairabinieri Reali cooperò effica,cemcnfe nelle tf'ice1>ehe dei malati •contagfosi e iper ii loro trasporto nei locali <l 'isolamento, nelle disinfezioni pubbliche e priva-te e per l'esplicazione del se1·v.izio sanitario 11ci fonduk e nelle moschee. Così, sistemati i servizi più jmportanti, si proce<lette al riRa,name11to dei loeali contaminati. I fonduk e le moschee, dove era sempre aggJomera.ta una folla miserabile e c enciosa. di &rabi, furono i;;gombcrati e aoeuratamente òisinfettàti. I cadaveri trovati abbandonati furono inte r,rati: i mala.tt furono tra,'3!Portati negli osrpedali, mentre gli individui riconosciuti sani furono soft-0iposti. ad una 1·igoros-a pulizia p~rs-ona.Je, con ricambio degli abiti, e iso]ati in gia•rdini r ecintati fuori della città, ove furonò convenientemente nut1·iti, alloggiati e curati sotto la continua, vigilanza sanitaria. Furono inoltre presi accordi con l'autorità comunale ..e

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fatti sgomberare akuni att.endwmenti di beduini noma,di accampati in vari Juoghi ~:!ella città, internandoJi in baracche a,ppositam.e nte cost,1·uite : e l'autorità comunafo ebbe cura, di provvedere al neces1 sa,rio sostentamento. Si or.ga.nizzò infine la disinfezione Bistcmatka delle !tbitazioni, dove erano stati a<:eertati casi d i colera e si eseguì la nettczr.a. a<>.curata deg1i antichi depositi delle immondizie e dei materiali di rifiuto. . Fm•ono prese le più severe misure per impedire la diffusione dell'infezione fra j ,reparti. d.i trUJpipa. Il iprimo C;l,SO nell'cserèito si manifostò il 18 ottobre in 1persona di un soldato del G fanteria; a:ltri. ge ne verifica,rono, i·n numero semipre c:i:·escente, sipede d04po il comhattimento e la rivolta del 2.'3 ottobre, per le vicende che ne seguirono. I gravi sel'Vizi, cui la truippa, f u adibita, in quella, ,ci,rcostanza per l'epurazione dell'oasi , l'inumazione di molte centinaia di cadaved ed il risa,na,m ento del ·campo di batttl!glia, posero inevitabilmente i ,nostri sol<'lati a contatto con luoghi, gente, ma~erizie e aJltri materia.li infetti. E la diffusione fu j n pa-rticolar modo influenzata dall'occupazione da par-te delle trulPpe di località prima a,bitate da a,1•a.bi e turchi, f.ra cui il mo1·ho in:ficrha, soprattutt.o nei ·coripi dislocati nell'oa,Ri orientale, dove l'e1pidemia continuò a diffondersi. con una certa gravità, mentr·e l a, wna di 1ponentP- 1potè ritenersi anche, per quanto rigna,rdava la po1polazione ara.Lia, immune :fin dai primi di novembre. Le prfncipali misure p,ro.filattiche adottate dalle autorità sanita,rie per la r epre,ssionc dell'epidemfa, colerica si [])O.s sono co~ì riassumere: cura severissima dCJlla pulizia personale e de1l'igiene degli alloggfainei1ti; distruzione col fuoco dei materiali di rilÙlto e dei cam![)i -Rgomberati da.gU indigeni; divieto di entra,r e nelle ca,-;e abbandonate, di frequentaire le osterie indigene, di acquistare cit,i e hevande dai riv,enditori ambulanti., di mangiare frutta, verdure crude e ~eciaJmente datteri; bollitura o steritlizzazione del· l'acqua, con l'aggiunta di mezzi conettivi (anice e limone); prote.zione dal freddo; perlust,razione .d iligente delle adiacenze dei campi allo scopo di procedere aJla sepoltura dei cadaveri, eventua,lmentc ancora allo .scoperto, e di distruggere i materia[i sospetti. Nel settore orientale, che fu il più colpito dall'infezione, fu rono ipiù rigoro.sam<>,nte ed intensamente applicate le misure igi~niche preventive; e poicbè particolarmente infetta risuJtò esser e la. 0


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zona delh1 linea; (li Henni, venne dal comando ritardata l'avanzat~, delile trup1pe in questa regione. Dai rilievi statistici della ,relazione storico-,sanitaria risulta che in. ottobre (dal 18 al 31) si ebbero mo casi di colera con 29 morti (dei quali 148 con 25 dece,<3si dal 26 al 31), in novembre 805 con 269 morti e i1i dicelllbore 115 ,e.on 35 morti. L,'nltimo caso ,si verificò il 27 dicembre, sotto la qual data n totale compilessivo dei due mesi e mezzo cir·ca di epidemia nel corpo ,cli spedizione, ammontò a 1080 casi, con 333 morti. L'infezione malairica fu difl'usa specialmente durante la stagione delle pioggie, dal novenibre 1911. al febbraio 1912. La febbre tifoidea comparve fra le truppe ·fin dal mese di ottobre; a, tutto marzo 1912 i co]piti raggiunsero la-cifra di 351, poscia la. morbosità aumentò (si ebbero ll(i casi in aprile e 125 in maggio), senza a,s sumere però ca1·attere veramente epidemico : la morta1lità più elevata si ebbe nel mese di aprile (23 decessi su 116 colpiti). Causa non ultima di questa infezione fu la trasgressione da pa,rte di q1rn.lchc soldato, · nonostante le misure prese, di avere bevuto talvolta, l'acqua. dei pozzi dell'oasi dichiarati non potabili. Alt,ra. cam~a deve ricercarsi nella difficoltà di ottenere la soUccita <list1·uzione dei ,rifiuti organici. Devono infine aver contribuito H commmo di generi alimenta,ri acquista:ti dai rivendit(wi alllbulanti, non p1·otetti dalle· miriaidi di mosche che infostavano b zona e soprattutto le fatiche, la, vita prolungata e disagh1ta in tdncea e, · forzatamente, l'insufficiente cura <lella [J)ulizia, personale. Nel l!l12 e nel 191H, dm·a,nte la guerra libica, la vaecinazim1e anti.tifica fu introdotta nel nostro esercito, per iniziativa di S. E. H tenente generale medico L. Ferrero di Cavallerleone, isp-ettore eapq di sanità militare, specie fra 1e truppe olJ)eranti ; fu [J)Oi re.sa obbligatoria, rper tutti i repaJ·ti con la legge 29 marzo 1917. ;Le prime vaccinazioni furòno fatte con vaccini acquosi, con materiale iprepa.r ato, sia col metodo di Wright-Lèishman, <li Pfeiffer e Kolle, ehe oon quello altl'et.ere di Vincent, rpraticando tre iniezioni sottocutanee successive, con l'intervallo di circa sette giorni l'una dall'altra. I risultati allora, ottenuti furono ottimi, come rjferì lo stesso g(~ne-ralè Ferrero di (;avaJI.erfoolTle, poichè di frànte ad una mortalità del 3f>;3% iH;i non vaccinatL ·si sceRe !'11 7,2% col vaccino tipo K,oUe-Pfeiffer eil al 0,3% con quello tipo Vincent. Non si ebbero a verificare focolai epidemici di dissenteria,, ma


-564solo quakhe caso sporadjeo di enterocolite dissenferiforme e non si manifestò alcun caso di soorbuto. Delle malattie contagiose endemiche nella popolazione, quali, ad esempio, il tifo esantematico e la febbre ricorrente, pochi ca,si si riscontr8J1·ono fra i soldati: e ciò si deve al1l'oculata vigilanza ed ai rigorosi provvedimenti jgie nici adotfa.ti per impedirne la diffusione fra le tr·upipc. Così pure ra,ri furono i colipiti da. febbre mediterra• nea. Per la difosa contro U vaiuolo vennero rigorosamente eseguite la vaccinazione e la rivaocinazione di tutti indistintamente i militari sba,rcati a Tripoli. Coll'avvicinarsi delila f:ltagione ca,lda predominarono. Je affezioni febbrili del tubo digerente e le dispepsie: si aggiunse anche una forma ittero-epidemica,, che non ebbe però estesa diffusione. T,e affezioni oftalrn.ichè furono · poco frequenti f,m le truppe, sebbene fossero djffush,sime nella po[>Olazionc indigena, specie il tracom a. È da ric<>rdare a questo riguardo che tutti i militari furono provvisti (li or,ehiali p er difesa, dalla sabbia e daHa polvere. La cifra dei millitari a.f letti da, malattie v;ene,r ee fu più elevata nel vrimo periodo delle operazioni, i.n cui r.ssenzialmente 1predominu1rono le infezioni contratte in Italia. Il servizio scrupoloso di 1profil:}ssi celtic~1, rapid::t mente organizzato in Tri1Poli, cont,ribui grandernente a <.lirninui,re il numero delle affezioni, spede que lle sifilitiche. Per ,q uanto ,r iguarda i feriti di guerra, è da rilevtue che si ebbe una, forte 1prevalenza di traumatismi gravi: un ferito leggero su t 1'e gravi. Questa elcvafa1 proiporzione deve ess,erndalmente attribuirsi alla circostanza chr. i combattimenti avvennero per lo ipiù a distanza, breve_, in modo che prevalsero gli effetti esplosivi sui tessuti colpiti. Durante la guerra libica, per la prima volta fu sperimentato con ottimi · risultati il trasporto <lei malati e feriti a mezzo degli aeroplani, opiportunamr.nte attrez:,;ati, evitando in ta1I modo il caJva,rio d ei pazienti, che dovevano raggiungere a, tfl,ppe disastrose, e talora con perdite, le unità sanitarie. , Tale mezzo di flgom hero si è dimos~rato di grande praticità nelle ope,ra,zioni coloniali cd è stato adottato e perfeZ'ionalo anche negli ulltimi fatti d'airmc jn Libia. Così nel 1922 oltre s·ettanta feriti. del com battimento di Giosc e <li Biir Ginem furono trasportati rapidamente a11'ospedalc di Tripoli, e, durante le recentis-


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sime O[)erazioni delila Si-rtica orientale e della Giofra del 19:!8, altrettanti ne furono sgomberati da Bn Nufilia a Sirte ove si era concentrato il servizio chirurgico. E indubbio che, senza tale veloce mezzo di trasporto, oltre un terzo dei feriti, sgomberati per via, ordinaria, a vrebbero esaurito le ultime ~nergie di resi:stenztb organica. Nel maggio 19]2 fu istituita jn T,rj1poli la Direzione di sa,ni.tà del Corpo di occupazione deUa Libia, alla diJpendenza del Comando del 1° Corpo d'armata speciale. All'atto della sua costituzione, la Direzione av,eva a.Ila sua dipendenza, : 3 sezioni sanità da, mont11,gna; 4 ()Spedalctti somcggia:ti da 50 ktti; 2 ospedaletti senza mezzi di trasporto; 3 os1pc<lali da, campo da 100 letti; un depo8ito a,vanzato di materiale sanitario; un os1pc<lalc territoriale capace di. circa 800 letti, istituito nei locali dell'ex o.speda.le militare turco. Inoltre la Croce Rossa concorreva aJl servizio di seconda linea con 3 ospedali di g uc11ra.

Per quanto riguarda, il servizio sanita,rio neilla zona di Bengasi, è da rieorda.re che nelfa giornata, <lel rn ottobre rnn, mentr·e le trnp1pe a1ppena ,i;;harcat1e in Ckenaiea combattevano vittoriosamente ed occupa,vamo ,su<'-eessivarnente ]a Gi.uliana,, la Re1·ka e Sidi Dand, sulla spiaggia, venivano ùolla massima alacrità trasiportati anche i materiali· logistici, comprese Qe dotazioni sanit::t,r ie, per far fa·onte ai. bisogni dei combattenti, specialmente nella. eventualità di una i-:uccessiva ~·esistenza pel' [l-31'te dei, turco-arabi. ;Si formò cmd aJl la Giuliana tma base provvisol'ia <li operazioni, in cui si raccolsero ,rifor·nimenti di ogni genere. Cfrca ]e unità sanitarie, il Corpo di spedizione aveva a ,dis1posizionc: un r,epa,rto della sezione di sa.n ità òa montagna, un ()spcdale da campo da 100 letti e un'aliquota, di d~posito di matcl'iale sanita.rio. Il servizio cli pronto soccorso cominciò subito a funziona,re ~ causa deillo sbarco eompiuto a vivn forza, alla Giuliana e fu di- , ,simpegnato dai medici dei r epa,rti, che usufruirono inizialmente del posto di medicazione impiantato dalla compagnia di sbm·oo della

R. Ma,rina,. Conquistata 1a città di Bengasi e iniziata la sistemazione della


-566base d'olPcrazione, furono sbarcate le altre unità sanitarie. Così il 21 ottobre sbarcò l'oi,;pedale da, 100 letti 11. 1, che si impiantò ' in parte _nel fabbricato d ella missione a,reheoilogica, in p}1rte attendò nelle adiaccnr.c della piazza <le] sale: quivi furono ricoverati i feriti della [)rima giorna;ta, che non si era. ipotuto · far imbarcare su1la mwe-ospc<l.rllc. Il 23 ottobre approdò il resto della, scz~one di sa11ità e l'osipeda1Ietto da, 50 letti n. 3, che cominciò subito a fun ziona;re nella, cmm . della missione francescana;; pDCO dopò sbarcarono cl1rn ospedaletti i,;orneggiati e due dcUa 01'oce rossa. Skchè alla fine cli ottoµre eraÌ10 in funzione un ospedale <la 100 letti fulibito essenzialmente_i1 repado di medicina e per malattie oftalmiche; un ospedaletto da, 50 letti <1uale reparto di chirul'gia; due ospeda.Ti della Croce Rossa, dei qua!li, uno destinato come r r.parto rpe!r rnala.ttie infettive, l'alfa'o per le affezioni veneree. Rimanevano di,sponibili rper ogni eventualità la- sezione di sanità <la- montagmt e due os(Pedaletti da, tiO letti someggiati. Nel sncce1s1sivo mese ilj novemln·p fu cmnpkta.mf'nte FiiFitf'mato l'os1pedale da, 100 letti, ottenendosi così il r,egola·r e funzionamento f1ei dne reiparti medicina e chirurgia; ed, in considerazione dei bisogni inerenti al continuo aumento di fon~e in Ilengasi, .si fecero venire <la.WTtaJia materiale di ca.sc,rrnaggio cd effetti lettere<>.,ci, in modo da, ottenere una capacità complessiva di oltl'e 4-00 letti. Nt>l mese di dicembre, per evitare negli ospedali l'e<:cessivo affollamento di informi che, pur a,ffotti da lcgge1·e mala.ttie, non potevano e~ere t.rattenuti 1presso i rispettivi rcpm·ti, furono illlipian. tate piccole infenrwrie reggimentali, le quali fecero ottima prova e furono succes,s ivamente ampliate, usufruendo (li baracche o di ahita.ziohi in prossimit:), <lep;li a,liloggiamenti delle trnlJ)pe. N-el g·ennafo 1912, e..ssen<losi ma,nifestat{l, un'~pidemia, di febbri tifoidee, si 1p,rovvide _alla costituzione di un ospedale infettivo esclusiva.mente p~r tifosi, impianta ndolo in un locale suffici.cntemente adatto, già ospedale turco ed adibendovi gli ufficiali medici irn soprannumero ipresso l'uffi<Cio ,sanità e parte del ·personale della sezione sanità. Ma essendo ancora aumentata la forza della divisione fino a raggiungere i 18.000 nomini, furono in seguito impia.ntati anche gli osperfaletti someggiati nn. 5 e 6, ed, in previsiorn~ di una, maggiore affluenza di ammalati per aff.ezionj pl'imaverili, si ,studia.·rono i mezzi necessari per am[)liare ancora la capacità, di •ricovero


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degli stauiìl_imenti sanitari, portandola, a oltre 500 posti-letto. Fu p erç,iò i n iziata in pfazza, ùcl ,sale la oostruzione <li due padiglioni . che, ultimati nel mairzo, furono messi a disposizione òeJll'ospedale d f1 100 letti. Nel mese di ajprìle cominciò l'invio di unità san itarie della 2" divisione in altre località del teatro d'operazioni , ch e contin uò anche nei iwocessivi mesi <li maggio e giugno . Nello stesso mese di. rna.ggio, per as:sicurare un conveniente trattamento ai. c onval~scenti di malattie ga~tro-in testinali, fu costruito a!Ua. punta, Giu1lia<11a1 con impia.n to di ba,r acche, un d~posito di convalescen za, aumentanòo così la ca1padtà. di ricovero degli sta.b ilimenti s:wital'i . Prolungandosi. fa permanenza della 2"' ùi visione in B engasi, e 1pcr avere anche pronte 1pel' qua,l siasi richiesta, le unità sanitarie mobilitate, fu c oncentrato il movimento ospedaliero in due soli osipedali territoriali : uno, il principa.lè, alla missione archeologica~ l 'alti-o a, Si.cli Daud, sistemandolo in d ue gruppi di casette arabe, ed il materia.l e sanit a,eio delle unità. i;,op1presse fu rio1·<li.nato e tenu to pronto in appositi magazzini. NPl rner,;e di giugno forono inir,iati a S abr·i i favori .per fa cos tl'nzione cli 1m oHpedn-lP. militare di carattere ipermancnte, costituito da, un fabhricato destinato ai vari servizi. nosocomi.ali (la b ol'atori. uffici, ma,gazzini, alloggi pel rpersona le ecc.) e di <lue padighoni Doker er etti su appositi zocc()lli in m uratura., iper uso jnfermeria, occ111pando complessivamente un'area di m(l. 22.000: Nei mesi di maggio e giugno, e cioè nel pc-riodo meno favorevole per ije condizioni sanitarie della 2" division.e, si dovette con oipportuni m ezzi aumen tare ancora la capacità. degli stabilim enti sanitari fino a raggiungere la- cifra, di 750 pos ti-letto, Oiltrc quelli d elle infermerie reggimenta.li. · Nf:!l lugli.o, essendo -diminuito il numero degli ammalati, sia, rli feb br i tifoidee de di altre affezioni, migliorate le condizioni igienich e e ridotta la forza della d ivi.<iione, l 'ospedale d a 100 Oetti e quello 1per malattie infottive fol'marono _un unico sfa.bilimen to e fu soppl'esso l 'ospedale n. 43 della Croce Rossa,. P e r non pPròere però il frutto dell a benemerita istitm,.:fone d egli mnhulatori p1•esso gli indigeni e per a,ve,re disponibiiic, all'occorren za, l'o1<p{'da,le con i.ufficiente nucleo cli personale, fu interessata la Prei-i.dPnza, del1' Associazionc ad amlJ)liare l'a,mbula.todo degli indig-<'ni e a, Ja i::ci.are a .Benga,si il material e <lell'oS1peda.l c.


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Rimasero così in funzione pel servizio sanitario, oltre ai mezzi dei corpi e rC(pàrti, un ospedale in Benga,s i, un ospeda1le a Sidi Daud ed un deiposito di convalescenza alla G-iuliana. I feriti trasportabili del combaJttimento della Giuli:ma fu,r-0110 la: sera ,stessa, del 19 ottobre sgombrati dalla nave ospedale Ue rl'1talia ed egm1lmente, tper mezzo di navi-ospedale, furono nel mese di nO'vemhre e dicembre inviati in ItaUa i feriti dei combattimenti successivi, unitamente agli amma1lati. L'a,r,rivo delle navi-ospedale ,fu Ji)CPÙ in questi mesi saltuario; c1·e.sciuta iperfanto la forza della divisione a 18.000 uomini e comincia,n do anche a,d aumenta,re le malattie iper i disagi della stagione invema,le, fu necessario di sgomberare 1periodica,m ente gli stabilimenti sanitari, specialmente dei èonvalescenti, e si dispose in conseguenza per l'arrivo di nna nave-ospedale a Bengasi ogni 15 gjorni. La salute delle truppe, durante le op0razioni nel settore di Bengasi, fu generaJ.mente buona, malgrado le fatiche ed i dil;agj, bench\P, n<'lll'inverno la pioggia ed il vento disturbassero il soggiorno negli accampa1U1entL Solo in q11alche periodo si manifestò un'èipidemia, <li fehbri tifoklee, che non assunse però mai gravità preoccupante per le energiche misnre p,rofilatticbe subito adottate. Le malattie predominanti furono 1e forme reumatiche, oftalmiche e le affezioni gastro-intestinali, causate dall'umidità. della notte e <lai brngchi abbassamenti di teID1peratura. Una eipidemia di pa,r otite, manifestatasi nel novembre presso un battaglione del 6° fanteria, fo prontamente iJ.ocalizza,ta e domata; nel dicembre si ebbe un ca.so di morbillo presso il 4° bersaglieri ,e altri due casi si -ri1petettero nel gennaio, ma per 1Ie energiche misure p:rese l'in:fezione non tardò a scomparire. Fin dai primi giorni si verificò qualche caso di febbre tifoidea in forma benigna,; in seguito i colpiti cominciarono ad aumenta:ee di numero, mentre la, .malattia, cresceva, di vkulenza. Si 1p,resero tutte le misure profilattiche del caso, ma ,se ,si riuscì ad im[)edfre una larga diffusione dP.1l'epi,lemfa, non fu possibile soffocarla del tutto'. l Tn lieve, ,per quanto non aHarma,nte, aumento di essa si ebfic, ne] dicembre e n el successivo mese di g1mnaio, mentre poi nella prima quindicina <li febbraio fii riusd ad ottenere una, diminu-zionP. <lei colpiti. D~l giorno deUo .slra.reo fino a quell'epoca,, con una. forza semp1·e aumentante, che nel gennaio ra,g·giunse i 18.000 1


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uom1m, si ebbero 132 casi denunziati, dei quali 80 acce,rtati, con 21 )florti. Nella seconda metà di febbraio i matlati di febbri tifoidee aumenta,rono di nuovo e si ebbero 8 morti, in confronto a 3 della prima quindicina. La epidemia continuò a seripeggiare nel mese di marzo, in cui si veri:ficwrono 10 decessi, si intemdfkò in ap,rile (15 morti) e in maggio (27 morti), menfa'e lai forza, pres·ente della divisione er~L scesa da 18.000 a lf>.000 nomini, rper raggiungere ill massimo di gravità nel giugno (30 morti), con una forza 'di 12.000 uomini. Per reprimere l'infezione si dette massimo impulso a.Ile misure profilattiche, ed .igieniche, Jimitando a,n che, :per quanto possibile e compatibi1lmente con le esfgenzc belliche, le fatiche delle truppe. Così nel luglio l'epidemia comindò a diminuire (22 morti), accentuandosi poi un prog,res.sivo migilioramento in ,a gosto (12 morti) e nei mesi Sll<'JCessivi. Fin <lai primi giorni dello sbarco, !J)er cooperare alla pene trazione pacifica. nei tt:'nitol'i Of'f'.upnti fnnrno irnpiantafi numerosi ambulatori per ·indigeni; da IJ)rima quello annesso all'ospedale da, J 00 letti e quello dell 'ospedalctto da. 50 letti n. 3. In seguito altri ne furono aperti, in modo che og·11i ospedale, come ogni · infenneria, reggii'!llentale, ,ebbe il proprio ambulatorio do.ve gli indigeni, diffidenti per natura, in principio, cominciarono successivamente mai1 mano ad afflufrc fiduciosi ed in gra,n numero, tanto che in un a,nno furono complessivamente eseguite ~2.527 visite, senza contare quelle fatte pri vatarnente alle famiglie; inoltre si procedette alla vaccina.zione di qtfasi tutta la popolazione, composta di circa 12.000 indigenL , Il servizio dell'approvvigiona.mento dell'acqua potabile richiamò sin dai primissimi giorni l'attenzimrn del Comando del corpo_di occupazione. Da, princiipio vi fu p,1,ovveduto colle risorge dei piro.scafi che trasportarono la, spedizione; \-;uccessivamente, conquistata Benga,si e dintorni, si utilizzarono i pozzi vicini rulla. città e man mano ttltri più lontani, a11nwntan<lone il nume,ro con migliorando i già P..si.<,tenti e ripartendo equamente 1 a,l tri nuovi, le · risorse fra i vari corpi. In questa rprima, fas,e, ogni a·eiparto 'fu provvisto di un certo nnmero di bottic0He, caipaci di 32 litri, requi'3ite in paese, e di botti da 300-400 litri, fatte venire dall'ItaJ.ia. . L'acqua dei vari pozzi, claissilìcata a, seoonda deUc qualità accertate dall'analisi chimica e batteriologica, fu va,r .i arnente utili½-


-570zàta., sottoponendo quella destinata come bevanda a :filtrazione a mezzo dei com uni filtl'i Berckefeld, ed ottenendone la sterilizzazjoiie per nwzzo del bromo. In seguito si potè diSIJ)orrc di 4 potabilizzatori capaci di sterilizzare 40.000 litri di acqua al giorno, dota.zionc più che sufficiente ai bisogni delle troppe.

L'azione spiegata dagli ufficia.E medici a, beneficio . delle popo~azioni indigene giovò ben p,resto a (Procacciarne la rkonoscenza e la stima, e fu non ultima causa dcl:l'atteggiamento ipaciftco e benevDlo da esse assunto verso gli Ifaliani. Anche questa fu una · benemerenza d el Corpo sanitario, c he drnrante la guerra libica si mostrò,- come sempre, , corn[>lctamente edotto dei suoi importanti compiti, dando prova di capa<;ità, attività, spirito di sacrificio e, occorreùdo, di amlllirevole coraggio nel presta,r e la sua opera un~anitaria durante i fatti d'arme. Ancora in ,questa campag_1m coloniale il Oonpo sanitario militare bdlilù di fulgid::11 gloria. Basti il ricordo del tenente medico Amerigo De Murt,ui, che il 23 ottobre 1911 ad Henni, mentre con un plotone di scortai stava, amorosamente curando i foriti del bat taglione dei bersaglieri, violentemente attaccato di f,ronte ed a tel'go, rimaneva vittima del proprio dovere e facile preda alJa sete cd alla voluttà di 'sangue · delle jnferocite orde arabe., :b'ra tutti i trucidati fu quello sul cui coripo si esercitò di più [o studio in- · fernalc di prolungare l'agonia con inena,r rabili torture: e ]a sacl'a croce purpurea non fu 1,1aJvezza., m3, causa maggiore di t erdbili, nefande sevizie. Il 28 a1prile 1914, celebrandosi sul Oainpidoglio il cinquantenario della oonvenzione di Ginevra, l'on. Vec:chini in una alata orazione a.ffermò che i medici. in guer:ra rappresentano l'umanità: l'umanità ,che lcnisc~ e che conf()l'ta, che con le ma,n i che fasciano · p,orta il balsamo, tutto l'amore delle madri lontane; l'umanità che si dà in olocausto serena, cosc:i ente peJ bene dél fratello. Ed elevando un inno a questa umanità, non seppe più efficacemente chiudere il suo smagliante discorso che invoc3,nòo il ma,r tirio di Amerigo De Murtas, di qucìl martke crocifisso, che muore tra inaudite torture e che offre a noi tale documento di nobiltà che nessun altro gli è pari. .

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Ricordiamo altresì. fra gli eroi della campagna ~talo-turca, il tenente pmdico Priori, caduto il 30 giugno 1912 ai l\fontioelli di Lebda, formo al s uo posto neJla rido~ta so,pl'alfatta ed incendiata, h1tento a curare i fel'iti; il ca!l_)itano medico 'l'cntoni , coJ1pito mortalmente da una palla in fronte nella sanguinosa battaglia di Sidi Ililal del 20 .settembre 1912 ed il tenente medico Domine, che incontrò nwrte serena e glol'iosa, a 'l'ocra il 16 giugno l!H3, durante un'a.r dita e.SQ)lorazione_ Un fìor,e deponiamo ancora sulle tomb~ del capita.no medico Damiano, il quale, dopo e:rnere •r imasto incolume fra il grandinare <lei prroiettili nel combattimento di Festklum fu ,reipentina,m ente ucciso da sin<::ope, mentre a,ccorrcva ansante a porta,r soccorso ad un ferito, e del caipitano medico Sahellic<), morto il 13 febbraio 1912 nell'isofa cli Tremiti, in seguito a tifo petecchiale, che faceva strage fra gli arabi pdgionieri colà, rdlcgatL Inviamo infine-un reverente sRluto alla memol'ia, del tenente medico Orlandi ucciso a tradimento dai barbari sul1b str:};(ln, di SukclaJ1d il 16 maggi.o 1915 e dei tenenti meclici. Mazzotti e Sorrentino caduti il 18 giugno 1915 a 'l'arhuna, bloccata dai rih~lli, àlla fine di nna terribile giorna.tn., dorpo 45 giorni di lli~per·a.ta, difesa.


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OAPI'l10LO XIII.

I SERVIZI SANITARI MILITARI NELL'ESERCITO ITALIANO DURANTE LA GUERRA MONDIALE (1915-1918).


GUEftH.A I'l'ALO-AUS'l'RIACA

(1915-18).

Della guerra mondiale, rper non aJlungaire di molto i[ già troppo lungo cannnino rperc,orso, ci limiteremo alfa esposizione somma,rìa, degli a,v venimenti della nostra epica campagna, contro l' Austria ed a riassumere brevemente la complessa organizza7,ione dei no.<.:tri servfai sanitari. Del rt>-.sto sono t•roplJ)O noti e nel cuore di tutti gli ltalia,n i gli episodi di questa 1più aspnt campagna, del conflitto mondiale 1per intra,ttenercene più a lungo, ad un decennio dalla vittoria. TJ 28 giugno 1914 a Sera,jevo da uno studente serbo vennero a,-;sassinati Francef'.;co Ferdinando, erede aJl tr01:io illljperiale aushurgico e la sua consortè. Di questo eccidio l'Austria ritenne complici responsabili i na,z ionalisti di Belg·rado ed intimò aJfa ,Serbia un ultima_turn, che, ferendo ila sua dignità, non fu accettato. Perciò l'impero austi'o-ungarico indisse la mobilitazione e dichia1rò la guerra alfa Serbia, mcnt,re l'Italia., richiesta dell'ìntervento, per irl trattafo difens.ivo della triplice a11Panza, a,f fcrma\'a la propria neutra,lità. La Russia invece mobi!litò il suo esercito in soccorso della ~erbia, e s11ccessivamente, a varia distanza òi tempo 1 tutte le a:ltre nazioni di Europa scesero in campo. N-el primo peiriodo dell'immane conflitto l'Austria si alleò con la Germania, che il l° agosto dichiarò la, guerra alla, Russia e due giorni. <lopo alla Fmncia, intimando al Be1Jgio il libero ipa,ssaggfo dei suoi e..-;erdti ed invadendolo doJPò il ,rifiuto: sicchè l'Inghilterra, che aveva grurantito la neutralità del Relgio, 1'11 agosto entrò nel grande conflitto. In un secondo pe-riodo, l'Italia,, il Portogallo, j1l Giappone, e più tardi gli Stati Uniti d'America, si allearono contro gli imperi centrali, ai quali si unil'ono invece la Turchia e la Rulga,ria.


-576L'Italia, dopo un anno di nenkalità, quando la Russia batteva in ritirata, entrò nel conflitto eur·opeo il 24 maggio 191 5, e riprese le 01perazioni intcl'T'otte sull'Isonzo 4!) anni p,rima, avendo per zona d 'operazione l'a~'f.Pra 1·egione ca-rsiea ed alpina,, ed impegnando una, lunga lotta contro un nemico secolare, p,repondcrante di forze e di matcrìale bellico e col vantaggio di posizioni formidaJbili per vatnra c da lung·o tempo sistt>®ate a difesa. Vesercito, al coma'lldo del gerniralc L. Cadorna-, venne costituito su quattl'o armate, di cui la II e la TU si schlera-rono sulla fron~ Giulia, collegandosi per mezzo delle trnp[.)e della, zona carnica, alfa, IV, che p,residiava H Cadore e<l alla I , che a.vanzav,a sul Trentino. I>a-ssa.to . nel giug no l'Isonzo, s'iniziò una, durissima guerra sul Carso, per la quale l'esel'cito italia no fu imipegnato in ben 11 hatta,g1Ue, . ehe coota.rono grande .sacrificio di nomini in confronto d el te1·reno limitato, aspramente conquistato. Trascorso il primo inverno <li gu~rra, nel maggio 1916 gìi Austria,ci, agli ordini del maresciallo Com·ad., Rforra1r-0no una terribile avanzata nel ~'rcntino, per Rhoc,e,aire nel!l}1 valle ipadana, rua. la I arma,ta, pm• cedendo alquanti) terreno sull'altipj ano d'Asiago e nella zona fra Adige e nre.nta, tenne enel'gicamcnte fronte per 18 gi orni aJl'urto nemico, Renza l'aiuto di un'armata di ,1-iserva, che e1'a stata espressamente ed in bl'eve tempo concentrata nei dint.oi·ni di Vicenza . Successivamente nella. Venezia Giulia, con una serie di .metodiche operazioni e con fortunati. attacchi, 1'8 agosto le . truwc italiane entrarono in Gorizia, estendendo l 'occupazion e sul Carso, nonostantp la tenace resistenza del nPmico che aveva ricorso anche ai micidiali gas da combattimento. Nel seooncfo inverno l'e.sercito italiano accrebbe la sua efficien za C()n airtiglierie, mitl'a-g liatrici e 0011 nuovi contingenti, mentre l'industria con siJ.ando mcra-viglioso cooperava C()n 1.800 stabilimenti e 600.000 operai aJle necessità delle armi e munizfoni e di tutti i mezzi tecnici. Nel maggio 1917 le nostre trnip1pe sferrarono 1mf-1, potente offensiva sul Oa,rso e sulla linea dell'Ison:r.o, ma con vantaggi limitati. L 'avanzata fn · riprei::ia nell 'a,gosto successivo, 1puntando la II armata su 'l'a.rnova e Ila-insizza, e la TII su Comen , con ~ iti favorevoli. E dopo una sosta nel settembre ,per far procedere le artiglierie, entrò Uf:ll'ottobre in una seconda fase offensiva, che diede ipe-r altro scarsi risulta.ti.. · Il · 24 ottobre 1B17 il nemico, rafforzato notcmjlmentc di 1.io7


577 mini e di materiali raocolti d a lle altr,è f,ronti e favmito dalla crisi d'a\ses,ta,mento, causata <laJla relativa esecuz,ione d egli ordini per pa,rte del.Ila II A,rmata, e soprwttutto dalla deipressione dello ~1pirito delle nostre truppe, sfonda con un attacco trem,enao la suddetta armata a Ca[Joretto e per la valle del Natisone jnvade la pianura friulana: ciò porta all'abbandono di Udine ed all'arretramento <lelle forze italia ne sulla, linea del Tagliamento. Ma il 1° novembre anch,e questa, linea è insostenibile ed il 9 1mccessivo, con 1piano prestabilito dal Oadol'Tia, abbandonati il Frfo[i, il Carso, la Oa,rnia,, tl C:ulore e iparte dell'altiipiano di Asiago, le trupipe. ripiegano ,sulla riva <lestra del Piav,e, che col massiccio del Grappa ed il gruppo delle Me]ette forma una solida difes~- Qui l'Italia ritrova la sua anima neJle giovanissime energie della classe 1899, ed il Re in un memorabile convegno a Peschjera difende ed esalta ]e virtù delle nostre truppe; e ]a parola d'ordine .è : resistel'e ! Nel terz,o inverno l'esereito italiano, agli ordini del generale Diaz, succeduto al Ca.doma, si riorganizza sul 1princi1pio della profondità e r ipara le perdite di uomini e di ma,teria1e, ~entre il morale delle truppe va elevandosi ,sensibilmente. Gli Austriaci, con 73 divisioni contro 44 nostre e,d oltre il doppio di bocche da fuoco, dal 9 a.l lfi giugno atfacca.no con una potente offensiva il Piave, rilrncendo a passare il fiume al Montello; ma con una memoranda controffensiva, che decide ormai delle sorti de!lla guer,ra coll'infliggere un colpo morta.Je all'impero asburgico, sono ,r icacciati [)Msto al di la e le nostre po1-,izioni sono com[)letamentc riiprese. Dopo un periodo di intensa preipa razione, il 24 ottobre avviene una <lelfo più sanguinose azioni trnl Grappa, tenacemente conteso ed fl 26 le truppe italiane. con sole 51 divisioni e 6 alleate contro 73 divisioni austriache, «)on fnhninco impeto passai10 il medio Piave e sbara,gliano a Vittorio Veneto i1l nemico, il quale è tra,volto h1 fl_lga talmente disordinata, che, allorquando jl 3 rnovembre sn-cC(!~~ivo ?· pw,da,mato l'armistizio, il tricolore sventola già rn fJ{iinP, Trento " TriPste. Così la, nostra incont.rastata vittoria dedc 1(~ rapidam<>nte <lella fine della guerra mondiale.

* * * Nell'immane conflitto del 1915-1918, l'organizzazione dei ser· vizi sanitari ipresso l'esercito italiano ebbe à trovarsi davanti a mwve situazioni ed a risolvere fin dall'inizio gravissimi problemi, che provocarono un inevitabile disorientamento, come del resto 37


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si era v-erificato presso le foize a1111ate delle altre Nazioni allleate, non essendosi avverate le previsioni formulate in base all'esrpei·ienza delle ultime guerre_ La grand-e lptta mondiale ha dimostrato infatti la nullità dei patti e dei trattati int,ernazionali, eci è stata la bancairotta dei principì di frateillanza universale. La guerra ha avuto una durata su!Pe!riore di g,ran lung-a, ad ogni previsione e, come caratteristica,' è sfata òi ll_)osizione lunga e snervante -e non di movimento, con predominio dei mezzi meccanici sugli uomini ed impiego notevolissimo di artiglierie, di mitragliatrici e di speciali mezzi di att:«>,co, repa,rti d'assalto, bombe a mano e soprattutto dei gas da combattimento, con Ja collaborazione della novissima, a,rma del cielo. Ha dimostra.to inoltre la necessità di una metodica prepara.zione finanziaria ed industriale nei più minuti particolari, fin dal tempo di pace. Le incertezze e lacune, che si riscont,rarono inevitabilmente all'inizio del.l a campagna, nP1 funzionamento dei servizi_ sanitari 1p,1·esso tutte le grandi unità, si deyono ascrivere in g-r an parte a,1] 'impressionante aumento del numero dei combattenti, aJ perfezionamento dei mezzi dii distruzione, specialmente pffi' quanto rigua,rda l'adozione di artiglierie <li grosso calibro, di iportata considcrevoli.ssimn, aJ1Ja, convinzione ormai genera,lizzata, che il conflitto sarebbe stato risolto in breve temo:>o, e soprattutto al1la introduzione di due nuove potenti armi di offensiva : l 'aere,a,, coi suoi velivoli e dirigibili distruttori di interi reiparti e città; la chimica, coll'azione micidiale dei gas as:fissiantj, vescicanti, irrita,n ti e tossici. Il complesso di questi elementi creò una nuova. situazione, la quale richiese una speciaile organizzazione sanitaria, molto più perf.ezfonata e comple..ssa di quella stabilita fin dal tempo di pace. A fronteg~a-r~ queste nuove esigenze, è doveroso riconoscerlo, furono comrpiuti sforzi me,1·avigliosi, e per adattare il funzionamento dei servizi ai nuovi bisogni ed alle im,pellenti necessità, si mise,1·0 a contributo tutte· [e competenze tecniche ed i progressi meravigliosi della scienza, in modo che ben ll_)resto il ,servizio sanitairio r·aggiunse presso tutte le Nazioni belligeranti la sua com1Pl~ta e definitiva sistemazione. Ed ancbe l'Italia,, per ricchezza. e modernità di mèzzi e di impianti e per vastità di prefJ)arazione, !()Otè in breve tempo assicurare all'esercito un'orrganizzazione fra1 le 'più iperfette, assolvendo l'leg-11amente il suo compito.


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Dato il carattere ,storioo della presente monografia, non è ÌIÌ mo:mento nè il luogo di fare qui Ulla minuta esposizione del COlli· plesso meccanismo del flinziònamento dei S·ervizi sanitari nel nostro esercito. Ci limiteremo a sintetizza,re nei punti 1più impo,rtanti le principali caratteristiche, per quanto ,rig·uarda. i quadri organici del ipersonale sanitario mohilitat<l, la, cura, lo sgombero ed il recupero dei malati e feriti ed i provvedimenti igienico-lJ)rofiJlattiei adottati nella lotta cont,ro le malattie epidemico-contagiose, che richiesero aumento notevole dei mezzi ipreesi,stenti, istituzione di nuove formazioni sanita1ri,e, con speeiaJi ca ratter is;tidie tooniche in rappOO'to aJle varfo desti11a zion1, in modo ehe ciascun ramo del servfaio 1potè in hrevc svilupparsi sempre più compl~to e perfetto. E ei tratterremo in particolar modo sulla specializzazione de.i servizi, che costituì, per così dire, la cara,tteristica principa,le <:!ella nostra organizzazione sanitaria nella g1·rmde gnerr·a.

* * * Sa,rà bene premettere qnaJl che cenno sul r eclutamento del personale sanitario, la cui deficienza numerica nei qu~1,dri, all'inizio della, campa,gna, c~titui. urnL delle principuJ.i difficoltà per il regolare funzionamento dei servizi, nonostante il valore e l'a.bnegazione dei singoli. lnfatti J'ordine di mobilitazione generale del maggio HH5, se ebbe per effetto la chiamata a!lle armi di tutti i medici aiventi obblighi di leva fino alla, classe 1876 incl1u;a,, pure essf>ndo un provvedimento di gra-nde iportuta, non fu st1fficiente, poichè anc he con questo notevole contingente non si !riuscì ad assicurare cornipiletamentc l 'a,s sistenza sanitaria su una fronte asprissima, estesa -per centinaia di chilometri e neppure ncll territorio nazionale. Nell'aipri]c 1916 furon(,) . perciò mobilitati i medici d.elle clas::;i 1870-75 e successiva.mente quelli [·iformati delle clas,si 1874-76,7778-81 e 84, sottoposti a nuova visita, iprima dai consigli di leva ed in seguito da una Commissione spcciaJe ,p resieduta da un ?;enera,l e medico: Contemporaneamente si 1pro:vvide ad assicuraire 1'assistenza sanitaria alla- popolazione civile, ricollocando in con~edo la g,ran<le maggioranza dei n1edici anziani a,s,simila ti e pro,·cedendo a(l una pi.ù . razionaJe con<;essione di esone_ri. . . Nel maggio 1916 furono ancora,, assunti in_se.rvizio col grado · di . aspirr'ante uflì.cjaJe meòieo .gli stmlcnti . dell'ultimo biennio d.i medicina, previo un c~rso d'istir:ozione neJl'U.n iversi.tà <la camlf)o di S. Giorgio di Nogaro., il concorso dei quali contT'ionì notevocrment<>


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a ,r endere più spedito e regolare il servizio sanitario di prima linea, ove per maJattie, fe1·ite e morti .si aveva un tremendo logorio di forze. L 'istituzione 'd i questa Università castrense, fatta con Decreto Luogotenenziale del 9 gennaio 1916, oltre a iprovvede,re con costante iprogressione a tale impellente necessità del servizio alla fronte, tornava ancora di grande va,ntaggio per gli studenti in medicinà e per riflesso a tutta ]a classe medic~1 nei riguwr<li a nche dell'assistenza HJlla popolazione civile. Nel 1916 furono così raccolti in S. Giorgio di Nogaro, dalle varie pa rti d ella, zona di guerra, 366 studenti in medicina, di cui 356del 5° anno, che frequentarono un corso di 4 mesi svolto da distinti docenti universita.ri, sotto la direzione del prof. Tusini, i quali per l'insegnamento poterono utilizzare l'abbondante materiale che si t,r ovava in 15 osipedali da caIDJpo impia.n tati nelle vicinanze, oltre le nume-rose formazioni rprofilattiche e dispo~re di un museo di traumato~ogia e di un gabinetto chimico-batteriologico. A !l'ico.rdo di questa. prima ,S cuola di sanità di guerra,, venne recentemente illaugnrata nella sala consig·liare del Municipio, già aula magna ,d ella, Univevsità castrense, unn, lapide in rico1·d-0 <lei medici ivi lam·eati, caduti per la, Patri~1. L'epigrafe dice : (C Qui alle soglie della grande g1rn11ra - tra il rombare dell'a,rmi 1·cdentrici ~ l'Univc1'Sità Castrense - accolse dai nostri Atenei - a compiere studi e snrpremi <loveri - gili allievi - di Medicina e Chirurgia - Delle fiol'enti giovani schiere - centocinquanta, - eroicamente caddero in battaglia_ e la morte confuse - lauri di scienze e di gloria >>. ]' inalrnente, con Deeret,0 Lnogot-encnzia1e dcll 6 novembre 1916, si stabilì di non concedere la dispensa o l'esonero ai medici delle cla,ssi 1884 e tPiù giovani, revocandolo a tutti quelli clte ne avevano fruito fino allora, qualunque fosse il titolo, per a.'lsegna,rli ai servizi in zona di guerl'a, vietando aissoluta,mente il loro impiego in zona territoriale, salvo il caso di rfoonosciuta idoneità ai soli servizi ~ edentairi. Così, mentre nei ,periodi anteriori all'immane oonflitto il qua/ dro organico del Cortpo sa,n itario militare comprendeva meno di 800 ufficiali medici, nel secon:do anno di guerra il numero di questi ~ra già, tmlito a 14.050, <li cui 80!)0 in zona di guerra (1050 in ser\1 vizio pemna.nente effettivo e 7000 <li complemento) e 6000 in zona l territoriale. Alla fine della, gnema si avevano 874 ufficiali medici in -l_~ervizio pe,r manente effettiy;o e J 6884 <lelle categorie in congedo.

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Ricordiamo ora brevemente come si ,svolse l'importante servizio degli .sgomberi dalle prime linee alle varie formazioni sr111ita,r ic: posti di medicazione, di raccolta, sezioni di sanità, ospedali da campo e di intendenza, ospeòali di riserva.

J<'ig. 131 -

Un posto di medicazione nelle trincee del Carso (campagna 1915-1918).

Per· quanto ,rigna,rda il servizio reggimentale nelle rprime linee, fin daffinizio della C}l:mpagna .si rese necessario l}_)er il traspol'to dei feriti di accrescere il numero delle bardle in dotazione ai corpi, e fu ,1·addoppiato quello prescritto di 24 1per ogni reggimento. Le dotazioni di rrmte,rialc sanitario risultarono sufficienti per i medicinali e lo strumentario chirurgico : invece il materiale di medicatura non corrisrpose sempre alle varie esigenze e si dovette aumentare con provviste suipplementari. Ad ogni reggimento fm·9no destinati 7 ufficia.li medici e 48 portaferiti, e, mentre i ,primi furono in numero adeguato a.ne ncces~ità, d el momento, questi ultimi furono di gran ilunga fofc.riori a.i bi. sogni durante i combattimenti, tanto •che molti soldati, rper soe.eorrere i compagni feriti, erano costretti a,d allontana,r si dalle file


-582di combattimento per trasportar.li ai posti di medicazione di battaglione, d eipauperando così la forza dei reparti. Dietro a ciascun grUJPp9 di posti di medicazione era ill1Jpiantato un centm di il'accolta di feriti, luogo di sosta, di regola, delle ambulanze per il suc'cessivo sgombero a.lle sezioni di sanità,.

Fig. 132 -

Un posto di medicazione alle faldo del Veliki (campagna 19Hi-1918).

Anche ila, dota zione delle barelle, per qua,nto aument ata, si' ilimost<rò inadeguata, non potendosi compiere con le 24 assegnate ipiù di 290 t,r asporti in 10 ore di lavoro, calcolando il massimo di 12 per ognuna di esse. Il trasporto in ha1rella si compì con una certa difficoltà nello sgombero dei posti di medicazione in trincea., essendo queste per la maggior parte ,S('A '1vate su terreno roccioso e molto ristrette (fig. 1:~l) od a, ridm:so di colline (fig. 132 e 133). Anche in montagna il traspo,rto non fu sempre facile, non averido co.rrisposto la bar elila regolamentare, ripiegabik in 3 [)arti, alle finalità di un comodo mezzo di sgombero per la posizione int ollerabile che doveva


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-583assumere il ferito ed essendo inoltre facilmente dete1·iorahile nelle cerniere d'airticolazione. In mancanza d'altri mezzi, alle volte, sipeciab:hente di notte o. ,p ercorrendo zone battute dal tiro nemico, si improvvisarono baMlle con semiplici coperte o teli da tenda, in cui si involgeva il ferito e che si 3JJ)pendevano con cinghi,e ad un lungo basterne, portato da due soldati, l 'uno dietro l'aJltro, senza grandi inconvenienti nel trasporto. E si improvvi:sairono inoltre veicoli slit·

Fig. 133 -

Uu posto di mP.<liciL:,,,ionc alle falrle de l Sei Busi (carupng na 1915-1918).

tanti, mediante l'applica:zione di ba,r èlle comu~i allè slitte ed anche a.g li sky (Jìg. 134). ,' . Utilissimo in montagna fu il traspo·r to a catena, organizzato per me7,zo dei posti di corrisponde,nza coh gruJPpi di po1·tatori-staffette dislocati ogni 200 metri, in modo cbe ciascun gruppo, percor,rendo sempr e un determinato tratto di strada, ipòteva facilmente rendersi esatto conto di ogni accidentalit:1f: il che permetteva ai portatori stessi di é'3!mminare libeJ·ament.e, anche nelle ore notturne, senza pericolo di incidenti e oon cònsegucntc minor disagio da parte del ferito. Lo sgombero sui muilctti, all 'atto pratico, non si dimostJrò molto razionale per Ja difficoltà, di assicurare i feriti con opportuni ~o· sti'lgni ai basti e pel' il ~en.\io <li tin1ore che a,c:,salìva i ferfti stessi


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J<'ig. 134 -

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Trasporto di un ferito in slitt11, (c11,mp11,gna 1915-HH8).

Fig. 135 - Trasporto di un ferito in teleferica (campagna 191.5-1918).


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durante il carico ed il trasporto, non semlPre agevole [)er le continue scosse. Buona prova fece invece il servizio delle teleferiche (:fig. 135), che venne per la prima volta u<lottato in questa campagna: esso [)Ortò ad una notevo]e economia del personale -e ad una maggior celerità di trasiporto, as,sodata ad una più grande comodità. Furono adottati in seguito speciali ca,r,relli chiusi, per il rip~1ro dal vento e dal}e intemperie ed anche per togliere · aM'infe.vmo la vista del vuoto, e non provocare vertigini : con questi veicoli si rpotevano trasportare :fieriti gravi in barella ed a.Jtl'i seduti. Alle stazioni di a,rrivo erano impiantati pmiti di ristoro e di medicazione per il :pronto soccorso in tende o baracche: un colleg·a,mento teiefonico f<ra le sta7.ioni di partenza e di arrivo [Per la necessarie comunicazioni rendeva più regolare il trasporto_ In media, un ca.,r rello in un'ora poteva com1piere 4 via.ggi, t,raRpo,rta.ndo sino a rn feriti. Per qn::tnf.o riguarda il funzionamento delle se7,ioni di sanità, _che dovevano :provvedere alla: raccolta,, smistamento e sg;ombe-ro dei mala.ti e feriti (folla Divi si one cd all'opport uno socoorso nei casi d'urgenza,, queste formazioni non sempre corrisposero a,l molteplice compito per i mezzi di trasporto con carTette 1regola,mentari battaglione e per l'ingombro di. materiale, non tutto indir.;p~nsabile, che 1·endeva,no le unità molto pesanti. Per rendere più rapido . ,. l )intervento chirurgico fin sui iposti a;vanzati, furono proposte in seguito le ambulanze e le ambulanzette chirurgiche, dotate di. adatto a,rrna·me11tario e di ba,raccltettc .smonta,b ili per le operazioni, con · · lettini da, @a,mipo [)er il primo ricovero degli opera,ti intrasportabili e ,con abile, personale chirurgico. Ed anche, come unità di sgombero Ja sezione di. sanità non potè sempre spiegare efficacemente il proprio compito. All'entirata h1 c·ampagna l'cscrdto operante non IJ)Oteva dispo1;re che di. poco 1più di 50 sezioni cli sanità, di cni la metà quasi_con salmerie; durante la guerrtL si raggiunse il numero di. 89 sezioni di sanità con salmerie, più H repa,r ti someggia.ti pe,r gruppi. al1pini. Le unità sanitarie d~1 camipo, oltre che ,delle dotazioni r egola,mentari, furono anche provviste di motolcttighe, lavanderie rnobiH, ,cani-filtri Berckeff'ld, sterflfazatrici Lefebrc, autoclavi Mangini jper la ste,rifo•,:1,a7,ione operatoria, pomp~ Gatteschi, a,pparccchi Breslavia, lampade Esculaipio per òiRinfe7,ione, incincratori ver sezioni di sianità e fo.rni crematori per i grandi oRpeda,li. Furono inoltre provvi-

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sti in buon numero ap1Parecchi radiografici. !Portatili, tipo FePrero di Oayallerleone, nonchè lettini da camJPO e tende-bairacche, modello . , !_~arzotto . .\

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... campo da GO letti, 174 ospedali da campo da 100 e 46 da 200 letti. La \ ' ·,· çaJ)acità di questi ultimi sta.b ilimentì sanita,r i fu per necessità <li ·i spedalizza.zione [)Ortata di frequente a 300, 500 ed anche a-1000 letti, ,in modo da costituire altrettanti ospedali stabili in zona d'operazione.

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Fig. 136 - Autoambulanza Fiat del R. Eseroito italiano (oampagna 1915-1918).

I carri regolamentari per feriti, assegnati alle dette sezioni per ilo sgombero, non costituirono certamente un mez7,0 ;rapido e comodo di trasporto, (Potendo percor,rere al massimo 4 km. all'ora su strada buona ed imprimendo !Per la poca ela~t1cità delle molle continue scosse ai malati e fciritL Furono efficacemente sostituiti dalle · autoambulanze (fìg. 13G), in numéo di 4 ,per ogni ,sezione, le quali erano in grado di percorrere 14-20 km. all'ora e trasport3're più · agevolmente 4 malati o feriti in barella.su strade di montagna, an. che a forti ipendenze (fi.g'. 137). Data però il'insu:fficienr.a del numero in confronto alle necessità di sgombero, sì dovette,ro, specialmente dopo i combattimenti, utilizzare anche gli autocarri vuoti. di il'i-


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torho, che provvedevano normalmente al vettovagliamento deJJle truppe, [)er il trasporto dei feriti e malati agli ospedali da ,cam- · po, di cui pa,rte erano attendati (fig. 138), parte impiantati in edifici e fabbricati requisiti. Pe,r lù ~gomhc·l.'O .]plla 2a linea,, non furono S<'mpre usate. le t.·òlonne carrt>ggio e di requisizione già previste nei progetti di mo-

J<'ig. 137 - Trasporto dei feriti%con colonna di autoambulanze (campagna 1915-1918).

bilitazione, ma poco adatte allo scopo, e si rico,rse ad autocairri :attrezzati con barelle, i quali [)erò ,n cwmalmcnte erano impiegati iper il tra.sporto di materiale, e soltanto in <'.aso di necessit:1 veni.v ano utilizzati iper il tra.s porto dei ma.l ati e feriti. Ma, i direttori di sanità di Cor1Po d'armata e d'Armata non potevano fare grande assegnamento su questi autocarri nei momenti critici, avendo anche .gli altri servizi urgente necessità di rapidi mezzi di trasporto dei .viveri e delle munizioni, e 1a _scarsa dotazione di autoambulanze disponibili non poteva dare un notevole rendimento.


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P.er quanto rigua,rda il tra.sporto neille retrovie, durante la campagna, esporremo un cenno somm311'io sulJlo sgombero dei ma:lati e foriti [)CI' via feriroviaria e [)er via acquea, rilevando che il trasporto per via aerea, che l'Italia fu, come riferimmo, , una delle prime nazioni a sperimentare in Libia, non fu attua.to in qneRta guerra.

F'ig. 138 -

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Ospedaletto da campo da, 50 letti attendato (carnpagna 1915-1918).

Lo sgombero degli ~ta,. bilimenti sanitarì della, zona di guerra IJ)er via ferrnvi:l!ria venne effettuato coi ·seguenti mezzi : 1° Coi treni attrezzati con carri merci o vetture di 3a classe per lo ~gombcro dei malati e feriti leggeri; 2" Coi treni v'iaggiatori o coi treni trctsporto (deille tru1p1pe e matèriale bellico) di rit'orno) per lo sgombero degli infermi che potevano viaggiaire seduti, _provvedendo al loro aecçmpagnamento con persona,le sanitario; A.) TRASPORTO PER VIA FEililOVIAIUA. -


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3° Coi treni-ospedale della O. R. I. e del Sovrano militare Ordine di Malta) per il trasporto dei feriti ed infermi più gravi,' ma tutta.v ia in condizioni di viaggia.re. In tal modo fu possibile eseguire un primo sgombero con treni attrezzati sui luoghi di cura più vicini; un secondo/ trasporto da questi u1ltimi a:gli ospedali di rise~va impiantati in zona di guerra ed assegnati all'intendenza; un terzo sgombero, se necessario 1 dai 1uoghi <li cura ag·li osipedali più lontani im[)iantati nel territorio del paese e messi a disposizione delle singole Armate . . (,tnesto movimento, imposto dalla configm·azione geografica del Paese, venne a, poco a poco svilnl[lpa,n dosi e perfe:,;ionandosi con grande rapidità ,e regolarità. Le direzioni di sanità d'Armata richiedevano ai delegati dei trasporti !))l'esso le Airmate lo sgombero <lei malati e feriti dagli ospedali di prima linea a quelli di riserva loro assegna ti, . e per lo ~gombero .sugli ospedali di r iserva delle r etrovie interessavano l'Intendenza, ,generaJle, la quale ,regolava lo smhitamento a seconda delle disponjbilità dei posti letto, che venivano segnalate 11Jer.-ioclkamen1.e dalle d irezioni territoriali di sa.nità ogni tre giorni. Per dar,e un'idea dell'importanza di questo · servizio, basti ricordare che nella S()la III Armata nel rna,ggio 1!)17 ·. si dovette provvedere allo sgombm-o di hen ~6.000 malati e feriti · · in barella, cioP. il 60% ·di tutti i traf,1portati. Per tali sgomberi si ,p rovvide ad una raztonale assegnazione degli osipeda li di ,ri,serva, situati nell'Italia settentrionale alile varie intendenze òi Armf1ta, affincbè IPOtcssero effettuare i tra.sporti dalle varie unità, sanitarie della ½Olla di guer,ra diipendenti, a mezzo di treni sanitairi a loro dir-etta disposizone. Si misero inveca alila dipendenza <lell'Intendenza generale gli ospedali di riserva più eccentrici, situati nelila parrtc · meridionale ed i nsulare, pe1· lo sgombero mediante t,reni sanitari e navi-ospedale dei malati e f eriti da,gli OSipedali di riserva, · c.ffcttuandosi così un movimento a cat ena fra successivi luoghi di cura, che permetteva la completa utilh:,;azione òi tutti gli stabilimenti sanitari istituiti nel territorio na,zionale, senza limitare la per cor,r,enza massima dei treni sa· nita,ri. È da rileva•r e a,ncora che la vasta organizzazione rpro.fìlattica, Oa quale si dovette improvvisamente diS[)orre al ma nifestarsi dei iprirmi casi di colera nelle trincee del Podgora ai primi òel luglio 1915, e di cui av,remo occasione di occ111parci più avanti (magni-


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fico congegno di difesa contro il terribile morbo, che riusd mi·rabilmente a spegnerlo, in ipochi mesi), rese forzatamente più difficile il complesJSo meccanismo di sgombero . . I treni-ospedali furono quasi sempre utilizzati al mas~imo deUa capMità di carico, ,e ciò nella considerazione di potere usufrlùre di un maggior numero di pos;ti-letto disponibili negli stabilimenti sanitari e per non elevare s;ensibilmente la spesa per ogni infermo viaggfante, corrisl()ondente a circa L. 20 iper t;i.•enokilometro, qua,l unque fosse il numero degli sgombrati. a)' 'l'reni attrezz·ati. - Dei t,r eni attrezzati sì utiJizzarono i seguenti gruppi: 1 ° Treni ,a ttrezzati con carri F. - In numero di 18, erano costituiti da cam·i F'. per trasporto merci, di c ui 1 O att1•,ezzati per 12 b3i!'elle e 10 sistemati per 18, in modo da aversi una caipadtà totaJe di 300 barelle. Ma fa struttura di questi veicoli fe,rrovia,ri non corrispondeva assolutamente alle esigenze igieniche nè a quelle òi un temporaneo ricovero di maln,t i e feriti. Inoltre tali treni, utilizzabili soltanto per il t rasporto di infermi e fc1·iti lcggt~ri a brevi distanze, presentavano l 'inconveniente òi un peso eccessivo. Purono perdò ridotti a propo,rzioni più modeste e per CDmpens o ne furono allestiti a,ltri 6, i quali, ipure essendo tenuti di riserva e non attrezzati, potevano scrnp,rc essere im1p iega,ti in ca,so di urgenza. 2° Treni altrezza,ti con carrozze a carrello . - Furono allestiti in numero di 14. Alcune vetture erano attrezza.te per 22 barelle e, come ipei treni iprecedenti, la capacità cornples;siva e ra di 300 barelle, col vanta,ggio di a,vere ·tutte le cairrozze intercomunicanti; 3" 'l'rc,ni attre.zzali èon ca.rrozze O. T .) tipo cm R . 'A . ~ N e furono preparati 10. Le carrozze contenevano ciascuna 18 barelle, con una capadtà, complessiva di 360. 4° Treni attrezzati con carrozze a carrello) tipo 1906-907910. - In numero· di 6 con carrozze attrezzate pe,r 32 barelle. alle qna,li el'a aggiunto un carro per trasporto malati infettivi (12 ba,relle) ~d una carrozza per infermi che potevano· viaggiare seduti. La caipacità tota]e del -tireno era di 284, malati e feriti , di c11i 48 seduti e 236 in barelle. Tutti ·q uesti treni a,ttrezza.ti avevano .inoltre di scor'ta un ca,rro destinato a camera di medicmdon e e di jpronto soccorso (allaccia-


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ture d'urgenza di vasi irn caso ,di · emorragia, rinnovo di medicature, ecc.) ed un carro-cucina per il vitto degli infermi. È il caso qui di 3A;.Cennaa:·e anche a1lla ferrovia dentata, che uniS<:e l'Altipiano di Asiago alla sottostante pianura veneta, superando un dislivello di 800 metri. . Essa venne utilizzata al1Iestendo uno speciale treno attrezzato com;posto di 14 vettu,re: in ' meno di 2 ore si poteva effettuare su questa linea lo sgombero di cirea 200 malati e feriti. I treni attrezzati con carri merci erano sprovvisti di sistema . di riscaldamento, per èni non furono durante la stagione invé'rnale messi in circofazione che in drcostanr.e eccezionali, aumen· tando convenientemente la dotàzione delle coperte. Invece i treni attrezzati con carrozze erano forniti di un riscaldamento normale per mezzo del vapore della locomotiva o di alJ)posita ·automotrice; e per alcuni si adottò ancora. un dsca,l damento ausiliario fàtto con stufe americane (una per vettura.). Ùd, dur:1fa dei ,singoli viaggi, che, secondo il regolamento, non avrebbe 1J11ai dovuto oeèedere le 8 on~, fu quasi sempre superata, <lata la distanza delle teste di linea d egli stabilimenti di ricovero della 7.0lla di guerra e della zona territoriale assegnate alle armate, e si dovette qunJchc volta 1procedere a,1110 sca,rico e oonscgna dei feritj o malati a sta11:ioni internwdic. Eoceziona.Ii ,però furono gii inconvenienti da attribuirsi alla lunghezza dei viaggi, cd anche i casi di deeesso sui treni .si ,ridussero ad una cifra insignificante. Si.c,come poi questi treni potevano . costituire un , pericoloso veicolo di infeziorn~, così furono ·d otati in grande quantità di disinfettanti, {lj 1pom1 p e spruzzatrici e òi altri apparecchi di disinfezione; furono inoltre istituiti speciali posti di soccorso ferroviari pei col!Piti da .ma.lattic infett.ive ed apposite .stazioni di disinfezione per i. t•r eni dopo lo sca,rico degli infermi. Iii. perRonale di ciascun treno attrezzato e,ra costifnito da, 4 ufficia.li medici, di cui 1 caipitano, direttore, da 2 sottufficiali e 40 uomini di tru[Jipa. b) 'l'reni prom;isori e treni 1:110U di ritorno. - Questi treni furono adottati soltanto all'iniziò delle operazioni, qmmdo erano ancora limitati i freni saJ1itairi ed il numero dei posti letto, e servirono esclusivamente ano sgombero 'dei feriti o m alati Jeggeri ehe poteva,n o viaggiare seduti. Detti treni, costHuiti per lo più da matcria1Je, mobile vuoto <li ritorno e rpromi.scuo, furono talora improvvisati 0011 CU!rrozze di 2A e di 3a .d a.sse, ma, non essendo


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intercomunicanti, si dovevano affrontare non (Poche difficoltà tanto per il vettovagliamento quanto per l 'assistenza degli infermi durante il viaggio. , e) 'l.'ren'i-ospedale della C. R . I. - Ml'inizio delle ostilità l 'Associazione della C. R. I. mobilitò 6 t rcni-ospe:dale, ma dopo ' 1pochi mesi dovette aurnenta,r li a, 22 ed in seguito si costituì un i altro treno per la Sicilia. Ogni treno-ospedale, che originariamente aveva una capacità di 266 barelle, doipo O(Pportune modificazioni fu in gmdo di trasportare circa 300 jnfermi coricati su lettucci-bar elle. Queste ·unità, provviste òi tutto l'occorrente per la cura ed il vitto degli infermi iper parecchi giorni di viaggio, cl'ano formate di ca,r,rozze di 3a classe, intercomunica,nti, attrezzate ad infermerie, con . iportiere aJllarg.abili per il caricamento sia di testa, che di fianco. Ogni vettura, dotata dei più modorni sistemi di illuminazione, di riscaldamento e di ventilazione, poteva contcnP.re 36 harc11e, disposte in tre ordini e divise in òue il'eparti di 18. A queste ca:;:,rozze se ne aggiunsero alltre destinate all'a-lloggio del IJ.)ei·sonale direttivo ed evenbmlmente a quello delle infermiore volontarie, ·aJlla farmacia e sala di medicazione, all'alloggio del personale di a,g. sistenza,, alla cucina,, al maga:11zino ed alla mensa. Le vetturfl era.110 disposte nel seguente or,tlinc :

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1° bagagliaio non intcrcomunfoante per e,ollocarvi gli indumenti dei malati e feriti; 2° carrozza per l'alloggio del rw.rsonale direttivo; :l carrozza c ucina ; 4° carrozza per ufficio, sala da ![)ram:o ufficiali, m~gazzino viveri e reiprurto per J 2 infermi; . 5° 6° 7° 8° 9° J 0° 11° : cairrozze per ~6 infermi ciascuna; 12° carrozza con •reparto per 12 ufficiali informi, pef ,;ala di medicazione e iper farmacia; rn). carrozza iper a lloggio d el personale di assistenza; 14° carrozza per ;1.4 infermi da isolare, nor. ir:.tercomunicante. 0

Durante la camipagna fu necessario a:.-rginnge;re un secondo bagagliaio, essendo ,r isultato insufficiente il iposto destinato nella 4" vettura per il magazzino viveri e· per H materiale 'Janifario di !l'ifornimento. In seguito si agginnse al tri.~no nna carrozza di 3a


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classe per l'eventuale trasporto di informi seduti, in soprannumero che suocessiva,mente venne sostituita con altra attrezzata a tre ordini. Ad ogni treno-osipedale, come personale, vennero assegnati 1 medico capo e 2 assiistcnti, 1 i1:iwettore amministrativo, 1 farmacista, 2 contabili, 1 cap(Pellano, 4 informiere volontarie, 10 sorveglianti, 24 infermieri, 4 addetti alfa cucina e 4 attemlenti. I treni-ospedaile <lella C. R. I., posti.· alle dipendenze dell'Intendenza, generale, furono utilizr..ati per lo sgombero dei malati e feriti dagli ospedali avanzati a ,quelli. delle •retrovie e da questi aL grandi stabiUmenti tc,nHoriali. Pc,i· dimostra,re il prezioso con- ·\ tributo ap1portato, basti ricordare che, mentre nell'offensiva del , luglio 1915, con un rru:tssimo di 6000 feriti in ti giorni occorse \ cir(:a un mese per lo sgombero completo, nell'ottobre successivo, in- 1 vece, con un massimo <li' 25.000 e con un'offfmsiva di assai più l lunga durata s'impiegò soltanto un mese e mezr,o. , I Per il rim,ipatrio dei rprigfonieri tubercolotici, si dtenne op- · :portuno allestire un t<rcno attrezzato contumaciale, il quale compì regolarmente il servizio di t.ra,c;1porto caricando 350 infermi, di cui rn ufficiali e HG solélati ,di truppa in harelila, sgomberandoli sul centro di raccolta {li N ervL Per il servfaio poi di sfollamento dei tuhercolotici clagli oRipedali di Nervi ai ·sanatori dcll' Italia centrale, venne adibito a1tro treno ospeda,1P., composto interamente di vetture attrezzate per ba,relle. . , . L'attività dei treni-ospe<laile ~ella?· _R.. L, sipiegata dal mag: ~ g10 1915 al 30 settem hre 1918, s1 puo riassumere nelle seguenti c.ifre : infermi trasp()rtati 835.501 ; viaggi eseguiti 4.572, chilome- / i · \ t.,ri percorsi 2.824.519. ·, d) Treni-ospedale del f::J. M. O. di Ma,lta. - L'Associaifone aei Cavalieri dell'Ordine di Malta, appena indetta la mohilita,ziorn\ allestì 4 freni-ospcdak, composti ciascuno di 1f car,rozze di. ~a cla,sRP, deltle quali una per il ipersonale dirPttivo, una iper il persona-le· di assistenza e le nJtre 9 per gli infermi; nonchè di 2 vetture a ter,razzino, di cui una adibita, a cucina, l'altra a reparto di isolamento, con tutto il neceR.Rario per disinfezioni, e di. un ha,gagliaio per il de,posito e rifornimento degli attl·e,r,zi e dc] materiale di medicazione. In primo tem!Po <1uesti tre~1i-0Rpedale emino a due ·Ol'·dini. di barelle, postR iin senso longitudinale, ~a ·a:veva-no una capadtà di 206

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posti per infermi coricati; in seguito, oltre ad una vettura centrale des_tinata a_sala di medicaizione con rioco arm:-1mentario chirurgico, si aggiunse un 3° ordi11e di barelle per feriti meno gravi, portando . così la capacità dei 1posti a 306. 11 1personaJ.e di ciascun treno-o~edalc ',era costituito da 1 direttore, 1 médicò capo, l assistente, 1 cappellano, 1 contabile, 4 i suore, 2 sottufficiali e 5 inse,rvienti. Il movimento de_g li infermi ! · sgombrati dal giugno 1915 . al dicembre 191G fu di -30.007 feriti e ,~ 34.498 malati, con 372 via.ggi ed un percorso compilessivo di chii , · lometri 307.121. l _.I B) TRASPORTO PER VIA A,CQUJ,}A. - a) Ambulanza, fluviale (( L-it! ta, >>- - I trasporti per via fluviale ebbero durante la g.nerra uno svolgimento limitato, nonostante le glorios" tradfaioni italiane della na'.v igazione inte1·na,. 11 1° giugno 1915, per lodevole inizfativa del Oomita,t o centra-Jc della C. R. I. , venne mobilit:-1ta l'arn'.hula,nza fluviale « A. Litta >>. F,ra costituita t"l.a 5 bareoni, di cui uno d estinato al ipe-rsona le fliri,ttivo, n,lla farmacia, alla carne1·a di medicazione ed alla cucina, e gli altri 4 ad infermerie, con 46 barel1e e 10 posti .a sedere per da.senno : il convoglio era messo in moto da uno o da 2 ,rimorchiato-ri a va,p ore. · L'a;pprossimar<si deJ11a stagione delle nebbie, ostacola:nti la navig·a:done, le difficoltà di riscaldnmento dei barconi durante il periodo invema]e ed altre necessità logistiche determinarono la sospensione: dei viaggi di quel'ìta. s1peciale for_ma:r.ione sanitaria, che funzionò soltanto dal luglio al] 'ottobre 1915, compiendo 14 tra~;pmti ' è sgomberando corniplcssivamente 1059 infermi. b) Ambulanza ln,qunare. - A1ppena indetta, il.a mobilitazione, il comitnto regionale .c1el1a O. R. I. di Venezia prese accordi con il Domando in capo cli quella pia.z.za marittima e dispose per l'immediato allestimento dell'a,mbulanza lagunare che si trovò in piei1a E:>ffi.cienza il 2-6 maggio 1915. . Questa unità Na costituita da 3 peofo (barconi) , ognuna delle quali era dotata. di 18 barelle; cosk.chè il convoglio, messo in moto da uno o più motoscafi, poteva fra.sporta.re 54 feriti in barella e con quelli seduti o in piedi circa 200 . . Questa, a1mbu1lanza, che, unitamente all'autosca.fo << Regina 1 1 Elena.>) e ad alcuni hattelli a vapore a.ttrezza}i, effettuò il tra111 sporto dei feriti e òei ma~ati dai treni ai va,ri ç,sipedaU e viceversa, j potè sgombrare dal marzo al giugno 1918 ben 48.m5~ infermi. I


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-595e) 'l'rasporti per via lac·uale. - Anche i tra.sporti per via llacuaàe furono fortemente limitati, iper-cbiè il (lago 1Maggilore e quello <li Como non erano compresi nella zona delle operazioni ed il lago di ({~r<la non fu navigabile, per tutto il suo percorso, se , non dol{)o l'ar:mistizio. Tuttavia, ipe.t pa-rte della R,. Marina, fu stu.diata la opportunità di tali trasporti per il lago di Garda, usu' fruendo dei piroscafi di quell'im[>,rcsa di navigazione, che ne aveva in eserd,r,io 7, con velocità va,riante da, 16 a 20 miglia. \ Con questi [>irosca,fi, all'uopo att,rcwz.ati, .si ,sa.rebbero potuti · tras[)ortare 1500 infermi complessivamente e con un solo viaggio giornaliero, di cui 500 in barena. J d) Sezione di 8anità fiuv'iale e lagimare. - Per iii. servizio di i;;gombero della brigata marina nelli:L difesa del basso Piave, comprendente circa 8.000 uomini f.ra, fanti e cannonieri, fn istituita una speciale sezione di sanità con mezzi di trasporto e di o~peda]izzazione ailatti alla zona, preva,lentem.ente fluvia1c. Questa ,Rezione, ideata dal capitano medico della R Marina,. SafottJ., e,ra formata da due va.poretti-ospeclale, r·kavati dalla trasformazione dei comuni vaporetti lagunari di Venezia, con un reparto r~ pi.·ora ·sistemat-0 a cuccette smonfabj]j, in numero <li una tr,entina, sov·rapiposte a conveniente distanza e costituite da- telaibarella Roselli con mate,rassino, e la rimanente iporzione di pO[)pa riclotta a sala operatoria. ·e dotata, di tutto il materia1e neceRsa,r io, La, sezione di sanità 1pélssed-eva inolke 3 motoscafi di ambulanza attrezzati anch'essi con telai-ha,1,e11la, R<)Selli per 8 feriti gl'l·Wi e con sedili per feriti e malati leggeri. Quc,.-;tj motoi;;cafi dovevano · recarsi fino alle trincee ed alle batterie sparse lungo i fiumi e, ,r accolti i feriti, trasportall'li ai vaporetti-0S1pedale in drca mezz'ora da, qualunque zona della fronte. Il p ersona1Ic sanitario· a,cldetto em <'ostitnito da 2 ufficiali medici, òf'!a 10 infermieri e da, una squadra di porta-foriti. Con· questi mezzi dì tra,siporto Ri potJè in un sol giorno avviare agli ospeda,li di V·enezia oltre 200 fariti e nelle giorna,t e delPava-nzata, del Piave Nuovo oltre un migliaio poterono esS€re cura.ti e smistati. e) Trasporto per via di m,a;re. - Tl trasporto eon n avi-oRpedale Ri eR,eguì specialmente per lo sgonihero dalll' Albania e òalla Macedonia,. Questo Ri effettuò alternativamente nel 1916, per mezzo , dei pkosca;fi A lbaroy Cordoi'a, Itali.rl e Pala,sciano (ex Konig Albe,rt),


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dagli ospedatli da campo di que:lle regioni su apipositi s tabilimcmti èontumMiaH della Nazione. Dal iporto di -sbar co dcll' Adriatico un t r<-'no-osipedale sgombrava i malati e feriti in con t umacia sugli ;stabilhnenti ora detti impiantati sul basso A.<lriatico e sullo Jonio, e a,a;· '.questi, a contumacia ultimata, HU ospedali territoriali di !l)l'Ì· -',fuo -e secondo sgombero. l!' uron o in media trasportati circa 1600 / lJlilita,ri al mese, di cui il 90% era rappresentato da malairici. 1_ , Nell'estate del 1916 la nave Palasciano, dotata di 950 cuccette, ' 'fuuzionò da OSJpedale gaJleggia.n te nel p-0rto di Valona. Data la d efìdenza, di 1post.i-Jetto negli ospedali impiantati n ell'Albania, me, r idiona-le all'inizio ùcJla n~tra occupazione, i numerosi ipostj <li cui poteva disporr,e la, nave stessa furono di g,r ande vantaggio. Alla fine del secondo ,osemcstre mm, l'Intendenza genera.l e assegnò per fo .$1:ollamcnto della zona di primo sgombero sud-orienta.le un treno attrezzato e :phì fardi un alt,ro di n u ovo modello. Complessivamente, nella socon<fa metà del 1916, fw·ono rimlJ)atrjati da.ll'01·iente .ncd po1•ti di Bari~ Brindisi e Catania 19.672 malati e feriti. di cui J9.32B uomini di trupp a e 349 u.fficiali: e più predsamente daJll'Albania H.558, e dalla, Macedonia 10.114. Questi sgomberi rui·ono combinati fra il R . Esercito e la, R Ma,r ina., e le navi-ospeda-le escgukono a nch e traspor ti da Genova iper la Sicilia e Sa,r degna di feriti r educi dal G·ra,prpa. Quando si poteva attracea·r e alle banchine direttamente, l'imhair<;o avveniva 1Pel ponton e; altrimentj, se si effettuava a ma.re ]a,rgo, . i ma/lat i dai pontoni e dai pirOl:lcafi si issavano coi t elaiharella· Roselli immes1si nelle b1·a-nde inglesi , sospesi con paranco speciale agli a1be,ri di <'~'l rico, c he -per1nctteva.no di solleva,rli senza scosse ed introdm-li nei cor,r idoi e n elle batfa~rie ai reparti medici o .dùrurgid: in q u esti si potevano ,c segui,r e operazioni anche rli una ce1•ta irnpo1·tanza. Le navi -ospedale erano inoltre dotate di gabinetti radi0<;ra:fici e batt.é1·iologici: que-sti ultimi" f urono tanto più necessa:ri, quanrlo si trn.sportarono dissenterici ai lazzar etti di Cotrone o coleroE.i all 'Asina,ra o a Marsiglia o a Bi i,;;erta. e nei casi di accertamento di infezione ma,larica- eoc.· Le commis~doni ~unitarie contumaciali r esidenti a Rari esigeva.no anche, per p oter inoltrare Rui treni-ospedafo od attr P-zza.ti. i m:allati o feriti, c he essi fossero stati sottoposti, come si pratica,v a a bor<lo, aJJa. bonifica- con bagno generale e con r asura dei peli IJ)P.r la, òifcsa contro itl tifo esantematico . Si a,vevano inoltro loca.l i


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separati per psicopatici agitati e pe1· casi gr a,vissimi, c11e ver1;ivano ricoverati. in repa,1·to speciale, con una sola fila di cuccette, 1al qnale si p oteva .accedere con maggiore facitlità.. S1p eciali ,posti 6i manovra per salvat aggio :fn,r0110 infine adottati per coloro eh·~ . potevano accedervi col sal vagente, mentre \;, 1 ba re1hLtJ. vemvano p ortati direttamente dai porfa,fori ti alla 1loro imbarcazione.

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Nel riassumere ora la vasta. <> complessa assistenza sanitàiria <l.ell'cserdto italiano nell'ultima campagna, ci sembra qpportuno intra-ttf'Jlerci alqua,JJto più a . lungo sul1a suddivisione toonicoscienti.fìca, cbe costituì, per così di,re, la, fì.sonomia, e la base fon damentale dei vari servizi. Anche da una ra,pida sintesi si può mettere bene in cvid·e .nza l 'iml[lort anza, e la, prat.icit~, d i questo nuovo inùirizu, e l'enorme sfo1·zo fu.ii.o tlulFHalia. nelll'imrnane confli tto pure in questo campo, e per ricchezza e per 1modernità cl'imp.i anti, di ·materiali <' di mezzi di trasp ort.o, e Jper com]Jlcta f::jJ)ociafor,za,zionc di ogni rnmo del ,servizio. B ciò tanto per il ricovero, 1w1• 1a c u1·n f' Jo sg-ornhero {lei maln.ti <' frriti , qua.nto per fa difei;:a, co ntro i rnoi·hi infettivi, a,s sicll'ranclo contempo1'an<~a1ncnte, con . op portune <li.gposizioni legislative, l'a.ssi~tenza ncilfo prime linee alle truppe opf'rrmti, a;ffi<lata ai me(lici che non avessN·o a ncora, suiper-alo il 32" anno <li età. E, per hr<witù. c i limiteremo a, dare 1m 0enno delle {liù imiportanti specfa,l izza,zioni. 1. Sen:izfo rhfrnrgico. _ I'Pr fa i· fronte q,mnto più ,p ossibile a<l uil,p1·onto ed opportnno i ntf'l'Vcnto. da c11i dipendeva quasi sem pre il deco.r8o s ncc-es~ivo dcll(' più 1-~ra,vi lmdoni di guer,r à, furon o a,nzitu tto COf,;tit11it.i dei m1dei chirurgici) composti da provettj spe<'ialisti , c he in cfrco8tanze di rna.ç:gfor lavoro venivano tempor a JJPamente assegnati , con t u tto lo strnmcntm·io ed il materiale necessawi-0, all<' nnit.à, sanita.de, nelle quali, per la, rpiù tumult uosa affincm,a <li fniti. N'a, più m ;g<'11t<' la necessità ili pronfo soccor so, spec.ialmente 1per i c:tvitnri intras1pol'tahilL Furono inoltre istit nit f'. in 7,ona ri.vanzata., 10 amb11,lanze ch i _rnrgùJhe (fig. 1:19). (li ct1i :-:ett.e dell'Esel'dto e lil'C della Croce Rossa Italiana, forrùte ci ascuna ili tenda -sa fa. <>pcratoria, a, d01Ppia pa-


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rete (fig. 140), di tenda p er il ricovero dei feriti OIPerati (fig. 141) e di autocari.ro Fiat con caldaia (fig. 142). Era.n o inolt,re dotate di personale abilissimo e di ogni mezzo adatto per esegui.ire quaùdasi · atto operativo, ed aveva no il vantaggio di essere facilmente sposta bHi fin sulle prime linee con f1utomezzi propri e rapidamente im. ipiantahili, in modo d a essere pronte a funziona,re in sole 6 ore. , Ogni ambulanza poteva distaccare due a,mbulr.ltJ,zette, che poteva no essere disloca.te (Pl'esso le ·Rezioni di sanità deJle divisioni ipiù impe,

Fig. 139 -

Ambulanza chirurgica in funziona (campagna 1915-1918).

gnate, ed essendo dottttc di mezzi di trasporto più leggeri, erano in condizioni di 1percorrerc, senza incidenti, qualsiasi strada e supèrare qualsiasi pendenza. Per 1p,roteg·gere il capo (la.i proiettili e da.i .frammenti di essi, le trup1pe furono provvedute di elmetti metallici e, per presorvm·e fa vista., di occhiali metallici da trincea. E me nti·e n ella guerra f.ranco-iprussianà si ebbe 1'88% di feriti per armi portatili, il 5% d'artiglieria. e;d il 7% iper altre cause e nella ,campagna, russo-giapponese 1·ispettiva,mente il 75.9, il 21,.8 e il 2,3~,{,, in quest'ultima guerra, su 12,830 invaOidi sopravvissuti, la pro1p,or' zionc ftrdel 23,5, cle1 fì6,3 e ·del 10,2%. Su 100 feriti ospédalizzati in 1,ona di guerra, ila, mortalità fu del 5,62% n el 1917 e del H,17% nel


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Fig. 140 - Ambulanza chirurgica - Ten<la - Sala per operazioni. ,

,. Fig. 14,1 -

Àmhnhmza chirurgica - Tenda per il ricovero dei feriti operati. ,


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1918, laddove la mortalità 1pcr malattie fu rispcttivaruente del o;70% e del 0,82 %, escludenilo nel l!l18 i. mesi de.ll'Ci_Pidcmfo, iu:fiuenzalc. Cirea infine la 1proporzione dei feriti, nel UH.5, alla pr·esa del · . S. :Micqele, si ebbe il 20,73% di feriti dcJila form corqbattente e nel ~ P..l!'~916 nelle azioni ,sul Vodiee, M. Santo e Kuck si raggiunse il 50% . · \ J j Dallo . .'spoglio di 150.000 schede di invalidi si è constatato che il 35,1%0 era mutila,t o deJ1a, coscia, il 2H%o della gamln:t, il :.rn d~l piede e dita, il 18,!) del braccio, il !) 13 dell'avambraceio ed il 2!) della

Fig. 112 -

Ambulanza cl1irnrgica - Autocarro Fiat con caldaia.

mano o dita. 11 2H2,4%o presentava menomazioni nella funzionalità degÌ i arti sn[)eriori, il 191,,7 degli arti inferiori, il 12,2 menomazioni multiple ecl il 4,8 della colonna vei·tehraJe. Le lesioni cavita;rie del torace e dell'addome figurano ncJ 25,3%0. · Come mezzi ausilia•r i dJagnostici, fn·rono allestite ancora, i) wutoambu,fom:"e 1·a,d1;ologiche,, fornite del IJ}Crsonallc tocnico e di tutti gli ap1paire<:chi più moderni e perfezionati per le osscrvazfoni radioscc;>[)iche e ra,diografìchc, che potevano così pra.tica,rsi and1<'.: in zona molto avan7,ata (fig. 148). Pèn1ltro- ogni ospedale da campo dispmicvtL del piceolo, ma eccellente, apparcoechio 1p ,ortatilc F e1'rt>•ro di Cavallerleone, che fece anche h1 questa circostanza ottima prova.


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Per ricovera,re infine in una stessa unità i feriti delle varie categorie che ,r khiedevano speciali interventi ed aippropriato trattamento, a,pprestato da personale specializzato, furono impia,n tati in zona d 'operazione altl'eitanti ospedaU chinirgfoi 1per foriti cavitari, per feriti osteo -articolari, per fratturati, iper feriti del ipolmone, dotati questi uHimi di appositi ,r eparti iper h1 terapia, pneumotoradca, ecc.

Fig. 143 -

Interno di un'ambulanza radiologica (campagna 1915-1918).

i. Rervfa:io 1wurologico. ~ O~tre i suddetti osipedali spooializzati, furono istituite in zona d 'operaziorn~ altre unità, Slmitarie per i1 ricovero dei feriti del sistema, nervoso centrale e pel'ifcrico, allo scopo di s ottopor li ad un trattamento uniforme, tanto softo il 1punto ,li vhita, _chirnrgko che neurologico, per opera di tecnici ipairticola.rmente versa,ti nell'uno e nell'altro ramo, c he dovevano intervenire di comune accordo. Furono inoltre creati in :.mna, tenitoriale, a, Milano, Bologna. e Catania (per -Je provenienze dall'Oriente), tre centri n eu,rologfoi lli pri,ma ·raccolta ) nei quali erano trasferiti i feriti del s istema nervoso da,lla ,z ona di gneJ·ra, per essere smistati successiva,rnente con criteri regionali su altri 9 centri neurologici t en"itorùili) im


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piailt?,ti a Pavia, Genova, Milano, Siena, Roma, Ancona, N a,poli, Bari e Oata,nia, in modo da offrir loro ili. conforto di trova,r si possibilmente vicini a!Llé'"',risipettive famiglie. Ogni centr·o neurologico ¾ , territoriale com1prend,eva, a sua volta, un repa,rto per ~e lesioni or ' ganiche del sistema nervoso centrale e periferico, ed un -secondo , reparto per le lesioni funzionali. Dalilo spoglio di 150.000 schede ' di ·hivalidi risulta che le nevroipatie orgarniche centrnli (cervello e ' midollo spinale) figurano nel 44,7%0 , l e p ~riferiche nel 63,6%0 (arto / sµperiore) e nèl 27%0 (ado i nferiore). 3. Servizio stoma,toiatrico. - Presso ogni rLrmata fm·ono costituiti r epart·i stomaloiatrici) con espe,rto personale e ric,co mat.eria.le, p er i1Ì trattamento chirurgico ed ortopeilico preventivo dei feriti dE;lla, :t;accia, 1pei quali un appropriato tem1pestivo intervento poteva talora decidere ddla completa reintegrazione anatomica (evitando gravi detm·pazioni) e del ri1pristino funziona.le della voce, ilel respiro, e della masticazione . In zona territoriale furono inoltre impianta-ti, a Milano, :Rolo· gna ç Roma, 3 centri stomatoiatric,i di prima ra,ccolta) ai qualli affluivano gli f'.fomatolesi dalla 'imna ,di. operazione [)l'Ovvisti di appa,reochi contentivi o di una protesi provvisoria, per essere, un a, volta guairiti chirurgicamente, tra..i;;]oca.ti in .seg·uito a. sezioni sto-matoùitriche territoriali ) oostituite presso ogni COlìPO d'a1rrnata, per .l'ulteriore tratta,mento e per l'aprplicazione definitiva degli. appa_ix~hi di proteJd. Dallo stesso spoglio statistico le lesioni deUa fÙccia e dell'appara.to boccale entrano nella pro1Porzione del 31,1%o. 4.- Ser1,izio oftalmico. - Jn zona di .gue.r,ra furono orga.n izzati r eparti oftoJmfoi pe'r la: cura delle ferite e malattie ocula,r i, e per hì.ttc 11e indagini meilico-legali in ra,p porto all'auto]esionismo ed ·ana simulazione, da, pa-rte di sipecializzati, sotto la, vigilanza di un ·consulente d 'armata, scelto fra i. doùenti universitari. Sempre dallo sipoglio di 150.000 schede di hlvalini, risulta, una cecità monoculaire .ilell'8H,1 %o, bilaterale del !l,7%o, un a diminuzione dt::11 vi::ms mo: riocubre del 3,8, binocuh1re del 2,'4%o. ·Per le lesioni inducenti cecità permanente furono costituiti nel tc-rritorio, a Milano, Fire nze e Roma., tre ospedaJi di concentra,rnento per -ciechi di guerra,) ai quali venivano trasferiti dalla konte i grandi invalidi, per essere cu,rati <la-provetti srecializzati, 'e (Per eventuaile applicazione delh~ protesi, oculare. Fur-0no ancora istituite cinque ca.se d,i riediwazù)ne, a Mifano, Firenze, Roma, Na-


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poli e Catania, nelle qua.Ji i ciechi di guerra potevano essere ripartiti regionalmente e f1:uire di ogrìi'. conforto. matel'iale e mora1le / eù esse1·c addestrati a favori compatibili con: ·1a loro invalidità. / . Degna di nota inoltre è la. .specializzazione del servfaio antitra- I. comatoso organizzato presso ogni cor!Po d'armata territoriale, con ~ 'impianto di un ospedale per tracmnato.si, al q:uaJ.e erano avviati direttamente, senza passare per i rispettivi distretti militai'i, tutti gli oftalmici. Quelli presentanti forme secernenti erano trattenuti · e curati fino a guarigione; gli affetti .aa forme asciutte érano invece incorporati in speciali 1Jattaglioni tracornatosi, presso i quali prestavano regolare IJ)eriodo d 'istruz,i one militare per essere in seguito adibiti a servi½i te,rritoriali. Ad eliminaire infine qualsiasi motivo cli autolesionismo, fu abolito il diritto a riforma per tracoma. · 5. Servizio otorinolaringoiatrico. - Furono costituiti in zona \ d ' operazione reparti otorinolaringoiatrici p er la cura delle ferite o lesioni con crurattere d'urgenza e delle malattie del naso, della goila e dell'orecchio, che si presumevano di breve durata, sotto la sorveg1lianza di un c.on,<m Iente <l 'A rrnata, tratto dai p 1rofes+>ori universitari. A lfovigo venne inoltre creato un centro di pri1na raccolta) nel quale erano riuniti i feriti o malati dellla sipecialìtà bisognevoli di un più lungo periodo di cura e di provvedimenti medioo-legali, ipei essere in seguito Rgom be1·ati su reparti specia,liz.zo,ti territoriali_, funzionanti come unità sanitarie autonome o come reparti di più vasti stabnimcnti sanita,r i. La sordità bilaterale, su 150.000 invalidi;- figura nella prO!J)orzione del 4,3%0. 6. Servizio fisioterapico. - Allo scopo di otçenere un efficace recupero degli inabilli affetti da postumi di ferite o lesioni degli a,rtt determinanti una irnLbilità. temporanea, e pe·r evitare aggravamenti. od inutili iprot-razioni di licenze di convalescGnza, non ap rproipriate all 'cntitài dei ,reliquati, furono impiantati in zona tcrritoriaic 11 centri fisiote:rcipfoi) con una capacità complessiva di 11,617 posti-letto, formati ciascuno da un ospedale) provvisto di tutti gli apparecchi chinesitera.pici, termoterapici, elettroterapici e fisiotc1·apici' più. moderni, ove erano ricoverati i lesionati che non si t,rova. vano in condizione di fare h1 cura ambula.toriamente, e da un depo' . sito) formazione intermedia fra 1l'ospedale e la caserma, al q u;-.1,le erano tl·asfedti tutti q11eI1i che non avevano bi,sogno di ricovero osipeclaliero e che potevano recar.si aJl'ambula.t orio pe,r essere sottoposti

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604 ad un tra,ttamento speciale ed a, una cura metodica di ginnastica medica e fisiologica. Una commissione tf,Cnica, composta da un chirurgo, (hl: un neurologo e da uno specialista ·in fisiotcra,pi::L, era, incaricatai della visita di mnmissione dei minol'ati per la loro a.sscgnazione all'os.peda1le od a 1 deiposito, a .seconda <lell'entità dei postumi <lella lcsiouc, di sorvegli a,rnc la cura per tutta, la durata, e di promuovere infine gli eventuali p,rovvcdimenti medico-legali, rimandando in prima li nen i riconosciuti idonei incondizionatamente. Per i grandi invalidi furono ancora, iRtitniti 2 ce11,tri: chirnrgi,c i , a :Mantova 1per tl a, nostra fronte ed a Bari, per le provenienze dal1 !~'Orien~e, ~ei q~u~Ji e,rano ~·ac~:olt~ i t~aRJport~hili .c.he_ veniv~no / / m segmto ,r11Jìart1h fra, 8 sezwni chtrurgwhe regwnah , d1 1" e d1 2" . concentramento_, e cioè a Torino, Milano, GP.nova, Ilofogna, Fi renze, Roma,, Napoli e Palermo, ove ·<la eminenti ortopedici erano sottoposti a l'azionale trattan1ento, di,1·etto soprattutto a diminuir-e la gravità, dei postumi delle lesioni in ra:pporto alla funzionaJitù e per l 'adattamento definitivo degli apparecchi di il)l'Otrsi. F1wono infine create, col concorso delle A ntorità sanitarie civili e degli t:nti di hene:f:kenza, numerose colonie agricole e sc1tole di ricdnra ,z ione professiona,le, pPr il razionale addestramento dei muti lati a riprendere, iper quanto possibile, il p1'irnitivo mestiere. Fill'ono an(:Ora aperte numerose fa,h hrkhe 1p_N' il riforninwnto degli appan>:<..,c,hi .. cli proteRi, dei <piali fu sta.b ilito un tipo nnko pe,r gli amputa ti della ga,mha. 7. Sen,i,zio 1neclico in .zona di gu,errn. - Allo scopo di ridurre il periodo <li ricovero IJ)er i ma,la.ti nei luogl1i <li cn-ra a1l tempo strettamente necessa,r io, furono jmpiantati in ~ona, di gue1·,-ra presso le brigate e le rlivisioni infermerie pro1mùwrie per i militari presentanti affezioni di 1poca entità, per le quali era, prevedibile fa. gnarigione in 10 giorni ed 1111 completo ripristino (lella idoneitù a!l sp1· vizio. Gli infermi invece con affezfoni di maggio,r durata., ma, 1JH'esnmibihnente non 1rnperiore ai due mesi e1·ano 1·icoverati in ospedMi per 1nalnUie niediche e RUC<'.f'SHivarnrnte t-rasfe,l'iti in conva.le~wenziari o nei depo11iti di <Jonvale8cenza e ta,ppa della zona di guerra, ,pe1· essere. dop() nn ,r onwniPnte pe1·iodo cli 1·iposo e di allenamento. utilizzati come ·C'omplernento nei battaglioni di uuH·cia. Anclw per la cura delle rna1aUie rnediclic si a,d d.ivennc gra,<fo,tarncnte ad una razionale specializzazione, adibendo le unità. sa-


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nitarie più avanzate tL ricovero degli infermi, pei quali era necesSfl,r io un ti·attamcnto d'urgenza., come i rarissimi difterici, gli affètti da meningite cerebro-spinale, anch'essi molto rari , i colpiti da gas <la comhattimento, occ., e distribuendo a seconda della natura e gravità della n1alattia, negli OSIJ)Cdali {lclle retrovie e deJlila. zona. tcnitoriale coloro che p,res:entavano affezioni di ma.g gior dm·ata e richiedenti [H·ovvedimenti medico-legali. 8. Serm:zio profilMtico. - La difesa. contro le malattie infettive costituì un 'alt,ra Rpeciafor,zazione del servizio Sfl,nitario, che portò alla creazione di un mirahile congegno profilattico contro i morbi infettivi, compreso le ma,la.t tie esotiche (colera, ittero emolitico, diss-enteria. ~c.), tale (la. ra1pp1·escntaire una va:lidissima, ha.r,riera protettiva a tergo delle truppe combattenti, di cni poteva, con raipidità, seguire gli .spostamenti, senza subire la minima broocia. P,rcsso l'In tendenza generale, a.ilo scòi)o di coordinare le dif~e <lell'F.scrcito operante co.n quelle <le] tenitorio, fn istituita nna Oommiissione i.spetti'ua di profilassi) -orga,noI isipettivo e consultivo, cmnposto da . . ufficiali m edici e funzionari della Sanità. pubblica. Essa aveva alla, tliretta, dip<mden:i;a. p1·esso ciasc1ina annata una, seZ'ione i8pettiva,_, forma,ta. <la un medieo militare e da uno civile, a.genti di comune ac<'_,.or·do con le rispettive direzioni di sanità. Il territorio <li operazione fu quindi diviso in altrettante zone c omprendenti uno o più comuni, allle (lnali' furono preposti medici milifari, con le attribuzioni cli ufficiali. i;;a,nita1ri 1per la denunzia e per ]a pro.filassi delle malattie infettive e per la, sorveglianza igienica della zona 1·ispettiva. La, difesa .sa,nitaria, fu imperniata sui commeti tre punti ca-rdi nali: denuncia, jsoilamento e disinfezione, e ila specializzazione di questo importante e delicato servizio fu raggiunta con la. creazione I delle seguenti uniU1: , a) sezioni d'i disinfezione, asseg·natc ad ogni armata. e co1;po \ d'armata., divisibili in tre squadre (A e B ed um1 di ,rh;erva ), for- ) nite del p ersonale e materiale necessario per le disinfezioni chimiche (sublimato, acido fonic,o, ca.ice), fisiche [stufe a, va.por<~ sotto prèssionc, mobili su crir•rettc a 2 ruote (Giannolli) o su autocarri (fìg. lM) e fisse (OBneste-Hei'scher) ed. alh1 formaldeide con apparecchi di diversi tipi] per H risanamento delle trincee e dei luoghi infet ti e per la bonifica dei campi di battaglia, degli accantonamenti


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e degli acca.IDjpamenti. Oltre delJa stufa di disinfezione, erano 11rovviste di ipotabihzzatori e bagni a doccia su autocarri ; 1 b) stazioni di bonifica per bagni in vasca e doooie collettive, bairbitonsu,ra, taglio di cal[)elli, sipiòooohiamento e ipulizia personalle delle truppe, nonchè per il cambio, disinfezione e disinfestazione <!egli oggetti <li vestiario e di equipaggiamento, essendo risultato inefficace l 'uso dei così detti corredini antipara.ssitairi;

1''ig. 144 -

Antostufa di disinfezione tipo «Vittoria» (campagna 1915-1918).

o) stabi lirnenti di dfainfeZ'ione e di riou,pero di ogget ti di ve,•ltiario e di equipaggiamento) ove il materiale, dopo essere stato

sottoposto alle necessarie disinfezioni e lavature, veniva inviato ai lahoratori di riparazione con indiscutibile vantaggio, sia dal punto di vista igienico cbe economico; d) reparti di osservazione per il ricovero dei maJlati presentanti sintomi cli mala,ttie infettive o che avp,,ssero avuto ra1Pporto con gli mfetti; e) lab oratori batteriologici) alla di/Pendenza di centri d'ispezione) diretti da batteriologi di prova;ta, ca[)acità e dotati di tutti i mezzi di indagine necessari per l'ar..,certamento dei casi sospe.tti e ipc,r la ricerca dei portatori ; f) ospedali di isolarnerrto (per il ricovero degli · infetti in ba-


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raccamenti espressamente costruiti, od in fabbricati opportunamente adattati, i,n modo da assicm'are ht più ,rigorosa selezione fra ammalati, convalescenti, sospetti, riconosciuti immµni, in a1tI'( ttanti reparti dotati ciascuno di personale e materiaJle proprio;" g) conv(tlescenzio,r·i per infetliv.i 1pe-r gli individui guariti cli nicamente, ma sui quali oc-eorreva, ancora pra.ticare indagini batteriologiche per l'acce,rtamento delfa completa immuniti; h) se.zioni per depura.zfone delle acque potabili) che veni va largamente praticata nei posti di potabilizzazione campali, sotto h1, vigilanza di commissioni ispettive, coi metodi ,r iconosciuti più pr·atici oo P.fficad : meccanici (filtrazioni a,' S3,bhia); fisici (potahi1izzazione a vapore sotto pressione); chimici (bromo, tintura di iodio, permanganato potassico, e soprattutto l'ipoclorito di sodio); i) campi, baracca.menti ed accantonamenti contumaciali) per l'osservazione e la bonifica delle t,ru1ppe che a,vevano a,vuto fra. l Qro degli infetti o provenivano da luoghi infetti ,o so.spetti, ed anche dei p1•igionieri e p,rofughi di guerir a, nonchr, dP-11~ cP-nt11riP. <li operai rooluta,ti per i lavod in zona d'operazione; k) zona contumacia,le di primo sgombero. Per evitare il pro1paga1~si di malattie (11i(1Pmiche nell'interno (le.l 1pacsc, i feriti e malati provenienti da zonè infette, prim3, di essere sgomberati nelle [·etrovie, erano ricow~rati in speciali ospedali contumacfo,li e t ra.ttP.nuti in osservazioni' per un periodo (li almt;>no sei giorni, durante i quali er~mo sottoposti ad opportuni accertamenti brbtteriologici, alla bonifica ed alla di.Hinfezione e disinfestazione del cori~edo. Attra,yersa.to questa .specfo di filtro sa.njtacrio, venivano quindi, sotto la sorveglianza di un.a speciall e cmnmissione tecnica, trasf.p,riti in ospedali di riserva della zona teN·itoriale con ipatente netta, rilai'ìefata . dopo.1l'osservazione clinica e do1po ripetuti esami è,elle feci. Per dare 1m 'idea <lell'a,ttività dei laboratori anness~ a .qne::;ti oSipcda:li, ricor- \ <.leremo che nel .solo. biennio 1915-16 furono pr::i,tkati oJl:,rc 1.325.124 / esami b3,tterfologici nella, zona di primo sgombe-ro. Pet' le prownienze da,ll'Orienfe (Albania., Macedonia) fu stabilita un'altra zona I di primo sgombero nP.ill'Ita.Iia merMionale, con analoga, funzione, · sotto ~a vigilanz3, di una oommissione sanitaria, mista, alla, di[J)endenza della commissione i,i;:pettiva, di profila88Ì della zona di guerra . .Comparso in Oriente il <le,rmotifo, la permanenza in questi ospedali contum3dali fu portata a venti giorni., . Açcenneremo jnfine aI1la, lairga apiplicazionP. preventiva qelle 0

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vaccinazioni iprofilattkbe sistemati<'...amente compiute e l'iipeLute, non solo per l' Eserdto operante, ma anche ;per la ,p opolazione ci vile d~lla :,;ona di guerra, contro il vaiinolo; il colera, ]a. fc.bbre tifoide. La vaccinazione antitifica fu inizia.ta neJle nostre truppe sul finire del 1915, fu comipletata nel 1916 e ripetuta, poi negli anni s uccessivi. S'impiegò s ul p['ind1pio idrovaccino monova.Jcnt.e, in soluzione a oquof'la, coJl solo bacillo di EIJerth, c he ric hiedeva t:re iniezioni successive ed era diretta, a!lla prevenzione delJe forme da bacillo Ehertb. Più t ardi, avendo le ricerche batteriologiche •rivel ato nelle truippe in zona di qperazioni una, non trnscurahile diffusione delle infezioni para.tiiìchè B ed A:, si introdusse il vaccjno biva1ente (T-B) ed in fine il trivalente (T-A.-B-) in sos[Hmsione sempre a.cqumm,, per il quale era sufficiente una soi)a iniezione, con g,rande vantaggio deil servizio. l'er mezzo. della vaccino-profilassi si <lttcnne nell'esercito un notevole ~rogressivo ahbas,~aroento della morbosità iper febbre tifoidea r. forme 1pa:ra.t.ilìche, che dal 17,!)¾o nèl 1915, discese a1 12%0 nel 1916, al 2.6%0 nel 1917, a1ll'l.8%0 m~l 19J8, epoca nella, quaJ.e la va<'JCinazione era i;;tata completata €d e,ra stato impiegato il vaccino trivalente : nel J919 discese ancora' al 0,2%0. Nei t ifosi vaocina,t i la mortaJ.ità fu Jll()lto meno elevata che nei non vaccinati e l a durnta della malattia risuHò notevolmente a,bhreviat a. Tali .r isultati fecero sì che la, vaccinazione antitifo-paratifi<',a fQsse non solo continuata dorpo l'armifiti~o fra l e truppe1 ma si ritenne convPnien t e di estenderla a.Jtebe alle a,gglomera,zioni dvìli e più precisamente al p ersonale ospedaliero ed agli addetti a,l l'apiprovvigionamerito iilir:ico e del latte, come da Decreto dt S. E. il Capo del Governo in data, 2 dicembre 1!>26. Nei feriti cost:mtemente fu pratica,t a su laJ·ga scala la. sioroiprofila.ssi antitetanica, e l 'organizza:,;ione fu così perfetta che Lutti i feriti entro le 24 ore v,e.nivano sottoposti a due iniezioni, per cui la rnorhosHà fu ridotta appena al 0,5%0 e la mortalità fu òi 1 su 33.000, in confronto della morboi;;it:1 del 10%0 accertata nella gnerru, russo-giappon~e. }'u,rono ancora es1perim~ntati ,sfari. immunizzanti e curathri contro le infezioni f.lettkhe deille fc1•ite. 9. Servizio anti!fiUI,larico, - Le olJ)eirazimd nella zona litoranea dell'Adriat ico, e soiprattntto quelle in Albania ed in Mace<lo · nia, furono causa di vivace r isveglio deNa infezione 1n,ala(rica, fra le truppe. combattenti in quelle regioni, clic portò nel i918 alla denunzia di ben 85.032 casi, (li cui 29.382 forme primitive

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ne]]a nostm zona, di guerra, e per l'Albania, aill'80% di tutti gli infermi curati . Il senfaio antimalarico in zona, di g uerra fu spooializzato sulle seguenti basi: a,) uensirnento dei. malarici durante il periodo preepideudco e denuncia obbligatoria dei nuovi casi; b) lrattarnento preventivo dei sani col chinino e bonifica preepi.demka dei recidivi; e) imipianto di infermerie &J)(}aia,li IJ)resso le truppe operanti in z011a mala,rka , per non sott.rarre dalla fronte 1m notevole contingente di c o-mhattenti; d) costituzione di ospedali ver rnala,rici) con ufficio di consulenza affidata a specialisti in materia, e con ga.hinetto per gli oppol'tuni accertamenti mioroscopici dei gametifcri; e) istitmdonc~ di grandi coniwJe1wenziari riservati ai nwJ.arici. Oltre a ciò fu 1provved uto l:1·t g'nmentc alla- bonifica sanitaria, · delle zone malarkhe ed nlla difesa, m f•cca 11ica-, individuale e collettiva delJc t ruppe qnandn e dvve fu l]JO~s ihi I-e. Tn .z ona teniioriale presso ogni grupipo di os'pe<falì fu istitnita una 8C:zione rnala,rid_, ove gli infermi el'ano assoggettati. per ,rn Jw1·iotlo conveniente ad un trattamento ra;;r,j,onale iper essere (lnindi, 1nnniti fli apposita sd1eda inclividualc, inviati in spcciaJi. dr:ipo-'iiti di conraleseenza, im1pia11tati in zone alpestri e località salnherrirnc, nel.le quali , ~en;;r,a interrompere la cura, 1pot1wa,n o attendel'e andie all'istruzione militare e p1·estarc qu.aJlche -servizio te1Tit{1riale. ~e~1c~c\ come era ~a prtwedersi, - l_'in!eziÒne aves.<,;e\ a vu_to larga d1ffus10ne nel~a III Ar1~ata., la m.ortahtà non _fu •mper10rc all'1%. Nel 1918 rn zona, d1 g·um·-ra s1 ebbero 85.0H2 de- 1 nuncie di malaria, di c ui W.~82 per n1,.~Ja.ria primitiva, e 55.GGO. peri •rPcidive. ~iù.gr~-v : -fu 1'i11iezione_ mia.arie~ in .1.\ ..l~:mia e in ,J\,faced01~i~\ ove non fu 1poss1h1le ila profilas-s1 me<:eamca e s1 ebhe una morbos1.ta die ,raggiunse fino 1'80%, spesso con forme gra;vi. 1Q_ S en ;izfo 1w11/ro-psichfotrico. ~ Preisiso ogni armata e cor,po d'armata furono istituiti revarti sveeùili:z.zati ne·uro-psfohiatrìci a ~caglioni, al duiplice s.copo di un recupm~o immcdia,t o d ei malati lèggeri ncrv<>si P mentali e di 1rn ,rigoroso accertamento de i simulatod ed Psagera.tm·i, sotto la, consnlen½a di uno sipecialista, per nniformare metodi e cl'iteri di _oss.erva~donc e valutazione clinica, e medico-[ega,le.

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S'imphl,ntarono ancora, spc,ciali convalescenziari in .zona .(li guerra, ove gli infermi, meglio <;he nei comuni depositi, potev.ano t,rascorrere un periodo di vero riposo e di 1·eintegrazione <lelle \esaurite energie nervose. Presso ogni a,rmata fu costituito inoltre · un centro neur o·psiohiatrico) diretto <la s pecialisti. 51tto la sorveglia,nza del consulente d'a,rmata, che aveva, il comipito di disciplinare e sorvegliare l 'afHuenr.a nei vari o Rpeda li ed o-spedalet ti d e~li affetti da malattie nervose ·e mentali., ·e. di rcgolairne la di•r nissione dopo conveniente perfodo <l 'o!!<serva7.ione, sia p er !l ritor:oo in p,rima linea, sia per l 'invio ai deq:JOsit i o per l'ulteriore smistam ento in un centro di prima raccolta o della zona di guerra,. Questo fu im!l)ia.nta,t o a, Reggi<> Bmiilia, ,con numero.si 1·qpa,rti per rnmròpatici, psiconcrvo..1;:,i, epilettici , tra.nq uilli , deliranti, agitati, "limulatori , crimina.li , e<>c. 11 centro aveva la funzion e <li pronu.ncia•r e giudizi medko-tlegrLU per tutti i ,ricoverati che non erano in g1•ado di rfassurnere il servizio, di ~·ecuipen~rc iper Ja guerra, coloro c he non presenta,v ano alcuna anormalità o lievi fatti morbosi o di svdare infine i sinrnlator:i e degenera,ti. IL t;ervizio antit1.ib crcolare. - La specia,lizzazione di queF<to servizio fu oltremodo comrplcRRa e difficile, ~pecialmente .p er Vingente numero di nostri p,rigionie,rj rit ornati dall'Austria t ubercolotici. · Oltl'e ad una più rigorosa fif'Ìlezionc nel reclutamento ed una più accurrata, vigilanza degli individui sospetti, in zona -Oi guerra presso ciascuna Armata cd in zona territoriale pres,so ciascun Oo1•po d 'armata f.nrono istituiti reparti di accertamento diagnostico) forniti <li tutti i mezzi clinid , ha,tteriologici e ,radiologici cli n.ccertamcnt o più moderni e di pe,1•sonaJe medico specializzato, per la pronta eliminazione dalla rnlletUvit:), milita.r e delle forme incipienti e latenti. A Roma, a ca.reggi ed a Nervi furono im1pianta.ti tre centri 8ri na,loriaJi di srnistam,cnto iper i tubercolotic i re~tit.uW clal nemico. Per le manifesta7.ioni riconosciute suscettibili di miglioramento furono a.llestiti,. d'a<>.cordo con la, Sanità puh. hlka e con la Orocc Ros,sH, Italiana., centri sana,toriali e campi clvrnntfoi in località a datte e !J)rovvjsti di tutti i mezzi per le cure fisiche ed elioterapiche del caso. . A Massa Marittima, Rergeggi e Fa.ra. Sabina furono infine impiantati istituti cUmatici per )a, c ura. dei !pret ubercolotici ove g-Ji infel'mi potevano rimanere :fino a 6 mesi.


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12. Servizio anticeUico. - Data la non traRcnra,hile diffusione delle malattie veneree in zonw di guorra, e nel!le truvpe e neilla po1pola,zione civile, la specializzazione del servtzio anticeltioo diretta alla pr(~filassi sociale ed individuale, alla cuira ipronta ed efficace dei venerei ed al rec111pero massimo di essi. Nessun milJitare affetto da malattie veneree ipoteva essere trasferito ad altro ospedale fuori della wna, di guerra. Fu inoltre intensificata la vigilanza, sanitaria sui militari con la molti1Plicazione dei dispensari, con l'istituzione di ~peci~Lli gabinetti di disinfezione nei postriboli, dotati dei comuni mezzi di proil:ìlas.<ii individuale, e con l'impianto presso i CQII't()Ì di appositi loca,l i, dove i militari, con l 'aiuto di 1111 infe 1·· miere pratico, subivano un'accurata disinfèzione post-~oiturn, ~Uretfa ad eilimina,r·e o a-ll attenuare il pcrfoolo di infezione. Fu ancora escrdtata_ una speda.le sorveglianza sulle case di tolleranza per mezzo di medici militari spedalisti, con rigorose visité l)}edodiche e fu intensificata ]a caccia, in collaborazìone con le autorità sanita1rie civiili e di pnhhlica sicur~zza., alla prostituzione clandestina. · Furono in oltre istituite flelle consulenze anticelticlie presso le Al'lnate, ed ats.fiegnati flue is·p cttori presso. ogni corpo d' A,rmata, e fu iprovvednto all'impianto di srpeciuJi o&pedali per celtici e derm,opatici. Venne infine effottna,ta una larga propaganda a rrwzzo di conferenze, opuscoli, foglietti volanti, 1proiezioni, fi]ms, riferentisi all'educazione sessuale, e vennero creati luoghi dii ritrovo e <li ricr,ea,zione per i solrlati. 13. 8 e:vizio o,ntig~8. gue~ra~chi.~ ica, iniziata, sulla nostra fronte orrnntale, sul S. M1che1 e, 11 ...H grngno 1916, con una perdita da ,parte nostra di circa 8.000 nomini, richiese ben presto speciali 1Pnovvidem,e, rivolte fipecialmente alla prevenzione. Furono subito t1d0Ltati contro i gas da combattimento (asfissianti, vescicanti, iTrita,nti , tossici) : a) mAzzi di protezione inàivid11,0J-i per gli uomini e per i quadrnpeòi contro i gas tossici e lacrimogeni (ma~chere :filtranti ed in srguito, più •razionalmente, apparecchi respiratori, vestiario, guanti e calzature iml])ermcabili, p rotezione per le armi P per i viveri); h) collettivi (ricoveri sprcia1i, mnniti cli porte a chiusura, comrpleta, o di doppie tende impregnate di ipòcilorHo cli calcio o cli olio di lino, e dotati <li a!PfParocchi per la filtrazione e dcpura:,;ionc dell 'a1·ia e di posti soccorso, forniti di bombe e fag,otti incen.,cliari, di ventilato1·i e di homhole d'ossigeno . Si aòottarono ·a ncora autotreni-bagni .e docde auti-ypritiche; si praticò infine i1l ,risana-

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mento ~folle trincee con pompe irr·orat.i}ci , sip1·uzzant.i soluzioni neutralizzanti e del terreno infetto da .yp_ri te mediante il dOI'nr·o di calce. 14. Serv izio pro{t,lafrico conl/ro 'i congela'flwnti. - Anche le congelazioni furono oggetto di particolari cure p ~r 01pera, della San.ità m i1litare, ,e ssendosi verificato t..atlorn in qualch e 1·eparto, par ticolarmente esp-0sto, fin il .GO% di colpiti c he :,;i dovettero allon tanare da11a frontr.. P a rimenti IJ)el' le conge lazioni. Ri UAlotta,r ono mi.mre indfoiduali (calze di l a na, gamhali di la.n,~ a maglia, iu sostituzione delle mo1J1lettiere, pezze da. piedi ing,r a~sate, soipracal7.e in1pcwm<',abili , guanti', manopo·le, unzioni e pomate pt·otettive) e miR11,rc cu lf eltive (l'isauam ento d<>Ue l :rin<:ee, per faciJita.1,e lo scolo dcl1e acque e m igliora menti intesi a proteggere fo· tro,w e clall'mui dità e d.aJlila, pioggia) . S0jpra tutto f'n fatta nna .int<~nsa <.' continua 1pt opaganda, fra, i soldati perchè si muowssero il più possibilmente, Ye1·i fica,s.sero più volte al gior no lo stnto dei ·,pi(',(li e li stro.fina-,;ser-0 di frequente. 15. Serv'izio 'rnedioo -legale. - P in ùul Po Lwl,1·~ 1 !)lG fu istituita nna Oom1f1,i,8Ri onc sanita,i-ia, ccntnile dcll.a, zona, di gnerra con i più a m:p i p-oteri IPCl' quanto riguar.iiava la: concessione di lice nze di convaJe::,ccnza, Ja cm·a- 'ili fmnig:li n d<•g-li 11fiiciali, il controllo dei p,rovvedirm:mti rnedko-leg:1li, .le visit P p H iod.iclH\ il ei militari in licen za ipcr acccl'taNi la ]ol'o idonPità o meno aJlla. l'iassunzione in servizio. Alla dipendenza òi <1u~sta C,!)rnmissione furon o orcate ]e G-i·u nte s<in'itar-ie ll'i A rrna,ta, ·per la, r,:orveglir-1,uza <l ella conce.ss.ione di licen7,e ai sottufficiali e rn ilitari , per le pro!J)<>ste a cure ba]nMt.erma:li e chine...:;iterapiche e• p er ri man<.l a,1·e iu ~,0n a, di opèazione quelli completamente gum·iti. Per m aggio1· spedi tezza di contrOill o furouo costituite in seguito altl'e S0t foyi11ntr. ga,n'ita,rie. · In zona tc,1,1•itot'iale · furono in.fine costituite p 1·eR$;0 ogni C-01·po cl '~rma,t n. d elle Oornmù?sion·i ~'lan'if;mri,e centrnli ten·ilorial-i) .a Ho scopo di f\sercifa~·e una rigor,mia so1·vegJianza su i 1'icovcYatì nei vari ORl])·edali , pe1· riélunc l a d €genza al tem1po f.lt,r ettanwntc ind ispensabil e, per sottopor-..r:c a nuovi w-,ec1-tamenti j giù dich iarati inahili IJ)resso i. va ri cf>ntri <li reclut amento, e p er il n cx:essar.io contl'oUo snlle JicPnze di con vale~en r.a. Por òirnostra:re l 'attidt:ì. e il r endimen to <li qnest'c•. Commi.&Rioni sanitnrie. ha.sti cHm·e akune cifre: cla,ll'ngost.o (181 1917 alP{lgosto 191 S, in un ~olo :inno, la, Gommission<' sanitn,rfo .centl'ale


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,lella zona, <li guerra e g,li organi {li oontrollo dipendenti hanno visitato 183. tm:~ mili tari, <lei quali 10.619 ufficiali ed assimilati. , Di questi ultimi, ne · fu dichiarato idoneo ad incondizionato servizio il 1~,6% ; idoÌ1eo a~ servizi territoriali, doipo opportuna. cura e licenza di convalescenza, il 78/i%, ed inabili ;perm.ancnteménte a qualsiasi servizio il ~,9% . Dei 172.974 militari di truppa, il 40,4% fu riconosciuto idone o a 1-;,e rvizio incondizionato; il 32,4% r-icupera,hile dopo cure e !licenze, <~d il 27,2% inabHe iµ modo perma,n ente al .scrvfaio. Nella 7,-0na territoriale le Oommissioni centrali sanitarie, da L \ l• maggio ] 9Hì nl dicembre 1918, ebhero fl, visitare ben l.6J 2. 771 tra, ufficiali e i:-;oldati , dei qua.Ji 204.986 furono ricuperati in rno(lo assoluto e 613,081 condizfrmata.rn rntf\ con 1ma, proporzione rispet- I tiva del 25,lo/., e del 74,9% . Riassumendo, il ricupero in zona di guerra raggi11m1e il !17 % iper gli nffidali ,c,d iil 72 28~ per la truppa,, mentre in z.ona te,rritori a le s i ott.c1me il nO LJwr la maggior graYità dei malati C fE'T'1tÌ J'ì('.()VPf'~lti Il(:~n ~-:tabi limrnti Nanitnf"i flÌ riserva,. rn. Servizio sanitario Irwritoriale. - Anche il servizio sanitario territoriale, dntante Fiuun,rnc conflitto, fu improntato alla ispecia1lizz:rnione per quanto d.gnrwda l'indirizzo -terrnpeutico. In tempo di pace per ta]_c servizio si disponeva, d~ S ospedali mmta,r i .princi1pali, di 2 osped ali militawi succnrsali, di 81 inferm~rie presidiarie e di G depositi di convalescenza. Questi stabilimenti .sanitari per le esigenze guerresche furono b(m presto au! menta.ti. di nunH~ro ed ampliati. in modo che l'Tntendenz~1 generale <lell'(~sercito mobilitato aveva, già- fin dal 1916 a sua disposizione I I !)48 ospedaJi di riserva (fol R. Ese1-.eito, 14G os11Jctla!li territorfa.li detlla. Croce H-ossa, 1 ol.3p.eda,1P del Sovra.no Ìnilitar-c Ordine di .Malta \ e 21 {lcposit.i di convalescenz.a, cori una capacità co1nplcssiva di 259.570 posti letto por uomini di truppa e di 8.874 prr ufficiali. , Negli anni l!n7 e mm. per le aumentate necessità di ricovero, J j ·posti letto furono accresciuti e portati a, 306.963, ri1partiti in 1412 -~J t-1fabilimc11ti sanitari. )<'.'..--La. speciali½z.azion e dei vari sel'vizi ospeda.Ueri r~cò 11otcvolh,simi vantaggi, non solo dal punto <li vista economico. ma a,nche scienti~co. ~poichè i nrn-Ìati e feriti dH~ ri<>hiedevano cure e provvedimenti spccialli erano affi<lati a(l elementi trcnic:mrnnte co1111petenti e •r -icovcrati in stabilimenti provvisti di tutti i mezzi <lingnostl.ci

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e tera1peut.ici , consigliati dalle più modeJ'ne esigenze della scienza. Inoltre a vìgiln,re su tutto questo servizio oRpedalicro fùrono d esignate le maggiori illust1·azioni delle varie dinich c universita,rjC' ~ furono nominati 6 ispettori straordinari per le diverse specialità. Alla data di armistizio, si avevan o così 1412 -stabilim enti sanita,r i , della, capacità media cia~ uno di ci-rea 200 letti. E forse qnesto fr azionamento iU luog hi di ricovero 1po1·tò, oltre che ad un aument.-0 di personal<>, :wche ad una maggiore spesa, p oichè gli ospedali <la 200 le tti ~r il loro fum;ionamento dovevano usufruire degli stessi servizi. generaJi d egli ospedn,li con un numero doppio e td1p lo di letti. 1pc1· (Jnanto •r ig uarda 1Ie c ucine, le lavanderie, i gabinetti scie ntifici ecc ., sen za contare clt·e l'indirh:zo iecnic o-am ministratiYo sar·ebbc stato unico, se qnei;;ti Rtahilimenti, anzich(\ r·ipa.etiti in fante località., fossero stati riuniti in nna -sola. Er'l in questo ni.odo- il servizio sa,ni tnrio in zona t er,r itoriale ancbbc anehe rpiù ,~fficaeernen te <>or·r·isposto alle su e finalità, t1i 1 p 1·ev<!nil'e ·e ,1i c1H'a,1·e , evitando Rp<'s<' dlr~v:rnti per l 'iuxpianto d i sta bili mrnti Ranihu·i <li capacità limitaf n, Pii avt~ndosi per <li 1più con-. seguente risparmio di personale medico e di a ssistenza. Su qu~sti concetti dovrà bas a,rsi l 'orga nizzazione per cventnalihì, avvenire.

Con questa c01npl~sa organizza;,.ione sanita,r iu, Olltre che a, t utela.i·e l a sa lut~ d el sol<lato c-011 h1, più irigorosa apiplicaziot1e ùi. opportune norme igiénich e, in rmpporto all'a limenta~don e, ·a1 vestia rio, agli ialloggiarnenti, oltre ch e a d una salda difesa contro le malattie infettive è ad una 'ra.zionallc ..:1ssistenzà ospeda1iet;a specializzata, (Per ridurre l e gior nate di p·Ì ·esenza dei m ala t i e feriti , as1:-1ociafa. a<l una spcdalc sorveglianza degli sgomberi per evi tar e ] '-allontan amento dalla zona di combattim Ì:\nto di elem enti ancor a iòon ei al ser vizio in p r ima linea,, si l'i uscì in questa lunga, lotta d i resistenza ~li · r aggìu:n gere il mu.ssiIUO qeJll.a conservazione degli eO'ettivi. A complemento delle T'ilevazioni statistiche già, esposte, n on sàrà inutile dn.r e an<!he qua lche cenno sui mc1~viglfosi risulfati consèguiti dall'organizza,7,ione sanita,r ia profilattica . Inta,nto poi:;siamo con s tatare ch e ncss1in cnso di tifo esantemat ico fu osservàto Jle fl 'esel;cito he.lli gn•a,r Ìte C J1 f' 8S Uil Ci:l~ O {li Vflinolo Si ebbe negli a n ni


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H)l5-916-17, in confronto dei 125-000 casi òi vai nolo con 23-470 morti ncll'esereito francese, durante la guerm, foanco-prussiàna,. Poohi,ssimi casi di meningite cerebro-spinale si f'vilu1ppU1rono in conseguenza dell 'epiden'lia, manifostatasi in JfaHa, nel iJl'rimo semestre 1915 e trasmessa alle truppe o!f)cra nti per m1>zz.o dei continui rifornimenti d ei vari reparti_ Per il mo1·birno si ehbe una 1norhosità del] 'l,8%0, e fl)el' la scarlattina del 0,3%0, proporzioni inferio1·i anche a, qnellt> accf\•r tafa~ in tempo (li pace_ L'infezione colerica com11xn'vP fra le nostre t,1:'111ppe operanti in 2 periodi hen dhitinti : 1n pi•ima fase, a carattere elJ)idemico, si ma!lifestò <lal lnglio 1!)15 a,l gennaio 1!}16 e 1a seconda , a- tipo Siporadioo, nel 1916. Orbene, mentre complessivamente si ebbero l(L027 denunzie con '4.~22 decessi , per l'anno 1916 i ca,si denunciati furono soltanto 238; e ciò per ila sapiente organizzazione rprofilattica adottàta. alla fine d el 1915, per la quale si riùscì ad otf.ene,re che nctis1m foc{)laio fosse im1portato nel territorio, 8€It!7.a _ven1lt,ro intrald:1.re le opera1..ioni militari. E rnent.re nellà guerra, di Crimea nell'esercito francese si ebbero 2 morti per feÌ·ite su 10 per. malattie, 1iella, campagna a,ustro -p1·ussiana 7 morti per fer·ile e 10 p,er malattie, in quella f.ranco-prussiana, riSl[)ettivarnentc 9 e l9, n ella rnsso-,giapponèse: 17 e 10 nelle truppe russe e 22 e 10 in q ueUe giapponesi, nella, liostra ultima grande guer,r a di redenzione si ebbero SO mort i pe1' ferite su 10 morti . p,er m a lattie. Questa, in ,raiJ)ida visione, l'oipera assiùua, paziente, tenace della Sanitò, miJitare itaO.iana, fo, quale, spccialfazata in Qgni r:-1rno del servizio , apportò ben presto i più copiosi frutti 1 che si .rivelarono -e col maggior re,<·.upero possil>ile di feriti <! malati 1 e con la, pronta reipressione di r.ilcunc malattie epidemico-contagiose, e con fa, Jìmitazionr di alt.re) c he non mancarono mai di manifestarsi e di fat·c strage nelle guerr-c anteriori, a :pochi foc olai, ra1pidarncnte e:,,;Linti. , Inoltre, -senz~~ akun {]anno per la sa lut(> della porpola zionf' del Regno, negli anni 1!)15 e 1916, le truippe Ùi.o bilitate poterono, con g,r ande riip,ercutssione .sul moral e df'i <'Jomlmttcnti, fruire deJJla licenza invernale, che fu ca.usa, di un cuor.m c passaggio di uomini dalla wna di gue,r ra a quella territoriale. H,iportiarno, da ultimo, alcuni dati rig·uardanti le nostre [)Cl' 1

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dite, l e quali dimostrano il contributo di sangue offerto d.all' Italia nella guerra mondia.le. I morti P<}J_ !Jtri.te presso i Corpi furono 317.00o,· di cui per 202.000 fu diehia,rata dai Corpi il drcesso, mentre 115.000 :figura.no tra i <lispersi. · Modron-0 in seguito a, ferite di guerra negli ospedali o in casa ipropria 11. G9 .000 individui (<li cui 5S.OOO in zona di guerra e 11.000 in zona territorH1le). E p ,r csso il nemico òrcr.dettero per ferite 11. 16.000 (di cui 11.000 racc,olti mm·ti sul campo e 5.000 morti sùecessivamente in prigionia., in seguito a ]e1,;ioui di guc·r ra). Il totale dei m orti rper f.eritè fu quindi di 402.000. Circa i ,norti per ma,lalTia, ri1p ortata pèi· éanse di servizio, é da •ricordare ch e negli ospedali <> in casa pro!Pria si ebbe1·0 107.000 deces.•d (di cui 52.000 in zona <li guerra e 55.000 in zona, territoriale) e 62.000 presso il nemico, 1Pf!I' fi!U)OO dei quali venne aocertafa la morte, mentre :-J.000 figurano come dispersi in prigionia. Comples:,;ivamente il 1mrnero ~lei n1orti pe1· rna,la.tt.ia. fu di Hi9.000. ,. Alle pr.rdit,e dcll'F,.serdto ~i possono aggiungere qrn~lle della R. Marina, che .sono di circa G.000 morti, di eui ~.700 pe1· fatti bellki e 2.300 1JH~r mHfattie. Il totale dr.i militari morti fino al ;n di cembre 1918 vir.ne ,cosi portato a, r.77.000, {lj cui 40G.000 pér fatti bc11id e 171 ~000 1pcr malattia, nwntre (JUPlli morti a, tutto il 10 settembre 1925 a.s,cendo1w a. H52.000. Nel 1mrnero delle perdite sono com1p,rese qllc1le degli ufficiali, <:ako1ate ~1 16.824, dc!lle qna~i~~2~~\..... di ufficiali in servizio permanente ,effettivo (2G7 per malattja.) e ~. · . 14.559 ,delle categorie in ' congedo (J?G~ rpcr malattia.). Così il tof;aJe delle ·1Yite 1111wme perd11,tc dalVTtalia, in guerra / . sa.le alP.enonne cifra cJi r;5;;.705. 1 · (\ \ ' 1 morti ex a.nstro-ung;n·ki (~i nazionalità italia,na. forono 24.){66, "- \u con un tota-le di 1180.071 decess1. Gli invalidi italiani a.rnmontarnno a 451 .645; gli invalidi Px austro ungarici ili ua1r.ionalità Ha1ia'n a, - ~'t""'":l T."167: compJessivamente 462.812. Il totale dei morti ed invalidi fu flllindi di 1.142.883. Per q11anto rigna,r da le peusiùni e gli assegni conc€ssi per la, campagna 191fi-HU8, ac,eenneren10 elie al :w giugrìo 1926 i militnri morti p er ferite, lesioni e malattie; o il.ispcr~i ]asc iando qi,rit.t.o a pcngionc anun<m'tavano· a- !"i49.250; i mili tari c1iven uti invalidi in servfa"io d i g-uc~rra e poi morti per la stessa infrrn1itit salivano a

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4:1.43:J ; e i civiJi morti per fatti di gner·ra erano 1.5241 con un t o taJe di ;i94.205 morti ipcr la guerra1 che hanno procurato trntta mento di pensione atl le 1·ispettive _famigU.e. Devesi inoltre aggiungere i milita•ri che, pu-r essendo morti per la. guerra, no n dettero luogo a- liquidazione di pensione e Ìprecisamente: quelli aventi diritto, ma, che non presenta,rono doma nda (militari morti sc1w.a lasda,rc vcdoYa., orfani e genitori) in numero di 10.000; j congi unti superstiti cui fu negato n chiesto beneficio (es. i genito1-i noll in condizioni di bisogno (.'('Onomico), che furono 50-000; i militari morti, per i qnali vi è domanda <li pensione tutto1·~L i11 <'.orso, che somma.no a 1500 _ _In rapporto infine agli invalidi e mutilati di gucr-r a, è da nota.r-e che i rnilitad in va-lidi , ai qnali venne liquidato J'asr;;,egno o pensione di gnerrH-, furono 447.4.'3!) ; i dv ili inv.aJlidi per fatti dj guer.ea a 1umontnrouo a 8.206; e le domande tuttora in corso. <le"! le quali è p rc,·i~to l 'e;::ito fa,·01'ev<>l<>, ~ono 1111 mi,g liaio, eon nn tota.le <:ompless ivo di 4G] .fi45.

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CAPITOLO XIV.

I SERVIZI SANITARI MILITARI DALLA COSTITUZIONE DELL'UNITA ITALIANA AD OGGI I

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• Dopo la campagna d~l 1870 l'Eser<::ito italiano andò gradatamente ,riorganizzandosi e svilu1ppandosi. Nel 1873 furono cr,eate le truppe al1pine rL [)rcsidio della vasta zona delle Allpi , ·dapprima, su 24 com[)a.gnic, le quali in seguito, per l'opera Ra,gace del g.fmera,le Perrucchetti, furoino aumentate di numero, fino a costituire nove ,reggimenti : ed ebbero per divisa. iil fatfrbeo motto, lancia,to dalla primfl, Reg-hrn ò'Tb1lin.: << l)i qui non si 1pH,i,:;sa, ! ll. N<~I 1877 i coma,ndi militari furono portati a 10, assumendo la, ,c,lenorninazione {li {:mnandi (li Co11po d'a,r mafa e ripartiti in .20 divisioni. Nèl 1894 i;:i costituirono altri d11c Corpi d'armata, con un totaJe di 24 divisioni, oltl'e una per Ja Sardegna. N cl 1926 si rp1'ocedette a.1 nuovo ordinamento dell'Esercito, stabilendo ]a, ferma di JS mesi e fu fl,dottata la costituzione ddh1 divisione terna.ria, av,ente un numero di unità in ternrpo di pace aidcgnato per. fornrn-re ,quei le di mobilitazione pre.-;.critte. Si provvide inoltre con ma,ggiore ocuil atczza alla fo.rma,zjone dei quadl'i degli ufficiali, tanto di q11clli in servi,r,i'o permanente effettivo, qnanto di quelli delle categol'ie in c ongedo e si prooedette ad una IPÌÙ esatta valuta zione dell'elemento 1.wmo) in colla,borazi-One coi mezzi mecca,nid, :per la, iprepa,ra,zione alla guerra..

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Per quanto riguaròa il riordinamento dei servizi sanitari. in qnesto periodo, premette-remo che, con R. Decreto dcil 13 novem · hre 1870, nuovf'' dii;:posizioni furono emanate per il Corpo :-:anitario militare. Fino a qnell',eipoca, gli ospedali milita,ri erano alla diretta dipendenza, dei comandi rnilita1·i di pr,ovinciia, e g·li Ufficiali addetti alle direzioni degli ospeclalli ap1pfl,r tenevano al Co1,po d'amministra-·


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zione. Si stabill pertanto di dare ·agli os,peda,li una di,rezione propria con personale tecnico, in modo che ogni stabilimento sanita1rio venis~e a costituire un ente amministra tivo autonomo, · come qual.si0,si altro Corpo dell'Esercito. Con R. Decreto 13 dicembre 1871, n. 571, furono adottate pei· tutte le a,rmi e corpi le ,stellette come segno caratteristico della unj forme militare. Per il Corpo sanitario fu i.n seguito stabilita una nuova divisa, che per la gl'ande uniforme fu la seguente : giubba a due petti con il colletto di. velluto 'amaranto, distintivi di grado e bottoni argentati; spalline argentate; pantaloni lunghi con bande di color cilestrino e quindi amaranto ; sciabola con cinturino e ipendagli d'argento ·e dragona dorata; kepì a dopl[)ia visiera, anteriore e jposteriore (questa fu abolita nel ]879), con pennacchio nero e con. t,recciola e dist.intivi argenta.ti (fig. 145). Con 11a, legge ~~coJt.i~l ~2..:.s~t~b.t:.c.J_fr~ ~ ~l!B,:p:icnt,0 dcl l'~ f i f coiiferHo il grado effettivo .agli ufficia,Ji del Corpo ~anim,rfo militare . ed il Consiglio ~mperiore di sanità fu costituito da un Comit.a,to, di sanità militare, compost,o di un maggiore ge11e•r ale medico~ rpresidente ; di 4 colonnclJi medici e di un chimico-farmacista {senza, grado), membri; vi fu , inolt1'e, annesso un ufficio di se,g,r eteria., con . a, capo un maggiore medico. Succff.:siva,mente, nel 1875, ,questo Comitato di sa,n ità si tr·asferì da Firenze a Roma. Con la stessa legge furono costituite le compagnie di sanità, in numero di J6 in tutto il Regno, per provvedere a.Il servizio di assistenza agli infermi , che fino l(hl)@ra era stato disim ~nato- daUecompagnic cli amminist,razi.on~ 0~égge,di-f,ari-dafu, sulla J cirmscrizionc territoriale, vennero istituite, J6 ò.irezioni di sanità ~ milita.r e, una per divisione, colle seguenti sedi : Torino, Genova, JI l\Iilan?, Ale~sa,: ndria., , :erona, Padova,. Fi,1'€nze, Bologn.a, Rom~' /J Perugia, Chieti , Napoh, Salerno, Rar1 , Patler.mo, Messina. I d1rettori di sa,nibì, avevano anche la ,lirezione dell'ospe,fale del lnogo,l con giurisdizione amministrativa e discipilinare, in modo che il loro{ stato di ufficiali era. regolarizzato di flI'onte alle varie armi e corpi. Oli ufficiali superiori medici avevano la, direzione degli stabilimenti succnrsa1i, gli ufficia li inferiori d.e]I(} fofcrmerie presidiaril' e ,~pC'Cin.li, dei -depositi cli convaleseenza e degli fltabilimenti lialneo-termali. ·X , La, suocessiva legge 22 marzo 1877 modificò quella del 30 settem hre ,1873, già 1·icordata. :-:tahil<·n<lo 10 comandi di CÒl'fPO d'a.r-

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mata, in sostituzione dei 7 comandi gen erali, e 20 comandi . di di v.sione, in .Juogo dei 16 prima esistenti. P ortò a nche a 20 le OOIOJP3·· gnie di s~mìtà e a,d egual numero le direzioni di sanità milita,!'(', che presero il nome di. direzioni di san ità militare territoriali . Queste ebberD ]e seguenti sedi: Tol'ino, Alessandria, Pìacenzn,, Genova, Milano, Brcscia, V€orona, Padova, Bologna, Ancona, Firenze, Perugia, Roma, Chieti , Naipoli, ·Sa!lerno, Iltwi, ('.,a,tanzaro, Pa,formo e Messina. Con ulteriori disiposizioni, i Corpi d'armata furono aumentati da J O a 12 e, con legge d el 29 giugno 1882, ~e di rezio ni di sanità e le comipa,g1ùe ann esFie da, 20 f uronD ridotte a, 12, una, per Corpo d 'armata, <:olle se.gi1enti <lesti na,zioni : 'l'orino, Ale..~s,rnd,1•j a, Mflano, . Verona, Genova, Bologna, Ancona,, Fi rcnze, Ro ma, N:i;poli, Bnri e 1)~1,l ermo. _çA-i=Ac-g4:i:L-tu-a ~ , i3 dirett-orP1li sanità m iJitar:c ebbe fino a l 1884 a n c he le ma,ni:;ioni di direttore dell'ospedale militare della, sede dd Corpo d'aa.·mata. Nel 1880 furono distinte Je due cariche : e fu fH'e4>0:;ito un colonnelJo modico· a lla. dfrezio11c di sanit à ed un t.encnte colonne!llo modico alla direzio145 - Gmnùe uniforme ùel ne dClll'o~pèdale militare principale lo- Fig.Corpo sani tario mil itar e (teca.le. 'l'a-1 e dispoisizione s i mantenne fi.. nente me(lioo). 1873-1907. \ no al 1908, nel quale anno , alla dire\ zione dell'ospooale militare principaffe fu assegnato un colonneJlo ~ medic9 cd Jrn E!'r i. grado, più anziano, alla dil:,ezion~ di sanità. ~~ . -Nel ]92:l, col riòrdinan{cuto del1e circoS<'dzioni militrnri ter rìtoriaJi dopo la grande guerra di reèlenzione, furono aboli t i ~i Oor,pi d'armata (AileRRandria. G,enova e Ancona) e le r ispettive direzioni d1 sanità, e fu creato un nnovo Corpo d 'armata a Tirfoste. con an 11essa, dfre:1;ion e e compagn ia <li sa.nità : sicch'è queste da i i si ri dussero a lO. ~~

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-624Nel 1926, col nuovo 01~di:J;u1l.\lcnto dell'Esercito, fu ripristinata la T>frezione di sanità di .AJei:;saud,r ia, con la- di1pendentc compagnia di sanitù,, e venne istituito un uJlìcio di sanità, a Cagliari, con ·la 12" compagnia di sa,nità, presso il Comando militare della. Sardegna. Inoltre, con. H. Decreto n. 192t, del 4- novembre 1926, fu fi~sato il 1iumcro degli st,a,bilimenti sanitari e cioè: 11 ospedali miilitari JPrincipali , 16 _oStpeda,li militari sooonda,r i eù 8 infermerie 1P·r csi diarie. Il Comando del Corpo d 'arma t,a di PaJlermo si trasformò in Co mando militare delila Sicilia, cont.h nmn<lo però a- funzion are la già esistente direzione di sanità militare. l<'inalmentc, con R. D. d el 5 agosto J !')27 11. 1539, fu istituito un 1rnovo (}orpo d'armata, con selle n 1.f,liu<· P<l annesse una nuova direzione <li sanità e compagnia di sa nità , la. XI, elle 1portò i1 cambio di nnme1~zionc delfo alt,re sucoessivf\ dirrzioni . .Pertanto i1l n~1mcro ~lelle dfrezioni òi sanità, 111Jlita,1·f\ e quello dell e <:ompagnjc <li sanitù, ypm11• riF-:J"ÌPH.ivnmente stahHilo in 12 e in rn . .Con la, costituzione in TJ<line dell'X.C compagnia, òi sanità, qu rlle dei .Comandi milita1·i della Sicilia, e rl<>J1a Rnwlf\g1u1 [H'f'sero 1·ispettiv..1,rn_e ul.c la numerazione d.i 12- e rn. Con d ,rcolf-1,re n . 4!)4 ddl 19 luglio 1928 fu sopprcsf.Jo l 'os1pedale 1nilitare Sl'Conòario di Venczh1e con drcolare 11. 7.1.9 del l " novemb1·e successivo l 'infermeria presidiaria ,i li Livorno fu trasformata, in ospedaJc se<:onda,r io. P,er quanto .<;j rifcri~ce ai qua dri organici <l el_ Oorpo sanita,rio mili tare, ricoròeremo chf\ con legge <J.el ·14 luglio 1898 esso venne <'ostHuito come s,cigue: :1 rna,g giori genera.li. ntc did , di cui il più anziano cOille fumdoni di i spettore ctlll)-0 cli sanità, 15 colonnelli, 28 t-en en ii colonnelli , 71 ma-p;gfori, 280 caipitani e 28(i tenenti e sottotenenti : totale n. 680. C on legge del i> g<.·mHt.io Hl08, l 'or~anico ebbe un a.umcnto di un tenente gencl'a l e m ed ioò, di 4 colonnelli. di 8 tenenti colo1melli e di 44 maggiori, e{I 11na, diminuzione <~i 13 ca1pit.ani e 70 suba1'terni. Risultò quindi cosi fo1·ma.t o: 1 tenenw gen erale me"Clico (con lo ~ti1pPndio annuo di L. 12.000); 3 maggio,ri gcneraH medici (a L. 9000); Hl colonnem meclici (a- L. 7000); 86 tenenti colonnelli medici (a- L. 5200); 115 magp:iori medki (a, J,. 4200): 2G7 capitani (a. L. 3400); 216 snha.Iterni (a L. 2500); totale n. G57. Pei 19 c,olonnelli mf'dici. 12 erano d.il'ettori di Ranità. 0 élirl'ttori_ d'o~edale, 1 ilirr.ttorc delJ:::i, Rcuola. (li applicazione (li f::Rnità, ed 1 scg1•etario dell'Ispet torato ,cli sanità milita1·e. ·


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Con R. Decreto del 17 luglio 1910, n. 515, fu· stabilito un a umento <li 7 colonnelli m edici, p er assegnare ad ogni direzione di ospedaile militare p rinciipale in seòe <li c omando <li Oor,po d'armata un ufficiale sup eriore medico di ugual grado, di 47 capit~mi medici e di 58 subalterni ed una diminu1.ione di 2 maggiori meòici , portand o così l'organico a 7G7 ufficiali medici. Con s ucc~siva; l egge n. 698 del 27 giugno 1912,. furono a umenta ti 6 subalterni, ed i r uoìi ùrganici furono ,costituiti da 778 uffidali m edici, così ripa1·t it i : J ten ente generale, 3 maggiori generalli, 26 colonnelli, 36 tenen t i cotlonnelli, 113 maggiori, 314 capita-n i, 280 subalterni: totale n. 773. Dopo la guf'n a. mondia le , per sist emawe l e nurner,ose promo1.ioni fu-0ri quadro fatte d.ura,n te la campa gna, l 'organico del Corpo sanitario mi.lit.are fu, con R . D ecreto n. 12 ~lel 7 gennafo 1923, co!':lì stabilito: 1 genera le medic o caipo, 3 generali medici, 2J colonnelli, 80 tenenti colonnelli , 153 maggiol'i, 3!)4 ca1pitani , 2!)0 tf.'nenti; totale n. !)38. In qmisto Ol'ga nico non furo no compresi. gli u:fficiaili merlki [)Orlati nc>l quad,ro del R. <:oqio d i t rupp~ c-0loniali , quelli addetti a] Ministe ro deJJ a. g-1w r-r·a cd ai servhi (\~ tranei a,l l 'escrcito. l brigadier.i generali medic i , nominati duran k la gnerra, a ss unsero il g·r ado (li gene1'f1,le J11t'.1lico. Con lo Rt,esso -decreto, in sostitirnionc d ei. farmacisti militatri , furono istitniti g;li ufficia.li c himici-fa,1•nmcisti. E sRi :wcvano d a rwima il seguente organi,co : l chimico-fa:rmac isl.a is1~tt01·e, 1 chimico-farmacista direttore della, farmacia centrale <li Torino, rn farmacisti ca1pi di 1'1, 18 di 2a, ~O farmacisti (li 1'1 classe e 1G di 2... 1•er il c ita,to d ooreto il nuovo q uad•r o organico fu così stabilito : 1 coJonneJlo, 4 tenenti colonnelli , ~O maggiori, '45 capifani, 52 ~11balterni , dei quali parfu di complemento: totale 132. Nel 1924. i maggiori furono r idotU a, 26 e i ca.pita,ni a ·41, e più tiardi i tene n ti a 4i:i. La farmada c entra.Jle m ilita.re di To1·ino assunse la denomina1.ione di Istituto c himico-farmaceutico milita:r:·e. Finalmente cOll nuovo ordinamento dell'Esercito, sam1ion ato con legge n. 3!l6 dcll'll ma,r~o 1!)26, l '-organfco degli ufficia.li medici fu così costituito : 1 tenente gene-ra.le medico, col rango di gen erale di divisione; 3 maggiori generali medici, col rango (li genc1·ali <li. bl'igata; 25 colonncJili me<lici , 87 tenenti colonnelli m edici , 155 ma-ggior·i, ~92 capitani, 20!> t~n enti : totale n . 868.


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In ,r elazione all 'organo c ent1·ale direttivo, ricorderemo che con R. d eoreto del 4 gennaio 1883, il Comitato òi ·s anità militare venne ripartito in un ufficio di presiden za, cinque uffici speda,li cd un uffic io di segir eteria, e dal 1° novembre 1887 detto Comitato assunse fa d enominazione di Ispettorato ·di sanità rnilita:re. Più tardi, con R.. Decr eto del 4 aprile 189G, l'Ispettorato di sanità milita r e venne costituito da un ufficio di presid,enza, tre u ffici sipeda1i, così distinti: 1° Igiene, Medicina legal e,"Istruzione t cenica e Giornale di medicina mrnta,r e; 2" Sta.Ustica e servizi tecnic i : 3° Ohimico-farmaceutioo; più un ufficio di Reg,r eteria,. Con circolar·e 283 del 1!) gi Dgno 1911 deil (fiorn ale Milifore, fu rono emar1ate n uove disp osizioni sulle a ttr ibuzioni d cll 'isip cttor e capo di sanità militare e degli ispeLtori Litoh1,r i dei va1·i nffid. L 'lsipettorato di sanità militar e rappresentò così il Corpo con s nlfi vo del Ministero d eJlla gnerra, ~elle questioni tccnioo-sanitaT'ie _c d ebbe le funzioni di or gano medico-legale s upremo. Fu aument ato di u n quarto ufficio, e venne cosl distl'ibuito: Ufficio dell'Ispettore ca PQ ; i ' nffido : I gi~ne e stati stie a; II ufficio : Se rvizi e i struzionc tecnica, ,st}1tistica e Giornale di medicina militare ; III ufficio : Me dicina, Jegalc e materiale sanita,rio; IV ufficio : Ohimico-facma centico. Le funzioni direttive d ella Sanità milita re vennero iuv~e dc centraite in diverse dirc7,i<mi del :àfinistcro d ella gue r'l'a : il movimento degli uffi.c ia:l i medici fo esclusiva.mente .d evoluto a lla d irezione gener a le ipersonale u.fficia,l i ; il servizio tecnico sanitario a l segretariato genorale; l'a mministra7,ior1e òel p ersonale e dei materiali sanifari ai servizi amministrativi; il reclutamento, l'al'rnolamento, la rra,s segna e le r iforme .alla <lirczione generale leva e t ruppa ; i mezzi di trasiporto a quella di aTtiglierfa e gJi edifizi a quella . de l genio. La grande ultima guerra, m ise in evidenza gli inconvenienti di questa slegata attività, di molte1plici organi tecnicamente i:r,respo n, sabili e dimost1·ò fin da,J11'entrata in cà,m pagna l 'opiportunità ili necentrare in un unico e dhrtinto organo tecnico tutto il servir.io sanitario. Fu dapJ)'I'imà i stituito nel 1916 in 7,0na òi O[)era,z ioni u no


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spedale ufficio sanitario, che fu poi nel 1917 trasferito al dicastero , della guerra, ove assunse la denominazione di Direzione gel}erale di sanità millitare. ' N el 1919 il ,Ministro della guerra, con un'ordinanza in contra~to ai feHci risulta-ti ottenuti, preannunziò ilo scioglimento (folla, di,rezione generale ed n ritorno all'ordinamento a,n teguerra. Ma,, do1po nn anno appena., i;mbentrata una più esatta visione dell'importanza deUa Sanità milita,re, del rendimento che poteva dwre ancora per scopi civili e della. necessità di un unico ente direttivo, fu mantenuta l'attuale organi~zazione. Soltanto la quaJlifica di Direzione genera,le di sanità milita.r e fu mutata in quP.lla di Dil'ezione centrale del servizi.o sanitario militare. Con R. Docreto del 20 a,priile 1920, l'Ispettorato di sanità militare fu soppr,esso insieme agJi altri Ispettorati di artiglferia, genio e commissariato e sostituito dalla citata Dirc:;done cenkalc, che, con determinazione ministeriale del 17 gennaio 1924, aHsunse la nuova denominazione di Direz-,ionc C(mtrale di sanità milital'e. E.ssa fu costHuita dal generale meilko ca.po, C<)llc Junzioni e .attribuzioni di di,rettore generak, avente a dii;;iposizionc 3 grnerali medici , di cui uno p1'f>F-:iflente (lel Collegio rnròico supcJ'iol'e per il disùrigo delle pratiche medico-legfili. e · un colonnello chimico-farmacista ispèUore; 1più un ufficio di ooordinamento e coJl.egamento e tre di visioni: due tocniche ed una a,mministrativa,. SuC(:,essivame;nte , con R .Decreto-legge n. 1203 del 1925, furono istituW 3 ispettora,ti di sa,nit:1 militare, con sede a, M:ila110, Firenze e Napoli, diretti da maggiori generali medici. In seguito, con fogge 399 del 1926, furono date nuove disposfaioni sulla procedu;ra da seguire negli accertamenti medic,o-lcgaili, deferendo i ricorsi agli ispettoraH di sanità mmtawe t>,d istituendo un ColJegio medico -legale, in luogo della Commissione medka, superior,e, alla d.iretta clip.endenza dcil 'Ministero della guer ra. Con R. D. n. l82ld el 14 ottob1·e 1!l2fi, vennèro più partic0Ja1·mer:te dcterminat~ le attribuzioni dei maggiori generali medici is~ettori e fissatj i Corpi d'a,r mata e i comandi militairi di loro giurisdizione. Col successivo R,. D. 11. 1067 del 1° settembre l!l27. fu a11mc11tnto l'organico di un maggi01· generale medico, con le fonzioni di ~m~ti~ tuto del Pre,i::idente <lel Collegio nwdico-legalc. Finalmente, con R. Decreto n. :127 del 23 f Pbbrrtio ] fl2S, l'i gua,r<lante il nuovo orcUnamento dell' Amministl·azione ('entrale della

n.


628 guerra, .la D.i,rczione ccntra1e <li. sanità militaire assunse la dcnominazfone di D.i1.·e,done generale di sanità milit&re. Diamo qui 1P.elenco dei presidenti ,e d ispettori capi di sanità e dei direttori gene1·ali che s i s neeedettero pe1• circa un secolo nella ipiù alta carica direttiva :

Elenco crnnologioo dei Pn!,c;ident,i del Consiglio s11,periore ed l8peltori èapi di Sanità rnUUa,re. 1. Gillio Giuseppe, P1·esidente del Consiglio su1Pel'iore di Sal1ità milita,re, dal 22 dicembre 1832 al 29 dicembre l 842. 2. Riucri Alessandro, <lal 18 !l uglio 184~ al J8 novembre 1861. 3. Colllissetti G. Antonio, dail 16 f"ehhraio ] 862 al 10 luglio 1873. 4. Cortese Francesco, Presidente del Comitato di s~mità milita,re, da 1 1.0 lugUo Isn al J 2 gennaio 1880. ri. ?ifanayra Pa,olo, dal 18 gennaio 1880 al 16 dkemb1·c 188H: 6. Ma(.'.(:}1iavellli Paolo, dal 30 dkcmbre 188() al 12 settembre 1887. 7. Pe(.'.CO Giacomo, Tsipdtore capo di Sanità mi.litaire, da l 2 ottobre 1887 al 10 fobbraio. 1892. 8. Il;1roffio ]'elke, dal 12 feul)J'aio 1892 al 20 giugno 1893. 'i:). Oiipolla Giuseppe, dal G luglio 18!)3 al 14 febbraio J 89fi. 10. Regis St~fano, da,1 27 febbraio l89G a1l 2f> dicemhre 1899. 11. Givogre G. Ilattista, dal Hi fchhra.io 1900 al 16 settembre 1903. 12. Landolfi l!'ederico, dal l° Jlovembre 1903 aJll'8 luglio 1904. 1~. Cbiaiso Alfonso, dal 9 lugJio rno4 al 2.1 giugno 1906. 14. D c Renzi Giuseppe, <lal l" luglio 1906 al 15 afI)'rile 1907. 15. Ranclone F1·a ncesco, d.a..1 Hl aprile 1H07 a l 15 dicembre 1908. 16. Imb,·iaco P.ict,r o, <lal 17 dicembre 1!)08 al 1f> gcn na,io .1910. 17. Fcl'l'ero di Cavalle1~J.conc Luig'i, dal ~ febbraio 1910 al ::!6 agosto 1915. 18. Sforza, Claudio, ila,l lG agoRt-0 19lri al 23 gennaio 1919. 19. Rciumbafa, (l.iusPppe, d a l 23 ~ennaio al 9 ottobre mm. 20. Bonom~ Lorenzo, <lal 10 ottobre rn19, a.I 31 gennaio 1921. . I

Direttori generali della Samità miUtwre. 1. della, Valle Fra.nces<>,o , dal 9 settembre 1917 al 15 agosto 1925. 2. Ca,legari G. Battis ta, da11· 16 agosto 1920.


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Riteniamo opportuno di esporre anoora un brevissimo cenno sul ~·iordina1i1ento · delle unità sanitarie (li mohilita.zione. Dopo il 1870 venne affrontato dal ,M .inistero d-elhti guerra il 1problcma delila riorganizzazio1rn dP-lle varie fo-r mazìoni e -del mat<~riale sa,nita1rio, tanto di quello in dota½ione presso i vari corpi e reparti, che di quello delle unità ospedaJiere.

Fig. 14-6 -

Reparto carreggiato di sezione di sanità J>Cr fanteria ~190!J-1921).

La s-ezione di sa.nità, che 1prima era costituita, in sezione di sanità, per fanteria, in sezione di sanità ipcr cava-lilcrhb cd in repa'l'ti l])e·r l e truppe operanti in montagna, nel rnon subì · radicali modi· ficazioni venendosi alla costituzion e di un tipo di fiezionc di sa,ni-tà 111er fanter ia, divisibile in tre reparti: uno carreggiato e due so· meggiati; il reparto ca,r reggiato, a sm~ volta., poteva essere d iviso in due mezze sezioni. Dopo la grande guerra, ]a sezione di sanità ha. subito un m.10 vo· riordinamento con l 'aggiunta- di ~wtornczzi, pure -rirnar1c111lo sem(Pre invariato il concetto informafore che t a le nnitiì, poRHa cou i suqi elementi provvedere al servizio sanitario ta-n to dell'esercito · operante in pianura, che in montagna1. B da ricordare ancora, c he nel 18m furono aUestile nuove unità sanita-rie, fra cui gli OS[H~da.li da campo da 50 letti , i qn aìi furono successivamente modificati nel 18!)7 e s ubirono attraverso gli a nni


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sootarnda.li va.rianti, fino a costituire oggi l'ospedale t iq)-0 per le truppe in ca,mpagna. CQsì in breve volgere di a nni, si iè provveduto al l'Ìunovamcnto di tutte le dota.z ioni sanitarie, in modo da renderle ,più corrispondenti a.i :p,r ogressi ,delila scie nza e del servi:do tecnico. Come h1t~ressante documento sLorico, 6pr'.odnciamo nella figura 146 la fotogra.fia di un reparto carreggiato di sezione di san ità per fanteria in marcia, della (J1Ìa1c furono dota te le divisioni fino in questi ultimi tempi. ' Recentemente si è iproceduto ad una, larga riorganizzazione delle dotazioni sanita.•rIB di ,g ner,r a, modiiicandole e miglioran:dol~ jn ra,ppo1'to ai più recenti l}_)rogTessi della medicina. e d~lla chirurgia e del servizio tecnico. Tutte il e unità collettive del mafa•rbJe Ranifario in flotazione presso i vari coripi e r eparti sono state t rasformate e radicalmente ,r innovate n el loro c:l!ricam0nto 1pcr quanto 1·ig1ml'l1a specialmen te il J;l3iechetto cd i materiali da, medicazione, i medicinali, le tabelline dia.gnotStiche e gli apparccclli [)er ·iJlumina,z ione e si è proceduto gra<fatarnente alila loro sostituzione. Sono stati studiati inoltre nuovi tipi di barelle (.'('l tm dh::p{)sitivo di ùue ruote di bicicletta da applicarsi alle barelle stesse iper traspo1•to di ma lati. e feriti, specialmente in trincea. A ciascn1u1 sezione di sa nità, è stato assegnato un nucleo chirurgico c omprend.cnLe tutto il materia1e tecnico sanita,rio, trasport abile su due cumions: uno di questi serve p er il trasporto cli una, ba.raechètta divisa in tre re{Pa,rti: eamera di accctfazione, saletta, O!l)Cratoria e gabinr.tto radiologico; l'altro ca,mjon trasporta, il rimanente materiale, tra cui un IJ)otente grupp() e]e(;trogeno, capace di fol'nire l'enrn·gia, n ec.essaria, sia rpm· l 'illuminazi.one diretta della ha.racchetta che 1per la ca,r ica di accnmulatol'i, a. mezzo flei quali si pnò ottenere una luce ·lìssa, tanto indispensabile per . l 'illurrrina,zione d ellu sale operatode. Il gruppo elettrogeno provvede inoltr·e a1l funzionamento del gabinetto di radiologia, che è dotato di un ·.a pparecchio intensivo, m ediante il quale si possono a.n che eseguire •ra<liogra.fle ista.ntar1:ce e di due stufe eleÙrid1e per il :1:iscaldamento dell'ambiente. Ai reparti ~omeggiati (l<-\llP sezioni di .s anità ed agli ospedali da 50 letti a.ss<"gmiti a.ne t1·uppe in montagna, è stata assegnata una tenda hf-lrac,r,hetta prr atti 01perf-ltol:''.i, divi~a. in due l'P/Pa·rti (<!amera 1


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<li accettazione e saletta operaforia) e someggiabile su 5 muli. Inoltre il'amlrnlarn~a, radiologica, è stata dotata di una tenda 7 x 7, costituente un ga.binet to radiologico vero e proprio, fornito di !Pavimento di legno, jsolato per mezzo di mattoni di vetro. :Fra l e n~wve unità allestite in questi ultimi tempi swondo concetti modernis;simi, merita di essere ricordata l'ambula nza odontoiatrica, montata su un camion attrezza,fo a forma di saletta per gabinetto dentistico, iprovvisto di urnL sedia a pompa, di . un trapano a pedale e dello strumentario cul hoc ipcr tutte le orperazioni di avulsione e conservative. È stafo inoltre costruito un autoba,gno su cam ion modernissimo, fornito di 12 doccie con tcm[>cratura -regolabile, il q naile in sole 10 ore può provvedere a.Ua pulizia persona.l e di 600 individui. Il ris;caldamen,t o è dafo da un fornctl lo 'a vapori di ipetroUo; la \riserva d 'ac·qua è fornita d a due botti metalliche, deila capacità di 1000 litri ciascuna,: una ,pornrpa potent e azionata daiUo stesso motore del camion ò capace di 1·iempire i se-rha,toi in un quarto d'ora. Ne<lb ~m,rte :c;u1pe,r iorc del vcico\lo c,;istc un Di])po.sito 1·cpa.T'i-.o per hianche:l'ia,: si hanno jnoltre speciali scoII11partimenti iper la custodia cleg1i oggetti 1pe1·smrn]i. Il camion infine è dotato di una tenda amjpia per il riparo dei bagnanti. Dobbiamo infine ,ricordare fra i nuovi materh.i:l i in dotirnione alle unHà, collettive, tanto presso le truppe a 1p icdi che montate, i sacchi di medicar.ione. tipo til'Ollese, forniti di materiale adatto (falde stcrili:i;zate) per l'()('..,clusione provvis0>ria delle vaste lacerazioni prodotte .dai proietti di groi-:so calibro, JJer le qnali non è suffic iente j] pacchetto di medicaidone individua.le. , Sono ancora sfati allestiti un al'mamentario di oculistica sistemato in dne colli cd un :wmamcntario per otorinolaringofatria in un colQo; i quali servono a trasfol'mal'e un osipe<lale C()llllune di 50 letti in 1m OS[)edale della specialifa e si è inolt,rr, provveduto il materiale necessario per l 'adattamento di tale unità per ricovéro e cma, dei colpiti da ga,s da, combattimento. Da ultimo si sono costituiti a'ei lal1oratori chimici <la, campo iper Corpo d'armata, dei labora.t,o-ri chimici-batt eriologici e tossicologici di 'Armata ed anche j ma,g azzini di sanità d 'Armata sono stati ampliati e riorganizza.ti in modo da ,r endere ipiù spedito e completo il ,rifornimento ,nei va,r i materialL Anche gli sta,bilirnenti sani.ta,l'i milifa,ri banno subito radica.li 1"9ig[iorarnenti: basti rioordare il nuovo ospedale militare di Torino ideato da S. E. il gen~rale Ferrero di Caval1lerleone, inaugurafo nel


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. luglio 1914-, che con quello di Roma, costruito nel 1890, rappresenta un v,ero modello del genere. Nuovi 0S1pedaJ1i si stann-0 co1:;t,r uendo a Milano ,e.d ·a Palermo, rispondenti a tutte ile più moderne es,igenze dell'ingegneria sanitaria.

* * * Come appendice, riteniamo degno (Ji q11akhe interesse es.pone alcuni cenni sulla Scuola, di applicazione di Sanità militare . .B}ssa fn istituita con R. Decreto del 1fi novembre 1882 in Firenze, a,llo scopo di fornire co11 unità cli indirh,½o didattico sottotenenti medici di comrplemento all'J,Jserdto. Pe,r la storia del nostrD maggiore Istituto scientHico non 8arà irn1tile ricm·da,re che la ,Scuola fu aperta il 1° gennaio 1883 sotto la, cHr~zionc del generale medico Ottavio Baccarani, e nel mes~ di ma,r zo dello sksso anno si inizi.m:ono i corsi ·d'insegnamento, i (Juali, fin<i al 1888, f:d limitarono a, quelli di tramnatologia- di guc-rra, 1li rnctlicina legale mil'iLa.re, di if!:icnc e di servizio sanitario in pace ed in guer,ra. Dal 1888 atl 1896 gli insegnamenti aggiunti furono la · rnicrobi{)logia, }'.epidemiologia rnilib.u·e, la chimica arpplicat:1 all'igiene, gli esercizi di fasciature, gli apparecchi ed i mez~i <li t.rar l-1!POI'to dei feriti. Nè furono fattf>' altre modifkazioni fino all'anno s(·ola.stko 1899-1900, in cui l'insegn~,mento òella, 11ledicina, legale venne suddiviso in t•r e pa,rti <listinte, e cioè una pa,r te generalle, e due pa-rti spedali : la oftalmologia e la, otorinolaringologia af?.date a distinti nfficiaJi medici, liberi docenti universitari. Oltre ai corsi .annuali agili allievi ufficia,li medici, furono a-n cora tenuti (:orsi speciali di batteriologia e corsi bimestrali di igiene per ca,pitani medici chiamati a.gli esami di avanzamento. Vemwro successivamente svotlti corsi integ,rativi per ufficiali medki jn St!I'vizio attivo, oltre che <lellf\ materie fondarnentaJi, anche òi chimica e microscopia clinica, radiologia., f\lettrodiagnostica, antropologia, ecc. A datwrc dal 1911, gli allievi furono ammessi alla Scuo1a col grado di sottotenente medico di com1Plcmcnto. Nel 1915, coltl'entra.t.a dell'Italia nell'immane conflitto, la Scuola di sanità fu chiusa, ma nel 1916 fu h;titnita, in z01u1 di guerra a S. Giorgio di Nogaro l'Università castrense, clie pruvvide in breve tempo a1l'F,serdto un notevolissimo contingente di subalterni medici.


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Negli anni -dal 1920 al 1924 non si tennero co-rsi di ufficiaìi di complemento, :perch<' tutti i giovani medici idonei al sel'vrn10 milita,re avevano in precedenza ademipiuti gli obblighi di leva dn ra,nte la guerra, ma nell'anno 1922-23 si iniziarono corsi semestrali per ufficiali medici e chimici-farmacisti di complemento, aspkanti alla nomina hl servfaio permanente e1.Iettivo, ai ,quali venne accordato il tra ttamento morale e disciplinare degli allievi delle altre Scuole di applicazione. Le materie fondamcnta1li d'insegnamento furono ae seguenti : a) Per gli' ufficiali medici : medicina e chi' servizio sanitari.o in ipace oo in gncr,n,; igiene rurgia d'urgenza; militare; medidna legale militar,e; pa-tOllogia, ed igiene coloniale; chimica clinica; odontoiatria; b) Per gli ufficiali cJJi,mici-farmacisti : igiene militare) servizio sanita,rio militare in p ace cd in guç11ra; chimica farmaceutica, e tossicologia,; hronu1,tofogia e nwrceologia. Furono svolti inoltre corsi di clinka di malattie infettive, di clinica t,raumatologica, e di ,paras sitologia medica, affida,ndo l'iusegnamento a djs tinti 1wofrRRm·i nnivcrsit:1ri. l<'u istituito an(~ora un centro ipsk)ofisiologico JH~r la, scelttb dei piloti <lell'a1~ia, trasformato in se~uito i11 Istituto medico-legale pel.' l'aeronautica , nn labor a toI"io di chimi,ca, ed una biblioteca medica; della guerra; e fn1·0110 svolti C()rsi teorico-pratici di odontoiatria,, micn1Rcopin, elinica e radiologia. Successivamente, con drcolaire n. 73 del (t'iornalc Militare 1924. furono ,ripristinati oorsi trimestrali per gli asipiranti aUa nomina/ a. Rottotenente medico di complemento, previo un corso d'istÌ·uzionc mi[itare di 3 ·mesi, presso un reggimento di fanteria. Infine, con cfrcolare n. 31!) <lel Oiornale .Militare 1926, fu abolito il C<)rso di 3 mesi fH'esso i reggimenti e v enne elevata a ri mesj la durata. del corso presso la .S,cuola di. applicazione di sanità, oomprrndendo in · q nesti anche l 'istruzione militare. In qtiest'nltimo triennio furono svolti ckli <li conferenze d.t1i rpartc dei più eminenti professori universitari, che oltre a tornar-e di grande va,11taggio per la coltura deg1li allievi ufficiali medi<::i, contribuirono efficacemente a ribadire sempre più i vincoli di cameratismo fra sanità civile e militare, già consa,cra.ti sui campi dcl'la gloria,. E que:sti si sono sempre più ,ria,ffermati per ~'onorifica d~signazione drlla Scuola- a sede di importanti congressi 11aziona,li di medicina legale e di radiologia.


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Nel porre termine a queste sommarie notizie sull'or ganizzazione del Corpo sanitario militare Halliano, senti a mo il dov~re . di :r·ievocarP- con orgogilio e oon pfotà fra terna il tributo di sacrificio e di sangue <lato dagli vffic:iali m edici in ogni cil'costanza,. Bel in vero qu<>#<sti umili apostoli della. pietà u mana (fig.147) , sacrificatisi senza, storia, <lalk iprime g ue1,re del nostro r iscatto 1rn,1,ionale, attravP-rso le campagne colonia[i, durante le calamità, telluriche ,ed epidemiche che fune $UHon-0 JJ.'ltalia,- fino aU' ultimo immane conflitto, nei tormenta.ti posti di rnedi cazi-One o nel tum ultuoso, febbl'Ì le lavoro delle sezioni di sanità o ncJl.e im provviRate cc..H·-sie clcl le unità tia.nitar·i(:, minacciate di conLim.10 daJla ,d(>Jlittu osa, furia nemica, ham10 hen diritto a lla ,riconoscen za, dell 'Esercito e dellla Nazhme. Il sevc1·0 oloca,usio di ,questi. uomini di sciernr.a, rmò ben competere ·col suhlime .sac-ri:fi.cio dell 'infinita fa,l ange di ero.i, ch e per terra, sui ma,r i e nei cieli .si immolarono per la, maggiol' gra.nde:,;za d'Ita1lia ed è ben meritevole di essflre qui. ricordato, prima di prenFig. 147 - Uniforme di campn,goa. ùel corpo sa.nit:J,r io mili tare nella dere commiat o dai col'tei i lettori. Quec11wpagno. 1915-18 (capitano mesti militi (1 elll' a:rte sacra n ell 'ora, del . dico) . cimento, a.Jla voce imiperiosa della Pat ria,, balzarono d'un t,r.atto dai lunghi e 1pa¼i.enti colloqui coi libr i nelle sj1lcnziose bibHoteche, dalle srn~r vanti veglie nei iranqui!lli la,. boratori scientifici o d a lle dofo.l'anti sale d 'osped ale e ]asciarono le calme quotidia.:rie fatiche, molti in età anche matura, per iniziare una vita inson ne, febhrile, t,rnvagliata di spasimi e di pericOlli <l'ogni so1·ta, tutto olTrenòo e nulla 'c hiedendo, soli, fra ta.nta /bufera di a,r mi e di spil'iti indomiti, a r iannodare l e :fìila, ed a 1·iaccendcre la, face della vita, laddove l'ira deg.li uomini provocava la strage e ilissemi-


635 nava la morte, adempiendo la rpietosa missione quasi sempre nell'ombra, e neilla consa,pevolezza di compiere un cfo:v,ere, tanto più grande <Juanto più ignorato. Gost mediei. militari caddero silenziosamente sul cam1po e mo-

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Olocausto di vite offerte dal Corpo sanitario militare nella campag~m 1915-1918.

rirono in gloria mentre soccorrevano i feriti. Si1lenziosamente caddero negli ospedali e nei lazzaretti, intenti a st<rr~ppare alla morte tante esistenze mina,te da mo,rbi cruòeli. Caddero per piombo o ca.cl-

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dero JJ)er contagio, caddero sempre <la, eroi, umili per il loro silen~io, ma, grand i per l a, loro um illtà . Non si può rievoca,r e senza emozione, · ed anch ~ sen1..a legittimo orgoglio, il meraviglioso contributo offarto · serenamente <laJl Corpo sanit3Jrio militare d urante l 'imma ne g uerra europea del 1915-18. Alla P a tria fecero olocausto della vita ùen 720 _,,.~edici, dei quali 397 morirono jn comba~timcnto, con una, prorpor1 zione del 118,2 :su mme medici mohilitatj , caduti sul ~1,mpo e d i 81,6 ' <leooduti per maJ.attia oont1rattai in ~'ervizio (fig. 148). / Si ebbero inoltre ipi ù ,d i 1000 fer iti. La, sola fanteria, c he è la ircgina delle hatta,g11ie ·C<l a nche in questo tremendo confli tto fu la, ph) flagellata, può -vantar.s i di statistich e IPjù cruente e mid.<Jiali. . F, l'Ordine mili til!re di Savoia, di c ui fu insignito il corn~>ianto gcnerf1,le m edico pl'Df. :Bonomo, fo 255 medaglie d '.wrgPnto a,l Yalorc, le 1164 medaglie di bMnzo, i 375 encomi solenni, il migliaJo di crod ùì gnena al vafo,,e <'.,oncesse, a,t.,test,1110 i n faccia al mondo l 'erojsm·o <le~li ufficiaili medicYiJc hc, tntto offr endo : scienza, lavoro, ~ mt'~UP.·, - cornpi.'I•ono qmH,Ì R-empr c n ell'ombra l 'altfl· ltrÌSRionc .cli ,pietà e <.li sacrificio e sui perigliosi gbja('.ciai alpini, e fra. le <lolomitichc roccie dentella nti i1 delo , e n ell e insi<liose giog,11e d.~1 G,N'80, {hilla t erra f.lan gnigna, e rn~lle gole infr~rnali <.lcl Gra1pipa e nelle fangos~ trincPe, accanto all'acqua lnstral€ <leil Piave. _ J,a. virtù sHcnziosa, e 1'oscuro eroismo ùcl Corpo t'>auita1•io 1nilitaire ebbero il dover-0so riconos~imcnto e Ja meritata ésaHazi one da, tutto il Paese e dalle p iù ooi:,l})icne personalità. P rimo fra tutti , il Duce dell'invitta, Hl A1·ma ta., Eman uele Filiberto di Savoia, ch e conobhe sul campo .clell' o1101·e << l'ammirabile calma ed il pacato ,e,1•oismo d,egli ufficia1i medici)), ed fl 6 giu gno mm in una, cerimonia <li guerra, inneggiava. alla, Sanità militare in un memoraJ1do discorso, ei:m.ltandone 1',opPra. di amore .e di sacrifido. « Via.Io1·osi a postoli della pietà, egli esordiva, così dai posti .di medicazione ipiù avanzati à llfl p iù lontan e retrovie, l'oper a, voi;;tra è -sempre jmprontafa, uno i;;tesso santo altruismo. Mentr~ i proietti grandinano pret3so gli indife,c;;i vostri ip,osti ~ la morte vi aiÌeggia, int orno, pronta a ghermirvi insieme con (flJP.lli cui <late conforto, speranza. e vita, voi, dim en tic.a ndo disa,gi, insidie, p e-ricoli , c on dita sicure e leggere, fra il gemito ~lei feriti e il ra,n tolo ilf'i moribondi, oipemtc e sallvatc. lvi giunge, col fra-gore, tutto l '::i,m;tcr o aspetto della lotta ardente: sotto il fuoco i p o:rtaferiti 1


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recano il caduto con le membra stillanti sangue e gli. occhi ancora, · accesi della visione di gloria, e voi vi tingBte di quel sangue; vi i rradiate di quella visione, e spesso raccogliete le estreme pair,,le di quei generosi, paroile che sono sintesi del più puro amore: <, Madre mia, Italia inia, Italia,, Italia, Italia ! )). E nel messaggio inviato in occasione della celebràzione del Medico caduto in guer,ra l'augusto Comandante si degnava di seri. vere : << Salvete o fratelli medici, caduti per sublime ideale di amore, di pietà, di Patria,! . iTi a.mai nelle martoriate trincee, vi esaltai nBlile estenuanti vigilie, vi . venerai nel fecondo saorilìcio. Non siete morti oggi. ,Rimane fra noi supet·stite il vostro sipirito e l'esempio che voi ci avete dato dì altruismo e di devozione: voi e le eroiche sorelle di pietà che divisero lo Bipasimo delle- atroci agonie. Sfate benedetti o fratelli per la vostra vita e per la vostra morte!)). · Acca,nlo al nobilissimo omaggio del Duca d'Aosta, trova de· gnissimo [Jos.to l\~levato pensi,.-ro di Gabriele cl' Annunzio, che p,~r la Sag1;a dei Medici immolatisi sul campo d ell'onore eleva.va, 1111 inno radioso aila Sanità milita.r e cd alla fulgida, schiera <li flroi caduti per hii Pakia. << •... non la ter,ra, opaca, li ricopre, egli scriveva. Li circonfonde la luce sempiterna detl sangue, ch'essd ristagna,rono. R taluni, prima di morire, ehhero una sorta cli aureola dalla irra<liazione stf'.ssa. della ferita medicata. A taluni, prima di morire, la fascia pietosa fu fJUasi diadema reale )). L!O[)era del medi00 in guerra non poteva essere più mirabilmente magnificata dal Poeta, soldato. Nell'ultimo tlibro << Per l'ItaHa degli Italiani.>> è riportata la preghiem di Dober<lò, in cui l'ufficiale medico lè raipprcscntato con alto lirismo nella, sua nobile missione ed è descritto in modo veramente drammatico il posto di medicazione impiantato in tJuella chiesetta, che accolse migliafa di fedti ..ed ove parecchi militi della, pietà e della scienza rimaseJ·o t,ravolti, confondendo ed aggiungendo sangue a sangue in un su!J)remo olocausto alla Patria. In occasione della, celebrazione i:lel medico caduto in guerra, ~ il Poeta foce dono al Conpo sanitario militare dc]fa commovente preghiera,, -<li cni ci sia oonsc!].tito di riprodurre questo brano, così efficacemente rappresentativo: 1


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11. Il medi()() tra fiaschi, fasoe, garza e cotone, curvo su la cimasa della oalaustrata di legno malferma scrive le sue tristi tabelle . . 12. Da presso ,ripiegate, contro il muro cadente, · simili a vcechie bandiere chiuse nelle custodie di tela, macullatc di rosso e di bruno, poggiano le bianche barelle. 13. I feriti de ll'assalto notturno, discesi daJle t r incee sca:va,te neHe ipetraie del colle, simili a un armento sublime giacciono :;opra la ipagilfa. J4. Bocconi giacciono a covaire il dolore, o supini a :fissarlo, o sul fianèo o sul gomito, o raitratti, o col braccio dietro il capo, o col capo tira i ginocchi, o con un sorriso d'infante nella hocca assetata, o con nelle occhiaie torbide la, vertigine della, batta.g lia. 15. Non si lagnano, non chiama.no , non dimandano, non fa,1u10 parola. Taciturni, a.s pettano ·che di strame in strame [i trasmuti la Patria, con le tabelle quadre legale al collo da, un filo, ov'è sc r itta la piaga. e fa sorte. Così Carlo Del Croi:x:, il g·rande mutiJato, che fra i tanti conobbe la dolcezza <lel conforto fratcnio ncflo spaRimo del dofor,e, colui che fu [)iù crrnìa,mente iprovato, }'.eroe che nella gl<H·iosa cecit:'ì, intravide fl mfatero della. vita e ne .sentì con veemenza i pal piti, fu l'ora.tore <lella Sagra, del medico caduto in guerh1,, inaugurandosi il mon11mento né novembre 1924 in Ffre~ze. E nes:suno più di tl ui rpotè dire degna mente le la.udi dei fratem immolatisi sul campo dell!onore, do,po che i lauri del Palatino, onnsto di storia, trasportati sul carroccio dcJla Vittoria e recanti l'omaggio di Roma immortale, furono deposti Rull'ara bronzea e marmorea, ete,r nante l'alto e sereno sacrificio. « Noi, così e.sdamava il cieco senza mani, posseduti (fal fascino della guer,ra e dalla poesfa, d el sacri:fizio, chiniamo le fronti segnate e le bandiere logore d avanti a questa sacra falange, che non tenne il campo, nè grido l'assalto, ma battendosi in segreto guardò i termini sacri _della vita e custodì il primo patto umano .... I medici con arte rara e somma pazienza, con sorda angoscia, e muto r:i,more, contesero il ipasso e la preda al destino, a.vrndo nel petto c,ome llll3, forza ereatrice e n elle ma,ni un istinto materno, perchè l'u:rtumità li ma,ndava a riaccendere faci nrlla notte cruenta, a gettare !J)aro[e di perdono nel deserto combattuto, a ricercare le

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vie della · vita sulle orme delht mor·te. ]Ìjssi non fecero preda, non cinsero corona, ma nessun delirio di poeta, nessuna. gioia di a,rte :fice possono adeguare la commoz.ionc dell' uomo che nella viva carne recide H nodo del doilore e nel sangue caldo rinviene n Re greto della vita, conqnistandoisi con le sue ;mani una vittoria che lo avvince alle creature e lo avvicina a Dio! >>.

* ~- * La falange dei fratelli, che si immola,r ono per la, Patria in sublime ofocausto ed in un'azione oscurii, consumata in silenzio nelle trincee soonvoilte o sotto ]e tende crociate o negli ospedali bombardati, è illl[lressionante: ed ancor più numerosa è la schiera di coloro che furono fregiati dei segni {lel valore e del sacrificio, purissimo esempio di a.mor patrio e di umana, pietà. Ci sia pertanto concesso di sfogliawe qualche pagi1m del Libro d 'oro de1 OorlJ)o 1,1anitario dell'ultima, guerm e di riesumare qualche nome fra le centurie di eroi d eco1·n.ti al valore, caduti per la maggior grandezza d'Ita:Jia. · L'as1piranfe medico Consolini, del 210° Frrnteria, il 1G giugno 1!H8 sul monte JJe,rtka, pel' improvviso arretra.mento delle nostre lince ,rimasto solo al posto di rnedfoa-zionc, sopraffatto da,l travolgente impeto nemico, ;rimaneva volontariamente atl suo po,.:;to fino a quando dopo quattl'o ore non fu ricuperata la trincea ed. il 28 agosto snocessivo cadeva eroicamente sul monte, Grnjprpa. Il sottotenente medico Riva, a.eJ 26° Fanteria, il 20 ago.,;;to 1917 tml Carso, travolto e gra.v emente ferito dallo scopjpio di una granata., conscio della gTavità della lesione che pochi istanti gli concesse di vita, non volle es,s,ere medicato e, ,raceomandato che si provvedesse al salva,t aggfo degli aJtri. colpiti, stoicamente si spense. Il sottotenente medico Pcrusini, addetto il 28 novembre mm ad un posto ava,nzafo di una Se11,fr•ne di sanita, impfantato in una casa fatta, segno a. violento fuoco di artiglieria, nemica, con mi·· 1•a,b ile sangue freddo, eontinuava. a 1prestare l'o1Pera sua a i numerosi colpiti, finchè cadde morta.lmente forito. Il tenente medico Chiarava.Uotti, nello sooppio della polveriel'a. di S. Osvaldo prei;:so Udine il 27 agosto 1!t17, in .servi11,io ad uin osipedale vicino, mentre da ogni rparte con violente esplosioni


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venivano lanciati in ana proietti e schegge, sprezzante del gra,vc peI'icolo, si reca,v a in vari padighoni ddl'os.peda,l e stesso per sailvare e disciplinare lo sgombero .dei ,ricovèra,ti, rimanendo colpito a morte. Il tenente medico Camusso, <li una sezione di sanità, il :i 7 ~gosto HH5 a Col iMJ:ctrgherita, caduto mortalmente ferito, noncurante di R<è e 1prcoccupato ~oltanto del pericolo che correvàlto i soldati, accorse a prestare aiuto, mentre intorno continua.v ano a R<:oippia rele granate nemic he, incitandoli con nobili parole a compiere il loro dove-re n0l nome d el 1-{.c e della Patria. Tl tenente .meilico Cclli, del 15:1° Fanteria, a Lut1·ano il 30 ottobre UllS, galoppando alla testa di uno squadrone di caval leria in<;a lzante iJ nemico, fu colpito al cuore ~fa una. mitragliatr ioe insidiosa, mentre il caval[o inconscio [)Ortava il corpo morente sempre più avanti. 11 :tenent,e rnedko Pandolfi, del 61° Fante ria, sul monte Goston il 15 maggio 1916 fu sple ndiilo esempio di. abnei;i;azione e di co•r aggio . << Vincere, vincere hiiwgna >>: cDsì t erminò nn discorso ai soldati del reggimento e diede l'esempio cadendo sotto l'intenso e st1·idf>11tc fuoco nemico. 11 capitano medico 1Malatesta ed il tenente medico Borgognone, dd 202° ospedafo (la, ca mpo impiantato a, Cas:telfra,n co Veneto, ill 2 wmna.io 1918, durante un :forte bombardamento ae reo, non desistevano dal curare i foriti, fìnchè una bomba nemica, colpeu<lo in pie no fa, camer a di medicazione, 1i travolgeva. tra le rovine, uccidendoli all'istante. Il capitano medico ~Scalia, il 1° agosto 1916, nel silura.mento del piroscafo Lctirnhro, ferito gravemente ad un bmccio, con stoicismo ammirevole pregò un capita.no di fanteria di recidergli !l'art o ed alla meglio si fece fascia re il moncon e; estenuato dalla copiosa emorragia., dalla farne e dalla, sete, spirava, d~po t,re giorni, volgendo il suo uWmo [)ensiero allra Patria. Il t enente colonnello medico Rivalta, comarnfante di sezione di sanità, a Codroipo, il 30 ott~hre 1911', durante il ripiegarn~nto, n ei pressi del ponte delle -Delizie fu sorpr~so da una [>attuglia nemica mentre stava curando feritj. Av1·ebbc potuto mettersi in salvo, passando sull'altra riva, non esRendo ancora il pon:te fatto saltare ; ma egli voHe ,rimanere stoicamente sul posto t,1•a i frat elli dolora1ìti e prodigò i tesori della s ua bontà, e della scienza fino a quando fu colpito morta.Jmente all'addome. 0

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N è soltanto gli ufficia li me dici riful ~ero per l'oper a di a bnegazione e di -sacrificio nel 1prestar soccorso ai caduti, ma, in ori t ici n10m<·mti s eppero a,lkesì anima r e i !Pavidi e conc onere alla vitt oria,. L 'a spi,r a n tc medico Giorgi , del 67° F a nteria-, · imhr ac..ciando un f u cile, prendeva 1pa,rte attiva alla difesa di un'importante posizione. Portat osi .s ott-0 il violento fuoco rii rnit r ag;liatrici in una zona p e ricol a11te, incnorù µ;li ~bandati ch e ripiegavano e li trasciuò aJ con tl'attacco, ,eag-i-Onan do gravi rperdite al n emico. Perdc~tte eroicamente la vita sul U1.·:1pipa il l " febbraio 1918. TJ sottot enente medico Caracdoni , d el 155" Fanteria, nella pianura, p;orh iana. il 2 febb1·ai-1; l!)H:i 1·iordinò un ,reparto c he a v eva p erdut o i] c a.po e lo riso~pinse a.l fu oco ; colipito mortaJlm entc, men t re p restava, le c ur~ ai k riti, incoragp;iava i combattenti ::i, rnostra,r-s i valor osi e d egni d ella Patria. Tl s ott o tcnentP. medico Wfas pPfll'f', <.Id 1° Gra naLiel'i, già dec-orato di t r e nrndaglie al va]OJ'f' , frovawloRi in nn posto di medi cazione impiantato in primif.;sin,a li1wa <lllrnnt c ntt:l ('..('hi viol en t i ed insi stenti (li fa11l.<:'rie 11~ mid11~, i II un morneiit,o t ragid si-.i mo e n ! nsiamò. b1·nrn1enclo nn'ar-rna, qrnrnti gli e rano attm·no l' concorse e.1·oicarnentc :Hl imrpcdiie ] ' irrmdo1w. A fi <"lo ck] C~wso ii1 7 St>t tcm hre 1917, c hifl,r nat o d ' u r ge117,::i, al comando d ' un ,1·egg-ime n to in p1·i rna linea , acco1·Nc irnpcrtm·bahilP !-lotto il viol r ntissimo tiro nemico e cadde rnortnlnwntc ferito. Qua.nt i inoltre c a,rld P.r o colpiti a- m ori.e n ei 1po sti 1Più avan zati e ba ttuti, rnr.nti·c p·~·ocHgavano i t esori {li bontà e {li 8(:ienza. elevando 1a. mi r.;sion e del medico :-i <'lignità di · ~-p ol'ltoli ! gli aspirant i R atti st i', Cnmma•r ano. De Lnca , Ge i-li, M<>zzad1·a, ;c>ernigotti, il sottotP11f'nt.c 7,.p,rhjni, i t enPnti A{linolfi , Goy, Tacobonc, N a r de lli. Rehuffo, i <'a piht-ni C appelli , P enta ,e Il,('Rtap;no cd altri ancora . Jnvfa,mo altre s1 nn mf'sto salnto alfa, mf'm o1·ia, <lri proili che <-adi!P.ro in Alhania <>d in Lihfa. amante il ripieg:amcnto di Tn,rh11n a de~ g·iugno 19Hi, viHi1ne della. harharie n<"mica. F, rk,ordererno infìnr i f,r a-h •lli che re Rpirarono il conta.gio negli ospeclaJi contnmaciali e perirono senza. lamenti , non <'irconfu si da,lhl luce e r·oka. <l<'Jlla tri.n4'·P a. m a, non m e no martiri f'fl <"rrn. Tl HJ[u,rgior<' m<'1li<-o Rk<'[n·cli. colpito da, ~pir(),(:hf't.o:-:i emorrag fr::i., ml'nt r e nf' ~11111iavn- 1P. ia;11hcfoije ma-n if{•1-1ta 7,i<rni fra, i <·omha.ttP.Ìlt i : il .t eriente colomrnllo mPilk o RtPrzi, i ( \.I pit:-r ni Cng·n :-:i e


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Lesen-!•ctrncd, i t enenti Pasella-Madotti e Sciola, immolatisi oseuraIDe nt~ per tifo ,e santematico; il ca1pita,no medico Genovese, morto <li meningite cerebro-sipinalr; i capita ni mooid Curzio, ])( Murro, Mo1inario, Nascimbene, ·sica/, i tenenti ,M aina, Naca-mù, Rada,(>li, l 'a~irante Levi, rapiti rn~l fiore dc!lla giovinezza- per !IBtticem·ia,, e tanti altri per febbre tifoi<lea, tubercol-ORi ecc.

N è 1possi:uno dimentica.ire ::incora gli umili militi dclllll· ipietà nmana, i va.Jorosi soldati di sanità e porta.feriti. l 1'n1, ()l~es ti , un dimentfoato: Angtl-0 Vannini. La Patria volle a,dditare <p1esto oseur·o eroe alla riconoscenza imperitura degli 1ta1liani , onoran<lo11c la memori a con là più aJlta ,1•kompi>mm. della rnèdag1ia d 'oro al vnlor milifar,e; <:..'{l è q1Ìi dove~·oso ,r ievoca.l'I1e il sublime Rac1·iJìcio . . l fa,n ti (1<'1128° Reg-giinenti) oc(;u-pa,v ano nel lug.lio 19:15 le trindi ].>}ava 00 ilwano 1prima dell'assalto àvc vano tentato di spezzare i reticola.ti nemici. La, nott e. <lel caduto a . . . . .. 21 uno -dei 11ostri, . pochi metri sotto ]e feritoie a,vver.sade, gemeva, ed il selva,ggio sil.lilo d'una, gri-ma.f a, <li .qmm<lo in quando ri~pondeva a quei lamenti nruani, più come una beffa lugubre che come una minaccia, mentre ,r azzl1un1inosi solcanti il cielo rischiaravano a tratti la, t.ragica scena. . Tl .sol<lwto iportafc.ritj Angelo Vannini, di CasoJle d'Elsa, in provincia di Riena, in vedetta sul ciglio della trinct>-a, aveva s~operto il luogo dellla umana, trap;edin, là dove un.a fioca fiammella della vita anda,va, spcgnen<losi. E contro i richiami dei suoi ,-;u periori , con nobflc spirito di came ratismo, sol o ed incurante del fnoco micidiale , balzò fuo1·i dal covo rpe,r soccorrere il compag no, st,risci~HH.l o oom~ serpe tr::i, i ~assi ed avanzando carponi fra, le huclic. · Ma, una 1·a.:ffica <li fucila.te e lancio di ·bombe da ipa,1;te de!l nemico, eh~ aveva rilevato tn,lc t,emerità.. lo a,rrel:!tò. Avviilito iper l'inutile tentativo. l 'eroico portaf0riti f-i l'iparò. ,òieh·,o un sa8so. , U na ia;cconda voHa balzò fnori a~ l covo, una RPConòa- volta il nemico 1niù rahhioia;o lo tempestò ai fnoco fino a fa.rlo retroced.ore. Ma in qnel momento .tntt~ le eni>rgi<' <lell'oRc nro. milite i::;i raccolsero jn nn inropoia;ito fnmo t><l inr.rol1lahilP. i RHOÌ rrrnsco1i e nervi vibrarono jn un R()Jo iÌnpeto: non IJ)lÙ carponi , ma con ht~lzo felino e con

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nn nltimo prodigioso sfo1·zo perico•rsc imperterrito la ~ona battut issima fin sotto i reticolati ove giaceva il ferito, di cui le invocazioni si faeevano sem1pre ipiù fioche e lamentevoli. L'umile Roldato delh~ .pietà, colpito alla testa, cadde al ~molo riverso in una pozza di sangue. Non si a,flievolì per questo la sua, audacia, generosa; stordito ancora, si rialzò poco dopo: R·Òllevò il compa.g110 suHe bracci~L e anelando, :wsante, con . tutito il preziOE;O fardello di sa,ngne e di dolore, Ri traRCinò a stento fino a!llc nostre linee. Quivi giùnto, ,spirt1:1iV~1 col rwme d'lta1ia sulle labbra, meraviglioso esempio di altruismo e di elevatissimo sentimento del <J.overe. Per doveroso omaggio, segnamo qni dunque, fra la falange eroica dei rosso-crociati, il 11ome fulgidhisimo di Angelo Va,nnini a titolo d'onore, di orgoglio e di gratitudine. E vogliamo comprendere nel suo .ricordo tutta la schiera oscura dei soldati che sotto le insegne · crociate furono dispensieri di vita in · mezzo a tanta strage e perirono ubbidcn.do ai voleri della, Patria e dell'umanità. E vorremmo rico,rdare i nomi di t11tta la legione infinita di qnei;;ti oscuri eroi del dovere: ma, non è cornpito facile, poichè l'opera dei singoli è anonima e sconDsduta. N,r: solo fm le raffiche della- battaglia, ma. a nche in temlJ)o di [)~e, qu:mdo l'fra degli elementi parve gravita1re sulla, nostra. terra e le ridenti cittù., baciate dal più azzur,ro dei cieli e <lal più dolce òei climi, furono sconvolte e sepolti'\ ilal tellurico moto, a Casa,.micdola iiel 1884, in Calabria nel 1 !lOf>, a 1\fess;ina e Reggio neJ 1908, :iii. Avezza.no nel 19:15, nell'Aretino nel Hll7, nel Mugello nel 1919, quando cala.rnità procellose parvero minare a.Ifa totalità delle vi~c, e si ca,ileva- in . massa non per ferro, ma, per IDOl'bO j11sidioso, . come nelle e1pi<lcmie coleriche di Napoli nel 1884, di Sicilia nel 1886, (kllc [H'ovinde mer~dionali del .1911. Eò in· ogni tl'if;te e~cnto di imma,ni disastri -rhe funestarono la nazione, ovunque il bisogno lo rid1iooeva, questi sacerdoti deilla scienza e <lPlla nmanità accorsero fra i primi, come un sol uomo, a, portare con affetto f.rat€rno la. loro opera !pjetosa- e sa[)iente di conforto ~ ili SDC<',Ol'RO.

l,e benemerenzf\ <leil Corpo sa.nitrurio militare· s;on-0 sacro patrimonio della. Scuola di apiplicazione di sa,nità, òi Firenze, ipercbè


- -- G44 quivi furono educati, da oltre ,m qnaira.ntennio, alil'uma,nitaria, missione migliaia e migliaitL di giovani ufficiali rncdid effettivi e di complemento, che sui nostri ca·n1pi di battaglia. ·e nelle ctLmpagne coloniali diedero ovunque fulgide pi·ove di pi(,tà e di croisnio. Nè si deve dimenticarf' 1'orpera di sacrificio, piena di abnegazione, 1prestata dag]i a,l lievi del nostro maggiore istituto sdenti,fìco, che nell'a,n no 1884-, prima delfo finf' dPl eorsio, vPnn ero invin.ti a, compiere

Fig. 149 - Monumento ai medici italiani caduti in gnerra, inaugurato nel chiostro della Scuola di sanit:ì. militare in Firnnze il 1° 11ovcmbre 1924 a,lla presenza dello LL. MM. il Re c la Regina.

il loro dovere cli rne~lid pr,esso le 1p opolazioni napoletane infe, state dalil'epidemia, colerica, nè la wlleci'ta filantr·o1pica prestazione di quelli che, mobilita.ti con tutta 1b Scuola, nel dicembre 1908 accorse,ro n ,porfare soccorso nelle regioni calahro-!sicu le devasta te <lrnl t.e-rremot.o. OnéJe· bene a, I'iÌgione il monunwnto ai medici ÙulÙti in glrnrra sorge ora in Ffremr,e, (;Ome un'ara, nel chiostro luminoso della Scuola. a.d f'sa ltazione, monito ed ·esempio, :p erch è sia meta. di duraturo culto civiile a.Ile ba,l de generazioni che 'si a,vviccnderanno e si educheranno al più luminoso t>Sempio ,(li sacrificio p.e,r la. Patria e stimolo 1più efficace ad elevare il pensiero ed a temprare l'animo al r;;entimento del dovere.


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11 rnonnmento (fig. 149) , piccolo (li 1.nole, nm ricco di alto contenuto spirituale, na,r ra, con com.mossa semplicità l'anwre dei superstiti e la riconoscenza d ei convalescenti ver:,:;o i !loro .ma.rti,ri . e i loto sa]vator·i. « L 'eroe glorificato, co..qì ·cmmnenta Lo sculltore Minerhi, 11011 è presente c be in isipirito attrav et'flo i palpiti di (lolor,e e di speran11,a

Fig. 150 -

Particolare del monumento: I.a 1·ievocazione.

di coloro che prima ili morire~ ha :,:;frappato alla 1norte. lntor110 alla vasca, se.m plice, pri,nitiva, ill pavimento a grandi lastre massiccie di gnmito dc1 Sempione è cliviRo in rn· 1pietre tombali; ogni •l'egione d ' Italia dice i suoi morti; 1wl mezzo è una stele con ap pesa, spenta, l'umi1le lampada d el n1t"dico caduto. Dal bPrcuccio non si sprigiona più In fiamma, mn Rgorga un rivo d 'acq'ua p erenn e : 10: vita. Sulla steJe la pa.rolla, che il Poeta solcfato voleva soJn- snlla, tomba del •.Milite ig·noto : Re,;nrgo ! )). l:.J nlla fonte chP parla cl.i sacrifk io (' di nia 1·ti1·i o. dH• simhol i z;z,L la, vita, data. dal medico 1iJe,r i e,o m pag-n i <~i trinc·f\fl , convergono i riRorti , Ì convalescenti r ednd dalln Lmttaglia e dai e:1rnpi di <.:on(:entramento, dw furono tPstimo11i del di.utm·no. ns,;illanté. estcnua-nte ilavoro, dm sentirono rn~lle canti dilaniai,P lenimento e


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conforto e nelle vene esauste rinascere 1a vita,. Ed ecco nei due avv()llti nel le n zuolo- (iig. 150), come in. un .amipio. sudario, che aderisce ai loro corpi scarni come il fango delle trincee, la ;rievocazione della tragedia sublime: iparla l 'uno ed appare ·estenuato e le gambe gli .si piegano sotto; ascolta imipietrito l'a1tro. Il terzo, se -

Fig. 151 .-

Particolare del monumento: il conval escente.

duto (fig. lfi] ), è l \ Ltlet..'1 che si -ri'3veglia e si libera, da1l suùario : è hl convalescente inerte dalle pal1pc1Ji-e serrate, c he tende Forecchio al chiocchiolio della fonte, i11tc11to a _ra.<'~oglici·e le più ienue voci di vita, ed il ritmi.c-0 puils.are del suo sangue nuovo. Un'iscrizione, scolpita a , grandi lettere di bro1w,0 intorno al basa.mento, dice .: F'ratribu.s 'll-l v if:am servcires) miinerà 'vitae Spre1:ù1t-i -

o pictos nw(l'ima -

d'igna. lJ eo.


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G47 -

Il monumento non rima ne chiuso nel c hiostro fra l e suggestive e snelle arcate d el portjoo trecentcs-co, ma lJIHi, cancel1lata i,n ferr-o battuto e forgiato da i faentini 1\1::ltteucci (Jìg. 152), lo apre a.Ua. vista. del pul)blko e fa ghirlanda <~ completa [ 'opera di marmo e di bronzo. R ap1present;,,1 pia11tc r.;elvagg·e, i<rte di triboli, intessu te di

Fig. 152 -

l'articolare della e,1,ncellata : le spine.

aculei, che simL><>lcggia no la vita senza, tregua del medico, figurata in una settimana. di passione . La, can·c ell ata, 1\ Lutta uguale, come tutte uguali sono le giornate. del medico: ognuna, delle sette giornate è il i 24 o.cc, anch'esse tutte uguali e legate insieme d a un' u!iica corda robusta, simbolo d ella continuitù, dell 'opera pietosa, il i d is,ciplin..'1 e di solidarietà sipirituale. Le sette giornate s ono tutte fondate sui triboli e colmi n ano .i n spine: s ono u nite da n odi di qner<.:.ia, c he vuol dfre fortezza.. Ma in alto tra le .spine rifulgono in -01'0 le stelle dcl1la hea.titudin,e : e dalle stelle il medico morto continua oltre çomba la sua opera


f>48di vita.. La. giornata centrale è aJ1cora, più robusLa <li nodi di quercia e c ulmina nel vischio, Rimbolo di eternità. Cos;l questo pocm,'-l, di 1pietrà .e di hron 1,<,0 conRacra nei secoli il sacrificio oscul'o (lei m•~ò.ici faldati dalla morte mentre !:li ap[JI"C· stavano ser enamenLe :1 ricost,r ni,1·e fa, vita dei fratelli combattenti , ed etern a n mif,tico eroiRmo degli apostoli della piet.'L, ~aduti senza ai·mi , « dei vinti senza, ipugna, _clu<' voilte martiri nella rinuncia <' nel don o, due volte eroi ncll 'a,mm·c e nella morte )). E di quest'wra. 1-mcra, ben si ipuò ripetere ,qudlJo (·he due mi1la, a nni fa Cicerone sct'i vcva n ella XIV l<'iliippkn. a. pmpoi;;ito di nn monumento e!levafo ai legfona,r i ,r9<rn,mi i-otto le mura di .Modena: « Nè l 'ouliù della gen<'1•a,zione pr,csente, nè itl s ilenzio della posterità lasr-iedi. il vost ro v.i lor·e privo di onori. .. )).

'l ' u tto questo sang u r~ versato, t ntto •prnsto eroismo cornpi.n to n ell 'ombra dai medici milittu·i , in ogni tempo ed in ogni Juogo, euh<~ ]a più ambita r icompensa <'(l il più meritato r iconosdmeuto ,fa, S. M. i1 Re . Con T>c<.' r·eto flel 17 0ttoh1·(· rn~O, l '~\ ngusto Sovrano si dcguav:.L conced ere al Corpo sanitario militari~ il laba.ro, seg110 tangibile d ella sua incl ividualifà. r, sin,hoJo clr,i (Più alti ideali, destinato ~~ ricevere i segni riel vailore e della benemerenza. E sul candid<) stend ardo rosso-c rociato, ~ormonta.to clall 'a.quila romana,, RU q1.ie-s lo sacro emblema clel più sacro dovere <:oll1JPinto, suggellato dal san g ue gern~roRo <li ~prnnt.i morirono per non fa.r mor i,r e, degna.nwnte e geloRamcn lc cni,todito in Firemr.e presHO 'i'rt·r'Ì.1, d~i 1wst1·· rr-a telli caònt i, br·illano :tl bel s oJe <'l ' Ttalia due med agtlic d ' a,rgento fl.1 valor militare e due mellaglie d 'm·o cli benemerenza, che 110n po trc•hhero avffi'e [)iù lmninosf' <' fatidi<'h(> mot i vazioni: l. M ednglia (l' argento a1 vnlor niiUtare. - Per gli importanti servizi r·esi n e1la carn1pa~.na cli guer ra in .Liui:.t 1911-12, ov<' J'(•stre1110 pcwkolo non fn lirnit<• r1<· lla gTand<\ nmnna op era pietosa. - R.. _D e<'·t·eto J 9 genna io 191a. 2. M edngii a d' a,r_qento al ,xrlor 1ni.litore. ~ P er la, ,c·.am1pagna (li g-ne1·1·a. 1910-·t s. - Inr,,tam·.ahiJP. modf'sto, ser eno, <>onfm·tand o rli :trnorc e di <:nl'e j i-ang11inant i f,b1t~lli n èg-li ~tessi dmenti della bnt·.. taglia o sotto le impfa('ahili , lon tn n r offr~e n<>michf\, clct t.c c ostante.


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mirabile esempio di ardo1·e, ,di valore, di sprezzo del pericolo e di devozione al dovere (1915-18): - Il. Dooreto 5 giugno 1920. 3. ' Medaglia cl)oro di benemerenza,. - Per l'opera data nell'oc.ca.sionc del terremoto del 28 (liccrnbi·e 1908 in Ca.la,bria e Sicilia,. ~ R. Dcc,rcto 27 maggio 1911. 4. Medaglfo. rroro al rnèrito della. Ralu,te p!l.t,bblica,. - R. Dec r eto 15 IlUH'ZO 1922.


APPBNDICE.

CENNO STORICO SULLE ASSOCIAZIONI DI SOCCORSO DEI MALATT E FERITI IN GUERRA


Giunti al Lei:mine del nost1·0 lungo e monotono cammino, dopo aver tentr1to di 1·ias(-;umere attra ve1~so i socoli la storia del funzionamc11to ,dei servizi sanitari negli escr,citi, riteniamo degno di qualche i.n lcresse esporre, c ome appendke, un cenno snllle organizzazioni di soccor·so dei malati e feriti in g·ue1Ta. In iml finire dell'anno 1048 i1kuni mercanti ili Amalfi, che du· rante i lo,ro viaggi comme,rciaJi in Siriai e1:ano S<jliti di fare frequenti soste in Terra Sa,nLa, ottennero ~]a] Califfo d'Egitto la, concessione di e,rigere in Gerusalcrnrne una, chfosa. dedicata a. S. Maria. la Latina e <li fonda.re nel le vidna.m,;e un pioeolo ns1JH~ilnle d1<'. affidarono a.ne cure dei monaci benedettini. Nel 1099, mentre infuriava l'assedio dei Crociati coIJ(.ro Gf'r11sa,lPn11ne, q11(~sh, modesto luogo di 1•kovero fu il primo ad accogliere maJlati e feriti appartenenti a qualsiasi ra.zza, e religione, e rA1ppresentò c osì la culla ùegli ordini cavallcresd1i che ipresero i1 nome di Osipedafowi Gioanniti, in onore di S. 'Giovanni Cipriota., e più tardi, quando l'Associazione prese più largo sviluppo, di S. Gfovanni Battista. Questi Cavalieri Cl'ehbero presto in splendore e [Potenza, anche p,w il fatto che la loro associazione si tragformò in un ordine combattente. 111 Pontefice Innocenzo Il tenne in pa,r ticolare considerazione quest' Associa½ione, alla quale assegnò come stendardo di combattimento una ba.ndiera con croce bianca in cam1po rosso. Ma, nonostante il cawattel'e gnerresco di quest'ordine, non mancò mai · nei suoi gregari un senfio di profonda pietà, ed umanità verso i feriti e malati, non solo di prO!J)ria [lln·tc, ma, anche di quell a avveI'S}H'hL Più tardi, per difendersi dalle truppe stabili, si. c r1>arono alltl'i ordini ,religiosi e cavallereschi, in cui i monaci cava.lieri, o1tr<• i eomnni voti di castità, di povertà e cli ohhecHenza,, ne giuravflno •m qnnrto, .q uello cioè {li difenderf> i ~110ghi santi contro g-l'inf<>ileli. Sorsero in tal modo num erosi m·dini. fra cni i Laz7,ariRti, i cavaHeri ~i S. ,Ma.ria di Gerusalemme, nella ·Madonna della Mercede, delle


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Mantellate, di S. Ilri.gida. Ed anc-0ra i Templa,r i, così chiamati dal luogo in cui si riunivano presso Je rovine del tem!PiO di Salomone ; l'ordine militare e monastico dei Cavalieri t eutonici, fondato du 1rante la terza crociata da quaranta signori _tedeschi _e da alcuni mereanti di Brema e di Lubecca, i quali nel 1190 assistettero i cro ciati connazionali decimati dalla peste e dalla fa.me du,r ante l'al',sedio di Ocro e li fornirono di viveri e di tende fatte con Jc vele delle il.oro navi. Tutti questi ordini fondarono i loro -monasteJ"i-cascrme in Ge- ' ,r usalemme e nei princi1Pali centri, eò ebbero una ifigi<la organizza: zfone Rotto la dipenclenza del Gran Maestro, che li oomanda,v a come abate e. come capo militare; poss,edettcro inoltre molti beni e costruirono numerosi ospizi per i peÌ]egrini. Non ,r iteniamo Ruperfluo di dare qui un cenno particolare deJl'Assocfa,zione <lei Cava.lied èlel Sovr:rno Mi:litare Or<line di Malta. seguendone rapidamente il~ vicende attra,yerso i Flecoli. Caduta, Gerusalemme nel 1187, quei;;t'Ordiue cavalleresco si trasferì a, S . Oiovamii d'Acri e poi a Oipro e successivo,rnente a Rodi, che di fese strenuamente nel 1311 contro i Sa.raceni, con l'aiuto di Amedeo IV di Savoia, il quale per fa vittoria riportata consacrò alll'augusta Sua Casa il fatidico motto FER'r (Fortitudo eius llhodinn tenuit). Dopo due secoli <li pacifico domini.o, i cavalieri òovetter·o sostenere un lnngo, formidabile assedio da ,parte dei turchi, che . finì in una sconfìttp,, per cui dovettero rifugia,ri;;i nell 'isofa di Malta. Questa-1'u loro concessa nel 1!);10 dal R e Carlo V e divenne pe,r olt,r e 200 anni la sede incontrastata. dell'Ordjne, che orehbe in ~lendore ed e-stese i 1rnoi. domini a, ben otto province : A lvernia, Provenza~ Francia, Ara,gona,, Casti~lia, Italia. Gèrmania Pd Inghilterra. M:a anche il possesso delll'isola di Malta, fo iper<lnto, come ricordammo., H 12 giugno 1798, durante ]a spedfaione napoleonica in F.gitto, e fu rccfamata invano al Oongresso di Vienna, del 1815, sicchè il Gran .Magistero dovette ripa,rare a Cafania, ipoi a Ferrara c> :finalmente a, Roma ove fin .ilal l8B4 costitnì la, Fimi, se<le dep.nitiva, Psten<lcndo la sua giurisdizione a. tre provincie; Italia , Germania e Spagna. · Attivissima fu l'opera. umanitaria spiegata da 11uest'Ordine Recolare in pace e in guerra; 11ui P- il Juog() di. ricordare sollta,n to la ,p remurosa assistenza òei ma.fa.ti e ferfti durante le guerre della 1


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Slesia del 1864, d'Austria del 1866, Franco-Pirussiana del 1870, della Bosnia del -1878, 18erbo-Bulgara del 1885, Italo-Turca del 1~11~1912. e finah1Jente nell'ultimo immane conflitto del l9lfi-l918, durante il quale furono allestiti 4 treni-ospedale, l ospedale, di guerra, 2 ospeda.Ii territoriali e 12 posti di. so<-_.eo1·so f errovfa.r i. sen,,,a contawe il ge11eroso aiuto prefitato alle popolazioni di Messina, Reggio Calabria ed Ave,1,z{t,110, funestate dai disasbri tellurici del 1908 e d el 1915.

. Già. fin {]a.l lfiOO si cominciano a gettare le basi di un'assistenza .a,gili orfani di guerra, per merito di Gerolamo Emiliani, ipa,trizio -ve-

neto, fatto prigioniero dai tedeschi al tempo della lega di Oambrai. e salito agli onori degli altari. Alla fìne dello stesso secolo, Oamillo De Lellis, soldato, oriundo di Iluchianie,o nell' Ahrnzzo, trMforma in missi<H1e iJ me+'ltien~ ingrato ..; pe~antf' ,d<~ll'i n fN·m lPrP, cd ottiene nel 1586 di firegiare la veste cd il nero rnantcillo di una croce di color ,rosso. Nasce così in Italia e per opera di un italiano l 'istituzione e l'cmbl~ dellla Croce Rossa. Ed al prode milite della pietà, l'anreoJa dei santi è degno premio della, sua opera di abneg'fl,zione e di saorifi<;.io. Ma questo s.egnaeolo di amore e di fratelfanza apiparve fra le milizie solfanto nel 1588, quando i crociferi assistettero a Napoli, facendo olocausto della pro1Pria vita, i ma,rinai colerosi di una nave da, guel'ra. Poco tempo doipo, per opera di un altro a(POstoilo della carità~ S. Vincenzo de' Paoli, ebbe un la.rgo impulso l'assistenza pubblica e privata, e le Suore di ca,rità tfa lui fondate ,rifulsero per sacrificfo ed a.lmegazione durante le gucl're religiose che funestarono la F,randa e si resero heneme1·itc dell'umanità iper l'opera di pietà. e di eroismo espilica.ta sui campi di. battaglia e nelle città assediate, assistendo, impavide sotto ill fuoco nemico, i feriti ed a VarRavia nel 1G52 soccor,r endo gli a1ppcsta.ti durante la terribile f'!PÌÒemia che decimò la Polonia. E già nel secolo XVJI comincia ad a,fformarsi il principio umanita,rio del riS1Petto in guerra alle unità sanitarie. Nel 1693 Vittorio Amedeo Tl 'ed il Principe Eugenio di Savoia, durante ]'a:_s~edfo di Pinerolo, fecero al Governatore francese <folla eittà, formale p,roiposta di inailbera-re la handieira bianca su tutti gli ospe<la.li ed edifici religiosi, come segnale di riconoscimento per ri-


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spa1rmiadi -dai tiri delle artigliede. Soltanto le Ruore ·francesi della Visitazione non vollero accettM·e tale concessione, e c,on orgoglio :rispmiero: Siamo francesi, spa,r atc pm·e ! • Nel 1740, scop1piata l a guerra <li s uccessione d ' AuRtria,, alila rnorte di c~u·fo VII, si .afferma, sempre più valida mente l 'idea umanitaria della ne11frn litù, dei feriti e <l ei mcclid <mra,nti, che fu poi consaorata in una convenzioue firrna,ta il 27 giugno del 1743 iu Aschall:enbmg -d allo Stair, generalissimo <1elle forze austro-inglesi e d a l ma rcscialilo francese duca ùi Noailles_, <lo,po la batta.glia, di Dcttingen. 11 Conte He Stair, Yivimu:-nte impreRsiona.to <lel modo come ve niva, <~sf>p;uito il t,r:1:1-;porto dei JTI(ltlati e feriti daH ' uno :lll'aJt1·0 ospP<lal e, mentre l'esercito in glese era accampato ad A....<{Cha,ffenl.mrg, fece> formale propo.-.ta a1 duca di Noarn,~s, com a n<la,ufo l 'ese1·cito f.l'ancese, di cui oonosccva, cd a!l)prezzava.. da ternpo i sentimenti umanitn ri, «che gli os~dilli d ell ' uno e tfoll ' ililtro ipaetito dovessero esSPl'C (.'Onsid(~rn,ti sca,m bievolm ente come saùtua,r i ~r ~li ammalati e protetti ~euza. eccezione in t ntt'incontri )) . L'accordo fu preslo ,i ,;fabilito e,l il duca di NoaHlcs fn i.I 1priruo ad osserva1~lo scrupolosamente, alloix:M dovernlo jnviare dei reparti in un villlaggio situato s ull 'alt,1·.a, l'iva del Meno , vicino a Feclrn11heirn ove era impiantato un ospedale h1glese, e, preocculJ)a n<losi che fa.le movimento avcs-se IJ)otnto {lest ,we il iranico fra f.!li infermi ricoverati , ma,ndù in precedenza a d avvisare che a,v eva. òato ordini p erentor i perehè quel luogo di cura n-0n fosse molestato 'n qualsiasi modo. Giovanni Pringle_. che ahhiamo ·già, ricordato fm gli igienisti militar.i del 700, in quest'epoca iprese 1pa.rte, coll'ese1·cito inglese, alla carnpn.g na contro i F ran<'R-Si i11 Olandtt ed in Germani a. Nelle s ne interesi::anti « Ossetva,zioni i,;oprn le malattie di a1·rnata in cam pagna e in gua-rnigione >>, che fnrono in sPg-uifo (,r adotte in italiano . <fa.l prof. Sor·ao di Naipoli e stampate nel 1781 in Bassa.no, sostfo11e vigorosamPnte la n ecessità cb r 'in <>ampagna soccorso sia portato quanto più po8sibile vicino ai foriti; e per le idee umanita,ric espoRte in favol'C <lei c::11clnti di iPa.rtc nemic~, si [PUÒ l'itenere un pr{',cm·:-;ore drlla Croce Rof;Sa. . « Nel <'Or Ro di quella guerra, nota in proposito, fu dato un -pasoo coni,;hlerabi1le per ovviare :ùl a.Jcuni disordini , per cui tra le cagioni. !fll'iu<'.ipali di ma latt iP ·e fli mol'ta lit:'ì, in un' A r mata 1

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si deve registrare quello che è stato istituito unicame:J?.te 1pe,r servfre alla salute, cioè dire gli stessi OS!Pedali. l!'ino a tal tcllltpo era stato i n uso di tenere gli ammaJati molto lontani dall'Armata; e di qui nasceva che molti di es.si venissero a perdere ihtr vita, quasi prima che giungessero sotto la, cura, de' medici: o pure (ciò che cm aceompagnato da egual ,disordine) se gli ospedali. erano ,i n più stretta vicinanza, la loro sicurezza richiedeva che fossero frequentemcnt(> obbliga,ti a sloggiare ed a cambiar sito, secondo le mutazioni del campo>>Ed in rapJPorto all'aooordo stabilito fra il duca di Noa-ilJes e il generalissimo Stair, il Pringlc nota che cc questo ,patto fu Mligiosamente <>Sservato da,11 ' una, e dall'altra parte p er tutta ia, durata della. gueril'a, e ,sebbene sia esso ipoi stato t,rasgredito, pure s~ può spera1·e che nelle occasioni avvenire le parti guerreggianti vogliano proporlo e sfa,bilirlo c-omc un a 1·ticolo ip1·elimina,rc »~ Analogamente nel 1749 il ma.1'1ChC\'le De Rougé ed il barone 1.l i Ilmldenbr0<:k di cowuH c accordo fecero dichiairn·r e inviolabili. i luoglii di cura, nei qua li dovevano esse1·c i-accolti i malati e feriti òell'uno e dell'altro esercito combatt.entc, e si impegnal'ono reciprocamente di non considerare come p1·igionieri di guena nè i rispettivi medici nè gli infermieri. Ta1e convenzione fu poi rati:fica,t a da Federico II di Prussia,. Così nel 1759 venne sanzionato un identfoo 1patto fra il conte D'Oxfcld e l 'elettore di Brandeburgo, ed un alt1·0 SU<'JCes•s ivamente tra · Francia, ed Inghilterra (conven,,.ione di L1uys). .'· Nel 17G3 Claudio riarron de Chamousset perorò il ripristino di qnf'stn umanitaria tra-dizione che dovcvr1 ,f lopo un secolo diventare 1ma, 1·egoln, <lcl diritto del.le genti porchè gli ospedaH non fossero ipiù considerati c ome conquiste e gli ammalati in essi ricoverati come p1•igionieri. « Come è possibile, egli osservava, che nazioni ingentilite non si siano a noo-ra mes-..~e d'accordo ~er oonsiderare gli ospedali come templi d ell'umanità,, che debbono essere rispettati e protetti <la.i vincitori?>>. Ed il Peyrilhe, uno storico della chi rurgia, qualche anno dopo ribatteva in un s uo trattato lo l3tesso concetto che « in gue,rra gli ospedali militari fossero, da una parte e dall 'altra, asili inviolabili iper gli a.mma1ati P. per coloro ch e ìi curano>>-

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· Il 25 31Prile 1800 (5 floreaJe ,dell'anno VII), ·il celebre chirurgo Percy sottopose al proprio coma,n dante. in capo generale Moreau, che.lo fece .pervenire aJ generale K,ray, ca,p o dell'ese1"Cito austria,co, un progetto per cui gli ospedali militari dovevano essere considerati come asili .inviolabili e distinti con apposite tabeUè, collocate sulle vie d'accesso, perchè fossero riconosciuti e rispettati -dalle truppe. Gli ~serciti d.ovevano reciprocamente facilitare . oon tutti i mezzi il ·funzionamento~dcgli ospedaH della zona d'occupazione, che avrebbero continuato ad UIP!Pf.llrtenere alla parte avversaria, ment,re i soldati, una volta dimessi. guarjti, dovevan9 essere invia,ti a1 rispet~ivo esercito e scortati fino agli avaJil[)osti. Ma taJe iprogeUo non ebbe pratica attuazione da nobile inizia,tiva faJlì miseraII1:ente. L 'Europa rimase ancont per mezzo secol<' impa>Rsdbile innanzi a,gli sipcttacoli desolanti delPahbamlono ùei feriti sul campo di battaglia. E bisogna .arrivare fino al 1850 iperchè in Carlsruhe si t,ostituisca. un'associazione fernmini1lc di soccorso ai feriti (Badischer Frau,en1Jerein) M a1 18f>5, durante la campagna di .Crimea, .in c ui fa proc..a,rfa e desolante sit uazione, creatn da un'insufficiente organizzazione sanitaT'ia, toccò il cnol'e sensibile di una donna, nata, in Firem.e il 12 maggio 1820 da genitol'i inglesi., l!'iorenza, Nightingale (fig. 153), che già :fin <la.·barnhina si. era acq11i~t.1t1L grande benevolenza per 11.' amore verso i poveri e per la pietà verso gli a nimali . NeJl fiore degli" anni t•r ascorse a.le.uni Illesi negli osp,e da,li di Londra, di .Edimbul'go e I>uhlino, visit ò i nosocomi di .Francia, Germania e I talia 1per apprender·e i vari metodi di assistenza agli infermi. E nelle sue pietose 1peregrillazioni rim.a se così a,mmi,r ata ùclle Ruore di .carità d~ Bruges che a.ss1steva110 i ma.fati povc,d a domicilio e negli ospedali e òelle dìaoonesse protestanti di Kaiserwerth sull Reno chE>, nel.1849 si iscrisse fra loro come infermiera. volonta,ria,. Allo .sco[ppio della guerra di Orien.t e, quando giunsero le prime notizie disastro.se. dopo la, battaglia di Inkermaìrn, un filantropo inglese, [9r4 Siç_ney Hc,rbP.r.t, alti~simo funzionario del Governo, invitò miss :N:i:gh~ingale ad assumere la direzione deU!ospedale di Scutmri, corrispondendo così a,d un suo intenso desiderio. La Nightingàle sentì il òovere di accorrere tosto in soccorso ai feriti, per recare, come un tèmpo le donne di Y.eRsina dell'antico siculo carme, « pietra e calcina>> all'eclificio della vittoria; e par~ì

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con 38 infermiere, scelte fra le ,suore della chiesa inglese B dellla carità e fra le molte laiche volontarie. Al suo ai·rivo a Scutari cominciò a p <J·ovvedcre a proprie spese al ·mantenimento dei feriti c-d a sussidiare le famiglie <'lei combattenti, nè la tcrribi,le epid'.:rriia di col era scoppiata 1più ta,rdi Ja distol,se da.ll'assisterc i malari .

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Fig, 153- Miss Fiorem;a Nightingale (nata a Firenze il · 12 maggi() 1820, ;mo~ta a Lo_n dra il ~3 agosto 1910).

e feriti, P, .co:n continno·1pericolo dclla·1Prop,rit1 ·vita, non cessò da lil.'e~plfoair-e il-suo a(I)ostolato di abnegazione e·di sacrificio. Di ,g iorno, e (li. .n_otte., e.o n una -lanterna da ·cani1Po, si ag·gi,rava per le · corsie, impictoscn:dosi ad tlgr~i Janwnto - è .soffermandosi ove le sotierenze er4no..m~,ggiori. Fu chiama,ta .pe-rciò fa « fanciulla d,alla· lampa<la >> ~. il poeta J,ongfcllow la esn,ltò in un carme ·mera-v iglioso. Nel gennaio del 1856 1a Regina Vit.t orfa .ò'Jnghjlter1·a sentivi:b il dovere di scriverle da Windsor una, lettera, òi profonda ammi<razione


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-660per' la sua opera altamente umanit~ria e pietosa; e la cospicua som,m a di 50.000 lire sterline raccolta in suo onore in Inghilterra fu da lei s,t essa devoluta aill'istitùzione di scuole fomminili per l'assistenza sanitaria. La Nightingale infatti, tomata, a Londra,, fondò nel 1860 suilla destra del Tamigi, ,dj fronte al Parlamento, la prjma scuola di infe rmic,re annessa, all'Ospedale di S. Tommaso, che poi fu presa · a modello dt>lle numerose che in hileve tempo si andarono cre}1I1do in ogni parte di Europa. · .Ma la forte fibra deill 'eroina ilelh1 carità piegò ili fronte alle fatiche ed ai disagi del suo a(PoRtolato. J!jd a Sebastiano Fengi, che nel 1866 ]a invitava a venire in Italia a, diorigcre in Firenze il lavo'l'O iniziato negli ospedali 1per la noRh;a terza guen·a di indipen<le11:;,;a, contro l'Austria, rispondeva sc1rnandosi di non potersi muovere l[)e:r una grave malattia, conseguenza della sua vita piena di privazioni e cli stenti. cc Se il sacrificio della mia misera esistenza, scrivPva, potPss,p :1,ntidpa,r p la ,rittorja di sòla mezz'·ol'a., sarei felice <li of'fl'irila all'Italia)). E .ricorda.ndo lo sba1·co <lei bersag1lieri a Balada,va, aggiungeva: cc V-0i non avete bisogno di eroi n è di mUJrUri: la, vostra, t eT'l·a llf': sa dare a, dovizia,>>. Ed invoc~LVa, la rpro· tezione divina irngli Italiani ed il supremo aiuto pn la, !loro redenzione. La città di Firenze, orgogliosa. di averle dato i nata,li, appose, dopo la sua morte avv,enuta in Lonélira, il rn agosto 1910, una, 1Iaipide nella casa, ove nac,que e il e dedicù un simbolfoo monumento nel chiostro di S. Croce tra gJi immortali. · Ma, nonostante l'opera indefeic,sa della Nighting·ale e di alt,re benP:merite dame inglesi, f.ra le f!Uali ricorderemo Efom.b etta Fry ed Ha,Yriet Ber,cker Stowe, e le es1perienze t,l'iisti della gue,rra di Crinw.a, nella successiva ca,mpa.g'na del 1859 i servizi sanitari, nonostante 1l'abnegazione degli uflìdali medici, furono im(Pari alle nooessità, specie nelle epiche giorna,t e di S. M..al'tino e Solferino. Già il ·29 maggio 1859 il NionHenr [)Ubblicava un decr,eto, firmato quakhe giorno dopo fa battaglia, di Montebello, nel quale si stabiliva che tntti i prigionic•ri feriti sarebbero .sfati restituiti al nemico senza obbligo di scambio, appenu, fosse IJ)o.ssibile. Per tale decreto furono accompiignati a, VP.rona dei feriti austriaci, curati negli OS!l)edaJli di Milano e di Brescia, che forono ae.colti con g,rande sorpresa ed entusiasmo.


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Enrico Dunant (fig. 154), na.to a Gjnevra 1'8 maggio 1828, oriundo da famiglfa inglese di Bom·ges, emigrato per la Riforma, che si trovò « simple toitriste >) sul campo di battaglia,, IJ.)Ubblicò dopo ipochi anni, a Ginevra · neil 1862, un lihro cc Un SO'lwenir de Solfèr.·ino )), che fu t,ra<lotto in quattro lingue, in cui pros!J)ettò l'idea di organizza,r E: squadre di infermiere volontarie e coRtituire una ,s pecie di amhn-lanza, per raiccogliere e soccorrere i fe.riti ~enza distinzione di na,zionalità. Si disse 1pcrciò che egli fu il fondato·re della Croc..e Rossa. << Poich<~ gli uomini, scriveva il Dn nant nelile sue memorie, continuano ad uccidersi f.ra loro senza odiarsi; poichè si dichiara, come afferma il conte Ginsen:)Jpe de Maistre, che fa guerra è divina; poichè si inventano tutti i giorni, con mrn peoJ·severanza degna dì miglior causa, m ez.zi di distruzione più terribili tH quelli cl1 e giù, si posseggono, e gli inve-n tm·i di questi strumenti mortali sono in<:ora,ggia,ti. nella mh,s sima, rp airl.r\ degli Rtati d'Europa, in cui si arma a clli più può p erchè non si Fig. 154 - Enrico Dnt)ant, uno rlei promotori rlAlla deve profitta.re di u Il tempo di trarnp1iJlità convenzione ili Ginevra. relativa e <1i calma, ip<W 1·iso1lvere una, quistione di così. alta, importa.nza, sotto il doplJ.)iO asipetto dell'umanità e del cristianesimo ? )). E volendo concr et a re il· suo pemdero, soggiungeva: << Non vi sa,rebbe modo di fondare delle societ à vol<mtarie di soccorso che avrebbero por· scopo di dare o di fai· da,re in tempo di guerra ile necessarie cure a,i feriti? E queste associazioni potrebbero rendere grandi servizi anche dnrante le e1pidemie od jn casi di d isastri, come inondazioni, incendi. Jl movente fiJa.ntropico che darebbe fo1·0 origine, le farebbe agi,re in tutte le <iocasioni in cni la loro azione ipotrebbe csercitar,s i )). :E nel devocare la sublime opera. di ipietà e di sacrificio d eilla dama inglese scriveva: L'immagine di miRs Fiorenza Ni~htingale, la, soave fa,n ciidla dalla la,mpo,da, de percorre durante la notte con un . lumicino in mano i vasti dormitori <legili ospedali milita,r i e p rende nota dello stato di ognuno degli ammalat\, per ip,rocura,r loro i più urgenti soccorsi, non si cancellerà mai dal cuore degli uomini che


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furono oggetto o testimoni della sua ammirevole carità e ne sarà .c onserva,ta per sempre :la tradizione negli annali >> . .

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Ma noi Italiani dobbiamo con legittimo orgogJio rievocare \rn altto fervrnt'e apostoilo de)la_,~manità, ed è qui doveroso ricordrure la- nobile. Jigura, di Ferdinando PaJasciano, nato a Capua il 13 gen. na,10 ,1815 (fig; 155),_ , · Non. ancoi;·.:-1 ventenne, fu vetèrinario, poi. med.ico milita,re. I'teoocupato del}e·<",Onclizioni sanitarie delle trupipe e delle caserme di quel tel.J?.pO, d_ettò Je prime. regole di igiene del sol{lato circa l 'alimentazione, il'equ,Upaggi.amento, l'alloggiamento, e studiò· con ainore le princi(Pali ma:1nttie della coHettività milita re. :Più t:H·di vinse iper concorso itl posto di chirurgo nell'ospedale degli Jnc.u rabili ed infine fu nominato direttoré d~JJa clinica ,chirurgica, quando a Na,poli SalvatDre Tommasi rendeva, con la ipotenza: <Ìel suo ]uci.disr-imo intelletto, in tutto . n mondo scientifico onorato il nome ii..alfano. E il I'alasciano fu ipertanto il ·vero esponente del risveglio chirurgico {]ella scu-0la napoletana, affermandosi come. J'operatorP più colto dei suoi tempi. J suoi interventi .f urono infatti a,rdimentosi e rivolse le sue cilre specialmente agili storipi ed ai mutilati, che allor.a, crescevano in num.e ro impre..,;siornmte per inadeg11a,t i trattamenti chirurgici. Studiò in9ltre le lesioni. articolari, -R1pecialmente le anchilosi del ginocchio, e con.dusse numerose ricerche anatomiche sulla p1'opag· gine inferiore del inidoHo spina1le,. c rr,a,ndo fa cura locale della spina bifida,, ancor oggi meritamente apprezzata. A lui si d eve ancl1c la cura del resti·ingimento inteRtinale consecutivo all'ernio· tomia a mr,zzo dell'introfle~sione digitale nell'intestino. Ed · a!l]'estcro, nei congres•si, tenne sempTc alto il buon nome della scienza italiana, portando i.I suo giudizio sa,pieùte eù elevato in ogni dibattito : coRÌ. a Lione sostenne aisp1·a IJ)Olemica IPCr òimostra,re la: preced enza òella scuola napoletana, (Caffbia,ti) nella, scoperta del vaccino ·a nimale. Fu a.n che l'ideatore {lello ,S1pecillo, ,che fu applicr1to -per la rprirna volta nella ferita d·Pl generale Gairibaildi, colpito al piede destro ad Aspromonte. Essendorsi r·esidnata una :fistola, ribelle ad


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ogni cura,, ven.n e chiamato a consulto il· .famoso chi,r urgo francese Nelaton. Pala~ia1~0 dimostl'ò che la fistola era dovuta alla perma,nenza (lel 1proiettille nel fondo della lesione: . ed infatti, alJ)lpena fu estratta l a pallottola, la guarigione ne ·seguì ,r apida, con sommo giubilo degli Jt,i,liani. Egp inoltre ebbe il merito delll'L- intuizjone . delle infezioni

. l!' ig. 154 - Yerdina.ndo Palasciano, . precursore della Croce Rosaa (n ato a. Capua il 13 gen. naio· 1815, morto a Napoli il 2~ novembre · 1892).

chkurgiche. Volle che ,g li opera.ti colpiti da suppurl:Lzionc doves~el'o essere tenuti. separati dagli altri infermi. .Ma, tl:Lnta grandezza d'animo· e vivacitfì, d'ing·egrro non fù consJd.crata·dai éontemporanei'. Allorchè, con d~reto ·dt!l Ministero della !Pubblica istruzione, fu ordinato · il trasferimento della Clinica chkurgica nell'ospedale cli Gesù e· Mada, egli rispose' sdegnosamente dando le dimissioni, nè valsero a rimuoverlo ·Je !più alte e autorevoli preghiere e si ;.itirò in esilio volontario neillà suà, villa di Capodimonte'. 'Ma, ipi'ù che il chirurgo; è qui il luogo cli ricorda,re il filantropo .

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-664Già nel 1848 aveva cor,so il rischio di essere fucilato per essersi offerto a l generale Filangeri q ualc custode della vita. dei feriti èi i parte avversal'ia. all'assedio di _M essina, quando i Siciliani erano insorti cont,ro il dominio borbonico, cd aJ feroce generale, che per· domaore la rivolta gli aveva ordinato di non risiparmiare neunncno i ribelli f eriti, egli ,r ispose serena.mente che tutti i foriti, a qualun que esercito appartenessero, erano per lui sacri e non potèvan o essere considerati come nemicL B dovette la propria salvezza aJla grande stima e considerazione che godeva. p•J'e&'So lo st esso Re J!'erdinando, il f!Uale non volle convocare il Consiglio di guerra. Palasciano ra<:colse così i primi vagiti di quella filantropica istituzione che doveva diffondersi in ogni nazione civile ed essere ovunque benedetta. Ed in tutte tl e corti d'F)uropa, presso tutti i governi, pereg1:inando, soffrendo, incita-ndo, di&-ntendo, pol'tò l 'entusiasmo della sna lunga meditazione s ulla neutralità, (lei fe l'iti in guer,ra. Irn,p,re~~ionato dai mo l Li in<".,onvcnicnti osservati cura,ndo i fe riti della r.iv-01luzi-0nf\ dell'Italia meridionaJe, aveva fondato il 21 gen naio 1861 prrss-o l'Accademia Pontaniana, di Napoli un IJ)l'emio di cento ducati per un conoorso su un centinaio di &forismi di chi1·1H"gia conse,rvatrice nellle ferite da arma da, fuow. In una memoranda sed uta della stessa, Accademia, tenuta il 28 aprHc 1861 per festeggiare l 'ehorata di. Vittorio Rmanuelc II in Ni:Lpoli, alla <1ua.Je assistette anche il Console generale della. Confcdc1·azione Svizzeia. a Na,poli, il Pafa&-ci.ano potè :fina1lmcnte svolgere _jl fll1D urnanital'io !J)roposit o, già esposto in una p1·ecedente seduta del 28 gennaio, e propugnare il l))l'inciipio della inviolabilità dei feriti e d ei malati in guel'ra come un dov1:.•rc sacrosanto dell'umanità, con una magni:ficrL disserìaztone, « ùa, neutl'alità dei feriti jn tempo di guerra)), che, secondo Ma,s simo de Camp, costituisce l 'atto di nascita del[a convenzione di Ginevra. « Testimoni. oculari, òegn.i ssimi di fede, egli disse, att esfano che nella hattagUa del 1859, per ,p emrria di medici si fu costi•etti ad a bba,ndonare sul camipo senza assistenza i feriti gravi, con IJ)roi ettili ,penetranti nelJle g randi èavitù,. Eò io conosco medici non vol gari di queste nostre cont r aile, _i qnaJi si erano invano posti a disiposizione <lel GQverno PiemonteRe per la guerra dell'indipendenza italiana. L a il.oro domanda, era · in opposizione ai regola.menti! )). F, più avanti , dopo di avere esposto i mez,,;i ipiù adatti iper una più efficace assistenza sanitaria in g uena, aggiungeva : 1


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« Per diminui,r c la mo1·talità degli amputati, com:e per sot-- trarre dall'amputazione molte membra fra,cassat,e, è meglio che i governi venga.no in a.i ut,.) d ella sdenza medica, Ja quale, da sola, non può esimere i feriti {fai trasferimenti e non può provvederli del personale e dei mezzi necessari per essere cu,rati nel sito del coml>a.ttimcnto. ni.sogll1:!'r ebbc che le Potenze betlUgeranti, n ella dfohia,razionc di guerrtL rk,0nosef$Sero reciprocamente il principio della neutralità, dei combattenti feriti o gravemente h1fermi [)er tutto fl tempo dclltL cur.a, e che adottassero ri-spettivamcnte qneUo dell'aumento illimitato del pcrsona.Je. sanita,r·io dnra,nte, tutto il · tem!J?O della, guel'l'a )). Ed aggiungeva ancora: « Da pa.rtc mia c,onfesso francamente che, quando veggo i bi1lanci delle nazioni euroipee quasi interamente assorbiti dal mantenimento degli eserciti pe1.·ma11P1tti , e qua ndo sono abbagliato d a tanti sple11didi militari, <:ov<•1·ti <fa cnnloni, lacci e ,ricami di oro e di argento, da pelli <li <ll'N Ì <' rli 1i_!.';·1·i, •fa pimn~ (li aiMni e di aJtT•i uccelJi pi ì1 o lll<'no 1·ari. 11011 a10R:-;o compr-cnde1·e come , per mancanza di rnn,trn·ialf~ ~11fficie11t,e, ffU('(,.\'li ~tcs:-;i nomi11i, coRi r-iccameul,<~ e i-;plPndida lllf·ntP VPRtiti, :sin.n o ass-0ggcttati nlJa possibilità, di avere in cnRo ~lì g-,·a,v i fcl'ite fo membra amputate a cagfone di economfo, o di att<~ndere i soccorsi deilla 1ìlantro1pia e della pubblica cal'it:1 IJ el momento m edesimo che p er la loro divozione all'onol'e ed alla J'a,fi1·in, hanno acquista.to diritto ai più genermd socco1•si. Io non i[Josso ammettere c he, quando la. legge inibisce all 'armatore <li far i11 1!1·aipr!mdere ,al]a s ua na,ve un viaggio d i )ungo e(wso, s-enzn, aver pl'ovveih1to cli m~~dko e <li medicamenti, sia p<>;rmei::fio agli s t.a ti <l'intl'a_p-rendere la guerra., senza avere il mate1•iale sufficiente a CUl' fH'C regoilarmente i feriti e gl 'infcrmi , senza aver prese tutte le mislwe destinate a soppl'imere la, posRihilità di. doverli mutilare. Eil in fine dei conti, -siccome è sernpir e il popolo che i})aga, deve t ornargli indiffern1te òi pngare pinttost-0 in un modo che 11ell'altro. 1/importanfo .~ che o)aghi il giu1'to e shL a.nnoiato il meno possibile ». 111 magnifico discorso ebhf' un gran 1'nccesso e larghissima eco, non solo 111 Ttalia, ma fo t utta, Europa rd il PaJasdano ~tc!';so ne inviò copia al rlott. Luigi Al{)lpia , -piemontese (1818-1898), il quale aveva iprestata <>ol Bertani la sua, opera umanitaria oi me<lfoo rnilita,re' a, Re1,1,ecca, al seguito dei volontari Cacda.to,ri òelle Alpi, condotti dHi Gfoseppe Ga.ribaldi e si era acqui,'3tata in Germania


-666ed in Svizzera gran fuma di abiUssimo chirurgo. Ed il 10- giugno 1861 Enrico Arrault, .. fornitore dell'esercito f.rancese, in un.a letteru, a.perta al Ministro della guerra" sul rperfezionalllento del materiale delle alllbnlanze volanti, pubblicata a Parigi, propugnava l'inviolabilità d~i medici .m ilita,ri, degli infermi .e delile amlmla11ze e si augnrava di poter sentire 1presto dal rpersonale sanitado mohìlitafo frasi come queste: « Noi vi restituiamo i vostri fori ti che sono nostr.i frat,e11i, come i nost,ri feriti sono i vo.stri )) ; il che sar·ebbe stato Ja più grande realizzazione dei prcieetti del divino Salvatore : . « amatevi e soccorretr.vi scambievolmente ! )). Le proposte <le H'Ar,rauU furono pubblicate col consenso del ba,r'One La-i·~y figlio ed incontrr.l!rono la rpiena a.[)provazio:òc del Borie nel Siècle -del 1 ag,osto 1861. Il 1 settembre 186~ fu ·airamato, rpe,r ini'l.iativa di Gustiwo Moynier, :p residente delh1 << :Socicté gén~voise d'utilité pnbli.que -)), e del gencmle svizzero Dufour un invito contenente le 1proiposte, che i:l Comita,to, formatosj in Ginr.vra il. 9 febbraio prestio la aetta Associazione collo stesso dott. Appia, dott. l\,faunoir e Dnnant. come segretario, allo scopo di oostitui:re una << S.ocictà permanente di soccorso iper i feriti di gtier-ra, )), intend_e va sottopor-re.aJla Conferenza indetta a tn,l e intento. La riunione, ebbe luogo a- Ginevra, il 26 ottobre J 863, e :vJ pa,rtoci1parono i dcJcgati. di 28 Nazioni : a ,rappresenta.r e l 'Italia fu delegat-0 .il medico capo dott. F. B.aJl'offio ed il console G. Capello. · Tn q1~est'adunanza fu approvato semplicemente il · princiipio della neutralità dei feriti in guerra e Ja :proposta <felila e< cre,azione di un corpo di volontari in.fermiel'i presso gli eserciti)), la,sciando .i l soccorso a carko del Governo. Cosi si veniva .ad ..a~cogliere la tesi sostenuta con tanto fervore <la l Pa!laisciano. I rapp,resenta,nti militari non m.anc&rono di soll~v~re obbiezioni, e venne a,perta fra i diversi governi una serie di -discrn,8ioni che si protrassero fino al 1864. NeU'ottohre dello' stesso a,nno., . al congresso di Lione, (di cui era vicepresidente) e do1po ancora in seno alla,_Pontani.ana _e nel[' Archivio, Ferdinando Palasdano continua la campag·lla con non minor€ fervore, sostenen_do vigorosamente. cht>, la << neutralità non era ,s uggerita da puro sentimfintalismo, ma,,sLben per lo scopo terapeutico di risipa-rmfare mutilati e mortj >ì· ·Ed,jnsiste, (C aSoprattutto si sarebbe potuto ;risparmiare la pena di J!'npor~ un braùciale di,


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stintivo, quando per la condizione della Convenzione stessa ad assLcurare..la immunità del ,medk-0 si. esige la presenza d el ferito o dell'infermo.' Qua.1.unque sia il segno distintivo della neutra,lità del personale sa-nitario, esso è inutiil e, e può divenire incomoòo e pericoloso>>. IM aggfongeva: « _pel combattente fedif,r ago immagino solo . due 1pen e : la priva-ziorn') del di,ritto di- caipitolare, e la fucilazione >>. • · , , · . All'Italia spetta dunque il vanto e 11'0-nore di aver dato 11 vero concetto fondamentale della Croce Rossa ed al Palasdano di avere p er primo sostenuta, ]a neutralità dei feriti in guerra eà il principio ch e H sooco,rso da appresta,r si dovesse -costituire <<u,n,_~ / le gge per . tutte le nazioni, un dovere per ogni governo, un clfri_~ sacrosnnto _delle genti>>. Il 27 dicembre 1863 aU' Accadcmfa Pontaniana ,il Palasciano, che non era sfatto invitato alla riunionP di Ginevra, rivendicò gim:tamente la. ipriorità della s ua, ide:1 s ulla neutra1lità d ei feriti in guerra avanzRfa fin dal 18Ul, pu,r rioonosccndo .Lealmente il merito di nunant nella attiva propaganda. Eil in umL s ucces~h:1 li-leduta del 6 marzo 1864 ·iliede· ancora n otizifl. dell'o11wrn- spi(·ga ta dal Gornil.ato di Ginevra _pPrchè [e proposte fatte fos senJ :-.anzionatc da una, regolare convenzione, che a.ffernmssc solennemente la neutralità in guerra -del personale e <lel materiale, il qnalc doveva essere contra-Rsegna,to da un segno •liRtintivo e conchiudeva 1{)er pa1·te sua che la giustizia e la logica ,reclanmvano che questo simbol-0 della neutra.lità,, invece di essere la Croc e Rossa in cam!Po \)ianco, doveva essere inversamente ija oroce biancà in camJPo rosso, ossia lo stemma Sabaudo. Successiva mente il Consiglio federale elvetico invitò Ì!l. 6 giugno 1864 tutte le potenze europee e qualcuna, anche d' Amerfoa ad inviare a Ginev-ra plenipotenziari incaricati -di , compilare l'atto che doveva legalizzft,re e richiamare alla <liS;<.m ssione principi che gli sembravano errati, qua.l e l'adozione deJJa scfarp~1 bianca oome simbolo di neutralità per il personale sanitario, che veniva a costitufre invece un bersa,g11io molto pericoloso. Già il 29 settembre J 862 in ,ma. a1Ssemblea dell' Aoca<lernia Ponta.niana il Palasciano e sp,ri,peva più espjicita-mente questo principio umanita,·io, d ella neutralità dei" combattenti fe1·iti. « per effetto di stÌ!J)ulazionr. di ac-. eortlo in un Congresso intr.rnazionale o [)Cl' reciproco a1a,rticolaire . consentimento <lel]e potenze belligeranti ncll 1atto dP-ll'intirna,zione della guer,ra >>.

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D'altra, parte il Hummt a Parigi promoveva attiva propaganda in favore della' nobile idea, ottenendo il consenso delle più cospicue persom.1,litài, quali Renan, Guigot, de Lesseips, mail. de Sta,el, che confe,àonava e distribuiva .già numerosi bracciali da.ll'emblerna rosso crociato e delJo stesso imperatore Napoleone III. L'Inghilterra, per opera del romanziere Carlo Dickens, aderiva a questo umanitario proposito, e così la Russia, l'Olanda, la .Sa,ssonia e la Prussia, IP,er parte dell'imperatrice Augusta, per cui il 2'2 agosto 1864 a Ginevra fu firmata fa convenzione da 26 ddegati. In una successiva, seduta del 28 agosto ali'Accademia Ponta.n iana iJ Pa.l asciano non esitava ad affermare solennemente che la sanzione del pri11ciipio della neutralità dei foriti costituiva, la più g,1.·ande conquista del secolo, e colse anche in questa circostanza, l'occasione per riaffer'mare J,a priorità dell'ia,ea tutta, italiana. Cominciarono così in 'Italia, a costitui,rsi dei Comitati di soccorso per i militari feriti in temipo di guerra, cd il ministro della guer,ra del tem(PO~ generale Pettinengo, con circolare 22 ìlugli.o l 866, disciplinava. i ,rapporti di questi comita,t i colJe loca1li autorità militari 1per quanto r iguardava specialmente ,Jo studio per l'impianto deg1i ospedali di risrrva. Ed il 2 luglio successivo il Prindpe Eugenio di Savoia, luogotenente del Re, sanzionava con aipposito decreto l'aggr,egazione all'esercito mobiUtato di squadre cli medici C! militi della ( )roce Rossr1i, concedendo loro il grado assimilato e il . didtto a ipensione. Nel 1867 il Pafascia,no n el congTesso di Fkenze clel1la C. R. I. portò la sua illuminata esperienza sul tema <lena collahorazione deHe associazioni di soccorso colla sanità militare in tempo di guerra. Cosl nella successiva riunione internazionale di sfatistica, tenuta.si ugualmente in Firenze ed in occrusione del.congre,sso della pace a Ginevra, propose la costituzione di un Collegio di giur<X'.,onsuilti. per la riforma delle leggi di guerra. Erl il 14 giugno 1867, in una lettera al P,resident.e del Consiglio Ratta11.:zi, invitava il Governo it~1Uano a farsi promotore di una revisione della convenzione di Ginevra in rapiport,o soprattutto al principio dell'estensione della neutralità, alla guerra n{1va1e. Il suo apjpeHo non dmase lettc,rn morta, poichè il Rattazzi interessò immediatamente gli ambasciatori italiani a Berna ed a Parigi ad ottenere l'aippoggio delle ,rispettive nazioni ed a sollecitare una, nuova riunione intP-rnaziona.lc ·a Ginevra.

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Infatti il 12 i1gosto 1868 il Consiglio Federale svizzero diramava ['invito alle va,rie 1poten:.1e e 14 nazioni si ,r iunirono a Ginevra dal 5 al 28 ottobre seguente: l'Italia era rruppresentata dallo stesso dot. tor Baroffio e da.Il capitano di fregata C9ttrau. l!'erdinando l'alasdano mori in Napoli il 28 novembre 1891 ed ebbe degna sepoltura a Poggioreale nel Pantheon degl'illm;:;tri cit- · tadini. La, sua opera di apostolato fu ta.rdivamente a,p prezzata e ,ricompensttta,. La Camera ed il Senato lo ebbero fra i membri più insigni.. F eoe inolt,re 1parte d~l Com'liglio superiore della P. I. e ra1ppresentò l'Ttalia in una, ventina <li CongrAflsi nazionali ed esteri; fu infine sodo onorario di otto accarlemie scientifiche strrmiere e di venti italiane. Inoltre nr.l 1883 il 1pr-of. O. Mazzoni, in una sua memoria premiata al concorso della Società italiana di chirurgia sulla, neutralità dei feriti in guerra, rivendicò skenuamente al Pakisciano la priorità delll'idea. 1~ M:u·gherita di Savoia, la prima Regil1a <]'Ttalia, sempre prima nel JXLt-rocinare la causa della giu• stizia, sol'lecitava nel 1896 il g,enera1l<' iMocenni, ministro della guerra del tempo, percht~ desse tutta ln. ,s ua attività, nel far riconoi,;ce,r e questa priorità. And1 !' il 0omitrito ('f'ntra'le deHa Croce Rossa nel 2i> a,n niversario di s11a fondazione fece degna e solenne commemorazione ecl offrì alla vedovr1 un'artistica grande medaglia, coniafa per onorarne Ja memo-da. 0

La convenzione, che prese il nome di Conven:.1ione òi Ginev,ra, fu firmata i1l 22 agosto 1864: l' Associa:.1ione fu detta della Croce

Rossa e venne prescelto come emblema il simbolo delfa, croce rossa fo campo bia,11co, invertendo i colori della bandiera svizzera, meno 1per fa Tnrd1ia, che adottò la mezza1luna,. Il trattato fu ,r atificato <lane varie potenze, integrandosi con diver,se altre norme di diritto internazionale. Con questa Convenzione non si vennè a creare a favor<' (lei ma1a,ti e feriti in campagna, una nuova legislazione, m~ non si fece che ~egali7,:;,;a:rc quanto già era in vigcwe negli usi di guerra pres:-;o ~e principali Nazioni c~vili, e che purtroipipo era rimasto fino al· ]ora lettera morta rper l'assoluta mancanza di qualsiasi organizzazione. Òoll'a.verc invl.'OC poste le basi della fondazione {li una g'rande associa:;,;ionc internazionale, si diede vita ad un .larghissimo movi-

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--:- 670mento di :progresso e di civrnzzaziòne. l!'in dalla prima riunione tenutasi a Ginevra si"oostitui un· Comitato interfiazioilrule direttivo, allo scopo di assicurare la ,collaborazione ed · i ,r eciproci rapporti fra le va,ric Nazioni aderenti, sia ooll'indire ·i singoli congressi e prepa,rare i temi per le discussioni, scegliendo ]a sede ove e.i dovcv,a,no tenere le riunioni ogni cinque anni, sia, coll'invigilar,e a clic la Con venzione fosse rispettata presso tutte lè potenze :lìrinatairic. Quantunque ]a conv,enzione d eJl 1864 e successiva, revisione clel 1868 avesse ,i·eali:t,zato ·un· sensibile prog,resso civile negli usi di gµerra, tuttavia, erano ancora rimaste ,d a risolvere alctmc hnJl)ortanti questioui, come ebbero a: rilevare 1A successive èarrupagne -ita.Jo-au striaca del 1866 e franco -prussiana Uel 1870-71. La raccolta; a,d esempio, delle notizie sni ca<luti in guerra p e,r poterne ùare pa,r tecipazione alle famiglie ·cmit.ituiva inio dei compiti della Croce Rossa in guerra; eppure, doipo otto m esi òal[a battaglia di Konigratz non si era ancora, riusciti ad avere · da.ti su 1500 soldati scomparsi. · Ed è o,pporti.mo a, qnesto ipf<lJPosito ricor<.fare che nella campagna del J870 'i combattenti gettarrori.o via le phl,shine di combattimento; attr ibuendo aò esse una superstiziosa paura della morte. Questa guerra d el resto non .portò grande incremento a1lo sviluippo delie associazioni · della Croce Rossa : · anzi si affermò che queste facilmente davano luogo ad inconvenienti e ad abusi, e fu ventilata inoltre ]a proposta di sostituklc con organizzazioni di. c~rattere puramente militare : sicc hè la convenzione ·di Ginevra ebl1e nei. primi a.n ni una vita assai stentata ed incerta. M.a gli avvenimenti maturavano, e nel 1884 le Nazioni, sem,pre più preoccuipatè della sorte d ei feriti in. g11én·à; indissero uiìa nuova Conferenza internazionale a Ginevra; · nélJa quale; per ila:, pr·ima, volta, :fu tn1tta.ta l'importante questione della posizionè dellf~ as sociazioni ·dellà Croce Rossa in · r a1Pporto àll'arnmini'Rtrar-ione dei rispettivi es.ereiti. · n delegato francese conte Serurier aveva presentata· formale 1Proposta di ·oostitufre- un « Co1ìpo mìlita,re ·d ella ·c1·oce Ro~sa )), con tutti i doveri ed i vantaggi <legli a~tri l"eiparti. dell'ERerdto~ I rappresentanti <lell'ltalià, .si limitarono invece a stàbilire ima assimÌlazione' ai ·gl'adi ed- n:ffid ·militari. Tutti' però ttirono <'I ;accordo nel: l'afferma Te 11' princi1pfo, 'al quale ~i deve i'risiphar~ ogni èsérèito· ordinato e disciplina.to; dell ~à-Rsòlùt~,'·sottòrnic:isio·nc dellà' Croce Rossa, all e :Autorità mHita,r i in · g1.1erra è <l~lla :pì'ortta 'adesi one· àÙc fl-


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chieste in tempo di pace, mentre lo Stato 'a vrebbe · dovuto ga,rentire, con a1pposite leggi, tutela e protezion~ alla Associazfone, quale istituzione da esso di1pendente'. Nel 1887 fu indetta una quarta riu:n iòne internàzional~ a Karlsruhe, e fu possibile dimostrare come nelle guerre dell'ultimo · decennio la Or·oce Rossa fo sse riusdta ad introdurre i più utili miglioramenti nell'assistenza dei malati e feriti fa guerra. Ed' a,ncor maggiormente rifulse questa fila,nt1·opica attività nei successivi Congressi di Roma del 189:!, di Vienna del 1897, di Pietroburgo del 1902, di Lornfrn; ,rlP.11 1!:J07 e di Washington neil ·1912. In qn,este dunioni internazionali, improntate al più alto spirito di umanità, e di solidarietà sociale, furono inolt1·ate proiposte di razionali 1riforme da parte di eminenti scienziati e uomini di Stato. · E le ulteriori guerre del 1895 in Serhia, del 1897 in Grecia, del ]899 in Gina, del 1900 nel i'ransvaal e del 1!)04-1906 in Mancirnria e nell'Africa sud-o<:ddenfale fornirono le più 'luminose prove dellà tie('.essità di disporre sul c:=ur1po di l1~1f.b1glfrt, f' ne11P. retrovie: di un servizio sanitario 111ilita,1·c org ..mizzato con pérsonalc praticQ, disciplinato e resh,t.-.nte alle fatiche. In hase a questi risultati il !Parlamento svizze1·0 n el l !)OG ~woposc alle potenze firmafarie della prima convenzione 1mn, 1·cvisione delle disposizioni del 18ù4 rigm11;danti il d.il'1tto delle genti fino allora, in vigore; ma non sempre applicate dagli st:1ti belligeranti,' non essendo completamente ben definite. E il)l'iìna di discutere i preliminari che dovevano poi servir:e di base alla nuova Convenzione, fu sa,n zionato il principio che i di,ritti dell'umaniUL non dovevano ·,essere interpretati in senso ·as'soluto, ma sÙbo1'dina,tamente alle inevitabili esigenzP- della guerra, od, in altiri termini., si doveva conciliare il massimo sforzo 1peÌ:· annientar,e e sconfiggere l'avvers~n·io <:ol massimo sentimento 'timanita,r io nel socoo,rrere le vittime di ·,questa lotta fatale. 811 questi pr1neipì si stabili un accordo, che portò àlle seguenti ·ra<lkali imi,civazicm1 della Convenzione : J) ·1 soldati malati ~· feriti, senza: difitinzione di nazionalità, i1ov,mnno ei;;sel'e raecòlti e curat.i · dal vincitore. · · 2) Il soldato reso nòn più idoneo · al ·c ombn,ttimento dovrà 8!{Rere ·protetto dai . malfrattam.enti e da,lJe . raf[)ille. · 3) I ni~rti, primà délla imimazione o cremazione, saranno _identificati, C ,pe1;dò ogiii éml<fa.to dovrà; portare un òistintivo di ri~ori osèimento. . ' ,/


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4) GJi elench-i dei morti raccolti dal nemico e quello dei feriti e dei malati dovranno ess,ere teasmessi al più ipresto alle A ulorità della Nazione o deH'Esercito, ai quali appartengono. Sanzione importantissima fu quella ancora di estende\e il dil'itto di !Protezione a coloro che a:ppartengono a società d 'as8istenza volontaria, al personale addetto al trasporto· ed al pl'onto soccorso, nonchP. a quello amministrativo delle vail'ie formazioni sanital'ie, agli addetti al servizio Sil)il'ituale da campo ed a tutto il personale 1':loggetto alle leggi e ,regolamenti militari delle a.ssooiazioni di sOècorso, apiprovate e riconosciute dai rispettivi governi. La nnova convenzione sta,biJH inoltre esiplicitamente che i medici. <li un reparto di truprpa potessero ,r imanere a curare i propri malati e feriti, anche qmmdo il nemico si fosse impad,r onito delle unità, -s anitarie, cui erano addetti e ricevere da essi il vitto e gli assegni. 'futti gli ospc>Alali c1a cavi!Po al seguito delle truppe dovevano considerarsi inviolabili, e se caideva,no in potere d el nemici), doveva no essere restiluiti all'esercito cui appartenevano, salva la facoltà,, <la parte dell'esercito vincitore, ò.i valersenP- tempurn,neamente por 1a, cura <l ei ipropri malati e feriti. In questa circostK'l-nza, il tenente generale medico li'ranoesco Ra-ndone, ùclegato per l'ltaJlia, riuscì a far approvare la san~ione di estendere il princ~pio della neutralità a tutto il materiale sanitm·io delle formazionj mobili, qualunque fossero j mezzi di tl'asporto ed n personale conducente, con g·r ande vantaggio delle nostre unità, allorà traspo1•t,ate oon veicoli di re.quisizione. L'opera riformatl'ice compiuta a Ginevra nel 1!)06 colla nuova convenzione fu completata l'anno seguente all'Aja al congresso internazionale <lolla pace ove fu fatta, la pÌ·oposta di regolare i conflitti inttwnazionaJ.i mercè gli a,r hitrati e tU mitiga.r e g1li usi ùcl diritto delle genti e òella condotta in guer,ra. La Russia in detta riunione, per l'esperienza fatta nella guerra col Giappone, ipropo~e che le ipotenr.e nellle cui mani fossero caduti prigionie1•i di guerra, malati e feriti, fossoro obbligate a darne rpairticola-ri notizie alle ri1-1pettive famiglie, e che tale pietoRO incarico fosse affidato alla Croce Rossa. Venne inoltre stahilito di cst,endere alla guerra marittima l'applicazione della convenzione di Ginevra e Ri docise ~he fin dal tmnpo di IJ)ace nei ,p orti 1prind.pali fos~ero a,lle,,stite naviosped.a.le per lo sgombero e cura dei malati e foriti di altre potenze belligeranti, scm1p,re quando fossel'o da f!Ueste riconosciute e di-


-673 chia,rate neuh.·ali. Le 11ltimc confere1l½e interna:..1ionali, tenutesi a Ginevra, nell 'ottobre H)25, dopo quelle del 1921., 1923 ed all'Aja dell 1928, non furono mmo importanti: frai l'altro, si organizzò un conco1·so fra le n.1:..1ioni 01e1· la. standa,rcliy,zazione del materi.aJ.e sanita,rio, aJ. quale pa1·tccipn,rono oO Rtati. . Così la, Croce Ifossa riesce oggi ad estendere la, sua benefica attività atl una ci nquantina cli Nazioni del vecchio é del nuovo oonUnente, con migJinia <li ra,111i:fìcnzio11i in tutti i paesi, aderenti tutte a lla Convenzion e <li Ginev,r a, la <1u alc\ rappresenta l ' espressione del dil'itto ipo~itfro di guerra, affermatosi soleuuemente nella storia del p,rog rel-lRO civile. .;:.

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,,..~ ,/La Croce RossfL Italiana, d 111.·,u1fo l ' ultima campagna, <lel 1915-18 si acquistò nuove bcnc11wt·t'11:1,e : al l'at to del.la mobilita.zione dislocò in zona di gnmora 20!) nnil.:ì, ~:rnit:11·i<', di c ni Gi> ORipedali <li gnena, tre cli t:1rpp:1 , m.;ip(•dali dlirn1·g-id mobili , 4- sezioni di. sanità,, 32 a m bulan:t.C', ~!l prn;Li r~,1·1·ovi:1,ti di pronto sO<'.cm·so, 24 treni ospedali, (l arnhuh.uize ra(liolog;icli<\, 1 'la,guna,r e, ] (lnvial<,, 10 nu1,gazzini di rifornimento e 3 n II topa,1·c hi, l 5 sezioni antomobili, con un personale complessiv<,> di ·1~.7rn,, di. c ui 1193 ufficiali medici. Nella zonH, territoriale furono i11q1i:Hd·nt.i 204 ospedali di riserva con una, Cajpa· cità di ~0.000 po~ti -letto ed un [)(}l'Sonale di 19.214, Ji c ui llGO n:fficiali m~<'fid. S. M. In, Reg·im1, .Madre nel p1·oprio ipalazzo e S. M. la Regina E .l<'n il: al Qnhina1e provvidero con rcga,le generosità a l ri: _ covm·o ccl n.ll ' aRKi.~1N1za <lei nostri va lorosi feriti. Complessivamente . i ma,lnti f' fN·it.i mipeda1izzati furono J.205.754, con 21.262.301 giornate cli rlegc11za : g-li il1fcrm~ t,rasportati.- a~monta,r ono a 4.:6~,.1}00 ...-J.· Durante la g-nerra rno rn·ono per fatti d'arme 13 uffic1ah medici e lfW!' mafat.tie con t 1·atte in Rel'vizio nl : si ebbero inoltrC' 2] 1 feriti e 21 prigionieri. S. 1\L il R.e conferi .a,11' A'li, sociazione la, medaglia, cl'~rgento n.l valor milita:re ipcr l'abnegaizione e va,lore di- J mostrnto rn tutta, la ca,mpagna,. x ~ l :f a l a- nobm~~ima e pietoR::i mhisione <lt>lla Croce R-0sRa Italia na, n on si e~licò solt.:rnto fra il fr::igol'e ,rlC'lle bnttagilie ed eRtese Ja. s ua bent>fka. azione :rnche in tem[Po 1li nace in ogni cireosta.nzn. luttno~a., e<l anc or oggi p ei·Rcverl'I n elln titanica lotta, co-l ltro l a, malaria e la tnbel'~,olosi, e coope1·a attiva.mente alla protezione clell'infanziu e dcllH maternità.

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Pe,r dare un'idea dell'organizza7.fone dei i:;occorsi apip/Festati in ci,rcostanze di pubbliche cafamità -daJ.la Croce Rossa, rLclorderemo l'opera di sacrificio e di ahnegazione esplicata nel 1902, quando scoppiò l'epidemia di dermotifo a Sarno, in provincia di Salerno, e ancora, in occasione della ca,tastrofe ferroviaria di Beano (Udine) nel 1903, nell'eruzione del Vesuvio del 1906, nei terremoti calabri del 1905 e 190H, nell'esplosione di Palermo del <licemhre 1H07, e nellle jnondazioni del Veneto. Quindi la Oroce Rossa coilla,borò con là Sanità militare nel disastro calabro-siculo del 1908, essendo d'ausilio JPrezioso al Governo; nel 1!)10 per le ,catastrofi. di Salerno ,e d'Ischia, nellla campagna anticolerica del 1910-11, in quella del vaiuo]o a Fondi nel 191J , per ill terremoto nella Ma,rsica (1915), IH~ll'Umbria e nell'Aretino (1917), ne11a terra di Mugello (l!U9), a Radicofani (19:19), nella Garfagnana e Lunigiana (1920), e infine, 1per l'esplosione della, ipolvcriera, di Vergate (1920), per l'eruzione dell'EtmL (1923) e per l'inondazione in seguito a,1la ,rottura dPlla dign, di Gleno (1923). Quante belle battagilie combattute e vinte! Ma si deve ancora ricorda,re Ia iparteci1pazio11e della Croce Rossa, Ttaliana, all'opera di soccorso -dei paesi esteri colpiti da, epidemie, carestie, terremoti. Eccola nel 1922 nella Russia affamatn,; nello stesso anno a Smil'l1e, distrùtta da1Vin<'.endio del settembr..,; ne11923 in Giappone dove ·s pese un mi1ione e mezzo di lil'e 1per il ter,remoto dcll'ottohre; nel 1923 a Cavala per accogliere sotto i s110i attendamenti le popola,zioni g0reche e turclie, oggetto di ~amhi fra quei governi. Infine ne1 1924 eRsa, distribuisce medidnali, vesti, cope,rte in Albani.a, nel 1927 aiuta i •r ifugiati bulgari. e ne11928 è ancora, nei Balcani per il tcrrem.oto. Cos1, sotto l'alto patroni\,to <le]hl, Maestà del Re, la Oroce Rossa Italiana ·rmpprcscnta- una, forza, permanente al .servizio de11 'uma,nità e cornipic la sua no·h ile missione anche in tempo di ipace di soccorrere il ma11e e di procurare il bene, accrescendo in tal modo nella salr1te ilPgli individui la forza <lella,· Nazione e diffondendo quei sentimenti di cairità, e di fratellanza, [)er cui ] 'uomo diventa migliore e, per avvic:inarsi a Dio, si fa lC

puro e disposto a salire alle stelle n.


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