Skip to main content

PAOLO SUPINO

Page 1

L'Arte Militare del 2000 Uno sguardo al pensiero strategico italiano del passato. Prefazione agli articoli del gen. Paolo Supino su Rivista militare Ferruccio Botti

U maggior esponente del pensiero mi(j1.are e Strategico italiano degli anni Cinquanta e Sessanta. e anzi delrinlem periodo della guerra fredda, è il generaJe Paolo Supino, con numerose opere e c irca 100 articoli prevalentemente sulla Rivista Militare che riguardano sia gli aspetti teorici dell'arte militare e della Slrategia ne lla guerm fredda. sia i loro specific i riflessi sul 111010 geopolilico dell'Italia e sulla fi sionomia delle For,e A,mate e dell'esercito in particolare" . L'eleme nto caratterizzante del pensie ro del Supino è la netta soluzione di continu iti1, anzi la netta frattura da lui riscontrata tra la strategia dell'età nucleare e quella classica, accompagnai.a da una fede che potremmo definire «marse lliana» nella tecn ica e nella ricerca operativa. Su quest' ultima materia pubblica una serie di studi volti a dimostrare che. come già a suo te mpo aveva soste nuto il Marselli. è possibile este ndere la «razionalizzazione>>della problematìca militare. riducendo lo spazio lasciato all ' imprevisto. a fattori morali e spirituali non quantifi cabili, all 'intuito e alla personal ità del Capo. In tal modo inconsapevolrncnte si avvicina a Jomini. anche se non lo cita. Da questa impostazione discendono il suo convinto antistoricismo, (vieppiù raffor1.:ato dal giudizio critico sulla condona politico-militare della g uerra I940- I943 da parte italiana). e il suo approccio anticla usewitz iano a lla problematica della g uerra e strategia. a cominciare dalla contestazione del detto di Clausewitz che la guerra è la continuazione della poi.irica con altri mezzi; c itando un detto de l generale Van Seekt ritie ne, invece. che fin dalla prima guerra mondiale la guerra è diventata la bancarotta della pol itica. Va però subito notato c he da una parte non 1rascura affauo i valori mora li e dall'a ltra l'antistoricismo non gli impedisce di ricorrere con una certa frequenza a exempla historica specialmente riferiti alle due g uerre mondiali, ciò che indirettamente dimostra l' utilità de lla storia militare. E poiché la giudica <<fonte di artrosi intellettuale» e tale da alimentare perniciosi schematismi e conservatorismi

17 Il generale Paolo Supino. laurealo in ingegneria. dopo il 19-t5 è stato tra l'alt ro Comand:mte delle Scuole di Applicazione e della Scuola di Guerra. Capo di Gabineno del Minimo della Dife!>a. primo Segretario generale deWfaercito. Sue opere principali:

Co11sidera:,io11i s11/lt1 bauaglia 1110</enw ( 1951} e Al·p etli della guerra 111od1mw ( 1952). :unbcduc edite dalla Rivista Militare: Problemi dell'Esercito: Capi. Q1wdri e Spedali:,:ari. Roma. Collez. Gladio 1954: Saggi s111/(I ricerca oper(llim e m1tonm:,io11e. Roma. lstirnto Eclit. Romano 1958: Dalla srraregia da.uica llllll tWIJ\'tl strategia ( 1962) e Srrategia globale ( 1965). opere anch'es.-.e edile dalla. Rivista Miliiarc.


IS9

che nnscondono I" nuo,·a reahll dell" guerra. se ne dove dedum, che. pii, che '1ll:1 Mori.a in !!é. egli è contr.rrio a un certo tipo di ,..,l9ri.1 militare mul f'aw.1, i.1ll"hh;1oirt'·lmtaillc cor..1 cQme ,·enivu e viene insc.gno1n. A suo volia, ron1is1oricis1no porrn il Supino a negare l'utilità deì princlpi della ,trategiu e la stessa csislenw dell'anc mìlitore, 1enn111c che 3 suo a\'\"il'io ha sopra.nono un'origlile storica senta aggancio con la reahz..�·. on c�i.stono né un·:.ine né unu s1.:1cn;:.u della guerm: e •cun,iderntn ìl i:aruttcrc �cicn1ifico-tcc11ico che hunno os ·umo le a111vi1à rigu:1rdanli la guerru, e in par1icolnre la prcparn,ione e l'imÀ piego delle for,c :1nmue moderne.-.. u suo O\'\'i o si do,1 rebbe pnrlnrc piuuosto di •lccnicn dello guerra», termine ritenuto più calzante dal B0111houl. Anche gli ,cimmurnbili princlpi• sono du accantonare: •nello loro gcnerolìlù e unche nclln loro Immutabilità non hanno potere di inquadr-arc una pra,.SI d'impiego �h• per ,ua natura e per 1.:"igenlr'. di fanu è deci..,amL·ntc evolutiva, cioè mutc"wule». ono. in pr-Jticl� 44.dell� �tr.ujoni capo.ci di ronn:.tliz7...arc il p1.m�iem militure in un in1ellct1ualismo sterile d1>stinnto u perder.., al primo commto coll"uione,. E.si ono validi olo n pnri1il di Bltri fanori. «I quali divengono i determinanti d, un giuoco complesso e d, ardua valma­ z.ion�. cib che rtnde ragione degli innumere\'Oh e�mpi di succe...,ç�;,o ,n guerra con,egu1lQ malgradl) la v1/Jla1,ionc e tolora 1n J"or,a dcli.o viotn7ione dei principi». Al posto dei «principi• il Supino propone di ricorrere al meno llt.S· soth'O termine �proposizioni». che essendo preso in prcstirn dalla logi­ ca mn1ema1ica meglio ·j addicc a una teorica Op!!r:itiva e apre la stt:lda a11·miliu.az.ionc del c.1leolu delle probabilitll e. detln stmii;tit"i.L Le. 'l!;pro­ posbioni� da lui indicur.e sono. �rnltro, u�sni più \IUg.he e generiche d�i principi omunèmç"nli:. nmme!'»i; 1 ° ) lo s1nncgin dcll"cpocn dtllc conlii.ioni inicrcontincmali è unn tm1cgia a scala mondiale: 2") ,pazio e rborsc ocmrrcmi pi;r �os1cncrc e ,·intere una gu�rra su scala mondiale superano la disponibilità della mags,or p,irte dei �ingoli Stati e sono v1ncol;Uì.w anche riguardo ull� costitu,jone di coa­ tiLioni di S1a1i: 3') per dfotto ùella poten,..i docroscenle dell'nUucco e degli auac­ chi e-si;te un punto limite dell"mrncco e un pun10 limite dell'offonsivn; r. SuplM. NJN'lll ddhr xurrm n,..JthN1. pp. �S.


190

L ·arte militar~ dtl 1000

4°) esiste una linea limite della difensiva. la quale delimita quella pane del territorio che uno Staio aggredi10 può perdere senza vedere irrimediabilmente compromessa la sone del connino. Il Supino fin dal J 952 affronrn In tematica dello guerra dell'era nucleare. Essa oltre ad essere. come sempre.un fonomeno sociale, psicologico. è divenimn un fano tecnico sempre più complesso; i comandanti sono divenrnù dei 1ecnici e nei Comandi pili elevmi hanno grande imponan1..a i consulenti tecnici: un numero assai ele\•ato di scienziati e i ngegneri lavoru per assicurare il po:,sesso di armi superiori :, quelle

dcli' avversario ed evitare In sorpresa 1ecnicn. Se nel pas.,ato vi sono state guerre vime dai mae.~,ri di scuola. in futuro potranno esservi guerre vinte dagli scienziati. In questo quadro acquista particolure ril ievo la guerra fredda, «che appartiene al sistemo d;/1<1 g11er/'a totale come 1•/ appal'te11go110 la 1111erra atomica, lo ,:11em1 bio/011/co, la 1111erra chimicll e(' C, e si p,u) individuarfa nell'insieme dei proce,iimemi ntli ti prm:nct1re tlmmi all'amngonistn rsrlusi IJIWlli pmpri della guerra guerrcg• 9ia1a, cioè i una *"erra condo11a in pi~1u1 Iure. U'J notione di guerra towle CQll(/11ce o/lo 110;:.ione di 11110 strategia globale, che i11cl,ule la strnrnRia miliwrc e una strawgìa cxrramilitare / ... /. Gli nbic11i,•i di ,:uerra iucludono l'imero rerrirorin de/1',wversario e il rorole del .mo ,fon.o di guerra { ... /. Essi sono offerti dai più svariati parametri dello .)forza militare dell'avvers,1rio, il poren:.iale umtmu. il poren:,ilile di vo/0111à per 11011 e/tome d,e olc1111i [ .. ,). la g11errt1Jreddo 1mò costlt11ire

un meuo economic(J per raggiungere gli stessi obietti~,; di una guerrtl com·enzio,wle / ... /. In definitù1a, lo scopo fond,mumu,le dello suerrt1 f,ed,lu è lu 1' iflv1·iu :w11.;tt t·,,mbauae.. , ,..... 11 conccno di guerra frcdd3. per ìl Supino. non è giustificato solo

clall'avw1110 della bomba a1omica: già le due guerre mondiali hanno dimostrato che uno sconuo ll'8 nazioni industriali non premia nemmeno il vincitore. e anche un contlitto classico. convenzionale ridurrebbe l' Europa a un cumulo di rovine. Penamo le guerre tendono sempre più a utilizzare mez1J non militari, o almeno a Unùmre al massimo l'uso effenivo di mezzi militari. Esse si dividono in convenzionali e non convenzionali: quest'ullimc a loro volta si dividono in /IIIOmole {guerra frcddu, guerre locali o per procura, guerre sediziose o insurrezionali , operazioni di grande poliz_in in territori occupati o soggeui) nelle quali

• ,vi, pp. 22~2).I


191

Il - Unn sguardo al pr,uitra .urnrtgic<1 imliano dtl pom110

ru~o del le am1i è tcndcn7inlmente limitato.. e in .mrreuizie. nelle quali

si accentua il decre.scente contenuto di nttività opcrmive e il crescente contenuto di attività in~idiose. fino a sostituire l'uso delle anni (guerre delle materie prim"' dei potc,uiali bèlli<:i. p,ìcologiche e dei mass media. guerra di mezzi industriali. economici. ,cientifici...). Alla mulllta natura della guerra corrisponde. secondo il Supino. un;, nuova Mrategia che deve tenere conto di tre parum.:ui: I (I): disponibi· I(

lilà di WIQ {HIIC/li/J di di.fl/UV<IIIC /0111(1 C/IIIS!dt(fl'Ole do

dorer/(1 C/IIISl-

d~ro,,. .,ovrobbo11da11re; 2°) facolrà di co11,eg11/rc ris11/ra1/ lmporraJlfi, di comtterr .nr01egico. ,uJ opera lii .s,s,emi di fe>ru di consistt!n;'J.1 orgmrico relatfrtmu!nle modt!slll: 3°) b1cor,.sistenu1 omrai imregabllt!, in dipen• denw delf't1ccessu stm/JfT! t>iù mt,s.ricèio allo srx,~io cu:nw. di mm .\'11111egia rerrestrt! e di una strCllt!gill 1ra\•ale ti .vl stami,. co11.mlit!11rsi ,Il una .\'trlllegitl Dl!.ffll4rrt!Slf't' e ttl Ull(I Sttalegia {1~1'f)t10VOltt, (lllftSi/llllUle di llllll J"lralegin g[(,balt! ne1't'a-1erre,flrr navale gitl iu awmt11m fon11o'Zio11e»-i. Di qui la nece~si1à di superare lo strategia clnssica. che pure 1111,raris mutandis resta vnlida nel cnmpo più ristretto dclrimpicgo di forze convenzionali. e l"affenn:12.ione di ~nuove s1..racegfo». nc.lJe quali prevulgo,.. no ~azioni indirette». L:J >ll"Jtegia militare eia.sica e le ,tr:uegie extmrnililari h>Ono coordinate da un livello str:.Hegico :;uperiore. che è la strategia globale o •<tnttegia politicll•. rl Supino definisce la nuova strate-

gia come •nom1ativa degli atteggiamenti da assumere (o degli aui da compiere) per conseguire nelle migliori cond11.ioni obiettivi contesi m

aspri connitll di potcn,a. ,n guerra e in pace•". oppure anche «nonna11vn coeren1e di atteggi:amenti proficui in unn situn;,ione competiLiva». 1;aggeUivo «glnb;IIC• è giuslilicato dal Supino con il folto che la nuova s1ra1egia utiUzw tuni i rueui di lotta validi. dei quali le anni sono soltanto unn quota pane. e intende colpire tutti gli obiettivi possibili senza remore di carattere morale. Tuttavia egli contradd.itoriamcntc reodc a !\fumare, in essa.. il pe...~o dclranna atomica.,. che a ~uo giuc.li7.io va al dl là delle nonne correnti di qualsiill>i ,Lrntegin militare:, an,.i in prntica le annulla, ed è ìl meao di una strJlcgia solo politica. Per il Supino. perciò. raggeuivo «globale~ sottolinea anzitutto l'impiego in un quadro unitario delle forze terrestri. navali, aeree e missilistiche. Le armi conservano tutta la loro imponanw. anche se con-


192

l

0,1.f'lr miltUUt'

dr/ 1()(}()

,·en1.ionoli: le nuove ~,rmegie °'ono 1òòCn1·nnni. m:i non di~ami:-tte: an1ì «j'tnw eccezione. wue lt• fon11e cmnmalr ,li gurrm e nme le s1rateRie. che vi 1ro\1ano gli s1rt1monti pre/ere11z.i(l/i, .wno valnriu,a,e in mo,Jo 11e,·essariu dallu cis1ste11:.i1. ulle loro l1Jcllle. di 11u,ssiccf an,wmenti co,; . ,·,m::Jtmuli e lllmnit:i in fim: io11t! di dt!termimmti ddle siwa;iuni f}irì ido11,e al r.11di111e1110 dt/le loro imprtu. A qM.,ri i11Ja11i ~ ri,uw1111 l'imponame i11combt!nz,1 di ele,·llm a /fretli di effic:uda suffec it!.nte il

mord~m~ ,ltllr 11111we '<trorcgie».u. Trn queste nuove strntegic. acquista particolure rilievo lu -.,1rategia

della minaccia». che intende dissuadere l'n.,ver<:irio prima di 1u110 dalrimpiego effcuil·o delle nm1i nuclearì e in genere. dnl ricorso nife armi, La prcpnrnzionc acquistn perciò, di per sé, una valenza operativa : migliore è la prcpam,ione. più rcmo10 è l'impiego delle armi: • I• suflicien1.a dell'azione preventiv-J ~Jjmin:t la nccc~~it!l dell·aJ.ionc effettiva• . Il Supino ritiene, peraltro. che il ruolu dell"arma nucleare debba e.,sere limitato a quello della dissuasione e della rito11oione: è perciò contrario all"impiego opemu,,o dell'arma nucleare e alla stnuegia NATO dellu risposta n,-.sibilc. e giudica destabili7.Zante e pericoloso qualsiasi squilibrio nucleare tm le due superpo1enzc. ivi compreso anche un c,·entunle, fu1uro scudo ,p,uiolc. Le sue riflessioni non si limit.ano olle nuo,•e fonne di gucn11 e di s 1ra1cgia. mn risunrdano anche il modello di difesa da adounre per l"llalia. Ritiene ormni obsoleia la mobilitazione di grossi contiogenti di leva, con personale 111c\'irnbilrnen1c dotato di scarso spirito combntlivo. carente inquadramcn10. vie di comunicaliooe soggcuc alla minaccia aerea; l:1 gucrrJ do,,rJ c~serc ini1.ia1a con le ~tc~se forte del

1cmpo di pace . Penan10 all"ltalin occorre un e<ercito volontario di ridoue dimensioni ma ben arm:uo e :1ddc::.1rn10. con elevata pron1ez.1.a

operativa e organizza10 su un· «Arma unica• . estremamente mobile. Ormai le Armi tradizionali sono superate. perché le moderne unità 11011 si diffcrc11ziuno più trn di loro in base ai mezzi e materiali d'armamento di cui ~ono dorntc. ma in base ai compiti che devono a.~.sol•

vere. Ne con.segue una 4'ÌbridiLzazione delle Anni trad1Lionali» e una riparrizi(1ne fun1ionule degli uomini per specialil1a1ioni an1iché per Armi. Oedicn gr.mdc nucn,ionc nnch ·egli al problema della formazione e dell' impreio dei Quadri e specialiuati, riassumendo le sue

~· lvi. p. 1-1-6.


Il • Unr> i. .x,mr1k, tJI ,,,.11.,irm \lò.tll'gin, itttlùm,, dtl /'fU

1,,,,,

193

idee nel citalo volume del 1954 Pmblemi ddl'Eserriro. Propone, in parucolare. la parilica,:ione degli srudi mililari regolari con gli studi universi1:1ri, il conferimenro della laurea in scienze militari agli ufliciali u'iCi1i dnll'Accndemia. l'cquipam1.ionc dei due anni d'Accademia al biennio d'ingegneria. senza perohro 1mscurnrc (il che sembro nrduo) In cultura militare e umnnis1icn.

Per quanto attiene ai rapporti lrn For,c Am1:1te. il Supino non ritiene più ammissibili 4,;poteri $"epar:Uill' (aereo o mariuimo) con n~serito ruolo dcci,ivo e ,;trate~ic t.li Forza Annula. Dà comunque grande importonrn nlr Arma aerea. anche per lu run,jonc di lnlSporto che assi-

curerebbe I:, necessaria mobili1ll delle forte cerrcstri. Essa dovrebbe avere un ruolo parimrio rispeno n ques1'ul1imc. quindi il 1cnnine •concorso aereo• - che di per sé presuppone un ruolo tlcll'aviazioue , ubor· dinnto alle opera,ioni lerre,tri - andrebbe a ,uo avviso aboli10. Per t"()nlrO si dichiara ape.namente contrario al po1en,inmen10 della marinn. pur ricono'>Cendo che i wmmef'l!ibili nucleari <nrebbero l'unico mezzo in grado di assicurare a uno po1en,a occide1110.le minore come l'Italia. il cui 1erri1orio in caso di sconcro era i due blocchi <arebbc soggetto a rapida invasione o neutraliua1.ione. un":,uconoma capadcà di rcaz.ionc. Suo problemi della Difesa e dell'escrciro, che nel comple,so non ,ono In parte preponderance negh seritti oel Supino. melica un cenni) In radiogralia eompiu1n nel 1963 da un'emincncc persooali1à militare che ~ il piil qunlificaco a farla: il generale Giorgio Liuui. già Capo di Staio Mnggoore dcll'Escrcno. lilo argomenri affrontati dal Liuui nel suo libro ltalill difesa'"!, rholo nel quale il pu1110 ìn1errog:01ivo già dice mollo. non M>no e-erto nuò\1i. e !o.Olla in gmn parce ancorà !<!Ul wppclt>. Egli lamenrn. nella prefa,ionc. il di<in1eres,;e della pubblica opinione e degli inrellcuunli per i problemi militari e la povenà della scampa mili1are del momenco. fa,'Ori1a dulia careme univi1~ degli orgruù do pubblica informazione del Miniscero e degli Uflici S1orici. A suo parere. per migliorare la ~itua1.1one vanno cambiate le nomle che impongono ;.li militun <.li chiedere lo prevenuvn m11ori1...1.a1.ione nl M inistero per tralla· re utgmnenti rnililari: nelln :-.itu:tZiòne del momento tutti i cittndini po:;. sono tmllnre Jiberamenle argomenti di carnttere milirure meno i militari

<tessi. che sono i più compe1cn1i in mnierin. Occorre rendere più meni e ampi i contaui 1m ambiencc militare e scnmpa e lasciare ai singoli

.. Roma. Ed. Ciiovat1t1i Volpe 1963.


194

L·ar1~ mi/1111" ,l"I 2{)()()

militnri l'inter.i re.'\ponsabilità della lon> attività ùi scritlori, funno rt!· stando il dovere delle autorità competenti di intervenire in ca.~o di vio,. la,ione del segre10 e delle buone nonne disciplinari . Nell' ampio ven1aglio dei problemi da lui nffronta1i ricordiamo: le lacune dell;a difesa civile e la mancan1.a nei Minbteri non militari di organi che traltino gli a~~lli di intcres~e militart: delle branche cli ri .. speuivn compe1enza: la mancata, precisa delini,ione dei compili delle Forte Armate e la cronica in.sufficicn:t.a di risorse: l'orgunizzazione pie .. 1orica del Ministero della Di resa del 1empo. conlrllddb1in10 da sovrapposi1ione di org:mi nuovi a quelli prem:istenti e da confusione di com• petenze~ la clireuos::i ripnrrizione di compiti tra Ministero I! Stati Maggiori, con eccessivo accentramento di po1eri nella lìgura del Ministro: la correlala necessi1à di rendere gli Siati Maggiori veri organi di comando e di nccre<cere iI ruolo e il pr~stigio dei Capi di Staio Maggiore.: la neces~il~ di unificare u livello in1c:rfor1,e gli approvvigiona· menli di commis!)ariato e di materiali comuni. oltre che altre funzioni è branche di :rnivirà; la nece.,.si1à di ridurre il numero di srnbilimenti.

maga1,7ini, immobili. Enti burocm1ici. di utili1.7.arc meglio il personale mil itare e civiJe e di amrnmJemarc le ca.~enne: gJi inconv1:nienli provocuti dag·l i aiuli rni li wri USA nell'immediato dopoguerra (mancato

po1cnzian1ento dell'indusrrin nazionale, scnrsa considerazione per il problema dei mn1eriali. disponibili in abbondanza ;1ll 'inizio mn poi ces· ~1ti); In necessir~ di considernre rnui i riflessi sulla difesa na1.ionnle dell'installazione sul 1erritorio ital iano di bn~i NATO (con specifico riferimento al problema dell'insiallnzione dei vecchi missili «jupi1er». che avrebbe richiesto conrropanite e gim.m1Je USA in materia di difesa del 1crrirorio e degli spazi aerei nazionali, perché collocava sul 1erritorio nrurionale degli obienivi primari dell'offesa missilistica sovie1icn); la forte carenza, nell'esercito, di specializzali a lunga renna a causn del canivo trauamento economico (la 8u11de.n,,ehr prevedevo il 50% di personale specializzmo e Qundri); le ottime do1i dimostrn1e dal persona.le di levn e, per contro, il reclutamento quantitativamente e quali1ativn-

mente carente dei Qundri; l'abnorrne aumen10 degli organici delle for,e di polizia trascurando le economie che potrebbero essere faue con un loro miglior coordinamento, e, per contro. In tenden1a a ricercare economie solo con la ridu1ione degli orgonici dcll'escrcilo.

A pani re dalla fine degli anni Sennnm il generale Carlo Jcnn prosegue l'opera del Supino (da lui pernhro ignor.110 dnndo In preferenw n fomi straniere e in prevalenza nnglosa.ssonl) , con una copiosa serie di


Il - u,,v si:unrdQ uf pt11sttro strmtGìn, ilulumo d,d passato

195

scriui che copre si:l l"uhimo periodo dello guerro fredd:1 ,ia il periodo post•gul!rm fredda fino ai nostri giomi .... e che dunque vanno esaminati. sia pur brevemente. senza soluzioni di conlinuitll. Al Supino lo avviCl• nano molle idee sui meccanismi della guerra fredda e sulh-1 fisionomia che tlovre:bbe :lS$ume.re l'esercito, alle quali si aggiunge un certo tmti!-tlOricisn10 di fondo. tullavia meno pronunciato e categorico di quello <lei Supino. Dal Supino In allontanane, principalmente la sua qualità <li m:Lssimo esponente, lin dal periodo della guerrn fredda. della corrente di pensiero neo,..clausewitziana in llalia e una di,rersn vulutuiione del ruolo delle fone nal\ dli. peraltro legata al periooo post-guerrn fredda che il Supino non h::t vi~uto. In un articolo del 1978 sulla RM.,w Militart"', il Jean intende tli1ll0Strare la piena validità della concezione clausewitziàna anche nella guerra nucleare. richiamandosi a Raymond Aron e ni teorici USA della ri<iiposta grnduaLa. I \'alori m<>rali esaltati da Clausewir1. conservano tultà Ja loro irnportnn;,.a: con la sua uffennazione che la guerra è come un camaleonte. che bh;ogn:i reaJit..L.31"1! la sorpresa. ecc.. ClausewitL apre la porta all'impiego di mez•i non militari e nel suo concetto di ~tratcgia include anche. quello di ~tmtegia indiretta~ che dunque non vn ad esso contrapposto come fanno Liddell Hart e altri. Nel 1981 compare un importante articolo di Virgilio Ilari", il quale mene in evidcn1A1 la forte dissimetrin esistente tm il concetto occidentn• le di slr:llegia e quello dei nemici dell'Occidente. Ln concezione occirtenmle chiama «follia» le strntegie diverse dalla sua. che «può spiegare In propria efficacia soltanto se riesce a convincere anzitutto i propri uvversuri della .. follia'· di quanto si distacca dn essa». Ul stm1egi11 della dissuasione non è il prodotto della bomba atomica, ma «il prodotto s10rico delln viuoria anicricann nella seconda guerra mondiale». cioè di chi vuol conservare i rruui della vittoria. Le concezioni degli avversari dell'Occidente usano la ragione per guidare razione miliiare e diplo0

,. Oh~ •• UO.J \.'Ori~• n,r,.~ di ~udi )U n. . l..lt" mUlt.'lrl ~ 1kln. ilÌ n,d della nu...tt.& indapjnc dcUc opere del gcrw..,-,.ak Carlo Jc:;in ricun:li:uno M>pr.1Uu110 A.A. V. V•• Il 1wns.irm nnuegi· cur.uo con un <uo ,:;aJ:iiio}. Mii.mo. fr:anro A,.1,c1i 1985: A.A. V.V., Sh.'11tC*:.,:.(J r d,friu (ahfO lihto da lui cufato con ut1 '-110 '-ll@-811)). M1lm11), Fninc1, Angeli 1986; G('Qpo/i11ct1, 6.;i.n. Latcr,a 199S; L·,,oro d,,/laft,r.p, Uari. Lllltr-rr.a 1996; <;1u•rn1. sm1fl*l:lt1 t

t f> (hbro d;t lui

Jkure:~. (Cli.). u.

C Jc:.1n, T(t>rln 1/tlln gttrl"l'fl t ~111/em nm1rt,1ro dtl gr1rtrt1ft l\'or( Von Cla11sewit:,

•Rh:it;:i.a MTlil..i.n:• n. JIJ97S, pp. 40-SO. V. 11:.ri. l.11 ,r,rn11•1in. •Rh·i.;ta Milium:, n. 6110$1. pp. 2-12.


196

L'nn~ mllhn~ 1Jtl 2000

malica fin:ilia,ata al rnggiungimento di un preciso scopo politico; al comrnrio. l'Occidente usa In rngione per dissuadere dall'~ione miliwe e diplomatica. Questa stessn logica ba presieduto alle guerre limirnte Cc sopmuuuo a quella del Vietnam) combauute e perse dall'Occidente. per il quale lo scontro m,litare era finaliaato all' apenum di un nego7fato. mcn1re. nel campo opposto. e~~o ~crvivn - come il ncgo1i3IO ~tesso - o n1ggiungere cluu~ewil1iannmen1c lo "-COpo politico. Ne con· segue che. ~econdo Ilari. è errato pn:vcdcru un raccordo opemlivo tra

fori.e convenzionali e nucleari, utilizzando quest'uhime per bilanciare l'inferiorità convenzionale: occorre in"cce una doppia smucgin. nuclea-

re e convcn1jonaJc. Prcndcnd(> spunto dall'orticolo di Ilari, nel 1982 il Jcmt manifesta le ,uc pcrplcs,ità per la ,tmtcgia della «risposta nc,,ibilc.. e ri,-:ontrJ che il concetto di ,onnegia globale - •che appaniene al campo politico e non o quello militare» - ho tolto ogni spccifiei1a olln ~trategin, rendendo ,nceni i suoi confini e i suoi mpponi con la politica; po1rebbe riacquistare un significato più preciso «limitando il suo interesse al solo scnore propriamente militare. cioè a quello di competenza del 'generale'». e tomando a dore priorità alla cornponente opermiva•·. A tal fine.. essa dovrebbe considcrnre in un contesto unitario e unilicante tutti gli aspetti che sono di specifica innucn,a e interesse per le decisioni del capo militare: bisogna perciò eliminare la scpar:ucua delle vnrif• rnn1po,1C"n1i 1l1•lb (;tt:t1Pgi:l, r.'"lvorirn rl:\11!1 rmtli,itmr,lr ripr1rri.1ituu~

cnnesfonu (noi diremmo anchejominiana • N.d.a.l in ~mucgia, rnuic-a. organica e logistica. • Quindi l'artr milìlm't!, che cnmpre11dr il lfrello s1m1e11ko e il /i1•el/o ro11ict1, om:.icM ,,ure ripartira 11ei q11011ro ,fe/lflri "v~rrict,ll"' del dos.ri,:o quadrb1io. Jow'tbbt ,·omp~11dere du~ SOIIQSÌ· l'lemi •·oriz.:.o11tali .., la strmegia e la 1011ica, d,e c·on.sidtrri11" in 11110 ,•islone ,,,,;,aria le 1,·ar,e componenti. du quel/e, upera1nv u qu~l/u lu8i· srica. f1Crli1ic111i alle decisio11i cli raie lire/In,.. La s1rmeg,a dovrebbe perciò rl'1cchiudere in .sé qu:mro dimcn~ioni: operativa. organica (o componente soci:ole della strategia). logistica. p,icologica. tecnologica. Nel 1985 il Jean accentua questo orientamento. proponendo senz· nJ. tr0 di «11bbandonare il tennine sumegin globale, che si idcmìJk11 co11 la poliucn e la ragion di Simo. e riferire 11 tcmiìne strniegin al ~,o campo

•· C. Jc-:an. /1 pn,si~ro srrurt,:f('(1olla rkrrm di w1lrurir1,, . •Rin...:1.:1 ~tllh.are• n. 2/1932. pp.S-1).


197

militare-o, con una dcfìniLione che ~i avvicin3. per sua s1c.ssa ammissione. a quella di Liddcll Hart: «arte di distribuire e applicare i mezzi milirnri per conseguire gli ~cupi della politica»• . ( In proposim. ooi osserviamo che una t:lle der.ni1.ione da una parte sembra escludere che la sirate· gia possa ulili1.zare - magari 111 concorso con le forlC militari - anche mezzi non militnri. e dall' altm pare riferiu1 solo u Stati che dispongono di forte militari regoluri: non :, urganirY.a,.iona che, ad esempio. voglio-

no conquistare il potere con un·insurre,ione popolare. le quali dispon· gono di fonnazioni annnie ma non propriamente «militari•). Il ritorno a una strella milirnrità della stratcgin è cosl giustilicmo clal Jean: • l'affermar.si 1/ella Jitrategia globc,le lw co111,.ibui10 ad ltlUI cri,'ii del pensie1T1 strategico. inte~o nel seu~·o trotli:itmtlle del termine. mglitiulngli Sf)ecijìcità t! militarità. Ha distrullo praticameme i motivl per cui si era ritemuo nec:e.,·.rario "im•c11tare'' la strategia, come (,'tJmpo di snvrapposi:.ione e di raccordo fra co11sidero~io11i politid,e e c<>11sidt· mz.im,i milirori. /...a s1rme}(it1 glnbole. i111·c(·e di miliwri::,are la 110/iticr1. lta polùicir.:mo la s1m1egi11, .'m1ilitarì:z,:mdola e impovere1ulu11e sopra1m1w le dimensioni prapriamellle aperalfre. La ,'itrategit1 ,lent bettsi tener co1110 1/ei ji11i poli1ici {... ] 11el co111empo. però. doi•rebbe essere ben rhil,ro e-hl' la srrntegìfl. ammess,, che .'fi ritenga oppor1111w ma111enerlt1 come discipline, oggetto di studio e di c:ompete11zt :.pedfkhe. '"' disfl'mt1. oncht• se anifìrialnu•m,~ e rontilJgentamcmtc, dC1tla polilica. E,1itare /ti guerra 11011 ~ C()mpi10 del miliu1re mn til'I pfJ!ilicfJ. Se il so/citi/() 1111ò /ore q11a/cosa per mamme" I/J p,1ce è pre1mmrsi per la guerril. È w, 'illtuitme pericolosa - (JIIChe sr può esse1-r> utile t·ome mt':;,a pnJpag,m,listico nelle discussioni da salmrn - rùeue1-e eh~ la fim:ione del soldalo sia que/1/J di preparare la pace. A rig,,r di logit·a. il militare dere µensore allo guerra, per porel'la /ore su ordine e per ,•ù1ccrla, Se poi il po/i1ico non glie la fa fare. wmo meglio».

Queste riOcssioni del tardo periodo dello guen-J fredda a maggior mgionc dovrebbero valere dopo lo guerra freddn: ma nel periodo 1995· 1997 (il più fecoodo dell'autore, con opere che toccano molle angolature delln teoria della guerra e della strategia) egli sembm nhbandonare in niisum notevole le posi,ioni di dodici anni prima specie a proposito del superamento delh1 <lmtegia globale e della nuturd militare e neo-

•• C. k;an. /11,,.,,,m:n., J.lf'l1t,:~ico: n ;111,11uM n.f c,'Ol,,:J,mt (In AA.VV.. Il J,tnflt'ttt .srro1t1:iro -C11_ pp. 72.·76).


198

L·m1r miliwr~ dt'I 2000

clausewi1zinnn dello s1m1egia. nmmcncndo che Clauscwitz. prima loda· 10 senza riserve, «definisce la s1ra1egin in modo risireuo» e «In appianisce sulla wuica»". E pur confermando che lu strme11ia ha le componenli prima indicate. riconosce che «l'azione srrateKica 11011 si 0<.·cupa solo

della condu;,i<me d~I co,,j1i110 (lrmato, ma 1mche dello sjr1111ame,110 1lelle fnr;,e allo stato potewdale e. IJÌIÌ in genert1le, tlel/'11so politico di llllli i /allori di potenza di unn Stato, trn cui quelli milirori, mo tmc:lte

1111clli cro11omid, psicologici, diplomatici e cosi via». Ne consegue lu legiuimazione. a mome della s1ra1egia milimrc. di «un livello delinilo s1ra1egia globale dal generale André Beaufre. gronde s1ra1egia da Sir Basil Liddell Han e s1ra1egia nnzionale di sicurezza negli Stmi Uniti. Questo livello coincide con quello che Clausewitz chiama politica,., Ne consegue ancbe la configurazione dell'edificio ~trategico in senso ver1icale. in una cos1ruzione a più piani tra di loro

comuni~nti e a ampiezza variabile, che riprende sostanzialmente l'at· male soluzione ufficiale americana. con: - al vertice gli interessi nazionali;

- al piano inferiore ~1n strategin nnzionnle di sicurezza/ grande stra·

1egia / Strategia globale, con le varie componenti (economica. psicologica. diplomatica, mili tare),; - ancoro al di sotto della s1ra1egia nazionale di sicurezza. i livelli strategico. opcnuivo e tauico. Quest'ultimo livello su·ategico è csscnziahncntc militare e si artico· la in s1ra1egia generale nùlitare e di 1catro d'opcrazioni (Europa. A.sia ccc.). A questo livello sono individuati gli obiettivi mi litari e sono riptu·tite le risorse fra va.ti centri operativi a seconda delle loro priorità.

Al livello di straiegia di 1cauu si applica la forza milirnre per r.iggiungere r obicnivo indicato al Livello superiore indicando le relative modali1à. Al livello operativo. che è intem1cdio tra quello strategico e tnuico (generalmente corpo d'annata), si combinano manovre e comba11imcnti; il livello mitico riguarda i combauimenti. Giovn souolineare ancora che questa architeuura è dimensionata per le esigenze - di respiro mondiale - dell'unica superpotenza. È legiuimo chiedersi: fino a che puoio oggi essa è praticabile per una media potenza con diversa Strullura di venice e forze e meai estrema· mente più ridoni come l'llalia, la cui strategia generale militare coinci-

• C. Jt:"n, G11f'l'l'(t. srrmrglrt r sl("rab (Cii .). pp. 65~87.


Il · Unti Jgunrdo 111 {Nn:ri~ro :J.traJt:gic-u italianu Jrl J}(ll,jUIU

199

de con quell" che per gli Stati Uniti è una strategia di scacchiere, se non addirittura «operJtivru.? e fino a che -punto. dopo la guerra fredda. il potenziale militare. inteso come mobilitaz_ione esimesi di IUllc le risor,;e civili e militari del Paei.e ai fini delln guerra. conserva il suo peso politico e sttategico. visto che non >1 ttntta più di un confronto militare tra due blocchi contruppo,,ti. e che lo strumento militare deve essere piuttosto idoneo n interventi parcelli1.7411i. che non richiedo no preventiva mobilitazione di risorse. e comunque non richiedono più di gettArC ,ulla bilancia tuue le risorse e il destino della nazione'/ Sulla validiu) dei «principi• dell'ane della guerra" il Jcan è meno categorico del Supino. Non ne nega. cornc quesl'ultimo. In v:1lidi1Ìl, ma si limita a metterne in evidenza 1utli i limili. u cominch1re dnl fntto che «sono con1tapposti. o quanto meno lmerngiscono l'uno con l'al• lro». Ad esempio. flessibilità e massa non possono essere ricercate contemporaneamente: pumare oulla sorpresa signH'ica rischiare e quindi contravvenire al principio della ~icure11,a, ecc.. E.ti~Ì «sono coppie filosofiche. che esprimono idcnhipi estremi en1to i quali si situa la realtà•. Ogni studioso. ogni esercito hanno princlpi di,-ersi: In genere. chi ado11a deeisioni strategiche o operative non ra riferimento a . -princlpi gener.,li»: più frequente il loro u~ per giustificare a posteriori le dcci<ioni. Sono, in definitiva, dovuti, secondo il Jcan, al 1cnlll· tivo di r3Lionàli=re la guerra. d i ridurla a scienza. Ritomcn,mo sul• l'argomenlo: per il momento. noi ci limitìamo a osi.ervarc che il modo con cui il Jcnn considera i principi e la lotr0 fun,ionc. di fauo non ne fa dei princlpi nel senso autentico, leuemle, lès,ic:,le, compiuto, genero le del termine. I comenuti dei princlpi implicano sempre un quid di • assoluto•. di immutabile che non compare nella concezione del Jean. In secondo luogo. non ci ,embrJ che la ~mai,.,a» i.ia in conttaddizione con la •flessibilità»: la flessibilità, anzi. è un presuppu,tu indi,pcnsabile per realizzare pm rapidamente lo massa. là ove occorre. Se voglia, mo anche r economia delle forze. o la soTpresa. sono princlpi complementari a quello della massa. Concenm1re le forlc là ove è più redditizio significa usarle in modo economico; se s, conccmrnno dove e quando il nemico non si aspcua, il principio della massa acqui~tu nmg• giore emcaci3. ll principio dello sicurezz.o non può significare a,;senza di rischi: la sicurezza assoluta non esiste. sicurezza significa ridurre :tl

inw. 113-121


200

I. ·un~ mifiwrl' ,tt'I 1000

minimo i rischi compatibilmente con le esigenze dell'azione da svolgere. che di per sé - essendo un'azione bellica - come tuue le intraprese umane compona dei rischi. in quamo deve far fromc all'imprevisto e a reazioni avversarie non prevedibili. La miglior sicurezza consiste nell'intuire le mosse dcll'«altro»: ceco. dunque, che qui entra scn1pre in gioco quel ruolo della leadership che neppure i principi immutabili e a.~soluti dei dottrinari. cioè quelli veri. possono sostituire, o hanno voluto sostituire. Con l'opera Geopolitica (1995) il Jenn dà un notevole appono sin teorico che applicatjvo anche nel campo degli swdi di geopolitica. Dopo un accurato esame dei vari approcci, arriva alla conclusione che essa studia l'influenza dei fonori geografici sulle annlisì. scelte e azioni politiche in relaLione ad altri soggetti. Non è una scienza. ma ULla metodica e non è mai neutrale: la gcosmnegia è In sua sorella minore e può essere definita anche «geopolitica militare,., Infine. specie nelle opere e ankoLi del 1995-1997 il Jean affronta i principali nodi del ruolo geopolitico e geostratcgico dell'Italia e del la conseguente lisionomia che deve assumere il suo mumcnto milimre. La sua visione geopolitica. gcocconomicn e geostrategica è nettamente comincntalisrn: «né il A1editerrwreo nl l'A/rit't1 cos1ituiscono sicm·umeml! /'area geograjica prefere117,,iall! in cui il nostro Paese possa operare per c<Jlllare di più in t:11rr111t1 / ... ). L 'm•venirc itc,/iano 1101' è sicu·

rameme 11el Metli1errm1co. la c11i impor1a11::a cco11omica rclmim si è ridn11n drnsticmmmte per il 1w.'it1V Paese ed è des1i1wta ti contrarsi 11/tcrinrmrme. L'impegno mediterraneo non dew:: tu;sere né esclu.\·fro né pn:dmr,in,mlc, trm:.i ,la1•rcbbc c:,scrc <1/ phì lx1.:Js<1 lin:lla possibile: c.."Qm· p(llibilmeme ('On In sirurew1 i1alimu1...• ~1. Perciò ol' Italia non è un 1-"Jese mediterraneo: è un Paese europeo

che si trova nel Mediterraneo»". Il ,uo territorio non è più soggetto a minacce mili1ari direlle, eccello quelle eonsegucnti aJreventmile prolirernzione di anni tli dis:truLiOné di mu.~~a o di à/Jcmi tCIToristichc su

va,ta ,<:ala: né corri,ponde agli interessi italiani una strategia di separazione che trasformi il Mediterraneo in barriera tra Nord e Sud. L'Italia deve. piuttosto. guard:ire a Est e nei Balcani, mirando a Lr.i..~formarc

l'asse P:irigi-Bonn. che la esclude. nel triangolo Parigi-Roma-Bonn:

,. ivi, pp. 2S9-260. t.: C.Je1i1l.L'1ut,Jd/41ft1rtf.l (CiL).pp. 90-91.


201

"'r Europn è divcnuua prcmincme per gli imcrc~~i mv.ionoli

italiani

r,speuo alr :,llcnn,a <:on gli Srn1i Unili»".

n corrispondente s1n,1me111u militare dovrà essere con!iidermo clalhl politicu e dni rnu-....'( media come tuie. :!<cnzu jndulgcre u retoriche e utopie pacifiste"": «tit'carre ,meul'rla c.~011 lu n•wric:a ,Jt,; ''so/doti di pace". 1111plidu1111~111e c,,111,11111><>-<tl ai ··,·,1//fri" wlt1,11i tlc/111 1!11errt1 Jretldt1.

cht so110 poi qu~lli che lwmw cnncur.sn o 11w111e11ere J'/Jalill lu Occideme t' a impedire chr vubÌJ,'St' ; disastri del .tocialiJ·r,w rt!lllt!.. E111m111/Ji .wmo o sono stati tlrd/a Repubblica ;,c,/imm e bastali, E~~o • non a...solverà più il compilo ,1::11ico di J>rote,ione del 1crriLorio•. ma

do,,rh gnran1irc In prc,;cnzn irnlinnn negli in1er\'e1t1i in varie nrcc del mondo, nonché pro1eggcrc il fianco m:oriuimo della penisola da 111im1cee derivnnii dnlln proliferazione missilis1icn e dn nm1i di dis1ruzionc di mas,a. Di con,cgucnLa l"llalia deve disporre ollrc che di difese. «di una fort.a di dissuasione convc,uionale. - nerea. n:1vnlc. soprunuuo con CruiM: imbarcali. e cornp,»111 anche da uni~ ,peciuli in condi1.ionc ùi reagire pron1::1mcn1e ud nuacch1 al nm,1ro 1crritorio». Il Jc!an. come il Supino. ritiene sorpa«ntc e improponibili teorie che occreditino poteri aerei e m:ui11imi ~decisivi» e sm:ne,gie ,;;epan11e; contc.c;tn unchc la

«mnrinimi1h• dcli" Italia ,0<1cnuin dagli <criuori novnli". che «si arrampicano ,ugli ,pecchi•. e non a11ribui,cc olcun valore alla dipenden7n dcli" lrnli:1 dai ll'".L<pon i onuri11ioni e ali" es1ensionc delle ,uc coste. Nel I9% propone. comunque. di dare priori1!1 nella pianificazio11c a breve termine agli mlcr\cnli all'c,tèro del la m.1r,n:1 e dcl1';1cronnu1ica. dllndo peri) priorilà alle r(lf',e 1c1TC.,1ri nel medio-lungo periodi). in aderen,.1 al progeuo Chimc di una fom1 di pmnlo inlcrvcnln di 250-3(.IO.(l(X) uomini in Europa~. Sempre nel 1996, poiche I" Italia dovrà far pane di coali,.ioni compreodcoti le plin<:1pali potcn1.c mrui1timc nùcoe occcssruio che In marina <.'OOC'enlri le sue capacnà opcmu,,: nelle «nicchie» 111 cm le poten1.c mnggion presenmno lacune e caren,..e. come le contr0rnisurc. mine~1• Nel 1997

ritiem: noccs.<torio ~untenrnre le rirorse per 111 m11rin11 e diminuire quelle per l'e.-.ercito, foccndo però il con1r.1rio «qu:,loru la siluazìonc politica interna dove'--,c cambiurc.», Tale w lu.t.ione. u ,uo uvvi-.o, «è uvvulomlu anche dàllu

u. c.J«r.ua. CH'Opo/lltn1(C1t). p ?.S.i "' m. pp. ?69-273 C.k!in,Guam. Jlmlrl{fflt ,.,n.,u::.,u(CiL),pj). IJ.l..135

e k~.l,'111,t, Jtl/11/n('w. pp. 121· 1?8. ivi, p, Ili .


202

L 'arie mi/ilare del 2()()()

siwazione di profonda crisi in cui versa reserci10. dalla maggiore ··solidità" della marina e del suo corpo ufficiali e dalla più facile integrabilità muJtinazionale delle forze navali rispetto a q uelle terrestri». E poiché le capacità militari del momento sono molto ridotte. non vi è alternativa per !"Italia a privilegiare azioni in ambito mult..inazionale a basso costo e rischio. contribuendo a un'alleanza proprio là ove essa è più forte, in modo da panecipare con ridotto impegno e ridotti rischi alla gestione dei contlìui e alle trnuative di pace, facendovi sentire la nostra innuenza~.

Riguardo alla fisionomia dell'esercito il Jean perviene a conclusion i no n di ss im ili da quelle del Supino: reclutame nto in prevalenza

volontario (totalmente volontario, se verrà ancora ridona la già breve ferma di leva a11uale); elevata mobilità taltica e s trategica; capacità di intervento in te mpi brevi: gravitazione sulle unità di fanteria leggera. sui s iste mi di comand o. contro llo. comunicazione. sorveglianza e acquisizione di obiettivi specializzati , su reparti a elevmissimo contenu10 tecnolog ico e di fuoco di precisione in profondità. Oltre c he. naturalmente. gli scrittori navali , s ul ruolo del.l'ltaJia nel Mediterraneo parecchi autori manifes ta no idee diverse da quelle del Jean. Tra di essi c itia mo il generale Luigi Calig aris e Carlo Mada Santoro. che nel loro libro Obieuivo d(fesa (1986t' sostengono una tesi per così dire s toricis rica. perché è un·argomentazione chiave dei «navalisti» italiani tin dal seco lo scorso: l' ltafo1 è da sempre la chiave del Mediterraneo e la sua «proiezione espansiva naturale» è sempre stata d iretta verso il bacino marittimo; pertanto. diversamente dalla Franc ia !"Italia non deve diventare più «europea». ma più «mediterranea». Nel s uo libro Paura di vincere ( I 995)w il Caligaris manifesta. peraltro. un o ricntamen10 strategico più continentalista. os~ervando che «il ruolo de/l 'Italia è vi11co/a10. oggi più di prima. dal suo des1i110 geopolitico che le impone di misurarsi al nord come al sud. Da scongiurare due scelte emrambe popolari in Italia: quella solo mediterranea. ne/1 'erraw co11vi11z.io11e d 'emergere co11J1v111a1ulosi con Paesi più deboli. e quella d 'agganciarsi a l solo cem ro Europa nella .\·peran~a di farsi trainare da Paesi più/orti. S i impone hJVece una scelta bijìrmte, nord e sud»61 •

» C. Jcan. Guerra, .ffmtef.?ill e .)irnrr~:11. pp. 134- 135. .. Bologna. Il Mulino 1986. ui Milano. Riu.oli 1995 • •• i\'i. pp. 374-375.


Studi di Paolo SUPINO anno- numero----pag.--titolo articolo 1948 VII 1948 XI 1949 I 1949 VIII-IX 1950 VIII-IX 1951 II 1951 V 1951 1952 1952 1953 1953 1953 1953 1954 1954 1954 1955 1955 1955 1955 1956 1956 1957 1957 1957 1957 1958 1958 1958 1958 1958

838 - I campi minate tedeschi ed alleati nella testa di sbarco di Anzio 1237 – carri armati e strade ordinarie 16 - Ricerche scientifiche e preparazione militare 796 - La specializzazione delle unità di fanteria 829 - Problemi d’ordinamento delle grandi unità 141 - Preparazione dei quadri presso gli eserciti moderni 563 - Le organizzazioni complesse di mine sulla base dell’esperienza di guerra ( campagna 43-45 in Italia) IX 1149 – Localizzazione di sorgenti sonore aeree mobili mediante la variazione di frequenza per effetto doppler VII 820 - La preparazione dei quadri: i sottufficiali e gli specializzati X 1114 - Esigenze operative e organizzazione dei servizi I 5 - Il Forzamento e la difesa dei corsi d’acqua III 251 - Note circa una dottrina d’impiego delle unità corazzate VI 636 – Posizioni e sistemi difensivi XII 1171 – Dinamismo operativo e caratteristiche di grandi unità moderne III 261 – Grandi unità corazzate e grandi unità aerotrasportate – l’arma aerocorazzata VII-VIII 716 - Impiego dei corazzati XII 1185 – Un parametro tattico predominante: il fuoco IV 373 - Una concezione moderna dell’azione difensiva VI 625 - Esplosivo nucleare e impiego di forze armate terrestri parte I VII-VIII 782 – Esplosivo nucleare e impiego di forze armate terrestri parte II XII 1391 – progresso tecnico e strategia totale IV 469 - “Il Tempo” come parametro operativo importante ed i suoi riflessi nell’organizzazione di forze armate terrestri VII-VIII 1016 - La concezione strategica moderna I 24 – Critica della concezione del caposaldo difensivo II 173 - I parametri della concezione strategica VI 853 - I determinanti tecnici di una politica militare X 1389 – Elementi evolutivi organici e tattici delle forze armate terrestri I 37 - L’impostazione tecnica di una difesa contro missili IV 557 - La guerra radiologica nei suoi lineamenti generali IX 1247 - L’evoluzione del criterio d’azione decisiva in guerra IX 1337 - Missili, l’esercito e l’aeronautica XI 1582 – Le aggressioni indirette interne ed esterne


1959 1959 1959 1961 1962 1962 1962 1962 1963

II VI X IX IV V VII-VIII X I

201 - In margine a “ operation research in practice” 804 - La guerra fredda 1287 - Aspetti fondamentali della ricerca operativa 1029 - Considerazioni intorno ad una tecnica della decisione 401 - Una nuova strategia in formazione: la strategia della minaccia 535 - La ricerca operativa nelle Forze Armate 815 – La strategia dell’azione indiretta ed il problema del “casus belli” 1166 – Cause ed effetti dell’affermazione di nuove strategie 8 – Previsioni sugli sviluppi delle crisi internazionali e gli indirizzi delle difesa nazionali 1963 IV 456 - La valutazione dei rapporti di potenza in sede internazionale 1963 VII 871 - Un’analisi critica del problema del disarmo 1963 XII 1385 – Concezioni di funzione strumentale della guerra e loro riflessi internazionali 1964 II 157 - La strategia globale e l’aggiornamento delle difesa nazionali – La guerra aeroterrestre 1964 VI 657 – Il fenomeno della concentrazione di potenza nell’evoluzione delle competizioni internazionali 1965 I 17 - Tipi di guerra e modalità di preparazione 1966 VII-VIII 833 - Contributo alla valutazione della funzione della guerriglia nei conflitti internazionali 1967 V 541 - Tecnica operativa ed esplosivo nucleare 1967 IX 988 - Motivi evolutivi fondamentali in materia di tecnica operativa 1967 XII 1373 – Un interessante fenomeno socio-politica: mutano le prerogative di potenze grandi e piccole nei conflitti internazionali 1968 IV 401 - Industria degli armamenti traffici d’armi e disarmo 1968 IX 1059 - La sistemazione delle guerre limitate 1968 XII 1473 - Un importante problema operativo attuale: la difesa contraerei capillare 1969 IV 413 – Il processo tecnologico ed i nuovi sistemi di arma 1969 IX 1367 - la rinunzia al ricorso alle armi punto di forza del vincere senza combattere


! " # # $ % # # & ' ((

$ # ( %$ ) # # % %

* +$ ,% - . / % & $ # % . # 0 % 1 # , % ## $# 2 $% . 3 ( %% ((

$# # )$ #

% $# # 4 $ #

% % %$ # 0 %1 3 #

# $ # ( %$ ) # # % % 5 % 1 6 # 7 $ 3& ( 3& 7 $ %$ # (( #

86 # $ 8 9$ % :

$ ( $

5 1 % 1 6 / ## !

' # %$ +$ ) "

)$ 7 % # % 3. #

$

## $% $

; 2 $ ## # $ 0 $ # $ 1 3. ; < $ $ ## # ) # = $ $( # $ #> # # # % # # % % $ #> ( (( %$ $ # ( # # 3 # #$## ) ## +$ # , 7 %$ ) $ # ( ? # # % @ 1 ## $ # ## # $ ( 1 # 7 $ $ %$ ( $ # ## 3.$ $ $ $ # ## # A # 3 ) ## $ %$ $ # # $# #$## # # % 1 $ # # ( $ # $ # # 1 # ( 1 $ )/* < # # ( %$ % # % # $ $ # )/* +$ # $ ( # # # % ## # ## # # # # # +$ # # < B ## ( # # ) ( # $ # ) # # # # # # # (( # % #> $ # # 3 ( # # # ## # 43 % 3 $# $ # +$ ) ( # # # # # $ # # # % # ) (


% # # 0 1 , ' # 0 1 2 ' & ' ## % # .1) * ' 2 # , 3 4 1 " # 0 / 1 / 1

' 4 , # 0 0 " ( 5 6 1 . 1 % 0 0 " ( 5 6 1 . 1 + ' ' # & ' 0 0

" ( 5 6 1 ( 1 % 4 # ' ' ' 2

, 7 , 4 8 - 8 , / 1 ' # 0 " ( 5 9 1 ( 1

1 4> # ?? @'1 / 1 1 ?? @'1 ?1 1 % 4 # ' ' ' 2

, 7 , 4 8 - 8 , / ' 1 ?1 .1 < , ?? @'1 ? 1 1 % ? @'1 . 1 /1 < , ?? @'1 ?/1 1 < , ?? @'1 ? 1 1 % % ? @'1 . 1

< +! ??? A 9 9 99 # 0 1 , < , # 0 % 0 ?? 1 ( 0 " ( 1 % ' 0 ## '

0 , ? <- A ?A A?1 4> # ' # (

# ' # + ?? <- A ? A A 1 + B 0

?? <- A . ?A A/1

% C 0 1@. 0

" ( A A ? ''1@. A. 1


I CAMPI MINATI TEDESCHI ED ALLEA TI NELLA TESTA DI SBARCO DI ANZIO Gen. di brig. P~olo Supino

Le fonc contrapposte combattcnli sul ristrtuo terreno della testa di sbarco di Anzio hanno impiantato su di una superficie di poche centinaia di kmq. quasi 1000 campi minati con circa 200 mila mine di ogni tipo, in i-uaggioranza anticarro (A.C.). La documentazione di questo importante caso d'impiego di un'arma gi~ affermatasi prima della seconda guerra mondiale. ma che ha u-ovato nel corso di quest'ultima un larghissimo uso, è stata posta a suo tempo a nostra clisposizionc per essere utilizzarn nei lavori di bonilica, che orm:1i sono stati ultimati. Oggi è possibile esaminarla sotto un altro punto di vista: trarne critert circa l'impiego tattico delle mine, ~ulla base di un C:li,O concreto d"innegabile interesse.

"

..

Alla linc del 1943 gli allea1i, C011t]uista1a la Sicilia e rltalia meridionale dopo gli sbarchi dfouuati nell"isola nd luglio 1943 e di Salerno del scttemhrc dello stesso anno, si lrovarono fermati clinnanzi alla linea difensiva 1cd<!SCa del Sangro-Garigliano - la cosiddecta linea « Gusrav 11 - sulla quale i Tedeschi dimostrarono di volere e potere resistere ad oltranza. Di conseguenza il Comando alleato in Italia pose allo studio un'operazione :inlihia per aggirare la linea « Gustav ». Questa opcra:,;ionc doveva consistere in uno sbarco a sud di Roma, avente per obiettivo la conquisto dei Colli Albani (cd in questi rcrmini la recisione delle arterie di alimentazione della difesa tedesca sul Garigliano), concomitante con un attacco de11'8' armata inglese sulla fronte del Sangro cd un att:,cco della rf armata :uncricaoa lungo il soko Liri-Sacc-0. Fu allora scelta per lo sbarco la zona di Anzio e furono studiati tutti i particolari dclropcrazionc, la cui data fu fissata al 20 dicembre. Il 26 novembre ebbe inizio la prima fase ddl'offcMiva con l'attacco ddl'8' armata; il 1• dicembre ebbe inizio la seconda fase con l'attacco della 5' armata. L'insuccesso di queste due prime fasi rese impossibile l'effettuazione della terza fase, l'operazione di sbarco, e per il 1Domemo questa fu accantonata.


39

Ma Cu prc to ripresa in tudio 10Llo l:i spinta di e igenze operative generali, ulb base del criterio di impiegarvi forze maggiori di quelle pre~istc nel primo progetto e di eseguirla al più presto per lasci3re disponibili per altri teatri d"operazione i mc-L.Zi di sbarco necessari. Su t,di clcmcnli fu stabilita la d:1ta oricnt.1tiva del 20 gcnn:iio. Il r2 gennaio cominciò un'azione offcmi,•a ,ulla fronte della , armata, b quale, se non riuicl a rompere il di~po irivo awcrsario pcrchè reali1.zò solo progrcJilii locali, fissò nella quasi tot.1lit/l le riserve tedesche dislocate a sud di Roma. Di conscgucnzn l'opcra,~ionc di ~barco ad Anzio ebbe inizi:ilmente corso senza contrasto da parte dell'avversario ma restò un ano opcrari,'O a ~è srnnte, senza diretto contatto con le forze alleate di terra sino al maggio c944.

11 2 1 gennaio il Corpo di spedizione parl1 da Napoli e giunse alla mC7, z:motte nelle acque di Anzio. Alle ore 2 del 22 gcnnàio ebbe inizio lo sbarco, che si s"olsc senza incontrare resistenza, conformem<:ntc al pi:,no prcstabil iw. Durante tutta la giornatJ del 22 la reazione avvers.,~ia fu nulla in terra e sul mare, debole nell'aria. Le forae nllcate si spinwo nell'interno cd occuparono i primi obiettivi a 6 + 7 km. il:t Anzio. Alb mcr.?.1nottc del 22 gennaio era a terra il 90',\'., delle truppe e dei materiali dminati •Il• fase iniziolc dell'operazione. Solo :ilb sera del 24, p.1ttuglie spinte vmo Cisterna e lungo la strada ili A Ibano presero contauo con forti pàttllglic tedesche sostenute da carri armati.

11 risultato fu la decisione da parre :ùlcota di auendi,re l'arrivo di tutte e di tutti i mezzi prima di proseguire le operazioni verso l'interno. Le forze alkatc che hnnno panccipato allo sbarco di Anzio erano raggruppai<: m un Corpo d"armato (VI, gen. Lucas) e costituite da G. U. ingbi (1 <livi~ionc ili fontcria. 1 gruppo corazzato, 2 « commandos ») cd americane (1 divisione di fanteria, t gruppo corozzam, 1 rgt. paracadutisti, 1 btg. • Ranger »). l primi clementi tedeschi giunsero a port,11a della zona di ~barco sin dal giorno :?2 (3' divisione " Panzer Grcnadierc » e di,~sionc " Gocring », con reparti minori rastrellati da settori più rranquilli); il giorno 24 giungeva in zona la 2(:/' divisione " P~nzcr n. Alla 6nc di gennaio le forze redeschc a;. sommavano all'cquivalcnrc di 5 divi, ioni. Erano pro.-•istc di artiglierie, mezzi corazzati cd :ùiquore d"aviAzionc <l'appoggio e raggruppate in una nuova ~rmata (XIV, gen. 1•on Mackcnscn). Il 29 gennaio la maggior parre del Corpo di spedi1,ionc cr.i stato sbar· <~tu cd aveva raggiunto una for1.a di circa 4 divisioni complet:uucnlc cquip~ggiatc: in complesso 6g miln uomini, ;oll pezzi e 327 carri. Il Comando

k Corze


alleato ritenne di potere effettuare l'attacco generale per la con9uisra dei Colli Albani. L'attacco ebbe luogo il 30 gennaio e (u effettuato da 3 divisioni, su due dirtttrici. li principale, sulla direttrice An,:io-Albano, dalla 1' divisione arucrrc.ana in prima schiera, scguìt,1 dalla 1• di,·isionc aml'l'Ìt'llna in seconda schiera; un secondo attacco, sulla rlirettrice Cisterna-Velletri, dalla 3• divisione americ;ina. La 45' divisione inglese cd il 504• rgr. parncadu,isti a ,icuravano la difesa dei fianchi nella testa di sbarco. Il 1 ° (cbbraio il Comando alleato dovc,·a consmarc l'in ucccsso dcll"azio1 e offensiva. Decideva pertanto di assumere atteggiamento difomi,..-, e di prepararsi a mi)tc:rc al contrattacco tedesco previsto imminente. Furono lasciate in linea (nell'ordine, da sinistra a destra) la r' divisione inglese e la 3• amcric.111a. Oltre alle forze accennate, stazionò nella wna ddla rena di sbarco la 56" divisione inglese, messa a terra il 12 febbraio e ritirata ai primi di marw. Il contrattacco tedesco si sviluppò con fanterie e mezzi corazzati appartenenti ad 8 divisioni ad effettivi non completi (J' 26' , 29' div. Pan7..cr, H. Coering Panzer Div. 4' Div. paracadutisti, 65', 715' Div. fanteria, bri!!ar• « S " Himmkr, unità minori). Ebbe inizio b notte sul 3 febbraio a <avallo della rotabile Albano-Anzio. Fece qualche progresso, segnatamente sulla fronte dell:1 1• divisione inglese, ma nel complesso fu contenuto. Fu mspcso JXr essere ripreso il 16 febbraio. li nuo,·o attacco consegui ulteriori successi, giungendo , ino al margine meridionale di Regione Campo di Carne cd a Casale Campo Morto, ma la resistcnzn alleata fu molto forte cd i Tedeschi poterono ritenere di unvarsi ,h fronte ad una robusta 2• linea avversaria. n 20 febbraio gli att:,cchi te· deschi si esaurivano, senza avc:rc intaccato pericolosamente la difesa dell:t tc,ta di sbarco. Un ultimo tcnraùvo fu mosso dai Tedeschi il 29 febbraio, sforrandn un att:icco proveniente da Cisterna e un altro auacco a cavallo dcUa strada Albano-Anzio. F.nuambc le azioni furono fermarc dopo scar i successi iniziali, dopo di che i Tedeschi assunsero :1ucggi:11ne11to difensivo. Anche gli allc:iù, costrctù a duri combartimcnti e ristretti in un territorio angusto e dominato dall"avversario, avevano subito perdite gravi cd erano stanchi. Provvidero a consolidue la te ta di sbarco sostituendo la 56' divisione inglese con la 5' e sbarcando ai primi di mario la 34' divisione inglese. li rapporro delle forze era lcggermcntè a favore degli alleati JXr quanto riguarda le fanterie; nc1ta la superiorità allc.1ta nei carri armati (rapporto da 2 ad r) e nelle artiglierie. Decisa la supcriorit~ aerea alleata . In queste condi-l.ioni, la testa di !.barco rimase in attesa dclla fase decisiva delle operazioni sulla fronte del Garigliano (1 2 maggio). li VI C. d'A., ulteriormente rafforzato dalla 36' di,.;sionc americana, at· taccò il 23 maggio da Anzio in dirc-4ionc di Valmontone, dopo che le forze


:ùlcatc provenienti da Sud avevano preso contatto con quelle della testa di sbarco.

Sin da UM parre, sia dall'altr•, b difesa ha potuto contenere l'attacco di ingenti forze di Camcria e di mezzi corazzati ,u di un terreno pianeggiante, ~provvisto di appigli ed in gran parte scoperto. Un'azione decisi,•a nell'arresto dei contrattacchi tedeschi ha avuto l'avia. zione allc.~ta. Nella giornata iniziale della seconda azione offensiva tedesca, su Ji un fronte di 8 km. e su di una profondità non superiore ai 10 km., hanno operato 8oo aerei :i.llcati. La densità rcali=ta è stara di un aereo ogni 10 metri di fronte ; le bombe sganciate sulle formazioni tedesche hanno rag. giunto i 1200 kg. per ogni merro di fronte di combattimento. Alln stessa data (16 {cbbraio) gli alleati avevano già organizzato 18o Cant· pi minati, con un totale di .µ378 mine. Anche le mine sono state larga· mente impiegate da entrambe le parti cd hanno esctcitaro un'influenza not~volc sulle operazioni. A sistemazione della mu di sbarco compiuta, questa presentò un pcrimclro di circ;i 40 km., corrente da ovest verso est da Fosso della Moletta per In Riserva di Carroceto-Casale Carano-lsola Bella al Canale Mussolini e lungo questo sino al mare (Car1a d'Italia t : 100.000, foglio 158, Latina). Dopo le controffensivc tedesche del febbraio, 13 patte ccntr:ùc del &onte subì una i.cnsibilc infl~ionc e la !tome di combattimento corse atuavcrso b Regione La Cognn.Fcrmata Campo di Carne.Torre di Padiglione, per raggiungere il perimetro inir,iale nei pressi di Casale Carano. Il punto di saldatura tra le foru inglesi (sclùeme a sinistra) e quelle :1111erican<: si mantenne cost.antemcntc a qunlche centinaio di metri ad est della rotabile A=io-Albano. Le azioni più temibili di anacco tedesche furono quelle escrciute lungo detta direttrice. Un successo tedesco avrebbe portato alla rottura della testa cli sbarco m due tronconi, che a,•rcbbcro potuto essere rucccssiV11men1e eliminati con relativa facilità. Questo fu verosimilmente il piano operativo tedesco. Le due diren:rici ~terne, una di c;trema sinistra, comro le posizioni inglesi a sud del Fos.<0 della Moletta, l'altra di estrema destra, contro le posi1ioni americane di riva destra del Canale Mussolini, non furono particolarmente sfruttate pcrchè poco redditi1.ic ed esposte sul fianco all'azione efficace delle forze navali alleate. Anzi il fronte lungo il Canale Mussolini, tra l'incrocio col Fosso di Cisterna e lo sbocco al mare a Torre di Focc Verde, costitul un fianco difensivo che restò scarsamente attivo per tutta la durata delle opcnzioni. Nei combattimenti della testa di sbarco cli Anzio, che ebbero corso su di u? tcr~cno praticamente aperto e nettamente dominato, rotto qua e là nei parttcol:m ma nel complesso spacciato e favorevole all'impiego dei mcz1.i co-


r Ja.ati, con obiettivi che do,·e,·ano c<~rc a\Mllutamcntc contesi a bttvc port.lta (spiaggia di Anzio, via Appia), con settori particolarmente attivi cd un eHcso fi:inco difcn,ivo, clovcv.1110 trovare un largo impiego le mine di ogni specie e tipo, come in effetti lo trovarono. Di più, dato il caranctt delle az.ioni svoltesi in uno spa7jo sensibilmente ristretto, il periodo limitato delle operazioni tra lo sbarco e l'offensiva finak del maggio, l'c,tcs:, documentazione pervenuta nelle nostre mani circa i t:uupi n,inati impianmi nella ,,ona, la testa di sbarco di Anzio si presta in modo cgreiio ad essere con,iderata un importante esempio delle modalità d'impiego delle mine nel quadro di un problema operativo complesso. Oall'cs;ime critico d, que<tc modalità potranno trarsi dcduzioru d'inuegabile interc,sc. faame e dedu1.ioni sono lo scopo del prc.cntc studio.

u documentazione su, campi minati della testa d, sbarco di An1.10 è stata fornita mtcgralmente clall'Al/icd Commiuion Ciuil ADam Sccrion, allo !Copo di facilitare i lavori di sminamento e d1 h<>nifica integrale di quel campo di battaglia. Si tratta del documenti originali relativi all'impianto dei campi minati p.1~<.11i dai Tcde~dti agli allcaLJ ai term1n, Jell'arniistizio sulla fronte ;ud-oc:cidcnta.le e di una raccolta Jegli analoghi documenti :illcau riferentisi ai cam01 mmati 11np1a11u1i nella 1c,t.1 Ji sbar,o J.ille forze angl~amcrieanc curata dal Comando della 5• armat,1 ,ID1cric.,n.,, pervenuti anch"css, 10 originale. In com plcsi.o è una documentazione molto es<I\I ricntc e pregevole cbe, per quanto com1a, non esiste con eguale completc-1,za per ~kun altro settore operati"o del nostro Paese e che <i ha ragione di ritenere 1Cnz.i lacune - o quanto meno affctt;i da facune di scano rihC\'O - non solo sulla base delle origim, ma anthe sulla scorta dell'esame cricico dei documenti e della tra· du7ione sulla carta dei dati corrispondenti. Le registrazioni si riferi,;cono ai singoli c-.unpi e sono compilate in conlormità delle disposizioni ttgolamcntari delle corrispondenti fon.e arma.te o, in qualche caso, come rapidi appunti redatti nel corso stesso delle missioni <h combattimento. La compilazione risulta c1ua•i senza ccce:uoni accurata., percbè presso turti e tre gli cscrcici in campo cr:i tenuta l,en pre<entc la norma che dall'csattcz.za dei documenti d'impianto d,ixndc,•a la vita dei comP3gni d'arm., comb.itttntl tra I campi minati e di coloro che a suo t=po a\'rc~ro doruto ncupcr.uc le mine poste in opera. Le norme rcgolJmtntari in proposito, sia che si tratti cli Mi11mplame o di Mi11e Fidds Recordr e di Rcports Jocario11 of Minefie/ds, sono riportate esaurientemente nel Capo [V della « htru1.ione sulle mine e bonilica dei campi minati », edita nel 1946 dall'lspeuorato bonifica ordigni esplosivi (n. 4710) clcll"allora Ministero della Guerra. lvi sono ahresl riassunte le caratrcriscichc generali dei campi, i sistemi

I•

I


e le modalità particolari d'impianto cd i dati tccn,c1 relativi alle mine cd nt campi minati, mi quali pertanto non ~ neces.<ario fare un cenno P"rricolare. In base nllc fonti accennare, ri ulta che i Tedeschi avrcbbew impiantate> ncll:1 zona dcU:i testa di sbarco circa 73 mila mine, gli alleati circa 121 mii, (1). Risulterebbero nei precedenti termini impiantate dille due pru-ti cù:ca 200 mila mine, che riferite ai 40 km. di fronte terrestre della testa di sbarco corrispot1dono a 5 mine per metro lineare di fronte. Di queste 5 winc. 3 sono sra,e poste in opera dagli Anglo-americani, 2 dai Tedeschi. In conformità di tali dati, considerato che in un campo minato di media densità una mina ricopre praùcaroentc da 16 a 25 mq. di terreno (tenuto conto dell'intervallo tra mina e mina in ciascuM linea e della distanza tra linea e linea di mine), si può affermare che il totale delle mine impiegate dai Tcdcs<:hi cqui,•alc ad un campo minato continuo lungo rutto lo sviluppo della fronrc avcmc nna profondità di 36 m., cioè ad un dipresso, in base alle premesse fatte, di 9 lince di mine: il rotale delle mine impiegate dagli alleati equivale ad un c:impo minato continuo di 6o m. di profonditli, cioè di ben 15 lince di mine. ln realtà l'impianto dei compi minati è ,raro attuato con criteri ben diversi e di fatto in luogo dei 4 kmq., elle nei precedenti termini sarebbero ri'"ltati inren:ssati drule mine nella testa di sbarco, ivi si riscontrano affetti oltre 200 kmq., cioè una superficie 50 volte più grande, il che vale a dare una idea della effettiva disseminazione di mezzi sul terreno voluta da corretti cd cfficiMti criterì ti'impiego. 1 campi minali ,ono stati addensati dalle due parti sui tratti tatticamente più imporunti; quando nccess,1.rio sono ,tali scaglionati in profondità su lince successive e sono stati largamente dislocati a so regno di clementi tattici di particolare interesse. lnline l'impi:into dei campi è risultato suerramente aderente alle esigenze delle successive fo,i offensive, controffensive e difensive che si sono susseguite nei quattro mesi di battaglia odia resta di sbarco di Anzio.

••• In clata antcccd<:ntc allo sbarco alleato esisrevano sulla costa da Castel J>orziano al Lago di Fogliano 50 campi minati antisbarco per complessive ()000 mine anticarro, che di fatto dettero qualche disturbo alle foro: d'in\'asione 11d corso dello sbarco nd settore costiero scmmtrionale. (,) L, doci,m,;ma,fonc a di.sp<>,i:r.onc <oo>cntc il computo <èi datt numcri<i n:b · rivi •ll'iini,icgo ddk, mine sino all'unita. Qucsia ptcci,'oos è l""b ,o lo fin ;,.i,, p<T<hè non tiene conto di ~'\'enru:tli locune. Alb ruosgior p,rte dei doti ripon:lti n,1 prucn,e

'llUtlio """ <leve ar ribui si nitro rnl...'O'c che qutlk, di ordine di grnn<kzzo.


Questi c.unpi cr:1no st.10 1mpiant:1n nell'ottobre e nel o.ovcmbrc 1943, eccetto due, posti in opero nella prima mcr~ di gennaio del 1944, e di questi uno molto importante di oltre 1500 mine in localita Ca$1llc Campo Jcmini, che risultò, come la maggior parte degli altri, fuori dd perimetro della testa di sbarco. M,, namrnlmcme anche da parte tedesca la più intensa attività ebbe inizio dopo il 22. gennaio. Il primo campo mmaro rmpi,nt:tto nella 7.ona dopo lo ,barco risult.1 posto in opera dai Tedeschi il giorno successivo 23 genn:ùo a sbarramento dcli'accesso ud di Borgo Piave (Latina). l primi due c.1.mpi oiinati degli alleali risultano impianwti il 24 gennaio poco ad ovest del M. della trnda Anzio-Albano. Dopo di che il l•voro procedcnc con un crescendo notevole, come con~ntito dalla crescente affluenza dei mezzi e logicamente in misura più accentuata da parre alleata che da parte tedC5Ca. Alla fine di gennaio i Tedeschi avevano impiantato 16 campi per un tl)talc di 1209 mine, in varie localitì attorno :il perimetro della testa di sbarco, ma gravitanti principalmente a nord di Aprilia cd a sud di Cisterna. Alla tC$$.1 data gli alleati avevano già posto in attività altrettanti campi con un totale di 2898 mine, munendo particolarmente la zona di Aprilia cd il margine estcrno settentrionale della testa di sbarco. E' questo il periodo ddl'anaeco alleato, dd quale il comando VI Corpo dovc"a constar:rrc ben presto il fallimento. La decisione anglo-americana di assumere atteggiamento difensivo (1' fobbmio) si 1raducc per quanto interessa l'impfanto mine in un piì) intenso lavoro. 'elh prima d=de di fobbraio gli alleati hanno già in opera 29233 mine disposte in altre 120 =pi. contro 9.749 mine poste in opera dai Tedeschi in p. campi. E' il periodo della prima controffensiva tedesca, conte· nuta, come è noto, a sud di Aprilia. La seconda decade di febbraio vede catcnarsi la sccond:1 omroffen iva trdesca, che inflette più profondamente il ccntrO ddlo .dticramcnto angloamcric.,no. Occorre ricostirutre in 1,0ne più arretrate i campi abbandonaù suUe posizioni perdute cd in particolare consolidare le nuove posizioni che corrono attraverso Regione Campo di C'll'nc. A questi scopi gli alle.,ci hanno posto in opera alla fine di febbraio 55.128 mine in 202 campi. Per contro i Tedeschi, tuttora in atteggiamento offensivo, svolgono un la,·oro modc~to d'impianto mine: 3 fine Ccbbraio illlll· no posto in opera 15.237 mine, ripartite in 124 campi (circa un quarto ddle mine posate dagli :illcari). Col mese di febbraio banno termine i tentativi tedeschi di ricacciare gli alleaci in mare. uovc forze alleate affluiscono nella testa di sbarco, ormai notevolmente consolidata. Da enlr:llllbc le J)l' rti si lovora all'ulreriore raffor· wmento delle posizioni ri pcttivc.


li lavoro d'impi:into mine del succcssi,•o mese di m:irzo è riportato per dcc:idc ndb tabdla seguente: ,-_g1'cHmcric'ui

Tcdnd!l n,

Prima decade d1 ma rw Seconda dec.1de d1 marzo Terza decaclc di mnrzn

UtApl

25 27 50

n m111t

fl,('lllllllr!

2184

78

l394

74 51

841n

i,..

111lnr

12n4 1;882

7<fo

I prcccdenu dau dimostrano clic l'attività di mina.mento delle forze ce. desche aumenta e diminuiS<:c, in pari tempo, almeno in senso relativo, quella delle forze alleate. A fine marzo il numero complessivo delle mine impiontate dai Tedeschi è cli aS.225; l'analogo dato di parte alleata è 91.190 mine. Il rnpporto degli impianti alleati a quelli tedeschi è ora di 3 ad 1: pas~crà a 2 ad I a line di aprile. In dfcrri, en1romh1 gli av\'crsori hnnnn svolto un intenso lavoro durante il mese d'aprile, che ha dato luogo alla costiruzione di campi minati sempre più ingcnti e di zone minate sempre più complesse. In questo mese i Tedeschi impiantano 26.9r- mmc, gli alleati 27-381. I due dati ,ano equivaknti: il lavoro procede con la caden:<.1 di circa 900 mine al giorno da cnlramhe le parti. Ormai In sistemazione dei c.1mpi minati nella tena di sbarco ~ prcssocM compi et.i e per ml un i settori si può parlare di una vera S.trurazione: 55.203 mine tcdesc.be e u .571 alleare. Co,ì nel mese d, mnggio sono posti in opera .solo pochi nuovi campi, con l'impiego di <H6t mine da parte tedcsc.,. di 2.623 mine eia parte alleata. E" probabile che dop<"I il 15 maggio la maggior parte delle truppe specializzare anglo-an1eric.1nc abbia proweduto a preparare prusaggi attraverso le proprie zone minate in conformità dtllc e>igcnze dell'imminente ripresa offensiva. :-Sci giorni 25, 2.6, 28 e 29 maggio le truppe Lcdcschc:, ormai combattenti in ritirnw, po,auo cinque grossi çampi improvvisati a cavallo delle dimmci d"avanz.ita alleate, sulle pnmc pendici dei Colli Albani. el compie i ha notizia dell'impianto di 73.620 mine tedesche e di 121.19~ mine alle.1tc, per un totale comple~ivo di mine poste io opera nella testa di .barco di 194.814 unità. fa~ multano inserite in 385 campi tedeschi cd in 5 1 e:tmpi allenti.

"°

L1 generale situazione dei c.unp1 minati nella testa di sbarco di Anzio è nporu ta d:11 seguente schizzo. _ el SCltorc i11gk1c: oltre 130 campi pmidiavano le po1izioni di sponda smistr:1 di Fosso della Molctta, di Rq,•ione L, C'.ogna e di Fermata C.·unpo ,li Carne. Nel settore americano, altrettanti campi erano scaglionati ua Fermata Campo di Carne (esdus.,) e la zona a ,ud di Cisterna. Circa 300 campi co-


)tituivano lo sbarramento del fianco difensivo orientale, sulla sponda sinisLra dei Canale Mussolini. ! vi era srat.1 realizzata dagli alleati nei mesi di febbraio e di marzo una ll::t":dc zona min_aca, conti~ua e profon1a, completata insc~cndo tra i campi g,a m opera altn 97 campi, denominati nella documcnta1,1onc anglo-americana « campi minati del Canale Mussolini ».

..,

..,

..

...

,.

'tl>

f,l'ITORL.\

••cl-------+----- --1- - - ~ ~m//Jqf/q//N/1

~

#

"

(~1cAi

•• In questi ultimi campi furono poste in opcrn r4.461 mine tra q. 31 (Borgo Podgora) c Borgo Sabotino della Bonifica di Latina. La grande zona minata cosl costituita presentava oltre 10 km. di fronte cd una profondit~ variabile da 1 a 2 km. ed era dotata di una grande capacità d'interdizione. In c,sa deve riconoscersi un notevole cS<:mpio d"impicgo massiccio di mine, per· chè nel suo àmbìto risultano impiegate quasi 40 mila mine. La contrapposta soluzione tedesca nella stessa zona consisteva invece in t,na rete rada di una cinquantina di campi (per un totale di circa ']000 mine);


in genere di mo<lcsta cmit.:\, posti a sbarramento dei punti di pas,,aggio ob-bligato in un terreno intersecato da c.1nali di bonifica e maggiormente ,ddcns.1t.i a cavallo dcgl i accessi di Borgo Piave e di Borgo Podgora. il dispositivo tedesco rappresenta una soluzione efficace cd economica in un terreno particolare. Sul restante delle pos.izion.i tedesche era realizzata una potente sistemazione di campi minati, che gravitava panicolarmcncc attorno ai baricentri di Aprilia-Carroccco e ddla regione a sud di Cisterna. Nella prima wna si riscontrava una v"'1cina di campi minati di oltre 500 mine ciascuno (e di questi sette contav:mo ollrc 1000 mine, con un ma~ s!Illo ud campo « Eidcchsc n di 243i mine), scagli.onari su due lince, delle quali la seconda cosrimiva un forre recinto della posizione di Aprilia. 'ella wna di Cisterna, una trentino di campi, dd quali tre contavano oltre 1000 in.ine, sbarravano le direttrici alleate s-u questo incrocio stradale tenacemente difeso dai Tedeschi. Gli addcnsameati più notevoli di campi da parte alleata erano costituiti sul terreno a sud cli Fer1Uata Campo di Carne. Le sistemazioni alleate a sud di Cisterna i estendevano particolarm"'1tc tra Pos.!O Formo dd Bovc cd Isola Bella. ella prima zonn csistev:i una france di quasi 4 km. praticamcnre continua di grossi campi o sbarramento dc:lla direttrice più pericolosa d'attacco, ,addoppiato do un sccoado sbarramcmo arretrato. Si traua di una tr"'1tina di compi per la maggior parte di più di 500 unità rulla prima linea e di una dic:ciaa di campi, anche questi di forte entità sulla linea arretrata. Le ,i,tcmaz1oni alleocc a sud di Cistcrno ovevano una notevole estensione [rootalc ma risultavono anche fortemente scaglionate in profondità e ricoprivano di conscgucnM una e.Le ·1 superficie. Constavano di una setta.o· tina di crunpi, tra i quali si rrovll'Vano i piÌl estesi della tCStll di sbarco. Sette infatti superavano il carico dì 1000 mine e due quello di 2000 (l'uno con 2317 miae ru di on fronte di quasi 1,5 km. nella regione di Fosso delle Mole, 1':iltro con 2190 mine tra Cas.1lc Pr.uonc e Isola Bella). In questo settore inoltre c:5istev:i ua abbozzo di linea arrctrorn, costiiuito da una ventina di campi per lo piÌl di limirnto entità, a sbarramento della valle del F. Astura all'altezza di Casale Campomorto. Per quanto concerne i tipi di mine impiegati, non si ritiene indispensabile illu trarne le caratteristiche tecniche, che sono chiaramente riassunte cd e.poste nell'Istruzione iullc "Mine e bonifico campi minati » già citata. Mette invece conto ùi porre in evidenza lo preponderonza delle mine anticarro rispetto alle mine antipcrsonalc (A. P.). Qucst:1 prepondcranz.a è particolarmente marcoto da parte tedesca. Nei cornspoadenti campi le mine A.P. soao stote impiegate con qu,lche frc. <1uenza come ID<-zzi intcgrotori dei campi anticorro (allormc cd antirimo2iooc) ed in mi ura ridotta come costirucnri di campi esclusivamente A.P.. Di


questi ultimi ne sono ~taù individuati solo 32 con 37500 mine. La frequenza pcrcentuale è dcll'8'X, dcl numero dei campi e dd 5% dd numero delle mine. Da parte alleata si è fatto più largo impiego di mine A. P.; ne risul· rano co,tituiti 320 campi con complessive 46.520 mine. Pertanto i campi A. P. costituiscono da parte alleata il 52% ciel rornlc e le mine A. P. il 37% dcl totale. Dal caso concreto illustrato è possibile ed utile trarre qualche dato di esperienza da tener presente nei progetti di impianro di campi minati. Un primo dato si riferisce all'entità media del singolo campo minato. I c.unpi minati « di carattere campale» impiantati nella testa di sbarco di Anzio hanno presentato nella grande maggioranza dimensioni limitate. Solo r; su 385 campi tedeschi hanno superato le 1000 mine; il valore medio è rapprcscnbto da 200 mine per campo e :us.1i numerosi sono i campi di poche diecinc e di poche unità, come ad esempio gli sbarramenti stradali anticarro. T campi minali A. P. presentano in genere un'entità più ri· dotta: il loro carico medio è di u7 mine per campo. Dalla parte degli alleati solo 18 campi hanno superato le 1000 mine su 58, registrati. Anche d:i questo lato il valore medio è rappresentato daUo stesso numero di 200 mine per campo, del quale mette conto di rilevare l,1 conforrnits\ con l'analogo dato desunto dalle organizzazioni tedesche. Per : campi antipersonale, si uova anche da parte alleata un ·emità media inferiore: t 44 unità per c.1mpo. Si è ricordato poco sopra che, di fatto. si è in presenza di campi minati di carattere campale. Questa discrimina1.ione è importante: infatti sulla fronte delle posizioni della linea « gotica » i Tedeschi hanno po.sto in atto campi molto più estesi, che totaliz~1v:ino anche alcune diccinc di migliaia di mine, come il noto campo minato « T~dorico 1, nella valle del F. Foglia. Un altro dato si riferisce alla densità delle mine sul terreno organizzato. LQgicamente la più forte densità si riscontra sulla fronte delle posizioni principali di resistenza, cioè praticamente a cavallo della linea di margine dei due schieramenti contrapposti. Per l'analisi della densit~ delle mine si ~ assunto come numcro-inditl' il numero di mine riferito all'uniti, <li superficie (kmq.). Se si percorre il perimetro della testa di sharco da occidente ad oriente si regi.strano i seguenti indici (mine per kmq.): z.ona di Torre della Mo· letta 3220, wna di Torre San Lorenza 2170, posizioni a cavallo del Fosso della Molerta 12Q0-1500, margine ovest di Regione La Cogna 26oo, wna n nord di Fosso del Diavolo 4030, zona a cavallo della rotabile Anzio-Albanu 78.to· terreno ad ovest dì Pcrmata Campo di Carne 2640-370:0. Tra q. 81 ~ q. 66 di Campo di Carne, gli indici s'inflettono a 1920-1420. Nella woa alta intorno a Casa Carano si rilevano indici pari a 2070-1450 e n 50, ma i valori si elevano rapidRrncntc avvicinandosi 31ln zona cli Cisterna. [nfatti attorno a queHa località si registrano indici di 526o-356o-3:i:zo e 5uo, i due più elevati


lì49 riicremisi ni terreni del Fosso ddln Mola cd ai dintorni di Isola Bella. Sul fianco difcrmvo orientale si trova un indice di 3170 attorno a q. 35 dclfa SLrada Cisterna-Borgo Podgora, di 1230 ad ovest di Borgo Podgora, di 2340 ad ovest di Torre Cannuccia, d1 3170-3750 e 2630 ri pccùvamcmc attorno a q. 21 cd a q. 19 del Canale Mu,solini cd n no,d di Borgo Sabotino. li precèdcntc elenco di cifre e di località, per quanto arido, costituisce la bas,: di dati sintetici mùcamcnte e tecnicamente importanti: nelle zone molto fortemente minate è stata rnggiuna la densità di 8ooo mine per kmq., ncllc zone fortemente minate la dcnsilÌl delle mine ba oscillato su 4000-5000 unità per krn<j., infine nelle wnc medi:uncmc minate la den ità è tatn di 2000-3000 unii.\ per kmq .. I precedenti dati ,inretici possono intcrprcrarsi nel senso che nei settori molto fortemente minati la distribuzione superficiale delle mine corrisponde ad l mina ogni 125 mq., nei scuori fortemente minati ad 1 mina ogni 200 mq., nei scltori mediamente minati ad 1 1I11oa ogni 300 mq .. Se s1 confrontano I dati di distribuzione mine con quclli di dcnsit.\ cf. fcniv" delle mine nei campi minati propri. mente detti, se ne trac la conclusione, che cm logico prevedere rn ordine d1 valutazione qualitanva so non Gu•ntitn1iva, che anche nei casi di piÌl intenso mina mento esi. te una sensibile discontinuità nclla dislocazione dei campi minati sul terreno e di fatto, anche nel caso dcllc maggiori densità rcaliz7.atc in un terreno aspramente conteso da forLe largamente rlm:uc di mezzi e stremuncntc impegnate in un impiego ma, icc,o di C'>Ì, 1 campi minati non hnnno superato 1/6 dell'arca totale e nelle Mnc dì densità forte e mcdi.i non J,aimo superato 1 / lO e 1 / 15 rispcuivamentc dell'arca totale. E. poichè è sr~ta i;i~ acccrt•ta sulle 150-200 unii~ l'entità media dei campi, i dau di densit\ sopr,i valutati corucntono di stabilire come massima una frcqucnz:1 di 40-00 campi per kmq. corrispondente alla dcn<im massima d, llooo mine per kmq., come forte media una frcqutnn di 20-30 campi per kmq. corrisponrlcntc alle dcmitì1 fort, di 4000-5000 mine per kmq. e co1nc mcJi,1 corrente un.1 media ;cn,ibilmcntc inferiore ai precedenti dati ed osc:illantc ,ui 15-20 campi per kmq., quc t,1 uluma c,,cndo riferita a densità di 2000-3000 unit:1 per kmq .. Li densità convenzionale rifcma atrintcra supcrfìc,c intcrc.,sata da cam111 miruiti, supcr~cic che nel ca.so concreto ,i può mencrc di circa 200 kmq., è molto inferiore ai mmim1 surriferiù, pcrchè ri<ulta di 5 campi.• Ma questo dato, al contrario elci precedenti, non ba alcun interesse \attico; comunque uso può es~erc utile per computi sommari, in "'de di preventivo di mezzi f"1" l'impianto di 7.one minate. . Da porre in rilievo è 11 fotto che una densità di 5 campi corrisponde, m base alle premesse:, ad una densità , upcrficiale di 750-1000 mine per kmq. (vcc!i specchio allegato).


Ln media giornaliera delle mine poste in opera, nei

100

giorm intercorsi

ira l'impianto dd primo e dell'ultimo campo minato nella testa di sbarco, è, stat:t di

1200

mine alleate e di 650 mine tedesche.

ln 18 giornare i Tedeschi hanno supcràto una media giornaliera di rooo mine; in 20 giornate gli alleati banno supcratn una media giornaliera di zooo mine. Le pume di lavoro d'impiantn sono costituite da 6629 mine poste in opera il 15 aprile dai Tedeschi. Il numero <lei campi minati impia.nrati giornalmente dai Tedeschi è stato di circa 4; di circa 6 l'analngo dato riferito all'attività alleata. Le medie ~urrikritc sono st:tte sensibilmente superate dai Tedeschi ncl1:r prima decade di febbraio con una posa giornaliera media di 7,2 campi e con punte di r 4, 20 cd 11 campi realiz7,atc nei giorni I, 4 e 5 febbraio. Sono state del p:11i superate dagli alleati nella stc.~a decade con 12,4 campi impiantati giornalmente, con punte di 14, 16 e 34 campi nei giorni 5, 7 cd 8 febbnio. Gli alleati hanno inoltre impiantato 21, 18, 20, 33 e 31 campi rispettivamente nelle giornate del 13 e 14 febbraio e del r', 5 e 15 marzo. li peso complessivo delle zoo mila rnine impiegate nella testa di sbaroo di Anzio pu~ essere valutato ,ullc 4000 tono., in base ad un peso lordo di kg. 2o per mina (per 3/ 4 A. C.) .

.. .

.Ed ora alcune considerazioni conclusive. Dall'esame delle 1>pcrazioni di minamcnto che si sono svolte nella testa di sbarco di Anzio è consentito trarre anzitutto la conferma dell'importanza .della mina come wna nelle fasi difensive della battaglia. Questa importinz., assume ancora Jrulggior rilievo quando nella lotta intervengano m=i coraz:zatì, ciò che ormai deve considerarsi normale, a meno che il terreno non presenti condizioni proibitive per l'impiego di questi ultimi. E' da rilcv:11c che questa valumzionc è basata su attivit?t di guerra, intraprese sotto la spinta di gravi e pressanti esigenze d'ordine operativo. Dall' impiego delle mine ci si ripromette un'azione di arresto e d'intcr,dizionc - di particolare interesse quando esercitata nei riguardi di mezzi -cor:1z-,1;atì - il cui successo dipende dalla congrua disponibilid dei mezzi di m1namenro (mine cd uniù specializzate di minatori) e dal loro impiego oculato. Principi basilari d'impiego, quali risultano dalle operazioni compiute sia ,dagli alleati, sia dai Tedeschi sono: t' - l'impiego a massa; 2' - l'impianto conforme alle e,igenze dell'azione tattica cd alle pos:!>ibilit.~ cli azione delle mine; 3' - l'applicazione del principio dell'economia dei mezzi. L'impiego delle mine ~ stato senza dubbio massiccio ed i dati raccolti in proposito S<>no interessanti e da tener presenti per la risoluzione di prohlcmi analoghi.


51

E' da ricordare cbc in molte località della testa di sl,arco si è in prumza ,lì 1111a vaa e propria saturac1011c del tcrrtmo che non è conveniente superare, specie nei settori attivi, ,.., non i vogliono limitare pcricolosamenre le possibilità <li manovra delle proprie forv.c. L'impiego n m= deve proporsi il conseguimento di convenienti dcnsir¼ cli minamcnlo del terreno interessato dalle direttrici d'attacco dell'avversario. l.:n numero indice di 5000 unità-kmq. rappresenta con ogni prol>abiutà un rna<runo ottimo non supaal,ilc anche oci terrc11i più spacciati, per quanto risulti superato in tre distinte zone della testa di sbarco. L'impiego delle mine de,·c essere sempre fatto a rngion ,·eduta, ragione di ordine tattico e ragione di ordine tecnico. Dal punto di vista tecnico occorre definire il tipo o i tipi cli mina da impiegare caso per caso e la disposizione di dcuaglio delle mine od singoli campi minati; dal punto <li vi ta tattico si tratta di evirn.re una disseminazione anodina di m=i per organizzare "zone minate ,, di estensione frontale e di profondità corrispondenti agli effetti d'interdizione e di arresto che s'intendono conseguire. Le zone minate richiedono tempo per es.sere organizzate; il l»·oro di impianto dei corrispondenti campi deve svilupp:irsi in modo dn assicurare il più elevato contributo dclle mine allo sviluppo della battaglia difensiva io ciascun momento dcll'mooc. Sono >taù rnccol ti con cura gli clementi relativi alle date d'impianto dei campi minati della testa di sbarco. L'esame deUa cronologia degli impiant~ cffem,:iu ia dai Tedeschi sia dagli alleati, couscotc di coufcrmare che, come era prevedibile, la posa hn proceduto col criterio <li munire dnpprimn i tratti più ~icolosi, poi di raffittire gli intervalli cou campi intermedi, in, fine d1 moh,plicarc le difese in profondità a cavallo delle direttrici d'atb.cco ovvcrsaric con5idcrare più pericolose. I campi impiantati sono tati raramente modificati. In genere si è tornati ~ui campi già in atto solo per di attivarli (rimozione) o per aprirvi v;uchi più o meno estesi. Infatti non è conveniente ,•arinrc le caraueristicbc cli un campo minato, ma è sempre pombilc impiantare nuovi campi nelle sue adiaccn7,e anche immediate. Definite le caraneristichc tecniche del campo minnto (il che corrisponde r,lla scelta del proietto e delb caricn per un pc-a.o), i due parametri ranici dell'efficacia wno l'orientamento cd estensione della fronte e il carico di mmc, da cui, in funzione della fronte, deriva il dato di profondità dd camJ)(> (il che corrisponde, per mantenere il confronto arriglieristico in quanto può valere, al puntamento del pezzo in alzo e direzione). Qucsrj parametri debbono essere vnlur,ui caso per caso, secondo lo scopo o gli scopi da conscRuirc, la situazione e le carntteristiche del terreno d'impianto. Passando d:ill 'clmt~mo tauico all'orgnnizzazione complessa, cioè dal cam-


852 po mio:no a.Ila zona minata. si riconosce che ogni zona minata ha una indi· vidualità definita, in vista del problema. operativo alla cui soluzione concorre. Le 7.A)nc minate di Fermata Cani po di Carne, del km. 27 della strada Anzio-Albano, del M. 28 e di Aprilia, quella dclla regione di Cisterna cd il grande sbarramento del fianco difensivo orientale sono esempi interessano di «come» le mine sono state uùlizzate per la risoluzione di concreti complessi problemi tattici. Questi esempi, che menerebbe conto <li >1udiare nei particolari, sono tanto più meritevoli <l'attenzione in quanto gli avvenimenti consentono di ailcrmarc che il loro conrrihuto alla lotta è stato effettivo cd imporLinte. lnfat11 sono evidenti le caratteristiche di un lavoro febbrile e di un intenso impiego di mine fatto da entrambe le parti e di un riuno crescente senza dubbio imposte dai risulrnti gi~ acquisiti e dalle ullC:riori eone, etc esiJ!CM.C della battaglia. In omaggio al principio di economia, non esiste alcuna opportunità di disperdere le mine su estese superfici di terreno, ma la nccc»ità d'impian· tarle in campi conformi alle buone norme d'impiego. A loro volta i campi sono disposti ncll"àmbico delle zone in mena rispondenza delle previste esigenze della battaglia difensiva. Intervalli relativamente ampi ira campo e campo e tra zona e zona tendono ad assicurare lo spazio indispensabile per la manovra clcllc forze, nella cui azione risiede sempre l'elemento decisivo del successo. L'impiego delle mine, in definitiva, non è che una mod:,licà della sistcmx,.ione difensiva del tcrreoo, modalità di particolare efficacia, data l'azione atùva e permanente dell'esplosivo munito di speciali dispositivi di detonazione. La sistemazione del terreno è « tattica incisa nel suolo »; è perciò logico che l'impianto dei campi minati e l'organizzazione delle 7.one minate ricalchi lo schieramento delle forze e si CQnformi ai critcrt generali e particolari ddl:l condotta della battaglia difensiva.

Un ultimo cenno sul peso relativo del minamento. L'intero quantitativo di mine impiegate dalle forze aoglo-amcxicane nclb testa di sbarco di Anzio non superò con ogni probabilità le :2400 tono .. Una giornata di fuoco dei 500 IX'4Zi alleati che hanno diC'cso la testa di sbarco od corso della prima controffensiva tedesca ha un peso dello stesso ordine di grandezza. Il peso dei proietti di caduta sganciati dagli allcaù sulle formazioni avrcrsaric il primo giomo della seconda controffensiva tedesca è stato di circa !)6oo tonn., cioè quadruplo. I.a mina, in conclusione, è un'arma economica oltre che efficace. Qucsri requisiti consigliano di studiarne le possibilità di sviluppo, sia nel campo tecnico, sia nel campo dell'impiego: possibilità che sono cstesis, sime e che presentano grande interesse in relazione alle esigenze della difesa del Paese.


NUMF.111 U.:OICI Dt!LLA Dt'NSITÀ ~UPP.Rt'1CI Al t 0 1 MINI:. Nl'I LA rt-:sTA 01 SKAMC'O DI ANZIO

1A dtrc drllr t .c colonDC dd praulr 1prcd1kl rappraa1tuo le <oordJa1lc cki •miei W' ddl• 111111111.r• di rdierlrnt"to dcli• cuti d' li.111/:11 11 100.000 t'd. Allt'.lt• IV..1, 1,ie,11.11•1• chr t rfpot'Ul1 111tbc 4blk> .c:hiuò .tl•;t11kl Lt tifr* Mli.et.e: colo11nt: npprtu.nWMt U auffl(ro dr.Ile: ml11t ad ~rrlJ11C111dutt qudre.110 di 1r11u~1an tcnlaC' prr kmq.,, I d.dl dtl1C" tudli u11II att01oed11I •Ila ditth•• " ' ~ '<' (RIIQ , o t.11~*1 • i, 111• ,1Utthu hdtilotr 1t 1111l!KH1 dJ S.

"'"°

OOll- 110 001' - 69(J (1116 -1U> 0017 - IJ90 ,o OQ;21- IJ70

---

,..

~:24 - l'UO

eoi.-

OllS -

""' ....

ouo-(,flO U.1?7 G.1211 0129 -

260

""

..,._

1111

osa- u»

110

OH) -

00)1 -

64l)

""' ... ISO ""' OSZl -_ 20 .,.., ,.,

Olll - 1220 011.f. - 2280 OIIS- 010 0117 - ll'XI 0118-37«1 0121 1111

,..IO

051T -

6IO

OSTJ ClblZ-

""IO

..13 IUf -

110 1111

M'l0 -

Q7H 00,7-

0211- 8 l

71l0-

U'JIV- Jl'Jtl

71.W-

01:;al -

O'JI.&-

021.5 -

0120 D) (mJ- lf.dO

.. a:a,- "",. om- <a.10

IJtJ,J} -

Ma -

mn -

ms -

T.0,, T... -

...'"'""

"" :WI .,.

..."'

on,..,._

731)-

.,.,._

l4.J} 100 HD70, - l';GO

0.."19- 110

110 f'lnJ-l?fiO

OZII

111)

.."'

011s -- 1am

0311(11111OJIO- I.,

ouo0,21 -

...

lflOO

Offl - U10

om • DIO o.rn-

"' '"°

O~- tJO Dll:7-3110 Oli

.,,._ ono 041S-

li)

..,. ,.. ..,,_ 0411 0418 -

IO

IIO

l!O

0120CMl l -

o..n-

120 IO IOOtl

.. ...,.. ,.. m• -

m•

T5)1

1m-

l>O

, ,

-...

711,Y,l-l.ucl 7Cill

16'6-

1,0 7119-lal) 11J) -

m1 ffl2 -

n,o

110

Vlll -

1:no-,to;,

Os.2! -

1181>

IZJO

.,,,

mo -

ani-

JIO

1110 100 ·Jò60

...

1"11-

....

nJ3 -

--- .. ..

.. "'°

..

""

llll -

tH9 - 19'20

..,, -_.,., ""' ''" ..,, ..,. _ ,"' ,.,., ...,_ ..,, ..,.

--...

Jlll) - 12l!O &ll0-1190

1010

IO

01270110 ,110

IJ,0-2'10

1117-

O)~ -

..,._ ,,...

430

,., ,...,

,,,, - .,. ,.. 13Jl 141) 1-UO Mli -

., 0131- ... ""., wn- ,.

om-

:tlO IDJ:J - 1100

710 liii

'il029 -

1110

,on -

"" 100

00)7

1111

9121-

11)

9129 - 1070 Vl!!O 91Jl-1190

.,,..,,, _ ,. .,. .,,. - ... -

,m -

~

so

..

V)Jl-14W

.,.,, _ , ..., ,.,, __ ao ......,. -_..,....

--

··19-1'-IO

9531 CK:n 911o10 -

IHO IOQO

®l -

"2M

W4 -

0$.>0-

720

.. ---.... .,,._ .,. ..,, _ *"' '"'... ,..._ 16» -

ll60

..... ""' .. sm..,, . ,.., me

..,,. _

JOIO

l?JO - 1100

0'32 OUT-

ous -

00

.... 11111

Cl5H- 1111 ,., ..,..n.,,. _ ,,.

,4.lQ

..,.._.,.. .,..._ 96'2

100

110

tm- OiO tTJO - JllO otJI - mo 9712 -

...

..,. ....""' __ ••

... IO

-.... __ --- ... ---- -11'11 -

IIJO 910

10-m1

,,.. _ ...

71:l.l-lllO

r,u -

ttU -

710

1,0

.,,. _ "" rm -

Ili

1'W1 N.ui-lfl)l:J

mo

a1..o -

""' ,.. ""

100

11119 -

11)

....., _ ..,,o =-

1931 -

1310

120

8014 -

s;o

,,.

Jlll

om ,..._

.,,.

otl9 - .,,,,.,

',lllO- 10]0

OIJI - ITl'O ..,, ..., __ ,..so _.,,. 900 .,. 300

09'\1-

"'

110

630

W.,l -

6,0


I SERVIZI NELL'AMBITO DELLA DIVISIONE DI FANTERIA T11n. ccii. d119li afpini Alau,mdro Ambrositni

Si racconta che in un part'cobrc sc..cchicrc operativo ddb guerra passata er:i •nv:ilsa l'abitudine, tr:i , conducenti, di '1olarc per propria comodità le di posizioni rcgohuncnt,11·, m vigore irca il ruodo ùi portare il 111o.1ehctro durante le marce. Tass.1tivc Jisposiz,ont Jcl com,,nJo upcriorc prescri..cvano che 11 moscheno do,•essc essere portato " " bmcc"ann » e quale tu:1 iro.1 concessione accooscnllvano clic la canna fo,sc infilnb tr:i il rotolo e lo zaino, e l'arma poggmc.1 sulb spalla, come usano lare col bastone i IDOotanari allorquando tr.lSpomno sulla sch,cna il rocco delle provviste. Motivo d, L1nto intcrcss.,wcnto d:L parte di un ccxn:mdo di gr'1fld< unità per una questione di dettaglio dhc sembrava non c5Scrc d'importlnza adcguara al rango del... controllore, era suggerito forse dnll'opponuniL\ di stroncare la brutu ab1tudl!le generalizzatasi tra i conducenti di ada inre il moschetto oriizcmalment: sullo zaino, in modo che la cinghia ddl'arm.1, ,cncndo a cadere 1nMnzi al collo, accon,cntiva un comodo appoggio alle moni durante le marce foti,~. Scmbr:i che ,J tanto dcprtt:ito sist<'l'.lla di portare l'. nna in quella manicr;1 costituisse un cerro pericolo per gli occhi del qu.1drupcdc, che rischiavano di rcccvcrc duri colpi dalla cnnn:1 del mO!chctro qualora il fido conducente a\'CSSe in"olontariruncntc c(Xllpiuto qualche brusco movin1cnto con le spalle. E' inutile sottoline;,re c11c tale Mrcggrnmcnto as.runto dai soldnti, non corrispondente agli ordini, non doveva essere visto sotto l'aspetto di prcmcditab intenzione Ji di~ubbidirc, bcnsl inquadrato nel car:meristico awbicnte cici conducenti, , quali, come ben n010, sono pronti :i sopport,rc sempre qu:ilsinsi fo1ico , ma in mtro di disciplina fom1alc non sono certo da citare C(l([lC esempio. Evidcotancntc la ca11odità di port:tre l'•nn• nel Ol<Xlo dcsc;ritto era superiore al rischio della punizione • cui andav~ incontro il tnSgrC!SOrc (i reittrnti avvertimenti non :llllmcttevano inadcmpicnJ.c), pcrchè b massa dei conducenti non se oc d.1''ll per intc,o, facendo orecchio d::i mercante. Al punto in cui stavano le cose non vi era ormai più nulla da fare, e di fronte a siffatta siru:izionc non rimaneva che accettar", lcg.ilizzandolo, il fatto


ccmpiuto: allora, per non perdere in autorevolezza e sa lv:rguardarc le proprie prerog:itivc, quel t:ile ostinato com:indo superiore se b c.,vò intelligcntc01cnte, dir.im,ndo ni c001,ndi dipendenti Un:\ comurùc,zione che suonava press'a poco così : « ... allo scopo di rmJere più liberi il più possibile i movimenti al conducente durante le marce, si prega di c.~aminare e riferire con sollecitudine circa la convenienza di far porurc il moschetto posato orizzontulmcntc sullo zaino, con la canna rrvolta dalla parte esterna rispetto al qu•drupede ». L'cpisoòio che ho narrato non !ha, cvidcnrancnte, relazione alcuna con b c1ucs1ionc dei se,- izi, rn:1 mi sono permesso di fornc cenno - anche se ciò provocherà l'ironia del lettore - per mettere in evid.:nza che, allorquando si gcncraliu;a nella massa l:i necessità imperativa di modificare una dac, disposizione regolamentare, novantanove volte su cento si tratta di una prescrizione priva di adattabilità e di conveniente senso pratico. Quando ciò ~"Ì vcri6ehi è opportuno com·rc subito :ii rip:iri, f:tccndo tesoro dell'esperienza e del ~so rcalist:co degli organi cso:ucivi che sono chiarn.1ti ad' interpretare le varie disposizioni norw:itivc. Vcdialllo ora cane tale os.~crvnione poss.'l avere qualche nesso logico con la questione elci servizi ncll':unbito della divisione di fantcri3. Non può sfuggire il fatto clic durante il grande conflitto passato ciascun coruando di d11 isionc - clic nel campo dc, servizi rapprcscnt:l l'organo coordinatore per eccellenza - ba dato vita ad una propria Conna di org111'\izz.,zione logistica discostantesi alquanto, i1l genere, da quella classica e teorica della regolalllcntaz,onc allora vigente. Senza dubbio le svariate situ.1zioni operative hanno imposto e gcncraliz1~.,to dç\le moditichc aj classici sistemi di organi:.ozal.Ìone e Cunzion3mcnto de, servizi clctrnti dnll'autoritll cencrnle. Se si esaminino però da vicino le varianti apportate da ciascun comando di divisione, l'attenzione viene subito attirata da una circostanza p:irticobrmeote rivelatrice; ci si può accorgere, cioè, che gran parte dei comandi di divisione, nc:ll'intcnto di rendere l'organizzazione logistica il più aderente possibile alle necessità operative cd nlb disponibilità dei mezzi di trasporto - per lo più assai esigua - ha 1>roccduto con criteri affini. E' avvenuto, in altri tcnninL clic la pratica si è imp01t;'l alla teoria, creando e gcner.ilizzandc nuovi orientamenti organizzativi logistici. Stando cosl le cose, sembra logico pensare che nel presente periodo cli transizione e di raccogl imcnto del ml'!tro esercito, in cui anche nd campo dei servizi occorrerà procedere ad una revisione di metodi e sìstt1lli di org:miz1.azione, i frutti dcll'cspcrieoza non debbano ,ndnrc dispersi compkumente, Questo è l'augurio che fonnul:mo di cuore coloro i qu:i.li, per le attrillu7.ioni di cui erano investiti, hanno sopportato per anni il peso della responsabilità del d,:uturno e indibzionabilc prohlC1t1s1 dei rifomioi~nti nel <'ampo delle divisioni opemtive; problemi ohe hanno dovuto risolvere, qua.si scm-


prc, in com.fr1.1011i panicolorwentc diificili ixr la scarsità Jci mezzi dùpombili. E forse ~ucsro augurio serve :i giwtificare la strana introduzione del nùo mo<lcsto ortcolo, che vorrd,bc dimosLritrc come in certi casi sia opportuno sanziaurc quelle sirunioni di f.atro che ncll'app:11cnza si prcscnrnno eome rnonifc,;1nioni di <1rbitrnrie intenpreta1,ioni, mo in reahà, invece, ~ngono di per se tesse od imporsi e " generalizzarsi per il modo con cui superano od annullino l"mperfC?,ionc di una data nonllà pl'CScriuiva. L1 1,M ntoo

ED IL COORDINM,tt~"TO DEI SERVl7.t: PRbOCA"nVA DE.I OOMANDI.

'~un dubbio che in una grande unic:i quolsi:isi concerto di coordinamento dei servizi debba ca1tituirc esclusiva attribuzion<: del ~ondo dclln grande unità stessa, intendendo m questo aiso per " conumdb • gli orgnni dello s~•to maggiore. Ad CSClllpio, il scrviz.:o di cOUlUUSSariaeo può risolvere nel migliore elci modi il problema iccnico ddl'accaparramc:nto e della preparazione delle derrate per b coshtu,;ionc dei ro,,gazzini, ma allorquando si lr.ltta di ri.<olverc il problema dell'avviamento di tali derrate d:ii depositi alle truppe operanti, esso si accorge che, cvidcnremcnrc, non può fore da si!. Occorrtrnnno, giunti a questo punto, i m•7,zi di trasporto che il servizio d.i canU1is-sariato noo ba. Dur:intc la fase dcl funzioMmcnto, quindi, i vari servizi vengono ad inicrfcrire tra loro, stilllolando di constgucnza una indispensabile e tempestiva azione coordinatrice, la quale non put~ fore a meno di scaturire dnll'org:mo u comando" della grande unità nel cui i\mbito detti servizi si ,volgono. Un comando operativo di grande unit~ ~ chiamato perciò ad intervenire con carntrcrc di continuit,, nel campo logistico ed ~ lllltumlc che sia cMl, in quanto l'organizzazione dei servizi, per impart:une che possa essere, non costituisce 1llai fine a

M:

5tcssa, ma, anzi,

d~·e essere considera.I-a sempre COUl-

plctamcnte subc,rdinat., al principale e 'Preminente dei problemi: quello operath·o.

Ma il termine « comando " ba significato del cutto imperson•lc. Occorre per conseguenza che sia definita 1, figur:i rapprcsem,niva di t:ile organismo che praticamente ria~uma e sintcuzzi le funzioni coordinatrici dei ,•arl SCI· vizi. In qu~to =po si è notata però. .cmprc, un po' di confusione. In genere si 1: propcosi a vedere i fili del eoordill3lllcnto riuniti nelle mani del capo di stato m.~ggior", il qUJ1lc dovrebbe manovrarli trmnitc gli ckmcnri della propria sezione opcrnzioni e sc:rvizi. Questo concetto si basa sulle disposi7joni regolomcninri che hanno norrn~liu.110 sinora il fu02.ionamcmo dei servizi ncll 'àmbito divisionale e che attribuiscono appunto a.I capo di stato maggiore il canpito del coordin:imcnto logistico. Compito che in definitiva si è identific.,to in uno responsabilità che i nir stri capi di srato maggiore non hanno rn."li cercato di evitare, anche se, per le condizioni stesse in cu, essi barono costTctti ad opcTararc, la loro attività è


Sl.1ta rivolti ipiuuosto v<rso la linea del comb,nimcnto che verso il tergo im· mcdfato. E ciò si verifica csscnzialmmte per il funo dhc, durante le operazioni, il ccmando di divisione può c«czional01cntc: funzionare rimuto. L'esperienza ciel 1>:iss.110 mene in risalto come mo venga a suddividersi in due aliquote distinte: un,, avao7.ata, d1 cui fanno p:irte il generale comandante, il capo di s1>10 maggiore, fo sezione operazioni, le infonn:izioni, i canandanti l'ar· tiglicria cd il genio divisionale; l'altra, :irrctrnta odia misurn imposta dalla situazione, è costiruiia dagli org:ini clirertivi dei varl servizi. La prima delle due fr.nioni del comando viene generalmente indicab col nome di «comando tattico,,: la seconda, di norma. viene chi.unarn " base logistica ,,. La prima esplica funzioni essenzialmente operative; la seconda, come fa intendere il nome, svolge compiti incremi solo al funzionamento dei servizi. E' naturale che presso il cC)lTl.1ndo t:irtico l'attivi~ del capo d1 st:lto mag· giore sia particolannente assorbita dalle questioni attinenti .ill'impicgo dei rcp,rti in relazione al concetto di azione del c01Dandante; quindi, in pratica, awicne che all'organizza1,ionc cd ai funzionamento dd servizi, di cui egli dovrebbe essere il naturale coordinatore, provvec:11, un suo direa:o r:,pprc:scntante nclln distan1Jata e cosiddetr:i base logistica. Questo ufficiale, per evidenti ragioni di contingenza, è per lo più destinato ad agire di iniziativa, in quanto le decisioni del capo di stato maggiore - no1evol111Cntc lontano uon sempre possono giungere l.'em~rive. Perciò è inevitabile che presso b base logistica acquisti risalto la pcrso11al i1à dell'u[ficialc dello st1to maggiore del C(l)]alldo d1 divisione che sor· veglia, coordina, dÌs~ciplin:o, stiwolo e dirige sia l'organiz.zazionc e.be il fun. ?.1onamcnto cki servizi. Ed in prar;ca succede che questa caratteristica e ben definita figura di u(licialc ngi:sce come se della • b:lsc logistica » egli fosse 11 vero coo1nndante, Questo, pc,rahro, non costituisce che un priroo ,pallido =pio rivelatore della necessità di dare un'impostazione tutta particolare ull'organi1.1.az~one dei servizi, la <JUalc, pur disco,tondosi da quelle che sooo le prescrizioni dcUe norme vigenti, è di maggiore rendimento, in quanto meglio rispondente alle pratiche esigenze imposk &Ila sintazionc. ln altre 1parok l'cspcricnz:, della guerra passata ha messo in luce cane 11 vero elemento coordin,nore dei servizi divisionali non sia sr:ito il capo di stato maggiore (ciò, csscnzialwcnte, pei motivi già esponi), bcnsl quella caratteristica figurn di ufficiale dcllo sta to maggiore del c<XJ1ando chiamato a S\:olgcrc u~a inclcfcssa attività coordinatrice nel caratteristico ,unhicntc logisllco d1 prima retrovia che in cia~una divisione è srato battezzato, ripeto, col noroe di « base logistic:i ». Ma, si potrebbe obiett.1rc, è: opportuno che con questo nuovo orienta· mento si venga a svincolare il capo di stato maggiore dalla responsabilità dd fu~onamcnto dei servizi? A questa o.«crvazionc è facile rispondere nel senso che non '))Otrà mai trnttirsi di svincolo da mponsabilim, ma sibbene di un

s


adatl:llncnto rivolto :, meglio riassumere nello sua pcrsonn le funzioni dc· vnc di c.oordiruuncnto tra opcr37.10Ìi e servizi stcSsi, decentrando quelle csclu· 5tvamcntc coordinatrici dei servi;r,i st i ad un ufficj;,lc avente una carie., ben ddinira e posto, :, tulti gli c(Te1ti, olle sue dipcndcn1~. ln definitiva partano d.il capo di slllto maggiore due br:mchc ben distinte: un:i opcrati\O, che fo c:ipo alla sezione operazioni c infonnazioni; l'altra logisuca, che fa capo alla " base divisionale ». rl capo c!clla sezione operazioni e infornm,jooi cd il «llD!lndante b b= logistia, verrebbero ~d es<erc i suoi due più dlJ"ctti collaboratori. Al capo di staro maggiore specc,, quindi il ccmpito dclicatissirno di ar· monizz."c e fondere i servizi con le operazioni. Solo cosi facendo, le due •t· tività csscnzig)j e dctcnninanti della divisione potranno costituire un tutto cquilib.r:ato cd inscindibile; solo con questo sistcnla sarà possibile riassumere eJ amalgamare ad un cerro punto il lavoro di anali i e di dettaglio che da una p,irtc viene svolto <l:i.lla ,:ione operazioni cd informazioni, e, dall'altra, dal cooundantc la b.,sc logistica divisionale. Teor1camcntc le norme in vigore durante 11 J>""-1tO conflino scmbr:ivano <lc6nirc nel migliore dei modi, nel campo divisiaoalc, il concetto basilare della inscindil,ilità dei scrvi.,,i con le operazioni, in quanto esse prevedevano che le due fondamentn Ii forme di attivit.\ facessero capo ad un unico t:lcmento costituente parte integr:,nte deU'uf6cio del capo di st:ito m2ggiorc: I• sc-iionc operazioni e serviti. Ma io pratica è: stato dimostrato che il principio ddla tanto dec.1nt:1tn inscindibilità si appoggiava piuttosto asulla unione di due parole in una frase che sulla possibilim di \lna renlc armonia delle azioni. Infatti, qu•ntc volte dur:mtc un dato ciclo di operaùoni è stato concesso ai due ufficiali - o agli u(ficial; - della sezione operuioni e servizi di agi re insianc? cl riassumere quindi le prerogative del comando nei riguardi dell'impiego e del coordinamento dei servizi si possono scorgere delle attribuzioni ben dini.ntc nelle 6gurc del comandante, del capo di stato maggiore, del capo sezione opcra2.ioni e infonDazioni, del canandantc la oose logistica; infatti: - dal comandante promanano gli intendimenti e le concezioni; - il capo di stato maggiore dà forma concreta al pensiero del comandante coordinando cd armonizzruido tra loro i fuuori logistici cd opera· tivi mediante l:i coll,bornionc : - del c.,po sezione operazioni e infonn.,zioni, da una parte; - dd comand:intc la « b.-uc logistica u, dall':tltr,.

W « BASE

LOCISTICA ll!VI 10, Al.E» ED Il,

suo

OO~L\Nl)ANTJl.

Se si consideri una divisione di .fanteria in un qualsiasi ancggiamento 1:ttico clic essa può· asswnerc nelle operazioni, si riscontra che sugli imme· diati rovesci del suo schicra01cnto viene a crearsi quMi automaticamente, una


zona logistica entro la quale gravitano i men.i dei servi7,i, La sua ampiCZ?.a

è ìn relazione alle noccssità ùn~tc dall'osservan~, delle prccauzionaH norme di occultamento d.,Uc offese aeree, Nella guerra passara questa 1,ona è stara gt'tlcralizzata col nome di « base logistica divisionale », In genere vengono a schierarsi in tale zona le formazioni s:uiitaric (01pcdali da campo e sezione di sanità); la sezione sussistenza e la sezione panetricri, nei cui pressi il movllllento dei vari ma.zi di trasporto addetti ai prelevamenti assume un aspetto di iparticolarc intensità; il reparto trasporti, dal quale ~ irradiano gli automezzi in tutte le direzioni nel diuturno assillante lavoro; l'ufficio postale, la cui regolarità di fuo:i;iooamento rende trepidi, dal COUJalldante all'ultimo soldato, rutti i cuori; i depositi. di munizioni e di ,natcriali varf del gen io ai quali è un incessante a!Iluirc di mc-.tzi, e cosi via. A ble attività logistica, sempre as.<ai intensa, vanno aggiunti gli arrivi e le partenze delle autocolonne giornaliere dei rifornimenti che collegano la divisione con il Corpo d'nrm:rta o direttamente con i magazzini dell'armata. Da coos,dcrarc, inoltre, il moyimcnto delle autoambulanze che: riversano sulle formazioni ospedaliere f>iÙ nrretrate i fcnri e gli aromalati bisognosi di una prolungata degenza. Ancora rendono movimentata la vita della base le aliquote dei militari rcmporancam~nte io sosta che ancodono di ~sere indiriz1~~ti ai reparti di appartenenza, se provenienti dal tergo, oppure :1vviati verso la retrovia nei casi di licen1.c, trasfcrim~11ti, missioni varie, ccc .. Al centro di questo caratteristico ambiente logistico muovono cd operano gli ufficiali addetti al funzionamento tecnico dei vari servizi; su di essi esercita un'azione particol:mncotc incisiva un ufficiale di arma combattente, che agisce nclh veste di coordinntore di tutto il funzioo31llento logistico e come responsabile dc Un disciplina di tutta la base. 1 primi sono da individuat'l<i 11ei capi ufficio di commL~snriato. sanità, veterinaria, automobilistico, postale è relativi ufficiali dipendenti; il secondo, ndl'ufficial~ della sezione operazioni e servizi a cui è affidato l'incarico di presiedere al funzionamento logistico in tutto l'àrnbito divisionale. Sulle spalle di quest'ufficiale gr:tva un lavoro ;p:irticofo rmcntc sfibrante. Egli è il materiale rapprescl)laorc del capo di stato maggiore, col quale ~ in continuo contatto tdefonico per poter essere sempre aggiornalo sulla situazione operativa cd essere in grado di tcmpcstiv:uncntc segnalare le eventuali clif6col1à ncll'affiu<so dei rifornimenti ai reparti in linea. Pcrch~, se è logico die nel limi!c del possibile le esigenze logistiche vadano a rimorchio di quelle operative, non si deve neanche csclu~c 3 priori che per cause del tutto contingenti e di forza maggiore le prùnc possano eccezionalmente inl\ucnzarc le seconde, E~ ~ appunto CODlpito precipuo del capo di stato tnaggiorc quello di armon1zµ rc le une con le altre per il raggiungimento dell'obiettivo finale fasato dal C(XJ]aodante; è al capo di stato maggiore che affluiscono i problemi operativi e logistici già analizzati e studiati dagli organi specifici all'uopo dc-


860 ,ignnti cd è . lui che spclt.1 il ccnipito dcvnto di onnonizzorli. Invece ol coordm.,mrnto del problema logistico CO!l5tdc:rnto a si: deve provvedere, come :ibbimno visto, più p.irticolanncntc l'ufficiale dello sr:ito maggiore addcno ai scrvi7.i, s1imok110 ad agire da uno sviluppato senso di indìpcndcnza e di rcsponsabil ità. Nessun dubbio perciò che la carica ncoptrta da quest'ultimo soUcciti una definizione d ,e meglio s, addica a prec,s:,rc la di lui autorità nei rapporti con gli organi direttivi dei yari servizi. Egli dovrebbe essere, ufficialmente, il « co man,bnte b base logistic., di,•isioo k ». E, oltre tuno, la qualifica di " CCOlàndantc " è oltranod'o ,,ppropriata S<' si pensi che nelln gucrr.1 modcrn i rcp.1rri che operano nelle retrovie possono correre il rischio di subire in qualsinsi momento attacchi di smvrcsa d~ parte di bande partigiane o di carri armai.i che i infiltrino nelle lince. Oggi non s1 può più ammmcrc che, per il solo funo di non fore p.1rte di uno sclùer:unento offensivo o ùifcn ·ivo, gli uauioj dei rop.,rti addcui ai servizi, e funzionanti perciò sul tergo dello schicmncnto medesimo, escludano • priori l'cvcntualit~ di dover impugnorc j) fucik, o di lancinre bombe a mano, oppure di fnrc fuoco con la mitragliatrice. E In creazione di qutsta mentalità di « autoùifcsa • o di « autoprotc-~ionc •, cane meglio si vuol diiamare, tr,, i componenti de, var1 enti addetti ai crvizi di,•ision,,li è compito dei singoli com:indantì tirobri. Ma oltre a ciò è indisptmabde dhe ncUa zona di schieramento deglj stabilimenti sanitari, di sussistcn7.a, delle o(ficmc mobili, tlci carreggi, degli outorcpartt, delle salu:terie, dei depositi, ccc., agisca w, ufficiale investito dcll'autorit:ì e dd grado ncc=.1ri 1)Cr coordinare in un camme piano di aut~ difesa le smgolc unità. E sollo questo ospmo chi mcglto del prcpano comAndanrc In « ba<c logistic.1 » può cs~ilare t..1!c (unzione avente una caratteristica spim,tamcntc opcratiml Pcrchè : se non si valUJ><scro prcventivaimnr.e le cventualit~ di autodifesa della base, detto ufficiale verrebbe ad essere solamente investito delle attribuzioni coordinatrici nell'runbito logistico e la qualifica di « direttore» sembrerebbe meglio adtttt:i a definire le sue funzioni. Tenuto conto, f":J'(ÌÒ, dei rapporti che debbono intercedere tra questi cd i rimanenti uffiet.,li delb divi ione; addetti agli organi direttivi dei van s,:rvjzi, pare logico che la scdtn del comandante la base logistic:, dcbb.i cadere ~ull'ufficialc di arm.1 combattente ,più elevato in grado dopo il capo di stato ru:iggiore ed avente raolo, si intende, per disimpegnare le particolari mansioni. l « CENTRI

" DELJ..A BASE LOOlmCA E I.E A'M.RIBUZIONl DSJ CAPI CENTRO.

Nella divisione, come è noto, ogni servizio ~ rappresentato da organi direttivi e da organi esecutivi. Organi direttivi: i capi ufficio di sanità, di


861 commissariato, di veterinaria, automobilistico e pa1t:ilc. Organi tSccurivi: la sezione di sanità, gli ospedali dn c:mipo, la sezione di sussistc117,a, l'autoreJ)llrto, l'ufficio posta.le. Questa, almeno, la classificazione in atto cd in vigore alla data dell'armistizio. Si può ()Llscrvarc subito che la 1P11rol:i « ufficio » u~ata ncU'àmbito divisionale non è la più appropriata in quanto cs.ia dà l'idea di qualcosa di statico, di burocr:itico, di sedentario, ossia c:sprilllC un conccno che deve assolutamente cssc:rc bandito dall'ambiente della divisione di fanteria, nel quale sia gli clementi operativi che c1uclli logistici sono troppo soggetti a subire le con· segucnze che derivano dall:i fluttuazione della linea di ccmbattimcnto. Si obictted che una cosa è il nane clic vien dato ad un organo dei servizi e un'altra la funzione che esso è chiamato ad esercitare. Si può osservare, ad esempio, che il OO.igglore medico X, <lirigente l'ufficio sanitario divisionale, non è tenuto affatto a rimanere inchiodato tutto il giorno al tavolino, tra pratiche e scalfali poh·crosi. Ma, pure condividendo l'osservazione, non si può escludere a priori - e eh.i ha pratica di certi :unbienti deve convenirne - che qualdhc volta gli uffici3l.i dei servizi non sono ccmpl<.t3mcntc refratrari all'influsso che il nome « u[ficio " ~rcita su loro, :icquistan<fo una mcn11,lità troppo burocrntÌC.i o svolgendo un'attivit¼ particolarmente sedentaria. Esaminiamo or3 da vicino l'attività che svolge il c:.po ufficio ili un qualsiasi servizio divisionale; consideriamo, ad csClllpio, il capo ufficio di sanità. Come è nmo, quest'incarico è disimpegnato da un ufficiale superiore medico, sia in servizio attivo che ricbiau1Mo dal congedo. Da questi dipendono dal lato tC(niCo professionale tutte le formazioni saniraric della divisione - sezione d, s:m:t?1 e ospedali dn c:unpo - nonchè le infermerie dei Corpi con i rispettivi dirigenti. Indubbiamente il capo ufficio sanità personifica nella divisione una figura par11colanncmc importante, in qua,uo è a r:1po del ,più delicato dei servizi. Abh1amo già visto come, in pratica, sia la sc-Lionc di sanità che gli a1pctfoli d:i campo vengano impiantati in un'unica località compresa nel! 'arca della base logistica. e scelta in modò dà essere facilmente raggiungibile tanto da.i J1<)rt:ifrri11 <}Uanlo d1lle auto.1mhulanzc. Cane è focilc i!lllll:i,ginare. nei prt'S.~i di tale località avrà subito vita un'artivitJ\ particobrmcntc intensa a motivo dell'afflusso dei {crìti dalla linea <ii combattimento e dclL1 dcflucnza su\ tergo delle autoacnbulanzc, che smist,no sulle fonnnioni OL1pecbliere pii, arretrate i rnililllri eccedenti alle loc.1\i possibilità di ricovero. In altre parole, si viene prat:c:uncnte a creare nclla p:utìcokirc zuna che :ibbiamo considerata un vero e proprio « t:emro .<a11itario » presso il quale è indispensabile che un ufficiale medico in possesso delle d~ vutc doti di autorità e competenza ne diriga e coordini tutta la complessa atti,•itlt. Qucsr'uffidalc, da considerarsi :.\ disopra dei direttori dei sjngoli enti sanitari, dovrebbe disi~gnarc k funzioni di « capo ccnrro » e considerarsi


quindi « capo t·e111ro sn1111arro "• an:,,ichè. capo u((icio sanità <lell:1 Jjvisionc. Ma, obietterà qualcuno, si tratta solo di un c:uubiaoxnro di ncmc e ciò sanbr:, troppo poco per essere cons1dcra1.:i un 'innovazione: ma 10 invece non vedo nella modificazione proposta una questione cli solo dettaglio, bcnsl, anche, una precisazione conc~ta e sostanziale miDntc ad una più opportllfl3 definizione delle fun7.ioni e ddla responsabili!:\ del dirigente sanitario divitionalc. Ciò, beninteso, a tultO beneficio dell'andamento del servizio. U rngiomuncnto circa il scr,•izio sanitario vale pure per gli :iltri servizi divisionali. ,os.l vedremmo volentieri il capo ufficio di commiss:iri:uo u:uformars, in " t:«po cc11tro di commiSJflrittJo », coosidcmta l'intensa attività di controllo che l'gli deve effettuare presso la sezione di su.~sistenza e la sezione p:meuicri al fine di garantire la necessaria regolarità ai rifornimentJ. Incarico d~,·vero oneroso, che nchicdc oprattutto doti <li intuito e di ,niziativn per riwlvere il problema giornaliero del vino del soldato; esso, come è noto, unpone b wassim:i tempestività dc, rifornimcnu e non ammette mlazioni. Anche il capo u[ficio di veterinaria si troverebbe 9 iù , suo a)tÌo se vedesse lrasformato il proprio incarico in gucllo di " capo ccmro di uctcri,111,ia ». Abituato od arrivare con il suo ocumc I~ dove non giunge. for<c, l'occhio degli u(lic,ali dipendenti meno cspcni di lui, egli è incline o sviluppare un'azione spiccatrun(otc din:imica. i rrovcrl ovente ntlla necessità di occmtr:irc in un'infcnneri:i posta sotto la suo diren., son•eglian1.a <JUCll:1 percentuale d1 quadrupedi temporaneamente incflicicrni - purtroppo scrnprc molto numerosi - che L, prntic:t consiglia di ollonL1nore dnlL, vib disogcvolc dei reparti, se si vogliono evitare perdite oncrolè dd prc-1.10>0 materiale. Se oltre a ciò si tiene conto dd fotto che, per necessità di servizio inerenti nl trasporto dei rifornintcnli giornalicci, la ma,sa dei quadrul"'di della divi:aione è portar., :, gravi~,rc più verso la base logistica che ,•crso la linea, non vi è dubbio che il c,po ufficio vcterin.ario clivi,ionalc debba più propria ncntc rivestire la carica di « capo centro di veterinaria)). Cosl dic..ui del c.ipo ufficio autcrnobiliM'ic-0, il quale, =prc ,n mov,mcnto per assicurarsi " de 11is11 n delk, regolarità del funzionamento dei trasporli, deve essere in costante collegamento rrsonnk col reparto omonimo dcl'3 di,•i<ione e con le oCficinc mobili i egli da considerarsi perciò il vero « rupo cc11tro trasportt "· Dirci che lo ~i dovrebbe immaginare all"opera piur10110 in tuta da lavoro od nl volan1e di una m,icchinn dhc nel burocratico ;,<petto di chi è seduto alla scrivania! Ancora lo tesso mgionamcnm può '"'!ere per l'ufficio postale, il qu:ik, per il concentrarsi e l'irradiarsi della corrispondcnz.1, viene ad ;iss11mere l'a•p<tto corotteristico di vero " et:111ro po<1ale » della dfvi,ionc. Nè meno importante degli altri Jc\'C =,dcmrs, il scrv1z10 ch~silenziosnrucnte svolgono i carabinieri delle apposite iezioni nmgnatc •l quartier g(ncralc del comando ddb divisione. Occorre che si,, ortnai lx-11 d~finito


l'org,ino direttivo che dirige il delicato servizio, anche in considcrnionc deUa auton~ che esso c!cvc avere, si.1 nei rìguard, dei ~ che della popolazione ckik S=bra perciò che la qualifica di " cc11lro di polizia dioisio,1olt! 11 pos.sa rispoudcrc ottimamente alle <uddnte neccssir~. u, attribu,.ioni dei « c11p1 ce11tro" 5000 di per se stesse diiare e ben cdinitc. d campo pur>mcntc tccnico-profcssionolc i loro r:ippcrti con gli organi sirnibri dei rispettivi servizi si svolgono dirclt:u.ocntc sia nel romo ascmdcnte che in qudlo discendente. Per questioni purnmntc tecniche e solo ptr quelle da trattarsi con i dipcndmti, i cipi centro debbono essere autarizz.,ti a firmare d'ucctt3lllcntc. Per ciò che ngua.cda, Ul\'Ccc, le relazioni epistolari d'ufficio con il superiore organo tecnico del rispettivo serv.izio, la firm.1 dcli~ corrispondenza dovrebbe essere prerogativa del com.,nd:uuc la base logistica divisionale (che linncrd,l>e " d'ordine n), in con.idcrazionc appunto delle sue ben prccime funzioni di coordinatore di tutta l'organi:&uzione dei servizi. b

BASI LOOISTICHE AAGGIMENTALL

Analog,iu.1c11tc a quanto si verifica nel c:impo divisi011alc, ciascun r'cggim<!nto è portato, in pratica, a crearsi una prO!)ria base logistica presso la quale vengono accentrati i vari scrvizr. Anche qui prende malto, per lo più, un ufficiale rncrgico e l"'rticolarmcntc capace, scruprc {'IOllto a risolvere d'ini· zfativ:i , più svariati probkmi logistici che la s11ua2ionc impone e rende mutevoli di momento in 01orncn10 ricorrendo a rutti quei ripieghi che la pn,tica consiglia. Egli è ,n costante collegamento con il proprio comandante d, reggimento ed :ùuwue wagg,orc, da una 1):lrtC, e con il c<XDandante la base logi tica, dall'altra. Non è da esclude-re, poi, che particolari siluaz.ioni operative e di con& gura:1.ionc del terreno fa.cerano convergere sulla b:uc divisionale k singole basi dai reggimenti. Cmo dhc, agli dfeni della scmplilìcazionc d'cl ful'IZiot>:iUlruto dei ,crvizi, sarebbe questo il coso più fovorevolc che si potrebbe presentare. In merito alle basi reggimentali sia consentito una breve evasione. E' noto c.hc; secondo i calcoli tcorid, tutti i materiali dei reparti, d i qualsiasi genere - dalle ç-.cssc di conura alle arnu cd :ille wuuizioru - debbono tro1 arc posto su di un pres1ab1Lto mezzo di trasporto che può essere il quadrupt<lc, come I• carrcua o I'autorocu.o, oppure anche... il dorso del soldato. Si capisce che parlare ancor:i dr carrcnc nel pcnodo auu:tlc in cu, gli oric111:tmcnti sono decisamente rivolti alla totalitaria 01otorizzazione, può sembrare: cosa per lo meno a.11acronistica. 'onoslantc ciò, è ~ucccsso che proprio nella l'<CCnLe gutrra cd in uno scacchiere operativo che s<mhrava livcUato apposta da madre natura per c.1sere percorso solamente dagli autocarri, si è dovuto


ricorrere ad una affrett,ta requisizione di tutte le carrette che offriva la zona per poter assicurare i rifornimenti alle truppe. In ogni mo<lo, riguardo al trasporto dei materiali, chi ba pratica di comando di reparto de\'e convenire che il cosiddetto equilibrio di rapporto tra il quantitativo Jci materiali da traspomrc cd i me-~zi di locowozionc all'uopo occorrcnti è inesorabilmente destinato a rompersi dopo un certo ~riod'o di tempo in cui il repart'O è in 010,imcnto. Per convincersi di ciò è sufficiente ricordare le solite scenette che si verificano tutte le volte che un reparto deve lasciare l'accampamento od ;illontaoarsi dalla stazione in cui è appena sceso: non c'è verso di riuscire a sistemar.: sui mezzi di trasporto tutti i materiali al seguito e, con grave disappunto del comandante, non rimane che adottare il ripiego di ammucchiare alla meglio le ccccdcnz.e, di furie piantonare e di rimandare a motnento migliore il loro trasporto. La digressione è farta per mettere in evidenza la circostanza che, dopo un certo periodo operativo, ciascun regi,'Ull(.11to è costretto ad accentrare in una località arretrata ed a portata di mano tulio il 111:iterialc di non pronris$Ìwo impiego che a mano a mano è venuto ad accumularsi a causa dell 'inevilabile logorlo dei mezzi di trasporto. Poi, in relazione alle varie necessità, 2 questo piccolo depo:;ito sarà attinto di volta in volta. inoltre se si tiene conto del bisogno che ciascun reggimento ha di roggrupparc sul tergo dd proprio sdhieram.ento t1.1tti gli ele01enti che çez evidenti motivi non è consigliabile ad'densarc ncU'arca del combattimento (c.srreggi, salmerie, automezzi, furerie, ccc.), nonch! dell'oppornmità di riunire i van se,1vizi, si può facilmente immagin.1rc come sin indispensabile ad ogni reggimento il dare vita ad un parLicol~ :unbi..ntc logistico, cioè ad una propria e vera « base logistiça ». Da notare la stranezza di queste « basi», cosl autodefinite nella scorsa guerra d1i rcggicncno, che avevano nel loro ;,spetto qualcosa di irregolare e dl clandestino, cotnc se riflettessero, dirci, b preoccupazione dei colonnelli di nascondere al ccmando superiore ciò che costituiva una palla al piede posta al rrgg,mcnto proprio in un'cpoc:i in cui veniva ripcruto da rutti il soHto ritor· nello: alleggerirsi, non vincolarsi ai materiali cd al superfluo. abolire rutto ciò che non è assolutamente indispensabile... cd alrre frasi del genere. Tuue bdlc p.trok, in teoria, lll.1 che nel c:dnpo r.::ile lasciano per lo più il tempo che trovano. Bisogna convincersi che la "ba-ie logist,cu rcggimc,11ale "• centralizzando, oltre tuno. l'organizzazione logistica, rappresenta orma, un indispensabile punto d'appoggio ed un anello da inserire nella catena che deve collegare il funzionamento dei servizi dalla linc-J di corobauimcnro agli stabilimenti divisionali. E' venuto il mOOJeoto. credo, cli lcgaliz7,arc b sua rostiruzione, includendola nell'organiZ?~1zione logistica divisionale con !isonomia appropriata. Il cotn:ind:mtc la base rcggiment;ilc dovrebbe agire alle dirette dlpcn· dcnze del coni<indantc di reggimento e servire da unione fra detto cornando e


865 l'ente divisionale addetto al coordinamento di rutti i ·s,crvizi. In questo modo l'aiutante maggiore verrebbe adl essere sollevato dalle mansioni pret18rocn1c logistiche cd opcmndo più « ad la1t,s » del comandante di reggimento, potrebbe seguire più da ,-icino I, delicata questione della fluttuazione d'ella for1.a, nondhè quella più importante ancorn dell<1 segnalazione delle perdite. Qucst'ultiroa attività, se rn:ilc impostata nel reggimento, è fonte di dubbi cd inccrtc-zzc lungo tutta la catena gcrardtiCQ dei coroandi, sino a causare gravi deficienze presso l'ente che è inc:iric:ito di effettuare le dolorose segnalazioni alle famiglie colpite d'a cosl gravi sventure. N uoVJ;

EStGENZE

LOOtsrtcHE.

Nel c:unpo divisionale, come è noto, i soli servizi sinora consider:,ù dalla nostra regolamentazione cd al cui funzionamento ycngono adibiti organi direnivi cd esecutivi aventi ~trribuzioni ben definite sono quelli di sanità, cowmissariato, veterinaria, atitornobilistico, postale e bcn,-ss<:re . .BisogM convenire che ntl campo logistico l' ultima guerra ha detenninoto il nascere di particolari ,-sigcnze, quale diretto cd inevitabile conseguenza àclla sempre maggiore coroplcssirà dei mc-1.zi d'impiego appar$i m l campo <li battagfo. A dò vanno aggiunti gli aumentati bisogni del combatrente, sia nel campo dcl benessere morale che in quello fisico e materiale. Alle nuove ~s:genze logistiche che yia via si sono venute manifestando, ciascun comando <li divisione ba provveduto con gli org.mi dai vari serviti dipendenti, impiegando per il loro espletamento le correnti organizzative già in atto. Ma <JU<.">to è stato un npiego giustificato più dall'ìnderogabilità della azione contingente che da un razionale concetto di organizzazione logistic:i. E" opportuno, ora, rivedere le posizioni e procedere ad un ordinato lavoro nonn:itivo, che fissi i limiti in cui deve agire ci:ucun servizio e precisi le l'Sigcnzc cui esso dc,·c soddisfare. & si csamìni, ad esempio, il prohkma ddlo sfrunamento dcllc risorse loc:ùi, non si può davvero ricono.'iC<.Te che tutte le volte che esso si è prcscnt:llo abb:a lrovat:i un'organi=7.ione suffic:ientcmcntc prcp:trat:1 a risolverlo. , In questo campo s1 è per lo più 1wprovvisato. e ciò a motivo essenzialmente del fatto che non esisteva negli organi preposti all'eventuale servizio una mcnttlit::ì adatt:1 allo scopo e neppure, diciM"tolo francamente, la capacit3 indispcns:,bile per ottenere pratiche realizzazioni. Si s.,pcv(1 che la ,1ucstionc dello s&uttatoento delle risorse locali doveva essere affrontata e risolta dal servizio di cOlllmissariato, ma, in materia di proccdiwen'ti, si navigava molto in alto mare. Nella divisione, aveva l'ufficio <li cowm.issariato la competenza e l'autoritrt nccc~:iric per la soluzione ciel difficile problema? Era questo ufficio in 1)0$SCSSO dcll'attrez7.:itur:1 tecnica indispensabile per pro,,vedcrc ai censimenti delle derrate esistenti odia zona? D isponeva degli clementi esecutivi idonei allo scopo? Poteva prowedere alla


866 organizzazione della raccolta dei prodotti, del loro concentramento-, della loto custodia? Aveva In po6Sibilitù di d':ire un'improllta ufficiale alle fonnalità relative alle requisizioni dei beni, :iffìnchè esse non avessero la parvenza come facilmente può succedere in simili casi - di atti arbitrari, anzichè di azioni compiute in $cguito ad un legale ordine del comando? In mancanza di un prestabilito e preventivo orientamento in materia, in pratica è avv~nuto che ogni comando di divisione si è regolato di propria iniziativa nel modo dhc ba creduto più opportuno e co-n critert non S'!mpre razionali. Non tutte le volte si è verificato e~ le risorse del ~to siano state sfruttate con conceui di ccona.nia e di equilibrato senso di ripartizione, per cui, non di rado, si sono verificati degli sprechi. Si potrebbe obiettare che il sisrcroa dell'attingere alle risorse locali rap, presenti una forma di rifornimento del tutto cccczionak, e, quindi, il relativo servizio no-n giustifichi una dcttagliat:i preparazione norwativa sìn dal tem.po di pace. Ma con l'osservazione sarebb-; possibile coucordarc solo ll'C( caso che le opera2ioni a cui wno cbfau1ate a portccipare le nostre grandi unità si svolgessero esclusivamente sul territorio nazionale, il che no-o sembra rispondere a dire il vero - a quanto è praticamente avvenuto nella guerra passata in cui le nostre divisioni hanno cOOlbattuto dappertutto, fuordtè sul territorio iralianol Perciò, tutto sommato, non sembra essere fuori della realtà il richiamo rivolto a chi di COO)petcnz;i circa la necessità di .:saminarc sin dal 'tempo di pace la questione dello sfrurt:.,mento delle risorse locali, al fine di inquadrare il problema in una intelaiatura no111Jativn che ne precisi meglio i limiti, le finalità e le forme organizzative. Se una modesta proposta è concc.s'SO di fare, s.1.rcbbe consigliabile, aozituuo, trasformare la denominazione di « centro d, commimviaw », di cui :.i è fatto cenno più imianzi, in « centro di ,·011m1iunriato e ri!OY$c locali », a.~scgnando all'ente gli org:mi direttivi cd esecutivi ritenuti necessari all'as· solvimento dei più estesi compiti. Prohabilmente la piccola èlSsegnazione di nuovi mezzi esecutivi, richiesti dalle aumcnt;itc esigenze del servizio dello sfruttamento risorse, potrebbe vedersi accentrata nella sezione di sussistenza, suscettibile quest• di nuove organiche modificazioni . Un altro campo dell'organizzazione in cui, sovente, si sono aunifcst:.,te delle manchevolezze è quello dei rapporti frn l'autorità militare e la popola· zione della zona in cui opera la grande unit:ì. Questo accade, ìn genere, sia che si operi in territorio nazionale che in ambienre straniero. Tale nuovo servizio, cbc si potrebbe indicare col nome di « <Jo/kgt111r11to civile », ha bisogno di un organo adatto, in quanto specialmente le questioni ìnerenti alla disciplina cd alla vira d'tlla popobzione civile possono dare luogo ad una considerevole :,ttività, anche burocratica. Tenendo conto di quanto è stato esposto finora, si ba motivo di ritenere che la sede più adacta per disimpegnare tale forma di attività sia quella della


base logistica divis·onalc, la quale, incvit:1bilmcntc, è porrnta :1 graviwc sui centri di vit.1, che sono a loro volb centri di risorse e di comunicazioni stradali. E' incvitabHc che una grande un,t~ - sia ,pure la più piccola di tutte come la divisione - la quale operi in una certa Mna, faccia s01:gerc dei problemi che incidono direttamente sulla vira e sugli inrcressi ddb popolazione civile. E' destino che tah problemi richiamino l'attenzione del coc:nando, il qu,1lc è portato a non trascurarli ~e vuole cyitarc, nel proprio inkrcssc, la nociva ioOucnza che può esercitare la yira disorganizzata della popolazione ci1 ile sulle operazioni militari. Detti problemi impongono la costituzione - presso ciascun CO[l)aodo tli divisione - di un organo apposito e ben definito, il quale :1ncora non ha fatto la sua apparizione in ocrn.ma delle norme dhe regolano l'organizzazione logistica delle nostre grandi unità, Ora, se si tien conro della necessità sCIDpre [>iù impellente dell'istituzione di un " cqf11(T11do topp,. » presso ciascuna divisione per b disciplina, l'ammi· nistraziooc, il vcttovagli301eoro, la ricezione e lo smistamento del personale preveniente d:,l rcrgo ç dalla ?'.Ona di sch.icrameoto, non sembrerebbe logico accomljnarc queste funzion.i con quelle present.ore nei capoversi che precedono e costituire un org:,no unico, dcnomin.to « centro tappa i: colleganie1110 cip,/e »? Esso sarebbe il più id'oneo allo scopo, specie per il carattere territoriale che ne distingue l'attività nc'j due campi in cui verrebbe ad agire. Fino ad oggi - teniamolo presente - alla questione dcli:, disciplina delle c~rrenti ascendenti e discendenti dei m.ilirari che raggiungono o lascia,io i reparti (per infermità, licenze, servizi di vario genere, ccc.) non è stata <lata la dovuta importanza O'CI campo di visionale, in quanto la fonna organ.izutiva delle « tap~ » è concepita, in genere, solo nelle zone di lontana retrovi'.I. La disciplin:i del movimento e della vua degli clementi isolati che muovono sul tergo degli schieramenti rapprcsent:a un'esigenza 1ogistic:. di troppa importanz.1 per non costituire oggetto della dovuta considerazione. E' bene <:on vincersi che si rende ormai sanprc più necessaria, anche ncll'àrnbito divi.\iooalc, la costitu7.iooe di un organo apposito a cui assegnare compiti ben definiti da esercitare. E per evitare di eccedere nel numero degli enti dell'organiz1_1zione logistica divisionale, sarebbe perciò logico riunire le attribuzioni della ~ tappa » e quelle « civili » in un unico « centro tappa e collegamcnto civile ». . E per ulticno non è forse inutile acccnnorc alb questione della segnaletica stradale, anche se a prima vista essa non sembri rh·cstire un' importanza_ t~le d.1 richìedcrc partòcobre attenzione; ma non bisogna dimenticare, pero, rhc io questo campo applicativo noi abbiamo sempre dimostrato un~ palese deficienza. Ed allorqu:1ndo, spinti dalle necessità incaubcnti, si è srati costretti • provvedere in qualche mcdo :, wlc servizio, si è agito sempre in modo alquanto irrazionale.


868 E' sufficiente portare il pensiero a certe indicazioni c tabelle stradali di tutti i tipi e di tutte le dimensioni cbc costellano gli incroci so-:idali delle immediate zone di retrovia, per convincersi dell'asserzione. E ci<> è avvcnuro tS· scnz.ialmcnte per il fatto che non è mai esistito nella divisione di fanteria un organo che provvedesse al parlicolarc: sc.rvizio con concetti di un,larittà e con cunpiti fissati d• norme ben definite. Nei tt"Wpi attuali in cui gli orientamenti :ùb motoriZ7..azione dei trasporti s, fanno sempre più strada, non è più possibile concepire tale insufficienza ncll'àmbito dell'organizzazione del movimento, cd è indispensabile porvi rimedio. E' bensl vero che prima della nostra entrata in guerra furono diramate apposite circolari da parte dcll'autoritil centrale nclrintcnto di cllsciplinarc la qu\.-stionc della segnaletica srradak, ma, a t.1\e fonna cli predisposizioni, del resto as.<1.1i tardive, non ba mai fatto riscontro, in pratica, una seria organizza. ziooe dei servizi. E ntmmcno è il caso di istituire al riguard'o un ente apposito; s,mbrcrcbbc sufficiente estendere uo ,po' i c0t.0piti a quell'organo che vorrcwmo sostituisse k funzioni dell'11Cficio automobilistico, di modo che, col ocxne di « centro a11f{)mobilistico e 1,g11alctica 1/radale », esso provvedesse 30· che alle nuove esigenze assai affini alla materia autowobilistic3 vera e propria. R1FU)S$ION1 lllASSVN"J"IVE.

E' venuto ormai il momento di riassumere, in quanto il l3voro di 3oaL,si è; di per se stt:sso il mt'llo adatto a consentire ,il lettore di abbracciare in wu visione d'insieme il tcm3 tratt3to, o per afferrare il concetto dctcrmiua.ntc delle yucslioni espone. Scn7,a dubbio u\ yueslo wodeslo :irtJcolo tn1pela qua e là l'intenzione di spez,.ire una lancia a fovorc dell'opportunità ,h raccogliere i frutti è<clh esperienza logistica (livisionnlc v.ssula in duri anni di guerra combartuta, con alterne ,;ccudt di fortuu;i e ;ventura, nei più svariati e lontani scacetoieri operativi; nessuna intenzione. però, di volere dare consigli e tanto meno di voler magnificare fonnule più o meno cOOlplicatc e teoriche, che non trovano n1.~i possibil,rà di pratiche applicazioni, Ci trov1"1llo qui in una polestr., d, ,dcc, in cui, -per generose tradizioni, si è porl:iti piullosto ad indulgere che " troppo esigere; cd è essenzialmente quc,to fattore d1e sospmge e dà coraggio n chi è tentato di ,-sprimerc libcrarocnlc il proprio pensiero. Nessuna prope6ta di rivoluzionare metodi e sistcrui passati già al vaglio di più guerre; lungi, anche, il proposito 'd i volere indagare sui wc-1:z1 assegnali ai vai1 servizi ,p er accertare se essi siano o tllet10 sufficienti ad assicurare un norm:ilc funzionamento. D'altra parte, come potrebbe giungere ad una valutallionc del genere chi svolge !a propria ,ttivit:, alla periferia, senza che gli sia data la possibilità di


cooc«crc gli ckuicnti ind~spcnsabili dhc incidono sugli studi dcstinnci a concretarsi 1n provvcduucnti di organico o ili ordin:uncnto? Sarebbe come voler costruire l'ulliino piano di una casa senza conoscere le dimensioni delle fondamenta e la planimctr~1 dei piani inferiori. E la scoperta della pochezza dci mezzi, in rclnionc ni bisogni, è cos.1 onn.,i troppo comune per 1ncanunin.1rd anche noi su questa strada. Chi non sarebbe invogli. to a far presente, ad esempio, che gli automezzi assegnati alla divisione sono pochi per soddisfare tutte le csigc:nze dei uasporti? .Evitiamo quindi la secca, >icura, ruposta: a iclllc da fare: i mezzi da dare in più non ci sono ». E' bene sforLarsi, p<:rciò, di rimanere costantonente nei limiti dcli, reoltà cd essendo al corrente di tutte le ripcrcuS5:oni che una dot:i innovazione attuai., nel campo della 'di\•isionc canporb lungo la catena as«ndentc di tutta l'organi7.7.1zione, si pub alDlllcttcrc che k riflessioni fotte in questo articolo, circa un consigliabile nordinruncnto del sistema organizzativo log\.stico nell'ambito <livisionalc, non ?=«hino di mwcanz.:i di senso pratico, Tali riflessioni si possono così riassumere : , • • svincolare il capo di stilo m.,ggiorc dalle funzioni prcrtamcntc coordinatrici del (unzionalllfflto dei varì scrv~1, per 111ctterln nelle condizioni d, dcdic.11$i e<.«en,.i,lmcntc al coordinawcnto delle operazioni con i servizi medesimi; 2' accentrare invece i particolari compiti del coordìnruncnto dei ser' iz1 in un u(ficinlc dd\o stato maggiore del cauando, u quale dovrebbe mere la carica di « coma,Nhn,~ la lirut: loginica d,visi,,11 Je •; . 3• - dare veste normativa alla " baJ<: log/!tim divis1011ule », e,~ a quell'aggregato dei servizi che, in uno spozio subordinato alle esigcn,_,, imposte d.1llc norme prccauziCJru1li di difesa dalle offese aeree, viene inevitabilmente a crcusi ml tergo dello sol1icra1ucnto di,·isionalc, sia questo o[!cnsivo che difensivo; 4' • stabilire unn ben definita fisonomi., organi1,1.ativ:1 alle nuove esigenze logistiche imposte dolln guerrn moderna: fruuaroento risorse locali; - segnaletica stradale; - tappa; - colle~enro con la popalnzionc civile, indicando, P'" a:,scun servizio desigoato a pro,,vcdcrvi, precise modaliu\ norUl~tivc;

=·

'5' - riassua:icrc sia le attività csccuti,·c (os~li, sezione di sussis~nu, ccc.) che quclk: direttive (c:ipo ufficio s:mità, capo ufficio commissariato, ccc.), in rnnti "centri» quanù sono i servizi rapprcscnrnti; verrebbero perciò ad essere cmtit11iri :


-

un un un un un

«< centro

di sanità »;

« centro di umm1issar,a10 c risone locali »; «

cc11t,ro di vcterinoria »;

-

« centro ""tomobilùtico e scg11aletica stradale • ; « ecntro postu/c »; un « centro lappa e eol/cgame,Jto civ,fc » ;

-

un « antro

di polizia »;

6" - considerare inalterate le funzioni rccnicbc, disciplinari ed amministrative dcj singoli caroandanti degli enti esecutivi dei servizi (ospedali, sezione sussistenza, ccc); il capo centro (ex capo ufficio) verrebbe ad assolvere, più particolannentc, le funzioni direttive, di controllo e di coordin.-unento nell'interno del suo servizio del cui funzioruuncnto complessivo risponderebbe al ccmandantc 13 base logistica divisionale.

•••

Nel fare queste modeste ri!lessioni, il mio pensiero vola al piccolo mondo della mia vecchia divisione e sì sofferma su uomini e cose. Num:erosi anni di appartenen1.i ad una bella e cara grande unità che ho visto nascere, evolversi, trMfoIUlarsi più volte, declinare, per volgere in ultimo al suo doloroso destino, mi hanno reso f:u:niliare l'ambiente. Verso la fine il c:,mpo d'azione era una terra fredda e lontana, che, cciue uno specchio di allodole, aveva colà chiamato a ccxnbatrcrc truppe italiane. li soldato delle alpi nosrre, che per sua natura è incline a valuLu~ gli avvenimenti con vivo senso di rc:iltà, sembrava pres.,gire il triste destino cui andava incontro e non condivideva, nel suo intimo, la faciliL'I dell'impresa. Purchè l'ambiente dove si combnttcrà - pensavano i soldati - sia intonato alle possibilità delle armi e dei me-izi della divisione, noi fare.mo sino all'ulliwo il nostro dovere, pcrchè primo compito del soldato è qudlo di ubbidir~. 1 cinquemila quadrupedi che si trascinava dietro la divisione stavano appunto a giustificare l:i ctrtczza di dovr-r rrooteggiarc le dure C$igenu logi· slichc iwposte dagli impervi terreni di montagna. Ma, al1imè !, la montagna si faceva troppo desiderare, nonoitante che le lunghe faticose marce si susseguissero con un rillllo serrato. Poi avvenne che pcuticobri circost:tnze facessero improvvisamente dirottare il c=ino; non si trattava più di andare a comhattcre in terreno montuoso, ma, al contrario, occorreva raggiungere in tutta fretta una uniforme pianura solcata da un placido fiume, il cui nome suona alle orccc:bic come il rintocco di una melanconica campana. Ed, allora i quadrupedi, davvero troppi e sotto certi aspetti inadatti all'impiego nel nuovo ambiente, dovettero in gran parte essere allontanati dai propri reparti e suddivisi in piccole frazioni, pcrcbè il vccdlio detto « uniti per co01b;,1ttre e divisi per vivere • si addiceva anche a loro.


Sembrava che sohmentc rautocarro dov~sc risolvere il problema dei trasporti; mo_ poi arrivò il gelo e ci si accorse con stupore che a quelle basse ttmperaturc i nastri automezzi non ,potevano Iu112,ionarc. Si doveva correre ai ripari: requ,sizionc totalitaria, allora, di lUttc le slitte della zona e conseguente rientro in scena d, parte dei quadrupedi. Da quel momento nel campo dei trasporti - spina dorsale di tuue le organizzazioni logistiche - fu giocoforza operare con criteri di assolulo ripiego in quanto era venuto a 1D;Jncare, ormai, qualsiasi presupposto per osservare la norma. Mi compenetro del ragionamento che può fare il lettore e conycngo con lui che i fruiti dell'esperienza hanno valore solo se riferiti all'arobiente in cui sono stati r:iccolti; se considerati al di fuori di questo, essi assumono l'aspetto dei frutti fuori stagione, che non U1anno sapore. Ma d'altra parte penso che non fu solamente la divisione cui io appartenevo ad operare in situazioni logistiche eccc:r.ionali, tanto che vien fatto di chicdmi quando potrà ancora veri.6ca~i, per noi, la possibilità di agire nelle normali condizioni in cui la regola evita il ripiego. Ed in ultimo avvenne che in quella terra lontana, ceduti il settore sulla destra e quello sulla sinistra dello schieramento, tenuti da grandi unità noo il.4liane, la divisione venne a trovarsi come ua cuneo piantato nel vivo del campo avversario. Da tempo le comunicazioni logistiche col comando sup«iorc erano tagliate, ma sulla linea rutto procedeva come se nulla fosse stato cd i soldati continuavano a combancrc; gli è che, nonostante h1tto, i servizi funzionavano ancora regolarmente vivendo di rccldito - come comunemente suol dirsi grn?.ic all'organizzazione prcviilcnzialc attuata da rempo. Ma poi fu indispcnab:lc forc « djctro front » per rompere il cerdhio cbe si chiudeva alle sp,sllc. Da quell'istante l'organizzazione logistica di quello che io ho duamato il mio piccolo mondo ba ccsmo di esistere. Increduli di ciò che stava succedendo, i reparti dei servizi c.'llllminavano nell'intcnninabile colonna che si ritirava; strappati dai ,propri mezzi, gli ucxnini avevano l'aspetto ©ttomcsso e quasi çolpcvolc del cavaliere che è staro disarcionato, li com,.ndantc della « base logistica» muoveva con loro ncll 'intcnto di riunire le forze e volgerIe alle necessità suprone del combattimento imminente; ma un colpo di mitraglia lo investiva in pieno pctlo nell'ano io cu, tentava di meltcrc in esecuzione il suo nobile ,piano. In seguito, uno dopo l'altro, si perdevano lungo la strada del 6:lcrificio .i capi uflicio di sanirn. di canmissariato, autanobilistico, il C(Jl)andantc la sezione di sussistenza, parte dei dircrtori degli ospedali da campo... Cosi seppero immolarsi coloro che furono gli animatori della « base logistiça », allorquando si accorsero di avere esaurito il loro compito.


Sdo dopo d'allora mi convinsi che la logistica è u.na cosa terribikm:o~ seria e mi accorsi che <lai lontano {ll»IO del c<XI1ando tattico della divisione io ruanovra,o i fili di una organizza:iioue dei ser•i:ii la cui regolarità di fun. zicnamento era merito, in gran pane, dei centri direttivi della hase logistica, Le mi" rillr.ssioni, ripeto, nm hanno ia pretesa di annunci= id,,e nuove, ma vogliono ~ere come pietre di una casa crollat:i, che raccattate qo~ e là, vengono butbtc, nel mucchio del materiale che puà essere ancor• util i7.i.ato a ricditìqre. Se giudicate inservibili, esse rimarranno come ricordo d, un oscuco e doloroso p,Tiodo superato.


CARRI ARMA TI E STRADE ORDINARIE Gen. di brig. Paolo Supino

La recente guerra mondiale ha vi,to l'attuazione integrale di quella guerra mcccanizzam che non aveva mancato di anticipatori e le crescenti e~ig,:rr,.c di coraz2.arura, ,i numero e calibro ddlc armi, di munizion~uncnto e di dotazioni per aumc11tarc efficienza cd autonomia dci carri armati hanno provocato una notevole cvolu7.ione dei n1eni cora7.i.,ti, ddla quale l'aumento dd peso è stato rn10 degli aspctli salienti. Oggi è comune il carro" ,nc,lio » di 2<>-35 ton11., mentre r,eJ)a calC~oria <lci ,, pesanti " esim,no carri di 50-70 ronn. e con ogni probabilir.ì questo processo non è g;unto ancora n.i suoi uhuui tcrwini. Contrastano con la tendenza verso i to11ncllag~1 più elevati. come mezzo per assicurare la più larga idondtl ad assolvere k missioni tatti hc normalmente affidate, le arr:wli possibilità mccC11nichc (!cl dispositivo di trazione. Come è noto, in linea generale que5tO è costituito da cingoli su rulli por· tanti montari su canclli articolari, c_hc hanno le funzioni sostanziali di tras mettere b. potenza assorbita dal movimento (e dagli sforLi imposti dagli urti contro il terreno, dallo stritolamento dei mataiali che s'insinuano tra le articolaz10ni dei cingoli e dagli attriti varì) e di ripartire il carico compksmvo nel modo più uniforme possibile. Così organiz:<ato, il dispositivo di trazione raggiunge w1 }'CSO considcrernlc che si agg1t1nge al ~so Jdla promr.ione ed • quello ddt'arroamcmo, con conseguente li mi razione dcll'cfficien2..3 e del raggio d'a2ionc del earro armato.

Durezza di marcia e rudezza di t.rasmissionc obbligano a dimensionare largamente rutti gli organi mobili ed in primo luogo i merori cd ineidonn $(!Ìamcntc sull'dficirnu fisica e inorak del personale d'equipaggio. Ciò giustifica la tendenza al perfezionamento dei dispositivi a cingoli ~condo criteri meccanici cd industriali già definiti in principio ma non ancora sboccati in soluzioni pratiche di generale accctta;,ionc, tcndcn,"" che è •,alo questione di tempo di ,•«le.re assolta pcrcbè si trat ta di risolvere pru· blcmi concrcri che non superano le possibilirà <!ella moderna metallurgia e della moderna p1og<ttazionc di macchine. Ad ogni modo ~ giustificata la previsione per il prossimo foturC) di carri di peso maggiore di q1tdli oggi in uso, già di peso considerevole.


I quali, per proprio conto, dànno interesse oll'ncccrlamcnto dei limi11 che le reti stradali ordinarie, come è noto coslruitc a scr111:io di carichi mo.

bili di un ordine di gr:mdc-Lza molto pii'l moJcsto, 1>0ssono imporre al mo· vimcnto nel campo strategico cd allo conseguente disponibilità nel campo tattico di questi imporlanti attori della battaglia modem.i .

••• A, lìni di <1ucsta analisi il carro arm:110 deve essere consideram nelle ;uc caratteristiche di J)(SO dell'ordine di alcune decine cli tonncll:ttc, ripartito in uno spazio relativamente risrretto cd al tempo ste>so distribuito su di un'estc.a supcrlìcic in conformità delle esigenze di movimento sui terreni ordinari. Queste caraHcristichc, generalmente antitetiche. hanno trovato un com ponimcnlo nella cingolatura, che è l'elemento mecc.mico in forza dd quale il carro armato ha raggiunto le qualità di prestazione tecnica e tMtica che oggi possiede e che sono suscettibili indubbiamenlc tli ulteriori importanti sviluppi. F' nolo infatti che il cingolo consente ad un c,1rro medio di 33 tonn . di ripartire quc;to ingente peso in ragione di una pressione unitaria parùcolarmcntc bassa. L'accennato carro da 33 tonn., i cui cingoli :idcriscono sul terreno per m. 4,o6 cd h:mno una larghezza cli m. 0,42, esercita sull'appoggio una pressione unitaria cii meno di un chilogrammo per centimetro quadr:no, come risult:1 d311'espressione :

33000 kg. • - -- - o,g68 kg. /cmq. 2. 4o6 cm. 42 cm. 34104 cmq. che, arrotondando per eccesso, dà in definitiva I kg./ cmtJ .. Mette conto di no1are, di passaggio, che qucna pressione uni1aria è inferiore a quella esercitata sul terreno eia un uomo cli peso medio 75 kg. che poggi su di uno dei tacchi delle sue scarpe - tacchi ognuno dei yuali ha una superficie d'appoggio di circa 50 cmq. - pcrch~ in questo caso la pressione unitaria esercitata dall'uomo è evidentemente di un chilogrammo

p

33000 kg.

e mcz7..o.

Ne risulta che. almeno in teoria, laddove il tacco della scarpa gravato del peso del corpo non affonda, ivi è possibile l'ncccs.<o del carro armalo con un margine di sicure1.za di circa il 50'\,. Una pressione maggiore viene escrcirnrn dai malù dei cingoli, che di fatto s'impri111000 fortcmcmc nel suolo cd in certt circostanze anche nei migliori manti stradali. Ma questo avviene in rispondenza ad csi.l(cnzc concrete, 1x:rchè mcntrr da un lato l'affondamento dei ris:tlti porrn rapid:uucntc a contatto del terreno l'intero clcmcnro di cingolo assicur~ndo la maggiore ripartizione del peso,


12 39

la loro infi:;,sionc nel ~uolo for111scc qucll'ccccsso di aderenza che è indispc.nsabilc pc.r le partenze, per compiere C\'oluzioni e per superare forti pcndmzc cd onacoh.

na bassa pré.s)ione

unitari,1

ir;,ul

Lcrrcno

hR imponnn1.:1 vincolati,•a per

gl, stc,si dati fondamentali di progetto dei carri. E' agel'olc accertare che un carro armato da 'iO tonn., tcnmo conto della conrcmporanen csigenzn di limitnrc lo lnrghc-tz't del cingolo sui 50 cm. circa, dovrà disporre di unn lunghezza <ii cingolo aderente di circa 14 m., cui corrispondono 7 m. aderenti per ciascun cingolo della coppia. Tenuto conto delle esigenze di ,istemazionc e d'ingombro dei dispo>1tivi di trazione e di rinvio, questo importa una lunghczM di cario di ci1ca 10 m., quale di fono si riscontra nei ripi già realizzati di questo tonndlaggio. Ma al tempo stesso che nd carro armato s, 1•cdc in ano 11 dispositivo meccanico che assicurJ la più bassa prc~sionc unitaria d'appoggio. "vi si risconrra, come già accennato, un pc.so molto considerevole in valore assoluto cd in confronto con gli ordinari veicoli pc anti tradal,. Per di più questo peso è molto r:iggruppato. In linea di valutazione nppmssimatiVll, <]UCSto peso, che si è già apprezzato dalle 30 alle 70 tonn., è scaricato sul terreno entro le dimensioni dcli• porte aderente dei cingoli, che si è vina tra i 4 cd , 7 m .. Carichi dell'accennata entità e cornneri tichc di di11rihuz1onc costituiscono per le strutture ddlc opere di . rte stradali (con p:1rticolarc riguardo ai ponti cd in linea subordinara ai muri ,li ~sregno dei corpi stradali) condi1.ioni più ,favorevoli di quelle offerte dal lran ito Jci più pesanti carichi ,,rdinari e degli stessi cirichi-tipo di progcno. e sono conseguenza sollccitozioni interne superwri a Quelle consentite dalle buone condizioni di <tabilità e !"insorgere d;I pericolo -di gravi lesioni cd anche di rovina. E' evidente che c1ualor• yucolc circostanz.c pericolose risullino accertate s'impongnno particolari ca11tcle per il transito dei mezzi cnroz1.1u e parncolari prov1·cdimcmi per l'orgnni1.7.11.ionc dei movimcnri relativi. copo della presente 110m è un'indagine di massima circa il comportalllcnto delle più importanti strutture dei corpi Hradali )Otto il passaggio di c:irri armati mccli e pcs.imi. L'indagine è ,mia condoua indic:indo un procedimento di nnalisi sulla folsarìga dei mcuxli rapidi di calcolo adottati nei progetti ,omnuri, raccogliendo e cLiscutcndu i ri1ultati e concludendo con akuor norme •encr:ili per ìl movimento delle colonne corazzate. Ma soprattutto si è ritenuto· utile presentare all'attenzione degli uffi. ci.ili delle unità corazzate alcun, aspetti di una 1i111110ÙJ1ie pou,ieia/,: di conlrtuto mi la rtrada ordinaria ed i carri armali di peso co11sidaevole, che può incidere sul rendimento e quinJi mll"impiego dei me1.1.i di cui trnunsi.


• Sui lunghi p<!tCOrsi (imponi nel campo marcgico) il movimento dei c. rri ha luogo a mezzo di appositi rimorchi da trasporto (truck-trailns), montati u treni gommati e trainati da trattori ; nel campo tattico, di norma mediante cingoli. Queste due modalità di movimento danno luogo a dìffcrcnti condizioni d, carico, delle quali deve tcncni di tintamcnte conto. In entrnrnbi i casi, il proçedirnento <eg\tito si può ria~umcre in questi termini: per una serie di luci di ponte si sono calcolate le sollecitazioni massime corrispondenti ai carichi di progetto (1), ntì riguardi elci quali la sta· bilità delle opere deve ritenersi assicurata « per principio "; per le st= luc,, si sono calcolate le sollecitazioni massime provocate dal passa11gio di cam armati mcdi e pesanti, i:.olati o in colonna, su cingoli o su carro rimorchio da trasporto. Dopo di che st confronta.o,> , valori delle wllt'fitazioni ndlc divcr$C ipotesi di carico. In tutll i ca,i nei quali le sollcettaziom dovute al pa..agg10 di carri armati ri~ultino inferiori alle ,ollccitazioni dovute ai carichi di progetto, la srnhilità si può ritenere assicurato cd il trnn<ito ovcr luogo scnz., inconvenienti : quando si rilevi il c:uo contrario, è necessario procedere con prudenza. Di norma dovrà effettuar,i la verifica della stabilir-l e sulla ba e dei ri,ultau di que t'ultima dovranno adottarsi i prowedimcmi dd ca:,o. Un' inda ine s,'Olta sulle lince indicate non può propor;i d,c finalità di semplice orientamento: nel caso particolare, dare un segnale di libero transito od un segnale d1 arresto. ondìmcnto è rispondrntc alle csigen7.c di primo inquadramento di un problema che, come si potrà presto accertare, è alquanto complesso.

....

U presente paragrafo e qualche altro dei successivi hanno un contenuto prettamente tecnico e perciò sono alquanto aridi. Si è etrcoto di eliminare per quantl'I possibile i dati numerici, 1110 taluni di questi sono indispensabili per definire completamcmc i termini di confronto. Questo è il caso, ad esempio, dei carichi di progcno. J carichi accidentali di progetto delle made ordinarie (carichi-tipo) sono (•) I doli d; J"Oi;<''<O rcl,uivi • ~ " 1ro,- ""'<fa.le IOOo r~ribtli pn:Mo gh nrfici c,cll'ttmmi1\1$lr:1.:t.JOm: ,lereiitratn c prtnlnc.ùlc da LI- J>P. Le opere tl'nnc che dttog-Jno "'11le Qffl~tcriaichc '""m.:a~ :.ono «li consuct."o pro\· vÌ>lc di 1:ibcllc indÌ<Qrri<i dd .,,,.chi m.sslmi o!IWàSi al 1r0Mi10 (p<>rt•t•).


I l ~!

stati stabiliti dal Minmcro dCJ LL. PP. con norma del 1933 (normale n. m data 15 sct1cmbrc 1933). Con questo documento sono stati dc6niti uc carichi-tipo (dcnomiMti $:hcma I, Il e Ili), cosrin,iri rispettivamente da un autocarro pesante da 12 mnn. (su due assi di 4 cd 8 tonn.), da un rrnino d'artiglieria di 92 tonn. (ru 10 am, costituiti da due carrelli da 40 tonn. trainati da un trattore da 12 tonn.) e dn un rullo compressore stradale del peso di t lonn. (su due :usi di 6 e 12 tonn.). on recenti disposizioni (normale 11. 1 in dnt:1 9 ~iugno 1945) qu~ti carichi sono tati modificaci, eliminando il carico-tipo schema Il e con altre varianti mjnori, con la probabile r.nalità di rendere meno onerosa la ricostruzione delle opere stradali danneggiate dagli eventi bellici. In base alle norme in vigore: t' . per le st•ade ordi11arie di grande tra/{iro (autostrade, strade statali) deve adottarsi il più sfovorcvolc dei seguenti carichi-tipo: due treni schema I indefiniti affiancati; due treni schema lii affiancati; 2• - per le //rade ordi1111ric di medio e piccolo lr11f(,ro (strade provinciali e comunali) il più 1fovorcvolc dei seguenti c. richi-tipo: un treno indc1:nito schema I, un treno schema lii ; folla compa11a w rum, la "larghczza del ponte. La disposizione cd il valore particolare dei pesi dei carichi-tipo è: data da tutti i buoni manuali tecnici e dalla pubblicazione 1418 del Ministero dei LL. PP. « Carichi da considerare nel calcolo dei ponù per strade ordinarie"• ciò che esime dal fornire ulteriori dati numerici in materia. Se ,i limita J'es.11ne :,d una suiscia occupata dai carichi (ad es. di 3 mclii di larghczw), la precedente casistica si iemplifìca pcrchè si riduce alk 1eguenti condizioni di carico : 1· • colonna indefinita di treni schema I: 2 • un rreno schema 111. Da rencr presente che i diari carichi di progetto sono stari adottati alla metà dd 1945. Per le srrade pro~cmnc e costruite in epoca anteriore ma successiva alla fine del 1933 gli schemi tipo dei carichi hanno avuto le caratteri tichc elencate dalla cit:1ta normale n. 8, menuc in da1a ancora precedente essi furono informari di solito a quelle dei più pc anti traini locali o regionali. Frequentemente è stato adottato un treno di c.1rri a traino onimalc da 12 ton.n. su due assi od un rullo compressore stradale da 23 tonn. del pari su due assi (dr. Guidi: Scienm ddle coJtru::ioni. - Val. IV, cap. [). E' ovvio cbc ogni qualvolt:i in seguito si prenderanno in considerazione i carichi-tipo di progetto; si dovranno aver p,escnti , carichi-lipo dfctriv,. mente adouati per ciascun tronco stradale in conformità delle norme vigenti all'epoca della compilazione dei progcui. l c:irichi accidentali costin,itr da carri armati di cui, è fo11a citazion( ndl., presente nota hanno le seguenti caratteristiche sommarie:

...


1' • carro medio da 33 tonn. isolato, con uno sviluppo di cingolo aderente di m. 4. Questo carro corrisponde al carro medio M.µ\,j (Shcrman) di costru1.ionc omedèana, in dolazionc ;1i no tri reparti carristi; 1 ° - colonna indefinita di e.arri da 33 tonn. come sopra. Lo distanza tra r.arro e carro è ridotta al minimo, con i_potcsi sfavorevok alla stabilità, ci~ • 3 m.. Tenuto conto delle dimensioni d'ingombro dei carri ciò importa una distanza di m. 6 tra i tratti aderenti dei cingoli di due carri successivi; 3' · ,carro armato medio ila 33 tonn. su rimorchio da trasporto, trainato da trattore da 21 tonn .. li traino trattore-rimorchio raggiunge il peso complessivo di 64 ronn., su sci ossi, uno dei quali presenta il peso di 2 1 tonn. ; 4° . carro armato pcs;,ntc da p. tonn. isolato, con uno sviluppo di cinP,Olo aderente di m. 7. I dati sopra citaci sono arrotondati per eccesso. Per questa ragione e per :iltrc considerazioni di carattere tecnico non si ritiene indi pensabile maggiorarli in dipendenza di azioni dinamiche.

Le co11dusio11i alle quo/i si uddit1crrà in s~guito sono valide 11ei lim11t ,1ci quali rù11/ta110 confermau le ipotesi di carico assunte .

. .. .. In conformità del criterio di confronto delle sollecitazioni massime, si

è proceduto al calcolo dei momenti e degli sforzi di taglio massimi a soluti dovuti ai carichi-tipo cd ai carichi nccidcntali utili in 6 luci di ponre intervallate di 5 in 5 metri da 5 a 30 metri. Luci di maggiore entità non sono frequenti ullc strade ordinarie e inoltre pongono in prcscnz..~ di ca,i di particolare importanza per i quali sarebbe unprudcnte valersi di crim1 generici. E~se dovranno c,><:rc fatte ogi;:crrn di orccrramenti tecnici caso per caso, da istituire sulla base delle elfettivc carn1tcristiche dcllc singole costruzioni. Le srrurrure cb porre n hasc al confronto debbono dar luogo a wllccita,.ioni elevate e per di più rappresentare un caso semplice, di facile calcola.:ionc. In questo ordine d'iclcc si sono prese in considerazione travi semplici , a pasctc piena ccl a carico clircno, sulb f:Jlsariga dell'autorevole criterio dei più elevati organi tecnici del Ministero dei LL. PP. i ,1uali - nelle norme più volte citate hanno istitt1ito un confronto tra le sollecitazioni prodotte da carichi mobili su ponti di vario tipo • nalizzando quelle che si verificano in una trave rettilinea appoggiata agli estremi. Le sollccicazioni si riferiscono a q uella striscia tli ~ m. che si con idcra occupam dai carichi di cui si è già fano cenno (transito semplice). Si è prescisso dal peso proprio e da carichi accidentali diversi da quelli di confronto pcrchè in prima approSl>imazionc possono essere ritcnuri eliminabili :i. favore della semplicità del procedimento i farrori comuni nelle varie ipotesi di carico.


D'altrn pane non esiste difficolt, a sovrapporre alle sollecitazioni prorione dai carichi di confronto quelle derivanti da altri C.1richi accidentali. aè vi è difficoltà ad estendere l'indagine al caso del doppio transito. Le sollecitazioni provorntc dai o,richi-tipo schema I e schema fil sono state desunte dalla pubblicnzionc dd Ministero dei LL. PP.: « Carichi da considerare ncl calcolo dei ponti per mada ordinaria " già cit:na; le so)lc. cnaziom dovute al transito dci =ri armati sono state calcolate directamente. l ri uhati - momenti mas imi (Mmax.) a,soluti e sfor~i di uglio mas~imi (Tmax.) assoluti - >0110 riportali dallo 1pccd1io allegato I e dai due grnfici (fìg. 1 e ?), i quali 1i pmwno ad un:i immediata interpretazione. Le lince a tratto cominuo (sollecitazioni do,•ute ai carichi accidentali di progetto) costituiscono in ba.le alle premesse linea di separazione tra le sollcdrazioni massime ammissibili e le sollecitazioni massime non tollerabili. Le lince punteggiate riproducono la legge di vnrinzione delle sollecitazioni massime prodotte dal transito dei vari tipi di carri armali. Per incidenz:1 - percl,~ di fatto il tecnico dispone di procédimcnti a sai più rispondenti per la verifica della slllbilit~ delle costruzioni - si mette in rilievo l"attirudinc dei grafici in parola a dare indìc:i1,ioni di rapido oricnt:.mentn in un caso generico. A qucuo scopo si calcolino le sollcciuzioni che un determinato tipo di carico accidentale. diverso da quello per i quali si sono tracciate le lince punteggiate, provoca sulla trave di luce eguale all'opera d'arte stradale obiettiva e si riportino I valori calcolati sui gr.ilic1 corrispondenti: la posizione relativa dei punti cosl individuati rispetto ai punti di pari ordmarn delle lince a tratto continuo ofErc: un critrno di massima per la v:t1utazionc delle

condizioni dì mbìlità del caso in esame.

cl quadro dei risultati di ordine pratico, sono da mettere in evidenza le seguenti deduzioni generali:

a) I.e sollccitllzioni pro,·ocatc nelle srrutrure stradali dal transito di carn armati mcdi e pcs:inti sono molto consiricrernli in 1•alore assoluto cd in 1·alore relativo. Esse, difaui, risultano sempre superiori a quelle corrispondenti ai carichi-tipo della normale n. 1 in dnta 9 giugno 1945. Di conscgm:nza il m<wimcnto ~u 5t.r3dà ordina.rii'l dì c.1rri :trmati dei tipi citati esige l'adozione cli opportune cautele. h) Avute presenti le caraucristicbc dei carichi-tipo di progetto delle ,1rndc di grnnclc trnffìco (auto.,trnde e strade statali), risultano in buone condizioni di stabilitn le opere proKc,tt:itc as•umcndo come c:irico-tipo lo chema Il delle norme 1939.


Ri ulta logi a 13 condu,ionc che tutti i carri ar.mati in dotazione possano ir olarc senza limita7.Ìoni sulle strade d1 grande traffico progettate in base alla normale n. del Ministero dei LL. PP. o le cui opere d'arte sono muc :rcvì ionatc in conformità delle norme . cccnnatc.

JSm

!it.\U. UJDCll:C I .200 SiCALA ~ T I 1(ffl.tt0'

IO

)Sa

G!NtCO D!GI.I lf0lll 01IIGl.10111.UI

SCJJ,.A UWCKZZC 1 200 SC&l& SfCJAZl lau,l,:~.,o•"9

,o

IS

:n1<1'i.v

carri armai/ d1 11po medio e possono dr,o/ore sulle rtrade di gra11dc traffico costruite o rìro-

E' del pari rigoro a la conclusione che i

pesai/le

11011

struite in seguito :i tli truzionc per eventi di guerr:t in conformità della nor· male n. r del citato Miniitero, se non ir• seguito :,d e<ito favorevole di un ccurato controllo tecnico.


1245 Per le waclc costruite in epoca anteriore all'entrata in vigore delle norme n. t e n. 8 è opportuno procedere con prudenr.a o riS:tlendo ai carichi-tipo dfotLivamente adotmti cd istituendo gli acccn.,mcnti cli confronto o meglio :rncora ponendo in atto regolari verifiche di portata c.1so per caso.

e) Per le strade di medio traffico (stradt provinciali e comunali), poichè le sollecitazioni dei carichi accidentali di progetto sono sempre inferiori a quelle prov=te dal transito di carri armati medi e pesanti, il pauaggio di

qt1esti mezzi 11011 porrlJ auuui ,orso dir i11 seguito ad esito favorevole di 1111'acc11rnta ricog11izio11t tecnica.

.".

Jn conclusione, il rapido esame del problema conferma quanto poteva ritenersi prevedibile in linea induttiva e cioè che il carro armato medio, da solo o su rimorchio da trasporto, rappresenta una severa condizione di carico per le opere d"arte stradali. In conformità a questa constatazione, il suo movimento deve essere organizzato col costamc concorso di personole tecnico preparato ed idoneo a porre in atto procedimenti rapidi e sicuri di verifica di stabilità cd a suggerire opportune modalità di transito nei ca$i di emergenza. Quc~tc precauzioni rivestono particolare importanza in quei territori, come per la maggior parte sono Quelli nazionali, nei quali le reti stradali sono ricche di opere d'arte per l'estensione e l'importanza dello schema idrografico e per il modellamento del terreno generalmente accidentato. E' vero che in casi d'emergenza e d'urgenza può essere autorizzato il passaggio di carichi superiori alle portate normali facendo assegnamento sui margini che i carichi di sicurezza presentano rispetto ai c:trichi di rottura (o di snervamento) dei materiali da costruzione ordinari. Ma a scanso di gravi inconvenienti, autori1,?.1zioni del gene.re debbono essere date solo in vin eccC7.ionale e da personale specialmente qualificato.

l' orga-11i::::azio11e del mo11imento 111 ,tr,u/a ordit1aria delle ,111i1à cora::zatc è '"' problema complesso nel quale, a fianco delle csigem::e d'impiego e mcccanù;l,c, limcrisco110 quelle ri/cre11li1i all'inugrità dei corpi stradali.

. .. "

Si è accennato alb poMibilità di far passare in via ccce·zionalc sui ponti stradali carichi più elevati di quelli consentiti dagli ordinari carichi di situ· ~e-1.za, cioè in concreto di elevare questi caricb.i di sicurczz::i al di sopr:1 dei valori sa112,ionati dalla scienza e dalla pratica delle costruzioni. La questione ha importanza pratica, oltre che teorica, e merita un ulteriore cs..1.rne:.


Il ,apporlo tra i carichi unitarj di rottura (o di snervamento nel caso di materiali metallici) cd i carichi di icurc-tza - rapporto che comunemente chiamasi ,, grado di sicurezza ,, - ha valori variabili rra estesi termini a cconcla ddle carattcri,tiche intrins,:chc di cia<cun materiale e differenti per i di/ferenti materiali da coslruzione. Per le solleòt:tzioni di compressione (o trazione) e per carichi statici, assumendo i minimi a fo\'ore ddlc port~lc più elevate, questi ,·:ùori sono rapprcs,,ntati dalle s,,gucnti cifre, 8 per la muraturJ di pittrnme, (, pcr la llluntlura di mattoni, .i,5 per i materiali metallici m1filati, scmprechè per quest'ultimi si escluda il manik,uirsi di fcnomcru d, pressoflessione. li grado di sicurezza dà norma per s1:1bilire concrclC tolleranze nel caso cli sovracc.1richi eccczionah. Un grado di sicureu.a 6 (murature ordinarie) dà . vedere che raddoppiando il carico di icurc-aa - ciò che equivale a raddoppiare il e.irico totale si è ancora e quindi ad aumcru.1re almeno in egual misura il carico utile ad 1/3 del carico dt rottura con uo margine teorico rcmluo del 200')(,. In prcscnz:1 cli un gratin di ~icurezza 1,5 (materiali mernllici), se si r:1tldoppin il carico cli sicnrcz7.:i, il mnrginc rispcno ,I c~ico di ,nenomcnto è solo del 25":,. Tenuto prcscnlc il valore che d1 solito ,i allribuisce alle .a.ioni din:imiche all'eventuale manik tarsi di una forte azione dinamic:1 la tabilitil della struttura in csome potrebbe risultare pregiudicau in modo irreparabile. lnoltrc è di norma sconsì~lul:>ik lavorare senza particolari cautele su, mari1ini delle coad1zioru di sieurczza, oltre che per l'inccrtc-~za sulla valutazione delle caratteristiche clastiche dei matcri31i, per l'cvcmualc prcscnY-1 cli difetti nei materiali stessi e nei procedimenti cnstrutriv,, nei riguardi dei quali è assai difficile un apprczzamcnto esauriente, e infine per le incognite circa la effettiva di tribuzionc degli sfoni inlcrni in confronlo delle ipote i formulate dai co trutrori in sede di progeno, Ciò conferma da un lato che non su«i5tono crittri generali validi per tutti i tipi di slrutturc e per tutti i materiali co truttivi. dall'altro, cd in par1icolare ai fim mililari, l'utilità di sviluppare 1111a /~mica delle strut/rlrc mollo affaticate, basata su corretti principi teorici e svolta con mcrodo rigoroso. Il dominio cli questa tecnica dovrebbe estendersi oltre che all'csnmc dei ea)i in discussione, anche al progetto di qudle ~lrutturo che sono destinate a so tenere forzi comidcrcvoli per un periodo di tempo limitato, •1uali sono sovente le opere costruite per e igcnze mili1:1rj di breve durata, secondo proccrumcnti di circo)lanza e spediti. In atte~ che un,1 " lccniC:l delle: lrulturc ,ovr.rcc,iricntc ccee-1.ion:1!mcme " po a divenire oggetto di uno 5llldio ii1tema1ico e rii:oro , ,i pongono in luce nlcuni risultati concernenti l'argomento che J>iù p~nicolnrmcnte intcrc.ss-a: 1• - la tolleranza nei riguardi dt sovraccarichi eccezionali "aria secondo il tipo e l'imporlanz:i delle opere.


tl

:

lto questo riguardo debbono dc:;tarc minon preoccupazioni le strut• tnrc in picLra, in calce,,truzzo o in cotto, in specie se esenti da le ioni ed in opera da lungo rempo. Una prevenzione generica de"c in,·cce su istcrc nei riguardi delle Slrut• ture in cemento armato cd ancor più d, quelle metalliche. Le s\rutturt: in lc:gno sono da considerare:: in gc:nc:rc: in di[cno: 2 • di norma un'opera d'm-te ~ tanto meno in grodo di sopportare sollecitazioni cccezion.,li e conseguentemente so\'racc-J.ricbi accidcm-ali molto dcvaLJ quanto minore è il rapporto Ira il suo peso (peso proprio ccl il peso dei carichi in transito (carico accidentale). Qucst:i con idcrazione torna ancorn una \'01111 a fa\'orc dei ponLJ in muratura ri,pruo ai ponti mctallm. A titolo indicatil•o si ricorda che nei jX>nti in muratura il J-.:SO proprio ; .1ll'incirca 1'8o'\, ccl il carico accidentale massimo il 211'\, dd peso totale; nei ponti mttalhci questi dati sono ri<pettiv:imcntc del ef', e del 75'\, : 3' . nelle opere d'anc che risultano pitl affaticate è necessario evitare le azioni dinamiche, che ,n talune circostanze po \Cino assumere un. con<tderc\'olc importanza. i deve inohre evirare b sovrappo izione di sforti dovuti a so,•raccarichi :11n'triuntivi non mcli r~n~abili.

• •• Le precedenti considerazioni pongono in p.irlicolarc evi<lcnz., l'ul.ilit/\ <ldlc predisposizioni in caso di movimento di unit?t cQraz~tc.1 quali In rito• gniz1nnc mtcmar1c,i degli itinerari, la definizione di iriner, ri spccfalizzari per carichi pc ami e pc anti imi, ccc.. Ma soprattulto la disciplma del mo,·1mcnto deve informarsi alle esigcn1.e d'integrit/\ dei corpi str;1òt1li. clic colonne di mezzi ,oraz=i mcdi e pesanti i carri debbono viag· grnrc di 1an,., prestabilita. non inferiore ni 20 m. e maggiore quando ciò ia richic to <lalla necc it:i di non 11npei;narc con più di un carro :illa volta opc.rc d'arte: di parucolarc importanza. r cnrri dchhono ir:1Miror<' su, ponti o ,clodt1 ridou.,, <ènzn procedere a modific:izioni di andatura e tanto meno a brusche frenate. li rallentamento del movuncntn non deve portare a ~rrorc le tlhtnn7c lr'1 i carri. ·Nei tratti cririci non i dchhono ,;on~mirc incroci o sorpa$51 : il ffiO\~mcmo del'c ,l\'vcnirt in un solo senso cd a semplice 1ransito; non si deve ~mmeuerc il comemporaneo passaggio d1 reparti di truppa in formazioni .serrate.


••• In ogni C3SO dubbio, si dc e procedere allo vcrific. dello st, bilit., verifica che non presenta difficoltà per l'ingegnere e che pull essere compiuto rapidamente quando le operazioni relative siono state dcbic.,mcnte organiz1.a1e. In llltti i c.isi nei quali il rC$ponso del rccnico sia sfavorevole, il provvcùimcnto più risp<>ndcntc è quello di aggirau l'opua d'ari, di d,{icit:111' portala mtdiante pista su terreno naJurale.

L'aggiramento, a pi~ o meno largo raggio, è di massima sempre p<>ssibilc; per contro poco è da far conto rul rinforzo delle strutture in difcuo. Si trana di un'operazione non semplice che solo di rado può e>!>crc com· piuta rapidamente e con mezzi di circo tanza. La precedente ca i tica si riferisce ovviamente alle circostanze nelle quali non JlO)S3 adottar i un di,·crso itinerario, che consenta di evitare l'upcra o le opere di deficiente portata. Souo questo punto di vista, I'org:inizzazionc di itinerari spedalin11ti, se occorre misu di tronchi madali e di piste, dei quali si è già fatto cenno, pull risultare ind1>pcn»bilc. In altri casi, come ad cscmpio ndl'illtra.versamc:nto di corsi d'acqua inguadabili. si dovranno prcdi5porrc traghetti, risolvendo in via preliminare il problcru3 dcll3 disponibilità di galleggianti di adeguata portata e quello ancora più gr3vc dclln costruzione dei banchin3ggi di carico e di sc:1rico. In casi particolari i potranno sfruttare i ponti ferroviari, previ accordi con le autorità tecniche competenti. La modalita più semplice di questa uulizzazionc si presenta sotto la forma dj trasporto fcrro,·iario nei tratti critici .

••• L'analisi sin qui svoha mette in luce una questione di carallerc generale che merita un breve cenno. Le varianti 3pponarc dalla n<>rmalc n. t (1915) ai carichi-tipo convenzionali tabiliti dalla normale n. (1933) declassano l'attitudine delle made -li grande traffico nei riguardi dd trall$ito di carichi molto considerevoli. in contrasto con importanti esigenze che sono state sempre sostenute dalle autorità militari. Le quali a ruo tempo collaborarono con le autorità tcc· niche dei LL. PP. P'" la definizione dei carichi-ripa 1933, mentre con ogni vcrosimiglian1,a non fttrono interpellate in VÌ3 prcliminor, per In compilazione della norm3Je n. t (1945) più volte itat.. Le norme oggi in vigore hanno sollevato obiezioni anche da pane di tecruci civili, i quali hanno rilev310 UM incongruenza nel fatto che per straclr di grande tra[fico si sia indicato quale carico dn adottare per i calcoli di progetto uno schema-tipo formato da una colonna indefinita di autocarri


rfd peso di 12 tonn., quando gi:I csi,tono in circolazione anche in ftalia, autocarri di peso maggiore. A questi obie1.ione il Ministero dti LL. PP. ho risposto con circ. 772 m data 12 giugno 1946 asse.rendo che il carico-tipo adottato - colonna indefinita di autocarri da 12 tonn. - è un traino conven,.ionalc rra i più gravosi prescritti dalle varie nazioni e precisando che i traini costituiti da autocarri di maggior peso ma con interassi maggiori inducono sollecitazioni inferiori u quelle prodotte dal trarno convenzionale adottato. E" da aggiungere che la linea seguita dal Ministero dei LL. PP. è informat:i a finalità di grnndc importanza nel ompo della ricostruzione, perchèi nuovi carichi-cipo, dubbio meno severi dei carichi-tipo 1933 (si confrontino nella lig. , le curve dei momenti mmimi assoluti degli Khcmi I e UI e dello schema 11), facilitano l'opera di ripristino delle migliaia di ponri stradali di,trutti o danneggiati dalla guerra. on risulta peraltro che l'Autorità miliurc abbia ancora portato la pro-pria attenzione sulla influenza che le norme in questione sono destinate ad c><:rcitarc sulla utilizzazione delle strade ordinarie ai fini dei trasporti militari molto pesanti. L'acccrtam.,nto svolto per carichi particolari (carri armati medi e pesanti) ha portato a risultati, sia pure semplic.,mcntc indicativi, meritevoli di :menzione; esso dovrebbe essere approfondito cd cstcso nei riguardi di altri tr~ini pesami miliuri. In qllll: 10 campo dovrebbero collaborare tecnici militari e civili con la finalità di definire un carico-tijlO conforme ad esigenze militari oculatamenteaccertale - uno ,chc,na Il revisionato - e di proporne l'adozione per ua numero limit:110 d'itincrari 1tradali della mc delle strade di gr.inde traffico, da abilitare per il tran5ito di carichi pesantissimi .

=

••• Con la prccedc:ntc annota1.ionc di carattere generale ~i chiude l'esame:

del problema del mo,imcnto di carri armati di J>C!O considcrc\"Olc sulle runde ordinarie, imposmo sull'attitudine delle opere d'arte Stradali a sopportare i carichi relativi e condotto con l'csauricoza e col rigore consentiti dai limiti entro i quali si è mantenuta la trattazione. Il fotto più notevole, tra quelli accertali, è che le reti stradali present. no caratteristiche struuurali che impongono particolari cautele nella progettazione e ncll'c ccuzìonc dei movimenti di cui trauasi. Da c1ucsto stato di fotto - dd quale è nc,ccssario soltolintarc l'importanza

derivano anche incombc.n7.c che esulano dalla com~tcoza dei m-

mandi milimri per rientrare in quella delle grandi amministra2.ioni statali in1ercss.11c. Ci si riferisce in ponicolarc all'org:mizzazione della rete stradale di grande traffico in ,•ista del transito di carichi pesantissimi.


Ma derivano aliresl in omben7.c di studio. di predisposizioni e di disposizioni che rientrano ndlo meno com petenza dei comondi di G. U. e di unità coroz1..11.1. i trnua in ogni concreta csigen~, di porre in auo un lnvoro di preparazione, direzione cd esecuzione, in pa.rtc preliminare cd in parie in sede d, auuazionc dei trasporli, che gh accennati comandi dovr:umo essere in grado di svolgere per l'esano e 1cmpcs1ivo assolvimento dei comr1i11 :adtlestrntivi cd operativi a ,·alta a volta affidati. pcrchè i movimenti dei mezzi .corau:iti abbiano luogo in conformità delle esigenze della sicur<:"lZ3 tecnica.


Allcgaro alfurticoJo .. Curr; (lln,ut, e sm'-'lt ord1111mr ••• Tabelle del mome nr1 e degli .slorti regJianli massimi assoluti. lt.lW'IU I (12 T ,)

\

IS

,. ,. )O

ltCIW

·M

' ,.

......

10

)M,O

a

\8800

,.

'""'

30

*ll'

·-

' ,.

Jl4}t)

ot700

I\

...... ,,_

:tS

••

I"""'

'"""'

.....

02700

11100

1!2IO

I

17400

1 ......

m,o

J:21100

Cino da ..tl T. •

rlJttOtthlo 1b 1~

·-

12, ..ri

111117\

. .)J]

I

"''""

I

.moao

)!000

.... ......, m,o

2.91Ul

C.n-c,IIAnT, hotato

M.....

' IS ,. 10

2'

,.

I

r...,.~.

-·- ·-..... "'°"

2'.700I)

mao

1oaooo

naooo

··-

0

.....

2000

19'00

""'""

T m.t11.

M,1111,11

1"!00

,,,.. .,..,

•n.

-·-

T,

""" ,.,.., "'""' ''°''°

da» T.

IO

""" Carro l.ot.a10 44,,, 1,

"~. ..,

,..u.

Colona. loddl•ll• di C'&nl

M, .t,\u.

5*130

...,.Jò

"''"

lit.ISO

.....

1m,1

,_

··-

Jatlll

.,..,

IS1000

:14000

TralDIO .Kltuu lii Cli r • ll'IU, I.

"""'

J:IOU

?<JOO

mlOO

T.-.

,.,..

10200

,....,

I

, ,. m..'C'

·-.....-

·--

•

T n.lna tdi<e) li (tl T.)

T. """-

M. mu:.

,.

I

l'.olc,,n'" lndt-l l111tt •uto'"'tkoll

L•~ tklla lrue ..,tri

""°" ,,mo

I

-


RICERCHE SCIENTIFICHE E PREPARAZIONE MILI TARE Gen. di brrg. Paolo Supino

La guerra ha origini compie ·se nelle c11rnli o. <umono di volta in volta rilievo aspetti etici, ~,x:iali, economici, cioè contrasti Ji ìdcolngie, <li ordinamenù sociali, di intcrt.'lsi, ccc. Lo stretto ne. so tr> ideologie cd intercs,i nei con flitti tra grandi collct· tività consente di const:tt.i rc un substrato economico in ogni atto cli ' l""~cc colletti1,ità e giustifica la tendcn,.a a riconoscere un'impnrtan~.a premi nente aUc causnli economicht: negl i amcfani. nello ·viluppo gcncr:ilc e nelle con,eguen1.e di ogni guerra. Occorre fare qualche riserva circa l'esten,ione del campo Ji v:Jidit:1 cli <JUClita co11ce1.ione, la quale probabilmrntc pccc:i di semplicismo nell'interpretazione di fenomeni molto complessi . Ma si può convenire che in generale ogni gucrr:1, cd in specie le grandi guerre, p0ssono considerarsi l'urlo violento trn un mondo di heni statico cd un mondo di volonrit :tntagoniste, definite P"r In meno statisticamente, le cui vicende obbediscono alle stc ,e leggi di razionalit!t cui i conformano i fani economici tfoi 1pi:1li prendono origi ne (" alla cui soluzione tcnd<.,no. La razionalità di queste ,•iceniie comiste soprattutto nd fono che css~ mirano a raggiu ngere gli obiettivi ull:i linea dell'impiego più reddnizìo elci mezzi e dei procedimenti. Il raggiungimento degli obiettivi s"identifica col succc so cd il successo è la conseguenza di uno squilibrio sosr:1n7.ialc di forze di entità e in direzione tale che l'avversario non possa prevederlo o pararlo, cioè ne reni sorpreso. Di qui l'importanza della sorpresa in guerra, non come ricerca del virtuo,isr;no e dello stupefocente, mn ct">me preme ·sa necessaria per il raggiungimento di fini essenziali. Lo squilibrio può essere realinato in campi differenti, pur dotati in ef. fe11 i di un'intrinscc1. correlazione fondamentale: nei procednnenti tattici, nella co11tlotta strategica, nelle armi e nei m ·:1,zi tecnici. Armi e mezzi tecnici condizionann .~trcttamentc procedimenti lattici e condotta tratcgica, sì che sono le nuove anni e i n11ovi mez1.i 1ecnici - e anche le nuove modalità d'impiego di armi e cli mcz,.i tecnici noti - che consentono le più ampie possibilità di sorpresa e di successo.


I

7

Nei prcrcdcoli termini si po tul:i la ,orprcm tecni,a come elemento rii primo piano per conseguire il successo, in linea di dottrina cd in linea pratica.

." "

L 'imporwnza della sorprcs.1 1ccnica in ogni fmum conflitto è esaltata dal fatto che la scienza e l'industria sono in grado di fornire in misura ognorn crescente nuove armi e nuovl mt..L.zi lc:enici al combo.ucnli. Questa situa1.ionc è la conseguenza di un~ caratteristica molto marcata della nostra epoca, che è I'« epoca del progre so scientifico e tecnico ». TI p rogresso sciemifico moderno irraggia i suoi effetti su tutti : campi della vita e nautral me11tc ,11,che su <1uello che con termine comprensivo si suole chiamare il « compo militare », pcrchè modifica le forme dcll:1 guerra coll'im pegno di nuovi mc1,7,i offensivi e difensivi. L.-, discussione se ci saranno o non ci saranno pili guerre è 01.iu~1, :-tln1eno ,li fronte alla rcalril cld mnmento. Tuno lascia pensare, per quanto dolorosa possa essere questa considerazione, che nonosranrc il perfezionamento morale dell'umanità la guerra contmu1.;.rà ancora ad infierire e ani.i, :1rnmcsso he se ne poss.ano fissare V priori i lineamenti (ciò che di norma è possibile solo in una linea cli grande generalità}, sarà più a,pra, più generale e più disnstrosa che nel recente passato. Con questa previsione è lot::ico che pur dcprec.1ndola, rutti coloro che hanno responsabilità - uomini di governo e tecnici militari - si preparino a fronteggiare le esigenze di un nuovo conflitto armato e si pongano il que,ito di come sarii e di come ci si dovrà preparare alla futuro g,icrra. Quesito tutt'altro che sterile. 11 fatto constatalo che non ci si prepara olla guerra ma • una cleterminata guerra esalta l'importan~a di Ojlportuni oricnt:,mcnti verso quelle che prt \'Cdthll menre saran no le forme e le esigenze di una guerra elci prossimo futuro. La tecnica moderna non riesce ad approntare qua nto occorre a ,fa111arc l'umanità, ma è però in grndo di creare n11ovi e più efficac:i mezzi di distruzione, ciò che può anche considerarsi una differente modalità di risolvere il problema permanente del bisogno. La corsa .ii prinrnli nel campo s ientifico e tecnico h11 una im portan7.a capitale per la sicurezza degli SmL N ella cougcric di n uovi ritrovati che la mente ed il lavoro umano producou o alacremen te si deve ricercare quanto potrà servire per mettere in crisi avvcrs,m imprcp:1rnti ed ancor meglio quanto dovrà essere conosciuto per non essere colti impreparati alh nostra volta. In que to come in ogni altro campo dell'attività umana il successo pena :illa preparazione più coscienziosa e piì, lungimirante. Coloro cui compete di prov\'\:dere alla preparazione militare del Paese non possono trascurare di


,8 1rarre logiche on,cguenze da questo stato di fatto e di a - icurarc alle for'l.c umatc il più elevato corredo di mezzi e di procedime_nri originali e, al tempo ne$so, di cautelarsi nei riguudi dei progressi che gli eventuali avvcrs,1ri pos10no aver fatto o polr:inno fare nel quadro della preparazione militare. Questa resi ha un corollario pratico ass.1i imporrane: tutto quanto viene predisposto trascurando giustificate previsioni circa l'evoluzione della tecnica militare è oggi lavoro e denarn sprecati, domani, a conflitto aperto, è causa di gravi insuccessi e forse anche di disastro. Prohlcma formidabile, che mette conto d1 approfondire per ' Ul in'luadramento generale e per trarne criteri atti a definire uno linea di azione risponden te.

• •• La guerra del prmsimo futuro avrà lineamenti impronrnti allo svi lup po della scienza e della tecnica. L'immaginazione può lavorare per definire po~ ibil i, à ecl eventi, ma con ogni prob,1bilità reste,:\ lontana da una visione conforme alla rc,ùtà, pcrchè si è in presenza di una materia « ;,, fieri », di fronte alla quale dottrina e fantasia possono risultare entrambe in difetto non tanto di previsioni qu,11110 di apprezzamenti sull'effettiva importanza che i singoli aggressivi saranno in grado di as,uwcre. Si parla di gucrr:i chimic.,, di guerra biologica, di applicazioni delle r:idiazioni di grande potenza, di esplosivi nucleari, di proietti n grande distanza. Un campo assai imperfettamente esplorato è costituito dai veleni radioattivi, costituiti da prodotti relativamente abbondanti dei processi cli scissione nucleare, cbc è « posiibilc csirarre ed usare come una forma particolarmente perversa di aggressivi chimici » (J ). Secondo il parere degli scienziati che hanno collaborato alla reali1.1.azione della bomba mu111ia1, 11 i p1udoul di scissione creati dal fon,.ionamcnto di un giorno di una pila a rea1.ione a catena di 100.000 Kw. sarebbero sufficienti a rendere inabitabile una vasta zona •>. Anche la guerra biologica, intesa come una premeditata larga disscmina1.ionc delle specie dannose dd regno animale e vi,gerale, con particolare riguardo a quelle propriamente più dannose per l'uomo; può presentare delle sorprese. Dalle epidem ie e dalle cpizotie una sua vuictà si dila ta all'azione sulle piante utili per l'uomo e per gli anim:ili domestici. ln entrombi i casi, si affacciano previsioni che . supernno di poco il valore di possibilità generiche, ma per l'esplosivo nucleare e per i proietti a re:szionc si è senza contrasto nel campo dei fatti concreti. (1 Rapporlo in dot> 10 dicembre 1941 d Vie><•• t: :,uni al N .D.ltC. (Comìato a,_jonolc per le l\iccrchc per I:, OH=) degli S. U. A.


19

Esiste oggi una spiccato tendenza ad esaltare l'cWcacia bellica dell'esplosivo nucleare, dcli~ quale è facile intuire i presupposti psicologici e le finalità pratiche. Essa si bas.t sugli indiscutibili effetti della bomba atomica che ha utilit,zato su obiettivi par,icola.ri un esplosivo dornto di una potr11:;a ieoric11 20 milioni di volte ma!l'g-Ìore del migliore esplo;ivn chi micn. La noro frase (Einstein): " 110n vi può essere una gucrra atomica, vi sarà solo un nerocco atomico » è previsione assai trasparente; chè si considererebbe di per ,è risolutivQ il prinw attacco ammicn e si cscludercbb< la possibilità di ogni ulteriore resistenza. D':ùtru lato vi è chi arguisce che azioni con esplosivo nucleare non moclificheranno la tattica più di quanto non l'abbiano modificata i bnmbardamcnti massicci aerei e terrestri. Potranno invece inEluire in modo considcreYole sulla condotta Jcllc opernzioni i loro cffeui su obimivi industriali e demografici con i riEiessi sulla psicologia delle masse, sui trasportì e rnllc produzimù di guerra. E' evidente comunque che, pur facendo riserve ,ulla c(fi acia immccliat:11nc11lc risolutiva di questi effetti l'esistenza dell'esplosivo nucleare e quella del suo più probabile vettore, il proieuo a gronde dista nza, impongono par1icobri orienrnmenri protettivi. '

....

due mezzi sono destinati con ogni verosimiglianza a completar i reciprocamente: i proietti a grande distanza (/011g range miuiles) derivazione dei proieui a rcaziMe, provvisti di cariche di esplosivo nucleare, debbono considerarsi armi particolarmente temibili, che daranno un'impronr, alb guerra del prossimo futuro. E si debbono scn~a dubbio realizzare ulteriori cd importanti progressi, ma <JUcsri progressi non escono fuori del Cillllpo delle possibilità concrete e al loro conseguimento g1~ si applicano organi mi scicnlifici e tecnici in varie parti del mondo. 1 proietti a grande distanza debbono acquistare u11a m,1ggiore gittata, che dai 250 km. dei progenitori della 2' guerra mondiale li porri ai 5.000 km. occorrenti p,:r i bombar<lamcnli transcontinent.1li, cd una maggiore precisione che consenta di raggiungere gli obiettivi con errori mcdi di 1-2 km. Questa maggior precisione è rich iesta dal raggio rli efficacia delle cariche cli esplosivo nuckarc e dalla necessità di non dispmkre le cariche ste.sse, che per quan10 fotte oggetto di attiva predisposizione saranno disponibili nell'ordine delle centinai" <li u11ità, piuttosto che in <]Udlo di milioni. come avvielle per gli ordinari proietti d'artiglieria (1). (1) Our COUJ>'ry !JO<SC:S:S '°""Y no more th~.n 500 oronlic hombs ano pcrhaps as few •• 30 (da « l nt!us11i"1 Suoer-Marvcl$ hchind tbc Atotn 13<,mb » di H. J. Taylo,. in « Rt<L• dt-r's f)lgest », Og<WO 1948).


20

I precedenti rcqui,in p01rannn essere .1ssicur:iti da clispositi,•i tdcvisivi e r.tdar combinati con apparccchi,llurc di corrctionc <lclk Lraicltorie <li moliih uhra,1ra1osfcric1 che vk1ggiano . vclociiil ultrasoniche, sulla bnsc di principi mcmifici e cli realizzazioni tecniche che ,fa tempo hanno superato gli stadi di progetto e di primo esperimento. Tuuo ciò nel campo dell'offesa. cl campo Jdla Jj{c53 dovranno mmer i 111 line., le atuvn/i mtc~ a creare condizioni d'inabiliril e cli parzi:ilizzazione dei mezzi d'attacco. come interferenze e schermi anuradar, schermi aillitdc,•i iv,, di turbi dei i,tcmi direttivi, ccc., ad intercettare i proietti a gronde distanw mediante sbarramcmi mobili o statici e ad agire contro le piattaforme di lancio o contro obiettivi prcdc1crminati per l':i'l.ione rii ritorsione. temibili per i proContro mez1.i aerei o novali di normale accezione ietti di caduta con csplolivo ordinario o nucleare 1 primi, o pcrchè eventuali pia11.1forme mobili di l~ncio di proimi a grande disranza i secondi •· ranno impiegati proictu tdcguidati autonccrcaton degli obieuivi, pro\'\'Ì;lÌ di spokuc attivate ,b onde acustiche, colorifiche o mcccnniche (ultrasuoni, ccc.) o ad interferenza di onde r:ulioclcttricbc riflrnc (radiospolcnc), per provocare l'esplosione delle cariche a pomta utile dei vettori di esplosivo nu clcnrc, anche se mobili con grande rapidità. Le precedenti previsioni hanno per base l'enorme difficoltà per la maggior parte degli Stati di porre an auo un'nione eh ritor)ionc di potcm~a eguale o superiore, che resta sempre la migliore difesa. Uno schieramento di mezzi di ritorsione a,•rà un altro effetto importante: vincolerà l'azione iniziale 3\'\'Crsaria, distraendola da altri obiettivi più vulnerabili, per effetto di preminente nccrnià on è inoltre ,b escludere che la possibilità di un'ozione efficace di ritorsione possa indurre anche i più spre11:i11dicati as,ertori del diri·ro rlelh fr r,a a rivccbc i criteri d'impiego di mC'LZi di aggressione particolarmente clisu-

mani. La storia dei gas di guerra è un esempio del corso e dei risultati di que, stc situazioni.

•• Si è denominato il periodo contemporaneo l'« epoca del progr so scientifico e tecnico • , ma lo ii potrebbe con maggiore aderenza ai fatti comidcrarlo I'« epoca ddla rivoluzione scientifica • . Il progresso dcli, Kicnza pervade ogni c.1111po ed esercita un'influenza ogni gìorno crescente ,ull':11tività umana. L:1 sc:icnz.1 1110,Jcrn:i è b risultante di un complesso di fatti storico.sociali, dei quali , più imponami sono la diffusione della cultura nelle masse popolari e il progr= indu triale.


21

Fatti acquisiti ormai in modo permanente, sì Lhe " pw'i e ·ere certi che ulteriori ed 1111port,111ti sviluppi saranno registrai.i in ogni ramo delb «ien7.a. Le grandi scoperte scientifiche sono il frutto di una progrc iva maturazione ciel pensiero delle grandi collettività umane, ,econdo un processo che ha dimo~Lrato una spiccata tendenz.-1 ad accelerarsi negli ultimi decenni. E' caratteristico il fatto che talune grandi scopene .1om, state realizzate pressochè contemporaneamente da studiosi e.be s'ignoravano, cbc lavoravano in luoghi distanti e che nondimeno hanno raggiunto ri,ultali importanti di grande analogia. E' probabile che b scoperta scientifica concreti nell'opera di un ricercatore più acuto o più fortunato il trav"glio intellettuale di moltitudini di studiosi, i quali rappresentano lo stadio raggiunto dalh conoscenz" scientifica in ltn determinato ambiente ed in un determinato momento cd ognuno dei qualì ha portato il suo contributo spesso anonimo, ma mai trascur:ibile. Ora l'esperienza prova che l'abilità ndln ricerca ientiJica non è un dono che la provvidenza fa ad alcuni popoli e nega ad altri. Se esistono caratteristiche sci.entifichc nazionali. queste dchhono ritener i basate su fatti di ordine economico e sociale piuttosto che su caratteristiche intrinseche di attirudinc ali:, ricerca scientifica, appannaggio esclusivo di determinati gruppi etnici. Le scoperte scientifiche costituiscono prcssochè un monopolio di quella che con denominazione comprensiva si suole chiamare la « civiltà occidentale " e nell'arca ~le sa di questa civiltà prcsentnno localizz.1zioni ben note: Stati Uniti d'America Inghilterra, Germania e alcuni Stati minori europei, ma ciò dipende dal fatto che esse fioriscono dove si riscontrano le condizioni ottime di ,viluppo e di rendimento della ricerca. Ciò del resto è confermato dai successi della scienza americana, che coacerva il contributo della ricerca di scienziati di disp:iratc nazionalità d'origine. Le .1ccennate condizioni ottime :sono costituite: dall'csistcnzil Jj u11'i11tlu1tria molto progredita; dall 'mttTessc di questa industria alla ricerca scientifica pura e dalle conseguenti relazioni tra scienza pura e scienza applicata: d.:a un equilibrato intervento cli grandi organizzazioni o di organismi ,!alali a favore dell'una n dell'altra; dalla collaborazione tra istituii scientifici e tra 1CÌ<enzia1i; infine dall'influenza di una tradizione Ji pensiero e di ricerca, nonchè dalk condizioni genenili favorevoli alle loro manifestazioni rontrctc. L. scoperta scientifica non l: ,usccttibilc di organizzazione, perchè è il P~lotlo spontaneo di menti altamente 1ualificatc; per contro si pu,ì org"IIIZzarc la ricerca, che è il presupposto cli quella, prcsuppo to non sufficiente ma necessario. Org:miz7_1rl:i nel i,cnso di favorirla in generale e J, seguirne le po ·ibihtà •pplicativc nei più svariati c:,mpi, compresi quelli che hanno attinenza con la difesa degli Swti, è· LUI atto cl'illuminarn previdenza in vista ,li prove


22

severe e al tempo itesso è un indiri~s,.o di civile progro,o di cui debbono far i proruottjci le più ahc ;iutorit~ statali, pcrc;h~ si tmta di deporre semi « 'l"a' a/uri ,auulo pro.rim ,,. L'Italia, che ha amiche e nobili tradizioni di pensiero scientifico, non dovrebbe rc,tarc as>entc in questa gara, anche in rispondenza alle esigenze dcll:1 ru:i sicurczz..,. L<, accennare condizioni non si possono improvvisare, nè fare mnmrarc in un breve giro di tempo. Esse debbono essere preparate con una vi,ionc acuta delle esigenze e dei programmi di ordine gcncrale, curando le forme di organizzazione che >0no k più rispqndtnti in questo campo: l'indirizw della ricerca, una congrua disponibilità di mezr.1, una situazione materiale buona per i riccrc:uori, b p.irtccipazionc di organismi adatti per i proces i tecnologici di produzione.

. .

In considerazione: dèì nuovi mc'"l'.,zi 5,dcntifici ~ delle nuo,·c armi che ne derivano, alcuni amori hanno affaccinto In previsione c;hc una guerra del pmssimo futuro non sarà tanto urto di masse d'•rmati quanto incombenza di tecnici, provvisti della cultura di docenti universitari, dinnanzi a qundri di appatali scicmifici di conirollo, della complessità dei quadri di comando di una grande ccotrolc dcttrica. E" opporruno evitare di infamarsi d, tesi brillanti, specialmente n sostegno di punti di vista di dfcttivo intcrcssc. e restare sul terrcno solido dei fatti reali. Si rinuncia perciò di buon grado al « colore» e si procede a più modeste estrapolazioni di una realtà in atto, che hanno !"interesse deUc deduzioni che se ne possono logicamente t.rarrc. L• preparazione militare non potr~ tra<eurarc l"utili:u.azionc dei potenziali umani, ma questa avverrà in di.rczione e con finalità differenti d~lle attuali, assumendo un aspetto di secondo piano nel qu:idro di un conflitto che si sviluppi con largo impiego di nuove armi. L'azione di primo piano consinerà nel prevenire l'auacco o, quando si n1anifc ti, nel fronteggiarlo. Questo attacco mggiungcrà sin dall'ini1.io la maggiore violen1.a e avrà !a finalit~ di eliminare tutte le difese predisposte e di piegare l'aV\'er$.1rio entro un breve giro di ore o al massimo di giorni. Questa visione può sembrare eccessiva, ma è fondata su basi rcalisi.ichc. E' quanto meno un'ipotesi che sarebbe molto pcricolow trascurare. Si è già asserito che in ogni circostanz., fa miglior difc$.1 consisccril nelln possibilità di ritorcere l'offe$.1 con ahrettan10 o con maggior vignrc. Quando qu~ra ritorsione non sia effettuabile m mi,ura adcguat11, occorrer:\ por i in condizione di rendere l'aggressione ri>chiosa al massimo cd nlcntori:i.


23 olla crisi che costituirà l'inizio di una nuova guerra eserciteranno una influenza decisiva fauori di carattere tecnico, quali una prcpa.ra?,i()n<: giudicata « a punto » da parte ddl'aggre~sore cd una deficiente preparazione, quando non sia impreparazione, da parte dell'aggredito, Prevedibilmente yud lo che giuochcrà nelle ore tragiche dell'inizio ciel futuro c-onflino, nelle quali e nel giro di poche ore o di pnchi giorni si forgeranno destini di decenni, non ~ tanto un rapporto tr:i numeri Ji unità e di armati quanto l'altitudine di ritorcere i colpi con altri e la 1x,ssibìlirà di par;;iali?.zarc i risultati dell'aggrcs ione. In questo campo non ci si deve lasciare ingannare da speranze anche generose, nè si debbono seguire idee prcconccuc. 1 modi di pensare ed i luoghi comuni, basati spesso inconsciamente su c~pcrienze superate, possono riuscir molto dannosi. E' stmo affcr.mato e non si può non condividere un parere eo,ì fondato - clic il pae. e che domani meglio intuirà il contributo che le nuove armi possono dare all'aggressione picghcrà facilmente avversari cl1e continu:mo :i pensare e a prepararsi in termini di e~crciti di massa, di bombardamenti strategici e di mobilitazione graduale dei potenzi:tli um:1111 dopo che il c.onfl itto sia già scoppialo. Una prcp:1r1,zionc militare fatta sulla falsariga tielle esperiC!nZc del pasr,ito ~ impreparazione :,!l'inizio del confl itto, allorchè non vi è più ~hro rla fore che impiegare quello che è stato predisposto. La preparazione clcve essere informata al criterio della risposta adeguata e tempestiva, ciò che esige la conoscenz:i dei me,,zi d'attacco avversari e la predisposizione della parata e risposta, Queste fondamenta!, incomben,,e non possono essere assolte :i dovere, se la prepRrazionc non sia stata indirizzata per tempo sulle vie scgm,te dal progresso scientifico e tecnico in maceria di nuove anni e Ji difesa contro di esse.

.....

Una fase importante di una preparazione militare aggiornata, senza duhb10 quella concettualmente più ardua, si ,volge nei laboratori scicnnfici e ne, campi d'esperienze. Si eviti l'errore di ritenere spinto, se non paradossale, questo conccuo, che invece merita di essere meditato per le considerozioni assai importanti che 11e dcrivanu. D'accordo che la ricerca scientifica non ha per fine esclusivo e nemmeno i>"' fine principale l'approntamcnto cli nuove e piì, micidiali armi. J nuovi aggressivi al più sonu un sottoprodotto di studi e di processi che nella maggior parte dei casi hanno lo scopo di cs;,minare problémi di ordine multo generale e talora Ji caranere esclusivamente teorico. Ma è già accacluro in p.,s,110 cbc il sottoprodotto di u11 ' imlus1ria de.i colori è stato un temibile gas


vdeno,o e più di r~centc che il sonoprodotlo degli nudi ,ulla struttura dcll'a 0111n è stato un c<plosl\'O dot<tto <li una potmza ef/elliv" 300 mila vohc più gr.1mlc del T T. E' 11cll:i indi,•itl11nione <li qucc.\l i « w11opn><lo11i "• ndl:i co11osctn7,a del· le loro car.,ucristiche tecniche e infine nella loro utilizzazione secondo opportune modaln~ che ri,icdono importanti compiti ,li coll,,boraz1011c u pia ni pR'Ordinau d, scicn,.iatt c1vih c di tccnrcr militari. Qucsrn collahornz1one deve proporsi il più esteso contributo della ricerca scientifica alla difesa militare, indagando :,cnza lacune i più disparati domini cldln scienza. L;, conoscenza delle carnttcristiche tecniche e di ttucllc di dficnc.ia dei nuovi aggrc~ivi interessa sia l'impiego diretto, si.i la defin1z1onc di mi.urc dilcnsivc appropriate. Qucs1a conoscenza pub acqui,tarsi solo procedendo attraverso pazienti ricerche di laboratorio e l'accurata mcssn a punto di processi 1ccnologici. Anche le attività 111Connati1•c possono fornire utili dcmcnll, ma le no1.ioni reperibili per qucsrn vin i limitano per In pili a ,lati di orientamento. L3 conoscenza esauriente ili procc.si gencr:ilmcmc assai complcs$i a molto difficile, perchè il segreto è tanto più lrctto quanto pi() importante è la ma· tcria da tutelare e pcrchè in genere l'industria non manifesta i propri procc,lirncnti e m:mtienc SCl,'l'Ctt e talora anche altcw i dati csl't'nziali di qualche stadio di una produzione e di una lavorazione. E' bene inoltre tener presente che, anche ullor'luando 50110 disponibili i dati pili completi su di una nuovo nrmn, non sempre l'orientamento più nsp:mdente consiste nel riprodurla in un congruo numero d1 esemplari. Entuno in giuoco fauori di convcnicnw cconomic:i e talora anche di pmsibil,t,, dfctliva. Fanori economici e tecnici d'import.in;w amlut:imenle JctcnninJnte po>"'"" fare ritenere non perseguibile una ,iruazione di superiori«\ o quanto meno di pnriri\ nei riguardi di uno nuova . rnia, ma non per questo lu parti:.., è perduta. Menti aperte cd illuminate possono risolvere il difficile pro, blemn appronwndo altri Rl<."tzi di <liCcs:i. Si è già fatta qualche previsione circa la possibilità di parzializ1.arc acrncchi di proietti con curirhc nu leart. Anche in a.Itri campi po=no ri1e.neni validi annloghi ri1,ri. e.ll'urto dei niczzi coraz1,ati l'aggrcssiooc di un al'Vcrsario cbe dispone d'ingcnti masse di carri può essere contenuta e stronc,u~ ,nediiuue l'i ,up<cgo di masse cornzatc dello l so online di imporlaO.Gil, ma allo stesso fine po. sono rispondere azioni controearri svolte in scab oppnrtun:i mediante apposito armamento collctll\'O e andiv1dualè. A qucsl 'ultimo riguar<lo si cirnno pczz.i leggeri dornti eh proietto di gran· clc efficacia contro cornzzc. accelerato con cariche a reazione e provviuo eh caric:i cav:i di scoppio; cariche c.~plosive amicarro, come le <cmovcmi tek


comariclntc, le mine interrate ad azione comandata, le mine ordinarie, per· fe1.ion3te nella costruzione e nell'impiego. i lnncialiamme sc,mo,·cnti o portatili, i dispo>1ll\'I incendiari, infine un 'arma portatile conlrocam veramente efficace, che s.1rcbhc molto importante vedere rc.1lin~•ta sollecitamente. Qu,nto pr<'.Cedc, nel campo delle applicaiioni tecniche correnti. C'.on lJUakhc tpote a u pro im1 . viluppi tccnico-scicnu/ici, si po sono prendere in considerazione altri proccchmenti come l'utilizzazione di radiazioni conentrate •pecioli (raggi g,1mmn, calorifici, dcttronrngnetici p. J.), di a resiivi radioattivi, di nebbie con o ,cnza aggrc ,ivi chimici, ccc .. mpi vastissimi di ricerca solamente sfiorati, che uno studio approfondito può difat31'1'. in misura unprcvista. Le precedenti co111iderazioni possono estendersi ad ogni gmere di nuo''" arma cd hanno l'importan1..1 insit.1 nd fano che aprono l'adito a soluzioni adeguate anche pc:r quegli rati, come il nostro, che non posseggono risorse economiche ed indum1ali d1 primo piano. E' il crircrio della parata ohilc ed efficace e Jclla risposto. intelligente nl colpo di fon.a brut.'lle. Si tratta di mctrcrc a profitto l'dcvata percento, le di intclligem;e, costit11na dagli studiosi e dai tecnici italiani, per preparare la difesa dei bt'ni morali e matmali che sono essenziali per la l'Ìta del Paese.

• •• C'.on le prc edemi on idcra.o:ioni I e mc a m nhcvo l'11nportanz:1 della ricerca scientilic., per clare vili! e contenuto ad una tecnica militare aggiornata e del contributo dcli:. tccnic:i alb preparazione militare. ,li organi cht prc,icdonp alla preparazione ddlc forze annate Jcbbono ~\!ere prcsc-nu queste circon:.nz.c e alimentar<! una mentalid: vigilan~. orien Uta nlln \'aloriz,1.:1iionc dti n11nvi ri1rov~1ti scic111ihc1 e ta:mci nella r15nluzionc dc, più 1mport,tntr problemi J1 organizzazione milit;ire. Tale indirizzo ha tanto maggiore 1ntcrc»c, m ,1uanlo e i te in contr,tp· po lo una ingiustificata rcndcn7ot ad estraniare le qut~tioni milit,iri d,J numero d1 'iucllc che po.,ono e ere utilmente trallatc 5eco11do metodi razionali per farle oggetto di procedimenti intuitivi o scmi-empirici in relazione • loro supposte caratteri achc anu-scicnufiche. Scn,.:1 affrontare una tratt:tzionc anche ommaria di questo argomento, rhc qui . arcbbc fuor cli luogo, si può esprimere il convincimento che concerti di '{UC>lo cncrc >0nu ,upcrati e comruproduccmi. Ad essi si deve in p:micol:ire $C le suluz1uni Jr 1noh1 problemi 1111litar1, m una visione unilaterale di pcr<eguirc fini di olri. ima.impan•n1~ . seguono lince antieconomiche < affette da eocflictcntt di rcnJ11nento molto bassi. Ndl'epoca atomica, mentalità e proccdimrnti dchhonQ affin:1r11 anche nel campo dcll'organi,;1.1,;inne milit. re.

'°""


.!6

L:i prcp:uaz1onc deve e_sscrc sempre più coscienziosa e tcmpcsuva, nè Jcvc essere conscn1iu, di contrapporre, sia pure con discu1ibilc buon gu,w, un "soldier's system • ad un " T«)•lor's syflcm " • un ~istcma mihtarc ad un iiuema ra7.ioMle.

• •• on ~i discono)CC la grnvc difficoltà e la compbsir:ì del ompito di or·

lfdnlzzarc una ricerca scientifica con finalità militari. Occorre definire queste finalità; si debbono ddinc,irc i lmmi lra riccr· che di scienza pura e ricerche di scienza applicata; occorre affrontare i pas,:,ggi ai procelli,ncnti tecnici con fin:ilitil di produ·~ionc industriale. E' in gran pane un mondo estraneo all'ambiente militare proprfomcntc clcuo col quale . i dcl'C cnu-.,rc in ,ireuo contatto, tenendo conto di c)igcnze, abitudini e prerogative che non pn1rcbbcro crn:re trascurate s,:nia pericolo J'inwcceiW. D'altra parte sarebbe un errore gra\'C d'impnsrnionc costringere m org,10i csdusiv,nncntc militari studi di ampio respiro, per i quali e per un complesso di circostnnze impnrianti questi ultimi non sono prcp:>r:rn. ,icnza applicala e mcs.a a punto di procedimenti indu,triali involgono nrnvit, poriment:ili e comportnno pnssi in nvami ç passi indietro. Inoltre scienziati cd industri;ili h:mno proprie esigenze gcncralj e di lavoro, delle quah è indispcns.1bile il rispcuo "" ., vuole rendere pn!>.1ibile quel « team work l> che è fondamentale rcqui ito di successo in attivirà complesse delle quali si auendc un e i10 entro un ragionevole periodo di tempo. Anche dopo che l'invenzione originale è nata realizzata, possono inconlr:>r<i molte difficolt:i prima che possa applicnrsi correntemente ad un pro· cesso indumialc. Questa fosc dd lavoro è, indispcnsobile e pui', es.sere più one. roM delle ricerche originali. Per rnperarc queste difficoltà, che hanno Cauo naufragare rnoh.i tema· tiv1 interessami, occorrono interventi sono forma di direttive, d'impostazione Ji problemi concreti e di contributi finanziari. Gh interventi, per le questioni di maggiore importanza, e nella misura ,uggerirn dall'interesse generale che es e rivestono, possono essere di carat· 1cn: statale cd affidati ad appositi comitati. A dctu comhat, »,J dc,·oluto il compito di convogliare sulle ricerche umi gli istituti e le persone che siono in grado di p()rtarvi un comrihuto e(. !icacc. In questa particolare artività organizzativa è irui1a un:, delle m:iggior1 difficoltà da superare. l comitati s.1ranno ,li mnssimn mini. L '.,Jta dirc1.ionc potrà essere confidata a milit:ui. ma il controllo di attività concctt11almentc molto cleoatc cd :t>entJ fim,luà tanto nnportanti non potrà csstre affidato che ad uno stato m,ggiorc di esperti milimri e civili, piccolo e ben preparalo, al qualt in de-


27 finitiv;,1 si vengono ad accollare incomhenze ,li grande rilievo e molto diffi. dli, che richiedono tallo e riservatezza, oltre che grande competenza specifica. Per la pme esecutiva, ai fini del più completo rendimento, occorre mettere a profitto la pit1 este.<a gamma di collahorazioni. Durante la recente guerra, in Gran Bretagna, appositi uffici hanno vagliato i suggerimenti e le « idee n pre entate dal pubblico. Evidentemente il provvedimento riseotiva di una situazione di grave c.mcrgcJJza; inoltre non è nuto quak sia stato il e()ntrihuto allo sforzo bellico britannico offerto dall '« uom<l della strada». Oggi, senza escludere l'attività di « centri militari <li studio e di ricerca» e il contributo di « istituti militari cli ricerche tecniche» sulla falsariga di quanto è stato fatto anche in passato, in sp<=cie nei campi applicativi e sperimentali, i migliori contributi ono da ricercare nel campo civile, con molto eclettismo ed in pari tempo con molca prudenza. Le università italiane, numerose e provviste di personale docente cd assi ;cente di primo ordine anche nelle facoltà scientifiche ma in genere deficienti per :ittre-~zature di laborntorio e mezzi finanzi:iri, pos.sono ,volgere un':izione irnporrnnte in materi~, sen?...:1

uascurarc,

an1j con v:lniaggio

òelle

loro hmzioni d'istituto, ie intrgratc :cUo scopo di sanare k deficienze pili gravi. In determinate tasi dci processi applicativi debbono essere invitati ad intervenire i reparti nuovi .1tudi cd cspuienze od organi ~imili che esistono presso le maggiori organizzazioni industriali e che sono affidati a tecnici di grande valore, hen preparati per ccunpctenza e Srn!ò/) pentico a 1radurrc in termini concrei i i ritrovati scientifici, cioè a pa. sarc dalle idee alle apparecchiature. In questo ordine di interventi rientra anche l'utilizzazione dell'a11ivit.1 degli inventori italiani. Come è nuto, essi sonu riunjti in apposita associ"·~ionc nazionale, eretta in Ente n1oralc, a contauo coll'lstitmo nazionale per l'esame delle invenzioni e con relazioni, oggi meno strette che in passato, col Con iglio Nnionale delle Ricerche. All'associazione in parola potrebbero essere dati indirizzi e congrui contributi per quamo concerne determinati problemi, con riserva di accertare se i contatti relativi dovranno essere diretti o tramite il citato Consiglio ozionalc delle Ricerche. Con questo ordine di considerazioni si entra nel campo organizzativo ed in un complesso di questioni che esulano dai limiti proposti per le presenti note. Si aggiunge che anche la coll"borazio11c di « centri civili di studi militari » può essere utilmente promossa. Si trMta di cmivoc:tre in appositi « centri ,, tecnici civili - per lo più ufficiali in congedo - provvisti di esperienza militare cd a contatto con svariati ambienti scientifici e industrial i e d'inte· ressarli all'esame e alla risoluzione di problemi concreti.


Le precedenti indic.nioni, per ,li più a5,.1ì .10mmaric, non hanno menu dì origmaliuì. Nelle organi,:7.:11.ioni per il potenziamento della difesa poste in atto già durante b $CConda gucrr:1 mondiale 111 Amcric:, e m Gran Brcta•m3, pc:r non cime che i 01Jggiori ciempi, ,ono stati costituiti cd hanno funzionato sono v:iri nom, e con v3fic atuvità comitati per le ricerche intere santi la difc5,1, L"utilità, anz.i la nec~sità, di questi orirntamcnli è eonkrmal3 dal fatto che 1., funzione di qucsu comirnti non è CC!s.lla con la guerra, perchè in molu casi sono stati inclusi nell'ordinamento dì pace ddl'alra amministrazione ccntr:ilc dc.i due Paesi. Si tratta in effetti di ri.lOlverc problemi permanenti, la cui imponanza non deve cs~rc >01tovalut-ata m linea di principio e la ui soluzione si de,·c solo subordinare alle effettive c.,igcnze e pos,ibiliril dei singoli Stati .

• •• l:.d ora una conclusione! Le atrivir:i mìlìr.ari, meno di ogni ahr. forma di artivir~ attese le circostanze di emergenza nelle quali e se di regola si svolgono, non traggono vanro)lgio dall'imprnvvi$aZione: mno deve e.~sere il portato di procedimenti definiti per tempo e chiaramente, claborau con metodo e condom secondo lince pré>rahilitc. In considerazione delle esigenze auuaH e di quelle senza dubbio più ingenti del pro~rmo ,,vvenrrc, è md, pen5,1b1le organizzare l'utilrz~z,one dr ogni nuovo ritrovato scientifico e tecnico n, fini militari, ,ia allo scopo di preparare nuove armi o in un <1uadro pii, limitalo di perfezionare , mezzi di dotazione, sia allo scopo di predisporre per ogni mezzo di offesa una va-

lida dtfcs.1. Si tratta di un'attività nella qu. le ,onta non ranro il numero, quanto la •1ual1tli del pcr,onalc. ·, tr:itla di co<tituire o di perfe-.tionarc enti m<.>dC,\ti per ordinamento cd organici ma eccellenti per competenza specifica e per capacità d, rendimento, cm dovrà e ·sere affidaw la tr:m:rzionc dc, probkm, scientifici e tecnologici connessi con la preparnzione delle nuove armi, la direzione del la"oru woho da i,ututr scientifici e da '1rgani1mi industriali, ,1 controllo pratico dei nuo,i ritrov.1u, infine le norme per il loro rmpii,go in guerra. Paralldamcnte, si dovrà tendere :, creare ,m insieme di dementi idonei per mentalità .,ggrorn•la, prcpar,1z1one scirntitic-a cd onent:uncnto generale a coltivare con rendimento un campo di ccctzion. le imponan1,1, di pari diflicolt:t In tlcfiniti,·a, ,i prevede l'attuJzionc dello schcm:i di una ,, organiu~,zionè degli studi scientifici per la difesa » da realizzare gradualmcmc sccon<I le richieste di ncc~ ,ti cffoui,·e e dentro un quJdro oripnico che prC\'c.l.1 Oj?ni maggiore esigenza dcll'indomanr.


Per bènc instradare un'opera della qu:1lc non ,i sono sottovalutate complessità e cliflìcoltà, è cfo prevedere, Ùl via preliminare. la costituzione di un <>rgano per le nuove :1pplic:{'~ionì militari della scien7.1 e della tecnica presso lo Stato Maggiore dd la Difesa. A questo organo, come prima incombenza, doYrcbbc essere deYol uto il compito di J..>Orrc le basi e d'iniziare il funzionamento di q uesta branca csm1ziale di una prcp:irar.ionc militare aggiornata, di stabilire i contatti cogli enti civili c militari da chiamare a partecipare agli srudi e di formulare gl i schemi delle norme di legge e amministrative che dovranno regolare in modo esauriente le accennate complesse cd importanti attività.


LA SPECIALIZZAZIONE DELLE UNITA DI FANTERIA Gen di brig. P•olo Supino

1. - L'esito di un'azione 1amca complessa è la multante d, una scrie ,fa 1.1oni ni minimi reparti che agisconc, in modo coordinato nel quadro dd nug giorc « insieme » cu, è affid,uo il compito di portare a ttrminc l'a,.,onc. li ~ucccsso wuico è sl!W~m n1c lcg-Jto p,:r le unid di ogni ord1nc olla capacilà offensiva dello minori unità che le cos1ituiscono e ~u di essa si basa il rendimento di un raggruppamento t.ottico o di una G. U. e in definim•a la 11fonei1,, delle G. U. nd assolvere i compiti loro confidati. Tutte le norme taniche e le rcgol:uncnta?.ioni d'impiego si,pmrno pii, ò meno esplicitamente a c1uc,,10 principio e da ques10 principio deriva l'impor· 1anza dell 'ordinamento e dcll'aducsuamcnto delle minori uni,. ddlc varie ar01i e nei sen•izi e in pJrticolarc di quelle di fanteria, che MJno 111 cffcui gh utensili clcmcmari di ogni 01rivil.à ,attica. Addc ·tramento e impiego - ronccft'Ì e fa,ri strcu:imemc intcrdipcndcnt1 banno la oasc concettuale in una domma tattica aggiornata e una ba><: pr.1ticn in un ordinamc,nto dclÌnj10 che stabili~ il do omento d, uomini, di men.i e di funzioni in un quadro di articolazione e di dipcndcn7.a org-anica. L'ordinamento d~llc minori unità di fanteria dimcn iona <JUe>t'ultime setondo le pmedibili esigenze del combanimenco e ne definisce la co. ntu·

zionc particolare e P:1rmamcnro.

Ordinamcntu e arm:,mcnto delle minori unità d1 fantcn:i rono in qucs1n dopoguerra oggcuo di tudio e di di~11. i<>nc presso gli Stati Maggiori dei piÌ'I iniportanti eserciti e i problemi rc.lat ,vi :,()no stati e sono largamente rrat t:iti dalla sr:unpa militare tccnic.1 dei rispettivi paesi. li problc,n:1 p,csenta dunque un int resse gcncr.ùc e ha un intcrcs .. l''"· ticolarc per quei pac,i a potconialr ccnnomia ridouo che non sarebbero 111 grado di correggere al momento del h,sognn eventuali difrtri d, Jitlliorna · mento dclb preparazione militare e per quei paesi a c:ip;iciw militar.· ridona che Jd,bono 01 icntarc i propri ordinamenti milimi in ba · al conccuo che quando mancln I:, pos,ihilit:1 di organizzare la ma sa è la qualità che deve for premio sulla quantità. In questo ordine di idee si rias umono i termini della questione e se ne discutono gli :1s1>c:1ti più importanti ncll'intcndinwnto di ,lclincarnc un indirizzo risolutivo. L'indaj!ine, da inquadrare in una n1uilibrarn previsione delle csigeim: del prossimo fumro,

dt\'C

essere ra\'\'Ìvata cb qualit~ d'immaginativa in con-


797 lormit~ di una <:aggi~ direttiva: " e donnons p:u l'imprcssion de préparcr inclélinimcnt la dern1èrc campagne u, i . . Le csigen,.c del comhsttimcmo banno indotto ad a'ISICgnarc .,Ila fanteria I me,_zi indiv1dual1 e di reparto indispensabili per condurre a buon fine le mis ioni che sono di sua compcren7.a specilic,, e ,,d addivenire a una pie cara specializzazione dcl personale e delle minon unità. I prowedimcnti accennati sono l:t manif<:>tazione della tendenza • rcn· d,rc auwsuflicicnti le minori tmità di fanteria e a consentire in uluma analisi a qucst'Arma ,, di provvedere alle e<igcnz.c piiì ;mpcllcnti e immediate della lotta sul terreno in cui ~ chiamata a op,,rare e wl •1uale è: prc, isto che debba far fromc a ogni ncccssitlt con i propri mc,z1 ». F.' deduzione ragionata basata sulle carattcriniche attuali del combau,mcnto terrestre, oltre che sensazione istintiva dei fanti, <hc in un'epoca di mobilità oltre che di ctlicacia d.t :12ione, di motorizzazione dei t"cpani e di pcrfe-1:ion:unenro e di mcccanizzaz1011c dcll ',irman1cnto, debba essere attribuita una sempre maggiore :iuto~uffìcicnza tattica alle unir~ di fontcri~ allo scopo d1 renderle atte- ad interventi immediati e rispondcmi, :i pre,cmdcrc dal concorso di dementi forz.,tamcnte dismnti , ~ggctti " !-Crvttì1 di collega

mento mau:riaJe e moraJe.

E' appena ncct.SS.1rio dire che questa aulosuClicicnza i. prima di tutto idonei,~ a sviluppare azioni di fuoco adeguate alle concrete ncccssuà.

3. • Sc1wa1 fuoco l:i fanteria non può assolvere i compiu che le sono ~onlidat1. , " L'a.n,icco ,. fuoco che avanza, la difesa ~ fuoco eh arrena "· Di qui la necessità di assicurare alla fanteria la più grande potenza d1 fuoco possibile (ordiMmentQ, arma mento) e l'importanza di alimentare nei sm,i rcpani uno spiri to conforme all'impiego più redditizio dell'armamento rebtivo (addcstramcnto, uupicgo). " E. ncccssari<i che la fanteria ahbia fede nella propria potenz., di fuoco e sappia e voglia utilin.srb "· TI fuoco di una fanteria moderna ~ la nsuhantc dell 'azione dircua delle .,rmi delle uniti, di 1• ,caglionc e dell'azione d'intcgra,.iune esercitata a di· ltanza ravvicin:ira da unità e da armamenw p. rucolari (accompagnamenro). ~no esigen,x immediate e prc santi che hnnno porrnto prim:i a dotare la fon1cn:i di armi d',1ccornp:igname1110. poi • estenderne in m'l<lo considerevole le dotazioni. Ma Je armi d':iccompugnamcnto sono costituire nella quasi lOtal iri, da Jrnl:tmcmo di reparto, cioè appancngono a un •rmamc,no rcl.1tivamcnrc pc· ante, mentre la fanteria è per tr:i<lizionc e, quel che più importa, per csi gtnzc d'impiego l'arma dell'arman,emo leggero. dcll'nmamcmo individuale. Si è ,lunque in pre1>e11za di un processo evolutil'o che tencle a mo<l,licare


79 :>!cune caratteristiche imp<>rt:mti di questa :>rm:>. delle c1uc,l i la p1u tmerc s:intc dn ricordare ~ l'attitudine all'urto. Jnfoui l'armamento di rcpnrro ha appcsanùro e àncora al suolo, sia pure in senso rdotivo, una notevole aliquota di fanti. In pari tempo, ed è logico, si manifesta una diminuzione graduale ma in definitiva considerevole degli elcmcnu di assalto e di comrossalto, che risultano ridotti n proponioni modeste. eccessivamente modeste. L'acccnnara evoluzione ba l'aspetto di un fenomeno di ordine gcner:ile ma non deve accettnrsi come un male assolutamente necessario. Da tempo è venuta :< cessare piò o meno complctamemc la rtlazionc tra :irnrnmemo e « ann;, " e ogg, non è pili l'armamento che distingue le var ie « :mni ,, ma la proporzione dc·i v:irl mezzi e soprattutto k modalit~ d'impit:go cli questi in combmimcmo. Le "armi " tradizionoli assumono un car.,ttcrc .cmprc pili convenzionale per effetto del quale perdono cararteristichc differenziali e tendono verso una oomunc mrra che Eor><: potr:I. indi,~duJr<i • evoluzione compmt:1 in un'arma unica degli eserciti del prossimo avvenire. 3turolmente è di grande imcrc se iudiri=1re bene <JUCst:i c,o!uzione perchè non dcc:1da11u irrimediabilmente anitndini essenziali della fumeria. 4. · L:, pressante richiesra di fuoco è la "'"'iif~tazionè di un ·esigenza di capitale importanza: quella di ridurre le perdite della /anuria. « Nell'attacco il nostro proposito è di con<juistare l'obic11ivo con 11 minor numero possibile di perdite. Le perdite di un icpano sono direttamente proponionali all'effir.:icia del fuoco nemico e nl tempo durante il q uale il reparto i trov:1 esposto al fuoco stcS50 "· Padite elevati. stroncano il mordente de.Ile unità, abba>.-..ino il mornlc dei gregari, disorganizzano le compagini, riducono rapidamente la capaciti\ of!cmiv.1 e compromeuono in modo irreparabile l'assolvimento dei compi.i assegnati. La capacità offcn>1va è funzione di uno comistcn"" organ1<-:1 m,mma sotto la quale non è consentito discendere. Quanclo questa consistenza minima è toccata, l'unid deve essere ,ostituita e ritirnta dalla lotta. Il migliore add~tr:uncnto rattico della fanteria è quello che ,onscntc ad ogni reparto di raggiungere l'obicllivo col minor numero di perdite. Al tempo stesso si deve evitare d i <0vraccarirarc il personale e i rep:irt,. li pc:r.sonalc non indispensabile è dannOS<l sul campo di battagli.i pcrchè in definitiva offre sagome al tiro awcrsario e uomini votati a un sacrificio inu. tile. Inoltre reparti troppo pesanti sono d,fficih ;1 cumonclare in azione. Si è in presenza di un problema di Ull>ura Ja risolvere assegnando il m:1g •ior numero possibile tli uomi,1i con funzioni indiiprnsabili e il minor numero pos ibile di uomini con funzioni accessorie. Poichr le (um,ioni indispensabili sono fuoco cd urto, sono da perseguire un adeguato armamento antiuomo e controcMri e In for-,1;a più elevata po<-~ihilc di Jssalr.nori.


799

Le u111t1 d'a1tacco debbono essere in grado di coprire dt proiettili le po,izioni nemiche ad ogni momemo per impedire :tll'avvcrsario di fare uso appropriato delle sue armi dal qu:tle derirercbbc lx:n prcsro l':urcsto del chspcsitivo d'artacco meglio monrnto. Gli Amenc,rni dicOilO: (< .i deve continu:ir~ :1 n,orciart" sotto ù fuoco seguitando a sparare» (Patton), e hanno indic:ua <111c,ta e igcnz.1 col termine comprcusivo di « marching lir • e a1scgnato ai fami delle loro unit.~ d'assalro un armamento leggero e potente ano ad assicurare il fuoco marcionre. Il q1L1lc in ultinrn analisi è una soluzione concreta del problema permanente dclh, mass., <l'uno più forte possibile e di 1111 ';izionc di fuoco adcgu.tta ia com, volume ist.manc:<> sia come dimibuz1011e nel tempo e nello spazio. Ma il fuoco marciante è indubbiamente una 111o<lalt1~ di csccuziene p1utto,to che un concetto d'org:,ni1.1.azionc. U1\ concetto organizzativo è insito iiwccc in un orientamento che tenda ad attribuire all"ordinata squadra di fo:nte.ri~ un ann:.mento e un a<ldcstra111c.nto :atti a. costiruirne un:1 u ~undrn d'.1ssaho ,, . 5. - Oggi la nostra !\<Ju:idrd fucilieri è armata di Fucili, d, mo hetti :iutom:uici, di 1m fucile mitragl iatorc e di bombe o. m3no. Questo armamento non è adeguato nè per caratteristiche, n~ per numero di armi asscgnorc. L'armamento di u11a s<1u:1clr:1 d':issalto deve consmcrc, in rispon<ien?.:i ad importanti csigen1,c d'impiego, in armi anti-uomo nuroma1iche portauli e in un'orma controcnrri s,curamtntc efficace, anch'essa portatile o scmiportatile. Tra le armi in dotazione è da ritenere rispondente il moscbmo autom., rico e do! tuuo supernto il fucìle a ripcti7.ione, che per tanto tempo è stat.1 l'arma carattèrin-ira della fanteria. Si puÌl pcrt:1nto considerare come giil scontata l'diminazione del fucile e la ,ua -o,tituzionc col moscherto automatico, tanto più che il provvedimento ha già :mito lo snniinne di atti ufficiali. Scnonchè il moschrno automatico è un'arma poco cflic.1cc a distanze superiori :ii 200 m. Di consegucn7.a dovrà p,cvcc.lcrsi l'assegnazione a:la sgundra di qualche fucile scmbutomatico come gucll'arma che al peso limitato dd fucile tradi1ion:1le unisce c:ir:1ttcristichc balistiche I ispnndenti alle eiigcnzc del comhmdmcnto alle accennate dista111.c e cu~tteriqiche meccaniche atte ad assicurare un ,•olumc di fuoco almeno triplo. Un ulteriore perfezionamento ""'\ co~tituito dalla definizione di un·:irm, individu,le che possa sostituire i "arl tipi di moschcrro ~ di fucile e di una arma cli rcp:irto che riuni~a i requisiti della mitnt:lia1ricc e dd fucile mitragliatore, per di più nel guadro di una unifnrmit', di calibri alla quale si cb•e mirare con pcrsc\'tranz,. Ritornando all'armamento della squadra d'assalto, in attesa di un.i ,oluzionc integrale da impo t:irc Hl di un armamcnro del 1u1ro a~giornato, rnnctpito e costmito i11 halia, ~i porr~ in via transitoria raccogliere i mangiori 3 -

Ri~,,,11 'liliJtnr


tsoo consensi su di un armamento di squ,1dra cosr.iruito da moschetti automatici, fucili semiautomatici, fucile mitragliatore e bomhc a m:ino. Nei riguardi dd fucile mitragliatore si presenta un interessante problema. E' stata invocata l':i.ssegnnionc di due fucili mitragliatori per ciascuna squadra. La presen1.a di un secondo gruppo mitragliatori incide,ebbe in mò<'lo dannoso sulla cfkniva disponibilit~ di assaltatori - a meno di non provvedere un aumento di forza organica in misura che probabilmente non sa· rebbe accettabile-. Ma <1uesto inconveniente non ha rilievo in difensiva e una soluzione pratica potrcbhc consistere nella assegnazione extra-organico di un fucile mitragliatore al gruppo assaltatori da farsi, ogni qual volla risulti Of•portuna, a carico dj una dotazione di riserva predisposta a questo scopo presso i comandi di battaglione. L'accennata soluzione merita di non essere scartala a priori. Essa, in particolare, consentirà di trasformare al momcmo del bisogno una buoM « fanteria d'assalto" in una buona « fanteria d'arrestc> », questa ultima da considcr:mi non alla stregua di una specializzazione distinta ma di un atteggiamento tattico conrù1geme imposto da particol:,ri muazioni opcrati\'c. Questo orientamento ha particolare inlcrcssc nella risolu1.ionc di problemi connessi con schieramenti su fronti estese e in particolare nelle fos1 di copertura sia nel corso di radunate iniziali, sia nell'imbastitura di organizzazioni difensive in cicli operativi complcs1i. 6 . • L'ac~nnata situ,1zione delle u,utà di fanteria ha riflessi anche nel campo più strettamente organico. Dotat., ormai di un armamento complesso e dei mezzi occorrenti per impiegarlo. la fanteria specinliz?.a le sue minori unit:i. Basta a provare rasscr-,:ione la scmplic<. consult;izionc di una t1bclla graduale e numerica di formazione di una qualsiasi unità di fanteria . Vi si trovano elencate compagnie comando, fucilieri, mitragliatrici, mortai, armi d'accompagnamento e plotoni comando, collegamenlo, futil ieri, pionieri, mitrnglicri, roortii, cannoni. La vecchia squadra di fontcria si è evoluta verso una serie numerosa di squadre nettamente differenziate per denominazione. compiti e costitm-,ione: fucilieri. tiratori scelti, mitraglieri, mortai, cannoni, pionieri, rifornimenti, $taffcttc, comando, informamri , servizi , 2.,ppatori, telefomsti, marconisti . Questo processo di trasformnio1\c è di differenziazione è la conseguenza di fattori cnmplcssi, io prima linea il progresso delle armi e dei mcz1.i tecnici, ma si deve cviwrc che armamento e mezzi tecnici interferiscano dannosamente sul mordente e sulle qualità aggressive della fonrcria. Oggi un battaglione di fanteria conia oltre 70 ,quadre v;iriarocnte sp<'· cializzate delle quali solo \ 11H1 limitata alic1uota è di fucilieri. La consistenza orga11ica dei fucilieri si riduce ulteriormente per il fotto che le numerose squadre, collegamenti, servizi ecc. hannn di regola una forza sensibilmente superiore a quella della squadf3 fucilieri.


80 1

Un'altra constatazione è in<licativu: nella squn<lrn fodlicri il gn1ppo assaltatori consta di 5 unit.'l. Gli clementi d'assalto, conteggiati in senso ristretto, ~i I.imitano a 135 unir.ì per ogni bauaglionc di fontcrin, 135 unità su eh una for7.a tabellare di circa 700 uomini. l precedenti dnti consentono di a(fermMe che i fucilieri rappresentano poco più di 1 / ; della Corz.a del battaglione e gli assaltatori ne raggiungono 3(lj)CM

1/5.

In pratica una riduzione ancor maggiore degli effettivi a altntori è conscguc111.a ddle moifalità di schieramento nei casi d"impiego. Un bana· !,~ione che dispon!,r.i <luc compagnie :ivanzate e una di rinculw auacc:i con un m,usimo di 90 :m.1li,tori. rui qrntli le mevitabili perdite del combattimento portano ben p,c to ulteriori ridu1.ioni. Una divisione che attacclii con tre batt;ighon1 in 1• scaglione <lisponc

di :170 aMaltmori. E' indubbio che questa scarsa disponibilità di dementi d'a=lm mcide

nei ~uoi doncnli nvan7-'Uj

foncn1entc sullJ c.1pocità offensiva e sul mordente ddl'unit~ elementare del combattnucnto e 111dircuamente ma considerevolmente sulla capacità oUensiva dei raggruppamenti di più bmaglioni e delle C. U. QucsLi ' illlazionc prCSèlll3 un a peno ,01tu ceni punti di ,isra paradossale e, con n,olm verosimiglianza è la conseguenza del fatto che so,•cntc esigenze p.1nicolnri pongono in secondo piano csigcnu generali anche di notevole importanza. Occorre risalire la china di una Facile condisccndcn7.a a un proccdimcnro organico che parte da una fon.a complessiva definita in b,1,c o csigcnu d1 SCJ vi1.i e di uasporti e dn un totale di rìchìc51c di spcciali1.1.au per giungere a w1 re to di Canti a saltuori, vero rei.te :iritmctico e c.o nccttwlc. E' molto pi~ giusto prendere a base uno fon~ minim:1 di >S!.thatori, un congruo complesso di serventi Ji armi c.l'a,compagnamcnto e un totale gc· nerale che non si ri,eng:i di ptnere superare per arri ,·a.re a un rc.>1.0 efle,mo entro il qu:ilc si definisce la ,na sa degli u incarichi speciali », sra,·olta resto r:utico oltre che resto aritmetico. Lè prccccfonti considcrn1.ioni h:inno la /innlità concrc1.1, occorre appc11a dirlo, dì contribuire all'affem1a'~ionc Ji un indirizzo ndl"orgamzzazionc ddle minori unità di fanreria sempre meglio rispondente alle esigcn7.C soston:-,ioli dd combattimento mo<lerno.

7. • E' vero che oggi l'urro e l'ossoho sono a11ributo anche ,li un'olLra ~nna più giovane: i carri arm::iti 1 dcnomin:ni alt~ origini, rom~ è noto1 "carri d'a$Salto "· Mo è molto disculihile cl1c i cMri conSè11ta11o di prescindere d" una buona fanteria e comunque è opportuno evitare di peccare di eccesso di valutazione in una materia tanto dciicat• e di tanca impon:.1n1,a. E' generalmente 3ccolto il conccuo che il successo rauieo è il nsult:ito della cooperazione di più ormi e non l':lpponMggio esclusivo d, un 'arma par-


802

ticolarc. Una dillcrcnlc concc1.i,,oc si basa ,u gcncr:1liz101z1on, :,zzanfotc che possono risultare m difetto in un numcro considerevole Ji ca.i ,oncrcu. Inoitre è noto che l'impiego dei carri armati è soggetto a limitazioni amb,cntoli e che, anche pn:scinJendo Ja queste, negli st<"»t terreni d"elezione per il loro impiego ll affermano in m1~um se:n,pre pili dc:cisiva i mC"t:tl controcarri. D"altra parte è evidente che il giorno in cu, i fanu s:iranno ,n condizione di misurarsi da vicino toi. carri annoti, pcrchè dotati di un ':11ma controcarri poruuile, accadrà ai carri quanto è già accaduto ai cavalieri corazzati .otto i colpi òtgli arc.hibugi.. Allora la cav"llcrio jll:1 >t la carattcrimca di arma principe della b.1taglia. Le previ>ioni dcbbouu basar., "' valutazioni aggiornate. Di Crontc a un armomcnro controcarri efficace e largamente presence sui campi di hattaglia i c:irri tendono da un lato ad aumentare protC?.1one e mobilità, ciò che importn maggiori pesi e in definitiva un "ulrcriorc spinta ..crso tonnellaggi più elevati, dall"altro modificano i criteri d'impiego . Su questa li.nca ~i è gi1, perchè l'naualc armamento controc:,m e I:, consistenza degli odierni schicram~mi d'arriglieria, per non citare clic due dc, fottori in giuoco, honno portato a con,idcr:are aleatori gli onocchi dei carri contro fronti consistenti. Gli O\'vcnimcuti <lei 1939 in Poloni~ e del 1940 in Francia non sono de.unari a ripetersi in circostanze ordinarie. Gi?, nell'ultimo periodo della z• guerra mondiale sono stare riprese le prc· para1,ioni m:issiccc d'artig!icri:i e si è serrato ,I bmumio c:irri-fameria, nel quale tra gli altri compiti è confidato ai fami l'clin11nt1z1onc di centri di fuoco che si s\'d:lllo ,Jl'ultimo momc,110 con azioni a breve distanz.a molto nocive per i carri armati. Secondo la prassi attuale, i c.1rri non p:irtono all"auacco di fro111i saldamente organizzate e sono di n nna nd ihiti al combattimento contro i me,,.zi similari e ad azioni risolutive quali I:, penctra7ionc e lo sfruttamento del successo nella offensiva. il contrattacco nella di[ensiv:,. Le precedenti cnnsicler'1zioni mirano aJ in'luadrarc 111 un giusto ,·alorc assoluto e relativo le insostituibili prtro1t,1tive tattiche delle unità di fanteria, poich~ la loro inClcssionc costituisce un i;ravc elemento di crisi nei d1>posìtivi di attacco e negli schieramenti difensivi. 8. - Comunque /: cfa ritenere per ceno che s'i mpone 1111:1 re1•isionc dell'organizzazione delle mmori unit~ di fonreria. in base ad e igcnzc concrete r a procedimenti logici. 01·c ci si limiti alle funzioni più wcuamcnrc a11incn1i al combattimento e si rnggruppino differenti spcci~li7.zazìoni sotto dcnuminnioni comprensive sulla ba!<'. di imp<manti analogie ,l'impiego, è pos,ibilc ridurre le numero<.e spccializza>ioni delle unità di fanteria a qunnro principali: I - 1111ilà tl',wolM, dimre discendenti delle vcc hic untt~ dt fanteria. ma profondamente modific:uc nei confTonti di quc t'ultimc per <1uanto ri-


03 guarda ar mamcnw, com piri e impiego, dc,Linatc a costituire il nerbo della forza d'urto io ogni episodio tattico;

Il· 11uitù d'accompag11ame1110. cui è ;rffidato il compito dr svolgere con nrmi appropriare - rnirraglintrrci, mitraghcrc, mortai, cmnoui, proietti a rc::1zionc - gli irucrvcnti dfa:.,ci e immediati contro gli obbiettivi dai qu,,h partono nioni dircuc e fortemente nocive per le: unità d'attacco o di cl ile , ;

lii · 1111it,) pio11ieri, cui compete la messa 1n opera ddl'csplo,,vo simo le varie forme (cariche di distruzi,mc, mmc ccc.) delle: quali Ì! previ to l'impiego in combatrimcnro secondo una tecnica propria dei cosiddetti gua,tarori; fV • 1111i1!J com1111do, che raccolgono gli clementi dispardll cht non rientrano nelle precedenti spccializz:izioni e che in sostan1.1 arrendono a funzioni di collegamento e dei servizi di combattimento.

cl precedente quadro è tata lasciata da parte una funzione morto irnponante: la difesa contraerei, ma non è ancora definibile la sede organica e l'armamento delle unità contratrci di fontcri:1. Le prcl'isioni pcr il momento po,sono Junrtarsi all'affermazione che con ogrù probal,ilitlì la difcs.1 contraerei sarà rcalizz:tta nel quaclro r~ggirncnm o raggrupparnrnto di più hauaglioni ' c <JUindi al di fuori dcll'àmbito delle minori unità. Si vcdr1r meglio in seguito che la riùuz,onc delle pccializz.uioni della fanteria non è concetto solo formale, ma di portata so,tanziak cons1derevole. Esso prelude a u.na specializzazione degli stessi battaglioni di fanteria, che si ritiene dcstin:i ta ad avere riflessi importami non solt:into nel campo dell'ordinamento, ma anche e particolarmente in quello dcll'adJc,trarnento e nell'impiego.

9. - J_, risoluzione del problema permanente di sollevare la famerrJ d:rJb situazione di difetto in cui è venuta a trov:lfsi per le ciusc complesse già passate in rasscgna richiede uno decisa moùificazione dt"i crrtcri d1 ordinamento delle unità dell'arma, quale può attuarsi colla separazione rn sede organica delle due fonzioni: urto e accompagnamento. La spçciali::wzionc, oggi variamente ripartita dalle squadre alla compagnia, dwc ,;,,,1;,, si110 ai b«tu1glio11i dt fa111cria co11 la costi111zio11c di ba11aglio,1i ,l'as.u/10

e

di bat111glio11i d'nccompag11amc1110.

Far risalire la spccializz;izronc a unità più devate rende più redditizio l'addestramento, il quale in un qu:rdro più vasto ha condi1.ioni sc02:1 confronto migliori di esplicazione e dJ perfezionamento. Nel quadro ddl'irnprcgo, specializzare i b:rttaglioni significa ridurre il carico eccessivo di compiti che oggi sono loro attribuiti in conicgucnza del tra~fcrimemo di incornbcn7..c hc sinora erano state di competenza dei reggimenti (occompaguamcnto, .,zione

controcarri, servizi di combattimento, ccc.). Del resto c1uest:r formula è nuova pi11 nella forma che nella sosranza.


Oast11 ricordare in proposito che già verso lo fine della prima guerra mnndi:ilc si sono visti batroglioni d'assalto (il termine fu usato allora per la prima volta) partire all'attacco .,rmati d, un pntcntc armamento individuale, soncnuti dal fuoco di battaglioni mitr:iglicri e.la posizione. La rcminisccn7Al storica ha valore relativo e ,•ak essenzialmente ~ ri,rrnodarc le previsioni di un futuro prossimo a una 1~acl11_ion~ e a un periodo glorioso. E' infatti focilc prc umerc che i futuri battaglioni d'as~lro e d'accompagn:uncmo saranno ben differenti dai battaglioni d 'a alto e mitraglicn da po· sizionc e.lei 1918. Ma nel campo delle idee più profonde non s, può negare che oggi tendono a riaffiororc termini e concetti che ebbero allora riconoscimenro ufli iole e concreta applic:izione. E.' da noorc.larc in proposito che le ,, Direttive per l'impiego delle grandi unotà nell'attacco ,, edite dal Comando Supremo nel 1918, denominavano truppe d'assalto « i ba11aglioni di ,• e di 2• linea delle d1vi~iom dc-srinatc all'urto iniziale» (par. 43, I. è.). Mutate le modalità nei trent'anni trascorsi d:d 1918 ad oggi, per· mongono i compiti fond.mcntali e con que,ti le c•igcnzc sostanziali d 'impiego in guerra e c.l'addestr:uncnto m pace. Queste e$igcnzc convergono verso b ripartizione cicli" fanteria m due nume pcciahtà: a) 11110 fa111eria d'as,flilO lO leggera); b) 11110 fanteria d'accompag11ame1110 (o pesante o da po izionc). La fanteria d'assalto sar. armata eh mo chcuo ;iutom;itico, cJi (uc,lc semiautomatico e di bombe a mano, nonchè di quell'ulteriore armamento portatile che potrà CSlérc definito e assegnato per consentirle di assolvere dctcrnunati ompiti. Una souospccic delh, fam~ria d'assalto sarà ,o ùtuita dai pionieri di fa nteria che prcvcc.libihncntc potranno costituire un annesso organico dei batl,1· glioni cl'a ·tlto ulla hasc di un'nliquot-a e.li piomeri per ogni b:ittaglionc. La fanteria d'accompagnamento sarà armata tli un'estesa gamma di mc:-~zi d'offesa - mitragliatrici, mort:ii, cannoni, proietti a reazione - che le consentiranno di Msolverc con tcnipestivit:à e rendimento i compiti d'integrazione di fuoco che le saranno confidati. li nostro esercito ha già tra le speciali~ storiche della fanteria i bersaglieri, che sorsero quando i progressi dd fucile consigliarono di rompere fa linea dei fonti in catena di tiratori (i cncciatori e i « rangcrs n di altri cscr· citi), ai quali potrebbe essere commesso di co lltuire i battaglioni di fanteria legger.i o d'assalto. Armati di ltn potente armamento moderno, i bcrsaglien tro,,crchbcro nuova e intensa vita in un impiego conforme alle loro tradi2.ioni e nel quJle porterebbero un imparc111nab1lc retaggio di arù,Lismo e di valore.


Alle vecchie unità della famcri, di linca porrebbe essere affidato il compito di cosùtuirc i bauaglioni di fanteria pesante o d'accompagnamento, solidi e potentemente 3rmati. I raggruppamenti tattici si costitmranno dosando convenientemente gli clementi delle due spccialit:.ì nelle colonne d'attltcco e nei "'Uon d1tcn,"''" Il combanimen10 non può cSS<=rc schenl31iz1.,to senza rinunirnrc ali, varie1à che è )'esseni.a dei casi con rc1i ». A solo ti1olo J'oricmamcmo si 'prcse:na come di<p,:> itivo normale d'attacco l':o,scgnazionc di due bauaglioni d'.1ccompagnamc1110 per ogni battaglione d'a~1lto di 1' scaglione; lo stesso dos:imcnto medio consentirà cli disporre in difensiva due bat aglioni d'ac· compagnamcnto sulla posizione principale di resistenza e un barmghonc d'assalto a disposi1.ionc per il contrattacco. Tn ca,i p.1rticobiri, la comhinaz.ionc delle due specialità 1>0trcl,lx: ,wcr luogo anche nell'rntcrno degli stessi battaglioni asscgnanuo ompagn1e d 'accompagnamento ai battaglioni d"a5salto c più raramente compagnie d'assalto ai battaglioni d'accompagnamento. L'adauamento degli accennati oricmamcnù alle fanterie delle u111~·, CO· ra1,1.1te e delle unità alpine pr~nterà particolari c.,raueriftichc. Per le unità cor:1-.iz.itc, prcs;o le •tuali le armi di accompa1,'!lamcnto sono d i regola mccc,mizz.11c, la fontcria assegnata sarà prcssochè esclusivamenrc fanteria d':m:tlco; p<r le unità alpine la cocsis1cn1.a delle due s~cialità dim,adcrà normalmcnrc nllc unir?! di ordine inferiore, in cons1derazio11c delle carnttèristiche dell'azione d'accompagnamento nei terreni di montag11a. 10. - LI carnucrc molto generale del presente studio non cons-ncc di approfondire sino a risolverli i problemi organici e addcstraLivi di un indirizzo di ordinamento presentar<> in linee moho schcn,atichc. Ma è po, ibilc indic:irc :ilcuni corollari nel campo r.mico e Jddestrativo e completa.re l'indica,i;ionc con w, accenno ad un ordinamento di massima ddlc unità propoHc e ad alcune conseguenze praùche che ne derivano. Unii¼ d'impiego, i battaglioni e i raggrnppamcnti di più battaglioni. Questa vi~ione non esclude che in tempo di p.1ce continuino a lunzionarc reggimenti Jdk d\lc distinte ,pcclaliti,, tome enti addcstrativi-ammimstrativi, allo scopo di affidare ad un ufficiale superiore del grado pili dcvaro l'assolvimento dell'importante funzione di addestrare quadri e truppa. L'ordinamento del bat:tnglione d'ass.,lto sarà prohabilmente quaternario, sulla base di 3 cp. di fanteria ,l'assa]tt, e I cp. pionieri di fanteria; ternario per i battaglioni d'acco1npagnamtnto, sulla base di I cp. mitragliatrici, 1 cp. mortai e , cp. cannoni (d'accompagnamento e conuocarri). Potrà divenire i1uatcrnario anch, per i battaglioni d 'occompai;namcnto se risulterà necessario dotare la fanteria di reparti proimi a rea1.ione. Le armi d,:iccomp:ignamcnto s.1ranno meccanizzate.:. in C-)tCSa misura mc· diamc l'adozione rii :iffusti semoventi prowisti cli armi muhiplc, di mezzi di puntamento di grande efficienza e di largo munizionamento allo scopo di


~oò

assicurare inter\'enli cfli~1ci ùi gr:indi volumi di fuoco e solleciti ambi di po.izione. I risulmi pratici più inrer~santi ddl"ordinamento in discorso sono l\1c. cresciuto numero cd eflkien:i;i degli clementi d'a•saho, il costante spit·g:t· mo!ntO di tutti i mezzi leggeri e pe,anu d, fanteria, un·:,zione d"accompa. gnan,ento molto intensa, aderente e .:ostante. Un facile computo consente di v.tlurare a 48 squadre la form del nuo"o bntaglione d'assalto, in luogo delle 27 squadre fucilieri dcll':ittualc h:utaglionc cli fanteria ordinaro su 3 cp. fucilieri e r cp. Hmi d'ac~ompagn:11ne1110. La forza d'urto dell'unità risuha 5(.-çondo i casi raddoppiata e perfino triplic.1ta. In delinit.i,•a il bau.iglionc di fanteria r:tggiungerà una c.1paeità offensiva notevolmente superiore a quella che è inerente ulrauuale ordina. mento. Nè è da escludere che in determinate situazioni, già citate al precedente n. 5, non possa prevedersi l':tssegnazionc d1 un annamcnto più pc>ante alle w1ità di fanteria d':1ss-1lto - essenzialmente mitraglilrrici - da rcalin.orc sulla base dei criteri già esposti al n. sopra accennato.

u. · Le modifica1.iooi che in tempi :111chc recenti i progressi delle :trm1 e della loro tecnica d'impiego hanno imposto agli or<linamenti e ai procedimenti rauici sono così profonde che non consentono di attribui.e più di un semplice intcmS<: di erudizione ai riferimenti al pass.110. Ciò tanto più nel quadro delle minori unità di fanteria . nel quale l'evoluzione h:1 bruciato le tappe. E" un fatto molto noto che le minori unità di fanteria alla fine della seconda g1.1errn mondiale so,10 :,ssai più dissùnili dalle corrispondenti unirà 19~8 di quanto quest'ultime lo fossero rispctro 31Jc minori unità di fontem 1918. Queste a lor volt.1 avcv:ino ben poche analogie con le loro parenti anziane, le minori unit.à di fanteria r914. L'ordinamento dcllç unità di tutte le armi, per un complesso di circostanze, è m:itcria in continuo divenire e le lc1.ioni di una guerra guerreggiata sono nello stesso tempo molto is1ruuive e informate a esigenze immediate e a imperativi di ordine superiore. In guerr:t l"cvol1.1zionc dell'arm:uncmo e dell'impiego avviene con un ritmo intenso cbe non ba riscontro in tempo di pace. Pertanto non deve destare meraviglia se, anche nel compo c!ella specia. lizzazionc dclla fanteria, si è in presenza di una svolra importante ùi orientamenti e fors'ancbe di provvedimenti. E' un fallo che quel che nd recente passato era considerato postulato non altNahilc senw gravi inconvenienti è invece oggi sottoposto ad una revisione che non è ancor.i giunta alle sue estreme conseguenze. Li giusta tendenza a rendere la fanteria tatt.ic.,mentc autosufficiente ha richiesto profonde modificazioni di ~rmamento, di ordinamento e di criteri d'impiego. Una prima intcres$ante m:rnifcstuzionc di queste n1odificazion1 consiste

l

•


nella i.rasform:12.1one di unn gran parte delle sue minime unicl in unità d, servizio di un'arma, cioè in u11ità d, fuoco. LA f~1ueria, arma tipica dt:lt'ttrto, ha 11i1to aumentare i11 modo co11si~ dcrcuolc 11d suoi ra11gbi quelle 11mlil di /110,·o e d1111i1111irc i11 corrif(Jo111/enza le 11ni1<l COTI /1mzio11i d'urto. Un'aliquora sempre più considerevole di fanu ba ccss:1to <li p:1rtccip.1r, all'a,:,.1lto e al conw1ss:1ho perchè è divenuta servente di un'arma d1 reparto, :1110 stc o modo che gli ;1rtiglicri servono i pè7.Zi e i genieri impicg:mo le macchine m dotazione :11 loro reparti. Di fronte alle esigenze di scnizio di un armamento sempre più complesso e anche sempre più pesante si è visrn manifestarsi la tendenza a rifare a ritroso, naturnlmcntc, su di un piano ben diverso, quella evoluzione che, seguendo la evoluzione del fucik, :ll'Cva trasform:uo semplici uni1à di fuoco, quali erano due secoli fo le compagnie e i plotolli di funtcria, in unità di manovra, cioè in unità tattiche. Dei tre clementi permanenti dcll'ozione - fnoco, movimento e uno il primo ha ac<1uist:1t:i lnl'importanw sempre maggiore a scapito dcil'ultimo. Mii l'urto rimane sempre l'elemento della dcci ione cd è inalterata l'c,igcnz.1 di conservargli porenz:i cd efficacia se si vogliono conseguire rimltau decisivi. A questo fine occorre aSMcurarc alle minori unirò <li fomcri3 la disponibilità di un congnoo numero di as ahnton. Per contro è stato gi:\ toccato quel minimo al d1 -otW del <1ualc sono compromesse le attitudini lonclamcnt:11i dell'arma. E' necessario aver hen prese,m: questo concetto e reagire ad ogni contrario indirizzo in nome di interessi superiori. A questa rca1.inne s'infnrm~no i cmeri cli armamento. di ordinamento e di specializzazione enunciati nella presente nota e la cui rcnliz,_,zionc si può riassumere sinteticamente m uno chcma a due tempi: semplificare le specializzazioni delle unità di fanteria impostandole sulle (unzi(,ni essenziali a vantaggio della clisponiblità complessiva della sp,cialità fondamentale, gli a,sahatori; f,irc risalire le spccioJizzazioni essenziali dalle minime unità ai battaglione di f:ullerb :iddivenendo all:o coMituzionc: di bartaglioni d"assalto e di battaglioni con armamento pesante. La fanteria d'assalto conquinc~ gli obiettivi con concorso della fanteria d'sccompagnamcmo. Qucsra presidierà il ,crrcno conquistnro sostenuta d:,lla fanteria d'a:.saho. E' Cl'idcmc che nei precedenti termini s'nnpo~ta una profonda modifi.:.-tzionc dell'ordinamento e dell'impiego della fanteria, io rispondenza a C5igcnzc concrete e di grnnclc: importanza. In linea subordinar., si dà nuovo alimento di , ita a due bdle specialità storiche dello fanteria, I, fanteria di linea e i ber aglicri, oggi riòoac a semplici nomi di iradizionc. In adercnw o questo orientamento, poichè si è ritenuto necessario addi-


808 venire alla costituzione di unità sperimentali, non si dovrebbe .:ostltufrc un solo, ma <lue batraglioni-1ipo: un batt:tg!ione di fonrcria d'assalto e un battaglione di fanteria pcsa11te: in altre parole, e questo rivela il criterio innovatore, un raggruppamento-tipo di fanteria. La vecchia fantcri.o è moria da rempo nelle u inccc della prima guerra mondiale, nel lontano inverno 1911, e il suo j>OSto è i.t3to assvnto dall\1uu:1le funtcria, multiforme ncll'armaonrnto e nelle specia li~, ogi,>i mo<orizzata, blindalo t: avio1rasporta1a. Una nuova fanteria sta formandosi come portato spo11H1nc-0 di cvoluziorie ma soprattutto co111c risultato intclligcnk di Jdcgu:tm~nto a nuove esigenze e a nuove ·possibilità. E' prevedibile che essa sarà costiniira da unità solide e leggere tli assaltatori e da unità po1entemc111e annate tielle armi più eftìcaci ,li azi1,nc vicim1. in vista ddk csigcuzc dt risoluzione degli cpiwtli ,ahcnti <lcl combattimento terrestre.


s •

rl


PROBLEMI

D'ORDINAMENTO

DELLE GRANDI UNITÀ Gt'11.

di

brlg, P8olo Supilao

i. • l problc:mi dell'ordinamento ddle G. U. negli <:Scrciti moderni sono largamente trattati nella ,tampa rnilitMe e$tern e in quella itali3Jl:t, L'innegabile intert$SC della questione st:t soprattutto nel fatto che Soluzioru idonee nel campo orgaoioo ddlc G. U. cos1i1uiscooo la premessa necessaria per realizzare le migliori circostanu cl'a1.ione coordinai~ cli più armi nel compo clell'impiego. Gli aspetti più frequenti sotto i quali la questione è affrontata sono il dosamento più convcnicmc delle varie armi nel quadro di una G. U. fonda · mentale - di norma la <livisior1e - e la c05tituzionc di raggr-1pp:unenti di ordine superiore di una determinata arma - ad esempio, 1:t brigata e la di,oisione d',rciglieria. Di questo oricnramcnto concettuale, maturato sull'espcricn:ta dei campi di battagli;, della seconda guerra mond,a!c, sono mani(cstazione e prova k modificazioni introdotte nell'ordinamento delle G. U. presso tutti gli eserciti. Le rnodi.6cazioni sono srare sino adesso assai caute e di massima sono state limitate al rimaneggiament" della G. U. fon,lamcm3le - la cosiddetta « divisione di fanteria» - e alla costi1u,.ione di G. U. mo1ori1.7.atc e coraz. zate, senza alterare gli aspclli tradizionali e la gerarchia in atto ddle G. U. D'altra parte !"impiego di grandi e complessi schieramenti d'artiglieria e le esigenze cli fuoco orgarùzzato giustificano la tendenza verso la costilu· zionc di G . U. di quest'3rma. La cormaùdi~onc in termini insita nel fatto che le G. U. sono per dChnizionc romplcssi organici di unit~ di pili armi viene superata colla constatazione ddla rispondcn1.a effettiva delle G. U. d'artiglieria o import:1nri esigenze d'impiego. Ma impostata la tesi, ~ facile riconoscere che i cauti adattamenti di un tema tradizionale, se non pregiudicano ulteriori e piò decisivi passi evolutivi, Jlon costituisoooo ancora una soluzione pienamente rispondente alle csigenu attuali e a quelle prevedibili del prossimo Cururo circa l'articolazione della massa e l'impiego coordinato delle varie armi iu combattimento. 2 .• La

pre,ne.~sa pone in luce l'interesse teorico e protiro ddl'noalisi ci rca

la rispandcnza delle C. U. attuali ai compiti in vista dei quali sono preordi-


nate e ddl'impo,taz,one ne, suoi termini gencr:Ji Ji uno tudio ui criteri e sulle mod:ilit/t di aggiornamento c.lcl loro ordinamento. 1n generale si lr.ltta di conservare alle G. U.. inte,,: come complessi mcdi di forze cmt11uiti in ,•istD di con1piti mtdi d'impiego, o e.li rc,tituirc se fosse suia pcrdut:1, la rispondenz:i a una lata cJ.<ùtica di esigenze connesse colb prevedibile evoluzione della battaglia e l'attitudine a risolvere per proprio conto la più estesa se.rie di casi probabili d'impiego. In particolare per qualllo concerne la divisione, ,i è in prescn,..a di una logica tendenza a decongestionare qucot.1 G. U. i11 conformiL~ di esigenze opcrJti,·c, di comando e di funzionamento dei sen•izi, e a problemi di aurotraspono ed cvcncualmeme di av,ottaspono a ciò indoni dalla crescente complessità organica che es~ ,·a assumendo, sovente aggrnvata da rinfor1.i di artiglierie e di mezzi coraz,.ati dcccntr,ui dalle G. U. di ordine superiore, e dall'aumentato pc;o delle minori unità pcr dkllo dell'evoluzione dell'armamento e dei critm d'impicg", in spede delle minori unità di fanteria. ~on vi è dubbio inf:tui che qmùorn si mum., per base non un dnto di consistenza organic..1 di personale, oggi in gran parte di scarso contenuto, ma un d, 10 d'entità d'armamento corrispondente alla richie. t. di adeguati vo lumi di fuoco, le attuali divisioni presenmno un peso globale ncn:imcnte SU· periorc a quello delle di,·i ·ioni di 10-20 anni or sono. k accennate circostanze e la conco111it;1ntr motorizzazione dei reparti e m~canizz:12ione delle armi dì ogni tipo consigliano e con;c,ntono di rivedere l'ordinà1llcnl0 Jdlc G. U. in base .11 cnlerio ùi ,•aloriz7.arc raggruppamenti di batt:iglioni cd unit/t C<jUivalenti più leggeri di quanto non lo siono le alluali divùioni e ciò è indubbiamente attuabile ove ,i abbiano presenti le rnraueristichc ddlc odierne minori unità espresse in termini di mobiliti\, manovrabilità, volumi di fuoco, in breve di copncif?i offensiva, Dall'esame del problema occcnnoro s'inrcndc trarre un indirizzo che naturalmente non si presumé definitivo ma che nmavia può co lituirc uaa base di discussione, l'inccnti"o per ulteriori studi e un contributo all'inqua• drnmcnto nei termini opportuni dei prowerlimcnti di un nuovo ordina· mento dcll' Fgrcito.

3.• E' noto che le G. l!. ropprcscntano modalità di (razionamento dcli~ ma;s;, delle forze armare terrestri in organismi compk,-.i per c,igcn1..c d: deccmramcnto di comando e Ji cooperazione delle "arie armi. L1 di,·isionc di fonrc,ria, colle sue ,·ari età dcri vanti d3 un3 motorizza. zionc più n meno integrale, è tullora la più piccola G. U. che riunisc.1 e a,. moni1;z.i più anni in combattimento. Il suo ordi11an1<·nto risponde a criteri di comando - po,.,bilità da parte dd comandante di far ,cntir<: la propria azione di comando su tutti gli dc· menti dipendenti - e di funzionalit~ e capacit1ì operativa - attitudine a s\'Olgcre compiutamente un'azione tattica coi mezzi organici.


Mette appena conto di ricordare, pcrchè universalmente noto, che lo divisione di fanteria era ordinata all'inizio ddb prima guerra mondiale su due brigore e nel compie so contava quattro reggimenti di fanteria e poche bat· terie d'artiglieria. Per di più le due armi fondrumntali erano molto omogenee: fucilieri da un lato, con qualche mode. ca variante offerta da mitragliai, artiglieri da campagna dall'altro. L'accennato dosamcmo fu mantenuto senza modificazioni sostanziali per tutta la durata della guerra 1915-1 per <(Uanto ben presto si aUcrrna~:,c,v l'opporrnnicl di un:. maggiore aucgn~,zionc d 1 nrriglicria e la necessità di una contc:mpur.i.nca riduzione del numero dei battaglioni di

fanteria. Di fatto tra le due guerre mondiali si sono viste aumentare modcrat•· mcmc l'artiglieria e diminuire in maggior misura le unn/t di fonceria, il che equivale a un ulteriore aumento percentuale di artiglieria, sino a realizzare il ùosamento delle due armi indispcns:ibilc per l'e~plico~ionc dei compiti nor· mali della G. U.. L'applicazione di tali critcrl co titttiva un importante passo avanti verso un più rispondente ordinamento della G. U. e trov3 giustificazione nella con. st3t:tl.ione che le ampiezze der seriori d'att:tcco e di difesa sono legate, oltre che alle fronti dei bmaglioni di fantcriil, alle possibilir~ di appoggio e di protezione dei gruppi divrsionah d"artiglieria. Si pervenne su queste basi 3nche presso il nollro escrciro alla divisione di 3 reggimenti di fanteria e , rcggimcnto d'artiglieria che fu denominai.! « ternaria "• b quale, con 9 btg. ftr. e ,i gr. art. rappresentò la formula di generale accezione sino a poco pnm.i della seconda guerra mondiale, cioè sino a quando per csigem:c di ,•ario g:ncre, dalle quali pcr lo più h3nno e U· !aro qudle di carancrc org,mico e d'impiego, si addivenne alla divi,ionc di 2 reggimenti di fanteria, la divisione « binaria "· Con questa G. U. fu comharrur:i la seconda guerra mondiale. La di,•isionc ternaria e per qualche parte quella binaria erano state adottale per far fronte coi mt'ai allora a dispo izionc all'esigcn1.a grave e consistcntc dell'appoggio (e della protezione) d'artiglieria, ma esiste anche un olrro fatto molto importante in guerra e da tenere ben presence. in pace cd è che. fo /anuria di 111111 C. U. !i logor, co11 ritmo molto pi,ì rapido dc/111 corrispo11drnlc ariiglicriu . E' evidente cht per tale motivo una divisione di 6 btg. ftr. doveva cs~rc tolta di linea molto prima di una di 9 e a maggìor ragìone di una di 12 btg. fu-.. D'altra parte la co,tituzionc della divi ione di 9 battaglioni fu un provvedimento improntato a esigenze d1 guerra stabili7.7.1rn della fronte occidcnttlc 1914-1i cd ebbe anche la finnlitil, ~ia dn parte alleata, sia da paric 1ellcsca, di far fronte a una grave cri,i lii cffmivi. Di fotto le divi ioni ternarie richiesero considerevoli rinforzi di fonteric suppletive quando nel r918 le operazioni ripresero carattere di mobiljtà.


Sp Tanto piÌl doveva risultare ,n difetto la divisione di 6 battaglioni prcSlO

13 quale per di più si accentua quella carenza di economia insita nel fono che la G. • ba un comando, ar1iglicria, genio, lruppe d'esplorazione e scrvizi all'ingrosso della stessa cntita di quelli richieiù da uoa divisione on più fanteria, rutti clementi costosi che c.igono personale qualificato e ingenti dotazioni di materiali, che per conlro rimangono mutifo.zati :illorcl1è la G. U. cess.i di partecipare all'azione p,rchè le sue fonlcric sono eccessivamente usate. L'cspcricnZ3 della $CCOnda guerra mondiale condannò qu~ ta G. U. che era ri ultata sprovvista di taluni rcqui•iti es cnzioli e in porticolorc dcll'au.irudinc a pcrsc,·erarc nello sforzo e se i " gruppi di combattimento" della guerra di liberazione furono ancora binari, la 1endenz.1 non controversa dd dopoguerra è quella delle divisioni su tre reggimenti di fanteria. 4 - Le attuali divi,ioni di tre reggimenti di fanteria e cinque d'artiglieria noa possono ragionevolmente denominarsi <t divisioni di fanteria» se non in

omaggio a una tradizione piuuo,10 che in riconoscimento di uno muo di fatto. L'in,portanz., di una denominazione ~ solo relativa. Quel che conta è il fano che queste di,>isioni sono pesanti nell'articolazione e riipondono imperfeuamemc 3 molte esigen:ic di comnndo e d'im, piego, strumento grossolano e poco mancggcmlc per un la,•oro relativamente minuto. I loro 9 btg. flr. po1c111cmemc armati e i loro t 3 gr. :m. dn campagna e controcarri, a prescindere dalle artiglierie di rinforzo di norma presenti e delle w1ità carri già or!(aniomcntc assegnate prrno taluno dei maggiori cscr· CÌL~ pongono In presenza cli un complc550 di fo..-1,c mollo con idcn::volc cui sono connessi problemi di comando, di movimento e d'impiego lattico d'in• negabile interesse. F.' quindi legittimo l'acccrtamcnlo del rendimento della G. U_ allo sta· dio di evoluzione raggiunto e di fronte ai risuhati non rutti positivi dell"ncccn,imcnto è gimrific..un l'orienmrnenin verso una ridU?ione delle n,e fon1crie che si vorrebbero limit.ue nuovamente o 6 btg.. Ma è bene chiarire in modo cmurieme l'effettiva impostazione della tesi: non si trotta di ritornare alla divisione hinnria, gi~ condannnra dnll'csP"rienza di guerra, il più effic..,ce banco di prova che poS$3 concepirsi, ma di co11cretare 11na ,wova e pii} rispo11dent.e articolazione delle G. U. r1cl/4 quale la minore dùpo11go del dosanumto di fa,1/J/ria sopra i11dir:oto.

La differenza rra i due procedimenti di risoluzione del problema in es.1mc è molto considerevole e le disposi1.ioni cni può dar luogo la loro applicazione sono osiai divergenti. u precisazioni del c~so, 1u bn i razionali, sono il risultato di 11n esame analitico che viene svolto nei paragrafi che seguono. 5. - Ncll'cs.1me di un problema d'ordinamento di una unir/i organica di qualsiasi ordine e in p:irticolare di un3 G. U. òi solito !i pongono a base


i compiti ordinari e le m0<lalità nom1ali secondo le quali i prevedono assolti questi compili. E' in qucst3 linc3, tccruc:uncmc coueu:i e logiC3mcme mccccpibik, che gli studiosi son,,, soliti indugiare 5U di una cstc~a cnsi tica di asi concreti per giungere alla soluzione prevista. Ma il proo:dimcnto prcicJlla la gme di[6cohà dì partire da una individuazione controversa dd compiti e delle moclalità di 3'soh-crli e questo è ad c,,crnpio il ca,o dcl problema dclla divi ione, che per lo più è prc<tcntato souo la furw:, ùi dilemma: divi,ionc ternaria o divi ioac bin:ui, 1 l'oicM le differenti orgomcntazioni cond01tc con inarr.,ccabilc rigore di termini pcr,·cngono a conclusioni opposte, deve csis1cre un sofisma nei proccdìmcnri logici S(guiti dai sostenitori dcllc due differenti tesi. Il sofisma ~ insito nella impostazione: il dilemma non hn solo due corni ma in rc:ùtn è molu, più complesso. L'elc111c1110 cruda/e della q11a1io11c non è la dcfinmone d, questa o quella modalità d'ortli11nmc1110 dell'attuale diviJio11c. ma l'acccrlamc11lo della e/fcl· 1ivn rispo11d~,ea di questa G. U. agi, scopi III v1sla de, quali è preordi11ata e i11 caso negativo l'imlivid11nzio11c di 1m'arlico/11z1011c di G. U. meglio ri, spomlmtc dell'all11ale. In nitre p, role, poichè è opportuno chi rirc cs3uricmemcntc la tC' i fon. dnmcntale, $0no da vagliare gli argomenti a sostegno dcll:1 conscrvn'.l.iont dell'attuale gerardùa e delle attuali incombenze delle C. U. e quelli a sostegno dcll'orgnnizzazionc delle G. . su nuove basi. L'esperienza di guerra ha posto in evidenza e k precedenti considcruziom h:mno con.fermato, una si1uazionc compkss;i di crisi della divi ione dalla quale trac incentivo un procc lo di rc,•i ione radic-4k del suo ordinamento.

Qu to procCS50 ~ bocc:ito durante la guerra nclla ,·alorizza,.ionc di più ridotti aggrcg:,ti organici i quali, in conscgucn,.a della crescente complessa. delle minori uniù di f:uucri2 e dclfa concomitante c,·oluzionc dei criteri d'impiego di tutte le armi. si sono affermati con b cos1iru1.ione di raggruppamenti tattici occasionali. U fonomcno hà avuto IMgo viluppo uo 13 ,pinw delle esigenze di guerra con frcc1ucnti casi d'impiego di gruppi tattici costituiti da un numero vario di bntraglioni di fanteria, di gruppi d'artiglieria e di unità d':ù, tre armi, in conformità di compiu contingenti: « Germao alta ks were usually launched by combat groups thar wcre formcd by varying combinations of unirs » (Anzio Bcachhcad - His1. Div. Dept. of Army. 194 . l Tedeschi costituirono Kamefgruppcn anche nell'ulteriore corso ddla campagnn d'Italia, poichè ben 67 gruppi di combat1imemo 1Cdcschi opera• vano sul fronte itali:mo nell'inverno 19-1.,1'45. Ma anche lngl«i e Americani ricorsero largamente a raggruppamenti tattici che diiamarooo a se-


conda della loro consisten1.a effettiva « combat tcams n, " combat groups »

e anche

u

task forccs

11.

Con ognj ,cro,imiglianza fu scopo di questi gn1ppi di riportare k cond;zioni di coopcra1,ione di più armi nel quadro di una più trctta rispondenz., . Ile csigcn><: dell'azione tattica. \fa prescindendo dagli dcmcnii contingcnLi che possono aver presieduto all'organizzazione e .1ll'imp1cgo di gruppi lattici dur:i.mc la recente guerra, importa cogliere il senso di cri.si delle C. U. organiche che La loro compar'1.1 conv:.lid:i r :ipprQfom.lirc l1c.~mc dei provvcdnncnd aui :i nipcnuht. 6. • Cli clementi permanenti ùclln cri,i delle attuali C. U. sono stati gi/1

accennati e }X>.!iSOllo cs~cr~ si11tcti.zz.ati in base a criteri sistematici in tre or• dini di futtori interdipendenti: ,• • l'accresciuto peso della divisione; la r~pida usum ddlc me fanterie, cui fa ri$Contro un'attitudine molto più elevata d1 alai clementi orgnnici a con~rvarc la loro efficienza d'impiego, rncnzialmenrc delle orriglicric; 3 - in linea subordinato, l'iml"'rfctta utiliz7.azione di parre dei mezzi organici nell'alluale ordinamento. E' tata aUcrmatu a propo51to della di,isionc di fanteria: " O i rinunci, ad avere uaitll moderne ov\'cro bisogna ri penare certe proporzioni pon, dcrali lra la fanteria e le allre armi. Quc te proponioni vanno diventando tali che se non i rcsisrc alla tentazione dt conservare molta fanteria nella più piccola G. U. la divisione di,·entcr~ cosl pesante da perdere ogni mancgge. volcz7,a » (Simpl , Riu, Mii., 194 , n. 10). Ma la tendenz.1 ad assicurare alla minore G. U. uno congruo fanteria è giusta. nza fanteria o con poca fanteria non si vincono le battaglie e risulta inuLilc in pratica ogni maggiore: apporlo <li unità d'altrc armi. Questa affermazione ì: di una verità solare. La fonteri.i ~ la proiogoniMa della banaglia, il tcmuo conneuivo delle ahre armi. l'elemento « la cui •ituazionc dii sempre la mi,ura del ucccsso o dell'insuccesso " (Nonn. Ccn., n. ). La di,,i~ionc ha bi,ogno cli fanterie nia uc ha già troppt in conEconto delle uc artiglierie. In pari tempo si rivela un compie ,o organico sovraccarico il quale mal , ; presta di conseguenza a inquadrare dementi di rinforzo. 2• •

Rc:qui ito ~S(!nzialc di una G. U_ t1tLica 1 quale è la divisione, è l'atlitu~ dine a pcrscvcrnr, nello ,For1.n, a perseverare più dcll'awersMio per poter dire l'ultimo parola nel cnn1rasto acerrimo delle ,·olontà e degli nni col quale si consegue il successo. L.a c,pacit.\ , pcrsc\'crorc dell'attuale divi,ione è limitoto o qualche giorno d'impiego opcrati\'o, per cffeu dcll'wun rapid3 delle sue fanterie. D, conscguenw ri,ultn oncro~a e inefficace la predisposizione di mezzi di vario genere n servizio di una fontcrin vowo . un rapido csiurimento.


35 L1 crisi non può essere climin.UJ aumentando lJ forza organica dei fami, già giudicata eccessiva, e non può essere upcrala con nuo"e a scgnazioni organiche di aniglieric, già troppo ingombranti, nè col dc cnlramcnto di mezzi, cui In G. U. mo! 1i prcsla, o col dccenlJ'31l1cnto di nioni non sempre cflìcau per cntìr.1 e per tcmpcsti\'lln. Risulra cvidcmc che la consU\'37,ione della capaci!~ offensiva ddl,1 di\'isionc non può essere M icur.11.1 ,he rr.ediante la so tituzionc di quc te fanterie, da effettuare non appena esse giung.1nc alla sogliJ dell'esaurimento. 111 \.Ondusionc ,·ic:nc impostato come procedimento ri10lutivo di re-aie

efficacia pratica il problema della soslituzionc di un'aliquoro imponante delle Com: di"isionali. La soluzione trova le prc.mcS5C fa"o=·oli ndl'opponuno ordinamento clella G. U. e di quelle . upcrion, nell'intervento di un comanrlo <uperinre orientato cd efficiente e nella pcrmanc:n7.a in azione dello •chieramento delle artiglierie e dei scn·izi. 7. - La tcmpc:sti,•o ,;osrim,.ione delle fan,erie v>rr a eliminare il dannoso effetto della cocsislcn,.a di un complesso di unità lcglllc a quelle ma non omogenee riguardo ai !Cmpi di logoramento. In questa coesiitcnz,i, lo •i è già accennato, dc\'c indi\'idunr i un altro elemento cli cri,i hc il postulJto ùcll'in,.;indibilità, ,1c.:ettaro dalla dottrina 1t l~ forte coesione spirirualc della di\'iiionc si cementa col mantenere immutate le unii,\ che la costituiscono " (Norm. Gen., n. t) - e o r\'alo nella pratica, aggrava ulteriormente. Essa eliminerà anche l'utili1,1_12ionc impcrkua di clementi organici sussidiari, che le G. U. moderne cont:,.no i~ un numero sempre maggiore (carri armati, ormi controcarri, pionieri, ccc.), affidali a un personale pcciali:aato per l'impiego di mezzi complessi. Per hè questi mezzi e tJUCsto pcr:sunalc siano presenti in mi,ura adeguala laddol'c occorrono, debbono C\'itani mutili as1egnazioni. In portico· fare si dcl'c evitare che, pc.r il solo fatto di mpcttan: organici prc tabiliti, talune utùt:\ n:stino inattive nei 5CUori nei quali m:tncano le condi:t.ioni per il loro impiego, a danno di altri scuori d1e ne rc,,rcranno ,prov"istt o SCM• samcnte provvisti pur in prc,cnza d· ingenti c,igen7L d'a,scgnai.ione. r mezzi organici sussidiari debbono rispondere soltanto a es,genzc minime e ne deve essere prcv1sr:1 b integrazione a ogni occorrenza. con dc· menti di rinforzo e, quando possibiic, con ùeccnttamento d'azioni. L'applìca>.ionc ,isremoriea di questo criterio contribuisce allo. realizzazione di rconomic di mezzi e alla riduzione, su ba.i razionali. del peso delle G. U.. on occorrono indicazioni p.1nieolnri per mettere in riliem l'importanza di una economia intclligcnrc ncll'organin,nione ddlc FF. AA.: economia dd mc-iu cd economia delle s~ sono requisiti di rande pregio


per p.1csi a lihtrt/t militare ridoua e ancor pi1t gravati dalle di!ficol1il finanziarie del dopoguerra. Riassumendo i 1crmini dell'analisi sin qui ~voha si ritiene assoda10 che l'attuale divisione non risponde nè ai rc'lu.isiti di una G. U. tattica, nè 1,nto meno a quelli di una G. U. di ordine superiore pcrcbè: in difetto di maneggc,·olcz'la, di attitudine a pcrsc\fcmrc nello sfor7,.o I! in rlefiniriva rii capacità off~nsiva.

Una grave lacuna è venuta a detcrminani ndl'organizzozione dcli~ G. U., nè a rc'llmorla puli valere il criterio di Lrrusferirc nd e:.empio, presso G. . di ordine superiore i requisiti non realiz1.1bili ncll 'ordine inferiore. La divisione di fanteria è de,tinata a perdere gradatamcmc le (unzioni di strumento fondamentale della batrnglia per ripiegare u quello di anello intermedio, per cli più non sempre indispensabile, dell'articolazione della massa in una gerarchia funzionale c funzionanrc cli G. 8. • A questo punto 1: po>>ibilc delineare il quadro di un'organizza1,ionc delle G. U, ba at.1 u criteri :1gglornati, nell'intendimento di eliminare nello più e tesa mi ura le circostanze di cri i testè illu irate. Quali sono le incombenze delle G. U. nella battaglia 1 Per la minore G. U., che per seguire un criterio di semplice sistemnricn <i denomina di ,•ordine: a~1umcrc l'incombcn1.1 dcll'nzionc a cnvnllo di una determinnta direzione in vi~1n dcll'e<aurimen1 di un determinato episodio tmico. Ma " la bauaglia moderna è un dramma in più nui • (Altmaycr). Condurre e vincere lu ba1t.1glio. considerata cnme è in effetti una successione coordinata di episodi tatlici, è il compito di una C. U. di ordine superiore il cui comando assume la funzione di organo regolatore della battaglia. questo comando di G. U. pe1rerll di rinfor1-1rc le G. . dipendenti con , propri mezzi organici o con mezzi che a sun volto avrà ricevuti dnl di fuori o di m ntcncrc efficienti le G. U. di , • schiern in sottordine, con particolare riguardo alla sicunione delle loro fanterie. ci precedenti termini si è venuta n definire una scala ri$trelta di G. U. nclla quale il pàmo gradino è rappresentalo d:1! raggruppamento taltito a110 a portare a compin.,ento una determinata azione lattica - sarà la G. U. tattica per eccellenza -, il scc011do grodino dal complesso di G. U. rauichc atto a sviluppare la manovra in più dire2ioni, a portare a compimento un'azione prolungata e, sempre sul 1>iano tattico, a condurre la battaglia sino alla ua decisione. Questo complesso di G. U. sar!I. In G. U. di 2' ordine o G. U. di mano\lra.

E sa :,vr1l spiccata iuooei11l a inquadrare forze e rinforzi on iderc\"Oli, in virtù delle pre tazioni di uno imo maggiore bcnt organizz.110 e ricco di mezzi.


37 Per sol3 csauricnz di csmne, perchè l'argomcnlo c:sula dal yuadro assunto, si accenna a un terzo gradino, rappresentalo da un comando di G. U. atto ad as icurarc la condona operativa delle forze impiegate su di un determinato scacchiere. Questa Ì: ln funziono: della G. U. di 3• ordine:, o G. U. ,trategica. R' evidente che la G. U. di l ' ordine, con i suoi mc-.-,zi Limitati e in grado !Oltttnlo di condurre a termine un'operazione circo,critta a ca,•allo di una direzione princip;ile d'azione, è precipuamente adalla all'organizza• zinne cd esecuzione dd combattimento ra,'Vicinato condotto dallo fanteria in una SlrÌSCÌ3 di lcrreno rebtiva.mcnte ri,lrett. e poco profonda. Essa è di conscguen7,3 una G. U. costituita prcvalentcmenlc di fanlcria, ma di una fanlerm potentemente arm3ta e perfettamente 3ddcstrat3, ioè in grado di a sol"erc in modo pres10Chè autonomo i compiti d,c le ~no confidui. Alla G. U. di 2' ordine spetta di as,1curarc la coopcrnz,one tra le armi e la combinazione lro differenti forze armate (csscnzi3Jmente aria-lcrra), di condurre r, zione lont.103, di coordinare l'azione delle G. U. di 1• ordine subordinate, di preparare e alimentare la ball.1glia e tl'iulen'enirvi con le uc riserve cli fuoco (artiglieria e aerei) e di urto (C.ntcrie e mcu.i comzz;iti). E' in que 10 ordine di G. U. che i realizza in cuua la ,ua efficacia la coopcr:1zionc lra le varie ,umi, che è m linea fondamentale cooperazione fanteria-artiglieria ma è anche cooperazione fanteria.carri-aerei da combat· timcnto. Le aco:nnnlc forme essenziali di cooperazione si ::ittuano coordinando

l'azione di G. U. di 1' ordine, di G. U. d'artiglieria - brigale cd cventualmcnlc divisioni d'artiglieria - e di unit/1 dell'arma acre;i. L:i G. U. di singole armi (d'a.rti lic:ria, pionieri, ccc.) e quelle speciali (corazzate, ccc.) sono citale solo mcidcntalmcnle per non complicare lo schema gcncr:alc prcccdcntt:mentc tracciato.

Esse saranno oggcno di ulteriori accenni nella lrallazionc applicativa che 1: sviluppata brevemente nei numeri che seguono. 9. • E. conscquen7jalc dei criteri tcsrè riassunti la sciuionc dcll'auuale divisione in due aliquote distinrc rclntivamentc mollo più omogenee: una brigat.1 di fanterin e una brigata d'nrtiglicrin. L'dfclto combinalo dcli 'awncnt:tta :iutosu!fic,cnza e dell'aumentato peso delle minori unità di fantcril consente e consiglia un provvedimento elci genere nell'intesa che, datll l'importanza sempre di prìmo piano del contributo :ùl'azione dei fonti di adeguati schieramenti d'artiglieria, esso non SÌ3 di ostacolo per la più cffì.:acc coesione tattica tra le due armi. Anzi è logico ,uggcrirc ogni sforzo per conseguire e conservare le circost:tnzc di un ottimo lavoro d'insieme e l'individU3lità organica non dov~


3

,

di giunger i dalle più mette e rcddirizie forme di cooperazione nella batrnglia. L 'elemeuro dis1i1J1ivo car,,uerisrico Jel/'orie111omen10 orga11i=~arivo proposto è 1111a 1111ou11 pù:co/11 G. U. cucnziu/111c11/c di fa111<rta che ha a,1cg11ara 111U1 dota~io11e medio.mi11ima cli mezzi d'accomp11gnamc11to e d'appoggio, cioè un raggruppamento di bauaglioni di fontcria provvi1ro cli uno congrua cloiazionc dj mezzi di fuoco (brigata di fanteria). Qu~o complesso di forze dovrà essere integrato a ogni necessità, cioè normalmente, mediante il C-Uoco organizzato di adegirntì schieramenti d'ortiglie, iJ, quali possono rirnlmre dalla costituzione d1 unità di quen'arma di ordine superiore a quello rcgg1mcntak (brigatu d'artiglieria). •' da ritenere che la brigata di fanteria non potr.l essere almeno per il momento una G. U. di sola fanteria. L.i fanteria non è ancora in grado di risolvere coi propri mezzi ruuc le csigcn7.(: di fuoco connc1sc col iuo impiego, ma questa riscrvn cesserà coo molta probabilità di a,·er peso ,n un avvenire prossimo in dipendenza del perfezionamento rlell'arm,,mcnto dei fanti (pe7.zi se.nz.1 rinculo, mortai di medio calibro, proietti ,I rc,i1,ionc, pazi semo,·cnti e pezzi sotto cor. zza, ccc.). ino all:1 rcaliz,.azionc di que~to uggiornato armamento infonicriStiro do\'ranno for parie della brigata di fanteria aliquote di artiglieria, aliquote che nulla vieta di riunire in un reggimento ma che nell'impiego dovranno largamente deccnu:uc alle colonne: e ai bauaglioni di fanteria. ·c1 precedenti termini le nuove brigate di fanteria hanno qualche analogia con quei gruppi di combattimento che hanno valorosamente combattuto odia gucrr.i di liberazione 1944-~5 e che po,,ono ritenersi un'anricipaz1onc in materia cl'nrdinamcntn di G. U. informata all'esperienza della guerra. Le brigate, ,ia di fanteria, ia d'arti •licria, pm,cntcranno un ordine di battaglia fìiSO e saranno di regola inscindibili in ri5pondcnw ad csigcn1,c di addenramcnro e di buon rcndirnon10 d'in,icmc. Oltre le due brigale citate e accanto all'csi ttntè brigata co1".1Zzat;i che 'inserisce enz., difficoh., nei criteri d'ordinamento proposti, sono da prevedere la brigata alpini, la brigata di cavalleria e la brigata pionieri. Le brigate avranno di ma.<1una car:i1tcris1ichc di omogeneità, naturalmente intese: in senso rcbti\'o. L:1 omogeneità non deve costiluirc un canone assoluto e in particolare non può c1Serc di ostacolo all'attribuzione organica di d(:mcnti intesi ad a sicurnre una spiccata funzionillit~ tattica, nè di 9udlc unità che. rispondono a csigcn7.c gc.m~rali , in primo luogo il (unzionmntnto dcll':izionc di comando. Nelle lince generali b hrigara di fanteria è do prevedere co,tiruirn m 2 reggimenti di fanteria e 3-~ gr. art.. Di conscguen,.1 si avrnnno normalmente in ciascuna brigata 6 btg, ftr.; non è però da escludere che in circo1ranze particolari uno dei reggimenti non p<>!S!l es ere su 2 o su 4 btg. ftr ..

=n-


839

L, brigat:t d'artiglieria sarà costituita su 2 reggimenti d'artiglieria (6-8 gr. an.); b brigata corazzata su di I reggimento di fanteria blindata, 1 reggimento c.1rri e I reggimento d'artiglieria p<r brg. cor. (2 btg. (tr., 2-4 btg. carri, 3 gr, art.); la brigata di cavalleria su di I reggimento di cavalleria blin<fata e r rcggimcmo di caYallcria montata (4-5 gr. ,quad. blindati e a ..-av,,llo); la briga,., pionieri, su 2 reggimenti pionieri (4-6 btg. pio.); la brig:tta alpini, su di t reggimento olp:ni e I reggimento di artiglieria Ja monrngna (2-3 btg. alp., 2-3 gr. art. m nt.). Mette appena conto cli chiarire he i doti sopra indicati come ,·ariab,li non costituiscono deroga nl principio dc:ll'ordinamcnto fisso ma impostozionc di problemi di dosamcnto di forze che s:trcbbc prematuro tentare di risolvere in questa s,,de. Oltre le unità clcnc,itc, le hrigare dovranno disporre di clementi di clifc:.a contr.icrci, dc, collegamenti e di unità dei servizi in rispondenza ulle accennate esigenze di funzionamento e impiego. 10 •• Le brigate dei differenti tipi, ~osl come prni,tc, nou hanno allitudine a operare in modo outonomo se non in situozioni particolari, quali ad esempio le brigate di fanteria e 1, brigac, pionieri in schieramenti di sicurezza in copertura e nella battaglia di arresto e le brigate alpini in montagna. Altro compito particolare è costiruito dalle incombenze di presidio del territorio - la cosiddeua dife a sp;iziale da identificare con incombenze di ear,uere stanziale - dato che nella difcs:i territoriale brigate leggere che realizzano un'articolazione frazionata di om:rndo presentano considerel'oli vantaggi in confronto dtllc attuali divisioni e comunque di unii~ più complesse. Queste incom~n7,e di c..1ra1rere srnnzinlc sono molto importanti nel qu~dr della difesa contro truppe aviotrasportate, la cui aggressione può avere per obbiettivo l'intero rcrritorio nazionale. La p:trJta richiede comandi decentrati e disponibilità di forze mobili e mano"ricre. Altro impiego speciale della brigata di fanteria: costituire la bnse per l'organizzazione di un, G. U. oviomsport3ta. Passando dal particolare al generale, non vi è alcun dubbio che l'organin~11jonc di G. U. dcmemari del tipo prcvisw, rnggrnppamemi tattici relativamente leggeri costi uiti da sci a nove htg. ftr. o unità corrispondenti d'akm arma, deve integrarsi colla visione dcll'impiegv sistematico nel quadro di G. U. di ordine superiore, costituite d3 un numero vari.bile di brigate di eguale o di differente tipo =ondo un dosamento da stabilire caro per caso nel qu~dro dei concetti espressi ~I precedente n. . La rinunzia a un ordinamento li,so pt.T le G. U. di ordine ;upcriorc e in particolare per le G. U. di 2• ordine risponde a esigenze pratiche e d'economia. Dcne G. U. sono dirucnsion:1tc in conformirà elci compiti, in una


linea di utilizzazione intensiva di tutti i mezzi n disposizione e di costante adeguamento delle forze ai compiti stessi. 11. • L:. riunione di più G. U. di 1 • ordine (brigate) in G. • di 2 ' ordine ha lo scopo di rendere funzionali e rispondenti • esigenze di coordinnmcnto in vista di dercrminacc funzioni operative i complessi di più G. U. dcmcntari che per us,rc una rcrminologia organica bcncbè impropria si denominano i compl=i binari e ternari (cd eventualmente di un numero anche maggiore) di brigale di eguale o di diUcrcntc tipo. Un comploso binario di comune accezione è in prima linea la O. costituita da una brigata di fanteria -I una brigata d'artiglima. ulla base delle premesse fotte, risulta evidente l'analogia del ÌJ,tema con lo $Chcma d1 una divisione bin:ma, ma la c.lisponibilit1, di mezzi e soprnttutlo la duttilit:i d'impiego pcr il fatlo dell'articolazione in due blocchi omogenei costituiscono un'interessante caratteristica di vantaggio per la nuova grande unit¼. Anche altri complessi binari come brigata di fanteria ..- brigata corazz.1ta e brigata cor:izz.ita + brigata di cavalleria prc:scnrano intere ami •Ì· gnilicati operativi. li complesso tc:rnario 1 brigate di fanteria + brigata d':irtiglicria e il re iproco brig:1ta di fanteria + 2 brigate di artiglierin rappresentano schemi interessanti per dispositivi d'attacco di schicrJmcnti avversari di differente

solidità. fl comples50 ternario brigata di fanteria + brigata d'artiglieria + brigata corazzata costituisce un in5icmc cli fonc il cui valore è più dircttnmcnte apprczz.,bilc quando si metta in evidenza il fano che e so ingloba 8 btg. ftr., 2-3 btg. carri e 15-17 gr. art.. Rappresentano soluzioni interessanti anche alcuni complessi binari omogenei formati da due brigate ùdlo ,te so tipo: d'artiglieria, corazzale. alpini. La prc,scllle dencazionc è semplictrocnte =mplilic,ni,·a e non ha alcuna pretesa di esaurire la casistica. l n particolare non dc6niscc un ordinamento ncm111cno dl massima della . U. di 2• gndo o di manovn pcrchè questo è subordinato a ulteriori :tcccn:uncnti m in linc:i di dottrina, sia in linea pratica. Comunque è da presumere che detta G. U. contcrù almeno 4 e sino a 6 e più brigate di tipo vario e che in frequenti circmtJn1.c la tcndcnz:i sarà verso i dosnmenri di forze più elevati. Su queste basi, per quanto moira generiche, ~ agevole intuire l'utilità di un':,rticolazionc intermedia d1 comando che inglobi quei compie i mi· nori di G. U. elementari che i sono conven,ionnlmcme denominati complessi binari e ternari, articolazione che più per conservare un nome tradizionale che per risponden1,a effettiva a un conceno orgnnico di concreta rilev~n,;a potrebbe cicnominarsi ancora « divisione ».


Perciò tra i complessi omogenei si potr:t ovcrc una divisione d'artiglieria e una di\lisione cor:azz:na; tra i complessi misti, una divisione motocorazzat:1. La UI\Cr>iL1 tra le due G. U. divisione dd presente schema e degli ordinamenti in atto può con[ermarsi definendo la nuova divisione G. U. tattica composita o combinata (quest'ultimo termine è già comparso nella lettera, tura tecnica amcrican:i per mdicare panicolari raggruppamenti di forze), in confronto alla G. U. tattica ordinaria rappresentata dalla brigata di fanteria. L:i correlazione tra la gerarchia funzionale e 'lucila tradizionale delle G. U. può estender i faòlmcntc quando, oltre a confermare C. U. di t• orcline o C. U. tattica ordinaria e combin:tta la brigata e la divisione, si e<juiparino G. U. di 2 • ordine o di manovu al corpo d'armata e b G. U. di 3• ordine o ~trarcgica o complessa all'armata. 12•• Lo schema rcstè tracciato è un tentativo di addivenire a un progetto di ordinamento di G. U. in base a criteri aggiornati e razionali. La soluzione previ sia cleri v.i da UJla. visione organic:i del problema nel suo complcm, visione che ha consentito di pcn'cnirc a proposte risolutive anche nei riguardi dei due problemi particolar; indicati nella premessa ma unili da un inumo nesso: ordin,memo della divisione e costituzione di G. U. d'artiglierb. Le soluzioni proposte non si basano su formule complicate ma su disposizioni di facile esecuzione che soddisfano le esigenze operative, si uniformano in quanto con\'cnicnte • esigenze di tradizione e - last but not kast - rispondono in modo soddisfacente a esi cnzc addemativc. Che le proposte sfano in tutto o solunto in parte accenabili e in quale parte siano eventualmente da accogliere potranno accertarlo solo uno studio approfondito, la discu ione obie tiva e controlli pratici, i quali potranno suggerire in pori tempo le neccssarie morlifica1.ioni. Ai fini dell'impegno assunro, si considera conseguito lo scopo di un'impostazione risolutiva di un problema di grande importanza e di pari interesse tecnico. L'organizzazione di forze armate moderne deve attu:usi, come vuole il più largo consenso, in base a criteri di scm plific.szionc, a principi razionali e strettamente funzionali, nel quadro dell'organi,.1.11.ione in arto da modifi. care gradualmente per evitare soluzioni di cnntinuir~ nell'efficienza rlcgli ordinamenti militari esistenti, qualunque essa sia. La normalizzazione delle G . . elementari sulla hasc di lipi "standard» che soddi.,fono un'estesa gamma cli esigenze concrete risponde a questi criteri di 1tmplifict1zione; inoltre elimina b presenza di G. U, dello stesso orrlinc e tipo ma di rlifferemi c:ironeristiche organiche e d'impiego, che sono causa di etercogencicl nei dispositivi complessi e costiruiscono fattori cli meno immediata operarivit:I nella risoluzione dei casi concreti. L'organizzazione di G. U. ckmcmari leggere - del tipo ddle brig:ite


postul~te col presente studio -, da riunire in G. U. di ordine , uperiore in conformità delle effcui,·c csigcnu delle situazioni operar ivc, è prcmm;i di ordini di battaglia che consentono dasticità di dispositivi, perfeziona l"csccuz1onc della mano,Ta, agevola le disposizioni di costituzione e di conservazione a numcro, aumenra il rendimento addc-strati,·o nei riguardi della prc• parazionc delle uniti\ e dei quadri e assicura la più corretta e rispondente ionpostazione degli stessi problemi che sono alln ba~ dell"ordinamento dell"E>crcito.

l


u

N


J


PREPARAZIONE. DEI QUADRI PRESSO O LI ESER I T I MODERNI 0~11. di brlxata Paolo Supino

1. - La comrovcrsia se: la guerra sia materia di arte o di scienza è Ji vecchia data e ha già dato luogo a un;1 cstt$a kttcratura. E" vero che si parla corrcntcmenrc di a.rte mi!itaie per indicare talw,e discipline militari, ma b denominazione lm soprattutto un'origine storica e non costituisce elemento decisivo n~ in un «nso, nè ncll"ahro. Alcuni secoli or ,ono , i solc,sino chiam are arti professioni o mestieri che oggi i con,idcrano scn:t.a 11,ccrtc-1,zc atti vità tecniche. D'altra parte a quel tempo le discipline tipic.,mcutc scicmifiche odtcrnc o non csi tc,·ano o non erano ancora uscire dalla crisalide t.li una traltazionc sprovvista di mc1ado ngoroso, che è stato introdouo in epoca moho più recente. • Le trattazioni nell'arte della guerra, come quelle analoghe del ben pensare, del ben agire o del ben parlare o del ben dipingere e del ben echficare e imiti (arte nella logica, ani ddln prudenza, grnmmatiche e prcceuistiche, pittoriche e archi1cuoniche, ccc.) cr.1no concepite: come dircue al fare e perciò si diccvano crani nel 5.cnso orìginarìo di "tecniche" 11 (R. Croce) (1). Molto probabilmente non esis1oi,o nè uno scienu, nl: una arte della guerra e la conU"over ia sarebbe fondnta u di un c-quivoco, Ù3LO che :,ccolt-J questa

tesi \1Crrebbe negata la materia dd contcnclcrc.

.

Ma se si ammctrc che nelle an ivi1à militari cocsisrano un contenuv, artistico e un comcnuto scicnrilico, è logico inglobare entrambi nel concetto comprensivo e moderno di u113 e tecnica », In cc tecnica ùdla guerra "· eliminando un' anri1csi solo apparente per,h~ si 1ra11crcbbè ùi aspetti di<tinti di atlÌ\'Ì1~ che acquiswno stretta connts,ionc d:•i fini comuni cui sono rivolte. Una definizione corrente considera una tecnica come l'insieme delle aui1•ità intese al perseguimento di determinati scopi sis1c,ma1izuito in conformit~ di un metodo ra;,jonalc provate, rlall"copcricn,.a. In quc to senso, considerato il raraucre t('cnico-scientifico che banno a,runto le attivit:ì riguardami la g uerra - e in p:trticolarc la prcpar:izione e l' impiego di forze armate moderne - non dovcebl,cru sussistere contrasti circa il riconoscimen10 di una cc tecmca della guerra " in luogo di una problcmauca scicn,..o e di una problematica arte della guerra. (1) B. Caoce : U/t,,,,, saggi. - E.I. uter:w. 1.

Rh·.


2 • • La tesi postulata ha imcres;.c di carattere generale ma merita di essere approfondita pcrcbè dal suo esame e discussione si possono trarre indirizzi utili per la formazione di quegli e pc:rti miliuri che costituiscono i quadr: dell'esercito, cior i comandanti di tutti i gradi gerarchici delle fonc armate di tcrr:i. L.1 tecnica militnrc ha per sostanza la parte specificamente militare del corredo cli cognizioni - oggi particolarmcmc ampio - che deve essere Ìll possesso di esperti o di professionisti n1ilitari (forma:<ione culturale milnare). Peraltro esistono molte altre cognizioni, anche esse indispens.'lhili per un'adaua formazione dei quadri, che sono in comune con onivit~ profc,. sionali non militari (formal.Ìonc culturale cxtramilitarc). E' evidente che non sussiste wia distinzione netta tra le due categorie di cognizioni; d'altronde, più che ricercare una linea di separazione, mette conto di pcrrc in rilievo che cultura militare e cultura cxtramilitare partc'CÌ· pano dell'apporto di dilciplinc varie che danno sostanza al concetto di studi militari, intesi come il sistemo delle materie (militari p. d., giuridiche, sociali, economiche, scicntific:hc) la cui conoscenz:i è indispensabile per la formazione dl capi militari. L'affermazione cli una tecnica militare, in contrapposto alla negazione di un 'arte o di uno scie_nui della guerra. consente di asserire che la prcpa· razione cli yuadri militari deve essere improntala a procedimenti razionali e ol>icttivi quali sono richiesti per l'acquisto di una abilitazione tecnica e non può essere lasciata a metodi ,oggettivi d'intuizione, nei quali per generale consenso consiste l'apprendimento di un'arte, nè può appoggiarsi ai incrodi rigorosi fondati su rapporti immutabili tra leggi e fenomeni che sono oppannaggio delle scienze. d quadro di una tecnicA militare, procedimenti razionali vogliono dire procedimenti fondati sull'esatta conoscenza dei meni e delle loro presta· zioni pratid,e in ogni circostanza concreta e sul costante adeguamento <lei mezzi agli scopi. Le norme che regolano gli accennati procedimenti non hanno la preci, sione di leggi scientifiche, l,cnsl un carattere di ale.11orietà - entro limiti definiti di massim:i - che ne consente l'npplicnzione come probabilità in molti casi assai vicine alla certezza, ma non come verità di valore assoluto. Ancl,e esse sono il frutto di un'c1pcricnu ma sarebbe indebito applicare ai fatti di guerra uno metodologia sperimentale perchè la caratteristica di(. fcrcnzialc di quest'ultimi consiste ndla dipcndcnz., da un numero considcrc\'ole di parametri, la maggior pane dei quali è apprez:i"bile soltanto in linea di valutazione soggettiva, cioè di opinione.

3 .• L'esercizio del comando Ji for't.c armate richiede in tutti i gradi

11applica7.ionc del raziocinjo e non 6 ricorso all'intuizione che in misura molto limitata.


·~3 Accolto questo conceuo, è necessario atlcrmarc subito che l'applicazione del raziocinio avviene 5pc:sso in circostan7..c ccce1.ionali, c. ciò ncc~dc in particolare nci momenti più imponanti, e di conseguenza sono indispensabili modalir. di prcsrnzione che conservino rispondcnia anche nelle accennate circonanu. Si rirorncrà più oltre su quuto 31pctto dcll:i qu<."ltionc che ha un con1idcrcvolc inrc.ruse. Per il momento importa aflerm:uc chr. il ptr<llnale di inqu,dr,uncnto deve essere preparato :1 forme dì prestazione :mc ad assicurare i più larghi margini individu.1li. pcrchè occorre essere prcparnri nl peggio ptr rendere " ,ufficicnza in circostanze soltanto gr. \'OSC, Queste forme po.sono mdi, iduar>i nella nceuzionc di l:uga p:utc dcli attività operativa secondo modalità la cui c.imtcrìstic., saliente è l'ama• 1.1onc da un'analisi esplici~, e formale di n:Ja,.ioni logiche tra dati di impostazione e decisioni di comnndo.

Astmrre da un'analisi esplicita e lormalc non vuol .signi~carc procedere alla c1cca1 su schemi preconcetti e prescindendo dall'esigenza pcrmancmc di

prov\'cdimcnti conformi e per di più uniformi, nel senso che differenti individui prenderebbero le stc«e deci,ioni nelle s1cssc drco,tanzc (la disciplina delle intelligenze è un prezioso anributo di quadri bene addcstrnti e di alto valore), nè cquiv!Ilc a rinunziare

::i

nessi rat.ionali tra premesse e conscgurnzc.

Vuol dire conseguire lo scopo per altre vie, ad esempio richiedendo ad ntti psichici riflessi, i!limivi e rapidi, quanto in nitri c.,mpi professionali si demanda a un lavoro menr.;lc di applica,;ionc e di dur.,1, scn7~, conhonto maggiori. Penetrare !"essenza di processi menr:ili del genere non ho oohonto il pregio intrin!Cco di una indagine suggestiva, ma soprattutto quello di orientare un lavoro rompl=o nel scn5'J più rispandente. l)j regola quondo si parla di atti istintivi ,i fa riferimento più al dominio di una scnsibilir.\ generic:i che a quello di un'intcll,gcnza vera e propria. L'imperfetto conosccn7.o di moha porte dei proc"'si mentali induce ad attribuire le manifc'>L'IZioni psichicl,e procedenu per linee differenti dall"ordinario ragionamento a stati P"rticolari della coscicn,.a, o secondo altri di una sub-coscicn1-,, nei quali 5i maniCcstano conni:ssioni immediate, automatiche tr:,, premesse e c:onscgut:nzc. M1i se c1ucstc connessioni 1mme<lintc rispcu:mo I nessi logici - cioè sono

conncssìo11i logiche - esse danno luogo a c,iti soddisfacenti cd è un fatto che i tecnici, n conosccn?.a di una gr.mdc mos.s., di dati correnti, preparati a usarli e abituati alb risoluzione dei problemi profcs ionali, si abilitano col1\.,.rcizio a «sentire ,, le lince delle solu?.ioni idonee e a respingere • per ns.uione " le soluzioni non accettabili. Coll'accenno ad atti immediati logici non si prop<mc un bi.iiccio di parol~, ma si p11nm l'indice su fotti di innegahile importanza pratica.


I

•14

In panicolarr è in questo sfora di ottivirò psich1cile che si formo presso i tecnici miliwri il cosiddeuo " senso tnnico,, e si perfezionono in generale le attivit~ d'impiego ,ul terrc110. Si ricorcl, • •1ucsto propostto l'accenno del ,.. Clausewin a « quel dono particolare che permette di rendersi conto del rapporto che intercede tra il fatto guerresco e il terreno iul qu:ùc t:ùc fauo si >'olgc " (1). In gcnerolc, i problemi della tecnica militorc non hanno olcun cnrancre di Lra.s<:cndcnza e ancor oggi u iono tuni d'esecuzione ~. mo per wrn parte: :mai importontc debbono essere risolt, in circ<,stanu che esigono dupo,,ziuni sollcc.itc e talora unmtd.iatc. Affermare l'C$igcnz., di disposizioni iollccitc e 1mmcdio1c equivale a di-

chiorore inammissibili Ìllccrtczzc, tergiversazioni e contropro,·c. E' •,n fono che molto sovente nel campo oper:itivo I;, prova è reperibile solr.mtc nel successo o ncll'insucccsw,

L'ottitudine a decidere presto e lxnc, n,ed1nnte una rispondenza immediata, automatico. e razionale, è dote molto importante per i tecnici militari e di as:a si dchbono cur.1rc form.1z.ionc e agg·iornamcnto praso i quadri di tuni i gradi. Questi conccni non sono nuovi, po1cbè suno <li Ercqucntc ricordati nella lcncratura tccnic;i militare. Valga w,a dt.12,ionc a dimostrJrlo: « ••. Ics principcs som ca pctit nombrc et d'une cxtrèmc simplicité. " Mais, cc qui e r plw ardu, c'csr dc façonncr ion esprit dc tcllc ion qu'il cn arrivc, sponLinémcnt et par le jcu dc v&itablcs réflcx« ... qu'il lui dcviennc pour ainsi dire impossiblc dc conccvoir un prochlé d'cxéanion qui ne soit rcspcctucux clc kurs loi!ri ,1 (2).

4. - E' appena necessario ricordorc che le qualiu\ e b prcp:t.razione dc, quadri nulnari, sino ad= considcr.,rc fnnori comuni, hanno differente contenuto secondo i gradi ai quali di volta in volta ci i riferisce. Nei gradi minori i nessi tro p<Miero e ;,zionc debbono cs,crc pmsochè istani;inei, in aùcm,za alle corJ!lcristichc di rapida evoluzione ddla vicenda tattica e delle esigenze conscguenu del comando di piccoli reparti. et gradi più elcv:iu essi aequi tam, i lineamenti di una ri1ponden1..a r:1pi,la tfl impostazione di problemi e decisioni di comando. In ogni ca,;o k mod:ùità d':12ionc ùc: quadri ddibono impronursi a rapidità di ambicmamcnto, all'c.1crcizio dclb volontà, al!:, co110.1ecnz.1 approfondjta clc:i ma..zi, a uno spicca.lo senso tattico, tutLi rt:9.ui.sili che S(lnO il fru tto di un'auività applicativa piunosto che il risultato della sola cultura che deriva dallo studio. (t) , .. CLAuszw1n: Vom lùiège. - Ed. Dfimmlcr. (>) Col. Au.l>1sVT: Towq"e Gmi rolc. - Ed. ù,,·auicll, .


"15

E' srnto g1;1 accennato all'opportunità di distinguere negli studi militari a fianco dt una formazione culturale militare una formaiione culturale extra. militare. Adesso è possibile precisare che contemporaneamente a una cultura militare da tlC<.JUisirc con lo srudio dovrà su~SLStcre: un ·accurata form.17,ione lal·

tica da demandare all'addestromento d'impiego. Studio e addestramento tr.,ggono ulteriore apporto da w1'cducazionc morale e da una preparazione fisica con l'obiettivo di rcali1.zarc l'elemento d'inquadramento tipico, cioc pcrfetrnmente qt1alifi«no. Come ogni altra attività di forma.ione professionale anche la prepara· zione di quadri milito.ri - che I iveste un'altissima imponan1.1 tra i compiti d'organi1,7,a,. one di forte armate -- si sostanzia in un metodo appropriato del quale il primo attributo è la rispondenza dei procedimenti agli ,copi. 5. • L'attitudine Jci quadri militari a ,volgere un'attività mentale di particolari caratteristiche merita ,1na più approfondita an;ilisi. In prima luogo, ;1/lermata h tè i dell'azione di comando att:i,•id tecnica e l'abilita1.ione relativa obietti,·o di un lavoro ,pccilico, ,i è detinita unn linalit~ 1mportame dell'opera d: prcpar,zione elci quadri. In secondo luogo risulta dal filo logico scguno sino adc,.150 che una buona preparazione di quadri si fonda sull'nc,1uisto di tlllituùini professionali e non w capacità innate, le prime perseguibili con adatti metodi formativi p1esso un comidcrevolc numero di individui. k seconde in possesso soltanto cli pochi singolarmente clotaù per natura. Come una preparazione mil.itare bene indirizzala mira ai risultali di massa cosùllliti da un ~po " normale" di combatcenrc e rivolge scarso interesse ai risultati di eccezione, anche una buona prep>rnione di quadri deve proporsi la finalit~ di tipi normali1.zati su cli un livello medio elevato e il criterio non cade in difetto nemmeno per i quaclri superiori. Con quadri normalizzati, naturalmente sul più alto li1•ello conseguibile, non solo si dispone sempre del personale occorrente, pcrchè ~i attuano >ènza difficoh le so tituziooi richirstc dalle vicende dei cicli d'impiego, m,1 si co titmscono facilmente organi adatti al bvoro d'insieme (1eam work, trnc,ail 1Nqt1ipe) quali sono i comandi compl~;si, la rui importanza progredisce con legge rapidamente crescente. n altro fouo convalida :iucstn pun;o tli visw. La funzione di comando >ta cvol\'cndo vc1so forme Ji soggettività decrescente e il fenomeno ha coratrerc generale. Da un lato la fig,1rn ,icl comandante che tnscina in combattimento i propri uomini con azione diretta e personale v.i scendendo verso unit~ di entità orgonica sempre minore. D'altro lato la funzione di ~omando, divenuta molto arclua, deve rnlcrsi normalmente di collabornron gii\ presenti almeno in embrione anche nelle


minori unità e ben prcslo più numerosi con l'aumentare del rango Jcilc unità in consiùcrnzio11c.

Anche in gndmi di co,nando non eccelsi 11 comandante non è piÌI la mcme unica che conc<"piscc e auua, ma il coordmatore delle auivit.ì eh uno stalo maggiore più o meno complesso che cssicurn in via permanente un., individualità dclinll:t all'azione dt comando e a un ,lato momento, nel mo· mcnlo della decisione, assomma tutte le responsabililà. Questo fcnomc:no organico-tattico ha cau,ali mollcplici, ma le sue origini souo probabilmente ndlo stesso urdmc cli farti che ha prov.ocato 1·:,ffcrmarsi delle funzioni degli stati maggiori coi grandi eserciti nazionali e le ha ulteriormente esaltale presso i grandisiimi eserciti delle moderne coali zioni di Stati. Le prevedibili caratteristiche di una c,cntualc guerra di domani: grandi spazi, grandi masse d'arm;uneno, combinazione tli tre o :,Imeno Ji due forze armotc, tattica tridimcn~ionak e -:tr;1tcgia intcrcontinc.:m:,lc, danno stmprc maggiore consistenza, in luogo del tipo tradizionale del comandante, :,I la fi. gura di espcrù che sovraintendono a opcr:11ori dì nn1mcnti perfezionati e che comandano uomini che non li vedono, la maggior parte dei quali a sua volta non vedrà l'avversario che colpisce e dal quale è colpito. Questi esperti sono gli clementi d'inquadramento delle forze .umatc ciel prossimo futuro. 6. - li successo premia la preparazione coscienziosa che non lascia nulla al caso. Per contro è largamente diffuso il conccuo che la guerra sia sostanziata cli fatti contingenti e sonostia tipicamente agli cffc1ti degli eventi fortuiti. U concerto si basa su gcncralizzazio11i grossolane ed erronee e deve es· sere debitamente corretto. Alla con;idcr;izione gi~ fotta della clipcnclcnza dd fatti di guerra cl• un numero consrdcrcvole di parametri difficilmente valutabili in modo ohicttivo deve contrappnrsi la constatazione fondata e solo apparenlementc parado;, sale che mentre aumenta la complessirà rlella guerra gli avvenimenti relativi tendono a inquadrarsi in termini sempre più concrctr. L'entità delle forze messe in campo dalle coalizioni, I, durata delle bat· taglie e delle guerre, le (,1r.1ttcri$tichc cfc.i m c:z7,i e dei loro !chicr.11ncnci, il

perfezionamento della tecnica militare, infine ma soprattutto l'import:1n,.:1 vitale delle poste in giuoco rendono pit, severo il confronto delle forze contrapposte al paragone degli avvenimenti similari del pass.1to e contribuiscono a diminuire l'intluenza dei fotti fortuiti. La constatazjone si presta :; considerazioni intcrcs-.sanli. Anzitutto viene riportata entro termini piÌl giusti la \':llutaziooe di un coefficiente « fortuna ,, qu3Jc fottore di ~ucccsso in guerra.


1 47

L'nccenruuo riconoscimento equivale a una v:ilorizza2ione di ogni scrio e rispondente la\'oro di prcp:u-37.ionc militare e ha innegabile imporrnnza etica e pratica. Non i cnua nella quc lionc pur suggmiva dcll'cffmiva libertà d'a7.ionc degli uomini, legata come è noto • problemi di oho ìntcrcssc morale, mo è certo che anche. in g uerra. destino o foto non dmnim:mo Ìnc.sorabilmc.ntc come si rÌlèncVll nd lontano passoto, ollorehè li si ponevano perfino ol di sopra degli dei : la formna sorride ai capaci, ai \'Olitivi, olu-e che agli audaci, e tonc, in ultima analisi, non è che l'attitudine a non lasciarsi sfuggire le circostanze favorevoli e a sapere evitare quelle sfavorrvoli. Sotto questo punto di vista la fonuna s.,rcbbe meno cieco di quanto la s1 voglia dipingere secondo una U'adizionc artistica e un modo comune di pcns:1rc clic con ogni probahililà hanno avuto origine ui tavoli da giuoco ma non trovano risponden,.a nella pratica della vita. E poichè la guerra non è un giuoco, nè i futtì di guerra sono episodi da decidere come un tr.1llo di dadi, si può affermare che non csistono comandanti fortunati o sfortunati. csinono soltanto comandanti capaci e comandanti inc.1p.1ci. Comandanti capaci, completi e autorevoli non ,i imcnuno al momento del hisogno. Essi sono il prodouo di un "opera diuturna e mtelligcntc di preparazione che è vivificata da un ambiente propizio: da un lato fora armate dficicnti e am.ue d,I Pacsc, dall'altro un si,t=• lx.n dimensionato di quadri consapevoli di un'alta rnis,ionc, presso i quali siano in onore l'abito alla prepara, zione severo, il carnttcrc, la rc:ttimdinr. Ogni cser<ito, cioè ogni popolo, ha i capi che merita. L'aforisma porrebbe estendersi con focilit~ anche ad ambienti cxtramilitMi e deve essere medil31o pcrch~ da qualit~ dei Cllpi dipende l'dficicn,.:i di ogni organizznionc civile e m1litruc. Naturalmente ~i deve attribuire la mnggiorc impor~1n1~, alle caratleri, stiche dei quadri elevati. Dalle qualità dei quadri generali. ad esempio, si può desumere un giudizio fondato sul rnlorc intrinscco di un ordinamento militare e In definitiva sulb ,u, ,rtitudinc ad aCfrontare con successo le prove più .!ICvere.

7. - La pane assolutamente originale e perciò tipicamente diff,rcnziale della preparazione dei quadri militari, in confronto cltlle aruilogbe attività di formazione di profesiionisti dviii, è rapprescnrnta dal la,·oro di preparazione dei comandanti di tuui i gradi per gli impieghi operativi. Pare i co01and'11lti è compito fond:untmalè di ogni !!pera b.,ne intesa di organiuazione di forze :mn3te.


Fare i comandanti è ospressione comprensiva che m poche parole condensa aspetti pohednci rispondenti a C$igen1..e di carattere generale, di nrdìnc morale, di formazione profcssionJlc e di azione pratica. Per quanto ha riguardo alle esigenze di carauere generale si tratta, in un campo $piccmamente Ojl<'rativo, cli pl;,smare mentalità provviste di doti elevate di duttilitil. Per quanto ha riguardo all'ordine ùei fotti morali è necessario formare e perfezionare in ~cgoito qualità da car.1ttcre e di dirittura in vista di funzioni nelle quali mente e co1cicnza sono soggette a oneri ignorati, lo si può sicuramente affermare, • ogni altra au.iviù profcss1onale e in pari tempo vengono confidati ai singoli individui facoltà d.i eccezione che sono attributo indispCJ1sabilc dell'azione di comando. Per quanto si riferisce alla formazione professionale e ali'azione pratica, occorre affinar~ il senso tattico e coltivare nei quadri più elevati un senso opera1ivo fotto di sintesi complesse di concetti disparati, dai geo-politici agli storici, ai sociali, agli ccono,niéi e consolidare una cultura generale rclativamcme elcvarn anche nci gradi iniziali, da perfezionare durame l'ascesa ,·crso ecmpiti sempre più impegnati,,i. A tutti si debbono attribuire infine le basi Jcl giudizio corretto cd cquilibraro di uon1i11i e cose e la capacirl di rendimento nelle pi1, svariate circosrnn:,;e d'impiego, anche in quelle che sarebbero proibitive per l'esercizio ùi un'auivi1à intelligente per chi non è preparato alle prove che 3ltcndono i comb~ttcnti sui campi di battaglia. 8. - Duttilità mentale: i mC',1;zi si evolvono, mutano i criteri d'impiego, cambiano le situazioni operative, la guerra ,i è dilatat:t verso una terza dimensione coll'arma aerea. L'influen1.a dclb terza dimensione sui nuovi orientamenti della rattica e della strategia e conscguenmncmc su di una visione aggiornata delle lince maestre della battaglia e della guerra moderna è già stata ogger10 di s1udi interessanti ma è lontana dall'essere defimra. In qucst:t sede basta meucrc in rilievo che l'accesso alla ttrLa dimensione sovverte i clati di tempo e <li ,pazio <Ons11eti prima dell',wveoto dell'aviazione, modifica i rapporti di posizioue territoriale, introduce nuovi rirmi pi,, sottili nei procedimenti opcrath i. Coi mezzi meccanizzati e soprattutto coll'avinione la gucrr:1 ha raggiunto \1113 nuova complessit~ ma anche nuove possibilità non ancora complcta:nentc accertate, che richiedono più che mai focol1~ d1 primo piano nei comandauti. E' evidente cbe la 'men1alita di una guerra « alla scala umana II non è più valida per una guerra di macchine e tanto meno per una guerra dell'epoca atomica. V, Buib, organizza1ore e capo dcli'« Office of S<icntific Rescarch :tnd Dc· vclopment • degli S.U.A. duran1c la seconda guerra oiondialc, sulla base dell'esperienza di un pos10 impareggiabile d'osservazione, ha scritto: « Modcrn science has U[terly changed thc nature of war and i,; stili ch,rnging it n e sue1


149

cessivamentc afferma " The combination of sciencc, engineering, indusuy and organisation during thc last decade crcatcd a ncw Cramcwork tbat rcndcred co11ventional militnry practicc obsolete » (1). Presso quadri militari attuali sono inconcepibili le forme di misoneismo dcOc quali sono talora accusati t tecnici, che generano l'idiosincrasia verso i nuovi mc7,.7_j e i nuovi proccdìmc:n[i, qui:i.si fossero

i dis:tUibawri di un or-

dine d'idee e di cognizioni che è comodo ri1cncrc definitivamente acquisito. Acc1ui<ta invece un pregio sempre più considcm·olc l'attitudine dei quadri, e in particolare dei quaJri più ekvati, ~d ada1tarc rnpidamente la mente e i procedimenti operativi a 11101.1.i di nuov;i applirnzionc, :1 imazioni impreviste, a qualsiasi condizione di tefteno e di chma. el'itando di aderire rigidamente a metodi tattici preconcetti p<:r es1erc in grado di con1Cguirc il uccesso in qualsiasi ambiente tattico e ,otto qualsiaii ciclo. 9. • Robust,tza mornk: ,i dc1•c tendere a formare caratteri saldi e leali, attributi indispensabili di uomini preparati :1ll'escrcizio ddl"autocritica e ddl'aurocomrollo, in pieno possesso del .<enso di respons.1hilità e capaci di sentire la gioia della responsabilità. Le grandi for1,e mor,,li 11,1 cono dall'unione intima delle focolt>ì ddl'intclligenza e delle qualità del c:irattcrc. E' Wl fotto mcritC\'Olc d'attenzione che molte i~truz1oni d'impiego e in pnnicolarc le norme n'impiego rlcllc grandi unità di taluno dei maggiori eserciti premettono alb trattazione sistematica della materia un cenno, sovente diffuso e talora svolto in modo molto elevato, ,ulle caratteristiche morali. oltre che su quelle imclkttuali, dei comandanti cui è commessa l'applicazione delle norme ,tesse. D'altra parie è o\·vio che non è degno <.h comandare in pace e m guerra~ cioè di disporre dei conciuadir1i in nome d, altissime nigr:nz.c di difc.<a della collettività, chi non ha affi,mo ÌM al piì, alto grado le proprie qunli1à morali, sino al punto nei quali: la rettitudine diviene un abito co tante e la probità degli intendimenti e degli a1ri è superiore ., ogni pro1•a. Vi è un altro lato dcll'atlivitù morale dn individuare in una onc tà militare conforme oll'onest~ politica di more., crociana .:hc si deve riscontrare ostamc.mcmc nei capi militari. B. Croce, =i vendo di etica e poliuca, offern,a che: n l'onest:i politica non è altro che la capaciti, poli ic:,, come l'ont,cl del medico e del chirurgo ~ la .sua cap:1cit3. dt m,;;:dicl'I e dì chirurgo1 che non rovina e assn.ssina la gente con la propria insipienza ... ,1 (z). Le aMlogie sono i11tui1i,•c. L'oncit11 militare si può identificare con In

c:ipacità militare. (1) V, Huw1: ,\tod~m Armi ;JIIJ Fru M~n. Ed. Simt'ln & (z) B. Caoca: Etirn , politica. EJ. 1.3:cru.

hustcr, N. Y..


In confornut.1 dei principi di onestà militare i capi militari non dovrcbl,ero assumere responsabilità 1n circostanze tcc1ucaruc111c insostenibili per colpa dì condo1ta politica e per clifctto di preparazione mili1are e i comandanti reduci dalle cat>strofi militari che hanno prcvi.,to il peggio m:1 non IL-mno farro quanto occorrev:i JXr c,•it.irlo, non dovrebbero trovare attenuanti al deliuo di incapacil.Ì militare. 10. • Fonnazionc pmfcssionalc e azione pratica : la moltcplicitll e ,'1ndetcrminutcz:z.1. dei r:ipporti tra i faaori di ogni ç:lcci::.ionc o~r-1tiva f.tnno cn1rarc in giuoco una quantuà di clementi che non potrebbero essere ,•aiutati se il comandante non fosse dotato dì quella particolare « luce interiore ", come dice v. Clauscwi1z, capace di fargli sentire in ogni momento la soluzione idonc;i. Si è già accennato al eosidùeno II scn,o tattico ", olla necessità per i quadri militari di essere in grado di render<: conto in brc,•c gi.ro di tempo di quanto un'intelligenza non preparala cercherebbe invano di mettere in luce, infine al fatto che le prestazioni personali sono fornite in guerra in circost.1nze che possono dirsi genericamente d'interdizione. Le circostanze d'inrerdizione sono dovute a fattori negativi per l'esercizio di ogni attivit~ intcllc1ruale e in particolare per un'mività intellettuale impegnativa e di respons.1bilità. I fattori negativi sono numerosi e di differcore tipo e per di più csalroti dalle forme che la guerra va assumendo nei suoi processi evolutivi. Basta citarne alcuni o sempli e titolo di esempio, per rcnùcrsi conto della loro importanza: l'cflctro nemraliz1_1ntc del pericolo (la paura), il peso delle gravi rcspons.,bilitil (il turbamcmo morale), l'ctfcno tkl lavoro prolungato e della mancan?..l del riposo (la C.ùca) e ancora l'ansia derivante dal ~en,o d'isolamento, lo sforzo di rnlontà per richiedere oi propri dipendenti p,cstà· zioni pcs.1nù e anche i più gravi sacrifici, la mancan1.3 di "comfort • e il disagio degli spost:1mcnri frequenti e subitanei utilizzando i più disparati mazi cli locomozione, dnlht marcia all'aereo, !':milio di prevedere e provvedere, la necessità cli conservare il comrollo della situazione, la rcsi~tenza nll'nionc di deriva provocata da cause talora wggcrti1·e, piì1 spesso ,•sterne, sempre subdole e perciò difficilmente avvertibili. Per eliminare l'effetto dei fattori ncg:itivi valgono l'attitudine ,, rc~wre imperturbabili durame le erbi più gr:ivi, In c.1pacitil <li agire nOrlllalmentt io condizioni anonnali, la ,•oloot~ ferma di procedere anche in contrasto con le in(luenu dell'ambiente e con scntimculi e istinti profondamente radicati. Le precedenti doti ,alo in pane poggiano ,u qual11:i inn:ne e in ogni caso sono perfettibili con una preparazione specifica in vista di note e 1genzc d'impiego. « Risorsa d'inestimabile pregio per un capo militare è di agire normalmente in condi,ioni d'ambiente del nmo anormali, di continuare a pensare


I5 1

quando i suoi dipendenti hanno cessato di pensare, di saper prendere decisioni correne quando i suoi uomini sono paralizzali dal lerrore. "Le qualità di un capo sono numerose ma nessuna può sos,iruirc, quando mancl1ino, l'attitudine a prendere decisioni duranrc l'azione più violcnm e la ca.Ima nelle trisi più pericolose• (Mar. Mon1gomcry). Le dcci;ioni sono ricliicsu: dall'incal7-1ft di avvenimenti e sono a unie sotto l'incalzare di avvcnimcmi che oggi banno la velocità degli aerei a rea1.ionc e domani c1udla di mis.sili ~lrato~fcrici e di :tcrci ultrasonici. li progresso delle ,cicnae e delle tecnologie moltiplic::i le possibilità dell:i manovra e già con ntc di raggiungere io un sol movimento quanto in passato non avrebbe potuto essere cbc il risultato di una serie di Casi uc e sive. In fun7.ionc di possibilit:1 ert'sccnti il problema è oggi di sapere pensare nell'ordine di tempo del momento e di esser pronti ad agire allo scadere del momento.

Decisioni cosi rapide sono in ogni circostanza prove psichiche gravi· in situazioni di cri i sono prove psichiche e morali formidabili. Se si esige, come è nccess..1rio, che l'azione inibitrice dei fattori negativi non precluda la funzione crc.1trke del cervello, i intui!Ce uhi10 la sconcertante COll)plessità dei compili imposti a coloro clic sono chiamati a lavorare in situazioni che e,-olvono rapidamente, sulla base di dati appena raccolti e subito claboraù e sintcùzzati in una soluzione concreta tccnic:unentc corretta, cioè rispondente :ii mcz.zj a dìspo izionc, immcdialam~ntc lt:tdoua in decisioni, premessa di ulteriori sviluppi gia intrnvisti m.1 non ancora definibili e lanto meno definiti. E' uno sforzo pondcro,o e stroncante in confronto del quale torna a manìfcstarsi l'importanza di attivicli impostate su :llti in gran parte riflessi, gli atti immediati intelligenti dei quali ,i è già fono cenno, da individuare in termini generali in un coonli11amcnto rapido, i tintivo di pensi~ro e lzionc. Pensiero e azinne rapidamente coordinati sono la manifestazione di una formazione profes ionalc completa, di uno studio e di un'applicazione addcstraùva caraucri uche rlei periodi rli prcparnaionc rispondcmi e fruttuosi, i cui rhuhati sono evidenti nei periodi di azione. 1n questi ultimi non si sludia: in guerra si raccoglie quello che si è seminato in pace. Un competente di questioni militari di chiaro fama, oltre che comandante vittorioso di eserciti, ha scritto: ,, L.1 réaJiu; du champ dc bataillc est qu'on n'y étudic p.1 ; implcmcnr nn foit cc que l'on pcut pour appliqucr cc quc )'on :;;iii_ Dts lors pour y pouvoir un pcu il fout savoir beaucoup cl bicn » (Gtn. Foch). li rapido coordinawtnlo di pensiero e azione non è strumento adatto per soluzioni daboratc. Le occcnnate circostanze convalidano

la giusta tcndeo1,a verso le solu7.ioni semplici, rettilinee, di una razionalità cri,1allina e di una ri pondenza


'5l f.acile a sentire prima ancora che sia noto il responso di coniroll i non sempre auu:-1hili.

"· - li ,onseguimcnto di elev.ltc carat1cri1ticbc in una pcrcemuale la pii'.I Jlta p<mibilc dei quadri di un esercito è lavoro complesso e di lunga lena che trae profitto da metodt admti d'istruzione e da un c,crcizio frr.cluente in condizioni ,maloghc a quelle operative per quanto ~ consenùto io tempo di pace, confortati da ,erifichc frequenti nei riguardi di singoli o di gruppi di clementi. l procedimenti di verifica sono stati in generale informati finora a modnlità tradizionali, ma è da prevedere che attesa l'importanza e la difficoltà di accertare l'dfcttivo possesso di doti peculiari cd elevate e il geloso inceressc di conseguire i migliori ,isultati possibili, s1 possa ricorrere in un prossimo avvenir<: a procccli menti scicmifici basati sulla tecnica dell a psicologia sperimentale. La selezione di quadri impostata su metodi obiettivi suggeriti dalla scienza e collaudati clall'csperienza non è un fono nuovo pcrchè ba già avuto applicazioni parziali presso taluni eserciti ma è essenzialmente un fatto promettente pcr la rtaliz,,1;azione di ottime condizioni d'inquadramento. Non I: possiqilc in questa sede entrare in particolari, per quanto ullcrcssaini; è però opportuno sottolineare la considerevole importanin delle prove (t~Sf.s), da organi1:tarc con la collaborazione di psicologi e di comandanti speri mc:ntati. Le doti essenziali da consrntarc sono la cultura generale e professiona.lc adcguat:i al grado, la vmatilitil dell'ingegno, la duttilità di mente, la capacità di la\'oro prolungato e intenso, sia intellettuale sia fisico, l'equilibrio di giudizio, il coraggio person;,lc e il vigore fisico. Nel campo morale, elemento c;irdin.ilc è la constatazione cli un codice morale eh< trascenda gli espedienti e di se11tiruenti di rdtitudine e di fermcz7,a cli c.1rattere profondamente radicati. A prescindere eia accertamenti con metodi tradizionali o scicnrifici, fatto discrin1inanrc decisivo tra l"nttimo ekmcnto d'inquadramento e l'elemento scadente è l'ascendente sui subortlinati. Solo l'intelligenza ravvivata cfoll'immaginativa, la cultura so>1cnuta clall'espcricn1....,. il C:'lrnut-1c fermò. l:1 rttlitudiue gt:ntr~mo questo :uccndel.'lr~ che fa rcdditi1,ia l'azione di comando e focile ogni impresa pcrchè suscita la devozione e la collaborazione leali e spontanee e la prestazione da parte dei dipendenti ,pinta sino ai limiti del senso dd dovere e dello spirito cli sacrificio. Nella constatazione soggeuiva di questo ascendente e dei suoi cffcui concreti è: ripo,1:.1 w,a delle più olce socldi,fazioni, se non b pita alta, che l'esercizio del comando riserba ai comandanti degni di questo nome.


1

53

Quadri di elevate qualità sono il risultalo di un lavoro delicato, assiduo, in3cccssibile alle improv,•isazioni, che esige meni, terni"' e spesa. MC'~:ti, tempo e spesa sono gli indici dell'onere inerente alla prepara· zionc dei quadri, per cileno del quale hanno un carattcrc prcssocbi: penna• neutc situa.Gioni di carenza organica e di ,lifcrto <1ualitativo. Alla difficoltà di produzione si :iccoppia una di,ponibili1à sempre inkriorc alle richic.,re, in pnnicolarc alle richieste delle situazioni di emergenza. Se i quadri potessero i<lcntific:irsi con be11i economici - e in dfcni con un r~ccostnme.ntv un po' .·md.1 e M potrebbero im::luclcrc ndla categoria dei beni strumentali - difficoltà <li produzione e disponibilità inferiore alla richiesta s.1rebbcro gli indicativi di un considerevole valore di mercato. on è il caso di spingere troppo oltre l'analogia clic qualcuno può tro1•are poco convincente, ohre che inconsueta, ma è un fatto certo che il pre!,'10 di quadri scdti e adeguati alle esigenze d'inqundramento , inapprez1;abile i quadri sono cervello e spina dorsale di ogni fom, armata - e che per contro il loro difetto organico e qllalitath·o è stato sempre all'origine di gravi conseguenze e talora di dolorose sciagurè. Ove esiste un problema ùi quadri, quc lO deve essere urgentemente risolto. Rimondarnc la soluzione ai momenti nei 9uali le crisi clivengonc, acute - cri i organiche c crisi internazionali - è: prova di grande imprevidenza. Sulla base di considcrazio11i di ordine eminentemente pratico non si dovrebbero mai trascurare questi dati cli cspcrien,.a che sono ben noti a tutti gli studiosi dei problemi di organizzazione militare e quanclo sì tratta di ri,olvcrc i problemi finan1.iari che ne sono premessa e conseguenza è bene ricordare che indubbiamente « la prcparazfonc militare è molto co tosa, ma se il prezzo della vittoria è dcvato, esso è sempre inferiore a quello della sconfitta».


LE ORGANIZZAZIONI COMPLESSE DI MINE

SULLA BASE DELL' ESPERIENZA DI GUERRA (CAMPAGNA 1943-45 IN ITALIA) 6111. di brig Pooto S111Jil1"

f.· J

C.\MPI ~!INH! JN fnLIA DUMNTE LA CAMP.\CNA

1. -

1943•45.

La campagna 1943 - 45 combattuta in Italia da Tedeschi e Alleati

ha molti aspetti interessanti dal punto <li \'Ìsla degli ammaestramenti lattici che è .(l<'>Ssibilc trarne. Nella pccscnte nota, premessi i dati riassunti,•i rdativi all'impianto delle mioc in Ita lia durante le accen nate operazioni, si e.crea di dedurne alcune lince fondomenuli d'impiego, con pa.rticolare riguardo alle organizzazioni più complesse. Il peso del minamento reali1.7.ato sui campi di battagl ia italiani ~ staro veramc.-n tc considcrcvok. Campi mi nati sono stati impiantati da entrambi gli avversari ma in misura senza dubbio più ingente ad opera delle forze tedesche, che vi comballcvano una guerra difensiva controdistinta, dopo gli episodi iniziali di sbarco, da una sensibile carenza di forza in confronto dei compiti operativi. AJJ':uxcnnata situazione i Tedeschi fecero fron te con una condotta operativa molto abile, con l'adozione di provvedimenti org,nici e di procedimenti tattici adatti, infine col valore dei combatte!lli. A queste caralterÌ$ticht di comando e d'cscc,nionc da parte tedesca hanno fatto riscontro da parte alleata una conoscenza imperfetta delle esigenze di un 1e<11ro d'opcrazioni del ttlllo nuorn, qualche incertezza nella condotta operativa, nna scarsa attit udine a conséguirc risultati risolmivi sinchè non vennero apprese, sovente a caro prezzo, le modalità della gu"1'ra sui terreni iralioni e contro l'avversario che era di fronte. Si aggiunge, e ciò aurucma l'interesse dell'indagine, che le mine ,·cnnero impiegate da entrambe le pa rti ir, conformità dell'esperienza di alcuni anni di guerra. :2 •• Per suffragare l'importanza dc! teatro d'operazioni italiano ai fini proposci nella icconda guerra mondiale e l'interesse effettivo delle deduzioni tratte dall\-same obiettivo dei campi 1oinaù realizzati in Italia, si premettono :tleun1 dati riassuntivi )u!l'cffet1iva consistenza raggiunta dal min:,mcnto al termi ne della guerra.


l dati presentati di seguito 50no inediti. Essi sono il risultato di un c.omplcsso e diligcnte lavoro statistico compiuto su di una documentazione originale e molto esauriente (1). C.omc è noto, la guerra recente in halia è nata caratterizzata da fasi aJ. ternate di attività e di sosta delle operazioni. Le sosre sono avvenute laddove i Tt<lc,chi avevano approntato le sistcm:1z.ioni m vista delle bartaglie difensive degli invcrni 1943 • 44 e r944 • 45, che costituirono episodi particolari ddla grande operazione strategica intesa alla difesa della cosiddetta 11 fortczza europea». E' del pan noto che clopa gli sbarchi alleati in Sicilia e di Salerno, i Tedeschi si sistemarono a difesa lungo la linea Sangro. Garigliano, sulla quale tennero rma agli attacchi alleati dal novembre 1943 al maggio 1944. Alla merli circa di eletto periodo s'inserisce nella complessa operazione allcat:i, sino allora rimasta senza successo, lo sbarco e la costituzione della testa di sbarco di Anzio. Conquisrata Roma e l'Ir:,lia centrale in seguito alla vitroriosa offensiva del maggio 1944, nel serrembrc dello stesso anno le fora alleate erano di nuovo arrestate dalla cosidden:1 11 linea Gotica » e anche stavolta per lunghi mesi. A parte attività operativa a raggio relarivamcnce rimeno po~ta in essere nel settore orientale della linea Gotica (Romagna), l'incolbnm della penisola italiana tra La Spezia e Rimini fu tenacemente difesa dai Tedeschi sino all'inizio dell'offensiva finale anglo-:uncric:ma dell'aprile 1945, che Tu seguita dal collasso del frome tedesco del Sud - Ovest. In strena connessione con gli avvenimenti di guerra brevemente riassunti, le organizzazioni m;nate risultarono addensate in trani ben delimitati della penisola, quali il terreno della linea Sangro · Garigliano, la zona della testa di sbarco di Anzio, gli appr(ICCÌ della linea Gotica e il territorio inrerposro tra questa linea e la fronte dall:r quale parll la vitloriosa offensiva finale alleata. 3. · l precedenti acccru,i rcmlono ragione delle entità cli minamenlo che sono state riscontrate di fatto nelle zone indicate. alle quali sono da aggiungere molte altre minori disposte a cura di autorità militari varie (difesa CO· sriera, difesa dei confini terrestri, campi minati elci combattimenti in ritirata tra le fasi difensive, ecc.). Passando a dati numerici riassuntivi e facendo riferimento ai « titoli • dei fogli della Carra d'Jtalia 1 /100.000 entro i quali risultano compresi i (1) La docum~mazionc ~ nJt11 Comu:t ùall'AlheJ Commis>ion · Civil Afiairs $«don alla DirC'Ziooc. Gencralt tld Genio d('ll'allora .Miniscc.rc della. Gucrr2 ud 1945, allo scopo <li facilitatt': i lavori di ~m111aine11to e cli bomfica imcgr:1lc dd campi di b.'ln:.glio. naliani, cd è tuttota cus.todit::l prC$SO di qucll:1. Come 5.\r':l rnrglio chi;irito nd resto la dCh..-umcorniionc si ri(criscc a mine sic11rn mtlilt poste in nprm e rapprescnt:1 un valore globale minimo che satà J1scusso.


campi minati invcntariari, si elenca.no di seguiro i tarali parziali e generali rtlauvi al numero dei campi e ai carichi di mine: r• - Chieti, Lanciano, Vasto, /\latri, Sora, 1\gnooc, C:issino, Frosinone, Isernia, Terracina, Gaeta (12 fogli) c.1mpi minati n. 1014, mine N. 2

-

Launa - compi minati n. !)66, mine

l

5,323

. N. 194.906

3• • Com.,cchio, Bologna, Imola, Ravcrura, La Spezia, Apuania, . Marcello Pist., Vergara, Facnz:t, forH, Rirni11i, Pisa, Lucca, Firenze, M. Faltcrona, Mercato Saraceno, Pesaro, Scnigaglia, Livorno, Cinà di Castello (21 fogli), campi minnti n. 2367, mine N. 564.430 In totale le uc zone indicate comprendevano 4374 campi minati con 1.044.159 mine su d1 un totale d1 1.273.736 mine che ,<mo state censite nella documentazione esamir.iata, rclati,a a tutta la terraferma italiana, distribuite in 5017 campi minati interer.!llnti 67 fogli della Carta d'Italia cioè 1'87 % dei campi minaci e 1'81,8 % delle mine che risultano impieg:ne in halia. I precedenti dari possono considerarsi più che semplicemente orientativi pcrchè per considerazioni critiche che non è il caso di riportare è da ritenere che i documenti esaminati riguardino i 9/ 10 in superficie e i 95/ too in corico di mine dcllc aree minate italiane, il che consente di aHcrmare che l'errore probabile, naturahncntc in ilifeuo, non dovrebbe superare il IO 'X, in superficie e il 5 % del carico e che i dati stessi sono accettabili quali indici di ordine di grandezza. I dati più attendibili dovrebbero =re ricavati dai precedenti mediante la maggiora7.ionc prevista e arrotondamento. Su rali basi ~ cQnsenrito stimare il numero rorale delle mine impiantare ,n l!alia ("sduse I" isole) a circo 1.400.000 unità. In base agli stessi dati si lraggono alcune deduzioni di carattere gencr:1k: - le mine hanno rro,•ato largo impiego nelle fasi difensive della battoglia; nelle fosi offensive sono state impiegate per rinfor~are srnori d'occu• pazione e per fare fronte alle azioni controffensive dclJ'a,,vcrsario; - il carico medio dei campi minati tedeschi in Italia ~ ,raro di circa 216 mine per campo. Includendo od computo i campi minati alleati la medio si deva a circa 250 mine per campo. Il carico medio è stato di circa 2So mine sullo linea Sangro -Garigliano; di circa 200 mine, sulla te ta di sbarco di Anzio; dt 238 mine, sulla Linea Gotica; - il carico dei campi minati costituiti al di fuori delle zone di battaglia è stato alquanto superiore al carico medio dei campi nelle zone di battaglia; - ii carico medio di mine per chilometro di fronte ddk anzidette aree di battaglia risulta rispcttil'amente di 2100 mine/km. sulla linea Sangro • Garigliano; di 3000 mine/ km. nella testa di sbarco alleata di Anzio (il coI•


rispondente dato, riferito ai campi minali tedeschi, è di 16oo mine/km.); di 2700 mine/km. circa sulJa linea Cotica (campi tedeschi). E' evidente che il minamento è più intenso là ove è maggiore l 'intl'll· sità e la durata deUa lotta e aumenta col prolungarsi della fuse difcnsi,•a. E' interessante fa relativa uniformità, in linc.1 di ordine di grandezza, dei dati di carico di mine per unit,1 di lunghe-a:a di fronte. Come indice sperimentale di carattere orientativo sc ne ricava che la densità media di mine su di una fronte difensiva estesa teatro di uM difesa lung-• e osti nata può ritenersi di 2 '"'3 mine per metto. Tenuto conto dei tratti impcrcorribih e di quelli meno fortemente muniti, in ulteriore approssimazione si può affermare che la densità effcuiva di mine sui fromi di battaglia raggiunge valori anche doppi dei precedenti (4 + 6 mine/metro). I dati d'esperienza possono essere suffragati da considerazioni intuitive impostate suUc caratteristiche delle mine e sulle funzioni <l'interdizione nei riguardi del movimento di veicoli e persone durame la battaglia, sulle quali si ritornerà più oltre. 4. • I criteri e i procedimenti d'impianto delle mine e dei campi minati ernno relativamente scmplic1 e prcssochè unifonn1 presso gli eserciti contrapposti. Essi conservano interesse attuale pcrchè è da prevedere che non siano destinati a subire importanti modific:,zioni, sinchè le mine mantengono le caratteristiche tecnologiche e d'impiego, in cUctti praticamente invariate. Ogni campo minato consisteva in linea schematica cli pi~ righe (row of m '11e1, Mi11c11reihe) di mine impiantate a distanza generalmente fissa tra le mine di ciascuna riga e a distanza fissa o variabile (intervallo) tra le righe successive (~d es. nella exJe111lcd uctio11 <•mc:ric;m:i.). La disposizione delle mine era conforme a schemi determinati nei campi regolamentari (dcli~ratc 111i11cfichli, rcgclmii1ngc Mi11c111perrc11); è sovenre libera da vincoli nei campi speditivi (hauy mi11cficld1, 1mrcgclm. M. Spermi). La grande maggioranza dei campi minati in Italia appa rtcncva alla categoria dei regolamentari, poiehè da entrambe le parti si ricorreva a quest'ultimi ogni quah·olra possihilc, in conformità di esigenze di rendimento e di sicurezza, immediata e successiva. Nei campi regolamentari, con particolare menzione ai campi contro i carri armati, era prestabilita un"unità elementare <li campo, in generale corrispondente:, un'unità di posa (e relativa unirà di bvoro: squadra o plotone). Una scric di unità elementari contii,rue. estesa nel senso della fronte, costituiva una fascia minata (bclt, Mi11c1uperrc); una o più fasce, un rampo minato (mi11efidd, Mi11cnfclà). Nei dispositivi minati tedeschi le unità elcmcnt,ri erano costituite da rettangoli con carico di 24 mine e ,:icnsità di I min3 / metro, sensibilmente più piccoli degli analoghi clementi in uso presso gli Allc3ti, che disponevano di un carico di 7<H· 88 mine e u11a densii-:. di r .5 + 2 mine/ merro.


Sempre presso i Tedeschi le unità dement3ri contigue erano sfalsate e il dispositivo complesso aveva buona attitudine di admamenro al terreno. Sovente un certo numero di unità giustnpposte costiruiva una sezione. I dispositivi minati tedeschi prescnt.wano in genere era sezione e sezione varchi (G:wcn) abbastanza estesi, chiusi po>tcrionncntc <la apposite stzioni cli chiusura nel caso di fascia unica, mcdialltc sfalsamento dei varchi tra fasce successive nel caso di campi con fasce plurime. Nei campi britannici e :uucricani le nnit~ elementari erano o normali (r1a11dard scctioll) o estese (c>tcmlcd scctiou), disposte contigue su di un 'u· nica linea di base. Il procedimento, alquanto rigido, richiedeva accorgi menti panicolnri nei cambi di direzione ddl:, fronte, in genere l"impianro di un·u. nità d "angolo (t11mi11g sectiofl). Anche quivi esiste,·ano varchi (lancs, gaps) variamente clisposti secondo ubicazione e scopo. E' evidente l'import3Jl1~, dei varchi e della loro dclimitozionc e segnalazione per la manovra delle- for7.c dcli a difesa: i varchi. noti al difensore e ignorati dall'attaccante, sono punti cli ,•antaggio assicurati alla difesa. Il =ico di mine di un campo minato variava eia poche diccine di ordigni ad alcune migliaia. 1 campi di carico pilt ridotto erano in genere quelli destinati agli sbarra· .= li; i campi più ingenti 1i riscontravano nei terreni spacciati. li campo più considerevole della testa di sbarco di Anzio era americano: era dislocato a S.W cli Cisterna e contava 2317 mine. li campo m inato teùesco di maggiore entirà di tutto il territori,, ita liano sembra sia stato il campo « Teodorico " nella valle ùd F. Poglia (Marche), che aveva un carico di circa 35 mila mine. 5.• ln ogni circostanza le mine campai, sono siate armi sussidiarie deHc quali è stato fatto un larghissimo impiego sia come mezzo controcarro d'innegabile eUicaci:i, sia come mezzo ani ipcrsonale integrativo di ostacoli difensivi e ,a.lido ostacolo per proprio conto, sia infine, in circostanze particolari carancrizzatc da forte deficienza di c[(cttivi ri1pcno alle fronti, per l'intcrclizionc di estese ar«' (abarr:imcnti protettivi. fianchi difensivi, ccc.). Non vi ha dubbio che la uùna è un mcz?..O statico, ma essa è atta a costituire una min:,ccia potenziale che diviene effettiva c molto efficace al momento dell'urto, con l'esplosione di una carica d'entità variabile da alcune centinaia d i grammi ad alcuni chilogrammi tl'esplo~ivo in forza rli un congegno d'accensione semplice e sicuro. Le accennate CJ1ratteristiche sono ,Late conkrmate dall"esperienza di guerra e ne sono prova la larghezza e la latitudine d'impiego riscontrat3 in Iralia, brghczza e latitudine che non rappresentano un hno isolato ma si sono manifestate in misura anc.he più considerevole èn altri scacchieri, ad esempio su quello russo e su quello francese.


E' ua fatto che i campi minati banno assunto in guerra un ·importanza sempre più considerevole, in relazione alle funzioni c he si sono dimostrati atti ad assolvere, e il loro u:npiego e il loro rendimento hanno seguito un processo di rapido incremento, che per di più non ha raggiunto verosimilmente i suoi punti di massimo. In a.lui termini esistono tuuora condizioni di perfettibilità nell'impiego delle mine e delle loro organiiGzazioni complesse le quali sono insite più che nei dispositivi mccc:inici, ormai giunti a un grado elevato di perfezione costruttiva e di funzionamemo, nei criteri e nei procedimenti <l'impiego che pomno esaltarne in modo considerevole il rc111.limento tattico. Non è fatica inutile compiere un breve <- excursus» in questa matcda, per delineare i uatti essenziali di criteri d'iu,picgo aggiornati.

J(.

~ LE ORCA:,,llZZAZIONI COMM.ESSE DI MIN'F'..

6. - E' noto che le mine camp:ili agiscono in modo subdolo e sono cli difficile individuazione. Esse sono sempre occultate, generalmente imcrrate, in qualche circostanza dissimulate tra la vegetazione o soltanto posate sul terreno. In ogni caso si sono dimosuate e sono armi rustiche, di facile impianto, economiche, di grande effetto materiale e morale, di elevato rcnd,mcnto, capaci di rcsiare attive per m~"ii <: auchc per anni dopo cs,erc state po,tc in opcr:i. La loro presenza sul campo di battagl.ia costituisce un ost.icolo vcramcnle scrio contro i mezzi corazzati e, da sole o come clt'IIlcnto integrativo, un valido potenziamento del fuoco e dell'ostacolo. Poicbè la progressione dell'attacco non può aver luogo che previa la loro cùu1inazionc, si ~ imposto e s'imporrà anche nel prossimo futuro i) problema dello sminamento durante la ban~glia (deari11g, Emmi11iJier1111g). In generale l'dimin,1uone delle mine può aver luogo mediante disattivazione. rimozione o distruzione e richiede la preventiva individuazione. L'individuazione ha luogo medfantc L, ricerca (proddi11g, Mi11mat,fs11clw11g), ad opera di personale specializzato provvisto di punte di s.1ggio del terreno o di app.1rati elettrici cercamine (mine dctcc~r;, Mi11e11suchem). Ma oltre le 1uiJ1c ordinarie, nclb cui fabbricazione entrano in larga misura metalli e in particolare accbio e ferro, esistono anche mine amagnetiche, costruite in legno e materie plastiche, con esclusione prrnocbè completa di metalli, le quali eludono la ricerca con appauti elettrici. L'eliminazione può aver luogo anche mediante dispositivi esplosivi o meccanici, quest'ultimi alti ad arare o a comprimere (con compressione diretta o battitura) il terreno dei campi mionti, ma con scarsi risultati. Conuo le operazioni di disanivazione e di rimozione sono stati posti in opera dispositivi antimancggio e antirimo~ionc e dispositivi d'intuppola-

1

I


mento (booby zrap,) che richiedono l'tntcrvento di pe=nalc altamente spe· ciali1.,..1to per la disattiva:r.ione e rimO'.tionc. Di conscguc112a in combattimento le mine sono di norma eliminate mc· d,antc distruzione. 7• • Le mine compoli hanno ocquistoto signircoto e rendimento d i mezzo rottico allorché sono state impiegate in organizzazioni comple«e.

La più semplice di queste organizzazioni complesse è il campo minato (in quc:sta dcnummaz,onc si include anche la fascia minata), In nitri termini i campi minati rappresentano il proecd\meMo fondamentale d'imp\ego delle mine in combatti mento. [ campi minati sono stati largamente utiliz1.ati nella seconda guerra mondiale, come è stato già dcno con qualche estensione al Capo I. Come evoluzione ulteriore di tale linea d'impiego è da prevedere la messa in opera di orgnniIDli di ordine superiore, quali la zona minata e lo sbarramento stratcgiro di mine. Tali org,rnismi sono stati S<:mpliccmenle abboz,.ati durante la pas.,,t., guerra per ,pontrnea rispondenza o esigenze di fotto e sono "'"'" dubbio meritevoli di studio m vista di un'utilizzazione più sistcmatie:i. li e:impo minato è l'organi:zz:iz1one complm:i di 1' ordine. L'elemento organi1.1.ati\'o superiore è rappr=nrato da un sistemo di campi minati risPon• dcnre a una determinai., funzione ramca : la zona minata od organizzazione complessa di 2• ordine. Organizzazioni di ordine anche più dc,·ato pas10no prc••cdcrsi per par· ticolari csigcn,.c operative: esse sono i grandi sbarramenti stra~gici di mine, talora di estensione frontale e profonditi\ molto ronsidcrcvoli. L1 pn:M:nza di organizzazioni comple.s.sc di mine ndlc: sìst~mazioni di.. f<'.n5tvc esige la ddini,ione di procedimenti per il passaggio (hrcachmg, 011rch. br11du111g) durante la batuglia, come già si è rilevato che la presenza delle mine ha im1x»ro l'applic:iziooc dei mctudi di eliminazione. U passaggio at• tra,·crso le organizza:r.ioni complesse di mine ~i realizza aprendo sistemi di varchi, ciascuno dei quali è praticato eliminando le mine in corrispondenza dei trntti sui <]UJli s'intende effettuare il tran,ito. L'apertura d1 sistemi di varchi richiede personale addestrato e tempo cd è operazione tutòltro che agc ..ole. in specie Sé compiuta 50llo il Cuoco nemico. cl tempo ncce sario per aprire i varchi e forvi passa.re le unità attaccanti consi te il valore di arrello o impcdiùvo delle orgaoizz:izioni complesse di mine. L: accennate organi~zioni complcS5c hanno oricntao1cnto gcocrale (fronre dell'organizuizìone), estensione e profondità globale, intervalli e distanze rra gli elementi d'ordine inferiore che sono funzione dei compiti aMegnati e rispondono in genero.le al concetto fondamenralc di gravit. re con lo densità più clevab dì mine - dcfinit2 in base olla già citata dcnsicil di mina· lllcnto - a cavnllu delle direttrici d'attacco piil pericolose e di consentire, in


57o linea subordinata, la manovra delle proprie forze (movimento atlra\'erso l'organizzazione minata) e la valorizzazione dell 'ostacolo col fuoco e del fuoco con l'ostacolo. L'organiz:iazionc complc.1-1a di mine risponde strettamente in ogni caso concreto a un concerto operativo, cioè a una previsione concrc1a circ:i la condotta dc.Ila battaglia difensiva. « L'ostacolo si schiera (e.i si riferisce all'osiacolo artificiale, specie campo minato) in stretta aderenza al concetto operativo ,, (Vialor: li caposaldo, Riv. Miliwc, gennaio 1950). Dagli esempi ponati risulta cviclcntc che nell'organizzazione dei campi e delle zone minate tro\'a applicazione redditizia il principio dell'impiego a massa. La mina è un'arma particolarmente in<licata per l'impiego massivo, nel smso che il suo rendimento tattico cresce rapidamente col numero delle mine poste in opera, naturalll1cutc sino a un limite massimo corriipondcntc a una condizione <li saturazione 1auica che non conviene superare. I pari ordine d'idee e fatta eccezione per casi e scopi particolari, l'im· pianto di mine largamente disseminate e di mine isolate' e un controsenso. Si è parlato di saruraiione. E' bmc mettere subito in rilie,·o che la sa1urazione tattica è cosa ben differente dalla ,aturazione materiale del terreno, an,:itutto in conscgu=• del fatto cbc raggiunto un dctermina10 e prcstat>ilito valore d'arresto non è economico procedere a ulteriore impianto di mine, in secondo luogo pcrehè in questi termini si riduce senza contropartita utile il terreno utilizzabile per la mano"ra do pane della difesa. Questo conctlto che ha considcrcvolc iroporranzo sarà meglio precisato più oltre (n. 11). Per il momento imporu avvertire cbc impiego a massa non significa impiego anodino di mezzi nè realizzazione di organizzazioni uniformi, cioè di densità costante lungo tutta una fronte. Significa far~ massa laddove è necessario e qui vi impiegare quel carico di mc-Lzi, per quanto elevato, che assicura i più elevati effeni che sia possibile conscguiJc. 8.• L'impianto delle mine viene cUcttuato nell'organizzazione complessa di 1' ordine in vista di w1a prestabilita capaci1à d'orresto o impeditiva, cbc è individuata, come già affermato, da una densità di minamcnto misurata da un numero di mine per dimensione lineare di fronte. A questo proposito non è inutile :1vverùre che se si parb o si scrive correntemmte di mine/metro o di mine/ chilometro (mine/km.) - i dati essendo riferiti al caso concreto di una frome difensiva dctcrm.inata - il valore corrispondente ha soltanto il carattere di un indice di valutazione dell'cntit~ complessiva dell'operazione di minamento e un contenuto più tecnico c:he tattico, da utilizzare nei progetti e nei lavori d'impianto delle organizzazioni


57 1 miMrc complesse (rifornimcnli, 1rnsporti, mano d'opera per lavori d'impianto, clementi di sorveglianza e difes.i clci campi minati). Si 1rana c,nè di un dato indirnti,·o col sii:nificoto di un valore medio. che riassume di fotto il risultato di una di,pos,z,onc ,•:iria e razionale di campi lllUlati, dislocati o ragion veduto e provvisti di carattcrisLicbc intrin• scchc rispondenti alle caraneriniche tanico-tecni.che dell'arma e a un concetlo d'impiego aderente per comcnmo particolare alle esigenze di eia,cun caso concreto.

L, densità di minruncn10 minima è qudla che assicura l'interdizione del tr•nsi10 su di un trano obic11i1•0 di terreno con l'impiego del minor nu,ucro di mine. Eua si traduce in un~ dispo~i?.ionc particolare di ordigni 1alc che un carro proccdcme normalmcmc allo fronte del c.1mpo minato (nel caso di mine A. C.) o un uomo procedente c. s. (nel caso cli mine A. P.) dcbl-ano nccc,sariamcntc provocare l'esplosione di una mina. In conformità delle precedenti prcci,az.ioni intuiti\'e, lo dcn,ità di minamCDlo minima, nel caso cli mine A. C. e in dipendenza delle dimensioni corrcmi dei cingoli dei carri armati, ~ di una mina per ml. di fronle cd è al, quanl() minore per le lll1Jlc A. P. a pre1>ione. Nd caso di mine A. P. a strappo, SCD1prc in linea teorica, In dcn,irà minima è dato da una mina sulla distan1.a Croniale coperta d.1 due fili di strappo opposti. Jn pratica s1 corwderano densh/1 di minamcmo minime 1,5 mine per ml. nel caso di mine A. C., t mina per ml. per mine A. P. e densità di minamemo medie valori doppi dei procedenti. Le accennate densità di minamento e quelle ,cnsìbilmen1e superiori accertale dalla documentazione relativa ai campi minati in hnli:i (n. 3) non si rcafo;~ano ponendo le mine a stretta contiguità in poche righe di~postc nel senso della ironie. A cominciare dalla disposizione delle mine ndle unit.\ elcme.nrari, per pas;are alln co<tituzionc dei campi mediante fasce di unità clemcnuri e da questi alle zone, l'impianto delle mine deve aver luogo ossc_rvando diS1:mzc e intervalli tr> ordini e tra dispositivi complasi che sono suggeriti da csìgen7,e 1ecnichc e da criteri tattici. Le prime bru,no nssoluta prevalCtl7.a nell'imphUlto delle unità elementari, mentre i criteri taltici hanno la preminenza nella ddìnizione della slrutrura delle organizzazioni complesse di ordine superiore. Nelle unità clemenlari distanze e in1cnaU1 ,ono deltale dalle modalità d'impianlo, dalle pracrizioni di occultamento, dalla con;idera:tionc dell'ef. ficada dei 1iri avversari di distru;ion c e dalla necessità di evitare esplosioni per influenza. L, pratica insegna che rispc11.atc le clis1anzc mimmc suggerite dall'effetto d'influenza risultano soddisfatti anche gli altri requisiti CÌlaLi. Allora è possibile limitare la discus,ionc dei dati metrici agli dfctti d'esplosione per in-


572 Oucnza. Sotto questo punto di \'im, le mine comigue debbono essere disposte a distanze e intervalli superiori a un valore minimo fu111,ionc del la ~ensibilità dell'esplosivo e delle caraltcri,tid,c dc, congegni d'accensione, sono pena, in caso d"inosservanz:i, di vedere inut1lizza1a un'intera fascia di mine per l'esplosione di una sola cli esse. E' vero che molti tipi di mine e in )pc<ic 1.jucllì c.mclu d1 qu.inutà considerevoli d'esplosivo sensibile presentano dilpo,itivi di ucutr:ilizzazionc dell'onda esplosiva cui 1i deve l'esplosione per influenza. Ciò 111:1lgmlo risponde a giusto criterio non discendere al di sotto di 3 ·.- 4 m. tra mine A. C. imerrntc, di 2 m. tra mine A. P. mtcrrate e Ji distanze una volta e mezzo le precedenti nel caso di mine semplicemente po$:1tc sul terreno. Per effetto della precedente norma, la dcm11J di nunarncnto prrnab,lita si raggiunge disponendo le mine su più nghe e 11 numero delle righe ~ determinato caso per caso dal rapporto <emplicc della di\1.1n1.(I tra gli ordigni eormpondentc .tlla dcnsib di minamc.nto .tlla distan,..i effctuva di po,a (ad e,., per avere una densità di 2 mine per ml. con mmc distanti m. 3,50 occorrono 3,5/0,5 7 righe). Le mine delle righe succcs,i,·c sono sfals:nc rispcuo a quelle delle righe che precedono in conformità dì norme pratiche che ,cngono appliC3le o mediante ordinar, strumenti metrici o mediante appositi nastri o catene provviste di anelli o di :litri indicativi per indi"iduarc 11 punto d'uup1anto di ciascun~ mina 2 p:mirc da un punto d'origine prestabilita (tpacing t<•ire, inJia11 wirc, MincnmcmlnJhl, Mi11c11mc1,kc11e). Dal punto di nsta tattJco, la posizione reciproca dei dispositivi complc.«i di mine (fasce, campi, ccc.) deve essere subordinata a scopi di sicurczz.1, occultamento cd cffic.acia, nonchè alle esigenze di ctrcolazionc tra I campi minati da parte delle unità che presidiano b si<tcmazione diCcns1\',t e le organinazion1 mmate. ln definitiva si tende a costituire una disposi1ione cellulare che .1<1icuri la maggiore profondità dell'organizzazione complessiva. le condizioni cli sicurczM tecnica e la densità globale di mine presi-abilita. " Mine fidd drpth i; m1porta11t • asserisce il « \vnr Dcpartmcnt Ficlcl Mnnu:11 • U.S.A. Army, 1943 : Londmines ancl hooby traps » e :tltrove recita: « Tltr cd/11/ar or /1011eycoml, 11a111rc o/ rl,c mine ficld rendi ro /end enrmy attnck1 i1110 Pf><kct1111rro1111drd by mi,~firl,/1 ». 9. • Si sono brc\'cmcntc na~suntJ alcuni criteri e d.1ti 1amco-tccn1c1 relauvi alle operazioni di minamento, per quanto molto noti, pcrch~ essi sono prcmc\sa logica dei buoni criteri d'impianto delle organiuazioni complcs.sc di mine, criteri e,scru:i:tlmcntc tatrici, dei quali si pass.~ a for cenno. I campi minati ~no stali distinti in vario modo dal punto di vi<ta tattico prc,so i tre eserciti in c:unpo. Presso l'c~rcito americano i campi minati erano clcnomin3ti protettivi,


5i3 tatuci e d1 disturbo (11111uince mi111: fiddJ): presso l'esercito britannico, difcn~t\'11 protc1t1vi e tattici. La rcgolamcnt'1zionc amcricnn..1, molto accurarn, !lrtalizz!Wa i <.ampi minnti tnrtici in princi!"'li e sussidiari. Questi ultimi correvano trosvcrsalmcme alla fronte. Eventualmente erano disposte posizioni difensive Jinnanii ai campi princij>'Jli, per di[licolwne l'attacco da parte del nmiico. Le aree diErosive avanzate organizzate a quc;to 'ICOp<I cr;mo normalmente proteue da campi minati protettivi. Per prevenire la ricognizione avversaria, rendere più difficili gli approcci e approfondire verso ra,•anti la sistemazione tlifcniv:i cr;mo previni i c.=pi minati di disturbo già accennati, impiantati con mine lnrgamentc spa1.iatc e con alta percentuale d1 mine /\. P. e di mine inuappolatc. Una discrinuaazionc di caraucrc tatuco-fuuz1onale può unpostarsi in modo più semplice e al tempo nesso ri;pondcntc sulle ,dazioni di fatto tra campo minato e fuoco dcli~ difc,a, distinguendo nd esempio campi minati " stretta portata della sistcmazìone difensiva e con ciò ben battuti dal fuoco di armi vicine e campi minali battuti ,olranto da fuochi lontani, l'efficacia dei quali è minore per cffeno di distanza e per la subordinazione oll'csc:rcizìo di appo iti organi di osl<'.rvazionc e di collcg:uncnto. Sussistono nllnro differenti facoltà e possibilità d'intcr\'cnto d. porte degli clmicnti mivi della sistemazione dHensi\on, che impongono diffcrcnti modalità d'impianto e difesa dei dispositivi complcs~i di mine. L,, rdozioui di mutua 32.ionc tra campi minati cd dementi attivi ddla diCcsa dcbbòoo c~rc strette e sicure. ,, Mine fidds m11s1 ha11c ma.rimum co11~rage by smallarms and ami1011k-g1111 fiu " (I. c.). E' un criterio non foctltncmc giustific;ibilc quello di tm(crirc nelle incm:izioni difcn,il'c a clementi ,catid, sia pure attivi come le mine, gli atuibuti che sono peculiari di uno difes., attiva e monovriern, riduccnJo i compiti della difesa olle funzioni di scmplice sorvcglioD7..n di c3lllpi minati. Le orgonizzazioni do mine anche complesse sono dispositivi impmpri ad assolvere in modo autonomo e cKlusi,•o, o prcssochè tnle, fun1.ioni di difesa come acc:idc allorch~ i compiti delle forze mobili sono limitali alla scmpucc sorveglianza. Le organizzazioni complesse: di mine debbono essere diksc, ci& legate mctt:1mcntc a uno scb.icr:u:ncnto difensivo in possesso delle attitudini di .-.:azioru: di Cuoco e di movimento i.nJisprn;.,bili pcrchè la difesa possa tener lC>ta all'attacco. La loro efficacia è sempre a,sa1 grande quando consentono una riduzione di forze difensive pur conservando un alto valore di r<'-<istcn1,a e di re.azione all 1organi:z.:taz-ione generale. Per contro "rcbbc illusorio far conto sulln capa<it. d'intcrdiT.ione di c.1mpi minati abbandonati a se st~si e l'effcuo ritardatore che si può conseguire in queste circosmnze è assai limitato e comunque conseguibile con altri procedimenti, sovente più economici. l • Riv.


574 E' poi del tulio illogico e in pari tempo antieconomico !"impiego delle mine come una d,:,seminnione casuale di queste armi. che prescinda dn disposizioni conformi alle cara1ter1>uche obiclll\c di ciascun caso concreto, le qu3Jj esigono cv1dcmcmcntc modahtà appropmtc e dt norma dinintc da luogo :i luogo (n. 7). Le mine sono armi, sia pure ms,i,iiarie (n. 5), e come tali debbono essere impiegate, in conformitil di mod~lità razionali, aderenti :t!k loro caratteristiche tecniche e alle possibilj1à effettive che ne !Ono la conscgurn2.•, corrispondemi a una soluzione logica del problema 1anico contingente. Qurnc modali1à debbono CS>erc informate ai criteri d'impiego a m» a, già acccnnaiu, d'economia dc, me-,zi. affiorato quo e là in mudu implicito, di sorpre.<a e di mpondenz.1 :ùlo scopo o agli scopi, infine d'c[f.cacc:: inserzione ncll"orgamzzaz1onc difons1va generale con particolare riguardo ai sistemi di fuochi, ma m pratica <i concretano in una norma fondamcntalt: l'eflic~cia d'arresto o impeditiva dcll'nrgani7.7.:nionc cnmplcs.s., ,li mine rlcvc essere commisurata 311'imponanza della o d~llc direttrici do sbarrare, deve nver presenti i mezzi d"•nnm) che l'ovvcrs.1rio vi può impiegare per fotto di disponibilità di mC7.zi e di condi,ioni di terTeno. d~·e trarre la maggiore utilità ùagh ostacoli naturali e ùagh 0>1acoli arufici:ili di ogni ahru genere che è stato possibile apprcmrvi in conformità di relazioni di reciproca intc· grazionc che sono in gran P"nc inruici,·e. Ad esempio, è ovvio che ,ono inuLili rampi minali A. C. in terreni non pcrcombili da carri armati. L'annotazione può ritenersi mpcrnua, ma è proprio nello st«sn ordine d'idee che in tcrrem non uniCorm.i le mine devono di..porsi anzitutto • interdizione delle zone ,h più facile sfruttamento tattico (cl1c è fatto ben differente dalla facilità di trnnsito intesa in >énso comune) e che in secondo lcmpa ,i deve provvedere per le zone più difficili, secondo dìspombilit:1 di tempo e di mezzi. Di conscguenz.1 si sono vi.m e si vedranno i campi minati addensali a ca,•allo delle dirctrrici più pericolose d'azione avversaria e la scelta dei tipi di mine, In densit,\ di minamcnto e le disposizioni di posa informate alla rcaliz1~11.ianc del valore impeditiva prc!critto tratto per rratto. 10. • Con l'impianto della fascia minata cess.1 l'sttivi1à tecnica e ogni ulteriore attività per l'impianto di organizzazioni complesse di ordine superiore rientra in compiti di car:merc opcrauvo alb stessa stregua delle dispa<izioni per la schieramcntn delle unità ddlc 1•aric armì. ci precedenti termini re u confermata l'imponan1~1 conccuualc e pr;,. tica del p.,ssaggio dal minore complesso di unii:\ elementari (funzione tecnica) ai sistemi di fasce e di campi (funzione opcr,tiva), import:mza già accennata in precedenza (n. 7). • L'impiego delle mine e l'organizzazione delle zone minate in p.1nicolarc sono ricalcate sullo schieramento delle forze ÌIJ conformità del principio


575 basilare che i deve favonrc odia mmiera più efficace In conoou,1 gc11cralc della bnuaglia difensiva. In questo inremo si è visto spcs>n idcnufica10 ,1 complesso di campi minali clic cmLitui><c la 7.Qna m10a1a col scnorc di un 'u11i1à ddlo sducramcnro difensivo, 1alv11l1a con \IIJ scuore di b1g. ftr .• più spesso di un grupp<> di b1g. o di un'uni1~ mpcrior~- Orgnniz,_:1:,;ionc dei fuochi e organizzazione dd!'osrncolo fanno parie del relativo progcuo d, difesa e si adeguano gli uni all'ahro ndlJ maniero più :ulercmc, con p:irucol:uc riguardo allo schieramemo dei centri di fuoco """07.111. Qurstc c.1rattcris.tichc si ritro\';tno m parucula.ré net campi minati a meua ponaia dei c:ipisaldi (campi protetuvi), 1 'luali rcahzz:ino un osiacolo praticamente con1inuo sui 300• di orizzonte, pur con densità di mrnamcmo e ii pi di mine corrisp<>ndcnti .i un "cffcniva discriminaz,ooc di 11cccss11à di difc a e di possihilit,\ n'airocco ira trauo t trallo, e rappr=iano un ,.,,lido contributo alb c,1pad1/I di difesa a oltrnnza d, qucs10 elemento fondamcn1ale dcll'orgnni1.1.11.ione difensiva moderna. 1 ci campi min.1ti ilifcrui,•i, po,u a in1erdi1.1onc Jdlc corLmc rrn i capisaldi e <1uintl1 fruenti ù, azioni Ji fuoco più lontane o quanto meno mediate, l'organizzazione generale si propone di apprestare nel 1crrcno in1crpos10 Ira i capisaldi un complesso cl"insidic ano a spezzare lo 1lancio ddl'a11acco, a convogliare qucu"ultimo sono l"azione dei tiri più efficaci e a ingabbiarlo sono la più intensa reazione di fuoco. La rea1ione di nio,·irncnlo, se e quando neccs aria, liq1111b un avversario già rotto e d1.1peroo dagli agguati e dal fuoco. ,, Tanlo gh imcn·all, quanto le Crono dei capisaldi sono le sedi d"elc7,ionc di e.ne.si campi minati di oricn1am cntn, ampien.a ni fronte e carico di 1~nc dimen1ionaù in conforn1j1à degli cffrni d'1111crdizionc e d'arrcs10 che s m,endono co11;1:gu1re. " Il si!lcma complessivo, nella su" niscon1inui1à e profondità, costiiuisce un campo d'agg,1ari nd quale la pcncirazi<>ne di\lcne impresa :udua c, qucl che più contJ, è lontana da assumere il c:irancrc di pcricolosi1~ che si ri!contra,•a nelle organizz.izioni difcmivc a fascc "· Dal punto di visrn dctrorg.mi1.zazionc generale, le zone minate sono rcJli2,z.i1c con la prcdispvsizionc, nel quadro dei ~cuori <lifcnsivi, di un sistema :articolato di campi minati \'anamc.ntc dispost1 1 il già citato schc.ma cellulare (n. 8), che coslitui.cc un labirinzo di 1rnui min.11i e di traui di terreno Lbcro nd <JUalc I: mollo difficile di<trican1 tanto più 9uando la pc· netr•zione è renzata sou o l'azione efficace nel fuoco dclln difcs:l. L"a.rticolazione dci sistemi si ba.sa sulla disposizioni! elci campi minati a mo· di lJ Uinic di aggregati o sisiemi di fasce variamente oricmatc, te q11in1e essendo oricnlalc "gro.s,o modo " ;n guùa da proml3re una con1inwtà pratic.~ in confronto ddlc più probabili tlircurici d"anacco - di qui la giusti/i. cazionc della dcnominnionc - e ripclulc m profondità nno a raggiungere

ru.


i valori impeditivi prestabiliti, da aumentare successivamente secondo aCfluenza di mezzi e disponibilità di tempo (principio della gradualità d'impianto). I tratti di terreno libero interposti 1r:1 le quinte sono più o meno ampi secondo circostanze ma in ogni caso sono disponibilità acquisite per la manovra delle forlc della difesa. Cosl )a zona minata raggiunge i requisiti della maggiore profondità, della pi1i clcvat~ auituclinc d'arrc.110 e della pi1i tstcsa Iacoltà di manovra. L oricntamcnto generale delle quinte mira a incanalare l'attacco verso le 7.one meglio battute dai fuochi Jifensivi. Perciò il loro progetto e il loro impianto viene fatto in metta connessione col piano dei fuochi delle armi <li fanteria e dello schieramento d'artiglieria. L'applicazione dei criteri generali testè riassunti risponclc a esigenze operative ma :usoh•c anche i postulati cli c:iranere economico. Un minamcnto anodino richiederebbe a un dipresso 50 mila mine JM:r kmq. in ragione cli 15 + 20 mq. per mina (n. 8). Ora nelle zone più fortemente minate in Italia oon ,i sono riscontrate densità superiori a 7+8ooo mine per kmq., corrispondenti a 1 /G+, /7 ,Id valore calcolato per l'acccn· nato minamento tndiscriminato. Poichè la dispoiizionc delle mine nei singoli campi è informata a dati praticamente costanti (n. 4), almeno come valori medi, si può concludere che anche nelle circostan1.e di minamento molto intenso i 5/6+6/7 dell'area totale erano liberi da mine. Si aggiunge che tenendo pmentc il carico medio dei campi su circa 250 mine (n. 3). l'accennato minamcnto intenso ba corrisposto a un diprmo a 30 campi per kmq., mentre !JD minamento medio si aggirava su di un numero di 15 + 20 campi minati per kmq. Come ulteriore dato orientativo di massima è da tener presente che le accennate circostan,.e cli minamcmo incenso corrispondono a una clcMit?i di 8 mine /ml., cioè al dato tecnico di 24+25 righe di mine (con mine a 3 m. di distanza). Come è noto (n. 8), un dato medio ancora corrispondente a un forte minamcnto si può valutare a 1 /3 + r / 4 dell'anzidetto mas~imo. Per 3ttribuirc un giusto valore ai precedenti dati si ricorda cbe i corrispondenti desunti dai campi minati della testa di sbarco di Anzio sono di 9 righe di mine da parte alleata e di 5,5 righe di mine da parte tedesca. riferite al IM:rime[fo totale terrestre del la testa di sbarco. La sensibile cliscrepan1.a [fa i dati massimi citati e i dati d'esperienza è la conferma del criterio razionale adottato dai combattenri sui campi di hat· taglia di addensare k mine nei settori d'azione o di battnglia e di diradarle nri scrrori di semplice occupazione. 0

Il!. · GLI

SBAkRAMEl\,'TI Sl' RATI!CICI I)[ Mt!<E.

u. · Sussistono circosrnnzc nelle quali !M:r esigenze di carattere operativo campi e zone minate possono assumere importanza predominante in :on-


577 lrolllo di tutti gli ahri elementi della sillcmazionc difensiva, sernprechè sjano poste in atto le prol'Vidcnze per b loro difesa immediata, sino ad accollarsi in proprio un compito d1fcnsi\'o quale b pr01ezionc di un fianco esposto, lo sbarramento di wia zona di semplice occupazione e perfino l'interdizione, generalmente temporane:,, di direttrici c!'imporran,:a operativa anche considerevole. Le caiattcristicbc delle accennate incombenze consentono di denominare « minamcnto strategico» le corrispondenti operazioni d'Ul)pianto e di difesa di grandi zone minate. E' stata po~ta in rilievo (n. 9) l'aicatoriet!i di una interdizione a(fidata a soli mezzi statici, per quanto oggetto d"impiego massivo e schierati in conformità di bucne norme tattico-tecniche. A ridurre entro ragioncvoli termini le alce, è conveniente porre in atto provvedimenti cautelativi, quali la predisposizione di dementi cli sorveglianz:, e primo i11tcrvcnto, tratti spcsso dalle unità che hanno proceduto ai lavori d'impianto, e la disponibilità di reparti più consistenti a relativa portata per c:sserc in grado di far fronte anche a interventi avversari in forze. Questi reparti dovrebbero avere funzioni di riserve, i.ncluclerc aliquote di unità di aviazione di cooperazione tattica, essere molto mobili, dotati di potente armamento e <lèbitamcntc orientati m \'iSta di un 'entrata in azione rapida cd eflic:,cc. 12. - Nei tentativi di pa,;s:,ggio attravcno gli sbarramenti di minamento sttatcgico il nemico si sfor'ltrà di transitare aprendo \'archi relativamente ristretti e a stretta portata delle comunicazioni più dirette ~r impiegare il minor tempo possibile e di estendere ~ucccssivamemc ma sollecitamente i varchi per eliminare le servitù logistiche ma ancor più il gnvamc tattico di operare avendo a tergo mese zone minate mal note, cioè in situazioni nelle <JUali un rovescio p.wzi,tk e in altre circostanze pressochè irrilevante può tradursi in un grave disastro. D'altra j>'J.Ite ~ evidente che una volta superali gli sbarramenti m un numero anche limitato di trarti, la loro funzione risulta in grnn parte annullata. Di qui l'obiettivo di rendere l'operazione di passaggio :1nl11a per <]Uanto possibile. Soccorre in queste circostanze un'organizz;izionc generale de, sistemi minati la più idonea :t porre in gravi cliliicoltà l'attacco e un·orgamzzazione difensiva particolarmente accurata e bene impostata. Per quanto riguarda le organizz:1zioni complesse di mine, è da tener presente che l'azione dcll'artacco si può paragonare nelle circostanze in esame al rigurgito di una corrente contro un ostacolo che ne impedisca il normale deflusso. l-1 corrente tende a sormontare l'oHacolo e in pari tempo a contornarlo per trovare uno sbocco. Per esercitare l'opera di contenimento l'osracolo dovrà essere consistente e integrato da ostacoli trasversali di contenuta.


Analog;uncnte l'macco tenderà a determinare la Crome dello sbarramento, :a di,tcndcrsi per cercarne i limiti e indi aggirarli al tempo stesso che pone in alto i tcnt:ativi d1 pa~s.1gg10 per le vie più dirette. Di conseguenza è razionale disporre dietro un « sistema minato principale " e a dis1.1nza rcbtivarncntc ridotta altri • sistemi di raffittimcnto ,,, susseguentisi in profondir.ì e a un dipresso di eguale orientamento. collegati coi sistemi amist.inti mediante « bracci trasvcrs:1li" (i campi sussidiari della domina amcric:,n:,), Analoghi bracci trasversali in [unzione di organi di contenuta do, ranno essere disposti <ull:1 fronte del si<1cmJ princip~lc, in dirc,:ionc del nemico, in numero, estensione e carico rommisura1i alla funzione loro attribuita. I si,tcn,i minati saranno disrnntinui, rcalizwndo nel complesso una dispos1z10ne generale a quinte stafs.1te, L'organizznione generale ac(1uisterà profondi!~ in avanti mediante l'impianto di campi avanzali (i campi d1 disturbo della dottrina :unencana) e s,.,r~ integrata dall'attuazione cli cliltruzioni e interruzioni m,1;;1ve a cavallo delle rotabili. La tecnica da seguire è <1uella di determinare scomp.,rti entro i quali l\,ttaccante \'iene intrappolutv in natte le ,lirczi'lni utili Ji progm,ione. Ogm possibilità di distcndmi a cavallo della <lircnricc interclcn;i viene posra in seria di(ficohà; gli ingorghi e la confu~ionc dcterminati nel di~positi,·o attaccante contribuiscono ad accrescere la crisi delle fo17,e avversarie e predispongono qucsl'ultime a essere obiettivo redditizio ùcll'azionc di foro! terrestri e aeree prcdi;postc, che si 3)(_1liungono ben prc1to agli clementi di son·cglianza e di primo mtcnocnto. Per quanto rigu,1rùa la p:1necipazione di forze mobili alla di[esa di sbarr:1menti di mine. ci si riferisce ai proctdimenti adot1.1ti tn Italia dai Tedeschi nell'inverno 1944 · 45. " Nel corso della manovra di ripiegamento durante !a campagna 1944 i Tedeschi hanno imbastito la difensiva con largo impiego di campi minati integrali da fuoclu vtctni sostenuti dal concorso d1 fuochi pesanti e lontani. "L'azione di concorso aveva il compito di mantenere il nemico lontano dalle pO!izioni difensive, d'imporgli formazioni e ancggiamenti che non gli conscmi~ro di \':tlcrsi ;111 dall'mizto Jcll'att.icco della SUJ)(riorità numerica sulle forze della difesa, la <1ualc ricercava la protezione nella stessa sua scarsa consistenza, ndl';a»c117~1 del mm•:men10 e nella d,Efieoltà d'individuarne conromi e centri di fuoco. « L'efficacia e la tcmpmi,·ità dei fuochi lontani (mitragliatrici, mortai, cannoni) cf3 basata su grande clficicn1.:1 dcll'osscrva~ionc e dei collegamenti e \ulrortima conosccn1.a dei luoghi ,. Ern d1sposiz1one comune da pane dct Tedeschi di collocare nelle immedinte adinccn1.e del margine posteriore di un campo minato un poslo d'a-


579 scoho <l1 l u. e 50 + 6o m. addimo una squ,dr:i di sostegno di 4 + 5 u. con uno o due f-ucili lllilragliatori. L'1mp1anto delle organizzazioni compk~ di mine richiede tempo e materiali, oltre che l'impiego di una mano d'opera spcci:tlizz:n.i. l..1 ,pcciaJizzazion~. d'altro11dc priva di difficoltà partioolari in rapporto di una qualsia~i ahn atti, icl di ad.dè:!il.r.lmé.nlO al combattimento, Jc\·c cs-tcm.luii a una importante pcrccmualc dd rcparù di fanteria (pionieri e fucilieri) e di cavalleria bliJ1data (pionfori cd dementi autorrasporcaù), m aggiunta ai reparti dd gc.nio pionieri, ma tutt.i i combaucnti debbono conosce.re le norme clc• menuri d'impiego e di neuU":ÙÌ2z.:monc delle mine ,ul campo di battaglia. L'elevalo rendimento della mina come arma difcnsÌ\•a e la conseguente certezza di un suo impiego largamente l{Cner:ù11.zato consigliano infatti di c;tcndcre la spctialozzazione a tutti i m,l,tari che po»<>no c;scrc chiamati a impiegare le mine o venire a contallo più o meno dircno con gh analoghi IUC"l.ZÌ a,•venari. Sempre 11dlo ,tc,so ordine d'idee ao he i 4uadri " ,Jcbbono familiarìzure con l'impiego delle mine e con la prauca dello sminamento opcram·o e i '-luaclri più dcv:1ti avere assirrnlau i criteri d'impiego delle organiz,_,zioni complesse di mine. In ogni caso concreto, le c.irancris1khc do definire per le organizuzioni compie~ di ,• ordine (campi minati) sono il tipo di mina o di mine, l'cs1tn1ionc frontale e l'oric111umento gcncr:,le della fronte, la densit~ di minamemo, ,b cui derivano il carico di mine e, ,ubordinarnmcmc a mo<lali1ll tecniche d'impianto, il numero delle righe in base al quale si rcalizznno le fasce mina1c. Per le organizzazioni complesse di 2· ordine (zone minate) si dcb. bono definire numero e disposizione dei campi minati che le costiruiscono, progrcs,ivi1i del lavoro (campi d'impbnro imm«tiato e campi d'impianto succe<>ivo o <li rafliitimcnto), pre-<crizioni relative alla dib,1 e alla circola. zionc, per rc:ilizinre un·organi2zaiionc di1eonrinua e profondo provvisrn ,li un elevato valore impeditivo. In uno studio sull'impiego delle mine nella testa di l,arco di An1.io, l'A. ragguagli:i le caratteristiche cli un'organizza,ionc complc a di mine ai cinti di tiro <l1 un pe'tZO ( 1). « Ddim,c le caramri,ticht tecniche del campo minato (il che corrisponde alla scelta del proicuo e clclla carica per un pczw), i due p:iramcLri t•ttici dcll'dfieacia sonu l'orimtamcnto ed estensione della fronrc e il carico di mine da cui, in funzione dellJ fronte, dcril·a il d:110 ,h profondi1:1 del campo (il che corri pondc, per manttncrc il confronto artiglicristieo in quanto può 1

(1) Gcn. $1J1o1:r<o: / rwmpi m1n111i tcde-~dii Rw. Mtlnort, luglio 11),1~.

t:

ull,i.111 11tllu ltJliJ di 1bJrto dt rln:io,


580 volere, o! punromen,o dcl pezzo in alzo e direzione), QuCliti parnmenti debbono C1iscrc valutaù caso per ca,o, .lttondo gli scopi da conseguire e le caratteristiche del imeno d'impianto>• {I. c.). n confronto è np.:tuto soltanto pcrchè si presta a wnvalidare un concetto che t opportuno ricordare, per quanto cli cviòen7Jt solare. I dati di tiro di un pezzo sono calcolati e controllaù spcrimcmalmcnle e nessuno è stato mai nc:.tllmcno sfiorato dall'idea che cs,i possruio stabilirsi ahri111èoti che con procedimenti rigorosi. Anche l'impianto d~llc mine non è cffcm,abile senza la piìl accur.1ta ddini1,ione elci par~mctri r.111ici di ciascun elemento, in mctta risponcknza con la finalità di assicurare la più elevata ~fficacia all'organizzazione complessa.


s

N


LO '~U,IZZAZIONE DI SORGEi~TI SO. 'ORE .AEREE :MOBILI MEDIANTE LA VARIAZIONE DI FREQUENZA PEH L'EFFETTO DOPPLER

.~tu,h romc il J)'"t:..)entt IJ''llfJ"' rrnictt ui1c,•c,m, 111rl~r1111d f('r,ridic, m,, po1111 0110 ut,l, i,i,hr,;:I l"Cr.No P">·""'H,i/J ,-eull:-=<1:-io u;. E' dl, rtUf/lU"fll"C che /,r toot·ifl Àfft • uf/rr1gr,tu ,Jull'e• pt rie11;(,. ~u dtt-a di

a 11f'11 t r.1,Jter 6

qwell~ nttua.:io,,i' prr,tirl,e f'h tt Il! conr,lu,tfonì dcli'

' ,1•0

t.

lnsci1rn<> i,itrurt <lcre. '!-. (I.

n.

I

f'RE:.111·::<;;.\

l. - Ln c.lt•tet·min.n:r..hm~ ,l.,IJ,n po"ir.foHll dl un n1:L-eo in ,·olo 111 1•l.tf'U1Jtan7.e di h11pe1-f~tta o uul\o. m.ihilità (di.st:uu;a, uehbrn, f»tf•nr it:)J t'- 1111 pt<nlJlrmo., tPCrdro In cui ri.so)117.\ou(" Tll"~!l.~nht l'011~lclt1·e,·o lr• intnfl'~M! pt'I" tl traffit"o nereo Jo g111w.tnle I? 1\(_~· hl c.lifhn t'hllhttGrei h1 f11u·th·ol:n·f•, li 111·oh1Mno ~i,~ h1lz.lnl11u·11tt! p1"f',-.pnt1Ho n,•l hu111-.o 111i1ild1""• :11i11 llnl l1ri11ul iru11iPgo bPIJico degli nerei IUJ14.1 e pc1· «luftnto ba tr-ntto t\Yt\ <lìfeM\ con~ t:rKt>rei I.\ ~<,luzioml è ;t,rtnta rkerrntn fu un pl'huo tempo nrlla utiHzr.oz:loue del ft11uui,11i oòuOrl co1tne..•i col ,·oIO rmotorl. ellf~t, ~·.I. li t·o:,riclfletto u 11,,..<'ultc) <"Ont1·uere1 », ttVf>ote J)f"r .,.,·opo <li c<111dul"r~ ••OIC'aci asio11i cl' lnt,•t<'t•I 10,io11e cui fuooo o con nerci, ~i buò al101·ii •ulln indh•idnn, ~in.11{• di 1wfo"faioni. di nrn,..+1hnil dl :,_ppo,iti t-:ifft~111l mecceoico•acusth.· i 1·ncco· glitori 1IPi ~no11l e 1·11nuu·l aM·ei 1 glt :lff00lh1tod ('011trn~1·e:i. L'iP'•te..~ J\f,:sfa a ùn~ì del pr{)('edhnPnto d'o....oi;C:o!to erri e.be 1'2.i!ise d~I ,...tema pn-.n pei· l'obl~t!lfo •OllOl'O (pu11to paasnto d'Mreo) :1.llo1<·hl· ~ì ver·tP la 111n~ in,o inb~mdtì\ di l'icfl:r.iont· del s 11ono obit1ith·o. J./nccor•f'iame:ntn dl 1tn 1:1h:ìote1n.1. di rlrerc.n in unlt e ili un A-il'l:tNUì'I dl t•icet~ in at:imnt flr,, tf"o1·lcrun.e11te in t-ondfainw• dJ <lefitili""e: le c·unrdinnte

:i,-


:lJ :111g:ùhll'i d t•I 1·:1ggi1, 1»1NC0 t1':o.:(·oltu-p1111t•, 111,>o>t:ilu il'iwrt•o, l.'in1pit>go \li thw O più (IÌ~('N)!io'.i th•i tl1•1 .;(•U1•1-.; s1•1•,rh·~1 11 th•tt•1•111i11a1"4• p1•1• i11t11r;.t•ziu1w il p1111fo

nl,ic·tti,•o, Il 1>1·ocedinu-nto

t., ginsto in lim•n 1•111wPtt11nlP, 11111 i dnti 1•c>l11th·i 1·isul.

tnno uffi•ti i <ln t·um,itlt·l't'voli ,·rron' ,,c.·t·idn1t,,U t•ht• d(•ri\'11110 tln molt<•plid

t·nu,..,,. clellc 1.1unli 111111110 po1·tit'ol111,· 1·ili1•vo: l) J.,. t.linwn~iuui to111o1:id,•re,•oli rJ1•llt• rumitidu!' ro•·idi •li·ll~ !illJH"rlki r·llleth•11Li lti'lll't.'rhì lll'UKtit'iJ dc·~H H.11Culu1lul'i c•,11l1'111•1•1•i, p1•1· (•ITf•lto th•llo clif rr;1z.io1w IKJlllW;t,

U: h111;:be;izz.e tlelfo onde )fUIJo r 1, m.•l r111upo !111i .1.a1t,ni n(lihili, ,·nr-i:11111 1h1 nlcunl' di(l("inc di nwtt·i :\d :11 ·tme <lie ·hu• di t·~nti11wtl'i 1 in ;1ltrt' parole ~uuvdt•llo 'll'.1580 ordine di g-i•undPzzu tlPllf" 1mpt•rlld l'i1h•llf•11ti. ln tJU<:Wl<! t'il"t'0!1tanz~ il rem,mt.•1irl (li òiffl·n1.h~rn· )li p1"4•,.:t•nrn fo 111ijl'.111·11 im1m1ll'nt 1~ c•omfl fotto 11m·11u11t•·

2) ~ li t•fTPUi ,li ilil'il11rbt1 ,l"i 1·11111oi-i p:1r:1:i<l(ili, t..11110 pii) 111'.H'ivi qu:luto l'i ,no lt• 1lillil•olt:) ,lt•ri,•:,nt i 1li1I volt•r :1u11wat11r1• lfl ~1•11...,ihilit:ì dt1 1l'. li Hll}m t.tli t1·,1~n1lto, C(IWIIIO 1•i1ì dt·,·nlo 1· ìnrgt1lu1·<• \} il 1"(lg(m~ de.I \"t'nto e quante, Jlll) iut.•nkO (' il fr:11"1l11nno cl.-111· al1i.\•lt:ì fii ogni W'tlrl'4' d1c I :,;vol~o110 t·nll·o Il n1~'1n d(•llfl p1wtut11 dc•ll't12-,(·,)lh1tn1·,· ; in lilH':) hN·o11d111•lr1. Ji, )il' U(IJlt,{llZlf,111• HOU l'(ltll lh11•11 clt\i l'ilg'~I ~11011 iu nn nH•u.-0 hu1w1•Jc•Lh1JUC•UU1 OUH'>1l,C'llt•o 1C•1•1nir,1mf't1t{' <llhl le i· tH t·(lo~oln In hfl.lil. n 1Hmo~ff·1·:l (Hu110sfPf'itl . f. ·r1·i·urt• mn~iort· 1' •l•l\'UltJ :ll p 1•1wt·~-.:n ti] lu11•1•poh1zionll u·n l•ll uto rl1evnio r punin ili WJ.!-i1.i1 111,· 11H11uh· llr·ll ' nPrt.·•J .

mn,:;:gioi-i

= ~,

lii l'.ùH~·irncu1.u ~II un::,:uit d' im·1.·1·ttz1in rl·o11v e .sono n1111,i e i 1·it1ultnti d'irnlh·illuaz.imll' :u-mu ic·n 1m<'tJ 1u,•t·i>1i e; lahwa IH'Hfi 111 111ni;gior diOkoll !Ì ,l:111.a ftl,·111111.ione cli l,:1rkt•11L1·i ~<mo1-i. c-11<- )li m11nire:~tano ilUundo f1ii'I nv1·l1 tro1'11l:1r.io11i ;W1·("t'I ,·c·ugono ,1 t1·0,·n 1·i,1I {'n,t1·0 uu nng11lo :-olido fil 1 trroln r111ltiì c:ol ,·t•rti<·f• m•I p1111lù 1l"n~ olt . l't 1· lf· ,-nnw ni•C•f'11uotr•, non F:ono cln 1•ltr11<'1·~I JH'{'\'Nlihlli rhm ll:tti 1l1•c•i. ~n_n1ti.utf' 111i~i101·I l" rommHJUe .,.:ocldti,;irn<·tnti .s.inrht' ~i p1•0f'Nla1 111111 clrt,•1•1ui 4

nozlono di po•l•lone tll nHel 111 volo nwdi,rnte li 1murnme11t<1 di , 1m·l'i1i neusU I, 2. · S ì fatti. ~in da 1;:;.20 nnn1 or sono, rm· non nbb:u1donnncl i ph1C'Pdi 111,•11lì d'i nd i\'iduniiou acuKtien utiU1.,mri U(ll qmulro de,11" lol'o rlfetth·<' po~,;ill)UlL:ì. e~11xiul111P1ìle in :t •co1>t>io m 1 ntu r•o11 prnj,•ttol'i fnt0<-h·lltit·I id <Jn:tll l':u,wollo n~(!~11:1Vn nn cn m (JQ l imitato di rknc·:1 e, tlai quali - inn! ,lllÌln r:1~1i.1 0 eol fruwiu l11mi110,llo il r:itto Pl':1 l'i1H,rlato tlllP modn1it1) dPI th tliut·Jtt'I, iii C'<'1-t'ò cli sfru tLJH·~ ;lllri ru·cliui cli (p110111 ni ,. tnt qut\xti (\1·n110 ntilit1,0bili iu vin, pt'<lsu,1th·n I 1'01!~1 in r,•n,-o •i e le 1·ndio1.ioui 1,!1,tt,,01110 ~11ctich ••


W t'\' i1h•11f1• 1·111• Jt• .;1•os~•· po14'1l?.•· 1111111·il·i il1~fll lhlh! n h<wdo <legll nerci 1110th•1·tti. l1• •11111li Mtt..,·1-::\110 di 1·t·goln i 1000 l'O\'uJli L' o•·i i,lurimoluri ouebc

i 10.000

1•:l\"UIJi, t•OIJ)ot•UÌOUO

fii

l'OllSÌÙ('l'1H'f'

('lll' l :..:,J11 lt•rlllÌ('II. t•fH: \'irlll' il'l"lUliOlll llt•Jlo 0

i.;li

fH•n•i 1•01111• ~1'11"°">(' ISUl"J,;'.\'Jtli 1Ji

t..pw1,i1) ~otto

ro1 111:1 1)j l'mliHY.iolli

h•rmii·lw o 1·11,l!~i iufr111·ot-t-i. I II it<'t·t•n •·hl• Ji~pou;n drlln potruzu di IU.000 cnn11ll l'l'OW\ 0~'111 S('('Ondo d1·(·11 1:-,.0110 •·nl••i-ie: JH.:I' uu u<:dtio :-ien,.:ibil{• o t-:t•nsillllir.:imtn nllr t"ll<linzioul i11fru1·t>t1,iw l· una 11wh•.nru di con~id<>1·e \·oli dimt·u~inui dw 11011 ùov1•c1Jbc e !'t<'l'C ùir1icili• iudi\· i,hrnre 11wcli:111te Hp('•:1rl~·<·hfotu1·r• 1uh1ttfl, utilì:,,:,,:iu<lo una tecuic:t\ ~ii) 11

punlo.

f\ >,t:il:1 ,..i11u1·:1 ~·guit:1, furm" L>c•· i 1,1·ill:1111i 1•hmhn,i tOll'•~litl (·Oglt ('<."hi ~IMl1·011111g1wtil'i, I ft•IIOll1t•11i l{•rmi\·i t·t1111111i,xi f'n1 fum;ionuuwnto dt•I pòlM1ti moto1'i rii ogni tipo in~111lloti :1 l>Owlo

l 'N ' qunuto •·011 tn. qtw:-w Unf'll 11011

dt•j!IÌ m•n•i xom, xlali i11n1·t• IH"'l td iu L"s.i.11110 1u•1 ln dir1•z.ionf" tli tf"lcbombr a111orin·1"1·;1tri1·i ,J'ol,if•lti\'o (hr,11ii11y 111ix11llt~) •· 11c·r 1"11ttin1zi01u.! tli detoun roi-i <h·l tipo tl1>llt• ~pol,•lt(I tli JJr11,o;ir11it1) (11·,·min,I 111·r1.rimit11 Ju;;Cil). 111!0 f..t•o1•0 di 1'1 ':lli?'.~:11.. , ili,.,t)h~iti,·i 11i :udou(• ro11l1·1w1,•a 11l'i 1p1;i\i il mii,::li<1re l'CU· 11iH1N1to >-lil"l'hl~· n,.,,.i(•ur:1tc, tl1ill'i111pi<'~u 1·011h•1111mr:11111u 1h•ll'a11tvrit·e1'(·a e flt•i 1h•IOH:1tw·i ,li p 1itt-J.h11it:) t1•1·111i('i, 1

1

:1. • L'u ~11ec•Cl!Q:O \1l"1·a mence 1•imnn•h(•\·Oh· ,. lai·g:1111,•nlL• pru,•:ito in ;;uerrn h:111110 i11W'f'(I' itu·nnrr:nr-o i pl'(M'flCliTHf'lllff cli IOe:,lb..J..:1i.iiHW drgli :tl!l'ei COllli: nnt•lt•· ùel n1t1zzi 1u1,·1lllJ b:b,i'ltl t-Hl1 1 h11 pi,•g() e.li rmwi fii ontle eh,ttl'omn,troe· tì1•h1· nlt1"1u-11rtc ~mule 1m·tl'i1·lll', 1.h•c•i111Pl 1·ir lw P <·c•111im1•trit·hcJ , .\ p1u,:-:it1• u1•11:11·t~,·lii11turt' ri1wodn 0110 gli i•rlt.i prO\'OC;1t.i fl:ill'illl'nnlro dt·l rn ....1.-·io d"oudt• 1·0~11 ue1·r·I 111 voh t ' t·o11~1•11lo110 l'im nwdintn det~t·mhmzione i!Pi tl11U nw·ui,·i nn!!:ohwl l' tll <list.1uza (·un nn'nlf.iAAi111;1 p1·f'"1' iKio1w (Rmlio , I ud /i'rtn!/H1!/ l' U l l>.1 /t), I (liN!lt•~ith·I u,,do,· l' 11111•111 ,.,...

llrl1•1•ti11y

th• ~(llh) .w.tiH:1 In <h•ri\ 01,i ulll'. inkfo) JH1f ,..11 1u,~t11zi1,ui t<-l'l'l·:-h-1 Hh~f· •) nwhill n f:11gli tl(•1"Pi, r:lppr<'Kf·uhwu ,wche •IJ?gl tJ,1po 11u c.lP,.f'nuio dnllf· p1·1nw ilppllrnaioui hf'llifhr, p1•0N.,1li11wnfi tli flltn i•fl\t·1win , 1uti i11nlt1•1l, conw In 10•,1 ticn hn clhnohtrnto, n flO.Rti11111·1• 1i, h:1sc di Ol'l!'.:l11i;,.;1,n1.i J1i 1wrrPtt:Jmfilll{l 1·ir-11rmdenU J)PI' guidall'(!o da ll·l'l'n il \'Oln degli iU-l'f-i fil t•il•i•O~ lfl111A' (I' i1111•el'rflllit Vit-\1Jilih\. l'M· IJllllllln lw 1·i:i111u1 ln illl'lmph")µo df•i 1·ndar f' lm·1_1 tlf•rivnli nl'lln, 1

00

iliff•Joilil

c·onn•n1•t·f'i ~Olii• cri:"1 i.t,ul :1pplir,a1 i

fi

\'f'l'ORimlln ienh• poti-:1n110 PR.o;:e,rc

11lh·1·ic•1·1m·ut1· twi·r,•xionuti p1'()(·eJi1.11,·11U LI.i 1mrzinliz1A1Ziom_ • come I di.sJ>O· ;-.itivi di (i. J,umulu'I » u 1.li ~ ,'{f/;,-1,ny " porti in ntto tlnrnntl· In r ente ~erra mnndin lr. llf•ttì 11i~pos itiri n))l,lirn110 due orcli.ni di tN."nkhe distiute : il clì.14111·ho 111r4Jinut In ,;;."f'm•r111.,innl' di <·u mpi rl ttrom.ngnefid di ndnUe t.·uratt,•1·i1otklu•; lii c·1·t1:11.io1w di omhr<' <'ldh·omogn<:ti lw in zone del tulto tli v rsc 110 ,,u,·11<· qu.111 01><'10110 lo fol'mnzloul oeree el!etli,e, mediante l'im,

,,..11,,


pii.\'go di SUrill•tul ti J,o ~ triml,,rr • o n 1wh,gld, t·ol111 1i11nllt11 di j!rllCl"tll'e in ertn.z.r. 1-01-rnntlnH t •li lH11·11.\ 11, g-i·n,·,· tli llirhli:) l"tu:\ou" dt"lln d ih•An ontrneN."i. ~1111 ,..j JUh) lk.•rh111lo t>J,,:I h11h•1,• rht' ;111rh1• il Umltu- :lhhin 111,\·nto e 11t11.: or pii, po:i,;K;l h-on,a-,~ h1 a\ \'1•11i1·t• r()H l nìl11i,.;111·t• ,,ffiriwi. l."imp,i:n·hrnia dcl pt·otedi11w11lo di ricf'N"i1 t.' di pnntnmt•nc,, mm m• ,·i,•uc <li11il111tif:1. 111:1 nl'qulxhl110 iutt.•r1•.IQ5e lutti i proc-L.Jimentì r-uNìidinri th.-• JM.llrnrum C"~rgli nftlnnO'lli t~r e.otrcu11 inlmediRtomrulc b1 n:7.iflnc in tn~o tlJ rm1·11inli1.z.n11ionc- llit1 o meno inteu,..,i <lei ,lisrtObiti,·i N11dar I' eh€' non ;, r•om·f"nirnte (>;!,,f•l11de1'<" k n pI"iori • es~N" arti n uu impit'l[O n ~t· J,,lt\lllf" J)fltl" prl'~i intrho.f•ri (I( rendinU'uto. emplit'ità di llll'1.Zi f• rl'opN'IU:iour•. flCOU(H11h1, l'C4.', ~j rHiPut?, iu c1ul"...tu liul'll dl lOJtet•lti, ili t1wllth<" utllir:, l'eAAIUf' ch•lle

po•sibiliL:1 otr•1·te 111 01':ronwnrn do 1111 00111111°,"" rll teno111ei1l llll!ert·ntl dn fJUel.li ~inom rirnU 1·. J)CI' rpanntn 1•tm!-tn. 111,11

:11wn111 nrlllu...'lli lu pml 11·~\ nl lini lll'I JtUlthlllH'UIO nl l"lHJlhl, (•omph•,.,-l) tll ft· llul l U·Hi 1,,g1w, :llr1•fl,•tt1, I IOl'/lft·I'. L',,tn-·t1<, llopph•1·. •·onw I! 1H)(1) , :dT1•1ta l:1 fN•(ttlllnz:, <1,11 ~uonl e \lltrrumoui t u wAAi dn Rotg.:1 nt i .tsf)tlOl'C 111nhill. <"l>lllti l':i f.O 1•:n·fi1•0Jnr11 ,li unn n•110111Pnolo1,.'Plu P....-te>l3 n lutti i tennmf'l11i ondulntor\ in in 11ui;:.;z.i eln.wtici (nd .. ari3l, ij.ia, 111•1 vuoto (nd Ctl.! ruù inzìuni eh•t (l·omn~nl•I irhe: urnlr• r·udio 1•.d., rndìa· :ziooJ ln(rnrosse-. luminose. ultrn,~iolcttc ecc.) l' lm gi1\ tn·uto im1>0rrnntl np plicnzioni in compi dis1inrnti Mli• seienzc fi•icht•, ù,lll'n•trofish, nll'ncu. ~tlc·n,

I.. 1/l"f/rlln /Jr,p]Jlrl' '" """·"'lit·t;. - 1:,•ln·H11 nn11plf•r ("0 litui,,T 1111 f(·· n<•n1r1111 ~Nll'rUI<• 11Nlu IUl'f't 'HUh'n tli• III' ratli11?.i1111i . F:hHti 1\ ~tutu 11111ph1 1111•ntt• ~ti,,liulo 1'(1 il uo JSlutlio lm clnl11 imporlunli ti.Mult;,li. In nt'li.,th·n a,:l monirf't-1to 1wl ..1,g,1("11 t-S h"l'mln1: t' u11n sorgN1l{' ~nora in niodnwn1o ~i fW\'Ì('in11 <' poi ~i ttllout:-.u1' (lo 1111 n.::-roll ntorr, qnc:,.t i con. at:1tu nl 1u,~11:t~io cll~I rnot,ile - r io\' 1wll'iwtnutf" in rni il mobllr, dopo ~1·1il

M·,•icinuto ul

111:u~;.ci u10,

1.:0111i11cht ttll allvotcrn~n,.i

}Wrcf't>ÌtQ. La..tfC.l.luH.l u dn purt{' In ll'nlluz:ioue nuu litit-u llt•I

un i1ùù:\~n1111:11lv del

8UOIU)

r ,uuuwuo,

ù ' a-1lronde

•l'olla in tutll i tt·nltntl di fl,iro, lm1>ort11 coustnturc U rutto che 111 sorgente l'u,;eolfnlorr, iu eonsc,g11CJ1zn d('J moto t•he l'l'lnim:1, nnn frequ~n=a "l'Plll'tttlc tlì lft'ttnte d,t que.Jln L·fTnlh·n ciel uouo

son1)ril mobH,• hn. a:i;;su1110 pc•l"

cmrsso (fl'rq11c11;u efldlir'rr), La rn'i111t•11z..'l npt•01'1nt(' non

(! rgnn lf' prr h1tt-i gli R'-"Oltotv1·I. romnnqne diisf)(}isti nl•llo sp1.11,.io intot·uo :"\lln t,m·g(>nte 110001·0 mobllf'ò, ~rC"lit' c-Ont~ s.1r;\.


37 Jli1) 1Jiff11h.l111wu11• drtto i11 t-1>gt1i10, ;.. ruu,.im11• fl4•1Ju 1~i1;i<11w <lell':1Rt·oltn~ 101-1· t°iJ((lt•llO :il puu t o L<t:1111:uwo (K·(·np:t1o clnll:t ....or1,.,;111h• 11011<11":ì. l'Pr il 1111J111~11cr, la r•imi,,,lnt:11.io1w vul(~ !t giu!'iti1ic:11·11 lu fh•noml1w1.lot1(• di rnli.1111•n1..a o n lf1•1,;7.u M>;,:;.wf t in1 •·lw ,~i1•111• taloru utl rih11itu ul (11 ft"l't}IICl17AI 111lJ1lll"f'l1t.1,•, .r ..~r lltt:l ~or~N1h• ,S.OUlll'":l d 11• foti Xlfflk(i l:l:(1('011{)0 1111n 11}U:t ll:JAA:lnt~ per iJ pu nt.o o,·<·npulO t.lnlrm•c•,Hucm-e- CpnnH~ .i·u~(·olto), ht rrP<1ln111,..'l tLppnrt'nte, ritennlu 'Ol-llm11P In \·ehM·ih\ tli•I K11u110 rwll '11l'i11 è fonzicm,. c]l•lln ,,,•Jocità

t.ldlu surge.JJte wuoru m•lbil~.

l."nlt('zzn d,•I ~uon'l 1wr"''IJho 1 tl'levn, cloi: Jn freqm:1u•..u nppur+•ule è mu{:gio1-c dl •ttlf'lln r-lf•ttivu. 'JllOIH)o In K01·,:::•11tr SOI.IOl'l\o rti n,•,•i(•iun; l'nltflzZU. ll•'I ~110110 tlìmlnuh,,·f•, 1'10(1 h1 ft'f'IJlll'lll..:l uprnN•nu• tfHlHHIO In fo!OrJ:,l'llll' MOII01·0 Mi

~

minor,.. di qurlht ctrcUivn.,

ullunr.,mn.

(}u:111llt;iliv:11un11t1· l'rll't•Uo l>uppJpt· ,., m1mlfr;1oli1 :-t'<'\HHlo lu

formola.

_, • . \ . -.-, -" I'll('-1111

dr:

r11111t.· \" i• lu

li,

fl,('l:llU'IIX.ll 1lJlJUll'f•llìt", \

(1.1)

{Wlllt' 1"0110hl

111ohlli·.

r.un~itlf'i-nt:l

J)4')f,,Hi,·a

t•lf4.•llh·a, (I lli \'('10· 1 ln ,·~locitit <l 1llt1 J,(Or• t.l'rn·,·idunm uto {ff l '),

(l'("f)IH'llZII

<ll1 1 1'UOIIO 11i'lr1ll·iil 111 11101111•1110 tlf'll°hl1(·t·i('Jl1.l), Dl'I moti

n(';::11th•:1 111>1 r1101 i tl "11llo11r:1t1u111P11to (u + I >, J,:i for1u11l:i [·I.I] l"i t·irf•1•iti.t•,1 o\' \'i:1uw11t,1 id t•11~0 (•lu, ('n,;roltnt"l ~ slu. im·

urnl,ilt•. ìl

()h1 l'l"'ii.H

iu 1•1t11-.idPn1zirnw 1wllu pn'"l·11i1• 1111-•moria.

:;, • <'m"fttlt'ri~,whc: 1tf"t1f'tf<:l1c dei flt11wi dry//

ru·rri. - rn

1wrt"(1

in ,•olo

wuhilt• ,li r:11·nttfl1•i:,,;itif•l11') :uin~th•he dt"Uuite, p1•1' 1111u111u h, f,•11u11,1•11oh1~i :i 1;411i<t1·:1 dnr:111tl' il \'oln ,l~gli flf'1'('iJ .s.io molto

rru.1l111hw••

111111 ,,;or,:1•11f1• >1rniora

t' 011IJll1·:,,~;l.

Il

j;itl()IIO

ohh,uh•o

1•t11t•),.),l()

th•

1 In l '(uurow•Hlf'\ t.h•I S1l10l1i I' 1·n111ori i,,;.11"nttnrn 1h•ll'i1t•1·"U1t1uhilt• t.OLtO 111.•dodidtt·, d11' h1 Olll't' it1lllO durnute

1111 iH'l"l1tl

1,:1•1wr:1ti d1,i 1uut11r-i, 1hilll• 1•lit"'lll' 1• 1htll'intM·o

l'ad1)1w th•II,· fo1-tA•. 1~· rio<li, he 1• •

H

\'(IICJ.

LH frorii1 r1, p1o;•\·fld,•rt•, •• l:t prnl it'il 1•011(Prm11, l'hl' io 11ipt•11demm dcll'ul·t1•1111nln l'01t1plt·~il.\ ,lt•l ftt11uuu•11n, i ,,11011i th:•J!li :Jl'rl'.i ~mu -O•,t ituiti

dn nua r1'l''l1l<'ll7,ll fomlnuw11t11fe l! tln 1111111(.'ri, I' n1·111unithe, t•lu• oe origiunuo il timbro rnrntt(lri1..tiro JWt cin un tipo ,l'nrrt.•o. Sl•ll'u111l,i1•11lt• h,.,:ieo dt•lln ha:,,.11;11 ullm•·dnn ,~ iu d1•i111111w dt"I ,molo. ftrqnf\11z11 (ondn11wmnll· • nrmoufohr, ·rmgiuntome1Hfl r(ln rrnome.ni c..rco e d'h1t4'1·fet·rur.,1 n•·ttl'Lh-11 , t.11111110 ot it,thw nl ,, rombo• dti!li nr1•ei io volo . . \Itri {lu~ ft•IIOIUf'lli l')I{• ~j

r1<t•Sf'llhJUfJ

1U-ll 1aSl'Olt117..ÌOl1f'

d e~li

Ut.'l't•i

Ìll

,•olu s,1110 Il 1•0.,l,hl~n,1 • 1·l11rm·zu n1,~1·lml!t·o" Ml •nmu1 obi~tti\·o e un • rin. fo17.u ltetiutli~<• "· p,·11Ji1.t•n1:Ho M1\'t•11i1· thi nt)Jm1,-..·chl 1,l11rlmoto1·I.


:18 ,Eutramlti d:111110 1110~0 :l \'n t·i:tziuui 1·oiu-hll"1•r,·0U d'intt·n~it:) t-ouorn l'111~ in r:qt(H•t·to ( ' 11 11 \'tlt' Ì:l?.ioui ili ,11:--lllll?,n 4' t111intli f>OU :HIIIIMlli (.) (li111i1111z.io11i di 1•11!•1·µ-i a >ouluH·:i . Il i•iufon;~J u1w1·t1,di"') ,.-:111·1·h~ ùiwnto u int1·1·· TJOII ijOll(J

fl'rf•11z1• lr:l

q11Pl lr

(•htl

lt• ,"ilw:1ziu11i :-.011,,1·1· 1•h1• ~i11n~111h• dl 1•1•l l 1llllt"l)tl' 1t l l'ut1•<·t•l1 io •·

\'i g i1111~nn11 in ril:H·dn, 1lopo 1·:.~c·11• ,..fn t t• 1·llll'Nri,.P dn o:..tol'Oli (lW(·i

d<>nTfllit~ì 1lt·I ~nulol •• 1l1•dul4• dli iJ1om11;.."l•J1l'Ìli) rh•lln l111s,.u nl111ur.fi-r11. Il rinro1·zo 111w1·iu•lko nn'(_·hbt• nr•ì 111·11·t.où1·11ti l(•r111i11i 1111nl1·h1· 11111,1111,!'i:1 l't11 l'OmUo 11 l,1·011(<1I Ì1J df"I (11011,.,1. JJ 1·i11fn n;u Jli'l'i1ulii.·11 "':1 1·1•l1I"• 11n"H'l11l l c1 do b:1tll . menti lrnt i insm·;:,·utl ,111 11i lr,•r1·11~1· uormoli lli i,i-iurro11h•1110 111'1 fun~.iou:, .

rn~ui o tllli n\òtod . G. - / 1tuo11i 1ft'i uwlli,-i. - Lu },i1•1·ll1•11 di r,•1•11111•111.1· ,li un nrnu,re 1wr1•n rno ltu t'Nlt-:ioo, fWl'l·ht'• ,·11 ,li\ l "-wllr· ,li1·dn1• nt! nh•1u1C• 111i~ll111a di r·icli -bel'omlo (lu.•rtz. - 117..), mn :-i 1'Nott"i11~P In mocln ,•n1u,.:id1•1'C,·olr- :.e• t-i ("OU~ith•nmo lv frt:.'1.lU .. u U:• l'ìUllt c11111li (· dis:dpnfu In 11111;.::,:.:-iol' pnl'ft• dell'1•1wr;..dn 601H1n.1 iu g i111K·u 1• l'I II' pt•rtuntu :i.i pr1.•r-h11m nu·~liu n ll'ttr-c•oltn , F.~t;:t• Houo 1•0tditnitP dnll1• frt'<-JUl"IIYA' Jn11dn11wntuli 1•111P1<,.,e rlni 1uutof'i 1• in IJIIUlt·ltp l'H~I 1lalh• t.~liclw. J C' IIÌ ,·nluri i,cn110 l'CIIIIPl'PJ-!i, i1, litlf'il d'ordi ne ili g1·1llu lt'Z.Y,:1 , l m 1/ 10 I' l k llz, tkilulu_•1·tY.l. 111 p:1 1·t i4·vla11· il •mono clei 111ut111·i. p1·1>tlolw llUllt· pul.:n1.ioui dte sll/11·<'1lo uo N\gul111·uw11{.., :dln l-'l":1 p1•11m<•nto e• c·onF~ t:1 lf' ru111.io11e d~I 11nnw1· (h·I •·ilimlrl l~ <1Pi gh-i d1 f'in~ uu mott>I'<' nl'll'nnit:1 tH lll'mpo (qunntft:Hi\'11• nw11r1•. l'H-·r 11111t•1ri 11 1'(1'oppio :, 1p1:1U1·0 fl'm)li , la (111t1ui.m1.::1 di lle t:-u~ 1~nlt::l 'l,lo11i L dma I.l ui >,f•111i1•rcHlolto 1lt•l numPI'<> tlt•i 1·ili111Iri 11 cl l'i J!iri ili l"l fW(1 srnt n nr~li ntn1t1II t·omph•:,,.;:,i m11Hldliull1-i ;1 (!ruwh· ,·1·hH·i1:I iw~ohir,• rre, qnt11il".1,. fo u1J ;iUn•11.1:tH ,fa :Wu a liOU 1lz_

~

Il ~1100(1 dt.·111• Plh·lu·. fu11zio111• dc• lhl n•l4H"ih\ :111J.!_t1b11•,1 t1 ilf'l numr•ro cfollo l):l ll•, hll rh'fllH'U1A' fullllil llll'ltl1lli l•i 1) li:t )IJ.:t• I' l :ihl!IP :11·1111,midtl• (lj f'4Hl~it11•1'P· ,·oh• iu tcnsit,ì p iù t•h•\·11 11• tli rp1rllu 111•1 111utor1• 111:1 , Pili' pi1' l·onrn, pre~1·11tu iutt•usit:ì 1'c•11, il.1il uH· nt1• l11r('1·irw1,

,,u.-1

P1·1·t11111u 1·,1,-,·011 11 ,h•lltl 1'1·1•1111l"J11.fl Hfll'f•(' dM·,, ili 1·t•gola 01·ient,ui.:i, :o:incht'• .t-11rn1111u l1u1•h•t,.ruli t·o111111u•111c,,•ntt.1 µ-l i a 1tunli 1111ihH·i t! non e nlrt-r:1nao In

l.i.m·n di!òòpo.!(ith•1 ,-l11•11r.i:1inri, ;.ud l-'llOlli (011d11111P11tal i 1.h•i 111owri 1 cioc• frt'lllll'nzc <.h'lln 2- t· ;{• ot ln\'a. (J1u•J.1(I•

r11'(11ien,;(I

JlON--0110 t.'.t-Sfll'4• IH1·i.{lin 1h•llnll1•

u

ph•Hdt•ndo In P-:-HHU!

11!c•11ul 111fuh•r11ho,ii mi motor•i l':1(il'Ul•l11ur,.

~ cl q 1rnd 1·0 c.h•ì 111<,t,Jr-i i111pit•g-iili nc•g li i1r-r1~i iHlihili :1 ,·o li 11-:rni«·<,ulincn tali t•on in~·uti 1•1u·h_·hi ... i h1H111u i 2'1 ·A11M1ti ,l1d i : O 111ulon• \\' a,..p .\l n,n,r ili l ' 1•11U & \\'h i t 111•,, ·, d 11• 1-cp1ipn;.:-;.da i,!li a ~t1·1I , ('011 :.., viliocfri {' :!:".;;Q ~il'i ul l ' ll l'CJ,!lll\C';

l01•1i111•1•rl'ì 11. di :!U.''"10 lii'. lli'I' 11111i1).

lu nota ro11t.l1unrntnll· l' e.li ;;n:; ll r. .. (:io,·· n 1111 cli1wro.:so 1111 re dello :-J) ottm·n:


J 11 motore Jlnnblt• \\ :it1p cli l ' r{1tl & \\'liii 111•,,, 4•1,p P<J11ipnf(brl11 I Oouglns di 1~00 TIP. p1•1· 1111il.ì, c•oll J. rili tHil·i (• :moo giri Rl ] ' " rc~imr: 111 m,tn rn11cl11111t•11li1le i: di aH(J 111. .. rfoi· : 1 1111 dlp1n:m uu sol dell.n. 2 - OltH\':I: J f.L) 11wloi"1• \\"righi c ,, ·1· 10111• di \\"1·i!,!ld , i'III' i•(JnipUl,!~in i Loo<•k,•,•tl Ul!t-\ , ili :?100 lfl', 1wr 11ui1:,, h tll t~ r iliudri ,, ~IUO ~ir-i n rt·gi1111; ; In 11ou1 fuocli11111•ulidi 1 i• di ~ttO 117.. 1 11·,l 1111 ri1 1• 1111 i-fil ,lc•l l1,:. nth1n1 , 0

j)('(; (Jlt\K• rr\),

.\ iit.olu t.li t·oulronlo ,i;i .1·ip,,rta11u ~li a 1Hdu,:.d1j ùoti rd:Hi,·i ud uh.a mi \'t't't•hj ruolorì J ' ayìur,innl' itali:n1i:

1,r) IUdffJt·t•

. \l (:'t 11;'.i rt.('. F't,\1•

~là IH()llt:lto Sngli :'tl)tnH't'(':l"I.Ji ~. I ,

4.(i :jQU Jll'., l'OII t) 1°iJimlr i e :.!:.!'1)0 g"Ìr j U n•~il:it.,' IIOl'lll{ìli• ; l:t (1i•1p1t>n7.:l

Condn111r ulu lt t'• 16j Ur.. 1 cbc <·u1•ri:,-1muù1• n u11 dip1·c~:sc• n 011 mi dt:1111 othl\"I\ J• ft·nti-alc• i

1111tt"\·t•d1•ut,, ,1 lk1

\ ' J 111ulort' .i\KMJ Fn 1•, th•I q11:1h .. ,•r:11111 11Lt111it i gli :1ppn1i'('rhi delln <·oi.ltJdnt n f< c·1-ode1·0 Jel lJcrcnnnle >t , d i i;",U IIL1 . . ron u; dliuJri ~ lGOO giri ;d l ' a r•1g iuu• ; hl f1"11 11H• 111.:1 fù11cl:,nw111;1h· i: cli :!~O 111... t'Cll'l'ispontleut n un dlp1·t ~r-n u un r-:i cldhi 1• o Unnt t·cn l rah'".

I llJ'C_\d'. tlr·mi dHH con ntC1110 lii <'OUt,tlu ln r<· 111 nota tc•mll'nY,H ,IPi 10.. 1~1•1. 1i~ti 11101h•r11i fli tt-:1li1.z:tt't•, oltrt· ,·tu.• tornplr~si moto1•i pil'I pot•·ntì, 111a:.:-ginr i ,·,,tudlù ,u1gol:wi t rnu;!~i,w 1111111(1 ro (li t·il incl l'i, Lt• nou• ro11dn11wntnli rlì t-Hruui 11111lo ri ~i t•h•\';\liu, iluplic:it.i111(•nt.• Il r11vo1 • d(•ll'rntit;, 11ua11ti1 ath·:, c.ldl'l'ifrttv J>opplt·1-. l'\Jllll' l\;1rù IIU."~lio rlii:irihJ in >1r-~11i t o.

I e.lati ùi fM1mmia ·trncl

fl·:1110

1"spJi1·it11mL·11h• rifl'rili al rcgiiue tlOl"·

'll1nh• clt•i )1111tu1·i. l '(,mc,, l' m·,· li, Il reglnw dr-i mowi:i ,1'11nop l:1110 tu>n e". 1·o~tit11 l e tlur:111t•• il ,·o lo urn sOft!,(<•lto 1, v111·iuzio11i nc·t•itl(lontnU impo~t~ d:,II P n;iiJ.tl'll7A' tli m1u10,·1•n iu , .. _,1,, ,lt•µli a1•t·ei. Li• ,·:1riu ziuui di 1·1•~i1111• ~, t1·11d1wono in :rn · 1111•1Hi t.' tlimlu111.l1,11l d l'I unnWti> cl~i µl1·i 1wl l'u111t1, tll ll•llllK• ( I') e 1•1m1pOr· 111110 UllJ{Jlllt·M.Joul 1u-ll'nlh'Y.XU

dt•l

)fl10IH1

UWl«O,

Q11r,:,1lf• 111111lifiN1ziu11i >.111 1e1 111•1· :1IIN1 di 1•111i1':ì li 1nil 11t:1 . 111 ,,ff,•tfi il n1111w1·0 dei giri 11,,11 d,•,·t• HU1wr:11•1) i 1101~ i111 i tli tol lP1•ao1.:1 11è p 1u.) (li~·1·ude1·1• nl

1li::-!1)tto d i th•tc.l'lniunti ,·nl,>ri minimi. oltre i ,111u li tet·m.le rupidumente il 1'i•11.

dimt•n lo •· 11~ Hfot'7,u 1•1•sn llili 1111,loi·i. i)llH•~imi d i lull<"runz.11 P n.ill•ri minimi N(mO ,1,~ll '1)r11i 11e dPI:; % df'i ,·:'lhWi no1·111uli e ~li nunu:.-11ri e le tli 1ui11n:r.i1111i t11•1lfo fr-Pc1111)10·,~ no11 ;1,1u1wrn110 ,li ttg 111 iJ ii % c.ldk fr·t·l1uc-111A· iu ~~=-:-in11• u11r1111,l1•. Qu:111to :1 1l'f•1·111;1to n11t~ 111 1 int.ioltu-c p •t µ:li n p part"1·1·hi 11••.i,1;111ti. ron rc.11·11• r1H·i1·0 t• im•[t,i,;;fl{i di mi. "ioni ben tlc.Rnitr JU'l frmp<> e rw llo s 11azh1.

ll:ifPrtmdoi,d :li nlolori ~oprn rllnt1 . nl'i U·e ti pj 111111•rh·n11i lo ~C'!l do 1HlliSISi 111u d i g i1·i 1uu1 Ufk·rn di 1u,rmn. urll'o1·<li11r~ i .l:ill, 200 e 100 giri nl l '


40 I:'.' h, ,·ari:izioue tli (n•tl11Pn1..1 <·ol'rif.cpnndrntr, ~ome è fooilr ,·el'ifirn,·e. è tlPI 5,9 . drl i.i e in1lur dl•l li %. 111ft e8JS{1o 8i v111·iiir;11 t-~clush·omeutc olln 11ar•

11•111.:·1 .

lliferrnùosi ni ùuc mntQri n:11.iou:,H, il 11111AA-imo rli tollf'1•nnzn V cli 100 i>l'I' l'.ll(n ]2,j li.(', FL\T, di lS(J i,u·i J>('I" l',l~>O FIAT. lo pr:,tlca le dillt)1-<•ui(> di rc;gim(• in llii1 o in HlC'HO J)OSsono oscllln1·c sui D0,70 giri. l.o senrto di [rcqucu1,u per nu·inzi,,ui tli 1-e,gimP ± 100 gh·I 1111' ~ Pis-pcttiYtune.nte tli 7 e 1,1 llz. iu w1lnt1' Rft.C')luto, del 1 % p tlcl 5/i % jn ,•olorP 1w1-cPntunle.

giri

L<' variur.ioui tJj (r ~1ucn•• di 111u11ovrp p1'<'scntnno tanto miuore culilà quaut.o mnggio1•t è In \'clocitù o.u~ollu'C n re:,:'in1r uormnle. Le ntltw1i te11<len,;, ,·MM i%Mti nmm,ri di gh·l t~ndono n rendere pi,l stoblli le (n.,qu euze dei :oiUOui emc156i du i mt)(ori ù11raut1• il v,lltt, kp,-rie ili r1'0C"ieta. )[:l '11u1 1 <·11(1 è ptil lntrtt~!,::rnk 1.11eth•1·e. iu rili<•,·o è 1•lie i11 ogni circ:ostanza gli urli di frc"t:1uerw..a prO\'Ot~au ch1ll1? ei::i~nzc> di 1-cgolu~ioue dei moto1•t hn.nno entlt:ì do. c..iuquc ,·olte u molfo ,li~·im• lii volte mluorc ùcgll .111HUH1ti t' ch•III' di111in111.io11i 111 nlh'un ,Jm~ult•

ull't•m... uo .nopplt·r, t)lllf' \'Ì11 oe

nt't'(l'l·tnlo o\ n. i.

i . - l ' 11rla_!i011i fii ftcqturn:n nei l/ll01li tr,·91i Q('l'l.!i l)C.'I' t.•fftlt<> D1Jpf'1f'r. L'ord.inc di g,·i1Ddf'1.1.n d~lle ,·nt"ii11.ioni di r1..-•11ur•mm 1·ht' l'efTt•lto D0pple1· prov0t.·n nt"i 1;11oui d~gll ne.1-ei, h'i w,lutn tnlcolomlo J1lnter,·allo trll frt"CJuei1,:.a, n1>pn1,•11h• e fr~11ne11z.:i (•fff"Uivn. lJnllJl

r~.11

i hn V

[o. I]

Dt1 ttn v1wi111.io11(•, o i11u.1 1·\111llo, • hulip<'nclC'llt(' dnl ,•nlo1'l' df..'lln. fretJUl'JI.ZCL

eiretth·n ed e U(lel'IOl'e O iure, iOl'P :tl1'1111 it, (N'~ N) l!CC0111lo cbe 17 lÌ po j . tiv(l (rottn i.li n,•\llrinunwntoJ o ucgotivll (roH.n d'uU,,uhrn umeolO). E' inoltrP. e,ideute ohe crP ·e coll'aum\'lll!Jl't") della ,•r•lo('itr1 rl.-.ll'nl't"CO. Ln \'f'J0t1U:ì dcl uonu nfl'IJ'n1·in li- w1ri11bile in tull'l;ioi1 l 4,h.•lh.1 l(11111wrat11rn,

lli.•ll;• p.1-ei,1-.i(rn1• 1• •,fol l'liltf.t11111io ili oli l'i p;,u,., l'8s.enzin..lme.ote ,·upore ucqueo e n.u id1•idc curbouicu. E~!fa t: iuoltr • i1dlu(•n7.:ifn tlol 111oto cw·ntn1\lé de.ll'n.rin. (vento). :\lu iu un' au:,liisi ori ..11lativn1,u-nf(' itll:1ntltai tiw1 i può n~smnc.r un "nlo 1•1• mtdk.1 poi-I n !UO m ....t>r. (a - :uO~. Sr• nlluro i,;;i !1AA111ll(mO 1,e.1· V otto distin te \'elocitiì mt·inbili •li 100 ili 100 k111. / ~1·,o tln rno n ~;;o km./ oru tra le 4mtli puti~ouo rih•Jtl'l'}oi.l ,·0111pt·t•Rt, J;11-~1\nu:-ut1• tuuc le ,, locitù di crociera.


,Il di mode!rni :1pp1111.'i'('l!i. i \•;tlori 111:1:, . l' 111i11. ili .\ ronw ),lono rlportnti rn·11~ ,i;t"ttnrn t.f' thl>c-lln:

f)

110,i,;...,uno 1·lth,"' Unte rlil

V (km. ani.

v.

I<' N t- VI

N' N(+. V)

N'_.,..-N••.

!~O

O.t:!7

l,HU

1/,,-,so

o.~uo

:!.)O

0,201

l,:!;'i,i

o.. :io

0.4~i

;J.)0

o.:i.,u

1,·I04

0,777

0,0-

o. :,o

1:,0

O.:JGS

1.;"'~:!

5:iO

O.J:;o

l. i;

0,732 O,GN

(j~I)

o.~.:.i1

:!,1:1:.

O.ti:.~

l.~"-2

j,"10

0,Ul2

:!,ji'U

n.o~o

1.0:,u

SJQ

o.n:-,;;

:1.2,1

01.:,90

2.6~1

1.1~0

ll1•r unn friP1J11+•uz11 tut•,lì11 111•Uit1·111 i11 llf•ll'n1-di1w g1,ì rii \"nti>, ml er.i:. (li 200 lh.. , gli ln1l•1•,·r11li tJ·n le fret1111• 11;,.1.• :q1pnti•J1ti ninssimn ~ mi11i111n :1J.:,.,nrnono, l)l1 r le ,·clocit1ì liph·hc 1,r,·KP in ,,~11111\ i ,·:1 lnri ,li n:! .. ;') - l:!.ii - 170. 226 · ~,no - :1n2 e -· llz. in n"'-'S4'lnt<• f• io r,tlo1·i 1;(\1'f'rntunll :!G J:J 6:? - l 110 · 11, · 10G e 2G1J %- Cakol:uulo li, 111·1·(·C"ntn111i tiC"i ~oli arU ùi Crt<tueu1;A dalfn frequ 111..0 fo ndt111u,•11lHl1• c·lw .:i 1•f',::h.tro.nù ln 1·orre d'rn-,•irim1111 rnto . i lHHlDO ourorn 1w1· le :w,·e11n:1te \'l·lo~·ilù ripiC' h .1 l 2G • IO ·~ • SI • 11:J 1:;7 <' •)•) • n,-tH volol'I 1:01•riij:po11do110 :1 minimi t.li l i f1i t.1ft1H·11 n nutssimi di 2 Ofiti\'(• 1 /.J , 1 \'ll lot·l pii\ i•li•n1 I i ,l~•m'lo 1•lff·~l11 1lt•lle nll11C"it...:) pÌI) t•h'\·nt.e . ~i, 111 Ili'" l1 n1,.n tli \':11·i:11.iu11i 111 frtt111t1u·.n mcilto f'l1·,·ntc. lC' tpi:ili mt<11t1·a dn

1111

h1tr, ~nno

•n,m (•011!'1·01110 xnprriori n cp1t1·IIP tll'O\'ocnte dn norm:tll

11pf'1·nz.iu11i ,li re~i1m· 1.h•i 111uh1ri. ~IIJH"J-;1110 tli i:,_'l'aU lnu.,:n i minimi 1li N'J,!i"''rnz.ic,n,• 1h·gli onli11ari pron•llihu•uti i'rf•qnr nv.lometrid t• dò t·uwl i1t1i~r1• 111ifl {·ou ... tutnzir.nt• imp1ìrl:1t1tf• .11 Unì dPlt'np1llil'n~io11e prutka di pr1'>4'f'41inh•11li di nHColto l,as"ti ij11ll'ulill1.,n,ione de ll'elrotto J>opph•r. 11 nH1'f1 tH·t·Pl·rnmc,.nto puù fo1·si n:;rt•volnwnle ~11lh1 h:h;<' dfl ]\1-ecedenti dnli flllUUl ilflfi,•I tl"o1•tcut:ummto, n co11rl;'rma tlf•I r:1tio intuitivo d1e t"O l rrcscerP dt ll:1 Yrl<u-h:) della or.i...,•11h1 MOlll)r:l 111ohilr· 111 vnrinzionc tli fl't, <11um1A1 tli,•irn(' $Clllp1't'.' più hnpo11Pn1r 11rl t•aso molto intr1• · unte td 1lni 11n:1-

tici ùi unn

1"0U11

d'M"\'iciun 1nl.'nto o r-ottn d'nttncco.

l n Pffi•iri. rs:1•l•1·ie111. a è 1·:,kolo dhnoi,:truno eh . cJr,•nndo.tii l:1 ,·4•lo1•itù tleJln, sorgente ironora, la fre(}t1<'nT.ll apparente dh·icue sc.mprfl' ph1 nito. !olno n divenire ultrnudibile 111.?i J11i"AAi tl el punto critico f•orrispondf'nte nlln \"~locil:\ d el suono uell'nria. ~clFinlorno di qnrH"tn punto limitr il fenomeno <'c~i.:n. cll mu11i!estni'8i

nPI lòlenso sin qui uvuto Jll'PJl(•ntC', ~N!hl• In. org ul

sonor:1 Pi nvYie.inn. -

R<'nlprc nel cairo objeltivo di 11nt1 1·ottn d'n\·vicinn111l!t1to -

colln stcs~u., rnpi ·


12 <lit,\ dt:I wnouo (.I ~nr('(\f.':~inrnwnt,•, "1)11 11l1r 1·iu1'4• :t111111•u10 tlPll:1 \'f.. l<H.·ilJ, . i:iu11;..re prima del KUOUO. I 1t•r eontt·o, 1wl C'lh ·O cli 1·ottn tl'11llim111111uu,•nro 1 ii, ri,,,q11P1ua1 11p11~11·C!nh' lt•ndf' J.rr:ulmtlnwutP n un \"Jilnl'l' 1m.•ll) ,lt•lli\ fh'<llli•t11.n 1•1Tf• lti\'u, ,•nlorl· c:111' raggiu11~w in c·orri~pond,•u1,11 d•"\ll'M·r·,·ntmlo p1111h1 liutil~ ('111• in 1wro(11i;nìcu suolt· tnlw,lt:, <lf•11mni1rnr,.;i 14 111111·0 :o.nnit·o » P c•o11tinrn1 :1 (IWre.s.t,•r(' vPr),{I'.> [1-cqurn:r.<' )'f ll\lHi" r-~i1' l_ml'(",K,• l·ull ' n111111.. 11l f~ ch·ll1l n~lodrù tl'nl1011tom111umtn. X. • 1·,,,.;,,zit,ui

,n

f1·1·q11<.·w:"

t1

dati <li /11HJi:iM11.·. -

.li 1sN\l'li di

fN··

r1111•111.,a t:alculaU :il 111111w1·0 1ner·Prlrnre, 1·ol'l'ÌAJlillldono 1,• 1· lpot~ i (11, H :1 1

t•11so <"hP In )òorµt.•11u~ >=omwa mulill<' "'I n r vi,•lul i1 ,,.1 òlhm1011i 11Pi 1·iJ!lli'H'cli (h' l puuto d':1:-:c·ul10 >i.t'C'cm,lo 1111n 1n1tn 1·ettlli1H\U pn~:--11lltt• 111·1· il p1111to .1·:1i,.(·oltn

~trt-so. nn1tli7,in1w d i molo rt'luth·o

111111 rfs:nlt:1 ,•1•rrnri1t:1. p1·t•s,·11t II inte1·ei,;:::-nuti modilk:w.ioul. Lo frcquru1.:, f!liJt;ll'Mlt•• ì.· u1·igi11:it:1 tlal ra1tn c•hl' nll"n~oJtutoi-e giuu, 1,?UIIO o ndt.1 "Oll(H'C• i11lt·1·,·:1ll:1T1• :il1Zi(·l1C- tlt•i lt·I IIJtÌ (0nr1iJ-1l!f\ll()en ti lii ll('l·iodo <h11l:1 f1•w11w11za i•H'l'l{h·1l. d:1 t,•111pi tli111i1111iti •1 :11111u•11tnti !-JL•t•cmdn :.rii hwre~ 11u•nti di tl'JHJH> (po:,.l t h'I 11 11t·a.:11 t h-"i) 1'1p1i\':1lt•11ti 1.1g-li Npn.,.i Jtt'l't'Ol'KÌ in r io~cun pt•riodo tli"I n~no11w110 11M1Nli<·u 1hdh1 ....q.:t•11t1• 1<1H111ro in mm·imt·nto. J.:1 c·a11)olll c.lPJla ,·,1 111l-z.lr111 ,• ili r1·1·•11u•111.!1 :1,·\·1•rl i(;1 d:1ll',1i.,:c·olt:1lur·e l'i~if•ch: 1wll11 ,·nrinzion,• ,li 11i:-bw:t.:1 l'r•lidh·a 1·hc.• :il r1•rmhw di c· ia~11n 1w1·1odo ,•lt.•n('o a ,;,lf\11ilirsi trn t-fn·~,· 1111• :,.11111 w11 111uhil1• <' pnuto tl"nol'<·olto, r>i ('UIIKl';.!"111'117.U, lii ·nh't:· ~1 l'\';:dloli l':t 1111 lll H,K,.:ÌIIIO dellu \"tll·L.\.7.IOUt· 4Ji r1'f•. q11t•11:-.:, 1wl nt~O ù.i mulo lungo 111111 r,~tta 1m,i,1~aul1• pe1· il p11~1o rn•r111mto llnll '11""•nltul01"' 1wrrhf· iu f)Ut\~.lu ,·:u.;o ,..j w•rifìi·n In 111nr.;;1'lim:1 rurl:1ziu111• cl i ù ifflanw r •lntin1 iu do:-<·1111 1wi-i11tlo, 11/i1Q!i11 11;1 y:1J'i11:,,io11t· 1'1 o,·,·rrlll>ih• twl ~l· J)(·t c-01111, , 1111nda

l'ordine m ·n·ic-o t.h·I

r,•ooi11t'11u

nd l-li

l'.S'. M'

hl

Wl'j!l'Jllt' ~UIIUl'll

lu uµ-o 1111 ut·N1 di <·ndlio il ,·11i t'l'l1tro ~·oiiwidu rol 111mto d'n:,.tolto e• i11 tutti i c·utti i ntP1· mt..-li t1•11 I d11t• 1•Kt1·1·mi c·it:Ui I,· n11·ù1:;0111 ,li fr<·1111r11:fl 1J1>yy,•llin,11w11,t• /J<·rc('JJÌI,• 110m, /1111:.fo;,r rii'/ IUilo Ap111tt(wi, •11t,1 ,l('//a a,,,.!lrntc 111110,·r•

sruun·u

'""f!t'

il ''"!/!Jirt <1t••·n,~pnatr; <l'<o,co,,,,. 111 a lln• pnrnlf• il rP1JOU1PJJr1 nlJieuh·o si 1111111if!'.'~1:1 <·m11(1 t•ff+•Ct.o •lt'lht soln rompt>11t' 1th• rml i:il1• ch.•lln ,·t•loeil:\ .-lfet.lh•n df'I mnhi lf' ~onoro •• poid1:\ In i:rundr~u, di tp11•tda ro111pu111•11h• l' tl:1la dal prodotto r. ros et (C( ù l"no, golo C"hc- Il t·llit'ftit, rlf'rt'I> r>m,fu tl 1 ;a~·nlt11 forma <·vUa din•iionc h•tnuhuu"n

d(lol)n ,·eloc·itiì

d(loJl"1\N1•0 ili 1111,1111•1 1(0 ,1,.. ll'1•Npt.1rh•u7,.:1),

le 111,.t:ed<"nli ronsidc-

ruzioni ,, n~ntt,th1 di .,.,fohilh,· t11)fl fo,·mn pi,) g..1wrulc.• d('lla [1.·q. ,·nlid11 pe1• (prn..l in") Jir,·zlone ili mo,·i uwnto (h•ll:l sui·t,.rcntl' isonQrn o t,ielth·n ris1,ctto nl 1w1.,to <l' n~ ·nito:


H. f.n dil\f'll~<iOIIP dt!-11:1 [~. l] C'01Uo!l'll1f" di :ltf('1'11101'{' (•hc S ' ,·nriu t'Oli coutiuuitù p1•r t.•lft•Lto tH 111h1 ,·:11·i:,,.iu11c r·otuinuu di cc. cnt1·0 i limiti 111:1..- , t· miu. 11U'1•rtì ,In rot-t Cl - .f l. duì· a. - tr p~_ 11 . - t·0Hn <l'r1,·,·id11nme11to u d'uU;u·,·o) t' 11:1 n1l'C o:; - I , d1N°• e,; ; LSO', (S'm,• - 1•otln cl'ullont:m:1111(t1t{o u di t·an·i:I), 1u-l uw11lr1· Y' :;: X tJllnudu eo:: a - U. 4.'i t\ a - UO'. I.a c·o111i1111H:ì tl••lla ,·iwiao:iom· dì .r• 1ttNit·11r11 du•, d,tti i ,·aluri di Y, l" NI ,, 1,._,Ji,th'i :1 ù;:"111 rn:-o t·01U' l't1lo. p1•1· o;.:ui ,·alni-.• di a. 1•8iMt1• 1111 111d,·11 <- 1h•t{•1·111l111110 \'ahw.-. cli .\ ' r 1-ctìpru<·n 11u•n ll" lli.'I' n,i:ni ,·:1101,- tli \" 1•»iht(• un ,·11l1Jii· tli « c.h·rt-1·111iu:1to n m~no cli :! :.. multipli •li lid fu1·rm1 uon pt~l..U· tondo lhtM'l.•).>-t· ni'll,t 1·h,,ulu%.i01w dt•I (H'(,bl ~um •li Nli t r~1tt!1~i. 11 ,·1llot·l" tli o: 4\ i11111w1liat:111w11lr 1lt•dnd l1ih· dolln (~-1] rbe rhiOllll in coi,e" ,. tt•1rn(1J 1·ontu d,•I Jo/P~•·uo fh•ll:a f1111zl11tH' ,,,,seno ut1i diff~r,•111i 111m-

4.Jnrnli ,1:,: l'O..t 2. =

"

( N

T'B'

10.11

1wlln tllUllt· il J011,rn1, + i,ci ril1•ri~·,• ul 1·1v-u1 ,Pu\'\' if•itrnu,i•ntu, U ~J?DU -

~L

qnPllo d"nl loutnn11111P11to. ':\Pi )H'Pt·Ptlt'llli 1t•r111l11i rhmlln 1h:w1·111i11ntn 1'1111:,::\,111 t•lu• Ili 1:111~"1llc 1111,, 1w1·1·ori,;a ll:dln :-;or,1.wntr i-:00111·11 111ohil1· jl'Ol"t:t ,h·ll';,\vl'"t"o l, n •I pu11to rn·,·np,Ho 1wll'i:-t:l1tre 01·ir:l11r t11•l i,:nmw uiu1Llo pm,:~:Ho d ',wrt•o). [01·111:\

1ri1ii•t 101·i:i

cùl rag-j!Ìu llt'l'l-"'J· lk)Klo d';t»c·oHu. ~l'

Ni 11:--""0J111· 1111 :-bt,·11111 lii t·o111·,1i11;111- poln1 i piiow 1·ou tHtlo 1wl 11111110

d fli'l"t'41 1• t•uu ll~"l' poltu't!' cohwit.li•uh• col rit;:,:.du ni•n~1· p111:1to 11"axn1lht (1':11,!~Ìu \'t•Uo1"4' i~l:u1rnu.-•11). il ,·:ilm'f· ~ ,lc·iel'mi11J1ft1 1Inllu [!I.I) ,h\ 111 1lii""CZinm: b!1a11t:H1l'a tli•I lltulo 1w11-•o. t·1Jlht ~ut11 hu-,·rl•·z:r.11 1)1•i rnlori l'li 111111ttt r i1.·i r i ~LWli.<, 011'11;,-...;;t· 1,<•lt1 r•·, f" Utl-111111.,i ith•1ll'i n KOLhli14al'e l1t•:.:-u:1;..:li:1111.:, .

llil~Jiiillu

t,· i11Pt•1·t1•1.z.1 p1u) t•1Cl«·r·1• 1•1i111i11:1ln in n_µ-ui 1·a~v 1·1"u·1·1•to mt'fll:11111• I:, tlilio1•11M,Cio11•• 1lt_oi clu1i i,ip4•1'iuwatal i (11. 1:n. IH . . G,wfid 1frlfr li1J 1·, · 1,l/11 ,"':;' , l..:1 rip4•{11la u pplkazitu111 (h•lln (!1,I) comcC1'nll' 4)j tt'mTi:11"4' ~r:,lh·i 1·ht1 P>lprinu1110 In h•ggp t1i ,·11ri11zit11w di .\" i11 tlipPfHlflnY.:1 111•11:, \·ari:11.im11• tli tJ. ,, ,·frp\'l't'l"'.il , Dl'lli µ-ralki po,sJo«mo l')ol);t:l'P 11li· li7.1,.uli 1wr uu't1. .,;111rit·ntr imJ,li,.rhn, d ,•lfa 1€.'ggt- di \';1t·l11zionl" clt•llt• fr1•11t1cli1.P i11 (11111.hnw ,lt~lh- ,·:11·b1.i(>11i fo1·n1;1tl <1111111 dii·N,fo1w (h ,t.intitnra1 dPll11 rurtn tOI 1·agJ, ih \'('ltOl"t' i:-tanl:UWIJ {~l'fllh-i d c·lk liu (• (lf/fl ••\ 'J . l'uii·lit'· uc•IIH [H. l ] s,nm 11r,•s1•11li ,1ll r1• iilh• :u·, ·1•1111 r1f11 \'1irii1hil i ,1lu-r- due ,•nf'i111Ji li • ,. I'. (n' 1• ~a p1'i.-'~(·i11tla t·i:11111• i.rii\ rum·.·u1uo dnllP ,·:11·ì111.io11i tu i HO~;:t•tl;ì la \'1•lut·it1, 1lt•I >11111110 11t•lr:11·i11, tìrNU·l·I· hlllhilh•<- <lfl4'1' 1lllnn1l \' ll-

lot·l <li ,\ 1• 1 e 1wr· o~ni c·t•pt'iH \' - 1· ,·:1kt1lur1• i ,·nlul'i ili \'i 1•111•1•ii,;.pmul1•11ti nd "·


F.· t~\'itlt•n le ChP iji 1wrviPrw n('i prPcedPnli trl'ln lui :llln. costruzione. di fomiit!ìe di r111·rr (J><'r ngui 1•111,!rr ,li .Y), nrlle qnnll ogni curm corrisponde i> un ,l(lt<-1·mhrnto ,•;1lor~ cli V: jl;j tl'atta di cu1·ve coi,;iuusoidnli. ciol! tro~endenli pe1·indlrhe. Mli pe1·ln<lo o•.~GO'' (fil(. Il. Aspetto tipico di una linea " z, N ..

...

E:

,...

ll(I)

,_,._ ,.

FI;;, J,

li r :11110 ,li uµu i r111·, :1 , ·01111,n·Mt ri·:1 u·· 1• IRQ fonll:,.,·e l'iute 1'il legge dJ ,•nd:iz. it,111• dt.-111• \"'. JJ:1 nAJ.«•t·v:u.._, (•lw; IJ lt· li11r1· ~ ulfn -' ' » f.iono ,·m·,·t· ~luirn~h-k•h • 111 ogni tkk, nlJ'3scis {t. di I "O·• (o u. m11H ip lol. ,·un 1111l~i:ii111 i e minimi dii.:liuli in orri 1,oodcnz.;1. d('lh.· 11>:id~c d i

w

t·

I , 0" ,. d1h· tlc:,..i::I n)IUUtll 3. tull~ I

I

CUl'Vf'

ùi eia CUU:l

fomigl ill , iu 1·ol'l'ihp1'nth·n1.11 Ùi:·llf' 1lsd~.::e cli !Jù ' e :?iU\ )l:l ~simi e, uc,...-.,i <ll'tiuisN.1no qunrtl•f:> 1·nmi 11i ('111·,·H i11 da~t·1111 dl"lo. l)nJ p11utu 1H ,'l~l11 1111tlliti1·0 lt.- cun••· ~oiu, i111h•tiuit,· 1, :l'fi riJWlono iden .. tic·nw1•ut1• 1u-1· ,·:il•ll'i :111~u ll11·i muli ip1i ,li ~ n. Uni 1~\mto di ,·i~t11 tt i o tn. u•1-.•,; 11110 1•:o1tlu:,i:lva1m•11H• I 1·n111I tlt•I 1•1·i11uJ (•h•lu jO", :jUO' }, (l1·i 1p1nli per di


1;; più. per l"ntt."t.•1mnlu turutt•·ri•4icu di 1:1immt.•t1·iu, bnNIU m·er p1,•.·•nli ,111elLi ~omp1•,,,._i tJ·u O e 1 O : :?) h• 1·11i-n· iu f>Joi:1nu- J1h·,-1•11lallo ra~gi ,li 1·11n·,1t111·a rn1,ltln11lt'11f1• n·("· ,1;1•('11ti 1r11 111:1~i111i t• ,nl11iu1i •·1111tijl11i. nydn11Lt•11h• 1•011 1111 111n~iuu1 mo,011110

ili ,·orrit-t)0tulr111...:1 1lt•i punti di ll~~n. rJ gn11) iNtf1l tli fr("(lllf•HY~ in r11u1.iOIIP (lj iutl"(•Jnenti pri:~tahiJil i 11':i \"1llOJ"i

tm1,,~lnrl l'" w•nf'rnlnwnl(' '*•v:lto ,. lo (motu tl'un;eiuuml'lllOl che

J1t•i

1\

1·11rni

in mn~rgior mi!lura. lle.i rami !l0*'-1~ tl 1nlhH1f:l1w11t1•ulo (1•,f)OS,) (U;

!~) i \'1tlo1·i t"'r il tr1u-t•iiH11i'lllo )H't' J'\11111 i rh 1 llt~ 11111·~ « 11l/t1-S' n >-01\U ,•i portnti dttlln tnl>. ]. :-:;111111 luro linl"t.' ~1110 l'i,latl! lraf1•iòt~ h• r111olglfp di ru1•\'f", Le ,•nlr metrirli11 ndo11nte hnuuo m<Klulo tnle dn c·ou ·e11tirt.• rugt"• vole J('1tur11 ùei minimi 11ppl'eiznl>ili cou nppm·ccrhinlnrc on.li11:11·ie: ~

117.. _ I

I

111111.;

1

111111 .

(111,·. IJ.

Ogni N11·,·11. ~J i·ifrt~ e• n um\ \'ll)oc•i1ù 111,lc-u, t,,{•òhHR t.11 ltlO iu 100 Jtl 1:"10 n :",O l~m ..fru-n; le fn1nlµtl(\ tll r1Lr\'t1 ~,1n'l 1..r1·U11irntl 1111"' c1ur1th·o freq11e11,.,, ,11 200. :mo. 1110 ,. ~,(10 Il • ,,,.,•• , ......... 1•tro•t111·1·1. (.Hi JH'•·t.•11un1f , ·AltJri irH'h11l011n tutti i t'liJoò.i \lritti<'i, l~t'l"\'hè 1wr n•l!1"1r:\ frtqU()ll)'.t• tlifTr)'t•Hli chi fJll<•llr- ilMIIUf t"\ i !Uh) pnH·111Jt•1·1• 1'1)11 int1·ri~ol117.i1J11è. Jnfut i l 111•i llmiìi •Il J.o.t·:1rw <li l"(•ltK'ili\ trH f'lll'\'f' c:onllpnr iru-rt.1 nu.•n1i di !rcqn<'n-,.,• 1• i1wn-•1111•11ti di JU"C1fumliti) JH119>0110 ritt>ut•ri,;:i prc11Hlrziu1111lj:

~) dogli oc<·ennnll dl}('uu1cntl

1m,~011ù

11.,,,.,1

i tinti p~r

1111

1111p...-1.za-

mt.mto t111:1111if:1ti,o di ramth)1"' ori{>1th1li,•o. ~i 14~('1 inrnrti: - ~r X - JOO. i ,:rndie1ni vario.no dn 1 n 1. ..:. fii. uet en~ ùi y(•IC>4,:it.à. d" llontantunento e cla 1.1 n R:! ll t, 1.w l ,·no di \·,·lodt:\ d'av\·icinruo uto pc.r \'1-.(0.:·il:)

-

,·11rinhiH

1H·1• ~

e.

('litro

I llmiii

llrN•IHi:lti;

:.!00, I gN\dh·nli \':H·l11 nn 1111

0.3

:t I ,T l lz, U('I l"11 o di ,·1•!uc.'it;.\

tl'nllonrnunmtnto <· dn o.:; n ;t:i l h:. nc·l c·rt);tl di \'f>lO("if:\ d'nn-irinnmt'l-nto. itNnfli1" it:1 i ,·ii:111 limitl 1H ,·rlo1..th\: - h-n i ,·nhwi e lrPmì mtHO <.·orn1•rt•-Hi i ,·,dori relnli\·i a [requcuze e

,·c.lo<..·il:' i11tcrmL-Ùie. U) l'~·r hc

UlltòUl'll

d.ti:11 umtoU l• u11J1ur1uno 1uti,Uttrè uu ~b,1,·UH\ tll 1u- J orhlf:un•IJ lll

rlr~rJnH'Till) ron t>rfffln(' nel 111111v, •l'1111 N'-1, uno th'Jl:11 iutwl ('M)i!{lml•1 1"11 ,l1wlileoh.- Nlln Nln, i;hmi,:cnn• J>IUIW il'n1•N.'O punto tt"nM.•ollt1 li l'IIJ&h'mn dl nl9ll iudl..-I1lu.s 11m1tlm 11uudrnull, Ul'1 l11mll I r.,.11r)tn1,.•nl oh1cuh-t M1 r1r,i:_-. lO!lO ,tuf' n due Cl fflltPlt sono ("(ktl11lnlt"-' 1lnl qna11rnntl <In b11nde Ol~llU~l~ rltn.e-llo alt':, • euh1l'lt1l!Dle toltu l.'tm~IUll~('uh, l'lhllnl 1K•r l'rrèl10 di ti1umwtrln. ir.' 1111lnd1 IN"lto Umlll'lr lti r1ui:urt1N1. til dul' quzu1rnnt1 Vll ,.. . ~ al ou~ ...1rnm~trl<1 'A'F. e.~>;): Il J1rln10 eontlc11c tuul rll ans:-oU relJ1thl II Mlli!' tl'nnld.1111111('-nto; lt 11CCOndQ IUltl ~Il :m;;otl rclftlhl R rotlft tl'1.1.1loll1m111w.ento. 1,,;olln ("1')1WCn1.lt>n~ di h.·rg{'r'(:' tll UOJ;()ll In &(':bJI() OmTh), ~Il fi.DiOlt J'11UoolùDB.mento n1m1,.,_...1 tr:1 O t• SI()). •1m.•lll d':1,·yh•lnnm"°nlo lrn O(JI) r I,

<n

"°"''


La preparazione dei quadri: i sottufficiali e gli specializzati ~~ Geo. dJ dJv. PAoLO Sol'rxo

1. - L'<:'l'lsrcnin di nn gra,·c pr<>hl~ma « ~ormmrlnll » prrsso niolti csercili modcrnj e in pnriicoliue pecsso l'Esercito itnU1mo t\ do,'l1la al tatto che uon !IODO defi11iti in muniera soddi~r11ccnt1• compiti d"impiego e <:a rriera di 11udlo oll1111oto di c1uudri che sj cllio_wuuo soli ufficluli. L'evoJu,.ionc delle Mituzioui e del(li ordinamenti Lllllitari è ijeguata da progre~s! molto considerevoli in quasi tutte le dlre1:!onl: per contro ncll'orgnnizznrlone dei qnndri sottnlllc!nli i rrogre~si sono ~tnti meno evidenti, per quouto per i sottufilciali delle Fot·zc Aru111te ituliane ~iu in corso di studio una legge o,·gnnico sullo stato e l"a"un1.awcnto che si intonn ad esigen1,e di rivalnrn•ione ,, rii 11nlikn1.ione delle tr~ ltonr Ar-

mnt('.

l,a c11tegoria dei sottufficiali ho potuto trarre dolla triluuzione. sino al recente pa;,,;at.o, nmpreSl!ione di esse re dimenticata ed iu eJJcHi numerosi problemi fondnmentoli che intei·e:s~nno i sottuOl<-iali attendono uno ~olnziool!. A pnrt<> In qul'slione dello stato giuridico. on·iamt!llte ri• solh1 dnl «Jro~etto di lcW,!1! sopr~dtato (em d,1 tempo 111 "i::or~ un RegoJn,ue1110 sullo HhllO l(iuritlieo dei 8ottu0klall, In grnn pa,•te superpto 11elle norme e non nggiornnto nemmeno per ciò che ri!;uurdo isliluli 1• denominor.ioni), resto iemprc o perla la questione di uno slulo ~iuridico unico l{)Cr tutti i quadri delle forr.e 3tn111te o qnnnto meno ,lell'B~ct'("lto (l), un'inserzione uell'ordinnrnento ge1·nrchico ,lcgli impiegoli ,lcllo ~tnto. on orgonico di ruoli chiusi uccurll\fllllCl1lc 1li1uensionnti. (1) CnrJt'b(' e- tlt'11Untlxlonl d(ll MllufflclnU ..ttiJ·Eail!rdto tono ft)«Ulen,mcntc Indicate dal ltegot:,unento tJulto JSlnto del i,otLu.Oldnll, approvato ton D ..IJ, 31.1.1907, u. u.:,, e mo. dlft.t"ato oon D.l,. n. 2'12 e 102. rlKp("Hh·nmrnll' lu dnt11 2$•.&,JOO'i e 3.8.tOO'J e tlJll l{•Nto unl-t"O delle t..egqt &n11o sbtto d~t 1K1ttufflc.>lnll cleJl'~n·ll.o, '-'1,11.run.to con D~J.., n.!i.1909. n , ~'i2. e

011 ntU flc.'Ct':tinflll costllulAL'Ono unti r11t.1C01tn di (ll800&ltlonl ormlll 1n•uUtt1.Uleut~ superate, vr~vNtouo CA.rlcbe ~ RltrlbU2IOnl 1)('1" I 901luffleltill ln p11r1.a nbo11ra .- @:lllci· soott.ò tirlncJr,I non 1J16 adeNnU alla flgum che Il lilOUufflctalc do"rrhbe avrre nrll'at. tue.le .EtlM(:lto, ,·t..~atl ad Clt(!WftlO la ~JuHtlonto del giura.mento.


N deve rrr(le~l rlw r1u IR sh 11:izione po o trovare causa.li in una ecars11 ,·aJ u tozione della c11tcgol'ln o della ìrnpol'fnn,.,1 tleì tH·oMemi ·he In riguurd1U10. lo qunle per conlro rnrro.:lle tnlrn J'a1teuzione degli stu. diosi di or..ouico militurc e tulln lo con•ldernzion1• degli orgnnl t e pon. eobili dello Ammini ·trozlon milit11rr. mn plnlln~in nrlln dlftlcohà di pcncnirc o solu,ioui ,oddi8focenli pnrtendo dn,:11 p1 11101i orcllnamenH e forse anche i n un difetto generico d'i n1111:idrnnwr.to e di me " n rnoco di quello che si ~ cbiuurnto ~oco rn Il problrmn dei sottnllit'lnl!. , 11lurolmeute :ilfermnrc J'esislenzo rii nn problema brn pocp co•n. ·corre iuquadrnrto in termini pnoei~i e i11di1•idm1re le suluzio11i poi;. lii.bili , dli ltoporre uccc sil·umeme nll'n nullsi oc uraltt ,, comi eteute per de011l ro le ùi posizioni d"ordlnnmcnto, di sfo tn. di 11,,p 111.11mr11lo e di trn1tnmento che cnn ~nilrnnno unn islemn,.in11e ~01wenlL•ntc e d urevole del personnle di cui trattn I, In ,111nle len,:n !'Ontu ol tempo re o delle esigenze dt•l se1·\'l•io e d~i lcgiltimi i11len•.,;J rollclllvi e dei • ingoli. I 'rlcotùnto il t rattomcmo. A quc to p1·01Joailo, e per gombernro il cnnwo dp 11n orgomc11 to che non ò oi:-getto di e nm~ npl!n prr~ntc noto, I reputo uftleicnt, !'01Te1·mo1.ionc che j'.!li intere i di 111tti I qondrl ,:lcUe f1>rzc armate e quindi ::li in1e1-e i dei 11tt11nìcin!I debbono 1•0 gnrnntitl dolio leggi e NH·nti dolio !'<toto Jl(!r non rnrc ~orgrr., negli interrssntt nn sen o d'inleriorlti), d'\. olnmp11to . di nbbandono io coufronlo <li mttc le 11ltre cn1Pgorl~ profl'.!S~!onnli. protette come è noto chi leggi slodocoll.

2.• Ln situnllionc nlluolc « soltufficinli >) ho origini lonlnue h • si potrebbero dire stodche. Il sorgere dello fanzìonc e quimli d i gradi dl S<>lt11ilìcio li tl()n è celalo nellu notte dei \em,pi. r cr trO\'Ore ,ma ptim,1 [un,.innc in1prmedtn ltu ufficiuli e truppp in scn o olluulc bn tn rÌJ!Olirc o,:li ordinamenti -d ·J:;li screili eu ropei imm 'diotnmente rtima dello Rivol111:lone ri•nncc;;c. A LI rn i reg~<imcn1i di rnnlerln, !'Indi c11. o nerbo degli es rclLI, er,100 co tituiti Il, COntJlngnle cli rnntl, srmplkl 1111!1~ di fuoco e non uniti\ tnt. tich e (l). Orgon!d e orclinnmcnH erano s11bòrdin11li u [fili funzioni. I plotoni nmuovrovnno sul cnmpo ùi ballui:lio come -ul compo di e ·tr !1,i allo opo di <e muoycre con1c t1J1 solo uomo». L'out~rnuticit,\ nrnncnnte nei lenti fucili od 01·1111c;11·icn ero so tituitn I.lo un nuto,notlsmo di nomini, 111ez,.n pe1· cons~11lit·e l'e,·0~111,ione di volumi di fuorn r•cln1 h•nmcnte coneldem·oli e continui. (1)

1nt. Oen. nn,tnr..,

trnn.,.1,c,, lt, 1817.

Il

1>0rlo

df"I 101t11fllrlnll 11rltu ,:,1·nu,:obtn n1flllnrr • •

L'.ln:n~t•


S22 La fll'e.•rnzn di q11n1lrl sounllkiull ~ ,·onnr~~n rolln r~i,wnzn tli urnnonn clcJlr ntcnnnni(' nnitù di fuo<'o r imposin dulln nrrr~slt) di tenere i ~oldnti strcttpmente a 1111 mano e di ,·eglinrr alla ~e<'uzionc e•nttn e tenwestin, de;;li 01'\lh1i di frcqn~nie complicn1i per I~ mnno,·rn e per il fnoc·o . .\ nzi, h1Ir.lnlmc•nte. lnli funzioni d'inqunclrnmrnto e1·nno 11~8olte do uomini cli truppo i,c~lti tra i più AJ>erimrntnti e i pit' onzinni. :'\ell'ultima fuse dell'epoq, nnp11leo11i1·0 i sottuOkiu li eMK•ro 11110,·a ni!ermnzio11c per supplire 11lln defieicnzn di 11ffirioli nell"inqundrnmento delle trP!'Centi mmtse degli <'~tt'('.iti e JX'I' prcmfo1 e elcmi,uti vulo,·o~i mn spron-lstl di rcqul$ili ind!Aprn~nhili per clivl.'ni1·c ullkio li: nell'e•ertilo prns.Qiano per ncccfornrc J'nclcle~trnme1110 e per rendere ph) 11ge,-ole l 'irupie;:-o dei 111ilitari n fermo rcl,11h·11111c11i c b,c,·e ~be ,1nluiro11u olle urwi in Nln8Cl(nenzn delle t·lforme ch>llu 1-lt'nAn:-.on~·r. l111p,c, a eludere le clan• sole limilnth·e del 'l'rnrtaio di 'NIAil. t'ompn1-go il rucilc n ripetiv.ione. dopo )11 set>nndn mN,) t!el XJX Ili'<" .. 1n lincn di fnnleri11 ~i o,sotliglio e si spt>r.zu per lrosfot·mu..,.i in cnteno di tiratori. li plotone clh•lcnc cli cliflkile tom:iudu e si cos1il11hwe li me~io plo101w: i sllltufficinli dh·cn;;ono t(lnrn nùonti di me,.zo plotone e nN111istono 111111 pre<·lsn runzlone 11'h1qnntlromento. SI nlYPrmn ~o~l li ooltunlrlnlc moderno. che con,aer,-n inoltre ~ompirl di ~pcdnlizznzlonp e n, rrih111.ioni per l'nmmini•lrnzione clel reparti <'be erano do tempo attributo dt•i suoi piìl lontoni prc<lecessru·i. L'11tt11nle squn1\rn ,Il fo11tcri11 ,,iene costituito solo collo guerrn Ull4-1S, mentre uel frah~1111>0 In co11111n,:ni11 ho 11c<p1is1nto c111·nttcrc di unità 11111 icu ~ 01·111oi In ~11:1 nr1irolt11.inn~ in plownl 1·i~pondr <'Sscn.

zinlmrnl~ n r.<>igrn1.e di nrnno1·rn

~

di lHreno. l rilutoui 1in~~n11u ùu due

11 quuttro (nttunlrncmc nrll'Escr1·ilo itali1rno u110 <li 1p1esli è s1iecinlizr..pto i n urmi di oceou~11a~nnu1ento): 1:.1 $tJllflth·n u&$u11tc u11'uotuncnnln pnt'llj!Onnbile n r1uellu ci,•µli oltri µ1·01llni )!e1·nrchid uel <1nnclro clcllp ttlinorl nnit~ e ne nh·ienP romnndnntr un soltnOkinle. mentre il grndu,110 di truppn bn funzioni ,li romandanlc> di ,::-r11pJ10 e di 1 imJJinzzo e noruwlmcnlc 11ssicu1·n lo ùuonn efl<'c\lzioue (lelln mnno,•rn P riel fuo<'o di 4+:\ dlf)l'ndenll. Afrrrmntosi In \'lsrn cli f11nr.loni ,In tem·po supt>ruu•. U sottufflrlnle ~ oggi Il rl~ul1n 1c, ti\ un M\lllinmcnto n incombrn,,, non perfettomentc tfo. fiJiitc e tlcfu1ibili. Il fntio present~ 1111 efTe11ivo interer;i,e prutit-o e ~u cli esi:o ,.1 rltorner,) plt) ohrc. Per Il momemo bn@in o~~er,·n1·e che. tolto il comn11do di squadra, non c~iRtono funzioni RpedflrhP di ronrnndo prr i sottnflldnli. QttPRll tnl,·oltn clii,impegnn.no rompiti <le,·oltni n nflkinli. tnl'nl1rn coprono inen. ricbi che li porhrno mollo ,·idui <1i ~empliti ,,,,~<·inli2i11t i.


In effet1i pnrhe ogi:l mnlte rnnziuni di ufficiale inreriorc sono ossolt•• do soll11ffidn li r "1<'rVN'Sll clei:li utlkln li svolgono [unzioni dn sottuOkiuli. al di fuori di norme spctiO<·he mn per semplice ndnitnmento (li 1PCrS011e e <li cupueit~ u coutingr·nZ<' prnticbr. E tuloru si è conside-

rnt11 curallc1·i~licu di uu':1rmu in c,•u!ronio cli altre l'uttiludiue a umi più lutenslçn 1111li1.Znzhme di so1111Jlkiali In lncombeu,,e che di regulo sono nssolie dn ufllrinll. :l. • E' l,1gic:o d1r i dn1i d'oriN1tamf>ntn pii) ~$Ht1ricnti si debbono ricc1x·111-e 11e ll 'n1111 lisi tlell'i111i11111 origiuc <li 1111 problcmu sottufficiali. Que~tH 01·i~11e ho uspelti comple,11i elll' du 1111 1rn1110 di ,'istu org.1111ko è JJ-08Sibilr klute11zznre ncll:i co11su1rozloJJe che lu tun,ioue del ijtJI· tnfflrlnle bn perduto ~rn11 pn1 tt> di 11n Mnl(n1110 dilTel't'nzlnle e the nel eo111piti 1·i11,~~ti ,•me1·;.:N1ti - ,·n111c ;, unto. l'i11•1uHùr,1mcntt, delle 1,i~ piceofo minori 11nl1:) - 1,tl11 1·i ,. 1111111•ti:i ~11mci1·111~ 11e1· impit>ì(llrl! un uomo 1'Ìh1 nntnrnl dnmn1e. Jn allre pnrolc·. lr inc·oml,en1.r ciel ,01i111llrlnli nc·I onmpo deU'in,11111 · drumento 1100 sono motivo s111lkie11te cli nnn ,·:1rriern nuto11oma. Ed in effetti per la mol!ginr pnrie dell;1 Ioni erirriern l!li :,u trn li soltuffi.ci>,Ji 11011 disimpeguann con1piti ù'i111111ndr111ne1110. l nrntri è ~1010 ohi· nell'ozlo1w 111 eonrnn!lo cllretln ohe gli •' <lcmnndata. U iouuflklule d~vc ,;,•r1·e r Hì(in• in cownue coi 1,-io,·nui clcwe1.1U che cos1i111ii,co11n Jn 11·oppn deA'li t•Frrrirl m0<ler11I. Di con~cgucnzu 1111d1e il ao1io0ld11le cle,·e e,,1<(>1· ~l,wnnc. pre,111nto o rotto ulfo e~ii;enze ùel la prepnrnv.ione fi!>lcn 111 comhnttinwnto: non l· c·ontrO\·trsn In norinn ebr per tomomlorc ~q11ndrc 1· plot oui orcorrvno doti fisirhc che sono otlributo dello giovo.ne etil. f;e ne declll!'e eh~ supN·nto ìl tcrmiue ùc lh, pitllezz11 della forzn ftl;icn U NoHuOlciale dii irue lm1rnrl 111 ~no compito principnle. Qunlsin6i nltr<• ,·ompito che l!li ,•enitn 111irihnlrn In ,1~tn di un ~c(•e!$1lrio e do,·r1•000 complrrnmt>nto di rnrri~rn è per ncccssit,\ di coso rsn-nneo al ~eni1.lo p1·rsrnio ~inn nlluru e nllp r,wtioue di comondc, e non Rocldt~rn in primo luug,, :::li slc~~i interessati. ni qnl unu srn,rizivnr di iJ1Nodtli~ruzionc cbr. coopert1ndo nitri rottori, ~I ""''N'te tru i Rntt11Jllcinli e al tempo stel<!!O Il dlCeuo iu nn'nttivii~ importaJlU1<.,tmp <111al1• i! il ron\Antlo delle AC<'Mlnntr minime uniti\ <l'Al'IUA,

~eus11zi<,ne ,nn~odOi~rn..ione r h!' pM· gli elementi meglio dotntl nrrlm n e$SC1't' se11s<11.ioue di wro m11IPJ,1,1•re r clw 111111 rnltn ronslllhltn impon~ pro,·vrclinwnt1 rirnrn1nrl lntc~i n rolmnre non ctfolliYu lucun)l •legli nttnnli ordlnnm~nti militnri. Qui sorj:!r nn intc•rrnA'o1h·o. 1'11e 11 ~irimn i:-i11di1.io JH•ò Sl'mbr~re scon-


824

cerloute ma che ln,·e<·e ~ logico e <levt> esl'!'J'l' disr111,>;o in via prelimi, 111ate perché nnn rispostn negnlivn trnsreri~cr su lli1r1• 1kl tutto dil·crsc l'espme tlell'nrgomcnro, e cioè ~e le funzioni e l'ordinamento nltuali dcUa catei,'l>riu dei sntfufficinli ris1iondono u l'>'i~nze inderogohili ~ ~~­ solvibili goltnnio colle modn Ili:\ In atto. JI quesito ho 1111 effettivo lnterr~sc e morila esnmc diligente e<! esnuriente. Oollo e1•entunlc rl~pus10 negnlil'n òrrh·erebbc lo illazione che la ger11rcbin dei sottufilciuli non do,·1·ebb<' eij~re ronse1·,·ota nel quoch·o (li un esercito moderno.

4 . • Lo rispo<rn l'ÌrhiNle re~nnw de1Jl' ruuzioni principali " nrcrs,;orle che oggi sono os~ulle cllli sot111Rkinli e dcllp 101·0 nttine111.n nll'o,._ dinnmenlo gerarchico clell11 rn1ego1·in. Le (unzioni in discorso p0$$ono <listinguer~i in funzioni d'ù1quodramento. di speclt1lizzazto11r e d'nmmini~t rnzione. E' l)ene rlle,nrr snlllto che sono runzioni difforwi, le quali in purticolori> rlrhlcdono doti e ntliludini del tulio dlspnr11te. Si rilonicri\ sull'a1·go111~nio più ollrp (n. !I). l'~r il mome_nto i• op, portnno nntn~e rhr le f1m11ioui d'inr1nndram1•nto, ro111e è già stnlo all'ermnto. si lhnlrnno di fnHo ol comnoclo di ~quu,lru. neJJ'111.io11c lullicu moilet·no. Tunto rpii\ cllr nnllJt si oppone, nhneno in line,1 roneettunle. allo pre -visione rhe gll lncntkhi ,li romnndo p:1,;sino senz:i solt11.ione di rnnrlnoitr\ doi i,rnduoli di lru1ppo. in \'CSte di cc,mnndonli di ;!rup110 e <ti sqandro. ngll uOlcloli comondnntl di plotone, o n un'nltl'il [)"<'l'Ì~ionc, che n~sicurcrehbi> il migllorr pssoh-imento dellr lncomben,.e rorrlPpondenti, cli nllìchll'e il comnndo di sqnodro n 11:1 nuovo pl'imo i:r:1do dellu geral'Chia clegli ufficia li. n,1 esempio a 11n ai;pirante uOlcinlc. Si può quindi dure J)<'r prOl'otu sin d'11dcsso come impliritn nei fniti Ju rl!>J)ostn oegotlvn nl 11nrsito propMto, dnto clw I ~otrufficloJI non co;tituisrono più per In mng~ur pnrtr ('),•menti rl'l11q11~drnm,•1110 e 0o11o ;;ii\ per In rnogg!or porte nvnlsi doll,, ,·i.tu dei 1·i,porli. Restano le funzioni di spec:ioli1,1,01.loue e 1l'ummini~lrn1.ion('. Si deve ~>rentcllerc in proposito t·be oCAAunu di mli funzioni è tipico o<leUn ralegorln P tnrnrtl ~ssc pos,0110 e~se1-e nssolre do spetioU1.1.11t1, che non è illdispcnsobilc ril·cslnno qunliftcu e groclo di solluftlciall, e ijODO lij funrlonl di speclnli1.1.adooe, o da J)Qrsounle che o snetrQ rlgo1-e ili termini JìOh'ebbe anche non essere milital'c. e ~ono :,:li inrori<'hi di carattere nmmlnlstrarlvo. li cnmpo tli qnc;,;ti ultimi si si.:om\Jcru rupidamcmc (·<.>nsidernndoli dercrltl n personale eh·ile od 11 1111rtirol:1ri el~menli di un ruolo nm-


ml ul~lrut.ho per tJuuutu µtu, 1·>'>Wrt' hnlil'lpt·1umbih~ l'lmvi~gu di pcn•,v 1111le militare. Restauo le inrum 1Je11_r,e 1U speei:11izwziu11e. lo mnterin si ùeve conVl'ltire che esse non 1·ient1ono di neee5Sih) su tlel sOt"toffirlnll se non pet· effetto di cirt'ostno,A.' tifi u11to nrre~sorlr e in bn:-1' u disposizioni di scorso nclerenzn orgnnko che molto prolrnhilmentr donculie,·o essere sottopo~te a re,·isione. &li! 1111 r,uto noto d1e i v1wi >tr>e.-ioliz1.1lli nou sono inve~tili dei gradi ùl sotrnOlrinlr pe1· risponcl1•nzn n esi;r,•nze tli 01·1ll11e rn11ziu11:1le u tecnico o rnnto mi,oo d'inqnndrnmi,nlo. 1•br es.si di nnnnn non eFrrcitnno. mn In fona di pro\'vellimcnti di ri11ie:;n temlruti ud u~,it-111·,11·c 111111 c11ra-iern uJJa gr;111<le nrn;:::;i11r<111z11 ùe;:li s r><oeialir,zati insereut.loli in 11uello cnrrh-r11 1l~i ~onnniti:111 che er:1 ~tat:i costlrultn in \'iStn ùl heu ,llfTerenli

~copi. ;;. - run 1•ipnr1i1.l,111c (li cn1c;rorie su liusi f1111zinn,11i pùirebbe ,111pnrh"(' n primn \;s.tn 1l:O"ldl~rnrrn1t•. pd e~()mpfo s,• hnpos,:1ut11 ,:ul toUlt! .. 11uto pre,·alrntrmrntl' (·oorl'lrnnlr o !'l'mpliremeutc r~ecuth·o Mllc ,11ti1·it,\ s1·ohe nri illfTl'rcntl i:rndi di 1111 nrdi1111me11to i:en11·thko dei ,,u11d1·i. Pcrnltrn 1111che e1,sn 1·h·cl11 t,~u rl'eslo l'nrtiRrlo doll'lmpogtn zimw. 1111n1Hlo ~, :ihbluno (lt<'8•11ti l"impurinnzn !(iii rknrdnrn dcll"oziouc di ('0111111100 lll"l'S~O lr minimi' nnit/1 tJ'jlt'lllll C J'ufot•iRrnn rhr 1t11'nl)i11• gnidn Ilei mlnhoi repntii llJ!l'tlli nel 11undro lii u11 m1ti:-µ-ior cvmplr~!'O di forr.e r~erritn cleet•im intlnrmn uri ~1wr.s,11 01111le. >'c 111111 conrlusi(lne 1,11ò 1•iCenet'!li fo11dnrn. ~~n ~ ,1ucllu che lu cliscriminn1.ionr trn unlrlnlì ,. ,ottnOidnli, pnr im110,t11Ut su bn~i n:idlzion nli nsfini solide. n,,11 re;:~e :, 111111 crilicr, ben rondoun. I.A.· /1111:frmi dell '11flkl11/P r firl .,,t111f!i1·iali' ,,,,,, s()m1 limi/e le une fl/lc 111/t'I:. mn ronUnii'<'nno In ttlt:l Mllltltlc t< 11,i1111c <li rnmnndo » nrlrihuto di ('ll ll'nml>u IC! l'nteµcWil". iu rupporto ni g-1·,,cli <li mrn s(·al:1 nnit.·11 di ,·al(•ri !!ero rchici. l'r()('càcrc In rnntrnsrn con que,10 11rit1dJ)in di e,;iJcnzu solu..e è agire nnilicio•~mentc e •111e,:to 1·11nretto hn ;:r,111.lc intr~is,• 11e1· un cori-ceto lnili1·iiio dell'ulteriore c~Oll\e dcllu questione. E' logiro r he In rnmnnc, Maone ,li N,m,111<1,, delle d1w cutc;:ol'ie di <Jumlri Ri:1 ÙJt•or11gj!lnn1rnrn n )ltl'nflprp ~pri:1mvu1c in con~hlerozione la loro unlfic,11.lone In nu·uuica i;:erarthin <li qnnrki che nbbrucci tutti i gradini tli comando. dulJe minime allr minori nuiu\ e olle G.P. Lo com·czim,c. ,e logkurnenw ine<'CC)lihil~. 11re~en111 dlnlt-oltt\ di :111uuzionP nPll"~r,[)liPnzinne 1wmicn e u1·to coulro trudir.ioui radicute e dl um~go~ilc vul0t·e. ruù 11011 e;;;~r<' di 011gi. mn in uu futuro ll(ID lontano


S20

In loglrn nnr~r,, ~n lln « r·nnlinc » <' ~nlJn rrncli.,ionr ,• ~otto In ~pintn cli eslgcn1,<> Muc,·Nc si nddl\'crr,, n nu·~rrenh·n nnifieuzioue dei quadri. ni quts;rc e~igc111..c si citunu, 1wrehè di (Jllrlitnlnr.., im11or1pn1.n, ,preite di efficace int1m11lr:1menrn dPlle minori unila e ,pirlle di rormn1.fo1w degli ufficiali ,ti ln1ti i l(l'Mli , n~slr111•n1r <In unn Jlirnmldr cli nrA'nnici h,•n di· met1!-lit1nt1t11 e, nHn n t•on~Natir,, rc>gohu·i permllrn!lìZl' IU"i grn•li 1' O\'un. zum<>oti. , \llnru s1·om1,r1rir:\ Ì11 r111egorin del StHonflldnll. nF..~orhirn In r1nell:1 d~i:li ull1cioli, e ai ro,·me,·onno ,lu,, eo1,,i:n1·ie tltll·O lle le i11 1·lsp1u11len~11 ,, <"l!!enze fnnzlnnnli Ili nes,·ente impflrlnnzn nl ,li fuori ilei rompili il'inqundrnmento. ron t>nrilÌl'nzionc ni gr1111i rii 1rup1>n e tli uOlcinle iure rinr~. cl(l~li fliutnnfi d; ('<munulo e de~li kfìf'(•iuli::nli. In ntteso e 11n1·,)1· uw,:llo iu p,•e.•lslone ,11 rnli e,·NHI, ,. /!Ìllsto 1we(),1rore nna siswu1111.in11e dei:11 11Hnnll sm I nnlr·inll ronrorm1• nllr comblnntr \1'SÌ~n1.~ t1·in11un,Jr11men10 tlc'lJP nnh,, t' di c·:u·th\rn clP}t:ll hu~n;;.:,.~ìti m:1 sop,•1111111111 lufn1'llrnrn ,11lr ,uperiori rslgem,, lii rorm,11.ion,• ili ,pwdrl <lcll' E~t·,..,Ìlo. dn impo.stnrt• ~nit~ ~e;.;uenli liuee (11111l111111•1Hnli: 1

-

11011 t'1w ùis1int<• ~ernr1·hh•. 111:i ;!'l'~uli 1li1Te1enzia1i di 1111·11n11':1

gernl'hln: nnn '111<· ~rn ri gim•i,1iri, 11111 un uni(•o suuo gi11ri,liro. t•hC'- dt'vC': pre,·cdere lo ~tr~o trnllUmrulo 111ornle r,er l•t lti i •111oùri dell'Escreito, In rorm11zione di hase In t>iù unirnrnw l"'~~ibil1•. la pns.~il,iliti\ 11rr tul1i di ru;:;;:iuu;.:crtl in linea 11i cliriU~1 i fni'tigi Jdln 1·urril"1'11 1ui1iturc. lJi~pv~ ~iziooi pn rli('nJuri vnrn111110 a

ra"or.-.

di c·olnro d1~ cJ1•hHH1no n1·rt1ki;tl't! l

lnro ,wnn1.n11wn1i ,11 i:1·11rll lnfrriorl ,Il ch·nn rnrrirrn. T Mmnn,l,11111 ,li ;.<j11fltl111 rhP ngli nrc,•rtnmrnrl 1'1(>1· l'lclcorwltù 111 J:l'UÙfl ~11 1,crit1n:- no11 cJUuu~trcnmuc, il J)oS~C$~o dei rct111i1:tirì nece~.:;uri 1,0. tninno ~'(':,!tiire una l'arri(•J·:t cH nl11lnn1l fii rnrna1ulo, l:i tp1lllll• avr:) in uun ~n(·,·t,'»im filt·riN·n ti\'IIP il rort·Nll\'11111 limiti rl'o•t;\ r~l111h·11mPnlv hMsi (~ul .i,:; ~ :;o ft 11 nt,. 1 numerosi sp...,rinli1.1.nli. the n~$.:Ì rhc~1ru10 ;:r:\tli •li ~ot1uni•·hlli. ~:1 .. ranno c·onvoglinli in npposlli ruoli ,li SJl-Pc·i,1H1.z:lli. O•. l.A' lirh)t,1 1·h;;t;luth"t• t1•ue,·i:H1) ~111uu111 i11nwnt(' 11 1 pnrngrnfo p1·eretlentr po~::ono c·oncrtnnn;:i in 1rno ~o1ur.i011(.l l:i t1m1le ,·nrtl-'if..ltr e:.;~('uziu lm~nl!' neU~ rli~tlmr po,;sibllit,\ r1111sNt1i1e ai ,·omnnd:1111i ,li 8'(1t:1dr;1 (Mui111Rkinli). in po,-.,,:s.. di 1111:1 ,t,•lerwi 11a111 :1111.lonit,\ di g1•,1ol~ P di scr-

dzin. ;li nccellN~·: r,) :1lfo ,. . nn·ie1·a <li 11tlkh11t-: IJ• nlJ!l ( n1•1 i~ril ili :lintnntp tli ~nmoudo: e·) 111le ,·nrriere cl~i:11 ape<'inliw,ti. Per <1trnnto <.·011cerne l1ucc~~~o nllu (.':.lrriern di uOl<·iul~. 1

1

(l'fitit-:w

uno


$~7

~coliht ,nercasirù rii disporre di 11Rieio li infe1·iol'i, in oi:;1?i11nro o Ilo disponibilH,\ ùi nOlclnli ,.11 mli i:rndl U8ccnti !lnilt' ~euole 1lì l'('('lutnmrnto e di vcrre,ionnmento u.fflcinl! in s,p.e. Le esigcn1.c d'inc1uudmmcnto in Cotto ùi subuhc1•ni e co1;itoni souo jogeuti e si~ as~1,ue l'on i ~nli rw,1v1•uhrnti dtt ll t,1 stuo lt• porh,no n u,rn btlS~ e<;rrS11h·n dello plr11mlM 1irgli ori:nnlri. 1·oiln eonsrgurnzn di ruoli ,·pcd1i e di n,·nn,.1rnrntl ~t~m,ul. !'\i può nbiCLlurt' dw dò c11ui"ulc II ripurtirc gU ufficio li inferiori iu due olilp1ole di di1Terrnte prowniNizn. in conlraslò coil11 prcrogalìva di Q1uoi:eneitt,\ dei r111adl'i , 11111 ~ uc~tn nrno;?cneih\ n<Jn è infiru,olu dolo che tutti h11nno g-li iites~i 4li1·i11 i o li) >it1)~-.\e rmw.ioni in C'itli:Wl1n :t1•11tlo. $e su~sL•terpnno uflkluli rou titoli di Rludio limiìnli e utlleinli ron tiwli ,11 ~tudin complNL uu llu rloni\ inflrm,11·1> In p11».:ihili11\ ()('r dn scuuo di 1>crfer.iouurc i propri tituli di cultura pro(e~~fonole ,. llfll"~DN> dull'urw cate;!nriu 1111':rllrn. Ampi" vnrnpo ,• lnsci,110 ~I :,<lnori, dell<· qnaliti't. pel'eunnli e nll11 hunnn ,•o luutù dei siu~oli. ,u,sit.liutu du pro,·,·c· dlnwnli opportuni come 1·n1·ceAAo ;r corsi di studio. l'iscrizione ni corsi ru1h·~r;:;ilnri. ln frNJUPn,:.n ohh1i~r11orln cli t"nrf:lòi lnf,n•1n11ti\'i r• \·1, lnTHthi. l'CC.

l111'all1·11 considernr.ioue deve rursi ed 4l •1uel.lu che le doli necessarie per eserdtnre 1·n1.ion,, tll comnndo, e in pn1·1icolure le doli dl cultura. non sono nnifnrmi nei rliltcrcnti grodl. 1-J' nor.ione comnne che il comnnrlo <lclle flh) pl(·cole dellr• ullnori unii,\ poggio su fntlori in gron pnrtc per;sonnli. qnoll sono quelli che co11,;c11lono ili uvcre in pu:,,o 11110 o due tloniuc di uomini per fnrne primn dei 8òldlili ,• im1li~;:arli J>Oi coiue t:oli. •d è nllresl p~C'iU1·0 cbe le f1J1.iru1I (li romnndo 111 i:rndl rlevnti rirhir,iono unn ruliurn profondn di rnrnilrrr trrniro, ~rlrn11Hco, glnrilliro e nnchr umnnlstlco. Cli uJlkiuli rt111 titnli di ~tudio limituli tr01·cruun11 I mezzi cli un'udegu,ua rormuzione prore~siona le in ,11u1. pratica rhe attinge il suo nutri .. mento In 1111 sel'\'izin fAttn sinn dni i;1·ntli ini,fali di hnppn; ;!li umcinli n titoli ,li Mlndio 1·<•nrpleti trurrunno 01·c11~ionc• tlul sctTizio compiuto QJresso le minori unit:\ di nOlnorr le doti di roM~renzu degli uomini (' le nrtitndini di romando r·he 01111 pn«snun formursi nllrm·e e che ron11 ,•infh-n in11i~1wnsnhile rc r• 1•,1rri'j;>j11 n inN'l1t1l1P111,e sl'lnp1·c pi,) nrdoc. l'n" <lisrriminn1.ionr di \':duri 1•ult11r11li r le modnlltA cleitll ,,~nmi <l'11,·n111.nmN1to unitnm,•nle u proe~lnhiliti limiti di rii\ e~lmom, d,1 11:n ne, <:t'1'8ih\ di stubilire ri::itli co u1pur1i e limili inrnlicnùili. 111 di fuori di unn vnl11h11.iour fii mrrilo del tnlltl oggeltiY:r. .\l coutrnrin •an•LI,;; affi,lntn nl merit,1 effettivo di ~inscrrn<> In JIOS<i• biliti\ di emerJ(ere e di J>rOCe<ler,• :l\'Onli. ~i(' ;:i,1 nfTemintn ehe rii diritl<I lulli Jt(ltt·~nnn Mplrnr~ nl rnititlnnitimentn rlri grndl più cle\'ut i. C'Ìò


828

che nssk11rn implicitnmcntc il "anto;::;,'1o dl·lla ph\ lnrga base di sele1,ione per la scelta <lei qn~drl ~Jcvnti e dei enpi dcll ' Escreilo. l,n tnl modo molti <lei migliori solluOlciuli. dopo OYcr compiuto i periodi di com1111ùo relativi ol ;:rad(), .-enanno conservati pel" le in· combenr.e d'in•1uadramemo e utilh«nti nltei-lornwnte ~olle loro qualità. di buoni c011oscltori degli ospctti montli e motcrioli dell'ozione di <:O mondo dclle minori nnilìt d'annu. Non ,,i ha dubbio c he sara1111n i 111i~liori sot1110kinli che conquistern1mo le spolli11e e.li unìcinle e si renll1,7.er,\ otrra..-erso i più idonei espon&ntl delln cotego,•in unn etl'ettim am1stomizzuzio11e <lelle due curriere ufficipli e sotlufllciali. anche se in deflnitfro potronno fruire del beuefìcio soltanto gli elcmc11ti splccntnmrntr dotati e quincli un8 mimoi·nnM ph) o meno lmportnutc Recondo i ~:,si. 1nu selllpre uun mino.

ronzn. Con 1111to ciò Il pron·cdime11lo ,po~t11ln10 con~cr,·n considerernle importnnzn pr[llicn e morale perchè ò pdAtto o conferire J>resli:;-io oJIQ categoria dei sottnrfidall, a ruccoglicre trn i qm1d1·i lnr~rior! elementi <Il lncompleln formur.ionc culturale ma beu <lotoH pet· a1lltndine nl com1mdo, a costituire unll giusrn rlcompcnsu per i mcrilcvoli e iu definitivo ad essere bene MC'etto cln parie degli i11lerei',lnti. Per conrro nou si clovrà tradu rre in un:i l'l<-osrlrn1.lonf' di quella << carriera limitala >J c he è srntn nbolitn cli recente. Oli elementi di ruoli o car1·ie~a limitnt~ sottostanno n ono pe1·m,1ne1He tiiuazione di h1foriorilà prOfes~ionale. moggio1•ato do una condizione di in!eriorili\ ùi dil-ilti, In q11ale i,nionn il desiderio di fnre e il r~ndimento in sci-vizio. :1:U· ha fondamento l'cwuluolc o\)iezione che i provenienti dai sottufflcia U r11ra11no ostnrolo olla corriera degli uOlciuli che provengon<, dnllc scuole di reclutamento, per<'hi: lr· ci1•c:o~rnn1.e di eh\ al!/1 r1uale i pMml rngginngeranno i1 g1·aclo inizinle di ntllciole escludono ogni ijl/ri:1 concor1-enza, f:Jttn eccezione pc1· iodividni di doti ,·cromentc supe.r iori per i Qua li r ecce1.lone ,non solo è equo, mo doverosp. Il cl'ilerio generalo ~be 1'0..-11nz11mcolo è basato sull~ élfettiva constatazione di un me1·i10 rilevnnte debitamente prova10, è nl 1em:po stesso giusto perch~ couse111 ~ a c hi11nc1ne lo meriti di aspll·are n proc:ederenei gra<li e utile mier il ser\'iz\o pcl'CM nAAlrurn che i posti di responsabilità sarn11no rngginnU do uowil1i ben pt·epnrnii e ~cclii su!Jn più

ampia, base. 7.• S\'oho un bre1·c cenno sni c·r·ir~ri di llnsP cln nclottpre per consentir!' l'o<'r~sso dei ~oltnffitlnli nlln c·arriern degli ufllcioli. res1nno dn


illnstrnr in lutea! le m0<lulit:l J)(•r In formuzioor dl unn cutcgorill di aiutnnti di comando e di rntrgorir di . peciulir.r.oti. Il nnorn ruolo deg li nlnrnntl tll romnndo ronetcrcbhr cli nn certo numero di !!l'n<li n~cnti. nd cscln Ione del grnrlo in!zlnlo cui è rl r rbuto ln (unzione del comnll(lo di ·quadro. un compilo e~scnziolmcntc llWWinish·pti\'11, li po~ a;rgio do un grnù oJl'nlrro o,·verrebbe per llD· :rlnJJHà e titoll. ad eccezione del p:i s:\gi,,ju dal 1n·imn nJ secondo grado clw clo,.,.ebh n\'\'enlre n ·e !rn 'P r e nnil. 1 grndi, 1 run1.lon1 g~n rlche e I limiti Ili eh\ de/!11 ainlnnti potrebbero lnfm•mn~I ~1 ~rgnente pnrodigin,i : ser,·izio ai reputi : ni11ton1e (cc,mnuduute 11i 811, e ~01t11eorn1111tlunlc di pi.) Hm. ctù; " l ' oiuh111t • (01Wetto conuiudn cp.l >> » 3Z

PP1°1•l1,io ni conrnndl : n!nrnme cnpo (nddrUo n romnndn htg. e rgt.) nlntn111e mng~lorr (nd1lrtto o romnnrli Ili Cl.I'.)

))

»

,JO

l)

,,

;;o

La p1H'ifiémdo11e g-ernrrhien clo,·r(.'hbe (!sscre riiìpetth·,Hueute per ti:.l• 8Cun grcH.lino n ~r.gcnlc. ~otl teufutc. teHC"nlc e capitano. Le~ noie oiullwti di tomundo, é!>ll corsi unnunli e Ili •un:11.ì, so, •I,. beto a un dlp1-es,o e:;rua.11 nlle ntrnall scuole ohufl'.lcluH. l'llolo ùi tm.lio per J'ommi ~io11e: In lkcoZ/l ,li sc1u1ln medie unicp, mn don bbe " • re consentito onche 1111 titofo Ili ~•ndin inf riorc. iule.,'l'ulo du uJl esome di 111t11rn. )folto enrnte rlonchb\'r(l e,sere le ,111nlh;) liskhe e intcllett uull. nll ninrnn1i. dopo nlr11r1i nnnl di romnnclo di repnr10 e ron età lnfPJ•lor n 1111 drierminnto limite. polrebbcl'O concorrere nlla flocqueuza di nrposirl corsi rptt'<~o I . rnn)(• li redmnm nto utnrinli 111 .. p.e .. dulie qunli 11 ·i1i:bbcro e I grnd!> di ~ottOl("llente. Ln 1h11·.1ln del r·orsi dO\'l'ebùe e@serc biemrnlc. L'11dozitnie di 1111:1 de111>01inu1.ione cli jl'r:tdo di (< nintnnlc mni:iglo1·e )> dovrebbe e e,c ron11•m1mrunen 11lln elimiuazione tiella funzione dc"'li nttnnli nnicfoli nintnnti mni:ri:'iol'I (11. (1) Ln tUD.1.lc.•ùt! t10\·N.1lil"-' l.'8St!l'l' lllt.1:IIO Lnroru.1n1u n1h.• òl"èUW tll t_'(i11lo.ndo ,ll rel)&.rll ùl torw ILnDH~ mOOl•me, oclJ(! QWIH, lu lu01;<1 t.11 un ,11h.1tnute uu1ggtoro toD tun:t..ll'.nll D(Hl l<t!HlJ)~ ·blarn.mcutt! 1..lclinlbtu, do\ n.•bbt. t 1 ! ~ po lo un vlCttOma.Dd.a..L\te. <:òllabornlore tllrullo ~ A.ll'ut..'Cùrrena H>-!olltuhu 1h•I CQllinlitlnUtl.l e Jl'tll:IWlù rh • Lito

del ,rrat'1o lmmc·dll\tnm. n1~ !nfrrlore a tJUello d I «,n,nndn.nrt. ... <'ou 11 \'lct«ima.ndtuU<" nvn t t.'SI\UrJ i'AHi rDl'\nl Dto d Ila or1enu1iaai1ou · del =•odi dcli wlo•rl Olllll. !l<'rtb~ ID c,,utormhll d tl' 1,...,.. dl tuw:lvnow mo di (Jl'fftUt RP1>011lll di :oUnbondoue. o COWJ ·t~ni • •l'll'("U\cb~. ln uu'ulouc dl c.-om11ut10


830

1,a denominazione cli ullkifllP ad,le tl o è più risponclcntc e già ndottotO presso enti 11011 a,·enti cnrnttcrc l·<·ggime,no le. Quella di riiulnnte maggiore ù trndl>ionnli•tièu e 11011 1>iù r isponclenie nel quodro dei éOmnndi di corpo altunll. Riveste ,ia t·ticohm• ~iguilknto il rntto c·he gli oiutpuli. o diJ'fcrcnzo dei sottufflrlnli del prtsente ,w,linau,cnto e in riconosrimento di unn competenzn offotth·n, don-ehbero ove1•e pieno responsnbiJit:) ,1iadplina1·e, omministrntivn e •1w1111le. nel qundM rlelle loro incomlxwzc e per gli nLli che compifnno e fi1·nwno. Kcllo stes~o ordine d'id•e, nelle ruu,;i,)ui conlnhlli dov,·ebbero risponrlere pei-.sonnlwcmc in linea clisdplinn l'e e ,unminist 1·u1h·o. di qunlsiosi i1rndempie111.n 111:11,, icn11!a cunlubik r nmministl·nti\'O delle gestioni iu contu nti e in mntrripll loro 11ni,lall' e pertanto powebbero M· sere chium(lti n roprire I,· rnril'ltr ,li :111,lPt ti " Ile rontobilit.\ r fii N,n, Regri nrn1·i ùi ma1eri111i. P,ll'tirolni·i in,•omhenzv 1iotrHnnn essrre nOldnrr ngli llint;1111i pre~!lO i comamli ler1•ltorinli "lfli e11ti ,•,1l'i d,e du 1111elli dipendono. ~i eitnuc,, li litoln d'esempio. il rn po nllkin mntl'lc·oln 1>•·r,;.s o i depositi. l'uRicit1 f~ pngn1ore deg li nlliri onimh1hdr:1zim1e. il cnu~e;:natario dei mnt~rfolt pre~;,o rorpl r Rt:thillm~ntl. il romnn<lnnte •lei 1·r•p;irto de1i<Jsito, il cu1,o sezir,ue ue:.:li uJlki di~treltunli. il ,•;ipr1 ~e1.i•me cli nlllri pr•·~onaf~ e oO'ori vari pl'ei;so i coma ndi te1•1·ilowin li. Oli ai11l:1111i. rai:-;.;-i uuli i limili d'rt,\ rlel111 quegorin. l"rnn~ltrrrhbrro in fl.J)J)O:.iili t•t10H ,li un11 <'1-.u·1·itrn <"ivih'). f"On n·ut1orncn10 economico conispo11drntc u •111dlo delle curricrc similori. J limi Ii ,li N:\ clelln (·t1rrict·n dvi le ~o rchbcro ('omuoi II quelli dr Ile 1'n 1·1·iPre tl\'ili rn·dtn:irie ((;:; ~n ni). S.• Per 1•s1111r·ire il !emn 11ss11 11hJ, ~i pro~r~rrn In te~i tli 11·,,~rerirc 1l un <"OJ·pù tli i;l)p(·ir)li1.i11ti milihll i. t·n11 r11ur.iuui esc·lm5ivamente le<"nklw e non rl'inqnndrnmrnto. le inrrnnbrn1.e ,li sr~rlttli11,.,1zirtne n1nrnlme11t<• :1~s0Hc d:1 1111:, cnn@ider,,,·nle ali•Juota tli solt11ffi1·iuli. nit ~p~C'inliz1.nti 1nili11ui pou·,.nnr, r\•uit·I'\ tli rw:H1:r.:1111e11ti eh<' Pntro ei;rte•i limiti prcs!'i11do1w nn ,·~iirl'nze m•gnnirhe e di limili (l i età più ui,1110 CtJm11h®tn. al t"f1HU111tlnnt~ 1 nl ,~1~"'<o11m11dt1nt(' (1M'ri.'tbtrn v,:Jer.;I offlR..U(!OII dl",.:11 mldl'll l ,Il 4"lmnml11 ••m 11:1rch11•lnrl hlC.':arkbl. Oucwtl tucurl1._•hl lndu•lf,oo tmd1e un tlOtuJC<>mttudttutl', qunn<1o 11n'allr111()ln ,:M t>Cnoua.lc t del mC'7.z1 ddl'ullll:'l. d(•bb:-, l'òll'llt'nlàlh'.'nnh'htl' lhèn: é n.glre rcr nt-ccssllà lRtlh:bc o lLoeuldw loultum thai 1mc..•lo 11rhwlJtlllf' dftll 'unhh, Qu&I'> frn1.l,>nnm~1h> è

(lh•c11u11,

l11lfl(1:-1ro In l)nrtkol:aru t.l:tl rmu:lonamenw d('I Aflr\•b.l dl roml,.1nlmtnto. L.tt t("U,ltn,.a J('Ut•1'1lh_. th.•,·c ~@'ò\!rl\ i1udh1 UI n.•;lll:iu·.:u't• un ln11utulm.1111•m1) uht,ou. dnnte, oltre <"he «.irnpietènlè


ele,· ati, che conscn1irnnno In più estesa tlli lizzazion(• di cnpurilà kcniche prer.iose. Io con[ot·mit:\ a questo l't'itN·io, in luogo di :1versl nn mp1-esciullo macc binisrn o nn se1·zenle muzgiore teJel)tetristn o /!Pncricnmcntc un sottnffiriale rii sanità o d i SIIS$ÌAICT1zn. ~i Yerr,ì nel nverc un certo numero di ~1>eci:11iizsl"i. lo Mii c·ompetcn1.:1 profeSijionale e l'on.,ionir,\ rll sct·vizio en1·~nno inclivicl11n1e. n111.ichè dn un grndo mllilnrc non necc8snrio. cln nnn q ualifica di s1>cch11i1,z01.ionc, n ei casi imlic3ti: capo 111,,cchinislu 11i 1• classe. 1·e leme1 ri~rn ~cc Ilo. cupo 1li su11it~ o di ~n•sistcnzn di clae~c 1lerermlnnrp. D' nllrn purtc onchc ad,·o~o la progrP~sione del tre grudi di warrsciullo costi111i~ce in pra1ka nnn ~rmplkc <.l iscrimina7,ione di n11ziunit1) di se, ,·i·,.io. ron elT,•lli limiwti nl ~olo tralt~mento economico. Il n uuwro d,,llf, qun lifìchc di spcci11li1.1.;1zione. dn rooCormorc ùlle ekil!en:>.c cli un trnunmento cbe ,1on·1•b1Je esse re ra,•ornole pt>r i,n-ogliurc 11Jl'ingnggio e per H'!lllene r·P i11 ~ei-,·11.io elcmcn1i ro1>itci e di renù i, ' me1110. p<nrelJIJC <li mni,.simn cs~erc quel lo ri1Jortp10 nel ~egueme pa. 1·adi~1.11n: qnnliRchc <li srcrinlizwzione: ~reciolizznlo, lim. e1~ : 3:; :1 uni: SpecializZ'IIO •CeltO, li )) ~0 )) capn specinlinnto di :i• ,•l11s~c. » » 45 » » )) » 2' » )l )) 50 » ))

))

))

,.

))

))

))

~>(i

))

l,n l'Ol'lfitnzlonc gcrorchicn pntrehhl' es,i•re 1wr ,•ia~ruun qualilka TISpN rl\'nmrnt~ c·:1pnr:1le, t :ip,,r·:i 1111:l;,l!itll'l'. ~ergente. sottolenenrn e tcoenle. 11 1·ecl11t~m,•nto dei:li ~l>N·inli?.znli do,•rebll<' n,·cr lnOl!O rin11:1 gc noln medin n nkn e nncbe. in spN·ic per :i lr une sp<•ci111ìzznzionl. clolln sc uola elemento re . Lu 11rcpnro1,ione in COl'i1i cl'i~trnzione, !Il durprn ,·nrinbilr ~ecoudo i H11i ùi sprrln li1.1.n1.lnnc 11111 clrll'entiti\ mctlio d i un ;urno. clfinebbe nver luogo 1we~~o apposite scuole" di un-iomen l•> olla ,p~c ialb.r.oziout i>. <'ollo 1iri111u q11olifk11 di ~pe<'iali1,1.:1zlfinc ~er-rehhr effct111ntn 1'in3c rizioue in '1fll)08ili "ruoli RpN·inlir.r.nti 11. 1/:H·~nznmento uvrebùt· luogo per uuziaui iù ed c.i:-aut i per le prllne Ire qunlifichc. nel 1111eru rl i ::i11po,1lre rommi~siont di corpo n di ~rnhllitneuto. o stellf1 pel' esArni su hasP nnzionalt' pt>1• le ullime 1111~. !':i mette in evi<11•111.11 l'impMtnnzn di nnn prod11cc111r ~,~1cmnzione di cni·1·ic1·e s[)N'in li1.zn1i. io ,·isto delln ,·rNte·e111e csiensinne delle 81JC· ciali1.1.01.io11i n<'gli ,~ert•i1i rnntt,,,·ni.


S.12

9.• Il filo CooHlnttol"e dell'm·dinomento dei c1m1<1 ri sottufficiali" e degli spccinlizznrl militnri propos to nel p1·eseme snj!gi<, si può indh·iduare nel criterio cli ripuUre iJ1 modo 1:0<-rcnic qnnnto oggi è meno coerente mi&hlr·o, fm•mntosi per· ectett i di prO\'Vedimenti p;trziali successivi iu :idcrenzn o esige111,e che si mnnircstn\'pno spont11neomente, snUa bose cli eo1.eg<>ric cl'inco1nbc11ze; di ~cparore le funzioni d"inqnnclrnmemto da qnelle cli nusili!n·i cli comando e occcssoric: di dcllnire nttrlbnzloni e dare prestigio e S(lJlSO di responsnbllltil ai sinj!Oli e nUe cptcgorie, nell'interesse purticolurc di ciuscnno e.In quello H\l!Jel'iore del scr1•ir.io. l ,e r11niio11i d"inquacli·om(•nto sono stote \'iste In rapporto a una unica gernrcl1in di grnilt, co1111e11Si spiri! ua lmeate dn 11110 cO'cuh·n Cpcoltà. di procedere dal !PÌI) bosso nl pil'I clevoto. Le {unzioni di nusiJio sono riporrnte n un pi,1110 or~:in ico e alla lorn Ctlrnlteristlcfl c;:semln le. Le funzioni di spe<!iolizzniionc sono ale1emntiz1.nte ed elcnltc come ~ rirhlesro dnlln loro c1·escente i mporh1nz:1 io un c~crdto moderno. lJ 6nc propo~to l'- qnello di ellminnre le eondizioni di interiorità mo1·a le 11elle <1uali soggiacr la cutegorin dr! sottull1rlnli nel eonrronti cli qnelln degli nffirin li. D problemp ,·a stuclinto eome nspeito eompl,•uieutttre cli un'unica qnc$tione concernente Ù1tli i 1111udri <lrll"Esrreito e i·o lht tinalitil di c<,stilulre nnn ger>1N'hi~ <l"inquadn1mento unuonku e ben regolutn. Le lacune nnehr fol'ln:111 1lelle d iSJlOsizioni sullo stoto dei sotrullìdali cl,e si esemplifìc11110 nel rutto che il gH eitnrn Hegolmnento (•1. 1) 11011 cliee nnlb (lell"hn1lie1?0, non clefini~-ce nè il l!'rnùo nè le ottrlbuzioni, cou conseguente ineN·lrzzu {riuriclkn cli dirini e cli <10,,crl, stnbilisce nrtnHti di~p:i rit~ irn i v:iri ::radi dei sotrnffirinli (i m~rescinlJi bunno stipendio. I se1•geni1 m,1girio1·i hn11110 una JJUg"J: l"nspcm11fro esiste sol<, !l)e1· i lll>1resc-ialli: i 01n1·e~c-inlJi n,·nnznnn pM· 1-i101i, i sergt•nli maggiori solo o s<'l'ltn per· e~,uni). i11111011goun 1>iù dw In rcYi•ione 11110 i1\1ova concezione in morcrin e nn rlrnclmrnro delle 1,ornie di lej!ge e rcgolnme11tn1·i. >.ulln bn•e delle eo11•ide1·azioni fatte l"ope1·,1 di ,·ifnl"imcnto occennatn acquista uu asp,•tto partir•oln1·c. mollo !nteressontc. 11 pnn,o esS('nziA le 11(111 ~ di st il a1·e unu staio giuridico nuorn, piil o weno ùeue congcgnoto di pr1· ~i· r pii) ngi:Jol'llnto in Nmrr·onto ili quello in vigo,-1>, ben~I cli st.1~ilil·e se e 1><-r <1i1nli moth•i qur~to ~mio glnrldieo deve e8~cre cli~tinlo cln qn<-llo dc;::li nftic-in li. Lu conclusione logirn ncU·nn~llsl rmnpinrn por1u atl affermare il concetto delln unieih\ dello stato. cio?· (lei cliritli e Ml do1•e1·i. per tutti i ~1rnd1·i de ll"Ese1·c-!in <· in rp•esta ucrcrmazio1w co,i-i~te il ;;uu imcresse sostunziulc.


Lo tesi risponde o premesse mornli e tecniche e a requisii i indiscutibili di equità, nei riguardi dei quali non si ,·~do110 controlncllcnzioni. Uno atnlo gi11ridico unico pel' h1ttl I q11ndrl dcll'F:scrcito è inoltre unp presa <li pOflizionc n fa,·ol'c dcll'11nifica,io11e (]j tuUi gli elemellti d'inqundrnmcnto io un solo 1·uolo che nbb,-ncci rinl el'n g~rnrchin dei quadri permanenti. Uno stato glnriilico unico è un cffic11cc strumento di saldatura dell'!Jltern cnteun gcmrcltico . Al Regolame,nto di dis<·ipli nn restii il C'omplto di slnbilil'e i r~ppo1·ri che debbono intcrcol'l'Pre tra eppn1·lenenti a !!'l'adi e runzloui differenti.


Esigenze operative e organizzazione dei servizi Ojill. di d iv.

rAOLO !!01'1>10

CAL'O l 01·:i;"F.HAI,ITA 1. · .\ccndc tnlvolln che q11es,io11i di import:1117,n anche rni:iruordevole risuh ino oggrno òl nn lntcres~e sollouto morirlnule, si s,,iJu1>· 1>ino in moòo scnr,,omentP orgnnlto e p~rdpno in definitiva aderenza tone ft11aliti\ in ,istn delle qu11ll ~0110 sode e si souo alTer,uole e colle esii:r.nzc rhc dPbbono acxlcllsrore. C'iò nccAde di 1·c;:ol11 1>cr difetto di comprensione elci lo,·o etl'etH,·o i111e~esse e delfa ron.ein1ente importn11zp di ijOln,;ioni lclonee nei plani 01·A'anizzaU,·o e runzionnle. QuCJ!tc circoston1,e si ri11rontrnno, Ml esempio. nei rigunrdi dt•!(li stnlli logistici e, 1>h' purtlcolarmcmc. nei ri~uordi degli st11di reln. tiri nll 'orgno1 ....a1.ione dei ser1•izi di cawpn,:nn. r:orj!nni1.r.nzlone in poro tn con•tn iu Ji11N1 gc11cr11lc di di8pornti servizi nfftdoll a orgnni direttìvi ce111r:1li, i,•riitol'iali e ,li O.U. e od orA'nnl e!O('c•111h,1 presenti in ,·inie foruie i11 tutti i grud;ui dell'orgu. ni7.znr.lonr militare, in eonfnruiità di uno ripnrLiziMe di cow1>cte11ze e <li lncon,benze . .lla i,1 1111':,uulisi nlt1un11to pitì profoudu ,, <lato coustutore che 111en1rc i singoli servir.i so110 iwlJìtstili in g-ruu pu,·\c su criteri tradizionali e itnperfcll11wenle rLwoudeuti n,1 c><igen,.e ultuuli. c,:i~tono i lurgu 1nis111·n soprustrutlm·e non iod ispensubili e comporlimenli ~tug11i ilrntili. qunodo non aono du1u10,;i. per l'cfficuciu e il 1·c11iliu1c11to economico del funzionome-nto eomplr::.~h·o. E' un folto fucilmcnte occcrtnbilc che i criteri <li orgauizz:izione dri scr,·izi 010n hnuuo compiuto l'onologn evoluzione dLO il pro:;:res$O ,lrll11 tecnico militnre ho impresso olle dnttriuc operative, o:;:U orùiua. menti, ngli organici r nJJe norme d'im11ie:;:o tielle grnndi e drlle minori IIJJila\, !l tatto coustntnto ò dovuto n rnnsc nwltrpliC'i e lrn •1ucste si pntr<>hll(> eAAP•• lnllnrri n eon~lifornrr prcmincnt~ il 1>e•o ro11le e spel!SO molto lnl!,ente che i ~er,•17.1 pl'Cl'entono, derivante dul futlo che il !oro


1110

run,;lonrmen10

I bn n cli regolo sullu preù ispo•ir.ione di stool,~ di muteriuli s1·oriuti ·ome vo ·i e tie•· talune di q ueste di co11 iderevote en tità quantitativa. la inYere è rln ritenere ·hc obMa inn11cn1.n pre,p ond ero nte il fntto che i problemi lo;\'i lici ,non rnccolgono le stes e simpatie degli !udi l!lltici e, in un cnmpo più vn to, degli studi operatil•i. UI con egu~nzn SODO poco ·olli1•nti, qnondo non soDo ùcl tutto tra cUl'ntl. dn pnrle di coloro che trnttnno le questioni d impiego di forze armnte e o,•ente restn110 11ppu11uu":;iv ,li pvchl iw,cinlizzuti, tolor11 affetti dn nr~n ÌIIIJllltio 11e1· il nnovo. non è ùn c·ch• le1·e pPr nnn onest11 convi nzion e delln rispondenza di qnnnto I prnticn, tal· allr;l da. nna imperfetto cono. c11z11 delle esigenze :,;enerali e pnrrlcn1!11•i delle situ111-iuni ~>e•·al ive di oggi e cli dom~ni per qnpu to riguat·d.r la. Jogi tica delle operozimr i. E' •lato :11Termoto In Ycrlh\ molli ~nni or sono. clrn troppo <J\'ente ufficiali di ogni grndo gerarchi o banno confcs ntn la loro igno1•nnz!l o,c l campo dei sen·izi. L'olfermo .. tone pol,·cboo for e 1·\rrrcrsi anche oggi.

« Qnru:tn

ignorun zn in;,?enera In mo,wnn,.o di lidncip delle trnppo

nei servizi, do eni derh·o Il bisogno sentito du i com3ndi di proiettare onrnti e1111bera nti rifornimenti ùi ò~ni ~enere, ortlficìosnniente e ngcr3te rispetto ai rcoli bi ·O!!nl e t')('ntlno gli nrbilruri sequ<>st r i ùi mul ·· ria li e di mezzi ll (1).

2... E' certamente ~ra ve eI"rore Ponsicle1·ure i ~ •1Tizi a e ·t3 nrt e aeindel'li Artificiosnmentc do qu •llc igen1-e che ·o no denmninµte 01,ern ti \"C per nntonomesin - co11 <1ue t,1 uffermn.:iouc si sottoli nea il cn rut tcre operath>o dei pri11cipnli srrvltl - . e i;,?cnzc che ono preme~ ·11, lo,q11odrnmcnto e ohicttl\·o di oorni atto rehHi1•0 ~ll'lmpic"'O ùei me1.1.I e nll'eserciz.io dei servizi le8si. (< Lo funv.ione dei ervi7.i d ,,e ci;.• re considerato , com efl'ettirnmcnte , unn funzione ùi co111011ùo » (2). E' una frnae ratto che l se rvizi so no rolli per sor,·ir•c. Le frnsi fa tte sono peri olosc. oncczioni del genere lend 11 0 :1 renùere pe1·mo, ncnte 111 SCl()Orazione lt·a orgnni•zozion e fnn 1.lonnu1 nto del l>l!r.•fai e s istemo dei como ncll di G. . d n fare pe1 islcre In imi e..Cetlo cono en1.n <li quelle hc sono le effettive eaigen1.e dei ser.·17.l dn pnrtc di color o che jn definitiva ono rhlnmntl Il detcrn,inurnc l ' impiego. · L'e perien1.o provo lnrgowcnte che i ervizì po ono esse,·e mM,SI 111 econdo piano oltnuto ùr, wentalit<\ in clife1to rlì agglor·nn mento, (1) Oen . L. fA uZ2l, Rioord «s pan&leri d' tlH ez.lntrnde"le di armala. Uomo, Stnbll. Pollg-r. dolio Sbllo, 1010, (2) Ù t'!U, L. Liuml I. c..


lliO

pen·h1' tnlc linea di cnml•>ti:1 1>or1t1 o Incorrere in µ-tavi uil"1. oiul problema di impie~o di roru armale si truo!uce tosto o 1,1,•,li und,e ;,. un pt·olllemn tll S<!r.·izi e duUu corretta soluzione di questi sollo tutti gli aspetti di(lèlltlè woll~ parte di!l succe5,;0 nel campo lollico e nel cumpo

strategico. J./ ntrc.r111111.iouc che lo. t•apuciti\ ,,p~rath·n cli 1111 COmJJle!oiSò di forze bu U lh·ello ~e~nuto dal più debole dei suoi servizi es~.nzinli non à

per nulla cccefl.:,;.i\'O ctl è pc1"$uo~h·n. Comunqno In tr~i dell'importanza operulivn dei ~er1·izi e i cor1,lhrri d~Hn piò nC>(·nr•ntfa urgnni1.1.nzionc e drllo st uclio lll)pJ'ofondito delle r~lgen1.e e drllc modnlit,\ d'at11111zione dei singoli ~cnizi inon possono c,;s~c contealaU. n rlesfltlle del crite,1 cli bn~. per controllnrne l'ndcrcnio pile preveclibili esil(enze ,li fotto, e il tentnth·o di hHlh·iduorc e <lrfinfre orioot11mrnti ri~pondcnti clu proporre u m,u più 1·t1ijlll discussione uc<1uls tano sotto questo punto ùl ,·18tn un i11le1·esse pnrtkulnre. :I. - Prlmn <li 11ffrontore l' argo111en10, ò op1iortuno 1w ccu,to sulla allivit,\ genernle dei scnizl nl giorno d'oggi. 1 setl'ir.l honno tolti, dnl più ol m.,no, "" contenuto tecnico i11tri11 8«!0. del quulc gli clcmculi più upporiRccuti sono unn do\111.ionc di me1.1.i e uno preslnionc specifica di orgoni (unit,\ e srnhilimemi ), r nn ('nmple..so ùi esigenze d'esercizio, ria8"~umibili i11 clue utti roudomentnli distinti mn strettamente connesai: funzianomento di stnhllim~nti e nttunziouc dci trusporti. Naturalmente il trasporlo ll(lu è Une a se ste>'SO, mu è funzione esscn7.inlc e come tale costituisce lo ser,itù tccnkn grncrnle più ,,focolpnle e ol tempo stesso di nlt11 imr,ort,rn,.n, pet'<'h~, com~ si l'Cdr1) meglio in seguito wa cowe è rocile intuire anche a prima ,,1stn, nlJ 'eser<:izio dei trns1>orU è le0..1to iu Ju,.g;i lll.i.s11ro u funzionamento del ser1>\T.! e 1ier di più dni trasporti drrivo ogni possibillti> di u1anol'rll e ln deOnitiv11 la più eJc,·ntn presl11ziw1e di ciascun ijèrvizio (1ù01'0Vl'O ,\oj mpz1.i loglsllel. come rlemcnlo duole della mn11ovi-n rnttkn o srrnregi<·o). In dipcndcnzn di quesln ~itnozlone lii tnuo <·ho ho cnrattcro pcrmr111eulc. il S<rn'izio dei lrnsportl ru[Jprcsento in ionumere,•oli <·lrcostnn1.~ In ,,hinve rl~olnlirn di plt) immedlnta pppro1.1.t1mento dei problrmi Joglsli<·I e nl tempo steFso sono del comr,lti plt) pcsnntl e <·omple881. E ' in 1•ourormil:\ di tnle constntn?.lone rhe Il servliio del trnsr,ortl è stnlo 1,>iuRtn111ente denominato Il scrvi: io (lei sert>izi cd esteudQIJdo In visione all'intera vicendi\ operatlva nella quale s'inqundnl l'oUhitA logistica si è sernpl'O appre1.zuta nel suo vaio,·~ cupltule lu im1>01·tu11za


1117

delle linee di romonlcn1.lone sino n fnrne un obiettivo di dccisiro ri. lieYO. Oettnmente l'att1111zione clei trnaportl ronforme nlle csigcm,c ope. r>ltive è stato ,;empre in ipus;;uto e sul'!\ nuche ili 1wvenire garanzia essenziale di successo, a ,parità di Altri fattori e tolorn in sostiluzione e lnte)!razlone <li J)ltri fattori. Oggi, e oncor più nel pr0$Simo avvenire, le l'lrcostan1.e rester11nno adei·enli a 1.3lo valnta?.lone per Il ratto che i trosporti, essenziahnente tenestri e marittimi nel passato, buono 1ireso ~laùile clttndi naozJ) anche 11el cielo, perchè si vive nelJ'e1>oca delle guerre in tercontinentali e drlia strategia delle grnncli superfici. Un oltro <!lemento deve essere coosiderato: cnrobiondo il mezzo di t n1sporlo i ~e1·vizi cambiano di sede e vcngonn p clete1·minarsi uuovi problemi, taluni dei quali (]I pn1•llcolnre gravità. E' intuitivo eh<> i dilfe. r-en1i 11ml)lcntl uei quali si eslrinse<:ano le attività, di trnsporto, riussumibili in ic.l·m_ini sintetici di mo,·e, ciclo, strndu ordin:\l'ia, fe1·1·<H,jn e wul!lttiera, pongono In proscnzo cli un duplice ordine di fatti·: 11 mezzo di trnsporto pcculillrc u ciascun ambiente e il l[):Jssaggio doll'm10 all'altro mezzo cli trnsporto. ~\ nelle !Prescindendo dal trnsportl mnritlimi per rcstnrc nel quocho circoscritto dell'impiego corrente di (orY,e terrestri, t1·nsportl ferroviari, cli strndu ordinnria, mulalticl'i ed ae1·ei h~inno d11scuno per proprio conto particoh,ri ealgemR, vincoU e prcst11zioni, dalle quali non è con· sentito pl'escindcrc. Procedimenti 01·guuizza1i,•i aggim·n11ti 01011 possono h·nscurnre questo stalo cU ratti e in <1ne~ti te1•mi1ù s·lntroducono nuovi clcmcnli nella lmp09tozlonc e nella ri~oluziooc dei problemi log-ls1 ic·i, del quali interessa !;, n1lutazinne, in specie dnl pnmo di vistn di una ulilizwzione totn!Hnrin e tempe•th·n delle possibillt,\ che ne derivnno. 4 .• Vi è di pii\: la guerrn moderna, aiclle forme nssunte c<l in quelle rn1.ionnlmcnte prevedibili del prossimo futuro, Importa formiùobili consuu.li ùi mcr;,,J mnterfoli ni qnnli debbono far fronte iocombe,11.e di p1•odu1.ione e di tras11orto iucou:,pru·abilmente più grnndi degli unulogbi doti d'cspc1·fon1.a del NCente po~snto. Bitell\tta adeguntn lo proclnzione olle esigenze belliche, ciò cbe è con~entito ncll'i,ntendirucnlo di resti-ioi:;et·c Ja casistica ai fatti che piìl clircltnrnenle intereasano, resta sempre il problrmn di renliz1.nre quei !lussi (rifornimenti) dnlle zone di pro<luziouc (territorio) ullc zone di consumo (centri operativi) e ,·ice,·c11Sil (~:;?Ombe1·i e 1·irnpc,.i), In clifetto dei quali si ,·edrelJbero raplclnmente sterilirsi i di~posilh:i cli forze meglio studiati e ln condolla opcralivn we~Ho C<lncepita.


111$

.\ Qll<'Sto proposito flebl>ono prendersi in coMlderniione, aotto i ri~pcttlvl rigunrdi. I criteri d'orgnnlzznzione e I prOl'cdlmenti cli (onzio1rnmc11lo i quali costituiscono materia dj coruUcrc militurc soltanto per l'a.p,plico.zione oll'ùupiego di forze armale, ma iu effetti sono di pertine11z:1 di una t,ranca dell~ tecnici\ 1,'\!nerale: rorgnni,1.a..ione del la,•01·0. f:I cltnno In proposito le nppnrecchlat.11re moderne di carico e srnrko. !Jitci;r n int~grnre cd o ~ostitulrc In largo parte le mano..alunzc ~d p 1·ende1-e più rn1.ion111i e "(}l?clite le opcra1.io11I corrispoudeuti l'organi1~ znzlone d~gli stabilimenti e delle zf,ne dei sen•iY,i, l'orgunizz11ziouc cfoll~ cournnicazio1ù sotto l'nspello ili prcdil!po;;ii:ioue cd esercizio cli ltinernri, la speciali1.zozlonc cvcntunle di questi ultimi, lo slc111'(''"'' tecnica e totticn dei trasporti. In utUizzazioue i11te11~ivn <' rpzio118le clei mcui di trasporto che include le incomhPnU! cli impiego e mnn111cn1.lone ciel n,n. terioli e di impiego e propnrozione del persounle S!)e"inlizzato ndibito nlln eondolla, mnnmen1.ione e 1·iforniment1, per 11011 el!pre elle qunlcuno degli argowenli di a,·ariolo c•mtcuoto do prendere in cor11,idcroiionc. Ferrei limiti !Jupongouo di resu·h,ger<• u un semplice ceuuo 111 tra\lo1:ione di qnesto tipo e Il eenno ,,n te soprouuuo n mHtcre in evidenza •1m111to è ,·o,u11less3 ed ordnn h1 deflnl,lune cli 11o'Ol'gnnizzp1;ione e di uu !unzionuwcnto ottùnnli ùei 11<:n•izi logistiti e eome sin di Si1'1!tta necessit~ affidar:oe lo stndlo ~ esperti Idonei prr prepnruzione cd ei,perienzo, ottimi couoscitori cli problemi d'impiego, <1ot111i d'lmmogirtntiva e di clusùdll\ di vedute. ln dcflnitlvu si rr11tt:;1 di pcroenire in ogni l'ir<:oSt11mm n compromessi e il miglior compromesso in ogni <lircostunzu è quello che più di\ aUe operazioni e meno ~acrificu dei s~n·izi, che adegua la manovra logistica alla manona nel campo t1ttUco e slrntegico e che 11sslcurn rum·gini cautel ativi per frontei:;,.,inre gli immancabili imprt>,·i•tlCome c:1cllo ,ita 6siolo;,'Ìcu il buon funzionmuclllo degli 01•gani è coutrad<l.istioto dall'asse:nia di o:;ui sensa~ione di ru11zion11mento, nnche nell'ntth·ltà. Jogislicn il buon runzìon~monto è riv,•lnto doll'11s,;cnzu ùi limitazioni per e~ige11ze del s~r,1zi olle preminenti necessità di caralt.ero opcrntlvo. Ancorn nu 'nnnotnziouc s'impone in m11teriu. « Dicendo che i scr,·izi honno funzionuto bene s'intende dire In ge11e1-e cl,e Je b ·uppe sono state K81'1'i\e bene, che cioè tutti i rifornimenti e tntti gli 9gombcrl sono stnli rempc;,tivnm~nte e snfflclentemcnte cffclluuli. ·M o ciò non è lutto, aozi può esser wollo e può esser poco: i ri!ornimenli e gli sgomberi hanno soddisCo\lo oi bisug,1i, le truppe sono 9tute aer,·ile bene. ma i ser,,[zi banuo Cuuziouuto cconomicamc11ts e


1110 cioè col rnini111Q dispen,lio lii malcri~li e di wezii conscnlito dnlJn situnzionr'? » (1). L'i11tcrl'ngoth·o ha ,urn granlle importanzn nrll 'epocn de lle i,r1·,mdi guerre di ro,1llr.inne e di usum dei pote11aiuli licllici. L'iruportouzn di solur.io.ni ccouo111lchr è nncor maggiore .per quei Paesi che, dotati (li uD 11iotenzi,1le economico b![sSo, debbono ijpe11der molto bene 11uello di cui d ispongono. ~è i;i prn) consldel'are it·ref11t:1bìle l'usscrlo che ln uuu !ulu.ra :;ucr1·(I di coalir.ioui gli ussodoti pt'Ovndera11110. 1;;· buoun regol:1 fon{lni·*I sui prOJll'i mezzi in (J nesUon i tlì estrema clelicatczza, p~chè ei;si sollunto SODO l!icui·i. D'ultra pprte gli aiuti indi8JJemsabili Mi pa~:1110 ùi regolu colla soggezione d11rantc le guerre e col disconosci· mento del contributo 11110 ~torzo comune nel 1·egolu me1110 delle 1>aci. Di conseguenza lo scopo prineip,ùe cui si dc,·c tendere è un•o1·go. uizzazione dei ser1·i2.i udeguata, snodata, elpsticu, un funziwiameDlo J.l~,s~iblle. p,·onto, ade1·ente alle e$ii,renze ope1·ative 1 tu111 di1·ezione iutclligentc e prc,icl~Dtc, in stretto nesso col progetto e l'cscc11zione dello opcrazioul, una gestione e<:()J1ouùc,i di tullo il cou:ipfo~so appar~lo logi!ltico, intesa ad assicu1•or~ nel tempo dnrpto nllo sforzo bellico e od ogni momento i più lal'ghi margini di sic11rezz1t per esigc11 ze masijiwe

im1>rov, ise. Nel presente saggio, rotto nn breve cenno su ll,1 (urw:1zione e tiul 1

r.ontenuto attuale della dottrina logiatlc;i italiana quale si dei111.me dall'csa,.ne delle ,wrwc iu ,·igurc, sl pussu oll'onolisi delle esigcn1.e tnttlrlw e ~tralegkbe che so110 di volta ln volta i (attori dctcrminun\i e detet'DU· na ti . nell'lotenr.ioDe di per1•enil·e n 111111 linPn Sl'hemntirn di org1rniz1,u1.ione e di funzionamento dei scrl'izi di cnmpngDn pronistu di curnt. lerisliche aé.le~naie di rendimenlo e di economia. Su queste basi sarà pogsihile inclic:ll'e 11 11 indirizzo accettubilc di uggiorn11menlo dei criteri di ordloumento, s1•hier,1mento e Cunziono.mento dei u1cz,i, unità e stnbilli11e11li dei sei·vir.i pret1!\o le uniti\ opcrnnti di tutti i grncl!n! g~..rnrcblcl, con portlcol01•e r·igu,u•(lo aJ1e G .U.. A. dir vero. u11 1a11alisi esauriente dovrebbe risalire dai sc1·,,izi di eawm1gno ai ser.·izi 1e1·1'ito1·ioli che Il o liment~no e cli qui o queJJa pnrtc d~U'umminislrnzione centrale dell'Esercito che costit uisce testo e cuore <lcll'altivilà loi;iaticn vi~10 au piano Mziouafo, ma in questo qundro cli mnggioro 11mp!c1.r.n ln trnttozlonc esorbltn dn! limiti di 1111 niodeslo strggio. Si lascia pertanto ad altra occaaione l'esao1e delle qucsUoui poste sul t:i,•olo dnlln l'lslon~ dell'assnnto 11ei suol t~t·mini più laH e 6i re~\11

(1) (;cn.

r,. t,11.., r.11, t. c ..


1120 tcl'rcuo già nssnl lmpegna th·o dell'org~nizz{Jzionc e funzionamento dei serl'i1.i di campagna in rclozione nlle pglgenze operalil'e di forze 01•. mote mode1-ne.

$lii

CAro II LA OOT'.l'RI~.\ IT,\Ll,\:,/,1 1m1. t',\ 111'0 L0{11STICU

5. • Risalendo nll' immedinto uruleguerru dello J • Oue1·1·a 11111ndi•Je, lit dotlrln11 logistica ilaliunn è cspressA dal rego lmaento ~ul « Scrvi,io in gucrru - Porle J1 - Orgauizzuzionc e funzi onamento dei scr.. vlr.i » (S.G.), t-ditu dul Ministero della g uerrn io dotn 9 moggio l!Jlv (o. liSO) . JI docnmeuto sostituiYo 11 Servizio In g,ui.rra - rll·le II Senizi logistic i, edito nel 1912, ed plM 1·egnlomcnti e istruzioni atlir,e11 tì ui servizi e comp,1rsi i11 varie e!)Oche 01el quindicennio p1-ec·cdenie. Il l'i.U . pre_melle un bt•c,·c cenn11 ~ull'impo1·u ,11za generale dei ser· ,•izi in g11e1•1•0 e s11Ue ri))ercussioui del loro fun,donnmcnto sul snc~esso llperalivo: « Nessuno nzlone di ·g111•rn1 può overe buOJJ, successo. se non si ot,hiono ÌJ1 qualsi:rsi circostnnzn, n po1•tpin della Co1•z11 OJ>eN111te i mezzi per vivere e per combatte1·e e quelli pc1· sgombcrnre ciò che divenga inserl'iùile l(lCr le opcrnzloni cli g11erra » (S.G. -1). Affida iJ funziooamcnto dei servizi n <>rgani ùil'etlfri e nel orguni esecu thi , seccm<lO il co rottcrc prevplente delle loro !unzioni (S.O .• 2) ; gli orgoni direttivi possono essere dirclth·i di tutti i servt;;i e ùiretth·i di u n servizio solo. Distinta. uou linea di dipPndenza cli com,rndo e umi linea di rlipen<lenzn lec·nico-urolllinistrntlvn (fiì .(;. - Il), g li orgnni di Mmondo N'ano diretti\ i ()Ct' Lult i i servizi, gli orgnni te1·ni6 ei·ono ùirell ivi dei singoli 8el'ViZÌ ,

Agli organi esecutivi spetta il disimpegno clel!e in<·ombeuze caecntfre. Js~si s<1no costituiti dn tutto il pc,-sonulc. f<'enito o assegn11to ai corpi e 1•cpn ,.ti delle varie nrmi e nlfo C:.ll. per il funr.ionomento dei vari sel'l'Ìzi e degli slnhlllmeuti l'ela tici (~. G .•fi). ~I pre"'<:it1dc ~,crolt1·0 dn un'PSJ)lkilo r ipprlizionc dcl lel'l'ltorio 11gli efl'etli logistic·t, se si esclll!le lo dclimilnzionP delle « zone cli oliwcn!nzione » de lle ormutc (S.C.-10); è ~nnc-ita in,·ctc la disti nzione degli stobUJmPnti dei se_rvizi di ca rnr>ugou in « stnhìliurnn11 ùi 1• Jincu » (~ino Al O.A. i11cluso), in ~tnbilimPnti di 2• lincn (11 ,·,mznti e d epo~ili t·enlraU , nllc ùipende_m.e delle Al'll1ate) e in slobillmcntl di 1·isr.r,•fl {ali& dlretle 11ì1pe11denzc del Ministero clelln Guerra) (S.G.-71. Per ciu~11to concerne lo schicrnm<'nto degli stabilimeuli. \'iPnc lis· suto il criterio t bc lo <listanzn del!li slabUimcut i di 2• lit,ea av;wzati

,w,


1121

dn quelli di 1• linPn rorrlspondc :i non pii) di mP1.1.n ln11pn d'nuto<·nrreggio (75 km) (S.G.-2.,). Lu flln,;ione logisticn deg-li stobiliwenli di 1• Jineo , s-peeie di ('luPlll di divisione, consistevo uel l!ll6 nell;i at1u:w;i011e <lei servir.i per il so,J. d isfndmPnto diretto <lPI bisogni delle trnppP, mentre In funr.io11c di q11Pllt di ~ llnen nv~vn sostnndnlmcnte prr oùiellivo il riCorninu;nlo degli stubilimeoti divisionnli (S.G.-U). ! singoli servizi, nelle linee principali, u,·emno le stes!!ll ro r ntlerlstltbe che si riR<:onlrnno nl i:torno d'o;::,;ri. Elementi diJTcrcnzi~Ili: 11

ser,•17.io di nmm!nl$1rnt.tone non ~ pncorn 1l!~tinto cln q11ello di comml~~uriuto: non esiste il servizio uutomobiliglico. poi divenuto ~crvizio della m11lorizzo,.io11P; 1100 esi~lo110 il senizio ehlwico, quello delle 11cq11e, il i,e1•,1zio iilrlco e i l ser,.izio legnnmi; i ser\>i!r.l postnlr o tclcgrnfieo sono disl!nli in dne Sel'dzi ~Pp~rntt: Infine non eialstono on srrndo rknperi, coslitulto solo nell'ngosto 10.11, nn servizio delfo ~trndc. che con quello delle Oc<1uc è stnto riunito s11ccessin1menlc ul 1910 ol senizio del !!ClliO. Ogni G.O. svolge,·p, 111111 (uuzionu logiKlica a,ropr·ill di nnello In una cotenn nclln qonle o~I elemanto ern rifornito do.ll'r.lemcul,o superio1-e ed nl!menrn,•o l'elemPnto inferiore. Ur.ntih\ tiri mezzi ere~revn mn11 mnno ehe ~I nsr<'ndrv11 nell 'ori!!ne gr.rnrchiro. Di conseguenzn essi l'i addcusnvauo presso Il corpo d'pr. motu e oncor più prc,,~o l'armata: la divi~ione ùillponcra solrnnto di sezione sanità, sezione SUSl!iSleuzo. e colonoa mttnizioui: il corpo d'ur11111111, di seiione a~nltil, osrednlettt e o~ped0H dn <·ampo, par~l,i ,·I· vrrl, cokonnp mnnlnonl P pnrrhl del genio. ron c·on1>1de1·Pvol! lnromb;sn1,e logisliche : l'ormntu. di stubilim<•nti ovo.nznli dei ,·uri servizi e llci ,-e. lnlivi de11o~i1i cenlr:11i, riforniH dal Ministero dell a (;uerrn n mezzo cle;:li sta hi limPnti di 1·is~rvn (!'>.(} ••]!), 2:~, 27 e 28). In dcOuitivo venh•p nd nttuol'Si 11n'oriwnliiozio11e logistico complcs~u P dilTerenziuto. impo~tnln sull'eSl'rcldo di ottrlbuziCIOI cli eMrdina1ueulo, ne~li Or((On i di comondo, e runzionoli. nei,:li organi 1lirPlth-l e!I CSPCntlvi , sullo J!nen ili uno doppio dipendenza di cowo ntlo e tcc:oi<:o11mmini~t.ra1h-n <·h.e esi~te ontor oirgi , e iflntrndr,·o 111<;;irur.1rne il rnn1.ionamento con 011:1 diligente ccl ru;tei:a cl!!Dchzione di dispo~Mon! e <li modulilù. C8CCotirc ne lla ~unle ha magg,ior rilievo la mi11u1,i11 normutivn che la dote di esaudi('nle ed elevnto lnQt10<IPnme1110 clell'atli· ,11,1 logi~t ic11 in l,"llcrro . G•• Sullu fulsudgu degli ,wccunuti crilcl"i 01·g11ni,zutfri e di (11n1.ion11me11lo ru combattuta e ,,lnln la g11errA 1915-18, guerrii di particolori ca.rotleristiche I cui nspell! snlirntl fnrono rnppr('Pentnti tlnl1'111lerf('.Dto nclln lotto di .u1gentl~si111e <UU8:!C di unni e di urwuti, do.


ll22 scbicramcuti mnsskd di mezzi, dallo slobiliz,uzi<)uc ùellc r,011ti per 01un citure che taluni degli ospelli Jlri11ci11oli e tulorn parndossnli tlui quali deri\':ll'OIIO iJrnegnbilmeute l,'Tttvi dillìcoltà t• h1cilih11.ioJ1i a,~1si. bili per I scrvbi di compngu11, tolchè sarebbe iu<·nulo 1rarJJC 11orrn1• Jl81' nttlvlt1\ beJJkbe che l'i si'olges~~ro in oltre condizi<•ni e in nh ri ambienti. Oonkmpomucnmcutc i trusp<irli untomobUisliri ~oRtlinlvuno in llli· suro Imponente I trnspo,•tl n traino onlmnlc rol qnoll prcs;;.ochl· i111ti gli Cl!')N:ltl erano entrali lu ,ruerr;t e quel rrn~portl si nnJ,rncn1·a110 rii h'aspo1·H ferl'O\'iOJ'i, per iJ passato e ancora per tutto la durata della guerro i ,•eltori senza confronto più ÌlllJ>Orta111i ùcl trusporhl stro,c• gico. AJJoru ci•u cp11oue indis<·u~so l'11c G.11. complesse 11011 pòlesser\.l opcrnre n distanze supcrlori nl 100.120 km dalle leste di sbnrco ferr,1. vlnrlc e opernzionl <' fel'l'o11c n,·nn1.nvnno cli conserva, in una reciproca sl1.nazlone di rn,•ore e d'intc1·,ll1.lone nei teatri e nei periotli di mobilita\ operjltiva. Nei 1>rccedc11li Culti e nelln contcmpornnra ernlu~lonc d~i concet1i opcrntfrl crono rncrhlnsl i moth•i di una profondo 1·.,1·i~ionc. delle 1Jo1·me d'impiego dei mez1.i lo1tistici, ma <1uesto rc,,i~ioue non 11pparve rssere 11110. necessit:l. impellente for:.:e !)('t'('bt' ~i riterme o rnglone o n corto, o~ si può dire più u torto <'11e n rugione, d1e lo schern11 IT111li1.in1111lr ùell'orgnniz1.n1.ionr r del funzloMmcnto del servizi el sn1•ebhe ndnltnl<> a ogni nuovu r;itunzioue OJ)Crotlvn per clYcttn di nn,1 lntrln~ern cnpnritt\ dJ asseslflrnento sulln qua le in vcrilù uon ern logico contare fondala. mente. fltà iJ fatto cbe mentre il p<'nSi<'ro <' la dot-trinn 1,11ti<·u irnlinnu evolve,·n110 nitrave1-so lu Jrnbblicuzionc tielle « ~orm<' gcnernli J)t,I' J'im. !l)iogo Mli<' grnndi 11nlt,\ » 1lir~11rnle d11l Minislcrn clellu Ouerr11 11<'1 lll2H e nnror più FPn~illllmeme ùelle « Direttive per l'impiego d<'lle grondi unii:\», cdhc dnlln s1r~n )finist,,1·0 nel l93:i. 11011 si addiviene u un ndegunmeulu dcllu l'cgolumenhu:ione logl~tkn. nlmrno per ,11rnnto si rifet·ii;ce u ll 1 0;;:giomp111cu10 drJJe uorme vigenti o ,uwor meglio n Ila loro rlf11~lone J)lù o n1euo co11111leto in aderenza ulla 111101·0 normotivn rnuicn. F.ppnre le « ~orme ,renernll », pnr nella rostrizione <li un 1,011,pns. ijOmento rl'n1.iono (Il tllfl'M'<'J\il nl'ml lmpC>l'to ,tnlle ~oh17.inni adotto1e per l prohfoml di coop1,r,1zinne In bnrtnglln. Prnn,;, indhi>11.n1p alm1•no co11rettu11lrnc111e ,•crso 1111 sN,sibtlc diumni~mo e le 1c Diretlivr grne. roli >) si ndeguovono oj nuovi concetti dcJ111 co~iddrltu (C gnerro di rn. pido COM!o >>. dettnti, si disse nllorn. tlulla ~ìtua1.inue economica del Paese e della 11uale si <•1·nno 1'isll I p1·odromi In nknui tnr,.llerislici saggi t~tilci pubblitnii 'Ilei quin<Juennio l!l:l0-35.


11 :lS

Colle ci Di1·ett.frc » s'inkodcvn sc~nai·e 1111n avoltn dcci~ivu. nel clllllpO <lellt'l J>t·assi, di <111egli oi•icntnm,•nti rbc avevano pre$ie1luto nlln redazione clclle << Norme gencrllli » i,1 adcl'en7.a n uno evoluzione dcllp. politicn inlcrnn cd este1·n itali1111n, oggi ben uotu nelle sue premease, ocllc sue fo1·me e nelle sue fiJrnllti\. Pe,· contro In normativn 101:istìcn ijPguavn li pni,;;o - segno d'incomprensione dell' importanza determinante - cd è necesSA1·io Attendere al lui:llo 1932 per trovare nua nuo,•a rnauifeslnzione ufficiale nel c,unpo logistico. in gron p11rtr t·irolcntn sui verrhi rnotivi, colle« Norme grncrnli per l'orgu11izzm,ione r il funzionamento elci servhi In gnerrn » (N.G.S.). edite •Ial )liuistero llelln Guerra in ùata 2"2 luglio 1932 (pubbl. 1442), e 111\orcbè nel l!l.J.O, nelln illrniineuza deJJn 2" guerrn m011diolc, si prOct·llCtle o mrn nuo,•1\ edizione dcllc X.G.S. (pulJbl. 2602) le moditìcuzioni upporlutc 01cl testo furoJlo di scurso rilievo e di cnrnttcre per lo più formnle. Esse conccr11ouo l'uduttumcnlo ulln modiJlC·OIO c!J-cosc1•!r.loue mil!rnrc tcrritorinle. !"introduzione delle nuo,,e denom!noz!oni n<lottote per toluni orgoni del Comondo Supremo e di G.U. r In scls~lonc di tnlunl ~rrl'izi (~.O.S.-10). QunJcbe interesse può ave,·e r,,nnotnzione dcll'lmportnnzn che nrll'e<l. 1910 si ultribuisce ai l'icupc~I (.\'.(:I.~. 1!).l.o.:n). Il i·ui ~N·,·ir.io è oggetto di apj)O~ita appeudice al re;::olnmenHl (t'ili'. N. !l;:\,C:15 in dnlu 11 ugosto !9.JJ. dello S.)J.Jo,. \;Il', &,r,·, ]) ••\ solo tilOIO cli dorumentmdone si 1·Ucvp che nel froutt· spizio dcll'etl. lllJ.O in IUO/!'.O di « se1·\'i1,I in gucrru » ric11c u~ata )ij denomi oa1.ione lii « sN·vi1.i cli g-ue1·1·n ». Ai 011i elci 111·ese11Le es:une Je due edizioni pnssono essere cOnkidP· rate un unico <1ocumc11lo e fo cit:.11.i('l11i si 1•ifca h:cono, (Jun1u.Jo non (' i.Il• dicn(o diversumcnlc. nll'cd. 1932.

I.e N.~.O .. ;,h,IJ<miie a l111e110 in ptll'te sull'eRperienzo nello. h:111110 SPgutto nelle ~ueccs,;ivc ri~t1unpc (.l93: ) ed edizioni (1940 i;i:\ ciullo) l'cYoluzione della do1td11a slriueg-lco-rnti. -

t•

,;nel'l'tl u,on<lìnl~. 111111

ticu rh·olta ulla ~uerro dim1111it~L 8' <1uincli 01P<·essn1·io soitollncorc come a111wt11zione generale nn nccentnn,sl cl~lln disnrmoniu t1·u cuntetli 0 1w 1·~1i vi e srrnmento logistico e~e si ~,·,1 riwlnta uelh1 ·1• guel'l'n . p111• c~scndo stnta qucsl:1 in qunnto p1·c,·nle11t~m~ntc gucrri, di po>lizione - 11nl'lic·olnrmentc fn. vorcvole sotto molti nsp~tli all'flppro111001en10 dei mrzzl logistici ueccssuri alle ope1·~zio11i belllche. Su tnli basi ,·oneott11n li I servizi, anzich(I rupprCijCOl(n·e unn molln propnl~h·n delle opcrozio11i, ,·eniv;iuo a costitnh'o 111111 ,·era pallu al pjcdc per O;,'lli l'<'fllizr,nzione (tinnmicn.


E ciò ù1 •onlru·to ulln giu~lu uO'crwuzione (.'. , ...-11) ~be u .'e$smw a:11.iune di guerr·a poò ni;rgiung-ere risuhari adtJ.,"lrntt 1;e t 8t)r,~izl, per insuffi ien1.p. di mezzi o 1><·r diretto di direrlono P. cli e,soomdone, non ,•orrisponrlono nllc cmgcm:c opcrnlhc "· Affcrmozionc cb · ùcrc rnl •1·c non solo per In di.r(.lzÌODe ed esccuzioue dei &i.u~ùJJ

~r,•izi, mu uu ·he

eù o uw~"ior rogione Ji<'r J'orgonl1.,ni,ione gencl'flle e per In sics 11 llnPn eonecuunle olla qupte • 'infol'llrn ln ri oluzlonc del problema logislico eomple,;.•iY , in relu1.i •u n uun del •rm.i11ùln formo di :.;uer,·o su ili 1111 determinato teatro ,1·opcrnzione. In ,·erilà. l'imporlonzo ,lei scn·i,i e dei lol'O l'iOes·i orerotivi s()no trnttole con tma cert,i ;1mple1.w e con ,•edutc nl(giornnte 111ellc cc Olretth·e per l'Impiego dPIIP 1trnndi unit:) » Ml 1!);-i;; P in elle ~ S<'nzu tlubbio or,portunn, mn pcl'll1onc fon loro In vnl11tn1.ionr eh il pmhlrmn gNwrn le loglPlko non in tnto ri olio nPllc Pdi in e. umc in co11ror111ilù delle csi~eu,,e dcllp c·nnd11ltn opcrnth·n p< rnlnta tlalla dol1rinn e dnlln mirn si vigente 1el ,,eriodo ,li tempo iuunediolou1cnte prccedonte In 2' gncrrn 111ondlole, QuefiLn vnlnln1,\one bo un efTellivo inte,·e e pcrehè onolo,ghe 011110 tnzfoni pos.sono promuoversi ullu normutlvo I01<ristkn nttnnlc. Di IJllPRle san\ rutto .più umpio cenno al upo III. rer il momento lmportn fnr con tatare come in frequente 111111 vii- osit~ nei pro<'es·i di ·1·ol11zione della dottrina tattica e della d,,ttrina logistica, u conforma d•lle ,·ouFridcrazlonl r he ono tate volte in preted 111.n (nn. l e 2). rns nndo n nn e. nme ph) pnl'Ucolnregglnro delle ~·. ,., ., . i dc1·c prcmctl r l1c. 11 diO'crcuzn del . . G. Hl15. MC llJJzilutto dcfiuisco110 due graodJ zone ùi 1el"l'i1orio : '" ,, wna dell"e err·Ho oper;rnle 11 ((( 1.onn delle opcrn>.loni)) illPII~ X.O.I';. l!llO) p ln (( .,onn territorinlP )). e diAlinguono nPtlomente i re cn·ir.i di compogi10 lJ e i u -en·iz.i lcrritori1ili >> {N.G . .-16). La zona delle opernrloni /! di ompetcnzn delle nrmolc, In zonn 1erritoriole ì, di owpetcnzn dei comonù.i lerrilorioli, i 1111uli. ·omei! JJolo, nvcvn'llo orgnnizzpzione e ci rcosrrizlone portkobri. A SUIL volto In zona d'opPr:11,loni 1·icne ripnrtiln ncllP N.U., . 111~0 in« zono di fronlicro 11, ~tln lu ;:-iuri dizione dei •ou1111111l di .i\ . mobilitnti, e in « zonn delle 1·etrnvi • », ~otto Ju giuri dizion , dei comundl di dite. n lerritorinle. Xel compi •o e in hrc,·e, unr1 t•oncezione piuttosto stalicn, ~onnesi 11 et< en1.ioh11eut1, collo ri ·ohJ1.inoe <li un problema di ùiCei<a delle r,·ontiere cousidernto come 110 i:ra11de probleuw ùi cor,erlnru ri olio in rosi snccesi;i~e delle qunll le lnir.lnli ronai~tc~nno nel rntTorznme,ntn so•rnn1.lnle delle O . . otte. tooli ollu fronticrµ , obictth·o dclJc prime fusi delle opc· raz.ioni cli moliilitnzioue e rudunntu.


11'.?5

Tn rcolb\ fJuc~ln conrezionc non crn coec·enle al 11resup1iosto d<•lla iruer1·0 diunmicn e di ccle1·c c,11-so pos1uloto dnJl'oricntpm~nto pollllt!omilillU'e di quell'epoto è quetito 11in11<·nn,n di coorenzn ,, nnn grnve l11cu1111 in lnromt,en1AJ mollo impegnntive e ùi gruuùc itn('Ortunzll iJ1irinFecn. Lo ripo1·tiiione degli stubilimeuti dei servizi di ctLmpugnu rimune lll'(!SSUChè i111mulul11, sull'o il pasiju~io dei depositi cenlrnli tia gli stubillmenìl di l'i~crv?, coll'o l.loU>.lone di 1111tl delle Unee ~rre1 rute di llCl1ic, rnmento degli stnbilimt>n1ì elci scrl'izi (N.O.S.-30). Yienc ripreso NI estesi\ lu rlas~iOcnzionr sostnn,iftlc de:;11 ()t;;:·aul dri srnizi in organi coordi 1111 tori. diretti,; od r~~llllvi, 11 seron,ln del <:urnltere prevolente nelle loro fnnzic,ui (N.G.S.-11), ,;ccond(I 111111 rip11r· tizioue 1·br è trndi1.lon~le n,'IIJ reg,,lamentnzione lo;:istico ituliooo: l' org:rno coorillnnto1-e rc~ola in oi...1i uuilà l'azi1•ue degli orgoni dirctli\'i rd elll...:uth ·i dei va1·i servld ad es,in :1SFe;...,1aìi (N.n.S.-12). Xel qundm org:inl7,1,a lìvo (ri1>artiziouc dei se1·1·izl). gr,1·111i11a tlol servir.io di commissnrinto quello d'1111uni11islr11ziunc. sot10 ,·o,tlrniM il 8 ervizio ehimico. il ser1·lzln 111110111ohilistico già JJUl"le dPI ~crvfalo t1·nsporti ~1· 1·.()., i liCl'\'ÌZÌ delle ncque. tdriro, let11n1nl. e<:r .. W abolito iJ !ICrvfalo delle ime1,denze, le cui funzioni dl\'engono comprteuzu degli org:oui coo,·diuotori. In totale. i distinti ~erd21 <la l!; uel S.G. 191.ii [lflssnnn n 14 nelle N.G.S. J0:12 cd n 17 nelle N.G.S. JO!O. Le N.O.S. non I>\ nllonlanano dpi co.i,eetli cs111·ew do1 S.G. (ler quanto 1•onr0Mc 111 dl~tonz:i de1tli ~toulli111enti di 1• e di 2' li11cu (N.G.S.-28). l>er contro si nn~rte un sensibile aeceutroweuto dei wezzi dci ,;er,·i1J prc!\SO le O.U. di 01•,llnc e11perio1·e: lo db•isiono d iSJ1<'1lle 1101·1;1nlmcncc solo del.IP seidoM rll ~OJ>itit; i11rtl gli :lltl'i elrmentl snno s1ni1 In v11rio modo asscgnn1i ui grudini Nupcriori e le <lil-isioni non dispongono di do(ozioni e di 111cr,1,i di t rus1><•rlo iu proprio, Ne ri.sullo che In flwr.ione logistico è riJ!(lrrntn soprollulto nll'urmutu e. irn og11i caso, J)Cr Jn scar~ità: di mezzi ~ il consegueute jlcceu t 1·ap mNllO <li qoesti, 6i tende II reall1.,:1rc una mono1•r11 ebe può ri~nltare Sf)C"80 tardivo e ,P(l(;O eOluee. Altiu consegueuza dello wouc11t11 assegnazione organica di 111ezr.i di t1·118JJOrto alle flivisloni ern il r,1tto che s1ielt:11·• alle restrosl11nli di assicurare I l'ifornimeutt di quelle di 1• schiero dlpend~nti, con sfuvore•oli ripe1·cnsijioni di or,linc p1·otico e psirologiro. Anche neUe N .C .S. contlnua o ,·aie re Il prl nei pio che o ogni ser,•izio corrisponde un organo AperlflCJ1tnmeme lnearirnto.

o.a.


1126 Tra i <'Ompili importonli del scn·-ir.io delle luppc cru pomo qm•tlo delln "i;!U:111w e p1·oteziOJ1e <le;;-li lu1pinnli e delle opere d'ortc ~ullc vie <li (•om110icazfone e degli stablllmenti mllltflrl dislocali in 1.011a d'opcruzioni. Lu gru\'it:\ dcll'uspcllo tattico del f11n1.lo11nmcnto del ~e,·,•fai 11011 è /lllCoru adeguutumenle considerulu .

. • Qne!ltn lmportnnzn è posta lm·~e in gronde e"idcnzu dallo Circ. 0000, 1lirnmntn nel settembre l(U9 dnllo S.M.K col titolo dl << )le. moriu oricnluli,•n sull'org1tniz,;111.ionc e fum:ionomento dei senlt.1 in guerra» (lI.O.S.). Il 11()(·11,oento, red:1tto snll11 llnsc dell'esperiertz:i della 2' :;ucrro monòin le, r(!('itn nella preme1'8n ('he << 1A bntta:rlln de,·e essere vint~ 1111zitultu nel eom1>0 logiijlico i> (M.O.S.-l). Jl~llo concezione del 1940, 1(1:I deftnitn i:tnticn, si r,osso n nna <:OD· cezione che alli-ibuisce m, contenuto operath·o e una o>SÌ/!e11zo di mobilllt\ u !urgo pnrtc dell'oppuruto k>giRtico. I depositi ce11tr111l e cli 1·i~er,•11 pl'l'\isti dnUr « ~ormr geucrnli prr l'o1·gn11izzazione e fun,.ionnm<>nto elci ~cr,•id In gn~rrn » di ns.•cg11n. zione normaJe all'armata possar,o alla diretll\ lllpendenr.a delle l\morlt:l, ccntruli u cui~ dcvolutn lu fu111.i01JC ùi J!lllcndc11zo generale. Hanno 13 funzione di 1·alvolP di si(·nre1.1.n, nPi rignnrdi dPJl'nllmrntn1.ion~ dei 1•11ri st•occl,icd operali"i, !le~1i11111e o [l'Ot1te;:;!in1•e te111J)O· rru1e.> t·risi di Jll'O<luv.ione o di rifornimento clru pnrte cli ~taùilimenU llll• 1.lonp Il o esteri. Lro rit1tlrtizionc clcgli stahilimenii di n1·moln 1•es10 snsrn111.lolm~111e immutntn con una ntcentunr.lone dello snddh-isione in fra~oni prindpnll eri nvn.11.nle, le prime Mpp1-esentate dn 01·::,rni di conaidercvolc peso e c·Oll!«!1?Uenten1e11te slulici. le secoude invece leggere e mobili. costituenH OJ'gani con lcnd,,nz11 olle fnnzioni di trnn~ilo pr.o.;;..12.l:l}. '\'il'ne introdotta lo denomlnn:done di mnzi r dotnzloni ,li l' linea 1>cr cìò che concerne i l'l'JJArti e i mcr.1.I e dolnzlonì dl 2' lincu per <·iò che concerne le G.U. di 1• schiero (;\f.0.S.-'l3). l,o ~ltieromenlo e il funziono mento dei ser\'ir.1, In C'lnscun i,:rndi110 gcrnTchico, ei attua 111el 11uadro di ,.onc di schieramento o « r.one dei servi>:i >> <li O.U. le quali 1·i\'C~touo i11dh·id1111Iitù fumrlonnlc c cn,,01tcristicbr pecnl!nrl. SI hn CORI 1111n « 1.onn dei servizi dh'isionnli )) (Zo.R<>.'D.), ima « zona del servizi di corpo d'urmato n (Zn.!=!.C'.A.) e min « zone del scr,'izl d'nrmnra >> (Zo,RA.). Le zo11e del l;(•r,·izi cosliluiscono uree rrlotivumente cfr1·oscritte in Rll-elln rouursslonr loJ!lstkn e lnttirn col dlspo. siti\"o di schieromcolo ckllc corrl~pondcntl G. IJ..


UZT

I tleJJOkili •·e111r;ùi e di rifier,·a soo,1 tli uorma tille tlirette tlipeutleuze delle Au1or11,, centl'oli (i\l.O .S.-31). Le frn1.iool prindpuli degli 8tnbiUmenti cl'nrmntu dcbltono ,prercdersì rlisloenlP nlfo trRte di Jilwn rerro,·iurin: le rrur.ioni m·a111.ate. ri· tornite con nutoeolonne dnlle prcc ..de11ti. 8C>no prese-ritte 11 drcn 40-G-O km. dulJe w11e dei seJ'\'izi divitdonali (lLO.S.-31). l,a norma uiettt' in presen,.tl di 11irn cmt~itlerc,·ol<• ritlu,iouc ùei vn. lori 01•icntn1hi snnel1I sin dal K.C:. Hn:; e ~Ollit'I'tnllli dnlle ~.t:.R. in fnnz-ioac dc'Un lunghezza mediu drlla t11pp:1 nn1omoblliRtit'11 (1;,0 km.), ridu"ioue non f:ieHmente giuslitknbiJe. Con ogni probpbilill) i ,·nlnri ri1lo1tl gouo ~tot I g11ggeriti 1lnlle lintitn~oni im)'IOl>tC dllll'umbienlr i11 cui ~i clfcttnn il movimento e dnllr rn. rottcrls1ichc del wor!mtnto@t(!l.so: offe~a ,wreri a,·.,c,-snl'ia. flrCY1ilc111.n di mo,'hnenti notturni, 1empi w!lrli per le •>1>e1·azioui di carico e scmi,·o. J>e1·co1'l!o uutomcz1.i dnll11 zona di dl~l0<·n1.lone a 11uclln d'impic:.;o, nrnr. glnc prudc11ziulc in fn~c ~in of!cn~irn, sin illfon~h·n. E' da tener prcseule tbc lu ttq,1>11 aulomoliiH~lku è i11Uurn1.11 to du rlllwrl operulfri (n,•reo. ecc.), le<'Jllti (c-;1ra11erls1 it'l1e tecnkhe dei mr1.zi e dc!(II hincrnrl, ccr.) r ,·nrl (ntto diurno o noHurno, cnrlco e srr1rlto, urnbic11lc. curullcrc Nulluurio e pcriodit·o. ccc.) cù ,, qui11cli multo difficiJc uttl'Ìbuirlc od un valore medio. Per quooto coorerne mezzi e domtlonl. la divisione ili faolerl;i ha 1111·11ssc:.;11t1zione 1101·111olc (01·:.;nniro) ,,hbns1,,nzn ln 1•:.;n (sezinnr tll so11il ,\, 0~11cdoll 1ln cnrnpo. sPzlum· di su""i~tenzu . scz:io11c 11111wllieri. pnr<·o mobili. otlkinu mobile. compuguiu parco cumpnle del blg. pionieri. reparto trusporli é n•lnth-e d0\u1,i11ui (li :!' lh1ea di vi>'erl, m11ni1.ionl e <.''1thU· ruoli). cioè è poslu in con<li1.ionc di 11$SOl\'ere In funzione (11 rifornimenti e Sl!"lllbe1·i 1J1e1· 1utto il c·omplesM di ror1'<' Ol'J?pniche. In qneeU re1·mlnl In 1lh·i~lonc <li rnnre1·lo hn rincq11i~tot:\ la ,•ecchin flsìonomin di G.U. tottko-logislicn che n,·c,·o a,·uto In un pii) lo:ntnno pui;solo e per coulro il r•nrpo d'armnl,1 vede ridotlu In sun funzionr Ju. ;;iatico, in pMtjOto ('(,n~itlere"ole. a "nntn;::.;io tli <111~llu tntlic:1. Di con8C&'llen1,n l'orgunl1.zn1.illn(• loi,,oiplicn <li\'iplunnle hn ln fonte propuh;h·~ e ,p reminente nell'ormorn (ll.0.f-.•-1.). QnesllL O.U. 11 sun \'Oltu ha assunto 1111 ~s,ietto di mngi.:ior dinumisu10 riapelto nl pns;;oto, sin per effetto del eoneello r hinro,nrnte e8Jltt>S80 di nou ap~nntirlu ron dotazioni crce!!'-;rn, su per lu ccssioue nll' I nten<lcnza Oenrrule dei depo~ili centr111i. sin i11fi11e 11er ln previ~1u nrtl1·olnzione evt'lltuulc clrl ~110 <li!,positivo logi~lico in (( ùele~;1r.ioni d'intendPnzu » (lI.O.S.-16). E' critel'io in vii,>te tb~ hl dis))Onibillt,\ ìli clotpzioni e di mezzi di trosporto (1)1'\'~so le ni•m,ne, le divisioni ed i eorpi e ropnti conseuta n


1128

ogul unii:\ ili attuurt in l""(ll'io il ~russo dei rifor11itnen1l e sgon1hr1·i di rlf!f)etti,•o intere~8", snlvo la nec<>ssih\ contin;ienl e di Cl'entunli integrazioni u turico delle disponibilitll drJJ•nnlt:) di ordine Anperlore. L'i111l11001.o esertilala dnll'r;:perienza dellp 2' guerra mondiulr. npplfoaln aderendo 111 111rnlrhP misura alla nri:oni1.1.,1~ione Jo;:istica bril1nn11i<-a inter,eouto nello 01·1wnl1.z111.looe dei gruppi di co1111)1\l.tiinento cbe hanno pnrteciputo uJJn cllmpngno d'ltolio 10,l-4-15. hn condotto nlla costitnzionc e nl funziounmento nel qupd1•0 di\'isiormle ili orgnoi esecutil'i uùsli, cioè risponcler11i nlle neeeslriti\ di plù 11er,·lri. Questi ~ono, 7wr i h·e Prrrir.i 11'n1·1iglirrin. genio collegumcnli e 1110tor\7.7.nziour. Il rnr1·0 mobilr di,-Monnlc che ui;,;iruru i riroruimenli di 111utrriali <' cli puri i ,li 1·ièau1bio ~ l'oOkino mobile dh-i~ionole, col cu11co di compiere le r iJl!lt'O?.i<111i : pe1· i l Sì!l'viiio 1,·11~po1·!1, 11 r'Opnrto lrnsp01•t11 che cnricn le dotuzioui di!?' line:o dei se.-vizl di ro111111is,mrtnto, nrlij!llertn e motorizv.uzinne. 'f'nl ~ rrhrr·io ori,rnizzntivo rL~polllle nl prloclplo che possnno essere riunili l(li Otl(Alli incoricnti di ossir11r~re il rifornimento dei j!eneri <li nercs..~it,, essenziale per 111 ,·Ha e il comballimento Mila G.U. (tioè ,,;. ,·rri, 1uu11i-1.ioni e cnrburu11ti), mediante l'u nico ,;cn·izio tros 1>orti e rifornimenti, nonchè ~nclll rlcsllnnti n garnntirc i riromimenti <li mnle· rlnll e pnrtl di riepmbio (mcdiuntc un 11nieo iacrvizio mulcrioli), t·<1111e infine quelli tlestill8ti o efTettu~re i ricu1>el'i e le rl1M•·"zioni, mcdlnnte l'uuico scn·izio ricuperi e .l'Ìpu1·az.io1ll . Qnesro prlnrlplo trust'<'ndo lo lrodizionaJe ripartizione dei di1Tcr;,11ti serl'izl e 1·on~idern I bisob.,,i MUc truppe nel loro cou1plesso, con 11110 ,·i&ionl! unilo ria. Esso il lndnhblnmenle b118nto sn criteri ru.-ionoli di Otj!OnizMr.ione e di funzionnrnentn. NAtnrnlmente ~ drslinolo o dare i Crulli Jliù cor1i011i t1111iudo siu applkù lO con odatle modalità e ~In esteso sullo mag~ior parte possibile dclln cnh:n!I logidtirn, esnlnndo dnll'upplicoziooe o;:ni cnro.Uere cli t•ompromes!SO. L'm·gomcnto mcrilu ,li c~~crc upptofondltn e snri\ oggetto di ulteriore ncrenno nel ~rgullo del pres!!-nle saggio (Copo m). 9. • L'unoli$i condotln ;,in qni dell,1 dollt-iJJu logistico ilnlinnA ('on. sente di ritenere occcrlolu uuo ,·uJutor.iooe ge,J1~r~ re che è possibile rins. sumere nel ~eguoi1li terlJ\ini: la definizione dr! cnnoni foudamcutoli delh1 111ormnth·a logistica è stata uffrouluto mo ••on ho nncora raggiunto I •noi termini detlniti,•i, i q1rnli sono CO>Jlituiti d1t onn orgnnfa1.0>:ioue ed un, (umoionnmcnto del tnttn consono alln 101,-istiea di for,.c 111·111nle re,.,.oslri moderne.


1129 Vc,·oluzfonc <k!Ju f1rn1.ionr lo:nstirn delle (l.U. si presenta C(IIJ,1

visione del 1915, nelln qnole ogni (l.U. rostltuisre nn grncllno cli eqnilibrAtn im:po1·tpnza di ntlh·itù llCI quodro elci sen·izi. con qucllu del 103~.

riclln qnnlc ,·cn:ionn ele,·nti> le incombem,e dell'nrmnta e in proporzioue quelle del corro d'urmnlu, mcntrr sono qnnsi nulle quelle 1lelln divisione. colla ,·isiouc del 1!).IO ocllu <Jtrnlc Ju buRe dello organizzutlone logistirn è onrora l't11·111nl~ con 1111 1loppio ~chicr.imento di fror.i<mi prin ciJ)Oli e ,ivn111.n1e, predi~po,1 0 1>er olinien lpre dil·ettnmente le divisi011i di rnnterin e roereenie di normn In fnn:done del corpo d'ormnte, ei;du~c le truppe cllrNtomcnte lllpendenti, nelh solo ~(era !Attica. i\fu le funzioni delle G.T1. eosliit1i6rono sollnnto uno clrj?li Pl!T)('lii risohlli,· i del 11roblema lo~'Ù!tieo comple~.si"o. In rfl'rlti MbboJ10 delh1irsi con rriterl or~anici e razio1iali le dotar.ioni e i wer.zi in Ciascun g,rndlno gern r<:bico e ('Onf<mllemenle " buoni criteri d'im1iiel-(O le •iorme genei·oli per lo srhiernmenlo e Il fon:dnnnmento <lflle nnltà e degli ~tnhillm~nti del ,,nrl servizi, Il tulio - d()lnzlonl, mc,1.I e srh lcrnmento - nel ~nn<lro di procedimenti l!SCCuti,·i ~trc!lumL"l1lc 11Ui11ei1l.i oJJc cnrutlcristiebe medie {l'iu,pìcgo de lle J?r:uu.li e delle minori unil:l., ,·iste :ilio Iute tlclle pre,ellibi li esiA'""'"' <lelln hnltni:lln e tlrlln i::nrr,·n mollel'nA. Compili tutt'oltro rl11• lle,1 e ln ron..stntnzlnne hn Il ~olo fine di glaRll61·nrc il tutto rhc le tlillp<>~izioni rc;:olumcnh11·i non b~nno nnrora supe,•Mo lo st.1dlo cli unn prlmn im1>ostn1.ione cJottrillUlQ, montro il pnnro d'orl'i"o dell'im1ircso clrivn:bbc òSSCTe unn rocllttrnr.ion,· e,onnrlfnte rhr consento ili ot,roiw re, pt·etin sostlttizione, le N.G.5.. erl. 10 10 superale in huon11 pnrte del loro trslo. Tn ognl modo, poirh/: In coclifici1zione po81nlatn si form<•r:\. rome ~ n01•mo gcucrule. ~ulln bnsc di rnnh·lbull dl stntllo ~volli su lnrgu bnsc di collaborazione. vole lo prn(l di l'irrreore un i ndirizzo di ort,'1J11izzA :done che avr,\ lr Alle prrme~~e nelle Clligcn1.e d'impiei:;o clelle truppe e re;ilizr,erò, o meglio perseguirà, quei requisii! di elnstidt:\. cconou1io., e sl:Teltn rlspondenzn lii fin i do roi::glnnj?cre RUi quali converge ~e111.a d ubbio il rousenso :,.,e11ernle.

<',1ro J rr

10. • Non è oblctlh·o di nn br1•ve sai:!(lo comr il !l)resente im11<18ture le llne<> risolut;,,e •li non orironi,.1.n,Jonc o;:giornoto dei ser,·ir.l per G.U. oper anti iu Ullll guerru cvrnl1111lr cli dom11ni, ,ll la •ionie Mnformnre oricutumenli tonccliuuli r predispo~ir.ionl d'rse'fur.ione di oJ?:,./4.


1180 J./OS$U1lltl ,·it.•ue ristrl'th}. come ~iù dicl1ioruio~ in un quacho n~:ii più mocles10. che pe l'nllro <·0~1111,ls~c ,11tlvltà 1,ropecle111ic·a per 11110 pii) ri~ponclPntp clel\n\T.ione dc-ll ' urgnnt1.1.111.lonc- del ~erd7.i In gnerrt,, che è qu~llo di accerl;11·c le lince di uuu J'\!,-isionc di criteri e di modulil,) in viSlil di uno m10n1 1·,'<l11zionc dei criteri di bn><t' di ,rn:, loj?ii;tica moderna. l~slstono n <1ue8tO proposito (!elle 11remesije bnslh,ri che debbono essere tcnntc- prP~entl e ,lellc clrco$tnt11.P d'omhlrnte che, jn termini gencl'llli, pos~om) og;:i consiùcrul'si iuniriunti di vi;ni situnzionc opcrath·a. LogiCuwente le une e le uhre COS1iluiscono dilli d'i11•111t'th•nmento ~hc ~ opJ'lllrlnno ria!l811mcre e <li~e111~re per giungere o ronclusioni 1·uziouuli. Qncste nltlme s' \d('nt!flrnno In forme di orguni1,1,a,.i,•nP e di fuu1.ìonamenlo du ritenere q1lidc. J>er il (lr(lces,;o ~eguiio n<:I (l,•fi nh·le, u~lln pt:1lica operativa generale. Le preme= sono costituite: 1) dullu idcntiflt:or.iouc permoueotc di Fen-mo e di bi~ogn<, importnnlc dclfo I ruppe. E' lu Iormul:.1 u·a1U1.ionalc dcUn dollrlnn loglsti<·11 ilo liono che ~i ritt·<ll'A nel ùel1;1to del A.f:. l!\13: <t 1\ d og11i boo lletl nl to e i111porrnme bll!Oj!DO d,•1111 trnppu t·c,rrlsponde nu iwr,•izio » (f;.0,-2). l,n ('1111>.lone ,·nlc n l'lnbillrr unn rontlnnltt\ ccmrcttnnle nppre,n.obllc ehc <lii lnogo n p1'0vYecllnwmi conct·cti bnsnli su ,li unn Oe•· sibilitt\ cli di,;pO!Ùzioui w forzt\ clcllu 11uolc si c,n1servt1 l'11dcre11zo dell'orgnni11.1.11zion~ logi~1icn olle mule,·oll circostanze operative. I 1cr ai piil. tesi cbio1·i~simt1 e on·io t}Crchè un se1•,•izio pei· <>:,.,ii importante hlsog,10 ,·uol dire bisogno importnute delle truppt' nssolto: ~) d11IJ'in1prnclrmnento pe1·111nnc11te del fonzion11,9cnto 1ki serdzi Jiella ,·ic·endn delle operflzioni <·omplessl\'e e. rnel q11aflr(l delle (l .U. intcrc,;sutr. clrlln bultnglin modernu; 3) doli 'o~scr\'anza deJJc couùiz.ioni cli reuùirueJJlo e ùi eco110111io ùeU'orµ-onizUt1ànne l<'gis1lt:1; ~) 1lnllu N)11st0tnY.lm1e chP In llnen genern le I servizi op~rpno cd Op('l'er111,no mediante do1nr.1011i. gei,titc clo ~tnbilirncnl1 (or::H 11i ,li cleposito e tuJorn cli lll,·oruzio11e). e~rrltali dli a11po~ile 111111:\ drl ~rrvizl (ol'gai1i d'el!Crcir.io): ii) infine dJ1lln cou~idera1.ione ehe l'n11i\'lli\ lt>gis11 ,,,1, ei,me nspeuo pnrtic•olnre e importan1'• tlell'alli\'il:\ 011e1·11th·11, su~<·itu <·ti csi;t,• risolti problemi cli comnnclo, ,li clirr1.ione le11ni('II e ùi ~secuziuue nelln rui rl~0luzione si debbono ossicurure rcq11i1<Hi di fun1.ionnmenio sic·uro ,..i economico da eontNJll11re cos11111teweule nelln prn1i1·11 t·oll'ol'"JlCrlcni,1. I .o cit-cost~n1,e d 'omliientc $0~1v rfl t>J>rcscntntc clullc prevedi hlli ~itnndoni del dcli operothi, In dipendenza <klle cs,·,llled$liche fon<lo menllùi dello guerra e dello bottnglin modrnie. l~~s• po~sono riassumer$i neUe seguenti con~ideruzioui :


J 1:31 J) In guer,•o mocle,nn, e il suo episodio crucinle. I~ hnttnglin. sono curntterizzatc da npera,.ioui comhinntP di tre o nhnrno due forr.c :u·,uu t~ per eO:elto ()elio costnnte 11resci1za di uu':u·hl1.\one 30lic~ e ili un' ovio1.ionr 111rmiro. la cui uzione è determinnn1e hl ogni problema operativo. rer di 1>iù, la gue1·ro è con,lotin dn forze congiunte. cioè coalituite d11 1111it,1 di ditl'~rr111i nnzionulit:\. le 1111uli hanno esigenze p<'<'uJiat"! di 1·11i ~ op1,01·tuno tener ccJnto nei limiti Mlle po::sibilil,\ elTetli"e ; 2) le battuglìe sono combullute <la (01·1.e Lu vn1·i~ rnis111·0 , ~ 1nl0t·n i n l>1.1•gn ruis111·,1, meccnnlzznte e n~lfo g,•nni!e g~nernlit:1 moto1·iz1~~te. nil esclu~ionc di t/1luni Jl>lrlicolari amllienti naum,li ,·nuie le ,011e di alt.i 111011tairM. per 1•ifN·in,i •olrn1110 nl 1('ntt•i rll oprrnzionc europei. Lo opnrnzioni relnlh'c ri,;ullano inrormale " uu ,lioamismr, sconr,.

~eiuto per il J)IIS~Oto. ,tot t'.JIIO IC (ICl'il'el'(\11110 COJI Oj!ni \"Pl'OSimigli:111r.a esigenze e modalilà del tutto pA1·tiroln1·i nndt<' 111rll'nmbito dpi sei·,·izi

cli C!lll\PAgnn ; a) ul dinnmi~1110 IH'!'enuuto rorri~pondono t•onsl<lcrP\'Oli apn..l oprrutid sia frontoli che in 1wo(ondità. L(I ~11crra 811 nmpic superfici e la baW11:Jin profondn s~mnno enrntt,,1·lz7.11tr <lp sitnn,inni ~o,•rntl' llntde. si.steni(lti~amente cont-rnddistlnte da orrupnzlonl di•r·onlinur del trrrrno e da l 1·apldn Alte1,Mrsi 11('1 temro e nrllo Rpa1.io di fo1·1.e a,wbc iugeuli P di ruoti operativi. E' conseguenza <li r1ue~ta prcvl$lone la cllJlkoltà, di recapiti $econdo modo lir,\ trodizionnH e In ncr~•~it,1 di 111111 elcn1t:1 ca1·otteristica di ilcllSibilih\ di Cunzionomento élPi se,-,;,ct principnli che debbono essere u, grado ùi 1111ifo1·mor~i 11 ~il t111zioni ilnpre,·1~t(' o co. munque rapidamente cnnginnli: 4) il curatlcrc ickolù;.:ico dei couflitti elci pro~~imo tutm·o può fare ritenere !Ùstcmnticnmcntc prc~cnlc o q11unlo meno temibile unn dissiden,,a nfth·a in ampi<.- r.nne cle;.:li scacchieri operatb·i. Lp dissid()11za u;nsce secondo le moduliu\, delltt guerra partigiana. col risultnto cl i renclerr onerose e nlcntorle Jp lunghe linee di r·omnn ic11zione terrestri e oggetto di p11rticolnl'i precauzioni di sicnrezzu e di e$erel7.io gli stnbllimcnll ilei ser\'izi. iu qu:into obiellh·i p1•pforenziali delle azioni della :;11e1·r,1 chln,lestiun. 11. • Lo rnp!da,.clencnzionc delle esigeuze fnnzinn11li e rlelle situazioni ambienloli genPl'ali del sen•izl in guerra è pernltro obietUvo e

coJ1se11uenzinle e r.onrluce allo deduzione loglcnmcntc ineccepibile cbr l'orgnniz?Jndonc loglsticn deve centraliz1,01-si in vist~ <li sn 1i~r ~me1110 di diftlrolt:, nemme110 previste In passnto. Un'orgonizzn,ionc C('ntrulizzatu deve 1iro11orsi:


1132

- le più e levnte co1·n1!Prl~tit-h1• ,li mnnO\'l"n dPi 111ezzi, nAA!curntP collo po. ihllltil di fore convergere In o!!'DI momento ~ul sen,izlo r,hi impOrluJll Ju mo •u dei mcr.r.i di&1•111ibili; - l'adozione di modalil:l di lrusporlo, .,elle qunll dc1re eo t 11nte. mente ,·ede i un"attinta\ in!ler<>;:lll)lle di fwrzionomcn(o di tutti I er17.i, n/lntt nl supernmento (]i cri I n11che grnvi <.lelJe COUlullicuziunl

h•t'f'C:ilrÌ, Non è nzzpr<.ln!o o!Termftl'e che pur lusciunilo lnr:;o enmpo in . itnn~lonl normnli 01;li nutniraspnrti, uno uoternle nli,1110111 dei t<Cr\'izi priudpoll clovr:l Cf ere in g,·udo di es r.rc C!l<'rcltntn mcdlnnte neml r·nsporlo uul'lre nel quadro di 111.i<•ui tipi,•arucnlc terre tri cd u 1111e. tP modnllù.\ de~bono e· · re ode.nlati tOfll'efti " mc11!111i1:l degli e ecurori tli tulli l gr·ndi . •\ lllO{?~lor rngio111• d1•1·~ veth•n!I h nece~sll:ì di :1s~k111·nre uno loi:1· RIIPn nnro-tcrroslre nel coso di OJ)l'rndonl 1·ompiulc roll'iJ1Lcr1•cnto di u11il1\ e <li G. . ucrolrusporl11tc e nvloporlnlc. Si ~ uccidcntulmcnlc fu!lo URO del 01101·0 termine (( logl rtcn Ml'Olcrreatre », m. ciò non to~lle h · il l •rmh1e nhbio ..;r\ nc1111i•lolo dirillo n <·ittndlnnn,.n nel cnmpo co11re1tunl dello logl. tico. B o v11l, in purticQJure o mettere In cYidenzn il tolto e h nnehc a pre dn<lerP dnl pro. blema applicntil'o lipico impostato ne.i pretedenti tertului, l'orgn11t1J.!1iione ed il funzionamento dei serrilli do,,.onno courormnr,:i n moflnlill\ udutle ad e ere applicate tOIJ risponùenzo sin ul Ln1sporto ten e Ire, sia nt lrn•portll nereo (1). ll sempllt-e ut·cenno è lillfficieotc per dimostrare <JUI\Dlu p11ssuno giudicul'l'i ardui i prubJemi che duHuuno esser oa:ronlùli ili gucr1·0 ,lugli orr:uni prepo li oll'e rcizio dei rvlzi. Agli ardui prohl ml dovrnnno ;,.,ere pnri nr:;:11niz7.nzio11P e (un. 7.lonnmento e si pnò nffermprc in p111·i l wµo ~~mm tluliliio che 111111 tccuicu 1rndl1.lonnle. bnsntn su ,;chict'llJDenli nei tli!Terenti J.(l·ndilli di • e sull'l!ScrCiliio di iliDerori strndnll con c,·c11tunli spcciolfazo1.loni nPllo sµ;1zio, nel tc111po e 01ei tipi (11 m~1.zl 1'11·colnnti ~ dn rllcner~i In difetto 1j11n11dn le op rn7.ion1 n~ umono un ritmo scrrolo •µ-1111!0 do pcneh·ozit,ni profonde e qunndo le comuuir11zinni i111eN" otr p oao e,,. ~re iulcr111llr

ud flgni wome-nto. C'. Fulll'r l if}'rlm nfll QUMU1 t rmlnt n Qtlj\w.lo pr.,119111110 od WorJd War (1."I,~. IX. J>i.11:. !Jtl2): • .. , OHt't.' .uw·,·turuu prt,,wrr ~itlUta,.~ 1,u,·pOH oJ oircraft ln teot Lit• In JAc lf.igW l

(1) Il !h,IUf Om J. f,\

nel xuo rece-ntc rntume • 'n1c 411 tlle trlr I• ou,u·1..d, Ott

u1td NOI '" lii

tactacol """ r . Tllowg11 ,oldltft Mtfll

,nu /i~hf

t1ot0 ,,~ 1t1ppltcJ bi oil', Tbb, li. the tunJorncntal Jlttcre.i1L,• h\Dd WArfàN. 11.

011 llìa uro&ml , 1111·11 cun

lH.<l"·l"l'.11 JH\"H1.•11t-..-t1uy

:uul u:u:1r


12. - J,e J)l'e,'isioni che possono fnrsi ci.rea Je linee dell'orgnnizzazione nggi<wnntn dcllp quale si ritieue di111osu·otn ln ,necessità non possono logicamente 1mpera1·e lo stadio di lndlcnr.ioni genei·iche, di cn1·nttcrc purnuiente Ot'lentativo. Yern ltl'o rl~nlto posFiuifo imlka,·e taluni eleuie111i dLlìerenzfal'i rispetto ullu situuziouc in atto, sui qnoli unn può nrnn,·nre il consenso dei tecnici, data In conseqnen~lnlit,ì elci procc,;si deduttivi scp;uiti. l,e O.U. debbono essere alleggerite di unii ,\ ~ di scOl'tc, In visto di n1!$icurure il rliil elevato livello di mohllll.\ totticu. I n lWO gu<:rra di11n111icn Je «impedlmPntn >> sono le Q'l l'imc Yiltime delle fluttu~zionl d<-i diflJlORII ivi tattici e, come dic,• il toro nome h'o<lbdonnle . sono lu µullu ol piede nel conse~uime nto cli nnn clc1'tltn mouililà opera•b·a. Lo schieramento di unità. e cli stubi limt'nrl, prcvi,lo per ogu i .;1·adi110 cli O.U. in vorlo misuro in p11~sato e c011 nlternotive che so110 state indiMth'e dei tcntalh•i di <:on~eitnire determino te finalità di 3utonomia e di mobilità diJllcilment~ cont~mpm•abili, de,·e rlsnlil'e molto uddictro, 1>0S8ibilmen le divenendo un allribnlo del comondi più t'lev,ili, qrrnll po;;sono ritenersi i comandi cli t<'Oh·o e cli scncchiere 01ie1·nt1,•o. L;c lesi eqllh·a le o intra,•edere uu'Ol'g:111\zzuztone logis.licu legal!l l)lò ul tenitoi·ìo che olle G.U. e l ' atltrn,.ionc dei ~e ..vizi nHidinnh' un~ corrente npplicozionc del metotlo (( n domicilio)), l'enlizzoto con traspnrtì refori terrestri o l)\)r ,•l ~ nere11. L iuce ùi pensie1·0 come quelle arcc1111nle lurnuo cvi!1enti rip1•1·rn~ioni uell'ordhrnmento e com,pili degli o,g~ni tlìrellh; Pd escculh'i dei scr,·izi P degli organi di cn111,indo cui In defl11itirn è a_ffidatc, il <-0mple~slvo funzionuU\ento logistico. trnn sei·ie di comaudi logist.id (lO!Ji8ticol co»~mn,ul) deve preporsi nll'nHività logistica. Delli co,unn,li h:rnno rompetcnzn e :;:iurisdizinne di are11 e dispo11gono dni mezzi e delle dotnzioni per assic urMe I l'irornim.e,nti tcmp,~J.rti,.,.i (e correlatinnueute tli sgomberi ncc·~snri). Jn ~nesto <111adro gli nOìci dPì comnndl tattici a1Tebhero 80utpllre fuu,ione cli organi di ,•nglio e di inoll ro delle 1·ichieste, cor!'cdnte dalle indicnzloni d'urgenza irn relnzionc ullo s\'ilnppo In ntto delle opera,ioni. Le liuee 8Cc11nnale h~nno nllrc~l l'ipercussioni s111t·or,tn11izznzione dei siugoli servizi, l quali, pur m,rnte:nenclo nno in,lh,idnuliti\. in un <ll'dino slretlumeule tec11ico, 11ell,1 pratico dcll'esen·izio i11 rampogna souo da vedere come un complesso uuico ,mtt·o il qn11lc, n rngion vetlnta, \·eug<>no cleftni!i di volta iu volto, s~con<lo inPccssitil contingenti Ili~ pl'essunti. priorit,\ d'nllnnzicme e r.nodolito\ pnrt!colurl di ef!ecuzione. E' slulo già pres,mt11to l'asserto che l'cffi<:ucia del run7,ion11mento dei servi1.i è (In vnlnturc sul più ùcbc,le di essi. E' d11 conPidernrc i11utilc rin\'io di vcsUurio cd eq11i pngglnmcnlo a uuu 0:C. impc;(nntn in ,,nn


11/14

d11rn hnllaglin. in 11110 sncc·n, q110tH.lo lnveré O<'<:or1-ono m1111b.io11i e enrb11r11J1tl e deve ollunn;i, per csigrnze moruli e per nece~,,sit,) prnllc-he, un massiccio ed eIDcncc ~gumbero di ft>rili. In .uv,·euirc In buonu logiMllrn de,·e reolizznre il tempestivo f11nzionn1ue1110 del servi,i e~souziall dornntc le rasi di bnll,1glin. IMciandò i metodi eonsuetl di « routin,•" ai perio(li di calma o qupnto IOCIIO di SIUiji OJ)eL"lllÌYU. ©slgen,~ di monov,•a llòll uel qu,ulro di 1111 distinto 8Cr1·izio. mo nel qunclro di tutti i ser11zl non po>1Sooo renli1.1.nl"!li n pieno che« een. lrnlizr.undu >> Ju di.rezfour tpcuiro clri srrvisì o qunnto meno rnggn,ppando più ~er,•izi secondo nualogie non t~nkhe, beni;! opcr111iYe. ~e111brit rispouilen' o ,,u,•,te finolicù uun ripurtizionc òcllc dne cl01~ zine e mez,.o ùcgli othmli serri1.i lo;tistici in quullro grandi gruvpi in 1·ia1>011de11zo ai 1,i!>O~ni (011da1nentnli che sono chiamati ad assolvere e ad esigenze opei·uLh·e e n11n.logie tcenico.. lughuil'IJe {erUc1'iO t.lei siJrvi.zi combinnti - co,11./,i11cd tcr,>i,.,~&). tlna orjt0'1i?.zay,ione 1>e1· « run,.ioue 11 1iot r~bbc vrdersi n~II~ dlAHu. rione cli : o) servizi di combnttlmemo; b) ser1•izi di mo ntonimcnto; e) servizi di lavoro; <I) l'Jetvizio dei 1tH8POl"li. lu<"illentolnwutt• si t)t)ne in rvid1•ozu che i Rcr1-iri di rombnttlm~nto presen tuuo ttn ce1·ico dieconlinuo mu con punte mollo arcr.nurntc. i Rcrvi~i <li matenimeuto sono di norma o carico co~t1rnté, i "en•hi ùi ln,·oro sono o eol'ico djscontinuo e locnli1.zo10, il ser,'izio dei trnsporti dc,·e risponcle1·0 o richlcl!le di p1·e~tMl011I c·he 1·is11ltnno dnlln sommo 1110111cntn11cn dell"intenslt:\ di csct'Cizio dei servizi """istiti. Bvlclent~mentc il pr('('edente tentnch•o cli l'ipa1·tiziouc non hu curntlerc rnF~otlYo, n,' è fine n ~e s1<'f!l;o. F4\lln ~ s~mpliccmente i·ivolto a

indiciu·c uu intlil·iz.ro ro~iouu1c• di orgnnizzu7.jonc ntto n rispon<lcre ha modo co»raccnlc olle richieste più ur;:cuii e 11iù iu;:cnli delle oi>crullioni. Cioscuno dei irruppi di ser,·iii d<lvrebbc iwtersi e><plicare, io ~oso di bisogno, nflrpverso <C ponfi loglijtlci 11. intesi come lu modalità per <"UI· lcg:u-e tllrettmnente zone dl depositi o anche :zone di pr()(l11iinne e G .U. h1tcrl'SRn1e. JI criterio non è nuovo ed è anche adombrato 1,eJfa. regolnmcnto,lnne ,·igcntc pr.O.S.), mo per ll·o1·ne tutto il rendimeuto uecclO!nl"io do,•rcbbc JJOte1· cssei·e n1p1>liCoto in modo sis1~motico e su vnsto scnll).. L'odaltamenw dello fn111.lm1c lo~lsrh·n :llln dlnamlcn delle oriera. zion i de"e estendersi - In pnrtlrolnre rwr I servir.I di romhnlllmento medio11te lp tecnico d~llc << zone nmu1.01e di riforuimenlo », lo nderenzo 11Ua dlsloc11zio11e op~t"Oti"o delle uuit~ do sen-il'e, do perfe,ionare n,•1111


ll35 cit-co11t~nza di im1>nriunti nerolrasporri in pnr1icohni cirrostam.e colla rcalizznzione cli « zone di Jnnc·lo rlfm·ninumli » (dro11-zo11es). Lu manona dei mezzi, tecniche particolari come quella dei << po11ti 10gisti<·i » e delle« 1,me rJ,·:t11zale di rifornimento)>, l'nltunzionc di 1.one di lnncio dl rlror•nlmemi e in genei·e ingenti attività di aeroll'aspnrli iper i se1·"izi sarru10 r~cHHute e clnranno on rendimento elevnto se, oltre che essere nf6date n un'otg11nizz,1,ionc ccn!1·uli1.1.Htµ, vcdruuuo applicnle modalil:\ di « trnspor•to n domitilio >> come procedimento Mdinm·io <lei ll'n111>orti generali o quaulo meno dei tt-i1sporli dei 1;ervizi <"he honno di ,,oJto in voltn qnn liflcn cli priorità. In pru·Ucolnre i Acr,-1:<i ~scrcltnll con nc1·otrnsport1 non possono e,>identcmcntc 1>rescintlcrc do 11ucslc modalità,. La definizione dclle moà,ilità di r,mzioornmenlo donù. essere p~..rezio11ata con pa:rlicolori d'csccm:io11c, da informare a criteri rozionuli. I parrkolnrl <l' es~c1.11.lone 1·ig11ni·<1ono i si~temi di carico e scari~o r·~pidl, pct· risolvere il grnve problema delle mnnonlln,n7.c, l'adozione di imbolJu~i (containers) unificnli e rlcuper~lJìli, 1'>1pplil'azione ùi m,rocetlirne11 U di 1•i1111ione tipic·n di pssorlimenti completi (col:pi completi, roz-!onl di combn ltimenlo), l'udoziotw di sistemi di reu(lkonlo cunronni ad ekii;rnze e possibilità di gnenn, pe1· non citar·e che tnlunl degli clementi più sa lienti tro I molti disponibili (1).

O) t/nrgomrnto (o rrntt11to con n,~loN! <ltO"utlont e con Ulllfglorc 11rofomlllla nl XU J dc.lln rC(')('nt~ op,ern dell'autore deWo.nlNlO: e Aspetti (lcllu Gutrrn Mmlrnm M,

c,q ).

Ed. RI,. M.UJtArc, uom..,, 1!m2. 6


Il forzamento e la difesa dei corsi d'acqua CìNI.

dl dh•.

1•.,01.n ~tl}'(:'(0

l . ~ I ru·oblenù t•onnr~t-i t·ol for'ZHW(1 11h1 t• cnllH <li fesa tli un ('Ol"8fl tl't1r,111A lmriot'toutt - « ei11 l>etl'il<'l1tlkher l!'/11~8 JJ ~n detto iJ ,.. CJirn. srwit1. - ~onu v,•r,impntP c·<11U1Jl™l l"'L' li 1·arnucre t,11ti,·<,-r~c11\co •·he 1wce"'la1·i11Ull)llte n~a111111>11u J,• <,f,etar.lonl rel!ltl\"e e OJ!!!l r<•ttel>l>eto rlte11eNi di 1111 lutrre~,-e ut..r,.,dutu ri,tJPll" nl pns,ntu 1)('1· J,, mo,talità coni,c11tltc dnll~ e,•111111,ione dPi mtr.r.i o ,1ispt1>:<i1.loue tielle l'orz~ Armate p~,r il "illfWl'lllucntu dt-H'or;trH·,il1,, ~111ier,1mc11r<1 rvHli7;zatr, t•omc ima>ie1,t.o combinato di fo1·ze te11,,:;tri e norre. 11 vnfore tu1tk11 <lell'v1,toc·olo tludnl~ ~ ,111tu og~~·tto ili vnlulozion.i dii'f'BJ"Ulc. Inrnitil·nment~ nn fl11111,• ln!lund;1bile - 1ie1•rhè 'l''eatn i' In t·nr11tte1·i~ti<"11 Stnlil•ntl' cli 1rn t·or~1 d"nf'tJnn iln1,01·ttlllte - (! 111t n1•pi:1lio ~be è ,·a11tit;.::µio~o ntiliz1.:1111 ni tird ile,lln clifeiln. r1erohro j,iOUù j,lttlh>. fatte 1·i..i>1·ve ~11ll'i,fficnc·ill imJ>erliH,·:1 ,le)l·,,.tni•ulo ed è 11tnto tl•ttn ,111toN'Yetltuè11te i!ll r;Ji,l~fltO (•ftr Hl\ fl.n111t.' mm ha tnUi ( ~I\H\t(> })f\r ('IÌll di 24 u1·t> un t.'~t"t·t'ito clrtt"i·nllnnt<1 o pn;oo.,.,O.tJu in JlrcN..'11zn ,lel nemh."O (~n.. J)(ih"'IW) erl è staro 11"'eritu llhr1•si ("la, all"ilttnc-<-011t,• t·nll\·i.. ae ,wcettnre l'11lt•>1 ckl fr,nnmPnto. """ 1ml101110 "11u11111lo 111 tlifesa /lel o,iu,e è 11ri:u11ir.1.11rn ,•ri-•,n1•nn1P11t1• (1r~"" e,· /111,r/1 m,r,e1re11tlet 11,i,-cl), f>•t"<'hè è pl\l. fa<·ilt• ~ur1·rn1·• 1111 11 1111w rlit'cso rl.iP rl11c•rc 111111 hntwl(lla 01•11i11aria (e., i•t 11/lerdi119~ leid,ter ci11e 1"/11~"'·ertci1/if1m1{1 "'" ~p,Y1119e11 ({/• eine f/Ct,.,,ltul,rhe N1•/al11<·l,t z11 yewi1u1e11) » (1·. <'ln11Sl'witz). Oj:1,,i i rm·si rl'ncq11n it1p;1111rlnhili lnll\ollO 11 ..~11nrca unn mllJ;b'1.ore hn1111tirnrro nnln•·nli. per di più portnuY.~ rwrrM Mstitni>!l•c,nu prcw'tikti in rnoJl,, c·ir·ro ... tmizt• di 1111 4.•on~id,·t~,oJt- ,·nl01-e im1)e,c1itivo ~pe,·i1lcn. !>'elle rP)?irn1i 11i pln~tl<·n ~••raei·Oriale m,1<le1,tn ~ larga1nenhi acr,·~•ibili n for1.c 1:01·azzni• e..si rnp111-e•Pntnno n! ron~fj:114'11?.A linee preferewtloll di riferimento ,. nft'rono gli Pl\>lllentl fondatncmnli per J'imbMtirnrn <li l<i~tern,11.ioni (lifP11~h-c out!,. c·<•mple"'l('. Q•tnlr rqulli!Jrara 1·,1luh1zione nttnnll' ~i J)llò fn1·,• dell'C>RtMolo On. viale?

r,,...,,tl

2


o W oioto che il vnJorc impeditivo di nn osi~co lo è rtlllzione di h·e distlml pnrnmrn·i: Ja suu ccmsisleoza intrioscen, le condizioni di Covol·c cbc offre pl difenFore e reciprocaurnrile queUc srn-.orernli fotte o I l'a ttaccante. Detti 1parnmctri s<>nn funzione delle c111·n llcrislicbe llsi<•o-topogrnftche elci fiume, delle ~re~tnzioni dei mozzi disponibiU per l'attncco e por lu difesn e. rome awetto particolare di questi nltlml, degli incrementi di ,•nlor~ Impeditivo che possono cs~ere reulizznH da tina difesa rntellll(l'n te e Rlliva. •rnlto sommuto un fiume ingnad,1hUe consernr an,·01· oggi gll nttribuli di 1111 ostacolo tultiro serio, Il t ni s11per:'lmento in 1>1~senzu del nemico richiede uua tccni<:11 operntiYn pnrtl~olnre e tntt'nlh,o che semplice e 111111 successione di atti totlico-trcnici ~intctfazntl rnel not(I tPrmine di « fo1·zumcnto del corso cl'arqna ». ln un esame più approfoll{lito doll•nrgomento si deve peraltro riconoscere che tra le condizioni offerte dn nnn linea ftnvinle oll~ difesa ve ne sono molte farorP,•oli e talm1c controproducenti. Vunno ,1 rnvo1·e della difcsu il lcmpo e il l1Lvo1'0 cli orgonizzazione e di e~ecu7,io11e dc·l Corzameulo, operazione cQmple~su ebe rsigr l'itnpieb-o ùi mezzi e di truppe spetl~li e vuole 1·lsol1ì in via preli,ni,im'l! problE,mi d'nddcslrurucnlo e di coo.pern1;ionP iur~rnnni di c-onsider~vofo rilievo. In ~rcondo luogo il 1r11ffico nttr,,vel'SO il fìmne rnpp1·esentn nn.'incorubeuz~l onero~a: }Jatlnccnotc :.i troni in p1-e~enzi1 di nn sistcmn di strette totiicbe e Jo~istkbe che cos1H11iseo110 11esi111H servii (l operative. Toli ~Crl'it1) pPrmnngono slnchl: Il fiume non ~ stnto lnrgn. mente sorpassato . .Arncora: la clifc.sn bn buon giuc,co t,;ullc conf'c•ntrt1· 7.loni di for1.P e di mc,zi su llo sponda di pn1·tcnzo e uellc li>slc ùi po111e, ohictth•i di rcntl lmento p!'l' nzlnn\ cli fuoto trr1•es11·P e MPeo; alll·ettonto può ùiri,i 11cr i pussagi,-i utlniv~L1!0 U fiume. Per contro esistono nnch~ lii ti meno fnvorPmli e sono quelli rel~livi alle co11dizio11i falle allo srbforamenlo delle forze dcll:i difo~a. J/llll(lamcnto di nn corso d'ncquo è sinuoso e lo ~ tn1110 più qnnnto minore è la pe11ùc11zu tlcll'oheo. I « rapporti ùi s ,·iluppo », wisuJ'llti ànl qno,icnte dello s ,·ill\J)PO effettivo e ùcUa dis1irnzn in lli,cn d'nriu trn due punti qnolsinsl de'll"nf<Sc Onviolc, possono 1·ngginngere J'ordiue di grandezza di 2 e talora cli 2.5. 3 e unchc supcrio1·e. Rapporti dl syiJuppo elevati n(ln cnnsento110 oLI,1 difesu di applicai-si etroltamente nlla rh·o; ma se là difesa si allontnno dnlln rivo lo specchio d'acqun ,non è più bnttuto con cfficudu e conliouitù cd è unchc O$RP1·vato con tlilllcollil.. I/1,,·,•ersa1·io ()UÒ uUon, tt-o,,ers111·e il flu1uc e slobillrsi (1nando vogli11 sulla sponcl,i opposto mnl <llfesn. Lo reoiione contro possuggi 8porudlcl è rurnmcnlc rcdditiziu e lcmpcslivu . ma I passngb.;_ spor:,clici sono

.


7

le punte de)(li scnirlio11i di i>rotczione. destinpli u co1>ril-e

J)Ol,l!aggi

degli scnglioni cl'nttucco. E\'cùluull cil'CO~tu,111,c di domlnio della spondn di purtenza sono

Aus<:ettibiJi di 1uett~re ma{!~iOrlllente in crisi una <lifest\ di .riva. In dcllnitivn ln difesu, o almeno 1,, sne forze princi1>nli, debtx,no nUootunnrsi dal fìumc e ciii n tnnlo mnigiore r:1gione In r1nnnto [l)rcsidiare la riva, occidè11te to1>ogrofico ben defh1ilo e li,nenrc Pfr CfccllPnzn, può conclnrt-e n srhler·arnenlì 1111Uonui i11 ulteriore difetto per fisij11zio11e al lcl'l'~no. E$Ch1•0 lo sistemnzio11e delht l>08iziouc principaJe sulla spondo, l'()(>cupuzione (li questo si lhnirn cli regola n elementi d'o~~er,·a,.ione., Di cousci:ucnzo lu rivo viene n coill('idel'C eolln Jincn di sirnr1;1.z3 delln

difesa. Un ulteriore elemento di prreisuzio11e delle relnzioni di posizione dPgli 01•ganl ,lelln dires11 si h·o,·a nel la 11crc,;,ilt\ di butlere tolla massa dclle artiglierie i pnssnggi drl fiume. (lii ~chiel'nmcnti d'ot·tiglieri11 clol'l'llrl 110 essere a distnnzn di giltnrn nttlr e In po~i,.lone pr·inelpnle (1) the de"e cop1·ìre lt1 mai::~ior (Parte di luli schlcromenti sar·,) intcl'media t rn ,11,esti e il th,me. Nei preeeòenti termini si dellneo uno si.slem:1~io11e difensiva i cm putawch'i sono shcllumente legnti pll'ostneolo flnvlnle ed evldentemc11tc in scnrsn ndrrei,zn roll'csir:en7.n rondnmentale di imp<'dire Il pns•~ggio del fhnne da parte dcll':1\..-ersnrio, ~iolchò qnrsti può snperurc Il rorso d ' ncqua e al1'erma1'i<i oltre finm1, senza do,·er di ncces,oi[i\ inlnecnre lo posh,ionP prinripnle della òlfcsn. Tn p1•esenw di ri1rtnteristiche tnttico-difcnsivc che dsullano ne-h'1ltive sotlt.J molti mq1etli 1 in pns.1;.nto ,;i ~ 1·it('11nto s:nluzionc ronvenh:ote il ripetere le difc,;c in 11rOJl)ltdil1\ e conuclterle con rnccordi dn pre~ldiflrc in caso di ueceflSità pe1· conteDCl'C gli e"enluali succes9i - e si p•>lrehhe dire gli inc,•itnbili s11<·ressi - di 1111 attscco 111 fo1·,,e bene ort(nnizzato e corrtlollo con decisione. i\la è raeile co.n stntare che nei precedenti termini la lottn vlcnP acl ubbnmlonnr'P gr~ rlatnm('nte Il finme e l'ostacolo Omialc non eser. Cl) Per Il r1~nnl0(' •1ml1.louc l)rlnC'IJ}(tlc.11 t.'tt, Gx-u. P. Surnco, COH8i~lcra:ìo,ii 1wll.u l,a1tt.19U<1 moctcrna, F.d, • Rlv. )lllllnrc •, 1051, po.g 133. a: Po~xtone pr1oclt)dle ),I~ h\ tf'llduz:lone di ,1111nir• de/cr1c,o llnlO• (ll.U.l.,.) ~di • llaupt. ka•hfJ/lh1lc• (D.K.L.) <Jell~ dottrine (Ulglorun~rktl.O.ll o t1.."Cl~. J'>o1dxlonc prJndpnlc non \' corrl1J'IQndente 11 J)O~h:iono dJ rcsis«=nt::i. Lu donomlnntlOu\\ 8t)(!d0ra h~, to.81(."0l)O ~li mettere W e.,·h.k.uzt1 uwa dlscrlm\nozlooc trB pJt,, « t><Hdxlont dl!cn• ~lvc, tl('llle Qotùl onu r1 • prlncl1mlP Y1 tH'r )lt1JM•rlore hnJl(lrtnnu t•ttlctt, dl~erlmlntl.%10ne clu.1 usume J)(l.rUcolore lm1MJrtJtn1'.:\ n~lln oou('C~lone, di onn dlfl'Rt'I mRDOVl't\Ul lm'PO$Ulta 1tu N<,'hforl\mcnt1 conteru.por:lù('I o lfUctCR!~hl 811 pl(l sltrtemnz1oof dltcnsh·c $Ct\gl1onftte In profondità.


s cita al(re funzioni rhc di eonrol'l'<'r<' nlln sir11rrz1.n inizinl~ e nd ntlAtco sfel'r·a to smor-,:urne jl primo im,11eto, ri~ulroli lmportnnti sen1.n (luhbio ma 111m deci~h·i dato clt~ la solnzione tlella ,·iccndo (atlicu ~ari\. data con ogni [ll'OIJnhilità <lolla th11·11 folta che tl11vrà c~~ere C001l.1t1l· iuta sulla posizionr principnle delln <llreM. Le 111·ecedenti tllcc non sono ioCTilubili (JCr<:bè sono i ri8ultnU di ,,na diresa stJ1titn eccessh·ainentc aderente ul corso d'ocqua. Co11vie11c cvlclrnremrntr nbbandnnnre unn eoncc,1,ione del ;tenere 1>e1· nriotta1·c nna conclot1a àinamica della dife~a. imposraw 8U ùi una azione cli c•ontcnlniento e nnn 1•eozione cli ni,u1Mra potente e 1empesfo·A. Le lin<'~ indit•ute sono 1•eali1.1.nte dn nnn hnth1glin difen!-11\·n che abbia c!lme filo conduttore d'ù.upOl'I'<' ul nemico cli cvmbotlcre con 1111 tmpol'tnn1e osh1(:t1lo ìllle i--po11c. i Ctti passaµ-~i JJO~ono ct:sscre. ngcn1Jmente tcmirollllti ed ellk:wemen1e bat1111i. In o llri trrmini •i trnttn di Arruuurr n fonclo le inegnoli rondizioni nelle Qtrnli si ll't),·t1110 difesu e ullnC(·O flcr q11p11t11 riguurtlu l'111ime11tt1zio11e dell3 ba t l:,glh1, lo pdm:1 cs~entlo In racolt:) di 1'111·e :ortluirP ri~rrv~ prrordl nn1<' e roplo~<'. li ~rronclo eo~u·etio n ul 1111.1.nrc qnnuto rie•ce a por1~re a\lraven,~1 il fiumr e 1ier cli 11it\ snH011osto n un 1icst111te 1ied11ggio c-he i11cide sulr~ftieienza e Rnlla dispon ibilWt cli ,rnilà e di nrnt~rinli. B' e,•iden!e che in c111eRt• d1·eo~t,rn,,e un insncecss11 pm\ ,.,,,,idnmentp trn~fnrmnl'si ìn ~rnvc roirn p(\t' l'n1rnN·flnh~ p hl 1·nnn in u11n cntnslrvfc. ~o)() che lu clirc~a ~uppit, vfrlntn,~ la 8ilt111,,ic111c e u::irc di co118e1?11enz11. A1•r.\('('O E lllfo'l-:SA DI VfO)fl l~f:OAO.lBILI

2.. Onl'nnte ln secnndn gner1·11 moncllnlr lr oprrn1.ioni cli for1.an1rntn di roNa! 111 nr111n sono ijtntr n~sai numei·ose e perdi) sono clisJ)O· (l)Ìbili iu prnpo~Ho c~1P.~i dati cl't!:.p<•riN1z.fl. L'esito foynrevole. c·nnr;c;tuitn ondie qnnnclo le rirrnstnn1.(' di IJlnrtenr.n e1•nnn t11U-nlt1•0 c·he prnpi1.ic, ,, pt,1ro ns;.lc•urnto cl~llc n1·r11mtc predi;:posizjoni dell':1ttutt<• e nncor più ,:tl\·cn1c clal ln e1T0111'u i111rostuzionr llcUo difr~n. Per ronh•n, qunncln In difr~n ,, stnta t'flìcaee. co1·$i di ncc111n an<:be modesti hn1rnn clntn lungo n rlnri ,:nmbnt1 irnentl P n srnrrhl sa11~u i11osl (tir,icc, il tentotiro di fo..,~omen1o Ml Bnpido d11 rmrtr Mlln ;{<;> ,iil·isione S.U.A. - T/ 1!ll4). ('onvlenP quindi in~isterr ~n 1111 e8>llllC ph1 t1ti11rofoncli(o dell'argomento µ,•r definire i JineamenH d i nnn dircsn elllclrnte. Qneati possono cl~cl111-si dnl ln ,·o lutazioue dngli nsp<'Ui tullici. tt>tlico-treu iri e 1ecni~i g~nernli delroper:w.ic111e d i forzumeuto.


o ~ e sono n"])etti tn 1t ll'i : - l 1 nlt:.,cetu1tc• tJ,,ve t•IIeUuotC! uu nuovo r~•:'.?:'6''l:t1ppamento deJJe rol'ze non sol<> in 1·i~pr,nde11zn A,1 esi;:ea11.<> <li dO$amentn di colonne e di nrlic1>Jt1zio11e nell'i11te1·no di (·i,1 sc1111,1 colonnp cli 11110 s<·,1gllonc di prote·:do11e e t.li uno sc:lµ:lione d'::utacco 1 mn nnche per passare ,ln uu ,Hsposìth·o ,:!enerlco n nn di;;posltivo pnl'ticulurc informuto n nonne ~peciflehe di cooprruzionr. L'11ttunzionc drll'inrowl>c,rna si lnHlucc in un tempo cl i Nllit,\ rnl'iabilc, ma in l(ene,·t• cousidel'e,·o le. cioè in definitivJl in un 1wl'lr.do ,raN'<'Rto d<'l movimeut.o; - lu stretta cooperazione delle uuilù delle ,·01·ie 01·1111 e 1lrllc unità del geni<• 1·ichie1le un ,uJùe•tn,u11•11to l'lC<'•n•oto il q1rnle JH1() giungere t,1 lvoltu slnn ,, esprdmenil « 11 fl'P(l<lo n erl << u serc·n » iu località opportune <li N>tro,·i11 e in oirni roso imJJlicn l'impirl!O di mezti in. genti. di 11tli\'il:\ tli romu utlo. di di l'e,.iune tecnicn a (li 01·i:,111i,z11:r.ione. 1;011el'azior1e deve es,ere il più Mlle ,·olle pl'epnr:1tn <·on OJ1Pr11 ,li luugu le1rn P 1·01> hnon nnti1•ipo: - le prcdiRJlORizloni JlM' Il forzamento per es~ere numeroije e

ingc.nU !IJnn ~fuggono nl <lif<"ni;;or~ ,. posttrrno ri~el;1rgli importauti mo..

•lalil,\ dcll'111i<-razii111e. Xe l'i~n lt,1 11110 e liminn:r.ionp plt\ o meno totnle dell :1 80l1p1·e~o; - infine l' nttMM ,·iene oll nl'!<nmere rnrntteri:1ticlw di u,ione of\'ensin, su fronte ri~lretl~. Ln rlifl'l'n Ì' in f;1roltà tli roncrnlror~ ~ui trotti di forzamento mr,1.i mlcgunli tempcsli\'11rnc11tc J)l'cdisposti. Le p1·ee:1uzin11i adlllt,ne di sol\lo 1l,11J':1t1,1e<·nntP pPr tl'n1•rr In er,...,re la difesa u<m hom,n nn'~flic·,1ci:1 :1••nl11tn in rlipcniten,n <lei tleterminnnli le1,nki ,l,•ll'opPrnr.ionr <·nmplr~sn. N,i ij0110 Os J•~lli lnttiM•tl'i'.llid: l'esi::en1.n cli 7.0nP (li SO>'IA . ,li l.QIJC di smistnml.'nlo, cli spinggt ,l'imhnl'r<> P rii sbnrro ed i <·onrr11lrn111~111i <li forze~ cli mc1,zl In nl1<•sn d'iu~trn,lnmento o in cnrsn d ' atl1·~w,w1n1enlQ. In l11li drc1J~l1111zc la nilucroùilità ·dell'att3c,·nntP ~ elc,·,1tn e per·monc clc,•nhl (1111·nntc ~rnn pni·lé tlcll'opcrn1.ion~. l,n dlfesn ho tmto l'inre1·rijSP, nlt1·P rhe In p0!a~lhill1il, cli 11tili1.znre n clo,•cr~ l'uh-eo etl i s11nj acccs:,1i pc1· cscrdt;HTi nzion i urns~ictlc di nrti~lieriil e cl'~H·in:r.ione tntticn (OJJJ)O;(l!;ill dit·ctt"l · T,p p1-ecede111i c·il'cosrnnze c·~ìi111isM110 pr~nntl scr,·lli\ 1wr l'nttncco e ~-i11Rtifkunu il lN·mi uc di <C ('ri~i di pa~sag;:io >) attriùuil<1 a] ,perio,1,1 (·r111·inlc tlcl ro,·7,orncnto. 'Ne sono inflnr nspetti t('{'nid: - l'impÌè/:'.O rli mo1.zi e motel'iali spe.-i,. li. l1''1 i q,rnll luogo i mezzi tt:tnid ~;. il f)C"lSSRj.!'gio (jmborrn1.ioni <li rnrio trriµli per In sisten1111.ione flPl(II nrer~sl), nnldnti a repal'ti zuli (pontiei·i clél :,:euio, 1>iouie~i ù,•l génin " ùellé varie urml.

in primo l i1•0. uuL~

~pecial!z. ee~.):


JO

-

un clcrato consumo cli lllflll•rinli. Oe,·OJ'J'l)

r t!di~()J't

con lnr-

gbe1.1.0 I p1•c,,entivi e ino ltre IJl'Cdisponc co11gr11i mnrirlnl di disponibiliti, (in gcnel'e pnri 8 Imeno al 100 % - raddoppio): - la nece~8il:\ di tllsporre n brc,·e ~cndenzn <1l mmprinll prr 111

sistcm;1zionc dPllP re~te rii •1>011rc oltN iJ Guuw (urnlcrinli di ru!Iorwm<>mo, mine, pezzi nn1 ic·n1·1·0 ~ m1111i:,;in11u11w11111): - la risoh11.lonc Mi p1•nhleml tli nr;in111?.z,11.ini1e (' ùi ~ije\'111.ic,ue CClnnessi colla prcdis110$i1.iuuc r il lr1t:<p<11·tu u pie' d'llpern cieli,• unlnl e d"i mez;ià nc(i('nu:11i Ili 11r·C•·<",lt 11 ti rol)(Her::,i.

Un 11ltiJuo ut..::e,mo merirn il lu,·oro d'orgnni1.1.nzionc r cli ,·~e<·nzio·uc dei pnssnf!~i, sia discontinui fi.iit rontinui. (• ~li 11nluc•111,u 1111~ spiagge e ui porti. r movimenti debbono essere renliJlzali mNlinnl(•

dell11enze succes~h·c

P

orrllnnrr snl pns~ogf!i i>tnhillli

e

1no11tcn111i in

e13erti 7.to malgrado la tNlzinu~ uemi,·a. pr-r nsi~ic1n·urc lnru In n1:1ggior•

port~tn ntt,•nverso l'ostacoltl. A •1ucslo punto è fn!'ilP Ìl'Rijl'•l'lre ,1 fe,•ni·,, rle lh, difc,n ,,111111!0 si è 1·ii.~onh·nlo tl caliro deU'ntrnN·O r clNlnrrr <-iw qurllo frnisf·P: - di uan disponibilità di tempo ,•ornmisurata dall'importon1.a dei p1·epnr;1livi inrllspcn""1bill. in fun,ione de l lo elTetl h·n diffic·olt,\ tli Oj\'ni opern,.ione di for1.nmrn10, mn sempre ronsirlM·C\'olr: - cli 11no s mot·z:lu1enlo d~ll'i111p~lo tlel1'nltnt<•o ('hr !'-i ''C'ri1kn anc•lte PPt ll•111>pe bene tuldc,lrulc e cli ull11 mò1·,1le. clerh·uule dnlln ,.sig~1A1 dt n()('gl1n1~i nll;\ nnrnìntiva cli 11n'open1zione hall ico-tc<·n i<·s.l di slretto vi11cc•lo per l'intero Ykc·11tln operotivn: - cli unn esteso possihilit:\ cli rrngirr n 1•11J?ion wrlnilt sin dnlJ'inizio dell 1ultucco per elTello dello s<:adere del fatlorn sorpresa e: dei dct~rminnnti topOJ:..'1'flfiro-1eC'niei che im lu·iglinno l'azione n,·,~1,rsaria: - dclJu fo~oltlt èli renlir.znrP. fiworevoli 1'11ppor1I lo,·oli e temporanei ùi forze in confronlo di un a,·versnrio la c ui clisponilJilit:\ di ror1.e flipenrle dai JJ::u~ag-gi nrit·:Jverso l'Ol-shH·o lo re11Hzzn1i e• 11rnu1e1111 1i in e~ercir.io dnrpnte ln bnttairlin. llnttncco è sotl QJ)oslo :1 1111 inlent<> Jo~orio rhe lo di(<~O ho' tuilo l'intcre~l>I' non ~olo ili R;,(1-[l'nv,11·e. i l rhe ~ lnpnll~~i,1110. mn ~op1•n1. lutto di consicle1·nrc un clerncntu 1lclermin;111lc 11c1· 11pplicare 1111 clisc~no òi wanMra clic tcuclc o clelcrminnre il momento ru,·n1-evole per colpire durtunrntt"- l"av,.~e1"Snrio. 1..'nziou<- dedsivn dol'r1\ r,ssr1·e ~'Vilnppnln ollor... chè il 11cmil'O risullcr:\ 11111turo per 111 <·ri~i c he san\ prorn<:atn (In unn sforzo ene1·~ico inteso a d~cttm·lo, baUerlo e disn·11i:~crlo. E polchè si è constutµlo che la òifeka ,1011 hu interesse a portare la sua po~iziouP p1·lncipn le II ront:11 to del !lume o J'av,·p1·s~rio, cogliendo i risultati inizinll di nn ,·onnto podc1'0;;0 e ;,·olio n1,"1ndo senzn 1·iguru·<10 " perdite. riuscir,, a traglletlare gli eJrm~nti coi quali im-


11

bnstire le prime te..te cli ponte, il di fensore dc,·e pa·e\'Nlere chP l'11ltnceo ricsc« a renlir.r.nre ulterwozim1i di 1111okhe consistenza oltre l'ostacolo lluvinJ(\ e- ngire in conKe;.wenzn. r,11 cle<lnzlonl fnll~ pnrruno logicamente o lndl\'idnnre nnn dircllivn. i ntrlligl'n tc e rispon<lcnte per lp 1l ifPtlll di un. fiume inguudnbilc nello n()rmn ili imposturlo 1<u di - uun ba1t;1glio dlfenslvn-contl'Ofl'ensivo nel te1•1•eno lrn corso d 1ac1111n e posizi()ne p1•l11clpnlc deUn diJesa. Scopo: ol1bli{J/11'6 le foru ntJversarie che Jf1111110 r,t/ra1201·sato il fiu.11e e >10n.o in orisi cli T)flSS(lggio o CQ11tbattc1-c 11110 <li/fiçilo /Ju/1(1gli11 001 fhurre alla 8fì0Ue. Tl ~m·1·csso della lmtta;!lia diren~l\-~·c·nnt rolTensi"n è lci:ato a ll'esito delle adon i leml<'nli ad ,nnnaot·hiclirP l'nll11ccuule du1·nn1e i pn11-•nggi sul fium~ e ne lle dense O<'<·upazioni nI cli (llltl d~I fiume, mn ,, sopratt utto dc,.olulo nlla 1·en1.ione 111 nnn mnssu d i mauov,·u che snri\ etml cfellu difellP predispor-re r mcllc.rc irt 117,ione a momento oppMluno per inllijtì!ere 11 ll'uHcrsnrio nn colpo di1·etto ,·hr ne stronchi del'i~,1rne11te In ,·olont/1. olTcnsi rn.

:J. • lt~ ,·iah, dello hotrnglln <l('l·p cs.c;rrr concelto ùen mshirnl<1 nella dirt•flt dt eonservnro In mnggior parlf• àelle rM,e ~ lln mnno e d i evita1·e n tn I tlne <li disperderle io un ino1wr:rnte ~chiernmrnlo indi1Te1•c11r.iato che , i informn nll'nssurclo di volere clifen,1cre unto e ~i concrcltl ndl 'prnir(' di as~ere dl'bOlC! ovunque. llnn S('hicrnmc·nto or,linario non risponde n tnli rc1111isiti nelle concl ir.ioni 1101·moU di rorr.c di ma <li$po~ltirn rlifensil'o. W nnNH'P in bnPP n dci!uzi<mi lo/!'iche r he ~i 1•iiirn e ni poler concll1<.lcre rhP l'inlN·a s istemar.ione rllfenpivn dnnà conrorrnarsi nlle norme per unu difesa so nmpin fro11te ed è r:11.lo11nlP i11di1-idun rc in <1ue~to cn,·nttrrl&tien il ,·11ulil/!';tio aostnnzin le ,lì nppoggin•·~ In difesn n11'0$1ncolo Ou\'iale. ~T'uturaln1cnte esistono òcro~hr a una JlOrmotiv!I rh('I' unn pn!.. tende di essrrl' :11'..0lu tn . clero;;hr cùc sono sngl(eiite clu iudizi ben rondntl rh~ l'ulluccnnlc scnrte1·à tnlnnl trotti del fiume e co:ntel'l'il i tentn th·i tl i rorzarncntn ~11 nitri h'nlti, atteggi:11nrnto che può essere impo~o da c~ratteristirhr l;1llico-lopo:::ra6che de l rorso il'n1·quu. do accidenti 1Particolnrl drllr 8pondc e dtl morenti orientnmentl rlell~ comunicozioni più impol'tonti. W evi(lr,ntc che in 1·orrispo1Hfon1,:i clei tralti ph) mlnnccin li la difesa fi:rn\ indotta n concentrnl'c le proprie f<>rr.e, rug::(iuui:endo entili\ di schie1•nmcntl not·muli. Uua difcs~ sn nmpin fronte nppogginlu a un fiume ingundnbile prcseutp c11 ratlerlstlche dilterenzinli rispetto 111 to..o geoerale, delle <p1ali l e più interessanti riguardano lo scnglione di sicurezzu. le full·


]_:!

><Ioni degli rle111r11li di sirnr,•·,·,.a. le raru1teris1ichc delle po~izioui pl'inripnl!, l'~ntitìl, rum.inne • chler11me11to ùelle ri~cn·e. , ·ormolmentr lo scnj!llone di il·nre1.1.,1 1u:1nea iu ,·ousilleruzionc del fouo <'11r l'oRtnrolo fln,•lnlc p slc111·,1 In g1•on r,01•w qunuto 11cUe tircostanze ordirmrle ,·ieu~ rlrhirf<to olio ..roi:ll011r ili ~l1•11N'1.1.n e in linea subonlì•hllu iu omug.ìo nllu opportunit,l di non mnntrnrre fon,• imporlouli oltre U fi111uc ' ÌJI "CU~rnlc 11 ·riteri di N'cnnmin clrlle forz<'. L'e,•énl1111lc tnr11 di nes~nno rh1• In rl'rtr l'ir1·0Rlnn1.1• po1-r1\ l!!Jlijlere tra 11~JJ1ictt

l'

Oume ~11r1\ fntln Redr dì di.spoaith-i d'nnr•L lo, l(lnHngliuta

da l.llf\trwrul J~J:!J.!l~·ri efl e,,·t•t1t11nhnenle, nt1I ,·a o <li 1111u 11:1rtkolnre am· plezzn e di circo8tnnr,• rli cli J)Qnl1Jlllt1, onldntn n nude! di forze Irregolari .

Oli elem~uti Jc;:~cri ,,,·nnzulì ~i ro1Uttiru11110 coll'nnkinul'l'i ol1·n1t1•,1 ,pond:1 del finrne e 11111;:o •111es1., ~i rnbilir: 1111,1 lincn <li Jl -ti il'o. rr1·n1.ione dn rnr~ 1·•- 1m·e i11 1>o~to sind1i> In eo11,en1irà In Il"' sionr n,·yri,;nrin. Q1rnndo <111r tn I nc·cc•ntner,, Ol(nl rlemrnto oltr Il fiume sarà tilirnin e t.·nntempon1rwn11w11te nr·ounn rmu.- hrillnre I ultime ùi lrutitnti , ·(:n_;i:11 lJ 11e1nk1, I 1111\m l in1errnr.ion; nl1 re sul (111111 . 1 m1 I •i di 0Sl-1Cr\'1rniorw e viµiltìnztl il\'1·1Hl»o (·nm piti ùi l'Wt· ~lia11zn ;;t!ne1·0J e di ,·i~d 1a111,n sui c-umpi di me7.zi. di ntre~to tn~i lnrgamente iJ1 opera per il potrJJZinmenlo dello osrnl'nlo. L'org11nizzn1.ione (]11 1la pn izio11(.i 1>rlrn:lp11Jt. ,·1,n~btter:) 11('11:t lmbo:,;:tilnrn <li pnnli (VHppoµµiu n cnvfllln (1 (111(" rlìrrtt-ri(•Ì pii) imporhmti llell'a:zionr un·~nmrin , per rmaituir\~l ln trnm11 di nnn ~ftlc•ncr rt':~i~t~1z11 e t· uliz,;tH per,1i per l"mdt.ine di conleniml•1nn e per la mano,-ru dt!Ue t'i ervc. 'rutto il lt•rri:•Jh) fl"1q)1Jrorcio sttrù di.. ~ miualo d'im.;iùic ·uJ IJl"C· 11:uppo IO <.li o hlC1>Jar elTcHh·n1ue11t e lu 111·11;.:r~ ~ione ;1\"\'t:rsflrio ~eniu Jl<)rte in dilJi~nltù hl m,rn,wt:1 dcllr fon~ dt•lln dif , n. l,n <-hier,rniento delle nrtlgllerle ,Jovr,l h,.t,ere enf-to li r~i:,rtn ,n t:\lrntn utile I pn. oggi del l\ume. J,.. riR~rw •ttt•nnnn <ll•lorn,~ n hl()('r hl rrlntirnmentr c<mRiderrvoti (gru1111l e ruggruppnmrllll lnlllrl ,, In q11nM1e t•11so otwhr imere O.I:. di l ' urdiuè). con ubi1•111,iour orlr11l11mr11li nlli nel a1Nit11r11r,• intcrYCllti tempe;,tivi •ti rOkuci. Ln pnrolp d'ordine 1lell11 clifesn sc11111lirr: Io bn1tn;:liu 11011 bn ko tu ><inébè r,,,.111 1111 enl 11om11 ilcll'm·,·i,t'l'nrln al di quo del fiuw~. Non i eombnUe ]l('r 1111<1 1,nsi1.inne dlfrn h-11. Ri ,·omhnt1 e (l<'r l'lnteg-ril;l doll'oslucolo !lu\'inlo. M:1 a11 ·he l'intr;:riti, dell'011ln!'olo 1111,,t ole é un memo o uon m1 Rnr•. Ln grnn-. rrh•i di m1 n~mii•n rit•!1rc·into ~ullp spondn 111 pnr11:n1.n dop nnn !lnrn lottn eh~ gli ~ tO!ìlnln perdile conslclcrc,•oll pnò ~11rlre lo Plra,111 a J!O~~illilitìl opcrnli"e di pitì ,•usln por-


13

tntn . dp iodi\'iànnl'<' in uno sfro 1rnment" del s nCCl'fòSO bPn nl di là dell'ostacolo rista bi li Io. T, A RA'M'AGLJA t'lffi L'O~A('(HA) F l,l,"\'TALfl

4. - A~petli e r,1si rlcll1t hnttngllo rlifrn~irn sul e 1>er l'rn; tnc·olo 1111viu]p Ao.n tlech1c-ibiU c.l:1Jl·unali:..i rag-iountu ùri lirn•timrnn cli n~'l1i flpe .. razio11e di forv.nmonto. Si fJlHl 8Upporrc rhf 1.-. OJ')f'l'Jtzion·i l)l·(•limino1·i. ini e!:!~ a r~1ggiu n-

gcrc ed u pr~~idlnre I~ s(lmHhi del fiume. non prcsculino ù ifficollù rli rilievo. l';copo : foti lirn1'1' 1'11ltc1·iore S\'Olµ:i111e11 tr, ddl'attncco. Lo ~Or · pre8a. difficile II rc:1Uzznre sulle linl'c ircne1·oli dell'<Ype1·Azione, ùo1·r:\ trnclcre nl sPtri·elo tielle mod,dilù e dei tempi.

I procrcliml"nti dn F:l"~11iN1 in pi-nJ)t'1$Ìlo :,;01w iutuilivi e uou ridiedono purtkolarr llh1Ft1·nzionr. l i <·titct•io iie<nc,·ale di pn,·tire da nmri,, fronte e tcntnrc molli 1pnuli per (•onceulrnrsi (lOI sn tl'nttl presl11 hiliti secondo m, •pr<•;:-eUo <l'oper111Junc molto pnrtic'olnreiigin lo e 111 q urstl sfrutta re II r,111(10 ;:-li e~ili iJ1 ir.i:ali pi1) fn 1·ore,·oli ~ mollo on;u, mu [>iù fudl,• n enn ,wiai·e C'l1e nel applkare. 0;.:tli flll!.15111:gÌO ~•ige min111.lose p,·c,li$(lOsizi<>ni ,li ordine tattico e ùi n1·dine tecnico le qutlli in gr:rn p111·tr Ri rontormnno n rnrntte1·istiche locnll. e pert~nto sono dnppiamcntr- lo,·nli,r.nt~ •nl trf'l'rno . e sono di ennse.l,:'uenz.fl di~aiw"''li a nH~difh.·u1-e 01>('rnr.ionc rh1_run te P SP·

conrlo fi\'itl11pJli rH sit11a1.i<me. Per ovvim·e nclJo più Jurgu nilimrn oc:ui rigi,l it:'1 <li e$r<'nzinne i;i potrnn11n pre\'e(lerc ph) e\'l n111aHh, e rct-.11i1.,... r.arle si111, o 11110 stad io clclerminnto pPr potersi ~nri·e•~lrnmente nde:;runre 11 1111 ,11111nero 1·iijtrello di nltcrnulive dn scgnirr II rngion 1'P1lntp. I pu~sngjl'I sonn dlsco111in11i si•nu II t he 11011 ~ J)O$Sibi1e ,·osunlrc o mnntcncre ponti d'cqnipn gglo o di dr('oi,t ,,nza, idone i ad anl11~;.i senza confronto pii) ingenti, o n tilir.r.,u·e ponti l(l~rmnnenti rndntl 111elle mnni ùelrn t toc<·ancc o int:itti o co11111 011ue in 1•0111l iT.ioni rli ronsemir·c nn pn11snggio unehP ridotto (pont A <li Hemagen. ueJ rorr.:1rnellto :rn;;lo.americano del Reno - ITI/1o.t;J, f,11 pos.sibilitll di clisporrr rli pns.•ngl(l ennrl,nui (1) tle"e cm1si1lerarsi nl l(iorno cl'Ogll'i relal il·ame1,te remotn. lrn,ulo ronlo rki me,zi 1

:'I rlispo~izione delln llife~n per inte1·rliJ·~ In Mijl ,-nzi oue di ponti e 1wr

interrompe1·li e distruggerli rlnpo (·nstrnltl : i po1e•pgl!i cn11tin11i pos,ono cU rc;.:11Ju c:;,,,crc r~ulir.r,uli solo clopo d1c le oper111.ionl ùi for¼n(U ~t COU$1<14:rrtno p~a-ggl '11.s<on11m1l onchc PQnU d'cqulp,n~lo (I d.l èl.rè03l:u~>".u 1uRnlenutS In OJ\Crn rier J)O('ho Ort (lurontc IK'rlc-Jt di o~urltlt. ll\..~Llu u auuh1Jlllnw""u10 t>Cr ettottullre dctermtnntl PM~S:-C'l l)C~nntl e quln(lt r1,,1e:zul1 prl.mn tU ~r11 t-efK'ritl duU'OfM!r\•tooonc ft\'vtrsor1u.


H

,nento nVl'anno eon,c/!11110 . 11cc, I 08ln11,.lnli e unc·he 11llort1 n.r,) tlltrlrlle n lrurnl'e ln loro ~rrnnoent~ i111p~1·lt;\ etl il lor,, cru;1on1e r •n<limenlo. l'ertnmn dnVl'ìl fnr,,! nmpln nffidnmrntn ijllÌ t1•n,ahettl (bnt·cbP,

11orliere, porti). 1,'or\entamenln è t~nlo 1piò racil<• ad npplirurc lu 1111nuto iu cl!etli 1 pns,n1t1?l dl81'ontln11l pr,•,.enrnno un:l .arnnde Ile ibili1:\ e >tOno in /!"lido di n si<'urnre l'le1·aw rnr1n11• qn:111,lo kl:1110 !tene 11rj!;111!1.1.a1l rtl esrreitnli.

ni

C'c'H1R(IJlllPTI1.II (\ Nnl!i;('llfit'() JH•c•o)lnt•~ 1111'0 ]n fOt1 1Jifi'\ dPÌ piu;.•

durante i.ultn ln fuse di forzUmC!-nlu pr,)t}ri:1111r11IP dPt1n ; i ponti uiter,•errnnnn qnnndn si trì111rrll rii nlTrnntnre I rrn. porti cli 1•nr11ttrre loglslko. n indiPi~m rlel grnerr i' nllrrsl utile pe1'Chè e"iia le rir>er· ·u sionl tli c risi di Jlll!C•UJ?~'io deri~onli 1l1111'in1erru1,ln11e di 1mn1i co81rllil i nll>.ile1n()O, l flllllli onn dn COfitruire fuot•i drllll glttnln eftlrR•'~ delle nl'tlglìe1•le n1•wr nrie e sn110 n nn 1·oprrturn molrn nttirn Mlln proprio m'1n,.ionc. 1111 r1mtrihnto ,11 J!rnn,le ,-n lor1• puh es,;rre 1'ff~r10 cln meni nnflhi, i qunli ns.sir11rn110 r:1pldltfl di rn ngirlo • rvitnno soste nelle >.one più cnlde <lrl rnmro rll hnttnglln : lr ,h,r ~ronde del fiume. In 11prlic1•lorc pntr11111101m,:~11rr nm mrz1.i unfìhì 1(1 prim(' 011tlntc, le t11u1li imJ)icgnno .ki.l;,t~

~hitemolicam<>11lc> piecoli botlt:'lli cli g-ruJ)po. imhortor.it'Uli d'asfm..Jtu

e_.

se occorre mrnlntnri r person;lle ron equipnj?ghltnt•nll pecinli (ler atth·it:\ ~uhnc•111oe (som11101.1.ntori1 . Per nrrompn/!nnt'(' le nzinni di ,•l\•11 ror,.o e1•1•ntunlmen1e do ~,·olge..-,i dni rrimi rlemrntl clrgll ·rnglloni di protr1.lonr sono molto ntUI unfibi bli ncluli e c·ornu.oti ...\n<'hc i mezzi u ·ri'i IW~~onu ('nucorrcrt> di· rcttomrnk. in nj!"ginnlp nllr ron nel<' or.Ioni d'nppoµ-Jrio diretto. con DJ!· "irn111c111i 1'rrtkuli r pii) di trcquentc con riCor11 imcnli m·i,enti o 11\t'zzo 1

cli

[Jl8ttlCJl<llltC-.

F.ITrllnntl I primi pn :lj!j?I ud opera dei cilnli elementi nnrnzuti, 1!11 scni:llonl di r1·otl'1.ion,• iuiY.i:11111 l' i111bn lih1r11 dellt• te~te di ponte (lc•lc di poni I lnl1.loll) r le,, 1e11clono JlrD/!l't'SSh•nmente e<>ondn qnnn10 rm,seulouo um11e11,.c 1\n 1orgo r rrsl tl'n1.o n1•vrr nrlr. 1.r l<'Str ,li rouie inizinli debbo110 proporsi l'rliminnzionr delle ormi untomnli ·be 1•1tc hortfllln <lirettom 11 l J!li •J)C(·thi ,l'ncqun dei trnµ-bctti: le tr,lc ili poni~ .hUrc·e-FtSh't• h:rn.lnnu 11 cliwi11ur • l · urmi di f::11J1tet·in che htHmo n1.ion1• 111 tl'ntti di for,,tunento. Jnta11to il fium,• ,, rdr di un rapido. nrilinnto. sii nr.loso ,,.,·oro 11i "J)Dln trn I<' due ,ponile: me••i di portnlu mUJ!:;iorc entrimo in linea prr l.rusporture i corichi pi t) pc nnii. [.. n µ-raduu)e ~tr_n/ilonr dell'occ-11p11zio11e &ulJa sponda nrmirn nvv-ie11,. rueòiante un ~lrocesso d'iutegruzioue a pplitfltn ro"tionnhne.nte, cio~ co1Ju t•ongi u nzlonc di più leste ,li ponte 11nr,.lnll co11tll(1ie e In spiuln COii· lcmp<>ronea In prorondlh\.


.~ t • te dl ponte inlc~rntc. gli ·uglio11i d'1111ncrn sono Ol'mnl P per la IUIIA'.l(inr pnrt c oltre il li111ue e le 11e11rlrn>,\nni hnnnn rniglnnto gli 1.5+ 2,;; km. nza n,·ere Jler ,p1e,10 lntoc~uto en•lhllmrnte le 1wsi. no zitrni prineipnli dellA dirc~n, d(l ti i Cl'iteri seron1lo I qunll qnrste >dote imhastite. Ade so I tratto cli pr.,..edere pi loro ntlncro. r,.. muùollt,\ non dllTcrl c<>n<> rom·dt11nlmentc clnl prn<>crlimrnti nrcli11111·i , per'hè ,·eni:ono orctnnl~znte hnsl di IPONrnzn <lrll'otinrco con pnrlicolnre ri(!nordo per In lrure1.Zn e r11Jml'it1\ di resisteuzn cuutru pun tai di mozr.i coror.zoH (òi[ '40 ('l'lntrc)f"flrri). 1 pt'r,.,,i (·Hulro(·or·t•(I gt:) pn~!;lll1 in prtc>éedcnza in conj?t·no numero debbono con entìrc di reolizznrr •in dn questo momento 11nn rote cli f norhi de11sa col cfficare. L 'nzlonr 11lleriorr ~nr,\ ,l'impeto o mrtOdicu. econ,\o J'n1tc;:i:l11rnrnw tl1•l dirt•n.sore t·lt(• s:i ruu) ~i.u1el i1,z11re in reuz.ioui loc.:.s li tcrrés11·i 1 in 111.ioni •omple,sr ,li ruo!'o e in inten· •uti tU fon<• neree le 11iò lngeutl po.><iliilì. (lii :t\'\'rnlmrnll In qui des<·ritti •I \'olgonn n I 11•mpo s ,·omlo le H·g11Pntl linee òi mn!i,~mo: neJln nnlt(• prrc()dentr il ~iorno rlt>I [Ol'1',d.. mrnto I n,Tlrlnnno trnppo r mr1.1.i nlln ~ponrln lei fimnr: i pruni I o, ngiri 11pprofittn1111 drll'o.<eurlt, (clnc o tre ore primn dcll'ulbuJ , In muniern ,•hc, 1111e rprime Inri )p tc~le di i_,o,1lr illi:tieJi inno già imbu· 1itr. ,"rl eor·so 1l1•1l11 gioruntn •i uddivicnc ullu co titu1.ione delle te te Ili pontr intrl(r:tlr : Ju uollr ucr•e.q·i\·n utili1.zulu p<.'l' l rus porl"rc oltre flnmr fon:c ronsi tcnli rhc ulimcnlcl'llllll" In lmltn:::liu del ginrno dl pni. nn (JU~~tu IIIIJ111C!.JJ10 lo svolg-inwuto tfoUo lrnttagli:l (l{l\'è infnr. mnl'l'I nllr itunzioni conlingrnti mm sul'l!llllo 110 ~ibilil1\ di Jlr \'i h1nl iene.rnli. Durante t111tu I:, l'ie nd:i. mn pnrtkolurmenle uel II riodo tl~I po • t:HH!.:!i diJ:"rontinni e dC"Jlc- primC" atren11n~joni sull'a ltta SJl()IHln ,,uo 111ill.. im n,lnnl d'nnnebblatneT11o di e ten ione e dur~to MleJ!1rnt . ln forzamenti di cor•I rl'nrqun efl'ettuntl cJ11rnntc In S<'condn gucrru 111011dinle i tt")mpi cli ltlllll'bhinmento m•,itlC"inl(' hnmio ll(){'ruto unt•he le :io ON' (pa,·uggio drlln Roer rln pnrrr rlrlln :io• dh<isionc • .ll.A . . I JI / H).l:i). I ir nerntm·i ono me i in pos.lnr.ione oitn ln protrziooe di nn pofl'nte tuO('n tl'nrtlitllerln e pJ rl In nzirine pol'l,i mlnnil 1irimn ,lell'nprrnzionr. T,ncldm•e ln loro nprr-n risn ltn lnromplrrn (vento, 1rmprrat11rn e nmlrllt,) ntmo ferkhe. err.). le lnrnnr wngono eolmule oll' lmpir~u di gro._ e rnml<•lr fumogerr . lmportnn,.n oncbe superiore alln ronRueta hanno I ollegom<rnli. Quelli rollio sono oompre in prilllo piu110 1 mu fJO onu esse, • di•lu rbnt l i'lt modo declsh·o: occorre dn J}liCarli nppcnn possibile con collegamenti a filo. flptl particolari ù •bbono essere in e •rcizio per il servl•lo del pn~~nggl; nnrhe le attivit, tecniche e le incombenze <li <·oo-


lv rpernzil>ne iuterarmu debbono fruire cli sicuri colle;:arnenri. T c·ollcgomerrii f:mrerh1-n1·iij!IIPrin <irhhono frontem,oinre le cirtostunzc sru,·o. rPvoli derh-nnH (lnl fntto che conRidere,·nii nliquotc delle due nrwi in c·oopM·nzione ~ono Rep:rrall• clull'oslarnlo materiale del lhuoo 11e l periodo più critico tleU'c•perazione. ~. - I~' 11os•ibile sul la fnlao1·i;rn delfc operazioni cli forznmenlo trstè

1•io~snnte drlinen1·,• f>l~i o episo<li de lln hnilogllu rlifensiva per inter<lire Il r>as,a;:{!'io del finme, sc:;ruen<lo In stea><n JWO(·erllmrnro conce111111le ,rpplic:,to ,1i 111. 2 e 3 I'"'' MRnlrc I llnMmenti clelln difesa in t nniione df?i p1·r,et•11imr11U nppli<·oti pf"r l'oUnC't'O ,li 11ml .linea iJu .. YinJi•.

1,u hntln;:li11 si (·On8idern condoltn n111·nw1,;o r,1si snN·c~..iv~ rli · ~liute ~nhnnto 11t'l' {l~igenzl' d'nnt1 li@L in a·puh~ (·omw~~r trn loro e ~trP1tnmPntP imhl'i1·11te. Tu nria primn ru~c Jn ùifc~u. m·tcrt;lli i 11.~rthH l\·i cli fo1"'1,flme-nt11. t~1Hle :i r~11tl(lrJi infr1111t1osi ~l11 diil loro 1uizlo. A •1n<'Sto swnpn. indi .. ei,hrn1i 11 pii) r·aplrlmnrntP po~~lhilP lfl rrontr d'nttnt<·o rd i tratti !li ror1.nnw11to. mC'tt(\ in s.,r-i11rn..·o 1c rf.'nzioni predii.:.110:5,le. i u p1·i1110 luog-o nhH~s:;('c-t"'\ 01.;oni ,H fnoc·o 5-UÌ <:'01uoeutran1Pni i fii rne:-t.ì'.i flV\'l't'l'!:lrl in mo,--im("tlto ml u pil•' tl'o1>cro. fò ~ni p:tt'<'hi r1ri \U :11('-l'iali rlfl lrfljrhl'HO 1><•ntr. Ln ~eN1nrln f:1~c h!I iuir,in 1·111111 1wirn:1 nffpi·mn?:inn,,, ~I ,, gi,) eletto p1·!'!'~0<·h,' ineYilnhl le. {li elemen ri 11n-,,rsi1rl nHr·c 11 Bnnw. Lu ùire.a u;..ti?'t·c coutrn le trstr rli ponlP ir1i.zia1i mcclionte ozione cli pat1UJ!lie, e ,·Mtrnssn lti loc·nli de;!li clPmcnti coi1wolti clnlln JWO;!l'PPsinn~ nemico e i>,-ilnppnnrln Nlrt'l(ithe nv.ioni (l"intel'ilizlonc l'Cl' lmprrllrP alimentnzionc ed t.""l,lleusicmc <le1lc octn fJtrnioni ovw:1-snt'le. T~ r·cilr.ioni loç,,H :1~. snmouo Ull titnw f.l:empre pii\ sel·t·ato e ~ù111, R,·o lh.• N,lrimpi~~o di fot"1.t' :;:rnd11>1lmPnte J)i1' c·on~istcnti , non solo pN· inilh·lilnnre Il c11utorno clc•llr pc>.nHrnzioui 1t1•vc1~uric e' ~tuliilire hl 1111·0 ,·onsi~l (•nz~ m~ per nrutrnlii1.arfo e qni.nc1i el isi rn~crle o J·es:pin;.!t-l'IP nel fi11mC'. It1tu11to 111ulu1·11 lo 1·rn1,io>ne c·MNlinntu contro J~ unliil nl rii quo ù1,:1I co1~0 tr~u·1 1,1u 1..·m11..Int1n ,1:1114\ 1·is:er·\'e lo(';.1li t• Jlf"t· ini1.iulin1 <l i <'O· mnmlnmi in sottortliur: le uzfoni rc ln1h·e ln1nno lo ~<·01,0 di frnziunurc lr tPijlP di 1iontP. di occcrcl,im·e c,1 isolo re i reparti che le Jlrcsitlianu r cli.struµgerli. (}Ji obietth·i cli q11e{oltfl 1·~nzio11e eonrdinnrn sono le !!!phlg:,?e ò'arri\'u (),•i tr:l::lwltt, rht- t·r•11l(•mµon.111ci'1mPntc- i::ono hntnui "on ,1zh'mi potenti rl'nr·liglirrin • di 11nui cli fn11te1•in. Q11c,m1 i· la 1cr1.11 Fn~<· ,lrlla ~itlhli,:lin ,llfcm:h·n r S•' ln difesa hn successo rw se:;nu l'epilo)..'U: il iM1!11tiYO ùi forznru(•n10 è fa llito. Be innce il forz1t1nc,nto h,1 ~,-1110 11n esilo anchP pp1·ziol~ che l'ottac-

,, ,1"

..,


17

cuntc ri~s<·e n rnn~oliclarl'. prcudc u1ir.io una uuuvn rol!C dello hntt,1glia ùifenslvn, In rn~e di conlcni.-o~nto. J:l."-•U ~ rnn11·i1ssegnM11 <lnll'iutervemo di Corr.e falle ,1fllnlre rari· clumeuio da ro>r;,!O (1·i8et·I'• <li Cl. lì. e grnernli) o trulle da ~Itri aeltol'I llleno iu1pc{!DHti. le <ttHlli ,·~1mo n c·ostitn ire una mussa òi rnrwovrA di <-lii 1in'uli11uotn 110:rn1ll'ne srrl'ttflml'ntl' il contatw tolle f<,rzc 01·,·era11rie . 11n'nli1p1ot,1 nrngpore si rudnna In zona acl:ntn per conlrutluccurc sullu Crvnlc e sui linnd,i il 11ispe1~ith•,1 neml<·n nl di 111111 del fiume. In pAri tempo rnm iml(mo I' s'inlettsilkHno le :1ziOni di fnntn lntt'$C 11 l n!,t'ot'AN' Ptn·,·~rf::u·io ai J)HSSUg-J:.,'1 erl :'l mm•it"}llnrP RPn1.n tPs~u l<• ~uc for,.c udtlcnsu1e in 8pa?.l1, r~l:1liYnme11te ristrPllo nl di <11111 del li11111c.

Quuudo l"o1>cruzio11e Cf•m]l lcssa 1·iw1lto ,1 ,-osHlnh·e 11011 rcrngrua massa di rnanon;, è 0011 (·m,olMt~. lo hilnnein lotnlt 1lrlle foir.e 1•nlg~ i:rad11l1lrne11te n rn,·01·e rltlln dif!'su. L'uccr1·sccrsi ,lei mc1,1,i de l difenSOl't.\ e l'intl<-tt{lrsi cli quelli dc•JPuthH.·c·autc. snuopo~1i a ;?r1H'('> 11A11r:1 e in diffl<·Ollò <li ulinw11l:izim1e. a,•,·itin;,110 il rnnmentn di p,1ss111·1' dnll"nrjone di t·on 1e11i11wnio ,1 1 ront1·;iilnc·ro j!tnernle. rondoll(• c,•11 tnltl' le (orze dispo11ibili e rn ll n pi1) gr:1ndp drrislour. TI conlrullurco gcnerolc ~c;;-nu l'ultimo Ct1se del lo unttAj'.!lin dlreni:.:h·a e. Jo~icauumtc. lu ~m1 r:.1~t· (kc:h•ln1. E, c·owpito di c·nmnnrl1111t(' cs1l<'rto e bN1e orienrnrn cleddere tempo e dirPril'ic·i del 1·ontrntrnrro ~em•1·nlc-. 1~1 hn1lor1:nttr 110n ln!-(·inre pn~sn1·c il momento piil opportuno: lr 11i1·et1 1·i<·i o<mo incii,·i1l11n1,• (lolla PRlgenz,i di di~lor11rr u rondo il clis;po~iti\'O n~tni<·o uJ di Cillt\ d(•l finme ,} òi rnni=<"1tt1rnzn ~onrN·gouo u~llu 1.onH <.lt.'i piuo1.~:,;:gi !pri11ci1>uli. :--i i> dettn i,1 presenti' l'nltimn fil~<' 1lelh1 buua:;Jia dif~lijÌ\·n. I n pf. 11f'Ui ]u lmttug"lin 11011 ~i e~n uri:,;;(•c• t:ollu (•1iminuzi(11u: de11e rorze :1n·er· 0:nl~ che 1tl'c1·Ano dlltll'r:1in il fimu~. Ortni-re npp1•0Bltn1·e ilrlJu cri~i mn· lcl'lnlr ,. mornl~ del nemic·o per i118e;:11i 1·ln sollo s1ei,s,1 ~ron<ln ,li pnr1~11zu t' a;::,t1·0,·111·1Hi iu ogni modo la rott.11 . ...\ IJeu C.'OIISiclC"'rfll'e, ili ll'IC-!lt:l (n~~ ~i t• in fU'~~DZfl di llll NISO ffiUl• piC';!o dcllll ri~Pr,·~1 f) tli ,·asi lii j,\rr11l1:,m1('11 to del ~utre-~i:o. l u t1nesk l'Ìr· t·O~tnnzc hu !J)nrtlC'olnre 1•111er;.:c111,i1 J eslt,.::c11r.;, 1U.ric·o~1itui1'f" ri~M·\'(' roo un ritmo ,1nol<1~0 a , 1ucJlo ~r<:ontlo il tJualc ,·cn~o110 ~ettote 11C'lltt hntrngli:i. poid1i> 11el111 M·r-nlnulill\ cli 1111 ,,silo goltanlo p111·1.h1ll' ciel ronll'>H· 1>w1·0 didPnè iudisprnsnhilr prrfl'1.ionnre l'nzione di co111eninwnio contro 111111 ripr~~~ otl'rusivn rll'll":11•1•ers111'io . Hr 1,e1· contro la reazione 1lell 11 tlifei<a r,1;:1:iun;:e i 111·0J>t·i oblrtUl·i. i.l !Ntlnti,·o <11 fo1·7,ume11to ~i rist\h•c in 1111() ~eatcn dt'C'i$il'O eh~ Ì' <·nn1pi10 ,folla dif~sll di uggruva1·e nellu manie r:c µW com1ilN;1 ~ le cui 1·iperrn~~loni intP.re8st1nn gli n,.,·rnimtnii Ili un iurero srnccbicre ope1'3tivo. 1


La trntlnzionc R1·0J111, ~C'l1emn1i1·n 11er l.imlli cli e po~11.wne e p•1· esigenze di siulc~i. aou CBt1u1·i~cc l'u rgomcnto m11 ~i rili •ne riwµondcntc n una finalii,\ prn rno<fo•tit Jlcr q,u111to 11011 pri,·11 di 11~11e1li ugge th1: toccnre i JiueaweuU dell11 op<'ruzio111, di r,,riamenlu e, reci1n·ocam nte, ili dire o e.li uu cor~o cJ'H(·,1uu inguodnllil • Jl<lt ùbl.!(11.zure le lì11l-e c.lottl'i1rnli di u.na t~nk.1 up.. rttlivu ag~inr11ntu. 1/orgnment<, lJl't!!iPUlU <.·oJJsid rev(1J • interl' e gcu~rufo e purtico..

l;ne, quest'ulthuo in rchlY.iOJH• uUc CìH"fl11cti 1ithc µeoµro(h:b rnilitori ,li rnlnui 1;~nc("bie1·I {'op(11'nth~i 1nn:1.ion11Ji di f1·tmtif'1•n . l/i11lt•1·11.·.c; (lo A'C-nernll" pro\'icnc dullu uc:rota q11acatlo del mlorr ro111·reto di un < t1l<'olo Uu,·iulr e cleUe mocl111ità pii) opportunr pt"r ln sua nii1iz1.uzinnc- li1t.t--ie11. rnn r1 dn?.ionr l'<!llilihrnrn Pi può indirul'<' nrlln rooAi<lrrnzionr drl fiume come un importnnte 11cci<foutc lutti ·o-topogmfko del quul · UJJu ~ng-nc•(' clif('NU ..1~,·r frilrre lttlltJ il n .111h1·..~io pos il,ile in 1111 pii) cowpfo5i..'-O qnndro opernli\'o. li rriterio !la eguire a que,1,, scopo • <111ello \li srrulture u fondu il ,·,.Jorc iwpe,l!tl\'(, d ll'u lnroln e111.a t1·;tsc11ru1·e l'nlternaliva fol'Or •l'ole tbe l'n""" :11·i,1, i:• pure n p1·e,.zn ,li )!l'n,•I ,wrifiri, pòosa snpernrlo. Tale cl'itHin cnn•lgli• ili nnrornl"!li t,-oppo slrPttnmente nl fiume : quu11do si mnntr In• e l'nlt rnnth·n f1n·orerole snr~bbe li dlsustro. II g-iuslo criterio ,i rcnlizzn ('OJl'orj!nnlz1.nzlone e lo condotht rlelln 1Jatt:1glia difrn, il·n Aitl fiume. rhe miro o lmpeiznnre J'11,•,·e1'68rio in ~ri~i di po~~nl(giO Nl o hnrtcrln <:oll'o8t;1c·nln olle $p<1lle. J I cr,ncetto cui ,le~,, ln(ormnrBi lo mnnmro dlft•nsi,·n è einplke e llnenl'I', ~ngj!erlln <lnllr pr·en.1 e rult~: flµ'J!t"1H'nrr co!,it1nh.'lll«.mt(l 111 t•ph.:i òpl fnrznmr-n tn r ul p,rn1n eulmiu,11110 e l11irr l'n\'\'eri;11Pin ron tntlc le nbbnt1erlo e

ro,,,.,.,

òlstrnJ!gPrlo~ ~la vi <\ di pitl: il rorznmenlo ,li 1111 fiume <\ un ntto tnlliNI 1·be ··iJ111uotlrn i11 unu ~ilum:,ione. trnl~gicn. Jmpe:dirl:" le, conRegucnze f'lrnlc::-khe Ilei Jlll"8u;.r;.rio è l'ol,i •lli,·u rondumcululc ul tJtrn lc si dcùbouu sub<)rdioarP g-li esiti totti(·i. Quesl!1 è lll v-iRione che è neeessarif1 aver sernpre presente. l na lar;.ra visione opernli,·a <lo,·e in(Jnndrorc t ulli gli ntti ro,·zinli e hl nornrn ,·ule ton to per l'11 tt,1cro1 111n11tn JPr ln tlif~tì. rn•oµernziouc- t.li for~atu1•nto tli fium~ 1wn rln <"itn h1 s.c-nla. slralègkl\ pPrta n unn butlnglia di at'l'(H·<.·hln1ucrnto Phlì pnò sbncc·1ll'e n~llu chiu11.ru i11 sru:cu llcllc fN'1'.C t·he ~i 011t, c•<·t·<·~h·nm(lonlc nnrot-ote alla rivo. Il dif,·nsorc d •1·c c,ilal'e ..i,• I• ptoprir rneoltil cli òcd•!011e iono polu · rizzntc da scopi s,'('01'd:iri. l,'altltncllne n rnmbntt~re sul flnme, ~I ,li qua dcJ fiume oltre il liu,ni;, nel i·n~o di sm•1•cs.s1, M ila hn11•irlln dir n iv(,, l'ubiln ,., •n lùl • di tcue1·P Jp t01•1.r co~t nnlc111entc aJln mo nn per o 01•rillll'è in permanenr.a 11nn felice iniziutivu . cum11it11 ili purlirolnn òiOkolt,1 in unn battoglln clirensh·n. ln curu cli uo11 lnscinre O .TI. innttlw mn di


19

ponnrle t11tre Il con11·ibuire nU'es iio [:1vore,·ofo delln lrnttngli11 fn<·cndole con,·cri,,erc aicl punto e nel mome 11 to <le<·isivo :1ct1uistuno nn mcrilo cc~czionale nel caso in cs11111c, 11cl qnulP inoltre la prep,wnr.io11c i11tellet 111nle e le cli~osi1.io11i concrete adouate trmpei-,-th·nmentc, lo sensihilità del rendimento tnltl<-o del tr1·1·11no e 11,i:1 lemrce ,·ulont~ di loirn r,wilitn.10 un compilo di comunclo tra I più òifliriH r he in ogni circos1ouzu di g11c1·1·a pns~~nu rss~rc a!lldati alJ'iniclligcnr.n é nl c-nmt terc di un cnmandm1 te di unu <LU. di m·<line ~u 11eriore.


Note circa una dottrina d' impiego delle unità corazzate Gen. di div. P•ot..O 111,p.1:10 ,,. o-,rw,9trlo olio libtr14 di 09'Ntcme lo Rit11da ,;ul,l>l{(l;a eo~lieri U prNtfltd orlia,lo Appare tvmurla OPJ10f$f'-f)IJ prcct,are che' e.uo uprtme tdu dd h1Uo Ptt'IOnaU

N.d.R,

1. , Una dottrlnn d'impiego uggi<1l'nnro è un reqni&lto dj primo c,iano pe1· l'efflcient,a di nna for,;n ari,:1;1ta. EAAR ai..icm·a ln prepara;.ione di qn,odrl elfettivoUJeute all'altezza del com,piti che li attoodono e l'impiego l)ri memi conforu,e alJe plìl elernte prestailoo! di quest'ultimi. L11 sna imbastilm·a ed il controllo della sun l'isp()tldeoza sc,uo lr11 le tariche pii) rlr1June1·atrici dì coloro cni incombe I~ reap<>nsahilìt,). di 4lganitz111•e unità di forze armote. Anzi, <'nlro larghi limiti. ,'(lstiluiiwono tncorobenze che si identificano cou·oper·a 41 prep11ra,.io1w i:enerole perché 5011,,a 11u11 con•eniente doltrilu\ ogni altl1•ih\ di f)rPpornzione rade \Jen presto in difetto per Jn carenZll di uno dei suoi pi i) efficaci. Un:i dottrina d'implrgo •I ecl!flta. ,uel qoodro di un determiooto ambiente e (lolla disp(lnlblll~ di on derel'minnto materiale umano e di det~rminntl mez,i, cioè nel quadro di una ()rel\toblliUI ipote,;i di l(nerra, partendo dolle pre1,rnrloni dell'nrmnmento e delle unirà elementnri cbe se1·vono le armJ (unità di rn(l(;o), risalenno ai com{lle&f'i di nrmi simllnri che coRtituisrono I roporti di or<liu~ iinmedintamente RUJ)erinre (unità di tiro) e djl. queste ni comple,,fli mnµµiori che costitolst'Ono Je unità d'impiego. Sullit base dei compiti •·he è poi<Sihile vedere assolti dalle v11rie unità d'impiego s'imbastii;('• nnn tisione realistica del combattùnento e delle battailin, in un e1111ilibrnto dosnmento di quanto può essere dat<, e di qnonto pnò ~sere richie@tC '0' ov,•lo che tannare unp ,lotirim, d'i111pie~o prei;entn tanto maggiori dffieoHà qnaoto più perfeilonate, (li difficile l(}rl\tica e di con,iide. revoli !lervil1) te~nlcbe sono le m•ml. Una dottrina d 1impie~o attinente ai mezzi corazzati presenta elfeltl..-nmente queste ceratterlstiche e difnttl gli orgowenti tuttorn in d!acuasione .0110 1iumerosi e spes80 .sostaozinli. Le espel'ienze di guerra sono ubboodnutl, ma si riferiscono Ìll geoere ad ambienti partkolari e non so110 state ancora esaminate ~ fondo. Un fntto gembt·o potel'!li affcrmnre ed è che nel campo dei corazzati dipende


dnll'npplicozioue di oppor111nl 1·rhe1·l cl'lmplrgo c·hc ,u,•·,.r.i tn811llli e iJJtnilhumeute 11r0Histi dì ele\'Jllc roruttrrl~tlehr hl'll!Chl' dio no pic11ù rendimento o ne di1111u 11110 Krndente qnnnclo per contro I 1·rlt~t'i d'l111picgo non elnuo ri8Jl\l11d •11li. lfn ei;ewpio ll·utlo 1111,:li u,·,·eolmt•ntl drUn '"ltOntln ;:-uerta mondiale vnle ri nffro~11re 111 lt i. 1/eJJn t·umpngon cli 1''r1111ein dcii 1Uu{r.,!;iu-.:,rin:!UO l!).10 le tnn.,, ,·orn1.,.nte cunlruppuslc eruuu cquivnlenti e torse I 1iotrebbe prornrl~ d1 e,1·:mo 1111meric:ame.utl.!' 1-1u1>eriori i 1·or11u.11tì fr11m·rsi; 1111 di,,,irio prei,,lo lul•ohnnbllr fll mnn1r,-s1() nei cu1Jct.'lli tl'impitJ,{O. u SI.JJ ur-11w1u-ed tliri,i,,,u,, /olfoWéd by moto,·i:r,f dit•iiums ami RllfJ//011ed by a 11iatt o/ di,>e-b<m•b••·., •,ari stnwk 111 I/le ore11kcsl scclio11 o/ /1,e Fren~lt fro111. 'l'lwni waa 110 a,•111011rerl /01'()(' //lere ta mcct 11,0111 1 /111· Ilio ,,,,11si,1er,,ble 111111,bsr uf /1,nb thc Fl'fmrl, lin<l t1·11• epW 11,iw11q 1/ic w/1111/nt 10 temi 11,em iJ/lo batti• 011 1917-ll'. linel! 11 (n). Nnn ~ stnto funto dif~no ,li nrntetillli, 11u11nto difetto ,li ,-rilcrl il'im pi~hl\J f.' lnclnhhium~ntt undu.~ di ptedhspo ·izioui tullicu...ti:uid1c 1•hr dt>n• ricon .cerai tr'n le cnn nll f)rindpali dèl31 gra,·e ~cnnfitL, subito d,ùl'cscrcito Crnffl'Cs> nello c!luUJ (·nm1mgnn (1). « ... 11,c 1·m,11i<luoble 11111nbe1· of tm11.- 1/10 J,'nmd, lllld 1c11• •pii/ 11p m110119 I/le inftrnh·!J ... .i). 1 curri non d~bbom..1 e serti iw1,icg:1ti uJla ~picciolMn; d bbono 1·s~cre i,ovicgali l",r unitìl ur:;nuiche i11 ,pmnlihì e 111111litìl conformi u! rompiti r idonee per rn rntteri~lirbr e per d nmrnto nd ussolverU. In quc. U termini de,•e intendersi il slgnifli,uto d~lln prr.1·rloio11,· dclJ'impicg" u u m111SS0 n nello c·osislkp d'UIJiliego ,1,,1 corri. fmpirl,!ore II ma " i carri non ,·uol dire lmpiegnrn~ ltNI dow ue octnrrouo 10, vnol dire imriebtnrf t·on un eonl·ctto nnitu1•io l~ nd,•rente' o en111plto e 1ori,,no l\111i 1111clll eh,, <>Cf'Ot•rono; v11nl rlirc inoh1•e impie. gorU dove po ono rentlN'\' nwgllo Jlf'N'M lvi ~ eoni;enlitu di ntlllzzore n pieno In loto duplice 1·nrn11eristlr11 di po1en?.11 d'nr10 ,, ,li p,1rtlt·oln~ moùiJlll\; vuol tlirc sopr11ll11tto non S1"'1.znrn1• le rormn1.loul or~uni,•he, slr1uncnll busilllri d'i.Inµìcgo, per uùdh·e11ir1• 11 riJlllrtlr.ltml 11110,liue e di ~cur11u cmcuclu tru G. ·. ordiuuric r uucoru pcgi,-io lru minori u11ilà

"I'

di fuulcriu.

(ll lStlc<Jado WI 1c,:unio •wdJo do! cvi. ,.,.,....., dello 1!<1101.a dl Ouorra, 11 prlml di lllnmild 11110 Jo~ninrwl e tu,:Iffll d(flpnnnano dl USZi r..rrl, d.f'I qu.a.U 35-15 l R.Frl (8'.!. ~ dttl lcH.111~) tt &:ID n:wtH e pesanti OR,:. dt-1 1otalt,), 11ltJ 410 aul.obllndo ronl~Klnt_ll'ntJ 111

.. rr, M. l ,<'11...,hl: I 'l!O<l...hl

dJ 28'!,4 corri. del •lU•II 1674 JO.'\O mPdl • Jlélj!l.ntl (30 'X, <k'l tOlal ), l'.110 l!',O aoCnbllndo.

·=··

(6' ~ d•I lOtole) •

D hlfJP()tw dcli~ furu.., t.'OlnllhonJn• t•n. dl :1 ct..uJ. u,lèlll!b.J Wùt..rO i mrrl (.riUlt.'0tl rapporto Il.I blJ)UTUl,l{t•v. ton ~ earrJ U"CICHclù ronLro 3 Ù'll.Det'>--1.nglPJIJ a1•Ut• n1trioru- df\J eum medJ e JH!U..Dl1,

lngh.•~I;


Ln H~rnlnl'T.H più ,•mulunnnl,lltt nell·i111pi1•,µ:11 d t'i r11tri i• 1pwlla di f•òn,;irlrrnrli nr1ni fl'at·1·111011:1~r11nme11li1 tlelli1 r:111tpri11, I 1·11rri lll'Ut..1111, e~ ·· lr 1Iu11lti in unitiì e· ti.t·. c·01·nz1.11tP. cl ,rntfi. 1lf"~li indi~prn~nhiH t•Jt-... mr11ti ,ti s:mo!h•~n('I, pt•r :h,.,..oJn•rt..' ~lll"<-'ilit·i 1·0111pili nfTt•11a,ihi l' t.'otllrufY(•H· l\'"I 1•hr 0110 11tYl'rti 1111d11· 1lulJ,. fu~i 11111•r111in• 1lil't.•11:-.i,t•, Jn 1plPRtO J)hl1111 ('1111m·ii11n. t·u11u 1 ).Ì ,·l•1l11 cH 11rdlnu111(•nto t.• opc_-ru1hu ~, un IC'tn)JU, 4'· 111 t1·utl11zit1JU- lo;d1•11 ùl'I 1·1·i1t•rio •li t1111li1•;..:11 :l IHth•Sll JWI' 1

j f"lll":17.Zi\tL

~H<.·uwln 111.esto u1·ie11tauu~11to, h~ n11ihl t·:1nj 11nn i111111,1,lri11P in <i-.l'. (•or:1z:r.alc tlrwn)hl.H!J'O t 1~sore a J,t(l,µ:11a\<' ulle t :.l'. tli urdint• upcrim·('. QnC"· u 1 IP th1rn11no iu 1·i11ror1..o :.111 (i.l. •li 1 ul'(llllt' :1 ra~inu w•,111h1. ~· (·1111<.ln ~Ai~•Ht.,P ern1.1o1:t,H:ll(• '"lli-1:11 IJl'I' ·n ·o t-id u hlrn.· thi i più i11~enti po~ i. hili (per lo 1ne111• lnHtn~liuni eél ,,·,,n1u;1lluc11h.• 1·a;!_:.:1·npp,11u(.)1Hi di ph\ hntl:t;tlioni ,·oi lo,·o P)pnwnti di ~n,-ttt.t~11w). 1wr,·l11"• li h,1·0 i11r.-:,1•q•n10 pn~,1 11R et·•· ilt.'<·i h·o NI i 1·i~11 l1 1ni t·1t1"t•ii;1Hm,l~111i :dll1 l'ii,ml111.h111tJ lii lmpi,,1?,n1·t1 unii,) Il 11,e...i t·o,tusl, ,li fndl 11 111·:1 l1111w1tnali nllu lrµireru t• !'he l• <Hilidh• rkor1i111i1·t• tlt,Jth 1111·or,,rr11zim1r ,·hp 11hhi11 l111por11110 c-onFidt.·rC'·

w,11 1w1·,lll e 111•1-rl1t\ li111wrl'et11111wntr non,!nttn. 1. - Lr c·urullcrì1dkht1 tuttkhr ~nJif•11ti LlPt mrr.·1,i t.·urnr.znti suno p1,. lt•uw ,li f111wo r mohilii: n lntti I trr"•11I nrilinnrl. 111•ll"orrllnP. ~m·,· ~.ish·u,11e1u~ ntra ili 1·unw Ja protl•zimu... la ipwle si rilie11c Aen("l'nhn •mr nllitlula a 11uJ1 t•o1·a:1,.:1,.u 11111 ~ unmlt.1 111 ru111lo pii) pfll('tlC'Lf :w. sit•ut•n ta rl:1 unn u;?nllta lm~ll ~ d:1 pt·nfili 11i 1·11raZ?...J\ ~ru~;.=:enti e nrworo tlo mohilitil. Ln 11111hilitii t•n1n1 11)1i11di in tlnppi11 ;:nuln t• •ll'n\tt• li• t:1 i·nlti"l'i1-.ri(·h .. lnllidua dvi lllt."Z'l.i t'tlra;,r,zati. La muhililtl 4.-" r1111.zim1t:' t.lirN111 di pntpm~n P inH1t ·n tli Jlt.•i.,o. IH 1111i la lt•tHI 1 111~11 ;, rc,1 lh:r.ar,• ,·nrri l1lOHf"i 11 1111111rprf' t•,llf'tOh•11t,1 11 1ulli i l~rreui ,. l:1 rt"•11w1·a ,, 1111;1 1·01"""'n n·t ,1 i fll1:-ti 1•011i:ilf1•1•t•\'OJI dlP Ì (1 1'1l 11Ul11ife,,1;1l:l U 1111 C'('l'ÌO UIOllH'IHù, JW~Ì ('(lll~j1)1•n•,·nli t·lw rwr In [liù :,tr:tn pnrH• tliruimlwm ila .r1w~1..ori tli t·nrnr.r.u (l iu li1wa ~uh111·41irn1 u du p11u•111.n 111 ;u·111u111(•11tu. Pt>lill 1·1111 iclP1t•,·111i ru. ~1101111 dire g:run,li 11µonw. per lo m(lno it1 l11n;.:.hr1:1.n. •· ip1i11di t":!i,111111111 vuln~rahilili). ,·o~tliunt <liN• c·m1~i,)(,r Yo1r 1rnte11z11 IIW{·rnnirn t' 1p1imli riduiin aulm1m11in. a p11ri tll'1lhw fil )lf~O rli tlo1111.in11(l (li l'Urburuute. In dip,1 wle111.n tli tali t·n11t· tti. 111 ror11111J11 odi •ru11 •h•I 1.:urrn nrmnir, (l'(iKprfl.~iorn, l-. ~l11litifi(·nt11 ,111) (atlu die lld1111i 1111111ri hi111111 ; rit ~uuto tl i J)ot~1 1·f} l'kJH·i111Pr1• lt· ruruttPris.liC"hP prl111·ip:11i <lri t'at'1·i t•1m 111111 • im. lm}t ~ta nl,:.t•lwi1·11) !t,,'111 •11iinra in 1111 1•artn uwcllo~p ·~u111e. t·lot'• 111111 JW· "' 11 11flflttimo, cli ~a;.::umn lm~:,;;11 l' ,•• 11 t•ornr.1.n b<•u profllutu. m·m11t1J cli 1111 p~z1.o a ;.::1·;1mt~ ,·11hH·i1:) inh.in1r sul 100 1111n. t1 111wrio~ (nrmnme11to JH l1H'iJ111 I<!) r tli ntmi nutum:uidw 1·on1 rat•n•i 1• ,li tlif~.~11 ,·it-i11n n1~0


2M

mento seeondurio), infine p1·01Ti,10 (li unn ,n11011omi,1 ni:1,<il'o111e~i sulle G<·S or·e. $i i: <lello del corro nr11111lo, 11111 è QIIJJOrtunu prccism·e clre ~i trnlln dr! cnrM PhP c·ost it nist~ 1'111·110:1 1>1·i11cip:1fo tl~lle ror,.(> <·or>1,zute (c,11·1·0 8t,mdarcl). Lo prntisuzionP ltn lnh•rPi;se prr li r,1110 d1P, 1ie1· 1pr,111ro RHS· sista u11 01·icnhllnenlo nutorp,·o}e ìutPRO u ridurre nl minimo il t11mwrò di tipi di carl'O. l:1 mag_brior purte dei tet'nit:i :,riudic•n iluli~rcnRnhil~ nn tipo cli Cjlrro 1>er for1.e 1·01">11.1.ale (il t ipo ~ià somm'1ri:uncnte i.nclicato), un Upo di cu1-ro per tn,·nllPrln e 1111 1tpo cli <·nr1·0 per rnnip1•tn: In tom ie tl'e tiJ)i di Clll'l"i uri quali . in om,11tl(io all'uc•cpuuuto p1·oe<•RS0 di nuifica1,ione, si vedrebbero ii<lutli i d ied,do,Hci tipi <li t11no <·ni hn ,Jnw luogo l'evol 11Y.ione dell',11·u1t1 Mr111.1.a1a durnnto lo sec:011(1:1 guer,·a u1011clit1le. TI C81'1'0 pe1· f>l111c1·in. 1n11lto snli<lo. forwmcnrc n1·mnio e cnrnnerislic.nm~nte :1 (or te pr111Pzione, 111011 molto ('rl<'l'i" f' clPsi iuulu (lS$Cnzh1l ..

m(!I]te

11d

111.ioni dil'en~h·p e d'ngl(anto. non ,·os t\luisrr clolnr.ion• d1·llc

G.D. coruzr.ule e quii1di i'- rnffidPnlc m·crlo dt11lo per utcmoriu . l'e1· le O.U. com1.1.,11c ~ cln ritP11c1·r l'icono"'·imn IM;;tnmPnir In lllecesslt,\ « o/ h(wina /100 /llai11 classes o/ ta11J,.. l l'"r/<l'IY< ,,,,. nlmnys bee11 tliri<loii i11to t l,c i11f(ln/ry '""I cu 01111'!! ,.,,,e, 11111/ bofl, 11,ese ffl1·111i, of •cm·f<l'l'O mien, tn11I: 11s9i.,11111M » {h). D-i fntto le G.U. (·m•;1z1.nlc ,lìi,ptmAonu u~~d ,li 1,)µol:1 di clnc ti·JJI di enrro: Il rn rro << strintlr11vl ». g i~ implkihn,eniP <'t•flnlto << hllTO <'telle for1.e corn1.znte)) Pd i l rn1·1'0 pM· eompiti rii <·11\'nlleT'ln. ps~rnzinhn<·nte

Psplorur..ionc. Quest'u lt imo è iu ;.,-rerwre nn earro nwclio-l<'gg<'l'O. tli nrmnmr,nto in rcriol'C u 11uPllo dPI h11·1·0 « M1111dm·d ». <:elcre. atloll11 ;, llCr<:orn•,.., lcrr,,n i anclJc cli qunlchP dtffic·o li~. nn•no fo,,teweutc p1·11le1t<1. ES$11 è in doLuzioue fii gr11p1•i rli f'fl\•nJlt.'rin to1•nz1.Ait1 Nl elrmf'nci shuil,n·i. A 1)1·01~osi10 ,lella JJnlcnr.a dei curri ~ <>1)1>ortnno. u ~topo cl i 1·hlal'iticn1:lo11e d'idee, rU s"11,11·e l;l leggcndu tbc le nulen•li imprc~e dellP fo1·r.e ror01,1.11ie tNIP$f·he nel $Cttc111111'e L!)!3!l (l'<>lùnia) e 11~1 "" ' l.:J!ic1.gi111:no 1!ll0 (Fronciu) si uno stute conclottv dn <:nr1·i di e<·<·Pzlonnle potenza. l.'er 1·0111 ro esse MOJ10 8lUlc or>eru di <.·111-ri lcg~CJ·i "ostenu1i <In 11n unm~ro limitnto di ca1·1·i 111edi. « . ti/ f/1c •torie• of m"stt atla<'ks 1>;11 rn11e1•.1te,,,·11 Oermh,. la11ks 1riwc ro11111letc fir.:lin11. 1'ccv 11,irds o/ lti• lnnl:s tce1·e ligi// t1111!·t... 'No lwavy l<ml,.• C()l"1'CSJ)()11(/i1111 lo r>111· in/1111/1·,y la11/; "/lpèal'f:</ m, t/tc battlefielll » (b). rrcci~ru1do, rlu~ tN·zi Ilei ,·n t·ri dw 11arledpuro110 allr c·11mp,11:n~ ind icale c rauo COij(itaiti dn ,•n rl'l lei:~~ri 11.l ed )l.2 <li ,·ir<·,1 t'i e 1li n tnnn. (,·ispelthamc11te PZ.ICT\',;{ e P V. . l{ \\'.4). In c·onfr"nto elci l·m·ri nttu11Ji i pesi 1.1\aA'giori nou l'ag~iunJ?ono il ~O % e ntlf'ON1 111inl1t'C è i1 rapporto rignarclo a poteu,,3 rnoirice e nd nrmHmcmo.

.,


Premei:.se lfl :wc·P11Hate i1u11oh1iio11i geuerali . ,·1.rngono di$:cU~si di se. 1t11 ito ukuni nri,:omcn ri se('lti se<·on(1 11 e~i::en.,e ili predsu1.ionc su punti d_i particoJure intel'(\f:f:<'. li';i,::;i ROiio Je <·m·tltlN•isti('he gencr:11i dei cnu·i nttuali . le morlulità per con~m·,·m·.- In 111111,illtJ) dri mPzzi in <1isc01~0 nelle

1.onc il'impie(:o nn1,in11,11i, le fo111.ion i du uttribuirc oi mczr.ì corazzati nel <111odro dl'ir il11pic::•l delle rnric urm i. 111111 r1rrd~nzione del Mncetto di eooperM,ione n·n c;11·ri e le altre ,11·uù. il ,•n ruUci-e peculiurn dei gruppi e <lei rugg1·11pp11nwnti t~ttici 11Pll',1mhìt" <ll'lle G.U. torazznle, infine, iuu 1.11 µurth;vltu·l' imptJrluuzu. un ucccnno al q_undr1 <lf"Jle ror1.e coro1.Zt"lh..,~ iu 1·clnzloue al le t!~i~enzll t.l'im1 11J1drurnc11to ùellu « guerrn dei coro1,1.ati >>, Non si presume di es~ni-irc, 11ei 1n-,•,:cùcnli 1rrmini. 11110 materia rnstu e complcs~o, hPn~l ,11 tor-cnt·e un •·e rru 11uiucro di ,u·gomcnli su i quaJ.l ~ OpJ)Orlnno l'h~ i::nssistn 1mn rl~i• •ne (·nrrectn couwlte da paJ'te ùi l'nlot·C) cui compete l'i11111icgo di uniti\ 1·111·111.1.nte. 3 .• LP tnmttrrl~t i r he dei sinJ!nli t ,1n·i sono di ol'dine mecrnnlco, hlllico : rouo spe1•ifi1·:11nr111c tnitirhe le r·,11·:11 1~ristirh1• dcli~ unir,, . n pnr. tl re rlall11 minima. il plnton~ rorrl (cd rw·ntnolmrntP tl nw1.zo plotone). C'iò 1101·ta loi:ic,11ncnt,• t1d n1T<•1·t1111rc d1c 111111 ~ 1prc,·cdibilc l'iu,pici::o riel cnrro i~ol:lto e che J'1rnitù mi11iJ11a J 'imph·::,, è eo~titutu do due (·Ol'l'i. Di ronscguenzn, s~m1we dli 1111 1>1111tn di \'istn mitico, ii un uonsen~o prendere in esnme il c·:lri-o » se i:st:uat1 ill\'N't.. rn1.ion:lJP consiclrl'nre le u11i11\ c·o rrl del anc·<·r'l!<h·i 1tr,1,Hni i:<>1·,11·<·hiH <·omP complPssi cocrenU, :rnd1e Re per <'0$0 11011 omoi:~nPl. non clis;: lnn ri cln1tli clementi di sostegno e dnl!li eJeme111i cl'nppogglo. Q11es1C' $ono lr bosi cli ono conce1.ione vci-1, dk~ del c-om batti111~11to <lei cornzzuti per Yedcrnc fus.i. ucccs~ilìl. e po~si· billt,i snllo linen rii prestnzi11J1i e à i ijCl'YÌt il d i maccl1i111• co,nplcsse che, come lnli, non pOS$()110 ùnre pii) ,li <J'UllltO i l prol(Ctliijl a ha Jll'CYisto l11 ~etlc <li pro!lelto Prl In j!PIIPr<• cla nno ili mpnn )ler lo ~'!'n(IP1·e ciel ren. din1enlo per difetto di nddP~trnmmio dPI pPrso1111 le. 1wr larunP <il nrnn111 e1iiio11e d}I lllalPl'iole p J)Pr '1'11~11r11 1lplJ'11110 e ()ell'11l[I•(). U11 rliffere nte orfo11rnmento ,li pen~irro ('<)nh•n,.pl)he nllo t·ire,•cn del. l'impo~slhile tprnic-n. d1c è 11111 11 ifo~lnmc11lc uu ussurdo . E· noto C"hc ~n (' femen1i di ~<>a1e~1Ht e ~li clemeoti c.l'uppoggio t:5ouo coslilnili d>1 nHiglierir (di i-eµoln se1nu,·r11ti ) 11ssei.rn:1te :1ll e uuHà Clii'· liste (so~1c::11i) e dn :lt'!ij!lie1·ir cornzr.ntr ,, :1erel <l' nppoj!j!lo, le p1·\111e orgnnir-!1e delle G.U. ro1·uzzute. i secondi ,li u~Rcguuzione c,·cntnale. nJ. meuo pc,,1· nde~o, ul:i d, sliu:.lli u prcmùPre purte 01·gunicn 11H1.llc acc..'t'Onnt~ G.U. SelJu 11rcccdent~ elenrn,ione souuu,n i;1 non ,; ì: cenno di fu11leria ro1·11,,2nt;1. I n rrnlr:) ln rn11H•1·i;1 co1·nzznh1 (prcBso l'Escrd10 ilu liuuo, i 1 ;

1

, ...


l>t.lti,l;n:tlic-ri) l• lntimauwute 1l'µala ai eprri. i-ti d1e non l• ('on~ •111i1u c~on. •·•·fìil'(' 11zin1w di t·urri ~11 111.11 l'i11teg'l'UY.io11p tli Cauti ruruz:r.ali. La raull'rin n,r:11.zutfl ni,dR(·~ iu lrett:1 t·11111bi11azionc t·(1l ,·a1-ri. pr !Ce1I •1 ul0Ji, S<'.!!•H:n~ tloli n prn(•l,)()(•u,lo su ,li141inlu 11i1·1•1.i011t• 111:1 ç'1114·11rr1•111t1 t:tu;.:li ohic-t1h'l 1·ft11t11ni t.• rn 11 0,·p nh1·-a ,·1·1 ·11 il nlrnpu Ili 1,atrn~Ha l"ìitw ul 11H•111tmtn 1111 1l'lmph:-J,!fl (m1iw.1 l 101 su H•koli n1rn1.Y.Hti (4li <pii la nn tlt"nomi11;11.iont'\ o ftt>r lo m(lno hli llfl.11 i. Lai,.d;, a llor:1 i 1n1•1.1,i ,H h-n1-,pnrto e o<'(·npu 1• 1·1111s1•1·, ·n lr, ipni,lzionl rn~1,d11111P dui t·in l'I. Il c-nrntt(>l•f< r~1·111n11c-111(• cl,•IJ11 ,•nmhin11zio11e (·Ul'l'i fu111i.•ri11 :;iu~tllka

l'idre-t·11rnzio11c c·he 1c• 1111il1ì c•ornz.zatc nµ.ii,;c·nuo ~ultumo l"n·cziowilmtoJ11L· c.·011 l'<'J>Urti di utrn soln nrmn r ril·m·ro110 cli 1101·11111 :1Jl'impit-µ:o di ~ruppi (l lii rnggrup1>1-1meu-i tolliei. Iu th,fi nilh·i, 1"1111il:ì 1:111kn elc1uentnrt• t• iJ :,tt·up1>0 t;Htif•o. c•lw tl('JIH ,.,ua forma più 1-wmpJit~ L\ en liluitn du 1111u t11111pu;..11liil curri (C' ·11 Jorn nnt•hr d11 un sol(' plotnnr-l e du uuH ·om1u1;;ui• l1<·tt1:1glieri (11 . !l).

4. - PoirlH·· la rntrno,·1•-:1. ,-1 ... 11-1 1wJlo bUU pi,-s;11 n1.n ili c·nnçt;tntrnT.iun{I di rnoc•o nrl tempo ,. 1w ltri i,;p11:r.it1 1'4·1" ('Oll~'J,tllh(• rurt{'h i ~11\'('11'hÌ11111i 1U·I 1111nto nr l ,prnh• ~·;111,•11,1~ h,1111•1·r 1'1H•,·1·r,11rln. ~ innin pii) rll\rnr" ,p1,rnio rnn,t?i:rlorf\ l· lo poh'l11.:l 1IC1ll(I :ll'rni ,·lH• c-1·oun 110 Il funNl ,~ ln mohili11\ ,1t,IJC1 11nir,, rhr 11tili1.r.11110 11· nr1nl. i· r1 ltl,•111r, 1h1rn 111 potM1r.11 r 111 mohilitù ilei rnrrl, c·he 11ne~11 01111 111~1.,.i ,li ~le1.ion1• 11'!1' 11"'1 10u111m'l':1 11,11·tl. n,l.lrt• eOltrH·iu (1). Le fu n..1• t.·11ruzzHtt' ìnr,t1li ullrilmis<·on11 nlla mu .. 1 nh\ 1·:1 pnflr.~lhilHi\ e ril111i mln n •ulizzu hili c.·011 u.l!n• nru1i e no11 tflll(·t1f)ihlli ru·lmn dt•J loro an·emn, r,o~;;.ihiJit;) e ri1111i m~i rpu1Ji <·ou ~i,oe il ro.. ·h:Mc.•tio e< dh1n111lsmu ,> de llu µ'U(lor1n dei rornzr.nli. Ope1·111..io11l clì 11w11idw r~ig:11110 r lt'' "itW pr •. lm'.icmi in 111lli i g-rnclini ;,:uriu1·hiri. ~ Je,1nè rll:11·i 1 niu 11011 l'l"t <JIU"'.-1-IO cli sc..'<·01ulo pionn. uc·IJn mi. 11iurn 11nf1;1 ,rimpi(t,l,!11. '" furn,,im1i r1,.•Jnlin.• dirc11;:o r10 r111,itl1111tt 11ll· ('(•U11pl"'~<" nr,llr, 11nl1:, m<'cliP r,t\J• 1·11gt,:i11n;tère f111·111c.: cli r111rri,·ol111-e clcval · zzu fli ronrrzionP" <li ron,i,ler,•rnl,• ,1i011-11lt.) ,li • t~·111.i u11c 1wll'i111pic~11 ,!clic ( i.lJ .. tnH dn mc-th~l'll all,1 pro,·i1 ,-omn,ulauli e 111fi 1uHg~io1 i ; ,, f:Htor <'Omun~ V Pe~i~rnr.n ili nn :Hldt•!-111·am tnto ionlto t 11t·flto netli e<inip,1µ:;.rl "m4?ntullt:\ i·onror111•• n 1111 t ipo c1l ;,W(ll'l'U tlel lllllO m·ighrnle 11\'Ì qu:Hll·I fn. 10). Q11P~t\ rtchho11n conrni•·(•rc- n foudn 1 nwi:1.i, rnn l h:JHil di nn primo 1·4.•qnh,Hu: rl~hhnnn innhrCt nr,p1i fnN" il t•n o delln vnh11nzimw rpins! !stinih•n rlelle pre 1111.ioni <Il mnec·hi11e e clell,, SN dt ~ ,1,,1 1e1•1\•ni d 1 imJlit1 go. per tomlul'vi f'On Nir111•pz1.il ~ c·on 1;Pnclimr11t.o lr rorifu11.ion1

,n

tl('f .,,,.,,~ I O ,Hllt', 41,·r- f() tltt11 " "' ~f'AI IH(flH4 oroHnblt (Gl'.11, U. Ou».a1A~. /'u,t,:t·,.. J,tt,dt·r, F: . l'. llnlion A ( 'o., :s'. \ ·,, W~.41.

(l) • ... laN h, (lffi/H'fllJ rmplnJlf'fl .

Jor u la1td QUac~


2~i

]oro uffiùatc: infi11e ùelJIJ41110 (•$.SN't' 01·i(lut11li u m ia <·•111<101111 or•el·:l1 i,·n aJ t~DlllO :;fc~o SJ)re~i1ulit·:11:1 ~i uo :1ll n hlllll)r:1ri<•t:ì e• :H' \' t•dttt:·1 qunnt4~ oc·con~ Jler t·()gohH·11 m:1r,·h1 ,li 11\uio1 i 1> 1ir<t ,1..1 pPr.1.I in c·onrnu1ti nr\

•111nli non (' c·on<·ti,,.!--.n <•flmnwtt('l·t' M·1·01·i. ('OTilt'(ì l Hl'llhtllWIIIO JIV\'Pl'SflT'in NlUINk:ln·i 0

in1e1·v,,11ghm1

hl

roi·m,•

ù'nppf1,::gi11, ('OIH'(.'1 I nulmt•lll(• ~Ìmilo1j uJJc rormc ,rel]'UJ)fl0;,q,dt 1 (lellc 1111ità 1wclim11·.ic. i11 !p1·nHt.·a ;q,p lkalt..· ijct·ontl11 1wnlaHlù su;:~v1·itc dalle l'Ì(.'hirst~ dl1 I 1·11111h:tlti111ti11to di mc-1.zi 11a rtit·ulari f!Uali ~o1lf'• i mezii ('0· r·azr.nli: intcrrc11~0110 uwhrP. (K'r i t•c·ntri Ch<· ~i sn· l11110 nll' uhimo mo. mruto. ~li r J13111M1ti cli r1111tf11·io <·01·H1.1.nh1 :1 i::o~rPi:110 (lei t·u1·1·i. Contro le miu~ deh~""" ndr1t11111<i r1·01•1·NlimN11i <·hr 111 p:lli<' riprod111·01"' le 01()(111 lii,\ Ili elimiu:1zinne <·:1mri minnti :1,1111 mie dnlle rnrr.e or,linurie. in Piìrh: Hl q)lil·a11u JJrott•dinw111i Iipil'i 1lcl l'Hi 1prn1lro 1uc,hn l:1,·f1ro t~ ~li1tn ra110. ma multo ltt\'Hl'1' rr:-tl II mworu clu fan·. L111:i irnpnJ·ta11:r,a rl~I tu, lo 1•urti(·olnte ha il ~u1,et·auw11to dt•J.cli o.slu<"Oli nnturnli (i\'l t·om1n·eso rr\'1•11l 11:1ll1 ('011solicl;.1111e11w di opere d'::1rt1• in 1·isr:o Ml pn~•lli(J!'IO ,lPI <·nric·hl •·1·1·er.in11:1 Il 1·ar1n·esenrn1 i li Ai c·:1rrl) t• cli o:;tawoli ;trtifli-iuH (o:-.rnt.·oli i1w1·ti) . i cp111H ~on<, int<·~roti cli ~o. \'t;>:lltc da u~tucoli atll\' i 1· 1111 rurn·u. li ll•rrl•110 at·c·i1l~1111110. IL• :,;t·arp:dt• ll10ltu ùCtlh·i (oltre i l:';"), l l;l~!'li prc1foudi <'t1 P~lc~i ,·11.;litui~·11w1 11,:\hlf•t,li mnllo impe;.:1101h·i l' ~Jlt..1<~1 di 1wtta i11t1•1·11ixi1111c 1,t~1· al ine1,·i nwn1t, ùci cani. Mo è n~i 1·i~11a1di Lle;;li ,1:-:lm•oli t·o~lil11iti clu linl•t· 11'tw1rm1 i11;tt1udnMH. t·ome fiumi i1npm·ht111i, <'a mdi tl'irri;.:aziom: 11 tli hnnifi<·n. fOt'.s:ui pr<>fnn,li e <li esteu,-.inne 1nle d:1 11011 esset·t• :1~~h·:d 1ili d11• u1·t·1 11·t·l1 rn·e· rnunirs.i, rwr(')tt~ n1111 <·o~iitnii:.:1·n11t1 clemeuH p1·nlhiih'i rwr 11 1110,· htwntt• i11 •1uel lo slr~~o lrnc1111 nrl q1111lr ,·on prol'vnlirn,•uli nN·nnti ~i 11<rsoo110 fn1·t1 nwuu,·rnre c·ur1·i P i,:111 1111nlt• ,•'t"• tlH Htt(lmlrr~i ,·he ,·c•mp;.1iaac1 t·urri nrnrnti ::tYYer~Hri. I n t'ITe1ti fj1H?S1o lipc, cli lt~lun11i puc) l·~:-c-r<- valit•iito r1•uli1.zamlo ra pidnm~.,."'t" e iu 1111rnP1·(• c·n11venientc ftppoxiti pm<Sa.:!;.d 111edin11Lc lr11~hclti 8ui fiumi )mpoi•t11n1i, t1·a,· i ch1 p(1111.- di v1lri 11 li f)o suj:!H arcitl(1 11ti llli· nor·i. in o;::-ui <'irt·OShlllZfl fm·1•11do inu-r,·P nlrp tPur()Pt,th·nmentc• r,·1n1rli 1~é11iri ~ mnterinli "l'l'""l'l'inti IIJ!'li ordini cli nflkiali molt0 sperinwntu1i. P~r i tcrritcu-i u;.11.iomtli ~·011c·urro110 :1 r1ut~~tn litw r>redisp&izio11i da rn-etirl(•rt' i11 hHKt' ntl :tftpt1liiH: rku~11iziu11 i di nflkiali IC!t· 11id e dei n p:.1rti <:ornr.znH. Lf" p1·Nll~posiz-io11i ,·e1·1<~11,, es~l-'11zialmc11lt..• ~o lla l'OJ1s1utur.iom: tlellr <·onc11,;.ioni otfp1·h· dn l 1t1·1·c110 nl l' i11q1ic~11 ùci cu1Ti e ~ullu iudivi. <hrnzion~ d'it!ne1•nri pe r I• uniti\ (•Mnr.,.>11e (iti 11crlll'i c,11'1'isti). S~llu SUU fo rU}H pitÌ tc.1111plrlu il la \101'0 l'Cluth•u l)llÙ trinllgf1 1'(' ~hlO olln t'èdt1zio11e di ouu « tu rtu tki we1ai toruz.1.uti >> P . in, det~.rminuti <.:Jtsi. 1llla pt·cd iSJ)'h•i1.ior1t) di mahJt•iaJi t• cli str11H111·e- (spa lJc, :-1cce@8i , i:cc.). 1

1


258 allo !!CQ{lO di facilltnre lo tos1 rnzione di JlODli, ùi a1orti e cli gundi ~d il rin!o1·zo di slrutlurc esistenti t·ui p1·0,•vPdere al rnomeulo del bi~ogno (1).

o. · (Jn'allra 11uestio11e che importo rlcflnire In ,iit r,re limlnai·e in strettu attinenza ull' impie:::o cli forze coràzzate si riferisce nl compo,·to. mento clei cpr,•I, ~omemac('f1ine complesse e come veicoli cccc,;ionalmente pesanti. nei riguardi d• lle sfrode. I mezzi cornzznti clivo,.nno lo spa:<io e <111indi Je strnd() (con ,,eJo. c·lh\ eh~ In certe condizioni possono raggiungei-e e ~uperare I ~,o km.fora) e le divornno non aoltnnto in lun,:heiza ma uncllc in spesi;ore di mnnto e rU ma8siceintu sln,rJ,,Je. A lnr volta Jo ~pazio e le strade sottopongono a una ustira c.Jcvnto i mrzzi roruzznti. E' 011n cluplk.- nY.'onf re<:iproc,1 che ~i viene n Ìll1ùivitluare uei precedenti termini e ~he ~rve essere tenuta pr,•sente J>er evitl)re di uudurc ,. inco11tro n :,;1ituo7.iùni prec.'lt·enp811ti e per o,'"'..,hrre incon\~enieuH che pet· somma d i piccoli folti, se non di grnncli, ~ono su~cettihlll di lnli1·mnrP conc.-v.ioni operntivc sotto lutti gli ultri uspclU rispouclcnti e anche brillo nti. Lnsciondo dn p;11•te i iT:ISJàti per utle.ner~i n CulH con(•reH, nCJu è lecito trascurnre Il rnttn che il movimento dei me1.zi coruzzoti esige lu buona rL•oluzionc cl! unn s,•,·ic di J)l'Oblemi tecnici: (I) la 1uo1111lcuzionc (lcllc stra,1c; b) lu monnlen1.ione dei mezzi,•, in lincJt subordinotn, in dipcudcnzn degli ingenti <·onsuml ; e) il rifornimento cli co1·buranU e di lubrificanti. On cenno ropiùo al problemn delJu ma11111tenzione ~trndnle, che ,non formn nc,·es~nriarneote rn~elto <li UJ1 esame approfondilo io q11est11 sed~.

(J) U mo, 1mc.uto dclh: 'lrnll.'1 ®r1u.,nc~ dève ctl"èUuarl!J ne.I 11u:.1.drn df>Jht 11. f(fMtrt17,7,,11 tecnica. •, itnuto ((illlO di « wa l!YLU11x.lvne. J)OLenx.1.nJe t11 toni r.ustu Lr:, In ,si rudn (lnllnorto l."U l <.'Urrt unuat1 ». « 81 tr.uu1 In (',gnl clrcosuin?.11 di porr~ In atto un hworo di prcJ'l,flriu:tone, dlre;,e:lone ed esecuzione In 1:Ntrtc prellmJnr1rc, In imnc ln sede di atH1l\111onc (lel trA$JlOl'U ct1e ~I ne.

cenoaU ('Orni.mdl (di O.U. cornz1,ota) d0\1 ro.uno csstrc Ju gntdO di M\'Olgel'\! per l'esatto e t<·mJMOJS1h·o 46Mlh'1mcmo del oomp1tl uddC.'fJLNlli'>·l ~ oper:.tU\11 ti. voHn n ,·ottn n1lld:iU, (')("N"hè I tnO\'"lmtnll dcl UK?.tl OOl'Utimtl lìbbliu10 luogo tu w11turm1tA dt•UC' ek\g{'nt(' della sl<!W'@1.tl tèeQlctL • (Gcn. I:*. Su•aso, Corri ormaU ,. tlràdo ord.111,u•it,:, mv, M111t., o. ll.

novcmbrt 1~18). l/lwportt'U)7',.;I (li ,1uesu n.,"'Q.uh11!l r_. tllm<mtr1Ht1 d:11 fRllO the I l"loroll d.J l)Ortnm I.le.li{? upe.N1 tl'arte 111rmt.ull ;,ono jluut uuorn. Jltnlte dtl t)èSi dQ'.I ci;u•rf nrlllRlJ: «Tht: 101"1 liWi11l1I

<J/ l/11• laNJ.:

ICa,I

noi ,,, f'-J'Cf'.('d 2:i

,o,.,,.

The llmltfng /OClOI' Jitrè

l(!C,,I

the COr,ylN!f

ca1w.ct1v O/ tlu, C:crmm, ròcl-4 brlllptlG (Oen. B. Gl!orau."<, Po,1:u Lco<lcr, 1;:tl. a,:. 1•. Outton &. Co., N.Y. 19Z2).


L<' ~tr11cl<' ~oggrtt,_j, :l rnm·imNHi illJ,!eu1i tJi t·iu·ri rhsuh~rno beu presto dcg-rudtttc nei munti f Am·c·e~~h :1111c11w 1wllt• 111:-t~itdaitJ. qm11uJu s.i lt·utti di mn111i Rtr·rlflnli orclinnri rii lllHiPtifl li bipl<lei mit1111i IPt::Hi 1•nn, lej!auti ùilumiuo~i. l I de1wrlnwnto delle ,rr•11<IP pu,) csse1e <'O~l r,1pido cla mettere i11 trhd itiue1·u1·i rli grn1Hl(' lnt1'1·P~Fe n1w1·:Hi\'n rwnprin q111111do questi ~0110 sot10;p1)$ti u unu l'Ìl'<:c,luzinnc inknfin di Y('Ì('oli di o~ni gP· nere. !';'imp<>UC <Jtlindi - cd ì: l>cuc lll'Cl'ctlcrln in sedt· ur;,:u11izzuli\'11 nn'oper·n <li 1·t'inteµ1·0 )tOlll1'<:it:1 <.1 rispoml~nte II J:1 predi~fJ•,sizio111: di i1incrori spc>riulizzo1i p,,r mezzi f'Ol'nzu1U pel' lmwiorr Je ~trntlr (n·tH· n!lrie olln ('itcoJozion() ilei , eir0Ji ~n 1·note, i11 ~(\HCrr gomnrniP. molto 1

de~radauU. C' rilt!l'i orgnrrii.zz:uh·i cli tul g'Mlf:'11· ,,1 ,nt-t,..111nno ;tlhi \•Jllltr,tr~i r <·olll~ l'nument" delhr port11ta lo;.:is1i1·n lii ll'f•nd1i ,lrntlnli moli<• ~sc1•tilu1i e pct• c-01\\'er~o 1·elilninn1,in11c dc~li i m·on,·rnienti iurrcnl i uJl 1t-!i=cn·izio di ll'flN'Jltif"ti 1,n ~t•·nclt..' 111 q1tti\"f.l <·•1 11tli1.ioni di mn11u1cn1.io11t• <' l'~lffl'auca~ m~110

mculo pi~ o meno lotn lc ,1:oi limiti di porlllln ell(• le opere <l 'nrte delle struc.Jc ordiuurie, r,rci.;pn1nno n~i l··i;.!11(1rtli òi 1111 trilfllNl p(•Pe1.iounli11~J1te, ()<!Sllll(C.

C(")DlU1h1w·, dnl pii) ul uwuo. ~trttdr p itin(l1·:u·i ,Ji 1p1:1lsin~i ilp(l nwt.. ton(") i• '111hl J)..,•\'H 111otori. nr~fl11i tl~ rotolnmeutn p dngoJi dei t·urri e io il~finitjv111,<m•m10 itwidei·t• 11101111 ~cnsibilmcutc su ll11 cllkic111.:o delle 1111ilù <·m·1·hite :JJ t(lrm i11e di lunghi (()C'1·<·orsi. °X(\1111 g11P1·1·:1 p:l,..~n10, in molte cireost:1111.e. 1c.. ipertlUc do\'nle nù U\•llrÌ(' . 11 prr:-;ti11df'1'(' cl11 1p111 l:-.i11~i in .. tf'rvr nt o 1l\'\'(\J"S:11•io. l1:ln110 l'1l;.:'!!°ittuto l'011f.fiùl'ren,U l)<'J"<-'CllluuH dcgJi Ol'· ganiC'i ilf'i rrp:1r1i e

llt' 1i

sbllA h1 (·t'u1sc-~11~ur.n che souo ul'riYHlc sul <·flmpo

d'impiègo uuitù gi:'J minm•11tc tln ;.1,1 nrie d1e lrnnno r:l;tAiuuro (' ~11pe1·nto le 111•n1itc cli unu giornnrn ,=rro,-<We,·o le d'Ol)(!r·naiuni . Ri JJOlt~ ul>ietlure 1'11e rntri di tnl /!CTil'l'C denot,11111 ,·:ll·enz:) ,rn,·~unh:znr.ione. iuq,ru11:-tra1.ion~ n~ll'<'~N·uzlonr rli g1·11ndi tnnvimcmti , inode.mpiemrn ne ll 'a1.ione di crnoonclo e lutto c·i1) è r~ntto, run sono r,1Hi an·~nuh (' f' h C JlOÌl'!lnnO \'(ll·ifi<-:11-si di IHIO\'fl fl\HUICl•• 111)11 i;i J}f'ò\'YCdU in misurn ntleguuto. 1'1·11\'V~der'C i11 misurn ndeguntn Si!!'flHka non· Rolo ,·111·,1re i11 11•11samp11te l;1 man11lcmdonc di un nrn 1PriAIP p1·c,7.iflso. ~ecoudo noa-111e hen nore. rua ,1 n<·he p01'8i i11 <:onrlir.ione <li n,He fronte ,1lle e11i~enze di inte1·vcuti imml'<lln1i J)t'r ripurnzinni 111·genri. in :,rui~n òn 1·l111ellPPe in pffl. cicmm in trmpl minimi OJ?ni mt-r.r.o l11 :ival'iu. fie si 1·on~iMr11 c•hr mo lto nvn1·ie rlipendoi,o du ,·ott urc di 1mrti ùcJlc rprnli rum•' <liffit'il~ Jn ~oi;:tirnzion(' snl <·he f.li di~11on~~t di pezzi cli rk:1111hio ~ ,li nUr~w;alur"C idonee. si veùc fillbito rhe snrebhe i11t 11J'iu :,?t'ave e condnnnohile non 1>reùis1>orrc :,:li ut,·cuunli inlP1·,·N1ii. A que~to sc·opo orrorrc n~segnoi·e loro h1 t111alific:1 di prior·it,, a~~olntn. Mòicai•,>i l'llt-


tr111.ionr di 1 u11 i l J!l":llli ui •li 1·0111:111.to e l';)i,,1i,1l,~n111.io1w ,)i nw1.r.i rl~!I ,r1. «lf'11II 1,1•1· I(• phl 1·,uu1111i ,•n•11i1 111.e, Q1wi,tti !li (·hi:11nnnu uur,11.1.:1tt1rl•, pul'il ,lì r i,•111111,iil 1• 11trrno cl'111wr,1 r..pp<·ialh:1.11tu. l'1•tt\'\'1•flimp1HI iulr~11111l poS>-n1111 ridu1•1p 111·1t11,•nnw11tr il 1.(1 1·11 h• pr•·· dh<' tli lllf'Z.7.i J"ll'I' ll\"lll'lt\ ,Il t• f11•1·izlo, (.p uOi..!111• 1•ip11rn1.iunl (li (i.(T , (1 <li nn lhì 1lt'\hhono 11.t-:-!Prf• anh·ul1HP, d 1111~lo t·opo. in ~(tmHh(' d'intt•r,·ca\to n:-:.:--r~'1111lr nlh• <·t1lt1111u• t· ui:11 ~h1µ,lioni 1wi • •1uuli ~ì nrli<'oln O!,rlli O. . .-·nru:r.r.nln in mm·imrnto. I.<• qwuli·t• d"lntpr,·('n1n tlt1hho110 1.lli,;por1·l· li t•m1,:.!'r·m• rl11tazin11i t~1I c~l"r1,- utlflNlll·ultt prr JH"1n-,·t•1h•1'(' JH't.·~111 t• lu•nt.•. lle,·t· f' .-...•r1~ sll'~1'n iu1pt!µ:110 di 111tti. flui 1p11ulri pin dP,11ti ui pÌIÌ UllMle ti e eeulllri. di pm111r~ in ,•omh111tim~1110 il IUU CX, ,lei Ult\1.1.i iu dnrnzinne. Lu st i·nda nou tmt mnu ~oltnnto i mt•z1.i. Uen• cd u11d1e µiù dedg:1 menW il 1·:irh11ranl<'. nelr<•rdinP tli 11:-<r~t·1·hi litri JJer .-l1il"11wtru (Ila ('i2111u•· 11 clied. 1prnu1lu ~i trulli di mocl,•rui c.·arri 111 •tlih·Jtt·~H1Hi), Ili l'Oli· a se:;iwrn•.n il t·1111t-111111u 11 ·r ,·hiloru •11·0 di 1111;1 {Jh·i~im1,• ,·or:t1.z:,1;, hlllH..>1·:a li reg'nla llliil lu1111ell u l;i t' 11wzzo1. l·U ~ulta •l~ii pn~·t•1l1,•11ti ,la li ,li mu~imn l'hl' il 111,•Llt.!rm1 dt•I rifor... 11i1111111111 •·arh111·n11li f• 1m i pii) emer~enti m•IJ"imJlit.1::0 ili for1...t• f'(lf'HZ1.u11• • ~ì mn11ift1 s t t 11110 il tlnplil'r ,n~1:>etto "tl i fure gi1111j.!e1·• J"uii111e11to d(•i motori a 11t.rt:1t:1 tlr•i t•nrri dopo u~n i ~iortnllll tli OJ1t•ra7,i1111i e di pro~ <"c•l••rv 111 pie1111 ,lei fi<•r o:1tui (•111 l;(IU u :oo litri 111,r <·arro) nei tern1itù più ri,:trrl li ili 1~11111° per I siui:uli mrr.zi r per lr 1111it.ì nr1r1111i.-lw (<•on trnd,·11r.11 11 rcnli,,,.,11·1· lrmpi 11011 s111wri"rl a 1~· ;- ~fl') . • 1 011 t• iu fl11\•J;:tll JWlh• t•h1• i pn.,w .. 11110 imlh•ur1• lp i:,;ilm1zioni 11l (otto (I ,p1niz.1.a1·,• i p1'n\' \'Nlimrmi 1·n1·r(•ntl 1• di nrgnni1.z.n1.innfl'. Prr il mnnwnto t· 1-,11nl<·h.,,t1tl' :1,·l'rt· pn:::to in lm·r• 1111 prohh•nrn IHrn<le-rot=o Jp c·ui _nl111.ion(' iu lf'r111i11i oppPrl 1111i ~ i• ~r111.ii1IP p(\r il remlime11to opllrnli\"o di forze ('lll'U7.7tl11 •,

li.• Ln lll(lhillt,ì ,1,·i t·unl e ,lr ll,, foi-111111.lnnl rnr111.1.,11r ~ 11•11m ntn 111 nllesn e rii ,llrr~n: rse11 d,•,•r e~sr1·r u11~l,110 1•olllì mpg1rlm·e rlllil(en1.n flcl u 11ur lo tlrn' c·f m·orrmw mnnntPnr.ionP di mm·<'hinr. t~m~tl\"ih dt~i riforniuwnti. <lt-1111 prnl•' ~i 1' ;..,ii,l fnt,o ,·rnno. r t·orr{lttll ,·uh1tn,:;iorn.• dei trrrPni t1'impir!{o (rt(·o,11b.iom·) . •\ !'>..,.it·nrurr In murnH--ra dfii t·J1rrl oudw lt1 ·1,onc di cllnl"l le rwrcm·· rihHit: 1\ impt·~oo 11',mor1• ()(1or t,1trl i Jtraclinl (li t·umurulu clt1i rrpurti (•Ol'fl1.1.111Ì e Jll'O\'fl tll t·nrn1•l1Jì pror('lSI io1111IP. X11111rnlnw11H• non ftnp o P "trs.<11. 11er<'11~ <lrvr 1rnfll'l't' o s 1111Hn1..- l'n,'\·1·1 nrlo nnrhe In questo rnmpo 1·umc ulto prop1•1lrnth•o per 11111111.•nrrr rini1.l11tirn drllr OJJHII · 1.lnni e in d ll11ilim ron rgulrr il sn1·rrs;,,,. I II purtieulnrt• mm du,·z·1\ mui n<.·t·ncJcrc eh~ su ùi uu lcrrl.'HU ~iutli<·nin impcn·iu pc>r le pruprÌ(' forze 1'i d r:bb11110 vedere 11cl·cclerc. forze 11 ,·.


n·r,.-ari<.1 IU.'r r;1rnC\ prC'1lf'lln ,H uziu11i 1·11P 111111 sut·(òhhr f1u·ih• 1•n1·n11, (sc,r.

I'' "~" l(l,:tl•ll<'a ,, rnui<-n).

\"al~m10 u tl'll·JOtlo sc·ol"' )11 pr111i,·n ,11°µ11 '<\':tl'l:lli pru••citli11wt11i 1N·niC'i

r fl'impit':,!tt t•l1t• 1·on>t't1tuu11 il pu,,n:ui,, dPJ:li 0""1:u·oli. l:1 ,·uuo~,-..,117,u a1_.. prc,fnndiln ,l~I t,•tN}t1h, lto l•N•tli-..:p, ..:ixioui h.1 mtw ...1\\'t· 1,.,,.,111• ""ull'urc·t•rtu. 11wn1n

•11'111• ,H1lkuh:ì ,ln 1i&111wr:1rt.1 e =-,nl prt•n•mi\·o t1Pi nw1.1.I 1h1 impi,•-

mrn t·o11tlnt111 nywrnth·n 111.•IJ,. mi1101·i 1111ic1) t·:1r1+•,h• t 1 ,lt~I ~illJ.!:"li r,u·)·i ;i1tdUl'( t :il tPIUJlfl >l1P..,~o 111MHt:1l:1 111•r 1,•111·,·" ,lui 11w11.l tot,,. il r(•11dimculu 11oi->ithllt1 in 11~11i ~11,1:1zio11(" P JH~1· 111·,•i,.,Pur:11•(• ,,,w~1'11ltimi al t·o111buttimC'11to nf"IIP rui:,:-lioti ,·owliziuni ,li ,•tlh-it•11z.a 1111tic-u t• h't'Jllt·a Per •1u;.rntn ri:,:n:1r11n il t•,rn.•no. (-. im·oml,.·111.;1 di t·oma11tlan1i tli <ì r .. di r:l,::_:.!rttppnnwuto e• ,li 1,:rup1H• l:11ti(·o 1·ur111.1.u10 ili :,,i·P_:.:lit·1~1· i tp1·rt.•t1i tl'imJìiego, 111•11111utlrt1 tlPJ 11i1o1 :,::110 11Jl( t':IIÌ\'O 1l1•l NttlllHHlillH1• th,1Jn f:,l· . di hnun~liu (tli ~ t•d ,·<·11hullnw1,t~ ,li :t' 111'11i11t'): 11i t•o1111111tlnut1 111 uti• 1101'~ nni11\ eorn1.z:11a S;fWttn l'hìtlivith1uzin1w th•ll1• tliH·1.i1111i t1'11Hur<·o o r•it) in :.t("ll('rulti dttllp clire1.innl tll mu,·im,•uln, Ìtl •lip41 1Hlflll7.;ì tlt1;:li ubiet. thi U"'S<-'trnnti. :,:i tr~Ut;\ 1\i ,hw (.·ampi dh-tlntl 1mt 1.·011 lar;.:h1• 1.orw c·o... u11111i. J>e-nh(1 t romnndi sHJWriori. Jmr cl<·d•lMHIH In hl!'lll JìH1hl,~111:1 tl'im .. plt•;_!o rw] s:110 ,•nmJlk•,sn. ~·tot"· iu hll~t· a ~i11t1•..;i 1·01111n·f'11to.Ì\'t•, dt•hlmw, NmlJllf'I"(' imp lidtn11u·11lt:' il rit·1nm~l'i11u\1111111t• lli 1 1'1 1·c·u~tnn1.<1 ,li 1111011 i111pi~~o ~lll't!',

1

1

1

Mllr

1111i1,) 1·111Ti~11· •• \i 1·111111111111

1

iufri-iol'I

h11·u111h1•

hl

11•,111111,111,ilitù

,1~11,,

t•n1ul111tu tuttic·n d~II" mium·i t• mi11imt' 1111Hù ,, IIC'11e mmThilw ,iugo)('. ln ,-1..,1:1 ,li r(•:1lh:.z.;IN" in IN·mlnl t•t·nnu111ic·i tli 11w11.i (I di h.•mJ"' il tlh•rzno op~r,,tho \11 t·or... o t1°<.'H"t.'U7.lt1t1P, [11 t uUI i J:l'Mli11i di ('11111,11ulu t• irn1i..;1u•111,,11hih• 111111 uppt•ufon<llrn C'CIIIO~C('JIY.11 ,1t•i 11\('7.7.Ì ~ 11110 "'tl'f'HU ;-11ll;1l:i111t•lll1t, ,pwli poi,.~11110 IIHl'i('(.'1' (' 1111 un a1lilt11,(lrumf"nrn in1,• IJi1,w11t~ ,. nr·c·111·,1111: 1111 1u1rl<· tlt•I c·o111aauli snrwrinri. 11u·:1,....,0J11tn <•01111•n•motiOtt(' fii fJIWI 1·111• "'Ì 1nu\ l' ~i clt•\·1• 1•hit"t.lcrc ni c·arri: fln pnrtf' ,lf'i c·omnntli in ... uuortlim.-. 11u·n,.,ul11ta tlt"lll:r.\ou,•, pN•· nw-.~a tli "lrn111• prestn1.ic nl 11t1tic·ht.) 1• t•·•·uidw. 1

7. • ,\ fH npoi,.i 10 '1i 111nl1tli1t) cli 11w1.1.i t·11r111.1.111i nw 1·i1n uth·ur.i11111• il rnttn ('hl: OJ:J,CI m•1o.~11n:'l 1111it1, ,.,,ruzznrn ha orn, 111ohiliti\ w11 k11 piu•i n 0

t111rllf' n-t1H1.1.1ttr nll'n,~n•ntn 111•1111 11110,·11 u1•111:1 m·I IHli-1"4 tid :1 ftllt'llf' im1,ieg-ut~ n(>II,, primn fn1.:f' dt-lln "'e<'nndu (f1wrrH 11uu1clinl1•. l..f' ron.t· :,:t"rmttui<.'be, hnnnn llC'N'01"80 l.K-11 :JOO krn ili i111Uttru :,:iot11i tlopu Ju ,.,_-fotUl;t-

tli ~f'flilll. A\·e,·u pl'4•k1Pt l11to nll'c,1·J,tu 11 izr.,11.imu· 1• 11l l'i111pir;.to di 1pt1•Ht• ft11·1.t· i l <•rtH~1·lo di llflll mohili11) (( rl1 ,,·urn111e u af1lflu111 u mt'1.1.i nw<·t·:111it:1,:ui rl11• n;.d,·flno l(otto 11n'u1le:!'11utu ,·01N•r11n·a at•n•11 . ~ la ::uPrrn fc,,.)o~ t·outir111ntn rwJ IHIH ,i ~ur<•hl,PNl ,i,ti ~ui t·11111pi di h11t1uglin. :tllineuti <"Oi (·arri ortlinnri. (·atri ,·orn1.1.t1ti 1wr il 1rus1wr1u

0\PIHO


•' 262 ~li f,rnterill, cnr1·i epor.zamine, cm·rl ln1wlngH~ e lu11dufi11mmc. card 11101·lai. cnni $otC()1'$0 e COl'l'i cli r·ifornim~mo. S:trcbbe m:Jnèulo 8Vltn11lf1 un cmrnonc- SPmm..f'nte ,lit "1ttnJJ1,gnn. fle-1 t11rnJe non fu iul uirn allora Jn ne .. <·e~sirn. nrn si s111·cbbc m1mifcslul11 a (Jici,o la ten,lenr.n vel'oo (l.U. eumpletnmcnte ro1uzzutc. sccouùo unu ,·istone sn!(it~•tin1 r c•on,·inccntc (e). Si può ritenere che le cuusc lll'ep,1ndcr·unti ch'lh1 de\'iitzlonr •·i~1wno ,,nesto indirizzo sia111i sh1tc l"a1Tt•r11t:1~l clellc nrmi controcurro c. ili Jiuea subonlinatn. l'ind'i11:lzion,~ Yer~o J'tmpie~o di mcr.r.i trm]izionali, e per di pii) cll~ponlhllt, eomr rnnlrrin e :wlii:lierin. Xe son<> $tntr e'lnscg,wnzn J"a<lozio11e di mezzi per elimin111·c le difc.e rontrO(·orro e 111 comùina7,io11c lrn carl'i e (nnh•r·i:1-nrliglirrin . funt~riu e nrtigUerin molorizznlc e uon corozzntc. Orn le nrmi n10101"izznt~ nou SQ1tO completamente idonee a cooperare !'ni m~1.r.i cornzznti e d'nllra p11rte è noto che og-ui prQf·edimento cli coop<>1·ozio11c. rli per si, un comrronwsRo in ma11(·nn1.~ (Il nutosuffirlenzn t11itic11 ili ,,,.·.,rnu1. è """ c·nu~,, <li ml-. ncu·e m,\hilih' h111ic·n olrrP t•lw di <li llirolt:\ pN' rag-~iuugen1 011 ~l~nìlo re11(1in1cnto 0<1)er~1ivn. Anrhe ln mnncnnzn di c;an·i rirm·,nilm•i. 1wll11 sprdr di cisterne coi·uizulc - ,·eri enrri-rnu~rn dcllr rorr.e ('Ql·nzznlc bn importato $Cric (liJllcoltù per ijUpe1·o~e le rr·lsl <li 1•iror11imento cvm· bu~tibilc. « lle,we tl,e c.1:tmm·tli.1111111 present sit11,,1io11, tlwl thouflh llte 11er(crtio11 o/ fi!1Mi11y m11cltiM• /trr8. -•ittue HILR. ,·isci, 1,fl lenp,• 1111d bo,mds, simultrrncou•l11 //,cri) 111,.1 bec11 " ,11r11·/:e1t f111li11f1

lily -

()ti

in f/6>1el'fll mobi-

1/wt is . ;,. lltt <•bilil/J nf /lrn 1111xilirrry <trt>tk rwd ,er,•ires to tv,n1lf1"11II' wil/1 /111: J191tti11y 'llwcl,i11e$ i> (e). )Ja pr<-gentP ~Hunr.ion~ è tontingcntc. m)n (lefìnirivn r ogni Hncn evohuiwi (1hr rc,siitnisrn uno più pillr\a nldll1r1i11(' (li m11uo\·r11 ;1Ue l"ormnr.ioni coruz.;1,alc è do t'onsitlt'1·:1re mN·itc,·olc di utleuzione. i.Ui4,.·hc se do"cs~c impurtorc• la .-e ..isione tli en11oni che o~gl sono ritenuti ~:rnzioooti dnll'esr-el'icnw. 1,111tò più d ,e linrc dol genere ~ono lpl'i::1111einc inlnite ~ tu p;nh• 1·rall·,,1.n1e per cffC'1 w rli una conto1nitnnl~ evo lozione <li mi,r.r.i e cli prot·eclhncnli. D"nltro r·nnto 01·rorrP, Yin<·erc. sempre in questo Ordiue di illCC, ll)!lli renilrnzn o schemnlizznl'e e,·rl'~siv11mett t<· lo rorme ù"Ltnpìei:<> delle ttnh:\ cornzz:itc ccl " lr~ni-e iu rasi cli 1i-oppo ah-e1t :1 intrl'(liJ)PlHlenr.u cnrri e fo 11 terin. pe1·èhè ne risulta infil·mntn l,1 capodt:\ mono~rirrn delle forlft:17.irmi c•niste 1Jer elfo110 clelln minore ,1ttitn1line olla m11 1111\'r:t ecl 111 mu,·iu1t·nlo tt>1<•c·e nel t>lflljlO tnltko deUu funlcriu molol'izz:tl(t e in dl'fi. nitl\·,1 pofilo in soll'rr·en1.n il r·rnclimcnto cli mezzi pnlcttti e c1,stosi. Qnr81:t coml.fr11 nr.ione d ' nrmi. cfoll:1 11ttnle si ,1cce1tn di bttnn g1·:1do l'importanza :;etterale e i11 111 \uni ca~ì hl uec·rssll,\, dPw tn1clt11'!<i it{ atto <1011 con fu 11tel'i,1 mntn1·iz1,:1t,1 rhe :1Ai,c·• A<·Pn<kndo 1>er l•mpo rlui


203

-mpz?.l tli tras1>orto mn ('(Hl una fontcriA ('(>N11.1.nrn, ln quale segua da vieiuo la proj!re~;;done dei cn1•ri e- pos~n inlc-rvcnire II l'i("hiesta di questi in un ',llternanzn di nzioni ,1cllo ~t>uzio e nel lcmpo che M<p1isrn unttà nQn innto In contem1101•n11eil:) di ,·icc11dc 111111 nto ilJ icleutlh), di obiettivi finnli e nnchP intPrmcdi. r,; ,·i:11:, lè inlf!J'c><.sc sono molli ,1111-i punii dell'pnnllsl istituito ,·olle precedenti co11sidc1·uzio11i che si 1·ifcrl~rimo ,1 lln pr~umibilc evoluiiuue nel pru:;ello dei ca1·1·i {ti.po e s11 i:omn, Armnmento e suo disr;o~iziorw, attrrzzat.ure ucce~soric, comr,te::>i ,;ijsion~ nott111·11:t e radr1r, ere.). ui crf. Ieri cl'or,::uni1,zaziooc di \lnità Cl\rriste e (li O. ll. corozznlc - secondo e.be consiclenne qu~li s11·111nenti pe1' assoh-crc compili chi, ~i 11os~ono sintetizzare nell'nlier11,olin1 <<<'Pntanl'l o 11ricti 11. ultellnath·n thc nou è uu giuoc<l cli pnro le ma~, riferl~cc· olln vi~i,111c di ur.ioui profouclc iu q,rnd1•0 ll~Mte:,;ico Od n q11elln di nr.ioni di sfondmnento i11 1111 q11ud1·0 C8lleD· ?:inlm<'nte rnttlro, ,11 criteri d'impiego tl11• la l1111i autori hmmo ritPnul o di pot~re siutctizz,u·c col le formule(< iruen,, dei rorn1.zn1i »e<< guerra coi coruzzuli ». )iu la lo1·0 ll'otl(lZione, per IJlrnnlo rir<·n di spunti su,::ge• -sti"i, im1iorterebbe lo sv-ilu1)PO del l(ll'e~<'nt<' snggio ben o lt ,·e i limiti pssuoli. [n qnest.1 sede RI limitnno gli npprer.zomtnti in wà1c1·i3 olio Cor1uula?iiOne del contotto che •llnzn diReonos,·cre l'e1·~111111Lle 11lilil,\ di carri a,1·1uati u stislegno d<·lln rnn1erin. Rccondo un criterio d'impiego emerdu si.I, d~I ~orge1-e cJpJfa ,ano1•11 urmu e sancito <lll llu slessu dcnorninnzinne inl~lnle di rnrrl , rn ;.~n lto (clwr« d·o.~~0111). l'ioì: di mcr.r,i clu iuipie:;-ure in 11110 pnrHcolnrc fnsr clell'nziorw otrensil'a delle urrui trod izionull, SP· rehhe ronrrnre in modo ecc·essivo le 11osgibiliuì cli 1111':l rrnn cornz1.n tn se nou Ju ~i or;r;'loiizà~e, 01,<.]inilSSe e impie~<lSRt romP nrma n R<?. 1;tontc. do inserire in un (t'lllìhO ;te11erulc rlella hn1tnglln nn1.irM io &em11lice r,m~doue s11s~l,lhtrin. pn1·tf•1·i1w di nnu ,~is.iout• pii\ l'islt'etla d1d tom~ bollimento rlelle ;altre nrmi rrl e~srn1.inlmentc cklln funlcriu. In o1tri terminL l'nrmn coruzr.u lo è 1u rimn>vula tavollct·ifl dc;::li el-:!~rciti moclcrni" le Ci.r. corazzale sono u1l'etli1.ionc. rivhst:l f o~t.{lot·· untp, dcli,• CT.C. di C'a\'olleria e le 1·innovalrlci delle storlrhc imprese di qnest'ullime. del le <1Mli r« condolta ll~lln gncrr.1 hn n,·,.c1·tilo lu mnnrnnzn dopo r·lte il rn,•nllo ,, srnto hnncll to dni c·ampi cli battaglia. l'('•·rhè rr,1 venulo II t renr,,i un vunlo (li possiùiliti\ e cli mocfalit;\ di 1.uu110,-ru e.be ero n~c~snrio colmat-e. E' O\'\'io cche foruwto per t111esti ,·omJJi\i imJ)e;.:n:llivi, cui <101·1·,111110 confor111,1rsi iu·mi , melotli e me1n:1 lil:l ùi comaudanli e di esecutori, ,.,11~\ fndle ,Poi" 1'11rma corcl7.1.,1la di 1·ipl~nre n ogni evPn ien1.n s11 inrombenze pili modeste qunll poh·M1110 e~$~r<' olrertc dHlle ~sigpn,,e di C"oo11eraziùnc nel quudl'O di O.U. 01•dlnHric. '.\fil non snrebbP ngevole 1n'O('ederc In


11~11 i11,·t•rK11 t· rp•t·slo t L111 11110,·11 \' dt:t·i~1\·u 111·;:owcntn p •1• 1111ii.11h-.are t 'ull'l'l'llllll~i ili 111111 do111i11a tl"impit·~u t·hL· IL'll,!!.U l'Ullto 1lt.•i l'Ullll)ili ~ll'II• ~\1

lPgil'i du ;1~..:uln·1·:,;i cl11l11' H. t ·. 1•or:11.znll1 • •~.• l.r:t r11orn)1•n1.l,1rn1 1·n1"1'\.r1111,.,•ri11, 1wf 1p1111li•,1 cli mm Ci.I'. ,•1waz t1t·,,uis10 111-1p••1ti 11110,·i ,1llu 1111·(} cli c·o 111o,ld1•1·11zlo11i 1·h1 1 ~mw lo ,w;... lnp]lo tli •11wllt• M't1ht• ~il111 11tlt•:-.,;o. 1;:· cl t1i,tu iu~i1Ht 111 1wr· la pi1Ì ,tll't,i1ta l'UPJJC!l'i11.in11e tlell~ due ur111I ma 11011 i (·nnsirlt•ra, 11 1p1a111u 111ru11 mm ' i cl:) il ihn•oto [IP!:-u nl r11t10 ,·h,~ <·i)optn·:uio1w \• und,e ~uhm·din,11.lo1u• dl un"nrmn :i uu' ulun, isr non nhto 11e1• ri~1~·1ti1 d'l11..:111w1·ubill ll~iµ-t•n:i:t.• tel'11idlC'. ,, rlw 11·u li• t·tmt-l•Jpit•nv.t• tli ama H1tl,m·•lh1aziut11• n.·•·iprot·11 1111tlt11 •rrutu \'l b111tn •l'ot·ùi11m·i11 •·h1111Jli1•aziul1L• d ' t•Set·111Jt1lll 1IC'n1tlP1t1.U lii UJ0rt.h•n1L• é diuliHIIÌIH l'(IHtlllut:oH IO ùPi m 11.zi piit mauov1 ir,ri tj più polenti. n ~J t·uso iu 1su111~ i t·uni. Lu giust11 pre,·it1it•1w ,·hr il tn111lmttiuu·nto 1r:1 ,·arri t·m1tr11ppo=-,IÌ sin J'uuo pii) i1111,u1·11111lt• 1h•U'irn1til.1~u tli IUUI (Lr. ·oi11zr.nl11, hu l'tfn.t.1llu ull'11clozim11· rii 11nìt1l 111011111·11ljlir,, nrmate nm pc·zzi tt•)lrnli. dot:' tll uni ti\ molio itlunN• H cc ,;.m•c· la~1l1'\~ n nniti\ Rimil1ni. L 'utilizzn:r.ione di Pnnrn1nt roll fot·re ,dodtù lnltlllle. 111011n pted~i. t•ou bl'l'lllldt• 4.'t'l'•tl'(' h1ttlu10 1i tnll µr:111d l p t,1ltl'l i11?.Ìnlll' rt•rnl(.I rnerio id111wi I ettnl ul tiri al ùi sopru (l.;11,· 1u-11p1·ie 1rupw•, ho ,,,..,.;e n~i te1·1•ent :1ilf1lli pl'r J' i 111piti.~u ,li u1L•zii t·urnzzali. ~ t lla uula l'n~i~ti,·a t1·iJupit ~0. il ,·n~o « ruutl'rill uvu111i )>. prr tp1u11to h•uri,·um ·nlr rh1i11l11hih· 111wlw iu p1· •:it•111.11 tli truicUuric mol1o ti,.,... 1111•diu11tt· tiri 1111;,!11la1i. 1li,-i1•111· i11 prali<·:1 l!lTt'ì'..itiualt• e l'l'~h1n11 ~li ahl'i 1hw t•:1::i: u rnnh1 riu rlielro ,1 e 1< f:111t 'riu 11 ul1ra ùireziuue fl°n'1.Uln,

1

... "I

1

1 ,

1

1

1

I

~inur n. _\} 111( 1111 in li1ll'u 1•0111·1•1t11nl1• 1111(·. li clm• 1·u~i 1·t~i(l11i c•uiiwidono J)L't• j•l1(• Hllt'1H· tu.>I l'il!o-11 cli (I r1111tert:1 ilit•tro)) J'idt·H1ill cli t.lirt):r.io11e !ili \'(•rifh·n 1

ltÌ''"'

(' I in (Jlff1ttlnu1. :-:i n!'l'ilh_·a do(i nellu ~pazio mn 110n n"'I tPIUl)O J)('-r 111 11t••· •.-c~itù •H ,n~tiu:.,'11c-rP le fu~i 11'impic;:-o uJlo ~(:'O(JU Jj trume tut1u il r.-mliuwntu t1f'('t'!i-..."-Ht'i1, e di cviltu'<' 1111 ~ul1Iet1su111e11tn tli nH•:r.zi c·htl or. frlrt·hhr ,mhnmo ~a,:omf' prr il tiro 11\·,·c·r~ari<1. ~~mrn ,•oruropnr1lln mii,\, 'i pnc fJUimli c·•uwlmlr-rt~ dw un'nr.iunc mNm sen-a1u dPllc du<' nrmi, Ui1 i11111u im•,• tlnpu tulio ,;:u lh• 1•lrPtlh·<· t•nr11Hrri ·tiPht· dri m('7.7.j •·001wr,1111i (' 1·nnsibl1·111r 111 nn,1 ,,o\iwl,len1.11 1H obieuil'1 (n. 7) ri1111ns1n ..i,• i11 11ni1 e-( indclPuz,1 di dh·1·'l.ioni In da~tu nn fn!4<' tntlit·n vif'nr ,.1 hn:()tu·si t·1111u! ln,l::"lr-n r011:ow;:: 111•nzn . In ,lPfini!im. ur• I hi110111i11 i'lll'l'i-rontnln ntl111110 ne ll 'nmhito delle ulln11ri 11nit:\ 111 1 111• 1h1i;i Ht•u.i, i 1·111·rl c·u11iJt1is!n11n µ.li ohiNti,'1 P lo (11111c1·i~l 1·111•HZZOW 1•ilfl\'II t hll'l'i iem~li ohiMth·I 1·a~µimni ~ E.l1Jl(•r1H1. 11 01'J,:ll1frn.:t f) li (·m1t=l•r\'u t''HIH· 1•r-11 ni ili mnn<wrn e, <·tmw rirrdi'llP [H"I' In fnf:r

•'


innne<li:1 i:1ment(! sutrc~.-.ivu cl~lt·R :dnnP d'iusieme. Fns:~ imme,tin1 :1meule ~ucccssivo . cioè senzu tempi d'nn·csto se non lmipOiili du str, Hr P~i1t~n1.e terukhc, ccl in q11ts1o ttltcK_~inm("nto rhmlt:-1 t·N1li1,1,utr, il 1liu:11ni~nw ,lell'nzione delle (c>r1R <·ornzznte. Il compito prlnc·ipnl(• ,, s"ollo dni r,nri. Qtl<'llo elci runti nnn ,·, setondoriù. perrh,' es><enzi:ilr: i· s11~siclint·io, come del reeto ,, sn~•idiurio q11ello nell':u·ti;::lieriu e 11oello ,lell':"iuzione <l'n[>pO!(l(io dire1tu. clri qnuli 11cssu110 snrehbr <lisp<>~tn :1 r11ruc u meno. Le ttl'Ce111111tr ron,irlr1•,1zi11t1i ,·nlgoau per l'ipote~i di co,nlop!timeuto conlt•o nn nemi<;t, ht movimento o c·omnn,pw cfoholrncule orgu11iiznto. E' pnd fko C'l1e t·outru soliti<' or·g1111i7.ittzi011i tlifllusi,·~ l'impic,go rl<·l l·nt•1•i arauti non è consi;,?Hnhilfl perl'11t1 ufoutorin, 0111 t'· nnthe e,1i1leule t·be ullorn Ai esn.ln dnl quodr(1 delle minllri unii:) . !,'azione~ ailltlat:1 iu pr·imo tempo ad 11lfre forze, di reguln 11 (l. I'. 01·dinHie. I,, tJue8tl lcnuiui si cscP fuol'i dnl rnmpo <lelln coope1·t1zinoe torri-ruutcriu . pPr<·h,1 ~in\'Oltn In coopernzioup ai nttu;1 nel ,,u:idro cli rlù !l.lT. (Cl . Il. ord\11a1·ic ~ C .U. ,,ora zzale) e <tulll in quello ,11 111111 ~ol,1 ~. P. N11·,1n111n. ~,, riy111f:1 uutoriz,rntu In pr,•vl<inne (li nn ìnrpic~n JJiù tlirrnmlco e anche più s1n·cpucliq,t1• ,lPi 1·111·1·i. p,Mh~ 11011 sono " 1'1Je8auli1i du repu rli di f;1 nlPriA il cui intt•r\•en10 <!.O'l•Uho iu òperaz.:ioui di ~pi<:cata d inflmil'il:) Ct>stituisce sempre 1111 prohlem.1 ,li nr·<ln:1 ~ulnzlonf!. I reparti di fanr,•rin eotnzMlu Jll'<>é•'<loun 11 atretio JJnl'tolo lullitu dei reparti <·01·1·is;ll e iu1en1e11go1Jo qu~mdo le circostuur.(l lo rkhicdouo. coUa ccl e· r ilù con~enlitn <ln1 mcr.r.l cli 11•,1s11ono ,li eomhnniml'nto: le !lomnnclc cl'intet•\'cnto so110 compilo del cmn"ndn11te 111 !(l'llPJJù t• ùl 1·agg1·nppume11to tattico CO!SUluili dall,.. 1111it:) delle due 11ru1i. iu ,·ista ùell'nseolYim~nt o delle iocombenze di or!!;ouizzuzionc e di conscn·uzione dei:rli ohietlivi raggiunti. L'nr.iolle di nuclei di r1n,ti rontro i 1f>e1.zi co111 r·ocar-ro ul'Vrrsnri ed In geu,•rr· contro urmi rrmlhili s,·elnteai 11Jl'11ltir11u momento. pr~,·isln da tn luuc norme 1flllithe. esige nn tvmpo determi.uuto dnrnnte Il qn11lc i carri lll.011 pos~ouo S(>store in 111\cAu rhe ~inno state messe l'uo.ri di combnttiuienw l~ armi co11t rup11nstr. J/rl resto i cuuh'ocut·rl 11v,·<!r><:1ri pos. aouo e debbono essere elimi11111i <lni cnrr•i, coJ 1·onN>I'~" dell'urUglieri11 di sostej!'no e dell'n,•faziouc d'appoi:gio. flintervcnto di fouli e di pionlnl per· l',.JimluazivDe di rnmpi minuti esige Hnch'M$0, e rur~e In mnniel'u più d~t,•rminant~. u11·n1ternotirn nnll'iu;l,oue dei carri. E• di,. Jll't•vt'Ù('l'C cbr I ~;1rr-i possono ri<-e1tarc di pne,.. ~lll'1! oelle soluzioni di co111innltà ,lei <'nmpi minnli 11 di og;,.•irurne In fronte prr portarsi nlle spalle delle posizioni nemic·he, quonélo ~u doto 1


2-06

uc,·crlnrc rn1,irhrn10111t• i lillliU ùellc zone miuult• (1): in cuso div,•r,;o dehhonu rnçeo)!liersl II po faioni retro,;lami p!'r ovllm:nrc ono,•nmonte qonntlo siuoo ~tuti prutfruti i vnrt·bi nr<~nri. Tu r1Pfini1im de,,e re Cl'\' fott<;> dl 111llo per mantern,rc uJl'uzione dei rnrt·I il rlt111n rnriclo t·be ' Ja loro rnodulitj) tipi ·n di impiego e soprnttullo In l11tn for:t;:1 e lìt lùro rolltllzi011(' rli mng-~inr l'("ur1imrnto, A qnrHta e1l11t('zio1w, diffirilmr11tr ('nnlro\'Prtihilr, dphlwno i'flnfnrmui I lu coope.. rn1.ln111• d,•lln f1111fe1·l11 ,. rn1.1.n10 , enr.n ~,·ce,.tone, quelln di 1.-,ttc le nlfrt nrmi c-hi' opernnn n ot,114",rtrn dt•l ,·nrri. AIPatto pr,l1kn è ,liffit~iJe din' fp1p lc- sin Ju mi;;liore lnlHt.11 , 1wrc•h1; il l('[npu striubte e lr iufurm1ìzioni ~ul,uemil'O :i-nno di rr~nla inrumplC'tc. ~(' ]o min11<•cin pill ('on i tenl.(l l" du1n itni Pnrri n,·,0<1"N:nri 1 l'ntione de,·e e ere condotto dai rarri con lo Ktrcilo osteirno 111 rnnterlo, artig.lierj;i e <l\ inzione iu 11ppo~gio diretto. , 011.-. <·nmpiti de-lln fo.oterin e clc1l'11rli::-lirri11 dì nppo_J?ginrP l'ntht('<"O rlf•i <·urrì (' di imlm111tire rnpiclnmentP 1• i1.ioni ,lirensiw r.r. n pMte,:ionp di ,011• di rirle~nmrnln ~ di srn,ta !!elle JJrnpti(• 11ui1à caniste. per Mn.enllre lr,rn <li tlnnnodnrsi r.: tp1imli tli ripnrtiri• ull'utlut:co. Su tiueste 1.KJ9i~.ioni ~oraono condotte lt- unit:\ <·nrri_!ii,:ifl' n,·,·rr,11rit1 nl tonlrntlut·c·•l, prr -sc,ttopt~rlc ud uzioui di II nr11 in pr,p,11·111.ione Ml rltntnro nll'rn.h·o <lPi 1·11rri. t.rn,·in.zitll1e in appo;q;io diretto puc) ,·olgt•r<' una fu11zioue di t<Jn .. cor,,n ili gr!UldC ,·olore coll'attnrcnrc I rarrl HYl'PI' nri <•d I rnpo8nldi del nemièn <lnt nti cou istentl me,.~i ,,on1rot,11·ro, per nm11101·hldlrn1• In ·•· pncil.i di n'nzinur in vii1ln rlrll"ntt.1r«·o imrnNli1lfllltlCtlte t,cll("tt~ivo delle tor:1."" <>orn1.znte . . e lnveee ~·tnrontro ,rnn po it.lone illfen ivn o non lorallt, Rolicl•· mente or:;:11nizy,olo è neressurio preùisporre un pinuo d1 attnrro roll'im11ir110 di lultc le urrui. T'rrrnnto ~ opporrnno in ircocrule mettere uvsutl I carri. . e sono in!'nntrntl <·nrrl nvT1>1'811rl, I rnrrl J)ORSnno nlir011ltu-e lo sih111r.io11c cun •silo seur.n rourronto nperiore dl quelJ" l'ODSC:!Ull!llc con unlt:\ ordlnnrir cd in molti l'Hi risoh•erlu cur.a l't'CeSRil·e difficollJ\; ~cw,·ece ki c011Stnto1111 ""lide fnl'1,e in difensh·u, i ca,•ri si dlsill111egnt1no ru(lidoomnt . e sono ~em111· ID cOlldi1.ioui dj Curio•, viene p,,~to in cseruslonr un pinuo tl'lmplrgo combinato cli tutte ln nrmi.

,u

O. - !';l 'raltu cenno, Ùl viu oecusfouuk, u gruppn e rnggruppnmcnll tnllil'i nel quadro di uon G.T". rorn,<1,otn di 1• ordine. Lp qn.,.tlonr 1·h·•· (1) Qm"lllto ~ nato U pl"OC'fdl.mmto fPlt\llto dlllll' rc,,n:.e ('Omant• ltAlo-tNl«-the ntilla ~1ttorlOta b:lrtAgllll delliu, bf&ruu.rlM (26 V :?t VI.l0t2). ~bt J'l()rtb 1'114"> sMOITO dèlJO op f)C)Jfh.• t'OnL• Clùrtu:1.lìlll"' • l ~ d,•llo M'Wt-mmrnto hr-11:mntc•n


267

Aie u11 parllcolure interesse nell' impiego nei cornzzntl rd hn nnthP un curattcrc gcuerolc che couvicne lllllllizzarc brevemente. A prcacinde1·e do oric111111uculi uutorcvoli e dn uormc codlilrnlc in 'rin di oggioroo.anento, c.goi COLO.nndant~ di G.U. in procinto cli eSJ,ere im~ prgnnto nll"impro,•viso - e l'impr rnso è! corrente nell' imprevisto e ncll'impreve<libile di UJJII guerre dionmicn di fon:e coruzzule - costituirà rnb'IP"IIPP"mcnli di rnr,;• t""" <1uellc II piil imme,lint.J, di,;;posizio11c e li impie:;:hert por nffrnntnre In •itnuzionr delerminutusi ogni quul vullu rnon .Rin in rnndizione o non sin mcce?Ssorio di schiei:-ure tempesl ivumc uh,:. tuitP le proprie unil.J\. nn linen di t1ù grncrc risponde o e.~igen>.l' effrtth-e e di rilie,·o. delle qnnli è ,iercssurio perlnnto tenere conto. In pre~cnzo cli G.U. che h11u110 lrmpi di chirrnmento di pit'l giornutc - e se si dcbbouo coutcgi:iare nnclte I tempi di 11,s,Jolvlnwulo ,li ser,•izi di eorolJotlimcnto come l'ammn~snmcnro dcll~ munizioni I tempi di ~chfornmento l'Olio dAAlinnli nd nmnenln re r,nnsldcr·e,·olmentc - non c~iste nltrn sol111,lone po slhllc <"hc qu,,Jla ,Il c·o titnlre del gruppi del rnggrnppomentl tntH,·I. Q11:111do, p~r un'ostiliri\ 1,,. conee1to delln quale ~r hbe cllffielle i::tustlfirn1c ln le~itlimiti\, si intendesse evitore di rt orrere n solnzloni del ~ncrP. i.rrnppi e ragg-ruppumcnti lullici cuccioli dolJa porlo ricntrerchhcro rlnlln flnestro. Orn se grnrpi e ruggrnppnmenti tallici rpppr!!I!Pntnno ~oh11.it'nl •·ntre11ti e f<lrse nnche perwnn •nli, ~ e,·idente che s"imJIOne dj pre~c,lerc e di porre In ntto le di ro~izioui ·hc ne us icurernnuo il Cu11ziOnttmcnto ,o]ll~·ito ed elevato. Tali dispo izioni loecauo il orupo ordinulivo, oprmtho e 111lde tl"otlvo. Ncl om;po ordiootivo "i trµttu di predisporre U migliore e erdtio della fun1.lone di comando ,·d II questo s,•upo vnle In prreostitniione del ti pdlivi owaucli (uno o duo per rlnscunn G. .) r,ello specie di uno sluto mni:{!iore, di mcr.zi di lros11orto per gli 11Rklnlt dello stnto mngf:'lorc e di un repllrlo di collcgnnwnti, In nnnlogin n qunnto risulto gl/1. ln atto prc so le dh;~1onl eorn1.1.11tc nmcricnn (oombat rommmtd) ed n quanto ~ prc,•Ìl!Lo "ercssnrlo da parte di rompctcntl nn be per le divisioni ordino rie (cl). < cl rompo opcrollvo I trntt11 di nrlicnln,•e le G. . In >1·nglloni {li rnggruppnmenli e di gruppi rnnlrl, rloè di pre<'ORt!t11lre Il di positivo nn<111t11 he presuppone gl,\ uno dcl:i Ione prr lo srhiernmrnto, e In pori tempo 1:on •nie ,l'iuqundrnre cconornlcnmente l'impiego delle ton.._. nel ronertto di sicurezza. N~t campo oddestrntlvo I trotta di am~tore reciprocam1>nte eJe. menti rhe saranno chiamati o og11i occorrenza u oslitnlr I groppl ed I 1·~ggrnppamenli In pnroln, di glnnnsticarli di .creciuente con lo,•oro d'in-


sirme e di reo1lere corrente e t•m-rentc l1t p1·e,•isto woùolità d'impleJ!O, lno adesso si ijODO invnrntc esigcr,zc di snlle,•ito int~rvento. ma è lol(i1•0 l'l,e l'orientamE.'nlo indicuto i,u~lil11isee 1111:i bnonn s11luzlone uncbe nl Onl permnnenli ,li eombi11nzione delle vnrle orntl. inlc,u come nn proce,limenlu ili ro<'Ìp11><:o s~te:r,,o più stretto dclJu coopcrn,ione l,n, oderen7.II del prevedlb!II s ,ilupr,i dcll'uzione lntHrp nrl comba1tirue1110 e nello battug:lio. Ti'tnillrhzo ,·erso un'aOa8itornizz1u:ione più intimn èlc1Je nrmi cooperanti. reolituitn non prn •oltontu nl p lnnu ,J.,lle (l. . ,Il l ' Qr,l\ne mn runcllc in pioui inferiori c·he in tnl11ne drcostnnze eree1:lonoll 111ossono •~~cr• nnehr le eompnJ!nie e In lineò JlQrmal • soranno i bt1llnglioui e le nnlt:\ similo ri di lutlc le orwi. 'no rullo m ritenile d'ultendone pcrehè 0011 è suggerilo do speculnzionl nstrnlle e qu indi 1ln nnn tC<1rkn srnr,;p. mente opern11tc mo il dcttnto, megli @i d ,•r •bbe dir,; lmpo to, da pr . santi esigen1.e di ratto. Questo lndlrlz>.o ho una par1lcohrre cmer~cm"1 Pl't'f!SO le unii,\ coruzzutc. Jc quuli, ct·t-ello ~itnuzioni d'cc·tc1.i<llle, so110 llplcarnenlc 1110, dnllc n rlsol.erc dn sole silunr.ioni cli rilic,-o e im·cce pos'<Ono dnrc 1110i,Z"O 1u1 •siti di gronde intcrNn•c 111Jon_·lu\ ~i11 bene orgnni:r.:wlo e nUuuto il « sostcguo » (s11ppnrt) cun nnih\ dj oltre orml. Di que1110 80stegno ~ nr,MI lnssic·o qnello rppprPRcntnto dn rurri e du funteriu •urazznln, inlegruli Ùll uppog~<io l•rresl-re e nrrro, nrl t r. n,.iue nppoggio terreell'l• es8e111Jn ,·nn1pcndiata l'u,.iooc di uuilil d'artigl1erlo cora,.1,oto ed rvent nolment<' nntotrnlnaln lii riuf01'1.n e nel trr mlnc oppog'-,Jo ncrco )' a.ione di unità acrcr di pppoJ[gio inclirello • dh•et((L

t=;env.n e1;;el11ilol"(1' l'u:r.ionc cl in~i~mc di ,1nn o ph) G.U. l'orn7...zote, rhe è nnii <ln condurr~ in ogul drcostoni.H c·he <·c.:1m;enh.1. 1l> splegnnh:nto di fon.e t·or111.1.11te lnwnli e oprnllullo ne pnghl l ' impegno. i\ logico uwlll<'llerc e preveder l'o,ioTie picciuln olfel'tn do gruppi e rni:gr11ppomi>11ll ,li uuJlOri uniti\ di corri, rii fonterln e di efomeu1i d' nppog:;io tr rresh'f' e noreo, ,p,esli 11IUmi per ~,·nlgere I> ozioni i:tlà ommo,·iom nte iJl\licote, date le clreoston,.e di fol'i le snhrrnY.iunr di c·nrrl cli molli trrr~ni nuziunnli rnuc.hr 1wllc zunl' ('hc sono idonee p ~r il loro impiego. Adllne ;,picciolo mo non pH questo lll"TI<I redditizia Jl<!r ciò rhP rig1wnh1 gli e~iti fot:nli e. pt.•r s(nnmn rli <!"l!iti JocuH. i risultnti. c·ompli>&,hTi del cmnbnltimento e della ~attu;;lln. 10. - T.r unit,ì vor111.,.nt.? dehbono essel'e 1·ond,11tc con ordimento e per lot'll ' 011to dehbono ,ere spedite e apigliotc. 'nori prote i oltr, g li ohirtt:il'i debbono durt• ngilit~ nlle ferree moli.


209

i\ questo scopo l'u<ldc~trumrnw 1Jt,I LClllfJO di 11ucc /leve e ·~ere 0110 scuola di u.rdiU~mo d i tJUllù.rì dcùbu110 c.:scrc llUdll i. lii ,·orrehbe rip ·-

tori• spn•giudi'11U. per u•sicururc muri:iui u 111111 condotlu S<:nzn c ·ilu1.loni in tetmpo òi guc-rrn r1unndtJ il SCJJj,,.O di rc~ronAAhilit1 1 le inr·og:nilè d(ll (•nmpa di hnttugli11, le ~•r:~~e ~igeuze di eolle•rtHncnto reciproco rn1•pnuo l ~ nli ni 1•oli tcmernri ~ C'osti tu i. cono freni potenti decisumentc dannosi quundo non con•cnlono di rrurre du i mezzi il lutto o il wollo Pile """"°no dn r c. L'impiego in Jtnerrn <lei cornzznli de1·c insistere sulle line~ di u1.m 111lrulc-~ht '11 pcn ltf1z.iul1t!. tleJJ:1 tprnJ • S:OllO 11110 degli SlrU• 111c11(i più !!fllco i, po t11 in oltu 11,,;:<rnd,, i prn<·cdimcnli di nno lottita d'iufiltrazione che rircporn In 1-.-.1(10 :111·,1,.iouc in profc>ndilà . .111 pnrlicnlnre le 1111itil cor~zznte nc,11 debbono opernre ottn l'influenza di pre onrelli <'he ~cn •rn ,10 pericnlo~i ~tnli cl'uniu10 d'ioferiori1,,: primo luogo 1101) del,bono ,•,.-sere »01irnfT11t I(• da l lenore delle mine t! cl~i c:outroeaJ..-i. La vi ·ioue di uu carro t·ù~ it,,;1111rn i mr.7.zi ,•011t rocorri Ì' ulletla11te. 11erch~ ,,uel curro tlornilrn il cnmpo di bnlt11gli11 . mn 1100 è r•nlisti ·u. Il eorro b.,, i ~uoi nemirl cht• dc,·e cont>~cerc e ricoouseere per •i:•11nin11rli e di•lruggerli dato ·be hn i mezr.i per fu rio. IJ nemico priucipnJ~ dei c:.trrì 0110 i cani :"·,·er!nl ri. lnlen·c11~0J10

i,,

ucllu butlugliu 11cr eJimin11rli e c111indi oi.:i:rcdire e lro,•oli;ere i dispositivi tU unità. ordi11uric. A qnc lo fi11 • 1110110,,r,11><) u umpìu rroulc per detenuino re i tratti 11iil delinli tleUo schiernmenlo nemico e,1 ivi penetrnno rnpidnmente )\Cl'l'h~ . nno In grncln (li roncent-rnn· i con 1·elcrilà me,.T.i mollo pot •nli, Ln mino pu(I es ~re ,-!ntn. ('om ,·incerlp ~ uno dei cc foJ> 3carot n ilPlln preparazione di forz<, nrmnte moderne. lln lo mina nnn él ve ..,re consi1lcrntn dnllo formn ..lonl corn ....ntc, e non lo ilchbono cs,;Jlrc IP nrmi cont rocinri, dillcrcn( ·111c11lc du ·0111c J • uuità. 01·d ino1·i • ·uuside1i1uo mine. milrnl(lintrici e morlnl u,,.,·er!!llri. cio~ difficolt,\ du np •rorP e non ti tacoU du rifìulul't!. J.; tome fo 1111ì1à di fnuterin nltoccnno posizioni dllcso ,ln ml tr11g liolrirl o del complc8so c hle1·umento <il ml',.1.I che d:\ cnrpo u uno ·i temozionc difèneivo, cosl i cnr·ri nt1 ,1ccnno poflir.ioni difN!c dn cnrri, dn pcz~i conlrocnrri e du tuìne. E' <1ue· tio11c di orgneifa~nzior,e P ~i pr<•rmruziune clell'ntt1wco. cioè di <l_igponihUi li) di me,.zl e di n~acln di 1m>cedlmeni!, LI I uttu dn con •cguure nella monicru più eernpll e rnu onche lu piò rl rionde11te in "Mn ù i re11lizr.nrc lr minori l()erdi0 pe1· i muggiori suc<·l'll"1 ed I ritmi piil rn1iirli per 11111111enrrc In piiì alta dinumi<:ili\ ed emcoc-in olio nzlone complcS11h·n. 111 genere i rièhil'<le, co11 criterio di ·rezionule e 011t1111:enre che c1111,petcnzn Ilei comm,dunti pi/I elc w,li cuì è tlcCcrito l' lm11icgo d i for.

m,1zioni corn,.r.~le e d1e de,•c C6.<~re formulato ullo bo e di onOS<'en,.n


270

di sltnnzioni e di possibilitù cli m~zzl, che dette 1>oslzloni dllensi>'c lllou siano eccessh·amcnle solide, l'Olidllà, che pro,·eue da ingeuli luvori di sistomull\on,c del terr.?110 e da scWer1tJDeoli molto densi di nrml conlrocarro. M11 unche questo normo nmmette le sue e<'~ezloni, ec<:czioui do nceompagnore r-on un adeguato impiego di mcszi cli nttMco, drl!tlnato ad ammorbidire in misuro enlcncr le fncoh:\ di reaiione deU'UHersario e in questo (·onsislono J1or<~ani1.Zjl1.iolle e la prepuru1.iooc dcll'nltocco delle quoti 111 è rotto cenno. l'roccdere d1vcrs,unente è annullare in ~""" 1>>1rle e lolo,·n del tutto l'ingente l'i'OM',O lner<?nte alla predi!ì1>0sizione e nU'irnpiego di mezzi corazza,.!i moderni. F:' compito di cornandi intclligculi. ulicuoli, cs1,crtì, informntl ()I decitlcrc di ,•oll11 ìn ,·oltu su quel che è rl~ f;ire. Sl Il gl;\ olrermalo <"he In condotta di w,il,l, corazzute ,lcn• esse,..,

ordito. Il comandante supcrio,·c deve essere fticuro che cs~c 1Pio1nbuJ10 iJ1 ogni circ0l!tu111.a suU'oy,·crsario r tbc I romn~dunti in sottordine rlcbbono essere lr11tten11t1 e non ~pinti. E' lo spirito della carica, lo spi1·ilo dillo veccbln cnv11Jlcrln che dove oninrnro gli rqnlpnggl del cnl'l'i M I qnndrl delle minime e delle miJ1ori unilà corrmte; ~ lo 9pirito dei bc1'1ioglieri che cle,·e onlmoro le fanterie coror.r.ote e le forr.c cornr.1.ate llnlinne possono e dehbono fnre tesoro del privilegio di a,·erc nel loro quudro di botlnglin una fanteria di 6lite che ,-j porto, olh-o che la S\IA prcsrnnia, il suo mordente e le sue impareggiabili trudizioni: è lo spirito di uu'nrliglier!n. corn1.1.nta che manovra mrzr.l con nltrcttnnln brnrnrn di come m1111ovra traiettorie e che ~i prodiga nell 111ppoggio e nella proiezione d.i rnrri e d.i fn.otcrln corp1.1.11tn; in tcnnini 1>iù ~11cruU, I quadri dello uniti\ coro1.·1.ote debbono pos,;ederc in olio gr,1do aplrito og~'Tessivo, perchè lo spirito ng:1·cssiYo <111 nuima ai corri e assicuro loro il don,l,i!o del cnmpo ,11 bollnglio, d:\ la certe,z;i che in ognl clrcoslau,:\ si sa1m• Uil[lOrre la 11ropria ,•olont,\ nll'nvversado. Per trarre Il miillo1· renrllmento d~I me1.1.I potenti rJ1e ~ono confi· doti nllo sun c,,-perienzn e 111 ijUQ mcdilolo ordimento, U comandante di G.U. corazzole svolge un:1 costante azione di moder;ndone su N;Ccutori dotali di nggrct;Siviti\ congiunto 11 profou<ln ei!J>eriellzn professionale, tiene nlla m:ano tutte le unità dlf)<1ndenti slruro che lnsclnte libere Rcnllenim,o in ovnnti e, nppenn è possibile o conveniente, le spinge per l'azione proroudo ('ntro i1 tli~positivo nvvcrt-orio. Sono queste le premesse necessarie per sfruttare '.I pieno, i.u ogni simnzionc, fattori mnrcrinli e fattori ,psicolO!(iCi IJ)er imporre costnntemente


271-

lll n~mlco In proprio inlzinrh-n e per ll'nrre dnllc rormiilnblll forze ngll ordini t.utto quonto csRc posl!Ono dnre. Ed esse possono dnre molto, pel'('hè aono lo strumento cl~ci~ivo del succei;i.o ntl cprnpo tnlllco, quindi nel cnmpo 11trotcgico.

OPERE

CITATE

(11) )bJ. (';cn.. J t,". C. b'11u.at, 'l'lìc Sewnd lforld War 1{13!).t9'5, l';,d, f;yre &; SDOn:19 wOQCh•, London, 19'18, pag. TJ. (b) Lt. oca. Sir Olf1'A.tm Le Q. ll.ufl'l,, Ottr 4,-,,,i.011rcd' l'OrCel, Fobff &. F• lX.>..r, LOoOon, UMO:, 1)11gg. 17 • 'i2. t>) A(hn. lt. Bw,!f, MuJ, Oètì. P. C. Prn.u:a, Alr M11~h. 11• rLAYFA.ut, Wor/ars •f<rdoy, Oldb.tuù Pct=~ l,td .• LNùtlon.

(d) MnJ, Gen. J, M. 0AYI~\ Alrborne Warforc, lnfoolry JourooJ Prco, WCl.f.b., 10i'7, png. 16G,


1 POSIZION I E SISTEMI DIFENSIVI Gm. di div. Paolo S11pi110

U td('c espresse dalf A non c1primono di nc«ss,rà ori~nramtn11 dello Suuo Mag• tiorr dcli' ~1crd10.

:-<. d. R.

1. • In una noia su u La battaglia e il combanimento in difensiva » (1), comparsa sui nn. 2 e 3/ 1952 di « A/ere Flamfllam ", la rivista della Sru-Ola di Guerra dcll"Escrciro, dimostrata l'unicità concenuale della battaglia difensiva in ncgaiionc di supposte antinomie tra una difcs.1 Òrdinaria e una difesa su ampia fronte, si concludeva affermando che in ogni modalir~ prarica dovevano individuarsi procedimenti conformi a compito e ,ituaiione in vista di risolvere un unico problema: combaucre e vincere la battaglia difensi"~· Srnza dubbio è interessante, e non soltanto in sede dottrinale, avere sostituito una cons1a1a1.ionc di concordan1~1 a una concezione di anrinomb, ,n 1·eruil mal fondata anche da un punro cli vi<ta di semplice intuizione, e ta.mo inrcrcss:mrc da indurre a renrare tli desume.re secondo lo stesso processo logico le caratteristiche fondamentali e.li organizzazioni difcnsi,·e attuali e in particobre dei "sistemi difensivi " e delle « po•izioni difensive ,. (2). E' sempre razionale, per quanto non sempre osservato, il criterio di fare discendere le norme di organizz32io11c militare dalla visione più aclcrcmc della vicenda operativa e poichè in ogni fase operativa la battaglia è l"episodio ,alientc e di esito sempre determinante e sovente decisivo, è intorno ad essa, come fotto centrale e con la finnlità di assicurarne l'esito più favorevole, che gli aui di entrambi i contendenti risultano polarizzati di fauo. E' quindi requisito di primo piano la risponden1.a di ogni atto di organizzazione difensiva ai lineamenti della battaglia e del combottimcnro difcn<ivi. In aderenza a tali linee ogni normativa circ:, i criteri cui informare la concc-lionc di moderne sistemazioni difensive deve prendere le mosse do fon-

(1) Cfr, Gcn. P, Su•11"0, la b11w1glin ~

,I combo.uimenro in di/t'n1ivai

I. c.• p:.gg. 91

e 191.

(2) Per 1ÌS1l'ma di/t>mitJo s'intcm:lc, ronformcmcntc :111.t cli:,iOJ\C dd N.O.T.L., o l'in.. iitmc di poiiiioni prtdhpostr per la bau.agh11 JifentÌ\'.I ; pc-r positumt di/tn.s1vg . in M:11.$0 1-.nù t,;CllC'l'.JIC d1 quc.H() rircrito Ja.ll':K:ttnn;uo N'.O:r.L.. ,, ,I terre.no t gli llppr~ mrnti prcrjJi.ati J:. un'unit~ cui $Cino ~ffida1i compili difcn~ivi •·


date prcv1>10m circa l'attuale s\'olgimenro della battaglia difensiva, tenuto conio sia dell'ambiente nel quale essa è combatmta, sia delle foF~e che in effetti vi partecipano. Agire differentemente non è soltanto un errore di lesa razionalità; può essere and1e causa di procedimenti anacronistici, di sperpero di energie preziose, ancor più di dolorosi insuccessi. Riferendosi :ii lincamemi della battaglia e dd combattimento in difensiva quali euno riassunti nel te.Ilo citato, nella presente nota si individuano gli elementi essenziali degli attu;1li sistemi difensivi, con particolnre attenzione ai dispositivi complessi dei quali essi vengono a costituire l'ossatura. In via preliminare peraltro si discuwno alcuni parametri di ogni organizzazione difensiva alla luce delle caratteristiche sostanziali che ha assunto la battaglia, quali la densità degli schieramenti (rapporto forze/fronte), la profondità del campo di battaglia, le funzioni <ltllc singole parti di ogni sistemazione, il contenu to effettivo delle esigenze di lavoro per l'org:,nizzazionc difensiva. La discussione ha lo scopo di acccriare alcuni capisaldi conccuuali ind ispensabili per scegliere tra disparati punti di vista quello che meglio conviene per una visione aggiornaw e rispondente di fatti e di atti. 2. • La differenza sostanziale tra dù attacca e chi difende - conviene ricordarlo per IJUanto si tratti di una constatazione di evidenza solare - è che chi attacca sceglie il tempo e il luogo nei quali esercitare lo sforw, chi difende prepara il campo della battaglia difensiva. Questa facolt/, di prepar;ire il campo di battaglia da parre della difesa, facoltà concreta se pure vincolata entro limiti definiti, rappresenta una carta di grande valore per il difensore, carta che deve essere giuocat.1 a ragion veduta. E la facoltà viene esercitata con la preparazione della battaglia difensiva, con l'organizzazione diligente del terreno che h:1 come allo propedeutico il suo studio approfondito e l:i definizione delle sue caratteristiche tattiche favorevoli e contrarie, infine con un complesso di disposizioni che in conclusione sboccano in un dispositivo di for1,c e di mezzi. Che cosa vuol dire difendere? Difendere vuol dire ,irrestarc l'attacco, ma non vuol dire soltanto arrestare l'attacco. Se a un dato momento della battaglia difensiva si manifesta una fase d'arresto, l'arresto non risolve di per sè se non seguono altri atti di volontà e di forza rivolti a raggiungere risultaù più completi, quindi pi~ decisivi. La bauaglia difcnsiva h.i il suo esito migliore quando alla manovra dell'attacco viene opposta la manovra della difesa, la quale esige l'iniziativa della reazione risolutiva e prima ancora la libertà d'azione per valorizzare ogni sfor,;o, manovra che si concreta di regola in un piano di battaglia clastico, versatile, idoneo a trarre profitto da tutte le circostanze favorevoli cd a parare la maggior parte delle emergenze dannose, e in particolare k più dannose, in vista dell'epilogo favorevole della vicenda operativa.


Dopo di che non ,•i ha dubbio che la battaglia difensiva è impostata nelle migliori condi7.ìoni generali quando CYlta di irrigidirsi in resistenze ostinare in posto, le quali hanno l'unico merito di una .cmpliciril schematica di concezione che è anche il loro demerito soston7,ialc, perchè negazione di ogni idea di mnnovra. La moderna strategia o(fcnsiva è In strategia delle profonde penetrnioni affidate a mezzi motocorozzati e aerei, la coiiddetta "strategia dei diti di guanto• per l'analogia che i grafici di situazione delle operazioni di forze corazzate h:inno molto spesso con un modello di gu:onto a dita. La mategia difensiva corre alla parata; - con la difesa spaziale. La batLaglia si sviluppa su aree estese; le unirò operanti 11011 di[endono piì, una fronte ma una zona cd a questo fine debbono essere idonee a schierarsi contro ogni dirC?.ionc d'attacco; - con la difesa manovrata. Fuochi statici, per quanto potenti, non costituiscono più l'un'ca moùalit:ì ùi reazione della difc!:t o quanto meno la modalità ùi gran lunga predominante pcrchè si afferma sc_mpre più l'importanza della manovra in una difesa •ttivo e reattiva: - con b difesa lontana. La difesa sviluppa azioni efficaci alle maggiori distanze per fissare e logorare l'atLacco a meno di unità molto mobili e relativ:unente potenti portare a,•anri, sostenute da arti~licrie schier>te al coperto di posizioni avanzare, e di unit1t aeree in appoggio indiretto e diretto. I compiti che nci termini precedenti risuhano affid:iti alla difna sono particolarmente impcgoati,•i pcrchè ciuesta vede estendersi il suo braccio e deve assolvere incombenze di manovra che costintiscono una alternativa pc· sante in confronto dei procedimenti del passato, basati in sostanza su di una ncua staticità e su di un elevato apprcz7-'lmcnto dd parametro « terreno », che avevano trovato la loro espressione nella nota formula della « difesa •n oltranza» di una posizione di rcsìst"'1za. ln prcscn7-1 di compiti impegnaLivi s'impone la discrimina1,ionc dd più importante dal meno importante. Ed è indubbiamente della maggiore importanza l'attitudine a fnre fronte presto a ogni attacco dcli 'awers.1rio, da qualsia i punto dell'orizzonte esso provenga. Questo requisito potd ritenersi acquisito quando ogni unità sin in grado, come si I: già accen nato, di schierarsi rapidamente c di partecipare appena schierata al combattimento difensivo. Pcrtnnto scnz:i escludere che in caso di lnrga disponibilità di tempo e di mezzi l'organizzazione difensiva possa assumere uno sviluppo anche impo· ncnte, debbono considerarsi normali i c3SÌ d'impiego immediato, nei quali l'org-.inizzazione do,•rà limitarsi for?.atamcnrc a quanto è possibile fare in un tempo molto limitnto. Di qui una prima deduzione: ogni organizzazione diCensiv;i merita di essere continu:,mcntc perfezionata, ma essa cosriruisce un requisito non indispensabile nel icnso che ogni unit1, e ogni G. U. partecipano al combatti·

..


mento e alla bauaglia difensivi a prescindere da un determinato stadio raggiunto in proposito. 3.• Incombenze molto complesse nel campo conccuualc e nel campo ddl"csccuzionc, quali sono connesse con la condoua di una battaglia di(en. siva, sono competenza Ji un comando di C. U. superiore (di 2' o di 3' ordine). Di conseguenza non si riuscirà a i.nquadrnre giustamente le idee sulla difensiva se non si partirà dal suo quadro più vasto che è offerto dalb G. U. che regola la battagl ia. E' O\'vio che allo s1:1dio (;_ U . supl'rinrr la h:urnglin nnn p11ò mnncarc tli segni premonitori, poichè l'attacco deve svolgtre un lavoro considcrcvolc di preparazione. li corrispettivo di un lavoro considerevole di preparazione è un tempo del pari considerevole, che la difesa deve sapere utilizzare intelligentemente e integralmente. L'utilizzazione intelligente e integrale del tempo consiste nella revisione di tutti i procedimenti in atto s«ondo criteri generici per adeguarli a esigenze specifiche e alla progressiva presa di conoscenza degli intendimenti avversari, mentre si svolge serrato e proficuo il lavoro informativo inteso a precisare i parametri operativi dello sfor.oo offensivo in gestazione, in particobre le forze in giuoco cd il loro dispositivo e le probabili intenzioni, lince ,l'azione e obiettivi. Su tali apprezzamenti ha luogo anzitutto uoa differenziazione della fronie in tratti presuntivamente minacciali e in tratti presuntivamente non min3cciari o meno pericolosi, cioè in tratti attivi (di battaglia c quindi di resistenza) e in tratti quiescenti (di semplice vigilanza). I tratti lJuiesccnti non richiedono molte forze e dai corrispondenti reparti in linea e di riserva possono essere gradualmente sottratte forze di crescente entità, • mano a mano che risultano confermate le intenzioni avversarie, forze da mantenere in primo tempo :1 portaia dei settori d'origine, quindi da avvicinare ai tratti attivi in relazione all'incremento della loro attività. Scopo del provvedimento: prcP"rarc congrue riserve e dislocarle <>pportunamcntc, per meuersi in condizione di miglior:irc a ogn i occorrenza il rapporto for7.c diks.i/ forzc di attacco nei tratti che divengono più attivi. Nei precedenti termini si prescinde dall'afflusso di forze messe a disposizione da comandi superiori. Sc,11:0, escludere che ciò possa a,•venire, e se avviene tanto meglio. è cautclati,•o basarsi sull'autosufficienza del le fronti che sono sedi di operazioni difensive, a favore della maggiore <lisponihilit~ <li forze per le <li. rettrici delle proprie opcrnzioni offensive. Da notare che la discriminazione di una &onte in « tratti di resistc1v~1 » e in "tratti di vigilanza » non ha nulla òi aprioristico e di assoluto, pcrchè è suscettibile in ogni momento di revisione alla lezione dei fatti, ma presenta pur nondimeno un importante contenuto concettuale e d'inquadramento di idee.


Nc:i tratti di resistenza gli schieramenti raggiungeranno densit1, normali, corrispondenti ai dispositivi che in termini correnti si chia mano di " difesa ordinaria»; nei tratti lii vigilan1A1, la densità di schieramento discenderà ai valori corrispondenti alb cosiddetta « difesa su ampia fronte ,,. Pc:raltro in particolari circostanze può essere consentito di ridurre sensibilmente gli effettivi in li nea anche nei tratti di re)istcnza, ad esempio allorchè le sistemazioni difensive si appoggiano a ostacoli importanti, come accade in montagna o al coperto di fiumi inguadabili, o qu:inJo fruiscono di apprestamenti costruiti secondo i deuami della fortificazione permanente. La riduzione delle forze in posizione non è in ogn, c•so fin" a "' stc<sa. Tutto quello cbe è possibile economizzare iv, va ali incremento di riserve parziali e gc11erali, a potenziamento, in ultima analisi, delle facoltà di manovra. Come sarà ancora confermato in segtJito, il tlifcmorc è in grado di manourarc e di reagire i,, quanto dùpo,u di rù~1·uc e di 1p11zio per 1·ipe1cre re1Ùlem:c in pl'ofo11di,;1 e per co11/ral/11ccare. 4. · A que,;to punto cade opportuna una considerazione: in ogni determinata situazione procedimenti e disposizioni sono da adeguare a compiti, terreno, caratteristiche del l'unità obictti,•a e mezzi di cui dispone l'avversario. Si tratta in ogni caso concreto lii una solu,zione peculiare, o per ipotesi rispon· dente. cli un problema tattico defi ni10. Di qui un carattere proprio e distinti"o di ogni soluzione rispetto a tutti i casi analoghi, l'a nalogia c.,;scndo intesa anche in senso lato. Questa individualità di soluzioni si riscontra a maggior ragione quando si passi da un gradino a un altro dell'ordine gerarchico delle unit,, e delle G. U. Pertanto le caratteristiche dell'azione difensiva variano secondo l'ordine gerarchico di ciascuna unicl obiettiva e, in uno stesso quadro operativo, si potranno avere procedimenti differenti per una minore unità per una G. U. di 1• ordine e una G. U. di ordine superiore (1). E' da tener presente inoltre che nella guerra moderna ogni unit~ operante può trovarsi nclfa evrotualiro di impiegare il proprio armamc:nto ad ogni momento di un ciclo operativo, meglio si dovrebbe dire di un'intera c.'tmpagna. Naturalmente il peso di questa eventualità ,·aria s«ondo la minaccia effettiva dei mezzi avversari: ciò significa che esisteranno esigenze tipiche di unità di 1' scaglione e di scaglioni arretrati e di G. U. di ,• schiera e di 2• schiera. E in effetti anche ogni unità in retrovia (ammesso che abbia ancora (1) Ad cscmpio, in un:11 difoa Lcinpuranc::i ,H un:t G. U., G. U. in sottordine o minori unità possono rict,·ctc ma.nd:uo di rt''\Ì.Slcnt..'I cosiddetta ic :td oltranza • per la difct.i di uno o più pumi di p~rtk:ol:uc importanz.-.. M;i non è escluso che le unità o«cnn:uc: po_s.. li3.no ascrc ricupcr:utt un:> volta .1oolto il loro compito. Tenuto c:on10 di oli dr,o.s:t:anic. mtglio che H termine e.li « ,lifcs:i ml oltr.uw.., .. risponderebbero :uuibuti del gc:ncrc usato dalla terminologia (r.:iuccsc d,c considera un:1 « dl/em~ krmc ,, in contnpposto di un:a N dl/~111c du mom('n/ ,..


6.11 un valore concreto il termine " retrovia") dovrà essere sempre pronta nlln difesa, con uoa serie di sfumature in sede di esecuzione che derivano dalla immcdi3tCZ7.a cd efficacia della minaccia cui sottostà l'unità obicltiva. Le precedenti ovvie considerazioni sono da integrare col concetto del differente valore che assume nei differenti gradini gerar-hici di unità e di G. U. la discriminazione tra difesa ordinaria e difesa su ampia fronte. Nei fatti essa non è emergente per unir~ di 1• scaglione, pcrchè le minori unità dovranno in ogni caso difendere le posizioni che snranno in grado di presidiare coi mezzi di cui dispongono (organizzazioni a caposaldo); acquista invece pieno ,.,,lorc al gradino delle C. U. cli ,• ordine. Lo schieramenro difcn1ivo di queste ultime ha luogo nei tratti di rcsistcn1., mediante piò ordini di capisnldi in reciproco appoggio di fuoco (difesa ordinaria); oc::i trallÌ di vigilanza, mediante un solo ordine di capisaldi largameillc intervallati (difesa su ampia fronte), con riOcssi importanti su am· piezza di fronte, su impiego di reparti delle varie armi e particolarmente su consislenza, organizzazione e clislocazione di riserve. Presso C. U. di ordine superiore si assiste infine a un alternarsi di tratti di difesa ordinaria e quindi di densità di schieramento relativamente elcvat.~ (traui di rcsistenw) e di lratti di difesa su ampia fronte e quindi di densità di schieramento relativamente bassa (tratti di vigilanza), in applica1Jone di un concetto basilare da applicare a ogni schieramento opj><>rlunamcntc diffc. renzialo: co11cc11trarr le foru i11 corri1pond,:11za tiri/o rforzo maggiore dd-

/'ovversario, economizzar/e 11ei traili trascurati al mommto e creare costa111e. mente lr prrmrsse di 1111a manovra dalla q11alc è lecito ripromettersi il colpo più 1cvcro contro le forze av(l('rJ11rie, 1cco11do un tema operativo ben concepito e deci1amc11te 11/1111110 (I). La norma C' gcncr:1lc e difolti non include i termini « difesa " o « macco n, anche se viene citata per inquàdrarc la condotta di una concc-zionc difensiva. Mn la difesa deve ricordarla con maggiore attcn1.ione clcll'atrneco, pcrchè è in clifcnsiva che essa viene più di frequente dimenticata. 5. · Le precedenti considerazioni hanno avuto per tema implicito uno dei paramelri della !Jauaglia difensiva: lo schicramcmo delle forze della di. fesa. Adesso è ncces;ario chiarire la [unzione di un altro parametro: la profondità del campo di bauaglia. (1) Nell'oflensiv, delle Ardenne (dic.. 19+1) l, d1>tribu•io11e delle fo"-': allcotc su largo fronte roik: U\ gra.\'i.Siimo ri$C.hlo tuuo lu 9.J1ic:.ftl1Uento :111J,:lo-::unc:ric;1110 soll;s frnntc occidcnuilc. ~ //od ihe 11<1n/icrn oOcmivt /r<Jrll ended ul Aluinz, u11d l,iid rhe front Fomh o{ Mam~ brC'n 1olcly «cupied by a /ìne o/ obJt:rva1ion, t1nd had 1hr U. S. Srvemh Ann)' ,md thr bulk o/ 1hr Fi,.,, Frenrh Arm,• bun hrld 111 res~tte in tilt nrighbowoi,gh o/ Sed11n, tliere 1v<mld havc brr,, no tlrdcnn('J baule,. (Maj. Gen. J, F. C. l~utua., 7'/,c Src<md Wo,M Wa,· ,939 -,15, Eyre I< Spouiswoode. London, 19.;8. 2• cd .. p,g. 349).


E' vecchia esperienza che una difesa profonda ba pill elevate qualità di resistenza, naturalmente coesistcnJo una adeguata disponibilità di forze, ma quale è il significato concettuale di ,. profondita del campo della batt:iglia difensiva »? Contro la prima impressione, che lo relegherebbe tra gli clementi statici della difesa, si deve affermare che si tratta di un parametro di carattere dinamico in quanto è premessa di Possibilità di manovra, parametro che per di più dimostra tendenza ad assumere valori sempre maggiori in dipendenza di quanto richiede la banaglia profonda. La tecnica della difesa clastica, impostasi verso b fine drl la prima guerra mondiale, aveva già per proprio conto richiesto un aumento della profondità del campo di battaglia difensivo; l'impiego a massa di formazioni coraz1.atc e motorizzate e di aerei da combattimento come procedimento corrente d'attacco e la loro capacità di penetrazione profonda hanno dato un ulteriore incremento a questo indiriu.o. In vista dcll'csigen.a di reazione di mall()vr~ oggi inoltre si richiede che l'attaccante sia obbligato a svelare per tempo le proprie intenzioni circa forze e tratti d'attacco, che le sistema?.ioni difensive possiedano elevate cauitcristichc di fiss3Zionc operativa nei confronti dei dupositivi attaccanti cd a lor volta vincolino un mirumo rclath·o di forze a dispositivi statici, che la con, dotta dcUa battaglia s'informi a un progressivo logoramcato dell'attacco, sottopo)lO a fuochi e rcaziom di manovra sempre più efficaci, quindi assoggettato a un colpo rude in una direzione d, particolare sensibilità per l'effetto immediato e per i succcssh•i sviluppi lattici e strategici. Fissato operativammte e logorato senza tregua, l'au.,cco cade alla mcrcè del di(cn10rc che ora r2ccoglie tutti i suoi mezzi contro l'av\'crsario per distruggerlo sul terreno che h2 preparato a questo scopo, m attuazione di una couce-~ionc di manovra meditata da tempo e Ccrmamentc attuata. I Cani riassunti confcrm:mo la stretta interdipendenza tra manovra d,j. fc1\siva e profondità del campo di battaglia. Predisporre posizioni artttrate e

organizzare riserve, rkosùwcndolc a ogni occorrenza nel corso stesso della b:maglia, è un'incombcnz., importante del comando che conduce la difcsa. In difcuo si sonost:I passivamente all'iniziativa avversaria e l'esito più che certo è il collasso a scoèenza pi1l o meno breve. Questo si manifesta con cedimenti parziali che rapidamente si estendono in scn~ frontale e in profondita e divengono sempre meno riparabili non appenn il giuoco delle riserve comincia • risultare inadeguato, tnlchè il tamponamento delle folle diviene ben presto impari alle assillanti richieste. Allorn si determina la rottura che è crisi immediata per le truppe direttamente coinvolte, crisi a scadenza differita ma per lo più inevitabile e breve per le forze « fcddi alla consegna" che difendono ad oltranza i tronconi di fronte superstiti, oggetto di m:mo,•re laterali o di accerchiamento ad opera delle seconde e terze schiere di un dispositi\'o di attacco la cui prima schiera

J


procede su obiettivi sempre più decisivi e che opera con la violenza di un'onda di piena che ha travolto le opere <li contenuta e che preme su tutta la fronte d'inondazione e vi crea nuove falle e nuove inondazioni. 6. - Ancora un accenno a un terzo parametro, i « lavori del campo <li battaglia » per esaurire l'esame preliminare e delineare quindi gli sviluppi della batl3glia difensiva . li lavoro è in generale un fattore importante nel la realizzazione di sistemazioni difensive, come d'altronde di qualsiasi organizzazione militare e non milir:1.rc, m:1. oggi l:1 ~11:1 ~~r:rn?-"1 ;. m11t:1t::i ri,;J"lt'rtn a c1w•ll:1 rhr. gli er:. pertinente sino a un passato anche recente. L'annotazione vale in particolare per quei lavori del campo di battaglfa che avevano assunto un grandissimo rilic,·o nelle fasi di stahilizzazione della prima guerra mondiale e che per converso oggi sono soggetti :il vaglio di una vicenda operativa dinamica dalla quale dcrivan.o fluidità di siwazioni, mobilità di fronti di combattimemo e b battaglia esteso su vaste zone di territorio. Questa esigenza di revisione deve abbinarsi con un al1ro concetto: « defe11ce does 11ot re,idc i11 for1ificatio11s but ;,, mobile- forces " (1). Oggi una posizione difensiva è sempre meno un complesso di lavori fortiJicatori e sempre più un dispositivo di armi e di me1,7.i ausilfari impostato su di un determinato terreno, cioè un reparto schierato con compili difensivi. Allora i lavori fortificatori di\'cngono una specie di atti\'ità marginale, non di rado as· sai importante, in ,·crilà mai indispens:,bile, talora perfino controproducente, come quando incidono sulle facohà reauive del la difesa perchè irretiscono ogni azione in grande quadro entro un tema fisso e difficilmente adauabilc a mutamenti di situazione e di concezioni o quando impongono attività di lavoro complesse e onerose o quando infine svelano nispositivi e imenzioni della difes,1. E' inoltre da tener presente che l"armamento meccanizzato rende sempre meno indispensabile i la\'ori del campo di banagl ia e che oggi le sistemazioni difensive possono sovente prescindere da la\'ori di rilievo, che in molte circostanze si limitano a quanto occorre per potenziare il Cuoco (postazioni delle armi, mine comprese). Per contro emergono per sempre maggiore imponanza i problemi d'impiego d'arma e di combinazione di varie armi e queHi di cooperazione Ira for.te terrestri e for1.e aeree. Si può quindi affermare che come nella battaglia profonda il terreno ha perduto molta parte elci suo valore inlrimcco, dato che è ormai da valutare non di per sè ma in termini di spazio-tempo, del pari il lavoro dei combattenti vale in quanto realizza in ogni momento il più celere ritmo operativo della (1) Maj. Gcn. ). F. C. Fuw.a. ·r1,, S«ond World War 1939•45. Eyrc 19-18. 2' cd .• p•g. ~57·

woode, London,

&

Sp0ni$-


battaglia: impiego efficace dell'armamento, infrastn1tturc delle fon.e aeree, organizzazione dell'osservazione, delJ'informazione e dei collegamenti per l'azione di comando e dei servizi di combattimento, infine c.1erci1.io e manutenzione di una rete di comunicazioni intensamente esercitata da trasporti operativi pesanti e pcs:antissimi. L'identificazione di lavori fortificatori e di sistemazione difensiva ha cessato di essere un fotto permanente e indiscutibile per essere sosricuiia da un:1 identificazione tra sistemazione difonsiva e organizzazione gc.ncrale del territorio in vista della condotta della battaglia <li(ensiv:1. Queste considerazioni possono apparire ovvie e quindi di scarso interesse, ma l':1ttcnzionc che muirano emerge <.juando si abbia presente che è in loro spregio che si continuano a valutare tempi di schieramento di G. U. in difcnsi,•a che per una divisione ordinaria raggiungono i uc-cinquc giorni, scmprcchè non si aggiungano esigenze particolari cli servizi di combattimento, tempi dei quali sono elemento determinante i lavori in questione. Si tratr-• di veri e propri tempi morti che non si clebhono ammenere in operazioni di C. U. moderne, dalle quali si deve pretendere di sapersi jmpcgnare nel ten,po che impiegano a schierarsi le loro unità di ,• scaglione. Naturalmente opportune predisposizioni valgono a questo ,eopo e riguardano i dispositivi di movimento, le formazioni di marcia e le asscgnnioni di itinerari, la distribuzione • le modalità di servizio dei mezzi di collegamento, infine ma prima di tutto il funzionamento degli stati maggiori. 7. • Adesso è possibile analizzare i lineamenti generali di uaa moderna battaglia difensiva e definire la conseguente organizzazione dd campo di battaglia. E' da presumere che la battaglia difen,iva s'inizi con una manovra in ritirata, in genere una manovra di ripiegamento, della quale è line.a conduttrice l'intenzione di ob!:>ligare il nemico a montare l'attacco di una posizione avanzata o « posizione di copertura », destinata a essere difesa temporaneamente, per fare cadere l'attacco stesso nel vuoto dopo avere imposto un tempo di organizzazione e re111i1.zato un atto d'individuazione. Successivamente cd eventualmente entrano in funzione « zone di frenaggio ", posizioni difensive d'importanza locale il cui obiettivo operativo è di sfruttare buoni appigli tattici cd il cui tema ~ di facilitare il riannoda.mento dei reparti che sino adesso hanno s<:>stcnuto la lotta. Questi reparti sono in~1uaclrati in uno scaglione avanzato o " scaglione di protezione ,,, costituito eia unii/, motorizzate e corazzare leggere, la cui cntit.à è rdativamemc modesta e in genere in rapporto inverso con la profondità di ripicg:uncnro prestabilita. Prattanto il difensore. dopo avere opposto resistenze temporanee )U posizioni di copertura e su zone di frenaggio a cavallo delle direttrici d'attacco, gravitando con le maggiori forze su quelle che risultano più fortemente cscr-


citate, si e avvicinato a una « pos1z1one principale », la cui denominazione mene in rilievo una discriminazione tra più posizioni difensive scaglionate in profondità delle quali una è principale per superiore importan1.1 tattica nella concezione di una manovra difensiva impostata su schieramenti successivi a sbarramento delle direnriei dell'azione avvcr<aria. i\ stretta poriata della posizione principale è raccolto il grosso delle forze della difesa per sostenere l'episodio fiMle dclb battaglia, solo parzi:ilmente orientato a schierarsi sulla posizione corrispondente pcrchè una parte considerc,·ole è conservata alla mano per l'azione controffensiva che concluderà la battaglia. Nelb cvcntualit,1 molto probabile che possa prevedersi l'intervento di uni,~ coran:ue avvcrs:1ric dovranno inserirsi nel <1uadro delle sistemazioni difensive una o più ,, posizioni d'arresto controcarro » con la <luplicc funzio,. ne di reali1.zare un sistema cli Cuochi controcarro (pezzi e semoventi c. a., mine a. c. cd cccc1.ionalmcntc carri in postazioni stmifissc (dug-i11 ta11ksl) e di offrire basi di manovra per le forze corai7.a1c dclb difesa che troveranno sempre utile di organizzare la reazione contro forze simtlari au:,ccanti al coperto delle accennate posizioni <l'arresto e di ritornare sollo la loro protell'ionc a ogni esigenza di so1ta temporanea, di ripresa alb mano nelle fluttuazioni del combattimento e di assolvimento d'incomben1.c dei servizi di combattimento(«) (1). Per l'effetto combinato di combattimenti preliminari e di afAuss<> di nuove forze della difesa, il rapporto delle forze contrapposte tende a migliol'llrc a vantaggio dd difensore e lo sforzo dell'attaccante diviene sempre più gravoso. Uno sforzo gravoso si traduce in una progressiva e scrrara fissazione dell'attacco, il quale si vede costretto a impiegare m..-1,7,i sempre più conside, rcvoli cd n procedere ad atti organi1.zativi sempre più impegnativi per conquistare obiettivi sempre più efficacemente contesi. Di fronte agli intendimenti ormai manifesti ckll'attaccantc il difensore ha raggruppate le proprie forze in due aliquote: una destinata a fronteggiare (11) Una posizione J·atl"Cito e.e, è co11tÌLuib sclu:l'l'l:tlÌC'.:1111cn1t" d-a un ij<11cma di c::api s.1tdi C,(:.,. i qu3li ton.it.ano di centri <li fune.o e.e. idonei ~ svìlupp.1rc .:.t7.inni cffic.aci a sbo.rr:tmtnto dcJlt diraiont di mo\'imcntn clei Cltti :iv,•crs.,tl, a\siuiti d:a una dlrcs:a ,•icin:a di funtcri:a cor:1.zz:u:1. (1) Ncll• b,11,glia di Cocn (7 luglio 19+1, Norm•ndia) i 1cdc,chì, in previsione Jcl, l':ntacco alleato. ritir::1rono le loro truppe e prcp::1r::1rono un:a linc., di di(cs:1 controc:arri j,U di un:t Y.on:i iuTctnu:11 dj :ilcunc migli.:a. Quivi i c:mnonitri rim:a'Cl'O :al cnperto sinc, nl termine: del bornb:ud:amemo e pc,i en1crsero ed :aprirono il fuoco « on 11,e liundrcd1 o/ vehirle1 dt:plòye.d ll('rl>J.J ,he plam ,., Furnno mc:s,1 fuon romb:mimcmo 1r3 150 e .:oo dei carri .irracc;imi; l;a n" div. cor.iz-zam Jlt' pene ohrc 100, dopo di che una cinqu3min:1 di ncrtì tedeschi bombardarono la ùh isione durante l:i notte. ,, Next da)I tl:e 1J•ea1lu:r b,"Ot·kt &11td tltl' plul111 o/ Cac11 IKkomfog II ttu o/ mud, tht baule t11ded ,, Ccn. O. O. E:1~t:-.1-1owu, Suprtme Commondtr', R<pOH , p::1g. 45.


l'avversario schier:na sulla posizione principale, l'altra, ad assolvere le funzioni di riserva generale. In definitiva b battaglia difensiva viene :, essere vista come una mano,•ra complessa sulla duplice trama di una fissazione progressiva dell'attacco e della condotta di un'azione controffensiva nelle condizioni di luogo e di tempo che renda no molto grave ogni tentativo awcrsario di resistere in posto per conservare i profitti conseguiti e ancor più di evadere da un campo di barraglia divenuto sfavorevole per riprendere la lotta in migliori condizioni generali, Si ;,uò ritenere che le fo,i snrressiv~ ,Mb ha1taglia corrispondano • stadi alternativi di crisi di capacità combaniva da parre delle forze d'attacco e di difesa. E' compito di comandi avveduti evitare che le accennare crisi raggiungano livelli che rendano molto aleatoria la ripresa e la «summa» della tecnica delle due parti può ridursi in schema al criterio di tenersi lontani da detti livelli e di obbligare l'avversario a superarli, dopo di che il successo diviene un fotto acquisito del quale occorre soltanto sapere non disperdere i frutti.

L'accennata tecnica non è nuova. J tedeschi l'hanno applicata largamente in Russia e nelle condizioni di squilibrio di fone molto grave del ~econdo inverno di guerra l'hanno complica1a affiancando a una posizione principale (Ha11ptkampfli11ic) una posizione ancora più armraia sulla quale ripiegare in caso di grande oHcnsiva avversaria (Grossk,ampfli11ic). 8. • La lesi emergcutc è la condanna seni.i appello della difesa .1>talica. " . , . static dc/mcc i11 eit/ier the /orm of a conti11uo1u dcfcndcd fro11t or a morcclatcd frofll coJ1sùti11g o/ "borc" or "hcdgt:l,ogl' are 11aluclcu 1111/css po111cr/ul mobile ( armoured ,md motorized) forccs are at luwd lo ma11oc1111rc /rom or aro1111d or bettuec11 the defe111:cs. Dcfc11cc does 1101 rc•itlc i11 fortifica110,u b111 i11 thc mobile forca; tlu: dcfc11dcd localitic1 acting lik,c groins tuliich break, the 11ttack,ir1g forccs up, a11d, i11 co11scq1u:m:c, render thcm more 1111/11crablc lo co,wla-altack,, mul 1101 lik,c u11-11111ll, lo k,ecp thc anack,er out,, (1). 5enza entrare io una casistica minuta. akuni fatti )l<'.rmangono ù'inncgabile interesse e come tali sono meiitevoli cli essere ancora ricordati : 1' • il successo della battaglia difensiva dipende dall'abilirà di un (Ornando e dalla capacità manovriera delle truppe, la manovra essendo imbastita sulla trama di resistenze successive e sull'impiego a ragion veduta di riserve; 2• • le resistenze successive sono valorizzate da posizioni difensive scaglioMte in profondi1:1; l'impiego delle riserve esige una loro costante disponibilità conseguita col sottrarre forze dai traiti non impegnati, col ricostituire ( ,) M•j. Cen. J. F. C.

FULLU,

I. <.


unità efficienti con ogni ckmcnto ricuperato dalla lotta, col fare convergere tulle le fort/4'. disponibili verso e nella zona focale della lotta. L'analisi consente di giustiJicare le lince essenziali da atttibuire a una sistemazione difensiva auuale e di definire i compiti fondamentali delle G. U. dei ,•ari ordini odia battaglia difensiva. Sono dementi essenziali di una sistemazione di!ensiva: una posizione avanzata o di copertura, eventuali posizioni di frenaggio, una o più posizioni d'arresto contro carri, una posizione principale (eccezionalmente più di una). Gli clementi della sistemazione assumono maggiore complessità nelle 7,0nc di facilirazione e in particolare a cavaUo delle probabili lince d'operazione dell'avversario e si appoggiano, in omaggio a criteri di economia, a linee di ostacolo naturali rinforzate da ostacoli artificiali attivi e inerti. Forze leggere ma solide e henc addemate operano sulla posizione di copertura e tra questa e la posizione principale. Su quest'ultima e per quest'ultima si combattono gli episodi decisivi della battaglia, ma questo epilogo non è inderogabile pcrchè ogni qual \'olta possibile occorre fermare l'attaccante prima della posizione principale cd in ogni modo sulla riconquistata posizione di copertura cd oltre questa la controffensiva della diiesa r3ecoglie i lauri della vittoria. Per quanto riguarda i compiti delle G. U.: la posizione di copertura è articolata per C. U. di ,• ordine in ,• schiera e da queste dipendono di norma i corrispondenti scaglioni di prote-Lionc. In tali circostanze il comandante di ciascuna G. U. di 1• ordine conduce il combattimento difensivo ncll'àmbito del proprio settore, come pedina della battaglia condotta da un comando di G. U. di ordine superiore. Pcrahro in terreni di plastica facile e di imporran7.a operativa considerevole può risultare conveniente clic una G. U. di ordine superiore assuma sin dalla fosc iniziale la rcgìa complessiva della bauaglia difc:nsiva. Allora si avranno una po)izione di copertura e uno scaglione di protc-Lionc unico sulla fronte di più G. U. di 1' ordine, alla diretta dipendenza del comando superiore, e uua posizione priucipalc (eccezionalmente più di una) lrticolata in settori di G. U. di 1' ordine. Le posizioni di frenaggio e gli sbarramenti di arresto c. c. saranno af_fidati atl appositi reparti (raggruppamenti tattici) con missioni temporanee e previsione di ricupero a missione assolta. Riserve par-Liali e una riserva generale, secondo consigliano il modellamento del terreno e la rete di comunicazioni, sono dislocate in modo da facilitare l'alimentazione della battaglio secondo un progetto prestabilito ma mantenuto in ogni momento aderente alla situazione di fatto. Le for7,c schierate sono in genere G. U. orcli narie; le riserve parziali e generali sono ùi preferenza G. U. motorizzate e corazzate, raggruppate in complessi di forze corrispondenti ai compiti e bene orientati sulle modalità per assol\'trli.


1 Si è già accennato al criterio di addensare le forze a ca,,allo delle zone di facilitazione, nei ttrrcni d'ineguali c:iraHeristiche open!rive, e tro <jllestc zone di gravitare sensihilmentc a favotte di quelle più ,fruttate dall'avversario. Nello stesso ordine d'idee, in zona montana. le forze più consistenti sono schierate sui fondi valle, che costituiscono le più importanti direttrici Op(· raù,c. La difesa ddl'aho può essere mes~ in secondo piano nr.l corso di operazioni dinan1ichc, cioè sinchè la guerra non si stabilizza, dato che l'accesso all'alto richiede dd tempo cd esige repani che non sono idonei a muovere cclcrrncntc una volta sboc~ti nuovamente io basso. D'altra parte anche se forze cli quale)~ entità s'insinuano io una zona di montagna, non costi,uiscono minaccia grave per le sistemazioni di fondo valle, dato che le loro vclkirà operative possono essere bloccate laddove le mulattiere s'innestano ndla rete rotabile ad opera di mezzi blindati e corazzati e hc: quelli non possono portare al sèguito anraverso un terreno non percorribile per trasporti pesanti su more e su cingoli (1 ).

l

(1) Cfr. M:.r. E. C-w1CUA, D,'orin 1925.--,5 .. E.ti. C:uini, Rom:i, 1952. pag. JS: «No• Jl,biamo il difttto cli lasciare il fondo v:il)e indif~ o ptl'-V difew: ( di dare c:gualc o maggior~ impor12n2:1 alle t'incstr( che :il!:i porta Ji caia ».

1

1


DINAMISMO OPERATIVO E CARATTERISTICHE DI GRANDI UNITÀ MODERNE Gtn. di dit1. I'aolo Supi110 Le ida uprcsse ddl'.-1 tdorc 11011 csptm:ooo di nucs.,irà o,içn/amem, ddlo ,\fqgJ1°<>r< d,J/'F,1e,eiro,

StaL'l

N. d. R E. facile connatare che 'luanrlo si manifesta una formo di guerra <li dina mismo esaltato la parte che atm a la guerra <li maggior dinamismo ha buon giuoco coI1t!'(1 un avversario che è costretto ad affront.ire la lotta ,n drcost~ni.e per le quali non è prepar;~to nè conccttualmc11tc, nt in pratica. Qucsr i non riesce a imbastire reazioni efficaci; le sue forze sono 1'Dpraffanc prima ancora di esser nuovamente schierate, una volta risultalo in ciifetro uno scbier:uncnto iniziale; la sua org:uuzzazione cc~~• di funzionare m gr3dini sempre più moclc,1i. sind,è '3 crisi diviene generale e allora è il colb™> e lo sfocdo. Si <- detto che la crisi è la conseguenza di u1ù:Sah:r1,ionc di <linami~o operativo cd in cffetri mie ~ in senso a,sol1110 l'aspetto più sempl ice dti fatti. D'a ltra parte, poichè quel che provoca la crisi è un rapporto ,li c~paci1à <li manovra e non tin vttlore a,soh,to di quest"uhima, di frequente la crisi insorge per elfrtto di capacirà relativa di manovra che si manifesta non soltanw per l'esaltarsi delle facoltà da una parte, bensl pcr un loro sensibile declino dalt. •

l'altra. La campagn;i napoleonica in ltalfa nd 17(/, - 97 e la cmi italiana Jclrau tunno 1917 ndla prima guerra mondiale sono due esempi di immediata

illus1ra1.ione della tt.si. Gli er.erciti austriaci conrro Nnpoleone e l'esercito italiano in campo contro gli A umo- Tedeschi furono cnrrambi travolu, a <listarit.a Ji oltre un se<:ùlo, da avver>ari che proccdev-;rno secondo un riuno operarivo imprevisto e $npratruttn Sl•pcriore alle rispettive facol t:ì di conrrom.,novr:t.

Le forze armate che soggiacciono a tali situazioni divengono semplici " pla,irons • SOilo i colpi avvers..ri che non possono rifiutare e rçsistono sinchè dura la capacità di incasso. Tregue momentanee possono essere offerte da 1u110 riò che interferisce col tempcl della manovra avvers.aria e ne diminuisce sen1ibilmente là progressione, siano essi terreni di difficile pcrcorrihilit~ (regioni monr~nc, desertiche o paludose). ostacoli imporran ti, mmc grandi


I I 72

fiumi, crisi dei rifornim~nli, ccc., m:, sono be11efici ten1pora11e1 che diflcrisconu e non evirano ~li c.~iti finali infausti. Del resto e intuitivo che ogni possibilità d'iniziativa viene a mancare se i dispositivi opt>ranti mancano degli allribmi essenziali per esercitarla. La stessa concentr:12ione delle for:.:c nel tratto sul quale si vuole conseguire 13 decisione resta un pio desiderio in prescnw cli gr:ivi difficoltà di r<:alizzarla bene e in tempo debito. Attrihuti che a torto si identilichcrcbbcro wllanto iD celerità di mezzi e in mohilit~ cli repmi, per quanto mobilità e celerità vi abbiano pane, pcrchè entrano in giuoco e in misuro determinante armamento appropriato, articolazione di reparti, orclinamcnto di complessi tattici, esercizio di comando e oricnt:menti dottrinali. Piuuosto si dovrebbe parlare in argomcnro di manovrabilità di unità e G. U.. intendendob come attributo di forze bene armate cd equipaggiate, bene articolate e hcn condotte, pertanto idonee a colpire ravidarnentc cd cffi. caccmcmc, a impegnarsi e oll'occorrenzn a sottrarsi :,1 comhauimento, a fingere cd a par.ire, ad attl~1rc e imporre un giunco operativo serrato per condurre a fondo l'azione do,·e è meno attesa e dove di conseguenza può rendere maggiormeme in esiti t:ittici e in successivi sviluppi strategici. Non è forse indispcns:ihilc insistere su di un concetto cvidrntc, sol che si ponga mente a prestazioni e servitù di forze armate d'oggi, ma è opportuno lumeggiare il fotto che. secondo nna convincente linea d'indagine, celerità di me2.zi e mobilità di rcpanr minori sono condi1.ioni uti li , talora necessarie, generalmente non sufficienti. La manovrabiliù1 de\'c risalire :ii dispositivi complessi, nei quali si altua la coopcrazicnc delle l'aric armi e si pongono le h:tsi dei successi strategici, dcvr essere in altre pa.1Jlc un 'attitudine alla manovra su spazi estesi, d:i esercitare in tutti i terreni nei quali operano le foru: contrapposte e sui quali pertanto cleve potere essere impegnato e battute) l'avversario, da parte delle G. U. di rutti gli ordini. 2. - Quali sono i parametri fond:uncntah dcll'attitudiJ1c alla manovra della G. U. che conduce la hanaglia (in genere una G. U. di 1° ordine) e delle ,uc articolazioni immediate, le Cl. U. di 1" ordine? Essi sono individuabili nei tempi di movimento, rifcriri naturnlmente a dispositivi d'impiego ben definiti come indicativi di c.1pacit.'i operativa nel quadro logistico, e nei tempi di sehicramcmo, anch'essi riferiti a prestabilite aliquote di forze, come inclicati,•i di capacit~ operativa io quadro Lattico. Un3 G. U. c.hc presenti tempi ingenti di movimento e di schieramento è destinata in 1,>artc.nza a restare in difetto nel confronto che la battaglia impone in termini di estrema crudezza contro unità che possiedono requisiti spicc.1ti in proposito, in virtù dei quali sono in grado di svolgere azioni tat· tichc rapide e sbrigliate. Battuta nel tempo, prrdcrà sempre l'autobus e di norm:1 non riuscid :,d ,1flcrrarc k occasioni Cavorcvoli. nè a scaJJSarc quelle conrrarie.

.,.

)


I I

73

Le prcccdem, consideraziom ,ono la conferma ,, a pow:riori » che rordinamento delle G. U. è un fauo organico nelle sue conclusioni, è un fano tattico nelle sue premesse e nelle sue finnlit~. Conferma che deve c.sserc meditata <lagli ordi11a1ori di forze armate terrestri modc:rne, se vogliono, come è loro dovere e senza dubbio loro intenzione, prepar:,rc unità che possano affro11t:1re le prove eventuali di un pr0$Simo avvenire. rl 1:tvoro di ritocco delle G. U. dalla line delln seconda guerra mondiale. se rappresenta una linea di minor sforzo e anche di scarsa invenzione. non costituisce ccrramente una soluzione esauriente. Al contrario, può essere considerato procedimento inefricace il quale non ha solramo rospetto di concezione ..Jnttrinaria divergente. bcnsl conduce a complessi di for~c di scarso valore operativo i quali ripagheranno sacrifici di mezzi finanziari e di personale con lo scottante moneta dcll'insuccessn. La questione ha anche un altro aspetto. Intorno a unir:\ mal congegnate si edificano un'imperfetta dottrina d'impiego e una esperienza professionale deteriore di quadri di tutti i gradi. Nè è pensabile che si possa mutare indirizzo quando l'errore si manifesti alla prova dei fotti. Modilicarc una dotlrina d'impiego e una forma1.ione profrnionale di un corpo di ufficiali è impresa nrdua, che richiede anni di lavoro accurn10 e quindi non è tentabile sotto l'urto di un aYYersario che per proprio conto ha lavorato con sc1uo realistico di necessità e cli JX>Ssibilit/, cd ha forgiato armi e ordinato reparti efficienti. I di<astri francesi del maggio - giugno 1940 sono la prov:i di ,111cl che può accadere a quadri sorprc<i <la una dottrina e <la una tccnic.1 d'impiego impreviste. I carri :irmati tedeschi avanzavano scn.za curarsi del collegamento con le G. U. motorizzate che dovevano sostenerli e che. dato il corso degli avvenimenti, avrebbero rappresentato una palla al piede delle forze corazzate. La loro progressione in combattimento superò nel periodo cruciale della terza dcc:idc di maggio i cinquanta chilometri al giorno. Pu i generali francesi si tletcrminarono delle situazioni da incubo. I nemici non seguivano procedimenti ortodossi e accadeva tutlO quanto doveva escludersi secondo una prassi ordi m1ria. In queste condizioni materiali e morali, per motivi tecnici e non per ,lifctto di mordente, di spirito di sacrificio e di patriottismo, nnn poteva ricosti• tuirsi un fronte francese e difani non si ricostituì più, nì: prima di Parig,. nè clopo Parigi. pcrchè non c'era tcmpa di ricostituirne e di presentarne uno al nemico che incalzava a "elocità i,nprcvi<ta e manovrava in m0<lo irreparabile. 3. - Allora il dinamismo elevato e la ,upcriorit.1 di maJ1ovra delle forze germaniche risultò dall'impiego combinato di carri e di aerei, v•lori1.1.1ti da una dottrin:, tattic;1 aderente e da mentalità di c~pi in souordinc informata :ill'azione sbrigliata e all'esteso s[ruttnm~nto del successo.


11

74

Un ulteriore aumento <li <linami,mo, i11 una guerra <ld futuro prossimo. provocato da una nuova combinazione armi mcccu11izzatc -aercu, l'àcrcu essendo impiegato :,1avoha non soltanto come mrzzo di comba1timcn10, m.i soprattuuo come mezzo di trasporto. ln contrasto con una valutazione di prima ,rnprc,>ionc. m 1•crit¼ a,s:ii di[f usa. che: parlerebbe a ri1c:ncrc ma,,imo il rendimento dell'aereo allorcbè è impiegoto come arma, le possibilità oper.llivc connesse coll'acr<'O come me-zzo Ji trasporto sono di rilic,•o ancor maggiore, ii potrebbe dire rivoluzionario della tecnica milir:ue. Un aereo. :armiit. è un proicno (0.1> 5t' si vuole e55c:rc più precisi, un cerio numero di proietti) che viaggiano ali:, velocitl di alcune centinaio di chilometri .ill'oro e procedono col braccio e con la fles5ihili1à d'impiego proprie dei m<'Zzi •erei. Ma l'aereo - arma distrugge e non con9uista e distrugge con clifficolcl sempre maggiore pc,rchè sono crc:,centi dispersione di obicuivi e reazione contraerea, talchè per ogni obiettivo si richiedono azioni ripetute. onerose e sopratmno aleatorie. Di eonscguc:nza l'azione dell'aviazione 110 c[fi. c:icia dilazionat:i nd tempo, eia/' è di car:ittcrc più stra1cg1co che: tattico. D'altra parre i proietti d'artiglieria prOCèdono con velocità ocuamcmc upc:riori e con di(ficolc:1 d'intcrct11a1.ionc pr:iticamcntc imupcrabili e e hrnccio e flessibilità dei grandi schieramenti org:mizzati di artiglieria m 1ano moho al disono degli analoghi parametri relativi ai mc-Lzi aerei, presentano in compc:1110 il vnnraggio di una pc:r istcn·1,;1 e di un'efficacia gk,bale di ozionc che non temono confronti, sol che siano assicurati una difesa aerea (copertura aere.1) e contraerea e un 'cCficace controbmtcria, e .sendo a fattor comune le csigen1,c di rifornimento munizioni e di dife<.1 vicina di schieramenti e di infrastnmure $JJ'/1

lcrrT!>tri.

Per contro l'acro1r.1sp<>r10 attribuisce alk fori,: .,crotcrrcmi un braccio sconosciuto alle operazioni con mt1.zi tradizionali, sintctin- bile nella facoh.l,. di con<1ui tare e conservare obiettivi anche molto profondi e anche molto importa111i, tali cioè da mcncrc in crisi grnvc le più complesse e le più lontane org:mizt..ilzioni nemiche. F.' in acleren7~1 J ,,uc;ni concmi che si ~ affermato rivoluzionario in ogni

1ecnica militare l'impiego dell'aereo come mez1.0 di tr:ispono di ingenti eontingcnu cl, fo17.c rcrrcstri. r.crramcmc il procedimento non è ancora a punto. sia dal punto d1 1•ista concettuale, >1a dal punto di ,,sta tecnico, ma non s1 può escludere che passa esserlo a breve scadenza. Certamente l'applica~ione cldl'aerorrasporto a grossi contingenti implica possibilitì ccouomiehc e industriali non comuni. Peraltro è certo anche che il paese il quale avr/1 meglio intuito l'impon,inza ,.kcisi,':I <lcll~ Cl'Oluzione e ne avr.ì per primo renlinatc le prcmcssc disporrà di un'arma form idabile. Evoluzione con ogni probabilità graduale, ma forse: gi~ in corso. Come atto propcdernico alcuni tecnici (Devers, Gavin. ,xc.) chic:clono che sia resa aero1rnsportabile una congrun ali9uom delle G. U. cd è logico pensare che ,i


1175 possa cominciare dalle G. U. di 1" ordine. L'muazionc non trascende poss.ibilità tecniche anche attuali, a parte le riserve già prospcttate circa il peso economico di og,ù soluzione in materia. , Ma piuttosto che approfondire un argomento che non nc1ttrn nel tema as.1unto, è: opportuno mettere in luce un riflesso interessante di quanto esposto, riflesso sul quale convergono anche altre considerazioni di cara11cre organico e ùi carattere operativo: le G. U. di ,• ordine lianno una mgione di piò per essere identificare in compimi di fol'?.C più leggeri delle attu:ùi divisioni e non per questo di minore potenza. Basta a questo line Carie consistere d:ù maggior numero di armi servite dal minor numero ùi scrvcnri . Nelle unit~ aeroir:tsportatc il materiale e non l'uomo coslituisce la trama organica e la misura delle po~$ibilità operative, in ulteriore estensione cli un indirizzo già in atto. Queste circostanze sono assicurate da un armamcnro mce<:.1niz7~1to, le cui caratteristiche tecniche non sono nemmeno oggi in contrasto con il trasporto aereo. Armamento e ordinamento di G . U. moderne debbono consentire interventi rapirli e risolutivi, cioè risult,ti di pronta efficacia. 4. • Nei precedenti termini si assicura l'devat.• c.1pacit~ di manovra che ,i è postulata al n. , . Se ne deduce che esigenze permanenti e previsioni fondate convergono verso soluzioni organiche impostate su unità d'urto leggere e potenti. La dcoorninazionc di « unità d'uno » si è presentata quasi accidentalmente, ma in effetti vale a sancire il principio che le caratteristiche testè ri.1ssuntc si riferiscono all':,li<JuOta tipicamente operativa di un esercito moderno, a quella che talune dm trine definiscono il « corpo di battaglia "· Una dillerenziazione tra corpo di battaglia e for7.c di occupazione , ' impone sempre più per csigen~ d'impiego (nei farti non è indispcns.1bile che le unità d'urto superino una quota parte p,·estabilita delle forze terrc.<tri complessive) e per motivi sosra11ziali di carattere cconoo1ico e tecnico. Le C . U. nel corpo <li battaglia dovranno possedere alcune earatreris1iche fondamentali corrispondenti alla loro qualit~ di strumenti d'uno e la tesi vale in particolare per le G. U. di ,• ordine. Tr.t queste c.1rnueristichc primeggiano un ordinamento appropriato, come modalità per rc.,li7.zare in ogni gradino gtrardtico u1, dos.-1menco " optimum '> di mezzi, un'.1rticol:tzionc rispondente, come garnnzia di un'azione di comando efficace. tempi di movimento ristretti, come conferma dell'attitudine al combattimento rapido e decisivo e io generale dcll'ni,,nc improntata ad a.lro dinamismo. Per <JUanto ha tratto all'ordinamento, le G. U. di ,• ordine del corpo di batt:ig lia do,Tanno risultare cnstiniitc eia un certo numero di unir.ì d'im,piego di fontcria autotrasport:ita e corazzata, di carri, di cavalleria blindata. cli artiglieria semovente da campagna e controcarro e di pionieri-pomieri meccanizzati, variamcmc riunire in complessi ùi ordine superiore talora p<:rma-


nenti, ralora tcruporao<i (gruppi e raggruppamenti tattici). Mezzi di rinforw eventuali s.~ranno costituiti da artiglierie c. a. e da squadriglie di avia:i:ione. 1n sosran7-'l l'ordinamento deve tendere a un'autosufficienza ristrclla pcr risoh·m: in proprio i casi d'impiego più correnti. Il rinforw mediante unità tratte da G. U. <li ordine superiore deve rircncroi eccezionale e di norma si verificherà nei ca,i di strcrto inquadramento in vista di situazioni che tendono a divenire smichc. Anche in 911esri c,,5i ,i tratterà per lo pi,, di decentramenti temporanei. di azioni sempre che possibile piurtosto che di mezzi, per non infirmare quel la capacità di mano,•ra che rappresenta l"an.ributo di maggiore interesse. Sempre in quest'ordine di pensiero, si dovrà porre o<Jni cura nd contra· srarc la tendenza a complic.,re con aggiunte successive, per di più spesso non indispensabili, complessi di forze cui si richiede il r:,pido impegno e di5impcgno, !"azione pntente e profonda, il magbrior numero tli facoltà cd il minor numero di servitù a cominciare da quelle relative al funzionamento dei servizi di combattimento. Questi dovranno essere incombcn1i, di gr:tdini superiori di G. U., i <1uali provvederanno ai tr:isporti a destinazione (a domicilio). come richiedono le csigcn7,c di ali mentazione di operazioni che si svolgono su ampie superfici, utilizzando sia mezzi di trnsporto terrestri, ,ia men.i di trasporto :rcrd. 5. - L'articola1.ionc, afferma la vccclua dizione elci tcsri d'organic:,, mira :id assicurare !"azione di comando. La resi è esatrn, mn deve essere aggiornata e completata. E' innegabile che i moderni mezzi d1 collegamento offrono oggi possibil it~ e soluzioni che non erano pcns.,hili soltanto alcune diccinc d'anni fa. Sotto quc:,to punto di vista i comandanti dispongono di mezzi di grande e sicuro rcndimcnco. Ma la questione deve essere esaminata anche sotto altri punti di vista. E' un fatto cbc l"auualc artkola1.ione in minori e minime unità male al tempo delle unità omogenee per armamento e quindi per compiti. Oggi invece le unid delle ,•:,rie armi sono dotate di un armamento svariato, servito presro unità elementari rnggruppatc vari:t1J1Cnte in unità di ordine crescente secondo esigenze prcmincnri di coopcra1.ionc umica. L"armamcmo svariato e la cooper:izione si sono inscriù gradualmente nelle organizzazioni c,is1c,ui dando in sostanza luogo a una duplice articolazione contemporanea: una ùi.ccndentc. tradizionale. con la quale si addiviene alla scissione della massa in blocchi non differenziati (articolazione per scissione); l'altra ascendente. fun1.ionale, conforme alla finalità di real izwre in ogni gradino una dctcrminarn attimdine tattica, quindi corrispondente a compiti correnti da assolvere in ~ucl gradino, mcua in atto aggregando in modo vario. con una razionalità talora obliterata nel proseguire della evoluzione, unità elementari differenti (articolazione per l{iusrapposi1.ionc).


1177

'

La cocs1.stcn7..1 di due: np1 c1·an1cola'l+10nt" m gran pane cstrnnc1, realtà di fano per quanto in genere non avvertita da parte deg li strS!i tecnici, costi ruiscc un dfcttivo controscmo cd m tnnro maggior misura quanto più ,i afferma per nigcnza cli fotti l'articolazione funzionale. H' ben noto che batta~lioni e compagnie sono umrà 1•ccch1c di alcuni secoli: che per contro i plotoni hanno meno di doc secoli e le squadre h. nno poco più di cinquant'anni. E' del pari noto che mentre alla loro origine, remo" o 1idnn. le minori unità erano omogenee e im"cambi. bili. oggi la fanteria e le sue spcciolit;\ con13no una quindicina ,li '<JUadrc diffaenti, una diccin:i di plotoni, quattro tipi di compagnie. E per rincsw, in maggiore u minor mi,ura, anche le altre armi presentano lo stesso knomcno. Il contro)Cnso orgauico wocca ncll'incongrucnz:i pratica di un frazionamento di reparti cccessi,·o, in una co,nplicaziunc di dipendenze, in lunghczzn di c;atcnc di comando e al tempo stesso accoppia a funzioni d'in1picgo funzioni tatticamente non indispensabili come lo i;ono ~1ucllc ammini trJti1·c, addc,trative, ispettive. F.' invece logico che a dar vita " un 'arlicolnionc tattica 1iann in modo preminente funi di impicno e non e.1igen,.e di tutt'altro 011t<· nu10, prohabilmcmc cli secondo piano e comunque assolvibili • ur:wcr5ll JILrr lince. Un'arucolaz.ione di carattere esclusivamente o precipuamente tatnco tloncbbc bas.1rsi su unità di fuoco (squadre armi), rnggrupp,trc le uni1À di fuoco m cnmple.,;si di unità elementari similari, le unit/\ di riro, coordmarc un certo numero di unit:ì rii tiro, in genere differenti secondo c<igcnzc di coopcruzionc, in unir. d'impiego. E' evidente, dopo quanto dcno. che le uni1/t d'impiego s.1rchbcro di mas,ima dell'ordine rldln comp:1gnia. Un certo numero d'unit~ d'impiego, numero variabile secondo siruazione e compiti, vcrrchhe a co<tiwirc l'unit/t 1atricn ckmcntuc. il "gruppo tattico ,,. I~, oncC'tionc, intcn: sante anche i11 linea di domina, potrebbe c.sscrc posta in atto con modeste ,·arianti organi hc e di terminologia e darebbe frutti cli semplictt. organica e di conseguente facilità e rendimento d'impiego. Del resto è su basi an. loghc che è ordinata da tempo l'miglicria, presso la quale l'omogeneità si suole spingere sino a elevo1e unità d'impiego, come i gruppi cd i re mmenti e se ne ammme lo deroga soltanto nei r.1ggruppamcnti d'ar11glir riJ. Ncll'asscnz.1 di conformi criteri d'ordinamento i reparti di fanteria e delle armi 1imil. ri accu1.1no una moncanz.1 prcs<OChè permanente di rispondenza rra organici cd csigcn7.c di e:1 i concreti, in conseguenza <idio quale si deve dar luogo a un continuo rimaneggi. mento dei reparti mcdinntc aggiunte (rin· forzo) o dcrrnzioni (dccencramcmo o passaggio di dipendenza) di unità, il quale ho assumo il c.arnttcrc ni un'azione sistcmatic..1 e conferma con lo ,uo si rcmoricira la pcrmnncn7.1 dell'errore tecnico. Questa particolare tecnica di rinforzi e di passaggi di dipcndcnza ha 31•uto origine durnntc la prima guerra mondiale, ma si è estesa srraordinari:i-


I 17

1

I 1

mente nella s«ondn cd ha dato luogo a raffa1,,.onamcnti sempre più profondi delle compagini org3nichc, talchè oggi i reparti di rum 1 gradiru gerarchici sono divenuti matrici dalle quali ,i cstt:iggono gli dcmcn1i per 2ddh·cnirc alla formazione dei « gruppi tattici " gi~ ricordati, cui si giun~c prendendo a ragion vcdut-3, è ,-ero, ma con una lihcrd di 5edto .mai cnc.s:i, i divcrsi ingredienti che occorruno per fonnarc compk»i d'impirgo temporanei in rispondenza a ogni p:irucolarc situazione e comp110. Pratica che oi;,:i è generalizzata e, pur a11raver50 inccnczzc e contrasti, in corso d1 codilicaz1onc nei regolamenti d'impiego mo della quale è doveroso meuere in rihevo il lato meno producente costituito do un frequente cambio di dipendenze e la conseguente minore solidità cli reparti d'impiego. Ora è lecito pcn~'lrc che se questo indiri,.zo ~ il portato cli fotti concrc11 e importanti, può essere opportuno linea d'azione perfcz.ionarlo diminondonc gli accennati inconvcnknti, il che può ottenersi con fo precosriruzione in modo permancnic dei gruppi tonici, nei quali si dovrebbero fare confluire in giusto dosamcnto unicl di :ISS:llto e di acconlpagnamcnto o sostegno, pur assicurando in pari tempo una omog,:m::it:ì relativa d'impiego"' non di armamento al gr:i· dino organico più elevato che vi si presti, ad esempio al gradù10 compa mia. I gruppi tattici precostituiti non sarcbbcro 11cccss:iriumcn1c di un unico tipo. Al contrario è da prevedere la coesistenza di almeno due tipi, uno con prevalenza di fanti corazzati rullo schema di dut compagnie di fanteria e una compagnia carri, l'altro con prevalenza di carri sullo schema di tluc com· pagnic carri e una compa!l'nia di fanteria, entrambi dotati permanentemente di un efficiente armamento controcarri scmo,·cntc cd cvcntualmcntc di banc. rie semoventi da campagna, nelle circo,unzc nelle quali 'imponga un decentramento di artiglieri.a. I gruppi tattici fanteria e earri,ti (r) so;tituircbb<:rn nell'impiego gli atiunli bnnaglioni di fanteria c enrristi che sonu divcnuu m realtà ccccssÌ\•amcn1c e di difficile comando nelle condizioni orcl1n>ne d'inquadramento.

l''"''""

L'urto e la penetrazione richiedono una c.1pac1t~ comb,1u1v:r che in omag

gio a esigcn7.c di fono 1i può tradurre, almeno inno l'a!pctto organico, in va. lori ,necli realiz1,a1i dai gruppi tattici ,, s1,wd1ml " indicati. Ma uno e pcnerra. iionc non csauriiCono l'aiio!lc tattic:t: in genere sono la premessa di una ma. no,•ra che ha obiettivi più dctcrmillanti. Se ne deduce che in un quadro opc· rath•o esauriente k esigenze organico - tattiche e la manovra esigono una maggiore disponibilità di mezzi i quali variano da caso a caso c possono essere assicurali solli1nto eia un dosamtnto messo a punto di voh.i in \·o lla. E' vero che nella rispmiva scala le pr«:cdcnti considerazioni no ,•ali<!c

ta.nto ~r i gru1>pi qusmo per i raggruppamenti tau(;;, ma è innegabile "che le facolt:à di manovra sono differenti nci due gradini or11anici e che in generale (1) In umaggm a 1racJ171om d'arm:a ed, "lp<:cml1t:'1 i due i:,rupr• c:u11n prntthhc:m dc

nominiloi ri.5pcuh1amcntc

~1

gruppo bcrs:1glicri

wi

e

11

gruppo c;;uri~1 •.


..

11

79

non conviene affidare compiti impegnativi di manovm a piccoli rcparù pcrchè gli esiti ne s.,rebbcro irrilevanti. fn circostanze ordinarie, cioè su fronti correnti, le piccole unit\ non manovrano; si limitano a pcrwrc contributi a una mauovra che ha la sua c:stnnsccazionc: in gradini superiori. i raggruppamc:nLi e le G. U. d, 1Jgni ordin:. Allo nadio raggrupp:1memo tattico il giuoco operativo si svolge di regola ad opera di complcni di due o tre gruppi mtici. Il fatto che i raggrupp:omcnti tattici siano costiruiti volra per volta imporra la loro ,s,cnz.., come Rr•· dini nnrmoli d"ordinomcnto. Di conscgucu~. al di fuori di cs,gcnze d'impiego non pcrmanenn. un comando di G. U. di 1 ordine 3\'r:t olla propria dipcndcnz• diretta uo certo numero di gruppi r.mici. Tale ordinamento non esclude pc:ralt'ro la co tituziooc permanente di al· cuni romandi di raggruppamento presso ogni comai\do di G. U. di 1• ordine (in genere due o tre), dotati degli org:oni essenziali di funzionamento (S. M., mezii di collegamento, mez:i.i di trasporto) cd esercitati di frequente.

6. - Si sono occcnnote soluzioni possibili e non provvedimenti definitivi. Precostituire o non precostituire gruppi e raggruppomenri tattici sono decisioni da prendere dopo accurato vaglio dcl pro e del contro. Esistono inoltre problemi oddestrati"i da risol,•crc cd in pari tempo dcbl,ono essere approfondite altre csigcn7L L'articolazione previ ta ha infatti anche l'attributo di rispondere alle norme di una dispersione che è imposta dall'efficacia delle armi aeree e ABC per effetto delle quoli non sono più ammissibili grondi conccn1ra1.ioni permanenti di forze. In effetti il gruppo tattico, come gradino minore dowto di una relativa autosufficicnz.a lattica, consente di rcali2.zarc convc:nicntcnlcnté qudla larga scacchier, di reparti dalla qunlc do,.rà prendere le mosse ogni ano operativo in rdazionc all'esigenza di dispcnione. E" per di più da tener prcscnte che da una situazione inizi:ile di reparti dispersi si dovrà passare a una concentrazione rapida temporanea per imbastire un dispositivo relativamente eondcns.110 conforme alla concezione di manovro, mediante movimenti successivi il cui temo fondomenrn le verterà nella riunione delle foru nel luogo e nel tempo voluti. Soltanto reparti in poSSt'.Sso di una clc,•ata mobilit,1 opcraliva possono far fronte o circostanze d'impiego che modifiC11110 profondamente i proccdimrnti in vigore ino al recente passato e che porrebbero sicuramente in gr•"e crisi unit\ e G. U. co tituitc in base a criteri convenzionali. Vedute aggiq,rnatc con,uuono di fermare l'attenzione su di una G. U. di 1 ordine: avente : proprie dirette dipcndcn7..c. un certo numcTo eh gruppi tattici (da cinque a dicci), inre1,>r.1ti da alcuni gruppi d'artiglieria da campagna e controcurri semoventi, da un battaglione pionieri cou compagnia pontieri addestrato cd equipaggiato strondo la tecnica elci gunstaturl - arti11

2.

R.


I 180

glicrin e genio da impiegnre di rcgoln nccenrr:ni, quindi di decenrramenro solo évenluale - in tor•le una quindicina di uni1à dell'ordine del ba1taglionc, da articolare in conformi1à delle premesse fotre in ire o c1ua1tro raggruppa· menti e qualch<: gruppo autonomo (in particolare l'F..T.T. e, all'occorrenza, uno o due dis1accamen1i fonchcggianti). Nelle precedenti lince di massima le dotazioni di combattimento di ogni unità d'impiego, ci()( di ogni gruppo tattico, si possono valutare sui 50 .;.Go mezzi cui corrisponde una colonna di str:tda profonda cir,J 3 km e unn Crome di schieramento in terreno ordinario di cimi 3.;. .3>5 km. Gli accc_nnati parametri spaziali inducono a ritenere profondità e fronte di schieramento di un raggruppamento tattico pari in media al rriplo di quelle dei gruppi, la profondità dclln G. U. di primo ordine, supposrn con le proprie forze a cavallo di due direzioni princip.~li di operazione, di 2;.;. 30 !on, conteggiando a parte quanto compete alle unità dei servizi che o procedono su apposito itincr.irio o seguono su uno degli itinerari a disposizione in un tempo distinto e succcs1ivo.

7. - I dau mctric, di massima testè riassunti h:>nno in pruno luogo lo scopo d'inquadrare entro limiti di rispondenza pratica un parametro opennivo di grande interesse e pur non v:,Jutato con la dovuta aucnzionc, quale sarebbe richiesta dall'apprC'1Jtamento adeguato del dinamismo operativo di determinati complessi di fonc: 11 tempo di ,cbicramcnto. li tempo di sclticrumcnto merita una menzione parùcolarc III tutti I com plessi di forze presso i quali esso supera in misura sensibile tempi di movi. memo e tempi di sfilamento, ciò che si verifica a pan ire dai raggruppamen1i mttici e dalle G. U. di ,• ordine. In qualunque gradino organico di unità esso presenta 11n valore m111imu e un ,•alore minimo- massimo: il primo da riferire al tempo che l'uni13 impiega per imbastire un'a7.ione tattica efficace coi !uoi clementi di t' scaglione; il secondo riguardante il tempo occorrente per schierare tulle le for-1,: dtl l'unità obiettiva. Ogni ovvia tendenza a ridurre i tempi di schicramcoro, come induizzo efficace per ridurre i tempi d'impiego, non può impostarsi che su due linee: la più elevata mobilitl « dovunque " di torti i reparti; il giusto dosamcnto dc, prinù .coglioni e la buona disposizione degli sc.,gliont successivi nel disposi nvo gcnc:ralc, nonchè le provvidenze per accelerare afflusso e intervento dc, secondi e, <1uando esistano, dei 1crzi scaglioni. Procedcnc1o a un'anali~i pi,, particolare dei provvedimenti accennoti, il dosamcnro dei primi sc.,glioni dovrà essere ,aie da consentire di assolvere con successo le incomhcn?.c spettanti sino all'intcn•ento degli icaglioni successivi. L'imbastire e sostenere il combattimento durante il rcmpo di atllusso e dr schieramento di un secondo scagl ione rappresenta un carico massimo per un primo scaglione e quindi un limite di dosamcnto da non super:ire per nou cadere nell'inconveniente di una tardiva entrata in aiione. Per contro non si

...

I


I 18 I

Jc-w·c Jj endcrc al di.sotto cli un limuc minimo, pcrchè in difetto di for'1.~ ti combattimento ~i riclucc a unn ~ rie di ;17.ioni succc\s.ivc e ~legate nelle quali i ,·,ri scaglioni correrebbero il ri1chio di cSKrc b.1uuti uno dopo l'altro ad opera Jj un a,•vc:r ario ~tccono e dccì50, In concJu5ionc1 la consistenza <lc:i primi scaglioni c.lc,c consc:ntirc- un"az.io-

nc potente J i fuoco intcs.1 a<I •l!Kàn<cÌarc cJ a fi,,..,, l'avvcr<ario cd in pari re.mpo ac.l a~~icura.rc una o più basi per l':utacco dclte maggiori forze della G. U. che intanto accorrono primn per 101tcnerc i rep.irti gi. impegnati, <Juin<li per prendere rn.pid:im~nte l'iniz.i~tivo di un11. 1il,rnQ\r.l hc consc.nt. , i soprnfforc le forze comroppo cc e pertanto da nffid,re alle aliquote di for1..c più potentt e più mobili sul terreno ul quale si .volge l'azione. Se si prende in comidcrazionc un c.lisposirivo di G. U. articolnro su più colonne o raggruppamcnu. ciascuno rip.1rtiro in scaglioni, con una fronte di 10 + 15 km e una profondir,1 iniziale di unn trcntin11 di chilometri e finale, :i s hicramcnto compiuto, ili una diccina dispositivo che si rifcriS<ce " grosso mo<lo o a una G. . di 1• ordine cor:1zzarn - è cvicltntc che impegnar, , primi scaglioni e S<cmprcchè il comandante della G. U. rncnga d, accettare 11 combattimento, ,I loro schicramcnro può aver luogo in una o due ore, ><:condo difficoltà ù, terreno cd c[ficacia di azione avversaria, :unmc:ssa una percorrenza dc, reparti in terreno vario e.li circa 10 km/ ora. Poichè la sue cssivo affiucnu, dei secondi scaglioni richhlc un tempo dello stesso ordin.c di grande-a.,, i primi scaglioni debbono mere in grado di ioncncrc il peso dell'azione per un cgurue ixriodo di tempo. li conteggio di tempi conkrma l'opportunità Jcl dos.-imcmo di un gruppo tauico del tipo posmlato ru ciascuna dirc;,.ìone d'o;,.ione e puntuali7.za su di un massimo di 5 + 6 ore il tempo di schieramento per l'impiego d1 n11te le for,.c di uno G. tli , • ordine. Prcssochè conrcmporoncamcnrc deve .iver luogo lo schiera111cntu ddl"artiglicria, allu -wpo Ji ac4uisir1: dut importanti situazioni tli fauo, un;i tattica. di mcncrc al più presto ln condizioni di agire cfficacé.Olcntc le .irmi che hanno il broccio più lungo e he da un tcmpcs11vo schicromento derivano il vJntagg,o so t.1nzble di e ere in p1en, cfficicn,_, allorchè si rratrcrà ùi appoggiare la manovra ùccisi,·a co11dotta con tulle k forze della G. U.. l'nhra tecnica, d, prov\'cderc alle incombenze d, preparazione del nro olio scoro di assicurare nel più breve rcrminc di rcmpo ozioni di fuoco aggiustaro e pcrciò della m3ggiorc ffi ac1J. I/azione in corso dei primi sc:igliom riruhcr~ :illora wstcnuta dri. tutti.I l'artiglieria dclb G. U. che a 9ueno lìne dovrà CMCre di,loc.1c, con nctr.t preponderanza vcr o la test:, Id tlispositi 1•0 complcssi,·o. lntanro, confonncmcntc alle premesse, è m corso l'afllucnz.a dei secondi e dei terzi c.1glioni, I. quale è compiuc, entro le rre o quattro ore dal primo ontatto. , cl contempo il com.,ndanre dellJ G. U., rull.1 base dei rucccssivi dementi di dcdsiooc che il ombntùmcnt0 già iniziato gli procuro, ha pt.rfczionato un disegno tli manovra e porta a gra,•it:trc sulle direttrici ch'rgli


I I

2

intende sfruttare maggiormente i reparti che ha con.icrvato su di un fronte relativamente ampio per assicurare la piÌl elevato flessibilità al proprio dispositiYo. Degli sc3glioni arrctr.1ti riru:u1c alqu3nto indicuo la sola riserva, per non pregiudicarne l'impiego nella direzione e nel momento più opportuni Essa deve di norma esicrc orico!:113 verso un fianco per poterla indirizzare .stnza indugi su di una direzione. àutonomil eh~ COllSC.nta iJ perfczionam~nto ddla manovr., d'aggir,mcnto e al tempo stesso per far fronte a eventuali cunati avversui di minaeciore un li,neo CSJl""fO. Al suo comandante debbono essere fatti pc:rvcnirc i dati d'orientamento ul prossimo impiego a mano a mano che divengono disponibili .

. • La precedente analisi si conclude con la ,•alutazione di un tempo di schieramento della C. U. di 1° ordine che in conformit~ delle premcsS<C fotte risulta di cinque a sci ore. Esso <: un ma..,,imo che non si dovrebbe superare e che per contro si deve tendere a ridurre pcrc:hr ogr1i altra circo,1anza 11dla q11a/e , ; debbo110 conuatarc umpi di ,d,icramcllfo più acvati 11011 ~ rispondente a ituopprimibili es-ig~11ze di dinamfrmo or,eratiuo.

E' bene affermare del pari che rcmpi di schieramento del 'ordine indicato non ,ono realizzabili che con reparti mcccaniz1.ati nei quali un personale ridono e armi potenci sono lrnSportaci mediante veicoli che ,ono mezzi di combattimento e riJultano pc,tanto in insanabile difetto le unii:\ e le G. U. motorizzate noncbè, « a fortiori,,, le unità e le C. U. ordinarie. Jnfarti i rempi acc:nnoti 10no il ri$Ultato: - della facoltl per i rcpani di ttJUe le armi di muovere fuori strada con una vclocit~ adeguata (dell'ordine d i 10 km/ora) ; - dcll'arùcolazione delle forze in complessi del tipo del gruppo tàt· tico (o della colonna) di tre o 'JUattro compagnie (o reparti imilari); - ddl'attitudine da parte di tutta l'artiglieria della G. U. a interventi solleciti cd clii.caci. E' ovvio che se qualcuno dei prcccdc:nri presuppo•ri cade in diktto tutto il dispositivo scade rapidamente in dinamismo operativo e risulta a sua volta in difcno. E questo è quel c.he acc.1de allorchè la mobilità dei reparti non supera nel movimento fuori 1trada (crou-cou11try opemtio,u) i 2 + 3 km/ora, come ~i verifica nelle unità\ ordinarie di famcria e d"aniglicria. Alloro i tempi d"im. piego aumentano in ragione geometrica. Le attuali divisioni non possono schicr.1.re i loro primi scaglioni entro un normale arco diurno e lo schicramemn dell'intera G_ U. richiede almeno uno o due giorni. Con tempi di qucsrn entità una divisione non è in grado che di schierarsi fuori del contatto col nemico per attcndcrnc l'urto su di un terreno prcstabilitn o di effettuare prese di contatto mediante procedimenti metodici e lenti, chr richiedono un minimo di capacir:\ operatil'a e rc.1li1.zano :111chc un minimo


di manovra. In ogni altra circouon,.a CSS(e giungono sempre tardi. Pcrdh sono inidonee per ipotesi " partecipare al comb:iu:imcmo moclcrno, in particolare se. qu~to si sviluppa con l'intervento di G_ U. cora1_7~tc e mcccanÌ7..7...ntc: da p.mc ddl'avvcrsario. L"in,uccc»o mtùco ,li fornc poco mobili m senso eomparanvo ,i traduce nella ptrdi<a di larghe aliyunle di armamento, di dotazioni dcci servizi di combattimento e di mC"~z, di traspono. Se l'inquaclr:nnento è prcfcvole e lo spirito delle truppe ,r maolienc elevato nunoruintc le ancrsità. i personale può c~St"rr in parte ric-upcr.no mn le unit-;t rot~1no p,i"c tl1 capacu~ opcr.i.tiva sinchè non sono stati rico.tituici ;irmamcmo, mezzi di trasporto e servizi. In conclusione un corpo di battaglia di un esercito moderno e le G. d'urto non possono c.ucrc che cora1.za1e o meccanizzate. Per effetto di un superiore dinamismo opcrari,·o l'cflidcnza di un ordine cli ba11aglia di divisioni ordinarie o morori1.1.:ne è nettamente surclassata nel cnrdo confronto della bau:iglia se dall"altra parte operano G. U. mcccnniz,.atc. In un recente articolo di una nota rivism milirarc americana la tesi accennata ern riassunta in modo o.prcssh•o in un titolo : tt T/1e coming war: a con .. ctpi;

1he n111mer: ormo11r 11 (1).

(1) Cfr.

t\.,.o,,. ,uJ. I.Xli. u. '\• pag. 6. by Col. R. Il. Il•<>"~, luly,i\u~u>t 1953.


260


GRANDI UNITA' CORAZZATE E GRANDI UNITA' AEROTRASPORTATE L'ARMATA AEROCORAZZATA

Gm. di di11. Paolo Supino

l~ it!ee t spreue dall'Autore non ,:sprin:ono di nec~uitll orienranunti àtllo Stato Maggiqrc ddr Cl<TCÌ(O. N. d.R.

CoNSIDERAZIONI ORGANICO . TAmcllE PRELIMINAlll

t. - Le fone armate estcnclono ogni 1,>ioruo più il loro braccio su tutte e ere le dimensioni spa'l.iali e dottrina e disposizioni d'impiego non possono 1rascurare <Jl!Cl.lo fatt<) generale che impo11c il loro adeguamento a situazioni di sempre maggiore impeguo sotto pena, in caso contrari<;>, cli ris11hare 1iericolosame111e superate. I morori hanno considercvol meme accresciu1a la mobilità clei reparti e la dotazione di :,rmi di grnntlc efficacia, non senza aggiungere per loro conto _ponderosi problemi cli urga11.Ì:7.7.azione e dì esecuzione e, per una legge di rapporto costante tra mobilità di reparti e.cl cstcn· si<lnc di campi di bat<aglia, le :wne interessate dalle operazioni si stanno dibtando su spa,.i sempre più grandi. ll ritmo ope rativo ne risulta esaltato e il successo tatùco e strategico possono e~~cre ccmscguiti rapidamente mediante una manovra nettamente superiore a quella avversaria - la rapidità è da porre in relazione alle forze in giuoco e agli spazi interessati - , ma a11d1c l 'i nsuc{cslo'O matura altrct· tanto rapidamente e trasforma in coacavi incoerenti unità meritevoli di miglior sorte sollo ogni altro aspet to. Un rifk~so di questo giuoco di eventi di.uaoùci e di spazi estesi è da rilevare in un triplice ordine di fuui organico- tattici: da un lato le esigenze cli cooperazione <liscenclono verso gradini minori, talvolta sino al plotone e più di frequente al gradino compagnia (gruppi lat·


tici) e botrnglionc (raggruppamenti t:ittici); d:iJJ'olLro le G. H. l""rclnno gradualmente di rispondenza coi compiti considerati sinor;i normali e le incombcn2e relative risalgono verso gradini superiori di G. U., nei quali si riscontra la tcmlcnza a riunire G. U. di caratteristiche differenti, oggi motorizzate e corazzate, domani motorizzate, corazzate e aerotrasportate; in terzo luogo la combinazione di unità di pi/1 forze armate è un fatto sempre più imprescindibile e la combinazione aereo - terra acquista crescente importa nza in tutti i campi. Perdi ta di rispondenza clie in ultima analisi è c.,usa cd effetto di un declino generale di autosufncicnza per i compiti già detti normali e guindi di minorata capacità :id assolvere gli atti tattici ordinari. Di qui la tendenza a rompere gli ordinamenti tradizionali per dosare caso per caso lo strumento dell'atto tattico e renderlo adeguato, ad appoggiarlo efficacemente con mezzi potenti <li rinforzo e, in un altro campo, il riconoscimento che l'epilogo dell'azione tattica è sempre più il dramma di unità ordi narie sfondate o accerchiate da unità meccanizzate. T,t, conscgucnzi, implicite d1:i fotti organico - tattici riassunti sono la crescente complessità dell 'ordinamento e dell'impiego delle G. U., le qual i vedono inserirsi ncj loro ord in i di battaglia mezzi nuovi e in numero considerevole, cui sono connessi problemi in1portanti di coordinamento in vista di assicurare un elevato rendimento globale a chicramcnti di armi molto ingenti, esigenza inderogabile per rcaliz7.:tre azioni concertate atte a valorizzare le considerevoli prc tazioni <lei materiali moderni. 2 . - Ma vi è di pill: mezzi numerosi ed eterogenei restano sempre più difficilmente circoscritti entro un quadro ristretto. Le unità risuJtano in effetti sovraccariche sino a mettere in pericolo condizioni essenziali di dosamcnto equil ibrato. Ne deriva una tendenza verso unirà meno compie= dal punto di vista organico e meno ingombranti dal punto cli vista tattico. Contemporaneamente si avverte l'insufficienza operativa delle unità tradizionali, quando non è inadeguatezza generale ai cornpiti anche correnti. Di fronte a un'esigenza di fotto sovente più sentita che compresa, il primo atto riparatore anch'esso più istintivo che meditato è stato, nel quad ro delle G. U., il rinfol"7-<> sempre più conante che viene real izzato con modalità disparate, da quelle più comuni <li assegnazione di mezzi extra - organico alle forme più lasche come I' « oricn-


trunemo a favore» di •·clùcramenti d'artiglìcri2 sino ai =diti di missione che sono caratteristici della odierna cooperazione delle forze aeree nei riguardi <li for1:e terrestri. La stessa disparità di una terminologia afferente a un fatto sostan7.ialmenle unico è prova di incompiuta definizione di procedimenti, la quale lascia perplessi nei confronti del loro rendimento effettivo e induce a domandarsi se si è giunti a una visione realistica di esigenze e di provvedimenti e se le soluzioni adottate possono considerarsi rispondenti. i;: ciò a tanto maggior ragione in quanto l'inserimento sistematico di elementi <li rinforzo comporta l'ulteriore aggravarsi dei problemi d'impiego mentre cooperazione e combinazione risalgono, come si è già avvertito, verso i gradini più elevati della gerarchia delle G. U.. Le G. U. ordinarie di 1• ordine sono state l'ambiente in cui si è realizzata la cooperazione fameria - artiglieria appena lo stadio raggiunto dalla evoluzione della guerra ne dimostrò il valore essenziale, ma succcssi,•amcmc si è dirnostrat:1 del pari essenziale la coopcra:zione carri - fanteria, la cooperazione tra unità ordinarie e unità corazzate, e per questa incombc1w.a il gr:1Jino dclb G. U. di r• ordine ~ risultato maaife$tamemc inadatto alla realizzazione delle condizioni più redditizie. Occorreva infatti giungere alla cooperazione di G. V. ordinarie (in genere motorizzate) e G. U. coraiz.ite, sotto la

rcgla di un comando di G. U. di battaglia o di

2• ordine,

per vedere

tradotti in pratica i risultati tattico- strategici della combinazione che la seconda guerra mondiale ha reso tangibili in modo solare e tli portata storica. Nrl quadro della G. U. di 2· ordine non si Sl'olge invece allrctta nto efficacemente la combinazione forze tcrrcs1ri - fonc aeree in vista di grandi operazioni. Questa combinazione, se portata su piano di azione massiccia per conseguire risultati in scala strategica, cioè prescindendo da azioni in piccolo quadro che trovano espliC-'.lzione anche nell'ambito delle minori unità e delle G. U. di ,• orcline (appoggio aereo diretto e indiretto), richiede come ambiente di rendimento il gradino della G. U. complessa o di 3• ordine perchè qui può dare tutti i suoi frutti che sono appunto di contenuto 1ipicamente strategico. Unit~1 ordinarie (motorizzate), unità corazzate e unità ;1cree e le lo~o azioni di mutuo concorso sono verità tappe successive, e meglio dovrebbero dirsi epoche successive, della evoluzione org~nica e

u,


d'impiego delle forze armare, il rui <taclio finale non è ancora rappresentabile con un:i formula precisa c<l i cui ciktti non sono ancora percepibili chiaramente pcrcbè si tratta di una combinazione cli fon.e non esplorata compiutamente acile sue modalii.l. di realizzazione e tanto meno nelle sue possibilità di rendimento operativo. Senza dubbio i complessi di fon:c che si vengono a porre in opera in tali tcm1ini sono, oltre che ingenti, costosi e fanno sorgere formidabili problemi di organin.azionc ~ quanto concerne il loro ordinamento nonchè la conservazione dell:1 loro dlicicn7.~ durante lunghi cicli operativi, a parte i problemi connessi di preparnionc, di addestramento e d"impicgo. U puma crudalc è dato anzitutto dall'aspetto economico e tecnico della questione, pcrchè sulla sola base dei costi d'impianto e di esercizio - si ricorre a bella posta a una rcrrninnlogia presa in prestito dalla impresa industriale - si raggiungono ben presto c bcilmenrc si superano i limiti delle reali possibilit~ di l.ivclli di potenza economica e industriale quali sono offcni dai potenziali bellici di Srnti mcdi. Ciò non diminuisce l'interesse dello srudio delle condizioni che potranno determinarsi in seguito all'intervento di unità di tale tipo. SpetrerÌI poi a militari, politici cd c.'Conomisti riuniti in quegli organi che presiedono alla organizw,.ionc difensiva degli $tali civili, di decidere se esse pagano il prezzo della loro preparazione c di stabilire quali sono i limià delle possibilità di attuazione, naturalmente da valutare sullo stesso metro planetario che la guerra h a ormai assunto sia nelle sue forme classiche, sia ndle sue forme non convenzioMli. Per inquadrare uno studio del gcncn: è necessario csamin'1fc anzitutto quali sono le circostanze nelle quali un:1 G. U. strategica, costi tuita orga11icame11t~ di rruppc motorizzate, corazzate e aerotrasportate (1), potrà essere chiamarn a operare. (,) La tcrminologi• ><<Osa non~ pcrfctramcme definita. Nel N .O."f .L. ,ono esibiti i lamini Ji :1vioW..1roo e d, 2viocruppc e :.cccnnalo il termine di truppe :1erotrn[l,portat~. Le 3..,iotruppc (paracadutisti r aliantisti) ;ono forn'ua·.tioni spc· ciali; le tnippc •<rotrasponatc :10110 a un dipr<0so uniti ordinorle pr<dlspo,tc per l'acroU":Uporto. 1 termini corrisponclcnti inglosassoni mno meno spcdfiC'i : fJÌrl>o,·11e Wf/r/or~, a1'rborr1e rmit..1,

ecc. im..lutlono impiego e re-parti di :iviotruppe

e di truppe a.crouaspon:ne, Perciò ,i ~ ritenuto termine d, più omplo <ignifica,o quello di "ocrotrosporto ,. che è ~tato impicg:uo 1i.ac.m.:niC2mcntc ncl tam qu:1ndo non «correva

precisare maggiormcnlc,


LE

OPF.RA?.JONI AEROTERRESTI<I .

3. • Si può obictt3Ic che una gucrra futura, se vi sarà, sarà una guerra ABC (atomica, baneriologica, chimic~) e una guerra di missili de,·:ist:itori e di succe sivc azioni aeree ùi bornbardamcnto massicci.o. Questa vi5ionc rientra effettivamente nel <11.1:idro delle stesse possibilid\ attuali e non se ne può negare la sostanza. Pcrnltro non ,i debbono dimenticare alcuni fatti. Il fucile a ripetizione è risultato n suo tempo inadeguato contro fanteria che procedeva al coperto sino a distanza di assalto e chc quindi irrompeva da breve distanza sugli avversari e la stessa mitragliatrice ha potuto essere messa in condizioni d'inefficacia relativa da un avversario che agiva con :iccorrt,2?~1 e progrediva sotto la copertura e con la coopcr:r,;ionc di un armamento adeguato. Il fatto terroristico della guerra non ho di mira i combattenti, ma piunosto gli inermi. Le (unzioni di reparti bene inquadrati, bene equipaggiati e bene addestrali saranno sempre cmcrgenLi e dopo ogni azione di missili e di forze aeree, anche la più massiccia. dovranno intervenire forze idonee a combattere sul terreno per conquistare e conserv:irc t1ucl che le azioni precedenti :avranno preparato per l:1 conquista ma non conquistato. Contro qucs1c forle terrestri si concentrerà la resisl'enza residu. elci difensori la quale, se avranno adottato un buon dispositivo di fornc, sa.rà sempre considerevole e la loua potr?1 durare giorni e settimane con una continuità cffeuiva che qui si cita in contrapposto della di,continuità di azione delle forze aeree e dell'azione dispersa dei missili, senza che le :armi nuove vi possano portare un ulteriore contributo apprezzabile se non altro per ragioni ùi distanze di sicurez7A1, In qucna lona ritornata ad a.petti tradizionali interviene senza dubbio un fatto nuovo e importante cd è che con ogni probabilità lutto ciò che combaue e che vive sul c:impo di b.11.aglia dovrà muovere cd essere rifornito per via aerea. Di qui potrebbe trarsi la conclusione che tutte le unità comhattenti del fmuro dovranno essere acrotrasporwte, ma non si ritiene nè necessario nè opportuno di essere tassativi. Una visione più limitata e anche più rispondcn1e allo stato della tecnica è quella di prevedere la partcci pazionc cli unit:t aerotrasportate e di unità terrestri (corazz.a1c e motorizzate), riunite per esigenze di stretta cooperazione sono un comando unico elevato.


Le unità aerotrasportate, con aliquole di unii~ avioporta.te, costitui ranno gli strumenti di primo impiego dei nuovi complessi di fone, operanti in profondità per gettare le premesse e la trama dcll'opera?.ione combinata come conscmc l'adito allo spazio aereo; le unità corazzate consolideranno e completeranno i risultati conseguiti dalle prime, superando d'impeto lo spazio tcrresrre interposto ua aree di partcm~a e aree di sbarco aereo; le unità motorizzate seguiranno, occuperanno e conserveranno rendendo disponibili unirà corazzare e aerotrasportate per ulteriori impieghi.

4. • In questa concezione operativa semplice e innegabilmente avvincente è forse lo schema delJa battaglia futura, la quale si può presumere profonda (la profondità è misurata dal braccio delle unità aeree, tenuto conto della penetrazione concomitante delle unità coraz7.atc), materiata di (asi r:,pidamcnte alternate di for~ aeree, CO· razzate e motorizzate, di risultati tattici realizzati in un tempo inferiore alla loro importanza e di successi strategici decisivi commisurati a un rischio innegabile che deve essere ~ lcol:no. E poichè il rischio è idenrificabile materialmente nella perdita di forze di lunga preparazione come sono le truppe aerotrasportate, in effetti molto esposte sino a che non è cfietmato il congiungimento era forze giunte dall'aria c forze che procedono per terra, tutta l'ape· razione si imposta sul buon esito entro un tcmp0 massimo di detto congiungimento. L'identificazione di un periodo di crisi per l'attacco è aormaùva per la condotta della difesa che deve s.~perlo sfruttare ai propri fin i (n. IO). Ma se !"operazione è ben condotta e se k arride il successo non solo i risultati premiano lo sforzo, bcnsl si aprono altre possibiliti su obiettivi ancor più profondi o su settori dc.I tutto diversi secondo quel che richiedono progetti operativi e il fattore sorpresa. L'operazione complessa ddineata è una variante o, sc si vuole, una integrazione dell'aviosbarco che tende, ciò che è logico ogni qualvolta tentabile, a ridurre le gravi alee connesse con una operazione cli aerosbarco a s~ stante, insc(endob in un progetto più vasto che ha in primo luogo il vantaggio di assicurare un oongruo concorso alle forze aerotrasportate da parte delle forze 1erres1ri che le raggiungono e che, effettuato il congiung-imento, ·assumono il com• pita principale nell'ulteriore sviluppo della operazione. Questa, nelle sue linee cssenzial i, ripete le fasi progr3mmatiche della b~ttaglia di Arnhem, condotta nel settembre 1944 dalle forze


paracadutiste anglo-amcricalle in concorso con le unità della 2 ' armata britannica contro un'aliquota del gruppo tedesco d'armate B, nella <1ualc battaglia si deve riconoscere il primo caso d'impiego d i un'armata acrotcrrcstrc. Se la battaglia di Arnhem fu u11 ù,successo strategico e un successo t.1ttico molto paraalc, fu anche un fotto d'armi indubbiamente glorioso ( 1) perchè dalle due parti si comb:ittè con grande valore e con insu perabile tenacia e soprattutto fu, da parte degli alleati, un modello di concezione operativa meritevole del pi~ diligente ~udio. L'interesse delle ricerche circa operazioni dd genere ~uper:1 b stesso possibilità d 'intraprenderle perchè è atto indispensabile per definire una difesa nel caso che esse debbano essere subite. A questo proposito merita cli essere rilevato il fatto che mentre le operazioni combinate terra. mare, le cosiddette operazioni anfibie, wuu state studiate ampi.unente cd a fondo, le operozioui combinale terra • aria non hanno ancora trovato i loro esegeti cd i loro com mcnratori. Molto probabilmente il fatto è da ascril'erc al numero lirnuato di esempi di operazioni di tal genere su v:ista scala disponibile e per di più pertinenti all'ultimo periodo della recente guerra mondiale. Inoltre le più note di esse, svolte contcmpornncamenie agli sbarchi alleati in Sicilia (luglio 1943) e in Normandia (giugno 1944), rcst:tno sommerse, per quanto si riferisce all'attenzione generale, nel primo attacco anfibio al continente europeo e nella piì1 v:i~t:1 operazione anfibia della storia. 5. • Per il successo cli operazioni combinate terra· aria debbono essere contemperate prestazioni di uoità aerotrasportate e c1pacitj opcr:itive di forz.c terrestri, tenuto conto della situazione di fatto che ne cos1ituiscc il quadro. Le zone degli sbarchi aerei dovranno essere a portata tattica di tJuelli obiettivi di superiore importanza che sono gl i obiettivi dell'operazione combinata, ciò d1e non implica che siano necessariamente coincidenti (2): debbono inoltre essere a cffer(,) • Dei çooo soldati brimnnici p:aracadut>ti in qudla talli di ponté, poco più di 2500 riu,c.irono o ntornarc nelle nostre Hnoc. ndl\tn•crflù. una ca~ rattcristica che cs.,lc, ciò che di p,ò nobile I: ol fondo dcl \'olore bmonnico. ("'...o~l che il valore stesso oscura r:almcotc la disfau.a che un:i Jcggcnd:1 croic:1 viene ricordata gron tempo dopo che la disfano è dimenticato, Arnhem rientro in quata tndizione britaonic:i • · (O. N. BIIAJ)LEV: A Soldids Srory, plg, 51'f)(1) Peraltro è stalli espressa autorevolmcote la tesi che ~ meglio a\'Crc perd ite nel bneio e nell'a1tcrt:1ggio che dove coml,.1u.erc per c:onqui<tore gli ohict· Livi. Li:i tCli.i è ::1 favore rlclb Jisc:esa ~ugli obienivi ,cessi ddln opcrn;,.ionc.

e·~


uva portata d'azione delle forze corazzate e se l'operazione non può essere conclusa in un solo slancio gli obiettivi finali debbono trovarsi rispetto agli intermedi nelle stesse condizioni riconosciute necessarie per quest'ultimi rispetto alla dislocazione iniziale delle forze terrestri. Una opera7.ione combinata terra - aria richiede l'intervento di almeno <lue G. U. di 1• ordine aerotrasportate, possibilmente cli tre, di due G. U. di r• ord ine corazzare e di due o ere G. U. di 1• o rdine motorizzate. Le G. U. terrestri saranno riunite di frequente in due G. U. di 2• ordine, c_iascuna costituita da una G. U. corazzata e da una o due G. U. motorizzate. Tutte le forze saranno alle dipendenze di un comando superiore unico, un comando di G. U. di 3' ordine (armata aerocorazzata). La manovra dell'armata aerocorazzata deve essere preceduta, coperta e integrata dall 'intervento di una G. U. aerea che inquadri le unità bombardiui. intercettatori (fig/111:rs) e <la ricognizione che hanno il compito di sviluppare una opcrazioae di copertur:i aerea della zona degli sbarchi, di appoggio inclirctto e w1'azionc mas~iccia d'interdi:zionc sulle direttrici delle contromisure avversarie contcmpora· ncc e in parte immediatamente precedenti l'azione delle for:i.e :,erotrasportate. Lo stretto coordinamento che deve sussistere in ogni momeoto ma specialmente nella fase i,miak tra forze aeree e armata aerocorazzata esigerà con ogni probabilità che si costituisca un comando combinato acroterrcstrc agli ordini di un comandante superiore, ass:istito da un effic_iemc stato maggiore di ufficiali dell'esercito e dell'aeronautica. La mancanza di dati sicuri d'esperienza e le diversità che le situazioni contingenti impomno in ogni caso d'impiego consigliano di premettere al lo studio particolare di una determinata operazione uno studio analitico approfondito delle circostanze effettive e delle difficolt.\ da superare, <lai quale dedurre orientamenti circa le modalità di esecuzione. In linea di massima la consistenza dell'armata aerocorazzara, sulla base dell'ordine di battaglia tcstè indicato, si può considerare per la parte aerea in circa 1000 aerei da trasporto e circa 400 alianti (gliders) per il trasporto d i aviotruppe e di Lruppc aeroirasportate (da aumentare del 50% nel caso d'intervento cli una terw G. U. acrotrasportat.,); per la parte motocorazzata, in circa 300 carri mediopcsanti, 100 carri leggeri, 100 autoblindo, 150 semoventi d 'a rtiglieria,


pezzi cl'aniglicria, 6 btg. ftr. coraz7.ata e da 12 a 18 btg. ftr. motocorazzata (r). L'ingente quantit1l di mezzi è ripardta nel tempo e nello spa· zio per tl.Ìgcnze di manovra e per csigen7,c tecniche. Per quanto si riferisce alla ripartizione nello spazio, le modalità di esecuzione sono da conformare alla posi1,ionc degli obiettivi, alla dislocazione in zona di partenza e alle rotte da seguire, Per quanto si riferisce alla ripartizione nel tempo, la massa avio e aerotrasportata è preceduta da reparti di indicatori (pnthfindcrs), che giungono sulle zone di lancio e sui campi di aucrraggio della testa di sbarco con alcune diccinc di minuti di andcipo rispetto ai grossi. Seguono le aliquote di previsto sbarco nella giornata; nella giornata successiva giungono le seconde e ultime al iquote. Secondo questo schema l'aviosbarco si conclude per quanto ha tratto agli dementi eClmbattcnti cntrn il secondo gi<lrn<l dal suo ini:do (in effetti, 36 ore circ;,), dopo di che vengono intensificati gli arflussi elci rifornimenti e gli sgomberi eventuali secondo la tcc.1lica dei ponti aerei, sino al congiungimento con le forze terrestri, li peso dei trasporti dd servizi si può valutare sull'ordine cli 250 r per ciasçuna G. U. di I 0 ordine aerotrasportata e per giornata operativa. Il criterio di non gctrnre tum1 d'un colpo una G. U. aerotrasportata su di una zona cli sbarco è suggerito, oltre che da esigcn7,c tecniche di carattere vincolativo v:iriabili ,h caso ~ caso, da considerazioni di carattere operativo. Infatti ai fini della manovra valgono spesso meglio unità disponibili presso i campi di partenza che clementi già a terra in zona di sbarco. A parte il più facile orientamento dei 200

(,) L<, ttuppc che hanno partccipoto all'opcrazionc Vanity (fori~mcmo del Reno da pane del XVIIJ Cc,rpu ac,otr.tsPort:uo, in CQf\<":QrM çon lo 2• :u m:ua briuUJoica) erano coiti tu i te dalla 1 dh•i$lOnc ac.rotr.uportat.:a. S. U. A. e da.11.:a e di\!itione :t«Otr"J)Ort~t3 btiunnic:i che utilin:i.rono 1572 ~uti d:i tr:1.*

t·

sporto e 136:i alianti e furono protette dn "53 aerei dclb Forz:i Acrci Tmica (T,ctic•I Air Force). L,, colonna della 1'f divisione cr, profonda • h 18' e conra,,;1 ig,S aerei da trasporto e 610 rimorchi.ttod di ali.3.nti con 9()6 alianti a nmorclùo. In wulc furooo :1crotr.1sporuti 171n uomini, 611 j~ps, 286 pez1.i d'grtiglicri:1 e cc.nUnaia di l di carbur2ntc, viverà e munizioni sbarcate nella tc,n:1 di sbarco aereo in c.luc ore. Ne.Ilo fflolrco in Normandiii le: truppe: nc1"otr.1'lliportatc e aviopornuc uùtiz... 7..:uono 2359 ac.rei e 867 :ali::anti~ il bombardamento '1creo fu condotto d:a 2219 :.ere.i. L:i 6' divisione acrou-asportat.a britannica fu messa a tetra ~ui propri obiettivi lungo l'esruarìo dt.ll'Ornc, la 81"' e ror• divisione :'.lerotrnsportoto S. N, A, rhuharono distribuite su di uJl'ara di km :U. per 35 ne.li.a regione ,H C:1rcnt.an (Cot<ntlu).


primi non solo in confronto coi secondi ma soprattutto pcrchè è più facile indiriz1.1rli fruendo della conoscen?.a di siruazione dcril'ante dagli avvenimenti ormai in corso, si assicurano a una quola parte ciel contingente aerc>trasportato una mobilità e una efficacia operativa superiori senza paragone a quelle delle truppe già messe a terra (mobilità cd efficaci.i che sono a un dipresso nel rapporto cli una velocità d'aerotraspono è di una velodt,, di movimenLo a piedi) e si pone a disposizione degli sviluppi operativi un braccio dotato di consistenti facoltà nel campo strategico in luogo del braccio limitato a possibilità tattiche ,1 raggio ristretto delle unità aerotrasportate una volta messe a terra. Sbarchi aerei successivi aumentano l'incertezza del difrnsore, il quale deve essere messo sempre nella maggiore di(ficolt:1 di riprendersi dalla sorpresa grave che I: inerente a ogni operazione di sbarco aereo subita, anche se è anesa. Pertanto si può ammettere che seconde aliquote di truppe avioportate e aerorrasportate siano da avviare in tempo successivo (2' e 3• giorno) su quelle zone e siano sbarcate in quelle località nelle quali esse assicurano il migliore contributo alla operazione complessiva, tenuto conto dello sviluppo effettivo che questa va assumendo e della reazione :wversaria che si è rivelata nel frauempo.

LINEE

11'1M~U!GO

l>I

G.

u.

AEROT~RTIF.sTRL

6. - Delineata nei fatti iniziali l'azione delle forze aerotcrrestri, oltre i quali non conviene fare soverchie induzioni perchè resterebbero semplici congetture, interessa definire i eritcrl ai quali informare gli atti fondamentali dell'operazione: dislocnione iniziale delle forze, partenza dei convogli aerei, rortc di volo, scelta delle zone di sbarco aereo. Esiste naturalmente un cerro numero di fattori critici nel progetto e nella condotta di ogni operazione aeroterrestrc, tra i quali rivestono la maggiore importanza intrinseca l'entità delle forze aerotrasportate e avioportate cd il numero conseguente di aerei da trasporto, nonchè la ubicazione e potenzialità elci campi di partenza che segnano le origini delle rone rli volo e nd loro insieme inquadrano il fattore tcrnpo e con questo le basi del progetto operativo. Poichè si vuole consentire la partenza di molte centinaia di aerei in tempo limitato (da un'ora e mezzo a due) la tecnica del trasporto


si può sintetizzare nella formazione di convogli paniali su ciascun aeroporto, i quali all'occorrenza si riuniscono in rempì successivi sulle verticali di punù del terreno di facile individuazione lungo le rotte di volo, e quindi ha grande importanza b disponibilità di un con· gruo numero di campi provvisti di pjste per il decollo di aerei pesanti. Sin qui si tratta di fattori precipuamente tecnici. Invece hanno valore operativo e per di pila del maggior peso le caratteristiche topografico - militari delle zone di sbarco. Pertanto il procedimento razionale di ogrù analisi in merito segue una linea a ritroso rispetto al corso della operazione in studio c prende lo spunto dalla individuazione delle zone di sbarco e dall'a1iprezzamcnto delle loro caratteristiche. Le aree da investire non debbono essere presidiate eia forze considerevoli (truppe mobili e difese contraerei); l'inve.s timento deve essere condotto in aoo<lo da svolgere gli atti iniziali e più critici dello sbarco, in genere l'impiego delle forze avioportarc, al di fuori della reazione consistente, coordinata ed a ragion veduta dell'avversario. E' in dipendenza di questa esigenza che talora gli sbarchi aerei si iniziano di notte e che le zone di sbarco non coincidono sempre con obiettivi importanti (gli obiettivi importanti sono in genere presidiati o quanto meno sorvegliati), ma sono scelte nel raggio di una portata tattica definita dalla esclusione di lunghe marce per raggiungerli. Inollre deite zone debbono includere campi d'auerraggio o terreni che sia agevole sistemare a tal fine e presentare caratteristiche difcn. sivé se non emergenti per lo meno non negative (r). Pertanto occorrono terreni spacciati, intersecati da corsi d'acqua inlportanti che sono sempre un valido ostacolo controcarri e facilitano le azioru di controllo del movimento avversario mediante l'interdizione dei ponti, nelle zone ordinarie (2); nelle zone montane, conche interne estese, di cui occorre assicurarsi al più presto gli sbocchi. In c!Tett i si deve tener presente che ogni operazione di sbarco aereo, per eccellenza manife.~tnionc di atteggiamento offensivo, si imposta all'inizio sul successo di una fase difensiva rivolta al supe· rarncnto di un periodo critico che si pro) unga sino al momento nel (1) Peraltro ncll'opc.razinnc (ti Arnhem il primn sc:1g1ìonc fu Janci:uo o aucrrò ncUc reste di sbarco aereo tra le 1230 e le 1405 Jd 17 S<ttcmbrc, il s,, eone.lo fu rnc.-'Sso a ,c.rr:1. u:1 le ore 1413 e le 16o8 del giorno .successivo. . (2) Ad Arnhem la 82• divisione aerotrasportata S. U. A. montcrmc per tre gior!'i un pethncuo di 40 km circ3 m:t fu gr:1.ndcmcntc favorito d:ti gr;indi (O:-s1 d'acC'(tl:'1 dd)a zona che c.'Ostituivano degli ottimi os-rac.oli controcarri.


272

quale le fonc in affluenza neUa zona di sbarco hanno raggiunto la consistenza necessaria per intraprendere gli atti tattici che le porteranno sui primi obiettivi prestabiliti. Per definire l'entità e quindi l'ordine gerarchico delle unirà cui viene assegnata la funzione di creare e poi difendere una zona di sbarco aereo vale la considerazione di ordine metrico che in una zona ùi forma « grosso modo » circolare il perimetro è proporzionale al doppio dcl raggio e la superficie al quadrato del raggio. Allora l'aumento delle dimensioni della zona vede aumentare il perimetro in ragione aritmetica del raggio, la superficie in ragione geometrica: in conclusione, la superficie aumenta più rapidameme del perimetro. Poichè il perime1ro corrisponde alla fronte da difendere, coll'estendersi della zona la sua congestione diminuisce più rapidamente dcll'aume.nro della fronte. Questa facile deduzione ~ argomento a favore di una zona di sbarco aerea di G. U. di ordine superiore (ad esempio, una G. U. di 2' ordine), in luogo di wne di sbarco indipendenti di G. U. di 1• ordine. La soluzione più opportuna, anche perchè b più Ocssibilc, è data da una G. U. di 2° ordine che realizza in primo tempo teste di sbarco di G. U. di r• ordine a breve distan7.a rcciproc:1 (e quindi in condizioni di mutuo appoggio tattico) e in secondo tempo le riunisce in una testa di sbarco unica. A questa sol uzione si ispira l'ordine di battaglia indicato al n. 5. A tal proposiLO si ricorda il parere di un competente: « lf the airlw1d ÌJ to be thc i11itial phase of a large scala airborne attock the11 thc use of a corps offers much bcttcr pro1pect of sttccess (dell'impiego di una sola divisione). T/,e capabilith·s of a corps, /or purpom of i/1,utration. art: shou,n as t/,rec times thosr: of a divi!io11. The corps ... is thc smallest L111it that offcrs promisi11g tactical prospect i11 r!,e establish111e11t o/ an i,zdiperulct1t airhead » (1). Gli attributi di dispersione, correlativi a una minore congesùone di unità e di mezzi in una zona di sbarco, sono da ricercare anche in previsione che contro una operazione importante aeroterrestrc e in particolare con1ro il suo elemento più vul nerabile, la testa di sbarco aerea inii.iale, si potrà vedere rivolta una reazione ABC e che questa è tanto più temibile quanto più la testa di sbarco è concentrata e densamente occupata. (1) Moj. Ccn. ). M. G,v1,-: Ai1•born, Warfa~, Tnfantry )ournal Pr«s, Wa.hing,on, 1947, pag. 152.


2

73

7. - Lo sbarco aereo richiede all'inizio condizioni di facilitazione per In messa a terra delle aviotruppe, succcssivamcnrc l.,uunc ~on<li7.Ìoni per l'attcrrag1,,io ddlc truppe aerotrasportate (prcsenz.1 di aerodromi e c..~mpi d'atterraggio), ancora attributi di favore per il raggiungimento di ciuegli obiettivi (fase offcruiva) che assicurnno il più 50flcci10 congiungimento con le truppe terrestri amiche. Inoltre, dal punto di vista s1rate~co. la vicinanza relativa di un obiettivo genera le di gr.1nclc importanza. cl comples.10, :inchc limitan,losi al solo campo ta1tieo una ciuan1i1à di rcciuisiti che d'ordinario è difficile trovare riuniti in un unico terreno e che è indubbiamente più facile trovare in zone distinte che peraltro dovranno c.sserc prossime. Perciò non è da escludere la necessit~ di abbandonare una 7.nna per passare in un'altra se lo consi~liano le difficoltà incontrate di fatto. Tale atteggiamento, oltre a rispondere a csigcnz.c concrete., :usicurcd. una. bbilit~ di nhicttivi per la reazione avvcrs:tria e per b cnrrispundtnte azione di cnntcnimffltn

e di repressione che in molte circostanze sarà molto utile sfruttare. Le previsioni fa11c presuppongono una evoluzione più o meno rapida ma sempre graduale di una tesia di sbarco nereo, evoluzione che in genere s'informa ai seguenri fotti elcnc.1ti in ordine d'importanza relativa: - stabilirsi rapidamente e solidamenrc nella zona di 5barco; assicurare una dispersione effettiva dei mezzi a terra entro i limiti di esigenza dj una riprc.sa alla mano in gradini sempre più elevati, si110 a realizzare il controllo di tutte le unità aerorrasponate nella zona cli sbarco; - rendere agevole l'asrolvimffltO di compiti p,irziali assegnati ":Ile singole Wllt:Ì minori in vista della aituazione del piano operauvo per i11tcgrnz1onc di atti singoli; - realizzare il congiungimento delle teste di sbarco iniziali entro un perimetro unico il cui traccinto presenti buone caratteristiche difensive e inglobi al tempo stesso un cc:rto numero di terreni di nttcrraggio; organiz7.:irc l':r1,ionc offensiva per il congiungimento con le forz,: corazzate per eaClluarlo al piu presto possibile. L'ordine <l'importanza indicato dcriv:t dal fano che non assolvendo a dovere una csigcnz:t le successive vengono a trovarsi in crisi e talora in gravissima crisi. . Sinora il processo logico seguito h~ prescisso dall'azione concomttamc delle forze terrestri, ciò che era razionale sinchè in tempo j.

I(.


e distanza la rendevano prcssochè inoperante. Peraltro ben presto si può e si deve tener conto di questo intervento non solo pcrchè esercita un'influenza sull'avversario in quanto polari:>;~a mw parte considerevole delle di lui facoltà di reazione e con effetti crescenti con l'affermarsi del suo successo, ma ancbe, per quanto riguarda le forze attacc:111ti, pcrchè ormai rutta l'operazione combinarn deve orientarsi alla realiuazionc del congiungimento tra forze giunte dall'aria e for't.C che procedono via terra. Dopo di che le truppe rnotocorazz:itc rilevano le truppe acrotrasporcate che b2nno espletato il proprio compito e possono passare in riserva.

8. • L'azione delle forze terrestri non presenta caratteristiche differenziali per il fatto che si è costituita una testa di sbarco aereo nella zona dei loro obiettivi se si eccettua la fondata previsione di una esaltazione del dinamismo che è loro proprio. Pertanto non se ne svolge un:i trattazione specifica e si preferisce approfondire qualche argomento particolare, quindi, tornando all'impiego delle forze aerotrasportate, concludere l'analisi della operazione combinata in esame. Tra le numerose questioni particolari se ne citano due: la distanza « optimum » della zona di sbarco aereo dalla fror1te iniziale di battaglia e la scelta del momento per sferrare l'attacco delle forze corazzate. L, distanza della zona di sbarco non deve superare l:i progressione prevedibile delle forze motocorazzate entro il periodo ùi autonomia tla attribuire alla testa di sbarco, per evitare che in c.1so di resistenzà molto tenace dell'avversario !o sbarco aereo sia contenuto in una operazione a sè stante che in queste circostanze va incontro a molte prohabilit:\ di insuccesso. E' ciò che accadde alla 1• div. :i<:rotrasportata 111 i1a1111ic;1 e :,th, brigatH paracadutisti polacca nella battaglia di Arnhem già ricordata (opcra1ione M;irkct • Garden). Per contro nella operazione combinata per il fo1"1,amento del Reno di fronte a Wesel eia parre della 2• :armata britannica (operazione Varsity), alla quale prese parte il XVfll corpo paracadutisti, l'entrata in azione nelle forte :,ercc fu successiva all'inizio dell'attacco delle forze terrestri e la 1.ona di sbai·co compresa entro il raggio della gittata delle artiglierie della 2• armm (marzo 1945). ln molte circostanze questa norma è pruden1.ble e quindi da tener presente. L'intervento delle forze aeree si traduce in w1 aggiramento verticale tattico, susceuihi le d i essere immediatamente sfruttato. Lo s&uttamento immediato non è altrettanto facile in un aggiramento verticale strategico e pen:rnto le forze aerotrasportate deb-


2

75

bono essere in grado di svolgere una lunga resistenzn se il congiungimento con le forze tcrr=i subisce un ritardo sensibile sul previsto. Nello stesso ordine d'idee l'azione del le forze aero1.rasporrnte può essere successiva all'inizio dell"azionc ddlc forze terrestri al duplice scopo di accertare in via preliminare il favorevole iniY.io rlell'operazione e in pari tempo di richiamare l'attenzione clell',wvcrsario e le sue forze sugli avvenimenti della battaglia in terra. La <p,estionc merita di essere ulteriormente discussa (n. 9). L'elemenro decisivo deve vedersi nelle circostanze nelle quali combattono le forze tcr· restri: s<: le difficoltà che queste ultime debbono superare sono considerevol i, come è (la constatare in una grande operazione terra· mare - aria. lo sbarco aereo dovrà essere contemporaneo o precedere di qualche tempo (alcune ore) lo sbarco navale; in un'operazione su di una fronte terrestre già costituita lo sbarco aereo può essere contemporaneo o successivo secon<lo valutazione del le circostanze caso per caso.

9. • Per esaurire gli argomenti principnli concernenti l'impiego delle unità aerotrasportate si aggiungono alcuni ixnni rulle rotte di volo e sulla dislocazione dei campi di partenza dell'aerotrasporto. Le rotte da seguire sono stabilite mediante la redazione di un «_piano di volo,,, con la mira di realizzare tempi minimi d'operazione (tempi da calcolare e rispettare con cura), di evira.re zone forte· mente difese da artiglierie .:ontrnerci il cui sorvolo importerebbe gravi e spesso ingiustificate perdite (1) e di potere fruire di punti di rifcrimen!o validi nelle condizioni uì tempo orario e metereologico nelle quali è da prevedere che sarà compiuto il tragitto. . La _disl_ocazione de, campi di partcn1~1 interessa di regola un am~10 temtono per la necessità di disporre di molti campi oltre che in rispondenza a esigenze di sicurezza e di copertura informativa. La disponibilità di campi è un problema di organ i7.7.a1.ione d'in&astrunure che si iuscrisce in genere in un'org-anizwzionc in ~no, perchè prcssochè insolubile in proprio. Si 1.rarta di un numero di campi dell'ordine di grandezza di alcune <liccine, variabile secondo cncit~ ~~etti~a ~elle. fo,-1,c :1croterrcstri e aeree che intervengono e potcnz1alaa de, smgoh campi. (1) Le perdite iocontraic neUa opcra2ionc Var,ity furono di 14• aerei do tr.1sf:'Ono gravt>.rn:nte dunucggi:ni e dl 53 distrutti da co:urac.ro nemica e da •etc, da r<>mbatt11ncmo (oltre il 25% e il 3,5% rispeLtiv~mente).


Nella operazione combinata per l'invasione della Normandia i campi di partenza erano largamente disseminati su tutta la Gran Bretagna; neU 'operazione combinata per la battaglia di Arnhem, erano dislocaci nell'Inghilterra media e meridionale; nella operazione combinata per il forzamento del Reno a Wescl, nell'Inghilterra meridionale e nella zona di Parigi. Lo schieramento degli aerei da trasporto costituisce per proprio conto una operazione preliminare complessa; un altro movimento impegnativo è costituito dall'affluenza presso i campi delle truppe destinate al l'aerotrasporto. Esse vi debbono giungere con un anticipo tli almeno 24 ore rispetto all'ora di partenza, poichè possano svolgere un'adeguata attività di completamento dotazioni e di orientamento. Per quanto riguarda tempi di esecuzione, si è già visto che una zona di sbarco aereo di G. U. di 1' ordine si stabilisce in due giorni, eventualmente in uu giorno solo; nello stesso tempo si realizza una zona di sbuco aereo di una G. U. di 2 • ordine, perchè di regola si opera per congiul17.ione di due o più zone contermini di G. U. di 1' ordine (se quest'ultimc dovessero sbarcare successivamente nella stessa zona i tempi aumenterebbero considerevolmente), ma la costituzione di una resta di sbarco aereo di una G. U. di 3' ordine richiede da 4 a 6 giorni, se supposta realizzata, come cli norma, con la messa a terra successiva di due G. U. di :i• ordine (r). Le G. U. sbarcate nei tempi accennati in li nc,i di grande massima possono agire a breve raggio mediante l'impiego di piccole unità su obiettivi a stretta ponata sin dalle prime ore del lancio o dell'am:rraggio, ma non sono in grado d'intraprendere operazioni offensive di rilievo prima che siano trascorsi uno o due giorni, a meno che non ahhionn <li frnnrr rhr 11n'organizzazione avversaria di scarsa efficienza. Ogni valutazione diversa pecca di ottimismo o di pessimismo secondo la parte che la formula e in dcfiniti,,a è irreale. Questi dati, per quanto di solo valore orientativo, presentano l'interesse di fare considerare manifest«mcntc erronee l'ipotesi di truppe aerotrasportate agenti immediatamente con forL.C considerevoli da una testa di sbarco aereo in form:tzione. Una valutazione di immediata effettiva capacità combattiva deve limitarsi a piccoli nuclei, sia pure arditi e bene armati. E se è incontcstJbile che numerosi, piccoli nuclei possono creare situazioni molto fluide per la difesa, che se permangono e quindi si consolidano costituiscono un grave (1) Cfr. Ccn. J. M. GAvlN, I. c., pag. 154.


pericolo di ultrrinri ,vi luppi .sfovnrcvnli, è anche innegabile che una grossa formazione ripartita in piccoli nuclei lascia aperto il prohlema della difesa delle teste di sbarco e deve in pari tempo risolvere l]UCstioni d'impiego, di coordinamento d'azione e di ripresa alla mano che sono sempre gravi di fronte a un avversario reagente e solido. Invece piccoli nuclei sono in grado di agire, subito dopo lanciati, contro obiettivi ben determinati, da aggredire di sorpresa e meritevoli di una particolare preparn1.ionc (r). In conclusione, per quanto ha tratto alle relazioni di posizione tra testa di sbarco aerea e testa delle for.oc motocorazzate terrestri le due opcra'l.ioni di Arnhem e di Wescl sono st;lti manifestamente procedimenti che non possono considerarsi di norma definitiva. E' d:t tener comunque valido il concetto clic una distanza da venti a trenta chilometri presenti buoni requisiti generali, ma è fondata la tendenza ad assumere valori maggiori quando la situazione complessiva del difensore è poco solida e valori scnsibilmcnre inferiori qu:10do sono ingenti le difficoltà generali da superare, come accade in una operazione combù1ata terra - mare - aria. In parallelo alle condizioni di crisi delle fn!'le di una testa di sbarco aereo costrette a combanere su due fronti, difensivamente contro la reazione avversaria e offensivamente per ricongiungersi con le unità terrestri amiche, sussiste altrcsl la difficile situa?.ionc cli un dispositivo difensivo compresso rra una zona di sbarco aereo e un fronte terrestre avversario in movimento ad opera cJi un nemico che dà prova di decisione c d'intenso dinamismo operativo. Per quanto infine riguarda i rapporti di tempo, occorre tener presenti i « tempi di servizio» inerenti :illa rormazionc della testa di sbarco e quel li relativi al maturarsi dei primi risultati tangibili dell'operazione delle forze terrestri. Si può giudicare normale. e si evitano altresl computi aleatori di compassamento di tempi, che entrambe le opcrnioni prendano inizio contemporaneamente. E' da (1) Una inrcrcss..intc operaziooc di sorpresa si ritrO'/:t nell'impiego di alcuni rcp:irti della 6'- diviiionc p:1rac.1dutisti britannico. o Cae:u (iu\'asione de.Ila

Normandia).

Gli ,clementi incaric::ui di prendere posscs:;o dei punti sull'Ornc e sul (:\nale d1 Cacn o norJ della ci lt~ furono u.ts.p0rtati con :ilinnti lasci3.ti liberi

al passaggi<> della lincs di costa all'altt"aa <li circa ,ooo m per poi raggiungere i loro obicrrivi a \'Olo planalo « 10 1ha1 thf!y 111011/t! arrir,,e 111 1/,e bl'idges nlont nnd unhc,·ulded, /ik(! rhieves in thc nig/11 J>. Il colpo riu.sc:ì od i pomi furono t"nnquistati imalLi.


considerare inoltre che l'operazione contemporanea favorisce la sorpresa. 10. •

Dell'insieme dei fatti esposti deve tener conto la difesa,

la quale deve manovrare con freddcz,..a in grande e in piccolo quadro.

In grande quadro deve proporsi di: - ostacolare l'operazione aerotcrrestre mcrrcndo nelle più gravi difficoltà i trasporti aerei delle truppe avio - e aerotrasportate, quindi impedendo il consolidamento delle teste di sbarco aereo col sorprcudcrlc in crisi di forma7.ione durante il periodo d'impianto del quale si è vista la sensibile durata. Il piÌI efficace provve,limento conu·o l'operazione è l'azione contro gli stessi c.1mpi cli partenza dei convogli aerei d'invasione, per la quale occorre una congrua disponibilità di mezzi acrd d'attacco e una condizione di supc:riurità aerea almetlO locale (quel la generale non esiste se l'avversario è in grado di condurre l'opern7.ione aeroterresLrc); - impedire il congiungimento delle forze aeroterrestri e motocorazzate, trasformando la test;, di sbarco in forze strettamente acccrclùatc in rasa campagna, previo tamponamrnto delle forze terrestri avversarie; - predisporsi ad agire contro i ponti aerei di rifornimento, per aggiungere a una crescente crisi tattica una crisi 101,iistica decisiva a breve scadenza. In piccolo quadro fattore basilare di successo della difesa ì: l'orientamento di tulli sul da farsi, accurati progetti d'impiego delle unità predisposte per fronteggiare l'emergenza e le precauzioni particolari consigliate da ciascun caso. Principalmente occorre una dispombilità cli for7.e potenti e mobili (unirà motocorazzate), dislocate in modo da consentire rapidi e sicuri interventi, cioè fruenti di itinerari d'affluen1.:. adatti e non facilmente bloccabili dall'avversllrio. Inoltre si debbono creare ostacoli contro paracadutisti e per imp,.:,lire l'atterraggio di aerei (dispositivi antirullaggio) nelle zone che si riterr~nno sfruttabili a questo scopo dall'invasore. La critica degli insuccessi registrati nelb difesa contro aerosbarchi ha posto in luce altri fattori interessanti taluni relativi al fare, altri al non fare. E' sempre indispensabik predisporre un piano d'nione ben congegnato per far fronte a lanci di p:ir~cadutis1i al c1unle si deve premettere una equilibrata valutazione delle loro possibilità. Sopra-


valutare facoltà, aggressività e metodi di combattimento dell'avversario può avere per conseguenza smarrimento e rinuncia alla resistenza. Allora la battaglia per la difesa è perduta prima ancora di essere combattuta. l~a resistenza contro uno sbarco aereo è tanto più difficile da organizzare quanto più elevato è il rango del comando che ne ba l'ufficio. La funzione dd soldato e del graduato è semplice : si tratta di resistere prima, poi di reagire o secondo i casi di reagire prima, poi di resistere. Salendo nell'ordine gernrchico dei quadri si richiedono azioni di coordinamento di organismi sempre pi,1 complessi che è difficoltoso concepire ,··d ancor più porre in auo nella scarsa conoscenza di situazione che è caratteristica della emergenza. La prima necessità è quindi quella di prendere conosccnw degli avvenimenà; subim dopo lavorare per controllare: la situazione e a questo scopo occorre mantenersi ;11 corrente del suo sviluppo. ln proposito valgono posti distribuiti sul territorio da difendere, provvisti di collegamenti sicuri , gravi1an1i sui punti di p~aggio necessario. Appena è :tssicurato un conveniente oricntamenio (i la nci e gli atterraggi durano quale.be quarto d'ora sino a un massimo di due ~ tre ore), è urgente passare alle contromisure che debbono proporsi di cogliere in crisi di riordinamento e quindi di efficienza tattica le unità lanciate o Mterrate per batterle ;1lla spicciolata e distruggerle prima che acquistino maggiore consistenza. lo questa fase di particolare fluidità i comancl:u1ti debbono restare presso i loro posò di comando, pronti se occorre a partecipare anche alla loro di(csa diretta, cd evitare per coni ro d.i mettersi in movimento per visitare le unità dipendenti perchè possono inc;1ppare in gruppi a, versari ardià con conseguenze personali facil i a prcvcrlrrc " con ri,11ltari g1·ncrali di rendere :tcefalc zone più o meno estese della organizzazione di difesa. Ndl'azione di repressione è meglio ricorrere a unità di fanteria accompagnate da carri leggeri e autoblindo e rinunziare, almeno sino a situazione chiarita, ad azioni predisposte d'aràglicria alle quali si potrà ricorrere, se del caso, in tempi ~ucccssivi. Infatti le unità di fanteria debbono poter percorrere la zona senza essere soggette a limitazioni di mo9ilità e di accesso, cioè di manovra, per effetto dei propri fuochi d'artiglieria, per di più facilmente non aderenti in situazioni evolutive per eccellenza. Anche la preparazione dei rcpani della difesa mediante esercitazioni su allarme deve essere contenuta in giusti limati : è dannoso


280

c:ru, trupp,, Po'l" in o.llarmte por un'cmergcnzo effettivo si cretlonn in presenza di una semplice esercitazione d'addcstramcr,to. ln genere la difesa contro importanti formazioni acrotcrrcstri, dotate di potente armamento e di una grande libcnà di 5ecJ ta circa i punti da colpire ~ un'impresa diflìctlc tra quonte se ne possono presentare in guerra. Nelle mani del difensore, oltre le innegabili alce cbc presenta per l'attaccante una delle più compie se operazioni che si possano concepire, rcs1:<1 comunque una cnrta di considerevole importanza cd è quella dell'inganno circa il punto più conveniente per portarvi il colpo. E' un sicuro elemento di successo riuscire a portare il nemico laddo~'C sono prcdispo~te le migliori difese. Sorà allora possibile distruggerne le forze a,•ioportatc e in definitiva contenere e poi neutralizzare le truppe acrosbarcatc. 11 . • L'interesse dell'indagine svolt:, supera il fatto stesso dell'impiego di G. U. aeree e di G. U. corazzate poid,1: è suscettibile di una valutazione affatto generale. Tn una guerra eventuale del prossimo futuro non si ripeteranno certamente i densi schieramenti e gli ammassamenti di mezzi di ogni genere delle zon"e d'opcrazioni delle due guerre mondiali. La dispersione dei reparti sar:i incomparabilmente maggiore di qu:mto i è Potuto constatare nel recente passato. Questa dispersione risponde a esigenze di protezione contro mezzi di distruzione di grande efficacia, esigen1.c che non è possibile trascurare e d'altra pane gli effetti controproducenti rnttici e mmegici sono in larga misura diminati dalla motorizzazione gencrolc delle forze armate. Un adeguato impiego di mc:-.1:zi aerei e di forze aeree offrir~ la pos ibilità di interventi concentrati e tempestivi anche operando e.on dispositivi inizialmente dispersi. Ma ciò é(JHivale ad alicrm,1re che gli scacchieri operativi non saranno presidiati soltanto in funzione di uomini, come accade quando si seguono procedimenti tradizionali, bcnsl in funzione di uomini . chilometri -ora, vale a dire in funzione di fuoco e di movimento entrambi esaltati ai massimi valori realizzabili in unn manovra dclln quale sono clementi fondamentali un armamcnro meccanizzato molto effi iente e mezzi di trasporto di rapido e sicuro esercizio, essenzialmente aerei. Per quanto 3 prima ,,ista 11 concetto possa sembrare inconsueto, e lo è forse ma non è certamente paradossale, esso è solido e fond:ito e ne è deduzione logica e convincerne al tempo tCSliO che nei precedenti termini si viene a postulare una occupazione dinamica del tcr-


rcno che naturalmente è tanto più dficacc quanto pii'i le unirà d'intervento presentano valori elevati in uomini . c.hilo=tri. ora, i lùtuti da non sorpassare essendo le condizioni di sicurezza tecnico dei trasporti che altrimenti risulterebbero aleatori. Valori elevati e quindi d6c.,cia d'inrcrvcnro si trnvano realizzati ncUa n,anicra più completa nelle unità aerotrasportate e in linea subordinata ne.i rcp.1rti coran.:u i. In altri termini si ~ giunti alla inrcres<antc conclusione che la miglior parata contro l'attacco di forze aerotrasportate avversarie, cventualmc:ntc in combinazione con forze motocora1:t.1tc è :1 sicurnta da forze similari. Cioè da forze acrotrasport:uc e motocorazzate, impiegare naturalmente secondo crircrt conformi ai compiti e quindi diversi nell'uno e ncll"altro caso ma comunque di,ersi per e.l cmemi diffcrc:n1.iali c:bc non toccano il campo organico e di ordinamento. Dal punto di vista operativo la conclusione si polari·.,,.a su di un dispositivo difensivo dinamico o per lo meno certamente non statico che conc:il? nella m:mic:ra più piana esigenze di ,uc,a dispersa cd esigenze d'intcrvc:nto concentrato in omaggio a incombenze cli tutela di cstc.n territori e ad incombenze di combattimento. In una difensiva dinamica I: necessario evitare di essere sorpresi in crisi di concentramento. La combinazione di forze aerotrasportate e di farne corazzate riduce i tcm pi di crisi ed evita nd modo più efficace l'iruorgcrc di situazioni sfavorevoli di tal genere: le forze acrotr:1sportate accorrono e impegnano !"avversario sino a che, avvenuto il concentramento delle forze corazzate, qucne. intervengono e risolvono. Con questa visione la baccaglia si sintetizza in linea schematica in una serie di inrcrventi immcclinri di unità aerotrasportate, che non è da =ludcrc siano risolutivi per proprio conto, e in un colpo d 'arresto decisivo di unità cora7,7.a1c partenti da ampia zona e convergenti sul terreno che fr~ttanto b Jife a avrl scdto per combaucrvi la battaglia J iEensiva. . Con tali procedimenti d' impiego le G. U. di domani potranno ~endere territori senza conCronto più estesi di quel! i che sono con"dernti normali per G . U. in difensiva. In particolare, sulla scorta delle considerazioni svolte, la combinaz_ionc f~ru acrouasportatc. forze corazzate cl,e trova la rua espii. cmone più convincente al gradino della G. U. di 3' ordine (di qui ti sottobtolo di armata acrocorazza1a amibuito al presente saggio) e che prelude a una G. U. di 4' ordine con l'inserimento di unn G. U. aerea, e da con~idcrarc uno stmrncnto opcraci\"O parcicolarrocntc cffi-


cace in un:1 guerra d i grnnde din;,mismo e al tempo stesso il mez7.ll di reazione più rispondente contro l'aggressione folgorante di formazioni ;ierotrasportate, integr:Hc quando le circostanze lo consentano,

da formazioni coraz..itc. Rasta questa valutario.ne per srahilire in modo irrcfnrabilc l'in-

tcre$$C dottrinale e l'importanza pratica di ogrù realizZ.1?.ione nel set· tore rapidamente esplorato, noncbè l'utilità cffetliva di ogni ulteriore precisa7.Ìone <li concetri e di modalità d'impiego. Un vasto campo di attività intelligente ;i apre per coloro che aspirano à formulare previsio11i fonrl«te circa le tappe e gli SY iluppi di una evoluzione di criteri e di ordiname111i che è già in allo e della quale ~ importante :,ccertare :11 pi/, prcsco le linee mae,nre.


IMPIEGO DI CORAZZATI Ge11. di div. Paolo Supi110 , . • Le forze corazzate sono gli strumenti specifici di una amica ìn grande scala atla ad aprire l'adito ai piÌI importanti ri$ultali strategici. ù proposizione costituisce la sintesi dei criteri di preparazione e d'impìcgo delle unità cor:i=te di tutti gli ordini. Rinunziare a queste aperture irretendo l'azione di carri e di semoventi sulla fals:irica dell'impiego di forz.c ordina.rie o anche di procedimenti impront.iti a cccc,,~vc cautele - condann:tb1li non in quanto cautele ma ìn quanto eccessive - equivale a rinunziare senza contropartit.i a quei rÌ5uhati operativi cbe soli rip:igano fatica e spesa della preparazione di unit.\ coraz1.ate. Cill vuol dire un danoo certo e nessun vamaggio. I comandanti delle unità corazzate cd i comandi superiori che le inquadrano debhono avere cura costante di non disperdere i risultati di prestazioni d'impiego eccezionali, le quali sono ,lovutc a rendimento di macchine ma sono rese accessibili da mentalità di capi e di esecutori cap:iei di fruuMc a pieno le accennate prestazioni. La mentalità dei corazzati è materiata di spunti spirituali e di farti tecnici, meglio ancoro potrebbe dirsi d'ingredicnti moroli e di dati di fatto pratici. cl qundro spirituo.lc occorre nmolgom11tc dementi ctcrogenci cd a primn impressione contra5tanti come spirito aggressivo, pondcr:17.ionc e preparazione accurata. li contrasto è solo apparente pcrchè in effetti preparazione e ponderazione rendono attuabile e positivo l'atto audace nd quale si traduce lo spirito aggressivo. La mente dei comandanti deve e>scrc in grado di abbracciare nella sua inticrC?.z:i quello che si potrebbe chiamare il « campo pòtcnz.ialc d'az;ionc » delle loro forze, cli prcvédcrc con vivida immagintt.ione quanto è possibile rc:aliz1.arvi, in una sintesi pcrmanenre, rapida e felice di eventi che in gran parte hanno l'impronta della loro volontà, di scegliere tm molte In linea d'azione secondo la quale, in relazione ai compiti, possono essere conseguiti i maggiori risultati coi mezzi a dispo5i7.Ìone.


Le modalit:i di conce-,.ione si distaccano d2 quelle consuete di ogaj attività operativa ordinaria per l'entità mcc.rica deUc zone di a1.ione e per ritmi temporali di esecuzione, le une dilatate e gli altri comratti, con un effetto risultante d'intenso e talora di drammatico svolgimento di eventi che mettono alla prova facoltà anche eccezionali di prevedere e di provvedere. In queste circostanze giuoca una funzione importante la più profonda fiducia reciproca tra i quadri, fatta di buona preparazione e ili accurato lavoro d 'insieme, la conoscenza approfondita delle attitudini personali di tutti gli esecutori, conoscenza che i comandanti cli gruppo e di raggruppamento tattico debbono spingere si no ai comandanti ddJc minime unità d'impiego, la certezza di un indefettibile mordente da parte di tutti. Chi pone mente all'effetto psicologico, conscgucnz.1 di una c(fettiv::i efficacia d'azione, che può produrre un reparto corazzato anche di modesta entità, in talune circostanze una semplice pattuglia motorizzata, che giungano all'improvviso su di un punto profondo e sensibile del dispositivo avversario, si potrà rendere conto di quel che possa ottenersi da azioni audaci largamente tentate e affidate a congrue forze, debitamente condotte e intonate a una situnionc generale che le consenta e le consigli, e quale sia in generale lo spirito che deve informare glj jnterventi operativi dc.i corazzali. Unità corazzate anche ingenti debbono procedere con lo stesso stile di spregiudicata determinatezza della pattuglia motorizzata profonda. Esse non rinunciano certamente alla sicurezza, ma ~inno che questa è meglio assicurata coercendo la libertà d'azione dell'avversario con una manovra che è espressione dj volontà bene orientata e decisa, quindi provvista ddlc premesse per imporsi, piuuosto che riducendo braccio e stile dell'operazione e subordinandola alla manovra avversaria. Cru è obbligato a ricorrere a contromisure deve abbandonare in gran parte il proprio progetto operativo e sin dall'inizio si trova in condizioni d'inferiorità. La migliore sicurezza è offerta da un dispositivo genera.le flessibile e dal sollecito raggiungimento di obiettivi importanti. I distaccamenti dj sicurezw incidono in definitiva sulla consistenza della massa principale e t;rnto più quanto più sono numerosi . Gli atteggiamenti troppo cauti in ultima analisi spengono ogni mordente dei reparti e all'opposto accrescono le facoltà di resistenza, di ripresa e di reazione del nemico.


A quest'ordine d'idee risponde tra l'altro il concetto di sostituire un primo scaglione all'avanguardia. La questione può apprui.re formale; in realtà tende ad adanare :ùle ciigcnze d'impiego dei coJ'3Z7.ati la normativa valida per le unità ordinarie. Del resto anche presso queste ultime l'a,•anguardia può essere rinforzata nella fase preliminare del combattimento, sino acl assumere compiti e raggiungere la consistenz.1 di un primo scagùonc. La celerità di movimento dei corazzati può convalidare questa modalità, ma si deve tener presente che anche le forze similari avversarie sono celeri e che se l'azione " svolge rapidamente i prowcdimenti di rinfor,:o fl('sSOno risultare rardivi. E' quindi conven icnte. quando sia fondata la tendenza veno avanguardie !oni, di s.ih:ue il fosso e di assegnare compiti di avangumiia a un primo scaglione, cioè a un complesso di forze p<!rmanentcmemc idoneo - nd quodro della fase opcr ,,tiva - a fronteggiare le previste esigenze. Nei precedenti termini viene oCfcrta una soluzione valida per i coruzati del problema permanente del contemperamen to delle esigenze di sicurc1,za e delle esigenze di economia di forze. L, sicurezza, in sosta come in movimento, pul> c$SCrC affidata all'opportuna arricolnzione della mossa piuttosto che a distaccamenti speciali. L'orientamento più razionale ~ quello di oddivenirc a disposiuvi idonei a far fronte in qualsiasi direzione. Di conseguenza dispositivi di forze corazzate debbono essere in ogni circostanza bene articolati, improntati alle esigenze di un'azione dinamica, a I tempo stcm tenuti strettamente alla mano. Dinamismo delle forze, articolazione e controllo sono attributi d1 pregio di ogni buon dis_positivo d'impiego, nessuno dei qu•li è di secondo piano se pure il dinamismo emerge in modo spiccato. Innegabilmente il dinamismo deve essere un fotto psichico prima di divenire un (mo pratico. E del pari è innegabile che un reparto corazzato incrementa le proprie facoltà operative col movimento edere e ordinato e per contro le vede ridursi sino ad :tnnullarsi praticamente quando b mobilità entra in crisi o per difficoltà ambientali o per difetto di organizzazione. L'articolazione della ma~ è elemento meno critico dato che ~ sempre consentito di modificarla anche azione durante, fac~ndo ricorso alle attitudini di raggruppamento rapido dei reparti mcccani7~ zati, delle quali sono coefficienti orientamenti dottrinali, un buon addestramento e ancora un elevato dinamismo concettuale e pratico.


L'intero disposith·o deve essere tenuto :ilb mano pcrchè in un quadro unitario l'azione delle for1.c deve cs.<ecre tonto più coordinnr., quanto maggiore è la libertà d'azione lasciata a ciascuna delle ali<1uote, La manovra compl~s., viene a tradursi allora in convergenza di direttrici su obiettivi profondi e il mu11.10 sostegno ddle varie aliquote è assicurato dal coordinamemo ddle manovre paniali svolte da ciascuna di quelle. 2. • Le considerazioni s,·ohe danno sostanza a talune deduzioni rdative ai lineamenti generali delle operazioni di fo~e cornz.nre ed ai criteri di schieramento delle unir~ e G. U. dei differenti ordini. Prc~so le forte cor.izzatc la manovra può schematizzarsi in puntate violente che panoao da un fronte rclari,•amcntc ampio e tendono a pcnctr>re entro il dispositivo contrappono, mcccssi,•amcmc c,•olventisi nelle penetrazioni profonde che assicurano comisteoza e respiro all'opt"raziooe complc,.iva. L'ampiezza relativa della fronte d i partenza - relatività riferita ai Cromi di G. U. ordinarie, co>tituitc da reparti che muovono con una velocità intorno a un decimo di quclb dei reparti corazzati - è consentita da una saturazione dinamica dei scnori d'azione e tende ad assicurare basi conveniememcntc estese alla manovra, a evit>re strettezze di wne accessibili ai mezzi meccanizzati e ad individuare rispondenti direttrici d'azione dei gruppi elementari d, foric. Di tale carancristica si deve tener conto nell'assegnare i settori d'a. zionc alle singole unità. Dalle confermate circoSlanze di dinami mo di rcpani e di ampiezza di settori d'azione discende, e b nozione lu indubbio interesse, che il dispositivo di una G. U. corazzata di primo ordine può allontanarsi dallo schema di uno schieromcnto per linea, che è di 1trc110 rigore per l'analoga G. U. ordinaria, e s'informa di frequente a uno schieramento _p<:r ala dal quale è lecito ripromettersi una mi. gliore convergenza di direttrici, una maggiore disponibilità di comunicaz.ioni e in generale di zone di facilitazione, infine, cd è più imponante, b facolt!! di procedere sull'aVYcrsario con rutte le forze disponibili :il momento. In uno schieramento per ala è inoltre meno emergente la definizione della riserva, pt"r quanto owiamente ne r~ti integra la funzione, dato che è consentito di considerare di volta m volta di riserva quelle forze che al momento risultano meno impegnate e cl1e per· tanto possono essere distratte all'occorrenza da incombenze che è scorretto considerare di secondo piano.


cl quadro delle minori unità miste lo schieramento pub c:>scre secondo i cafil pccr linea o per afa, il primo corrispondente all'impirgo dei reparti su Ji un'unica direzione d'ozione, il secondo all'impiego u direzioni distinte. cl senso oppcmo della gerarchia di unii~, le G. U. eorn1.1.1tc di ordine nipcriore e sono quelle di 2• ordine, costituite da una G. U. ùi 1• ordine corazzata e da una o due C. U. di 1• ordine motorizzate, e quelle di 3• ordine o G. U. complesse - operano con le G. U. dipendenti schierate secondo circostanze per linea o per ala. In generale è opportuno, sinch~ restano uniformi le condizioni fatte dai terreni d'impiego, che ogni schiera di G. U. sia omogenea, cil> che si traduce in uno schiemmento per ala ddlc G. U. di 2• ordine e in uno schieramento per linea ddle G. U. di ,• ordine. In altre circoManu, i settori di azione più intensa sono affidali a G. U. di 1' ordine corazzate e quelli di collcgamcnro operativo a C. U. di ,· ordine ordinarie o sp<:dali (ad esempio, alpine se si traila di terreno di montagna). Le G. U. cor:izzatc vengono schicmrc in 1' schiera ogni qual volta compili c situ:12.Ìonc esigono e consentono un'azione di foru, profonda e spedita. Modalità corrente d'intervento deUc forze corazzate è, rolla la fronte dello schieramento avversario penetrare in profondità e seminare d isorganizzazione e panico tra i reparti meno solidi <lellc retrovie nemiche, in p.irticobrc le llnirà nddctte ai comandi e le unità dei servizi a tergo delle G. U. in linea. Un'audacia spiccato e unn grande spregiudicatezza sono all'ordine del giorno, ma i risultati che possono essere raggiunti ripagano ampiamente ogni rischio e sono preparazione di pregio di ogni ulteriore sviluppo.

3- · Scendendo dal generale al particolare, il fotto concctlualmcmc più determinante nell'impiego di fornc cora1,7,.'ltc non ~ la prottlione jmmediata di cui queste fruiswno nd riguardi del fuoco avYenario, bcnsl il loro di n:tmismo. cioè non la cornZ7.a ma la meccanizzazione dell'armamento. Il fattore corazza non deve essere sopravalutato, perchè la ricerca di una protezione assoluta, d'altronde iUusoria, conduce a un deprecabile gigantismo dei corazzo.ti del qu~Jc noo sono mancati esempi in passalo, subito respinti alla prova protica dei fatti. Scnzà rinunz.iare alla prot<7.Ìonc, che peraltro è da richiedere 12nto a spessori di


corazze quanto a sagome ridotte cd n profili sfuggenti, è la mcccaniz7.azionc ,h un armamento potente che a~icura la capacità com• battiv:i dei reparti corazzati. Una fase nmamemc statica è sempre negativa per for1,c corazzate. E pertanto nelle stesse sirua,.ioni difensive, nelle quali à giuocofuri.a anendere l'uno ddl'avvtrsario laddove il difcnrorc ha dcciro di accettore la battoglia difensiva, solo un 'aliquota d1 una G. U. corazzata a urne un atteggiamento statico - affidato di regola a UOll parre della fanteria corazzata c dei semoventi c. c. a presidio di una posiz.ionc d'arresto - ; invece, la maggior parte dcli~ G. U. resta in potcn1A1 in una posizione d 'atCC$:t dispersa per l'intervento nella battaglia secondo spirito cd esigenze di rendimento tattico delle corrispondenti unità. li dinamismo dei mezzi è valoriz7-1tO da un dinamismo concettuale dci comand:inti di tutti i gradi, che si manifr.1ta nell'audacia spiccata e ncUa spregiudicatezza delle quali si è già fotto cenno. Audacia e spregiudicatezza vogliono dire acccllazione dci rischi che comporta innegabilmente un impiego improntato a tali caratteristiche. Si è già fouo riferimento a UJl campo potenziale d 'azione nel quale sono da rictrcarc le lince d'azione di rendimento più elevato, da seguire malgrado le alce che esse comportano. L'asserto è conforme 3113 tesi che i rischi eventuali non debbono mai costituire rèrnora e ancor meno intcrdiidonc assoluta, poichè non si raggiungono risultati importanti senza correre qualche rischio, bcml debbono r=rc v:ilur:iti per provv,cdcrc :illa parata dfi.cacc e tempestiva. A conforto di quest'ordine d 'idee vale nel campo tccoico la sensibilità acuta di quel cbe le unità corazzate possono dare in un determinato ambiente operativo. Su l:llc base si imposla un giuoco complesso di riflessi concettuali lrn previsioni e dati di folto dal quale deriva, come Cauo pro<lucentc d 'innegabile import=, un cost:inte aggiornamcnlo di disposizioni esecutive e la conseguente permanente aderenza dell'azione a situazioni in evoluzione. Altro requisito è In graduazione dei compiti in immediati e .1uccessivi, ~condo una discriminazione e distribuzione di mi nello spazio e nel tempo che deve rispondere a una programmazione ben definita nei suoi clementi basilari cd clastica im·ccc nei parlicolari, che quindi è possibile precisare a ragion vcdu1a alla luce degli avvenimenti e in vista del perseguimento degli obiettivi di quella tattic.1 su grande scala della quale si è già fano cenno.


Attitudine redditizia costante ~ quella di vedere grande, che si traduce nclJ'3sscgnazionc di compiti corrispnnd,nti 21l'impcgno di tori;c costose, ma di grande rendimento. Quando s'impegnano i cora.zzati i risultati debbono essere decisivi. Contentarsi del poco a sprecare l'ingente capacità combattiva che essi in definitiva coodensaoo, pcrchè ogni loro :itto tattico comporta una usura difficile a sanare, usura di un materiale prezioso e lll\ll"n di personale esperto e di lunga prer3razionc. In pratic3 il perseguimento di rjsultati decisivi si traduce nd passaggio rapido da un obiettivo impomntc n uno ancora più importante da compiere appena se ne manifestano le circostanze propizie. Sarebbe disdicevole cli quadri corazzati degni di questo nome e per di più atto imperdonabile lasciare sfuggire le buone occasioni in luogo di coglierle al loro primo manifestar i: si tratta di rnnm.cmi fuggenti che non si prcsemaoo due volte e che sono colti soltanto da chi, ohrc ad avere la facolQ di avvertirli, facoltà fatta di prepara· zione professionale accura1a e di mente pronta a ri1cncre gli aspetti essenziali di farti complessi, lu anche prcdispasto le pedine di un proprio giuoco operativo guiM da potcrc rapidamente mtcsscrc ogni nuovo motivo sulla vecchia trama. Si è cleuo auo imperdonabile; in realt~ si doncbbc dire atto colpevole. Ogni buona occ,rsione perduta è doppi:unc:ote perduta quando al danno d1 ciò che è pcrdu10 si aggiunge il vantaggio per l'avversa.rio. Questa opera incessante di perseguimento degli esiti più impor· 1anti e,igc una spiccata flcs,ibilità di dispositi.vi di for-.e.t, reparti ili lutti i gradi molto alla mano per effetto di un ottimo collegamento nrnterinlc e opirilualc, un·atrltudinc alla cooperazione tattica maturata nei buoni addestramenti del tempo di pace e sostanziata da spirito di sacrificio di singoli e di unità, un senso di assistenza costante e reciproca cfo p.1ric di tulle le unirà combattenti e dei servizi rivolto a evitare che prendano con i tcn1.a situazioni tali da inflwcrc il mordente e da sminuire o peggio ancora annullare i risultati operativi ripromessi.

m

4. • Situazioni negative possono avere duplice origine: oltre che dall'azione del nemko, e il fatt0 è comune con le truppe di qualsiui :irma e specialità, da crisi ili funzione di comando e tecniche che ndl'nmbientc p-1nicolare possono ri ultarc moho gravi.


72 3 Le crisi di funzione di comando hanno causali psichiche o di collegamento matcrialr. Queste ultime possono essere fatte rientrare tra le causali tecniche. Le eventuali e.risi p ichichc non riguardano il tema assunto. Qui basterà ricordare che per comandare unità corazzare occorrono fisici temprati, nervi a posto, una sicura capacità d'impiego sostanziau da compcrcn7,a professionale, conoscenza di materiali cd esperienze di impiego. L'esperienza d'impiego si forma con l'impiego: in pace, con la partecipazione alle escrcirnzioni dei reparti, dei ,,uali si vengono ad apprezzare in tali termini prestai.ioni e scn•ÌIÙ sino a fare dcll'apprc-tzamcnto una seconda natura. Reparti corazzati debbono essere affidati a quadri di valore. L:i IC$i è valida per qualsiasi Cori.li armata e non è il caso di redigere uno scalò di mcri,i rebtivi per determinate armi o specialità in vista di un trattamento preferenziale. Ma non si deve .trascurare il fauo che un'azione di comando improntata a faciloneria, incompetenza e unprcvidenza t: particolarmente esiziale per le forze cornz.;1c, dato che può mettere rapidamente :, 1crra repani di un comidcrcvolc 1·alorc opcratho che in altre mani darebbero un pieno, elevato conuib1Uo. Per evitare crisi tecniche provvede un'accurata e costante manutenzione dei mezzi, v:tlorinata da una vigilante azione di prcvcn2.Ì!lnc e da intcnocmi cffìcaci e solleciti in caso di "''arie. I mC'lzi coraz?.ati sono macchine complesse souo il triplice aspetto di scafo, motore e organi di mov1.mcmo, di armamento e di me:tu di collcgamcmo. Le tre categorie di materiali hanno esigenze specifiche di impiegn e di manutenùonc che dehbono essere soddisfatte in modo cost:,ntc e intelligente. La rottura di un perno di connettore di maglia di un cingolo, di per sè incidente banale che può verificarsi anche in movimenti lontani dal nemico, immobilizza un carro n un semovente; In sostiruzionc di un perno, se sono disponibili ricambio e attrcu.atura di la1'0ro, è quc,tionc di meno di un'ora; se quelle mancano, non può aver corso e il carro o il semovente restano inu1ilizzabili. Di conscguen:i:a non è mai ccce.ssiva la diligenz., posta nel predisporre interventi nel caso di avarie, interventi che risulteranno rispondenti se avranno luogo nel luogo e nel momento in cui o<corrono.


Le ma c:hinc debbono essere alimenLate. L"alimcmo dei motori com1umj singoli e compkssivi. Una crisi di alimentazione arresta irrimediabilmente una G. U. corazzata più rapidamente cli qualsiasi azione avversaria di-

è una ~vera incombenza d:it:l l'entità dei retta sui mezzi.

In ogni fase operativa è giuocofor7a risolvere adegw,tami,nte il problema dei servizi cli combattimento, dimensionandoli ai tempi dfmivi richiesti dalle modalità di funz.ionamcnto che è consentito adottare e coUocandoli opponunamcntc nei periodi cli stasi operativa per rendere possibile la ripresa delle operazioni al tempo e luogo prestabiliti. Oa una buona organizzazione e una costante {u nzion:,lità dei scrvizi dipende che questi siano la molla che dà la spinta per l'impiego più redditizio; in coso ·contrario, i servizi sono lo palio al piede che cocrci cc e anche annuii~ ngni rendimento opcr>1ivo. 5. - Gruppo e raggruppamento tatticu sono tcm1ini correnti presso le forze corazzate, usati :tn1 piamente anche nel presente testo. Le G. U. corazzate agiscono infatri cli regola per raggruppamc:nti e gruppi tattici. Peraltro la tesi non è incontroversa pcrch~ vi è chi sostiene che in determinate circostanze si tratta di colonne e non di raggruppamenti t.1ttici. Secondo la terminologia organica raggruppamento sta a indicare un. riunione ,li forze non omogenee in contrappono a reggimento, i cui reparti prc,cntano omogcndtà assoluta, almeno se riferita all'appartenenza a un'arma determinata, come è 3ssolura, sotto lo stesso punto di vista, la omogeneità cli una cnlon nn . Dal punto di vista dell'ordinamento, raggruppamenti e gruppi non so,1u di uccc:ssit~ complessi di forze permanenti. lnfìnc, e <tavolta partendo da un punto cli visr.i tattico, la riua',one di più unità di varie armi in un gruppo o in un raggruppamento tattico risponde a un dosamento di forze conforme a un determinato caso d'impiego, concetto che ribadisce la caratteristica di complessi di forze temporanei. In dipendenza ddk prcmcs fotte, gruppi e raggrupp,1mcnti tattici sono, per quanto ha tratto alle caratteristiche differenziali, riunioni di unità di varie armi cui si addiviene in vista di un compito particolare (ciò chc importa l'asscgnnionc di un compito cli manovra « in proprio »), procedendo in pari tempo a un deccnt_ramento temporaneo di comando che dà luogo a un'azione semplice-


mente coordinata da parte del comando superiore, in luogo di una azione ,trctt:uncmc inquadrata. D'altra parte non si considera decisivo l'eventuale decentramento di artiglierie, da10 che In considerevole potenza dell'armamento della fanteria corazzata e dei carri non rende il provvedimento in. dispensabile anche nci casi nei quali si ha a che fare tipicamente con gruppi e con raggruppamenti tattici. Di qui la legittimità della norma sopra enunciata che « le G. U. corazzate agiscono di regola per raggruppamenti e gruppi tattici P. E deve ritenersi un caso del tutto eccezionale che in questo quadro si sia in presenza di colonne di attacco, caso da riferire a un settore molto ristretto e ad una manovra inquadrata e trcttamente unitaria, ramo più che l'uso del termine «colonna» non risponde a necessità imprescindibili La costituzione rempnranra ,l,.i roggmppamcnti tattici, che in pr:ttica si traduce ndla modificazione del loro dosamento a ragion veduta, ci& secondo circostanze di fotto, non esclude la prc,;ostituzionc dei comandi cbc debbono inquadrarli. A.nz.i i comandi di raggruppamento e di gruppo tattico acquistano con la precostituzionc le condizioni di addestramento e di affiatamento del personale e di predisposizione dei mezzi di trasporto e di collegamento occorrenti per il loro funzioMmcnto. Un 'ultima questione è data dalle modalit1, di arricola7.ione elci raggruppamenti, che secondo taluni indirizzi si vorrebbero riparriti sistematicamente in gruppi e questi in 50uogruppi. E' da ritenere che raggruppamenti e gruppi tattici, distinti come è noto in base all'entità gerarchica dei reparti principali costituenti, rispettivamente dell'ordine del battaglione e della compagnia, si arttcolino gli uni in 1°, 2• cd eventualmente 3• sc,glionc, gli altri in rcparò avanzati e in rcparò di rincalzo. Peraltro non è da escludere la circostanza che due o più gruppi tattici possano costituire raggruppamento, quando la funzione di comando sia assolta n~ riguardi d~ gruppi dipendroti con le mo. dalità già indicate per il comando di G. U . nei riguardi dei raggruppamenti. 6 . • La manovra dei mezzi corazzati presenta linee di una inconfondihilc originalità. I mezzi ooraz1,ati sono senza eccezione armi potenti la cui potenza è esaltata mercè una mcccanizz:izione to. tale. Facendo quindi riferimento a un potenziale operativo, r:ipprcscntano la più devat.1 concentrazione di questo potenziale. 3- • --il.


Se la manovra consiste in linea schematica nel concentrare su di un dispositivo nvversnrio un fuoco soverchi:tntc, 1n celerità del movimcnr<'> e la potenza dcli'armamento fanno delle forze corazzate gli strumenti di dezionc della manovra mode.ma pcrchè senza contrasto · sono i piò redditizi. La manovra, in potenza sinchè non viene posta in atto, diviene attuale quan<lo è in corso. Ma anche allo stadio potenziale essa esplica eITetti importanti se pure mediati; per cogliere questi effetti deve essere tra<loua in alto scn7.a precipitazione. Nella precedente proposizione deve vedersi un altro motivo, in aggiunta a quelli gi:I acce110ati (n. 2), per un intervento meditato, a ragion veduta delle forze corazzate nella battaglia. La norma è semplice: l'intervento deve avvenire nel momento piò opponuno. Dal loro primo apparire all'oriz1.0ntc del campo di battaglia per tutta la durata della fase operativa le for1.e corazzate esercitano una potente nionc di vincolo sulh manovra avversaria, che si raccoglie per pararne il colpo. Questo è vibrato o quando compaiono le forze similari nemiche, per spaz,.arle <lai campo, o quando l'avversario entra io crisi, per accelerarla e completarla. Le due eventualità non si escludono perchè anche l'altra parte giuochcrà a ragione veduta una ddle carte più importanti che ha in mano; in gtncrc si succedono nel tempo e nel lo spazio. E' quindi logico che, poichè sono questi gli scopi cd i lineamenti generali del combattimento dei corazzati, le forze corrispondenti una volta lanciate sviluppino la propria azione nella maniera più celere e piò decisa. Intervento meditato, azione risohita. TI quadro generale è quello di cariche poderose che demoliscono ogni resistenza e si riannodano su zone di raccolta a tergo di obiettivi impor.tant11 per riprendere lena e penetrare ancorn più addentro. I tempi sono se.rrati e le operazioni improntate :1 un ri1mo di deciso dina' mismo. Se gli sviluppi operativi conformi alle linee accennate hanno successo, non rcsra all'avversario che cedere terreno per riordinarsi su pos:zioni più lontane, esercitando nel contempo tutte le azioni di frenaggio renrnbili con uno sfruttamento ad oltranza di zone di ostacolo, di ~ppigli tanici e d'interveoti decisi di reparti di retroguardia. Peraltro non sempre l'azione, anche quando è favorita dal successo, è dea'.siva al primo impeto. Anche l'avversario manovra e le for1,e corazzate contrapposte cozzano le une contro le altre. L'eventualità di questo uno <leve essere tenuta presente. La battaglia tra


forze coraz~atc non è mai un episodio semplice al termine del quale tutto è deciso, sia a favore, sia contro. In particola,c la carica cJci corazzati non deve mai essere una carica sen7.a ritorno. Se gli obiettivi contesi non sono stati raggiunti non si deve nè insistere, nè d~ tistere; conviene tentare un secondo slancio <la imbastire in migliori condizioni, pcr conseguire risultali più completi. I reparti carristi ripiega no senza precipitazione coi pezzi puntati sul nemico, sotto l'efficace protezione di tutte le armi cooperanti, in particolare dell'3rtiglieria e elci monai medi e pesanti, per portarsi dietro una posizione di arresto sulla quale conducono i carri avversari, svelandola all'ultimo momento. - Al suo coperto si riordinano e intanto le fon.e corazzate nc,micbc sono soggette alla usura di tiri controcarro cbe le hanno debitamente inquadrate. L'azione di usura che una posizione d'arresto può esplicMe è considerevole e deve essere sfruttnto sistematicamente come una delle modalità più efficaci, in ag!,riunta al fuoco dei carri, per fare tracolJare la bilancia delle sorti ancora incerta. Colpito duramente da un fuoco sferrato da distanze r:,vvicinatc, l'azione avversaria diviene irresoluta, vacilla, deve sottrarsi pena la distru1.ione. Ogni incertezza è pagata con gravi perdite. Le unità corazzate, riprese alla mano e all'occorrenza rifornite, effettuano la sortita e vibrano un nuovo colpo.

7. - I precedenti lineamenti costituiscono soltanto una trama che intende schematizzare una vicenda in realtà assai (Omplessa per dMne una visione sintetica ed espressiva, vicenda che nei fatti si frammenta in episodi locali dalla cui risultante complessiva esce l'esito finale di una fase tattica d'innegabile importanza per rutta l'economia della battaglia. Pci di più non fanno riferimento di necessità a un combattimento nettamente offrnsivo o nettamente difensivo. A parte il fatto che un:i precisa discriminazione in questo senso non è nì: possibile nè ass<>lutamcntc necessaria, poichè ogni battaglia è variamente intessuta di fasi difensive, offensive e controffensive, è più cbc ovvio il concetto di inserire in ogni atto disposizioni cautelative le quali hanno inoltre il vantaggio di non distogliere forze all'azione dinamica, perchè assolte da fanteria corazzata e eia semoventi c. c. a presidio di posizioni d'arresto. D~te le importanti funzioni loro affidate, cui I: da aggiungere ~ compito di proteggere gli schieramenti d'artiglieria corazzata, esse


debbono essere previste con quelle modalità che ne assicurino il funzionamento al momento del bisogno. Sotto questo punto di vista, e 5ellz:I clic la previsione imponga coercizione al din:imi&mo generale dell'azione, tanto le unità di fanteria corazzata quanto quelle d'artiglieria corazzata dovranno procedere da zona a zona di schieramento e costituiranno di regola il primo scaglione dei raggruppamenti di 1' schiera nei quali si articola la G. U. corazzata, precedendo le unità carriste. n loro movimento procederà con le modalità che consentano di potere all'occorrenza schic:rarsj rapidamente e compiere tempestivamente gli atti tecnici che sono indispensabili per assicurare l'organizzazione elementare del fuoco, con particolare riguardo alle esigenze delle unità d'impie. go d'artiglieria. li 1• scaglione procede a sua volta preceduto dai plotoni da ricognizione della fa 11 te ria corazzata e dei e,1rristi ed i: seguito da un 2' cd eventualmente da un 3' scaglione dei mezzi corazzati più po· tenti : i battaglioni carri. Questo dispositivo di combattinlcnto standard non è la rinuncia aprioristica allo soluzione « carri avanti » che si impone quando la situazione consiglia di mettere a profitto la più elevala potenza d'urto dei carri : i carri possono semp re passare avanti quando occorre. E' invece una soluzione prudenziale che tende a creare per ogni evenienza un solido perno di manovra per un'azione d'insieme che ha il proprio dcmcoto di decisione nei battt.gl ioni carri e che nQn i11~rina l'azione di quest'ultimi 1 i qu~li, comf si è d,tto, possono ad ogru momento assumere la funzione di scaglione avanzato procedendo sui fianchi o tra gli intcrvall i delle unità di fanteria e di artiglieria corazzate. Essa è inohrc la logica conseguenza della constatazione che i tempi di schieramento della fanteria e dell'artiglieria corazzate, per <1uan10 ridotti in confronto dei tempi di schieramento delle unità similari ordin:1rie, non sono mai trascurabili e d'altra parte non debbono essere poste in crisi azioni di cooperazione proprio nel momento nel quale divengono più necessarie. N ei tempi di schieramento accennati debbono essere conteggiati \ i tempi per le operazioni elementari d'organizzazione del fuoco, di entità crescente passando dai reparti di fanteria a quelli d'artiglieria, includendo nel termine (< organizzazione del fuoco » il modesto Ja. voro di triangolazione topografica e d'inquadramento spediti,•o degli obiettivi in difetto del quale non solo le a.zioni di appoggio, ma an-

J

1


che quelle di accompagnamento e di arresto aon raggiungono la tempestività e l'adcrcmia che sono indi pensabili. 8. • L'intervento nella battaglia di forze corazzate siano le G. U. corrispondenti isolate o inquadrate, solleva complessi problemi di movimento e di accordi preliminari con le G . U. ordinarie a contatto col nemico pcrchè importa la utilizzazione di uno rete stradale gì~ congmionarn come retrovia di G. U. impegnate e le predisposi. zioni ~ l'attraversamento dello sch ieramento delle forze amiche, nonchè, in genere, gli atti occom:nti per cvcntua i azioni di conorso da parte delle G. U. schierate. Inoltre sono di norma disposizioni intese a facilitare il movimento sul terreno compreso tra le basi di partenza e gli obiettivi normali cd eventuali. L'argomenio è ponderoso e poicbè deve riferirsi a circostanze locali che asswnono spesso considerevole peso non si presta per una trattazione generica. Qui bastcd accennare al fatto che una organizzazione del movimemo stradale è di mena necessità e lo è in modo particolare quando per e ,igenzc di manovra la G. U. coraz1.arn che entra in azione si:, stata prcccdut3 da G. U. ordinarie o motori7,zatc, ad esempio in funzione di rottura di una sistemazione avversaria coMistentc. E' stato constatato in guerra che le colonne di truppe e di servizi iu mezzi a ruote che ingombrano k strade possono costituire in molte circostanze gravi « l1t111dicap » per l'affluenza, lo schieramento e l'alimentazione ddla battaglia delle forze corazzate, sino a creare per queste ultime vere condizioni di crisi (r). l fatti assumono ancor maggiore rilie\'O teenic0-0perntivo quando si tratti del movimento oltre b fronte iniziale di battaglia, vale a dire del movimento sul terreno che è: ,tato te3trO delle operazioni immediatamente precedenti l'intervento delle for-~e corazzate. Quivi giuocano parti diverse, ma in effetti co piranti a costituire condi2:ioni di difficoltà e talora di vera interdizione, la presenza delle forze :uniche, l'az.ione del nemico e la partecipazione, supposta soltanto passiva. delle popo]a1joni civili. (1) Cfr. Gen. 11. Goo101.s in l'•nur u,der (p>g. 147): • TA, pon:,r

generali knew /rom experience Jn Frana 111lta1 hoppen.1 ,uhm the 01htr ry1tem ù cmploy~d: ot thc t:rilù:"l mornc-nt o/ su« er thc road1 are co11cred with the t-ndle11. lou, · mo11itJg, horse draum rolumnJ o/ tht in/11ntry d,'uiJiom nnd tht O

ran;n a.1 a ruult ar~ b/Ot'ked and slowed up ,•.


Per quanto riguarda le difficoltà che provengono dalla presenza delle forze amiche, quantunque a prima analisi possa ritenersi soluzione conforme la speciali1.1.azione di itinerari e in genere l'adozione di procedimenti organiz1.ativi del movimento stradale, di norma s:arà conveniente, anesa l'eveocualirà molto probahile di interruzioni e di distruzioni talora massicce, che le forze corazzate rinunzino alle strade per dare corso a movimenti su itinerari attraverso campagna. Per quanto rigm,rda l'azione del nemico, essa è da prevedere in resistenze sporadiche, in agguati, in combattime.nti di frenaggio, in azioni controffensive con un crescendo di reazioni che è funzione di piani operativi, di circostanze ambientali e di condizioni morali dei reparti combattenti. Infine per ciò che concerne la partecipazione delle popolazioni civili, nel quadro della ipotesi, questa si può manifestare essenzialmente sono la forma di ingorghi delle strade da parte di profughi che abbandonano le zone più tormentate dalla guerra i cui mezzi di trasporto e suppellettili si aggiungono ai relitti :,bbanuonati dai reparti avversari in ripiega.mento. Gli itinerari delle forze corazzate sarao no costituiti da fasci di piste a cavallo degli assi stradali operativamente più importanti, in conformità di progetti predisposti e adattati sul terreno ad opera dei reparti di ricognizione e dei reparti pionieri che a[fiancano questi ultimi. Le prime tracce saranno segnate dai reparti pit, avan1.ati; successivamente saranno raddoppiate, moltiplicate e perfc-1,ionatc con particolare riguardo ai passaggi di ostacoli mediante accessi, guadi, ecc. Itinerari e utilizzazione d'itincrari saranno improntati a un dispositim generale aperto e aderente alla manovra jn atto e sempre più adattati alle esigenze di movimento celere :, m:rno a mano che- si discende nell'ordine dei reparti e che si procede dalla fronte verso le unità arretrate, cioè dai primi ai secondi e ai terzi scaglioni. 9. - Sin dalle sue prime afferoiazioni, la tecnica d'impiego delle forze corazzate ha largamente beneficiato dd concorso di mezzi aerei sotto l'aspetto di copertura aerea del campo di battaglia. di appoggio indiretto e diretto e di esplorazione aerea. L'importanza del contributo del le forze aeree ha superato il campo tattico cd è per assumere tale rilievo da suggerire l'org~niz. zazione di unità complesse acrotcrrestri sotto la forma generale di unità motocorazzate terrestri operanti in concorso con unità aero· trasportate e avioportate, integrate da unità di fone aeree.

\


.,

La ckfinizionc delle modali1à organizMUIIC e delle po,sihih1a tatti hc e tratcgichc di G. U. comples.c del genere è ,uua oggctltl di appo,ito ~tudio in altra sede (r). cl quadto o perativo di C. U. corazzate è ·su(Jièlcnte traltCJ:\giarc le moc.lalità d'intervento di w1 concorso aereo che pcrahro, anche in tali forme, riveste tutte le caratteristiche di una nccc ,11" in,. prcscindibile perchè capace di completare in modo in><> lltl>II ,J~ le fac,olt:\ operative delle forze in questione. Il concorso dcll'aviaziònc deve essere aderente alle cS1ge111r <l1 fauo e penanro pur dando corso ad accordi e programmi prcvtl'tm accurati per l'oncntamcnto di tulli su quel che si puì, e si dc,·c , h1cdcrc e su quel che si ollcrr~ in dascun caso concreto, deve infor , u · a una fks,ibilità di esecuzione la quale consenta di ;l\·ere le "'" fil csplorati\'c e di f uoeo aereo nei luoghi e nei momenti opportun rn srrcrt:1 rclazionL ,on la contemporanea azione e situazione delle Id.,, rcrrcstri .. ·awralmcmc il concorso deve esaltare gli accrnna1i ~ttr,:,utt cli aderenza ,1ua11do si esplichi come appoggio diretto, il quale per fcuamcntc orientato da ufficiaJj di ac.ronautica dimccati prcs"° r mandi delle G. U. corazzare interessate e, all"occorrcnza, prc comandi d, ragruppamcmì tattici.• ompito di questi ufficiali è, nei riguardi delle unità tcrr-strr, di ,cgnalarc ai qu,idri di 1crra possibilità, facolrà effettive e l< 'TllC d'intervento delle unità aeree; di collaborare nella compilazione dd le rid,i~stc relative e cli provvedere nl loro recapito ai comnndi ,l'ae ronautica che inquadrano le unità aeree di concorso ; nei ngu ·r<l rlcllc form3zioni in volo, di guidarle sugli obiettivi e di "igilarc ,ull 1 ,irurczza tcrnica dei reparti amici. · E' pualtro ti \'trom affermare che, allo stato attu.1.lc elci fau u cunwr,,., :icreo è più redditizio porchè più conforme al braccio e alle l'jc,uzion, _complessive ddle unità aeree quando si s~olgc coi:ne ippbggio ,mlircnu e ome copertura aerea del campo di bauagha. L":ippogsio indiretto prolunga il braccio delle armi terrrnr prepara il terreno in profondirà per gli sviluppi operati\'i in '-< r; la copertura aerea, con una moualiri, d'impiego del rutto conform all'imp1cgo autonomo dei mezzi pttre in un quadro d'in,icmc ,h vincolo molto lato fa sentire ai combattenti di terra tutto l'app<\,gI matcri:1k e il conforto morale dei comp:1~ni combattcn11 nell'~na l ii (.ar_ (,ca.

r •<1

r

'l,ll,

1(1,

P

Grandi :mit?, u>rdDt:atc e gr,wJ1 wt,tJ ., . , n. °i• Hf)",\,

S"i'l:.:o:

'-hl1t0Ut'.


UN PARAMETRO TATTICO PREDOMI NANTE: IL FUOCO Gcn. di C. A. Paolo Su1>inn

1. - E' indirizzo razionale di ricerca schcmatizia.re un fenomeno complesso per definirne gli dementi principali, per accertare la parte da at1ribuire a ciascuno di essi e individuare quelli che t;Scrcitano una funzione preponderame. li fenomeno comples..<o, ridono a uno schema in b.isc a un pro.:csso che in deliniti,·a s'identifica con una legittima <empljficazione, <limo,tra i. H1a strumir, fondamentale e k n1oni cui ,1ucsta è suggello; allora sono acL"Crtabili le influenze e ercirnre dai fattori in giunco ,. gli effetti che ne sono le conse-

guenze.

· Si fa largo rl<:orso a rrocedimcmi di ,chcmatizzazione e di semplific:izionc, per quanto sovente in maniera implicita e quindi di scana cviden;,a, nello , tudlo dei problemi d'impi~o tli forze armate, i cosi<ideui problemi tattici, e il proC,tto è tanto maggiore in quamo essi ,i pn:e1crHa11ù 11, genere come prnhlemi complessi nella loro realtà di collisione 1li aggregati organi'l.,,at[ e dotati di ,m ,mnamcnto diHcrcnzi;,to, agc:nti, uomini e armi , su di un terreno vario pr.r ,:u"11cristichc di mtldellamcnto supcrliciale e cli partm,lari acciclcntali. Si è fatto cenno ad aggrcgctti di uomini, in aderenza a una lcrminologi,1 di grande gcncr" lit~; in pratica si trltta di minori e cli grandi urutà (G. U.), cioè di :,ggrcgati organi,z:iti nei quali il numero d'individui varia dall'1ird inc. di gr:rndczza ili alcune diccinc a <JUcllo Ji alcune ,liecinc di migliai.1 di unità e quindi è origine per proprio con to di problemi nuovi e particolarmctttc complicati. La schcmatizza,,in11c degli atti tattici a icopo di ricerca e d, proi:ctto operativo con"Cntc come risultato immediato di individuarne i parametri principali in giuoco. Tra questi intnc sa wttolincarc lo scopo che ciascuna parte ha di mira, sintetizzabile in linco schematica nel co•ucguimcntQ d i un obiettivo superando la resistenza opp<>sta dall'avvcrs~rio n ndla cunscrv:nione di un obiettivo malgrado lo sforzo dell'avversario per conquistarlo.


11

6

li modo più semplice l'"' 11n rlifcnsorc d'impedire il raggiungimento di un obicu ivo da JX'rtc dcll';1tt:iccantc è, almeno in prima approssimazione, quello d'interporsi tra obicui,·o e auaccante e, per contrnpposto, l'atto più comunemente tentato dall'attaccame è stato sempre quello di eliminare il diCcnsore mediante l'urto diretto, superando ogni resistenza di "uest'ulrimo. In effetti l'urto diretto è ,1:ito per lungo tempo la sostanza di ogni combattimento sin dalle prime lotte di tribù della preistoria umana. Peraltro ,, per 1itimo l'uomo preferisce sempre il combattimemo a di<t:u12a al combattimento corpo a corpo " (Atdant du Picq). L'urto diretto è stato ben presto preceduto da :11.ioni differenziate nello spazio (:izioni :, di~tanz:i), che di fatto 3\ umcvano la funzione di • preparMc" l'epilogo del combattimento, il quale era condotto pii, rapid:11ncn1c e in modo più dccisi,•o all'esito finale. L'a1,ionc :a dist;in·1,:i venne aflicl:ita all'111iz10 ad anni da getto, a mano o con ordigno, eh, pertanto ~i "enncro ad aggiungere ben presto alle armi da colpo: da percossa, a mano o inastate (1). I fatti si sono svolti nd modo accennato in l'ia dement:i.rc e l'urto è stato il procedimento osrante per "battere l'avversario"• come afferma in senso proprio l'espressione corrente, si11d1è 11011 è comparsa sui campi di battagLia terrestri la polvere da sparo. D'altra parte anche dopo l'ado1.ionc delle armi da fuoco le lince generali dell'azione tattica non sono mutate improvvisamente, pcrchè per lungo tempo i combattenti si sono limitati a considerare le armi da fuoco come ordigni da •etto più 1-wtenri. Ma il generalizzarsi delle armi eia fuoco e soprattutto il loro perfezionamento hanno consentito loro funzioni sempre più importanu ccl esclusive in relazione a una loro accresciuta efficacia che ha impo to come con egucnza di rilievo prima il diradamcnlo, quindi l'occultamento e poi l'interramento dei combanenri, col risultato di rendere antieconomiche e successivamente di proscrivere le formazioni scrrntc richieste dalle tecniche d'urto. L'urto diretto diveniva sempre più c-ccczionnle e il combattimemo assume,•a gradualmente lo schema odierno di due sistemi di fuochi di differente mobilità ri\'Olti a soverchiarsi rccipruc:,mcntc, ciascun sistema co11sis1endo a ogni momento di una cimosa frontale :1d andamento irregolare di (1) L'a,ma <la getto tlpic:i oraginnria era ror1irtscmata dal p,opuhorc, Il qU3lc ucili:u.:w:a un <lisposith·o meccanico per r:11,tJ:iungc.:rc il segno <l:i m:1ggior dista.11z:a con un"arm:i d:1 pc:rcoisa o ino..~uua.

•


fuochi di anni automatiche e di un numero in genere considerevole di concentramenti m:1ssicd e brevi di proietti scoppianti, spostati rapidamente da un punto all'altro del campo di hauaglia. 2 . - Ormai il fuoco è divenuto il protagonista indiscusso dell'azione tattica. La proposizione è generalmente accolta, ma è: con tutlo ciò scarsamente operante nel senso che nè impiego, nè addestramento ne hanno tratto ancora tutte le conseguenze logiche. Forse giuocano in proposito, fors'anchc i11:1vvcrtiti, i ricordi del passato, tra i quali occorre citare i resoconti e le rnpprcscntazioni artistiche delle più celebri battaglie - e senza dubbio l"assalto o la carica sono stati sempre per un artista episodi pittoreschi, centrali ed esclusivi - : forse si è in presenza di qualche indugio psichico ad assuefarsi a una nuova realtà o forse, ed è il caso pii) generale, fa cd ha farto difetto qud senso critico dal quale dovevano d,sccnderc la analisi e il riconoscimento dei fot1i. Tn effetti, dottrina e addestramento parlano correntemente ddl'assalto come di un balzo di un pugno di valorosi ormai giunti a strett3 port3la degli obiettivi contesi; nelle esercitazioni del tempo di pace, l'assalto e quindi l'urto 6nale sono esibiti con compiacimento e analizzati con particolare attenzione; nella guerra guerreggiata, si sa, le cose andranno come potranno andare. Ma, è stato gi11stan1cmc osS<:rvato, non è stato l'episodio del ponte d'Arcale a decidere del la battaglia, brnsl è stata la battaglia complessiva a porl:trc il suo epilogo sul ponte d'Arcole. Bisogna anatomizzare i fatti per riconoscere il vero e il falso ed è per questo che si è trottato con qualche dì((usionc di .cl,ernatizza,1iont· del l'azione tattica e di semplificazioni legittime, necessarie per giungere a una visione esatta delle cose. Su questa hasc si è fatto cenno all"urto come a una tecnica ormai superata - « le choc est "" mot » (Ardant du Picq) - e :Lll'afferma,:ione incontrasratn del fuoco sul campo di battaglia. Non ostante verità riconosciute, si continua a vedere nel combattimento di oggi e di domani un urto preparato dal fuoco e si resta quindi al di fuori di una visione corretta, dato che l'urto non ha più luogo di sussistere se non nel caso eccezionale di un avversario già disfano ciel qu,1 lc con l'urto s'intende accelerare la disgregazione e che il combattimento è orrnai solt:rnto fuoco, fuoco che avanza, fuoco che arrc<ta e fuoco clie si spo~t.~ (Pétain).


11 fuoco domina i moderni campi di ba11,iglia, che si vanno estendendo 111 funzione ella crescente mobilità delle forze che par recipano alla lotta. Ogni combattente è fondamentalmente un servente di un'arma da fuoco e le azio.ai di fanteri:1 e cli artiglieria sfumano le une nelle altre, ùistintc solt,11110 dai quadri entro i quali esse sono di nonna sviluppate. Su campi di battaglia estesi l'azione complessiva perde in caratteristiche di stretto inquadramento per tendere verso forme cli coorllinamcnto. 1 dispositivi e quindi gl i obiettivi sono ancora più radi di quanto non lo fossero le Corma1.ioni tli combattimento del recente passato e soprallutlo ~ono molto più labili. A un dato momento il campo di battaglia presenta tratti presidiati intervallati da tratti sprovvisti di forze e le situazioni possono invertirsi in un tempo successivo data l'elevata mobilità delle forze in azione. E' di strcw, necessità valucare le conscguc:n1~ or •anico-rattiche dei citati dati di fotto e prevederne i riflessi sulla trama compli,ssa della vicenda tattie,1. li combattimento si condensa seni :i eccezioni in una serie di azioni di fuoco: azioni di fuoco d'artiglieria, :,genti ,u va ti settori, destinate a neucralizzare i mezzi di fuoco avversari, e :izioni di fuoco di fanteria, :• brevi e brevissime distanze, agenti nel quadro più ristretto di settori d'azione di reparto e procedenti sin oltre gli obicltivi di attacco dei quali, sorpas andoli. consacrano la congui,ta. Dallo schema precedente non emerge naturalmente la complcsit~ straordinaria a<su nra dal\e a7.ioni di fuoco artiglicristichc, esercitate in forma massiccia e su obiettivi disparati e variamente dislocati sul campo di battaglia, nè l'importanza di i;:ucllc che si chiamano di appoggio (o di sostegno) e che si sogliono <li,tingucrc in açcrcnti (rispetto :, un dispositivo in azione) o in differenziale nel tempo (preventive) o nello spazio (profonde). lmportan1.:i e compbsit,, sono caratteristiche che impongono in maniera perentoria una tecnica di orchcstr:1·1.ione generale, sempre piì1 10. sativa. I:, l1ualc si attua col coordinamento di tutti i meizi che erogano Cuoco (o della loro stragrande maggioranza per i quali il provvcclimcmo è sicuramente redditizio), so1to1xmc11dnli :1 una regla ccntr.diz·,.ata e :1dotrnndo procedimenti di pianificazione che trovano espressione concreta in progetti specifici di varia forma e contenllto, di solito individuati col termine generale di « progetti " o di « piani di fuoco)>.


La redazione di piani di fuoco tende a risolvere un \)rohknrn di azione pianificata e di direzione centralizzata in vista d1 un'attività complessa e impegnativa, problema che di\'iene più arduo ancora in presenza di dispositivi particolarmente mobili, e risponde a quegli stessi postulati di ordine rattico-tecoko che si sentono invocati a favore di un sensibile accentramento clelle grandi organizzazioni di fuoco verso gradini organici elevati sino a farle dipendere da G. U. di ordine superiore come già le> sono le uniti, d'appoggio dell'arma aerea. Il problema, posto nei precedenti termini, esorbita dal <Juadro proposto. Per il momento interessa cons;dcrnrc il fotto c he la rlirezione centralizzat:1 della massa pit1 poclero~ di pezzi mira a rcalii.zarc nel modo più concn,to quell'azione di fuoco complessa, clastica. potente (manovr:, del [uoco) che ha lo scopo di erogare la m:,ssa di proietti più ingente e più efficace a momento e luogo voluti. L'enti1à è assicurata mediante l.a convcrgcnz.:i del m,0ggior numero tli traicr. toric sull'clemcnt,i cli area che interl!ssa al momento concentrandovi ~1 limite la totalità dei mezzi i11 condizione di agirvi utilmrntc (concentramenti di fuoco). L'efficacia è il risult:110 delle caratteristiche dei materiali, dei proietti utilizzati e ddlc azioni di fuoco montate, nonchè delle modalità di richi~ta e di concessione d'intcrventi, con particol:u-c riguardo alle doti Ji tetnpestivitlì (:,dcren~a temporale) e di esattezza (aderenza spaziale) dcllt azioni stesse in relazione alla " iccnda tattica in corso. La rn:rnovra dd fuoco viene predisposta e posta in ano in ogni circostanza, variando soltanto secondo tempo disponibile il perfezionamento di particolari. sia da.i modesti schieramenti di armi di un gmppo tattko, sia, cd a maggior ragiom·, dai grandi sclùcramc:nti artiglicristici di una C. U. complessa.

3. - La caratteristica di elasticità e quella di potenza sono requisiti di grande importanza tattica c si concretano nell'attitudine a rispondere a richieste este,nporanee d 'intervento, o ltre che a una serie n umerosa di richieste previste, in conformità dei procedimenti tee. nici di preparazione topografica e balistica e di riporto e trasporto del tiro, a imcgrazionc di aggiustarncnti sistematici effettuati ogni qualvolta conscnùti dalla situazione tattica (sorpresa) e da circostanze tecniche (tempo disponihilc). Le richieste previste sono conformi da u n a parte a dati di situazione cd a previsioni di sviluppi tattici, per J'altra pane, a esigenze d'in<Juadrarnento di settori d'azione e di azione generale.


T 190

Qui code occoncio nornrc che i termini d'uso - appoggio o $().. stegno e, in cn<o più generale, piani di fuoco - e quello che più conta i conceni fondamentali d'irnpic110 risultano oricnt:rti a una subordinazione indiscutibile, e ptr di più non conirol'crsa. del fuoco ai lineamenti di un\1zionc pluriarma che per parte sua h:i una emergenza ~cmprc pi11 modcstn e una individualità che tende a scomparire dato che l'uno e l'altrn confluiscono ormai in un'azione cli fuoco complc,,iv:1, lo più potente cd ef/icocc poisibilc nello qunle 1'idenrilica lo ~forio decisivo della ballaglia. Ciò è tanto vero, che in questa subordinazione si giunge a vedere uno degli :ittributi più pregevoli dell'organizzazione nrtiglicristic:i come garanzia di perfetta aclcrcn*1 del fuoco oll'azione dei reparti di fanteria e carristi e quindi di perfetto assolvimento delle azioni principali affidate agli schimunemi d'artiglieria. Oro l'accennata subor,linazione del fuoco non ~ controproducente, in sede di progeno, <1ttando fuoco e vicenda tattic.1 vengono studiati e organizzati di conserva: può risultare meno opportuna quando sia la manifcnaz,one di una tendenza a vedtrc come fatti • sè nanti J":izionc delle fanterie e «lei c:rrri, cui si sovrappongono nelle v:iric fasi e nei vari momenti le ma!sc di fuoco pitt ingenti effetti· vamcntc disponibili; è ancora mcao opportun.1 quando si trnduca, in fase di esecuzione. in unn diminuita efficacia dcli 'azione complessiva di Cuoco, della quale le accenn«te circosranze di subordinazione non con entono di realizzare a pieno i postulati di rnaru;iorc rendimento. Sembra infatti potersi enunciare e suffragare I, norma che una a1ione di I itale impnrwn1., e di c.~i,o ,lecisivo come è qucll:t del fu0co debba svolgersi secondo le modalità che ne a•~icurano la pitt pcrfctt:1 c~trinsec.11.ione, le ,1u:ili i rbco111rnno in una effettiva con dotta da strumento solisL, della battaglia, ciò che naturalmente non esclude l'accompagnamento d'orchestra. Una diversa linea d'azione risulterebbe difforme dolla constatata cresrentc importan:w dd fuoco nel combattimento tcrre11tc, che invece induce ad attribuire un 'importanza rdaliva sempre più cospicu:1 alle massicce ozioni di fuoco, nel senso che queste vengono ad a55u· mcr( una parte di assoluta premi nrnza nella conquist,i pit1 economica degli obiettivi sia in rigu:.ud a impiego del tempo, sia in riguardo a perdite di vite umane. La considernzione precedente risulta ancor più convincente quan· do si con ideri clrc oggi il fuoco. dopo overc raggiunta b po1eoza dei massicci concentramenti dei quali si è fallo cenno, integrati a


1191 1

ogni or.correnz:1 e l,en oltre b gitt.1t:1 massima dell armamenlo terre-

stre dall:, partccipa1.ione di considerevoli masse di fuoco aereo, può anche presentarsi sotto la forma di esplosivo nucleare la cui efficacia 1:ittica è esprimibile, come è noto, col dato di t!jfetri totali su aree dell'ordine di irrande-1,za del la zona di schieramento tli , in raggrupP"memo tattico. E' più che ovvio che in presenza di azioni di fuoco di effetto totale debbo auribuirsi ancora maggior valore all'i ntlirizw già cmcr«> dalla considerazione degli dfctti ,li conccmr:nncnti massicci di proietti ordinari di lancio e d: caduta, di ~uhordin,m; doè l'intera 1•icenda tattica anche di unità di oriline gerarchico elevato al l'esito p.-evisto e: prcst:,bil ito delle azioni di fuoco e rlon le azioni di Cuoco aUe esigenze del coinbartimcnco delle unit/, ca rriste e di fanteria. L'esperienza inscgnn che quanuu si lega troppo strettameoce un'arma a!Jc esigenze di un'altra, se ne smorzano decisamente anordo:nre e rcnnimcnlo. Ciascuna deve essere lasciara libera di esplicare il suo meglio e questo meglio deve essere raccolto ai fini general i dell'azione mediante una ioccccpibile funzione cli comando. Ciò vale ancl ,e :e cliu,inuirc le laboriose intese prevcmiv,· che sono la premessa di ogni opcr:izi,mc "vecchio stile», delle quali era base concettuale l'in~u(ficicnza tattica di ciascuna delle armi principali. F.' un fatto cJ1c in azioni non stre1tamcnte inquadrate cd a maggior titolo nelle azioni semplicemente coordi nate la cooperazione perde molta pme dei suoi ~wpi e dei suoi modi tr3dizionali e si trnsforim: in combinazione cii sforzi. Evidentemente si è in presenza di portati dell'impiego d, for7.e molto mobili agenti su campi ,li batt:cgl i:i estesi, ma è d'innegabile interesse anche pratico individuare queMi pormi e rilevarne i riflessi per definire i lineamenti aggiornati del I';izionc tattica moderna.

+ - L'argomentazione svolta supera decisamente il valore di un conectlo sottile che è lecito giuciicarc minuzia dialettica di scarsa rilevanza pratica, sia pure in un:i materia d'indiscutibile interesse, qui ndi inoperante nella prassi e non traducibile in disposi1.ioni normative nel campo esecutivo. E in effetti essa punta l'indice sulla necessità di una valutazione corrctt:i di foui, che importa come conscgtaenza una modificazione ,;c:,stanziali: d'impostazione e di risoluzione dei prob!em i di cu i 1r:nrnsi. Se l'elemento risolmivo è in primo luogo e in modo assoluto il fuoco, è r:r1,ionalc subordinare agli esiti delle a.zioni di fuoco la vi-


ccnda tattica, a meno cht le circost.im.c di fatto non inducano a ritenere che qudlc si sviluppino in modo anodino su ogni elemento d'arca cli una zona di combattimento - fuoco proprio e Cuoco avversario - il che accade rnramcme in praàca e non av,•icnc mai nei tNrcni mossi e variati che sono l'ambiente ordinario dcl combattimento e in particol:irc in c:im pi di b:itt:tglia estesi, i lluali nell:i estensione vedono cleval:l la varietà clcgli aspetti topografici e tattici. Allora risulta conseguenza logica che in ciascun gradino di e ccuzionc l'azione tattica deve impostarsi sulle circostanze che assicurano la maggiore efficaci;, dd fuoco, ciò che equivale :l dire che le direttrici d'azione più convenienti comcidcranno con le congiungcn11 dei 1r:1tti sui qu;ili si può esplicare e si e plichcrà di fatto con i migliori risultati l'azione complessa di fuoco che puntualizza le successive fa1i del cQmbatrimen10. Informare i progetti operativi alle precedenti lince cuncelluali e di esecuzione vuol dire essere pronti ad agire in modo redditizio nelle circosla111.c nelle quali è prcv1s o di svolgere per proprio conto le azioni di fuoco più energiche - o di trovarsene in presenza pcrchè volte dall'a,•\'cr ario -, ivi com prese quelle a(fidatc all'esplosivo nucleare. Vuol dire inoltre adeguarsi tempestivamente alla norma, ogni dì più tassativa, che l'azione tattica è in misura crescente funco potente e mobile. ci~ il marcellnre di concentramenti che vengono spo.mi <la una zona all'altra del campo di bauaalia per wolgcrvi, e ad ogni occorrenza rci1crarvi, le azioni di neutralizzazione che spia nano la via agli clementi avanzati cli un disposiLivo in movirncnlo, la cui funz ione più emergente si nduce a raccogliere cd a rendere ncquisiri i risultati mawrati nel corso delle accennate azioni rli fuoco. Correlativamente, poichè anche da parie avversaria è prc1umih1lc che saranno lcnlatc azioni di pari efficacia, dovra nno por i in ano due ordini di previdenze: in primo luogo, abilitMc un;i conf!run aliquot:1 di unii~ d':triiglicria e cli !lviazi ne in appoggio diretto a svolgere quelle azioni profonde che valgono ,1 cnmpromcrtcrc pi1, decisamente il rendimento dd Cuoco avversario (comrobattcria e intcrdii.ionc); in secondo luogo, utilizzare la m aggiore c,tcnsione dei cainpi di bauaglia per dare luogo a dispositivi di attacco cd a schieramenti d':,rtiglieri:t " radi ,,. Dispositivi e ichiernmcnti radi sono funzionali soltanto quando le unità sono molto mobili ,, ovunque " e sono molto comandahili. ln queste condizioni I:, disseminazione ul terreno e la mobilità non interferiscono in modo cctes ivo sulle


I

193

pres1nioni l:itticl,c, mentre rendono meno temibili le azioni di Cuoco avvcrsarie. Dalle precedenti considerazioni sgorga la deduzione motivata che l'azione tattica deve essere improntata a potenza e mobilità su piani gerarchici elevati; sul piano delle minori unità, :i manovrabilità e eomandahilid spiccace di reparti. Queste caratteristiche sono presenti in modo adeguato soltanto nei reparti mercaniz:wti. Di conseguenza nn corpo di batt.1glia modcrnn deve essere costituito da unità prcs,o le <1uali la meccanizzazione è st:ìt;i estesa non soltanto all'.:ormamcnlo pesante. ma anche, come si vedrit meglio in seguito, :olle uni11, di fanteria. E' bene ricordare ti questu propmito che un dispositivo mcico 11:o b mobilità dei suoi clementi essenzia li meno celeri. Fincbè questi clementi essenziali sar:tnoo costituiti dalle unità di fanteria, il e.be è prcvedihilc accadrà ancora per lungo tempo, è la mobilità tanica della fontcria che segnerà il ritmo dell'azione complessiva di ogni (fopositivo di combattimento pluriarma. 5. - Schieramenti anche ingenti di mezzi tli fooco debitamente org.anizY.ali sono in grado di spostare con disinvoltura i loro massicci m:igli di fuoco da un obiettivo all':ohro. Operazioni del genere oon prcsmtano difficoltà nè di progeuo nè di esecuzione, sol che siano curate a dovere le incombenze di carattere tattico relative agli schiernncnti. le incombenze di earmere t:11tico-tcenico relative alla manovra del fuoco e le incomhenze ili ordina mento e tecniche che concernono impianto e funzionamento di un'azione di comando inrensamcnte esercitata e mantenuta costantemente in efficienza. Come carattere differenziale rispe1ro agli schieramenti similari del passato anche recente sussiste il fa1to che in una vicenda tattica di ritmo elcva10 le gittate mili entrano presto in crisi e s'impone allora, sussidiaria al la manovra delle tr:iiettorie, la manovra dei mezzi che risuh:i assicurata dal pass.~ggio a zone di schieramento più ;1vanzate. E poichè ogni cambio di sch ieramento è una crisi d'intervento alla quale non possono sfuggire nemmeno le unità d'impiego meglio esercitale per b prcsen7.,i di tempi di servizio (durata dei movimenli di uasferirncnto da zona a 7.ona) che sono tempi morti per il fr1oco, la continui1à delle :11.ioni ti.i fuoco fondamentali si può pensare assicurata aumentando gli organici degli scllieramcnti d'artiglieria ddl'aliquor~ in movimento nelle fasi di media mobilità. In pratica vale meglio elevare In mobilità delle unità d'impiego. Essa consente di


I I

94

ridurre a un minimo le durate dei trasferimcnii da una zona di schieramento alla succcs.sivJ.

Una mobilità rispondente alle accennate circostanze d'impiego è assicurata soltanto d:, :iffusli semoventi, in particolare idonei a rapide prese e cambi di posizione (1). Questa mitudine acquista importanza allorchè il terreno sul quale ono schier:,ti i pezzi risulta inquadrato dal tiro tli controbatteria avversario. E' noto che in tal i circostanze l'affluenza dei trattori, l'attacco e lo spostamento dei pe•~ zi richiedono un tempo considerevole durante il <1ualc la con trobatteria avversaria può esercitare temibili azioni di neutralizzazione e di distruzione. Le acccnn:uc e igcnzc di rendimento tattico in presenza d'ingenti schieramenti d'artiglieria richiedono in modo impellente nella bnttnglia su ampia rneosionc l'adozione del provvedimento p<>~tulato da molti tecnici su basi e con visione differenti di nccc,sit.\ consistente nella costituzione di G. U. di artiglieria, dell 'ordine delb brigata o prcfcribilmenrc della divwonc (di due a quattro raggruppamenti di unit>< d'impiego di vario tipo), provvedimento già in qualche misura previsto e anticipato dalla tendenza già ricordata dell'accentramento della mmovra dd fuoco presso i gradini di comando più elevati. La manovra centralizzata di masse d'artiglieria di tale entità organica, per di più molto affiatate e ginnasticate, varrà a cosliLuire un apporto decisivo per ,I rendimento dcll"organizzazione ciel fuoco ; da un punto di vista strettamente organico, consentirà di alkggcnre l'assegnazione di unità d'ari iglicria alle G. U. di primo ordine dd vari tipi, auspicabile anche in relazione a esigenze di manovrabilità di dc11r G . U. I .e ri~pr1rivc unità di fanteria e carristc dispongono di un armamento ui reparto copioso e da ritenere adeguato alle esigenze degli atri tattici correnti e d'altra parte, in ogni caso nel quale l'armamento di reparto risulti insufficiente, si p0trà provvedere secondo circostanze con rinfor7,0 di fuoco o con rinforzo di mC'l.zi, decentrando arti1;lierie della G. U. di ordine superiore o aliquote delle G. U. d'artiglieria. (1) Pcl' evitare J'ont rc di motori moho potenti, cui si deve. :iddcbjL·trc un tomidcrcvole cnMumo di carburante, gli orfusti sc:muvcrni potraono c$~crc rr:1in:ili normalmente Ju. tr:1uori negli spo~urnc.mi lo1f~dc1 e nei gr3ndi 5}.'°Sl~· menti tattici cd CAsc.rc idnnei a compier~ coi propri ,ncizi ì mo,..imcnu pu) limitati ndrintcrno delle: zone d, ~hu:~r:1mcnto.


I

195

Le previsioni d'impiego e di assegnazione organica tcstè formulate inducono ad attribuire un:i gr:rndc import,mza ai servizi di combattimento, con particolare riguardo al rifornimento munizioni e carburante. Azioni di fuoco ma~siccc, prolungate e ripetute riciliedooo una larga disponibilità di munizioni, le quali nella maggior parte debbono restare su ruote anche nelle immediate adiacenze del campo di battaglia. L'organizzazione del rifornimento munizioni sarà probabilmente una delle incombenze principali dei comandi di G. U. d'artiglieria. Le esigenze di rifornimento carburanti e lubrificanti sono comuni per tutli i reparti motorizzati e meccanizzati e non semhrano dovere assumere caratteristiche particolari nelle circostanze in que-

stione. Entrambi i servizi saranno presumihilmentc esercitali mediante trasporti a domicilio e disimpegnati io larga misura dalle reti s1radali. E' ovvio che queste modalità di funziona.mento sono tanto piìl rispondenti quanto più i comandi ai quali sono affidate sono a stretto contatto con i reparli serviti. Il legame stretto cbc su&\istcr?i certamente tra comandi e unità d'impiego d'artiglieri" conforta la tesi che I'cserci1.io dei rifornimenti di combatùmento sia demandato ai comandi d'arma, a cominciare, come già accennato, da.i comandi di G. U. d'artiglieria. Detti comandi dovranno disporre a questo 6 nc di organi direuivi e di organi esecutivi, questi ultimi dotati di adeguati mezzi di trasporto in considerevole parte cingolati. 6. · A questo punto cade opportuno precisare, nel quadro di un"organ.izzazione generale del fuoco, la partecipazione che è lecito attribuire all'ostacolo attivo. L'ost:JColo attivo è una modalità particobre di erogare fuoco, per lo più automatica, della quale la mina campale r:,pprcscnta la forma più corrente. Quando la situazione lo consigli e le circostanze lo consentano, le mine possono essere impicga1c in gr:rn numero in quadro tattico e anche in quadro strategico con la costituzione di zone minate talora di grande estensione. Occorre dire che le idet: in proposito non sono ancora consolidate. In genere è wt errore delegare • mezzi statici queUi che sono gli attribuii specifici di una difesa affidata a clementi mobili e reattivi. Il provvedimento implica gravi rischi. E' induhbio che la mina, impiegata con avvedutezza, ha una elcvat:1 prestazione come mezzo


integrativo e clic per contro, comunque sia impiegata, è :ilc:itoria la ma attitudine ad a$50lvere funzioni di dn<>tu J>suluto da sola o col semplice sussidio di elementi cli osservazione e di vigilan1.a (centr1 di fuoco). ' r grandi sbarramenti di mine implicano l'impiego di una qua~ tità considerevole di materiale e cli tempo, da ragguagliare all'im pianto di alcune migliaia di mine per chilometro quadrato. vengono individuati presto ed il farcorc Sorpresa risulta in gran parte eliminato, infine è molto limitatu la garanzia di tenuta in presenz.1 di un avversario :tttivo e con,enicntcmentc attre-tzato. Lo smistamento a velocità di progressione tattica di mezzi cingolati risponde a una tecnica di combattimento ddl:, quale esistono tulle le prcmc.ssc, come ne esi,te scnra dubbio la necessità, poichè se ne possono individuare soluzioni rispondenti i.o! che si facda un correuo ricorso a.Ile cognizioni e 2Uc •Urc:-,:z•turc clic valgono per risolvc,c il problema. Certamente anche l:t tecnica cl'impkinto dei campi minati può complicare a volontà le difficoltà di uno sminamento ordinario e ancor più quello di uno ;minamento r:1pido, ma non si deve dimenticare che ogni complic:izionc d'impianto incide sfovorcvolmcntc su di una attivit' gii\ oneros.1 di per sè e che diviene particolarmente pesante quando ~i traila di porre in opera ingenti qua ntità di ordigni e complessi càmpi <li mine. Un,, conclusione c:quilibrara in merito può vedeni nel considc rare l',wacolo allivo in generale e la mina camp:,le che ne costituisce I' demcmo fondamenta le e più noto come uno dei procedimenti a disposizione per assicurare un'azione di arresto che poggia su due componenti. una di ,•alorc concreto, l'altra di valore psicologico. I-" molto difficile arccrrnre caso ~r caso quale sia la componente predominante, ma il fatto sostanziale è che l'azione d'arresto presenta sempre una quota parte di aleatorietà che consiglia di rifuggire da 111fatuazioni come al tempo stesso da prese di posizioni aprioristiche in contrario. In conclusione, la mina e le sue organizz.1zioni complc:s.se non sono dementi risolutivi in senso esclusivo; pi1111os10 sono da inserire tra gli svariati mezzi ,chicrati ,ui campi di battaglia e in questo ~cn~ anche tra i più efficaci. ln ogni caso d'impiego dovranno es.sere presi obiettivamente in cs~me i scrvi~i che possono rendere e le servitù che sono connesse con la loro presenza nell'economia generale della ha11agli~.


1197 7. - Si è già ;t(fennata la tesi che la mobilità dj un dispositivo operante è quella Jcl suo elemento essenziale meno Lcic, c. La piana proposi?.ione non è oppugnabile. Piunos10 vale la pena cli approfondire quale siano le sue conseguen7.e su piano tattico e su piano organiz7...ativo. Se l'azione tattica è fuoco potente che si sposta - la potenza essendo b premessa generale per realiz7,are l'efficacia - e se la vclocilà di spostamento del fuoco è in ultima analisi legata alla veloci1à di progressione degli clementi ;1vanz:Hi di un dispositivo d'auacco costituiti dalle fanterie dei primi scaglioni, è evidente l'assurdo di una vicenda tattica intessuta da mezzi 1111, ltifonni c idonei singolarmenre a muovere celermente « ovunque » ancorata alla vclocit,, di movimento di uomini a piedi su terreno vario. Per di più questa velocità !,>Ìà ridotta riceve ulteriori limitazioni per effetto del fuoco ovversario al quale 1(' nnir¼ di fanreria sono partico larmente sensibili per le loro c:lrauerisrichc c per l'ambiente jn cui operan9. Quindi è un nonsenso concettuale e pratico continuare, nell 'epoca del motore, ad affidare le funzioni di punta d'acciaio del disposi1ivo di attacco a uomini a piedi protetti soltanto dal loro coraggio. L'incongruenza delle situazioni che vengono a determinarsi per effetto delle circostanu accennate emerge ogni qualvolta i fanti debbono precedere le unità corazzate, le quali sono obbligate ad assumere la velocità di progressione di quelli, ci~ praticamente sono obbligate :1 sostare in attesa che sia possibile riprendere il movimento con la celerit~ che ~ loro propria. Situazioni del genere coerciscono in moclo fortemente negativo le prestazioni delle unità più manovriere e rendono in gran parre inutili gli oneri inerenti all'organizzazi-0ne e all'addestramento di reparti corazzati. Pcrtwto debbono essere evitate, eliminando le cause di una loro insorgenza. A questo fine occorre risolvere con modalità di migliore rispondenza le incombenze :,ffid:11e agli elemenci av:1n1.a1i dei primi scaglion i ùi fanteri:1. F.' un fatto che agli assalrntori e mitragliatori delle compagnie avanzate, già divenuti un'aliquota numericamente molto esigua di ogni dispositivo d'attacco, competono jncombenze di secondo piano nella realtà del cornbauirnento in con!ronto di quelle svolte dal complesso di elementi che costituiscono le minori unit.ì di fanteria. Nè sarebbe da escludere la loro scomparsa ove persistessero le ,ottuali tendenze e modalità d'impiego. L'attacco infatti si riduce sono cerri aspetti a un movimento sistematico di basi di fuoco, con una inncg1lbile limitazione di facoltà di rapida progressione. 2. -

.R. M.


J Invece la rapidità di progressione è UM prerogativa incfopensahile che trov;, l:i sua µi ù conveniente conferma nell'impiego di dementi avanzati mobili e potenti, idonei ad aprire la strada a dispositivi largamente articolati nel senso della &onte e in profondità in vista di combinare le condizioni contrastanti di concentrazione di potenza e di ,Jiraclamento di obiettivi che sono norma costante dei campi di batt1glia attuali. Naturalmente l'esigenza può prevedersi risolta in mri modi. Uno dei più suggestivi potrebbe vedersi nel trasporto dei gruppi di assalto mediante piccoli veicoli «ovunque » (veicoli d'assalto), della capienza di un gruppo. I veicoli d'assalto dovrebbero essere parzialmente cor;ri:zati e completamente blind:1ti cd a sagoma ridolta per consentire lo sfruttamento di coperture e di dcfilamenti anche modesti. Su ciascun veicolo potrebbe essere installata un'arma contraerea per realizzare la difesa contraerea capillare, a intci,,razione di quella cscrcita.ta a ogni gradino superiore con un armamento più potente. Nei precedenti ter11Jini il gruppo d';,ss:iho, addestrato :il combattimento a pkd i, muoverebbe su ci ngoli attraverso la zona caustica della battaglia e fruirebbe quindi di una mobilit~ corrispondente alk, media-minima dei veicoli cingolati, cioè nettamente superiore a quella di combattenti a piedi. I gruppi d'assalto potranno conservare integre per piò lungo tempo le loro energie fisiche e morali, disporranno di mezzi panicolarmente efficienti per il collegamento coi gruppi similari e con il proprio comando di reparto e qui ndi saranno sempre in grado di sviluppare a7,ioni 1,ersistemi e bene oricnta\e, effettueranno la progressione con netto vantaggio rispetto a clementi a piedi, pcrchè la blindatura elci \'Cicol i, valida par?,ialmen tc nei rispeni del tiro avversarin, consentir,, soprat1utto ,li serrare souo ai propri fuochi di appo~gio in condizioni che costituiscono una decisa riduzione delle distanze di sicurezza. A proposito di queste ultime, occorre ricordare che in ogni circostanza in cui <!,\Se aumentano di entità vengono a imporsi problemi di saldatura di fuochi tra azioni sviluppate dai differenti schieramenti di anni d'appoggio e cli accompagnamento, prohlcmi che hanno sempre giustamente preoccupato i comandanti cui compete l'org:inizzazio11e dell'azione complessiva. l)iminuilc le esigenze di sald:itura, riS\1lta act1uisita una pila efficace partecipazione nel fuoco generale ;1 favore di ogni unità in azione, con aninore necessità di fuoco proprio c quindi con l'ulteriore risultato di un alleggerimento sensibile di compiti e di armi per le unità di fanteria e d'in-


I

199

combenze per le loro aliquote di primo scaglione e avanzate. li fatto ;.. di notcvnlr impnrt:i n:ra in prc:srn7..t cli 11ni1~ cl'impicgo veramente

sovraccaricbc di c,;,mpiti d'impegno e di grande peso. 8. • I precedenti accenni si condensano nelb previsione di una effettiva meccanizzazione della fanteria. Ed è agevole constatare il nesso logico tra la crescente potenza del fuoco sui campi di battaglia e una manovra di schieramenti artiglieristici in netto progresso da un lato e una graduale meccanizzazione della fanteri a dall'altro. Una fanteria ferma su lince tradizionali di organizzazione è destinata a divenire la vittima inutile del fuoco che imperversa sulle zone caustiche della lotta. dopo avere costituito la rèmora per ogni affermazione di dinamismo operativo. Senza dubbio è una trasformazione profonda che si viene a postulare per le unità di fanteria, per di più trasformai.ione senza gradini intermedi se non quelli olfcni da un'applicazione graduale. Ma il passaggio dal movimento a piedi al movimento su veicol i attraverso il campo di battaglia non deve sorprendere. Altre armi sono g iunte alla meccanizzazione, per la parte che ha trovata attuazione, passando per una mo1orizzazlone che ha rappresentato uno stadio intermedio e per di più transitorio perchè evidentemente imperfetto. La motori1.zazione, s'intende nel o unpo rau,co, si è imposta in primo tempo come sostituto di un cavallo divenuto eccessivamente vul11cr:ibilc e in raluni c:1si <li sc:irso rendimento; in secondo luogo, non

:.iveva senso per una fanteria 13 qu3le, ncll;i dirlicolt:1 di concepire e attuare una rispondente meccanizzazione, ha continuato a procedere a piedi attraver:,o i c:unpi di hau,iglia a costo di negare :,ll'azionc !attica ogni passibilit?, d'indirizzo verso un ritmo più intenso cli c:vc::nli. 111 ulli1na ~111alisi :,i Jcnuncia. UtM Lli::ii 1 t.hc pe:1 c:,:,crc l.1isi dell'arma che consegue la vittoria è crisi generale e se ne individua un indiri·tio risolu1im in un'appropriata mecca ni7.zazione della fanteria. L;, ahi /: da tempo evidente e non sarebbe :ivveduto trnscur:1rla. Essa si manifesta in modo precipuo in un diminuito rendimento operativo delle G. U. ordi narie e in primo luogo della <livisione di fanteria. che è fauo complesso ma soprattutto ùa im.putarc alle cause indicale. Mollo probabilmente non m:mchcranno i disconoscitori di qucst.1 realtà. Ma un fauo nuovo e di grande importanza è sopravvenuto a rendere più acuta la situar.ione e di grave danno ogni indugio verso nuovi orientamenti org:rnizzativi e d"i mpicgo ed è l'e~plosivo nucleare.


1 200

Per quanto ricordato volutamente soltanto in modo accidentale, è l'impiego tattico dell'esplosivo nucleare che obhliga a considerare più urgenù, si potrebbe dire indila:tionabili, i provvedimenti organico-tattici già peraltro affacciatisi per proprio conto come conseguenze logiche di situazioni correnti nel combattimento moderno. li vuoto del pari totale che l'esplosivo nucleare è in grado ,li provocare su ampie zone del campo di battaglia ai danni di uomini che procedono senza pl'otezione adeguat11 attraverso l:1 camp:,gna impone l'adozione di una congrua protezione, la quale si viene a identificare per fortunata circost:mza in quella offerta dai veicoli cingolati d'assalto, di cui si è collstarnta I:, rispondenza su altre basi. Una fonrcria mcccaniz1.ata è relativamente al sicuro dagli effetti primari dcll'e;J>losivo nuc.leare e data la sua mobilità può sfuggire anche agli cfktti secondari; in pari tcm po, è in condizione di porsi all'unisono col ritmo operativo cli unit~ potenti e rnobili quali sono le unità r.;,r. ristc e l':irtiglicria cornz~ta. Spct1erà ai tecnici, d'accordo con i combattenti, di definire le caratteristiche meccanico-tattiche di una serie limitat:1 di veicoli da assegnare :ill:1 fonteria meccanizzata, i quali consentiranno in linea subordim1t:t di risolvere and1c il problema del lraino dell'armamento cli reparto, per la parte che non convenga disporre su scafi semoventi. Dal punto di vista dei lineamemi tipici che vcrr:i ad assumere b vicenda tattica. si può affermare senza tema di errore che nella battaglia su grande superficie l'attacco trover~ conveniente di svilupparsi su fronte relativamcnlc ampia (attacco su ampia frame) per individuare su tratti estesi le linee di minore resistenza allravcrso il dispositivo avversario, da milizzare immediatamente, e per mettere in difficoltà le reazioni nemichr. Votrarrn "' :unpia fronte evita k concentrazioni dense di mezzi che costiu,isconn gli obiettivi paganti dei fuochi di una difesa :1\liva e decisa. In questa visione, i primi scaglioni cd i loro reparLi avanzati progrediranno a cavallo di direnrici spianate da potenti concc1llrame111i di Cuoco e in strerra aderenza con quelli, concentramenti che apriranno loro la strada con :,ssoluta :iutorità e non lasciano tempi di ripresa all'avversario. I dispositivi di :ttlacco, l;1rg:imente aperti e intervallati, rcaliz7.:rno il postulato di una dispersione media (diradamento) che evita di offrire obiettivi consistenti alle violente azioni di fuoco cui possono essere soggetti da un momento all'altro: le azioni di fuoco con-


1 2 01

centrate porcano sugli obiettivi del momen to le traiettorie che provengono dall 'i ntero semiorizzo11tc del campo d; battaglia. Gli schieramenti d'artiglieria, anch'essi mediamente dispersi, sono sempre pronti all'azione e sempre pronti ;1 cambiare posizione non apix:na risultino in corso d 'inquadramento da parte del fuoco avversario, come a cambiare zona di schieramenio non appena lo richiede la progressione delle proprie fanterie. La norma genera le e fondamentale è semplice a enunciare, molto meno facile a realizzare, ma risponde a una necessità assoluta: t utto il complesso delle forze in azione si adegua a lìncc di elevato dinamismo e di manovra autorevole e redditizia, come quelle dalle quali è lecito tra rre i risultati più decisivi e più solleciti.


UNA CONCEZIONE MODERNA

DELL'AZIONE DIFENSIVA Gen. di C. A. Paolo Supino

I. -

Chi si propone di ddinire in modu esauriente e con\'incente

gli clementi fondamemali di una tattica difensiva moderna avverte immediata la dìfficoltà intrinseca di addivenire a una concezione soddisfacente dell'azione difensiva, vale a dire a una conrcziooc provvi>ta innanzi tutto in misura accctt:ibi!t: di prcsuppo,ti di esito favorevole, che è requisito propedeutico di ogni ddini1:ionc razionale di criteri. Delle due forme tipiche di condotta operativa atteggiamento offensivo e atteggiamento difensivo - , la difensiva prescnt:t innegabilmente le maggiori alt'C pcrchè, consigliata o imposta da un rapporto ,favorevole di forze, vene s11ll'atte1,a della mossa avversaria

e soggia(c tipicamente aJPaltrui iniziativa. Di conseguenza uno dei motivi determinanti di una difesa imelligcntc deve essere quello di riprendere a la prima eirccstanza l'iniziativ.i perduta, ciò che importa di metl~Tc diligentemente a profitto i buoui giuochi alla mano. Suun buoni giuochi la rea.ione in 1eml,o e pertanto una difesa deve esse.re reattiva; prima ancora, poiehè e la difesa che sceglie il campo, una difesa che meriti l'amibuto d'intelligente dovrà sapere sfruttare a fondo il tema ,, scelta dd campo», ~celta che pre,uppme I:, utilizzazione ,pinta delle caraucristiche 1a1. neo-topografiche dell'ambiente operativo obiettivo; soprattutto, deve rendere all'impiego più oculato e pro,lucente dei mez~.i a dis(X>SÌzionc, in ogni specifica congiuntura. li problema generale assunto è tutt'altro che di scarso interesse nell'epoca della guerrJ condoua con unità ti:m,stri p<>tcnti e molto mobili (for2e mcccanil.7.attt sostenute t. intcgrat~ da cfJngrue fon:~ atTcc, delle quali è ben nota la flrnibilità d'impiego, e perciò particolarmente ido,11ee a inniggere colpi duri e improvvisi. Anche amrnessn un teatro d"op~a1.:ionc di co11sitl~rc...olc estensione, come vogliono le caratteristiche di mobilità di forze acroterremi moderne, l'attaccante è sempre in facoltl di concentrare rapidamente i propri


374 me?.?.i per conseguire <tudla decisa superiorità nel luogo prescelto eh,· è premessa necessaria di successo, mentre il difensore deve attendere

che si siano rivelate le imenzioni della parte contrnpposi:a, e lo saranno in genere molto tardi, e nell'attesa è indotto s far fronte ovunque possa ragioncvc,lmcntc attendersi un colpo avvcrs.irio. La conoscenza delle intenzioni della parte contrapposta è minima guando l'attacco è improvviso. Che sussista un vant;iggio concreto e considerevole nell'attacco improvviso non vi è dubbio. Esso fruisce della sorpresa e <li una preparazione maggiore senza confronto, oltre che di una <lccis-1 superiorità generale di forze che può essere schiacciante " in si111 ,,. Su questa impostazione <li grande evidenza dialettica si colorisce il merito di ogni atteggiamento spregiu. dicato e aggressivo, sino a giungere su piano politico-militare ai faurori di un:1 guerra prc\•C1Hiva. E' stato ripttulO wvcnt<: eh~ la migliore djfcsa è l'attacco, ma si tratta soltanto di un 'arguz.ia dal 1no-

mento che l'atteggiamento difensivo non proviene da una libera scelbensì è l'unico atteggiamento da assumere di fronte all'aggressione, la quale si verifica in genere in concomitanza di un rapporto fa. vorcvolc di fonc del quale l'aggressore ha tenuto debito conto. Ma indursi a far fronte ovunque possa ragionevolmeme attendersi un colpo av,·crsario, se è il primo impulso di chi si difende, è anche l'indirizzo meno razionale percl,~ vuol dire dar luogo a una difc a anodina priva di c:1rnt1crc come di una volont:ì propri:,, come è b difesa « a C(>rdonc ». Pur nondimeno il dispositivo a cordone, se Ì: manifcstameme il più debole pcrchè non /:. forte in nessun luogo, ha la caratteristica psicologic:ame,ue ,illctt:inte di offrire una parata al maggiore numero di casi probabili. E in questo caso la psicologia trascura con lcggcr<-,za la circost:mza importante clic nessuna parar, h:i corso in modo soddisfaccmc dal punto di vista operativo. In pratica In difesa a cordone s, 1ratlucc in dispositivi difensivi continui e JX>CO diffcrenzi:iti, dei quali è v:iriantc suggerita eia un incipiente affermazione di razionalità un addensamento rclati,·o di forze a cavallo di direttrici operative più pericolose e la dislocazione delle ri,crvc più importanti a portata preferenziale dei tratti nei quali le accennate direurici intersecano il campo di battagli:, prescelto. Certamente la tendenz:1 a resistere con di. positivi scars,mcntc differenziati è radicata e riceve inccmi1•i in presenza di forze terrestri molto mobili e di forze aeree che possono giungere da tutti i punti della rosa dei venti. Ma la sua applicazione si traduce di regola in un effettivo sparpagliamento cli forze, alto olra nto a generare la dci,1


375 bolczza ovunque e contro il quale si deve reagire fer,namentc e con costanza. 2. • Due sono gli :ispeui fondamentali sotto i quali si possono condensare gli clementi diffc:renzia li di ogni sistemazione difensiva: il dispositivo generale e la condotta della difesa. Il dispoSciiivn concerne lo schieramento ddle forze e presenta le note soluzioni dello schieramento continuo o discontinuo, la continuità essendo caso per caso materiale, tattica o strategica. E' bene dir subito che la discontinuità materiale, corretta da una continuità tattica o strategica, non tende soltanto a risolvere in modo accettabile casi concreti di disponibilità cffcuiva di forze in relazione a compiti di difesa. Essa consolida le facoltà di incasso e di ricupero anche in presenza cli azioni d'amic«> di potenza eccezionale, quali sono date ria grandi concentramenti di fuoco ordin:1rio e dall'esplosivo nucleare (n. 4). In verità nei terreni dell'Europa Occidentale una continuità soltanw strategie., del tipo delle « posizioni riccio " (Igl1tellungen) delle campagne di Russia ndla secon<h guerra mondiale non è accettabile, oltre tutto percbè dà per scontato a vantaggio dcll'attacro l'effetto di una rottura del dispositivo difensivo e del resto è fallita anche nelle steppe russe. Resta il dispositivo discontinuo con continuità ratttca. A proposito di q uesto dispositivo è da lHlrrc in cvidcn~a che la disponibilità di forze molro mobili aumenta il braccio tattico delle sistemazioni difensive propriamente dertc e si presta nel contempo a realizzare una discontinuità materiale marcata come ~ogliono esigenze d i dirad:une_nto di obiettivi e di condotta ,linamica e reattiva della difesa. In questi termini si è giunti al secondo degli dementi differenzi:ili citati, la condotta della difesa, vale a dire a discutere delle modalità di reazione nell'imminenza e durante l'attacco. Se ogni difesa deve essere almeno tendenzialmente re:iniva, ove non accetti di rinunziare « a priori » a essere vit:,le e durevole, occorre peraltro accertare in quale misura è realizzata la tende_nza, in funzione di scl,icramento generale dtlle forze e di dos;uncnto, dislocazione e criteri d'impiego delle riserve, dato che è inoppugn,ibilc la e[ficacia delle reazione solta nto quando esse sono consistenti e sono esercitate a momento opportuno. f n sostanza si è in presenza del vecchio problema, vecchio ma non giunto ancora a una soluzione di generale accezione, che si suole


dire dei fronti continui o discontinui e che invece, aUo scopo di evitare un riferimento non necessario al concetto di fronte, sempre meno aderente alla realtà di una battaglia che si sviluppa su ampia superficie e mediante azioni profonde e reciprocamente molto intrecciate, si potrebbe chi:im:m: il problema dei dispnsitivi difensivi. Problema non ancora giunto a una soluzione di genera.le accezione pcrchè sono incerte e divise le opinioni intorno aU'attcggiamcnlo più conveniente per la parte che si difende tra i due estremi dell'attesa più o meno attiva dell'attacco e della prevenzione rapida e decisa che sconvolge l'attacco sul nascere. Certamente è più facile attendere che prevenire ma in genere è più redditizio prevenire che attendere, naturalmente acquisite come premesse necessarie determinate circostanze.

L'azione rapida e decisa, anche spregiuùicata, atta a prevenire e impostata su di un consistente vantaggio di tempo e luogo in confronto della parte opposta, deve essere presa in seria considerazione ,!alla difesa, come è pmcguica senza dubbio dall'attacco. Peraltro essa è t:rnto più difficile <1uanto più considerevole è l'entità delle forze in giuoco. Forze considerevoli portano l'a,,ionc su piani devati, sia concettuali, sia pratici, e su tr,li piani intervengono fattori non più csclusivarncote milirari lllil gradualmente di caranerc prev:ùcnte politico, come allorchè occorre evitare, all'inizio delle ostilità, ogni appiglio che conscnw a un aggrc.srorc d i presentarsi in vesti di aggredito. Nel quadro dcll'impieg,1 di G. U. cli ordine inferiore e cli loro aliquote (raggruppamenti cattid) il problema non si presenta nei precedenti termini cd ivi si tratta di apprestare le condizioni materiali e concettual i nelle <JLI"li ull'azione difensiva si svolge con le maggiori probabilità di durata e di rendimento. li problema, pur nella sua presentazione ridotta della quale si è fatto cenno, ha la sua emergente importanza nella considerazione che l'attitudine a resistere contro l'attacco anche se sferrato potente e improvviso è requisito rncnzi:ùc per la resistenza contro l'aggressione, e perciò la sua risoluzione è contributo di meritQ alla s:,lvaguardia di popoli risoluti a garantire ht p"ce, naturalmente non un:i pace qualsiasi e pronta a tutte le rinunzie, bensì una pace fondata sul rispetto di diritti inalienabili. Qucsrn atùtudine alla rc.,istcnza contro l'alt:<cco e contro l'aggressione csig<: prima di , utlo idee inolto chiare circa lineamenti e modalità dell'azione difensiva di forze armate moderne. Con ogni verosimiglianza è sulla linea di un giudizio del genere che lo S.M.E.,


377 nella redazione del la regolamenraz,onc lattica postbellica, ha prcmes, ro la circolare 3000 e 3100 circa difensiva ordinaria e d ifensiva su ampia fronte alla diramazione dei criteri d'impiego della divisione (circ. 26oo) e delle G. U., questi ultimi non ancora editi. Le d ue circolari accennate sono in parte superate in conseguenza della rapida evoluzione delle concezioni concernenti una aggiornata dottrina tattica generale; sono invece del tutto attuali i presupposti di necessità normativa cui esse hanno inteso rispondere al momento della loro diramazione e c1uin<li le esigenze di aggiornamento.

3. • Il problema centrale presentato con l'altcrnariva di fronti continui o di Cronti discontinui, lo si è già accennato, concerne in realt!, I:, definizione del disposiri,·o difensivo generale nella sua intcre7.za e nella sua complessità. Ai fini di una definizione corretta, cioè aderente a possibilità ed csigcnz.c, entrano in giuoco due ordini principali d'idee: una mentalità e un:, conoscenza. La mentalità è quella che sorge daUa scnsa7.Ìonc di u n pericolo effettivo, consistente, se si vuole immanente, di >'ggressione improvvisa. Sotto q uesto profilo sono particolarmente preparati a discutere in materia i tecnici militari di quei paesi per i ll'Jali !"esigenza difensiva dei rispctlivi territori è resa viva, si potrebbe ilirc palpitante, da situazion i geopoliLichc e da precedenti storici, ad esempio italiani e francesi. Si tratta di una mentalità oggi di guerra acrotcrrcstrc e di contigui1à territoriali, resa più vigile dal fatto concreto di fori.e (lOtenti e mobili potenziali avvcrimic contro cui è di stretta necessit~ pensare un'adeguata difesa. Non ~ mentalità di guerra anfibia, che si matura attraverso operazioni oltremare e quindi sostanzialmente offcnsiv:i, che presuppone come primo atto l'invasione attraverso fronlierc marittime e, conservando i requisiti di polenza, deve prescindere per forza di cose <la quelli di rapidità. Sono occorsi anni per preparare le grandi operazioni anfibie della seconda J?UCrra mondiale; occorreranno per lo meno mesi per porre in effetto in avvenire opcrazionj analoghe, sia pure di lata analogia. La conoscenza si riferisce ai mezzi dei q11ali d ispone 1":itt:icco moderno cd ai quali pertanto dovrà far rronte una difesa che meriti eguale attriburo, soprattutto una difcs:1 che aspiri ad avere consisten ti probabilità di successo. Riassumendoli in grandi categorie comprensive di molti dementi conformi, questi me-.<zi sono le forze meccani1.za1e, le forze aeree e l'esplosivo nucleare, le forze aeree viste precipuamente sotto l'aspetto di supporto eUicacissimo dell~forzc mcc-


canizznte terrestri e in linea ,ubortlin:ita, rii fone aerotrasportate di aog iramcnto VC'.rticalc. Qualcuno potrà sentirsi autorizzato, tenuto conto della straordinaria potcm-,a dcll":i11acco, a concepire come soluzione valida del pro.. blema poderose istcmnioni clifensivc. E' un 'altra evasione psicolo.. gica di fronte a un compito formid:ihilc, psicnlogicamcntc non dissimile dall'attacco precipitato, dall'nffcnsiva in v.,nraggio di tcmpo o ,bila guerra preventiva, secondo il livello al quale si considerano i tatti. Le poderose sistemaziun_i difensive con ogni verosimiglianza non risolvono il problema. Le rinnovate muraglie della Cina di un prossimo avvenire non posrnno considerarsi altro che b ricerca di un alibi che al momento del bisogno risulterà senza efficacb. Sprovviste di uno virtù intrinseca positiva, esse probabilmente hanno effetti negativi sui qu:tli conviene fissare brevemente Patttnzionc. La supposta facoltà di cont~imenta di un:i ·istenrnzionc difensiva predi posta, naturalmente efficace soltanto contro forze terresui, <: sc,pr:itlutto incentivo a evitarne l'esperimento. in base all'ovvio criterio che non conviene m"i prendere il toro per le corna. I piani di guerra tedeschi, preliminari clclb primo e della sccnmb gu ·rra mondiale, erano impostati sul principia dell'aggiramento strategico delle sistemazioni di frontiera francesi contemporanee. E se sino al recente possato si pmeva pensare che in questi termini una sistemazione difensiva permanente avesse nssolto ht propria funzione fondnmc11tale, oggi~ bene rivedere un'impostazione d'idee che molto probahilm<:ntc <' in difetto. Non esiste alcun imercssc per un difensore di evitare una battaglia cli front iera e di vederla trasformarsi in una invasione profonda ad opera di for-1.c aerolerrcstri irnpe1::natc in una grande operazione offensiva tridimensionale di '.1ggiramcnto ddla sistcm,w.ionc difensiva predisposta (ovviamente via aria e in linea subordinata via mare), se non altro in considernzione del fotto che l'invasione profonda importa una rinunzia controproducente, provocata e quindj in certa m isura volon1aria, a uno dei maggiori vantaggi che si sono già attribuiti alb difesa, tiu:ilc è la ,celta del campo. Infatti è naturale cJ1e q111111to pì,ì i: forte una sisrcmazÌoflt: dì/c11iv11 prcdùposta, ta1110 pitÌ 1111 oggreuore che miri logica111t:'T1lc a rùultati tapidumcntc dccisiui è i11dotto a cvi/Qr/a, La tendenza a evitarla si craducc in sviluppi imprevisti dì ape razioni, preparati a lungo ,n segreto~ con l'impegno suggerito da un online di fotLi alLrimeati difficilmente superabile, che si passonn rias-


379 sumere in una grnvc sorprcs3 opcmtiva capace di avere imporlanti ripercussioni sulla sorte ddiniLiva della difesa. Ma vi è di piìL Sistcmoziont predisposte di gronde entit~ polari1.1..ano mezzi e mcntalit~. Quomo ai mezzi, boster~ citare il fotto che alla stcssn luce degli eventi potranno risultorc spesi inutilmente o poco milmcntc o comunc1uc n 1~ccuibili di un mi1.tliorc impiego, ad esempio se destinati al potenziamento delle Con;e mobili e ddl'organiz,.:iiionc bellica generale del Paese. Un'importanza ancor più considerevole assume quella che si potrebbe chiamare la "mentalità della fortezza inespugnabile " · Essa genera un senso fulbcc di sicurezza che prepara disastri e catastrofe quando viene smentito dni fatti. ell'epoca dell'esplosivo nucleore e delle forze ocrocorn2.zate non esistono forte>.ze inespugnabili, a meno che l'attacco resti ancorato a concezioni supcrnlc di opcra1joni esclu'iivamcnrc terrestri, improntate a lince strettamente tradizionali sempre meno congcuurabili, li solo risultato utile da richiedere alle predisposizioni in vista dell'azione difensiva è quello. sulla base di uno sludio molto occurnto dd terreno, dì un'org~nizzazionc generale del teatro d'opcr:azioni che fr, luogo di proporsi un'impe nsabile funzione di borriera assoluta si ade. gui alle linee generali tlelln bmaglia difensiva e sia prcsctitriva nel modo più stretto pos,,il.,ilc drc:i il corso dcll'nzi<mc oCfcnsiva cui l'ovvcrs;irio può dar luogo. In brne è una concezione di nenti dinam1ti, piuttosto che di fat1i statici, che ,i delinea nei precedenti termini e che si concrèla ncll:1 norm:1 di cocrcirr 11cl modo più cffcllivo la libertà

d'o:io11c ovvçr,orin e di offrire i migliori spunti per l'cscrci~io della propria i11izi111iva opermiva. Tuno ciò in vista di una operazione difens1Ya sagoccmcnLe impostala e condona, olla cui valori1.znione concorrono cono cen·ta approfondita del terreno, me>.,:i polenti e idonei alln manovra nel particolare ambiente e disponibilità di punti d'appo •gio iml.,as1i1i secondo le esigenze del momento, in luogo di sistemazioni ingenti e predisposte di lunga mano. Le quali presentano l'ulteriore s,·antaggio di essere legate a un disegno operativo immutabile, pcrcl,è .critto III acciaio e in calcestruzzo, e nella loro carenza di dastieit:i, di c.sscrc vmcolativc nei riguardi di rnodiJicaziom importanti di progetti operativi che vengano a imporsi in scgu.ito di rcmpo. Di conseguenza ogni sistemazione d.iknsiva predisposta coarta ben presto, ndl'incvitabilc C\'Olu1.ionc delle idee e dei prqccdimcnti, i progetti operativi del prossimo avve nire sino a costituire una vera pastoia per l'impiego più oculato delle foru e dei mezzi.


La forw vera di ogni dispositivo difensivo risiede in una serie d, coefficienti dei quali si cirano alla rinfusa i più importanti: volont/1 di resistere, congrue forze a disposizione, una chiaro con,eziooc di quel che si può e rli <1ucl che si deve fare. La volonl:l di rcsislerc è emanazione del clima morale del Paese:, opera di grande impegno nella qua.le convergono educazione familiare e civile, da perfezionare al momento del bisogno con una illuminata linea politica, alla quale i militari possono partecipare e forse con efficacia ma comunque non io modo preminente. Forze congrue a disposizione, cio~ potenti e manovriere, provengono dall'opera congiunta e svolta con senso di responsabilità da organi di governo e da ceti dirigenti. La loro comisrcn,.1, in quantità e qualit~, costituisce la base di ogni previsione e di ogni concezione, per quanto previsioni e concezioni possano prescindere in prima istanza dalla disponibilità dfmivo di mezzi ,pccilici. Ai tecnici militari rimane in csc:luliva l'elevala e impcgn"ri,•a incombenza di indicare <jUd che i deve fare per srroncarc l'aggressione e come lo i deve fare. A quc t.1 incombcnz..1 può e»erc portato il contributo disintcrcss.1to di tutte le teste pens.1nti, dotate di esperienza del pas53to e di 'luellc doti d'immaginativa che consentono di giungere a sinrcsi valide per il prossimo avvenire. 4. - lnnegabilme111e l'umanità vive nell'epoca dcll'tsplosivo nucle,re. Denominare l'epoca attuale da un mezzo di distru·1.ione piuttosro che da una disponibiliti di energia - l'energia nudc:irc - non è esprimere un giudizio pessimistico sulle future sorti ddl'utilizzazione dei fenomeni nucleari; ~ semplicemente constawrc che per ora l'impiego bellico ha un'importanza che eccede di gran lunga ogni probabile impiego pacifico. Non è da escludere che accordi internazionali circa l'impiego dell'esplosivo atomico possano interdirne l'impiego in guerra, come per ;,Itri motivi non si ~ verificato l'impiego dei gas e degli aggressivi chimici nella seconda guerra mondiale. La cvcnlualit~ che su di un dispositivo di attacco o di difesa venga g:inciara una bomba atomica o termonucleare può es>(Crc molto remota ma non deve es.sere esclusa, aud,e per il fatto che minori saranno gli effetti in conscgucn>.a di opportune predisposizioni , minore satl l'ineentim verso un uso magari in contrasto col scn,o morale e con gli accordi internazionali. Da un punto di vista tecnico, cioè per i suoi effetti intrinseci, l'efficacia dell'esplosiva nucleare non si deve considerare se non come


il grado più elevato di una potenza di distruzione che aveva raggiunto lhctlli molto alti con gli esplosivi dirompenti di lancio e di caduta impiegati :i massa. Risulta logica una prima conclusione che in previsione di una ag· gressionc con bombe atomiche i dispositivi combattenti (non si entra nel mtrito dei gr:ivissimi problemi di di(csa civile wll<:vati da attacchi terroristici con bombe atomiche) dovranno soltanto pcrfC?.ionare i provvedimenti d'uso in vista dcll'dficacia dei roncentrnmcnti mas.sicci di proietti ordinari: maschc.ramcnto, intc.rrnmcnto, dirad:uncn· ro. n pcrfczionamcnro del diradamento delle formazioni raggiunge.rii i limiti di una sensibile "dispersione" di obietuvi, limiti imposti da esigenze di com:indo e da esigenze d'impiego. In verità, al giorno d'oggi, nelle fosi cli atteS3, 13 dispersione dd rep:irti può essere spinta molto innanzi, pur restando controllata, ove si sCruu.ino a fondo mc,.. biliùi e cclcrirlt di mezzi di comhartimcruo mcccanizz.:ici e le prc,ta• zioni di mezzi di trnsmissione; in minor misura nelle fasi d'impiego si possono modificare le concentrazioni richieste dalla necessità di far m:w:i di mc-ai per potere realizzare congrue masse d, fuoco, per c1uanto anche in sede d'impiego i poss::mo raggiungere buoni risultati giuocando sulle gittate e sulla mobilità delle armi. Di massima si traua di rendere sensibilmente labili le occupazioni del terreno e di lasciare ampi spazi sprovvisti di forze per parzializzare nel modo più dficace le azioni di fuoco .wversarie di qualsiasi tipo esse siano. Queste caratteristiche dei dispositivi tattici, e in particolare dei dispositivi difensivi di più diretto interesse, escludono le fronti continue, le quali, in conscguenza delle esigenze di schiera• mento dei reparti, costituiscono concentrazioni statiche di grandi dimensioni in se.nso fronta le e di climensi1>ni ancora tutt'altro che trascurabili nel senso della profondità, quindi focilmcnte individuabili (in senso relativo) e fortemente vulnerabili. tto questo punto di vista le sistemazioni ~ capisaldi, iccolte e prescritte dalla normativa tattica italiana, sono tra le meglio rispondenti, per quanto risultino in difeno al riguardo della (abiliti, degli obiettivi. D'altronde da tempo, dalll la crescente potenza delle azioni di fuoco delratracco, si è imposra la cosiddetta " difesa clastica "• In quale rinunzia all'ancoraggio al terreno in i10 nel concetto della difesa ad oltranza di una posizione per ~o 1it11irlo con l'abbandono temporaneo di quei tratti che è troppo co toso presidiare in via permanente e che si prevede di rioccupare dopo che le forze attaccanLi siano state logorate e messe in crisi da una difesa attiva e manovriera. E'


pcns.1bile che si possa aggiornare un indiriz.zo già imposto da esperienze di guerra guerreggiata, aggiornamento da porre io auo sulla tal sariga delle prestazioni dei reparti modcrn i consenti te ùa meccanizzazione e supp<>rto acroo. Sulla scorta delle precedcnà considerazioni un dispositivo difensivo dovrebbe tendere a rc.ilizznre un:i larga scacchiera di reparti meccanizzaci in movimento con forma1..ioni rade su di un vasto territorio - l'ampia superficie dei moderni campi di battaglia -, movimento da uniformare a un duplice orclinc di esigenze: essere costantemente in condizioni di forc fronte all':izione avversaria, comunque essa si manibti (:1tt:1cchi di reparti avversari penetrali in profondità, azioni di fuoco cli ~chicr:,mcnti terrestri, azioni di fuoco di formazioni aeree); perseguire tenacerncnlc le lince di una manovra comples,a, e ritornarvi ie gli sviluppi operativi abbia110 costretto ad allonrnnarsenc in <1ualche misura, nella quale ogni unità dd dispositivo ha assegnato un proprio com pito, una propria direttrice d'azione, uno o più obiettivi in ciascu11:i fase operativa e soprattutto è in gr:ulo di .1ssumcrc un nuovo compito, una nuova diretlricc e nuovi obiettivi ad ogni momento che ciò sia giudicato necessario da parte del comando che dirige. la battaglia difensiva. E' indiscutibile clic uei precedenti termini un dispositivo difensivo non diversificherà gran che da un dispositivo di attacco per quanto ha rrallo alle prestazioni richieste ai reparti che lo costituiscono mome11ro per momento e fase per fase. La differcn,.iazionc permane naturalrnen1c ed è anzi so t:mziale nel compito complessivo, che per la parre clic si difende con istc nel conservare il campo di battaglia prescelto e per la parte che att:icca richiede di conquistarlo e di procedere oltre per realizzare quella penetrazione nd territorio avversario cl,e valga a sconvolgere decisamente e irrcparnh,lmcntc l'organizzazione sulln q_uale ,i appoggi:ino in modo assolutamente necessario le forze della difcr,a. 5. - A questn punto trova giu t.1 sede l'indicazione, sia pure presentata in modo schematico, degli atti di competenza dei gruppi elementari di fcw,,c terrestri cui è affidata l'incombenza ,li cornbalterc in difensiva, gruppi di forze che per assicurare la mag~iorc generalità all'analisi s'identificano in raggruppamenti tattici di fanteria cor'azzata, cavalleria blindata e pionieri coraz~1ti, cioè da uni!à meccanizzate in grado elc1•ato. Si avrà cura in seguito di accertare le modificazioni alle previ ioni che derivano razionalmente da un:1 dccrc-


sccnte meccanizznionc, sino a giuni:èrc all'a1.ionc difensiva di unità ordinarie, vale a dire di unit~ motorizz.~te in grado vario ma non t<>talc nei reparti combattenti. Ciascuno dei raggrupp.1mcnti tattici in azione costituirà nell'immediata previ,ione del cornb:ittimcnlo un certo numero di capisaldi rontrorarri, organiuati in posizioni d'arresto (1). I capisaldi controc.1rri sono presidiati dalla fanteria corazzata e da aliquote di artiglieria cor.izzata. Scmibilmcmc ml davanti di ogni posizione d'arresto saranno spinte unità di cav:illcria blindata e di artiglieria corazzata, le prime in funzione di protczionc delle uniià d'artiglieria e di osservazione e prima resistenza. entrambe con carico di imbastire a:iioni di frenaggio ed a dare consistenza n unn zona di sicurezza profonda con azioni spiccatamente manovrate. I rcpa11i oltre le posizioni d'arresto ripiegano sono la loro protezione e passano sul rovcsdo di queste dopo avere cscrcitalO le pi1, cfficoci azioni di logornmenlO delle forze anacconti, la,c.iondo libero c.1mpo ,I fuoco. Ogni posizione d'arrC\lO liÌ iwcb :1ll'uhimo momento pér wttor)orre 1':-1lt:1cc,nte " uri celeri e accurati p:irticol:irmentc cfficc,ci. In posizione arretrala è la massa dei carri ron compiti che sarcl.>bc erroneo definire di riserva pcrchè è normale la previsit1ne del loro impiego nel momento in cui l'attaccante, sensibilmente provato dal fuoco della po•izionc di arresto, cui si :,ssomma t1ucl!o dei semoventi e Sè occorre dd contraerei dell'artiglieria corazzala, già provato dalle !)recedenti azioni di fuoco terrestre e :,creo poste in atto dai gradini superiori

di comando, ritr:ncrr: ~cccssivnmcnlr: oncrmo pro.5cg1.1irc il

combattimento secondo le lince imposte dalln difesa. Le unìtà carrislc passano allora tra i capisaldi delle posiz:oni d'arresto o ne contornano, Sé occorre, uria o entr:unbe le ali per fOrlarsi a lor \'Oha all'attacco e banerc duramente le unìcl avversane in un atto tattico che evidentemente rnpprcscntn l'epilogo di una fase complessa del comhattimcmo difen,ivo. Lo sfruttamento del succc<so res~a pcrnltro contenuto entro un raggio rclativamrntc breve (la rclath•ità si riferisce al braccio normale delle forze in azione), per mantenere alla mano le for-1,c cd evitare di vederle incappare ,otto il tiro cf6carc di posizioni d'am:slo eventualmente imba,tite in Cretla dall'a"'er,ario in ripiegamento. E' evidente che in questo schema d'azione difensiva i consueti lavori del campo di bau:iglia non trovano luogo se non nella forma di (1) Cfr. Geo. P. S11r1so; Posi~iani d'trrrcsto, capisaldi

Mii., n , 9, Rom:,, 1953.

e<JfJtn,

'°"'·· Riv.


o,truzioni a cavallo di zone Jj facilitazione e <li campi minati controearri e sopr:ittuuo di apprestamento di sbocchi e cli passaggi di ostacoli, allo scopo di esaltare la mobilità tattica delle proprie formazioni e di ostacolare ncll:i maniera più decisiva quella delle formazionj avversarie. La precedente traccia rappresenta una . chcm:itizzazione conside,. rcvole del corso normale dd comban.imento di forze meccanizzate. lo genere si deve pen,,,rc a!l'intcrvcnro di altri gruppi di forze a portata tattica, sia di parte amica, si:i ,li parte awers.u-ia. Il combattimento si trasforma in una successione di mischie rapide cd a distanze serrate, per effe1to delle quali la situazione tlivienc e permane fluida per qualche tempo. Jn questi frangenti le direttrici d'azione dei singoli reparti s'intersecano e la nozione di fronte e di spalle diviene molro confusa. La parte che ha il sopravvento tende a serrare in uno spazio sempre più ristretto e sempre più strelt:imrntc controllato le forze contrapposte; a c1ueste non resta altra scelta che rii rompc:re il cerchio prima che divenga troppo scrrnto (combattiniento in ,acca). li controllo dell'azione diviene veramente arduo. Per mantenere alla mano la situazione conviene in genere far fronte alle minacce >V· versaric più consistt:nti esercitando energiche azioni d'arresto e imbastendo ekmcnti di appoggio di manovra sui fianchi e sui rovesci della zona di schieramento delle for1.c in difensiva. Le operazionj relative, per quanto poste in atto sotto l'urgenza del momento, si avvantaggiano di orientamenti preliminari anche sommari cornc indicazione di luoghi e di for'1.c, ricognizioni speditive, orientamento di tutti circa il daff.u-si. In queste circostan,.c intervengono utilmente altre<! i c.oncentrarncnti di fuoco degli schicramc:rlli d'artiglieria della G. U. di ordine superiore e il fuoco di supporto di unità :icrec: ai primi si affida con rendimento la protezione di fianchi con a,.ioni di fuoco consistenti a cavallo cli 7.onc <li sbocco di attacchi avversari: al secondo, cli prolungare l'occhio e il braccio delle formazioni terrestri per mettere in crisi, in ordine cli importanza, comandi, servizi e unità in azione. L'azione di eliminazione degli elementi avversari più pericolosi, costituiti in genere da <1m.:lli che hanno conseguite le penetrazioni piì1 profonde con le for-1.c più consistenti, è affidata ,rllc unità carristc <ehc una regia attiva e vigile del combattimento fa convergere sugli obictcivL L'azione complessiva, informata u uno spiccato dinam.ismo di mezzi e di situ:nioni, perde di tempo in tempo di tono. Dalle 11ausc conviene approfiu:rrc con diligenza per riordinare i reparti,


renderli pronti per nuovi impieghi ponendo in esercizio i scrvi7.i di comlwttimc.mo, istruirli sui com piri . uccesl,ivi. Naturalmente le cose procedono diversamente se lo sforw avversario è fortun:ito. Allor:l le forze in difcnsi1·a combattono in caccia secondo le lince di una manovra di ripiegamento cbc mira a ricuperare dapprima gli clementi meno nrnhili (fanteria e artiglieria) sotto la protezione di carri e di cavalleria blindara. quindi a costituire con ali elementi ricuperati una posizione <l'arre,to arretrata sotto il cui coperto riparano ca rri e blinde. In pari tempo il comando superiore, a conoscenza dell'importanza temporaneamente assunta dal seuorc d':izione dell'unità obiettiva, vi fa convergere unità disponibili e fuoco di scnieramenti d'artiglieria a diretta dipcrl(knz:i Ji no a ristabilirvi l'equilibrio e poi riprendervi il sopravvento. 6. - Alla stregua dei prcccdcali lineamenti d'az,onc difensiva dovrebbero essere modificate molte delle idee concernenti le sistemazioni difensive, a cominci:irc dal v:1lnrc metrico dei due parametri frmd:1ment:ili di fronte difesa e di profondità di zona di schieramento difensivo. E' indiscutibile infatti che una ,•iccnda tattica informata ,.,! l'azione potente di unità molto mobili è destinata ad alterare in modo decisivo i concetti maturati attraverso l'impiego di foru: d i carartcristiche operative molto meno eminenti. An1.irutto deve affermarsi che la froJHe di(csa si estende ben oltre le dimensioni di ciascuna posizione d'arresto, secondo un braccio effettivo di unità le quali in nessun momento, volga favorevole o sfavore\'ole la situazione, rinunziano a sfruttare a fondo i r1:,1uisiti di mobiliti, che sono loro propri e che nelle posizioni accennate trovano csscnzialmemc ,111 punto d'appoggio sul quale fissare mornentanc:i,nentc la 1r:11na di uno vicenda tattica assai complessa anche c1uando riferirn alla sola azione di minori unità, fim,zionc momentanea pcrchè rientra nell'ordine normale dei fatti il loro spostamento in avanti o verso l'addietro ad ogni evc11icnza (mc.g lie si dovrebbe dire il loro scioglimento per ricostituirle in avanti o verso l'addietro). La profondità dello schicr:unento difensivo assume un contenuto dinamico (e in altra circost:mza la si è': dctt.s « profondit~ dinamica » di zona di schieramento), pcrcl,è razionalmente deve identificarsi in runo lo spazio nd C]Ualc si svolge l'a7jonc compie a di manovra delle unità impegnare, dall'inizio al termine di ciascuna fase tattica obiettiva.

2. •

I\.


Essa è individuabile sulla b;,sc di uno scaglionamento delle forze (nel quadro di un settore difensivo affidato a un raggruppamento tattico o e,·entualmcnte a una G. U. di r' ordine) su tre scaglioni: il primo di o ~servaziom: e vigilanza e con Eunzioni Ji frenaggio, il se. condo <)"arresto, il terw col compito di svolgere l'azione decisiva di reazione potente e dinamica. In ccrrc.ni comuni i tre scaglioni si schierano ini,;ialmcnlc su di una profondità di z5 .,- 30 km, che natura.1rnenlc varia azione durante secondo la manovra sviluppal:i da ciascuna delle aliquote, con tendenza a ridursi nnche molto ~cn.sibil. mente nelle fasi cruciali e di aumentare di nuovo appena risulta superat.1 un'acme dd combattimento. Dopo di che non deve destare meraviglia l'affermazione già presentata altrove (1) cli fronti difese da rnggruppamenti tattici e eia G. U. di ,.• ordine pari • tre-quattro volte quelle consuete per unità di forze ordinarie dello stesso ordine gerarchico. cl precedente dato met.rico di prestazione è la migliore valuta1,ione del merito di unità moderne in confronto di 'luelle unità che sino adesso si sono dctce ordinarie. Peraltro non deve trascurarsi il fauo che uniti, meccanizzate scadono rapidamente in rendimento allorcb~ le situazioni operative s'in, volvol)o per cause contingemi di qualsiasi genere verso fasi di marcarn statici1à, percl,è allora non è più utili1.zabile :1 pieno l'elevato dinamismo derivante dalla meccanizzazione dell'armamento, Per quanto sia prevedibile che le fasi di staticira si ridurranno sempre più di irnport:inza dati gli effetti totali delle armi moderne ris1xmdc :i criteri d'impiego economico di me-tzi di soS1it11irc in tali circostanze uni1à e G. U. meccanizzate con truppe di occupazione e di riportare in zone d'attesa le unid e G. U. rilevate per ricostituirle e per renderle nuovamente di pronta disponibilità in vista di fasi successive <li maggiore dinamismo. Le truppe di occupazione sono dn identificarsi con G. U. ordinarie o con loro aliquote. Esse sono impiegabili per assolvere ,1ucsto utile compito intcrin:uio, scmprcchè so ·tcnutc e pronte a essere scavalcate ad ogni occorren,.n d:1 G. U. e da raggruppamenti meccaniz1.ati, in particolar, quando siano soggette a una potente offcn iva, ma non si deve chiedere loro di più. Al giorno d'oggi e pi~ ancora domani, I:·, difensiva di unità cosiddcue ordinarie /: una dire:nsiv:1 su te,tri d'operazione quiescenti (,) Gcn. P.

su..M,

I. e,


oppure una difensiva di zone ristrette e quindi densamente presidiate. Non c'è da illudersi clic queste circostanze si presentino sovcn1e. In circostanze differenti, come si è notato ben più frequenti, il deficien1c dinamismo di unità ordinarie che si traduce in ingenti tempi d'impiego e nella conseguente inabilità a schierarsi di nuovo tempcstivamen1c su posizioni arretra1e quando una precedente sistemazione difensiva sia stata infranta da forze molto più dinamiche anche in tratti diversi da quelli prc$idiati cl:ille for1,c obietùve, non le rende uùlizzabili che in ostinate resistenze in posto, da cui esuli ogni concetto di manovra se non quello di guernire una seconda posizione predisposta a stretta portata, io molti casi manovra aleatoria e in c.1si ancor più numerosi manovra di scarso rendimento in presenza di un avversario molto più manovriero e più celere. La scarsa cfficien7.a tattica relativa e la difficoltà di ricupero rendono le forze ordinarie inadatte a costituire l'ossatura di ordini di battaglia moderni. E' da prevedere che esse siir:inno sospinte gradualmente verso i margini dell'impiego, per assolvere quei compiti che già si sono detti di occupazione, e che il loro posto sarà assunto in misura sempre più consistente da qud le for~c che in termini conip,cndiosi si sono dette moderne.

7.• Le previsioni fatte concernono una difensiva di difficile concezione e di ancor più difficile attuazione, alle cui esigenze occorre abilitare le menti e ginnasticarc i reparti. N~tur~ltnentc non si put'i escludere che in cfrcostanze particolari si manifestino fasi 1'lttiche relativamente sratiche. Allora si rientrerà per gradi nel quadro di una difensiva di lince tradizionali, ma si tratterà comunque di discendere da un' incombenza di difficile assolvimento a un'altra di più facile csccu1.ione. In altre parole le forze idonee a condurre una difensiva manovrata potranno sempre affrontare, con adeguate modalità, le esigenze di u11a difensiva statica, mentre è per lo meno azzardata l'affermazione inversa. Giunti pressochè al termine dell'analisi svolta, è opportuno ricordarne lo spunto nel l'alternativa tra fronti continui e fronti discon1inui e nella constarnzione degli effetti totali su aree dell'ordine di grandezza della zona di schieramento di un raggruppamen10 tatùco cbc si sogliono attribuire all'esplosivo nucle:irc. Sulla base di questo dato è evidente che anche solrnnto con l'impiego di un numero esiguo di proiettili atomici t:illici si perviene alla rotrura di qualsiasi sistemazione difensiva conformata a criteri tradizionali e su tali dimcnsion i


da aprire l'adito alle PoSsil.,i lit~ più :impie di sfruttamento del successo. Ed è del pari più che ovvio che in presenza di t:tli previsioni assumono carattere di urgenza indilazionabile gli atti rivolti ad un aggiornamento sostanziale delle concezioni e dei prc>ceclimenti che si riferiscono all 'org:111izzazione e :illa condou,, dell'azione difensiva. Se si pone mente al fatto che la difesa. in quanto subordinata tipicamente all'iniziativa altrui, impone in ogni circostanza l'alternarsi di fasi lunghe di attesa e di fasi brevi e intense di comba1timemo difensivo, si deve considerare deduzione logica una rilevanw indubbia delle une e delle altre. Precisando, lo schieramento difensivo dovrà avere il merito di risolvere, in modo adeguato alle ingenti necessità, sia il problema delle fasi di attesa, sia il problema delle fasi rii combattimento. Le fasi di :ittesa debbono essere trascorse dalle forze in difensiva in quelle condi7.ioni di media dispersione che taluni tecnici hanno denominata « dispersione controllata »; le fasi di combattirncnto, in quelle condizioni di concentrazione rcla1iva che è clirlicile caratterizzare con un solo attributo, ma che: si potrebbero chiamare di "concentrazione labile ». Inohre diviene un 'esigenza fondamentale in vista di ogrli buon esito il felice superamento della crisi di pas, saggio dalla dispersione controllata alla concc111 razionc labile e, sia pure su piano di minore rilievo, della cri,i di passaggio invuso, dal la concentrnione labile a un:, nuova dispersione controllata. Quel che importa considerare con particolare atten,.ionc è il fatto che soltanto forze meccanizzate sono idonee a risolvere il problema prospctiato in termini di huon rendimento operativo. Dalle considerazioni svolte si traggono due ordini principali dj conclusioni. fl primo, che nelle unità meccanizzate sono da vedere non solo i migliori strumenti d'attacco, noz ione d:i lungo tempo acr1uisit:1 e orinai raramente controversa, bensl anche i migliori ,trumcmi di difesa, cd a questo proposito sono ancora da vincere preconcetti assai diffusi. L'affermazione merita particolare attenzione nel momento nel quale ~ del pari diffusa la sensazione della rispondenza sempre minore dei criteri lradizion ali d'organizzazione: e ordinamemo di forze armate terrestri e atliva la ricerca di nuove formule risolutive. Il secondo ordine di conclusioni verte sul fatto che una concezione aggiornala dell'azione difcnsim deve impostarsi sempre più dccis~mcnte sui criteri che assicurano il migliore: rcndimc:1110 nel combattimento difensivo di rcp~rti meccanizzati, criteri clic risultano realizzati nella misura più completa da un'azione manovrata nel cor-


so della quale il terreno è soltanto uno degli dementi d'ambiente e e quasi mai assolutamente determin:um: e invece acquistano il più allo rLlievo azioni decise e audaci di gruppi e raggruppamenti tattici, ben coordinati da un 'eccellente funzione ùi comando che già si è detta « rcgla » del combattimento clifensivo, nelle quali per quanto ha tratto alle modalità di impiego di minori unità si riscontra obliterata in gran parte ogni disparità sostanziale tra 01.ionc offensiva e azione difensiva.


ESPLOSIVO NUCLEARE E IMPI EGO DI FORZE ARMATE TERRESTRI Gen. di C. A. Paolo Surino

PREMESSA 1. - E' nozione molto diffusa e d"altronde suffragabilc con esempi convincenti e autorevoli che è stata considerata sempre imprc,;a aleatoria temare di anticipare le forme di un eventuale conflitto arm•to del prossimo futuro seguendo procedimenti induttivi, qllindi almeno in parte formulando previsioni il cui ,•alorc conc.rcto è legato alla fondatezza delle i1"'1esi di base ,. :il rigore logico delle argomcntazic,ni. Molt(J prùhabilmentc qnc~l(J è il molivu priucipalc per il <1ualc gli organi responsabili della preparazione militare si vedono orientati piÌì alle esperienze di ieri che alle anticipazioni del domani, come rikva una critica diffusa ma anche scentrala pcrchè non si vede facilmente cntnc organi ufficiali responsabili poircbbern prnccdi:re altrimenti che su dati di fallo, cioè su esperienze. Si ~ fatto cenno a esigenze di organi ufficiali responsabili. Le stesse circostanze sembrano m1dcrc pitt opportuno il contributo cli Sludio d, tecnici d'ava nguardia i quali fruiscono per un crnnplesso di circostanze di una maggiore libertà d'azione e per i quali convengono i campi più nuovi, <)\lindi meno esercitati e meno dotati <li concetti già discussi e accolti. E' indiscutibile che sono nuovi i campi, pertinenti alle nllOve armi di grande efficacia. aperti dalle applicazioni delle tecnologie più progredite, per quanto si possa sos1cnere con fondamento che l'arm.1 11t10,·u C' fii provata efficacia è singo1armcnlc r\ormativa in quanto pt1nrualizza e chlarircc: !litua:doui or<lluariameotc molto (X)mplcsse t· sgombera il campo di ogni :.hro mezzo di guerra presistente, divenuto di un colpo vecchio e superato. Circostanze dd genere si riscontrano i11 modo mollo evidente con l'csp!o~ivo nuclcnn:., 11er rp1anto sia.no scarsi i <l:1ti concrc1i rclativ; agli dCctti !.litici del nuovo mezZ<> e <Jnindi alla sua influen,.a sulla I


6:26 evoluzione della 1ecnica bellica e del pari scarsi i contributi di studio portati dai critici militari, per di più desunti da circostanze che hanno limitata attinenza con situazioni effettive di guerra terrestre e rese meno accessibili dai vi neoli di riscrvaiczza che rendono ardua la definizione degli aspcui tecnici e tattici dell'esplosivo nucleare. La più gran parte dei saggi in materia non fanno altro che rielaborare le esperienze delle due bombe atomiche di Hirosbimn e Nngasaki, propalate ampiamente a suo tempo d:illa propaganda e sviscerate succe:,,,ivamente sui dati delle commissioni di studio americane, inglesi e giapponesi . I dati concernenti esperimenti più recenti, che banno visto impiegate bombe di maggiore potenzialità (,naggiore quantità di energia in giuoco), sono segreti per quanto riguarda modalità e risult:lli . Di conscgucn1.a non si vedono presentate in genere che trite rielaborazioni cli clementi che molto probabilmente sono sensibilmente superati. Di questo stato di fatto non si può fare addebito ai tecnici, ai quali per altro si può contestare di non fare uso più esteso delle facoltàjdi cxtrapolazionc e d 'interpreta?.ione razionale che sono a disposi7.1onc e delle quali saranno presentati esempi nello svolgimento del presence saggio. Un altro errore da evitare è qoello di considerare a sè stante l'influenza dell'esplosil'o nucleare, prescindendo ùa <1uellc caratteristiche di forze armate moderne che verosimilmente hanno importanti riflessi anche in pr~enza di '17.ioni a base di esplosivo nucleare, in primo luogo la meccanii,7.azione delle armi, la motorizzazione dei reparti ed il supporto costante e aderente di forze aeree. Se una constatnionc di valore generale merita di esser fatta al momento stesso della comparsa dell'esplosivo nuclc.1rc su.i campi di battaglia (esplosivo nucleare tattico), essa è qudla cli essere chiamato a ~ercitare j suoi effetti su dispositivi dot,1i di una elevata mobilità tattica e strategica, in senso assoluto e ancor più in senso relativo, cioè in confronto dei dispositivi in uso sino nl recente passato. Jnoltre è da tener presente la generalizzazione di corazza e blindatura nelle forze armate terrestri. Tale impostazione concettuale porta a sconsigliare di basare le deduzioni su dispositivi statici, concentrati, comodi bersagli per mc-1,.zi di distruzione rotale su aree relativamente considerevoli, la rcl~tività essendo commisurata :,gli effetti di distruzione dei più potenti concentramenti di fuoco di armi conven.zionali. Nello stesso ordi ne d'idee si dovrà aver cura di evirare che la elevata mobili!¼ dei d isposithi moderni sia minorata dall'immobilismo intellettuale di esecutori, comand:10ti dei vari gradi e in specie dei


gradi più elevati. Oggi si deve considerare molro dannoso il difetto di :1dcguame11to alle inevitabili esigenze della battaglia di chi non è in grado di pensare che in le.rmini di guerra p:issa1,1 o, ancor peggio, quando non soccorrano le esperienze della seconda guerra mondiale, addirittura in termini di prima guerra mondiale, da considera.re del rutto antidiluviani. Mene conto di not,;,rc che anche in questo '""' non si è in presenza di fani de.I tulio nuovi, perchè soccorrono ancora vecchie massime. Quale sia l'atteggia.m<>nro menr:,J;e di capi militari e di com=danti di ogni grado dinanzi alle probabili situazioni tremende cui può dare luogo una tecnica di guerra che in primo luogo dispone dell'espio ivo nucleare è ben sintetiz·1,ato d:ilb sen ren~a tic! v. Schlieffcn: « Nir/11 eùu: Metliod, ei,1 Miud, ei11c Ausl,i/f(, so11dem vicle " · Perchè siano alb mano molti metodi, molti mezzi e molti su»idi occorre una conoscenza pratica profonda di tutto quello che può essere utile avere alla mann. In <1ue,ta esigenza si deve inserire lo studio diligente cd esauriente di ogni nuovo possibile mezzo di offesa, da tscrcitarc anche se csfac il più fermo intendimento di non vederlo usare pcrchè durano a lungo le opere di pace, dato che la conoscenza dei mezzi di offesa e delle possibili difese è un fattore preminente di lunga durata della pace. 2 . - Quando si prendano a considerare, sia pure con l'occhio freddo del tecnico, le conseguenze dell'esplosione nucleare, si resta profondamente colpiti dai suoi 1erril,ili dfeni che 1: possibile riassumere in un valore elevato citi p:1r:une1ro « distruzione totale " in termini spaziali. Allora è naturale che l'uomo civile ripcca il voto che si ,ente elevarsi da ogni parte della terra che non si addivenga mai all'impiego dell'arma atomica. Qucslo è un voto, ma quale sar1, la realtà? E' da augurarsi che esso venga tradotto in trattati intcrnazioMli i quali valgano a interdire l'impiego in guerra dell'esplosivo nucleare e giungano a stabilire sanzioni efficaci contro j trasgressori. Certamente dovrà essere vietato l'impiego di ordigni a esplosivo nucleare contro città indifese, cioè a sco11i terroristici, l"'r quanto faccia sorgere qualche duhbio il ricordo t!i hombardamcntì indiscriminati aerei contro quelle stesse città, anch'essi 'iietari da accordi internazionali e contrari a ogni senso morale, effettuati deliberatamente sotto iruinccra allegazione di atti di ritorsione. Meno solida si pensa la speranza di vedere proscritto l'esplosivo nucleare dai campi di battaglia e del

•


rcslo è slato gin osservato che è difficile dimostrare che l;, spada non è arma disumana e che invece è arma disum:ina la granata dirompente da 21 cm e oggi ,i potrebbe dire la bomba atomica: « U11ricluig isi die Begriind,mg du hcutig,·11 Fricrlcmbewcg1111g mit dcr leclwischm Sc/,recke11 11ml dcr A1<sbrcitm1g dc, K ricgc,. H11ma11 ist auch das Sch,ucri ,md die 21-Zc111imcter-!Jrùanzgra11atc nidu » ( r). Comunque si è nel c:11n p<• clelle speranze, alla realizzazione delle c1u:ili ·i deve lavorare con tutte le proprie fo oli:,. M:i ,i traila di sole speranze e quindi è prudenziale anche J':ispct1ati,,,. della speranza ddusa e clovero a Ob'll i anivit~ intesa a diminuire le conseguenze più gravi Jell 'evcnruali,à sfavorevole. A 9uesto a1tc~giamento induce anche un'altra considerazione, che l'impiego dcll'c~plosivo atomico come anna di guerra avd tanto minori incentivi quamo minori ,;ircu1no i suoi d fc1ti concreti e questi saranno tanto minori quamo più efficaci risulteranno i provve<.limenti presi per neu tralizzfli. E' ovvio che provvedimenti cffic:1ci, in materia cli tante) impegno, non verranno suggeriti dall'improvvisazione, sotto l'assillo di un pericolo gravis imo immir1cnte, ma soltanlo da uno studio approfondito e sagacemente condono di tc-.:nichc e di lccnologic :1ppropriatc. li presente saggio vuole essere un contributo alla determinazione dei procedimenti di neutralizza,,ionc accennali, m·u1rali7,1,:r1,ione che \'Crosimil mcntc non potrà mai e ,ere 1ot:1k ma non è cscluw che possa raggiungere quel livello di effettività che valga a fare rientrare anche l'esplosivo nucle.,rc nel numero delle armi co ntro le quali non manca una parnta, cioè la facoltà di difesa. D':ilrr:1 pa rte b politica dello struzzo non è mai stata giudicata illum inata e ccrtamen1c non ,•aie a diminuire i pericoli ignorare la loro presenza e tanto meno trascurare misure de,ne111:.1ri di pruùen,. a. Tra <!ucstc misure di prudenza la prim~, in una serie inrclligcntc di predisposizioni protettive, è quella di definire nel modo più c. auricmc possibile le c:umcrisricl1e dtlla minaccia incombente. Per1,1n10 il saggio prende inizio dal riassunto e dall:i inlcrprctazionc dei fenomeni cui d:, 11101;0 un'esplosione nucleare generica; successivamente passa a definire le influenze di maggior rilievo dell'aggressione nucleare nel campo I.attico P"r dedurne conscqucn(1) Geo. Ob. H. v. SKRn: G,donkrn eines Soldutcn, Vcrl og fi:ir Kul turpoli, ;k, lle,l;n, ,929, p:ig. 74.


zialmente lt modificazioni dei dispositivi e dei procedimenti d"impicgo che possono ritenersene il risultato. 3. • Conformemente alle premesse fotte, il presente saggio consta di due parti distinte, ma strettamente coJlegate da nessi di causa e di effetto nel senso c he l:i seconda parte è in certo modo un 'applicazione rlclla prima. ln questa viene studiato da un pu nto rii vista fisicotecnico il complesso dei fenomeni fisici cui dà luogo l'esplosione atomica per addivenire a una presentazione razionale dei fenomeni stessi, che sono localizzati in q ualità, intensità e posizione nei vari punti ddla rcgi<>nc colpita cbl proietto ;1tomico nclb quale risultano sensi. bili gli effetti dclresplosione, col riferirli a un punto zero-terreno (gro1111d zero) che. nel caso di esplosioni in aria come quelle considerate quando non sia avvertito diversamente, è il punto d'incontro della verticale del punto d'esplosione con la 1upcrlicic del terreno. Inoltre tutte k "olte che risuhcr,, opportuno sarà fatto riferimento agli effetti dell'esplosione di ordigni esplosivi convenzionali, cioè a una casistica ormai ampiamente nota, mettendo in evidcn,-a analogie e varianti di maggior rilievo. Lo scopo di tJuesta prim:1 tranazionc è duplice: apprestare elementi consistenti per uno s,•iluppn deduttivo della seconda parte; j n. quadrare le idee di tecnici e di non tecnici circa gli effcui concreti dell'esplosione atomica, spogliandole da ogni colore di scienza fantasiosa, al fine di mantenere entro dd,iti limiti il timore e soprattutto di eviwrc il p:inico. Una delle conclusioni di rilievo cui si perverrà e che la sua importa nza si anticipa per dimostrare l'interes.~e pratico della ricerca intrapresa, si rikrisce afl'irwtilità di prod11rrr ordigni atomid 1cmpre pi,ì p11tc11ti pcrchè qru:fJi csùtc11ti lo 101111 già i11 mimra enorme: e d'altm parte gli effetti cresco110 mmo rapidamente ilei/a pokm;a in giuoco. F. questo as.1erto va le specialmente nel campo tattico, nel ouale sussistono altri limiti all'accrescimento « :,d libitllm » della potenza dei proiettili atomici. Pertanto, poichè ogni allo di guerra deve essere inquadrato in un criterio di economia di mezzi, si può congetturare sulla base dell a precedente proposizione che, per lo meno nel campo tattico, non si avranno da fronteggiare nel prossimo Cuturo cataclismi impensabili e comunque di scal:i sensibilmente superiore a quelli prodotti dalle prime ,Jue bombe at0miche impiegate cffenivamente in guerra. Di conseguenZ.1 essi potranno essere presi a base per definire

,,


i: d~ escludere che pos, ano essere definiti come si soao fronteggiate tutte le armi che sono comparse succe ivamente sui c;impi di battaglia. In secondo luogo risulta onfennato il fatto che anche la bomba aeomica, per quanto prowista di effetti distruttivi in scala scn.m ronfronti maggiore di ogni altro preced ente strumento di gucrra, pr,1,nta ,empre t1na f•11omt:nologi11 localizzala. Ciò implica che se vi saranno zone colpite i danni per quanto ingenti l'tranno sempre locali e inoltre vi saranno an hc zone _indenni. E' cvidcatc che come per ogni altro tipo cli proietto, dovrà evitar i la esibizione di obiettivi paganti all'azione a,·vcr aria cd è evidente alttesl che sussisterà la pos, ihilità di evitare le zone colpite utiliz1,1ndo nella manicw più proficua le zone inclcaru. In altri termini una bomba atomica e an· che più bombe atomicbc non sono la fine del mondo e per quanto ogni uomo meritc\'ole di questo nome debba fare tutto, nel quadro delle proprie responsabilità, per evitare che propri simili vengano a essere olpiti dall'arma atomica, se per tri le concorso di circo)t"nze C$S.1 •arà impiegata non mancheranno i mez:i:i tJCT difendersi e per soprawiverc. I sopravviventi, i pii) aumcrosi pos51:.,ili in funzione di provvidenze dficac, di difesa, provvederanno a ritorcere l'offesa, pcrchè nella ritorsione efficace è la migl iorc gara117.Ìa contro l'impiego indiscriminato di armi terroristiche. Lo scopo della se ond:1 parte è l'e ..unc, alla lm·c degli effetti dell'esplosione nucleare, delle conseguenze degli cffcm accennati sull'ordinamento e sull'imp,c •o delle forLC armate terrestri, dato che e«e dovranno ess,,rc ordinate e impiegate in modo da risi,ntire al minimo di quelli effetti e da evitare che b minaccia aromico interferisca in m isura decisiva sulle loro :irattcriuichc operative. E• indiscutibile che la bomha atomica induce a una nuova concczicme della guerra corale. Ma come sono state fronteggiate altre armi nuove, prodotti di tecnologie perfezionate applicate alla guerra, non si dc,·c cscluclcrc « a priori ,. che poss:i essere trovm:i la p:trata contro l'anna atomic.i. Al contrario, ammesso che essa possa e quindi dcbh:1 es·erc trovara, è di eilremo ir1t1:rem: de{i.11irc le modalità pi,l opporltmi: per raggiu11ger, lo seopo, in par1icohre definire i dispo itivì di combatti memo da a<louare sono la minaccia di un ':tggr ione atomica e durame e dopo che essa abbia avuto loog,o. dio sviluppo dei due temi fondamentali si sono presi per base i documenti ufficiali disponibili e le notizie di doUlinio l'ubblico, escludendo di propnsico il ricorso a pubblicazioni provviste di un j pro\'vcdimcnti aùatti per fare fronte alla nuova arma e non


<!ualsiasi grado di riservatezza. Per altro essi sono stati assoggettati a un'approfondita analisi tecniCJ, che forse costituisce il merito saliente della tr:1t1azionc, che, in linea ubordinata, pu~ valere a confermare la diUicoltà di mantenere segreti i principi scientifici a ba e di q ualsiasi ritrovato, principi che prima o poi sono accertati e acquiiti. Invece conserva tutto il suo valore il segreto circa i dispositivi di •ttt1•zione in quanto realiz,wziuni meccaniche, por la cui violazione si richiede non solo la conoscenza degli schemi di funzionamento ma anche quella dei progetti costruttivi completi dei dati di provvista materiali, programma lavorazioni, tolleranze e collaudi indispensabili per pass:1re dalle materie prime o scmilnvorate agli ordigni, meccanismi e strumenti definitivi che interessano. MECC~:<IC,1 DElL'ESPLOSIO!<E ATO~UC.\.

4. - dia presente trattazione e allo scopo di avere una base di riferimento ben definita, si considerano gli effetti cli una cosiddetta "bomba atomica nominale » (11ominal atomic bomb) ,imilc a qudlc impiegate a Hiroshima cd a N:1ga. :iki, sulla falsariga dcli:> documcnt~zionc ufficiale americana resa cli pubblico dominio (1). Qualche dato tecnico riguardante gli effetti di una bomba nominale varrà a rendere più razionale e più agevole la assimilazione dei doti di efficacia che saranno presi a norma per una deduzione logica di previsioni e di provvedimcm i nel campo tattico. Del resto, come si vedrà meglio in seguito, è possibile passare dalla bomba nominale a una bomba di maggior potenza come lo sono le bombe termonucleari realizzate più di reeente adottando opportuni coefficienti di maggiorazione (n. 7). L'energia liberata da una bomba atomica nominale, come è stato aC(ermato anche cl:il romunic:ito uflìcialc del Presidente Truman diramato poche ore dopo il primo impiego in guerra della nuova arma (6 :ago; lo 1945), è appros.,imativarneotc equiv:ilente a quella prodotta d:ill'csplosione di 20.000 tonn . cli T T (trinitrotoluene o trotil): 2.IO'l cA!orie. Poichè notizie ufficiali americo_ne hanno fatto conoscere in altra circostanza che tale quantità di energia cocrisponde a quella (1) Cfr. tra l':~t.-o : .11omie Ene,gy (Relazione del pro{. H. D. S><YTH per inaricn del gcn. L. R. Crova, Priacctoa, 1!)45) e Th, 15ff«IS of Atomi,: W~aP"'"· Thc Coml,.1< f'orccs p,.,.., W:tShington, 1950, prcpa.n,u dalla CommiHione per l'Encrgi.:t. Ato1nic:a e il Dipartimento dcli.i Difes., Nat.iQnalc..


fornita dalla fissione di 1 kg ùi ur.inio 235 o di plutonio, se ne deduce che un chilogrammo dei due metalli fissioMbili produce una energia vcnii milìoni di \'Olte maggiore del peso equivalente di alto csplosi,·o e pari a quella prodotta da 7000 tonn. di carbone (1). Un'altra deduzione immediata è che il peso di materiale atLil'o nella bomba nommalc è di 1 a ~o kg a seconda che si presuppone un rrndimcnto del roo ". (tutto il materiale fission;ibilc partecipa alla csplo,ionc) o solt nto del 5 ·;. (dd materiale fasionabilc pi1rtccipa alla esplosione il 5 °., e il rim. nente ,i ritrova, dopo volatilizzn.ionc, m·i procioni dell'esplosione). Considerato il pei,,i riel d11pcmtivo che consente il conseguimento istantaneo dclb sezione ritica, oeJ momento in cui s'io1en,lc determinare l'esplosione atomica, mdispcnsahilc per l'innesco e il mnntcnimcn10 tiella reazione a catena, e <1ucllo del dispositivo rincttorc di neutrorti, che vale ad assicurare il miglior corso dclh, rea~Jonc a catena e diminuire in erta misura I:, czione critica e quindi la quantiùi minima di matcrin fissionabile prMicamcnt<: nccorrcnre, ii giunge • congctrurore per ciascuna bomba atomica nominale un peso ,tll'orI caso dinc da alcune diccinc di chilogr:unmi a un quintale o due. in"ccc di bombe 1ermonuclcari. le Quali consistono in linc:., di massima di una bomba a fissione e di una quan1ità variabile enuo larghi limiti di materia ma alla fusione nucleare nell'ambiente termodinamico determinato da una reazione a catena immcdi:it:unentc precedente (di qui una maggiore latitudine nel dM:uncnto di potenza che presenta la b<.>mba termonucleare), si può pri:sumcrc traltaroi di pesi più dcv.i ti, in aggiunta a un 'ace re, iuta complessid di organi,.zazione generale. E' ,leduzione razionale delle precedenti con itlct».ioni tèOriche che sinchè l'impiego ta 1ico dell 'esplosivo nudi:.;1rc s:ir:\ affidal<l :ul artiglierie od a min ili. si irattcrrà di proicui a fusione e non termonucleari. (1) L':1pp:a.rc.nlc discrcp:mz:i tr.11 pcj(J dì T1'T e di c.orbonc, l'uno circ:l tre ,oltc l'•lt,o, è Jo,·ulll ol fatto che nella espio ione tlel T T rncd gli elementi in ;l7iont mno prcicmi ncll'aplmh o, nc-ll=i. combustione del carbone l'o:s.slgcno occorrente viene trntto d:all':ufa, Pokhè ~r ogni kg di ç:irbone oc.corrono 2~1 kg Ji ossigeno - corrisponùcnli a circa 1 L kg ù111ria .alle coo~ di:t.ioni ordì11:1ric - alla combusrionc di JOOO tonn di carbone p.1n:o:ip:ino 16.100 ronn di ouigc.no :mnod~rico e in tot:LI~ 23.100 [onn c:irca e.lì m:atcria, dportondo ;Ilo stesso ordine approH1m ti,•o di gr:andczza i due fe:nomcni c:ncrgc1id.


633 Comunque nel caSQ di bombe atomiche a fissione si tratta di pesi compr~i nei limiti di pr~tazionc degli aerei da bombardamento ordinari e di capacità di teste esplo>1vc di mis,ili di grandi dimensioni e di cariche di scoppio d, pro,eui di grosso c.1libro (ar1iglinic atomiche nucleari). Di conseguenza, per quanto siano in corso le ricerche per una bomba atomica a -"'Zinne critico ridotta e quindi di pc~ inkriore alla bomba atomica nominale, non ~ prevedibile la realizzazione d, :irmi nucleari tattiche di piccolo calibro e tanto meno la pns<ibilit.1 di ordigni nudt:iri pc:r et>Sl dire tascabili o anche soh.1010 pnrtatili; con ogni 11ero1imiglianza l'impiego lalltio dovrà essere affidalo , oll(J1l/O ad ar1iglierie ,li grosso calibro o agli sle.<Ji dispo1i1iui adottati per l'impiego struugico. 5. - Ne, protlom dcll"~plo ione nucleare si ritrovano i mat~iah di fissione e quanto dell"ambiente è coinvolto nei complessi fenomeni fisico-chimici che !"accompagnano, cioè materiali dcll'inl'olucro della bomba e del mezzo, entrambi soggetti a un processo di attivazione radioattiva più o meno profondo e più o meno persistente econdo c1roos1anzc, Ira le quali h:mno particolare import:i,w,:i quelle del me2.zo, a seconda che l'ci.plosionc ha luogo nell'aria (più o meno ,·icina 21 terreno), ndl'acqun o entro l:1 terra (1). ln genere I prodoni radioattivi sono ingenti, tanto da costituire il 10 '\, e più dcU"cncrgia totale in giunco. La constatazione pone in prcsc:rna di un fenomeno peculiare dell'esplosione atomica pcrchè non avvertito ;,, ri1ù11r11 sc,uibile nc:1lc csplo~ioni ordinarict anche cli cccc7ion3fc ix1tenz..,, che ~, ùic.è cidl:t u crn\ta.minazione r:1rlio:1ttiva >• ,li ts cri animati e cose situati entro un determinato raggio rispetto .,J punto zero. I maggiori dfctti di contaminazione radioattiva si hanno in concom11anu di esplosioni in terra o in acqua o nelle immediate vici• nanzc di terra o acqua. I costituenti clcll'acq11a e del terreno (in mare ( r) F'cnn, r~ndo c.1ucttt d::ni oric.nt.:alivi, s.c l'oplw-ioac nudc:arc :avvìmc

ndl"uia. cilX: ;1 ~n'liibilc 3ltc'u..a .,!al ,uolo (:ikunc. cc:n1in.11ì,J Ui innti. in dipc-n~ dcnu òcll~ 1limcmioni della c01iJdcu:t .., pall::t di fuoco " n. ti), \ I è l.1.-gn p:irt«ipazionc: Jci Jf,1,IS ::umn1:fcrid, con produz.ion~ df O'>:sidi d'ozolu gam:si .:anch~ :1 tc.mpcnnur:1 orùimul:a e quindi peruuuu:nli ncll':a.tmosfcr:a. tn qucsrt, ircMt.1n1,t, <1 h:anno i minimi dfcni di ndio:auividi tt.1idu.1 ed i m;aggìori ctfctu <l1 ogna :1ltru gcnc,c e In p:;1.-ucolatc m«eanl i e cùorific.i. Questo è ti mom-o per il qu!llc è dl pre\·cderc che in c11mpo t:mica .ur:tnno utili7..z_.1tc pcc lo più c:~plo:>ioni in :m;1, :i mcdi:i o l!t:t,7.l ( \', n. 9),


6 4 par1ccip:mo atrivamrnte i sai, disciolti) d:mno luogo a prodoui rad,oauivi che alle condizioni ordinarie d'ambiemc sono liquidi o solidi e dispersi in acqua o nd terreno permangono lung:m1emc " in situ " · Quando l'impiego dell'esplosivo nucleare persegue scopi dì guerra r:idiolog, a (produzione di veleni radioartil-i), sfru1tando il sommovi111cn10 h:isico in acqua (basic mrge) o la minore sfuggita di prodotti radio;inivi d:tl uolo occorre addivenire a espi sioni basse per quanu, esse abbianc minmi effetti meccanici (o di distruzione). Pertanto sono llccesraric m11gg1on caule!~ circa la r«dioalti,,ità ruidua quando JÌ OUlltrto110 csplos-ioni 1J11cleon ,/(IJ/ro il t(rrhlo.

bauc

o c,.,e11J11ulmrnlr

in

«equa o

li fatto generale è che ogni esplosione nu le:ire è accomp•t:nala dnlln form:izione di prodoui cli fi~,ione con :itnmi in,1:i!tili (r:idioa11ivi) presenti in numero con idercmle (di molte d1tcinc e for>c più di un centinaio di clementi, pure ocludcndo qudli clei qunh . i nsconcrano solcamo semplici tracce), :ti quali Jcve :mribuir.i l'cffeuo di radioattività residua. La radio:mività rc,idus decade rapidamente (1). Per altro taluni iso1opi radioam,,i prc1<nti nei prodmri di lissio ne ddl'ur:inio 235 e del plutonio h:mno vite medie di settim:mc. mesi ccl anni; i re idui di ur:mio e plutonio che non hanno partecipato alla reazione a ca1cna e hanno dato luogo alla par7inlizza·,ionc di rffetti giit ciiat:, (n. 5) è dell'ordine dn un milione a dicci miliuni ùi :inni. La radioauh,ità che proviene da <JUesli rc.,ului è pra1ic:.meme permanente, mo es_,i >()no gencralmenlc in ;talO J, c:>trcmJ dispcr ione. 6. • L:t descrizione ddla sequenza fenomenica - mollo rnpida ma sostanzialmente car.111crin.1ta ui cl luogo l'esplosione di umt bombt1 ntomi a ncll'"ria, ., media altc:zzn, spogliat:t da ogni v<nntura colori<1ic:, come ,onvicoe • una trattazione tecnica, offre la l,:1~ ra(1) 1h c!t~rlmC'llll fani \Ui luo~hi ddlc C'\pln"ioni nuckari è ri~uha10, per qu.:1.1110 canccmc

l:., <lt.o..:Jdc.nua Jdla

n1dioaUi\'il.Ì

residua, d1c prt'.ntlcndo

t<ml:anc 5 minuti dopn un'c1plo1io~ nuclc:arc. 1/20 dùpo un"or.i c ad un millt"Simo JoJ)ù l.4f: ore. I , 11lori nssolmi ,lclln rn,lioottivid dopo 5 minuti valgono '5U mli b.,11,i a dctcrmin:1rc le c::onJizioni Ji !iiicurttza dopo un ·e-splo~ionr: ::nomicilt pc:n::ht: In m:aggiut ~ne dt.i prodom r:idioo.Lti\•l dx vi prendono origine lu vuc mc:dit: ddJ'ortlint di minuti priini o secondi. Facili coiu.idcrrt.ioni Leorkhc porumo l cuu t.at.~u·c ,hc clQJ)O 5 \•oh(' la ,·i1;i mcdi.i di un clc:mc:nr<> la r:idioaui\'il~ cade ;11 3" .i

ri(r:rimcrno

Gl:l

è ridono

I:, r.1d10.:1tÙ\'lt:Ì :1

della ioi.d.1lc: c: dofkl

10

,·ohe all'r per mille.


zionalc della causalitil di fatti d'inne~bilc in1cr,,s.,e. 1 on è cadere nel colore affermare che l'csplo~ionc nucleare mene in presenza dello scatenamento di forze con c:irattcristichc e intensità esrrcmamen tc difformi dal con ueto e in scala esuemamentc superiore a ,1ucllc corren ti, quindi tali d:i dare alimento a quelli asp,tti della guerra moderna che sono più spaven tosi - aspetti rii " Sdrr,cklickeiukrirg n o guerra del terrore ~ cui gli studiosi e i;li opcr:,1ori del morale attribuiscono grande influcn·1,a sugli esiti bellici. Poichl: questo :irgomcnto non è st:ito :i.sunto spccilicamenrc nel la presente iratt:w.ione. basta il breve accenno per quanto ha tratto agli dfctti morali deJresplosione .:1LOmica .

Passando agli effetti materiali, è noto che questi si sogliooo distinguere in immediati e successi"i, ciascuna delle due categorie da ripartire in effetti rliretti e indiretti. Si polrd,be infine aggiungere che una p,ute degli effetti è evidente e una p:mc ancorn cospicua ,fugge invece all'osservazione dirctrn , cioè ai sensi umani . Sono effetti immediati e diretti l'onda di scoppio cd i fa tti com1l·ss1 (vento ciclonico, Cumn, pol"ere. condensazione di vapore) e le radiazioni dettromagnctichc termiche, lum inose e di più alto frequcnz., (raggi ga mm:1 e in genere manifestazioni di rodioa ttività iscamaaca); irnmcdiAt:i e indiretti, gli crfctti meccanici eh distruzione. gli incendi di materiali combustibili e le ustioni di tessuti organ ici viventi provocati rispett ivamente dall'onda d'urto c dall'onda di calore: sono effetti successivi diretti quelli di avvclcn:1mcnlt> radioanho che per altro sono continuati nel tempo ad opera della radioattivi!~ midu:1 tli moira parre <.Id matèrialc inerte coi nvolto d:1ll'e,plo ione, ,ndireni i postumi di lesioni cli ogni genere a carico di tc.s,,uti organici viventi. I faui di avvelcn11mento radioanivo ,fuggono all'osservazione ord inaria u meglio si rivclano a quc:51:i ,olrnnto nei loro stadi a,·a nzati. Le tecniche di dcoont:nnin azione e di cura non sono prese in considerazione nel presente saggio. Si deve aggiungere che molti dei fatti anche evidenti h:rnno evidenza di manifestazione ma non evidenza d'interpretazione, cui in genere si :1rriva soltanto con un'inùaginc tec:nica approfondirn che richiede cognizioni teoriche elevate e conoscenza di dati spcrimc.:ntali, nonchè l'analisi particol:irc dei fenomeni molto complessi cui dà luogo quella che in termine comprensivo si dice l'esplosione atomica. L.1 quale presenta il quadro fen omenico connesso con un'altissiprobabilrncntc più di un milione di gradi ccmima tc:mperatura gradi - in uno spazio ristretto che « grosso modo si può ragguaglia-


re all'inizio a quello della forma originaria della oomba atomica. Di conseguenza si \'iene a dcterm.inarc molto rapidamente (nel tempo di IK>ehi milionesimi di secondo) nel luogo occupato dalla bomba :itomica al momento della reazione a catena una pressione elevatissima dclrordine di centinaia di migliaia di atmosfere. L·altissima temperatura porta all'incandescenza l'aria circostante e si forma la cosiddeua « palla di fuoco " (fire bai/). La palla di fuoco dopo un decimo di millisecondo presenta già un diametro di 15 111 e la temperatura di 300.000 gradi centigradi: la sua luminosit~ è in questo momcnco circa 100 volte <Juella tld sole visco dalla superficie terrestre (l;11npo di luce). La palla di fuoco si espande, dato che la maceria in essa inclusa ha un,i pressione molto più elevata dell'ambiente circostante e nd tempo brevissimo di 15 millisecondi raggiunge un raggio di 100 m mentre la tempcratur:i della sua superficie è caduta a circa 5000 gradi. A questo punto si distacca eia ess,i (brcakaway - fuoruscita) un'onda ù·urto che si sposta più rapiùamentc della superficie della palla di fuoco. Nelle condizioni di temperatura e pressione che si sono venute a determinare la vdoc.itl1 di propagazione dell'onda d'urto raggiunge i 5000 m/sec e comporta un parziale spostamento di molecole dei gas atmosferici con la vcloc.it1 accennata, che è dicci volte quella degli ordin:iri proietti. L., velocità dell'onda d·uno è soggeua a un rapido decremento per l'inerzia dcUe masse gassose sempre più ingenti con le quali viene a conLatto e per l'incremento del par:11nc1rn ipn~ialc, ma conserva caratteristiche di violentis.imo impulso nnche a centinaia e migliaia di metri dal punto di scoppio, atte a provoca.re dislocazioni e quindi mvinc di materiali. D01x, un secondo la p:illa di fuoco h:i rangiunto un raggio cli 150 m e l'onda d'urto ba soprnvanz.1ta la sua "superficie di circa 200 m; dopo dieci secondi la palla di fuoco ha raggiunta la sua massima dimensione (raggio di 45" m) e l'onda d·urto, che nel fr:incmpo per le mutate condizioni del mcz7,0 tendenti a quelle ordinarie si è andata sensibilmente avvici nando alla velocità del suono, ha progredito per 4000 m e quindi li:i oltrepassato la zona dei maggiori danni. Il momento della fuoruscita del l'onda d'urto rappresenta il termine di un primo perioclo e l'ini~io cli un secondo. In corrispondcn7.a la temperatura della palla di fuoco si abbassa sino a circa t700' per poi tornare a salire verso un nuovo massimo cli circa 7000' che ragJtiunge un terzo di secondo più tardi, dopo di che discende continua-

1

l


mente in dipendenza dell'espansione in corso e della conseguente perdita di energia, sino al termine degli effetti immediati. La causaliLì dei complessi fatti indicati deve vedersi per la maggior parte nelle propriet/i ottiche dell'aria ad elevate temperature : al di sopra di 1700• (ckca 2000 gradi Kelvin) l'aria irradia fortemente, tJuindi i: opaca ai raggi luminosi e perde energia; al di sono, non assorbe le radiazioni luminose, pertanto è trasparente, non irradia e non perde energia. La fine dell'espansione della palla di fuoco coincide con l'inizio della sua ascensione verso l'alto, provocata da minore densità rispetto all'aria circostante. Se avvenuta ad altezza inferiore al raggio massimo di quella, l'esplosione investe il suolo intorno al punto zeroterreno e l'assoggcua a una temperatura da una a qua1tro volte quel la dell'acciaio fuso, con fusione e vaporizzazione delle rocce superficiali e cospicui effetti di radioattivazione. Se tau circostanze sono ricercate in 1alw1i casi, in genere sono da escludere per evitme considerevoli perdite di energia. In dipendenza quella che si è deua l'altezza media di scoppio della bomb:1 atomica è di 6oo- 700 m sul livello del terreno.

La citazione dei fotti descritti è giustificata dalla constatazione che di tutta l'energia in giuoco 11cll'esplosione atomica solo l', % risulta erogata durante il prirno periodo e il 99 'X, (la quasi totalità) è ,dispersa invece durante il secondo periodo. Oltre che dalle proprietà dell'aria accennate, ciò dipende anche dalla brcvis.sima durata del prillllO periotlo (15 millesecondi) e daJl3 dur3t3 d3 3 3 400 volte maggiore del secondo (alcuni secon,li).

7. - La circostanza ha :mehc l'interesse di costi1uirc una differenza sost.,n?.ialc tra esplosione atomica ed esplosioni convenzionali: qucst'ultime hartno una durala cli pochi mill isecondi e quindi effcui ;pressocbè istamanci; la prima una ùurata 1000 volte tanto. Insieme :illa quantità di energia in azione moli" maggiore, ciò spiega gli crfetti di di,1mzio11~ tota/~ esercitati dalla homba atomica su aree della superficie di circa '.!QO ettari (circa 2 kmq). Anche oltre l'area di distruzione totale le ~trutture di ogni tipo soggette all'onda d'urto generata dall'esplosione sono squassale da sollecitazioni intense, di durala relativamente lunga e t,;lora sovrapposte, quindi :mc a produrre i maggiori d(ctli di di,trui,Ìonc materiale. Inoltre a rendere questi ulùmi più con~iclercvoli concorrono dfctti di riflessione multipla sul suolo, sui quali si ritornerà in stguito (n. 9). 3 . . R.


Quando si voglia :1pprofondirc un confronto tra le manifestazioni distruuivc clella homb:i :1Lomica e quelle <li bombe esplosive convenzionali non bnsta riferirsi all:t <1uantit:'1 di materia esplosiva ,apace di dare luogo a una eguale produzione di energia, pcrchè è: ncccssa.io considerare a.ltrcsl le modalità con le quali qudla energia e liberal.,. Ciò vale in particolare per il progetto di ricoveri e in gc· nere di struuure in applica,jone di una cventuc,lc tecnica costruuiva alla prova di bomba atomica. I parametri principali in giuoco sono la durata già accenn:ita del fenomeno esplosivo e la propagazione delle onde meccaniche nell'aria e nel terreno. Per quanto riguarda la durata, non basta considerare unn <JUant ità di e pio ·i,'O convcn7.innnlc di egual potenza perchè è indispcnsnbilc riportirc nel tcmpa le esplosioni per tutto il periodo nel qua.le perdura l'azione meccamca dell'esplosione atomica. Le 1rrutture progettate secondo le modalità <li calcolo disposte per le zone sismiche presentano doti superiori di rcsÌSLcnza per <pianto b durat.:1 dei maggiori scismi sia infcrinrc ~1 quell:i ,!egli effetti meccanici ddla bomba atomica e, nel caso di esplosioni nucleari in a.ria, le sollecitazioni s'invertano dato che in un seisLllo è in movjmcnro il suolo c. fcr·ma i':iri;1 in un'esplosione nucleare è fcnuo il suolo e in movimento l'aria. Per quanto riguarda la propaga7Jonc delle onde meccaniche nell'aria e ne.I terreno, la sequenza fenomenica può essere sintetizzata nell'onda d'urto aerea e nel trasferimento di sollecitazioni che ha luogo tra aria e suolo. Quando ronda c1·ur10 raggiunge il punto zeroterreno ivi e nel su<> contorno ha luogo un colpo di maglio che viene as.1orbito dal terreno stesso secondo le sue caratteristiche cbstichc. li colpo di maglio può mettere in crisi strutture interrate oome ricoveri canalizzazioni e tubazioni. Per verificare la stabilità di strutture del genere occorre supporle soggclte al tormento che è provocato dalla pressione esercitata doll'onda d'urto al la distanza prevedibile dal punto d'esplosione (intorno a 6oo-Joo m). Peraltro l'ipotesi ~ nettamente sfovorevolc rispetto a "" effettivo corso di fotLi. La densità moho superiore del terremo rispetto a quella clcll':iria incluce con fondamento :, ritenere che. giunta " conumo del suolo una grande parte dell'energia dell'onda d'urto è riflessa e dà luogo a un regime momentaneo di riflessioni multiple cui si è già fatto cenno. Doto un rapporto di densità dell'ordine di I a 1000 si può ritenere che sah" il caso <li angoli d'incidenza molto vicini a ')O" b maggior parte dell'energia incidente vien<: riflessa. La u.ri va a 1

nefro wmlllggio de/111 stabilirà di ruru le sm11111re imerrate. le quali


pertanto so110 ili grado di o/fril'c elevate gara11zic di protczio11e cot1 eccczio11i ,wutclativc per quelle prossime allo zt:ro-turctto. I fenomeni, ancora molto appariscenLi, che si risco111rano nell'ulteriore seguito dell'esplosione atomica (pino di fumo, colorazioni particolari, caduta di materiali sollevati in aria (all-011t) e in genere radioattivizzati, cc.) non hanno un interesse tecnico diretto e per la loro descrizione si rimanda alle pubblicazioni informative divulg:itc sull'argomento. 8. • L'apprezzamento degli effetti m:1tcriali dell'esplosione di una bomba atomica può farsi sulla scorta dell'analisi dei fenomeni meccanici connes~ con un'cspk»ionc improvvisa e di d urata nota di una quantità di materiale /is;ion:,bilc del peso indicato (n. 4). Per effetto della elevatissima temper:itura in uno spazio ristretto vengono raggiunte prcssochè imrntaneamentc :i h issime temperature e pressioni che danno origine a due ordini differenti di faLti, il primo connesso con un'oncia d'urlo (shock 11111ve), in movimento verso l'esterno a minore pressione, il secondo riassu mibile in moti convetùvi violenti verso l'alto a minore te.mpcra111ra. L'onda d 'urto è « grosso modo » sferita (san,bbc sferica in un mezzo omogeneo), i moti convertivi danno luogo alla formazione di un pino o fungo, nella cui presentazione esercitano particolari influenze le condizioni generali (gas a1moskrici, vapore acqueo compreso) e quelle loc:ili. L'onda d'urlo si m uove con velocità conforme alle caratteristiche

elastiche del mezzo, nel se_nso che la sua vdocit.1t è maggiore quanto sono maggiori re.m pera tura, pressione e densità del mezzo. Di conseguenza la parte posteriore dell'onda d'urto, in ambiente più caldo e di maggiore pressione, muo,•c più rapidamente dell'anteriore sino a sovrapporsi a q uesla cd a dare origi11c a un'onda a fronte sempre più ripida sino a divenire verticale in brevissimo tempo. Si forma cosl l'onda d'urto distruniva che si propaga sfericamente inalterata come forma e con intensi1à decrescente come valore. La sua parte anteriore cos1i1uiscc una « fronte d'urto», in forma di parete mol,ilc d'aria, la cui azione si esplica come un poderoso colpo di catapulta contro tutto ciò che non ne segua immediat:unc.me il moto. La casistica è resa più complessa da fenomeni d i rlncssione e di rifrazione (in questi ultimi esercita una particolare influenza la considerevole lunghezza d'onda i n confronto degli oggetti in teressali), causa d i specifici effetti e talora a pparentemen te abnormi, sovente più appariscenti di quelli dovuti all'onda d'urto diretta.


I dati qu:iotitatisi che seguono si riferiscono all'e pio ione che si è già detta ad altezza media nell'aria, alla quale corrispondono i maggiori cffeui distruttivi ulla superficie del terreno e che ha più attinenza col problema assumo (impiego di forze armate terrestri}. Dal valore originario elevatissimo (o. 6) della pressione si passa • valori in progressiva diminuzione pcrchè lo spaz.io imcrcssato aumenta in ragione cubica ddla di~tanza. Peraltro essi sono ancora molto considtrcvoli, dato che se, :ill'intorno dd punto zero-terreno (a circa 700 m dal punto di scoppio) la rovraprcssionc di puma dell'onda d'uno si pul> stimare sui 6 kg/cmq (p.ui a circa 6 atmosfere), a 18oo m essa è disccsn a circa 0,7 kg/cmq, a 36oo m a circa 0,15 kg/cmq (cioè~ ridotta a circa 1 /25 del valore massimo). I precedenti dati hanno semplice valore indicativo, ma sono significati,•i. L'anda• mento complcssi,'O dei fotti accennati è illustrato dal grafico (,·. pa· gioa 643) per quanto riguard:i caratteristiche sommarie dei danni «I i valori dei parametri principali 111 i,zionc : sm•raprcssic,ne sul terreno, velocità del vento generato dallo sposUlmcnto dell'onda d'urto, durat:i complc11iva del fenomeno. Se si ticn conto cbe è sufficiente una pressione da 0,150 a 1 kg/cmq per danncgi,riare seriamente la maggior parte delle costruzioni ordina.rie, si deduce dai preccdèllti dati che la zona interna a un raggio di 1000 m risulterà completamente distrutta e le co. truzioni C'sistcnti nella :1.ona compresa tra 1000 e 3000 m sannno pili o meno gravemente danneggiate. J dati sperimentali dimostrano che a 4000 m dal centro di esplosione l'onda d'urto è ancora tanto forte da rompere i telai di finestre (e ivi giunge dopo 10"). .Essa si dissipa completamente su di una di t:1112.a di circa 12.000 tn, in 30" di tempo.

9. - Un nitro fenomeno apparisccotc, p<!f quanto di <C:J.l'<a importanza pr:1tic;i, ~ quello della condensazione di vapore d'acqua atmosferico da amibuire al cosiddetto effetto della camera di Wilson. faro sta a dimostrare e.be a una certi di Lanr,:i dal punw d'esplosione (intorno ai 500 m) i dcterminann Casi di prcs.1ione ncgnuv:i alle quali si accompagna dopo il passaggio clell'onda d'urto u11 abbassamento della temperatura al disotto di quella ambiente, per effetto di cspJn<1onc adiabatica. Invece è argomento e.be conviene tranarc per l'cs.1uricn'l,a dc.I qundro fenomenico che accompagna l'esplosione nucleare quello relativo agli effetti delle radiazio11i nucleari iniziali, oltre le termiche


e luminose, cioè radiazioni ad alta frequenza e frammenti nucleari (r:iggi g:imm:i, neutroni, particelle bc:ta e piccole porzioni di particelle .tifa). E' l,enc dir subito che gli c([ctti maggiori sono da ascrivere ai raggi gamma cd ai neutroni emessi nel processo di fissione, contcm_porancamrntc all'esplosione (radiazione iniziale); un'ulteriore aliquota (radiazione residua) di raggi gamma e particelle beta è il risultato <le! decadimento radioattivo di prodotti cli fi1sione :id aiomo instabile (n . 5). Infine le parùcd lc alfa provengono da plutonio o uranio .135 che non banno partecipato alla rea.zionc a catena (n. 4). Per la loro costituzione le radiazioni iniziali banno un elevato 1x1tere di penetrazione e provocano gravi ,foturbi negli organismi viventi ; inoltre è molto aleatoria ogni modali rii di prorc1.ionc, talcbè con molta probabilità essi risulterebbero fatali al 50 'X, degli uomini c:ntro un raggio di 1000 m d:1 1 punto d'espl<1si<Jnc, :1nchc se protetti da una parete di calcestruzzo d i oltre 30 cm di spessore. Poichè per ::iltro l'accennata distanza supera di poco quella di distruzione totale (n . 10), l'azione delle radiazioni in parola può essere considerata marginale rispetto alle azioni meccarùchc e termiche. Poichè in fine risult:1110 :iuivc sin quasi a 2000 m è nella zona tra i 1000 ed i 2000 m che esse riprendono il sopravvento per lasciarlo dopo il limite più devato alle radiazioni termiche che risultano molto c[ficaci sino a un migliaio· di metri di maggiore distanza. L'effetto delle radiazioni ad alta frcquenY,.a e delle particelle nucleari si manifesta nelle cosiddette « affe1.ioni da irradiazione ». La dosç lct:ik d'irradiazione è stata ,akolata in 400 roentgen (1). L'analisi della distribuzione nel tempo delle radiazioni penetranti (ad alta frequenza) dimostra che nel primo secondo dopo l'esplosione atomica viene irradiata la metà dell' irradiazione totale, che per J'altrn metà è distribuita pit, largamente e c1uindi con intensità molto minore per unità di tempo. Gli spessori degli schermi protettivi efficaci sono alla distanza di iOO m dal punto di esplosione So cm di terreno costipato, 50 cm di calcestruzzo, 10 cm di acciaio o 7 cm di piombo. l precedenti dati consentono di affermare che il porsi a riparo rapidamente dietro u11:1 costruzione resistente o entro una modesta trincea, allo eseguibile entro un secondo dalla vista del lampo di luce dell'esplosione atomica, può signi"ficare la differenza tra la vita (,) Roentgen - simbolo r - è I• ,1uantita di roùi>,ionc i:amma o <.li raggi X che produce in un cc ùi aria Il pr~:,iouc ordinaria e o0 particelle c:~dc.hc in tutale di t unit.\ elettrostatica di uno dei due st:gni,


e la morte in un punto nel quale il dosaggio d'irradiazione sarebbe prossimo al valore medio letale. 10. • E' possibile e u1ile adesso riassumere i principali dati di cffi. cacia della bomba atomica nominale, con riserva cli indicare successivamente (n. 11) i procedimenti per rrasform,ue i d:lli rcla1ivi in quelli pertinenti bombe atomiche di maggiore polenzo. Tenendo conto degli effetti di di~tnnionc è stato tracciato il grafico I nel quale sono riportate le dimensioni delle cinque zone quali si suole riparlire l'are;., soggelta a un'esplosione nucleare aerea, riferite al punto zerotcrreno. La prima zona è quella degli effetti cli distruzione totale : essa ha un raggi,, da 8oo :i 1()()0 m; la seconda zona, con un raggio di ,500-1700 m, presenta danni gravi; la terta zon:i, con un raggio di circa l500 m, presenta danni mcdi; nella quarta ,-ona, entro un raggio di circa 3zoo m, si :ivvcrlono danni parziali; infine nella quinta zona, delimitata da una circonferenza di raggio n.ooo~ 12.00Q m, si riscomr:,no cffcui leggeri. Una valutazione analitica, a integrazione della prèe<:dente indicazione generica, si può ottenere ri(crendosi ai parametri di pressione (sovraprmionc) e di velociLà del vento cli cui il grafico , . Al limite della zona di <!istruzione tOLalc si manifesta una sovraprcssione isl:in1;,ne" di 1 kg/ cmq. Ciò vuol dire cbc a tOOO m dal pun10 di scoppio una superficie esposta è soggetta a un carico is1:rnrnnco di ro tonn. per metro quadrato, mentre l:i superficie opposta si tl'OV3 ancor3 alla prt)sionc ordinaria. Un uomo (superficie csposla da V, a di mq) deve sopportare una pressione istantanea da 5 a 7 ronn. Per superfici estese (costruzioni) il precedente valore deve essere moltiplicato per b superficie in metri quadrati cicli:, sagoma normale alla congiungrntc del centro di figur:1 col punio di scoppio. L'azione di compressione viene c1crci1:11a secondo ckua normale: di conseguenza in vicinanza del punto di scoppio sono più soggette le strutture orizzontali (sol:ti), più lontano, le strutture verticali (pareti). I dati citati e quelli annloghi facilmente calcolabili per ogni ahro punro dell'area investila dan• no ragione dei gravissill) i danni m3teriali riscontrati. Agli cffetli <li prcs$ionc occorre aggiungere quel! i del vento ciclonico ed effetti secondari ma ingenti (effetto di Mach), nonchè quelli ,le.Ile onde riflesse, ove si manifestano. In tali circostanze sono alla prov3 soltanto costruzioni molto solide, basse, a forme aerodinamiche. B pcrson:ile è proic·uato a terra se non provvede, appena si manifc,1i il lampo d i

¾

•


,_

,,.,,.,,--

-- --- -.... ,

/ /

Kg cm?

,

,,s

/

'

'

~.o!

'-

/ /

/

'

).5

/

"

10

/

2,5

'

\

sovr..ipruslo~e dtU'on1fa d'urto

\

I

\

I

\

I I

\

\ I

I ~o

10

s

k,,

I

I

I I

\ \

I

\

/

\

I

\

I I /

/ /

---

ESEMPIO DI LETTURA

-- --

,., _...

/ /

LEGGENDA

m

z.one dtstr. tofole

~

zone danni ghwi

~

tono danni medi

Yelocilé del vento: 360 Km/ora

EJ

zone danni leggeri

duroto del vento: 1,025 sec,

O

z.or:o ef(eUi sens1bill

distanza del punto A: Km 1,79

prc»;one dell'ond• d 'urlo: 0.385 K9/cm•

Craficu

1 ••

Esplosiont rii homba ato.mic:i nominalti (a.h. s,eoppio 6oo • 700 m),


luce, a mettersi al coperto di strutture rcsistenli o, meglio ancora, a gellarsi a terra, possibilmente ricoverandosi in scavi anche modesti a srrcua portata. Si completa l'apprezzamento della situ:11.ione che viene a determinarsi allo scoppio di una bomba atomica nominale riferendosi a l1;1 nozione delle pressioni esercitate da.I ,•ento durame la tempesta. Un vento d'uragano esercita una pressione da 90 a 2()0 gr/ cmq. Ciò si. gnifica che a 1000 m dal punto cli scoppio g li dfc1ti meccanici sono valutabili a 5 - 12 volte quelli del vento d' uragano. A 3000 m di disi·:mza sono ancora superiori a c1uelli di un vento fortissimo. L'esame del gra{u:o , e la c<>nsiderazione dei precedenti dati spa· ziali conkrm,111<> l':iffermazione che la bomba atomica provoca cffeui cslcsi di per sè e ancor più in confronto dei proimi ordinari più po1enti e anche dei conce111ramcn1i di fuoco più massicci. L'area dei dan ni grnvi r:lggiunge i 10 kmq (circa 1000 ettari) e su di essa si riscontrano condi,.inni tali da compromettere la consisten7.a delle cose e da produrre lesioni inabilitanti nel personale; la zona di distruzione 1otalc è all'ingrosso di 2 kmq (200 ettari), cioè una vc!llina cli volte almeno quella coperta dal più considerevole concentramento cli artiglieria che non potrebbe superare l'are;1 di :1lcun i ettari senza perdere le sue caratteristiche sostanziali di conccntrnione. Agli effetti di distruzione diretta occorre aggiungere quelli derivami dalle radiazioni termiche, che si manifestano in incendi di materiali infiammabili e in bruciature per gli esseri viventi . Le radiazioni termiche prcscnlano la car:ilteristica di propagarsi in linea rctla (portata ottica) e di essere fortemente at1enu:1te quando le condizioni di trasparenza atmosferica sono scadenti. In buone condizioni di trasparenza (ciclo sereno) il raggio della 1.ona degli incendi e delle bruciature può valutarsi sui 3000 m (r). I dati d'esperienza e sperimentali concordano per altro nel confermare la relativa facilità della prote7,ione contro la radiazione termica: ogni schermo che eviti l'esposizione diretta e sia per proprio conto incombustibile o meno sensibile alla radiazione (ad esempio, 1cssutn rispetto a pelle) risulta efficace. ( ,) Per 13 pcUc KOp<:rla si hanuo, ad èSèmpio, scott:.ture medie a wu1 di~anzo. di 3000 m o di 2.'JOO m a seconcfa che l:a tr.15parcn2.a atmosferic.:a ~ di 0,2 km •I o di o,~ km _, (eh~ corrisPondot10 :i 3 c:d a 2 cal/cm, rlipct· civ:tmcmc).

•


11. • Sino adesso si sono esplicitamente considerati fenomeni ed clfctti generali inerenti all'esplosione di una bomba atomica nomi. mie già definita (11. 1). E' noto d'altra p:me che nei dieci anni intercorsi dal primo impiego della bomba atomica (agosto 1945) gli studi e le realizzazioni nel campo dell'impiego dell'esplosivo nucle.1re hanno avuto grande sviluppo e sono siate costruite c sperimentate bombe :atomiche di crescente potenza, ramo da fare considerare necessario il passaggio dall'u,tità di potenza <• kiloton » (peso equivalente di TNT) all'unità di potenza « megaton », dicci volte più grande. Come è noto ahresl la bomba atomica nominale dispone ,ii un'energia di 2 megaton; sembra che la bomb:a ùi f.niwetok (1952) abbia messo in azione un 'energia di 5 megaton e quella di Bikini (1954) un'energia cli 15 a 20 megaton, cioè all'incirca decupla della bomba atomica nominale. Il maggiore incremento di 1>0ten1.a è ,lovuto presumibilmente alla realizzazione di bombe atcnnichc termonucleari. Eviclcntcmentc ,i è in presenza di una cors., al gigantismo anche nel campo delle armi nucleari, ma è Corse pensabile che questa corsa non abbia il solo scopo di una eventuale utilizza1.ione di armi scrapotcnti, ma ancltc quello di acquisire conoscenza degli effetti di qua.nritiì di energia csplosiv:1 veramente colossali, che è basilare ai fini di ciualsiasi difesa efficace. Tanto più che la rcoria e l'cspcrienz:i pongono in presenza di una legge di aumento di effetti che non è lineare, cioè di proponionalità semplice tra effetti ed energia impiegata, bcnsl e.l'incrementi mu10ri di efficacia in rapporto a incrementi detcrrnin:iti di tX>tcnza in giuoco, che senza autorizzare la supposizione di una legge asintotica a rapido avvicinamento all'asintoto e quindi di autolimitazione pl'(llica di potenza induce n ritenere consistenti i limiti per cosi di re economici cli un e,•cntuale gigantismo di ordigni nucleari. Gli effetti delle anni atomiche del la potenza di 2 megaton (bomba atomica nominale) sono gi1, cosl ingenti che non è indispensabile realizzarne altre della potenza di '2o megaton o superiore. In altri termini lo spirito di distruzione tro,,a sufficiente alimento nelle prime, col loro « inclicc d i climuzione totale ,. cli 2 kmq, per dovere ricercare i maggiori effetti segnati, ad esempio, da un indice ùi dist ruzione di 10 kmq. Per di più, da un punto d i vista esclusivamente tee.nico, se si può parlare di esclusiva tecnica in un campo che investe costantemente grandi questioni mora li, val meglio ricorrere a. dicci bombe atomiche da 2 megaton piuttosto che a una da 20 megaton che è corrispondente come bibncio energetico.

'


Scendendo a un'analisi più particolare della questione, per quan. !.Clllpre di massima, è da rilevare che vige in proposito b legge degli effetti proponionali: clue esplosioni che pongono in giuoco differenti t1u:111rità di energia nelle stesse condizioni iniziali d'am• bicnte presentano effetti diUcremi sintetizzabili in un fottere di proporzione applicato ai parametri rii dist:inza e di tempo (1cali11f law). Di conscgucJw,a agli dfenì pratici i faui prcvim e o scn•ati nel 'esplosione di una bomb:i atomica nominale po.sono essere cstc i :i qualsiasi altro tipo di bQmb:1 di potenzn nota •ppli ando l'accennato fotrore di proporzione. Implicitamente il fatto i riconnette a un criterio di similitudine e di corrispondenza di stati, nel senso che due esplosioni si considerano similari quando sono gli SIC! si i par:1mctri variabili, eccetto un fotrorc che h~ le dimension i di una lunghcz1,a. Si dimostra al lora che i r;iggi della zona di distruzione totale (o quel che i è già detto l'indice di distruzione totale) sono nel rapporto delle radici cubìd1c dcll'cncrgfa. D ì consq,,ucnza le aree sulle quali la pressione d'\irto super;, un determinato valore critico (tale cioè da determinare la distruzione totale) sono propor.donali appro5,1imarivamen1c alb potenza ½ dell'energia (W2 I'>). Se la punta di prmionc cosiìtuisce il cri1crio dei danni, come dfettiv;imcntc accade per le bombe atomiche, l'arca di distruzione può essere supposta variabile come W 2 /J. ln altri termini, quando l'energia erogata dalla bomba è raddoppiata, l'arca dì distruzione risulca aument;tla di 2 >IJ= 1,6 circa. Applicando a un esempio numerico, ,e una bomba atomica nominale (- megaton) pro,·oca la sovrapressione di , ,5 kg/ cmq corrispondente al limite di dimu,jonc totale a 8oo m circa, una bomba alomica della po1cnza dì 3 megaton produce la stessa pressione a 950 m circa: un aumento di potenza del 50 % h;, provoc:11<1 un aumento nel raggio dcli, zona di di ·truzìonc p:1ri al 2f) 'X, (1). lO

12 . • Si riassumuno di seguito le norme dì protezione in caso di esplosione atomica che sono suggerite dalla conoscenza ormai suffi. cìcntcmcnlc approfondita dei knomcni complessi che l'ac omp3gn,1no. Es,,. "'"o ,t:itc già indicate in parte in corri<pondcnza dcl\':malisi di ma.ssima dei singoli cffcni. i lrntta :tclc,,o cli riassumerle, complcrnrle • sisrc:mntÌ7.7dirle.

(1) D~ll piò co1np!cti in prupo;ito wuo dcitumibìli dal grafico insulto , pog. 37'1 del volume gi~ <imo The rIO«lf o/ 1A, ,·1tomic Weapon1. Le di,


E' da premettere che il segno distintivo e in.equivocabile ddla esplosione atomica è il vivido lampo di luce che è avvertito anche a occhi chiusi ed è tanto vivo da superare netlamentc la piena luce solare. Per un'cspfosiooc aerea ad altezza media il raggio dell'orizzonte matematico è di circa 220 km, '-luindi l'arca investita dal lampo è molto più ampia di quella eoi,wolr:i Jall"t,;plo,ionc. li l:impo è stato visto da un aereo di giorno a 2jO km dal punto d'esplosione. Gli atti ddlc persone che vengono a trovarsi entro il raggio di nionc effettiva ddla bomba atomica debbono conformarsi al concetto che entro un minuto o poco più dalla vi,ione del bmpo si svolgono tutti i fatti immediatamente pregiudizievoli e che questi fatti sono in considerevole parte letali. Si tratta di superare una brevissima fase critica. Chi la supera do,•rà affrontare poi gli effetti successivi, ma se indenne a,•rà molte probabilir~ cli sopravvivere al cataclisma. Se colpito dovranno essere messe in allo le cure ;pccifichc c:he ciascun caso richiede. In genere si trattcd di lesioni traumatiche o di bruciature. Gli effetti d'esposizione a dosi letali o comun<jut pericolose di radiazioni Ìu'lmcditllc non .si manifcs1:ino che aura,·erso una sindrome specifica di comparsa tardiva. Di conseguenza le predisposizioni in vista di un'aggressione atomica verteranno essenzialmente sull"oricntamcnto sul daffar i in c.1so di cmcrgrnz;i da parte ùi tutti e su ll'apprestamento delle cure più efficaci per i colpiti (medicinali, personale, organizzazione dei soccorsi e degli sgomberi). Si lascia di considerare quanto è competenza di servizi speciali (s.anit:irio, commissariato, genio, lr:i porli, poli?,b . ec .), da fare og· ~lonze iallc qunli si manifc:\tnnu gli cfTcui criLlci dd vé.ri gcoeri in funi.ione dc.Ila potcn7.a ddla bomba (cnc:rgfa toralc. in :izionc) hanno i Kgucnli ,·alori:

P:nergia totale

(kilaum)

eutroni m Ra<liaz.ionc iniz, (400 r) Grovi dcmul. (o.36o kg/un') "•

2:0

40

Ba

1:z.o

16a

::zoo

Soo

!l'l"

1025

1100

1200

Jl(XJ

ljOO

1500

2100 llO!!

:1750

1700 3300

18oo

1!)00

1950

,Boo 4:,00 520()

4200 46oo

4500

2650 36on 55"" 6200 MeJic Jcmol. (0,189 kg/cm') • 29"" 3625 5700 Brnc.. mt.-dic 6300 C,825 25 4150 5550 7500 H " f pte!e~cnti dati c.onfcrm:rno che l'inc remento di dfc(ii: in funl.innc dcli=\ potenza è inferiore :.ll'incrcmcnlo di t,otc:n7..1 e il furro è pili sensibile passo.ndò d:igli cffclri lc.rmic.t :.gli c:.fft:ui mc:c.:c;nttic;i e assume: il mls.simo rilievo ~ le A i.ione inccnct.

"

issn

r;1di3.Zioni pencu:mt.i immc:di.:nc e l'irrad i.az.ionc ncunonk.1, pc.r le qu;,h \•crifica l:i to~1.1n1.:) pr:.u.ic..1 3 part.irc da 1:20 klloLOn,

51


gc:1tn di norme generali e ,6 pmgciti particolari, <px:s1i ultimi da rilfcrire a luoghi e situazioni. Norme e progetti rientr~no in attività di organizzazione generale di protezione che in questa sede basta a,·cre ;accennalo, non senza p<!f altro ricord~rc l'importa.112., della sollecita ;ndividu:,?jone delle zone cont~u,inatc da materiali raJioattivi. Per ,1ua11to invece riguartb gli atti da compiere da parte <lei singoli individui per rupe.rare la fase critic~ immediatamente successiva all'esplosione atomica, essi si compendiano nel gettarsi rapi damente :i terra appena avvertito il lampo cli luce, entro trincee o anche se1111Plici rlepressioni del 1crreno defilate alla vista risp<:tto al punio di ,:spfosionc o , se esistono a portata, al coperto di grosse pareti di calcestruzzo o di blindature metalliche spesse. In questa posizione si <leve :mcndcrc che sia trascor;o un minuto e mc7,20 o due (in pari tempo co:.:l ~ vento cicloniw pro,'Ocaro dall'onda esplosiva). Dopo di ciac è consentito uscire all'aperto e se non sussistono incombenze particolari da assolvere allontanarsi io di rezione oppoita al P.unto di scoppio (ricerca di aree oon contaminate), procedendo po>sibilmcnte contro ,·enro. E' molto importante aver presente che « In 1/,e ,:11e1Jt of a surprise atomic e.rplosio11, immedit1u acrio,, could mea11 1/i, di/ftrence lmwcen /ife and dcatl, ,, (,). Poichè la prima indic~zionc di un'aggressione con esplosivo nucleare è, come li è già accmnato, un improvviso accrescimento delt,. luminosità generale « It u1ould 1he11 be impt-r,11i11e to avoid the i111ti11ai11e tendency to look al 1he 1011rce of thi1 ligl1t, bw rather to do everythi,,g ponible IO collt'>' ali expoted ports of rhe body » (1). n ricovero deve essere scelto nel raggio di due o tre passi; non si deve tentare di raggiungere un riparo migliore che sia più distante. tn manc:in,.a ~ riparo ~ consigliahilc di ger.arsi a terra coprenrlo <:0n le vesti le 1~1rti sc<>pertc dd corpo. come faccia, collo ~ mani. Enu-o una costruzione. conviene gettarsi sul pavimento, 1•olgcndo le spalle :alle finestre e proteggendosi con un tavolo o altro del genere anche rnntro i de1ri1i cd i vetri rotti proiettati ,1:alt'oncla esplosiva. Naturnlmcnte i punti più sicuri sono quelli più interni. I.a posrlione io piedi può essere ripresa dopo dieci s~ondi, al minimo: « zhe immediaJe dangcr is then 011<1· » cd è consentito <li levarsi e guardarsi intorno per decidere •1ucl che sia da farsi. (Continua) (1) Ttit ATO><tc i.,:,.DCY (<1""1SSIO,.. :

Th, Effee11 of A1omfr Wcnpo,,,.

T hc Combat F0<ca l'rcss, Washington, 1950, pag. 391.


-----------------------------


ESPLOSIVO NUCLEARE E IMPIEGO DI FORZE ARMATE TERRESTRI (C1Jntinuazi1Jnt t fine)

Gc:n. di C. A. Paolo Supino 0

RIFLESSI TA1TICI E CRITERI D 0RGANJZZAZ10Nll Ili FORZE ARMATE TERI\ESTRI.

13. - Per seguire un proccdimenlo razionale, anche nei riguardi dei rinessi lauid dell'esplosivo nucleare conviene prendere le mosse da dati reali che logicamente sono gli effetti concreti ddl"csplosionc di un ordigno atomico su di un dispositivo tattico. Ordigno atomico t termi ne volutamente generico che si definisce con la previsione che esso si presenterà, con molta vcrosimiglian1.a, in forma di un proietto di grosso calibro (n. 4) - le artiglierie atomiche americane hanno il calibro di 28o mm ~ oltre che per i motivi già addotti anche in dipendenza della necessità di assicurare una conveniente gittala (sui 25-30 km), che non solo è premessa della più ampia manovra di traiettorie ma l,a anche il merito di adeguarsi a una distan,:a di sicurezza che è certamente superiore ai ro km. Il proiettile atomico dovr~ esplodere a media al1czza sull'obiettivo, in modo da cscrdtare nei riguardi di questo la più elevata :azione distruttiva. l'oichè le radiospolette sono di sicuro funzionamento e di altezza di scoppio molto precisa, è da prevedere che i proietti ddlc artiglierie atomiche sa· ranno innescati con radiospolette, dopo aver presi i provvedimenti speciali per evitare azioni di disturbo (jamming) che ne possano com• promettere il !-uniion3mento. Per quanto riguarda gli effetti questi sono funzione del ix,so del materiale fissionabile. Si è gi~ espressa la presu nzione che una bomba atomica nominale contenga la minima quantità di materiale attivo compatibile col raggiungimento della sezione critica; si deve quindi concludere che la potenza di un proktrilc atomico tattico corrisponderà a quella di una bomba atomica da 20 kiloton.

1


L'azione di fuoco atomica dov rà essere dimensionala alle carat1cris1ichc spaziali dell'obiettivo, nel senso di :idauarc il sistema dei colpi (salva atomica) alla configurazione planimetrica di quest'ultimo in guisa che le zone d i distruzione totale dei singoli colpi si sovrappongano a quelJe di maggiore addensamento dei mezzi avversari. Il criterio, del resto in1uiùvo, rende accessibile un'esle&'l latitudine di rnggn•ppamcnro di colpi e caso per caso dovranno adottarsi procedimenti di distribuzione del tiro che non hanno nulla in comune coi procedimenti di concentramento dei colpi di schieramenti di artiglierie ordinarie. Anzilulto dovendo osservarsi anche un criterio di economia - le zone di distruzione tot.1lc non dovranno sovrapporsi - il fuoco di due a quattro pezzi di artiglieria atomica potrà coprire come dato minimo una fronte da quattro a otto chilometri su profondità di due chilometri e quella potr~ risultare più estesa quando in1er"eng:1110 con lii.ioni di ostacolo di un terreno obictti,·o (1). Ln secondo luogo la cadenza del fuoco non avrà alcu na analogia con la c.1denza di fuoco cli un tiro con proietti convenzionali di egual calibro. Infatti non è da prevedere la ripcti1.ionc cli una salva atomica con gli stessi dati cli tiro (cioè su di uno stesso obienivo) e in genere l'azione cli fuoco atomico sarà condotta col minor numero possibile di colpi. Ln terzo luogo, in aderenza 3 esigenze di sicurezza, le azioni di fuoco atomico non avranno luogo che su truppe non ancora a contatto o su unità di seconda e terza schiera, in ca<o di contatto taltico in alto. Le precedenti considerazioni inducono a ritenere relativamente semplice nella su3 configurazione quella che si è <letta fo salva di fuoco atomico (bcnchè tutt'altro che semplice nei suoi risultati), con la conseguenza di facilitare la scbcmari1.za7jone e la casistica dell'impiego generale e lo rliscu<.<ione di uno sviluppo tipico di farti. (1) 1...3 determinazione dd ccntrQ di un colpa :1tomico (e in dipcndcn.,..1 l:i poaiz.io11c rdl.tl\,:i dci colpi di uno salva atnmic:a) su di un obiettivo t.:iuico ddìnitr, con l:a distrihu.2ioM spu.ialc dei suoi clcmc.nli richiede lo risoluzione d1 un intcrc11J.ntc prol,Jcma di ricerca opcr:1th,3 1 la cui tratta-iionc non trova posto nd pr~ntc .saggio. A titolo indic~Uvu :!il .lCce:nn3 c.hc un procedimento rMluLivo può c.sscrc c,ffcrt.o da una ricma Ji massimo, .sulki b.ist di un lucido di uni probabilir.\

circolare (<0lu1innc grafica). li procedimento ha analogia con qudlo •pplkato per ris,oh•C"rc il cosi<ldct10 « problema dello squib )l, b. noc:1 :arm:a di lotta antisommergibile.


Se poi per circostanze contingenti si dovesse rinunziare all'impiego di artiglierie atomiche per affidare le cariche atomiche a missili o ad ordigni di caduta da aer<o, gli effetti non risulterebbero modificati sostanzialmente ad eccezione di una maggiore aleatorietà d'azione e di una minore giustezza di tiro. 14. • Ciò premesso, il i:,rimo ano da compiere ai lini della ricerca intrapresa, è la dctcrmi11az1onc dei da ti di efficacia di un tiro atomico centrato su di un dispositivo di fori.e ordinarie, per prenderlo a hase delle varianti che ne risultcranoo suggerite e dd!a definizione ddle caratteristiche di organizzazione che consentano di consenare nel modo più completo le pre.sra1joni opcr~tive dei reparti soggetti all'azione. Poichè a questo scopo le ptrdite debbono essere mantenute nel quadro di tassi tollcr:wili cocrispondenti a quelli di azioni convenzionali medie, conviene addivenire a unn valutazione di e[ficada in perdite umane di un proietto at()mieo della potcnzialicl indic~ra, che corrisponde alle bombe atomiche sganciate su H1roshin1a e Nagasaki. r dati di mortalità risconrrmi nel le due città giapponc.1i sono riportati nel grafico z della pagina segueotc (1), riferiti al totale della popoLnionc entro determinate diS1,i11ze dal punto 1,c,0-tcrreoo c<l espressi in percentuali di dew,si. Nei due casi si trattava di bombe centrate su agglomerati urbani densi, costituiti per lo più da abitazioni di strutture leggere, quinci, di nessuno o scarso valore protettivo. facilrne11tc inccndiabili e acce pit, che altro a incremeniarc le lesioni c<>n la proiezione di frammenti di legno, verro o altro materiale provocata dall'onda d'uno. inoltre si era io prcscnz:t di una dtstribuzicnc di p<>polazione sulla superficie del terreno che non ha analogia con quella pertinente a disposizione di personale in dispositivi tattici su terreno vario, n~ può trascurarsi il fono che truppe in forma7jonc di combattimento su 11errcno anche solo mediamente accidentato dispongono di una protezione diretta e indiretta data dalla copertura e dalle asperità del terreno, a un dipresso come queste offrono proiezione contro il fuoco ordinario. Quindi si può arguire che i dati relativ i s<:>110 sicuramente in eccesso per quanro rig\larda i ,·alori a.~soluri. Invece si considerano accettabili, almeno con linalit~ semplicemente orienta(1) TI gr:ifico pc-ovicnc dallo ritloboaziot1c dei d;ati npo;to;ti in rig\l.r:1 u.15 dell'optr3 cn:ua tt EUçcr, o/ A1-0mk 1Vet1pon1 Il, C:ap. xn • Protcction o( Pcnonncl, pog. 376.

I


. •

.)I


1jvc, in valori perccmuali, Ja riferire owiarncntc agli organici effer. tivi e tenuto conto della dislocazione di questi ultimi sul terreno. li grafico conferma che su ili un raggio corrispondente alle dimensioru della zona di distruzione rotale il numero dei morti l1a raggiunto il 90 %; che su di un raggio di 1200 m esso era ancora del 6o %; clte ~ caduto sensibilmente soltanto verso i 1500- 1700 m, dove si sono registrati percentuali del 30 - 40 %. A 2000 m la percentuale dei morti è stata del 20 % cd a 2300 m del 7 %. In conclusione è da ritenere dcdu1.ione equilibrata e accettabile eh.e in corrispondenza della zona di distruzione totale si verifichi l'effettivo aruùentamcnto dei reparti coinvolti e che nella zona immediatamente adiacente degli effetti gravi, mcdi e leggeri si registrino perdite globali da ragguaglinre a un valore medio del 25 '¾,. I precedenti dati quantitativi di m~ssima conducono ai seguenti apprezzamenti di efficacia : 1• • cn rro un raggio di 1000 m dal punto zero terreno (cioè su dj una fronte e una profondità di 2 km) si verifica la dùnina1.ione completa dei reparti che vi sono dislocati; 2° • marginalmmic alla zona prccedcmc e per una estensione di 1500 m su entrambi i lati si hanno perdite complessive pari :ù 25% del personale. La Croate e la profonclit~ totali delle zone interessare raggiungono i 4,5 • 5 km, talchè in base ai <lati di m:mima esposti si può affermare che « grosso modo» delle forze cn,tC1Jli 11cll'arca colpita da ogni colpo

10/o 1111

terzo comerua oneora capacità operatiua.

L"analisi trova 13 sua conclusione col computo delle forze che effettivamente, in una casistica operativa schematizzata per esse.re semplice e di facile accesso, si può arguire siano dislocale nella zona di pericolo individuata nei precedenti termini (1). E' da escludere, per moti vi di sicurezza (n . 13), che si tratti di concentrazioni immediatamente precedenti l'attacco; con ogni pr~ babililà saranno forze in zona di attesa, per quanto riguarda clementi di G. U. di 1' schiera, o dementi di G. U. di 2' e 3' schiera in attesa tattica o strategica o infine reparti in movùncmo l'Crso il 1 (1) E i..strutÙ\·o i.SOmire un çonfronto lra lt" COO$CJ;OC07.C di bombardamenti atomici e le conscguen1.c di un bomb.1rdamcnto aereo con mezzi convcnzion,li (csplo,ivi e inccndi>ri), E.<<0 pul> aver luogo prendendo o base i

dati relativi ai noti bombardamenti atomici di Hiroshima e di Nagauki e q1,1dli che 1i riferiscono a1 bombardamento aereo massiccio di Tokio in dot> 9 m2rzo 1945:


campo di battaglia, quindi incolonnati confonncrocntc alle esigenze di utilizzazione di una determinata rete di comunicazioni. Oppure si tratterà di forze in di(ensiva, c.hc si considerano per ultime pcrchè è opinione diffusa e fondata che l'interramento anche pania le del personale possa comidcrc:volmcntc ridurre il tasso delle perdite certatll n;Khltlll

Encrgiil ciplosiva kiloton

Popolnionc per kmq Supc::rfic,ic dìnruttil kmq Perdite um2nc comple-ssivC! -Perdite umane pc.r k.01q

:w 1

3.500 12.2

140,000 1, ,475

Nq:.uald

20 15.000

4,6 ;,6.000 16.550 (,6'X,

To~lo

1.5 5:.000

40.9 185.000 4.500 8,6%

Pcrccnluak perdi«: 85')/, Perdite per kiloton 7.000 123.000 3.8oo Superficie dinruu, per kiloton kmq 0,610 0,130 27,2 A pariti dì energia 1n :tzionc nd corso di bombard:uncnto con mc:z.-zi convcnzioa:ul ,i sono •vutc perdite globali superiori (d:u 50 •I 100%) e SU· pcrficic tlisttutta moggiore (do 45 • 100 volte) che nel corso di bombardamenti atomici. lnv«c i bomb:Jrclnmcnt.i atomici hanno provocalo perdile pu· ccntu:ù.i d:i 8 a 10 volte maggiori, confam:mndo I~ c:at.:iitt.e:rink:a di discruz.ionc totale dell'esplosivo atomico, da cui dcriv.:a b sua noua distintiva di amu1 lcrrorisùca. Nel bomb.udamenro indiscrimin:.tto cou me<LZ.i conv~zfonali sooo st:llri registrati en'~tti complcss.ivi molco più ingenti pa il concorso dcll'inctndio

:tppiCC3r.o d.,gli ordigni inccndla.ri e dili;1,g,no per c."lu~ contingenti. E.' cvi· dente clic in questi termini U bilancio energetico delle: tre opcr.izioni non pu~ C$5Cre giudic:i.1.0 di piéno Y~Orc pr~ùvo pcrch~ gh clementi che vi p:anccip)no non sono omogenei, dato che se si pub ammcnc.rc un:i cquh12 · lenz3 energetica tr.a è1plosivo nuc1carc cd esplosivo chimico, non ,i pl.lib wibilire una cquiv;,lcn7..:i gcnc:r::i.lc tt2 esplosivi e m:ucriali inccndiJrÌ. Rat.:1 pcr:11U'O

A.cceruto che per le conscgucnu concrete il bombard3mcnro di Tokio

h:i ;avuco ar3ttcre di m.:agglorc gnività dei due bombardamenti cli liiroshima e di Nagasaki, 1.1nto più noti. Le prcccc:lenll con.Jidcr:>:z.ioni indurrd>bcro 2 ritenere fond:m1 ln dedu7..ionc che l"csplosi"o nucle:a.rc, sinchè impicg,no in formo di bombe :atomiche nomi· nali (e con questo si fonno le. più ampie: riscr..·c per quanlo riguard;i gli dfetd di bombe atomiche di po1ct1za molto mi:aggiore:, come le rcrmonuclc:iri), non introdurrtbbt: elementi del tutto sovve:rtitori nel campo dei fani, mcnuc permangono gr~vi&Simc le: conseguenze nel qu.adro psic.hk o, in specie quando ,iano sfnm..a.tc d:.i una prop:1ganJa d'intimidazione. In dcfi.nid,•a, b bomba :1tomie2 è uno .)tfum~nto terroristico C! qurm c::1r.:mub.tic.a risulta C.$.1lu1:1 ne.i 1ipi di hcmbc di maggior potenza. Uno suu• memo dì lerrorc ha maggiore cHk:ich contro popolàz.ioni indifese. che con..

uo fon.~ mrm:1tc in opctaiionc. Nel quriJro tattico i prt.eed~ti d2ù e le

g,n,no,

taz.ioni cori.segt1cmi ddillono fiSCrc accu r:iL1mc.ntc discussi pachè ii è indoui a presumere: un:a cvnsidctc.,•olc limitazione di clfiaci3~


7 8

mente odia zona marginale che i ~ indivi1luat3 col daro medin del 25 'X, di perdite. con molta probabilitil anche nella zona di distruzione totale e in particolare per le ,uc parti più di>tanri dal punto zero-terreno. Riferendosi alle norme lattiche e logi,tic.hc correnti, in w1 'arca dell'entità inJic3la i possono ritenere schierati da due a tre banaglioni di fanteria o gruppi di artiglieria o unitJ corrispondenti e dislocati o incolonnati su strada da uno a due battaglioni o gruppi, dei quali in seguito sll'anacco ammiro andranno perduti i due terzi. i trntta indubbiamente dì perdite gravi per entità e subit.1neità ,i. in uomini, sia in materiali. Per quanto riguarda le perdite umane e considerati i soli effetti immediati dell'espio. ione atomica si avranno 1000-1500 mdivtdui fuori combattimento per ogni colpo giunto a segno e per una salva da 2 a 4 colpi ì due valori estremi d1 2000 - Gooo colpiti. Poichè: come si è già acccnnnro, non /; pensabile una rapid. succe»ione di sal\'c atomiche. i precedenti totali si possono considerare comprensivi di tuui i danni inerenti a una singola a,jonc atomica lattica. La gravi1il delle perdite è mcss.1 adeguatamente in rilievo consi· dcrando che, dal solo lato matcri:tlc, <0no 1.1li da poru in crisi un'intera G. U. dt r' ordine. 1 on sono la cata1trofc assoluta pcrchè non sempre si vcrilichernnno i massimi di perdite e nel c.1so di valori mcdi sussiste ancora una residua, consistente capacità cornbaui,•a della G. . coin\'oha e, ancor più importante, pcrchè le pcrdire 5000 suscettibili di essere par-1.iali,.zate. Le disposizioni a quc to scopo dovmnnn tender in ogni circos1.1nza a un diradamento spinto ino ai limiti ddla prc tazionc lattica dei reparti. Quel che è indubbio si è che i di po iti\'l delle norme correnti non sono adatù all'epoca delle armt atomiche. La rsigm:a di pnr::iali::::a:io11c di cfl(lli clic si 10110 valutati acx11do presenti dispositivi ordi11ari, cioè corrispo11dc11ti a u11a talliC'a prcatomiC"a, imporla la dcfiliizionc dei procedimenti relativi e la loro ador:io11c, come c1igC11ta d'impor1t111ta vitale e qufodi illdcrogabilc. 15. - i è già a ccnnato che la ricena più immediata di pal'7,Ìali1r zazionc degli effetti mitici dell'esplosivo nucleare con,istc nel diradamento spinto dei reparti. E' ancora una volta l'applicazione della vecchia norma che non conviene offrire obiettivi pagan11 alle azioni


di Cuoco avversarie più potcmi e le azioni di fuoco atomiche lo sono JXr cccdlcnza. · li diradamento dei reparti trova due limiti principali e permanenti nella comandabilità e nel rendimento operativo dei reparti stessi, rendimento in quadro logisticn e tattico subordinato a una celerità di movimento, rispettivamente su strada e attraverso il terreno ordinario, alla quale sono legate le norme d'incolonnamento e di scaglionamento (scaglioni di marcia) e le distanze rra scaglioni tattici, queste ultime in dipendenza di tJuella continuità di sfoni che impone per ogni aliquota di un maggior complesso di forze e per ogni situa1.ionc un tempo d'intervento inferiore a un massimo non superabile. I tempi d'intervento minimi sono realizzati da reparti motori2:i;a1i su ,·cicoli di combatlimcnto e da armamento meccanizzato. Se ne inferisce clic nell'epoca atomica e sotto b minaccia di •iioni aromichc tutù i reparti combattenti cd i scr,•izi di combattimento dovranno procedere su veicoli a motore capaci cli muovere attraverso il terreno ordinario per conservare le migliori doti di ma· novra in quella che in altra sede si è detta una condizione permanente di dispersione controllata, cioè di reparti alla mano per quanto dispersi. Poichè combàttcrc vuol dire ancora concentrarsi, le conccnrrazioni dovranno essere labili: realizzate in vista dell'azione e ogni qual volt;, possibile durante l'azione stessa per raggiungere rapidamente gli obiettivi assegnati e successivamente risolte con un immcdiaio diradamcnio. A questo può seguire •ccondo i casi una nuova concentrazione su altri obiettivi o una dispersione di fase d'auesa. Evidentemente tutta l'auivi1à tattica risulta impron~ta nei precedenti termini ad un costante dinamismo che non è fine a se stc:.so ma condizione necessaria per conservare una consistente capaci1/i operativa, forse meglio si dovrebbe dire per sopravvivere e il problema è aUorn posto nei suoi elementi fondamentali. Senza dubbio tutto questo non è facilmente attuabile ma è indispcns.,bilc come un'esigenza di vita. E' inmuabile con reparti che operano « di norma » a piedi; è perseguibile con reparti che cli norma operano su veicoli ed «eventualmente » sono in grado di conibattere anche a piedi. Si è fallo cenno alla esigenza di raggiungere rapidamente gli obbiettivi. Quc.1ta c.1igen7A1 è assolta solt;into quando si disponga di un armamento molro potente e al tempo stesso molto mobile. I due termini di potenza e: di mobilità normalmcme antinomici trovano


contem peramcnto nell'adozione di armi meccanizzate. Quindi la mcccaniz7.azione dell'armamento è un altro ;1m ido10 contro l'aggressione atomica. Non è facilmente atruabile anche pcrchè occorre formare mentalità idonee alla concezione e all'attu:izionc di azioni tattiche improntate a uno spiccato dinamismo, mentalità che non sono comuni. Ma esse si formeranno quando saranno a disposizione reparti idonei a tradurre in atto le concezioni e q uando si sarà consolidata quella esperienza fatta di possibilità e di realizzazioni effettive che è il ristùtato piò apprezzabile di un addcwamento realistico e ben condotto. E si formeranno canto più rapidamente in quanto esse rispondono a un'esigenza che non è eccessi"o chiamare primordiale e in quanto q uesta convinzione sarà piò diffusa. 16. - GI i argomenti esposti sino adesso hanno avuto più che altro il valore e lo scopo d'inquaJrarc le idee e difarti sono stati per lo più presentate delle considerazioni che si potrebbero dire di efficacia. La linea seguita è particolarmente consigliabile quando si tratta di armi nuove e d i eccezionale potenza, delle quali prima d i tutto è necessario definire gli effetti. L'inquadramento d'idee ha portato a mettere in r ilievo taluni conceui generali dai quali si è dedotto l'impostazione di una tesi di dispersione controllata e di concentrazione labile. La parte trattata sinora, sia documentaria, sia deduttiva, non è opinabile che in modesta misura. Si può dire che essa ha raccolto dati di fatto e deduzioni immediate e di stretta logica che sarebbe difficile negare e soprattutto inutile e anche dannoso trascurare. Ma dati che hanno l'aridità delle cifre e le deduzioni logiche che ne risultano non acquistano merito se non vengono trasferiti da un campa dottri nario a quello pratico. Questo trasferimento, che è il prezzo di ogni fatica costruttiva, richiede la definizione delle modalità da adottare per ridurre al minimo le perdite di ogni dispositivo mtico o logistico nell'eventualità che non è ancorn consentiro escludere che dall 'avversario vengano sferrate azioni tattiche di fuoco atomico. I dispasitivi ordinari, lo si è visto, risultano troppo concentrati e le perdite, in caso di un'esplosione atomica ben centrata, risulterebbero sempre molto gravi e talora gravissime, per quanto si abbia avuto cura di escludere che siano sempre assolutamente catastrofiche.


79 1 I.:.' lapruis iano che per parzinlizznrc gli effetti bisogna diminuire

i bersagli: un proietto atomico che cada in a pena campagna o qu:mmeno su di un rerrcno sc.1rsamen1e occupato da personale non pro\'OC3 perdite immediate o le provoca in misura molto limitata e anche gli effetti rncce.s,ivi sono prevedibilmente modesti e comunque affrontabili con disponibilità di mc,:1,i e di tempo. Pcnnnto In tesi difensiva è di far cadere il proietto o i proietti atomici laddove producono il minor danno cd a questo scopo vale bsciarc incerro il nemico circa rcffc1civa dislocazione delle forze e iò si ottiene, ol1re che con i consueti procedimenti di tutela del segreto e d'inrcrdizionc dell'osservazione diretta e indiretta, lasciando su ogni campo di battaglia i maggiori spazi vuori, sempre pronti per altro a occuparli con tra.1fcrimenm tempestivo di forze provenienti da spazi occupali quando k circostanze della ,·iccnda tattica lo con)iglino o lo impo11gano. Spn:Gi vuoti dell'ordine del 50 •i riducono già a merà perdite e danni; aumentando ancora ,1uclla che i porrebbe dire la « lacuno,ità » dei dispositivi tattici si raggiungono cocffi. cicnti di parzializzazione di perdite ancora più elevati. L'acccnn>la lacuno,it~ ha un caraucrc p.trticolare ,ul quale ,i rilorncrà poco oluc. Ma anzilu110 si deve cons1a1arc che si è in prcscn,,a di una evoluzione di dispositi,·i che è molto naturale e che si è iniziata da molto tempo. Come le armi a ripdizione hanno imposto prima le formazioni aperte e poi quelle sparse, le quali rappresenta• vano l"adozione di norme aggiornale di posi,.ione reciproca di singoli combattenti - si trattava di armi i cui proiettili avevano e han• no azione individuale - , oggi le armi cap•ci di •zioni di distruzione collettiva - e gili lo sono i conecnlramcnti di fuoco artiglicristico od

10

.:tCrM

cd in misurn cs.trannmcntc maggiore

le azioni condotte con

e plosivo nucleore - impongono i dispositivi radi e poi dispeni di reparti. a loro volta largamente aperti o sparsi nel loro interno. Sono quei dispositivi che si sono già detti lacunosi e l'aggettivo adott:ito malgrado il difelto di eufonio vorrebbe esprimere il concetto di uno u:hieramcnto che malgrado la presenza di spui vuoti Qacune), per ipotesi tanro c.srcsi dn ragguagliarsi n una porte considerevole dell'arca 101. le di schieramento, conserva consinenza e capacità di prcstu.ione toli da non incidere che moho parzialmente sulla capacir~ di assolvere i compiti difensivi od offensivi che sono di com• ~enza. E pokhè 1., lacunosità implica una minore solidità inrrinscea contro azioni concentrale dell'avversario, il diferto di olidirà deve risultare annullato dal renderla permanente di fatto ~u vaste

S.

R.


79 2 estensioni e momentanea in zone più ristrette, poichè ivi all'occorren7.a sarà possibile fare accorrere altre forze, e l'artegginrncnto sarà facilitato dalla necessità anche per l'avversario di conformarsi ad analoghi procedimenti. La concC?,ione conferma che la modalità più rispondente per sCuggirc ad offese di eccezionale potenza è offerta da una spiccata mobilità di tutte k unità in campo, per effetto della quale si realizza quella labilità di obiettivi della quale si è già fatto cenno e che in ultima analisi si traduce in una osmosi permanente tra zone presidiate e zone sgombre da mantenere attiva in ogni circostanza perchè sia effettiva all'atto di un ·esplosione nucleare. Allora, quando questa è avvenuta, non si tratta che d'intensificarla a ragion veduta sia per esigenze tecniche, allo scopo di sottrarre i reparti coinvolti agli effetti successivi dell'esplosione, sia cd a più forre ragione per esigenze operative. Souo quest'ultimo aspclto si tratta di fronteggiare uM rottura effettiva, ampia e totale di dispositivo, per qU.1nto interessante soltanto una schiera di G . U. se nel contempo non sono state svolte analoghe azioni piÌI profonde di carattere strategico, il cui sfruttamento può essere tentato anche srnza dilazione di tempo da parte di un avversario equipaggiato in modo adeguato (1). A questo punto cade opportuno notare che l'esplosione atomica, cosl potente nei riguardi del personale e delle cose mobili e immobili situate nel suo raggio d'azione, non altera in misura apprezzabile il valore degli ostacoli natur.1li e anzi, se esercita qualche effetto, tende ad aumentarne le caraueristiche impeditive non solo per le rovine cbc aggiunge per proprio conto, ma anche per le limitazioni che impone per un certo periodo di tempo all'esercizio di attività di qualsiasi genere e in particolare di attività di lavoro. Ne risulta una valorizzazione degli ostacoli e delle zone di ostacolo che non deve essere trascurata e anzi può e deve essere utilizzata (1) E' d~ prevedere che •nchc quando non impallo da p,,di1< immcdi•tc, rnua una G. U, di 1° ordine rim:asta JOggcu~ 3 un•2zione :nomiQ do\'r~ cs.5erc sosùluila r:1pid:1mcnte per le clccontaminaiiooi, le cure cd i periodi di sorvcgllao1.a dchiciti dalle :a.ffe-.t.ioni cb r:adiazioni. Oj consegucn1,3 s'impone un:1 serie dl prov"cdimcmi che dovranno essere oggcuo di pro,;ctti prcvcmh1i percM f"'""OO c:,scrc opplicoti con tutt:1 ,cmpcttiviù. In qucll• ..dc si dovranno lndic2rc le uniù che subcntt:tno nello sd1icr.1n,tnto t lt: mod~litA di ..,,tituzione, t~uto conto delle ,slgtnu di bonific:i e d'impnuicabilitil temporanea locale in seguito oU'csplosionc.


793 a fondo. Gli accidenti import:toti del terreno e la rete idrografica, con particolare riguan.lo ai corsi d'acqua importanti, costituiscono appigli sui quali è necessario accorrere e aggrapparsi per contenere un awenario che tenda a sfruttare la ronurn determinata dall'aggressione atomica. r7. - Quando l'avversario disponga dell'arma atomica e non debba a sua volta temerla, pcrchè essa non è a disposizione dell'aggredito, ,fopositivi di persi e concentrazioni bbili vedono accrescersi il difetto di solidità intrinseca in confronto di un •ggrcssore che può impunemente manovra.re con forze potenti e conccnlt'3tC. Ogni confronto di forze armate diviene aleatorio ogni qualvolta le due parti contrapposte non dispongono di un armamento equivalente, cioè guando sussiste uno squilibrio iniziale che è molto rliffìcik climinarè durante le operazioni. n partito più debole non pub realizzare effetti di potenza comparabili a quelli deU'aV\'Crs:trio e perde di conseguenza gr:m partc della sua libertà d'azione. Vale notare al propo,ito che i c.rirc.ri di organizz:izione di forze armate terrestri che assicurano le unità pitt ri pondenLi per un3 guerra con armi atomiche a parirà di condizioni sono ancora quelli che da.ranno luogo ai migliori risultati - ciò che era intuitivo - nel caso che questa l'arit:i non sussist:i., parità che d'Qltronde è smpre ipotetica e che nel caso assunto è materializ,:ara dall'essere l'arma atomica a disposizione di entrambe le parti. Pertanto occorre insistere in quell'ordine di provvedimenti organizzativi che si può riassumere nclla realizzazione di forze nrmatc terrestri di tipo moderno, a un tempo molto potenti e molto mobili, quindi molto manovriere, e relativamente poco vulnerabili sotto l'aggressione atomica, ruituralmeme ad eccezione dcllc azioni cui uomini e cose sono soggetti nella zona di di eruzione 1oralc propriamente detta, Questo tipo moderno di forze armate terrestri consiste sostanzialmente in una fanteria meccanizzata e in un'artiglieria scmovcnte, sostenute da congrue fol'7.e aeree direttamente assegnate, cioè in stretta combinazione, Le forze terrestri di cui tratta!i sono corazzate o blindate. Si è già fatto cenno all'azione protettiva contro la maggior parte degli cffcni della bomba atomica di blindature <pcs<c (n. 12), ma anche per <)l"-<SOri di corazz-a e blindatura ordinaria i ha una protezione sufficiente nei riguardi della maggior parte dei fatti aggressivi cui d11 luogo l'esplosione atomica, ad eccezione delle radiazioni pene-


794 trami e neutroni che per altro sono tra quelle di minore raggio di azione. Conviene gcneraljzzarne l'adozione in vista della necessità di far fronte all'arma atomica, generalizzazione che si traduce in definitiva ,n un'adozione più decisa di un j ndirizzo già in atto, come è quello di Wla progressiva meccanizzazione delle forze terrestri. Questo indirizzo può essere ulteriormente perfezionato, in aderenza a una valutazione di crescente pericolo atomico, con disposizioni d'ordinamento informate al criterio di tendere a una importante riduzione del personale a servizio delle armi, t<~nuto conto dclla vulnerabilità senza confronto maggiore del personale rispetto al materiale, da pcrfC7.ionare col rimuovere, ciò che può farsi generalmente senZ<, diffia,ltà, parti e sostanze soggette facilmente alla rottura o combuscibili. Del resto la meccanizzazione dell'armamento comporta per proprio conto riduzione sensibile del numero dei serventi pcrchè comporta una parziale amomatjzzazione <lei servizio cd elimina le manovalanze di trasporto di armi e munizioni. Conformemente alle considerazioni svolte, le forze terrestri dcli'epoca atomica avranno le caratteristiche disùntivc rispetto alle corrispondenti forze tradizionali di un numero molto maggiore di armi e di una maggior p0tenz., delle singole armi, ili un numero molto minore dj uomini per altro altamente spccializz.,ti e molto bene addestrati, di una protezione generalizzata di uomini e armi mediante hlindature. Le unità corrispondenti saranno quindi in grado di erogare volumi cli f-uoco molto più ingenti ddle unità simibri odierne e di sposrnrsi su strada e sui terreni ordinari con velocità dell'ordine delle attuali unità corazzate. Non risponde ai fini del presente saggio di entrare in particolari di ordinamento di minori e di G. U. mcccanivtate del tipo sommariamente indicato. Si pnò dire soltanto cbe le attuali unità e G. U. corazzate ne rappresentano un tipo approssimativo, da considerare poco più che solu1.ioni di tentativo. La deduzione più cauta e più fondata è che manchino ancora le condizioni per fronteggiare l'arma atomica nel campo tattico e che al tempo stesso sussistano le premesse per definirle e quindi per addivenire a soluzioni concrete. Tutto ciò non desta sorpresa data la recente entrata in campo dell'arma atomica, ma non è men vero che costituisce sprone a studi accurati per giungere a risultati risolutivi pratici.

l


795 aturalmcntc l'analisi intrapresa che ha avuto per oggetto una tattica dcll'epoc.1 atomica, cioè la ricerca della decisione attr.ivcrso la battaglia con l'impiego di armi che includono l'esplosivo nucleare, non ha nemmeno sfiorato il problema ponderoso delle enormi conseguenze dell'impiego dell'esplosivo nucleare ai firn di una guerra di distruzione che in questo troverebbe uno strumento di straordinaria potenza, da sfrutrnre per l'annullamento dei parametri del potenziale bellico. AffronU1rc un problema dilatato alle cmcmc conseguenze di una guerra atomica lo avrebbe complicato sino a rendere n,olto improbabile una qu:ilsiasi conclusione su piano pratico. cl quadro più ristretto adottato un fatto si può prospettare come inconrrovcrtibilc: tutte le armi nuove hanno trovato col tempo la parala e la risposta. Pur ammettendo che l':irma atomica ponga in presenza di un ·enorme potenza di distruzione, non vi sono elementi per escludere che anche nei suoi rigu:1rdi possa trovarsi la parata e la risposta. ~rtamcnte la soluzione moralmente più ineccepibile e praticamente più soddisfacente è di vederla bandita dai campi di batt:iglia e più in generale come mezzo potenziale o attuale per risolvere i conflitti intcmazionoli. Nelle more che ciò accodo e pur augurandosi cbe possa accadere presto, è imperativo categorico fare di rutto per non essere presi alla sprov,•ista dagli avvenimenti. Questo è il senso in conformità dd quale si debbono preparare mcmi c alti ai lineamenti di una tattica atomica.


Pronte per il l2ncio ttt lune,. ri< c Nìl<< • dì miss.ili guid1ti. F•nno pwe dd 513" battaglione

missili disloc:ato, come molte ::aJ 4

rre uniÙl timi

lari, a pròtczÌO· ne di i,nPorun ti 3r-cc Jd \Ct rirorio U. S. /1..


PROGRESSO TECNICO E STR ATEG I A TOTALE G,,n. di C. A. Pa.olo Supino

u

1. tesi dcll"miva partecipazione di motivi recnici agli aspetu cssrnziali della civiltà contemporanea trova coofcrme aurorevoli e convinccnh a ogni momento della vita corrente. 'è vi è dubbio che •i lr.ltli di una p:irtccipa>.ionc scmprc più sosrnnzialc, dal momento che, in concomitanZll col carattere spiccatamente evolutivo della tecnica ndla fasc auuale, ne risull3Jlo provOC3tC modifi •· zioni profonde di modi e di prmp(ttivc di vita per larghi strati del genere umnno. Naturalmente questa panccipazione di motivi recnici si riActte anche sulle istiNiioni milirari e sulle forme ddla gucrm. Molti elementi di fatto concorrono a dctcrmfoarc l'accennato corso di cooc, che an:t.i 'lui si prc.senla in modo più eviclente che altrove. lnfutti ivi si prescinde di regola da un bilancio W)nomieo, dato elle le poste in giuoco sono di estrema importanza e giudicate meritevoli di essere assicurate a costo di yualsiasi , acrilicio; in previsione e durante le guerre, economi> e industri:i degli Stati imcrcssaù - e si uau.a dei più g,,ndi complessi economici e industri:ili del mondo ntl caso di guerre mondiali - vengono sottoposti n uno ,fon.o gigantesco, che non ha confronti con quanto è attuabile in opere di pace e vengono altrc:sl 101lecitatc e perfezionate innumerevoli collaborozioni individuai, e di gruppi, cui 10no prcscntate cominuamcntc richicnc di lavoro invcnùvo e rli rcoliz1~1zionc; infine vengono posti a dispo<izionc mazi grandiosi di ricerca, di esperimento e di produiionc e ognj nuo,·o ritrovato viene cimenuto, appena approntato. •ui banchi di prova più cffic.,ci, come ono quelli offerti dall'esperimento dircuo nelle condi1.ioni plù rigorose. Il risultato di quesro lavoro ingente e dcl.lc circostanze concomitanti che sarebbe forse lungo e inutile elencare in modo tassativo $"illustra coll'offcrma7jonc 1ignificoti--a della prcmincnz., di una for-


1392 za armata di una determinata epoca su quel le si milari di un periodo precedente, anche non lontano. E' nora la tesi che un esercito d, cinquanfam1i dopo batterebbe certamente quello dnl quale è stato b:muro ci nquant"amtl prima, nella ip01cs1 che fosse rimasto fermo allo stadio che pure gli ave,·a dato la ,·ittoria. Oggi essa si completa ooll'osscrvazionc più piana che b:1stano dicci anni di pace o uno di guerra per vedere 1<:gn:11i progressi capitali da armamento e da prassi d'impiego. Seni.a indugiare in rcminhccnzc storiche più lontane, la esperienza \'icina degli avvenimenti del 1940 in Francia è convincente circa l'csiro inclurtahile dell'urto tra forze mantenute a giorno dei progressi tecnologici e dalle tecniche ,l'impiego conseguenti e forze rimaste ancorate a concetti d'organi zzaiionc e operativi superati. siano pure quelli che hanno portato gli stessi eserciti a luminose vittorie, quali furono indubbiamente le vinonc che conclusero la prima guerra mondiale. Ciò accade malgrado rinvarian7~1, che si può focilmcntc consentire. dei precetti fondamentali della tauica e della strategia e poichè sui fotti esercita soltanto un ·inaucnza parziale, se pure di primo piano, l'azione da auribuirc cli "olla in volta a capi militari di cli({crcnte merito, in realtà sono le armi migliori e una prassi d'impiego che valorizzi le armi migliori che assicurano il successo e la viuori:i. /\Ile gerarchie responsabili civili e mi li tari spella in via preliminare di forgia re il migliore strumento per la realizzazione dena politic;, mi litare ciel proprio paese e di cdilic.1re istituzinni civili e mi. li tari in funzione delle esigenze che tali realizzazioni importeranno. Indicare la causa determinante: del ,ucccs;o e della vittoria nel merito comparativo di u11 arm:unemo e di una prassi d'impiego vale a sonolincarc il pregio, oltre che il contenuto, di una preparazione militare bene orientata. Naturalmente i faui in sè sono meno semplici di quanto potrebbe lasciare supporre u,ia loro enunciazione si ntetica. Esiste una effettiva difficolrà a precis.1re, a integrazione di una intui tiva valorizzazione generica dei contributi di una tecnica evoluta al ptrft-1.ionamenro delle istituzioni militari, anche le sole lint-c maestre secondo le quali i coOlributi 5tes5i sono rc3)izzati. Non è facile, un l'a ltro, definire lo stadio (aggiunto a un dato momento dalla tecnica generale e in primo luogo dalla tecnica applicata a!b risoluzione dei problemi militari, lo stadio prcvcdibilmcnrc raggiunj!ibilc a u11a determinata scadr.nz., di cempo. ancor meno acceJtarc le lince più esercitate e tra queste le più rcddi1izic e infine quelle che per il riflesso di circostanze varie e in parte almeno contingenti lo-


1393

sono in minor misura, ,lcli nizioni e acccrlamculi di considerevole rilievo in una valutazione di apporti relativi, cbc è bas,l.irc per interventi intesi a non lasciare intentato nessun proficuo settore di progresso e di perfezionamento. Si è in pre,cnza di un lavoro grandioso e :il tempo stesso assolto in moclo 1ipic:imcmc framment:irio. come ogni opera frutto di un numero considerevole di quelle attività indivicluali e più di frequente di gruppo che si sono 1,~à ricordate, impegnate su lince disparate, per di più raramente coincidenti con specifiche br:mchc professionali, che ricevono unità dagli scopi cui rendono e da una funzione direlti,•a e di coordinamento di grande pregio. Inoltre accade sovente che le ricerche all'origine di un determinato ordine di problemi ricevono contributi positil•i da direzioni impreviste cd a loro volta portano a progressi di ri lievo in campi differenti. Allora prendono consistenza problemi di direzione, di coorrlinamcnto, d, vi~ionc e di previsione di possibilit:1 di utilizz:wonc che sono prezzo sos1an1.iale dell'opera, nel senso che in loro difetto risultati anche d, primo piano risulterebbero trascurati o dimcntic:lli del nmo. Nel campo militare poi coesistono motivi complessi di una consistente di[lìcolt:I per unn visione globale cd cs.111riente da cui prendere le mosse in vist.1 di un'azione bene cricntata di progrnmmazionc (imposrn1.ionc dei problemi), di graJ,mionc (indicar.ione della <liffcrcnic importanza relativa e oomingeme dei problemi), di cooperazione (urilin.a,,iCJnC dei ritrovati in c:impi affini ma talora anche molto diversi). di definizione in termini di tempo (utilità decrescente di 1olnzioni eccessivamente diffcmc). infine di assegnazione cli personale. di mc-ai di studio, di bvom e di m:ucr,c prime, attese le circostanze frequenti di difetto di ~trumcnti. o quamo meno d'inadeguata disponibilità, che è: ovvio riscontrare in un'opera grandiosa e assorbente di atrivir~ intcllettu•li e <li beni di consumo e mumcnt:ali in misura maggiore :i ogni concezione C!(:rcitara su scalo ordinari:1. 2. • Queste circostanze si possono fare ris.1lire alle carattcris1ich<' di una tecnica mìlit:irc, b cui va,tità di contenuto si apprezza immediatamente sol che si tenti di definire i limiti di un " quadro militare II di studi e di realizzazioni. Quali sono questi limiti o, in termini generali, in che cosa con~ist<mo le caratrcrìstìchc di una tecnica rniJitarc? L1 diflicohà di una risposta esauriente è cffcniva, basca con,idcrarc la pregna nza cli cc.nrcnuro dd concetto di " potcnzi~lc bd-


t39~ lico • di uno lato o d1 una cooliuonc di tati, considerato ,ome indicativo ddla capacit.~ di organiz1~1rc e condurre grandi operazioni di guerra e ancor prima di dore vita a cffic.ienti istituzioni militari moderne. e sono premesse indispensabili risorse mareriali adeguate, competenza scientifica, capacità tecnica e produttiva, infine auirudine a C()()rdinare i tre preccdemi f,mori. Si sono cirari i punti emergenti di uno ~orzo militare gigantesco, cui i deve accoppiare n«=i•mcmc, m cnmpo spirituale, una sucnua volontà di vincèrc. Un 'altra difficoltà per una rn~a • fuoco di attività concrete dd genere è data dalla specializzazione che si avvcnc in misura crescente io rutti i campi della scienza e delle realizzazioni pratiche. Per coordinare un'opera che si è già chiamata grandiosa stnz~ tèma di esngernionc, occorrono n,enti id(lnec . Ila visione ampia e competente su campi che oggi 1<>00 pnuic:u:ncnte estranei l'uno aU"altro. E' raro trovare uno scienziato di un• disciplina teorica, la qw,lc pur nondimeno è susccuibile di essere cbi:unata a contributo in una dercrminata ricerca, del pari competente nel campo spcrimcnt31c e, ammessa la competenza nell'uno e ncll'alll"O ambiente, conoscitore a fondo delle csigcnu di produzione. Sin qui si è rimasti neU-ambito di problemi di ricerca e di produzione consueti, quali ad esempio sono quelli della 1,rrandc industria modcrnn. rl p:uso da compiere è più considerevole quando s'intcnda addivenire a una connessione lra atciviL; civili e •ttività mil itari. I civili vengono invitati ad accedere a un campo del tutto nuovo per loro ed i milimi, per quanto preparati, hanno mcnr:ilità e procedimenti di lavoro che non è focile mettere d'accordo con quelli dei civili, alla cui collaborazione debbono ricorrere per fori.a di cose. Il problema non ~ nuovo pcrcbè si è prcscol:lto in ,•:,ne forme ncl corso della rcccnte guerra mondiale cd ~ stato risolto con varie modalità, nelle quali, sul piano elevato che è pertinente alla materia. sono riconoscibili i rincui di una capncitil di organi21.nione che è patrimonio specifico di ciascun popolo. Le accennate modalità hanno avuto pcr lo più carattere di soluzioni di circostanza cd i risulr:iti sono stati presumibilmente i migliori che potevano ancndersi al momento, ma la quesrione è troppo import:intc pcrchè non s'indaghi su quelli che pcmebbuo essere i procedimenti più razionali e come tali suscettibili di moggiore e di più immediato rendimento. 1clla sua impon=, pari alla difficoltà, il problema è di compctcn:r,a degli organi piÌI elevati degli Stari interessati. Senza prcten·


1 395

dcre di ruolvcrlo, I, sua impostazione in termini corretti è: necessaria per giungere alfa valutazione degli clementi fondamentali in azione. A questo scopo è opportuno apprczz,rc in vi, preliminare l'influenz:, dei parametri tecnici sulla strategb. Jnfluenz:i più intuita che accertata, almeno se all'accertamento s'intende nnribuirc un valore rlcfini10 e non quello di semplice apprczz:,mcmo di un., situnione di fono, che si è imposta per proprio conto, più che per disegno meditato di organi rcspons.ibili della preparazione militare degli Stati moderni. Nel corso della ricerCJ si avvertir~ in modo evidente In vastità del problema assunto e la con><:· ~uc:nte difficoltà di risolverlo in modo pratico e totak. M, se ne trar· ranno or1enrnment1 e indicazioni non prive d'interesse cd è l]UC 10 In scopo c.he può proporsi ragionevolmente qu,lsi•si ricerca generale in •rgomento.

3. • Forse è presunzione cercare di sintctizure in poche parole o in brevi proposizioni le caf3ttcristkhe del progresso tecnico moderno, sia fllrc col fine pratico rl"illuStrornc i riflessi sulle istituzioni militari e, in un quadro ancora più carcoscrttto, ,u llUCIIJ che si po· rrebbc denominare la concezione strntegicn moderna. D'altro canto il progresso tecnico non " che un aspetto della ri,,iltà contemporanea. la quale i m:iniksta in una evoluzione di idee e di fatti, clic coinvolge rutti i lati della vita :irrualc cd è logico l"'rtanto pcns:irc che .., ne debbano avvertir<; in un'analisi esauriente, non solo le risult:u11,e; direue, ,li più immediata indi viduazione, ma anche quelle indircnc. F. poicbè quc,;te hanno connessioni vaste, è c,,jdcnrc che l'indagine è destinata ad o«umcrc sin dall'ini7~io un caratlc:rc molto impcgnati,'O. E' in b3sc a coMtataz.ioni di tal genere che poco sopra si è definita presunzione il propor~i una sintesi della materia. Basta a questo proposito rivolgere l'attcn7jone agli cclii sociali cli quella che si è detta la civili,\ art\l.1lc e alle acce.e di cunioni .:ui ha dato e dà luogo I• loro interpretazione filosofica, per convincersi che l'argomento è molto compk= e più :incora è molto fluido pcrchè possa prestarsi facilmente a definizioni di contenuto, di oricnt3· menti e di sviluppi. Peraltro, a fini pratici, è possibile avvicinarsi allo scopo individu:mdo alcuni aspetti emergenti dal progresso tecnico contemporaneo. Essi sono un crescente dominio dell'uomo sulle for7.c della naturJ, che 11c ha ac rcsciuto in pari tempo 11 scnw e b volont. d1 po-


1en1.:1, J':icqui,izione, sia invenzione o sia scoperta, d'inn umcrcvoli n uov, materiali e congegni, una pane considerevole dei ~1uaii è CO· srituita eia mezzi di diwuzionc e quindi da armi. infine un enorme incmncmo della produzione di beni s1rumen1:1li e di consumo, pc1 effetto della quale è anicurara la facoltà di forc fronte a richieste su dimensioni del tutto cccezion:ùi. Non esiste oggi auività umano che non possa essere assistita, integrata o sostituita da macchine e per di più da nucchine molto ef. ficicnti, che sfruttano energie naturali deh,tamentc m:inipolate allo icopo di una sempre maggiore mpon<lcnza alle piì, svariate esigenze d'i mpiego. L'acquisto più recente cd il più sorprendente è staro la capacit:i di mitizzare l'energia nucleare. Eppure « l'atomo obbedisce ~lo a determinate leggi: le leggi della fisica, e il dominio dell'uomo sul l'atomo è clireuamcn tt proporzionale :,Ila sua conoscen,., di que$te leggi non ancora complcramentc note in nessuna parte del mondo" (1). Tale stato di fatto ha pro,ocato una ,piccata e i11tmsa meccaniz. zazione della vita. Log1c:uncme questa meccanizzazione - la quale ha suggerito l'attributo di « meccanica .. all'attuale civiltà, non scn7~~ uno spunto denigratorio. quasi a rilc\'arnc in comr:ipposto un:t povertà di luci spirituali - ~i è tradotta, per quanto interessa, in una massiccia adcnicnc òi macchi ne pr~ le forze armate . e non soltan· lo in c1uclle navali ed aeree, le quali per csigcnr.c intrinseche hanno sempre uri liz1.:1to macchine perfezionate, m:1 anche presso le forze :mnatc terrestri. Quest'ultime, nelle edizioni più aggiornate, si pre<cntano ormai generalmente come organismi largamente motorizzati e meccanizzati, con tendenze nette verso una motorizzazione e mcccanizz~zione int<'grnli. Le accennate circostanze non potevano mancare di riflc1ceni non solo su ll'armamento, c he ha conscn,110 e spesso accresciuta I:, ,ua mobilità ma lgrado un sensibilissimo aumento di poteni.1 e qui ndi di peso, con conscgucnu: di granùe interesse ~u ordinamrnto e impiego dtllc uniù terrestri, mn ~nchc sulle !inee delle grandi opcrn· z!oni, c:ioè in un (:ampo llC'llarncntc Hratcgico. Cli eserciti rcclumi in base all 'obbligo personale e generale del servizio militare hanno avuto $in dall 'origine u na mole considcrc\'Olc, m~ non avrebbero potuto r:,g!(iun~cre la entità di milioni ( 1) G. D&\N: Alt,mO: vita n m~rtr, Mil:um, Ed. Spc-rling & Kupfcr,

195;. pagg. •37,


1

397

cli uomini senza l'ausilio del \'Cicolo a motore; essi non sarebbero c:iti comnndahili senza I moderru mezzi elettrici di trasmis ione. prima a filo, p<>i sempre più largamente rodio; non nvrcbbcro mantenuto. anzi accrc,ciuto le doti di manovrabilità senza la dotazione d, mezzi dt tr.isporio atb al movimento cclc:rc su tutlt i tcrrtni onlinari d"impicgo. Ancora più impnrrantc, i gronrli consumi che carortcri.7.zano le operazioni di gucrr, di eserciti di milioni cli uomini. pro,·\'isti di un copioso armamento pesante, non ,arcbbcro sopporta· hili se i grandi esercir i non ave ,ero alle loro sp.,llc le indu tric csrrarnvc e di trasformazione dei più grondi distretti ind11<triali del mondo. cosùtuitisi nello ,te ~ tempo per un giuoco interessante di nflc.<si reciproci e di motivi comum. Oggi cmbra prendere piede la tendenza verso cierc111 di mmorc mole e la eirco,tan,.a è legata probabilmente a una mcccaniz,.azione sptnta, b <1ualc fo lc,•a sulle maccluac più che sul personale. Ne deriverà peraltro un maggior fobhi~gnn di ,emilnvornci , lavor. ti e m:1tcric energetiche, talchè il diagramma dei consumi nel corso di opcr:1z.1om

di

gucrrJ. contmu.:i a cunformars1 a 11Krcmcnti dcc1samcntc

po itivi.

Le precedenti considerazioni ,i riferiscono a.ll'orùia:unento è all'impiego di fori.e armate tcrmtri. Si aggiunge che col tempo <i modificano gli ambienti opcranvi, in quanto ,•cngono e,teic le reti di co111unìcazionc (strade ordinarie e ferroviarie), 5i perfezionano le modalità di cstra1.ionc e trasporlo delle matcne prime e di produ1.1011e e trJ,porto dei prodotti lavorJn, si trasformano le condii.ioni e consistenza degli , habitat ,, umani. Due sono gli aspetti più interes'"inti sotto i pm:cdcnu punti di vtsta: l'incrcmcnlo della popolazione. lénorncno prc sochè generale del 'l""!c son<1 ri(Je<" particolari il forn»r<i e l'ingigantire delle " metropoli "• e l'ingrandirsi e moltiplicar i dei grandi distretti industriali. Ocri\'a dalle circonan,.c indiclte e da molte :utrc corrdarivc che si ,ono formati e ;ono rag)\iu11git,ilt dalle .tz10111 di guerra t col tempo aumentano di numero gli obiettivi pa anti d1 quel tipo di gucrrn che si chiama " indiscriminata ", quali sono offeni dalle accennate aree indu~triali (azioni intese a mettere in crisi rifornimenti essenziali delle forze avvcrs.aric) e dalle ,1rcc metropolirnne (nioni intese a monc,re il morale e la volontà dt comb:mcrc del nemico). In quei luoghi poi nc1 <1uali si vedono comcidcre aree induitriali cd aree n1ctropol1tanc. in dipendenza di fotti ambtcnrnli che hanno favorito il loro ,bbiuamcnto, l'accumularsi di obiemvi di gronde importanza


m zone di territorio relativamente limttate dà luogo alla indi,•idua'lionc di gangli vitali di csrrcma sensibilità strategica. Quc,,i e molti altri aspetti della vita moderna, che a prima analisi si prcsmta.no in forme strctt:unentc civili, esercitano invece una influenza considerevole, spesso decisiva, sugli sviluppi e sugli esiti opcnitivi, che ne hanno avute impresse lince nuove e del rutto origina.li ri petto a un passalo anche recente. E,si si compendiano. disponendo di Strumenti provvisti di grande efficac,a d'intcrvenro, d• un lato nella facoltà d'influire ullo sfon..o bellico a,•vcrsario e dal, l'nhro in eoncrcrc possibilirà di nceesso ai più sv,riaci ambienti natu• rnli. vi<ti ndla loro funzione permanente di sedi d'attività operativa.

'1· - La scienza a servizio della guerra non è soltanto un modo do dire, pcrchè oggi è una rcah, consisrcnrc. Ancora piÌI antic:.1 di questa realtà è un altro aforisma: 11 la tecnica a scr,•izio ddla guerra "• poichè è inncg:ibilc che la tecnica era già a S<:rviz,o della guerra quando Vulcano prcparÌI le a,mi di Mane. Scienza e ttcnica hanno incrementato potcnz.~ e dmam,smo delle forze armate e ne hanno esaltato il braccio operativo in misura impcnsabile. Senza i mezzi tecnici moderni, inteso il termine nella sua accezione più ampia. si sarebbe ancora alla guerra di uomini a piedi e di CJ1valli; coi mezzi tecnici moderni la guerra ha raggiunto b scab mtcrconr:incntale e successivamente sta toccando quella pbncmia. Ormai la guerra s.1tura tutto lo spaiio cd è in procinto di roggiungcrt limiti insuperabili, i quali danno sostanza al conccl!o d'« invariante tcrnico » nei quadri opcrar:i,•1. 'aturalmenlc operazioni su scala planetaria hanno carnttcrinichc cd esigenze pt.-culiari, in mancanz.1 delle c1uali risulr:mo ben prcsro declassare a sc,le continentali o regionali. A questo proposito cscrcir:ino fun7joni di primo piano le caratteristiche di orga.niz7.a· zione e di prestazione in dipendenza delle grandi costanti di carni rerc geografico, quali le dimensioni terrestri, la distribuzione di con rinenti e oceani, le circostan7.<: di latitudine e quelle corrispondenn di clima. per non citare clic taluni fattori assolutamente predominanu. L'attitudine a condurre operazioni su sc:tla planetaria, in eon~iclcrazionc del fatto che il 71 <>:, della superficie del globo è coperta <lai mari, s'identifica colla disponibilit:i di adeguate forze navali e di baso dislocare in rutti i settori nei quali sono prevedibili opcrnioni. E pO•· chè una forv.:t navale non può operare con profitto sc117.a il supporto di una congrua forn aerea e la prccosrituzione di basi idonee a fornire

.


'399 i rr.unpolini di lancio degli aerei (infrastrutture terre.Itri delle forze aCTce), la mancanza dei due attributi, da integrare con qudli di uno marina mcrcanulc e di una flotta di tr:uporti acrd a servizio delle basi novali cd aeree, implka la ,mpossibìlìtl da ~volgere operazioni alla scala indicato. Un altro esempio interessante d'invarionrc tecnico/; offerto dagli strumenti di una condotta strategica offmsiva. Essa conmtono in forze potenti e mobili, in genere meccanizzate (motorizzate e cornz1.atc). integrare da forze aerotrasportate e eia una congrua a,•iazionc. li tipo gcncr:ile di operazioni che rali forze sono in grado di con,iurrc è quello di puntate improvvise profonde sia terrestri, con adeguato wstcgno aereo, sin oeroterrcstn, con formazioni aerotrospormc opc_rami da sole o in combinazione con formazioni meccanizzate. in azione ,u direttrici terrestri operativamente conconmanti. Le formazioni indicate, per essere all'altezza dei compiti di una Hratcgia offensiva debbono raggiungere una rntit~ compb.siva considcrc,'Olc in scnio ,ssoluto e in senso rcfoti,'O, quest'ultimo riferito alla entir2 totale in confronro a quella di prevedibile impiego in ciascuna operazione particolare. Inoltre ciascuna operazione particolare deve c:sscre sosrmuta da riforrumenti adeguati, quindi cospicui, per iare fronte a una u.sura pre\'cdibilmcntc molto ingente. La preparazione e l'addestramento di for1.c del genere rollcva problemi formidabili di carattere economico e industri:ilc, oltre che costituire un'imprcsa di lunga lena per quanto b.1 tratto :illa prO• du7,ionc dei materiali, al loro aggiornamento permanente e alla costa.mc efficienza delle infrastrutture indispensabili, in primo luogo i c:impi di radunata e d'involo zone da partenza), che intcrcs· sano c.srcn,ioni di 1errirorio di moire diccine di migliaia e talora di centinaia di migliaia di chilometri quadr,ri, cioè clell'orcline di grandezza della superficie di uno Stato di media entità. E' ovvio cbe qualora facciano difetto in tutto o in considcrc\"olc parte le premesse indispensabili per una condotta strategica offenç1va, non vi sarà altra alternativa, per csclwivi morh•i tecnici, che di ripiegare su operazioni strategicamente difensi'"c. ciò che, come è noto, non esclude l'ad,nionc di una mirica offensiva. Opcrnioni stratcgic:imcnte difcnsi\'e presentano la carmerisrica dell'attesa dtll'iniziativa strategica avversaria. Esse esigono una congrua dispani• bilit:I di 2rm3menli reattivi, come lo sono aerei da combattimento e da caccia c formazioni cor. zzatc larg:imcntc articolate. molto manovriere, in pamcolare pcrfett,unentc idonee ad operare nelle prc-


1 Pn:»

Un nuovo ~IJone sond.:a dcJl'l.tsercito U. S. A. <li ycfoc-idì :i'lC'Cn'>ion:alc doppi;i tipi l·oni.ucti, ncl mnmcnlo tic! lt11ltlù. L':ipparccchio rcgi.ur::ttnrc - \ l<tt·

1;l(i

m~,o nell'involucro appeso all'cstrcmiià inferiore dd c~vo - Jurantc la salit~ trtl)Jnéttcd C'Oruinuc 1nf0tm:1ziooi mctcrc."Ologichc •u ri<c"itod p(>ll Ì (11dl.1 fc>tò) ;i sinistra. li p~llont ) Ì inccnc.li:a dopo :a\'cr raggiunto lJUOtc ,r.1 i 21 , 15 mila m. e: gli app:lrccchi scientifici vengono p:ir.ti::tJuttui.


l'iste wne d'impiego, 1fru1tando tutte le caratteristid1t favorevoli dei corrispondenti teatri d'operazione. Una tattica offensiva o difcnsiv:i ric.hiedonn minore dc:scrimina zione di mumcnti, ma cii> nondimeno è inncg;,bik che non ~1 agisce con ,uccc so contro un avvers.1rio prOvl'isto di un rmamemo mo.. demo. se non si dispone di armi di merito superiore, ,... Iorizzate da un 'opportuna condom, opcram•a. I parametri tecnici tornano ancora una l'Olrj ad a,·ere una funzione di vincolo o meglio di quadro che non può assohnnmcnie essere trnscu rata. La breve analisi Holra ha il risultato immediato di fare constatare il v:ilorc determinante dei mezzi che la tecnica fornisce circa il tipo di guerra c perfino circ;;i il tipo di opcrnioni che è con~cnuto di progettare e condurre con una congrua probabilità di successo. Un 'altr.i deduzione d, qualche interesse riguarda 11 peso crescente che viene assumendo la orogetlazione tcen1cn nel quadro della progcuazionc operativa. Le "migliori concezioni opcra1i1•e debbono 3\'cre confcrmoto il loro merito mediante il controllo delle esigenze tecniche e d':lltra parte le c>1gcnzc tccmchc danno il quadro nccc,,ario e non climmabilc di ogni cunce-iionc, Ln ,ressa accurnta preparazione che s'impone per esperienza ormai acquisita in ogni atto di forze armate moderne, se è la preme sa e lo garanzia dello scatto rapido e deciso ul momento voluto. mtnngc in effetti la camtica d'impiego a un numero mtrelto di ca i definiti Lf1 funzione di prc~1azioni ben note. Infine l'csitn dell'ano tattico è dipendente da cfficicn7.ll di armi e di motori, oltre che da fatti concettuali. Quali sono lince d'azione fcl iccmenrc ;celte e un 'opportuna definizione d, mezzi, tempi e luoghi, ciò che si traduce nella c,igcnza di un ottimo materiale e di un eccellente addcsrrnmcnto come re9uisito essenziale e naturalmente non esclude il mento del valore m1lttarc e tcrnico di capi e di gregari. F.flicienza di :,rmi e di motori sono assicurati da impieghi conformi a requisiti meccanici, elci quali viene nuovamente suffragata l'incidenza. A que lo proposito vale ricordare l'imporunz.1 dell'alimenta z1onc di armi e di motori. La tirannia della tecnica e del materiale è confermata d, Ila inòi,cutibilc 1•crit?I che i motori 1i arresrnno qunn. do i serbatoi di carburante sono vuoti, ma non ~ men vero che i com. nd:iati ddle uniu i cui serbatoi rim:iagono 1•uoti in combattimento ne portano intera la grave rcsponsabilit>i. Pur confc,mando che anche in una guerra ~ltamcnrc rccnic1z. 1.1t.1 le qualità d'intdlttto e di cuore continueranno a esercitare fun-


r.102

zioni imporranussime delle quali sarà nota preminente l'audacia e lo sprezzo del pericolo, è da attendersi che in urto costituito in definitiva da uo confronto di macchine il successo arrida in modo sistematico nlle macchine migliori e al tempo stesso meglio impiegate. 5. - Sin qui si è fatto riferimento implicito alle operazioni propriamente dette. Peraltro le operazioni sono soltanto una parte dcll'atti vità bcllica, anche quando si estendono a grandissime estensioni e tendono :1 coprire l'intero globo terrestre. &istono infatti altri campi d'azione d'innegabile importanza, dato che anche in cs,i si lavora per la decisione della guerra e per quanto le forme della azione si differenziano da quelle tipicamente militari. fasi sono, seguendo il criterio del graduale :illontanamcnro dJ quelle che si sono dette forme tipicamente militari, i campi ddla guerra tecnologica e quelli della produzione industriale, sia che si tratti di produzione di energia, sia che si tratti di produzione di manufatti, tla quelli che interessano direttamente le forze armate a quelli richiesti dalla vita civile dei popoli in guerra, la quale non si arresta durante le ostilità, anzi propone nuovi e ingenti problemi. Una guerra nella quale la tecnica esplica una parte scm prc più considerevole è impresa che molto richiede e molto può attendere dalla scien7,a e dagli scienziati. Si è inncg:tbilmente esagerato allorchè si è giunti, e si è ritenuti di poterlo fare con fondamento, alla visione di una guerra scientifica capace di soppiantare la gucrr3 di forme classiche. Molto probabilmente la guerra scicntific3, concerto e fatto di contenuto concreto, non è destinata a sostituire la guerra classica; Corse le si affiancherà CQl!a duplice finalità di fornirle: nuovi spw,ti e di pcrfC'Zionarc funzionamento e impiego di mezzi noti. E' vero che il Fullcr è stato molto esplicito al riguardo: « Nel corso della seconda guerra mondiale come durante la prima, ma in scala più vasta, i sapienti sono stati messi a contributo ed hanno posto così bene il loro sapere a servizio della distruzione e della morte che per quanto riguarda mezzi di guerra essi cd i loro laboratori sono sulla strada di relegare al secondo piano i generali cd i loro cserdti » (1). E poco oltre rincalza: « In eCfcui in una guerra di laboratori che bisogno c'è di un esercito, di una marina, di un'aviazione, che bisogno c'è di fanteria, d'artiglieria e di carri, di fortificazioni, (1)

Gcn. ), F. C. FuLLu: History ond Armamtnt, Lon<lon.

,~ij.


di f.romiere proteue o di ferrovie strategiche , e.li scuole militari e di corsi di stato maggiore, rii generali o di ammiragli? » (1). Non è il caso di muovere obiezioni specifiche a un ordine d, pensieri che è affrettato nella sua impostazione e forse ba più che ahro inrcru:i polemici. Basca chiedersi chi veglierà sulla sicurc-1.za degli scienziati e dei loro laboratori, nelle more dell'esito dcll:i guerra scienti/ira, dato che per la loro importanza questi saranno inclusi indubbiameme tra gli obiettivi principali dell'azione avversaria. lnoltrc sarà sempre nt-ccssario che qualcuno acceda alle zone devastate dalla guerra scientifica per prenderne pos= e per eliminare i sopravvis1uti, pochi o molti che siano, ancora animati da intenzioni di resi, srcm.a. Nè si deve trascurare il fatto che secondo buone presunzioni la l,'11crra scientifica ha dktli dilazionati e che di conseguenza uomini e meni classici avranno possibilità e necessità d'impiego per periodi di tempo ruct'31tro che trascurabili, durame i quali il loro imcrven!Q avrà sempre una grande impomnza per la dccision~ finale. In breve, la guerra scientifica non sarebbe risolutiva di per sè cd in questo convincimento la si \'edc afliancara alla guerra classica, pur confermando in questo affiancamento l'importanza dei contributi della scienza alla guerra moderna. Scendendo dal generale al particolare, si può pensare che i contributi di maggior rilievo verteranno tanto sul perfezionamcmo delle armi classiche, quanto sull'intervento cli nuove armi, delle quali esistono più che i pro101ipi - e tra questi si citano i « missili » e tra i missili quelli a testa atomica, - in genere armi di grande potcn,:a e cli grande gittata. Ma non è soltanto per le armi che la scicn1.a lavora. E' congettura fondata che ,I passo più deciso saril costituito dalle applicazioni dell'automatismo nelle varie specie, da teleguida ad autointdligenza, sino alla rcali:aazionc del guerriero.automa e dell'operaio-automa. Non a caso si sono posti fianco :1 fianco guerriero e operaio automatici. Nella ipotesi di una realizzazione di fano dell'uno e dello altro automa, sotto qualsiasi forma essa avvenga, non è detto che il guerriero-automa o l'automa comhattenre sia un ordigno più rivoluzionario per le sue conseguenze dell'operaio-automa o aumma di fabbrica. A parre qualche maggiore difficoltà di realiz1.are 1m ( 1) G<:n.

J. F. C. Fuu .u : I. c.


l .iutoma comb;1Ucnlc piullOsto che un automa da adibire al lavoro, per il solo fallo che un'atti,•ità Ji la\'oro. per quanto complessa, è sempre più dercrml"n,ra di un'attività d, comhanimcnto, basta por mente :tll'importanza r,eoica e sociale dell.1 llrande produzione indu~trialc, sia di pace, sia di guerra, per convinccr,i che l'operaio-automa è congegno .owcrtitorc della presente rcahà economica e ,ociak ben più di quanro non lo ia il gucrricrn-automa e che gli effetti dd 10vvcrtimenro <nno cL prevedere di grn ndc rilie,•o anche nel c:,mpo milnarc:. Emblema d'innegabile evidenza di un tecnicismo porl3to ,Ile sue e lrcmc con1Cgucn;r,c, em s,rà non solo l'affermnionc della tecnocr,1,ia, ma ancor più il segno del termine di una evoluzione della quale il 111ot1vo fondamentale r cl, un lato l'accrescimento in se.ila UJorme delle f:tcol~ di produzione, cbll',ltro lato ln definitiva ,,,, _ lutazione dd laYoro umano. Si tratta d, un processo in corso, del quale è pos,ibilc individua· re I capi.,aldi. Esso ha avuto inizio colla prima macchina a vnporc cd ha assunro grande estensione coll"affermarsi dei motori n carburante ordinario e dei motori cleurici. L'uomo ha conservata tempo rancamcnlc una sua supremazia nel binomio uomo-macchina d,c si è prcsro formato, come clementi di controllo e di guida ddl. macchina. Col funzionamento automatico la macchina i aUranca dal controllore e diviene prnricamcntc indipendente, noturalmcnte nei limiti dell'alimentazione energetica e della manutenzione mcceanic:,. entrambe automatizz.ibili entro va L1 termini. Trattare più a lungo l'argomento, indubbiamente suggcni,-o, ondurrebb<: troppo lontano dalle finali1à di un iaggio tecnico ,li conrcnuto specifico. Per concluderlo in qucsro quaclro hasrcn\ enun ciarc la tesi che il giorno. forse ancora lontano ma non remoto, nel quale il lavoro umano sar:i so tituito dalle pmt.1zioni di pochi .;ervclli a controllo d, unn mohituclinc di , utomi, esso non nvr:i più pregio e l'intera um. nith ovri, avuta inflitrn In sua più penosa scon·

fin.,. ln confronto dclb ratifica dell'inutilità del lavoro um:rno, un. che una gucrra perduta da una meth dell'umanità contro l'nlm, metà, vincitrice srcrile ~u territori de.1olari, puli essere giudicata un avvenimento di secondo piano. 6. - l contrihuti ddlà tecnica alla s1mcgia e di consq;ucn1.1 i riflc si dcll"una sull"alrra seno molteplici anche in campi collaterali,


quali sono I c:i.mpi della produzione dei mc-zzi richi~ti inòircnamcnre dalla guerra. La tecnica modifica k condizioni nelle quali opera la produzione industriale e al tempo )tC.~ le circo tanic secondo le quali la produzione può essere scom•oha e :mnullaia. Alterando I:, Caccia delb 1crr•, essa mula i modi di esplicazione delle più ,variare attivit:I umane. A quc,10 propomo si ricorda b parte che hanno assumo le rr.1ndi reti di trasporti et.I il costante progresso dei mezzi di traspono, per accertare l'influenza dell'evoluzione tecnica, pur riferita a un settore relativamente limitato di attività. Le grandi re1i di trasporti oHrono conrrihuri sosrnn1jaJi 11cl campo militare. Esse costituiscono la fals.,riga dei piani operativ1, ma sono ancor più essenziali, per quanto di meno immediato apprez~mc:nro, i loro contributi alla produzione di prodotti cs>c:nziali per la vita corrente e per la guerra. L'esercizio di un'inclu<tria pesante, prcm~sa indispensabile dei grandi arnum~nti, s"impost.1 sulla rlisponibiliL~ di minerali cosiddetti strategici (stral~gic ous) e di energia, gli uni e l'altra da co11oidcrare materie prime dei processi di estrazione e di Lrn,formazio. ne. L'energia è fornita da combtmibili, carburnnri, generatori elettrici e presto lo ~rà da reattori nudeari. La sua funzione ~ tanto dc1erminan1c da essere tutt'altro che esagerata l'affermazione di un Ctlnfronro civile o militare tm popoli in ttm,ini di disponibilità e di consumo di cncrgi,i, "ca,1,ris paribus"· L'energia richit)la dai moderni arsenali di guerra - intesi in questi termini i grandissimi organismi indu triali combinati, nei quali si passa dalle materie prime alle macchine, ai tessili, agli csplosivi, compreso l'c,plnsivo nuclc:ire - è dell'ordine di milioni di chilowatt cd è facile previsione l'aumento di questi valori, che sono giganteschi sin d'oro. Allo stato anuak della tecnica escludendo per il momento i risultati imocrfcuamcntc prcvcdibilj dell'impiego industriale dell'energia nucleare, della quale si può ~raltro dire che avrà indubbiamente un in.lP!lso riverbero sulla disponibilità genera.le d'cncrpa e sulle produzioni di pace e di guerra, o dell'impiego di forme di cncrnia non u1ilizz.a1e ancora corrcntemcmc, come il calore solare o quello endogeno - po1en1.c di quest'ordine di grannez,_, sono cffctrivamente disponibili sol1<1n10 in pochi luoghi nel globo. Pcnamo dove occorrono sono realizzate facendo convergere l'energia dai luoghi ,:l; produzione ai luoghi di consumo, cioè mediante organizzazioni e itnpianri rli trasporto di energia: trasporti di 3. · R.


combl1Stibili, di c:irburami e di energia demica. D:il punto cli vista tecnico ognuno di questi ti~i di trasporto ha i suoi limiti economici, funzioni dello stadio raggmnto dalle corrispondenti tecnologie, la cui influenia viene posra hcnc in luce definendoli assoluti quando il i rema vettore coruuma una parte eccessiva di quanto è affidato al trasporto (per il trasporto a distan7_.i dell'energia elettrica, quan. tlo si raggiungono le disr.1nze massime, alle quali è cffettuabilc il trasporto). 11 condirioni-limite si devano per combustibili e carburanti meucndo in esercizio ga dotti (previa gassificazione elci combustibi li solidi) od oleodotti (pipdines); per l'energia elettrica, aumentando la temi one di servizio degli ckttrodoui ( 1) . I trasporti a grandi ed a grandissime distanze sono indispcruabili non soltanto ai fini della disponibilità di energia: essi oUrono le migliori garanzie di continuità di <lena disponibilirà e cli contemporanea dispersione degli impianti di generazione e di utilizz-azionc, in contrapposto a conccntrnzioni di fatto derivanti dalla formazione spontanea di grandi zone industriali, c.he è anche concenuazione di obiettivi. Infatti la realìznz_ionc di reti di uasporti a maglie multiple e fitte (e le connessioni in parallelo delle cenuali eleruiche) su estensioni di ordine na7,ionalc rende molto meno sensibili i colpi portati su punri p.articolari e in definitiva di estremo onere un 'azione di distruzione su grande scala. che abbia di mira l'invalidazione roralc delle risorse energetiche avversarie. Comunque è ceno che colpi efficaci portati sulle reti di trasporto m~tcriali e di trasporto cncrf_,Ìa, sino a disorganizzarne profondamente le prestazioni, mcuono a terra qualsiasi organismo di produzione indusrriale e con maggiori effetti di p0tcoti azioni di distrUzionc dirma d'impianti.

7. • Sollo un altro punto di vist.1, è irrefutabile che la tecnica moderna ha reali1.7.ato una vast.1 congerie di ordigni, armi comprese, che hanno provocalo e provocano pl'Ofond, modificaùoni di dot::izioni e di ordiMmcnti e modilìc.1zioni parallele di metodi e di procedimenti opcrativì. (1) Una l.ciUÌCnc t.li r.scrd2..lo, di 100 kV A conscn1e: il Lt3&pono sino :a. 1000 km. una di 220 kVA 1 il t.n..Spcrro .dno 3 1500 km; v:.ilori superiori, per :iclcsw non comuni (s:i è giun1i .i t~n~nni d'ocn:iz.ia di 3So kVA), consentiranno trn~porti :1 m:iggiori dìnaoic.


Un aspetto intcrcssarue della questione è da riconoscere nd fatto che al tempo stesso che 50no approntate le armi, 50no anche offerte le difese e le risposte contro le nuove armi. Esiste una bilancia ai>pmssimati,'2 ma cons.isrcnte tra mov,.i di distruzione e mcv.i di protc-Lionc, cioè tra slnllllcnti di mene e di coo=vaz.ionc. la quale costituisce in ultin1a analisi la più valida garonzia di 110pr:1vvivcnza per il genere umano, che attività intdletntali e facoltà crc.1tive, imperfettamente controllate, pongono in presenza delle più preoccupanti prospettive, ivi compreso anche l'evento apocalittico di una distruzione totale. Molti uomini di pensiero si sono soffermati su queste circostanze e le loro meditazioni hanno 3\'UtO csiti vari. La divergenza delle opinioni induce ad arguire che non è giustificata una visione as.1olutameme pessimi.sta, come n.o n sono infondate buone speranze. Molto probabilmente il mondo oggi non è peggiore di quanto non sia stato in ogni ahro momento della sua lunga scoria e la civiltà umana, in• dubbiameme e\'oluriva nel quadro dei fotti materiali, non è involutiva nemmeno in quello dei fatti spirituali. E poichè omcria e spirito sono indissolubilmente connessi nelle manifestazioni dell'uomo, ,i può ancora fidare in un effetrivo progres.<0 civile, che $3rà tanto più facilmente re2liu.aro quanto meglio saranno conosciuti i lieviti in a1..ione. In definitiva, il pendere del giudizio ,·crso l'un9 o l'altra interpretazione dei faui dipende. più che daUa !Ostaoza dd fatti stessi, dal punto di vista ooondo cui l'o scrvatorc esamina quanto è dinanzi ai ,uoi occhi e anche da stari d':,mmo, che giuocano ncll'interpre1a,zionc di ciò cbc è molto complesso per essere accessibile al solo colpo d'occhio. Se il progresso umano viene esaminato dal punto di vista della evoluzione delle isritu1.ioni miliL1ri, intesa nel scruo lato del quale si è fatto cenno - punto di vista indubbiamente parL.iale, ma tutt'altro che privo di spunti sigoific.itivi - è innegabile l'importanu dei paisi compiuti sino al ~Jrno d'oggi e la fondatC?Ja di pm-isionc di altri cospicui pcrkLionamenti per l'ov,·cnire anche prossimo. atur:,hncnlc quando da valutazioni generiche si cerca di passare a conclusioni spccilichc, anche rohanto indicative, le difficolr~ aumentano. E aumentano pcrchè il campo delle attività militari è enormemente esteso e allo tadio raggiunto la preparazione e la con. dotr.1 della guerra interessano un gran numero di questioni che non sono militari in senso stretto e per di più non sono circoscrivibili ccn-


1403

iro limiti assoluti e ben definiti, in dipendenza di larghe anastomizzazioni con campi differenti, vicini e lontani. 'd quadro strategico le forze armate hanno visto crescere considerevolmente le loro facoltà operative, ma sono cresduti in eguale e forse maggiore mi ura gli oneri inerenti alla preparazione addestramento e impiego. In pr=,.a di tali circostan7,c è razionale upporrc l'c,istenza di un punto limite, oltre il quale facolr.\ e scrvitù si hilanciaao, escludendo l'utilid di procedere oltre, pcrcht passi ulteriori equivarrehbcro a sfoni privi di contropartita. E' del pari evidente che qualsiasi solu2ionc accettabile deve essere raggiuma prima che sia toccato l'accennaco punto limite. cll'individuazione di quel che si è detto il punto limite, alla cui configurazione concorrono numerosi parametri di contenuto e 37,ionc non perfettamente definibili, entrano in causa molti$$im, degli aspetti della vita comemporane:i. In simili frangenti non è pos ibile accedere a una deduzione rigoro~a e conviene affidarsi :i ragionamento, intuizione e cntimemo, operanti distintamente o di conceno su di una con >ene ingent~ di dati, nozioni e anthe impressioni. Su tale scorta sembro si possa confcm1nrc in vi:i preliminare. che l'in0ucn7.:I del progresso tecnico sulla strategia ha importato un enorme allargamc1uo dd campo in cui quc ta è cbi:imau ad operare. Come avviene in tali circost.,nze, la strategia tradizionale ha visto diminuire la propria con,istcnza e si sono in pari tempo, se pur gradualmente, formate per filiazione spontanea nuove hranchc di contenuto specifico e di denominazione particolare, m genere desunta daJl'altività esercitata in misura predominante. Quel che interc_,s..1 mcucrc in rilievo è che in quC$tO processo, certamente non preordinato, la maregia ha perduto grnn parre del proprio carattere tipicamente militare cd ha investito discipline e problemi di tipo economico, indu triale, tecnologico, p icologico e co l di seguito. l suoi procedimenti in pari tempo non interessano più csclus,vamente le forze armate, dal momento che possono essere sintetizzati in una aggressione permanente dei punti nevralgici dell'immenso • 011tillage » a servizio dell'avversario, previa individua7.ione dei punti stessi e delle modalità piìl rispondenti per colpirli cffic.1ccmente. E' ovvio che la precedente impost:a2Cione d'idee e di azione è . trettamente normativ:i per rutti i provvedimenti di organizwzionc e di esecuzione di operazioni di guerra e, ancor prima, per i criteri ordinativi di forze armate e di preparazione civile in vi ta di eventi hcllici. 'cl c.1mpo operativo e a presiede alla compilazione dei pro-


getti d'azione, nonchè a quelli dei provvedimenti di difesa, in relazione alla cvenrualirà di dovere sostenere l'anacco avversario.

8. • I riflessi del progresso tecnico sulla strategia non si fermano qui. b connuenza sempre più acccnruata nel campo militare di fatti che a stretto rigore non sono militari ha aumentata l'influenza negli avvenimenti di guerra dei fattori che si. possono chiamare extrarnilitari, non solo in omaggio a csigcnu di differenziazione, ma per la loro funzione intrinseca. In pari tempo gli C\'Cnti bellici presentano un peso seiupre più considerevole per la sorre dei popoli coinvolti e si estendono anche a scrtori che un tempo si sarebbero considerati immuni da interferenze con fatti di guerr.i. Su questa constatazione si impost:i, come è noto, la nozione di « guerra totale », una guerra cioè che non discrimina gli ol,biettivi. come non sono discriminati i fattori aUcrcnti a un porenzialc l,dlico, il quale nei fatti ingloba tutte le ricchezze materiali e tutte le facoltà spirituali di un popolo, scnu apprezzabili esclusioni, e ricchezze e facoltà sottopone ai colpi di un braccio di aggressione che, nei suoi differenti aspeui, copre rutto il territorio :wvers:1rio. In cuni i cJmpi, e non solo nel campo milirare, esistono oggi obbiettivi paganti. pcrchè l'azione esercitati contro di essi si ripercuote o dircttamenrc sullo sfot7.o di guerra, e sulle operazioni quando b guerra è: in corso, o indirettamente, attraverso ahernioni profonde dd potenziale bellico. In una guerra totale, che ha già toccato la scafa pla netaria, riwhano declassati gli obbiettivi tradizionali, che sono divenuti ohbieni,·i soltanto intermedi e rnlora soltanto eventuali. T:ili sono ormai gli obbiettivi delle guerre del passato, combattute su scale molto minori; gli obiettivi nuovi e anche più importanti si sono affermati dopo che sono stati constatati g li effetti dei colpi messi a segno "' di loro e dopo che hanno preso consistenza e raggiunta efficacia i me-~zi per colpirli. La mira delle due parti i1\ lotta è quella di portarvi i colpi più efficaci, con la eonscgucn1~, che colpi inferti anche assai lontano dai teatri d'opcr:Y,donc delle forze armate possono avere risultati di grande rilievo e perfino decisivi. Le circostanze accennate implicano tra !"altro, ma è conseguenza da tener ben presente, una profonda modificazione di competenze e di responsabilità di capi militari e ùi uomini di governo. In un passato anche non lontano uno Stato preparava il suo esercito, lo complerava allo scoppio ddle ostilità e gli affidava il compito di condurre


1410

a buon fine una campagna di guerra di una durati relativamente limit:ira. Oggi, dopo l'cspcrie117.:1 di due guerre mondi:ili, le previsioni sono mutate. Due grandiosi apparecchi di guerra contrapposti, messi a punto con un lavoro di gronde impegno svolto durante anni, si affrontano allo scopo di conseguire quella rapida disorganizzazione gcnc:ralc dcll'avvcrs:irio, che obblighcr:\ il !OCcombcnte a rinunziare alfa lona. Pertanto i colpi iniziali saranno molto duri. Essi potranno essere decisivi e potrnnno onchc non esserlo e in quest'ultimo caso la guerra assumerà un differente andamento: si protrar.-¼ per mesi e anni cd i popoli coinvolti dovranno sopportarne i gravami per lo stesso tcmpo, gravami che si conden ano nello sfono inderogabile per far convergere tutte le facoltà a disposizione allo <enpo di super.tre l'~vvcrs.ario. I problemi interni sono dello stesso ordio.c di serietà dci problemi che si presentano sui campi di battaglia e gli uni e gli altri formano un complesso formidabik, pcrch~ unico cd a scadenze non differibili. Le circostanze impongono una stretta e costante collaborazione su piani molto elevati per concezione e per mpoosabilità di atri tra i mas imi organi civili e milit:iri dei singoli Stati. I comandanti in capo cd i comandanti di teatro d'opcrazioni si rrovcrebbero ben presto in difetto nell'assolvimento delle loro ahc incombcn,,::, se gli uomini di governo responsabili non agis.scro in stretui concordam..:1 di scopi e di opere nel c.1mpo politico e di alu arnmioislr.!Zionc. In <jUCSti tcrminj s'imposta il problema della direzione globale dclb guerra moderna, che in questa sene è sufficiente avere ndombraro. La lezione essenziale che importa trarre dalla valutazione dei riOessi del progresso tecnico sulle vicende della guerra, lezione che è indispcns.1bile aver sempre presente è che i11 rtna gflcrra Iota/e «1u:l1c la mategia è totale.

.,


Poe., O,n~l Offttt of Joform~tion • [.oocto.

Una macchina p.-r I• pioggia artificiale spcrimcotatll dalla R.A.f. Le prove eseguite nello piona di Saliibury • 150 km. da Londn a cura dell'Ufficio mct.crcologi:J dd MiniJtero dcll'Avi:izionc brit2.nnie:2 tcndooo a ottene.re un aumento ddle normali prttipitAZ.ioni La ma«h.iu:1 bruCl:1 un combu,dbilc coutc:ocntc pcrccntu31i di ioduro d'a.rgcn\O e l'invisibile fumo sale fino lllc nubi provoc\lndovi li f0tmaz.io11c di criu:alli cli ghiacclO. Raggiunto un peso ~uffiçicntc i c-rl$ulli ini7.i.2no la caduta ir:ssform:10Josi 1 prima d1 lOCCa.rc lit tcrn..

in gocct d'acqu•.


IL TEMPO COME PARAMETRO OPERATIVO IMPORTANTE ED I SUOI RIFLESSI NELL'ORGANIZZAZIONE 01 FORZE ARMATE TERRESTRI «

Gen. di C. d'A . Paolo Supino

1. - IL PAMM.>.n<O ,, TEMPO"· In sede di att1vi1à a<ldcstrauva e in particolare nel corso dell'esame cntico <legh am che rientrano nelle forme consuete dell'~ddestramemo dei quadri si conrlalano di frequente riferimenti soltanto \'aghi a uno sviluppo temporale di aui. La citazione di dati di tempo si lim,ta in genere all'indicazione deU'ora d'inizio di uM fase determinata. con la quale si mette in azione un dispositivo, e qualche maggiore precisai.ione, di carattere meramente orient.1tivo, si riscontra nei progetti delle azioni di fuoco, i cosiddetu « piani di fuoco"· li più delle volte si ~vitano previsioni accurate di tempi, o consider.ite aleatorie o eccessivamente UT1pcgnative, e direttori ,d esccutor; sono soddisfatti della rispnndenza apodittica a una prc,•uionc generica di corso del tempo. Di conseguenza, quando sono dati clementi temporali. c;si risultano preventivati con superficiali!~ e in genere peccano in eccesso. Ciò implica una tendenza allo spreco del tempo e prepar:i condizioni dt cris, quando i tcmri 11ringono come accade di regola nella rcalt1ì <lei fatti. E.' facile trovare prove a suffragio della precedente .,ffcrmazione. Nella lettura di temi opcrativ1 di solito si ,cdono asscgnatt alcuni giorni per la si stcmnio nc a difesa ,li una G.U. di primo ordine e ahrcnanto g(ncrosi sono i tempi dati disponibili per la preparazione di un atto offensivo. Questo rneggiamento memale è in ,ontrasto col corso più prooo.bile di atti di guerra, da prevedere intonati a un incalzare di eventi quale è da attendersi in seguito all'intcrve1110 di unità meccanizzate, corn'lZ3tc e di concorsi aerei sempre più sosranziali. ?\aturalmentc non mancano motivi fondatt a g1uslilica2ione d'tndiriiz.i molto diffusi. Da uo !aro è difficile appret.zarc con precisione il fattore • tempo • nella pi:ogcttazionc operativa seni., cadere in valutazioni ccce5sivamentc ottimisttchc o all'opposto senza dar luogo a una ~asistica minuta di cirCO$tanze dilaronc che in definitiva è anch'essa irreale; da un altro lato viene attribuila scarsa importanza al fattore ~tc.~so, quasi che fosse 2mm1ssibilc


tr.ucurare il follo che un, deccrminata opera7,ionc possa aver corso o almia avuto ermo io un tempo brc.·e o luogo, quando il rapporto tra !'uno o l'ali!<> tempo si concrel3 in un codlicicnte d'ordine di grandc-na run'altro che 1tnscurabile. In dktti non sono mancati richiami autorevoli al computo accurato di quel che si dice il « tempo opcrnti,'O ,., in specie riferito ;1 talune auività concrete o al funzionamento di orl(:tni ben definiti di comando o esecutivi e al tempo oper. tiw si auribuiscono'scmpre opportuni valori nelle escrcitn.ioni cli for-.te navali od aeree, ricorrendo per il calcolo ad >ppositc presc.rizic.m. Nel quadro delle fo17.c terrestri le valutazioni ;•cramcme accurate si limitano ai problemi di mov,mcmo ,, lontano ,fai nemico " - congeuura anche questa sempre meno rc.1lis1ica, - strettamente dimensionati da fattori spniali e temporali e non si estendono di regola alla prob!CJOatica tattica. In questa si consider.1 sufficiente l'indirizzo verso un cosiddetto " dinammno " e si resta soddisfatti anche se esso re 1a un aueggi;,mcmo generico più che un fatto concreto, che sfugge a una prccisnionc di contenuto e fa sopranutto leva 1u sensibilità e carattere di comandanti. l...l con~gucnz.:1 <ldb. (:atenz.1 J1 un~ normut.;va certamente upc1;.,i. ntc, come nchiedcrcbbc l'impormnzo dcll'ar1,.-omcnto, è che non resta escluso che 11 dmamismo opcram,o, rimanendo sprovvisto cli un contenuto preciso e confinato in uno stato d'animo, di,·cnga un'etichetta comoda JXr coprire l'assenza di concerti più pertinenti, scn7.:i giungere mai 2d C1S<:re unn prcgrizionc cli sicur;1 efficacia, D'altra parte )'01~n7,a di una normativa in proposito può essere intcr. pretata, senza dubbio t rroncamcntc, come facoltà di fare spreco del tempo, quasi g trarti di cosa priva di ,·alorc, o che comunque indugi di tempo, co11focenti a comode previsioni, conscnrano di rrnscurorc il fatto che qualsfosi imr.ostazione operativa ha. trn i prcsuppo li principali, quello di "non perdere 11 trtno ,,_

Invece non bisogna dimcnucare che l'atto operativo è fondamentalmente il conlrr>nto di due potenze di distruzione contrapposte, il quale 1i csplic,, nello sc.,ml>io di colpi rudi, e che ne sono premesse di successo necessarie se pure non sufficienti un'impostazione e un'esecuzione di mcriro superiore. La supcriorit~ di merito prende sostanza, tra l'altro, da un'accurata previsione di tempi e dall 'adcrenY..1 dell'azione ai tempi più ristretti, come garanzia che que$1Ì saranno inferiori a quelli realizzati dall'awcrsario. 2. • IL l)lf'a\MIS~10 01·Eu,wo. Conforme a tali prCJOcssc, il conceuo di dinamismo operniivo si delinea nei suoi contorni e i i sostanzia nel uo contenuto. Quel che si richiede ;il dinamismi) ~ l'effetto di una molla c.hc scaita, alla c1uale i domanda lo scatto potente al mc.mento voluto. senza eccessiva prcoccupnionc di quanto sia cosraro in rcmpo e in lavoro il caricar!:, a do,·ere.


47 1 Allora l'azione fdice non è queU2 pront• e sbrigli2t• per e~«:rt: stat:, meno prnsata; al contrario è l'azione meglio preparata e quindi perfettamente eseguir• anche in termini di tempo. L.1 proposizione si traduce nella condanna ddla concezione che improvvùazione e precipitazione, figlie della impreparazione, poss.1no fare premio sulla preparazione coscienziosa e sull a csecu1.ione di onimo srile, ciò che esige tra l'altro la stretta aderenza ai termini minimi di tempo. Non c'è nessuna antinomia tra il pensare molto e in molti, cosiccbè si esaurisca la casistica più completa di eventualità, e lo scatto potente e rapido, decisivo e risolutivo, anzi si potrebbe dire che la buona progcuazionc si propone la esecuzione potente, rapida, decisiva e risolutiva. Dopo questa premessa il dinamismo operativo acquista un preciso significato: esso è la promessa di atti di rapida decisione cd al contempo è la reazione contro k pesanti esigenze che n:iinacciano di sommergere l'attività militare in un viluppo intricato di atti necessari, onerosi, indifferibil i, che infirmano ogni facoltà di decisione ~cnm essere per quem, meno prodighi cli clolore e cli sangue. Il dinamismo operativo è oricnt.imento mentale e attivlt.à pratica rivolti contro l'affermarsi cli forme di decadenza che confluiscono di norma nella stasi delle operazioni. E' reazione. come si è già detto, che è intenzione e fatto concreto al tempo stesso e del la quale 50no ingredienti chiarezza d'impostazione, disponibilità di mezzi adeguata ai compiti per specie e quantità, ottimo impiego elci mezzi, in breve gli stes.~i rcquhiti dai quali è lecito ripromettersi efficacia e autorità di ciascw1 atto, il quale pertanto s'llllponc ne11an1entc e presto sull'avversario, col risult:,to della brevità di ciascuna fase tattica - si saranno realizzati « tempi cli fase » risrretti - e della rapida, incal1.1n1e successione delle fasi tattiche - si sarà realizzato un elevato « ritmo di fasi ». 'fcmp1 di fase ristretti cd elevato ritmo di fasi non 501tanto in valore as, soluto, ha soprattutto in termini di relatività con le attività similari che sad1 riuscito a concretare l'avversario e eh: divengono la condizione ,ufficicntc di una perentoria impostazione di successo. E' staro detto giustamente che operJzioni mal preparate e mal condotte possono reggere, e naturalmente per breve t:mpo, quando dalfaltra parte coesistono gravi difetti di preparazion~ e di e~cuzionc o quando sussista uno squilibrio molto considerevole di forze. Ma appena !'avversario riprenda a procedere con giusto criterio o la bi lancia delle foru risalga verso valori più normali, la situazione precipita e l'insuccesso grave è lo scotto incvitab:lc della imprevidenza e della avventatezza. D'altro canto il dina mismo operativo non è una ricetta di vittoria. Una linea di condotta dinamic.1 è un codficicmc di successo, se si vuole importante. ma da fare coesistere insieme a molti altri. Nè tanto meno agire din:unicamenlc è agitazione inconcludente, che sottopone le unità opera nti a inutili sforzi.


I.e pree<eclentt proposizioni sono negative e qllindi meno iclonrr • dar luogo a concetti ben ddiniù. Passondo a una proposizione affermativa, il clinarmsmo operativo è allilUdinc a con~eguirc il pi11 rapid:tmeme possibile un ri1ul1:1to pmtabilito. Che poi questo risultato sia importante è merito d'impostazione e di esecuzione, di tempi di fase ristretti e di elevato ritmo di fosi, di concezione rauonàlc e di atti d·imp1tgo cap-.ici J•irnpoui netta.mente aWa,·.. vecsario. Importanza di risultati e tempi ristrcrù c1·csecuzionc non sono concetti in conrrano. come possono apparire • prima impressione: l'esperienza 111,cgna che nel successo gli esili sono tanto piò considerevoli, quanto più sono cocrciti i tempi per raggiungerli. La parte soggctt" a un incal= serrato di e,cnti fovorcvoh perde il controllo della 1ituazionc c moho difficilmente lo riocquista. Tempi d, fase e muto d1 fos1 wno evidentemente grandezze nelle quali predomina la dimensione temporale. L:i loro indicazione come tcnnim operativi importanti sottolinea il v,. !ore del parametro ,, tempo .. nella prassi operativa. on è eeees.-iva l'affermazione che una parte co pieua dcll'auività di organizzazione, di progcua1Jonr e di csccuz.ione opcr:itl\'C è ri"olt:i a l'inccrc un~1 corsa col tempo. Pre-

cisando, a guadagnar tempo per proprio conto e :1d obbligare l'avversario a perderlo nella maggior mtsura. 11 fatto assume ancor maggiore rilievo quando si consideri che in guerra tono sembra cospirare per rendere rnnsidercvoli i lcmpi di esecuzione degli atti anche i p1Ù in ignificanti. Ogni lacuna rli progmazionc si rillctte in tempi morti nel corso del combattimento; la com pks,ità crescente dei dispositivi ,la meucre in azione di volt.1 in ,·olta ,mponc maggiori impieghi di tempo; gli inc,denti inevitabili ncll'cxcuzione ,i trasferiscono invari.,bilmcntc in spreco di tempo: le stcs,c limitaz1om di prc,tazion, di mezzi in,;renti a difficoltà ambientali, ad alternanze di giorno e none, a condizioni meteorologiche e alla azione avversaria ,•ogliono dire esigcn1~ di tempo mAggiori del consueto. E' logico che i m:igg;o,i tempi sono tanto più sensibil i, quanto meno elevati wno gli attribuu di dmamirmo delle for1,c in azione. Contribuiscono ~ csaJmrc il fenomeno J'aurnenL1ta estensione dei campi di banaglia e la compie ·1tà dc, dtsposmvi d, forze annat<: attuali. Ogg, i problèmi d'impiego >0110 \'CrJlll<ntC (Ortnidabi!i (basta Considerar, iJ pt<o dell'organizzazione dei servizi di comlxnùmcmo. per citare roltanto un'anitivilà collaterale. per quànto essenziale) e quindi di difficile risoluzione in quJdri temporali 1110110 ristretti e sus,cguentisi in ritmi molto serrati. Ogni soluzione unpcrktta a rimpiazz.o di wluiioni integrali ha per risultato <~tante un minore rendimento operativo e in definitiva si traduce nell'esigenza di tempi suppletivi per concludere una determinar• fosc d',zionc. Sinrnzioni del genere i sono manifestate in pMmo anche in modo massiccio. L'aumento ingente di tempi operativi che si è mmiCcstato in moòo


47.3 critico nclln prima guerra mondiale ha condotto a quella forma grave di s1,1si che è stata denominata « stabilizzazione delle fronti ,,. Dinamismo operativo e stabilizzazione delle fronti sono i due ~tremi opposti d'influcm;a del parametro " Kmpo » nell'azione tattica e strategica. Come la stabilizzazione delle fronti è una situnione di in~ie,nc depre· cabile, il dinami,mo opcrati,•o risulta requisito essenziale della condotta della guerra in ogni epoca. F.sso imposta in modo autorevole la vicenda operativa. A parità di altre circostanze, il partito meno dol.lto viene posto presto o tardi in ginocchio e la crisi interviene appena la diffcren1.:1 delle pr<.'Sta, zioni risulti superiore a un limice che è prc.s10 r~ggiumo. Per essere improniata a dinamismo la vicenda operativa deve essere af. fidata a forze potenti e mobili. Questo è il nesso rnravcrso il quale l'esigenza di dinamismo entra nella normativa organica, al tempo stesso che segna I:, sua impronta inequivooibilc nelb prnssi opcrativ:i.

3· - IL OINAMISMO OPERATIVO i: IL FUOCO. Potenza e mobilità sono requisiti in reciproco legame, pcrchè senza potenza non si realizza mobilità e la po· tcnza priva di mobilità è in gron parte ncrilc di ri,uhati, La considerazione si traduce nell'asserto che il dinamismo operativo è un fatto molto più complesso di una esclusiva mobilità di unità e di una cle,•ata celerità di movimento su strada e su terreno vario. La facoltà del movimento « ovunque ,, celere è un auribu10 necessario ma non sufficiente. Per la sufficienza è indispensabile eliminare ogni azione d"arrcsro esercitata dall'avversario. In breve quel che occorre è l'altitudine al movimento persistente malgrado i tentativi dell "avversario a contrastarlo, sino ad annullarlo. Dare le premesse, è facile intuire che gli clementi fondamentali dc) dinamismo operativo sono fuoco poceme e mohilid ovunque combinati nel modo più efficace. Infatti, e ciò vale a dimowarc <Juanto è intuitivo, razione d"arrcsto piil corrente è quella esercitata col fuoco, scn1.., escludere ('()n <JUCsto le azioni d'arresto esercitate in d:iti casi da ostacoli attivi o passivi. Sotto il fuoco il movimento diviene dispendioso anche prima di essere annullato del tuno. Gli obiettivi vengono raggiunti a un prezzo cccc,s"·o. L1 progressione diviene lenta e il braccio delle :izioni taniche si contrae. Le circosianzc aC<Juist:uio maggior rilievo quanto maggiori sono potenza ed e(. ficacia del fuoco. Raggiunte le condizioni di neua interdizione al movimcnM, il dispositivo operante è fermato. Per riprenùcrc il movimento occorre che un "azione preponderante di fuoco d'auacco elimini l'azione del fuoco d'arresto. Di conseguenza l'clcmenro antidinamico per eccellenza è al tempo strno la chiave di ogni dinamismo. Neil'affc,mazione non vi è 01111>1:, di pnraùosso: in un duello di fuochi contrapposti ha il soprav,ento, come è logico, la parte che è in grado di )Vi· lupp-Jrc i fucch, più potenti e più efficaci.


471

Ccnamcnte non ,i souovaluta IJ vciocnà nell'epoca clrgli aerei snpcnn. nici e dei missili o, restando in terra, nell'epoca dei veicoli a motore come modalit~ generale di trasporto. Scmphcemenre si afferma che la vdociù non può essere lìne a se stessa, bensì vale in quanto serve vettori di fuoco. La più edere unità, che sio riucita a portarsi sul fianco o alle spalle del. 1·avvcr<ario, ben poco può fare se non è capace di sviluppare un fuoco potente. E' necessario combinare fuoco potente e mobilità e considcr:irc a fondo lo reciproca integrnionc di questi due ckmcnli fondamentali in parte :mtino1uid. E se in pas ato si è ritmuto conveniente di assicurare i fuochi più potenti • costo di mobilità, oggi l':mnamcnro meccanizzato offre un contemperamento di potenza e mobilità opportuno sotto tutti gli aspetti. Gran parte dell'ar,mmcnto moderno ha il compito di svolgere tempesti· vamcnre e con un " crescendo » che ne assicuri al più presto la prevalenza k azioni dì fuoco che valgano a neutralizzare i di1positivi di fuoco avversari. Quonto più rapidameme que.tc <llGiooi divengono prevalenti, tanto più immediata è la ripresa del movimento sino alla conquista degli obieuivi assegnati. Il problema lattico fondammtalc ~ q11i11di la messa in 11zio11e di mezzi di f,ioC'o di co11gr1111 porc11za e la pcr111a1Jc111c nd~cn:a dei loro f11oc/1i a/l'azione del dispo,itivo oJXrantc; il problema orga11ico fo,ult1mc11talc co11siuc 11cl/a tlota:io11c di "" armanumo porcmc e ne/1'11rticolazio11e ehc valoriui l'ormamet1lO,

Una voha che il proprio fuoco ba eliminata l'a,,jone di arresto del fuoco avversario, ritornano io valore le attitudini al movimento celere. L, superiori!~ del fuoco anche schiacciante risulterebbe per contro sterile se i risulmi conseguiti non venissero sfruttati immcdiar:.memc. Nel precedenti termini la vicenda tattica rimira schcmatizuna in una alternanza cli azioni di fuoco e di movimento, in rcah,\ in gran parte concomitanti e coagcnti. La eoncomit:u12.a di attitlldine al movi men lo e di potenza di fuoco non si reali2za con soli procedimenti di esecuzione. Ess., deve risalire a quei prov· vcdimenn di organizzazione e più ancora di ordinamento dei quali i è fotto cenno, i quali riguardano la constituzionc di unità e di C.U. del tlltto idonee ad affrontare il combattimento moderno. 4. - Le ES!GENU< 01 fUOCO DE.L CO>IDATf""'NTO MOOEI\NO. clic fasi di attacco e di penetrazione l'azione tanica consiste di regola, sempre in linea di schema, in un fuoco diretto sporadico che progredisce col concor o del fuoco di accompagnamento Ji ,trctta aderenza e con quello del più porentc fuoco dì appoggio di :irmi rcrrcwi cd aeree, tanro potente da risolvere in moclo perentorio una sequenza complessa di siwazioni nel senso prcstohiliro. L'esigenza di morbilità spiccata si trasferisce dalle singole anni ai loro schieramenti complessi, org:mizz.iti per la mano,rn del fuoco. La rnorbilit:ì degli schieramenti è assic11rn1a dalla rapidii.\ di schieramento (tempi di schit·


475 rarncmo ridom), dnll• esecuzione sollecito delle operozioni di orgoniz,,.,ione del fuoco (tempi di organi7.7~1zionc del fuoco ridotti) e dall'ogevole spostamenro degli 5Chicromenti (facilità di manovra degli schieromcnti), non appena le circostanze del combattimento in cor..o lo rid1icdono. ci prcccdenu accenni sono incluse non soltanto le artiglierie classiche, bcn<l tutti i mczz, c:hc concorrono alla orchcstrozionc dd fuocn sul compo di battiglia, a cominciare dal fuoco di unità di fanteria e carristc sino a qudlo di unità aeree di supporto. Unn visione unic:i.ria dell'orehestruionc del Cuoco di nmc le armi è imposta da esigenze di efficacia e di rendimento. Ma ciò posto, ~ evidente che il problema concerne in modo particolare le uni,~ di impiego cui è ddaito il compito dell'appoggio tipico e sono le unità d'artiglieria delle G.U. e le unità di aviazic,nc d'intervento dircllo e indiretto. 1>er quanto ha tratto alle unità d'arriglicria, queste oltre ad es ere prc,. scnu in misura congrua dovranno essere in grnrlo di muovere rapidnmentc nttr:IVC!SO I terreni ordinari e di assumervi ~Ii sd1icr.11nrnti sug •erili dai compiti contingenti, nonch,!; di ,fare cor o olle incombcnzc d'cnrrai,1 in ;izionc prcssocM immcdiat:1, con particolar~ riguardo olle operozioni inerenti alla organiz1.izionc dd fuoco. T1111c le aniglierie terrestri sono in condizione di fare fronte alle accennate esigenze, ma è da tener presente che l'e,ito del conCronto è determinato dalla facoltà di dare loro cor~ colle modalit~ che a"5icurino una nctt'J superiorità sull'avversario. Ad C$aliarc le circo<rnnu che in dcfini111•3 consistono III una elevata capacità di manovra, elemento essenziale elci dinamismo operativo delle G.U. di tulli gli ordini cd espressione specifica del dinomismo intrin•cco degli schieramenti che erogano il fuoco ,l'appoggio, abilitano d'ordinario ordina• mento tattico, materiali tecnici, proccdimemi d'impiego e addestr:uncmo tra i fattori materiali, uno spirito molto elevato, il senso di sicurcu,a operativa e l'a(fiatamento tra k vane unità tra i fouori spirituali. Tutti i fattori accennati sono il risultato di una prep:trnzione tanica e morale di 35so)uto merito, nella convinzione di una nena 1uperiorit:\ iull'nvvcrsario, infine di relazioni di completa fiducia tra i diversi piani di comando. on c'è da illudersi d1e tali requisiti siano di facile conseguimento. Occorre dedicare loro tempo e pcs>. Pcroltro sonu g~r,inzia di buon esito npcrativo e al contrario, quando i manifestano lacune gravi, il dinamis1110 operativo decade rapidamente e non tarda a profilarsi la crisi rnttica, che si aggraverà ben presto quando l'avversano, sfruttando le occasioni che gli vengono offene, svilupperà a pieno il suo giuoco di reazione e di comromanovra. lo conclusione si è in presenza di fotti complessi, materiati di spumi spirituali, di artivirà addc trativc, di atti d'organiuazione e di procedimenti d'impiego. Peraltro la complcssitÀ dei fatti si diluisce in una norma unica e piana, quindi fucile a concepire, ad esprimere e ad assimilare: rutto lo sforw di


prcp:irazionc, e si trono del lavoro ingente degli onni di p.1cc, deve mirare • rcahzz.1rc le mi •liori condizioni d, confronro nei momenti cruciali del combatttmento. Qurnc condwoni di pcrfrrui rispondenza s~ttano di diriuo :il ùi,po,i1ivo più flessibile. più dinami,· o, più mldi1i1,10. In questo senso la prcpar:izmnc d, forze :innate ha qualche :inalo~,a colla formazione delrntlct~ e l'ha per lo meno nd fatto che l'atleta compie con facilità le più dure f"'rlnrm:mccs e la sua azione app,rc un agevole giuoco di muscoli, ma ~ <lato ncccss.uio un lavoro preparatorio di me~i e di anni pér raggiungere il risultato apprezz,110. Anche !e unitl combmcmi debbono procedere :i una ginnastica d'impiego seria e continuo pu essere abilir.uc al momento del bisogno a compiere gli alti più ardui che vcng.mo loro ricl11csti con immediatezza, naturalezza e pieno rendimento. I qual, sono immed1.i11, naturali e di rendimento non perehè ces ino di es,en: ardui - nulla è facile in guerra e la cosa più sc:mplice diviene difficile, ha deno v. Clauscw1tz - ma pcrchè mno affidati ad csccuton che si <0no prcpar:ui :id a550lverli nelle pili dure circ~ranzc dell'impiego. Un di,110sitim in azione, sia un:, ,. . complessa o sia un modesto grup· po tatti o, si presentano allor2 come un'orchestra di smimemi i quali ~guono alla pcrlczionc l'orchestrazione del p:zzo cd il gesto del dircuorc d'orchcs1r:i. C-"mc nell'esecuzione di una formula melodica, definito ahez7,a relntiva e assolut:1 di suoni, la loro durata e la durata delle pause, è fìs5ato lo viluppo esccutil'O, analogamente nell'operazione ben c:mdotta si a sistc a un prcci~o S\'Ol~crsi di atti. del quale è un presupposto il rispetto dei tempi prestabiliti.

5. . I -ro1r1

0·1NnRvENTO.

Tuno questo è teoria, si potrà osscrvore, ma

è una teoria che è necessario sapcrc uadurre in pratica. E la lesi, di evidenza ,ol.1re, ha 1an10 mag_111ore interesse in quanto è la esecuzione, fotto eminentemente pratico, che determina 11 valore Ili ogni esito. Dnl più al meno tutte le uniù delle allu:tli forze terrestri sono in grado di a,,ol,cre le ,ncomhcnzt indicate al n. precedente. Ma qucSLo non basta, in quanto l'a solvimento è invariabilmente port~to su piani di confronto e ,,erte l{Uindi sulla capacità d'imbastire e di mettere in ano una sequenza di mi uli da porre ,n condizioni di netta inferioritil l'JV\us:irio. F. ,1ui torna a emergere l'inDucn1.a dd Canore " tempo ,, sono la specie di ,, lClllp<> d'intervento ", preci anelo di ,, tempo di schkramcnto" e di " tempo d'organii,A11.ionc del fuoco , . in ;1derct\7.a al postulato della loro <'C· incidenza ~ui ,,alori minimi pcxsihili. l'er lo schieramcnio, la mccc~nizzazionc della maggior p.,nc delle armi, a cominci:irc da quelle più pcs:,nti, ri oh·c il problcnu. Per l'organizzazione dd fuoco. gli atti corrispondenti debbono avere imzio appena possibile e continuare nel corso dello schieramento, con cntcri di gradualità che li Cacciano utilizzabili a ogni momento con risultati di suffìcicn1e approssimazione.


477 J rcmpi d'intnvcnto vincolano tutta b scqucnzo operativa, quindi debbono essere oggetto di una valutazione molto accuraw cd essere osservati con molta diligenz.:i. La fanteria moderna si schiera 1apidamcmc ma deve esse.r e abilitata a iniziare l'azione col concorso di tutti i propri mezzi organici entro pochi quarti d'ora dal momento in cui i suoi rcp:11ti sono giunti a pi~ d'opera. Ancor più rapidamente entrano in azione le unità carristc, nella implicita supposizione che sia no impiegate in terreni idonei. Di regola i tempi d'intervento di fan. tcria e carri risultano inclusi entro quelli indubbiamente superiori delle unità di appoggio. Quindi il problema cruciale è co~tituito dallo schieramento delle unità d'artiglieria, da effettuare in termini di tempo che non risultino di vincolo eccessivo per il dispositivo complessivo. L'operazione d'insieme non risulterà inceppata e si manterrà spigUata e reddiùzia, come si è visto necessario, se gli accennati tennini di tempo si contrarranno sull'ordine di grnnde-6't.1 dell'ora. Contrazione che vuol signifi. e.tre che al termine dell'ora le unità corrispondenti entreranno in azione, dopo avere dato corso agli mi fondamentali dell'organizzazione dd fuoco. Tempi d'intcrvcmo dell'ordine di grandezza indicato sono consentiti soltanto da un 'artiglieria meccanizzata. La meccanizzazione dell'armamento è un incenrivo di primo piano per il dinamismo operativo. In parricolnre tulto il dispositivo d'appoggio deve essere meccanizzato a fondo. La necessità di procedere appena possibile agli atti ineremi alla organiz. i.azione del Cuoco viene assolta di norma spingendo avanti aliquote di specialisti delle unità interessate. Contributi sosranziali in proposito sono offerti altresl daU'oricntamcoto perfetto sul terreno da parte dei quadri delle uniw d'impiego, comprese le unità di fanreria e carriste. In materia possono proporsi sensibili progressi. L'oricnt.-unento deve essere spinto sino alla individuazione degli dementi topografici caraueristici delle zone !l'impiego, ricorrendo oltre che alle carie topografiche, alle fotografie terrestri ed aeree e alle ricognizioni aeree, da integrare con quelle terrestri :ippcna cffcrruabili. Attitudini del genere non s'imp1ovvisano. Pertanto debbono essere forte oggeuo di un lavoro specifico d'addestramento intenso, colla finalità della individuazione immediata degli accidenti locai! che interessano caso per caso, integrata colla illustrazione degli scopi e dc, vnntaggi che si propongono i procedimenti in parola. I tempi d'imcrwnto ristretti ritenuti ncccsSllri non sono di facile rea · lizzaziooc. . Certamente non sono realizzati nemmeno alla lontana da unità e G.U. ordmaric e di coosegucnzn queste sono destinate a restare soccombenti nel, . • R.


l'uno contro unita e G.U. che sono in gr:,do ,li !)rendere 1npidomcntc il soprawcnto (1). li combattimento d'incontro rrn for,c ordinarie e for~c mcccanizzntc ba r csito segnato in partcn,~, dal fatto che le unità ordinarie non sono in grado di mettere in azione in tempo i propri mezzi di fuoco sotto le improvvise auoni di fuoco avversarie, a cominciare da quelli controcarro, e quindi rtsta!IO soggette ai colpi avversari senza facoltà di reazione efficace. Soltanto quando banno avuro larga disponibi)jtà dt tempo per pcrkt.ionarc il proprio schieramento truppe ordina.rie possono tener testa. Ma se lo schicromcmo subisce inOession, scn ibili esse difficilmcmc riescono a ristabilire la situazione e oon vi è dubbio che non ric,cono o sottrJ.Tsi a una situazione divenuta sfa,•orevolc sotto l'incalzare di un avversario che manovra più agilmente cd a ricomuirc altrove un nuovo schicramcmo. L'intervento di unìlli dell'arma aerea non muta la prognosi infausta. Esso non porta contributi decisivi prcfcrcn:dali a favore delle unità ordinarie e invece trova ndle unità mccc:mizz.1tc le premesse per un'azione integrata o combinata suscettibile degli esiri più brillami. E' in quest'ordine d'idee che ,i è sentito affermare d1c il dramma della battaglia moderna è u:mpre 'l"cllo di 1111a armata di G. V. ordi11aria 111perora e 1co11volta

da un'armalll mcecanizzata.

Esiste l'impcrotivo c.1tcgorico, se questo è la situazione che è doveroso prospcttarc, di fare di tutto pcrchè il dramma sia vissuto dall'esercito nemico piuttosto che da qudlo del proprio Paese. Anche il presente saggio è una partecipazione, sia pure modma, all'assolvimento di questo dovere. ( 1) Per fiu;irc le idee 5l può prendere in Q3mc un ca,o geonttico d'impiego di una divis10nc ordinari;, la cosiddcua di,·isionr di fun1cria. P11rte:ndo dal presupposto che la C. U. s:i; incolonna~ su atrado di dur: colonne, cb,cuo, di cira 35 km. <li p1ofondi1l, pu p,us.ir• d•II• formnzione d'incolonn•mento ialtc 2..onc Jj scarico, wppmt.e nggiu.ntc n:apidg,mcntt-, e di qui a.Ile ,zone d'1mci2, du dchnire e d.,. rip;artirc lr.t le ,11ric umtA tlivJ3,ion:ili 1 ottorrtmn tcrnp1 tlcll"ordtne dA 44 :i 5 ore,

Dopo di che h2nno cono i mo\•imcmi d:allr 1.onc d':ma:i :a quelle di 1Ch1cr:imc.mo e contcmpor.anc.1mc.ntc JOno cf'fctruouc le ricognizioni da ~rie dC"llc: footcr1e e le opcra~1oni prchmin;iri per J., prcp3ruionc ~opngrafica dd 11ro. I tempi rclinivi sono dc:ll'or~ dine da 4 a 5 ore. Allo •pirorc del 1«ondo periodo ho iniiio il u,rw, du·antc 11 quolc le unita d'impiego prendono posizione iullc b.ui d1 pilncn1..t o in K.1glionc arrctrQto e precedono agU auì clc:mcnuri d*org:anizuz.ionc dd Lcncno e dei sctviz.l di c.om~uimcnlo. nonch(: alle im<>e per la coopcroz.ionc. Il periodo è di 5 + 6 on:. Sul!:a b3sc del precedenti d:ni tcmpor:lli di m:auim:,. e :asscgn.:rndo :i ci:\Scun periodo modCJti m:1.rgini ptt imprtvi ri, se tutlO procede scn1,.~ in1rnkì, si giunge a un romle Jj circa 18 ore. Pok-~ molte :mivi~ si r:alle.nuno o non sono tst.rch.1bil1 dur:intc k: ott notturne (ad es. le ricogn1z1on1). lo C, U. obim,v• è pron!O per l'impiego <0!0 all'inizio d.t secondo giorno.

•=


479 6. - RlfLo,SS1 ADl>ESTMTrYI E OROANU:ZATI\'I, Lo se.bema della battaglia rra forle armate di diseguale dinamismo, dopo che questo è stato ragguagliato a diffe,enti tempi d'intervento, ha qualche analogia col funzionamento del crivello a più passanti. Da una massa di pietrame frantumato in pc'lUlture varie passa prima la sabbia, poi la graniglia, il pietrischetto e innnc il pietrisco. Sul campo di battaglill le azioni iniziali sono accese dagli dC?t11cnti più leggeri e più avanzati e succcs.~ivamcntc entrano in nione quelli più pesanti e più ltnti. Quando è realizzata la pcncrazionc e poi b rottura, oppure prende inizio una corsa all'ala, poichè si tratta di superare in velocità l'avversario per poi distruggerlo in una fase successiva, si ai-sistcrà a successive entrate in azione di unità di mobilità più elevata a mano a mano che la lotta si allontana da un tratto iniziale. E' 101,rico che la parte che pot<icdc in maggior misura unità potenti e mobili sarà sempre in condizione di prendere il sopravvento sull'avversario meno dotato e a"rà partita vinta qu3ndo questi non avrà più nulla da opporgli per avere es.mrito i mezzi o, ciò che equivale, quando i mc-a.i ancora disponibili sono troppo lontani per potere fare sentire il proprio peso nella battaglia. Ogni confronto è perduto in partenza per l'impossibilità di riunire la forza decisiva nel punto decisivo contro un avversario che è in grado in ogni momento di realizzare la massa do\'e questa occorre. D'altro canto una fase operativa si può schematizzare, ancor piò in generale, in una sel1ucnza di atti di combattimento intervallati da tempi di sosta che sono anche tempi di ripresa, nel corso c!ei quali si riordinano i disposiòvi e si assumono i provvedimenti inerenti all'imminente riaccendersi del combatòmento. E' ovvio che c.iuanto più rnpiclamc,nc questi provvcdimemi hanno corso, ta.nto più ef/icaccmcntc si svolge la nuova fase di combanimcnto cd è ovvio del pari che se al limite risulta annullata ogni facoltà di ripresa, il cedimento momentaneo diviene rotta che apre la strada alla disfatta completa. in questi termini risulta conformato il valore dc<:isivo di tempi d'intervento ristretti e viene attribuito il valore che meritano ai proV\'cdimenti addestrativi e d'ordinamento atti a ridurre i tempi accennati ai minimi valori pratici. l provvedimenti addestrativi debbono micarc a creare un clima favorevole all'azione sbrigliata e rapiJa, capace di valorizzare prc,Lazioni ùi macchiuc e d'armi. Come si è già rilevato es;i hanno un contesto al tempo stesso di azione pratica e d'impostazione spiritu31c. Per i quadri incaricati dei v:1ri piani d'esecuzione occorrono ouima formazione professionale, carattere, decisione, perfetta intesa, devozione e pauiottismo. l provvedimenti organizzativi sono più complessi e in un hreve giro ni considerazioni non è possibile che indicarne le linee maestre. Pur limitandosi n queste, occorre premettere la constatazione che nell'ordinamento della C.U. ordinaria di ,• ordine la discrepanza già constatata dalle condizioni di nunimi tempi d'inte1vc:n10 accade proprio a causa del bi-


nomio fantcria.ortiglieria che ne costit:uis.:e b b~se tr~dizionalc. Pert,,nto, e lo si è già notaio addivenendo per giunta a una valuta,jone quantitativa di massima (nota 1, pag. 478), la G.U. non è idonea che a dar luogo ad atti lenti, metodici, corrispondenti a compiti cosiddeui d'occupa1.ione. Cià immediatamente dopo la fine della prima guerra mondiale il Cul· mann poneva in rilievo il fotto che se l'artiglieria è generatrice di movimento, poid1è il suo fuoco spiana la strada alle altre armi, il suo impiego era causa di rallentamento, perchè essa aveva bisogno di alcune ore per entrare in azione e di alcuni giorni per costituire in precedenza l'accanmnamemo di munizioni corrispondente al fabbisogno di un giorno di combattimento (1). D'altra parte, sarebbe puerile ridurre l'assegnazione di artiglierie o di. minuire il loro munizionamento sotto pretesto di alleggerire la G.U. di 1' or· dine. Non se ne trarrebbe un vantaggio sostanziale e maod1crcbb<: il com· penso a una diminuita potenza di fuoco cd a più gravi perdite della fantcrb. Peraltro nulla viet.1 di concepire l'inrcrvemo massiccio di una congrua artiglieria al di fuori di un'assegnazione organica alla G.U. in discorso. 13asta farlo risalire alle G. U. di ordine superiore o, con _prowcdimento organicamente più innovatore, vederlo nella costituzione d, G. U. d'arLiglic.ria da affiancare alle G.U. di 1• ordine stcondo esigenu di ciascun caso concreto. Una conseguenza interessante del processo logico seguito è che una G.U. di r• ordine capace di tempi d'intervento ristretti dovrà essere costituita cssen. zialmente di fanteria, con aliquote di carri e semoventi. Naturalmente di fanteria in edizione assolutamente aggiornala, largamente motorizzata e dotata di armamento di reparto potente e meccanizzato. 7.• LA G. U. nr PRtMO oan1m A TF_,1ro n'1NTl!ttV.E1'"TO A.tnono. All'analisi compiuta si possono attribuire buoni contributi per la risoluzione di quella che in altra sede si è detta la crisi dell 'attuale di"isionc di fonte.ria (2). E' un sintonia di detta crisi, per quanto rar:unentc avvertita come tale, la tendenza generale alla costituzione di gruppi e di raggruppamenti tattici nel seno ddla divisione, collo scopo di addivenire caso per caso a un'articolazione di forze che, insieme alla congruenza con compiti concreti, assicuri una adeguata capacità operativa in funzione di potenza e leggerezza di strumenti. Non si deve dimenticare che l'nltualr divisione cii Fanteria nnn è il risultato di un disegno pianificato, conforme a prestazioni di unir¼ elementari e ad esigenze di adcguamc.nto a compiti normali, bcnsl è derivata dai suoi predccc.ssori mediante successive addizioni e supcrstrumrrc applicate a un nucleo originale. Processi organici di tal genere portano di frcqucme a organismi elefantiaci, nei qu,11i restano poche trnccc della primitiva funzionalità. (1) CCr. Col. F. Cui.MA><><: Srrotlgic. Ed. Ch>rlc< L:ivau1.cllc & C.ie, P,ris, J.,i. moga., 19%4, c:i.p. V. (2) Ccn, P. St11'1No: A, pem della guçrra modnna, Ed . Rivis<n M.ìlitarc, Roma, 1952, p:ig. 131.

(


Inoltre è necessario reagire contro la tendenza a rendere permanenti strutture suggerite da situazioni particolari. Un nuovo organismo trac vnntaggio dalla comu1,ionc di getto, che lo dimensioni in ottimi rapporti di partxipazioni multiple, piuttosto che da rimaneggiamenti di vecchie strutture di un'economia soltanto apparente, in pratica dcficieme di rispondenza organica e operativa per la loro stessa origine. Nella costruzione di getto non solrnmo do1·ranno tenersi presenti i requisiti di potenza intrinseca, che peraltro non è mai fine a se stessa, ma altrcsl quelli di un'attitudine agli interventi efficaci e tempestivi. A garanzia di quest'attitudine fondamentale è indispensabile vedere assicurati tempi d'intervento, veri tempi di servizio, ddlo stesso ordine dei più temibili avversari, nell'ordine le unità coraz7A11e e le unità meccanizzate. Con questa visione non s'infirma il criterio che le forze corazzate e meecanizzate saranno chiamate in via preferenziale a contrastare le forze similari nemiche. Si enuncia la tesi compkmcntare che tutte le forze che parteeip.1no alla battaglb debhono possedere le caratteristiche fondamentali che le abilitino a tener tC$la, all'occorrenza, all'azione improvvisa, potente e profonda di formazioni coraz~atc e 11tccc..;.11llzz.atc. L'obiettivo non è f:lcilmcnte raggiungibile, ma non è irrealizzabile. La sua rc.1lizzazione, in termini di economia e di buona rispondenza, è da vedere io una nuova G.U. di 1• ordine, succedaneo dell'attuale divisione, della quale mette conto di accertar~ le caraueriSlichc ba~ilari. E5sa constcr~ di un certo numero di complessi tattici (si impiega di proposito la locuzione generica di « complesso tattico », attribuendole un significato più lato di quella di « gruppo tattico», che presuppone la risoluzione di uno specifico problema d'impiego), costituiti fondamentalmente da un battaglione di fanteria e da un gruppo d'artiglieria: di massima da 1300 a 1500 u., dei quali un migliaio di fanteria. Inoltre unitiì divisionali blindate, corazzate. del genio e dei collegamenti. A intcgra.zioni delle assegnazioni organiche, l'intervento eventuale di maggiori dosamcnti di artiglieria è da vedersi facendo ricorso alle disponibilit.ì di G.U. di ordine superiore o a[/ianeando G.U. di ,• ordine d'artiglieria (dell'entità organica di 3 a 5 rnggrup(Y.lmcnti), da assegnare secondo le esigenze di ciascun c.,so concreto. L, nuova C.U. di 1• ordine - una divisione leggera, da inserire negli ordini di battaglia accanto alla divisione corazzata - non raggiungerà la metà del peso organico dell'attunle divisione, poichè presenterà effettivi dell'ordine di 8 a 9 mila uomini. Si ritorna in questi termini ai concetti già espressi di una C.U. di 1' ordine costituita prevalentemente di fanteria (n. 6) e di un dosamenro di artiglieria in partc derivante da un 'assegnazione organica, in maggior misura da un'assegnazione evcmuale (rinforzo d'artiglieria), di regola sotto la forma di affiancamento con una C.U. d'artiglieria.


8. • Nel rapporto di valori cffeuivi in cui consiste I.a battaglia moderna, potenza e mobilit~ fanno certamente premio su numero e massa. Le forze terrcscn vedranno applicato cale conceiione basilare coll'ordinamento di G.U. leggere, manovriere, aUa mano, prive d"impcdimcota e di scaglioni di trasporti pesanti, servite a destinazione (o « a domicilio») dei ri, fornimenti necessari per alimenmre la b~ttaglia. La presenza delle divisioni leggere, di un peso globale pari all'ingrosso alla met~ delle nttuali divisioni di fanteria, consente di raddoppiare il numero dcUe G.U. di 1• ordine a parirà di for1:o biianciota e di onere finanziario, naturalmente per quest'ultimo limitandosi a una vahrtozione del tutte ap, prossi mativa. Un orientamento evolutivo nel senso prospettato esiste già, per quanto si affcrm, lencame111e e forse con quald,c incertezza. Confortono alla sua affermazione motivi economici, org3nici e operativi. I motivi economici sono stati indicati molto brevemente. Per quonto ri· guarda organica e operazioni, rra i vari argomenti a fa,,.orc si cita il fano che a parit.à di forzl complessiva un ordine di battaglia bene articolato è su· scenibik di un rendimento più clcvaco di un ordine di battaglia costicuito da poche grosse G.U. Una vicenda operativa improlltai.a a quclii che si sono detti tempi di fase ri.,crerri e rioni di fase elevaci richiede una disponibilità rduivamente ab, bondaorc di mumcoti, per imbastir: e condurre a termine Ull piano operativo ben congegnato. Un comando di G.U. complessa ha molto migliori « chances" se dispone, ad esempio, di 10 G.U. leggere del ripo proposto, anzichè di 4 o 5 divisioni del tipo armale. lafine la evcatuaie spccializzaz.ionc di G.U. di ,• ordine è più facile quando le stesse C.U. sono disponibili in maggior nuo,ero. E' un fallo meritevole di allemdonc che le G.U. specializzate JttuaJ. mente esistenti (cora,,zar.:, alpine, d'artiglieria) vengono realizzate di regola sul piano delle G.U. leggere non soltanto per esigenze di ambiente d'impici,,o, ma sopraltutto per motivi di funzionalità e di r<:ndimcnto. La guerra e molte delle attività connesse offrono in larga misura probkmi da rfrolvcrc facendo derh·are differenti modalicà di applicazione da una t-o<:rCllte 1111it.ì di pensiero. Non s'incrina questa unità di pensiero quando si ha di mirn il perfezionamento dei procedimenti d'esecuzione, informandoli a criteri aggiornati in base all'esperienza cd a caucc pr<visioni del futuro.


LA CONCEZIONE STRA TEOICA MODERNA Gcn. di C. A. Paolo Supino 1. - STAATEOIA TI\ADlZIONALB 11 $TltATF.CIA A'l'TtJALI!. - I concetti che hanno valore d'inquadrrunento di ,istcmi \"~$li d'idee e di attività dcbboM essere aggiornati diligentemente non appena si avvertano $0Stanziali difetti di corrispcndcnza tra una loro accc:,;ionc consuctn e il contenuro generale delle idee e delle attività delle quali costituiscono il quadro. Tra i concetti meritevoli di aggiornamento è da inserire senza dubbio quello di srraregia. Che cosa deve intendersi per strategia, cioè quale è il conrcnuro effettivo, attuale del termine, e di conscgucnz;i quale ne è il significato e quali sono i compiti, gli attributi e l'estensione della concezione st.mtegicar Si tratta in dcfiniti,•a di addivenire a una definizione di soddisfacente CS.1ttC'LZ3, La modalirà razionale per definire secondo una visione arru.,le un determinato ordine d'idee o di faui consiste di regola nel prendere le mosse dalla nozione delle idee e dei fatti ossc.rvata sino al recente passato e di analiz1.are , motivi che ne hanno provocata 13 modilicazione o che hanno suggerito l'adozione di una nuova concezione. In ultima analisi si tratta di una applicazione cstcn,iva del procedimento S(()lastico di defini7Jone, basato, come è noto, sul genere pro~imo e sulla diEfen:nZ3 speci6ca. La ricerca non manca d'interesse cd è tutt'altro che oziosa. L'interesse è motivato daJl3 constata7.ione di uno stato di cri<i in cui vcrs:t la concezione strategica rradi7.ionale, la quale non risulta più idonea a interpretare in modo esauriente e corretto I fatti e gli atti che le sono pertinenti; l'utilità c.lcriva dalla precisazione di competenze e d'incombcnzc al riguardo di attivi!¼ e di rc,ponsabili~l di rilievo, non differibili, nè cvitnbili, che è presumibi le possa trarsi dalJa definizione dei compiti, c.legli attributi e ddl'esrcruione della concezione strategica odierna. Secondo la linea indicata, conviene fare riferimento alla definizione rradizion3lc della strategia - si potrebbe dire alla « strategia tradizionale" e da questa giungere, attraverso l'analisi dei fottori modilic.ttivi, alla definì· iionc ,Jclla str.ltegia attuale, per passare successivamente a quella della concezione strategica moderna. Strnccgia tradizionale è soprattutto una matcgia militare. L'attributo « milirnre » può essere giudicato un pleonasmo; in realtà non lo è o meglio


1017

non lo A più. Non occorrcv~no (.1u.11ific.."ltivi c.cnto o cinquo nrn~ni or sono! allorcbè gli studiosi si erano fermati so<ldi fotti, e del resto mola son~ Ccrm, a tutt'oggi, alla nota propom,ione clausewitziann: « Es ist n/~o ... dte . Ta1-

tik die Le/ire vom Ccbra11ch der Strcitkriifte im Gefcc-ht, dtc Stra.tegtc dte Lchre vom Gcb.-a11ch dc, Gcfcduc ;111>1 Ztvuk dcs Kricgcs" (1). L., strategia prcsiedercbl,c all'impiego delle b.,uagl1c a.i fini della guem. E di rincal1.o 11 Foch afferma che « nessuna tratcgia può prevalere su quella che mira ad assicur:ue risult:Jti tattici, la ,·inori.l mediante la battaglia ,, (2). Come si vede, è una concezione puntu:ili.zz.ita sulla battaglia, considerata l'atro risoluti"o della guerm. L, tattica è sovrarrn e la strategia è al ~uo ,ervi7.io, col fine precipuo di determinare le circostanze per la più felice 111;1postazionc dell'ano tattico e succcssiv:uuemc quelle dello sfruttamento più completo del mcccsso tattico. Tutto questo non manca di coerenza Jogit:1 cd ha il presugio dcll'cspcricn1.a - per quanto si tratti di un'cspcricn1.a dn far risalire alle campagne napoleoniche cd a quelle d'indipendenza e d'unificazione nazionale del XlX sccolo - che peraltro, per con,er,•are Lo propria autorità, deve superare con successo l'acccrtruncato della permanente adcrenzo ad esperienze piil recenti. Uno spunto critico immediato, pcrchè gli danno materia ratti concreti, i offcno dai mutamenti soprawcnuti nci lineamenti delle battaglie e nelle funzioni da attribuire alle bat13glic nella guerra moderna. Q11elli 10110 profondamc11/e cambiali e queste si possouo 1i111etizzare i11 ,ma di111in11ita i11f/11c11:::a della fallica mila cco11omia gc11cralc della guerra. Esprrnc nei precedenti termini coincisi le due tesi possono essere giudicate paradossali. In effeui sono mm:uncnte aderenti alle esperienze e, quel che più conta, fa loro discussione conscnic di passare in rnssegna i capisaldi della evoluzione che il progresso gcncr:ùe ha pro,·oc:oro nei fntti milimri.

z. - L'eVOLUZIONf KECBN'll! DEL P'ENOMENO llEJ.LICO. - La strategia ntlllllle è una disciplina complessa, costituita da molteplici branche distinte, anche se dominate da una concezione unitaria di atti e di fini, alla quale è nata attribuita una denominazione panicolare: " 1trnrcgin politica »• . Trn strategia e ~tratcgia pc,lirica s'intcrpc,nc llltto il cammino percorso net tempi più vicini, ('O"Chè la strntegi., politica è la strategia uscita dalle !,:-~ioni delle due guerre mondiali. Qucst'ultimc non sono state soltanto due 1erribili prove; esse sono state anche un efficace ammnc,,tumcnto, in specie col rendere manifesto su quali piani il progresso delle scienze e quello tecnologico avevano portato il fc(1) Gcn, K. v. CLAunwm: Vom l&-itg,, Ed. Dummlcr 3c C., Bcrlin, 11167, Lib. I, I., uttiu dl oormc ptt l'impiego delle foa..c: 2tm.,c nello h~tt2gl1..1, b .St..t:lte.gi2 d) norme per l'impic~c, delle b:att.:a~lic :n lini ddl.m gucrni •· (2) Lt, col, F. Foa,: Du Princif1<J de la G11errt, Ed. Ch. L.wauzcllo, Pori,, Limog<s 1911, pag. 43 _

<>p. >,. pag. 81: • Co.l ...


nomcno bellico. Evidenza pcrahro non ancora completamente assurulata, non ostante che esibita nei termini piì, persuasivi quali sono l'enticà e In po1<n23 di distruzione clcll'a.rmamento moderno, culminnre nell'esplosione ddle due bombe atomiche che hanno concluso la seconda ~erra mondiale in Estremo Oriente. Esistono infatti tuttora rèmorc mentali alle deduzioni immediate, per quanto conformi a una logica ineccepibile, alle quali Ca.nno ostacolo sia il timore di previsioni incaute, sia l'inclinazione a non abbando, narc schemi d'idee profondamcnre radicati e soprattutto comodi. Ormai le 1,ruerre sono condotte eia coalizioni che rnggruppano gli Stati più potenti della Terra, mtcrcssano vasti spazi uiduncnsionali che ricoprono continenti e oceani e durano a Iungo, come vogliono le ingenti forze ,e k altissime poste in giuoco. Delle tre precedenti proposizioni le prime due sono generalmente condivise, la ter.ea è oggetto dt sensibili contrasti d'opinione. Un atteggiamcmo di contrasto è :munto in particolare dai fautori dclb cosiddcua guerra rapida e della suJ sonospccie, la guerra lampo, i quali hanno trovalo apparente conforto nelle previsioni cui ha doto luogo l'impiego dell'esplosivo nucleare nd campo strategico e in quello tattico. Costoro prevedono le ostilità di una eventuale nuova guerra mondiale circoscritte al giro di poche ore o di pochi giorni, quanto occorre per piazzare :1 ragion veduta sul territorio avversario un certo numero di c.1riche nucleari e ridurlo uno squallido deserto. La guerra rapida, suscettibile d'imporre la resa dell'avvers.'lrio nei brevi termini di tempo indicati, è un'utopia, da considerare pericolosa non solo perchè svaluta alla leggera armi e procedimenti convenzionali, ma soprattutto pcrcbè quando sia smentita dai fatti pone gli incauti io presenza di situ:izioni che in genere si risoh·ono col disastro. U corso d'idee cui può dare luogo razionalmente un'analisi accurata di premesse e di conscgucn7,e intorno all'ipotesi cli una tcr..~a guerra mondiale è ben differente e merita di mere prospettato nei suoi dementi principali. li ricordo degli sforzi, dei dolori e dci lutti dic sono costate le due guerre mondiali è: cocente e reso più acuto dalla presunzione clic una tcr.t.:t gucrrn mondiale, se vi sarà, li ripresenterà moltiplicati secondo rapporti considcrc\'oli. Alla certezza clclla estrema gravità di una tcrz.1 guerra mondiale si accoppia la convin1.ionc della sua inanità per lo stesso vincitore, cui verranno ad essere imposte inevir.ù>ili, formidabili incombcn1,e guerra durante e nel dopoguerra. Pm,de quindi consisten7~1 un snlutare timore Ji affrontarne le alce e ne derivano due distinti atteggiamenti: nessuno, provvisto di luce d'intelligenza e di senso cli rcspons,1bilità, è disposto ad assumere 3113 leggera la paicroi~ di ani che travolgano i popoli dall'orlo clell'nbisso al fondo del baratro; nini sono inclini a gesti di clisrensionc, i quali, sen:i., rinun1,iar,c al conseguimento di obietti,•i fondamentali, valgono ad nllontaMrc le criisi e


1019

ad adeguare gli eventi a sviluppi control lati. &, l'un atteggiamento costituisce ùiibizione per i patenti, l' altro concorre ad allontanare la minaccia di una nuova gllcrra cd entrambi cooperano verso l'adozione di « modus vivendi » arti a procrastinare tragici epiloghi. Si potrà obiettare che si trana di situazioni in gran parte dipendenti da sfumature di atteggiamenti, poco più che da stati d'animo, anche se materiate e.li alti interessi umani, quindi tutt'altro che prive di alee, rappresentate dai minimi margini d'equilibrio di una condizione di cose paragonabile a un equilibrio poco stabile. Pur nondimeno sono situazioni operanti, la cui opcmtivit:I si riconosce in un fatto di diretto interesse: la tendenza generale ad evitare l'esperimento cn,ciale e la ricerca di succedanei meno impegnativi e meno rischiosi per soddisfare le istonze di quella dinamica di relazioni rrn i popoli, che~ :mch'essa una realtà innegabile e non negligibile. 3. - Contemporaneamente altri fattori sono emersi, stavolta nel domirùo delle operazioni belliche e pertanto di un più specifico carattere tecnico. Esse coagiscono coi precedenti e contribuiscono a mutamenti radic.1li d'imp0s1,zione e di sviluppo degli awenimenti di guerr«. L':tdCY.Gione di nuove armi e di nuovi me1,zi, forniti dal fiorire delle tecnologie moderne, ha esteso il campo come ha incrementata l'efficacia degli atti di guerra e ne ha resa molto complessa la progettozione e la condotta. I teatri d'operazione includono \'Mte aree conttucntali e marittime, le operazioni imemsano a ogni momento estensioni di tertitorio corrispo1JJ denti alla superficie di Stati di media importanza, le ma$.<e di uomini e cli macchine in azione sono ingenti, le fasi operative assumono cadenze stagion:ùi e in genere presentano 1u1a considerevole durat.1, Le masse ingenti in nionc e la considerevole durata delle opcraz.ioni esaltano i consumi di guerra sino a dimensioni tali da mette.re a dura prova la capacità di produzione dei piÌi formidabili complessi industriali del mondo. Determinante degli esiti è in gran p;irtc il confronto delle capacità di produzione, Di conseguenza la battaglia, dopo avere perduto il carattere di 11n episodio ristrelto in brevi limiti di spazio e di tempo per assumere quello di un. fronte articolato in movin1ento nel corso di un'intera fase operativa, non nvcste più l'importan,.a di un fatto unico decisivo. Mentre ba corso la complessa sequenza di episodi tattici. in modo app3Icntcmcnte caotico, in località distanti, col risultato di mantenere fluide e incerte le situazioni intermedie, marur:1no altrcsi i risultati di altri avvenimenti, che si svolgono lontani d:ii campi di battaglia, ma non ~r questo sono meno importanti e meno krrili ùi esiti impomm i: gli avvenimenti dei fronti interni. . La locuzione, nata casu:ùmcnte nel mezzo ùella prima guerra mondiale, acquista un più intenso significato al lume delle considerazioni svolte. Non c'è ~a meravigliarsi se, 'luesto essendo lo stato dei fotti, si sia fotta strada la eonccz1one che, come non bast.1 più vincere battaglie sui fronti di guerra,


IOlO

perchè occorre 1•inccre in via prdi,ninnre le competizioni del fronte interno, si possano ortcncrc risulmi decisivi agendo a carico <lei fronti interni. Una volta riconosciuta fondata la concezione, sono passi ulreriori sulla stess3 via la deduzione che l'azione sui Eronti interni può c.sscre linea piìì vantaggiosa, e la conclusione che si possa perfino omettere di costituire dei fronti di guerra attiva in attesa degli effetti di un succedaneo molto efficace. Tuno questo è antitradizionale per eccdlcm:a ma risponde a una logica innegabile di fatti. Una realtà incontestabile, anche se di rccemc formazione e di ancor più recente riconoscimento, ha indotto aUa concezione di guerre vinte facendo leva in modo preferenziale su fatti non militari, ciò che import! un3 diminuzione, e talora una diminuzione molte; netta, dell'incidenza dei fatti militari propriamente detti. I riflessi dell'ordine d'idee prospettato non si fermano a questo punto. Il graduale sposr.1mento d intcrcssc da faui militari a fatti non militari, in senso proprio, nel conseguimento di obiettivi dell'azione bellica (i fatti non militari in senso proprio si diranno in seguito fatti paramilitari e fatti cxtramilitari, per confermare che in ogni caso se ne hanno presenti i rifle,si io quadri militari), ha indotto al riconoscimento che in molti casi, attraverso quest'ultimi, il conseguimento della maggior parte degli obiettivi riusciva più facile, meno dispendioso e soprath1tto meno app:irisccnte, quindi tentabile anche a prescindere da atti di violenza materiale e quindi esperibile anche :1 prc$Cinderc da osillità dichiarate. Ammettere che gli obicuivi di una guerra po,sano essere conseguiti malgrado il persistere di relazioni formalmente pacifiche equivale a convalidare il sistema di rigettare per principio il ricorso alle armi scn7.a rinunziare aj maggiori risultati perseguibili per tale via. Tale attcggi:tmc:nto è ancor più giustificato in quanto non implica rinunzie sostanziali e comporta l'eliminazione delle alce di una guerra guerreggiata, sempre meno provvista di prospettive ccrumcmc favorevoli per lo stesso vincitore. 0

4. - LA GUERRA UE! FA'n"ORt 01 POTE.'l"LA. - Lo spostamento d'intcrc$SC dai fatti esclusivamente militari ai fatti para cd cxtramilitari ha avuto la comcguenza che prendessero piede e acquistassero per proprio conto un rilievo che altrimenti non sarebbe iriustificato esclusive impostazioni di potenza, qualche cosa di molto compfcsso cd eterogeneo al tempo stesso, quindi di di(ficilc si ntesi anche ai soli fini <l'in<lividuazionc generica, in linea di massima corrispondente :, [un7.ioni potenziali c~plic3te dai fattori del potere militare degli Stati, ma non per questo meno ferti li di conseguenze. Che impostazioni di potere, pur restando potenziali, siano in grado di esplicare una funzione concreta ancor prima che il potere si manifesti in modo effettivo, è tesi da considerare provata dall'esperienza e quindi da accettare senza contrasto. Del resto una delle prerogative degli :,rm:uucnti è


1021

<tat;1 sempre di costiruirc una grave condi,ione di riscliio 1:er _chi !ntenrl~ aggredire il vicino arinato e in quc;l_a az,on~. potenziale SI e v1s!o in ogni tempo un contributo ddln preparazione militare alla p~escrv~zton~ della pace. li fotto nuovo è costituito dall'Q!Clldem e d:il p«ki1onars1 dcli azio_n_c prcvenuvn, da attribuire non più solumo • ';'"• c~ncrela preparazione m1h: 1nrc, bcnsl all'orga11izzazionc generale <lcglt Stau, _che mdude p:1r~1cm milit:m, ma anche e in nwnrro maggiore parametn para cd cxtram,hrnn. Lo stesso concetto di potenziale bellico d'altronde - un concetto di recente forinazionc pcrd,è ha ,upcr~to da poco i trent'anni - implica l'esistenza e l'efficacia di fattori porcn1.uli, dc, quali ,i può discutere a volonrl il valore concreto quali determinanti strategie, o 1,miei, ma non può essere messa in dubbio l'attitudine ad agire in fase preliminare a qualsiasi azione difetta, nè può cs:scre csclu•o che anche in tali termini l'azione poss.1 avere effetti risolutivi. Le imposra~ioni dì porcn,A, sono ,usa:ttibili, con opportWle modalil!t, di in,·cntario e di valmazionc concreta, anche se le operazioni relative sono molto complesse, tanto da richiedere mocchi ne elettroniche del tipo « National Bureau of Standards Ea5tcrn Automatic Computer,, (S.E.A.C.) (1). fase honno daro già luogo a quella forma spuria di guerra dcua da taluni tecnici militari " In guerra contabile ~ e da altri « la guerrn delle macchine dcuronichc » , la quale con,iste nella enumerazione, dislocazione e valutazione Ji G.U. e di unità delle forze armate e si completa colla indicazione e con l'apprcu.amcnto dei parametri delle $ituazioni economiche, delle organizza1,ioni industriali e della solidità s1,>1rìtuale degli eventuali avversari, noachè colla considerazione di dati permanenti o contingenti di ordine politico, geografico-militare, scientifico, tecnologico ecc, L'aspello più impressionante della guerra cont.,bile deve vedersi nel fotto che l'apprcz1,,mc.nto globale dei panmclri militari, para cd cxtramilitari e dei dati permanenti e contingenti accennati, eCfcttuato con buona approssimazione in via induttiva, consente di giungere con fondamenlo alla previsione degli esiti probabili di un conflitto a,:rnaro. E' logico che quando le wlu1nzioni anticip,,te concordino su alce Sòstanziali, o peggio ancora u risultati nettamente sfavorevoli, risulta scon igliabilc il ricorso alle armi. . ln queste cond1z1oni la parte I cui fattori di potcnz:r 50110 in difcuo è mdotla ad assiste.re passivomcnrc allo svolgersi di ql1elli C\'Cnti e al consoli darsi di quelle situazioni cl,e in altre cimJ>tanze sarebbero state il risultato di una gucrm pcrduu e, per converso, la par e che fruisce della imposta~ionc (1) u Le cifre oonclu.si1,rc cl::abt.u-a.te d3 S.F..A.C:. e d.1 :ihri on1cotl clcuronÌCl, $0pr.ittuuo ad uso delle For1c :;mn.ratc, hanno spesso dct.rrminntn l;, rotta dcll:i. navit(ll.1 di ~t:110 :arncrlC'.:m~ 111 (R. Jur,,rcx: // /11tum ? già tomi,uiaro, Ed. f!.in:mdi, Torino, 1954,

p.,g. 296).


1022

di potcnw prevalente non trova ostacoli al comeguimento degli obiettivi che st è proposta. La parte prc11alc11te avrà vinto la guerra 1e11za comhotteu e lo porle i11 co11dizio11c d'ù1ferioritll ovrll perduto lo guerra prima di combattere. Le precedenti considerazioni induc<>no ad attribuire alla precostitm:ionc e consolidamento dei fattori di potenza di uno Stato una parte di gran lunga superiore a quella riconosciuta sino al recente passato. Nel campo della dottrina esse puntualizzano una modificazione profonda d'idee fondamentali, la quale è confermata da esperienze, ma ha soprattutto l'illtcrcssc di convalidare una svolta decisiva non solo della tecnica militare, ma anche dei procedimenti basilari con i quali vic:ne posta in atto la politica imcrnazionale degli Stati. La circostanza, per quanto non sia sfuggita agli osservatori attenti, non ha riscosso ancora l'apprczz.,mcnto che merita. E' un fallo che certi fattori potenziali sono dcstin:ni ad assumere una funzione sempre più determinante nei confronti di pote01.a che cosrinmcono il substrato delle relazioni intcrnazionaH. Detti fauori :1ssumono i pi11 svariati :1spc11i, d:i aui organi7.zativi Ji forze militari a organizzazione di sistemi complessi di forze rcalizz.1ti m(·· diamc alleanze cd a forme Ccdcrativc, da accordi commerciali e tra industrie similari alla messa a punto di uno sforzo di produzione comune di coalizioni di Stati in vista di situnio1ti ,li emergenza - secondo un crescendo di funzioni, d'autorità d'imposta1.ioni e di fcrtilit~ di risultati - e si sono rivelati con grande ncttczz.a da qtrnndo le guerre han no coinvolto in misura totale attività e facoltà dei popoli interessati. Ancor più desta sorpresa che non sia sr.,ro considcraro a dovere un portato Condamcntalc del nuovo ordine di fatti, quale è quello di avere esito in forme surrettizie di guerra, tipicamente non convenzionali, delle quali la « guerra fredda » è l'eponimo più noto. Alla stregua delle considerazioni svolte la guerra fredda non è l'invenzione estemporanea di uomini politici in cerca di machiavellismi: più semplicemente è il risultato logico di situazioni molto complesse, che non si prevede utile risolvere col ricorso alle armi e da presumere aggrcdibili in modo preferenziale seguendo procedimenti surrettizi, i quali restano validi sinchè non si escluda I'« cxtrcrna ratio » del ricorso alle armi o non si acceda al deciso miglioramento delle relazioni internnzionali, rimuovendo i motivi di contrasto che le avvelenano. 5.• S·rR,'1"F.GIA POLITICA E TECNICA orERATIVA. - Lo sforro di ricerca di un effenivo equilibrio di relazioni, imposto da una realtà nuova e non prevista, è stato avvcrtiro più da ambic:nti di studio civili che dai recnici militari. Ha conuihuito a fare velo alle intelligenze prima di tutto il mancato apprezzamento dell'evoluzione in cor;u delle istituzioni e dei faui militari, per dCcno della <1ualc la guerrn, già incombenza preponderante di militari


1023

professionali e di forze arma~ P':rmancnti, ha in ~ito di tempo c_oinvolto in modo pcrcntono e non ev1tab1le tutt3 la popolazione e tutte le risorse d1 uno Stato, dopo che aveva tUJtmto /11 caroltcriJtica tii "" co11jro1Jto uucro tra popoli in luogo di quella di urto tra eserciti. A una strategia di esclusivo contesto militare si sentiva pertanto il bi sogno di affiancare un nuovo ordine di concezioni, cui si riclùcdeva tra l'altro di dare un indirizzo appropriato alla risoluzione dei problemi para cd cxtramilitari sollevati ,falla guerra, bisogno che si presentava coll'autorità crescente dell'importanza dei problemi in discorso. In pari tempo contribuivano alla sopravvivenza delle concezioni conformi a una strategia ristretta, e conseguentemente non aderenti a una visione totale dei fatti considerati nelle loro reciproche influenze, i tentativi :ntclkttualistici di cultori di teorie strategiche, intenti a imbasrire costruzioni complicate sulla base di un certo numero di cosiddetti principi fondamentali o leggi, allo scopo di addivenire a uua nuova scicn7-1 q11asi~satta in virtù di UDJI causalità di fatti supposta quasi-rigor®. Una sensibile imprecisione di concetti e una eguale superficialità di spirito u·i1icv ,,on potcvanv più rci;scrc non tanto pcrchè le poste delle guerre divenissero più gravi, dato che esse sono stare gravi io ogni tempo, quanto pcrchè si era esteso il quadro delle co,npctcnzc chiamate a collaborare cd i nuovi part«ipanti vi avev.ino portato le loro « formac mentis », avevano voluto ,·eder clùaro nella complessa materia e avevano posto mano allo studio in profondi~ degli ardui problemi suscitati dalla guerra moderna. Ne sono risultate interessanti constatazioni. Tra le più importanti è da cita.re il riconoscimento che i parametri in azione nella gucrrn moderna sono molto numerosi e interCl>'Sano piani disp• rati di conoscenze e di attività; che di conseguenza gli srudi e gli atti relativi, ben lungi dal restare circoscriui al piano milita.re, lo hanno superato in larga misura per sconfinare in piani politici, d'alta organizzazione statale, economici, scientifici, t~-cnologici, di produzione industriale, infine di psicologia sociale. La concezione di una strategia chiamata a guidare gli atti di forze armate prima e dopo la battaglia, quest'uliima dominio indiscusso della tattic,i, è ormai troppo restrittiva e lluindi non accettabile alla luce delle csperien1.c di due guerre mondi>li. Al suo posto prende consistenza, e il fatto ~ sempre più evidente, unn nuova disciplina, meglio si dovrebbe dire un nuovo corpo di discipline, cui si_ richiede di comprendere in un sistema organico tutte le nozioni, tutti i dati d1 farro, le sintesi e anche le intuizioni che sono necessarie per imbastire e ponarc a buon fine imprese di grande braccio e di grande peso secondo tu1a scala . di fasi d'ntn1azione che va dal progetto, previo accertamento delle cffcruve possibilità, alla esecuzione, mediante il supcramcnto delle probabili di(ficoltà.


1024

Che si tmti ancora di strategia è uno mèra convenzione, la quale preSc:nta l'esclusiva utilità di riannodare le nuove concezioni a una Lradizione dì pcmicro e di porre in evidenz.1 la parte più appariscente dei mc-.tzi utilizzati direttamente o indirettamente, i mc-tzi militari, facendo peraltro l'espressa riserva che il campo entro il quale crsa agisce è slraordìruri:uncnte più dilat.1to in confronto di quello della matcgia tradizionale. Quanto era contenuto di una strategia ristretta viene trasferim nella competenza di un'altra disciplina in formazione, la tecnica operativa, pili in rispondenza di esigcnz.c praticbe che di un disegno prestabilito, la quale è destinata a compendiare la normativa delle operazioni militari propriamente dette, siano svolte in quadro strategico o lo siano in quadro tauico.

6. - Gu u.tMtNT1 o, UNA ooNeu,o"'"' ST1unc1cA MODEl<NA. - Una concezione strategica aggiornata, per sortire in visioni adeguate e in atti oorrispondcnti a q113dri d'azione attuali, deve prendere gli spunti da una congei ic con1iderevole di dati di fotto, per di pili opportunamente elnborati e capaci di dar luogo, attraverso convenienti processi di sintesi, a deduzioni solidamente ancorate sugli clemen1i effettivamente in giuoco in ciascun coso .concreto. Le claborazioni menzionate non sono ancorn iùce pcrfcunmente precisate in linea di fatto, ma in strategia, come in molti altri campi nei quali idee e fotti coagiscono in influssi stretti e reciproci, 10110 le idee che g11ida110 i /mti e la guida è 11erame111e c/fic1Jce qua11do sono opportune gcncralizzazior.i dei fatti clic hanno .<t1ggcrito le ida. Ben lungi dall'esaurirsi in un giuoco di parole, la proposizione vale a mettere in luce i mutui le1,r:1mi di causa cd effetto che costituiscono il fondnmcnto di ogni buona concezione e in pari tempo il merito di orientamenti pratici e la necessità della costante aderenza al concrero nella progetta2ione e nella esecuzione degli atti cui si fa riferimento. Poiehè la ooncezione strategica s'imposta sempre su di un numero considerevole di dati di fatto, di prcsuppostt opinabili da vagliare con vigile spirito critico, di moventi e di scopi riconosciuti validi, ,.siste una necessità intrinseca che dati, presupposti e scopi siano presentati e visti con estrema chiarczui. La chiarezz., di prcsentnione e di visione, accoppiata con esauricn1.a di ebborazionc ed a rigore di deduzioni, è resa ancor pili indispensabile io dipcndcnz., della evoluzione che subiscono le funzioni di una strategia moderna, che ne ha estese le incombenze nel tempo, ben oltre la durata dei conOini armati. [nfatti ei.s.1 è csetcitaL1 non soltanto guerr:i durante, incombenza unica della strategia tradizionnle, bensì precede i conflitti, li accompagna (e anche qui i suoi compiri sono molto più vasti di quelli di una strategia vecchio


1025

~,ile) r ne segue le conclusioni. In questa concC7~one si deve vedere una discriminante molto autorevole t:r:t vecchia e nuova strategia. Una watcgia csclusiv:tmcute milit.-ue urta nell'assurdo di un ordine di pensieri chiamato a contributo anche in tempo di pace e, si potrebbe dire, soprattutto in tempo di p:icc, quando cioè è escluso l'impiego diretto di mezzi militari. li <:onflitto armato, ,•isto nell'intero suo corso di fatto potenziale e di fatto reale, può anche non scoppiare. Con questo i compiti della strategia non risultano diminuiti; sono soltanto spostati sui settori nei quali sono individuabili argomenti importa.ori • prescindere da uno stato di guerra guerreggiata, perciò ste.~so argomenti non necessariamente militari e che ~l:tno dalla compctenUI specifica di personalità militari. L.1 concreta opponunit.\ di esercitare attività di c~rattere strategico al di fuori di specifiche situazioni di guerra sta a confermare una funzionalità più ampia delle esclusive richieste dell'impiego di forze armate e una opcrativit~ che si estende anche nei casi nei quali si prescinde da detto impiego. Tutto questo è strett:uncntc conforme alle istan.ze di una strategia che in effetti coiuvolge tulle le attività di governo in ogni momento della vita di un popolo. Allora fa strategia è la guida degli atti complessi che inquadrano e utilizzano le risorse di uno Stato - e le forze armate sono una di queste risorse, tra moltissime altre - allo scopo di salvaguardarne gli interessi contro qunlsiasi minaccia attuale, potenziale o soltanto presunta, Una strategia provvista di tali requisiti ha più aspetto di materia politica che di tecnica militare. I suoi esperti non sono più di necessità dei militari; i capi, cui è fatto carico di assumere decisioni e di dare disposizioni, di necessità non sono militari. La strategia ha acquistato connessioni troppo strette con incombenze politiche, con attività diplomatiche, con atti di alta amministrazione, con incombenze di superiore organizzàzione della economia e dell'industria di un paese, infine con la stessa visione dello sviluppo storico di un popolo e con una sua particolare eoncc:i;ione della vita sociale, per potere restare affldata a una cerchia limitata di tecnici, per ni più stret· tamente specializzati, quali sono i militari. Decisioni e disposizioni in materia sono di compcren1-1 di un governo che goda della fiducia di rutto il popolo e ne :,bbia mandato, pcrchè in tali termini, auravcrso le forme consuete dei regimi clemocratici, tutti i cittadini e nella fattispecie i loro rappresentanti qualificati hanno focolt.ì d'intervenire su questioni che coinvolgono il destino della collcttivit.'t. . La tesi prospettata si conforma all'attuale stato di fatto di una conce7.JOnc strategica in azione al livello elevato nel quale b gritnde progettazione operativa si sposa alla direzione politica degli aCfari di Stato od a quello nel 11.ualc si definiscono i grandi interessi nazionali e si precisano le vie cd i mc-,:. z1 per realizzarne i postulati.


1026

E' considcrnzionc di particolare interesse dal punto di vista della ripartizione delle competenze e delle incombenze, a conferma di un"i_nterpreta· zione già prospettata, che l'clcmemo militare, anche nelle 5uc quali6cazioni più elevate, non assume compiti emergenti nel quadro della strategia politica per restare in funzioni di collaboratore eventuale in tempo di pace e di agente csclusil'o e insostituibile soltanto allo scoppio di osti lit~, per assolvere i compiti operativi. E' naturale alJora il quesito rivolto a definire quali S1ano gli uommi, meglio si dovrebbe dire le personalità emtnenti, che concepiscono e anuano le disposizioni di alta importanza pertinerui al quadro in Ciamc e d:u quali viene a. di pendere tanta parte della vita corrente e del corso storico dei loro popoli. La risposta non ~ difficile. In tempi ordinari sono gli stessi uomini di governo, assistiti da una opinione pubblica illuminata, all;i cui formazione partecipano i più vasti strati di popolazione e in particolare le élite, intellettuali, organizzative c produttrici del paese; in tempo di cris~ sono le personali!¼ di cccczionale levatura, k quali riassumono in sè i poteri ci vili e militari, che l'opera di lunga lena attraverso la quale ha luogo la p~p:ira2ionc degli clementi dirigenti consente di avere disponihili al momento del bisogno e che la saggezza delle istituzioni patrie pone in posizione di autorid e di responsabilit:i, per farli interpreti delle esigenze vitali ddla co!lcnività e guide consapevoli di tutt.O un popolo nelle ore di prova.


(')

CRITICA DELLA CONCEZIO

E

DEL CAPOSALDO DIFENSIVO Geo. di C. A. Paolo Supino

I. • LE SISTHUZIONI DIFENSIVE A CAPISALUI. ln un recente saggio (1) si è es)'.>rcsso il parere che le sislcmazioni diCcnsivc a capisaldi accolte e prcscrme dalb dottrina italiana vigente, sono ri,pondenti come alternativa di sistemazioni più dense, da ritenere scarsamente economiche, ma se ne è rilevato in pari tempo il diferro di lahilit~ di obiettivi, insito in qualsiasi schieramento sostanzialmente statico.

Ad

No

In sostanza, una conslatazionc di rispondenza rc:lativd e coudiz.ionata, che lascia aperto l'adito alla definizione degli auributi in base ai quali la rispondenza potrà considerarsi assoluta e inconclizionara. La questione non è di scarso imcrcssc, dato che la sua risoluzione esige in via preliminare l'acccnamcmo degli inconl'cniemi da imputare all'atrualc conc~ionc del " caposaldo ., e porrà consentire, con u.n passo succcs ivo, di definire le caratteristiche dell'organo difensivo e delle istcmazioni più compkssc che lo includono, atte ad a sicurarnc 1:, debita adercm;a alle lince dell'azione difcnsiv3 di for7,e ,rmntc moderne,

Gli inconvenienti consistono, per riassumerli in punti tipici e con riscrv~ di tornare più a lungo sull'argomento, da un lato nella mancan7.3 di flcssibiliù dd concetto per cffeuo della quale esso impone soluzioni uniformi in una ca istica d'impiego in cffcai mollo varia, dall'altro nella cos1ituzionc di conccntramen1i rli porcn1,a difensiva non adeguali, o per eccesso o per difetto, in molte circostanze d'impiego e soprattutto di scars.~ rispondcm,;a nel corso di opernioni di forze meccanizzare con congrua partecipazione di mezzi aerei, infine i.o una ccccssi,·a vulnerabilità nella cvcntualit¼, non certa rna clic non è prudente escludere, che l'altacco ricorra ad azioni aromjche tattiche. Di conseguenza, per quanro le sislcmazioni difensive a capisaldi rappresentino uno stadio evolutivo rispclto a forme anlcriori meno differen(,) Gcu, P. Su,1so; lina ,om(t iufl, mo'ilc""' ,ldl'i1:ion~ d•/cnnw, Ri\'ÌJtll M1lnart', 1955, n. 4, p>g, 373·

il, '

..

bn

(')

(' )


ziate, è da prevedere che richiedano di essere soggette a un processo di revisione p<:r aggiornarle, in relazione a mezzi e procedimenti oggi a d isposizione dcli' auaceo. Mette appena conto di dire che la soluzione verterà con ogni presunzione sull'evoluzione dell'elemento f-ondamcntalc delle sistemazioni, cioè sul caposaldo, il quale dovrà confermare la sua permanente efficacia in una !ara casistica d'impiego e, nel caso che si avvertano lacnnc, dovrà subire qucUi adattamenti concerruali e pratici che varranno a ristabilire buone condizioni cli rendimento nei confronti di previsioni fondate di condotta operativa. Si è f:ltto cenno ad adattamenti concettuali e pratici, i quali concerneranno evidentemente l'ordine d'idee cui informare i provvedimenti d'orga· nizz.izionc difensiva e le modalità di csccu2ione nei casi concreti. Ma ancor prima, su piano più elevato, è opportuno , hc sia svolta opera diligente pcrchè una concezione fondamentale buona non divenga una formula di comodo, da applicare indiffcrcnremcnre a molte situazioni reali e di fatto differenti, le quali di conseguenza risulrerebbcro mal servite, coll'aggravante di rcaliz. 1.arc situazioni controproducenti JXlrtcndo da im posraiioni di pensiero autorevol i e di per sè ineccepibili. SuUa base di tali premesse si mette in rilievo in primo luogo la tendenza, da evitare a tutti i costi, di trasformare le prescrizioni relati\'e alle sistemnioni difensive in « stampini concettuali» di comoda applicazione, ma poveri o privi di meriti intrinseci di rendimento tattico; succcssi,•amcntc, svolto un breve cenno sulla formazione del concetto di « caposaldo », se ne discutono gli aspetti positivi e neg:itivi, alh luce della dottrina vigente; infine si riassumono le modificazioni che cspcricm.a e congetture fondate suggeriscono in modo autorevole, per individuare le presumibili lince evolutive dell'importante organo difensivo. Si ririene utile anticipare il sommario delle conclusioni indicando le ac· cennatc lince evolutive in una marcata differenziazione di tipi dei capisaldi da costituire nei vari casi fondamentali d'impiego, dal punto di vista sia del tipo delle forze, sia de!Je loro entità, sia inlinc dell'atteggiamento che queste dovranno osservare nel corso ddl'azione che viene loro commessa. IA migliore dottrinA può risult.2re inficia.t.2 d.2 un::a mediocre pu.ssi. P~r

evitare tffctti deprecabili, occorre mantenere i criteri d'applicazione al livello del maggiore rendimento pratico. 2, • Li; SISTEMAZIONI A CAPISAI..DI ATIUAt.l, L'esperienza dimosu:a che di sovente le sistemazioni a capisaldi si presentano come dispositivi anodini, poveri di contenuto intelligente e scarsi d i rendimento. L'esame delle disposi;,ioni prese nel corso di attività add~strati_ve, le soluzioni dei cosiddcui temi scolastici, cosl interessanti per ~gg,arc 11 me-

1\,


rito pratico di ogni conc~ionc dottrinaria, mostra in modo spesso evidente l'aspetto ,, qualsiasi» che i procedimenti assumono. Gli esecutori dispongono con mano sciolta i loro hattaglioni sulle dorsali dei settori difensivi, seguendo con molta cura quelli che ritengono i suggerimenti dcl macldlamcnro superficiale del terreno, in genere scnsihilmente mosso nelle zone collinari e di bassa montagna che cosriruiscono tanta parte del territorio nazion:ile. Le sistemazioni difensive procedono « di cresta in cresta», non altrimenti che in Francia sono prescritte con ben diversa cffi. cacia normativa dc coupurc Cll coupurc. La pre<lilczionc per i punti dominanti assume talvolta aspetti toccanti: sembra che agli scopi bellici si affianchino le attrattive turistiche, che nella fattispecie si compendiano nei migliori panorami. Le difficoltà consistenti di realizzare in modo adeguato i postulati dd caposaldo sono trascurate piò che eliminate: ripartizione in settori resa d if. licoltosa daUe formazioni organiche, difesa dc:i fronti di gola che impegna le for-u: destinate al la reazione di movimento, organizzazione in difetto di quest'ultima, spesso affidata di neces.<ità a clementi raccogliticci e cli scarsa efficienza, dislocazione, utilizza,;ionc e ricupero degli clementi organici che non trovano impiego nell'interno del caposaldo sono topici particolari di una problcmaùca assai piò estesa, in genere risolta con modalità che lasciano dubbi consistenti cÌJ"ca le sorri del combattimento difensivo in caso r<:'4lc. Nella pratica corrente tutto si riduce a presidiare con uM occupa:,,ionc a giro d'orizzonte i luoglù copografìcamente dominanti dei quali si è gi~ fotto cenno, a cavallo di presupposte dfrcttrici dell'attacco avversario. Poichè i cigli delle alture esercitano una forre attrattiva e vincolano strettamente lo schieramento difensivo, è molto raro vedere realizzati capisaldi io contropcnden1~~- L'organizzazione di capisaldi in zone pianeggianti lascia molto perplessi gli esecutori. Gli attributi fondameni:ili di profondità di organizzazione e di appog· gio reciproco sono di rado acquisiti in modo soddisfacente. Cortine molto ampie, male osservate e provviste di ostacoli attivi e passivi d'impianto pro blematico e di funzionamento aleatorio, in specie allorchè le sistemazioni sono organizzate in circostanze di urgcn1.a, per lo più vigilate con scarsa efficacia, preparano situazioni pcncolosc di capisaldi praticamente irolati. Nella maggior parte le sistemazion i risult:mo in vista e quindi di facile individuazione, ciò che interferisce decisamente sui vantaggi d i schieramenti lacunosi, con grave danno per la difesa. La rispondcnZà di sistemazioni difensive di tal genere appare subordinata alla discutibile presunzione che l'attaccante s'intesti a eliminare i capi. saldi uno per uno, ciò che equivale ad au:ribuirc all'avversario l'assurda tecnica di prendere il toro per le corna; se al contrario questi opera con discernimento, aggirandoli dopo modeste azioni d 'impegno frontale, nella m:,ggior

-·


27 parte dei casi è riservata l_oro la sorte di fpcttaton impotenti di cl'cnti decisivi che si svolgono oltre il loro raggio d azione. In conclusione, si /: indotti a constatare molteplici indiz.i d'impcrkzionc, dJ addebitare ad abitudini mentali controproducenti, quando non si tratti d'inerzia intdlettuak, in circostanze nelle quali al contrario deve giuocarc la più spiccata solerzia delle intclligen7,e e degli atti. Pcrt:rnto ~ giusrificata la real.ione conrro procedimenti ritenuti ,•alcvoli per ogni uso e convalidati dagli attributi di ri.;pondenza in ttllle le situazioni, • prescindere da adauamenti specifici e anche in difetto di adattamento spccilico. Sulla falsariga delle idee correnti in mMeria, le sistemazioni difensive risultano di norma eccessivamente in vista, poco profonde, poco omogenee, mnle adaue alfa manovra difensiva, infine trascurano indcbiramenrc le csigcn,.c della lort;t contro i carri e contro gli aerei, quelle di prole'L.Ìone lont:iJla, le prerogative d'immediata enlr.lta in azione e di successivo, graduale pcrfc1.ionamc.nto.

Pc.r approfondire i precedenti cenni critici si ritiene necessario souoporrc, le sistemazioni difensive a ca]><>"aldo a un'an:ilisi approfondita, per '!uanto rapida, allo scopo di risalire 3 buoni motivi risolutivi nello progctta,cione e nella condotta dcll"ozione difensiva. j, -

L EVOU/ZIONE 0

T., TTICA ED J SUOI ltlft,ESSJ l<EUA CO>ICUIOl<i; OEL

E' bene non perdere di , ista il fotto che il caposaldo e le sistemazioni difcn1ivc a eapisoJdi si !ODO affermati in periodo dj Cronti sature e di azione difensiva oremincntc c sono lo traduzionc sul tcr~o dcll'intendi~cnto di aucndcrc l'macco a piè fermo e di stroncarlo dove e quondo esso ,•,cne a contatto coll'organizz:izione principale della difcs.i. In altri termini, l'uno e le altre sono manifestazione di uno concezione sostanzialmente statica dell'azione <lifcnsiva. . Ln sè il termine «caposaldo" i: di p,ù antica origine, anche nel senso ~proprio col quale è stato accolto neUa prassi militare (il Vocabolario dd/a Ungua Italiana dello Zingarelli non cita nemmeno l'accezione militare del termine e fa csclwi,·o nfcrimcnto a quc:Uo inerente alla pratica costruttiva). Per trovarlo configurato nel significato attuale si deve fare riferimento alle c~pcricnze della prima guerra mondiale. Infatti esso compare ocUc « Direttive per l'Impiego delle Grandi Unità nella Difesa •, edite a cura del Comando Supremo nelrortobre 1918, peraltro non a raffigurare un organo della struuura fondament•lc della sistemazione difensiva - come è noto, oostituiu :illora da una fascia di rc<istenza continua e profonda - , bcnsl per rcah1.zare ncll'anrist:mte fascia di osservazione un 'occup,11.ione radn di nuclei destinati all'osservazione e di nuclei destinati al logoramento (capisaldi della fascia di osservazione).

CAl'OSAI.OO.


Merita cli essere considcr.110 il farro che sin dall'inizio si è visto nel caposaldo lo strumento degli sdùer:uncnti di(cruivi discontinui. La disconrinuità materiale dell'organiz7.a7.ionc di[cosiva esige infatti facoltà di reazione a giro di orizzonte che sono tipiche del caposaldo. li termine non è più presente nelle « Norme Generali per l'Impiego delle Grandi Unid », diramate dal Ministero della Guerra nel maggio 1928. Secondo delle norme, la zona di sicurc:1,za è scarsamente presidiata e la posizione di resistenza è vista come una scacchiera di « centri di resistenza». Riappare invece nelle cc Dirmive per l'Impiego delle Grandi Unità » ed. 1935, che prescrivono, al n. 61, « una difesa clastica e manovrata cosl organizzata: - resistcn7.a ad oltranza sopra un complesso di capisaldi più o meno ampi e intervallati ... - dietro, centri di fuoco distribuiti in profondità a scacchiera ... ». Dinanzi a un attacco che aumenta di efficacia in modo indiscutibile si convalida la concezione della difc$3 clastica, ma evidentemente non si av1·erte ancora l'antinomia tra difesa clastica e manovrata e rigidità assolut., tiella parre essenziale della sistcmnione difensiva. Questa situazione dì dh conrinuità logica non manca di premesse psicologicbc e pratiche, ma è sempre più controproducente con l'accrescersi dei mezzi dell'attacco ed ~ del tutto inammissibile nella eventualità di attacchi con mc-Lzi di distruzione iocale. Le norme attuali s'informano ancora a una concezione prcva.lentcmcntc staùca della condotta della difesa. fase: prescrivono la costituzione cli "aree difese» e in ciascuna di qume prevedono una posizione di resistenza, nella quale viene sviluppata la resistenza ad oltranza. li concetto di caposaldo, quale organo fondamentale delle posizioni di resistenza, è confermato in modo esplicito. Ed al riguardo il NOTL ed. 1951 lo definisce « un complesso tattico-fortificatorio organizzato con u11 concetto unitario e inteso a concentrare potenza di(ensiva su di una posizione importante ai fini della difesa», presidiato di nonnn da un battaglione di fanteria. La precedente citazione esime dal riferimento particolareggiato a documenti in parte non destinati alla divulgazione. Tanto più che anche dai brevi cenni che precedono emerge una effettiva continuità di concc-,1,ione che non ha subito inflessioni nè attraverso le esperienze della seconda guerra mondiale, nè dopo la loro elaborazione critica del successivo dopoguerra. Ora non è: consentito trascurare il fatto che il presente momento, in contrapposto al periodo tra le due guerre mondi3li, ha visto l'attacco divenire preminente, dopo cessata la preminenza delb di[csa, e affermarsi fronti non piò sature. Io pari tempo gli schieramenti si sono estesi, orientandosi in maniera sempre più netta verso dispositivi prima ampi, poi dispersi, sia pure a dispersione comrollata. Sulla base delle precedenti constatazioni si patrcbbc sostenere che in dispositivi dispersi il caposaldo trova nuove e consistenti ragioni di sussistere

...


e la tesi è tutt'altro che priva di fondamento. Ma in realtà è opportuno stabilire in precedenza con quali forme e con quali modalità questa sussistenza debba aver luogo, pcrchè è evidente che la modificazione ùi clementi fondamentali d'impostazione, sino a far loro assumere caraueristichc opposte a quelle attribuite in precedenza, impone un'accurata rc,·i~ione delle idee che hanno presieduto alla graduale formazione dei concerti in materia di difesa, che è soprattutto organinazione e condona della battaglia clifemiva. 4. - IL coNcmo A"ITIJAl.E J>J «CAPOSALDO » . L'appunto sosrnnziale da muovere al caposaldo, quale è concepito oggi, è di impostarsi sul prcn1pposto, sia pure implicito, di un atteggiamento operativo prevalentemente statico e ciò proprio nel momento in cui molri e autorevoli argomenti coope· rano verso la realizzazione di aucggiamcnti ben divcrsi, cosicchè si resta dub· biosi àrca l'opportunità di rimanere aderenti alla concezione in se stessa e agli ordini d'idee e agli atti che ne sono le conseguenze logiche. L:i tesi è che il concetto di caposaldo, formatosi da tempo e passato attraverso un lu ngo travaglio, del quale sono testimonian,..a i vari significati e le varie forme assunte in processo di tempo, da un contenuto originaria:, mente aderente a una concreta funzione ha perduto successivamente gli accennati requisiti di aderenza e di concretezza, per effetto delle modifica:1.ioni di compiti e di aspetti che '3 sua funzione è venuta a subire col procedere del tempo. Le obiezioni che si pensa di dovere opporre al la concC"tionc in vigore sono di due ordini distinti: il prime,, di critica dirma, si rifcri$ce alla risponde= di fatto del c:iposaldo, quale oggi è inteso, a costituire l'elemento ha$ilare di moderne sistcma:r,ioni difensive; il secondo, di cri1ica indiretta, verte sulla p,1rtocipazione che le si;temazioni a capis.1ldi sono suscettibili cli offrire al corso più confacente della battaglia difensiva, naturalmente le sistcn1azioni che la dottrina ufficiale prevede in base alla costituzione di c.1pisalcli regolamentari. Le obiezioni del primo ordine si basano sul fatto, e la tesi apJY-)re subito ovvia, che il concetto di caposaldo quale oggi è prcscrillo è r('Strittivo e uniforme, talcliè non risponde ,l un;i casistica d"impiego che al contrario è in cffcu-l

RSS3i

estesa.

Non sembra possa e debba concepirsi un tipo unico di caposaldo, come P';>Stub In dottrina ufficiale; al contrario, qucst 'organo deve essere reali:1.zato di volta 111 volta conformemente alle esigenze di una situ:izionc concreta, di cuì sono clementi contingenti compiti, terreno e forz,c n disposizione, e lo stesso può di rsi delle sistemazioni a capisaldi nella loro consistenza di strutture complesse. In breve s'invoca una rispondenza controllata di clementi e d1 sistemi ai lineamenti concreti che assume I:, difesa secondo ambiente, compiti e for7..c proprie e avversarie.


30 Come è 0010, i lineamenti dd la difesa possono variare da un a11cggiamcato prcvalcntcmcntc statico a un attcggiamenio prcvakntcmmtc manovralo e le incombenze passare dalla resistenza assoluta, in posto, o ad oltranza, alla resistenza momentanea od a tempo determinato, in dipendenza di progrtti operativi che s'informano agli opposti intendimenti di appigliarsi al terreno o di sfruttarne nel modo più diligente e più rcddiri1.io le caratteristiche tattiche evitando nel contempo di ancorarvisi. Ancora, sulla b:1sc del la dottrina attuale, I., valutazione del le forze in caposaldo è scnsibilmc111c costante : si tratta, come gili rilevato, di un battaglione di fanteria, con qualche orientamento, in veri tà piuttosto timido, in circostanze particolari, verso capisaldi di compagnia. Una visione meno restrittiva e al tempo stesso più realistica non dovrebbe prescindere dall'a01nmtere che il caposaldo di battaglione cli fan. tcria, di difficile realizzazione e tutt'altro che privo di servitù pcs:intì, non è nulla più di una soluzione particolare di un procedimcmo molto più generale, il quale non esclude l'organizza.zionc cli capisaldi anche ad opera di al1ri gradini gerarchici e nnche di unit11 di Jrmi diverse - carri, artiglierie, pionieri - , secondo criteri conformi :il buon impiego delle unità d'arma ri>pcttive e col presuppasto permanente di costituirvi centri di potenza difenSÌ\'3 i meglio commisurati alle esigenze di ciascun caso. Il scoondo ordjne di obiezioni merita un discorso più lungo, il cui intere$SC consiste nel fatto che le deduzioni che ne risulteranno autorizzate porteranno buona luce sulla concezione moderna della battaglia difcruiva e forniranno probabilmente argomenti validi per una conclusione a ragion veduta. 5· - L'&VOLUZIONE DELLA CONCEZJONE nil'SNSIVA, Di regola la linea conduttrice dell'azione difensiva consiste ncl compromesso tra due presupposti basilari e al rcmpo stesso antiterid: economia delle for1.e, premessa sostanzia.le di qualsiasi atteggiamento difensivo ltl quanto imposto da un rapporto sfavorevole di forze, e sicura rispondenz.i dcll'organizuzione difensiva - in breve della difesa stessa - che risulterebbe sprovvista di requisiti concreti se ne risultasse fornita al di sotto di un minimo necessario. In altre parole la difensiva propone comnccmente l'alternativa lr.t forze minime e risultato adeguato, c he si trasferisce con pari costanza nella permanente esigenza di ripartire le forze disponibili in aliquote d'impiego prcsalcntcmentc statico e in aliquote d'impiego prevalentemente mobile, le une rappresentate da unità schierate in posizione, le altre da unità mantenute alb mano, per l'impiego dove e quando sarà necessario. E' intuitivo che quando g li dementi prevalentemente statici sono in faeolià di sviluppare resistenze in posto insuperabili. per merito proprio 'o pcrchè dispongono di posizioni molto forti o naturalmente o per solidit.\ di apprestamenti, non occorrono forze mobili considerevoli.

,L


31 Pcr31tro per la tel\denza della difesa a estendere le fronti e per la facoltà dell'attacco di accedere a procedimenti di distruzione totale, inoltre considerato prcssochè normale il caso di schieramenti difensivi posti in essere d\,rgcn1.a, le precedenti circostanze si riscontrano sempre più di rado. Di co1uc:guc:nza è necessario provvedere alla maggiore possibile dhponibilità di unità prevakntemeJ1te mobili, con equivalente riduzione del numero cd entità delle unid in posizione. Ora i capisaldi regolamentari risultano in netto difcno molto prima che l'accennato criterio oq,r.inizz:uivo abbia raggiunto la condizione limite d'applicazione: tutto il dispositivo difensivo deriva la sua maggiore efficienza dalla manovra di unità mobili e ben comandate, piut· tosto che dall'esito di ostinate resistenze in posto. In rutto questo non vi è mùla di assolutamente nuovo, dal momento che la teoria e la prassi del la difesa manovrata dispongono di un'ampia letteratura al proprio attivo. Comunque permane considerevole l'interesse della concezione di una difesa affidata agli sviluppi cli una battaglia difon!iva nella quale i principali mezzi di lotta sono i p:irnmctri di tempo e spazio e il possesso del terreno ha un valore esclusivamente strumentale. Ancor più interess.1nte è il fano che sulla falsariga di considerazioni (id genere l'azione difensiva si va orient:indo verso le lince di una manovra complessa, la quale, facendo perno su rapide imbastiture di schieromenti difensivi e ucilizzando potenza e mobilità di reparti moderni, svolge gli atti, prima di logoramento, poi di reazione, che valgono a frastrare le velleità dell'attacco. Mette conto inoltre comtatarc che i precedenti lineamenti dell'azione difensiva male si adeguano alla solui,ionc costante e uniforme di grossi capisaldi con compiri di resistenza a oltranza, allo stesso modo che quest'ultimi male si conciliano con lo schieramento di forze cui sono conferite incoml~nze di{ensive gravose, materializzate da ampi settori difensivi. Nè vale a modificare in modo sensibile l'im postazione concettuale la ad0'1.ionc di due forme distinte d'azione difensiva, una difensiva su Eronti normali e una difensiva su fronti ampie, perchè in pratica le fronti cosiddette normali stanno diventando un'eccezione per molti motivi consistenti, dei quali basterà citare le esigenze di dispersione già ricordate, le caratteristiche <li pres1a1.ionc tattica cli forze moderne e la conseguente dilatazione dei campi di battaglia. Di qui la crescente importanza organica e tanica di forze meccanizzate, corazzate ed aeree e la loro utilizzazione n fondo non solo in fos1 ofCcnsi~·e, ma ;mche in fasi Jifen,ivc. I precedenti dati di fatto giustificano la scns:11.ione di necessità che presenta una profonda revisione Jclle idee correnti 1ul!'azione difensiva, afnnd1è qutsta s'informi alle lince di w1a difesa clastica e manovrnta oltre che nelle intc.-nzioni, soprattutto negli ani. E' ovvio che b revisione postulata deve prendere lo spunto dalla critica degli organi difensivi fondamenta li, per giungere a una visione aggiornata


32 dcll'intcrn battaglia difensiva, allo scopo d'inquadrare in modo debito le attività da svolgere nel suo corso e di definire a ragion vcdurn le modalità più opportune per assolvcrle.

6. - LA D1t0Ns1v, NEL QUADRO ()ELLA G. U. COMPLESSA. Le norme di una azione difcnsivn aggiornata e redditizia non p0$SOOO c;scrc sommariz:mc e divulgate in modo conveniente analizzando l'impiego di minime o di minori wiità. ln tali quadri è pressochè impossibile evitare che venga perso di vista l'insieme di un problema in effetti moho complesso, nè che al tempo stesso s'impiccoliscano quadro e ambienti reali di un'attività indubbiamente molto ampia come quadri, forze e obiettivi. L'azione difensiva non può essere esaminata a fondo se non nel quadro di una G. U. complessa, che per assoll'cre il suo compito contingente Msumc un dispositivo profondo su più schiere, ciascuna delle quali costituisce una zona difensiva (o arca difesa, se si vuole conservare il termine d'uso). Ciò significa che ogni buona normativa trova la sua base più opportuna nella configurazione presumibile fedele della battaglia difensiva. Tale configurazione dipenderà dai mezzi di cui dispone l'attacco e ,la quelli ,ui quali può contare la difesa. Da clllramlx: le parti sono da prevedere in azione unità e G. U. ordinarie, corniwte cd aeree e trn gli attributi essenziali di qualsiasi concezione difensiva vi sarà in primo luogo quello di trarre il maggior partito dalle forze disponibili, comprw: quelle cor37r zate cd aeree, in vista di utilizzarle come mumcnti dficaci in ogni fase dd combattimento difensivo. r1 tallone d'Achille delle attuali conccziom in proposito deve vedersi ndl'('sserc il prodotto di una tradizione di pcn,icro che dopo aver perdute con l'andar del tempo molti dei suoi meriti, pcrchè erano variate profondamente le circostanze che le avevano dato cons1stc>1Za e autoritii, non è stata ripristinata in modo socltlisfaccntc in ba$t alla· considerazione dei nuovi clcmenii in giuoco. Per d, più ia difc,a non deve trascurare l'ipotesi che l'au:ieco ricorra • quei procedimenti che si sono i;ià detti di distruzione totllle (esplosi\'O nudrare). Se infani è buona norma non vincolare ordmamento e tattica agli effetti dclJ'esplosiM nuele.1re, no cnn,inemre soltanto come eventuali. ollo scopo di conservare buone facoltà reattive contro mc-.tzi convenzionali, n11n è meno imporrante evitare che vengano :assunti dispositivi d'impiego tli estrema vulncrabiljti, alle a1-ic,ni atomiche taniche, tanto da costituire un incentivo a ricorrervi perchè di risultati cerrarnente decisivi. Infine non si può trascurarr l'intervento di forze aerotcrrestri, le quali sono idonee a portare l'macco alle spalle delle sisrcmazioni difensive terrestri cd n mettere in g-ravc crisi la difesa coi procctlimenti ormai da~ci dell'aggiramento verticale tattico.


33 Sono t 1ueste le circostanze che hanno dilatato i campi di battaglia e che, per quanto interessa più dircuamentc, hanno esteso le incombcn:i:e della difesa su vuti spaLi e che se venissero trascurate porrebbero il difensore in presenza delle alce derivanti da gr.ivis.sime siru:17.ioni materi:iJj e psicologiche. Nei uasti spazi e sollo l'aggrcS1io11c dt forze mecca11izzate ed aeree le sislemai:ioni csclusiuame111e o prcualc11rc111c111e statiche sono destinare a scadere di efficacia in modo irrimediabile e qu111di debbono essere adauate ai nuoui compiti mcdia11:c le i11diJpcntabili integrazioni co11ecte11ali e pratit:!,r. L'argomcnt:1zione è giunta ormai a individuare il nocciolo della questione. L: circost.1n1.e inducono sempre più. anche a prescindere dagli effetti dcll'csplosivo nucleare tattico. a congetturare il combattimento e la battaglia difensivi come una scqucnza serrala di atti di manovra e ciascuno di questi odl'aspctto di urti violenti di <lurnta relativamente breve, del tipo di episodi d'incontro, che si condensano gradualmente in atti cli minore dinamismo a mano a mano che gli avvenimenti portano l'attaccante ad avvicinarsi alle 1.one di terreno sulle quali il difensore hn ,ubilito di combattere la battaglia dilcnsi,'.l, per riacquistare pieno ritmo e tono nella imminen1.a della decisione.

La battaglia, estesa inizialmente con varia intensità da luogo a luogo a tutta In superficie di territorio entro il raggio cl'a1.ionc elci mezzi dell'attacco. si localizza successivamente - localiz7.azione relativa, cioè in confronto del l'estensione della prima fase - nelle zone foc:ili della lotta. In dipendenza, è merito della difesa di utilizzare terreno e dispositivi inizi3li e successivi non come fine a sc stessi, bensì come mC1.zi per controllare il corso della battaglia e per creare le circostanze più favorevoli per l'impiego dei mt-tzi a disposizione. Tali circostanze sono assicurate da uno schieramento flessibile, adwo a far fronte a un numero plurimo, per quanto limitato, cl'ipotesi allo scopo di potere assumere in definitiva il disposiùvo meglio conCacemc all'ipotesi che si const1ta in attuazione nel ca10 concreto. Per quanto ha trauo alle unità terrestri, questo niipositiro s.1r:\ Stnsihilmentc profondo. Dal punto di vist:i lattico esso ~ da interpretarc come lo schieramento di una C. U. comple~sa su più schiere, le più avan1A1tc destinate a svolgere funzioni di frenaggio e di logoramento, le più arretr.1tc a decidere delle soru della battaglia difcmiva; dal pwito di visrn organiz1.1aivo-fortificatorio, come un sistew:1 complesso di posizioni difensive, le più avaniate destinate ad nioni di resistenza temporanea, le più arretrate ad azioni di rtsistcn7,a durawro. . Le successive posizioni difcn~h·c sono connc.~se da assi operativi, lungo 1 quali sono sviluppate le azioni di frenaggio t di logoramento contro l'avversario e si prowccle al ricupero delle Coru: impegnate che banno assolto il loro compito. Queste, al termine di una prima fase opcrativ~, smascherano le posizioni di resmcnza duratura e passano a disposizione. JI terreno anti-


34 slante a que le ultime posizioni è il campo di banaglia sul quale, in una secondo fase operativa, sono decise le sorti clclla hanagli., difensiva. Tutta l'org.uiizza.zione uttiCt).foruJicatoria dovrà essere oricntau alle contemporanee n=itli di guadagnare il maggior rcmpo mediante bloccaggi successivi dcUc fo17.c di attacco e in p:irticolarc dei loro dementi p,iù mobili, legati alla rete stradale. e di costringerle a sforzi ripetuti e cost~i coll'ostacolare nd modo più tflicacc la ma,., in opera dei mcZ2.Ì d'attacco dinanzi • ciascun sistemo di difcs, tcmpor:mca, infine di com•ogliarc lo sforw avversario nelle direzioni e sulle zone nelle quali l'azione finale della difesa possa cs<cre meglio esplicata e conseguire i più importanti risultati. 7. - L'EVOLUZIONJ: DELLE SISTF-\iAZIONl OU-EN tVE. Sembra suffragato dalle considc•nioni svolte che "1pisaldi e sistemi difensivi in forme u-adizionali non J>OS'Ono più considerarsi soluzione d'obbligo; in particolare i capisaldi non si ,·edranno affidati c~lmivamente a unith di fanteria. Pcr di più eni dovranno disccndcre dalle dorsali e gravitare intorno alle zone di facilita,. zione, , cominciare da quelle di accesso più immediato da parte dell'avversario (nodi strodoli). lvi le funzioni predominanti saranno in primo tempo controcarri e contraerei; pertanto saranno aflidnti a uni1à meccanizzaic e ad aliquote di mezzi corazzati (1). Tali sar:inno i compiti, prcvakntcmcntc temporanei, delle sistemazioni dikn,ivc a,=1.iue. Qualorn organi cU sistemazioni avanzate debbano prolungare b loro attività, ,,i saranno inserite unità di fanteria ogni qual,-olta si manifesti la necc.uità di fronteggiare unità similari, provvedcndo in p>ri tempo alb ripresa alla mano dei carri e semoventi già in funzione di conu-oca.rro e risulunti disponibili. In gcncrc le unità delle zone meno attive sono gr:idunlmenrc ridotte e ricupcra1e, per destinarle a fa,-orc di altri settori i cui compiti siano divenuti preminenti o siano per divenirlo. elle sistemazioni difcnsi"c arretrate, generalmente più consistenti e d~tinatc a svolgere compiti di di[csa duratura, si constaterà una maggior,: cabilità e solidità di Or!,r.miz2a2ione. Comunque anche presso queste uno parte considerevole sarà riserbata all'intervento di forze mobili. 11 tlisp<>sitivo generale dovrà risulta.re in ogni momento il più rispondrnte allo stadio tiella manovra difensiv;i in corso: c.ssc.re profondo, dinamicamente continuo, essenzialmente omogeneo pcrchè le prerogntive di r«i,tcnza siano devote e uniformi, nssumcrc al più presto un., consistenza concreta minima da perfezionare, se vi è disponibilità di tempo e con proccclimenro graduale, a cominciare dalle posizioni più avanzate rcr pnss.1re poi a quelle arretrate; essere idoneo, in hrcv~, a superare la congiuntura più sfo(1) In dcfinll1\·.l 4lr.i.nno c::iipl~ldi c.ont,oc:irn. 11 con«.tto di <apo~ldo c. c. non è nuo\~O pc:r l:1 rcgo'3mtntuionc vigente:. Cfr. in propoi:ito I.i circ. 1Soo: .., Norme: d'impiego ddla di\lisionc cor.17,:,.,.u;,i 11, pnr. "ll · 147 e scgg.


35 vorevolc per 13 difcs2, costituua da un nnacco improwiso in forze che imponga la parata m condizioni d'uri,,cnza, Le prcccdenu prcrogati\'e, in parte almeno antinomiche, non wno conseguibili che addi,·cnendo a un'organizwzionc generale della banaglia di(CIL\Ìv:i la quale, abbandonati i criteri, in verità semplicistici, della concc-tione di aree ilifc:sc provviste di un'unica pasizionc di r~lstcllZ.3, adotù invtcc qudli che consentono di realizzare sistemazioni multiple, differenziate e cap:ici di evolvere in adcrcnu con le vicende previste e attuali di una battiglia in corsn. Evoluzione che è consentito assicurare con la graduale trasformntionc degli dementi difensivi fondamentali ia in con istcnza, sin per atteggiamenti, sia come ubicazione, in guis:i da offrire in ogni momento di una fase operativa complessa cd estesa nello spazio e nel tempo il dispositivo meglio dotato dei presupposti permanenti di efficacia e cli economia. Secondo questa visione la battaglia di(ensi,•a e le sistemazioni relative ccs,cr~nno d'impo<tarsi sull'ancsa a pie' fermo del colpo avversario. per divenire a,,ione c he previene e accompagna dinamicamente lo sfor,.o dell'attacco, col proponimento di prendere al più pmto il sopravvento, prima mediante successi locali, reali1.zati agendo in controtempo, poi ampliando i risult.1ti locali in quadri ,crnpre più vasti, sino a conseguire il migliore esito generale. l nizialmcnte le maggiori attività s.'ll'a11no assolte do nuclei molto mobili e potentemente armati, agenti a controllo della rete di comunicazioni, prima delle principali, poi di quelle di minore importan7.a di aggirnmtnto delle principoli, i quoli rcaliz1.ano un q11adrillage di una ,•asta 1.ona territoriale, dnl qunlc l'ovversario non si può disimpegnare facilmente. I nuclei saranno rinforzati laddove sono impcgnati più scnammtc e per la dlll':lta dell'azione loro affidota, di massimo temporanea; a funztone espletata verranno ricuperati, eccetto il caso che la visione gencrnle della battaglia consigli di mutare un compito di rcsi\tenz.1 temporanea in compito di resistenza duratura. Le Cor.<e destinate a S•'Olgcre l'azione di potenza, una ,·olt.1 ,mrate in azione, alternano fasi prevalemem<me statiche (e tali sono di regola quelle destinate a logorare l'avversario) con fo~i prevalentemente dinamiche, intese a risol\'crc le ituazioni locali cd a portarne i risultati a contributo d,ll'esno generale. La prevalcnz.:i dcli< une sulle altre var1J narurnlmcntc da momento a momento. Di regola si assiste a una serie di tentativi iniziali. ri"olci ad accertare le migliori moda.lit~ per iniziative successive c:hc c,·olvc dalle due p.1ni verso atti improntati a un crescente dinami mo e culmina a tempo • luogo opportuni ncll'anacco in fo,.,..e e nella reazione generale - il contrattacco generale o la controffensiva della vecchia domina tattica - il quale arresta, respinge e scompagina il dispositivo avversario, a cominciare dai suoi


elcmcnri che hanno conseguito le maggiori penetrazioni, sino a coinvolgerc ndl~ ~rtc avversa tutte le forze dell'àuaoco. Alle aocennare previsioni si adeguano i coomti di • campo di battaglia iniziale• e di « zor.a di decisione finale •, g,à presentati io alrra sede (J). Nei campi d1 battaglia dd prossimo futuro la bilancia tracollerà a favore della parte che rulizza la maggiore mobilit.\ per sfruttare un armamento di un 'eccezionale potenza d, fuoco. E' neces=io che anche eh, assume arccggiamento difensivo non rinunzi a, vantaggi della mobilnà, ciò che richiede come primo atto di evitare un contegno esclusivamente st.ttico. Tutto 1! resto è deduzione logica d1 una norma post.i con estrema chiarcna. Il concetto di caposaldo, come elemento organizzato in vista d1 prerogative sostanzialmente in,·anabili e investito sistematicamente di funzioni di rcsistcn~a a oltranza, risulta superato in confronto ai prevedibili s,iluppi operativi e comunque di vincolo «ccSSÌ\'O per una condotta operativa manovrata di ampio braccio e di respiro, quale oggi s'impone cd è conS<?ntito di vedere assolta da forze terrestri, acrotcrrestri cd aeree, per assicura.re alla difesa la maggiore facoltà nsolutiva e conseguire in successo io una battaglia difensiva l>c.n concepica e condotta in modo superiore.

(1) Gen. P. Sur1so; Contrilm.to " una ~onad,,ne fJpemtù,a anoun~11,-e. Rivin2 Acron~uuu, 1955 1 n. "J• pag, 699.

#J


I PARAMETRI DELLA CONCEZIO E STRATEGICA Gcn. di C.A. Paolo Supino

1. - In un precedente saggio (1) ,i sono presi in considerazione attributi e quadri ddla concezione ,tratcgica moderna e si è accennato per sommi capi alle personalità cui spettano indirini generali e le decisioni di primaria importan>.a. L'analisi svolt:i trova il sno complemento nella discussione dei parametri fondamenrali di ogni c.oncc:r,ione strategir.a e nelrcsamc comparativo delle influen7.t che essi c;crcirano sulla fornurione di disegni mategici debitamente dimensionati a scopi e possibilità coru:rcte. Come: accade: sovente in .i:uivi.tà pratiche, ;mchc quando esse invc:stono 9ucstioni di estremo impegno, di cstrcm" dclicatez,.a e anche di grande d if.

lìcoltà di trattazione, la realtà stessa dei fatti suggerisce indirizzi che s'impongono prima che ,i costit11isca una teoria generale, teoria d'altronde i.i, pc· renne divenire come è perenne i! dinamismo sociale dal quale ogrù realtà prende impronta e a sua volta trova lirnili di nretta nonna, in un giuoco incc,santc di mutui rifbsi. Nell'argomento gli iodirizzi prendono autorità dall'espcrienz., dei due grandi conflitti mondiali e soprattutto da un lavoro di aggiornamento, che si ba,;i sulla const:itaiione dei prowes,i delle scienze e delle tecnologie, sull'identificazione <lci lieviti determinanti le gr.mdi cor· rcnti d"idee e dei grandi contrasti d'interes.si contemporanei e non rra,cura il trascurarle sarebbe: del tutto indebito le situazioni Ji fatro che sono ,Ha b:isc di ogni possibile sviluppo di event i prossimi futuri. A grandi blocchi i parametri in qu~tione possono essere distinti in tee· nici, poLitici, idc:olo.ipci e spirituali e geografici. Sono parametri tecnici quelli pertinenti alle armi, ai mezzi sussidiari e io genere all 'organizzazione immedi>ta delle forze annate, ma wno aoche parameiri tecnici, se pure stavolta si trana di tecnica non milirnre per quanto in stretta c0nncssionc con i bmi rnilitari, quelli in azione nella risoluiione d~ problemi produttivistici, econonùci e fin9nziari messi in essere dalla guetra, sia nelle bsi di preparnione, sia in quelle di esecuzione. Sono parametri pol itici quelli che concernono la politica imerna ed estera degli Stati interessati, vale a dire le rdazioni tra gli Stati e le grandi lince secondo le quali ciascuno Stato realizza i propri fini contingenti nd quadro degli ,copi na• z10nali permanenti. Sono parametri ideologici e spirituali quelli che si rifc(<) Grin. P. ,c;Ul'1WO: i.A mna=ionr Jlraugica modrrna, RivLll:l M1li1:1n:, n, 7 S, ,956.


17~ riscono alle grandi correnti mondbli d'opinione, csprcssionc di oricnramemi culturali e di stati d'animo genernli, da interpretare come manifestazioni di filorofie contemporanee, e nei quali si devono \'edere particolari concc:zioru di vita sociale e dd modi pcr realiz:rnre cali concezioni di vita sociale. Ricn. trono nella categoria gli stati d'opinione delle ingolc collettività, come riflesso ,!elle grandi correnti mondiali nllc quali si è fotto cenno e reciprocamente come contributo alla formazione e al consolidamento di quelle. Infine sono parametri grogra.fici i fouori dimensionali, le 1ituazioni di pasi:iionc assoluta e rdali•·a, le carattcriuichc di modellamento supcrfic.ialc e le risorse delle aree che possono essere o sono interessare d~ operazioni di guerra, come sedi naturali delle operazioni te se. Nell'intraprendere l'esame ùcll'argomcoto, una nota comune colpisce immediatamente l'attenzione cd è la complmitn crescente dei farti coi quali si viene in contatto in cune e quattro le categorie di 1>arametri. La complcs,it~ dei fatti impona una consisrenrc di(ficolt:i di risolvcrc correttamente i problemi aUeu.i dai parametri in considerazione, çiò che è convinzione generalmente accolta; significa inoltre alce considerevoli ogni qual volu si 1·ogliano fare prc1•isioni circa un corso prossimo futuro di c\'Cnti, a lato orientamento di auività molto impegnative, in conseguenza delle quali di norma è consentito soltanto di congcuurarc semplici probabilicl; infioc, e ciò è: meno noto, dà ragione di un'indiscutibile ostilità preconcetta al ri1,ruardo di uno sforzo concettuale che troppo spesso in p:waco si ~ viSto smentito in modo clamoroso nei suoi risultati, anche quando le previsioni erano formulate da esperti e da organismi uEficinli, in pas.esso di una documrntazionc ùd maggior valore. Le smentire dei farti non hanno solt:into il 1•alorc di un episodio; esse I.anno anche il valore di un ammaestramento e un contenuto critico che consigliano di soffem10rsi breven,cnte in propo ito. L'anafoi delle cause ptr le <1uali gli eventi hanno a1•uto talora un corso differente dal previsto mostra con sufficiente churczz.a che il fatto non dipende tanto dall'incidcnu di clementi casuali, dal più al meno presenti in rutti gli c1·cn1i umani e comunque meno operanti laddo\'e si tratta di fenomeni di ma~1 e di considerevole rilievo, quanto dall'nverc trascurato in modo indebito alcuni fattori importanti o ancor più spesso dall'a,erc incautamente integrato i dati reali con ,,:,lutazioni soggettive, rspre<Sionc d'opinioni, le qu.ili prcscntav, no difetti di congruità, di obicttivit~ e di buona interpretazione della rc.1hà oggcitiva. E' poco agevole stabilire i motivi per , quali ciò può accadere e accade di fatto. In gcotrc, nell'ampia congerie di fouori di ogni tipo che rntrano in giuoco nei processi d'intcgrni.ione dei quali i è fotto cenno, per un complcs.<;0 di circostanze abbondano clementi emotivi o pas1ionali, intcndenclo con quest'ultimo attributo designare una interpretazione soggettiva, non razionale. sovente ~ tcmporane.i, talvolta suggcrit.i più o meno inconsciamente


175 da imcrcs i particolari, che ;ono da considerare tali and1c quando emanano cla collttùviià o d3 gruppi rd3ùv:uncotc ristrcui. E' indubbio che elementi passionali debbono essere eliminati con cura in una materia che per la sua gravi1à de,·e c~re tratlarn di regola con le maggiori cautele e la eliminazione ~ più certa quando s, c~minano i problemi rdaùYi io ba,c a proccdimcnù raz.ionali e quando da un lato si riducono al mimmo indispensabile: le acccnn:nc integra7.iom soggettive e dalraltro, quan-

do esse sono indispensabili, vengono assoggettate ad accurato controllo. La determinazione e la illustrazione della consistenza e della partccip.•zione dei parrunctri dei differenti gruppi nella concc-1:ione strategica costituiscono in modo evidente un coniributo alle csigc01.c di razionalità e un procedimento valido ad assicurare chiare-c,.a di idee, che si tradurrà ad ogni occorrenza in lucidità di ,·isio,ii cd in pccuJiarità di decisioni. 2. - L.1 co,1ce-1,ionc strategica pone in azione attività in cui confluisce moltilsima parte dei motivi evolutivi del mondo mo<lcrno. !s:on c·è quindi da meravigliarsi <e la materio è ingente e se, poicl1è! si lrJlla di una evoluzione

nctt..imcnte in marcin, si dcbhono cornstatarc impartmui progressi in tutti

1

campi dc, quali sarà necessario occuparsi. Il fatto emerge m particolare nell'esame dei parametri del primo blocco, i parametri tecnici miliwri e gcnc.rali. Progrmi di eccezionale rilievo si constatano nelle operazioni 1crrcstri in segui10 all'affermazione e allo sviluppa delle Con.e mecCàlliZ7.1tc, in m.ire. in seguito all'azione delle unità ubacqucc, m•unquc, per effetto doli 'intervento ma~,iccio ri'ingcnti forze aeree. Da soggiungere che i progressi raggiunù non si po sono ancora con iderarc i ma.s~imi prevedibili, nì: si sono ancora generalizzati come è presumibile con fondamento che debba accadere. Hanno un l'altro costituito coercizioni d'efficacia le incomprensioni dcrivnruì da orientamenti tradizionali e la vi ione inadeguata cli possibili!.\ di impiego e <li L,cohh di rtndimcnto. Per contro inccnti\•i di futuri 5viluppi sono da vedere nella circosr,mza che i maggiori progressi non rono stati rcali7.znti nell'ambi10 di ciascuna delle tre [or,..:, armate tradizionali, ben l nelle azioni di coopem1.ionc tra forze divcr,c e in tempo successivo in nzioni di combinaLione, ciò che ha richiesto intcr\'CIIIÌ di orgnni~mi sinora estranei gli uni agli altri e imprcparn1i a forme intense di lavoro comune. Pcrnltro le combinazioni prendono sempre maggiore consistenza e dal campo dell'impiego si 1ra<fcriscono a quello organizzativo e organico, a dimostrazione della profondità dello trasformazione, per quanto impost1 più da esperienze concrete che da aggiornate clot1rine opcrnti,·c. . Come spesso acc:ide. sono i fatri che prendono il soprawcnco e danno vua alle nuove conca.ioni, 1alchè la dottrina rimane in ritardo e anzichè costituire spinu è piuttosto comma l'erro nuo,·c visioni e \'trso nuove focoltà opcrnùvc. In 1:1li circostanze le modificazioni d'istituii e di metodi remno


più a lungo incerte, quosi che si ricerchino i morivi e gli indirizzi che le giustifichino; le dottrine valide ~i formano a postuiori e le incertczu non sono eliminate focilrnente, come dimostrano le appassionale discussioni e le lente

rc.1liz7..azioni. Tra le caus.,li preminenti dei contrani d'idee e delle di[ficolt/i di atri concreti che ne derivano è da rilevare il fono che l'e\'oluzione più marcata dei mezzi bellici deve vedersi in quelle formazioni n1istc di mezzi terrestri cd aerei <: di mC2Zi navali c:d arrd d,c co<Lituiscono risf"'tlivamtntc le forLc acrotcrrc,tri e le forze miste aeronavali. E' attendibile la presunzione di una sensibile difficoltà a mmcrc in moto attività che, nella lom manifestazione concreta, implicano contributi di clementi nati e cre<ciuri in ambienti molto differenziati per mentalità e per vita propria e dd resto la si 1·cdc confermata a ogni piè sospinto. Da circostanze dd genere derivano effetti di rémora, che peraltro non possono alterare o spostare gli obiettivi fi. nali di una c,•oluzione in alto d'istituù militari, sempre più impostata sul connubio, in quadri d'oP"razioni terrestri, di forze moccaniz,.a.te e di for1.c aeree e sull'inten•cnto di congrue for,c aerotcrrcstri.

3. · Gli cltmcnli fondamentali di ogni aggiornata con«:zione ché s'informi dcbiramcntc a questo ;taro di fatto ;ono costituiti dalla vastità dello spazio ocrco, che come 1crmini differenziali non prescnra le limi1azioni di fficnsiouc e di accaso che presentano gli spazi terrestre e marittimo e anzi, per virtù proprio, nlda l'uno all'altro, dal braccio di fom aeree e di forze acroterrestri e dalla strnordinaria dinamicità e flessibilità d'impiego di entrambe. lnol1rc velocità e ponanza c.kllc corrispondenti forma,ioni, in funzione di velocità e portanza delle unità d'impiego, sono in cosrnntc aumento. Dai 300 km / ora :ùl'ini,.io dcli, secondo guerra mondiale si era giunti 31 ;,,x, km / oro nl suo rerminc cd oggi ~ stato raggiunto e oltrepassato il cosiddcno muro della velocità del suono. Dalle bombe di una tonnellata all'inizio ddl• seconda guerra mondiale si era giunti alle bombe da 10 tonn. al suo termine e alle bombe atomiche, che in un ;olo ordigno, P"r riferirsi sohonto alle bombe cosiddme nominali, raggiungono la potenza di distni,.ionc di :zooo delle maggiori bombe ad esplosivo ordinario. Agli ordigni esplosivi di caduta occorre aggiungere gli ordigni autopropulsi, tra i quali meritano particolare menzione per dficacia d'azione i rani arin-1erra e aria-aria. In definitiva le vdocit/\ risultano cc grosso modo " quadruplicate e le potenze distruttive decuplicate in termini d'aho csplosim, aumcnlate nel rapporto di 2000 + 10.000 in termini d'esplosivo nuclc;irc. Entrambi gli indici sono appin.zati nel giusto valore quando ,i tenga presente che non si frolla di proporzioni linenri di difficoltà upc:mc e di risultati roggiunri, bcnsl di progressi realizzati se· condo rnpp<>rti d'incrementi molto piìl elevati. Inoltre sono cnlr3ti in linc:_à i cosiddcui 1, missili >,, cui molti tecnici attribuiscono, si pcn<;i con fondamento. una straordinaria impartam.a. on /: il


177 caso d'insistere ro caratteristiche tecniche e d'impiego di detti congegni, dato il carartcre dd presente saggio. Ciò che imporu mettere in rilievo :ù loro riguardo è che essi p.1rtecipano delle caratteristiche di artiglierie n1pcrpotcnti terrestri e navale, delle caratteriStichc di mezzi aerei, per quanto le loro prest:rtioni in gittata e potenza distruttiva siano da consider:irsi tuttora minorate da esigenze d'in!rnstrutrure, da costo di singoli esemplari e da alce di impiego (soprattutto sc.1rs:i precisione e facohi\ di p.trzializ.zarne gli effetti con particolari procedimenti di disturbo). Comunque i loro effetti, quando realizzino i presupposti di progcllo. consigliano di allribuire sin da questo momento alla pru-licolare categoria di armj, già rice;1 di tipi, funzioni oltre che integrative anche direttamente risolutive. Da aggiungere la nozione che nel campo strategico i missili sono armi di reazione piuttosto di azione. Le deduzioni implicite della precedente proposizione meritano di essere illustrate. L'azione strategica, per essere decisiva, non può essere affidata che a formazioni nelle quali l'clemenco uomo conserva funzioni essenziali e non trasferibili, anche se accus:i una flessione di valori relativi in confronto di macchine. La reazione strategica invece può essere affidata in gran p,1rtc, se non in tutto, a disposinvi speciali dei quali si può rcput:irc che siano destinati a COStituirc una parte sostanziale missilj e forze aeree in (unzioni di ritorsione, dato che la ritorsione, per essere efficace anche in via preventiva, deve possedere al massimo grado attributi di potenza e d'irnmedialezza. In questa sede non è possibile s,~luppare a fondo i motivi atti a giustificare la concezione prospettata cd c,;si d'altronde sono per il maggior numero intuitivi. Qui basterà ricordare che attacco e difeM operano di regola. nel quadro di una situazione di fatto di dispositivi contrapposti, secondo il tema permanente di risultati a carico dell'avversario più gravi di quelli presumibili a proprio carico per effetto dell'azione aV\'crsaria. Qu:indo i rapporti di effetti a carico dell'una e ddl'ahra p.1r1e tendano \'CTSO lo stesso ordine di gr.mde1.za, e in questi termini si dà sosta nz;i a un rischio considerevole per ehi è in procinto di prendere l'iniziati,••, ogni iniziati,•a risulta singolarmente toart•ta.

In conformità delle prcccdemi considerazioni si può congetturare che in avvenire risulteranno sempre più discriminati i dispositivi di nionc e quclli di reazione, nel senso di aEfidarli a mezzi distinti come richiedono gli attributi di rispondenza alle prevedibili esigenze d'impiego. L'attacco ricorrerà a formazioni relativamente con,ca:,,ionali (acrotcrrcs1ri e aeronavali miste), per la cui preparazione avrà fruito del tempo cbc gli consente l'iniziativa che :usumc; forLC similari non sarebbero alucrtanto rapidamente disp<>nibili per la difesa, lo qunle trovcr~ in genere soluzioni conformi in dispositivi di ritorsione capaci di entrare in azione in modo prcssochè auromatioo al momemo dell'emergenza.


Un'ulteriore cxtrapolnione Jdl'nrgomcnta,inne s..nlta è che In guerrn automatica o guerra degli auromi è più ri5fXmdente a un atteggiamento difen,i,o che a un aueggiamento o[fensi,o, almeno inchè non 1ia icurameme risolutiva per proprio conto. Una guerra offemh·a richiede tuttora mezzi in grado non solmmo di dimuggere, ma di procedere all'occupa7.ione dello pnio av,·ers.1rio ino a restringerlo in modo decisivo e se possibile diminarlo del tuno. A questo punto i fattori tecnici si trasferi,;cono a caratteristiche geografiche. Nacuralmcnte quando si parla di spazio avversano ., Ca riferimento a uno spazio terrestre. Un an•ersario privato di spazio terrestre di dominio dirmo è un awer<.1.rio che ctssa Ji avere una conmtenza dfcuiva e che si riduce alla finzione giuridica di un governo in esilio e di una b:mdicr:i ospite di ordini dj bmaglia tranieri. 4. • La categoria dei p,1rnmerri tecnici non militari, nella quale sono da includere i porametri produtùvistici, economici e linnnzinri, si è consiclcre,olmeme estes.1 nei tempi più recenti in conscguenz.1 del carattere spiccato che la guerra è io via di assumere Ji conCromo di capacità di produzione, intese dapprima a equipaggiare in modo adeguato il paese e le forze armate, poi ad alimentare i consumi di guerra, pormi a livelli ahi.simi dalle esigenze dei campi di banaglia e da quelle contemporanee dei popoli coinvolù. La coasidcre,olc estensione dci parametri sopracitati ha coinciso con un aumento altrettanto coruid<:rew,le ddl'incidcnza dei fatt.ori di cui trattasi sull'esito della guerra, i quali hanno assunto tale importan,.a di effetti da modificare profondamente l'aspetto generale dei conflitti armati. L'analisi ddl'opaatività dei parametri accennati non si traduce in un saggio di organiz,.azione industri,lc di guerra o nella trom,zione ,ncor più compie= di un'economia e di unn fin:inza orientate alle esigenze di una guerra imminente od a quelle di una guerra guerreggiata. Studi di cal genere sono compito di specialisti di discipline economiche e finanziarie, le quali per quanto di recente origine hanno gi~ al loro attÌ\'o una ingente lettcrnrun.

L'analisi può limitarsi, con più strcna aderenza al tema assunto, alla individuazione dei riflessi che la crescente influen,., e talora 1'interferen,~, delle modalità risolutive dei cosiddetti problemi produuivisùci presentano sulla preparnione militare e sulb condotta dei conflitti armati. Tanto l'una che l'altra si possono sintetizzare nella tesi che oggi le guerre sono vinte in egual misura sui campi di battaglia e nelle tabelle statistiche della produzione delle cosiddette « indumie chiave ». Ma ,•i è di più. Poichè l'attività di produzione delle industrie chiave ~ permanente e la lou.a sui campi di battaglia ha luogo soltanto quando la contingenza devia ncll'cmer-


1

79

gonza catastrofica, i dati di produzione in parola soao d:i. considerare dcmcmi di costante opcrati\'ità, oltre clic d'imprescindibile autorità. Di qui la giustificazione di un duplice orientamento concettuale e pratico, tendente da un lato alla ,.,lutazione la più accurata dei dati corrispondenti, rdativi agli avversari probabili o soltanto presunti, come dati di riferimrnto e ù'im1uadrnmcnto per attività gelose e di primaria importan7.a dall'altro, al concrcrnmento degli alli che valgano ad assicurare prcm= indispcn abili ùi successo col conseguimento di fac11ltà di produ7.ÌOnc provviste di debiti margini cautelativi rispetto alle più severe previsioni. In questo coacervo di attività complesse e disparate si riafferma l'imporc:>n1.a primordiale di disponibilit/t di materie prime e di fonti energetiche, base dei processi estrattivi e di trasformazione attraverso i quali si producono i beni strumcnt.ali e di consumo essenziali per atti,·ità di pace e di guerra. L'esigenza di disponibilità assume ùi volta in volta aspetti differenti di accaparramento di giacimenti, di gucrro di materie prime, di creazione di succedonci naturali o di sintesi, di modificazioni di proemi indumiali capaci di trasferire le tecniche di produzione da un materiale a un altro e di dcrcrminarc di consegumza spo rnmcmi ingenti d'impostazione di potenza e dj capacità produttive, infine di organizzazione cd esercizio cli un 'industria pcS.'lllte e industrie chimica. dctlrotccnica ccl elettronica, mccc.1nica e automobilistica, tutte, ma in specie la prima, chiamate eonrinuamcnrc a contributo della produzione di armamenti. L'organi2za2ionc industriale deve essere in grado di for fronte a richieste particolarmente considerevoli, che derivnno dalla pratica impossibilità di un lavoro metodico d'aecamon.1mento di grossi stocks d'armamcnti, che diverrebbero ben presto superati e inutilizzabili in una evoluzione rapido di tipi che segue di stretta misura i continui progressi delle scie111.c e delle tecnologie conncssc1 dalla necessità di creare continmunen1r nuovi u prototipi » che rappresentano l'intclligcntc e soll<:cito sfruttamento degli accennati pro1,'TCSSi infine, ed è della maggiore importanza, dai compiti di produzione su scala industriale cd a grande rendimento c1ualitativo e ,1uan1itativo dei prototipi adottati. al momento dell'emergenza. Prerogative altamente peculiari non sono realizzate che laddove si riescono a porre in stretta e redditizia collaborazione scienze, tecnologie e industrie cd è già i1npres., di ardua attuazione, pcrcbè si tratta di chiamare a concorso categorie disparate ùj personalità, di ambienti, di concC'l.ioni, modali,~ e di finalità di bvoro e perfino d'interessi - , laddove esistono buone tradi,.ioni scicnrifichc e sono in esercizio bboratori di ricerca scientifica e di sperimentazione inclmtrialc. infine laddo,•c sono ~~ disponibili le grandi organizzazioni orizzom.,li e verticali dell'industria moderna. che costituiscono i veri " arsenali » degli Stati moderni. Circosr,n7,e di non comune realizzazione, da considerare come localiizazioni in rerrnini spa1.iali e temporali di facoltà indispcns:ibili e in definì-


180

riva come conccntraz,oni di potenza d1 lavoro in punù e in momenti determinati, concorrono in modo autorevole all'insorgenz3 di « determ inanti » in gran parte estranei e situazioni contingenti, pcrchè risultato di arrività di lunga lena e al tempo stesso di situazioni permanenti, o quanto meno esplicate con ritmo d i generazioni umane, che pertanto esulano dall'influenza di azioni di singoli o di gruppi limitati di uom ini. Si troveranno 31tri determinanti di tal genere e di caratrere ancora più permanente e vincolativo, nel corso della presence trattazione, basta cooside1arc i determ inanti geografici (n. 6). La prcscn,., di determinami assoluti, o prcssochè tali, nella concezione strategica, ha un interesse superiore a ogni valutazione estemporanea e un valore norn1ativo in ogni teleologia informata a oricmamcnro di atti cd a precisazione di scopi : i grand i con flirti armati del tempo presente, nelle loro premesse e nei loro sviluppi, obbediscono molto mc,10 a influssi contingenù di quanto lo lasci supporre \103 tradizione di pensiero, la quale trov3 incentivi nelle reminiscenze dei conflitti limimi d'altri tempi, tanto meno densi di destino. l grandi conflitti 3rmati non sono l'espressione di una fam lità storica insussistente; sono il risultato della len!Jl maturazione di situazioni provocare da un dinamismo storico e sociale in azione su dimemioni superiori a <]Uc:lle acccs.~ibili ai singoli allori dc:! momento, anche quando essi siano i grandi Stati mondiali, in confronto del quale i contemporanei non possono svolgere altra attiviià che q uella di accelerare o frenare sviluppi inevitabili, dettati secondo le interpretazioni personali da fatti provvidcnzi3Ji o da u n imm3ncntismo evoluzionistico, pcrchè essi si adeguino alle più accettabi li situazioni particolnri.

5. - I parametri spirituali e ideologici mcrit30o un cenno a parte, in considcr3Zione del l'importanza assuma nei con!litti intcrn3zionali dalle ideologie coltivate dalle parti contrapposte e dalle sollccit3Zioni che stimolano psicologie collettive e: individuali in situazioni contradùistinrc da altissime punte d'acme e da lunghi periodi di eccezionale tensione. Le due guerre mondiali hanno raggiun to l'asprezza di guerre di religione e una terza, per fortuna soltanto eventuale, non ricalcherebbe verosimilmente nitre linee, anzi con molta probabili,,\ le cs•"<f"'rCrebbc in misuro imprevedibile. · Non per nulla infatti si è parlato a lungo di « crociate » di una parte contro l'altra e del la guerra di religione non è m30caro lo spiriro fazioso e l'irreale impostazione dialenica che tutto il torto fosse da una parte e t\ltto il giusto dall 'altra. In realtà anche Sta\'Olra, come /: ,cm pre stato, lu viuoria ha deciso da cl1c parte fosse il merito o la colpa, come u n nuovo " giucli,aio di Dio"• e la violenza è divenuta ancora una volta fonte di diritto.

,..

....


181

Non è il caso d1 piangere calde lacrime sulla sone dei vinti, che si erano macchiati di gravissimi delitti contro l'umanità. Peraltro non può non lasciare perplessi jJ fatto che giudici e accusati si sarebbero scambiate le parti se l'esito della guerra fosse stato di(forentc. Ora il sorgere e l'affermmi di ideologie in ins:inabile contrasto dialettico, fatti propri dd mondo attuale, è indizio di una esigenza d',sscstamcoto che si manifesta in scala mondiale come sintomo di un equilibrio ixrduto. Pcrcbè gli eventi abbiano preso il corso indicato è quesito da proporre al filosofo piuttosto che al tecnico, ma il tecnico non può disinteressarsene per i vigorosi riflessi che la risposta è destinata ad avere sulla visione e interpretazione di fatti che lo interessallo direttamente. Naturalmente non è il caso di precisare formule risolutive, che richiederebbero una presa di posizione in situazioni molto complesse e sulle quali è bene anendere il giudizio del tempo, che v,rrà anche ad eliminare interessi surrettizi, ma non è da escludere potenti, che si mimeriz1.ano tuttora in modo impensabile. E' solo lecito, ed è anche utile, rilevare che nel le drcosrnnze accennate le posizioni dialettiche delle parti debbono essere ferma, mente fondate su principi di valore ineccepibile, solare, come lo sono il rispcno di valori umani fond:1mentali nei riguardi degli individui e il senso di giustizia nei riguardi delle collettività, l'uno e l'altro raggruppabili sotto le voci di giustizb sociale e internazionale, la quale si manifesta in primo luogo con l'ammettere la revisione e l'aggiornamento delle siruazioni di p<rtenza, tanto piò necessari quando esse divengono antistoriche. Processi del genere, quando tenrnti con cautela e con aderenza alle giuste esigenze di molti, possono spianare la strada alle buone condizioni di coesistenza cd eliminare molte cause di conflitto o quanto meno rendere i contrasti meno acri e meno insolubili, meno prodighi di disastri e di lutti. D'altra parte tali processi si vedono parzialmente in atto sia per portato spontaneo di evcnci, sia per determinazione di volontà lungimiranti, le quali si ripromettono j migliori possibili esiti da un corso regolato di sviluppi. che prima di tutto evita sbocchi catastrofici. Nel campo spirituale, a nessuno sarà lecito dimenticare le esigenze del morale dei popoli coinvolti in gravi situazioni. Queste esigenze impongono una particolare attenzione :ùla formazione e alle vicissitudini dell'opinione pubblica, la quale beneficia di un'aperta informazione, aua a chiarire le cause di conflitto, i modvi per i quali si richiedono ai cittadini gravi sacrifici, l'azione svolta in ogni momento dalle autorità responsabili, gli cffe1tivi sviluppi delle siruazioru interna.zionali e interne. Questi sono i campi nei quali è chiamata di consueto in concorso la propaganda. Come in politica è asserita migliore la linea dell'onestà democratica, la quale tra l':ùtro si manifesta col ripartire equamente i pochi vantaggi e gli svantaggi molro pili numerosi inerenti alla contingcn1.a, cosl nel campo propagandistico è redditizia la linea di condotta offert., da quella 2,

R.


che si è detta un'aperta informazione, la quale esclude l'indiri:z.zo controproducente di alterare i fotti secondo criteri d'immediata opp0rtunilà e di mostrare la luce dov'è tenebra e viceversa. La buona causa esplica in queste circostanze k sue più evidenti e più utili prcst.,zioni. Certamente essa è ben lontana da essere garanzia di successo; certamente peraltro assicura la serena sopportazione delle più gravi traversie, pcrchè la coscienza di operare e anche di soffrire per il diritto esalta gli animi e nclla sorte avversa permane confortatrice la spcran1.a che il diritto sarà alfine restaurato. Sono inutili invece, quando non sono dannosi, gli 1/ogant e le pan)le d'ordine che incitano all'odio, come all'amore. Amore e odio non si comandano; sono il frutto spontaneo del bene e del male, la ricompensa non richiesta o il castigo meritato.

6. - Da un punto di vista sistematico, i parametri gCQgralici si distinguono in fisici e politici. I parametri geografici fisici sono i più costanti o al più soggetti a una evoluzione molto lenta (r). La costanza è da ascrivere al fatto che essi deri· vano eia caratteristiche morfologiche della superficie terrestre e da fatti di posizione e dai fenomeni dipendenti. La lenta evoluzione proviene sostanzialmente da modifica1,ioni di funzioni oggettivate, alle quali essi sono soggetti in dipendenza delle va.riazioni di prestazione dei mezzi dei quali l'uomo dispone. Uno degli effetti più appariscenti dell'evoluzione citata si può interpretare alla stregua di un'alterazione di sc:ila di dati dimensionali, sottolineata dal noto modo di dire che la terra rimpiccolisce sempre di più, s'intende in conscguem;a di aumento di velocità e di raggio utile dei mezzi di comunicazione che assicurano i traffici di pace e sono i vettori degli strumenti di guerra. Altri effetti p0ssono identificarsi nella diminuita funzione di ostacolo esercitata da rilievi e da mari (questi ultimi da molto tempo in funzione di suumcnti di relazione nei mari ristretti e tipicamente nel Mediterraneo) e nella crescente accessibilità di zone inospitali, come le zone desertiche torride o glaciali . Natur:unentc sono più sensibili le modificazioni dei parametri geogra· fico-politici, le quali rivestono di volta in volta earaneristiche locali o generali, Costituiscono variazioni locali quelle dovute o modificazioni di situazioni p0litiche o in clipcndenza di accordi internazionali (alleanze, coalizioni, federazioni) o provocate da fatti unilaterali, in genere violenti (esiti di guerra). Le variazioni generali sono sintetizzabili in quelle sopravvenute nella gerarchia politico-militare degli Stati. oggi non più classificabili secondo la vev chia ripartizione in granlli, medie e piccole poccn1.c, Ormai non sussistono (1) Cfr. Ccn. P. SUPINO: LJJ evQ/u::,ionc dri tf(Urminann' g~ografiti nella pra11i

operativa, Univcr$0. genn. • fcbbr. 1956.

l

l.


che due categorie di potenze: poche grandissime, le potenze-guida, e tutte le altre, potenze-subordinate, la cui artività internazionale si esplica di necessità nel quadro di relazioni reciproche con le potenze-guida del tipo cliente-patrono, impostale sovente su forme di alleanza tra diseguali che imporrano per i subordinati sensibili limitazioni di autonomia politica internazionale e anche interna. 4, condizione di potenza subordinata impone tra l'altro una revisione profonda delle politiche nazionali, allo scopo di eliminare le discrepanze tra quelle e la nuova politica di alleanza, che in definitiva è la politica della potenza-guida. Poichè una coinciden1.a tra politiche nazionali e politica d'allean1.a è un fatto eccezionale, cli regola l'eliminazione di discrepanze significa la rinunz,ia, da parte delle potenze subordinate, ad obiettivi anche importanti, taruo da meritare di essere considerati storici o tradizionali, e in pari tempo l'accettnione d'indirizzi e di attcggi:unenti rutt'alrro che privi di alce per la loro sorte e da accogliere facendo largo crcdiro a una politica gcnrn,lc, i cui clementi fondamentali risultano in gran parre estranei a interessi ed a quadri di possibilità nazionali. I parametri geografici dimensionali e di posizione sono funzione delle distanze che separano le zone principali dei territoò ddle grandissime potenze, del raggio d'azione dei vettori d'armi a largo braccio d'azione cli pri· mo impiego (aerei, missili) e dell'ubicazione delle loro basi . In dipendenza delle prevedibili sirua1.ioni iniziali l'urto diretto di forze convenzionali e la partecipa1.ione di potenze subordinare è da prevedere che assum ano svilu ppi difformi da lince tradizionali. Anzitutto risulteranno più ridotte che in passato le probabilità cd i risultati di azioni di sorpresa affidate a forze convenzionali. La sorpresa sarà prcssochè esclu siva delle armi a grande braccio e in particolare di armi nuo· ve o impiegate secondo nuovi criteri, i quali integrano la sorpresa. Dipende ancoro da fattori spaziali, quii1di geografici in senso lato, il superamento della nozione di fronte continuo nelle operazioni terrestri. La no7,ionc cade in difetto per l'impossibili1ò materiale e anche per l'inutilità di saturare lo spazio operativo con dispositivi densi, come vorrebbe la )tretta continuità. Sui fronti discontinui, e per di più in movimento, si vedranno svolte azioni complesse e talvolta a considerevole distanza le une dalle altre prima di raggiungere una decisione e forse senza raggiungere la decisione, la quale maturerà conremporancamcntc in altri settori e sarà il risultato dell'intervento di mez,:i svariati agenti in tutto lo spazio mollo esteso int<=ressato dalle vicende cli guerra. Nelle more dell'evento decisivo talune zone dei teatri d 'operazione potranno essere conservate, altre dovranno essere abbandonate temporaneamcn· te almeno in linea di previsione. L, difesa tenace delle zone da conservare avrà luogo mediante la costicuzione cli aree di{ensive idonee a lunga resi-


stcnza anche se isolale. Le aree difensive pertanto presenteranno dimensioni molto maggiori di quelle pm,iste e attribwtc sinora pt,r le cosiddette aree difese e soprmuno vcdr:mno impestate la loro costituzione e le operazioni che le concernono su differenti prcsuppcsti nel quadro generale dell'economia della guerra: si t:rattn:l in genere di cons,,rvare zone continentali d'appcggio in una guerra su scab interconrincnt:1le. I nuovi punti-limite delJa difesa sono cosrituiri doi mnrgini dei territori essenziali, senza il pcsscsso dei quali una delle parti in confli1to non sarebbe più in condizioni di continuare la guerr, con ufficicnti probabilir, di 6UCC~ so. Scn,.a esemplificare, d•to che i termini del problema in situar.ioni attuali sono evidenti, è congetturabile che l'esigenza di rispeno delle condizioni-limiti d• parte di entrambi gli avversari e l'impossibilità di difendere nitto, congiunte con la necessità di pro,vedere od modo più c(ficace alla difcs, dei ierritori essenziali, far-i assi!lere a larghe cessioni di territori considerati periferici o marginali cd a difese cli lunga durata cli quelli che si sono detti i territori essenziali.

7. • I prcccdenli acccnm mettono in evidenza un p;maggio graduale da valutazioni di carattere preminente geogr.dico a valut37Joni di carattere polirico, come un analogo passaggio graduale dai parametri tecnici a quelli geogra6ci ha trovato cau,ali nelle relazioni che si vengono n stabilire necessariam<-nte rra caratteristiche di mc7.zi e d'ambiente d'impiego (n. 3), cd un passaggio ai parametri economici s'imposta sulle relazioni tra sininzioni ccooomiche cd esigenze <li predi posizioni di mezzi, tutti segni dell'esistenza di nessi reciproci molto trctti tr.1 le varie catcgorù: cli parametri della concezione straccgica. Pcrcanto un'interpretazione esclusi,,amemc tecnica dei fatti non sarebbe esauriente, come non è rispendente attribuire funzioni determinanti a una parte dei parametri, ciò che pcrtcrcbbc a esdudtrlc per un'altra parte e 9uindi ad ammcttae la t.r=urabilit~ di questi ultinti. Srnza negare che esistano caso l""' caso graduazioni d'impcrtanza, è da tener presente che i risult:1ti 6nali sono invariabilmente il pcrtato della buona orchestrazione di tuni i mezzi disponibili e cbe questi, pt,r quanto ingenti, non raggiungaanoo mai piani di adegum dispcnibilità. La guerra è soprattutto un fenomeno sociale, e forse parrebbe dirsi una frattura delle attitudini di convivenza, e sono le ideologie, le congiunture politiche, le situazioni economiche le condizioni demografiche che condi,:ionano cd acuiicono i problemi tra gli Stati sino alle crisi che sboccano nei conflitti arrnati e da un altro lato dimensionano le Cllnce-1.ioni risolutive pacifiche o belliche in termini di facoltà e di possibilità. In.fine focohà e possibilità prccndono nuovi aspetti ndJc circostanu: di mutua integrazione tra Stati d,e s'impongono in vi ta di gravi emergenze c che inducono a inserire ogni atto di politica internazionale in un quadro tanto vasto quanto importa la situa-

r •

•,


1.ionc bellica p«sunta e, in linea subordi ,tala, a connettere ogni atto di politica interna di qualche rilievo in un quadro che consenta di tener debito conto dei fattori internazionali in azione. In conformità di tali premesse non è più concepibile una politica militare strettamente nazionale e gli clementi sostanziali di qualsiasi auività del genere sono da vedere nelle funzioni integrative che ciascuno dei partecipanti è in grado di assolvere secondo le rispettive possibilità, risorse, circostanze di posizione e in confronto con possibilità, risorse e circostanze di posizione di rutti i p.1rtccipanti, alleali o coalizzali. Una politic.1 militnrc comune e al tempo stesso ripartita in attribuzioni specifiche di ciascun membro richiede in modo perentorio un'impronta uni· raria e la ricc1•c da una chiara idea di quel che si vuole ottenere e delle modalità più opportune per oncncrlo, in definitiva da un'opportuna visione e intcrprmzionc di fatti e di scopi. Riferendosi a quel dinamismo di popoli, del quale si è già fatto cenno, si constata tra l'altro che taluni sistemi o gruppi economico-sociali sono in espansione, altri sistemi o gruppi sono conservativi. Una conflagrazione ar· mata potenziale non è imputabile in modo semplicistico ai primi contro i secondi. Due sistemi e due atteggiamenti fondamentali diversi offrono la materia della contesa, ma non individuano il momento e l'iniziativa del conflitto. Questo di regola è promosso dalla parte che si sente minacciata, che vede aggravarsi la minaccia ed è indotta ad agire prima che la minaccia di. venga insuperabile e mortale. Gli Stati di contrasto, pcrmaucnti o immanenti, esplosivi di tempo in tempo, fanno leva su di una determinata efficienza politico-militare del momento. la quale prende concretezza da elementi contingenti e permanenti, da identificare di norma nei rnpporri di relatività tra quei parametri della concezione strategica cli cui si è trattato sinora. Di qui l'interesse del loro apprc-a:amcnto, del loro aggiornamento e del loro confronto, dal quale in particolare è consentito desumere orientamenti di considerevole merito per calcolare il rischio insito in ogni prova di forza tra due parti, o, come si suol dire, tra due blocchi contrapposti. I fini politici sono preminenti e condizionano di stretta misura quelli militari. lo vista del loro perseguimento debbono dimensionarsi i meni di lotta; il dimensionamento trova gli indispensabili elementi di base, in primo luogo, nella conforme ,•alutazione dei parametri strategici. E' buona norma premettere questa conforme valutazione a ogni concezione e ad ogni azione.


I DETERMINANTI TECNICI DI UNA POLITICA MILITARE Gcn. di C. A. Paolo Supino

I . • ASPE"ITI

rou·nci

E ASPETTI TECNICI .

Poliùca militare, in termini generali, ,ignilica definizione degli scopi e dei mezzi dclla prrparuionc militare ùcgli Stati e poichè è circoscrivibile, in prima istanza, ncll"organizzazione di forze annate quali strumemi specifici potenziali o alluali per raggiungere i suoi ocopi, essa prende sostanza colla risolu1;onc dei problemi organizzativi e tecnici inerenti alla (ormnionc e alla conscrva?.ionc ddla por~n2a militare. I suoi scopi sono definiti in t>asc a fondare ipor.esi di conflitto arma10 in cui po•sa trovarsi coinvolto lo Stato. Tali ipotesi determinano le siruvjoni prol>abili e in primo luogo avversari e al leali (oggi le guerre assumono di regola l'a,pcno di urto di coalizioni ,li Stati) e precisano lt circostanze dcl confronto di potenza che è il folto saliente di un conflitto armato. I rnC'.L:ii 1ono costituiti dagli ,1rumcnt1 di distruzione, fomiti con larghezza dalle aioderne tecnologie, dalle unità di tutti i gradini wganici cui è a[fidato l'impiego degli Strumcnà, infine dall'organizzazione cornplcm occorrente per :tddcstr.in: in pace e per impicg-.u-e in guerra u11it!i e annamcuto. In definitiva e in tempo di pace (una politica militare ~ chiamata a pr.,_ siedere le attività di prcparazil)nc del tempo di pace), si è in prcstnza di un nurncro cospicuo di problemi organizzai i vi, b cui soluzione può perseguire risultati integrali o parziali. Risultati integrali - il conscguimcmo di una potenza militare preponderante - richiedono uno sforzo cro:zionale di raraucrc cconomico-organi1.zati vo non perseguibile in pratica e non proponibile nemmeno in linea di principio; risultati por,jali al di ,otro di un minimo necessario souo pre>sochè inutili. Pertanto i risultali da pcrKguire s'identificano in genere in indiriu.i preferenziali vtrso dctumin.rc reali22.u.ioni, suggerite da un'accurata selezione di scopi e di mezzi, e in indicazioni di priorità di realizzazioni. Obiettivo gcn(ral• I: il conseguimento di livelli di potenza atti a dcteiminarc il rischio più consistente per l'aggressore, rome efficace sedativo di velleità aggressive, e ùi assicurare doti clfettivc di resisten:,a all"aggrrnionc e di ri<posta perentoria, qunndo l'aggressione venga po<t• in atto.


E' conseguenza delle premesse fatte c:he qu3lsiasi politica militare consiste di regola nel contemperamento di necessità e di possibilità e che il suo merito sost:10'.liale deve vedersi nella realizzazione col minore dispendio dei requisiti essenziali. ln termini comuni, si tratta di commisurare obiettivi e concrete facolt~ e di conseguire il migliore risultato nd quadro di possibilità di fatto, ci<'i che risponde a un principio elementare c di valore permanente. Come corollario del piano cri1erio esposto ogni auo deve essere pertinente e redditizio. Dato che l'cser izio di una politica milirnre implica un numero considerevole di arri disparati, la pertinenza e il rendimento degli atti deve vedersi nelle analoghe doti delle artivit~ complesse cui quelli danno luogo colla loro confluenza. In questi tcnnini il criterio acquista il valore di una· norma generale. D, conseguenza una politica militare, riconosciuto necessario e su(fi. cicnte un determinato livello di potenza, s'imposta con l'accertamento preliminare e col controllo succc,sivo del contributo che gli atti corrisponcknti sono in grado di portare al conseguimento di quel livello di potenza e degli oneri che comporta la loro esecuzione, da contenere nel quadro di ferrei limiti di possibilitn di fatto. In quest'ordine di esigenze, poichè col tempo aumentano le facolt~ di realizzazione, spesso si deve procedere a una distribuzione di ani nel tempo. Di qui prendono lo spunto i programmi pluriennali di attuazione di una determinata politica militare, denominati talvolta "statuti militari ». Naturalmente la durata dc:l periodo di tempo cd il cnterio di distribuzione degli orti non sono arbitrari. Anche in questa circostanz., si tratta di prendere cognizione di priorità e di limiti, questa volta limiti di tempo, oltre i quali gli ani perdono di utili1à pratica o questa risulterebbe ridotta troppo scnsibilmtnlc. Le opposte csigcn,.c sono contemperate in modo opportuno quando risulti osservata la norma elementare, ma di razionalità evidente, che tutta l'attività organizzativa sia informata, nel quadro delle accennate po ibilità di fotto, al conseguimento di reali incrementi parziali e totali di eCficienza militare. Sino adesso si sono enunciate formula:Gioni generiche, le quali. poicbè si tratta di problemi concreti che implicano sistematicamente ineombcm:e di esecuzione, debbono essere precisate sino ad asssucnerc la ,o,tanza di norme idonee• costituire buona guida in un'opera ardua e impegnativa. Per la precisazione è opportuno prrndcre lo spunto dalla constatazione che ogni determinaL, politica militare present,, contcmporancamcnrc aSp<"tti poliùci e a petti tecnici. L.1 discussione degli uni e degli altri consente interessanti chiarificazioni sull'ar{iorncnto e, se ben condott.1, l'individuazione degli indirizzi piÌl opportuni.


Gli scopi della preparazione milit.1rc sono definiti in funzione prevalentemente politica. Essi variano secondo rango di potenza e ,iLuazione geografico-militare dei singoli Stati, fattori inv:irianti almeno in un periodo di tempo circoscritto. Ma l'analisi dei fatti porta ben presto a considerare dementi più contingenti e di ruena dipendenza da visioni e da attività politiche, nel senso che interpretano i ncombenzc di governo degli St1ti. Si è gi:i accennato che al giorno d"oggi è difficile congc:trurMe una guerra di due soli Stati contrapposti, anche in quelle che si cbiam:ino guerre localiz7.ate pcrchè non pongono una contro l'altra grandissime pcmw: mondiali e quindi non assumono l'entità di opcra,.ioni intcrcontinenlllli. Di norma la politica militare di uno Stato si deve inserire nel sistema di amicizie e di alleanze che è iJ frutto della sua politica interna:i:ionalc, a sua volta espressione di esigenze nazionali fondamentali, di concezioni di modi di GOnvivcnza politica e di progresso civile e perfino di orientamcnti gcncrali circa fun?..ioni e aspirazioni storiche collettive. D'altril p:trte csigrnzc: imprescrittibili di sicurc:z.za non consentono di esclude.re l'.1ggrcssionc improvvisa, in spregio di ogni concordata prassi internazionale e nnzi rivolto a sfruttare i ritordi di funzionamento d'occordi e di istituzioni imcr e supcrsratali, allo scopo di porre inima e spettatori dinanzi al fauo compiuto. Allora l'aggressione improvvisa co,tiruiscé l'eventualit¼ più pericoloso contro cui è indispensabile premunirsi e pertanto qualsiasi attivit~ militare e tanto più un programma di politica militare debbono impostarsi sullo resistenza contro tale eventualità, pcrchè restino salvi beni essenziali della colle1tività. quali sono l'indipendenza nazionale e le istituzioni patrie, csprmionc della volontà pcpobrc manifcst.1ta in conformità di leggi fondamenr11li . Secondo queste prcmesst l'incombenza basilare e lo scopo primordiale di una politica mililllrc sono le prcdisposi.,.ioni contro l'aggmsionc impro,·virn. A ciò dcvt tendere con strenua volontà ogni attività sia politica, sia tcc:nica, come alla premessa necessaria pc! conseguimento di ogni altra finalità. Da un punto di vi 1.1 is1ematico, gli aspcui politici sì conden ano in compiti permanenti cd in compiti di emergenza delle forze armate. Gli aspetti tecnici sono idauificabili nelle caratteristiche d1 ordinamento delle fot",c armate, in quelle di approntamento e in linea subordinata in quelle di addestramento, in conformitJ\ dei dettami di una tecnica militare contemporanea, in breve in luni ciò che vale ad attribuire una ccnsi,tcnte e congrua efficienza mililllre al Pocsc, tenuto conto del quodro entro il quale le sue forze a,mate possono essere chiamare ad agire. Le esigenze di contemperamento già accennate di necessità e di pos.<ibilità escludono un'impcS!llzione politica che prescinda da situazioni tecniche, come d'altronde ogni realizzazione 1ecnica poggia su di un substrato di raratterc politico. In effetti qualsiasi atto di organizzazione militare e di dotazionc di me-~zi esige l'impiego di disponibilità finmzi11ric cd il ricorso a ptc2 ••


stazioni di cittadini, in base agli obblighi pmonali di scrv11.10 sanciti da leggi fondamentali. E' ovvio che un esame approfondito dell'argomento assunto non potrebbe prescindere dalla trau:azionc ddlc forme più convenienti di utilizz:izionc dei potenziali umano cd ccom;,mico e che soltanto in rispondenza a esigenze di semplificazione di evidente interesse conviene accantonare l'accennata rrana..ionc, che pur avendo prc,cnri importanti aspetti tecnici, ha aspetti preminenti di caratu~rc po1itico. L3 posizion~ ;1sscrita equivale ~ con.sidcrarc come dati di futto non variilr bili gli aspetti prevalentemente politici della questione, allo scopo di concentrare l'attenzione sugli aspetti prc,•alcntcmcntc tecnici. D'altro canto questi ultimi rono di ptr 5è: dctcrminanti, nd senso die il mm"to di og11i so/11zi0ne ndouata o da adottDr< dipende dalla sua aderem:a a ça1Jo1Ji di car1111ere /eç. nico i quali si possono compendiare nelle armi pitl efficienti, nelle unità che meglio assicurino il debito impiego delle armi, i1Jfi11c in ,ma 11armativa d'impiego che ualorizi·i o pie110 armame11to e ordinamento. La evcnru, litl configurata come più pcricolosa, l'aggressione improvvi<'1, impone doti di resi tenia nel Paese e doli di reazione prcssochè immediata e di sicura efficacia dell'organizzazione militare. li posscno di tali doti aumenta l'alca di ogni atto d'aggressione e rende pit'i consistente il rischio in cui incorre l'aggressore. La resistenza in Paese è il ri ultato di una ottima organizuizione civile, argomento di straordinario rilievo che ~raltto esula dall'assunto. La reazione delrapparnto milirarc ha gli attributi necessari quondo sia affidata a forze a.rinate moderne e quote

uJtimc:: siano dotate: di mezzi che assicurano immc..

diatczz:i e potenza alla loro azione. In questi termini il problema viene trnsferito nel C3mpo dell'organizzazione cd allora il qucsiro al quale è necessario rispondere è quello di definire le caratteristiche prìneipoli di forze armare moderne. Tcnuro conto ddla loro costituzione composita, in sede d'impicgo si suole parlare di " forze combinate », non si tratla cerio di rcaliu-orc una potenza assoluumcncc preponderante. di ciascu na delle tre forze armate sulle similari probabili a,•vcrsaric, ciò che implicherebbe uno sforzo gigantesco, difficile a sostenere di per ,è e di esito problematico nella realtà di una evoluzione di armamenti che è il portato di un progrcss<J scientifico e tecnolo, gico in marcio ; piuttosto, una poten7-1 relativa, da conseguire in linea prcfcrcn,.ialc nd campo di quelle armi che posseggono i migliori requisiti di efficacia nelle situazioni più probabili e piò temibili, a prescindere d:Jl'apparte• nen,_, a una determinata forz.1 ar mata, collo scopo prccis<J di realizzare il rischio pit'i consi tcnte per ogni soluzione cli forza tentabile da un avversario potenziale. Il rischio deriva dAllc alce conncu e con l'ncto di aggressione e ()alla potenz: dell'azione di ritoriione. Il problema Ì' di çolpire pirl foru di q11a11to


857 11011 si sin llati colpiti o, _s~ 111~110 non ~ poJJibile, di ~olpiY~ tantD Joru ehe

l'avversario debbo acct1sarc il cQ/po. L'esercizio della ritorsione, anche se immediata, esige la roistenza sin dal primo colpo, che indubbiamente sarà duro; data la potenza di talune armi a disposizione dell'aggressore si potrebbe dire cbc esige la sopravvivenza dopo il primo colpo, vale a dire un'adeguata capacità d'incasso. Per quanto riguarda le forze am1ate, la capacità c1·incasso si vede assicurata nel miglior modo da w1 ·organizzazione militare ,, sempre pronta•, atta a gnrantire l'integrità del ,uolo nazionale contro qualsiasi tentativo d'invasione via aria, mare e terra cd a brne base di restituzione colpo per colpo, prontamente ed cClicaccmcntc, delle azioni ostili tentate dall'avversario.

L'organi7_zazionc postulata non consiste soltanto di mezzi mat~ri::Jli; oc.. corre fare il posto che meritano alla n$Oluce:i.ui inflcSlibile di resistere e di reagire e alle concezioni aggiornate da porre come inqundnmcnto concct· rualc 2 un'atti,•it:i di estremo impegno e di estrema complessità, a quella che si potrebbe chiamare una dottrina politico-strategica atta a dare spunti di valore superiore per il supernmento della crisi. Si aggiunge che un 'organizzazione militare in po=sso delle accennate prerogative è in grado di esercitare una consisrente funzione preventiva, che è garanzia c(ficace di prcscrvnionc della pace. A qu"1o punto rargomenrazione sembra mamra per la prescntazivnc della tesi che, per un comp1c$SO di circostanze sulle qurui si avrà moti"o di tornare pili ampiamente in seguito, solur.ioni impront:11c a criteri tradizionali non rispondono agli accennati requisiti, quindi non sono da ritene.re pili valide. lo effetti si assiste al presentarsi di fatti nuovi, di precipuo contenuto tecnico, i q uali, per quanto interessa, costituiscono gli indie2tivi di una nena svolta d'indirizzi organizzativi di forze armate. Essi sono : 1' • l'applicazione militare ddl'esplosh·o nucleare, prima come nrma stra1cgica, poi come arma tattica; lo sviluppa straordinario dell'arma aerea; missilj a media e grande gittat:1; e, in linea subordinata: 4• • la combinazione sempre più permanente di più for,,e armare anche nei minori episodi di comba1timento, in particolare di forze terrestri e di forze. aeree; 'f · b meccaniz1.a1Jonc spiccata delle for1,e terrestri. I primi ire punti fanno riferimento a fatti di gr:indc portata, suscettibili, di per sè e più ancora nel loro insieme, d'imporre con assoluta autorità indc· ro~bili precisazioni in tema d·ordinamento e d·impicgo di forze armate e q uindi d'innuirc in modo determinante sull'impostazione di una concreta politica militare. 2' •

f -i


85 Si può dire di più, che qualsi3si atto di preparazione militare che volesse prC$Cindere, per inconcessa ipotesi, dai riflessi dei latti citati sulla evoluzione della prassi op<:rativa e sulla sostan,..a delle istituzioni militari, risulterebbe in gra,·c difetto di rispondcnz.a a canoni di osservanza obbligatoria.

3. • L'ESPLOSIVO

NUC::LEAJUl.

Quando si fa riferimento all'esplosivo nucleare, nel disordine delle idee che suscita la constatazione di una straordinaria patrn:z.1 di distruzione, si sente esprimere più o meno esplicito il convincimento d1c gli ordigni a fissione e più ancora quelli a fusione cd i loro derivati composti hanno bandito dai campi di battaglia tutti i protcdimcnti tradizionali della guerra. Si trnttn di un'impostazione di pensiero semplicistica e anche in gran parte incsalta. Inoltre essa induce a lcgìttimarc con disinvoltura eccessiva un indirizzo concettuale pericoloso, la negazione del diritto di sopravvivenza per tmto ciò che esisteva in tema di prassi operativa anteriormente allo scoppio della prima bomba atomica. In altri termini la bomba atomica, con la distruzione totale intorno al suo punto zero, avrebbe in pari tempo fotto piazza pulita di nmo il pensiero militare preesistente, con la con cgucnza di costringere all'incombenza urgente della definizione delle istituzioni militari, per cosl dire, dell'era atomica, incombenza invece da a((roma.re e assolvere sulla scorta di dati di farro per il momento ancora in formazione e con pon· derazinnc, come ogni arrività d'impegno, complessa e di vast:t portata. Ben lontani dal proporsi il vano compito di sminuire J"dficacia dell'esplosivo nucleare nelle forme colle quali si è già presentato e si potrebbe presen· tare di nuovo in guerra, è da considerare tesi equilibrata e conforme a prese di posizione realistiche con idcrare l'csplosi,·o nucleare, oltre che nei suoi cfietù diretti, anche negli effcni indiretti, da vedere nei riflessi che la minaccia atomica riverbera sulla condmta operativa e di rimbalzo sull'orgamzzazione e sull'impiego delle for7.c armate. Si è del parere che una normativa concreta non possa trascurare il fatto che l'esplosione di una o più bombe nucleari, ammesso e non concesso che abbia luogo come episodio di guerra guerreggiata, non risolve, per il fatto stesso di cs.<cre soltanto un atto di distruz;onc, una situazione bdlica e che prima e dopo le esplosioni nucleari potranno e dovranno accadere molle altre cose è potranno e dovranno essere svolte molte altre attività. La visione della persistente complessità della guerra malgrado la scmplicitl elementare ddl'intcrvento atomico, almeno come atto di guerra, consigLia di prcsc<lcre una normativa aggiornata d 'impiego non in veste di una casistica d'efficacia di ordigni atomici, bensl nella forma di atteggiamenti da assumere in pre,isionc di azioni nucleari sovrapposte, come è da presumere, ad azioni co11vcn1.ionali.


Gli atteggiamenti conseguenti passano sintetizzarsi nella norma gencule di non offrire obicltivi paganti nd corso degli atti per il raggiungimento degli scopi assegnati e da effettuare di volta in volt:i malgrado la minaccia atomica, poichè è ovvio che se quesll si considerassero i nsupcrabilmcntc interdetti per effetto dell'accennata minaccia, t'arma atomica avrebbe raggiunto risultati dcisivi prima ancora di essere impiegata. Non offrire obiettivi pagami vuol dire evirare le concentrazioni di forze che costituiscono buoni bcrs.1gli e perramo incentivo all'impiego di cariche nucleari; vuol dire altrcsì operare colle mcxblità e nelle circostan7.c di tempo e di luogo che rendono meno probabile, meno dis:mroso e in definitiva meno temibile l'impiego di cariche nucleari. La proposizione è concis.1, il contenuro invece è denso. Nelle poche righe che precedono sono implic:ite modificazioni profonde di prassi e piÌi :1ncora di concezioni operative. Nel campo concettuale i dispositivi si fanno sempre più radi, pur restando comandabili e controllahili in virtù di mezzi tecnici di trasmissione e di mezzi di trasporto di alt.a prestazione. In pari tempo, contro dispositivi radi, le puntate di for-ie manovriere, molto mobili e molto potenti, giungono presto in profondità e determinano situazioni correnti che sarebbero state ritenute insostenibili al metro ddlc concezioni valide soltanto pochi anni or sono. La mentalità cd il carattere degli esecutori di tutti i gradi debbono essere intonati a fatri ciel genere, per non sentirli come traumi psichici se subìti e per trarne tutti i vantaggi che ne possono derivare se provocati. Nel campo della prassi il maggior interesse verte sulla constatazione che in definitiva si tratta di perfezionare prescrizioni d 'impiego che si erano già imposte da tempo di fronte alla realtà di Cuochi molto dlicaci e massicci di armi terrestri e in seguito per eCfetto dell'azione a massa dell'arma aerea. In senso letterale evirare le concen trazioni di forze implica la rinuncia a realiz7.arc la massa. Senza mass.1 nel luogo e nel momento decisivo non esistono probabilità di successo. Pertanto 13 norma deve essere interpretala se• condo un senso più completo di quello letterale e anche questo è un risultato importante dell'odierno sradio evolutivo delle armi a disposizione delle fonc terrestri. Anzitutto oggi la concentrazione che dà luogo alla massa non è soltanto concentrazione di uomini e di mezzi, cioè concentrazione materiale, bensì e soprattutto è concentrazione di Cuoco, cioè concentrazione di porenl"t. Concorrono a determinare concentrazioni di poten7,a, massicce a volontà, la convcrgcnz.1 di traiettorie di proietti di lancio, di caduta o autopropulsi (manovra del fuoco), come vi concorrono, agendo peraltro in misura sempre meno esclusiva, la convergenza di direttrici d'azione di unità terrestri e di rotte di unità aeree (manovra dei mezzi).


860 Una maJJa costituita sempre più dtt co,uentrazio11e di poten:a i11 so11i. 111zioJ1e di co11cmrrazione di mc::::i è 1111 ,isrcma di elemc11ti molto mobili, q11i11di amisrarico per ecce//en::.11, labile, che ucq11i11u 111110,ità con /11 comim,ità nel tempo cd è limitato per co11tro 11cllo ,pazio o/lo , rrctto i11Ji1pcmabilc per quamo co11ccrnc co11cc111razio11e di unirli in operazione. Ciò posto, è evidente la facoltà e l'utilità di tornare a dissolvere la concentrazione parziale e momentanea in un nuovo dispositivo disperso, una volta raggiunti i risultati proponibili, quel che più importa senza aver mai toccate condizioni pericolose di loc:ilizzazione spaziale. Un complèSSO di considerazioni pratiche, sulle quali l'esplosivo nucleare giuoca in misura comidcrevole ma non esclusiva, induce a formulare la previsione di future operazioni improntate a caratteristiche di grande mobilità e della tendenza a utilizzare l'arco notturno a un dipresso colla stessa esclusività colla quale oggi viene utilizzato l'arco diurno. Anche se si dà credito ai dispositivi tecnici di localizzazione notturna di obiettivi, il che consente di presupporre disponibili in pari tempo attrezza. ture per facilitare l'attività opcr.itiva di nolle, è da ritenere che s'imporrà nettamente il vantaggio di operare durante i periodi di visibilità nulla o scarsa. Per analoghe considcrazfoni verranno considerale circostanze di favore le condizioni meteorologiche giudicate sino adesso avverse: pioggia, nebbia, vento.

Operare per sistema in condizioni avverse di tempo e di luce richiede orientamenti mentali, addestramento e sopram1rco dotnioni conformi alle tevcre esigenze di operazioni poste in atto nelle più diffic.ili condi1,ioni di esecuzione. 4. • LA

COMBINAZtONll 01 FORZE TURES1'1U ED A6RU.

L'affermnzionc dell'arma aerea è stata s1udiata a fondo, ma non ha data ancora !"impronta che merita :,i provvedimenti di ordinamento e d'impiego e soprairuuo alla mentalità dei quadri delle altre forze armate destinate ad agire in combinazione, in particolare ai quadri delle forze armate terrestri. Da tempo si va consolidando un ordine di farti che sovverte molti concetti acquisiti e già ritenuti validi senza incertezze. Il prendere atto di un nuovo stato di fatto, che ne è la conseguenza, non deve peraltro tradursi in aueggiamenti distaccati e destinati a esaurirsi in se stessi; deve avere esito in provvedimenti che ne siano la conseguenza logica, anche se l'ad<Ytione dei nuovi provvedimenti importi il riconoscimento che molto di quel che è smo fatto sinora è ben lontano dall'assicurare qualità di rispondenza e che tutto quel che resta da fare è destinato a modificare profondamente niohe abitu, dini mentali, pt'r quanto sia scomodo modificarle. Per illustrare a pieno le facoltà operative di forze aeree ~ indispensabile non perdere di vista che la loro [unzione fondamentale è lo sfruttamento della

,


86 r ter-,,a dimensione al di sopra degli spcizi terrestri interessali dalle operazioni eombinate. L'accesso alla dimensione nuova, nd senso che era inaccessibile prima dell'avvento dell'arma aerea, rende il giuoco opcrath·o estremamente più ricco e modifica profondamente ogni valutazione di dcterminanri tanici e strategici impostata su esperienze soltanto bidimensionali. Sarebbe molto controproducente non trarre rutto il profitto possibile dall'accennata maggiore ricchezza di giuoco operativo, come sarebbe assurd() non tener conto della focohà delle unit!t aeree di trascurare in modo sconcertante per mentalità non aggiornate gli effetti d'interdizione di ostacoli terrestri (rilievi, rete idrografica, linee di costa, zone inospitali) e le sies.se funzioni d'arresto esercitate da schieramenti contrapposti di forze terrestri, che hanno impo5to sinora l'esigenza fondamentale della loro eliminazione materiale e dato valore alla vecchia concezione dell'esercito nemico primo e preminente obiettivo delle fon:e in campo. Evidentemente runa la tecnica operativa è in via di profonda modiJicazionc. Le facoltà di aggiramento ,•erticalc pongono su piani subordinati le esigenze di rottura o di aggiramento in superficie dei dispositivi avversari e di conseguenza privano di contenuto concreto canoni classici. Prescrizioni molto impegnative, come quella gi~ accennata dcll'eliminozione dell'esercito avversario o l'altra relativa all'dficacia del blocco navak, perdono molto del proprio contenuto dal momento che ~ consentito raggiun~rc di un sol b.llzo, anravcrso le vie dell'aria, quelle zone vitali del territorio nemico sinora raggiungibili sohanto mediante laboriose fasi operative di forze esclusivamente terrestri e che un blocco navale ravvicinato è troppo oneroso sinch~ esiste una aviazione avversaria eC/icicnte. Ulteriori modificazioni di tecnica operativa derivano da braccio, Acssibilim e rapidità d·intervcnto di forze aeree. Naturalmente i rC<1uisiti indicati non si realizzano se non sono predisposti gli strumenti idonei. Per questo 1~ caratteristiche più innovatrici nei teatri d'operazione continentali sono offerte dalla combinazione di forze terrcnri e dj for-.t.c acre«, con particolare riguardo alle operazioni di forze aeroterrcnri (n. 5). Conforta nell'a.!Serto il concetto che nel campo tattico, e con minore frequcn~ nel campo strategico, operazioni a s~ stanti di forze aeree sono con• ecpibili soltanto contro fon.e similari - non si considerano le operazioni aggressive contro il potenziale bellico avversario - dato che in ogni altro caso esse equivarrebbero alla rinunzi2 senza contropartita ai vantaggi assicurati da operazioni combinate.

1"fa11i le forze aeree e t,:rrestri combinale e, ;,, un campo pi,) v,mo, le forze aero1r11spor1are aggirmgono a//« fle11ibi/i1à, ropidi1t} d'i11ter11c1110 e braç. do delle forze aeree /ç facoltiJ di ro11q11i11are e con,uvare gli obie11ivi çl,e sono proprie da/e forze 1errcs1ri: esse sono per/111110 1tr11me11ti operativi nei •· - R.


862 q11ali si vedono integrati in modo 11c11ame111c s11pcriort: a1trib111i 1pecifiei di forze auu e di forze tt:rr<slri. Nel mentre si con501ida l'intercssc do porre nelle formnioni combinate, con particolare riguardo alb combinazione organici n complemento della combinaiionc tattic.t, invece è in diminu1.ione l'impartanz.a dei mc1.1.i acrci come vettori di cariche nucleari. La necessità di evitarne l'intcrccuazione, alla quale gli apprestamenti difensivi si applicano con giustificata diligcm;a, tende a spost..re la funzione verso ,•cuori ad alta e ad altissima velocità di traslazione, del tipo dei proietti o razzi nel campo tattico e dei missili di medio e lungo raggio per gli impieghi strategici. Proietti, razzi e missili sono praticamente inintcrcettabili al g!orno d'oggi e la relativa mancanw di precisione è compensata dall'am• pic-aa di zone d'efficacia d'esplosione e da ripetizione di colpi. Naturalmente non tutti gli aspetti dell'impiego di foro: combinate (e di forze aerotraspnrtate) sono esenti da contropartite onerose. Esse richiedo:10 mfrastrutrure appropriare, in dipenden1., dei mc,1zi aerei che utilizzano, sono soggette a intensa usura, esigono un'accessibilità allo spazio aereo che s'identifica per lo meno con un predominio locale e temporaneo. Si tratta di servitù d'impiego, in definith•a presenti in ogni mezzo tecnico, da tenere prescnù allo stesso modo che sono osservate le servitù d'impiei;o di ogni altro mezzo di guerra. Soprattutto si tratta di servitù che non ne inflettono sensibilmente le eminenti prestazioni, quando i uireri d'unpiego siano di merito elevato.

5· -

LE YOP.ZE AEI.OTRASPORTATI!.

Si è già accennato che i contributi delle fori.e aeree al la guerra continentale sono ben lontani dall'esaurirsi in impieghi autonomi e in quei concorsi indiretti nei quali 50no ancora da vedere forme d'impiego a sè stante di unità ddl'aria, per quanto entrambe d'indiscutibile impor1anz.1, e si è già fatto cenno a un nuovo vasto campo d'impiego apeno da forze aerotrasportate, del quale si vuole rncttere in cl'idenM l'importanza crescente. Colla denominazione di « forze aerotrasportate » si raggruppano le varie forme di combinazione organica di unità aeree e di unità terrestri, ano propedeutico di una combina1.ionc organica e tauica permanente di mezzi terrestri e <li mezzi aerei. U fatto di una combinazione di forze armate difkrcnri che raggiunge il piano organico è indice della profondità e pcrmanen7~1 della combinazione e ancor prima delle esigenze eh: sono alla base della combinazione stcS,Sa. Natur:ùmenrc profondità e permanenza di combinazione non escludono intercambiabilit~ o 50Stituzioni par,:iali di clementi combinati, quali possono imporsi ad eRmpio allorchè le forze aerotrasportate debbono affrontare una fase operativa terrestre cd i vettori aerei sono allontanati temporanea-

-


mente e restano disponibili in dislocazione adaua o sono destinati ad altro impiego (nuovi trasporti) o infine provvedono ad auività di manutenzione. L"aucnzionc che meritano le formazioni « aerotrasportate », le quali si inseriscono come fase arruale in un proeesso d"incremento di mobilicl di forze armate terrestri in corso da tempo, di cui sono fasi storiche, • prescindere dall'ado-àone dcll"anjmaJc da traino e da sella, la diffusione dell'autotrasporto e poi della meccanizzazione, risiede in un duplice ordine di fatti. In linea generale esse offrono l'arma più dlicace contro mezzi similari, il cui intervento è da prevedere sistc1t1atico nei futuri teatri d'opera1.ione continentali; in particolare esse rappresentano, da sole o in cooperazione con for1.c terrestri meccanizzate, gli strumenti di elezione per operazioni su ampie estensioni, un'incombenza molto importante attese le considerevoli dimensioni superficiali interessare dalle oixrazioni di forze moderne, da quando, sia ndl'attacco, sia nella difesa, rssc consistono in schema in azioni rapide di forze molto mobili che convergono sugli obiettivi partendo da ampie dislocazioni iniziali (n. 6). Nelle accennare circostanze, connesse con la facoltà potenziale delle parti contrapposte di clfcttuare sbarchi aerei su qualsiasi punto dd territorio avversario (la casistica resta molto estesa anche quando da un numero di casi teoricamente indefinito si passa a un numero di casi pratici limitato, ma ciò nonostante sempre considerevole), la reazione di forze esclusivamente tc:rrestri risulta sempre tardiva e l'intervento di Eone esclusivamente aeree non riesce decisivo se non nell'ipotesi poco realistica di un'assoluta superiorità aerea, poco realistica pcrcbè sufficiente da rola a impedire o quanto meno a rendere molto aleatoria l'invasione « vi.i aria ». Da aggiungere che le forze aerotrasportate offrono lo strumento più conferme: 1• • per azioni rapide e potenti di risposta e perciò sono idonee a incrcrnentare considerevolmente le condizioni di rischio insite per l'avversario in ogni auo di forza; 2• • per costituire il braccio esterno di un'operazione complessa intesa alla distruzione, previo aeecrchiamcnto, di un dispositivo di fone anche molto consistenti, operazione da svolgere in concomitanza con un braccio di azione più diretta e più massiccia di forze meccanizzate (1 ). Pertanto in una grnduatoria d, prestazioni dc:i vari tipi di forze armate, da istituire sulla base dell'impiego più redditizio, le unit.ì in parola occupano senza dubbio uno dei primi posti. E se non è il caso di sottovalutare l'onere inerente alb loro organizzazione ed nl loro addestramento, non si può negare la fondatczz.1 della tesi, per accogliere uno slogan pubbliciwrio assai noto, che esse rendono più di quanto costano, anche se costano molto. 0

(l) Cfr. ~n. P. SuP1:-:o : Con1rih1110 n una , onct:ione Qpttaliva ,u.,oterrei-1,e, RiAeronautica. luglio 1955, p:.1g. 170.

Vi$ta


Le precedenti considcr•ziooi sono sutc m•otcnute in termini di grande gener3Jjtà in adcrcn,.a al c3raUcre del presente saggio. Non int•cca tale generalità lu precisazione che, scn,,a escludere truppe di particolare specializzazione (ad esempio, unità paracadutisti), il nerbo più imponantc delle forze •crotrasportate sarà da vedere ncll"acrotraspor10 di forze terrestri meccanizza.te, in siste:ma con adc:gunt.c formazioni aeree d'auotrasporto c con G. U. aeree abilitate alla ,corta di grandi aerotrasporti operativi (1).

6. •

LE FORZl TEIU'.E Tl'.I ~fECCA!'<!ZZATE.

La mccanizzazione integrale delle forze terrestri (un• sottospecie delle forze meccanizzate sono le uni~ corazzate) si può considerare un C..tto già scontato in sede di dottrina organico-tattica, anche se in sede appliativa non risulta realizzato coll'estensione che sarebbe necessaria. Sinor, si sono opposti a quella che si è detta un• mccC3nizz.u.ione integrale l'incompleta formulazione delle idee in matéria, gli oneri considerevoli connessi con la trnsforma7.ione d'interi ordini di battaglia, infine !"indirizzo tr.1dizionalc di fondare le forze annate terrestri sul combaucnte uomo (a questo proposito si considera l'uomo come portatore di arnù e non si sfiora nemmeno l'argomento del combattente ernsideraro sotto il punto di spirituale), indirizzo rradi:tionalc reliquato della concezione superata di un combatlcote individuale che h;i perduto molta parte della sua sostai= coll'armamento di reparto e colla rc.thà di una guerra che si presenta sempre più come severo con!romo di macchine e di sistemi di macchine. Da soggiungere che per una conforme valutazione delle prestazioni di mezzi mcccanì:z~1ti e delle loro unil3 d'impiego - per rispondere :ille critiche di coloro che ne mmono in ru.>lto le Limitazioni in terreni accidenl3ti e di modellamento mperfidale particolare aspro - gJj uni e le altre non

,,sta

(1) I gt3-ndi i31c:rotnJpor'ti opcr.itivi c::o~titui.w:ono i1nprc:ac di un pc:t0 ulc:: d:a aigèrè ;memo , rudio e ptogrammazione molto accur:u~. L:i loro illustraUonc s:arà ri"iCJ'\•:1ta :ad :altra circoi.l:an-u, Per il morncnto è 1ufFic.icntc nouue che un'operazione lll quale pone in li~ 11lruM migliaia. di llttci implic:a b c,;,nccntr:u~.ionc., l:i distribu:don<'. s:pu.iillc e il mo,•irnento di fTlC7ti che intere5Sano s~z.io D.t!ttO e qudlo lt:rrdtrc eorr'i.spondcnU :1 int~rc regioni. 1'!1rc udliJ.:undo difl',renù qume di ~·olo e ricorrendo :i formi:tioni Xr<"C! alqu:mto cornp.anc, una G. U. acrotnsporr1ta e rcbli\'A se-orta 2cra coniluiscono • grcwo modo ~, J:ah: k prq-t,u ioni auu=ili dei \'C:ttDri ilc::rc::i. un.i form.;a:tjonc clic si snod;a per ~kunc cc.ndnai:a dl chilomcLri cd il cui tempo di .161Jmcnto ~ dc.ll'ordinc J.1 2.lcunc otc. Le oper.a.zioni di determÌnlzionc dcj ampi di r.adun;at.;;i e: d'in,·olo, ddlc ,·cniali dì prc53 di form:i~ionc, di qucUc di smi.s,amcnto, delle zone d'atterraggio o di sgancio sono molto complosc rei i problemi rchufri costitulJt:0110 un c2pitofo intcrcmntc di rlo:rç:i. opcr:uh•:i (,id cs, applicai.ioni dcli:. lcoria dc11c code), problemi da riJoh·crc con d1ligcnn pu cvit.trc che dirc:ui d'orrniuu.iol\C «I i loro rirtcui opcr-uivi incrinino ,•igorc e tcmpcstivhi di opc.r:azioni tecnko · militari di gna.ndc poruta.

L


debbono essere considerati a sè stanti, bcnsl costantemente integrati da mC?.zi aerei (aeroplani ed elicotteri). Sviluppare questo argomento porterebbe molto lontani dalla tesi assunta. Per i fini proposti basta notare che la meccanizzazione s'impose presso gli eserciti moderni come fotto ineluttabile col risultato di declassare nettamente le unità organizz.1tc secondo criteri tradizionali (1) e di pmcri,·crc ardui compiti d'impiego c quindi d'addestramento, cosicehè divengono più difficili le incombenze di tutti i gradini grrarchici in azione e viene richiesta a tulli gli dementi di inquadramento, comprrsi i minori, una spiccata maturità di attitudini operative. Tra k caratteristiche differenziali delle unità mcccanizz.1tc e,uergono una mobilità in scala corografie~ anzic:hè in scala topografica, una potenza di fuoco esaltata secondo rapporti dello stesso ordine, in dipendenza di un anuameoto sensibilmente più pesante pcrchè pita efficiente, una diminuita vulnerabilità, affidata oltre che a coperture e mascheramenti, a labilict1 di obiettivi e in minor parte a blinde e corazze. Di conseguenza un dispositivo meccanizzato surclassa sistematicamente un dispositivo ordi!lario. il quale trac vantaggi molto problematici da provvedimenti di motorizzazione, che tra l'altro introducono in molti casi crisi di pass.1ggio da fasi di movimento su strndo (prevalentemente logisticlic) a fasi di movimento su terreno vario (di eombarùmento). Anche il criterio d'inserire nei disposiùvi ordinari aliquote di forze mcc· canizzate (e corazzate) ba valore prevaknte di soluzione provvisoria e imper· fetta. La frattura tra forze ordinarie e forze meccanizzate si manifesta prima o poi invariabilmente all'atto dell'impiego e impone onerosi accorgimenti tattici, i quali in definitiva incidono sul mordente e sul rendimento dclle unirà meccanizzate, senza modificare il destino delle foric organizzate secondo criteri tradizionali. In conclusione un complesso cli fatti, che col tempo vanno a.1sumendo maggior peso, induce a giudicare sempre meno rispondente il criterio d'insistere negli ordinamenti militari terrestri sul tema « uomo » come strumento prcclominante del combattimento, in specie quando il criterio imporra una difettosa valutazione ddl'dcmento « macchina " , arma o mezzo di trasporto e il più sovente :i.c.coppi3tnento di arma e meuo di tr.1sporto. Riprendendo e clùarendo il concetto esprcs.<0 all'inizio del paragrafo, la questione non investe la funzione di comando, comandanti e loro collaboratori nei cliversi gradini gerarchici, bensl il combattente inquadrato portatore di un'arma individuale. Questa figura sta subendo importanti modificazioni: il combattente è divenuto l'operatore nel binomio arma più mez1.o di ( 1) Cfr. Ccn, P. Sur1No: "I/ /,empo • comt: parùmetro operatiuo importantç ed i suoi ri/lt'ssi tttfl'organiz:wzione di Forze armale tcrres-tri, Rivista Militare., :aprilt". 1956.


866 trasporto, dopo =re pusalo per lo stadio di servente di un'arma di reparto, due fasi successi,·c di U03 e,·oluzione d'impiego bene individuarn. Logicamente la mcccanizza1.ione delle forz.c terrestri importa la rcal,z. z:lZlonc dcll'armamcnro meccani1.7.ato e la risoluzione dei problemi connessi colb sua alimenta1.ione, manutenzione e impiego, realizzazione e nsolu, zionc che non 10110 certo fociliuue da esigenze d"aerotrasporto. Ma si tr:ma di questioni di prevalente contenuio tecnico, rutt"altro che insolubili in linc.a di fatto e l:Ulto meno in linea di conccno e la cui soluzione si può ritenere scontata col progresso delle moderne tecnologie. "è va taciuto che un'ulteriore spinta verso la mcccnni7.7N1z.ionc integrale provtcne, in modo autorevole, dalla minaccio atomica e dalla prescrizione di dispersione controllata che C$$a suggerisce in modo pcrencorio. La dispersione conrrollara non è ammissibile senza In concentrazione rapida in vista dall"azione (n. 3) e la concentrazione rapida non è conscmirn che da forze mcccaniz7.atc in terra. e da fori.e acrt:C e :u:rotrasportatc -

si potrcblxro dirc

nel loro complesso forze « acrotcrrcstri » - ncll'ambicntc terra-aria, ormai sede di sviluppo e di deci,ionc della stragrande magg,or parte ddl'attività operaci va. Comprendere per 1empo un'evoluzione d'idee e di fotli che ha un contenuto molto compbso e importante significà preparar< il successo, allo stesso modo che trascurarla equivale ad andare incontro a occhi cltiu,i agli eventi pili sconccrtllnti. C.Onformare gli atti organi7,Zativi e di prcpara7.ionc di forze armate all'accenna10 iter e,·olurivo, sia pure con la grndualiL' di atti che è impoSla dall'oeportunità di evitare salti pericolosi e dall'a1mazione di programmi di forte nnpcgno tecnico e finanziario, rappresenta una prescrizione di valore generale che è molto pericoloso tentare di eludere. Del rcsro è sempre un non senso allontanarsi da un processo c,·olutivo che è emanazione ddlo stesso progresso ci vile.

7• • 0Rt6NTAM8NTI

CONCLUSIVI.

L':malisi svoh:i ha passati in raucgna, sia pure in modo molto sintetico, i determinami tecnici dell'attuale fase delle istituzioni militari, per trame orientamenti aggiornati di politica militare. La Stl2 condusione logica ha port..,to al riconO<CÌmcnlO di alcuni ccmi tondamcnto.li, individuabili, per sommi capi, nell'organizzazione di forze tcm:stri mecca.n.i1-1.:uc idonee all'aerotrasporto (eventualmente con l':ilibandono temporaneo dei soli mezzi più pesanti) e di forze aeree efficienti, coll"inclusione di congrue unirà d'aerotrasporto, infiac nell'abilitazione a forme di stretta collaborazione reciproca delle une e delle allrc (combinazione tattica e organic.1 di for1.e aeree e terrestri}.


Fattori Opcr3tivi critici inducono a configurare il concetto di un'entità minima di ordine di battaglia di forze terrestri cd aeree, da adeguare alle attitudini a sviluppare operazioni di portata decisi va in uno scacchiere continentale di inedia est<-nsionc. In termin i semplicemente orientativi tali esigenze sono congetturabili in almeno due G. U. di 1' ordine aerotrasportate, possibi lmente tre, in due G. U. di 1• ordine meccanizzate e in due o tre G. U. di ,• ordine motorizzate (da meccanizzare in un secondo tempo) per qu3nro riguarda unirà terrestri ed acroterrcstri; in u,1 numero di G. U. aeree d'aerotrasporto pari alle G. U. terrestri da tra1portare cd in una o due G. U. aeree di 1' ordine idonee a operare in stretta combinazione. Le C. U. terrestri saranno articolate in raggruppamenti tattici intcranna cd a lor volta riunite in G. U. di 2• ordine, ciascuna costituita da una G. U. meccanizzata e da una o due G. U. motorizzate. Anche le G. U. aeree e di aerotrasporto opereran no agli ordini di un comando d'aeronautica di ordine superiore. L'intero comple.s.~o di forze su~ posto alle dipendenze di un comando di G. U. di 3• ordine, cui competcd la preparazio11,: e l'impiego di 1111a massa d'i11tcrvc1110 rapido per la reazione controffemÌC1a immediata (r). L'atluazione di un programma dd tipo indicato rientra in incombenze tecnico-politiche per modalità e tempi d'attuazione; in quanto implica la provvista dei mezzi finanziari necessari è un'incombenza esclusivamente politica. Non è da escludere che l'organizzazione delle forze armate di uno Stato di media importanza, secondo i criteri accennati, in vista di emergenze di gucrrn contincnl31c, imponga la necessità di passare in seconda linea l'apprestamcnro di unità di altra for7.;1 armata. Si tratta di cs.tminare e di risolvere con uno spiccato senso di realtà problemi di fondamentale importanza, che a questo fine occorre impostare secondo criteri aggiornari, eliminando anzitutto incertezze d'idee di base che non sono tollerabili, anche se trovano causali in una situazione d'intensa cvolu1,ione d'indirizzi e ricevono alimento da situazioni di fotto preesistenti e da tradizioni meritevoli di attenzione sono ogni altro aspetto. Una soluzione accettabile la si indica in uno Sl3tuto militare che si proponga di realizzare in un periodo non eccessivo di tempo - ad es. un quinquennio - un complesso di unità moderne e che alla real izza:t.ione suborclini ogni altra attività organizzativa e addestrativa di forze armate. La precisa7.Ìone di un conveniente ordine di priorità varrà a utilizzare a ragion veduta, in vista di un graduale perfezionamento di ri~ultati, destinato a rendere uti li i risultati parziali raggiunti di tempo in tempo, le assegnazioni di bilancio patenziate da congrui incrementi, ma soprattutto valoritzarc da un oculato impiego. ( 1) Cfr. pct ulteriori d:ati: (",cn. P. Sur1so: C. U. corauau e G. U. arro,,.asporrat(. L'Arma d.cr(>C()ro::.ola, Rivist.a Militare, mar7,0 19S4,


868 Nei preudenti termini l'argomento è solo impo!!ato, nè d'altra parte i

brevi spumi critici e le idee di massima csposce potevano presumere di t-saurirlo. Nella trattazione di un argomento poliedrico se ne sono toccati taluni punti principali allo scopo di conseguire qualità di evidenza d 'argomenta• zionc e di meritare qualche consenso sulle tesi prospettate. Una cosa è certa_: in materia vi è moltissimo da .fare. Per di più si tratta di un'opera urgente, che i: veramente arrischiato dilo1jonare.


•••


ELEMENTI EVOLUTIVI ORGANICI E TATIICI DELLE FORZE ARl'vlA TE TERRESTRI Gen. di C. A. Paolo Supino

1. - Monv1 tvOLVTlVl VELLE 1ST1ruz10N1 M.JUTARI.

Le fo:ze armate, nella loro costituzione (ordinamento) e nei loro procedimenti d 'io1picgo (dottrina tanica), S<>llO l'esprC$Sione del piano raggiunto dalle tecnologie applicate agli :um:unenri, dato che le pnestnioni delle !oro unità sono conformi • quanto anni e mezzi tecnici consentono di rcAlizzarc a un dato rnomcnto dei p,ogrcsso generale. In questo senso le istituzioni militari ,ono una trd molte dclk manifc· stazioni di uno stadio di civiltà, allo stc.so modo che le forme che assume la gu<rra sono l'ìrnnrnginc di qud patrimonio morale e perfino di quella conce?.ionc di vita che hanno as..mnco fonna concreta nel quadro di quella civi!t:ì. L1 re.~i, p<!r il resto i noppngnabile, non affronta e tanto meno riso! \'e la dibauura questione se in una civiltà superiore la guerra abbia diritto di sopravvivenza. Scn7.a escludere un avv<nire pacifico dell'umanità, si deve però constatare che per ora il fcnom<no bellico, se può av<re atrrèbuita una tendenza netta, ha proprio quella di assumere aspetti di maggiore gravità piuttosro che 3,pctti quiescenti o di regre>sio11c verso stadi involutivi. Pcna11to qualsiasi impostazione pratica non può 'Prescindere dalla realtà di una guerra immanente, anche se deprecahile e da tener lontana. E. in conformità, da tempo immemorabile, si sostiene che il piò valido sistema per evitare la guerra sia l'essere preparati in vista del peggio. PiuttOsto la concezione enunciata, per quanto ampia, può essere ritc· r.uta incompleta io quanto prescinde dai determinanti politici, in primo luogo da una spceihca politica generale di uoo Stato, da cui discende un'altrct· tanto specifica politica militare, e d•i compiti corrispondenti assegMti alle forze armate, pur considerati secondo lince di grande massima. Peraltro essa offre un'imposta:cione g<ner:ik del problerna di definire l< car,meris<iche aggiornate di forzt: armate e, quel che più coma, vale per acce1tarne i r<qoisiti. un tema suggestivo e di ampio respiro, infine ha il merito di semplificare l'indagine colle eliminazioni di un'intera classe di circostanze contingc:nti, come lo sono le facohà di tradurre in pratica ogni concezione generale, facoltà logicamente dip,:ndcme dai quadri politici accennau.

, .• R.


La Kmplificuione è opportuna come metodo cd è priva di :ilee cirea gli esiti pcrchè nulla ,·icta di passare, in un ano $uceessi"o della ricerca, alla formulazione di programmi di azione e di adnivcnirc a inderogabili limi1azioni di scopi e di atti. Sussiste anzi il vantaggio di agire con piena cono<ecnza di cause poichè, a inquadramento di ogni attività prauca, si è preposta la viS1one complessiva di quel che si pu?i chiedere e di quello che si deve oucncre. Una chiarezza incquivocab1lc d'idee è sempre una condizione di fatto di grande pregio all'ano di s1abilirc indiri1.zì d'azione e programmi di vasto respiro e lo è molo più nel quadro delle ini1uzioni mili1~ri, atteso il camrerc geloso delle incombenze auraverso le quali queste si consolidano e ddle finalità in vista delle quali 11 nunrengono cd il pericolo insito in indirizzi cd in ani errati o anche, a prescindere da errori specifici, in indirizzi cd in atti infirmati da carenze gravi di aggiornamento e d1 giusta visione. Carenze del genere sono sempre da evitare, Sul piano economico esse irnporta110 lo spreco di mezzi finanziari cu1r'ahro che largamcllle disponibili e che comunque è dovcro,o impiegare con moha ocular~za; sul piano milirnrc esse s, 1r.1ducono in vira corrrntc stentala d'istituti fondamentali e 1n condizioni d'1nc!ficicnza in a<0 di conAino; sul piano generale pro,'OC:loo inflessioni di prestigio in pace, gmi delusioni in tempo di guerra, sovente disfatte e c.1rasrro/ì. Come è ~uffragaro da numerose cspcric11zc, in materia s'impongono le maggiori cau1clc. In particolare le esperienze mettono in guardia conlro il pericolo derivante da atteggiamenti di sufficienza e d'inacces<ibùi~ alla critica costrutu,'3 da parte di autorità responsabili e d1 socldisfouo conform1>mo da parte di tccma e dt esecutori in,·cstiti per funzioai. In un mondo in evoluzione c.1urcle sempre Of>portune non debbono tra· sferirsi in immobilismi irreali anche se comodi e tanto meno ciò può accadere nel c.1mpo della tecnica militare e in quello delle do1trine d'impiego che di detta tecnica sono il rillcsso vivo e permanente. Le buone collabora7Joni \ORO oCfcrtc da coloro che non sono chiusi al nuo,·o e non sono alieni dal compiere la faùea, anche se non lieve e so,'Cnte ingrata, di souoporlo al ,·aglio dell'analisi razionale. La resi s'identifica colla necessità d'individuare con diligcn7A1 i motivi principali di una evoluzione in atto e coll'incombenza di definire i provve, dimcnti cbc l'indivirluaz1one suggerisce e Impone. Ciò posto, il primo atto da compiere concerne la dctcrmina1.ione in specie e importan1.a degli accennati moùvi c,·oluti\i. Per quanto riguarda specie sì tratta di fa111 ben noù; più difficile è dcfimrne le implicazioni dirette e inchrctte, nonchè i nessi reciproci e gli cUctt:1 d1 es:ilrnzione d'influenze che ne derivano. Riassunti 111 espressioni sintetiche e di significato denso cui possono essere indicati, in una elcncaz1onc alla rinfusa che eviù prccis.izioni d'importanza comparativa non agc,'Oli e per il momento non necessarie, in mecca-


139 1 niz7.azionc, accesso alla terza dimensione spazia le positiva (spazio aereo), armi nuovissime cd esplosivo nudc:irc. Ma non è conscnùto fermarsi qui. Risultano operanti anche Catù meno specifici che peraltro subiscono i riflessi dri motivi evolutivi accennati, quali le nuove dottrine d'impiego e l'aggiornata configurazione degli sviluppi della guerra che quelli inducono a congetturare una nuova impostazione della valutazione del concetto di potenziale bellico e delle funzioni che i potenziali bellici sono capaci di esercitare sulle relazioni tra i popoli. L'accennata attività concettuale presenta qualche diflicolt:1 per il continuo intrecciarsi di motivi tecnici e di clementi generali, in dipendenza dei molteplici addentellati che intercorrono tra progresso tecnico e siniazioni di fatto e, in un campo più vasto, tra conoscenza scicmifica e condizioni gene· rali di vita. Inoltre anche in questa circostanza, come accade di regola, sono le idee che pongono in moto i fatti e sono le concezioni e le dottrine che quelle convalidano e ailc quali danno pmtigio e autorità che guidano le volom~ d'azione e gli atti in cui queste si traducono. Infine è da prcsumtrc che specifici fatti tecnici, anche densi di significato e di conscgu~nzc, non siano messi in giusta luce sinchè non sono nate chiarilc le circosranzc che ne hanno favorita insorgenza e uriliz1.azionc e non sono viste lucidamente le loro implicazioni anche meno ,,icine, oltre che le immediate. L'ambiente idoneo alla proficua utilizzazione d'importanti ritrovati te<:· nici si forma gradualmente e questa gradualità si riscontra nell'afkrmazionc e nella diffusione delle nuove tecnologie e degli strumenti che esse of&ono alle forze armate. Ma i risultati di circos1anzc, pur in progressiva e metodica realizzazione, sono già pcrkttamcntc indi,•iduabili. Uno dei più interessanti è la fine dell'epoca della guerra cosiddetta " terrestre », almeno nei suoi aspetti più tipici e tradizionali. Il suo succedaneo ì: la « guerra contincnralc ». on si tratta soltanto di una questione kssicalc. li termine di guerra ~ntincntalc, del quale sono correlati 1•i in altri ambienti quelli di « guerra 1n1crcontinentalc » e di " guerra pcnin ulare e insulare », indica il riconoscimento della crescente importanza dei parametri •crei, per effetto dei quali lo guerra terrestre è divenuta una guerra sistcrnaticamrntc acrotcrrcstre. 2, •

Ls

MOOIFICAZIONI OULS FUNZIONI AMAI !,.'TALI.

Si è in presenza di un interessante fenomeno, sintetizzabile nella constatazione che i nuovi mezzi tecnici e le forme che la guerra am,me in dif'.Cllden1.a della loro dotazione hanno modificate profondamente quelle rhc s~ potrebbero dire carattcri,tichc e funzioni d'ambiente e di riflesso impo,taz1011e e ruultaù di atti operativi. In effetti meccanizzazione, accesso allo spa2io aereo, armi nuovissime cd esplosivo nucleare sono qualche cosa di più di quattro locuzioni arre a


r•pprcscntnrc, per quanto riguarda armamenti, fasi fondam<:ntali ddlo ri,oluzionc industriale moderna. Si tmt:1 inf:mi di locuzioni pregnanti, ciascuna delle quali richiama • un ordine d1 concetti entro 11 quale agiscono fermenti potenti di vit:1 e macurano concezioni che non è es:igcrato comidcrarc matrici di nuovi indirizzi fondamentali cd è connessa in modo molteplice colle altre. Si prenda ad esempio il concetto di mcecanizz».ionc. In senso generale mecc.1nizznzionc è atteggiamento tipico della civilt~ contemporanea, meccanica per definizione; in 11Cnso più ri Lretto è un complesso di artivir/i cui ha dato l'abbrivio l'avvento delle macchine e in particobre quello dei moror, cosiddetti a combustione int·crna o endotermici. Oggi mccc:::infazazionc vuol dire circolazione a motore su strada ordinaria, n3vigazionc aerea, industria degli olii minerali, carburnnti e gomme sintetiche, industria metallurgica · pesante e indmtria meccanica, grandi motori terrestri, navali cd aerei nuove ponihilicà di bvoro e nuovi metodi culturali, mrnrcivi e di produzione di srmilavorati e di manufatti. Analoghe considerazioni porrebbero f:mi nei riguardi dcll'accc:.<so allo •p.wo aereo o ddl'e,plo,ivo nucleare o più genericamente dell'energia nucleare. 1 pr«cdenti accenni ,i riferiscono ad attivit~ produttive di carattere generico. Per quanto riguorda il campo militare i doni delle nuove tecnologie si chiam:uio motor1z-z.a2iooc e meccaniu.:izionc di reparti e scrvizit nuo,·c armi e nuovi procedimenti tattici, 13 guerra tcrresuc divenuta guerra aerotcrrestrc:1 Jc armi nuovissime: e l'esplosivo nucleare: prodotto nd reattori atomici, ma muport:tto a pi~ d'opera mediante ,·ettori aerei, navali o terrestri, divenuti armi tanto temibili da lasciare perplessi òrca le previsioni legittime di un impiego futuro. 1n quest3 dtnc;;a.zionc, i.n ,·crità molto sommari.1 1 le più imporranti funzioni evolutive sono da accreditare alle armi aeree. In senso )310, queste sono cariche esplosive clic hanno trovato negli aerei i veicoli più adani e ono altrc:.sl le armi che ,i sono dette nuovissime, denominazione comprensiva colla quale si raccoglie tutta la congerie di proietti autopropulsi di tipi e di prc rozioni disperate, di gittate nettamente superiori alle più potenti artiglierie sino alle migliaia di chilometri dei maggiori mis,ili pluristadi, realizzati <:oll"ausilio cli tecnologie muora in corso di perfezionamento e tra le più me>dcrne e le più fini. laJine esplosivo nucleare vuol dire una straordin:iria potenza di distruzione a disposizione nello fissione ca12stroliea, in rapporto ponderale col più polente esplosivo dirompente dell'ordine da uno a venti milioni, o di una straordinaria pote117,a di !,,·oro nella fi ,ione controllat;i, entrambe troppo recenti per poterne fissare tutte le conseguenze anche a non lontana scadcn1..a. La straordinaria potenza di distruzione o di lavoro conn~a coll'csplos1\"0 nucleare e la diflicohà di previsioni fondate sulle impronte che questo è destinato a segnare sulla tecnica militare oonsigliano, allorchè s'intenda dar corso


1 393

a un'analisi con finali1;, pratiche circa gli cffeni del progresso tecnologico sui lineamenti della guerra, di adonare un criterio di semplificazione consistente nel lasciare da parte per un momento le applicazioni bclhcbc dcll'csplosim nucleare e di fissare l'attenzione su meccanizzazione di forze armate, ar mi aeree e armi nuovissime nonehè sulle influenze che iJ triplice ordine di concetti riverbr.ra sull'organizzazione e ull'impicgo delle forze armate 1errtStri, aeree cd acrotcrrcsLri, salvo fare riferimenti precisi alle tecniche nucleari in ogni cicostanza in cui essi risultino producenti e circostanziati. Si i: già accennato che la funzione più determinante e permanente per la qualificnione degli atti di ordinamento e d'impiego deve attribuirsi al fattore aereo. In quest'ordine d' idee, la stessa conservazione dcll'atLributo di « terrestre », connesso a un ambiente d'impiego indubbiamente ben determinato e soggcno di w1a lunga e gloriosa tradizione, è subordinato alla ristrva d'includere nelle forze terrestri le aliquote di forze aeree, in assenza delle quali l'azione di forze armate sulla superficie del suolo non sarebbe più concepibile, uè per cguibik. AILri fatti concomitanti e determinanti in varia misura sono l'esecuzione della maggior parte dei movimenti in campo tattico e di tutti i movimenti in campo logistico mediante veicoli a motore terrestri od aerei, l' aumcntota rapidità degli atti d'impiego, colla conseguen1,1 di fasi opc-rative contratte e di ritmi operativi tesi, la fluiditil di situazioni intermedie, il maturarsi degli eventi at1ravcrso serie di atti in successione molto rapida, gli esiti finali di «<)UCOZC operative complesse dctenninati dall'incalzare di avvenimenti che procedono con la violenza e fulminc:it.'i della v.tlanga e che sovente relegano a un dato momento i partecipanti a funzioni di semplici Spctlatori dei fatti di cui hanno determinato lo scatenarsi. Una causalità complessa mal si presta a sintesi rapide ed efficaci, ma un tentativo puù impostarsi sul riconoscimento che '3 combinazione dei vari fattori in giuoco ha l'effetto di modificare profondamente le relazioni Lra forze operanti e ambiente e giunge in certo modo ad assumere la sostanza di una modificazione di parametri ambientali, che sarebbe pertanto erroneo valutare in termini tradizionali. Gli ani operativi non trovano ostacoli effettivi che nell'azione avvers.sria, dato che le difficoltà ambientali sono superate coll'au ilio di mezzi tecnici di grande merito. L'autorevole impostazione di operazioni complesse in termini di for-.GC, spazio e tempo predetermina in modo rigoroso e non evitabile il successo, come impone la crisi della parre ,occombcnte. Eccessi di clima, asperità di modellamento superficiale, grandi corsi di acq_u:1 e linee rostkre non costituiscono piir dererminnnti assoluti, in un pcrk-1.1onamento di facoltà di accesso do parte elci reparti opcrallti che, concorrendo la eccellenza di dornzioni e In perfezione elci procedimenti, equivale • una spiccata indiC/crcnza rispcuo alle caratteri tichc ambientali. Alla tendenza alln li,el!azionc su valori sensibilmente medi di accidenti tattici in altri


1

394

tempi strettamente normatioi di possibilità e di modalità, si accompagna una persistente fun1.ionc logoratriec dello spazio terrestre a carico di capacità operativa di reparti di tutti gli ordini. Di qui l'indirizzo di sfuggirne le servitù e se possibile di eliminarne gli effetti più dannosi abbandonando i movimenti in superficie e sostituendoli con balzi aerei, in relazione ai quali le strutture in suprrficic hanno l'esclusiva funzione d'irurastrutture per operazioni prcvalcnrcmcntc aeree. cl consolidamento di questa tendenza preferenziale verso lo spazio aereo, affermatasi col progredire dei mezzi aerei ma non ancora vista gene· ralmcntc nella sua crl'.SCCntc operatività, si deve vedere l'impronta più decisiva della terza dimensione spaziale nel campo militMc. La previsione di farri e le interpretazioni che essa autorizza meritano la più diligente attenzione e hanno un considerevole valore oriemati vo. Saldamente impostate in terra e decisamente condotte per terra e ama. verso l'aria, le operazioni della guerra continentale si presentano come una serie di azioni offensive o dìfen.sivc che mirano a creare le premesse di sviluppi di autoritlt crescente per integrazione di esiti parziali positivi, sino agli epiloghi verso i quali tuuo procede con moto accelerato e, a p.irtirc da un certo momento, irresistibile. D'altra parre quello stesso sp-azio dit i dispasiti,•i operanti attravcr ano celermente è il corrertivo di azioni di distruzione di grande violenza, alle quali è esigenza vitale non offrire obiettivi paganti, Spazi cste i, consentiti da una elevata celerità di movimento impostata su ruote cd ali e suggeriti dallo necessità di eludere azioni di fuoco massicce temibili m ogni momento e su ogni luogo, conferiscono lince dd tutto p<:r· spicue all'azione tattica moderna e l'indi rizzano verso motivi nuovi in tutti i gradini d'impiego.

J· · l...A

FUNZIONE DELLO .SPAZIO N'E.LLA CUP..RR,A CONTtNENTALF.

L:1 funzione dello spazio nella guerra continentale merita di essere ap· profondita in termini operativi a complemento delle annotazioni formulate io termi ni oggettivi (n. 2). Con fondamento la concezione basilare d'impiego di forze armate è st.1ra sempre vista nel conscguimentto del rapporto più favorevole di fori.e nella fase cruciale del combattimi:nto. Essa si trasferisce dì regola nella norma della superiorità locale e temporanea, ncll'impossibilit:i scontata di realizzare la superiorità generale e permanente: che è condiiionc necessaria e sufficiente di successo. ui superiorità loc:ilc e tcm paranca è :1f!id:1ta alla concentrazione delle maggiori forz.e disponibili nel luogo e nel momento pre tabiliti. L, conccntra7.ione delle forze, d a tempo conccntr.nione di macchine che erogano fuoco, aumenta di cffic.1cia colla poten7.a dei ingoli mezzi e delle loro organizzazioni complesse e quindi ha raggiunto li,,clli molto elevati.


1 395

li criterio più immediato, e anche il più clcmenra rc per realizzare l'assunto nelle migliori condizioni di relatività, è sempre consisùto nel Care con1·crgcre la maggiore quantità di mezzi nel punto do::isivo, criterio la cui semplicità di enunciaz:one non deve fare dimenticare la cUcttiva difficoltà in trnnini di tematica risolutiva. La conccntra1.ione accennata trova i >uoi limiti oltre che nella disponibilità di fotto di mezzi anche negli effetti d'mrcrdizionc per saturazione cui dà luogo l'ambiente. Anzi la saturazione d'intcrdi1.ione, da distinguere dalla saturazione d 'ambiente (n. 5), costituisce il limirc insuperabile in ogni cam concreto. Pertanto la concentra1.ionc sarà tanto più dficacc quanto più elevato sar:i caso per caso il limite di saturazione, in dipendenza di caraucristiche di mezzi e di modalità di esecuzione. Più o meno consapevolmente, gran parte dello sforzo di organizzazione di forze terrestri viene rivolto a elevare i limiti di saturazione, per consentire l'attitudine nlle concenuazioni più potenti e più tempestive. Per contro la lesione dei buoni criteri d'organizzazione comporrn invariabilmente l'inflessione, spesso grave, di tali requisiti. La conccnlra:.ionc di cl[etri può impostarsi su mezzi sensibilmente statici o spiccatamente dinamici, ma è owio c.hc doti dcvate di mobilità assicurano tempestività di azione e il conseguimento di risultati di ripetizione di az.ionc, di ancor maggiore importanza, medianrc azioni successi\'c rapidamente rei tera te. La concentrazione di mezzi sensibilmente statici, largamente di ponibili e fucntc <li un tempo considerevole, è incombenza relati,•amcnte fa. cile, tanto da costituire una soluzione di minore imp<"gno, ma è destinata a risultare in irrimediabile difetto allorchè dalla parte contrapposta sussistono prerogative di maggiore dinamismo. Es a è all'origine di schieramenti dcn i e continui, quale è statl la realtà della prima guerra mondiale, concorrendovi gli eserciti di massa costituiti mediante l'utiliZ?.azionc intensiva dei potenziali demografici degli St:1ti coi nvolti e le dimensioni relativamente ristrette dei teatri d'operazione. Ma la rcaltl di fatto doveva dimomare i suoi lati controproducenti appena sono lllUtatc le circo tanzc che l'avevano determinata, in primo luogo quando sono diminuite le forze disponibili, la meccanizzazione agli inizi ha accresciuta la mobilità dei dispositivi cd i teatri d'opcrnione si sono estesi. . Tutte le precedenti circo!laoze ,i ,ono vcrilicatc, se pure in misura par• z1ale, nella seconda guerra mondiale, e sono dn atlcnde.rc in misura più estesa in un eventuale conOiuo del prossimo futuro. . L. lezione da trarre dagli avvenimenti e dalla loro interpretazione criuca è che la cooccotrazionc prcv3lenrememc statica appartiene onnui al passato e che di riflesso sono in cri i le concezioni organizzative e operative impostate su di essa, t3nto più che nel fratlcmpo è intervenuto l'csplosi,"O nucleare a rendere più precari i modesti pregi che le si potevano accreditare.


I E' evidente infatti che i dispositivi statici sono gli obiettivi meglio paganti delle azioni atom icbc. Senza dubbio una crisi di concezioni è sempre dannosa, ma lo è molto di più una crisi di ordinamenti e di procedimenti derivante dalla inopinata indlicicnza degli mumenri ricalcaii su di una concezione che si dimostra superata. Cli ordin:imcmi cd i procedimenti in crisi lasciano un vuoto che deve essere colmato da nuovi ordinamenti e da nuovi procedimenti, i quali divengono una necessità i11derogabile e che debbono essere idonei prima di tutto a dar luogo a concentrazioni di grande potenza enrTo termini ristretti di tempo e luogo. Una solu1.ionc « pro tcmpore » è stata vista ncll'awncntato dinamismo dei mezzi in corso di concentrazione cd il motivo risolutivo corrispondente ndla parziale meccanizzazione dell'armamento delle unità di forle terrestri. Ma la soluzione non era del tutto soddisfacente, pcrchè la Mturazione era ancora raggiunta troppo presto e anzi, in determinati =bicnti e proprio in quelli nei quali il dinamismo dei me-lzi risulta più sensibilmente int;r. mato, si era in presenza d'intollcrabili inflessicn i di pre~r,zioni.

la soluzio11e 1ott1le e razionale del problema i11 q11cstio11e deue uedersi 11ella 1rasformazio11c, 11ellt1 più larga misura, di 11110 co11a11tra:io11e di mezzi in una co11ccmrazio11e di pote11za assicurata dalla combinazione organi&a e dalla t:011vergenza operativa di 1111 armamento terr(Jtrc ed aereo molto mo. bile e dowto di ,m braccio d'azione motu, considerevole in co11fro11to dei fattori critici ,o,11ueti JÌ11ora. Unità terrestri totalmente meccanizzate e unità di fone aeree in st~eu~ combinazione sono in grado di fornire strumenti idonei per rcalinare l'accennata concentrazione di potenza, la quale: deve vedersi posta in allo con un minimo indispensabile di movimenti di schieramento, a loro volta rapi· damcnte eseguiti, e con un vasto com pkmcnto di convergenze di traicuoric e di rouc aeree, pres$0Cchè istantaneo, sui punti prestabiliti del campo di battaglia. I corrispondenti interventi sono esplicati in tcm pi molto ridotti. Le cnnC"~ntr:1z.ion i presentano limiti di satur27jonc molto deva.ti, praticamente im:sistcnti. Intense concentrazioni di potenza divengono un fotto corrente, anche a prescindere dall'csplosi"o nucleare, e la circostanza è desl.inaca ad avere enormi ripercussioni sulla evoluzione degli organi.~mi che partecipano alla guerra continentale.

4· -

l..A OCCUPAZlON.E UJNAMlCA DF.GL.T SPAZI OPERATIVI.

Sono concentrazioni di potenza di grande intensità i dispositivi contrapposti si distendono frontalmente e divengono molto più profondi del-


1 397

l'ordinario, acquisrano cioè le caratteristiche spaziali e operative del diradamento spinto o della di pcrsione controllata che dir si ,•oglia. Per quanto lali caraltcristichc siano dichiaratamcnle peculiari delle fasi d'attrsa, esse hanno lo tendenza a prc<cntarsi sempre più di f rcquentc onrhc nelle fasi di anac o. E' al!orJ attendibile che in dispositivi rJdi o di,pcni tu110 ciò che è in difetto di mobilità risulti pri,·o di attin,dini essenziali di rendimento e di partecipazione efficace a concentrazioni imposme su rapidità d'intcrvcnti e su 8c,sibilit/i di mi«ioni e in particolare clic \,crdano impartanz:t gli dc.. menti statici, a cominciare na1uralmcntc da quel i di maggiore staticita. 'd contempo la maordinaria efficacia di concentrazioni di potenza a[fidate all'azione di mezzi celeri, e in parte più comidcrc\'olc all'apportuoo orientamento di rotte aeree e allo spostamento angolare di tubi e di rampe di lancio, imprime line:unenLi particolari e in gran parte nuovi alla vicenda operativa. L<: concemra1.ioni dinamiche di potenza, anche se precedute da fusi di schitramcntn per il momento non eliminabili, non sono più occupazioni dur.1tun::

di territori opcrati\•am01tc importanti; sono csc.:rci1.io regolato

cd a

ragion veduta di una congrua mumenm.:ione intesa • rredeterminarc e suecc sivamente • sfruttare a fondo quello squilibrio a favGrc di uno delle pai ti cd • carico dell'altra dal quale deriva il successo e l'insuccesso appena e$>0 superi determinati valori critici. In altri termini le conccntrnioni dinamiche h3Jlno il loro coroll:uio nelle occupazioni dinamiche dei settori d'azione e dei teatri d'operazione. L, occupazioni dinamiche hanno le dimensioni fisiche di una m= per una vclocità, cioè di una quantità di moto. La loro efficacia aumenta coll'lncrcmcnto dei due fattori dimensionali. La ma= 1, costituita da un ,ecso d'esplosivo 1:rncioto in un dato 1cmpo, riportato all'occorrcnz.1 a un termine di riferimento (ad esempio, la tonnellata di TNT), cd è equivalente a un \'O]ume di fuoco ; la "docit~ 1, fwiziooc della mobilit/i dei dispasiu,•i complessi che erogano il {ucco, dispositivi combinati di mezzi tcrremi e di mezzi aerei. Per la maggiore efficacia d'intervento, sulla quale ,i basa la superiorità opcrnu,·a, occorre quindi reoli,.zarc i più inr,ent, l'Olumi di fuoco affidandoli a unità d'impiego molto mobili. La capacità opcratÌ\'3 dipende in misura prc,•alcntc dal ,·alorc dfc111,'<> dei due parametri individuati nei termini precedenti. da richicdcn: netta• mente superiore a soglie di minimo di rispetto assoluto. Interessa porre in evidenza che la norma dell'attitudine a\13 occupazione dinamica degli spazi operativi non è una formula priva di significato. Al contrario e,53 costituisce una prescrizione di rigore per evitare l'insulficicnu S0Statt7,iale degli atti corrispondenù e in cleliniriva l'insuccesso che è la conscguanza costante di un conEronte- sfavorevole di mezzi e di tecniche d'impiego.


Un'altra deduzione imponantc ~ che qualorn le uniti! di impiego cd i loro dispo itivi più complessi difettino di requisiti assoluti e relativi di dinamismo, quest'ultimi in rapporto alle Com: cuntrnpposte d1 fatto, non solo non può cs,crc esplicata alcuna azione utile, ma si precostituisce il danno che gli affidamenti più mocl«ti di cui patranno es!<Cl'e soggetto non ,aranno mantenuti.

Cosi prendono sostan,~, le condizioni di cri.i potenziale che sboccano nelle crisi c[fcrti,·c quando "cngono a determinarsi i confronti di potenza che decidono delle sorti di um, fo~ opcrntiva. 5· - LA

CRISI DELLA MASSA Ili UO!i.USI .

Uniti\ di forze armate terrestri sprovviste degli accennati requisiti di dinanù1mo, in presenza di forze avvcnarie superiormente do!:lte, sono incapaci c.Ji as.wh,crc altri compiti all'infuori di ostinate:, e: se: si \!UOlt anche eroiche, rcshteozc in po.sto. Ma le rcsisten7.c in posto sono sempre meno efficaci nelle vaste estensioni degli attuali campi di batrnglia, quando lo ~pazio abbonda, le forze sono limitnte in termini ossoluù e ancor più in termini di relarivhà, i trotti non presidiati tendono a divenire sempre più ampi. La crisi è insita nelle conce-1.ioni non più adeguate e diviene crisi aperta appena le resistenze in posto sono superate anche solo a grande raggio e ana difcs;i si richiede di svincolarsi e di riprender i su nuove posizioni. Le scarse attitudinj di manovra che hanno apcm la cri i l'aggravano irrimediabilmente cd ha un ,alo csilo non cvirabilc e infausto : la disorg:,nizuzionc graduale e la disln,zionc finale dello parte soccombente. La disorgoni1.7,azionc deprime e nnulla l. funzionalit~ degli organismi. L'accessibilità ai faui di disorganizzazione ~ un fenomeno generale degli organismi complessi ed i rcparri di (orz.: mmaté non sfuggono alla norma, anzi ri ultano panicolarmeme sensibili in dipcndcn2a Jella loro muuura e della violenza delle sollecnazioni cui sono sistematicamente soggetti. Pertanto ndl'organiz7,.,zjonc: ùl for1.c armale debbono esse.re rcJlizz:itc le migliori condizioni di fun1.ionamcnto rtnche in s1tu:1z.ioni molto ont.ro~,

prescrizione valida in campi ben più vasti di quello militare, e prima ancora debbono e ere presi accorgimenti per cvit•rc che la funzionalid in infirmata ed • ma gior ragione che la funziona.lita sia annullata. I maggiori pericoli provengono dal considerevole peso orgaruco, da scrvi,i privi dì agiliti e di flessibilità, da inattitudine al movimento, che sì rivela nel difetto di fun7.ìoni essen,.iali appena i ritmi operativi si devano di tono (ad esempio, l'inflessione di rendimento ddl'organi2z.tzione del fuoco :ippcn~ cessi l'immobilitli degli schieramenti). d:illa deficiente velocità di spostamento nel campo r:attico, propria di unit.~ ~oltanlo motorizzate e

fO~

vcnte incompletamcnre motorizzare e quindi costrette a comb,nerc csclu-


'399 $Ìv>111ente 3 piedi. D'2ltra pmc non si modifica la situnione dorando di auroc:,rri i vecchi organismi; anzi il più delle volte il rimedio è peggiore del male. Le citate caratteristiche ncgalivc e l'intenzione di eliminarle alla meglio si avvertono in molti eserciti org:,.nizzari sa:ondo criteri tradizionali, un cufcmi mo per tacere che sono orgam,.zati secondo criteri superati e dei qua.li il tempo ha già fatto giu tizia, sui quali s'insiste o per m:incania d'aurocritica e d'immaginativa o per incomprensibile soddì,fazionc di una condizione di cose destinata a dimo,trarc le sue lacune alla prima prova severa. I criteri d'organii,z 1.ione di fon,e armate terrestri sono superati da tempo quando s'impostano sulla massa di 11omini e rinunziano con poca avvedute-= agli impcrath·i di unn ef6c.1cc meccanizzazione quando conservano un armwncnto vetusto e quindi disadatto al confromo con forze armate moderne e quando mamcngono modalità di esercizio di servizi di combattimento che costituiscono palla al piede per orgnnismi tattici gi~ anchilosati, per non cime che alcuni spunti critici di un 'imposrnzione dialettica molto ricca di argomenti. La mau., di uomini, dnpo ovu saturato gli spazi operativi dello prima guerra mondiale ed 3\'Crc trovato la sua giustificazione in questa saturazione d'ambiente - ben diverso dalla sntura1.ione d'interdizione gi3 ricordat:i (n. 3) -, b3 pmlulc le facoltà saturanti per l'estendersi degli spazi di manovra e per la comcmporanca riduzione delln massa. Cat•mcntc non è prud~ntc escludere il ripresentarsi di eserciti di massa in particolari circostanze di guc,rra, ma è anche arrischiato dimenticare che In ma.sa non dà maì luogo a formazioni d'« élite"• che la massa non ~ accessibile alla mtecanizz.azionc e :illc 3tutudim clcv:nc di manovra e per conuo tende per costituzione a sostare e ad intcrrarsi 1 in.fine cht: li'.1 mas~ cade in gravi con& dizioni di difetto quando non riesce ,d appoggiare i propri fiandii ad o>la· coli insuperabili. E poicbè ostacoli d!eui,ameme inrupcrabili sono sempre

più mri (n. 1), la mil.Ssa è divcnut:'I b prima viuim:a di una ccncczione :ig& giornnta cklla guerra terrcmc. Ciò pos10, ~ la consersazione di determinare znnc di territorio s'impone 1unora come procedimento 1nsosri1uibile per cocrcire le vcllei1~ dcll'avvers.~rio, essa non può essere n[fidatn che n un'occupnione dinamica, cioè realizzai, al momento del bhogno coll'intcrvemo 1cmpc,1ivo di congrue Cor~c o,'Unquc si debbano aCCrontare forze avversarie. Ogni altro procc<limtnto s.rc.bbc inefficace prirna ancora <li essere ccccssiv3n1cntc oneroso. Le situazioni che prendono concrct~w in cali circo mnzc acquì,1ano un rilievo del tulio particolare quando il confronto viene impasto da un 3~•vcrsario più dinamico e meglio prep.,rato. Ogni ano cpcrativo si es.,urisce ,n uno relatività d1 merito di dottrine, di procedimenti e di strumenti, che naturalmente s'inflette per carenze prcsistenti e non eliminate.


Sono c3renu gravi unità e G.U. ecce Ì\•amcntc legate alle reti stradali, gli oneri inerenti all'aliment:tzione di ordini di battaglia di unità deruc e pesanti, le dom:ioni di me2zi che rendono mollo meno di quel clic cotano, un armamento di peso eccessivo e di scarso rendimento. In definitiva le precedenti critiche si puntualizzano sul grave errore di ntinuarc ad attribuire all'uomo quello che è in grado di fornire la macchina e sull'errore ancora più grave di trascurare il fotto che in molte circostanu: le macchine rendono :issai più dell'uomo. li combancntc di oggi gia nun ha altra funzione di quella di operatore o conduttore di una maccb.ma1 sia questa un·arma o un mezzo di trasporto o un mc:1.z.o ausiliario in ,·ista di un'attività bdhca. D 'altra parte nella dotazione d1 mocchine alle fol"lC Mmatc si debbono ricercare quelle che assicurano la maggiore potenza aisuuttiva o di lavoro per es.sere superiori o almeno pari alle macchine di cui dispone l'avver1ario. Con l'appLicazionc d, 1alc criterio org:inizzativo, oltre che rc.ilizurc forze :1.rmatc petenti e m:movricre, si diminuisce il num«ro delle s.1gome offerte al fuoco avvcrsurio, ,i riduce considerevolmente lo sforzo debilitante dei combmc:nti e in definiti,.,. il " surmcnagc ,, che la gucrro impone all'uomo, infine ,i rende più economica, nel senso più elevato della parola, la gc.s1ionc delle operazioni, nel senso cioè di disporre di unii~ d'impiego e di loro d1>positivi complessi meglio conformi aUc esigenze della guerra rontincnt:alc; in dipendenza di compiti e cLi richieste di prcsta7.ioni che superano sistematicamente le focoltà del singolo individuo , nche bene addestrato e d 'indiscus o valore. Coll'impostazione assunto, lungi dal chiedere l'impossibile, si postula l'adeguamento di un'aliquor, impor12111e delle fÒrzc armate, e precisamente quella costituita dai combattenti di terra, ai postulati della concezione in formazione, e perciò nuova, del la\'oro umano. • La concezione nuova si proietta sulla tecnica bellica secondo due lince pnncipali. Da un lato essa ,·uolc l'uomo potenziato al più alto grado dalla macduna ; da un altro lato proscrive come uperata la guerra di tipo Mligiono, romantico, fatta d'inizi:itivc individuali nelle qu.ùi si configura per tradi:tionc l'croi,n,o del ron,baucnte e la ostituiscc colla guerra plasmata sull'attiviù razionale della grande impresa e sul ricorso imdligcme a mezzi sempre più efficienti, un ordine d'idee e di fatti il quale lo si ripctc, non ~ altro che il 1mfcrimcmo in campo militare d'idee e dì fotti 1,>ià affermatisi nel campo ddl'cconomi:t e ddl'indu!tria in termini di organiz1.azione cd esercizio scientifico d'impresa. Lungi dal chiedere l'impo ibik, l'aucggiamtnto conmruak indicam può mtcrprcrarsi come un modo migliore di valorizzare l'insostituibile fattore umano, rendendolo meglio rispondente alle istanu cldla lotta armata, dalle q uali si è distaccato e continua a distaccarsi in modo preoccupante per un processo reale, se pure lento e quindi non sempre awrrtibile, che è


effetto rl'influssi tr.,dizionali e avversione al nuovo, non infrequenti nella miria di grandi istituzioni. Ln tesi prospettata si condcn>a nella esigenza di un profondo ridimensionamento di organi e di funzioni, al quale occorre procedere a ragion ,cduta, ma dn affrontare colllc un 'attivitil inderogabile in vista di una rinnovata vitalità d'inituti. L'obictti,·o è di realizzare strumenti per b guerra continentale idonei ad agire nell'ambiente fortemente avverso della battaglia moderna, capaci d 'infliggere i più duri colpi, destinati a essere soggetto e non soltanto oggetto degli eventi ai quali siano destinati a partccip.ll'e.

6. · U

RU I, I7.7,A7,IONJ; DI UN'ELEVATA CAMCtTÀ OPERATIVA .

Dai concetti generali conviene passare alle idee concrete. Si è già farro cenno a esigenze di ridimensionamento. Queste vertono su l'.ntrambi i termini basilari della conce-Lione operativa: ordinamento e tattica delle G.U., costituzione e impiego delle minori unità. Prendendo lo spunto da qucst'ultime - la presentazione dd problema e dclb soluzione ~ più immediata e anche più agevole - nei loro riguardi s'impone la meccanizzazione totale dell'armamento di reparto e la revisione dell'armamento individuale per la piena realizzazione dei grnndi volumi di fuoco che armamento moderno e meccanizzazione coml'.ntono. Entrambe le acquisizioni non sono prive di oneri, perchè se le prestazioni brillanti di unità mobili e potenti sono atuibuti graditi per ogni comandante, esse coinvolgono la necessità, sorto pena in caso diverso di restare inutilizzate, di mentalità e di capacità di quadri, anche dei minori, all'altezza delle situazioni che dovranno affrontare e risolvere in condizioni molto gravose e delle responsabilità di un'azione che è destinata di regola a superare il piano tattico per avere esiti di portata strategica anche nel quadro di modesti raggruppamenti di forze. Meccanizzazione vuol dire macchine. Ma poichè i reparti, dopo avere adottato in modo totaliurio ruote e cingoli, dovranno essere pronti a met· tcrc le ali, l' articolazione e le dolazioni dovranno conformar i alle esigenze dd trasporto aereo. Tali esigenze si presentano invariabilmente sotto la forma di limit>lzione e di frazionamento di pesi (nnere sensibile, cui peraltro è da contrni>porrc il merito di trasportare all'occorrenza « via aria" unitit che dispongono. di_ una considcrc,·ole capaciti operativa :mchc nelle loro minori arti~olaz1oru). Circostanze in parte antinomiche polranno essere contemperate, in attesa che il progresso dei fattori critici operativi di macchine aeree riducano in ~sura sensibile le citati'. limitnioni, mediante In predisposizione or8:'!''ca d, due scaglioni d'aerotrasporto di armi e di dotazioni: un primo p,u leggero al seguito immediato, un ,ccondo scaglione più pesante d'affluenza succcs;iva. In tal modo si consegue indirettamente un altro impor-


tante requisito, lo snellimento delle prime aliquote d'aerotrasporto, un'eventualità d'altronde cbe per quanto probabile non è da considerare permanente. Esigenze di leggerezza e di poten7..a consigliano ahrcsì 13 revisione dc.Jle dotazioni d'armi, da impostare sulla diminuita incidenza dcUa lotta ravvi. cin:ita e su quella accresciuta di fuochi massicci, altamente neutralizzanti e più di frequente distruttivi. L'armamento individuale classico (fucile, baionena e cartucce) è troppo pesante per la funzione di distinth·o della qualità di combattente e in definitiva di ernblem:i di una condizione di prc.1tigio cui essa è in via di limitarsi e sotto questo punto di visra si possono studiare soluzioni meno impegnative. Una riduzione di pesi individuali va a vantaggio delle prem1,ioni nsichc e soprattutto della permanenza delle qualiti agonistiche, spirituali e materiali, dei gregari. · Nello stesso ordine d'idee anche il carico del soldato (le impcdimenta in termine classico) deve subire una decisa riduzione. L, figura del combancmc, vinto fisicamente da una soma di alcune diecine di chilogrammi e simbolo dolorante delle pene della guerra, appartiene nermmcnte al passaco e del resto la pratica corrente di alleggerirlo a ogni buona OCC-'.lsionc dimostra sentita da tempo l'incongruen,,a di portare in combattimento uomini « à bout dc souffle ». Si tratt.l adesso di trarre le estreme conseguenze logiche da esperienze convincenti e di farne argomenti decisivi dell'adozione d, una prassi più razionale. L'arma automatica leggera, normalmente servita dal gruppo di due uomini, ma eventualmente anche da un solo tiratore (il cambiamento importerebbe verosimilmente solt:1n10 la modificazione ddk modalità d'nlimcnt:izione dell'arma e una diversa disponibilità di munizioni), è l'arma dei rep.,rti di tutti i tipi per la lotta ravvicinarn, unitamente alle cariche innescate d'esplosivo in distribuzione indi vi duale, mentre i considerevoli volumi di fuoco richiesti dal combattimento moderno saranno sincmaticameme richiesti a proietti autopropulsi (razzi) in partenza da guide leggere e multiple. Le C$igenze complementari di fuoco, sinora affidale alla cosidde1ta « coopcrnione » - i cui postulati, per quanto raramente avvertiti in questi termini, s'impongono quando si constata una crisi d'azione e la risolvono in modo molto approssimativo e imperfetto -, divenute normali, dovranno essere nsoltc ndl'arnbito dei quadri organici. Esse saranno affidate a unità lanciaraz:isi, cbscuna capace di sviluppare ,'Olumi di fuoco pari a quelli di schieramenti artiglicristici al termine della seconda guerra mondiale di due o tre ordini superiori e alternativamente da mezzi aerei . cui è da presumere verrà faua richiesta d'interventi integrativi oltre la cimosa antistante nlle forze amiche, delimitam dalle gittate utili delle anni in dotazione a quest'ultimc. Il combauimcnto considerato tradizionalmente terrestre si trasferi rà a progressione attraverso il terreno sotro l'incrociarsi d'inccssanti missioni


-

---------aeree, progressione ad opera di unirà in parten7,a da pom.,on i raggiunte mediante l'eicoli tcrrc:stri od aerc:i, montate sinehè possibile su veicoli blindaù anfibi "ovunque "• da considerare e d• impiegare in qualità di me7.zi di combartimcnw e non solt;Jnto di trasporto ncll':macco e nelle fasi iniziali di difesa, in altri casi messe a terra come combattenti appiedati nelle fasi prolungate di difesa e di attacco di sistemazioni difensive. La precedente visione del combatùmcnto terrestre comporu una modificazione sostanziale dell'atteggiamento difensivo, che meno di frequente del passato coruistcrà neU'att<Sa a piè fermo ddl'awcrs;uio, per sfruttare i temi più redditizi dcl'3 contromanovra autorevole e di un dinamismo concettuale e pratico atto a moltiplica.re il rendimento opcratil'o delle forze cui si a(6da il compito difensivo e quindi a colmare attraverso procedimenti di manovra i rapporti sfavorevoli di forza dai quali di norma prende prescrizione l'atteggiamento difensil'o.

7. - I PR.ECEDENTI CENNI riguardano il quadro delle minori unità; le considerazioni similari, questa volta relative alle G.U., sono di rilievo ancora maggiore. E' opportuno premettere che quivi si è in presenza degli estremi svi, luppi della e,·oluzionc della G.U. elementare, la cosiddetta "divisione », oggi divisione d1 fontcria. Sorta sulla fine del ljOO come articolazione di una massa di fanteria sino allora in « ordinanza • sensibilmente rigida (di qui il vocabolo «divisione», il quale aveva in origine il senso proprio che si mette in evidenza completandolo collo spccificativo « divisione d'esercito ,,), in seguito di tempo essa era divcnut;J il quadro organico nel quale trovavano assolvimento i compiti d'impiego di armi diverse, di cui erano aumentate considerevolmente e progrenivamentc le aliquote in vista di risolvere qud problemi di cooperazione dd quali si è fatto cenno (n. 6). Di consc:gucnza il gradino divisione è stato a lungo quello nd quale un ufficiale generale, appunto pcrchè non addctno al comando di reparti di una sola arma, provvedeva all'impiego in combattimento di un complesso di armi diw:rse. . Oggi i complessi di armi diverse si riscontrano in piani organici infc"?ri dj uno o due ordini, allo nesso modo che meno di frequente complessi di una sola arma vengono realizzati su piani organici superiori di uno o due ordini alla minore G.U. L1 nota scnten7.1 che " la bmaglia si vmcc a colpi di divisione • era "."• rapprescnta:i:ionc grossolana di questa impostazione concettuale, che Viene considerata tuttora valida soprattutto perchè non è po)ta in discussione e ancor prinu non è stata avvertita la necessità di discuterla. Ma se i tecnici milirari hanno acccmuo come un assioma la tesi della divisione strumento fondamentale della battaglia e gradino iniziale della


coopcrazione imcr:irma, colla conscgucnza, dal pumo di vista organico, di infarcirla di clementi numerosi cd eterogenei per giustapposizione a un nucleo inizialmente molto più semplice, e di appesantirla, dal punto di vista pratico, e quindi renderla costituzionalmente disadatta ad una guerra divenuta din:1mica per merito di motori terrestri cd aerei, la logica dei fotti ha preso loro I:, mano. Anche ai ritardatari nel nconosdmemo di nuove e imprescrittibili esigenze ha imp0sto l'atto rivolu:i:ionario, dal punto di viHa della vecchia concezione, della costituzione dei citati complessi pluriarma in gradini organici inferiori: i raggmppamcnti ed i gruppi tattici. In dipcndca1.a l'attuale divisione, articolata io raggruppamenti, non ha die ben modeste analogie colla divisione dell'inizio del la seconda i,rucrro mondiale che pure intenderebbe perpetuare e tende per forza di cose ad · assumere un valore precipuamente convenzionale, come unità di confronto per valutare su di una base :irbitr:iria Ia consistenza di un ordine di battaglia. Peraltro, ammessa la tesi accennata, la divisione risulta dccisruncnte dc· cimata. La baccaglia non si conduce più a colpi di divisione, bensì n colpi di raggruppamenti cacrici. A parce la questione se i raggruppamenti r.tttici siano da costituire in via permanente, come sembra opportuno, o al momento del bisogno, come è propenso a pcnS:1rc chi vede nel provvedimento soltanto un :ttto di compromesso, è importaotc la deduzione che negli ac· ccnnati termini la divisione di fanteria, se è ancora lecito usare questo termine per indicare il 'gradino di comaudo nel quale si coordina l'azione di un certo numero di raggruppamenti tattici plutiarma, assume in eUccti la funzione di una C.U. strategica, :inzichè di G.U. tattica, r.tnto più che nclìo stesso senso agiscono perfe·~ionamento d'armamento e le esresc possibi!ità operati,•e dei mezzi aerei combinati. L'intercs.~ delle precedenti considerazioni consiste nella diversa valutazione globale clic s'impone per il complesso di forze che si continua a chiamare di,•isionc e per un ordine di battaglia moderno, sia pure interpretato convcn:i:ionalmcntc in termini di « stutdard » divisionari, infine per la partecipazione di (orze terrestri alla battaglia acrotcrrcsrre e alla guerra continentale. Tak diversa valutazione non è un 'astrazione e quindi un fatto per nulla o scarsamente operante. Al contrario è un fano concreto nel quale confluiscono progresso tecnico, evoluzione di armamenti e fotrnaz,onc di nuc,vi orientamenti opc.rativi, a sua volta spunto di una nuova concezione d'orga· niz:i:azionc e d·impiego di for7.c idonee a condurre a buon fine i compiti che imp0ne la guerra moderna nell'ambiente terrestre e nello spazio aereo che lo ,ovrasta. La necessità di adeguarsi a questo fatto concreto e di trasferirlo a norma d'arti d'innegabile importanza è avvalorata dalla convinzione che, allorchè si proceda sccondo criteri diversi, s'impoveriS<:c in misura eccessiva il merito di qualsiasi attivicl di prepara:i:ione militare.


Una preparazione militare di scarso merito ~ un pessimo impiego di mezzi finanziari e di tempo. I mezzi finanziari male impiegati costituiscono una perdita in lir: e centesimi, incrcscio a in linea di buona amministrazione, comunque sana, bile; il rc,mpo perduto è un fatto molto più grave e più preoccupante. )I tempo è l'elemento più prezioso nell'attività di preparazione militare e l'asserto è ben d,iaro quando si rraskriscc in tempo di formazione d i quadri, in specie di quadri elevati, e di tecnici operativi ben prepar:iti. L'armamcoto moderno, dau b , ua complessità che è sinonimo di alte prestazioni, non rende se non è affidato a un personale di prim'ordine a sua volta inquadrato da gerarchie di ottimi titoli. In caso diverso non ha altro consistenza che quella di un materiale ~rfczionato in mano di uomini primitivi, cioè di un materiale predestinato alla demolizione per i ricuperi da parte dd vincitore, come si è visto accadere

in avvenimenti molto rece.nLi. 8. - IN CONCLUSIONE dall'analisi svolta si dovrcbhe trarre l'indicazione delle lince di un programma concreto, sia pure in icrmini di grande massima. O'ahra parte tale indicazione, di per sè molto impegnativa non può prescindere dalla considerazione di molti 3ltri fattori, per 13 maggior P.artc non tecnici, dato che assumono a lor volta una funzione determinante fottori politici, offerti da una situazione internazionale e in linea subnrdinata da una situazione politica interna, dai compiti particolari nel cui as~lvimcnro prende sostanza la vita di uno Stato moderno, infine da una specifica politica militare la quale partecipa all'inquadramento di compiti parùcolari io lini di più ampio rC$piro. Se più modestamente si considera sufficiente un primo accostamento al problema a unto e i ticn presente che qualsiasi impostazione ri>0lutiva concreta esige in aggiunta un lavoro obietril'o d'intcgrnionc, scevro cioè da preconcetti e condotto con molla diligenza, si ,-orrà ammettere che il risultato di riassumere i motivi fondamentali d'inquadramento degli atti da compiere per l'aggiornamento di forze armate destinate a condurre la gucrro continentale è stato in gan parte raggiunto. Dai motivi d'inquadr3mcnto è necessario passare ai progetti esecutivi. Progmi del genere costituiscono la base delle attività da svolgere nel cor,o di un ceno nwncro di anni. Specificando si tratta d i porre in e~rc un prograinma pluriennale di politica militare, del quale è ovvio presupposto a sicurare b maggiore efficienza con i mezzi disponibili. li procedimento seguito ha avuto cs.<enzialmcnrc di mira di trasferire un'incombenza veramente gelo, e di non facile assolvimento dall'assoluto delle concezioni dottrinali al relativo delle possibilità di fatto.

3· · R.


1~06

Quest'ultimc assumono la nccessai:ia concretezza quando si puntualizzino sull'csseoziale e quando, passando a piani più elevati d1 concezione, vengono definite lasciando da pane le abitudini mentali, non soltanto le più comode ma anche quelle coltivate soltanto pcrchè non sottoposte a una dc:bita critica, abitudini per loro na!\JJ'a ostili al nuovo cd al meglio. E' da tener presente che una critica equilibrata e compercnte è uno mumenco di straordinario valore per vivificare atuvità d'mnegabile responsabilità, tanto che il suo e~rcizio assume spesso as.r.ctu di un dovere civico. Inoltre è necessario sgombrare 11 campo da indirizzi controproduccnu, talora consolidatisi in modo subdolo per lenta mo<ltlìcazione clelle circostanze che: in altro momento li avevano fatti giudicare di cffeuivo merito, e da procedimenti di scarso valore sostanZlale, con particolau rifemncnro alle attivuà esclusivamente conservative, che adempiono a esigenze meramente funzionali e che importano la compressione delle esigenze di sviluppo e d1 pcrfczionarnenro sulle quali poggia la permanente vitalit~ dclle imtuzioni eh cui trattasi. La definizione di quel che è possibile fare con i mezzi disponibili deve assicurare un'elevata percentuale alle attività di sviluppo e di perfezionamento, talora <lette attività pianificate in contrapposto alle funzionali già citate. lo ~ucsto senso c'è molto da fare e in via prdiminare molto da disfare, pcrchè l'eliminazione di àò che è inutile, superfluo o superato deve precedere gli ani costrutti vi, allo scop<> di evmuc che una parte veramente eccessiva di mezz, e di lavoro resti assorbita in sole funzioni di autoconservazione di un'organizzazione che in tali termini non è in gra<io di assolvere i suoi compiti fondamentali.


AEREI INTERPLANETARI

"

L'aereo che, secondo un progetto americano In fase avanzata di studio, dovrebbe essere in grado di compiere iI viaggio di andata e ritorno dal la Terra a lla Luna con cinque uomini di equipaggio, avrà la forma riprodotta nel disegno soprastante. Il rauo multiplo che dovrebbe fornire la propulsione per il viaggio di andata e ritorno.


L'IMPOSTAZIONE TECNICA DI UNA DIFESA CONTROMISSILI Gen. di C. A. Paolo Supino

I. • Le VICENDE DEL PERIODO DI PREDOMINIO DI t/N' ARMA •• E' un fatto di carattere generale, il yuale trova mnu1nercvoli conforme in tutta la storia della civilt~ umana, che nessun'arma ha raggiunto sinora valore di arma assoluta, cioè di arma contro la quale non esiste difesa, per quanto considc· revole sia stara l'azione che essa era in grado di esercitare. Il mane,110 r:1ggi11ngimtnro ciel valore· assoluto non implir:1 il di,conoscimenro dell'efficacia intrinseca di talune delle armi più recenti e verte piut· tosto sulla constatazione che detta efficaci:; è s1ata cocrcira in pratica da contromisure o da misure di parzializzazione di cffeni, in altre parole da adeguati provvedimenti di dircsa. La tesi ripete il dato d'esperienza ben noto, che contro ogni arma nuova viene trovata a breve scadenza la parata conveniente. E' consueto cirare :,d esempio in proposito la lotta secolare tra cannone e corazza, segnata da pc· riodi di preminenza del cannone e da periodi di preminenza della coraZ7.a, e non si vuole mancare di rendere omaggio alla consuetudine, la quale non è altro che l'csemplific:,zionc di una norn1a gener:'lle, yuella che lo stesso progresso civile, nella fattispecie il progresso scientifico e tecnologico di on determinato momento storico, che ha portato all'invenzione dell'arma nuova, reca in germe anche i mezzi di un'efficace difesa contro di essa, mezzi che chi ne ha interesse si affretta a uùlizzare. D'~ltra parte, poichè non è congctrura fondata che la difesa nasca prima dell'arma e invece accade di regola clic la difesa si confonni alle =at· 1~ristiche dell'anna nuova, vertendo sulla limitazione di quelle più nocive, c1? ~he richiede ~nzitutto la precisazione di dette caratteristiche, esiste cd è cs1st1to per ogni arma un periodo di predominio, in genere iniziale o di poco successivo agli inizi, cui segue un periodo di fortuna decrescente. Il corso dei fatti previsto sussiste anche quando segue un andamento meno lineare del precedente enunciato. . Si è in presenu di un aspetto ùpico dei cosiddetti {enomeni transitori, •! q_u:aJe consiste in una serie di oscillazioni intorno a una posizione d'cquihbno, che si conclude col raggiungimento della posizione d'equilibrio, e


che l'osservotore è indotto a in1crprNart cnmc fasi successive di aHerm~zione e d'inflessione. li periodo di predominio di un'arma, durante il quale essa ha perfino assumo la funzione di strumento efficace della storia coc,·a, può essere di anni, di decenni e anche di secoli, ma ha invariabilmente un termine, come ha avmo un inizio. Dopo di che segue uno stadio stazionario e non è escluso uno di declino. non tanto e non soltanto da accreditare all'affermarsi ddb difesa, qu•nto all'invenzione e alla ado-,ione di nuove armi, per ipotesi più potenti e quindi alle a surclassare ogni precedente e le difese corrispondenti, pcrchè proprio per questo portate in campo e pcrchè non hanno trovato ancora la rispasla ad opera di una vigilante difesa. Se una caratteristica generale si puà attribuire al processo d'affermazione e cli declino di un 'arma, e;sa è quella della progressiva riduzione del periodo o dei periodi di predominio. La prescn7,a di più periodi è dovuta a quel che si è deuo un ancbmento non lineare del fenomeno, in pratica a importanti pcrfezionamenri di un'arma 1ipica, che ne rinverdiscono le prestazioni .cd il valore relativo, in rapporto alk difese già predisposte. Riduzione che procede di pan passo coll'accrescersi dc:I ritmo d'invenzione di cui dà 1cstimonian7.a la storia più recente del progresso civile - lo si potreblx dire un riOesso dell'incremento in rapporto esponenziale del progresso scientifico e tecnologico moderni - e che va a tutto vantaggio della difesa, perchè se è esigenza fonda111cn1ale dell'aggressore di prolungare il più a lungo possibile quel che si è detto il periodo di predominio dell'arma o delle armi di cui intende valersi, è esigenza virale del difensore di ridurre detto periodo alla minore consincnza, mediante l'invenzione e l'adozione di adatte contromisure, nella fondata iporcsi che non gli sia concesso di annullarlo. L'interesse concreto, oltre che speculativo, delle precedenti considerazioni supern il piano tecnico e raggiunge quello sociale e filosofico, pcrchè nell'eterna eont<:sa tra mezzi d'offesa e mezzi di difesa è da riconoscere un rirlcsso diretto dell'eterna lotta tra chi aggredisce e chi si difende, tra intendimenti di sopraffazione e spirito di libertà. Lavorare per creare nuove armi può essere incombenza cli vario conte· nuto, secondo l'animo di chi è chia mato a impugnare le armi; lavorare per di!endcrsi contro le nuove armi è certamente un compito più avvincente, pcrchè llCrscguc la tutela dc:I buon diriuo col ridurre la facoltà di prepotenza di clii onda il diritto sulla violenza. Se le armi dell'anrichicà cd i procedimenti tattici che esse suggeri\'ano hanno durato per diccinc di secoli e se le armi del Rinascimcmo moderno hanno dominato i campi di battaglb sino all'inizio del secolo scorso. non è men vero che le armi dell'epoca presente, da quelle cfa fuoco aummarichc, che si sono viste presto fronteggiate dal carro d'assalto e poi dal carro armat<.l, agli aerei, che hanno trovato vincoli molto sirctti d'azione sin dall'inizio

1


39 delfa loro affermazione bellica, per non citare che due voci di una casisti;a ben nota e molco emsa, hanno avuro periodi di predominio molto piil ridotti. In pari ordine di fatti, oggi rutto l'armamento di due guerre mondiali è in procinto di divenire ferro vecchio, in presenza di e11plosivo nucleare e di vettori di cariche esplosive ordinarie e nucleari da ascrivere alla vasca congerie di ordigni costituita dalle tclcarmi ( 1). 2. - Si deve concludere che esplosivo nucleare e missili domineranno incontrastati i campi di battaglia? Occorre guardarsi da conclusioni affre1ta1c, che in effetti potrebbero risultare incaute, come è bene e,•icare interpretazioni esclusivamente pessimistiche o eccessivamente ouimistichc <li fatti in realtà molto compl~i. Non vi è dubbio che esplosivo nucleare e missili forgeranno la strategia e la tattica dei prossimi anni, ma non vi è dubbio altrcsl che le stesse menti d'uomo che hanno preparata l'offesa, sapra nno prepar:lJ'e la difesa, e che strategia e tattica di domani non potranno fore a meno di tener presenti gli cUctti di panializzazionc che saranno posti in opera contro esplosivo nucleare e missili. Le precedenti consiclerazioni inctivicluano un campo suggestivo e promcncnte di attività di ricerca, su piani concettuali d'i011cgabilc rilievo, che occorre fare oggetto di particolare attenzione e di fruttuosa attività, evitando prima di tutto di cadere nell'inerzia abulica e nell 'attesa fatalistica, suggerite dagli oneri \'Cramcntc ingentissimi connessi con sviluppi di attività concrete e di rendimento adeguato. La tesi cui è opportuno attenersi è che anche le armi più recenti e più temibili possano trovare le contromisure valide non soltanto in procedi-

(•) In genere si diuinguono razzi e missili (o tdcarmi), cntmmbi proietti autopropulsi. .El!mtmo disaiminlntc u;i le due catcgodc di proictù t la guida dur3J\tc il moto. l pnm1 procedono da un punto di lancio n un punto di caduta in conformità dti p:ua~ mc1~i initiali <li mo10, ivi comprc:x le accckrazionì dovute a un dhposith"O di propulssont le cui c:ir'lcttrinkhc sono dctermin:atc d~ tipo e peso di matcri:a propellente e da cottituzionc di ciunc.rc di combustione e che p,c,einJono dn i1uc,vcoti rcgol:Hori, non pr-evisd e che Ji fotto uon esistono (i ra1,;,,i non sono guidati); i secondi inv«c: $(mo • guid::ni Jt (u:.lc od autoguid:iti), ~r un~ p.1nc con,;dcrcvolc dcll:t loro Lr.1icttori:,, per I~ pìù nella parte inizfalc con telcgu1d3 (laundung g11ida11<t), $inchè non h:1nno r:1g~ giunto a$$CUO e vclochl di rcgim~. nella p,.irrc inttrmcdi:a (11JÌdcourse 1,11idnntt) t ndl~ (Xl~lc finale (rtrminal gttidance), con :autoguida, Nell'ultimo Lrauo sono per lo ph) in 37 1onc di.SfX>sitivi di autori.cerca d'obicni ...o e di :autodctcrmin:az101)(' del momento di

"'oppio. D~te _le 3.cccnn:nc car;;auaistiche, i razzi sonu ulilizz:ni per giu;nc brevi e con gl'OS$[ \'olu~1 d, fuoco, atti a compcns.1rc 111 toro ìmprcc-isionc; in ogni a.ltr.1 circostilnza si dc-ve fare ncorso a mi.$J:lli.

~


mcnli cli difesa passiva, che hanno l'inconveniente d'origine di lasciare i) ,.,mpo aperto oll'aggr4Sionc pc:1 limitwr>i a<l arginarne le conseguenze più gravi - ecr non citare gli accordi internazioo:ili, da ascrivere evidentemente a tutl'altro genere di attività, ai quali si dovrebbe chiedere non solo l'esclusione di arrni di distruzione totale e indiscriminau, ma la condanna efficace del ricorso alla gucrrn - , bcnsl in procedimenti di difesa attiva, che valgano a vincolare in modo decisivo le prestazic>ni dei vettori di carkhe distruttive di enorme potenza, sino a costituire una controindicazione d'impiego o quanto meno un ,>incolo efficace all'intendimento di utilizzarli. Se la tesi è fondata, e lo è storicamente e quel che più conta lo è scientificamente come si avrà cura di dimostrare, non può non recare sorpresa clic ancora non siano state prese debitamente in esame le tecniche di parzializzazione di armi molto vicine a valori d'arma assolula, quali sono la bomba atomica cd i missili <li maggior gittata (a media e lunga gitrata, questi ultimi detti anche « intercontinentali • : rBM), associati concettualmente, come lo sono di fatto, non solo in forz2 dcll:t caratteristica specifica sopra citata di armi assolute o vicine a esser uli, ma anche e sopranurto pcrchè Slrcttamente legate nell'impiego, in quanto i missili di maggior gitlata sono i ,ctturi prefrn,n,:iali di cariche nucleari (teste atomiche). In effetti, per quanto coMta, e un'estesa letteratura di impiego e tecnica è disponibile per convalidare la tesi, la difesa contromissili si è fatta consistere sinora e in misura assolutamente prevalente, in provvedimenti di difrsa passiva indiretta di eliminazione di obiettivi paganti e di difesa attiva indiretta mediante ritorsione su obiettivi vitali avversari, tra i quali non sono necessariamente incluse le rampe di lancio, i primi obiettivi di una difesa attiva indirenn, /\ dctli provvedimenti si aggiunge la previsione di operazioni rivolte all'investimento e alla eventuale OCCUJXl?.ione di dette zone, o di quelle origine delle azioni più dannose. operazioni in verità onerose, aleatorie e soprattutto di difficile attuazione in termini di tc.mpestivirà e d'immediata efficacia. Se una protezione diretta di obict'tivi probabili non è ancora nelle previsioni, e si deve tener presente che molti obiettivi strategici non sono eliminabili, basterehbe considerare i grandi distretti industriali, k maggiori agglomera7.ioni urbane, i nodi dl'lle reti di trasporto cd i centri di produzione d'energia, si è indotti a vedere nell'indirizzo seguito sinora una grave lesione di congruenza cli criteri di difesa. Si porrebbe dire che la di fm contro missili vettori di cariche nucleari è al giorno d'oggi al livello che si dovrebbe attribuire a una difesa contro mezzi artiglieristici convenzionali, la quale trascurasse completamente la protc-Lionc contro il singolo colpo e contro il concentramento di fuoco, per :1dopmsi soltanto alla dispersione degli obiettivi, alla presa di possesso delle zone di schieramento avvcrs.sric e infine ad nioni ancor più alCAtoric di

-


ritorsione, mediante conccnlr:,menti di fuoco su obiettivi nemici imporranti ma non concernenti le masse d'arliglicri~ pio) nocive. In c[[ctti si è in pmcnza di soluzioni di minimo, pcrchè di scarso rendimento immediato e prima ancora pcrchè accettano come scontata e inevit.1bile una situazione di preminenza dell'avversario, che invece deve essere decisamente avversata, sino ad eliminarla. Per conrro è argomento da prendere in attenta considerazione la difesa diretta di probabili obiettivi, a cominciare dai piiì importanti, attraverso una decisa ~r'tiali1.zazione di efficacia dei missili avversari, conseguita agendo tempestivamente sui determinanti di precisione e giustezza di vettori e su efficacia distrurùva di cariche rrasportatc. Nel prospettare i criteri d'impostazione di una difesa contromissilistica, non si deve dimenticare che i missili di media e grande gittata sono macchine molto costose, che richiedono operazioni preliminari di messa a punto e preparativi di lancio onerosi e complessi. In corucguenza si è indotti a ritenere, anche in considerazione delle corrispondenti teste atomiche, che i colpi saranno distanziati nel tempo, tanto piiì che s'imporrà la necessità di acccrrarc i risuh:ari conseguiti da ciascun cvlpv, in{crtv, ~ bene ricordulo a molte migliaia di chilometri di distanza. Anche i provvedimenri di difesa potranno assumere un ritmo corrispondente, ciò che consentirà di concentrare una massa di attività e di mezzi adeguata alle caratteristiche e all'importanza del compito assunto. Si ritiene opporruno prospettare sin d'ora un risultato interessante dell'esito positivo della ricerca intrapresa, anche se soltanto parziale. Missili e teste atomiche, in proprio e ancor più combinati, costiruiscono l'elemento « deterrente » per eccellenza. Ogni procedimento valido per la difesa importa una riduzione della carica di deterrente, ridu,,ione che non si può tscluderc considerevole e comunque vantaggiosa in qualsiasi misura conseguita. Ricerche del genere possono ripromettersi, tra l'altro, il risultato di primo piano di contribuire a incidere efficacemente, olrre che sugli dfcni materiali, anche sugli effetti psicologici e propagandistici delle armi in questione, risultato di cui non si può disconoscere l'interesse in tempi di guerra Crcdd, e di manovra di opinioni pubbliche. 3· • LA UWESA CONTR0~f1SS1LISTICA, • Lo schema di sviluppo della presente nota consta di un 'analisi elci criteri e dei mezzi accessibili ai fini di una difesa contromissili, della impostazione e discussione tecnica dei procedimenti d'impiego relativi, in termini di grande massima, infine delle conclusioni che in dipendenza risultano amorizzate in applicaz.ione di procedimenti di difesa diretta.


4l Come gi~ annorato in vin accidentale, una difesa con1romissili può assumere ~<1w1ti di difesa attiva o passiva, diretta o indircr1.1. Qui ne son0 presi in c0nsidcrazione gli aspetti anivi, consinenu in azioni specifiche a carico dc, missili avversari, d~ue in quanro tendono alla loro distruzione, indirette in quanto ,i propongono di eliminarne gli d:fcui più dannosi. Uno difesa contromissih attiva iodircua può CiScrc vista secondo lince d'intcrforcnzc di effetti (disturbo) su uno o più dei sistemi di controllo che panccipano in modo determinante e necessario al fun.zionamcnro dclrordi gno e dalla cui csaua operazione dipendono giustezza di traicuoria cd dficacia d'azione distruniva. L'interferenza di effetti può essere conseguita agendo su uno o pili congegni da indi,•iduarc singolarmente in base alle caratteristiche costrut· tive e di funzionamento di ciascun tipo di missile e in relazione alfe quali wno definiti caso per casn i 1ermini d'intervento. La prcccdtnlc proposizione equivale ad affermare che per ogni tipo di missile csi1tc un procedimento da seguire in via prdcrcnzialc, ciò che è da ritenere ovvio in quanto il procedimento ha per oggello un congegn0 meccanico definito. In realtà, pur nella loro varic1à teorica, i vari procedimenti sono suscctubili di essere raggruppati secondo c.1rat1cristiche fondamentali comuni, desu nte dalla specie di fenomeni ai quali l'intcncnto fo ncorso di volta in ,·olta. Si avranno pertanto interventi sui ,•ari congegni, mediante effetti calorifici, campi clenromagnerici e cosl vin (n. 6). La conce?.ione di base è che ogni missile, in schema, ,i può considerare come un sistema complesso di congegni di alta precisione (gli entusiasti del· la statistica vi hanno contalo oltre 10.000 parti diverse), realizzati col ricorso alle tecniche più progredite elettroniche, motoristiche e meccaniche, racchiusi cmro un involucro o scafo. da cui dipende prima di rutto un determinato "coefficiente di forma • e che costituisce supporto materiale dei congegni accennati e di organi di equilibrio e di regolazione (impennaggi), sistema inteso a realizzare una traiettoria prestabilita, percorsa a una velocità molto elevata, e lo scoppio della testa esplosiva quando l'ordigno è giunto a di)tanza d·azione efficace (o distanza letale) dall'obiettivo assegnato. Le traiettorie collegano idealmente rampe di lancio e centri di figura di obiettivi, ma li colleg•no 2ndlè di fuuo, in quanto le circosun,.c fcnomc• nichc di ogni momento sono la conseguenza di tutto quanto è: avvenuto nd tempo precedente, a partire dall'isramc in cui il missile ha iniziato il moto, ivi compresi gli interventi degli organi di controllo presso le rampe o agenti lungo la traiettoria o di,posti entro l'involucro del missile (1). (1) ln gcMrc i miW.li, un:t voh:1 initUto il moto, debbono essere guid:.ti tino :al sommo ckll.i loro tr:iituori:a (guid:i inb13.lc), ove. in ~ac :1 d2ti di po~izionc rilcv:ni d:t tt.rn cd o. dati di velocità trasmt.s.si d:tl missile stC'S!O, ricevono un primo rom:1ndo cbc


43,

Le complesse esigenze, sintctizz.atc in breve nei periodi cbe precedono, vogliono assicurato il moto lungo le traiettorie a velocità clc,•.,tc (le grandissime vclocit~ sono necessarie per le grandissime git.atc), 1•ariabili da tipo a tipo di missile, ma di valore medio caratteristico per ciascun tipo e dell'ordine di alcune dkcinc di migh•i• di km / ora p<cr i mis,ili balistici, che compiono la maggior parte del loro l"'rcor,o ndla ionosfera, e di alcune migliaia di km / ora per , missili aerodinamici, che compiono tutto il loro percorso nella stratosfera. A questo fine è es)enzialc che il mis ile re ti sulla traiettoria prestabilita, ad opera di dispositi,•i di controllo e di guida, an i a mantenerlo sulla traicuorin od a riportarvelo, ove se ne dovesse allontanare; I, essenziale altresl che al momento opponuno sia messa in azione la catena inccndiva d'c,plosione. In rispondenza alle accennate necessità, in ciamm mis;ile a gr:mdc g iuata sono in fu nzione congegni di comando dell'alimentazione del motore. congegni di regi trazione e di trasmissione di doti di consumo di car· burante e comburente, di velocit~ e di direzione (in genere mediante effetto Doppler su radiall.Ìoni emesse dal missile o riflesse dnl medesimo), di con• trollo d':issctto d'as,c, infine congegni destinati a provocare nl momento debito il funzionamcmo della ,polctla dcJ)3 testi esplosiva. Ciò premesso, è indiscutibile che ove si giungesse a imcn·cnire nel funzionamento di uno o più degli accennati numerosi congegni, tuui di opcr•· zione critica, in modo ùa al rcrarc l'azione normale d i controllo o di guida e do sostituirvi, >1a pure panialmentc, l'oz1one di disturbo ad opera del dcstinarario. quest'ultimo disporrebbe di un mezzo certamente efficace cl'inutiliz.. 1..11.ione dcl mis ile. Oltre gli acccnnori intcn•enti di disturbo. altre attività specifiche, q uc>ta l'olta di difesa attivo dimt.,, po$50no e sere svolte a carico dell'integrità matcrwc degli ordigni, ricorrendo n procedimenti vari pu impostazione concettuale e per rendimento, mo sinrcrizzabili in due linee d'azione d istinte: t' - rendere lo sp:1zio attraversato dalla traiettoria del m issile avverso alla citata inregrit~ materiale; 2' - pro\'ocare la distru>-ionc del missile mediante l'esplosione di ca· richc rspln,h·c )andate su rulle di collisione. La prima lmca d'azione, naturalmente da adouare contro missili cbc più si avvicioa.110 a condizioni critiche, in genere quelli di maggior giuata, può ~ .rffcrilcc: :all'orif:~l.3.JJK_nto del mi.uik, mcdilnit nione sugli orgllni <li <lir~Jonc. Ha Jn1210 :11lor:a l:a tr;1.1c:Uor1a inu~rmedi:a (pou1(t~d Jligh1), Un ordine liUtcie1ri\O si ri(crisc:.c :all'lltrCS(O dcU·afimcn1.a1ionc del motore. in rd1J.z.ionc :1lla h'ltt:tt:a chC" 1'intrncle n;.;tli7, urc. D.l questo momento h,1 luugo l.1 lr:aicuori:a fin:alc:, di c.:1duu hbcr,1. L'c.splodonc sull'obict1i••9, :,I termine ddlci. Lrllicuod::a, ~ :amomiltka . L'cthCZ7.11 nggiunui, doli missile ( ma.uim:a J] 1crmint dclJ:i tnitttori::i. ini,:i:alc: (J:a so II r50 1cm).


essere posu in ano disseminando adarti materiali (granuli solidi) nello spazio aereo interessato dalle tr:iiettoric terminali; lo seconda, di mugg1or latitudine d'applicazione, mediante dispositivi esplosivi intcrcctL'ltorL Gli inter\'enti tcstè indicati app:irtcngono cvidcntcmc111c a contromisure cli dinruzionc; nello stesso ordine d'idee, gli inter•enci previsti in precedenza appartengono a contromisure di disturbo. Le une e le altre debbono essere inserite in un sistema organico di difesa contromissili. ln effetti esse non sono antinomiche; al contrario e per csigcnui di maggior sicurezza possono essere poste in atto contemporaneamente cd esercitate secondo che richiedono le circostanze. L'obiettivo generale è la distruzione dei missili aggressori oppure, ove la azione non risulti possibile o redditizia, l'allonunamento degli scoppi delle teste esplosive dagli obiettivi prestabiliti, portandoli in zone nelle quali i danni immrdiati siano i minimi passibili, cic\ che cvidentrmrntc si può ot• tenere )ia deviando il missile dalla ,ua traiettoria, sia provocando un'e1plosionc prematura (ad alu e ad altissima quota). ci paragrafi che seguono si valutano i <lati d'impostazione dei provvedimenti di conrromisura, per definirne carattcrisriche di massinu e fondamenti rccnici.

4. - LE CQl'fl'ROMlSUU 01 01snuz10Nt. - Si è già rilevato che, in lin011 generale, le contromisure di dinru,,ione possono consistere nella disseminazione di materiali inerti sulla probabile rotrn ciel missile aggressore, in genere granuli solidi idonei a deteriorore gravemente l'involucro del missile e possibilmente organi inrerni di vitale imporranui, per dfeno C3· lorifico o per effetto meccanico, e nell'impiego di dispositivi interccttntori, costituiti da cariche esplosive f:ut<: esplodere a.I passaggio dell'ordigno. Entrambe le modalità d'imervcmo sono tecnicamente definite; la definizione pratica, per l'cvcmuak adozione, importa la soluzione d'importanti problc:mi applicarivi, comunque di merito certamente non superiore ai risultati ripromessi, oltre che l'adoz,ione di materiali e di infrasrrntrurc apposite. Ess:odo la zona d'applicazione delle contromisure di distruzione in vicinanza relativa degli obieuivi, cioè nel ramo discendente o finale della traienoria del minilc, l'azione de,., conformarsi alle elevare velocità che ivi ,i rilevano, del valore di 5 Mach e anche superiore (1). (r) Il numero di Mach (M) o semplicemente il M,ch ~ il r:,pporto tr:a vclodtil di un mobile e quella d<l suono. Raggiunge valori superiori oll'unitl sol1>n10 per mobili 3 \'clocita, 1upcuonichc (o ipermmchc). In queste drcou.an2c si u1n p..cndtle 11 num~o d.1 Mach come miiura dello. \·docità. Allor;a l:a ,1docit.~ in metri e mullipli è ,br:a d2l numero di }.beh obict.Ùvo mohipHano per la ,•cloc:itA del suono nelle condi7.ioni :im•

bic-nt:ili.


45 li ritorno dei missili a grande e gnndiS5ima gittata in atmosfera di densità normale è ancora un problema aperto e comunque Ja considerare risolto in termini di stretta misura, cosicchè è fondata la presunzione di rimetterlo in crisi con una relativa facilità (1). La presenza di granuli solidi, disseminati in via preliminare ncll'atmosfcra, si può proporre sia un aumento considerevole di temperatura cui l'involucro dell'ordigno ~ normalmente soggetto per effetto d'attrito nel passaggio ad alL1 velocità in strati progressivamente più densi tiella bassa stratosfera e della troposfera, sia azioni meccaniche di perforazione della par· te &ontale (ogiva) e di parti sporgenti di direzione cd eventualmente di apparecchiature interne (:2). Per di più è tutt'altro che da escludere che le condizioni ambientali provocare dalla disseminazione di granuli solidi dctmninino circostanze da far valere in vista di contromisure di disturbo (n. 6) (3). (1) Moho prob:i.bilm~ntc i m:nc.riaJi tcrmorcs.i$1:enti ali~ alle lcrnpc:ratutc cd i pro. cedimenti di raffrcdd.Lmc.nto, eia :.1ppliC3rc: ai mì.$sili di maggiore git1:1ta (intuconùnc.n.. tali), uon sono "oeor.a completa.mente definiti, eia thc iodurrthbe :id :,cc.ogliere c:on riserva le affcrm:azioni in circolazione iulla tlisponibilirà :,uuale Ji miHili intcr(onllnen• tali, ndlc qn•li ~ difficile J iuinguere ciò che è dato di fauo e ciò che è prop>g)ndo, Tn dipc.udcnz;a, un missile pluri,uidio pcc il bncio di un mobile inc.rz.ialc (come i cosiddetti « &;'llcllill :a.rtifici:di »). del quale: non è previsto il ritorno nella b2ss:a atmo$[cr.1, presenta minori difficoltà di rcaliuuionc di un mhsilc: intcrè0ntù1cntalc i cui obiettivi iono io 1upcr6dc, Pct gli sttssi molh•i si può :a.ffcrmMc con foncbmcnto ~ ~ pi,i fan-,t r('a/iz:arc un rni11il~ teleguidato Ji/tn1ivo clit 11n mi11i/~ inrcrcon1inrn1ai~. cioè che, in scafo intcrcont..incnt.alc, a più facile esercitare la difes.i che razione d'attRcco. U primo deve agire nel raggio di alcune diednc o ccnLin~i:a di c.hilomct.ri, il secondo sul r:1ggio di migliaia d.i cbilomclti. Allo st1dio attuale molto probabilmente i missili più pcrìcolosi $0nO quelli c-apaci di 2gire a distan7.c d i 200 a 1000 km, non n«c.~-.ri:uncntc oolistid, bcnsl 2nche dei ùpi ocro<lina.nici (glide vehicl,s) e rimbol .. ntl (1kip veAides). (2) li proòlcm2 ,i pu~ ,intcti,...,c in un tentativo di abb:15$3rc il limite del cosid• detto mwo termico, allo scopo di ut..ilizzarc quest'ultimo come :agente d'in:ahilìtazionc di missili e quindi come fenomeno plMi,·o per l'attacco. Un gr:a,..e i.o caduta Jibcra dii 100 km d 1alte2.1.à raggiunge il suolo con una ,·docit~ pari Q circa 4 Mach. A dcno valore sono d3 :aggiungttc )a vcfocitò. posseduta :1l momento d'ini1,io della e3dura e d:a togliere le perdite di vtlocità per rcsis1c;nz.1 dd mezzo. (;o... munquc: ,·doc-icà di 5-6 M:ach $0Do comuni. Or, è pro,,.,o che un missile procedente con vdodtà di 5,5 M•ch nell'alta lroposfcr:t raggiunge in breve tempo la ccmpcn.cu.ra, nelle sue parti esterne, di ohrc 10001• A questa tCmp(rarurg l'acciaio cd a maggior ro.gionc le leghe l<:ggcrc pc:rdono le loro c:arattcristichc di resisten;,..:,. mcccac.foa. Pertanto è fond:at:t l'ipotcii che anche modesti incrtmcnli di tempcr3tut3 posuno risultare critici, (3) t...•n7,ione di gr:muli solidi, sia. calorific;a, sii m.«canica_, wll'involucro di mobili ptoccdcati a vc1ocità supersonica, ~ (on,•alid.,l.3 daU'asscnza della fronte d*ondn tll coin-


Gli cffotti saranno prevalentemente calorifici o meccaruci a seconda delle dimensioni dei grAnuli. Si pu?i inf<mj prevedere un pAssAggio grA· duale dall'uno all'altro effetto con l'aumento del diametro medio e quindi colJ'a(fermarsi di fenomeni inerziali meccanici, legati a una massa di granulo superiore :i un limite definito, mentre le u,usse minori danno luogo a fenomeni corrispondenti a un aumento di densità del mezw, ci~ di riscaldamento. Le dimensioni dei granuli non sono arbitrarie, perchè ad esse si riferisce la persistenza delle disseminazioni postulate. Granuli superiori a t / ~ di mm cadono troppo rapidamente e richiedono una massa eccessiva di materiale, cosicchè importano tempi d'intcrvemo troppo ridoni. In genere sar:mno da adottare dimensioni minori, come dimostra il calcolo svolto poco oltre, a meno che non si perseguano azioni più dirette di disrruzione, le quali peraltro esulano da procedimenti di disseminazione su spazi relativamente ampi. Detti procedimenti si sintetizzano in generale nella forma,ione, in previsione dell'arrivo di missili, di nubi o cortine di granuli solidi, di prestabilite carauc.ristiche tecniche e di disposizione spaziale, in travrrso allo spa,:io atmosferico amaversato dai missili. Può prcse_nrare interesse a questo punto un'ana lisi di massima circa c.1raucristicbc di materiali, modalità di disseminazione e apparecchiature cor· rispondenti. Poichè soggetta alla gravità. la cortim di granuli tende a cadere verso il basso, ma il moto di caduta è rdativamcntc le.oro al di sotto dell'ordine di grandc-,7..i accennat0, poichè ,aria da alcune ore ad alcuni giorni con una quota iniziale di 10-12.000 metri e in assenza di vento (1) (2). L'influenza ddl:, massa media dei granuli nel tempo di caduta si app«-zza sulla base di dari limiti costituiti, per una dcnsit1, pari a quella della silice (sabbia), per quote di dispersione pari a quelle accennate e in condizioni di calma, da tempi che variano da 42' per diametri di 250 micron a pre~s.ionc che ctnnn11scgn:1 il (Upttamento ddb: barricr3 del tuono, L.'cHetto ~ qucUo di umi s.i.bbi:uur:i di grande violcni..1. In ~cne:rc: l';acrudinamica supcr.sonicu crea un 3mbicn1e pi~ favorevole agli d(cui pratici dcUt tC(:nkhc: ptopc>s-tc di qi.:clli pertinenti :, un'acmdinamic:i. mfr:nonica od ordinaria. (J ) t.:a prc:scnz:i di forte vt.mo pu~ risultart: proìbitl\•:1 olu•t- una C(':tta vclocit:l m.ax; al di oouo dì dcua ,·docid impane lo spo~3mc11tu dclli:i zoo!) hliziuJc di dbkininazionc.

in OOsc ti criterio dl un.a linea d'origine fittizi11 di opportuno orientamento rì,pctto aHo spuio intC!rcu:uo.

(•) Lo legge di cadut• d, p.irriccllc ,olide '°'P"'C ndl',ri,

~

d3l• d•II• formula di

Stokc1: 1- 1,09 d' . p, Jpccfalmc:ntc opplic:ihilc per p:1rticclle da 5 x ro-• a 3 >e 10- 2 cm di di.imctro. in cui , ~ il tempo di caduta in mlora, d il diamc,ro delle p:articcllc in micron e ? l:1 loro dcn5ità.


47 , 70 h per diametri di un centesimo e mezzo di mm. Ovviamente una limatura metallica (i l ferro ha una densità d, due volte e mezzo quella della silice) persiste J,JCr un tempo due volte e mezzo minore, mentre granuli di materia plastica (di densità circa metà di quella della silice) persisterebbero per un tempo doppio. L'adozione di granuli o sferette di materia plastica, di dimensioni mag· giorate ove risultassero corrispondenti i tempi di caduta previsti per granuli silicei, all'occorrenza rivestite di un sotàlissimo stra10 metallico in vista degli cfktà secondari di disturbo già accennati, merita particolare attenzione. Qualunque più precisa valutazione metrica deve essere affidata a calcolazioni più accurate e ad esperimenti esaurienti in galleria a vento, su modelli normali o ridotti (procedimenti di similitudine), eia parte di esperti aerodinamici. L:t disseminazione di granuli solidi può aver luogo sia ad opera d'acrci, sia, con maggiore immediatezza, economia e flessibilità d'impiego, mediante razzi provvisti di un carico granulare in luogo della testa esplosiva e dotati di carica ridona per l'eiezione del carico. 1 razzi dovrebbero essere disposti in batterie od in raggruppamenti mag· giori mobili, per assicurare una dislocazione opport una e un conveniente volume di materiale disseminato per ogni salva. Le modalità d'impiego do. vrcbbcro 1•cncrc sulla formazione prcssochè istantanea di cortine di dimcll· sioni e densità prestabilite, mediante l'esecuzione di salve in rapida successi~ne ad altezze scalate, e sull'eventuale ripetizione dcll'oper:izionc di disseminazione, quando si dimostri necessario di m:mtcncrc caratteristiche e persistenza di cortina per un tempo maggiore di quello consentito da una· singola salva. Si è fatto riferimento a una formazione pressochè istantanea di cortina. l.n r_caltà i tempi di servizio dipendono da dismnze di avvistamento e da vcloc,tà di arrivo di missili. Te~uto conto dei parametri generali corrispondenti, detti tempi sono molto ndotti (da r5 a 30 minuti). Se ne deduce la necessità di assicurare le ma~~ri distanze d'avvistamento, da conseguire con impianù radar in po· stn 10~1 a~anzatc rispetto alle zone di obiwivi cd a quote elevate (per ov• VI.are 11 difetto di orizzonti rhtrctti), collegati cogh organi direttivi di una difes! co!1tr?1uissili e con gli impianti di contromisura, mediante reti di co-munu;a1.1on, molto cfficienà cd anch'esse a tempi di servizio molto ridotti. ~- .- Un'altra vasta categoria di mezzi di difesa attiva è costituita da con· g~g~i inte_rccttatori di missili. La realizzazione òi dispositivi intercettatori d,_p!c_na rispondenza è di vitale importanza per un'efficiente difesa contro--

m1ss1h.


48 Le contromisure di questo tipo si riportano in schema a collisioni di mi~~Hi Ìulcrccttaturi cou i n1i.s:,j)j aggrc:,wri> doè in allaçc..hi w11 nti):,Ìli controbattuti con proiettili guidati da terra. I missili intercettatori saranno prevalentemente del tipo terra-aria e di portata su 20-30 km, senza peraltro escludere l'opporrunit~ di spcriment1rc tipi aria-aria, in panenza da srazioni aeree (aeromobili o aerostati). E' noto che il problema dei missili intercettatori è già risolto nel quadro di e.1igenze di difoi a aerea convenzionale; invece deve essere fotto oggetto di studio in vista di una difesa eontromissilistiea, per adeguare ai nuovi paramelti fondamentali le prestazioni dei proietti guidati intercettatori. I nuovi parametri accennati si ri feriscono in sostanza a una vdocità di obiettivi straordinari:,mcnte accresciuta, in rapporto da 5 a 7 ed oltre, congiunta con una manovrabilità di obiettivi prcssochè nulla (il progetto dell'intercettazione con missili di aerei ordinari deve tener conto di obiettivi capaci <li manovrare con indici pari a 2 g ed oltre). Peraltro non esistono difficoltà concclluali per risolvere convenientemente il problema in discorso, anche nei suoi nuovi termini fondamentali, e le difficoltà d 'esecuzione sono pre>babilmente di ordine inferiore a quelle di costruzione e messa a punto di missili intercontinentali. L'ipotesi autorizzerebbe a conformare una maggiore facilit.à di concretare l'azione di difesa, in confronro di quella di mettere a punto l'azione di attacco (1). Mette conto inoltre di notare che le prime azioni d'intercettazione sono state svolte sin dalla seconda l,>tierra mondiale contro i prototipi dei missili attuali, i V1, ad opera della caccia aerea inglese, sussidiata dai primi radar in installazione terrestre od arca (di bordo). Ma sin d 'allora le azioni dircne d'intercettazione caddero in difetto quando si presentarono i successivi V2, per l'accresciuta ,·clocità di quest'ultimi, cd a maggior ragione lo sarebbero contro missili moderni, procedenti con le velocità accennate, se poste in atto con mezzi ordinari. Unn difesa attiva contromissili, atta a infirmare decisamente l'cffi. caci.1 dfcttiva de!Je tdearmi, costituisce una incombenza preminente e sem· prc più pressante col perfezionamento degli ordigni di cui trattasi. l.a difficoltà di realizzare vclocit.ì adeguate con inrercetmori operanti in atmosfera relativa.mente dcns<'t, cioè n un dipresso dcHo stesso ordine dei

missili aggressori, può essere superata elevando le quote di collisione e quindi le quote di partcnz.i, facendo panirc g li ordigni inte rcettatori da rampe ad alta quota, mobili (acre_i) o semifisse (aerostati) alle quale si è già fatto rifc. rimcnto, e procedendo all'impiego contemporaneo di più intercettatori contro ogni singolo missile aggr=re. I missili intercettatori, lanciati in tempi scalari, dovrebbero operare su (1) Cfr. n. ,, pag. 15·


traiettorie disposte in maniera da " ingabbiare » il missile aggressore cd ~sere dotali di ceste esplosive a grande raggio letale (scuza escludere allo scopo cariche nucleari della minor potenza, aventi un raggio letale cli poco inferiore al chilometro), messe in funzione da spolette di prossimità molto sensibili, a racliazione termica o dettromagnetica. Il trasferimento delle app:1Iccchiaturc d'intcrcc11a1.ionc ordinarie ad apparecchiature d'intercctta,.ionc missili richiede, oltre i dispositivi d'avvista· mento tempestivo già citati, l'approntamento e la mes.1a a punto di macchine dcuronichc di rilevamento di posizioni passate e di eakolo rapidissimo di posizioni future e di dispositivi di puntamento e guida di missili intercettatori, nonchè la predisposizione di spolette di prossimità di grande sensibilità, cioè uno sforzo di apparecchiature elettroniche outomate di grande rilievo. Si tratta di attività che richiedono l'intensa applicazione di specializzati di valore, la disponibilità di nmeriali tecnici molto perfezionati, 11n ingente lavoro csccuti vo speri n,cntalc e di messa a punto, in com plesso un tempo considerevole, in considerazione del quale il lavoro relativo dovrebbe c,scrc intrapreso senza dilazioni, su tutti i piani d"2ttività teorica e pratica che è consentito coltivare contemporaneamente.

6 . • LE CONTROMISURE 01 OISTURBO. - Nel concetto di disturbo si Fanno rientrare, per esigenze di opportun.ità d'esposizione, come per analogia di procedimenti e per economia di lavoro, sia le azioni rivolte a provocare deviazioni dirc-tionali, sia quelle rivolte a provocare esplosioni prematmc, le une e le altre impostate sull'esito positivo di precisi interventi, allo scopo di escludere gli obimivi dai raggi d 'efficacia di scoppio delle teste esplos:ve degli ordigni aggressori. Si soggiunge che tanto le deviazioni dirc-,ionali, come le esplosioni pre~ature, costituiscono provvedimenti di minore merito rispetto alla distn•· 7.,011~ direua cd a quote elevate, pcrchè il solo fatto di esplosioni lontane ~agh obiettivi prescelti dall'avver5'1rio e per ipotesi in zone di secondario tntercsse, non esclude danni gravi, anche se mediati. Pertanto l'orientamento pi~ proficuo della difesa è (1ucl lo che tende alla _eliminazione ùci missili attaccanti prima che giungano a bassa quota. medtante distruzione degli ordigni, cioè in base a quei procedimenti che si sono eletti attivi direui (nn. 4 e 5). J~ ahrc parole, si propone un oricnt~ mento n:tto verso interventi in Mna ionosferica o stratosferica, in luogo di interventi in zona troposferica od ~ '"·~Ilo del suolo. La tesi è di non forc superare al missile aggressore lo stadio di meteora e di forlo dissolvere come una meteora. . _Quando In tesi prcferen1.iale non ì: perseguibile. resta la risorsa di deviane le rotte prestabilite e di provocare lo scoppio prematuro, seguendo le 4. • R.


prescrizioni di tecnologie ben note, se pure molto progredite e di ardua messa a punto. Per quanto riguarda i principi scientifici di tecniche del genere, si è gi~ accennato alle esigenze di controllo e di regolazione durante il moto, affidate a dispositivi di telecomando c di autocomando, rispcttiv:imcntc nei rratti iniziale e intermedio, prcssochè esclusivamente richiesti in un tratto terminale alla conservazione di una traiettoria, assicurata dalla precedente autoguida, e ad eventuali correzioni d'autoriccrca d'obiettivo, integrate da una quota opportuna di scoppio, anch·cssa determinata automaticamente (1). In dipendenza, ciascun teleproietto è legato, nell'intera fase d'impiego, al funzionamento corretto, secondo un programma prestabilito, di sistemi ckttromcccanici di asservimento e alla permanenza di carallcristichc prestabilire di campi elettromagnetici di connessione tra organi di comando e orgaru esecutivi, oltre che alla corretta trasmissione di dati circa condizioni momentanee, alla elaborazione di questi dari, e all'esatta rice-~ionc cd esecuzione di ordini di manovra, di attuazione crilica cd essenziale, per quanto limitati nel numero e nel tempo. All'origine della facoltà pratica d'interferire a ragion veduta e con finalità precise nel regime d i propulsione e di regolazione di un teleproietto è la possibilità teorica d'inserirsi, a scopo di disturbo, nei sistemi dcnromcccanici d'asservimento e di alterare i campi magnetici sopracitati . Un interesse panicobre a questo proposito meritano i sistemi elettromeccanici cd i campi dmromagnetici cui sono affidati la teleguida e l'autoguida, il funzionamento a momento debito della catena inccndiva ed eventualmente il dispositivo di comando d'autodistruzione. Comunque è fondata b presunzione di esercitare, conformemente a dctcm1inatc prcrnc.sc, azioni specifiche di disturbo. Il tema generale ~ di provocare la sregolazionc della tele cd autoguida, in guisa da dirouare i missili dalle traiettorie prestabilite e portarli in punti di caduta nei quali l'impatto e, se non evitabile, lo scoppio abbiano effetti trascurabili ai fini bellici immediati. In proposito si ritiene di potere sintctinare alcune indicazioni generali di più fondata previsione. (1) I di$posillvi di tc.lcguid:1 com.:mthmo 3 distanza gli org:rni di dircz.ionc e tal. volta sono in grado di agite sull'o,g:mo nmtorc. I dispositivi di autoguida dcriv2no d.1 aucn jmcnti con giroscopi oppure con cornplasi di riferimento ;a coordin.1.te angolari ri spe:tto .i $0rgcnti di radiaziool c.lcnroinagnctichc o luminOSc: (in quest'ultimo caro i punti di rifcrime.nto possono essere corpi cdesli e b n;wig:11.ionc si dice iidculc: te!~ 4

stia/ nauigatio,1).

r dispositivi

di autoricc...a di obicuivi (homing) sfmtt:mo e(fcui di prossimiti (ma·

gnctid, dcuro,t:.uic.iJ mns;nc:tost:nici, :1cuS1id o misti) e, più rianuncntc, dfetti di ambiente (batometrici, di c::impo elcttrom:agnctico o clcmromuico, dl iouizt.a;,.ionc, di r:t di;1z.ione cosmk:1, ccc.). 4


r. - A:io11i 1111/e caunc i11cc111Jivc e sulle spolette di prossimità.

( missili intercontinentali, come la grande generalità di quelli a grande g,11arn, sono prowisti di spolette di prossimità (1). !l tipo più diffuso di rldiospolma utilizza l'effetto Doppler di radioonde generate dalla testa del proietto e riflesse dal terreno sul qu~lc è disposto l'obimivo (battimenti d'interferenza ua oscillazioni locali e oscillazioni riflesse). In presenza di radiospole11c, l'azione di disturbo deve tendere a realizzare quei procedimenti (jammi11g), che gli americani si attendevano sin dli primo impiego in guerra di tali congegni (primi mesi dc1 1945), ma che i tedeschi a quel!" epoca non tentarono nemmeno. Essi possono essere eompcnd,ari nell"arrivazione di campi magnetici, in prossimità degli obiettivi da difendere, idonei ad amiciP3re le condizioni di funzionamento delle radiospolette, sì che l'esplosione avvenga ad altezze molto superiori a quelle efficaci. un·a2ionc di qualche analogia si può ,•edere nella disseminazione a quote elevate di piccoli rettangoli di lamina metallica, del tipo dei ,,,i,u/0111 della seconda guerra mondiale, allora destinati a provocare ombre di disturbo contro la radiolocalizzazione di obiettivi, oggi utilizzate per determinare strati riOmcnti firti:,;i e quindi esplosioni premature di spolette di prossimit~ clcruomagncticbc. Ad azioni del genere si è fatto riferimento al n. 4, nell'accenno all'orponunità di rivestire di sottili lamine metalJichc i granuli di materia plastica di prevista dis.eminazionc nello spazio aereo attmvcrsato da uaicttoric di mbili in arrivo. i. ·

d::io11i: s11i co11gi:g11i di tdc e di a11tog11ida.

è molto complesso, senza che per questo s1 sia autorizzati a ritenerlo irresoluuilc a priori. Inoltre esso riveste un "importanza fonda~ientalc, pcrch~ la sua soluzione porterebbe un contributo veramente decisivo a un'dficacc difesa conuomissili. . Si trana di agire a carico dei dispositivi di tdc cd autoguida, mediante I entrata in azione, lo si è già detto, di campi clctuomagnetici di adeguata potenza e di conformi caratteristiche clctuichc. li problema

. (t) Con \•elocità d.i C:3duua di :11cunc migli:ii:a di m/11:e I~ spolette di cont:ttto non ~~wc.rc~ro il funzionamento, ,fato cht l'enorme 1ormtnto d~l'impauo porrd:,bc in

l:;a t('fltte:nz:i mtccAnie:2 <lei miMil('. O·a~m, p:arte le tate atomiche dtbbono .scoppiare ad un '2Itczz3 media iul auulo, per rcahzuirc le c.ondj.zioni di m:aggiore cffkxii, che è as~ic-urn.t::J d.:'llla r:1tliospoh:tt:1 . . -?d ~csto le radiospolette son l:irgamtmc usate anche negli ordinari proietti d'arùghcna. E s~ ~~csttt ba.5e che si è af(crmato che i procedimenti di disturbo di cui tr3U3Ji $ùno iuscetubih di estentionc :i.nche a tiri d':irtiglitric ordin:arie.

cns,


Prevedibilmente l'azione è tanto più redditizia, e forse più facile, quanto più cffmive sono le esigenze di guida di un determinato tipo di missile e di un determinato tipo d'impiego. Pertanto sono da presumere più accessibili i missili di maggior gittata, nei riguardi dei quali acquistano a lor volt• maggiore rilievo le esigenze difensive.

3. · Azro11e sui dispo1iti11i d',1111odùtruzio11e. 1 missili sono dotati in genere di un congegno tdeeomandaro d'autodistruzione, allo scopo di rendere possibili interventi immediati nel caso che essi assumano traiettorie anomale, per imperfetto funzionamento di congegni importanti dei dispositivi di controllo e di regolazione. Esiste quindi una facoltà generica di sostituirsi all'aiione dei 1lOslÌ di comando presso le b~i di lancio, allo scopo di provocare la distruzione dell'ordigno. T~1 ciw.z,onc è fatta esclusiv,uncme per csauricnza d'es.1me. Da un lato adeguate precau1.ioni sono prese per evitare casi del genere; d'altra parte l'esito positil'o dei tentativi esige la conoscen7.a approfondiw di carattcrisoche particolari di ciascun tipo di mi$sile che, proprio perchè da acquisire attraverso attività di carattere informativo, restano sempre estremamente aleatorie.

Si è for$C raggiunto lo scopo di dimostrare che sono perseguibili con qualche fondamento misure di difesa contromissili, delle quali in pari tempo non si è trascurato di mettere in rilievo le difficoltà. Sarebbe peraltro un errore considerare difficoltà sia pure gravi come sinonimo d'impossibilità. E ciò a maggior ragione quando si tratra di me?.zi d'offesa di grande potenza, i quali, Ol'C non trovino risposte adeguate, minacciano di raggiungere effetti di arma assoluta. Per questo motivo le dcdu1.ioni presentate meritano qualche auenzione, non foss'altro per la loro qualitil di prima impostazione di un problema difensivo cli soluzione veramente urgente, che non è consentito trascurare e tanto meno accantonare sotto la causale speciosa di gravi difficoltà d'intervento. ln effetti le possibilir~ d'intervento esistono cd attendono di essere vagliate, per tradurle in modalità definite, da sottoporre a lor volta ad esperimento. D'altra parte esiti positivi in materia, anche quando non pervengano a eliminare completamente un gral'c pericolo, consentiranno sempre una qualche parzializzazione di effetti, da cui occorre sapere trarre i possibili vantaggi. Da aggiungere che realizzazionr concrete ncl campo indicato, qualunque sia l'entità che siano per assumere, presentano il più spiccato interesse per quei paesi, come l'Italia, che avendo assunto in campo internazionale un


53 aucggiamcnto nenamcnte difensi,·o, debbono sopr:1uutto premunirsi contro l'aggressione :,ltrui. E ciò a tanto maggior ragione, in quanto non sono mancate anche di recente minacce di ricorrere ai mis.sili, pronunziate colla iauan1,<1 di chi è sicuro di non temere ritorsioni e di non trovare difese. A conclusione della rassegna, si torna a presentare il concerto gi~ espresso, ebc in materia non c'è nulla da attendere da improvvisazione. I momenti di crisi sono i meno adatti all'invenzione di tecniche nuove, le quali quand·anchc s'impostino su lince fondamentali rdarivameme semplici, esigono il ricorso a tecnologie molto complesse e l'ideazione e la messa a punto di apparecchiature speciali, oltre all'appliuzionc di un personale competente e di alta specializzazione. li successo è da richiedere una volta di più, e questa volta probabilmente in modo esclusivo, alle lunghe vigilie della preparazione sia in campi di scienza pura, sia in sede di tecniche applicate. Un programma pratico, in materia di difesa contromissili, potrà vcr· terc sullo studio esauriente delle premesse teoriche e sull'individuazione di indirizzi di concreta realizzazione, da sottoporre ad accurati accertamenti di merito relativo e as10luto. La prima attuazione del programma potrt·bbc trovare lo spunto ndla presentazione di problemi particolari a gruppi di tecnici, problemi in buon numero già riassunti nelle pagine precedenti e certo emergenti in numero maggiore nel corso delle ricerche. Per contro si ritiene fuori luogo un atteggiamento negativo a priori. L'omissione d'intervcmi in una materia di grande importanza e d'interesse veramente vitale può assumere l'aspetto di grave negligenza, una taccia di cui nessuno desidera csSérc fatto oggetto.


LA GU ERRA RADIOLOGICA NEI SUOI LINEAMENTI G ENERALI Gcn. di C. A. Paolo Supino I. • lMPOS1"AZlONt CF.NF.IW.E t>Et.L'ARCOMl'NTO. • La guerra radiologie, è una forma particolare ccl aggiornata della guerra chimica ncll'cpoci atomica, affidata a un 'arma nuova, la radia1.ione vulnerante o ionizzante, come la guerra atomica propriamente detta è affidata a un'altra arma nuova, s<>rclla maggiore della precedente, l'esplosivo nucleare. La stretta parentela delle due armi risale a un'origine comune, oltre che all'essere prodotto dd più recente progresso scientifico e delle più ardite tecnologie contemporanee, in quanto entrambe utilizzano faui di trasmu· tazionc di clementi, propri della fenomenologia nucleare. Per di più esse hanno avuto sinora una presentazione oon diffcrem.iara, accomunate generalmente ma non necessariamente e in questo riconoscimento di non necessario abbinamento è l'atto di nascita di una guerra radiologica specifica nell'imponcn1.a car.istrofiea dell'esplosione at0mica. Di conseguenza la guerra radiologica non è stata studiata a fondo di per sè, nasco,,ta dalle nebbie fumogene degli aspetti altamente drammatici e anche spettacolari della guerra at0mica, per 'l.uanto meriti In pi~ diligente attenzione da parte dei tecnici militari, oltre che per la sua efficacia intrinseca, proprio in virtù dei suoi a.spetti specifici diffe~nziali in confronto d i quella e della caratteristica di sua alternativa siie11ziosa, si potrebbe anche dire surrettizia, ch'cssa è in grado di assumere (1). Conviene dir subito che per guerra radiologica s'intende l'utilizzazione be llica di quella che .si è già detta la raclia1.ione vulnernnte, cioè dei fatti d 'irradiazione ad altissima frequenza (raggi gamma) e corpuscolari (raggi alfa, raggi beta e neutrooi) che si .nanifcstano io presenza di clementi instabili (radioattivi), da cui de,ivano lesioni gravi ed effetri anche leiali a carico ddla materia ..ivcntc e in partioolarc dell'uomo (affezioni da radiazione). Dcui fatti sono noti come effetti successivi, secondari o residuali delle esplosioni atomiche, dopo che da tempo erauo emersi nelle tecniche dei raggi X e del radio, in campi prevalememente medici.

(t) Cfr. Gen. P. Sun~o: Lo guerra radiologica ed i suoi Jondomtnti oell, /osi ,li fensiut, in Supplemento "· ~. 1957 del • Notb.iorio Stamp<t ckll'E,..,<ito •, pagg. 5-17.


Ma e~si possono sussistere anche a prescindere da esplosioni atomiche - e di ciui il non necessario abbinamento delle une e degli altri - ad e!<'.m· pio, ,,u.rndo siano dovuti a matcri:ili irradianti pcrch~ instabili (radioattivi), presenti in dosi mMsiccc, e in particolare possono essere provocati dclibcratamcnre ricorrendo a quei materiali ,adioanivi di scuto, prodoni in larga mi. sura nel fwizionamcnto dei reattori nucleari sotto forma di scorie radioattive, le « ceneri nuclc:ari », denominate anche « veleni ra(lioattivi » sin dai primi inizi di un'industria nucleare (r) (2). Infatti le scorie radioattive sono costiruitc da numero.ii elementi, prevalentemente instabili e quindi fortemente irrailianti, provenienti dalla fissione dei nuclei del combustibile nucleare e dai materiali inerti del reattore, atÙ· vati dai flussi neutronici. Per di più la loro radioattività, la loro tossicità e lo stato d'aggregazione presentano variazioni secondo le corattcristichc del processo nucleare dal quale prendono origine. Le scorie radioattive debbono essere allontanate dai reattori, pcrchè la loro ac~umulazionc provoca la cei.sazione della reazione nucleare - e allora agiscono come veleni neutronici - : una volta estratte e, dopo recuperati il materiale fissionabile cd i materiali comunciue utili, sono inviate a rie fiuto (3). L'invio a rifiuto non s'identifica con la dispersione indiscriminata delle scorie radioattive residue. Nell'industria nucl~arc si evita con estrema diligenza qualsiasi dispersione ndl'ambieotc esterno libuo, siano le scorie solide, liquide o gassose, e si deve riconoscere con ottimi risultati, dato che sinora non si sono ri1<Contraù inconvenienti dn irradiazione degni di essere mrnz.ionati, non ostante l'intensa attività svolta in materia. Evidentemente, k cautdc po5tc io atto allo scopo sono state adeguate

#',

(1) rl ri(crimcnto a veleni mdio:ml\·i ap~r(' a:in cb.l primo r2ppot10 pubblico suJ.. l'energia a,omica re<lauo nel l!),15 da Henry Oc Wolf Smy<h, o"c ,on dclii • un• form• p:inicolarmcmc pcr\'Crs:l di ;ggrcssivi chimici o, in rcbzitmc alla possihili1l e.li c:st.-arli e di usarli In guerra (A<OlllÌC Encrgy, Prio«:<on Uni,.«sity Prcu, ~ 16.28), (2) Gli clementi di carie:. cons:um:ati cd cstr:atti dai rt:iHori nucltari c.ontt..ngono l'So¼ cirn di m:ucrhdc fi(tion:ibilc e il 2oi'. cirC2 di elementi di peso atomi.co 1\\Ìno,c, per 1, m:iirJ;ior p:m.c! in«:iibili, quintli in rnno di tr2srnu1u.ionc. Si t.r,tt~ di m:1.tcri:lli fortemente irndi:ant.i, soprattutto in ~ggi lxt11 e gamm:t. Men.. tre il m:atcrialc fiuion:ibilc a ricupcrnto, d2tn il suo :iilto cos:to, l:a p:;artc re,idua dc\'C cuere pomi.a :a rifiulo. Perdè, le centri ouclcni sono pericolose per Jungo tempo e Jc

Io,o r:adiazioni si spengono so1lanto dopo mesi cd anni. (3) Poich~ le acorie dei rc~mori nucleari sono cosriruir( da combustibile atomico da ric:upc-r.1rc, da dementi iodustri:almcmc utili (ifOtopi radioauivi) e infine da m~icriali non utili~7,:1hili, a fi:mco di ogni re2uorc o gruppo di rc:attori ii ,·cdono in fun2:ionc stabi1imcnd di ricupero di m.11crfalc fi.Wo1ubilc, impianti di ac-p:at;a%iOnc: isotopi r.adio:atùvi utili e dcpoiiti di stockaggio ro cvcmu:almc.ntc di smaltimento di $Coric propri.a· menu, Jeue (per dllui2ìc>nc, e Jìspernone).

-


559 3( pericolo potenziale, poichè hanno valso ad evitare sinistri, che possono giungere 2 vaste zone cont..minate in modo cot2mofico, come occadtcbbc in c3So di dispersione accidentale dei veleni radioattivi prodorti da un reattore di media potenza in un sol giorno d'esercizio. Per evirare accidenti del genere le scorie radioattive sono rimosse con opportune cautele e depositate con procedimenti molto complicati di sicurcu.a, destinati ad evitare che esse rientrino comunque in circolazione, procedimenti che banno tal peso da costituire un onere non trascurabile (sin dal rapporto 1945 già citato erano definite « la proprietà piìi fastidiosa di una pib in funzione») e una servitù pesante per l'affermazione concorrenziale della energia prodotta con proemi nucleari, in confronto di quella prodotta con sistemi ordinari. Ma proprio l'esistenza di « stocks » di materiali radioattivi, non utilizzabi li altrimenti e desti nati ad aumentare coll'estendersi dell'industria nucleare e col tempo, sino a raggiungere i quantitativi corrispondenti a livelli d'equilibrio tra produzione e decadimento radioattivo, e, sotto un :tltro punto di vista, proprio la disponibilità di materiali aggressivi che viene a determinarsi di conseguenza, possono of&irc l'incentivo di un impiego bellico, che pertanto non è lecito escludere. Un'eventualità anche remota, ma forse meno di quanto possa apparire a prima impressione, impone di accertare i lineamenti generali di un im· piego del genere, le probabili modali~, dettare da caratteristiche tecniche e da proprietà fisico-chimiche di materiali attivi disponibili di fatto, allo scopo fondamentale di definire i provvedimenti di protezione cd a quello occcssorio di prevedere metodi e possibilità di una guerra radiologica, previsione che è sempre razionale di premettere all'istituzione di un'efficace difesa antiradiologica. 2 . - MoDALtTÀ DI ~IAsmu. - Da un punto di vista si,tcmatico, l'impiego bellico di veleni radioattivi è d:1 considerare :,ccidcmale, quando ha luogo contcmporanc.1mentc o in immediato seguito di un'esplosione atomica, dc· liberato, quando consiste in una disseminazione programmai., e attuai.~ a ragion veduta di materiale attivo. La guerra radiologica fa riferimento a quest'ultimo tipo d'impiego. Nel caso d'impiego accidentale, lo si è già rilevalo, la imponente fenomenologia ben nota dell'esplosione atomica pone su piano subordinato i fatti d'irradiazione, per quanto anche in questo caso siano tutt'altro che trascurabili . Infatti, anche ove si tenga conto ~i tutte le radiazioni calorifiche, luminose, elettromagnetiche e nucleari emesse nel corso dell'esplosione e resi· duali, essi costituiscono soltanto una frazione modesta (poco piÌl di un decimo) del complesso bilancio energetico dell'esplosione.

3. • R.


560 Invece in caso di disseminazione deliberala gli el'.fcui d'irradiazione pos-sono, entro ampi limiti, essere ele,•ati a volont~, percM logicamente e almeno in linea di principio si farebbe ricorso di preferenza a materiali fortemente irradianti, non è escluso selezionati secondo esigenze di casi d'impiego, preparati lontano dai luoghi da attivare e quivi trasportati a tempo debito, con dosaggi corrispondenti agli effetti che s'intendono conseguire, In questi termini resta autorizzata la conligurazionc di una « ramocontamina~ionc " specifica e inollrC si avrà motivo di considerarla « controllata », dal momento che dagli scopi proposti si faranno dipendere la estensione della superficie da attivare, il livello d'intensità dell'irradiazione e la sua durata a dosi superiori a limiti prestabiliti di aggressività (1). Pertanto il controllo s'identifica nella determinazione dei parametri di intensità d'irradiazione, di estensione e di durata delle contaminazioni ra· d ioattivc. E' ovvio che la nozione di guerra radiologica è strettamente legata alla prassi di un impiego deliberato e controllato di materiali radioattivi, fatto a scopo bellico e in vista di conseguire una radiocontaminazionc effettiva. I materiali radioattivi occorrenti sarebbero forniti dall'esetcizio correme di reattori nucleari, in quanto produttori di scorie radioattive (2). A questo punto s.i prescnm di particolare interesse la valutazione dclle disponibilità di fatto attuali e pro,simc future di scorie e dc.i prevedibili fabbisogni di operazioni di radiocontaminazione. Un computo sommario è svolto poco oltre (n. 3). Comunque è facile previsione che il numero dei reattori nucleari sia destinato a crescere rapidamente e che un paese dotato di una industria nucleare affermata disponga in via normale dei me:,.zi occorrenti per intraprendere azioni di guerra radiolo1,>ica e sia quindi potenzialmente abilitato a ricorrervi, sempre che ne ravvisi necessità e opportunità. {1} U irr.idià:1.iOJk dimìnuiscc r;;ipldamen1c con 1:i. dbtanz,-, poic.hè .:a ..oti 250 m si riduce :i una frazione d~l'ordlne Jì un antesimo di quella rcgistr.11.1 .1 un mcrro, ciò c.hc: consente: un:1 ddilniuazionc cCCcui\'a Jdlc z.onc aufr:uc. La i.rradiazionc: dìmìnuiscc: 2.nc.or più rapid11mente col tempo per do:.adimento radic:.anivo1 tipico per ogni clememo e miiun1to dall:i ,ua \lhO. mtdi:i o d:il suo tempo di di,

mcuamcnto, due csprClìisfoni proporzionali. ma non identiche (il tempo o periodo di dimnnmrnlo è quc:llo OC't'OITcnrr ptr I.a disimegra7ione dclh~ mct:'. 1!cgli :1tomi). .Ess11 è dell'ordine di un millesimo, quindi pr::1tic3mrntc nulb, dopo un lmipo p3rj a dieci Yullè la vita mNJia. l'cnanm la diminu2.ionc Jdl'intcnsit.à d'frra.dia~ione

~

d!!.finirn nel lempo in fun

?.ione del valore iniz.inlc e dcll'irradiazfonc- ipccihca del m;.lc:rlcdc attlvo impiegalo. Le èfiigtn:zc di contrailo, cui sooo da aggiungere quelle di puo di m:.ilcri:.ilc d:1 impic:g2rc, inducono a ricorrere. a ndiuc:lc.111cnti di vila media breve e ptrciò d'intensa irr:idi:izionc:. (:,:) Alfo. fine del 1957 c!i.i:s.tc:vonò gitl nel mondo 63 rcauori nudc::11ri in esercizio, di c::ui 54 di riccra e 9 <li patc:ni.::a. J\lb fine del 1 96a sono d:i prevederne: in esercizio oltce un cc.ntin:1fo1 con rapido :iccrcKimcnto di quelli di potenza.


E poichè necessità e opportunità sono apprcz1.ate secondo valuta1.ioni contingcfiti, ,.,_ualunquc avversario di un ~ct,ç i11 })O.))C;)$U di u11'i11Jm~tri;a 11u ..

dcare affermata deve prernw1irsi per la difesa contro operazioni di guerra radiologica, siano pure avversario e operazioni soltanto eve11tu:1li. Naturalmente quest'uhimc possono essere informale a criteri offensivi od a criteri difensivi, cioè possono essere chiamate a inserirsi in fasi offen. sive o difensive di guerra. Se in entrambi i casi si tratta in definitiva di disseminare veleni radioattivi, versione dell'epoca atomica degli avvelenamenti dei pozzi e ddle sorgenti delle lotte tribali della preistoria, una discriminazione consistente cd evidente esiste tra un'azione in territorio proprio, intesa a convalidare preesistenti condizioni di ostacolo di un terreno prescelto a sede di operazioni difensive (guerra radiologica difensiva) e un'azione su terreno avversario, rivolta allo sterminio di uomini, animali e raccolti (guerra radiologica offensiva) (1). 3, • LA C\/6RIIA I\AOlOLOCICA DIFENSIVA. • Il presente saggio prende in considerazione sohnnto la guerra radiologie:\ difensiva, in considerazione ddln condannabilità di una guerra radiologica offensiva, la qu:ùe non potrebbe prcvcdibilmcnre assumere altra forma di quella di una dispersione indiscriminata e massiccia di sostanze irradianti altamente nocive e quindi andrebbe incontro alle sanzioni previste per iI reato di genocidio. Peraltro non si sottace che i criteri e le prassi valide per la guerra radiologica difensiva non sono sostanzialmente diverse da quelle pertinenti a una guerra radiologica offensiva; analogamente, le predisposizioni in vista di azio. ni difensive possono costituire orientamenti e attrezzature valevoli per far &onte ad eventuali atti oHensivi, ove si dovesse esserne oggetto. li criterio cli base cli qualsiasi attività in proposito risiede nella reali~ zazionc, nell'ambiente obicuivo da interdire, di un livello d'irradiazione di tale intensità da :,ssoggetmrc uni1à terrcmi in transito a perdite in coller:ibili. Naturalmente i danni sarebbero ancor più gravi in caso di sosta, pcrchè all'ingrosso proporzionali ai tempi di esposizione (proprietà additi1•a dell'irradiazione). Dello livello viene denominato " d'aggressività bellica » e vene sui due valori di 400 r o di 6oo r, ai quali si attribuisce rispettivamente, in seguito a esperienze, una distruzione pari al 50% degli effettivi e una distruzione totale (2).

(1) Si pone in rilievo incidcnttlmente, senza odombrore per questo criteri d'impiego specifici. l'impiego a.i fiui di un'ci6c:icc intcl'dizioot dc11c limitate zone di fadlitaz.ionc di territori di prcva.lcnlc 0$-Ul:Colo, come lo sono le regioni montone della ftonllcra nozio. noie olpino. (2.) L'in1cnsitl d'irr:adi:.liione viene mi,ur3t3 in r (r0<ntgc.n). Cli effetti previ<ti corri$f>Ondono • un'e!p()siiione di pochi minuti ,ull'intcro corpo.


Tema /nnd,mremnle d,.1/n gu,.rrn ,nd;n/1>gie11 dijl'IHÌtm

> pertn11to la

rea.

fizzazio11c di 1111a radi«o11/amina:io11c controllata, dimensionata m funzione di parametri temporali (durala), spaziali ( cste111io11e della zona md,oconlaminata) e d'i111ensi1à d'irradiazione (superiore al livello d'oggrmiuitll b,f. fica), in modo da corrispondere a 1111 preciso cancello opaativo. Nella zona radiocontaminata risulta interdeu,:1 qualsiasi permanenza di esseri viventi, entro i limiti di spazio e di tempo nei quali l'irradiazione si mantiene al di sopra dc.i valori critici indicati, a meno di non ricorrere a provvedimenti molto onerosi dal punto di vista operativo ed economico, del tipo di ttasponi mediante veicoli blindati cd a tenuta stagna, di ardua rosl!Uzione e a loro volta operativamente inibitori. Si aggiunge, come sarà meglio chiari10 in seguito, che in pratica non esiste una focolrà di decontaminazione. L'unico processo di bonifica perseguibile è da anendersi dal decadimento radioattivo naturale, cioè nella tnsformazionc spontanea e non modificabile degli clementi instabili e attivi in clementi stabili e inattivi. Si potrà obiettare che in confronto di una radiocontaminazione conuollata, della quale ,ono inncg;ibili gli oneri, Kmbrcreblx preferibile una radiocontamioazione successiv:t ad esplosione di proierti aromici, ad esempio di ùpo tattico qualora gli obiettivi siano di dimensioni limitate, di maggior semplicità e inuncdiatczza d'impiego. Alrro,·e si è dimostrato poco rispondente in linea tecnica il procedimento, come ~ intuitivo che non convenga economiC.'lmente, a meno che non sussistano circostanze nettamente a favore dell'effetto primario di esplosioni atomiche (1). Infatti dal punto di vista tecnico si viene a rcali~:wre una distribuzione di materiale irradiante fortuita e quindi aleatoria, per di piÌl d'incerte caratteristiche d'irradiazione e in ~cncre di rapido decadimento; dal punto di vista economico si ricorre n un azione di straordinaria potenza per utilizurne solo un'aliquota modesta ; da punù di vista piÌl generali infine il ricorso a bombe atomiche trns,;ur:1 indebitamente l'effe1ro controprodu· ccnte in campo intcrn:11.ionalc e in Sttlc propagandistica dell'iniziativa ùi fare esplodere cariche di esplosivo nucleare. Si conclude che il procedimento di una radioeontaminazionc controllo1J1 ,i conc:reu in pratic::t, salvo accertamenti probaùvi in contrario, nella di~minnzione di materiali irradianti Klczionati, in relazione ad esigenze d'impiego ben precisate cd a car.iltcristichc di radioelementi effettivamente òisponibill. Si è gilt ncccnnato che una volta effettuata la collocazione in opcr:t dei matc:riali irradianti non esiste facolt~ di una decontaminazione o bonifica effctti,•a, sempre che, come è logico, si escludano sostanze attive solubili. (1) l'cr maggior! particolari tccoic, in proposito cfr. Gcn, P, Stn'isv, l, c., pag. 14.

,,.,


La dccont:uninazionc è praticamente ineffettuabile in presenza di materiali porosi o incoerenti, quali sono le parti superficiali de1 terrcru ordinari, a meno che circosran,,e di assoluta neassità non impongano di addivenire a lavori del tipo :isportazione dello strato superficiale del suolo (decorticazione). Anche in questo caso occorre tener debito conto del rischio d'irradiazione cui è sogge110 il personale di bonifica, che può rendere improponibile il procedimento o quanto meno imporre sostituzioni a brevi intervalli di tempo, perfino dopo pochi minuti di lavoro, col risultato di un impiego di personale veramente ingente e talora perfino proibitivo. Posto il criterio di attendere la scomparsa dell'attivazione, per effetto di decadimento naturale, come un.ico valevole in pratica, una radiocontaminazionc controllata verterà generalmente sulla disseminazione di radioisotopi di vita media breve (dell'ordine di giorni e di scnimane, anzichè di mesi e di anni), i quali banno inoluc il pregio di un'irradiazione molto intensa e quindi di un peso relativamente ridotto IX'' unità di superficie attivata. l radioisotopi saranno forniti dalla selezione delle scorie radioauivc. Soltanto quando il parametro tempo non si presenti critico, si potrà ricorrere allo spandimento globale di scorie di rifiuto, quali sono disponibili all'uscita degli stabilimc.nti di ricupero e dagli impianti di separazione isotopi industrialmente utili dei qual i si è gi~ fano cenno (c.fr. n. 5). 4. • Au:u"'" DATI n'1NQUADllAM.ENTo. - A titolo oncntativo, si riassumono i dati presuntivi, che si riferiscono alle disponibilità di materiali irradianti (scorie radioattive) cd ai quantitativi di radioisotopi selezionati occorrenti per la radiocont:uninazionc controllata di aree di dimensioni tipiche. Le disponibilità, in termini di ordine di grande, sono valutate in base alla nozione della corrispondenza approssimativa tra il JX'SO delle ceneri nucleari dei reattori in esercizio e quello del combustibile nucleare impiegato, quest'ultimo proporzionale alla potenza dei re.1ttori. Ora una centrale nucleare di 100 mila kW di livello tcrinico, al quale corèpondc una potenza elettrica erogabile di 10 a 15 mila k W, a seconda dd rapporto pratico di trasformazione energetica caratteristico di ciascun impianto, e supposto un rendimento della tr:isformazione nucleare pari al 25%, consuma ogni ora 0,0172 kg di U"' e, in funzionamento continuativo, circa 150 kg all'anno. Si è pertanto autorizzati a prevedere una disponibilità di cire3 un quintale e mc:r.zo di scorie soltanto in base al funzionamento per un anno di una centrale nucleare di media potenza. come quella prc.osa in esame. E' da ricordare che la prima centrale elettrica di potcmr.a (produzione di energia) inaugurata akuni mesi P., a Calclcn Hall in Inghilterra ha la


polenz:a clcttrica J1 6o mila kW e che sono in progeuo in Inghilterra, Stati Uniti d'America e Russia centrali nJcleari della potenza da 500 m,b kW (1). E' da tener presente :ùtresl che nd 1900 gli Stati Un iti d'America disporranno di I milione <li k W di energia elettrica di origine nucleare e nel 198o Ji 100 milioni di kW e che nel 1!165 esisteranno in Gran Rrctagna sedici centrali nucleari per cumplessiv1 5 3 6 milioni di kW. ll quanutativo di energia erogata J~ centrali nuc~ri raggiunger¼ 1,1 1 35 milioni di k\V nel 1975 (1). Conformemente alle precedenti valuuzioni si può presumere che verso la fine del secolo l'auua1.ionc del programma britannico dell'energia nucleare importerà un consumo annuo di circa 200 1onn. di combustibile nucleare e una produzione di pori entill di scorie rad1oa11h·c c che nel contempo la produzione mondiale raR!ltungcrà le 1000 tono. o ne suà poco al di sono. Interpolando tra gli estremi, è fondata la congem1ra che sin dai pros· simi anni la disponibilità di scorie radioallil'c raggiungerà annualmente, nei paesi meglio provvisti ,n materia d'industria nucleare, alcuni quintali. In confronto dea dori di dtsponibiliù prcsunti\'a sono da proporre i preventivi di massima di materiale mh'O riferiu od e,-cntuali operazioni di rad1cxon1aminazione. Nel saggio citato (nota 1), in base a valutazioni red:,tte a solo titolo orielllativo, si giunge nlb precisazione, per radiocon13minazioni di breve durata (controllate nel tempo), d1 pesi d'isotopo radioattivo dell'ordine di 100 gr per kmq nd caso di radioelementi a viti media bre"c (della durati di alcune ore) e d1 300 gr per kmq nd caso da radioelementi a vtl:a media alquanro maggiore (della durala di alcuni giorni). Per le aree tipiche assunte nel saggio (2), i preventivi rispettivi \ono di 1 e 3 kg, di 50 e 150 e cli 1000 e ,ooo kg. I precedenti dati non risolvono il problema. Essi debbono essere resi omogenei e quine.li adani a un confronto. In cCferri, le tonnellate di scorie radioa1tive sono co>I.Ìtu11e da materiali attivi irradianti da pochi curie ad alcuni mcgacuric per kg, misti a materi:1li inerti (3), mentre gli isotopi radioattivi di previsto impiego sono ad alta irradiazione (dell'ordine del mcgacurie), per essere di vi1a media hrevc. (1) l.n rutia. lit pnm;1 ttrunlr dc:u1t:a nucl<;irc cn1rcrl m funu-onc nel 19'00 cd avtl b potc:nza d1 ljot,000 k\V 1 c-hc ~ ptt\'1sto ;.ananno portati m ,rg:ui10 a .225.000 k\V Un'.1hra ccntr•lc (120,000 kW) cn«crl in runi,onc n<I 1963, (1) Le artt tipiche corrispondono, rornc ordine di gron<le,1.0 supcrficiolc, a una d, ,·alleo in una c~1cn• moncna (10 km~), • una 1c1<a d, sbaroo ••reo (SCo kmq) e ,J un di>1rctto 10dustrialc di dimauioni medie (10.000 kmq.). (J) Il curie maura l'am,nl d'irnèinionc di un grammo d, IU''", com,pondcnlc l,7 x 101 disintcgrn1un1 pt:r l<'Condo. r rncga(;uric è t<I curir.

,m,.

...


Di conseguenza occorre valutare quale parre delle scorie radioattive presenu carattcnsuchc d'irradiazione d1 ordine utile, pcrchè soltanto questa è utilizzabile ai fini proposti e pcrchè soltanto in base a tale v:ùutazione si verrà a definire una disponibilità teorica, da rendere effettiva all'occorrcn7,a mediante procedimenti di separazione, nel cui merito non s'entra, limitan· dosi ad ammetterne la possibilità generica, disponibilità teorica da mettere a fronte dei fabbisogni di massima per giungere 1 conclusioni valide d i impiego. Ora l'attività d'irradiazione delle scorie radioattive varia da caso a caso, secondo tipo di reattore e trattamenro chimico effettuato, ma tenendo pre· sente i dati sperimentali e integrandoli a stima (1), si può considerare fon. data una disponibilità di massima di circa il 20¼ del rotale di radioirotopi genericamente utilizzabili ai fini di radiocontaminazioni controllate. Riportando la percentuale a va.lori assoluti, si conclude con una dispo, nibilità presunta di materiali ad alta irradiazione di circa 200 gr per ogni chilogrammo di scorie. Riferendosi ai preventivi del le aree tipiche, risulta giustificata l'ailcrmazionc che sin d':tdesso, e notur{'tlmente u mnggior rngione in prossimo av venire, gli Stati in posscsro di quella che si è detta un'industria nucleare af. fermata rono in condizione d'intraprendere operazioni di gt1erra radiologica difensiva su aree dell'ordine minimo e medio indicato. Le stesse facoltà si estenderanno ad altri Stati, a ma1\o a mano che si generalizzerà un'indu. stria nudettre, come lascia prevedere l'est.e nsione che è destinata ad assumere la generazione di energia da fonti nucleari. Per le aree di ordine maggiore sono da prevedere modalità di radiocon· laminazione, che nulla vieta di estendere a tutti i casi d'impiego, più razionali e più economiche di una disseminazione uniforme di materiale atti\'o. Le moJalit/1 in parola potrebbero vertere sulla costituzione di una rete di strisce attivate, attraverso le aree da interdire, secondo criteri analoghi a quelli prescritti per l'impianto di campi minati complessi (zone minate), criteri che escludono, come è ben noto, un minamcnto generale e indiscriminato su grandi estensioni di terreno. {•) 1 Jati ~pcrimcnt.;1H cui J"i fa d(eriu~uto wuu riportllli da u: IndustritJI Utiliuuion Fission Products », in • Nudconics •• n. 51 1951. In una lOt111cllata di scorie circa i1 55% ~ costituito òa utlioi.sotopi di vit:a mcdi:. superiore a 40 giorni e d'irr.tdiazionc superiore :i o,r Mc:\1, T:alc aliquota è qut'lla di m3ggior~ intercssc ai fini di uoa climin.1zionc in condizioni di sicurC"l.7.3 di scorie r:a<lio-

o(

retù,·t.

La ,i.ima intcgrQti\'-a è che: dd residuo 45% un.:a metà .sfo costitui1:1 do matcri11.lc pr:nicamcntc inc,tc e l'::a.ltro mcl~ Ja isotopi a. vit:l mcdi:t infaiorc :.I tempo suindicato

cd a forte irndiaziouc. Qt1ctt'uhim.u quot:l parte :i.mmontcrcbbc allorn al n ¾ e sarebbe qudla gcncric:t· mente utiliziabUc ai fini in esame.


Inlinc è da considerare il fano che l'estrazione di isotopi radioattivi da scorie di rifiuto dei reattori è: un procedimento di disattivazione o d'inertizzazione delle sc-0rie st=, cioè concorre aUa risoluzione di un problema fondamentale per l'industria nucleare. L 'estrazione che interessa a tal fine è quella degli isotopi di vita media più lunga, dopo di che può darsi luogo alla dispersione dei residui in terra o ncl mare. Quello che interessa porre in rilievo è che in se<lc di elaborazione obbligatoria delle scorie è possibile vedere inserita anche la separazione d'altri isotopi, questa volta d'impiego preferenziale militare. D':,ltra parte esistono fonti di radioisotopi diverse dai reattori nucleari, i soli presi in conside.ra1,ionc sinora in dipendenza dell'assoluta prevalenza attuale di produzione e in conformità dcll'indiriz1.o conccnuale di vedere la guerra radiologica come porcaro dell'utilizzazione di materiali largamente disponibili, di eliminazione onerosa e per i quali non è prevedibile un impiego diverso, quali sono le scorie radioattive di rifiuto. E infatti la produzione artificiale d'isotopi radioattivi può aver luogo anche mediante macchine acceleratrici o con irradiamento neutronico di clementi st•bili, collocando l'dcmcnto d• attivare nelle zone dei reattori nelle quali si verifica il flusso neutronico più intenso (1), pur ammettendo che per il momento i quantitativi ottenibili con tali modalità sono molto piccoli. In conclusione, e sempre e-0nservando all'analisi le cararrerisriche di un accertamento di massima come è consentito da uno scopo semplicemente orientativo, i dati surriferiti autorizzano una risposta affermativa al quc$ito circa la fondatezza della previsione di azioni di guerra radiologica e di radiocontaminazione controllata. La disseminazione dei materiali radioattivi può aver luogo mediante le più varie procedure: aerei, proicni di lancio o autopropulsi (razzi) o infine veicoli terrestri. Naturalmente dovranno essere studiate opportune attre',;zature in vista dd particolare impiego. ln relnione alle esigenze di regolarità e di permanenza della disseminazione e di difficoltà di bonifica interessa una e-0nvc:nientc granitura del materiale atlivo. Sotto quest'ultimo punto di vista sono preferibili polveri molto sottili; s,mo il precedente, granuli non troppo piccoli e soprattutto uniformi. Le due esigenze, in parte contrastanti, sono contclllpctatc da grnnula1Joni dell'ordine del mm. 5· - CRITICA E CONCLUSIONI CU.1tU.LI. - l precedenti cenni sono ben lontani dal risolvere i problemi fondamentali inerenti a un'eventuale guerra radiologica. D'altra parte la tesi assunta cm solo quella di dimostrarne fondate, in via induttiva, le basi teoriche e le prassi applicative. (1) T«nichc Ji L,1 ,ipo sono gi!i applicai,, nd esempio ndl• prcparar.ioo< dd cobalto rndioattivo (Cc,;,).

"'


E' da l?resumere che dillicolt~ consistenti si affacceranno nelle eventuali applicazioni, allorchè si vorrà procedere a disseminazioni di matertah atlJvi di carattcriniclte lx:n definite, in vista di un'operazione strettamente controllata, poichè in tal caso si dovranno usare radioelementi definiti, presenti in misura ridotta nelle scorie e quindi di preparazione non semplice. Altre difficoltà deriveranno indubbiamente dalle cautele da osservare nella manipolazione di sostanze fortemente irradianti e dalla impossibilità pratica di stockaggio di quelle di vita media più breve e quindi di decadimento radioattivo più rapido. Queste difficoltà, e altre che la pratica non mancherà di mettere in evi• denza in sede d'applicazione, dovranno essere superate in considernzione del rendimento clic è consentito amibuire a una prassi difensiva flessibile cd efficace, se avranno avuto luogo le predisposizioni indispensabili e soprattutto se saranno stati accertati e assimilati gli orientamenti concettuali concernenti l'impiego di un'arma nuova. Si ~ già rilevato che tutta la trattazione è improntal:l al criterio di una contaminazione di breve durata e accuratamente delimitata, due caratteristiche nelle quali si ,•ede condensato il controllo ddl'opcrazionc. Di <1ui il ricorso ad isotopi radioattivi di ,•ita media breve e molto breve, poichè eJj. minati per decadimento naturale dopo pochi giorni o poche setti mane, secondo i casi, e, all'occorrenza opposta, rinnovati con nuove disseminazioni. E' naruralc che ove deno criterio perdesse di merito, in ,,ja circostanziale o permanente, i procedimenti applicativi verrebbero a subire considerevoli modificazioni e in particolare sussisterebbe probabilmente una lata facolt~ di scelta di materiali attivi, con prcfercn?.a verso l'impiego di materiali misti e di più immediata disponibilità, oltre che di vita media più lunga, cui peraltro è da contrapporre un peso più considerevole per unità di super· licie, per la neemità di raggiungere il livello d'aggressività bellica con un materiale dotato di minore potenza d'irradinione. Nei riguardi della funzione d'ostacolo di zone radioattivate, si sentirà spesso proporre l'obie-~ione di effetti differiti e pertanro di efficacia mediata, con inflessione cli rendimento in specie in campo tattico. L'obiezione non è decisiva. Se il dt"Corso generale delle affezioni da irradiazione è in genere lungo, poichè il quadro completo risulta manifesto dopo due o tre settimane e gli effetti letali sono successivi, non è men vero che i primi simomi inabilitami di un'irradiazione intensa (nausee, vomito, ccc.) si presentano un'ora o due dopo che quesl:l ha avuto luogo, anche per esposi1.ioni della durata di pochi minuti. E se la prcsenz:t di zone attivate non è avvertita dai sensi umani, è consentito rivela.ria con 5Lrumcnti adatti, la cui segnalazione è sempre fortemente allam1antc. La segnalazione visiva o acustica d'irradiazione ad alte dosi da parte degli apparecchi dctcttori (contatori di Geiger. MiiUer, contatori proporzionali, camere <li ionizzazione, ccc.) determina l'arresto delle unità in movi-


568 mento, dato che nessun reparto può essere esposto, qualunque sia il suo com· pito, a perdite del 50% e superiori, quo.li importi l'esposizione durarura a livello d'aggrcssivitil hcllica. Quindi b (unzione .d'ostacolo di zone radioattivate in aha dose ~ cffertivamenre assoluta. Nello valuta1.ionc delle situnioni corrispondenti, occorre tener presente che le azioni di radiocontaminazionc, nella loro veste di versioni aggiornate di azioni di guerra chimica, po,sono essere viste sono l'aspetto odioso di atti micidiali e subdoli nl tempo stesso. In realtà conclusioni obiettive sono molto diverse. Indubbiamente la guerra impone crudeli nccessit.ì, le quali sono giustificabili in linea funzionale con la crudeltà non eliminabile nella violenza, e quindi prima di tutto non superflua, e in linea etica con esigenze di difesa. E' sotto questi punri di vista che a proposito della guerra radiologica si è insistito sul suo impiego in fasi difensive, ncUc quali l'effetto delle radiazfrmi u11/nerami è co11uguc11za tlc/l'auo di uo/o111à dc/l'aggressore e può cs<ere evitalo da co;tui, ;olo diç ,·eccda dall'aggre«iallt:.

6. • ln questo senso la guerra radiologica costituisce un'alternativa della guerra atomica propriamente detta, alternativa alla quale non è g iustificato di estendere i gravi addebiti che vengono fatti a carico di quella. Se posta in ,tto con modalità appropriate, le quali non inrcrfe.riscono nell'efficacia poichè si fà rikrimcoto ad attività di carattere difcnsil'O, svolte su proprio territorio in zone sgombrate in via preliminare dagli abitanti e perfino segnalate mettendo sull'avviso l'avversario del gravissimo danno cui va incontro in caso dì transito - come ~ consentito daU'impossibilità pratica di procedere alla bonifica ~, le radioconrnmin:tzioni controllate escludono danni alle persone e col tempo si eliminano spontaneamente, due requisiti d'innegabile interesse, che anche a p.1rit:I d'altri termini con procedimenti convenzionali di uso corrente, come le azioni di fuoco dei vari tipi, i campi minati, ccc., parità ip<>tizzat, ma non concessa, costituiscono aspetti certamente positivi per le applicazioni dell'arma radiologica nci quadri e nel senso indicati. cl valutare l'efficacia di radiocomaminazioni non se ne deve trascurare l'eUeno p icologico, connesso con un·azione ktalc o quanto meno for· temente inabilitante, per di più agente attraverso sindromi dolorose e di esito prevalentemente infausto, affidata a circostanze non avvertibìli in ,·ia organolettica, cf(cuo che si sovrappone a quello materiale e sovente lo an· ticipa. La pratica accennata di segnalare le zone attivate vale ad un tempo a rafforzare il citato effetto psicologico cd a stornare l'accusa di ricorrere a metodi disumani di guerra, accusa che grava a carico della guerra chimica e dell'esplosivo nucleare e che è scn1.a dubbio giustificata nei riguardi di chi

....


prende l'iniziativa e assume la grave rcsponsabilit~ di ricorrere all'esplosivo atomico. La guerra radiolo~ica si appresta a divenire una realtà per forza di cose, basta considerare lo sviluppo che è dcsùnata ad assumere l'industria nucleare. Occorre non perderla di vista, pur con la ferma determinazione di fare ogni sforzo utile per limitarla a quelle forme meno crudeli, alle quali si è fatto riferimento esplicito a più riprese. Essa impone determinati atteggiamenti, in materia di difesa nazionale, il primo dei quali, in ordine d'importanza, è l'interesse per una consistente industria nucleare nazionale, dato che questa assume la funzione di preparazione cli un'arma della quale si sono illustute le prospettive, industria d'altra parte da favorire in vista di un indispensabile sviluppo Ji fonti energetiche. Un altro indispensabile atteggiamento si riferisce allo studio approfondito di quel che potrà c.sscrc in effetti domani la minaccia dell'arma radiologie.,, in sistema con quella atomica, batteriologica e cbimica, e delle prcdispvsizioni valide ndb cvcntualit,, di doverla )Ubire. In p:trricobre, la preparazione alla guerra radiologica difensiva im porta lo studio, la definizione e la dotnionc di me1,zi protettivi e di tecniche di comporramcmo nel caso di attacchi improvvisi, condannabili ma che non è consentito escludere, tutti atti da informare ad acccrwmcnti accurati e ad esperimenti diligenti, che richiedono personale, tempo e mC'LZi e soprattutto

indirizzi competenti. Un approfondimento adeguato dei procedimenti in quesùone ha ancbc un altro scopo, di cui i precedenti compiti sono parte: non è agevole prevedere quali sviluppi sia destinato ad assumcre nel prossimo avvenire quel complesso di nozioni e di prassi che si è ritenuto di poter comprendere entro la nozione di guerra radiologica o che di fatto vi verrà compreso, ma certamente è materia nella quale non è concessa la faciloneria. In qualunque evenienza la guerra radiologica sarà più p<:ricolosa, sino a raggiungere un grado di pericolosità non diverso da quello di una guerra atomica propriamente detta, per quella parte combattente che sarà colta all'improvviso, vale a dire impreparata a sopportarne i colpi cd a ritorcerli contro l'avvc.rsario. La presente analisi vuol essere un primo contriburo a un'attività di difesa antiradiologica che si giudica indisp<:nsabilc non trascurare.


L'EVOLUZIONE DEL CRITERIO D'AZIONE DECISIVA IN GUERRA Gen. di C. A. Paolo Supino

I. -

L 1rNTERPRETAZTONI

DEGLI EVENTI BELLICI.

Talora vien fatto carico ai tecnici militari di non coltivare a dovere la ricerca dottrinale e la critica centrata, in vista della corretta interpretazione degli eventi bellici. Di qui la sorpresa sistematica che destano gli ,viluppi effettivi di ogni nuova guerra, in contrasto coll'obbligo <li orientamenti rea· listici che sarebbero da attendersi da parte di professionisti preparati e ag­ giornati e colla necessità di previsioni che i fatti confermino, da porre a base di un'attività molto impegnativa quale è la preparazione della difesa na­ zionale. Sotto la lezione di gravi insuccessi, verrebbe fatto di giudicare la critica militare un esercizio intellettuale male impostato e troppo legato al passato, dedito di preferenza alla contemplazione di una storia oleografica, con di­ scutibile verosimiglianza vista campo d'azione esclusivo di successori indi­ geni degli eroi di Plutarco. Il giudizio non è obiettivo. Le cause d'incidenza negativa sono com­ plesse e meritano di essere analizzate. L'analisi porta a riconoscerle dovute in massima parte a motivi intrinseci <li una causalità storica, piuttosto che ad attitudini e ad inclinazioni mentali di esperti o di una categoria professionale. La previsione corretta è in generale attività di difficìle esercizio laddove sono determinanti operatori umani, anche CJUando i fatti si presentino nor­ malmente come azioni collettive, nelle quali operano effetti di medie stati­ stiche, livellatrici di scarti troppo sensibili. Non solo gli esperti militari, ma economisti, studiosi di dottrine so­ ciali e cultori di scienze politiche hanno dato spesso a vedere un'imperfetta interpretazione delle contingenze, da cui sono derivate discrepanze conside­ revoli tra previsioni e decorsi di eventi, anche nel caso di avvenimenti im­ portanti, cui si è soliti dedicare molta attenzione e nei riguardi <lei quali esistono documentazioni di prima mano. D'altra parte non si può negare che le manifestazioni di pensiero di molti tecnici militari soggiacciono a una sensazione di antagonismo tra teoria e pratica, diffusa ancpe tra esperti di buona formazione, da addebitare all'one-

,

3- R


re sempre rilevante dell'azione militare, alle esigenze molto frequenti di interventi urgenti, per effetto dei quali val meglio l'atto estemporaneo ma tempestivo che l'atto meditato ma in difetto di tempestività, infine all'indiscusso criterio che solo l'azione è feconda, cosicchè resta senza frutto ogni attività di analisi che manchi del suo momento sintetico di impulso all'azione. A queste caratteristiche peculiari dell'azione militare si debbono aggiungere i riflessi dell'ambiente operativo, umano e fisico, confluenti in situazioni ambientali che si condensano in una realtà antistatica per eccellenza, agitata costantemente e perfino in modo sconcertante da una fluidità di situazioni, nella quale convergono tutti i mobili del comportamento umano e tutte le disparità di presentazione spaziale e temporale di contingenze. L 'accennata fluidità, che si potrebbe addebitare a un dinamismo operativo estrinseco, pcrchè pertinente ai fatti e non agli agenti, si afferma - e queste sono caratteristiche differenziali rispetto a materie di studio di altro tipo - in modo sfuggente all'osservazione, perchè evidente allorchè ha raggiunto valori determinanti; si esalta nei periodi di crisi, in funzione di alterazioni di processi consueti, nei quali in pari tempo si vedono introdotti agenti di eccezionale potenza in qualità di modificatori di sviluppi, cui non è più consentito di applicare ordini di pensiero consueti; porta alla formazione di mentalità sensibilmente egocentriche e soggettive. Mutabilità ambientale e mentalità soggettiva rendono eccezionale la ripetizione conforme degli atti, che è alla base di qualsiasi prassi costante, e arduo il tentativo di addivenire a interpretazioni di validità universale, da porre a premessa di un'azione generalmente uniforme. La circostanza assume maggior rilievo in quanto fatti, processi e sviluppi non ammettono l'esperimento a volontà, in condizioni di effettiva verosimiglianza, nè una simulazione che non alteri in modo eccessivo la loro sostanza.

Se oltre tutto si tien presente che l'attività dei militari è soggetta al riserbo che è di dovere nelle incombenze della difesa, che gli studi m ilitari sono per istituto - per quanto non manchino le eccezioni anche brillanti di competenza di una categoria professionale a sè stante, esclusivista alla pari di ogni altra categoria professionale ma soprattutto legata alle proprie prerogative, cui corrispondono responsabilità specifiche e gravi, si dovrà convenire che molte e importanti circostanze concorrono a mettere in difficoltà le manifestazioni e gli stessi presupposti di un attivo pensiero militare. Naturalmente le considerazioni svolte non debbono assumersi a negazione di un vigoroso sforzo di razionalizzazione, ad opera di menti preparate e operanti con giusto equilibrio di attitudini speculative e di sensibilità di esigenze pratiche. Piuttosto impongono la eliminazione di elementi controproducenti all'esplicazione di un'attività concettuale di valore, che non si può pensare esercitata in carenza di luci derivanti dall'analisi centrata dei fenomeni di


ogni genere che essa interessa o dai quali essa è interessata, e la reazione impastata su11a ricerca e sulla valorizzazione delle alternative pasitive di ogni situazione che si presenti con una carica n egativa di qualche rilievo. Occorre addivenire alla interpretazione acuta e bene a fuoco dei fenomeni che interessano i problemi militari, sulla base dell'analisi diligente del giuoco dei fattori in azione e delle sintesi atte a giustificare deduzioni rigorose e concrete, al più specializzate per categorie di ambienti e di compiti. L'impresa trova le sue premesse logiche nell'interpretazione dei fatti che condizionano gli accennati problemi, da scegliere con eclettismo a garanzia di esaurienza di ricerca, valorizzando debitamente i contributi delle discipline storiche, sociali, economiche, politiche, senza trascurare le influenze del progresso delle discipline scientifiche e delle tecnologie più moderne. Si tratta in definitiva d'individuare un certo numero di temi o argomenti, la cui trattazione valga a partare buona luce sullo stadio attuale e su queJJi prossimi futuri di una prassi militare intenta a conseguire gli attributi di un costante aggiornamento. Tra i temi di proficua trattazione si presenta particolarmente fecondo, oltre che suggestivo, lo studio delle modificazioni che è in procinto di subire la nozione di azione decisiva in guerra. 2, - LA NOZIONE D I AZIONE DECISIVA IN GUERRA.

In che consiste l'azione decisiva in guerra? O, con maggiore immediatezza, a quali sviluppi si adegua la guerra, come fatto tecnico, isolato dalle contingenze politiche, che si considera possibile sintetizzare in linea di sufficiente approssimazione negli obiettivi propasti di volta in volta? E di conseguenza, quali linee risolutive stanno assumendo i conflitti internazionali? E' bene premunirsi contro il semplicismo eccessivo e anche poco illuminato che si accontenta, ad esempio, di una risposta lapalissiana del tipo che in guerra occorre soprattutto batter forte o di un contenuto senza dubbio più convincente che la prima esigenza da soddisfare in guerra è quella di

vincere. Infatti si può sostenere, forse con qualche sorpresa degli interlocutori meno provveduti, che vincere è un mezzo e non un fine e si può dire co))o )omini che nessuna gloria è più sterile di vincere inutili battaglie. 11 fine è senza dubbio offerto dal conseguimento degli scopi di guerra. E se gli scopi di guerra passono essere conseguiti senza combattere, cessa la necessità di combattere per vincere e resta priva di m otivi la vittoria in battaglia ed in guerra. Qualcuno potrà obiettare che colla precedente proposizione si è fatto soltanto un giuoco di parole. . In. realtà vi è molto di più. In essa, senza esagerazione, è lo spunto dell'1nd1v1duazione f'i una svolta importante di una prassi bellica in evoluzione


e, in funzione di questa evoluzione, della presa di conoscenza di una nuova concezione dell'azione decisiva in guerra. Del resto il dibattito intorno a modi ed a fini di guerra non è nuovo, per quanto solo di recente si sia trasferito all'alternativa del raggiungimento dei fini combattendo o senza combattere. La controversia ha avuto per oggetto dapprima la definizione delle caratteristiche permanenti del fenomeno bellico, definizione che è stata sempre perseguita dai teorici della guerra (basta indicare tra molti, un nome ben noto quale è quello del Delbriick), i quali hanno a lungo dissertato di guerra a obiettivi limitati e di guerre a obiettivi totali, di strategie di esaustione e di strategie di annichilazione, come dicono gli autori di lingua anglosassone, in italiano sarebbe forse meglio fare riferimento a una strategia di usura e ad una strategia di annientamento ( 1). Le discussioni, cui ha dato luogo la controversia, hanno aperto la strada alla teoria della guerra totale, ma, per quanto condotte su consistenti basi culturali e con buona argomentazione dialettica, non sono giunte a quelle conclusioni autorevoli e di generale accoglimento che soltanto la realtà dei fatti poteva sanzionare e prima ancora fare intuire. D 'altra parte vale osservare, a preparazione della tesi che verrà presentata in seguito, che anche la guerra totale, portato dei mezzi di lotta divenuti disponibili nel frattempo oltre che di orientamenti intesi a trarne il maggior profitto in un clima di contesa arroventato, è ancora un sistema di procedimenti contingenti e non uno scopo in se stessa. La distruzione, azione tipicamente negativa, non può portare a realizzare scopi concreti, da richiedere soltanto a processi positivi in misura adeguata. E' coerente alla precedente norma la constatazione, cui ha servito da introduzione la breve casistica circa gli scopi di guerra e le modalità più opportune per conseguirli svolta all'inizio del presente capo, che oggi, a differenza di quanto era ritenuto fuori discussione soltanto pochi decenni or sono, l'alternativa non verte più tra una guerra di usura e una guerra d'annientamento o tra un'operativa di attesa e un'operativa risolutiva, come atteggiamenti da assumere nel quadro di una guerra totale, bensl tra il ricorso al!e armi o l'adito a metodi di contenzioso non necessariamente ed a tutti i costi guerreschi, perchè impostati sulla rinunzia almeno temporanea di affidare la decisione alle armi e sul proponimento di conseguire altrimenti gli obiettivi contesi. Poichè la modificazione dei procedimenti, per quanto sostanziale, non elimina la materia della contesa, nè la necessità di giungere a una decisione prestabilita, l'alternativa accennata si è trasferita al ricorso alla guerra con( 1) Il DELaaCc1.., ndla sua opera << Geschichte der Kricgskun.st )), distingue una Nicdcr,verlfttngsstratcgic e una Ermatttmgsstrategie.

l

(

..,


venzionale o al ricorso alle forme non convenzionali di guerra, la guerra fredda e le sue sottospecie, la guerra dei nervi, la guerra delle propagande, la guerra delle materie prime, la guerra dei primati scientifici, dalle quali si passa per gradi spesso poco evidenti a forme più tradizionali, quali la guerra diplomatica, la guerra economica, l'aggressione per procura e l'aggressione interna e cosl di seguito. La guerra, come attività peculiare di collettività umane organizzate, non è stata mai indifferente al grado e alle forme di organizzazione sociale, nè ha mancato mai di subire i riflessi dell'evoluzione di scopi ehe è la conseguenza dei gradi e delle forme di organizzazione raggiunte di tempo in tempo, nè infine è insensibile all'evoluzione degli strumenti e dell'ambiente umano e fisico in cui si svolge. Di qui una spinta evolutiva, che trova i propri indicativi più immediati nell 'armamento e nelle concezioni d 'impiego, in quanto ivi convergono piani di progresso civile, atteggiamenti spirituali, modi di vita, esigenze di affermazione di popoli, ma che si estende in ogni momento in campi ben più vasti, sino a condizionare di fatto il clima delle relazioni internazionali. Se s'investigano le modificazioni e le conseguenti vicissitudini delle relazioni internazionali, nei loro più estesi aspetti, si constata una evoluzione di atteggiamenti provvista di un considerevole significato interpretativo. Nulla vieta di dilatare la ricerca a tutta la storia della civiltà, ciò che importa di risalire all'epoca della mazza e del propulsore per discendere a un presente contraddistinto dalla bomba atomica e dalle telearmi. In realtà l'ammaestramento migliore è tratto dall'esperienza dei secoli più recenti, e non poteva essere altrimenti; precisando, dall'esperienza del periodo che intercorre dal XVII secolo al dopoguerra della seconda guerra mondiale, con un crescendo d'interesse a mano a mano che gli avvenimenti si avvicinano al presente.

3· ·

1

LE MODIFICAZIONI DELL AZIONE DECISIVA IN GUERRA,

Il quesito proposto riguarda le modificazioni sosta nziali che ha subito e che è in procinto di subire la nozione e il fatto concreto di azione decisiva in guerra. Questa si è identificata sino al recente passato nella distruzione dell'av-

versario. A lungo la prassi bellica è rimasta sotto l'influenza della filosofia di guerra del v. Clausewitz, a sua volta maturata alla luce delle guerre napoleoniche, filosofia permeata dell'accennata concezione di evidenza solare e difficilmente attaccabile nella linearità della sua impostazione, che in seguito di tempo prendeva autorità dal concetto biologico di lotrn per la vita, trasferito alle relazioni tra i popoli.


Considerata d'altra parte convalidata dall'esperienza di ogni tempo, la concezione si riattaccava a una tradizione da fare risalire ai primordi dell'umanità, allorchè, nelle lotte tribali, la vita di uno dei contendenti era legata alla eliminazione materiale dell'altro ed era lo sterminio degli cle· menti validi e una sorte meno uniforme ma non meno triste della parte dei vinti considerata imbelle. Una consuetudine feroce era d'obbligo per i po-poli nomadi ; soltanto i sedentari hanno conservato i vinti in cattività, perchè li hanno adibiti a compiti di lavoro. Sono stati necessari molti secoli di progresso civile e il consolidamento di nuovi sistemi d'organizzazione sociale perchè il destino dei vinti assumes,. se aspetti personali meno gravi, soprattutto in seguito a una graduale discriminazione tra combattenti e non combattenti, discriminazione di formazione molto lenta. I campi di battaglia sono rimasti teatro di lotte sanguinose, ma la scon· fitta non ha più significato l'epicedio di un popolo. Se la battaglia campale si concludeva colla distruzione dell'esercito sconfitto e in dipendenza manteneva la funzione di fatto preminente della guerra, la cui tematica si sviluppava con molta uniformità intorno ai motivi della ricerca, della fissazion e nelle condizioni più favorevoli e del colpo violento e deciso contro l'avversario, nei tentativi di regolare l'arbitrio ed il caos si procedeva alla raccolta di norme di guerra e se ne estendeva l'osservanza, ponendo le basi di un diritto di guerra, &utto di tempi molto più vicini, che tra l'altro sanciva il rispetto dei vinti e )imitava le ingiurie di guerra allo stretto indispensabile, concetto questo vago e di difficile traduzione in pratica. La discriminazione tra combattenti e non combattenti, d'indubbia rilevanza dal punto di vista morale, meno importante dal punto di vista tecnico, ha il valore concettuale d'indicativo tipico per individuare momento e am· piezza della modificazione degli obiettivi di guerra. In effetti le guerre recenti hanno dimostrata una sensibile involuzione della pratica discriminatoria, che era stata elevata a canone di stretta osservanza nelle guerre del XIX secolo. In pari tempo, cioè mentre interi popol_i coinvolti erano sempre più soggetti alle ingiurie della guerra, ingigantivano le perdite sui campi di battaglia, col risultato di sacriEci di sangue che non trovavano con&onto in nessun altro momento della storia. La guerra dimostrava una forte tendenza a divenire crudele per un nu· mero crescente di uomini e ad estendere a dismisura nello spazio e nel tempo lutti e pene. Una breve analisi del fenomeno supera nettamente il carattere di ricerca erudita, per risalire alle origini e alle cause delle condizioni attuali, che più direttamente interessano. Coll'affermarsi delle grandi monarchie le guerre erano divenute compito di eserciti permanenti di assoldati, affare dei re, solo incidentalmente interesse delle popolazioni, anche se gli incidenti erano normalmente gravi.

..


Gli ultimi echi di un diritto divino dei troni ed i riflessi di una proprietà reale degli eserciti avevano parlato a un reciproco rispetto di regnanti, temparaneamente nemici ma per diritto fratelli, oltre che all'intendimento di non guastare alla leggera quei beni strumentali che erano gli eserciti per il prestigio dei troni in sede internazionale e per l'esercizio del patere all'interno dello Stato. Le conseguenze di questo stato di fatto sono state, nelle guerre del XVIII secolo, una condotta operativa che si faceva merito di vincere le guerre senza affrontare grandi battaglie. Le guerre di Federico li e più ancora quelle della Rivoluzione Francese dovevano imprimere un altro indirizzo alla strategia, attraverso una decisa modificazione di scopi e di procedimenti. L'assunzione di responsabilità di governo da parte dei papali, le guerre nazionali colle quali, dopo sancita la libertà individuale dei cittadini, si realizzava la libertà delle nazioni col perseguimento dell'indipendenza, non potevano essere a meno di esercitare altri e potenti influssi sullo scoppio e sul decorso delle guerre. In queste i papali d'Europa, nei nuovi reggimenti che si erano dati, ricercavano la soluzione dei problemi della loro affermazione in quadri ormai divenuti mondiali e in vista di una soluzione favorevole ponevano mano a tutti i mezzi disponibili, in primo luogo gli accresciuti patenziali demografici e le armi perfezionate che erano prodotto del progresso scientifico e industriale. Si disse allora che senza sangue non esisteva vittoria e si ricercò la grande battaglia come l'esperimento cruciale della guerra. Naturalmente gli esiti bellici erano divenuti di considerevole peso per i destini dei popoli e per la sorte di tutti i cittadini e l'asprezza della lotta aveva raggiunte punte di un'acme straordinaria, proprio mentre si attutivano i sentimenti d'odio tra gli eserciti consapevoli di compiere con fedeltà alti doveri civici e si estendeva la nobile consuetudine di rendere omaggio al valore dell'avversario, anche se sfortunato. In pari tempo si venivano a costituire eserciti colossali, i cosiddetti eserciti di massa, alla cui alimentazione in armi e in mezzi di vita convergeva il lavoro febbrile di grandiosi complessi industriali, trasferiti in blocco alle produzioni di guerra dalle sopravvenute mobilitazioni industriali.

4· - AZIONI

DI DISTRUZIONE E AZIONI DI DISORGANIZZAZIONE.

Eserciti di massa e grandi complessi industriali adibiti a produzioni di guerra hanno avuto la caratteristica comune, oltre che di una stretta interdipendenza di sforzi e di mète, di essere il risultato di un'attività d'organizzazione di rilievo straordinario.


1254

Gli eserciti di massa sono stati valutati in modo vario, ma con singolare concordanza sono stati considerati il prodotto spontaneo e non meditato di circostanze contingenti e riconosciuti affetti da ponderosi problemi di funzionamento e di vita, risolti a mano a mano che prendevano consistenza e che di conseguenza se ne affermava l'urgenza. A loro riguardo non è controverso il giudizio di organismi che sono nettamente al di sotto di piani di soluzioni economiche, se mai li toccarono, dato che probabilmente sono sempre rimasti allo stadio di organismi estemporanei, maturati per gradi attraverso un'amplificazione pantografica di schemi ordinari, non sempre razionale, che hanno trovato le premesse necessarie in una larghissima disponibilità di uomini e di materiali. Considerati come espressione di una fase della tecnica militare, i loro aspetti deteriori sono consistiti nella difficoltà di conservarli efficienti e nelle loro scarse attitudini di manovra. La funzione assolta in modo preferenziale è stata quella di saturare lo spazio, un tipico effetto di massa. Nell'esercizio della funzione, essi si rintanavano profondamente nel terreno, inficiando ulteriormente le loro attitudini operative già deficienti. Essi erano sostanzialmente inetti all'azione decisiva e molto vulnerabili sotto le consistenti azioni di fuoco che si erano venute montando nel frattempo. Oggi la loro vulnerabilità dovrebbe considerarsi catastrofica sotto azioni di fuoco di distruzione totale, che è doveroso prevedere anche se esistono probabilità di non vederle poste in atto. Più di recente gli eserciti di massa hanno ceduto il posto a organismi di minor mole, impostati sul criterio di una avanzata meccanizzazione. Ma non è da escludere che, in caso di un nuovo conflitto armato tra grandissime potenze e in specie se il prolungarsi del conflitto consentirà le due mobilitazioni integrali del personale e della produzione, essi si ripresentino in edizioni rivedute e per quanto è possibile corrette. Quel che importa notare è che sia gli eserciti di massa, sia gli eserciti di minor mole meccanizzati, sono in definitiva dispositivi molto complessi di macchine, siano armi o mezzi di trasporto, i quali permangono funzionali, meglio sarebbe dire vitali, soltanto in virtù di uno sforzo organizzativo continuo e ingente, che anche )imitato al tema « rifornimenti e sgomberi » raggiunge entità di grandezza astronomica. Con tali premesse è inoppugnabile la tesi che, ove e per un qualsiasi motivo l'accennato sforzo subisse una considerevole inflessione, prima la produzione di guerra e poi gli stessi eserciti in campo cadrebbero in crisi e la crisi diverrebbe insuperabile quando l'inflessione oltrepassasse determinati livelli. Se la crisi si pensa provocata dall'azione nemica, )a tesi equivale a postulare una linea d'aggressione di straordinaria efficacia, consistente nello sfruttamento della sensibilità alle cause e agli agenti di disorganizzazione


dei grandi organismi, nei quali si sono individuati gli eserciti moderni ed i complessi industriali a loro servizio. Evidentemente nei precedenti termini si delinea una nuova prassi di guerra, intesa alla disorganizzazione dell'avversario, prassi punteggiata eventualmente da atti di distruzione, ma basata in misura prevalente da atti di disorganizzazione, esercitati con larghezza e con spregiudicatezza contro gli strumenti della potenza della parte contrapposta. L'indicazione è tanto autorevole da indurre a pensare già in corso una graduale modificazione dei procedimenti di guerra, forse dell'intera impostazione concettuale della condotta operativa e perfino della condotta strategico-politica delle guerre. Nella modificazione di procedimenti postulata sono operanti in modo esclusivo fredde esigenze di azione razionale e sono assenti impostazioni di tipo umanitario. Essa è espressione di una constatazione di grande evidenza appena enunciata: è più facile sgomberare masse d'uomini disorganizzate, non più in grado di impiegare le loro armi - non è necessario che la disorganizzazione sia completa, perchè anzi è utile per tutti che permangano condizioni elementari di vira -, piuttosto cl1e affrontare formazioni consistenti ed efficienti per indurle ad abbassare le armi. La congettura rende ragione di un'altra circostanza di non immediata assimilazione in termini consueti, giustificata invece dal fatto che meno elevate sono le esigenze organizzative, minore è la sensibilit~ agli effetti di disorganizzazione: sovente, nel vuoto lasciato dagli eserciti battuti, si vede affermarsi la resistenza partigiana. La resistenza partigiana riesce a determinare situazioni meno favorevoli all'impiego di forze convenzionali già vittoriose e ritarda i risultati promessi dagli esiti bellici primari.

5· -

L 'EVOLUZ10NE DELLE CARATI'ER1STICHE DELLA CUERllA.

L'individuazione dell'accennata linea evolutiva induce a concludere, e la conclusione riveste un innegabile portato dottrinale, oltre che conseguenze pratiche di ancora maggior rilievo, che la guerra sta mbe11do u11a modificazione graduale ma importa11te dei moi proccdime11ti dalla strage degli avversari alta disorganizzazione d' organismi e di istituzioni essenziali per

reser~

cizio della potenza da parte dei belligera11ti. La modificazione è suffragata dalla duplice constatazione che la disorganizzazione è divenuta condizione sufficiente per realizzare gli scopi di guerra e che la strage è sempre meno risolutiva in linea tecnica, come è sempre meno proponibile in linea morale. E' ovvio che l'evoluzione indicata trova i propri temi preferiti e gli obiettivi d'elezione nella complessità raggiunta dalle collettività organizzate, che sono in definitiva le attrici nei contrasti che le pongono fronte a


&onte, complessità che si riscontra in tutti i piani di esercizio delle loro attività fondamentali. L'indirizzo evolutivo è insito nella sensibilità ai processi di disorganizzazione che è )a contropartita negativa dei progressi d'organizzazione, talvolta cosl acuta da fornire materia alla congettura di uno stato di morbilità permanente di organismi sociali altamente organizzati. Interpretare tale indirizzo evolutivo e le conseguenze delle quali esso è origine come una tendenza a una normalizzazione della guerra è un'idea probabilmente avventata. La guerra non solo mantiene i suoi aspetti di crisi gravissima dei popoli coinvolti, ma anzi li esaspera in tutti i suoi riflessi immediati e solo una tortuosità di pensiero che è difficile condividere la può presumere salutare nei suoi riflessi più lontani. Essa è un fatto del tutto anormale, come malattia delle collettività umane, da evitare con una profilassi antibellicista e da curare con provvedimenti di limitazione quando si manifesti. Per di più i suoi decorsi sono di crescente gravità e di prognosi sempre meno fausta col procedere del tempo, coll'incremento e il perfezionamento, in termini d'efficacia, dei mezzi impiegati e coll'aggravarsi delle poste in giuoco, occorre perciò prevenirla ogni qual volta è possibile, perchè la cura è sempre più difficile, e la prevenzione è uno dei più alti compiti di uno spirito di pace militante, se occorre anche armato. Si è insistito con qualche diligenza sulla gravità assunta dalla guerra nell'epoca attuale - per quanto le sue miserie siano state sempre grandi, da commuovere uomini di pensiero e sommi artisti - perchè nella sua gravità è i\ movente efficace per evitarla, pur dando atto dell'impossibilità di arrestare o di cristallizzare i processi coi quali si afferma la dinamica delle relazioni internazionali. Queste opposte circostanze di fatto costituiscono una realtà tangibile. I n attesa dei successi dello spirito di pace, armato o disarmato, e poichè la speranza della guerra che uccide la guerra è ancora un'utopia, può sorridere il pensiero di trovare un succedaneo o un diversivo, il quale, trascurando la chimera di un immobilismo innaturale di popoli intensamente vitali, consenta di acquisire per altre vie, per ipotesi meno rischiose, i portati dell'accennata dinamica di relazioni. A questo scopo da un lato si ha di mira la costituzione e l'autorità di organismi supernazionali, cui è affidata la conservazione della pace, da un altro si assiste al consolidarsi della tendenza di procedere con particolari cautele, di non esporsi alla leggera ai traumi potenti che la guerra infligge e prima di tutto di valutare il rischio effettivo, che è consentito ancora di schivare o di assumere. Quand'anche i cuori non siano puri, in simili frangenti può co nvenire di dichiararsi amanti della pace e di lavorare in pari tempo per raggiungere quelli scopi che sono richiesti d'ordinario a una guerra vittoriosa.


1257 Su tali lince una nuova prassi di rclaiionc è in formazione, sulla quale

è bene affrettarsi a fare mente locale, perchè essa sta già assumendo precisione di contorni e perchè in essa sono da riconoscere gli indirizzi determinanti del prossimo futuro e, in senso più lato, un complesso di fatti dai quali non conviene farsi sorprendere e che soprattutto è necessario saper vedere operanti. A questo fine si può cercar= di giungere a una previsione fondata sul come e sul quando il processo avvertito avrà esito, nonchè sulle fu nzioni che saranno in grado di esercitare i suoi stadi intermedi. E poichè è molto probabile che il nuovo ordine di fatti importi di staccarsi da abiti mentali profondamente radicati, l'« iter» per formulare le previsioni proposte costituirà un esercizio utile per assuefarsi a un'interpretazione nuova ma necessaria di clementi in azione. In sostanza si tratta di individuare il punto attuale e un punto futuro delle modalità di realizzazione di quella incoercibile dinamica di relazioni ehc, secondo i casi, conviene assumere a lievito od a strumento del divenire storico dei popoli, in un clima di coesistenza competitiva che dell'accennato divenire è il quadro inevitabile.

6. - AZIONI

DI GUERRA E AZIONI IN TEMPO Dl PACE.

Una volta impostata l'analisi sulle linee indicate, due nozioni si affermano autorevolmente: Ja prima concerne l'esistenza cli obiettivi para cd extramilitari a fianco di obiettivi militari propriamente detti; la seconda, corollario della precedente affermazione, riguarda la possibilità e la convenienza di agire sin dal tempo di pace sugli obiettivi para ed extramilitari, per conseguire risultati in altri tempi e secondo altri orientamenti richiesti alla guerra. Ammessa l'inierdipendenza stretta tra efficienza di eserciti moderni e produzione industriale di guerra, si può pensare a un trasferimento dei tentativi di disorganizzazione dalle forze in campo ai grandi complessi industriali, allo scopo di porre le forze operanti dell'avversario in quell'insuperabile crisi di cui si è già fatto cenno. Ove quest'azione trasferita si dimostri più redditizia o più agevole di quella promovibilc contro obiettivi militari è ovvio che su di essa si faranno convergere di preferenza i mezzi disponibili. Si è fatto riferimento a rendimento e ad agevole esecuzione. In realtà l'alternativa posta sotto tale aspetto è mal posta, perchè subentra ben presto un giudizio di minore alea e di sufficie nte efficacia che assume un'importanza determinante. Caratteristica effettivamente emergente di obiettivi para cd cxtramilitari è quella di essere aggredibili anche a prescindere da operazioni dirette


di guerra e perfino da ostilità dichiarate, cioè ad opera di azioni surrettizie ma non per questo di scarso effetto. Molte azioni esercitate nei campi dell 'economia e della produzione presentano una caratteristica del genere e l'hanno altresl molte altre esercitate nei campi della propaganda e della manovra d'opinioni, che si valgono di procedimenti di guerra psicologica. In conseguenza l'esito del conflitto si delinea senza ricorso alle armi, cioè senza combattere, e nel successo dell'azione, ostile negli scopi che si propane ma non nei mezzi che impiega in quanto esclude l'uso delle armi, consiste il valore risolutivo della prassi adottata. Sinora la distruzione dell'esercito avversario o di una sua aliquota importante era realizzata esclusivamente colla battaglia d'impostazione classica; d'ora innanzi la distruzione avrebbe come premessa la disorganizzazione e questa è da vedere conseguita con modalità diverse dalla battaglia d'impostazione classica, con una dispanibilità di temi assai più ricca di qualsiasi tematica operativa di tipo tradizionale. A titolo esemplificativo le azioni propanibili prendono di mira di volta in volta i complessi produttivistici, i rifornimenti di materie prime e cli prodotti semilavorati, le reti di comunicazione e di trasporto energetico, le condizioni materiali e spirituali di lavoratori oltre che di combattenti, lo spirito dei focolari e la volontà di vincere di tutto un papalo, tutti elementi suscettibili di divenire decisivi singolarmente e ancor più in sede cli confluenza. L'analisi condotta sin qui giustifica ancora un passo secondo la )inca di pensiero assunta. Una volta ammesse e riconosciute perseguibili e redditizie, k precedenti azioni perdono ben presto il carattere di azioni diversive per assumere gradualmente quello di fun zioni principali e non si può escludere, in seguito di tempa, di funzioni esclusive. Esse esonerano dalla pesante respansabilità del ricorso alle armi e al tempo stesso non implicano alcuna rinunzia al raggiungimento di q uei fini, per il quale in altri tempi non sarebbe stata perseguibile altra via che tentare la sorte delle armi. Il riconoscimento dell'efficacia d i azioni surrettizie intese a colpire obiettivi para cd extramilitari con riflessi decisivi per l'esito di conflitti internazionali apre l'adito alla configurazione di una nuova prassi risolutiva degli accennati conflitti, poco oltre si d irà di nuovi lineamenti dei conflitti internazionali, della quale mette conto precisare insorgenza, sviluppi ed epiloghi.

7• - J NUOVI

LINEAMENTI DEI CONFL11ìI INTERNAZIONAt.l.

Se ben si considera, un'azione specifica in vista della disorganizzazione dell'avversario, realizzata ponendo in crisi risorse vitali, quella che con locuzione propria si patrebbe dire una sua inabilitazione per carenza, non è concezione del tutto nuova. Le tecniche cli blocco e molte altre azioni similari


1259 erano e sono 1sp1rate a criteri analoghi, applicati secondo circostanze per quanto concerne modalità e obiettivi. Il fatto nuovo è la constatazione dell'accresciuta efficacia di tecniche latamente similari, in pratica di tecniche di disorganizzazione e d'inabilitazione per carenza, e di farne un sistema di procedimenti di carattere generale. E' ancora un fatto nuovo e meritevole di particolare rilievo che, appena delineatisi i nuovi sviluppi, prenda evidenza una loro funzione potenziale. Essi non sono operanti soltanto in termini attuali, cioè in quanto agenti nel momento, ma anche e in misura ancora ingente, in termini di azione differita. Infine è fatto ancor più interessante di vederli applicati in tempo di pace, cioè facendoli agire nel senso di deprimere profondamente i parametri della potenza di un avversario non attuale, bensl soltanto potenziale o presunto. Importa notare che il nuovo indirizzo implica una visione e linee di condotta capaci di sovvertire qualsiasi ordine d'idee che resti informato a concezioni che il nuovo ordine di idee confina decisamente in piani subordinati. In effetti modalità convenzionali di guerra risultano surrogate con modalità non convenzionali, di minor violenza ma presumibilmente di non minore efficacia, di risultati meno immediati forse ma di innegabile rendimento, indifferentemente poste in atto in guerra e in pace. Procedimenti del genere rientrano nelle azioni a carico dei potenziali di guerra e meriterebbero un'analisi particolare e approfondita, che però non rientra nell'assunto della presente nota (1). In questa sede si conclude l'analisi intrapresa precisando ulteriormente alcune causali della nuova situazione che si è venuta determinando. Queste si concretano da un lato nell'efficacia dei mezzi di guerra, più volte già riscontrata, e dall'altra nelle prestazioni di un armamento moderno che ha introdotto in copia negli ordini di battaglia forze aeree, forze aerotrasportate e tclearmi, tutti strumenti dotati di un braccio d'azione straordinariamente esteso e di difficile parata. L'elemento differenziale e nuovo è la difficile parata e deriva dal fatto che nello spazio aereo, uniforme e conti nuo, non sono realizzabili dispositivi rii efficacia permanente ad interdizione di linee d'operazione. Pertanto l'offesa penetra profondamente nel corpo vivo dc) destinatario e tutti i di lui punti vitali sono raggiungibili e vulnerabili da parte di una facoltà d'azione che è illimitata potenzialmente e in effetti. Valori potenziali ed effettivi sono interdipendenti, ma i valori potenziali sono determinati per primi, e lo sono in modo permanente. La tesi importa il presupposto di una guerra « in fieri », della quale sono prevedibili (1) Cfr. Gcn. P. SuPINO: La funzione dt!l potenziale bellico nell'evoluzione contem· poranea della g-m:rra, in cc Rc\•ue Militairc Générnlc », n. 6, 1958.


le azioni e scontati gli avvenimenti e pertanto sono consistenti gli effetti, anche se consolidati soltanto attraverso situazioni pensate e non ancora attuate. Il motivo fondamentale di questa guerra di nuovo tipo, intessuta di possibilità crudeli e che anzi si avvale di prefigurazioni da incubo, consiste nella facoltà di ritorcere le azioni temute con colpi altrettanto gravi ed il suo successo, nel rimandare indefinitamente l'emergenza catastrofica. La necessità di realizzare e di disporre delle armi più moderne, di esaltarne le prestazioni, di perseguire un grande programma di sviluppo scientifico e di progresso tecnologico, coll'evidente finalità di declassare le attività similari dell'avversario potenziale, non corrisponde, alla luce di questa interpretazione, che all'intendimento di decidere le situazioni incerte a proprio favore e in linea subordinata di dissuadere la parte contrapposta dal fare uso dei mezzi di cui dispone, quindi a un'azione intimidatoria piuttosto che a un colpo diretto. La parte meno provvista, anche soltanto in via contingente, cercherà di evitare il confronto, sia pure a costo della rinunzia a posizioni d'importanza considerevole. Atteggiamenti del genere sono sempre gravidi di conseguenze negative e lo sono in specie quando, come spesso accade, aprono l'adito a sempre nuove rinunzie, perchè ben presto una parte diviene irrimediabilmente succube e l'altra s'impone in modo insuperabile, bruciando le tappe di un'azione politica lungimirante, perseguita da lunga mano e con molta decisione.

8. - l

PROBLEMI DI COESISTENZA E LE LORO NUOVE LJNEE RISOLUTIVE.

Per effetto delle circostanze brevemente lumeggiate i conflitti internazionali assumono sviluppi di nuovo tipo, indicativi di una mutata impostazione di problemi di coesistenza e di mutate linee risolutive. Gli sviluppi di nuovo tipo si traducono in una normalizzazione della funzione, sino a un recente passato marginale, esercitata dalle forze armate in qualità di mezzi di prevenzione dei conflitti, invece che di decisione; nella tendenza delle crisi internazionali di raggiungere stati di tensione molto acuti, che in altri tempi non avrebbero potuto avere altro esito che la guerra e che oggi invece si vedono risolversi in bonaccia, dopo avere indotto a lungo a prevedere il peggio; nelle missioni che vengono ad assumere le potenze conduttrici e le piccole e minime potenze, in sensibile deroga della funzione diretta di rapporti di potenza. Tutto ciò implica una nuova prassi in formazione, la cui consistenza, la genesi ed i procedimenti debbono essere ben noti e ben pesati per evitare di assumere atteggiamenti sterili, per riconoscere i rischi paganti, per avvertire i segnali di pericolo, per creare per gradi, e in quest'azione consiste la mag-


1261

giore abilità, le migliori situazioni intermedie e da queste attingere a felici situazioni final i. Le missioni di grandissime e minime potenze s'imperniano per le prime nella vigile guardia della parte contrapposta, in un insuperabile contrasto di posizioni fondamentali, che coinvolge un'esigenza di presenza mondiale e l'aggrava di compiti d'assistenza politica, economica, finanziaria, tecnica veramente ingenti, che esse dosano secondo luogo, momento e destinatario, allo scopo di renderli strumenti redditizi di un'azione direttiva di grande difficoltà; per le seconde, nella partecipazione a situazioni di equilibrio poco stabile, nelle quali anche i piccoli effetti si presentano come influenti nella conservazione o nella rottura dell'equilibrio stesso. Le situazioni permangono lungamente incerte, con sensibile aggravio della loro carica emotiva (guerra psicologica), ma il loro maggiore interesse deriva da.I fatto che anche per le piccole potenze si ùeve ammettere in quelle circostanze una facoltà d'interventi, nettamente superiore alla loro importanza effettiva. Di qui l'assunzione di atteggiamenti, da parte di queste ultime, inopinati ma largamente presenti, privi di consistenza in termini di rapporti effettivi di potenza, in genere nella forma di adesione o di distacco rispetto a uno dei blocchi di maggiori contendenti, o di minaccia di adesione o di distacco, in definitiva da considerare alternative intimidatorie, talvolta veramente

ricattatorie. Atteggiamenti del genere sono capaci di essere centro di coagulo di dannose azioni di disturbo ed in queste consiste il loro aspetto più controproducente, ma perdono ogni consistenza quando si constati che l'alternativa non sussiste o per difetto di azione autonoma efficace da parte di chi vorrebbe proporla o per irrilevanza di effetti pratici dell'azione. Un altro indicativo di situazioni è da vedere nel ricorso frequente a fallaci impostazioni dialettiche - quel che è giusto per )a propria parte, è ingiusto se fatto dall'altra parte - e nell'abuso di termini in « ismi », sbandierati o deprecati seconda convenienze contingenti. Sono altresl significative quelle linee di condotta che sembrano ciniche e invece sono realistiche, intese a provocare la risoluzione delle crisi esasperandone la tensione, sino a sfiorare l'orlo dell'abisso. Le reazioni favorevoli e gli effetti controproducenti sono rivelati debitamente soltanto nell'acme della crisi, alla quale in definitiva si richiede di chiarire le posizioni rispettive e di porre ciascu no in presenza delle proprie responsabilità. Se il metodo può sembrare rischioso, e lo sarebbe certamente in condizioni normali, mentre lo è molto meno nel generale intendimento di non precipitare gli eventi, non vi è dubbio che è redditizio e d'altra parte di corrente applicazione.


Un'ulteriore classe di argomenti di stlldio è da vedere nella precisazione della funzione da attribuire alle forze armate nell'accennata interpretazione dei fatti. Certamente non è pensabile di esaurire in poche righe un argomento di considerevole rilievo generale e tecnico. Qui basterà accennare che per mezzo loro si tende al conseguimento di una capacità di reazione tale da scoraggiare ogni velleità d'aggressione. E' logico che una elevata capacità di reazione è anche una consistente capacità di azione.

Comunque risulta sempre più evidente che esse assumono il valore di un atto di controassicurazione, cioè di attenuazione di rischio, il cui buon esito dipende da un'efficienza assoluta e relativa molto elevata e in definitiva da una preparazione accurata, quand'anche si speri di non metterla mai alla prova, nella convinzione e nel fatto concreto che maggiore sarà la loro efficienza e più sicuramente la prova sarà differita. Si è fatto riferimento nel precedente contesto all'azione potenziale, che è da presumere richiesta in linea preferenziale e senza dubbio in linea preliminare alle forze armate moderne, e in specie a quella guerra che si /: detta « in fieri » e che altri hanno denominata «contabile», perchè si basa sulla rassegna del numero, dislocazione e valore di singole unità e sulla valutazione delle facoltà di azione e di reazione del loro complesso e completa l'una e l'altra coli 'apprezzamento della solidità e del rendimento degli strumenti economici, finanziari e industriali delle produzioni di pace e di guerra, dopo averli integrati in termini di valori spirituali. In quest'azione potenziale sono particolarmente efficaci le forze armate di tipo più moderno, certamente le più potenti se anche indubbiamente le più costose ~ ma il minor costo ùi forze armate superate si traduce in una spesa inutile in considerazione della loro effettiva inefficienza -, le forze aree. le aerotrasportate e le tekarmi, secondo una valutazione già presentata in precedenza.

Pertanto ai tipi di forze armate e di armi indicati va dedicato un impegno permanente e nettamente preferenziale. Capi e classe dirigente vedono straordinariamente accresciuti i loro compiti e debbono essere assolutamente all'altezza di quest'ultimi. La guerra è divenuto un cattivo affare per tutti, compresi gli stessi vincitori, che non è più dato vedere carichi di spoglie opime di vinti, bensì preoccupati dalia risoluzione dei problemi enormi che la pace riconquistata propone per tutti. Di qui la tendenza verso forme nuove, clerivanti da un processo evolutivo, del quale si sono intesi fissare alcuni motivi fondamentali ed alcuni sviluppi probabili.


l[ ~J~~ 1 I MISSILI, L'ESERCITO E L'AERONAlITICA Riceviamo e pubblichiamo la seguente le1ter• al O,,caore, invia!Oci da u,i nostro aut0<evolc co(J..borJtorc, ,n imrito all'impo,u.ionc di un problema di g~nde impor-

tanza ed auualità: competroza d1 1mptcgo dO m1isili

ci &

de,•c aggiungere, dc.6.o.iz.ionc

delle incombé.'>tc d1 studio tcc"1co • dì pre?3rat.ione di una do<trino d'impiego, nel quodro gc!lCn!e di um guerro evcnruale,

Come ,i desume dalla lctitta, deilc cui tesi la rcspcnsabil.i<} rcm al ...,o comp,l•tc"e se<oodo la oon1<1ctud1ne di qu<Sta Rivina, il probiemo, iooegobilmcntc co:nplcs,o, ~ JUs«ttlbik dì un'cffcniva .emplific:a-i;onc, solo che "cng::i convenientemente impo$t'1tv. N. d D.

Caro Direttore,

i missili, l'E!erc-itc e l'Aeronautica sono i tre capisaldi di w,a intercuantc discrwio11c tcc11ica che ha a111,I() corso tra il sig. S1ifa11i e Triarius ml « Gior, nale d'Italia u cd ,ma eco più recc11te sul •Giorno », ad O{Xra del ,ig. Nati. E' bc11e ceruzmmtc che persone competenti e oric11t-11tc sulla maieria di cui di!cutono trattir10 di problemi mi/ilari nella stampa d'informazione. La cono1an::a di questi t1ltimi 1rac 1enza dubbio vamaggio da una larga partecipazione, quale p1tò estere assicltfata dalla di,mlgazione tra un gran numero di lc11«i, che si pentano capaci di dedicare attc11zione ad argomenti che ~ oppor1u110 c!cano dal chiu10 dj cerd,ic ristrette, molto occupate da Ì1lcombcnzc correnti e moleo legau a situazioni tli fQlto, che pr(){locano spe110 irrigidimenti controprodflccnti e prese di po!izionc aprioristic!,e. Ma il mio accenno in propo1i10 non è riuolzo a sottolineare i meriti di una di!custio,ie J:I di un argomemo importante, meriti che ogni lettore è in grado di co1111atare per 1110 conto, nè a quello meno modeszo di etprimcrc fin quarto punto di ui1ta Ifa i tre citati, t:hc in cffeui ho intenzione di esprimere in quuta sede ( del rt:Jlo ho trallato con qualche ampiezza della que11ione i,, alcuni artit:oli che /10,mo trovata benevola 01pitalità da parte della " Rivista Aeronautica »). Es10 ha lo 1copo di mettere a fuoco d,zc punti fondamentali, che ,ma 110/M preciJati varranno a stabilire mo/1i più p1tnti di concordanza tra i portavoce dcli' Aero11af1tiça e dcll'Escrcizo, di quanti ne appaiano da/la lettura degli 1critti del 1ig. S1ifat1i e di Triari11s.

"°"


Prima di ermo occorre mc11crc /'accemo sul /alto che ,i parla didii11ra11z. mente di missili e non di razzi. Gli uni e gli nitri 1<1110 proietti t1111oprop1d1i, ma mc-nere i miuili frui. icono di ditpositivi di teleguida o di ,1111oguida pu 111111 parie pit) o meno mesa della loro traiettoria, i ra:ui 110n 11e dùpongrmo ( ,i cscl,«1()110 i procedinmui di autoriurca d'obieuivo o altri effetti di prouimitò ). Vale a dire chc i razzi procedono sugli obit1-tivi loro aJtcgnati in forzo delle co11dizio11i iniziali dtl la,1eio, delle accclcrazioni loro impresse d,J propcllet11e e dalle condizioni ambimtali, i11 qr1a1110 influis,0110 mila traicttoria. Cosi l'Hr)1wt /olin è "'' razzo cd iJ Corpora/ è 1111 missile. Dopo di eht 11esst1110 11eglttrà che rispellivamc-111(; Esercito ed Acronattti<"a debba110 avere i razzi che loro oi:,orrono, rispcttivnm<ntc dd tipo suolomolo l'uno e aria-aria cd aria-terra l'altra. l razzi terra-aria, eo1I necessari nella difesa contraerea e prossimi f utr1ri sostitr1ti delle artiglierie co111,acrec, in via di essere superale, dovranno euert: affida1i all'Nttc ehe dovrà provvedere alla dife1a eontracrca. In 1econdo luogo, per quanto conceme l'impiego di mi.sili umbra fa. gi,o affidarne la eompcunza, per q1<ar/Jo si riferisce a quelli di giuara inferior( ad uno o d11c censinaia di e/1ilometri, agli organi mi.sti di comando ai qt<ali è defcrila la eondoua della guerra au()-1.crre.rtre. E11i ancora non e1i. stono, ma l'auoluimento di questa e di altre incomb,nu dimMtra la 11unsitil di coJtituirli pu ltmpo, perchè siano pcr/ctt/lmcntc cfficie11ti /Il momento del bitogno. Per q11a11Jo Ji riferisce ai miJsili di gittata ,uperiore a quella accennata, è malto probabile c!te il loro impiego debba competere all'Aeronautica, come mezzi inugrativi-1ostiturivi dell'aviazione strategica, una sp«ialita fonda .. mentale di slrctlo earntterc aeronautico. Gen.

PAOLO

SuPrNo


l LE AGGRESSIONI INDIRETTE INTERNE ED ESTERNE Geo. C. A. Paolo Supino

Foun,

IWOVE >,'El.LA PAASSI BSLLIC,,

La guerra dimostra, nei suoi ;viluppi recenti, una tendenza sempre più netta vcr,o forme nuove, indubbiamente abnormi sotto molti punù di ,•ista, del tipo di succedanei oppure di concorrenti delle forme consuete, tcnden7.:l che, 11'0 l'oltro, sembra giustific.1rc la congettura di un'i ncidcnia dccrcsccnre di quest'ultime. Ammessa la $U3 realtà, essa $i potrebbe considerare provocata da due .:ootrastanti circostanze dell'attuale congiuntura internazionale: l'enorme gravità assunta dalla guerra nelle forme ordinarie, per clicuo della quale non esistono più nt vincitori, nì: vinti, ma soltanto avversari prostrati da uno sforzo Ìmmll11c; il persistere ddl'csigenzo di risolvere quei conflitti interno, zionali, che sono inaccessibili alle procedure degli accordi reciproci e che pertanto si solevano affida.re agli e.ili di atti di forza . li fenomeno, per quanto cli carattere generale, assume maggior rilievo nei conflitti che interessano e coinvolgono le supcrpotcnu e le grandi potenze. La circostanza è di ascrivere :illa maggiore gravità che la guerra assu mcrebbc indiscuùbilmente coll'inrm·ento di for7,c armate che dispongono di tutta la gamma dei mezzi di distru1.ionc oggi forniti dal progreSSQ scientifico e dalle tecnologie moderne, probabilmente ad un'arione selettiva esercitata dai consessi internazionali prcposri nlla conservazione della pace, più efficaci nei riguardi di forme di guerra convenzionali che nei riguardi di forme non conven7.ionali (1), infine, di SQstiruire nlln necessità gli urti diretti tra grandi potenze con atti meno impegnativi, ove non esista la facoltà di eliminarli. L, wstiru1.ionc è offerta dalle forme di guerra già dette abnormi, consistenti in azioni surrctti1.ic od in episodi di violen7.a esercitati da agenti per conto di terzi, mandatari compioccnti di mandanti che preferiscono re(1) Cfr. Geo. l>. Suv1i,.:o: La guer,'11 dei pount1it11,' e f,'n//lu11:a dti gr11nJi tonse.1si ,nrunn·;onali, Rcvuc M11itJitc Génlralc. n. 7, 1958.


;tare nell'ombra, uz.ioni cd episodi di violcnw 1; cui crfic2ci2 prescinde da una precisazione di mandanti e di esecutori e da una giustificazione irrcfu. tabik di moventi e di scopi. In effeni molte cose procedono come se i conOitti imcrnaiionah si andassero adeguando ad alcune esigenze di osscrvani.a obbligatoria, le quali ne dimensionano quadro e sviluppi: evitare la catastrofe di una nuova guerra mondiale; rendere omaggio alle decisioni degli organismi internazionali: perseguire le istanze ddla vita internazionale degli Stati, che impongono di non rinunziare a nessuno degli obiettivi fondamentali o quanto meno di rinunziare al minor numero di essi. Si tratta di esigenze non coerenti e la loro incoerenza varrebbe a giustificare molto ddle contuddizioni che si avvertono neU'attuale congiuntura internazionale. Ma prescindendo da una loro valutazione intrinseca, per limitani a constatarne la operatività, si ~ indotti, se esse sono assunte come premesse, a congetturare l'eventualità che la guerra eo11ue11zio11alc o dauica tra

g~a11di pou:11ze sia per di11c11ire 1111 fatto improbabi/~ e elie i e011flitti i11tcr11azio11ali dimoslrmo la ie11dt:flzt1 ad cJJerc ri_solri mediame procedimenti e co11 modalitil diverse dalle /orm~ di guerra smora conJ11eie. Quale è 13 deduzione più equilibrata da trarre dalla tesi esposta? Non certo che le forze convenzionali abbi:mo ccss,ito di avere una funzione essenziale, che se mai essa è maggiorata in dipenclcnza del fatto che proprio )a loro cfficicnzà costituisce un motivo decisivo di rinunzi3 alla guerra convenzionale; piuttosto è quella di un considerevole interesse assunto dalle forme di guerra non convcn:t.ionali, per effetto di una loro presentazione più frequente, e delle richieste di una preparazione specifica nei loro riguardi, in campo cccnico cd in campo politico. Sta di fauo che il fenomeno accenn:tto ha assunto tale rilievo, da essere gi~ oggetto di una terminologia propria, per quanto ancora incompleta e tutt'altro che definitiva. Infarti si scrive e si parla corccntcmentc di succedanei e di concorrenti della guerra convenzionale o classica. Perciò mette conto di accertare quel che si è venuto raggruppando sotto la dcnomina1,ionc generica, e perciò largamente ospitale, ùi forme non convenzionali di guerra.

Lt

FORJ,fS ~ON C:ONVENZIONALl UI CUl::RRA,

Quando si fa cenno a forme non convenzionnli di guerra, è immediato il riferimento alla guerra fredda come coacervo di tutte le attività es<:rcit.1tc in gran parte in tempo di pace col proposico di imprimere un corso prest.1bilito ad un conBino internazionale potenziale o in atto, che è poi la maniera corrente di giungere ai rimirati "oluti, un misto di motivi psicologici e di motivi tecnici, ma non per questo nè tipicamente nè pre-


v:1lrntrm<·ntc milit:.r,. ~la il n[trimento si ca.tende m modo :)Cmprc più ne1to anche ai tipi di guerra per procura. gli anglo-sassoni direbbero , 111ar by t11bco111rac1<m "• che consistono nell'accensione d, focolai locali di osù-

lità ad opera <li aggressioni interne od esterne, le prime affidate a un p.1rtito politico di opposizione che impugno le arm, contro l'ordine vigente, le seconde demandate a una potenza secondaria, che agisce ncll 'interessc congiu ato proprio e di una grande potclll\3 i11tcnzion:1t.1 a rimanere formai mente estranea, le une e le altre azioni tipic.,mente indirette per quanto con ccroc i mandanti lonlllDi. Come azioni indirette e per di più in gra n parie surrettizie, le forme non convenzionali di guerra, se si pr=ntano in rt'-rmini :Ùtcrnaùvi o anta gonisti delle forme convenzionali. non si e1eludono le une colle altre, an1.i possono essere viste in quadri di reciproco concorso, in omaggio all'esigcnu di fare confluire tuni i mezzi validi disponibili, compresi quelli offerti d:i ~cttori ordinariamt'-nte non sfruttati in sede di guerra con11Cn1Jonalc, verso il conseguimento degli obiettivi di una lotta asperrima cd in vista di poste d, estremo impegno. Come alrernarivc delle forme convenzionali, suggerite da complessi,~ e da inrollerabile gravitÀ di qucst'ultimc, le forme di guerra non convenzionala :immc11000 l'iotcrprctaziooc psicologica e la valutazione tecnica di sviluppi evasivi (azioni sostitutive), oppure di sviluppi paralleli (azioni concorunti). Qualunque sia la validità dcllt impostazioni cooccuuali proposte, una deduzione è cerramcme autorizi.ara dalla constatazione della crtsccme inci dcnza di episodi e di fasi di b'llcrra di tipo non convc_niionale cd è qucll:i che col procedere del tempo si dovrll tener un conto sempre maggiore delle nuove forme di guerra, del resto in pieno rigoglio sin da oggi. Nel prescme saggio si prendono in esame le aggressioni indirette, interne cd esterne, con particolare riguardo allt'- prime, sono l'aspetto di forme d1 guerra insurrezionale. UNA GUERRA lr'l l't)NO MJNOK.t!,

T.e ~,ggr('S.\ioni indi rette, in conformità ddle 01rnueristichc generali già

rilevate delle forme di guerra non convenzionali, s1 presentano di regola sotto l':,spcuo di alternativa di minore onere dell'aggressione diretta cd in questo minore onere, lo si è già affermato più o mt'-no esplicitamente, con sistono la loro dote emergente cd il motivo più convincente della loro affermazione. L'interesse che si vede opportuno dedicare loro proviene non .ohanto ,fall'csigcn1~1 di un contributo all'analisi del fenomeno bellico contemporaneo, bcnsl. cd in misura molto maggiore, cfal fotto ch'cssc importano un nuovo indi rizzo in marcria di condona strategico-politica della guerra, da cui dc·


riv:i una tem:1ric.1 opr.r:ativa in gran parte diversa d:i temi normali, provvista di motivi tipici e di modalirà d'esecuzione peculiari, e in definitiva criteri operativi e d'impiego sensibilmente divergenti da quelli convalidari dalla guerra classica. Di qui la presentazione di una casistic.1 in gran parte inedita, si porrebbe parlare di una nuova si ntomatologia e di una nuova diagnostica, oltre che di una nuova eziologia, l'affaeci:mi di situazioni senza riscontro con esperienze correnti, il c.iratreristico spezzarsi degli episodi in fatti di per sè modesti ma convergenti verso obiertivi dercrminati e determinanti, il pr.cscindere dal ricorso a un armamento ricco e potente e da grossi ordini di battaglia, per valorizzare unirà modeste, dotate di particolari prestazioni, un complesso Ji circostanze che si adatta a un tipo di guerra in tono minore, che rappresenta una soluzione di minore aggravio e che dfic:icia di contributo nel raggiungimento di solu1.ioni effettive, intermedie e finali, propongono autorcvolmcnre all'attenzione dei tecnici militari. D'altra parte sussiste l'opportunità evidente di sfruttare le nuove vie, le quali richiedono mezzi che si potrebbero dire di fortuna, comunque mai meno ingenti di quelli impegnati in operazioni ordinarie, e di riflesso sussiste la necessità di porsi in grado di fronteggiare le situazioni corrcbtive, che spesso si manifestano come il rincrudirsi di uni tra partiti politici, scatcnati l'uno contro l'altro o piuttosto l'esacerbarsi di un banditismo comune, nei luoghi in cui essa è endemico, in ambienti a stratifica7.ioni sociali ncrte, con autorità locali mal controllate e imperfettamente inquadrate da governi centrali, circostanze nelle quali perdono gran parte dd loro valore le imposrazioni concettuali e le modalità di esecuzione che sono perti nenti ad operazioni di tipo classico. Di qui ancora, tenuto conto ddla diversità di contenuto dei problemi da risolvere e delle difficoltà da superare, la necessità di precisare gli elementi differenziali dei mc-,zi da utilizzare e dei procedimenti da seguire, per giungere alfa loro defini1.ionc e all'accertamento delta loro rispondenza, sottoponendoli al vaglio della critica cd al controllo della perm:111ente razionalità. L'esigenz:i sosranziale è di adeguare alle nuove situazioni la normativa d'impiego e, prima ancora, le disposizioni organizzative, tenuto como dell'incidenza dei fouori politici, nettamente prc.valcnri nei confronti di attività operative convenzionali, ciò che implica un'imdligentc opera di revisione di disposiiioni applicative, che investe anche la preparazione profc.~ sionalc e perfino la formazione mentale di organiz1.:itori cd esecutori in tutti i piani gerarchici. L'opera è complessa e al tempo Messo non diffcrihilc, pcrch~ uno sforzo del genere è il prezzo per evitare gli insuccessi, spesso incontrali in passato da forze regolari incaurnmentc impiegate in cicli di guerra non convenzionale, e per prendere e conservare manu militari il controllo di situazioni di grande influenza nei riguardi dell'economia generale di un conflitto,

1· • R.


nllnrchè foru ,.,golari p•rtecipano nd atti difensivi-reprwiivi nd cor$n di aggressioni indirette. fL

MECCANISMO CtNERALt DEI.LE ACCaUSIONI INDIRETTE.

l conflitti armati, cui danoo luogo le aggressioni inditene, sono contraddistinti in modo tipico dalla prtSCnza di due figure distinte, agenti di conserva in termini d"iniziatil'a d'azione aggressiva, l'una costituita dal pa· trono lontano, il « de11, e.r-mttchi11a » della situazione, di regola una grande potenza intesa a portare a buon fine i propri progetti di predominio, l'altra, il clieme-attore, personaggio compiacente e tutt"altro che disintcre=to, il quale intende rcaliz1.arc i suoi interessi nel quadro di quelli del patrono, che agisce sia nelle vesti di una potenza secondaria (aggressione esterna), sia in quel le di una fazione, e colla locuzione si indicano partiti politici c movi. menti d"opinionc più ampi, che importano )a partecipazione di una parte considerevole di una popolazione locale. fazione che si presta a dar corso a una dissidenza interna e che trae dall'appoggio esterno autorità, cui non avrebbe potuto aspirare altrimenti. e facoltà che si concretano in preziosi concorsi materiali (aggressione interna). L'aggressione esterna si t.raduce in una guerra locale, come l'aggressione interna, ove sia superata In reazione delle fol"~c dell'ordine, importa l'accensione di un focolaio di rivoli., armata e successivamente può dar luogo a una guerra insurrroonal.c. Nella generalità dei casi In potenza lontana, dopo aver promosso gli alti di guerra o di rivolta e pur continuando a sostenerli e :id alinicnlarli, si fa prcmur~ di diehim.ni csu·ane.1 al conflitto, nè si può negare che lo sia formalmente. On tale atteggiamento trac un duplice ordine di vantaggi: evita la condanna dell'opinione pubblica mondiale e le sanzioni degli organismi internnionnh che vegliano alla conservazione della pace; conserva le funzioni di giudice e di arbitro, per la parte che le compere e per qunnro parte in causa, colle conseguenti Cacoltà di partecipare alla regolazione del conflillo, che naturalmente avrà cura d'informare ai propri interessi cd ai propri lini. l.1 nifficoltil di dimom21e collusioni e connivenze in atto, congiuntamente all"cvidcnz.1 delle une e dc)le altre, determina un'atmosfera particolare d'emergenza, che si manifesta costantemente in una stridente divcrgcnz., trn diritti colpiti e lcgiuimit~ di reazione, quest'ultima in permanente pericolo di oltrepassare i limiti consentili dal principio del non intervento negli affari interni di Stati sovrani. D'altra p.irte le aggressioni in questione, se non sono fron1eggiare in tempo cd in modo opportuno, pongono fatalmente in presenza di fatti com· piuti, i quali costituiscono pericolo in proprio e dnnoo ancor maggiore al· lorchè dh•cngono un procedimento a ripetizione, pcrcM assicurano in questi

j


di rilievo, a coa,cgujrc i quali concorrono audacia e :spregiudicatezza da una parte, dall'altra il fallace intendimento di ritardare prese di posizione impegnative e l'illusione mal fondata che il sacrificio compiuto pro bo110 pacis non ne richiami altri e più gravi. Colle capitolazioni e coll'aeectta:cionc dei fatù compiuù non si fermano i prepotenti, non si favorisce la pace, ma si prepara l'asservimento del mondo. Per non essere costretti ad accettare il fotto compiuto, occorre cvi. tare che esso si compia e per evitare che si compia occorre individuarne per tempo i prodromi e prevenirne gli sviluppi. In akre parole è indispensabile svolgere la più pertinente cd efficace azione di prevenzione contro i morivi di crisi e la più decisa azione sedativa contro gli imcrvcnù indebiti, svelando per tempo i piani delittuosi, prcp.irando assiduamente i meui dialctùci per mascherare lupi rapaci in vesti di pastori, prevenendo le congiure di palazzo cd i moti di piazza orchestrati, fermando gli artigli in procinto di afferrare le prede, in breve rendendo estremamente costosa 13 realizzazione della prepotenza ed estremamente aleatoria la violenza come strumento di giuoco poliùco. Restanto nel concreto, è di stretta necessit~ per le superpotenze e per le grandi potenze amanti della pace e della giustizia - non vi può essere vera pace senza giustizia - di assumere un atteggiamento fermo e di fon. darlo su di una indiscussa capacità difensiva contro l'aggressione indiretta e su di un sistema di forze idoneo a risanare i focolai infetti ccl a compri. mere le velleità intimidatorie dei registi del disordine e dell'asservimento universale. A questo proposito occorre Care giustizia di quelli orientamenti dottrinali che considerano le cosiddette guerre limitate, cui danno luogo in genere le aggressioni indirette esterne, in qualità di valvole di sicurezz.i di situazioni d'instabilità, che altrimenti potrebbero costituire prodromi cli una con· Hagrazionc generale, una specie di male minore da accettare come sacrificio espiatorio per evitare un male più grave. Esse sono piuttosto campanelli d'allarme e come tali impongono una linea d'intervento immediato, da paragonare alla eliminazione dell'eccesso momentaneo di pressione. TI cone<rto di guerrn limiwa, se ba l'attrattiva di riconnenere a un corso consueto d'idee un fatto nuovo, in realtà ha mollo d'arbitrario e oltre nitto trascura indebitamente un'analisi e una previsione pili centrata dei fatti, in specie se si riferisce, come è consueto, a dimensioni \p:iziali. Si trma in effetti di localizzazioni temporanee di violenza, cioè cli guerre locali, da limitare nel tempo per evitare che si estendano nello spazio e che assumano dimensioni catastrofiche. Ai fini dcll'an3lisi intrapresa importa a\'cre ben presente, per non alterale la visione oggetti \'3 dei fatti e per non arrivare ad una loro inesatta in. terprctazionc, che le aggressioni indirette esterne e le guerre locali correla-

lQ'O\Ìni ri:;ultati


tivc sono <li tegola localizzazioni di situazioni critiche in fasi subcsplosivc, situazioni critiche pc:r loro conto molto estese e con tendenza ad espandersi ulteriormente, :i conferma della gravità delle cause in azione e dell'ampiezza degli effetti che quelle sono in grado di provocare. Le guerre IOCllli conserva no tali caratteristiche sinchè è operante la volontà delle grandi potenze di farle restare in quadri ristretti, dai quali sortirebbero non appena una di queste vi prendesse apertamente parte attiva. Ciò accade quando gli interessi delle grandi potenze interessate sono assicurati anche nel corso di guerre locali, e talora lo sono con maggior profitto e con minor rischio. In queste circostanze si debbono veder incentivi efficaci all'astensione da interventi diretti, oltre gli altri già citati, e allo sfnittamcnto d"intcrventi indiretti. CAUSF. f,D F.FFETTI.

Prima di approfondire l'esame dei riUessi delle circostanze accennate, occorre notare, per addivenire ad una interpretazione corrcua <lei fatù presi in c.~me, che le relazioni internazionali .;i svolgono oggi in un clima anormale. dominato dal terrore di una terza guerra mondiale, ritenuta 11n pericolo immanente per tutta l't1maoità, il quale da un lato d~ valore alle azioni inùmidatorie, che in altro clima res1ercbbcro senza effetto, da un altro lato suggerisce la ricerca di diversivi efficaci, differenti da un immobilismo che ~ irraz.ionale prima di essere anùstorico e da un attendismo fatalisùco, che è rinun,.ia senza controparùta a partecipare alla costruzione delle proprie fortune. La situazione incoraggia al ricorso alle azioni surrettizie, in tono mi norc, che infatti si vedono imbastite su m isura e che scl1ivano l'emergenza temuta con margini di sicurezza talora veramente esigui, e alle più sfrontate aru,•ità di propaganda e di « bQm·ragc dcs cra11c1 », anch'esse svolte con straordinaria intensità e con pari assiduit~. Se le attività di propaganda hanno prevalentemente l"intcrCSS<: di ,intorno di situazione e sono da tener presenti a titolo di apprc1.zamento esauriente <li fatti, pt1rc non è priva di signHicnto In constntazionc corrente che il di•logo delle parti conmppostc, mediante le vie cliplomatichc, In stampa, la ra· dio, si svolge in termini concitati, con largo ricorso al linguaggio violento e con molta malafede, secondo b falsariga costante di prcscntarte le awen. ture più spericolate come atti di ljbcrazione popolare e ebi si oppone al d isordine ed ai tentativi che lo fomentano, allo stregua di gente infeudata all'imperialismo cd al colonialismo, di guerrafondai, di aggressori di piccoli popoli indifesi, di negatori nei riguardi altnii di quei diritti che difendono suenuamtnte dalla propria parte, seguendo la discutibile impostazione dialettica che quel che è giusto per gli uni è del tutto ingiusto per gli altri.


lnterc.ss3no oneoro in maggior misura i procedimenti di lott:l, che prendono sostanza nel clima accennato sono forma di :irù surrerri7.i e sostitutivi ddlc ordinarie azioni aggressive, cd ancor prima qudle !in.ce d'azione preparatoria che ripetono io larga parte il vecchio metodo di lanciare il sasso e nascondere la mano, meno ingenue della favola dd lupa e dell'agnello e meno complicate dei tentativi coi quali, in ogni tempo e anche nel recente passato, si sonn volute camuffare le ini1.iative di 01rili1/l armate, trasforcndone la mponsabilità del responsabile morale al responsabile mar,,rialc. In quadri generali assai complessi, gl'intcrvcnti indiretti e larvati assumono aspetti particolari disparati, i quali vanno dai contributi di mc:-,czi e di uomici, dal piÌl al meno ma icci (i cosiddetti « volonmi » sono ormai entrati nella pratica corrente e si è trattato talora d"intere G.U. di volontari, dell'ordine di divisioni in Spagna, nel 1936-38, e d'intere armare in Corea, nel r950-5r), a concorsi più cauti ma altrettanto sostan,.iali, consistenti in assistcnza politica e rccnica, in appoggi in sede intcrnazioualc, in apcrturc Ji crediti, in forniture di armi, talora dirette, mlora ad opera di terni, e co l di seguito con aspetti meno specifici e di meno immcdinta individua1.ione, messi in opcr• in considc.razione ddla loro constatata rispondenza e ddl, contemporanea esigenza di conservare l'equivoco di prese di posizione app.i· rcntc:mentc corrcllc. In breve, i è costituita un:i tecnic.1 specifica dell'aggressione indtrctta e dell'aggressione indiretta interna e la sua affermazione, come strumento di decisione di situazioni internazionali, è dovuta a conùngen"-C mondiali cd a circostan7,c locali, che è opporruno analizzare. SCOPI 6 AIOVENTI .

La cnrta politica del mondo si è molto complicata nel corso di que to a,colo - basta fare riferimento a due guerre mondiali cd ai movimenti di idee ch'cssc hanno provocato o fatto emergere - per effetto di un processo, nmora in corso, di con9uista della )ibcrr~ da p•rtc di rurti i popoli (indipcnden,.a nazionale), c.hc ha portato ,Ila formazione di un considerevole numero di nuovi St,ti indipendenti. li processo acccnna10 ,; a ufferm•to oll'in<egn• prwigin.~, rlell'arnodcci•ionc dei popoli e del loro dirino all'indipendenza, che nessuno manca di Onorare, ma trova altre.l lieviti potenti più negli antagonismi delle grandi potenze che nel loro zelo per la liberti> altrui. In effetti i nuovi Stati sono noti e noscono dalla frantuma2ione delle grandi monarchie del XIX secolo e dallo smantcll=cnto degli imperi colonioli del XX secolo, cioè in funzione di alterazione di condizioni toriche di equilibrio, che mette conto di esamina.re in termini di vecchi e nuovi rapporti di Potenza e in rcrmini di mutate condizioni di 5icurczza internazionale. Ogni qualvolta un C<Juilibrio in atto si altera, il nuovo equilibrio che lo


sostituisce ha i suoi profittatori e le sue vittime, i primi tra coloro che sono avvantaggiati dalla nuova situazione, i secondi tra coloro che perdono i profitti inerenti allo stato di cose pre1istentc. Chi ne trac beneficio tende ovviamente ad accrescerlo, se occorre forzando i processi alterativi, cd ha buon giuoco nella minore rcsisccnza dei beneficiari cessanti, dei quali lo squi librio in corso denuncia la cri.si. A queste circosranic generali si clcbbono aggiungere la mancanza cli tradizioni di governo presso gli Stati di nuova formaz,ionc, poichè nel taglio netto suggerilo dagli entusiasmi destati dalla nuova condizione sono stati abbandonati i buorti metodi da accreditare alle cessate amministrazioni centrali e coloniali, l'assillo dei gravi problemi connessi con un autogoverno del tut· to recente, la povertà di elementi dirigenti indigeni, la carenza di mezzi finan1.i:u-i cd i riflessi di economie lacunose e primordiali, la impreparn7ione al governo democratico, al quale si vedono di frequente sostituite azioni di governo ~rsonale o di ristrette oligarchie. Merita rilievo il fatto cbe in quelle condizioni governo non può essere altro che malgoverno e malgoverno si presenta in termini di corruzione politica e amministrativa, con pochi favoriti e moltissimi diseredati, nei riguardi dei quali non vien fatto nulla perchè non c'è nulla che sia possibile fare, col risultato di creare grosse masse in preda all'indigenza e di rendere p0liticamcn1e instabili, nel marasma sociale, estese zone della su~rficie terrestre. lvi è ricorrente il trasferimento demagogico dei probkmi insolubili interni in problemi insolubili internazionali, esercitato col p0rrc masse indigenti e incolte in preda a un incongruo, cs.1spcrato nazionalismo, incongruo ~rchè nasce dalla condanna del nazionalismo altrui e pcrchè ben lungi dai curare i mali, li pone in secondo piano, senza con questo evitare che si accumulino e divengano sempre piì, pres.~anti. In questo clima esistono larghe possibilità per clementi spregiudicati di f:u- leva sulle crisi inrernc permanenti e sulle correnti nazionaliste e xenofobe, all'occorrenza aggravate prendendo lo spunto dalle circostanze che sono giudicare di volta in volta più rispondenti, in breve si presentano condizioni di particolare favore per chi vuol pescare nel torbido e per agitatori occasionali e di professione. Condizioni di favore che non sono lasciate: cadere, pcrchè ivi si :1Jimcn..

rano gli appetiti di persone e di olig:u-chic concorrenti, pcrchè è 1:u-ga la disportibilit¼ di disperati disposti a sm•irc chi meglio paga o anche chi soltanto più promette, infine e soprattutto pcrchè la frattura ideologica che 1,avaglia il mondo moderno, la confusione d'idee ch'essa provoca e In conseguente crisi permanente delle relazioni tra Est ed Ovest, coi suoi periodici aggravamenti, consentono alleati insperati e potenti . Cosl si costituiscono scopi e moventi di tentativi eversivi, in vista e nel corso dei quali si sbandierano sen7~1 ritegno grandi idee, quali sono giustizia sociale e libertà, e le si usano senza pudore per coprire merci in genere molto


=denti; cosl le grandi parti nssenti e presenti prepàrano il terreno propizio per gli esperimenti in corporc vili e le realizzazioni di una po)jtica pericolosa, che non è guerra e non è pace, che evita di misura la guerra, ma non rinunzia ni propri postulati cd ai propri fini; in breve si perpetuano i motivi dell'instabilit.\ permanente che è la malattia sonile del mondo moderno, instabiHtà di tutto e di rutti, valori morali, posizioni di potenza, condizioni di vita, avvenire di singoli e di collettività organizzate. LA REAZlONJ! Al.LE NUOVE fOR!-U! DI OV-CRRA,

Naturalmente non potevano mancare le più energiche prese d.i posizione contro tali metodi di lotta, particolarmente insidiosi, in riflesso ùcl pericolo ch'essi venivano a costituire per l'ordine internazionale, d'un tratto allontanato ùal rispetto sosrnniiale delle situazioni di diritto e di fatto e del principio che qurne possono modifirarsi csclusivammte ad opua di accordi tra le parti interessate. L'Assemblea delle Nazioni Unite non è rimasta estranea all'im_postazione clell'impor1:111te problema cd ha approvato due risoluzioni, rispettivamente dal titolo " Punti cssrnziali per la pace» e « Pace con i fatti ». La prima, presentata congiuntamente da Stati Uniti e da Gran Bretagna e approvata dal ,• dicembre 1949 con 51 voti contro 5 (l'opposizione è venuta esdusivamcntc dal blocco sovietico: Unione SO\ictica, Bielorussia, Ucraina, Polonia e Cecoslovacchia), fissava il punto di vista dell'Assemblea circa i requisiti di un 'autentica collaborozione internazionale e contiene, tra l'altro, la raccomandazione per 01,rni paese di astenersi dal foni_cntare la lotta civile in ogni altro paese, l'invito a incrementare la composizione pacifica delle vertenze, la proposta dcll'auto)jmitazione dd diritto di vero al Consiglio di Sicurezza dell'ONU (esercitato con assoluta prevalenza dalla Russia, oggi giunta al suo 85• veto). La seconda, presentata da otto nazioni cd approvata il 17 novembre 1950 con 50 voci contro 5 (anche questa voll!l la opposi1ione è venuta soltanto dal blocco sovietico), ha fatto appello alle Nazioni Unite contro le aggressioni e riafferma solennemente che, qual,mquc siano le armi usate, • qualsiasi ,ggrcssione o comrness:i apert:imente o fomentando la guerra civile neH'intc· resse di una potenza scr:,nier:, o altrimenti, è il più grave dei crimini contro la pace e la sicurezza del mondo • . L1 presa di posizione è stata d'indubbia chiarcn.1 ; ciò nondimeno la sua efficacia ha urtato cd urta contro la difficoltà di definire e successivamente di accertare l'intervento estraneo nel provOC1rc e nel fomentare l'insurrezione, tanto più che la difesa del buon dirillo offeso è posta in sofferenza dalla malafede di chi si appelb alla non ingerenza negli affari interni ~i uno Stato indipendente nello stesso momento che promuove l'aggressione ioterna e si appresta a trarne consistenti vantaggi.


Se ncs.<uno pone in discussione il rispetto dovuto all'indipendenza di Srati sovrani e quindi l'intaogibiliù del principio del non intefl'ento negli affari intrnù di un papolo )ibero, poichè uno degli attributi fondamentali della sua libertà è il pieno diritto di riso}.,.,re nel modo che quegli preferisce i problemi proposti dalla sua vita. ndlo spazio di sua pertinenza, nel contempo non si può accettare la validità del principio quando esso è usato a copertura di comodo di manovre $0VVersive, esercitate da minoran1,e faiiosc e talora da bande di avventurieri prez.wlati, a favore d'interessi stranieri chbr•mcnl'.l! individuati, anche se smentiti con sCrontat<'LZa. D'altro canto non si può accettare, ul piano morale, che inganno e m:i.l:tfcdc divengano strumenti correnti di palitica internazionale ed ancor meno, sul piano pratico, che se ne ammettano i profitti mal guadagnati. Di co111eg11em:a si assìtu alla formazione graduale di ,mo 1111011a pram polilico,militarc, slavolro di coratttrc di/c11si110, i11lc10 a co111oncrc ed a rcpri. mere le attivil4 sediziose che ha11110 cc11a10 di e,ure falli interni per ,ffeuo d,l/'i111cr11c11u1" par1ccipn:io11e ttra11icra, da comidcrarc una risposta più o meno diretta allo tendenza di sfruttare i conflitti locali, anzi di provoc:U'li e di altmcntarh, in qualità di opemori preferenziali del dinamismo di rei•· zinne internazionale, in tempi di cocsistcn1~1 comperirivn. La nuo,•a prassi palitico-militare si presenu comple!sa e di ardua npplic.izionc. Essa verte sul mutuo appoggio dei popoli amanti della pace, mediante la costituzione di raggrupp.1memi di tali aui a reali1.1are ocll'in· sicme congrui sistemi di forze, in genere sono La forma di " pani regionali », sul consolidamento militare e politico dei singoli Stati, su di un atteggi•· mento avveduto su piano internazionale inteso a incrementare le caratteristiche di risclùo di qualsiasi avventura, in rispondenza ad c~igcnzc di carat· rcre assoluto. L'az.ione da cscrciure deve e=re soprattutto preventiva, quindi puri· nentc più ad attività politiche che ad attività militari. Come tale, essa 11 vale di tecnici e di mezzi militari soltanto in qualità di esercizio di un scnorc coli. rcrale a quello di dirm., applicazione. In ogni c.1so invrnc larga pone ddl'attivit?t internazionale ddlc maggiori potenze, come quella intesa a man, tenere in termini di convh•cnza pacifica le relazioni tra gli Stati. a111ralmente css, ,i ovvolc di ogni prcci5azionc ccntrat.1 che . ia po>· Jibilc fare in merito alla nuova prassi in questione. Tra le prccis:izionì più utili rientra senz:, dubbio l:1 individuazione delle caratteristiche della guerra insurrezionale e dei crircri validi per I• ru.o condotta e per b $Ua repres, sionc.

LA GUERI\.\

INSURREZIONAt.E CO~t E lll'ISOIJIO IJt GUERRA PRl!DDA.

Una prassi bellica, che punti su attiviti indirette perchè tende sistemati· camcntc ad agire per interposta 1>ersona cd a rasentare i limiti di rottura dei


1 593

r..:tpj.JOrll intern:.iz.ionnli $Cnzn superarli, non può trnM:ur:lrc, e non trascur:t

di fatto, la guerra insurre-1,ionalc. Ciò accade a maggior ragione dopo che i procedimenti classici si sono supposti o si sono dimostrati di minor rendimento o, come è pitl \'Crosi. rnile, troppo rischiosi e quindi da sostiruire con altri procedimenti, :1i quali si richiede una maggiore rispondenza alle accennate esigenze generali, oltre che, naturalmente, una intrinseca, considere,·ole attitudine risolutiva. In questi quadri s'inserisce per validità di metodi e per frequenza di rnanifenazioni la guerra insurrezionale, la quale si presenra con una c~si. stica densa e molteplice, oltre ad avere già assunti lineamenti tipici precisi, di cui interessa consL1tare caraucristicbe e possibilità. La guerra insurre7.1onale è un vecchio arnese, già debellato come fotto 'in. terno di uno Stato dalla prevalenza dell 'armamento di forze moderne di or dine rispetto ai mezzi a disposizione d'insorti . e riportato a nuova vita da connivenze potenti, per quanto larvate, esercitate da potenze interessate • promuovere disordine e confusione nd campo awcrsario, in for7,1 delle quali ha assunto di fatto caratteristiche di portata internazionale. Come fatto di politica interna, la guerra insurrezionale si propone di portare al governo dello Stato quelle correnti minoritarie che sono fa,·orcvoli a!l'affcrmnione politic.1 di chi la promuove; come avvenimento internazionale, essa è fomenma tra gli clementi più deboli o più accessibili dei siru· patizzaoti, associati o alleati della parte avveT5a o in altri cusi tra clementi estranei, intesa allora alla conquist.1 di posizioni altrimc.nti non raggiungi• bili, in ogni c:1so mediante preparativi occulti e in (unzione di azione conv<:r· gente alla politica generale dei suoi promotori,

Il riferimento a correnti minorimie esclude

a

prifJri il rispetto di mag.

gioran~ legittimamente rappresentate e deliberanti in forme procedurali dc• bìtc, che evidentemente renderebbero inutile il ricorso alla violenza. Pertanto si tratta di un'azione fondamcnt:ilmcnre illegale e arbilraria, in quanto si oppone a un ordine legittimo, sottratta soltanto di recente al novcre <lcllc imprese criminalj o di quelle emancipcurici, secondo il punto di vist.1 di chi la prendeva in considerazione, e pass.1rn d'autorità in quello delle attività organizzate di guerra, proprio in virtù dell'estendersi delle pratiche della gucrr,, fredda, alla quale Porta coruiderc,•oli contributi, e pro.

babilmentc per la diffusione e l'approfondimento di cui •ono state fotte og· getto le tecniche della rivoluzione ad opera dei dottrinari della rivoluzione mondiale. Mette conto inoltre di soggiungere che alle nuove fortune della guerra iruurrezionalc hanno contribujto eCficaccmcnre i suoi esiti, rivdacisi importanti nelle nuove forme e nei nuovi quadri che ess.1 aveva assunto, i qua)j sono divenuti determinanti di situazioni di fatto, di cui è necessario prendere cognizione e anzitutto precisare i riflessi militari e politici. Una Jimiwzione del giudizio di azione illegale tcstè pronunziato deve farsi a proposito di una branca p.1rticolare della guerra insurrezionale, la


1 594

i;ucrra panigi;ina, la quale se ne distingue per aver corso in ttrritorio nazionale contro un governo di fatto, impono da un esercito nranicro e sostenuto da forze d'occ:upa:donc, e per essere combattuti in nome di un governo legittimo cd in omaggio a sentimenti civici, universalmente onorati. Gli atti di g11crra dei suoi combattenti hanno già il riconoscimento morale, cui non dovrebbero mancare di fare seguito quello legale e la convalida i ntcrnazionale.

!

l

IL PATTO !,'UOVO.

Si è detta la guerra insurrezionale un vecchio vncsc cd in effetti essa non è nè concezione, nè fatto nuovo, Da quando esistono collcttiviL\ um;uie organizzate, organizzazione ;hc ha assunto ben presto specifici aspetti politici, si può pensare che vi siano st:1ti tentativi di eversione, da identificare nelle loro forme più complesse in episodi di guerra insurrezionale. Il fatto nuo,'O si è manifcsmo allorchè essa è stat.1 vista strumento <ldl'oggreuionc indiretta interna e di con1cgucn1.a, col procedere del tempo cd in esito a pressanti esigenze, si è trasformata da azioni rivoluzionaria estemporanea, di un tipo per cosl dire empirico, in azione programmat:1 di tipo per cosi dire scientifico, diretta da lontano, provvista di concorsi e di assistcn7.a ad opera di governi di Srnti antagonisti, costituita da sequenze di atti posti in essere con m<:7.zi eonsiderevoli. Il fotto nuo\'o risulta sottolineato dal momento che uomini politici e tecnici militari vi hanno visto la possibilità tutt'altro che cli secondo piano, gli hanno dedicato attenzione e cure, ne hanno imbastita una dottrina cd hanno fatto oggetto d'istru1.ioni i suoi quadri e di addestramento i suoi gregari. Su tali basi, il mutve di mc-zzi e di modalità della guerra insurrezionale non è altro che il portato attuale di un progresso generale, visto nei iuoi riflessi su di un'atrività p.irticolarc, e di evoluzione di situazioni politiche, che allo stesso tempo hanno resa più rispondente a risultanze di rilievo cd a queste risultanze banno dato scopi di innegabile importanza. E' un fatto che in tempi di gravi antagonismi intcrna.zionali permanenti il suo obiettivo corrente, che può essere sinterizzato nella sovver<ione di un ordine legale per sostituirgli un ordine nuovo e le istituzioni politiche atte ad :usicurnrlo, la predispone vicppiù a vedervi uM (orma d'intervento larvato evidente. Nè vi è dubbio che interventi autorevoli, largamente dot:iti di armi e di denaro, di quadri e d'indkaztoni di obiettivi, ove trovino un ambiente favorc"°lc, consentono di divenire moto politico e perfino di assumere risonanza internazionale a dcmcnt.i faziosi i quali, in altre circostanze, non sarebbero usciri da quadri di un banditismo comune, cioè da atti di dclin· quenza ordinaria, da réprimcrc con metodi di polizia.

•


1595 N3turalmente in questi casi gli scopi clchhono ~cleguarsi a quelli della potenza estera che la sovvenziona, col risultato tecnicamente positivo già rilevato di fare uscire l'attivit:ì insurre-Lionale da stadi nebulosi e velleitari, nei quali resta confinata sinchè si limita ad esprimere gli orientamenti di una opposizione politica interna, per quanto ostinata es~ sia, e col risultato moralmente negativo di asservirla a interessi stranieri, che permangono tali anche se l'asservimento sia dichiarato un espediente t:ittico ed accettato esplicitamente pro tempore, tanto più che sono legittime le più ampie riserve sui margini di autonomia che restano ai ma1ldatari, nei confronti dei po· tenti mandanti.


A EREI

NUOVI

11 Blackburn N.A.39, nuovo aereo della Marina britannica, specialmente co· strulto per le alte velocità a volo radente.

~

Modello dell'aereo di linea AW.650 Argosy in costruzione in Inghilterra per le aviolinee di alcuni paesi della NATO. Può trasportare un carico utile d i 13 tonnellate. Ha una velocità di crociera di 500 km/ora ed una au· tonomia di 4000 km.

•)

Lo AW 660, versione militare dello AW.650. Può essere rifornito In volo. (d.i • T'ho F1ftcun Nattons » I


IN MARGINE A , OPERATIONAL RESEARCH IN PRACTICE • Gcn. di C. A. Paolo Supino •• Op('f'a.1Ì<,nal Ruearclt ,'n prarn'ce •, un volume cur.1to da M. D11v1i;.11 e M. Vz:aHULST (1), con prcmess:a del gcn. L. NoHTAt>, com:md:antc supttmo :all4:3to in Europ:t, e prcf:tzionc dcll"illusnc prof. don. TH. v. K.(»<AN, prcsidéntc t\.G.A.R.D. (NATO). present.i la r~o;oh;i, delle conferenze e delle discu»ionl che hanno avuto corso d;al 7 ~l 1 J aprile:. 1957 in Parigi e l:a propone :tll':m.cniionc dd funzionari csecuti,•i «i .immini-;tra1ivi di gr:tdo dev,ro od illusir,zione di quello che lo ricerca opcr•li,•a (R. O.) è in gr,do

di f:trc e delle varie tecniche dì R. O. che sono state applicate per la risoluzione di p1uUc.uai e <li gr-uppi di problemi $pccif~i. L"A., che. h:1 cur.ito b compi!azionc di un volume. sull'argomcmo :ipp:arso :alcuni mesi or e che ho p.utccip:uo come membro 3n1.iano ddl1 delegazione iuliono alla Conferc.nz:1 di Parigi 1957, prende lo spunto dagli ;1rgomcnti tr:1tt:1ti in quella sede per un richiamo gcncr.3lc ai compiti, metodi e obicuivi ddl3 glov:mc e promct• rcntc brnnca di rictrca. Giov3 qui ricordtirc che l:i. R. O. ha avuto ini1.io come attivh~ militrtrc in guerra. durame l;r. sccond.i. guerra mondi:ilc e .spcd:ilmcntc in Gran BTcl3gui, si è tra.sferita ntcccssiv:imcntc: .1nc.hc in importanti campi dviii di :tttivit.\, riportando nuovi risul, tui import~ti. ma. continua a cor:.scrv:ire un inncg3bilc potcnzfalc di ipplica:cioni milkati. che le. n,ccita l'attenzione di qu~dri di Forze Ann:uc desiderosi di cuere aggiornati 6ullc pi~ recenti applic.:az1oni delle sde:nzc al progrc.,$0 Jdlc ::ermi.

"'"° (•)

Quando si tratta di R.0. in ambienti militari - e un'esperienza dirella mi consente di affermare che il farto è tutt'altro che esclusivo di ambienti mili~nri nazionali - , gli atteggiamenti assunti dai presenti, più o meno _dig1~ru dell"argomento, ,ono natur:,lmcmc dispormi, ma pos.<0no es.sere >1ntet1zui1i in tre forme tipicl1e: una d"attenzione generica, ma con ovvie cautele, ~na di scetticismo aperto, con qualche spunto di ostilità, infine una di cffetuvo interessamento. che è incitamento a vedere piÌì a fondo nel contenuto effettivo e nelle possibili1à reali di una locuzione e di un'auività nuove e senza dubbio ancora impcrfc:tamcntc delimitate. ( 1) « Operational Rtr~ard, 111 practiu », cd1tcd by Max DAv1r...< e Mic.hcl Viiu-1uu'I', Perg:1mon Prcs), London, Ntw York, P3ris. Los Angeles, 1958, p.,gg. 201, (i) 14 Sagg, J11/la n·~n-<'~ Opttilttva < ,,,tr,11,romaiione ,1, cd. A.G.1.E..R., Roma, 1958, pagg. 3t5.


202

Molto probabilmente, se fosse tentabile un sondaggio di opinioni, come suol dirsi - una ricerca oggi forse prematura, ma fors'anche non priva di utili risultati - i tre atteggiamenti si troverebbero difCusi secondo percentuali nell'ordine stesso secondo il quale sono stati elencati, con qualche incene1.za se le pcrccntuali più elevate non spettino allo scetticismo con ostilità e con assoluta ccrre-.tza che l'cffcuivo interessamento non raccoglierebbe che una bassa percentuale di volenterosi e di menti aperte al nuovo cd agili, pur molto numerose, cd è gradim riconoscerlo, nei quadri delle Pone Armate cd in specie tra gli clementi più giovani. La situazione sorprende pcrcM nelle Forze Armate la R.O. è studiata intensamente, se non ampiamente, coll'applic.n.ionc e coi mezzi che è possibile dedicarle in relazione a disponibilii.\ di personale e di assegnazioni finanziarie, per lungimiranti direttive dd Capo di S.M. della Difesa e dei tre Capi di Stato Maggiore dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica. E' ragionevole che una sima,.ione concreta abbia unn sua causalità e la tesi non manca di conferma anche nel caso in parola. l1 motivo di uno scetticismo, che forse.: s.1tcbVC piò prop1·lo chiamare comprensione imperfetta, no.o è poi tanto complesso e nemmeno pri,·o di una sua logica. Anche a primo esame, esso trova argomenti apparentemente solidi nel campo milirare, un campo nel quale si è stati a lungo usi, per tradizione, a fare appello a doti innate cd a pratica di mestiere, al sistcmn di rifare quello che ri è sempre fatto, nel quale i fondamenti del scrvi.cio delle armi in pace ed in guerra sono profondamente umani e mal fonùabili cd esiste una innegabile diffidenza verso il nuovo e verso l'inusato, che prima di rutto è omaggio all'usato cd a quello che è sicuramente alla mano, tra i cui tecnici infine è istintiva la sensazione, cd è si ncera quanlO radicata, che non si possa mai dare il modo di trasformare i casi di guerra in problemini od in problemoni da risolvere a tavolino, con CMta, penna e cabmaio. In verit.ì nessuno di coloro che si è occupato e si occupa di R.0., per quauto mi consti, si è proposto obiettivi così impegnati vi. Se i sistemi possono servire a vincere le lotterie che alimcnrano al giorno d'oggi la speranza di milioni di giocatori, sistemi nei quali deve pur vedersi uno spirito di R.O. in azione, nessun sistema può essere seriamente proposto nel campo delle operazioni - ma forse se ne possono coruigurarc nel campo della preparazione - e comunque è impensabile allo stato dei fatti la guerra in formule e 13 formula per vinccra la guerra. La guerra è impresa troppo complessa e anche troppo rischiosu e troppo gravida di destino perchè sia concesso di affidarsi a procedimenti di merito incerto e anche, diciamolo, di discutibile fondamento. Molto più pianamente e molto più pmicamente, la R.O. si propone di offrire i posribili concorsi in attivit¼ come le belliche e le preparatorie - e non solo in queste - che sono senza dubbio di difficile esercizio e lo divcn-


gono ogni giorno di più. Un concorso quindi da prevedere di norma bene accetto, in quanto vantaggiosu per contribuire ad eliminare circostanze controproducenti, che possono giungere al peso di circostanze inibitorie, in vista cli un normale esercizio. Del resto, che l'argomento abbia consistenza, lo si è visto anche nel corso della Conferenza, allorchè alle tesi del J. R. Goldstcin circa le prospettive ddla R.O. come aiuto nel prendere una decisione si è voluta opporre la parola di un membro :tutorevolc dello SHAPE, il magg. gen. P. Besson. Ai due interventi è seguita una discussione, calorosa quanto l'ambiente di sc\'cro controllo poteva concedere, per di più molto intercss.1ntc. La tesi del gcn. Ilcsson, che è anche quelb dei militari in genere, a meno di qualche crudezza di espressione, è che principi e mcrodi dell'attivir~ operativa hanno sempre cercato u na razionalità, aUa pari della R.O., e che pu effetto di tale esigenza la R.O. non indica una nuova strada. Per confermare la fondatc-tza della tesi dei militari il generale ha ricordato le norme dello « Staff Officcrs' Ficld Manual » ed ha osservato che in moire , itua,.ivoi opcr,.ùvc è preferibile il martello dell'operaio (1/edgehammer approac/1) piuttosto che il bisturi elci chirurgo. « Delicate probing 111it/1 a 1urgo11'1 ,calpe/ i1 a wa1t,: o/ time ». E di rincalzo ha citata la massima di uno zappatore inglese, che in ,lang diceva « I/ 1/,e bloody ti11g 111911'1 go, l1it it a rig!,1 ruddy b/0111 witlt il1e bigge1t ,tedgt: /1a11dy », a un dipresso, se la macchina dannata non va, dagli un calcio e vedrai che marcia. A parte ogni esagerazione, occorre evitare l'introduzione di procedimenti più minuti di quanto non richiedano le esigenze dell'impiego e che, ove avessero diUusione, metterebbero in diflicoltà, anzichè facilitarla con opportune decisioni, l'auivicl operativa. E certamente vi è molta sensibilità di esigenze di fatto e molto senso prati_co nelle prese cli posi1jonc di ufficiali responsabili nei riguardi degli atteggiamenti menlali di cspcni di R.O., responsabili a nch'essi ma su piani ~ olto diversi, cd è proprio questa situazione che il riferimento alla diseuss,onc Goldstein-Bcsson mette opportunamente in evidenza. E' risullato e con maggiore enfasi anche nell'analo1,,a ConfcrenU\ 1958 (ma di essa parlerò in altra occasione) che nei paesi nei quali la R.0. si è sviluppata, sino a dar luogo ad un'organizzazione specifica, provvista largamente di esperti civili, laureati in svariate discipline, questi ultimi tendono ad_ a~centuare una ricerca della bclb soluzione, fine a se stessa, non sempre comcidcnrc con una buona soluzione pratica. Del resto anche le mie esperienze dirette mi hanno portato, in esito a<l una, collaboraz!onc intelligentissima, competente e molto cordiale di docenti dcli 0 r~me. l~ntvcrsitario, a saggi teorici veramente eleganti, meritevoli di essere mscnn negli atti dei Lincei, eppure di discutibile utilità prat ica.


(..!uesta tendenza di esperti civili, aggiunt;i a una presumibile minore considerazione della levatura dei militari, ai quali si riconoscono volentieri tulle le doti del soldato, ma si sogliono contestare, per u na tradizione sem pre meno fondata, competenza adeguata in materie sciem ifichc e la stessa attitudine logica, divide piuttosto che unire d ue tipi di mentalità, anche originariamente diversi, con danno di c.ùti positivi di una R.O. militare organizzata. Accade allora clic comandanti e comandi lascino i cultori della scienza astraila nei giardini fioriti della pura speculazione e ritornino ai mcto<li tr:i· Jizionali, che hanno servito bene o male sinora e 1<:nza dubbio potranno servire a lungo, in mancanza di meglio. lovcce questo « meglio » deve essere ricercato cd il trovarlo è compito che la R.O. può assolvere, a condizione che i milimi siano abilitati a fare le loro richicsrc e che gli esperti di R.O. si abituino a rispondere a tono alle richieste di quelli. Ciò che è st:ito ouenuto in climi di guerro, per merito di un senso civico maturato su piani ,:levati, si deve ottenere in P"cc, rcali7,:wndo situazioni di comprensione e di rcciproc.1 stima, dirci meglio di collaborazione e di considerazione reciproche, tra persone qualificate e impegnate in un'importante incombcn?.a. Ho sempre avuto la convi nz.ionc che l'avvenire della R.O., che ritengo ricco di risultati pratici, poggi più su di una felice individu3zione di possibilità e di scopi, che sulfa formazione di un complcM di cognizioni e di procedimenti. Le cognizioni esistono; si tratta solo di sapervi fare ricorso e di mcHerk a profiuo. invece sono le men mlirà che debbono essere formate, mentalità di esperti di R.O. e mentalità di utilizzatori di responsi di R.O. 2. - IL QUADRO D'AFFERMAZJO>'E uuL,

R.O.

Si è fatto cen no a diffidenza verso il nuovo e si è ammesso l'assurdo pratico di trasformare in problemi da risolvere a tavolino situazioni tattiche o strategiche (1). La diffidenza aprioristica verso il nuovo è ingiusta, come lo è qualsiasi preconcetto cd ancor più pcrchè tutto si rinnova, comprese le istituzioni militari, alla luce di uno incessante progresso civile. Meccanizzazione, aerei, (1) [n gene.re la R. O, non è tstfllnC'-4 alla ri.soluiionc di problemi str:i.tcgicl o tattici, m:a più che ttndcrc a t( soluzioni dirette», intC5e nel remo della iudi,·i,luazionc ta.ssa· riva di un.:1 AC.ric di ani per c(feuua.rc una dctcnninat.:.1 opcruionc. in vi.st3 del c:onsc· guimc:nto cli uno scopo prc~tabilito cou me'izi dati, ricorre a proccdimcnr.i di " vcrìfica •• del merito di una coluzione o di una serie di $0)uzioni, mediante 11~crc::rt.uncoto di qud che :acc:rdrchbc (con un3 data prob:,bilitl), O\'C si adou:issc lo ~hem!l di soluz.ione corrispondente, in cir,ost:1n1.c: determinate di mezzi e di compili (dr. Gc:n, P. Su,1:,.0: I. c. capo JV, n. 30).


205

esplosivo nucleare non sono che alcuni riferimenti, anche se tra i più eminenti, di un progresso militare con una forte c.uica di nuo,•o. E l':unmis~ionc della imprnticit.\ di risolvere esclusivamente a ta\'olino grossi problemi ope· rath~ risulta male indirizzata quando si accerti che la R.O. o chi può parlare per essa non ha mai proposti scopi di tal genere. La R.O. offre soltanto un concorso che non dovreb~ essere trascurato, a mio parere, in considerazione della complcs!òÌt.~ che va assumendo la guerra, una complessità, come si diceva un lcmpo, « da far tremare le vene ed i polsi». })'altra parte non trascurare il concorso della R.O. è ammettere un'azione fiancheggiante, di cui è difficile escludere con fondamento l'utilità e che al tempo stesso ·non implica alcun gravame, pcrchè è pacifica cd al caso da confermare la facoltà di rifiurarlo, se l"organo c~-cuti\'O interessato ritenga di rifiutarlo. lo stesso, nel corso ddla Confe_rcnza, ebbi a sollevare il quesito, in apertura della discussione sulla prima lenurn, « The Need of Operotional Rescarch 1, del prof. S. Zuckcrman, proponendo la tesi che è a discrezione del comandante responsabile l'accoglimento, la modificazione od il rifiuto de.i suggerimenti degli organi in funzione della R.O., colla implicita conseguenza - della quale si deve apprezzare il valore liberatorio - cl\c nessun addebito poss.~ essere promosso a carico del comandante che ha rifiutato il sugge· rimcnto cd è incorso in un in$ucccsso, anche se a posteriori si constata sarebbe stato evitato ove gli anzidetti suggerimenti fossero stati stguiti, scmprccbè naturalmente la sua azione non sia conclannnhile per motivi del nmo estranei alla R.O. ln tuno questo non deve vedersi che l"omaggio dovuto all'alta rcsponsa· bilicà di chi esercita funzioni di comando, in qualsiasi piano genrchico queste siano esercitate, e la salvaguardia di gelose prerogative di cui Cruisce chi è chiamato ad agire di sua scienza e coscienza io circostanze di decisione ~olto di(ficili. L'aneggiamento ba inoltre una base scientifica nel fatto che 111 molte circostanze gli esperti di R.O. non possono assicurare l'esattezza delle soluzioni da loro proposte, perchè le soluzioni che essi offrono sono soltanto approssimate (dr. n. 3). l concetti esposti valgono, è da pensare. ad eliminare le ostilità prcconceue, cui si è gi?, fa1ro accenno. Gli eventuali residui ostinati trovano probab,I, moventi nella iner1Ja mentale e nd timore di sindacato, ad esempio, in prcsc~7,.a di una funzione di comando assolta alla meglio, un cu(cmim10 che v~la 1rnpcrfcttamcnte il fatto, che pur non manca cli sussistere, di una fun. z1one esercitata alla peggio. . L'iu:n.ia mentale non è pii\ confacente a quadri che si vogliono distin· ~ e che in cCfctti, sono la spinta di necessità pressanti, sono chiamati di contmuo a perfezionarsi professionalmente e culturalmente.


206

Nè è più consentito di considerare lo studio in qualità di ant3gonista di un'3urca pratica, aurea per modo di dire e comunque non esclusa dallo studio, perchè la sola pralica è sempre più sprovvista, d3 sola, in un ambiente, come quello bellico, nel quale l'operazione è ripetuta in qu.idri sempre nuovi, irriproducibili identicamente. D'altr3 parte come lo sono le ostilità preconcette, sono dmnosc anche k infatuazioni eccessive e lo sono altresl gli atteggiamenti tendenti a dare corpo ai meriti pill o meno esclusivi dell'intuizione e del raziocinio nell'attività operativa. Ogni discussione in proposito è sterile. Vi è buon lavoro per tutti cd è sohanro da chiedere che in qucslO ingente lavoro gli sforzi siano concorrenti, cioè lati da sommarsi, e non contrastanti, pcrchè in questo caso si annullc. rebbcro. In un'attivitì, di grande impegno, come è quella operativa milit3rc, tutto quello che è capace di un conlributo positivo è necessario per raggiungere quei limiti di sufficienza di effetti, che si constatano =pre più alti, e tutte le coUnborazioni effettive debbono essere bene accette. In quest'ordine d'idee 13 R.O. dispone di un vasto campo di 3zionc e di [unzioni innegabilmente specifiche. Infatti ess.1, come ha detto il gen. L. Norstad, b R.O. • rivelando m~ todi di più effettiva utilizzazione della nostra potenza umana, della nostra diligenza, del nostro materiale e delle nostre risorse, sta dando un contributo significativo al potenziale milirarc dell'Alleanza Atlantica ~ (1 ).

3· • Lo

SCOPO OELLA

R.O.

Opportunamente generalizzata, la precedente proposizione può essere utilizzata per indicare lo scopo della R.O. Interessa altre.sl precisare come si con1>Cgue più economicamente lo scopo, quali sono i metodi che l'esperienza in materia convalida per b R.O., ancor prima de6nisce dchiramcntc il concetto di R.O., nel suo insieme e nelle sue attività particolari . A tal fine può essere utile riferir.si a una definizione e l'acuta prcsenra· zione del testo in esame riporta quella formulata da Kiud, riveduta da Goodevc: "La ricerca opcra1iva è l'uso del metodo scientifico, per provve· dcre gli uffici esecutivi di basi quantiwrive in vista delle decisioni, che con· ccrnono le operazioni di loro competenza ». Nel contesto citato si riscontra un certo numero di concetti: operazione, metodo scicnà6co, basi quantitative, uffici esecutivi, decisioni di competenza di detti uffici, concetti cl\e mette conto di analizy.irc con <Ju,,lchc diligenza. (•) M.

DAVl4,<,

M. Vunuur: J. c., Foreword, pog. 5,


207

Operazione: qualsiasi attivirà che è conscntiro identificare in una sequenza di atti ripetibili, quindi suscettibili di progetto e di esec11zione conuollata, dotata dell'unità di concezione e di scopi di un procedimento tipi,o. Le operazioni milirari, sia in pace sia in guerra, hanno sen7~1 dubbio le accennate caratteristiche nella loro struttura fondamentale, ciò che vale come riconoscimento a posteriori della legitrimità di una R.O. militare. Metodo scientifico: una metodologia, che fa costante ricorso a processi logici corrcni, che si basa i:sdusivamentc su dati di fatto dopo di averli convenicntcmeme discussi cd accertati, che infine accoglie le deduzioni soltanto dopo averle sottoposte al vaglio della prova dei fatti cd avere riscontrata una sostanziale coincidenza tra risultati ripromessi e risultali conseguiti. Essa M· sicura il rigore dell"indagine e la rispondenza dei rimirati, Basi quantitative: l'apprC'l:1.amento quantitativo dei fatti risponde ad esigenze d'azione prarica, che sono sempre presenti nella R.O., in quanto tecnica di applicazione. Esso è inoltre garaniia di conoscenza approfondita dei fotti, secondo il noto oforisma c_he un fe.nomeno è determinato, quando si traduce in rclaziorù metriche tra cause ed cUeui. Le basi quantitative provocano il ricorso a dati oume.rici in presenza dei quali sono indispensabili sviluppi aritmetici. Ma gli sviluppi aritmetici sono peraltro un mezzo di lavoro e non un fine a se stessi e lo stesso può dirsi dei procedi.menù matemaùci, cui la ricerca fo appello ad ogni occorrenz3. Uffici esecutivi cd attivitl di esperti operativi: due conqmi distinti scn,,.a dubbio, dei quali peralt.ro è poco realistica una discriminazione netta, pcrchè in reah?t legati dal fine comune di una ricerca orientata all'esecuzione e di una esecuzione secondo i suggerimenti della ricerca. Di conseguenza l'esecutore devi: essere bene informato delle capacità e limitazioni dei mezzi, dei quali viene a disporre, come, dal canto suo, il ricercatore può trov;1r:si implicato nella progettazione (planning), per quanto compito di organi esecutivi.

Ln definitiva, la R.O. è tma preparazione scie11rifica della dcci;io11c (scic11tific prcp11ratio11 /or deciJio11 ), con obic1ti110 di co,ucg11irc la pÌtÌ razio11ale, 11ci limiti co11se111iti dal 1ipo e dai dati di problemi. li pumo presenta considerevole valore esplicativo e merita una breve sosta di approfondimento. ~ caso della soluzione più razionale non è gencrllc, perchè è limitat:i al rcpc,nmcnto di una soluzione rigorosamente esatta; comunque, quando questa esiste è da accogliere senza altro. Di regola, i rcr1ui5iti di ra1.ionalità sono solr:int_o parziali, per il fatto che uou è consentito assicurare la certezza elci dau _dt. partenza e la rigorosità del procedimento risolutivo. Per di più, la JJ:U'Z•~ht:I di requisiti si verifica proprio per i problemi più complessi e spesso più impegnativi.


U rilievo vale a confermare iJ carattere prevalente non dctennìnantc, ma soll3nto concorrente insieme a molti altri clementi di giudizio, da attribuire a.i responsi degli organi di R.O. cd a convalidare una posizione concettuak gi~ illustrata e sulla quale si ritornerà di frequente ncU 'esercizio pr.1tico della R.O., canmerc clic si ripresenta ogni q11alvolt11 la so/11zio11e di 1111 problema

oggeuivo 11011 sia rigorosammtc ,:s11tta. -4. -

ALCLINE CAI\ATTERISTICHJ; $,\1.IF."'TI l)F.LLA

R.0.

Ammesso che lo scopo della R.O. sia quello twè illusu., to, soccorre in vista di una più chiara visione dei fatti ricordare che essa è sorta nel cono della seconda guerra mondiale, in risposta all'esigenza di « ottenere il massimo effetto dalJe risorse disponibili » (sir R. Wacson-Watt) (1) e non perdere di vista c.he essa è stata allora applicata presso le forze armate inglesi e suc-ccssivamente presso le americane, ricorrendo a scicn1.iati civili, spesso già illustri per precedenti scientifici cd anche versati in discipline particolari .diverse da <1uelle piò direttamente chian1atc in caus:i nel corso di una determinata ricerca, che i problemi da risolvere concernevano sistemi tecnici complessi, inline che gli esperti hanno lavorato cc)stitucndo gruppi di lavoro, cioè aggressione colletti va di un problema proposto. Gli sviluppi riscontrati nel dopoguerra banno conformate le accennate .caratteristiche sostanziali, Mchc dopo che le attività d i ricerca si era no estese da campi militari a quelli sociali cd industriali, e inoltre hanno permesso l'individuazione di un certo numero di principi e di procedimenti caratteristici, che ormai sono ben conosciuti. Tra i principi, è apparso evidente che la R.0 . fa appello, nella risoluzione dei problemi che le sono commessi, a molteplici discipline scientifiche - è una « m11/tidiscipli11e prncticc "• come ha dcrro nella prima lettura della Conferenza sir S. Zuckcrman - . Li concezione autorizza ad escludere da uu lato che la R.0. possa costituirsi in seguito di tempo in branca ;iuronoma in termini accademici, argomento importante per i suoi fururi sviluppi, contro la tendenza d i " accadcmizzarla », da un altro lato giustifica la prassi del lavoro di gruppo, come il processo che porta a far convergere l'opera di esperti, ciascuno abil itato in una de!Je molteplici discipline interess:11e dalla risoluzione di un problema concreto, infine sancisce l'esistenza di classi particolari di problemi, di cui è aspeuo comune l'essere irresolubili in termini rigo(•) Allo prim• applic:o,innc d<II• R, O., per lo sviluppo del rodor da c,pcrien7.2 :i sistcm:t sensorio sul quok b:asare una moderna far7,3 :terca, ,ir R.

.di la.bor,'.Horio

\VATSON - \VAT'f aveva in

mcn1c w • • •

thc appliça1io11 of the ba.rie sncntif,c: method1 of

011d corrtlarion, 10 tht Jcltction o/ mean,, far dllainin(, wi1A 1ht ltaJI txpendimre in ~fiori a11d i,, time tht nwzimum optrarional cOtet w1C'ould b~ ,xrnuu.d fo,· tht avai/ablc or pore111ially availabk ,esources in persone/

mea111r-tmtn1, d.PJ1ificf11Ìon, r.o mparison

.Pnd materù1I • ·


rosi secondo proc;edimenll class,ci (pcrchè ,n tal caso essi ricaòrcbbcr<> nel dominio di bmnche scientifiche nolc). Per quanto riguarda i metodi, è bene =rvarc subito che il lavoro di gruppo, applic:110 a U1la prassi di molteplici discipline, assicura la compe· tcnza attraverso l'intervento di ecceJlenri valori profcuionali, oltre che di onimc capacità intellettuali. In altre parole il gruppo dispone pcr costituzione di una quanùtà d informazione maggiore di quella in possesso dei suoi membri, presi singolarmente; invece non gli si richiede una razionalità maggiore, in quanto la razionalità non ha dori additive (,I gruppo non può c5Scrc più razionale del migliore dei suoi membri). Da aggiungcrc che il contributo degli cspcrù in gruppo ha luogo fuccndo appello a doti innate, oltre che a prokssion:ùi, ad una capacità di dedicare ai fatti da i nvcstigarc una mente esercitata cd al possesso di uno spjccato eclettismo, quale è richiesto dall'applicazione :1 nuovi problemi di procedimenù risoluùvi anche non consueù, cui ~ utile fare ricorso per una loro particolare efficacia, piuttosto che in dipcntlenza di litoli actadcmici, anche se qucsù ultimi sono per parte loro nm'altro che Ja trascurare in linea generale. Cosi si assiste all'applicazione di leggi dcll'idraulic.1 a problemi di code, quella di leggi dei fenomeni di autoaggrav:unento a problemi di traffico stradale, l'adeguamento di probkmi affetti da fattori casuali a casi sta1istici cd anche a serie stocastiche. Un fatto di considcrc,·ole interesse e significativo è che molti pro'blcmi di R.O. si presentano in qualità di analisi di congegni complcm in funzione (going co1Jeem1), nei riguardi dei quali è rcddiùzio il riCcrimcnlO a struuurc (di operazioni) similari o dissimili. li riferimento consente di applicare a strutture nuove le leggi quantitative ricon06Ciute valide in casi noti di !ala analogia, ad esempio quelli usati dai fisici per studiare gli atomi a casi cincmacici e dinamici di corpi macroscopici, oppure di trasferire più in generale ad un sistema in srudio le cogni1doni riconosciure valide per un alrro similare noto, col risultato di un più rapido lavo.ro di indagine e di una consid.crcvolc economia di tempo nel raggiungere soluzioni accettabili, pcrchè il ~ potuto prescindere in larga misuro da esperienze dirette dcl nuovo ~is.tc111a. A qucs10 proposito sono state molto iotcrcssanò le considcraz.ioui (ormu· late dal dott. Glen D. C.imp, cilale anche nell 'introduzione del volume in es.ime, il quale, tra l'altro, pone l'accento sulla prcscn1.a, nei problemi della R.0., di fattori casu:ili, con effetti di concorso o di ostacolo ( « lf 1pecified purpose, 111ieh la/Jer may lx hi11dercd or aidcd by chance e11ui,011me11tt1/ /aetors »). Infatti è di significato fondamentale la constatazione dcll'csistcnza, nella maggior p:irte dei problemi di cui la R.O. può essere in,csùta utilmcnlC e spesso modo nettamente prcferen1.iale, di foltori wsu:ùi, per ipotesi. e di fatto d1 10ccrta valutazione, da considerare in termini d'imprevisto, in di0

!n.


210

pendenza dd quali i ru-ultati sono affetti da un gr:ido di aleatorietà, tun'altro che trascurabile. 5. - Un eguale intetC$SC ha l'altro constatnione che in molti degli accennati problemi si è in presenza di sistemi complessi, nd riguardi dei quali deve essere svolto in via preliminare un processo di semplificazione - ove manla solu7lone non sarebbe praticamente perseguibile - , cbe si traduce in genere in un'analisi strunuralt del sistema, allo scopo di pervenire alla formazione di una strutrura meno complessa del sistema originario. La struttura meno complessa si dice un modello, che può essere meccanico o matematico, e deve essere abbastanza semplice per essere accessibile all'indagine risolutiva e per consentire le previsioni di funzionamento che sono state richieste, ma naturalmente non oltre i limiti al di là dei quali è alterato il fu02iooameoto. Agire su modelli meccanici o matematici è un processo concettuale che non è esclusivo dclb R.O. - gran parte della scienZ1! o~ra su modelli o configurai.ioni semplificate dei fatti che essa indaga -, ma ad esso la R.O. ricorre con frequenza e con molto rendimento, atteso il genere di problemi di cui è normalmente investita. Occorre insistere sul concetto che il modello non deve variare le condizioni fondamentali di funzionamento della struttura oggettiva, pcrcbè altrimenti i risultati dell'indagine perderebbero in gran parte cd anche in tutto il loro valore. Giungere ad un modello di una struttura (o sistema) equivale a descrivere nella sua consistem:a e nd suo funzionamento b struttura oggettiva cd eliminarne gli clementi non csscni.iali, eliminazione propedeutica della semplificazione. Ciò implica una ricognizione accurara e un·invcstignione approfondita di tutti gli dementi int~rconnessi e correlati, sovente in considerevole numero, per di più non sempre perfettamente noti e talora perfino ignori, da individuare pcrc.iò nel cono st~sso della rie.crea. Riferc_ndosi a questa incombenza, in sede di discussione, il gen. P. M. Renauld si è cspr= nei seguenti termini :

=,

« Le modèle çhoisi (matMmatiq11c 0 11 pl1ysiq11c) doit bre simplc; il doit auui ,~pré.unter rld/e1>u11J. /11 .1i111atio11. Or le nombr~ des faruurs eJJ gnu,-

de et "" mode/e cssaycll/1 dc le rcprbe11fcr cn Iota/ili scra,t exlr2mcment compliqué, 11/ors q11c 11011s le 11011/0111 simplc. Dc plus, rm cer1ain nomhrc dc facle11rs som mal CQt111us, 11u moi,is da11s lc11rs cffcts; il ne pQ11"011t entrcr dam le probl~mc q11c commc dcs dom,,cs aUaroircs comwcs s11r1out par lcurs cffcts q11i amè11c11t dcs pcrl11rbatio11s plus 011 moins grande, dam les coméqm:nas prEcùes dcs facteurs him con1111s. « Le mod~lc, pour étrc simplc, sera do11c sçMmatiquc cl prcsq11c commc mtc caricature dc la réo/i1é: Ics /acJC1,rs altatoirCJ ÌJl/tr11iendront le plus so11vertt par une dispcrsion dcs c/fcts (camme doni rm tir d'artillcrie), celle


211

di1p,mio11 agi11a11t mr Ics rb11/lats do1111fs par In r~glc 011 lt! modnt! scMmatiq11c. « Pour a11oir 1111c ulfr dc r:cste dispusio11, le sa11anr c11 co11srarera fui. m2mc /et rét11/ratt, a11 bc1oi11 mr le lieu m!nu dc l'optr11tio11: cela te prod11ira le p/1<1 101111e11t dallf le domai11e 1ac1iq11e; ou bien il dcma,,dcra 011 Commandemcllf, i) l'cxfrnti/, q11clle probabilité il admct, Oll il réclame, po11r te/ ou /ti cffct: ccci intervieni 101111cnl dn11s 1111 problèmc 1trn1égiq11c. " Ccci pose nu comma,1deme11t "" prob~mc délicat et I'obliv: li préciscr set idécs s11r l'cnscmblc dc la q11cstio11 et s11r cc qu'il demande exactc. mt111 li la rcc/1crchc opéralio11c/lc • ( 1). E' già comparso a più riprese nel contesto l'attributo "aleatorio ». l fattori aleatori, impcrfcltamcutc noti in se stessi e nei loro effetti, escludono, per il fatto della loro presenza, soluzioni esatte - le soluzioni da considerare ottime per de6nizione - e costringono ad ammettere soluzioni approssimate, in conseguenza da rileMre valide sinchè restano accettabili le congetture fatte al riguardo dei fatti :ùe:uori in azione e nd campo in cui queste congetture hanno valore. Soluzioni di tale tipo si dicono talora suboptime od ottimali. Va da sè che con altre congellure le soluzioni sarebbero state verosimilmente diverse. Ciò conferma una condii.ione di incenciza d'impostazioni risolutive e di soluzioni, la quale, mentre istruisce sul ponato effettivo della riCC'rca, altrcsl dà norma autorevole sui criteri di utilizzazione corretti dei risultati conseguiti. Tra l'altro, ~ norma.tiva l'assenza di un valore assoluto dei risultati della

ricerca, da cui prende sostanza la già citata discrezionalità nell'accettarli; il merito della R.O. cli dare soluzioni, siano pure soltanto ottimali, di problemi d"allronde insolubili (in termini rigorosi); le caratteristiche di approfondimento di fatti complessi che l'esercizio della ricerca comporta, da considerare contributo sempre utile e da apprezzare come profitto minimo, anco1chè tutt'altro che trascurabile. Ho dcrto « probl=i d"altronde insolubili,. cd ho soggiunto in termini rigorosi, si deve intendere con metodi classici. Questi sono i problemi, che, nella neceuitl. di prendere u02 decisione, sono stati sempre e sono risolti tuttora secondo buon senso, o senso pratico, oppure secondo intuizione. . Allora si può dire che la R.O. tende a sostituir~ il buon senso nella dcci SIOnc. Essa « prepara clementi di decisione nei casi affetti da fattori aleatori • e sotto questo punto di vista è stato definito come « q11a11rificd eommon lt!//Jc » (2). (1) M. o.v..~, M. Vu1tULST: 1. <., pog. 4· (2) M. DAvlF~, M. Vuuuu,: 1. r., p•g. 5.


212

Sono tiyi,Jmcntc aleatori, in tutto o in parte, i fattori che comp:uono in problemi sociali, economici, militari, principalmente per l'influenza che vi esercita la partecipazione dell'individuo uomo o dei gruppi o collmivit~ di uomini. L'accenno costitui<ce un nuovo elemento di va.lori1,7azione dd . l'opera della R.0.

6. - Gu

STUDI

m

<VII.UPPO.

La R.O. può essere rivoha non solo a risolvere problemi :1ttuali, ma anche a preparare artivicà in vista di quelle che potranno essere 1n un futuro prossimo le C$igenzc di branche importano di org,ni7-7_.11ioni pubbliche o private. A questo intento valgono gli studi d1 sviluppo, dei quali costituiscono impegno il perseguimento di fini concreti e fa esclusione di compiti nebulosi, privi di portata pratic:1. Sotto questo aspetto le alllvità di R.0. sono concorrenti e convergenti con quelle Ji urli<i ,viluppi e studi delle organiziauoni iopr~cirntc, scn,_.1 costituirne duplicato, pcrchè qu~'ultimi hanno tendenza a dare ai problemi loro proposti gli sviluppi rùolutivi che rientrano in procedimenti di consuetudine, le auivir.\ di R.O. si adoperano nelle analisi raiion.'lli e pervengono a risultati, indipendentemente tla derti procedimenti, dei quali il merito ~ conforme al valore dei dati assunti per impostare e sviluppare la ricerca. Anzi i diversi procedimc:nu e la diversa concezione delle indagini rendono possibile e fruttuoso il confronto dei rispettivi risultati finali, come di quelli parziali, colla finaliià di conseguire un'analisi pili esauric.o1c, facendo pamcolare riferimento agli clementi di pili difficile determinazione. Secondo una certa linea di giudizio, atti"ità come la precedente dovrebbero essere considerate tra le piÌI avanzale di R.O., sino a costituirne una brano speciale, che n vorrebbe denominare u pianilicttione di s,;luppo (dt'vdopmmt planning).

Hanno pre1entato interessanti considcra1ioni in argomento, nel corso della Conferenza, il dott. J. E. Lipp (De"elopmcnt Planning - Opcr:itional Rcscarch Aspccts) cd il dott. J. W. Abram, (Systcms o{ Ev,1.luation and Mj. litary Planning), nonchè pllJsim da al1ri, che hanno trattato questioni correlative. La pianificazione di sviluppo è stata definita, in quella sede, come • pianificazione a lungo tcrnùnc di prodotti futuri o di sistemi in opcra:t.ionc e predisposizioni conformi alla loro introduzione in situazioni future"· Probabilmente l'argomento, molto suggcsti\'O, non è ancora completamente maturo, ma proprio per que<to i punti di vista già mamfati sembrano meritevoli di molta attenzione, oltre che suscettibili di s,i.luppi in 3V\'Cmrc, che lo stato presente dd fatti fa soltanto intrawedcrc.


213

lncidcntalmrntc mi piace mcttcri: in rilievo l'inccressc generale che presentano programmi a scadenza ragionevolmente lontana per tutte le a1tivi1à impegnative e di lunga durata, come lo sono quelle relative allo sviluppo di organismi di fondamentale importwza in pace cd in guerra, a garanzia di adcgualC?.za, di organicità e di continuità di sfor.-:i, di effettivo rµidimento e di aderenza dei risultati agli scopi proposti. Attività del genere sono rese più .emergenti dalla constatazione che il progresso tecnico agisce come acceleratore di i1wccchiamento di do1a1.ioni e come esigenza di sostituzione e di ammodernamento e che, ove venga svolta un'azione competente e bene orientata nel senso indicato, si potranno evitare le condizioni gravose del rnoto del tutto da rifare o la situazione, altrct· tanto svantaggiosa sotto altri aspetti di inefficienza comparati va di preclispo· sizioni importanti, nei confronti di concorrenti o di avversari. Naturalmente, è ancora controverso come la pratica possa essere posta in atto, poichè l'argomento nuo,o non ha ancora conscnùta una conveniente sistemazione d'idee. Il dott. J. E. Lipp, illumando organizzazione e incombenze rcali7.7.atc pcsso il Coma ndo del le Forze aeree statunitensi, sin dal 1951 (Dcvdopmcot Planning Office in Hcadsquartcrs USAF) e presso la Lockced Aircraft Cor· porarion, nel r953, ne indica gli obiettivi, per l'organo militare, nella indi· viduazione di nuove caratteristiche di futuri sistemi di :irmi, su basi ufficiali; per l'organo civile, l'esplorazione delle lince di produzione desiderabili in funzione di proi,,,.csso tecnologico e di corrispondenti nuove richieste di urenti civili e militari i: contemporaneamente la progettazione delle attività per rendere possibile il soddisfacimento delle esigenze che saranno prospettate dalle due classi di utenti, alle scadcn-tc di tempo previste. In questi quadri la progettazione dello sviluppo può essere considerata un'analisi di sistemi rivolta tanto nel futuro, quanto lo consentono clementi concreti di previ~ooe, intuizione e senso comune. 7. - L'walisi dei sistemi, e si può aggiungere di sistemi in opcr:n.ionc, è una branc:1 avanzata della R.0 ., la quale è strettamente connessa con una br:mca più concret..~ dell'ingegneria, quale è l'ingegneria dei sistemi. . Unn caratteristica delle macchine e dei loro complessi è di presentare 1n modo sempre più determinante fa qualità di sistemi di parti io muma relazione, dei quali deve essere assicurato il funzionamento normale insieme a. quello delle parti componenti, per il fotto nuovo e significativo che il funz,ona,ucnto anche eccellente delle parti com ponenti è conclizione necc~aria ma non sufficiente per il funzionamento normale del complesso. D'i.mmediara deduzione è allora l'esigenia di procedere alle accurate regolaz1ooi delle connessioni tr:1 le parti, connessioni cui su tale scorta vengono attribuite funzioni di operatività insospctu1a, almeno prima d'ora, e, 5. · R.


214

fatto di meno immediata percezione, la facoltà e l'utilità di estendere la conce1.ione e le implicazior,i conseguenti anche ad organismi diversi dalle macchine complesse, quali possono essere considerati grandi organismi amministrativi, grandi impianti di produ,.ione e perfino collettività organi:,.zatc civili e militari, ragguagliati a sistemi di parti e di connessioni tra )e parti da porre e da mantenere in debite condi:t.ioni di funzionamento. li concetto di sistema, nell'estensione tcstè attribuitagli, s'incontra costantemente laddove si prendono in considerazione impianti cd attivit.\ connesse, cioè è destinato ad assumere generalità, con conseguente maggiore iinparranza degli ordini di pensiero e d'azione intesi a perfezionarne le prestazioni. Il progetto di un aeroporto non può prescindere dal suo funzionamento, sia esso civile o militare, ma questo a sua volta presuppone la conoscenza degli scopi gcni:rJli, delle caratteristiche dei mezzi in scalo, di quelle del traffico, delle esigenze dei servizi di volo e di quelli per afflusso e deflusso di personale e veicoli e così di seguito. Uno solo inflesso dei precedenti topici, sotto l'aspetto d'inconvenicnti considerati particolari, sotto ahro punto di vina, e l'efficienza dell'insieme scade rapid:unentc e progressivamente, sino a che non intervengono gli aui riparawri, eia intendere in funzione del riscabilimemo di una armonia di funzionamento, che era prcccdcntemcutc turbata. Quoto per quamo riguarda l'esercizio. Nel progeno e nell'impianto una soluzione razionale non può essere assicurata che dalla raiionalità intrinseca cd cstrinsua, cioè di interconnessione, dcli~ soluzioni particolari adottate per ciascuna delle parti del sistema. Qui ope_ra l'ingegneria dei sistemi, che suptra le consistenti difficoltà dei suoi studi, in condizioni nelle quali non rispondono i procedimenti or<lrnari, avv:,lendosi largamente dei metodi dell:t R.0., in specie ptr ciò che ri guarda la concezione e la realizzazione di modelli cd il concorso di spccia· listi per la costituzione di gruppi di lavoro. Anche le armi cd i sistemi cli armi sono di più in più complicati. cosicchè la loro concezione cd in seguito la loro costruzione e la messa in opera richiedono studi accurati cd esaurienti, premessa necessaria di una funzionalità molto elevata e che si richic:<lc: cli 'lualità co,taute ud tempo. Ln R.O. assume sotto questo riguardo un compito ùi priorit.'i, che è estremamente impegnativo ed è anche indicativo elci suoi prevedibili sviluppi in vista di applicazioni molto utili e neuamcnte specifid1c. 8. • L',,s.~61<7.A niu.A R.O. La R.0. è stata spesso identificata in una tecnica matcmatic:1. Questo è un punto di vista erroneo, che conviene emendare in primo luogo in quanto erroneo, in secondo luogo per l'avversione che provoca presso


21~

coloro, in numero di regola considerevole, che hanno poca dimestichezza con la matematica, in difetto di una preparazione adeguata in materia. Certamente i matematici vedono essenzialmente gli aspetti matematici della R.0., come gli statistici ne vedono gli aspetti statistici, ma qualsiasi esagerazione in proposito ha lo stesso valore della tesi di chi sostiene che i problemi di loro interesse non potranno mai essere risolti in modo conveniente alla stregua di problemi cli cifre e di numeri. D'altra parte la matematica alla quale fa ricorso la R.O. non è alta matematica (o adva11ced mattmatic,, come dicono g li anglo-sam>ni). Essa è soltanto matematica elementare, chiamata in aiuto del huon senso • tanto maggior ragione, in quanto, come già rilevato, si deve lavorare il pili delle volte su dati quantitativi, espressi mediante numeri. Sotto questo aspetto anche l'uomo della strada impiega la matematica, quando risolve i problemi correnti della sua vita quotidiana, e d':d1rondc vi è molto di R.O. spicciola nella vita corrente dell'uomo raziocinante, un argomento interessante, che peraltro non è possibile svolgere nemmeno parzialmente in questa sede. Cii) non esclude che anche )'alta matcmat.ica possa essere chiamata in causa, ma si tratta pili d'imposta1.ionc problematica e di simbolismo logico, che d i procedimenti destinati a giungere a sviluppi nuovi in quel campo. Occorre infatti e soprattutto tenere presente che fa R.O. ha, in qualità di branca di ricerca scientifica, un carattere nettamente applicati,·o e non speculativo, pcrchè rende a risulc.,ti da porre a base di atti concreti (decisioni). !¼a è definizione cli nessi loi;,>ici tra premesse cd esiti, cioè connessione la pili corretta possibile di cause cd effetti. Come tale, poiche qualsiasi attività può essere messa sotto forma di un complesso di cause che provoca determinati effetti, qualsiasi attività può essere oggetto di applicazioni di R.O., facendole assumere la forma di problema logico, risolto in genere con procedimenti marcmatici, ma non risolubìle esclusivamente in rali termini. Soprattutto non è accettabile la reciproca: che tutti i problemi logici e matematici siano problemi di R.0., ciò che costituisce una debita limitazione dei compiti della R.0. La R.O. ha compiuta fa sua scelta, nell'ingente problematica offerta alb mente umana, quando la si è vista strumento risolutivo specifico di talune cl~ssi di problemi, che adesso è possibile precisare cd individuare, riferendosi a concetti già espressi e che è urilc richiamare. Non tuui i problemi sono risolubili in termini canonici, cioè risolvendo cquaz!on! atte ad espri merli in linguaggio matematico, o percbè le anzidette cqua.~oru non sono risolubili - come acc3dc per molte equazioni non linc~, m termini finiti o infinitesimi - o perchè non sono esattamente noti i dar, del problema, oppure so!tanto qualcuno dei fattori in azione.


2.16

Naturalmente tutti i p1oblcn11 hannu una wluziunc, im in quelle circostanze e per quei problemi per I quali la soluzione de1c essere raggiunta - per esigenze pratiche irrefutabili -, e deve prescindere da procedimenti consueti per il semplice fatto che non esistono. la R.O. esercita la propria diligenza, sostituendo con i propri suggerimenti k soluzioni a caso od a sentimento - le cosiddcnc soluzioni intuitive - , molto più comuni di quanto sa pcns, e part1colarmcnle soggcue all'errore, scmprc meno ammissibili quando l'acri,,;tà oggc11iva sia di (;rande impegno e gli esiti di grande impon~nn Le soluziona, del tipo approssimnro o di verifica secondo i casi, sono so1•cntc perfezionabili in larga misura a volonrh, nel senso di aumentare !"approssimazione dei risultati, pur restando cs,cluso il multato esano. Si pull quindi concludere a ragion veduta che la R.O. 11 propone di risolvere qudlc dam di problemi 11011 ri1oluh1li ,n termini t:011111cll ,: che non 11 intende ab!Hwdo,,arc ad i11t11izio11c od a st:11timmUJ. Se la R.O. si applic.1 con rendimcnw al campo acccnanto, inaccessibile per ipotesi a soluzioni rigorose mediante algoritmi noti e cii) nondimeno ricco di problemi di interesse pari all"impcgno che meritano, si dà sostanz2 alla tesi che la R.0., attra,·crso la risoluzione dei problemi d"amposra1ione impcrfctt:i, si propone di fornire clementi consistenti di decisione bddo,·e SÌ· nora ha aV\1to campo libero cd esclusivo l'empirismo. Non è mancato chi ha chinmato rivoluzionnrio il pcrieguimcnto di simili lince d'azione. Non si trntta di rivoluiione, bcml di evoluzione acccn· tu,m1, che è possibile sintetizzare nell'intendimento di escludere !"irrazionale o ndh locuzione " razionalizz.uione della decisione • (nel quadro delle premesse fatte). In questo senso la R.O. è malurazionc d'idee nel suo proposito di attaccare sistematicamente classi di problemi di decisione. sinora abbandonati a giuocofor7,a all'intuizione, alla ro111i11e e, diciamolo, pure, all'arbitrio, ,:,tendendo i campi ddla decisione rnionale cd eliminando di conseguenza l'errore. A tanto infatti pona l'adozione di processi logici, non rigorosi è vero, ma anche perfezionabili a volontà sol che ne valga la pena, ;i no allt approssimazioni ritenute accettabili caso per ca~o, nella cui impostazione e sviluppo la R.O. da prova di un elevato cdctti,mo e di una lug~ disponibilità di metodi di attacco, di penetrai.ione e di sintesi.

9. • AI.cm,"ll nmvzroNr

FtSALI,

Dopo un'ampia e competente trattazione di problemi e di metodi della

R.0., che ha confermata l'ottima qualilica1.ionc degli esperti organizzatori e della grande generalità dei partecipanti. era da attendersi che la conclusione dell'imponente lavoro consi,t= in uno s1,'ll:lrdo, per quanto po,sibilc acuto e competente, vcr$0 il pro,simo futuro.


217

L'incombenza è stata svolta magistralmente dal dott. H. A. Sargeaunt (SHAPE), il quale ha riassunto ndl'ultima lettura della Conferenza le idee che ha matur:itc in proposito ( 1) . Generalizzando ancora una volta l'impostazione dialettic.1 della trattazione, ci~ superando il quadro non indispensabile costituito dai paesi parte· cipauti, si può ammeuerc, come lo ha fatto la citata personalità, che le questioni fondamentali affiornre durante la Conferenza e dalla cui soluzione - come modi i: come esiti - dipenderà l'avvenire del la R.O., possano essere presentate come segue: 1' · chi utilizzerà in futuro la R.O.? E quali i compiti? 2' • può la R.O. por;i in grado di assolvere tali compiti? 3' • quale numero e quali doti di esperti saranno adeguate ai compiti? 4' · quali attivit.'1 positive debbono essere rivolte allo scopo? Il lettore che giu.namente è interessato alla risposta ai preccdemi interrogativi, è rimandato all'elevata esposizione riportata al capo citato. Fedele all'assunto di redigere un saggio originale e non una semplice recensione, preferisco, anzichè riferire i concetti esposti in quella sede, prendere lo spunto dalle tesi emerse dalla lettura e dalla successiva discussione per ri:>.ssumere alcune considerazioni conclusive sull'argomento. ll mondo attuale è dotato di uno spiccato dinamismo evolutivo, in virtù del quale si sono aperte e si aprono orizzonti, illimitati jn termini di cfficicnia militare e di produttività industriale. Aumenta del pari il numero dei problemi operativi, che, se non fossero risolti, costituirebbero un grave e forse insuperabile ostacolo all'applicazione cd al rendimento di nuove concC't.ioni, di nuove tecniche e di nuove produzioni. Una illuminata azione d irettiva non può prescindere dalla loro soluzione e la soluzione d'altra pane non può basarsi su intuizione, poichè le variabili sono troppo complesse e interconnesse per non eluderla. I sistemi di me?..zi e di armi coi quali si ha e si avrà a che fare richiedono con sempre maggiore insistenza cbe procedimenti e metodi siano preparati ai nuovi compiti, prep~r~z.ionc che iu taluni casi deve aver luogo su scala internazionale, pcrchè sono di quadro internazionale molti dei problemi all'ordine del giorno, con pre• valenza per quelli più importanti, . Cosl prende sostanza il concetto nuovo di una R.O. in quadro inr.crna~onale e quello parallelo di un 'applicazione della R.O. a risolvere problemi di carattere internazionale. . In base a questa visione, assume un aspetto di ancor maggiore rilievo il redmamento d i esperti idonei a svolgere attività di tal genere e successivamente l'incornbenza di inquadrarli, esigenze che saran no assolte facendo concorrere un equo trattamento economico e l'interesse della ricerca. ( 1) M. DA,•tu, M. V~nuL.ST; I. c., Fultttt NATO co11nrri<1, pag. 181.

p,-tJ

/or Opmuione1/ Rr1(11rd, ,'n

,n~


218

Naturalmente occorre evitare l'errore di richiedere alla R.O. più di quanto può dare allo stadio raggiunto, tanto più che si deve ammettere che talora dà meno di quanto è lecito attendersi d:1 lei. Ma se queste idee di equilibrata utilii.zazione e di progressivo sviluppo prevarranno, la R.O. avrà il suo posto importante sia negli impieghi militari, sia in quelli civili, e sopravviverà ai suoi errori passati e futuri. Nè è giustificata la congettura di una ricerca specializzata per problemi ad alto livello. In contrasto con qualsiasi criterio di specializzazione, la R.O. può rendere a tutti i gradi,ù d'impiego cd anzi nell'analisi di fotti relativamente semplici trova indicazioni utilissime per l'aggressione di problemi molto complessi. Come ha :tffermato in sede di discussione finale il gcn. Gregory (U.S.A.), dalla cui esposizione sono desunti alcuni dei concetti precedenti, che han no il merito di una lunga e fruttuosa esperienza di lavoro, ",ve /,ave /ormd thai a 11c1v opa«tio11al rcsearc/1 group is more likcly to be cffcctive 011 thc problcm, o/ grcal mag11i1ude a11d difficulty, i/ il spe11ds the carly part o/ iu cxistc11cc, pcrl111p1 a yc11r or ttvo, 1vorki11g 011 re/arively small a11d somc1vl1at /es; diffieult proble11u » (1).

(1) M. D.-•1F.S, M. Vu>1,ur: I. c., p.,g. 193.


MISS IL I INTERCONTINENTALI AMERICANI

'i'

11 missile Atlas ha effettuato prove di lancio contro obiettivi

ad oltre 10.000 km dì distanza (Foto A. P.)

~

Una batteria di mis$ili Titc1n, secondo un pro· getto In fase di realizzazione. !foto A. P.}


LA GUE R RA FREDDA Gcn. di C. A. Paolo Supino

1. • La cons1a1azione che ordini di pensiero csdusivamcnte prauo, a prescindere quindi da ogni unpostazione di carattere mornle, diano consistenza ogni giorno più determ inante a un processo d'inibizione nei riguardi di una nuova guerra generale tra i maggiori Stati dd mondo, non esime dal considerare aE&cttata la deduzione di un i,nmiocntc « vogliamoci bene » universale o la previsione meno impegnativa clic si generalizzi e prevalga la norma di regolare mediante accordi pacifici i conflitti tra i popoli. In un mondo cli venuto ristretto cd agitato da ideologie io contr:l.Sto insanabile le cause di conflitto tra le nazioni perm angono, gli egoismi particolari sono sempre feroci e la tendenza ;1 nulla concedere impona di richiedere tuuo all'altra parte. Se esiste in effetti )'accennato processo d'inibizione - s'intende nei riguardi di guerre in forme tradizionali o più brevemente di guerce tra· dizionali - , se permangono le cause di contrasto e per di più esse wno tali da non consentire di lasciare insoluti i conflitti ed ancor meno di regolarli di reciproco accordo, cioè in via consensuale, è ovvio che sono in via di formazione, forse sono già esercitate e soltanto da identificare e definire nuove modalit11 per la loro regolazione unilaterale. Una regolazione unilaterale non può essere che imposta e nantralmenre lo sarà ad opera di chi è in grado di prevalere. Questi, per assicurarsi il massimo vantaggio, tenderà a porre in condizioni di grave svantaggio la p:inc contrapposia. Di conseguenza una regolazione unilaterale non sarà mai accettata di buon grado Jal soccombente, ciò che del resto è conforme all'ipotesi prcmc.ssa dell'impossibilità di una soluzione concordata. Perciò qualsiasi regolazione unilaterale di confli110 ira Stati costituisce un allo di violenza, compiuto da lCmpo immemorabile facendo ricorso alle armi oppure alla minaccia di impiegarle, il primo sotto l'aspetto di un'azione effettiva, la seconda sotto yucllo di un'aiionc eventuale. Riferendosi alla precedente alternativa, l'ipotesi di un processo d'inil,i. zionc nei confronti di g uerre tradizionali si trasferisce in quella di una nionc eventuale sempre più frequente in Juogo di un 'azione effettiva. La discriminazione supera il merito di una semplice disquisizione l~ sicale, poichì: ha la sostanza, oltre che l'importanza, dell'individuazione di


modificazioni profonde di politiche di guerra e di prassi belliche, delle quali sono già accertati indizi attuali, precedenti e sviluppi. Da tempo una strategia militare, basata sull'impiego effmivo ddla forza armata, dimostra una minore funzionalità in dipcndenz.1 della circostanza accennata e di molte altre concomitanti cd è posta progressivamente da parte, mentre si affaccia una nuova strategia, di contenuto politieo-militarc, la quale fo perno suUa facoltà di raggiungere gli obiettivi proposti anche a prescindere dall'impiego c.ldlc armi. Già una pmc cousidcrcvole degli atti di competen1..a in altri tempi, in verità anche non lontani, della strategia militare si è trasferita nel quadro di una strategia p01itica, che coinvolge tutta la condotta della guerra non più come fatto es,;lusivamcntc militare, se mai lo è stato, e sempre più come fatto che esige l'accesso ad alte concezioni politiche, oltre che ad alte concezioni militari, in tutte le sue fa;i di organizz:ràonc e di esecuzione (1). Adesso occorre fare un altro passo concettuale e riconoscere che la nuova strategia politica, dopo aver affiancato la militare, se ne va allontanando in quanto sostituisce al ricorso alla violenza armata procedimenti più cauti, generalmente subdoli nei fini e nei mezzi o SOtlo entrambi gli aspetti - includendovi tutti gli atteggiamenti che si prefiggono scopi non solo non c.lichiarari, ma perfino negati in spregio alla stessa eviden1.a - i quali cosùruircbbero nel loro insieme qucUa prassi in formazione che ii ha in animo d'individuare e di analizzare. L'interesse concreto dell'ordine d'idee accennato risulta posto debitamente a fuoco dall'annotazione che quel che si è detta una prassi in formazione s'identifica col fatto del tutto auuale della cosiddetta « guerra fredda », cui in questi termini si viene ad attribuire un contenuto ben diverso dall'episodico cd estemporaneo congetturato di consueto, sia pure in via di prima interpretazione di farri indubbiamente complessi. Il fenommo della gutrra fredda si è manifestato nelle relazioni internazionali di questo dopoguerra e, data la sua recente comparsa, non è ancora visto chiaramente nella sua realtà di variante sostanziale del corso di conAirti tra Stati, che è lecito sintetizzare in un allontanamento progressivo, ma molto netto, dal le forme consuete della guerra. Ciò non esclude che si tratti di una guerra vera e propria, colle sue vittime c colle sue vittorie, anche se si deve ammettere combattuta in modo dimesso, si vorrebbe dire in tono minore rispetto alla guerra tradizionale, e proprio per questo in veste di surrog:,to di avvenimenti più drammatici, che è opportuno per tutti ritardare e aUontanarc, surrogato che d'altra parte non implica rinunzia a nessuno degli obiettivi fondamentali e n~mmcno rinunzia a ricorrere alla guerra tradizionale al momento voluto. (t) Cfr, Gc-n. P. S01"1so: Rom•, 1956, n. 7 -8.

-4· - R.

/ eapi1a/di della concn:ionc

1mrregi,11. Rh•is1:1 Militare*


806 Riferondosi 2i suoi aspttti diffcrcnzi:ili, si può :ifferm:irc che, in conformità delle premesse, la guerra &cdda si presenta come un nuovo sistema di procedimenti (si potrebbe dire una « nuova strategia»), destinato a cambiare modi di pensiero e d'azione di lccnici militari e di personalità politiche, inves1ite cli responsabilità di governo. In linea subordinata risulta pcrùnente il qucsi10 circa le funzioni che sono per assumere le for-~c armate in tempo di guerra fredda. Uno sforzo militare che continui a impostarsi su concezioni che tendono a divenire supcra1e corre il rischio di divenire scarsamente rimunerativo e, quel che più conta, di trascurare eventualità in vista delle quali si resterebbe del lutto impreparati. Una risposta esauriente darà invece indicazioni prcgc"oli per la buona soluzione di problemi di difesa, vale a dire per una soluzione informata ad esigenze concrete ed a concrete possibilità di fatto. 2 . • La guerra fredda ha prcS(:nta10 sin dal suo inizio una singolare tendenza evolutiva: sorta presumibilmente nel quadro di situazioni di concorren7.a e di aggressività, che hanno trovato incentivo in un stato di psicosi ossidionale che affligge una parte considerevole delJ'umanità, forse in dipendenza del restringersi delle dimensioni planetarie per effetto del progresso incalzante, essa si è andata consolidando in [unzione di alternativa dcUa guerra tradizionale. In seguito di rcmpo l'alternativa si è dimostrata tanto efficace, da assumere una funzione preponderante e da divenire fine a se stessa. Oggi essa deve già cSSérc considerata un complesso di procedimenti originali che consentono di raggiungere scopi di guerra scn7.a combattere, ossia, ciò che ad un dipresso equivale, per vincere una 81JCrra scnz, affrontare le alce di battaglie crucnre. I motivi di questi sviluppi, che in definitiva concorrono a rendere meno probabile la gue_rra tradizionale, sono molteplici e comp1C5Si, ma possono essere raggruppati in categorie distinte: la potenza cd il raggio d'azione delle armi moderne e la grave minaccia immanente che esse costituiscono; il terrore che giustamente suscita l:1 guerra e l'avversione contro di essa che ne è il derivato; l'accresciuta sensibilità degli aggregati umani all'urto psidùco, per effetto della diffusione dei mezzi d'informazione e di comunicazione e della violenza che l'urto può assumere, qu:indo s'intenda di proposito di determinare i maggiori effetti in questo senso; infint, l'esistenza di contrasti gravi d'interessi ed ideologici tra i grandi Stari. 1n br~'Ve spcsscggiano le occasioni di conflitto eppure si vuole ricorrere alla guerra soltanto come e:rtrema rlllio, cioè dopo avere tentati ttlfri i diversivi possibili cd immaginabili. ù, guerra fredda raccoglie cd utilizza una buona parte degli accennati di\"crsivi e la concezione trova convalida nella constacazione di quel che accade giorno per giorno.


Prcmcs.,i i precedenti accenni sull'origine e sulla sostanza della guc.rra fredda, come agisce e come si fromeggiano i suoi pericoli 1 E, in primo luogo, in che cosa consistono gli atti che meritano di essere considerati suoi caror1c1isrici? Infine, come si organina una difesa contro la guerra fredd.t? Poichè i migliori esiti della politica generale s'identificano - t qui è il nocciolo della questione daia l'attua.le congiumura imcmazionale - colle peggiori con&iioni a carico dcgi Si,ti avversari attuali, probabili o anche prcsunri, g li atti della ~erra fredda si concretano negli altcggiamcmi che gli agcnri diretti o ind1rerti della poli1ica degli Stati assumono in materia di politica, di ccooomia, di finanze allo scopo di reali.z,.arc le accennale peggiori condizioni. Il Jelibcmo accomun:ime.nto di appmenemi attu.,li, probabili o soltanto presunti al Gllllpo avverso non ~ espressione di un nuovo machiavellismo; esso è l'imposiazionc concettuale realistica di situazioni con esiti a scaden7.C differite, nei riguardi delle quali ~ indispensabile prendere posizione per tempo, situazioni che sono consuete ndb guerra fredda. Allora 13 tecnica della guerra fredda si sintrti,.,_, in uno line. di condona generale che riassume gli atteggiamenti indicati, perseguita con sprcgiudicatcua cd al tempo stesso con estrema determinazione da p.1rte di chi ne prende l'iniziativa. L'aS)Xtto più temibile, cd in dfmi il più pericoloso, dell'accennata linea di c0ndotta per chi '3 subisce è che i risultati restano inavvcniti .:inchè non li denunciano i danni che ma ha provocati, cioè sono av\'crtiti soltamo quando hanno assunte proporzioni tanto con~iderevoli eia renderli evidenti. Pertanto la loro dficacia è stabilita solo après coup cd infatti dipende da circostanze complesse, di difficile ,•alutazionc, in parte imprevedibili, come tutto quello che risponde a un'a iuta reglo, priva di scrupoli e pronta a cogliere il proprio utile ovunque si presenti e comunque offerto. Mancando i segni di allarme, chi è obiettivo di azioni di guerra fredda soggiace alla sorpresa inerente ad un procedimento inusato, per di più di lineamenti sempre incerti perchè surrettizio e perchl: in continua evoluzione. Un'altra caratteristica, del pari svantaggiosa per chi subisce la guerra fredda è che sinora non esiste una prassi difensi,·a specifica nei suoi riguardi. In ogni modo e pamndo J.I gcnc,iw al concre10, l'azione si presenta nel mo complesso sono la forma di un graduale scal,.nmcmo di posizioni di potenza, perseguito con conoscenza di situazioni, con metodo e con costanz.1, prima per individuare i lati deboli della vittima designata, poi per assoggertarli ad azioni specifiche tendenti alla demolizione dei fattori della di lei potenza, Spc:cificlic nel senso più esteso del tcrmìnc, pcrchè le più adone allo scopo e perchè dos:nc a ragion veduta caso per c.1so e momemo per momento ( t ). (1) Cfr. Gen. P. SU1'1sO: LA Puu, 1958, n. 6.

g 14erra

dei poten::iuli, Rc,•uc Mìli1:1irc Cinér:dc-1


808 Le azioni specifiche possono essere distinte in procedimenti sistematici ed in procedimenti d'urro ed in entrambe le categorie presentano una considerevole varietà di temi. Riferendosi a quale.be caso particolare, nella consistente ùifJicoltà ùi procedere ad una elencazione tassativa, è evidente che l'interruzione dell'afflusso di materie prime o di semilavorati, tale d, mettere in serie di[ficoltà la vita economica di un paese, sino a provocarne il collasso, è uno dei procedimenti d'urto ricorrenti (1), mentre, tra i procedimenti sistematici, si vedrà ricercare la lenta demolizione o quanto meno l'inabilitazione di funzioni vitali dello Stato preso di mira: la concorrenza sfrenata e sleale su importanti mercati d'esportazione, il dirficoltamento della provvista di ma. tcrie prime fondamentali, in primo luogo le cosiddette materie prime stra· tegichc, la stessa azione di sgretolamento degH imperi coloniali nel campo internazionale; in quello interno sì tratterà, seguendo differenti lince di azione, d i dividere gli animi, di seminare dubbi, di discreditare le autorità responsabili, di provocare disordini, in breve di diffondere i germi della inefficienza organizzariv3 e d'a1ione. Per quamo sommaria. la precedente elencazione vale a mettere in luce l"ecletticità dei mezzi cui ricorre la guerra fredda. Per parte loro, i procedimenti d'urto si avvicinano molto, sino a sfiorarli pcricolosameme, ad atti di vera ostilità, che pcraluo non vengono rilevati come tali per la generale riluttanza a giungere a conseguenze cstrc.mc, dato che il rilievo eomp0rtereblx: l'apertura di sìruazioni vere e proprie di guerra. Come si corned a confermare in seguito, questa generale riluttanza a conseguenze: estreme è uno degli operatori più validi della guerra fredda. Esso esalta l'efficacia di taluni fauori in azione, che in effetti risulta straordinaria. L'aggredito ha buone ragioni per sopramdere da decisioni di forza, che si prospettano per lui in termini non favorevoli; l'aggressore rinunzia ad iniziative del genere, non in omaggio a sentimenti pacifici, ma pcrehè ba molta probabilità di conseguire prima o poi ed a miglior prezzo i risultati ch'egli si ripromette. Di conseguenza, nella grande maggioranza, le azioni di guerra fredda banno caratteristiche e decorso di pr=dimenti sistematici, ai quali in verità si adattano molto bene i suoi Hneamenti più peculiari. Peraltro in talune circostanze occorre fare appello a procedimenti <l'urto. Allora si vedrà ricorrere ai temi preferiti della violenza in genere indireru, offerti dall'inasprirsi tielle lotte politiche in zone oevr3lgiche dal punto di vina strategico sino all'incoraggiamento di quelle azioni più consistenti, vere (r) ' -"' chiusur> <ld Canolc di Suc,, in conscgucnu dell'urto loc•lc oeglo ·franco· cgtzi:ano, h:i. mcsio in cri$i il rifornim~nto di eombustibili liquidi in ruu:a l'Europ~ Oc· cidcntalc, dimostrando ì riflessi ckH':arrcsto del flusso <li uno. matcri3 prim:t CMCnzi:ilc.


809 aggrcs,ioni indirette, sia interne, nella forma di rivolte locali, che in,·ocano il diritto di autodecisione dei popoli ma in realtà sono a servizio d'interessi estranei e facilmente identificabili, se pure non facilmente dimostrabili, sia esterne, ad opera di potenze di tcrz'ordinc, prestatrici compiacenti di connivenze a contropartita sovente aleatoria, mosse o da spirito di avventura, o da ricerca di prestigio da parte di regimi di scarso merito o dal desiderio di procurarsi utili patronati o ancora dall'intendimemo di frastornare i propri amministrati dai gravi problemi che urgono all'interno (1). In questi frangenti i principi democratici sono sfruttati senza ritegno, per coprire sotto vernice di rispettabilità la merce più scadente e le più riprovevoli violazioni delle buone nonne di correttezza internazionale. 3. • Ha considerevole significato interpretativo la constatazione che la guerra fudda ;, /011dammtalmmte offemiua, quindi ha un carattere tipicamente aggrcssi vo. A parte l'i ndividuazione di chi l'ha promossa e di chi la subisce, una fatica sc11rsamente operante e perfino inutile, non esiste in effetti una guerra fredda difensiva, se pure esiste naturalmente una difesa contro la guerra fredda. Di conseguenza la difesa deve vertere su altri temi, :, meno che non si dimostri aneggiamento più proficuo l'adozione di motivi di guerra fredda, col dar luogo ad azioni di ritorsione che rientrino nei suoi procedimenti. ln effetti la scelta della linea da segui re non è sempre volontaria, poichè subisce l'influenza di concreti rapporti di potenza delle p.mi contrapposte. Quando dmi raJ?Porli hanno valori considerevoli, cioè le forze sono impari in misura accentuata, la difesa deve assumere atteggiamenti che variano secondo gli attori del dramma e secondo situazioni di fatto, ma che in genere si diCfereniiano da temi di guerra fredda. La differenziazione tende a spezzare il circolo vizioso che si formerebbe inevitabilmente nelle circostanze accennate, un circolo vizioso capace di trasformarsi in una spirale esiziale. Per contro, quando gli attori dispongono di fonc ad un dipresso equivalenti ~ simazione che si verifica in genere col coagularsi di blocchi opposti di potenze - l'aggredito può proporsi con vantaggio di esasperarne gli aspetti, restando in quadri di guerra fredda, per attraversare i disegni degli avversari, smascherandoli e identificandone gli obiettivi. Tullo ciò in base a un aspetto peculiare della guerra fredda e ad una sua caratteristica differenziale. Al contrario della guerra tradizionale, chi ne prende l'iniziativa ha tutto l'i nteresse di agire al coperto, per potere negare ad ogni occasione di avere agito a danno di chicchessia, mentre chi subisce l'inizia. riva ha tutto l'interesse di denunciare le malefatte deUa parte avversa. Cosl (1) Cfr. Gcn. P. Su,1so: f.A oggr(JJioni indlre1u inre,·ne td esterne, Rh•isu Mili· t.a.rc, Roma, 1958, n. 1,.


1!10

si assiste all'apparente paraJo,,o ùi un aggrc»ore dtc dichiara le sue migliori intenzioni e di un aggredito che si agita, quantunque nessuno ammetta di avere agito in modo indebito nc:i suoi riguardi. Eppure non si tratta di una caccia ai fantasmi, anche se dei fatri si vedono i riflessi, piurtosto che le immagini dirette. In questi frangenti, per evitare di fare il giuoco de).Ja controparte, chi subisce la guerra fredda deve agire con molta avvedutezza. Non è facile definire un atteggiamento meglio rispondente in generale, ma in ogni caso si tratta di scoprire i maneggi della parte opposta e d'individuare falsi scopi e mire effettive, per rendersi conto dcgli intendimenti e per rendere più valida l'opposizione alla loro realizzazione. Un'altra caratteristica della guerra fredda è di rendere meno efficaci le reazioni che non mancherebbero in caso di guerra tradizionale. Le salde unioni che questa impone, in vista d'interessi superiori universalmente sentiti nel suo clima, sono meno facili a perse1,1Uire ed a mantenere i quadri di guerra Fredda, dato che almeno in apparenza il pericolo è meno evidentè, Di conseguenza, aoche in rempi di grandi hlocchi conr rappo.ri e proprio quando le guerre corrono il rischio costante di degenerare in grandi guerre, combattute da coalizioni, è più facile far sentire a ciascuno, ccl a quell'orecchio dal 11uale )a può scnrire meglio, b voce allettante degli interessi particolari, anche se essa esce proprio dalla bocca di coloro che sono intenti a demolire k circostanze che li assicurerebbero meglio. L'opera di divisione, che è sempre utile svolgere nel campo avveno, ne resta facilitata. Contro di essa la reazione più intelligente c0nsistc nd de· nunciare l'attacco subdolo e nel costringere l'aggressore n toglitrsi la maschera. In genere occorre e.~ere n.1di per costringere all'nionc scoperta. Chi ne h:i interesse non mancherà di gridare al lupo, alla ricerca di alibi dei quali ha estremo bisogno, nè mancherà di prevalersi del fotto che, per spezzare la spirale esiziale cui si è gi~ fatto cenno. l'aggredito dclb guerra frcd<la non ha sovente altrn alternativa di salvezza se non nel rompere gli indugi e nel ricorrere alle anni, nell'estremo sforzo di volgere a miglior ,orte una situazione in proeinro di divenire indubbiamente funesta. E' necessario porre in buona evidenza che in questa acutizza,:ione dell'emergenza, tralignante da guerra fredda a gucrrd calda, è da vedere uno dei pericoli a breve scadenza dell'emergenza stessa, mentre quelli a più lungo termine derivano, lo si è già affermato, dalla modincazione non reversibile di rapporti di potenza, destinati ad operare ad un dato momenro in modo virtuale od effettivo. Quando l'emergenza diviene acuta, il ricorso alle armi è soltanto un at10 di legittima difesa, ma coloro che vedono in pericolo i disegni a lungo perseguiti, quando orm:ii gli csiù erano a buona portata, si d~nno gran pena per denunciare l'aggressore, la violazione dei patti internazionali e per chia·


811 mare 11 mondo :i testimone ddla perfidia di una vittima, cui si può far solo il torto di aver mancato di rassegnazione. Comunque, una volta scoperte le cane, il giuoco non inganna più nessuno. Non c'è altra via clic abbandonare la via divenuta pericolosa cd adottare una linea d'azione nuova. La guerra fredda è beo provvista di questi to11rs d,: main, nei quali emerge la versatili1à spiccata dei suoi procedimenti e l'abilità dei )UOi registi, capaci di mutare rotta ad ogn, evenienza, mantenendo ben fissi i punti d'arrivo. I requisiti accennati sono meglio assicurati da conti,nuità di azione e da azione molto spregiudicata. Si tratta di nttcggiamemi e di procedimenti non consueti di ambienti mcttamcntc militari. Di qui un motivo di minore comprensione dei metodi della guerra Crcdda da parte di militari cd una generica inattitudine di quest'ultimi a procedere amavcno le sue acque infide. Se un nodo può essere sciolto o tagliato, la guerra lredda preferisce le soluzioni pazienti ai tagli. fi fronteggiarla è compile.I prCJniucnu: di accorti politici e soltanto quando degeneri. quindi soltanto in via subordinata, subentra l'azione n manu militari 11 . 4. • Discu$5e le caratteristiche salienti, si è ormai in grado di definire i punti fond:unentali di una difesa contro 12 gucrr:i fredda, un tema che non si può negare sia oggi all'ordine del giorno. La clife&a può seguire due lince distinte, ma in molti casi concorrenti e delle qu.ili conviene rrndcrc la concorrenza compkta pu qUilllto po»ibik; una di azione diretta, sostanzialmente p<>litica, e una di azione indiretta, che tra l'altro si avvale di motivi militari. Ln nena prevalenza di un'azione politica, implicitamente confermata dalla tesi precedente e da.Ila quale deriva il suo ;ignificato cd il suo valore di orientamento, vale a ,ottolinearc in primo luogo la svolta conccnuale e di aui esccmivi, che la guerra fredda implica ne.i confronti della guerra tradi1Jonale. La linea d'azione diretta può essere sintetizzata nc:ll'cncrgica interferenza sull'azione avversaria, con pardcolarc rifcrimcmo .ai suoi aspetti intimidatori. Forse sarebbe interessante trattenersi più a lungo sull'argomento, ma si resterebbe lontani da temi di più immediato interesse. Conviene peraltro accennare che essa deve «sere sviluppati su ampio quadro, in tema di polidca interna e di politica estera, all'interno promuovendo il consenso dei cittadi ni sulla politica del paese ed all'estero provocando il riconoscimenro della pcrlincn1.a di questa politica, al fine di guadagnare simpatie cd alleati e di evitare péricolosc condizioni d'isolamento, I motivi milirnri, in quella che si ~ dena la linea d'azione indiretta, hanno un interesse più immediato,


812

Essi s'identificano nel potenziamento e nella utilizzazione degli effetti preventivi, che sono attributo delle buone islituzioni militari. Per essere buone le istituzioni militari debbono essere consolidate e tenute a giorno. Una evidente conformità di prcdisposi1.ioni per la guem fredda e pc:r quella tradizionale ne foci lita progello e attuazione. I pili consistenti effetti preventivi sono assicurati dall'aumcmo del rischio connesso coll'aggressione armata per chi la promuove. Se la guerra fredda prende origine cd acquista in seguito autorità e peso, come si è gi11 notato, dalla minnccia consisrenre di un'azione ostile cvenrualc, il suo mordente resta in diCctto quando l'eventualità divenga remota, per il fatto che a nessuno conviene passare dalla minaccia agli ani L'utilità cd il corrispondente interesse di agire decadono rapidamente quanto maggiore è il dschio di passare all'azione cd il rischio di passare all'a1.ione cresce in proporzione ddla potenza militare e del potenziale bellico dell'aggredito eventuale, cioè della di lui preparazione in \'ÌSta di un conflitto armato. Queste considcrnioni sono cosl lapalissia ne che non metterebbe conto di riportarle, se in tanta semplicità di concetti non si dovesse riconoscere la chiave pili efficace per la corretta interpretazione del fenomeno guerra fredda e per risalire alle cause dei suoi successi e insuccessi. La maggiorazione di un coefficiente di rischio rende temibile la rea· 1jonc della vittim:, designata e più guardinga razione dell'aggressore sino ad t!SCludcre in pratica, olrre un certo limite, che il misfatto venga compiuto. In una congiuntura, nella quale rcsuno a lungo incerte lè sorti tra pace e guerra ~ e talora, come accade nel presente periodo, si tratta di lunghi anni - se chi è fono segno ad azioni di guerra Eredda è in grado di reagire in modo energico, è molto facile che si possa cavare d'impaccio. Invece la sorte è avversa a chi è: incline a rassegnarsi al peggio, a dù ha lasciato formarsi il senso pericoloso della predestinazione infausta, dell'inutilità di combattere cd ancora della rinunzia aprioristica ad un atteggiamento responsabile, in definitiva il solo pagante. Se, come si è detto, la reazione energica è affidata in ,Jrima ratio alle armi, sia pure in funzione prcvcntiva-protetli\'3, i fattori in giuoco non sono esclusivamente materiali, anzi spesso vien dato di constatare che questi ultimi restano fermi su piani subordinati. In effetti sono prevalenti in generale fauori psicologici e spirituali, impegnati dalla va.lutazione di un ri• schio calcolato e messi in valore dalla esigenza di affrontare un rischio concreto. La nozione di valutazione di rischio e di rischio calcolato sono ricorrenti in fasi di guerra fredda. U calcolo, che in termini più pregnanti si P,Otrcblx chiamare In rassegna delle fo~e destinare • fronteggi:irsi a lungo alla lontana, ~ oggi cffctluabilc con sufficiente esattezza se condotto con diii-


gcnza e, ripetuto di tempo in tempo, varrebbe a verifica periodica delle situazioni in maturazione. ~ rassegna delle forze era in altri tempi operazione consueta prima della battaglia e l'epica ne conserva il ricordo dalle più antiche età. In passato era sufficiente contare gli uomini, esaltare il valore dei capi e sollecitare il favore divino; oggi, l'operazione è molto più complessa, pcrchè al conteggio degli uomini si deve ag1,,iungere quello dei camini fumanti, delle scorte di materie prime, tkllc risorse energetiche, della potenza economica e finanziaria di grandi coalizioni, degli sviluppi tecnologici e scientifici e perfino dei potenziali d'invenzione e delle facoltà di realizzazione nei campi tecnici più disparati cd aggiungm•i il peso della giustizia delle cause per cui si è disposti a combattere, un grande peso e talora veramente decisivo. Comunque qualunque analogia tra oggi e il lontano passato è soltanto apparente e non deve fuorviare il pensiero. La sufficiente esattezza della valutazione di rapporti di potenza non è soggcna alle circostanze peculiari dei campi di bau:,glia cruenti, quali sono il colpo improvviso di fortuna, il valore pcnonalc dei combattenti, In gc nialità di un capo che domina gli eventi. Si tratta di guerre combattu1e tra ranghi di cifre, schierate da una parte e dall'altra a rappresentare le facoltà di un:1 parte c dell'ahra, di un tipo che altrove si ~ detto contabile, nelle quali non è il caso di contare sulla fortuna bendata e molto è appannaggio di un scnio di responsabilità equilibrato e consapevole. Ma se l'arido linguaggio dei numeri non ammette interpretazioni arbitrarie dei valori effettivi che emergono di volta in volta dalle uscite delle macchine calcolatrici, non è men vero che nei risultati fin31i portano un contributo sostanziale virtù di uomini e meriti di for7,e armate, se non altro per assicurare l'effettività di quei valori, in realtà con funzioni ancor più complesse e più importanti. La prcp.iraz.ione militare, divenuta incomlx:n:i:a di estremo impegno, deve conformarsi alla linea elementare ddla più fattiva partecipazione agli accennali consuntivi positivi, c.hc sono alla base di ogni impostazione di ~ucccsso. 5. - L'avere definite le funzioni clcllc forze armate in tempi di guerra fredda offre la premessa ra1,ionalc per l'individuazione delle carancristiche fondamentali ddl'organizzazioac difensiva attuale degli Stati, e.be si t proposta in calce al primo paragrafo. Queste possono essere sintetizzate nella più elevata capacità di resistenza contro le aggressioni improvvise, pur scatenate con eccezionale violenza, quella che in gergo sportivo ii chiamcrcblx: una effettiva capacità d'incasso, e nella adeguata capacità di rcaiione.


E pvid,è la cap"cità d'incasso è amibuto ddl'organizzazionc generale del paese e poi della specifica organizzazione militare. piuttosto che di quaoriù e potenza di armi, cd è pcrseguit:1 mediante l'adozione di criteri opportuni di organi7.7.azionc in tutti i piani della vita dello Stato, che li salvaguardi dagli cffcrti di disorganizzv.ionc dell'aggressione, sono gli acc~nati criteri che vengono ad assumere una funzione determinante. Alle armi si deve richiedere in primo luogo di allontan1re per quanto possibile la prova cruciale. Quindi, a parità di tutto il resto, sono le armi più efficienti e più mo, dcrnc che costituiscono a buon titolo il solido nucleo di ordini di battaglia aggiornati e tra quelle le armi che consentono la risposta più immediata e di maggior braccio. Attributi dd genere non sono presenti i.n forze armate convenzionali, le cui facoli.~ di reazione sono aleatorie e comunque lente e dilaiinnatc. Fotte tali premesse, le forze armate terrestri e navali, quali sono uscite dalla seconda guerra mondiale, sono capaci soltanto di assolvere funzioni di occupazione, nettamente di secondo piano nel quadro del prohlem:1 in esame, per la loro inidoneità a portare un contributo di rilievo contro l'aggressione esterna di mezzi moderni, e sono pressochè negative anche in termini di sicurezza del territorio, per la loro scarsa efficienza e mobilità. Invece molti punti di merito sono da attribuire alle tclcarmi, ;ille forze aeree ed alle loro rnfrasrrntturc essenziali. una volta poste in grado di sopravvivere all'aggressione massiccia cd improvvis:,. Narnralmcme, in uno sforzo di sintesi, le precedenti considerazioni sfiorano soltanto un tema veramente complesso. Problemi nuovi si affacciano per le tre forze armate, in ,•ista di un 'efficiente org.inizzazione di reazione, dotata di una congrua facoltà d'incasso. La loro risoluzione è competenza di ambienti tecnici di alto livello. Qui ne pcssono essere accennati soltanto i temi fondamentali. La soluzione piò razionale e più completa è da vedere in forze aeree, i ntegr:itc d:i consistenti formazioni aerotrasportate, ed in rclcarmi del tipo medio (gittata sui 1000-1500 km), le une e le altre fornite d'infrastruttUre alla prova di bomba e d'assalto, orientate a colpire con assoluta autorità pumi virali dclln coalizione potenziale avversaria. In pari tempo s'impone l'eliminazione di tutro ciò che è superato, percbè può risultare dannoso sotto molti aspetti: in quanto crea illusioni all'interno, senza premunire contro atti aggressivi dall'esterno, in quanto colla debolezza intrinseca non scoraggia dal ricorrere alla violenza e convalida le intenzioni intimidatorie, infine in quanto importa spese tutt'altro che trascurabili senza contropartita utile, anzi col danno consistente dell'indisponibilità di mezzi finanziari per impieghi più redditi1i. ln pari tempo, se mancano i campi di battaglia e si attenua l'esigenza di quelle virtù milit~i, che rifulgono soprattutto su quelli, crescono le rcspon-


>:tbilitA di governi e di ceti dirigenti, tenuti a rcalizT.are i postulati di sviluppi vitali dei loro popoli attraverso vie nuove, molto impegnative, cd a processi di lenta maturazione. La tesi non autorizza la deduzione che le doti militari siano divenute meno meritorie cd anc-0r prima che abbia perduto pregio la formazione spirituale che ne assicura il pos!csso. Esse si riverbano sui fatti in modo diverso che in passato. Laddove si confronta no sistemi di organizzazione e complessi di macchine, l"azione decisiva si svolge tra dispositivi lontani tra di loro per centinaia e per migliaia di chilometri e oltretutto le situazioni restano a lungo pcndemi per risolversi in modo pressochè fulmineo, gli epiloghi già impomti in ferrei termini di rapporti di valori tecnici lasciano margini modesti a fattori estranei, ai quali si riclticda di rovesciare esiti ormai inevitabili. Si è venuta a imporre in definitiva una nuo,·a insuperabile dialcuica tecnologica, che ba modificato sostanzialmente termini e fi ni dei dia loghi tra operatori della storia contemporanea. Una norma fondamentale, confortata dall'cspcrienz.~ di diccine di secoli di guerre guerreggiate, ha perduto molta parte del suo valore e la congiuntura vale a dimostrare la svolta di temi basilari alla quale si assiste in materia. In tempi di guerra frcdcb il successo non si richiede all'azione simil are contraria o soltanto all'azione similare contraria, allo stesso modo che nella guerra tradizionale si risponde all'atto ostile coll'atto ostile; esso è da riccr· care ndl'attitudinc indiscussa, pcrchè indiscutibile, di rendere vana l'aggressione, per quanto !"attentato sia violento e spregiudicato. In altre parole «IICt gucrru fredda si fa fronte coll" certeua ,!dia ma i11anitil, cioè colla co11fcrma ddl'i11capacità di cwicurarc a clii la promuove e 11cllc circosra11u 11cl/e quali !1a corso i risultati clie quegli si ripromeite. Quma incapadr~ diviene costituzionale e quindi inercmc ai faui cd emerge con luce solare quando gli animi dei cittadini sono concordi, le politiche responsabili, coerenti e lungimiranti, i lati aggrcdibili !Ono ridotti e comunque ben guardati, in breve quando la potenza degli Stati o delle coalizioni di St:tti poggfa su basi solide e consistenti.


ASPETTI FONDAMENTALI D E LLA RI CE R C A O P ER A T IVA Gcn. di C. A. PQolo Supino

1. - Lo SPIRITO DELLA R.O. Che cos'è la R.O.? Se il quc:,;iw è pre. scntnto sempre più di &cqucntc col diffondersi dei mclodi di R.O. e dell'interesse suscitato presso ambienti qU.1lific:i.ti dai suoi proc,cdimi,nti, in par• ticolare gli ambienti t«nici dell'organizzazione e della produzione industriale, In ri<po<lll continu~ ,d essere oggetto di mohc couuovcnie. Da taluni, per intendersi dn coloro c.he si potrebbero denominare i critici severi e talvolta perfino ingiusti di un ordine d'idee nuovo, la cui opposizione vuole essere :mzitullo un omaggio ai procedimenti trlldizionali, e perciò tradizionalini, la R.O. è considerata ,m nome nuovo per indiri1.zi concettuali di v«chia data, mai trllSCUrati in ogni tempo, forse merìte\'olc d'attenzione ma da fare oggct1c> di un inrcrcssc di.;raccato cd episodico; da Itri invece, e sono i fautori cd i cultori della R.O, essa viene definita una nuova e più efficace mclodo!ogia di cararrcrc si;icntilico - ciò c.hc importa l'esigenza di definire tale carattere - di particolare efficacia per affromarc e risolvere categorie di problemi complessi, presentatisi di rcttntc o di recente aumcmati considerevolmente di numero e d'import.1nz.a. In effelti la nuo1•a metodologia applica i procedimenti analitici e deduttivi delle scienze sperimcnuli a problemi csUanei, a •tretto rigore, a dette scienze e prcvalcn• temente di tipo organizzativo e produttivistico, concernenti attività indumiali, economiche, tccnologic.he, sociali, ccc. Le opinioni sono senza dubbio discordanti e lo discordan.1.a t troppo accentuata perch~ non si senta il bisogno di contribuire a dirimere la disputa, contributo che può prendere lo spunto dilla ricerca di un vizio logico, sempre da presupporre CJU.1ndo due ttsi, che contrastano fondamentalmente, trovano cntr:imbc argomenti 1•:tlidi a sostegno, per giungere ad un giudi1,io centrato nei riguardi di ordini interessanti di idee, innegabilmente in corso di progressivo sviluppo. La R.O., sorta cd affermatasi per far fronte :id esigenze di rilievo, che si sono manifestate in campi nuovi di attività. prima per la formazione e


1:2

8

fa messa• punro di dispositivi recntci compimi di uso bellico (,), ùuvc ha registrati risultati vttamcnte importaoti, è poi ri5:l.lita a ritroso dai campi nuovi a quelli di più vecchio esercizio e vi si sta allargaodo a macclua d'olio, con buoni .siti, lentamente ma continuamente. I suoi progressi valgono tra l'altro • provare l'dficacia delle concc-.t.ioni alle quali essa fa appello e il rcnd.imc:nto dé procc.dimcnti corrdativiJ pc-rch~ sono presumibilmente in ragione diretta dei vantaggi assicurati ri,pcno ai metodi tradizionali che integra e sostituisce. E se da un lato la taccia di un nome nuovo per un'mivitli di vecchia data trova conferma nei segni di una R.O. " ani( litçram II in procedimenti seguiti prima che si p.1rlnssc di una specifica ricerca operativa - il saggiatore, il « provondo e riprovando •, la tessa filosofia galileiana possono essere invocati a precedenti storici dni ricercatori operativi - , d'altro lato quest'ultimi hanno buon giuoco nd ricordare che i maggiori successi sono stati riportati in circostanze nelle quali i procedimenti tradizionali si erano dimostrati per lo meno inadeguati e sono da accreditare a nuove lince di ricerca e ad un nuovo orientamento mentale che queste implicano. L'elemento discriminante dccisi\"o è da vedere in uno spirito particolare della R.O. che si ritiene di pott:r,: n11telit zarc nella ricerca sistematica di

so/r,::ioni per 'l"anto po11ibile uau,: anche in ma1JCa11za di so/11::io11i ,saue, cioè di soluzioni approssimate (ma con approssimazione nota entro determinati limiti), per quci problemi che altrimenti resterebbero insoluti o si dovrebbero ritenere soddisfatti d., solu1.ioni estemporanee, a sentimento o quanto meno intuitive, dii piÌl al meno a caso, a rigor di termini prive di merito risolutivo anche se accettore in pratica in mancan,.:i di mcglin. 2. - Una volta individuato l'elemento discriminante, è rdativamcntc agevole acccrwe i punti di contatto tra R.O. e procedimenti tradizionali cd i tratti divergenti, che le consentono di presentare aspetti innovatori e di assolvere funzioni ver:lJll.COtc importaoti. I punti di contallo sono offerti dal fatto che l'attività intelligente ddl'uomo ha sempre avuto di mira di rcaliz?.arc le modalità più convenienti d'esercizio, mira implicita anche quando non dichiarai.I e perseguita di re:· gola anche quando sono state e sono seguite lince tradizion:llì. i deve ammettere però che in presenza di problemi complessi e per di più impcrfcttamc:nlc dc:tcrmin:iti, i problemi di difficile e spesso d'imposaibilc solU7Jonc con i procedimenti consueti, lo scopo non è sempre raggiunto

(1) Le prime. 2pplicufoni di R.O. sono lttlt di ca.r.anc-re militaN:: cd ha:nno :i\'uto pu oggetto, come ~ ben noto, l.1 messa ;i punto di :.pp;ircahLlturc R.A.0.A,R. e di congegni di dìfcsa conttxrct, nonch~ dl procedimenti di guerra navate. quiaU 12 ca«ia antisommcr ·bile. b fonnn.ionc di convogli, l':umfflletlito ti.i nivi mcrantili, «e,


,cguendo lince tradhJonali e ,pesso lo è solo parzialmente, non per difetto di buona volontà di operatori ma per le lacune dei procedimenti risolutivi alla mano. La R.O. ,i prop0nc di colm:irc uli bcunc in tutti i casi ritenuti meritevoli di una particolare cliligc:nza (occorre ricordare che la R.O. non è un procedimento risolutivo generale, ma un sistema di procedimenti risolutivi particolari), coll'obiettivo immediato di assicurare caso per caso la soluzione (e perciò la decisione) più convenienti p0ssibili, gli obiettivi mediati risp0n· dcndo invece a un'interpretazione dell'attività um:tna ai piani raggiunti dal progresso sdentifico e tecnologico che la fà partecipe di una nuova visione della preparazione e dell'esercizio professionali (cfr. n. 8). Le nozioni di p0ssibilità di soluzione e di soluzione conveniente, che si condc11sano in quella di solutionc esatta per quanto p0SSibilc, cioè di massima approssimazione perseguibile C.150 per caso, con rutto che cosrituiscano un Limite contingente di facoltà, sono operanti in tutti i ca.si in cui è da escludere uoa convenienza assoluta (o massima), ipotizzata ma non realizzabile allo stllto dei fatti, perchè pertinente soltanto a problemi l"'rfmnni, nte determinati, che si sono c!<:lusi per ip0tcsi, cioè a problemi condizionati da fattori noti. Qulllldo invece i problemi proPo'ti sono condizionati da fattori mal noti cd ignoti - e qui si :Iffermano i tratti divergenti tra i procedimenti di R.0. cd i procedimenti tradizionali - soltanto la R.O. è in grado di dare luogo a risp0stc acccuabili. Si è detto risp0stc accettabili, non solo pcrchè le risposte della R.O. sono preg,,voli, ma anche perchè il termine è consono ad una effettiva discrezionalità ndl' accettarle. La convcnicn:z.a ddlc soluzioni offerte dalla R.O. non è assoluta, bcnsl relativa all'estensione di un camp0 per il quale si è accertata b validit.\ dei procedimenti seguiti, alle precisazioni ammesse dagli operatori nei riguardi dei fattori mal noti cd alla parzialità d'indh•iduazionc di quelli inizialmente ignoti, un comp!e.,o di circostanze in dipendenza delle quali non è lecito escludere che ne esistano di migliori, anche tra quelle intuitive o casuali, comunque non reperibili coi procedimenti seguiti e quindi destinate a restare sconosciute agli interessati, oltre che agli operatori di R.O. Lo circostnnui è densa di sigruficato, and,c sc di apprezzamento non immediato, cd è :rintetiuata con efficacia da una lingolare dc:6.nizionc della R.O.: « la R.O. è l'arte di dare cattive risp0stc a problemi cuì altrimenti sarebbero date riSJ>OSIC peggiori » (1). 'La dc:fint7..ionc merita un commc.nto- Essa vale a mettere in c:viden7..a che se le soluzioni fornite d:ùla R.0. sono cattive (in senso logico - mate(1) fl Opc.rations n:,c:11:rch is thc ~rl or giving b::11cl onii.wc.r.s. tn problc.mt1 to whid, otherwlse wor1e : mswco 1;1rc: gi\•c.n • , in T. L. n: M11tlu:ma1ical metl,ud1 o/ op1:r-otion1 mtar<lt, Mc GN>w - Hill Book Co., cw York, 1959, l"'S• 3.


roatico, non coincidente con una valutazione prati<"-, io qunnto cattive per· eh~ non rigorosamente esatte e non percb~ siano errate), le soluzioni fornite dai procedimenti tradizionali sarebbero peggiori. E' da sottolineare il fatto che il margine, sempre consistente anche se variabile caso per caso, tra una soluzione cattiva (nel senso indicato) cd una peggiore, va cos1antcmente a vantaggio degli esiti di R.O. 3.• Ln CARATTER1rnc11E >1uo1JOLOC1c,1e DE.LI.A R.O. - A ben considerare, ~ tutt'altro che breve il p•sso tra l'uno e l'altro atteggiamento conce!• rualc e pratico, in visra di una decisione opportuna, anche quando non ~ la più opportuna cd in luogo di una decisione qualsiasi e quindi di un t'iito :ùcatorio, imposta, nella occessill di decidere, d:ùla itrepcribWt.\ di una soluzione cs•tt.1 p<r essere un problem• oggettivo inaccessibile a procedimenti risolutivi rigorosi secondo crit<cri tradizionali. La R.O. rcagi!lc alla circostanza fa,·orcvolc e si adopra a pass.1rc d., un'impossibililil teorici di ruolvcn:: ad una possihilitò pr:1ti<a, naturalmente a costo di rinun;ù;u-c a soluzioni rigorosamente csaue, facendo og· getto ogni problema che oc v:ùga la pena di una diligcn,~, specifica di ricerca e d'applicazione, cd ai procedimenti nei quali si manifesta questa diligenza dà il proprio nome, un nome di cui nell'esercizio accresce il contenuto sino a renderlo indicativo di una tecnica di prestigio e di ampio respiro, fertile di risultati, già altruncntc redditizia aocorc.bè resti tuttora impcrfettruncnte delimit;ita nella sua estensione dfcttiva e nelle sue facoltà concrctc. Se si ammette, come si vorr?t con:§<:ntirc senza contnsto, che le azioni

umane JJ055•no essere svolte io modo vario, dal più al meno soddisfacente, con riserva di chiarire in seguito quel clic è da intendere per svolgimento soddisfacente, la metodologia della R.O. si propone di determinare caso per C3SO un tipo di svolgimento soddisfacente per un determinnio genere d'azione, un impegno del quak è facile vedere l'interesse e dcl <JU:Ùe l'interesse cresce a mano a mano che progrediscono importanza e complessità dell'at· tività considerata. A questo punto emerge, per cosl dite spontaneamente, w1:> altra car•t· tcristica dHTcrcnzi3le della metodologia io discorso, come tale chiarilicatticc di facoltà è di linalir:li. La R.O. non ,i applica ad attività già •=lte debitamente secondo pr~ dimcnti rmdiz.ionoli o consueti, a meno che non si veda la nccessiù e la possibilità di migliorarli io misura considerevole: csa affronta problemi complessi, ancora non approfonditi per una consistente difficoltà di studiarli J fondo e per quanto essenziale pomi C"SSCre l'opera di approfondimento, problemi che la crescente complessità dei processi organizzativi e produnivi fa aumentare continuamente di numero e d'importanza, ancht questo un par-


tato inevitabile del progresso, con una confluenza di situazioni che costituisce un altro :ispctto della qumionc di parlicolare interesse. Come viene assolto l'impegnativo compito? ISS$O viene assolto col porre a contributo le <loti analitiche e deduttive di menti ~rcitate, col procedere in modo anticonformistico come è consentito da una larga possibilità di scdta in conseguenza di una cultura tecnicoscientifica di spiccato cdetusmo, façc11do pcmo sull'amoma çhc dato 1111 problema esiste sempre 1111a so/11zio11e, naturalmente di merito conforme al valore dei dati d"impostazionc problematica, e pertanto ne è possibile l'individuazione: in sostanza cd in ogui caso si tratta di saperla trovare ( 1). A tale intento si prcpar3.ll0 e si utili=no esperti particolarmente dotati, in po= di qualità di ricercatori in verità meno comuni di quanto è con· vim.ionc generale, quali sono la chiarn visione dei termini essenziali di ciascun problema, l'abilità di sptrimentazione, l'attitudine alla discussione dei risultaci, la capacità di pervenire a sintesi felici, idonee a trarre dalla e.or· retta interpretazione dd fatti suggerimenti validi per il buon indirizzo di un'ottivit~ oggeuivo. Si tratta di un indirizzo illuminato, sempre redditizio, che sorprende, tanta ne è evidente la perspicuità, di vedere Catto oggeuo di avversione prc· concetta non appena lo si ascrive ad indirizzo di R.O., che d'altra parte, dalle menti ben dotate, è stato sempre coltivato spontaneamente anche se imperfettamente - e qui hanno buon giuoco i critici, i quali peraltro trascurano alla leggera il fatto che lo sia stato imperfettamente e soprammo non sistematicamente, come lo vuole la R.O. . che invece è merito di ordini di pensiero più recenti di avere individuato, pcrCc-aonato cd applicato - e qui il vantaggio torna indubbiamente e definitivamente ai ricercatori operativi, le due tesi contrasranri, che si ammettono sostenute con perfetta buona fede, essendo da porre a causale di quel miscuglio di nuovo e di vecchio, di R.O. "amc literam » e di R.O. :tncora da scoprire che emerge spesso nelle discu~ sioni intorno alla R.O., che infine provoca inccrtc-ac cd cccc55Ì ad opera di detrattori, come infatuazioni ad opera Ji entusiasti incauti. Per essere bene informati in una divergen1,a di opinioni che risponde ad un interesse generale di vedere risolta nel modo più imparziale, non si deve trascurare che presso i detrattori entra in giuoco l'avversione diffusa verso cili che è nuovo e che a questo sentimento si debbono aggiungere stati d'animo più complicati, da sintetizzare nella prevcn1.ionc nei riguardi di un"attività, quale è la R.O., che si presenta come coadiutrice dell'azione di(1) In p:ari ordine d'idee un·« in;ilhi dei metodi n, p.1rccndn d:il principio che n vl è sempre un metodo migliore per cKguirc qu:al~i:1(1 genere di l:a,•oro », si occup, lncombenu. delk proctdurc e dei m«odi lavQ<O, per giun-

«Il• "'dwvi.ionc delle

d,

g~rc •l(a ,cmplificozionc cd •Il• uoificoiiooc di lal'ori similari. col risulca10 di uno P~~ r:inonalc utilizuziòne dei f:i.uori in s;iu()O) cd in primo luogo del (:.nor<' umnno, da un:a maggiort produ1tivi1l e di u,;a riduzio11c dei tolCi di produ?fonc.. 2••

I\.


rcttori:iJe, che tende ad insta\lar<i ol livello direzione d'imprc.a, che dJ conscguenui appare attentato a gclosc prerogative e suscita sospetti, sia pure mal fondati, che spesso deve ricorrere ad un linguaggio alquanto difficile, quando fa appello allo strumento matematico, che infine presta il fianco all'accusa, per lo più gratuita, di fare dell'inutile teoria e quindi di tener scarso conto della pr.itica, un'accusa che ha molro meno fond,mcnto dell'altra di disturba.re il '( si è: fotto ~rnprc così ,•.

4. - IL CAMPO n'A7.IO!<E Dlil,t., R.O. - Il nuorn ordine d'idee, che si è andato formando sotto l'insegna della R.0., prende autorità da un mdiri,.w d'azione pratica sempre stato valido, come è quello della buona esplicazione dell'operosità dell'uomo, cioè del suo lavoro. Si trana di lavorare bene, in termini di vecchia tecnica si direbbe « a regola d'arte », in termini psicologici con piena soddisfmone, in termini economici, con buon rendimento, in generale si potrebbe fare riferimento alla locuzione usata in precedenza di svolgimento soddisf.iccntc: di un attività importante. Per lavorare bene> in qualsiasi campo si compia il lavoro1 è condizione necessaria, se non sufficicmc, di conoscere a Condo lo scopo del lavoro, i mc:21,i impiegati, le prestazioni degli strumenti utilizzati Non >ppcn.a il lavoro assuma qualche complcssi1à, come accade sovente nel campo economico produttivisùco, occorre inoltre organizzare la produzione e collocare i prodotti. realizzando i migliori risultati economici, se si tratta di beni di con· sumo, cd economico· tecnici se si tratta di bcni strumcm1ali. La mcss., a fuoco dei concetti di lavoro e di produzione, in tema di R.O., si deve complc1are con b precisazione delle modali,¼ secondo le quali hanno luogo la,·oro e produzione, in base allo sforzo richiesto per conseguire un determinato risultato. A questo proposito assume un valore decisivo il rapporto tra sforzo esercitato cd clfctto conseguito, una nozione di evidente stretta parentela con quella di rendimento di più veccl1ia data. 'ella 1u:i espressione più generale, b R.0. si propone di da.re un indirÌ7.7.o proficuo ad un grande numero di nlth1 ità aventi lR comune cnrauc ristic.l di essere intelligenti e volontarie - la car:meristica di volontarict~ è strcnamente legata con qu~ll• di ,, opc=Jonc », intesa cumc a,.ione deliberata e ripetuta ad ogni occorrcnz,,, quindi SU5CCttibile di essere rivcdut• e cor• retta in conformi,~ di esperienze raccolte in circostanze analoghe, accertate in casi prec:cdcnti - cd applica il proponimento non r1clle circostan7.c ben note ai tecnici nei quali il rendimento dipende soltanto da p:1.r:unctri dctcrini nati di una causalicl praticamente nota e quindi ~ pcrfctt:unentc ddim10. bensì in quelli che implicano l'mtem:nto di fattori di vario genere cd in b11on numero umani, psichici, fisiologici, biologici, ccc., e risultati effetto di ani· vità complesse, variamente operanti e confluenti, una condizione di cose che, in difcuo di una precisazione 3Jl31itic:i assohaamcntc esauriente, al di fuori 7


1293 di ogni concrct.1 possibililà, <là luogo a una pluralità di soluzioni, derivante da disparale valu1azioni di parametri e di operati1•ità di parameui, in qualche misura arbitrarie. Sotto questo pun!O di vina la R.O. ba molte analogie con la ricerca del miglior risuhato a parità di ,forzo o del minimo sforzo in vista di un dato risuha10, in prc:scnza di attività complesse e imperfettamente dctenninate e determinabili, una maniera mggestiva e tecnicamente appropriata di espri· mere il modo più conveniente di cscrcilare un'mività quabiasi, cui si è fatto riferimento in sede d"lndicazione della linn.lità della R.O. (dr. n. ~). Se poi, come sembra giusto. si considera razion,le il comportamento di un operatore allorchè realizza 1, 6nalità accennata, allora si arriva a coodudcrc che è compito di R.O. di individuare e porre alla mano norme valide per assicurare la razionalità dell'operato umano in tutti i casi nei quali detta razionalità non dcrfri automaticamente dalla struttura dei fatti. li fatto nuovo, posto in evidenza dalla discussione e la cui messa a fuoco risponde a presupp<>sù d"idcntifica2ionc di di(fercnzc specifiche da utilizz..rc nella definizione di un nuovo corso d'idee partendo dagli analoglù precedenti. è l'i11tcndimm10 di ra:io1111li::znrc 111111 larga parie dell'a11i11ilà 11ma11a, quella parre che risponde ai requisiti di azione intelligente e volontaria, con particolare riguardo alle circostanze nelle qu:ili tale intendi. mento risulta meno facilmcmc alla mano. dato il tipo dj attività e le condi~ioni nelle quali le attività stesse hanno corso.

5. · E' facile accertare che le accennate circostanze sono frequenti, cià che convalida lo congccrurn di ampie possibilità d applica7Jone, il limite di esercizio essendo da vedere di norma ncU'acccttabilità di uno sforz.o concet· tualc e pratico che non è mai trascw:abik e sovente è considerevole. Oltre detto limite, le attività che rinunziano a ricorrere alla R.O. continuano ad aver corso con le mndali1:i tradizionali, informati, ad esperienze variamente Ùllerprclalc cd a buon senso, accettando le alce connesse coll'arbitr,o di considerare eguali situazioni cau ali cd ambientali soltanto analoghe e talora soltanto lar.,mcntc analoghe, nonchè qudl~ dcri,•:,nti dall'inopportu· nità di considerare l'a1,ionc secondo buon senso e la stessa intuizione qualche cosa di diverso dal procedere secondo l'estro del momento o del tutto a caso. Alee del genere, e le modalità d'azione che le implicano, sono acce!· tabili soltanto in prcscn1-a di auiv1L't di modesto rilievo, di tipo consuelUdinario, di facile sorveglianza i.o corso di csccuzione e di agevoli imen•enti correttivi ad ogni manifcsNn.ione di sviluppi difformi do quelli voluti; esse sono per contro da evitare quando i proccni assumono considerevole complessità, coinvolgono conseguenze importanti e quindi grnvi re ponsabilit.ì impiegano m~ di limit,ita disponibilit.l dai quali occorre di conscgucnz.i trarre il migltor partito, in dcfmitiva quando l'errore è da eliminare con ogni cura per 0


la gravi!¼ degli inconvenienti cui può dar luogo cd in qu,mo meno immediatamente avvertito e meno suscettibile d'imcrvcmi corrmivi efficaci. A questo proposito è imc:rc:ss:intc la consrn1azione che ogni progresso organiu.ativo c produttivo, portando ad agire in 7.one sempre più rcccntriche rispetto a quelle di cKrci1.io corrente, coinvolge una capacità di lavoro e mette in movimento una massa di beni molto maggiori di quelle necessarie in passato. eosicchè risultano imposte maggiori cautele nel determinare le mo<lalità di applicazione e le diligenze che conviene :isscgnarvi. Di qui anche il mot.i1•0 della prima affermazione della R.0. in guerra e del suo ulteriore success-0 in campi della grande indunri• cd in settori di altn org,miz1.azione. ln guerra era in corso una lotta mortale cd i mezzi sempre inferiori alle ingenti richieste delle opcra1joni: io pace. nell'esercizio della produzione, occorre eliminare gli sprcclù di materiali e di energia per battere la concorrenza sui prezzi e realizzare i migliori prodotti per vincerla nella qualità, oppure, nell'esercizio di servizi, occorre utilizzare gli impianti quali sono o possono essere di fatto, si tratti di porti, d'aeroporti, di reti di comunic:12ioni o da rct, d'informazione, nd confronti d, intensi~ di esercizio rapi,lamentc crescenti, ciò che impone <l'incrementare al massimo il loro rendimento. Di qui infine la facilè previsione del suo successo, perchè l'attività umana evolve ,•crso forrne sempre più complesst cd i problemi di rendimento e di alto rendimemo sono dcstinari ad assumere un rilievo crcsccnrc, sotto l'aspetto di problemi di organfa7.azione su piani elevati. In conclusione, la R.O. è figlia del suo tempo. PotC\'3 essere chiamata in modo differente, e del resto non manc.100 varie csprcssioru per dcs~narla ( t ), in rispondenza per lo più ad ambienti cd istituzioni particolari che la coltivano, ma noo si poteva pensare che tardasse ad affermarsi lo spirito di razionalità che è il filo conduuorc dei ruoi procedimenti, riflesso nell'indagine preliminare esauriente dei fatti, nd controllo dei fatti in corso di sviluppo, nella ccrtC?,Za dei risultati conformi, tulli :attributi che riassumono l'impostazione concetrualc delb R.O. in vista dell'azione pratica e che sono da considerare portato clello spirito e dell'organi1~ zazione della vita sociale contcmpor:anca. 6.• LA R.O. cORRtirravo OELl.A sa>EctAt.tZ7.AZlO>."E. - /\Itri elementi conLui 10110 a convalidare orientamenti cii R.O., nella maggior parte su cli un piano ancor più elevato. l.o ~vil11ppo intellettuale dell'uomo non procede di pari passo col pro(•) S'inco-ntrano corrcntc:mcntc, per dc$ignarc ani ..•i1l di R.0., i tt.rmini di 0~azion.t Rtu/Jrch, Optration Ev11/11<11ion. Op&t1flon Analyri1 cd ancht' Sy11em1 'Evalua1ion

e ulo~ Equipmcn, antl Sy11em1 Problem.s.


1295 grcsso tecnico. Questo ha conscguiLi intrcmcnti considerevoli, memrc restavano sostanzialmente immutate prcstaz.ioni del cervello e del sistema nervoso umani, entrambi partecipi essenziali dell'atùvità intelligemc che quegli esplica. Trn l'intelligenza dell'uomo cd il progresso si è venuia a determinare una cesura, destinata ad approfondirsi col procedere dd tempo. Si è gi~ accennato ad csigc117.c di eclettismo della conoscenza. La conoscenza enciclopedica è ormai impossibile per l'individuo, anche eccezionalmente dotato e del resto le grandi menti universali, delle quali la storia ha tramandato ricordo ecl opere, sono finite con le grandi figure del Rinascimento. E' significativo notare che la fine ha coinciso con l'inizio del risveglio sciemifico dell'epoca moderna, il quale aumentava straordinariamente il bagaglio delle cognizioni scientiEche e tecniche. Per colmare la cesura, colmataggio che è più indispensabile nella previsione di vederla approfondita e della conseguente cliscordan.a tra facoltà e necessità dell 'uomo normale, si è spinta la prepara-t.ione intellettuale e culturale, media e di punta, mediante l'istruzione. che ha seguito la linea di una progrc$Siva specializzazione. Lo specializzato hn approfondito un settore rrcs1abilito della conoscenza, sia speculativa (scientifica), sia applicativa (tecnica), un settore ristretto quanto pii\ profondo per conservare un volume di apprendimento dimensionato alle facoltà medie dell'uomo normak, con la consegucn7.a di una conoscenza profonda ma ristrcna acl un settore spccilìco e del fatto collaterale, forse ancora pi/1 dctcrmjnantc dal punto di vista gnoseologico, dj una partecipazione sempre più superficiale al di fuori del settore specifico, cioè nel campo della conoscenza generale. Da aggiungere, che l'indirizzo cli specializzazione si è intcruificato negli anni più recenti, in specie dopo che era stato visto nella specializzazione un procedimento preferenziale di formazione di esperti professionisti e di tecnici applicati, con manifesto superamento dei suoi limiti. Cosl è avvenuto che, in molti settori, la preparazione dj professionisti e di tecnici ha assunto l'aspetto dell'assolvimento perfetto di un numero riStretto di atti particolari e talora di un solo atto, cui ha fono riscontro l'inobilit~ per qu•lsiasi altra applicazione pratica, ciò che dà luogo ad una vera condizione d'inefficienza appena l'individuo venga a trovarsi fuori del proprio settore di speciali2U12ionc. In altre parole si è venuto a dctm:11inarc uno stato di fatto, da interpretare come efficienza ridotta di rendimento individuale, al di fuori di un ristretto campo particolare, oltre il quale il professionista e l'esperto manuale, praticamente impreparati, sono indorti a lavorare in modo tecnicamente imperfetto. TI rimedio contro uno stato di fatto, che comparra una condizione di ine(fieicn7.a in un gran nttmcro di attività professionali, i!: stata vista in una collabor:l'lione efficace di più esperti, ciascuno in possesso di una prepara-


zione particolare utile ai fini dell'auivi1i, glnh:>le, ncll'iruiemc 2ui , cumu lare la conosccm.a complessiva richiesta dalla risoluzione di un determinato problema oggettivo. Un indirizzo del genere, un vero indiriuo di intelligente antispcciaJiz. zazione, deve essere inquadrato, regolato, controllato nella sua applicazione per trarne frutti adeguati cd evitare deviazioni comroproduccnii. Di queste fun1joni, delle quali origine e scopo illustrano l'intcrcs_~ t« nico e sociale, la R.O. è matrice e norma. 7. - ALCUNI ASPET1' 1 P11.AT1c1 DELLA R.O. - Non rientra nell'assunto della presente nota d'illustrare i procedimenti di R.O. Da U11a parte sono già numerose le pubblic:rtioni che trattano diffusamente l'argomento, con particolare riguardo alle applicazioni del calcolo, dall'altra, io ragione di un·aripicirà spiccata dei procedimenti, non circoscrivibili in una metodologia ristretta, bcnsl varianti secondo lince di una grande cdctticità e perfino, si potrebbe dire, secondo inclin:rtioni di operatori, che si vedono passare dal ricorso a schemi puramente logici, di tipo maieutico, a schemi di tipo matematico d'impostazione problematica classica o di tipo probabilistico e per· fino analogico ed a schemi di ripo sperimentale. Si è fatto cenno a inclinazioni d'opcratori. Nella circostan7.ll non si vuole lasciar cadere l'occasione di lumeggiare l'influenza deUa forma mtnlis e dell"attitudine analitica e sperimentale del ricercatore, non solo per quanto riguarda la scelta del procedimento risolutivo, ma ancor ohrc _ocr il rendimento del procedimento ed in definitiva per il risultato finale della ricerca, il cui merito resta affidato all'acume che un cspcrto od un numero ristretto di cspc.rti è in grado di esercitare, ed esercita di farro, cd alla successiva discussione dei risultati. Quest'ultima è un atto tutt'altro che accessorio, cui si richiede in primo luogo di definire valore e campi di validità delle conclusioni alle quali si è giunti, in dipcnden1.a di un cmo numero di farri ipotizzati e di premesse accettate, ma non verificati o quanto meno vcrilìcati in modo imperfetto, in definitiva il grado di approssimazione raggiunto. Per toccare, sia pure rapidamente, gli argomenti di rilievo saliente che riguardano l'escrd,Jo della R.O., si soggiunge che il termine ,, operatore » ha nella R.O. l'accezione di un collettivo, oltre quella cons11cta individ11alc, pcr designare una pluralità di esperti, agenti in metta collaborazione cd applicati in settori diversi, anche se adiacenti, e talora nemmeno adiacenti. allo S<:Opo di far conve.rgerc nello studio di un determinalo argomento più competenze cd al tempo stesso pi1i intelligenze ben dotate. La prescn,A di operatori collcnivi (i cosiddetti " gruppi di la,·oro ») inducc a sottolineare un'altra caratteristica della R.O. cd è qudla di non potere essere ascritta a nessuna delle discipline note, malgrado le diligenze esercitate


1297 da c:sponenù <li quest'ultime dì farla rièntrarc nel quadro di quella da loro coltivata e si tratta di statistici, attuariali, matematici, probabilisù, ccc. Essa infatti, è una disciplina molteplice o una cc multiclisciplina "• come è stata anche definita ( r), vale a dire è in una sola voha e caso per caso rutre o gran parte delle discipline accennate, che chiama a concorso con largo senso di ospitalità e che perfino indirizz.1 su vie nuove, quando lo richiedano problemi di particolare impegno, in pari tempo qualche cosa di più e anche forse qualche cosa di meno di una di iplina vera e propria, perchè non dispone di una sua artività speculativa amonoma che lascia alle d iscipline tradizionali, e si punrualiz1.:i ,u questioni e su risultati pratici, in vista di giungere a norme per , ttività di csccu.,,ione im!)Orlanti, di contenuto prevalentemente quan titati\'O, In conformità di queste premesse, essa si adopera per determinare l'impostazione problematica più corretta, nei limiti di possibilità concrete e di una diligenza proporzionata all'importanza dei lini pratici, che debbono essere ben presenti a coloro che richiedono imervenri di R.O .. e ocr discutere le soluzioni :acquisite :attr:ivcrso l'impost21.innf" :1(tunui. I limiti delle concrete possibilità sono costituiti dalla conosccn1.3 imperfma di una causalità in a1Jone, in genere complessa anche nelle condizioni ordinarie; i limiti di diligenza sono propor.<ionati ad un giusto rapporto tra line1.za di mcl.ZÌ c di forzo analitico e l'effettiva approssimazione dei risultati utilizzabile. L'impiego di procedimenti troppo fini cd uno sforzo analitico troppo sostenuto non sono razionali, perchè non i>3g:,nti, quondn ad c,cmpio sono sufficienti risultati in soli termini di ordini di grandezza. e in dc6nitiva vcr• rcbbero a negare gli stessi principi fondamcnuli della R.O . L 'effettiva approssimazione utili=bilc apre l'adiro alla nozione di approssimazione sufficiente, che è di stretta norma nell'esercizio della R.O. Inoltre essa riporta al concetto di soluzione approssimata, di regola con approssimazione nota, che è peculiare di una problematica che sistematicamente è affetta da fattori imperfettamente noti e le cui soluzioni sono ,·alide in q uanto valgono le precisazioni ritenute dn accogliere nl riguardo di quelli ; per di più, essa offre un limite di esercizio. poichè è inutile spingere i procedimenti risoluti,•i oltre i livelli nei qualr l'approssimazione dei risultati si montienc dello stesso ordine della determinazione opprossimat:t dei fntrori in 37.Ìonc: infine. in assenza di soluzioni esatte, per definizione le più cnm•enienti, è utilizzata per indicare le soluzioni convenienti come " SO, lozioni ottimali • (e non nuime), da cui derivano come " ottimalizzazioni » i procedimenti corrispnnden ·. (t) Cfr. Th, nuJ o/ opfflltior.a/ r;sea,eA, dd prof. S. Zucu,,..,,,,., in • Op<minn,I Rc..roc.1tc.h in pr:'lctkt: 1.1 , cditcd by M. 0.Av1u ~ M. VttHliUT. Pt.r_Ramon Prtss, London, N<W York, Paris, Lo.. Angd.., 1958.


1298

F poichè fottori e problemi di tnl genere si dicono tnlora :ùcatori, si pu<'> concludere che la R.O. è la metodologia ,pccifica per /11 10/11zio11e di problemi 11/eatori, comunque imperfettamente determinati. 8. - E' conforme alle prcmcs«: fatte cd alle dcduuoni precedenti che non sono di compctcn2a della R.O. i problemi completamente determinnri, risolubili coi procedimenti dcll'arit:metica e dell'algebra clcmo:itui. Due più due fanno quattro, si tratti di mele, di uomini o di p:ùlin.c di un'urna e per giungere a una conclusione ùi tal gencrc non è assolutamente il caso di forc ricorso alla R.O. Con qucsto non si esclude che anche due più due possa divenire un problema di ricerca operativa quando il risult.,to dell'operazione sia subor· dinato a circostanze di un'opcrativiù condizionata. Ad esempio, la casistica della teoria della probabilità, cui si deve fare appello nei problemi cli assortimento di palline di vari colori, introdotte cd estratte con norme particolari da una o più urne, già si avvicina ad una R.0. « 1111te liie,11111 ». cui fanno appello i probab,hsti per dichiararsene particolarmente interessati. Peraltro non si è ancora in prescn7A1 di un problema tipico di R.O. Questo si presenta allorchè i risultati di un determinismo o di una probabilità astratta sono vari:tti per effetto di un:t causalitll nuova, di tipo non gaussiano. come lo può =re, per riferirsi ancora alle palli ne. quella cui sono soggette masscrelle di n1nteriali non permanenti, soggetti a moclifica7.ioni in dipcndcnr.a di circostanze. la cui prc«:ntazione è funzione di un complesso di cause entro certi limiti accidentali oppure operanti con scarti sensibili.

Un pr11hlema del genere, almeno

3

prim3 impressione, non presenta

alcun interess,: concreto e la sua cita1.ionc non a\'rCbbc altro scopo che quello d'illustrare unn tipologia di fatti ipotetici. Ma un clfettivo interesse si mette a fuoco facilmente quando si prendano le palline o le mass,:rclle non permanenti a rapprcscnta7.Ìonc di uomini, agenti secondo particolari intendimenti o soggerri a incidenti di vario genere od n particolari ,uggestioni - ed allora si stabiliscono analogie con acquirenti mossi da esigenze di provvista di beni e dotati di ,•ario potere d'acquisto o con combaurnti in azione attraverso 7.one rn<par«: di pericoli mort3li o infine con dcttori $Oggetti ~d a?.ioni di propaganda, ccc. - o, in un altro campo, a rappresentazione di blocchi metallici sottoposti a trauamenti termici di durata e d'intensità "ariabili cd i cui risultati sono funzione di clurara e d'imcnsir.~ di rra rcamcmo. 1\llora i dau. che solo la R.O. pu<'> fornire come ahernati\'a cli un esperimento non focilmcntc praticabile, assumono \'alore di tipo di soluzione, come la loro varia1.ione, allorch~ si faccia variare una parte dc, fattori, dà norme sulla funzionalità di quest'ultimi. li determinismo degli enunciati arirmctiri cd algebrici h, lasciato il posto a legami di causa e di effetti ruu'altro che casuali. per<'> cli apprcz1~,mcmo non immediato e quindi da determinare


1299 con èmpcgno e con modalità rispondenti ogni qualvolta se ne presenti la n,-cessi1/l. All'osservazione, che può venire opposta, che problemi di tal genere sono sempre esistiti e quindi sono anteriori all'affermazione cd alla stessa concezione di una R.O. e possono conti nuare ad essere risolti coi procedimenti applicati in passato, la risposta è implicita in tutta la precedente esposizione. Gli uomini hanno viaggiato anche quando non vi erano ferrovie, automobili cd aerei; essi us\1fruivaoo di carri o di vie d'acqua cd all'occorrenza andavano a soma od a piedi. Naturalmente i viaggi erano più lenti cd il numero dei viaggiatori minore di quello cui dà luogo, cooperando altre importanti circostan ze, l'esercizio di moderni, rapidi e facili mezzi di trasporto, come erano diverse le vie seguite, un fatto che illustra bene - nel senso di una modificazione sostam.ialc di circostanze di relazione - la constatazione che Roma imperiale aveva maggior convcnien7.a a provvedersi in grano dalla Libia, d'ondc giungeva via mare, che dalfa pianura padana, d'ondc sarebbe b"lunto ~ dorso d'nnimnlc, pur auraverso le vie consolai i. Prima che la R.0. offrisse i suoi servigi, i problemi non accessibili a soluzioni rigorose erano risolti per tentativi, nd quadro dei mctod.i, empiricamente o intuitivamente, nd quadro dei procedimenti. Ma allo stesso modo che il progresso ha agito nei riguardi di trasporti di uomini e di materiali, cosicchè non sarebbero più all'altezza i mezzi disponibili non alcuni s«oli or sono, ma soltanto alcuni decenni fil, lo stesso progresso ba complicaù i problemi accesi dal la vita collettiva e dalla produzione di scn•izi e di beni, quelli che in senso lato sono dcui ,, problemi tecnici », e li ha complicati a tal punto che i vecchi sistemi non sarebbero assolutamente aU'altc-,za dei tempi nuovi. L'esigenza di razion ali7..zarc i proccdimcnù, i comportamenti è gli attcggiamcnù - con un passaggio progressivo da attiviti1 materiali ad attività che includono in misura crescente motivi d'interesse economico e d'interesse spirituale - si fa sempre più impellente, poco sopra si è detto in funzione della complessità assunta dalla vita collettiva di una umanità della quale cr=ono la densità, b differenziazione di 1ipi e l'elevatezza dei bisogni. Tale esigenza, se non si fosse presentata una R.O. della quale si va lrattando, avrebbe imposto di fare ricorso a qualche cosa cli simile, comunque dovesse esse.re chiamata, una tesi che equivale ali' affermazione di una R.O. nata non soltanto pcrcbè alcuni scienziati inglesi hanno intravista l'utilità di assoggettare a m~tocli scientifici particolari problemi che in seguito di tempo sarebbero stati detti operativi, ma soprauutto, senza volere diminuire in alcun modo i meriti dei primi assertori. perchè l'ha voluta il g~do di progresso raggiunto da scienza, 1ccnologic e mentalità, una sinia~tonc genernlc di cose che rende indispensabile ed al tempo stesso possibile


di • ra1.ionali?,2are » la maggior parte delle attivit~ industriali, economiche, commerciali, militari, ccc. L'~mmissione che la R.O. sia un prodotto della contingenza - poco I-:i si è detta figlia del suo tempo - importa di assegnarle una funzione C$senziale e dltrcvok, garanzia di un costante, pron1ettcntc sviluppo in avvenire, e non diminuisce il merito di avere iniziato in modo inequivocabile 11n corso nuovo d'idee e di pratiche applicazioni . Anche i nomi hanno una loco fortuna, come hanno una loro efficacia. Alla locuzione ,, ricerca operativa» spetta di designan: un'attività cooceuuale, in precedenza rimasta indefinita e quindi scarsamente avvertita, di convogliare su di essa l'attenzione generale e di renderla oggetto di quelle diligenze che sono val~c e varranno ad assicurark rendimento e diffusione.


CONSIDERAZIONI INTORNO AD UNA TECNICA DELLA DECISIONE· Gcn. di C. A. Paolo Supino

r. - PaE~IESSA.

Ho accc1u10 di porlorc ,ull'argomcnto; vincendo una mia radicata awcrsionc ad ogni forma di esibizionismo, ndlo convinzione che si trmi di un rema suggestivo, ancorchè- di trauaziooc non semplice. Vcroo>cntc ho avuto molti dubbi circa l'interesse di quello che potevo dire sull'argorocmo, dubbi che sorgono naturni in chi ,i mumc 1~ rcspon$:ibilicl d'incomodare un certo numero di persone per venirlo ad ascoltore e quindi ha il dovere di accertare in via preliminare il merito di quello che è in proci nto di dire. Debbo chiarire ;ubito du: l'imcressc intrinseco di un argomento, quale è la Ricerco Operativa (R.O.), è già scontato. La R.O. I: di turno, per i brillanti successi riportati in guerra cd in pace, per quel tanto di pioniorist,co che conserva runora, a venti anni dalle sue prime pro,·e, for,anchc per una persistente, residua impr,:,:isione di margini dei campi d'nione nei qu3li si esercita Ne sono consegue= ,mi d'animo porticolari nei suoi riguardi, inclini ad attribuirle molte facoltà, anche quel le che non 110 ancoro sicuramente acquisire. I nvccc sono molto meno ceno dell'interesse che può presentare una breve convcrs:itionc e.sp!orativA, svolta senza ricorrere a quella felice sten~ grafia della M:itnza, che ~ il simbolismo matematico, rh·olra ad un pubblico di molto riguardo, (Ila nella maggior pane non specialiu:uo, nel quale è probabile che siano in buon numero coloro che !entono parlare della R.0. pc;r la prima volta o che della 11uova br.HICa applirotiv3 conoscono sohanto il nome, un pubblico che sinccr:imcntc non vorrei annoi:,rc. . ~ onfts,o che sono smi motivi decisi.; per indurmi a tcnrm di portare il_ m,10 modesto contributo ad una messa a punro d'idee. di faui e di prcvi110m, che riguardano problemi di grande interesse, proprio il tema non 1 • ~ unii con[c:rcrtz~ pronunci.-,a i\ 23 fcbbr.1io 1961 a Rom:a1 per inh:i;n.iva della Auoc.t2z1ooe Nazion.atc Genieri e ·r~,=mc.nitori d'Tuli:a, e pubbliou:a nci Quaclc,ni

della """ A.N .C.E.T.


... 1030

semplice e le prex di p~izione d'imperfetta centratura, che ho avuto occasione di constatare anche in ambienti ufficiali di alta qualificazione. L'intc.rcssc generale dei problemi accennati si colorisce a dove.re affermando che gli ordini di pensiero corrdativi wno forse destinati a dare. una impronta al futuro dell'epoca nostra. 2. - Fi:.1 t MEZZI 01

ui,,. T.D.D.

Naturalmente non ritengo che sia il caso d'illu11rare ancora una volta i passati exploizs della R.O., tutta materia, per cosl dire, da diario storico, tanto più che questa è la linea seguita dalla maggior parte dei divulgatori della R.O. Quindi non mi soffermerò sulle alternMivc del gen. Kenncy (1942) nella battaglia aeronavale del Mare di Bismarck, nè sui problemi della loua « antisom » o su quelli di rapporto ottimo tra aviazione d'attacco (strategica) o di difC$a (tattica), nè sulb detenninazionc della lunghezza più opportuna dei lingotti d'acciaio al laminatoio, secondo i profilati in produzione, n~, per pas;.irc ad •rg<>mcnti più Jirc11amcn1c matematici, sulle note equazioni di Lincastcr. Per dire qualche cosa di nuovo e per iUuminare nello steSJO tempo un aspetto peculiare della R.O., atto a metterne in evidenza lo spirito e le pos· sibilità, ho deciso di prendere in C$.lmC la sua IX'rteeipazione alla formazione di una tecnica della decisione (T.D.D.). Quindi parlerò brevemente dei fini e dei mezzi dei processi decisori rc.alizzabili e realizzati in termini di R.0. allo scopo cli conseguire decisioni corrette, razionali, cioè prive di errore o col minimo contenuto di errore, poich~ è ovvio che una tecnica della decisione è una tecnica della dcci~ionc razionale. Non mi lusingo che, al termine deUa conversazione, coloro c.hc avranno avuta la cortesia di prestarmi qualche attenzione abbiano pcr{c-~ionate in misura apprezzabile le loro doti di decisione. E' però probabile che vorranno ammettere, e non per sola conesia, ,; di aver vista prospettata sotto un punto di vista non comune una questione di rilievo quale è l'esigenza di decidere, presente in ogni momento tiella nostro vita, pcrchè anche il non decidere è una dec1s1onc e spesso non è la migliore, e 2') di essersi convinti della necessità di affrontarla con modalità differenti deUe consuete, intrinsecamente imperfcne e messe sempre più gravemente alla prova delle condizioni di vita del nostro tempo. Vorrei dire, se la frase non fosse abusata, che si tratta di un argomento all'ordine del giorno, di un interesse che supera largnmemc quello dci punti di vista che potrò prospettare nel breve giro della mia conversazione. Un altro avvertimento mi preme fare prima di entrare piò direttamente in materia.


1031

ln specie nella prima pane della csposl7.lone, di caram:re introduttivo e con qualcl1c riferimento gno;cologico, ricorrono con Crcqucnza tcrmi ni

astratti come razionalit~, ccnczu, verità, errore e cost via, termini inaucsi laddove si parla dichiaratamente di problemi pratici. Lungi da mc l'intenzione di fare prediche - se il tempo è adatto, personalmente non mi si conviene un'nttività del genere -, sta il fatto che qualche volta argomenti scientifici sconfinano, contro ogni deliberato proposito, su piani dì valori morali cd altre volte assurgono a toni di considerc,·olc altezza, sino a sfiorare note di vera poesia, una poesia della scienza, densa di fatti e poesia anch'essa, se pur non partecipe delle espressioni e dei senùmenti dei quali si nutre la poesia lcneraria. aturalmcntc - conscio delle limitazioni delle mie facoltà - escludo di essere da tanto. Peraltro qualche accenno, che sar. sviluppato al termine della conversazione, sfiora problemi dello spirito, ad =mpio quando vengo ad acccnnsre alla grave questione dcll'aueggiamento dell'uomo di &onte ai progre i della scienza, dai quali prende tanur anche In tccnic:i della decisione. 11 progresw materiale ne invoca uno spirituale di pari merito, sotto la pena, in caso conrrario, delle maggiori jatrurc.

3. - Posrz10Ns

DBLLA

T.D.D.

NELLA

R.O.

Adesso è bene precisare quale sia la po izione di una tecnica delln decisione nell'edificio in formazione dello R.O. Si giunge allo scopo facendo riferimento alle noi.ioni di struttura di sistemi e di si,tcmi semplici e complC55i. E' intuitivo, cioè fauo di conosccn:•,., diretta, quel che sia un si<t=a semplice cd un sistema complesso; per nruttura di un sistema s'intende il suo schema funzionale. Il primo passo del ricercatore operativo consi Le nel riconoscere la stn1tt~ra del sistema che gli è sonoposto in visrn cli re3liz1,arvi le migliori condizioni di funzionamento. Le variabili del problema sono, come ~ c,•identc, gli clementi struuurali del sistema, Si è al piano delle fun•ioni elementari, il primo stadio della R.O. . li ricercatore compie un secondo passo quando pa 1a dai sistemi scm• pltci a quelli complessi, i sistemi di sistemi. Le variabili di pcrfozionamento sono_ le_C.lrancristiche di strutturo dei sistemi elementari, ciaS<:uno preso nel suo insieme.

Si è «I pia110 dell'orga11i; zazio11e tecnico o di dirr::;;io11c, il secondo wlio della R.O. Esi~te u~ piano ancor più elevato di gerarchia di sistemi e di ricerca: quello LD cui le variabili del problema sono gli obimivi da raggiungere, i


compiù da asscgn:u-c cd i proccdimcnù meglio rispondcnli per raggiungere gli obictùvi. Siamo giunù ad un terzo stadio della R.O., al pia110 delle d,,isio11i diwdo11ali o ll!lit11dali, che riguardano il fururo dell'impresa, piano che è di pertinenza dei capi d'impresa (piano di governo dell'impresa). Questo è lo stadio più elevato cd è proprio quello nel quale la tecnica della decisione si afferma meglio, pcrchè vi trova le migliori occ:i. ioni d'intervento e d'impiego cd anche le più promcncnti. Con queno non rinunzia a portare il suo contributo anche negli allri stadi, sotto la sola condizione che ne valga b spesa e la pena. 4. •

ALCUNI C:Ol<CEm CE1'"El\AI.I.

L'ulteriore esposizione segue uno schema semplice : impostato il concetto di tecnica della decisione, coll'esplicito intesa che ,i tratli di lecnica e 1/011 di uoria, <i formulano alcune definizioni di concetti fondamentali, si passano ad esaminare i procedimenti di consuetudine e se ne rilevano i Inti deboli, .i discutuno i morivi che ac suggeriscono il perfezionamento e se ne indicano i procedimenti - sono i proccdimcnt.i della nuo1•a tecnica della decisione - per poi effettuarne una hreve rassegno. Premesso che dcciiionc è un momemo dell'esercizio della volontà, nd quale si risoke il conflitto dei motivi in azione (o supponi in azione) e si fa prevalere un'idea• linc e che tecnica è in generale un complesso di procedimenti ri,·olti all'esercizio cli un'aitività pr3tica, che co!a s'intende per tecnica della decisione I E' il ,i,tcma dei procedimcnti di decisione da applicar, per conscg11irc la massima 11tiliw n,/1'a11ivi1à pratico. Quale è il significaro di utilità e di auivid praticai e quali i motivi delle cre.sccnti esigenze ~ quanto riguarda la dcci>ione I Risponder~ piu oltre al secondo interrogativo. Per il primo vale constat:u-c che utilità è il fine normale dell'azione di 1111 e11erc raziocinante. L'azione provvista del massimo di utilir~ è razionale per definizione, nd campo economico è la più conveniente. L:i prova dcll'ut-ililà è un fatto a poJteriori,. quindi ngni v~lut:izionc n priori ha un forte contcnuto di soggettività cd anche di arhitraricr¼, da cui dcri,•a il rischio dell'azione e la mancanza prima della sicure7.za, pni dcl successo. La tecnica della decùio11e opera eliminando 11,lla maggiore quantit<I. possibile gli eleme11ti soggettivi e 1ostilt1endoli con cleme11ti oggettivi. In questi termini elimina l'arbitrio, il rischio dell'insuccesso cd il danno ddl'insuccc=. La men1,ione di attività pratica vale ad escludere le questioni di scarso o nullo rilievo e nello stesso tempo 11011 ammelle aflro11ta1i i problemi tlello spirito.


1033

h,j opcr• il scntimcnio e pas5a in linea subordinata il rornaconto. A maggior ragione sono fuori causa le questioni che trascendono facole,\ um,ne, per essere dominio in~iscus.so di fatti provvidcnzi2li. Dopo le premesse fatte, è con cquenzialc che l'azione priva di 11tilitil deve csu:rc comiderala irrazionale cd erronea. La decisione che l'ha promossa

è"" error4.

Quindi potremo dirc che la ucnica della deci,ione ha di mira la elimi11azione del/'errore dalla decisione. Per eliminare l'errore occorre identificarlo; wtto quello che sto per dire costituiice un proccclimcnro ragionaro per la caccia all'errore. L'errore è sempre meno accertabile, quanto più gravi sono le dcci ioni che lo comportano. Pcrclù viene spontanea ancora una definizione: la tecnica 1/ella dceisio11e riguarda par1ico/armcnre le decuioni importanti, chc piì:I delle altre ne giustificano l'impegno. Ess:,. si pub dire lo strumento di azione dei top men. La strada pr.rcorsa sinora in questo senso non è molta e non vi è dubbio che per la m•ggior parte ~ >ncora da fare; però ,ono .ia1i gi~ raggiunti alcuni risulrati pratici di rilievo cd ~ ben indMduara lo via da seguire. 5.• LA

C&NESl D&1.L0 EllROIU!.

Per trarre indicazioni utili circa le modalità valide per eliminare l'errore o per evitarlo e per apprezzare le difficoltà da superare a quC>to fine, è opportuno analizzare come nasce l'errore. Escludendo una "olontà deliberata di errare, che non è da presumere l'errore è dovuto di regola all'impcrlczionc dcU'impostazìonc problematica dcU'azione, imperfezione che a ua volta trova la causale nel difcno di conoscenza delle come operanti e nelle approssimazioni, l'O!ontarie o inl'olontaric, cui si è costretti di fouo nella valutazione degli effetti delle c.ousc note. Si tratta di un difetto di conoscenza tanto comueto, anche al riguardo dei forti che ci concernono pili direttamente, che non ci preoccupa che come doto inc,.;t~bilc di situnionc cd è accettalo di regola come una fatalità. li difetto di conoscenza ddk caus.c si presenta in genere come una pcrmmie,,u i11tcrrena di quel c!,c p11ò accadere a11chc ;,, dipendenza degli a1teggiumc11ti pit) co1111111i. L'uomo ha bisogt10 di certez.ze e vive invece in una co11ti1111a incertezza: incertezza di sè e dei ,uoi, del pane quoridinno, delle so tanze e della ,•ita, per lasciare da parte, come irrilevante, la pro\'cr• bialc incertezza del tempo che farà. Uno sforzo reale per vincere l'incertezza, che trova incentivo nella situa'."ionc accennata, ha preso vie aberranti quando si è concretato in miti cd m formule m:igichc. presso i papali primitivi, ma non ha risolto che in via


approssima1iva l'appassionante incomhcn7.a, prc~so i popoli civili, quando ha preso la sostanza dei procedimenti decisori di consuetudine. Una diagnosi abbastanza esauriente fa risalire difetto cli conoscenza e conseguente inccm:zza ad una ea111a ig11ora11tiae, da sintetizzare nel par.ci:ùe apprezzamento di un mondo reale, possibile solo attraverso quello di un mondo sensibile, da cui deriva una conoscenza soltanto approssimativa del nomo ambiente di vira (ci~ delle leggi naturnli che lo regolano) e nella imprevedibilità del comportamento dei nostri simili, fruenti di un'effettiva Ji. berrà d'azione, che esercitano spesso con ne1ta volontà antagoa.ista. La somma ddle incertezze, che affliggono ogni nostra azione - è da confermare che si tratta di inccnczze relative ndl'atti~it:ì fratica e non 3 fatti trascendenti - )1 condensa nella ncbu\05i1à del funtro e nella imprevedibilità degli esiti dei nostri atti. In questi frangenri riflessione, analisi delle circost::inze, discussione di alternative, ccc. sono accorgimenti per lo più inadeguati, che non escludono l'errore cd :ti massimo lo riducono, senza dare la certcz1,a che i residui non siano ciò nonostante eccessivamente gravosi. Per questo si ~edono ripc1uti ad ogni momento, sen7.a rea7.ione critica, atti consueti, che sono errori consueti. Nella considerevole di(ficol1à di dar corso a provvedimenti vc!'llmen1e efficaci, si ~ formato uno nato d'animo che può dirsi ddl'accettazione passiva dcU'errorcc-. L'una e l'altro hanno fatto sl che, pur in situazioni tanto gravi, l'impegno per migliorare la situazione è apparso solo di recente. Ma come si curano le malattie, e non è concepibile arrendersi nl male se non dopo una strenua lmta. non si può ammettere l'acccnazione passiva dell'errore.

6, • I

PROCEDIMENTI OECJSOJU

nt CONSUETUDINE.

l provvedimenti di decisione, che si sono de1ti di consuetudine, sono di tipo indiretto (,i risolve un certo numao di problemi minori, le cui soluzioni eliminano in tullo o in parte le alterna1ive che sono l'~scnza del problema maggiore), di tipo inruirivo (per non dire a caso) e per 1ema!Ìvi. con facoltà di farli coesistere partialmcnte a reciproca in1cgrnzione. I risultati sono in generale perfezionati con a11ivii~ generiche e con provvedimenti empirici. Le prime, per quan10 viste raramcnlc sollo questa luce, sono l'istruzione, nei vari ordini di studi, la formazione professionale o artigiana, il ricorso all'intuizione o alrespcrienza, entrambe consigliere di valore assai modesto. I s«ondi si riassumono nd seguire gli sviluppi degli atti conseguenti alla decisione, via via che si delcrminano. per corregge mc le deviazioni e riportare l'azione sul 6.lo pres1abilito.


1035 In queste circo<12nu l'uomo d'o?inne tende a supel'!lre le diffìcolt che incontra cercando di piegare i fatti alla sua volontà, per cosl dire !orzando loro la mano; l'uomo abulico pnxedc in condizioni di permanente indecisione, che lo portano immanc:ibilmente a "perdere l'autobus"· E' parados,alc il fatro che in questi termini la decisione I: affidata illogicamente più al carattere che all'intelletto. Sta il fotto che nella deruione ha d'ordinario un grande peso una dctcrmina,done interiore, di dubbia autorità, cui si richiede di supplire al difcuo di merito determinante dei morivi in gioco. Di qui prende origine quel conflitto dei motivi gih ricordato in sede di definizione della decisione, per lo più risolto con molto empirismo, quando non è risolto a caso, colla conseguenza di decisioni del tutto arbitrarie.

7..

C tRCOSTANZF. DI DECIS(O "l! ORDI.NAIUE E 0 1 IMJ1E.CNO.

Dopo aver detto tutto il male po ibilc dei procedimenti decisori di consuetudine, è bene rivedere i nostri giudizi in base ad una maggiore equa· nimità, dato che, dopo rutto, si tratta di procedimenti che sono i no 1ri com· p;igni di via di lutti i giorni. Allora si riconosce che con tutti i loro difcrri essi sono validi per le circostanze ordinarie, per ammettere che cadano in crisi .soltanto qunndo .sono

da prendere dccfaioni di grande rilievo. D'altra parte la revisione di giudizi.., I: tan10 neccs,aria in quanto l'ar· m:uacntario di una tecnica della decisione progrcdit.i non è trasportabile al seguito, nè sempre dispanibile, dato cbc consiste in cspcrti, in macchine compia.se e di pnxc i particolari. L'elemento di discriminazione tra campi di applicazione <li procedimenti vecchi e nuovi è allora segnato, almeno per ora, dall'impegno delle decisioni. Quando le conseguenze di una scelta sono il successo o 13 rovina, oc-corre evitare un forte contenuto soggettivo ddla dcci ione, che non è mai garanzia di rnzionalit~ di decisione e che solo casualmente, cioè in linea del tutto eccezionale, varr~ acl rusicurare gli obiettivi perseguiti. li Ulllo che sosi;euiviù ed orbiirio siano termini corrdativi può essere troscurato soltanto quando i è in quakhe misura indifferenti circa l'esito ~dl'azionc, ci~ che è da escludere quando si trma di questioni che per •potesi, sono di grande rilievo. . Il da,1110 ddl'crrorc, inerente aI!'azionc arbitraria, I: invece .1e1nprc con· s1derevole in presenza di decisioni che coinvolgono considere\'oli interessi, co!icchè rame conto di adoprnr i con intelligenza e con diligenza per elim10arlo. E' probabile che non sia stata mai tenia/a una ~a/11ta;ionc, anche gros· solona, dd danno provoca!<> dalla decisione erronea ncll'attivitiì umana. Si


tratta infatti di un consuntivo di estrema di(ficolt~. Comunque è intuitivo che si tratta di un danno enorme, certamente superiore a quello da attribuire a tutte le piaghe classiche dcll'umani~, messe insieme.

8. •

L'1NCEl\l'l;ZZA llEl. ft)TtJJIO W IL CEl'IO DI .LAPLACE.

Una volta presa n0'1.ionc che l'ostacolo sostanziale in ,,isra cli una clccisionc razionale consisre ncll'inccnezza dcll'csi10 dei propri atti - l'in=· 1cz1.a del futuro - e riconosciuta questa inccrtc-1.za dovuta a difetto di conoscen7..a di cause in azione e di legami causali tra sirnazioni anuali e situazioni prossime future, una ricerca pi~ semplicistica che semplice per addivenire alla decisione razionale - cioè per imbastire cd cscrcii,ire una tecnica della decisione - consisterebbe nelraccerurc rune le cause e rurù i legami causali e nel dedurne tutti gli ef1etti. li paradosso della concezione è da vedere negli aggettivi indetcrmi nati « rune » e « runi ». E' assolutamente utopistico il solo proporlo, come è assurdo volerlo tcnrare. li Laplace attribuisce tale facol~ solo ad un'intclligcn?..a superiore, cui siano note tutte le cause e tutti gli dfetti. " Niente sarebbe incerto per essa e l'avvenire, come il p35Sato, sarebbero presenti ai suoi occhi » egli dice e prosegue « tutti gli sfor1j della ricerc:i della verità tendono incessantemente ad avvicinarlo (l'uomo) all"intdligcnza da noi poco fa immaginata, ma da cui sarà sempre infinitamente lontano». A prima impressione il precedente contesto appare come una autorevole ncg:izionc di un:i qualsiasi tecnica della decisione. Ponendo bene a fuoco l'ar· gomento si è autorizuiti ad una diversa deduzione. La nega1.ionc si riferisce ad una ccrte111.a .assolut:i; essa non prcgiuclica una condizione di conoscenza adeguata, fonda.ta su certezze relative, come una ccrtc:-.i;za probabilistica o una ccrtC'LZ3 statistica, da considerare cquiva· lenti a certezze assolute, sotto la sola condizione di non escludere un caso diverso, ancorchè del tutto improbabile, oppure una certezza spcriwcnralc, dedotta da procedimenti particolari, cosiddetti di simulazione. Il urto del I.Aplaee :iprc l'adito ad un'altra considerazione, di molto intcrc:.!Sc ai nostri finì. Esso pone in prcscn7.3 di una condizione asintotic.1 di conoscen7.a, che dà nO'.i;ionc di un altro indirizzo correttivo, da vedere ncll"esaltazione delle facohà degli operatori in materia di conosceni.a e di previsione. Obietth•i del genere non sono assurdità: formazione particolare, strumenti logid di particolare acutC?.za cd una mewdologia di rendimento pos· sono soddisfare entro larghi limiti la richiesta. Come si vedrà tra breve gli strumenti logici sono offerti dalle nuove matematiche; la metodologia di rendimento verte su procedimenti spcci6ci ddla T.D.D. (ad es., opcra1.ioni su modelli).

,.


1037

L'incremento di focolt.li di previ ,onc i traduce in una corri.,pondcntc parziali.uazionc d'incertezza cd eliminazione dì errore, di cui all'occorrenza può essere apprc:nato il tasso. 11 proçcsso diccsi talvolta di « stabili,.zazioae ddla decisione"· Una decisione stabiliu.ata non è ancora una decisione sicur:imentc razionale, m:i ne ba molti requisiti, è cioè un passo avanti e sovente considerevole, sulla via postulata. 9· -

DtntCO'LTÀ i; PElllCOLI at UNA

n tono tenuto sin qui

T.D.D.

dclfa convcrsaz.ionc potrebbe induue gli ascnhatori a temere che io abbia di mira esclusivamente un obiettivo cli ricerca :istr.1rta, che non potrebbe proporsi uno scopo pratico. In realtà, cc;,mc si potrà con tatare nell'ulteriore sviluppo dell'analisi iotraprcsa, giungeremo a vedere in ,opcra,;ione una tecnica di decisione razionale. Anzi i suoi risulmi naturalmente in quadri di attività produttivistiche di grande mole, sono già dimostrabili a un metro sc<luccntc, quolc ~ quello delle diccinc e delle centinaia di milioni, oltre tulio anche persuasivo dal momento che è confermato dal ·uggcllo inequivocabile del rendiconto contabile. on si nega però che malgrado i risult:iti citati e clic indicheremo più pa.rticolarmente in chiusa della conversazione, oltre le difl,colt~ intrinseche, non mancano difficohil metodologiche, esteriori e perfino psicologiche, infine attinenti :tl fatti che occorre superare per l'affermazione definitiva ddla nuo\ a tecnica. Dal punto di vista metodologico, prima di partire in campagna coolro l'errore, pur ammes,a la pcssibilità di vincerlo, occorre essere certi di non pagare troppo cara la vittoria. ln altre parole, l'impresa deve costare almeno quel che rende. Inoltre una certa tolkranz:i ,·crso l'errore è consigliabile, se lo sforzo per eliminarlo è più gravoso dd danno di sopportarlo. Infine, poichè ogni procc;so pr•tico ha le ,ue esigenze di tcmpa, di rnodo e <li strnmcnti, il procc«n decisorio razionale è da subordinare a dispo~bilit adeguate di tcmpc, modo e strumenti. O,·c qui,sti facciano difetto è giocoforza ripiegare rui procedimenti di consuetudine, ancorchè grossolani cd erronei in considerevole mi,ura . . . Pa~ando ai motivi di tipo psicologico, essi provengono da disparati ordrn, d'idee: a scopo di classificaaione li distingueremo in attinenti alla nostra natura, attinenti ai fotti, infine in motivi di ordine morale, che concernono in ultinla anali i il problema della liben~ umana. . Il nomo egoccntri mo cd il no tro individualismo sono portati :i vedere, m uno strumento autorc\'olc di dcci ione cui occorre conformar i appunto 1


pcrchè amorevole, un allcnram alle prerogative degli invc<riu di funzioni di dirc-,ionc, considerate appannaggio personale e tenacemente difese: « Dio mc l'ha date, guai a chi le tocca I ». Una delle difficolrh più considerevoli per l'inserimento di esperti di R.O., entro un• gerarchia di funzioni in atto, è quella di •=gnare loro una posiz.ionc gcrarchic:i e di ddinirc in dipcndcnz:i le :ittribuzioni loro e quelle di dirigenti. Si tratta di un argomento di grande interesse, che qui è possibile accennare soh.anto fugacemente. Sono arrincmi ai fani i morivi che si sintetizzano ndl'inclinazione a fare come si è fatto sempre, da cui deriva l'ostilità preconcetta contro il nuovo anche lo tecnica dello decisione è una cosa nuovo -, m:U-attcggiamcnto fata· listico che si fonda sull'ineluttabilità dcll'crrorc umano, di cui è espressione il vecchio adagio s.:olastico trrare lwmar111m est, infine nelle incertezze inevitabili di una tecnico ancora lontana da!l'es<erc sistcmatfazata. dl'ordine morale, una libertà di errare è concetto meno paradossale cli quanto può apparire a prima imprmione. Essa è il viatico dcll'aziu11c ùhintercssata, quindi non razionale, nella quale rientra tanta parte ammirevole dell'operare umano, che si chiama di volta in volta sentimento d'onore, slancio d'amore, spirito di sacrificio, dedizione agli ideali. 1l pericolo, forse non illusorio, dell'ordine d'idcc cui si è fauo accenno sinora è proprio quello che di esso - cioè di una foco'cà di decisione assolutamente razionale - s'investa una potestà superiore e ne foccia norma dcll'artivirà dei singoli, nei ciuali spengercbbe ogni libertà spirituale. Si tratta di un argomento di grande interesse, sul quale si tornerà tra breve. IO. • PRoiLE:r-11 RISOLUBILI E !RI\ESOLUBILI.

E' giunto il momento di precisare passibilità decisorie di fauo e segnare traguardi vicini e lontani, insieme alla citazione delle modalità sommarie attuali o future per nggiungcrli, precisazioni che tenteremo sulla base di considerazioni intuitive di matematica elemcnr.1rc. Ogni decisione implica la risoluzione di un problema, il quale può e,, sere risolubile o incsolubile coi mc:-,zi matematici contemporanei e, se risolubile, lo pu?i essere in modo rigoroso od in modo soltanto approssimato. E' evidente che qualsiasi giudizio in merito è da subordinare allo stadio raggiunto nel loro sviluppo cblle matematiche, in questo momento in via di sostanziali progressi su strade clic si diversificano dalle classiche. Quando il problema concreto è risolubile, è possibile dargli un'imposta· ?.ione matematica sotto la forma di un'equazione, le cui radici, da pensare normalmente multiple, forniscono i dati di soluzione richiesti.


1039 J_.c, equazioni risolutorie, che supporremo del tipo parametrico - se non lo sono si possono sempre ridurre a tale forma - possono =re a para• metri noti od a parnmcni imperfettamente noti e perfino mancare della rapprcscnta7Jonc di parametri, anche riferiti a fattori in azione effettiva e ciò nonostante ignoti. cl caso di parametri noti la soluzione è rigorosamente esatta (corrispondente a decisione ottima); in ogni altro C'150 la soluzione è soltanto approssimata, con un'approssimazione minore quamo meno preciso è staro l'apprezzamento dei parametri imperfetti notì. In mancan,.a di meglio anche le soluzioni approssimate sono accolte come soluzioni effettive, colla riserva dell'esistenza di soluzioni diverse cd c,·entualmcnte migliori, dò che corrisponde all'ammissione di una decisione affetta in qualche misura di errore, cioè aleatoria. ln queste circostanze, i risultati si perfezionano applicando i processi cosiddetti d'ollimazionc. La maggior parte dei problemi delle scienze economiche e sociali hanno paramerri mal noti e quindi radici aleatorie; le soluzioni corrispondcnti non sono rigorv~c;:i ma appro"irnatc e le decisioni non .sono ottime, m:a ottimali. Peraltro si dà anche il ca!<l, ed è frequente, che i problemi di decisionc non siano risolubili in via matematica nè in modo rigoroso, nè in modo approssimato, pcrcl,è allo stato delle cono ccnzc a1mali non esiste la po ibilità di dar loro forme aggrcdibili con algoritmi nori. Le corrispondenti incognite non possono essere pcrdò determinate. Il fatto non deve sorprendere. Le matematiche classiche ,i sono sviluppate negli ultimi tre =oli a su,'LZio ddla fi ira e sono improntate ad una nozione di continuità e ad una concezione nenamcnle deterministica della fenomenologia oggettiva, che le visione più aggiornatll del mondo reale ha profondamente scalzala. Le ipotesi ba ilari sulle quali è stata costruita la scienza moderna cadono in difeno in prcscn1.a di siwazioni d'indctcrminatezz:i, rivelate dalla fìsic.1 d~! microcosmo atomico e di ricorrenza Er"'lucnte in altro campo, nelle attivnà economiche e sociali. ln quc te ultime inoltre compaiono conClitti d"in• tcrcssi cd agiscono affinità cd antagonismi, che non trovano e pressione ade· gu•t• in termini di matematiche classiche, improntate al più assoluto disinteresse degli operatori, Le accennate circostanze hanno provocato il sorgere cd il fiorire, in tempi molto recenti - si tr:ilta di poco più dell'ultimo decennio - di alcune nuove branche delle matematiche, rivolte a ri~lvere problemi d'interessi cosiddetti complementari da cui si deducono norme di comportamcnlo (strategie), olio scopo di massi miz,.are un profitto o di minimizzare una pcrdira. Sinora si è farto riferimenlo ad opcrativitil di strumenti matcmatid. Ma si dii anche il caso che pur essendo possibile in ccoria un'imposta· ~-. R.


zione in forma risolutiva di un problema concreto, in pratica la risoluzione si dimostri eccessivamente laboriosa, come accade ad esempio quando si pone in presenza di sistemi di equazioni, sia pure lineari, con un numero molto considcre,·ole d 'incagnite. E' ben noto che la risoluzione di un sistema di due o tre equazioni a due o tre incognite è immediata (regola di Kramcr o metodo di sostituzione); invece un sistema di 100 equazioni con 100 incognite richiede calcoli estenuanti cd un impiego di tempo di settimane e mesi, se 13 risoluzione è manuale, di alcune ore anche con una buona calcolatrice a grande rendimento (dettronica), di cui allora si richiede la disponibilità. In tali ca,i si ricorre ad un a!Lro tipo di proc..-dimenti risolutori, a servizio di processi decisori, offerti dai metodi di simulazione (simufazione di funzionamento, per distinguerla da simulazione di effetti), i quali sono da comidcrare veri e propri dispositivi di registra1.ione di risulmi, nel qual caso lo strumento matematico ha una parte soltanto marginale. 11. -

L,. T.D.D.

1usrosTA AL c,U:.SCE?<TE tsll'EGNO DELL'AntV1TÀ orEMTIVA.

Si ~ già affermato che 13 tecnica della decisione, come molti altri procedimenti di R.O., non è frutto di generazione spontanea, ma risposta meditata all'impiego crescente dell'allività operativa. Questo spiega la sua graduale forma?jonc, il suo ,eclettismo per quanto riguarda i procedimenti, la sua persistente incompletezza. Si dirà di più, che il suo periodo di formazione è ben lontano dall'essere compiuto, talchè QCcorrerà ancora un buon lavoro per darle una sistema1.ione ed un cfficienzn, quali sono richieste dalle applicazioni pratiche. Ma il fatto di rispondere ad isrn nzc di considerevole peso rende certa b sua crescente afferm azione, ed è anche ceno che la tec:nica decisoria, una voha messa a punto, compenserà lo sforzo che sarà stato necessario dedkarlc. Ciò significa che essa giungerà prima o poi a buon pono, come sono stati realizzati prima o poi tutti i progressi e.be sono le pietre miliari della marcia in avanti della scienza e della tecnologia connesse. A constatazione del crescente impegno dell'attività operativa basta por mente per convincNscne, ai problemi di gestione delle grandi imprese industriali e finanziarie oggi e in passato oppure alla gravità dell'azione di governo negli esecutivi dd grandi Stati moderni. In passato il direttore d"impresa disponeva di una massa modcsia d'informazioni, che gli giungevano con relativa lentezza, data la limitata efficienza degli impianti di trasmissione; d 'altra parte le dimcnsioui dcU'in,prcsa gli permettevano di conoscere a fondo tutti i fattori influenti nella ge~tionc. Egli poteva prendere le sue decisioni senza fretta e in caso di er• rore intcn•enirc in tempo, cosicchè le conseguenze non ne erano quasi mai


ca~trofiche. La sua formazione « dalla gavclta " gli assicurav3 una conoscenza profonda dell'organismo alle sue dipendenze. Era il tempo d,gli inizi ddla grande industria e del capitalismo ascendente. Oggi non è più così. Il dirigente della grande impresa deve manipolare ogni giorno una ma a ingente d"informazioni, che arrivano continuamente, con mezzi multipli, sin nell"imerno del suo ufficio, deve distinguere immediatamente le notizie importanti da quelle di ,carsa importanza, mentre una co.1rante preuionc dclk circostanze esclude la decisione a freddo ed una concorrenza accanita, che, non escludendo di produrre in pcrrlita pur di rovinare il concorrente. rende molto pericolosi gli errori. L'Clltensionc spesso colo5,5aJe dell"imprClla e la sua concentr.izionc hanno imposta la formazione di folti stari maggiori, che svolgono un lavoro indispcmabilc, ma che hanno l'effetto indiretto d'intercettare le comunicazioni tra direzione, officine, icrvj:t.i cd operai. lnrinc la formazione dei dirigenti ha luogo, per lo piò, artrn,uso scuole speciali e corsi universitari. Quando essi giungono ai loro posti elevati mancano della conoscenza diretta, personale. dj tutte le branche im• portanti alle loro dipendenze. Spedalizzati in a11h•itli )X1rticolori ol loro ingresso nel mondo degli affari, essi rischiano di trovarsi in difetto quando si tratta di valutare nella loro effettiva influenza i fattori da cui dipendono i risultati dd lavoro degli organismi dei quali hanno la direzione generale. A tulli costoro la tecnica della decisione è in procinto di offrire validi mezzi d'intervento, che eviteranno il danno di decisioni erronee nella gestione di attività colossali, sia che producano ingenti quantità di beni di consumo o strumentali, sia che provvedono alle esigenze di vita di grandi collcuivit~ umane. A questo fine si trac partito da quanto offrono le branche più moderne delle matematiche, ddl'dcttronica e della meccanica e si mette « a punto » una metodologia u ad hoc » e la formazione di esperii di alra qualìlicazionc. I2, •

LE

NUOVE MATEMATICHE ED t GIOCI-U Ot'EltAT!VI.

Si tratta di un campo vastissimo di lavoro, nel quale per ciò che riguarda lo sole matematiche obbliga a citare il calcolo delle probabilità, l'analisi statimca, la programmozione lineare, la teoria delle code d'attesa. la teoria dei giochi e pcr quanto riguarda le macchine include le grandi calcolatrici elettroniche, delle quali talune banno avuto il nome alquanto fant.15ioso di • cer· velli elettronici "· . Tanto vasto il campo, che comicne puntualizzare l'analisi, per avviarsi P?t ad una conclu ione, prendendo in esame l'applicazione prnùca delln tecnica della decisione alla grande impresa industriale. . l problemi corrispondenti oggi vengono aggrediti con processi di simulaz,onc, operando su modelli che riproducono in modo fedele lo schema del-


l'impresa. Le operazioni su modelli assumono cli frequente la forma di « giochi operativi ». Accennando a giochi operativi conviene accennare che il loro capostipite ~ stato il gioco di guerra (Kricgspicl). Con le debite modificazioru, dal gioco di guerra sono derivati i imx

d't:ntrepriu cd i market gamcs. La prima affermazione dei giochi operativi in campo militare non deve sorprendere. Essa I: stata conforme all 'elevato intere~c dei problemi della guerra, alla necessità di disporre di dari concreti, io sostituzione di semplici e talvolta gratuite congetture, cd alla impossibilità di procedere ad esperimenti effettivi. Per motivi diversi, ma con finalità non dissimili, sono comparsi i giochi d'impresa, data l'evidente utilità di determinare le conseguenze delle decisioni aziendali, i11 co11dizio11i tali che gli errori evmtuali 110n comportino

c1iti materiali. Nelle sue linee essenziali il gioco si svolge sul la base di una casistica di c11mt11a/i1il, accuratamente programmata, di ciascuna delle quali si esaminano rapidamente i risultati - il numero di alternative può essere anche considerevole -, per adottare quella che risulta più conveniente. Il processo generale consiste, per ciascuna ipotesi di comporr.uncnto, nello sperimentare sulla carta le conseguenze e nell'annotare le conseguenze delle varianti loro apportale, per ricavarne la nozione di limiti, di punti critici , di zone di scnsihilità o d·iodiUerenza, la cui eonosccn2a ,•aie ad indirizzare verso gli atteggiamenti più convenicnù.

13. •

I « JEllX

0'1u<TREPRISE

».

In una conversazione di carattere informativo, svolta in presenza di ascoltatori non spccializzari, non è il caso di entrare in particolari. Basterà acccn narc al procedimento generale. In pratica si mettono in funzione, in ciascun caso, una o più sale operative, non diversamente da quanto è in uso per le esercitazioni cli stati maggiori cli forze armate, nelle quali prendono posto una direzione di gioco, un servizio di arbitraggio cd alcuni l,'Tuppi (almeno due) destinati a rappresentare uno l'impresa, l'altro la concorrenza. L'esperimento o gioco si svolge mediante la compilazione di documenti di decisione, in b3S(; ai quali si redigono specchi di risultati (consuntivi), con esposizione cli profitti e perdite, riferiti a pcrindi determinati d'esercizio (in genere tre o sci mesi). lvi esercitano funzione preminente le macchine c:ikolatrici moderne. Esse valgono ad eliminare praticamente i tempi di calcolazione, per conscn-


ùrc la risposta prC$sochè immediata, cd inglob:ino un adatto modcllo dell'impresa - per lo più sotto la forma di rcla1.ioni matematiche, economiche, rapporti d'ufficio, addcntcllati con situazioni prcadcnti o permanenti che contiene gli clementi utili per l'analisi di funzionamento del sistema, compresi i vincoli di tempo e di spazio, che sono presenti nella situazione reale. Si aggiunge che in via preliminare conviene introdurre nelle corrispondenti memorie dati d'esercizio e statisrici, che di,·engono di disponibilità immediata ad ogni occorrenza, con ultcriou economia di tempo. 14, - RtfLE.$$1 SOCIALI, l'OLtrlCI, ECOXO~UCI,

Pur convinti di essere ben lontani dall'a,·crc trattato con qualche esauricnza un tema ampio e d'innegabile interesse, ci dobbiamo avviare ad una conclusione. La più piana riguarda la prova della lcgillimità e della risponde11za di una tL-cnica della decisione organizzata secondo criteri moderni. Gli srudi in proposito hanno avuto cd hanno largo s,•iluppo in America, in Gran Bretagna e perfino in Russia, il « perfino » da intendere nel senso di una prova indirena, ma tuu'altro che priva di interesse, della cocrcRUI di 11na scenica di 11a/111azionc e co111rollo di si1t1azioni anche in quadri di economia pianilicata. Ormai i termini di dreisio11 problcms, di dccisio11 making e di dccisio11 proc~ssu sono divenuti comuni. Si !l'atta indubbiamente di un ordine di pensieri e cli attività conseguenti cui occorre dedicare la più diligente nttenzionc. Ma forse hanno un rilie,·o ancor maggiore quelle preoccupazioni, condivise da autorevoli personalità scientifiche, c\Ù si è fotto un accenno fugace n~I corso della conversazione e che meritano qui un maggiore approfon. d1mcnto. Esse possono essere sintetizzate souo la forma di una domanda retorica: guardando verso il futuro, saranno mue rosee le conseguenze di una tecnica della decisione, qualunque sia la forma definitiva che essa possa assumere? Qualcuno obietterà che oon vi è prospettiva piÌl lusinghiera di una facoltà di decisione razionale, che può essere l'attributo di qualche grande ~accbina c:ilcolatrice, di tipo perfezionato, ma fondamentalmente non molto diverso da quello supposto in azione nei giochi d'impresa, della quale danno affidamento i progressi che si registrano in questo c.1mpo di anno in anno. prospettiva diviene meno affascinante allorchè si pensi che la grande ~accbina e_d i suoi risultati non saranno a disposizione di tutti, ma probabilmcmc diverranno l'appannaggio di un'autorità superiore o di un potere centrale.

½


E' già stato osservato, se non erro dal Corlyle, che erano facili le rivolte dei contadini, armati di forche, sinchè le guardie del re sono state armate di pkchc; oggi le armi improvvisate di un popolo che ancia alla libertà si spuntano contro le corazie dei carri armati, a disposizione soltanto di un potere costituito. Come le armi moderne hanno rafforzato straordinariamente, nei fatti, il potere dello Stato, cosl una grande macchina, atta ad assicurare la perfetta rispondenza della decisione, pone sono una dispotica preminenza, nel campo dello spirito, i cittadini ovviamente meno provvisti. Un'altra conicguenza sarà che, il razionale a1·endo per sola legge l'utilità, gli slanci del sentimento saranno del tutto estranei alla macchina per decidere. li padre domenicano Dubarlc, nella recensione del voi umc ormai classico del prof. N. Wicner sulla cibcrnerica, fa osservare che la prospettiva apre l'adito alla congettura di un apparato a disposizione dell'autorità, capace di abbracciare lutti i sistemi di decisione politica. Questa è la previsione della mac/1i11e à go1111er1Ju, atta a compensare le palesi insufficienze del cervello umano, ma anche capace di a1111111/are qualsitZJi a,ulito di umn11itil it, 11110 razionalità 1e11za il1/leuioni. Una macchina cosl fatta non esiste per ora, ma nulla si oppone a che possa essere costruita in avvenire: essa è tutt'altro che impossibile, anzi la si può pensare già all'orizzonte. Quando essa entrerà in funzione farà di chi la detiene il meglio informato in ogni particolare settore e con questo il coordinatore unico cd autorevole di tutte le decisioni individuali e di collettività subordinate. Si è già osservato che è molto probabile che il suo possessore non possa essere che lo Stato. Ciò signilìca che lo Stato sarà in grado d'imporre ai propri amministrati, senza esercitare alcuna apparente violenza, l'alternativa insuperabile di svolgere un'attività pianificata o di andare incontro alla rovina. La conseguenza logica di uno strapotere, come quello ipotizzato tutt'altro che graruitamcnte, sarà un'attività esclusivamente utilitaria, un regime paternalistico od una inicnsata guerra di predominio mondiale, oppure, peg· gio ancora se possibi le, l'applicazione di un criterio di [dicità statistica delle m~sse, poco meno che un inferno per ogni spirito libero. Questi sono i pericoli dd governo 111ecca11ù;o dell'11omo, che è uno dei traguardi, sia pure aberrante, di una tecnica della decisione di straordinaria efficienza_ Sono pericoli lontani, siamo d'accordo, forse da menzionare solo a riprova di quanta potenza di destino sia in seme in ordini di pensiero operanti a prima impressione su ben pi~ modesti piani. E proprio per questo è stato opportuno dare una risposta a quei prCOC· cupanti interrogativi, che turbano la soddisfazione di una vittoria scontata sull'errore e di un affrancamento scontato dall'errore.


10~5 Con questi ncecnni riterrei di nvcr assolto il compilo assumo di svolgere qualche considerazione sull'aspetto della R.O. che è impersonato dalla tecnica della decisione. Per coloro che hanno una particolare predilezione per i dati di fatto e che seguono il criterio, tutt'altro che privo di merito, di valutare un indirizzo pratico sulla scorta di un risuha10 finanziario, ne riassumo alcuni di seguito: - il vanuiggio conseguito dalle grandi società petrolifere americane, applicando i criteri della programmazione lineare nelle loro gestioni, è ammonmo nel 1956 a circa l'r % del loro giro d'affari al giorno. Tale pcrcenruale significa 10 mila dollari al giorno c 3 milioni e mezzo di dollari all'anno; - in una recente conferenza, presso l'Istituto del Calcolo delle Prob:rhilità in Roma, l'ing. Cb. Salzmann ha rivelato che l'Istituto Finanziario E. Mccsschaert di Parigi ha aumentato, adeguandosi alle decisioni suggerite da un gruppo di esperti di R.0. circa !"impiego di capitali in titoli aziomari, il proprio portafoglio titoli da 7 a 15 • 16 miliardi cd ha realizzato maggiori utili semestrali di 200 • 300 milioni.


UNA NUOVA STRATEGI A IN FORMAZIONE LA STRATEOI A DELLA M INACCIA Gcn. di C. A. Paolo Supino

I. -

LE

ALTnRNATIVE ALL'nfl'IF.CO OEU., FORZA.

Nelle vicende delle relazioni tra Smi sovr~ni cd in quelle parallele delle isriruzioni militari si avvertono cli tempo in tempo svolte nelle forme d'impiego della fof'l.a, nella risoluzione unilaterale dei conflitti internazionali, svolte che sono manifestazioni di un di namismo intrins«o d'istituzioni, in virn) del quale è consentito di considerarle ferme, in quadri determinali, soltanto rikrendolc ad intervalli limitati dei periodi storici corrispondenti. ln effetti le istitu?.ioni militari sono partecipi di un perenne adeguamento di mezzi e di forme, proiezione dell'organizzazione sociale cd cc<>nomica che lc ha e~prcssc e che le alimenta, in qualità di modi concorrenti per il conseguimento e.li fini vitali, adeguamento che giusrifìca cd esalta il din:unismo accennato. Oggi pcrakro, pill che in ogni altro tempo, s'impone all 'attenzione la eccezionale portata di concezioni nettamente in novatrici in materia, in confronto di quelle ritemnc valide in un passato anche recente. In effetti, mentre '.ino a pceo tempo fa il pl'oblema opera1i110 di fo ndo 11ute11a 1111 "come " impiegare la. forza, oggi esso si orie11ta, eo11 i11disrntibile se pure graduale af/crmazio11e, sulle alternative dcl/'im piego della forza. La tesi ripropone il tema suggestivo cld lo stadio attuale dcll'evolu1.ionc del fenomeno bellico - ben inteso, il vocabolo evoluzione non intende riferirsi in modo aprioristico ad un processo indiscutibilmente positivo - un tema di gronde interesse sono molti aspetti, cui si connette l'altro, di pari fecondità in fatto di messe a fuoco sostanziali, dei prc,·cdibili sviluppi di qutlle gravi crisi di relazioni internazionali, che sono state sempre e sono all'origine dei conflitti armati. Indubbiamente la trwazionc del tema accennato può seguire li ntc disparate. Una di queste può vedersi, sulla scorta di pregiudiziali ovvie cli portato pratico della fatica, nel la idcntiiicazionc ùi fouori nuovi o di fattori in azion.e da tempo dei quali sono mutate le manifestazioni e ncll'acccrtamcmo cli m costanzc differenziali o di differenti proiezioni di circosrnnze permanenti. l, -

R.


Secondo questo linea, partendo doJle esperienze più recenti, nell3 fouispccic le esperienze del la seconda guerra mondiale, si giunge alla prt:cisa2io11e di fotti nuovi di vaJorc dctermin:inte e su quesra scorta alle condusioni che quelli giustificano, sotto la forma di variaati :ii concetti di base atte a conservarne la validità. Dopo di che risulta immediata la deduzione logica corretta degli sviluppi ulteriori che è il prezzo dell'opcr:1. In conformità di tale premessa, messe a hioco in altra sede le cause determinanti ddla evoluzione del criterio di a-1:ionc decisiva in guerra (1), in questa si vuol procedere nell'analisi prendendo cognizione dell'evoluzione del criterio di azione decisiva in quelle crisi internazionali, accese in quadri più vasti, le quali, senza escludere la guerra, la supera no e la pongono su piani subordinati, come fatto contingente e non necessario. Nel processo analitico assunto, in presenza di modificazioni profonde di concC?.ioni e di prassi cmergenri si n dalla prima prc.<a di contatto, si è indotti : , • - a formulare riserve circa h, validità delle idee concernenti l'cffi. 1:icnza rc<i<iua degli organismi militari che sono legato della guerra conclus; meno di vent'anni or sono, una presa di posizione che importerà verosimilmente l:1 revisione e fors'anchc il rifiuto di taluni orientamenti considerali ufficialmente validi; 2° - ad ammettere la necessit:t di un proce,'<"> <li ri 11 no,•amento di conce2ioni fondamentali nel campo operativo, gi~ in :uto almeno parzialmente per impulso spontaneo di fa11i, colla finalità d'indicare concezioni meglio rispondenti ad una nuova realt?t in formazione. A sottolineare l"intcre.sse dell'argomento, se ne cita il valore interpretativo nei riguardi di taluni aspetti rcccnli delle polirid1c militari delle maggiori potenze mondial.i. che alla sua luce acquistano chi.nre<za di significato, come la nena inOessionc nella utilizzazione dei potenziali umani, l'intensità di pcrfe-1.ionamcnto dei programmi di rcali2.2azionc delle a:mi più moderne, la larghezza dei crediti assegnali alle artivirà di ricerca scicn1ifica capaci di dar luogo aH'azione ed alla reazione più consistenti e più immediate, ecc. Ancora a titolo d'inquadramento preliminare d'idee, si pone io rilievo un segno indicativo dell'evoluzione in discorso nella formazione di stocks di strumenti di straordinaria potenza di distruzione, tanto elevala da rendere pcrfino perplessi circa l'opportunità di metterla in opera, a prescindere da inibizioni operative d'impiego. Ma anche ammesso che gli strumenti di srraordinaria potenza non siano impiegati, pur essendo alla mano, non è men certo che le crisi inicrnazionali si svilupperanno sotto l'influenza di un pericolo gravi!simo immane.mc. (1) Cfr. Gcn. P. Surrso: « 1..'c\'oluzlonc del criterio di .iiionc dcdslva in gucrtil 11 , Rivistu Militare, Rom,, 1958, n. 9, pagg. 1247.i,66.


Di qui una prima dcdui.ione: poichè occorre soprassedere d~ quo.lsi:><i

ricorso alla violcn>.a, solo in via cccczionnle le crisi raggiungeranno stadi di ostilità colle armi. li ricorso alle armi coinvolge sistematicamente il rischio formidabile di essere trascinati, conlro ogni ddiberato proposito, verso gli epiloghi funesti che s'intendono evitare, per fatale eoneaten~ionc di eventi , che ad un certo momento prenderebbero la mano a chi riteneva di poterli controllare a suo piacimento. Deduzione subordinata, ma tl'inncgabile valore normativo: gli armamenti convrnzionali, di scarsa efficacia al di Cuori clcll'azionc diretta loro propria, anch·cssa divenuta poco redditizia in presenza delle situazioni operative che si vanno determinando, sono destinati a svolgere funzioni soltanto imcgrativc, di regola non risolutive, Tale valutazione equivale • negar loro una presenza autorevole negli ordini di battaglia futuri, pur convenendo che la loro a senza avrebbe il riflesso negativo di lasciare alla mcrcè di un avversario che impiegasse le prnprie forze convenzionali in quadri operativi particolari, indotto dalla certezza di non incontrare re.11.ionc da parte di forze similari. La tesi collima colla qualifica di condizione necessaria ma non sutficiente per congruenza di risultati: a funzioni del genere si deve dedicare quanto è indispensabile per dor sostanza ad un rischio comistcntc. Il grosso delle facoltà concettuali, produttive cd organiZ7..ative dovrà invece essere dedicato a realizzare le facoltà di sviluppi operativi, dai quali sia lecito ripromettersi la sufficien.-:a dei risuhari . Coll'affcrmazio11e massicria di effetti co,musi co11 1111a straordi11aria poknza di distmzio11c, clivc11go110 stmmcmi asso/11tamc11tc prc/acm:iali quelli d1c meglio valgono a configurare la maggior po~noa Ji distr11:,;io11e, pcreM so110 i1I grado di porla i11 atto atl og11i cvc11t11ali1a. Con ogrti probabilit:Ì i nuovi sviluppi operativi implic.100 un forte cf. fetta dilatorio ul ricorso alla violen;z;a, almeno nelle sue manifestazioni consuete, non è da escludere sino alla completa rinunzia. Collimano con previsioni del genere gli meggiamemi pacifisti deglj iniziati alle nuove forme di guerra e b loro inclinazione al disarmo, che ha per oggmo quel che sono già pronti ad abbandonare e che comunque non interferisce colle attività dalle <1uali si ripromettono il successo, in caso di emergenza. Per contro, nel caso di gravi ant~gonismi e ndl'intendimcmo di procrastinare episodi di guerra guerreggiata, sarà perseguito con cura tutto quello, di un arsenale per lo più d'armi di nuovo genere, molto eterogenee, che varrà a dar corpo alla mi noccia più intollerabile per la parte che deve subirla. Si pu~ arguire di cssue in prcsc11za tli ,.,, nuovo indirizzo operativo, l'!'denu a sostituire alla Jlratcgia di distruzione e di disorg1111izwzio11e med1a11te la distruzione, 1111a strategia di disorga,1iz::azio11e mediante la paura della distruzio 11 c.


Si pensa che alla nuova strategia convenga la denominazione di « stra· tcgia della minaccia,. o « della intimidai.ionc >>. 2. • L'ALTERAZIONE DEI L!NEAMEN1'1 OELJ..A Cl/ERRA.

Le cause di modificazione di quadri bellici prospettate colle considerazioni svolte sin qui sono da sintctiz,;arc nell'i mpatto del progresso generale e del progresso tecnologico sulle forme di regolazione dei conflitti gravi tra gli Stati. Una causalità presentata in termini ancora eccessivamente generici è messa a fuoco facendo riferimento aj piani raggiunti dalle condi1.ioni sociali cd economiche delle grandi collettività interessate, con particolare riguardo a quanto ha attinenza colla dinamica di relazioni, coi proce.<ii organizzativi di attività fondamentali e colle prassi economiche e produtth•istichc d'uso. Si tratta di circostanze che hanno importato trasferimenti considerevoli di obiettivi d'arione individuale e collettiva e nuove modalità di vita asso· ciai., rictmfa1c in questa s.:de in rapporto ai loro echi, diretti cd indiretti, sul condizionamento di antagonismi internazionali e delle loro crisi. Da aggiungere che, in questi ultimi anni, molti termini della questione hanno subito sensibili spostamenti. Se cm concepibile d'impostare un'analisi in proposito sulla falsariga d'istiruti militari esistenti, soltanto una diecina di anni or sono - un atteggiamento che comunque implica l'ammissione di una continuità effettiva d'istituti sulla quale non si può contare dopo i rraumi concettuali pro1•ocati dall'esplosivo nucleare e da missilistica - oggi orientamenti di tal genere appaiono =prc meno accettabili in presenza di una l'era e propria frattura tra passato recente e futuro prossimo. Le istituzioni militari post-belliche sono state una filiazione acritica di quelle belliche, che pone in presenza di organismi nati e sviluppatisi in conformità di esigenze urgenti cd insopprimibili assolte, dato il dima di guerra, secondo possibilit:1 contingenti piuttosto c:he in conformità di concezioni assolutamente razioru,li, in specie in termini di valutazioni muali. Perciò è da attendersi che, divenute col tempo sempre 1neno rispondenti ad csigcm:e di fatto, siano oggi da rifiutare in gran parre, per accedere a crireri di organizzazione e di condotta operativa più aderenti a quelle che risulteranno essere le lince di sistemazione delle crisi di domani o, c:iò che equivale, meglio rispondenti ad un'effettiva valorizzazione dei mezzi di maggior peso di decisione in un eventuale conflitto tra grandi potenze. Ciò posto, non è nè caclere in un luogo comune, nè accendere un'ipoteca incauta sull'avvenire, adeguarsi alla tesi cbe il corso di tale conflitto sarà molto diverso da quanto è stato sperimentato nella guerra passata. La mutabilità degli sviluppi bellici trova origine nella esigenza di uno sforzo supremo, per il cui esito vittorioso è necessario aningcre a tutte le fonti di potenza cd agire sugli obiettivi più sensibili del momento, senza


facoltà di trascuratezze e senza possibilit~ d'ottcnuozioni, che in dcfi nitiva

si 1ndurrcbbero nd rifimo inammissihile di çl,a,,,cs nel corso di confronti d"importanza vitale. Fonti di potenza cd obiettivi variano conrinuamcntc di numero, d.i consistenza, di sensibilità :ùl"aggrcssionc, colla conseguenza che i confronti di forza vengono impostati e si sviluppano l((ondo lince forzatamente originali, negatrici di stereotipi validi. Le esperienze valgono poto in questi fr~ngcmi cd hanno per soprappiù la pècca di rivolgere le menti degli operatori al passato mentre incombe un awcnirc dcn10 di problemi inediti. Jl meno che può capitare sono le sorprese operative e tecniche, che si nscontrano in effetti con sconcertante frequenza all'inizio di ogni grande prova e che hanno tanta parte nel suo esito. Perciò è assolutamente indispensabile esercitare opera 1llumi nata, nella quale si congiungano in modo Cccondo scienza, tecnica cd immaginativa equilibrata, per eliminare ogni pericolo di prcparnre la !!'•erra passata anzichè In futuro - una valutazione negativa, alla quale si contrappone una positiva - quc11a con,istcntc nella n<"Cc«ità di preventivare di misura l'entità dello sforzo, comunque abbia luogo il confronro, per dimensionarvi vo· lom:I cd aia precedenti, preliminari e nd corso stc"o del conflitto. Soprattullo esercitano un'azione felice d"indirizzo le concezioni ccntrnte cd aggiornate, da sostituire alle vecchie divenute controproducenti o per lo mcno inopcranri. Si tratta di un 'impres.1 di peso molto considerevole e di grande rc,pons.1bilit:.\, come è più che ovvio, ma se essa porterà ad idcntiJicare le lince maestre dcl futuro conflitto, come è n~llc in1en1.ioni 1 risulterà ç,•idcnrc l'intcrcssc anche pratico di a1·crc risposto in modo esauriente ad un q11e1ito che ~

co,ucntito p1m111aliz,:arc nella formazione di 1111a 1111oua strmcgia.

L"obiettivo è di porre all"origine di una teniatica risolutiva razionale di un conClitto imminente i punti prossimi di arrivo in materia di e,·oluzione di concc-.tione strategica - una nuova strategia in dfctti non è altro che uno sradio differente di concezione strategica - in buona correlazione con progresso scientifico e tecnologico e con sviluppo sociale, infine colle nuove armi che sono i riflessi diretti e indiretti dell'uno e dell'altro. In contrasto coll'adempimento di un"incombenza tanto producente e tanto necCSjMia operano, come i fotti ammaestrano, inerzia mentale cd i tentativi di cluderc mponsa!>ilit~, sempre inerenti ad atti positil~, ma ogni osracolo deve essere rimosso in vista delra=lvimento di un'esigenza dive· nuta inderogabile da quando la guerra ba raggiunto l'altc:-aa di sforzo cd il peso di desti no della guerra moderna. Tutto devc ffiCrc f:itto conve.rgcrc vcno il maggior rendimento e ver10 13 migliore centratura degli atti, per garanùre la rispondenza degli atti par· ziali e del lavoro globale e la conformità degli uni e dell'altro ai fini proposti.


Mai come oggi, e se ne è indicato il motivo, conformità e rispondenza di concczio,ù e di atti sono la sostanziale salvaguardia e la più certa contro evcmuali1~ estremamente temibili.

3· . Nuovtt

ARMJ E FORME ANO~lALE

m

CUERRA.

Quali sono i fatti che operano nel modo più determinante? In piena civiltà meccanica, in primo luogo si tratta dcll"acccsso delle macchine negli ordini di battaglia, in secondo luogo, dell"incrcmcnto conrinuo delle macchine cli guerra, in terra e soprattutto nell'ari«, incremento nel quale si vede operante la gigantesca capacità di produzione dei grandi sistemi industriali moderni, a servizio dell'incombenza vitale della difesa degli Stati. Le macchine . armi assumono i loro aspetti più tipici e dimostrano la loro inOucnza più determinante colla categoria ormai estesa di strumenti bellici costituita dalle « nuove armi ». Sono ben note le caratteristiche cli queste ultime. In base a tali caratteristiche gli interventi sono prcssochè istantanei e sempre di grande autorità. 1 tempi operativi corrispondenti, co!J'climinazionc pratica dei periodi d'esecuzione anche in prcsen1.a cli azioni complesse, implicano azioni di distruzione, anche del maggior vigore, esercitate alla prima ricbkst.i S\t t\ltti gli obiettivi paganti di teatri d'operazione vasti come continenti, dato che sono operative gittate continentali ccl intercontinentali e che sono in procinto di essere raggiunte gittate d'ordine di grandezza planetario. Quando poi si ponga mente al fatto, ultimo in ordine di citazione ma di pari e forse superiore importanza, che le azioni delle nuove armi sono di parata ale:iwia (aerei) od addirinura impossibile (missili), almeno allo stato presente delle tecnologie chiamate in causa, si vorrà ammettere senza riserve che le nuove armi sono in conclizione cli svolgere azioni molto rapide, non appena intervenga la decisione di forvi ricorso, hanno effetti formidabili e di conseguenza danno luogo a risultati di estremo vigore, si nchè possono trascurare una consistente difesa diretta. I precedenti attributi operativi sovvertono tutte le concezioni di tipa con .. sueto, un effetto sovvertitore accresciuto per di pili dal fenomeno collaterale, ma denso di riflessi di larga opcrativit:i, di un'accresciuta influenza di fat• tori di scars., o nessuna attinenza con caratteristiche militari (fattori p:ira- cd exlra-milit:ui). Accresciuta influenza di fattori p:ira- cd extra-militari ha il significato, per contrapposto, di nuove linee cli aggressione attraverso i settori caratterizzati dai nuovi fattori. La visione orienta le menti verso la nozione di un'estensione imprevista dd concetto d'arma, nella sua acce-Lione pur larga di strumento idoneo a


nuocere in guerra, e, in dipcndcn,;a, del criterio di azione offen, iva o difensiva, lrasferiti entrambi verso categorie d'armi ,ndircuc e verso atteggiamenti operativi atti a v:uoriziare, o ad inficiare secondo i casi, gli effetti di armi indirette, le forme di guerra •<anomale ». A questo punto s'impone un chiari mento del significaco di locuzioni dd tipo « armi indirette 11 e « forme anomale» di guerra. Correnti aucorevoii di pc,isiero si sono trovate indotte a considerare ano· male le forme di guerra diffcren7.iate dalla guerra classica ed adottate in <1ua· lità di surrogati o di alternative, le prime con limitazioni conti ngenti spaziali (guerre limitate) o per spostamento di obicuivi (guerre con scopi differiti o trasferiti), ]ç seconde per la rinunzia pro zempore all'impiego delle armi. Tra i surrogati, dottrina cd esperienza recente portano ad i ncluderc al. rresl le guerre condotte per compiacente intervento di ter7.i (~erre per procura, guerre sovversive o rivoluzionarie); tra le altcrn,tivc, si riscontrano di volta in volta azioni concorrenti o sostitutive (guerra psicologica, guerra economica, guerra dei potenziali, ecc.). Per definire il concetto di arma indiretta si può ricorrere a modi di dire del tipo « la tecnica è un'arma » e simili. Entrati in quest'ordine di pensieri, si può sostenere che sono armi anche le idee, sia di mordente clfctth•o - basta pnr mente al prestigio delle bandiere agitate nel nome di libertà e di giustizia - sia di mordente privo di merito intrinseco, ma reso acuto dalfo fortuna del momento. Conformandosi a questa linea di giudizio, diviene 1111'arma valida a11c/,e l'i111c11zio11c di nuocere, quando è co11gi1111/a colla facoltà di nuocere effetti•

vammle e per di pirì le azioni nocive poueggo110 ,ma forre carica di effetti temibili. L'estensione del conceuo d"arma è suggerito da ben più che una banale analogia di effetti: essa è la conseguenza della dilatazione dei campi d"escrcizio di atti ostili, si no al costituirsi di procedimenti nuovi, inconsueti, atti a dar luogo a situazioni impreviste di contenzioso, alle quali si è gilt Catto cenno parlando di aggredib,lità attraverso i nuovi settori caratterizzati da fottori para· ed cxtro-militari. E' innegabile che in dipendenza delle spiccate attitudini competitive e dell'dficacia dei motivi che si sono dcui iu,oliti viene opcr>to il trasferì· mento su piani subordinati delle lince d'azione già coiuucte e degli ordini d'idee che si erano costituiti intorno a qudle. Perciò non si è lontani dal vero quando si localizzino nei settori in questione i campi d'esercizio della nuova strategia cui si è già fotto riferimento colla locuzione, in termini psicologici, di strategia ddl'intimid:Y.1,ione o della minaccia cd adesso, in termini tecnici, con quella di « strategia clegli atti possibili » o « degli effetti reali di arti virruali ». Ovviamente l'intimidazione o la minaccia cui si fa riferimento non è una minaccia anodina, di effetti trascurabili se posta in atto. Al contrario,


es$a è minr,ccia di eventi terribili e fulminei, la cui auuazionç ~c.:guircl,bc immediatamente la decisione e contro i quali nessuna pan.ializzazione è prevedibile e tentabile. Si tratta di circostanze che non hanno alcun rifcrimcnto con fani del passato, se non colle collere di miLiche divinità offese <l:1 mortali; che non hanno alcuna analogia colle azioni che si considerano in potenza perchè lutto è: stato predisposto per la loro esecuzione, prima di esser m(sse in alto, ma le cui conscgucnzç sono irrilevanti al paragone. Le azioni che danno corpo ad una strategia della minaooa hanno effetti catastrofici, sono realizzate a beneplacito di chi ha intcrcs.<c di s&uttarle, possono restare a lungo pendenti ma l'esecuzione segue immediatamente la decisione di porle in atto. Un raHronto anche superficiale è sufficiente per convincere che le caratteristiehe delle nioni in questione coincidono colle prestazioni attribuite alle nuove armi. Perciò è inoppugnabile che i di.Jpotitivi di ,111ovc armi tono gli

Jlrttmcmi ipceifici dcl/11 J/ratcgia della minaccia. L'affermarsi della nuova strategia, per la caratteristica di quest'uhima di rispondere • nuove esigenze e di realizzare nuove possibilit't, provoca una svalutazione di quella classica, hasat.1 in modo prevalente su cHetti reali per il fotto c he quelli virtuali non vi hanno mai raggiunta una autorità decisiva. La nuova strategia trova altro incentivo d'affcrma,jone ndl'=n1.a cli atti di guerra guerreggiala - da un lato la minaccia non implica di necessità uno stato di guerra, dall'altro non si possono condMnare le intenzioni e sono gli arti che contano - cosicchè i suoi procedimenti rientrano rra gli atteggiamenti antagonisti che è lecito assumere anche in tempo di pace. lafioe è cerro che i procedimenti in discorso saranno adotrmi co71 tal/to

maggior favore non solo q11a71to meglio si dimoi1reram10 rispo11dcmi a co111ingmzc particolari, ma Joprammo q11a11to pit} peta11te, in li71ca morale e materiale, diverrà il ricorio ud ot1i/ÌIÌI npcrlc colle armi. 4· · Gu

ONERI

o' ATTUAZIONJ;

D1,U.A STI\ATECIA DELLA MINACCIA.

La strategia della minaccia promeuc procedimenti redditizi per regolazioni 1ui generis di gravi cri~i internazionali, ma )ard,bc: ingenuo considerarla priva di aspetti ncg:itivi, che occorre valutar<: oggettivamente per evitare infatuazioni ed in ultima analisi prese di posizione avventale. Anzitutto sono molto onerose da organizzare. Ben diverso è il discorso riguardante l'impiego: una volta predisposta l'azione, l'esecuzione è di una semplicità lineare. Le predisposizioni concernono dominio di campi scientifici d'avanguardia, la messa a punto di processi tecnologici molto fini, capa· cil:ì di primo piano in produzione industriale pesante, meccanica cd elettronica, la disponibilità di staffi altamente specializzati in tecniche molto vi· cine a quelle di labomtori scientifici di primo piano.


Perciò le nuove :irmi e l'esercizio della strategia dello min2cei2 non sono allJ portata di rutti; sono a disposizione di quelli Stati nei quali ricerca scienti6ca, tecnologie e sviluppo industriale raggiungono gli ahi livelli di efficienza che si sono già ricordati. Degli aspetti negativi è molto consistente quello di sosunziali alce degli esiti, derivanti sia da una desensibilizzazione di obiettivi provocata da cause impreviste, sia dall'incontro con dispositivi similari di renionc in 011ima efficienza, sia infine da nuove invcniioni e scopcnc valcl'oli ad infirmare un dispositi,•o d'agg,-essione od a rendere altamente efficace un dispositivo di reazione (ritorsione). Un altro aspetto negati,'O è insito negli enormi carichi finanziari di preparazioni lunghe e complesse e del cospicuo sforzo d'organiz1.azione cd applicarivo, per di più soggcuo in permanenza all'alca di essere condizionato in senso limitativo dal Ja,·oro similare di probabili awcrsari. Circostanze di questo genere ripropongono in termini mutati le gare d'armamenti del rcccnrc p:usato, basta ricordare il periodo della bala11çc of po111cr anrecedenre la prima guerra mondiale, i termini atruali essendo costituiti da gare di primati, da assiduità in applicazioni scientifiche, da messa a punto di tecnologie nuove, ruuc anh•itn in apparenza pacifiche, in realtà singolarmente determinanti sugli esiti della strategia dcUa minaccia e sulle fonune di forme anomale di guerra. Gli Slcssi carichi finanziari, che sono la conrroparrira gi~ messa in rilievo di messe a punto onerose, quando incidono su bilanci smali già oberati per compiti ordinari che non si riesce a ridurre per la difficoltà di procedere a scelte di grande responsabilità cd in gcocrc ,n difetto di clementi di giudizio assolutamente probativi, fanno sl che le competizioni acerrime prendano sostanza in termini di guerre ua economie comrapposte. Una volta che gli oneri di spesa si avvicinino :ii limiti di tolleran1.a delle economie più deboli delle parti in contrasto, la guerra delle economie ha esiti di considcre,·ole ponata, da aggiungere a quelli di ogni altro procedimento antagonistico. Preso dalle spire esiziali di gare che eccedono in modo con1idercvolc le fa. coltà cli fauo, cbi ba minori mezzi ~ costreno ben presto a rinunziare alla competizione, sotto pena di porre in difetto altre attività essenziali o magari d'incorrere in un pili lontano pericolo di bnnc,,rotrn. Si comprende allora come l'esasperazione di sil\lazioni del genere indicato possa risponrlcrc anche a non confessati propositi di spingere alla rovina uo eventuale avverurio oppure d'indurlo a geuare la spugna, in riconoscimento della impossibilità di continuare a contendere, un riconoscimento che anticipa 1'ammiS$ionc di non poter tener testa anche in caso di ostilità cffc11ivc, o infine di spingerlo ad atti avventati che si rìvolgcrcbbcro :ii di lui danni. Merita ancora un accenno il fotto che le predisposizioni esigono tempo, programmazioni accurate, coordinazione del lavoro d i 6/ius d'indiscuiibilc valore.


Sorto quest'ultimo punto di vista sp<>SO iimponc una vera e propria mobilitazione delle intelligenze, nel campo concettuale, allo stesso modo che è richicsra una vera e propria mobilitazione del lavoro, nel campo produttivistico.

Si Lratta d'impr= di grande impegno, che non giungerebbero a compimento in mancanza od and1c in difetto di quelle premesse ~ ragione cd esperienza indicano come indispensabili: le ncccnnnte facoltà di concezione e di produzione, l'organi1.7,azione per la convergenz.1 degli sfor1.i, la perfetta utilizzazione del tempo a disposizione, il patriotti,mo e la ,·olontà d'affermazione di interi popoli, le più feconde collaboraziorù su piani nazionali cd internazionali, per citare soltanto alcuni dei presupponi importanti di un repertorio assai pili estesi di prerogative di merito elevato, in senso relativo cd in senso a,soluto.

5· ·

LE COSSEGUENZE DELL'ACCESSO ALLA NUOVA STIV,TEG!a,

La previsione fondata di una maggiore frequenza di conflitti regolati, a pre5condcrc dall'impiego diretto di forze armate - l'efficacia indirett<1 di queste ultime è sempre presente in una suategia delb minaccia, colle ,fu. mature determinate dalle prestazioni imrin=he, dall'essere cioè dal più al meno idonee a dar consistenza a situazioni autorevoli - implica quella del supcr:uuento delle concezioni strategiche di tipo classico, basate sull'esito di operazioni di forLc armate. Gli effetti degli armamrnti •i traskriscono su piani subordinati ed il ricorso alle armi ha l'incidenza di un fono eccezionale, per svalutazione delle armi di tipo ordinorio, per opportunità di evitare situazioni d'imprevedibile esito e fors'anche. in avvenire, per rispetto ad accordi internazionali. In primo piano i \'edranno i mczz.i cd i procedimenti che si sono già detti indiretti. in diferro di una terminologia più specifica, atti ad e altare il gioco di fattori para- ed extra-militari. Già coordinatrice di battaglie per il conseguimento dei fini di guerra, oggi la strategia si adegua ad una evidente diminu1Jone d'inddenz.1 delle battaglie, come eventi a se stanti o come partecipi a sviluppi più complessi rii eventi, per di veni re opcrntrice di componenti para- «I cXtra-militari di esiti bellici, la cui operatività prescinde in larga misura da situazioni di p,,cc e di guerra. Es a s:i presenta oggi, divenuta densa di fermenti politici, come una normativa di aru:ggiamcmi non nccessariamcnrc violenti, anche se la violenza punteggia salroariameme le scqucn1.c temporali di farti, aueggiamcnti intesi al con~imenro secondo le lince giudicate piti ra7.ionali, di risultati concreti per l'aCfcrmazione internazionale degli Stati. In questa incombenza, diuturna e di vitale importanza, l'elemento di tfcdsionc non è piri o 11011 ç sempre quel d,e accatfc, m11 quel che può e porri)


411 «C<-·uclcrc, r:/1~ no11 ~ detto cl,c açcada per l'interesse comune cli evit.:ulo. un

interesse purtroppo sentito in misura diversa dalle due parti in azione. Le precedenti proposizioni, con tutto che a prima ,·ista sembrino soltanto un gioco di parole, riassumono concetti indicativi dell'apertura di lince d'a1Jone nuove e dense di conseguenze. Si delinea infaui una congium11ra di arresto di auività consuete, come rali ben note, correua ad ab1111da11tiam dalle contropartite offerte dall'esercizio di attività inconsuete sino ad un recente passato, sorte dalla realtà di nuovi processi 1ipicamenc dinamici, attività che si vanno affermando e subentrano alle protagoniste spodestate, in qualità di promotrici di sviluppi inarrestabili, colle modalità per loro più congeniali. Quello clic puù e potrà accadere è l'avverarsi di una minaccia cli estrema gravità e per questa caratteristica atta a funzionare da agente cata lizzatore e da rivelatore degli sviluppi inarrestabili in questione. La modificazione cli concc:-~iorù e quindi di atti concreti da svolgere nel quadro di quelle concezioni ha corso per gradi, un accidente che aumenta la difficoltà di mettere a fuoco il punto raggiunto ad un dato momento. Ma 3ncorchè ,i tratti di un processo graduale, è gi~ avvertibile J'altcra2ione <icllc Posizioni di potenza che esso provoca scn,;a rumore. d'armi e senza fuoco di bivacchi, diverse in misura considerevole da ogni precedente di riferimento, si vorrebbe dire il maturare di situazioni in gran p3rtc nuove, quasi che la storia abbia scelto altri strumenti per dar corpo ai propri decreti. Con tutto questo e mentre le armi vere e proprie tacciono, osservando attcggi,menti di cauta attesa, i conmui che s'ispirano alla nuova strategia hanno i loro vinti cd i loro vincitori, come accade in ogni conmtto risolto in modo unilaterale, rivelati dalla decadenza degli uni e dallo affermazione degli altri. Nei conOitti cli nuovo tipo si mescolano variamente fatti concreti e sentimenti. timori e speranze. comminatorie di estreme rovine e trepide speranze di vederle cadere nel nulla, lusinghe e ingiurie, tutto quel che è ritenuto valevole per indurre l'antagonista ad abbandonare la lotta, per aver riconosciuto più conveniente la rinunzia alla continuazione, un riconoscimento che ba sanzionato in ogni tempo la sconfitta e, nello stesso tempo, ha ossicurati i frutti della \littoria. al vincitore.

6.

~

T R.IFI..ESSI

llf.Ll."F. N'lJOVE ARMI,

Dopo quanto si ~ venuti dicendo, è da considerare per lo mcno in difetto di prospcttiv3 13 visione delle nuo,•e armi in termini di strumenti nuovi per realizzare procedimenti classici, differenziati soltanto da prestazioni di gran lunga migliori. Meglio centrata è l'ammissione che esse impongono una revisione di concezioni e di atti, nei qu3Ji dovranno prendere la parte che loro spetta, e[.


fctti rc•li di •tti in potcnz> - pi1, in breve gli effetti virtu:,li strnordinn• riamcnrc temibili. Nella constatazione di eccezionali p0tenziali di dimuzione gli cffeui psicologici acquistano un'influenza fuori prop0rzione rispetto a tutto quello di analogo che è dato riscontrare in passato, La strategia <lei In minaccia diventa pcrtanro " la strategia del terrore ". ln p01scsso di una wla p0tcnza (o coalizione di potenze). aspirame al dominio mondiale, le nuove :umi assumerebbero la funzione di arma assoluta, dominatrice incontrastata nci campi di una lotta già vinta prima di essere iniziata. In possesso di molti, la violenw insuperabile cessa di essere pagante, dal momemo che l'offesa assoluta è anche la difesa assoluta. Se la violenza cessa di essere pagante, io specie la piì:I atr0cc, come sembra p0ssa essere la valutazione oggettiva del momento attuale, le nuove armi vedranno inibito il loro uso o quanto meno un uso nlln leggera. Quello che ormai appare evidente è che in funzione indiretta delle nuove armi si sono venuti a costituire nuovi quadri d'az,onc per ogni eventuak, {utura crisi interna1inn~lc, ,i qu,li occorre conform2rc gli :1tti Positivi responsabili, un problema di fondo ancora lontano da una soluzione gene· raie, continuamente differita per difficoltà e conseguente difcno di m~a "' fuoco di quel li che sono di volta in volta gli sviluppi effettivi della congiuntura. In via interinale, oggi è previsione da accettare che gli avvenimcnii prossimi futuri prediligeranno, e forse già prediligono, le linee concorrenti degli allentati ai fattori para- cd extra-militari più esposti e più sc:mibili, delle minacce oncr11atc Ji ;izio11i c~t~suofiçhc, ddk p~rok violente dcstiMtc ad alterare la visione di verità solari, in luogo di geni definiti vi, costituiti da atti di guerra guerreggiata, che sono d'imprevedibile poriata. Queste essendo le conclusioni, si presentano sp0nlJnci due quesiti, uno riguardante le presumibili caratteristiche delle for1.e armate di domani e delle funzioni che nel quadro di quelle caratteristiche potranno vedersi assolte dagli epigoni delle attuali forze armate convenzionali in base ad una revisione accurata di prestazioni e di compiti, l'altro, concernente il limite oltre il quale non si può ammettere di lasciar procedere l'azione di armi indirette e di forme anomale di guerra, pcrchè i progressi avversari diverrebbero di danno ben presto insuperabile. La risposta al secondo quesito s'identifica colla individuazione del ea,,., belli in circostan,.c atipiche, quali sono determinate dalla stratci,>ia ddla minaccia, un argomento di grande interesse, in particolare per la parte che è costretta a subi ria. Mette appena conto di far rilevare che l'individuazione dd çasu, belli citato è di fondamentale imp0rtan1,a per l'esercizio ddla ritorsione, p0ichè ne precisa il momento.


E' noto che l'cscrci~io della ritorsione pr«upponc soddisfatto l'e~igenza della permanenza in condizioni d'dficicnza dei dispositivi di ritorsione durante e dopo l'aggressione improvvisa e violentissima, come garanzia che la reazione, gi\1stificata di fatto, sarà anche sicuramente temibile. Se la ritorsione sarà temibile, pcrchè i suoi organi dispongono di capacità d'incasso e di risposta dopo i colpi più duri, è da prevedere come molto probabile la rinunzia. sino a nuova decisione, di procedimenti d'aggressione molto violenti che s'identificherebbero con calamità catastrofiche per tuni, compresi coloro che ne avranno presa incautamente l'iniziativa. L'alternativa della rinunzia, se si scana l'ipotesi di un embras1011s-11011s generale che è poco probabile, consisterà nel ricorso a procedimenti di aggressione surrettizia, del tipo già indicato, dai quali sarà da attendersi un graduale ma continuo peggioramento delle posizioni di potenza della parre che subisce l'iniziativa avver<aria. In breve, la situazione di quest'ultima si deteriorerà più o meno rapidamente anche in as$cn1.a di atti di guerra. Non ~ quindi da escludere, anzi ~ da considerare probabile perchè rispondente ad una presa di posizione necessaria, che ad un certo momento l'aggredito in modo surrettizio sia costretto a reagire con tutti i mezzi alla mano, compresi i più violenti, per interrompere un pr=so che a breve scaden1.a si rivelerebbe esiziale. In questi frangenti i compiti di quelli che si sono detti gli epigoni delle forze armare convenzionali, le quali costituiscono nirtora la parte preponderante della difesa degli Stati, consisteranno con ogni verosimiglianza nella difesa esterna contro atti aggressivi di forze similari, oltre che nella sicurezza interna. La previsione limita fasi eventuali di guerra di tipo classico a circostanze accidentali. non indispensabili, in periodi di equilibrio di tutte le altre modalità antagoniste, alle quali di conseguenza non si possono richiedere pro iem pore azioni risoluti ve. Ritornando al problema del casus belli, un problema che era implicito sin dall'inizio dell'analisi assunta e che questa ha contribuito a rendere esplicito, non vi è dubbio che una sua impostazione semplicistica del tipo « guerra o pace "• quantunque abbia autorità e prestigio di atteggiamento concettuale da far risalire al buon tempo passato, è controproducenie, oltre che inoperante. Dopo avere ammesso che le situazioni di crisi si evolvono anche senza addivenire ad atti di guerra guerreggiata, cioè in situazioni formalmente pacifiche, colui che si attenesse all'impostazione accennata commetterebbe l'errore di chi, a braccia con sene, resta in anesa che gli sfugga il terreno sotto i piedi. . Si deve ammettere invece che al giorno d'oggi esiste una sostanziale dissimmetria di facolt~ e di aspettat'ivc tra chi assume l'iniziativa dell'azione e chi la subisce. La dissimmetria è concettuale e procedurale: da una parre si procede per gradi scarsamente avvertibili, ma con una conoscenza di mète


parziali e finali e soprattutto di scopi, che assicura circa la razionalità dd proc~-sso; dall'altra, si subiscono acci di non chiara idcmificazione e proprio per quesco più pericolosi, che per la parte identificabile ,!anno luogo a sintomi di progressiva ioflcssiooc di facolcà. Poich1: si può pensare mancante la risposta univoca e sicuramente cffi. cace atto per ano, messa in sofferenza dalla difficolt~ consistence e spesso insuperabile di un'identificazione specifica, l'unica risposta valida è il pmaggio ad ostilità dichiarate, assumendo la responsabilità di nate le implicazioni che il gesto comporta. Naturalmente è un gesto da compiere il più tardi possibile, ma non tanto cardi che debba risultare ormai inutile. Ad una flessibilità di metodi non si dà mai risposta adeguata con rigidità di concezioni e di aui. La risoluzione del prohlcma in questione eonsisce probabilmente nd comidcrarc superata l'impostazione tmppo rigida - più sopra si è detta semplicistica - offerta dall'alternativa guerra o pace, per sostituirla con un'altra più aderente ai prevedibili sviluppi critici. Si tratta di una questione di alto interesse politico e tecnico, che qui basta avere cnunciaca e che rncrita di l-sscrc trattata con debito approfondimento in altre sede. L'accennata dissimmetria di facoltà e d1 aspettative è aggravata dal fatto che con~mporancamemc all'accrcscimenio della potenza ddle armi, che sotto molti punti di vista è inibizione di porvi mano, anche le modalità d'ag· grc:s.sione si sono perfezionate con adarrnmcmi incclligcnti ai tempi cd ai luoghi. seguendo lince d'azione F lo più para- cd cxl ,a-militari, cioè sfalsate rispetto a quelle militari piu consuete, poco o per nulla accessibili ad i11ihi1.ioni escerne. L'epoca della bomba atomica è anche qudla del sovvertimento interno, ddlc guerre per pr0<:11ra, delle collnsioni politiche, ddle prese di possesso del le leve del potere da parte di minoranze infeudare ad interessi extra-ruzionali, delle manovre d'opinione e così di seguito. !noli.re, non si deve dimenticare che larghe masse di uomini sono oggi più propense a determinare squilibri, dai quali pc11sercbbcro di trarre profitto, che a conservare od a ricomporre equilibri, <lei quali non sono capaci di apprezzare l'effetti vo valore. In ultima analisi ma i11 primo assunto ~i tratta di stabilire <lei limiti insuperabili all'acquiescenza pro bono pacis, ncll,1 certei.,.a che lo stabilirli cd il dichiararli è segnalaro servi1.io per la pace. Per questo il problema dd ca111s b~/li si può dire altrcsl « del limite della ritorsione • o, varrebbe meglio dirlo, « del limite della sopportazione». Gli accenni fatti, che, lo si è gilì dello. non hanno pretesa di risolvere problemi di tanco rilievo, vogliono essere, più modestamente, la illustrazione di akune questioni concerwali di [ecnica operativa di a1tualicà e la dimostrazione della fecondità, a prima vista certamente insospettata, ddle precisazioni alle quali apre l• via lo scudio degli aspcni anuali e prossimi fu111ri dd fenomeno bellico.


LA RICERCA OPERATIVA NELLE FORZE ARMATE N,i giorni r r e r z diumbre "· J . lta11110 avt<tO l11ogo i11 Toril/o le gior1111u di lavoro dcll'A.T.R O., l'Auociotione /taJiana Ricerca Operativa ai/a quale /,anno aderito molti s111di01i ilaliani, cultori della 1111011a difciplù,a, e gli enti collctti11i pubbliG·i e privati che diJp<i11gono di orga11i di R.O. o che comunque coltiva110 la ricerca optratì11a. Nt:I cono delle giom«ft di lavoro, Ira i 111m1trosi kmi 1110/ti t dismisi da aritortvoli dtXenti e tecnici optrotivi, so110 state prcswlate alcune com1111icazioni tu applica.rìo11i militari di R O. Relatori! 'I: sta/(} il geri. i11g. Paolo S11pi110, memb,·o del Comigli<> dircttiuo della 111101111 Auo<iaziont, il quale ha prmg110 alla lettura td a/In di,crwionc de.lit eomu11i('azfo11i miHtari un ce11no introduui110.

Lo si riporta di reguito, col co111ewo dd Relatore e del Puside111e d,:/. l'A.I.R.O., prof. Benedetto Barberi, dirmorc gcflerale dcll'fstiluto Centrale di Sta1inica, per i11/or11111uo11e dei lettori della Rivista Militare. Prima d'iniziare l'esposizione di alcuni concetti, ad inquadramento delle comunie3zioni sulle applica?.ioni della R.0 presso le FF. AA., desidero rivolgere, a non,c dei partecipami militari al Convegno, un vivo ring r:12.iamen10 per l'invito e per !'assegn:'7.ione del ,• ,umo di relazioni, al sig. Prt1idcnte ddl 'A .I.R.O. ed agli organizzatori. La causa sia dcli 'ins-ito, sia cldb preccden2.:1 prob:ibilmente non è tanto nel fotto clic la R.O. si è affermata inizialmente a servizio di un ingentissimo sfo,w bellico, nel corso della seconda guerra mondiale, quanto nel valore documentario dei progrmi compiuti dalla R.O. presso le FF. AA. n:iziorwi dal C.onvcgno ~ emerso che queste sono state l'amministrazione pubblica che ha dato il più ampio contriburo al successo dd Convegno - e sopra/111/to

1/t:lla crescente e,igtnza di eo11corti di R.0. nella risolwsioM di problemi operatillÌ militari modemi. Poichè tJa breve il cap. vasc. Maz~uriai illustrerà i progressi rea!i1..zati in campi militari e le fondate prospcnive della R.O. per il prossimo futuro, ponendosi da lla parte degli analisti opcrarivi, 1 imando alla sua relazione per i corrispondenti. interessanti argomenti e, per parte inia, mi soffermerò brevemente su qu~lche considcraziooc complcmcmarc, ponendomi dalla parte degli organizzatori e degli utilizzatori dei risultati di R.0. E mi piace prendere lo spunto dall'accenno ad una questione preliminare, basilare: esiste una lCO. militare?


Ritengo che la risposta dehba essere negariva. 'ci fatti esistono soltanto applicazioni militari di una R.O. generale. L'affermazione ba un 'importanza tul!'altro che marginale. Mantenendo ferma la discriminazione, più che altro per la diversità di ambienti applic:itivi, tra problemi militari e problemi civili, in conformità dell'ordine d'idee espres,o si può escludere senza tema di a umcrc false posizioni che una R.O. militare possa costituire un nuo\'O hort111 co11clrmu, destinato ad cstnniarsi e forse "li i ·tcrilirsi, una volta avullo dalle ,~ve correnti conceuuali che sono e saranno il patrimonio della R.O. generale. Ancor più, passando <l:1 una concezione negativa ad una positiva, in questi te, mini i è autorizzati a configurare i più ampi comributi della risoluzione di problemi civili ;1lla risoluzione di problemi militari di lata analogia. In breve si viene a congetturare una dualità di lince applicati,•e, col pa~,aggio ad ogni occorrenza da temi milìtari a temi chili e viceversa mediante la sola trasposizione di committenti e di scopi, la quale è consistente garanzia di huoni successi nell'uno e ndl'altro campo applicativo. Poco fa ho fano cenno ad uM ere ccntc esigenza di concorsi di R.O. nclb rirolui.ionc di problemi operativi militari. E' opportuno soffermani brevemente sulle cause di questa condiz.ionc di fatti. In riassunto esse sono triplici: l':lrduità raggiunta dai problemi operativi militari, il declino dei metodi risolmivi t.nulizionali, la gravità sempre meno tollerabile dell'errore. L'arduità dei problemi operativi <lcriva dalla complessità che questi han no asmnto di consueto, sopratrutto per effetto di tecniche operative nuove e di un armamento di eccezionale dficacia per potenza e gittata bastercbhc por mence alle forze aeree, alle forze combinate aerotcrmtri cd agli arsenali missilistici, anche senza scomodare gli armamemi atomici. Il declino dei metodi tradi,:ionali è conseguenza mediata dello iato di fatto ae<:cnnato e particolarmente delle modiiica1ioni che presentano gli ambienti operativi e le forme di lotta, che si vanno affermando progressivamente. La gravità accresciuta ddl'errore è la conseguenza ddl'impegno estremo dell'attività bellica, che non è Itala moi esente da lutti e da rovine, ma che al giorno d'oggi coinvolge grandi coalizioni di Stati e non esclude alcuna c.1tegoria di ciuadini, fis,ando la sorte Cutura di masse d'uomini, senza esagerazione, per intere gcnera1.ioni. Forse si è in presen7A1 di un:i vera mutazione nell'organizzazione ddla dilcsa degli $tal.i e di riElcsso in quella delle FF. AA., destinala a sovvertire concezioni marcgichc, tattiche e logistiche, nei cui gravi e numerosi problemi la R.O si preicnLa come assertrice di inrlirizzi ,e non as.,;olutamcntc razionali, i più razionali po,sibili.


537 Tutto que~to non deve peraltro accendere spcrnnze eccessive cd cntu· siasmi incontrollati. li camminn da percorrere è lungo e d'.iltra parte csistonn rèmorc consistenti ad una generalizzazione e tesa c sollecita di metodologie di R.O. Questa richiede, per applicazioni efficaci, disponil.,ilità di tempo, suffi. cicn1.a di mezzi in uomim e materiali, una spesa in genere non trascurabile. Inoltre si deve riconoscere che, allo staro dei fatti, la R.O. è più idonea agli interventi in sede di preparazione che a quelli in campi di esecuzione. Ncll"csccuzionc, in specie su pi;nii modesti cd in particolare nelle attività di ror,1i11c, i procedimenti tradizionali avranno ancora campi d'applicazione, in specie sinchè sussisteranno forze co11vcn1,ionali in operazioni. Infine i procedimenti cosiddetti tradizionali avranno validità in caso di imprevisti e di corrispondcnti intcrvcmi estemporanei, nei riguardi dei quali la R.O. potr:, vedersi assegnato il mcrilo indiretto, ma tutt'altro che trascurabile, di avere contribuito a formare mentalità di esecutori conccuualmenre mature e pronte 3 risolvere in buoni termini i dispnrati problemi connessi con l'attività oper:niva.

Obiettivamente ho voluto esporre ampiamente gli ru-gomi,nti che sono soliti elencare i tiepidi cd i negatori, sempre meno numero i, della R.O. apf>licata ai problemi militari. In contrnpposto a queste argomentazioni sta l'efficacia dialettica della diffusione della nuova metodologia negli impieghi opcrati,•i di forze armate, una diffusione che trova le sue origi.ni cd i suoi motivi, oltre che negli aspetti già esposti dcUa prol.,lcmatica opc:rativa militare, ncll'inacccssibilità all'esperimento delle operazioni belliche, nell'inadattabilità dei metodi risolutivi classici alla risoluzione di molti dei prol.,kmi che quelle accendono, infine, lo si è già accennato ma conviene ripeterlo, nelle gravi responsabilità che l'attività operativa milit.arc coinvolge sistematicamente. Concludo queste considerazioni. cui ha condotto la meditazione sui probabili futuri sviluppi della metodologia che e'intcrcss", col riassumo degli aspetti tipici dei problemi operativi militari moderni e con l'esposizione di alcuni indirizzi fondamentali ddla R.O. in campi militari. Circa il primo argomento, conviene di.r subito che i problemi operativi militari vedono continuamente in azione parametri umaoi e si realizzano in situazioni fortcmentè concorrenziali. In que;tc circostanze le matematiche classiche, cdilicatc a crvtzto di una fisica strettamente deterministica, non sono più valide, pcrch~ il loro disinteresse assoluto non corrispon<le ,Ile situazioni di fatto prevalenti. Occorrono nuo,•i algoritmi e nelb loro preparazione e ncUa loro applicazione, cauta e redditizia, sono riposte le maggiori speran1.e di fumri prossimi succe si. Circa i dati d'esperienza, sortiti dal la,•oro sinora compiuto in materia, posso prospettarli nei iegucnli termini, premettendo che si tratta delle mo-


538 dabtà indispcruabih, per assicurare tl rendimento cd in pari tempo la diffu. sìone della R.O. tra le PF. AA. cd interinalmente per vincere uno stato d'animo di attesa con riserva, tuuora awertibilc. In primo luogo. la R.0. non propone soluzioni tassative, pcrchè si limn:a d1 regola a pr=ntarc gli clementi ùi convalida di una scelta. · In secondo luogo, l'adozio11e delic lince d"azione suggerite dagli csp«ti della R.O. oppure il loro rifiuto sono incombenza esclusiva dei comandanti mponsabili. Terzo: non esiste facoltà di sindacato .mll'opcra dd comandanti in base all'accettazione od al rifiuto delle proposte degli operatori di R.O. Quarto ed ultimo : è evidente che in ogni caso concreto la R.O. offre, come portato minimo. la garanzia di un esame supplementare accurato e quindi di lince pÌÌl razionali d'azione. Infine riassumo alcune prescrizioni pranchc, che ritengo utih siano tenute presenti ncll"escrcizio effettivo delta R.O. r• - i problemi debbono essere esattamente formulati: 2• - l'esigenza di fornire claù quantimivi ~ traduce nella presentazione di dati d'impostazione metricamente determinati; f · è bene prccuare, per economia di lavoro, se occorrono soluzioni rigorose o soltanto approssimate. Dal canto loro gli analisti opcrati,•i debbono specificare il grado d'approssimazione della o delle soluzioni proposte; 4' • l'indicazione dell'iter nsolutivo seguito è base per il giudizio dcll'attendib1htà delle soluziorù; 5' - non esistono problemi insolubili, solo che valgano la pena d1 un congf\lo sforzo di la\'oro concettuale, di tempo e di spesa e solo che ci si appaghi di soluzioni approssimate, eventualmente curando i procedimenti di ottimazionc, cla applicare ad ogni occorrenza. Io effetti: il lavoro /011damentale de/I.a R.O. è la corre/la impostazio11e p,oblemarica ,: l'orllmaziont: delle soluzioni approssimate. Si tratta di una mctodolo~ia intesa a risolvere problemi particolari di esplicazione razionale di amvita operative, in qualsiusi campo esercitate. Ciò sembra escludere una sistematizzazione generale della R.0. dc! tipo delle discipline scientifiche cla$$iche. li giorno che l"attitudine della R.O. dovesse fondamentalmente cambiare, nel senso di raccogliere un complesso esteso di norme generali, è probabile che la R.O. rientrerebbe nel seno della ricerca scientifica d"onde è sorta e forse ccsscrebhc la necessità di coltivare una R.O. quale oggi si è venuta costituendo. Per intanto, essa resta una prassi strumentale di grande rendimento, intesa alla n:,zionalizzazione di attività complesse cd impegnative. Intorno a questa funzione di straordinaria importanza prendono consistenza le sue realizzaiioni, già numerose, le quali costituiscono il contributo alla graduale formazione del la R.0., militare e civile.


LA ST ATEOIA DELL' AZIONE INDIRETTA ED IL PROBLEMA DEL «CASUS BELLI • Gen. di C. A, Paolo Supino

X, • L\\ZtONt: IN'UIR.ETI"A N'E.LLE CP.15[ INTERNAZIONALI.

Esistono nella lunga esistenza dei popoli, <: del resto si potrebbe stabilire un risconl!o anche nella vita di tutti i giorni <legli individui, situazioni di lenta formazione, che sfuggono all'atrenzione degli intcrcssari, quantunque la realtà che else concorrono ad edificare sia densa di destino. Forse, per quel che concerne i popoli, lo srorico di domani apprezzerà a dovcrc l'infl ucnza esercitata da quelle situazioni sugli av,'tnimcnti che egli vede sotto buo,1a prospettiva e •i meraviglierà in pari tempo, probabilmente, di una indifferenza dc:i contcmpornnd per lui inesplicabile, poichè avevano tutto l'interesse di veder chiaro in quel che il ('lre.-cnte preparava sotto la forma di avvenimenti di un prossimo futuro. Nota. - Ti presente ~g,gio ~pprofondiscc, scn1~ pretendere di c1;1uritl;1, J'ind:1ginc. sui motivì per cffctlD dei quali si avvc.rtc un:t v,cra e \>fOptia mutazio1}c. nelle u1odlllità di dsoluifone uail:::itcr~c delle \trttnz.c intcrnaziona i1 inaccasibi!i a cuioponiu,cnto con1CJUw.!c, nelle quali è da vedere con assoluto fo:1damc:uto la c;aun dCJ conflitti

arenati. L'indJ.gint ho :lV\llo inizio co1 uggio dcl!'A. dal titolo: K L'cvoluiione del ctitctio di azione d«isiva in gucrrav, <om['3!!<> sull• RUJisra Milita,, 1958, (n. 9, p:igg. 1147,(,6) «3 Ju trov.ltn pro)CC.u:donc col )3fJlO ol titolo: " Una nuova sunccgia in formniont' la ,tratcgia <kU:. mìnaccia 11, pubb1ic.:uo sulla Rivista Afili'lurr 1?6;i (n. 1• p-:ag,g. i'Jl·l"t), Al corto d'idee esposto nei due :utkoli dt;1ti ~ nel prctente si rl-Collcgauo concct m:ilmcnte i u.ggi •pparsi su\L"' Reuut MiUu,irc (ìlnlralc socto i titoli: ,e L.., fon1;{onc del polc117iole t,.llico ndl'c-·olu~ionc contcrn~ocan<:a della guerra» (anno 1958, n. 6, p>flg, 109-27) e « Un nuovo strumento opcrnl&\'O: l'a-z.!ntM: tn polcn2:t » {~ nno 19li1. ,,. 8,

r•l:l:· 367-83). Nel loro ,ompte$$0 i ngg-i cit3ti ed il prcxntc - che trover.i.nno romp1c:t.1mcnto conccuu:ak ocll:1 tr-2tr2tionc ai~cm:UÌ('!t c.ldlc c:au.sc e ,.kgH c.ffccri dcll'aHrrm:i:ii e.li nuuvi :mcggia~nti l'tr:.u'"gici - si propongono, in oppusi:tionc dia1c.uic:a con ordinl d'idee ancor~ seguiti. m:krc.ori oUa v«chi2 conc.('l:ionc clauJCwitzi:ana della guerra continua"ion.c ddl.:a polirll":I con ~Itri mC'~i. c:iuè: di un~ guca·.t imn,:if)Cocc come fo:-ma ,tork:i dl offc ... :.<llfo.i:'I colkttiv:1 1 di iHusu;;uc l;i probf<Jn3tÌC."1 che si viene a co.mu1irc m con· ,cgua12a del b:mdo ddl3 guerra coinie tm1.'1.0 òi rcali.tia1ionc di politiche n3iianah, ~m:a facoltl <!i dudcrc le. e,ig~n:.t:c di nff(Tm~.iX)n< vimk dC'i p0poli. in conformid di leggi hiosodologkhc: d i v:alorc univni:ilc. 2, •

Il.


Tra le sicuazioni di lenta formazione e d'innegabile peso, da considerare avvenite soltanto imperfettamente al giorno d'oggi, è da citare in primo luogo una profonda trasformazione del sorgere e dello svolgersi delle rrisi internazionali e dei conflitti tra g li Stati, che ne sono la conscguen1.a. Terminata da poco una seconda g uerra mondi:1lc - quindici o vent'anni sono ben poco negli annali della storia - , che è stata un 'edizione aggiornata cd ampliata della prima, prowista per suo conto di tutti i crismi di un'immane tragedia, t; considerato poco più di un luogo comune e comunque è un ordine d 'idee largamente diffuso, che in una guerra eventuale di un futuro più o meno vicino si vcd ranno rinnovate le scorribande di masse corazzate e le incursioni di dense formazioni aeree, le quali hanno costituito inizio cd epilogo della guerra precedente, accompagnate naturalmente, anche se non è vista molto chiaramente quella che si potrebbe dire la ripartizione delle incombenze, dal fungo caratteristico e dalk nubi avvelenate delle esplosioni atomiche. Queste prcvision.i, riferite ad evcnwalità remote quanto si può desiderare ma che non è concesso =ludcre, come dimostrano le ingenti spese militari chc ·gr:w:mo senza ccce1.ionc )Ui 1Jilanci ~tatnli tli lulli j p~-c~i del mondo, non sono mère accademie; ben diversamente, cm: rappresentano la base di ordini di pensieri, intorno ai quali si coagulano e prendono consistenza le incombenze di primo piano che concernono le difese nazionali. In conformità di queste previsioni si vanno preparando k masS<: corazzate e le formazioni aeree che, nella dannata ipotesi di una nuova conOagrazionc, assumerebbero ancora una volta le parti di protagoniste ciel dramma, e si vagl iano le modali1~ di una partecipazione atomica. secondo una casistica complessa, che per il momento provoca piò corrine fumogene che luci chiarificatrici. Ma si è proprio certi che saranno questi e non altri gli sviluppi di eventuali conD.itti gravi di domani o non conviene procedere al vaglio cauto delle probabilità che i fatti procedano di versa mente? Se poi gli accertamenti proposti dovessero portare a riconoscere fondata la previsione cli sviluppi diversi, è indiscutibile la necessità di definire le alternative possibili e di mettere a fuoco gli niluppi che esse implicano, dato che la visione più chiara possibile di avvenimenti d'innegabile importanza, prima che si presentino, è buona garanzia per superarli nelle migliori condizioni. Nella circostanza conviene fare giustizia dell'orientamento mentale di chi giudica eccessi d'agit:tti i riferimenti ad eventualità d i guerra ed è convinto del vantaggio per tutti di parlarne il meno possibile. A costoro si affiancano gli illusi i quali sostengono che aerei supersonici, missili e bombe atomiche haono resa remota l'eventualità di una guerra tra grandi potenze militari, UM resi ricorrcnrc ad ogni progresso importante delle armi, che l'cspcricn1.a si è presa sempre cura di smentire.


Il comportQmcnto dello struz.zo non è mai nato purt-ato ad esempio di s:iggczz:i. La guerra non si può dire lontana quando non è nemmeno da escludere, in base ad argomenti di eiferriva consistenza, che essa sia già in corso al presente - il ben noto termine dì • guerra fredda » si riferi<:ec proprio a quesro presente - naturalmente con forme diverse da quelle convenzionali, aè è facile valutare quali esiti pos..<:i avere questo guerr, di forme diverse, di sviluppi morbidi, se e quando sbocchcr.'i in un conflitto di tipo più aspro od in operazioni dì guerra propriamente detta, come non è lecito neg:,re che uno degli accidenti cirati si pas.•a prcscnrare do un momento all'altro. Qualcuno obiencrà che qunndo le armi tacciono e qunndo non vi è spargimento di sangue si ha ben diritto di parlare di pace e non di guerra, a meno di non soffrire di un ineurab1lc allarmismo. L'obiezione si confut3 dimostrando che l'alternativa semplice ,, guerra o pace • è dìvenu((I troppo semplice e risulta folla e 4uando utili.zzata a copertura di quelle situazioni ostili, complesse cd insidiose, sempre più frequenti in qucst'cpoc.a. che non sono gucrrn, in (C'nso clusico, m:i non sono

nemmeno pace, in senso reale. Se uno stereotipo accellato a1socia ~I conccllo di guerra quello dell'uro delle armi e di vittime umane. è da ricordare ahrcsl che, secondo una sua c,scn7..l srrumenule, lo ,eopo della guerni è la prcvalcm:a di una pane ai danni di un'allra e che la dùlruzionc e la morte. anche se le sono compagne da tempo immemorabile, ono soltanto contingenze accessorie. Che poi, il più delle volte, 13 parte prevalente abbia fruito del successo delle armi e che la parte soccombente ahhia ceduto alla forza armata del vincitore, è una mèra circoS1anu cd anche un farro marginale, nel dramma permanente di una lotta per l'esistenza alla ,cala dei popoli. Lotta per l'esistenza che è informata di ,·oha in volta a reciproca comprens1onc od alla cosiddetta coesistenza competitiva od infine a linee di acerrimo contrasto, ma che rC51'3 in ogni caso esaltatrice di vincitori e severa giudice di vinti, anche quando acCJ1de che i ,wcirori stendano la mano ai ,~nti o che la sorte dei vinti non sia lo sterminio, in omaggio ai tempi più miti cd ancor più in obbedienza a,l intrressi di co:ibitazione in uno •pazio rimetto, pcrchè i risolve immancabilmente, prima o poi, in mutate prospettive circa il futuro cd in livelli divcr i di vita, in popoli soddisfatti da una parte cd in popoli diseredati dall'altra. Unn ,~sionc, che intende di essere realistica, mancherebbe di obiettività se non desse atto della tmdcnza a diradarsi delle manifestazioni più violrotc anche in conflitti internazionali gravi. on bisogna aver frena a con• eludere per l'approssimarsi dell'era della &atclbnz., universale; è deduzione più saggia pensare che la vita di relazione dei popoli si sviluppi per molti motivi mediante nuovi temi, i quali non implicano dì necessità fini diversi.


T t!l i motivi determinanti di una nuova tcm:1tic::a di vit:1 Ji tel!12inne si può ricordare la gravirà assunta dalla guerra colle armi, da quamlo è divenuta totale cd eventualmente atomica, ma si deve altrcsl riconoscere l'influenza, altrettanto importante, della facolt:ì di conseguire per altre ,~e e con altri mezzi quei risultati che, si no al recente passato, sono stati richiesti all'impiego delle armi, vie e mezzi che inaugurano processi certamente meno diretti e meno rapidi, ma anche, per ipotesi e di fotto, meno gravidi di lutti e per queSto meno impegnativi e più alla mano. Tornando a sonolincarc il difetto di rispondenza dell'alternativa in discussione, destinato ad aggravarsi per il gioco di fattori diversi e diversamente operant i ma rutti conflucmi nella valoriz7.azionc di processi atipici, si deve anuncucrc che in rcalt-l tra guerra e pace si sono inserite e continuano ad inserirsi altre modalità di contesa, con c.1 raueristiche di :w.ionc indiretta, che rendono agli obienivi già di guerra senza costringere ad interrompere la pace, in primo :1ssuuto testimonianza della fecondità di risorse del la volontà di predominio e della capacità d'adattamento dei suoi procedimenti ai mutati quadri tecnici e sociali nei c1uaJj viene esercitata al giorno d'oggi.

Importa notare che le nuove a1.ioni indirette si conformano ad un:1 particolare strategia, come hanno già una loro tattica, una strat<'gia che rende superato cd in definitiva pericoloso ogni atteggiamento che si adegui di stretta misura all'alternativa accennata, valida in passato, quando l'organizzazione sociale e le tecnologie in atto erano confinate su piani molto più modesti, oggi provvista del merito discutibile di una tradizione sempre più scarsa di c-0ntenuto logico. Esse infatti pongono in presenza di una nuova, vera e propria metodologia d'urto, già messa in pratica largamente in !unzione aggressiva cd utilizzabile in ,•ia subordinata, come modalità di reazione, in funzione difensiva, provvi.sta di moira elasticità e di una forte carica d'ambiguità, in procinto di assumere tale imp0rtanza ùa dare spunto al convincimento che si vada affermando una « siratcgia ddl'azionc indiretta» (1). Il suo elemento di forza ~ quel che si potrebbe dcnomin01e, in rispondenza alla considerazione che i concetti vivono e sono più operanti quando (t) LA prolifcr~zionc di itntcgic, tutte a s-ervi7,io di un:i strategia polh.ica o gr.indc strategia, ddl, quale In str•tegi• In ~n,o srrenn o militare, che d?t norme sugli indirizzi d'impiego delle for,e nrnmc in vista del conseguimento degli S<:Opi di guerra, è anch<: C$$:1 una branc.n, è m:inifcst:iiionc della crescente partcdpazio11c di patametri non miti tari e perfino non ncc~ri~mcntc bcllic:i ncll:a re.gol.azione non COL)SC:nsualc ddlc vcr.. tcn1.c intcrn:izion:ali. Essa potrebbe. intcrprtr3rti alla )U'cgua di un:a politicizzazione della condou;i della gucrr.i, che n.on .110rprcndc in consìdcrazionc ddl11 patttcip:azionc dcglj interi popoli e non :«>lt:anto delle corri.~pondentl fol"l..t armate.


h:.mno rirevnto il nisma rii 110:1 terminologia sprrifir:'l, 1'« :'lnacc:o s1ra1r.gico

indircno » (1). E' chiaro che l'attacco strategico indiretto costituisce un nuovo procedimento di aggressione, susctttibile di divenire preferenziale, per il concorso di molti fattori, se l'esperienza continuerà a conformarne l'efficacia e la latitudine di applicazione o, per meglio dire, la versatilità in confronto di quelli più consueti, fattori tra i quali conviene citare la progressiva inibizione del ricorso ad armi di ecccz.ionale potenza, inc,•itabile in ogni azione di tipo diretto, in primo luogo in quella esercitata mediante operazioni di forze armate. L'interesse di quanto si è vcnmi esponendo proviene dall'c.\scre la nuova strntcgia parteci pc di un patrimonio organico d'idee conduttrici, prevedibilmente destinato ad accrcscc,-si in seguito di tempo ma già capace, nella con· sistcnz.a raggiunta, di dare un' impronta al prossimo futuro delle relazioni interna1Jonali. A sostegno dei concetti cspo,ti si esprime l'avviso che il complesso delle forme di guerra cosiddcnc « anomale » sia da interpretare in ultima analisi in qualità di summ« tattica della nuova strategia, una tattica già ricca di temi applicativi, perchè le si possono ascrivere gli ani delle guerre pcr procura, delle guerre rivoluzionarie o seduiosc. della guerra psicologica, della guerra dei 1xitenziali, J'imcn-emo di vCllontari, l'inl'ÌO di armi e di tecnici e cosi di seguito, con variazioni contingenti di asprezza, di efficacia e di evidenza, ma con un contenuto sempre elevato di moti vi aggressivi. Nel confermare l'ambiguità della nuova metodologia d'urto occorre notare che si è ancora in presenza di azioni indirette, almeno in grande quadro, quando si avvertono atti di azione diretta in senso proprio cd in quadro pi,, ristretto, dato che t.11i atti non acquistano il loro pieno significato sinchè non )Ollo inseriti nel quadro maggiore, nel quale divengono alfinc espliciti ed operanti i veri moventi e gli scopi reali. Questo è il caso di taluni episodi di guerra anomala, i quali, dal più al meno tipici in conformità di quanto consente l'anomalia della guerra, in realtà sono provocati e diretti secondo gli intcrc...si e le intenzioni di mandanti lontani, nei cui riguardi gli atti in corso sono indubbiamente di tipo indiretto. I mandanti lontani sonn figure preminenti della nuova strategia, dcm cx machi11a delle situazioni clic suscitano, seguono cd alimentano perseguendo finalità disparate, che vanno dai tentativi di ma.novrare le opinioni pubbliche ad operazioni vere e proprie di fusaz.ione operativa di avvcrs:tri attuali o probabili, apparentemente fuori del quadro di una situazione oggeniva, o più genericamente ai tentativi di sabotaggio delle loro posizioni di potenza. (1) L'anacco nratcgico indirttto non dc,·c csscrc conCuso coli'« :uucco indiretto», conec?..ion~ di csclush·o contenuto tatticoJ accolta. da alcune scuole opcr-atj,·c (col1.fronta an<h< • indir«t approach • in • Straregy • di B. Il. Lmor.u. H ..T, p•gg. 373 e segg.).


ho In :iltre circosun1e crncrgono scopi più remoti ed in effetti su piano subordinato, quali l'cspcrunento in torpore vili di concezioni e di proccd1rnenti bclliu nuo,,j, il saggio delle rc:izioni di arnbicnti nazionali ed imernazionali di fronte a determinate iniziative, la diffusione del disordine e della confu$ionc, dai quali è sernprc f>OS$ibile trarre motivo di fruttuoso inte.rvento per la propria parte o dare icccnti,·o ad inc:iutc p2rtccip.1zioni dcll:a parte contrapposta (1).

L, prassi dell'nione indiretta ha riOessi meritevoli di menzione anche in campi ideologici e propagandinici. La necessità, per motivi di propaganda interna cd interna1ionale di sostenere il buon diriuo dell'azione indiretta. anche e proprio quando è più discutibile. si traduce nei più disinvolti funambolismi dialettici: quello che è lecito per una parte è ddiuo per l'ahr2; la controparte ha icmpre torto, anche quando afferma ,·erità wbn, la propria ha sempre ragione anche quando le nega. In tali frangenti, la norma più valida è cos1irnira non tanto da una discriminazione ovvia in altri casi trn lecito cd illecito, quanto ,b q\lella meno con~ucta tra producente e controproducente in rigua«lo ç;;,..Ju>i,-o d'imeressi di parte, rnoho più operante nei nuo"i machia,clli,mi, interessi che re.iano di parte anche quando concernono grandi colletti\'lt~, coinvolte 1n sequenze d1 alti graduali e di processi a spigoli smussati ma senza anenua7.ioni per <JU3nto riguarcfo l'~ito sostaniiak, pcrchè non si ammette altro line che l'a[[crmazione ma«iccia di chi conduce l'azione e lo $COfnO di chi la ,ubisce. La nuo,a metodologia d"urto trova contributi positivi in un'altra congiuntura, che <i riattacca al riferimento fano in precedenza circa la gra,ità raggiunta dai confliui armati, questa volta configurato nella gravità ancor maggiore di una guerra nutleare. E' convinzione autnrevole che la riluttanza a porre mano agli arsenali atomici, in un futuro conUitto, con.ergerà in una condii.ione t1·autolimi1azione d'impiego con effetti d'intcrd11.ionc assoluta. che t:il,'Olta si è ritenuto opportuno indicare col termine analogico di « stallo •tomico • . f' molto probabtle che la causa più determinante di una 1it11a7ione di stallo atomico consi~ta in un'c<:1uivalcnza di poten7.~ nucleare assicurata grosslJ modo anzich~ da una pMit/1 di difficile apprezzamento, se concepita sull:1 fohariga delle concezioni maturate in materia d'armamcnti con,·eozionali. dal ragg1unl(imcn10 di ~ glie di minimo d'efficacia o d"efficacia sufficiente, cli emiù tale da rendere inaccettabile 11 rischio della ritorsione. ( l)

Questi CHI 'l(')nO dmn;aJ)Zi agli OCt hi Ji tU\tl

sii

0 ~ \";1,{0ri.

&si

SÌ ,ono \'CtÌfi•

u1I nella guerra di Spogno (1937 39), nella guerra di Core-, (1gs1-53) e for,c sono per rlnnov,.uì nel Suc.U !tt :,,i:,tko. In cffctd. regioni ,·aste come conùncnti sono campi E»

tc.n,i:,li dell.2. nuo\,a Jtr:ucgi1, con r1Ckul molto pr0Mb11i su tutto il rcto dtl monòo. AJ c,crnpio $1 citano l'Amcria Mcndion•I< e i. Centro!<, ptt Ulttre cldl'Afric•, i cui con ,ono ptt 11 momento molto oonfu,i (Congo, .\li;cri•).


Ammessa rcquivnlcnza, nel scnw indicnto, tra aggressione (:ltlacco nu-

cleare) e reazione all'aggrc~sionc (ritorsione), è evidente che tutto quello che supera la soglia d'efficacia sufficiente è superfluo, in definitiva inutile. L'interesse dell'annotazione risiede nella constatazione di una minore criticità dell'equi librio atomico rispetto all'equilibrio degli armamenti con· vcnzionali, talchè lo stallo atomico cli,•ienc cd è di fauo una previsione fon. data, sulla quale è razionale impostare una decisione, quando siano consistenti le premesse tecniche cd operative della previsione. 1n altre parole. l'immanenza della mi noccia nucleare, è incentivo. proprio nelle situazioni labili di stallo atomico, di procedere in maniera di non rurbarc un equilibrio precario, che non è nell 'interesse di nessuno di vedere compromesso, cioè di applicare le cautele cd il trasferimento di obiettivi che sono consentiti in modo preferenziale clallc azioni indircue. Cosicchè una volta in mo lo stallo atomico ~ e non è da escludere che una situazione simila.re sia già ,aggiunta anche al presente - la prospettiva più pericolosa, dalla quale è necessario guardarsi, non è la guerra convcn:<ionalc, divenuta comroproduccote in quanto comprometterebbe l'equilibrio precario cui si è fatto riferimento, bcnsl l'az.ione ostile indiretto, subdola, tenace, che si propone il conseguimento degli obiettivi contesi seguendo vie traverse, fatta oggetto di tanta diligenza quanto grande è il valore dei risultati che le si richiedono. Nella previ1ione di vedere esercitate le nuove modalitit d'azione in qua· dri considerevoli, perfino mondiali, preparazione autorevole del (uturo altra· verso il condizionamento della loro consistenza attuale. vale b penn di met· terne a fuoco c.1rattcrisùchc e funzionalità e d'individuarne i ri[lcssi su genesi, corsi cd esiti delle vertenze internazionali. 3· ..

h0'0.~A7.10NE l)BL PKObl..EMA Oli.L ,, CASUS BELLI >),

Delineato l'argomento nei precedenti termini generali, è evidente l'interesse anche pratico di definire il comportamento razionale di chi è costretto a subire, per circostanze estranee alla sua volontà, az.ioni del tipo indicato, azioni ciocche pur essendo fondamentalmente ostili nei fiiù prescintlono dalla dichiarazione e, si nchè possibile, dalla manifestazione apert:1 di ostilità. Ovviamente la razionalità del comportamento consiste nel nùnimizzare il danno proprio cd è sanzionata dall'insuccesso dell'azione avversaria. E' un aspetto peculiare dell'azione indiretta che mentre chi la esercita è· in facoltà <li restare in attesa distaccata che il processo ~ccc.so divenga operante, ciò che accade prima o poi se sono stati valutati a dovere mezzi e scopi, chi la subisce si trova stre110 grado a grado in una morsa esiziale, sempre più nociva, e deve reagire con fermezza ed a tempo se vuole evitare che essa cli1·eng:i fatale. La (erma reazione può giungere, sia pure in ultimo appello, al ricorso


82:2 :ùlc armi. Pcrt'1tlto la dcfini2.ionc del comportamento razionale indudc l'ae certamcnro delle circostanze nelle quali la decisione di ricorrere alle armi dovrà aver luogo. In altre parole viene richiesta la risoluzione del problema del casttS belli, un problema che risulta inquadrato debitamente facendolo consistere nell'individuazione del la causa sufficiente e del momento critico per l'adito alla guerra cli(cosiva. Causa e momento corrispondono ad un accidente singolare del cor~o del processo investigato, in genere bene appariscente " postaiori, altrettanto difficile a punrualizzare mentre i faui procedono. La constatazione e la successiva valutazione dei motivi, dei quali si farà ulteriore esame più oltre, richiedono l'approfondimento dell'argomento, che può iniziarsi coll'annotazione di una differenza sostanziale rispetto al cas11s belli classico, inerente all'aggressione colle armi: oggi il • cauu belli » si deve estendere alle azioni ostili gravi esercitate i,, modo a11odino ed atipico, un criterio che è ammissione implicita della necessità di revisione della causa sufficiente. A sottolineare l 'interessc della questione e la contemporanea difficoltà di una soluzione generale valida, si ricorda la voluta mancanza di perspicuità dell'azione ostile, la quale, ddibcratamcotc subdola, si rottrae per le sue caratteristiche agli accertamenti intesi a fornire la base di decisioni di altissima responsabilità. Di conseguenza queste sono prese nella grande maggioranza dei casi sulla scorta di apprezzamenti presuntivi, per essere intralciati o preclusi quelli deduttivi, sotto l'incalzare degli atti ostili e quindi in condizion i sfavorevoli materialmente e psicologicrunente, nel mentre la mancanza od il solo difetto della re37.ione adeguatn equivarrebbe a dare partita vinta alla parte av\'crsa nel momento in cui è giunta per ipotesi a buona portata del successo, tutte circostanze che si traducono di fatto in punti a favore cli chi prende l'ini-1.iativa. Le circostanze cui si è fotto riferimento sono per lo più di ordine tecnico. Le decisioni corrette e tempestive sono messe in difficolt~ anche d:i altri fattori di ordine generale. Tra questi si citano le 1cnclcnzc paciliste, diffuse cd oggetto di facili consensi, anche quando una loro oggettivazione soltanto superficiale lascerebbe cmert~cre la mancanza d i aderenza alla realtà od anche quando appaiono inconsistenti le illusioni di soluzioni consensuali; la convinzione che la guerra è sempre una grande sciagura, che è illusorio pensare cli controllare a piacimento; infine, la tesi. nulla più che un semplice sofisma, che essendo la guerra il male peggiore, è sempre cl~ prclcrirk il più dcludeme esito dei tcncati1•i di pace. L'insidiosità del sofisma e l'inaccettabilità delle prese di posizione rui esso conduce sono evidenti. A riprova vale constatare che l'uno e le altre portano logicamente alla deduzione, logica come processo deduttivo ma non per con-


tenuto, che oon esiste ottentoto t:lnto gr:,ve :ùlc sorti di un popolo, che non convenga tollerare pro bo110 paci.s. E' la tesi, è bene non dimenticarlo, che si è udita ripetere prima e durante la seconda guerra mondiale, ad ogni nuova aggressione nazista, nell'intendimento di soffocare le più legittime reazioni degli aggrediti. E' la tesi, conviene aggiungerlo, il cui trionfo ha dato lo spunto alle più gravi ,,iolaùoni del diritto interMiionale e la cui accettazione ha segnata la sorte di milioni di ,itrimc innocenti, sacrificate all"attcndifillo degli interessi non immediati od al pacifismo stolto di chi sogna di ammansire i violenti colle buone maniere. Una tesi divenuta più pericolosa per chi l'accwa, pcrchè assicura indebiti profitti a chi l'impone, da quando le vertenze internazionali si adcgu,1110 sempre più di frequente al disegno, da un lato di Jppcllarsi ai sentimenti pacifici delle vittime prcclcsignate. da un altro di coprire la sopraffazione nei modi più impensati e più spregiudicati, nell'intendimento di mantenerla inawcrtita, sincbè il suo cono non sia divenuto inarrestabile cd irreversibile e quindi nulla può opporsi a che essa di• i frutti ripromessi. li pacifismo ad oltranza, come ogni eccesso di virtù, è una virtù guas1a1a dal suo eccesso: in effetti, es~ non è mai valso a salvare la pace. Un amore incondizionato per la pace, se è sentimento apprezzabile in astratto come moto dell'anima verso il bene maggiore dell'umanità, in pratica lascia molto pcrplcs.~i coloro che sono capaci di guardare più a fondo nella realtà . Senza escludere dalle speranze di un avvenire migliore che il rifiuto di fare della guerra uno strumento ddle politiche naz ionali divenga norma di stretta osservanza ndlc relazioni tra gli Stati, per il momento il rifiuto di tener la guerra in qualità di riserva, sia pure estrema, per evitare di restar soccombenti in vertenze d 'importanza vitale, in un mondo nel quale eia· scuno persegue scopi inconciliabili e coltiva antagonismi insuperabili, fa sol· tanto il gioco di chi, alla prima occasione, abbandona il bagaglio dei proponimenti pacifici e pacifisti. dil'enuto controproducente, per realizzare i propri fini colla violenza. Il rifiuto sarebbe incauto ancbc nel caso, probabilmente più frequente ma proprio per questo meritevole di diligente attenzione, di un avversario non dichiar:1to che di conseguenza rinunzi pro t.(mpore a ricorrere alle ma· nierc forti per seguire invece quelle linee d·azionc ostile che si sono già elette morbide e che sono for-.catamente d'azione indiretta, una rinunzia che non pregiudica nulla per l'avvenire e che in uhim3 analisi non è che una manovra per ottenere a buon mercMo quello che si è disposti a pagare anche caro. Non vi è dubbio che la pace non è, in quest'epoca, e si può pensare c.hc non lo è stata mai , un beneficio di facile realizzazione. Essa è il risultato di un lavoro diuturno, condotto con pazienza e con ,isione lontana, che in definitiva vale a stroncare 13 volontà di guerra, la causa vera di tutte le guerre,


eJ 3 questo scopo s,·uota di contenuto la sugges1ionr rhc la g,·rrr• po«• riuscire vantaggio,a e che quindi ,·alga la pena di arfron1arnc il ri!ch10. A qucso nnc si può pensare u1ilc un irrigidimento sulle ,i1ua11oni di fotto, oggettivato nel rispetto dello 1111111 quo ante cd eventualmente nel suo r1pr1S1ino quando violato, in sostanza una concc1ione 1eruib1lmcnte statica dcli• pace, della qu•le era elemento fondamentale l'intcgritl terrnori•k degli Staù. Questa concezione ha trovato d(cttivamcnte applica,ione in p•nato. Oggi, in un mondo in movimento, una prasii rigida cd una concezione statica non s, posM>no congetturare producenti, tanto più che in realtà 13 consistcnz• delle posizioni di potenza è divenuta particolarmente complessa e densa di clementi di •pprezzamcnto ale•tono e che uno 11a11, quo del qu:ile sia elemento fondamentale l'intcgritl territoriale è J'impcrCctto affidamento. La concezione s1atica deve es>ere sostituita o 4uamo meno imcgrarn da un• dinnmica, che troverà i suoi spunti cli merito nella determinazione e nella Jichiara,jone <lei limiti, oltre i quali ogni cedimento diviene una colpa imperdonabile e che <i è decisi di far rispcrtarc comro qualsm, tentau,·o d1 oltre1>3<sarli Ja pane di un an-crsario. La con=.ione dinamica Jdla conservazione della pace \'arrcl,bc inoltre ad eliminare il divario crescemc ira uno sratu quo presunto cd uno reale, il solo che abbia nuwri1:\, provocato dall'appoggiarsi delle posizioni di potenza sul !!ioco di fattori numerosi. Ji dì,age,·olc appre7,7amento, soggetti conùnuamcntc a \'3riazioni anche consitlcrernli, per fatu accideni.ili ed e,·entu:ilmente per atti deliberati nei quali •i traduce una ,olontà antah,onista_ In effetti, la potenza degli S1a1i può essere minorata in modo gra,c an· che nel rispeuo formale dello 1tat11 ']"() in scn\o classico, quando vengano evitati atti lesivi <econdo criteri correnti e si ricorro nd atti apparememente inn<><:ui, in sos1nnn de1erminant1, pcrchè minano dalle fondamenrn i fauori do po1<nza di aV\·er<ari attu:ili o ,oltanto probabili, oggi a por"ata per e«cre alla mano gli nrumenri idoneo ad aggredirli e re" singolarmente dlicac, dall'accresciuta scn<ib11ità all'aggressione dei fauori accennati. L'adesione ad una concc1ione d1Mmica impcma, ira l'altro, l'c11gcnza di cri1cri validi per l'individuazione ddb causa 111Hicien1e. Nrll• rn11ncia1ione cli detti criteri consine in ul1ima anali<i la soluzione del problema proposto. Questo man1errà tutto il suo peso sino a che non ,i rcaliucr1i un nuo,"O e più rispondenlc assetto dell'ordine mternazionale, che in primo luogo ,alg:i ad cscluJcre la guerra come me1.1.o cli realin.uionc delle poli1iche nazionali e che in linea subordinata la sottragga all'arbiirio di azioni unilaterali. Per il momento si è ancora ben lontani da queste {dici circos1anzc: il problema conserva quindi tutto il suo imcrcssc pratico. riassunio nella ncccs•itl di c•itarc che b volontà d1 pace debba idenuncani in qJalche misur:i nella rinuncia, Ja parte dei paesi iniere,,;;ui, a difendere interessi \itali.


Porch~ qu«t> deprecobile esigenzo non •i mani(csti t Of'IHJr/lmo proe,. cedere ali" dichiarazio11e del limite o/tu il quale sur~ difeso co11 /11/fi i nw:::i, ancl1e colle armi, quello che ,ion si ammeiu a.ssolutanu11u di perder,:. La proposizione tc:stè enunciata rnpprc:scnta il primo momento simctico dell'analisi assunta : il cas11s hdli di tipo aggiornato, il nuovo motivo di guerra, è costituito dal upcramento di un limirc definito e dichiarato ad opera dell'azione ostile dclii parte awersa. 4• • LA PU/<ZIONE DEL TE>Ll'O.

Si abbandona per un momento l'analisi direua dell'argomento, tutt'altro che esaurito, facendo riserva di tornarvi più oltre in sede di deduzioni con elusive, pc:r compiere una breve indagine circa l'inAucni.a del tempo nella formazione e più ancor• negli sviluppi di quegli squilibri di facolt:1, nd quali si è riconosciuto lo scopo dell'attacco strategico indircllo e l"dCetto ddle a?ÌO· ni ostili indirette, che di quc,to >0no gli strumenti ~pccifici. L'indai;inc pub inquodrcni proponendo un interrogativo dcn,o di con· tenuto: per chi lavora il tempo, quando gli sviluppi delle cri i sono affidati ad operatori subdoli cd a line.! d'azione indiretta ? Sono caratteristici degli operatori e delle lince d"azione ipotizzate i progressi lenti, per lo più inancrtiti, j quali portano ai ri,ultati "olu1i in tempi più considerevoli di quelli occorrenti nel cor&o di attivit:1 più comuctc. In queste condi,.ioni, le auc.~c fiduciose e le dilnioni di c.1tarsi incvitn bili sono esclusiva prerogativa di chi ha fondata speran,.a che quanto accadrà a tempo posticipato sia più vantaggioso di quanto accadrcblx: in tempo ,·icino, che il nulla di fotto oggi è promessa di esiti migliori domani o, ciò eh · cquirnlc, di chi sa che il 1cmpo lavora in modo cerio n danno di avversari attuali o di avversari presunti. In questi termini diviene esplicita un"altra carnllcri)tica determinante dei processi in emnc, costituita da una operatività differenziale e profondamente differenziata del tcm po per le due parti conrrapposte, aggressore cd aggredito, la cui prccisaiionc promette una risposta centrata ad un nuovo intcrrogati\'O, intcgra1.ionc opportuna di quello formulato pnco •npro: conie lavora il tempo, nn processi impront:1ti alla strategia delle azioni indirette? rr· owio, e del resto è confermato dalle cspcricnic del p:issato recente, ancorc:hè limitate e forsanc:hc imperfettamente intcrprerarc in 1ucsto senso, cl,e i processi dilat:1ti nel tempo non possono che esaltare la funzione di quest'ultimo ai danni di tendenze irnmc>bilistichc, se non altro ~ cd invece vi è molt'altro ancora, che conviene tralasciare per ridurre la discussione all'es. scnzialc - perchè il tempo è, per sua natura, antimmobilismo in a1.ionc. In conclusione sembra logico pensare che il tempo confermi e renda particolarmente atti,·i quei procedimenti alternativi della guerra convenzionale,


826 nei quali si sono indicati i nuovi determinanti evolutivi delle situazioni che interessano. Ancorchè operante in vario modo, è certo che il tempo, ad esempio, modifica in modo d iverso per le parti in conflitto le circostan1,c <li fatto sulle quali s'impost:1 I:, relatività tra situazioni di potc117,a e colle quali di,•engono operanti i confronti di forza o, più genericamente, i rapporti di facoltà. E' certo altresl c he il tempo favorisce il gioco di chi, per porre in atto un proprio progetto d'azione, lo utilizza a ragion veduta ed intensamente e, all'opposto, deteriora le posizioni di chi, per motivi vari, volontariamente od cstrnoci alla sua \'olontà, non esplica altrenanra diligenza nel provvedere per la sua parre. Generalizzando, ~ la dimensione temporale che si rivela predominante nella determinazione degli esiti, anche ammesso che agisca nel senso di provocare le risultanti di componenti varie, numerose e di difficile recensione caso per caso, innne ciascuna dotata di una individualità spicca,a in relazione a intensità e direzione di effetto, pcrchè altera di continuo i quadri reali d'azione. Le circosran1.e sommariamente accenMte hanno avuro cd hanno, tra gli altri, il portato ù'in<:idere sulle situazioni di potenza e di alterarne i rapporti. che sono i regolo,ori degli sviluppi e degli sbocchi delle crisi di relazione tra gli Stati. Di conseguenza qualsiasi situazione di crisi si presenta in definitiva come un sistema di equilibri in formazione od in demolizione: la stabilità è l'eccezione e normale è l'attesa di un nuovo assestamento, anch'cs.10 non per· manente. · La formazione e la demolizione di equilibri, che è lecito interpretare in senso statistico come una conclizionc prevalente di squilibrio, è il lavoro del rempo che dà modo di agire ai disparati fa1tori in a'~ionc, secondo la rispettiva facolrà d'affermazione. Su ogni condizione oggettiva si sovrappone il fattore umano. Gli uomini, per la maggior parte insoddisfatti, a torto od n ragione, della loro condizione soggettiva, sono più disposti a sfrutrare i frcqucnri squilibri, dni quali sperano il miglioramento delle loro prospettive, che a coltivare equilibri in atto, che per ipotesi non li soddisfano. Perciò si tTOva in vantaggio chi si propone di far perno 1u situnzioni di squilibrio e chi le provoea e le alimenta, dove non esistono o dove non hanno assunto l'ampiezza utile ai suoi lini, ed all'opposto viene imposto uno sforzo gravoso a chi si adopra per conservare le condizioni di fa110. Trasferite le deduzioni precedenti al caso di un aggressore e di un aggredito, se oc è autorizzati a concludere che ove il tempo possa svolgere a pieno la sua funzione, e questa è ampiamente assolta ne.Ila nuova metodologia d'urto che trova il suo <:lcmcnto di forza 11cll'anacco strategico indiretto, di regola esso lavora a favore dell'aggressore cd ai danni dell'aggredito.


l n questi termini si è giunti al secondo momento sintetico dell'analisi: la individuaiionc di una sostanziale dispari!~ di prerogative tra chi aggredisce, applicando i de,r~mi della strategia delle azioni indircuc e fruisce dell'iniziativa, e chi è soggetto all'aggressione e deve subordinare la reazione ad un'azione mal qualificabile oltre che di scarsa evidenza. L'accennata disparità è fatto meritevole d'attenta considera7.ione. Essa è Lra le cause determinanti del favore incontrato dai nuovi tipi di azione ostile e del crescente ricorso alle azioni ostili indirette. Al riguardo si può inoltre prospettare la previsione che le condizioni di difetto, a carico di chi è costretto a difendersi, sono desti nate ad aggravarsi nel prossimo futuro. S'impongono quindi lo studio e la indi,•iduazione dei procedimenti di rotrura di condizioni di svantaggio precostituite, delle quali è superfluo sottolinc.ire l'insidi.i cd il danno.

5• - L AGCIORN"..\)CtN'fO 1

DELLA NOZIONE PI cc CJ\SUS BELLI >) .

Nella strategia delle azioni indirette gli orientamenti dottrinari correnti, riconosciuti validi in altri quadri e con altri procedimenti, cessano di essere utili, una circostanza che mette in evidenza la netta cesura, ancorchè per lo più inawcrtita ~inora, che si è venuta a stabilire rispetto alle idee maturate in decenni precedenti di pensiero militare. Per quanto interessa più direttamente, è necessario prender nozione di un peso e di un'autorità mutate di procedimenti di pace e di guerra, i11 virltÌ dei qttali è uc1111to a decadere il merito di stereotipi gù} u11iu1:r111/. mc11u nceolti. Mentre gli stereotipi di merito decaduto sono in proci nto di tramutarsi pnco meno che in trappole concettuali, le mutate situazioni di fotto, caratteristiche dei nuovi quadri operativi, suggeriscono ed impongono nuovi indirizzi in materia di moventi, di scopi e di concezioni d'atti concreti, resi urgenti dalla certezza di una evoluzione spiccata in corso e dell'irreversibilità degli sviluppi corrispondenti. I nuovi indirizzi si debbono conformare alla realt,, di procedimenti operativi di spiccata, inrliscutibile originalità, quindi sosrnnzialmcnte diversi da ogni analogia suggerita da esperienze anche recenti, procedimenti che trovano gli spunti d'obbligo in fatti tecnologici cd in fatti storico-sociali, i pri• mi da riassumere in progre~i d'armi cd in evoluzione delle concezioni che queste autorizzano, per effetto dei quali gli sviluppi elci conflitti armati pongono in presenza di situazioni d'incubo estese a dimensioni continentali; i secondi. ancor piò compl~i, emergono in termini di strutture sociali, di cessaro differenziazione tra combattenti e civili, di cancellazione di ostacoli insuperabili, inJinc di un'esasperata sensibil izzazione delle attuali strutture sociali alle azioni di disorganizzazione.


Mentre tutte qucslc circostanze co11corru110 a rc11ùc1c :ic.111prc 111c11u at•

tuak la guerra convenzioiu.lc, i fermenti atlivi <ldla vita <lei popoli si acuti1.z:ino cd impongono la riccren di nuove linee d'a1.ione. Un fatto forse momentaneo, ma nl momento d'inntgabilc valore normati,·o, è il diffuso difetto d'assenso all'ordine internazionale vigente. La maggior parte degli uomini, ormai pcrdut:1 la convi111.ionc, in verit~ superata da tempo, di una fondamentnle giusi-izin del corso della storia, aderisce alle ripetute dichiarazioni dei motivi in forza <lei quali quest'ordine deve essere modificato, senza far caso :ii trasparenti interessi di parte che sono alla base clelle proposte di modificnzioni. La pratica gcoeralmente seguita è qudla di trarre il mmimo profitto dai frequenti cambiamenti e di conseguenza i nuovi operatori della strategia dell'azione indiretta applicano largamente il procedimento di porre continuamente in presenza di farti nullYi. Sul caotico viluppo di attività eterogenee messe in moto, so1·ra$tano le anticipazioni sulla guerra nucleare e completano con spunti di terrore e di intimidazione un quadro di antagonismi esacerbati che, per parte loro, non promettono nulla di buono per l'avvenire. In queste circostan1.c, moho complesse, una soluzione corretta del problema del casm belli è destinata, in previsione di grnl'i l'crtenzc internazionali, a portare luci chiarificatrici e, quel che ;iiò importa, ad o(frire un contributo apprc1.1.abile alla conscrva1.ionc della pace. A questo punto è consentito di chiudere il processo analitico cui ,i è dato corso sinora, procedendo alla enunciazione del suo terzo cd ultimo momento sintetico. Ammesso, come ormai è da ritenere molto probabile, che si presentino ai.ioni indirette di coruidcrcvolc pc.so - un'ammissione che è convalidata dalla pcrce1.ionc che azioni del genere sono forse in cor,o anche in questo momento - cd esclusa di conseguenza la presentazione di un c,u111 bé/li clas,ico, è indispc:asabile indicarne il succedaneo. non a soddisfazione di istinti bellicistici, bensì in adercn:i:3 ad esigenze di sicurc-aa, poste in crisi da procedimenti atipici. intese ad evitare che persista od ancor peggio si accresca la gravità dell'azione indiretta. La tesi si completa colla precisai.ione dell'incombenza rivolta a [ar fronte agli sviluppi morbidi della crisi, dei quali si è gi~ illu,trota l'insidiosità, prccisa1.ione che trasferisce le esigenze di sicure1.za postulate da quadri ipotetici a situazioni reali. Naturalmente non è proponibile la definizione a priori cd in generale dei lineamenti dell'azione piò pçricolosa e della risposta meglio confacente. Peraltro in ogni caso si prescnrcr~ un 'alternativa semplice e di grande autorid: gli effetti dell'azione saranno tanto gravi da imporre la reazione o trascurabili, perchè privi di mordente. Nel c:oso cbc gli effetti siano eCfcttivamcntc gravi, l'alternativa successiva verte sull'efficacia o l'inefficacia di una rca~ionc con mod2lità analoghe.


Assumendo ancoro il caso più sfovore"ole, ammettendone cioè l'ineflicacia, s'impone allora la reazione con altre modalità, di maggiore mordente, compreso ovviamente il ricorso alle armi - un criterio c.he vale a definire il modo - , reazione da sviluppare prima che la insidia di"cnga mort:ilc un criterio che vale a stabilire il tempo. Secondo questa posizione conceltuale il ricorso alle armi, cioè la guerra difensiva intrapresa anche a rischio di provocare una conAagraiionc generale, avrebbe il carattere di estremo ripiego, nell'imminenza del sopravvento della parte che ha promossa l'aggres_~one indiretta, per eviwe la completa rovina dell'aggredito, un alto del quale è difficile contestare la legittimità e negare, date le premesse, la stretta necessità. La preparazione all'emergenza, che si presenti nelle circostanze ipotizzate, importa, in aggiunta alle consuete predisposizioni difensive, la dichiarazione, fatta con assoluta chiarezza, della congiuntura che provocherebbe, per cosl dire automaticamente, lo scoppio clelle ostilità. TI manifestarsi della congiuntura costituisce il nuovo casttJ belli. Posta la questione nei precedenti termini, la dichiarazione del cru11s bdli costiwiscc un sostanziale contributo alla conservazione della pace. Infatti essa evita che sussistano dubbi, come è nell'interesse di tum, circa gli ultimi Jj. miti dell'atteggiamento pacifico, le vere colonne d'Ercole della pace, oltre le quali ogni incertezza sarebbe inammissibile. In pari tempo si deve ammettere senza riserve che prepararsi alla guerra come estrema riserva non vuol clire proporsi di affronrarb alla leggera. Al contrario, è previsione fondata che l'emergenza più grave si manterrà lontana quanto pit1 efficace sarà la preparazione ad aUrontarla e quanto più ferma la decisione di fare onore a rcspnnsabilit~ gravi ma inevitabili. La precisazione del cams b~lli nelle circostanze accennate ~ incombenza di una dottrina strategica aggiornata, che s'imposti sugli interessi fondamentali propri e sulle ipotesi solide circa l'atteggiamento del presunto avversario, in funzione dei mezzi di cui dispone e degli scopi che può proporsi. Essa in primo luogo deve essere espressione meditata cli alte competenze e di menti fredde; inoltre, deve essere mantenuta costantemente a giorno delle situnioni di fatto; infine, deve costituire inquadramento dfcttivo di az.ionc pnlitica e di esaltazione di turti i fattori di potenza, per la più razionale soluzione di tutti i problemi correlativi, viatico di successo qualunque siano per essere le circostanze effettive di presentazione della crisi. J concetti a mano a mano affiorati e riconosciuti v:didi nell'analisi compiuta hanno prima svuotato di contenuto l'impostazione tradizionale delle relazioni tra gli Stati: pace o guerra; poi hanno pnrtato all'individuazione di compiti nuovi e gravi, ma di necessario assolvimento, di competenza dei responsabili delle politiche nazionali. Nel loro corretto assolvimento è riposta !"assicurazione più certa che le congiunture maggiormente temibili saranno dilazionate a lungo e forse allomanate definitivamente.


CAUSE ED EFFETTI DELL'AFFERMAZIONE DI NUOVE STRATEGIE Gcn. di C. A. Paolo Supino

J. • GUE.RR.A E POUTICJU1 NAZIONALI.

Una nota massima clausewitziana ddini:Kc la guerrn una continuazione della politica con altri mc:1.zi. Razionalismo kantiano e romanticismo tedesco vi hanno segnata la loro impronta. come del resto su gran porte del pensiero coevo. Ad C$.Si si dc"c fare risalire la tesi della guerra considerata strumento corrente per corucguire quei fini delle politiche na:1.ionali, che non sono accessibili per vie pacilicl1c. La guerra, anche se non è in ano, risulta un fauo immanente, del quale non resta cbe riconoscere l'ineluttabilità, come è: attributo inalienabile della sovranità degli Scati il loro diritto soggcnivo di organizzarla e di condurla per il conseguimento dei lini accennati. Si tratca di argomenti inro.rno ai quali è stato molto discusso, senza giungere ciò n.onosrante a conclusioni univers.,lmcnte accettare. Scn7,a riandare alle vicende di una diatriba secolare, cui hanno portato contributi Jj volta in volb etica, religione, filosofia del diritto, sociologia e eosl di seguito, si dcl'c riconoscere che ne hanno alterate in modo sostanziak le basi il consolidarsi degli orientamenti circa le relazioni internazionali e delle prassi correlative, iotesc a porre al bando la guerra, alla stregua di fatto patologico della vita associata - ad eccezione della guerra difensiva, contro un'aggressione manifesta e dcbimmcnrc accertata - ed il sorgere di organismi internazionali delegati alla prevenzione della guerra. Mentre la mil»ima citata ba conservato al più il prestigio cbc le deriva dal consenso del quale è stata oggetto a lungo in pa51ato (1), a sua simig lianza se ne è udita presentare un'altra, senza alcun dubbio di minore per· (1) Contro un• cecntuale toccia d, giudizio olfrcuato, da p.m< di quokhe lJlrJo s,,. gu2ce delle teoc.e: clau.scwil.l.i:\n~ .si ricorrut ttutl cht: ha scrmo in prop:,sito il gcn. \'On 110m Knrg al.t Foruet.2,mg dM Polìrik mli dndncn Mlltdn ùt ~11m

SùaT: Du Satz

,,t

Sel,/ag,uort gt,vorden ,md dal,er gefiìhrlith. Ebendo gut kan man ,agrn: Knrg der Bur1krroll dn" Politik (Gcn. O,u.l.ST C. v. Su:cu: Gtdanktn tines Soldaten. Vcrl:tg for Kuhurpolitik, Bctlin, 19'8, p•g. 47).


spicuicà, per affermare che la pace è una continuazione della guerra con altri meSGZi. Pur considerando la tesi dettata dalle contingenze del teso dopoguerra della seconda guerra mondiale ed evitando d'indulgere alla lusinga, in verità di modcsco rilievo, di una formulazione analoga (X'r esprimere concetti, in contrasto, la visione della pace in termini di guerra con altri mezzi sottolinea con efficacia la durezza del tempo presente ed inoltre dà atto di una sensibile a.Iterazione di forme e quindi di idee al riguardo del fenomeno bellico, in prima approssimazione da sintetizzare in attivit.à antagonistiche strumentalmente meno aspre e formalmente meno appariscenti. La guerra starebbe perdendo i suoi aspetti pii) gravi, che le si considerano connaturaci ancor oggi senza riserve, una valutazione che non pretende, come è naturale, di escludere eventuali eccezioni. Il riferimento ad una sensibile altcraziooc di forme è conferma implicita della invarianza dello scopo, che rcsca fermo nella risoluzione di problemi vitali di relazione, inaccessibili a soluzioni consensuali, giunti di volta in volt:i olle indiffcribi!j scadenze. Quali sono le cause della situazione accennata? Si premette che si tratta di cause complesse, in presenza dd lc quali i rentarivi di semplificazione import.1no il risch.io di portare ad interpretazioni semplicistiche più che semplici. In termini di primo accostamento, è innegabile l'influen1.a esercitata dagli strumenti a disposi.zione pc:r condurre operazioni <li guerra, a loro volta manifestazione dello stadio raggiunto dalla civiltà contemporanea, ma la causalità in atto è innegabilmente più densa di motivi. Comunque è ammissibile di vedervi in azione i riflessi di un processo evolutivo in corso, in campi disparati, i cui sviluppi presentano un grande interesse:, anche pratico, dato il loro contributo a forgiare il prossimo futuro di molr::i parte ciel genere um.ano. Un processo, per di più, caratteristicamente di massa, massa da identificare in collettivit~ organizzate. Il fatto « organizzazione », presentatosi per logica concatenazione di ,dcc, assume molta importanza nelle artivirà di guerra, inconcepibili in assen7~1 cli un'organizwzionc adeguata delle collettività interessare. Per converso, situazìoni di disorganiSG=ionc rendono la collettività incapace di aEfromare con successo ope.razioni di guerra. La nozione ha il portMo pratico di rendere ragione di un duplice ordine cli fatti: k azioni di disorganizzazione sono tanto più efficaci quanto più elevata è l'organizzazione, elevazione che è funzione normale dello stad!o r:1~giunto. dal progresso generale; il rendimento delle azioni di dirorgamzzaz1onc orienta verso queste ultime i lineamenti della guerra moderna, a preferenza delle azioni di distruzione. La disorganizzazione è conseguita con atti meno violenti, o di violenza localizzata, in confronto della distruzione. 1 conflitti tra le nazioni, anche i


1168 più gravi, tendono veno lintt più morbide, una tendenza destinata con ogni probabilità a raffor-.r.arsi. Un aspetto in apparenza paradossale della congiun· tura è la crescente difficoltà di discriminare situazioni di pace e sit\lazioni di guerra, in breve pace e guerra. La circostanza non merita un apprezzamento incondizionato. Se è vero

che la guerra non sarebbe pitÌ guerra, è 11ero ancl,e cl,e la pace non sarebbe pit} pau.

2 .• • UNA MUTAZIONE NE.LL.A CONC:E.ZION~ STRATEGICA.

il processo d'identifico,:ione era pace e guerra trova altri spunti efficaci nelle circostan7.e che rendono sempre più intollerabile il peso della guerra guerreggiata ed in quelle che danno autorità ad alternative meno impegnative, tali da csdudcre il ricorso alle armi, senza che l'esclusione imponga la rinunzia a quelli che nel momento sono gli obiettivi ,•itali. rI riferimento ad obiettivi ,•itali non è retorico, nè pleonastico: il processo indicato si adegua alla realrà di unn permanente continuità fenomenica in quei quadri biosociologici, che sono matrici dei fasti della storia e ferrei inquadramenti dei corsi della vita associata di associa1.ioni umane grandi e piccole. In rel:1zione alla continuità fè11omen.ic:1 postulatà, gli aspetti che la guerra va assumendo ammettono l'inrcrprerazione in qualità di ull3 murazionc biologica, per effetto della quale, facendo ricorso ad una terminologia alla qua le richiama il termine « mutaiione », cMattcristichc recessive divcn· gono dominanti e caratteristiche dominanti, recessive. Precisando, sono sulla via di acquistare caratteristiche don1inanti l'ag· grcssionc :illc facoltà operative di avversari attuali, potenziali o soltanto presunti. le manovre ai danni dei potcniiali di guerra altrui ed a favore del proprio, gli sforzi intesi a trovare concorsi cd alleati di ogni genere cd a sot· trarli a probabili antagonisti, in linea pili generale le attività capaci di csaJ. tare, in termini assoluti cò in termini di confronto, tutti i fattori ddla potcn1.a, anche i non militari, cioè i fattori economici, finanziari, psicologici, politici, scienti.lici, tecnologici, in breve gli atti validi per il potenziamento e pcr lo sfruttamento a fondo delle risorse complC$$ive di una nazione o di una coalizione di nazioni in previsione di un confronto di forza, atti da svolgere in tempo di guerra ma anche e,pcribili in tempo di pace, qualunque siano le lince colle qua li il cnnfronto avrà luogo. Per contro vanno assumendo caratteristiche rccc...sivc 13 infarunionc bellicista, il mito della guerra risanatrice e nobilizzatricc dcUc stirpi, il precetto della focondità dello spargin,enro di sangue, coltivato dagli epigoni napoleonici sino alle soglie della prima !,'llCrra mondiale, e quello che indica nella distruzione delle forze armate nemiche l'obiettivo principale della guerra,


un precetto di merito indiscusso presso i tecnici militari di cinquant'anui or sono divcnut0 prcssochè vuoto di contenuto da quando le for'lC armare non sono' più l'unico, bensì uno tra i molti strumenti di potenza degli Stati moderni. La presenza e, si può aggiungere, la frequenza e l'influenza dei fattori non militari e la loro prerogativa, negativa o positiva secondo i di~crsi ~u.nti di vista, di essere accessibili ad azioni specifiche, in buona parte m anuc1po rispetto agli estremi temporali di un conflitto armato, sono fatti d'indubbio rilievo dal punto di vista epistemologico. La facoltà di agire nei loro riguardi e per il loro tramite, a prescindere da arei dichiaratamente ostili cd ancor più da ostilità intimate, vale a dire in condizioni formali di pace, ha un'imponente carica mutagena: /'azio11e slra·

tegica 11ie11e trasferita de1 compiti di guerra a pre111tlrn1i co111pi1i di pace. Occorre considerare a fondo l'importanza dccish·a del trasferimento messo tcstè in evidenza. Le modalità di sviluppo delle ,•crtcn7-e internazionali, anche le più gravi, acquistano un cdettismo straordinario, a prima vistn impens11bile: la strategia muta lince, qu«tlri cd obiettivi ptlr~it1/i c!te le 1

assimra110 sotto molti aspelli 1111a pii} intensa e co1fonlc operativi//). Soprattutto non è più indispensabile ricorrere alla violenza delle armi, dato che risultati di grande analogia sono conseguiti con altri procedimenti, una circostanza che dilaziona e talvolta forse accantona indefinitamente le decisioni più gravi cd i rischi che sono loro connessi. D'altro canto è facile previsione che questi saranno accettati meno facil· mente ogni qualvolta che gli scopi per i qua li si sarebbe disposti a lottare duramente possono essere raggiunti sc117,a combattere. Può destare sorpresa dx: le circostanze accennare si concretino proprio nel tempo in cui l'umanit~ è venuta in possesso dell'energia nucletire cd in cui i missili sono entrati negli ordini di battaglia. ln realtà la logica dei fatti non si smentisce. Proprio l'eccessiva potenza delle armi moderne e lo sfon:o immane occorrente per disporne in quantità operativa indiriz7,ano verso temi meno impegnativi, meno subordinati alla violenza diretta delle armi . come sono quelli che s'impostano su azioni para- cd cxtra·1J1ilitari. E' chiaro che detti tcn,i sono nettamente diversi dai temi conformi ad ordini d'idee tradizionali. Ad esempio, quando le armi assumono funzioni soltan~o indirette e spesso csc:usivamcntc marginili , almeno pro temporo, la taroca, che dà norme per il loro impiego, vede diminuita sensibilmente la sua partecipazione. In pari tempo, poichè l'armamento più moderno ha una attitudine specifica di conseguire direttamente risultati strategici, la tattica ~on è più la condizionatricc indiscus.,;,1 degli esiti strategici, come acc.,dcva m passato. Se poi risultati strategici importanti possono essere conseguiti in tempo di pace, vengono ad approfondirsi ulteriormente le cause di divario tra oggi cd ieri, in primo luogo con una considerevole inflessione di valore


dei fattori militari, almcnu per <t<"'nlo ha trallo ad una loro azione diretta, e con una corrispondente esaltazione di valore dei fattori non militari. Merita considerazione il fatto che i fattori detti genericamente non milirari ammettono di essere apprezzati in quali1;\ di fattori polinci, non tan10 per un esclusivo loro contenuto politico - se ne ~ visto il Lipo molto eterogeneo - , quanLO per essere operati prevalcmcmcnte, per esigenze di materia e di tempo, da organismi politici. Ne è conseguenza l'accrcscimenro del peso dell'attività politica nelle concezioni e negli atti esecutivi, natur:11mentc di alta politica di go,•crno, caratteristico delle congiunture in esame. L'accidente non era sfuggito all'attenzione degli osservatori meglio provveduti e, con qualche genericità, era stato attribuilo alb disponibilità di armi di straordinaria potcnui, ln realtà il fenomeno è multo più complcs.~ di quanto lasccreb~ supporre quella attribuzione, pur ammettendo che essa vi eserciti larga inOucnza, da quando la potenza in parola ba raggiunti livelli che non si sente il bisogno di oltrepassare. Si è infatti in presenza di una causalità in gran parte nuova, nella quale entrano non soltanto il progresso delle armi ma anche il carancrc prevalente delle vertenze internazionali, offerto da un substrato ideoloi,>ico, tale da alterare profoncfomentc le relazioni tra Stati seguaci d'idcologie in insanabile contrasto, le condizioni generali nelle quali si svolge l'attivira di relazione internazionale, le vicissitudini delle situazioni di potenz.~, le modalità colle quali si sviluppano e trovano esito i confronti dl forza. Per uM valutazione corretta delle circostanze. da porre a base di previsioni centrate, conviene quindi prender le mosse da un rapido esame delle cause in azione. Le previsioni concernono i probabili lineamenti della concezione strategica in conformità del la mutazione posrulaca.

3. ·

ESAME DF.LLJ; CA\/SE

m

AZIOl"J;.

E' bene sgombraxe il campo, in via preliminare, dal presupposto che nell'affermazione delle nuove circostanze, viste nel loro complesso sotto la specie di un'inibizione al ricorso alle armi, inrerveng:ino fattori morali, tali da dnr luogo a forme d'autoiniuizionc <ldla violen,,a. Senza voler prendere ipoteche incaute sull'avvenire, pcrchè è vasto il campo aperto al perfezionamento spirituale dell'umanit1,, si dc\'e riconoscere che per il momento fatti del genere non sono in causa. l fattori in azione sono tutti d'ordine materiale, per quanto innegabilmente diano origine a stati d'animo generali e ad ordini d'iclce diffusi, ai quali peraltro sarebbe azzardato attribuire un'influenza de1crmin:mtc, fattori d'ordine materiale che è possibile riassumere nelle catastrofiche conseguenze di una ter7~1 guerrn mondia.le e nella facolt:1 crescente di trovarne surrogati validi.


1171 Di conseguenza diminuisce _la fondat_ezza del concerto dcU"imm_anc~ della guerra guerreggiata. La tesi è convalidata dalla concretezza degli orientamenti rivolti a mettere la guerra al bando e dal generale consenso dd quale essi sono divenuti og1,-ctto. La pace può ben dirsi una conti nuazione della guerra con altri mcz1.i, ma è di capimle importanza che la continuazione abbia luogo con mezzi non violenti, escludendo anzi tuao l'impiego direrro delle armi. Ed è altresl di capitale importanza che in questa pace mi generis, cui si è già fatto riferimento, gli antagonismi acerrimi cd implacabili, che sono stati e sono sempre all'origine delle gravi vertenze internazionali, si manifestino, prendano consis1cM.1 e si plachino attraverso procedimenti anodini, dei quali è caraacri· stica comune l'assenza del fragore ddk armi. In pratic;, sono i fatri che contano e non gli smti d"animo, per parte loro da valutare alla stregua dei fatti. Allora si deve ammettere che le situazioni nuove, piì, ancora imprevisce. presentano asperri indubbiamente positivi, non foss'altro l'assenza di sacrifici cruenti, e prima ancora una maggiore facilità di componimento. pcrchè non saranno srari compiuti passi estremi. Si tratta di situazioni costituitesi in gran parte spontaneamente, a prescindere da atli deliberati di operatori interessati, anche se è largamente av· vcrtita la loro rispondenza ad ordini concctn1ali in via di formazione, le quali sono oggcuo dei pnmi tentativi di presa sono conrrollo, in vista dello

sfrunamemo sagace delle possibilità connesse. tentativi cui partecipa anche la presente nota. Pertanto è da presumere che, anche nelle manifesta1joni degli anwgooismi pi~ gravi, la nuova realtà dia l'impronta a quel che si è detto il gioco dd fattori in uionc, in omaggio a requisiti di razionalità di atteggiamenti di crcsccnre valore prescrittivo. L'impro11ta della 1111011a realtà si trtul11cc i11 11or111ativc di condo/la, alle a costit11irc le trame tli 11110"' strategie - si chiarirà pit} oltre il significato tli q11csu, plurale - , dotate o loro 110/La di tallichc specifiche, 11at11ral111e11tc 11clla mis11ra 11c/111 quale q11cJ/c sono necessarie. Mette appena conto di porre in rilievo che le nuove srrategie sono tanto diverse da quella tradizionale, da risu lrMc impensabile, nei loro riguardi, l'applicazione ùi uormc consuete, allo stesso modo che sarebbe IY~ioso porsi il quesito circa quel che sarebbe successo a Baut7,en, se Napoleone avesse avuta a disposizione una congrua quantità di automezzi. od a Gaugamcla, se O;irio avesse potuto fruire di aerei. Quel che in1porta è il fatto che gli atti delle nuove strategie, se sono di r<;gola inc~uenti, sono tutt'altro che privi di esiti. Periamo, in comrappusi· z1onc cogh atteggiamemi mentali di strateghi 011cic11 stylc, rivolti a dimostrare ad ogni occasione l'immutabilità dei pri ncipi che governano la gucr· ra, i rivolgimenti delle concezioni e delle prassi dei quali si ~ spettatori sono tanto considerevoli da rendere aleatorio il temativo di riannodare il presente


1172

e, <1ucl cbc più con,J, il pr=imo futuro alle esperienze di un passato anche recente, maturato in ambienti ed in for?.a di uoa disponibilità di mezzi di un 'analogia solo molto parziale. Di constguen1.:i. ed in base ad esigenze di prescrizione assoluta, esso dovrà essere affrontato mediante atti originali, di una originalità che certamente non è fine a se stessa, bensl garanzia di rispondenza degli atteggiamenti al conseguimento più razionale dei risultati ripromessi di volro in volta. Altra conseguenza è l'utilità di mettere a fuoco i lineamenti in form:1zione dei conflitti internnionali per accertarne sviluppi cd esiti correnti e per precisare, riferendosi al concetto espresso poco fà, la tematica risolutiva più rispondente. In definiti va, sono da mettere a fuoco le regole maestre di una attività le cui poste sono tra le più im pcgoativc che sia dato incontrare e di dar corso ad uno sforzo di sistcmatiz7.:izionc e di coordinamento di motivi d'azione e di risultati, che interessano una grande quantità di persone in posizione responsabile e c he deve proporsi , in linea subordinata, d'illuminare quelle mc11t«lità, tuttora Cre<juenli , che rono rimaste legate ad ordini d'idee divenuti estranei, per i morivi anziderri, a<l una realtà di fatto. Ogni progresso in prop()sito vale ;id assicurare il buon ambientamento degli esecutori di qualsiasi rango nelle rispettive sedi d'attività. Il risultato minimo s:irà di evit:ire i traumi psichici provocati dal nuovo e dall'imprevisto. Nuovo ed imprevisto, anche se per inconccssa ip<,rcsi sono meno pregiudizievoli del vecchio e del previsto, hanno sempre l'clictto negativo di rendere inutili le predisposizioni, anche le pili accurate, e di lasciare sprovvisti di confacenti programmi d'azione in momenti nei quali l'azione predisposta. e perciò medirara, fa largamente premio su di ogni altra modalità di atteggiamento.

4• • Ls

CAUS8 POl.11'1CHR 61> ECONOMICH t ,

Accingendosi ad umi analisi più particolareggiata dei fatti determinanti, conviene, per esigenze espositive, distinguere le cauJC in politiche, economiche, sociali e tecnologiche, per quanto nei fatti si assista ad una sovrapposi'l.ione di cCCctti molto frequente, che rende Sf>C?SSO disagevole e perfino artificiosa una caratterizzazione discriminatoria anche moderatamente rigida. Quando più che le cause singole si vedono operanti i loro mutui riflessi, con conseguenze comuni, e ciò nondimeno sconcertanti, di esaltazione o di inflessione di effetti complc:ssi, è arrischiato isolare con procedimenti dal più al meno arbitrari uno o più fattori dal loro coacervo: il procedimento porta nella maggior p.1rtc dei casi ad errori dj giudizio cd a deduzioni irrazionali. Quanm meno occorre non perder di vista le interazioni e valutarne gli effetti.


1173 Le cause politiche cd economiche possono es.sere riassunte, ~ sommi capi cd a prescindere da apprezzamenti d'import:tnza re19riva, nei grandi movimenti d'opinione che oggi mirano a porre la g\terra al bando, nel~a sostanziale cancellazione dei vantaggi offerti dalla guerra, nella progressiva affermazione della solidarietà internazionale, in qualità di cause dirette. Tn qualità di cause indirette, sono da aggiungere la trasformazione dell'economia delle grandi collertività umane, l'interdipendenza della ripresa tra vincitori e vinti, dopo una guerra, una rinnovata concezione della dinamica di relazione tra gli Stati. Infine e soprattuuo esercitano fun,;ioni di rèmora i consessi internazionali, preposti alla conservazione della pace, costituiti colla volontaria adesione di tutti gli Stati, senza eccezione. In effetti la guerra convenzionale, cd a maggior ragione quella atomica, si prospettano sempre meno paganti ~ gli stc.ssi vincitori, ammesso e non concesso che al loro termine abbia ancora senso concreto una diCfcrcnziazione tra i vincitori e i vinti. Pertanto, a parte il rischio dell'insuccesso, che non è consentito trascurare nemmeno dopo la più accurata preparazione, sta venendo meno lo presunzione di un:i guerra sicuro.mente va nr:iggiosa, presunzione che ha costituito in ogni tempo il maggiore incentivo per correre l'avventura. Nel contempo si va affermando una rinnovata concezione della cocsistcn7..a dei popoli, sulle amare cspcriC07.C di due guerre mondiali, sulla cui scorr., si nega alhl i,,ucrra la qualifica di strumento corrente di politica nazionale. Di qui la spinta a sostituire la guerra guerreggiata con procedimenti non violenti. 1 progres!i in qucsro campo non sono ancora cospicui, n~ tonto meno decisivi, cosicchè vi I: sempre da temere di veder compiuti passi sconsiderati, ma sono nondimeno avvertibili stati d'animo generali ostili agli attentati alla pace tra le nazioni. Gli stessi sforzi verso il disarmo, per adesso soltanto parziale e sub co11ditio11,, per quanto laborios1 e privi di risultati concreti apprezzabili, sono La manifesrozionc di un clima internazionale, che ha nettamente superata fa concezione della pace affidata ad equilibri di potenza. In pari tempo anche il sentimento di solidarietà interna1.ionale, al quale si è i,rià fatto riferimento, si va consolidando per effetto di due distinti ordini di fatti: l'esorbitanza sistematica dai limiti e dalle facoltà di sovranità nazionali di molti gravi problemi, oggi all'ordine del giorno, a cominciare naturalmente da quelli di quadro mondiale, e la constatata interdi pcndcn1., delle economie e quindi del benessere di tutti gli Stati del mondo. Di qui è nata, dopo la guerra, l'assistcn?.a alle nazioni vinte cd ora, in quadri diversi ma !x:r ~olivi analoghi. viene la spinta ai soccorsi agli Stati in via di sviluppo, in pruno luogo i numerosi ebc hanno raggiunta di recente l'indipcndcn7.a dopo la cessazione dei vincoli coloniali. Un'altra esperienza dcU' ultima guerra mondiale è che le distmzìoni, delle quali logicamente soffre in maggior misura il vinto, sono risarcite dal


I

174

vincitore cd in definitiva restano a carico d, chi le ha provocare. Per di più, colla ricostruzione, il vinto viene a disporre d'impianti industriali costruiti a norma delle tecniche produttivisticl1c più aggiornate, che divengono stru· menti di fortunata e non gradita concorren7A\ al vincitore. In circostan,.c del genere sono le CllUSC non ultime di alcuni boom economici di questo dopoguerra. l..a nuova solidarietà internazionale. promossa da gravi problemi mal solubili ad opera di singoli Sraci, è pungobta inoltre da csigen1.e di razionale svolgimento, in amplissimi quadri, di quelle attivit/1 di trasformazione o di produzione di servizi che hanno ormai saturato aree rese frammentarie da frontiere che s'inte~c:ino ad ogni piè sospinto e che ivi trovano dif/ìcohà di ulteriore sviluppo. Di queste esigenze sono espressione gli orientamenti europeistici, concretamente affermatisi, e quelli panameric3ni, su aree di dimensioni continentali, cd è manifestazione, sotto certi aspetti, la stessa Organinaiionc dc.Ile Nazioni Unite (O.N.U.), questa volta in quadro mondiale. Non è cerro fortuito che prima la Società delle Nazioni e poi, dopo 13 esautorazione di quella, l'O.N.U. siano sorte nel tempo stesso che si era formata una carenza di leadership mondiale, da quando i cannoni della flotta britannica hanno perdura l'autorità di dettare le norme della convivenza internazionale. Ccrtamc:mc !"ammissione all'O.N.U. dei numerosi, nuovi, piccoli Stati di recente indipendenza si traduce nell'imprevisto controsenso di un'equiparazione di scarso fondamento logico tra grandi Stati di vecchia civiltà e statcrclli di zone sottosviluppate, dalla quale prendono lo spunto manovre, per cosl dire stravaganti, nelle votazioni dell'Assemblea Generale, ma si tratta di uno scorro ben pagato al la democratizzazione delle relazioni internazionali, di cui è garanzia la presen1_1 di una tribuna di risonan,.a mondiale, offerra a condizioni paritetiche a Stati grandi e piccoli. L'esplicita condanna della guerra d'aggressione, sancii::, dalla C.1rta dcll'O.N.U. cd accolta volonrari:uncnre da tutti glì Stati membri, ha l'indubbia efficacia di frapporre ostacoli procedurali contro la guerra e d'indicare gli organi e le vie per il componimento pacifico delle vertenze internazionali, un giudizio positivo che mantiene il suo fondamento anche se k esperienze maturnte pongono in prescn1.a di risoluzioni possibilistiche, piuttosto che informate a concetti di giustizia oggettiva. lo effetti il diritto di guerra è ormai limitato ai soli casi di autotutela individuale o collettiva, comunque da esercitare « sinchè il Consiglio di Sicurezza non abbia preso le necessarie misure per mantenere la P3Cc e la sicure21.a internazionale•>(1). (•) Cfr. tico. P. SuP1,o: • Lo gu,rra dei potenziali e l'i.nOu<:n,.;, dei grandi consessi internazionali ». Rcvuc Militairc Génfralc, Paris, 1958, n. 7, pngg. 254-62.


11 75

Gravi sanzioni sono conuninatc '-Olllfo d,i vlola i patti, ~ioo o. configurare la guerra per ristabilire il buon diritto offeso, da condurre sotto l'egida dell'Org;,niz7.azione. . Le esigenu di cooperazione tra gli Stati sono sboccate nella progressiva affermazione di una limitazione volontaria delle so,oranità, una vera e propria aurolimit'IZionc in vista della realiz7.azione d'interessi superiori. E' evidente che la presenza di strurrure sopranazionali importa una ri· duzionc della probabilità di vedere scoppiare vertenze gravi nelle aree relati ve ed ancor più di vederle degenerare in guerra guerreggiata, una volta che per disgraziato accidente si siano accese. La prima applicazione della concezione federativa di Stati sovrani si è avuta in c:tmpi economici e produttivistici, ma quanto avviene in campi economici si riflette immancabilmente in quelli politici. E' eia pensare che Stari i.n uruone economica non avranno maggiore probabilità di farsi guerra di quanta non ne abbiano gli Stati che costituiscono gli Stati Uniti d'America o le. Nazioni che fanno parte del Commonwealth britannico.

5· •

LE CAUSE SOCIALI E HCKOLOOICHE.

E' facile accertare la parte determinante nella messa in crisi della guerra convenzionale, e della stessa guerra atomica, esercitata da cause sociali e dn cause tecnologiche, che agiscono al riguardo nello stesso senso della c.,usalità politica cd economica gi~ passarn rapidamente in rassegna. In uno sforzo di sintesi forse eccessivo, si vorrebbe dire che la c.,usalid globale poggia sui capisaldi tipici del progresso scientifico e tecnologico, della rivoluzione industriale e dell'esplosione demografica, ciascuno intessuto di clementi presenti anche negli altri campi in diversa misura. Quel che import., notare, ai fini dell'analisi assunta, è la converacnza dei tre ordini di fatti, tutti di contenuto particolarmente denso, in un: efficace funzione antibcllica. Sia l'aumento costante della popolazione, sia la formazione di aree industrializzate, costituite da concentramenti ingenti di stabilimenti, di abita7.ioni e di cornunicazioni e in mttggior parte in continuo incremento, sia i1 tenore 1i vita ~levato e le consegucmi esigenze di approvvigionamento e di trasporti.' ~r cttarc soltanto alcuni degli aspetti principali delle nuove strutti;'~ S?Clah,_ f~n? di queste organismi sovraccarichi, che operano con marguu nstrcm d1 s1curcz1.n per quanto ha tratto alle condizion i di efficienza. In queste circostanze disfunzioni gravi, c he si man.i.festino in punti nevralgici, si ripercuotono ben presto in Catti ingenti cd estesi di disorganizzazione. In altre parole si va costituendo una sensibilizzazione morbosa delle attività correnti cd essenziali della vita associata alle azioni di disorganizzazione,


tra le quo.li è giusto pcns:,rc emergenti per effetti quelle connesse con operazioni di carnttere bellico. Concorrendo una generale carcnz., di difesa civile, toUcrata se non giustificata per l'enorme peso di quest'ultima, il risultaro più cosrMte di operazioni di guerra è una rapida anemia acuta dei corpi sociali, dopo di che è il caos. L~ congiuntura non è pcruliare di ambienti determinati: al contrario essa ha carattere generale e di per sè cosrin,iscc u na rèmora potente all'avvio verso situazioni piene di gravÌS$imc incognite, in primo luogo verso situazioni di guerra. La citazione delle azioni di disorganizzazione dei corpi soc.iali, concione a mez7-<> di admi strumenti tecnici, introduce l'esame delle cause recnologichc. Riassumendo anche queste per sommi capi, si ricordano l'accesso allo spazio aereo, l'inclusione degli obicuivi non militari tra gli obiettivi di guerra . le manovre a carico dei potenziali b(ellici, infine e prima di rutto l'invenzione e l'adozione su scala operativa di ,, armi nuove », di ben note carattc· ristichc di ef.licacia. L'accesso allo spazio aereo, che, per quanto interessa, si identifica con l'inserimento di un'efficiente arma aerea negli ordini di b:,ttaglia moderni, non solo 112 fornito strumenti operativi di straordinaria potenza e di braccio molto maggiore, ma, allravcrso la terza dimensione positiva, ha consentito operazioni con forte carica di decisione b(en oltre gli schieramenti terrestri, di conseguenza svalutati da quMdo gli esiti di guerra possono essere conseguiti anche trascurandoli complctawcntc. Un altro passo nella stessa direziooe è offerto dal fatto che la vittoria non è più legaro alla distruzione delle forze armate nemiche, in p:issato obiettivo principale, raggiunto colla lotta più acerrima, pcrchè piÌì facilmente e più completamente assicurac:i medianre l'i nabilica1.ione a funzioni essenziali degli organi vitali degli Stati, in primo luogo mediante l'inaridimento delle fonti che ne alimentano la rcsisten7.a materiale e spirituale, del quale è con· scgucoza l'annullamento della volon tli di resistere delle popolazioni colpite. La tesi è la formulazione in altri termini della concC".<ionc dell'aggressione al potcn.zialc di guerra avversario, visto nella sua accezione più estesa, e del p.1rtito offerto dalla sensibilità di quen'ultimo, ad ogni occorrenza previa sensibiliz7,a7.ionc, alle azioni esercitate n suo carico. Come è ben noto, queste azioni costituiscono compiti d'elezione di quelle armi speciali, già ricordate. denominate appunto « nuove armi». L'avvento delle nuove armi ha inferto u n colpo d i eccezionale vigore a tutta la prassi operativa. con un contributo di primo piano alla mutazione della concezione strate!,>ica in via di a(fcrmazione. Le azioni singole e complesse delle nuove armi si pr=r.1no come colpi di potenza superiore ad ogni più esigente richiesta, con gittata intercontinentale, realizr.ati in rcmpi praticamente trascurabili: colpi violentissimi


1177 giungono sugli obictuv, in poche die_cine cli . min~ti da .u~ altr? continen.tc, senza che sussista facoltà di difesa ditctta, cioè d1 parz1al1zzaz1onc cffetu va della loro potenza di distruzione. Le visioni adombrate colle precedenti proposizioni sono realistiche; css.e non indulgono in alcuna maniera a temi di fantascic.nza. Sono tanto realtslic:hc da giustificare l'esaltazione 3d 3Jtissimi livelli della minaccia insita neU'aspcttativa di soggiacervi, minaccia che diviene operante per proprio conto, sino ad escludere in taluni casi la necessità di passare all'altuazionc. In altre parole le nuove armi potenziano in grado rilevante l'efficacia delle azioni in potenza, efficacia presente in tutti i dispositivi bellici, che però colle armi convenzionali risultava esercitata in quadri ristretti, dato il braccio rcla1ivameme breve, con effetti differiti, in ciipendenza dei considerevoli tempi d'esecuzione, soprattutto limitata da facoltà di parata d'indubbio affidamento. li co11trib1110 delle 1111ove armi ali'cvoluzio11c della concezio11e opcra1i11a

è st:1iza n/mn d11bbio di primo pia110: da esse prende a11/orità e earallerfrlichc di necessità l'ittdirir:~o t-+erso l'adozione di nuove ,1t,•a.tcgic, &1to che la strategia tradizionale non islluiscc sui nuovi casi.

6. - Lt

NUOVE S1'RATECfE,

Io effetti le nuove strategie tendono a risolvere le simazioni internazionali d'antagonismo mediante alternative risolutive di minore impegno, nella convin:oionc, universalmente accolta, che una guerra condotta c,,n mezzi moderni sarebbe un'immane catastrofe per l'i.ntero genere umano. L.i loro adozione implica il superamento dei dettami della stmcgia tradizionale o quanto meno il loro accantonamento su piani subordinati, con riserva di riprenderli alla mano ove si verifichi l'eventualità non eliminabile di un nuovo ricorso all'arnumento convenzionale. Il riferimento a nuove strategie, anzicb~ ad una nuova strntegfa, ~ fotto in ossequio alla constatazione che esiste in materia w1a pluralità d'inditizzi, indubbiamente distinti, cia.1eu no attinente alla condotm operativa con mezzi specifici e ciascuno da valuta:c in qualità di una particolare strategia. Le diverse strategie trovano la necessaria unit:i concettuale nel riferimento ad una superiore attività strategica, la strategia politica, della quale le srraccgic particolari costituiscono branche subordinate. . L:i strat~gia politica, detta talora « grande strategia •, è quadro generale d1 . tutta. l'~z,onc strategia. Essa dà norme, semprcchè esistano, circa gli atri de, ~ap, d1 Governo e degli organi politici che presiedono alle coalizioni di Stat1. L.1_ sua attività si esplica senza soste, io ogni tempo e perciò anche in tempo d, pace.


I.~ prrcis•zionc del ,uo cont.,nuto è post3 ,n d,flìcoltà dallo unposs1b1lit.1 pratica di sistemare: io forma canonica un 'auività che di regola trova i suoi spunti più cCficaci nella genialità di uomini di cccczi.onc e che non usa adagiarsi su schemi di routine. E' coruegucnz.1 importante Jd consolidarsi di una strategia politica annoL'.lzione di considerevole valore interpretativo - l'esahazione della funzione politica nel condizion30lento delle crisi internazionali, come è 30lmi.ssibilc anche la tesi reciproca che l'esaltazione di dcu,, funzione ha implicato con ogni vcrosimiglianz.1, quali si siano le cause in azione. l'affermazione di una strategia politica. Altra consegucn7,a importante è che detta affermazione ha inflessa la parto::ipazionc dirctr.i di fanori milirari, peraltro sen1.a pregiudizio di quella indiretta, la quale non solo mantiene il proprio peso, ma in molti cas.i lo vede aumentato, come emerge dal contesto precedente. Dal canto loro, le nuove strategie si presentano di contenuto e con funzioni disparate, l'uno e l'altro lontani da una soddisfacente definizione. Qualche prttisa1.inne pu~ essere detunUI dalle dt,0ominazioni, che vanno cntr~ndo ncll'wo a loro riguardo, di strategia dcll'a1.ionc in potcn7.a, di strategia dell'azione indiretta, di strategia della minaccia o del terrore, di stratcgit1 dei potenziali e cosl di seguito. Natur3lmcntc ciascuna strategia va accumulando un proprio corredo di procedimenti, si potrebbe dire. uM propria tattica a condizione di accogliere In denominazione soltnnto in termini di lata analogia, per la scarsa attinenza che comunque: a,1rcbbero colla tattiCA ordinaria, nella quale $ODO da inserire i procedimenti (cd i loro sistemi) che concernono di \'Olta in volta l'imbastitura d'ingcnti azioni in potenza, le forme anomale di guerra, le operazioni nl riguardo dei potenziali bellici, le manovre d'opinione, ccc. Passando ad un esame più particolareggiato delle loro caratteristiche, è da porre in rilievo anzitutto clic le nuo\'e strategie comportano, nella maggior parte cd in diversa gradazione, risultati consistenti a prescindere da operazioni vere e proprie di forze armate. Inoltre indirizzi pertinenti a strategie distinte possono essere seguiti conmnporancamcntc nd corso di un• dctcrll1Ì.Mta vertenza. In queste cireostan1~ vengono ad essere provocate interazioni reciproche e sovrapposizioni di effetti dc&rnc della più attenta considerazione in senso attivo e passivo, cioè in vista del loro sfrott30lento o della loro parata, pcrchè esaltano l'efficacia dell'azione globale, da interpretare nel scruo di fenomeni di anastomosi di quadri operativi. Se si aggiunge la nozione, gi~ ripetuta, dclla loro funzionalità concreta pur cscludcndo operazioni di guerra e perfino smto di gucrra, si saranno indicati, in sintesi, gli elementi salienti per individuare quadri cd esiti delle nuove strategie.


I

179

Tra quesli preme di mettc:re in cvidcn,,a, come peculiare e di o.lta operatività, un anticipo di risultati rispetto ad atti concreti, dal quale prendono origine cCfctli di tipo virtuale, da considerare estensione e potcnziamtnto dei più noti effetti di posizione (1). Le situazioni che si succedono nel tempo assumono un'autorità crescente sino a divenire determinanti per il coni;cguimcnto degli esiti prestabiliti, 110n

in viru) di 'l"e/ che è: 11cct1d"10, ma di quel che potrà accadere e e/te 11011 è detto che accada. La partecipazione di for,.e armate, in questi quadri , è prevalentemente d'azione indiretta. D'altra parte una partecipazione d'azione diretta, mentre implicherebbe il riconoscimento della inadegu:ueu.a dei nuovi procedimenti , aprirebbe l'adito a quelle eventualità clic al contrario s'intendono mantenere lontane. Meritano ancora menzione le caratteristiche delle nuove strategie consistenti nella preferenu per gli atti poco o per nulla palesi, nello sfruttamento assiduo delle contingenze, nella diligenza per avviare molte piccole azioni verso obiettivi parziali d'avvicinamento allo scopo finale, la visione costante di quest'ultimo per la convergenza degli atti particolari. L'azione complessa perde in potenza e rapidità, come perde di partito preso d'evidenza. Ma se il mordente è elevato, come deve esserlo per ipotesi, e se persistono tenacia e giusto indirizzo in chi presiede al corso degli avvenimenti, i risultati premiano l'aucsa. Soprattutto rimane avvantaggiata l'economia generale dell'azione, sempre che non faccia difetto il tempo a disposizione, in confronto di procedimenti piìi consueti, cli rischio ben maggiore, che le circostanze hanno sconsigliato di seguire.

L'azione sistematica si awamaggia rispetto a quella cli forza, ,ma prerogati11a di merito cltc, a11clte 11rlla i11co11ccssa parità di e111tc le altre, gittstifica l'apprezzamento dei 1111oui ordini d'idee. 7• -

QUAl.,CHE CON$U)ERAZIO!<E CO:<CLUSfVA.

E' chiaro che le nuove strategie, ancorchè vertano di regob su atteggiamenti per cosl dire intrinscc:uncntc torpidi, si adattano meglio a situazioni aggressive e si prestano con minor successo :l quelle difensive. Le reazioni debbono essere impostate m interventi caso per caso e momento per momemo, intesi ~cl invalidare i successi parziali dell'avversario. Ove gli interventi non abbiano successo, subentra l'esigenza di appellarsi alle armi. (r) Cfr. Gcn. P. Sunr..o: (' l.:a m:movr:a operativa ». Rcvuc Milit:1ir~ (",énér.:ilc, P:.ris, 1956, p•g. 400.

3-. R.


1180

Queste circostanze pongono in cvidcn:r.a un a,pctto •ingoiare delle nuove strategie: esse attribuiscono molti punti a favore dell'aggressore, per il solo fatto di aver presa e di mantenere l'iniziativa; dal canto suo l'aggredito, quando costrcuo a reagire colla forza, per quanto agi= io funzione di legit· rima difw,, è esposto all'accusa di aggressione. Facendo ricorso ad un 'analogia grossolana, si direbbe che gli operatori delle nuove strategie evitano di sparare addosso alle vittime designate e si limitano a scalzare il terreno sotto i loro piedi, con tutti gli iccorgimenti per camuffare l'insidia. Quando questa è svelata e provoca la reat.ione, le accuse più comuni sono di bellicismo e di servi dell'imperialismo. r procedimenti sono vecchi quanto la malafede degli uomini, come testimoniano lupi e agnelli di Esopo e di Fedro. 11 fatto nuovo è di vederli rinverditi, sino a proporli a motivi operanti di politica internazionale, per l'ecce· zionalc efficacia che essi hanno raggiunta, io un mondo assoggettato al tcr· rore di eventi apocalittici, in fona delle intemperanze di propaganda sfrenate. Cade opporruno a questo punto un accenno alle conseguenze dello stra· or,lin:'trio progresso dei mez.zi d'inform3zionc. Per virtù sua ingenti masse umane sono sottratte a segregazioni talvolta secolari e sono divenute partecipi della viro mondiale. secondo le loro carat· tcristiche e possibiliù. Gli uomini sono messi al corrente degli avvenimenti di tulio il mondo appena accadono, una condizione d'informa.zione mai verificatasi in precedenza. Questo è l'aspcuo positivo della congiuntura, quello negativo essendo costin,ito dalla fucolt~ di montare e di esercitare manovre di condizionamento in grande stile delle opinioni delle masse, cui danno vigore i contrasti ideologici esacerbati dell'epoca presente, a servizio d'interessi non confessati che non escludono mire di predominio mondiale. Per quanto interessa più direttamente, il portato di maggior rilievo di queste manovre di condizionamento è l'apertura di fronti di guerra verbale o cartacea, validi fiancheggiatori delle imprese delle nuove Strategie, c:hc ne ricevono concorsi impagabili: la for1.a di suggestione sostituisce la violcn.za delle armi, nella precisa linea d'azione postulata dai più recenti orientamenti. Coi precedenti accenni è condusa l'analisi intrapresa. Essa è valsa n porre in rilievo una dens., congerie di fotti nuovi, meritevoli di molta nttenT.ionc, anche se ancora ben lontana dall'avere illustrate in modo adeguato le concezioni e le prassi correlative, un compito troppo in1pcgnativo per proporsi di assolverlo nei limiti di un breve saggio. Tra i critici delle idee esposte non mancheranno certamente coloro, sia· no scettici o misoneisti, che contesteranno I'opcrativit.ì, il pericolo e perfino la stessa esistenza di nuove strategie. E\•itando il troppo ovvio rinvio ad esperienze prossime furure, le idee esposte si vedono confermate dalla ere· sccnte presentazione di situazioni impreviste, spesso da incubo, cui si affianca la tendenza, sempre più manifesta, di assoggettare i propri avversari a ,•cri


1181

e propri tr3umi psichici e di tra.rrc tutti i vantaggi possibili <la (1ueste situa· zioni traumatiche. Si ammenc P"r contro il persistere dì molte inccrtcz7.c, una condizione di Fano che rende difficile cd in definitiva aleatoria qualsi3si previsione fondata cd a maggior ragione !"approntamento di programmi d'azione sicuramente bene orientati. Una fatica d"altronde di necessario assolvimento, dato che i nuovi orientamenti invalidano tutti la tematica strategica trndizionale e che da questa invalidazione, annotazione tutt'altro che banale, discende logicamente, tra l":ùtro, fa sv:ùutazione prcssochè rotale delle for1.c :mnate convenzionali. L'affidamento da Care sulle nuove armi, debitamente preparate, pone in rilievo il contributo del progresso tecnologico ai sistemi di guerra o, per adeguarsi all'ordine d'idee espresso, ai procedimenti di regolazione dei conflitti internazionali, per loro natura inaccessibili a soluzione consensuale. Anche questa tesi sarebbe da considerarsi ovvia e scontata, se non valesse a confermare funzione cd importanza della ricerca scientifica e di quelb tcc· nic•, I• n,c~ssitli di pr~porore in larga misura personale idoneo alla messa a punto tecnica e d'impiego di un armamento nel quale com·ergono le tecniche piìl fini, l'esigenza che alte P"rsonalità <li governo e quadri militMi elevati siano in grado di t:r:irrc rune le implic:.1zioni di simazioni poliedriche, complesse, ma si.ncmaùcamcntc all'origine di sviluppi d"estremo impegno. La resi mette altresl sull"avviso, sia pure implicitamente, che è molto pc· ricoloso sostare sulle posizioni raggiunte. Oggi il comodo immobilismo ~ da evitare più che in ogni altro tempo: quando il mondo procede celermente, ogni sosta diviene un regresso. Un'opera continua di prcvision~ cquilibma cd acuta al tempo stesso deve =re rivolm • documentarsi nel modo migliore circa quel che prcp.1ra il prossimo futuro, il futuro che interessa piìl immediatamente. Su queste basi acquistano pregio le indagini sui fattori da considerare detcrminanù in ma· teria e la presa dì eonosccn1.a, sulla loro scorta, degli sviluppi che è razionale attendersene.


PREVISIONI SUOLI

SVILUPPI

DELLE CRISI INTERNAZIONALI E OLI INOIRI ZZ[ DELLE DIFESE NAZIONALI

Gcn. di C. A. Paolo Supino

l. · fhTrl EVOUITIVI DEL FENOMENO BELLICO.

La guerra, prova di forza che cende a risolvere la formidabile a.lternativa tra vittoria e sconfata - un 'alternativa che peraltro va perdendo di consistcnz.1 da quando si è cominciata a profilare una sorre non dissimile di vincitori e di vinti in un'cvcnruale guerra nucleare -, è improntata da tempo immemorabile all:i norma perentoria della loua biolosica per l'esistenza: sono validi tutti i mezzi e tutte le linee d':izionc, senza eccezione, capaci di assicurare l'affermazione della propria parte, con preferenza assoluta per quelli che si pre•rano meglio a quc.<10 scopo essenziale. Di qui lo scarso successo di vie diverse dalla violenza insuperabile cd il difetto di freni morali. In campo morale mancano i termini di giudizio dd giusto e dell'ingiusto, pcrchè è la vittoria che sancisce il diritto come la sconfitta lo nega: chi vince ba sempre ragione cd i vinti hanno sempre tono. lo campo pratico è imprevedibile l'abbandono volontario di posizioni di potenza, quando sono in gioco intcr~i vitali di popoli. Perciò storicamente In gucrrn si è identificnra sempre col rrionfo della violenza organizzata, che per trionfare ha dovuto raggiungere il livello più alto consentito dalla civihè\ coeva, ancorchè moralmente resti delitto contro l'umanità, essendo vano ogni tentativo di limitarne le crudeltà, tentativo che in verità non ha m.u proceduto oltre l'eliminazione delle crudeltà non nccc.ssaric. Perciò ancora l'umanizzazione dell, guerra è srata sempre un'utopia, se pure un'utopia gcneros.,, per un'incompatibilita intrinseca tra umanità cd essenza stessa del fatto beli ico. li concetto di guerra mite non ha mai superato il piano di una contradJizione in termini cd I: miraggio che oggi si allontano vicppiiì per la comparsa, nei quadri di una nuova guerra, di eventualità da incubo.


9 Si pensa che non sia scambiare una contingenza per una causa determinante o attribuire valore camale ad un semplice epifenomeno, sostenere che l'aggravarsi degli aspetti della guerra coincide con una progressiva inflessione di fattori individuali cd un corrispondente incremento di fattori collettivi o di massa, una situazione complessa della quale è manifestazione, tra l'altro, la decadenza dell'armamento individuale cd il progresso di quello prima di reparto e poi di armi complesse servite. Del resto è logico che, date le potenze maggiori senza confronto erog:,te da armi servite, le componenti individuali dell'attività operativa si riducano a bassi livelli ùi mcd,c di tipo camale prevalentemente oggettive. Il riferimento a componenti individuali, in contrapposto a componenti collettive, ha l'interesse di una vi)ionc inconsueta di sviluppi bellici, capace di fornire un'interpretazione peculiare dei fatti correlativi, che illumina circa gli attuali sviluppi più importanti della guerra. Le com ponenti individuali hanno prevalso a lungo, in dipendenza del1'impicgo già esclusivo di armi a brevissimo raggio d'azione, quali erano le armi bianche. La guerra raggiungeva il suo punto culminante in una banaglia, costi· tuita da sequenze di azioni singolari, risolte dai combattenti con interventi diretti e perfino secondo interessi personali, basta fare riferimento a consuetudini relative a prede, prigionieri, riscatti, ccc.

r,

Il progresso delle armi, in specie la diffusione delle armi dn fuoco e l'aumento della loro gittat:1, e ~uello concomitante dei sistemi di guerra, hanno distanziato grado a grado i combattenti. Le circostan1.e accennate barmo dato luogo, col concorso dell'evoluzione di forme sociali e di costumi, alla geoeraliz1.azioae nssolum di azioni d'insieme o collettive cd alla ricerca e conseguimento, in misura crescente, di effetti di massa. Lo sviluppo recente dell'armamento moderno ba avuto luogo nel senso di accentuare ancor più l'indirizzo accennato cd i suoi riflessi. Oggi i combattenti sono eh iamati ad agire contro obiettivi che non vedono, spesso indicari con cifre volutamente inespressive, in ogni caso rivestiti da attributi anodini, privi di riferimento alla loro consistenza cd ai loro aspetti reali, a quelli umani in primo luogo. Era ovvio, e difatti è avvenuto, che queste caratteristiche fossero destin:ate ad accentuarsi con l'introduzione delle macchine negli ordini di battaglia e con l'incipiente automatizzazione de.Ila guerra, per toccare il loro massimo in un'ipotetica guerra " premi· bottone•. In altre parole si è andato affermando un genere di guerra, sostanziato di ani compiuti con distacco, dei quali gli esecutori ignorano, nella maggior pane dei casi, le consçgucnzc dirette, anche quando sono tremende, nel cui corso singoli individui e collertivirà coinvolte si adeguano ad una morale par· i, .

R


10

ticolarc, che si presenta corne una deviazione della morale ordinaria, deviazione dcterrn inata dal clima di guerra ( r). In forza dcli, morale di guerra non solo è ammmo, ma caldeggiato il ricorso a tutti i mezzi alla mano, divenuti leciti per il solo fano che valgono ~r l'affermazione dclfa propria parte e che, reciprocamente, importano il più grave danno per la pane avversaria, col risultato di rendere in:,cmabile una discriminazione tra atti leali cd atli sleali, destinata a priori a restare inoperante cd in definitiva follacc. Ritenuti centrati, come lo sono di fatto, ordini d'idee e di condotta pratica del genere, nessun atto di guerra è troppo gravido di sangue e di lutti quando porli un contributo consistente al successo. I! posteriori e talvolta a titolo di alibi morale, per i ripensamenti del tempo di pace, si vedrà procedere al computo delle vite sacrificate e di quelle risparmiate e poichè sarà sempre consentito di sostenere che le seconde sono state molto più numerose delle prime - si è in presenza di dati non omogenei, uno ipotetico e l'altro reale, quindi non confrontabili - si condudera, senza pretesa di convincere e senza obbligo di esser convinti, che gli atti sono stati conformi non solo agli interessi che Li hanno promossi, ma anche ai derrami di una ineccepibile morale. Le precedenti considerazioni non sono una vuor, esercitazione dialettica, nè vogliono portare argomenti ad una ennesima, inutile condanna della guerra, l'unica efficace essendo quella che la guerra stessa pronuncia contro di sè, quando appesantisce le sue alce e rende molto problema1ici i suoi vantaggi. Lo scopo ~seguito è più immediato è più concreto. pcrchè mc mirano a recare un contributo al disegno del quadro, nel quale trovino un 'interpretazione convincente gli aspetti che la guerra va assumendo attualmente, interpretazione da porre a base di una accurata messa a fuoco, quale è con igliata dalla con.1tatazione di un intenso travaglio evolutivo in corso. In linea generale la guerra, vina sempre come un coacervo di fattori disparati in azione, in prevalenza umani, procede verso sistemi di decrescente contenuto umano, mentre ne continuano ad essere protagonisti , e non potrebbe essere altrimenti, gli uomini cd i loro sentimenti. Guerra di decrescente contenuto umano e permanente sensibilità umana di protagonini sono gli indicativi dell'avvio versò situazioni di squilibrio, prodromi di ulteriori mutamenti di lineamenti nel prossimo avvenire, del resto imposti anche da molte altre circostanze. A conferma di un corso di fotti, che si è presunto in svolgimento, si assiste all'affermazione di nuovi processi o~ativi, in vista di confronti di potl:llza, caratteristici di periodi di tensione intcrnazionak, come l'attuale, che si svolge all'insegna della coc.sistcnza competitiva. (1) Si uonrn di un ((nomcno inter-cb.H1te1 lt1lcrpret.1to da uluni .sodologhi come un fatto di oda.ttamcmo dei corpi ,oci:.'lli alle e!iigcnz.c d':.Cfc.rmà.:tionc in guerr; (cfr. Il . lloUTHOUL: • Pol!m1ologic •, Ed. P,yot, Pari,, 1954).


Il

Ha qualche intcrcne analizzare prima un., causalità tecnica degli accennati processi - con semplici accenni alle implicazioni politiche - e poi le linee e gli effetti. Le une e gli altri varranno a fornire clementi validi per la prcvùiooc dc· gli sviluppi più probabili delle vcrrcnzi, internazionali, che punteggiano il decorso della competizione. 2,

...

a

MACCHLNE • AR..\llt MACCHINE - \'T'TTORJ li V'ETTOR.l D'AJt.M I.

E' opinione diffusa e senza dubbio fondata che i motivi di maggior credito di nuovi sviluppi del fi,nomcno bellico siano da vedere in conseguenze diretti, cd indirette dello stadio raggiunto al prcs<ent<e dal progresso tecnologico. 11 progresso tecnologico, suscitatore ed al tempo stesso emanazione di una civiltà dì maccl1inc, non poteva mancare di introdurre le macchine ancl-c nella tecnica operativa e difatti ciò è avvenuto largamente, sotto la specie di macchine· armi e di macchine · vcttori. Entrambe le categorie si sono a.ffcrmatc, come è occaduco in ogni altra circostanza analoga, ptima in qualità di collaboratrici dei compiti assolti dagli uomini, poi in quel!~ di sostituti. Se al livello collaborazione le macchine hanno consentito, nell'impiego operativo, maggiore cf.6cacrn e dinamismo. al livello sostituzione e se hanno relegato i combattenti a funzioni di serventi di macchine· armi e di conduttori di macchine - vettori, mentre i comandi di tutti i gradini gerarchici divenivano organizzatori cd utilizzatori di sistemi di macchine · armi e di macchine - vettori. L'immaginazione della maggior parte degli o~rvatori, in particolar modo quella dei meno provveduti, è rimasta colpita più dall'avvento di macchine. armi che da quello di macclnnc · vcttori , per il fotto che quelle si sono presentate, oltre che in termini Ji potenziamento d'armi esistenti, in t<ermini di nuove armi, naruralm1ent1e più potenti delle prccmtcnti. Ma, scn7.3 sottovalutare l'importanza delle nuove armi, sarebbe un errore grave considerare secondario il contributo opcrati,•o delle macchine - vettori. 1n ogni tempo, i progri,ssi realizzati nel trasporto di armi e dì armati, siano cavallo, camcllo, carro di guerra e più di recente scafi corazzau cd aerei, hanno costituito tornanti della tecnica milirorc. l progrc..<si moderni, con le loro caratteristiche di potcn1.a e quindi di velocità dì movimcato su tutti i terreni e poi ncll'o.ria, hanno esaltato l'impulso cvolmivo insim ndl'adozionc di macchine • vettori. Queste hanno svincolato i combattenti dalla duplice servitù del peso ddlc dotazioni (armi cd equipaggiamento) e dc.Ile dìfficoltà del terreno, con risultati dcllo stcs o ordine di importanza e spesso d'ordine superiore, per quanto riguarda attitudini operative, a quelli che sono ottributo delle macchine. armi. L'ins~rimento massiccio di macchine negli ordini di battaglia ha avuto


12

la conseguenza che qucsli hanno visto schierare sempre più macchine e sempre meno uomini. Nello sresso tc,mpo un armamento provvisto di grande efficacia, come sono le macchine - armi, sostituiva alla funzione originaria del combattente, ccntrnta sulla eliminazione del singolo uwcrs.trio, prima a portata di braccio e poi di vista, quella attuale dell'offesa più massiccia ai danni del maggior numero possibile di nemici . Oggi ciascun colpo a segno mette fuori combattimento una grande quantità di uomini, colpiti in modo indiscriminato ovunque disloc.1ti, conscgucnz.a logica, anche ,e aberrante, di un processo d'incrc· mento di prestazioni spcriliche, che ha gi~ toccato il livello della distruzione di massa. Tuttavia è forse un criterio in diCcttO di messa a punto, ndla valutazione di un nrmamcmo moderno, non v:,lurarne a dm•crc le caratteristiche di dinamismo operativo, per 3\•crnc sintctiz1.ate le prestazioni in fucoltà di dislruzionc. Macchine - armi e macchine. vrttori hanno prorlotto in prosieguo di tempo, sistemi ancor più complessi, costituiti dai vettori d'armi, dei quali sono esempi ben noti carri e semoventi e., in modo ancor più tipico, aerei di guerra e missili, rc.1Ji7.7,ati in piani superiori di combinazioni di armi e di motori, col risultato di portare la capacit~ operativa a piani elevatissimi. Secondo questa linea interpretativa, gli punti difftrcnziali più importanti dell 'armamento moderno rispetto alle armi di un passato anche recente sono da vedere non solo in potenza e 9uindi in facoltà di distruzione aumentate straordinariamente, ma anche in raggi d'azione grandissimi, in interventi ra· pidissimi, cioè ncll'a.,solvimenlo pressochè immediato delle missioni, in una Inta indifferenza alle condizioni d'inibizione insite negli ostacoli nnrurali cd alle azioni di parziali1.1.1zioac di effetti tentabili dalla difesa. Questi requisiti, pur prendendo origine da caratteristiche disparate, confluiscono runi ncll 'csercizio di azioni a grande braccio, folgornnti, di parata assai difficile cd anche impossibile. Le attitudini opc.rative ne risultano accresciute di tanto, che l'armamento moderno fa awcrrirc i suoi effetti prima aucorn di entrare in azione, cffcui che, per doversi ammettere un'elevata parzializzazione, ono tanto più sensibili e sentiti quanto più potente è l'azione dalla quale prendono origine. Que.<ti dfctti, per cosl dire precedenti o anticipati - si proporrà più oltre una terminologia specifica, ma si deve avvertire sin d"ora che il tcrmmc ,, preventivo» non individua adegunramcntc la nuova prestazione - costituiscono un secondo tempo evolutivo della prassi operativa, del quale si avrà modo di sottoli neare con cura la portarn, il primo essendo costituito dall'avvento gi~ cit.sto dei moderni vettori d'armi. Per il momento si pone l'accc.nto sul fatto che i due tempi e,•olutivi consentono l'applicnionc di temi operativi inediti, imbastiti su azioni di grandissima autorità, con uno straordinario arricchimento della casistica d'impiego.


13

In pari tempo, accidente di perct,zionc meno immediata, essi modificano la partecipazione ddlc forze armate alle operazioni, in senso restrittivo per qu.1nto concerne partc.:ipazionc diretta, in senso ;implificativo per quanto ha tratto ad una partecipazione indirctrn, un giro di frasi che si può sintetizzare in una mutala foai.ionc delle for7.c armate, almeno per riguardo ad una loro incombenza principale. L'argomento sar~ approfondito più olrre, quaado si farà riferimento alle nuove azioni ia potenza, tipicameme iadircltc. Prendendo adesso le mosse, per prime, dalle azioni dirette, quelli che si sono deni i moderni vettori d'armi i sistemi macclùne • armi piÌì macchine· vettori, danao luogo a procedimenti operativi d'alta efficacia, densi di orientamenti originali concettuali e pratici, che si ritiene opportuno individuare con due termini specifici, nuovi anch'essi, di « azioni lontane » e di « azioni ad ampio raggio». 3· ·

AzlONI LONTANE ED AZIONl AD A.M.PIO RAGGIO.

Le azioni lontane ponano :i distanze d'ordiae di grandezza intcrconti· nentalc, in tempi da alcune diccine di minuti ad alcune ore, potenze di di· struzione superiori ad ogni maggiore esigenza, concerncnre l'dimina7jonc di obiettivi o di sistemi di obiettivi. Per di più esse sono inaccessibili, almeno in parte e almeno per il momcato, ad azioni di difesa ùircua, consistenti in u na decisa parziali;,.za.zionc di effetti. Le a.zioni lontane sono competen,:a oousivo di idearmi e di aerei a grondissima autonomia. L'impiego di t'.<li m<~.tzi, anche per il fatto che essi cosLituiscono i vettori preferenziali di cariche nucleari, imporra la risoluzione di problemi operativi molto ordui, per la maggior parte coperti dal segreto operativo. Le azioni ad ampio raggio hanno un braccio intermedio, commisurato dal raggio d'azione utile d elle GG. UU. aeree di trasporto, e panano su teatri d'operazione dislocati entro il raggio accennato GG. UU. aerotrasportate, di piÌì diretta derivazione dalle forze armate convenzionali. l tempi d 'intervento variano secondo parametri contingenti da alcune ore ad alcuni giorni. La trasformazione delle (orze armate convcnz.ionali in vista dcll'abili· tazionc a partecipare ad a,;ioni ad ampio raggio consiste, in linea schematica, nel predisporle a combinazioni di forze terrestri e di forze aeree (forze aerotcrrcstri), in vista di operazioni impostate su grandi aerotrasporti, nelle quali le unità combatrcnri conservino buona attitudine ad operare in superficie dopo

il trasporto « via aria "· Per quanto fatte oggetto di una citazione comune, non esistono facoltà correnti d 'integrazione reciproca diretta tra le due azioni, che nei fatti si sviluppano in quadri spaziali distinti, data la dimensione sensibilmente minore del braccio delle azioni ad ampio raggio.


'4 A meno di non farle partire da infrastrutture di base in condizioni parti, colari di posizione, queste non sono in grado di agire sugli obienivi delle azioni lontane e le azioni lontane, se esercitate in concorso con azioni ad ampio raggio, vedrebbero cocrcite in modo irrazionale le loro pregevoli prestazioni. Ciascuna per proprio conto, le due azioni sono la prova del trasferm1cnto in atto delle prerogative d i operatori di primo pi.1no dai mezzi che agiscono su assi operativi di superficie a mezzi in azione su sistemi di rotte acree e su fasci di traiettorie, conseguenza dell'accc.sso allo spazio aer,o di aliquote crescenti di strumenti operativi molto efficaci e del decorso in quello spa· zio di un nwncro crescente di vicende operative determinanti. Le velocità con le quali sono percorse le vie ddl'aria sono da decuple a centuple delle normali di percorrenza delle vie di superficie; lo spazio aereo non ammette la permanenza di zone d'ostacolo; nello spa:iio aerM sono declassate in modo nclto le facoltà di contenimento presentate da forze annate convenzionali, con inflcs ione gravissima, fo(se irrimediabile, delle presta,;ioni utili di qum'ultime. Gli strumenti d'elezio ne delle due nuove azioni hanno messo a disposizione della concezione operativa ali ben più robuste e quantità di potenza ben maggiori di quelle che erano attributo delle più efficienti forze convenzionali, con un aumento ingente cd imprevisto di dinamismo operativo e

di facoltà di decisione. Ciò posto, si dovrebbero ritenere acquisiti motivi sufficienti per identificare nelle azioni lontane e nelle aiioni ad ampio raggio le chiavi del succe,so in guerra. E' bene evitare infatuazioni, proprio in presenza di fatti di eccezionale portata. Le tesi relative alla preminenza assoluta di un determinato tipo d'arma sono in generale infirmate dall'errore di prendere in considerazione soltanto alcuni aspetti di situazioni operative <l'intrinseca complessità, un atteggia· mento che importa di trascurarne altri, che in cffcrti non si possono ammcttc:rc trascurati. Molte buone ragioni inducono a pensare che, quando sono in gioco interessi ,•itali, azioni del tipo in questione, con tutto che di grande efficacia, non raggiungano di regola facoltà di decisione. Anzitutto non si può pensare che un popolo, in quelle circostanze, si pieghi sotto la rovina che vien da lonrano e ramo meno sono la minaccia della rovina, :mche "' si tiene a precisare che non se ne nega il vigore per il fallo di discuterne la portata. D 'altra parte l'efficacia dell'azione può essere infirmata in misura anche considerevole e tall'olta del tutto da facoltà di ritorsione di tal potenza, da rendere 1uolto perplesso chi dovrebbe darle corso.


I riflessi delle due nuove a.:ioni, che si ammettono senz'altro di grande importanza, sono da prendere in considerazione sotto un altro punto di vista, che ne mette in luce una funzione indiretta piuuosto di quella diretta: in primo luogo l'attitudine a montarle cd a dar loro uno sviluppo opportuno, in termini operativi, stabilisce una gerarchia tra le nazioni, nel senso che non è più fondato l'attributo di gr,rndc potenza ove manchi l'accennata atti· tudinc; sc-condariamcnrc, le due azioni e in particolare, l';uionc lontana sono io grado di cscrcirare un'efficacia prcvcnciva di grande autorità, dalla quale derivano forti d'inibizione opcrnriva molto interessanti, Fissando l'auenzione sui farti d'inibizione operativa, e su mezzi e modaliti\ per realizzarli, essi si compendiano in una gravissima minaccia a carico degli organismi contro i quali potrebbe essere esercitata. Per la più es.ma valutazione delle caratteri tichc della minaccia, si ag· giunge che CS.\a prende consistenza da un coasidcrcvolc lavoro di preparazione d''afrastrutturc e da un 'imensa attività di costruzione e di messa a punto di congegni alramente elaborati, quindi da un ingcnu: impiego di tempo. Si tratta di circostanze che non possnno rcsrore ignorate da parte di chi ha interesse di averne conoscenza e che d'altra parte si possono pensare osren. rare da chi intende trarne partito, per i propri fini. 1 lavori preparatori, incombenza del tempo di pace o di lunghi periodi di tensione, consentono normalmente di utilizzare gli effetti di minaccia senza che debbano intervenire di necessità situazioni di guerra. Di conscguc.n1,a, la funzione dei nuovi tipi di azione e quella delle for7.e armate convenzionali o derivate aggiornate delle convenzionali, pos· sono essere schcmati?.Zate rispettivamente in una cooperazione molto cffi· cacc per lo sviluppo di una cri i in atto, anche a prescindere dalla coesistenza di situazioni di guerra, cd in un incremento sostanziale di mordente dd· l'azione politica intesa alla risoluzione della crisi. Nelle due prerogative mc11c i11 rilic1•0, coopcrazio11c agli sviluppi delle criJi cd i11crcme1110 del mordei/le ddl'azio11e po/irica, si dehbo110 idcnsificarc i fattori prÌllcipoli del rli11amùmo di relazione tra i popoli al giomo d'oggi. La presa di posizione concettuale che l'idcnùficazionc implica è resa più autorevole dall'esservi pervenuti attraverso un processo logico analitico, im. postato sulla sola constatazione di fatti, di quanto avrebbe consentito la loro concezione come ickc astratte, presentate in qualche misura in modo ~poditt.ico.

4· -

EFFE1TI VIRTUALI Fn AZIONI

nt

01SORGAN17.7.AZIONP..

Si è fatto rifcrimcnco a presenza di macchine negli ordini di battaglia cd agli attributi operativi di sistemi di vettori di macchine, in qualità di strumenti di azioni lontane e di azioni ad ampio raggio, a lor volt:i da porre all'origine di effetti indircnì molto interessanti, verificati anche in tempo di pace, per lo più in periodi di tensione ìntcrnaziona.le,


lÒ

Per effetto della straordinaria potenza delle nuove armi e dell'accendersi

cli effetti indiretti, utilizzabili anche a prescindere da siruazioni di guerra, si assiste ad un. trasferimento d'incombenze già tipicamente di guerra ad incombcnz.e dci periodi travagliati di pace, come quello che vive il mondo in questo momento. Le prestazioni specifiche delle armi a disposizione sono tanto elevate da poter far conto non soltanto sulla loro azione reale, bcnsl anche sulla sola facoltà di procedere all'azione, prima ancora che questa sia posta in c,;eruzione. Da aggiungere, che le facoltà connesse con una operatività anticipata o, per usare un termine più consueto per quanto improprio, come sar~ chiarito più oltre, un'operatività preventiva, s'inquadr:rno felicemente nella tendenza sempre più diffusa verso In dilazione di decisioni d'c,;trcmo impegno, quali sono quelle d'intraprendere atti di guerra. Si tratta di nuovi e sinora imprevisti campi di attività che molte circostanze fanno congetturare fecondi, caratterizzati dall'utilizzazione di effetti reali di atti virtuali - si parlerà più in breve, d'ora in avanti, di u dTcui virtuali» -, in possesso di titoli per essere valutati succedanei preferenziali cli atti reali. Si conferma allora la possibilità di un ricorso sistematico agli accennati succedanei. L'orientamento sarà certamente razionale ogni qualvolta gli effetti virtuali siano di rendimento sufficiente, in relazione ad uno scopo prestabilito, ed il differimento degli atti reali, cd eventualmente la loro rinunzia, presentino per parre loro vantaggi consistenti. li differimento o la rinunzia all'esecuzione di atti, sen7,a che ne vengano • mancare gli effetti, sia pure parziali, ma p,:r ipotesi sufficienti si addicono in particolare ad atti di grande rc.1ponsabilit/i, gravidi di conseguenze non rutte valutabili a priori nl: tutte certamente vantaggiose per chi ha l'incombenza di decidere. Si deve prender atto di un 'estensione di facoltà operative veramencc singolare, ad opera di circostanze non nuove in linea concctrualc, del rutto nuove in linea pratica, perchè si manifestano a livelli cli utilizzazione effetriva e perfino preferenziale da quando sono divenute disponibil.i le armi di azione lontana (, ). Si trat~, di facoltà che prendono sostanza da operazioni di nuove linee, per le quali è difficile trovare una denominazione adatta - nella presente nota si è usata quella di « operazioni in potenza» -, aventi le caraneri.stiche { 1) Si pcns.a opportuno fatt umi netta diJti nzione tr:l cffttto virtuale:, o Anche: potenziale, cd dfe:tto prcvcnt..ivo 1 piì't. n~C'Ssaria. d::at:l l'.an:ilogùa concC'ltU.3.lc dei due cf~ fctti. Gli olli da rui prende origine un dfcuo virtuale dd tipo in studio pc,ssooo essett

dilazionati indcfinit:uncntc '"''"'" prcgiudiiio ddl"c!fctto; qucllì da cui deriva un clfolO prc,•cnU,·o debbono C$SCl'c i.o e.orso dl re::aliz.uzionc, pcrchè l'cficuo ii concrcd.


17 salienti dell'esclusione di atti di violenza e di esiti derivanti dall'efficacia di atti molto temibili, ancorchè non posti in esecuzione. Le precedenti considerazioni inquadrano la concezione di procedimenti operativi atipici, ancor lontani dall'essere individuati cd approfonditi a dovere, il cui merito di maggiore rilievo, ai lini della presente analisi, è da vedere nella formazione di nuove metodologie operative, offerte alla ingcgnosit~ cd alla versatilità di operatori di classe, il cui aspetto più comune è d:,co dall'imbastitura di una minaccia molto grave per chi subisce l'iniziativa e di una pesante intimidazione ad opera di chi la esercita. Le nuove metodologie trovano condizioni di favore, oltre che nel diJfo. rime.nto di decisioni di csLrcmo ,mpcgno, nella loro attitudine a determinare effetti sccon,bri cli ctisorg:mizzazione - si ricorda che sono gli unici perseguibili in remp<> di pace, pcrchè il ricorso alla violenza equivarrebbe all'apertura di ostilità - , esaltati dalla sensibilizzazione alle azioni di disorganizza1.ionc di organi vitali delle collctrivit~ prose di mira. L'evoluzione tecnica rende più aggrc<libik la socict:\ e gli standard elevati di vita contribuiscono ad una sensibilità morbosa di individui e di collct· tivitil alle disfunzioni dei processi consueti, provocate da q11alsia i causa, in primo luogo da eventi di guerra. Esistono quindi i motivi di un'inettitudme pro,,ressiva ad affrontare prove del genere, Mruralmenre più sentitn laddove cvoYuzione tecnica e standard di vita hanno raggiunto livelli più alti. Organismi vitali di collc11ività evolute, divenuti sede di processi di supcrorg.,nizzazionc in ,,isra di una maggiore efficienza di funzioni cd operanti in condizioni criLichc di funzionamcnro, cadono in stati di disfunzione sotro incentivi disorganiz,~itivi anche di modesto rilievo c, da quelli, in fatti progressivi di disorganizzazione. Gli incentivi della disorganizzazione possono consistere in atti di grmdc vioknz:i ed anche nella sola minaccia di porli in atto, con risultati analoghi a quelli cui darebbe luogo l'esercizio della violenza, con le debirc riduzioni in ordine alle conseguenze, corrispondenti a rapporti d'analogia, come è logico, inferiori all'unirt Se adesso si riporta l'attenzione s11ll'emità dell'energia in potenza in azioni particolari, ad es. azioni lontane, si è auloriz:ati a co11cludcre c:l,c ove

le riduzioni in ordi11e alle co11seg11em::e 11011 d1sc(l1dano ai di so11c di soglie di ,:ffeuo mffir:ic11/c, 11011 è i11dispe11sabiie porre i11 allo le azio71i corrispo11dmei, daeo che basta fare affidanum10 sullo facoltà di muenarie 11/ primo cenno_ In conformità di quesr.a visione di fatti, gli e/letti virtu3li raggiungono il rango di operatori efficaci, ogni qualvolta la loro efficacia raggiunga Ji. vellì di effetto sufficiente, e possono essere perfino preferiti, in confronto di atti reali.


18 Si potrà obiettare che la rinuncia meditata ad atti di forza è un'incongruenza proprio nel momento in <:ui la potenza di distruzione a disposizione è divenuta grandissima. L'incongruen7,1 ~ solo apparente, come era da prevedere renendo conto di un'intrinseca logica dei fatt.i : una enorme potenza di distruzione trova in se stessa i limiti d'impiego, nel tempo stesso che dà origine ad effetti virtuali consistenti, capaci di offrire alternative all'impiego. L'azione in potenza, dalla quale prende origine l'clfetto virtuale, ha acquistata una carica propria di decisione. L'aspetto saliente delle nuove situazioni, in rapporto a precedenti ana, logie, consiste, olcrc che nell'intensità e nella durata degli efferti maggiore dei similari conseguiti in passato, in ampiezza di quadri d'esercizio, in elasticità di procedimenti, infine nel trasferimento di attività già tipiche di guerra in attività esercitate in tempo di pace, cioè nel passaggio da operazioni militari ad opcrnzioni politiche, sia pure con concorso indiretto di fattori militari. In linea subordinata, è da osservare che nelle preparazioni delle difese nazionali la predisposizione dei mezzi prescinde sempre più nettamente dall'impiego, in base alla constatazione che la predisposizione dei mezzi più formidnbili ha esito nella eliminazione molto probabile dell'impiego. Data sostanza alla minaccia più temibile, forse sarebbe il caso di riferirsi a situazioni più cariche ùi 1errorc per assodare ad atti materiali stati psicologici di maSlc, è fondata la concezione che l'averla predisposta eviterà con molta verosimiglianza la necessità di tradurla in atto cd al tempo stesso costituirà la più valida difesa - non è da escludere che per adesso sia l'unica contro offese similari.

5· • 1 NUOVI

INDIRIZZI DELLE PRBPAMZIO!<I Mll.lTARI.

L'adesione agli ordini d'idee esposti importa tali modificazioni negli indirizzi delle preparazioni militari, da giustificare la presunzione di indirizzi del tutto nuovi. Gli atteggiamenti meglio intonati alla nuova rcald non sono ancora compiu1an1cnte definiti, ma le considerazioni svolte sin qui costituiscono una traccia valida per la loro definizione. lo un ulteriore sforzo di approfondimento dell'argomento, ammesso, come sembra inoppugnabile, che criteri di azione efficace e di economia debbano presiedere ad un compito di eccezionale impegno, si mette in evidenza l'esigenza di approntare mezzi di sicura efficienza e di eliminare tutto quello che non risulti all'altezza dei confronti di potenza che decideranno gli esiti dc!Jc emergenze più gravi. Soltanto su tale base è possibile qualificare e dimensionare io modo soddisfacente i futuri ordini di battaglia e stabilire pesi economici e finanziari delle corrispondenti incombenze di rca.lizzaziooc.


Deve precedere tale qualificazione e tale dimensionamento la discussione di una casistica sintetica di eventualit:t da fronteggiare, in sostituzione delle ipotesi di guerra poste a premessa dei vecchi piani d'operazioni. Si è già vista la facoltà di predisporre azioni lontane e azioni ad ampio raggio ed in pari tempo si è congetturata In dilaiione, anche indefinita sotto certe condizioni, della rouura in ostilità aperte. Nelle more di processi di diffic:ile controllo, che può accadere d'imporre ma che non si può escludere di dover subire, si presenta grave la difficold di procedere ad una programmazione razionale del nec=,rio e sufficiente. Una impostazione equilibrata potrà forse consistere nella predisposizione di azioni lontane, nei cui rigu:lfdi si è già mesM in rilievo la permanenza di condrLioni di equivalenza non appena raggiunto il limite di azione suffi. ciente, in funzione di difesa indiretta contro attacchi con ntC',zi similari, e nell'organizzazione di forze di sicurezza, il cui compito essenziale consisterà n.lla difesa vicina delle infrastrutture delle azioni lontane, forze che potranno essere potenziate, ove necessario, sino a sistemi idonei a condurre azioni ad ampio raggio. Per quanto aderente ad una linea di scmpli6cazionc, l'indirizzo accennato importa l'assolvimento d'incombcoze assai complesse cd onerose. Si tratta infatti di realiz1.arc dispositivi di tdearmi, di caratteristiche operative adatte, e di organizzare forze combinate acro- terrestri, un'impresa che esige risolri problemi tecnici, organici, addestrativi e di condotta operativa d'innegabile peso e che oltre tutto uri., in pieno contro gli egocentrismi delle forze tcrrcstrj e delle forze aeree tradizionali. Ma la situazione non ammette alternative, in forza della tesi di evidenza solare, che si enuncia con la parafrasi di una nota massima economica: l'armamento migliore, per ipotesi qucUo nuovo, scaccia dall'impiego l':lfmamento vecchio e superato. La tesi ha per corollario la prescrizione perentoria di evitare di presentarsi a prove di forza, siano reali o virtuali, che hanno esiti d'importanza capitale, con armi che sono manifestazioni d'impotenza anzichè di forza. Tesi e coroll:lfio sono ancora validi, si vorrebb<: dire che lo sono a maggior titolo, nelle circostanze in cui gli epiloghi sono provocati dalla operatività e dalla capacità di decisione di confronti indiretti, per cosi dire contabili o cmolari, per effetto dei quali le anzidette prove di forza si trasformano in confronti di potenza, impostati sulle unità effettivamcme disponibili in termini operativi presso le due parti virtualmcme contrnppostc e sui megatoni di esplosivo nucleare che verrebbero rovesciati su quello degli antagonisti, che fos~ tanto sconsiderato da prendere l'iniziativa di azioni di enorme responsabilità. Si comprende che sia in confronti di potenza del genere indicato, sia in prove reali di forza, facoltà oixrative di piano nettamente inferiore sono del tutto inoperanti.


20

Esse meritano al massimo d i essere citate « per memoria» nelle conta• b1lità sui generis alle quali si è fatto riferimento, dalle cui chiusure pera]. ero, positive o negative, in profitto od in perdita, sortono gli esiti di lunghi periodi di tensione. In lotte, il cui risultato ~ l'affermazione o la negazione della fortuna di una delle parti in conflitto, è un imperativo assoluto disporre dd migliore armamento e, si deve aggiungere, valorizzarlo con una dottrina operativa mantenuta a giorno. Mette appena conto di dire che la valorizzazione prevista ne· ccssaria si basa, tra l'altro, sulla previsione più centrata degli sviluppi delle future crisi di relazione e delle modalit~ effettive con le quali saranno decise. Si potrà obiettare che le previsioni hanno corso attraverso valutazioni in parte aleatorie, in parte impostate su concezioni soggettive e, per la parte residua, rese autorevoli da concetti in formazione, quindi definiti sempre imperfettamente. Ma non è lecito attendere che tutti i controlli abhia no corso e che i cicli di formazione dei concetti di base si completino, quando vi è il rischio di essere preceduti pericolosamente dagli avvenimenti, elle per parte loro non hanno fisime d'informazione assolutamente esauriente e che si coagulano intorno a queUo che meglio si presta di volta in volta a dar loro sostanza. Ricapitolando, si conferma indirizzo di merito quello impostato su azioni lontane e su forze di sicurc1.za rese sempre più efficienti, sino al plofond rappresentato dall'attitudine a condurre azioni ad ampio raggio. Efficienti for-.,,e di sicurezza valgono anche a fur fronte alla congiuntura, che è c.1uto non escludere, rappresentata da un avversario che ricorra inopinatamente, pcrcbè ~ disposto a pagare il considerevole scotto di sangue che essi imporrebbero a quei ferrivecchi, che si considerano definitivamente dc. classati ( 1). Al punto in cui si è giunti, la sorpresa operativa può attendersi da due diverse dire-1.ioni, meglio sarebbe dire da d ue direzioni opposte. Da una parte vi sono le armi di nuova invenzione, che non trovano risposta adeguata per· chè non se n'era prevista la comparsa; dall'altra, le armi vecchie, che non trovano risposta pcrchè erano state dimenticate. Un'altra grave sorpresa può essere provocata dalla trascuratezza dell'cf. ficacia di quello che si potrebbe chiamare il "dominio in potenza», che rias· sumc tutta la gamma estesa degli cffcrri virruali. (r) L'ipolai appare piò consi.stcntc se si suppone un'imprc't'Ì$l.) cap:tcità dl $Opta\'· vivcnz~ :inchc dopo lo pi~ rn:assiccia azione nuclta.re. contro un"aggressione con lmpc>-

ncnti mcz.zi convr.111.inn:11i, un:1 congiuntura c,hc si pub \'trifkarc, 2d es. nel caso dl pc>poli rottosvilupp;ui, di$1ocari ,$U Lcrritod m.ollO e>tcsi. Mancano cspcticnu prob3nti in m:ttcri:1 1 mn le sorprese: non sono d:t ci.c.ludcrc, te s.l fo riferimento alle prc:cc:dcnli :i.n~logic coscituitc cbgli criti dei bombard:tmcnti terroristici alleati su.lb Gcrm,inia, nc.11:a s«0nda gucrr:a mondi;1lc. che, oomc ~ nnco, non :arrestarono il ritmo ddla produ1.ione tedetiC:t di guerra, oè fì:1cc:.1rono ln \'olonla <li roiitcrc <ld tedeschi.


21

,-

Siluazioni di raie tipo saranno sempre pi~ frequenti, quanto più si consolidi il convincimento che l'atteggiamento più razionale, forse l'unico razionale. comi.ne acll':istencrsi d,i gesti d'intollrnihilc gravità, che pure si sarebbe in facoltà di compiere, pcrchè se il danno che ne verrebbe inflitto aJ. l'avversario è mortale, anche il proprio sarebbe tanro considc1cvolc da equi· valere ad un suicidio. In pmcnza di un agghiacciante equilibrio di facoltà catastrofiche, gli squilibri che danno corso al dinamismo vitale dei popoli sono ricercati e con· seguici in quadri nuovi, la cui caratteristica saliente e sconcertante è quella di una crescente estraneità dai motivi consueti dci conflitti armati del passato lontano e rcccmc. Nell'epoca atomica l'unica politica rea.listica ~ quella della pace. La guerra ha cessato di costituire uno strumento delle politiche nazionali, ;,cr dfetto di circo=nzc ben più concrete e ben più perentorie di quel che non stano accordi e corucMi intcmaziottall, condanne moralistiche e gli stru· menti spuntati delle buone volonrt Le armi, che debbono essere le più potenti, acquisnmo funzioni sempre più indirette, un premio da pagare per assicurarsi contro eventualità che per qu.,nro remote non possono essere escluse e una predisposizione rivolta ad assicurare il mordente dell'azione politica, in sede internazionale. Ma è la politica che deve risolvere le crisi e non le armi. [ proble:mi che queste sollevano hanno =ato da tc:npo di CSSçrc competenza esclusiva di militari e sono divenuti materia di esperti di scienze politiche e sociali e responsabilità positiva di governanti e di governi, i qunli, procedendo alla loro soluzione, provvedono ad assolvere i loro obblighi di curare la felicità dei loro ammmisruci. Nella maggior parte delle scienze moJcrnc si avvcm il superamento della ripartizione consuetudinnrin dell'attività scicntifirn in discipline aJlermn, tesi da tempo. Aumenta continuamente l'imponan,.a dei problemi che si potrebbero dire di m:irginc, sia esterno, sia comune a più discipline, con b conseguenza di )iagolari diflicolt. di ri1oluzionc e della necessità di ricorrere ad e pcrti di particolare formazione. Probabilmente non esistono argomenti decisivi per escludere che un fenomeno analogo non i presenti anche nelle scienze militari cd in quelle non militari, in senso proprio chiamate in causa dai problemi delle difese nazionali, anzi molti fatti inducono a pensare che un fonom.,no del genere si, già in allo. li rilievo non de,·e resrarc fine a .c stesso. li fatto di maggiore intcrcs.sc consiste nel farlo valere a riconoscimento della consi tenza diversa dal consueto che vanno assumendo i problemi in qucuionc e della conscgucmc impossibilirà di risoh·erli coi metodi consueti. S'impongono in modo sempre più preciso nuove metodologie cd il per· 5Cguimento di appropriate impostazioni probkmatichc.


22

La metodologia di più sicura razionalità è quella scientifica e l'impostazione problematica più adatta è quella che risponde ad una duplice esigenza: una negativa, che si condensa nella revisione delle esperienze del passato, ormai inadatte a fornire orientamen,i di merito, perfin o suscettibili di frastornare le menti da visioni centrate di obiettivi fondamentali e di linee d'azione redditizie per conseguirli; l'altra positiva, che consiste nella precisazione dei compiti fondamentali da proporre alla preparazione di forze armate moderne, nella cui enunciazione è forse il sale di tutta l'analisi condotta sino a questo punto.


LA VALUTAZIONE DEI RAPPORTI DI POTE N ZA IN SEDE INTERNAZIONALE Geo. di C. A. Paolo Supino

N,-, co11/li111 111t,-mal!io11ali /'impiego della forw appare co11,lìzio11a10 tla '"' t·crto numero t!I faJtori.

1

" faJtori d, condizionamento n, il cui ,nte•

resse pratico t' com alulato dalla eo1111a1ozio11~ clu e11i co11i1utsco110 1111 i,,. ,icmc. 11dl'a,cezione 11111/emalica della parola o/Jre ,:/,e in quella com1111e, d1e i11 gra11 por1e s'identifico nel conr..110 compleuo ""• da umpo, ? stato dato il ,1omc di pote11:iole /xllico. 1/d un i111ieme tic/ gmcrc ? pouibilc, l(J//0 ccrtc contli:io11i ( continuit~ parziale cd i111icme (/1iu10 e limi1D10), a1trib11irc le c11ra11rris1id1c i,, bost alle quali In sua 011imi:e%Jlzio11e di,,ic111: 1111 problema ,li programm11•io11e lincarc oppure di programmazione di11amica, qualora le /1m:ioni mppresc11• tati,·c ilei /allori ed i t•Ì11t'oli 11011 siano lincori. D'altra park, da pDt'hi am1i, i problemi ,li programmazio11c li11e11re e mo/li di programmazione di11amica 10110 risolti col ricor10 a,I algoritmi i11 çran parie 11uo,.i e co,1 /'ausilio, ogni q11al1•ol1a 11eassorio, delle moderne macel,iuc calcolatrici a111omariche. Pertanto ? led10 aOermare l'uiJtenza e pre1edere l'eurà:io pratico d1 modalit/1 tl'opuozio11i: ml /1111::,onale po1m::iale !xllico, a cominciare dalla ma l'Dl1t1a::1011e q11a11111arim e dalla 1110 011i111izza:ioni:, i11 base ad 1111a mi:· trico atlafla. Quando si consitli:ri che il po1emi11le bellico di 11110 Stato ad 1111 tleter• minato momn,ro rt1pprcsc,1to /'011i111tlinc tli quello Srato ti 1011M1cre 1111 ron.. froTIIO rii for::a i11 1111 ,·011fli1to i111er1111zio11ali:, quanto precede eq11it'l1lc all'ilOcrmuzione rl,e sono in corso ,li mesia a pu11ro procttlim~111i ,•olùii ot! accertare la rap11citil degli Stati a superare le erisi pit} gra11 ,le/la 111a ,li reJ11. zio11e i11ur11a:io11ale e, sollo un altro punto di t•iua, a definire in mo,lo razio110/c ed oggm11·0 le corrispondmli poli1ic/1c mililari. Cli ord1111 dJidte acce1111ati /1011110 nito;,, rilultuti 011tort1 più promctunll. 111 eOcui /'11ceerra111e1110 del t'alare momcmaneo del pori:11z1ale bellico e delle sue 11icc11di: nel um po rende possibile: 1


457 , • • apprezzare il mlore dd /1111zio11all' i,1 1111 f11111ro prossimo; 2' • procedere al co11/ro11to col I altm: co11tempora11co del potenziale bellico i,, 1111 altro Stato ( 1). E' c1•idc11te dure i due Stati 10110 a1•1•eriari reali o prc11111ti. il l'011fro1110 in q11estio11e tll/ la mimra tiella prel'/llentn di 11110 di cui cd i,1 tali tertnir,i 1111'indicazio11c fond11w circtt l'esito più probabile di 1m'e1•c11t11ale pro,·a di forza, ;,, de/i11itil'l1 u11 dato di prcrisio11e di pregio circa il corio di 111•1•eni• menti

di

co111itfcrcl'Ole importa11za.

La 11tilizza.zionc del proudimmto UJt~ delineato t I1ucu11b1/e ti, euere 111leg111ua o d11c /ir,cc diltinte, 11110 statica e I'altm di11«mica.

Scco11do la linea tl'utilinazirmc stati,·11, 1111 rapporto fa,·ore,•ole. in spe· dc se suui.sto110 a,leguati margini cautdatit i autorizza la pre11is1011c dd surcesso, in brt1 e ~ la t•triftco dj una condizione 11ce~11arin la 111//icic11ZJ1 c1sc11do co11seg11ita q11011do siano sta/e falle sal1•c Ittite le premesse per il 11<0 co11seg11immto. Secondo la lmrt1 d'111iliz:zazio11• dinamica, le ,,ice11de dei d111: potenziali, dipc11dcnti d11 s11il11ppi spo11l(111ei o da politiche specifiche, offrono sp11111i comister1ti per indi,,id11arc il mommto nd q11ale le facoltà dei due u11tago· nisti raggit111geranno 11110 scarto prestabilito opp,m: una purità di /«110, due tve111i entrambi prom1isti di ço111idtrtr'olr t'(l/ore 1u.>rmatir•o. ltl altre parole, l'apprç;,zamr1110 metrico dei potenziali bellici e la loro ouimizzazio11e, sulla base dei /li/lori di co,,dizionamt11ro in t•esu di elementi fu11zio110/i di dcui potenziali cd opplicondo i metodi della programmazione li11t:are o dinamica, scco11tlo le carat1eristicl1e delle espressioni algcbrid,e dei /attori, ,·011sc1110110 in concreto d, prct•edcrc 11•iluppi cd esiti dei co11flitti armati tra due Stati (o m, d11c coalizioni di Stati) , 11110 fJfCt•isionc che è prcmc11« di dccisio11i rnzio1Jali (2) . Come si vedrò confermato pù) oltre, la razionali1à delle dcosio11i in ma· Ieri« di relazioni tra gli Stati ~ sempre 1111 contrib11to positi,,o fX' /11 pace. Si rima,ula ad altra sede lo studio delle opuazioni mctrid,e sui potenziali. Ncll!I present<: 11ot" si limita la tmtlazio11c allfl fllrlc propedeutica, con 1111 ce11110 cirm i /CfllOr1 d, co11di:zio11"mt:11lo, co11 l'analisi dello sta.dio a1111ale di c,,oluzÌ()llc della guerra impostafldolo s11/la opuo1i11itil di dclii fauori, 111fi11c con l'i11dicozio11c di massima Jci critcrj coo11cstali dai nuovi ord/,,j ,/'idee circa la ri10/11zio11e dei co11/litti internot:io11ali. 1

1

1

1

(1) Il ri~ulr3~0 del cnnfronto m,~umc:.r:'. <li u:goln un:t fornua u:cai semplice ptrchè il '•'l~"'rto di due gr:indcnc di eguali dimçn,ioni fi,ichc è r.cmprt un num<to puro. (2) E~h,tc un•2mpi.1 lttttr:uur:1 ,u11n lcnl'in <' <ullr :ipplic:azioni ddl3 programm.i· zionc lint:tre; per lia progr:unm:11.ionc din:lmk:a. molto pili r«rntr, è fond:imcntQlc l'opct:1 di R. lht.L.WA:.': ., Uyn:unic progr:;unmrng ,,. Princcton Uni\'tl'(ily Prrss. 1957, flnnceton, New fcncy.


I, .. C&Nl'l:'O PRBLI MINARE,

Il ricorso aHa forLa dcli~ armi., ncll'c.vcntua1ità di vertenze. internazio-

nali gravi, e l'esito dei conflitti armati che ne conseguono sono st.iti sempre impromati e lo sono tuttora ad una causa lità per lo più implicita. della quale sono dementi fondamentali le caratteristiche dell'amb,ente. intese in senso lato, nel qu:,Je si svilupP3no vertenze e conflitti. Ciò pos10. è conscquen1.iale che la conoscenza delle accennate carancristiche poss:i invocarsi per dar norma di decisioni razionali in auività d'cstre· mo impegno. quali sono quelle che riguardano pace o guerra. Del resto, come indirizzo concettuale, si traua di un prQCedimcnto consueto, cl'ordi nario messo in pmica seguendo modalità che tendono al buon apprc21.amento approssimativo dei foui, n1igliornte in genere con l'adozione di opportune metodologie applicative, eiettate dall'esperienza. per conrro mai ritenute aperte • richieste di rirnhoti rigorosi, quoli debbono esser~ quelli cli carattere quantitativo. Nè poteva esser chiesto loro cli più, ,fata l'imperfetta conoscenza dei legami di causa cd effetto, in genere complessi. <: l'impossibilità pratica di aggredire i problemi rclarivi con gli nlgoritmi a di)posizionc. Oggi invece, cd è fotto nuovo d'indubbio interc5se, non solo si dispone di unn piì1 npprofondita conosccn7.a dei citati lcgamj ma vanno anche di\'Cncndo accessibili i mezzi di cnlcolo mi all'apprezzamento dei risulmi di confronti concreti di fona, per quante> complessi, cosicch~ risulta consentita b valutazione metrica dei fotti rorrisponnenti. Pertanto si delinea la facoltà d'indagare con niet.odo rigoroso uno dèi fenomeni sodali più sconcertanti, quale è wn1ìdcrata giuitamcntc la guerra, una facoltà molto interessante sotto due punti di vista: uno degli eventi pii, tragici e pi/i irm:.iooaH. tra quelli che affliggono l'umanit~, viene sottoposto ad una indagine di rigore scientifico; divenuta oggetto di un'indagine di rigore scicmilico la guerra, è da congetturare che si costirniscano rèmorc più consisrcmi di ogni altra spcriment:trn sinora nei riguardi di ìmpul<i bellici. Ciò poslo, è bene cltiarirc, in via preliminare, che cosa s'intenda per •• caratteristiche ambientali "· Queste, in un'acc<:";;ione ampia della locuzione, riassumono prerogative di popoli in conCliuo, stadi di ci1•ilt;1 raggiunti e quadri gcotopogralici di eventuali operazioni. Le caratteristiche ambientali non sono dircttamcnte utiliw1bili ai lini proposti, come era da prevedere. Un 'cllcuiv:1 f:icohà <l'milii,.azionc si concreia allorchè si :,ddivicnc, su tale scorta, alla nozione di ,, fattori di condi,.ionamcnto " dell'impiego della forza, in veste di opcrarori del momemo di tipo politico, sociale. economico, tecnologico, di posizione. ccc. Come si sarà in grado di confermare in seguito, i fat.t.ori di condiziona· mento s'idcnt.ificano con gli clementi di quel funzionale complesso. noto


459 da tempo col nome di « potenziale bellico». Di q11i la consistc11za della posizio11c co11ce/111alc impostato 1111 co11cc110 c!tc wiluppi cii esiti di 1111',i·mtuale g11err11 si co11/ormi110, almeno nelle linu generali, al rappor10 dei t•alori che /'accc111111ro /1111zio11ale tJJSttme presso ..io.rcu110 dei co111e11dmti - sotto la ovvia riserva che essi siano $lati dcbitam ncte calcolati - o, in altre parole. che un confronto reale ricalchi le linee di un confronto calcolato. Allora appare logico il criterio di procedere sistematicamente alla valutazione dei rapporti in parola, nella prcsunzibnc di connini internazionali cd in previsione di eventuali cme_rgcnzc. supciando le difficoltà di ricerche del genere, per costitui rne uno strumento di decisione è lxn noto che decidere è in gran parte prevedere - in circostanze nelle quali la cormta decisione ha un'importanza che non occorre sottolinea.re. li calcolo corrispondcntè si svolge secondo le norme della rna1ematica degli insiemi, costituendo insiemi di Canori di condizionamento pcrtintnti al caso concreto e procedendo alla risoh1zionc dei due distinti problc:mi dcll'apprc-t.zamcnto dei loro valori assoluti, in base ad una mclrica appropriata, come preliminare per la definizione di un valore di rapporto. e della loro ottimiz1,:n.ione in vista del conseguimento di un valore relativo prèStabilito. Naturnlmcntc il calcolo postulato esige la rappresentazione quantil31iva dei fattori di condizionamento, un ,lrgomcmo interessante. che non am mette una trattazione generale e quindi da affrontare caso per coso. Tali questioni riguardano campi ncuamcotc applicativi. Qui è sufficiente ricordare che le rappresentazioni di dali assumono per il solito la Corma di tabelle o d'istogrnmmi. quantunque ne possano essere concepite moire altre in casi particolari. Ad esse si richiede soprattutto un facile ingresso dei fattori negli insieme e 1·agevole effettuazione delle operazioni corrispondenti. Le rappresentazioni tabellari, gli istogrammi e le analoghe dotazioni statistiche sono d'immediata percezione per i fattori economici e tecnologici e lo sono pure, anche se con qualche maggiore difficolt.\, per i fattori sociali. Più difficile è la rappresentazione dei fattori politici, ma anche questi rientrano nella casistica generale focendo ricorso ad accorgimenti particolari, nella cui ricerca si può esercitare l'ingegnosità degli operatori dei processi in quenione. Considerazioni analoghe valgono per i fauori tli posi1.ionc o gcotopografici. D'altro canto è: da tener presente che la rispondcnw di qualsiasi modalità di rapprc.,;cntazione dei fattori si perfeziona allorchè cnuano in gioco i loro valori relalivi, per il fotto d·iitituirc confronti di valori concernenti due grup· pi antagonisti come dati risolutivi di uso diretto. In queste circostanze accade spes!O che eventuali lacune di rappresentazione si compensino e di conseguen7.a ne diminuisca il rilievo.


2, •

Lli

t"UOVE PROSPtn'IVF.,

L'analisi attraverso i fouori di condi?.ionamcnto e gli apprezzamenti metrici che le si richiedono al riguarno elci potenziali bellici non offrono soltanto facoh~ suggestive di pm~sione circa gli sviluppi di eventuali conflitti iniernazionali. facold il cui interesse è messo in luce scnz:1 alcuno sforw, ma. in tc_rmini più generali, consentono altresl colpi d"occhio di considerevole valore interpretativo sulle forme che ~ per assumere la guerra. colpi d'occhio che acquistano maggior medto in presenza di una cvolu,.ionc profondn di procedimenti, difficile da prcvcdc,c I''" ah, ,1 via cd ancora più difficile da motivare. La realtà dell'accennata evoluzione profonda è fuori discussione. 11 progresso della civilt~ umana, in specie sotto l'aspetto cli sviluppo tecnologico, ha mu1ara la situazione internazionale e l'appre-1:M1mento della operatività dei fattori in azione è un procedimento rcdditi,.io per accertare le l.iJlee maestre che seguono i mutamenti. La precedente impostazione concettuale raggiunge i maggiori fastigi quando miri alla valutazione degli ordini di grandezi,i dei fatti nuo,•i, cioè si proponga di rispondere agli interrogativi che concernono non soltanto l'indicazione delle nuove lince, ma anche i punti d'arrivo prossimi e la entità dei mutamenti previsti. Questo infatti è l'argomento di maggiore interesse ai fini gcnc_rali cd è evidente il partito che ,i può trarre dagli ordini di pensieri esposti. Nuove concezioni vengono ad inquadrare le impostazioni inderogabili delle relazioni tra gli Stati ed in dipendenza si vengono affermando nur,vc modalità di competizione, le quali si presentano con caraucristichc di minore impegno cd hanno corso con modalità 1esc al tempo stesso acces.~ihili cd autorevoli dai nuovi procedimenti di previsione di esiti. I progressi in tal senso sono già considerevoli. Se la competizione è un accidcmc incvitahilc della coesistenza in uno spazio limitato, accidente dal yuak sarebbe illogico prescindere. non è illogico invece proporsi di realizzarla in termini anodini, in primo luogo con l'esclusione della violenza e quindi delle armi, almeno come impiego diretto. Allora si vengono ad istituire mCltbli1~ cli competizione e procedimenti di previsione cli esiti, che non sono nuovi di per sè. dato che sono state sempre seguiti allo :,copo di raccogliere e di valutare d:,ti d'impostazione, ma che non h:111110 mai superato il piano della semplice informa1.ionc. che yuindi .ono nuovi estri nsecamente in quanto si propongono risultali cmtrati d'ordine metrico e che lo sono nello stesso rappnrtn col quale incrc· mentano il corretto apprcuamcnto quantitativo dei fatti investigati. Lè mo<lalità di compcl izionc accennate, per p:trtc loro, certamente sono nuove e per di più sono esercitate sempre piì, sistemnticnmentc in sosti· ruzione dei procedimenti gii, correnti per il fotto di dar luogo a responsi di


crescente autorit.\. tali cioc da coitituirc non solo fonti <li dati di decisione ma anche motivi di <lccisione ( 1). E' bene porre i11 evidenza che i procedimenti dotati di più cospicua operarjvità. tra quelli individua1i molro gcnc.ricamcmc come meno impcgnaùvi o di tipo anodino, sono quelli che si valgono della disponjbilità di algoritmi cli recente invenzione. inesistenti infarti solo una decina di anni or sono, e di Slfurncnti Jj cakolo di nuova realizzazione, quali sono le macchine calcolatrici automatiche. che rendono di praùco accesso i nuovi algoritmi. I procedimenti di tipo anodino consistono di regola in operazioni conccrncuu I potc11Z1ah bclhct, operazioni reali o soltanto di ricognizione, e si propongono responsi inequivocabili circa l'c,ilO di prove di fona. che seguissero gl i schemi del passato, responsi provvisti di uno straordinario vigore di moniro. Dei due aV\'crsari, che occorrono perchè una guerra abbia corso, quello che. riceve il responso sfavorevole rinvia passi gra,·icli cli destino, eh ·egli ha buon motivo di ritenere avverso: chi invece ha il gioco forte in mano può riprommcrsi cli acquistare quanto destdcra per vie meno costose di quelle offerte dall'a/Trontare una guerra. r.· meritevole altrcsl d'a11cnzionc il fotto, ~ul quale si dovrà ritornMC tra breve, che i procedimenti di tipo anodino sopravvengono in qualità di alternative di cicli di guerra guerreggiala, offrono cioè succedanei a situazioni che tulli hanno interesse cli tener lontane. E' innegabile che oggi molte circo~tanze, tutte d'indubbio peso, convergono verso la formazione cl, situazioni cJj inibiz.ionc all'accendersi d'impr<sc bel liche. Si111nioni del genere pongono in valore i nuovi processi e p<:r convincer· sene basta por mente a talune esperienze recenti, che risuhano sono nuove e più convincenti prospettive alla luce delle tesi prospenate. j, · I QUADRI ATIVALI DEL l'El<OMENO BELLICO.

Molti fatti, mui cli riconosciuta infl ucll7.:i, confortano nell a convinz ione di una sempre maggiore inattualità delle prove di forza. E poichè queste sono lo sbocco normale delle pol itiche di forza, si postula in definitiva l'inattualità di <lette politiche. In primo luogo opera in c1uc;to S(:mO la gravit11 assunta dalla guerra; di pari pas.so agisce l'aperta conclanna della guerra come strumento corrente di politiche naiiona Ii. ( 1) P(r comprcndt'rc :1 pieno il mcntn dcll:i tt".S.i prm.pcu:ua occorre f:irc m('nlt l~!c ~ulla di'iCrimin,17ionc tra doto di dcci~ione t motivo di dcciisionc, li primo ,;;j concreta

in un dcmcnio di conosctn7...3, del quale ~ rsc.mpio tipico 11 d;no documc:mnrio, cJ è utili11.:1.to :i discu:zìont ddl'opttaLort; il s«onJo, 111 un contributo Ji \•a:Jorc categorico, di osscr\•~nz.;l obbligatoria.. quindi s1rctl3mc.n1e nor-roativu pct l'opcr~1urc.


La tesi di un 'accresciuta gm•ità della gucrrn cliiponc di solidi argomenti. Dila1aci lo sforw che impone e le rovine, con l':impiezz.i dei suoi quadri attuali, è sempre meno emergente il profitto per lo stc<so vincitore, il quale giunge stremalo alla vittorfo e gravato per di più da ingenti compiti di ricostruzione, imposti do esigen1,c perentorie di riequilibrio mondiale o settoriale, :n un mondo singobrmcntc solidale malgrado gli onrogonismi accr, rimi che lo agitano. Inoltre sono da tempo coin\'ohi nel tormento dello guerra, coi combattenti. le intere popolazioni degli Smi in conflitto. mentre le più solide eco, no1nic accusano le conscgucn1.c dc.Ilo stor'I..O 1111manc di produ;dooc che: la gutrra impone e le condizioni della ,·ita a1MXiata sono ,cmpre più ,cn,ibili alle nioni \'Ìolcme di cui pos!Ono divenire bersaglio. I qu:1<lri spaziali dilataù, dopo l'accesso allo spazio aereo e data l'ac· cresciuta celerità degli strumcnù operativi più importanti. importano interi continenti coinvoltt dalle opcr:Y,iom. con una progressiva eliminazione di aree csemi da offese belliche cd un costante incremento di rovine e di lutti. Dal punto di vista poliùco le due guerre mondiali hanno determinato vuoù di potenza, che i dopogucrr.i 0011 ,ono riu.ciù a colmare e per effetto dei quali l'ctJuilibrio 111ondiale è tuttora in soffcre_oza gra\'e, !'atte queste premesse, è consequenziale il convi ncimento, di fatto lar• gamcmc di/fuso. che una tcr,a guerra mondiale, probabilmente determinata dalla degenerazione di un nuovo conflitto ini,ii:,lmcnte localizzato, non potrebbe che peggiorare la situn1.ionc generale già climaterica, anche a prescindere dalla prcsun1.ionc che questa \'Oha si tratterebbe di una guerra nucleare, Ma questo è atteggiamento incauto e gratuito, In cfktll il terrore di una guerra nucleare è imlllancnte sul mondo contcmpor•nto e ne determina in modo in,upcrabilc ,Lati d'animo cd atti concreti, Una imporl3Jlte conseguenza di quegli stati d'animo è da ,·edere nella condanna della guerra, f:itt:1 eccc-~ione di una guerra difensiva contro un'aggre,,ione m:mifc,ta, pronunziata dalla Organizzazione delle Nazioni Unite. E' bene avvertire che non si tratta di un atteggiamento di,taccato o sentimentale. L'O:ì'RJ dispone di sanzioni contro i trasgressori al Patto cd alle sue decisioni, che possono giungere sino alla guerra d'esccu,.ione, condotta da fo,..,,c internazionali sotto la bandiera dell'Organizzazione. Inoltre la Carta dell'ONU prescrive prnccdure ben dererminote e di osscrvan,.a obbligatoria, per il caso del sorgere di gravi vertenze, le quali, se ria una pane aprono l'adito ad accorgimenti ime<i a deluderle od a procacciarsi sostanziali vantaggi nelle more degli inten·cnti intcrnaiionali, dn un'3I. tra parre impongono freni consistenti nl l'eserciiio arbitrario di ntti che perseguono interessi unilaterali. Un :iltTo fattore di variazione proviene dal fatto che gli esiti di guerra dipendono in misura sempre più gra nde dn componenti di scarso o nullo contenuto militare. per effetto delle quaU il successo militare. sempre alea-


corio. non è più condizione sufficiente, tiuaml'anchc necessaria, per la vittoria finale. In pari tempo le componenti non militari dei risuhati di guerra aprono la via a forme antagonistiche meno impegnative. le quali, in ultima analisi. rispondono all'esigenza di soddisfare il dinam ismo vitale delle nazioni senza provocare contingenze cbc a buon diritto s·idenàficano con vere e proprie catastrofi planetarie. Nè va dimenticato che le forme di compctiiion~ meno impegnative e le stesse componenti non militari di esiti di guerra risulwno cfficnci anche prima che si <lctcrmini uno stato di guerra c<l anche a presci ndere da un succe)sivo stato di guerra, cioè sono operanti in proprio in via preventiva, una oper.1ti,•ità che spesso consente di raggiungere obiettivi analoghi a quelli richiesti ad atti veri e propri di guerra come ?: capace d·altro canto di compromcnere i11 modo massiccio gli avvenimenti di una eventuale !,>uerra successiva. In breve, risultati c1·innegnbile portata, corrispondenti al conseguimento diretto od incliretto di obiettivi imporunri, sono oggi pcrscgtùbili :mravcrso atti anodini. perfino surrettizi. sol dic valgano ad importare variazioni nc1,r.1tivc del potenziale bellico avversario ( t ), Le li nce d'azione nuove, che si sono prcscmate in qualità d'altemativc della guerra convenzionale, acquistano maggior merito quando assumano la funzione di alternative delln guerra nudearc. poicbè in questi termini val· gono a scansare eventi catastrofici. Di qui la fondatezza del la previsione che esse siano destinate a prender piede e la evidenza della deduzione del loro effettivo interesse per tecnici militari e per uomini di Governo, i quali dovranno porsi in grado di ailrontarne le vicende con ,ucccsso e di adeguare a questo fine mentalità e prcduposizioni alle situazioni che es5C implicano. Il /cii moti,•, il motivo conduttore dei nuovi procedimenti competitivi, comisle nella realizzazione dd più considerevole rapporto di potenza, della quale la potcn7.a militare ~ w1 elemento importante, ma non unico e talvolta nemmeno prevalente. Il rapporto favorevole di potenza deve essere convalidato cd uti!i?.1.ato dai responsabili della politica nazionale e può essere r:1ffom1l<l, in molti casi. da una azione convc.rgcntc, consistente nell'inflessione nelle analoghe carattcrisùche di possibili avversari, una concezione che d~ lo spunto ai nuovi machiavellismi dell'epoca attua le. In ogni caso la mèta da raggiungere, vicina o lontana secondo i casi, è il conseguimento di una potcn.za nettamente prevalente, come garanzia ( 1) Il raggiungimento indirc:no di obiettivi è d;a \edere in alte.razioni iH p<»i:r.ioni di po1tnz:1, rc::ilin:no per vie indircm:, uli da Ct>"ilituirc f:acilitninnt! dcchh•:1 per il buon o.ito dtll':tzionc dirctt:>, qu:tndo quetta d(',·t-~!t 3\'tr luogo.


che se l'equilibrio io atto, quantunque precario. verrà modificato. non lo sarà a proprio eia nno. Siiunioni basate su equilibri cli potenza, cioè su fotti tipicamente variabi li col tempo per effetto di condizioni di rclaùvità, sono certamente i1mabil1, ma, a parte il fatto che sono da accettare a scatola chiusa, sono preferibili senza dubbio a situazioni di grave turbamento, che per parte loro non promettono mai nul13 cli buono. 4· . LA

PARTEC1PAZ.t0NE DE.LU ! ,\R.\tf NTWI l"AR1

Nella formazione delle nuove silllnzioni, in gran parte spont.1nea sotto le influenze mutue di fattori agenti con varia intensità in disparate direzioni, una parte assolutamente determinante si deve attribuire alle armi nucleari e pertanto merita di cs.«:re approfondita. Ad esse sono da riconoscere due riflessi distinti, uno eh riferire all'enorme poten1.a messa in gioco in ciascu n atto operativo semplice cd a maggior ragione in atti eompkssi, l'altro connc.~so con l'csigcn1~1 assoluta di tener lontana d:,lla propria parte l'nione carastrolica. I due riClcssi, dei quali è molto evidente l'interconnessione causale, cscr· citano un'influenza molto considerevole sugli sviluppi ddlc crisi interna1.ionali, influenza che si ritiene di potere sintetizzare nel dato di Fano operante che, in prcscn1~1 della minaccia :11omica. l'aneggin mento più sensato. ccr1amcme l'unico razionale, non è quello di accedere al l'impiego clclla forza bcnsl di rcali,.zare una preparazione che valga acl eliminare ogni incentivo di ricorso alla forza. Di conscgucn?,a. per quanto la ricerca della vittoria in guerra sia ritenmo tuttora il tema principe dell'attività operativa e quindi delle preparazioni in vistn dell'esercizio ddl'attività opcr:,ùva, la tc;i è meritevole di una acuta revisione critica. lii e.ietti qua/situi polrtica 1111/rtart bene orù:11tata det•e mirare ad e11itare

di subire atti di

g11crm 1111110

treme11tli, dopo dei quali il maggiore 111ceesso

perderebbe og11i sig,,ifiruto, piuttosto cl1e ad assicurarsi il .successo med1a11te

u11 uso dello forzo cui 10110 co1111e11i rùdrì mortali. Tale presa di posizione. che forse potrà sorprendere di primo acchito ma della quale non è contestabile la solidità, oltre ad essere provvisia di un'intensa carica moclilicatricc nei riguardi di modi correnti di pensare. è ulteriormente rafforzata dalla constatazione che l'i ncentivo all'impiego della forza non sussiste quando risulmi conformi sono npromess1 da azioni di tipo diverso. sia pure con diverse caratteristiche di sviluppi pratici. soprat· tutto in ordine di tempo, constatazione cui occorre aggiungere l'ovvia cnnsiùcrazione che quando la potenza ha raggiunto li velli non superabili, la gara di preminenza s'in1•cric nella ricerca cli processi d'invalidazione della potenza ostile.


co11c/mi011c, da qua11do la potenza tli<po11ibilie è tli1•c1111tu 10,,r11bbo11• 1a10 procedimenti violc111i 11011 è co11dizio11oro dalla maggiore ('opodtà di oOc.<o, bcm) dalla facoltà d'ml'Olulare ( o di parzializzare. cl,c dir si ,•oglia), 11cl modo più ('Omplclo. la reozio11c ,lcll'aggmlito. I,,

,hm/e, /'imp11/10

Accertato questo corso di farti, non vi ~ dubbio che gli allcggiamenti razionali, in presen1,1 di vcncnze internazionali anche grovi, vanno deviando dalle lince ritenute sempre più indcbitameme correnti, che in dipendenza sono in procinto di divenire superate e di fono sono già ~focate. con l'aggrav:intc, che 12 cir<ostanza nc:.gatÌv3 non è gcneu1 1t1entc avvertita. Infarti le situazioni che si v,1nno formando ammettono come carancriSlica comune, ma imprevista, per quanto informata ad una innegabile logica di fatti, la rinunzia progressiva e presto totale alle prove di forza condotte in termini di guerra guerreggiata e la loro sostituzione con i succedanei anodini o almeno di minore impegno, dei quali si è gi~ fatta parola. E~ pitì c/1e 11aruralc cli~ iu qu~sto dima lrovmo t.erre110 propizio anche

quei ,·011/ro11ti di /acoltù, ,slituiti 111 rapporti calcolati di potc11ziuli bellici, cioè clic ,,; assumano le funzioni tli processi di decisione e di strumenti t!~ci· sim', alla condizione c1p/i('if<1 ,li un'i11dl(bbia aulorit'iì, a11ic11rata da 11110 in· dim11ibilc rispoll(/mz11 alla realtà dei fatti. Jl requisito di rispondcn,,a alla realtà dei fatti sussiste certamente quando i confronti di focohà vengono determinati in 1ermini rigorosi cd i loro risultati sono inattaccabili, in guisa da costiwirc l'atto premonitore di quel che accadrebbe, con probabilità tanto elevata ria doversi considerare una prn· tica certez1,a, alla parte che fosse taoto stolta da impugnare le armi alla leggera. I rermini rigorosi di confronto e l'inattaccabilità dei risuha1i sono prerogative dei confront i condotti con le metodologie della matematica degli insiemi e del le programmazioni matematiche, scrnprc d1c i dari disponibili, l'impostazione problematica e le prestazioni degli strumenti di calcolo a disposizione consentano il calcolo rigoroso (o d'approssimazione nota). In questi termini il problema operativo è trasferito a problema di calcolo e diviene compito di uomini di studio anzichè di uomini d'azione, scn1A1 pcr:1ltro che i dati di risoluzione manchino di costituire norma perentoria per 1uui, mentre l'intera materia assume quella generalità conCC!lualc che è pc· euliare dd pensiero scientifico. Perahro è da evitare l'errore cli pcn:,:irc tr:dormatc le verten,,c internazionali in una specie di coniabilit~, si:1 piire a.r dua e confortata di particolari 3CC?T)(imcnti. tale da far passare le inco,nbcnzc delle difese nazionali dai respons.1bili d'istituto agli attuari. Agli uomini di scicnw è 1fa richiedere lo svolgimento di una fase particolare di un processo complesso d'accertamento di facoltà clTeltivc, intes.i a fornire dati normativi di dcr.isione, ma a tutlc le altre fasi cd al successo globale del procedimento contribuiscono in modo necessario istiruzioni mi-


litari aggiornate cd in piena efficienza ed lln3 condotta sagace e Ecrma dall'azione politica parallela. Il mordentè delle nuove modalità di competizione proviene, in modo indispensabile. dall'essere il confronto virtuale spalleggiato da forze armate di ottime caratteristiche opcrati\'c e tanto potenti da for considerare un rischio grave per ogni avversario il mellcrle alkt prova. Del resto nulla di fondamentalmente nuovo in tulio questo. Le forze armate di uno Stato sono fauori innegabili dei potenziali bellici e d'altra parte, quando manchi la decisione volura arl opera dei confronti di facoltà postulati, resto sempre, come ultima carta, 11 ricorso alle armi. messe in disparte temporaneamente, per senso di responsabi lità e per affidamento nelle nuove forme d'.mtagonismo. Le circo>1aM.c delineate ammettono di essere interpretate come un singolare rafforzamento dell'azione preventiva delle armi valide, azione preventiva che si amplia, per le vie accennate, sino a dar consistenza al/11 ,.,,,,. cetione di prepara:ioni militari accurate ri1 oltc no11 a co11seguire sterili 1it 1

1

4

torte, ma ad e,,i1are co11 molto maggior,: razio11a/ita di dovere fare ricorso alle armi.

5· •

IL CON~'RIAUTO llELLE NUOVE TECNOI..O(llF..

Se non è controverso il contributo del progresso scientifico e tecnologico all'evoluzione dell'armamento e, per questa via. alla evoluzione della guerra, ia realcà le nuove armi non sono la sola manifestazione delle nuove tecnologie. Per quanto interessa. queste si affermano in modo nettamente positivo anche con la celerità e con la sicure-1,za della trasmissione d'informazioni e più oltre con l'accesso ai procedimenti meccanici od automatici di decisione, destinati a segnare una profonda impronta nelle attività d'impresa, civili e militari, mentre ne sono aspetti negai.ivi la difficoltà di rendere operativi i procedimenti corrispandenti e quella di adeguare ai nuovi mezzi cd alle nuove situazioni, cletermin,ttc da questi, le mentalità di operatori e di ambienti più vasti. comunque uncressati, come esigono prerogative di rendimento di uomini e di mezzi di rispetto assoluto. ln particol:trc meritano di essere mcniionati i procedimenti che si sono detti meccanici od automatici di decisione, perchè il correno apprez1~1mcnto nella loro partecipazione vale a portare luci chiarificatrici sugli ordini nuovi d'idee che si vanno prendendo in esame. Noti,.ic rapidamente incalz.1nti, riguardanti nzioni di cs1rcma violenza, alle quali sono in procinto di essere soggetti operatori cd ambienti, alla cui difesa quelli sono preposti, richiedono facolt:t di comprensione, d'interpretazione e di elaborazione di dati, affluenti in quantit~ ingenti, infine di reazioni immediate cd appropriate, che escludono l'adeguatezza di meccanismi ordinari di ragionamento.


D'altra parte l'accesso a procedimenti automatici di manipolazione di quantità ingenti di dati, allo scopo di fornire tcmpc~tiv:uncntc dementi mctncj corretti di azione e di reazione. prepar:, il terreno alla loro estensione ad incombenze ben più impegnative, intese a realizzare le valutazioni concernenti i rapporii di potcnz.1, da svolgere non solo durante l'azione ma anche con notevole precedenza rispetto all'azione cd anche a prescindere da una azione concreta. Tutte k analogie presumibili tra passato e futuro prossimo, anzi un futuro che è già comi nciato, sono vaghe e di scarso valore cl'indiriz1.o: in cf. fctti si tratta di passare dal servizio di strumenti bellici perfezionati alr apprcnamcnro oggcnivo di rapporti di potenza tra Stati, possibilmente impostato su cli un caso attuale e mantenuto successivamente :,I corrente con l'introduzione cli nuovi dati ad ogni nuova occorrenza, in modo da renderlo idoneo a dare risposte aggiornate, immediate e centrare, alla prima richiesta. Nelle nuove situazioni configurate, il tema pcnnancntc consiste ncll'e,•irare lo scoppio di una conflagrazione generale t nella ricerca contcmporan~a delle alternative valide ad evitare di agire in senso antistorico cd a non fare violenza ai principi di umanità. La posta è importante: alternative efficaci si traducono in definitiva in una scelta tra pace e guerra, si dovrebbe dire tra soprawivenza e dis1ru1.ionc, per mmcrc in evidenza un dilemma agglùacciantc, cbc però tratteggia in modo icastico il dramma permanente che oggi affiiggc il mondo. Occorre inoltre aver presente che il timore del peggio e della stessa minaccia cli doverlo subire sono esasperati dalle condizioni in cui si svolge la ,•ita .rssociata delle grandi colleu ività umane. Approfondendo un conccuo già csprc5SO. si fo riferimento alle forme complesse d'organizzazione cui queste si orientano, che spesso investono fatti di supcrorganiz1.12.ione e degenerano talvolt:1 in eccessi di organizzazione. Le collettività supcrorganizzate, ed a maggior ragione le collettività af. fette da eccessi d'organizzazione, raggiu ngono di regola un'alta efficienza di ,fonziorù ma svolgono c1uest 'ultime in condizioni critiche, con Stretti mar· gini di adattabilità a deroghe dai corsi prestabiliti. Di conseguenza quaJ. sia5i alterazione rispcno a livelli ottimali si traduce in inabi litazione funzionale e di qui in fatti di disorganizzazione, di prognosi generalmente infausta. Per quc1ti motivi le grandi collettivir~ moderne hanno una sensibilità morbosa alle :11.ioni :1ggrcssivc violente, che consiglia cli rifiutare, sinchè è possibile, quelle situazioni che ne comprometterebbero la vita. Di qui un altro incentivo ad ani meno impegnativi cd al loro esercizio in tempo di pace, vale a dire evitando stati cli guerra, cd alla richiesta di contributi sostanziali ~ processi razionali di previsione. in quali tà d'indirizzi di comportamento in circostanze che implicano gravissime rcsponsahilir~.


6. • Ls

NTJOVE l.lm.E OECLJ \Nl'J\CONIS~U l~'Tl?RNJ\Zl0t-1ALI.

Un fono è certo: k prove di forza sono sempre meno attuali cd è in corso h, ricerca dei processi sostitmivi. La presente nota la cond ude, additando a.Ilo scopo confronti di facoltà o di poten1.1 calcolati o virtuali, dei quali sottolinea la funzionalità, senza volere escludere con questo che non ve ne possano essere altri e migliori. Comunque è di qualche interesse constatare che l'attuale guerra fredda conforma in molta parte i suoi sviluppi a concezioni che hanno stretta attinenza con gli ordini d'idc:c ilhistrati.

Ovviamente la prova indis<utibile di unn reale superiorità di forze induce la parte meno provvista ad astenersi da gesti avventati. D'altra parte la certezza di una prevalcrnza assoluta non è raggiunta di regola al cento per cento ed un rischio consistcme frena anche chi dispone cli maggiori forze. Di conseguenza i decorsi delle crisi tendono verso sviluppi più moderati e la coesistenza dei popoli si adegua a forme d'antagonismo meno aspre e acl una convivcn1.a quasi pacifica, proprio quando ~ clisponibilc una potenza di distruzione straordinaria. Perciò i procedimenti in parola acquistano piede, a mano a mano che sono superate le idiosincrasie immancabili in m:1tcria gelosa cd impostata da tempo su schemi ormai connaturati e non ritenuti snsccnibi li di modificazioni, anche allorchè è più manifesta la loro irrazionalità e la necessità

di rimpiazzarli con metodologie di maggior merito. Ricapilobnclo e concludendo, dari per noti concetto e sostanza di po· rcnziale bellico e di fattori di condizionamento dell'impiego dclfa forza, sussiste una facoltà operante di addivenire a valutazioni assolute e relative di potenza. le prime concernenti stati di fatto, le seconde, confronti o npporti tra stati cli fatto. Le valutazioni aSS-Olute, souoposte a processi di ottimizzazione, forniscono indirizzi di merito circa specifiche politiche militari di uno Stato o di una coalizione di Stati. in situazioni competitive concrete; le valutazioni co111parativc valgono ad istruire circa gli atteggiamenti più rispondenti nelle accennate situazioni competiti ve ( 1). Qucst'ullimi, semplificando al nrnssi1110 una c:i,istica normalmente molto complessa, vertono in primo luogo sulla decisione se convenga accettare il rischin della prova di forza o dila1.ionarla sino a piò favorevole occa1ione. Si è già escluso che questa sia la sede adma per la discu~ionc particolareggiata ui .ttti concreti. (1) Comt: l- noto. scconJo un3 fra~ologfo ()rm:ai entt3t3 nc-ll'uw. un sincm:a coc· rcmc di uucggiruntnti. in qu:1liW d'inJu1zzi dt comporran'lcntu in urcommzc dctcr~ min:1t~. )uggcriti <l:a r::1glon:uut.11to e J:a espe:ric:.nz.a come meglio rispondenti :.11:i •itu:,~ 1ione di fouo, <'identillc:i in una stnttt'.'gi:a. Le ,•:-1lut:1;,ioni di c.ui tr:'Ht:ui ,·:ilgcmo quindi

in ddiniti,·3

;1,

definire l:t 'i:tr,:1tegi:1 pi~ opporLuna.


Qui <i ritiene sufficiente sottolineare la conferma. implicita nd prece, dente contesto, della te,i già prospettata cli preparazioni militari che non mirano alla vittoria in u11a guerra l,'lterrcggiata, che pcrdò dovrebbe essere eombam11a e vinta, bènsl si propongono d i evitare la gi.1errn. Una rintwzia alla crittoria può es1erc giudicata aJ1.eggiamc1110 aberrante,

ma, 11 pari<: il /11110 che la rii11111zia ,,erre m di u11 risultato solta1110 11/enrorio, invece razio11ale tli rifiutare quello che 11011 paga lo sforzo cltc eoJ/a. Le armi atomiche confermano in mo<lo solare l'asserto, in quanto. ritenuto valiclo per queste, e ne è pro.a la gcnco"lc oil'ugn.mza a prospettare

~

ricorsi alla g uerra nucleare, è valido per ogni altra forma di guerra in armi, da quando è sempre suscettibile di tralignare in guern, nucleare. La rinunzia all'impiego della forza, sia pure sub co111/itio11e, non significa segi.oirc il miraggio di un' irrealizzabile composizione pacilica di tutte le future vt'rtcnzc internazionali. E' soltanto, cd è gi~ molto, l'avvio verso termini moderati di un dialogo tra le nazioni cbc non si può ammcuerc abbi3 soste. L3 rinu nzia all'impiego della forza, <'ioè all 'esercizio di politiche di for7,1, verte, mette appena conto di porlo in rilievo, sull'impiego diretto e lascia quindi impregiudicato qualsiasi indi riz,,0 d'impiego indiretto, nel senso g i~ d ichiMato. Un ottimismo anche cauto induce a pemarc che le visioni prospettate non sia no prive di realismo e nemmeno di aspetti meritevoli di appre-1.zamento. Esse lasciano sperare che si soprassieda da passi cbc importano gravissime responsabilità ; per di più, una volta presa questa via, non è da escl udere d i vederla perfezionata, in specie se concorrerà a questo fine la buona volontà degli attori. Un fotto incontrovertibile è l'orientamento dei conflitti internazionali verso schemi di nuovo tipo, dei qu3Ji è motivo fondamentale l'eliminazione degli aspcni più violcnLi, ritcnuù epifenomeni non csscn1.iali, mentre sono disavventure reali ( t ). ( 1) r...c: prcmc:ssc fam: sono fondare, il p,occ~so logico seguilo è corrcuo, le ckduzionl quindi merita.no di t!i&trl" accolte. Peraltrq tr:a le prcmc.uc è implicit:a l'3mmissione della razionalicà dclJc coocc2foni e cld lc: :1zioni. Qu:,li sono le pttvisioni d:1 fare ove il criterio di r:azionalh3 cost:incc non Fosse r4pcu:.ito, nd campo economico si direbbe qu.ando non vigc.~sc il principio dd tornaconto, in quello pvlitico. milit-3r(', di pi~ diretto intt'tt$$C, si direbbe qu:indo non ,-i facd11 contò cli Julori e di lutti pur di nggiunguc un fine, cut si :anncttt maggior v:ilorè' della vita di migli:ai:t o di milioni di uomlni> Sì mnua Ji eventualità che. per quanto :abcrr:ind. non $000 ipotesi pure, pcrchè. ad ocrnpio, si concrcl:lno nell:1 previsione di popoli di C('ndnoi:i di milioni d'animc che tornano a prn1 icnrc le inv:t~ioni di contint..nti con l:1. tccn1CJ ddlc orde. Si trAtUL di un gtav(' problema. che qui h:ul--:l a\·c;:n:. :u;ccnn:ito. Ma ~ 1nolto prn-b;i,bilc che ull'1nnsionc di orde s.i dcbb:J tt:Jgirc C(ln le diwuzioni di n~ass.n.

4, • R.


47° Evitare l'impiego della for,.a non significa votarsi ad atteggiamenti imbelli. Evitare non è escludere. La forza rimane sempre l'ultima riserva del buon diritto, lo si è già accennato. c conserva intero il suo valore di catalizzatrice dei processi evolutivi del dinamismo internazionale. Un problema parallelo interessante è quello dell'avvenire delle istiruzioni militari. ne, nuovi quadn competitivi, e, ,n linea subordinata, delle esigenze da assolvere nell'attuale periodo di transizione, la cui precisazione costituisce una responsabilità positiva degli esecutivi in carica dei maggiori Stati mondiali. Non s'intende risolvere il problema indicato; lo si è soltanto enunciato per esaurienza d'analisi, a dimostrazione della complessità e della molteplicità delle questioni sollevate dall'argomento assunto e dall'interesse effemvo delle modalità seguite ,n sede di applicaz,oni concrete. I p1·oblem1 aeeeJi dal/'apprezzamcmo me11·ico dei rappor1i di potc11za 11·a gli Stati, 111 ,,iua di defi11ire a11cggiam1mti razio11ali i11 Jedc compe111it,a, 10110 co111raddiui1111 di norma da gra11dc ampiezza di campi di 1•ariazio11c delle t·ariabili e da 1111 1111mcro comitluer,ole ,li ,,ariabili, d,e impona i11combe11zc pua111i e pcrfi110 proibi111•c di calcolo materiale 11el corJo della ricerca delle ,·udici. A questo proposito occorre ,·iro,·darc du il calcolo delle radici di sistemi li11ean di c911azio111 ( o d'i11c911azio11i) <molto 011croso i11 prcsmza di 911alche dicci11a di ,,ariabili e che 11ei prob/cm, sfiorati si trai/a p1·obabilmmtc di ce111inaia. Se poi i sùrcmi 110n sono lineari il rcrrc110 ,la peuoncrc è pressoc/Jè 1•crgi11e. Le prcccdc,1ti co11J1dcrazio11i d1iarisco110 l'impouibilirò pratica di procc,

dcrc alle ,,a/111azio11i del /1111zio11ale potc11ziale bellico cd alla 1110 ouimizzazio11e se 11011 co11 l'a,uilio dei metodi ,li programmazio11c lmeare o ,Ji,,a. .

mica e di sistematiche applicazio11i di calcolo automatico D'altra parte, già largammtc d1011sc 11ella 1ec11ica e nella uo11omia, 11011 ,,, è moti,,o di 1e11erle lo11ta11e ,/alle applicazio11i milita,·i, du 11e trarrebbero 1111 ,.,11,aggio sosra11ziale ( r).

(,) Si ricordano, per la loro consistente :1nalogia. i procedimenti di analisi delle iMcrdipcndcnu: nruttur:ih. applicati dra W. leo~'rlSl-'11" e po1 da ahn :,Ilo >tudio delle \·arie forme ,.h attivit~ ccon.omi(::'1.1 con rncto<lologtR mi,ta ~tntistic:n e matCm.tlica. della qunk: è algoritmo tipico In matrice ddle interdipendenze economiche. L'intero)(· della cit:1·,ionc risictJc ~nchc nel fotto <hC l'analisi delle int<:rdipcncJ.cn,:c ttrutturali offre contnbuu dircui per l":ipprezzamento qunnutnuvo dd potcntinle hd·

lico, dc.I qul"IIC Hle a detcrtniMrc le componenti cconomkhc..

-


UN' ANALISI CRITICA

DEL PROBLEMA DEL DISARMO Gen. di C. A. Paolo Supino

I . .. !Ml'OSTAZTONE 01 UNA MESSA A PU!'Tl'O.

A giudizio generale, non controverso, la questione del disarmo internazionale costituisce uno dei problemi pili gravi del momento e la sua soluzione uno dei compiti più impegnativi e più urgenti per i responsabili della pace del mondo cd al tempo stesso di più difficile assolvimento. Quando « l'aiuola che ci fà tanto feroci • ~ agitata da gravissimi interessi in contrasto, materiali cd ideologici, densi attriti rendono disagevole la normalità delle relazioni internazionali, le condizioni d'equilibrio sulle quali poggia la pace sono precarie, pcrchè due guerre mondiali hanno accesi molti più problemi di quanti ne abbiano risohi, i motivi che pongono in difficoltà un disarmo effettivo sono più consistenti di quelli che lo agevolano. L'epoca presente è l'epoca della bomba atomica e della guerra fredda, due nozioni e due stati di fatto che si accostano non a caso, e sarebbe ben strano che un prob!ema d'importanza fondamentale, quale il disarmo, non risentisse della causalità complessa individuata dai due fatti emblematici. Inoltre influiscono sugli atteggiamenti degli attori gli interessi vitali degli Stati che conducono la politica mondiale, interessi il cui rilievo è messo in luce a dovere ricordando che insic mc alla sorte di popoli è in gioco l' av. venire di una civiltà. L'unica alternativa di una catamofe, dalla quale il pensiero rifugge, è una tregua d'armi, che una corsa affannosa agli armamenti più distruttivi allontana continuamente. Le volontà in azione sono volontà di predominio e si manifestano con assoluta intemperanza, dal momento che si ode ripetuta la minaccia di seppellire l'avversario o di rispondere all'ano dichiarato inaccettabile con la disrruzionc di una considerevole aliquota della popolazione dello Stato antagonista . .!-e propagande sfrenate lavorano su coscienze e su inconscio, col risultato di allonta11.1rc le menti da processi lineari di pensiero e di mantenerle avviluppate in situazioni estremamente intricate. lnfìne non si deve dimenticare che forti influenze sono da attribuire ad un eccezionale progresso scientifico e tecnico, per di più molto superiore a quello morale, progresso che qui i ntcrcssa soprattutto ricordare in termini di evoluzione di armamenti e di procedimenti produttivistici e d"impicgo


cf:umi, :,I quale si debbono apporti positivi e negati,•i, in gr3n numero, alla risoluzione del problcm.i, apporti che è necessario approfondire in vista di una valutazione corretta di fatti e di csrti probabili. Quali sono da presumere svi luppi prossimi della questione e quali sono le tesi professate ? Quali dati di fano sono acquisiti, da tcnrr presi,nri per eliminare illusioni pericolose in materia tanto gelosa e, ancora, quali at1eggiamcnti si prospeuano come meglio rispondenti nell'inrcrcssè generale? Oppure si deve pensare che esistono soltanto interessi di parte in contrasto insanabile, per effetto dei quali è vano attcndcr,i un esito concrero dagli sfon.i delle b\lone volont:,, che innegabilmente sonu ull'upcnc ? La risposta ai precedenti interrogativi, pcr es$erc concisa. non esige la ricapitolazione dei passi compiuti in materia nelle ultime decadi. sotto lo sprone delle esperienze di una prima e poi di una seconda guerra monclialc. Del passato recente b:ista ricordare che l'eccesso d'armamcnti è molto piii fr«1uc11te della modcra1.ione, a pane imposizioni limitati\'e a carico di vinti, per lo più risultate caduche, e taluni accordi intervenuti in quadri di armamenti n:.vali. Il consuntivo negativo è da auribuire a volont~ in contr.uto, più che ad impossibilità materiale di un'azione positiva, cosicchè se le ,pcranzc dell'uomo comune non tro1•ano molti mori"i di conforto non sono nemmeno smentire in modo assoluto. Piuuosto conviene chiedersi quale sia il disarmo di cui è realistico occuparsi, essendo il concetto complesso e suscettibile di assumere signilicati e contenuto disparati. Vi t infatti l'acccnna10 disarmo elci vinti, ;imbolo di una cosiddcru " pace punic, ", rinnovata sic111 ;,, q11ar1t11m di tempo in tempo ccl applicata anche al termine delle due guerre mondiali, e vi è il disarmo di fono. laddove non esistono conflini d'interessi e la pace è sicura, come ad una frontiera italo . svi1.1.cra o ad una canadese · sratunitcnsc. il primo inauuak, perchè presupporrebbe una nuova guerra per dh:irmarc nuovi vinti, il secondo cccc1.ionalc, dal momento che le ione d'aurito internazionale sono senza confronti più numerose di quelle del tutto pacificate. Avendo prcsi,nti finalità d'azione pratica, il clisMmo da pcrscguirc non è nemmeno quello totale cd indiscrinùnato, o, per rifarsi ad un testo noto, quello « generale e completo ,. (1), in definitiva l'utopistica abolizione di ( 1) Oi.:icono Jd iii!. Kru~cw aJl'A:>sc:mbka Generale ddlc- N:azioni Unite in d:1t:a 18 novembre 1961. E' ben noto <hc ,,1 SOI\O molte maniere: cli :'l\'\'cN.1rc un'1naz1ath·11 nl:ilvist.1, tutte gr:idu:-zioni l~ a dut c.:asJ c.suemi di un netto rifiuto e dl un'2cccuazionc :ipparcntC'

mcntt entusiasta, che

\ 'J.

oltre le 11tcMC richic..u: dei proponenti e cht> in questi tcrm1ol

la rende irrc.tlizz:.bilc. 111 e.empi cli :mivt'imo prop:i.g-andb=1ico co1n-it"nc non fid:irsi dcgh cntu,iiawni cttes-,;in, che wuoc:rno di contenuto pratico ogni atto effettivo di esecuzione.


tutte le armi, una concezione che non ha superato lo staJio di meditazione solitaria di \10mini di pensiero o, con ahri scopi, quello di manifestnionc di volontà capziosa di taluni governi, un pericoloso inga nno se dovesse aver esito per avvc:_ntura nd sorgere imprevisto di un esercito armato di armi improvvisale in un mondo disarmato e nella sua irruzione contro antagonisti rimasti <lei lutto sprovvisti ( 1). Restando in quadri realistici, il disarmo non può consistere che in ridu. 1.ioni cd in limitazioni d'armamcnti, in prima approssimazione di qualsiasi tipo e da chiunque posseduti - le precisazioni verranno in seguito , la riclu1.1one c.~sendo ,mesa a durunu11e J'cnutà attuale degli armamenti e la limitazione, a fare rispettare un limite concordato, naturalmente da considernre insuperabile, corrispondente di massima al livello raggiunto dopo la riduzione. Si tratta evidentemente di quella forma di disarmo che di ordinario viene detta "disarmo parziale», che ha la sua premessa logica nella rinunzia alla guerra come strumento dj politica nazionale, come scopo la coesistenza pacifica e che trova l'aspetto più positivo nella diminuzione delle spese ingenti oggi imposte dagli armamenti a tutti gli Stati del mondo, se pure in mjsura di\'ersa, per dcdjcare i mezzi finanziari rcii disponibili a lini di progrcs.~ generale e di benessere sociale. 2 . • LE VIC&NDE DEI NEGOZIATI PER IL DISARMO.

Non vi è dubbio che la sfiducia reciproca tra gli Stati, che è all'origine delle gare d'armamcnti. mene in diC/icolt~ soluzioni positive e rapide del problema in questione, che pure s'impone all 'allcnzionc generale con mag• giorc autorità quando le gare d'armamenci si apJ>rossimano a nuovi vertici. La sfiducia avvelena le relazioni internazionali e rende sterili gli sforzi più generosi verso un disarmo effettivo. I ncgo7Jati relativi procedono penosamente, ristagnano, vanno in lungo allorchè il nulla di fatto è- considerato miglior risultaro di con,.,ssioni d'imprevedibile portata ad un probabile av\lcrs:ario. Anzi, uno strano destino è sembrato sovr:istarc in passato alle conferenze per il disarmo, come a molte altre iniziative rarifistc: tutte sono state intcr· r~rr~ da •.1uovc guerre. Si trana però di una singolnrit/1 solo apparente; le ini· ziauvc .d, pace erano sollecitaic dalla percezione di situazioni csplosi"c in formazione, delle quali le guerre cran<> le rivelatrici e lo sbocco. ( 1) La Russin. li ~ distinta (())tQmtmcntc per le: prOpo$tt" di di~:irmo più radk.;1li e ~i è poi sempre oppost~. con \Cli o con :..hh:mdoni di ncgozm1i. a che: le propoqc rrt>nd~to form:t conc:rt:ta, Tipico l'attcggi:1mcmo :al riguardo delle b.pc:1ioni: le propoitc p1~ audaci, ;indie 1-c acco1t(-. divengono inopcr:mu. O\'t' non csi-.1a fa bcoh3 d1 iipc-1:ioni di comrollo.


Nd dopoguerra della seconda guerra mondiale la qutstionc è ritornata all'ordine dd giorno, questa volta sotto l'assillo di eventualità ancor più c.~tastrofiche, pcrchè era stato consc&uito il possesso della bomba Atomica. Occorre dir subito che la maggiore necessità d'intc.rvcnti non stata promcss., di progressi pi/i consistenti. Ancor oggi gli argomenti sono fermi alla formulazione dd 1954, :illorchè, dopo molti anni di tergiversazioni, sono stati sintetiz7,:ni nei noti tre punti: 1 • • proibizione dell'uso e della preparazione delle armi atomiche; 2• - riduzione massima delle forze armate e degli armamenti convenzionali; 3• - definizione di organi di conrrollo, con adegu:,u dmtu, facoltà e funzioni (1). Le armi nucleari hanno portalo nuovi clementi d'urgen1.a nella complessa materia, insieme al disorientamento derivante dal fotto nuovo e tremendo della distmr.ione di massa, e nell'insieme nuovi appigli a disposiz ione degli interessi di pane, i quali esigono soluziuni di assoluta convenienza e non ammeuono deroghe a questa linea di condona. In rcrmini generali si può dire che ciascun<> è disposro a rinunziare a quel che non pussiede cd a pretendere che lo cnnrropanc rinun1.i alla maggior parte di quello che ha. La proposizinne può considerarsi. a prima impressione, uno scioglilingua cd invece descrive una tragica realtà. Nei fatti si vede respinta in alto mare la fragile barca delle trattative: ogni qualvolta è in procinto di 1occare la riva. Logicamente un disarmo. per meritare di esser preso in consit.lernione, deve cscluclcrc che dopo la sua applicazione gli intcressa1i possnno infliggersi colpi mortali. Ma proprio per questo il procedimento di disarmo deve essere efficace cd assolutamente paritetico. Poichè l'assoluta pariteticità non è realizzabile in pratica, la questione continua a resta.re in sofferenza. Inoltre, quand'anche si inventasse un procedimento accettabile, la sfiducia imperante, giiì ricordata, esclude l'affidamcmo su qualsiasi accordo che

<

{1) Le \'iccndc dti ncg01'Ì3tÌ per il di"-1m1r> nel dopoguerra clc.11:a ~nmLa guc.rna mondi.tic. prr l;i. maggior p.inc incondudtnti, $Ì po'l10no ri:1s.-,umett nei seguenti elt"· menti: le due Commissioni J>(f il di.sal'mo. costituite J>C'f ,·oto dcl1'As.!.CmhlC';, t.fcU'ONU, rtspcmvamcntc uno atomica (1'>46) td un.:t per gli arm;imcnti cl:i~ski (11>.. i), h:innc> ,·i.sto fonnar-1,i 1:a Commi»ionc: Jti l)odici ( 1950), l:i ouO\'a Commi.ss1onc per il dis::armo dc.I 195:a. e ioccc~ivamcmc la Sottocommissione dd Cinque (1954)1 l::& ConCcrcnz.a di ,;ommid, nel 1955, il progetto elci Tre nel 1~7 ccl il cosìddcuo Pudcag, Pian. Oopo un nmwn voto di sollecito dcll" Assc.mblc3 nel 1957, hanno avuto luogo la ConFcrcnza degli sdcnziJli :uomici ( 1<158), una nUt)\':I r.iccom:md.:azinne dc.ll"th\Cmblc:1 nel 1959 cd un nuovo Comitato di 10 n:,zioni, nel 1960. I tre noti punti sono stari prt:~mari col Mcmonndum dei Membri della Sotto commiu.ionc dei Cinque (Canad~, Francia, Gran Orclagna. Stau Uniti e Unione Sovictic:i), inoltr.itn :111:.i C.Onuni.ssione per il dis.11010 nel giugno 1954 (con l'aJoione dc.1l'Uniont So,•ictic.i. ne.I dicembre '95-l)·


si stia per stipulare. cosicchè si è in presenza di ua vero e proprio giro vizioso, che è molto difficile eliminare. Assicurazioni e conlroassicurazioni hanno un valore molto relativo quando sono in gioco destini di popoli, il più allo livello concepibile per questioni di ordine materiale. e sinchè sussismno inccrtC?.zc sosran:Giali il miglior proponimento è il rinvio delle decisioni a cireostan1.c più propizie. E di fotto è un cominuo rinvio che si avverte costantemente. Inoltre, come si vedrà meglio in seguito, un'attivid razionale di disarmo non può prescindere dai progrc-s.~i prossimi futuri delle tecnologie applicate all'armamento. Nè può trascura.re il fatto che, pas.~ando al c.1mpo delle concezioni, una nuova e migliore dotlrina di guerra è per conio suo un'arma in ,cn,o lato di un valore anche CCCC',donak, quando rivolta a potenziare unilateralmente le armi lasciate disponibili dopo il più severo disarmo parziak, e Càpace in qU<.'Sti termini di turbare qualsiasi equilibrio di facoltà, faticosamente raggiunto. D'altra parte sono alla mano molte modalità. cd altre se ne possono inventare, per rendere più apparenti che reali gli arti di disarmo, applicate in modo surrettizio, col risultàtO di fare di quest'ultimi una lustra e del disarmo una tragica farsa. Ne i>Ono esempi tra molti, le diminuzioni di effettivi. contropartita rii una progrc-ssiva, intensa mcccanizza1.ione di forze armate, i procedimenti aggiornati di mobilita:Gionc o, più in generale, di preparazione e duponibilità di personale, la cessione di armi di dotazione yuando coincide con la d0t•2ionc di nuove armi, naturalmente più efficicnri, l'assegnazione segreta di nrmi speciali, disposta a momento opportuno per ripianare lacune di un ordine di battaglia volutamente imperfetto, capaci di surclassare nettantcl\lc importanti aliquote dell"armamenro contrapposto (sorpresa organica e sorpresa tecnica) (,). Dat~ queste premesse, è namrale il diletto di efficacia intrinseca di molte lince d'azione. Ma sopratlutto è indispensabile ricostituire la fiducia internazionale, cioè lavorare nel campo uegli spiriti perch~ acquisti senso il lavoro in campi materiali, un lavoro improbo scn,.a dubbio e pieno di alce. dato che si tratta di supcrore odi ed incomprensioni alimentate dalle ideologie incompatibili e dagli interessi 1•itali in comrnsto, in quarlri d'azione nei quali la ragione (1) Appartic:.:oc .:il novcu.> il c;i.so dei 1ldewÌl1dus, rJni aria aria nrncric:mi con $polcl!:1 :1utoriccrarrkc di obic:Ui\•i :l r:iggi 1nfr.:i.rossì (w/f'tlrtd homi11g), porrnti im• prov,•1"-lmc:mc in Une.i d:iH*:avia7ionc imbar(;at.;i sullà Vll (lou:a aincric.:m::i in F..,m:mo Orlcntc nel 1961, n rii uhato dd loro intcn·cmo è: ltlllUt l'el1min:J;o1onc complct.1 e rJpida Jdle fofzc ~cr« do0i comuniste. in procinto d1 cQncorrc:rc ad un:t m3ssicd::a offcnsh·a contto le uolcuc oQ·s/io,.e, difc~ d.:i.llc forze cine.i nmdonalic;;tc.


di stato altera profondamente i concetti di giusto e di onesto di consueta acce-1,ione. Si deve 3llora concludere che è vaM la speranza di e1iti positivi I Una siffatta conclusione è sen7.a dubbio affrettata. con tutto che circosrnn1.iata, e in definitiva da respingere. Lll posta è troppo importante pcrchè possa essere ammesso un attcgl(iamento di diswcco, quale è da considerare qualsiasi atteggiamento negativo. E' più responsabile, dato atto delle circostanze controproducenti, affrontare cx - novo la questione per procedere a un suo riesame approfondito, in termini reali,tici, col proponimento di trovare altre linee ri$olutive e di controllarne il rendimento crTcttivo. La soluzione più valida è adombr:na, con ogni probabilità, con l'attribuzione di facoltà supernazionali a<I appositi organismi, ad esempio dell'ONU o di sue filiazioni net anche, Se del caso. di ,Itri enti, il cui imervcato è richiesto da esigenze sempre più perentorie, poichè si traila di evitare il manifestarsi di gravissi me emergenze. D'alrra parte non c'è da illudersi che organismi del genere possano entrare in azione cfa un momento all'altro cd è indispensabile quindi prendere in esame lince risoluùve cd aneggiarncnti interi nali. A questo scopo è opponuno riesaminare con cura gli clcmemi dell'intero problema, mettere a pronno le circostanze più favorevoli ed adeguar.i a soluzioni temporanee, prowiste ciò nondimeno d'innegabile mordente e prima di tutto improntare ad una visione rc:ùisùca di facoltà e di scopi. Si vedr~ allora che anzichè continuare a lavorare per la realizzazione dei tre punri citati all'inizio del par. 2. un'impresa che continuerebbe a restar chiusa entro un vicolo cieco, orte11tanu11ti utili J()11(J ripromessi da 11110 vn/11rnzio11t: discriminatoria ht:t1 ponderata, dwer.rn dalla co11.weta, al r,g111,ri/o ddfr armi atom1c/1e e delle armi comtt11zio11ali, ai f,11i di 1111 tliiarmo e/fit:t1ce, e dalla precisazione del piano, nettamente supernazionale, dell"aurnritil destinata a presiedere alle incombenze di disarmo. 0

3. · L INPLUENZJ.

O.ELLE. ARM1 ATOM JCH&.

Non è farro controverso, e del resto è più che logicn, che l'invenzione dell'energia nucleare, come ha segnata un 'impronta profonda in tutta l"epoca presente, denominata a buon diritto " epoca atomica"• ha esercitata e continua ad esercitare un 'influenza particolare considerevole laddove agisce nel modo più diretto, il fenomeno bellico e gli avvenimenti internazionali, che costituiscono premesse. prodromi e sviluppi del fenomeno bellico. ln qucst'orciine d'idee anche il disarmo. problema politico e problema tecnico al tempo stesso, non poteva non subire in forre misura l'imparto delle armi atomiche. Occorre infarti riconoscere che lo ha subito e lo subisce in


modo mass1cc10, quantunque in termini differenti da una valutazione corrente, basata su apprezzamenti e,,cmporanci piunosto che su ragionamenti mcditat.i. L'impatto in questione può essere sinterizzato da unn parte in un'aumentata sensazione d'urgcn7,a di una buona soluzione del problema, scn~azione della quale si t fatta interprete a più riprese l'As,cmblea Generale dell'ONU: da un 'altra, in un sensibile sconcerto d'idee nella valuta:-.ionc di fatti già complicati di per se stessi, seoncérto e complicazione sui quali non h,rn no mancato di far perno interessi di pane nettamente opposti. Per analir,zarc in modo corretto la situazione, sia pure per sommi capi. è opportuno ricordare che la nuova arma è stata in primo tempo monopolio americano, poi compartccipa1.ione russo~ a:mcricana 1 successivamente è ve. nuta a dispo,izionc di allrc Potenze, i membri del cosiddetto " club atomico "· 11n club desti nato certamente a vedere aumentare il numero dei suoi membri, anche contro la volontli degli attuali possessori ( , ). Per il periodo nel qualc gli Swti Uniti hanno conservato l'esclusiva dell'c~plo,i,·o nucleare, il quinquennio 194;-49, l'impostazione rus.sa di qu.1l1iasi negO'Liato per il disarmo è stata caratterizzata dalla premessa costante del bando delle armi atomiche. Mentre ad uso interno veniva minimizzata la portata delle due bomb<e atomiche sganciate m guerra sul Giappone. si no ad affermare 1:i resa giapponese provocata dall'olTensiva fi nale dcUe armate sovietiche in Estremo Oriente, c si esaltava il valore perm,111cntc delle armi convenzionali in confronto di quello contingente delle atomiche, in campo internazionale si faceva leva sul Movimento per la pace mondiale, allo scopo di determinare stati d'animo generali di acuta prevenzione, denunciando l'arma aromica in qualità di mi naccia di una catastrofe mondiale (2). (1) E: da congcuur:uc (hc l',nc.,cme.otu degli m.i p:11;::ifici Jdl'cncrgia nudciarc,

in

CO\t.:ante progre™', importerà la dìsponibilitl di un arm.imcnto momico per. un num:ro

consiclcrc\·olc di .stati, se non a livc:Uo opc:.r:nivo. nlmcno :1 qu,llo <li m.lnaccu gm\•c: per rvcmutili :rnr:agoni~u. mu):tcci::i che implico l:t sola l'iso1u2ionc Ji pmhlemi di con\'et)Lone <l'u~.

L'ngomcmo si riallacci:1 all,:a difficoltà dì ptt\'Cnitc inclcbiti i~1r.ubmcn1i di malerinlc fi$-Si01lahìlc, promos-.i allo scopo di W)tituirc l':acccnn:na diipnnihilir!t, in r:1t~i nei quilli >l~no in Ci(.tt'Ì7.io 1mpi:u1ti :uomic:i d'cnergl!J. E' .!tlllto "'lut::no che qu2111it:11ivi c:orri,çpondemi :il 2 7 r., delle c;mchc di materiale fi"ionahile di ciascun rt:auorc poirchbcro ,,;fuggire 1mnu:al01c.ntc JI più accur:no comrollo. 1n qu:11110 rientrano ndl',mlinc di grandezza delle varlaLioni c.ll)u.llli di pcrdhc degli imphmti di potenza. Con cariche di dcdne di ton11db1c di m:ucrialc fiii.ion3bilc in ciascun impianto, le pcr<cntu:.lt accc.nnatt: wr-r-illJKmdonn, in 1crmini d'ordine di gr:m· dcz:1:1, :id :11lc:unc decine di bombe :atomiche. (2) .L:Ji pol:ll"i~7~zionc: ddraucnzìone dell:a tot:11itl dei cririci militari ,uU:i funzione d«i,iva delle due bombe :11omichc di l liroshima e di Nagasaki li h1 indoui a tt0iscurQl'C tm _aluo riflc-<~ dd pos~s.so :amtrlelno dell"csplo$h·o nucleate, ve:l':tmtome <li port..at:.l noncA: CffO rimcucva in qucnione J'Qtlcrmnione nlùndi:tle ddrURSS, proprio nel


Divenuta a sua volta porcn7.a atomica, l'URSS, pur insis1cndo nella condanna delle armi nucleari per coerenza dialettica e per giustificata avversione contro mezzi di guerra che ponevano un argine alla sua supremazia in armi convenzionali, modificava la precedente presa di posizione con l'affermazione che il nuovo, tremendo strumento di distruzione avrebbe significata la fine dd mondo capiralisra. L\1lteriore passo, consigl iato dal possesso ormai conseguito della bomba termonucleare (1951). è consis1ito nel 1•amare b clisponibilidl da parte dell'armata rossa dei nuovi, mapotcnti mezzi di guerra, e la sua facoltà conseguente di ricacciare fuori del suolo patrio ogni più potente, incauto aggressore. Nci farti nessun Paese quanto la Russia ha minacciato in questi ultimi anni. con tanta tracotanza, gli amagonisti del momemo con esplicito nfcrimento al proprio armamento atomico e missilistico, dimentica evidentemente del suo zelo per la pace mondiale e delle crociate contro le armi nucleari. E" un fatto indiscutibile che disarmo atomico e disarmo convenzionale sono due conce1.ioni e due attività d'ordine difforme, non omogenee, che non si prestano ad essere assolte seguendo una stessa linea d'a1.ione, non appena si esca fuori del quadro molto generico di un'ostilità dichiarata contro qualsiasi guerra condotta con tulle le armi disponibili, che anzi subiscono complicazioni impreviste allorchè sono affrontate seguendo un'unica linea d'azione. li disarmo atomico deve e-wrc totale o non è clis.1rmo; il dis.,rmo convenzionale non può essere torak, ma soltanto parziale (r). Ma il disarmo atomico rotale è una lustrn o peggio un inganno, per il fatto già avvertito di una presenza sempre più ingente d'impiami d'energia aromic:1 per usi pacifici; un disarmo convenzionale parziale è corroborato in quadri di minaccia atomica immanente, in veste di potenziale di dissuasione (deterrente) . In materia di caratteristiche differenziali, un'altra annotazione deve essere fatta: l"inibizionc all'impiego delle armi nucleari I: automatica, cioè si accende per proprio conto. un concetto sul quale ii torne,~ tra breve per un opportuno cbiarimcnto; la limitazione delle armi convenzionali, il disarmo convenzionale parziale, deve essere concordata, continua mente aggiornata, costantemente eon1rollata. Si è detto poco sopra che il disarmo di armi atomiche si accende in pratica cli per sè. In sintesi, la tesi si fonda sul fatto che l'inibizione all'impiego momento in cui I~ pili poccntc forza. ann:1.t2 russa mai e,i~tila aYc;,•a r.iggiunto il CC':tUro di un'Europ.Ji vim;i e dcv.i.,nu.1, Oal punto di ,isca psicologko ne riceveva aHmeino l:a psicosi ossidionale latt.ntC': ne.Ila cl:wc dirigcmc ~\'itfic:a, mentre dal punto di vi~1:1 ideologico appariva mcntit.:.1 la profC"z.ia leninista dcli; rovina 1mm:rncabilc <lclb ~ c.ict-à capiualiata. (1) l..:1 1c11i è ~,:ua c.ouoc.i:1ta ica,;1Ìc~1mcntc da 11. A. K1ss1sOt.k m « Nudc:ir \Vcapons >nd l'nrdgn Pnlicy" (H,rp<r & Rrothers. N. Y .. 1958. p>g. 1)6): • Thr horror, o/ nudear ,uar 11re 1101 liktly 10 k Ol '<"d~d by a rc-d111.1ion o/ nucle11r arnum,1111 • .


879 sussiste non appena l'esplosivo nudcau è in possesso di entrambi gli antagonisti. La soglia di efficacia non è critica cd è raggiunta con rclati,,a facilità. data l'enorme potenza in gioco i11 ogni singolo auo (o potenziale in ogni singolo ordigno), cosicchè si costituisce e si perpetua una situa<1ionc dj equilibrio di facoldl, del resto gi~ raggiunta sin da oggi e per il momento sola soluzione pratica, se pur imperfetta, dello sconcertante problema, situazione d'equilibrio che è stata detta, come è ben noto, di « stallo atomico ,,. Sinchè dura lo stallo atomico, e si può pensare che duri pcrchè non sono ancora realizzare le circostanze che lo potrebbero interrompere, offerte in sintesi da una difesa sicuramente efficace contro le armi atomiche, si è autoriz7.1ti ad c.~ludere azioni dircnc di armi atomiche cd a maggior ragione a porre in scc.o ndo piano un disarmo nucleare, che moti,•i solidi consigliano di rimandare a dopo avvenuto il disarmo convenzionale parziale. Probabilmente la precedente presa di posizione è destinara a lasciar pcrpk~si a prima lettura. Nei fatti, cd è molto imponante non pc.rdcre di vista il conccno, l'arma atomic:1 è il correttivo d'ck-.cionc di ogni netta strapotenza in armamenti di tipo convenzionale. Orienramcnti mentali particolari cd ancor più spesso preconcetti possono indurre a valutare in modo diverso la presente congiuntura, rna in termini assolutamente obiettivi si deve ammettere che, da quando l'URSS è divenuta la mas.sima potcn7À'I mondiale in armamenti convenzionali, il deterrente atomico ha costituita la garanzia più valida di sicurezza dei popoli del mondo non comunista, una garanzia cbe sarebbe stolto di lasciare infirmare all a leggera. Le tesi prospettate hanno l'interesse tecnico di consentire. per così dire. l'isolamento del disarmo convenziona le da quello atomico. Il problema, a(&omato per parti, diviene più facilmente accessibile a provvedimenti specifici diretti, sotto riserva di permanente controllo di ogni risultato parziale e di quello /i.oalc, in rapporto alb minaccia atomica immanente.

4· ·

L'ASPm·o POLl'l'ICO OEL PROBUtMA OJ;L 0JSARMO.

La formulo risolutiva che si viene a delineare si può esprimere in termini di « disarmo convenzionale par-1.iale e stallo atomico n. Il problema assunto ha perduto gran parte di una sua precedente indetcrminatcua cd ora /: consentito prendere in esame le circosta nze che lo condizionano, per la maggior parte di carattere contingente ma pur sempre capaci d'influire in modo decisivo sui suoi esiti reali. . Sotto l'aspetto politico si assiste al fenomeno, apparentemente comraddiuorio, eppure rispondente ad un'intrinS<.>ca logica di fatti. di una vicenda d,_ cccaionale importanza, che ha assuolo il corso imposto dall'acerrimo conOmo in atto tra i due blocchi di potenze oggi contrapposti, l'occidentale e


880 l'orientale, divenuto quindi episodio di un urlo di mire Ji predominio mondiale. L'inquadratura, non vi è dubbio, ~ infelice. per l'esito di un disarmo effettivo, quale invece è solleciuro con insistcni,a nd pericolo che il conOitto ideologico poss:1 trasferirsi da un momento all'ahro in cozzo materi.ile di uomini e d'armi. magari senza che ve ne sia b deliberata volont:i. Alla inquadratura infelice sono da aggiungere altri Caui neuamcntc controproducenti, quali le diatribe sen7.a fine, le tenaci prese di posizione aprioristiche, la scarsa buona fede dei negoziatori. Turti sono concordi su di un cerro numero di punti, dal più al meno negativi: che soprnttutto importi il disarmo del probabile avversario, che le armi da eliminare per prime siano quelle delle quali si ha la minore Jisponibilit:ì, che per conve~O non si debba rinunziare ad armi, In cui limitazione costituirebbe un raiTon.amcmo altrui, dirmo od indiretto, che i tempi d'attuazione cscI11<lano vuoti unilaterali di potenza. Aneorehè negativi. i precedenti punti sono tutt'allro che privi di fondamento. Ad essi occorre aggiungere gli 311eggiamc::nti dettati da interessi di parte, meno giustificabili ma proprio per <1uesto ancor più operanti. lo materia di politica internazionale, la linea di condotta sovictirn mira per il momento, in attesa cli poter realizzare il proposito di trauarc da posizioni prevalenti - un'attesa che potrebbe dilungarsi anche indefinitamente-, a trattare da posizioni paritetiche con gli Stati Uniti, nell'esercizio di un condominio a due del mondo che è ammissione implicita di una parità pratica non suffragata dai fatti cd attribuzione gratuita all'URSS di una situazione di prestigio, che essa in effetti va sfruttando attivamente ( 1 ). L'esercizio condomin.alc e la siruazionc di prestigio sono accettati dall'America in via conringcnrc, come modalità alla mano per affrontare nelle migliori condizioni le cri)i periodiche di relazioni, che punteggiano la coesistenza competitiva, e per evitare il loro aggrovamento, sino a mettere in pericolo la pace del mondo. lnveu una soluzione più duratura non può provenire che da un gioco più flessibile di potenze e d'inHucnzc. quale sarà assicurato, con ogni verosimiglianza, da facoltà supernazionali di organi internazionali e, interinalmente, dalla presenza attiva di altri r3ggruppamcnti di forze, ad esempio un'Europa Occidcmalc divenuta politicamente coerente e, in modo più problematico, dagli Stati cosiddetti " non impegnati "• quando l'azione interna· zionalc di questi ultimi raggiunga livelli di effettivo mordente. lntanto l'unica strategia politica razionalt sembra quella che anzichè mi(1) A questO proposÌ<Q si veda la nou (1) al ,.ggio <lcll'A. comp>MO ,ull• Nuovo A111olog1a sotto il lii.olo '"" li dctC'frcntc :itomi<o e gli oric.nt:imcnti :mu:ili dre~ 11 dis.:'lr· mo " (I. c., ,nno 94'. fa><. 1897. gennaio 1959, pag. 6o).


88, rare " riportare vittorie. si propone di evitare una catastrofe generale, 110:, tesi indicativa della inadeguatezza e della precarietà cldln congiunrura. Questa si sviluppa in modo tipico all"insegna della guerra fredda cd in questo clima si vanno affermando quelle forme particolari di guerra in tempo di pace, alle quali si ~ fotto cenno altrove con la locuzione di " forme anomale di guerra " (, ). In presenza di quadri d'a.zionc non ben definiti, il clifeno cli ddini1jone dà ragione dcll"inccrtc-«za degli indirizzi e delle rendcn1.c dilatorie, preferite evidentemente da tutti gli interessati, a cominciare dalla maggiore potenza in armi convenzionali, l"URSS, e dallo Stato cùe chspone del più alto potenziale bellico generale e della maggiore poten1.a nucleare, gli Stari Uniti d"Americ.1. Non si può ritenere concluso un cenno circa l"aspcno politico della qucotione sc1w~1 ricordare che un disarmo convenzionale, qualunque siano le mo<lalitli di realiz:ia,donc, impom nuovi rapporti cli forza tra gli Stati. In particolare, ove sopravvenga una sensibile inflessione di facoltà delle potenze maggiori, acquisteranno peso le forze delle potenze minori c. in special modo, quelle di loro raggruppamenti temporanei. E' da pensare che le !'°tcn,.c maggiori eviteranno che gli armamenti concordati discendano al d1S-Otto di livdli, che le porrebbero in condizioni d"infuiorità rispetto alle potenze minori, anzi vorranno cautcbrsi con debiti margini contro e,•entualità del genere. Di qui un'ulteriore diflicolt:t a dis.:cndcrc a limiti d'armamenri effettivamente ridotti e la fondate-aa della previsione che qualsiasi disarmo consisterà in un allineamento su livelli d'armi alquanto elevati, oltre che la consistente improbabilità di un disarmo generale e completo.

5. • GLI

ASPl:ITI ECONOMJCt.

Ben. diversamente dai poli, ici, fattori economici e tecnologici danno luogo ad indirizzi di disarmo fortemente normativi, se pure ne sono dissimili le linee d"azione e le caratteristiche d"intcnsit.~. _M~ntrc le relazioni internazionali continuano ad essere im~state su rnpport, potenza, cui il disarmo souram:bbc gli strumenti specifici d'azione. cd I vmcoli alle politiche di for?~i provengono più che da una volontl, di pace dal fat~o imp,cvisto di una potenza eccessiva e dei rischi che importa l'eccesso d1 potcn7.a, anche per la parte che ne promuove l'impiego, le risorse èconomiche impongono ben presto situazioni antinom iche insupcubili tra proivammi di difesa e piani di sviluppo di attivith d"importanza vitale di Ognt altro genere.

?'

(1). Per le forme ,mornalc Ji ~ucrr:1. éfr. Gcn.

r.

SuJ11so: " Una nU0\'3 ~trnu·gi:11 in

!0rm~t!OJ\c:; I.i strategia della min:t((i:t ,,. par. 3: Nt10\'c: :armi t 111

R1m1ta Militare. Rt)m:t, 3prilt 1962, P38· -4o6.

3· • R.

forme :momale di guerra.


882 L'antinomia tra programmi di difesa e programmi di sviluppo civile apre l'adito alla constatazione di processi antagonistici tra gare d'armamenti e le citate esigenze civili, suscettibili di assumere caratteristiche di lotta senza quartiere. con i suoi \!Ìncitori cd i :,uoi vinti . Nei farti. un disarmo parziale, naturalmente negoziato, si concreta in un limite massimo di armamenti, che non si ammette superato dai contraenti e sul quale, immancabihncmc, questi si verranno ad allineare. L'allineamento postulato, cui è connesso il riconoscimento cli un r:rngo di potenza e promo,so in altre circostanu: dall'intendimento di mooificare il meno possibile In situazione di fatto anteriore agli accordi di disarmo. importa conseguenze diseguali per le p.i.rti in causa, in clipcndcn,.a delle rispct· rive potcnzia]jt1, economiche. Specificando, la parte che dispone di un'economia più robusta non ha difficolt¼ a realizzare il massimo livello consentito; al contrario, la p:,rte in possesso di un'ccoaornia pi~ debole si vede accollato uno sforzo, che non potrà evitare se eccessivo, se non rinunziando a ragi,,iu ngcre il livello pattuito, rinuniia che, è bene ricordarlo, equivale all'accettazione di un rapporto di focolt~ più sfavorevole. Perciò, nel corso delle trauarive, si vedono gli Stati più ricchi lottare per l' adozione di livelli d'armamento alti e gli Stati meno dotati, per l'adozione di livelli bassi. In questi termini, fo sede d'applicazione del disarmo, si :,cccndc una gara impari. della q uale è conscguenw che gli Stati economicamente meno provveduti ,iano costrclli a sforzi eccessivi, non è da escludere anche stroncanti a lungo andare. A parre il rimarco, di valore soltanto in apparenza margin:ilc, che gare di tal genere sono poco congeniali con q uello spirito di pace che solo può rendere feconde le iniziative di disarmo, non vi ~ dubbio che la parre che sarà riuscita a far prevalere l'i mpostazione risolutiva che le è più confacente non solo avrà conseguito un successo diretto, ma avrà la possibi lità di portare a proprio va.ntaggio anche il successo indiretto offerto dall'impostazione sfavorevole per la controparte ( 1). (,) Se il mldi,o d<ilo Smto B ommon,a •l 50"1, di qudlo d<llo Stoto /\, un• quot0 eguale di .arm;im~nti, cioè un carico di spesa (.!dlo S\<"$50 ordinC' di gnrnJc:zua. p;arl. ad <«mpio, ol 15% d<l reddi10 di /\, raggiunge il 30">0 del tctMuo di B, un• pc,rccntu.'\lc doppi2 t norm:t.lmtntt: tccdt.1va, L., rd:ui ..•it~ dei faui $.i :iggro ..·a se sono di-S('guaH anche I par.imctti ddht produ7..ionc indu5trialc. Se questa, riferita a H. c05mui.;cc una frazione minore del rcd<lno comples.,,ivo dì A. il c;1.rico globale ddfa prep:u-a:tione militare. e.li B <leYc c.,;;crc m:ag.. giorato, per una v-a1utQ.Zionc patilcLica, sc:condo il npporto tra lt due prndn:t.ioni. ln pratica. alrri Canori possono modificare" in \':&rio modo lt' ckduzioui prc<ctlcntì, SCMtl infirmare il loro valore. Ad esempio, lo spirito di sacrificio <li tutto un popolo o 1" prerog·11tivc lmprtvcdibiH di un 'economia dÌtl!'ll:l ilfttUlmcmc, poSS<mo mutare i ri.,uh:1ti metrici ùi noonale ::icccrt.1mc.nto.


883 li prcccclcntc contesto fa implicito riferimento alla linea cli condotta consistente nel preparare la crisi di probabili awersari, imponendo alfa loro economia compiti mal S(.)Stcnibili. Se si tratta di una linea di condotta non nuova, oggi suscettibile di essere applicata con mire precise di turba,~cnto di faticosi equilibri relativi Ji forze, non è meno sorprendente d1 assistere, in sede di iniziative di disarmo, a procedimenti ostili e sottili, posti in essere tra le più calde dichiarazioni di adesione a scopi pacifici. se pure la si giustifica col fatto che l'esclusione coatta di ostilità formali impone il ricorso a nuovi machiavellismi per conseguire quei risultati, che in passato venivano richiesti al successo in guerra. Riassumendo, i fattori economici sono destinati a svolgere uM contr>· sta nte funzione: da una parte raccomandano l'esito pclSitivo delle ini,.iative di disarmo, da un'altra, ne fanno gli spunti di procedimenti antagonistici di portata coMidcrcvole. Queste [unzioni acquistano un significato più pieno se, anzichè considerarle fatti a se stanti, sono poste in sistema con le [unzioni corrispondenti svolte dai fattori tecnologici, che s.i stanno per p:issarc in rapida rassegna. 6. · L'ASPErro

'fECNOLOCICO.

Se il disarmo, nella sua essenza. vede in azione morivi preminentemente politici, nella sua attuazione interessa fotti precipuamente tecnici, ùato che si basa su v:,lutazioni ùi prestazioni d'armi e di processi evolutivi di sistemi d'armi, al tempo nesso che la sua necessità cd urgenza trova i moventi più autorevoli nella eccezionale efficacia di distruzione t.lcllc armi moderne. Con questo non s'intende ~uffragarc la discutibile tesi che le armi costituiscano di per sè il maggiore incitamento alla guerra, da cui discenderebbe il corollario che abolire le armi corrisponde ad abolire la guerra. A pane l'enorme ampiezza del concetto di arma, per cui risulterebbe aleatoria ogni mira abolizionisra, se le armi sono strumenti di aggressione sono altrcsl, in quanto abilitano alla difesa, garanzia di libertà. Non sono le armi a denotare i disegni di predominio, bensì i grandi ar· mamenti, cioè la potenza globale relativa di un clispositivo militare, allo stesso modo che le riduzioni drastiche d'armi infirmano le più pervicaci mire aggressive, semprcchè resti escluso che possano essere eluse. La garanzia contro i tentativi di elusione, della maggiore importanza per l'esito posiLivo di qualsiasi auività di disarmo, è insita nc11'approfondito esame di situazioni tecnologiche e nei conlrolli tt"cnici. In breve, dal momento che non sarebbe saggio negare nrmi alla difcs:1 e che d'altrn parte qualsiasi arma, destinata originariamente alb difesa può d1ven1re strumento di prcpotcn7,a, si tratta di stabilire quali e quante armi sono da sottoporre a vincolo e di accertare che i vincoli siano rispettati.


Una soluzione centrata del fondamentale problema si realizza prenclendo a base la potenza intrinseca di armi cd il loro raggio c!'a;,,ione. nella considerazione che i grandi raggi d'azione \000 indispensabili per portare la guerra in casa altrui. Nel riguardo di sistemi compbsi di armi, il grande raggio d'azione si concreta con la prerogativa di organizzazione e di conservazione ad alti livelli operativi di una forza d'urto capace di svolgere intense OJJ<'ra1.ioni a distanze considerc,•oli. Una volta entrati in una c.,sistica specifica, è necessario inoltre chiedersi 'luale valutazione si debba fare delle armi nuove, una denominazione che intende includere non solo le arrru più moderne csisrcmi, ma anche quelle soltanto allo stato di prototipo e che un periodo cli tensione non mancherebbe di mettere molto rapidamente a punto cd in produzione operativa e quelle ancor più numerose, alle quali nuove modalità d'impiego venissero ad attribuire prestazioni imprcvhtc. Infatti è più d1c ovvio, tenuto conto della incessante evoluzione dell"armamcnto, che un progeno ra.zionale di disarmo non possa presci ndere dalla considerazione che gli strw11cnti più temibili di guerra non sono quelli ac cumulati negli arsenali o distribuiti alle forze armate, soggcui ad essere superati in breve volgere d'anni, bcnsl quelli io esperimento e perfino quelli in corso di concepimento, provvistj per ipotesi di prestazioni tali da surclassare ogni altro preesistente (1). Come assolvere l'esigen1.a formidabile ed inderog:,bi le di premunirsi nei riguardi di anni che non esistono ancora, che non si sa quale dlicacia d'azione esplich ino, che ciò nonostante potranno alterare 'luahiasi prestabilito equilibrio di facoltà faticosamente r,ggiunto? Per ricondurre la questione in quadri realistici, in vista di una soluz,one pratica, si dovrà procedere a distinguere le armi per categorie e per quantità in ciascuna categoria e tener presenti oltre alle armi i loro vettori, come quell i che le valorizzano con la massima combinazione di potenza e cli dinamismo. due parametri fondamentali in reciproca inAuenw e con inDuenzc di reciproca esaltazione <li dficacia (2). In fine, per quel che concerne le armi future, debbono c.~ere seguiti gli sviluppi in corso per ciascuna categoria e in pari tempo si dovrà aver cura di non perdere di vista la parre considerevole del mo<lcrno progresso scien(,) Un cçc:mpio i~truuivo della funzione <li nuove armi ( dato dalla rcaliz1..àzionC in corso di raggi ::i gr.mdc. concC'nlr.azionc d'energia. una prcvi:sionc che non c:hicdc nu11a alfa fantascicnz:1. t):, t:1li s.nidi 1 h:u:iti sull'impiego dd • la)Cr wi . pou:1.nno sorurc ~i:i Ji1opc>liith i di azione dirctl3, $-Ì;a dispotÌCÌ\'Ì per ;azioni • :mLimi.»ilc n. (2) Di conseguenza, in \'ina di un cllcnÌ\'O di,;;armo dnvr:mno c'>c;crc fotte oggctt() prcfttcnzialc di Hmiua.zionc e di succcss,v, controlli le tdcarmi. le forze aeree \t'r.JlC· giche, le for-1,c :mn:ne :Lcr<>Lr:i.sport:uc, le grandi unità di trasporto aereo e le rispc:ttÌ\'C infr:1ruutturc, in breve mui i di.spo:.itivi dcUu guctra aeroterrc!>trc. An~loghc indk.11,ioni dovr:mno c-sr.cr f:tttc per gli itru,uc.nti della guc.rra .ìcronai\·alc.


tilico che, con apposite diligenze, può essere trasferilo ad incrcmemo di fo. coltà di distruzione ( r). Ormai è tempo di concludere l'analisi con l'individuazione di un indirizzo preciso, sino adesso solta nto intravisto. A questo fine vale sottolineare due considerazioni, una da riferire al valore normativo dci fattori tecnologici, nel senso di proporre particolari urgenze ed al tempo stesso p:articolari cautele nell 'adozione di specifiche mòdalit~ di disarmo e nella loro applicazione, con speciale vigilanza agli effetti ipertel ici, cioè copoci di oltrepassare in misur, in,cccttabile sii scopi presenti ai negoziatori del momento. l'altra, connessa in qualche modo alla precedente, per quanto la trascenda lar!{amcntc, da sintetizzare nella tesi che ad "" di.111,mo effic11ce c., oltre questo., a.d 11110 sicura garanr:.Ìtt della pace si potrà gi,111gere solt1111to dc/erc,u/o l'u110 e l'altra ad organi i11ter11azitmali provui,11 d, facoltà s11pu11azio11al,. 7. - D,s,xMO E l'OTESTÀ SUPERNAZIONALE.

E' da pensare che proponendosi un bene.licio di gr:rndc valore, gli Stati non incontreranno difficoltà insormontabili per rinunziare a qualche parte delle lorn prerogative di .ovranit:i, in ogni altra circostan7.a considerate intangibili, per attribuirle ad organi internnionali delegati alla conservnione della pace (2). (1) La tendenza nu.ionaJC" ,li fondare un•cffctu\':a Qtcl\·itil Ji Jb;lrmo prccipu;1mc11tc cuJl'3:m1uncnto piò moderno, pr(-.cnto J·ns~ttu particol3rc. d:a )QUolint:arc perch~ di .,;olho tr.ax:urato. di un rit,thio dC'ri\•nntc da un 'imprc, i,-ta ri\':1lul:tzionC' d i vtt<hic :umi e, per così <lirt, di forme .:arniche Jl gucrr:1, riv.:ilurniion(' imposi:m, su impiego a mana di uomini C' ,u si4tcmi Ji 1,;ucrr:1 c-h~ 1cngann in ,;;pregio r:apporu r.ig-ioncvoli 11:1 peuli1t umane e risulu1i ronK,:uiti. Mette :appcn.1 ronto di no,.a.re che ) i tr:am• di mod:tlit!l cui <i ,·cJrcbbc forc ricorso in vl.l prdcrcnzi:tlc d::i p!lc:,,i a forte pou:nziale demografico e ,ouoi:viluppitì daJ punto di , 1.)1!1 e~cmomi(o e tecnico. Il ri~hio non <:" da cr.:ascw11rc e In ~i rnppret.e:nu :.Ilo scopo precipuo di mcuc..c e an c"idcn?~ ~n<ora un:i "oha la c1r:meri.\1iu policdrk~ del probltm:i .a.~umo e l:1 nm complcssit!l, due .1spcui peculiari d:ii qu.ili di<ecndc l'c~igcnz.1 dì <lcciti<>ni meditale "?" solo per quel che ri~u;1rJ.i i ri0e:5si 1mmcdi:ui. più c:ircoSèritti. m3 ahrcll qudli più cstc1i nel tempo C' nclln $J>-l7io e quioJ1 <l1 più dirfidlc configur~zionc, prob.,bil· mente c.le.-..tin:ui 2 co:niruirc fottori d«i~w1 delle ru1urc sorti mondfoli. (2) L'indtriizo è- Vlll«it:uo, in 3ILri u1npi. fottu mcti1c,·olc di cnMidt"ra7ionc, da.Ha C'"\gcn.-;:t ,di rboh cn: problemi c,h quadro mondi:alc e d'irnpnrt:in1.:1 ,i;upcriorC', pt:r la cua M>h11:1unc la prcstnz.a da frontie re n:1zionali, v1g113cc gclo~mcntc, risuh..1. contro. ~roductntc, oltre che :1pp:1rirc an:tnonistic:1\ d;itt lt circo,t3n.tc che le supcr3no lii-'ltcm;1• ucam~n~c e> le ~gnor:mo (cJirJw,ion(' dcli(' informn1ion1, tfl'cui di :utivil:i rigu:ird:mti m.tt~~13h !1uclc:ir1 e radio;1ui,·i, .,cc::(!i!IO allo )pa..zio conoico, imcn•cnli eont-ro fl:1gdli naturali , c:p11.lcm1t e cosi di sc~uito).


886 D'altra parte. constatato l'iicr faticoso dei negoziati in corso per il di. sarmo e fonanc risalire la causa ad una manchevole impostazione politico. tecnica, tuttora data dai tre punri fondamentali del 1 954 e da negoziati di. retti, che lasciano libero corso e perfino inaspriscono gli antagonismi tra i ncgo-~iatori ( 1 ), si delinea l'opportunità di trasferire l'incombenza da orga· nismi intcroa:~ionali , a partecipazione paritetica, ad organi~mi internazionali. con prcrog:itivc di supcr.tato. Nei suoi aspcui concreti il trasferimento postulato non è di facile concc-tione cd è cli r«c11:donc ancor meno facile. ma, compiuto questo atto doveroso di riconoscimento di una <ituozionc rea le, non è men vero che probabilmente csso costituisce l'unica garanzia di esito pratico a scadenw non eccessivamente lontana. Si porrà opporre che il supcmam importcr~ l'inflessione di taluni alti valori di scafa nazionale, come popolo, tradizioni patrie, attaccamento al suolo naùo, ma in realtà è indebito parlare d'inflessione. in quanto detti valori non perdono di contenuto per il fauo di essere insc_riti in quadri più vasti, verso i quali indirizzano proccs~ inarrestabili, come non ripugna nè idealmente nè da un punto di vista soc,ologico 1:i conccziooc di un potere diviso oggi tra organismi· stati cd organismi· intcrstati od internazionali e domani tra organismi· stati cd organismi· superstati o super · nazionali. Suti Uniti d'America e Commonwealth britannico sono esempi noti c. lo si ammette scnz'ah ro, imperfetti di un processo di lenta formazione cd al tempo stesso incvit.1bilc, valevoli per lo meno a dimostrare la sostanza concreta e la portata pratica di realizzazioni di tal genere. Del resto anche in senso stretto, e non in tcrmini di wla analogia, 110 11 è nuova la nozione di funzioni supcrnaziooaJi. Giuridicamente anche la Corte Permanente <lcll'Aja, la cx -Società delle Nazioni cd oggi l'Organizzazione delle Nazioni Unite hanno disposto e dispongono di una loro personalità cd autonomia, se pur limitate, e, sotto certi aspetti, sono organi di potere. Già sin d'ora una parre del potere politico degli Stati deriva loro dalla comunità internazionale e non è soltanto di ordine convenzionale o volontario. Si suole negare al diriuo internazionale un valore di lcg~c. perchè non emana da corpi legislativi ma soltanto da consuetudini o da convenzioni e pcrchè manca di facoltà di sanzione per lesione di norme. In effetti, sollo il primo punto <l, vi,la, non è impos~ibilc perfezionare le prerogative degli organismi internazionali, 111 ordi ne alle funzioni che essi (1) F.' d:1 duedeni \.C' gli $lc,.1i propnncnii del di,:inno completo e gcner:.lc \i3no COO\'imi ckll'opportunitz, di ;iddh·cnin_·i. d:no che un digrmo troppo spinto e troppo bru«u <ompo<tcrcbbc ptr l'URSS un nl:immcnto dcll'•utornl so,ictìca , uglì S10ti ....1 lili e b privrrcbbc dello SLrumcnto Jeci~ivo per un ooofronto con ~uttc1.V>? cui non pntrcbbc ri11unzi:uc- per t0Ctrn1.a. idcolngica, qur1nd() maturerà il l(mpo ddb l'(.<tn tki coma col mondo capit•list• o con qu•lcuno dei m•ggiori ollc>ti attuali, ad c«mpio b Cina.


sarebbero chiamati a disimpegnare: sotto il secondo, bastc:r1t colmare la lacuna di facoltà, come ridticdono le crescenti dif6coltà del concerto internazionale, l'assoluta necessità di preparare ripari efficaci contro emergenze c.1rastrofichc, infine, ultimo cimo m:i cl'im portanza preminente, l'esito positivo, altrimenti non perseguibile, di un cliMrmo effettivo in adempimento dell'esor, ta1.ionc di rutti gli Stati dd mondo, riuniti nell ' Assemble.i delle Na7,ioni Unite. Il deferimento d'i11combe11zc di estremo impcg110 ad 11110 porcstà s11pcmazio11alc è la 11at11ralc c1pa111io11c della co11cczio11c, accettala e diffusa, di 1111a uo/011/ÌI ,ocialc-//at11/c verso 111111 110/011/Ù 1ociaft·,i11tcmuzio1111lc, i11 obbcdimza al dc/lato di 11110 •olo111Ìi co/lc11i11a e di csigmzc oggc11i11c di asso/ma a111ori1à. Di queste csigen,:e oggettive una premi nente è la conservazione della pace mondiale, della quale ,ono premessa nece»a.ri:, ma non suf6cicnte l'autoinibizionc delle armi atomiche, gili in ano - come è eviùcntc, si fà riferimento all'impiego e non alla preparazione, che non potrebbe in prnt ica essere vincolata - , e la li mitazione controllata delle armi convenzionali, in via di faticosa elaborazione. La condizione di su[ficicnza riposa sull'indefettibile rispetto dei patti sottoscritti. L'organo che varrà meglio ad assicurare questo inùcfettibilc rispetto - nella presente norn si è prc,•ista una potestà supernazionale - di~porrà degli attributi per la soluzione auspicata del problema del disarmo


CONCEZIONI 0 1 FUNZIONE STRUMENTA LE DELLA GUERRA E LORO RIFLESSI INTERNAZIONA LI Gen . di C. A. Paolo Supino

r. -

FORMS TRAD1Zl0NALC R NUOVI.:: FORMR

n:

GlJ&RRA.

I recenti accordi circa la sospensione di alcune ca1egorie di esperimen1i nucleari di tip, bell ico (Trattalo di Mosca rld 5 agosto c. a.) hanno pro vocato giudizi tutt'altro che concordi sulla loro portata. Se in effetti è prematura ogni valutazione prima che una conveniente prospettiva abbia conse111i10 la buona visione di insieme e quella delle implica1.ion i direne ed indire1te, meri1a ~nza dubbio un appre-1.zamen10 po· sitivo il fatto di un accordo concreto intervenu to tra Stati che sinora si sono visti cos1antémente da parti opposte della barricata e tra i quali i negai.iati precedenti erano 1ermina1i col più deludeme nulla di fano, dura111e ohre un quindicennio. Ma, fana ques1a premessa per debi to di ohienivi1à, sono giustiF.ca1i gli enmsiasmi dimos1rati da mohi ambien1i circa un'effeniva pac ificazione internazionale? Cosa si deve pensare. oltretutto, della previsione che la guerra sia per scompari re (• la guerra ha fatto karakiri>, avrebbe affermato il Segretario del Dipariimcnto di Stato americano dinanzi alla Commissione degli fateri del Senato, neila 1ornata dell' ·, 1 agos10 c. a., a qua1110 riferim: la stampa d'informazione)? No111. . Pc, quanto nd p<tK"ntc saggio vcog:rno )rlOrnti aikuni dei mot1"Y1 Ji fonJo circa ):1 fun7.ionc ddJn gu<'rr:i nd)<" rdazKlni trn g)i Stati e n<"ll:t ri~luzionc tiri cnnfli:1i c-hc- lr puntrggi:mo, oggi riproposti :.1W.1ucn?.tonc gcncrak tlalk ,.ontr:i.stanti impoi.s1uioni t.li:ùrukht SO!ttnu1r di t('((rur in :itgomcn10 cl:I URSS t ,l:t C.in:i comuni!t:'I, si prncinJc ckJib(t:u:imcnrc J::ai rifcrimcmi :tU:a p~nicol:ut congiuntun. pct ptcnJt:tt irl cumc il p<oblt'1~ J:1 un pumo Ji "is:13 Ji gtan(IC gto('(aht3. L';mrgg1amcn10., chr 1")01l pttttod(' l11 2kuna maniua Ji ,-valu1a, c l'impott.anza ccccziollalc Jdla con((ovt,stll. ill i,pl"Cit in rdazio11c alle <-uc coll>C"8Utnu coJ1crc1c, ptuttos.io chr- a tp.1clle tli contenuto prNipu:unr-ntr- 1lotrrin:.rio1 rhpomlc :,ti u11 dup1irr ordine' di hn:ali1:\ inia:rt.liprndrnti : in primo luo,:o oso mira :l g:inngc:rc ;1 quald,c condn:.,lOnc 1.

R.


1386 Si può sostenere che In guerra è per scomparire senza cadere in un"insidia mortale, quando non solo manca il consenso universale sull'inattualità cffcniva della guerra, og~i cd ancor più domani. d:tl momento che una delle grandi po1cn1,e mondiali dichiara in proposito un'opinione diametralmente opposta - e molle potcn1,e minori dimostrano nei fatti di pensare nello stesso modo -, quando si consolidano i patti difcn,ivi nel campo interna, zionalc cd in quelli interni si continuano a dedicare alle preparazioni militari aliquote ragguardevoli dei bilanci annui, prc,;so llllli gli Stati del mondo? In contra>tO con l'ottimi~mo preconcetto di talune propagande ufficiali . .. vu, ,d,bc ,o,tcncrc che ~ ac~duto e sta accadendo molto d1 più ma anche molto di meno di quanto giustificherebbe un necrologio della guerra: molto di più in campo conccnuale ma anche molw di meno in quello dei faui pratici, di un innegabile maggiore intcre$SC immediato. D'altra parte quando si vedono assumere at1cggiamenti nettamente cn· comianici, è giusto di,tingucrc quanta parte delle dichiarazioni che li rive· lano è dellata <la opportunità del momento e Jivulgnrn con la mcrl'a di dimenticarsene, appena se ne prc>enlJ la nccc,sit.à od anche solo l'utilitil. L"cmergcnz..1 bellica aonipe allorch~ sussi,tono. alla sc:tla dc, popoli. d1 volotc gcncrnlt: 1n ~C01\do luogo. \'Orrcbbt- e\ H3tt )'in,.1d1'1 delle c1rcollJ.ntc contln• gemi, da riassumete nelle ronJi:uom Ji organi7..Z.l!LJonc, SòC-i:111 cJ ccon-0m1c.hc :m!'Ali del due maggiori St.;alÌ comunhti e nelle difficoh~ che asi dchhono , inccrc pa la klm

.iffcrmn.ionc nel concerto intcrna2ion.1lt. uni, comingc:nz;i che rnua t.'llc à.nc.hc ac

~

lec:itn

pcn..:1rc che le ,uc pre'<:rizinni f'C.\l in() \•:alide per un ccr1n numero d'trnni,

Qucm1 M"Mn(lo ordine di fin::alitli ( dcn-;o e.li ,cmi 1111g,gn1.1vi che peraltro, " ,treuo rigore, c.~ubno <bl tcm;i assunto e che C"igcnzc J1 ip:t:tio c0Migli.1no J, nnH.i,c ad oltra l«l<. Qui b:1<1.cl"! ricord.a.rc che le occcnntirc circ;ost:1111.c ooruingcntl prendono con,1qcn?:1 dall'1nv~titura t.H funz.io1u d1 ltaderJ nri confron11 Jcl comuni,mo intcrna11on11lc:. cui entrambe le Potc.nzc aspir.ano. e d:ilb. in:1dcg·u:1tczt.:1 di cntrQmbc, ,i:1 pure in dh·c.t~~ mi,ura e propriC'I ptrchi:- in di,·~ mi'iur.J, per l':n"IC>l\•imcmo di un:i mi~o;-i,mc che, in

con(ormit~ ui tr•i fondamcmalo della oogm;11irn comunÌ\la, impone, primD

O

poi, Jo

J.Contro pi~ , iolcntu contro 11 mondo non comum ..t.1, x:nz.i f:acoltl nè intc;nz1onc e.li c:vuorlo. U1 con.'>C.guc:nz;1 ric:ntr.i t.n , fum <nnt;at"Ì un;i rC".1 di comi, prc\umibilmcmc: ndl:a fortn:1 di u.u:a xuc,rt.a 1n t<J.lll mondi.ile. I~ cui ~~ <:it¼ null;J meno che il domimo <kl mnndo e l:a «liui delb civihà soc:comhen,:-. C',t1munquc: prrxcd:rno gli Q\•vcnim('n11 1 è ,h1:1ro che: gli C'\lli dipc:ndcr:mnn m bunna p.lrtc JJgli :1ucggi:1mcmì corretti :a<sunti <l:a. ciucun, p:trtc come J:agli errori com· mc.ui J.,,Jl'g.ltr.a in m.1.tcria cli ptt·ri,ionJ e Ji dcci:1io111 :iutorin,uc d:a quelle. Perciò IJ ri~po~lj più C('t11r:,u1 al <1ur-<.ita di qud che prcpan 11 fu1um pr~imo co'll1tuit:l un conirihuto anche dcc1sÌ\O al mcco.'IO di chi l':nri conccpit;i. Allor.'I 111 ,·1.sionc più e<.1uncntc <klla ~$t:inn dei f.itti e 10pr.,ttuuo l'interpreta· :.tiònc più \icinia -alla futum trait~ .acquh.uoo 11 w1lor(: th un'c,-1gco:.tJ pcrcnloru, vi,-ionr e imctprc1.a-i.ionc che è molto dubbio Ji pot.crc iJcntihan- nc:llc glorie mohn cJi\Cutibili d, co1C'lmbi um:mc. 1n g1g:'nu:w:hc b:nugltc, cui non offrono g1u~fiMcn1onc ncmmcnet 1 pi~ ;1hi po1en1iali demografici tic:! mondo,


situazioni competitive e volont~ di affermazione a tutti i costi, anche con atti della maggiore violenza, quindi si afferma una volontà di violenza. Le situa1joni competitive sono inevitabili in quadri cli coesistenza. ma la volontà di violcn1.:1 è di formazione accidenrnle, quando prevalgono ordini di pensiero che la i,riustifichino iclcalmentc ccl interessi cli estrema importanza che vi vedano una garanzia consistente della loro soddisfazione, cli non fa. cilc perseguimento pcr altre vie. Ai fini della coercizione e della inibizione della guemi, l'attività piò opera ntc è quella che prende di mira la ,·olontà cli violcnz:1, col dare sostanza alla convinzione che la guerra, nelle sue forme tracli1-ionali o classiche, convenzionali cd a maggior ragione atomiche, è impresa sempre meno pagante per i rischi accrcsduti che comporta, una conviniionc che, quando si affermi, dà luogo ad una specie cli controindicninnc, in verità più facile ad asserire che a dimostrare. purtroppo ~usccttibilc di guad:1gnarc <> perdere terreno secondo l'alterna fortuna di circoswn:oc i.n favore o contrMie. E' importante notare che oggi questa controindicazione si è conwlidata di fatto e quindi è fondata la previsione e.li una r:irdnionc di emergenze belliche. Ma rarefazione non vuole dire esclusione e continua ad essere buona cautela guardarsi da un eccessivo Ottimi;,no sinchè vi saranno interessi vitali in irriducibile contrasto e sinchè vi sar~ chi nutre l'opi nione - non impnrta se maturato col più distorto dei modi di pensare - che il ricor;,o alle :irmi valga ad assicurare la prevalenza ùci 1uoi interessi particolari. Un altro motivo di diminuita frequenza delle guerre in forme tradi?.Ìonali proviene dalla evolu7.ionc ddb guerra verso nuove forme. oggi già in vista con ampia esibizione di tipi. E' logico cnngcnurare che k nuove forme di guerra. di presentazione in gran parte sponranc.1 come mutali sviluppi antagonistici, abbiano per movente di fondo l'diminnionc degli aspetti più negativi dc.I ricorso alle armi. E poichè si deve presumere che non vengano meno per questo gli scopi proposti in ogni tempo ad atti di guerra veri e propri, l'indirizzo si adegua piuttosto ad esigenze concrete, divenute di recente più perentorie. clic ad inCle:.:.ionc di situazioni competitive od al sopravvento cli tendenze pacifiste, sulle yuali non conviene fare ancora eccessivo affidamento, anche in considerazione del fano che la rinunzia alla violcn,~1 <lopo tuno non è esente cl:, rcvocbc. Comunque giudicate, le nuove forme di guerra, aventi in comune la caratteristica di smussare le punte degli antagonismi internnionali e di renderne meno climaterici gli sviluppi, sono state :ipplic:nc quando i loro operatori le l131mo considerate più vantaggio~e delle forme consuete. Dopo essere srate prodotti spontanei delle circostanze clic le hànno v1Mc sorgere t dei me-Lzi alla mano per comeguire i risultati voluti, una volta accertatene cara,. tcristichc e ,llliLUclini, una voha pcrfezionnte e sistematizzate. esse diverranno


1388

più am:»ibili nei modi e più proficue negli esiti. da identificare con molta uniformità nel conscguimcmo mewdico. diligente, all'occorrenza subdolo del maggiore successo per una pane, cui corrisponderà, con una complcmentnriet~ d'interessi scn1.a eccezioni, il maggiore insuccc»o dell'altra: in breve. sono destinate ad una cre,;cenre diffusione. Peraltrn, io tema di guerra e Ji forme classiche e nuove, occorre guar<larsi dall'errore, che si vede eommencre talora. in prcscn7-1 di fenomeni complessi come lo sono invariabilmente quelli di tipo socio - biologico, di arrestarsi nl le manifestnioni più evidenti. anche ,;c si tratta in realtà di epifenomeni od nl massimo di una fenomenologia panialc, un comportamento d'analisi che è rinunzia ad una ricerca più approfondita della globalità fenomenica. Se la fenomenologia parziale dà nozione del cliradarsi di urti di uomini e di armi cli vecchia esperienza, la globalità del fenomeno porta in pr<-scnz:t di una rcahà più densa di processi compclitivo • selettivi nella vita dei popoli, processi che esplodono cli tempo in tcmpo in crisi rii coesistenza, nelle quali le soluzioni unilaterali sono l'indicativo elci limiti del contenzioso in1crna1.ionalc in termini consensuali. L'intervento di soluzioni unilaterali importa la deduzione che il fatto cruciale, per le diagnosi della congiuntura, non è il ricorso alle armi, che si è ipoti1.zato possa anche mancare, bcnsl la formazione di uno stato insuperabile di coercizione per una delle p"rti. qualunque sia il procedimento ~guito per determinarlo, in forza del quale essa è costrclla ad acceu:1re la manomissione dei suoi interessi virnli. In altre parole, la caraucristica decisiva delle situazioni competitive gravi è data clai risultati che esse lasciano maturare e non dalle modalità seguite per maturarli, variabi li secondo i casi in misura sempre più sconcertante, dall'asperrima violenza della guerra guerreggiata ai processi morbidi e naturalmente più knli delle forme anomale. Perciò ~ fallace la pretes.1 rii climi narc la guerra chiudendo episodicamente le porre alla guerra in armi. Non è logico affermarla scomparsa, quando essa ha trovato succedanei pro tempore, che non escludono il suo ri. torno, nd luogo e nd tempo ritenuti conformi agli interessi che e~sa è chiamata a servire. E lo è tanto mcao in quanto larghe masse di uomini, 110 11 importa come indottrinate. la invocano a cuor fermo a tmcla dei loro clcstini, a costo di assumere posizioni di netto contrasto rispetto a nmo il resto del genere umano.

L'eliminazione della guerra richiede che essa sia vista con egual senso di orrore da tutti coloro che sono in condizione di prendere una pane decisiva circa un eventuale ricorso alle armi. Per questo un solco profondo separa citi considera la guerra terribile di oggi strumento di politica e chi, con senso cli responsabilità, ha già rifiutato di considerarla idonea a tale funzione.


2 . ..

L.E

CONTROVERSIE IN'IEJlNJ\Z10NAl. l .-\l..l.A LUCF OEI

NUOVI ORIENl'AMF.NTI

CIRCA LA CUBRRA,

La condanna della guerra. avvenuta nel modo più esplicito e più auto· rcvolc agli atti dell'ONU, è la conferma della validità del ..:condo corno ciel precedente dilemma, ma la ma operatività resta subordi11ata alla volont~, cd alla buona fede di unti i partecipanti all'azione di condanna, a cominciare da coloro che dispongono di maggiore aucorit~ nel concerto mondiale. In realtà sono proprio la volontà di bene e la buona fede le caratteristiche salienti che rendono efficace la rinunzia ad imbracci:irc le armi, ccl al tcmpa stcs~o l'accesso a processi risoluti\'i delle vertenze, alti ad evirare la indebita trasformazione degli atteggiamenti corrisponclcnù in procedimenti di cristallizzazione del mondo nella situazione attuale, innmmis.1ibilc per motivi di ordine logico tanto evidenti da esimere dal richiamo a moti"i d'ordine storico. Quelle caratteristiche non sono messe ali:, prova sinchè sono all3 mano espedienti validi di anticristallizzazionc, cioè idonei ad assicurare il decorso pacifico dei forti di relazione. Lo sono invece cd in misura preoccupante allorchè sono in gioco poste vitali, che non ammettono rinunzie senza reazione, ad esempio quando sono in discussione integrilà fisica o spirituale di un popolo, sempre legate tra loro da nc,si molto stretti, messe in crisi da ideologie in insuperabile con\J'i1Sto, dic sono aucntato a tradi1.ioni ancestrali. a modi di vita, perfi no a una civi ltà secolare. Ancora più complicate si presentano quelle situazioni nelle <JUali la con• trovcrsia non mette ancora in causa argomenti concernenti una dcci,ionc finale e le parti contr.,ppo,tc agiscono, con maggiore o minor cognizione, avendo di mira le mèt<: più lontane, all'avvicinamento delle quali s'ispira ogni attività contingente, naniralmcme considerala più rispondente quanto maggiori contributi porta al loro raggiungimento. Una deduzione allora s'impone e<l acquista singolari virtì, chiarificauici: è guerra, sia pure in toni e ritmi di"crsi, qualsiasi crisi di rdai.ionc, alimentata da un antagonismo grave, nel corso della quale si vedano alterate in modo consi,lcrcvolc ed irrevcrsihilc, sino a divenire determinante, le posizioni di potenza delle parti contrapposte. Se l'alter:izionc è provocata da auività tipiche si tratterà di atti di guerra clas>ica; se è prO\'otata da atÙ\'ità atipiche. si tratterà di nuove fonne di guerra. In ogni caso essa si risolve, per deliberato proposito, in uni, coercizione materiale o morale divenuta irresistibile. Gli ~iti, conseguenti alle alterazioni intervenute nelle posizioni di Potenza. indicheranno scn,.a possibilit.Ì di equivoci chi ne ha trnlto profitto e chi ne ha ricevuto svantaggio, chi è il vincitore e chi il vinto. Posta nei termini indicali la no7.ione di guerra, è evidente ebe es.a si presenta con l'aspcuo di un'idra dalle moire teste. da uccidere tagliandole


lUllc, e che pertanto è illusorio di sopprimere tagliandone 1111a sola, sia pure la pi,, mostruosa che si ammette senz'altro sia la guerra g11erreggiata. La concezione affacciata, e la reminiscenza mitologica con la quale si è voluto sottolinearla, rendono :llto di un temporaneo occultamento della forma più mostruosa per l'adozione ,li ahcrnaùvc di aninorc impegno, ma alimentate da un identico spirito di com1x1izione, senza pregiudizio della sua ricomparsa nel momento e nel luogo più imprcvisri. Con <.JUestc pregiudiziali, non vi è alcun dubbio che s'impongono le maggior cautele in tema di superamento di ricorsi alle armi. D'altro canto le forme nuove di g uerra fruiscono di 1nflucn1.c 111d1rcuc e.I, <.JUcll1 stessa armamenti che varranno a porre in essere atti di guerra guerreggiata, quando si ritenga di dover procedere al loro impiego diretto, una constatnionc che vale a porre in rilievo strette anastomizzazioni era influenze indirette cd impiego direno cd una conseguente facilità di p,marc dalle une all'altro. Certamente verrà fatta l'obiezione che sinchè tacciono le armi e non ~ avvenuro spargi memo dl sangue non vi è motivo di eccessive preoccupazioni. L'obiezione è mal posta e per indicarne la incongrucn1.a basra porre in evidenza come essa faccia il gioco cli chi pensa cli trarre il massimo pralino dalle nuove congiunture. Se non si ode rumore di armi e se non si contano mor'Ù e feriti. per il farro che non ha ancnra avuto luogo ricorso alle armi e mancano campi di bau~glia. non è men vero che ciascuna fase della competizione in allo, qualun9uc sia I" forma che essa assume, si conclude col succcsw di uno dei contendenti e con l'umiliazione dell'altro, alla scala dei popoli con l'aumento e con l'inOcssionc di potenza, rispettivamente di chi ha il sopravvento e di chi resrn soccombente. Cosicehè vengono preparati i rispettivi destini e quando si porrà mano alle armi, nell'ipotesi non 1\cccssaria clic vi ;i ponga mano, non resterà che raccogliere il frutto di tutte le fasi parziali che hanno avuto corso in precedenza. Le precedenti considerazioni non sono un vumo esercizio accaclcmico Esse si propongono uno scopo praùco ben preciso, quale è la mc5.!a a fuoco di un fenomeno complcs;o, di enorme interesse per tutti i contemporanei, all'origine di eventi sempre gravi, divcnu1i gravissimi in un'epoca che ha per emblemi bomba atomica, vettori aerei, una nuova rivoluzione industriale, all'insegna dell'automazione e della tecnica demonica, infine esplosione demografica cli idcologk in insanabile conrrasto, premessa ncccs.<aria per la previsione centrata di quel che prepara l'avvenire prossimo, a sua volta propedeutica di arceggiamenLi e prcdispo$izioni adeguate, in una competizione che non ha soste e che si dc\'C affrontare malgrado ogni deliberata volontà cli evitarla . Nei precedenti termini si è ben lontani dal postulare la fine della guerra in armi, anche se una fioritura di procedimenti antagonistici atipici la SOi· topone .a una moltirndinc cli travestimenti. per la maggior parte in ancs.1


1391

,l'i<lentificazionc, cd ha esito ill Ull rinvio di processi tipici, dal qualt prendé le mosse l'ipotesi di uno decrescente incidenza di emergenze belliche. Una diversa interprctnione della congiuntura ~ incaurn cd anche pericolosa, pcrchè anticipa il disarmo delle braccia con il disarmo degli animi. In particolare è bene stare in guardia contro ch i la prospetta <li proposito, con la mira di evitare che si perfezionino gli atti di difesa di probabili avversari, sino a raggiungere livelli di dficicnza tali da mcuere in clifficolr~ i disegni di aggressione. Un analogo aueggiamcnto di cautela deve cs~crc mantenuto anche nei riguardi dell a par1.ialc sospensione di cspcruncnu nudcan, della quale è' opportuno ridimensionare la portata cffcuiva. In vista di questo ridimensionamento, è bene notare che cia.,;cuno dei firmatari ha già portato a termine i programmi di esperimenti prestabiliti e sono questo aspetto è significativa l'improvvisa interruzione della tacita tregua nucleare praticata dall'URSS nell'estate scorna, con la sperimentazione nel poligono della Nov:aja Zemlija di una serie di Bombe H di grande potenza. La rinunii:i a nuovi esperimenti, olrrc che concernere ani che non rive. stono carattere di necessitla. impegna invece in modo vincolativo gli Stati non appartenenti al club atomico, a mano a mano che essi aderiscono all'accordo. come è llià 3\'VCOuto per una kllantina dj Paesi (l'unica eccezione importante è stata la mancata adesione dell a Francia). Sollo questo pun10 di vista l'acconlo in parola rappresent:1 un raffor1-1mcnto della rèmora all'accesso di nuovi membri, che è logicaancnte nei voti dea detentori attuali di un potenziale atomico a livello operativo, in breve all'aumento del numer<l delle potenze nucleari. Cosl j tre negoziatori dell'accordo si seno assicurati il regime di stretto oligopolio in materia di facoltà di guerra nucleare, uno elci pochi punti sul quale i loro interessi sono certamente convergenti. 3•

I

Nt:OVI RF.OUISITI OF.I t..F,. SU()NE PRF.PARAZIONI MILITARJ.

Pur escludendo di poter dare per scomparsa la guerra in armi, con pari senso realistico si deve convenire su dr una crescente difficolt1, di ricorrere alle ormi, con la c.onsegucnza di un sensibile diranamento di atti antagonistici tipici. La circostanza impone tra l'altro la revisione della nota tesi della decisione dei conflini internazionali inaccessibili a soluzione consensuale affì. data alla vittoria in guerra cd invita alla individuazione tli nuove mod:,liti, di decisione. La tesi accennata costituisce un vero e proprio Mcreotipo alla maniera di W. Lippman, poich~ è concezione divenuta dd wuo gratuita col procedere del tempo, la cui ulteriore accettai.ione espone al rischio di nette smentite dalla realtà dei fotti, col danno aggiuntivo d'indirizzi errati di attività gc-


1392

losc, di sforzi anche ingemi destinati a restare improduttivi e di clisvio di menti e di foeohà d'azione da atti più necessari <: più rcclditi,d. Poichè non è da escludere anzi molti fotti inducono a darla per scontata - una crescente fortuna dei movimenti per il disarmo e contro la guerra, nel tempo stesso che questi ricevono conferma e sussidio dalla disponibilità di :1rmi di tremenda efficacia, le prepara,.ioni militari. almeno quelle cht vogliono meritare l'apprez1,amento di aggiornate, si debbono orientare s11 di una predisposizione di armi fi ne a se m:ss:i. cioè che prescinde dall 'impiego nelb più larga misura. E' ovvio che una predisposizione di armi diviene fi ne a se stessa quando è in grado di assicurare di per se stessa gli esiti richiesti in passato all'impiego. Questo allora cessa di rispondere ad esigenze di necessità, mentre perdurano e s'i ntcnsi fic2no i suoi riflessi negativi. / fa11, proccdo110 11,I se11so di 1111'i111previs1a, cr,:sceme dijfere11z10zio11, 1rn predispo1izio11e delle arm, ,d ,/ loro 1111/iiego. Effettiva.mente colpisce, per il suo caratlcrc innovatore, la concezione di preparazioni milirari che si propongono non di vincere crueme battaglie, divenute fonti cli oneri gravi piuttosto che di v:1niaggi reali. bensì di evirare di doverle combanerc, dato che gli esiti sempre ripromessi da <1uellc: saranno procurati attraverso altre modalità. Di qui prende aurorità un indirizr.o di preparazione militare nettamente ,livcrso da ogni alrro pre<:edentc, il quale trova incoraggiamento e giustificazione nell'esperienza corrente che /,: migliori prcporazio11i allo11tummo sem• pre puì cv1dc11tcme11rc l'cvmtun/Ìf.,) di passare all'impiego, una prerogativa t.anto emergente da meritare di essere asmnra a criterio di merito di qualsia<i preparazione six-cifica. I nuovi requisiti di preparazione militare sono la conscguc:nz.~ di quelli effetti preventivi che le armi moderne sono in grado di esercitare in ,nisuxa scn1.a confronto superiore rispeuo a quelle disponibili in ogni altro momento della storia. D'altra parte è evidente che, se gli cffeui preventivi presupposti dovessero risultare insuClicicnti alla prova dei fatti. in ah·re parole se non raggiungesse livelli di cClicacia un dcterrenl in quelle forme p.uticolari che saranno rcaliz1.atc cli volt:i in volta, tornerebbe ad affermarsi il pericolo di ricorsi alle armi, rinnovando l'esperienza ben noia ddl'aggressione scatenata ogni ~1ualvolca si è potuto pcnsnrln focilc e pagante. Un'altra considerazione merita di e.,<er faua. Gli apprestamenti provvi$ti di maggiori attitudini prc,•emive sono proprio quelli che meglio assicurano il mordente delle forme nuove od alternative di antagonismo, nelle quali si vedono affermarsi i succedanei del ricorso alle armi, di cui infatti garantiscono meglio l'efficacia. L'ambivalenza dei nuovi indirizzi di prepara1,ionc, in termini di prcvcn1.ionc della guerra e di cfficacfa di forme nuove, ne sottolinea l'eccc-1.io-


1 393

nak ri$pondenw, assoluta e relativa, quc;t'ultim:, in rapporto con ogni altra precedente di diverso genere. Mai come oggi le preparazioni di merito, quelle cioè delle quali si sono indicate poco sopra le prerogative di massima, costituiscono valide garanzie, non si nega impegnative e costose, contro il rischio di essere trascinati in avvcmurc belliche malgrado ogni più decisa intenzione in contrario oppure. secondo un diverso ordine d'idee. divengono fine a se stesse per essere smo assunto come scopo principale l'esclusione del confronto materiale, diretto. rckgato a dannata ipotesi cd in realtà divcnmo cvennialità cffctti,·amemc remota, pere/,~ si è reso operai/le il co11fro,110 prcm11livo, i11tliret10. Si i fotto cenno all'impegno cd al peso finanzi:irio delle nuove preparazioni. Essi sono la conseguenza di due ordini principali di fatti: le difficoltà considerevoli insite nell'impostazione cli programmi che coinvolgono sislcmatieamcntc anivit~ veramente ardue, rese ancor più ardue dalla delicatezza cli tutto ciò che i, anincntc alle sieurC't.Ze nazionali e l'esigenza cosramc di superare nelle realizzazioni soglie di minima cfficic,w,a, normalmente elevate, il cui mancato rningimcnto rcnderehbe inoperante e vana ogni più afa. ere fatica. -l· • Luci

IU) OMBRE DELL.'APl11..JCAZIONF. DEI NUOVI CRrtERI.

Se csi)tono oneri. sui quali si dovrà ancora tornare, si deve riconoscere. con tutta obiettività, che sono in formazione anche circostan7,c, di grande rilievo, da ragguagliare a condizioni di agevolazione in un lavoro del quale non si è mai sonovalutato l'onere. Anzitutto si fa riferimento alla convinzione generale, della quale sono frequenti le autorevoli conferme, che una guerra tra le maggiori potenze mondiali, condona senza esclusione di colpi, equivarrebbe ad un ano di suicidio collettivo, dopo il quale, ripetendo una proposizione ben nota. i vincitori dovrebbero invidiare la sorte elci vinti, che pure sarebbero stati cancellati dalla faccia della Terra (, ). Una cata$trofc del genere - contro ogni possibilità di essere fraintesi t' bene confermare che si ha dinanzi agli occhi una guerra nucleare, con(1) L:a .il:ampi.1 d'in(onn:i..donc rifcriKc l'c111Jìtc.nz:1 t.li I( )tocks • Jl :1rmi nudcilti per un:1 po~cnz::1 g1oh:tlc <li ci~ 70.noo meg:m:m :e di~pn,.i~ionc degli St.:Hi Unili <l'Amc, ric:i. cui ,•:inno po-,1i :a (rontc qu:mtit:Ui\'i prob:ibilmtmt in(trim-i, m:t <li p:tri ordinr di grandezza, in JM'ISSCS~ delle:- nhrc l)nttiwr n,1dt11ri. Per rcnJcrsi conto dd ..ignificato di tali cifrt \'aJc citare il fouo cht' l;l loro 111iJi7 • .t.az1one io pròCtS!>Ì distruttivi, nd corso di un conrluw ;tomico gC'ntr:ilc, comportc~ rcbbc:, sc:cc)udo I calcoli dport..Jti nell'Appcnd1Ct' E (pag. it30 dcli.i nota pubblicazione, :1mcricaun ... Tiu: EfTttts of thc Atom1c \Vcapon, JJ, la (OntamioAziotlc :i fo·dlo di pericolo gr;nc (li culla l';,tu)Olfct:a ccrrcilrc. mc:ntrc r.l)!,giun~rrchbc pcrccntu;ili i11torno :ti 10'',, 1.ld


1 394

doua con l'utili1.1.a2ionc del pmcn2ialc atomico accumulato in quindici anni di tecnologia nucleare - non può essere concepita che in qualit:1 di un nno di disperazione o di u na sfida sconsiderata a tutto il genere umano, il q uale risponderrobc <:on uno ,for,o collettivo di autoclifC$a, int= a svcnrarc I• tremenda minaccia4 lnohrc, pur ammettendo che ,•i ,iano voci discordanti, sembra dic si vada consolidando un orientamento preciso vcrw l'nttribu?.ionc di una c!Tcuivn autorit¼ ad orgoni arbitrali dei conflitti internazionali, dclcga1i nd esercitare (unzioni di salvaguardia contro le cmergcni.c più pcricolo1c. C'..omc è ov,•io, il passo più decisivo sarà stato compiuto quando gli or• gani internazionali 5aranno invc5tit i. in aggiunta :alle prcvi~tc fuoz.ioni ar.. bitralì, di facoltà di sanzioni contro gli inadempknti. che vamnno ad assicurare la maggiore efficacia sedativa dei loro interventi. Infine, per concludere sui temi di fondamentale imporran7.1 una elenca. ,ione che potrebbe essere molto estes.1 se intendesse esaurire l' inter• casistica, è da ricordare 13 crescente facoltà di discriminazione tra armi difensive cd armi offensive, le une da escludere da coercizioni troppo drastiche, ncll'inte· resse ddla libertà dei popoli e della pace generale. le altre da limitare nel modo più strcno. Conviene ricordare che la difficoltà di differenziare e discriminare le due categorie <l'armi, non )Uptrat:L nel corso delle trattative per il disarmo che ha,rno avuto corso a cavallo del 1 930 presso la Società del le Nazioni . è stata una causa tecnica decisi,·a del loro fallimento. Oggi imccc ;. co11rc11rito di tlumficare come 1ic11ramnu, difc,w'uo 1111 1Jrmamcmo idolleO soltu11ro alla diuru:io11e ti, o~,cmu,, q11a/1111q11c sia la

potell<:a di dicrru:io11c tn gioco, e di liucl/o 11c11ammu offensivo 1111 arn111· memo capate ttl QJsic11rarc la co11q11wa e la co11savaz1011c degli obiclliui co11· tesi. livel lo offensivo tanto più elevato quanto maggiore ne sono braccio e valori prc'\unu p<"r l':.1\·,·tlc:.n.imcnto cb plutonio di umo il genere; umano, pc-r a~orbi· mento .1ttnvcri0 gli lllamcno. cd cguaghtrcbbc- aJ un d1prcs10 1l ,·,dote presunto pcr l':anelcmamcnro J:1 pluwmo di tulln il g~ncrc umttno. per ropir:at.lOOc. Ndl( condi~ioni prc,·i,tc dalla ci1.11;1 puhblic;izionC'. J;a :aggiorn:src pcrch( rlfCTitc ;i bombe :itomic.hc ·• nomi,uli ,.. dtl tipo Hinxhim;a ~ f'3g~<:iki, comunque :Accctt.1hili ci

toolo J.•

I.argo cwicnl~.mcnto. -.I

hànna ,

>cgucn11

J1,1u lnfo,m:nivi:

potcnz.~ corr1spundemc .ld ;1v\t.lc::n.:1mt.mo gcntr.tlc aur.tvtrso gli alimemi ,e I u" ,e :o kiloton Soo.000.000 kiluton 8oo.ooo mcg:uon: ~ potc:n-z.a cor,i,pondt:mc: .aU .l\·\dcn.uncnto &<ncrak: illtt,a\·cno tci:p1ruionc:: ? )C 10: )C ~ kilomn e 140.ooo.(Kl6 kiloton - 1~0.000 mcg"ltnn; potc:n.... ::i corrhpcmdcntc :all.:a cont:amm:uionc d1 mtra l',ummJrr.i :id Dpff3 tki 1lf00oui glob:.tli di ,;.,~ione· 755.000 x 20 kilnton 15.1ocM100 kilnton 15.100 mcg.uon. F' d3 tcncr pt"cstntc che 15.1 00 mcg,1on <orri,pondono all1 c-\plO'ionc d1 111 bom be ( I d:1 100 meg,uon d;ucun:a. ,.

r·


1395

potcn1.a globale d'azione, in qualit/1 di parametri opcra1 ivi principali dcll'atcitudinc all'aggressione profonda e di grande "iolen1.,. In applicazio11c del criterio test~ espresso sono da ascrivere tra le armi difensive k tclcarm i e l"avinione strategica, tra le armi offensive le derivazioni più aggiornate dcglj armamenti convenzionali e gli stessi armamenti convenzionali ordinari, quando raggiungano entità neuamcmc superiori a quelli dei mezzi similari in po$SCSS0 di probabili avversari. li potenziale nucleare, sempre secondo questa impostazione d'idee. ha caratteristiche tipicamente difensive, mentre sono da porre in primo piano tra i dispositivi offensivi quelle •• for~c d'urto ,,, che si vedono comparire sempre più di frequente negli ordini di battaglia delle maggiori potenze militari. e più genericamente gli ordi namenti resi idonei a svolgere operazioni su gmnde scala di guerra aeroterrestrc. I precedenti cenni mettono in luce, tra l'altro, l'inconsistenza e fors':111che la malafede delle campaJ!nc d'opi nione clic intendono proporre all'esecrazione mondiale le armi nucleari, quasi che esse fossero i doni del diavolo per eccellenza, e che per contrapposto propongono di giudkare innocui i più rna <$icci armamenti convenzionali di terra, dell'aria e del mare. No11 è delitto, anzi è 1aggia politica, la predisposizione delle armi pirì po1e111i; è dcli/lo il loro impiego II fi11i d'aggussio11e, 101110 pitÌ grande, q11a1110 pitÌ ingcmc è In potc11za d, distruzione messa in azione. L'e<iuivoco ,orge e ,i perpetua quando di proposito si idcncifica la predisposizione con l'impiego, mentre la discriminazione tra le due attività fondamentali , che s'impone nei riguard i di qua lsiasi arma~ assume un risalto eccezionnlc quando si tratta di :umi nucleari. Maggiore giustificazione hanno le tesi opposte alla diffusione degli armamenti nucleari, per quanto manifestamente in difetto di una oggettività astratta pcrchè intese a rendere permanente la situ:1zionc di privilegio degli auuali detentori, diffusione contro la quale questi agiscono con moira determinazione, agevolati dagli enormi impegni finanziari inerenti al conseguimc:.nto di potenziali nucleari operativi. In dclìnit.iva ~ cliflicilmcntc oppugnabile l'opinione che al giorno d'oggi la più solida garanzia cli pace ì: data da una li mitazione di potenze nucleari e da un equilibrio reciproco di facoltà di guerra nucleare, l'una e l'altro già in ano e di imp:-obabile alterazione, per lo meno :i breve scaclc,w.a di tempo ( r). Senza dubbio è sconcertante di vedere la pace del mondo soggetta ad un patrocinio di discutibile prestigio, ma sr:1 il fatto che il timore della ritorsione atomica e quello di vedere degenerare in guerra atomica una guc_rra iniziata con mczz, convenzionali costituiscono i fauori d'inibizione più efficaci, si vorrebbe dire i soli efficaci, nei riguard i d'inziative belliciste. ( 1) L!1 '-ltuazlone dc-sc,ma hn 3\ uto i.I uumc 1,li • ~tallo nucleare o aw,mco • , con on riferimento e:1,prc"3oÌ\'u ;1 un,1 particobr~ condizione di p:aril.Ù in liu.al~ <li p:irÙl:i.

nd gioco degli ..,.echi.


Nel contempo non sono da sollaccrc, nell'intendimento di giungere a conclusioni di valore pratico, le di[fitolt:1 che fanno tuttora mtacolo alla rea lizzazione di quei risultati concreti. che pure sono di esigenza assoluta e di promo a,solvimento. Si traila di di(licohà d1 contenuto prevalentemente politico. da puntuali7..zarc in insinccrit~ cli rdazioni 1 in ddormazion.i <lcllc morali correnti jcl opera dclle ragioni di Stato, tn presenza di situazioni di grave contrasto d'interessi. in quadri di cocsistcn1.a. che impostano problemi inaccessibili a soluzioni Ji univrrsale soddisfazione, in influenze: di antagonismi internazionali che in• ducono gli sreHi negoziatori a vedere i te11l:1tiv1 di composizione delle vertenze, a cominciare dalle stesse trattative pcr la limitazione degli armamenti. in termini di capamà di compcti.zionc in altre ,cdi od in altro momento. DiClicoltà di tal genere non ,ono di facile eliminazione mediante imcrvemi diretti. li loro ,upcramento è da a(fidarc per lo più al prevalere degli orientamenti eontr:iri alla guerra, meglio ancora ,e cementati da uno spirito di pace in azione. all 'occorrcnz.i anche :mnato. Sempre nel campo degli atti indiretti, dc"e essere vinta la convmzione che una guerra sia emergenza da accettare con fatalistica acquiescenza. smchè resti in 9uadri convcnzion:i1i. come alternativa prdcrcn.zialc ad una guer.. ra nucleare. La convinzione trascura in modo inaccettabile l'assurdo di un'alternativa .semplice, come 9uella che essa prcsuppane, prescinde incautamente dalla eventualità di una guerra Cllnl'Cnzionalc prcmc<sn cMrentc di un:, guerra nucleare e comunque non ticn conto che. una ,•olta po~to mono alle Mmi, non vi s.ir~ fo..,.,,., umana che possa comrolbrc gli ulteriori S\'iluppi della crisi. infine ripropone: l:t tesi, ,ldinitivamcnte condannata, della guerra in armi ,trnmento tuttora v.ali,lo J, politiche nazionali, da relegare ad ex1rem11 m110 sotto la garanzia di mandato internazionale. 5· • L\

VAl.,U'IA~JOSE 1>E.LL\ STKUM..E.NT~LJTÀ OE..U..A CUE:RR.\ .Nl:OVO Ol'E.R..\IOk.t:

~ELLE RF.L \ZIO:,ll lN URSAZIO~At.l,

L'analisi svolta oin qui non è la discu~ionc distaccarn di un problema permanente in ancsa di rolu1.ionc, come può app.irire • prima impressione. l.'importan7.a delle idee intorno :illa strumentalità della guerra nelle relazioni internazionali merita una ,•nlutazionc del tuno divc:rsa. Il nocciolo della questione è da vedere nell'alternativa se la guerra resti tunora mezzo di realin.llzione di politiche nazionali oppure ;ia d:, rigettare in co11~1dcrazione delle eonscguc:n>.c che derivano dal forvi ricorso, atte.a la cccc-1,ionalc potenza delle armi moderne. La decisione in un senso o nell'altro, mentre cosutuisce p1ctr:1 di par3gone del senso di rc<pons:,bilità di popoli e di governanti, /, anche indicati\'o


1397

dell'adesione o del rifiuto acl una norma cli vira internazionale clcsrina1a a segnare un'impronta profonda sul futuro 1>rossi mo di tutti i contemporanei. la sostanu del precedente interrogativo può essere sintetizzata in modo espressivo ndl'acccuazione di uno dei corni del dilemma circa I.i per,islcnlc attualità del ricurso alle armi o la sua nella negazione, un 'acccuazionc che è alla base di due impostazioni conceuuali, strumentali e finalistiche, della vica di rcla1.ione tra gli Stati sosrnnzialmeme diverse. e di due prassi politiche fondamentnlmcntc divergenti. L<: due impostazioni concettuali citate polarizzano le gr:mdi corrcllli mondiali d'opinione cd aurihu,scono a qucst'uhimc innegabile mordente e potcnw clialenica: quella di coloro che ritengono la guerra in armi una crisi inevitabile, una concezione dalla quale discende che il ricorso alle armi non soltanto è sempre congcnurabilc ma da considerare operatore sovrann nella rcgola1.ionc delle pi1, gravi contro,·crsic tra gli Stati, una crisi quindi cb affrontare quan<io si presenti, costi quel che costi, e quella di coloro che sono convinti del superamento clcfinitivo clclla guerra in armi e quindi la cscluc.lono anche i11 linea d'ipotesi, nella persuasione che, malgrado lullo, la coesistenza pacifica resta l'obiettivo predominante e che, al massimo, spingono il loro realismo sino ad ammettere soluzioni unilaterali dei conflitti, nei casi irriducibili, ad opera di forme nuo,·c di contenzioso, dal le quali è estromessa la partecipa,ionc diretta delle armi. In questi termini i fautori della coesistenza p:icifica evitano l'errore di iclcntilicarla nella cristalli,.zazionc del mondo in una situa1:ionc riel momento, conti11gcntc per la sua stessa natura; al contrario, consci del dina111i5mo intrinseco delle relazioni internazionali, i cui motori con,istono in disponibiliti, di beni materiali e spirituali cd in rcla1ivit1i di rapporti di potenza, ammettono che il divenire dei popoli e degli Stati si adegui a nuovi processi evolutivi. dei quali accettano la diversità, peraltro aventi come caratteristica comune necessaria l'attitudine a realizzarne le tnppe con assoluta esclusione di ricorsi alle anni. La presenza delle due correnti d'opinione, forse s:ircbbe più giusto fare riferimento a due etiche in opposizione, dalle quali prendono sostanza indirizzi distinti d'a1.ione pratica, è già di per sè fatto pieno di significato. Un'indicazione ancor più chiara proviene dal con1Ii1to che si è \'enuto a determina.re tra i patrocinntori delle due distinte visioni del dinamismo

imcrnazionalc. Il co11flrt10 acce11111110, mc11tre nç rivela lu pro/011di1à d, tlivcrge11z", 11c dimostra la vigoro1a a11i1mli11e " 1ovrapponi "lh1 lotta itlcologict1 cd " modi /ìtnrc le Ìtltcst che q11cm1 1wc1111 a/lacci"to, i111rotl11cc11dovi motivi so11a11zioli tli tlisumo, fors'a11c/1c di rotlum, e l111cia11do prevedere 1111ove Ìllle1e tra popoli che sinora hanno militato i,, campi av11ersi. l'aspetto più immediato della congiuntura gi:ì si manifesta nell'nllcntamento di solidarietà considerate inattaccabi li si no n poco 1empo fa. nno a


sovvertire situnioni politiche internnional,, che coinvolgono i maggiori Smi del mondo, considerate sinora gli invarianti della politica contemporanea. Ad una causalità del genere è da accreditare la grave scJSSione intervenuta di recente tra le due potenze maggiora del mondo comunista, alla quale si è accompagnato un sensibile miglioramento di relazioni tra URSS e mondo occidentale. Forse non è il caso di coltivare soverchie illusioni circa le probabilità d'intesa tra due mondi fondamentalmente inconciliabi li. Non è men vero però che è in formazione una nuova realtà internazionale, della quale il meno che possa dirsi, anche senza fare eccessive ipoteche sull'avvenire, è che non è assolutamente concesso d'ignorarla.


LA STRA TEOIA GLOBALE E L' AGGIOR NAMENTO DELLE DIFESE NAZI O NALI LA OUER.R.A AEfWTER.R.ESTR.E Gcn. di C. A. Paolo Supino

t. · L'AeF<RMAZ!Ol':E DI UNA S'rRA'rF.GIA GLOBALE (1).

Guerra e pace sono i contrapposti di un 'antitesi vecchia quanro il genere umano, arnpiamente meditata dagli uomini di pensiero di ogni tempo. Ma da qualche tempo l'antitesi, per eccellenza lineare e totale, è soggetta ad un'alterazione sensibile di linearità e di totalità per effetto di un foterrogativu d1c ... a prcnùcndo maggiore consistcni.a: quale è )a guerra e quale la pace delle quali si tratta? L'incertezza in materia d'indiscutibile. alto interesse, che l'interrogativo rivela, è fatto meritevole d'attenzione. Essa trova origine in una progressiva difficoltà di discriminare situazioni cli pace e situazioni cli guerra, data la singolare asprezza di molte situa,.ioni formalmente pacifiche e l'adito a particolari forme di guerra, anomale o surrettizie (2). La congiunwra, tutt'altro che casuale, trae motivo da una sensibile rarefazione della guerra in armi (la quando questa, informata ai dettami cli una strategia aereo· terrestre · navale ed esercitata in termini di guerra aeroterrestre in quadri continentali e di guerra aeronavale in quadri intercontinen tali, ha assunte le caratteristiche di prodromo di catastrofe mondiale, e dall'a;prezza senza pari delle relazioni internazionali, per i convergenti effetti di gravissimi interessi in gioco, cli un conflitto ideologico in pieno sviluppo e ,li una consistente riluttanza al ricorso aperto alle armi. Così il presente momento storico si adegua ad una contingenza generale, per la quale l'analogia più convincente è offerta dalla qualifica di armistiziale sui generis. Le armi sono pronte ma tacciono e le polemiche. verbali o scritte, affidate a mezzi di diffusione che non conoscono barriere, (1) Cfr. !':articolo • Str:u<:gia .,, in Enc;dopl.'Jiu /Jc1/t'&1m, , .-\pp. t!i>49·6o. compib<o ò:dl':mlore. (2} Cfr. Gcn. P:tulo SvPtl'\0: t, D::tll1 str-:itcgi:t cbs.,ic:2 :,tic nuc>\'C' )tr:ueg1c ,,, Etl. Ki, ,·i~l~ Mili1:1rc, Rom:,, 1':,162. c:ipo lV. p:'lg. 101.


mantengono accese le vertenze col conflitto delle idee e con l'urto degli

int~r~ssi. I contrasti tra Stati e blocchi di Stati si perpclllano da una fase all'altra di tensione, intervallate da fosi di rilassamento dov,nc esclusivamcme ad es:igenze di tecnica competitiva od a stanchczz.1, con esclusione di tendenze alla mutua comprensione, e l'in,rnbilità delle si.ua1.ioni internazionali diviene un:, affezione endemica della vita di relazione 1rn gli Stati. Premessa la qualifica di " gloualc », più breve e più distintiva. per la sirategia aereo - terrestre . navale cui ,i è già fotto riferimento, quale è la pane e.ha atlril.mirc nella t.v11giont111:l alla nuovJ strategia g1ob:ilc e, prim3 ancora, come~ nata e si è affermata ? La strategia glob.1lc è la conscgucn,.a dell'accesso allo spazio aereo nell'evoluzione della tecnica militare. In precedenza la strategia militare non è staia che spcdficamentc terrestre o Mvalc. I due ambienti operativi erano estranei l'uno all'altro per effetto di una discriminazione tradizionale e ,torica di strumenti e di atùvità in esercizio nell' uno o nell'altro - con eccezioni molto limitate e marginali , un'estraneità sottolineata cb una linea di separazione tra le più nette nel mondo fisico e per riflesso in quello socio- biologico e che si trasferiva in differenziazione assolut:1 di mezzi e di lince d'azione, in clipcnclcnz.a della quale tutto quello ritenuto valido in un ambiente non lo era nemmeno incidentalmente nell'altro. Si traila di un fatto cosl conna1urnto nell'esperienza comune da dar luogo a modi di pensare e d'agire caratteristici, di diffusione generale e considerati acquisiti. L'accn~o allo spazio aereo, un progres,o della ~cien1.a umana del quale sono ,,.ili ben presto evidenti gli addentellati militari, ha alterato immediatamente lo stato di fatto preesistente e l'alterazione è stata tanto più profonda quanto pi~ intensa ne è divenuta la pratic:1. L'ambiente opcraùvo nuovo e pur strettamente connesso coi due precedenti porta"a nella tecnica opcrati,·a le sue caratteristiche differenziali, costituite lia una netta triclimensionalitil contro la bidimensionalità degli altri ùuc, con ecce,,ioni limitate più .emibili in qudlo marittimo, da una conrinuit~ su rutta la sfera 1erresire e dalla conseguente attitudine a dur consistenza ad una funzione di connessione tra i due ambienti operati,•i preesistenti , rimasti a sè stanti sino allora, e a<l un invito all'azione di braccio planernrio, concorrendo in tal senso le prestazioni dei mezzi tipici. Delle prestazioni. cd il loro straordinario per[ezionamento. importavano lo sconvolgimento di tutte le concezioni operative già in auge è la loro sostituzione con concezioni nuove. peculiari, le quali si distinguevano per un 'cs:tl-

tazionc di facoh~ così considcrc\'Olc, in

tcrn'l1ni

lh confronto, e.fa mutare

profondameme toni e ritmi d'azione, elevati verso livell i molto superiori.


1

59

Portato ad alti<-,imo piano delle concezioni nuove era la confluenza della strategia terrc.1tre e della strategia navale nell'unica stra1cgia globale, destinata a rivoluzionare tutta l'attività opcrativa. a renderla più complessa ma anche molto più cfncacc, tanto dncacc da indurre a vedere nelle sue realizzazioni un motivo autorevole di formazione di situazioni psicologiche, in progressiva :iffcrmazionc, des1in:,1a a maturare verso stati d'inibizione d'iniziativc belliche, ciel rc.,to giusiilica1i eia Facolt~ d'azione divenute veramente eccezionali. In pari tempo, nel campo della prassi, si delineavano e si pcrfcziom1v;mo i temi >pccifici della nuova strategia globale, che era conscqucn1.ialc tro,•asscro trame di elezione in combinazioni costanti di mezzi aerei e di mezzi terrestri, d'ora in avanti denominati " mezzi di superficie"• razionalmente dosati. in quadri d'operazione continentali, e di mezzi aerei e di mezzi navali. in quadri d'opcra,ionc intcrco,nincntali. L'impiego di dette com bi nazioni di forze dovc,·a sboccare, ed è sboccato di fono, in fasi e cicli cli guerra aerorcrrcstre (e alternativamente di gucrrn aeronavale), della quale si indicano nei precedenti termini luogo, me.:zi e lince di azione, come dati di base per definirne l'individualii,\ e, nel campo dell'impiego, la mumemalità. A confrrma dcll'imercssc anche pratico, oltre che dottrinale, delle precedenti annotazioni, conviene ricorda re che le cosidrleue " for,.c d'urto " , in via di organi,7..azione in qualità di dispositivi i più aggiornati presso le maggiori Poten7.c militari. sono realizzate in quadri di combinazioni di mezzi aerei e di mcz,:i di superficie, in previsione dello sviluppo di fasi e cicli d'opera1.ioni aero1crrcstri.

-· • ( RIFLESSI l)ELLA STRATEGIA CLOBAl,H,

Stilato l'ano di nascita della strategia globale, è logico procedere alla definizione della pane che essa è per mumerc nella contingenza gcncrak, cui si è fatto riferimento, e ndl:a presentazione, più in particolare, di nuovi lineamenti operativi nell'eventualità di emergenze belliche. L'assunto porta ad i11dividuarc i rirlcssi più importanti di una strategia. che oggi dispone di ve.tori aerei e missilistici. cli masse corazzate per dare una spina dorsale alle operazioni cli guerra in terra e di flotte di sommergibili e th portaerei per condurre opera1.ioni di guerra in mare. Ncll'denco sommario di categorie d'armi riportato poco sopra mancano le armi atomiche, in contrasto con l'atteggiamento più diffuso, tra coloro che hanno preso posizione in argomento, di chiamarle in causa per prime. Non si tratta di om issione ma di l'i nuncia meditata. Anzitutto le armi atomicbe superano cd annullano le norme correnti di qualsiasi strategia militare, ponendone in posizione subordina:a tutta la strumentazione consueta,


160

per investire le incombenze di una superiore strategia politica. In secondo luogo, esse semplificano all'eccesso ordini di fatti molto complessi, i quali riprenderebbero in pieno la loro complessità nell'ipotesi sempre più consi~tcntc, comunque da non escludere. di rifiuto a ricorrere all'arsenale atomico, lasciando sprovveduti gli incauti zelatori delle distruzioni di massa. Una volta di più la nuo"a, eccezionale fonte di energia distruttiva pone in presenza di una luce troppo violenta, raie da eliminare mezze tinte e chiaroscuri, in definitiva <li ostacolo alla corretta visione di un fenomeno di estrema complessità, del quale l'esplosione atomic:i è un episodio eventuale, per quanto di sttoordinorio rilievo. La prospeuiva di una calamità planetaria, ampiamente illustrata da chi ne lrn imcresse per i suoi scopi particolari, insita in nuove esplosioni nucleari a scopo bdlico, fà perdere di vista sia l'attuale realtà di stallo atomico, sia il generale indirizzo verso l'interdizione di atti di guerra nucleare, sia infine l'altra realtà, altrettanto attuale e normativa, che gli srcs.~i derivati aggiornati dei dispositivi di guerra convenzionale comportano, nell'impiego, consuntivi sempre più fortemente negativi. La g,.,erra tra grandi Potenze promette con crescente costanza la livellazione di vincitori e vinti, prostrati per decenni da uno sforzo immane di superamento reciproco, insopportabile anche per le collcuività più solide e più agguerrite, e provoca in questi termini vuoti di potenza, all'origine <l'imprcvisti sc1uilibri internazionali e di conseguenti gravi difficoltà di riequilibrio post - bellico, già accmati in passato e da prevedere in misura ancor maggionin avvenire. Pertanto, pur accettando scn1..a riserve In tesi che una guerra nucleare segnerebbe con ogni vcrosimiglian,..a il tramonto della civiltà auualc, si deve ammettere con eguale realismo che anche una guerra combllttuta senza ricorrere ad armi atomiche, necessariamente in quadri di strategia glob3 le, avrebbe conseguenze tanto gravi, da rendere molto perplessi circa le sue prerogative di altcrnativ:1 prcforcnzialc, pur t11ttavin una valutazione incauta che si riscontra di rTusa in talune opinioni pubbliche, rispetto ad una gucrr:, nucleare. L'alternativa è mal posta. in quanto valida soltanto in presenza di una scelta obbligatoria di fronte ad un dilemma pii, semplicistico che semplice, che i foui sono lontani dal sulTragarc. Questi in e/Teni pongono sempre davanti una ten.a c1•cmualit~, in verità in procinto 'cli divc.nirc perentoria. che esclude con la più determinata volontà il ricorso alle armi, da quando questo si dimostra sempre meno idoneo a proporre soluzioni concrete e da quando, d'altra parte, è ~talù esplicitamente condannato da wtti gli Stati elci mondo, riuniti ncll' Assemblea dell'ONU . Dato che una guerra combattuta in quadri di strategia globale in teatri continentali ha per componenti sosrnn~iali e costanti fattori di guerra terallo stesso restre e fattori di guerra aerea. cioè è una guerra acrotcrrcstrc


161

modo che è di nt<cssità una guerra aeronavale quando sia interessato uu teatro d'opcrnioni marittimo - si tkvc dare per pro,•ato che, llualunquc ne siano le circostanze d'esercizio, le co11cezi(111i di 11110 11rategia globale '1«11110 sempre il riflcSJO ilrlf'imp,ego d,lla forza d'urto più efficace, realiz. :zabilc allo 1tato ilei falli, per condurre con mcccsso ciel, tli guerra ncrolcr•

rtHre. aeronavale o misti. i11 immrtliatn esl-l'111io11r ddlfl c111iJticn sommaria te!/~

riass1111ta.

Sono queste le circostanze che danno ragione in modo inconfutabile della gravit~ di conseguenze di qualsiasi iniziativa bellica e che giustificano In vnlutazione di consunuvi sempre fortemente negativi. 1.1uando si superino le deduzioni impcrfeire di una comingcn1~1 ingannevole e gli esiti siano visti con gi nstn proic,.ione nel futuro.

3· •

NuovE ARMI E M IJT., nE 1:-rttROIPENTlENZE TRA T,<\'mCA E STRATEGIA.

In quadri di guerra convenzionale, cit:>t di ri nunzia alme.no temporanea ad atti cli guerra nucleare. la giustificazione dell'attributo lii globale ad UM straregia milirare aggiornata è nel ricorso sistematico cli tutti i mez1.i ani a svolgere azione utile in un determinato ambiente operntivo, con particolare accento su quelli ivi dotati di un;, più clcvara operatività. Di conseguenza è tipic<l degli atti di unn matcgia globale il contributo dei migliori prodotti di un eccezionale pro1,,resso tecnico degli armnmemi, quindi l'intervento cli mezzi non esistenti in un passato anche recente ocl impiegasi in precedenza con modalità di efficacia sensibilmente minore, e la prese.orazione di remi operativi e di procedimenti inediti, dei quali è cnrnrtcristica saliente comune una clcvat:1 potenza di decisione, in senso as.~oluro e relativo. Naturalmente l'i nserimento nei dispositivi operativi di strumenti nuovi e per ipotesi di rendimento comparativo superiore importa l'inflessione elci rendimento dei sistem i di guerrn, nei 9ual i i vecchi strumenti erano esclusivi o per lo meno predominanti, cd il loro succcs1ivo su1ieramento ed abbandono. li fotto si rivela macroscopicamt·nte nella composizione dei nuovi ordini lii battaglia e nd prevedibili JiJ,eamemi delle sc9ucn,,: e delle fasi operative. Quest'ultimi insistono sempre più nettamente sull'azione combinata di forze di superficie e di forze aeree. entrambe diveuute strumenti cl'clczionc della guerra aerotcrres.re e meritevoli di pieno diriuo dell'appellativo cli •1 forze acrotcrrcstri ,._ La combi nazione opcrativ3 tro\'a 1c sue premesse più promettenti nella precedente combinazione organica. Rispetto alle for'~c conveniioMli tradizionali, le forze aerotcrrcstri prc· ><:ntano un'infle.sionc di panccipa7,ioni delle aliyuotc di ,upcr6cie ed un incremento proporzionalmente molto magi:iorc di partecipazioni delle aliquote aeree. Le prime hanno cessalo di essere le pro1:1gonis1e dell'au ività


162

operativa. per assumere la parte di comprimarie minori: per parre loro, le seconde S()no invenitt delle (unzioni di attori principali, nella maggior parte dei casi, e di comprimarie maggiori in tutti gli nitri. E' bene mcuerc subito in chiaro che la modificazione dei contributi specifici agli esiti globali non dipende cla volontà di operatori, in genere in ritardo rispcuo ai fatti in materia cli apprezzamento centrato delle nuove si-

tua.doni operative, bensì è ti::,. m<·llere in relazione a circostanze concrete di grande autorità, nelle t1uali è facile avvertire il peso dcci,ivo delle presta· zioni cli armi moderne, in primo luogo aeree cd in via subordinata e.li superficie. Una ddk w n>cgucn,c di maggior momento dclfa evoluzione delle prestazioni delle armi prende sostam;a dai nuovi valori Jci parametri normali di po1coz.1. dficacia. rapidità d'i ntervento e braccio d 'azione . che si vedono operanti in sequenze, fasi e cicli cli guerra acroterrestre. L' accennata modificazione ammcuc di essere sinre1i1.1.ara in mutati rapporti tra risultati tattici e risultati strategici, originati da un considacvolc incremento di dinamismo operativo e con riflessi cli una ulteriore esaltazione di dinamismo, un fa110 ciel quale è necessario tener conto non solo ai fini cli un corretto appre1:1.amcnto del rendimento dei mezzi della guerra aerotcrrestrc, ma soprattutto per definire con sufficiente esattezza un rapporto tra oneri di preparazione e risultati in sede di condoua operativa. Detti mutati rapporti prcscntano un iJJlportante valore indicativo e più oltre consentono deduzioni significative circa i traguardi più lontani. resi accessibili dalla nuova strategia. Sotto il primo punto di vista. le mutate inttrdipcndcnzc tra tanica e strategia importano che una strategia globale prcscinllc in largn misura da quelle premesse tattiche, sulle quali faceva a~soluLO :,Hidamcnto la strategia classica, come su antecedenti di stretta necessità. ln effetti. sinchè la vicenda operativa è stata vista consistere, secondo una visione schematica accettato ed esclusa di norma da diligenze di revisione critica, in serie di ,mi tattici, ciascuno dei quali aveva la sua giustificazione dall'esito eonscguito nell'arto precedente e nell'esito previsto dell'arto successivo, la serie degli atti da pcrsei,ruirc come la più r:,zionalc era, sen1,a possibilità di controindicazione, 9uclla che conseguiva riel modo più economico. in 1crmin, di lavoro e di tempo, lo scopo strategico, un conseguimento che

cosrituiva l'o evento •1 dec-bh•o. La serie di atti 1a11ici, che prendeva individualità ndl'acccnnato proce~oo. era di fono I' ilt'r maturnntc l'evento. La sua rispondcn~:t era ,•aiutata, caso per caso, in conformità del contributo all'economia generale dell'operazione in corso, generalmente complessa, un contriburo nel 9ualc portavano partecipazioni , con effetti di mutua integrazione, poten1.a dello sforzo (entit~ dei mezzi) . rapidità di esecuzione (dinamismo dei mezzi) e congruenza <11 effetti (rapporto tra mezzi impiegati e risultati da conseguire).


Sino al recente p.issato, una concezione del genere ha fornito lo spunto ad una tematica operativa, la cui trama generale era cbta dalla risultante <li una molteplicir~ di arti ranici in genere considerevole. ciascuno di per sè <li modesta entirà, come era da arrendersi dalla reali-a di un 'auil,ità operativa impostata in larga mi,ura sull'impiego di armi <li piccola potenza, a(ti<latc a combattenti singoli o<l in piccoli gruppi, in conformità della tecnica d'impiego allora in vigore presso le forze armate terrcwi. Una siffaua tematica opcra1iva presenl3va esigenze specifiche. di stretta osservanza, delle quali sono da ricordare come più significative la composizione costante delle azioni elementari slno a risultanti provviste di adeguati livelli di efficacia cd il consolidamcnro per gradi di una realtà edificata mccliantc unn tattica laboriosa, nata sui campi di battaglia rimetti delle guerre del secolo scorso e sopravvissuta a quelli ben più ampi delle due guerre mondiali, malgrado che, in seguito di tempo, ne fossero cadute in gran parte le premesse originarie, col dilatarsi dei campi di hrnaglia e col mutare dei dispositivi di combattimento. L• laboriosità di una tattica in crescente difetto d·aggiornamcnto aveva provocata l'alfermaz.ione delle incombenze di cooperazione tra le varie armi , una linea di ripiego che inspiegabilmente doveva ,1ssuinere il caraltCre di una mmma vertice dell'attività opcrath•a, ed in seguito di tempo il loro incremento consi,lcrcvolc. Per contro, mentre dette incombcn,.c offrivano prove indirette dell'inadeguatc.1za delle singole armi all'assolvimcmo dei loro compiti normali, un sintomo sempre grave di disfunzione cd \m accidente da porre all'origine di crisi sempre gravi, esse incidevano decisamente sul mordente operativo delle forze armate terrestri contemporanee. tanto più profond.u11eme quanto più divenivano oncr<>sc. Molti tecnici militari h:mno attribuiro le inflessioni coeve di mordencc operativo a lacu ne nella tecnica operativa, tacciata d'inattirudine a provocarr eventi risolutivi. In effetti b ricerca di esiti tatrici, divenuti molto laboriosi cd :Ùtreuanro sterili, induceva a comilicrarli fine a se stessi, con dcfrnitivo allontanamento dall'esito stralcgico, unico capace: di determinare quel grave squilibrio irreversibile ùi facolt.\, che è la matrice del successo opcrntivo. Lo stato d'inadeguatezza denunci2to doveva cessare soltanto con l'entrata negli ordini di battaglia di nuove armi, di maggiore efficacia, prima le for',c corazzate, poi le forze aeree, con effetti più profondi e più evidenti a mano a mano che cresceva la potcn1_a che esse erano in grado di mcltere in gioco e con i massimi effetti conseguiti nel connubio carro - aereo. Il proccs.,;o di potcniiamento dell'armamento in corso, anche a prescindere dal livello altissimo raggiunto con l'c:splosh·o nucleare, inrerkriscc nella ·azionalità cli concezioni già valide ma ormai sorpassate dd tulio, formatesi m circostanze che sono state cancellate ùa prc)tazioni di nuove armi, le quali va nno oltre: le più csigcnli richic,tc <li operatori dotati di fervida fantasia .


Mette appena conto di aggiungere, pcrchè fatto univers.ilmcnte noto, che è swo sostanziale in proposito il contributo delle macchine aeree, prima come vettrici di cariche c.<plmivc e poi di forze aerotrasportate, c!csrinate a combattere in supcrlicic dopo l'aerotrasporto. Dello contributo, che è divenuto emblematico della guerra acroterrestre, ha infatti portato alla trasforma:r.ione della guerra terre>tre in guerra aeroterrestrc. Naturalmente anche le operazioni della guerra aeroterrestre si sono informate e continuano ad informarsi ad una loro tanica specifica, rispondente alle impostazioni della strategia globale, ma si è trattato e si <ratta di una rntricn cli nuovo tipo, allcggerit:t singolarmente per J:1 diffusione cli ~trì1~ menti operativi atti a raggiungere più direttamente obiettivi e risultati stra. tcgici, improntata ad un dinamismo di atti e cli sviluppi sconosciuto in p:usato, cosicchè le conce:,,ioni operative banno trovato buoni motivi per orientarsi al più presto verso nuovi qu:,dri, ben più promettenti. In presenza dei fatti accennati vi è chi ha formulata l'ipotesi di un au• mento di contenuto strategico dell'attività operativa. Se in realtà una siffatta interpretazione sembra plausibile, non è men vero che l'interpretazione si ferma alla esteriorità dei fani e rinunzia a motivazioni più soddisfacenti e più cl1iarificatrici. Essa inoltre cade nell'errore di autorizzare la congettura, il più ddlc volte fallace, che i rapporti reciproci tu tattica e strategia siano soggetti all'arbitrio di opcr:itori, mentre sono determinati in modo ferreo dalle presta, zioni delle armi a disposizione c dall'applicai:ionc del principio di economia, che s'impone in dipcnden,~,, in vina di un impiego il più razionale possibile. E' stata proprio la <rratcgia globale a dare la spinta decisiva al processo di ridimensionamento della tattica ordinaria, cui si è fnrto riferimento. dopo che la guerra acrotcrrestrc, che ad essa s'ispira, ha introdotti nuovi procedimenti operativi nei quali, se si vuole p:irlare ancora di ta1tica, il discorso ha senso soltanto in quanto si fa riferimento a criteri d'impiego di armi di grande dlicacia, capaci di conseguire in un gran numero di casi risult•ti strategici anche in scdc di nioni elementari cd a maggior ragione in sede di a,.ioni complesse. A conferma dell'impostazione conceuualc adottata. basta fare riferimento all'impiego dcll'arscnr,le missilistico cd a quello di Corze aeree cosiddette strategiche per definizione, scn7.a entrare nel merito di dotazioni cli tc<tc atomiche o di teste di esplosivo convenzionale. Adesso è pos:;ibile tentare una risposta al quesito formulato in prece· deoza, accennando ai traguardi più lontani offerti chi mutato rapporto tr:i strategia e tattica, di qual sia b r:1gione per la quale sm;istc e si consolicb quella controindicazione della guerra. che si è presunto raggiungere condi. zioni di inibizione, nel tempo stesso che la prevalenza avvertita di effetti strategici delle nuove armi si traduce nel conseguimento piti diretto e più rapido della decisione.


Non esiste alcuna antinomia nei fa11i, i quali conti nuano a svolgersi secondo uM loro logica inmaccabile, anche se non sempre di facile percezione. J,.q controindicazione della guerra guerreggiata non è da anribuire a motivi d"ordine operativo, cioè prevalentemente militari, che se mai sarebbero ope· ranti in senso opposto. bcnsl :, motivi d'ordine politico, da ,imctizzarc in una progressiva sterilii/, della vittoria delle armi, la ,1ualc condurrebbe in modo sempre più certu al dominio su di un mondo in rovina, e nella ricerca di procedimenti di decisione meno aleatori del ricorso alle armi. -I· • L,f\

PARTECIPAZIONE t>F,.1,LE Ak'Mt OEt.1..'ARIA,

L'inciso precedente, che concerne In dotazione di ieste atomiche o di teste di esplosivo convenzionale, escludendo implicitameme che essa sia decisiva per l"efficacia delle armi dell'aria, s'ispira alla conviw1.ione che se l'esplosivo nucleare deve essere preso sempre in considerazione per il peso dei suoi interventi eventuali, è mal centrata la concc-1.ionc che vi ravvisa l'attore unico della vicenda che si sta mettendo a fuoco. Inoltre non è da trascurare il fatto che la sua influenza si esercita nella maggior parre dei casi in modo indiretto - si fo riser\'a di chiarire meglio in seguito quello che s'intende dire con influenza esercitata in modo indi· retto - mentre è diretta l'influenza di tutti gli altri tipi d"armi e veuori, in tcrniini di progresso operativo, in primo luogo delle arm i che operano nell'aria e dall"aria. li prudente atteggiamento, che cl;\ atto della tremenda potenza del· !"esplosivo nucleare cd al tempo stesso si propone di non soprnvvalur:1rne !"in. fluenza diretta sulla tecnica operativa, con lo scopo subordinato di evitare orientamenti legati a situazioni estremamente determinanti quando si presentassero. che peraltro potrebbero anche non verificarsi, non deve far velo ad una valutazione oggettiva della sua enorme influenza indircua. Peraltro questa si avverte più che sui prodromi e sugli sviluppi di futuri conflitti armati, ,ul corso più generale delle politiche estere delle maggiori Potenze mondiali, clcrcntrici di armi atomiche su scala operativa, cd attraverso cli esse su tutta la vira di relazione cli Stati gr;indi e piccoli, come del resto è logico dal momento che. si no a prova in contrario e per i motivi già detti, si deve prescindere da un impiego cfTeuivo, il solo atto a riproporre uo:, casistica d'influcnzc direue. Comunque è cerro che, anche a parte inter"enri di armi atomiche. il perfezionamento tecnologico delle armi ccl il loro migliore impiego operati"o, coi più dlicaci tem i d":12.ione che ne sono la conseguenza. hanno accresciute grandemente le facoltà dei dispo~itivi operativi e resa impénsabilc, nello stesso tempo, attesa la partecipazione ~empre più massiccia delle armi aeree agli esiti operativi, il conseguimento del successo. contro un awersario pro"·


166

visto in misura adegunt3 di mezzi aerei, facendo affidamento, per inconccssn ipotesi, csclusivamcntc su mezzi 1crrcsrri. o·allrn parte resterebbe: in falsn posizione chi desse credito n tesi csdu;ivi,te, come quelle impostate sul sofim1a che una volta riconosciuto il merito superiore d, un'arma o di una categoria d'armi, sia criterio giusto di for massa :m quella. a danno di ogni ahrn arma o categoria d'armi. li vizio del sofism3 risiede nelln v3lut31.ione di un merito superiore in termini di un merito assoluto. Un merito assoluto non sunistc per nessuna categoria di armi, le atomiche comprese, per il fatto che nc<<nn• /, capace di risolvere qualsiasi situazione dn sé sola, a prescindere da congrui interventi integrativi, dosati le· condo le csigcn1,e di ciascuna fase dei proemi di clcd1ionc applicati caso per caso: rnrma assolu13 è un·mopia. Per Carscnc convi nti bast:1 porre mente all:i conclu>ionc delle fasi operative finali cd in taluni ca>Ì di quelle intem1edie. Gli obietti,•i corrispondenti, buona p.1r1e degli intermedi e tutti i li nali, sono di<locati sulla terrn e quindi è permane me l'esigenza del trasferimento sulla terra dei successi conseguiti nelroria, esigenza che accende unn s.:rie di problemi di risolm,ione indispens.,bile, nnche nella presunzione di un'eccezionale, :1YO!u1a prcvalen1.a di partccip•· 1ione di mezzi dcll"nria. La tesi cqui\'nle all'ammissione che le forze aeree. di\'enutc prougonistc delle operazioni in quadri di guerra aerotcrre>Lre, lo sono sub co11ditio11c, una condizione offerta dalla facoltà contemporanea di tras.ferire il più integralmente possibile cd il più rapidamente sugli obie11i,•i di superficie i risultati delle operazioni condotte sino a quel momento neiraria e dall·arfo cd il cui limite minimo d'applicazione è da vcclcre nella congruità degli esiti in rapporto agli scopi che s'intendono cons;:guire. In nitre parole, se il progresso differenziale minore degli armamenti terrestri rispeno n quelli aerei non evita la valutazione di un minor merito in atti cli dcci<ione a carico dei primi, non è minimamente da trascurare il fatto che un trasferimentQ sistematico di risulLiti dallo spazio aereo alln superficie terre.mc si rC3liz1.1 di ncceMità annverso fasi tipiche, nelle quali le forze di superficie assolvono incombcn,..c msonituibili. anche nei casi eccezionali nei quali venisse loro richiesto il solo collazionamemo di quanto è occorso in preccdcn:ta nell'aria. C.idutc gr;1vemcnte in difetto le attitudini di decisione in proprio delle !orze di superficie, le integrazioni nerce sono divenute ipso facto indispensabili, mentre più di recente nuove e frequenti azioni d'intervento <!all'aria erano richieste :i favore delle stesse fasi tipiche di trasferimento di c1ici dall·aria alla terra. La te~i imporL1 la clcduziunc che sarnnno ancorn e sempre Cor1.e :1crotcrrcstri n portare a buon Nne le fasi conclu~ive di futuri conOiui arm:,ti. iniziati dnlla ma~ delle foru aeree e prcxcguìti ron una par1c.:iP3zionc

e


crescente di forze di superficie acrotrasponatc. aventi carico di dar corso alle fasi in superficie colle quali vengono ricapitolati e confermati t1111i gli esiti operativi conseguiti sino allora. Nella traccia di processo operativo testè delineata, sulla quale è di[ficilc proporre riserve sostanziali, si <leve vedere lo schema degli atti tipici della guerra acrotcrrcstre, prodotto di una strategia globale applicata in quadri cominentali. La guerra aeroterrcstrc, i cui linMmcnti s'intravvedono ndle operazioni di guerra che hanno avuto corso in teatri d'opcrazioni terrestri nell'ultimo dc:cénnio. :i.ncor(hè lontana dall'avc.-rvi r:1ggiun1:, fJUf'lln. pirnt"?.?:. cli rnntivi dei quali è potcn7..ialmente provvista, pone in prcscn7.'1 di cicli di operazioni di elevato clinamismo e di grande efficacia, densi di avvenimenti dello spazio aereo e della superficie terrestre operativamente connessi, avvcnimcnu che valori1.za con diligenza, in vista dell"epilogo più favorcvok di un conflitto. Ciò premesso, è priva di senso la polcmic;, se, nei nuovi quadri della guerra acrotcrrcstrc, la dcci,ionc venga conseguita in aria o in terra. li JIIC· cesso 11cl/'ar,a ;. co111/iz1011c 11ccess11ri11 m11 11011 111/ficic111c, che tliuimc s11/fi· cientc qu111ulo si11 co11scgui10 il successo tic/le operazioni ,1crorerrcstri co11clmi11c.

5· • G1, 1 SCHEMI

FONDAMENTALI DELLA GUERRA Al!ROTlRRES'fllE.

La tesi testè enunciata ha un corollario immediato, che merita attenta considcra1.ionc: la previsione dell'i mpiego corrente cli forze aermerresrri. in occasione di nuove cmcrgcn1.c, imposta con assoluta autorità il problema della loro preparazione in sede organi7.7.ativa cd in sede addestrativa, un problema la cui soluzione costituisce la più consistente garanzia della loro cflìcacia sia in sede d'impiego, sia in sede di effetti preventivi. A propo>ito di quest'ultimi è opportuno ricordare l'attitudine delle for1,c acrotcrrestri di dar luogo ad intensi cflecù preventivi, senza confromo superiori a quelli da a11ribuirc 3 for,,e convenzionali tradizionali ccl a livello tale da consentire la loro utili1:z:i,;ionc in qualità di alternative di atù di guerra guerreggiata. La precedente posizione concettuale: pone in rilievo la ckvala ambiva·

lcn1.1 dei nuo,,j ordini di battaglia cd il mento di combinazioni efficienti di forze aeree e di forze di >upcrficie, in vista di assicurare il maggiore mordente a quelle forme anomale <li guerra, che sono succeòand sempre più frequcnii di forme tipiche coniroindicate o inibite. Se adesso si procede alla valutazione cd alla motivazione della parte che a_ssumcrcbbcro i nuovi ordinamenti in evcmuali emergenze belliche del prOS· simo futuro, .. alutazione e moti .. azione da impostare sulle ben note carattc· ristiche di potenza, di granuc braccio, di rapida cscc111,ionc e di flessibilit~


168

di missioni dei mezzi aerei che ne cosù1uiscono l'o;sa1ura. le deduzioni più convincenti vcr1ono sulla previsione: 1 • di energiche opcrn,om iniziai, di forl.C aeree, imcsc a prendere il sopravvento in una battaglia preliminare dell'aria. combamua su nmplis>imo spai.io dalle ma,sc delle due aviazioni comrappo<tc; .1· • di succcs.sivc opern7.ioni di fon.e :ieroterrestri, imbastite: sulla scorta degli e$iti COO$eguiti nella Fase prece.lente, che perseguono il tema generale della conquista di posi1.ioni atte a rcali,.7_arc il dispositivo compbso, dal quale prended lo slancio la fase conclusiva: 3" • di una fak conclusi,•• nella qunle, scn,~1 inflessioni della panccip.1zionc delle for1.e aeree, assumcd una funzione decisiva il corso delle opc· ra1.ioni di superficie per la conqui<ta degli obictti,•i finali e per la loro con, -rerv:1zione, contro le reazioni :1vvcrsaric.

Operazioni successive e fase conclush·a vedranno in a1jonc le forze aeree mediante eoncouì diretti, in termini di integrazione dei fuochi sviluppati dalle armi di superficie, e di concorsi indircni, di una considerevole latitu. dine di tipi. precipuamente della forma di ombrelli protettivi sulle forte di superficie contro le forze aeree avversarie e di operazioni di trasporlo aereo su vasta scala. a scopo strategico e logistico, che costituiscono la parte piì, ori_ginale e innovatrice di tutta la vicenda operativa..

Contemporaneamente al corso di ciascun ciclo o fax di <>perazioni. si svolgeranno, in quadro ancor più vasto ,¼'·le operazioni ddl'AcronauLica indipendente, affidale normalmente a dispositivi di enlità considcrcvolt, allo scopo d'infliggere i colpi più duri ali 'csc_rcizio del potere aereo avversario. Fatte: queste precisazioni, di\'Ìcnc un anacronismo indiscutibile la

W·

pravvivcnz.a di una tanica tendente a rc.alizzarc un mosaico di e:siti mo1tc:-

plid. singolarmente modesti, sino a raggmngcrc livelli anche modici d, dfeui: 11110 guerra di pigmei 11011 hu 1ignifico10 quando gli ovvem11u111i 11 od,g111mo olle li11ee di 11110 guerra di gigomi e tli oquilt. Una logica di fatti che non teme smentile l'ha $0Slituita con nuovi temi e con nuove t.rame di azione e la sostituzione ~· impone anche ,e essa com· porta la smentita d'idee connaturate da tempo e ritenute tuttora valide Senza riscrvc. l..e nuove trame d'azione &ano informate a schemi di rapide successioni di colpi di maglio. inferti da ,, forze d'urto " formidabili, scatenate in modo repentino, riprese alla mano dopo il colpo per inniggcrr.e ahr, ancora, sino alla neutralizzazione delle facohà Ji reazione awersaric. u: forze d"urto sono costituite con la combinazione, divenuta inevitabile, di uniti dell'aria e di unità di superficie, di regola articolata :,ccondo due dispositivi principali, uno concernente unirl d'aviazione a grande raggio d'azione e sistemi di rampe di telearmi a raggio intermedio, l'altro, unità

-


169

cli superficie abilitate alJ'acrotrasporto. unità 1·etrrici cd unità aeree di scorta. per l'escrciiio in condizioni di sicurczz3 di grandi aerotrasporti . Le uniti, di superficie aerotrasportate hanno compito di prolunga.re i bracci aerei mediante scqucn1.e di operazioni di ,upcrficic. dopo essere ,tate aerotrasportate a porma utile degli obiettivi assegnati. Negli accennati schemi operativi esse sostituiscono fanti, artiglieri e corazzati delle forze armate terrestri ordinarie, che le hanno precedute e <lellc quali sono chiamate a perpetuare le tradizioni.

6. _, Gu

ATTl TIPICI T>6UJi CUEkk,\ AERO·rtkM.fSTlU:: ; LE AZ.I0:-:1 AD A).tl'JO KACClO,

Tracciato uno schema generale delle operazioni intonate alle norme della nuova strategia, è giusto chiedersi quali siano le modr,lità so~t:mziali con le quali la g11crra acrotcrrcstrc concreterà in modo prcfcrenr,ialc le sue fosi cd i suoi cicli, moc!alitil che probabi lmente diverranno tipiche ,lclle concc,.ioni dcl la strategia globale. Atteso il considerevole raggio d'azione dei vettori aerei, prolungato ad ogni occorrenza da operazioni in superficie di penetrazione profonda, le ,nodalit/i accennate s"i nformeranno in prevalenza :,Ile :iiioni dette altrove ad ampio raggio. d'altronde congeniali a for7.c d'urto potenti ( 1). La qualifica mira a porre in rilievo una caratteristica differenziale distintiva prcssochè costante e molto determinante, capace di contributi consistenti al successo operativo, in ca~o di azione diretta (impiego effettivo). come di offrire l'imbastitura di ingenti effetti preventivi. in caso di azione indiretta (e/Tetti virtuali), secondi soltanto ai più noti esercitati dal deterrente nucleare, molto più noto come strumento di azioni lontane. Vedere nelle azioni ad ampio raggio le lince predominanti di un'anivirà operativa aggiornata non deve destare sorpresa, pcrchè esse sono prerogativa di attributi non reperibili presso for'te convenzionali ordinarie. Si tratta quindi di un'esclusiva che si traduce in attività operative di tipo inedito, di grande rendimento, all'origine di situazioni impreviste (sorpresa strategica), da aggiungere ad un"effìcacia intrinseca, derivante dalla facoltà di conccntrart sugli obiettivi potcn7,e considerevoli, aumenrnbili a volontà corro larghi li. miti mediante la replica rapida cli azioni gi:t singolarmente molto energiche. Caratteristiche operative delle azioni ad ampio raggio, che sono valorinate dalla previsione di eventuali cicli opcratt,•1 che coinvolgono cooli(t) Il

lèfffill\t' t.!1 aztolie

ad :uupm

r.igg10,

come quello m.tto più nauti di !l~ione

lont:tn3, appatlcngooo :hl un.a tcrmioologi:i di tcntati\'C.t. inte).3

:1 ,Ic.,ign:irt' uniw,c,1. mente le forme princip:1li di a111\•i1~ opcr.iliv.i della gu.err.i ;,crotcrrc~ rc (c:fr. in propn~itQ, (;cn. P. Su,.1:,;1): 1c Contribu10 :ali.i impo$ta7.ionr di una con«7,ionr opcr.ni,•a mo dcrna 11 , Ed. Rivi~t:'I Mili1::1rt, Roma, 19')1).


I

]O

zioni di Potenze e che si estendono su interi conu ncmi, sono ani di forze aeree (contro l'aviazione avversaria, di sicura.,., e di trasporto) e di forze miste aeree e di superficie. posti in essere a distanze d'ordine di grandezza continentale ( 1 ooo - 2000 km) da i,tfi astrutturc dispase ,u aree dell'entità superficiale di uno Stato medio, mediante la costitu1.ione e l'al imenta7,ionc di zone plurime di sbarco aereo, succ<:ssivamtnlt connesse ed eventualmente

raccolte, a portata di obicuivi la cui conquista costituisca un tornante decisivo delle operazioni. E' indubbio che l'auitudinc a condur« a buon fine imprese del genere. mentre pone in nena inferiorità un a,·vers.ario do1-ato di aniwdini similari

molto più scarse, interferisce fortcmènle sul rendimento operativo delle di lui forze armate di ogni altro tipo, sottoposte ad una molteplicità sconccrtan. te d'ipotesi d'impiego, costituendo tra l'altro a loro carico una condizione cli fissazione strategica, che nasce dall'incertct.za degli obiettivi dd primo colpo e dei successivi e dell'entità delle forze di previsto impiego su ciascun sistema di obiettivi. Sono queste le circostan?.c che danno luogo ngli effetti preventivi già accennati, la cui importanza è au mentata dai rapporti favorevoli, rispetto agli effetti analoghi che è lecito attribuire ad ogni altra forza armata convenzionale (rapporto di funzionalità) e dalla tendenza dell'azione politica ad appoggiarsi su effetti del genere (rapp0rto <li strumentalità), per esimersi da l correre alce di guerra. senza rinunziare agli sviluppi auspicati delle crisi internazionali. I requisiti postulati potranno essere considerati acquisiti c1uando le predisposizioni rdaùvc raggiungano una soglia di c(fieaeia su(fieicntc, da Su· perarc con debito margi ne di sicurezza. La circosrnnz:1 d~ luogo da un lat0 alla imp<>stazione ciel concetto di un limite minimo di efficacia sulla cui operatività si avrà ancora occasione di ritornare (cfr. n. 9), da un altro, all'ammissione del peso considerevole di nttivit:, inerenti all'organizzazione cd alla condotta delle foru in predicato, delle quali non è concepibile un'uùliz. zazionc a spiz2.ico o ud gene.re dc, campioni di prova. Il criterio del tutto o nulla, che si ,·ien a formubrc nei precedenti ter· mini, è senza dubbio oneroso. per quanto la chiarificazione clclb portata effetti,•a di ani molto impcgnativi non manchi di aspetti positivi, ma costituisce unH condizione generale, dclk, quale è necessario 1cner co1110 e che soprattutto è indispensabile prendere in considcra1.ione sin dalla sede di program n,a;,ione, in quanto fattore non elimi nabile di successo o, al contrario, in caso d'inos.<ervanza, causa d'insuccesso per null ità di atti molto onerosi dal punto di vista orgnnizzarivo, produuivistico e finanziario. J precedenti cc:nni sembrano sufficienti per la illu~trazionc: cli un!attivit:L operativa, in quadro generale, Ji considerevole rrndimcnto cd al tempo 1tcsso ,li nrdua messa in pr:,tica, il cui intcres:.e deriva non 1oltanto d:,llc accennate

....


I] I

caralteristichc di rc,ndimento. ma ancor più dalla fondata presunzione della parre cospicua cbe essa è per assuincre in materia di preparazione di fon:c armate convenzionali aggiorn,nc.

7• • LF.

0

CONSECUE:,;'ZE l)El,L Af'Fl!R),l,\,ZlO~E J>ELl.,\ (;IJt;K.MA A.I,

Presenta p.1rticol:tre interesse la ,lecluzione, per quanto mol10 ovvia. che gli sviluppi degli mi operativi secondo i nuovi schemi si adegu.ino forzarnm,nt,· ai ritmi ed ai toni imposti dalle macchine aeree, sono pena in caso contrario di cocrcirnc in misura i,w mmissibile le elevate prestazioni operative. e che la drcostanw si avverrid in modo pi,1 ingente (!Uando sarà più considerevole In parrecipa1.ione relativa delle unità dell'aria. Ritmi e toni saranno più elevati non solo di quelli ,l'esperienza nella progressione di combattenti ordinari in superficie, ma onchc di quelli che carattc.rizzano forze di ,upcrlicic motorizzate. meccanizzate o corazzotc. Di conseguenza fasi e cicli della guerra aeroterr<!Stre si prospettano impronwti ad un dinamismo sconcertante. se ragguaglialo a metri ed a mcntalid corrc,nti, al quale dovranno adcguani con molla applica1.ionc le mentalità degli operatori di tutti i gradi gerarchici, per essere in grado di trarre tutto il profitto, di cui sono depositari potc,wial i i procedimenti della guer· ra in parola. L'esigenza è eia tener presente a maggior ragione in quanto la necessità permanente di risolvere in ogni caso concreto problemi di combinazione interforze e d'impiego di fnr1.c combinate rende normalmente complesse le impostazioni operative e richiede accurate progettazioni, che non trovano riscontro nel la condotta di operazioni con for1,.e tradizionali - basrn fare rifc. rimento alle soluzioni otùmal, di problemi di movimento cli formazioni ilerec dctrordinc di grandczu di centinnia e cli migliaia di apparecchi, in termini di tempo, spazio, sicurczi.1 tecnica ccl operativa complessità d'imposta· iione cd accuratezza di progettazioni che tro,•ano contropartita obbon,bnre nel conseguimento di piani di efficienza operativa, 11Cllamcmc superiori. non perseguibili certamente per altra via. D'altra parte si tratta di prerogative cui non è consentito cli rinunziare, pcrciè) impegni che non è concesso di eludere, se uno solo dei presunti avversari ne acquisti la disponibilità: tutti gli altri dovranno farsene partecipi per evitare, come è di stretta ncccssit/1. di presentarsi a prove cruciali con men.i insufficienti alla mano. Ad esempio, le condizioni d"infcriorit1, supposte si verificherebbero immancabilmente ncll'inconcess.:, ipotesi già prospcnata cli chi facesse a(lid:i· memo su mezzi c:sclu)i\•amc:mc terrestri contro un avvc:.rs.1rio ben provvisto di mezzi aerei (cfr. n. 4). Le forze terrestri. anche le più mobili e reattil'c del loro genere, sarebbero ~n presto disorganizzate e, quand'anche sfug~- • R.


gisscro ad un annientamento molto probabile. non riuscirebbero a mcncrc a segno alcun col Po utile. Ammesse queste drcos1:1nzc, quale valore residuo può t'S-~ere :mribuiro ai ,•cechi procedimenti? Tutti i tentativi d"infondcre nuova vitalità a vecchi sistemi cli guerra sono tbtinati alla prova dei fotti a risultati che non pagano minimamtntc il lavoro che hanno richiesto. Ad una valutazione negativa al riguardo della conservazione di prassi operative superate si deve conlrapporre ciuclla positiva, che concerne le nuove prassi in formazione, espressione di un considerevole progresso scientifico e tecnologico m, soprattutro avvio ad una tematica operativa di superiore rendimento, larga cli promesse sotto la forma di risult:iti di primo piano, diretti cd indirmi, impnstata su predisposizioni cmcmameme razionali se pure molto impegnative. A proposito d'impegno di predisposi1.ioni, tale da dor corpo a consistenti pcrpkssità, occorre fare giusti1.ia. in via prdiminorc, delle difficoltà frapposte da mentalità formatesi in ambienti e con ,J;sponibilità di mc,,zi hcn diverse, da egocentrismi di for,c annate e da idiosincrasie tenaci contr<> il lavoro in collaborazione di forze armate differenti cd ancor più contro il lavoro in combinazione. Si trau:1 cli clifficolt/i che 1i sono ripresentate pun· tualmentc ad ogni progresso cli armi e di concezioni. sempre superate in passato - altrimenti si sarebbe ancora alla pietra e all:i picca, al massimo al fuoco greco - e che In saranno anche in futuro, solo che se ne affermi k, ncccssitA, offerta in genere da una nuova prova di for.ta o anche soltanto dalla cvenrualità di una nuova prova di Cor,a. Piuttosto. a completamento dell'indagine intrapresa circa lineamenti della guerra acrotcrrcmc cd i suoi aspcni positivi o negativi. è doveroso sottolineare la funzione preventiva che i dispositi\'i dai quali prende consistenza o che la sostanziano assolvono in modo ecccllcntc, nettamente superiore :id ogni altro sistema di opcra,ioni, fatta esclusione dell'esplosivo nucleore. Nè si dt\'C tacere !"integrazione tra tiella funzione preventiva e l'azione indiretta dell'esplosivo nucleare. Come già accennato, sì tralta di una (unzione essenziale, perchè preparatoria dell'affermazione di quelli Mteggiamcnti in procinto di divenire più frequenti, rivolti ad evit3re di essere coinvolti in emergenze belliche piuttosto che a $Upcrarlc dopo C$SCfe stati coinvolti. che l'estrema gravità assunta dalla guerra moderna propanc con crescente autoriù ai responsabili delle difese nazionali. lnfaui si può dare per accertato che il normale conseguimento di risultati molto importanti, una volta p<Jste le mani alle ormi. che è prerogativa della guerra aerotcrrcstre, condotta in debito modo, pone in essere una nuova forma di deterrente, prima c:hc sia fatto ricorso alle armi. capace <li escludere l'eventualità paventata o quanto meno di renderla molto improbabile.

-


1 73

Jlastcrcbbc questo requ1Sllo, per qu:anto ormai sia ben noto che ve ne sono altri ancora, per confermare l'operatività delle concezioni illustrate e per incoraggiare allo studio cd :al perfezionamento dei nuovi procedimenti di guerra. 8. · I

PROO~tMt AOCE.'11 OA~l.\ OUF.RRA A,T.

Nel clarc alto delle nuove, maggiori opportunità inerenti alla nuova prassi di gt1crra, non si procede soltanto alla ovvia constatazione degli effetti di una inserzione massiccia di armi aeree nelle operazioni di guerra in quadri continentali, già di competenza esclusiva di for'.G<: terrestri, sia pure con integrazioni di ani aerei in varia misura, ma si vuole insistere sulla partecipa1,ione massiccia cd ormai prevalente delle armi dell'aria nelle operazioni in questione e mettere a fuoco la pmcntc carica inno,•atrice che quelle hanno introdotta odia vicenda operativa. Cominciando con un accenno critico di terminologia. ma rivolto al più corretto inquadramento delle concezioni, si pone l'accento sul fatto che in materia d'intcgrazioni di ani aerei. le quali anche dopo essere state incrementate in rispondenza di prcs,an1i csigc111.é di fatto sono siate sempre lontane dal realizzare i pom,lati della guerra aerotcrrcstre e <l:ill'adc:guarii ad una normativa di strategia globale, il termine di ,, concorsi aerei " deve essere considerato superato e da abbandonare. Si è ormai in presenza di operazioni coordinate di superficie e dello spazio aereo cd ancor più spcsso di opernioni di forze combinate aeree e di superficie. ,, Concorso" è espressione di mentalità prevalente di guerra terrestre, da sostituire con locuzioni di migliore rispondenza. Un'nionc di concorso non è mai principale, in contrasto con la fun1.ionc predominante delle forze aeree. Pur lasciando impregiudicato per un momento se sia preminente l'azione in aria o quella in superficie. nei nuovi quadri della guerra aerotcrrestre le azioni già di concorso dovranno dirsi integrative od :anche coordinate o corrdaic. Di interesse senza dubbio ancor maggiore è l'annotazione che in operazioni informate ad una strategia globale la partccip.izione delle forze aeree assume un'importanza di primo piano. per essere fattore insopprimibile di decisione in 111ui gli ambienti operativi. L'annotazione trova convalida nella nozione di una zona di comune cscr· cizio di ani di guerra, la " zona cli contatto " delle for',.c aeroterrcstri, tridimensionale, conituita dalla superficie dei fururi scacchieri opcraLivi e dallo spazio aereo che la sovrasta, entro i limili segnati dal braccio delle Mmi aeree in azione conlfo obicuivi di superficie e dal braccio delle armi cli superficie in azione contro ohicnivi dell'aria.


1 74

Nella :zona di contatto !1«11110 soi/11ppo 1 /cm, d'aiio11e nei q11a/i 1i ma11i/e1/a110 l'origin11/11à 1ntri111ccn ed il rc111limc11tc superiore dei motiui fo11dame111al, della guerra acrotcrrcstre. In confronto dei corrispetti vi di lata analogia olkrti dalla guerrn tradiziona le, costituiti dai campi di battaglia più estc,i, sedi di operazioni di 1,ruerra recenti. le 1,onc di contatto acrotcrrcstri spiccano per clue categorie cli carallcristiche interdipendenti: potenza e mobili,~ di arm i aeree, derivanti dalle loro doti intrinseche, e di armi di superficie. portato di meccanizzazione e d'aerotrasporto; estensione, uniformità, continuità dtllc dimensioni spaziali. Logicamente le operazioni delle zo ne di contatto acrotcrrcstri, in corso di un conClitto armato, hanno ben poca conformi t¼ con quelle simil:1ti dei vecchi campi di battaglia, ba<ta fare rifcrimcmo a questo proposito al fatto che le vecchie lince di contatto. concettualmente lineari, in pr.itica profonde da akuni chilometri ad alcune decine, hanno i loro corrispandenti in spazi solidi, cli climensioni dell'ordine dei vecchi teatri d'opcrazioni. L'assenza di conformit~ si accenLua <1uancio si passi eia carnrteristichc gcomc1ricltc a caraucri11ichc dinamiche: nonostante gli spazi assai più estesi, i tempi d'azione, anche in presenza di operazioni complesse, sono cocrciti singolarmente per effetto delle velocità correnti degli strumenti in uso, con la conscguen1~1 generale di quella elcva1.ionc di ritmi opcra1ivi, alla quale si è giil fotto cenno a più riprese. In P"ri tempo, le Potenze normalmente in gioco w no divenute molto considerevoli, anche in termini di solo esplosivo convenzionale, sia nelle azioni clcmcnwi. sia. cd a maggiore ragione, in quelle complesse, con l'cflctto cO· stame di una maggiorazione ingente Ji tono operativo. I pm:cdenti rec.iuisiti, nettamente p<>$itivi nei riguardi dcl l'eflicacia opc· rativa e clclla focolt3 di decisione delle operazioni corrispondenti. hanno contropartite tipiche, sono l'aspetto di servitù operative, nell'atteggiamento esclu· sivamentc dinamico delle forze aeree, nelle infrastrutture ingenti, c0Sto1c, spcs.o facilmente vulnerabili, indispensabili per l'impiego di macchine aeree, nei procedimemi d'impiego inerenti all'esercizio di grosse formnioni aeree. generalmente complessi, nelle modalit/i richieste per l'effettuazione d'ingcnti acrotrasponi operativi, nelle difficoltà di coorrlinamcnto di attività e,,cnziali in c.iuadri di combinazione di forze armate diverse, infine, per <1uanto ha tratto alla partecipazione di uomi ni, nella richiesta <li mcnt:1lit/1 idonee all:i visione in v:,sto quadro, alla immcdi:ita valutazione degli dementi essen.r.iali di problemi normalmente intricati, all'esatto apprcnamcmo delle possibilità e dei limiti di macchine molto perfezionate ma and1e molto esigenti in materia di qualificazione di conduttori o di scrvenu. Comunque s, traua di contropartite che ammettono di essere cocrrnc e compensate in termini tali, da constrvare integro l'apprezwmento di una el't'1lu1.inne molto marcata del (atto bellico, s<>tto l'aspetto tecnico-opcrati\'O, da formulare nei riguardi dei sistemi d'opcrazioni di cui si tratta.

-

,.


1 75

Un altro aspetto interessante delle forme di guerra in via di presentazione è costituito dall"csigenza di prestazioni di punta da parte di tutti gli demtoti partecipanti, in dipc:ndcnza delle nuove ,cale spaziali e temporali ~istcmaticamcnlc in vigore, csigrnza certamente non S<lddisfoua ad opera di forz.e terrestri tradizionali o di direua derivazione. Di regola dette forze non raggiungono i livelli minimi d'azione efficace, che valgano a garantire esiti <li una qualche consistenza. Di conseguenza sono destinati a restare infruttuosi gli investimenti in mezzi di lavoro e finanziari che sono richiesti dalla loro preparnionc e dal lo r() m:intcnimcnto, che in pi~ si dovranno considerare controproducenti se avranno distrauo gli operatori da altre incombenze di necessario assoh•imcnto e tli maggior rendimento. In conclusione. la normaùv;i di una strategia globale trova applicazione rnionale soltanto in termini d'impiego di forze aerotcrremi (o cli forze aeronavali, quando so1\0 interessati scacchieri e teatri d'opernzioni marittimi). una idea· base dclb qu:ile si ritiene di avere illustrato a suflicirnz:i il valore pregnante cd una tesi che dà vita ad un numero vcrnmentc conmlercvolc di problemi cli fondo in materia di ordinamento, t.li provvedimenti organici, ,ii armamento ed equipaggiamento, di prcp:ir:tzionc del pcrsonnle in termini di .idcbtramcnto generale, di qualificnioni tecniche e di formazione di quadri, di prcdisposi-,ione e funzionamento di stati maggiori e di messa a punto di una dottrina operntiva, capace di valorizzare a pieno strumenti di ccct·1,ionali prestazioni e le concezioni che mi ispirano cu autorizzano al tempo stesso, comunque un 'idea· base cd una tesi delle quali non conviene trascurare l'operoti~it~ e la capacità di corretti indirizzi di prcpara1.ionc militare cd operauv1.

9· ,_

DoTrRtNA, $T.\1"1 MACCIOltl F.. QUAORI O 'AZIONE.

Dato il loro eccezionale rilievo, si ritiene op()Ortuno ritornare su taluni degli argomenti indicati in precedenza, in particolare su dottrina, stati maggiori e quadri d'azione clclb guerra aerotcrrcstrc. L:i dottrina d'impiego deve essere rispondente a due distinte esigenze fondamentali : una negativa, intesa ad evitare di infirmare in qualche misura atùtudini oper:iùvc, caratterizzate da :1lto dinamismo e da ri marchevoli fa. c?lt:1 di decisione; l'altra positi,•a, di maggiore importanza, che vuole assicurare la completa utilizznionc delle elevate prestazioni degli strumcnù in azione, in for,.a dclb quale si richiede una approfondit:1 conoscenza delle !nquadra1urc di nuovo tipo offerte da ;unbienti operauvi che si differenzia no in modo netto da quelli consueti ;ino ad un passato anche recente ed il consapevole abbandono di una metodologia opcrati\'a superata e tlivenutn controproducente, anche se già ritenuta meritevole di buon apprezzamento.


Logicamente css:i trova le migliori condizioni d'applitazione allorchè posta al servizio di concc1.ioni di politica internazionale, maturate in conformità di esigenze d'affermazione nazionale, di respiro adeguaw all'ampiC'tza degli orizzonti sui quali spaziano in modo autorevole strategia globale e guerra acro terrestre. Perrant() entrambe sono appannaggio di grandi Potenze e di coalizioni di Potenze, S<>stcnutc da potenziali tecnologici e produttivistici di primo ordine mentre, per gli StCSlli motivi, operanti suvoha in senso opposto, trova no di[fici lmcntc terreno propi1.io in conflitti trn Stati di secondo e terz"oròinc. che mirano a far prevalere i loro int<rcssi piirricolnri (, ). L'annotazione vale a nche per il caso. di prevedibile maggiore frequenza con l'andar dd tempo, in cui si punti in larga sull'azione indiretta dei nuovi ordini di battaglia, dato che quest'ultima pr<'S(:nta limiti cli efficacia, eia superare con aclce;uati margini, sensibilmente pi~, elevati di quelli da attribuire all'azione diretta (2). Quando si pone l'accento sull'importanza cli concezioni operative razionali e d i un 'adatta dottrina di guerra, emergono in modo. per cosl dire, automatico, gli :irgomenti che si riferiscono alla formazione degli organi di comando e, in funzione di questi, alla preparazione cli stati maggiori di nito rendimento e di provata competenza. A questo proposito è: da ritenere poco fondata la congettura di buona soluzione nella costituzione di gruppi misti di ufficiali delle forze terrestri e di aviazione, in qualità di nuclei di base di stati maggiori combinati, un procedimento da considcr:irc :acces.~ibilc S<>hanto in stadi transitori di prima applicazione dei nuovi criteri orga nizzativi e d'impiego e che ha la lacuna di non sfiorare nemmeno il problema dei capi. L'azione deve svilupparsi più in profondità, con b formazione presso le due forze armate originarie. di ,uperficie e dell'aria, di quadri comu ni. ( 1) L:i c:ircn,lomz.:1, eia prcnJcrc in co,uiJcrazionc m qm11it3 di coercizione Jl facolLà di ~stcncrc gr2ndi eonflitti d3 p:anc e.li piccole Potenze, tamo pi~ ;tutorcrnlc t1u::u11u meglio si s1r:anno offcrmi1i dcu;imi di str:ttcgia glob:alc e proctJlmcnti di gucrm :tcrntcrrcsttc, presentii un grande intcrcc;1c conc:ct1u:1lc e, in linea :..ubordinlt:I, anche pratico. ~ pace momlialc viene 2 dipcndC"rc .soltamo dall':1zionc1 e d3gli inttrc~i! di poche gr:1n<li l'olc1w.e. :1 conv:alidn <.H un indirizzo di conccntr:i7.ionc di rc)pon.sabilit3 politiche. che hu :issumo gli :u,peui pii'i prrthi od numcJo ristretto di dc1cnlori di ciplo'ii\'n nu. clcarc :a lh·dlo operativo. (:i) Anche in f)U(<litO rn'>O ji cldinc:1110 :1112logic con IC' sogli< di cffiraci:1 ptr r:acccn+ sionc di C'tftui ,•irtu~li, da por~ :'I crtdiro ddl'cspl<>lih'o nudc:m:, già atttnnato nll;a noto precedente. Si mm.a di an:alogic che non debbono sorprendere pcrcht' "Ono d:1 porre :i.Jr:ittl\o 1.li tutte le categorie di anni pro,•vistc Ji considcte\·olc cfficaci3, nelle <1u:1li rienlr:tno indubbiamcmc que11c. che si ,·anno prc.n<lc.ndo in c:.:unc. Se ben d con<liidct3, dcuc prtrojpti\'c d:mno '((»HIOZ...'l :aJ uno dcgli asixtti pili po:<ii ti\'i di un con~idcrc-vok progre""° degli ;irmamc-nli.

--


177

provvisr i di mentalità. di combat.tcnti i~ superficie e di combattenti nclrari~ al tempo stesso, cioè an grado d, " senure ,. peso e portam d, ciascuno dcgh atti d'impiego loro commessi. Da quadri ben provvisti nel senso indicato e bene esercitati saranno tratti gli clementi da spccialiiiare in funzioni di stato maggiore. i quali alla sensibilità gi/, auspicata dovranno aggiungere l'attitudine spiccata a concepire ccl a meucre a punto gli atti d·impiego e, compito ancor piÌì impegnativo, a valutarne gli sviluppi con esattezza, per essere in condizione di dimensionare razionahnentc le varie attività in gioco e di procedere agli interventi tempestivi per l'integr:a.zjone degli esiti parLiali in -.,;çt:1 dc.-1 rnn-.rg11iml"ntfl dei risultati finali proposti. Si deve riconoscere, a questo proposito, che le anuali modalità <li formazione degli ufficiali di stato nuggiorc. si:i presso le forze terrestri, sia presso le for'tc delraria, non sono ancora orientate in quel senso. nonostante che, in rispondenza di esigenze, che si sono imposte per proprio conto, non siano mancate e non manchino buoni proponimenti e sporadiche applicazioni. Di conseguenza persistono mentalità ancorate ad ambienti operativi tradizionali e si perpetuano le tendenze alrautosufficicnza cd aU-isol:unento di ciascuna forza armata, tutti atteggiamenti negativi per l'attitudine a partecipare ad attività di guerra aeroterrestre ccl in definitiva eia considcr:,rc ri nunzie antieconomiche e gratuite a prospettive tanto promettenti, quanto inevitabili. Gli attcggiamemi ncg:1tivi :occennati si riflcttono,dannosamcntc sull'esito di un'altra incombenza, di primaria impomnw, quale è la risoluzione del già menzionato problema dei capi. La spiccata originalità e la consistente complessità della guerra acrotcrrcme escludono la validità di procedimenti generici cd impongono processi di formazione di sicuro rendimento. L'argomento è tra i più ardui, dei molteplici sollevati dalla messa a fuoco del nuovo genere di guerra, e periamo non si ritiene il caso di indicarne in questa sede un indiri1.zo risolutivo. Si può solo affermare che molto probabilmente un indirizzo razionale potrà essere offerto da scelte accurate tra i membri degl i stati maggiori comuni, già auspicati, in specie se saranno facilitate dalla costituzione permanente, cioè sin dal tempo di pace. di comandi comuni in tutti i gradini di comando, compresi i più elevati. In particolare i provvedimenti indicati sommariamente, sia organici che addestrativi, sono autorevolmente consigliati in rcl:izionc ad esigcnz.c di superiore efficienza di quelle forze d'urto, cli cui si è giA fatto cenno come di strumenti cli cle-t.ionc di una tecnica operativa aggiornata e redditizia e di cui in questo momento si rornano a sottolineare le analogie con strumenti fondamentali della guerra acroterrestrc. La loro importan,,a si accresce in funzione della dccrC)ccntc idoneità delle fo,-u: armate tradizionali, o di derivazione troppo immediata dalle traJi. zionali, di assolvere compiti di rilievo nei nuovi quadri operativi. Quesrc sono


all'altezza soliamo di compiti cli sicura.,.,., svolti a domicilio, con l'ausilio. ogni qualvolta possibile, di organizzazioni del lmilorio predisposte e di predisposizioni intcS<: a facilitarne lo schicramcmo in caso di emergenza, nel cui assolvimento si u:trr~ partito dall'ottimo orientamento di nmi gli esecutori circ.1 le rispettive mansioni. In generale è fuori discussione la consistenza dcli'errore di a[fidare ad unità prcvalcntcmenre statiche, per difeno intrinseco di prerogative di clinami;mo, l'onere di confronti con Conc di merito mollo superiore al riguardo: un esito sfavorevole giit ,contalo equivale :,Ila ri nunzia alla tutela d'interessi vitali. L'economia che sembra ripromessa dalla utilizzazione di m~zzi di scar,o valore operativo comparativo, cui coStiluiscc incoraggiamcmo la sola, relativa facilit:ì di disporne per essere spesso già alla mano. è del tutto fallace: una spesa anche modesta rappresenta una perdita reale, quando la sua utilità ~ trascurabile. La perdita ~ aggravata di sovente dall'ingannevole sensazione di nvc,c provveduto in modo opportuno. che l'attività mal ccnuata ingcncr3 talora in ambienti poco illuminati. l)'altrondc è ben noto come inicgnoso procedimento di disarmo di un probabile awcrsario il facilitargli la provvist.1 di un armamento supernto, che talvolta si è visto perfino regalato. La critica dj cui si sono fatte oggmo le forLc di sicurezza non implica il discono.scimento del loro merito nel quadro di loro compiti d'istituto. fas,, non rigiiarda neppure la facoltà di realizzare ordi ni di battaglia aggiornati, mediante il loro potenziamento graduale, sino a renderle idonee a sviluppate con successo ani di guerra aeroterrcstrc. una modaliù d'esecuzione che si ndcgua all'esigenza di un'attuazione progrc»iva di orc.linamcnti mi litetri di orgaruzzaz1one impegnativa, nel corso della quale s'intende fare debito conto di quamo di utilizzabile è gi1' alla mano ( , ). Per ovvi motivi, in q11esta scclc la tra11n1.ionc del problema in questione non può superare i limiti di un'impastazionc generale, quale risulta dal precedente contesto.

IO. - Al.CUNE DEUUZIONI CENSRAll lì. CONSF.GUl!N1'1 PRltVISIONL

A completamento dell'accennata impostazione conccuualc, si fa conclic gli indirizzi seguiti dalle maggiori Po1cn1.c mondiali in materia ,li difese nazionali ,i concretano nel deterrente nucleare. col quale s'intende St3latc

( 1) Il procedimento, ba~to in linea sc.hcm;nic.i ,;u1lt'1 m1,;form:i71onc di aliclumc dd1r foru d1 ,icurczza in unnà acroua>ponatc e 1oull':iffiancamcnto di quc~1'uhime con con· gruc un1lÒ di Q\'Ìa2.lonc. è già stato 1IILL,Lrnto con qu,llchc maggiore t!>tc1hionr in allr,1 ~cdc (dr. Gcn. P. St1v1so: -. C.onLributo all:l i11·1p<1s1:1~icu1c di uoo coi\cczionc tlpt.r:ith·a mcl(lcrn:i "• hc.l. Ri\'i'il:1 Miliiarc. Rom:., ,962, 1:,:1g. 14 e i.c:.guc:nti).

_.,


1

i9

,tornare la calamità di un:i guerra :uomica, e nella preparazione di potenti forze d'urto, in qualità di strumenti d'intervento attivo e ad integrazione di eventuali lacune d'efficacia del deterrente nucleare, in funzione di deterrente convenzionale s11i ge,ieri1, in quanto valida. In materia estremamente gelosa, come è qudla che coinvolge l'cfficien7A1 ddlc Jife~ nazionali e con questa le sorti dei Paesi, si vede seguita evidentemente la norma di svolgere 1011 thrme e11 de11x f11fo11s. Una tldk due modalità è vista con indubbio profino nell'indiriz1.o di fare buon conto di fol"tc idonee a condurre operazioni di guerra aerotcrrestrc. in applicazione dei concetti della strategia ,:lobalc. potenzial mente tanto autorevoli ù:, dar luogo :il tempo stesso :id efficaci cffcui prevemivi. L'ulteriore approfondimento dell'argomento importa evidentemente la precisozione dell'entit/i di una forza d'urto, in rela1.ione a determinate ipotesi d'impiego, da concretare in base ad un livello medio- minimo di facolt:1 operative, al diwno del q uale la sua operatività, sarebbe trascurabile, e di un<> 1forw m:1SSimo di preparazione difensiva, consentito dalla potenzialità c,0nomica dello Stato e dal suo potc_nzialc di produzione industriale. Tmtc le soluzioni pratiche dell'interessante problema fondamentale sono comprese tra l'accennato li vello medio· minimo e lo sfol"lO massimo. Essi individuano il c:unpo delle possibilità di fatto, che non è detto sia reale in tutte le circostanze : ad esempio non esiste quando lo sforzo massimo non consente il livello minimo di facoltà. In questi termini si ripresenta il caso già accrnnaro d' inabilitazione di Stati di s;:condo o terz'onlinc :, realizzare le nuol'e, onerose is1iru1.ioni militari. La soluzione del problema è fMta in ulteriore difficoltà dall'cnu1à crescente dello sfor1.o richiesto per mettere a punto forze armate alla pari coi progressi delle tecnologie generali ed applicate agli :mna,ncnti, un adegua, mento che si dimostra sempre pi~ dispendioso. Nel coacervo di fattori di difficile concilinione un fauo si può dare per assodato: la guerra moderna, vale a dire la guerra condotta in base alla utilizzazione delle tecniche più avanzate, ì, divenuta impresa molto arcltrn e la guerra acrotcrrestre non sfugge alla norma. Lo stato di fatto si riflerce nella costituzione d i una gerarchia ùi potenze. impostala sull':1ttitudinc differenziok di procedere con esito positivo :illa preparazione cd alla condotta della guerra aeroterrcstrc, i 11 caso di emergenza, attitudine differenziale che si sostanzia in un buon numero di casi nella impossibi lit.'1 pratica di affrontare le corrispondenti e.~igen?.C. Quale aueggiamento osserveranno le Potenze minori ? . E' da presumere che esse, aniich~ procedere verso mctoùologie opcralivc d, punta che sono loro interdette. ripiegheran no vtrso processi più clcmentnri, di vecchio tipo, ptr il fatto decisamente normativo che su questo tcr~eno sarà meno acuto il divario di Cacoltà. dato che ivi si spumeranno almeno 111 parte le prerogative che sono appannaggio delle Potenze maggiori.


180

Il significato ultimo dell a congiuntura sarà da vedere con ogni probabilità nella sostimzione della i;uerra in lettere maiuscole con la guerra in lettere minuscole, la guerra delle imboscate e dei colpi Ji mano i11 ambienti difficili di superficie. Eor,c è concesso dire senza circonlocuzioni dèlla guerra con la guerrigli.i. Circostanu del genere si sono del resto già rivelate spontaneamente, per forza di fatti pit1 che per disegni premeditati, in operazioni svolte in territori sottosviluppati. in particolare in episodi di lotta tra popoli coloniali e Potenze colonizzatrici. In cffcLli è mollo lugilu du: nelle t..i1 cu:,H111LC 1ifc1ilc pc;1clnnn in gfan parte di mordente quelle operazioni aeree, fasi della guerra acroterrestre, che non hanno più ragion di essere pc-r mancanza di reazioni similari della parte piì, cleholc, e che questa a sua volta trovi profitto ad intervenire in quelle fasi di 01~ra7.i1mi di SLIJ~rficie, pure indispcnsahili per concludere cicli di gucrr:t acrotcrrcstre, nelle quali si presenteranno in condizioni di minore «tuilibrio di facoltà rdativc, che per di più potranno perfezionare con lo sfruttamento di simazioni locali favorevoli, del quale non è capace la parte contrapposta . L'impiego dei mezzi aerei, coercito nel campo tattico, conserva invece le sue prerogative in quello strategico e soprattutto in quello logistico, sia in grande quadro, ad esempio quando valga a ridurre i tempi di percorrenza tra basi metropolitane e scacchieri operativi, sia in quadro ridotto, quando vi si ricorra per ovviare a scarsezza di comunicazioni o povere o di poco rendimento o infine di oneroso esercizio in condizioni di sicurezw. Quale sarà invece l'aueggiamcnto delle Potenze maggiori? EsS<: vedono vincolate in modo imprevisto le loro facoltà, pur del tutto prevalenti in altre circosra nze, e si trovano a dovere affron1arc situazioni sgradevoli, sia pure in ambienti d'importanza secondaria, per se stesse e per la facilità cli tralignare in una casistica onerosa, che non può essere trascurata e tauto meno ignorala. Una volta cli più, come si è già avvertito in condizioni generali di par· ticolarc impegno, esse dovranno preparare l'assolvimemo delle loro incombenze secondo due linee disti nte, delle quali una richiede preparazioni di rilievo nel campo delle realizzazioni piuttosto che in q uello delle concezioni - in vista dell'abilitazione all'impiego di congrue forze d'urto , l'altra propone applicazioni approfondite in campo conccllualc e di modesto rilievo compamivo in quello degli atti concreti - in vista di far fronte ad episodi di forme anomale di guerra -. comunque da non sottovalutare per k tendenze cronicizzanti che assumono i relativi sviluppi ogni qualvolta, ed accade di frequente, il successo non è conseguito rapidamente e per la eventuale degenerazione in processi nnragoninici più generalizzati. d'imprevedibile Portata.

•


Per gli studiosi di tecnica opcra1ivn e. più in generale, per chi si applica in materie militari, viene ad aprirsi un vasto campo di ricerche. tutt'altro che facili a condurre e il cui mancato approfondlmcnto ha provocate impreviste, gravi congiunture, un campo de l quale è sufficiente qui avere indicata l'csis1e_nza, ancora mal nota a molti, ed individuata J'imrorranza e la consistenz3. Quel che importa notare è che nelle circostanze sopra mcn~ionatc l'esigenza d'indirizzi centrnti e giustamente calibrati circa le situazioni di fano di prevedibile presentazione diviene perentoria e che la su:, osservanza imp<>ne l'eliminazione dr»tica di tutto quanto è di utili!¼ problematica. Si conclude l'analisi intrapresa facendo riferimento a due concctri, ,b considerare assodati: 13 gravità dell'errore della comoda prcsun.\ione che la prassi risolutiva cldlc crisi internazionali più gra,•i. per intendersi quelle che possono sboccare in emergenze ca1astroliche, powi essere, di qui ad un anno o ad un lustro, la stessa seguita in passato, in circostanze solo di !ara analogia. presupponendo un immobilismo che i fatti han no ><:mpre smentito; la fondatezza della tesi che forze armate efficienti alla luce del più recente progresso tecnologico, cioè tali da promettere l'esito positivo di eventuali prove rii for,.:i, sono ancor oggi e forse piì, che in ogni altro tempo. la premessa necessaria di una politica estera cli successo. D:il primo concetto discende il presupposto di una messa a giorno costante e compttcntc. L'autorità di una politica di relazioni internazionali. messa in causa dal secondo concetto. oggi si basa su facoltà di azione dirctta molto considerevoli, come origine di (acoltà e.li azione indiretta di proporzionale dlicacia, dhenute modalità ampiamente applicata. La guerra acrotcrrèJlrc a11ic11ra le azioni co11vc11zio11oli 1lirtllc pi,', po• lc111i oggi pcncguihili cd i11 pari tempo le azioni i11diwu più efficaci, oggi csprribili co11 mcz::1 co11vcnzio11ali.


IL FENOMENO DELLA CONCENTRAZIONE DI POTENZA NELL'EVOLUZIONE DELLE COMPETIZIONI INTERNAZIONALI Gen. di C. A. Paolo Supino

J • • Po·rENZA OJ ..\RMf E FOR~UZIOSE DI SUPERPOTENZE.

E' stato detto che senza forze armate non esistono politiche estere . La pote nza delle armi è stata sernpre la componente predominante di quel potenziale di competizione, che ha dimensionato in ogni tempo e dimensiona ancor oggi lini e modi delle politiche degli Stati in campo interna, zionale e ne prescrive le vie. La nozione di un potenziale di competizione e delle sue sottospecie, un potenziale di contrattazione ed un potenziale di sopraffazione, e l"analisi della loro panecipazione alla vita di relazione internazionale sintetizzano una causal ità complessa di particolare vigore in materia di vicende delle relazioni tra gli Stati e di decorsi ddlc loro crisi.

Nota. -

Un'ind1ipcn:;abilc prcciiaiionc preliminare in merito alle conc,cntraz1ono

Ji potenza, <ldlc qu:tli si occup-' i1 prcscritc s.1ggio, rigu:itd2 l:t nella differcnzi21.ionc tn le <onccntrnzioni qucnionc t le co1lCcntr:t.zioni <l':tzionc (<onc.entr:imcmi di mezzi e òi fuoc-o) , pi ~ corrcmi nel corso <li :uti opcr31ivi. Le concc:ncr.izioni di pot:cnza ris.-1lgono n grnndiosi <lispo$itivi, pcrm:mcnti. o ;;cmÌ· pcnnnnenli, <IO<nti Ji gr:mJc efficaci:» e Ji este1:iuimi br-:1ed c.l':t.zione, :tll., cui rc:1.lit•

i,,

Zlzionc coocorrono ,uni l fauori dl potcozbli bellici ccce.ti<>n3lntcmc clcx:tti, mentre i conccntramcnri conslano, come è ben noto. <lcll:t M)Yraj>posir..ionc nc:1 tc:mpo e nello tpaz.10 di numçrosc :tz.ioni dement.:ari, p<'rciò singolarmc:mc mo.Jestç, :,fhJ:m: :, Jispn-sitivi di umi convenzionali, ln d ipcntlcn7.;a <lc:11:t potcnz:i enorme che sono idonee :i mettere in gioco. le co1ltt1\·

trnzioni Ji pote:n'l.:t consc,uono il co1lscgu in.cnto Ji TÌsuhiti 3pprc:n,abili. c<l a,xhc nM>lto :1pprc%z..1bili, prima Ji cSScrt p0$t(' in :1.1.ionc (opcr:itivit3 ptevcnfr,.•a): in Jj.

pcn<kn~, cki bracci J 'nzionc cs.tc.sinim1 esse possictlono ahrc5Ì una 5ingobrc fJcsubilul <li mii,.io,,i {opct:uivida ,,elio .spa:do). Le due caranctis:t:chc 10nc> 1ipichc e non ltO\·ano :m:alQJic ,,cmmcno lor.t:1nt, :tfmtno in te:rmini di ri$ult:iti pr:nici. nei coocc:ntr:uncnti di .'l'ttooc, anche i 1>iù <:on11iJcrcvoli. Natur:ilmcnlc ahc CQllC'Cnu:i;,.ioni di potenza, <1u:ili sono prese in con.,.iJrrn:onc it, quc-SC:3 setlc, :ittribuÌ$C()nQ r:ccc.1.ion:ih :itdtudini compctitÌ\'e agli Stati che ne <lispon· 3· · R.


La tesi acquista oggi un maggior rilievo in considerazione dei livcll, ,li potenza milit:irc che è conscmiw raggiungere e ddl'altczw del potenzi· I di compcLizione conseguita da talu ni Stati. mai toccata in passato. col r flesso immediato di lasciare prCS!OChè disarmati tuui gli altri, rimasti foru , u livcm ordinari. Più panicolarmcntc, circostnn,.e del genere operano come <punti di ,11 , intens.1 azione muta nte, nella quale i fattori operanti sono l'entità del poi, di competizione di uiluni Stati e la forte differenziazione di faco!t~ comi tith•c ira St:ito e 1a10, che oggi giò si nvvcrtc di moordinario rilicv<>. L':n .ionc mutante in questione può esser<: presa in Q:11nc con differc: ~ finalità, le quali comportano difficoltà crescenti pass.1ndo da apprcziamcn , gcmu. le lluali prcnùonn cnnhl~1cn.1.:a in pm,1.1.1oni d1 po1cn7.a J1 cx«-1ion.:alr riliru ndb rnmcgucme prrdc:1(nninuiont': rii ni1i di cvcntu;i.li pron· di for7:1. Pc-rtianlo ,I prc'\Cnlc .s11gg10 inve!itc campi aSs.ll piò ,1.i,ti d1 quelli operath•l. ii qu tl1 wlatu iii nfe:m,c:c la 1101:ionc d1 coucc.ntntmcnl1 d'a1.&0lJC, e t<»l&luh« un cnntr1hl

~11:i pi~ chi:tra vhionr degli ìngrcdicnti dcll:a potcn7.:i degli S1:ni nel prc\Cnlc momcnr una locui.iont", l)Ucst'ult.im'1. sosmutiva dd tt".rmini: pi~ noto di potw22 1n1lìuuc-. \'cnuto troppo ipce:ilicn cd in Jcfiniti\·.3 Lroppu rcstrlttho. Le v:alurazioni che scg,1ono hannn b,'l~i 1tcnico • opcr;,th·c mn "I elt\•ano ben pr[ a piani politici, Ji politiche nnlon•li cd mt<rn>%ion>li. U>nlrn 1:i fcndcn:,..1 :id idcndfi~rc b PotCffJ'-!I degli Seni nelle "Ile h:thu7Ìt'l mili1;u-i, rc\iduo di ,-mdi su~ralÌ dcWorganin..a7ionc delle. cnllcnÌ\111~ um:mc, .si :1flcm 1<mp« p,~ la n«c,<11~ d'insistere sulla molteplicità del fauon che oggi le Janno vlgo, una cir(o,.t:ml':, che h.1. dctcrmin.-to nuovi settori d111ggrcs.,ìonc nelle compctitioni int• mrr.ionali t'd ha re}() D.S.Sai piò. rom pl('S,)() cht' 10 p.tS).ltO t.l fatto bellico. !'f ate in dlpc:ndco:>:.:t di un:. co~ Kn:7.3 x>?.lt: \·cno 13 m:a~iorc potcn7..l e (nlcn1 delle cnmmi (lu:1n1it~ di cncrgi.a mc<~ a di11,p<>"i7,ionc d;l progre'"° della ,cie:nz;i ddl~ 1tcnicìl, le concc.ntrnaoni di potenu ,.1 \·-anno 1mponc-ndo. in \ 1i-t.t <li confro1 tli focoha ~ mprc piÒ :J,IHl')l't\'OJi. I..,;,, loro opcnJli\•itl pr~ventiv.,, cioè- rispcno ad .am di cffcuua'Zione- che- pc•M1L1' d 1\'cnirc anche non indUpcn~bUi, le rende matnd dj rhuh,ui imporuno .1nchc a p• ~indcrc da .:mi a:ii.tili c:om:r-cli cd 11.a intlotto ::1d imb::nlirlc col ddilxr;uo pmpo:,itn conseguire nbicuivi, un tempo richieni a gutttc \'ittor~. ~n~ do,·tr pi< ~re JUT3.\·c l~ aire di crrsccmc gnllviu\ J1 pl'O\'c chrcuc d1 fot'L..2. Allo prc:rog.uh-.:11 Lipic:.:a di un.:1 dhponibili1l di pnicn-u di un or-dine di gr.111Jc"upcriorc- ~n7.:.1 confr,rm1i il quelli pr(1(nti in conccnu-;mcnci d"axiont". da upo ordin~ r le cnnccn1ra1..ioni di polcn1'.Q aggiungono 12 t'!ao(lu.s1onc della maggior p.1rtc dea gru\ che- affiigg,ono i conccntr:unc:nti Ji 1111.ic,nc, qu:ali i 1cmpi di mo,·in\cnlo Jd mcz.:1.1, Jtunaiionc drllr ·wnC" di 'l('hicr.imcmo, la \ ulnC'nh1lirl dcg:h 'itrumcnt1, lt gma1c n 1i\':lmC'ntC' brC'vi, C'CC. Prtdlspostc prr ICH'lpò. m·c ,,mht:il"l(I le- cnndi7,.MJm per b lor<' rc:aliz.,-..'l?ÌQnc. e ,.. prc pronte:: a,I é".:-.:w:.rc pm.tc in =iuo, C'l\C cbrcbbcro lungo =tgli dTcm nt.1.,uofici ~urllw lnr-o c:nn 1uuo fondamento, con asJOlu1a 1mm«luneua. Di qutt.ti rcqui:s:iu, 1rcn1camr.mc d 1 mr.nto rn~cp1bilr, lt' mncC"ntrnzioni cli j'UlcP u aggono 1'::iu10riu\ che ne U gli nrumcnd fond:umm:ali del potere di compcti~im tr:). gli St.··11i C' le pr<"mtssc d1 un'dtc-u utillZZ~.-non~, col n.sult:uo,. unprc\blO pcrd cli ,ponn'.lne., prc.scnta:,.ionc m:i non m~nò raie e 1\Qo mc.no dctcrminant<', di ocrtiuar un'influC"n~ in~uprnu.1 negti ...viluppi dcllc cri'"i di rcl:.-1.ioni imerna-z:ionali. 1


qualitativi ad apprezzamenti qutullit~tivi. Ma anche in t~mini di un'indagine soltanto orientativa, come mie di più facile assolvimento, i risultati si presentano d'indubbio interesse. Essi infatti propongono interpretazioni centrate di siruazioni internazional i di scala mondiale e, argomento di ancor maggiore risalto, consentono previsioni fondate sui loro più probabili sviluppi ulteriori, da porre ra;i;ionalmeme a base d'in<liriu;i corrcni in incombenze sia di difese nazionali, sia, in quadri più vasti, di politiche estere ( t ). In breve l'indagine postulata ,i dimostra ben presto capace di superare , lmu u ,h un professionismo strcttamemc militare, per dilatarsi in campi. di as.1ai maggiore capienza, di scienze politiche e sociali. Qui, l'analisi viene condotta precisando i ri(ks,i delle attuali, considerevoli disponibilit~ di potenz.1 da pane di singoli Stati, punrualizzate corremcmeme in srocl(.s di teste nucleari cd in schicramcmi di rampe missilistiche, e accertando la (unzione che esse c,o;crcitano nella vita <li relazione e nelle crisi di quest'ultima. fun;i;ioni che sono avvertite in modo frammentario nelle cronache di tuni i giorni ma che. pur nell'accennata presentazione frammentaria, si rivelano meritevoli della maggiore allcnzione. A conferma delle prccc<lenli asserzioni, si anticipano alcune impostazioni concettuali, che saranno sviluppate piì, ampiamente in seguito. alle a mct· rere in luce la carica mutante della crescen te diffcrenzia1.ionc di facoltà com· pcririvc degli Stati, alla quale si è: fono r iferimento. Le armi moderne. in corrispettivo di u n aumento molto considerevole di efficacia, dovuto a una poten:oa di azione elementare tanto alta da indurre a pensare i progressi futuri da ascrivere a pc:rktionamenro di concezioni organizzative piuttosto che a maggiori prestazioni di singoli strumenti. esigono costantemente impegni cli preparazione veramente giganteschi , sotto i punti di vista tecnologico, industria le cd economico, aggravati dal fotto che gli impegni crescono molto rapidamente con quelli aumenti di potenza, che le esigenze di competizione non consentono di rifiul3re, e che di fatto sono p<:rscguiti assiduamente. Mentre l'eccezionale onere delle preparazioni rende guest'ultime inaccessibili alla maggior parte degli Stati tuttora sprovvisti, una condizione di fauo che è resa più perentoria da un ·esigen:w categorica di congruità, sulla quale si ritornerà tra breve, l'enorme potenza ormai correntemente in gioco. (1) In rc::ilt3 uanazioni :1dcgm11ame.ntt approfonditt ddrargomcmu consentono di giungere anche a ,•:a1utazioni qu:1111i1.it1vc, IC' quali ritntr3no in qu3dri di ,ccniça ddb de<1sionc c. in ddinniva, $'inqu:idr:mn in probfè.mi tt:l i più clc,·:ui di riccrc3 opcr:1ti\':1, che non ,-j :ailrnnt3no in queo;u1 Kdc.

Per :accenni inLro<lulll\'i in prOpò$iln si rim3nd3 :slla nota tlcll'A., comp,arsa <1ou R,'vi.sta Militare, col Litolo «. L:11 \':klut3Z10nc dei r:ipponi di po1cnz:l in M"<lc iotem::iz,o ualc )1, (Rivisu, Militure, Roma. 1962, n. -t, p;ig. 456),


rcn<k gli Stati che ne di pongono ai più olri livelli molto cauti nel proccJ, ad atù d'impiego. Tra caulcle di pochi beneficiari cd indisponibiliùi di molli sprowisti <arcbbc tentati o conduderc che si ,·anno con!Olidando le migliori pro<1 tivc per la pace dd mondo. Una conclusione del genere è per lo meno affrcuata. I foui procedono in modo dd iuno differente, perchè si presenta , costam~mentc in yualitrt cli una progresswa d1ffcr~11:1a:uo11e di focolr.ì (j az101u, che 1ortt 111 1111 ucro e proprio fenomeno dì co11ce111taeio11t di 1 /('n:a pre110 aleum Sta1i. dctcrmi1mlu ùa circostanze ~mbìcntah, da prc, .·

<kmi storici e da avvenimenti polilici, tulti procc i di lento sviluppo e , 1 molto par,ialmcntc mpondenti a disegni pre tabihci. cm fa mco11rro 1111 11omc110 corrclati110 d'i11/lcssiom: di /aco/Jù, per lo meno in termini ,1, e fror,to. a carico Ji t111ti gli altri Stai/, Estrinsccamcmc, concentrazione di potcn,_, e infk sionc di facolu\ p, \'ocano e poi rendono macr0>00pica un'alterazione profonda nella gcrard, , degli Stati, che a sua voha modifica decisamente i modi di rcla,:iunc esiti di crisi. lntrinscco,ncntc, la concentrazione di potcnz., assegna ad akuni S1. funzioni di supcrpotcnz3. A t3li Stati spma o buon diritto la qualifica ,• ,. superpotenze "·

Conviene osscn'are che fenomeni del tipo indicato :;ono tutl'ahro cl nuo,·i in quei campi, bioloi:ici e sociologici, nei quali rientrano, sotto mol aspetti, i fatti in cs:unc. , Oltre che in malcri:i di potenza di armamenti, essi sono awertibili anc in materia di potenza economica, di polcnza tinan1.iario, industriale, dem, grafica e così di seguito. tanto da indurre a giudicarli a peni pariicolari un fenomeno generale, con<i<r<nrc nel richiamo della poicnza da parie del pou,nza, una volta che siano stati superati determinali livelli critici, d'i ncsco dei procc i in questione, che ben prc~to ,'indkhcronno come li, c minimi di efficacia o 50gJie di azione efficace. Processi del genere assumono di regola andamcmi esponenziali, dopo o, preso ini,.io, quando i loro indici d'i ncremento sono ncttamcnlc progrc1si· i trarta cvidcntcmc:ntc di circo~tan2e molto iota'è~S.'lnti. e.be'.' giustifica la più diligente aucnzionc nei riguardi di una corrispondente fenome1 . logia generale e di quella che si riferisce alle concentrazioni di potenza. 2. - LE C\R.\1TE.RISTJr;J.t1:.

n~u..,

suPhRroTKNZA.

Di,·cnutc le alte conccntr.11.ioni ns50Jute dì potenza primo acccssibil, poi opcr.,trici prevalenti nelle prove di forza. le con,egucnzc dì qucst'ultim, sono divenute ~i,1cmaticamct1lc catMtrofiche, cìh che ho resa molto grave I.


responsabilità di farvi ricorso e. per converso, hn data consistenza al timore di subirle. L'onerosità degli ani effettivi ha portato ad impostare gli sviluppi delle situa?.ioni competitive preferibilmente ,ulla sola facoltà di procedere all'azione, con effetti immediati, non appena intervenga la decisione di porla in csccuz..ionc. Alte concentrazioni assolute rii potenza sono all"originc di un dinamismo di nuovo genere di situa1.ioni ime_rnazionali, i cui esiti wno da vedere in termini di accentuazione di ull3 lcodtr1hip mondiale. ad opera di pochi Stati, e nello stab11lrs1 d1 cond~.,orn di subordinazione a carico di tulti gli altri. Nè è da escludere che, a più lontana scadenza cd ove il fenomeno si :icccntui, prenda consistenza il pericolo di un potere disputico mondiale. Limitandosi, a proposito di quest'ultima cvcnrualirà. ari esporre la tesi che un potere mondiale sarà bene accetto da tuni solo se derivi da una generale, volontaria investitura cli fun1.ioni supanazionali, si mettono a fuuco, in vista di un apprez,.amcnto più circostanziato del contenuto e degli shocchi dell'accennato dinamismo di nuovo genere, alcuni clementi critici, in materia di concentrazioni di potenza, influenti sulla opcrath•it~ e sulle realizzazioni della potenza concentrata, quali sono la normale dcvatcz:r.a dei livelli minimi di efficacia e la rlifficoltà molto consistente di conseguirli. Avendo ammesso come dato di fotto una concentrazione di potcnz:1 in ano, logicamente le quantità normali di potenza in gioco saranno molto considerevoli. Di conseguerw,a, nell'intendimento di pervenire ad esili di confronto positivi e pc.r di più di grande autorità, è nccess,1rio montare sistemi di armi capaci di erogare potenze ingenti. in v:,lorc assoluto, oltre che in rapporto a prestazioni di armi convenzionali. L'interpretazione più piana delle accennate circostanze è che per conseguire risultali concreti e di debito risalto la potcn1~1 disponihilc debba essere congrua, caso per caso, una congruità che diviene più pesante ove si passi da effetti dirmi ad indiretti. gravati ovviamente da consistenti indici di ridu,.ionc, una tesi che equivale all'affermazione dell'esistenza <li limiti minimi, al disotto dei quali gli effetti utili farebbero difetto in misura inaccettabile. La condizione necessaria e sufficiente cli congruid si inrlica con la denominazione di .. disponibilità a livello operativo "• un livello che individua l'inizio della rispondenza delle predisposizioni agli scopi e che deve essere ~upcrato con margini cautelativi allo >eopo di conseguire gli effetti propnsti in misura adeguata (effClti utili). Il ragionamento e l'esperienza rendono partecipi, oltre che di una normale elevatezza dei livelli opcr:nivi, cui si è gi:i fatto accenno. dell'altra caratteristica dei sistemi d'armi piì, efficaci di una rapida inflessione di clfctti, ~ino all'annullamento, in presenza di progressive diminuzioni di putenza disponibile.


65 Si è q,1111d1 i11do111 ad ammeuere clie, 111 dij,mo di di1po11ibil11à a li,·r ? opuativo, rc/{,cac,a ,1, armi o di 1111-em, d'armi decade mo/10 rapidamc11 Jl!IO a dwcnire 11111/a q11a11do su1111u ancora 11na con('rt'41 co111ÌJU11:a mu ria/e J, armi (1). 1.:a conùi1.iorn: ,li efficacia che li è pona 1ll cv-i<lcnz:a ha una c:ffcu ., analogia con una condi1.ionc del tipo " ruuo o nulla "• frequente in dcc, 1 fenomenici, nei quali un dato effctto ~ conscgucnza di una globalità di aziv eia una insulficitontc p<:r determinarlo in proprio (2). Fatti del gemere danno adito JIJa mnione di '" soglia cli azione cffica, di unn deter minata cau~lità in :17ionc. di cui .si tro,•n.no e5empi in a l branche delle scicn1.c: biologiche e sociali. una nozione che è normativ; 1che al riguardo degli effetti da attendersi quando la soglia non sia r,ggiur. L'esistenza e la funzionalità di una soglia di a1.ionc efficace, per di dc,•arn, cui corrisponde un " mimmo di :,zionc efficace " :.e )i prendono comidcrazione gli cffcni anzichè le facoltà d'azione, anch'c so elevato anche esso tendente a valori maggiori col progresso degli armamenti, g, S1ificano il cnnceno che, ogni quah•ohn s'intcndann raggiungere hvdli supcrpo1cn,a. occorre mettere in prcvcmi,·o una somma enorme Ji la,,, cd una spc,a molto ingente. senza esagerazione nomulmcnte colossale. se• (1) S, fa nfcr1mcmo 1nJ1~rim1n,; namcmc .1d :;mni N ;a ti~tcmi d 'armi. m.:a in r('~ i le due: lncu:-ioni h3nno di\'C'tW:t cnntcnutn, M.cntr-c l'il.rm:i Co"lllu1i.cc un congegno ittumc.nto .1 sè Stinte. 11 sutcm:11 d'!lfffl1 conc«nc un'org:rninaz.aont appropri:na

:armi, in rcciproa combin:11iont. e \Ì e~tcnòr: :alle :mrcn:nurc dc'llinatc :ad ;,,,cur. fo. più :alt:1 cffic:1ci.a opc:r:111'·:1 dcll'or-g;m1u.a.t101ìc. Un )U.lcrm, J'Jtuu. che 1ocludc infra~rutturc d'~c.1110 e d'imp~o e fa nfrrimcno>, in :aggium:a, agli ~0.1,i p;ar:1m1 CM!I pou:n7.i;alc bellico, p<"r Jpr::m tirc 1:a perm:incnu delle più i:tltc prc~t:u.imu. è i.11 upico Ji ogm c;uo d1 concc.nc.rn1onc: di poccn.,.~. ('J.) Il çnn1~to rinu1mi:: nci mm d~cnll cncnt.i.atl un • criterio J1 J1>ponibil opcr:ati\'1. ,. t.lt llfn'n o di llilcfll.i d'lltmi . Es-'O rC"nde cdoni ddb, inu1ilit:I. d.'11 pumo d1 ,;ù.10. trtnio,, di dU.prn-rc 1..h ordigno .uomi,<1. k: non ii fl'O"Ìcdc il vettore, ilUO a pon;arlo ns obietch·i p:1g;i (e rcl=:1ti,·c mfr.ntru11urc e M'rumcnt.:1l1t.i d"inlplc.b,TO, tlcCCll.l.rié per pnmhrc k: prc-1 2.1oni rnranér1suchc). Del ~r1 t: mutile, qutsra ,·o1ra dal punto di ,·iqa operali di di'l(K)rrC di <10.:amit:nh·i di nrdigni :uornici 1t1.\uffic.1ct1L1 per cotncguir-c- un rn,ul

ope:rall\O dctermin:amc. Cou,·irnc ;allora chic<lcni qu,;ilc ,i:.. t·~ucggi,H1'\Cnt(1 J!I ~guire in circ(W:.ln'tC' fonc ciut:111.11 d1 f..-.e-0hà. dilTcrcmc da un improponibile l:i.11cio dcll11 ,:pugna. IA n tl" ; ('hc, ogm 'lu.a/,ro/u non f'"l~gmhilc

,n

ude lamcfl • apcruhn1, l.1 1ofu'Z-Jtm~ dei (

.u dt! polit,~- A p.,.nt: la norma l.:apaliisiana di e-vitv~ di partirc cnndi:tioni '!ofo\·ol'c'\·oli, lÒrlO d:1 wlkcilJf~ i ((In or:.ì ~uggcriti e ctim •,tlid21i d;1 coo n;1n1.:1 J'inta-a~•. ani .a conscnlÌrC" il rilggiu.f\gimcnlO di un lh·ello di porcnz~ .:ack (raggmpp:1mcnu di Stan). Dì pns.agg10 si nor::a ~ iOllo questi 1 moli\·1 dj qudla inu~n~ po1it.iciu•l7ion, Jcl gucrn, cui oggi ii ::n:si«e. A r:ali circoq3n7,e ,;i dc-.,c J:1t1dbuirc ìn buon::i p.:artc l'~spc

:U ft! ,.;llr01111 in

nuo,·o che 11 fenomeno bellico \·;a assumendo. che i manift1u1. nd c~mpo Jourmar111 m:ll"affcnn:11.innc di u11.1 Mratcgia poliLÌta, in quello dei (.ani conc:rclt, nd progr~m·• :ibbantlouo J1 forn1c d1 xucrr.a cl:u~ichc ptt :.adonart' formt' d1 guerra .;111om~1lt',


prech~ coesistano tulle le prerogative di posizione, di estensione superficiale dello Stato, di altitudini tcc11ologiche e produttivistiche previste necessarie (1). L'impostazione concettua le rcsra valida anche se si consente che la condizione di efficacia non sia d i u na criticità assoluta, una posizione d'idee suffragata dai fotti e comunque da portare a favore dcll:t rispondenza delle ipotesi formulate. ili ogni caJQ rt111<1 /t1rmo il fatto che lauoro effctt11ato e spf:lt: affro11l!ltc rcsta110

prive di corrispeuivo out1 e

si110

a quando 11011 si rnggi1111ga In globa-

lità tfetertni110111e degli am, l"ahcrnativa essendo riferita ad un processo d i potenziamento già compiuro o ad un processo d i po,c11zi;1111c11tv i11 cu,w ,li

esecu1.ionc. In particolare risulta confermar• rin utilitii di una spesa affrontata p<'r realizzare quella disponibilità di strumenti, cui non corrisponde ancora una efficacia operativa sufficiente. una norma d'indubbio valore normativo, di stretta OSS<crv:mza y uanclo I:, spcs.1 corrispondente sia, come t: cli consueto, molto ingente. Le annotazioni precedenti fanno riferimento a circostanze d'incompleto esecuzione di progetti di potenzi3mento. Circostanze del genere si possono presentare per il fatto che, quando s1 tratti di realizzare ordini di battaglia atti al confronto positivo coi maggiori dispositivi similari del mondo, t3li da porre in d ifficoltà le più forti poten1.c industrial i e finanziarie. a forttort sono di fronte a compiti superiori alle loro forze gli Stati in possesso di facoltà ordinarie. Le idee esposte hanno alcune conseguenze immediate, di considerevole v:ilorc euristico, sulle yuali conviene portare adesso l'attcn1.ionc. In primo luogo è evidente che le prom07.ioni al massimo rango di po· tenw non possono essere tentate se le circostanze effettive non consentono di sopport3re gli oneri corrispondenti. La vecchia saggczz:t popolare si è espressa in proposito con la favola della rana che si gonfi:i per assomigliare al toro. si.nchè scoppia miseramente. Ciò nonostante i tentativi velleitari si ripetono. per quanto non possano ,upernre gli effetti discutibili di un bluff. In secondo luogo, non vale, come è ~tàtO praticato talvolta in passato, alleggerire i carichi di preparazioni militari moho onerose col ripartirl i in un numero considerevole di esercizi e d i anni. (1) Solo pc, le ricerche t lo S-\'iluppo ,Jcllc anni, quindi 2.d csduiìonc delle: spese dì prùV\ i..,t11 Jelle dotazioni d'impitgo, gli S1:ui Uniti d'Amc:ric:t hanno erogato nd dccc.tmi<t 1950.Go ohrc So milbrdi dl doll3ri, corri(ponden1i :, cire., 50.000 milinrdi di lirr.. Nello i tc)Sò periodo Jl tc1npo. l'inu:ro bilancio dclii\ difesa irnlkmo, per le trC' 1:-or:,..c: Arm:ttc. M:gna un., spc:sa <.ldl"ordinc di j.000 milfordi di lire, circa un 1C:ttimo, dcll3 somm:t pr«e<lcmememc ch:ma. Gli esempi del genere poud>bero mnlupliarsi :a volontà. E.$ii su{Engino in modo irttfut:abilc un frmo ben uom, qu:1lc <' l'impegno courme 1mpo~to dal eon,.cguimtmo e dalla con,;ervJ7,ionc dd romgo di .supcrpmen:r..a. 1


660 Quamo sarebbe dato realizzare in più lunghi periodi di tempo, invc, chiercbbc prima ancora di aver ragiunto un coruistemc 1•alore compcti11, superato e tm•olto dal progre~so sostanr.ialc, più rapido, di chi dispone <1 facolt~ incomp.1rabilmcntc superiori. Inoltre non si deve din,c.nticarc che i potenziali di compcti,.ionc si I, •ano anche su altri fattori solo par~ialmcntc e kntamcmc modificabili perciò sono determinati d prion. in ciascun periodo di tempo. da sirua1.io prJticamcntc im·arianti nei tempi corrispondenti, nei c.ui rig·u:ardi è cu sentito di u1ili1.1-,re gli spunti che esse offrono e se del ca o di pc,rkzion, o, :.I contr"rio, di rifiutar)i o quanto mtnn ,H trnçeur:ar"li, m:1 non cli ~ vcrtirli complc:ta~mc. Pertanto una potenza mas ima d'armamemi, e come tale icuramc, adeguata, è attributo soltanto dei più grandi Stati dd mondo, la cui forni zione è avvenuta in tempi e per circostanze in gran parte b1dipcndent1 quelle che oggi consentono loro l'accesso al massimo rango di potenza, su prechè essi siano in possc= delle aniturlini neces>arie per as umere e !" conscrv3rc una funzione tomo prcnigiosa. pur costretti, per con5ervarla JcJicare all'as,olviinento ,lei loro impegni militari aliquote ingenti di L lanci statali giganrcsclu. A questo punto è interessante parre in rilic\'o che, mentre la patenz delle armi raggiunge fastigi superiori ad ogni precedente previsione. si ,·cJ ~men1ira la ctcduzione, suggcrira come verosimile eta un processo logico ap parcmememc corretto, di una generalizzazione della potcnz3. Al contrario, almeno allo stato allualc clcll'organi1~7..azionc inrcrn:11~1,

nalc e delle rela1.ioni tro gli Stati, le connatnioni più realistiche si puntu, lizzano su di una sensibile diminuzione del numero degli St:11i in po se> dei ma~ imi li.,clli di potcn,.n, ,·aie a Jirc Sll di un 'accentuazione spie :11 della conccntrnionc di potenza. j. ·

Lt_ CON~ECUEl\"ZF..

OE.LL'°' COSCE:,,.TJUZIONE 1)1 l'O'I ENZA.

Il fenomeno non è nuovo: in ogni tempo delb toria si >0no v1 te f, marsi e poi riwlvcrsi, più o meno rnpidamcntc. nuove potenze. Ma solo recente, su di un processo alterno di vecchia esperienza si è inscriro il p• ~rcsso scientifico, industriale e tecnologico e gli ha impr<esm un ritmo d'· crctncnti mai vcrifica1nsi in p:usato e rnle da rlcstare fondnc~ prcoccupazio1 per l'•Vl"enirc. Precisando, le cause, dd nuovo cor:,o fem,mcnico sono dn identificare aspctti particolari di una crescente facoltà di Jominio Jcll'uomo sul mun, fisico, che si manircla c:un facoltà c.normcrncnlc a.ccrcsc.iuLc di proJu:t..ion o cli di~truzionc.. u:: armi, perduto da tempo l'aipcno rudimentale tli mumenti scmpli< pcr l'esecuzione di aui di forza, vonno assumendo 5èmprc pi(, nettamente


la consistenza di complessi di macchine. ndla cui realizzazione confluiscono le cecnichc più progredite, alle quali si debbono afliancare strumentazioni d'impiego, rese indispensabili da prestazioni che eccedono di regola facoltà di controllo umano. La partecipazione dei loro operatori si concentra in misura crescente ncll'impo,t:11.ione dell'ano d'impiego. o di una serie di atti, in conformità dei requisiti d'intervento, e nella decisione di dar corso all'impiego. Si tratta di ci rcostanze provviste di aspetti sociologici d:1 souoline:irc. E' stato già notato che più le :irmi sono potenti e meno sono a portata di singoli individui, anche a prcscinùerc da ,li,po,izivlli di pul,hlic.t ,icurc1.z.1, un !:mo che ha rafforzato straordinariamente i poteri statali contro le dissiden,.e locali. Non è più il tempo, diceva il Macaulay già un secolo fa. nel quale i forconi di contadini insorti aveva.no di fronte soliamo le picche dei soldati del re. li processo selettivo di accesso :ille :mni si è esteso dagli individui agli Sta1i, colla formnionc dei g randi Stati moderni. Oggi esso è giunto al punto che le anni cli maggiore p01cn1.a, divenute cmblemo1ichc delle supcrpotcm,c, non sono più acccs.<ibili alle potenze ordinarie, a negazione implicita di parità di diritti, anche solo teorica, tra Stati di rango diverso, e col portato pra1ico di lasciar disarmata la maggior parte degli Stati di fronte alla po1en1.a di pochi colossi. Divenuti clfmi,·amente planetari i bracci operaiivi delle supcrpo1en1.c, con ulteriore aggravamento delle premes>e di e>ercizio della forza, ,i converrà seni.;, riserve che sono profondamente muraci i quadri delle crisi di rcla1.ioni. Le situazioni generali che prendono consistenza al riguardo ammettono di essere si ntetizzate in una forte improbabilità di atti di guerra veri e propri tr-J ,upcrpotcn:oc, in comickrnionc degli elfcn i catastrofici che essi avrebbero per rutti i partecipanti. e nell'esito negativo, scontato in parten,.a, delle ostilità promosse da uno Stato in possesso di facoltà ordinarie contro una super· porenz.,. Fasi e cicli di guerra guerreggiata sono coogcttur:ibili solamente tra potenze di secondo o terzo rango. che dispongono escl usivamente di armamenti convenzionali e per di più in scarsa misura anche di questi , alla condizione fortemente limitativa che non ne 11rovcngano in1erfercnze con interessi di superpotenze, le quali invece si verificheranno ogni qualvolta gli avvenimcm i, anche senza dar luogo ad anriri diretti, importeranno ,·3 n. taggi <li qualche consistenza per altre ,upcrpoten1..c. Ciò posto, è bene non bsciarsi trasportare a concezioni di scarso realismo, come quelle che postulano la fine dello guerra come procedimento risoh,tivo di vcr1en1..c internazionali, inaccessibili a composizione negoziata. in dipendenza di una gravosir~ della guerra divenuta cccesli\':1.


Anzichè congclturarc che la guerra sia in procinto di uccidere la Kucrr

è più cauto assumere che questa i adau, alle nuove 1tuuiom di r.ippo di potenza ton un"alterazioac sostanziale di modalit:ì, dcli, quale l"aspc,t , più caratteristico è costituito dalla rinunzia all'impiego diretto delle arm divenuto on1ìccnnomico e perciò irrazinnole, do quondo <i snno offerm le supcrpotcnu, per ~tituirlo col ricorso od una funzione indireua del orn,i. più fondata da.I momento che le armi più cfficoci si dimo tr:tno pr< \li'òlé dì auituJini molto :!.pie-cale m quc:.,to senso. Le nuove modalità competitive segnano una svolta deci,iva negli an, ,Kiame.nt1 da presumere! :r.t""guitl ne.Ile e.risi di relazioni inlcrnaz.ionali. Anzitutto \i deve convenire che <e l"impicgo delle anni è compito IJ cifico di tecnici miliwri, il 1rnrre partito da armi normalmente non 11nbr. ciatc I: incombenza di carattere nettamente politico, che esula ,fa cnmpcicn Jì mìlit:ui. Lo spostamento di quadri d"azione I: indìcati,·o dei mutamenti in cor in una materia

di così grande interesse.

In sccnndn luogo, nnn si deve tardare a trarre le debite conseguenze uJI di\'Crsificazion.c imen'cnuua nei modi di risoluzione delle vertenze im~rn.

zionali. Dopo che esse hanno a umo un conitnu1n prc,•alenremcn1c poliric, considerare csdusivamcntc tecnici i problemi relativi, oltre che una dcn zionc pcricolo,a da scelte razìon•lì. implic3 perfino l'impos ibìlità di rol, zioni pratiche. Ancora è indiscutibile la carattcriizazione politica di atti soltanto c,·cn tualì, quindi in potenza, ma dì enorme autorità e d"inuncdiata csccuzion• non appena intcn•cngu la deci,ione di porli in effetto, in quanto ne è acce, tuata la efficacia ed in pari tt,tnpo la necessità del più accurato sfruu3ment• secondo le nuove Iincc d'nione. Alrrc l è certo che ogni quolvolto es i raggiungnno lioelli di opcmi,·11 in proprio, risulta 111<:no,nata l"opporlunità di passare tlagli atti évcntuali • reali, alla sola condizione, per quanto strettamente normativa, che gli efTc11 virtu~i risultino sufficienti, secondo una valut:iziont ogKc:ttiva t.la far~i (J per caso.

Artcggiamc11ti del gmcrc 10110 /aeoltl, precipuo di 111pcrpo1cnoc, i11 1 pmdc11w 11c1111 dr/le 11rm1 d11 ,:111 1r11ggo110 gli a11rib111i tipici. men/re 11n lo Jono ad opera d, polrnzc d, rango i11/criorc. E.si sono quindi un porta' preciso ddla concentrazione di potenza e di fono ne co,t\tuiscono manif >tazionc sostanziale. di estremo interesse. Ma vi ~ àhro ancorai L:i virtualità degli effetti, as.sunta per ipatC5i. noi esige dì necessità stati di apcna ostilità, ben di,mameme da atti ostili real Perciò gli arreggiarnemi in questione ono compatibili anche con ìtuazìo11 formalmente pacifiche. I loro risultati consistono in generale in modifica 2ioni di rapporti di potm2'1, provocati da alterazioni progressive delle posi zioni di potenza delle parti contrapposte. modilìc:izioni che pur procedendo


con relativa lentezza. divengono operanti quando l'azione che le provoca è protratt.1 per un tempo abbastanza lungo. In breve, 1i 11ic11c a rico1101ccre 1w'opcra1iui1à <Ocuiva alla faco/rà tf'a:ion<. 1<mprec/1~ do101t1 tli adcguarn aurorirà, si110 11 dedurre l'opporru11ir,l di 1opra11edtre nll'ado,,e, 1c questa prcsc111.a 1111 tcce110 tli 01pc11i ,,cgarÌtli e quella uno 1ttffìcicn::a di cffmi posi1tt11, In questi termini. quella che si è delta operatività della focolt:1 d'azione si traduce in un potere di competi:tionc cd in laluni casi in un polere di sopraffazione, idoneo a spianare la ,·ia al conseguimento di scopi anche for· tcmcnre contr::ist~ti, quel che pili contn :1 miglìor prezzo di uu,i 11~ionc: n:.tlc di ostilitl manifesta. La giusrilieazionc delle nuove cireostan1.c, prospettate in modo apodittico. è data. lo si è già detto, da livelli di potcn1.a normalmente molro elevati. quali risultano da convergenza dell'accesso al lo spazio aereo e dell'invenzione dell'esplosivo nucleare. I precedenti accenni, mentre corwaHdano il contributo delle tecnologie più progredite all'evoluzione dei procedimenti antagonistici tra gli Stati, con, fermano l'irrazionalità dcll':tttcsa a piè fermo dr atti di guerra divenuti di enorme violenza, che la parte soggcua a subirli ha più interesse di evitare di quanto ha interesse di esclmlcrli la parte che li infliggerebbe. ma che quest'ultimo è disposta a la<eiarc in sospeso. Sòl che riconosca congruo il risultato cli atti d'impegno con~idcrcvol mcntc minore. Una coineidc,w.a sui gmcris d'intcrc»i e di scopi tra le parti in conflitto, quale è stata messa in evidenza tcstè, la,cia prnumcrc coa fondamcmo la rinuncia ad atti di enorme gravità e l'appliC3zionc di prassi di minor rucbio. anche se i loro risultati contingenti sono. come è naturale, di rilievo sensibilmente minore. In queste circostanze. quello che si è detto un potere di contrattazione. aspetto particolare di un più vasto potenziale di competizione, trova larghe possibilità di cscrcizio. maggiori che in ogni altra congiuntura similare del passato. Il fatto discriminante I: che la contraua1_ione non persegue una 5òlu. iione della controversia sull, quale converga il consenso delle parti, bensì la solu:tione che si è proposta I, parte più potente, che la parte meno provveduta dovrà :rcceuarc suo malgrado, a scanso di un danno molto m,ggiore. Come è logico, lo svilup1>0 delle crisi cd il luro esito cunlinuano a conformarsi a rapporti reali di potenza, ma nella formazione di questi le armi panecipano in modo soltanto indiretto, ancorchè con immmata autorit:ì. malgrado la rotale diversità di prassi ct·a~ione. I paramcrri opcrrwri 10110 le facol1<) rispct11vc d'azio11e e giocano fur, . 2ior,i di primr, piano le 1Ìluazio11i 1/i fauo che 11 vcrifichacbbao oue si procedesse: ud 1ttti reali r chr 11011 ,i 11crifirn110 pere/,~ si rma paglti dei ri111lta1i conm,tiri d"gli cffcui co1idtlmi ,,irruuli.


-1•

a

Lt

NtJO\~E \tJCENnE l}F,I eClNFR.ONTI DI POT6N1..A,

I valon assoluti delle concentrazioni cli Potenza esercitano scnui dubb, un influs o di fondamentale importanza nello rcali:1.1.azionc degli dittli. E:. infatti sono prcscrnlivi per qucl che riguarda i minimi, giii identificati soglie di azione efficace, e parte<:ipano ol!n pr«is.,zionc dei pesi «ono,n,. delle concem.razioni. pcrchè ne dimensionano lo sfo,ao di lavoro tecnologi, e produttivis1ito.

Ma una ,·oha superato il ,•alorc assoluto corrispondente atlc soglie d'az,, ne cfAcncc cd un.o '-'Olut constatata la congruit~ cll'_i mezzi per il con~g,.• memo del livello operativo di pmcn7..at i \'Cri operatori delle §Ìtu:rz.ioni

dame sono i va.lori rdati"i o di confronto. Infatti sono quest'ultimi che determinano in pratica decorsi «I esiti , cnS1 cli relazioni; la loro funzione raggiunge il ma.ssimo rilievo quando posizioni rispcui"c hanno la mo inia differcnw di di11onz., da quei vmr. che caraucriz,.aao. per deliniz.ione. il conseguimento della superpotenza. Detti valori pos.<0no essere dal più nl menn critici. ma non occorre fa, appello aJ una critieiù ipotetica od a vari gradi di critici1à, dap la so,•ral> bonda.nza di potcnz.11 capace di cusicurarc: in ogni circo~nrn1.., cffc:ui forrn1 dabili, poichè >i prc:iumono superati i limi1i minimi ,li dticocia. Sotto qucsla concliz.ionc si può prcscinclcrc senza inconvenienti da 1poto

di criticità, a ,•onwggio dello mmazione di casi concreti, cd ammcucrc eh, gli effetti restino congrui anche in prc,cn~a di variaiionì scn,ibili di poten, concrntrata.

Un altro Cauorc tlccì,ivo. nella c:isi,tico in c10111c, è costituito dalle mc, d.alit?. del pos.SC.S$0 dc:11.i

supcrpoten7,.'I ~

dì

cui

il c:aso limite è fornito ovvia

mente dallo concontraiionc assoluta, cioè dal posstsso dd mossimo li"cll1 di potenza da parte di un solo Stato, con 1<:arlò adegualo rispetto a tutti )lh altri pasSC$50ri.

Il ca.10, il quale ripete in altri termini l'ipotesi e le con,cgucnzc i.Id l"'' sesso dell'armo assoluta, riferite questa voha a •inemi d'armi anzichè a,• un'arma particofarc, non è attuale, per il fano che oggi i possessori ddl. superpotenza sono più d'uno. Però ha un intcrcs$C maggiore di un dnio tatistico ricordare che es si r presentato dì rcccnu:1 durante il breve periodo di monoPolio atotni( àmericano (1945 - 49), con conscgi1cnzc molto importanti, anche <e la cr· tica storica non lr ho ancoro opprofo11ùi1c a dovere. Innegabilmente quello che è già av,·enu10 in p~s.,10 pouà vcrilica" di nuovo in à\'Vcnirc. ma a breve. scaclcn7..a la pr-cvi.slonc pi~ accettabile ir, teoria /, quella di un oligopolio, n condizione che si trovino d'accordo i bcndiciari del 1nomc.nto. Invece oggi questi si 1rovano eia parti opposte della barriC3rn cd una ipo1c i d'accordo I: molto arrilebiala, doè è in,us,i,tcntc in pratica la proha 1


bilità di un oligopolio operante, mentre è del pari improbabile un conflitto armato tra superpotenze. Le due improbabilità di accordo o di conflitto determinano un equilibrio instabile di situazioni competitive. ma prevedibilmente destinato a durare, che talvolta si vede indicato col nome di • stallo

atomico J,.

lncidenrnlmcn1e si pone in cviden?.a che in tempo di equilibrio di situazioni competitive, gli sviluppi delle relazioni internazionali sono coartare tra la subordinazione generale alle superpotenze cd il loro intendimento di evirare prove dirette di fon.a. Sono questi i motivi per i quali sono mutati i decorsi delle crisi. che di fatto si vedono orieorati ,•erso prassi differenti rispetto al passato, contraddistimc dn un più modesto risalto gcnernle e da episodi di scarsa asprezza, messi in valore ad una rcgla accorta e più necessaria che in casi di esperienza anche recente. rcgla che ricerca gli esiti voluti nella integrazione sistematica di numerosi aui, singol:irmcntc di porrnta limitata, resi operanti dalla sufficienza conseguita in sede di esiti globali. La rispondenza delle nuove prassi ha i suoi limiti nella verifica dell'accennata sufficienza. Se questa fa difetto, i nuovi procedimenti si rivelano inefficaci e s'impone l'adO'tionc di altri di migliori prerogative, non escluso il ritorno all'impiego diretto della for,,:1, malgrado i suoi inconvenienti. comunque vcumcnte cxtrcmo ratio ccl cventualit/i sommamente sgradil3. tenuta lontana il più a lungo possibile. Nel suo complesso una congiuntura dd genere non manca di aspetti positivi, non foss'altro in ba,;c al criterio largamente condiviso che vi è sempre speranza sincht non sono stati compiuti ani irreparabil i.

Pcmltro esistono in cua a11c/1c a,pcui fortcmc11tc 11cgativi, dai p11111i d, 11iJta polilico cd operativo, Ì1111li nella diff,m:nza im11perabilc di facoltà clic si è vcn1<ta a costituire m, 111perpou11:u e tutte le altre potenze e nei fa1tori m11ta111i clic t11lc diffcrc11zo di /11coltà i111rod11cc in tutti gli atti dello vita di relazione tra gli Stati. Nei fatti non si può negare di essere in presen,~ di una profonda altèrazione della gerarchia degli Stati: ad una gerarchia con diffcrcm;e graduali tra i vari ordini di potenze si va sostituendo, e si è già in gran parte sosti· mira, una gerarchia priva di gradini intermedi, con un vertice ristretto. sovra.Hantc ad una base molto estesa. Nella nuova gerarchia, g li Stati al vertice amministrano la quasi totalità della poten~a disponibile, della quale dispongono ciascuno in misura superiore alle loro più ampie csigcn,,.c, e gl i Stati :111:1 b:1sc ne sono pratica. mente sprovvisti. li divario di focolrà che si l: venuto a determinare tra superpotenze e llltte le :titrc potcnu, almeno sinchè non siano sovvertiti profondamente cJ imprevedibilmente i fondamenti attuali della potenr.a degli Stati, è rnle da


666 condizionare in modo molto autorevole e cfa cara11crizz.1rc in mi,ura picca: il presente momento internazionale. tl:lutoratc di fatto le cx - grandi potcn1.e del periodo t rn le due gucr• mondiali non pervenute al rango di superpotenze, la maggior parte dc1c Liti oggi cststcnti ~ rdcgata m un limbo di capac1tà 111tcrnazionalc pr:11

camentc impcr[ctta. nei riguardi della quale. per insuperabile forza di co: ogni reazione è sterile, almeno in quadri Irenici cd opera1h•i. Qudlo che si è già dello un dinamismo di nuovo genere di rcla,.io intcrnaz10nali oscilla tra un anendismo abulico cd una pesante discrc,.ionali1 questa delle superpotcn,.: e quello delle pnttoze di ungo subordinato, po più che una condi1.ionc di clienrcla, con limitate facolt. di scelta del I' trono, di regola indicato ptrcntoriamcntc ncll"autorit~ in titolo nelle zo, d'influenza delle upcrpotcnze. cui i fa accenno più avanti. Ne rimhano confermati il predominio di pochi su molti e l'alt;, d, r< ,ioni dd molti comro i pochi, pervcnuu a po iziom eccelse d, preminenz e ~mentita ncuamcnre quella eguaglianza di diritti di tulle le nazioni, gran, e piccole, as.<unlc a base della giusti7,ia e della pace mondiali ( 1). Merita sempre molta allenz1one ogni discordanza importante tra teon e prassi, m 2rgomcnri d"interesse indiscucibilc, poichè e<.<:> è indi,.io o che I 1eoria è erronea o che la prassi è irrazionale. L,attenzione diviene prcocc1, pazionc fondata, e non i esclude anche grave, quando la discordan:,a è avve, lita in materia di grandissimo rilievo, come ncl caso in questione. li problema di fondo, per adesso soltamo ipotcùco. è M: la congiumur ., evolve verso una egemonia monclialc, come sbocco logico di una conc<1· trazione di potenza che progredisce ,·orso i suoi limiti c:,ucmi, oppure ~tazionaria o, infine, rcccssiv:.. I mutamenti possibili sono in rcmenti o attenuazioni dd fenomeno pertanto gli epiloghi più Joman1 restano incerti cd altrettanto vaghe dcbbon, e sere le previsioni. Intanto la vita internazionale procede sollo il segno della impossibili di risolvere con procedimenti radicali le ,ituazioni m pendenza ira le supc potenze, pcrcl1è la loro ado1.ionc poncrcbbc al disastro generale, t si adcgu ad una discordia concorde, bas.ita sulla incap.1cirlt di accordo sulla maggi, pane dei problemi di fondo all'ordine del giorno e sulla contcmporanc.. diffu~ convinzione che è assurdo :iffid>rc il taglio dei nodi gordiani a str• menti :apoc:3.liuic:i d.i djstruzionc. " Ne risuhano ribadite la coesi lenza competitiva, come mtcma di vn, la guerra fredda. come prassi d':azionc, c. come madut 11we11cli rransilori la riparlizionc dcd mondo in z.onc <li ri.spcuo, forse sarebbe pili appropnat, (1) Nd Ptamholo dello St.:1tulò (D.rt.3) tk.ll'OrgJi\i.u.:a""Lia1k' delle :,,.;J.-:ùoni Unn, (0.N.U.), un.i spetiC' di credo di \lt.& 1mcrnuion;LJc concepita 1n qu11Jro mondi.lit è. <lichi.:ar;ata WJlcnuc:mtntc l'cguaglsan,,;a d1 tl1r1111 d1 1uuc le na:r.lum, grnncli e p1ccc;,lc


di chiamarle zone d'influenza o di riservato dominio, nelle qu:ili la potenza 1i1olare pretende una completa libertà d\1zione, che ha, come primo obiettivo, l'esclusione <ldl'ingcrcnza cli rune le altre potenze. 5· -

RlEPILOCO E Dtl)lJZIONI.

Come fenomeno sociologico. altissimi livelli di gra ndci.za cli potere naz.ionale sono espressione cli un individualismo assolu10. nel quadro di Stati indipendenii, che nega il superamcnin di anributi <li sovr:inità, richiesto da obiettivi di vita comunitaria. Lll tesi è ancor più presçrittiva quando i livelli massimi di potenza sono toccati soltanto da pochissimi Sta1i. divenuti sedi di dczionc della concen1ra1.ionc <li potrnz:1. In quadro giuridico, essi sono in contrasto con la concezione di una comuni1à di Stati fruenti di diritti paritetici. Le circostanzc citate appaiono più gravi. qu:indo si abbia presente che si è dinanzi ad un processo poco o nulla accessibile ad imcrvenri correttivi dall'esterno, mentre nell'interno dei s_ìngoli Stati interessi di ecce1.ionalc portata e sentimenti. latenti ma potenti, operano in senso contrario ad inter· venti del genere. Ne risuha un automatismo JIIÌ gt11e1·11 delle concentrazioni di potcnz.i. derivante dal vigore e dalla inaccessibilità dei fattori che le provocano e dalla scarsa influenza di progetti imcnzionali nei loro rii,"llardi, poichè detti fattori risalgono in gran parte ad una causalità generica, da identificare nel continuo progresso umano e nella crescente disponihili1à di energia. cioè di potenza di lavoro. Con questi accenni non s'intende avallare alcun nuovo determinismo politico . economico - tecnologico. Ma non si può raccrc l'immensa portala politica dei fotti in esame, visri sinmicamentc alla stregua di un'enorme quamità di pmcm.a, fortemente localizzata nelle supcrpotcn7,e, in un mondo le cui relazioni coniinuano incvitabil111entc ad essere regolate in 1ermini di rapponi di forza. Questo avviene nel mentre vn miope principio di eguaglian1.a insis<c. in modo utopis1ico, ad auuarc una part11ership, in sede di Na1,inni Unile. la quale accresce il numero dei membri dell'Organi1.1.azionc, in assoluta parità teorica di facoltà con la caterva di Stati, sorti sulle rovine del colonialismo classico, nella maggior parte privi di s10ria. di 1radizioni e di obiettivi, affetti da un'immaturità paurosa, senza ri1pondcnza con una realtà ben diversamente congegnata. A ques1a realtà si evita nei fatti di fare pericolose violenze ricorrendo a manovre di corridoio o coltivando clientele, con risultati che possono dare parvenza tli validità d'istituti in condizion i ordinnric, ma che lasciano molto perples.ii circa quello che accadrebbe se dall'ordinaria amministrazione o al


66 massimo dalle controversie locali si dovrne passare a far fronte ad a"·cr, menti forieri delle più gr'1vi emergenze. Allorn ricomp.1rircbbcro le ,padc di Brenno. nella loro edizione n, dcroa cd accuratamcmc aggiornata, cli disponibilid di armi capaci non " , di distruggere 9ualsia<i av,•crsario, in qualsiasi parte del mondo, ma cap. , altrcsl di recare incalcolabili clanni .1gfi cstr.1nd ccl agli stessi incauti 01

ratori, trascinati in delirami nvvcnturc senza sbocchi " se non di [umo di tosco 11. Per preparare le: nuove s;padc di Brenno "'t:ngono messe alla prova, lr1

1

è già visto, le «onomic più robuste. le tcl'.nologic più progredire, le i11ùw1 più ct:ticienti del mondo e si affermano, nello stesso tempo, problemi d'i, piego di icmpo, che fonno del parametro corrispondente un altro fouore 1, succCSS<> competitivo, a favore di chi ,ia in grado ili surcla.sare di buo , misura le facoltà in proposito di ogni eventuale oppositore. Economie robu1tc, tecnologie progredire, industrie di alta cfficienui, n• , wno moneta corrente. In parLioolarc, non lo ~uno ptt 1a maggior parte dc

Srnti, i quali, di conseguenza, si vedono negata I• p,mibilitil di disporre breve scadenza di tempo di armamenti moderni a livello opcrativti. una situ zionc di fono che i beai, pomdcnrcs cercano di c(lnsolidarc con ogni mcz, el io stesS<> tempo si dà il caso hc i bca1i pomdcntcs non possono,, siderare cupitale facilmente ,pcndibilc l'enorme potenza che hanno accum !aia, da10 che lo spenderlo comporta svant-aggi molto gr.wi, ino a tocc• condizioni d'inibizione, co icchè si è indotti a riconoscere che esso non I, maggior valore dcll'nrn in un mercato S<en7.a merci. Si lratLl d.i circ(r.)tn n7,e non :rncora bc:n notc, ma già fortemente oper.mt ,b congcnurart caus:i di cristallizzazione di situaz.ioni internazionali e d'i, mobi.li.smo delle loro vicende; se non si fosse già puntata J'attc.nz.ionc su 9uc 1 effetti preventivi, divenuti uno dei u:mi preferenziali di uriliz7.,.1zionc dei P' potenti appttrtrc.hi Ji gucrr.:i, e se non si andas~ro meltcmJo a punto le: l«n clic meglio adatte" per sfruttarli, in aderenza ad una vi.'iionc realistica di fatt imegrnia ria una oltrctt>nto realistica limirnzione di scopi immedi:oti, affid,, più che altro od una diluizione degli scopi nd tempo. Sta il fatto che la eccezionale poten,,1 conccmrata, 9uale <i risconl presso le superpotenze, prescrive i11 modo sempre più categorico indim di prrpan.1z.ionc cd aucggiamcnt.i di compc:tizionc: rivòlti non

:i

,•lnccrc guc

re. perch~ la vittoria imporrebbe di combanerle e non 13.rebbc conS<egu11 a pre,.zo di sforzi rovino i e di $.1Crifiçj inenarrabili, ma ad evito•

'° non

di doverle combattere, col minor nO('umcnto d1 interessi vitali.

I nuc,v, indirizzi di preparazione non importono un ollcggcrimento c1'11, combcnzc, le 9uali anzi divengono a.ncor ~iù gravi per il merito assolut, dei dispositivi da rcaliz1-1te e per b nccessna assoluta eh non b..:,arc lacun, nei dispositivi. Peraltro ad essi i richiede di opernrc in via preliminare in quadri di opinioru e di dccmoni conformi ad opiniom, e 9uivi divengono


,tn1menti di grande mordente, cui non si potrebbe dare la qualifica di strumenti psicologici senza diminuire in modo ingiustificato la loro poriarn. comunque idonei alla prova dei fa1ti a divenire operatori validi nelle crisi imernazionali, anche le più gravi. Conseguenza dell'entità gi:ì raggiunt:i dalle concentrazioni di poten1.a, oggi il problema cruciale proposto ai responsabili delle politiche nazionali dei maggiori Stati della Terra è quello di conseguire la superpotenza, ove non sc ne disponga, o di conservarla. ove sia srnta gi?i conseguita. Superpotenze in titolo e aspiranri superpotenze sono imlubbiamcntc le protagoniste del presente momento storico. Dall'esito della gara per il primato assoluto tra supcrpoten1.e auuali e foture dipendono. lo si può affermare con sicurcz,.,, le .orti generali nel prossimo avvenire. Riconosciuta una situazione densa di gravi interrogativi, è logico l'at• t~~giamento che_si sintetizza nella ricerca dei correttivi, almeno per gli aspetti ptu prcoccupanu. In linea di grande massima, poichè questa non è la sede in cui si può approfondire in modo esauriente un argomento complesso quanto importante. è da ritenere errata la valutazione che tutto si riduca ad una esasperazione della corsa agl i armamenti, un'interpretazione della congiuntura veramente troppo ristretta. Invece è pi1, razionale l'indirizzo tendente ad inibire ulteriori incrementi relativi di potenza, non soltanto coll'aumento del suo livello medio, realizzato colla diffusione di accordi tra gli Srari minori, nel cemento di comuni interessi, ciò che consentirà di elevare livelli di potenza singolarmente inoperanti e di aumentare il numero delle voci autore1•oli nelle controversie internazionali. ma, a11cor meglio. colla messa II p1w10 di 1tr11me1111 e di prassi dife11Ji11c, capaci di ridttrre III m1111ra decisiva /'cfficaci11 rie/lo potenza co11, <<lllrato a disposizio11c del/'oggrcssio11c. Come era da attendersi, politica e tecnologie s'intrecciano in vario mod<> sulle lince d'azione prcsenrate molto genericamente. Se ne deduce la conferma rlella comune esperienza della insuflicienz.~ di sol uzioni c.~clusivameme tecniche quando i problemi delle relazioni tra gli Stati acquistano un peso veramente considerevole, del crescente contenuto politico di questi ultimi quando i quadri d'uionc raggiungono dimensioni continentali o, a maggior ragione, dimensioni mondiali. infine. ma di prcmincmc importanza, della insuperabile csigcn1.a che la politica sappia individuare e poi utili~1.,rc gli strumenti indispensabili pc:r il conseguimento dei propri fini, in condizioni r:agioncvuli. Tra le righe del precedente contesto già compaiono le lince generali di un indirizzo risolutivo, da affidare pc:r la renlizzazionc a menti cd animi ben dorari, che consiste nel porre un limite alla superpotenza, se si vuole evitare, i· . R.


come è necessità vitale, che questa si trasformi prima o po, in una crude.e tirannìa universale. A questo fine occorre incrementare accordi, patti, alleanze, efficacia organismi internazionali, sensibilità alla esigenza d·istituci con funzioni pcrnazionah. Occorre ancora seguire con grande diligenza e con mezzi adeguati , sviluppi di un incessante progresso scientifico e del conseguente progr< 1 tecnologico, da indirizzare opportunamente perchè prevalgano , concrib, I a profitto della difesa e pcrchè i successi nel campo difensivo non siano mc•" in scacco. al contrario prendano il sopravvento sui successi nel campo d, l'aggressione. Le circostanze esposte pongono ancora una volta in presenza di fasi "' l'alterna vicenda della supremazia ddl'anacco e della difesa. Essa proce,1 , per adesso, a ncno vamaggio dell'attacco cd ~ perciò indispensabile risa! e la china. La tesi vale a confermare !"enorme interesse dcll'approfond1men1 di quel complesso di latti, sintetizzato nella espressione densa di comcnu•,:, di « concentrazione di potenza ».


TI PI DI GUERRA E MODALITA ' DI PREPARAZIONE Gcn. C. I\. Paolo Supino

I. •

Ll

NOZIONE DI

«TIPO

01 CUERRA

».

" Tipo di guerra» è concetto, nel significato attribuitogli comunemente di compendio degli aspetti della guerra in un determinato ambiente sociobiologico e geografico ed in un determinato momento storico, il cui conte· nuto è risultante dei molteplici fattori che condizionano il fenomeno bellico nel luogo e nel tempo oggettivati. Esso può essere riferito al passato ed allora recensisce i fatti occorsi in altri tempi e ne analizza le caraneri~lid1c, in uno sforzo euristico, il quale s1 propone soprattutto di mettere in luce analogie e discrepanze risf>CltO a circostanze similari, precedenti o successive, e di individuare fatti evolutivi od involutivi, oppure essere rivolto verso il futuro cd in dipende nza gli accen• nati momenti analitici <: sintetici e le conseguenti deduzioni circa le trasfor.

mazioni della guerra, partecipano ad una metodologia razionale per la previsione del suo corso e dei suoi esiti. un'attivi tà propedeutica per l'individuazione delle difficoltà di ogni genere da atlromare in una prova di estremo impegno e delle incombenze che ne risultano per gli organi responsabili degli Stati interessati.

E' logico che siano fattori decisivi di un tipo di guerra, per ogni caso specifico, le armi con le quali essa è combattuta. Questo ne prescrivono le modalità, in qualità di strumenti essenziali, a lor volta espressione delle con• dizioni politiche, sociali, economiche e 1ecnologiche delle nazioni coinvolte. ed al tempo stesso materializzano le relazioni di causa cd effetto, sia pure mediate nella maggior parte dei casi, tra le condizioni accennate e gli sviluppi contemporanei del fenomeno bellico. Constatato che qualunque ne sia il tipo, il peso delle guerre è sempre molto grave - il tipo importa soprattutto una relatività di gravità, mentre quella assoluta .permane elevata in ogni caso - si resta perplessi circa i moventi, manifesti od occulti, effettivamente in azione, col risultato di indurre a ipotizzare di volta in volta crisi acute di un endemismo bellico, accessi morbosi nella vita di relazione, processi di compenso in presenza d'incrc· menti dcmogr:tfici fortemente progressivi e così di seguito. Oggi poi gli esiti 1. .

R.


.~ sono •ggr,va1i, in caso di guerra tra pntcnzc secondarie, dalla probabile detc· ncrazione in conflitto genernle, e per le guerre tra potenze maggiori, J.I. l'estensione a w.,lc planetarie. In tutti i casi la guerra è all'origine di vuuii di potcm.a clutruttori cli equilibri ><:colari e ambienti propizi per l'ernergcn11 , cii fort.c nuove, in prc:valcnz.1 di tipo eversivo, Comunque. pur restando cauti nei riguardi J·iotcrprctazioni affcne clallJ tara di prendere gli spunti clnlla eonsidérazione di un numero cli fonori molt, minore di quelli in azione - ciò che importa di trascurarne una buona parte LO genere tun'altro che trascurabile sembra fondata la prc,uru.ionc d, un .. cau)aliù che: trascende la volont~ degli attori, traKinata ad un ceno momento

ad as$umcre atteggiamenti, che invece la ragione dovrebbe sconsigliare, che ohremno sarebbe possibile sostituire con altri di minor carico di destino e meno gravati di alce, senza consistente prc!,nudizio dei risultati ripromessi. Anche a prc,;cindcre dall'approfondimento delle cause in azione, un compito molto impegnativo e di assolvimento non indispensabile in questa sede, le prccedc.ntj considerazioni riflcuono l'imman~nza Jdk, gucrr.:a cJ il pc· ricoln di esservi coi nvolti malgrado la più strenua volontà cli pace. Di qui prende so.,tan1.a l'esigenza ben nota. per gli Stati, di premunirsi contro cvcmualità del genere, cioè di determinare nel modo più efficace le attività da svolgere per mantenere il cnntrnllo desii awcnimcnti e per evitare di doverli subire passi,•amentc. L'csigen,,a si traduce in pratica nel dar cnrso alle cosiddette prcp.,razioni mmtari. universalmente messe in opera se pure ton varie modalit:ì e con vario impegno, le quali mirano a precostituire le magi,>iori garanzie di buon esito se e quando, per un motivo determinante, la prova dovesse imporsi. E poichè, a parità di altre condizioni, le predisposizioni concernenti un evento futuro. denso J'incognitc, risponderanno tanto meglio ai prcsupposu voluti di adeguatezza e di economia quanto più centrate saranno le previsioni, i tentativi posti in essere per definire il tipo di un'eventuale gucrrn del prossimo futuro, ai quali si danno con molta buona volontà tecnici militari e cultori di discipline soci,J , e storiche. rivestono un intercs.e considerevole. clottrinario e pratico.

2. •

LA

,·s~·ntN".tA ALI.A cut.:1uu t11tEvE.

Naturalmente chi prende l'iniziativa di una guerra, se ragiuna a dovere. ne d;\ per scontato il successo, una valutazione che i fatti dimostrano spesso errata cd un errore che è: di solito fat:tle. m• un successo sconmo, ammesso e non concesso che sia un dato da considerare acquisito, non è ancora re· quisilo suffidcnrc. Poichè J'cspcrknza dimowa che la durata della guerra ne esaspera grandemente l'onere ptr tutti, occorre altrcsl che il succ= sia conseguito rapidamente.

.;


19 Di qu, ha origine 13 ricerca <li tipi ,li guerra, cosiddeni di " rapida ckcisi<>ne », una ricerca rara111cn1e di csi10 positivo. la quale meuc a profitto la reazione contro tutte le cause di dilazione degli esiti cd in pri mo luogo p 1111t.1 ,u 1n1poS1azioni operative tanto aucorcvoli, da imporsi in modo perentorio alla parte meno provvista. presso la quale è logico che ,i :ifTcrmino gli oricnramcnti 1endcn1i a ponare in lungo quelle situa,.ioni, che darebbero luogo " risultati sgraditi, se conclu e a più breve scanen,.a di rcmpo. La sc:ir :, fortun:1 dei tcntntivi di reali1.1.are corsi di gucna di rapiti:, dedsionc, memrt conferma una <lifficoltà che non sorprende di controllare a volonth gli avvenimenti. una volta tratto il d:1do, è prova che ogni altro genere di guerra. soppor1:1to di fatto, è subìro sollo l'impero di circostanze, che esulavano dalla ,•olonl:t degli auori. !)'altra parte ,i deve an11neucre che quelle guerre del passato. che sono ,tate condotte presto a buon fi ne, si ,uno svolte in circoslanze di mciii e di ambienti non susccnibi\i di ripetizione. Pertanto erano destinati all'insncccs,o gli sforzi rivolti a rcdigèrc ulla loro scorta norme di validità generale. Dato alto che premiavano concezioni operati ve innovarrici1 cui erano stati forniti

gli strumenti di realizza,.ionc per for1.a di vicende .storiche e per merito di capi militari illuminati, b loro c~pcrienza

d1

.

è

valsa soh:rnto a ma ntenere con-

sistente l'aspir:12.ione verso i corrispondenti esiti cli eccezione. Raramente un 'aspirazione, forzatamente generica, fornisce formule rÌ· olutive di portata prarica. Nondimeno ,1udla conccrncntc la guena rapida ha dato luogo ad impostazioni concclluali cd a predisposizioni, foccnri perno l"r lo più sulle forme più brulali della guerra. Ani dì fo r1.a indiscriminati. a<l Of"ra di strumcmi bellici che avevano raggiunri bracci d'azione e potenze di dislruzioac molto con,ider.:,voli hanno dato sostanza a forme ibride di guerra totale (Totalkrieg) e dì guerra lampo (Blitzkrieg), comparse in cf. fttli_all'inizio della seconda gucrra mondiale r rr:igcntì :ill 'ìncubo dei lunghi •nn1 di guerra della prima, cun sorpresa non solo di chi doveva subirle, ma anche di coloro che ne erano autori e prnmorori, ancorchè tutt'altro che spro\'vcclut i. Armi dell'aria e fol",.c cor:t:i:'l.atc sono apparse agenti specifici di atti opcra!1vt_fulminei ed hanno ripMtato successi tattici molto importanti sui campi banaglia di Polonia, nd 1939, e cli Francia, nel t 940, e talora sono rtusc11c " trasfcrirli in esiti strntcgici di vasta portata. 1 Peraltro, dopo gli innegabili risultati iniziali. anche aerei e carri armati ianno sublta la coartazione della reazione avversaria con mezzi similari, eon la conseguenza di equilibri di facòhà operative di ncuo effetto <tatici1.• :i.ante cd a _sconfessione dei pronostici crani dalle prime esperienze. .d . situaz.ioni opc.rative. adombratc nei precedenti tcrmini, si venivano ~- ;"~" r~. con imponenti riflessi, in questo dopoguerra, due nuovi ordini 1 •tu_: _I invenzione tld l'csplosivo nucleare e l'autorità crescente tlcgli inLervcna intcrna,,ionali , intesi a conservare la pace mondiale.

e!!"


20

Si tratta di ordini di foui di caratteristiche nettamente distinte, man. canti di qualsiasi analogia nei processi applicativi, dc.stinnti ciò nonostante ad esercitare a1.ioni convergcnri, per il farro che entrambi cocrcivano gli cvc11ruali decorsi di guerra: ì quadri catastrofici, anticipati dalle armi atomich<'. inducevano a congetturare un attacco nucleare piuttosto cbc una guerra Oll· clcarc; le stesse contingenze in1ponc::vano le più so11ccitc: intromissioni. da parte delle nazioni amanti della pace, per impedire che la pace fosse tur bata o per ristabllirla, se già turbata, con una potenza di ammonimento ma, eguagliata in passato. In ogni caso, gli sviluppi operativi erano da prevedere rapidissimi. sia in considerazione del l'azione istantanea e fulmioca delle armi atomicbc, sia in rapporto alla ncccssit:, di conseguire ri,ultati langìbili, prima che fossero superati i tempi d i servizio degli interventi internazionali. Si sarebbe indotti a concludere che erano realiz,.ari i presupposti nella guerra breve. /11 realtà il fe11ome110 ha oltrcpauaro ed oltrepaua i 1ermi11i

di ima semplice e()(rcizione 1emporale, per consolidarsi i11 quelli di """ vera e propria i11ibizio11e della guerra in armi. La tcsì è senza dubbio molto imcrcs.1ame e merita di essere clcbitamente convalidata.

)• • J TI PI DI Gtrf1l.KJ\ :-.~L' r;.t'~ t,TO~IICA,

L'influsso delle armi nucleari sulla realtà e sulla presentazione dei conflitti armati dispone già di un'estesa letteratura, se pur lontana dall'avere esaurito il poliedrico argomento, nè si ha in animo di portare altri contributi alle valutaziotù correnti. Ai fini del compito assunto è sufficiente porre in rilievo l'apriorismo di molte delle posizioni concctluali prese in materia, dettalo da preconcetti e da interessi particolari cd informato a motìvi propagandistici, cd enunciare un giudizio generico, ma di evidenza solare, circa l'enorme responsabilità di qu•lsiasi iniziativa di guerra nucleare, in dipendenza della quale è Con. data la prcstmzionc di rèmore materiali e morali molto valide. In l,rc,·e. pur non escludendo caute eccezioni alla regola. la regola sarebbe da sintc·

ti1.1.:1rc ncll:i funzione dclk armi atomiche in termini cli minaccia gravis• sima, piunosto che di azione diretta. Quesra valutazione, realistica e guardinga al tempo stesso, posta in con· ncssionc con la clisponibilit:\ di armi atomiche a livello opcrati,·o limitata alle sole potcn1,c del cosiddetto « club atomico "• tre o quanro delle massime su oltre un centinaio di Stati sovrani, importa la permanenza del valore degli armamenti convenzionali, confermata d'altronde da una loro potenza assai accresciuta, da quando le prc.stazioni degli strumenti corrispondenti si sono


21

:idcguati alle cs1gen,.c di quella forma ,li i;uc11,. J«t• in altra ><:dc In guer ra acrotcrrcstrc 11 (1 ). Preme ricordare in proposito che si mma di una forma di guerra idonea, anche a prc<cindc:rc da imervcoli nucleari cli fuuo una lim1ta1ione che vuol lasciJre impregiudicati gli cffeui ,n potcnu ddle armi nuclc:iri - . • dar luogo • risultati di grande portata, sotto condi,innc c_bc i suoi mumcnti upici siano alln mano in misura adeguata e che le cnnce,mni operative v:ilgano a ,,aJori7.7.;irc :i pieno gli strumcmi. La-sua alfem1a1.ionc ha già dato alimento a correnti di pen,icro che la indicano m qualità di ohcrnativa preferenziale nei confronti di una guerra nucleare, considerata unl\usalmcotc e con pieno fondamento una catastrofe immane. in M:ala mondi:,k. E' do mettere in chiaro ><:nw indugio che l'indica,ionc è valida ,olranro m·e l'alternativa sia semplice. scnz'altre uscite. Non regge invece quando esi<t•no solu,ioni dh·crsc, per ipotesi meno grarnse po1,hè l'altcrnauva >i riferi<ce alle più gr3vi; tra le di vene si ooe includere onche la rinunna alla prova d, foru. una conce1.ione tutt'altro che stravagante, al contrario meri. tcvole di molla consitlcra1,ione. In effetti tutte le guerre, qualunque sia la forma che assumeranno di fatto, debbono essere tenute in eonto di c2l11.mità Rra,·1'-\imc, con ,·Jrianli di gra,·tti\ soltanto rdat,ve cd in nessun caso 121i da modificare un giudizio nettamente negativo $Cn1..a eccezioni. Inoltre non è da trascurare il fauo che i tormenti materiali e morali, dei quali sono larghe dispensatrici, dimostrano una tendenza generale all'aggrn,•amento. in ;pccie da quando sono entrate ndl'u'iO a,ioni di da.tru«ione d, grande potenza a carico dell'intera popolaz1onc dci:li Stati bclligcunti. set· toposta a rischi. danni e perdite non diuimili da •1uelle che affliggerebbero i comoottcnti. In queste contingenze, soltanto diomc ma di pc,o inoppugnabile. e per loro effetto, si assiste 21 moltiplicarsi. m campo intcrnnionalc, ,l'iniziati,·c allo <copo di sottrarre le cmergcnu bcllic_he all'arbitrio tl'intere~<r di parte, a. vantaggio d'intcrcs,,i generali superiori. iniziath·e alle quali le coratteri~11che. acccnn.1tc della guerra m0<lcrn:,, di qualsiaii tipo. danno consistente 1nccnt1vo cd i cui attributi di necessità sono più perentori quanto più gravi ,c ne avvertono le conseguenze. Le in11iau\·c si concrcl3no. come è noto, in anint~ di organismi intcrnazmnal.', cu, partecipano tutte le potcnic senza escludere per yucsto che ra~unc v, parttCipino con ri~rva mentale di profitto a fini particolari. le quali m,'.ano a s1ro,_1carc sul nascere gli nni d'aggressione, nd interferire sui premi •gh aggrewm c. all'occorrcn,.,.. 2d infligger, sanzioni a carico elci trasgrcs- (r~ Cfr. C,tn. P. Sn1w: • La ~nltjttl )Clob.ik e: l";ajlgmnumtnto <kllc J1(C1C na• .tK,n~h_ • Y gucma :a,rocc:rrcHrt ... 1n Ru,11;1 M1l11.1,~ . Ron1;1, ,~. n. 1.


~ri alle norme di pacifica coesistenza. ~nzioni che non escludono ncmmc11u il ricorso 3lla CorZ3. namralmcnte sotto m:mda10 internazionale. P"r reini ·· gr3rc il buon diritto gravcmcnlc offc:50, pc:r quanto paradossale po""a apparì ec il ricorso alle umi pc,r conservare la pace. Ll precedente casinica sintciica noa ~ fine a se st~a; essa ha quello pia generale di lumeggiare un• situazione ormai 3equisita e foncmcr11tc opcr:mi.. costituita dalla pcrmanen,,, e dall'efncocin di un• tutela interoair.ion:ùc dcli., p;ice, oggi affidata all'Organin.a-,ionc delle Nazioni Unite (O.N.U.) cd ag! enti che ne sono parte cd e.man.azione. pc:.r l'assolvimento ddl'import:tnti, sima i.ncombcnza, domani magari ad organismi im·c)titi J'autorit3 super

nazionale, capaci di perfezionare l'escrci1.io di una funzione di tanta im portan1-1 (t). L:i pc,rmancn7.a e l"eflicacia della tutela imcrnazionalc dc.Ila pace sono destinate ad avere riflessi impomnti sulle politiche nazionali, siano queste rivolte od assicurare le rispettive sicurczu, siano invece rivolte aJ attentare alla sicure1,za oltrui. Nd primo caso, gli atti delle preparazioni dovranno proporsi in primo luogo di far fronte agli avvenimenti che si verificheranno, con ogni probabilità. nelle more degli intCr\"C.nlÌ internazionali. i,,,·cnimcnti la cu.i influcn1~. ai fini della decisione di un cnnflino armato, ,.• crescendo continuamente, come sari\ confermato in seguito. Scopo essenziale: evitare di far trovare l'azione internazionale in prcscnr.a di fatti compiuti. una circostanza, pc,r ipotesi, di grave pregiudizio. Nel secondo. gli atti avr:mno di mira di realizzare i ,•anrnggi più cons,. stenti, prima che acquistino cFlic.icfo gli interventi internazionali, per conseguire a buon prczr.o, col favore dell'irruenza e della sorpresa. basi le piì, fo,•orcvoli per l'ulteriore a1.ione nel corso della crisi. La discriminazione d'intcnzioni e dl atteggiamenti è sostanziale. in coerenza col tro"arsi gli interessati da parti opposte della barricata. Dal coacervo dei fotti menzionati emerge una deduzione d"indiscu1ib1lc portata normativa cd è la constatazione Jcllc difficoltl sempre pia', consistenti per l'assunzione d'iniziative belliche. Concorrendo molte altre circostanze, che inducono a giudicare molto gr~si le alce connesse con atti di guc.rr:a. si vorrà consenti.re senza riscr"c che le preparazioni di oggi, e più ancora quelle di domani. nort possono proporsi ragionevolmente di conseguire ln viuoria, io !,'llctrc che non a.vrcbbcro nè (r) A propcnno Jdl',nflur.nu tiett.iLtt.a d.3gli intcn·cnti 111tcrn;111on.ali;, uh:1gu:1rJ1~ Jdb p.xc-. ~i ci1:1 l',wu ~nnoc..17ionc- compJ.rs:t in chiu.s:t ili una. comsponJenza drc-;i l:1 cri ..i c1pr10t.1 (Comtrt' dt/li1 Str11 d~I 10 giugno 1~4. n. 137. ;inno tige), ~pp1rcnlc· mcntt- ~r:1dou:,k · , Ali.o 1t2t.o Jellc COiè le guerre 1()nc, p,Msibili ogg, ,olo tra ~c1,1 membri Jj u.n;i "'toloa :tllan~. pcrc.h( lii a..\O di tonflitto tu Ji cui. non cntr.:a ,uhito in fonzionf' il mecc.:iniuno prcJi;posto per impedire l'urtc, tr, i ,,.mponcnti Jci Juc opposti tthicurt'l<'n11 mond1~li •.


23 vinti nè vincitori, tuni prostrati da uno sforzo immane, canto più che il problemati~o succc~~o avrcb~. molta proba?ilit?I di _venir concellnw, in clctcr: minali ca.~1, da un mconte01b1lc reazione antcrn3z1onalc: contro a promoton del conAitto. li fine csm12ialc delle prcpar.1zi011i ? 1<mpre più 11Ctt11mc11tc q11ello di cvitorc di dovu fare ricorso 1,//c armi. o·aJtro canto il criterio esposto s'inquaJra. meglio di ogni altro congetturabile, ndla realtò clella prc1"1raY.iooc per una guerra che non a,,rà luogo. una tesi che potrà sembrare contrn11d-t1oria « I una contraddizione cap,cc di porre in seria difficoltà I, concretezza di un qualsiasi progrnmma di attività esecutive, la quale invece rivela solmnto b persistente esigenza di mettere bene a fuoco fatti molto complessi, con maggior profitto di quello coascguito sino adesso. sia pure in una fatica rara.mcnC<; tentat:i $.inora. L., c1ucstionc non è di scarso rilie,o. Anche eia un punto cli visrn esclusi\'amc:ntc tecnico~ è ben diverso compito prepat:irsi ::a vinccrt una prova di forza. poichè la \ ittoria presume in \'Ìa preliminare che sia conseguita una nena superiorit~ in termini cli relatività di potcnta, da quello di porsi in grado di non clovcrla affrontare, u03 finalità della quale ( premessa p<>,itiva un minimo di forze, sia pure consistente, che è sempre p<>»ibilc corroborare con un'ocul:atn a1.ionc politica. La concezione. pii, che di minuire il pc:so delle buone preparazioni, 1rasfcrisce gli ~tti corri~pomlcnti da quadri di eccessivo impegno a quadri di possibilità cone:rctc. Secondo l'ordine cl'idcc prospettato si tratta di fare lutto quello che rientra in facoltà rcalj, anzich( acceu~e una gttr::t di potcmza, i cui obicuivi si spostano cominuamemc verso mète più ardue, a discrczio~ dd più dotato o del più dissennato dei partecipami. Nd piano concettuale, il nuovo ordine d iclee consente di affrancarsi sensi?ilmcnte dalla precisa definizione di un tipo ,Li guerra, alle cui carattcriSttchc infortnare gli ani pmiei delle prcpmzioni. un requisito del quale è quasi superfluo sottolineare l'inierc:sse . .Tanto dal punto di vista Jottrinak che da quello relativo agli atti d'esecuzione. la portata delrargomentazinnc menta di cssc:re approfondita. 1

0

i- -

E.stCF.N'lE U1 Dl!PINIZIONE 0 1 UN TIPO 111 CVERRA.

. Q~alc opportunità e quale noccssit.'I rivostc oggi la definizione di un upo d, guerra? E quali ;ono le conseguenze di UM scelta a ragion ,•eduta? Traclizionaln1cmc la definizione di un tipa Ji guc-rra è premessa razionale_per. l'i:'!postazionc di progetti operativi, in quanto vale ad individuare scop, ~ hmm delle auività di preparazione. . . D, _consueto ,1 punto di parten1.1 è dato dalla corigettura di una situa· zionc d, cmcrgènza. considerata la più probabile <: la più pericolosa, ripocesi


di guerra dei vecchi piani opcrati,,i. un problema da risolvere in via pf'ii. minare e con la maggiore lucidir.\ cli visione di quadri, di mezzi e di scupi, Mene conto di souolincare l'annotaidonc, pcrchè illustrati,·a delle situa. zioni di emergenza prooobili. che l'csigc:J1Za di defi nire oggi un tipo di guerra oggettivo è la conscgucn1.a di una discriminazione divenuta necessaria 1ra ipotesi di guerra e tipo di guerra, IIJla discriminazione che in passato non era emersa ,ndispensa.bile pcrchè non lo era di fattu. In effetti, sinchè le carattcriitiche delle guerre sono rimaste ferme u uni di fantcrk, sostenute dalla più potente a,tiglicria che fosse comcnuio schierare in battaglia. come è accaduto sino a buona parte ddla prima guerra mondiale, non avevano ragione di sussistere inccnezzc sul tipo di gucrr.,. che sarebbe: stata combam,ta in caso di emergenza, J.'cvoluzionc degli annarnent:i terrestri, la compars.1 del concorso aerCt',

divénuto poi sempre più lllàssiccio col progresso delle armi c.ldl"aria, l'inlr<>· duzione cli motori e di wr:,,~c ncg:; ordini dì battaglia d1 superhcic, in1io,, ma fattore di inOuenza sconvolgente, l"invenzione dell'esplosivo nudea«, hanno determinata una molteplicità di tipi cli guerra, dal conven1.ionalc p< cosl dire tradi1.ionalc al convenzionale aggiornato, già ricordmo come gucrr,, aerotcrr<:strc. cd al eonvcn>.ionalc integrato eia eoncor1i atomici. •i• nel cam po tanico. sia in quello strategico. 1ino •Il• gucrro nucleare integrale. csclu siva cd indiscriminaia, E' ovvio che il problema dd tipo di guerra. cessato di mere un pro blcrna dd tutto od anche soltanto prcvalcntcmcnte tecnico. diveniva un problc ma in a1tesa di definizione, In cui corretta soluzione era legata alla elimina· zione della ,ua i,idctcrminatezza, un'incombenza molto ardua perchè ,ubor dinata di fotto alle alce dipc.ndenti dalla volont!i di un cvc.nrualc avversario E mentre era incauto prcsi.1hilirlo in modo unilaterale, era anrieconomic, fis,;1ni sulle forme più impegnative, come quelle contraddistimc da. coocors atomici od ancor peggio da fasi di guerra nucleare integrale. li criterio di larga applicazione nella tecnica ingegneristica, quello d1 operare • a favore clclla resistenza ». avrebbe importato ne.Ila maggior parte dei casi compiti ,nsostenibili. se trasferito con eccessiva disinvoltura in quadri di preparazione militare. Da aggiungere, per sovrappiù, che criteri informati al massimo sforzo di prcp.oraziònc, in omaggio ad òricntamenti dtl gennc citato. si dimostrà· vano in falsa p0si1.ionc dopu che erano comparse e si ondnv;,io consolidando lince di risoluzione elci conflitti internazionali, anche i pitl gravi, con moda lità diverse dal ricorso alle acmi. Prepara>.ioni, divenute eccessivamente di spcndiosc, avrebbero avuto corso prendendo per temi guerre che non <areb bcco state combattute. 5<" l'improbabilit~ di fadli ricorsi alle armi non esime eia efficaci prt· parazioni e Sé pur si ammette l'analogia dell"onere (he queste in,portano con un premiò ùi ;wicurazione, corrisposto in vii.ta di situazioni d"emcrgcnn.


25 non t men vero che rammontarc del premio deve c~re equo, ciò che esclude che possa essere esorbitante. Se ne riduce l'entità c:nlro gim.ti tt'rmini centrando con diligcnz.1 l'indi. vicluazione di nuove lince risolutive, meno legate ad un determinato tipo di guerra. di quamo non ne sia in,~lso l'uso. Queste possono desumersi da un ridimensionamento realistico delle atùvità di preparazione, bas:110 sul criterio che: non è da proporsi il supcran1cnto di ogni eventuale av,•crsario in una gara. giiì congetturata, verso la massima potenza bruu, la quale presupporrebbe la mira cmcmamcntc impcgnaùva di c~-s<:rc il più forte in ogni caso, bensl l'accensione a di lui carico di un rischio, ccmsistcntc per quanto possibile, tale do/: eia esaltare le alce d, una prova di forza e di renderne dubbio l'esito, un programma minimo allorchè s'intenda evitare che la prova di forz:t possa essere giudicata una f>cilc .vvcntura. Sa.rà poi merito di un'avveduta politica estera di pcrfe~ionarc il ,•alore dd rischio, mediante intese coa gli Staù che; hanno comuni interessi, solk· cit3ndo consensi alla proprin azione internazionale:, ndcrendo n quei !istemi

di forze che hanno maggiori affinità con le 1radizioni, coi semimenti e con le aspirazioni dd proprio popolo. P<»tc quc,1c pregiudiziali. la 1c,i ""pasta in chius:i ol puagrofo precedente, d'alt.ronde convalidata da un processo deduttivo inattaccabile dal punto di vista logico, vede diminuire e poi scomparire il senso di sorpresa che poteva avere suscitato. almeno a prima impressione:. In particolare, tra le <ue conscgucnu immediate. si rilc,•a quella di svuot:ire di gran parte <lei suo comcnuto il problema del tipo di guerra, del quale SI era avvertita la complessità :assunta di recente, sostituito dall'~,;;igcn1,.:1 di

dimeasionamemo delle attività di prep.1ra1,ione entro quadri appropriati. cui si ~ fatto cenno poco sopra. Poichè si era posta in evidenza In diflicolt:t di una soluzione soddisfacente del problema anzidetto. si dovrcl>bc concludere che. in definitiva, l'evoluzione dei fatti, e l'evoh11.ione delle concc>:ioni che ne ~ conseguenw, s1 0 ncma secondo lince di semplilicnionc, se non altro in tema di incombenze concettuali. Forse la conclusione è alTrcttata ma è valida. Comunque ;i può alTcnuarc con fondamento che. pur ammcs>O la decadenza del problema del tipo di guerra, anche se con riserva cli conferma. nel campo tecnico per effetto dello sconvolgente. progresso degli armamenti cd in <JUdlo politico per l'alTermar;i dc~h oncntamcnti di condanna della guerra e soprattutto di indirizzi volri ~ nsolv~e i conflitti d'intcre~i rrn gli Stati con mod3lit:i diverse dal ricorso ~e armt, n~n vi è dubbio che sussista il compito priorita.rio del ,upcramcnto . 11• conccztonc paradossale di prepararsi per una guerra. che sarà in pra~ICa molto diversa dalle previsioni assunte dopo che quella in armi è divenuta in concreto irupr<>babilc.


Questo può tentarsi. seguendo le indicazioni di un processo logico con. vincente, del quale si rias.1umono di seguito i punii essenziali. AttC50 che il maggior numero delle potcn,.c mihtan attuali è fuori dd .. club atomico ", si è indotti a convenire che le preparazioni pi/1 pcninenu potranno e dovranno vertere non già sulla idoncit:ì 3 condurre operazioni di guerra nudeorc - per la cui condona. oltre tutto. esse non dispongono u,•i mezzi se non in subordinata ipotesi, uM ipotesi che porrebbe anche non verific:irsi, con la conscl(llcnia di fare mancare, alrauo dclrcmergcnza, artni decisi,·e, suppo5te incauwmcme alla m:tno - , bmsl a //ur corso a congrue op,. razioJ1i di tipo co11v~11zio11ale anclu• contro uv11er1ar, provuÌJh di arm, t1tom1c'1. , un r<<juisitn di fondament:tlc importanza da richiedere alle predisposizioni più adatte per inlirmare l'azione nucleare, se e laddove la parte awersa , t facesse ricorw. Ecl è ovvio che infirmata l'azione nucleare, in maggiore J minor misura, comunque in misura sufficiente, risulterà parzializ1.~nta nnch( la minaccia relativa. o·•hro canto le potcn,..c atomiche, cui nessuna amorit:I potr:1 sourarr,· gli 11ock,s di armi atomiche che si sono costituiti, dovrJnno mantenere a fomco ddlc anni atomiche, con.s-istcnli armamenti convenzionali, sia per essere in condizione d'imporsi, all'occorrenza. alla potenza convenzionale al trui, senza du•cr ricorrere alla minaccia cd all'a.z1onc nucleare ad ogni stormir di foglia, ;ia, cd è il caso ancor più normativo, per raccogliere i frutti del l'azione o della minaccia atomica. In qucsw al1Jt11di11f" o ,lor corso ad operaz,0111 co11lle11uom1li. anche co111rn "" avversario provv11to d, 11rm1 01om1d1c, co111u1r l'r0ctuua amb,vnle-11:a di

preparaeioni ,:t11trate d at:cu,ih,li a /at:<>lrli

co,uret<' d,11, p<>tmoe 1111,reuau Ma non è soltanto la guerra nuclc;arc <la considerare eventuale. lnibiz.iom

di efficacia progressivamente crescente sono da congetturare • carico a nchc di atti di guerra convenzionale, in dipendenza <li circostanze complesse. da SOppt"sarc con cur3 per

5. · L.t.

un'esauriente analisi dell'argomento.

INUSLZJ0!'-1 CONilO LA CUU,R,\ IN CtNElt.AU..

La immanenza di una guerra nucleare, ipntiz1abile solwmo tra potenze nucleari, o quella di un attacco nudc-~rc contro una potcn?.3 sprowista di armi nucleari. sono in pratica coartate dall'am,ale situa,.ionc di stallo atomico, dalla scarsa criùcità dd livelli efficaci delle armi nucleari. una volta raggiunte soglie di efficacia sufficiente, infine clal scnso di mpon1abilitil di !(Ovcrni intcrcss.1ti, acutizzato dalla rea,Jone veramente totalitaria di tutto il mondo civile basta aver pre!ient.Ì le rca1.ioni suscitate dagli cspcrimenti nucleari - , per non citare gli effetti nocivi generali delle esplosioni atomiche, in spede quelli a più lung3 scadcnui.


La coarta1,ionc della guerra nucleare, tcstè prospettata, non significa la ccttCJ',Za di un'era di pace, Ma anche ammesso caut,uncntc che 13 normalità delle relazioni internazionali si limiti agli atli formali e che la rinunzia 3 valersi di armi trcmencle abbia esito in nuovi processi antagonistici, che è logico ritenere meno catastrofici, appunto sulla sorra di tali considerazioni è lecito prc,umerc l'accantonamento di prove di forza divenute troppo onerose ed il contenzioso imernnionale impastato sulle vicissitudini delle posizioni di potenza, in vista di prove di forza accantonate ma non escluse, Il consolidamento delle proprk posizioni e l'inflessione di quelle di probabili avversari costituirebbe allora il processo tipico per la continuazione dd dialogo internazionale, un processo che avrebbe: per obiettivo la realizzazione di posizioni di poten1.a tanto forti da risultare determinanti in proprio degli sviluppi auspicati, Le prove di forza verrebbero accantonate 11011 solo in esito a specifiche volontt dato il loro onere cccc,sivo, 11l3 soprnuuuo per essere superate come non più indispensabili, La potenza raggiunta da una delle parti le assicurerebbe i vantaggi della vittoria. 5cn1.a bisogno del verdetto di un conflitto annato, Si s.1rcbbc in presenza di un nuovo dinamismo di relazioni internazionali, una supposizione da ritcrirc in primo luogo alle relazioni tra pntcnze nuclc.1ri, del quale nou si disconosce la complrnità. la variabilici\ di esiti per cause impreviste, le vicissitudini nei dccor;i per il mutevole coagularsi di raggruppamenti di potenze o p<'.r crisi dei raggrupp.1menti preesistenti, tutti processi destinati ad acutizzarsi ncll'imlllincnza cli situazioni di particolare gravità, capaci quindi di riprcscnt:lrc in buona parte le alce già inerenti a prove di forze, 1>ur con In diffcrcn1.a veramente sostanziale di escludere atti di violcn,.a e spargimento cli sangue, , Diverse sono le previsioni al riguardo di eventuali conflitti tra potenze d, secondo o tcrz'ordine. lvi i mezzi limitali non lasciano prevedere gli esiti catastrofici di una ~ucrra su vasta scala ira pmcnzc maggiori cd il pericolo piì1 consistente ris,edc_ nell'estensione del conflitto, promosso, contro la stessa vol()ntà degli attori, da urto d'importanza locale ad urto di grandi potenze, con consc, guente acutizzazione e generalizzazione dei suoi sviluppi, ~on si forn\ulano semplici ipotesi, Conflitti armati del genere e le genesi rdauvc rientrano in nuovi processi tipici cli antagonismo internazionale e si prcsentan? come casi di minore efficacia dell'azione inibitrice nella !,'<terra, ad c~mp10 quando sono assunti in qualità di accelcrocori cli esiti, conformi •Ile 1n1e~zioni di gruppi imporlan1i d'interessi, manif~1a1.ionc indubbia di un machaavellismo di nuovo genere, , . ~crtamo è da ritenere fondata la previsione che eventuali crisi di situ•· CO?IJlCtitivc prenderanno inizio da urti di potenze secondarie, agenti proprio o per mandato altrui.

i~Ollt


28 Cli urti postulati si svilupperanno in conformità ddk nigcnze già prospcnate, con lo scopo di rcali1.zare risultati appre-~zabili prima che acq111>ri efficacia l'intervento sedativo di organismi estranei al conflitto e mcntr, hanno corso azioni in vario senso di una o più grandi potenze, Sécondo lul<( dettate dai rispettivi interessi, tendenti ad alterare i tempi d'en1ra111 in 01,.,nc degli interventi scdorivi. Emerge dall'analisi precedente che è fondata la congcnura del difk nmemo dei conflini in armi o, quando questi rispondano a ,•olontà pre<•5<:. della loro presentazione in termini cli sequenze operative molto rapide, condonc da porenzc minori dopo essere state ini,Jatc all'improvviso, dfcmw, con armamenti convenzionali. da considc.rare manifestazione bellica tipica dd presente momento. E' indubbio che 1•iccndc opcrath·e del genere hanno corso coll'impit~o <li mcz7.j alla mano, con nessuna utilità d1 provvedimenti org:mizzath·i dupo lo scoppio delle ostilità. In conscgucnzn di una forte coercizione dei tempi operativi. da com,dersrc un fotto rccnico- politico di presentazione molto gener:ilizzata, tanto in casi come quelli tenè indicati, quanto in ogni altro caso di conflitto «· mato, si assiste ad unn walutozionc delle ani,•ità organi,.zativc e produtti • i. stièhc dopò l'inizio delle ostilità. Quc<l< sono condotte con quanto <disponi· bile per effeuo delle lunghe cd accurate preparazioni che hanno precedu:o la crisi e per lo stesso motivo ogni loro buon esito dipende da 3\tivitl co11· done dn lunga mano e con piena cognizione dei risultati ripromessi. J,·i tempi di rcalizz.uionc e delle facoltà di fotto di conseguire i risultati nelle circostn.nzc di tcmpa previste. 6. -

L'1sc1ua..\ft,Vl't) Ul:.LL\ t'U?.7.IONE PIU:YEN1JVA.

In un mondo che vive in conJiiioni armistiziali, che non ~ possibi e escludere interrotte ,la episodi di guerra, anche se previsti cli incidcn1_, d,·. crescente, episodi dd quali si ~ già posta in rilievo la rapidità di svilupp<•, sono le buone preparazioni che prep:1tano il ,uccc,,so e sono da condannare g'i aneggiamcnti di distacco cd attendisti. Le prepara1.ioni dovranno pertanto essere progenate in modo molto a • cur•to, portate avanti con diligenza e cosrnntcmcnte aggiornate, nel quadr,, degli oneri che I: possibile ,opport:trc e del buon frutto Jcgli uncri assunri a ragion veduta. A questo f>Ulllo occorre fare intervenire: un altro ordine di con~idc:r.i:1jon1, Dal momento che le preparazioni sono a punto. l'dficacia che css., h:mno raggiunta acquista un valore di decisione in proprio, cioè a prescindere da prol'e di forz.1 effettive, che d'ahra p•rte è hcnc evirare, per le ,tee che soM loro conne,sc di norm3.


La opposta efficacia di decisione dcnva da un rischio grave, dato che ,i è lavorato per renderlo il più grave possibile, a carico di chi proceda ,ncautamcntc, trascurandone la consistenza. Esso voria cnrro larghi limiti, pur restando sempre reale. passando da un dlctto d'inibizione nei riguardi di ani d'aggressione. un effetto per eosl dire negativo, ad un cffcno di catali<i vcr$1'1 sviluppi ncnamenrc favorevoli, <la ritenere un effetto positivo, in ronfnrmit. della precedente volurazione. Qud dte import, mettere in chiaro è che. fotte t•li premesse, il problema del tipo di guerra a. some un contenuto ben diverso da quello a1tribuuogli comunemente, forse con qualche semplici mo, di una scelta ira una guerro nuclcore cd una guerra convenzionale. un'attribuzio~ affetta da un errore sonanzialc, quale la pmupposiiiunc di una facoltà di sedia che invece non esiste. lnfotti non ,ussistc focolt~ di scelta, poichè la maggior parte degli c1·cn1uali belligeranti non dispone di armi atomiche e gli alluali detentori non si allontanano dalla linea di condona di non aumentarne il numcru e di vedervi uno strumento cli dissua,ionc piuttosto che uno lrumcnlo di impiego. Quindi sono da giudicare privi di scnso i temi di preparazione impostati con leggerezza, in sede organi1.uitivo cd in sede addc.<troti,•a, su disponibilità larga, media o ridotta di :irmj nromichc, o ~u espressioni similari, i qu.ili form2no mentalità distorte sia dal punto di vis,a morale, pcrchè d2nno per scontata la soluzione di un problema 111uora oggetto di profonde di"crgcn,.c, come è quello dell'impiego indiscriminato di armi tonto perniciose, sia dal punto di vist.1 pratico, pcrch~ ~ molto incauto fondare attività gelose u armi che non sono in po SCS)() e nei riKuardi delle quali chi le possiede non dimostra alcun:, intenzione di abbandonare una linea di condotta di streno conuollo dircuo cd esclusivo. Le considerazioni precedenti lrovano convalid:, nel fotto sostanziale, già ~ttQ!incaro. di guerre in armi senza nè vincitori nè vinti e nella previsione d1. nUO\'i processi :mt:1gonistic1 scnz·armi, ma non senza vincitori e vintit n<i cui sviluppi le armi esercitano una funzione soltanto indiretta, ancorchè SOSllln,ialc. Per efTcuo di tali circostanu, i fattori prcvakmi del divenire torico non sono più gli avvenimenti bellici, relegati di fotto a fonzioni di p.1rtccipi soll~nto eventuali, in C\'elltualitl che tutti gli uomini di buon senso procurano di _tenere il più lon1ano po1sibik. bensì le preparazioni difcnsivc, pr(lv,iste, ~;;, ca_51 oggmi,•ati, ,d_i u~ co~t~~uto pregnante. d, sintcti,.zarc ncl _c~mulo b e. inco~bcn,.e n11htar1 e c1V1h volte a frontcgg:arc con le maggiori prohbiJitÌI. d1 Ucce,w le più gravi e.risi di relazioni. L.:, concezione rcali,tica. e • ha il merito di annoverare tra le sue premc,sc, dich,ararc o non dichiar~t" l'impcguo di evitare le alee rremcncl clclb guerra in armi, non indi,.~, ua una linea di minur difficnlr?i: al contrario css• csrcnck: in misura imprc, vuia iOstanza cd oneri delle preparazioni allo, li e future.


30 Gli ordini d'idee presentati non autoriz.7.nno in alcun modo ad =I~ ltrt la degenerazione di gravi crisi in ani di guerra. Pii, correuameme, es.<i idi. memionano c<l inquadrano le preparazioni in ,ituazioni di più prolx,bilc occorrc111.a cd in pari tempo individuano con adeguata prcci~ionc compiti non diminabili, nuovi e vc«hi. cd cnll c<l autorit.', rc,pon;;ibili. investile dd loro :a,solvimcnto.

In particolare, il problema del tipo di guerra diviene una questione " 10tata di contenuto, oppure di un interess<: sohnnto teorico, se ~ previsione f ,n. d;tta che la guerra non !>.1rà combattuta. Si consolida invece l'impc:gM di raz.lon:alizz.arc le preparazioni e di mantenerle a giorno1 r;a7jon.aJiz7.,.azionc cd

aggiornamento di cui è un aspetto parziale. se pure del tutto perLinente. I' n, dicaiioM delle fon~ armate che è doveroso e possibile, al tempo stesso, or· •· ni1.1.:irc e mantenere in cfficien1~1. Preparazioni, lo si torna a ripetere, prevalentemente dcsunatc a re;tarc fine a se stesse, per il bene di tutlÌ: che conseguiranno tanto meglio quc>to requi:tito basilare quanto meglio saranno centrate cd adeguate; che implica no cli conscguen,.1 uno <pastamento considerevole di linee d'azione e di obictti,i, rispetto ai temi consueti sui quali si sofferma di solito l'attenzione di tccn1<i e di politici, spesso messa a fuoco impcrkttamcntc, temi che occorre dccidcr,i :. ron.sidc:rare ~upernti; infine, m:1 .1tgon1c11l0 anch ·esso di innegabile illlJK>r· tanza, che importano una profonda evoluzione di concclli e di amvità prn· tichc, della 'luale le considerazioni svolte laxiano individuare lince cd nbic tivi. :1Jmcno nelle loro caralleristichc principali. 7• •

ALCUl<E CONSIOtltAZIONI CO:<CLUSIVE.

Ormai è tempo ùi concludere l'ru11rs111 1ntr:1prc50, 111 tema di prcpa r:izioni militari. conclusione che si formul• affermando che le a1tivit:i in pro pasito delle p0ten7.c prive di armi atomiche - si tratta. è bene non pcrclcrl,, di visto, della grande maggioran,,a delle potenze militari attuali - dovrann< vertere su motivi sensibilmente diversi rfo quelli seguiti più di frcqucntr anche in sedi responsabili. Il • lcit mo/1v " di dtllt allivui/ ~ 11110 i111di,g,11tc valorizzazio11c d, forze to11vc11zio11ali ambwab,ri, IC!mk dcbiramc11rc n giorno tol progresso dtllc armi. La tesi impegna anche le p<Jtcnze nucleari, ùd resto rimaste scmpré fedeli a criteri di potcnziamc:nto ddk loro forte convenzionali, malgrado k conscgllite faeol~ in materia di 3rmi atomiche. Gli avvcuimcnlÌ ùcl pr=imo futuro, e .ano qudli che più intercs.sano, saranno condizionati pit1 che dalle for,,c nuclc;iri, chiamate per le loro stcs.sc prestazioni a svolgere funzioni inclirene, dalle forze convcnz,onali, la cui attitudine a partecipare alle decisioni risultcr~ incrcmrntata in propor,ionc


j I

Jireua dd successo cklle attività di parLializ.z:n.,one degli auarchi atomici.

cioè di una difesa atomica diretta. atti\•a e p:issiv.1. ma sopr3llUtto attiva. L'anribuzione di funzioni ,lccisive esclusi" alle anni ntomichc. in contrasto con la precedente presa di posizione concettuale. più che ad una valuiazione oggettiva, risp0nde al disegno di p0rrc I" accento a tuu, i costi su stru· menti di guerra monop0lizzati. inaccessibili alla grande maggmran,,a degli Stati, , conferma della preminenza ddlc po1en,.c aiom,che. concorrendo a tal fine motivi d'innegabile prcs:i psicologica ma abbisogncvoli ancora cli conferma. e di un ,•assallaggio poli1ico di tulle k altre p0tenzc. 3\'allato soltanto da chi ne trae vantaggio. Merita molta att<'nzionc anche la pr«isai.iom:, attinente non a<l un tipo determinato di guerra ma al corso più prob:tbik di una crisi c,·cntualc, che gli °''vcnimcnti si presenterebbero, se per o,aJaugurota ip0tcsi dovessero es-

Krc ancora imbracci.ate le armi. come un.a ~uccc~ionc moho rapida di colp, di estrema violenza, anche se inferti ad opc:ra di for7..c armate convenzionali. Ne ruulia conftrmata l'importanu decisiva della fase iniziale di una guerra - i primi giotni, forse le prime Or< - e quindi la necessità di pre· Stntarsi ad :appuotruncoti soltanto C:\'Cntu3Jj, ma d1 estremo imptgno, nt"Jle migliori condizioni di confronto. compito innegabile delle preparazioni che )alllttJ Ultritarr: llualilic.(, e.li \.entrate e di adeguate. L"attiwdiru~ della preparazione militare Ji 1.m o Simo ud as1ic1,rarr la maggior( c/fitucia delle opcraziom i11izia/J. anche 1olta1110 d1fc1uiue, nella

c,:en/ualità che gli

1ia impo1ta

una proua di

/or:;a, co111111isrr 1m /auore

de-

eùivo di affermazio11e e di 111ccesso. Quando tale attitudine si;a indiscusS.1 non solo 13 guerra è vinta primn di combatterlo, ma con ogni probabilità non è nemmeno tentata. La pace è sommo bene che occorre saper ,ncritare. Essa è anche. secondo una vecchia scntcll7.a, il premio dei foni. . Oggi, più che in ogni altro tempo. si debbono saper discernere, sc117,a mccrte-Lzc e sen,.a errori, le componenti effettive della forza, per fare affida· mento in particolare su quelle che, •nzichè promuovere l'urto delle armi. prorog!no congiunture fatali e lasciano il tempo per aui più meditati e meno luttuos, . . Le buone preparazioni debbono valorizzare a pieno tali componenti cf. fcttwe, le quali vari3no sensibilmente SC"condo me-1.1.i cd ambiente di ciascun caso specifico. definitiva, non è il • tipo di guerra " che costituisce il nocciolo della qucst.Jonc~ 013 il 11 tipo dj preparazione••, che ~ passibile:: e necessario attuare e che ptrt3nto ()(Corre definire:: in via prdimlnarc::. con ]a m:iggior cura.

hi


CONTRIBUTO ALLA VALUTAZION E DELLA FUNZIONE DELLA G UERRIGLIA NEI CO NFLITTI INT ERN AZIONALl Gcn. C.A. Paolo Supino

l. · ALCUNl CONCETTJ CENERALI.

Allorchè si prendono in esame genesi ed affermazione di quella attività bellica complessa cui per abitudine invalsa si dà il nome di « guerriglia », si avverte ben presto il difeno di una valmazione soddisfacente della effettiva sostan1.a della particolare forma di guerra, dei risultati che essa consente di conseguire, in breve del contributo che le si può e le si deve attribuire nell'economia generale di gravi crisi internazionali, nelle quali compare sempre piì1 spesso in concomitanza con forme tradizionali di guerra cd altre volte anche a prescindere da queste. E' peculiare della guerriglia la sua presentazione in ambienti cd in situazioni particolari, come espressione di un moto popolare. al quale, se si v<r gliono negare attributi di generazione spontanea, perchè al contrario essa si giova di connivenze di ogni genere, si deve riconoscere una capacità di

autoiigenerazione, una volta in atto, un fenomeno di1tintivo ed altamente tipico asseme da tutte le altre forme cli guerra, congiunta ad una permanente originalit?t, che è garanzia cli conformità alle istanze di situazioni concrete. Ciò malgrado, essa è stata fatta oggetto di atteggiamenti cli distacco dagli eserciti regolari coevi, pcrchè ritenuta in contrasto con tradizioni c con sen~ timcnti, tenuti in onore da quelli, e pertanto repressa con sanzioni anche

gravi e perfino infamanti irrogate ai suoi combattenti. Lo ste<so suo nome, che in spagnolo significa • piccola gu-erra ». come è ben noto, è un segno della scarsa opinione nella quale è stata tenuta a lungo dai tecnici militari accademici, orientati verso un'ortodossia di procedimenti in verità fuori causa, pungolata dal divario tra combattimenti d'ordinanu e scontri di guerriglia, comunque sempre meno giustificata di fronte all'ampiezza ed all'entità, che la guerriglia è andata asrnmendo col procedere del tempo. In effttti, dttt< ampitzza cd entità, assunte nel corso di conflitti importanti. ad esempio nella s.econda guerra mondiak ecl in talune successive, deb- ,


bono rendere avvcr1i1i che i sensi di distacco e di <li,intcrc..sc ,onu mal [ondati, «>prauuuo ,fa un punto di vista tecnico - militare, e clic , la un punto di viHa morale. le cliscri,ninazioni neg:itivc aprioristiche rispetto a qualsiasi altra forma di violcn1J1 armata sono da sollopnrrc ad accura1a revisione critica. Una delle prime c11nstatazio111, frutto di questa revisione critica, è che la gucrrigli:1 ,i dimostra all'altczn di prestazioni considerevoli, in quadri di ,viluppi bellici imporwnti. sino a giustificare l'invcstilllra dt funzioni di primo piano, in presenza delle quali si cost,tui>cono probkmi veramente Mdui per comandi di forze armate cd organi politici. ,m~-.egnaii in a11ivi1~ cli reprc~ionc, cui incomba di fronteggiarla e che si propongano tb averne

ragione. Sono ques1c circostanze, cd in pari tempo l'inacccssibilitiì della guerriglia a 9uelle generalizzazioni che >0110 prcmcs,a di un:1 normativa razionale di a2ione e di reazione. a provoc:irc le discordan1.e postulate tra idee generali e sviluppi di folto. Gli atteggiamenti concettuali ed i comportamenti pratici sono &tali corrcni solo di recente, ed ancora incomplct:11nc111e. dinnanzi all'cvidcn1.a di esperienze incontrovertibili, takhè soltanto in questi ultimi ccmpi si è giunti a dedicare alla guerriglia tucta l'attcn1ione che mcri1a, oltre tutto premessa indispensabile per addivenire acl efficaci provvedimenti di rc.1zione. A questa accrcsciurn ,uenzionc, cd alla nccessi1~ cli reazioni. hanno con· tribuito i cosiddetti " fronti nazionali di libera1.ionc ". operanti prcvalcntcmcnrc in quadri di ,. anticoloniali,mo » od in 9uclli ancor più vaghi di " anrimperialismo .. , le denomi nai.ioni ado11ate dai moti popolari d'impronta comunista o quanlo meno cl'ispira1.ionc comunista, coi quali le potenze cld blocco orientale hanno a,1110 cd hanno di mira di superare le rèmorc e gli immobilismi imposti dalla cocsis1cnza pacifica. Si osserva di passaggio che anche la posizione conccnuale. implicita nella locuzione precedente di provvedimenti di reazione, si adegua al fatto che di regola forze armate convenzionali non prendono iniziative tipo ,. guerrigli:1 », delle quah si 1rovano analogie calzanti solo nelle tecniche d'impiego di minime unit~, in fosi pariicolari delle opcraz,oni, o, in quadri alquanto pili ampi, nelle tecniche d'impiego dei cosiddct11 com1110111fo1. Occorre a,•er presente che per porre in ano con profitto i11iz1a1ivc del genere c,sc dovrebbero mòdi 6carc profonclamcntc mentalità e pratica di condotta operativa e che, :inchc do1l0 tali modificazioni. sempre onerose e cli non facile applicazione. 1USSi11e un'an1icconomici1à ba,ilarc, clc1crmina1a ,lai rapporti di forze nenamentc sfavorevoli a e.irico ,li forze convenzionali impegnate in operazioni contro la guerriglia in atto. Quando " presenti :a ncccssi1:1 di agire contro la guerriglia. l'incombenza è affìdma di regola a (orma1.ioni speciali. la cui organizzazione cd impiego si conformano alla tesi che la guerriglia si combat1c con gli stessi suoi metodi. L'azione, per la parte che subisce l'iniziotiva altrui. viene chia-


835 mata " controguerriglia "· L'impostazione concettuale e pratica ammette di essere espressa in parole piane affermando la necessità, per combattere co11 dfic:icia la gucrriglin, di porsi in condi1jonc di renderle pan per focaccia. In effetti la comroguerriglia tende a far proprie le prerogative della guerriglia, per poterla colpire con rendimento nei luoghi e nei modi che essa pratica: scelta del dove, del come e del quando cntr:irc in azione, adattamento molto accurato dell'azione alle caraacristichc intrinSèchc di ogni determinato ambiente di lotta, perseguimento dc:lb mobilitò, della mimetizzazione, della sorpresa, sfruttamento sistematico di tutto quanto riesce • fo. vore di combattenti autoctoni e, per converso, a ,fovorc di combat1enti d·imporrnzionc. 2,

PR.EClSAZIONl CIRCA 1...E CARA"n "EKtS1"1Ctli; OIHEKENZ.IAl.l.

Le caratteristiche differenziali tra operazioni convenzionali ed operazioni di guerriglia S<lno la risultante di numerose componenti, di <li,parato ,•alorc di determinazione, comunque operanti invariabilmente nel scn,o di ,1na differenziazione di procedimenti, improntata ad un principio, =minato pili a fondo in seguito~ qui identificato ndlo sforlo cli trascinare l'avversario in proce<limcnti operativi ed in ambienti nei quali si elida in 1\-nln parte. e se possibile totalmente, una sua superiore potenza, che non potrebl>c c,scrc affronrnta ccm successo in ogni altra circostanza. Requisiti dell'ambiente e dei procedimenti operativi Jcrivano <la una profonda modificazione di obiettivi, in termini di qualità, localizzazione e modalità di conseguimento, termini streuamcnte interconnessi, operanti singolarmente cd in mi.sura scn7.;i confronti maggiore in modo globale. Gli obiettivi che la guerriglia offre ai propri avversari sono scarsi. imprcci.<i, sfuggenti. In loro confronto cc»ano di essere validi i criteri correnti di valutaLionc dei rapporti tra obiettivi ,l'azione e sforzi per com,cguirli cd il correttivo cui si ricorre di consueto è quello dell'impiego di fom; sen1.a confronto più ingenti delle avversarie, un correttivo fallace. eia porre alla base della irrazionalità degli ani che gli s'i nformano. Menlre il loro avversario è all'inseguimento di una specie <li fata morg;ma. un inseguimento che mette a dura pruvu al tempo stesso i propositi di li;sazionc ed i nervi degli operatori, impreparati od incauti, poichè in qucsrn specie di corsa diclro i fanrnsmi si 1rana di fonrnsmi capaci tli tlivenire al1'~1~prowim fortemente nocivi, i guerriglieri c,•ita no di offrire bersagli reddn1z1 ad un armamento aggiornato e potente, e questo, in assenza di l>crsagli rimane infruttuoso e con le sue servitù cc,tituiscc palla al piede, tanto più gravosa quanto maggiore è il suo peso, cioè la sua rotcnza. Lè cau,c dell'accennato stato di fatto s'i ndividuano nell'ambiente sociale, nel quale si svolge la guerriglia. costituito da collcttivit~ umane sottosviluppate, nella fase cong,unluralc. costituita dalla rivolta di popolazioni locali con-


uo stranieri al servizio <l'intcrc:ssi che sono loro estranei, nella inscL"Zionc della guerriglia in conflitti tra raz-le diverse e perfino tra civiltà diverse, nella idcntilicazione normale Lra guerriglieri ed abitanti dei luoghi, infine nel gioco esplicato d~ ideologie in insanabile contrasto dialettico, adattale abilmente nllc mcntalit~ indigene quando non siano originariamente congeniali a queste, con la conseguenza di situazioni individuate più oltre in termini di una intensa politicizzazione della lotta. Per parte sua, la citata, t10rmalc ick:ntificazione tra combattenti della guerriglia cd abitanti e.lei luoghi ha per effetto un'intensa. continua osmosi tra combattenti e civili e viceversa, la quale assicura, tr:, l\1 ltro, un interscambio di uomini e di mc:zzi d'innegabile interesse operativo, eia porre ali'origine ddl'inatTcrrabitit1t ddlc formazioni partigiane, della spiccata aderenza dcli:, guerriglia alle alterne vicende della lotta, infine delle caraucristiche di :1utorigcnerazione alle quali ,i è già fatto riferimento, di cui cOitiniiscono premessa e seguito corrisp0ndent.i atlitudini ad un ·autocanccllazione, quando gli avvenimenti l:i consiglino o I:, esigano, già messa in evidenza con le denominazioni di fata morgana e di guerriglieri· fantasmi. Inoltre, la volontarict~ stti ge11eris dei combattenti della guerriglia è causa di un governo disciplinare ben diverso rispcuo a quello in auo presso rcpani regolari e cli rcla,ioui umane ispirate più a consucn,dini di da11 che a dipendenze gerarchiche istituzionali. Per e.li più, ogni gticrriglicro, debitamente indottrinato, è convinto di essere partecipe di avvenimenti cli diretto interesse e spesso di diretto profitto. Per quanw concerne la conoscenza dclrambiente. è proprio questa conoscenza, unita alla di niestichC?.7.a coi metodi di lotta che vi risultano più producenti, a sortire in tecniche d'impiego adme, di una spiccata originalità, normalmente molco differenti da 9ucllc in uso presso forze armate convenzionali. che non possono essere adottate da quest'ultime se non con grande di(ficolt:1 e con grave inOc~ione di rendimento opcrntivo. ln dipendenza di tali circosrnn1,e la guerriglia. nelle [orme di presentazione manifestate più di recente, quelle accolte e propagandate dai citati fronti na1,ionali di Liberazione, ,~cnc a stabilire nuovi rapporti di focolt/1 tro le sue for,,c e quelle contrapposte. che è lecito sintetizzare in una grande inClcs,ionc di capacità or,erativa di qucst'uhime, prodromo di una loro progressiva inabilitazione. a meno di non arldivenire a rapporti di forlC eccezionalmente elevati o di ripromettersi soltanto una funzione di contenimento. con esci usi one di un successo totale e completo. Ma una funzione di contenimento non elimina i saltuari ritorni di fiamma. 1n queste congiunture si avverte !"effetto di fissayjonc, nei riguardi della poliùca internazionale della potenza maggiore, cscrcit:uo dalla guerriglia, non ultimo fine di patroni vicini e lontani e pungolo amorevole verso una azione sedativa veramente efficace, che ta lvolta sorte soltanto in un indcfiuit0 protrarsi delle nstilità.


L'cspcrienM insegna che occorre essere molto cauti quando si tratta di affrontare operazioni di guerriglia e di controguerriglia ; un'ancora maggior saggezza deve essere usata da parte di chi . impegnatosi alla leggera, vede continuamente accrescersi i suoi oneri e le sue incombenze. In queste contingenze il miglior divisamento è interrompere le ostilità o, se vi si oppongono questioni di prestigio o interessi vitali, giungere ad 11113 soluzione consensuale della vertenza, che ha dato origine alle ostilità. '1· • I.NSERlti.lENTO DELLA GUERRICLJA

[N

UN ORDl.NE

raù CF.NERALE.

Dt a:Ant.

Si è fatto accenno a più riprese a diverse valutazioni dei rapporti di foru: ed a modificazioni di obieuivi, accertate nel corro di opcr•zioni di guerriglia e di comroguerriglia. In effetti, in mli circostanze valgono ben poco gli obiettivi territoriaJj, dato che perdono in gran parte o del tutto il loro volore di fouori di fissazione operativa per il fatto che le for,,e che dovrebbero essere fissate sfuggono con facilità àlla slrclla, si dileguano come nebbia a1 sole e riprendono consiircnr.~ in \10 qualsiasi altro punto della rosa dei venti ove la loro prcscn1..1 sfa più redditizia, cd a distanze anche considerevoli, un rendimento al quale portano di norma contributi concrcLi una regia operativa molto intelligente, mobilità di for~ e sorpresa instancabilmente perseguita. Forze tanto mobili da scmhrarc onnipresenti si rivelano .soltanto all'occasione propizia, quasi fruiscano di una clkttiva ubiquit~, cd al cont·rario nascondono le armi alla mala parata, si confondono con la popolazione locale. presso la quale godono di appoggi occulti senza numero, e passano tra le maglie di un dispositivo accerchiante, il più stretto, come l'acqua scorre da un cesto dj vimini. D'alrro canto a ~n poco approdano gli atti di reazione. intesi ad menrare a Strutture e funzioni anche fonclamcn1ali delle collettività. sia pure spinti a forme inumane, poichè li svuotano di contenuto i bassi tenori di vita. la limitatezza dei bisogni di combattenti e di favoreggiatori, le forme in genere rudimentali dell'orga nizwzione sociale, sopporrnte pur se ridotte ai più bassi livelli, il fervore della lotra, che rende .iccctti i disagi più pesami e più prolungati. Tra i provvedimenti validi si cita il trasferimento in massa di popolazioni, senza nasconde.re peraltro che esso è raramente possibile cd anche più raramente attuabile. Del pari dimostra scarso Hcurne chi accusa i combattenti della 1,rucrriglia di non stare alle regole del gioco e pone mano alle repressioni disumane. Queste non fanno che versare olio sul fuoco degli odi e dare lo spunto a ritorsioni crude!;. Si è insistito a luogo sulJc caratteristiche a~umc dalla guc.rriglia, perchè si ~ ritenurn In trattazione premessa al passaggio ad un livello più alto di considerazioni, delle quali due ordi ni sono preminenti per importanza: la 1,ruerriglia ha lasciaro da tempo l'aspetto artigianale di un periodo romantico. 3· • K.


838 quello della ri"oha di vpprc»i contro l'ingius1izia sociale o contro oppressori stranieri, per ri"cstirc quello ra1.ionalc, suggerito da una sistematica metodologica ùi merito, che la in<erisce 1ra le forme di guc_rra, da considerare anomale: rispcno :,Ile convenzionali, in realtà [rutto di una C\'oluiionc spicca1a <li concezioni e di modalità applic.ativc: l'evoluzione in discor,o coinvolge tutte le forme d i guerra e si concreta in una netta tcndenw ad evitare le forme più calamitose, indubbiamente costituite da quelle nelle quali ha pieno gioco il più potente armamento moderno. non escluso quello nucleare, per ricorrere a forme anodine, di lotta senz'armi. od :, (orme localizzate, delle quali la guerriglia è un esempio ( , ). Elemento di,criminante di questi nuovi processi nntngonistici è un divMiO di potenza, oltre ;uno, tra Stari grandi e piccoli. reso sempre meno operante. I piccoli, di frome alla potenza raggiunta dai gr:indi, anzichè proporsi lince d'azione pra:icamcntc loro interdette o rin\anziarc a fore valere diritti vitali, ripiegano su l'roccssi nei quali la discrcpa n1., di facoltà è meno acccntu:1ta, perciò atti a spumare in buona parte le prerogative superiori degli antagonisti, in primo luogo l'efficacia dei loro armamenti strapotenti. Sotto questa prospettiva la 1,ruerriglia merita di essere "aiutata in qualità di un processo di parzializ1.azionc a carico delle forze convenzionali contrapposte. La panializz.uionc è :,ff,data alla scelta di modalità e di ambienti di lotta, della yualc i suoi combattenti si sfnr?:ano di conservare a tutti i costi la prerogativa. Popolazioni rifugiate nelle foreste o sulle montagne sono difficilmente domate e comunque la loro rcsistcn1.a armata può durare a lungo e ~ottoporrc a dure prove gli inc.,uri aggressori. La situazione di yuc-sti ultimi peggiora ulteriormente quando si profilano congrui :1iu1i cs1cr11i, promossi dall'intenzione di confortare il buon diritto o, più spesso, di nuocere ad un probabile, [uturo avversario. Sta alle grandi nazioni di non farsi trascinare in situazioni piene di spiacevoli c1·cnmalit1t. Questa m'>'in linea di condotta trova spesso un 'applicazione ctcrodos.~a nel ricorso a clienti volenterosi, reperibili tra le fazioni locali, debitamente stimolate cd aliment:itc. Sotto questi aspetti la guerriglia, nelle forme assunte al giorno <l'oggi, merita di essere considerata una forma di guerra del tutto aggiornata, ris(l<Jn· dente a precise istanze, ancorchè lontana dall'avere accertate tutte le prerogative che le si possono attribuire. pcrchè s(uggita sinorn, nelle sue presentazioni multiformi, a quelle generalizzazioni, che si sono gi~ citnte quali premessa consueta di una normati"a specifica. Fatto del resto irrilevante ai fini pratici dato che. a parte l'utilità di una trattnione sistematica atl opera e nell'interesse di tecniti operativi. essa ha sempre ttovato i suoi operatori ovunque si è affermata, paichè senza di essi uon si sarebbe affermata. (1) Cfr. Gcn. P. Sm•1~: RiviJtu 1.\lilitare, Rom:., 19')3.

1<

D.1113 str.1tcg1:, c:1:nsica ~Ile

nuoH~

>lr:llcgit. 11, E<litiuni


4- ·

1

CENNO SU-LL EVOLU7.IONF. r>e.U,E \fOOALITÀ DI RJSOLUZION& nE1 CONFl..rrn IN'TE.RNAZIOSALI.

Acksso è possibile. etl è anche uùlc sono certi aspcni, npprofondirc 1110livi e portala di quella evoluzione delle modalil,1 di risoluzione dei confliui internazionali, alla quale in buona porte si deve fare ri~e raffcrmazionc della guerriglia e dalla quale sono giusrificate r nmpiezza e l'importanza as.. sunce dai suoi aui. Anzitmto si deve consmare una progrcs,iva perdita di validid dei procedimenti di guerra di tipo tradizionale, in dipendenza di una sostanziale dimi nuzione di utilit?t a ricorrervi, una volta giunti alb $Oglia di una prova di for7.a, e di un\1ltrcltanlo sostanziale: diminuzione di efficacia d'azione. sinchè gli atti corrispondenti restano in potenza. Sono diminuiti. e divengono sempre più eccezionali . i motivi ani a giustificare decisioni di estremo rilievo, come lo sono quelle di ricorrere alla guerra spiegando l'enorme potenw disponibile presso i moderni dispositivi cli fort..e armate. D'altro ca nto è garanzia di sopravvivenza, in prove mollo dure, diminuire forlmlcnlc e se possibile eliminare gli obiellivi che paghino, come suol dirsi con espressione non priva di ci nismo, il considerevole sforzo che dovrebbe essere applicato per la loro distruzione o per la loro conquista. In altra sede ( 1) si è già prospcnata la presentazione di un fenomeno complesso, che ~i è: ritenuto di potere individuare nei termini di una marcata evoluzione del criterio di azione decisiva in guerra, in concreto resa ma• nifesrn cbl lras{crimcnto dclln decisione dalla distruzione delle forzé armate avvers.1ric - una concezione che ha trovato la sua asserzione più nota nella filosofia militare post· kantiana del v. Clauscwilz - alla disorganizzazione delle funzioni vitali delle grandi collcnivilà umane moderne. come è nolo altll mcnte organizzale e quindi molto sensibili alle crisi d'organizzazione. qualunque ne sia no le cause. Logic:,mcntc altro è distruggere in batt.iglia cd altro è disorganizzare funzioni vitali presso gli avversari. La discrimi nazione si avverte nello spazio, nel tempo e negli obicnivi. I parametri spaziali risuhano mollo più estesi. quelli temporali differiti; qualitat ivamente, gli obienivi principali non sono piò le forze armate avvcrs:1rie, da considerare soltanto come componenti di un pit1 vasto potenziale bellico e spesso nemmeno tra le premi nenti: gli aui pri,1cipali dei conflitti non sono più grandi banaglie, in passato i rornanti indiscussi dell3 sroria; le funzicnù assunte dalle for,.c armale divengono di secondo piano, con tendenza alla margiMlit/l, mentre rcsla loro aFficb1a l'importante incombenza c.li dare mordenre a qualsiasi politica intcrna1.ionale. (1) Cfr. C',cn. P. Snmo: lii' L'c"olu:,Jonc del rrhttio di :tz.1ooc dcci.siv.:1 in guerr.1 • , in Rivi11a Milfo.1re1 Roin:.1, 1958, n. 91 p:igg. 1~7 U6l.


Oggi, e forse in maggior misura in un pro1Simo futuro, gli urti tra i grandi popoli, quando giungano le crisi che si pretende risolvere c:on le armi, non porteranno a scontri diretti, di,·cnuti di un onere veramente eccessivo, bensl si vedrà dar corpo a processi di umra o di attri:.donc, come ,i sente dire talvolta dai tecnici n,iliwi anglofoni, in applica1ionc di ,chemi fondamentali offerti da azioni surrettizie a carico dei potcn?.iali bellici e d:1 nioni aperte molteplici, svolte in settori posù in opcrnioae e resi redditizi in base a caratteristiche preferenziali intrinseche cd a motivi enrinscci di carattere politico, nioni aperte sirut in qu1111tum, tra le quali si vedranno inserirsi molto spesso cicli operativi di guerriglia. A quest'ultimi si deve fare risalire la duplice evcnrnalità di dar luogo :, sviluppi intercssanù in proprio, un aspetto positivo della questione, oppure di degenerare in atti di guerra in tono maggiore, un aspetto indubbiamente negativo in relazione alle premesse. qualunque possano essere gli esiti finali. Lasciando da parie qucsrn eventualità per averne riconosciuta la decrescente incidenza, è da tener pusentc che in cicli operativi di guerriglia, conclouj in senori di scarsa cd anche di scarsissima attrC7:t.atura, vengono meno gli obieaivi meritevoli di essere fatti oggetto delle straordinarie concenLrazioni cli potenza oggi a disposizione delle grandi potenze militari. L.1 cancellazione di obiettivi ipotizzala è l'elemento nuovo delle nuove situazioni. Es$:1 sarà ricercata ovviamente a cura dc.Ila pane più debole, la quale vcrr?t a provocare iJ vuoto dinnanzi alla strapotenza avver$3.ria, cosicchè questa, non avcnèo modo di essere applicata utilmente, vedr1, mcnonma in gran parte la sua opcraùvità. Dalila avr:\ ragliati i capelli di Sansone cd i risultati attuali del raglio metnforico non saranno molto diversi eia quelli dd racconto biblico. Naturalmente, in processi del gc.nerc, è indispensabile operare in quadri cli accenmo rendimento. Questi sono di difficile reperimento presso popoli e regioni altamente civilizzate, la cuj organizzazione, divenuta molto complessa, opera con scarsi margi,1i di funzionalitl; sono per contro facilmente reperibili presso popolazioni cd in zone sottosviluppate, in ambienti inospiti per i non autoctoni, che le ostilità rendono ancor più duri. Poste queste premesse, diviene politica astuta indurre i probabili avvers.iri di domani ad invischfarsi in opernioni di guerra, sia pure in tono minore, in teatri d'operazione lontani dalle madrcpatric, nei quali la resistcnz" assumerli le forme pi1, aggiornate della guerriglia, operazioni so~tcnute sottomano ma con ampie:>.1,a di mezzi adatti, in modo da mantenere elevato il mordente dcll'a?.ionc d'imixgno. U minimo risultato da ripromettersi è quello di un 'intens.1 lissazione strategico - politica della potenza che ha abboccato all'amo, la quale vedrà vincolata progressivamente la propria libertà d'azione nell'arengo internazionale, e sottoposto a forre usura il proprio potenziale bellico.


5. · Ur-t

TEN'l'A'T'IVO 0'1.r-.-,-1Ull'kETA'l.lONE JJEL,LE NUOVR lilRAl.TÀ.

Evidentemente le impmta1.ioni concettu,li esposte. delle quali è supe-rfluo sottolineare la consistenza poichè sono suffragate da esperienze concrete, largamente a ponata di mano, sposmoo le valutazioni eia fare in mcn10 alla guerriglia cd in particolare delle forme più aggiornate di que>ta. da fatto episodico estemporaneo a processo razionale, inquadrato in ,ituaz.ioni poli• tlchc di respiro anche ampio, messo in opcrnzionc con avvedute.a.a e con lu11gimiranza. In particolare Ì' indispensabile tener debito conto della influenza che è lecito attribuirgli. non escluso quella di divenire un fattore di dcci~iooe, si• pure • tempo diJkrito, provvisto di un mordente che è io ragione diretto della intelligenza, della diligenza e soprattutto della >prcgiudicare;,,1-1 d'applicazione e dell'abilità di rcgla generale, con I;, quale hn luogo l'inserimento di un'attività del genere: in quadri bc:n pili va,ti di grave amngonilmo tra i popoli. Si è in prcsC'nza di nuove: realtà, in verilà avvertile ancora impcrfctt3· mente e perfino trascurate del tutto, che invece meritano di <essere individuate, identificate, approfondite nelle loro conseguenze, definite nelle lorn modalità di estrinsecazione e di utilizzazione, nella convin1.ione che esse $ORO all'origine di eventi di considerevole interesse, convalidnti in ogni circostanz.1 da congruenza di mC?.zi. centratura e tcmpc:stività d'azione, disponibilit.1 di operatori ben preparati, contro nvversAri per parte loro sprovveduti e &a.stornati da concezioni supc:rate. Certamcmc si tratta di attività operative e d'incomben1.c politiche di non facile messa a punto e di arduo applicazione. Sono di ostacolo alla mess.1 a pwno postulata cd alle rucccssivc appli=Joni l'intenso politicizzazione della lotta, male accetta da forl,.C armate educate nel cullo della obiettività politica, l'inconsistenza normale delle situazioni, anche nei momenti di crisi più gravi, io luogo ddlc azioni ordinate di forl,.C convenzionali, l'inc.i,tc,w.a di fronti definitive di combattimento, dato che l'awcn.trio si condensa all'improvviso e solo all'ultimo momento. in vista dell'azione imminente, la insicure1.za generale, in primo luogo quella delle retrovie. divenute un con• ceno cd un fatto privi in gran parte del loro contenuto consueto, infine l'agguato elevato a sistema da awcrsari e da amici di dubbia fede. Si è gi/1 fotto cenno ai gravami di opcra-1.ioni condoue in zone inospi.rali. nelle quali la stessa. natura si alleo con gli av,·er,ari e si tratta di un 'allcan1.:1 clTcttivn, in quanto qucsll la sanno sfruttare con nvvcdutcu., per determinare le situazio11i più intollerabili, materialmente e psicologicnmcmc, a rnrico delle Corzc di reazione. Alla intolkrabilità c.lcllc siwazioni aggiungono il tocco finale l'efferatezza e la brutalit1, di popolazioni arretrate, iMspritc da odii di rozw e da contrasti ideologici, abilmente alimentati ed esasperati con imprevisti adattamenti alle mentalità locali e con disinvolti innesti in tradizioni e consuetudini radicate.


Tutto <1uesto giustifica la frequenza di bilanci deficitari a ccarico ddla controguerriglia: immobilizzo di forze ingenti ad opera di avversari in forte sproporzione numerica, perdite di prestigio da parte di forze armate pur sur.erla1ivamente dotate, per quanto conferm,no in passato in innumerevol i occasioni, la formazione di spirali esiziali di aggravamento progressivo, un nuovo ti po di escolotio11, per effetto del quale una campagna operativa iniziata talvolta sono l'insegna, sempre indebita, di un'azione di polizia. si trasforma gradualmente e per lo più irrimediabilmente in cicli di operazioni sempre maggiormente impegnative. La riconosciuta inefficacia della potenza militare: più massiccia e:, sotto

altri aspetti, quella di un tecnicismo bellico il più progredito, sono conforto della tesi già prospettata che per vincere la guerriglia occorre ricorrere agli stessi metodi di quest'ultima e dar corso ad un'attiva controguerriglia. Questa deve essere affidata nella maggior parte possibile ad elementi locali, guadagnati alla sua causa coi procedimenti ri tenuti più risponJenti di voha in volta, ma inquadrati in un'organizzazione ntl hoc <li dementi metropolitani, della quale faranno parte i quadri superiori della controguerriglia e, in omaggio ad esigen%c di sicurezza, reparti speciali , cli ottimo adcfcstramcnto e perfetta pt.n ic.1 elci luoghi, cui spetterà in ptimo luogo di g:lr:lntirc integrità

e funzionamento degli organi di comando di tutti gli ordini gerarchici.

Mentre i successi della guerriglia sono da dare per scontati a breve scadenza. quelli della controguerriglia lo saranno solta nto a scadenza più lontana, una constatazione che è incitamento a provvedere alla sua organizzazione senza indugi. In seguito di tempo, col perfezionarsi delle attività di reazione, sarà possibile di porre in essere atti sempre più efficaci, tendenti a. frazionare e poi a circoscrivere le wne di dissidenza. Si tratta di risultati che di regola maturano lentamente, frutto di un'azio-

ne metod ica, ben direua, inaccessibile agli isterismi ed al tempo stesso alla pretesa di miracoli. Le maggiori difficolti, sono incontrate laddove la guerriglia fruisce di concorsi importanti da territori oltre le frontiere politiche degli Stati coinvolti nella guerriglia. Allora alle esigenze permanenti di stronc.1re la guerriglia si aggiungono logicamente, ed in modo preminente, quelle di recidere le: vie di alimentazione tra zone di dissidc:nt.a e sin1patizzanti d'oltre frontiera. Situazioni di tal genere comportano sempre il pericolo di una deprecabile estensione delle ostilità e della conseguente: trasformazione di campagne di guerra con obiettivi limitati in confl itti di be n maggiore ampiezza. Esse pertanto debbono essere pr<:Se in consi<lerazione e soppesate con molta diligenza, tenendo presente che: in questi termini tutta la problematica, agitata tlalla guerriglia. accentua ulteriormente il suo contenuto politico, e le soluzioni opportune sono condizionate dalle esigenze delle politiche internazionali. le guaii a lor volta divengono le condizionatrici degli sviluppi effettivi della lotta tra guerriglia e controguerriglia.


TECNICA ED

OPERAT I VA

ESP L OS IV O

NUCLEARE

Gcn. C.A. Paolo Supino

(. • Es1~N2A D1 UNA rECNlCn OPJ:::l,•;n VA.

La condotta di operazioni di forze armate presenta la caratteristica sconcertante, rispetto ad ogni altra attività concettuale e pratica, cli simazioni altamente competitive, affrontate senza facoltà di prova e senza possibilità di ripensamenti, una volta tratto il dado. I suoi consuntivi, malgrado che siano spesso corichi di destino per interi popoli, sono la risultante complessa di atti corretti e di errori propri ed altrui, sempre in numero considerevole e tanto variamente intrecciati da rendere di scarso profitto, oltre che ardua, un'indagine rivolta a precisare la partecipazione degli uni e degli altri. ln queste condizioni il dubbio circa la rispondenza delle decisioni è persistente, cosicchè a giusto titolo si suole considerarla un'attività tra le pi,, ardue e le più aleatorie, un aspetto nettamente negativo, aggravato dal fatto che deve essere assolta senza che sia dato eluderne il dovere. L'esigenza dell a difesa non ammette soste, che non siano rinunzie alla difesa, e le incombenze relative costituiscono un onere permanente

1

è

rivestono un importanza vitale

per ttmi gli Stati del mondo. Quest! circostanze rendono impensabi le operare a prescindere Ja una prassi di guida. sotto la forma cli un corredo di norme coercntl e razionali e per la parte applicativa affidato ad una formazione professionale specifica.

corredo che, nella veste cli un'appropriata tecnica operativa, assume il con tenuto di una sinossi di norme e di procedimenti, atti a consentire l'ana1isi con finalità pratiche dei numerosi e non semplici problemi che accende la condotta di operazioni. Un preciso incontro e.li fatti convalida l'accennato ordine d'idee : una strategia politica in corso cli affermazione e sempre piì, incombente, va complicando le concezioni e la problematica di esercizio della strategia militare cd in molte circostanze la estromette; la delimi1azione tra strategia e tanica diviene difficile, rendendo più incerte le rispettive partecipazioni all'attività opera1iva; molti avvenimenti, già indubbia premessa di apertura di ostilità, oggi si alcguano a sviluppi anodini, per essere divenuto c<::cessivamcnte


oneroso un ricorso ~llé armi. ponendo su piani subordinaci gli appelli •d uno srra1cgi• e ad una rattica. che presuppongono le armi in azione. aturalmenre una tecnica operativa ha i suoi limiti di applicazione, i quali logicamcmc ,'identificano con quelli della sua validità (1). Questi !iono segnati. iw:n7.a peraltro ousumcrc valori critici, ùal\ 'ordinc d'imfXJr1anza delle operazioni oggettive, vale a dire ù.1 quei livelli Ji conazionc e ùi ò<· cuz1onc, ove questo abbi, luogo, al di sopra ùd quali sono meglio indicati i procedimenti più fini dcUa riccrc:r opcr:itiva, :ipplic:na alle operazioni militari (ricerca operativa militare). che mvece uno pru!(rc> ivamcme meno risponden11 a mano a mano che si abbass.,no gli accennati livelli, in considerazione riel peso riù coMidcrcvolc eh~ in opernioni di più mndc.\1n impegno assumono p.1ramctri casuali e circos1.1nze aleatorie. Ciò postn la t~cnica opcra1iva postulata presenta imcressan1i possibilità applicative e merita di essere fatta l'oggetto di un'apposita ricerca. in1csa a consolidare e ad utilizzare una sua normativa. tulloru lontana dall'essere affcnn,;na e proprio per il fatto di non o..'\cn: ;mcora affermata.. lnianlQ, .cgucndo lo tunsuctuclinc, le opcrn,ioni di fori.e armate con· 1in11ano <)Vunquc .td essere informate di regola a criteri in bunno parie occasionali, dei quali solo il succc;so o l'insL1cce.1so forniranno In s.1nzionc 11 f10Jtu10ri. Tali ,ircost.tnzc sono a;s;,i inSO<idi$foCcnti ai nni norman,i ed infatti una norma11va, si tcmaticamenre posteriore oi foui. è d, regola in rirnrdo. La sola differenziazione. rispetto al pasmo. consiste, lo ,i è già accennato, in una inn~sionc della rithics-ra d'inten·cnri do,•uia al fatto esterno di una minor fr9ucn7.a del ricorso alle am1i, forse in procimo di do,·crc es~crc con,iclcrnrr.a cccczionnle. Ma una ccccz.ionalità cli atti di guerra non incide in ml){lo so>lanziale sulla ncce.ssitn cli procedere alle buone prep.i,Jzinni in vi<ra delle pii1 gral'i cmcrgcn,,e, tosicchì, rc.1ta convalidata la facol13 di congetture cenirate circa le lince più probabili delle cmcrgen,.c:. da far valere ad inquadramrnro delle comples.se anività da svolgere per affrontarle quando c.~ si manifeHino.

Scn,.a addentrarsi in un 1ent.1tivo J'intcrprclarc la fmomcnologia bel lic, al presente momento, d'altronde posto in allo con ,•aria fortuna do un numero considerevole di uomim di pensiero e di ,1udio. alle cui deduzioni ,i può fare ricorso ad ogni occorrenza. si ritiene opportuno rilornarc sul ( •) L, ,,rC"\t'n:,..., J1 ·imiri eh \'::JlitJu;l non 1le,·e dc,tllrt' ...nrpr~:,, pnir:hè

C''IQ

r il

fono ~rnrr.i t di qu;al,iasi pm-rui,tie11, \t'n7..1 imrrfc-rirr nil rcndimtnto di qun1a. LJ prc<ctfr~tica ,pcc1ficJ non pt.rJc Ji uulitl, ìn qu.,nto trt>\·;i pto6cuc .ipplk-.aziont nt1 limiti Ji ,·:alldl1) indh·iJt~ti voh.:i pc,- ,·olt.::a.


5H concetto già adombrato di una clccrcccntc agibilità della rnuica e delln matcgia cla;sichc. Sotto gli effetti contrast'1l1ti cli una tendenza a ri'IOlvcrc le contro,·crsie intcrna1.ionali secondo modalità che escludono la violenza diretta delle armi e della crescente in,cr1.ione negli ordini di battaglia m0<lcrni <li strumenti operativi di straordinaria potenza. ulllizzau di preferenza per dar luogo ad ingenti effetti prcvenli,·i. quindi ncuamcntc al dt fuori di <.!Si cl'i mpiego clfctuvo, una normativa l:lttica e uratcgica consueta cade in ncuo cli(cuo e si manifr~ta, ce1mc .)j .avrà cura <li dimmtran:. perfino controproducente. Ammesse fondate le due tesi prospettate, ti problema fonùa111c11talc non è tanto qucllCl di vagliare le norme di una <trategia e di un~ rnnica di ,ucccsso. tJuanto qudlo di accertare i procedimenti validi per l'org.rniz,,1zione e per l'cvenrualc impiego di strumentazioni operative ,li una grande p<l· ten1,1, prendendo ano al lCOlp<l stesso che in pr~scnza di tnli strurnentaziont e delle relative facolt~, norme tattiche e matcgichc. pur intese in tcrmim di Inta analogia, acquistano una linearità cd una scmplicatà sorprendenti. Ritenut o p.1cilicn che una tematica np<"ra1i,·a accesa nei precedenti termini è<Uli dai normali contesti tanici e strategici, i quali da ternp,i hanno assunto un comcnuw ben Jefinito e non su,cettibilc di so,;tamdali modifica. zioni, contenuto improntato a prc<.taiioni cd a modalit,\ d'impiego di un :irmamenro anch'cssn pcrfc11.1mcn1c tlclinito, nulla 1ictn di pensare che quel. la tematica operativa possa più fodlmcntc rientrare in una tecnica di operazioni particolari, a, vamaggial:I inoltre da addentellati di piò factle intm:do con b ricerca operativa, resa per parte ,ua più acc~sib1lc da ,crnplicit} <' linearità di casi)tica, se non aluo per il fouo di eliminare, in buona pane almeno, p.1rametri ca~uali e circostauzc aleatorie, in r<~:,hà per un complcs.<o di circosta n1..e più dcn.ro cd in pari tempo altrellanto convincenti. Pokh~ ~i è trattato con quakhc ampicua, in altre scdi, di concezione opcntiva m<>derna (, ), in que,ta si ha in animo di mettere in luce gli ing,cdicnti di unn tecnica delle opera,.ioni aggiornaia, le div<rsilica1.ioni soM•n· ziali con le quali son<> da applicare i principi basilari di una condotta operati1•a corrispondente ccl i vantaggi che è lecito ripromettersene, un processo analitico il c1unle ,·arri, a confermare il merito tutt'altro che m,rginale del nuQvo ordine d'idee e la necessità, pi~ che l'opportunità, di tenerlo ben presente, per c1•itarc situa1.ioni pcricolQsc cd insuccessi scottanti. Come si vcdr~ ben presto. nel processo analittco istituito a tal fine , , procede da alcuni procedimenti fondamentali ad una convalida di nuovi indirini, cioè dalla prassi ai concetti, mentre I' ucr più razionale è co,tituitv dal P:,\<aggio inver$0.

•il•

(•) Cfr. Ccn, P. Srnso; Conulbutu unpo,u,ionc d, uni «>n<c>ionc •r<· modc:ro, "· l:d. Rh·bt;a. Milimc. Roma. sc,63 e Gcn. P. Si,1,0: "Str.itc:gi2

r.tU\1.1

l(lob:ite ... l!tl11ori:ilt" Fruw1:itC", Frt)."j:innnc, 19'>5,


544 t,, variamc procc,durale è $Uggeritn dnlln pcculinrir~ dell'argomento, il quale, in fotto di ~perienze, non tro\'a se non lare analogie. quindi non ~mpre probanti, e dalla co,wenicnza di panirc da deduzioni mcdit:1tc, impo tate, sempre che po sibilc, u di una prassi ben ,·agliata, piuuo to che da intuizioni a brac.io cioho, gravate dalle :ilcc ,ldlc opinioni dnl piì, al meno cstrmpurancc.

E' qumdi preferibile fare rikrimcntu ad una rcahà di conv:aliùata pro babilità ed Ìn\'CStigarb con spirito critico e con cognizione dl fotti, lasci:mdo in pari rempo marg:ni adeguati per l'inserimento di eventuali varianti, da accogliere a condizione che c»c non alterino troppo profondamente la rcalt:1 prc a a riferimento. Ove accadesse il contrario, occorrerebbe riprendere in esame i dati d, partenza e modificarli opportunamente. >ccondo un procc,;o ùi appro:.~1111a1.ioni succo1ivc, ,1pplicato in generale con rc.:::ndinìcnl<, ncll':uiali,i di argomenti complessi. nei quah giocano numerosi parameui mcompletamentc definiti.

La crisi pom,latn ddla strntegfa e della tattica cla.«iche. una crisi sopra,. mno di aggiornamento. ha una cau<ali1il densa, che peraltro ammcne come esponenti, per la prima l'avvento cli UM mategb politica, per la seconda l'in.<crLionc negli arsenali bellici meglio dotati di armi di cccc-tionalc potec11:ta e di amplissimo braccio d'azione. La strategia politica, di un piano superiore pcrchè compcten7a di capi di governo anzichè d capi militari, quindi dererminanrc dcli. srr,ncgia militare propriamente detta, ha la prcrogati,·a tipica di e i<rc idonea a norme anche in as><:nza d, »tuazioni di gucrr:1 guerreggiata, una prerogativa molto interessante in tempi di guerra fredda e di 3\'Vcr>ionc alla guerra

,.1,,.,

calda... La presen7..a eh armj sLraPotcnti. 3-upc.r.inti

corrcntcm<:nLe

cù iminc·

dia,amcntc qualsiasi quadro 1a1cico per conseguire cfferu di caraucre nella· mente strategico, subordina ogni nitro risultato opcrattvo ai propri. oltre :, svalurarc la vasra rnngeric di armi di prestazioni ordinarie, inmrno alle quali è stata imbastita la tattica co iddena moderna. In ultima nnali,i, m:i and1c in primo lungo, <'impone l'aneggiamcnro cnnccm1,Jc generale di una chiarilicnionc d'idee, In quale può prcnckrc lo spunto dalla profu11ùa variationc di igniricato di cui sono 5tate oggetto tam,a e ;trategia, ritenute ,ino al rccrntc pa l:lto, quella normariva ,t'impiego d'armi, quc ta, Ji utilrzzaz1onc di batt:iglic verro un pre<irnbilito c,ito di iucrrJ. La variazione ha cause moltcpltci. una mohcplimà che non ne diminuisce ccrl:uncn1c la 1x>rt::1ta, di carattere tecnico e di c:1rntterc pulit1co. qual,, ad c5Cmpio. I, cosiddetta 1bridi1.,azionc delle arm,. da tempo g1unrn alle


545 stesse minori unit:i, l'alfermnionc ùi una strategia g1obalc où integrata da un lato e di una strategia poli1ico dall'altro, ma sopra1tullo la rarcfnionc delle battaglie, figlia di una rinunzia progrc»iva al ricorso alle armi. La s1rategi• militare perde motivi di es.~ere chiamata in causa, cfol momento che non è più previsto come indispensabile l'imervcnro diretto di forze armale, pur se permane quello indircno di costituire spalla Ji qualsiasi poli1ica inrernar.ionale. una considerazione che si estende, a maggiore ragione alla tattica, a proposito della quale conviene aggiungere la diminuzione della sua tematica applicativa per la rarcfozione dei ca<i d'impiego, ristretti, per quel che concerne armi convenzionali, ad una casistica di carattere marginale. nell'economia compk-ssa di conOilla internazionali in armi o senz'armi. Nella crisr evidente tielle due discipline ;inserisce lcmamenH:, m:1 sicuramente, quella tccnic:, delle operazioni, la cui vitalit1, è assicurata dal fouo di rispondere ad esigenze concrete di organizzazione e di condotta opera· tiva, nella teoria e nella pratica, cui si riferisce la locuzione di tecnica operativa. Una locuzione:: di brga accezione e priva Ji prc"Cedcnti, che la condizionino negativamente per ciò che concerne il c:ampo d'azione, qucst'l,1lÌmo esteso all'organizzazione cd all'impiego dei lfapo>it.ivi d'armi di tult.i gli ordini organico- gerarchici, dai minori ai più elevati. qualunque sia la loro complessità di ordine tecnologico, come prodotti cli tecnologie d'avanguardia, e di ordine operativo, come macchine erogatrici di azioni di grande potenza e provviste di ouimi requisiti di manovra. La tecnica operativa militare, quest'ulrimo amibmo aggiunto per una precisazione incquil'ocabile cli campi d'esercizio. prende in considerazione complessi o dispositivi o sistema di armi, scnza fare distinzione di for'l.a armata se non in quanto è richiesto dai rc,iduati, wuora meritevoli di anenzionc, di una ripani1.ione tradizionale in via di superamento per i motivi già addotti, e punta invece sui risuh:tti prevalenti, accreditati di volta in volta a mezzi e ad ambienti tcrrcHri cd ac::rotcrre,tri, nav:ili cd aeronavali cd aerei. Gli uni e gli altri gimtific:1no tecniche operative terrestri cd aerolèrrcstri. navali ccl aeronavali eò aeree, di carattere sostanziale e non me· ramcnrc classificatorio, in quanto perseguono obiettivi terresrri, navali od aerei con le aliquote di forze armate che si dimostrano le più ad:auc per conseguire i risultati voluti ca<o per caso. Poste queste premesse, è c,·idcntc che i nessi della tecnica operativa con la tattica e con la strategia classiche sono soltanto formali cd accessori, non sohanto per i murari <1uadri cl'a,.ione della srrume.n1azionc opcr:ativa, una mutnionc alla quale non sono da opporre rL~erve, ma ahrcsì ptr cfTcno di cause ancor più origin.ali. da simctizzarc nelle prestazioni di un armamento di base, soggelto a sua volta ad una evoluzione senza prcccdenli, che equivale ad un rinnovamcmo totale.


Penamo l'averb invocam non è il fnmo <li un clisctnibilc desiderio ti, novi1~. bcn<l è risposta ad csigcn,,e molto autorevoli, già viste in termini di chiarificazione d'iJt.., on quadri concettuali, adesw si aggiunge di centra· tura di concetti e di con~gucntc agilit~ applicati,•a in quadri di attivit1, clfcttivc, strettamente indispensabili per assicurare corretta individuazione e buona rùpondcnza tli procct.limcnti occut.i, i. A conferma ddl'autorità delle esigenze prospettate, si ,·eclr-:i ben presto quali discrepanze interpretative di norme fondamentali si vengono .o met· tcre in luce. cliscrcpan?K che non po.oono essere orascuratc, pcrchè sono il riflesso con\'CT);Cntc di azioni di di~truzionr- pas~tc

d;1

centinaia di tunnel.

late di csplosi,·o a d"cinc di migliaia cc.I a valori ancora maggiori, di armi le cui gittate lt>no paimc da diecine di chilometri a molte miglinin, di aerei passati cb 11n rnggio utile tli centinaia rii chilometri ad un quarto di meridiano tcrrc,tre, di un aronamcnto principale navale pa$>.1tO da balistico ad aerei e mi»ili imbarcati. E poichè si è vi110 un ca1111xl <l'esercizio c.ldla ta11ic:1 e c.lclla strategia classiche laddove, per esigenze varie sulle quali non conviene intrallenersi in quc$t3 ~dc, su,.,,i•tcranno (or,.ç armate di streua dcrh•azione da qudlc con,•cnzionali, del tipo di for~c di sicurc-aa. si aggounKc ,ubito che anche in questi campi la nuova tecnica operativa è in grado di e.lare norme, ,ia pure di lata inquadr:,tura, come determinante di ogni dkttiva situazione antagonistica, mentre costituirebbe un·cxtrapolazionc fomua, quindi pericnlo$a o quanto meno incauta, quella che asserisse l'milit~ di una tattica e di unn strategia cl;,<sichc a ser,•i1.io di dispositivi di guerra tanto evoluti. Non mancherà l'obiC'l.ione, conscguenzo di una lerrura affrettata, che non conviene modificare ordini di pcn~iero, in fnn1.ionc di normativa generica e comunque da integrare opportunamente in ogni caso concreto, affcrmoti da tcm1>o e dimostratisi rispondenti in un gran numero di casi in pa.,_ <ato. Si risponde che k nuove ;ituazioni ll()n propongono libere 1ed1c, nM ~ono òpr~1cmc

di L.n enorme:

progrC5Ml scu:nùJico. tccoo1ogico e soc1a1c,

che ha dato l'awio a'.l'epoca nucleare. La tc,i ~ valida, ;, bene notarlo, anche a prescindere eia interventi nucleari effettivi di carattere bellico, cioè ove questi siano considerati e,•cntuali od cccc-1ionali. Da ÙU<: decenni a questa pane ogni anivirà um:111:i, cd in parlicolnrc c1uella opcrati,a militare non potrebbe fare t-cce1.ione, ,i ,volge io quclram, bicntc atomico potcn,iale che si ~ già ricordato. Trascurare quc<ta realrii, una rrascuratc1w ,·cramenrc impen<ahilc, avrebbe, oltre nmo, In grnvis<ima consegucnia <li rendere più probabili Cl)lcrgcnzc catastrofiche, pcrchè l'offcrl3 di obiettivi paganti non m,nchcrebbe di dimi, nuire in mi,ura i.cn,ibilc J'ord,nc di eccc-Lionalità che è fondato attribuire agli interventi in parola.


5-17

Per convalidare l'entità clclla modificazione cli concetti fondamentali impòsta dalle circostanze accennate con piena autorità. si mette a fuoco 11Jn scuorc particolare dell'attività operativa, costituito clall'applicazionc del noto principio della ma,sa. In base a detto principio la prevalenza sul l'avversario. nel luogo e mcl momento della decisione, è affidata alla concentrazione delle proprie forze contro le forze altrui, :tll'opposto dispcr•c. Nei fatti, $i tratta d'indivicluare le coordi nate spaziali e temporali <lldl'atto decisivo. come attivid concettuale. e, come aui,·it,, esecutiva, Ji p,ortarc id una congrua quantità di azioni di di,tru1.ione. per determinarvi una progressiva, rapida in,•ali<bzione delle focolt~ operative dell'awersario. sino a renderla tanto profonda do impedirgli cli ristabilire l:t situazione: a proprio fa"ore. La differen7.1 tra le due locuzioni " concentrazione delle proprie for1..e" e" congrua quantità di azioni di distruzione ,. segna in modo efficace la murazione d, concezioni e cli procedimenti che è venut:i ad impor.i: /e coneie11-

trazio11, operntiuc moderne co1111n110 1rn1pre pi,ì di so,,,·appos1:iotll di uzio'11i. sui/r,ppatc da /011ta110. e ;cm/Ire mc110 di co11vcrgc11za d, mcz:1 " 111 loco, ,,. A quc1t'ultinia viene fotto ricorso in modo prcssochè esclusivo per collazionare i risult:1ù di tutta l'attività operativa S\'Olt" in prcrcclrnza e p:r cun~1crMne il succrsso, mentre in p:1.ssato esse costituivano 1a Jumma s-ia di una strategia, sia di una tan ica classiche. E' di pregnante intcrcs,e l'annot;11.ione che col concetto di una eongruiilà esplicita di azioni di distruzione iistimiscc implicitamente un criterio di massimo sforzo e cli un minimo necessario e 1u[licicnte di potcn1.a in gio,co. che confluiscono in un dimensionamento di aui c(kttivi, da interpretare in un dosamento razionale di attività, rarnmcnte ritcnmc accessibi li in pass.ato ad interventi razionai izzatori. Gli interventi razionalizzatori sono d'altra parte perseguibili cli fouo, in quanto è molto difficile interferire su concentrazioni d'azioni rii origi ne rcmot:i, senza dubbio moho più di(licilc che interferire su conccntrazi,oni di mezzi materiali . per cli più wggctte agli effetti ncg:iti"i dell'incrzi:t al movimento e della satu razione degli ambienti operativi. . Pertanto le concentrazioni di nioni, per quanto di onerosa predisJl'Osi-ztonc. una volta poste in essere sono soggette ad alee minori e si prest::1110 a. m~novre incomparabil mente più flessibili e più efficaci delle conccnnraz10111 di mezzi, ci~ sono provviste cli autorità e cli facoltà di decisione c,onsidcrcvoli , in a1soluto cd in termini d i confronto. Naturalmente le prerogative di una parte sono attributo anche dell'alua, fani salvi i differenti livelli di e ntità cffmiva. Resta nondimeno stabilito ,I fatto che nella preparazione dcli ',, evento" vcrr,, fatto ricorro norma.le- ai


54 brncci con idcrcvoli ccl alle conseguenti rnrnttcristichc manovriere dei rlispoitivi moclerni e che le conc:ntrazioni di azioni saranno il uccedanco normale delle concemrnioni di me1.1.i. li processo deduttivo puli spingersi ancora oltre. Potenti e rapide concentrazioni di a1.ioni. sc.1tenatc all'improwiso non appena 1, densid delle conccnrraz1oni di mezzi avversari ne rendono altamente paganti gli effetti, pongono <1ucn'ultimc in mortale pericolo e quindi inducono ad escluderle oistcmalicamcntc. Tul!a una pras,i, curata in passato con grande t.liligcnza. di,•icnc cont.roindicata e la cont.roint.lica«ionc è tanto piÌI perentoria qu.,mo pii, ingente è la concentrazione di mcz1.i e quanto più consi tenie è l.1 minaccia pendente su di ~i.,, una condizione di fatto c.he raggiun~ b ua acme nel!. minaccia di un anacco nucleare. NI, qui termina l'ari;omrntaziooc a carico di una pras i, già considc· r:11:1 prdcrcn:1.1:ilc se applic:ita con le cautele del caso, divenuta ber aglio di una critica fondata e da con idcr:trc in,•ccc superata, , 1iluppi vpc.·ra.tivi a decorso rcgol:lrc, co1ui5,tcmc i 11 una successione di prcceuo tli fosi e cli cicli, sono ~·mprc più rari. In l'irtù dcli. potenza enorme sviluppata dogli chirmmcmi modrrni acca,lr~ .:on freciuen1a sempre maggiore che non . i rcmla necessario il pa ~1ggio clalb impo t:11.ione npcrnth•., alla csccu1.ione d1 nui di atsoh1tn , ,11ori1t sia per essersi l'avversario picg:110 dinanzi alla sola minaccia cli una 1•iolenza insopponabilc, sia per essere riuscito a creare il vuoto din:tnzi ad essa. tanto al'rnnno portato In rmsformazionc dei ,·cechi arsenali negli arsenali del giorno d'oggi, anche se i ,·cechi arsenali sono ciuclli esistenti al termine ,ldla seconda guerra mondblc. e la 1cma1ica bellica che b trasfo,. mazionc implica ~nw ambra rii dubbio. Ln vic,nd.1 hi,llica ne rimha prdond,,mcnte nhcr:11•. Atl 111111 ,1,areg111 giù impi!rnùitiJ 111 ,li umi .wcces1font ordiliato di hattaglir romballure e tJÙ1t~.

i cui rtil1 trono i11Jirii:::111i diligt1Uemt!1ue ut'r.IQ il (()11.(tguime11tQ tfti fini d, g11i,rrd, f/ ~ 1wda1a 1osti111,iufo 111111 c(J111/n1ta operatit'o J'impot1u::io1Ji d1 utrcmu uttforirìt, clic prc,cmJc da au, cffcniui e q1t111,/1 da bartaglic com ba1Ji11c e 11111/c e elle perfino II c1imc dal comballcrle. Situazioni che pro 111cuono in modo indubbio l'esito ddla pro,si d, for~;1, o,•c ,ia tentata, c.u:luclono , confronti dai quali ,i uscirebbe ;icur.1mcntc b.1nuti. Sòllo le >1tua,.iom che danno consi,tcnla al proponimento in ogni altro caso aberrante, di conseguire i lini di guerra .cnw co1nbmcre In guerra. in altre parole d1 ,·mccrla senza impugnare le armi. pcrchi' basterà fare lc,·a ugli cffmi t.raumatici a carico di p1icologic indi"idu:tli e ~ollctti\'c che ricntra110 tr:1 gl i auril,uti di trumcnti bellici tanto tremendi <la <con ii;liare cli ,fi,1:trnc la potenla, Quale dilTcrtn?.1 tra t1uNi indiriz,i e quelli soltanto di poche decadi or sono che sollccitnvano i più cruenti oloca11iti in nome della norma. prcnunc1a1a con a ~oluto c/ln\'incimcnto, che •cn,.1 nn~e non \'i è viuoria!


549 A tanto ha p0rta10 l'influenza mutante di armi dotate di un'enorme Potenza di distruzione. Tra le conscgucn,.e acces,;oric di questa influenza mutante vanno annoverate le lince singolari della nuova tematica opc:raùva e gli aspct· ti inediti e contradclittori di uno rlci suoi temi fondamentali preso in esame.

5, - J t,.~OVI

ORIENl'AMh~'TI OPF,IL\TLVI.

lr grandi conccntrnioni materiali, già di prescrizione senza incertezze cd ancora progcnate senza riserve. sono divenute dei grandiosi agguati, Ja quando pomino essere fatte segno a colpi avversari capaci di eompromcllcre irrimediabilmente la consistenza e la stessa esistenza di ogni stru,ncmo cli guerra dislocato su estensioni dell'ordine di grandc-aa d'intere regioni, una eventualità che non è lecito escludere anche quando la sua incidenza si ragguagli ad una probabilità molto ridotta. Per di piì, è molto discutibile. per adcs;o, l'dlicacia dei prowedimcnti di parzializza7.ione ,lcllc azioni pi1' temibili. In definitiva, ad una esigenza di concentrlzionc spintu si è venuta a contrapporre un'csigci,za contra~tantc di dispersione altrettanto accentuata, che. per parte sua, accende problemi veramente ponderosi p<:r la realizzazione di operazioni inquaclratc nel principio di sicurc.za cd al tempo stesso redditizie. La dispersione, da tempo imposta dagli effetti roggiunti dalle ormi convcnzion:ùi, ogi,ri si profila in termini mli da mmi,rc in cris i (unzioni fondamentali per l'dficicnza operati1•a, cioè ha già toccato i suoi limiti non superabili. Ciò nondimeno da un lato non è sufficiente, da un altro. impone modalità particolari di concentrazione rapidissima ncll'imminen7.:t dcll'auo operativo, ine1•irahilmcntc onerose. individuate con la dcnomin;,zionc si n-

tetica di

(1

concentrazione dina rnic3 n.

La formula ,. una dispersione pennancnte in cui s'inseriscono ad ogni

occorrenza concentrazioni din3michc

II

se è frasc presto cnunci:tt:l e se non

manca di aspetti appr~-zzabili. introduce nella vicenda operativa hamfiraps pesanti, i quali si aggiungono agli oneri generali delle operazioni attuali, anche se buoni contributi alla persistenza di capacità ol"'rativa sono forniti da motorizzazione e meccanizzazione delle forze terrestri, dal trasporto aeri,o sistematico e ,oprauuuo dal braccio straordiMriamcmc uccrcsciut<J degli strumenti operativi princip:1li. Ciò m;ilgrado, in :Illesa d, circostanze pii, favorevoli, cs.s.1 è divcnut:1 il lcit moti/ dcli,, concezione operativa aggiornata, per quanto t'acccnnat:t attes.~ di circostanze più favorc1•oli sia richic,ta implicita di una dillercnt: e migliore tematica opcraliva, verso la cui realinnionc dovranno nppuntarsi le menti ,kg! , operatori pii, provveduti. . L_a nuova tematica postulnta dovrh impostarsi, con ogni 1)robabilit:t. sulI apphcazione <li un concetto semplice. di ~vidcntc rispondenza .top0 quanto


550 si

t

andato ~ponendu sin qui, che costituisce pcrnhro un netto 10rnantc della

tecnica opc:n1ltva: /e concentrazioni di porrn-za liourmn,o btuurs,, i,, 1111a m, mra lt1 pìtÌ t1mp1a pouibilr, ,u co11cc111rooio111 di ao1011i provenienti da 1d11cramt11ti molto estc1i e prr quanto pos11b1/c remau, u11z-,cl1è 111 eo11ce11traz1011i di metti m<1tcri11l, "' 11Q/ttw:;q ne, p1111tì /ot:uli dc/1<1 /olla. In ques1i termini si raggiungono ahri importlloti requisiti. l,..c conccntra1.ioni di :11+1oni non SOllO'!it:mno alle ,çervitù tecnico. opera. Livc che gra\•ttno sulle conccntra1.ioni di mc:-1.1.i in mi\"ura maggiore qm1n10 più r~ wno ingc.n1i. In ccondo luogo. k concentrazioni di ai.ioni, :iffidatc a con,·crgcnzc ~u si temi di obienivi Ji 1r:1ic11oric <: Ji rouc aeree, m,v"uo nella facilit~ d, procedere alle dette convergenze moti,•i di esaltaiionc delle attitudini d, m:inovra dei tli<positivi gcncrali che le rcalizwno, intese, c<Jmc è pacifico, in fo. cohà di rapida applicazione e cli rapido ttn\porto da un obiettivo ad un altro, allo <tc<.~o mo,lo che trovano incentivi verso una pottn•.n superior( ndb agevole sovrapposizione di ozioni singole, di per .<è gi,\ in Slronrdinorio violen1.n. I.e accennate prcrog,1ive sono destinate ad appagare scn,.n dubbio i " desiderata degli operatori più c.,igemi. ma sono .1cqui,i1c a prc'l.zo di predisposizioni di i,:r.mcle rilievo (compito di preparazioni militari aggiornare), non accessibili a llltti cd in pratica alla partatll sohanto di chi dispone di mezzi di Jovoro, delle t«:nologic e del tempo occorrenti, in breve, di uno ah,ssima poren,.n economica e prndu11ivisrico. I fatti prospennri pongono in prcscnzo di sirua'l.ioni che sono determinari nspcni, sono da interpretare in qualiril di una predeterminazione cli esin e prima ancora rii una predeterminazione di facoltà. capaci di alterare pro, fondamento molte circostnn,.c determinanti di esiti, nei confronti di potenza e nelle prove di for,..a, ritenute ancor.a immut.alc. Confronti e pro\'c sono di. venute soggette nd un dctcnnini'fimo sni ge11uù~ al quale ,i è gifl furto un

fugocc accenno, che prende origine dalla dipendcn1.n degli esili in questione da un cerro numero cli fottori, apprezzali in concreto di volta in voli;, e d'indubbia amorit~. L'argomento, dì alto in1ere5SC euns1ico, mcru:i di essere adeguatamente tranato in altra sede. Qui sarà su[ficiemc nowrc che in ultima analisi si prospctt:mo circosumzc alle a costituire freno nci riguardi di goti 3V\'Cl\tati, anche se. sotto altri aspetti. aprono la 1•ia a visioni di predominio mondiale. 6. - Qa.lLC'.HF.

mN<:I.USION~-

Quali conclusium sono da cun~idcrarc autoriv.:ne dai fatti pa sati in

rasi.cgna? A prc~indcrc da emergenze tipiche di guerra nucleare, ritenute per il momento eccezionali anche da parte di chi cohivo le previsioni più pc ,i-


mistiche in materia. ixr.iltro è valida la comtatazione della immanenza della minaccia nucleare. per effetto della quale <Jllalsiasi ambiente oper.itivo a1tivo è un ambiente nuckare potenziale. Pertanto qualsiasi conflitto armato, che superi l'entità di una guerra limitata tra nazioni di rango subordinato, deve essere circondato di precauzioni particobri, pc:r evitare una nuova !'cari Harbour in un formato d'imprevedibile maggiore ampiezza. T rn le precauzioni emerge la necessità di non orTrire allettanti incentivi :o gettare il dado, quali sarebbero forniu scn:,;a dubbio da ingenti concentrnioni di obictti\'i d'importanza ,•italc, in qualsiasi momento esse ,·engano a costituirsi, prive di protezione valida e quindi da ritenere obicrrivi paganti cd :LJ1chc altamente pagMtì. La norma, per quanto certamente giustificata, è peraltro fortcmrntc limirnriva di attività concrete, attesa la somma difficoltà di prowcderc in modo diretto ad una protezione nlln provo e l'aleatorietà di una diCcs:1 io<lircnn, nffi. data, come è l>c:n nolo, od unn forza di dissuasione ipoti'u:,rn come disponibile. Le limitazioni di attività concrete sono quelle che concernono gli ,chieramenti molto dispersi e :.ono dettate dalla sensibilità alle offe.se ddl'e,plcsivo molecolare e nucleare tlcgli dementi che li compongono. Esse sono considerevolissimc per le armi ordin:1rie e molto minori per ,munenti operativi atti a sviluppare azioni efficaci nd arnplis,imo rnggio. Di conseguenza dovranno essere incremenrate le aliquote di qucni strum~nti negli ordini di battaglia, sino ad attribuire loro la parte as,oluwmence preponderante delle concentrazioni di azioni. I dispositivi corrispondenti potranno (ruirc con lnrghczza, date le loro cararteristiche d'installaz1onc e di impiego, di efficienti protc1.ioni locali contro le esplosioni nucleari, delle qu<1li esiste già una cstes.i v:irictà di tipi. Quello che sembra opportuno mettere soprattutto in evidenza è la svolta importante che i fotti esposti mettono in luce rispetto ad una metodologia operativa gi:'t consueta e b"udicat.1 tuttora in possesso di crismi di validità iudiscutibile. Per oggettivare nel modo pi11 rispondente ordini di conccui d'innegabile rilievo vale l'affermazione che l'esplo,ivo nucleare, come ha dato inizio ad una n\lova epoca della ci,•iltn umana. ha impresso cd imprime i suoi segni pesanti anche nelle più disparate manifestazioni di quella civiltà. L'affermazione pull essere tenuta in como di un semplice truismo, ma essa ha l'imcressc di servire <li spu nto nclln ricerca e nell'analisi degli accennata segni pesanti. In matcri:i di operazioni di forze armate questi ~i manifestano in termini di sconvolgimento di concetti operativi fondamentali e di imposizione di una nuova tecnica operatÌ\•a, la (luale prende il balzo da una revisione profonda di canoni e di procedimenti. Di questa rcvision~ la presente nota, pila che un modesto saggio, è un invito verso un nccc~:1rio, ulteriore approfondimento.


MOTIVI EVOLUTIV I FONDAMENTALI IN MATERIA DI TECN ICA OPERATIVA Gen. C.A. Paolo Supino

Una indagine analitico- dcduui"a intesa a puntualizzare lo ;tadio al· mole dello cvolu>.ionc della tecnica operativa di forze armate in :,mbicnti acro . terrestri rappresenta un procedimento proficuo per accenare gli indirizzi validi in una delle attività più impegnative che esistano. Un'indagi ne del genere risulta <li p:irticolare interesse allorquando, come accade oggi, si m:u1ifo,lano nel campo opcraùvo mo<lilicazioni sostanziali di mumenra1.ioni, di concezioni e di modalità esecutive. Si tratta di una materia che non ammette l'esperimento in r.ondi1.ioni cli ~oddi<faccnte rcali<mo e che quindi mette alla prova immaginativa, capacità di critica, sensibilità della realt~ concreta, facoltà di astrazione e di gencr:ilizzazionc, quali occorrono per lrarrc da una congerie di fatli normalmente vasta norme di valore generale. lnoluc si deve riconoscere che, malgr:ido il loro mtcrcssc. le ricerche in proposito non sono praticate in modo adeguato. E' da pensare che vi facciano ostacolo non tanto un distacco difficilmente giustificabile qua nto piuttosto una certa incomprensione della loro necessità o forse il farro che sono tuttora in auge vecchie esperienze ritenute di permanente validità. pur se rnlc atteggiamento uascum con disinvoltura eccessiva che anche per le esperienze la vecchiaia non è sempre una caratteristica p0~itiva. Qualunque ne sia il motivo. è un fatto che al di fuori delle lc,,ionì di una guerra guerreggiata, comunque di difficile interpretazione e non sempre disponibili, gli aggiornamenti in materia sono lenti più che cauti e spesso tardivi. Tali circostaoi.e non sono di .carso rilievo. Aù esse. Lra l'altro. si deve addebitare la sorpresa [requcntc, della quale si sono avuli esempi nd recente 1inssalo, che unà nuova guerra provoca al suo inizio in coloro che pure avevano il compito delle preparazioni per affrontarne con successo le prove e cui incombeva l'obbligo di essere informati. Si tratta di nueggiamenti nei yuali confluiscono complessità di problematica, la sua soggezione a fattori di di(ficilc prc,·isionc, il ncorso frequente a decisioni piè, istintive che mc-


989 ditate, :iuribuilc cli solito ad uno stalo di necessità non lémprc evidente, infine la incidcn1.a massiccia degli errori, che tro,•ano censori molro comprensivi e rollcranri. D'altrn pane non può sollevare obiezioni la ccsi che procedimenti accettati in allri lcrnpi, allorch?: le gt1crre impegnavano un numero modesto di combaucmi provvisti di un 3rmamenro ancor più modesto in confronto con quello moderno, :,vcvano obiettivi limitati e si concludevano in un breve giro di tempo, non sono più congeniali oggi che le guerre sono divenute confronti di popoli. coinvolgono tutte le facoltà delle na1.inni cravoltc dal turbine e sono combatwte facendo ricorso a strumrnu d1 enorme potenza di dis1ru1.ionc e di una straordinaria rapidità d'in1ervcn10. Per parte sua la enorme potenza di ,!istruzione dei dispositivi bellici moderni provoca conseguenze singolari, che vanno dai mutoti ropporci tra fuoco e movimento, fattori basilari ndl'impicgo coordinato della mumcntazionc operativa. a circostan7.C di predeterminazione di esiti bellici, a lor volta nrntrici di actcggiamenti Ji rinunzia ,tlla prova di forza. dal momento che logicamente sono e,·itati gli esiti certamente sCavorcvoli e che chi oc pocrcbbe crarre profino può restare pago di risultati minori a minor costo. ln qucsli termini si profilano nuove lince rcmarichc di operazioni. un fatto di considerevo.le valore normativo dato che le prescrizioni che ne promanano non porrebbero essere ignorate >enza gravi conscgucn1.c. Quindi è fondata la convinzione che siano numero.i i motivi di una sensibile differenziazione tra passato anche recente cd il giorno d'oggi ed ancor più il futuro prossimo, dei quali occorre tener conto. Tra di essi i più determinanti possono essere sintetizzati nelle seguenti proposi1.ioni: , ' - la ,·:triata panccipazione di fuoco e movimento agli ,viluppi opc· r.itivi si traduce in uno co11sidcrcvolc preuale11zo del fuoco cd i11 111111 co11tcm· por,,nea i11f/es;io11e di esige11::, di movimcnto d, mezzi, in dipcndenz:i dell'aumento notevole delle gictate delle armi principali e della potcn?.a di fuoco delle azioni singole e complesse. Mentre in un passato non lontano, dato che non occorre rccrocedcrc oltre la fine ddb seconda guerra mondiale, operare in quadri di for-,e armate era sinonimo cli movimento di mezzi ed al fuoco era riservato il compito, pure essenziale. di diminare l'opposizione dell'avversario alla progressione, oggi il braccio maordin,ri,mcnte aumentato delle armi surroga in larga parte il movimento ordinario luogo gli assi operativi con 1r:iicnorie di vettori dinamici o balistici di teste csplosi,·c di gronde potenza; a• - In cstl'cm/1 01110,;1,ì r11ggh11110 du ogni orto d'1mpi,go, data la di· sponibilità di un'altissima potcn1.a di distruzione. Tale autorità ha raggiunto livelli tanto elevati da consentire effetti ragguardevoli anche alla sola facolt~ di dar corso all'atto d'impiego (cffcni virtu:ili di ani in potenza).


Si afferma in quc,ù termini uno c<tcs• congerie di incombenze di preparazione e di obiettivi eia conseguire in sede preventiva, pcrahro olla mano soltanto dopo avere conscguiia la opcrativi1,, dei dispositivi capaci di provocarli, uM condi1Jonc ncces,aria che l'c pcrienza, a conferma del ragiona. mento, dimonrn. m.olro oncro.s.a;

3' - gli o/lissimi livelli di po~11ta , ,!te /11111111) già ragg1111110 p,a11i di s11pupote11::a, ed il peso comcg11mt, di dctcrmi11a:.io,ie tfi ani reali o uirt110/i, i quali sbocc:,no in una nena predeterminazione di c,·cnti. Sia negli atti reali, ,ia in quelli virtuali, In ,oln rcozione 1•alida consiste nella contrapposizione di una potcn?.a dello srcsso ordine di grandezza. La volontà di sopraffazronc dei detentori degli altissimi livelli di p0tcnza o non trova ostacoli cd h:t partita vinta o li trova a»oluti e deve desistere dal tentativo di un focilc successo. Ma in encrambi i ca i non ussistono incertene circa gli sviluppi delle situazioni di fatto.

2.

4

L\

PRl:.IJl:.IERMINAZIONt DI J;.VE

rn

E I.A <UA FUNZIONE.

I.a certezza circa gli sviluppi delle ,ituazioni di fatto cquil'ale ad una predeterminazione di ,siti. dcll:r 'lualc ~i apprez,_1 facilmente l'imp<>rtanza allorch/, la si riferisca ad una c:i mpagna di guerra. anche se cautelativamente non si pretenda assoluta per lasciare apcno il gioco acl un fatto imprevedib,lc e di regola irrazionale : una previsione info111rn, ritenuta fondata, importerà 13 rinunzia ad imraprcndcrla: analogamente, la cons.1pcvolczza di congiunture <icuramcnre catastrofiche di una guerra nella quale abbia largo impiego l'armamento moderno costituisce un freno potente di ini1.iativc belliche, cui non sfuggono nemmeno le potctw.e maggiori e le supcrpatcnzc, quando la parte contrapposta disponga di una congrua facoltà di reazione. In altre parole, la potenza delle armi d:i vigore ad una controimlic:tzio11c al loro impi<go, che raggiunge il 1•alorc di um inil,izionc cd ~ da ranrruagli:<rc ad un controllo generale ddlc situazioni di crisi, optranrc in termini di una diminuirn facoltà d'intcrvcnti effettivi. Le onilitil di fotto re lano pc1antc prerogativa di potc n,.c di secondo e tcrz'ordine, pedine ùd giucu delle puten,.e maggiori in guerre limitate. ampi,uncntc orchestrate secondo gli interessi di queste. una orchc~lrazionc che rivela forme d'impiego indirc110 con varie alternative e con s,•iluppi poco chiari, forse viste nella loro vera luce soltanto in fururo allorchè si dispor~ di prosperrive chiarificmid. cd allora intcrprcmtc in qualità di processi di menomazione della libertà d'azione di awcrsnn nnuoli o probal,ili e, più in generale, di procc i di aggre"-<ione nllc nhrui posizioni di potcnz:r. La impo tazionc d'idee piè, fondata è che ove i proccs>i accennati i ,viluppino in modo ineguale. con danno più con idcrc,•olc cli una rlcllc


99 1 parti, non è da escludere, in dikno di s.1lurnri rcs1p1sccnzc o di provvide facoh1i di autocontrotto, che si giunga ad un tornante di crisi tale d, porre dinnanzi ad una situazione di nuova formazione, nella qua le risulterebbero mutate in modo decisivo le premesse di base ed alterati i rapporti di fori.a. come era nei voti dei )omani patrocinatori. Logicamente le accennate prerogative di predeterminazione. sulla cui importanz.1 ~ superfluo insistere, saranno perseguite da chi ne ha interesse in modo da realizzare le più autorevoli, co11 la 11isio11c pir} lo11ta11a di prcpa· razio11i militar, - poichè assicurate da preparazioni militnri perfettamente centrate e portate nu un 'nha eflicien1.:i in te.mpo debito - i rni risultati presch11fo11Q da prove cOcniu,, cio~ capaci di esuu fi11i 11 1c !lesse. L:1 pre.r~ gativa. prestigiosa e razionale al tempo stesso, vale a stabilire un plafond <li attributi e ad individuare un indirizw innovatore in attività di straordi-

nario rilievo. Le circostan7.e accennate rivestono un 111dubbio interesse. Esse offrono traguardi concreti, se pure di non facile conseguimento, ad un lavoro molto impegnativo che non è concesso eludere, cd implicano l'Mfermazione di situazioni prcfcrcn1.iali di rinunzia al ricorso atta guerra. dal momento che esito predetermi nato è esito scontato e che non sarà affrontata la prova dalla quale si presume con fondamento di uscire b:muti. La congiuntura ammette di e~scrc interpretata come l'assunzione di nuove lince da parte dei grandi conflitti internazionali. nenamcnte differenziate rispetto atte linee considerate si nora consuete: in dipendenza dei livelli di potenza raggiunti, taluni parametri operativi acquistano un peso assoluto e relativo prcpondcranic e prevalgono su mohi altri relegati ipso facto su piani subordinati. In linea secondaria, poichè questa svalutazione si avverte per lo più a carico di fauori imprevisti o prevedibili solo impcrfcnamcmc, essa è da ii1tcrprctarc come inflessione dcll'arbi1rarie1~ delle valutazioni in materia a vantaggio della certezza delle previsioni. cioè come un ctfct10 di intensific.ninnc citi fenomeno in esame. 3, ·

ANA.LJSI OE.Lt.E NUOVE Sli-tJAZIONl C0.\1PE:'l'J1"1Vt.

E' un 'ammis.~ione pacifica che. sono l'influsso d'importanti motivi evolutivi, la problematica operativa si orienti verso temi più lineari ed al tempo stesso meglio defi niti ma non per questo di una diminuita diflicohà cli applicazione. Al contrario le difr.coltà permangono e sono forse aggravare nel tempo stesso che si avverte 11n'accresciu1,1 autorità degli e<iti. li fatto più meritevole di attenzione è la misuro crescente con la quale i conflitti internazionali risulrrrno soggetti acl un determinismo s11i generis. un'attenzione sollecitata dai vasti cd intensi riflessi del (cnomcno non solo tecnici ma anche sociali e politici. 3. • R.


99 2 Da un punto di vista prcvakmcmcntc tecnico, poicbè le modalità di con~guimcn10 della potenza sono ;tate trattale ampiamente in ahrn sede ( t), in questa si vuole affrontare in modo più particolare J':1nalisi della portata dei nuovi livelli di potenw, da ragguagliare prevedibilmente ad una mutata impostazione della manovra operativa tipica, in quadri di atti reali, e ad una mutata linea cli aucggiamcnti, in quadri di atti virtuali o di effetti prc, vcotivi, cioè di concezioni di strategia politica. Per qu:mlO concerne la mu1:11a imposta;,ionc della manovra operativa tipica, (jllCSta si fonda oggi su di un'assoluta prcvalc01.a del fuoco e su di una cliverS3 effettuazione del mo,•imento, già prospettate (n. 1 del capo 1 ). A chiarimento del concetto, colà esposto in sin1esi, si ricord:t clic le ope· razioni di foru:- armate constano, in linea di schematizzazione, di scqucnzc di atti coordinati aventi lo scopo di applicrtrc una elevata potenz.1 cli distruzione sui dispositivi avversari chiamati in causa di volta in volta, in fasi di guerra das.ica, od ai danni di qualsiasi struttura od organismo la cui meno• maiione sia influente ai lini operativi, in fa,i di guerra totale. Si aggiunge, per ulteriore precisazione, che i fini operativi s'identificano grosso modo in una decisa e decisiva inflessione della potenza awcrsaria, perfezionata progressivamente in quanto non perseguibile in generale d'un colpo, sino al traguardo del suo annullamento pratico, Come è ben uoto, l'applicazione della p<>lcnza ha avuto luogo con il trasferimento degli strumenti di erogazione del fuoco a p0rtat:i d'azione dei sistemi di obiettivi, dopo di che. date per acquisite molte altre condizioni necessarie, era dato corso al l'azione cli distruzione. Pertanto, in generale, in ogni caso concreto si aveva una fase preliminare cli movimento ccl una fase conclusiva di fuoco, strettamente interconnessa con k vicende della precedente non solo in tc.rmini di tempo ma soprauutto in quelli di premessa e conseguenza, dato che il successo dell'azione complessiva era condizionato necessariamente dal buon esito della fase di movimento, richiesto al superamento ddle difficoltà ambientali mediante le prestazioni dei vettori e di 9ucllc frapposte dal nemico medianre appropriate azioni di fuoco. Dato altrcsl che ogni reazione avversaria proponeva l'alternativa cli un ostacolo rimosso o di un uno respinto, si può ben dire che tutta la tecnica operativa del passato è consistita nella verifica del prio.10 corno dcll'altcrnativa ad opera di un attaccante o del secondo corno da parte di un difensore, E difarti è seguito ruuora il crirerio di condensare la vicenda operativa in facoltà preponderanti dell'attacco sulla difesa o viceversa in foco)L'i prcpon· <lcr:rnti della difesa sull'attacco. li superamento delle fasi di movimento hanno richiesto a lungo procedimenti particolari: le niflicoltà ambicnrnli vi si assommano alle rca-tioai ( 1)

Cfr, Ccn. P. Svm,o: "Strotcg1J glob•I< ,,, EJ. F'ru>in•tc, Rom•, 1965,


993 del nemico, le armi in movimento sono m cm, eh prcs1az10111 e fruiscono di una minorata protezione direua cd mdirctta. i tempi di scr,izio aumcnrnno cd acquistano souo certi aspclll ,I pc:10 di tempi morti. Le operazioni risulrnno invarinbilmcntc appesantite. Tutto questo è profondamente mutato dall'incremento delle giuate delle armi di superficie e dall'impiego più intcn\O di qucllc aeree con una modificazione decisa della ,ostan101 delle fa i di movimento, che ri,ultano di regola foricmcntc cocrcitc e vedono eliminate in gran parte le difficoltà acccnnntet

3

vantaggio m;u;roscopico dei procc::dimcntl di anacco.

L'adozione u \'asta scala di proietti dinamici, ad integrazione e pot in sostituzione di quelli balistici, sotco la forma di cariche su vettori autopropulsi a grande raggio di azione, ha inserito in numero comidercvolc negli ordini di banaglia strumenti atti ad agire su interi teatri d'opcrazioni do postazioni che occorre spostare soltanto cccc-iionalmentc, cd ha ridoni i mo\'imcnti in corso di ddo opc:r:itivo sino ad annullarli dj fmo. Se poi si tiene conto delle po1en1.c in gioco ad opera di aerei e di mis<ili, i, di\'cnuta irrefutabile l'illazione che l'attacco. e in linea ubordin:ua lo difeso, si sono trosferite in modo sempre più completo Ùa urto diretto, t corrclativamrntc da reazione all'urto diretto, a sviluppo di azioni di fuoco estrem:1111entc intense, po.te in essere e manovrate da dispositivi lii erogazionè carattc:rizz:ati dalla utilizzazione di grandissime gittate. In questi termini il fuoco ha incrementata largamente la preponderanza della sua funzione cd il n,o,•imcnto t venuto a ridursi in pr.1tica d'importanza, 1alchè non è da esclude.re che in un awcnirc dal più al meno pro simo divenga un episodio marginale, ancorcbç mai accessorio quando ia richiesto, almeno in quadri d'impiego su larga scala di un armamento di dirma derivazione tla quello convenzionale. La previsione risuhcrn verificata con maggior sicurc-iza quanto più lnrgo sarà il ricorso ai grandi e grandis.simi bracci dclk armi nuo"c e supernuo\'e e quanto migliori di\'crranno le facoltà di osservarne gli effetti alle distan1.c corrispondenti per as.~icurare l'eflicacia dei loro intcrven1i. In pari 1empo le zone di schicrnmcnco disporranno di spazi 1upcriori ad ogni pratica occorrcn7.a; diverrà normale la convergenza ui sinemi di obiccti\~i di azioni di fuoco più inicnsc che in ogni altro tempo, nnchc a prescindere da pariecipn,.ionc di fuoco nucleare; infine, mn fotto d"importan,a nm'ohro che secondaria, il ritmo generale dello ,•icendn operativa diverrà molto più rapido. Gli s~tamenti dei disposi1ivi. normalmenre richiesti dalla progrcnionc oltre i limiti delle gittate utili dalle postazioni in ano, non 3''ranno più ragion d'essere, d~to che le :izioni d1 fuoco sui sis1cmi successivi <li obic1tivi ~aranno disposte mediante variazioni di miss-ioni degli slrumcnt.i di crog;iz.ionct ~l· ruatc con immediatezza con soli spostamenti ongolari dei 1ubi e delle rampe dt lancio (o con variazioni parometriche dei doti di Liro). L'efficacia delle azioni con1plessc verrà esaltala dolln congruenza ùci mci:zi a disposizione


994 e dall'essere questi esenti da servitù :uubient:1li e da e/Tetri di saturai.ione delle zone di 5Chicramcnto, cui per contro è largamente soggetto J';irma· mento trndizionalc. Tutto quc;to v3Je nel quadro <li effetti reali; in quelli degli effetti prevcnth•i. impronrnri a conce?,ioni di strategin politica pura in quanto non si è ancora fouo ricorso alle nrmi, il discor$0 ~ divcr~o per for7.1 di cose, per quanto imposmo sugli stessi parametri di cflicacfo presi in considcra1,ionc sin qui, dei quali anzichè essere in gioco gli effetti reali, per ipotesi non utilizzati, ~ operante la focohn di realizznrli olio prim• richiesta. Ln immanrnza tli aaioni Ji fuoco formidabili impone 1111 a/t(ggiammlo cauto da parte di clii dovrebbe s11h1rlc, quando costui i11te11da cvilarlr, cd 1111 urugg1amr1110 di all(Ja tla parie ,ii ehi poircblx i11/liggcrlc, qtt1uulo q11cs11

1111rnd11 co111cg11irc il 1•1auimo prof,110 pouib,lc scnzn farui ricorJo. Quello che più importa porre in rilie,•o è che una prassi opcraciva nuova prende origine dalla facolt~ di porre in essere a1ioni di distruzione di tremenda violen,.:i, che non si hn intenzione di cscrdrnre se non in termini di cxrrcma raiù,, paghi di risult:1ti più modesti con~guiri scnz.1 colpo ferire sotto la minaccia di un'immane catastrofe. Esempi in proposito gi~ sono alla mano. Tutta la guerra fredda è sma orchestrata su questa base; la crisi di Cuba (ottobre 11)62) costituisce un altro caso di particolare evidenza. Anche la cri,i del vicino Oriente, tuttora in corso, scmbrn conformart la nuova prassi, per quanto concerne l'atteggia· mento delle grandi potenze. Secondo altri si va alTcrmando una guerra di attesa, la 1t1a11111g 11111r, nella quale le predisposizioni meglio rispondenti sono quelle di prepararsi al peggio per evitarlo nel modo migliore, di asiicurare la caduta nel 1•uoto dei colpi dell'aggressore, se dovessero essere realmente inferti, infine di a\'crc alla mano risposte efficaci dn parte dclraggrcdito. Poich/: peraltro nella prouppo,ta guerra d'aue.a si cscluclc:, ~Imeno momentaneamente e pcr ipotesi. il ricor,o diretto alle armi, la ma materia esula da uoa trattazione specifica di tecnica operativa per rientrare ,n temi di risoluzione di crisi intcrn:1zionali per vie pacifiche, ancorchè in prescn1~, di gravi ant:igonism,. un argomento di grande interesse da affrontare in altra sede. 4. · LE Ur<tE l>ELLE 01 EMZtONT

m

"l10VO Tll'O,

In temi di operazioni di tipo classico la celerità dd movimento è requi sito neccss.irio ma non sufficiente. Per la sufficicn1a ess:1 deve essere accompagnata, come è now. da una corretta orientazione e dall',tutorità dell'a1.iunc, che valgano a portare il baricentro di uno sfor.w mollo probante sul tratto più ICnsibilc dello ~chicramcnto nvvcr$.1rio, per aggrcdibilità intrinseca e per riflessi opernti,•i.


995 Anche sotto questo aspetto le prestazioni dell'armamento piÌì moderno pongono in presenza di svolte macroscopiche della tematica 01,.,rativa consuet:t, i cui estremi costituiscono indicatil'i moho chiari di una nuova casistic:i in formazione. La individu;i;:ionc delle direttrici d'azione. come dc~ignazione delle zone cli applicazione ddlo sforzo e del suo indirizzo succcssil'o, ha sempre rivestita wia gr:inde importanza. ESlia è stata affidata di regola alla indicazione di assi operativi ai qu:tli ì: >lato deferito l'inquadramento dell'urto e del suo sviluppo ulteriore per il completamento del successo. A cavallo dcgl , assi erano schierate le forze operanti e, a porrnta, dislocate le riserve, conformemente al requisito di un 'alflucn1.a tempestiva, com misurata all'esigenza di battere nd tempo le analoghe contromisure ddl'avversario, tenuto conto delle prestazioni nell'ambieme operativo specifico dei vcuori a disposizione dell'una e dell'altra parte. Oggi questi li neamenti risultano profondamctlle modificati, ccl ancor più lo saranno in futuro, una realtà normativa che i tecnici operativi debbono assimilare al più presto. Il p111110 cruciak della modificazio,10 pQS1t1lata ,-isiedo i11 1111 co111e110 nuovo cl,c va a11umc11do quella clu: si ? deJta a pitÌ ripreJc I" strume11/t1 4

zio11e oporati11a, sollo il punto di vista di volumi di fuoco, di brace-io d'a::10110 e di tempi d' i11tervc11to. Le prcsw.1.ioni corrispondenti sono q uelle cli rlispasitivi di tubi di lancio e di rampe missilistiche a media e grande girrat.1. cui saranno da aggiungere le for1.c aeree operanti contro obiettivi acre.i e contro obiettivi terrestri, le cui infrastrunurc saranno lontane dalle 1.one soggette a.i loro magli di fuoco gunnto lo consentono i raggi d'azione e per quanto lo esigono esigenze di schieramento di strumenti cd una manovra di fooco che atnia

t~mi di un'azione cstrc:m:.unentc intensa. Le 1.011c di schicr:,mcnto elci mezzi di fuoco più moderni, indicate come lontane. interessano ampi serrori d'orizzonte ed a loro volta sono in grado d'intervenire sull'intero semiorizzontc utile. Si consolida quindi la facolt.ì di assoggwarc le zone caustiche della lotta ai più ingenti volumi di fu()('o mai realizzati e di spostare questi fuochi, al primo cenno, per trasferirli da uno all'altro sistema di obiettivi, secondo una rcgla accurata, attivissima, flessibile, perfettamente aderente ai progetti operativi prestabiliti. non ostante l'cntit~ veramente colossale della potenza di distruzione in gioco. Fuochi provviHi <li tali caratteristiche, :indie se soltanto convenzionali. soverchiano qualsiasi rcsistcnz:i i11 loco e arrestano l'affiuenza delle riserve. chiamate a ristabilire sirua7joni in procinto di divenire insostenibili.

Il /ano llt1t>110, destÌflalt> ad avtre riperct1ssio11i decisive 1111/a 11iccml11 opcra·iva, è da JÌIIUJi::.rure, co11 qttafcl,e sfarzo di bt101111 11olo111ÌI ma cm, 1<n'a11alogù, molto csprasiva, 11dla sostit11zio11c di 111,wc di fuoco i11 movi-


mc11/o rapido a masse d, 1<0111i11i e tli mezzi bellici, per co11to loro aUc11, tla 1111« souibile ed i11evitabile i11erzi«. Sono questi i motivi per i quali, come si è giil posto in rilievo (n. 2 del capo 1 ). gli arti operativi ocquis1ano una estrema autori1,t. E" <li venuta verosimile, pcrc.hè ormai realistica, la previsione di concentramenti di Cuoco capaci di distruggere totalmente aree moho C$tCSC nel contorno dei loro bc.rsagli e trasferite, da un momento all'altro su uno qualsiasi degli obiettivi esistenti in territori deU'estensione d"intere regioni. Una siffarra flessibilità di missioni rende agili i magli di fuoco più ingenti e non ha riscontro nelle prassi di schieramenti classici latamente similari. Dinnanzi a previsioni del genere le concezioni di una tematica operativa tenuta per va lida sino ade<so sono da considerare materia di storia militare piuttosto che trame di operazioni reali. Le complesse casistiche imposte dal movimento <li mc;-r.,;i materiali e dall'esercizio di :issi operativi alle fone convcn,:ionali perdono gran parte del loro interesse cd in pari tempo vengono a cessare i moti,•i di macchi uosi inten·cnti, in costante pericolo di giungere [uori tempo e di perdere la loro efficacia. o di articobzioni di forze eccessivamente elaborate. Il fuoco regola in modo autonomo e con piena amorim lo sviluppo delle situazioni cd imprime ai cicli operativi quella linearità di concezioni e di trame esecutive, cui si è già fatto accenno. E" chiaro che siaanc prerogative di for1.c armare aggiornate non sono un dono nel ciclo. Al contrario c,sc hanno le premesse necessarie nell'assolvimcnro cli un compito formidabile, quale è: la preparazione degli strumenti di :ùussime prestazioni in vista della disponibilità di una potenza adeguam. la quale trova il suo limite nella esigenzn di un lavoro di di>tmzionc intenso e mpido. Si tratta di un compito di tale entità da mmerc alla pro,,a il potere economico, linan?.iario, tecnoìogico cd industriale dei più grandi Stati del mondo e che gli Stati mcdi e piccoli non possono certamente affrontare, un compito, pcs di più, che non consente soste o riposi ;ugli allori, una volta assoho. Infatti la gara dei primati è sempre opcrrn e !"incessante progresso tecnico, il quale offre apporti continui alla potcn7.a degli organismi militari, può anche rendere superati i concetti cd i me-ai bellici cui sino allora ~ stata attribtuta una indiscussa autorità e riaprire un " conto alla rovescia II che si aveva ragione cli ritenere chiu$o. 5• .. L.r\

PU~ZIOl\'"& lll!LI/ ESPLOSIVO N'UCLEARE NFl. l ,A INUUZ10Nt OèLLE l'k0\11!

DI FORU.,

Si è giunti in vista della mèta, dopo avere tracciate per sommi c:ipi le lince di una tecnica oixrativa in via di consolidamcnro, quella che si con-


997 forma a, precetti cli una ra1tica clegli altissimi livelli cli potenza. un termine da accertare solo per una imperfetta analogia dato che sono soverchiati con assoluta nettezza i confini di una tattica tradizionale, cd è logico chiedersi quale ne si,1 la strategia. La risposta al quesito è semplice cd ardua al t«npo stesso. L;a posizione conceuualc più solida, anche se audace, è quella di una strategia politica di rinunzia a prove tanto carnsrrofiche, delle quali non esiste risultato che valga a pagare lo scotto. o se proprio non si vuole assumere l'ipoteca di una rÌ· nunzia, di dilnion:imcnto di :mi di vioknza inerenti alle prove di forza. la posizione assunta deriva dal co nvi ncimento che b violenza della guerra ha provocato effetti di autoinibizione operativa, già manifesti nel vuoro dei campi di battaglia, soltanto apparente quando imposto da esigenze di protezione, divenuto effettivo con la prescrizione della dispersione. dcnata dalla insostenibilità delle azioni di fuoco auuali, e di autoinibizionc politica, derivante dalla esigen1.a di una estrema cautela nel prendere iniziative che preparano veri e propri salti nel buio o, in altre circosran1,.e, veri e propri atti suicidi. Nel caso che, supera ndo ogni ragionevole rèmora, siano intrapresi cicli di opi,razioni di guerra effettive, combattenti cd intere popolazioni coinvolte do,'Tanno sopportare sofferenze ben più gravi delle più crudeli sofferte nel corso della seconda guerra mondiale. Le distruzioni totali su vastissime 1.one verranno superate d'un balzo tla fon,c acroterreSlri portate a guarnirne il margine verso il nemico e saranno ripetute sino alla pre~a di possesso di quelli obiettivi che non basta o non è opportuno distruggere. pcrchè da occupare e conservare come predelle di opcr.tzioni succc;sive. ln circost:mu del tipo ipotiz1~1to quali fonzioni si possono pensare riscn•ate a foric armate di tipo conve,nionalc o di direu:i derivnione dalle convenzionali? L'interrogativo, d'indubbio imcrcssc, non trova con facilità una risposta immediata. che è conveniente motivare con coo,iJcra:c.ioni di più ampio respiro. L1 tccttica operativa moderna è condi1.ionara innegabil mente dall'esplosivo nucleare ma non ~ da pensare operante in fun7.ione esclusiva di questo. E' un errore troppo evidente, pcrchè: sia commesso, configurare una rcaltiì tanto complessa ed impegnativa nei termini esclusivi di un accidente certamente gravissimo mn di una scarsa probabilità d'incidenza, pur tenendo per certo che, ove si verificasse. climinerehbe clal gioco ogni altrn fouorc. Di conseguenza la strumentazione operativa continua ad essere fondamentalmente convenzionale cd il condizionamento postulato si manifesta in qualità di prerogative aue a conservarne l'cJficieuza nei casi in cui. malgrado tuuu, si verifichi l'emergenza più catastrofica. In altre parole, l'cvenrualit/i non el iminabile del ricorso ad armi non convcnzioMli impone la necessità di concretare le norme per diffìcoharnc


nel modo più rispondente \tn impiego proficuo, che 3ltrimenti diverrebbe immcdiatamcnlc decisivo. Le norme accennate sono in gra n parte cli carattere politico, ma vi si ravvi<o alrresl una partecipazione tecnica, la quale si pumualizz,i nel problema veramente ponderoso cli una valida difesa antimissilistica, tuttora in attesa di un3 soluzione pr:nica e, in linc:a subordinata ma cl'ione&r.ibilc rilievo, in prc<:auzioni orginizzativc e: d'impiego di for1.c operanti in ;aml.,iente

atomico attivo. U na linea di condotta autorevole è data dalla norma di non nlfrire obiettivi paganti, per qlianto più facile da enunciare che da porre in atto. Tenuto conto delle caratteristiche delle azioni di fuoco nucleare, per precisione ed ampiezza di zona letale, essa si trasferisce nel criterio di una cost:mtc aderenza al dispositivo avversario per renderlo partecipe all'azione temuta. L'aderenza deve essere osservata da una aliquota consistente di for7,e, la cui congruità è determinata da un complesso di forze capace di atti operativi dctcrmiminti.

6. ..

PRF.VISIONI CIRCA LF CARATTERISTICHE UEI ~liOVt 00Al>RI OPERATIVl.

L'ulteriore approfondimento di una casistica operativa particolare non si confà a considcrnioni forzatamente generiche. l'cnanto si resta fermi su di una tranaz ionc di caranerc generale la quale, pur escludendo l'impiego di cariche atomiche su obiettivi extra · militari come estraneo at.l una tecnica operativa propriamente eletta, ripre>enta, completandole, talune conclusioni relative ad una tipizzazione di tlecor;i operativi contraddistinti dalla cocsistcn7.a di un armamento convenzionale aggiornato e cli un ambiente atomico potenziale, eventualmente supposto in attività. La prima impostazione conccmiak <la chiarire è la valutazione centrata della funzione dell'esplosivo nucleare, indubbiamente un'arma di estrema potenza, perfino eccessi-a in quanto di dosamento molto imperfetto, a pri-

ma impressione un'arma di altacco, ad un migliore apprez:1...1.mcnlo un'arma di cui iina difcs.i non può essere privata per non correre il rischio di una subordiM1.ione insuperabile all'arbitrio altrui. Il precedente contesto conferma il valore difensivo degli altissimi livell i di potenza, come l'unica contromisura efficace contro le loro prerogative offensive, una conkrma convalidata dal fatto che in termini di difesa la po1cn7,a occorrente è limitata all 'accensione di un rischio grave per l'aggressore. Le differenti valutazioni hanno confluito si nora in una rinunzia aprioristica alla violenza nella risoluzione dei conflitti internazioMli, una tesi che è probabile conservi a lungo il suo valore normativo per il timore suscit:tto dalla immanenza cli una guerra atomica. Peraltro rinunziare in linea di pri ncipio ~lb violcn1.a significa tentare altre "ie, per ipotesi meno ca-


999 tastrofiche, in un dialogo inarrestabile imposto dalla coesistenza comp<:Liùva ed inasprito dallo stato di crisi in atto. Lt: altre vie sono offerte dalle aggressioni subdole alle posizioni di po· tenza altrui. per provocare gravi inOcssioni dei potcn1.iali bellici, messe in opera in campi para ed extra - miliLari. Esse hanno luogo con una molteplicit:t sconccn:unc di procedimenti nei quali si manifesta una vera gcnialitl nel nuocere cd una singolare tenacia di proponimenti. In tali emergenze le forze armate convenzionali assumono la funzione di aspetto settoriale ma importante di un più complesso potenziale di eompcti7.ionc. Una rinunzia alla violcn1.:1, che non esclude i ripcn,,uucnLi, provoca cf. fcui contraddittori. Si citano in proposito il fatale processo della cSC/,/(ltio11, la insana idea di cercare in una guerra nucleare la salvc-tza di una guerra convenzionale che assuma un andamento deluneme, la incerta speranza di piegare le ,·olontà opposte passando dall'azione contro - for1.c a quella contro - popolazioni. il proponimento di obbligare l'avversario non ancorn dichiarato ad assumere iniziutive funeste e la necessità di scagliare per primi il colpo pi(, forte come assicurazione di una soluzione fa"orcvolc del cosiddeuo " problema della sopravvivenza ». Altre contrapposizioni sono manifeste in tempi ingentissimi di prepara1,ionc cd in tempi praticamente trascurabili in sede di atti di guerra; in un lavoro già dcno coloss.~lc, del quale nc.~suno ben pensante ha frcLt.~ di vedere maturare i &utù diretù, poichè il suo fine principale è l'allomanamemo della prova di forza; in un pericolo imm,,ncntc di eonElitti, che paradossalmente si attenua con la diffusione delle armi più tremende, poichè la diffusione aumenta i rischi del loro impiego; in preparativi di aggressione che esigono, prima di tutto, assolte a fondo le esigenze di difesa cd in provvedimenti difensivi che hanno molta analogia con predisposizioni di aggressione. Sono contrapposizioni indicative di situazioni non ancora definite compiutamente cd in maggior misura di idee per la delìni1.ione delle situazioni non ancora messe a punto. Ciò malgrado, o forse proprio in forza cli tali circostanze. si pensa di potere presumere, senza incorrere nella taccia di un eccessivo otùmismo, che opcra?.ioni effetùve di fone armate diverranno sempre meno frequenti, almeno tr3 potenze milit3ri importami, come quelle che sarebbero più dense di destino. Spi3ce invece di non potere nurrirc la stessa fiducia nei riguardi di urti di potenze minori, k cosiddenc guerre limitate o locali, delle quali deve preoccupare la facoltà di utilizzarle come processi ant.1gonistici inJi. retti, nell'interesse precipuo dc:i loro promotori maggiori. Soprattutto non si deve seguire la tendenza perniciosa di minimizzare una intensa evolu,;ionc in atto, una evoluzione, occorre averlo ben presente, che anali7,zaia con la dovuta atccn,;ione si rivela capace di rivoluzionare ordini d'idee e procedimenti pratici di valore normativo nei quadri presi in


1000

esame. E' bene non chiudere gli occhi ai fatti nuovi e procedere: alla obiettiva valutazione delle conseguenze. I fatti nuovi sono stati passati in rassegna so:nmariameme; le conseguenze si presentano, in linea generale, come imoostitura di gerarchie di potenze su nuove basi e come nuove modalità di gestire gli ,equilibri di potenza. Questi sono fondamentalmente instabili, una instabilità che è diuturna minaccia della pace. Qui soccorre un acuto senso di giustizia internazionale, la condanna dei ricatti degli aggressori attuali o potenziali, la convinzione ragionata che il consolidamento di nuove strategie ha come aspetto saliente la rinunzia, per lo meno pro temporc, al ricorso alle armi per la. risoluzione dei grandi conflitti internazionali, quelli, per intendersi, nei quali si vedrebbero impiegati i mezzi di distruzione piò potenti e pi11 catastrofici.


UN INTERESSANTE FENOMENO SOCIO. POLITICO: MUTANO LE PREROGATIVE OJ POTENZE GRANDI E PICCOLE NEI CONFLI TTI INTERNAZIONALI Gen. C.A. Paolo Supino

I. • FAi"l'Okl OEt.LA CAPACITÀ 01 OOMPF.Tl?.IONt.

Le situazioni politiche in ternazionali e le loro cmi ricorrenti vanno assumendo una grande complessità e presentano una crescente difficoltà di interpretazione corretta, tale cioè di reggere la prova dei fatti. Di conseguenza ne sono divenute ardue motivazioni , previsioni e predisposizioni per affrontarle con successo. Le cause della circost.1nza sono indubbiamente numerose, ma presentano un peso considerevole l'aumento del numero delle piccole Potenze in seguito al processo di decolonizzazione; l'incremento della partecip.,zione delle piccole Potenze al gioco delle grandi in compenso di condizioni d'inibizione cui sarebbero soggette qucst'ultime; una più elevata efficacia di strumenti di lotta, eh.e rendono accessibili risultati operati vi importanti con i mezzi relativamente modesti a disposizione di Potenze di rango subordinato; la pratica di forniture d'armi a favore di 9ucst'ultim-e con volumi talora ingenti, d ivenuta attivit~ corrente e capace di alterare anche profondamente

gli equilibri ecntingenti locali in atto. In queste condizioni le valutazicni di sviluppi e di esi ti di eventuali

prove di forza, q uali occorrono per addivenire, ad esempio, a predisposizioni adeguate, impostate di consueto su apprezzamenti contabili delle strumentazioni opçrative, sono infirmate in partenza da lacune gravi e sono di sc.us.1 o nulla utilit.'t (1). li rilievo potrebbe considerarsi di merito marginale se non si ritenesse di dovere imputare a fatti del genere le sorprese che i casi in questione ( t) Una v.ilutazionc di "lromenrnziom: opc:r:ni,,a può C:$S(tC <lena <ontabiJc quando c:of'l!tistc ndh c!cnc::itionc: Jc:i mc:1..1.i di guc:rt.1. Un censimento offre n,:itc ria di giudiitO sctJrs:imc:ruc rc::ilinica. Qu:rndo si h:anno di min risultati p,ù accurati, :ad c:scmpK> q1.1ando i ciac cotnc:ndc:nd ho1nno attitudini operative: ~nsibi!mcmc diffcrcnu 1 le \•alut:izioni debbono ~suite: vie: pii', r-azionali e pii) csau~i\'c, atte ;i tcocrc in debito c01no ; fotto:i <hc inc:rcmc:nt.ino td inifcuono l.1 potcn1.a in <iedt di :ipp1icazionc.


1 374

provocano spesso ed io modo vistoso in coloro stcs,,i che li considerano modali tà di elezione per il conseguimento di obiettivi vitali. La concC?ione e l'3pplicazione di procedimenti meglio rispondenti esigono un 'analisi alquanto accurat.1 dello sradio raggiunto dal fenomeno bellico al giorno d'oggi, della quale è atto preliminare la discussione di :ikuni dati di base, sul cui con tenuto non è portata di solito la necessaria :ittcoziooc. U ricorso alle am,i implica l'impiego di una potenza. In senso =io. politico ed in &<.'OSO Operativo, cioè in qualità di attitudine competitiva in prove di forza tra nazioni sovrane. I:, potenza di uno Stato non ha alcuna analogia con una potenza meccanica, notoriamente riferita ad un lavoro compiuto in un tempo determinato: essa verte piuttosto su di una energia l"'tenziale, disponibile per elTettuarc uno sforzo normalmente ingente. tiuale e richiesto dall"esito fa\'orcvole delb prov:1 cii forl~,. Lo sforzo oggettivo può essere esercirat0 o mamenum i11 fieri, in quest'ulùmo caso per essere ritenuta determinante debitamente la sola facoltà di escrcit:irlo al momento volut0. Questa interpretazione crova convalida nella fornrna di un concetto similare, il concetto di potenziale bellico. Secondo questa impostazione concmualc, la valutazione di quel com· plesso di facoltà antagonistiche in virtù dd quale si attribuisce ad uno Stato un potere di competizione che con molta imprecisione s'identifica nelle sue istin1zioni mi litari, effettuata con modalit:ì di tipO contabile, trascura in modo inaccettabile le vicende dello stadio di organizzazione e quelle del passaggio allo stadio di esecuzione. vicende da non escludere negative cd anche negative in modo m:acroscopieo. Pertanto non sono I rapporti contabili di potcn7.a ad assumere funzioni decisiv~ basta ricordare il mito del rullo compressore russo nel la prima guerra mondiale. l'inconsistenza degli otto milioni di baionette fasciste ncUa seconda e domani un'analoga infatuazione per 700 milioni di cinesi: quelli che pesano sono i rapporti effettivi delle forze in azione sui rcatri n'opcrnzioni, dopo che sono stati intc1,rrati in base ad un apprc:r.zamcnro compctcn te c realistico dei fatti. Questi rappor1i c/Tmivi operano in quadri <li relatività come vuole il termine us.sro, ma sono funzioni di valori assoluti che sfuggono ad un apprczz:rmcnto diretto, se non si ricorre a processi analitici elaborati, del tipo delle rccnichc dccision:,li, non sempre alla mano c talvolta in difetto di messa a punto. Di qui una sostanziale incertezza nella loro valutazione, superata con procedimenti di circostanza che vanno dall'eccesso di potenza, per es.'iCre certi di disporne a sufficienza all'atto dd confronto, al ricorso ad armi scmprt più efficaci cd ancora ad un qualche atteggiamento fatalistico, inamnùssibilc in materia tanto impegnativa, od aUa speranza di poter approfittare di errori delJ'avvcrsario, meno illogica per quanto sommamente aleatoria.


1375 Più di recente altre :ilce nelle valutazi()ni di potenza e nelle prev1~1oni cli sviluppi e di esiti dei conflitti tra gli Stati sono smc introdotte dalle attivid degli organismi internazionali, che hanno carico di salvaguardare la pace del mondo, raccolti oggi sotto la sigla dcll'ONU. Istituiti con compiti di giustizia internazionale e supposta quest:1 pcr.cguibilc con una co,iddctta democratizzazione dei rapporti tra le nazioni (1), essi vengono ad adeguarsi ad in<lirizzi che sono in contrasro con l'imbastitura sistematica di posizioni di 1>otcnza e con il ricorso alle prove di forza, che continuano nd essere l'crircma r111io nella soluzione delle crisi di relazioni vcr:imentc inaccessibili alle composizioni consensuali. Il contr:isto accennato è un grave fattore di turbamento in processi di per sè nm'altro che lineari, per di più peggiorato dai « riti » imposti d:il funzionamento dell'organismo internazionale e dal rispetto di incombc,n zc di pcrsonalitì di turno e cli competenze cd attribuzioni di ripartizioni cd uffici, divenuti vere e proprie ser,•irii cli esercizio in incombenze estremamente gdosc. Queste le circostanze di tipo fum:ionalc. Ad esse ponano ulteriori motivi alternativi fatti e;trin;eci come i progressi degli armamenti, la loro disponibilità e gli altissimi livelli di potenz:1 degli arsenali moderni, infine i ri· flessi di ordine politico e di ordine operativo che ne sono l'emanazione. Nel loro complesso i fotti procedono come se, su di una base comune di veccbio stampo, s'inncst:tssc un'intt.:nsa divcrsific:,zionc di facolt~ di competizione tra Stati grandi e piccoli, tale da imporre una discrimina1.ionc di prerogative e quindi negatrice di criteri uniformi di valutazione. La divcrsihcazione di facoltà di competizione si presenta, nelle sue linee gcncr:ili, come 1111'i11ibizio11e progressiva di imerucmi operativi dirmi da

parie ,lei grandi, 1111a fc11de11 za cresce111e verso procedime111i i11diret1i e,! 11110 pir} imeTIS/1 partccip11zio11e da parre dei piuoli, focilitAta nel contempo dal loro aumento di numero, già posto in rilievo, e da una loro propensione a trarre partiro cd a trovare prestigio dalla partccipa~one alle grandi correnti della vita internazionale, verso le quali li orientano intensi richiami. l , -

LE

CONSF.GU~NiE DE.LL~ DTVERSJ1tlCA7.10NE Ili FACOLTÀ.

Si tratta di atteggiamenti mumcnt:ili, dei quali si rist.1biLiscono le analogie con il pa,sato recente mettcn<lo in c,•idcnza che le partecipazioni dei piccoli Stati mirano a realizzare, con i propri, i lini di grandi Potenze, per le quali le nuove linee sono ricche di motivi preferenziali per la permanenza di un dialogo insopprimibile tra le nazioni. (1) Lo dichioro>ione di wl nTg.1.oi~mo intt.rn:izion:i.lc gli Stati ,m,nti dcli• p•cc • ciirini dellr naz.ioni grandi e

Mo«. (1943) fu riferimento •Il• • n«e.,it_ò di sUtbilirc fondato sul principio della <0vr.1n.1 cgu:1;;h::rnza di tutti e b Caru dell"ONU (1945) confcrm• • l'egu•gli•nzo dd piccok ».


Impostata [a questione in questi termini, gli avvenimenti si dimostrano impronmi ad una loro logica innegabile, anche se non mancano spunti destinati ad essere considerati strani, ove si prescinda da un'analisi accurata di ca= e di effetti. ComidcraJi irrcoliz:u,bili i co11/ro11t.i in armi tra griwdi Potenze e mnnifcs11m1cnte improponibili quelli tra grandi e piccole Potenze, unmo como deg/j i11urue11ti sco11lalÌ ,!egli organismi i11ter11azionab, i fatti procedono secondo lo pra11i d'inserire l'olcn::e minori nel gioco delle gnmt!i, o/lo scopo t!i perseguire per uia i11dù·c11a i postulali dcll'«zio11c polilicu di ,,ucslc. primo tra t1111i il co11solidamc1110 tic/le loro pos1zio11i di po1mza. Tali indirizzi sono divenuti accessibili per il manifestarsi di prerogative di competizione diverse per Stati di rango diflcrcntc, uno stato di fatto del quale occorre prendere auo, da fare ris.1lire all'onere enorme di urti clircui tra grandi Poten1.c ed alla conseguen te ncccssitli di eluderlo ricorrendo a srraregic di azione indiretta. Situazioni dd genere non sono prive di contropartite, evidentemente ritenute di minor gravir1,. Esse sono il riflesso di una rivalutazione delle piccole Potenze al di soprn di facolr:I effettive. delb quale b tendenza ad una democrazia internazionale, già ricordata, aveva genato il seme, clic si afferma proprio allorchè talune correnti cli pensiero ne prevedevano la cancellazione come soggcni di vita internazionale sotto il peso di Potenze incomparabilmente superiori; una sorta di sconcerto nelle relazioni tra gli Stati, provocato dalla impreparazione e dalle intcmpcran:r..c dei nuovi Stati, quando non si debba impu1:1rlo a propcn~ionc :illc avventure od n tendenze anarcoidi: la ncccssit~ di dare vira ad una nuova problemntic.1 di strategia politica e militare, della quale è necessario individuare a risolvere sin d'adesso i temi fondamentali per evitare di doverli risolvere in corso di emergenze, cioè in condizioni ben più difficili per una visione centrata di faui. Nè è c!a t11cerc che, seguendo le nuove linee, gli sviluppi dcl[e situazioni oggettive divengono spesso di arduo concrollo. Per di più non si è in presenza di Libere scelte di eccezione; la fr<:(jucnza dei casi nei quali si manifesta l'impatto dei fatti in discorso è la controprova di procedimenti sistematici in via di affermazione. Nelb maggior parte, i fatti si prc:-sentano come il contrapposto del monopolio (o del duopolio) della potenza, con la conscguenw di un'impor· tanza concreta raggiunta dn uni~ starali rircnure sino adesso prcs.~hè trascurabili e divenute di più difficile controllo, oltre che di un'aumentata com• plicazione della coesistenza internazionale e di una maggiore aleatorietà dei suoi svi luppi ed esiti. In rnlunc circos1:in1..c il fenomeno si prcscn1:, sotto un aspetto di particolare interesse di per sè e per l'estensione che si può pensare dc,tinato ad assumere. Incrinata od infirmata una precedente egemonia, ne risultano attcnu3ri e poi eliminati gli effetti centripeti. ln questi casi esso ha già tro·


1

377

vato la sua denominazione in un neologismo di difficile pronunzia: desatdlizzazionc. La dcsatcllizwzione ~ una fase particolare di un corso fenomenico più generale in via di consolid:uncnlo, mcrilcvolc di molta attenzione. Esso ha cause compbsc, lra le quali emergono i progressi della vila delle unità nazionali, ma vi partecipa senza dubbio la facoltà differenziata di competizione di grandi e piccole Potenze e la cancellazione di uno stato di subordinazione cli queste a quelle e degli ordini d'idee maturati alla sua luce. U focoltà diffcrcnzii1t:, di competizione: deriva <fo un ':ilter;17jonc di rap. porti effettivi di potenza, ma la pròposizionc non esaurisce il conlenuto di una fcnomenologb veramente densa. Vi intervengono infatti. oltre che un aumento <li prerogative di piccole Potenze e la presenza aniva dell'ONU, una crescente di(licoltà delle grandi Potenze di esplicare in modo autorevole, razionale e tempestivo, lutta la facoltà di azione della quale sono venute a disporre, un'annotazione che pone in luce un lato particobrmente suggestivo dell'argomento, in quanto viene a trasferire il problema nc:I vasto campo delle interdipendenze reciproche tra armi convenzionali cd alOmiche, un argomento. come è ben nolo, ancora lonrono dall'essere esaurito.

3- •

LE PR.tROOATIVE Ot STATI CRANOI E PIC".COU ALLA LUCE 01?1 RAPPORTI 1"R/\

ARMI COl"o:\"&NZION'ALt ED A'tOMICHE,

La presentazione e.li una mewdologia nuova, in larga mi~ura, per affronlarc e risolvere le crisi di relazioni internazionali. soslem1te da nrgomcn· tazioni solide, è un fatto di considerevole valore orientativo in una materia nella quale le luci chiare non abbondano e le buone al la mano debbono essere mi lizzatc con molta diligenza.

Nella co11gcric di faui da collazio11are i11

viJ/11

di

11110

accurata foda-

gine critica in materia emerge. per il suo va/or~ ermeneutiC'o, la co11JJata:io1u

che i farli pi,ì opua111i 11011 sono pitÌ gli urti lirmi ma le 11ice11de molto più lente riel/e poS1zio11i Ji po1e11za degli Stari, af/Motc, e talora ÌTJ largo parte, a Potenze minori debitamclllc of{,cia1e. Cli sviluppi corrispondenti procedono come se ,i assislcssc ad unn inflessione progressiva di capacit~ d 'impegno dircllo di Potenze maggiori e ad un incremento correlativo di capacità di amunerc partecipazioni consistenti da parlc di Potetnc minori. ln una causalità evidcntemcn1c di non facile apprezzamento una delle cause più influenti è da riconoscere in un fatto al quale si sarebbe indotti ad attribuire un effetto ben diverso: la introduzione dell'esplosivo nucleare negli arsenali di guerra. cioè la comparsa di anni atomiche sugli eventuali teatri d'opcrazioni.


1 37

La compar a delle armi atomiche ha imposta ip,o /t1clo la definizione dei rapporti tra Mmi convenzionali cd Mmi atomiche, come rinesso immc· diato evidente, cd in pari tempo hlt fotto prendere nozione della difficoltà d'impiegarle per dirimere cri,i di relazioni tra gli t11i, UM vera e propria impossibilim in molti ca i, una difncolt/1 cd una impossibilir/1 che hanno indul,bi riAcssi mchc di ordine politico. E' st:110 dcrto giusramcntc che la fiamma insnitenibilc ddl'csplo~ivo nucleare ha creare più ombre che luci. Le menti umane, colpite dall'affermarsi di unu fonte energetica di potenza spcc16ca superiore di gran lunga ad ogt1i prtccdentc intuizione. soou mcora lontane dal soppesarne giust:tmcnte le implicazioni. Per quanto non centrato, rindiri7.zo più seguito in generale è stato quello di un affidamento rotale, csclusil'o cd eccessivo. ln11cre, ad ,111 esame più aceurn/4 l'armamenlO ;itomiro si tlimo1tr11 uno 1Jr11me-nlo di I CtJrsa agibilit,ì ;,, quadri, come quelli ogge1ti1,i, nei quali le 1i111aeio,1i progrcli.seono per gradi. 11e,111t10 tiri quali ,·aie ria st/lQ I" 1n11e·iot1e atnmica. TUllQ ci?> nella inconcesso ipolesi che e isrnno siwn,:ioni, anche ccce1.ionali, che meritino il ricorso 3ll'csplosivo nucleare. L'affidamento ~ sraro cecessivo in particolar modo quando ha indorto a pensare e.be la strategia atomic.1 csrromeues.~ ogni nitra strategb, un criterio che perderebbe tutta la sua vnlidiL~ ove si dimomasscro consistenti le riserve circa l'csistcn7_.a di una strategia atomica e che in definitiva è eia ritc· nere semplicistico ov, assunto a premessa della retrocessione 511 piani subordinati dalrarmruncnto con,•cnzionalc, con il suggerimento implicito di tenerlo in non cale. Una siffarr., linea di condotra corrispondeva alla mess.• in disuso di una strumentazione operativa che inrelligcn,.a cd espcricn7,n dovevano dimostrare insostituibile per flcssibilit.\ e rendimento. In definitiva ,i pro,pcttava un grossoluno errore, c.he è stato commesso di fatto anche nei casi in cui la carenza di capacità operativa delle armi convenzionali è st:itl soltanto qualitativa e non quuntitativa. Le precedenti annota:1.1on, gimtilicano un appra.zamcnto di situazioni inrcrnazionali u ba i logiche. apprezzamento che ~ di qualche interesse: ,vi. lupparc ulteriormente. Se si consiùcra « potenza globale " il piano più elevato ùi potenza, con· ~guiro da uno Slnto in grndo d'imporsi con piena autorità in ogni parte del mondo nella quale i SUQi intcmsi gli richieùano d'inlcrvcnire, non vi è dubbio che la polenza globale esige un arsenale atomico a livello operatil'o ma agisce soprattuuo in virrù di un armamento convenzionale altamente qualificato e di congrua cntit:\, capace ci~ d'infliggere colpi dcci,ivi n brac· c 10 planetario. atur:,lmcntc un requisito tanto prestigioso non è di facile acqui,to. Le più ingenti forze convenzionali. cioè pienamente rispondenti ~tto


1

379

il punto di visrn quantitativo, spalleggiare da un elevato potere atomico, non ne hanno le quaiL6cbe se non ha avuta c,,ecuzionc completa e tempestiva il lavoro ingentissimo inteso a creare ordini di bauaglia nei quali )iano congruamente presenti le flotte, le formazioni aeree, le forze di superficie acrotraspon,nc cd imbarcate, e ad organizz.'lrc le basi oltremare per operazioni di grande aurorir!I ad amplissimo raggio: alle lacune di prerogative dd genere si è fono riferimento accennando poco sopra :1 carcn,,c di capacità operativa di ordine qualit.ativo e non quantitativo. Si rr:111:1 di un 'csigcnz:t ~swlut:amcntc categoric:i. che al presente ~ assolu

da una soln Potenza, gli Stati Uniti d'America, perciò l'unica Potenza globale esistente al giorno d'oggi (1). In quest'ordine d'idee e senza avere intendimenti polemici è da giudicare iniposrnta in falso e merite1•ole di essere tacdata di opporr11ni1mo la poli tica della « bipolari!~" wguita nel dopoguerra della seconda guerra mondiale dn America e Russia, basata su di una supposta equivalenza di potcnz:r tra le due parti. che in realtà non esisteva e non esiste, della <jUalc ha fruito l'URSS, accettata probabilmente d:111' America come c,pcdicntc contingente a favore della pace (2). La politica dclb bipolarità aveva avuto per racira conseguenza In ripartizione del mondo in due grandi sfere d"influenza, che molti fotti valgono a far presumere in via di essere superata per effetto di un policentrismo 111 faticosa elaborazione, destinato a<l un concerto mondiale ddk nazioni meglio equilibrato. Probabilmente in questi faticosi assestamenti di potcnz:1, in conti nuo gioco, operano ùa w, lato situazioni molto gcncr:rli, d:1 1111 :rhro, dircni tornaconti delle Potenze maggiori. Tra le prime emergono le prerogative di decisione di cui queste l'invesrono nelle crisi di relazioni e nelle attività dell'ONU e la stcs.~a opportuni tà di mantenersi estranee. almeno formalmente, dai conElitti in allo. per potervi cscrcit:,rc quelle azioni sedative, di loro interesse, che ri,ultcrcbbcro più diClicili e pèdino impossibili per parti in causa; tra i secondi, l'esercizio di [unzioni di decisione, nella risoluzione ( 1) Si può riconosc:crt' quakht' :mribuw in merito .ili.i Cr;in Rr(t:tgn:1. rld tp1.1lc tbnno iffido1mcnto le numerose ba.si in wuo iJ mondo td una illustre trndii"Ìonc im· pcrfale, ma ,e oe dc-\'C <onsidc1arc :1ncon11 ,p,o,'\'ti U l'URSS. che potrl di\"cnirlo solo in )Cgu1to J1 tempn, ~ verrà ,,1Tro11t.1tu l'io~cntc lan,tu cui ,i è già fatto riferimento e <,e gli :tn'cnimcnti mondi,1li le.: co1bcntirJnno <li pmurlo J tcun.inc tc:mpoth'Jmcntc. (:2) lu Russ.ia, M'JtlO l'ispirazione del rc~fou: kruKio\·i:ino. si era m:mifat.:n:a un;i , ·,:r;i e propria inf.:uunione uuclc:irc. miuiH~ie3 1 che nel .1:uo cntuc-i~~mo h.1 1rascur:uc le .,,:_n·ittì J)r$.1~~i di queste anni. Le urcnu di fa(olt~ opcrati\•c ;,ono :app:m,c chi:ar..~ mente ncll:, cr1~1 lUttOt:. 1n cono nel Medio Oriente - ed C: d3 considcr:1rc come nnn degli .upc:ui più 1mport.tnu ddt, cri~i - , come del rc,to cr.ano suuc evidenti nd cor\O della crisi di Cuba (ouobrc 1962), nella quale

.,j

era ,•1.3,t..1 opctante un~ condj1ionc

di potcnz3 in:1dcs;u:i~:1, 1:ilc d~ Kon~igliarc il prolung:m1cuto J1 un br,lccio d1 Ccrrc.i di un esito moha prohlern3ti(o. I\.


1380 dei conflilti, inteso a garantin:, secondo i casi, il maggiore vantaggio particolare o quanto meno il minor danno. Quello che importa mettere soprattutto in luce in queste circostanze è cbc gli avvenimenti procedono secondo trame solo in apparenza di libera scdt:i, in rc:tltil imposte da una causalità strettamente determinante, vineolaDlc per tulle le parti in causa, della quak è sempre opportuno lcncrc presente l' influcnw. La libera scelta ,i limita di regola al momento cd al luogo della crisi o piutrosto della sua acutiz:wzionc, dato che tutri gli :1ltri faltori sono precostituiti cd operanti da tempo. ln dipcndcnza i risult•ti par,,iali e globali sono da fare risalire solo in parte a, con,ueli ingredienti quali le for1.c in armi e poi le risorse demografiche, economiche, produttivistiche, ecc., cd in parre assai più considerevole: ,• - all'attitudine di grandi Potenze ad organizzare effetti potenziali cli grande efficacia ed a montare azioni catalizzatrici di partecipazioni ùi Potenze minori, che perseguono interessi aEfini reali preesistenti o predisposti ad arte; 2 • - alle focolcà di Potenze minori di dnr corso ad ani di vari:1 nanira, capaci di offrire contributi effettivi al conseguimento delle mire di talune grandi Potcn1.c, ùa tiuclli ùì guerra economica a quelli di guerra scdizios:i sino a quell i di guerra guerreggiata, il tutto con il proposito di conscg,ùrc risultati imporranti in limiti prestabiliti di luogo e di tempo. Le precedenti annota1.ioni mettono in luce una discriminazione d'incombcnzc di Potenze di rango differente io un'azione d'iruicmc fondamentalmente globale: gli atti pr:1tic:1111entc interdetti alle grandi Potenze d;J.) costume e dalle convenienze internazionali sono affidati alle piccole, verso le quali è spiegata un'indulgenza altrimenti inspiegabile, se non riferendosi all'inten.:ionc di acquistarne o di conservarne i servigi, di accettarne i ricatti e perfino di premiarne le imcrnpcranzc. Naturalmente l'indulgcn1.1 non esclude il rist,bilimcnto dell'ordine, ma questo non significa la reintegrazione dello 1tai1u quo amc: una larga congerie di fotti è in pratica irreversibile, una irrevcrsibilir.'1 clella quale, per quanto stravagante po,sa sembrare I' a!Tcrrn:izionc, profi11,, il progres.so del mondo. Ad cs;:1 in particolare è affidato il rendimento dei nuovi schemi ùi azione, contraddistinti da lunghe predisposizioni e da rapide cd autorc"oli attuazioni. Tali caraneristiche sono sollecitate non solo per motivi tecnici ovvii. ma altresl per i meriti poliLici del fo1to compiu10 e per l'oppornanir~ di esaurire un programma minimo prima che sia efficace l'intervento della pane avversaria o che scad:mo i tempi degli atti moderatori. Quest'ultimi s'idmtificano di regola negli ,vilupppi delle procedure di rito clcll'orgonismo intcrnozionale, veri e propri tempi di i.cn•izio, in genere S<'nsibilmenre rigidi nei confron1i dei tentativi di prolungarli. per fini particolari, o di restringerli, quando vi giocano interessi opposti.


4· - L.E

N-UOVE LNQUAORAT\JRE Otl RAl'l'()K'll IN'fEKNAZIONALI.

La presenza seontarn d'intcrventi moderatori o scclativi, la loro autorità d1 fatto sempre rclati,•a, la partccipa.zionc corrente di Srari in grado cli promuoverli e la realtà di Stati che debbono subirli, sia pure in termini di adegu:imento parziale dettati dalk contingc111.c, sono punti salienti di una nuova tipologia di rapporti e di crisi internazionali e di una nuova casistica di esercizi cli potenza. dai quali oggi dipendono gli sviluppi delle situ:izioni in ''"-'lflll.. , Tre ordini di fatti vi asswnono un risalto d'eccezione: 1111a r10/u:io11r ,li situazioni molto rapida, con tendenza ad assumere andamento catastrofico che talvolta è assunto di fono, ad opera, in prevalcn1,a, di partecipanti diretti minori: rm'nuittrm,a /011/nna sino ad una partecipazione indiretrn ad opera di Potenze maggiori; 1111n srmihile tliffur11zÌt1zio11e tra siruazioni iniziali e finali, il cui interesse precipuo consiste ndlc quote parti irreversibili delle situazioni finali. Di conseguenza risulrano incoraggiate iniziative di v:1rio tipo, pre~c da operatori dirctLi ed indiretti, le prime miranti ad un colpo su obiettivi importanti, le seconde, agenti in quadri di cointeressenze cd intente nd inserire i risultati di fatto nd gioco più favorevole delle reciproche compartecipazioni. I rapporti accesi in questi ccrrnini lra Swti grandi e piccoli sono del tipo tra patroni e clienti o tra promotori surrmizi cd agenti per procura. li successo di attività normalmente complesse csiye regìc molto accurate e di difficile esercizio, cui si richiede mordente e tempismo ndl'a'1.icne globale, doti comum di tutti gli ~viluppi cui partecipano azioni inclircnc, poste in essere ad opera d'intermcdiari provvisti di qualche libertà di nionc che non Iconsentito nè eliminare e nemmeno trascurare.

Se si può discurcrc quanto le nuove modalità di competizione siano il portato in procinto di divenire consueto di inquadrature di crisi internazionali del momento armale, non se ne clcve negare la peculiarit\ da fare risalire a caratteristiche di strumenti operativi, di teatri d'operazioni ed a gravarni delle prassi di relazione tra le nazioni. In specie sono cospicue, come si è già posto in rilievo, le implicazioni delle attivttà dell'ONU negli sviluppi e negli esiti nel quale l'organismo intervenga con '3 pienezza dei suoi uffici e dei suoi proccdimcmi ( t ). (1) I nOcs,;i di organhmi ùncm;1;,.ionaJi ,~tuitì per la con~r\'1»1ionc Jcll:i pace su ttpcrture di ostilit3 e sui d-ccor,i dt quc,;tc sono SG1ti presi in con.sjderazionc sin da) primo l<>rgcrc Jdln S«ictò delle Nazioni. In pmptJ.,1lO il Col. f. Culm:mn stri\'e\':1 nel 1926: « Pttciic:mcnt le p:i.c:tc <le: l::a Socifté dcs N:1tions fovorisc lcs m:inocuvru diplonuUquc~ :idéqu:1tcs1 cn mèmc tc:1'np). qu'tn ccnaines dc 11~ dau~o; il intcrdil non poim l:a prép:t.r:ilion 3 l:a gucrrr m:iis :seulcmcm l'oU\'tnu.re dcs hosdJité-s •• (dr. Col. F. CuLM.\"~: 1"a€1iq11t glnl~1fr, Ed. Ch. r..,,..• u,.tll•, l'aris, 1Q26, p:ig. 13).


Presa nozione dei folli prospeuau, taluno patrebbe essere indotto a vedervi un incoraggiamento ad effettuare attacchi decisivi al primo colpo. In realtà le tecniche operative si avvicinano più n quelle di :r,ioni rapide. condotlc con un armamento convenzionale sovente nemmeno d'eccezione, che a trarne di anacclu nucleari molto violenti, effettuati al primo inizio di o~rilir:I in emergenze di grande rilievo per ,I fotto di cornvolgcrc almeno due grandi Poren7,c atomiche, tanto più che si è ,uppo;ta la partecipazione di qucst'ultime solrnmo indiretta. I;c~elusione normale dclrcsplosivo nu· dc:1re è un ':1hr.;:1 c:irattcri.stica difl'crcnziale mollo lmponantc.

Essa non solo incrementa l'agibilità e la correntezza dei proccdi mcmi in questione ma li pone a portata della massa degli estranei al ristretto club a10111ico e di chi rifiuti la pesante responsabilità del ricorso ai:li arsenali ntomici.

5· -

NELLE SEswri·ù t)fll.1:F...lliPl,OSIVO Nl,;CI. F.\Rli: :.()NO t,E \1-\TAICI nu NlJQ\ I 1•ROC~1.

In realtà, per quanto str:w:igantc possa sembrare a prima vista il con• cetto. su tutta la materia è operante in ,·esre alrernativa l'enorme potenza dell'esplosivo nucleare. la quale agisa non tanto in funzione di una pntcnw effettivamente enorme, quanto in funzione, ccl anche questo può sembrare ~trano se non si mediti sui fatti, delle rèmorc prc<whè in<u1:ierabili al suo impiego. Se per approfond,rc l'indagine so1to questo punto di "ist:i si sono presi in esame i riflessi operacivi dell'esplosivo nucleare. per completarla occorre portare :,dc,so l'attenzione su quelli politici, come condizionatori di ogni rn:inifesrnzionc rlclla potenza degli Stati e strumentaliz:r.atori dei rapporti di potenza. Risponde ad una logica in negabile che In disponibilità di mezzi di guerra d, cCficacia straordmara imponga diligenti cautele allo scopo di evitare Ji essere sorpresi dai loro effetti, una sorpresa che nella fatuspecic deriverebbe dal ricorso al proprio arsenale :iromico <la p:irtc cli una Potenza nucleare. Ma l'cntrat.i nel conflitto di una di queste coi nvolgcrchbc inc1•irabilmentc una o più ddk altre e quindi ,I pericolo di w,:o guerra alornica. Di qui ancora la necessitò di tenersi lontani da circostanze che :mchc ,cmca tradursi

in una silua1. .ionc cata,s,trofica. ne costituisc3no una aninaccb concreta. Solo in regime di monopolio l'esplosivo nucleare è stata l'arma ,,,.,,. Iuta, fatte salve rèmorc di ordine mor:ùe; la sua diffusione inevitabile lo ha retrocesso a funzioni clifcnsivc per il fatto che il timore della ritorsione atomica ha nnnullata in pratica l'cvcntualitn dell'aggressione atomica, un:i congiuntura che ha as.<unro il nome ben noto cli " sr:ù lo atomico " ·


Nei fotti, /'nplo,i,,o 1111deore è 11/ tempo m•110 11110 fonte di poun:a ud

nltiuimo /ivrllo ""

m111

r<mor// tli estrema effì(llci11 per l'escrrizio dello

potmza.

In ;1hrc parole, almeno per il momento, la funzione aJCIOlutamcntc prevalente dcll\irma ammic.1 è la garanzia comro l'aggressione atomica medianre un effetto d'interdizione. Peraltro su di un cffcno d'interdizione non è dato imbastire alcun progetto concreto ùi azione, che per mantenere la >11a concretezza deve esser<: impostato su funzioni po,i tivc. l..n co111raddi::io11, i111r111sua e a110/11ta Ira potenza e f1111zio11C' ddl'csplt>si110 1111deare ,i,,utiz::a 1111to il ,·0111e111110 dr11m111111ico dello prcgnte ron• gùmt11r(l,

La crisi si manifesta più imponente h,ddow vige il fetici,mo dei megatoni ed h:i il suo riflesso più impressionante in quello s1;1to di fani che in ralune circosrnn7.c ha meritato la denominazione di paradosso della impotenza della superpotenza. E' una verità sempre più evidente che una potenza m:nerialc tnormc non garantisce una potenza JX>litica di egu:il merito poichè questa trova csplicazicnc solranto nella misura nella quale l'una è trasferita nell'altra ìn modo effettivo, Il trasferi mento è sempre più ar<luot ,1ui11c..li plù parziale, con l'3ccrc· scersi <ldla potenza. Al limite il caso si presenta come quello di chi , in pos· sesso di un assegno di valore considerevole che per motivi tutti validi n<>n riesce ad incassare. corre il pericolo di morire di Carne. Ne risultano convalidate due deduzioni imporranti: una. pi1ì immediata. che l:1 potenza dktti va possa csscrc in taluni c:1si molto minore di una potcn1.1 ctnsit:1, alla qu:1lc si nffianc:i il corollario, suggerito da criteri di si mmctriat che in altri casi possa essere anche maggiore; l'allra. implica· zionc diretta di quanto sì è andati esponendo. che la forza è: un mito, un modo di apprcnarc i fatti e di :rffront:irli, suscettibi le di ccntcslazioni impreviste e perciò escluso d:1 un affidamento senza riserve, in quanto diviene operante in concreto solo con le modalità d'impiego. Le contestazioni potranno provenire anche da Potenze minori e ne proverranno con tanta maggicrc facilità quanto meno razionali ,aranno le modaliti\ d'impiego e quanta ma11giorc avvcdutez7,:1 dimo,trcr~ la parre chiamAta a contrastarlo. Nell'ordine dd fatti citati esistono gli estremi della giu,tilicazionc su basi logiche e non miracolistiche dcli:, vinoria di D:wid comro Golia. L'd · ferro dell'ano eroico, secondo il comune modo di pensare, in realtà è il fn,tto di un.a ineccepibile conscqucnzi:1lit:ì di fotti. Riassumendo e concludendo, la fcùe incontrollarn ncl potere dclb forza materiale cd in una ,ua efficacia dialcuica incontra,tata, per contro condizionata in modo rigoroso da circostanze ché non ne c.<cludono l'in flessione


decisa in Sèdc di atti pratici. sono nulla più che nuovi ido/11 Baco11is, immeritevoli di essere onorati. Naruralmente le tesi prospett:ttc non vogliono eSSt"rc prese alla tenera nè pretendono soprairuno di essere immuni da critiche. EsSè sono soltanto orientamenti concctniali nuovi in quadri J"idcc ancora non csplorao completamente, ma non è awenrnta l'affermazione clic i fotti procedono, in un numero cospicuo di casi. come se esse fossero cffcttiv:uncntc operanti . 6, ·

LR ~ttOV& f'O.RM[ U1 COMPF.TIZIONE 1"RA CLI 51'A1"1.

Molte circostanu confluiscono verso nuove realtà in materia di contenzioso intcrn:12ionole. Mentre lo stallo atomico conferma la normale e.~lusione dcll'aggrcs,ione atomic:,, almeno sinchè resti valido, cd a maggiore ragione è irnpcn· sabilc l'impiego alla leggera di bombe atomiche ad opera di unn Potcn,.1 nucleare contro una Pctcnza minore un caso certrunèntc meno probabile Jd rinnovarsi di quelle dimostrazioni navnli, che pure erano di moda all'inizio di questo s«olo -, è inoppugnabile che non esiste al momento una casistic.i di ricorw alla sanzione atomic:a provvista di qualche fondamento. Pcrrnnto, pure ammenendo di buon grndo che non poS<ano essere espresse opinioni definitive in materia cosl complessa cd anche cosl controversa. si vorrà ccncordare per lo meno sulla invaliJit/1 progrcssh·n dei criteri di valutazione della capacità di competizione degli Stati misurata in scala di megatoni e di peso lordo di ordini di battaglia. dalla quale si sono prese le mosse, e sulla conseguente nccessit:i, ove s'impongano valutazioni del genere. di adott:trnc di più rispondenti. basate su apprczzamenri oggettivi di facolril dn istituire caso per caso. Un 'altra concezione è del p:tri conscgucnre, se pure meno immediata: le rrisi i11t(r,u1zio11ali si ua11110 ailegunJJdo ad una iistemutica di 11uo110 tipo, impos/11/a 1111/a utilizzazione da pllrtc di l'otmzc maggiori dei co11/lim tra Potenze 111i11ori, come modalità pre/erenzi11/c per 1/ pcrfczio11amc1110 dcllr proprie po.,i:io11i di po.,c11zo e per lo 1ralzamc11to ,Id/e alrmi. li machi:wdli smo supposto aon induce :id cschukrc un altro mnchinvellismo. per cosl di re di ordine superiore. che con~istcrcbbc nel pro\'ocare quei conflitti tra Potenze minori, che meglio rispondono alle convenienze dei promotori. Quali po»ano essere gli arti successivi elci nuo,•i pompieri incendi:iri non è foci le arguirlo ed in fin dei conti non è nemmeno neccss:trio: sono infinite le vie :ipcnc alla fertile inventiva degli uomini, nelle quali si mcS<'.Olano volontà di bene ccl istinti malvagi. E' però fuor di dubbio che gli avvenimenti internazionali hanno corSQ come se in effetti molti fortori convergessero ,·crso un grave inasprimen to


di rapporti tra gli Stati ed al tempo stesso affioraSJ,èrO, sia pure tra consi• Menù difficoltà, i risultati di una ricerca atti,,a di forme competitive meno calamitose di conflagrazioni genèrali, che nes..,un uomo di senno e lanto meno quelli investili di rcspon<abilir~ possono augur:trc a loro stessi, ai loro popoli cd all'umanir~. In queste opposte tendenze. che esigen:GC di ;,ntimmobilismo non conscn, tono di eludere, s'inscriscono gli alti dell'ONU, con le loro prerogative e con le loro insufficie_nzc, e sovrappongono l'urto degli interessi in giuoco e delle limilaiioni cltgli uomini che la impersonano alle diflicohà enormi di risolu1.ione dei problemi accesi dalle ist.111zc di progresso e di affermazione dei popoli. In circostanze che /: eufemistico chiamare di estrema compkssilà, nelle quali le buone volontà già citate sono in contrasto con quelle avverst, che mirano a trnrre profitto dalla confusione delle idee e delle lingue, non con· viene irascurare il merito di una vi,ionc centrata di siruazioni da affrontare, di altissimo impegno, la più chiara possibile, come fonte di orientamenti validi per il superamento delle cmc:rgcnze che non sad stato possibile evitare. Nella prcscmc ind3gine emergono alcune lesi per un loro maggiore valore normativo. Non è il caso di ricapitolarle; piuttosto è opportuno notare che esse confermano l'operatività di coefficienti di riduzione, spesso ingenti, nei trasferimenti dai ltvdli di potenza statistici a quelli effettivi. i livelli realmente in azione. Di conseguenza risultano modificate, spc»o fortemente, le prerogative momentanee di competizione e di soprnffazionc di apprt'.r,zamcnto corrente. Questo è il motivo per il quale la realtà dei fatti pone in presenza cli squilibri laddove si erano supposti C<iuilibri e vicevcrS<1, di dif. ficoh~ formidabili laddove si era prevista una atùvità priva cli ostacoli e cosi via. Le congi,mrurc si presentano souo aspcni imprevisti !,Ceonclo il comune modo di pcn.1arc, m:, naturalmente ~ in difetto il comune modo di pensare e non certo la reah" dei fatti.


INDUS T RIA DEGLI ARMAMENT I TRA FFI CI D'ARM I E DISARMO Gcn. C.A. Paolo Supino

1. • FABSRICAZJO!-IE F. CO>IMERCIO l>I AR.\11 , li possesso delle arm, C d'ordinario aaributo esclusivo di istituzioni militari per esserne rnstodia cd

impiego spettanza di unità di forze armate. L'idea è conn aturata nel costu.. me, con una identificazione non controversa tra armi e forze armate, che peraltro fa astrazione dalle vicende che ne precedono l'assegnazione e da quelle che seguono la loro dismissione, rispettivamente di produzione e di nutiuzzazione dopo che sono state messe in disurn dalle unità che le avevano avute in consegna, vicende lii coutcnuto in prcvalen?..a para cd cxtr~.. militare. L'a11razione è correme ma proprio per questo lascia in ombra circosianze molto interessanti sotto i punti di vista politico, tecnico, economico e fin:mziario. Oggctti,,amentc le armi sono beni economici, di consumo o strumental i,

secondo i caJi, dotate di un valore intrinseco dcriv:mtc dal costo dei mate.. ri ali e di lavoro, e di un valore d i posizic nc, in dipcndcn,.a della loro d ispon ibilità, per cosl dire a pii: d'opera, l'uno e l'altro accessibili ad un apprczw• 111tn10 contabilç, cornç ogni ~ltr~ merce, iIJ 1crrni1Ji rnonçi~ri, sçcondo domanda cd offerta su di un particolare mercato. Si soggiunge subi to che i precedenti concetti non emergono comune· mente per le funzioni delle armi in difesa degli Stati, funzioni che prescindono in genere da fattori economici o merceologici o li relegano su piani subordinati, una constatazione che non ne infirma la fondatezza. Una costante messa a fuoco di aspetti ed incombenze militari è causa di una scarsa menzione su aspetti cd incombenze para cd c,tramiliiari, quali ad esempio la produzione ed il commercio sia di anni di nuova fabbricazione sia di armi di ricupero, dismesse dagli arsenali miliiari perch~ radiate dall'uso. L1 scars.1 attenzione postulata non è: giustificata dalle corrispondenti attività industriali e commerciali, che sono spesso di entità considerevole ed interessano vasti mercati, con addentellati politici, economici e finan-

ziari gcncraìmcntc insospettati. Atteggiamenti largamente diffusi hanno naturalmente cause consistenti, che nei casi prospettati sono una lunga cd ininterrotta tradizione di prcva-


lenre interesse militare, la perspicuità del possesso da parte di militari, il divieto correlativo di disporne per gli c.~rranei alla milizia, se non per tipi e per usi determinati (clifcsa, sport, ccc.), con esclusione delle armi cosiddette da guerra (automatiche, di reparto, ccc,). Queste ultime, con il personale di impiego, costituiscono gli organismi militari, oggi come in ogni altro 1empo. Tali discriminazioni sono confermare al presente, rispetto ad un lonrano passato, dal miglioramento dcUa sicurezza pubblica presso tutti gli Stati civili, dalla potenza e complessità delle armi moderne, nenamentc eccessive per impieghi cxtramilitari, dal divieto di formaz,oru param1htari armare. Trn vincoli e divieti le fasi di fabbricazione e quelle di ricupcro accennate restano in ombra, una condizione di fa110 che, con il concorso d'interessi precisi, operanti odio stesso senso, rende di difficile individuazione persone e atti dediti ad attività senza dubbio particolari. La particolarità ddle attività non esclude valori anche considerevoli delle trans.,1.ioni relative, i tr;isferimcnti di armi o più in generale i traffìd d'armi. quest'ultimo un ttrminc al quale si preferisce dare un significato ristretto, riservandolo alla parte meno rispettabile delle attività in questione, spesso d;i tenere in conto di episodi veri e propri di conrrabbando. Al riguardo delle transazioni accennate, fabbricazione e trasferimenti sono fasi complement:iri promcarc da analogia di fini e da differenze di facoltà cli ambienti interessati. Per quanto ha tratto a diUcrcnze di focoh:.\, le armi, nei secoli pass.1ti prodotti artigianali spe$.IO di valore artistico considerevole, sono ormai macchine complesse prodotte da grancliosc industrie di trasformazione, cbe prosperano presso gli Stati più progrediti del mondo e mancano in tutti gli alrri, costretti per le loro csigcn,.c a provveder~i presso i grandi fabbri• canti o. pili gencric.1mentc, ad attingere ad un commercio internazionale di armi. L'analogia di fini è da vedere nel conseguimento di livelli dcrerminari di facoltà di competizione da porre degli Stati acquirèJlti, a.ssicurati dal possesso di statuiti tiuantitativi di armi, un enunciato che dà nozione deU'implicazione di condizioni politiche, economiche e finanziarie imposte e subite. Un'annotazione immediata merita di essere fatta: la visione globale. sintctii1zata nei rcrmi ni precedenti, per una complesso di circostanze non è cli riposo. Soprattutto essa rivela un processo di diffusione cli armi ingente di per sè e, quel che più conta, in contrasto con uno spiriro di disarmo, desto in estesi srrari di opinioni nel mondo. In suo confronto questo processo costituisce un'azione antitecicn che è da r:igguagliare, senza alcunn intenzione di dra111111atizzarla, in ua riarmo effettivo, capace d'interferire negativamente sugli sforzi tendenti ad un disarmo, per il momento poco più di una generosa speranza.


La situazione adombrata è il prodotto di un progresso scientifico e tecnologico senza precedenti e della proiezione di questo sulla evoluzione degli armamenti e di conseguenza sulle istituzioni militari contempcrancc e sui riflessi di queste ultime sulle crisi di rchr,.ioni tra gli Stati. L'aumento straordinario di potenza degli strumenti di guerra è giunto n tal punto d:1 imporre cautele severe agli Stati più potenti del mondo, cautele da sintetizzare in un'autorevole prest:rizione di evitare prove di forza. E' un fatto singolare che questa prescrizione non ha eguale vigore per tutti. L'cec,zionc piÌl interessante I: costituita dagli Stati di rango modesto. <Jlt <·cccss1 in materia di oucsti ultimi sono meno carichi di destino e ritenuti di controllo rclativamc1~tc agevole, tanto da indurre perfi no a provocarl i, fornendo loro mezzi cd occasione, per trarne i vantaggi che è consentito ripromettersene. Di qui la incrementata richiesta di armi da parte di piccoli Stati, con la causale corrente di difendere la loro indipende01.a, e le cessioni Crt-qucnti di armi da parte cli St:iti potemi cl1e si prestano a soddisfare esigenze di difesa nncorchè poco convincenti. L., logic;;i di tJUtsti atteggiamenti è innegabile, se pure distorta. In q"<'-

ste circoslaJJzc prc111fo110 co11siue11za aui fo11dammt11/i di 11uoue strougie dt «ggreuioJJe illdirella /orlemc11tc openmti e redditizi, destimtti di conseg11mza ad ,ma diffuJ1011e forse i11euitabile ,,,.J prossimo /11111ro. E' ovvio che un fenomeno del quale si avverte l'estensione sia promosso da una causalità di porticolare vigore. La opcrativit~ dei fatti indicati si estrinseca attraverso altcra,;ioni di posizioni di potenza idonee, anche se gli cffeni sono marginali, a realizzare per integrMdoni reciproche e successive, gli effetti tipici dell 'azione indiretta, la quale, occorre averlo b<:n presente. non è rinunzia a quella diretta, anzi sovente la prepara e la precede. La produzione cli armi della grande industria moderna è tipicamente una produzione di massa, come ogni altro genere di produzione industriale. Produzione massiccia e trasforimcnti ingenti di armi dctc:rmioano l'accrescimento rapido ddle conc<'.ntrazioni di potenza anche laddove apparentemente non ne sussistono le premesse, estendendo in misura imprevista il quadro del fenomeno. Questo as.sumc un interesse del tutto particolare, lo si è già accennato, in sede di disarmo in guanto è: in grado di annullarne presuppo~ti cd effetti, quindi di attentare ai fini di un disarmo effettivo e ritenuto incautamente privo di alce. Produzione massiccia, trasferimenti d'armi e formazione cd esistenza di stocks ingenti sono fmi interdipendenti presi partitamente in esame di seguito: essi, pc:r la loro natura, si sviluppano in quadri distinti ed hanno esiti diversi, ma presentano altresl la singolare analogia di manifestazioni di

una tendenza ~I rk1rmo, le cui caratterizzazioni, in determinate circostanze, aprono l'adito ad emergenze gravisrunc.


2. - LA PR01>u1,10NE MASSJC<;tA ,,. ARsu. La produzione massiccia di armi moderne, della q113le sono capaci gli Stati che dispongono di una grande industria di armamenti, non si traduce soltanto in alti livdli di potcn7.a, conSéguiti a prescindere dal paramcrro cempo; ess:1 si cs1rinscca soprattuuo in fabbricazione di forti quantitativi d'armi di alta efficacia competitiva a tempi cli primato, .cnz:i dubbio dotata dei più incensi riflessi politici cd operativi. In determinare circostanze essa assume il valore cli un riormo ingente e rapido. La congiuntura supera b concezione di lh•clli di potenza statici per dnr sost:rnza :a cp1ella <:li un incremento di potenza dinamico !t ptirtlrc da un li• vello basso, anche praticamente nullo. Se la rapidità d'incremento farà premio sulle facoltà si mil ari altrui, restano confermate una concreta facoltà di sopraffazione della concentra:,ione e la esclusione di contromisure tempestive. Nulla vieta Ji congetturare il procedimento applicato ad arte in quadn cli disarmo in cono od in atto. Allora i provvedimenti corrispondenti si trasformano immancabilmente in un inganno od in una for,a, con ogni probabilit.ì una tragico farsa. li riferimento a procedimenti del genere non è casuale. Questi sono preparati, sia pure in modo indiretto, dalla progressiva desuetudine dei grandi arsenali bellici, dcstiMri con frequenza sempre maggiore a divenire dcposi1i di ferrivecchi, e dalla loro SOMituzionc con prototipi, diligentemente aggiornati , da porre in produzione :11 momento del bisogno a grande a/Iure, sotto la protezione di un armamento di s:curczza cd eventual mente di un decerrcnre atomico. La concomit,nza eventuale di provvedimenti di disarmo aggrava logicamente queste situazioni di per sè molto gravi. Cospicui trasferimenti d'armi, comunque realizzati, estendono le facoltà implicite nei sistemi di riarmo rapido :mchc a Srnti che non dispongono in proprio degli attributi prcvisri necessari, cioè anche a potenr,c di secondo

o tcr.t}ordinc.

Per queste l'cvemualitil imported un·altcrazionc sostanziale di rapporti di for1.c a loro favore, .>emprcchè giungano a buon fine i provvedi menti intesi ad assicurare alle armi le loro alte prestazioni, quelli relativi all'addesrramenro del personale di tutti i gradi cJ alla disponibilità congrua di tecnici e di specialisti occ.. in breve ogni diligenza atta a rendere sufficiente la condizione necessaria acquisita. Potr1, essere obicu:ito che si tratta di casi c'Ccezionali , che chi è preso di mira ha lUllO l'i nteresse di rendere innocui appuntando tutte le sue fo. coltà a questo fine. Le csigcnr,c di efficacia della .rcplicl\ souoli11e.1no il fatto che essi superano ad un certo momento volontà di operatori come apporta· tori di situazimu tecnico-operative di prcparazicnc autonoma e di utilizz:izionc intelligente, le quali pongono gli a1tori in prcscm1a tli congi unrurc determinanti, centro le quali l'unica contromisura valida è il raffor,;.,men to delle proprie facoltà competitive, per quanto onerom esso pos.'>11 essere.


L'argomentazione eonvalid:i un altro ordine di concetti. In altra sede ( 1) si sono prese in considerazione le eonccn1ra1.ioni di po1cnza, cui partedpa, con molti altri fattori, la produzione massiccia di armi e le si sono eonfigurote alla stregua di coacervi di strumenti bellici su aree determinate, una locuzione da intcnclcre in senso lato, coacervi che pcrtan10 si potrebbero dire « concentrazioni spaziali di potenza». Di queste si è p0srn in evidenza la caratteristica d'incrèmenti proporzionali ad un livello istant•· neo e quindi di un aume1\tO in misura molto mag1.,,iorc delle piò ingenti rispetto a quelle di cntit~ minore. Ne consegue un'esasperazione della discrepan1.1 di facolta compctiùve ai danni tli ,1ucstc ultime e di eon,cgucn:w l'af formazione crescente dcli:, suprcma1,b delle grandi e della subordinazione delle piccole. Dopo quanto detto sin qui, al concetto di concentrazioni spaziali si ritiene di dovere affiancare quello di « concentrazioni temporali di potenza o, più correttamente, spazio - temporali », nell'intesa di designare con questa locuzione co:tcèrvi di strumenti bellici su aree determinate che rnggiungono ad un cerro momento livelli molto ckvati in virtù ridia produzione di grandiosi organismi industriali lavoranti • pieno ritmo. Lu dispo11ibilit,) di

masse cospic11c di str11111emi bellici realizzala i11 tempi da ,, record", 111/11 prima rid,ima, è da porre al/'origi11e d'imponemi effetti politici cd operativi. Ciò posco è probabile che le conccntra.zioni di potenza spazio-temporali, data la loro prerogativa di giungere in breve tempo, in senso assoluto oltre che rebtivo, a livelli alt:uncnte competitivi partendo da una consistenza pratica " zero », divengano le strumentazioni operative preferenziali in un mondo che ba accettato il principio del disarmo generale e controllato - una situazione solo i potiziata pcrchè non ancora accettata e posta in ano - anche se presuppongano l'infrazione del principio. E certamente lo diverranno con tanta maggiore autorità quanto più efficace risultcd la loro azione entro i limiti minimi di affermazione dell'azione reattiva e di controllo, comunque essa sia congegnata.

La tesi i11d11cc a prevctlere 11110 gerarchia di potwzc basata 11011 111 armi acc,muilate, quindi i11 effetti dilarmate, lx11sl s11 facoltà di disporre 111 grande quamìtà i11 breve ttrmi11e rii tm,po, rioè capaci rii procedere ari "" riarmo rapido. Si rratta di eventualità delle quali è evidente l'importanza e che non JX>ssono essere trascurate nè prese alla lcggm, in vista di applicazioni concrete di provvedimenti di disarmo generale, si vorrebbe aggiungere in vis1a di qualsiasi sistema di disarmo. Ciò malgrado la casistica relativa non è nemmeno abbo1.7.1ta e le contromisure sono del tutto assenti. Queste circostanze ag~ungono il pregio della sorpresa a favore di chi adotterà per primo orientamenti di tale sp<.~ic. (1) Cfr. ()cn. P. So,aso: " Sll•t<gi• glob,I< ,. Ed. Fru,inatc, Rom,, 1965 - Cap. U. 2.

R.


Queste circostanze giustificano le cautdc con le quali si vedono affrontati i problemi di un disarmo effettivo, qualunque ne siano le modalità. In attesa di una indispensabile precisazione d'idee e di un debito concretamcnto di scopi reali e possibili è sentita l'impressione di un pericoloso vuoto d'idee chiare e di previsioni, in presenza del quale, per il momento, il nulla di fotto è il risultato più accettabile cd il proponimenro più opportuno è quello di affrontare i problemi marginali della questione per metterne in buona vista quelli sostanziali. In quest'ordine d'idee rientrano gli accertamenti relativi alla produzione NI :-ii tr:.sft·rirnc-nti di arnù, dei qu:.li !ii è volurn .mC"ttcrc in cviclcnu l'importanza nell'economia dei conflitti internazionali e:, in linea subordinata, illustrare l'antinonùa in materia di temi fondamentali di disarmo, per la loro qualit~ di atti indiscutibili di riarmo di entit-J e portata n1tt'altro che trascurabile.

0

3· - ANAI.ISJ D&l TMS>ER1'LEN"n D ARMI, - Accentramento di prodll7:iooc cd aree di collocamento numerose impongono il trasferimento dci prodotti. Il processo si verifica anche per le armi moderne, la cui produzione è accentrata nei grandi stabilimenti dell'industria meccanica pesante e leggera e della elettronica più fine, esistenti soltanto negli Stati industrialmente più progrediti, e le cui richieste provengono dalle p:1rli più disparate del mondo. 1 trasferimenti d'armi che ne conseguono, in quadri ioternazionah, complementAri rispetto ad un commercio interno limitato e regolamentato dai singoli Stati, hann9 luogo attraverso canali disparati di una uf/icialitn decrescente a seconda che s'informano a transazioni rra Stati produllori e Stati acquirenti oppure tra procuratori di affari (brokcrs) e Stati acquircmi o infine lrn opcr:itori privati, interessati diretti od agenti ocll'inrerc.1.1e di terzi, in genere souo coperture varie inresc ad assicurare il triplice segreto industriale, commerciale cd operati,•o in quanro in causa. Logicamente in queste circostanze esisrono motivi validi pcrchè i trasferimenti siano sottratti all'allcnzione generale e restino mal noù a coloro stessi che avrebbero motivi di ufficio per tenersene al correnre, anche quando assumano, come accade di frequente, volumi considerevoli cd esercitino riflessi politici cd operativi imponenti. Pertanto le precisazioni in materia non sono focili, una circostanza che accresce il pregio di accertamenti allo scopo sia di valutare con buona approssimazione l'importanza assunto od in procinto di essere a11.mnra dagli atti in quesrionc in qualità di determinanti di ~uiJibri di focoh.\ compctctirivc in zone politicamente instabili, sia di reperire dari di guida per attività P"rmanenti o congiunniraJi intese a salvaguardare la pace generale. Tra queste honno posizione preminente le trattative in corso per il disarmo, del quale i trasferimenti di armi sono per il momento la contradcli-


,;ione concettuale e mmncciano di di venire contraddizione di fatto, ove si addivenga nd arti concreti di disarmo. non imminenti ma. è da sperare, non del tutto remoti. Da un punto di vista tecnico le mtcrferenzc cln aclclcb1tarc a, trasknmenti d'armi in quadri di disarmo hanno un valore crcscicnte a mano a mano che si proceda sulla via di un disarmo effettivo, una ipotesi che è prudente formulare sino alla verifica della loro eliminazione o quanto meno della loro neutrali'l.zazionc. Risponde a buoni cntcri di metodo, nell'intendimento di approfondire l'i mp<»tazionc dei problemi relativi, di prendere le mo,sc dall:t tlispnnihilit?t d'armi sui « mcrc.1ri " inrernazionoli <: dai sistemi di trasferimento da aree di disponibiliri\ ad aree di collocazione, sia che quivi le armi restino in potenza o siano destinate ad alimentare conflitti armati limitati o localizzati_ In proposito nlcunì dati di fotto sono fondamentali. In primo luogo armi di alta qualificazione. che traggono ampio partito dallo spiccato progresso tecnologico atrurue. sono in produzione presso non piò di una dozzina di St~ti, gli stessi che beneficiano del ptù considerevole avanzamento in materia di tecniche produttivistiche e che dispongono degli organismi induscriali attrc1.1~1ti per applicarle. Per contro i clienti, Jeiidcro,i di provvedere le proprie forze armate di Mmi eflicientì, si contano a dieeine di Senti. rn rct7,o luogo, trattandosi di un commado con evidenti addeotdlatt politici, lo si riscon~ soggetto ad Of>1ioni tassative, per effetto delle quali incontra focilitazioni o difficolt?t, queste ultime di carattere assoluto, secondo meriti o demeriti degli acquirenti, \'aiutati generalmente in base a punti di ,·ista del tutto contingenti. Invece le facilitazioni sono espressione del desiderio dei fornitori di dar corso alle forniture, anche a prescindere da motivi di tornaconto deci,ivi in ogni altra contrattazione di compra - vendita, allo scopo di stabilire e di consolidare rapporri di patronato e di clicntda. In definitiva si mirta di transa:i:ioni caratterizzate da pesanti vincoli per quel che riguarda il consenso, i generi d'armi cd i quantitativi concessi, la cui materia ha disparate origini: le fabbricazioni originarie, in misura m:1ggiorc gli stoc/i,.s costituiti con i rinnovi periodici presso le forze armate delle maggiori potcnu, imposti con ritmo di frequcnw crescente dal progresso rapido degli armamenti, infine i residuati bellici cli tutte le guerre di questo periodo, il cui commercio è 10 mano di operatori molto intraprendenti, agenti prevalentemente in zone di attività sediziose. In dipendenza dei fatti citati i trasferimenti d'armi hanno la direzione costante dai grandi produttori ai clienti minori, con una permanenza di motivi che, se non intervenissero ~grt:to militare e coperture varie, intese a mantenere per lo meno odia semiclandC:lltinità le operazioni relative, queste co,tituirebhcro transazioni tra le piò facili a svelare del mondo. Da aggiungere


che tra i clienti spcssegginno gli Stati detti in modo eufemistico ,, in via di sviluppo», in realtà fermi su posizioni produuivisrichc molto arretratc, che escludono perfino attitudini di manutenzione delle armi acquistate. Di qui circostanw che, unite alle esigenze di p:rrti di ricambio e di n111nizionamcntc. rafforzano le condizioni di dipendenza tecnica e politica accese <blle forniture. Si è già prospettata una discriminazione, sostanziale e formale, sulla base delle figure dei contraenti, Stati sovrani, procuratori di affari od opcraton privati, inciividui o ragioni :;ociali. con una aucnuazione crescente cli rispct· ubilit!l, che viene • m.mc.1rc ,Id tutto yua11du le at1iviu1 in yucstione sfu. mano in lucrose attivi!.\ di contrabbando. Un'altra discriminazione verte sui trasferimenti primari e secondari. , primi di provenienza diretta dai grandi produttori, i secondi affidati a smt· stamenti parziali di forniture originariamente dirette, a favore di secondi acquirenti od anche cli clesti nata.ri di donativi indirizzati a ,èmpatizzanti politici, impegnati in imprese cooperanti. Qud che mene conto puscntare come deduzione interessante di quanto esposto sin qui, è che non esistono difficolt~ insormontabili per Stati non prnciunori in proprio, per procurarsi tutte le armi che essi considerano ncccs· saric. una volta superata l'incertezza dei fornitori cui rivolgersi, tra i quah si avvertono le condizioni di una vcr3 e propria concorrenza ùi trasparente contenuto. L'incertezza ùeriva da una esigen1.1 cli scelta, a sua volta dcci,ionc politica in quanto vuole perfe1.ionata, in ,•ia preliminare, una relazione di patronato e di clientela, par1icolarn1en1c operante nel caso di armi impiegate in un conflitto. Di qui un'altra eco importante delle transa:r.ioni in armi. Agi, effetti locali di 1q11ilibrio di facoltà competitive di immediata percezio11e si "ggit111go110 le affermazioni di forze estranee prima dt allora, molto mmo e11ide111i ma atpaci d'introdurre «< i11 loco>~ nuovi moti11i di ,111nto, espressione meno c11iclc11tc d'i111cre11i ilotalt di 1111 particolare mordcnle. Si avrà occasione di ritornare su entrambi gli ordi,,i di fatti, pcrcbè è opportuno approfondirne la operatività. in particolare sorto gli aspetti dei legami poli rici e ddle alterazioni conseguenti di situazione in zone nc,·ralgiche dal punto cii vista strategico che cs,i importano, spesso manifcsta~ioni di discgnj di predominio di ampb :ipcrtura ma tutt'altro che propensi a rivelare le intcllil(c.nzc conduttrici, i morivi reali e gli scopi proposti di tempo in tempo.

4· • MODALITÀ ED F,N1'1TÀ riti TR.ASF&J\1~161''TI l>AJ\MI, - Le auività che si sono dette gcncric:uucntc di trasferimento d'armi danno luogo in clTcrti n procC$.~i di ciiffusionc di armi di alta efficacia, che sono veri e propri pro-


cessi cli riarmo, dei quah si cercherà di valuure l'cnliÙ, si:, pure in linea di massima, come atto preliminare per l' apprcziamenlo di Ul13 loro portata politica reale. Certamente dena sorpresa, al primo contano con l'argomento, la constata,Jonc del volume e del valore dei traffici in questione, cui succede un senso di apprensione provocato dall'aggravarsi delle condizioni d'instabilità politica che sono bcn presto avvertite, Come primo moto di rcnzione, la mente corre verso interdizioni e controlli della produ>.ionc e dei trasferimenti stes.1i fuori del territorio degli Sc:tti produttori. dato che al passaggio delle loro lronuere ha origine il viaggio dd pericoloso materiale. Ma non si può dimcntic.irc che sono proprio gli Stati produttori cd in linea ,ubordioata gli Stoti depositori di ormi che, per i lnro lini, c><:rcitano il lr':lftico d'armi sì che io definitiva interdi1.ioni e controlli o sareblxro affidati ai controllati, un provvedimento mai stato giudicato rea· lisiico, o costituirebbero anentari contro le sovranità nazionali. materia gelosa e strenuamente difesa quando s'intende impedire che altri interferiscano in interessi vitali, o ritenuti tali,

cli Stati

sovrani.

Interdizioni e controlli sono validi se affidati ad un'autorib 50vcanaziu. nalc, provvista di attributi che ne gar:mt:L'ic;mo la patestà, nia l'iuitu.zionc è

estremamente difficile da realizzare m pratic:,. Anche se l'idea fosse accolta in linea di principio. un traguardo intermedio tuttora lontano. resterebbe da conseguirne b convalida in linc:, di fauo, una convalida che presuppone l'accettazione <li un'autolimitazione di facoltà. da parte di ehi do,'l'cbbc as,;oggettarsi alle OUOl'C norme. che per il momento è del tutto improbabile. La fabbricazione di armi, in vist:, dell'apprestamento di forze arm;itc, è Stato sempre considerato un compito fondamentale cd esclusivo degli Stati, che cl, rcccnre ,i è accentrato per motivi 1ccnici in cre.<eentc affermazione presso un numero limitato di grancli Stati, in possesso dei mezzi di ricerca e di trasformazione industriale streuamcntc necessari. un accentramento già visto all'origine, tra l'altro, dei trasferimenti di armi da uno Smco all'altro. In quei termini infata si colmano le lacune delle produzioni nazionali. ma si è ;anche aperta la via alla istituzione cd al consolidamento d, clientele tra Smti grandi e piccoli, divenute ingredienti principali di nuovi procedimenti risolutivi di cri>i di relaziona intcrnaz,onali. Non si esagera 11ffermnndo che i nuovi procedimenti ncccnn:1ti mirano .i far muovere la ructa della storia al passo limitato delle piccole potenze anzicb~ su quello tanto più ampio delle grandi, da quando è apparso ben chiaro che affidarsi a quest'ultimo era divcnum troppo oneroso oltre che non indispcn~bile. . Riconosciuti cccc~ivi gli oneri ed i rischi delle grandi guerre e rinvcrd110 11 vecchio sistema di far la guerra con la pelle degli altri, il contemperamento di varie esigcn1,c è stoio vistn nel trarre partito dalle guerre di Stati


di secondo o ter7,'ordinc, spini, di proposito l'un conrro l'altro, ,ui sistema di guerra del quale è stata premessa l'invio di nrmi e l'adesione aUa politica settoriale dei fornitori. E' da aggiungere che di regola non fa mai difetto un certo numero di concorrenti di buona volonti, quanto interessati. All'invio di armi si aggiungono assistenza economie:, e sowcnz,oni finanziarie ed il gioco è fotto. Forme opportune di controllo, in qualità di procedimenti indiretti di persu:uionc e di cc'l(rcizionc, valgono ad evitare una ~-cccssiva indipendenza di atteggiamenti od anche soltanto prese cli posizione autonome esorbitanti dai limiti prestabiliti. In <.jUCsti termini si sono costituite e si costiruiscono inrcrcoonessioni serrate d'interessi e di nccessid in veste di strummti d'inquadramento degli atti dei ~neficiati d'indiscutibile presa c. più in generale, di dimensionamento di sviluppi cd esiti dei confliui armati, in conformir:1 degli interessi prc,•altnti di chi ne conduce le fila. Una valutazione della entità dei trasfc:rimena d'armi, sia pure di m:usima come già previsto, vale a porre l'accento sulla loro opcr:11ivi1.ì e sulle (un· zioni di determinazione di eventi cbc è doveroso oltre che cauto, nttribuirgli. Si premettono, in aggiunta ai cenni classificatori all'inizio del saggio, alcune annotazioni circa le modalità seguire nei trasferimenti tra Stati sovrani - le modalità delle transazioni commc:rciali tra privati avenri per og· getto armi sono messe a fuoco con molta difficoltà c per lo più in modo frammentario - che ,·anno sotto il nome di « aiuti militari"· Le tranMzioni hanno luogo di regola a pagamento, se pure con modalità informate a criteri politici, per ciò che riguarda prezzi e sc.1denze di pagomcnto, i quali sono riflesso dell'interesse dcl fornitore a raffor7~1re l'acquirente e delle condizioni economicbc di quest'ultimo. In ceni c:asi interesse del fornitore e condi?.ioni economiche dell'acquirente confluiscono in cessioni a titolo gratuito - le «assegnazioni militari » o gra111 ,,id degli americani cd in altri i rrasfcrimcnti sono dicttuati con opcr:l"1.ioni economico - lin:1nziaric cli tipo ordinario, tra le quali sono da ricordare i pagamenti in natura con prodotti locali, fmiucnti da parre di Paesi sottosviluppati. Oggi aiuto militare è un termine di larga :iccczione per indicare la fornitura d'armi e di consigli tecnici ad uno Stato che ne faccia richiesta o sia indotto a forla cd il cui raffor11.1mcn10 ,uiJitarc rientri nelle intenzioni e ne· gli interessi dello Stato fornirorc. Per sottolineare il v:,lore politico della richiesta e ddl'acccttazio3c delle forniture d'armi. si ricorda che la loro d fcuuazionc ad opera di una parte esclude clic abbiano corso quelle ad opc:ra di un'altra, per quanto non si:u10 mancati casi di attingimento da entrambe le parti o di passaggio da una fonte all'altra. per lo più in tempi successivi. Invece le forniture clnodcstine sfuggono a cali gravami, ma riguardano di consueto volumi d'armi comparativamente molto minori.


In questi ultimi casi prC\•algono gli incentivi finanziari e i traffici SI svolgono ad opera di ditte privare, operanti sui mercati europea. medio· oriemali. a<iatici, africani e dell'America Latina ( 1 ). Se, come gih dearo, i ripi d'armi più richiesti sono srari acrci a getto. carri armati e missili, le tran nioni hanno avuto per oggcrto anche ormi leggere, pezzi d'artiglieria, autoblindo cd imbarc.11.ioni per pattuglia. Per il prossimo avvenire è da prevedere un aumento di richic;ta per dicoueri da trasporto e da combau.imeotu. La disponibilità di m3torialc bellico pro,so I produttori, tutti Stati alt~-

rne.ntc indu)ttialìzzali e lUII av\ 1utc 1

pro<luz.ioni

massicce. si è

LrQv:H:l :1

fronte

di un'intensa richiesta, superiore ad ogni apprezzamento induttivo ma conformata da consistenti dati di fatto. L'cntit11 della richiesta è motivata da esigenze molteplici, delle quali le prinòpali 50110:

1) l'aumento del numero degli Stati indipendenti, passati da una cinquantina ad oltre 120 negli ultimi ve.n t'anni:

2) il bisogno, per i nuovi Stati, di far fronte :i problemi interni cd esterni, capaci di sboccare o sboccami di fauo in conflitti nrmnti. nei qunli ~ in gioco la loro stessa r.istcnz.., o quanto rnccno la loro integrit!a; 3) il valore cmhlcmarico delle armi per il prestigio e la conferma della sovranità nazionale, attribmi particolarmente ricercati da Paesi in attesa di consolidare la loro posizione internazionale. nello stesso spirito che li conduce a mantenere in cscròzio costose compagnie di trasporti aerei di bandiera e ad c.rigcrc grandi palazl.i in vetro-cemento. inadatti ai climi tropicali, nei cenlri direzionali delle loro nuove capitali. Lo resi ! valida in modo spiccato pc:r le armi più moderne. La volontà di disporre. oltre che a rispondere ad impulsi di orgoglio nazionale, è espressione di un processo diITuso, evidente nei più diversi quadri di attività, in virtù del quale si tendono a sostituire metodi e strutture della civiltà industriale di massa a quelle delle civiltà autoctone. Nd quadro degli armnmcnb il processo s'identifica nella preferenza, spcs!O ingiustificata, verso istituti militari ricalcati, per quanto è consentito, su quelli dei vccclii dominatori, isll· ruti dei quali le armi moderne sono il disrintivo più apprcz1.a10. (1) S,Xnndo i d3li d<ll'inlorm><o Book o[ thc Ycar 1tfi7 dcli• Encklop<dia Bri1>nnici, per l'anno pti".'! rttemt: del qualt: jQUO r,od j rh,ri 1it:1ti~ticl (1g(,6). le provviste rl'i:armi pìi) lmporu111i h;nmo ~Uf)Ct;lto. in tutto il mondo, 1,m mili.anlo di dolb.,-i.

Ovunque ,i .ia:r:ndt un conflino armato i\ i atf11..111eono in copia le 11rmi ptt òJggrav.1rlo e per prolungarlo. E' pudù frequente , 1cdrn: le p:arti contnppcn1.c .1ggrcdirii con :um, dello Slc::D.O tipo, un a5~urdo formo1le che non diminui.sct «rn1.mcmt: 1'.a~prcn..:a degli ~tmtri1 ma àndui:c a pen4Jrc <hc ~ le armi non foucro sutc fornite. ~li "COl\trl nnn avrtbbcro a, 1.110 lunJ..'ll. 0


5· • TRASFERl\l6NTI o'ARMI • DISAI\MO, - l,a ponarn di una CllUS.~lità complessa. tcstè analizzata in alcuni suoi aspcui predominanti, è il riconoscimento di uno continua diffusione d'armi in molti =i da interpretare alla stregua di un vero e proprio riarmo. Questo, anche S<: frazioMto in nlitJUOtc per lo più di rilievo soltanro loc.1le per essere intrinsecamente modeste in rapporto agli :menali bdlici delle poteni.c maggiori, tocca un 'intensità glo. baie che induce a considerarlo fenomeno meritevole di molta aucnzione, per di più in slndente contrasto con un indirizzo di disarmo gcnenlc e contro! lato. accolto come precetto da tutti gli Stati. anche se ancora lontano da tra dorsi in ;dli ('oncrcti. In realtà, ove si proponga il quesito se al giorno d'oggi il mondo proccd:i verso il dis.1rmo o verso il riarmo, s1 giunge alla stravag:mrc constaraz,onc che si discute molto a pro' del disarmo e che si procede nei Fnni, come si i, già affermato, verso un ingcme riarmo. E poichè nella vita corrente è l'auivi1¼ pratica che conta, h ~ruaicionc di fano, se non è una smentir. delle buone intenzioni ne diminuisce le prospettive concre1c, limitate a <liscmsioni senza fine tra le parti intercss.1re dcsiinnre per lo più a dare materia ai rem, delle propagande contropposre. li quesito proposto, dopo quarant'anni di dibamu, prima in seno allo Società delle Nazioni e poi dcll'Orglnizzazione delle Nazioni Unite. mene per proprio conto 10 evidenza quanto st sia ancora lontani dal porto: i:lt 11ocJc1 d'armi sono ovunque in aumento. le armi raggiungono livelli crcKcnti di efficacia e di potenza, le spese per le difese nazionali tendono verso percentuali sempre più alte dei bilanci stntnli, quantunque le variazioni in aurnenro siano spesso celale entro le pieghe cli capitoli di bilancio i più ano <lini che si possano pensare. Nmtralmcnte gli al!eggiamcnri rivelati dalle precedenti consmazioni sono deuau dalla nota norma di componomcnto che occorre prima ,,iverc. poi filosofare. Altrcsl si deve ammettere che l'equilibrio di facoltà di competizione, re,ùizzato presso due potenziali contendenti. è garanzia, sinchè permane, della conservazione della pace. ma non /: men ,·ero che il sistema di far fronte ad ogni squil1bno, vero o supposto, con aomcnu equilibratori accc:ndc spirali d'incremento d, potenza veramente pericolose. Quando poi, malgrado ogru voto LO contrario, il conflitto Koppia, quelli stessi intcrcsli che li hanno promossi ,inora, l'orgoglio nazionale degli Srari coinvolti e quello di pane che non :unmcttc M>Ccombcnti i propri :1ssisriti. impongono nuovi afflussi d'armi, con pericolo che connitti, iniziati come locali o limimà, fuoricscano dalle caracrerisùche iniziali superando in modo catastrofico limiti del resto di solito molto mcerri. In una fenomenologia tanto complessa per sua natura è arduo proporsi scopi assolutamente determinati e difatti è: accaduto di già che essi siano sran conseguiti solo parzialmente o <iano mancati o che , riçulrnti ~inno ~rati opposti di quelli ripromessi.


Unn ulteriore minnccia della pace è insitn nella constat.:iz10nc di proccs~1 d'incremento di potenza che non è possibile arrcslarc, pnm• che divenga· no pericolosi, se non con un ano d, forza capace d°Lnterrompcre il processo. una situa1.ione condizionata da una scadenza nel tempo che ne vieta un dilazionamcnto a tempo indcfinito. Una volta :mcora la pace ,•,cne • dipendere da fatturi d, ardua valuta· zinne, per di più resi aleatori per una loro 1endcnza a sfuggire al controllo di chi presuma di poterli utilizzare a proprio bc:ncplacito, un criterio desti·

fotti :1 dimo~tran1 sommamcntt" mcauto. L1 prcu.:dcntc ...011~1rlc:raz.1onc può essere coa~idcrut:t h:in:ilc ma consente

nato ne.i

ill.,zioni che sono rnu'ahro che di scarso interesse. In particolare sono imeress.1mi quelle che venono sulla profondità e sulla incontrollabilit/t degli squilibri di po1cnza prorncari clai trasfcnmenn massicci di armi nllorchè sono superati Ji,·elli di sicurez1.a v.,riabili eia caso a c,iso. In quesr circosr.on1.c il pensiero corre spontaneamente a provvedimenti d'au1ontà, intc,i a provocare interdizioni d1 otriviù che in dcfiru11va CO>lil\lisconu gravi attentati alla pace. provvedimcnri che peraltro sono più f..cili a congcuurarc che a porre in otto. Si è già formulata l'o»crvazione che alu dd gc:ncrc, in tempo d1 pace. >11enrano .1Ila sovraniro degli Stati cd alla libertà dei traUici nelle aa1uc in• ternazionali. Per di piò essi hanno la preoccupante carattcmtica di imporre acl altri cli non fare quello che co toro considerano di loro ,·antaggio. L'interdizione o, quanto meno, la regolamentazione dei trasfcrimcmi d'armi debbono essere presi in considerazione anche sotto un altro punto di vista, emerso gB n ,oric riprcsr, quello di un futuro disarmo. N,mm arrordo di disarmo, q11a/1mq11, ,u 1ia110 I, modalit<ì co11corda1c per il prossimo /11111,0, poiri/ pusci11dcrc da 1m co111rollo dei tr,ufcrimc11ti d'armi e prima a11cora della loro prod11::ionc, inteso ad evitare di vederlo eluso mediante lo spostamento in altre zane delle industrie belliche cd i rrasferimcnr:i del materiale bellico prodotto (, ). Ccr"1mcnte l'assolvimento dell'esigenza non è destinato a facilitare gli accordi in parola, ramo più che rratra<i di argomento sinora non affrontato. Resterà sempre lato debole di qualsiasi solu1,ione adottata l'occettazionc volenterosa da parte degli Sr:ui di autolimitazioni, l'cfficad• delle ispe1.ioni in territori :ùtrui e sui mari internazionali ed il valore di fano delle sanzioni contro i trasgrcmri. E' '!"asi superfluo richiamare l'mcnzionc sullo scarso affidamento dei ri ultati conseguiti sino adesso in propoiiro. I tentativi dcll'O. .A. non han-

(,) I primi csrmp1 di rnlll1."J"1111cnti :aU'cstcro di prOc.luziom ,'lct:uc da :aui 1nct:rn..111. tr.Qlc.:,.li Ji p::ic.e impn-'ili :all:s Germania ,lopo b prima. guttt.2i mcmdulc, ~no \1:1ti nffcrri <l::lll'impi.ln10 di f-obbric:hc ttdt:\Cht di .:srnu in Ol:1nd;i cd 1n l::urup;1 Oriento le.

1.iun:ali, nella flltWpttic i


no sortno effetti positivi d1 qualche rilievo; gli mi con1piuti nel corso della crisi di Cuba (ottobre 1962) hanno nuncato di stretta misura di provocare una terza gl•crra mondiale.

G. - D1s.,1<.\!o coNvENz10NALE t l>ISAR\fO :<uCLEARe. - Una tolleranza generale, d'altronde per lo più da attribuire alla difficolm estrema di procedere altrimenti, nei rigu.irdi di attività che importano la diffusione di arnù convenzionali, fa concrasro con gli sforzi contro la diffusione di armi nucleari, per la <JUalc è stata conbm b parola " proliferazione». per <JUanto, a pane motivi propagandt>tici, le minacce contro la pace da addebitare alle prime non siano minori di quelle da attribuire alle seconde, anzi probabilmente wno maggiori. La Lesi, apparentemente poco sostenibile, ha invece solide basi in due ordini di fatti intcrconnc i: tuuc le guerre, anche dopo l'avvento dell'era atomica oono state combarrmc con armi convenzionali; una volta fatto ricorso alle armi, un proccsoo di aggravamcnrn, che n<>n è dato escludere, può sortire in una guerra nucleare e vale a conresmre l'innocuit/i delle guerre limitate. li conrrasto, intrinsecamente illogico, è alimentato da ordini d'idee ben precisi, i quali superano con disinvoltura logica di fatti e razionalità di atteggiamenti in os""'luio a una dialettica che conviene analizzare per acccrt:irne spunti e riflessi. E' da premettere che il disarmo è indivisibile e che i uoi problemi debbono essere affrontati globalmente, rinunciando a discriminazioni di priorità che non hanno neppure il fondamento di rcnduc ad aggredirne gli aspetti di maggior peso. Proseguendo nell'analisi intrapres:i, senza dubbio In prolifera,:ione è fano di esrremo interesse ma proclamarla tale non significa considerarla asoolutamcntc negativa. r...~ è l'c tensione dell'iter per il <JUillc dal monopolio si è pas.s.1ti al duopolio e poi all'oligopolio, attraverso stadi uccmivi che si possono giudic.1re almeno in parte in modo fovorevolt se non altro in omaggio ad una pariteticità di facoltà di Stati sovrani dte esclude un predominio mondiale non dissimile, a parte sfumature di scarso rilievo, da una tirannide mondiale. La tesi che il disarmo dcbh:, prendere le mosse dalla controprolikrazionc, se è capace di far brtccia su va re r.onc di opinione agendo in verità più su fattori psicologici clic su fattori reali, poggia in sosran1~1 su di un paradosso e u di un C<Juivoco: il paradosso è che ,ia valido il gi udizio di una maggiore pcricolo,ità ddl'csplosivo nucleare, cioè cli una minaccia dillcrenziata più grave rispetto all'esplosivo molecolare, mentre i motivi d'inibizione intrinseca e d'inibi1.ionc csternn, determinati dai suoi effetti estremamente catastrofici, operano in senso opposto: l'C<Juivoco è che la proliferazione sia


~ I

5

solo orizzonwlc, escludendo cosl ouromoric.1mcnrc quolsinsi 01.,one di limua1,ionc delle sa,rrc nrruali, le qU.1li potranno essere incrementate a volontà (proli fernzione verticale). c.<mno nega la gr:Mt.'I del terrore atomico ma del pari nessuno ammcuc un giudizio compannivo di strumenti benevoli per le armi convcnz.ionnli, una proposizione clic fa sorridere appena pronunci":tl:.a.. D'.,hra p:U'lc terrore e grnvirll relativo di minaccio non sono sin.onimi. In quest'ultimo concetto enrrano, olrrc gli dforri intrinseci dell'esplosione nucleare, la fondatcz7.0 dell"cvcnru,litò di doverne subire l'offes:i e la probabilità cbc è lcciw amibuirc all'evento temuto. Una camp.1gnn contro le armi nucleari non può presci ndere da una analoga contro lè armi convenzionali e non deve limir:irsi, come no accadendo. ad inibire la proliferazione ori>.7.onrak ma deve proporsi reliminazionc della loro c. inenzn. Invece gli atri informati al brutto neologismo non hanno altra mira, confermando un implicito interesse dei detentori di armi alomiche, che di lasciarne il possesso a.i beali p01.ridt11tn non c'è ironia ndl'aggc1tivo e di negarlo a tutti gli altri. Gli attuali detentori con<cn•crebbcro i loro giganteschi armamenti convcnz1onali, spalleggiati dagli slocks di bombe atomiche e loro vettori, la cui entità sarebbe dimensionata soltanto dalle loro facolt:1 e dalle loro volontà. Naturalmente un atteggiamento del genere trascura del tutto che il mondo ~ pieno di armi convenzionali e che dove per caso non 5iano disponibili nei quantitativi ritenuti necessari esse giungono con grJndc rapidi~, che I, loro d6cocia aumenta di continuo, infine che le guerre che esse con,cnrono di combattere comportano cc,nombi sempre più vane. D'ahro canto, lo si deve a,·crc ben presente. la prolifc:razionc trova limia spontanei e diliicilmrntc ,upcrabiJi negli oneri tecnologici e finanziari della fabbricazione di armi atomiche a livello operativo e quando a11chc li ,upcra, è lenta dato che procede alla cadenza di lustri e di decadi, mentre l'impiego incontr:1 inibizioni ftrrce nella gravità di alti che sollcvcreblx:ro la collera e l'indign:12ionc di tutta l'umanità cd è bloccoto per di più dal timore della ritorsione, in modo così cificacc da non avere riscontro per nessun altro tipo di arma, se non forse la batteriologie.a. Cill non toglie che l'allcggiamcnto censuralo risponda ad una sua ipcdosa logica: esso equivale alla proposta del n11mcru1 c/a,,1111 per il « club atomico». Imposta sulla discutibile priorit!t di dimtnarc il pericolo più ag· gbiaccinntc, gli arti contro la proliferazione delle armi nucleari $'informano al disc~no trnspnrcntc di lasciare armati gli attuali detentori e disarmali tuui gli altn, ben piò numerosi e tanto meno potcnu. d contempo l'azione parallela contro la produzione m:miccia di armi convenzionali e la loro cessione al migliore ofTcrentc non dispone di motivi altrctt3lllo agguerriti cd un., contro una 911anri1/t di luoghi comuni, di po-


sizioni concettuali deboli ma non

soggette

a cnnca, di ordini d'idee in di -

fetto d'aggiornamcntoJ per quanto meriti di essere condotta con la più strenua energia.

E' d, d ire comunque che mentre non sono prevedibili confronti nucleari tra le due super~-otenze - i casi dell'ottobre 1962 sono illustrativi - i conflitti con armi convenzionali sono presenti di continuo e ancor più di frc. quente minacciati, sono tutt'altro che incruenti, costituiscono la ordinaria lesione della pace mondiale e quindi meritano di vedere esercitate a loro carico le più autorevoli coercizioni. L• linea di coll(/ow, pos1ul11t11 l impo11c con particolare 11utonià dopo auer prew 11ozio11e ,/dia diOusio,u i11co11trolla1a e i11co11trollahile, allo stato t!ei fatti, cl,e tl(l11t10 a11ume11do le armi ,le1ti11ate a comhn11erli. Gli obiettivi impliciti in questo proposito non sono vicini. Si è già previsto che per il loro conseguimento occorra la instaurazione di un'autorità supernazionale, investita di una potestà reale, capace di tenere in scacco le volontà perverse che si propongono di turbare la pace mondiale. Nell'attesa di questo evento propizio deve essere usata molta accortezza per evitare che. pur con le migliori intenzioni, sia data mano ad iniziative :lffre rt:i.te, imprudenti, C:lp:1cl di :rllonr:in!lre ]e mètc ambite.

Tra quelle sono gli accordi di disarmo parziale, cd il lasciar fare in ma• teria di trasferimenti di armi, in contrasto con una crescente necessità d'interventi determinata dall'aumentata richiesta, dipendente dal loro singolare progresso e dalla difficoltà conseguente di una produzione generalizzati. li ferro, che Goethe afferma lasciato nascere da Dio pcrchè non vi fossero uomini schiavi, ha dovuto cedere la funzione di vindice della libertà individuale dinnanzi agli strumenti d i distruzione collettiva, prima l'espio· sivo chimico, poi l'esplosivo atomico, entrambi strumenti a servi1,io di •!-(·

gressori agitati da mire di sopraffazione. Sen2a che l'evento sia stato celebrato a dovere, si è chiusa l'epoca per così dire romantica delle armi imbracciate in nome della libertà delle nazioni e si è aperta quella delle armi a sostegno d'ideologic in difetto di mordente. utiliz.zate come viatico di mire di predominio. E' sommamente cfa augurarsi che i responsabili di governi e di popoli siano tanto avvertiti da non cedere alle lusinghe di chi. per i propri lini inconfessati, abbonda in paradossi e sofismi per provare il contrario delle chiare verità illustrate con modesta dialettica ma ccn innegabile obiettività.


LA SISTEMATIZZAZIO NE DELLE

GUER RE

LIM I TATE

Gen. C.A. Paolo Supino

J, • L 'n·41'ERCONNESS10 ~E CRESCEt\lE "l'RA ( FATTI V~1ANJ OETER~11:--:1LTA O:\

UN INTENSO

PROGRESSO OENER,U,.E. -

Comunicazioni istantanee e trasporti

molto celeri hanno impicciolito il mondo : gli avv<:nimcnti trascorsi o in <X>rso in una sua partt qualsiasi hanno cchl sempre più avvertibili in tutte le altre. Ne risulta accesa ccl incrementata la funzionalità, in termini generali, degli avvenimenti, ovunque essi abbiano luogo, una funzionalità ulteriormente accresciuta per effetto di processi di sensibilizzazione, dei quali le strutturazioni sempre più complesse delle collcnività umane abbassano le soglie d'innesco, rivolti a conseguire riflessi di tipo c d'intensità prestabiliti nelle zone nelle quali si voglia utilizzarli . Prassi del genere sono da interpretare alla stregua di una strumentalizzazione di fotti a fini determinati, la 9ualc inoltre è in grado di attingere i propri motivi presso fonti sempre più estese, ben oltre i raggi delle relazioni normali, con la conseguenza di concorsi imprevisti, secondo esperienze correnti, e di un incremento considerevole di concorsi. Così prendono consistenza e vigore prerogative di azione in grandi 9uadri e facoltà di alterare in modo anche comidcrcvok parametri di panico· lare interesse, ad esempio quelli del potenziale bellico o quelli della capacità operativa nel caso di crisi di rclazion i internazionali, sino a dare luogo a risultati d·interdizionc a carico di avversari eventuali, pi(, in generale a situazioni dalle quali è consentito trarre buon partito. f nuovi procedimenti d'azione suggeriscono lince nuove che saranno esaminate più avanti, dopo avere approfondito le circostanze che li propongono. li loro successo ha come ovvie premesse, oltre che un meri to intrinseco, gli orientamenti ben centrati circa la loro funzionali tà e la loro portata. Concorrendo i processi di sensibilizzazione accennati , le facoltà di intervento i11 loco che li sostanziano debbono essere autorevoli, agitare vasti interessi e dar luogo ad atti tempestivi cd efficaci, due caratteristiche essenziali per il rendimento di attività ardue p<r concezione e per controllo. Fatte queste premesse,

si presenta spontanea l'osservazione che il ricorso

alla partecipazione di eventi lontani come gtneratori di spuntò alterativi in settori di considerevole e più diretto interesse, implica di averne già accert.1ti


1060

positivi e prdcrcnzi:ùi gli clforti, cioè di aver trovata la conforma ddl'affidamcnto lcciro su azioni mediate, poichè sono state superate le difficold di individuarle, d"inccnrivarle, di con,•ogliarle e di utilizzarle in conformità di finalità concme. Da aggiungere che !"invocata partecipazione di eventi lontani pone in difficoltà !"individuazione di una caus:ilirn in azione, un requisito utile per opporsi alle reazioni prevedibili deUe quali è premessa consueta detta individuazione nei termini di maggiore verosimiglianza, per di piu normalmente complicata ~r la sovrapposizione di un numero generalmente cospicuo di effetti immcdi,ri, in genere sòprawah11.1ti olllc le loro (unzioni effettive. Gli accertamenti tcn t:,ti, male impestati e foF/.atameme manchevoli, sortono in conclusioni follaci, perfino stravaganti. e le attività ad esse informate sono scarsamente o per nulla proficue e perfino controproducenti. Per converso è anche vero che in tali condizioni le coperture sono focili. il depistamento delle ricerche altrui è implicito nei fotti. il segreto di propcsiLi e obiettivi è meglio assicurato, b sorpresa all'ordine del giorno. Per questi motivi , e per molti altri che per e."5Cre meno operanti non è indispensabile ricordare, mai come oggi la ricerca e la valutazione delle cause dfcttivc è divenuta esigenza primordiale e mai, come al presente, le si sono viste consistere in confluenze complesse di fatti disparati per origine. per contenuto e per iacidcnze di tcm po e luogo. La constatazione ii traduce in uno imposrnzionc concettuale, sotto l'aspet· to difensivo, di prevenzione contro le apparenze troppo cvidcnti e per così dire prodigate; sotto il profilo dcll"nione d"iniziativa, di cautela rigorosa cd al tempo stesso di idcntific.uione, coUazione e chiamata in c:tus,, del maggior numero possibile di fattori utili. La terminologia usat:1 arieggia situazioni concorrenziali, che si è appreso 3 ragguagliare a quelle operative militari, naturalmente sotto etichette molto più varie, ma in rc:ùù il quadro delle attivit~ interessate è tanto vasto che i temi militari ne costituiscono una parre soltanto, anche se quella più approfondita nel presente saggio. Comunque il fenomeno bellico non fa eccezione ad un ordine di pensieri che ne supera nettamente le inquadrature correnti, in senso stretto e nei suoi addentellati politici e soci3li. Ne risulta autorizzata la deduzione che anche in materia di tematica operativa di for1.c armate non conviene fermani alle prime impressioni, determinate da fotti immediati. spesso epifenomeni di portata modesta, cd è doveroso ricercare le cause più lontane, di influenza più tntensa, da soppesare con cura per la chi:irctza nuggiore delle concezioni e per la indiscutibile razionalità degli :mi. Si potrà obicuare clic la precedente sintesi, in un breve giro di [ra,i, di caratteristiche di :iflermazionc in materia di straregia mi litare e politica, in dipendenza di uno spiccato progresso generale, non è del tutto csa\1stiva circa un argomento di tanto interesse generale e tecnico.


Si super~ l'ob1cz1onc c!i-pramcndo il convinc1111~n10 di una intcrconnes-

.lione sempre più stretta degli a\'\'cmmcnu, ovunque qucsn abbtano corso, una tesi già prospettata. e ùclla generazione di legami non casuali, in dipcn· clc.n.z.1, tra ~,luilZÌoni in ;ipparcnza t.Str;mec. QuC".sti legami si manifestano

Ji più in più opcrauti, una "l"'rJlÌvit-1i della 4u.1lc ~ necessario prcntlcre cognizione per l'affermarsi della tendenza .1 trarne il migliore prolino, insieme cd a preferenza dell'azione diretta e malgrado le tliflicohà di c><:mzio ddlc lince di a>.ionc relative, in comiderazionc dei vant-Jggi che o[[rono in ordine o rendimento cd a merito dì risultati. L'imcrw1111e,,ione postulata lra,Ccrisce i qundri delle attivil~ nello <pnio e od 1c:mpo dal CJUÌ all'altrovc e dal prc>ente ad un futuro pros imo, con una moùilicaz1onc sostanziale ùi mouv, già consueti e con l'accesso ad un:i te· matica operativa d'indubbia originalità. sopranutto molto ricca di terni e pronta a valorizzare I'agili!:\ concelluale cd una svariata mumcn!a.zione ~d /,oc. Caratteristiche di tal genere incoraggiano ad approfondire i linc:,menri dcllJ nuova tematica operativa e nd nppre,,,:nrne le prerogative differenziali e la loro partat:a pmri01. 2:, - UN

ce.:,,n,.ro

[N10R.~0 1\LLE CUl.RR.E L.I M I.TATE. -

Qu:mdo si cs:immano

le manifeslazioni più recenti del fenomeno bellico. come atto preliminare per Care il punto presente della sua evoluzione, " awertoao, prima o poi, alcuni fotti, ralvolra in apparenza con1raddirtori mn ioprnttuuo di recente aumentaci di rilievo, qunli una 1·iolenza divcnuL, p.iros,isrica, l'accender i di effetti d'inibizione di contenuto materiale e psicologico, una S<nsibilit?t alla violenza largomcntc differcn1,iata, In compars:i di forme minori che sfumano verso modalità meno dure cd ,inchc larvarc, per non ciL:1rnc che alcuni di una congerie a sai vasta. nel complesso la tendenza verso forme di minore impegno, che simp<.mgono con una decrcsccn[c focol1à di rifiutarle per l'acecnruazionc degli efleui d'inibizione a caricQ della violenza più disumana . . è si tratr:i d'illusioni. quali prendono corpo 1alora per la traoa inclinazione dell'ani mo umano a considor:u-c probabile ciò che è soltanto un dc~idcno: mohi fatti concreti stanno a dimostrare trattarsi cli una tendenza reale, da non tenere in non c3lc, in Spc'.CÌe per riguardo :ilk 3pc:rturc di facolt~ che e :, consente. E non solo reale ma merilevolc di un ll"iudizio ncttamènlc positivo, naturalmente da un punto di "ista cS<'.lmivamcnlc tecnico, pur con le riserve consigliate Ja una Ccnomcnologia, come la l;cl!ica, ricc.i di paramcln noti .alo parzi:ùmcntc e capace di assumere aspctù tanto v~ri: gli ~lraorùinari livelli raggiunti dalla potenza di di,tru2ione. la e>lrerna difficoltà di dosarla a ragion vcÙula, l'impa»ibiliL' di porre ILiniti certi alla ,•iolcnza, uno l'oha scatenata, l'ev,dcntc controsenso d'infliggere lo distru• i.ione totale ad ogni stormir d, fronda e ancora. se pure sotto un diverso l•

R.


pro/ilo, la crescente autorità di un'opi nione pubblica generale divenuta ca· pace di rc:igire alle intemperanze di operatori agenti in contrasto con i voti universali. Nè infine sono da dimenticare 13 consapevolezza delle rovine immani. materiali e spirituali, provocate da ogni grande guerra, nè gli squilibri profondi Ùctcrmimti dai vuoti di potenza, lasciati dai vinti. cui sono da contrapporre, per i vincitori, gli oneri coloss.,Ji clcllc ricostruzioni post· belliche, loro accollate: scnz:i beneficio d'inwntario (1). Un'altra considerazione non è da perdere di visto: la profoncfa modificazione dei teatri degli attriti più gravi, di norma all"originc delle guerre di maggior peso cd estensione. I grandi problemi internazionali, gi/1 circum-europci in un"Europa da secoli dominnricc del mondo conosciuto dai contemporanei, che ha conservata la funzione di protagonista sulla scena mondiale sino alla prima decade di questo secolo. sono divenuti mondiali cd in assoluta prevalenza extra- europei, una caratterizzazione ulteriormente confermata ùal consolidarsi di mire di predominio mondiale. Nè ,arebbé pensabile una palingenesi secondo indirizzi diversi, anche sc risuoni l'eco di antiche glorie, inncg:ibilmente auguste ma ormai in contrasto insuperabile con la concretezza delle situazioni attuali. li Eauo, di portata storica, ha significato il declassamento di molte delle cx· grandi potenze, la cui autorità cd il cui prestigio erano impostati su posizioni nettamente superate, declassamento già consumato e probabilmente da considerare irrcvcr>ibilc almeno ,ino ;)l'incidenza di nuovi eventi, per il momento imprevedibi li. La conseguenza è consistit:1 nella incapacità allualc della maggior parte degli Stari a partecipare ,n modo diretco e determinante alla gestione degli affari internazionali di maggior rilievo, dei quali restano moderatrici le sole potcm:c a braccio mondiale, le cosidderre «superpotenze"• per mandato che promana dai fatti prima di essere portato di volont~ e di diligenze particolari. Se quelle, conscic delle alce enormi delle guerre senza limitn,.ioni, evitano d'impegnarsi oltre i limiti ben ddiuiti che escludono i casi peggiori, resta praticamente intc:_rdcno a rune le altre il ricorso alle forme più aspre di contenzioso e viene ipso /acro promossa la ricerca e l'adozione di modalità antago11istichc per cosl di re attenuate. In circosranie del genere le super(1) Si pub considerare opreWonc Jdl'acctona1:1 w,lon1i1 unhcr~:tlc: (,i evita c-1i forc: rifcrim(nto :ad uo'opiniunc pubblica mondi:1lc perd1t fn~.r non c5i\tc .111rora oomt t;1lc} lo progrc)sin ufi'e.rma:tion( di un foro intcrna:r.ion:llc. offerto in p.n'(.'lto d:alla S0d~13 delle N:t1.ioni, os:gi d:1!1:1 Org,.nizz:i1.ionc dcJle N:"11.ioni Unite. Senza br c:iso agli errori cd :ille inccr1ti1.c degli organismi cmu-t, vi -ci vcd-000 csprrni l voti di uo:a um3· nità 'Sempre pili co~1cn:c dc, suol diritti e dd!c sue r~poni!lbilltà. prc.mc"a di orgJ.· oUrni fuluri con carottnhdchc e prcrogati\'C supcr1111z.io1131i. c.Ji diHicilc m:1 non impc>ssibilr rcaliu.:iz.iuoc. n'lo soprottuttn d'indi~11s.:1bilc fon;oinnc.


p<>tenzc [ungono da alte patrone e da drcostan1,e <lei gcr1crc le alte patrone si a<loprcranno a tTarne il maggiore profitto ai propri fini. utilizzandole in qualiù di tollerabili succedanei o, tenendo conto dei fini perseguiti, di utili sostituti. In altri termini la scena mondiale evolve nd senso di <lifficolmc lo scoppio di guerre generali e della ricerca di un assolvimento clclle esigenze di di namismo internazionale secondo schemi più congeniali alla impostazione d'idee accennata. Il processo, per adesso allo stadio di tentativo, si concreta in una gamma relativamente csresa di temi di contcn,,io50, i quali vanno, con innegahilc crtscmdo, dagli :lllcntali ml intc•"-'>i ha,ilari dei concorrenti a guerre in formato ridotto, combauu1c spesso da terzi per procura, le cosiddette guerre limitate. in via di consolidamento in forme future in procinto forse di essere considerate canoniche. Guerre limitate o piccole. per definizione, in quanto coinvolgono di regola piccoli paesi cd impegnano i gran,li solo in modo indiretto e parziale. circoscritte nei mezzi, nella estensione e negli obiettivi. non meritano per questo minori prevenzioni cd anzirurm si debbono negare loro un interesse cd csib esclusivamente locali. Nei C:mi sono anch'esse, nei teatn ridotti delle loro operazioni, dense di violenza e costituiscono senza eccezione prove crudeli per le popolazioni che le combattono, colpite nella vita, negli averi e nei sentimenti più sacri. Inoltre esse danno accesso a processi complessi cd incomparabilmente pi,) vasti, che esulano spesso dagli intendimenti dei loro stessi attori diretti e che sono compresi soltanto risalendo ai respnns.1bili della grande 1>0litica internnionale. i grandi Stati e gli uomini che ne reggono le sorti, i veri ma11agcr1 delle soni universali. In una enunciazione smtcuca, si può affermare che /'e110/uzio11e dei eo11/lit1i armati avuie,u oggi ucomlr> le li11cc della ri,umzia alle guerre ge11erali e del ricor,o 1Ìftcma1iro a guerre Ju 1cala ridolfa, cd 1111c/1c d'impegno mppo,to ridono, le guerre limitate già ricordate più volte. 3. - I SISTEMI m GUERRE LIMIT.,TE, - L'evoluzione ipotizzata ha ulteriori sviluppi i.ndubbiamentc interessanti. I risultati delle guerre limitate sono anch'essi limitari, dato lo sforw modtsro che esse implicano e _gli obicuivi coerenti all'entità dello sforzo. In queste circostanze è implicito per i loro promotori lo spunto verso la adozione di processi d'integrazione dei risultati conseguiti di volta in volta, processi che trovano la loro trama più immcdiat:1 nell'interconnessione di successive guerre limitare combattute in tempi e luoghi differenti, impostata sul fenomeno gi¼ avvertito di riDmi sempre piì1 intensi degli avvenimenti che occorrono nelle più disparate parti del mondo, oltre che per loro merito anche per effetto di un 'intcrvenma sensibilizzazione nei loro riguardi.


106~

Guerre limitate, connesse da legami di causa cd dfctto d'inncg:,bilc operatività, possono dir.i a ragione " guerre in sistema " o " sistemi di guerre limitate ,, . Que1.1i si11m11 sono in procinto di divenire un fatto reale, anche se ne è sub jmlice una metodologia specifica e se ne sono ancora imprecisi i lineamenti. l'una e gli altri in via di perfezionamento ad opera di una adatta progeuazionc e di unn direzione accentrata. Jnohrc essi sono favoriti, secondo le idee di coloro che ne conducono le fila, da scarsa evidenza di connessioni reciproche, appre1,zabili spesso ,olr:m10 sono prospenive di ordine storico, una caratteristica che ne pone l'cffertivid su piani evidentemente particolari. L, loro affermazione è favorita altrcsl dalla presenza di vigorosi fermenti ,dcologici. dalla presa di consistenza cli mire di predominio mondiale, oltre a trovare nuovi incentivi nel costo esorbitante e nelle alee sempre più gravi di guerre generali intese n realizzare quelle mire in modo più diretto, tulle circostanze convergenti verso un'accresciuta disposizione verso processi del tipo in esame. Una conseguenza importante dei fatti addotti è lo stemperarsi sempre piu Crcyucntc delle crisi internazionali, anche le più gravi. in una sr:qucla, apparentemente disordinat:t, di avvenimenti di modesto rilievo, singolarmente di uno scarso valore di determina1.ionc, contraddistinti da bassi livelli di violenza e dissolvcnrisi in modo prcssoch~ inavvertibile. come cr;1 ~tata poco marcata la loro origine. Le acme critiche essendo sporadiche e largamente intervallare, g li csiri sono demandati ad una maturazione piuttosto lenta, con il risuh:uo generale di essere poco :wvertiti, come accade di cvemi detenninati da una larga confluenza di atti, sorrctt.1 da un 'abile rcgla. Le gt1crre, pur 111,w1e11c11do ltt cart1t1t:ris1ica consueta di a/Jczio11i emlc-

mid,e di collet1i11ità orgar1izMtc, sono sulla da di ,·i111mziare alle loro mar1i/csrazio11i già ronsidcmte ripichc, divc11utc di 011erc mlollerabilc e tecmca· mcme 11ega1ive a1;li effetti della per111a11mza d, 'f"dlc attit,ità <Jrga11iztative che 10110 per loro i11dispcmabili, per asmmcrnc 111/Qve di 1111 impegno JCnsibilmcme mmorc. Obiettivamente ,i deve ammettere che nella congiunlllra esistono anche aspetti positivi, ad c~inpio la rinunzia alle prove più gravi. Mo vi permangono anche aspetti negativi, tra i quali sono da vederé stati durevoli di rensione dcvara, punteggiati di tempo in tempo da focolai di violenza, aspcui di cui la cosiddetta " guerra fredda » ~ un =mpio recente cd illuminante. Frattanto la viu internazionale si svolge all'insegna di prospettive ca. t:mrolichc, delle quali la più grave è la eventuale cessazione dello stallo atomico; le 2.onc di allrito si moltiplicano in dipendenza dei contatti 1ra gli Stati divenuti più frequenti; le inarrestabili vicende della vita di rclnionc internazionale procedono in termini di atteggiamenti competitivi esasperali eia! contrasto delle ideologie e dall'alrezza delle poste in gioco. che coiovolgc,no sorti di popoli e ùi nazioni.


1065

Dal canto suo l 'adcguamenro a procc«i di logor:uncmo delle po;1z1on, di potenza, che scmbrn cosriruire il tema principale del nuovo contenzioso intcrna1.ionalc, implica l'affcrma1.iooe di chi ha nnggiorc atntudinc a prolungare l'aucsa che l'usura dcll'awcr ario ne compromeua funzioni l'llali e divenga irreversibile. li giudizio sintcrico tcw: pronunziato è ,•ali1lo a p.mo di un'interpretazione correua di cause in azione e di cffeui di merito conscgu nti. Soprattuuo è nccemrio fare u:soro di una vi ione realistica di icuazioni li fono molto dense di ,1kc, delle quali la pi(, emergente è la prccnrier~ di ogni Msunto apodinico. li rischio di una gu rra generale è allontannto solu 111b eo111lt1io11,, in quanro non i: oggetto di una rinun,.ia irrevocabile, bensì di un differimento volontario. uggcrim dall'aspctrativa di un mnmcnro più propizio e dalla urilizzazione dei farri po invi matur.,ti nel frattempo. Cli esiti globali. in un fmuro dal più al meno vicino, non sarnnno diversi da quelli provocati da una gronde guerra, in specie se potranno tSSére perfezionati gradualmente, se<:ondo le tecniche di guerre in mtema, senza essere costretti a pagare gli scotti che quello imporrebbe, kn noti attraverso le crude espericn.,.c del f>'l5Sal0 recente. ussistc sempre il pc:ricolo che i procedimenti morbi.Ji lralignino e si esacerbino rinnovando la sorte dcll';1pprendi ta stregone. Contr0 cvcnn~lir~ dd genere varranno le diligenze <lcllc supcrpotcnu:, inve1Ùtc stavolta della procura tacita di un mondo mnco di avventure tragiche e di ecatombi atroci. Ai loro uffici sar1t demandato di evitare che le guerre limitare ,i c,tendano e si trasformino in conflitti generali. attraverso quei successivi stadi di aggravamento che hanno nce,•uto il nome di eua/a1io11. Mette conto di .sottolineare che l"evoluzione clescritta non

fo

riferimento

a cause morali , n~ acl amore per lo p.sce ed in cffcni, anche quando quei motivi affiorano, non sono determinanti nè consentono appelli se non alle buone volontt Di ben maggiore mnorità inibitrice o limirnrricc di iniziative pericolose ~ l'indi$ponibilità delle armi più dimuuivc e In s.:arsa disponibilità di ogni altra, solo in parte supplcmcntara dalle prcsrnioni di armi moderne. In dcliniriva sono ancggbmenti di p icologie collerà,·c cd cnuù di armamenti che determinano le caraneristiche peculiari delle guerre limitate e delle tecniche operative ivi applicate. Nei quadri .,ccenna~ . quc1t'ulti me hanno ~ sunto le lince dct1atc da una intensa valorizz:,zionc di srmi convcnzion:ili portate a prc,rnzioni di grande efficacia e di manovre di 011imc qualificazioni, oue a sup,rnrc le angustie di disponibilit~, rli spazio e tli tempo, imposte rlalla ncccssit:I di cons.:guire obiettivi di rilit,•u prima di subire il colpa d':,rrcsto della rc:izionc generale, ><>ne comune di questo tipo <ii guerra, unu vohc che 1ia pervenuta .11 suo concrctamrnto attr:ivcr.10 gli organi ddcgati a questa incombenza. cmpre souo il wlo profilo tecnico, poichè non si vogliono affrontare problemi morali, i assiste, nel campo politico cd in quello operativo, :itl


1066 una netta rivincit:, dell'intelligenza sulJa forza massiccia, ddb capacità org:mizzativa volma e premiata nei confronti di macchine di superficie cd aeree sulla semplicità elcmcnr:irc della di,1ruz1onc totale, infine, ma di primaria importanza. della volont.'t di resistere e di vincere sullo spirito cli SO· pr:iffazionc privo di un cgu"le :1ffb10 spirituale.

+ - C.,RA11"EKIS1lCHE l>EI SISTEMI na c ~-~RRE, - Se le guerre linùtate ~no dc~tinate a condizionare in qualche misura, non ,i esclude importante. gli avvenimenti del prossi mo fururo, non è fuor di luogo individuarne le carancristiche, una individuazione che in fin dei conti non supera la difficoltà di un'cxtrapobzionc cauta di norme strategiche e lalliche ben note nelle loro linee essenziali. Qualche cenno in propoStlo è: nato già fatto. Lo si in1cw.a con l"osservazione che le caratrcristiche salienti dei procedimcnri ~llici in quc~tione sono dettate da esigenze di dficacia e Ji tempestività di azioni ,empliei e complesse, sempre da perseguire ma qui assolu1amcntc indispensabili. assohc in primo luogo esaltando capadt?i di penetrazione cd entità dei bracci di azione degli strumenti operativi ed in linea subordinata aumentando l'autonomia di forze eoraz1.atc in superficie cd i raggi d"azione urilc di aerei, oltre che gittate di missili SS, AS ed SA sino ai limiti di osscrva,.ionc e di correzione degli effetti, arti ad assicurare i ri,ulrati voluti nei tempi stabiliti. E' evidente che procedimenti operativi imposc:iti sull'impiego coneen· traro di mezzi limitari potranno far premio ,ull'impicgo di mezzi ingcnri, di corrente prescrizione, solo ricnrrenclo ad opportuni accorgimenti tra i quali emerge un dosamcnlo razionale di compiti di mezzi in 1upcrfieie e di mezzi acre.i, in termini spaziali e temporali. l mezzi aerei saranno portati ad ai,rire prima sui si mibri nwersari, poi a convergere sulle forze di superficie contrapposte per scompaginarle e per conseguire in tempi si ncopati in assoluto, olrrc che in termini di confronto, nnn solo obiettivi d'imporc:inza immediata ma, cd ancor più, obiettivi validi per 111cccssivc impQ,tazioni operative. in conformità di propositi rivolti al rernarivomcnte al prosc~uimcnto sollecito delle operazioni oppure alla loro ripresa in un tempo prossimo, cvcntual11\cnlc tlilazionaro nnche in misura sensibile. L'impiego intelligente di un armamento moderno bene condono esercita sulla metodologia bellica un 'i nflucnza analoga cd opposta, ma sempre di grande rilievo, a <jUella provocata, all'inizio della prima guerra mondiale. dalla comparsa sui campi di battaglia di armi automatiche potenziare dn reticolati di filo spinoso e di artiglierie di medio e di grooo calibro in funzinnc di artiglierie cnn1pali. Allora l'atucco si vide intcrdcuo il conscguimenro dei più modesti obict• tivi. con la conseguenza di una Sl:ui delle operazioni che fu detta ,, stabilizzazione delle fronti " ; oggi. al conrrario, si assiste ad una accresciut,t capa-


cit:t ddl'auacco da sconvolgere e di supcr:ire quclh sch1cramcnti di for1.c che m prassnto avrculx:ro opposto la pi1, strenuo d1Cc,a, accresciuta capaci t11 che si tende 3 r~tcndc.:r~ vcn.o Jispositivi operativi rdauvnmcntc più modc~u. Di conseguenza sa const,ta un cresu11tlo con,adcrcvole di , dinami• smo operativo "• anche ad opera da forze rdativamclllc modeste, nei con• fronti di (jl1dlc impici:ate m passalo e da quelle stesse fronteggiate at1<1almcntc:1 tfc~Linato ccrL.uncnt.e ,1J un"intensa valorìzza::donc ù1 episodi e d1

odi opcrat11•i brevi e decisi, alla condizione che le doti compctiti1·e di una parte surclassino in debi ta misura quelle avversarie. La diflicolt;\ di SO.\lencrc una difesa econom10 con buon risult,110 è un argomento di forza delle nuove forme ÙJ guerra, le quali si awalgono del· l':,vvcnuto uix:ramenlo di una tematica organizzntiva ccl Of>C-rativa in difetto d1 aggiornamento ad opera di criteri di org.mizzazion~ e d'impiego di foru dette • d'urto ,, m relazione alla loro carortcrizzazionc fondomcnmlc. 1 cu1 mezzi sono parllcolarmcnte idonei all'as,oh·,mcnto di compiti di rottura cd il cui spirito consente l'ulilìzzazionc o fondo di tale idoncit:I. Dopo avere obie1tivamcn1c riconosciuto che le forze d'urto ,ono desti• nate a prcdonun.:tro non ,olmnto nelle opcrozioni di guerre limitate, ma al· lrcsì in quelle più v3'te di operazioni conv<!llzionali di tipo tradi1.ionale. si vuole imi,1cre rul fatto che le qualificazioni paramilitari d·intclligcnza, di la1•oro organizzato e di dcvo~innc civica, che sono appannaggio sempre più mdispcnsabilc cd alle quali si è gi. fatto a.ccenno, non sono di facile acquisizione se possedute in difetto comparati1·0, pcrchè sono attributi incrinscd di gruppi etnici da considerare valori autoctoni. Il portato di carartcrizzazioni fortemente inllurnta è la conCluc.nza delle guerre limitate verso situ.:tiioni globali d'importanza ,,:rriabilc secondo circ0.1ranu di ambiente e di tempo ma di rci:ola ,upcriure all'entità ddlc fom: in gioco cd alle previsioni di os><:rvatori legati " schemi vecchi e superati. e risulta facilitala la loro strumcntalii.à ix:r il conseguimento di risultati globali di nello rilievo auravcrso cicli di operazioni debitamente iotcgm,. Tcnuw conto dei fotti d'inibizione a carico di guerre generali, la pre· 1isionc di ri,ultati di netto nlicvo di guerre limitate, condotte da foru arm:itc di pae i di secondo o tcr~'ordinc, consente di concludere il proccs,o onalitico seguilo enunciando la tesi dcll'iotc:rcssc pregnante dd tipo d, guerra in questione. L 1 guerrt lunitau o le u piccole gutru ,,. ,la quando 11 10110 1/ima.rrrore idonee a /rtiire Ji t:0~1ti d'inugra::ume redprora per co1111es;10,u sùtematica di cicli diver1i ~ 1iitti11ti, reali:iuno prore1/im(1ui opuati,,, afli ad a11ìc11rare ril11/1a1i in progrelSÙJ <011/onnità Ct)u q,ul/i co11ug11ili i11 prtrt,ltnw co11 forme tli g11ard 1110/10 pu) i111peg11a1i,t:.

Le guerre limitare poscc in is1cm3 e, ad un livdlo superiore di organiz. zazione e cli prcrogori1•c, i ,istctni di guerre limimc, ~no l"espressione di una compctirivit~ tra gli Smri susdtota do c<lndizioni di crisi incoercibili.


1068

che beneficia di una rcgla temporale e spa1,ialc intesa alla valorizzazione di correlazioni e di stadi parziali, i cui titoli preferenziali sono elasticità cd economia cli procedimenti. relativa focilità di controllo di sviluppi, facoltà di dimensionamento dello sforzo all e strette csigcnz~ dei casi concreti. Secondo un criterio classificatorio aperto alle indicazioni dclrespcricnza è p0S$ibile istituire una discrimina.zionc di souo,pccie in (unzione di allori, di mezzi e di fini tipici. Si citano, sulla base dell'importanza degli Stari partecipanti, la guerra tra St3ti di SC(ondo o tcrz ·ordlnc. che ne co~Lituj$cC il tipo normalt", ed nn cora la guerra tra uno Staro di pri maria importanza cd uno o più di ordine subordinato; in ordi ne alla finalità, la guerra che si propone di regolare situazioni locali o, più di frequente, la guerra di intcrferen,~, negli interessi di UM ter?.a potenza, con I"aucnt.tto alle sue posizioni ;,, loco, cioè con una azione indiretta che prende di m.ir:, i suoi associati o coi nteressati e infine. più genericamente. la guerra cli aggressione alle posizioni di potenza cli uno Stato avversario attuale. potenziale o soltMtO presunto, a partire in genere dalle più marginali. Un'attenzione particolare meritano le rdnioni spesso manifeste tra sedizioni, fronti di liberazione e guerre limitate, a conforma della loro appartcnenia ad una metodologia comune oltre che nuov:1. Una mctoc.lologia del genere, indubbiamente origrnale in qunlità di procedimento sistematico, è il portato, viviJicato da adatte modalità cli applicaziooc, di fatti avvertiti da tempo e gi~ analizzati nei loro riflessi, di recente soliamo rinvigoriti negli clfctti, per le corrcla2ioni sempre più strcm, r:ra sorti particolari e situazioni generali. quali la estrema difficoltà per gli inrcrvcnti modificatori di annullare le conseguenze dei farti antecedenti, cioè una irreversibilità normale se pure parziale di tutte le vicende, la moltiplicazione degli obiettivi attaccati e difesi, passati da quelli srrertamenre mi litari ai ben più numerosi indicati convenzioMlmcntc come par.a cd cxtramilitari, presi a partito in modo redditizio per la loro crescente partecipazione alle alterazioni, elevazioni od inflessioni, dei livelli dei potenziali bellici degli Stati coinvolti dalle crisi. Nei ri~uardi delle potenze maggiori k guerre limitate che le vedono partecipi, s,a di loro miziativa. sia che le subiscano, s'identificano comunemente in processi di fissazione politica e strategica, che ne deteriora la libertà di azione, 3Ì <1uali si accompagnano di frequente hmzioni di usura.

5· . ALCUNE CONSEGll~NZE: 01 RILIEVO UELL\ NUOVA rRASSI nrru.J~,\. - JI consolidamento graduale della nuova prassi bellica inJucc. dopa averne previsto un ruolo preparatorio cd integrativo di prassi tradizionali. a congetturarne l'elevazione a succedaneo, sino ad eliminare o quanto meno a sospcn· dere la pratica delle pra»i d'uso.


La congctrura non m3nca di aspetti posinv1. Se non è conscnma l'escJu. stone dell'ipotesi incresciosa di nuove guerre gencr:ili, cui come m=o impegno si continuano ad informorc gli atti ben not, delle difese nazionali, non è fuor <li luogo ritenerla condizionata dall'incidenza del succedant'O, dopo che questa si è constatata previsione realistica e clcsunata con ogm probabilit.ì a divenire scmprc più fondata, in virtù delle djJigenzc di cui il succedaneo sarà fatto oggetto. Un fotto mutativo importante sussiste cd è denso d'interesse )ia sono il profilo politico. sia sotto il profilo tecnico. Si premette ad un cenno conclusivo ddl'anal1St condotta ,in qui che non si deve equivocare tra guerre in sistema o ;istcmi di guerre e sistemi di gucrrn, un3 di«-rimina1inne (he può sembrare bl?:intina cd invece ~ pcrftttamente

fondata. L1 nozione di si~temi di guerra è vecchia e risponde ad ,ntcnz,oni teon• ci1.zanti, rivolte a cri)tallizzarc in formule e regole le imprese dei grandi copi militari ad uso di epigoni molto meno dotati. Intenzioni in gran parte sterili. esse sono state largamente esercitate in specie d:i P3rtc dei commenta· tori delle campagne napoleoniche, scn7~1 Jl(rvcnire di rcgc,la a risultati di particolnre risalto. L.1 nozione di guerre in sistema può essere fot1a risalire anch'essa a prc· cedenti lontani, ma solo di recente sono state pienamente avvertite le circo· stanze che potevano confermarb. l..a ri111111zia prntit:amc111c caugorica alla guerra gmcralc e la i11adeg11a1czta ,li ri111l1a1i delle guerre limirare sb()('cano nel disegno di acq11i1ire per 1e111ativi 1ucce111vi quello clic 11011 ? dato co111c· guire con ,,,, solo tentativo. l tentativi succe~sh i trovano estrinsecazione in guerre limitate in sue<cssione e si$lcniatizzatc in ,,ista di rispondere nd modo migliore al eonscguim(ntO dei risultati ripromessi: i sistemi di guerre. I prcccdcnu lontani con1is1ono nella pratica intuitiva di trarre il mag· gior partito ponibile dalle conscguenr..: dei conflitti armati provocati da SÌ· tuazioni critiche non eliminate da prove di forza rim:istc indecise, maggior partito che consiste di regola nella utilizza1.ionc inrdligcn1c di qutmo av. venuro sino allora in un determinato teatro di guerra. Nè è da tacere J'incoraggiamenro in tal senso proveniente da un'intensa politici1.zazione della guerra in generale, in termini di accresciuti e crescenti contributi paramilitari e di accresciute e crescenti incombenze delle maggiori autorità politiche degli Stati in conDitto. Senza escludere casi di gcnern~ionc fortuita, in quanti) n(>n emersa ori• ginariamcnte l'utilità di tr:irre profitto da tutto quanto era av,·cnlllo in precedenti quadri bellici, nella situazione di parten1.a di un nuovo conflitto, la generazione è stata meditata allorchè le concezioni, prendendo spunti dal passnto, vi hanno trovato indicazioni pregevoli per attivit~ del futuro prossimo, quali i compiti che potevano es.sere svolti in un conflitto successivo. mentre era in corso uno presente o questo era soltanto in progetto. 1


1070

Dall':izionc meditata si è passati alb sistcmatiz?,azionc di più azioni, intercon nesse nei risultaù, successive in ordine di tempo e ,·ariamcnte disl0cate, secondo opportunit<, contingenti. quando è srara avvertita la formazione, in quei termini, di una tematica vasta e redditizia, con la quale le attiv11i, suscitate si sono inserire in Lramc d'interessi di portata considerevole cd hanno dato luogo ad esiri cli netto risalto. Cosl, seguendo in definitiva linee di focilitallionc nella reali1.1.:1zionc di <Jucgli interessi importanti :icctnnati poco sopra, l'argomento si vede fotto oggetto di attenzione e di un 'analisi critic:i rivoha al perfezionamento degli atti corrispondenti e reso adatto a par teti pazioni scm pre più conuctc, in applicazione di un processo creativo seguito con fortuna laddove i procedimenti sono prestabiliti solo in parte cd in pane maggiore vengono messi a punto ;ier tentativi successivi, facmdo tesoro degli insegnamenti tratti dagli s,·iluppi in corso, riportati accuratamente enrro quadri di esigtnzc necessarie e di risultanze volurc. Le circostanze accennate s'idcnti6cano in ddiniriva nella presa in considerazione di una prassi bellica particolare, lo cui trama di fondo con;iste nell'a1tcnt:1to alle facolt.\ di competizione dciih avversari del momento e di quelli che è possibile colpire attraverso gli avversari del momcnro, fatti oggetto di atri osti li a carico delle loro attitudini antagoni>t.iche materiali e spiri tuali . in conco111itanza, ogni qualvolta proponibile, con il consolidamento clcUe proprie, allo scopo cli rendere più favorevoli i rapporti di potenza in gioco. Si tratta in ogni caso di un la,•oro di diligcnz:, oltre che di corretto indiri7.7.o, il Quale trac beneficio incondizionaramcnre da una continuità di visione e di azione. sempre proficua in ogni impresa di lena e di durata, per ricondurre nel solco di lince prcstabilìtc gli svil uppi parziali regimati di tempo in tempo. In quanto informato ad un possibilismo rn.ivo, pcrchè sceglie rra le situnioni disponibili di tempo in tempo quelle che meglio si adeguano al corso voluto degli awenimenù, è un lavoro che incombe alle mas.imc aut0rit11 cli governo cd ai loro collaboratori più diretti, e trac giovamento dalla loro stabi liti,, garanzia di continuità d'indim.zi. Sotto questo punt0 di vista sono in condizioni di favore i regimi totalitari e, tra quelli democratici. gli St.,ti provvisti di ordinamcmi solidi, con tradizioni di buona amministrazione cd il cui funzionamento assicura J'acccnnata continuità. Nel complesso s, tratta di porre in essere moda.lit~ di azione Aessibili, per adattarsi a disparate conti ngenze cli tempo e luogo, sfuggenti ad apprezzamenti immediati di utilit~ ma rispondenti di regola a scadenze differite, susccnibili di facili coperture. Si deve pcrscgwre il trionfo della m:,llcabilità dei procedimcnù nclb perm:inenza dei fini, arte sovrana nelle relazioni internazionali di <1ucsto periodo storico, nel quale è interdetto il ricorso alla violenza illimitata cd è irrinunziabile il perseguimento di mete vitali.


6.•

Le prcccdcnc, considcmolte :1hrc, b ,•aluuz.1onc delle guerre limir:acc e di loro eventuali smemi. combnuute nelle zone calde atuvatc di volla in volta, in qualità di fatti ma, csclwirnmentc lnc.1li. d>10 che , loro riflessi <0no nv1cr1iri ben lontano dni lunghi nei quali lrnnno ,or<0 i loro cpi$0di. Piuttosro la ,•alutazione de,·e vertere su m nifcst:izioni loc:ùi di iruazioni piì, generali, ;ilk quali pertanlO è necessario risalire P<'r interpretazioni com:n,· e l""' previsioni centmt,, d, funzioni e di esiti. In ultima analisi cd in primo assunto le une e le altre ammettono e.li essere puntuali1.z~1c ,n partecipazioni dal più al meno imcnsc, ma sempre operanti, alla e,·oluzionc continua delle po,izioni di potenza dc)lli lati. Si tratta, senza possibilità di c»crc contraddetti, di azioni indirette, delle qual, sono cause az1oru dirette mandate m effetto ovunque 1: co11,cntito realizzarle in modo redditizio, le una e le altre dn·cnute la 1umma d, strategie politiche e militari le pi1, aggiornate. In esse mfam sono da riconoscere i motivi più atti\ri di una C\'Oluzionc macro1icopic::a di facoltà e: th <itua1.ioni con~gucnti, mm c,·olu1.ionc. è bene averlo prarntc, nella quale nc•suno è libero promotore eù alla quale cutti wno sogg<tti, per quanto molci l'abbiano ,ubìw pas,ivamcnte e solo pochi, le ,upcrpotcn1,e ed in 1•ia subordinata le oltre potenze maggiori, vi conservino prerogative d'iniziarivc (.)UALCH

,IL11lA l}&DUZIONR CONCLUSIVA. -

rnz.1oni autorizzano, tra

dficac,. In uno sforzo di semplificai.ione aumri1,zato dalla gcncrid1:1 dell'annlisi in corso, questa evoluzione è da ragguagliare ad una lotta tenace, cd al tempo s1cs>0 cauta, per una preminenza indiscussa su aree sempre più vaste, evitando che cs>a. una ,·olta con9uistata, <lebba esercitarsi su di una umaniLÌ distrutta o ridotta. <JUanto meno, nelle condizioni dei su01 per1oòi più oscuri.

Le :iree sempre più vasrc, che hao no raggiunti i limiù co,mici dei confini planetari, sono la sede su cui continua, in un nuovo scilc, la )lar.1 di preminenza tra i m:1ggiori Stati, dopo superati i quJdri ,ubcontincntali od al ma imo continentali nei quah si I: volta sino all'imz,o di questo secolo. Con quc lt impc>.st.azioni, vengono ad acccndcni imprc!iC di lun1,r.1 lena.

Que te hanno per prougoniste le ma ime concentrazioni di potenza, operanti di \•oha m volt.a in funzione dei hvclli d fcuiv:amentc raggiunti, con· dizionate da noti pora n,mi sodo- rccnologid e da drcomnzc polinco-gcografiche, che escludono la supposizione di e1·cnci assolutamente arbitrari, ribadiscono I., pmccipa>.ione inevitabile degli ambienti fisici ed umani, inducono od attribuire olle modificazioni ambientali. provocare dal progresso generale delle collettività umane una parte co111idercvolc ddla evoluzione m predic-jto cd i riunì delle sue variazioni. Questi lincamcnli sono gli stcs,i che concorrono a rendere indivilibilc In pace nel mondo e di ogni sw lesione locale fanno una minaccia gra1·c per la salvaguardin delle fortune universali.


1072

Conseguentemente non è lecito trascur:irc un contesto di fatti solidali pu soffermarsi su episodi singoli e trattare quest'ultimi con terapie sintomatiche. di sc.irs.1 efficacia e soprattutto osmcolo per la individuazione di provvedimenti atti a rimuovere le cause più profonde. quelle che un alto senso di rcsponsabilit/1 vuole eliminate con estrema decisione. Oggi le concentrazioni di potenza, protagoniste sulla scena mondiale, si chiamano in modo piuttosto generico, ma entrato ormai nell 'uso, " blocco occidentale " e « blocco orientale "• Tra i due blocchi s'inseriscono numerosi Stati di facoltà competitive modeste. i cui orientamenti sono dettati ni nnrm• da interessi contingenti e dagli alti e bassi delle rclaziom tra le potenze maggiori. Queste circostanze non fovoriscono visioni chiare e chiarificarrici di cause e cli effetti. L'errore di giudizio commesso più di frequente consiste nell'attribuzione di un'importanza ecccssi,•a ai fotti di più immediata percezione. da cui discende una valutazione in difetto di ahri più fortemente determinanti. anche le meno appariscenti, da tenere invece in conto di veri promotori della vicenda storie:,, La mo1ivazione dell'errore con l'accusa di miopia intellettuale a e:irico di osservatori sprovveduti è ;tcrilc cd è moho più logico di trovarvi l'incentivo verso aceerramenti più corrcui delle cause in azione. E' tfed11zio11c di considcrcuolc interesse il nco11oscime-,uo di 1111r1 p,o.. g,cui11n 1tr11me11toli::zazÙ>J1e delle guerre limitate e dei loro sistemi ai fini tli co111rollo degli esiti di co,mse aspre, cl,e iT1c/11do110 progelli di predominio mo11dialc, ,·011uergc11tc co11 la strttmC'11/o/i::zazio11, ad eguali fini, gi~ in 0110. tielle stes,e idee - base. La convergen~1 dei due indirizzi non è casuale, nè neve sorprendere. fu, è la riprova che in determinati ambienti della gronde politica internazionale viene fatto affidamcmo. per la realizzazione dei fini anzidetti, più alla aggressività delle idee che alla violenza delle armi, per la fiducia riposta in quella aggressività e per la rinunzia pro-kmporc al pieno ricorso alla forza materiale, utilizzata solo in modo indiretto e cauto. Quest'ultima è ritenuta adeguata nelle dosi ridouc tipiche delle g11crrc limitate. In breve alle idee sarebbe attribui 1:1 una runzione aggressiva cd alle a,mi una difensiva. D'altronde le armi rimangono senza impiego diretto dato che, nella presente Case, al di Cuori di detti ambienti non si vedono coltivati progetti di aggressione. Un altro dato di f;mo, che mette conto porre in luce, è la validità della funzione di surrogato, affidata alle guerre limitate cd ai loro sistemi sinchè la funzione ha una rispondenza reale. Ove essa cessi, con la conseguente rinunzia alle forme blande o caure, si presenterà l'alternativa o di abbandonare la competizione o di accettare le akc di una conflagrazione generale, per <')Uanto non sussistano dubbi, nè contestazioni sulla sua estrema gravitt


1073

Il ricorso ad una mumcntalità ubdola. di difficile apprezzamento e per di più sistematicamente ipcrtdica nei suoi risultati linali, prOl'ViSti di maggior pao di destino. con51gha di prendere nozione di una nuova tematica per la riSQluzionc dei più grnvi antagonismi internazionali, probab,lmcntc votata ad importanti affermazioni.


UN IMPORT ANTE PROBLEMA OPERATIVO ATTUALE: LA DIFESA CONTRAEREI CAPILLARE Gen . C.A. Paolo Supino

1. - I PRELIMINARI DEL PROBLEMA. Si premette che per di(csa contrJerci capillare s'i ntende, con riferimento ad un dispositivo di forze armate .di superficie in operazioni, l'attribuzione di una consistente capacità di reazione delle minori unità d'impiego e delle stesse unità di fuoco contro l'aggressione delle forze aeree avversarie da quota media e da bassa quota. Aggressioni del gene.re, effettuate da formazioni aeree operanti con modaliti opportun e, condotte con decisione e con tenacia e ripetute sino al conseguimc_nto dei risultati prestabiliti, sono capaci d'inflettere in misura deci. siva, cd in breve volgere di tempo se non contrastate in modo efficace, le prestazioni operative. dei loro obic:u1v1. un evento del quale: non cccorrono molte parole per valutare l'importanza. Narnr;lmeme il problema di fronteggiarle con successo, se pure di solu. zione indibzionabile, non è di lieve entità mo lo sforzo che vi sarà dedicato sarà certamente compcns.sto: dalla sua soluzione od al contrario dalla sua mancata soluzione dipenderanno gli esiti d'intere fasi operative: con riflessi decisivi sugli stessi esiti globali. La tesi non deve sorprendere. S<e si puntualizzano con la m aggiore concisione ed al tempo stesso con la debita aderenza ai fatti i moti vi della evoluzione co~scguita al giorno d'oggi in tema di guerra continentale (1), i principali sono certamente da vedere nella estesissima partecipazione di corazze se.moventi alle operazioni di superficie (mezzi e formazioni corazzate), da tempo divenute ossatura e parte la più autorevole dei dispositivi terrestri,

ncil'accrcsciuta e tuttora crcscc:ntc incidenza delle: azioni acrc:c (armi aeree)

contro obiettivi di superficie, con particolare riferimento a quelle contro i me1.zi corazzati avversari, infine nella decisione dipendente dalla manomissione di obiettivi vitali, in assoluta prevalenza terrestri. Un intervento sempre più massiecio e sempre più efficace di armi aeree impone il riconoscimento di una parte assolutamente prevalente di queste {l) Per il significato da a1ttibuirc all'c.spressionc "guerra comincnt:i.1c dr. Gcn. P. Sun:-.-o: t( Strategia globale•, Tipografi:i Fru~ln:uc. Fr0$Ìnonc, 1<)6,1 p,ag. 130 e scgg.


ultime su 1utrà b vicenda operativa, una con.srarazionc che, in.;ic.me a molti altri parametri, AC pure d'ineguale peso, è uno dd motivi più validi della ronct>Zion<' di un.n ,, guerra acrolcrrcst.rc u in !!.O~tituzionc Ji una specifica~ rnentc terrestre. E' bene aver chiara la nozione che il rcrminc di nrmi aeree, <b pure nel

quadro rdorivamcnre limitato della guerra aerotcrrcsrrc in quonro pre$Cinde ,la fasi tipiche di )!UCrrn aerea e ùi 11ucrra "cron.ivale, è usato con la più larga .,ccnionc per inglobare tutti i mezzi d, offesa aria - suolo e 5uolo - aria (rispettivamente A.S. cd S.A .)

:i

clisposi7.ionci. d;allr armi conve'nzion:t.li ;.ai pro.-

icui di caduta cd alle dotazioni di razzi e di missili dei vari tipi, que ti ulti• mi in inccs.unte progresso in termini di cffic.scia del singolo colpo e di dotazione in r:,pporto con lutto il re t.1nte armamento ino a convalidare la loro valutazione m Qualità di mumenri operativi di primo piano e di azioni tipicamente decisive JJ loro interventi più ma55icci. Di conscgur:nu a11umo110 ,,,,'imporra":a prtm111t11te le co11ctziom op~· ra/1t1c 11n(J(r11ia1r sul criterio cli <1Uribuirc ullc urm, imhn,tc le /u11:iom pu; tlctcrm111a111i ndla uicr:mla bellica, 11cll'ambito ,Id/e fasi operative t·o111ltle11e

t(1lticl,r, r di 1•cdi:rr 11rllr reazioni c1t:rcitatr ro111ro ,li ruc rlallu rlifc1u rom· piti i11 procinto rii rli11t11Ìrt di assolvmtt11to ituli1p,mubilt , prioritario. Le reazioni della difesa sono di parucol:trc dficac,a se realizzate mc· d1an1c apposirc azioni di fuoco di cui sono i:H strumenti prcfcrcnziah rnlun, tipi ùi missili di prestazioni opportune, affidate agli clementi dei dispositivi di supc,rficie che sono gli obiettivi diretti degli attacchi. ddlc quali siano rese capaci le stesse minime unir~ in operazioni. Queste cessano dì essere bersagli inermi. volali ac.l una incvitn.bi lc distruzione:, e ritcrcono suU'avvc.rsariu. con

il pericolo di distruzione od alta pcrccni11alc, l:1 vacuit~ rldl'aggrcssionc altrimenti cstrcmamcnrc rcmibilc. L':mitudinc alle accennare reazioni non deve, naruralnicnrc, prcgiudi. care i procedimenti p:iralldi giii in uso ad opera di unità dell'aviazione indi· pendente e dcll'ov1az,onc affiancarn alle G. U. complesse di rango pi1l elevato e di qutlli mmi in opera da11li schicnmcnti di mezzi contraerei di ripo cl. ico, di assegnazione organica o d, rinforw. Il criterio i: convalidntn dnlrammissionc che, pur con una vi,ione dilatata della vicenda lattica tipica. qu:ilc è impo;la da un braccio m:,ggiorato delle al.ioni ipot1zzabih cd cffcuivamcnlc di,p<m1bih. quella è umvoc.imcntc dc:tcrminata. o lo ~ per lo meno in mi.;urn prc\•alcnrc, cbi riçulrnri conseguiti nel corso delle azioni e reazioni in quc.,tionc, le quali divengono ipso facto le opcrntrki di maggior rilievo del ucecsw, a sua volt.a perseguito in termini coerciri di tempo e incrementati di cntit~ che esultano, in\iemc nl dina· mismo ddlc operazioni. l'importanza rclauva dei loro contributi all'intero procc 50 operativo,


1

475

2 ... llRE\12. OlSCliSS IONE 1)1 TALl.:NI A)PE'l 11 Ul l'ONIJO D.EL PROBLEMA.

Un'altra deduzione. che trov3 conferma ncll'c,pcricnza degli avvenimenti hellici più recenti, è l'importmza as~unta dalle Casi di guerra aerea che precedono l'impegno diretto di forze aeree e di forze di superficie. in quanto dimensionano di fatto il peso effettivo d'intervento di quc~to impegno cli. retto, a sua volta dcdsivo per l'esito di una fase di opcra:i:ioni in :mc. L'attribuzione di un'importanza veramente eccezionale alle fasi di guer-

ra aerea preliminari nello svi luppo del complesso i~r bellico, in dipendenza di caratteristiche operative generali e delle prestazioni intrinseche dei mezzi aerei. non deve tradursi in un affidamento esclusivistico ,u di esse, nè autorizza a trascurare le prowidcnzc valevoli a supplire 3d eventuali lacune nel loro quadro o, più genericamente, ;, far fronte ad eventuali " buchi " di un ombrello aereo, reale o virtuale. anche il più accurato predisposto, sempre possibi li per inevitabili limitazioni di mezzi cd in presenza <li un avversario volitivo cd audace. Di qui prende consistenza la visione di un prO<:CS.'iO operativo 110111/ard costituito da fasi di $C01ttro delle due aviazioni contrnppnste e, in rapida sue· cessione, da una fase di impegno delle forze di superficie con il concorso aereo dimensionato dagli avvenimenti delle Casi preccdc.•mi. in quanto hanno modilic:uo i rapporti di potenza delle forze aeree dei due contendenti. In questa bsc d'impegno le alce ,,mo climi trnte, o per lo meno ridotte a tassi tollerabili, facendo ricorso ad una strenua reazione delle forze di superficie contro le azioni dall'aria intese a mcnomart\e nel modo più grave la capacit'J operativa. Le modalità correnti per porre in essere dette attitudini reattive con,istono in assegnazioni organiche o di rinfor·zo di reparti dell'arma aeronautica e di rcparri conrracrci alle G. U. elementari cd in un armamento conrracrco delle unità d'i mpiego di superficie, oluc che in interventi i più &cquenti possibili - possibilità legata all'esercizio dei compiti d, ptù direna attribuzione - di un'aviazione inclipendrnte e di quella a[liancata alle G. U. dei massimi livelli gerarchici operanti in zona, forzatamente saltuari per costituire incombenze marginali di altre su piani superiori non dif. feribili d'ordinario. Le modalità indicate 501\0 normali ma ciò nonostante divengono sempre meno adatte a costituire soluzioni di piena sodclisfozionc dd problcm:, assunto. quindi da sostituire o da integrare con altre più rispondenti e da mantenere in vigore in arres., della loro sostituzione od integrazione. Esse hsciano a desiderare soprattutto per tempestività e mordente, per rispondenza costante cd eCfctuva. talchè la prevista sostituzione od integra· zionc è divenuta la mir:i permanente lii t«nici operativi intenti ad assicurare ai loro dispoiitivi le premesse più consistenti di succcs10. Prevedibilmente le soluzioni va.lide saranno suggerite dai casi concreti ma il loro orientamento generale deve informar1i al deciso proponimento di pervenire a di-


<posizioni permanenti, cioè organiche, da premmcre realizzate con la dovuta razionalità, csauricn7~1 cd economia se o/fidate ad ,ma strumcntazio,u apposito, aJJcgnalo, come ,i ~ già detto, ,Jlc 1111ità d'impiego cd alle stcSJr 1111ità rii /11oco dcllr forze di 111puficie, ogni q11al volll, sia co11se111i10, provvista di curaucris1id1c di stmplici11} e di efficocia ,1c/lc più rigorose cireo11a11ze d'impiego. Compito della strumentazione: porre termine alle condizioni di vittime pressochè inermi delle unità di superficie cd attribuire loro, al contrario, una consistente capacità di reazione. E' ovvio che quando questa raggiunga livelli molto clcvari l'aggressione avversaria perderà in gran parte. non si esclude del tutto, il contenuto di gravità am1almcntc presente. L., consistente capacità di reazione postulata è da demandare ad unn rcallività c(mtraerci capillare ver~mcmc autorevole, come risposta valida concettualmente e di fatto ad una conswata aggressività dall'aria, la quale viene esercitata a tutti i livelli organici ma rende a puntualizzarsi sulle più modeste unit:I di superficie e diviene in questi termini particolarmente dannosa, facendole divenire bersagli prc{erenziali di azioni di distruzione lar· gamcntc distribuite cd all'Oà'.orrenza ripetute a volontà. Oggi queste nioni di distruzione trovano sprovvisti i loro obiettivi ed acquistano quindi con poco sacriJìcio un peso considerevole, non è da escludere moire volte dc:cisivo. Occorre premunirsi contro circosran,,c destinate a divenire forali più per la mancanza ùi saggezza e di previdenza da parte di chi potrà essere chiamato :1 subirle che per il loro merito intrinseco.

3· • ANALOCLE ,s·nuTIWE El) JNJ)IR!Z7.t DI REAL!Z7.AZI01s"J;. - Il problema in discussione si è: già presentato in altri quadri, ad esempio in quelli dcll"awento delle forZ(: corazzate di superficie, e vi ha trovato soluzioni disparate, rese relativamente agevoli da un rilievo minore per impowmza e peso di quello che si riscontra in una difesa contraerea capillare di schieramenti terrestri, un'incombenza di onere veramente ingente. Questa valutazione nggcttiv,1 non è arbitraria, nè meramente opinabile, nè infine il fruuo della inclinazione ben nota a soprav:il ut1re il problema del quale si è investiti ad un certo momento. Essa trova giustific~zione nella rcalt~ di un dinamismo di situazioni rdativc che nella ipotesi di un confronto di forze corozzate ha per indice un rapporto unitario, quale è il rapporto tra le velocità delle due masse contrapposte, Cflcleris paribus, cd in quella di un confronto tra dispositivi terrestri e forze aeree ha per indice un rapporto di uno a di<"("i o di uno a venti. rrn i mobili di superficie e qucllt aerei. a seconda che si prendano in considerazione aerei sub~nici o supcrso,ùci. Con cali rapporti di vclocit1, medie, assunti ad esponenti di una capacit,, operativa peculiare dei due tipi di forze, o, ciò che equivale, a sintesi di prestazioni in combattimento dipendenti in realtà da mohi e complessi para-


I

477

metri. l'aggressione de~li aerei, ove non sussista wt'adcguata difcr..,, si tra• duce in un carosello d, macchine aeree rombanti cd in un dilm•io di rn1,zi e di missili, incendiari cd esplosivi, al termine del qunle resteranno sul terreno soltanto i rottami ftunanù di quelli che erano i prodotti più moderni, nd campo delle armi terrestri, di uno spiccato progresso tecnnnologico. Si è fatto riferimento all'asscnz., di un 'adeguata difesa, ma le sole carenu gra,·i, in termini di una indisponibilith solran10 par1.ialc di un'acconci:1 capacit:I di reazione, aprono l'adito alle previsioni più funcs1c. E' difficile sostenere che congiunture dd genere siano nulfa più che incubi di febbricitanti. Al conturio vi si debbono vedere visioni rulisuchc contro la cui realtà occorre premunirsi con tutti i mezz.i validi, con applicazione assidua e totale, anche in consiùcraz1one del Cauo che non mancano soluzioni :ieccllabili, a condizione di definirle, accoglierle e metterle in pratica. Nel caso della difesa controcarri si è trattato di una serie di provvedimenti poli"aknti in quanto consistenti per lo più nella utilizzazione di me7~ zi tradizio.oali distratti ca.o per ca10 dagli impieghi normali, che restwano ciò nonostante pienamente validi: artiglierie ordinarie in funzione controcarri propriamente dene, c.1rn in funzione di eacciacarri, pezzi senza rinculo U'ain:ui, autopon:11i o su incavallature semplici o multiple, pezzi semoventi, mine anticarro, artifici incendiari, ccc., in definitiva una larga colle· zione di strumenti nella quale è emersa ben presto l'efficacia indiscutibile dello Stt$SO carro nell'azione controcarro, sovrattutto quando l'armamento classico dei carri t: stato integrato da razzi e missili imtallati a bordo od affidati a reparti in stretta collaborazione, una efficacia superata in seguito di rempo quando gli nessi ordigni sono stati po1ti in azione da bordo di aeromobili, sia generici, sia spcciali=ri. Oggi, al lo staro dei fatti, questa forma di azione e di reazione, preJa in considerazione non pi~ come modalità di aggressione controcarri ma piut• tosto di dif= di questi ultimi, come emblemi delle foro: terrestri, dopo che l'aggressione si è dimostrata prevalente e In difesa in difetto, costituisce materia di studio e dà origine ad una vaSt1 congerie di problemi tecnici cd opc· rativi. dei quali occorre riconoscere il considerevole interesse. si dirà di più. la vit1lc imponan,.a in un grande numero di ca,i. In cffcni gli aerei, in specie se dorati di missili teleguidati ma anche di soli raz.zi per le minori distanze, si sono rivdati estremamente temibili. dopo avere riportato a lungo successi segnalati con il loro armamento di ca· duta allorchè si svilupparono le tecniche dcllc azioni in picchiata. Nei tcrmim prc:ccdenti ~i conferma In necessità di una efficiente difesa contraerea dei dispositivi operativi di superficie, impastata sulla reazione conU'O le ::izioni dall'aria da quote medie e basse, =rcitara dai più ghiotti obictcivi di quelle a cominciare dalle formazioni coraz,_,te, in quanto molto vulnerabili c pw1ta di bncia, al tempo stesso, dei dispositivi stessi, necessità


1

47

non solo confcrm3t3 ma dì urgente soddisfnionc, da affidare ad una strumentazione leggera, c:ipillarc, cioè diffu,., presso le minime unirà, ccrmmente efficace, da sovrapporre ad ogni altro procedimento di difesa in acro, di cui non s'intendono infirmare i contributi. Piìt oltre si avrà cura di definire le caratteristiche ,Ji massima. tecnico · operative, della strumentazione reattiva leggera postulata, ma in via preliminare ,i vuole suuolineare il fatto che I, minacci:i avvcr>:irr• è dcstinal3 a perdere in gran parte il suo mordente quando una difesa specifico prenda congnia consistenza, talthè l'aggressione si riveli di rendimento aleatorio e di cono eccessivo. Una reazione cffic:icc s'idcntilic:, in una condizione d'inibizione dì crescente auroriril sino a dar luogo ad un ,•ero e proprio deterrente il quale cortituirà lo scopo dichiaroro di un'incombenza di primordiale importanur, anche se tuttora lonrnna dall'essere sentita con tutto l'appn:·~zamento che

mcrit:l. li ma11irn promotQrc degli o,,I;,,; ,l'idu cspos1i ~ çl1c /or.,ç urmolr sp,ov11/Jlc dei req11i1iti d'i,,tcgrirù pratico sotto uuuuhi diretti e rip<1111i dall'aria, per di/euo di 1111a difc,a romracrri c11pillurr, sono def1i11atc i11 ('llrtcnz« ad esure rapùlamt1JJC meSJc /110,i combattimr.,,to 11~//a prc11111zio11e ehe èca,~10 formular( iu ogni caso 111 1·ia ,l'ipotesi - ,lei co11fro,110 ca,, /orze aP male dic im·ece so110 adcg11a1amr111c da1a1< i11 11i11« di al/archi dall'aria da media e brJssg q1101,,. Quc,ta posizione contcttualc. che taluno. a prima imprrnìonc potrà giudicare avvcntaLI. è meglio compresa se si tiene conto della lezione dd fatti. Alla luce di questa'''"" merira di divenire uno norma di base, di srrerra osservanza, nell'organizzazione di forze armare di superficie all'altezza dei loro compiti. ~

"1· • LE MonALfl'À CF;Nli.RAI-I o ' ATrUA7.IONlì:. - lmposrnro e discuuo.,. sia pure per sommi capi , il problema della difesa capillare di schieramenti ter• resrri comro l'aggremonc dall'aria a mcdi:i e b•~~, quota, ;desso ~ eone= dedurne una soluzione-tipo d, massima che, in ulteriore approfondimento, s'identifica in una diffu.. rnpaciri\ di reazione contro le offese provenienti da aerei incursori olle qunte rrn le cime clcgli nlbcri od olcunc centinaio di metri. In t,ili miS5ioni gli incurwri aerei agiscono non w lo di sorpr= - come è noto il rilevamento radar è posto in difficoltà d:illn limitazione clcll'oriz7.0ntc reolc e dalla frequenza di c,:hi pro,·ocari d,, accidenti narur;li - mo anche in condizioni d'in,punit. o quanto meno di reazione difficolmn nd opera di quasi tutte le armi comracrcc di dotazione corremc. Perrnmo essi sono in gradn di part.1re a buon li ne scnw eccessivo sacrificio le missioni loro confidate e di riperalc all'occorrrnza sino ai limiti della loro autonomia.


14i9

Inoltre le armi contraeree di dotazione corrente non possono, in genere, eludere il gravame di eserci tare le loro prestazioni, comunque a,soltc, dopo il «passaggio .. degli aerei aggressori sulla verticale della posizione del momento ddl'obiettivo difeso e non prima - fa ostacolo ad un diverso e più •azionale intcrvcnrn In velocità dei mobili aerei, dato che b lineare è sugli 8 + 12 km al minuto primo (da 140 a 220 m al 1"), per velocità orarie cla 500 ad 8oo km, e l'1ngolarc è sempre molto elevar• e per di più rapidamente crescente con l'abbas,arsi Jdlc 4uotc di volo. Dette circo,1:1nzc sono evidentemente negative per l'esito positivo cli un contrano consistente contro l'azione .tggressi\•a. Per neutralizzarle si deve fare affidamento su armi di tipo portatile. semplicemente imbracciate, provviste di un proietto potente e di un'alta prc· cisionc di tiro, comunque trasportate a piè d'opera ma brandeggiate a braccio libero all'atto dcll"impicgo. Si aggi unge che cli questi strumenti preferenziali di una difesa capi llare non m3ncano i prototipi, dcl resto realizzabili in termini di missili teleguidati nelle forme più svariate 111ggcrirc dalla diligenza di tecnici e di organizzarori di forze armare (1). Ovviamente una difesa contr;ierea capillare efficiente, po,ta in atto con criteri inregrativi di ogni altra provvidcnz3 similare di carattere organico· operativo per la di(csa contraerei di un teatro d'opcraiioni attivo, s"imponc con maggiore urgcuZl laddove si prevedano più frequenti e più mas,-icci gli interventi <li me:1.zi aerei contro le foru di superficie, interventi il cui incrc· mento risponde senza dubbio ad un indirin.o seguito cd è provvisto inoltre del segno di una crescente applicazione. A questo punto è opportuno, come è d'altronde concesso, di riassumere le caratteristiche tecnico-operative degli strumenti in predicaro. Esse tendono ad assicurare la buona solu'.l.ionc ciel problema illustrato, mediante l'assegnazione alla difesa di armi conrraercc di sicura efficacia contro aerei in incursione a q11ote medie e basse quindi agenti prima del pmaggio sulla vcr· ticalc dc!,lli obiettivi - e cli dotazione diffusa, in quanro h diffusione loro è alla base della capil larit11 della funzione difensiva. Le caratlcristichc principali dei missili S.A. rispondcnli ai requi,-iti ac· cennali possono css.trc riassunte come Ségue: - trasporto individu3lc in fase impiego (peso da 15 a 18 kg) del dispositivo di lancio pronto per il tiro; - portata minima utile da 3 a 5 km, corrispondenti :i tempi d'inrcr"ento da 15" a -z5": - tclcguitla manuale od automatica, a scelta Jell'operatore (in relazione alla di5ranza dcll'obiertivo al termine della traiettoria dd missile); ( ,) Si fa ri(erimcnm ad alcuni tipi ~i?, nwi,,i a punto e i1l di~tnbuz101,~

opcr.ui,·i

prc,,so

fnr-7'°

"rm:ueo str.micrc.

:i

lin:lli


- individuazione a vista del bersaglio cd aggiustamento ottico del tiro atto a provocare la correzione della traiettoria del missile; - messa in azione manuale e prosceuzione automatica della catena prossimità (azione di soffio dcll'esplosionè); - dcflagra?.ionc della carica esplosiva per impano o con spolcua di prossimit1i (azione di soffio dell'esplosione); - in via subordi nala, azione efficace contro veicoli ordinari o blindati terrestri o na,•ali. (,luestc cararrcristichc somm:iric sono reali1.1.abili senza difficoltà allo stato attuale delle tecniche clcmonicl,c. ottiche, radioelettriche e meccaniche di precisione, talchè una volta impostato lo studio di un prototipo esso è già definito nei particolari costruttivi e deve cSSèrc falla la sola riserva degli accorgimenti suggeriti dall'assemblaggio delle parti, dai perfezionamenti imposti da.Ila esperienza e dall:t messa a punto dei singoli complessi (armi cd operatori). E' prerogativa di grande import:inza l'aggiustamento rapido del singolo colpo. Su di esso si basa una probabili1à di distruzione dell'obiettivo aereo collimato assai "icina al 1oo'X,. che è garanzia di -rispondenza dell'arma in questione.

5. - CoNSWERAz101<1 CONCLUSIVE. - La sostanu, dei concetti e delle esigenze postulate con il precedente contc;to è: confem1ata dal la tesi che mentre gli auacclti dall'aria da quote basse e medie costiruiscono un 'insidia mortale: per I~ 101alità degli obiettivi di superficie, i sistemi d'arma di linea tradizionale sono pressochè impotenti a controbatterli. Esiste quindi una gravissima lacuna di proiezione co111raerci, sempre più preoccupante con l'aumento dell'cffic.icia degli ordigni A.S., con l'accrescersi delle dotazioni relative e con l'estendersi della loro casistica d 'impiego. E' d'altra parte diffici lmente ammissibile al giorno d'oggi l'accellazionc od anche il solo disinteresse nei rigu;irdi di un'incapacità di reazione tanto grave nelle ,uc conseguenze, che equivale ad abb:mdonarc gli obiettivi di superficie ad un funesto destino. Si aggiunge che tale attcggfomcnto è reso del rutto i.mperdonabilc, dato che esistono di fono i mezzi d'intervento cffi. cacc e che pertanto le inadempienze sono da fare ris.1lirc csclusiv:11ncnlc ad una difcuosa presa di conoscenza delle esigenze e delle focolt~ in materia di una difesa contraerei capillare quale settore di crescente importanza di una difesa contraerei globale delle zone di operazioni. Seguendo quest'ordine d'idee si debbono ,·aiutare le prese di posizione delle quali è oggerro il presente ,:iggio circa l'esplct:irnento di unn incombenza di virale interesse nella economia di co,1fronti di forz.1 che in squi-


libri non sanati di facohà trovano gli spunti cli esiti negativi già decisi in parrenza. Soprmutto si deve tener presente il fono che trascur:irc folle gravi nella prorczionc dei dispositivi di superficie contro offese molto temibili dall'aria, come quelle qui prese in considerazione, ha la conscgucn1., di lasciarli in balia di eventi capaci di =ullarnc in breve volgere di tempo la c:1pacir~ opm1tiva, con effetti di netta inciclcnza negativa sull'esito della intera vicenda bellica. Nè è da dimenticare che i dispositivi in parob sono destinati a cosriruirc i fauori preminenti della <lecrsronc nella guerra acrotcrrcstre, che pertanto b loro efficienza è una prerogativa insostiruibilc e, al conlt:rrio, se ineffi. cienti per precedenti traversie, negano il perseguimento di quelli obiettivi vitali, le cui sorti scgnano scn1.1 eccezione quelle d'interi cicli operativi. E' ,111 errore, pagato di solito molto caro, consentire l'inflessione grave degli strumenti indispensabili del successo, Alla resa dei conti finale vcrran, no a mancare cari: di primaria importanza e la sorte ddla prova di forze ne ri~ultcrà irrimediabilmente compromessa. Mantenere scoperto un sctlorc tanto imporrante di attività operativa implica l'acccuazionc di un gravame che non ba contropartita ;1d una capacità operativa residua, il cui valore diffcrcnzialc, in rapporto ai parametri simi• lari dei qu:rli resta in possesso l'avversario, è fattore fondamcnrale di dimen· sionamcnto del successo e dcll 'imucccsso globali. In fine. prima dell'impegno a fondo e perfino in sede di progcnazionc delle operazioni, un 'adeguata difesa, con il vigore attribuito ad un deter· rcntc specifico, importcr11 la rinw1cia ad imprese che risulterebbero avvcn· tate e controproducenti in tali circostanze, assicurando il successo amc fucwm dei provvedimenti presì in materia, una prerogativa cbc è considerata a ragione il rinrhato pi/, ambito di qualsiasi intendimento difensivo.


IL PROGRESSO TECNOLOGICO ED I NUOVI SISTEMI DI GUERRA Gen. C.A. Paolo Supino

1. - PREMESM. Alcuni anni or sono, in un saggio comp.1rso sulla RioiI,a Mi/ilare (1), si è: pres.1 in esame l'evoluzione del concetto di azione decisiva in guerra, ponendo in luce come, abbandona10 il vecchio obimivo princip.1lc della disiruzione delle forze armaie avversarie, caposaldo della filosofia di guerra clausewitziana, la si vedeoa 1rasferita, più per forza di cose che per medicaio accorgimcn10, nella disorgan izzazione profonda del campo awersario, conseguiia a1ten1ando con decisione e con successo al funzionamemo degli organismi e degli istirnri essenziali per l'csc,cizio della po!enza. La modificazione conseguente delle concezioni e pi(, ancora degli atti opcratioi era otramente considerevole, basta por mente che la disorganizzazione del campo avversario era cd è anche un attacco indiretto alle forze armate contrapposte d'indubbia efficacia in quanto esse sono colpite nelle

fonti materiali e spirituali di un alimento essenziale, ma soprattutto pcrchè ess.1 inscriva ed inserisce tra gli obietnvi da prendere a partito quel li che in seguito, ~i. t~mPo so?o stati .d:nì para ed cxtramilitari con u~a ric~hczz~ cd una ag,b,1,i,, d, temi operat1v1 da tenere tn conto, oltre che d, motivo d, un rinnovato dinamismo delle operazioni, di matrice di veri e propri nuovi 1

1

sistemi di guerra. Il processo evolutivo era suffragato dalla constatazione che raccennata disorg:miz.1.a2.ionc era divenuta condizione sufficiente per realizzare gli scopi

di guerra, in quanto. se pure indubbiamente impresa impegnativa in alto grado, era atta a provocare il 1racollo della parte avversa, dati i mezzi di cui erano venuti a disporre gli ordini di battaglia contemporanei, essenzialmente le armi ddl'aria. Queste sono tipicamente idonee a superare di un balzo i dispositivi di superficie contrapposti, senza doverli in precedenza impegnare e sconvolgue, con la sola condizione del contenimento locale e temporaneo, conseguito di volta in volta, delle forze avversarie similari. (1) Cfr. Gcn. P. SvP1i,:o : « L"c"oluzionc del concetto

Rw;,,a

M1li1are, Roma. 1958. n,

1L

<li azione c.lccisiv:i in gucrr~ ».


L~ nuova concezione è resa più aderente alle situazioni cli fatto dalla sensibi lizzazione delle grandi collettività umane alle aggressioni dirette ed indirette contro i loro centri vitali, che cresce di pari passo con la complessitl ddle strutture sor.i:ili più evolute. I colpi loro infc.rti sono pertanto da tenere in conto di vie preferenziali sia in vista di atti proficui di manomissione diretta, sia in vista dell a loro ripercussione nei termini di un procedi. memo indiretto i cui effetti si esrcnderanno inunancabilrncnte prima o poi alle stesse for1.e armate, coinvolte alla pari di tuni gli altri organismi fon. damentali degli Stari in una vicenda catastrofica di grandissima portJtJ. Tanro più vale la prua di posizione in quanto non è da escludere che in molte circostan1,c il procedimento indireno risulti pi1, dlicace, più ccono. mico e più rispondente degli attacchi direrri di tipo consueto. lo questa sede )i vuole estendere l'analisi. di evidente interesse politico oltre che tecnico· operativo, alle modificazioni di procedimenti con le quali si pongono in essere le azioni di disorganizzazione postulate. L'analisi proposta consentirà d'integrare la visione di un mutamento di obiettivi con quella di un mutamento di modalità per la manomissione dci nuovi obiettivi, cioè delle lince d'azione più idonee per il conseguimento degli scopo di guerra, quali sono consentite dalle prestazioni di spicco degli strumenti cli attacco posti alla mano dalle odierne tecnologie. In breve, dopo auerc dimostra/a la co11cret,zza , la openrltvÌl~ ,li u11 ca111biame11to 101ta11ziale di obiettivi fo11d"111c11tali di guerra, s'i11te11de porre rn luce una modificazio11c di modalit<ì per il co111eg111mc1110 degli obic11iv1 1/i u11 co11/litto armato, cl,c mira a,l ado11arc , meglio rùpo11dc111i, , di d,111111:iare 11clla modifica::io11c ipotizzata 1111a vera e propria applicozio11e d, nuovi 1istcmi tli guerra. Si osserva incidentalmente che sono le circostanze accennate ad altri· buire un'importanza di primo piano alla cosiddena « difcs:, civile i, degli StalÌ, un 'incombcn7~, nella quale si parla molto ma nci cui rigu3rdi si fo ben poco in dipendcn1.1 dell'onere molto considerevole di provvedimenti con<:rcti, che concerne il complesso delle provvidenze destinate a far fronte all'aggressione contro obiettivi non militari e riprende i motivi della difesa di queJlo che in altri tempi è stato detto il « fronte interno " , rinverditi nelle nuove situazioni e tra,fcriti nelle nuove esigenze. 2-. • GLI SJl'UNil EVOLUTJVJ Ot:J f-AKAMf!TRI E DEI QUADRI DEL FEN"OME?o:O

Si deve avere ben presente che il vocabolo «evoluzione » non implica di necessità, in questo conresro, in com rasto con un significato d'uso corrente, il concelto di wl processo di perfezionamento che in molti casi è opi nabile cd in altri è dubbio. Si conviene pertanto di intenderlo sinonimo di modificazione, alte.razione e simili, lasciandone impreghulicato il valore positivo o negativo, del resro variabile secondo i punti di vista sotto i qu.oli il fenomeno è preso in considerazione. BF,1.1. 100. -


4 15 L'avvertenza è particolarmente opportuna quando s'indaga il fenomeno della guerrn. del quale sono molteplici gli asperti , dal rccnico al politico cd al sociale, per sottacere quello morale, alla luce dei quali variano gli apprezzamenti anche i piè, oggettivi che risultano giustamente motivati. Posta questa premessa, non si prcgiudic:1 akun giudizio di liceità su basi morali allorchè si fa riferimento alle modificazioni di strumentazioni e d'ioquadrarure cui al presente sottostà la guerra, da attribuire in gran parte ad un progresso generale del mondo, convergenti verso un insieme di circostanze di crescente differenziazione rispetto a quelle sperimentate in un passato anche recente. Oifforenziazione che non è mera ipoccsi, bcnsl un'evidenza macroscopica e quindi un d.ito di fotto innegabile, manifcsrazione ddl 'avan~amento delle moderne tecnologie, il cui portato dovr~ cS$<!rc giudicato più alt. Stregua dell'uso di cui sarà oggetto la nuova mumcntazione che di una disponibilità di per sè anodina. S'intende spesso affermare un crescente contenuto tecnico della guerra, un apprezzamento del rutto esteriore e di s,:arso valore illuminante in questi termini. Sempre in quest'ordine d'idee, ma con maggior copia di risultati utili. conviene partire dalla const:it:izione di un 'influrnza sempre altamente determinante del progresso tecnologico sulle sue forme e sui suoi sviluppi, una constatazione che cessa cli essere ovvia e al contrario si dimostra densa di argomenti interpretativi allorchè viene usata come spunto di due tesi d'innegabile valore epistemologico, l'una concernente una focda particolare del fatto poliedrico sintetiuato spesso, senza approfondirlo a dovere, con la locuzione « progresso tecnologico », da vedere in qualit,, di un condizionamento di estrema autorità di tutte le manifestazioni dell'attività umana, compresi i procedimenti di risoluzione dei conflitti interna,.ionali non accessibili a compo,i7.ionc consensuale, l'altra, relativa alla inevitabile marcia delle tecnologie. come espressione di un progresso generale della umanità, le quali a loro voha assumono la sostanza di partecipi fondamentali del divenire storico del mondo contemporaneo. Anche le due resi test~ enunciate oltre che importanti per il loro contenuto intrinseco lo sono altresl per due coro! bri. l'uno dei quali afferma l'i mportanz.i del conseguimento di alti livelli di conoscenza scientifica e tecnologica da parte delle varie nazioni e la difficoltà di conseguirli, tanto mag· giore quanto sono più alù, in funzione di uno spiccato loro valore compc· titivo. in rapido incremento con l'altezza dei livelli raggiunti di fotto, l'altro, la necessità di toccare le quocc pili alte possibili, come garanzia di anirudini antagonistiche di grado elevato, una possibilità legata alla consistenza effettiva dei cosiddetti potenziali bellici ed alle facoltà reali d'incrementarli . . E' lx:n noto che il conseguimento di alti livelli tecnologici è il prc· m10, coesistendo altre circostanze di valore determinante anch'esse in larga parte suscettibili d'intcrventi di perfezionamento, di sforzi veramente


giganteschi di ordine scienrifìco, organizzativo e produttivistico, mnturanti ad opera di un'attività complcs.~1, tipicamente intelligente, capillare e globale :il remJX> stesso, rivolta al progrc.1so della conoscen7,.a cd alla convergenza, a ral nnc, del lavoro cerebrale di masse di uomini. indispensabile per conseguirlo e per trarne i' più alto partito. D'altra parte la necessità dell'impresa deriva dal fatto che ogni lacuna grave in proposito C()Uivale ad una rinunzia gratuita alla partecipazione attiva all 'accennato divenire storico, una locuiionc nd'3 quale s'intende condensare le facoltà di affermazione competitiva dei popoli, coi nvolti nella problematica della coesistenza senza facoltà dJ cludcrla. In conclusione, i livelli culturali delle nazioni, idt:ntifìcati in una cosidderrn "civilr-;1 del polirecnico •, presenti altri fattori determinanti in gran parte a pomra cli volont.'t determinate, si trasftriscono ad attitudini di com petizione. oggi materializzate in rapporti cli relativirn operanti dcni gap1 o divari tecnologici (1). Naturalmente il lavoro che si è qualificato come particolarmente ingente consegue i suoi esiti migliori con la partcopazionc massiccia degli strati di popolnzione che si affacciano alle attività produttive, poichè k energie di cui questi clementi disrongono s<>no nel loro complesso le più cospicue e pcrchè gli effetti sono pit, rispondenti ai presupposti quando più rornlimria è la partecipazione all'impresa e più conforme al conscguimcnro dei risultati ripromessi è il motivo ùi guida. ln particolare la larga parrccipnione assicura va;ti campi di diffusione cd elevare possibilità di selezione. Presenta inoltre un interesse da sottolineare la constatazione delle conseguenze, sia pure mediate, delb elevazione della cultura di un popolo in quadri apparentemente estranei ai fatti culturali, come a prima impressione potrebbero apparire quelli elci conOitti internazionali. La giustificazione della circostanza risiede ndb complessità assunta al giorno d'oggi dal fenomeno bellico, dal suo frequente discostarsi da forme tradizionali cd in pari tempo dalle anastomo,1 sempre più frequenti e profonde che l'accennata complessità provoca rra tutte le attività di vitale: importanza delle collcrtività umane. (1) La $Cuoi~. in tutti l lUoi ordi11i 1 nei tt'rmini di \trumcnto ddl'm:ccnn:tta con "crgcnza c. in ,12 prcliminarc, c.k:11:i form:,7icmc dd suoi paromcui fonJomcntali ne} l'ambito di collcttivh!i org-:ini1.1,.11e, è d:1 tenere in conio <lJ un {:more th grnnde clh c:aci:i pèr k fonunc n:t1ion:1li, anche se norm:.ilmt>ntc di ":1.iouc- mcclin1:i. Dd rcMo H rom;cun non ~ nUO\'O, anc.hc ~ suggerito in pa.s.1catc, d:iUa iu;1 part~ip.17ionc :a car.tUc• l'lz7~7ioni popolari positive: c:d alla presa di col'lo:!tecn:r.:a cki maggior-i im(rcs~i n:t7ionali. mcmrc oggJ è vi~to come 1111mifcsra.1.ionc dt c.lczi~nc <li un l:i,·oro di m:a,)~'\ ma l:arg:i Olt'.ntC articolato lcndenlc :ad unQ sviluppo 5cnu pro:<dcnti delle focoh~ di ùO 'intclh gen2.a. tollcuivn. ris11ltanw d'innumeri intclligen1.c individuali razion,1Jmcmc c:oordlnatc. Tali rcquisid sono rc;ilizzati <lolle coHcui\11} intcrc,~1c in gr:adi di\crsi e wno quiocJi c:ip.id di assumere la sos10.uz.:a Ji un.a c::1p~ci1à :mr:agQniq-ic:i, 3ll3 :i<l cscrdrnrc rinwi cli primo pi:ino nella cdifical'ione delle po-.i:rioni di pot('nz_:1 dei (Ìngoli St:ui contcmponnti.


3. - LA DELIMITAZIONE DEI Nt;OVJ QVADI\I OPER,\TlVl. - [r del pari interessante mettere in luce 1'3ffcrmarsi di una fcnnmenologia complessa, c~atterizzata d:1 spunti tipici di rclroazione (jeed • back). capaci di sbocc;1re nel loro sviluppo in direzioni cd imcnsicà impreviste e scnsibilmenrc difformi dalle esperienze correnti. JI rilievo sprona a compilare e ad analizza.re una casistica specifica la più accurata anche se si deve :ttnrnetterc l'impossibilità pratica di averla del tutto esauriente. Ma è soprattutto meritevole di aucnzione il fatto che la accc,mata acquisizione di facoltà competitive ad nito livello diviene impresa sempre più nrdua per l'ingigamirsi dello sforzo che essa impone. In questa proposizione esistono i11 1111cc le conseguenze di maggior porta!à politica cd operativa dei casi in esame. L'esigenza di uno sfor?.O considerevole, si è dmo perfino gigantesco, lo rc_nde perseguibile in molte circostanze solt:into da parte di un numero sempre più ristretto di soggetti. almeno sinchè k soluzioni pratiche saranno tentate con modalità di tipo corrente. La tesi significa che sinchè non saranno messe a punto moclalir?, diverse e di constatata conveniente rispondenza, offcric da strumentazioni e tecniche opcraùvc ancor più efficaci delle attuali o cfa situazioni politiche oggi non prevedibili, un numero sempre piì\ ristretto di Staù potrà conseguire i mas;imi rclaùvi dei livdli di potcm:a conseguibili ad un dato momento. unica assicurazione di successo delle rispctùvc politiche internazionali. li fatto è senza dubbio fortemente negativo per tu1ti gli esclusi. Tra l'al· tro esso esaspera Unl discriminazione di facoh~ com peti tive, del!. quale si avvertono da tc_mpo i segni, che è minaccia di consistenza di mire di prcdomi nio. La reazione contro congiunture del genere è di SlrCHO dovere. Essa dovrà essere impostata sul la uùlizzazione più efficace delle facoltà degli interessati. nel campo delle politiche interne, e nel campo di qudle estere sulla cosùtu· zione di blocchi di forze capaci di ridimensionare verso rapporri piì, favorevoli gli squilibri più accentuati c più pericolosi, C'.onrro situazioni temibili scontare, ma non per questo meno dense di dmino, è sempre opportuna una valutazione oggettiva di cause e di cffmi. E pure ammettendo di essere in presenza di eventualità di portata storica cd a fronte cli processi di per sè meritevoli di un alto apprezzamento pcrc.hè messi in moto dalla marcia luminosa del progresso generale umano, del ttuak sarebbero portati in ct:rta misura negativi. non è meno oppormno prenderli in attenta considerazione per l'appre2zaincnto corretto delle loro raratrcristichc, decorsi ed esiti, attività propedeutiche per affront~li con successo o per lo meno con il minor danno. L'impresa non è facile ed anche dopo superate gravissime difficoltà esiste sempre il rischio di risultati soltanto parziali cd in pratica inoperanti. Ben lontani dal considerare in modo pessimistico i doni del progresso tecnologico o di attardarsi in invettive retoriche. insensate quamo una carica


donchisciorrcsca contro i mulini a vento. si osserva che non esiste facoltà di scelta tn profitti e perdite e che è atteggiamento responsabile ricercare i procedimenti idonei per premunirsi contro le ipotesi meno accettabili, nel caso presente contro le modificazioni più allarmanti dei lineamenti degli antagonismi internazionali in quanro c.1paci, insieme con un certo disorienmmcmo circa le concezioni valide in marcria, che le novità provocano di frequente, d'invalidare in qualche misura i concetti e gli strumenti considerati sinora di piena rispondenza. D'altro canto non conviene seguire l'alternativa di minimizzare e poi trascurare congiunture dcl genere: val meglio l'atteggiamento opposto, più cauto se pure più oneroso. In quest'ordine d'idee, sul quale si è insistito di proposito, è opportuno addivenire ad una valutazione obiettiva delle nuove sillla?.ioni in vista di apprezzarne i riflessi sulla vita corrente delJc collettività interessate e soprattutto sulle crisi ,n cui possono incorrere con effetti pesanti, spesso, sugli stessi destini dei popoli. In primo accost;,mento gli accennati riflessi si sintetizzano in una modificazione sostanziale delle economie delle relazioni intcrn:izionaU e delle loro crisi più gravi per il ricorso o nuove modalit:l di contenzioso e di risoluzione unibtcrak delle crisi stes.1e. Dette modalità s'impos10110 111 di 1111a strt1nu111azio11c di prestaziom diucrst:, la quale imporra l'acrcsso ad a111bic11ti opcratitii i11acressihili i11 po;sa10. Inoltre con i nuovi strumenti e nei nuovi ambienti il successo diviene aleatorio in alto grado o quanto meno eccessivamente costoso. Un costo eccessivo distoglie dal tentare la prova di forza. li costo eccessivo dipende d:1 una decrescente attitudine all'incasso delle complesse strutturazioni sociali moderne, che pur si vanno diffondendo ineluttabilmente. Conscguen,:a in apparenza stravagante, in realt~ strettrunentc logica, è da vedere nel fano che sono sempre più frequenti i casi nei quali la risoluzione delle crisi ha luogo senza ricorrere alla violenza delle armi pur senza il consenso della parte soccombente, del quale mancano i presupposti. Vi è qualche cosa di poco convincente ed anche di sconcertante in tutto questo. ma in rcah?, la razionalità dei nessi di causa e di effetto non I: smentita. La potenza eccezionale in possesso di una parte la pone in condizione di agire con piena efJieacia in sede di arti meramente virtuali. In termini tecnologici le sin,azioni del genere sono provocate da dispa· rità di focolL~ molto consistenti ed operanti di fotto, i gaps divenuti incolmabili oltre che ingenti. in procimo di divenire gli operatori principi, se pure indiretti, delle vicende internazionali. Forse è ozioso in qucsL1 sede formulare un giudizio circa le circostanze illustrate, da molti ritcnure gimtnmente episodi dd difetto di una giustizia


41 9 internazionale, poichè si traducono in un buon diritto lc!O od in lesioni di diritto non riparate. La morale internazionale ha le sue leggi particolari: la forza genera il diritto cd il diritto senza la forza non ha moire probabilità di essere rispct· rato, al meno quando siano in gioco interessi vitali di popoli. 4. • LE NUOVE SF.Dr DELLA 0Ec1Sr0~'1è. E' conseguenza certa dei dati di fotto riferiti e delle considcra:..ioni cui essi hanno daro luogo la constatazione del consolidarsi di nuovi procedimenti bellici. cioè di nuovi sistemi di guerra, cd in linea subordinata dcll'acce.lSO a nuo,·i ambienti operativi, nei quali i predetti sistemi esercitano la loro operatività, non praticati in passato o praticati in scala e con risultati ben diversi dagli attuali e dai prc· vedibili prossimi [uturi. Pertanto è lecito affermare l'adito ad una tematica opcrati,•a inedit:i, impostata su nuovi parametri di potenza cd operante con i nuovi parametri in sedi e con intensità di dfctti maggiore di ogni precedente esperienza. Da un punto di vist1 esclusivamente tecnico si tratta di un inncg-Jbik perfezionamento di procedimenti, b cui cffic.1cia, potenza, rapidità di a:,;ioni singole e complesse costituisce il morivo di fondo della prdercnza loro accordata. Per lo stesso motivo è certo cbc saranno i procedimenti in questione a decidere delle sorti degli attori di domani. La percezione elci consolidamcoto della nuova tematica operativa non è immc<linta ma è rclntivamcntc agc,·olc metterla a fuoco citando i fotti c,·olutivi di maggiore momento, tra i quali s'indicano senza riserve motorizzazione, meccanizzazione, alti esplosivi molecolari , accesso allo spazio aereo cd alle quote negative dei mari, esplosivo nucleare e vettori capaci di librarsi nella ionosfera, nella esosfera e nello spMiio cosmico con un'attitudine a svolgervi missioni delle quali si è ben lontani dall'avere !Oppc$3ti gli effetti :inchc in via scmpliccmcnre induniv,1. Certo è vcramCllte enorme la strada percorsa in proposito da un passato anche r,-ccntc, ma pochi dati tra i più illustrativi varranno a fare un punto presente dell 'argomento. A lungo, nel corso della storia, le guerre hanno avuto i loro epiloghi in grandi battaglie terrestri. con appendici saltuarie e lim itate di operazioni di forze nn,•ali. Condotte con mcm.i relativamente li mitati, oltre cbe primitivi, cocrcitc nd tempo, almeno per quel che ha tratto alle loro fasi cruciali, le guerre del passalo più lontano si sono prest:ntatc nei termi ni di opcra:,;ioni in teatri ristretti di guerra senza rapporto co n l'importanza ~lorica delle loro conseguenze. Con l'estendersi del mondo conosciuto e con l'ingresso negli oceani, la parrecipazione delle forze navali ha avuto un considerevole sviluppo. si no


410

ad indurre a riconoscere che le sorti dei popoli od almeno dei maggiori fossero legate alle loro fortune sui mari. Tre o quatrro secoli di vicende storidic hanno visto il mondo acccm1re questo concetto interpretativo della storia, pcrfeuamcntc giunilicato a quci tempi: la decisione delle controversie internazionali, gi~ affidata alla villoria in grnndi bauaglie terrestri, era divenuL1 con illumi nante frequenza attri buto di grandi bau:1glic navali. Sino a tempi del tuuo recenti queste hanno costituito la premessa ncccss:tria della prevalenza finale, resa sufficiente dal successo delle operazioni terrestri , la cui efficacia era garantita dal confermato o conqwstato dominio dei mari. Altra conseguenza era la subordinazione degli avvenimenti mondiali ai parametri di un tccnici~mo marinaro che rendeva determi nanti talune esi genze p:1rticolari della prep.lxazionc navale e della condona operativa sul mare, cui si dovevano adeguare i sistemi contemporanei di guerra. Il (arto nuovo, in materia di concezioni e di prassi operative, costituito d;1 un graduale pass.1ggio dei fallori di decisione in guerra dalle operazioni di terra a quelle navali, non è apparso nè illumiMntc, nè sconvolgcmc ai loro operatori, probabilmente pcrchè si conti nuava a fore ricorso a strumenti ben noti e cli antica tradizione, anche quando essi si adeguavano con ogni diligenza ad un progresso lento ma continuo. Ben divusa nelle iuc conseguenze si è dimostrata subito, sin dalla sua prima manifestazione, !"i ntroduzione tielle armi e dei vettori aerei, rcSII po>· sibile da quelle stesse tecniche che ave,•ano giù trovato vastissime applicazioni in campi militari. ad esempio, per le forze terrestri, nella motorizza. zione e nclb meccanizzazione di crescenti aliquote degli cscxciti. aliquote che ne venivano hcn presto a costituire k punte di lancia. Pur senza dare eccessivo credito alle teorie tli preminenza delle forze aeree sulle altre se non in forma di for,c integrate (acroterrcstri), accese alla fiamma dcll"entusiasmo suscitato dai nuovi mezzi clcll'aria, è innegabile il fono che per loro memo /(I tlccisionc ,i era e II è ,po,ta/<1 e/agli e1·e11ti c/1 tcmr e ciel mare a quelli dell'aria (cioè da ambie11ti di mperficic ad a.mbicnti 1ridime,uio11al,), a11rhe ,r ro11 equilibrio di gimliz10 e co11 ca111ela di prae di posizio11e gli c,,e111i dell'aria 10110 uùti i11 1ami11i di ,ucessid c/11 rerulerr s11/fiàc111i mcdi1111tc 11/tcrìrJri mcccssi i11 terra r 111/ mare, analogamente a c1uanto avvertito per le forze terrestri e Mvali. Oggi la sintnionc generale in propoStto può essere sintetizzata - non si fo riferimento alle guerre limit:itc che nella loro limitazione escludono il ricorso agli strumenti più evoluti e più dlicaci, anche se sono tutt'ahro che avare di vittime e di dolore umano - in guerre eventuali contracldi~tinte dalle prcsl'3zioni di tulli i mezzi tli lolla già alla mano t di quelli che la fertile inventiva umana non mancher:i di apprcsrarc guerra durante sono ti pungolo dell'esigenza cli sopravvivere. esercitate con la maggiore spregiudi.


catezz3 poichè i limiti d'impiego saranno legati soltanto all'intendimento di non sottostare a colpi più duri di quelli inmtti. Lungi dal coltivare visioni di fantascienza, non vi è dubbio che le previsioni implicite nelle considerazioni precedenti destano una viva angoscia. una sensazione che trova conferma indiretta negli cCEctti d'inibizione che gli arsenali moderni, e non i soli ordigni nucleari, esercitano senza contrasto, anche se non esiste la certezza che la inibizione sia assoluta e quindi non possa essere superata. Approfonclcndo l'onalisi dd probabile funiro degli avvcnimenri bellici, quali congetnirc possono essere fatte circa le linee di massima di operazioni nelle quali sono parte attiva le armi più moderne. quindi abbi:1no corso le azioni di distruzione di maggior violenza, esercitate a grande braccio. delle quali sono ben note le caratteristiche tecniche, mentre si è ancora lontani da una messa a fuoco corre11a delle idee c,rca una diCcsa efficace e circa una neutralizzazione di cffcrri secondari non per questo meno cc:mibil.i ? Si è già osservato di passaggio nelle pagine prec<dcnci che le prove di forza possono es.sere sostiruicc da confronti Ji potenza, cioè aver corso in modo virtuale anzicM reale. da quando gli alti vi rtuali sono divenuti operanti per proprio conto pcrchè divenuti capaci di assicurare il con~guimento degli scopi di un conflitto. La previsione, ancorchè fondata, non costitujscc un morivo di sollievo. Anche i confronti di pocenza, in qualità di prove di forza virtuali non mancano di vittime, magari a :.caden?,e differite, era coloro che soccombono. nè escludono Jcl lutto la prova rc.1le quando si dimoscrino impari alle necessità e siano in gioco interessi virali che non ammcuono ulteriori

cedimenti. . In effetti /: forse semplicistica l"alternaciva tra prove di forza e confronti d, porenza. Non è da prevedere alcro esito delle competizioni, da ritenere normale alla luce di nuove impostazioni ddlc idee. ad esempio il consolida· mcnt1> di uc1 fOro internazionale equanime cd autorevole e l'affermarsi di una giustizia moderatrice delle relazioni era i popoli. Corse una rcalrà di domani anche se oggi i: nulla più di un1 chimera? La ricerca di una risposta esauriente all"in rcrrogativo tcstè proposto concl~rrebbc lontano dagli obienivi assumi in questa sede. Una risposta di tcntanvo può consistere in una previsione fondata circa probabilità e modalità di e.idi e di (asi di guerra guerreggiata era grandi potcn,,e militari in attuazione di nuovi sistemi di guerra e circa le scrvin'i che quelli imporreranno. . La previsione, in quanto fondata, varrà ad accertare. tra l'~ltro, le modi fic:izioni di maggior momento al riguardo di p.rocedimenti e di ambienci dccis~one, vale a dire costituirà l'integrazione ripromessa alla ricerca circa I cvoluz1one del criterio di azione clccisiv:, in guerr'•·

'!'


5• · LA MODIFICAZ:IONR 0.EOLt A~{RIEN'l"l E. OEI PltOC.EDUfJ:N'rl DI l)l!CI s101<E. E' conclusio~e owia dell'anali si condotta sino a qucno punto la precisazione delle modificazioni salienti degli ambienti e dei procedimenti di decisione in guerra, quali si possono supporre conseguenza della evoluzionè degli armamenti e degli ambienti <l'impiego, qucsl'ultimi costituiti dalle odierne strutture sociali delle collettività coinvolte nella loro complcs,. sità, funzionalità e sensibilità al tormento dei colpi che saranno loro inferti. I fattori mmami sono i veuori aerei supersonici. i mmiii teleguidati od autocentranti provvisti di potenu cariche esplosive e,I inccntliaric, i carri armon molto mobili e provvisti di armi <li grande pcnctra>1ione, per non ci rare che gli strumenti più determinanti Lra k armi, l'arnpic:-Lza dei teatn d'opcrnzioni, le intcnsc e cosL1nti correlazioni operative era awcnimenti in terra, nell'aria e sul mare, una eccei:ionalc dinamicità della vicenda bcllio, una larga inscrI.ione di obiettivi para cd cxuamilitari per quamo concerne le caratteristiche salienti dei quadri operativi. Si potrà obicn;,.rc che gli argomenti addotti sono di comune dominio cosiccbè la loro ciwione non supera il merito di un esame consuelo piuttosto che quello di un 'argomcn1azionc di originali là e di mordcnce assoluto. La risposta alla obiezione è che cs~i, alla 1wi di ogni analogo ragionamento, servono a dare lo spunto ad un intercss.~nte corso d'idee: la loro efficacia, in termini di qualità e di entità. si traduce nella operatività e nella facoltà di determinazione di quei squi libri di potenza dei quali sono indizio i già ci1ati gaps tecnologici, cui è da attribuire un'origine cd una funzione in larga misura similare. 1 gap, tecnologici agiscono in modo diverso a seconda della loro consistenza e dcl ln facolt~ di colmarli in tempo debito. Naturalmente la loro operatività è massima quando sono molto consistenti cd incolmabili. Questa operatività si manifesta alla stregua di una forte azione d'inibizione, supe· riorc n quella generica da accreditare ad un'equivalenza di facoltà operative, e quindi particolarmente operante, esercitata nelle due direzioni di procra· sti nare ogni prova di forza e di ricercare nuove condizioni di eonCronto più favorevoli. Esiste una difficoità consistente da redigere un:1 castistica di valore pratico di circostanze complesse, che vedono in azione numero,i fattori non tutti pcrfctt.1menrc noti cd in parre solo parzialmente identlnc;,ti cd esigono In corretta valutazione delle doL1zioni a livello operativo dei mezzi di maggior potenza, una valutazione che introduce odia ricerca unn difficoltà, per eosl dire, di ordine superiore. Si può ammettere peraltro che laddove sono presenn e per di più con• ,istcnti, la eventuali tà di affrontare la lotta che non pu~ esscre evitata impone ai tecnici operati,, cd ai responsabili politici l'adozione di quca procedimenti e I'imbasrirura di quelle situaz,uni che sono meglio atte a porre m decisa sofferenza le C.coltl di punta in possesso dell'avversario più provveduto.


Tali requisiti sono reperibili in una convergenza di fatti eterogenei , nella quale si vedranno di volta in volta in :rtiouc motivi tecnici e motivi politici, fumenti ideologici e spunti razziali, sistemi di guerra superati ma rinverditi mediante un sagace aggiornamento suggerito dalle caratteristiche specifiche locali della lotta, come la guerriglia e Ia guerra rivoluzionaria, in breve tutti gli appigli atti a sovvertire profondamente i rapporri di forza sfavorevoli quando valutati in termini tradizionali ed a riaprire di conseguenza prospet· tivc meno sfavorevoli laddove queste sarebbero del tutro ovvcrsc operando secondo criteri correnti. Queste sono le c-0ngiunture per le quali una guerra che secondo criteri ordinari si avrebbe ragione di prevedere del tipo « stanM dei bottoni » si vede conformarsi talora a procedimenti considerati in altre circ-0,tanzc meritevoli di lotte tribali e di mentalità medi~vali. La lotta diviene particolarmente sanguinosa e crudele, ncbilitante per psicologie maturnte nel secolo XX, di una durata che sfugge a concrete previsioni cli 1empo, oltre d,c di csici. poichè i fatti si svolgono al mcll'o degli odii ancestrali, della capa· cità d'incasso e di sopportazione d'individui e di collettività di strutture sociali sottosviluppate, le quali cocrciscono in larga misura e perfi no c.•,dudono l'cffic.,cia dei lllé'1.zi di distruzione più potenti e provocano una dispersione di sforzi che riduce paurosamente le cham;es di successo. Queste monalit/1 di guerra, che sfuggono all'aggancio di procedimen ti ordinari e sono affrontate di soli to in termini di espedienti politico - militari duramente repressivi, impongono metodologie dalle quali rifuggono capi e gregari di forte armate di paesi progrediti e giunti ad elevati livelli di civilù: trasferimenti in massa di porolazioni, campi di concentramento, ritorsioni crudeli, mancato rispetto di diritti civili, la condanna di intere regioni a condizioni di vita inumane ixr il solo fotto di avere avuto in sorte di divenire il teacro di una lona ineguale e soven te ingiu,ta. Merita di essere meditato il Eatto di armi Sll'npotenti incapaci cli maturare i frutti :Illesi se non in due casi sotto certi aspetti diametralmente opposti: che i due avversari ricorrono alle stesse armi, cosicch~ queste a lor volta dispongano di un ambiente omogeneo d'impiego, o clic i due contendenti, appunto per il fatto di disporre di un pari armamento, rinunzino a farvi ricorso, perchè quesco è il porr:110 di un effettivo eq uilibrio di faooltà di competizione. Nell'un ca10 e nell'altro le crisi cui sono rifiutati corsi per cosl dire normali seguono ~vi luppi di !orme di guerra anomale, delle qu:ili la pitì nota è la « guerra fredda », un surrogato sui generis dei vari sistemi di guerra calda, in generale combattute sen>.'armi o con armi scadenti ma a lor voltn capaci d'innescare quelle spirali di nggrnvaruento contrandisti nte con il nome di escalation. Una così complessa fenomenologia autoriz,.a alcune deduzioni di pregnante intcr~sse pratico, oltre che dottrinario, che è lecito puntualizzare in


due ordini d'idee, alle cui radici sono rispettivamente esigenze di difesa cd esigenze di capacità offensiva, quest'ultime rese legiuime per non esser, espressione di vcllciù aggressive bcnsl d'impostazioni razionali comroffensin. Sotro il primo punto di vista torna ad imporsi il consci,ruimcnto dei li vdli più elevati di potenza consentiti dalle facoltà di accesso alle tecnologie contemporanee più avanzate come assicurazione di successo nell'opporsi ali" malvagità altrui. A questo proposito è da tenere presente che sono in gioco non soltanto requisiti materiali, per quanto :inche essi rivestano aspetti di primaria importanza, ma anche, si direbbe in misura altrettanto considerevole, capacità organizzative, virtù civili, presupposti d i progresso e di giustizia sociale. Altre pattecipa1.ioni importanti sono da ascrivere alle intelligenze di coloro cui sono affidate le armi, intelligenze da conStderarc operanti sotto la specie di un 'abi , lit., collettiva a trarre buon partito dall'armamento più progredito, promessa di combattmti competenti e devoti e, attraverso opportuni procedimenti di selezione, di capi idonei in tutti i posti di responsabilità, a cominciare naruralmcnrc dai più t-ccclsi. La precedente dmcazionc di re<1uisiti è in realtà una distinta di fattori di potenza, la cui necessità di disposizione in misura adeguata non è che la parafrasi del noto adagio che pone la sicurezza e la pJce a prezzo di una accurata prepara1.ionc alla guerra, una preparazione che avrà raggiunti tutti i suoi obiettivi se varrà a sconsigliare l'accendersi di mire di aggressione. Una siffatta garaniia di pacifica convivenza di popoli induce a cone(Cpir< un nuovo genere di deterrente, questa volta conseguito con mezzi convenzionali, da affiancare con una più vasta capacità di azione a quello più noto attributo di mc-~zi nucleari, se pure cnn un 'autorit:, meno assoluta. una con· cczione del resto già presente in quella di azione preventiva, da tempo immemorabi le vism in forze armate c:fficienti, oggi da rendere meglio operante in una sua accezione •ggiornnta, da porre in sistema con un deterrente nu, clcarc di m31lipolazione alquanto difficile e d'altronde limitato agli apparte• nenti al club atomico. Sono il secondo punro di vista, non si tratta di essere (orti p<:r essere in grado di porre in allo mire aggressive, bcnsl per la valid:i garanzi:i di essere rispetuti insita in una concreta capacità offensiva, inadeguMamente assicurat1 da attitudini esclusivamente: difen1ive. Nè è dd tutto accettabile la tesi, pur largamente prospettata, dell':in1b1valenza dell'armamcuto moderno sotto questo aspetto, takhè le: armi che valgono nella difesa sono le stesse cli colui che intende aggredire. L.1 tesi è valida solo per gli strumenti semplici di un armamento elementare e non è da estendere alle orgnniz1_1zioni compltssc ndlc quali oggi sono realizzate le istituzioni milit1ri delle maggiori potcn?~ n1ondiali. /11 ,imcsi cspcric11za e ragio11amer110 i,ucg11a110 clic 111110 q11a11to dii ,,;.

gore ad ,ma f1111rioru: dc1crrc11tc Ira 1111'cfficacia prcvalc111cmc,11c difc11sit1a


e che tttllO qttello che ha di mira l'i11flessio11e di raie f1111zio11e !Uf 1111'efficaeia offmsiva i11 assolttta prevale11za. Il concetto, ben lungi dall'essere un gioco di parole, merita invece di essere preso in considcuzione e meditato come un indice valido di oricnramento in un'opera di grande impegno, nella quale le indicazioni fondate non sono frequenti, quale deve ritenersi la realiz7,azionc di preparazioni militari del tutto rispondenti per economia e per dficacia, cioè per razionalità, ai presupposti della loro messa in cantitre. E' di vitale interesse per quesra necessaria rispondenza di avere ben presenti le modificazioni che sono la conseguenza diretta oppure il riflesso indiretto di un eccezionale progresso tecnologico, visto nelle sue ripercu,sioni sulla tematica risolutiva delle crisi di relazioni internazionali e delle correlative azioni reali o virtuali di forze armate, la conseguenza di retta riferentesi ai nuovi quadri degli sviluppi operativi, il riflesso indiretto riguardante le vicende delle istituzioni militari. In effetti il progresso tecnologico è operante non solo in termini di armi nuove o aggiornate, ma anche in quei settori assai più estesi di un progresso gcnef3le, del quale è portato costante, che sono p:irtecipi di primo piano alla edifica1.ione cd al consolidamento della potenza degli $rati.

Un c111vertinu:nto da 1c,1cre l>c11 prcsc11tc, sorprmdcntc per ossava/ori distnmi, ;upcrficiali oppure male i11/ormati, è quello rcsr? formulato circ11 il valore aggressivo delle azioni a111ideterrmte, eppure rispondcmc ad u11a 10/ida logica di fatti. Si ritorna sull'argomento non per suffragarlo ad ab1111da11tiam, bensì per confermarvi l'indizio di una evoluzione di concetti e di metodi in materia di operazioni di fom: armate e ddlr preparazioni che le riguardano della cui importanza si deve avere piena cognizione. Tra l'altro l'evoluzione postulata invoca e rende meritorie le maggiori cautele non solo nd riguardi ddla rispondenza degli atti da compiere, sempre in pericolo di difetto di aggiornamento, ma anche nei riguardi della permanente validiti\ di procedimenti consueti, a proposito dei quali si deve ricercare con ogni diligenza la conferma del merito tuttora consistente o, nel caso che manchi quella conferma, adoprarsi per l'adozione di nuovi, di accertata opcmivit~ nelle prove che non è conscn6to escludere .

.._ . R.


LA RINUNZIA AL RICORSO ALLE ARMI PUNTO DI FORZA DEL VINCERE SENZA COMBATTERE Gcn. C.A. Paolo Surino

I. - UNO

Cli oneri

« SLOGA » DI

CJIE CENTE FORTI.I A: VINCF.Rt SENZA COM8AT1 ERE, -

le alee della guerra al giorno d'oggi incoraggiano i m<>vimcnti di opinione e le inizia1ive a favore della pace ed oneri cd alce movimenti di opinione e iniziative a favore del!~ pace convergono in conformità dei loro fini, verso una diminuita in~idcnza dcila guerra almeno della guerra piu disaslrOsa quella combanuta tra grandi potenze rnilitar1. La circostanza non può mancare di destare un vivo compiacimento tanto più che è 111 contrasto con la realtà di un contenzioso internazionale ·nccnso alimentato da conflitti d'interesse di regola gravi e reso più evidente da un abbandono prcssoch~ generale delle buone maniere di una <liplomazìa tradizionale. ln effetti gli sviluppi delle crisi di relazioni tra gli Stati pongono sempre più spesso in presenza di atteggiamenti duri e perfino ingiuriosi del le parti - se primeggiano in proposito i documenti del conflitto russo- cinese, alr.ri atteggiamenti ulhciali cd ulliciosi non disdicono al confronto - ma forse non è errato vedere nella violenza di• un lessico che è un eufemismo à,iamare vivace la manifesrazione di una volontà non dicbiaraca di non passare dalle parole ai fatti, allo stesso modo che si elevano di tono le ingiurie e

di due: contcndtntl a mano a mano che aumentano la loro distanza reciproca

cd il numero dei pacieri. Con ogni probabilità comunque, oggi sarebbero da nutrire n,olti dubbi circa l'efficacia di un nuovo tdegramma di Ems come è noto causa occasionale dolio scoppio della guerra franco - prus-iana del 1870-71.

Per quello che può valere. il riferimenro mira a porre in evidenza un oricntarnc:nto degli indirizzi contemporanei prevalenti in materia. verso forme ani agonistiche morbide, che assumono per lo più 1a ,petto di processi anodini, speso so1tra1ti di proposito alr;pprczzamento non si dirà distratto ma imperfettamente a Fuoco di tecnici militari e di uomini di governo, che d'altra parte tcndono a rientrare ed anche que$tO è un l'atto alicrativo rispetto a concezioni invalse, nelle competenze di alle autorità politiche p1ut,. • R


1368 tosto che in quelle di c3pi militari, processi originali e d'intrinseca efficacia. una efficacia che ne giusrific:, la pratica una volta che ne è stari, accertata la concretezza. Nell'insieme, si as.<iste alle manifestazioni di un fenomeno complesso, sul quale si riverberano, :,..-,tto gli effetti di una causalità molteplice, che sad preno aMlizzata, un co,ttrasto intenso tra impulsi p:icifici e conati antagonistici in alterna prevalenza, destinato :1 turbare a lungo, attraverso ~wrli di tensione e di distensione. le speranze di coesistenza padfiea coltivare dagli uomini di buona volontà. Preso ano del fenomeno e vi)tolo meritevole di una valutazione corretta di caratteristiche e di portata, è opportuno accertarne le cause più determinanti. Queste, nel loro complesso. possono essere sintetizzate in una locuzione nota, quella eh: ricorda « gli orrori <lclla guerra"· Gli orrori della guerra inducono ad c,cluderla dalle funzioni di catalizzatore sovrano delle soni generali al rempo stesso che le esigenze di rispetto di interessi ,·itali chiedono un viatico qualunque, purchè valido, per assicurare il loro adem· pimento. Il dr,unma permanente che nasce dal prevalere 3hcrno dell'uno o dell'altro artcggiarncnto è oggi aggravato in misura straordinaria per essere la guerra divcnura una calamità intollerabile, JJC-r essere cmcrgenri con frequenza crescente gli spumi ostili inerenti ad una coesistenza inevir:1bilc, in una disponibilità non illimitata di beni economici di ogni genere cd in una loro incrementata richiesta, infine, ma farro senza dubbio di grandissimo peso, per un progresso scientifico e tecnologico, che moltiplica le zone di attrito e largheggia in ,trumcnri di dimuzione e di sopraffazione. D'altro canto le grandi collettività umane rifuggono da un immobilismo negaro dallo stesso progresso generale del mondo. In questi quadri i nuovi processi, nei quali riecheggiano alla lontana morivi competitivi affiorati in ogni tempo ma oggi applicati con una larghct.za di mcz'li cd un'abbondanza di temi senza nsconrro in ogni altro periodo della storia. seguono il filo condunorc del conscgtùmcnro senza impugnare le armi dei risultati già appannaggio della vittoria in gucrra, quelle armi la cui partecipazione all'esito del conflitto, sempre essenziale cd insostituibile, diviene prcv:ùcnté· mente indiretta. Le ,irmi continuano ad cs.stre prodotte in massa, pcrklionatc, accumulate senza cessa anche se il p0rle in azione in campo sia tenuto in conto di una deprecam ipotesi. Esse vengono utilizzate con tutta preferenza per imbastire azioni virruali le più consistenti possibili, per rendere vana, in !cdc preventiva, quahiasi opposizione. [n queste circostanze si constata la opera· tivir~ di un divario di facoltà tra le parti. Co,/ ,i offcrma110 1111oui siSlcmi

di 101111, fmuloti "' ili 1111 tlimrio di facoltà compctiliuc che diuime decùiuo ,,,,a volta clu: abbia s11pcrat0 il p111110 d'i11nesco di 1111 effetto co11c,-,ro , raggi1111ta la co11J(ruità dell'i111e1ui1~ di azio11c. L'autorità delle situazioni conseguenti raggiunge un vertice quando il divario di focohà, oltre che ingente


in valore relativo, diviene irreversibile. poichè divengono permanenti le prerogarive positive di una parte e qudk negative nell'altra. Ed ancora, fa stessa diflicolrà di conseguire la congmità dell'intensità di azione si dimostra, come s:1rà confermato in scgllito, fortore d'incremento della efficacia dei nuovi sistemi di lorra. L'adozione preferenziale di atti virtuali e quella ctcczionale di atti reali è in rapporto alla operatività dei primi. Questa a sua volta è funzione della potenza in gioco, quindi delle prestazioni delle economie e delle tecnologie. che ne ricevono interessami prerogative decisionali. Di conseguenza fattori economici e tecnologici divengono strumenti tipici Jci nuovi processi ed una imprevista efficacia deve essere attribuita alle azioni incrementali o di demolizione nei loro riguardi. 2 , • [L CONFRONTO DEtLS POSIZIONI DI l'O'I €N'l.A, Tutto questo è una rc,,I 11, in atto, che peraltro attende di essere omologar:i. Le concentrazioni di potenza, costituite con i contributi eclertici di rurti i fortori di potenza degli Srati, dei quali armamenti cd isti tuzioni militari sono solo una parte, nemmeno preminente in un numero di ca,i sempre maggiore, sogliono idcntinc;,rsi, secondo un criterio non controverso, nelle cosiddcuc « posizioni di potenza "· L'arrribu1.ionc di facoltà di decisione. nei conflitti internazionali, al loro confronto. contrassegna l'accesso a processi competitivi diversi da quelli tradizionali, in realtà alternativa Ji operazioni di forze armare propriamente dette che matura. è bene averlo presente, con propri sviluppi particolari, di regola anodini e più lenti, con vanraggi e svantaggi in ,cdc di applicazione dei quali conviene procedere ad un'accurata ricognizione, capace di sortire in una vera e propria « prassi delle posizioni di pnten7..l "· A questo li11e è da ricordare che la prassi in questione ba preso piede con la comparsa delle armi più moderne, jn quanto queste hanno consentito d, alliancarc agli obiettivi militari, una categoria ben noro, obiettivi cosid-

detti

u

paramilitari ,, . in numero e d'importanza crescenti, non militari in

senso stretto, le cui vicende peraltro hanno intensi riverberi sul corso dei confronti di potenza, sostituti preferenziali delle vecchie prove <li forza. La manomissione degli obiettivi paramilitari, che non s'idcntilic;1 Ji necessità con una presa di possesso, è densa di conseguenze. talora perfino imponenti, sulle sorti di grandi eonflitli internazionali. La comparsa e b consegllentc utili:i;zazionc degli obiettivi in parola ha importato uno spostamento di scopi. meni e lince di azione da tenere in conto di nuovi sistemi di lott.1. Ini ziato da tempo ma ancora loJllano dall'avere raggiunta l'ampiezza che con ogni probabilit.\ è io grado di assumere, il ciraro sl,osr:,mcnro possiede la caratteristica discriminante di far /e,,a 1111/a aggmlibtlità degli obier-


I 371l

1i11i parami/ilari ad opero di mc:zi 11011 militari e ml/e ro11scg11c11zc di 111/, aggrcuio11i, in prc11alro:a di di1orga11i::::uzio11c 1111::icl,è di di,1,11,io11c, scnn esdudore per qucMo episodi di tipo di trutlivo, peraltro in prcv~lcnz3 di carattere marginale. Date le modalilii per conseguire la disorgani1.zazione nel campo avversario. gli esiti delle competizioni sono dc,·oluli ad atti che, escludendo di massima la violr:::nz.a m:lli:::rialt\ non fanno di 4uc\lt'uh..im.1 una nrcc:ssi1A a!!· saluta: i temi applicati sono di pertinenza di· sfere d'azione non praticall'. in pa ato o ritenute soltanto cvcntu:ùi, oggi invece porL3tc agli onori di \103 pratica corrente poichè ne sono smtc riconosciute agibilità, raziqnalità e rendimento. li compito delle armi non diminui..cc d'import3nza ma muia di contcnurn. E. so rimane quello di d.1rc sostegno e mordente olle poliriche estere, nei wi quadri s'inseriscnno lè competizioni tr.1 gli Stati; in linea subordinata. le armi cosrituiscono .rrumcnti per il ricorso in appello nel coso che i nuovi procedimenti non ,i dimo~lrino :ill'altezz:i del compim loro commes~o e.

prima ancor:1. dunno ;1u-oritj al monito che, tenute in di.sparte

.i

ragion ve~

dura, sarebbero impiegare. per '!uanto controvoglia. '!uolora dovc1sc essere giudicato indispcnsab,lc forvi ricorso. Peraltro la forwna degli indirizzi in questione deve attribuir,i ad un di.segno più sottile. E.Jr, .lu11110 so1t..1111za e sJ.r1,mc11talit} ull'intcmlimr11to, che

può sembrare iugen110 ma c/1( al (Olltrario è accor10, m11pr( che si rÌN(il a portarlo o b11011 fine, di co111cg11irc i ri111/1ati tic/la viuorra in armi senza com/;auere, ci~ di vincere 1enza porre mano alle armi, in conformir?l dell'assunto gia formulato. 3• ·

La COOCcziOtiC' pure 11011 manca di ombre. Mai tra~urarn del nono in ogni altro tempo. e sa è cmcn,, con vigore dopo d1e sono venuti alla mano cd honno superato il collaudo ddl'espcricm:a pratica i mezzi piò rispondenti per la sua applic:izione, tra gli altri i sistemi di manovra delle opinioni, chiamati in cawa d:rlla virtu:tlil:i degli atti di maggiore rilievo. Messa in opera in modo ma siccio da.i Tedeschi, nel cor!O degli awenimenti che hanno preceduto lo s.:oppio della seconda guerra mondiale e nel primo periodo della guerra, sono da ricordnrc le cvoca,ioni della potenza nazi<1a e le csorta,.ioni circa la vanit~ di opporle resi,tcm.a. Se la p<>tcnw delle armi tedesche era formidabile, ha contribuiro al succcr.so inizi3le anche il pacifismo illuso cd 3bulico ùcllc potc_nz~ occidentali, ,mprepar•te e S(.'00· ceriate. come ne ha provocato l'insuccesso finale il non avere conl3tO, in una tracotanza spinta oltre ogni limite ragionevole, nè nemici nè vittime. AsrZTTr r<>SITIVl E NEGATIVI DEI NUOV( 1Nl.>IRIZI.I , -

è sugge1ti1•a

>e


1371

Oggi la sirunzione è diversa. I ;uoi punti di forza sono divenuti molto più consistenti. per quanto di differente contenuto e proprio pcrchè di differente contenuto. Soprattutto ~ determinante il fatto che la potenza clc 1i Stati ha raggiun9 to, in alcuni casi, livelli di superpotenza e che tali livelli sono timo elevati. nelle massime concentrazioni di potcnz:t già in atto, cla offrire ai detentori prerogative di una prevalenza assoluta e d'imporre all'oppo>to a tutti gli altri Stati l'inibizione pratica sia a contrastarla. sia ad accedervi, un accesso prcssochè impossibile per il difcno dei requisiti necessari per reali1.1.arlo. Questo stato di cose, oggi acquisito ccl operante, hn 13 conseguenza che ai più deboli non è consentito di agire e per i più forti non è necessario, almeno sinchè è fondata l'aspettativa che i frutti maturi cadano per conto loro. Una situa.zione di stasi pesante, S<: pure da aS<:rivcre a motivi opposti, opprime le parti in causa. per gli uni d'obbligo, per gli altri derrata autorevolmente da esigenze di condotta razionale e di economia di sforzo. una situazione negativa da eliminare pcrchè il suo marchio deleterio non resti impresso su tuno il prossimo fuluro. A questa esigenza di muovere le acque scru:a provocare una catasrrofe generale, quale conseguirebbe dal ritorno ai vecchi procc<limcnti. è da fare risalire la fortuna dei nuovi e da essa provengono i più v;~i<li incentivi a coltivarli. Si è fouo cenno ad ombre. lnnegabilmcnie, lo si è già posro in luce, la concezione di vincere senza combaucre sorride, a condizione che presenti un ta$SO acccuabilc di realismo. del quale è premessa indispensabile che la controparre acccui la sconfina senza rcagin, un atteggiamento di norma a$surdo cd inarrendibi le, da ammettere solo nel caso di una vicenda a lento sviluppo, condon:i con opporrune cautele, a lungo inavvertita di per sè e nella sua portata. e <li contemporanee inclinazioni rinuncbtaric, non sempre di accetrazionc spont:inca, per la pane soccombente. La condizione di realismo è vincolativa e morivo dì riserve consistenti. Il gioco ,•aie la candela solo in casi determinati: ad esempio. quando la vittoria delle armi risulti ccccssiv:uncntc onerosa - una previsione di buon fondamento: la storia è piena di vittorie di Pirro cd oggi esse sono più frequenti clic in ogni alrro tempo - o Quando la controversia si prolunghi attraverso alternative onerose. senza che i procedimenti ordinari siano in grado di risolverla. Una congruiril realistica di mezzi, cli sforzi e di scopi vale a superare la saggeu.a spicciola dd denaro che clichiara vincitore in guerra chi non lo fa o lo fa fare agli altri. pago delle utilità minori che possono pro\'cnirgli dalle pene altrui, in quanto inlroducc schemi di azione meno semplicistici, cui sono inerenti in pratica meriti indiscutibili. Un'altra considerazione cade qui oppartuna. Se per iniziare un conflitto basti la volont:i <li un solo. colui che ne a5511mc l'ini1.iativa, per ristabilire la pace allorchè si è accesa una controversia grave e questa imperversa, due


1372

<ono le volontà d:1 rendere concordi nel proposito di rin unziare alla violenza, impresa ardua dato il pmup(l')SlO che le pani non sono riuscite a dirimere il confliHo in via consensuale. La difficoh~ diviene superabile solo se l'inccmivo alla rinunzia alla violcnz:1 aperta sia autorevole in alto grado, una condizione di metta osservanza che induce a negare i foci li ottimismi e che riduce i giudizi positivi ai due casi di una e1trcma calamit~ della g11erra guerreggiata e di contemporanei risultati d'innegabile pregio anche in assenza da atti di guerra. In definitiva le atluttive di una vittoria scn.ta comhautrr ,i ,in1eri,.z,nn nella c((lusionc d'ingcnti rovine cd in un corso delle controversie meno impcgnam·o e di più facile conrrollo, fotti dei quali è contropartita una vicenda più Jem.1, la maturazione degli avveni menti nrrravcrso decorsi di più mòdcsto rilievo e ri.~ultati in genere parzinli. D'altra parte il modesto nhevo dc, decorst non esclude per la parte SOC· combcme la pcrdna di (!Ualche cosa che m d,Cfercnti circostanze essa non avrebbe ammesso di perdere senza tenace opposizione. qualche cosa che adesso costituisce lo scotto della ~onfitta per una parte cd il prezw della vittoria per l'altra. 1\ rendere piìt verosimilì le circostanze accennate vale la con1iderazione del fo110 che entrambe le parti operano, come si è visto, sollo costrizione e che da questa cosmzione non è conscn tiro evadere. Un'ultima annotazione si riferisce al fotto che nei c.,si in ipotesi viene a mancare la sanzione incquivocn offerta, n.ella guerra conforme agli schemi tradizionali. dalb distruzione del vinto o quanto meno dalla pratica diminaz.ion~ dc.Ile di lui facoh:I operative. fn ~ues1e circostan7..t: si costituiscono

le prcmcs>e ncccssane e generalmente sufficienti per la stipulaz,onc di lràt· lativc d1 pace. tanto è vero che ~ normale vedere in un tulio unico vittona in guerra e pace vittorioso. Questa 1mmcdcsimaz1onc non è giustificata se, mancato il ricorso alle armi e con questo la menom:i:cionc profonda di uno degli avversari, crisma Jd successo dell'altro, i consuntivi linali sono ricondotti ad una ,,aJuta,;ionc opi nabile di situazioni normalmente molto complesse. i cui valori di decisione sono comparativ.1mcnte in difetto. Questo aspetto dei nuo\11 procedimenti è senza dubbio ncgarivo e la sua clmunazione e una premessa fuori discussione per la loro convahd3 e per l'imbastitura d, una prassi applicativa d, merito indiscutibile (1). (,) In qu.:atJri c.Jh·u~i, m;i :anu:a1i, l<pt\Ù neg;nh•i 11imilari <i 3,·vcrrono, cd è d:. mcra,igli~r,i che non 11.bb1ao p1'0,,·oe:i10 ìnttt\'c-nU corrcni,1. ndl':a21onc dcJ,tli Ìiliruu internazionali tklcg;U1 alla tutelo della pace\ oggi i1npcr><)n:ui cl.:aJ:I• nr~:im Jdl'O.N.U., in «é.1lÌOf\è dello xopPio cli conOiui .irmad chr s'intende \Cd.in.". Il criterio della im('IC"i1io~ del cc!'.<:u( 11 tuoco ... gcnculmcntc .1rJ>licato. h.i 11 riruluto d(Ha ~ sp=:1biont" ddl<' Mtihtl t tli un ,ltec~ ~d un:i !>ituuiofle 11rm1sti:r.l:1lr. Sotto un punto

Ji , iua c\Clu11,iv;1mcntc 1ccnico, pm,il'ioni del J.,'"('ncrc: "mo Lxn lont;mc 1.l,11 rc~1lizz:1:c


1

373

Accolte queste riserve, le probuhiliu} co11crclc di 111cccsso dei Jemi 111 q11cs1io11c sono da occrdilarc od 11na co111i11ei11c disparità di liuclli di potc11;a raggi11t11i dalle paNi cii a considucuoli mlori dei rapporti di potenza, sotto· li11cot1 tla 1111a effmiua irrcuersibilii?, delle co11dizioni di /allo citale. L:, resi equivale ad .aUcrmarc che le vicende delle posizioni di potenza ed i valori di confronto relativi sono gli operatori preminenti degli s,-iluppi in questione. Vicende di posizioni di potenza e rapporti di potenza in momenti cru· c,ali sono divenuti i tlc11s t:.r • mac/11110 tlcgli esiti ddle crisi internazionali, una concezione <li considerevole interesse teorico e pratico che mt rira di essere approfondita in quanto costituisce accesso ad una tcmaaca di parucobre rendimento circa l'impiego ùei nuovi operatori negli svi luppi delle rt· !azioni lTa i popoli e delle l<1ro crisi. 4· • ( 1Uft.ESS1 DF.t.L'AF>ERMAZIONE OEI NUOVI OPtkA1'0RI. - Le precedenti considerazioni non sembrano potere e.s5ere oggeno di contestazioni valide. Quindi si presenta dovcros..i la precisazione di una causalità in afTcrma· ?.ione dei nuovi procedimenti competitivi, presumibilmente di rilievo d;iw la comprovata dficacia, in aggiunta e ad integrazione di una motivazione generica già acccnn.ita, probabilmente di una operatività soltanto parziale. un :,pprczzamento che incoraggia a proseguire l"inclagine. Da porre in rilievo anzitutto che eterogenei nel loro differente contenuto, i nuovi procedimenti sono resi convergenti in virn, di una conformiti, so,tan· ziale cli effetti. Giocano in Questo stnso anzituuo gli altissimi lil•dli di potcnia raggiunti di fatto in taluni casi e le facoltà di decisione che questi companano, gli uni e le altre ormai in possesso ddlc maggiori potenze moncliali; inoltre, la difficoltà progressivamente crescente di estendere il numero dd detentori degli altissimi livelli di potenza, una doppia difficoltà nei Catt, in quanto <1uesta cresce anche con la altezza dei livelli toccati, cd ancora i divari cli Cacolt:t relativi ai livelli disponibili presso i vari operatori, da interprcrarc in qualità di facoltà differenziate di perseguire csici importanti, i cosiddetti gaps di auitudini, riflessi immediati di altrettanti dislivelli di progresso scientifico, cli k110111 - ho111 tecnologico, di capacitn economiche e di attitudini produttivistiche. In se<:ondo luogo la ricerca delle cause serve a valutare , valori cli determinazione, in alcu11i casi pcrfìuo di predeterminazione, che vanno assumendo i po~u1l:1ti Ji un:a pace dfcttl\'a, lll\rtC. cJ.i,tt:ntt an una vittori3 che comporti l'in:ahi• Ht:iiionc piò completa <leib p3rtc succombcmc:. L:i frèua di conc:loc.l<"'i:t: le ostilit.l 11i lr.aducc in 1ito:1~.ioni d'in,tabilltà, 3 lor "olt:a minacc-ia c:onlinu:1 di una riprc:~-a ddlc opcr:u:.ioni di ~ucr-ra. ii:1 pure in forme: lar\'.1.tc. che non tm certJ.mente ntllt inten,ioni tld f:nuori dcll3 p:1cc, che non è :anèor:a pace: cd ~ pciante mini\CCÌII Ji rinOO\'O di oper:11iom di g:uerr:1,.


1 374

alcuni fattori della potenza di compcn1,1one, fotlOri non militari in senso meno e perciò cselusi da valutazioni correnti di attività antagonistiche o. più gcneric:1mcmc, di esiti probabili di confronti di potenza, una esclusione oggi capace di falsare profondamente qualsiasi vi<ionc concrcia di fatti e quindi inammissibile. In ter1.o lu<lgo è da mettere a fuoco un'accenruat:1 sensibilizzazione delle nuivira fondamcmali degli Smi moderni al mrmento dei colpi loro inferti non solo nel corso di vere e proprie operazioni di guerra mn anche a presdndere da ostilità in auo. col pi inferti in qua.liti\ di aggressioni ai parametri dei potenzi oli bellici, unn S<"nsibilizzazionc che non è Cuor di Iuogo definire mor• bosa in un numero sempre più esteso di casi. nei auali assume manifestazioni molto imponenti. Il primo ordine di fatti, in vait~ straordinariamente complesso, d~ luogo ;id effetti di e,iden1,a solare. Raggiunti ormai i limiti della supcrpolcn,.a, gli uh~riori progressi non possono essere eselusi ma porranno essere conseguiti solo a pre7.zo di sforzi di cntir:\ t.1lc, scn1~1 confronto superiori a quelli che hanno consentito i progressi precedenti - ciò che implica una rari ticazione di ulteriori maggiori cntira - da imporre più frequenti riprese di nato lungo la via e da lasciar presumere la perdita di buona parre dei compagni di avventura lungo la difficile ascesa. La crescente entit2 degli sforzi. manifestazione d"i ncremcnti esponenziali di di[ficolt;I sino alla imPossibi lità pratica di vederli sopportau. un evento di crescente probabilità cd una crescente probabi lità di un pregnante valore indicativo, provoca gil, sin d"adcsso, una limi1.,zionc dei beneficiari, se cosl possono dirsi, della superporem:.1 e d~ vita ad una differenziazione di facoltà reali in comrasm con la visione di un eguale progreoo gencr.ile. da pensare sempre piì1 negato clai fotti. Pertanto gli attributi cld13 superpoten7.a e delle stesse potenze m:1ggiori stanno diventando appannaggio di un numero sempre pi/I ristretto di titolari, i detentori delle supcrdotazioni s1rument,11i di ogni genere assoluramenrc indispensabili. Con la diminuzione dei fovoriri dalla sorre, i li,•elli cccczion:1li di potenza divengono sempre più determinanti dj esiti incontrast11ti, contro i quali non SUS5istono focoh~ di ricorsi in appello o di richieste di revisonc di risultati. Le s11perpotemu dive11go110 il bl'ardo del duti,10 e I' 11t11ca ga· ra11zia comro 1111a dipe11de11za a.t1ol11ra ~ offc11a dai loro comrasli e da//'as· u11za 1/i 1111a premi11e11za Ì'llco111rastato.

Passando al secondo ordine di farri, es.,;o vcrre in sintesi sulla influenza dei fattori economici. produttivistici neceuariamcnte in azione non solo nel corso di operazioni di guerra ma sollccirnti, prima ancora che intcr\'cngano ostilità lii ano. dalle preparazioni delle cosiddette difese nazionali. Ove le possibilira noa siano congrue alle esigenze. cd è da tener preS<"nte che si tratta senza eccezione di esigenze di rilievo formidabile, si ven• gono a determinare barrnges insuperabili, tali da mozzare il nato dei meno


1 375

resistenti e capaci di rendere inutile in pr:1tica tuuo il lavoro al di sotto del livello di congruenza. Le volontà di potenza male fondate vengono respi nte scnz, uscila in un limho d 'intcnzioni vdlcitaric, destinate a restare lcucra morta, e di atti privi di portata pratica, di un cUcuo a.soluwmemc negativo. Il consolidamento preventivo dei fottori in azione diviene l'mo propcdcu1ico sin~ qua 11011 di qualsiasi impresa improntata a sensi di responsabilità e condotta con intelligenza_ Nei casi nei quali il consolidamento nei termini n ecessari non sia consentito secondo la linea d 'azione di prevista adozione, occorre cambiare dalle fondamenta remi e lince di 01.ione. Il cambio men e in moto attività cli politica interna e cli alta amministrazione. da protrarre per lustri e decadi, cd .ttti,•ità <li politica estera intcsc a concludere accordi internazionali in vista di assicurare i più validi concor,i in termini di :,iuti esterni. 11 rcrzo ordine di foni prende i suoi spunti dalle facoli;i, in crescente affermazione. di porre in gravissima crisi organismi cd anività basilari degli Stati moderni, rodiante atti inrenzionalmenre rivolti alln loro disorganizza. zionc. Le crisi provocate, se gli atti sono condotti razionalmente, generano rapid:imcnre situazioni di prognosi normalmente infauste. Inoltre, per essere gli atti in ipotesi prov1'Ì ti di evidenze ostili od essendo queste dissimulate con cura ove sussistano. esiste la possibilità di porli in effetto anche in tempo di pace, non solo in qualità di azioni propedeutiche di successivi atti di guerra ma anche come fine n se stessi, allorchè si dimostrino all'altezza delle maggiori aspettative. Ha un valore marginale l'annotazione. per quanto tutt'altro che priva d'interesse, che i casi indicali im portano una a.ltcrnzione considerevole di temi di azione e di dccor i temporali. Quest'ultimi. in particolare. divengono mai più esrcsi di C]Uelli di ordinaria e pcricnza. La loro applicazione, a prescindere da una guerra dichiarata e da nrrività belliche di ripo consue10, mette in luc,: prerogative calzanti in situazioni di ri nunzia alla guerra guerreggi,rn ma non di rinunzia- al perseguimento dc11~ obiettivi proposti di regola alfa guerra. La loro opcrotivir.11 in tempi formalmente di pace è lcgat:i alle inflessioni dei potenziali bellici delle parti in azione. provocate sia da atti reali. sia d~ ntri virtuali, cioè dalla minaccia di compierli e dal timore cli subirli. In quadri di aggrc ioni ai potenziali, le lince d'azione postulale si pcrf<-,.ionano con aggressioni ad un poicnzialc p icologico ddlc collcttivic:i I rese di mira, aggressioni alle quali i nuovi procedimenti di comp<:1i1,innc fanno un crcsce.nre ricorso. Gli clTctti delle citare aggressioni sono magni.lirati spesso da manifestazioni di ripo allergico o d'intolleranza anche intense negli organismi soggcui, cui fanno seguito ben presto crisi e collassi, naturalmente più gravi quando le funzioni pre<e di mira sono d' interesse virale.


Fatti di bta concorrenza, per quanto di genere completamente differente, :;ono connesii con quella che si è gi:ì detta una impossibilit:i pratica di sopportare gli oneri di un lavoro congruo di prepara~ione difensiva. La congiunrura acqtùst;i un'autorità decisiva quando .<i verifica il caso linùtc, più Erequcntc di quanto l=i ,upporrc una anali,i ,upcrficì:,lc cd una visione ancor:tta :i vecchi criteri, rapprcsc:utato da una negazione categorica di conseguire gli auributi <li potcn~a richiesti, in un caso concreto, per afTrontarlo con congrue prospcnive di successo. Come si potrà accertare meglio in a.ltra sede, situazioni dd genere non honno nitra alternativa Jdla l,ancarotta o del getto ddla spugna. I.a prcviii<>nc tcstè formulata di un'incidcm1a in aumento dell'accidente. in dipendenza dell'incremento progressivo delle grandissime conccmra1,ioni di potenza e ddla ~rasi delle concenrrnioni minori, in breve dei rapporn di confronto, induce a pmumere in via di aggravamento il divario tra gli Stati superdotati e tutti gli altri. li fatto oon può m:mc:ire di destare gravi preoccupazioni tn quanto. oltre , modificare in modo sostanziale quei rapporti di confronto clic rcgol:mo le relazioni internazionali, per effetto d, tali modificazioni attribuisce 3g)i Stati supcrdotnti facoltà egemoniche nei cui riguardi sono fondate le pi~ tenaci prevenzioni. Un aspetto pariicol.tre, ma interessante, dell'argomento è da prospcnarc nella negazione che focoldl csemnnichc infliggono cli farro agli nricnramc.nri verso una democrazi:1 interna7.ionalc la quale, qualunque ;ia il giudizio da ritenere valido nei suoi riguardi, è a.Ila b:,sc della cana della Organizzazione clclle Nazioni Unite (O.N.U.). Simazioni come quelle 1estè configurate non possono che aggravare la ccmra che s: avverte tra concezioni di principio e prassi di azione. una cesura che non convalida il prestigio dell'Istituzione e che ne ostacola il funzionnmcnro. E' sempre controproducente, e spesso è molto grave, che una istituzione di importanza mondiale sia informata a criteri che la pratica contraddice continuamente: è esigenza assoluta pro1•vederc per la coerenza tra criteri e pr3ssi di azione.

5· · LL

flt.l\'OML....O l>tLLA ~t..1'SI8U..ITÀ OU .. t..RE.l'lo'Z..IAT,\ Al COLl'I U l ll..ETTI F.1)

un·;aui,,ità di aggressione c.hc fa lcv.1 jn prevalenza ,ui fuui di di<organizz.:,zionc provocati ad :irte ncl c:irnpo avvcrs:ll'iO, rcitcraù sino alle crisi più gravi e resi irreversibili, ha una opcmivit:\ in rapporto dircuo non solo con l'cntit.ì dello sforzo c,ercitato ma 3llche delle condizioni di ricettività e di escrci1,io tielle funzioni prese di mira. Perciò la maggiore efficacia di azi<>nc è conseguita, sino a divenire ad un certo momento inrollcrabile, quando gli atti agsrcssivi, 1upcrata l'intcnsit.ì <l'inne,co di effetti con1istcnti. interessano strutture complesse, ramificate e profondamente radicate. soprattutto sottoposte in via normale a carichi 11'<1>1"RETI1, -


1 377

di esercizio elevati e quindi meno adatte a sostenere sovraccarichi accidentali di rilievo, tutte circostanze presenti di regola presso gli organi fondamentali degli Stati moderni particolarmente progrediti. In (!Ueste condizioni i nuovi metodi di lotta, operanti in qualità di processi ad dfctti trasferiti, hanno buon gioco per determinare siniazioni proibitive per l'c~ercizio di atrinidini di resistenza e di reazione attraverso attentati capaci di inabilitare profondamente attività di ,•italc importanza, siniazioni proibitive suscettibili di divenire clementi di forza per chi le provoca e morivi di menomazione grave per chi le subisce. inferte e subltc senza combattere ,;cgucndo modalità ordinarie, cioè secondo i canoni nuovi della vinoria senza il ricorso alle armi. Le difficoltà connesse con la rcaliz:i;a4ione ,li attitudini di resistenza e di reazione sono maggiorate, cd è bene tenerne conto, da una frequente fluidità di sviluppi e da un decorso spesso surrettizio. in dipendenza dei qu:ili le situazioni corrispondenti appaiono evidenti solo dopo che lc funzioni aggredite ~no state compromesse in modo grave e dopo che i corpi sociali che ne fruiscono sono divenuti pericolosamente instabili. In emergenze del genere, per di più, è prcssochè van:, la riccrc~ di formule generali d'intervento: le soluzioni valide debbono essere :ippromate caso per caso. cioè in condizioni di difficoltà innegabi le per il loro buon csit~. I fattori di cflicacin di quelli che si possono cons1dcrarc i nuovi canoni delle aggrc1sioni subdole. in tanta parte inerenti a carattcris1ichc degli organismi presi di mira. contengono in (!UCsti frangenti gli •punti di una disparità macroscopica di attitudini d'incasso, da porre in sistema con unn differenza di focoltà di dare esito a preparazioni di ingente onere. tanto che l'imporle è passo impomnte verso il successo di un atto di aggressione cd il vederle accetro1c ~ eia considerare l'avvio per un corso rovinoso di avvenimenti. Queste circostanze sono da tencu 111 CO/JIO dell'a//cro1azio11c di una 11uo11a fe11omc11olog10 di compct1Z1011c, 11clla quale /1111go110 da opuatori prì11rìpali i rcquùÌli d1J/crc1Jziali, i11 /ano di prerogative tfi a=io11c clferrrva, wJteuti in quadri pflramilit.ari. Il nuovo corso di attività particolari, per quanto ancora in attesa di UM valutazione centrata. come vuole la sua funzione di fattore determinante negli esiti delle controversie tra gli Stati, riscuote una crescente attcn?.ione, giustificata dai campi inc<liti, vasti e rcdc.li1izi, cui esso dà accesso, nei quali l:i gamma delle incombcn1.c si estende dai modi originali di regolamento dei conflitti in questione agli atti concreti da compiere in previsione <li applic:irle o di doverle sublrc c. di conseguenza, agli indirizzi cui si dovr:mno informare I~ d(fcsc nazionali, prcvcdibilmcnrc in tèrmini di atti integrativi di prc,~criz1om d1 tipo più corrente, comunaue cli grande interesse intri nseco e di applicazione ohhligatoria. · L'analisi è, ormai matura per una deduzione specifica, da formulare in qualità di una sensibilità diHercnziata di organismi è di funzioni, prcvalen-


1 37

rcmcnre parnmilirori, un fotto nUO\'O in quanro non preso in considerazione in modo esplicito ,inora, presumibilmente desonoro a mettere a fuoco un. visione diversa dalla consueta delle condizioni di fatto nelle quali si concretano le congiunture in esame.

Le considerazioni svohe in preccdcnw hanno 3\'lllO per oggcno Stari rrunuralmcnte cd cronomicamcmc lxnc vilupp:,ti, quindi in possesso di livelli di facoltà di ogni genere, anche competitive, i più dcvati del momemo, come lo sono i grandi tali moderni. Ma esistono altresl, una consmta7ionc in vcricl lapalissi:na, e sono perfino m numero mag~ore, Stati l>cu lontani dal possedere requisiti e prerogative di raie altezza, i cui livdli di poren1a, sono molto bassi e che sono fermi ancora su strutture sociali cd economiche di tipo elementare. Quc1ri Stati, che !Ì potrebbero dire di secondo o tcr1.o rango, hanno ben poco da perdere quando sono assoggeuati :ai nuo,•i tipi di aggressione, pcrchè hanno bcn poco di quel che valga la pena di conscrvorc e di cui possano essere privati con un apprezzabile danno. Il dettalo ~ ,•alido • nche se non è eia prendere in scnsu assoluto. na condizione d'indigenza anche rclmiva è quc5ta ,•oha operante a fav re dell'indigente. fasa la5Cia congetturare la mancanza d1 presa delle '17.ioni di nuovo tipo, anche se condonc con i mcui più larghi e con I metodi più aggiornati. Quc;tc :oono le circostanze che spcs:oo si avvertono nei confronti tra potenze maggiori e patenze minime, quali sono p0sti in essere dalle louc dei popoli coloniali, nelle wne di dissiden?-•. nelle attivit¼ sediziose e nei movimenti nvoluzionari, sol che sul"'rino l'entit¼ dei provvcd,mcnn <li polizia. Gli avvenimenti ivi in corso sfuggono alle prescrizioni consuete. lrraziona:!mcntc:. sc:condo una visione non aggiornata dci fatlt. una polcnz~ perfino colossale si spunta coniro I'ovaua di situazioni sfuggenti alla presa, prima ancora prive di obiettivi importanti come di contorni precisi. sostanzialmrnlc malccrle cd. inccss~nl"Cmcntc variabili.

Le condizioni di fotro c.he vi si avvertono sono il rovescio della medaglia. ùdla quale s,no adesso 11 è esaminata la faccia. un rovescio che. in contrnsto con l'accezione comune del termine, presenta innegabili vantaggi pcr il pro• lungarsi di resistenze ICMci che in ogni altra circostanza sarebbero da considcrare del tuuo vane. ln auc,ti casi le nuove forme d, competizione perdono la maggior 1>:irtc del loro mordente e s'impone il ritorno ai mcto<li del pa,.,ato. un passato che talvolta deve farsi risalire a quello delle lolle mbali della prcinoria. Il cor:oo degli avvcmmcnti. imprcvisii per gli attori mag!(iori, in cvid~tc difetto d'i.nformazìoni e Ji conoscenza di ambienti, co~titu.iscr sgr;idite ,orprex cd impone rev:sioni cd adanamcnti pc:r il ritorno a condizioni di un 'accettabile validità. In uno sfor.t.0 di chiarificazione, unpront:ito :ii criteri di un gius10 cd equilibralo senso della rcalt~, si deve :unmeltere che i fatti damio la confmn.t


1

379

di una ce~ur:1 d'intensità, l'ariabilc da caso a caso ma di regola considerevole, ira lincamcuù, trame e metodi dei conflitti tra Stati :ùtamcmc sviluppati c<I i conflitti tra questi e Stati sottosviluppati o, come suol dirsi con un eufemismo divenuto d'obbligo, in via di sviluppo. I procedimenti validi nelle due distinte congiunture sono fondamentalmente diversi, un dato di fatto di un'evidenza solare troppo spesso trascurato e che invece non è lecito trascurare. Le deroghe di tale prescrizione. unitam~ntc ai fonomcni di usura e di fissazione a carico dei partecipanti maggiori, dà luogo nd intense condizioni di malessere e d'inccnczza per la parte caduta incautamente nelle panie di sviluppi di problematico controllo. L'accertamento e la delimitazione dei campi di validit1, dei nuovi procc• dimcnti di asperrimo antagonismo. sotto certi aspetti cd in circostanze determinate di pieno rendimento, valgono ad evitare il disconoscimento dei casi nei quali essi si dimostrano affetti di una carica negativa eccessiva. Con quesL1 pregiudiziale non è da prevedere il ritorno a moda4tà classiche, doppiamente supcraie di fam,. La pregiudiziale esige 1171 i11dispc11sabilc atlo di pretùazio11e eirca i limiti di 110/idità di 11110 cuol111:io11c di mc10-

dologic tli compclizio,u: impoJlatc ml rifiuto della uiolc,1za delle armi moderne 1c11za pregiudizio del comcg11imen/Q di obrcuiui di rico11osm1ta i111portn11za, che cioè applicano procedimenti da considerare in genere debitamente aggiornati per l'affermazione, forzatamente competitiva, d'interessi nazionali in sede intcrna~ionalc.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
PAOLO SUPINO by Biblioteca Militare - Issuu