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LE UNITA' AUSILIARIE DELL'ESERCITO ITALIANO NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

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MINISTERO DELLA DIFESA STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO

STORICO

LE UNITÀ AUSILIARIE DELL'ESERCITO ITALIANO NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

NARRAZIONE DOCUMENTI

ROMA 1977


PROPRIETÀ LETTERARIA Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione.

TIPOGRAF! A REGIONALE • ROMA •

1977


La presente monografia - nel quadro delle attività dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito - è stata compilata dal Col. a. t.SG ( aus.) Luciano Lallio.


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Premessa. Note introduttive

Pag.

7

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9

PARTE. PRIMA

LE A TTIVITA AUSILIARIE DAL 9 SETTEMBRE AL 31 DICEMBRE 1943

La situazione delle fo rze italiane nel Meridione, m Sardegna ed in Corsica, alla data dell'8 settembre 1943 .

Pag.

~7

I primi rapporti dei nostri Organi centrali con le Autorità alleate

»

20

l primi provvedime nti di carattere ordinativo per la riorganizzazione dell'Esercito italiano .

»

25

Prime attività lavorative a favore degli Alleati

»

32

I più massicci ed organici concorsi nelle attività ausiliarie disposti a partire dal mese di ottobre del 1943 .

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38

Consuntivo delle attività ausiliarie svolte nel periodo settembre 31 dicembre 1943

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62

Pag .

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li Comando Militare delle Puglie e della Lucania

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II Comando Militare della Calabria .

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PARTE Qt1,\RTA

LE ATTIVITÀ AUSILIARIE 1'.,IELLE ISOLE Le attività ausiliarie in Sardegna

Pag.

201

Le attività ausiliarie in Corsica

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21 2

Le attività ausiliarie in Sicilia

))

214

Pag.

2J 7

Considerazioni conclusive

Fotografie Allegati .

Pagg.

232 - 233 Pag.

233


PRINCIPALI ABBREVIAZIONI

USATE NEL TESTO

SS.MM.

Stati Maggiori

SMRE

Stato Maggiore Regio Esercito

C.M.T . CC.MM.TT. FF.AA. C.A.

= = = =

Comando Militare Territoriale Comandi Militari Territoriali Forze Armate Corpo d'Armata

CC.AA.

Corpi d'Armata

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raggruppamento

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reggimento

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batteria

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= artiglieria

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i.g.s.

s.s.

fanteria

genio incaricato del grado superiore Strada Statale


PREMESSA

Durante la Guerra di Liberazione numerosi reparti dell'Esercito italiano, denominati « Unità Ausiliarie», collaborarono con gli Alleati in diverse attività intese a facilitare le operazioni belliche. Le attività più importanti svolte dalle Unità Ausiliarie furono : - i lavori effettuati per ripristinare o agevolare comunque la viabilità stradale e ferroviaria; - la rimozione di campi minati, interruzioni ed ostacoli; -

la rimessa in efficienza di porti e di aeroporti;

- l'organizzazione di itinerari, l'impianto e la campi sosta per autocolonne; - il lavoro di manovalanza generica, che, con il incremento delle unità e dei materiali sbarcati, divenne oneroso, allo scopo, di favorire la prima sistemazione anglo - americane, la loro avanzata, l'organizzazione di aeree, navali e logistiche; -

gestione di progressivo sempre più delle unità nuove basi

l'impianto ed il ripristino di linee telegrafiche e telefoniche;

- i servizi di protezione e di guardia svolti per la sicurezza di depositi, formazioni logistiche, ponti ed infrastrutture in genere. A tutte queste attività occorre poi aggiungere il concorso che, direttamente o indirettamente, le nostre Unità Ausiliarie diedero alla sicurezza delle retrovie e delle linee di operazioni alleate. Non è facile fissare la data precisa che segna l'inizio dell'impiego di truppe italiane in tali attività, ed ancor più difficile risulta individuare una precisa « data di nascita>> delle Unità Ausiliarie vere e proprie. Si può affermare, tuttavia, che già all'indomani dell'armistizio alcune unità italiane furono impiegate, d'iniziativa di singoli comandanti, per agevolare il movimento delle forze alleate.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

L'impiego di truppe per lavori di manovalanza divenne un'attività specifica dei Comandi italiani solo nell'ottobre del 1943, allorché fu disposta dallo Stato Maggiore Regio Esercito la costituzione dei primi battaglioni di lavoratori e di reparti di salmerie. A partire da quel momento, si verificò un sempre crescente impiego di truppe ausiliarie, predisposto dalle nostre Autorità centrali in accordo con quelle alleate di controllo. Si può affermare che l'apporto delle Unità Ausiliarie alla campagna d'Italia fu veramente imponente. L'impiego di tali unità, peraltro, non corrispose pienamente alle richieste del Comando Supremo italiano, che avrebbe di gran lunga preferito una più incisiva presenza di unità italiane in prima linea, a fianco degli Anglo Americani. In sostanza, la costituzione e la « fornitura» ai comandi alleati di queste Unità Ausiliarie debbono essere considerate come il risultato di u_n compromesso tra le generose pressioni esercitate dalle nostre Autorità politiche e militari presso i Comandi e le Missioni alleate - pressz·oni intese ad ottenere la più larga partecipazione di unità nazionali alla lotta contro i Tedeschi - e la diffidenza degli Anglo -Americani, restii per motivi di vario genere ad accogliere le nostre offerte. La storia delle « Unità Ausiliarie» durante la Guerra di Liberazione è poco nota. La presente monografia, nelle sue limitate proporzioni, si propone perciò di offrire un sintetico contributo alla conoscenza dell'argomento.

IL

CAPO DELL' UFFICIO STORICO


NOTE INTRODUTTIVE


storia delle Unità ausiliarie dell'Esercito italiano durante la Guerra di Liberazione è intimamente connessa ed intrecciata con lo svolgimento delle operazioni belliche condotte dal XV Gruppo di Armate alleato, nonché con l'organizzazione logistica che gli Anglo - Americani impiantarono, e via via perfezionarono, sul territorio italiano. Non è il caso, in questa sede, di prendere in esame l'andamento delle operazioni belliche - oggetto del resto di numerose altre pubblicazioni dell'Ufficio Storico - ma è opportuno invece delineare, nel loro progressivo divenire nel tempo, quegli elementi dell' organizzazione bellica degli Alleati, che condizionarono e determinarono le vicende delle nostre Unità ausiliarie.

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A

Gli sbarchi di truppe britanniche nella Puglia ebbero luogo fin dalla sera del 9 settembre, con i primi elementi della Divisione aviotrasportata << Airborne )> a Taranto. Nei giorni seguenti sbarcò la 78" Divisione f. inglese; seguì quindi 1'8" Divisione indiana. Tutte queste Divisioni furono inquadrate nel V Corpo d'Armata britannico; con tale Corpo d'Armata e con il XIII - anch'esso inglese, che era passato dalla Sicilia in Calabria, ai primi di settembre - si ricostituì 1'8" Armata. Successivamente, all'inizio della primavera del 1944, furono inseriti nell'8a. Armata il II Corpo d'Armata polacco ed il nostro Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.). Lo sbarco a Salerno della 5a Armata statunitense - comprendente peraltro anche Grandi Unità britanniche - e la successiva avanzata verso nord della stessa 5a Armata, lungo il litorale tirrenico, determinarono automaticamente, fino dal settembre del 1943, quella ripartizione in senso longitudinale della Penisola fra le due Armate alleate che del resto era già stata prevista nei piani operativi del Comando anglo - americano: il versante ùrrenico restò infatti affidato alla 5" Armata e quello adriatico all'8" Armata.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di L iberaz ione

Peraltro le crescenti difficoltà incontrate dagli Alleati sul versante tirrenico, praticamente subito a nord di Napoli, determinarono un progressivo trasferimento verso tale settore di blocchi di forze sempre crescenti dell'8" Armata; talché all'inizio del mese di aprile del 1944 troviamo l'Armata britannica distesa a cavaliere della catena appenninica, fra la valle del Liri e la zona di Alfedena - Castel di Sangro, con preponderante gravitazione delle sue unità verso il Tirreno. Sul versante adriatico rimase invece un minimo di forze, alle dirette dipendenze del Comando XV Gruppo di Armate: dapprima il V C.A. britannico, quindi il II C.A. polacco ed il C.I.L. Poiché Napoli e Salerno erano state liberate dalle unità della 5" Armata, ragioni di prestigio avrebbero rich iesto che Roma venisse liberata da reparti del1'8" Armata; senonché anche nell'Urbe entrarono per primi reparti statunitensi. Il Comando del XV Gruppo di Armate addivenne quindi alla decisione di assegnare all'Armata britannica il compito di liberare Firenze. Ciò comportò il trasferimento di due Divisioni del XIII C.A. britannico sul fianco destro del settore che era stato dapprima assegnato alla 5a Armata, la quale proseguì di conseguenza la sua avanzata verso nord in una più ristretta fascia di territorio, prossima al mar Tirreno. Parve però che questa ripartizione settoriale avesse ritardato notevolmente il ritmo delle operazioni alleate; e pertanto, dopo la liberazione di Firenze - nella quale entrarono effettivamente per primi reparti britannici - si addivenne ad una più logica ripartizione di compiti e di settori operativi fra le due Armate: . la 5° fu infatti schierata fra il Tirreno ed il Casentino e 1'8a fra il Casentino e l'Adriatico. Per effetto di questa nuova ripartizione 1 il XIII C.A. britannico venne inserito, a partire dal mese di agosto, nella 5" Armata, mentre 1'8" Armata riebbe alle proprie dirette dipendenze tutti i reparti operanti sul litorale adriatico. La ripartizione settoriale de.finita nell'estate del 1944 fu praticamente mantenuta anche nel 1945, sia durante l'offensiva di primavera, sia dopo la fine delle ostilità: superata Bologna, la 5" Armata estese la sua occupazione alla Liguria, al Piemonte, alla Lombardia, alle province occidentali del Veneto ed all'Alto Adige ; 1'8" Armata, invece, procedendo sempre lungo il litorale adriatico, liberò tutto il Veneto e raggiunse Trieste, dove prese contatto con


Note introduttive

le unità partigiane jugoslave. Dopo lo scioglimento dell'8a Armata, avvenuto nel mese di luglio del r945, tutto il Veneto, e parte dell'Istria vennero presidiati dal XIII C.A., in precedenza ritornato alle dipendenze dell'8a Armata. L'organizzazione logistica alleata nel territorio italiano si venne progressivamente delineando fino dai giorni immediatamente seguenti l'armistizio dell'8 settembre 1943. A mano a mano che le unità alleate sbarcavano ed avanzavano, infatti, i Comandi britannici e statunitensi provvedevano immediatamente a costituire basi logistiche nei principali porti. Alla fine del 1943 l'organizzazione logistica alleata era ormai chiaramente definita. A quell'epoca, infatti, troviamo: - la zona delle operazioni, fino ad un limite posteriore definito dall'allineamento Aversa- Marcianise - Benevento- Pescolamazza - Santa Croce del Sannio - Volturara - Serracapriola - Torre Fantina, affidata al Comando del XV Gruppo di Armate. Il limite posteriore suddetto era naturalmente destinato a spostarsi in avanti, con il procedere verso n ord dell'offensiva alleata; - tutto il territorio a tergo della zona delle operazioni po-sta sotto la giurisdizione di una Commissione alleata di controllo (A.C.C.), alle dipendenze del Comando in capo del Mediterraneo. Il predetto territorio fu ripartito in alcuni Distretti britannici, divisi a loro volta in Aree e Subaree, ed in una Sezione di Base Peninsulare (P.B.S.) statunitense, vera e propria Intendenza della 5" Armata. La ripartizione inglese in Distretti fu riferita al territorio e variò, pertanto, con la progressiva liberazione della Penisola. L'organizzazione della P.B.S. fu, invece, basata sul funzionamento e sul tipo dei servizi, e fu quindi oggetto di pochi mutamenti: la P.B.S. comprese infatti inizialmente il territorio di Napoli e dintorni e si estese poi progressivamente a quello a tergo del settore operativo affidato alla 5" Armata, mantenendo peraltro sempre anche tutto il territorio inizialmente affidato ad essa. Si trattò quindi, nel caso dell'organizzazione statunitense, di un solo organo che vide progressivamente dilatarsi la zona di propria giurisdizione. Quanto ai Distretti britannici, nel 1943 tutta l'Italia meridionale faceva capo al II Distretto. Essi divennero successivamente tre: nel settembre del 1944, il I comprendeva le Marche e gli Abruzzi,


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

il II il Molise, le Puglie e la Basilicata, il III la Campania, il Lazio e parte della Toscana. In pratica, fino alla liberazione di Roma i due centri principali dell'organizzazione logistica furono Napoli per gli Americani e Bari, con gli altri porti pugliesi, per i Britannici. Una parte del porto di Napoli era riservata agli Inglesi. Successivamente furono create altre due importanti basi logistiche : quella statunitense di Livorno e quella britannica di Ancona. Tale organizzazione logistica non mutò, nelle sue linee fondamentali, durante gli ultimi mesi di guerra e nel corso degli altri mesi del 1945, pur se, dopo la cessazione delle ostilità, gli organi dei ser vizi andarono gradatamente diminuendo di peso e di numero. Le due Armate portarono al seguito, nelle zone di rispettiva competenza, tutti i propri organi dei servizi e le Unità ausiliarie italiane ad esse assegnate. Anche nelle retrovie l'organizzazione logistica non mutò : per gli Americani continuò infatti ad operare la P.B.S., mentre i Britannici mantennero in vita i loro tre Distretti (fatta salva una breve interruzione nel funzionamento del II). Naturalmente variarono nel tempo le zone di rispettiva giurisdizione dei Distretti stessi. A giugno, a guerra ormai finita, il I Distretto comprendeva l'Italia nord - orientale (le tre Venezie, con le province viciniori delle regioni contermini); il II, l'Italia nord - occidentale (Piemonte, Lombardia, Liguria e parte dell'Emilia e della Toscana); il III, tutto il resto della Penisola.


PARTE PRIMA

LE ATTIVITÃ&#x20AC; AUSILIARIE DAL 9 SETTEMBRE AL 31 DICEMBRE 1943


I


LA SITUAZIONE DELLE FORZE ITALIANE NEL MERIDIONE, IN SARDEGNA ED IN CORSICA ALLA DATA DELL'8 SETTEMBRE 1943

Alla data dell'8 settembre 1943 le Grandi Unità dell'Esercito Armata, dislocate nell'Italia meridionale erano inquadrate nella comandata dal gen. Arisio. Da quel Comando di Armata dipendevano: - in Campania : il Comando del XIX C.A. comprendente unità costiere, la Divisione f. « Pasubio », unità varie di C.A.; - nelle Puglie ed in Lucania: il Comando del IX C.A., comprendente unità costiere, la Divisione f. « Piceno», unità di C.A. e la Divisione f. «Legnano», in corso di afflusso; - in Calabria: il Comando del XXXI C.A., comprendente unità costiere, la Divisione f. « Mantova » ed unità di C.A.

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In Sardegna, alle dipendenze del Comando FF. AA. della Sardegna, agli ordini del gen. Basso, erano dislocate le seguenti Grandi Unità: - nella zona di Sassari, il Comando del XXX C.A., comprendente unità costiere, la Divisione f. «Calabria» e unità di C.A.; - nella zona di Macomer, il Comando del XIII C.A., comprendente unità costiere, le Divisioni fanteria « Nembo )>, << Bari », « Sabauda >> ed unità di C.A. La Corsica era presidiata dal Comando del VII C.A., comprendente le Divisioni f. «Friuli» e «Cremona», un raggruppamento celere, raggruppamenti alpini e granatieri. Tenuto conto che l'intero XIX C.A. fu, dopo breve resistenza, annientato dai Germanici, si può concludere che, dopo l'armistizio, il Governo Badoglio si tro:vò a disporre di un complesso di 400.000 uomini, raggruppati in nove Divisioni mobili, dodici Divisioni costiere, due Brigate costiere e reparti vari di Corpo d'Armata.

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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Si trattava invero di un consistente nerbo di uomini; nei giorni seguenti 1'8 settembre esso subì un limitato calo nelle regioni del sud dell'Italia a causa dell'abbandono del proprio reparto da parte di un certo numero di militari meridionali, a ciò indotti taluni da errate convinzioni, altri dalla propaganda germanica, e, in certi casi, anche alleata (r). Molto presto. però furono costituiti campi di riordinamento ai quali furono fatti affluire quegli stessi militari sbandati nonché le truppe - principalmente i resti della Divisione f. « Emilia J> - ricuperate dalle terre balcaniche. Furono proprio i campi di riordinamento che, almeno inizialmente, fornirono i maggiori contingenti alle truppe ausiliarie. In particolare, nelle Puglie e nella Calabria la situazione della i' Armata era, a grandi linee, la seguente: - il Comando dell'Armata a Potenza. Esso si trasferì nelle Puglie, a Francavilla Fontana, nella notte sul 9 settembre; - il Comando del IX C.A. (gen. Lerici) a Putignano (40 km a sud di Bari); aveva alle dipendenze la Divisione f. « Piceno J> (sede del Comando Mesagne, a 15 km da Brindisi), la Divisione f. <<Legnano)), in corso di afflusso (2), la 209" Divisione costiera (sede del Comando a Noicattaro, r6 km a sud di Bari), la 210" Divisione costiera (sede del Comando a Monteroni, 7 km ad ovest di Lecce), la XXXI Brigata costiera, le Piazze marittime di Taranto e di Brindisi; - il Comando del XXXI C.A. (gen. Mercalli) a Soveria Mannelli (circa 40 km a nord di Catanzaro): aveva alle dipendenze la Divisione f. cc Mantova», le Divisioni costiere 2n", 212", 214a e 227"'. La dislocazione di tali Grandi Unità andava riassestandosi a seguito dell'avanzata del XIII C.A. britannico da Villa San Giovanni verso nord. La 21 ra Divisione costiera aveva infatti abbandonato il suo schieramento in provincia di Reggio Calabria; dopo sporadici combat(1) Si ebbe anche a registrare, in alcuni casi, il disarmo di nostre minori unità da parte di Comandi Alleati. Ciò avvenne in particolare in Calabria. (2) Al mattino del 9 settembre erano giunti dall'Emilia il Comando della fanteria (gen. Dapino), i reggimenti di fanteria 67° e 68°, i gruppi I e II del 58° reggimento artiglieria divisionale, il Comando del genio divisionale e minori unità dei servizi.


La situazione delle forze italiane in Mel'idione, Sardegna e Corsica - - --

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timenti, quello che ne era rimasto era stato fatto ripiegare fino alla bretella Catanzaro - Marcellinara - S. Eufemia Lamezia; qui era previsto che si affiancassero ad essa, per la difesa del solco di Marcellinara, la 212" Divisione costiera (sede di Comando a Catanzaro, originariamente dislocata sullo Ionio in corrispondenza del golfo di Squillace e sul Tirreno nel territorio tra Capo Vaticano ed Amantea) e la Divisione f. <<MantovaÂť. La notte sul 9 settembre in effetti le tre Divisioni si trovavano su tale allineamento. La 214" Divisione costiera (sede del Comando a Santa Severina) era schierata piĂš a nord, sul litorale ionico, nel settore di Crotone; la zona settentrionale tirrenica (da Paola a Praia) e la costa ionica da Sibari ai confini con la Lucania erano affidate alla 227" Divisione costiera, che aveva il suo Comando a Castrovillari.


I PRIMI RAPPORTI DEI NOSTRI ORGANI CENTRALI CON LE AUTORITA' ALLEATE

Giunti a Brindisi, il Comando Supremo e lo SMRE fissarono le loro sedi, già dal 10 settembre, rispettivamente nel locale Comando Marina e nell'Albergo « Internazionale ». Badoglio, all'atto del suo arrivo, ricevette subito un messaggio del gen. Eisenhower, Comandante in capo delle forze alleate, che lo invitava a considerare i Tedeschi nemici dell'Italia e conseguentemente a coordinare immediatamente l'azione di tutte le unità italiane che resistevano all'aggressione germanica. Nella sua risposta il Maresciallo manifestò la propria piena adesione e richiese l'invio a Brindisi di una Missione di collegamento alleata, al fine di meglio coordinare gli sforzi degli Anglo - Americani con quelli nostri. Badoglio diramò quindi a tutta la Nazione un messaggio del Sovrano ed un proprio indirizzo; entrambi i documenti invitavano il popolo italiano all'unione degli sforzi ed alla resistenza contro l'aggressione tedesca. Lo SMRE a sua volta si affrettò ad inviare ai Comandi della Sardegna e della t Armata l'ordine di dare immediata esecuzione alla Memoria 44/0p. del 2 settembre (1). Pervenne quindi un messaggio congiunto di Roosevelt e di Churchill, che invitava il popolo italiano « ad avanzare con gli amici Anglo - Americani nel grande movimento diretto verso le mete di libertà, giustizia e pace». Questo indirizzo indusse il nostro Comando Supremo a completare l'ordine dello SMRE, invitando tutti i Comandi ed Enti dipendenti a considerare come nemici i Tedeschi; lo stesso Comando Supremo, il 14 settembre (2), diramò le prime (1) In merito a tale Memoria, che conteneva le misure da attuarsi da parte di tutte le Grandi Unità dipendenti dallo SMRE, si rimanda all'opera « Le operazioni delle Unità italiane nel settembre - ottobre r943 » dell'Ufficio Storico dello S.M.E., Roma, 1975, pagg. 41 · 44. (2) Vds. foglio n. uo4/C.S., All. n. r.


I primi mpporti dei nostri Organi centrali con le Autorità alleate

2

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disposizioni per la collaborazione fra le unità italiane ed alleate. Le disposizioni predette, in sintesi, contemplavano il raggruppamento di tutte le unità delle Puglie sotto un solo Comando. Quest'ultimo Comando, unitamente a quello della 7" Armata, erano tenuti a prendere contatti con il Comando del V C.A. britannico; in occasione di tali contatti preliminari si doveva assolutamente evitare di fare cenno alle nostre deficienze e ad eventuali dipendenze di nostre forze o di forze alleate. Eisenhower, dal canto suo, aderì prontamente alla richiesta del Maresciallo Badoglio: il giorno 13 infatti il gen. Castellano, capo della Missione militare italiana ad Algeri, informò le nostre Autorità di Brindisi che era in partenza per Grottaglie il gen. Mac Farlaine, quale rappresentante del gen. Eisenhower presso il Governo italiano e quale capo della Missione militare alleata presso il nostro Comando Supremo. Lo accompagnavano il Ministro plenipotenziario statunitense Murphy ed il Ministro inglese Mac Millan. La Missione comprendeva inoltre 16 ufficiali e 28 sottufficiali e militari di truppa. Compiti specifici della Missione erano: anzitutto l'applicazione delle clausole di armistizio; in secondo luogo il coordinamento dell'azione delle FF. AA. nonché del popolo italiano con le operazioni delle FF. AA. alleate. Proseguivano intanto a ritmo serrato gli sbarchi alleati nelle Puglie (il 14 venne costituito il Comando di presidio inglese di Taranto, con compiti essenzialmente logistici) ed in Calabria; lo SMRE, in vista della ripresa in grande stile delle operazioni contro i Germanici, il 18 settembre inviò alla Missione Mac Farlaine la proposta che le forze italiane cooperassero con quelle alleate per scacciare i Tedeschi dal territorio nazionale. A riguardo Mac Farlaine non volle impegnarsi; egli fece invece presente che, al momento, era necessario soddisfare con assoluta priorità l'esigenza di fornire a Taranto automezzi e personale di manovalanza onde agevolare gli sbarchi delle unità alleate. Mac Farlaine chiese inoltre direttamente al gen. Arisio il concorso di un nostro reggimento del genio e di 300 automezzi (3). (3) In quei giorni furono altresl prelevati il CCXIV gruppo da 100/22 dalla XXXI Brigata costiera ed il CCLVI gruppo da JOo/22 dalla 210.. Divisione costiera. Essi furono impiegati contro i T edeschi, particolarmente nei combattimenti che si svolsero nella zona di Laterza. Vennero restituiti il 2 ottobre.


22

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Il gen. Roatta ed il gen. Arisio aderirono prontamente. Sicché già dal I6 settembre n uclei di militari italiani cominciarono a lavorare nel porto di Taranto in favore degli Alleati. Si andava intanto perfezionando la rete di collegamento tra Comandi alleati ed italiani. In particolare gli Anglo - Americani designarono il maggiore Phili Yarrow quale ufficiale di collegamento del V C.A. inglese e della base di T aranto presso il Comando della t Armata; il 27 settembre il generale britannico Duchesne venne nominato capo della Missione militare britannica presso la 7" Armata (4). In tal modo il Comando alleato ritenne di poter risolvere direttamente con il Comando della 7°' Armata tutti i problemi riguardanti le forze italiane ed il loro impiego, conseguendo quindi maggior snellezza e celerità nella trattazione delle varie questioni. Occorreva peraltro dare una fisionomia definitiva a tutta la complessa materia dei collegamenti fra gli Stati Maggiori nonché i maggiori Comandi italiani e quelli alleati. Pertanto lo SMRE presentò in merito una propria proposta al nostro Comando Supremo all'inizio del mese di ottobre. In sintesi, lo SMRE prevedeva : - un duplice collegamento tra il Comando in capo alleato ed il Comando Supremo italiano (il gen. Mac Farlaine presso il nostro Comando Supremo ed il gen. Castellano presso il gen. Eisenhower); - un collegamento fra ciascuno dei tre Stati Maggiori italiani di Forza Armata ed il Comando del XV Gruppo di Armate (per l'Esercito il gen. Utili); - un collegamento fra il Comando della nostra 7°' Armata ed il Comando delle retrovie britannico (gen. Duchesne) (5). La proposta dello SMRE fu accolta, ma ben presto risultò valida soltanto ai vertici. Per i minori livelli divenne così necessario snellire le prassi. A tal fine il Comando della 7" Armata dispose, in accordo con il gen. Duchesne, l'affiancamento di un colonnello della propria In tendenza al Comando del II Distretto di Taranto (4) Successivamente, dopo lo scioglimento di tale Grande Unità, sarebbe stato trasferito presso lo SMRE. (5) All'epoca la zona delle retrovie comprendeva fra l'altro le città di Napoli, Bari, Salerno, Brindisi, Taranto e Barletta. Si è già visto che tale zona non dipendeva dal Comando del XV Gruppo di Armate, bensì, tramite il gen. Robcrtson, dal Comando in capo di Algeri.


I primi rapporti dei nostri Organi centrali con le Autorità alleate

2

3

ed inoltre quello di altri ufficiali superiori con i Comandi delle varie Subaree del II Distretto stesso. La questione degli affiancamenti avrebbe però trovato la migliore soluzione soltanto allorché, alla fine del 1943, sarebbe stata decisa l'assegnazione di intere nostre Divisioni o di altri raggruppamenti di forze alle Grandi Unità operative ed agli Organi logistici degli Alleati. Il 29 settembre il Maresciallo Badoglio ed il gen. Eisenhower si incontrarono a Malta (6). In tale occasione da parte italiana si insistette ancora una volta perché le nostre forze potessero partecipare direttamente alla lotta contro i Germanici; ma il gen. Eisenhower, pur manifestando il suo apprezzamento per l'aspirazione degli Italiani, dichiarò che, al momento, non gli era possibile fornire alle nostre unità il necessario armamento ed equipaggiamento. Il Comandante in capo alleato chiese pertanto al Maresciallo Badoglio che lo Stato Maggiore italiano formasse, con i pochi mezzi a propria disposizione, poche unità di élite, che sarebbero state impiegate direttamente dagli Anglo - Americani. L'esito dell'incontro non corrispose certo alle speranze del Maresciallo Badoglio e del gen. Ambrosio; tuttavia il Capo del Governo e gli Stati Maggiori centrali credettero di potervi individuare un tenue filo di speranza e pertanto decisero di perseverare con la massima energia nell'opera di ricostruzione intrapresa (7). Il 13 ottobre l'Itaìia dichiarò guerra alla Germania, ed anche in quell'occasione BadogJio ritenne di poter insistere con gli Alleati per ottenere che le nostre truppe scendessero in campo al loro fianco. (6) Della Delegazione italiana fece parte anche il gen. Ambrosia. (7) Il nostro Comando Supremo fece inoltre pervenire al Comandante del XV Gruppo di Armate alleate la proposta di impiegare nella battaglia per Roma, che si riteneva imminente, tre Divisioni italiane (e< Nembo», (< Sabauda » e « Bari »); e provvide nel contempo ad istituire << Nuclei di collegamento » da affiancare allo stesso Comando del XV Gruppo di Armate, nonché ai Comandi delle Armate 5" ed 8"'. L'offerta italiana venne però declinata dal gen. Alexander con il pretesto che i piani per la campagna d'Italia, eia tempo predisposti, non potevano adesso venir mutati. Il rifiuto pretestuoso del gen. Alexander provoc<Ì vivo risentimento nel nostro Capo del Governo. Il Maresciallo Badoglio, infatti, per il tramite del gen. Castellano, indirizzò una vivace lettera al geo. Eisenhower, nella quale riaffermò la ferma volontà dell'Italia di partecipare direttamente alla guerra per la liberazione del suolo patrio. « Noi abbiamo chiesto l'armistizio perché deboli, ma non siamo dei poltroni )l affermava il vecchio Maresciallo, che concludeva la sua missiva auspicando una favorevole r isposta che permettesse agii Italiani di agire cc da soldati ll a fianco delle trup pe alleate.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Ancora una volta la realtà smorzò gli entusiasmi dei nostri Capi. Proprio in quei giorni infatti il gen. Mac Farlaine ricevette da Algeri una memoria che limitava ad una sola Brigata il contingente di truppe italiane da impiegare nelle operazioni belliche (si trattava del I Raggruppamento Motorizzato, in fase di costituzione). La memoria prescriveva inoltre che la maggior parte delle forze italiane venisse impiegata nei lavori di manovalanza nei porti, nei lavori di riparazione delle distruzioni operate dai Tedeschi, nella difesa delle retrovie, delle basi aeree e navali e delle vie di comunicazione (8). Era dunque chiaro che gli Alleati, probabilmente per ragioni di carattere politico, non desideravano che consistenti forze italiane partecipassero direttamente alle operazioni belliche. Preferivano invece che i nostri soldati fossero impiegati nelle ben più umili mansioni di carattere ausiliario, pur esse tuttavia necessarie per la vita delle loro unità (9). Il nostro Comando Supremo tuttavia non desistette dalle sue rich ieste, che anzi portò avanti per tutta la durata della guerra, e che qualche risultato avrebbero raggiunto nei due anni seguenti ( ro). Già il 23 dicembre il Maresciallo Messe - subentrato al gen. Ambrosia nella carica di Capo di Stato Maggiore Generale - ottenne di poter approntare una Divisione da montagna, equipaggiata esclusivamente con materiali italiani (gli Alleati avrebbero fornito solo i viveri, il carburante, i foraggi) (II). (8) In particolare, per la difesa delle vie di comunicazione, la memoria proponeva l'impiego di nove Divisioni così ripartite: tre in Sardegna, una in Sicilia, due a sud di Roma, tre a nord di Roma quando gli Alleati avessero liberato e superato la capitale. (9) Il gen. Castellano, da Algeri, a giustificazione dello sgradevole attegg iamento degli Alleati, fece presente che il gen. Eisenhower, in assenza di precise direttive del Presidente Roosevelt, non poteva prendere autonomamente alcuna decisione circa il consistente impiego di forze italiane. (ro) Ci si riferisce in particolare in questa sede alla costituzione del C.I.L. e più tardi dei Gruppi di Combattimento, nonché a rilevanti modifiche apportate nel '44 alle stesse Unità ausiliarie - soprattutto nel loro «status» delle quali ultime si parlerà più avanti nel corso della trattazione. (n) L'autorizzazione data alle autorità italiane per la costituzione di tale Grande Unità da montagna venne confermata in una riunione tenutasi a Bari, alla quale parteciparono da parte alleata i generali Eisenhower, Bedell Smith, Alexander, Taylor, Robertson e da parte italiana Badoglio e Messe. In quell'occasione i Capi italiani ritennero di avere ottenuto un notevole successo. Era quello in effetti un primo passo per l'impiego in guerra di più consistenti forze del nostro Esercito, e molto probabilmente esso fu originato dal valoroso comportamento del I Raggruppamento Motoriz.zato a Montelungo.


I PRIMI PROVVEDIMENTI DI CARATTERE ORDINATIVO PER LA RIORGANIZZAZIONE DELL'ESERCITO ITALIANO

Si è visto quale fosse la consistenza delle forze italiane rimaste disponibili dopo 1'8 settembre del 1943 nelle Puglie, in Calabria, in Sardegna ed in Corsica. A tale consistenza numerica non faceva però riscontro una adeguata efficienza bellica. Pertanto il nostro Comando Supremo e lo SMRE, non appena sistematisi nella nuova sede di Brindisi, considerarono loro compito prioritario porre mano alla immediata riorganizzazione e ristrutturazione delle FF. AA~, ed in particolare dell'Esercito, in vista della auspicata eventualità che gli Alleati consentissero che nostre unità combattessero al loro .fianco contro i Tedeschi. Lungo sarebbe descrivere nei particolari tutta l'opera svolta a tale scopo. Ci si limita in questa sede a dare in proposito alcuni rapidi cenni - limitatamente al periodo settembre - dicembre 1943 necessari per meglio inquadrare la storia delle Unità ausiliarie italiane durante tutto l'arco della Guerra di Liberazione. Il 15 settembre lo SMRE prese il suo primo provvedimento di carattere ordinativo, inteso a preparare all'auspicata lotta contro i Tedeschi le nostre Divisioni mobili dislocate nelle Puglie (r). (r) I primi ordini diramati dallo SMRE dopo 1'8 settembre avevano riguardato la ridislocazione di alcune Grandi Unità delle Puglie, in vista dell'esigenza di assicurare, contro un possibile ritorno offensivo dei Germanici, adeguata protezione alla città di Brindisi, nella quale si erano trasferiti il Capo dello Stato e le maggiori autorità ciel Governo e degli SS.MM. centrali. In vista di questa esigenza, l'rr settembre lo SMRE diede ordine al Comando della 7a Armata di schierare a difesa cli Brindisi le Divisioni « Legnano ll e << Piceno l> e di tenere alla mano tutte le altre unità mobili, ad eccezione di quelle impegnate nei combattimenti contro i Tedeschi. Il giorno seguente lo SMRE precisò meglio che le due predette Divisioni e la 210a Divisione costiera si dovevano sistemare a difesa della bretella Brindisi - Taranto; la


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

In virtù del provvedimento suddetto : - il Comando del IX C.A. assunse il nominativo di Comando del LI C.A. (agli ordini del gen. De Stefanis, con sede a Brindisi) ed inquadrò le Divisioni f. « Piceno » e « Legnano >>, la 210" Divisione costiera, la XXXI Brigata costiera, i Comandi delle Piazze di Brindisi e Taranto, tutte le truppe trasferite dalla Calabria. In tal modo il LI C.A. venne ad assumere, almeno in parte, la fisionomia di C.A. mobile, solo parzialmente legato alla difesa costiera; suo compito principale divenne quello di dare la massima collaborazione al V C.A. britannico; - fu creato un nuovo Comando del IX C.A. (agli ordini del gen. Lerici, con sede a Lecce), alle cui dipendenze furono posti tutti gli enti ed i reparti territoriali, nonché la 209a Divisione costiera. Il IX C.A. fu destinato a svolgere funzioni di carattere eminentemente presidiario e territoriale; - il Comando della 7" Armata mantenne alle proprie dipendenze il II3° rgt. f., il V btg. controcarri, i gruppi di artiglieria XII e CLXVI. Il secondo problema che lo SMRE si trovò a dover affrontare ai fini della riorganizzazione del nostro Esercito riguardò la ricezione ed il riordinamento dei numerosi sbandati provenienti dalle altre regioni del territorio nazionale occupate dai Germanici nonché protezione di Brindisi doveva rimanere affidata alla sola Divisione cc Legnano». In particolare le Divisioni << Piceno» e 210" costiera dovevano ripartirsi fra le località più importanti (Mesagne, Oria, Francavilla Fontana, Lariano, Grottaglie, Gallipoli, Otranto), situate a cavailiere della bretella stessa. Seguirono quindi ordini di carattere più propriamente operativo. Il 17 settembre il Comando della 7" Armata, d 'intesa con lo SMRE, ordinò al Comando ciel LI C.A. di iniziare un'offensiva contro le forze germaniche nella zona di Altamura - Gravina. Il predetto Comando di C.A. affidò tale compito alla Divisione f. « Piceno », previ diretti accordi con il Comando della Divisione britannica « Airborne », che operava in quella zona,_ contro i Tedeschi. La Divisione « Piceno » iniziò pertanto il movimento verso nord e raggiunse il 19 settembre Martina Franca e Fasaao. Il giorno seguente il Comandante della Divisione stessa prese contatto con il gen. Downe, Comandante dell'« Airborne >>, mentre il Comando ciel LI C.A. gli ordinava di opporsi alle puntate offensive provenienti da Casamassima e da Gioia del Colle. Ma già gli Alleati avevano preso ad ostacolare le nostre iniziative belliche : il 2r settembre il gen. Badoglio, in un suo messaggio al gen. Castellano, lamentava che il gen. Mac Farlaine aveva richiesto la cessione di tutti gli automezzi italiani. E lo stesso giorno 2 1 settembre il Comandante del V C.A. britannico dispose che le Divisioni « Piceno >> e « Legnano l> non oltrepassassero la bretella Brindisi - Taranto.


l primi provvedimenti di carattere ordinativo dell'Esercito italicino

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dei reparti e dei militari reduci d'oltremare (soprattutto dalla Balcania). A tal riguardo, il 19 settembre lo SMRE dispose la costituzione di un Campo di riordinamento con sede a Lecce, alle dipendenze del IX C.A. Successivamente, il 29 settembre, lo SMRE e la i Armata ordinarono che si costituissero altri Campi di riordinamento a Maglie, Campi Salentino, Galatina; in.fine il 2r ottobre il Comando della 7" Armata fece costituire ancora due Campi a Trani ed a Potenza. Ai Campi di riordinamento vennero affidati essenzialmente i compiti di dare vita a nuove unità, fornire complementi a quelle esistenti, costituire nuclei di lavoratori (2). Il terzo provvedimento di carattere ordinativo di rilievo · preso dallo SMRE riguardò la costituzione di un Raggruppamento completamente motorizzato, che avrebbe dovuto partecipare alla lotta contro i Germanici, inquadrato in una Grande Unità alleata. Si trattò in sostanza della costituzione del I Raggruppamento Motorizzato, che con tanto valore avrebbe poi combattuto a Montelungo (3). Poiché gli Alleati ed il nostro Comando Supremo, nel dare il via alla costituzione della predetta unità, avevano altresì deciso di destinare tutti gli altri reparti italiani ai servizi ausiliari ed alla protezione delle vie di comunicazione, lo SMRE, in data 23 settembre, rappresentò (foglio n. 1301 - Allegato n. 2) l'inopportunità di impiegare le unità mobili nei compiti predetti, che propose invece (2) Fra le altre attività svolte dai Campi di riordinamento, va ricordata la ricezione presso il Campo di Lecce della gloriosa Divisione «Emilia», rientrata dai Balcani. Lo SMRE, nell'impossibilità contingente di ricostituire la Grande Unità, decise di incorporarne gli elementi ancora efficienti nelle Divisioni «Legnano» e « Piceno >J . In particolare il Comando della Divisione « Emilia » si fuse con guello della « Legnano l>, rimasto privo degli elementi catturati · dai Tedeschi durante il suo trasferimento nelle Puglic. Il Comandante dcll'« Emilia», gen. Buttà, assunse invece il Comando dei Campi di riordinamento. (3) Per la storia del Raggruppamento Motorizzato, dalle sue ong1111 al suo impiego nella Guerra di Liberazione, si rimanda alla pubblicazione dell'Ufficio Storico dello S.M.E. « Il I Raggruppamento Motorizzato l>, edita nel 1949 e ristampata nel 1971. Ci si limita gui a ricordare che la sua costituzione fu disposta dal Comando Supremo in data 22 settembre, a seguito accordi intervenuti con iii Comando alleato. Detti accordi prevedevano che la nuova unità fosse costituita su di un reggimento di fanteria, quattro gruppi di artiglieria cd clementi del genio e dei servizi. Gli ordini esecutivi furono emanati dallo SMRE il 25 settembre; necessariamente essi previdero che tutte le Grandi Unità dell'Italia meridionale concorressero alla fornitura dei molti automotomezzi necessari.


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Le Un ità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

di affidare alle Divisioni ed alle unità costiere. Il Comando Supremo espresse il suo assenso in proposito (4). Si può dunq ue considerare il 2 3 settembre come una data molto importante nella storia delle Unità ausiliarie: quel giorno venne infatti presa la prima decisione in merito ai reparti da impiegare per la particolare esigenza (5). L'avvenuta liberazione di Napoli e quella della Corsica (6) imposero allo SMRE di risolvere altri importanti problemi: - la ricostituzione in Napoli stessa di un Comando italiano di rango elevato; - lo sgombero in Sardegna delle truppe resesi disponibili in Corsica; - il trasferimento nella Penisola della maggior parte delle truppe della Sardegna e della Corsica (7). (4) Nell'allegato n. 2 si fa riferimento ad una operazione detta AB. Si tratta di una operazione posta allo studio dallo SMRE, allo scopo di agevolare la progressione delle forze alleate lungo il litorale adriatico. In sintesi, lo SMRE prevedeva di creare un focolaio di resistenza ai Tedeschi negli Abruzzi - all'epoca Chieti e Teramo non erano ancora state occupate dai Germanici - facendo sbarcare in quella zona un nostro reparto celere di formazione, da costituirsi nell'ambito del LI C.A.. (5) Le disposizioni esecutive diramate dallo SMRE per la costituzione del I Raggruppamento Motorizzato, di cui si è fatto cenno alla precedente nota n. 3, prevedevano inoltre, proprio in aderenza a tale punto di vista, che: - le tre Divisioni mobili « Mantova », « Legnano » e (( Piceno » curassero soprattutto il proprio addestramento in vista di un eventuale futuro auspicato impiego nelle operazioni belliche, e che subordinatamente a tale attività concorressero, ove necessario, a garantire la sicurezza delle zone nelle quali erano schierate; - le Divisioni costiere fossero impiegate, oltre che nel loro naturale compito di difesa delle coste, nei servizi ausiliari e d i manovalanza. I militari addetti a tali servizi dovevano essere raggruppati in reparti organici, per salvaguardare comunque i vincoli disciplinari. (6) Si ricorda che i Tedeschi terminarono l'evacuazione di Napoli il 1" ottobre e quella della Corsica il 4 dello stesso mese, a seguito della rioccupazione di Bastia da parte di truppe italo - francesi. (7) Lo SMRE intendeva logicamente avere a diretta portata di mano la maggior parte delle D ivisioni delle isole - che erano tuttora dotate di una notevole efficienza bellica - adesso che la loro presenza in Corsica ed in Sardegna era divenuta superflua, in assenza di una concreta minaccia da parte dei Tedeschi. D 'altra parte il trasferimento di quelle Grandi Unità nella Penisola era consigliato anche dalla scarsità delle riserve alimentari esistenti nelle due isole, non più sufficienti per soddisfare contem poraneamente le esigenze delle popolazioni civili e di un blocco così consistente di truppe.


I primi provvedimenti di carattere ordinativo dell'Esercito italiano . -

Si affacciò inoltre la possibilità di rioccupare l'isola adriatica di Lagosta (8). In particolare, per Napoli, fu esaminata una duplice possibilità : o costituirvi un nuovo Comando con personale del Comando FF. AA. della Sardegna, o trasferirvi quest'ultimo al completo. Si decise infine di affidare il nuovo Comando al gen. Basso, già Comandante della Sardegna e di trasferire con lui dall'isola a Napoli un certo numero di ufficiaìi del suo Stato Maggiore . In Sardegna il gen. Basso fu sostituito con il gen. Magli~ già Comandante del VII C.A. in Corsica (9). Le esigenze di Napoli e della Campania liberata non si esaurirono con la costituzione del Comando Forze Armate della Campania: già gli Alleati avevano richiesto - subito dopo la liberazione della città - il trasferimento dalle Puglie di un reggimento di fanteria per soddisfare a N apoli stessa le prime e più urgenti esigenze di carattere presidiario (e soprattutto per la protezione degli impianti militari); il Comando della 7"' Armata aveva prontamente aderito disponendo il trasferimento di un reggimento della Divi(8) L'isola di Lagosta era stata sgomberata molto presto dai Tedeschi, e pertanto parve opportuno al nostro Comando Supremo inviarvi un contingente di nostre forze per riaffermare l'italianità dell'isola stessa. Ma il progetto venne presto abbandonato per la decisa opposizione degli Alleati aìla sua realizzazione. Le tre isole di Cazza, Lagosta e Pelagosa, con il Trattato di Pace, sarebbero state definitivamente assegnate alla Jugoslavia. (9) Lo SMRE aveva inizialmente previsto di ricostituire in Napoli il preesistente Comando del XIX C.A., scioltosi a seguito dell'aggressione germanica. Senonché il gen. Basso, in Sardegna, aveva esercitato funzioni di comando a livello superiore a quello di C.A.. Fu per questo motivo che il Comando di Napoli venne chiamato « Comando FF.AA. della Campania ». Al Comando predetto fu comunque attribuita la medesima giurisdizione del preesistente Comando del XIX C.A.. Ad esso furono inoltre devoluti i seguenti compiti : - ricostituire i necessari Comandi, enti e reparti; - ricuperare tutti gli sbandati in appositi Centri di riordinamento; - ricuperare tutti i materiali militari ancora esistenti; - disporre per la sorveglianza lungo le strade e le ferrovie; - fornire la massima collaborazione possibile alla 5a Armata americana. Gli Alleati riconobbero subito il nuovo Comando. Il gen. Basso, appena giunto a Napoli (con 5 ufficiali, il 23 ottobre), ebbe, nei giorni immediatamente seguenti, colloqui con i generali Clark e Pence. Egli pose quindi subito mano alla riorganizzazione territoriale: il 29 ottobre diramò le d isposizioni per la ricostituzione di tre Comandi militari cli zona (a Napoli, a Salerno ed a Caserta) e di due Comandi di presidio militare (ad Avellino ed a Benevento).


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sione « Mantova >l . Successivamente gli Alleati chiesero che ancora altre unità fossero fatte affluire in Campania. Lo SMRE concordò con loro il trasferimento della 210"' Divisione costiera a Napoli e quello della 227" a Salerno. Tali movimenti ebbero luogo, come si vedrà più avanti, nell'ultimo scorcio dell'anno. In merito ai movimenti delle Divisioni dalla Corsica e dalla Sardegna, se ne tratterà ampiamente più avanti. Basti qui ricordare che essi furono notevolmente condizionati dalla scarsità di naviglio disponibile e che inoltre gli Alleati interferirono pesantemente, richiedendo : - il trasferimento in Sicilia - per svolgervi compiti di natura essenzialmente territoriale - di una intera nostra Grande Unità operativa, la Divisione f. << Sabauda ,, ; - la cessione ai Francesi delle artiglierie della Divisione f. « Cremona ll, che la Grande Unità avrebbe dovuto lasciare in Corsica al momento del suo passaggio in Sardegna; - il mantenimento nella stessa Corsica di un forte contingente di nostre truppe, per la ricostruzione di sedi stradali e di infrastrutture di vario genere. Lo SMRE, suo malgrado, non poté evitare di aderire a gran parte di tali richieste. L'attività dello SMRE per la riorganizzazione del nostro Esercito proseguì intensa anche nell'ultimo scorcio dell'anno e sarebbe qui troppo lungo - oltre che fuori argomento - seguirla nei dettagli. Ci si limita pertanto ad indicare i principali provvedimenti che interessarono direttamente o indirettamente la vita e le attività delle Unità ausiliarie : - la ricostituzione della Divisione f. «Legnano,, (disposizione del 13 novembre) su tre reggimenti di fanteria ed uno di artiglieria, traendo personale e mezzi dalle Divisioni costiere; - lo scioglimento della 2141' Divisione costiera e il trasferimento a Padula (il 30 novembre) del suo Comando, per assumervi il locale Campo riordinamento volontari; - il cambio di nominativo delle Divisioni costiere (disposizione diramata il r8 novembre) che mantennero il proprio numero indicativo ma persero l'aggettivo «costiera,,; - lo scioglimento del Comando della 7" Armata (il 24 novembre) e della relativa Intendenza e l'assunzione in proprio da parte dello SMRE cli tutti i compiti precedentemente affidati a quel


I primi provvedimenti di carattere ordinativo dell'Esercito italiano

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Comando, con la conseguente realizzazione di un notevole snellimento nell' << iter ,, burocratico di tutte le questioni di comune interesse con gli Alleati. Ci si ferma qui. Ormai - a parte il lavoro interessante le unitĂ che avrebbero dato vita al C.I.L. - la prevalente attivitĂ dello SMRE era rivolta a fare fronte alle continue e sempre piĂš pressanti richieste degli Alleati in materia di personale da destinare alle attivitĂ ausiliarie e, conseguentemente, a regolamentare nel miglior modo possibile la vita e l'impiego dei reparti a tali attivitĂ destinati.


PRIME ATTIVITA' LAVORATIVE A FAVORE DEGLI ALLEATI

Il concorso in attività lavorative a favore degli Alleati da parte delle nostre truppe ebbe inizio subito dopo l'armistizio, sia pure in forme sporadiche, sulla base delle richieste dei singoli Comandi operativi anglo- americani, anche di minor rango. Fin dall'inizio questo tipo di concorso apparve a tutti - comandanti e gregari - naturale, intonato ai nuovi indirizzi scelti dal Governo italiano ed assunse perciò carattere spontaneo ed immediato, prima ancora che il Comando Supremo e lo SMRE avessero diramato proprie direttive sulla specifica materia. La prima attività lavorativa svolta riguardò, sia nelle Puglie, sia nella Calabria, la rimozione dei campi minati, delle interruzioni, degli ostacoli e la riattivazione delle vie di comunicazione. Citiamo, quale esemplificazione, le prestazioni di maggior rilievo fornite nei giorni immediatamente seguenti l'armistizio: - il 9 settembre il Comando del XXXI C.A. invitò le Grandi Unità dipendenti a riattivare tutte le strade della Calabria ed a sgomberare le macerie; - il CIII btg. genio minatori, sempre in Calabria, iniziò subito il lavoro per rimuovere le interruzioni; - il CCXLII btg. costiero cominciò immediatamente lavori analoghi ad Amantea; - diversi reparti italiani cedettero propri automezzi ai Comandi alleati per soddisfare le loro prime esigenze di carattere logistico; - il ro settembre il Comando della 214" Divisione costiera dette ordine ai propri reparti di eliminare tutte le interruzioni predisposte il giorno precedente dai Tedeschi in ritirata; - nelle Puglie, lo stesso giorno, la Divisione <( Piceno >> - che pure aveva numerosi suoi reparti impegnati in duri combattimenti


Prime attività lavorative a favore degli Alleati

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contro i Tedeschi e nella difesa della bretella Brindisi - Taranto - impiegò propri elementi del genio nella rimozione di campi minati; - l'n settembre il Comando della Divisione f. «Mantova» fece effettuare una ricognizione alle interruzioni stradali fra Cosenza e Catanzaro, per predisporre i necessari lavori di r icostruzione; - l'u rgt. a. fece effettuare il brillamento, nella zona di propria giurisdizione, di tutte le bombe inesplose. Prestazioni analoghe furono offerte sia nelle Puglie sia in Calabria da tutte le unità italiane disponibili, operative e costiere, particolarmente a seguito dei primi incontri tra i Comandanti delle unità italiane ed alleate ( 1 ). Gli incontri a livello elevato ebbero inizio a partire dal 16 settembre con un colloquio tra i Capi di Stato Maggiore dei Corpi d'Armata XXXI italiano e XIII britannico. Quindi il 17 settembre si incontrarono a Taranto il Comandante della i Armata italiana, gen. Arisio, ed il Comandante del V C.A. britannico, testé sbarcato. In particolare: - nel primo colloquio fu ribadita l'opportunità - già prospettata il 12 settembre al Comandante della « Mantova » - che per il momento i reparti italiani si astenessero, per quanto possibile, dall'effettuare movimenti, per non intralciare la progressione verso nord delle truppe alleate. (Naturalmente questa richiesta ritardò notevolmente la ridislocazione dei nostri reparti che il Comandante del XXXI C.A. aveva già predisposto onde assicurare un miglior rendimento lavorativo da parte dei reparti stessi); - nel secondo colloquio fu convenuto di stabilire un primo collegamento tra i Comandi della 7" Armata e del V C.A. inglese, distaccando un capitano di tale Comando presso quello della 7" Armata. 0

(r) Il primo di tali incontri ebbe luogo il giorno II settembre a Pizzo Calabro tra il Comandante della 2r2"' Divisione costiera e quello della Divisione britannica operante nella zona. Il colloquio fu molto cordiale. I due Comandanti concordarono che i reparti britannici non avrebbero più disarmato le unità italiane e che queste sarebbero state immediatamente impegnate nel riattamento della rete stradale e di quella ferroviaria. Accordi analoghi furono presi il giorno seguente tra i Comandanti delle Divisioni « Mantova » e 214" costiera ed il Comandante del XIII C.A. britannico, gen. Dempsey. Quest'ultimo, in attesa di incontrarsi con il Comandante del XXXI C.A., affidò il coordinamento di tutte le attività lavorative al Comandante della Divisione <e Mantova )),

3. - Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Quanto ai contatti tra le Autorità alleate ed i nostri Organi centrali, c'è da registrare una prim~ richiesta alleata rivolta al nostro Comando Supremo il 14 settembre. Quel giorno l'Intendenza inglese di Taranto richiese 50 automezzi italiani da impiegare per la costituzione di una propria base logistica in tale città (2). Oltre ai lavori di riattamento stradale, un'altra attività ausiliaria di particolare rilievo, nella quale fu necessario impiegare subito dopo l'armistizio i militari italiani in numero sempre crescente, riguardò lo scarico dei piroscafi. Gli sbarchi sempre più massicci di truppe e di materiali anglo - americani, particolarmente nei porti delle Puglie, comportarono subito, infatti, una fortissima esigenza d i personale di manovalanza in quegli scali marittimi. Per le prime necessità dei tre grandi porti pugliesi - Bari, Brindisi, Taranto - provvide la Marina militare. Per l'Esercito, la prima traccia di personale impiegato in questa attività si trova nel Diario storico del Coniando del XXXI C.A. : 350 militari della 2r4a Divisione costiera il giorno 15 settembre a Crotone (3). Presto i vari organi di collegamento alleati moltiplicarono, per questa esigenza, le richieste di contingenti d i nostri militari. Ciò impose agli Stati Maggiori centrali ed ai maggiori Comandi periferici italiani di prendere con la massima urgenza tutta una serie di provvedimenti, al momento di non facile attuazione in conseguenza: - del grave depauperamento in personale di quasi tutte le nostre Grandi Unità (4); (2) Il Comando Supremo aderi alla richiesta e diede ordine ai tre SS.MM. di Forza Armata di fornire i mezzi richiesti con i relativi conduttori, riunendo personale e mezzi in un'unica formazione automobilistica. Praticamente fu questa la prima cli una lunga serie di disposizioni che i nostri Stati Maggiori avrebbero diramato negli anni seguenti per la costituzione di reparti autieri per gli AIJeati. (3) Era previsto che in quell'esigenza sarebbe stato impiegato un quantitativo progressivamente crescente di uomini per una durata di circa 2 mesi e mezzo. (4) Per quanto concerne il depauperamento di personale, si cita, come esempio, il caso della 214" Divisione costiera, il cui Comando, il giorno 21 settembre, segnalò al Comando del XXXI C.A. (dal quale dipendeva) l'assenza arbitraria di ben 2 .000 militari. Conseguentemente il Comando della


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- dell'impiego in altri compiti indifferibili dei migliori reparti; - infine delle dislocazioni di molte unità, lontane dai porti per i quali il personale era richiesto. Per quanto riguarda in particolare quest'ultimo argomento - la dislocazione delle unità - sono da registrare, in questo primo periodo: - in Calabria, una serie di disposizioni impartite dal Comandante del XXXI C.A. nella terza decade di settembre, in base alle quali la 2n" Divisione costiera si doveva portare nella zona di Saveria Mannelli, la 212"' in quella di Nicastro, la 214" in quella di Policastro, la 227"' in quella di Castrovillari, la Divisione f. « Mantova )) in quella di Pontone Sant'Elia; - nelle Puglie, il trasferimento a Taranto del 150° rgt. f. costiero (il 19 settembre), per fornire cooperazione in quella città alla costituenda 6.. Base britannica. Esaminiamo nei particolari le esigenze di Taranto. Esse riguardavano essenzialmente lo scarico delle navi nel porto, ed i lavori da effettuare per il ripristino del raccordo ferroviario nonché della stazione marittima. Il 150° rgt. f. avrebbe dovuto fornire giornalmente per questi lavori 1500 uomini, il che non era nelle possibilità dell'unità stessa. Fu pertanto necessario disporre l'intervento di altri reparti, e vi provvidero gli Stati Maggiori dell'Esercito e della Marina : il primo diede ordine al Comando del IX C.A. di approntare per Taranto due battaglioni di lavoratori (per una forza complessiva di 1500 uomini); il secondo mise a disposizione degli Alleati 1500 marinai. In sostanza, tenendo conto degli assenti per malattia e per motivi vari di servizio, si può calcolare complessivamente in 3500-;- 4000 uomini il contingente che le due Forze Armate misero a disposizione degli Alleati a Taranto. Alla fine del mese di settembre erano già ben definiti ed individuabili 4 grossi blocchi di nostri militari addetti alle operazioni di carico e scarico delle navi, nonché ai lavori di manovalanza in Divisione stessa affermava cli non essere in grado di fornire il contingente cli uomini richiesto dagli Alleati per il riattamento del sistema stradale a nord di Crotone. Al riguardo, il Comando del XXXI C.A. diramò prontamente un bando che comminava drastiche misure di carattere penale a carico di tutti quegli sbandati che non si fossero presentati ai loro Corpi di appartenenza entro la data del 6 ottobre. Il bando diede il risultato sperato: già il 30 settembre la 214" Divisione era in grado di costituire un battaglione di formazione per Crotone.


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genere, impiegati dagli Alleati nei principali porti (o di imminente previsto impiego): - oltre 3500 uomini a Taranto; 4000 avieri a Bari; 3000 marinai a Brindisi; - un battaglione di formazione (di forza imprecisata) a Crotone (5). Alla fine di settembre si era dunque reso manifesto che due delle principali attività ausiliarie richieste dagli Alleati alle nostre truppe riguardavano i lavori per il riattamento delle rotabili e delle ferrovie e la manovalanza nei porti. Si era nel contempo andato delineando un altro tipo di concorso molto importante : il servizio di guardia ai depositi, ai magazzini e alle infrastrutture create dagli Anglo - Americani. Le Autorità alleate - dimostrando fin da principio molta fiducia nelle nostre truppe - ne richiesero per la predetta esigenza contingenti sempre crescenti; il buon rendimento e l'ottimo affid2.mento offerti dai nostri reparti consentirono agli Anglo - Americani di sganciare progressivamente quasi tutti i loro uomini, inizialmente addetti ai servizi stessi, a beneficio della zona delle operazioni (6). Anche i reparti del genio vennero intensamente impiegati fin dal mese di settembre. (5) Si è già visto che i militari impiegati a Taranto erano stati forniti dall'Esercito e dalla Marina. Per Bari e per Brindisi furono impartite precise disposizioni dal Comando Supremo, in data 24 settembre. In particolare, per Bari, fu previsto che i primi 2.000 avieri fossero disponibili a partire dal 10 ottobre. Lo Stato Maggiore dell'Aeronautica propose al Comando Supremo di transitare i 4.000 avieri di Bari nella forza dell'Esercito, ma la proposta per il momento non fu accettata. Per Crotone si rimanda a quanto precedentemente detto, nonché alla nota n. 4. (6) A titolo di esempio, si ricorda che, nelle Puglie, la sola 210• Divisione fornl, a partire dalla seconda quindicina di settembre, un contingente di 160 uomini di truppa per il servizio di guardia a depositi, magazzini ed infrastrutture varie. Si può ragionevolmente pensare che tutte le Grandi Unità fornissero per raie esigenza contingenti di uomini di eguale ordine di grandezza. Si tratta di cifre di rilievo, ove si consideri il bassissimo livello di forza di tutte le nostre unità a quell'epoca e i numerosi altri compiti ai quali esse erano chiamate a far fronte.


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Alcuni di tali reparti, in concorso con unità delle altre Armi, esplicarono un'opera utilissima per la rimozione di interruzioni stradali, di campi minati, di mine inesplose. Le prestazioni di maggior rilievo fornite dai genieri riguardarono però i lavori di riattamento stradale. In proposito si ricorda che: - in Calabria, il Comandante del XXXI C.A. incaricò il proprio Comando del genio di dirigere tutti i necessari lavori stradali e di portarli a termine entro il seguente mese di ottobre. All'uopo, il 2r settembre tutti i reparti dell'Arma furono concentrati a Cosenza, Catanzaro e Nicastro, alle dirette dipendenze del predetto Comando del genio; - nelle Puglie, il 19 settembre, il Comandante della i" Armata invitò il proprio Comando del genio a provvedere tempestivamente, con la massima aderenza nei riguardi dell'avanzata delle truppe alleate verso nord, alla riattivazione della rete stradale nelle zone liberate, in accordo con l'Azienda Nazionale Autonoma delle Strade (ANAS); - reparti del genio della 7" Armata parteciparono ai lavori di riparazione dell'acquedotto pugliese, gravemente danneggiato dai Tedeschi in ritirata ad Atella ed a Capo Sele. I numerosi trasferimenti di minori reparti, reslSl necessari per soddisfare le esigenze degli Alleati ed anche per ripianare le perdite di personale subite da tutte le nostre Grandi Unità, indussero lo SMRE a ridimensionare, contrarre e fondere taluni reparti costieri, particolarmente nell'ambito delle Divisioni 214" e 227". La XXXI Brigata costiera fu invece potenziata, perché ricevette alle proprie dipendenze tre reggimenti di fanteria (162°, 164° e 196°) ed un reggimento di artiglieria (il 22°). Il 24 settembre la 209" Divisione, a seguito della liberazione di Barletta, fu svincolata dai suoi compiti di carattere operativo e resa disponibile per le diverse esigenze di carattere ausiliario e territoriale (7).

(7) Un gruppo di artiglieria della 210"' Divisione, il 256° da 100 / 22, era stato messo a disposizione del V C.A. britannico, unitamente al III gruppo del 47° artiglieria da campagna. Alla fine del mese esso era tuttora impiegato dai Britannici a sud di Gioia del Colle, in azioni di fuoco contro i Tedeschi.


I PIO' MASSICCI ED ORGANICI CONCORSI NELLE ATTIVITA' AUSILIARIE DISPOSTI A PARTIRE DAL MESE DI OTTOBRE DEL 1943

All'inizio di ottobre le richieste alleate di concorsi di manovalanza divennero ancor più consistenti e pressanti, in conseguenza del continuo afflusso di nuove forze e di materiali nei principali porti pugliesi e del progredire delle operazioni verso nord. Le Autorità italiane - centrali e periferiche - si videro perciò indotte a prendere tutta una nuova serie di provvedimenti, riguardanti soprattutto i porti di Bari, Brindisi, Taranto e Crotone. Per Bari, il 3 ottobre, il Comando del IX C.A. dispose che le unità dipendenti fornissero un contingente di 1140 uomini, inquadrati da 28 ufficiali. Questo personale dell'Esercito si doveva aggiungere a quello dell'Aviazione, di cui si è già fatto cenno. Per Brindisi la Marina continuò a provvedere con 2500 suoi uomini al giorno; lo SMRE dovette a sua volta fornire altri 1000 soldati, aumentati il 5 ottobre a 1500. Per poter meglio soddisfare le esigenze degli Alleati in questo porto, il Comando del LI C.A. trasferì nella città stessa tre battaglioni della 210" Divisione costiera (il CXIII, il CCCIL, il CCCLIV) ormai svincolata da compiti di carattere operativo in conseguenza della ritirata dei Germanici verso nord. Quanto a Taranto, il Comando della 7" Armata ricevette una richiesta di altri 2000 uomini in aggiunta a quelli di cui si è già detto nel precedente paragrafo. Il Comando Supremo, tenuto conto che al momento la 7" Armata poteva fornire soltanto 1000 uomini, dispose che per gli altri 1000 provvedesse la Marina militare. Ai primi di ottobre, in sostanza, l'Esercito forniva nelle Puglie: -

a Bari, oltre

-

a Brindisi,

1000

1500

uomini;

uomm1;


l più massicci ed organici concorsi nelle attività ausiliarie

-

39

a Taranto, 4000 uomini (1).

Le richieste degli Alleati riguardarono naturalmente in quel periodo anche la Calabria e la zona più prossima alle prime linee. Per effetto di tali richieste : - il 6 ottobre il Comando del XXXI C.A. dispose che la 212• Divisione costiera inviasse a Crotone un proprio battaglione (il DLVI). L'unità sarebbe passata alle dipendenze della 214"· Divisione costiera (2); - a partire dal 15 ottobre, nel Diario storico della 2II Divisione costiera figura un impiego medio giornaliero di 300 uomini a Reggio Calabria, per lo scarico di treni e di navi alle stazioni centrale e marittima della città; - il Comando della 7" Armata, il 7 ottobre, ordinò al Comando del IX C.A. di predisporre, in accordo con gli Alleati, il concentramento a Barletta di due battaglioni (per complessivi 1200 uomini), da inviare nel Foggiano (3); - il 30 ottobre un battaglione della 209" Divisione costiera s1 trasferì da Mola di Bari a San Severo. Dalla documentazione disponibile, e soprattutto dai Diari storici, è possibile seguire, quasi giornalmente, i forti incrementi nei contingenti forniti in quel periodo dai Comandi italiani agli Alleati per le esigenze di manovalanza nei porti pugliesi. Ci si limita in questa sede a rilevare che nel porto di Bari il contingente di truppa fornito dall'Esercito salì in pochi giorni da u40 uomini ad una cifra media di 4500 uomini (4). 3

(1) Nei primi giorni di ottobre, inoltre, il Comando del LI C.A. inviò uomini all'aeroporto di San Pancrazio ed altrettanti a quello di San Donato, per lavori di ripristino in quelle basi aeree. (2) L'apporto giornaliero per Crotone era stato fissato al momento in 500 uomini, tratti dal DLVI btg. e da altri reparti della 214a. Divisione. (3) A riguardo, il 26 ottobre il Comando della 7a Armata rese noto al gen. Duchesne l'avvenuto trasferimento da Mola di Bari a Foggia di due battaglioni costieri, il CCCLI e il CCCLIII, con una forza complessiva di 1.053 uomini tra ufficiali, sottufficiali e truppa. Il dato è interessante in quanto indicativo dei persistenti bassi livelli di forza ai quali erano ridotti i battaglioni costieri. (4) Una segnalazione dello SMRE trasmessa a fine ottobre al Comando Supremo indica in 18.000 il numero degli uomini all'epoca forniti agli Alleati per le esigenze di natura ausiliaria. 300


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Le Un ità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione - --

Nel mese di ottobre, a seguito della liberazione di Napoli e di gran parte della Campania, il Comando delle truppe statunitensi della città partenopea chiese a sua volta nostre truppe da adibire ai servizi ausiliari nel Napoletano. Il Comando della Armata conseguentemente ordinò a quello del XXXI C.A. di approntare un reggimento della Divisione f. « Mantova », senza salmerie, con il materiale strettamente indispensabile per la vita dell'unità. Il Comando del XXXI C.A. designò per l'esigenza il n3° rgt. f., che si imbarcò a Crotone il 25 ottobre e giunse a Napoli due giorni dopo. Occorre ricordare che lo SMRE ed il Comando della 7" Armata avrebbero preferito trasferire a Napoli un'intera Grande Unità, ed in tal senso il 16 ottobre lo SMRE autorizzò il predetto Comando di Armata a trattare la questione con gli Organi alleati. Sempre lo SMRE, il 27 ottobre, invitò il Comando della Divisione << Mantova » a tenersi pronto a partire per la Campania.

t

Nel mese di ottobre si era ormai definitivamente chiarito - come

già si è precedentemente esposto - il punto di vista degli Alleati, poco favorevole per ragioni di varia indole all'impiego di truppe italiane in operazioni belliche contro i Tedeschi. Poiché gli Organi centrali italiani continuavano invece a coltivare la speranza che in un prossimo futuro il nostro Esercito potesse scendere in campo contro l'ex alleato a fianco degli Anglo Americani, lo SMRE ed i maggiori Comandi periferici si videro indotti a svolgere tutta una complessa attività che consentisse di trovare una soluzione di compromesso fra il punto di vista del Governo e dc] Comando Supremo italiani e quello degli Anglo Americani. Proprio in tale quadro vanno considerate alcune successive disposizioni emanate ai vari livelli: - anzitutto, l'ordine impartito il 13 ottobre dal Comando Supremo agli Stati Maggiori dell'Esercito e della Marina perché tali enti provvedessero ad alleggerire la difesa costiera nelle Puglie - essendosi ormai allontanata la minaccia germanica - e destinassero i reparti già ad essa adibiti ai ben più rilevanti ed urgenti compiti di natura ausiliaria. In proposito lo SMRE comunicò al Comando Supremo di poter distogliere immediatamente dalla difesa costiera un complesso di :


I più massicci ed organici concor·si nelle attività ausiliarie

4r

battaglioni costieri, 2 gruppi di cavalleria appiedati, battaglioni territoriali e 2 battaglioni presidiari nelle Puglie; • 22 battaglioni costieri e 3 battaglioni territoriali in Sardegna; . 9 battaglioni costieri in Corsica. Nella stessa occasione lo SMRE rese noto che in Calabria erano in corso di riordinamento altri 8-:- 10 battaglioni costieri e che presso il Campo di riordinamento di Lecce si stavano costituendo r8 nuovi battaglioni (5); • 29

2

- l'ordine con il quale il Comando del LI C.A., 1'8 ottobre, disponeva che le Grandi Unità da esso dipendenti assumessero nuovi compiti e schieramenti: la Divisione f. « Legnano}} doveva dislocarsi nella zona di Mesagne - Grottaglie, pronta ad accorrere in difesa della piazza di Brindisi, qualora necessario; . la 2ro" Divisione era adibita alla difesa a terra di Brindisi, e nel contempo avrebbe provveduto a fornire personale di manovalanza per il porto e gli aeroporti di questa piazza; . la XXXI Brigata costiera, schierata nella zona di Francavilla Fontana, doveva tenersi pronta a sostituire i reparti della 210a Divisione a Brindisi e ad assumere funzioni ispettive nei riguardi dei reparti impiegati nella base di Taranto. L'ordine adombrava tra l'altro l'intendimento che la XXXI Brigata costiera assumesse progressivamente tutti i compiti di manovalanza nelle Puglie meridionali; - il foglio trasmesso in data 11 ottobre dal Comando della Annata allo SMRE, nel quale tale Comando così ripartiva le dipendenti Grandi Unità fra le varie esigenze: . per compiti di natura operativa: le Divisioni f. « Piceno )) e « Legnano n ;

7"

(5) Il 15 ottobre lo SMRE elevò al rango di Comando di C.A. il Comando dei Campi di riordinamento. Il provvedimento indica la consistenza e l'importanza che avevano acquisito questi Campi, che presto sarebbero stati chiamati a fornire grossi quantitativi di militari ai reparti addetti alle attività ausiliarie.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

. per la difesa delle linee di comunicazione e del territorio in genere: le Divisioni costiere 209" e 210", nonché la XXXI Brigata, da trasformarsi in Divisione; per la manovalanza ed i servizi ausiliari, il 150° rgt. f. a Taranto, i reparti avieri a Bari e nuovi reparti tratti dai Campi di riordinamento; - la definizione da parte del Comando della 7"' Armata - a seguito di analoga disposizione dello SMRE - dell'articolazione e della dislocazione che doveva essere assunta dalle Divisioni costiere della Calabria. In sintesi, il Comando del XXXI C.A. doveva provvedere : allo scioglimento della 214"· Divisione costiera; ad affidare alla 2II"' Divisione (sede del Comando Reggio Calabria) le esigenze di tale provincia; ad impiegare la 212" Divisione nelle province di Cosenza e di Catanzaro (sede del Comando della Grande Unità: Catanzaro); a dislocare nel nord della Calabria la 227"' Divisione, per le necessità di quella zona e della Basilicata; a potenziare la Divisione f. «Mantova>>, in attesa dei compiti definitivi che sarebbero stati affidati alla stessa Grande Unità (6); - l'ordine impartito dal Comando della t' Armata al LI C.A. di trasformare la XXXI Brigata cost~era in Divisione, con il numero di 231". La nuova Divisione manteneva i suoi tre reggimenti di fanteria (162°, 164°, 196°), il suo reggimento di artiglieria (22°) e riceveva altri minori reparti, fra i quali il CDLXXIV battaglione costiero. Si è trattato sin qui di provvedimenti riguardanti in generale la situazione ordinativa di tutte le Grandi Unità dell'Italia meridionale. Per quanto riguarda più propriamente le attività di carattere ausiliario, nel mese di ottobre, furono presi i seguenti provvedimenti:

(6) In conseguenza di tale ordine, il Comando del XXXI C.A. dovette disporre tutta una serie di provvedimenti di carattere ordinativo, fra i quali fecero spicco lo scioglimento della XIX Brigata della 227a Divisione, ìl riordinamento del 76° rgt. f., la fusione dei reggimenti 141° e 193°.


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l più massicci cd organici concorsi nelle attività ausiliarie

- passaggio alle dipendenze dell'Esercito di quattro battaglioni avieri (XLVI, XL VII, LIII e LIV) e di due compagnie avieri (il 14 ottobre); - ordine diramato il 15 ottobre al Comando del IX C.A. di costituire cinque battaglioni avieri (I, II, III, IV, V), da destinare ai lavori di manovalanza nelle Puglie. Gli uomini per i predetti battaglioni dovevano essere tratti dalla difesa fissa dell'aeroporto di Bari (2000), dal personale di governo degli aeroporti (soo) e dagli avieri contadini man mano che tornavano dalla licenza (circa 2000). Ogni battaglione doveva essere articolato su 5 compagnie; - ordine impartito il 2 novembre per lo scioglimento dei fronti a terra (ormai superflui) di Taranto, Bari, Otranto e Gallipoli. Le unità costiere dislocate in tali città venivano trasferite ad attività di manovalanza (salvo una sola compagnia, addetta a compiti di natura presidiaria);

t

Ar- ordine impartito il 2 novembre dal Comando della mata al Comando del IX C.A. di costituire sette battaglioni di fanteria lavoratori (numerati da V a XI) e tre gruppi di artiglieria appiedata lavoratori (III, IV e V) con personale da trarsi dalle esuberanze delle Divisioni « Legnano » e « Piceno» (verificatesi a seguito dell'immissione di un forte contingente di volontari, nonché di militari della classe del 1918 e di classi più giovani). I Quadri dovevano essere forniti dai Campi di riordinamento; - ulteriori ordini del Comando della 7" Armata per la costituzione di altri reparti di lavoratori : . 4 novembre: al Comando dei Campi di riordinamento (VI, VII, VIII gruppi appiedati di artiglieria); . 7 novembre: al Comando del LI C.A. (sette battaglioni fanteria lavoratori: CLVII, CCXXXV, CCCXXVI CCCLV, CDLII, CDLXXXIII, DLX, per trasformazione di altrettanti battaglioni costieri, aventi lo stesso indicativo); . r I novembre: al Comando dei Campi di riordinamento (cinque battaglioni genio lavoratori, impiegando per quanto possibile personale dell'Arma stessa: CI, CII, CIII, CIV, CV) (7); (7) Per gli organici e le dotazioni di questi reparti del genio, vds. il f. n. 4/1722/0M in data CI novembre t943 ciel Comando 7• Armata, Ali. n. 3.


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Le Un ità au.ri!iarie dell'Esel'cito italiano nella Guerra di Liberazione

. 19 novembre: al Comando del XXXI C.A. (X gruppo artiglieria appiedato lavoratori, con personale di alcuni gruppi di artiglieria costiera, da sciogliere) ; . 24 novembre: al Comando dei Campi di riordinamento (quattro battaglioni lavoratori : I, II, III, IV). Complessivamente, con quest'ultimo ordine, era stata disposta la costituzione di 25 battaglioni e gruppi di lavoratori, 5 battaglioni lavoratori del genio, 9 battaglioni lavoratori avieri. Tutti questi reparti erano destinati a sostituire progressivamente quelli delle Grandi Unità nei compiti di natura ausiliaria e più spiccatamente di manovalanza (8). Ai primi di novembre la Missione militare alleata precisò i livelli dei contingenti di lavoratori necessari nelle diverse città delle Puglie. In sintesi, erano richiesti ai nostri Comandi i seguenti quantitativi di uomini: 10.000 a Bari, 1000 a Barletta, 1000 a Foggia, 300 a San Vito, 700 a San Severo, 500 a San Donato, 500 a San Pancrazio, 500 all'aeroporto di Brindisi, 600 a Grottaglie, 600 ad Amendola, 4500 a Brindisi, 5500 a Taranto. Si trattava di un complesso imponente di uomini, che al momento le autorità italiane erano in grado di fornire soltanto in parte. Il comando della 7" Armata impartì comunque ai Comandi dei Corpi d'Armata IX e LI disposizioni perché impiegassero tutti i battaglioni disponibili di nuova costituzione, ripartendoli fra le diverse località indicate (foglio n. 4/ 1669/0.M. in data 8 novembre 1943 - Allegato n. 5), naturalmente in aggiunta - particolarmente a Bari ed a Taranto - alle altre unità dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, già stanziate in loco. Armata si preoccupava Nell'ordine citato, il Comando della dell'inquadramento di quell'ingente complesso di uomini, e disponeva che a Bari, a Brindisi ed a Taranto tre Comandi di reggimento costiero (rispettivamente il 194°, il 191°, il 150°) si trasformassero in Comandi di reggimenti lavoratori, e prendessero alle dipendenze le unità che prestavano la loro opera nelle tre città; nelle località minori tale incarico veniva affidato al Comandante più anziano ivi esistente.

t

(8) Gli organici dei reparti lavoratori (ad eccezione di quelli del genio, dei quali alla precedente nota n. 7) sono riportati nel f. n. 4/1285iOM in data 2 novembre 1943 del Comando 7• Armata, Ali. n. 4.


[ più massicci ed organici concorsi nelle attività ausiliarie

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Infine sempre il Comando della 7" Armata dispose che le unità costiere impegnate nella manovalanza rientrassero alle Divisioni di appartenenza, a mano a mano che si rendevano disponibili i battaglioni lavoratori. Anche con i citati provvedimenti, il Comando della 7" Armata non era in grado di soddisfare per intiero le richieste degli Alleati. Con il foglio n. 2/ 10565 in data 15 novembre 1943 (All. n. 6), detto Comando rappresentava infatti allo SMRE che, per poter raggiungere le cifre fissate dagli Alleati, avrebbe dovuto fare nuovamente ricorso al personale delle Divisioni costiere delle Puglie (che viceversa lo SMRE avrebbe voluto tenere il più possibile svincolate dalle attività di lavoro) ed a quello della Divisione f. « Piceno J>. Lo stesso foglio inoltre puntualizzava il fatto che, al momento, non era possibile trarre personale né dalle Divisioni costiere della Calabria - estremamente carenti di uomini - né dalla Divisione f. « Mantova )) - ridotta al solo 76° rgt. f. « Napoli J> e ad un gruppo di artiglieria -, d'altra parte totalmente impegnate per le esigenze di quella regione. Il Comando della 7" Armata scrisse anche al gen. Duchesne, che aveva richiesto un'ulte.riore « fornitura J> di altri 13.500 uomini, manifestandogli l'impossibilità di accogliere quest'ultima richiesta. Gli Alleati, però, sembrava che non si rendessero conto delle nostre difficoltà. Il gen. Duchesne il 16 novembre - vale a dire un giorno dopo! - inoltrava al Comando della 7"' Armata una nuova richiesta, questa volta riguardante la Campania liberata e la provincia di Foggia. In sintesi il generale britann ico chiedeva: 4.000 uomini per Napoli, 2.000 per Salerno, 3.000 per il 10° Corpo Campania (9), 2.000 per Foggia, tutti da impiegare in lavori di riattamento di strade e di riparazione di ponti; --:--- 2.000 uomini per lavori di ripristino delle sedi ferroviarie; - due battaglioni (in aggiunta al II3° rgt. f., già trasferito a Napoli) da impiegare in servizi di guardia nella città partenopea (10); - un terzo battaglione per analoghe esigenze nel Foggiano. Complessivamente, il gen. Duchesne valutava in 21.000 uomini l'esigenza dei porti delle Puglie. Per Napoli la i Armata, precorrendo i tempi, già dall'rr novembre aveva dato ordine al LI C.A. di approntare un reggimento, (9) Ente non meglio precisato. (ro) Da rilevare che, mentre il n3° rgt. f. era stato trasferito a Napoli su richiesta degli Americani, questi altri reparti erano stati richiesti dal gen. Duchesne per esigenze dei Comandi inglesi.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

costituito possibilmente con elementi scelti. In seguito alla nuova richiesta testé ricevuta, il Comando della i' Armata, il 16 novembre, dispose che il giorno seguente un reggimen to della 209a Divisione costiera si trasferisse a Foggia e che a Brindisi fosse accelerato lo svincolo della 2roa Divisione costiera dai servizi ausiliari, a mano a mano che affluivano i nuovi battaglioni di lavoratori. Tale Divisione era infatti destinata a trasferirsi a Napoli non appena se ne fosse manifestata la necessità. L'ordine esecutivo per il trasferimento della 210a fu diramato dallo SMRE il r9 novembre ed i movimenti della Grande Unità ebbero inizio da Brindisi il 6 dicembre. Come già era stato previsto, tutti i servizi che la 2I0 Divisione aveva svolto a Brindisi furono devoluti alla 231" Divisione costiera; a San Vito dei Normanni ed a Carovigno furono invece impiegati uomini del 93° rgt. f. della Divisione «Legnano ». Il 25 novembre anche la 227" Divisione ricevette l'ordine di trasferirsi in Campania, a Salerno (u). I Comandi italiani incontravano le difficoltà maggiori per soddisfare le richieste degli Alleati nella città di Bari. In quel centro, stando alle cifre fornite dal Comando del IX C.A., erano effettivamente presenti 12.461 militari (compresi gli ufficiali ed i sottufficiali); peraltro i soldati disponibili per le attività ausiliarie non superavano la cifra di 6.700 (12). La questione della manovalanza da impiegarsi a Bari venne trattata il 29 novembre in un colloquio in tercorso tra il Capo dello SMRE 3

(11) Ciò, a modifica di una precedente pianificazione, in base alla quale era stato previsto di devolvere al Comando della 227a. Divisione l'organizzazione di un Centro di addestramento a Padula. Q uesto compito venne perciò assegnato adesso al Comando della 214" Divisione costiera, della quale, come già si è detto, era stato deciso lo scioglimento. (12) La forte differenza tra la forza effettiva dei reparti del capoluogo pugliese e la reale disponibilità di militari per le esigenze lavorative a favore degli Alleati era determinata essenzialmente dai seguenti fattori: - l'impegno di molti uomini nei servizi vari di presidio; - le assenze per ricovero in ospedale e per malattie più lievi; - l'indisponibilità di calzature (ne mancavano oltre un migliaio); - le assenze arbitrarie (riguardanti soprattutto i siciliani cd i calabresi). Il Comando del IX C.A. rappresentò che molti militari potevano essere ricuperati, qualora si fosse provveduto alla distribuzione delle calzature necessarie nonché degli indumenti atti a riparare gli uomini dalla pioggia - almeno teli da tenda - e rendendo meno gravosi i turni d i lavoro.


l più massicci ed organici concorsi nelle attività ausiliarie

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(dal 20 novembre tale carica era ricoperta dal gen. Berardi) ed il gen. Duchesne. Praticamente si trattò, ancora una volta, di un colloquio « fra sordi>) , o quasi. Il gen. Duchesne reiterò la sua richiesta di ro.ooo uomm1 per Bari; ed al riguardo il gen. Berardi garantì il suo interessamento perché, a partire dal 6 dicembre, altri 3.600 militari fossero destinati al capoluogo pugliese. Dal canto suo il Capo dello SMRE chiese al generale inglese il trasferimento dalla Sardegna nella Penisola di due battaglioni e la restituzione dei numerosi capi di vestiario e di calzature, tuttora esistenti nei magazzini della Sicilia caduti in mano degli Alleati a seguito delle operazioni svolte nell'isola nei precedenti mesi di luglio e di agosto. Il gen. Duchesne respinse entrambe le richieste: la prima per la contin gente deficienza di mezzi di trasporto aereo e navale; la seconda, in quanto era intenzione degli Alleati destinare ai partigiani jugoslavi tutto il vestiario esistente in Sicilia. Malgrado l'assicurazione data dal gen. Berardi al gen. Ducheme, non fu possibile fornire a Bari il contingente di uomini richiesto da quest'ultimo (13); il generale britannico confermò nuovamente l'esigenza in una nuova riunione tenutasi il 16 dicembre. Questa volta il gen. Duchesne si espresse probabilmente in termini più decisi, perché lo SMRE, in data 20 dicembre, con il suo foglio n. 3333/0p., Ali. n. 8, fece il punto con il Comando del IX C.A. sui provvedimenti da prendere con tutta urgenza allo scopo di soddisfare le esigenze degli Alleati. In sintesi, lo SMRE invitava il Comando del IX C.A. ad assicurare la « fornitura >> dei 10.000 uomini richiesti dal gen. Duchesne continuando ad impiegare i battaglioni avieri (2.550 unità), i battaglioni lavoratori (3.177 unità), i gruppi artiglieria VI e VII (r.ooo unità) ed attingendo il rimanente personale necessario dai battaglioni avieri addetti ai servizi di presidio, dai Campi di riordinamento, da alcune unità costiere. Prescriveva inoltre di assicurare la comandabilità di un così ingente blocco di uomini, riunendo tutte le unità impiegate a Bari in un raggruppamento il cui Comando - posto alle dipendenze del col. Moccia e costituito con il personale

(13) Si unisce, in All. n. 7, il riepilogo, compilato dallo SMRE, elci contingenti cli militari forniti per i servizi ausiliari agli Alleati, alla data del 30 novembre, in tutte le regioni sotto il loro controllo.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano 11ella Gue1Ta di Liberazion e

del preesistente r94° rgt. f. - avrebbe assunto l'indicativo numerico di 4° (14). Il 22 dicembre ed ancora il 24 dicembre, con due success1v1 ordini impartiti al Comando del IX C.A., lo SMRE perfezionò le disposizioni del 20 dicembre, invitando il predetto Comando a: - trasferire a Bari il personale dei Comandi delle Sottozone 5"' e 63, due battaglioni territoriali ed i Nuclei antiparacadutisti (NAP) dislocati nelle aree di Foggia e di Gioia del Colle; - procedere allo scioglimento della Scuola allievi ufficiali di complemento di Potenza ed alla conseguente immissione del relativo personale di truppa (nonché dei sottufficiali) nei reparti lavoratori. Sempre nell'intento di recuperare la maggiore quantità possibile di personale, lo SMRE, il 20 dicembre, impartì disposizioni per un progressivo ridimensionamento dei Campi di riordinamento. Tale riordinamento, attraverso successive tappe, avrebbe poi portato alla loro definitiva eliminazione ( 15). Al loro posto sarebbero suben(14) Il ricorso alle unità presidiarie, ed addette comunque ai servizi, era stato già previsto fin dal 2 dicembre, in una proposta trasmessa dallo SMRE al Gabinetto del Ministero della Guerra. A tale proposta avevano fatto seguito disposizioni di scioglimento di vari reparti delle Puglie ed anche della Campania (per quest'ultima regione si trattava ovviamente di sciogliere quei pochi reparti ed enti sopravvissuti all'aggressione germanica). (r5) L'ordine impartito a tal riguardo dallo SMRE prevedeva che il Comando dei Campi di riordinamento provvedesse : - in un primo tempo, a portare a sud di Lecce tutti i propri reparti ddocati a nord di quella città cd a spostare viceversa a nord della stessa Lecce le unità trasferite o da trasferire al LI C.A.; - in secondo tempo, a sciogliere il Campo n. 3 ed a trasferire conseguentemente: 2 .500 uomini ai reparti lavoratori; r.ooo artiglieri al 155° rgt. artiglieria della Divisione f. « Emilia l>, in corso di ricostituzione; 5.000 uomini al Campo di riordinamento n. 2; - sempre in secondo tempo, a sciogliere il Campo di riordinamento 11. 4 cli Potenza, che aveva ormai esaurito le sue funzioni a seguito della co, stituzione del XV btg. lavoratori; - in terzo tempo, a riunire in un solo campo tutti i reparti ancora in vita dei Campi di riordinamento; - infine, a contrarre gradualmente e ad eliminare anche tale ultimo Campo di riordinamento. Lo scioglimento completo dei Campi di riordinamento era previsto a breve scadenza essendo ormai prossimo il completamento del recupero degli sbandati.


I più massicci ed organici concorsi nelle attività ausiliarie

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trati, l'anno seguente, i numerosi Campi di affluenza complementi e reclute, istituiti alle dipendenze dei Comandi della Grandi Unità ausiliarie. In merito ali provvedimento di contrazione e scioglimento dei Campi di riordinamento, si unisce il foglio n. 2054/0rd. in data 22 dicembre del Comando dei Campi stessi (All. n. 9). Non solo Bari, ma anche Brindisi e Taranto costituivano all'epoca grosse preoccupazioni per le nostre Autorità centrali, perché anche per queste due città le richieste degli Alleati apparivano esorbitanti rispetto alla forza delle nostre unità. Il Comando del LI C.A., dal quale al momento dipendevano tutti i reparti impiegati a Brindisi ed a Taranto, per soddisfare le esigenze di quest'ultima città, vi dispose il trasferimento di tre battaglioni lavoratori, da inquadrare nel 196° rgt. f.. Nei tre battaglioni dovevano essere compresi tra l'altro le reclute dell'ultimo contingente di leva affluite ai reparti. Per quanto si riferisce a Brindisi, lo SMRE - al fine di raggiungere la cifra di 6.000 militari, fissata dagli Alleati - dispose 1~ costituzione in quella piazza di un Comando di raggruppamento - agli ordini del col. Moggio - dal quale dovevano dipendere due reggimenti di lavoratori: - il 162°, su cinque battaglioni (formati con il personale di sei battaglioni lavoratori, dei quali tre di Brindisi e tre di Taranto, e con 700 complementi); - il 191°, anch'esso su cinque battaglioni (costituiti con il personale di quattro gruppi di artiglieria, quattro battaglioni, 500 complementi e 700 marinai trasferiti da Taranto). Come già si è avuto modo di osservare, era stata costante preoccupazione dei nostri Organi centrali e del Comando della t Armata cercare in tutti i modi di assicurare un efficace inquadramento dei reparti lavoratori - in genere molto dispersi per la natura stessa dei compiti ad essi affidati - onde garantirne, per quanto possibile, la comandabilità e la coesione. Con le disposizioni impartite 1'8 novembre, già precedentemente considerate, il Comando della 7"' Armata aveva inteso provvedere a soddisfare l'esigenza particolarmente per i reparti dislocati nei maggiori centri delle Puglie; si trattava adesso di garantire anche l'inquadramento dei numerosi altri militari che lavoravano al seguito

4. - Ua.


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dell'8" Armata britannica e della 5" Armata americana (diverse migliaia), e che erano perciò soggetti a spostarsi sempre più verso nord in conseguenza del progredire delle operazioni. Lo SMRE, in data 8 dicembre, impartì ordini concreti in proposito, disponendo che i Comandi delle due Divisioni 209" e 210" inquadrassero e tenessero alle proprie dipendenze disciplinari ed amministrative i militari impiegati rispettivamente dalle due Armate alleate, e decentrando inoltre ai Comandi di reggimento l'affiancamento ai minori livelli (CC.AA. e Divisioni). A seguito di tale provvedimento, praticamente, i Comandi delle due Divisioni e dei loro reggimenti vennero a perdere qualsiasi compito di natura operativa e pertanto lo SMRE, con lo stesso ordine, ridusse gli organici e le dotazioni di autovetture dei Comandi stessi ( 16). Nelle suesposte disposizioni dello SMRE non era ancora considerata la 227" Divisione, che pure era destinata a trasferirsi in Campania (alle dipendenze di impiego del Comando logistico britannico di Salerno ed amministrative del Comando FF.AA. della Campania), articolata su tre reggimenti di fanteria - 141°, 145°, 148° - ed un raggruppamento di artiglieria - il 67° - per fornirvi prestazioni di manovalanza e di guardia ai depositi. Era però già implicito nelle varie disposizioni impartite fino a quel momento che la 227" Divisione, a differenza delle altre due Grandi Unità soprannominate, non avrebbe seguito in zona di ope~ razioni le due Armate alleate, bensì sarebbe stata impiegata per soddisfare le esigenze dei Britannici nelle retrovie (17). (16) I Comandi delle Divisioni dovevano essere ridotti ad un ufficiale generale, 3 ufficiali superiori, 3 ufficiali inferiori, 5 sottufficiali, 45 militari di truppa; ai Comandi stessi restavano assegnate soitanto 5 autovetture. I Comandi di reggimento si contraevano su 3 ufficiali superiori, r ufficiale inferiore, 3 sottufficiali, 25 militari di truppa. Restavano in carico a detti Comandi 2 autovetture ed I autocarro medio. Si ricorda inoltre che il 24 novembre il Comando della 7" Armata era stato sciolto. Si tornerà più avanti sul provvedimento. (17) Quanto alla 209• Divisione, il 22 dicembre il Comando del IX C.A. dispose le seguenti dislocazioni dei diversi Comandi (naturalmente affiancati a quelli britannici nell'ambito dell'8a Armata): - Comando della Divisione, a Monteodorisio (ad 88 km da Chieti); - Comando ciel 75° rgt. artiglieria, a Campobasso; - Comando del u2° rgt. f., a Paglieta. I nuclei arretrati di tali Comandi si trovavano a San Severo, a Barletta e a Serracapriola.


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Le disposizioni impartite dallo SMRE il giorno 8 dicembre si inquadrano in un più vasto disegno ordinativo concordato dalle Autorità alleate di controllo con gli Organi centrali italiani, che si concretò il 12 dicembre del 1943 nelle seguenti direttive: - l'Esercito italiano era messo alle dipendenze del Comando del XV Gruppo di Armate con le seguenti eccezioni: . le truppe delle Puglie e della Basilicata, poste sotto il controllo operativo del Comando del II Distretto britannico e sotto quello amministrativo e disciplinare del Comando del IX C.A.; . le truppe della Calabria, poste anch'esse sotto il controllo operativo del II Distretto britannico, peraltro per il tramite del XXXI C.A., al quale il 30 ottobre il Governo militare alleato aveva restituito il Comando militare della Calabria; - al Comando del predetto Distretto veniva devoluta la giurisdizione su tutta l'Italia peninsulare a sud della linea delle retrovie del XV Gruppo di Armate. Tale territorio era ripartito in subaree, i cui Comandi erano preposti all'impiego delle Unità ausiliarie italiane dislocate nelle aree di rispettiva giurisdizione; - Napoli ed il territorio limitrofo erano posti sotto la giurisdizione della P.B.S. statunitense; - allo SMRE rimaneva affidato il controllo amministrativo e disciplinare di tutte le proprie forze, per il tramite dei maggiori Comandi periferici. Sulla base di tali direttive, il 23 dicembre lo SMRE (18) indirizzò al gen. Duchesne (foglio n. 3414/0p., All. n. 10) una lettera contenente proposte riassuntive per il riordino di tutte le unità impiegate in servizi ausiliari. Le principali misure suggerite dallo SMRE prevedevano: - la costituzione di un Ispettorato della manovalanza, che si sarebbe posto in diretto collegamento con la Missione militare alleata diretta dallo stesso gen. Duchesne; - la nomina di tre colonnelli in servizio permanente effettivo quali comandanti dei tre raggruppamenti di truppe ausiliarie (r8) Lo SMRE si era trasferito il r9 dicembre r943 a Lecce.


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di Bari, Brindisi, Taranto; i tre Comandi di raggruppamento si sarebbero posti in collegamento con i relativi Comandi logistici britannici di su barea; - la contrazione dei reparti lavoratori in un minor numero di unità, peraltro di forza più consistente. Il documento conteneva altresì una serie di proposte intese a migliorare il morale e conseguentemente il rendimento delle Unità ausiliarie. Le proposte formulate dallo SMRE furono approvate sia dalle Autorità alleate (All. n. ro bis), sia dal Comando Supremo italiano. Conseguentemente lo SMRE impartì le direttive di sua competenza. Di preciso: - con foglio n. 974/0rd. in data 24 dicembre 1943 (All. n. II) dispose la costituzione dell'Ispettorato della manovalanza (19). In particolare, tale ente era posto alle dipendenze di un generale di Brigata e doveva comprendere fra l'altro un ufficiale superiore dello Stato Maggiore della Marina ed uno dello Stato Maggiore dell'Aeronautica; - con foglio n. 3532/0rd. in data 27 dicembre 1943 (All. n. 12) indicava ai maggiori Comandi periferici la nuova organizzazione delle unità lavoratori, basata su: l'istituzione del predetto Ispettorato della manovalanza; l'affiancamento dei Comandi delle Divisioni 210"' e 209.. alle Armate 5" ed 8"'; l'affiancamento del Comando della 22t Divisione all'organo logistico britannico preposto alla subarea di Salerno; . la costituzione di tre raggruppamenti lavoratori nei principali porti delle Puglie.

(19) Nel citato foglio dello SMRE sono così riportati i compiti di tale Organo: - collegamento con la Missione militare interalleata; - ispezioni sui reparti (a tutti i livelli) impegnati nei servizi ausiliari; - formulazione allo SMRE di proposte per il miglior funzionamento di tali reparti e per il miglior rendimento da parte del relativo personale; - rendiconto e compilazione delle situazioni periodiche mensili per gli Organi centrali.


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Il predetto foglio, inoltre, invitava ancora una volta i Comandi dipendenti a mettere in opera tutte le misure necessarie per fornire agli Alleati i contingenti di truppa da essi richiesti (20). Si è sin qui dato rilievo particolarmente alla « fornitura » della manovalanza e dei servizi ausiliari nelle Puglie e subordinatamente nelle zone liberate della Campania e del Molisano. Si è invece volutamente sorvolato sui concorsi dati agli Alleati nell'ambito del XXXI C.A.; ciò, perché tali ·Concorsi costituirono decisamente un fatto atipico nel quadro della collaborazione prestata in quel periodo di tempo dal nostro Esercito agli Anglo-Americani e meritano proprio per questa ragione un breve cenno a parte. I motivi che contraddistinsero le attività nell'ambito del XXXI C.A. furono dunque i seguenti: - anzitutto la maggior parte delle unità del C.A. - particolarmente quelle addette ai lavori di riattamento stradale e delle ferrovie, alla riparazione dei ponti, alla protezione degli impianti e dei depositi e magazzini, alla organizzazione degli itinerari - agirono sotto la direzione degli Organi di comando del XXXI C.A. (in primo luogo del Comando genio del C.A.) e delle Grandi Unità dipendenti, ivi compresa la Divisione f. « Mantova »; - conseguentemente in Calabria non si ebbe a registrare impiego di reparti lavoratori veri e propri, bensì di unità operative organiche (o di frazioni di esse) distaccate per le varie esigenze; - i Comandi alleati, in genere, si limitarono a richiedere le prestazioni ausiliarie al Comando del C.A. ed ai Comandi delle Grandi Unità da esso dipendenti, senza precisare l'entità del concorso necessario, lasciandone la valutazione ai predetti Comandi. Solamente allorché si trattò di operazioni di scarico delle navi nei principali porti della Calabria (Reggio e Crotone), gli Anglo - Americani indicarono l'entità del concorso occorrente, che peraltro fu sempre limitato a poche centinaia di uomini (in genere 300-;- 400). (20) Si riepilogano tali richieste: 10.000 uomini nella Campania; 10.000 uomini a Bari; 1.000 uomini a Barletta; 6.000 uomini (di cui 1.000 dalla Marina militare) a Brindisi; 6.000 uomini a Taranto. Si ricorda inoltre che tra le esigenze per la Campania deve essere inclusa la 227• Divisione, che partì da Spezzano Scalo il 26 dicembre dopo aver ricevuto 800 complementi dalla Divisione « Mantova ,,.


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Questo diverso comportamento dei Comandi alleati fu presumibilmente originato da due ordini essenziali di ragioni: - la lontananza della Calabria dalla zona di operazioni e la diminuita importanza dei suoi porti a seguito della liberazione di Napoli; - i rapporti di profonda stima e di piena fiducia che sin dai giorni immediatamente seguenti all'8 settembre abbiamo visto instaurarsi fra le Autorità alleate, il Comando del XXXI C.A. e quelli delle Grandi Unità da esso dipendenti (21 ). In sostanza, le prestazioni fornite a favore degli Alleati dalle unità del XXXI C.A. ebbero la caratteristica fondamentale di essere numerosissime, ciascuna di esse però di limitata entità (22). Tra le attività svolte dal XXXI C.A. merita una particolare menzione l'organizzazione dei Campi sosta per colonne alleate in transito.

(21) Nel quadro di tali rapporti deve altresl essere collocata la restituzione al Comando del XXXI C.A. del Comando militare della Calabria. (22) Una idea abbastanza evidente del tipo e dell'entità dei concorsi forniti agli Alleati dalle truppe della Calabria può essere desunta dal consuntivo fornito il 30 novembre al Comando del XXXI C.A. dal Comando della 227' Divisione costiera. Da tale consuntivo risultano impiegati nel mese di novembre: - 12 uomini in servizi di manovalanza a favore elci Comando del XIII C.A. britannico; - 151 uomini addetti al riattamento della S.S. n. 19 (nel tratto Mormanno - Dirupata); - 398 uomini adibiti al riattamento della S.S. n. r8 (nel tratto Cittadella - Amantea); - 85 uomini addetti alla ricostruzione del Ponte della Virtù sulla S.S. n. 92 (raccordo da Castrovillari alla Litoranea ionica); - 50 uomm1 (aliquota fornita dalla Divisione per 60 giorni in aggiunta agli uomini dati dalle altre Grandi Unità) per lo scarico delle navi nel porto di Crotone; - 32 uomini per servizi di manovalanza in genere, nella città stessa di Crotone (per 3 giorni); - 372 uomini nella zona di Sibari per lavori stradali sulla S.S. n. 106; - 136 uomini per lavori di riparazione ad un ponte sul torrente Malfrancato (S.S. n. 106, zona di Corigliano Calabro). Inoltre un numero imprecisato di uomini venne impiegato per lo scarico di materiali della Divisione paracadutisti britannica e per la rimozione mine.


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Vi provvidero, in particolare, le Divisioni costiere 211\ 212" e che allestirono i Campi di Gioia Tauro, Trebisacce, Sambiase (presso N icastro), Praia a Mare e Soveria Mannelli. Le citate Divisioni assolsero il compito ad esse affidato impiegando nei relativi lavori, ciascuna, 90 uomini circa per 5 + 6 giorni. Ogni Campo sosta fu organizzato in maniera da avere una capacità di ricezione di 15 ufficiali e 300 sottufficiali e militari di truppa. Il primo Campo sosta approntato fu quello di Sambiase (30 ottobre); gli altri vennero completati il giorno seguente. Resta da aggiungere che l'impiego giornaliero di personale per l'organizzazione degli itinerari e per la gestione dei Campi sosta risultò nel1'ambito del XXXI C.A. piuttosto elevato: esso fu infatti di 40 ufficiali, 400 sottufficiali e truppa, 20 militi della Polizia Stradale, 30 Carabinieri, e comportò inoltre l'impegno di 53 automotomezzi. 227",

Nel periodo ottobre - dicembre larghissimo fu l'impiego dei reparti del genio in attività lavorative a favore degli Anglo - Americani, anche se pochi erano all'epoca i reparti dell'arma dislocati nel Sud - Italia, e malgrado le loro precarie condizioni di forza. Il concorso di maggior rilievo dato dalle unità del genio continuò a riguardare i lavori di ricostruzione delle strade (come era avvenuto sin dai primi giorni seguenti all'armistizio dell'8 settembre). Si ricorda, in proposito, che, nel corso di una riunione di Comandanti del genio alleati ed italiani tenutasi a Bari il 6 novembre, emerse dalle discussioni che tutte le compagnie artieri delle Divisioni costiere r isultavano impiegate proprio in quei lavori. In quell'occasione gli Alleati, dimostrando grande apprezzamento per l'opera oscura ma preziosa offerta da quei reparti tutti altamente specializzati, ne chiesero un notevole potenziamento. Conseguentemente il IO novembre il Comando della i Annata ordinò al proprio Comando genio ed ai Comandi dei Corpi d'Armata LI e XXXI di: - portare ad una forza di 500 uomini i battaglioni artieri di Armata I e II; - adeguare su eguale organico i battaglioni artieri XXVIII del LI C.A. e XXXIII del XXXI C.A. (23). Si è già visto che il giorno seguente il Comando della 7" Armata (con foglio n. 4/ 1722/0.M., All. n. 3) aveva ordinato al (23) L'ordine prevedeva inoltre che fossero portate ad una forza di 250 uomini le compagnie artieri delle Divisioni « Legnano », « Piceno », « ~fantova J> e 2ro" costiera, nonché la 101" cp. pontieri del XXXI C.A..


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Comando dei Campi di riordinamento di costituire cinque battaglioni lavoratori del genio (CI, CII, CIII, CIV, CV); la forza dei battaglioni stessi - fissata in 19 ufficiali, 17 sottufficiali, 702 militari di truppa - doveva comprendere un 30% di falegnami, minatori, fabbri, carpentieri, cementisti. E' evidente lo scopo di tale disposizione: costituire reparti di elevata specializzazione, idonei a dare concorso nelle attività svolte dalle unità del genio già esistenti (24). Ai primi di novembre un forte impiego di reparti del genio si registrò nel Foggiano, dove i Tedeschi in ritirata avevano operato massicce distruzioni. Onde evitare la dispersione degli uomini di quei reparti (25), il Comando della t Armata, in accordo con il gen. Duchesne, provvide a costituire un nucleo di Comando di raggruppamento, alle dipendenze di un ufficiale superiore del genio (ten. col. Alemanno) (26). Anche in Calabria le unità del genio prestarono costantemente la loro opera per soddisfare le esigenze lavorative degli Alleati. In questa regione l'impiego dei reparti del genio presentò le medesime caratteristiche che sono già state individuate per le unità delle altre armi: impiego alle dirette dipendenze dei propri Comandi di Grande Unità, particolarmente dal Comando genio del XXXI C.A., in numerosissime località, su formazioni organiche molto ridotte o addirittura frazioni di reparti organici. Anche in Campania si fece presto ricorso alle unità del genio (27). (24) Sempre in tale quadro si colloca l'ordine impartito dallo SMRE il 2.3 novembre al Comando del IX C.A. di approntare una compagnia genio artieri per effettuare lavori sulla strada costiera adriatica, alle dirette dipendenze del Comando XV Gruppo di Armate alleato. L'unità era destinata a lavorare ad immediato ridosso delle prime linee, perché l'ordine dello SMRE parlava di lavori « verso Ancona ». (25) I e II btg. artieri di formazione, XXVIII btg. artieri, 29" cp. genio minatori. (26) La varietà dei compiti affidati ai reparti del genio è ancora una volta attestata dalle disposizioni impartite il giorno 11 novembre dal Comando della 7" Armata in merito all'addestramento di un contingente di militari dell'arma all'impiego di particolari apparati cerca - mine, addestramento da effettuarsi presso la I., Divisione paracadutisti britannica. Sempre per soddisfare le esigenze di riattamento delle strade nelle Puglie, il 6 dicembre lo SMRE ordinò al Comando del IX C.A. di costituire un'altra compagnia di artieri di 300 uomini, la 20•, da inviare a Trani, destinata a effettuare lavori stradali nella zona di San Vito dei Normanni. (27) Alla fine del mese di novembre, nel suo consuntivo in merito al concorso fornito agli Alleati, il Comando FF.AA. della Campania citava la


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Un particolare riferimento deve essere fatto al XIII btg. genio ferrovieri (28), che collaborò con i reparti alleati per il riattamento dei ponti ferroviari nelle zone di Capua, Teano e Sparanise e che, in particolare, ricostruì con grande celerità un ponte ferroviario sul Volturno (29). Il 16 dicembre, nel corso di una riunione tenutasi presso lo SMRE (con la partecipazione del Capo e del Sottocapo dello SMRE, nonché del gen. Duchesne), venne fatto il punto sulle esigenze degli Alleati riguardanti i reparti del genio. In particolare, il gen. Duchesne fissò in 4.000 artieri ed in 4.000 lavoratori del genio le esigenze di primo tempo. In secondo tempo sarebbero state necessarie altre otto compagnie lavoratori del genio, costituite per il 50% con personale specializzato. Duchesne prospettò altresì l'opportunità di inquadrare tutto quel personale in reparti di tipo britannico. I nostri rappresentanti fecero presente al gen. Duchesne che praticamente il genio italiano aveva già soddisfatto le esigenze di primo tempo, perché a quella data lavoravano per gli Alleati già due blocchi di genieri, rispettivamente 4.916 uomini (artieri, pontieri, muratori, lavoratori del genio) e 1. 127 (i due battaglioni ferrovieri delle Puglie e della Campania). I nostri rappresentanti precisarono altresì l'ulteriore disponibilità di reparti del genio non ancora impiegati per gli Alleati (30 ). 39" cp. pionieri - fra l'altro elogiata dagli Alleati - ed una compagnia autonoma genio artieri, entrambe impiegate in lavori stradali nelle immediate retrovie della 5" Armata. (28) Il battaglione aveva una forza di 19 ufficiali, 11 sottufficiali e 521 militari di truppa. (29) Il concorso fornito agli Alleati dopo 1'8 settembre dai reparti del genio ferrovieri merita un cenno a parte. Già nel mese di settembre alcuni di tali reparti avevano dato un notevole contributo per il riattamento cli alcuni tronchi ferroviari. Nel mese di ottobre i lavori di quei reparti vennero meglio coordinati sia da parte italiana, sia da parte alleata. E' dell'8 ottobre l'ordine impartito dal Comando della 7a Armata, a seguito di analoga richiesta degli Alleati, per il trasferimento di un battaglione ferrovieri da Gioia del Colle, nella zona nord delle Puglie, dove, vettovagliato dagli Alleat i stessi, avrebbe dovuto provvedere alla riattivazione delle locali strade ferrate. li 17 ottobre, essendosi reso necessario riattivare i ponti della Campania, in conseguenza del progredire delle operazioni, il Comando della 7• Armata dispose il trasferimento da Nicastro a Cancello del XIII btg. genio ferrovieri. (30) Erano in sintesi ancora disponibili 1.129 artieri appartenenti ai reparti della Calabria e delle Puglie (si riteneva peraltro inopportuno allontanarli dalle rispettive Grandi Unità) e 3.933 artieri e pontieri in Sardegna.


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Non è tanto r ilevante, ai .fini del presente studio, l'esito della riunione, che non fu conclusivo, quanto la conoscenza delle cifre fornite dai rappresentanti italiani, che testimoniano dell'importanza e dell'entità del contributo dato agli Alleati da parte dei nostri reparti del genio .fin dai primi mesi di cobelligeranza. La costituzione dei reparti salmerie ed il loro impiego alle dirette dipendenze dei Comandi alleati costituisce uno degli aspetti di maggior rilievo della collaborazione offerta dall'Italia alle operazioni belliche condotte dagli Anglo - Americani nella Penisola. Gli Alleati - che non disponevano di unità del genere - sentirono l'esigenza di tali reparti non appena il progredire della guerra portò le loro unità ad affrontare il nemico nelle zone montane, nelle quali organi dei servizi interamente motorizzati non erano in grado di sostenere le prime linee con l'indispensabile aderenza. I Comandi alleati, pertanto, si rivolsero ai nostri SS.MM. centrali, chiedendo, progressivamente nel tempo, un numero sempre crescente di reparti di salmerie. Già il 5 ottobre lo SMRE aveva ricevuto dal Comando dell'8" Armata britannica una richiesta di 250 muli, da fornirsi completi di bardatura, con il relativo personale (conducenti e quadri). Questo primo contingente di salmerie era destinato a raggiungere le unità alleate nella zona di Foggia. In conseguenza di questa richiesta, lo SMRE invitò il Comando del LI C.A. a costituire un reparto salmerie della forza predetta, con il personale ed i quadrupedi del 67° rgt. f . (31 ). Il 18 ottobre il Comando del LI C.A. comunicò allo SMRE ed al Comando della 7" Annata che il reparto salmerie (32) era partito per raggiungere le prime linee a disposizione degli Alleati. Pochi giorni dopo 1'8" Armata chiese un secondo reparto salmerie; il Comando del LI C.A. ne dispose la costituzione presso la Divisione f. «Piceno ». Il reparto partì il 13 novembre per San Severo, donde avrebbe raggiunto le prime linee (33). Infine i Campi di riordinamento ospitavano altri 1.779 genieri, m corso di addestramento. (31) Il Comando della Divisione «Legnano», peraltro, nell'emanare gli ordini esecutivi, diede incarico di costituire il reparto al 58° rgt. a. divisionale, traendo i muli dal 67" rgt. f. e dal V btg. armi d'accompagnamento. (32) Costituito su 5 ufficiali, II sottufficiali, 318 militari di truppa e 233 muli. (33) Costituito su 7 ufficiali, 309 sottufficiali e truppa e 203 muli.


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Le prime notizie in merito all'impiego dei nostri reparti salmerie sul tergo della fronte giunsero allo SMRE il 1° dicembre da parte dell'Ufficio « I » del Comando dell'8" Armata ed erano nel loro complesso abbastanza soddisfacenti (34). L'ottimo rendimento offerto dai nostri reparti salmerie unitamente alle sempre più pressanti esigenze delle unità in prima linea indusse il Comando del XV Gruppo di Armate a richiederne altri alle Autorità italiane. A fine ottobre, infatti, esso rappresentò l'opportunità di costituire ancora due reparti di tale tipo, questa volta in Sardegna (della forza di 360 uomini - tra Quadri e truppa - e di 300 muli ciascuno), da trasferire non appena possibile a Napoli, per le operazioni in corso di svolgimento sul fronte di Cassino (35). A questa richiesta ne fece seguito un'altra, il 26 novembre, del gen. Duchesne, il quale prospettò l'esigenza di costituire due battaglioni di ausiliari da montagna (leggasi reparti salmerie). Lo SMRE, pur trovandosi costretto ad aderire a queste successive richieste degli Alleati, non vedeva di buon occhio il progressivo depauperamento di muli al quale erano sottoposte le nostre Grandi Unità operative ed in particolare quelle dislocate in Sardegna. Esso prospettò pertanto al Comando Supremo italiano l'opportunità di convincere gli Alleati a permettere il recupero in Sicilia di tutti i muli già di proprietà dell'Amministrazione militare, di(34) Il rapporto riferiva fra l'altro che i due reparti erano stati impiegati rispettivamente presso il X C.A. della 5°' Armata (il I) e presso il C.A. neozelandese dell'8" Armata (il II). Del II reparto era detto inoltre che era stato inviato per tre giorni in linea, sul fiume Sangro, e che aveva avuto 3 morti ed 8 feriti. Il reparto aveva offerto in genere prestazioni soddisfacenti; l'ufficiale inglese preposto al suo impiego aveva segnalato inoltre che il suo Comandante, ten. Di Pinto, era meritevole di un encomio. Per contro veniva segnalata l'insufficienza dell'equipaggiamento della truppa. Altre notizie del reparto vennero date il 18 dicembre dal Comando della 209° Divisione. In quei giorni il reparto stesso continuava a cooperare con il predetto C.A. nella zona cli Castelfrentano, provvedendo al trasporto di armi, di munizioni e di viveri sulle prime linee. Quanto al I reparto, alla data del 31 dicembre esso risultava alle dipendenze della 56"' Divisione inglese. Nel mese di novembre, esso aveva avuto 2 morti e 8 feriti. ()5) In proposito il Comando della 5" Armata statunitense aveva fatto presente al Comando del XV Gruppo di Armate che nell'isola c'era ancora una certa esuberanza di muli: infatti, dopo la costituzione dei reparti di cui sopra, sarebbero rimasti disponibili ancora 400 quadrupedi circa. Detto Comando riteneva però indispensabile che si provvedesse ad un miglior nutrimento di tutti i muli presenti nell'isola, e che pertanto si spedisse in Sardegna un forte contingente cli foraggio.


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spersi a seguito dell'abbandono dell'isola da parte delle forze italo tedesche nel corso delle operazioni colà svolte durante la scorsa estate (si presumeva che quei muli fossero adesso impiegati abusivamente dalle popolazioni civili). Successivamente, nella già citata riunione del 16 dicembre, lo SMRE ritenne opportuno fare il punto con gli Alleati in merito alla situazione dei muli e conseguentemente alle effettive possibilità di costituire nuovi reparti salmerie. Nel corso della predetta riunione gli Italiani rappresentarono che, dei soli 3.8m muli tuttora disponibili in Italia, I. 788 erano stati assegnati alla Divisione « Legnano >i, in corso di ricostituzione, e gli altri 2.000 erano del tutto insufficienti per le esigenze - sia pure considerandole ridotte al minimo indispensabile - delle altre Grandi Unità operative. Conclusero, i nostri rappresentanti, che sarebbe stato quanto mai opportuno recuperare i 2.700 muli rimasti in Corsica (i quali, tra l'altro, da notizie giunte da quell'isola, sembrava che morissero letteralmente di fame). Ma il punto di vista delle Autorità italiane non venne condiviso, nella sua sostanza, da quelle alleate. Queste ultime assicurarono infatti di studiare ulteriormente la questione; tuttavia lo SMRE, in data 24 dicembre 1943 (foglio n. 837 / Ord., All. n. 13), fu costretto a notificare ai maggiori Comandi periferici che dovevano al momento essere tenuti in vita per gli Alleati sette reparti salmerie (36). Conseguentemente, soltanto le Grandi Unità operative dislocate nella Penisola potettero conservare un rilevante quantitativo di muli; quelle della Sardegna, invece, ne furono quasi completamente spogliate. Nei due anni seguenti ancora altri reparti salmerie sarebbero stati. costituiti - naturalmente attingendo a tutte le disponibilità delle nostre Grandi Unità operative - fino a raggiungere, nel 1945, il numero veramente considerevole di 31 reparti (come si vedrà nella (36) Questi i reparti salmerie e gli organici indicati dallo SMRE: 1° reparto salmerie: costituito il 18 ottobre con un organico di 5 ufficiali, 32t sottufficiali e truppa, 250 muli; - 2° reparto salmerie: costituito il 25 ottobre con un orga nico di 8 ufficiali, 456 sottufficiali e truppa, 344 muli; - 3° reparto salmerie: costituito in Sardegna il 1° novembre con un organico di 5 ufficiali, 394 sottufficiali e truppa, 305 muli; - 4° reparto salmerie: costituito come il precedente in Sardegna sotto la stessa data e con il medesimo organico; - 5° e 6° reparto salmerie: in avanzato stato di approntamento m Sardegna, da trasferire quanto prima nel Continente; - 7° reparto salmerie: in corso di costituzione in Sardegna.


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terza parte di questo volume). Gli Alleati, dunque, si erano resi conto ben presto dell'importanza del mulo ai fini del soddisfacimento delle esigenze logistiche nella guerra sull'Appennino. Questo loro giusto apprezzamento nei riguardi delle salmerie è altresi confermato dalla costituzione (il 27 novembre 1943), a cura del Comando del LI C.A., di un nucleo di istruzione sull'impiego del mulo per la 5a Armata, formato da un ufficiale, 12 alpini, 12 muli con bardatura.


CONSUNTIVO DELLE ATTIVITA' AUSILIARIE SVOLTE NEL PERIODO SETTEMBRE - 31 DICEMBRE 1943

Per il periodo intercorso tra l'armistizio (8 settembre 1943) e la fine dell'anno risulta quanto mai laborioso ricavare, dai documenti esistenti, consuntivi mensili, in termini numerici esatti, relativi alle attività ausiliarie svolte dalle nostre truppe a favore degli Alleati. A riguardo è da tener presente che, in quel periodo, mancò un vero e proprio organo centrale di coordinamento di tali attività, in quanto lo SMRE era all'epoca praticamente ridotto ad un solo nucleo e l'Ispettorato della manovalanza non era stato ancora costituito. Ciò nonostante è stato possibile, attraverso l'esame di vari documenti degli Organi centrali e dei maggiori Comandi periferici, risalire a dati che sicuramente si avvicinano aila realtà ( r). Il quadro globale del contributo offerto dalle FF.AA. italiane a quelle degli Alleati, in questi primi mesi di cobelligeranza, ce lo dà una relazione dello Stato Maggiore Generale compilata al termine della Guerra di Liberazione. Da essa risultano impiegati in attività ausiliarie: - nell'ottobre del '43 : 55.966 uomini (il 4% di essi con le Armate operanti); - nel dicembre dello stesso anno: 94-881 uomini (il 9% di essi con le Armate operanti). (1) In questa sede sembra opportuno sottolineare che anche per il 1944 ed il 1945 le discrepanze talvolta riscontrabili fra dati totali e dati parziali sono soltanto apparenti: perché i dati globali sono il più delle volte comprensivi di militari impiegati in attività più spiccatamente operative - quali la difesa costiera e quella contro aerei - che perciò non trovano posto nella trattazione delle singole Grandi Unità ausiliarie, e tengono conto altresl di tutti quei reparti che, per essere stati impiegati alle dirette dipendenze di diversi Comandi Alleati, non possono a loro volta figurare nelle situazioni delle Grandi Unità stesse.


Consuntivo delle attività ausiliarie

l dati di cui sopra sono comprensivi dei concorsi forniti da tutte le FF.AA. e dai Corpi Armati dello Stato e comprendono inoltre anche le unità impiegate in attività di carattere più propriamente operativo, q uali la difesa costiera e la difesa controaerei. Una relazione compilata alla fine del 1944 dall'Ispettorato delle T ruppe Ausiliarie - già della Manovalanza - riporta invece per il mese di dicembre del '43 una cifra complessiva di 82.600 uomini, sempre comprensiva delle unità impiegate nella difesa costiera e contraerei. In questo dato, leggermente inferiore a quello di cui più sopra, non sono compresi i concorsi forniti dall'Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza; esso tiene invece conto dei r.500 marinai impiegati a Brindisi ed a Taranto e dei 3.000 avieri inquadrati a Bari nel locale raggruppamento unità lavoratori. L'allegato n. 14, desunto da quest'ultima relazione, riporta la ripartizione per regione dei vari complessi di unità lavoratori, nonché le loro rispettive dipendenze di impiego dai Comandi alleati e quelle amministrative dai Comandi nazionali. Ancora un'ultima osservazione in merito a questa relazione. Essa conferma quanto già si è visto nel corso della precedente trattazione: quasi tutti i militari impiegati nelle Puglie erano sbandati provenienti dai Balcani o dal territorio nazionale, inquadrati a cura dei Campi di riordinamento nei battaglioni e gruppi lavoratori. Prendiamo adesso in esame i dati parziali forniti dai maggiori Comandi periferici, che sono riferiti alle sole attività di carattere ausiliario vero e proprio, con esclusione quindi di tutte quelle operative. Si tratta di medie giornaliere che - è bene ribadirlo - non sempre coincidono tra loro e con quelle risultanti da taluni documenti compilati a cura dello SMRE; esse sono comunque egualmente abbastanza probanti, se prese nel loro complesso, per meglio farci intendere l'entità dello sforzo sostenuto in quei mesi dalle nostre unità allo scopo di venire incontro alle esigenze degli Alleati. I dati maggiormente particolareggiati sono contenuti nel Diario storico del IX C.A.. Questo documento, a partire dal 3 ottobre, riporta i concorsi giornalieri forniti dapprima a Bari, quindi in varie altre località delle Puglie. Vediamo a tal riguardo che, partendo da un contingente iniziale piuttosto basso, riguardante la sola Bari alla data del 3 ottobre (28 ufficiali e r.140 sottufficiali e militari di truppa), si era già raggiunta, a fine mese di ottobre, la notevole cifra di 79 ufficiali, r6o sottufficiali, 7.019 militari di truppa per le tre città


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Le Unitù ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

di Bari, Barletta e Bitonto. Naturalmente il nucleo più consistente riguardava Bari (41 ufficiali, 89 sottufficiali e 5.449 militari di truppa). Le cifre suindicate rimasero pressoché costanti nel corso dei mesi di novembre e di dicembre. Una relazione dello SMRE in data 25 gennaio 1944 (foglio n . 900/0p., omesso) ci dà la controprova di quanto sopra: essa riporta infatti, alla data del 31 settembre 1943, una « fornitura» media (per tutto il periodo 9 settembre - 31 dicembre) di 4.181 uomini a Bari, 750 a Barletta, altrettanti a Bitonto. Occorre inoltre aggiungere ad essi due battaglioni lavoratori (LIII e LIV) impiegati rispettivamente negli aeroporti di Grottaglie e di Amendola e la roooa compagnia autieri (2), messa a disposizione degli Alleati a partire dal 20 dicembre. Facendo le somme di tutti questi reparti e contingenti di uomini, si raggiunge in sostanza una media giornaliera di almeno 7.000 unità. Dal Diario storico del LI C.A. si ricava invece il numero complessivo delle giornate lavorative nel periodo 9 ottobre - 8 novembre e nei mesi successivi. Il primo periodo fa riferimento al Comando della Difesa Territoriale di Taranto, alla 231" Divisione (dapprima, come si ricorderà, XXXI Brigata costiera), alla 210" Divisione, e conseguentemente considera i nostri militari impiegati nei porti di Brindisi e di Taranto, nonché quelli che lavoravano negli aeroporti di Brindisi, San Pancrazio e San Donato di Lecce (3). Sono dunque complessivamente 189.570 giornate lavorative, ripartite in ragione di 105.300 nell'ambito del Comando Difesa Territoriale di Taranto, 53.590 nell'ambito della 231a Divisione, 30.680 nell'ambito della 2ro" Divisione. Se dividiamo per 30 i predetti dati (4), si ottengono le seguenti medie di uomini impiegati giornalmente:

(2) Il 4 dicembre 1943 lo SMRE aveva disposto che a cura del Comando del IX C.A. fossero costituite tre compagnie autieri, da mettere a disposizione degli Alleati (1000", 1001", 1002"), ciascuna di esse comprendente ro ufficiali, IO sottufficiali, 385 autieri. (3) I lavori negli aeroporti riguardavano in particolare l'allungamento delle piste di volo, nonché la costruzione di massicciate e di piazzuole per i cannoni contro aerei. (4) E' opportuno ricordare che in guesto primo periodo ed anche successivamente per una considerevole parte del r944 i militari italiani impiegati in attività ausiliarie prestarono la loro opera ininterrottamente per tutta la settimana, senza alcun turno di riposo nei giorni festivi.


Consuntivo delle attività ausiliarie

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Comando Difesa Territoriale di Taranto 3.510 uomini

231a Divisione 210"' Divisione

1.786 1.023

» >>

Totale 6.319 uomini Seguendo lo stesso procedimento, nel mese di dicembre '43 si ricava un impiego medio giornaliero di uomini notevolmente superiore a quello di cui si è fatto sopra cenno: raggruppamento lavoratori di Brindisi . 5.000 uomini Comando Difesa Territoriale di Taranto 3.484 >> 231" Divisione 1. 183 » Totale 9.667 uomini Inoltre, come già si è visto precedentemente, un intero battaglione del genio era a disposizione degli Alleati. Il Comando del XXXI C.A., in data 27 novembre, fornì allo SMRE il seguente consuntivo di uomini impiegato giornalmente per gli Alleati, fino a quella data: 3.000 per lavori stradali; 500 per l'organizzazione degli itinerari; - 400 per lavori di manovalanza (5). Se si tiene conto della limitata consistenza delle unità di questo C.A., è facile giungere alla conclusione che si trattava di un complesso di uomini invero ragguardevole. Alla data del 31 dicembre, un'altra relazione del Comando del XXXI C.A. riportava una cifra globale di 4-422 uomini, impiegati rispettivamente: - per lavori stradali e ferroviari 2.433; - per lavori di manovalanza 1. 125; - per l'organizzazione degli itinerari 864. Il Comando FF.AA. della Campania fornì i suoi primi dati consuntivi allo SMRE il 30 novembre. I dati stessi riguardavano: - i reparti costituiti dal predetto Comando durante il mese di novembre con gli sbandati: un battaglione (CCCXXXIII) ed una (5) Il Comando del XXXI C.A. impiegava direttamente gli uomini assegnati alle attività di manovalanza e perciò forniva con minori difficoltà degli altri Comandi la ripartizione dei propri uomini nelle diverse attività.

5. - Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

compagnia lavoratori per complessivi 4 ufficiali e 513 sottufficiali e militari di truppa; - i reparti impiegati dalla 5" Armata statunitense a partire dal 31 ottobre (u3° rgt. f. della Divisione f. «Mantova») per complessivi 12r ufficiali, 171 sottufficiali e 2.196 militari di truppa; - i reparti del genio impiegati dagli Alleati: XIII btg. genio ferrovieri ed alcune compagnie artieri; - il I reparto salmerie. Il 31 dicembre il Comando FF.AA. de1la Campania forniva altri dati, riguardanti : - la 210"' Divisione: 239 ufficiali, 4.379 sottufficiali e militari di truppa, 402 quadrupedi; - la 227"' Divisione (arrivata a fine mese): 278 ufficiali, 2.526 sottufficiali e militari di truppa, 44 quadrupedi; - il 113° rgt. f. ed il DLXII btg. f.: lJ2 ufficiali, 2.150 sottufficiali e militari di truppa, 17 quadrupedi; - i reparti del genio sopra citati; - 4 reparti salmerie: 28 ufficiali, 1.572 sottufficiali e militari di truppa, 1.214 quadrupedi. Se si fa astrazione dai reparti del genio, dei quali la relazione non fornisce la forza, vediamo dunque impiegati alle dipendenze del Comando FF.AA. della Campania complessivamente 677 ufficiali e ro.672 sottufficiali e militari di truppa. A partire dal 18 dicembre anche il Diario storico del Comando della 209a Divisione - la quale, come è già noto, aveva alle proprie dipendenze tutti i reparti impiegati dall'8" Armata - fornisce giornalmente i consuntivi inerenti agli uomini impiegati nelle attività ausiliarie. Detti consuntivi fanno registrare nei singoli giorni variazioni di pochissimo conto, che si compensano alla fine l'una con l'altra. Cosicché sono sicuramente significativi i dati relativi al giorno 31 dicembre: complessivamente 2.509 uomini appartenenti ai reparti delle varie armi, impiegati nelle località di Isernia, San Salvo, Casalbordino, Termoli, Volturara, Lanciano e Foggia.

*** Il rapido consuntivo esposto in queste poche pagine è inteso a dare un quadro organico sia del lavoro infaticabile svolto dagli Stati Maggiori e dai Comandi italiani per cooperare « al meglio» con


Consuntivo delle attività ausiliarie

quelli alleati, sia, ed ancor più, dell'opera generosa, instancabile, al di sopra di ogni giudizio di valore, fornita dai nostri soldati. Uomini delusi, stanchi, mal nutriti, mal vestiti, seppero comprendere subito il loro dovere di Italiani, ciò che la Patria si aspettava da loro. Come le poche cifre sopra riportate, pur nella loro aridità, dimostrano, i risultati furono superiori ad ogni aspettativa. Si vedrà nel seguito dell'opera che gli Alleati furono pienamente soddisfatti del concorso lavorativo degli Italiani, che, con il trascorrere dei mesi, si fece sempre più consistente e massiccio.


'


PARTE SECONDA

IL 1944


GENERALIT A'

Come si è già detto in precedenza, per effetto delle direttive impartite il 12 dicembre 1943 dalle Autorità alleate di controllo: - era stata operata una ripartizione del territorio italiano liberato in zona delle operazioni (di pertinenza del Comando del XV Gruppo di Armate) e zona delle retrovie (di pertinenza del II Distretto britannico e della P.B.S. americana), nonché una conseguente distinzione fra le unità italiane cooperanti direttamente con le due Armate alleate e quelle impiegate nelle retrovie; - nell'ultima decade del mese di dicembre lo SMRE aveva disposto il seguente ordinamento delle Unità ausiliarie: Ispettorato della manovalanza: gli erano state devolute tutte le azioni di comando e di controllo sulle Unità ausiliarie - particolarmente su quelle delle Puglie nonché il collegamento con i Comandi alleati; Comandi delle Divisioni 209" e 210": erano stati preposti all'inquadramento delle unità cooperanti rispettivamente con 1'8" e con la 5" Annata. Facevano temporaneamente capo alla 210" Divisione anche le attività svolte per conto della P.B.S.; Comando della 221 Divisione: gli era stato affidato l'inquadramento di tutte le unità cooperanti nel Salernitano con il II Distretto; Comando dell'XI C.A.: aveva assunto sotto il suo controllo amministrativo tutte le Unità lavoratori delle Puglie (nove reggimenti ed un battaglione) per il tramite dei Comandi di raggruppamento di Bari e di Brindisi e del Comando di Presidio di Taranto; Comando del XXXI C.A. : continuava ad inquadrare tutte le unità dislocate nella Calabria. L'organizzazione così realizzata appariva, almeno sulla carta, funzionale e sembrava che potesse garantire da un lato più pronta e


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Libemzione

flessibile aderenza alle esigenze di lavoro degli Alleati e dall'altra un soddisfacente grado di comandabilità e di coesione, nonché la conservazione dei vincoli disciplinari nelle nostre unità. Il progredire della guerra verso il centro ed il nord della Penisola, il crescente impiego in operazioni belliche di reparti italiani (concretatosi con la trasformazione del I Raggruppamento Motorizzato in Corpo Italiano di Liberazione [ C.I.L.]) e la sempre più massiccia richiesta di Unità ausiliarie italiane da parte degli Alleati comportarono tutta una serie di variazioni organiche e di impiego, delle quali è opportuno ricordare in questa sede quelle più importanti: - il 1° luglio l'Ispettorato della manovalanza si trasformò in Ispettorato Truppe Ausiliarie ed acquisì più concrete attribuzioni in materia di ordinamento e di controllo su tutte le Unità ausiliarie; - il 21 giugno lo SMRE dispose un nuovo ordinamento di quei Comandi di C.A. che avevano attribuzioni di carattere essenzialmente territoriale, inteso ad uniformarne gli organici ed a ricuperare personale eventualmente esuberante. In conseguenza del provvedimento i Comandi interessati cambiarono anche il proprio nominativo : il Comando del IX C.A. divenne Comando Militare delle Puglie e della Lucania; il Comando XII C.A., Comando Militare della Sicilia; il Comando XIII C.A., Comando Militare della Sardegna; il Comando XXXI C.A., Comando Militare della Calabria; il Comando FF.AA. della Campania, Comando Militare della Campania. Furono invece considerati tuttora Comandi operativi - e mantennero il loro nominativo - i Comandi dei CC.AA. VII e LI; - · a partire dal 9 febbraio, la 210"' Divisione ebbe alle proprie dirette dipendenze le sole Unità ausiliarie a disposizione della 5" Armata, della quale avrebbe seguito le vicende dal Volturno all'Appennino Tosco- Emiliano e quindi l'anno seguente nel Nord Italia. Nel Napoletano venne in quei giorni costituita la Brigata P.B.S., che continuò a dipendere dalla 210" Divisione fino all'arrivo in Campania della 212" Divisione; - 1'8 aprile - in conseguenza della diversa ripartizione territoriale operata tra le due Armate alleate della quale si è già detto la 209" Divisione cedette tutte le unità impiegate dall'Armata britannica ad un Comando di nuova costituzione, il raggruppamento forze italiane per 1'8a Armata, conservando, nella zona avanzata, solo il controllo di quelle che cooperavano col V C.A. britannico prima e con il C.A. polacco poi, lungo la fascia costiera adriatica.


Generalitù

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Il 4 settembre il predetto raggruppamento, trasformatosi nella 228" Divisione, estese il proprio controllo a tutti i reparti della 209a Divisione dislocati nella fascia più avanzata; a quest'ultima G.U. rimasero, a partire da tale giorno, solo le truppe impiegate nell'ambito del I Distretto inglese (Marche, Abruzzo e Molise); - il 15 febbraio la 227"' Divisione assunse alle proprie dipendenze tutte le truppe a disposizione del III Distretto inglese nelle province di Napoli e Salerno; - le truppe cooperanti nel Napoletano con la P.B.S. nell'ambito dell'omonima Brigata il 22 marzo passarono alle dipendenze della 212" Divisione, trasferitasi dalla Calabria in Campania. Il progressivo incremento della forza inquadrata in questa Divisione comportò, a giugno, la costituzione del Comando Truppe Italiane per la P.B.S., retto da un generale di divisione con incarico del grado superiore, poi denominato Comando Italiano 212°, in analogia al nominativo ad esso attribuito dagli Americani; - le truppe a disposizione della guarnigione alleata della Sardegna, dapprima alle dirette dipendenze del Comando Militare dell'Isola, dal 2 agosto furono tutte inquadrate nella 20511 Divisione; - le truppe ausiliarie delle Puglie rimasero alle dirette dipendenze del Comando Militare delle Puglie e della Lucania per il tramite dei Comandi di raggruppamento lavoratori di Bari e di Brindisi e del Comando di Presidio Militare di Taranto. Le Divisioni 209"', 210", 212", 227" e il Comando del raggruppamento forze italiane per 1'8" Armata dipesero inizialmente, ai fini disciplinari ed amministrativi, dai Comandi a livello di C.A. preposti alla giurisdizione territoriale delle località nelle quali le loro unità operavano. In seguito, con il progressivo spostamento verso nord della zona di operazioni, fu necessario variare tali dipendenze, e conseguentemente si ebbero i seguenti trasferimenti: - Comando Italiano 212°: allo SMRE; - Divisioni 209", 210", 228": ai due Comandi di Delegazione dello SMRE (« T >> per la zona tirrenica ed «A» per quella adriatica) costituiti 1'8 giugno 1944, al fine di consentire un costante collegamento tra le nostre Autorità centrali ed i Comandi delle Armate alieate ( 1 ). (1) La Delegazione « A >> fu costituita agli ordini del gen. De Stefanis con personale del Comando LI C.A. e si stabilì inizialmente a Vasto. La Delegazione « T » fu posta alle dipendenze del gen. Soldarelli. La Delega-


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Ulteriori modi.fiche furono apportate il 20 novembre all'ordinamento fin qui delineato. Sotto questa data infatti: - fu costituito nelle Puglie il Comando della 230a Divisione (f. n. 8595/0rd. in data 12 novembre 1944 dello SMRE, Ali. n. 15), alle dipendenze del Comando Militare delle Puglie e della Lucania, con il compito di inquadrare tutte le Unità ausiliarie operanti alle dipendenze dei Comandi britannici nei territori dell'Abruzzo, del Molise, delle Puglie e della Basilicata (già inquadrate nel predetto Comando Militare); - fu costituito, alle dipendenze amministrative della Delegazione << T >> dello SMRE, il Comando della 231" Divisione, che assunse il controllo di tutte le Unità ausiliarie cooperanti con il XIII C.A. inglese (2), in precedenza inquadrate nella 210"' Divisione; - la 227" Divisione assunse alle proprie dipendenze tutti gli elementi impiegati dai Comandi britannici dislocati nel Lazio e nella Calabria; - sempre in autunno la 205" Divisione - ridotta ad una forza di appena 5.500 uomini - si trasferì dalla Sardegna a Napoli. Il Comando della Grande Unità passò alle dipendenze del Comando delle Forze Aeree americane del Mediterraneo. Il resto della Divisione fu immesso nei reparti a disposizione della P .B.S.. In luogo della 205• Divisione fu impiegata in Sardegna la Divisione di Sicurezza Interna << Calabria ». Un quadro sintetico ma completo dell'ordinamento e delle dipendenze delle Grandi Unità ausiliarie alla data del 31 dicembre 1944 è riportato nell'allegato n. 16. E' adesso opportuno dare uno sguardo panoramico alle attività di carattere ordinativo espletate dalle Autorità centrali per quanto concerne le unità a livello di reggimento e di battaglione nel corso del 1944. All'inizio dell'anno le principali cure dello SMRE erano ancora rivolte alle truppe che operavano a favore degli Alleati nelle Puglie e nella Calabria. Conseguentemente il primo provvedimento

zione « A » fu sciolta il 5 novembre e le Divisioni 209"' e 228"' furono trasferite alla Delegazione « T », che estese così la sua giurisdizione su tutte le GG.UU. ausiliarie dislocate in zona avanzata. (2) Si è già detto che il XIII C.A. britannico era, all'epoca, inquadrato nella 5" Armata statunitense.


Generalità

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ordinativo di un certo rilievo preso dallo SMRE, in febbraio, riguardò la costituzione nelle Puglie di nove reggimenti lavoratori e di quattro reparti « Portuali » specializzati nelle operazioni di carico e scarico negli scali marittimi. Si ritornerà su questi provvedimenti più avanti, trattando del IX C.A.. Giova qui mettere in rilievo che i reggimenti lavoratori ebbero costituzione omogenea, cioè ognuno di essi inquadrò militari di una sola arma. Si trattò quindi di un provvedimento chiaramente inteso a mantenere nei reparti un « minimum l> di operatività, che consentisse, nel caso in cui si fosse presentata la tanto auspicata occasione, di trasformarli prontamente in unità combattenti. Ancora in febbraio lo SMRE dispose che tutti i reggimenti ex costieri (f. n. 1900/0rd. in data 18 febbraio 1944, All. n. 17) assumessero una nuova numerazione omogenea (numeri di 3 cifre, prima cifra 5). Un successivo ordine dell'II marzo stabilì che anche i battaglioni di quei reggimenti perdessero il loro precedente nominativo, per assumere, nell'ambito di ciascun reggimento, l'indicativo di I, II, III, ... Tale misura fu adottata per evitare una possibile confusione - conseguente all'avvenuto cambio di denominazione delle Divisioni ex - costiere - delle unità dipendenti da queste ultime con quelle delle Divisioni di fanteria, considerate operative. A partire dal mese di aprile gli Alleati, in considerazione della insoddisfacente situazione di forza delle unità operanti nelle zone avanzate (i reggimenti avevano non più di 400 - 500 uomini effettivi), richiesero lo spostamento verso nord di molte Unità ausiliarie, che sarebbero state sostituite nei porti con lavoratori civili. Fra tali richieste, la più interessante fu quella rivolta allo SMRE il 3 aprile, riguardante la costituzione di un reggimento di nuovo tipo da: assegnare alle retrovie dell'8" Armata, articolato su due battaglioni, ciascuno su sei compagnie, ogni compagnia di 5 ufficiali e 209 sottufficiali e militari di truppa. La richiesta fu soddisfatta con la costituzione del 409° rgt. f., operante a partire dal r 0 maggio; il personale necessario fu tratto dai reparti delle Puglie. Si è detto che la costituzione di questo reggimento è particolarmente interessante; ciò, in quanto il 409° rgt. f. fu praticamente il primogenito di tutto un gruppo di reggimenti similari - costituiti con successivi ordini diramati nel mese di luglio - destinati ad operare in zona avanzata con le unità britanniche. A tal riguardo si ricorda che:


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- le nuove unità assunsero il nominativo di reggimento lavoratori pionieri (401°, 403°, 404°, 405°, 406°, 407°, 409", 410°, 412°, 4130) (3); - i militari di quei reparti vennero dotati di uniforme di tipo britannico tinta in grigio - verde; - tutte le compagnie ebbero un numero progressivo, - a somiglianza delle compagnie alpine - e ciò le rese; intercambiabili tra i reggimenti e tra i battaglioni (provvedimento, quest'ultimo, molto importante in vista del frequente impiego frazionato che vedeva spesso le Unità ausiliarie distaccate anche a livello di compagnia); - presso ogni compagnia fu previsto l'affiancamento di personale britannico (r capitano, 1 sottufficiale, r militare di truppa) per facilitarne l'impiego, nonché i necessari rifornimenti; - ad ogni Comando di reggimento, battaglione, compagnia venne assegnato un camioncino inglese; - lo SMRE prescrisse l'assegnazione ai reggimenti lavoratori pionieri, a tutti i livelli, di quadri efficienti. La costituzione dei reggimenti lavoratori pionieri permise di conseguire risultati quanto mai lusinghieri, perché rispose indubbiamente alla duplice esigenza di: - adeguare l'articolazione di comando ad esigenze di impiego quanto mai sparso e frammentario delle unità; - conseguire il massimo rendimento possibile da parte di complessi di uomini talvolta insufficienti come numero attraverso la ripartizione dei compiti e la specializzazione. Di tali ottimi risultati raggiunti da quei reggimenti fanno fede: - un vivo encomio, tributato il 30 ottobre dal Quartier Generale delle Armate alleate in Italia ai Comandanti di tutti i livelli di tali unità (All. n. 18) (4); - il fatto che gli stessi Alleati molto presto distinsero le unità stesse - e ciò di propria iniziativa - con il nominativo combattentistico di reggimenti italiani pionieri, nominativo che anche lo SMRE - Ispettorato delle Truppe Ausiliarie adottò ufficialmente in

(3) Successivamente furono costituiti altri tre reggimenti lavoratori pionieri, cosicché al 31 ottobre vi erano in Italia tredici unità di quel tipo. (4) Caratteristico di tale encomio fu il motto attribuito dagli Alleati a1 pionieri: « Essi non cedono. Essi non esitano. Essi non falliscono JJ .


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data 14 dicembre 1944 (f. n. 5449/TA, All. n. 19), con l'auspicio che al nuovo nominativo corrispondesse una partecipazione sempre più attiva di quei reparti alla liberazione del suolo patrio. Il riordinamento delle Unità ausiliarie in reggimenti pionieri non venne adottato per i reparti cooperanti con la 5a Armata e con la P.B.S.. I reggimenti della 210" Divisione continuarono infatti ad essere distinti con il proprio nominativo tradizionale, e ciò sembrò rappresentare il miglior riconoscimento del loro valore e della loro efficienza operativa. Quanto alle unità impiegate nell'ambito della P.B.S., si preferì riordinarle in base a criteri più spiccatamente amministrativi e di specializzazione. Nel quadro delle suesposte trasformazioni di carattere ordinativo si inserì altresì la costituzione di battaglioni specificatamente destinati ai servizi di guardia e di sicurezza ai depositi ed alle varie infrastrutture (servizi nei quali non vennero quindi più impiegati gli altri reparti ausiliari), che assunsero appunto il nominativo di <e battaglioni sicurezza e guardia>>. Si addivenne per tal modo ad una vera e propria ripartizione di compiti lavorativi e di compiti di sicurezza, che - già delineatasi nei primi mesi dell'anno - trovò definitiva attuazione durante l'estate. Un documento trasmesso alle Autorità italiane dalla Sottocommissione per l'esercito della Missione Interalleata di Controllo in data 15 agosto (5), nel quale erano stabiliti i vari tipi di concorso che il nostro Esercito era tenuto a forni~e agli Anglo - Americani, prevedeva tra l'altro l'esistenza di diciotto battaglioni sicurezza e guardia - ciascuno della forza complessiva di 800 militari di ogni grado - dipendenti da sei Comandi omonimi di reggimento, numerati da 1° a 6°. Per quanto concerne l'Arma del genio, sempre nel 1944 le Autorità alleate e quelle italiane si attennero al criterio di impiegarne di preferenza le unità nei compiti ad esse più congeniali. In ordine a questo criterio, lo SMRE addivenne alla costituzione di alcuni Comandi di raggruppamento del genio, aventi il con1pito di inquadrare i minori reparti dell'Arma disseminati in tutto il territorio controllato dagli Alleati.

(5) Il documento forniva ùn quadro completo della organizzazione e della consistenza dell'Esercito italiano a quell'epoca.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Sempre in aderenza al concetto di meglio sfruttare le capacità lavorative dei nostri soldati, lo SMRE dispose altresì la costituzione di compagnie e reparti lavoratori artieri, nei quali vennero inquadrati tutti quei militari delle altre Armi che già nella vita civile avevano esercitato mestieri che comportavano particolari specializzazioni. Tali reparti, a partire dal 2 novembre, assunsero il nominativo, più consono ai fini spirituali che si volevano conseguire, di compagnie italiane del genio. L'impiego dei reparti italiani di salmerie crebbe rapidamente secondo una progressione che si Potrebbe definire geometrica. Si pensi che alla data del 30 settembre, secondo una relazione compilata dall'Ispettorato Truppe Ausiliarie, i Comandi britannici delle Grandi Unità operanti impiegavano ben 19 reparti salmerie - prevalentemente costituiti con il personale ed i quadrupedi dei reparti italiani dislocati in Sardegna - ma anche rastrellando tutti i muli che era possibile reperire nella Penisola.

*** Il quadro completo e sintetico dei diversi tipi di Unità ausiliarie italiane che cooperarono con gli Alleati nel 1944 si ricava proprio dalla precitata relazione dell'Ispettorato delle Truppe Ausiliarie, che reca, in sintesi, i seguenti dati:

a) unità impiegate a favore delle Forze britanniche : - tredici reggimenti lavoratori pionieri, preposti al rifornimento delle linee avanzate, a lavori stradali e ferroviari, allo scarico delle navi nei porti, ecc.; - quattro battaglioni portuali; - diciannove reparti salmerie per i rifornimenti delle prime linee; - un reparto speciale autieri carristi, per il ricupero e la riparazione dei carri armati in zona avanzata; - due compagnie rastrellamento mine; - dieci compagnie nebbiogeni, per concorso alla difesa contro aerei nei porti; . . - sei compagme mov1en;

b) unità impiegate a favore delle Forze statunitensi: - trentotto battaglioni servizi, per lavori nei porti, presso depositi, presso magazzini;


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- cinque battaglioni di Polizia Militare; - otto battaglioni autieri, per l'impiego di automezzi alleati; - tre battaglioni servizi tecnici, per la riparazione di automezzi ed il riordinamento di munizioni; - tre battaglioni portuali; - tre battaglioni quartiermastro (Q.M.), inquadranti compagnie di panettieri, addetti alle mense, specializzati per la raccolta e la rimozione di materiali usati; - sei battaglioni genio e servizi generali, ventitré reparti lavoratori artieri e venti compagnie artieri, per il riattamento di strade e di ponti, la costruzione di baracche e di impianti vari, ecc.; - due compagnie servizi tecnici addette alla distribuzione di carburanti e di lubrificanti. Vi furono inoltre reparti di minor livello volta a volta impiegati da Comandi americani e britannici. Per avere un quadro ancor più completo del concorso fornito dall'Italia agli Alleati nelle attività ausiliarie, è opportuno prendere ancora in considerazione le cifre globali, riportate nella precitata relazione. Da esse risulta che, alla data del 30 settembre 1944, cooperavano con gli Alleati ben 163.361 uomini dell'Esercito italiano, così ripartiti nelle diverse branche lavorative: · - manovalanza e rifornimenti: 76.664; - lavori del genio e di specialità: 19.102 ; - autieri : 8.833; - meccamc1 di officina (automobilistiche, del genio ... ) :

2.023; _:_ addetti al concorso della difesa contro aerei (artiglieria, nebbiogeni, sbarramenti): 9.284; - servizi di guardia e di Polizia Militare: 25.914; - salmerie: 6.963; - servizi vari per i comandi e le unità alleate e per la vita delle Unità ausiliarie italiane: 14.598. I numeri riportati sopra non subirono sostanziali variazioni negli ultimi mesi del 1944. I maggiori agglomerati di forza - che all'inizio dell'anno si trovavano nelle Puglie ed anche in Calabria - a fine 1944 gravitavano invece nelle seguenti zone:


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Le UnitĂ ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Napoli . Livorno - Pisa Firenze - Prato Ancona Romagna . Valli appenniniche a sud di Bologna .

3r.ooo 24.000 I0.000

9.000 8.000 8.000

Altri agglomerati minori, di 3.000 - 2.000 uomini ciascuno, si trovavano ad Arezzo, Roma, Salerno, Foggia, Bari, Brindisi e Taranto. Daremo ora uno sguardo alle Grandi UnitĂ ausiliarie impiegate nel corso del r944, con particolare riferimento alle rispettive vicende ordinative.


IL COMANDO MILITARE

DELLE PUGLIE E DELLA LUCANIA

Alla fine del 1943 i reparti addetti alle attività ausiliarie nelle Puglie operavano prevalentemente nei porti ed erano così ripartiti : a) alle dipendenze del IX C.A. (tramite la Sezione manovalanza di tale Comando): - a Bari: un Comando di raggruppamento lavoratori (col. Moccia) dal quale dipendevano cinque gruppi unità lavoratori (complessi di battaglioni di fanteria, aviazione e sanità, nonché gruppi di artiglieria, costituiti in base all'accasermamento) ( 1). Inoltre unità varie cooperavano con gli Alleati nei dintorni di Bari (a Bitonto, a Modugno, a Molfetta); - a Barletta: un reggimento della 209" Divisione (15° rgt. f. con due battaglioni) ed un battaglione di formazione del Deposito Truppe Egeo; - a Foggia e nelle località viciniori a tale città: altre unità della 209• Divisione, che forniva truppe anche nella zona molisana;

b) alle dipendenze del LI C.A.: - a Brindisi: un Comando raggruppamento lavoratori (col. Moggio) con due reggimenti, ìl 162° costiero su tre battaglioni eà il 191° lavoratori con due battaglioni di fanteria e tre gruppi di artiglieria. Concorrevano ai lavori 800 marinai ed elementi dì un altro gruppo di artiglieria dislocato a San Vito dei Normanni; (1) I Gruppi erano così costituiti: - I Gruppo: V, VI, VII, VIII battaglioni lavoratori e un battaglione di formazione del 48" rgt. f.; - II Gruppo : XLVII e LIII battaglioni lavoratori; - III Gruppo: I, VI e VII gruppi di artiglieria, I btg. del 225" rgt. f. e XCVI gr. a.; - IV G ruppo : V e VI battaglioni avieri, II btg. del 225° rgt. f. e II btg. del 226° rgt. f.; - V Gruppo: IX btg. cli sanità, IX btg. avieri e III btg. speciale avieri.

6. - Ca .


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Le V nità ausiliarie dell' Ese1·cito italiano nella Guel"l'a di Liberazione

-- a Taranto: due reggimenti fanteria (150° e 196°), entrambi su tre battaglioni (2). Tale organizzazione, attuata sotto l'assillo dell'urgenza, presentava numerosi inconvenienti: anzitutto la mancanza di un indirizzo univoco nell'amministrazione, nella disciplina, nell'assistenza e ciò perché tutte queste branche del governo del personale erano affidate ai comandanti di minor livello; in secondo luogo, la riunione in uno stesso reggimento (a Brindisi) e negli stessi Gruppi unità lavoratori (a Bari) - spesso anche nei medesimi alloggiamenti - di unità non omogenee fra loro (gruppi di artiglieria, battaglioni di fanteria, reparti di avieri e di sanità); infine la dipendenza dei reparti lavoratori da due diversi Comandi, quello del IX C.A. e quello del LI C.A .. Tutto ciò, oltre a pregiudicare la comandabilità dei reparti, comportava ritardi nel soddisfacimento delle massicce richieste di concorso di lavoro delle Autorità alleate (3). Allo scopo di rendere più efficienti i concorsi di manovalanza e nelle altre attività ausiliarie, lo SMRE attuò, come si è già detto, un diverso ordinamento dei reparti lavoratori, costituendo reparti omogenei di fanteria, artiglieria, avieri, ed accentrando nella persona del Comandante di reggimento tutte le responsabilità amministrative, disciplinari ed assistenziali. Dispose inoltre (foglio n. 68 in data 14 gennaio 1944, All. n. 20) che il controllo amministrativo e disciplinare di tutte le Unità ausiliarie delle Puglie e della Basilicata fosse assunto - a partire dal 18 gennaio 1944 - dal Comando del IX C.A. (4).

(2) Il Comando di raggruppamento previsto per Taranto non venne costituito e la direzione della manovalanza locale continuò ad essere affidata al Comandante del Presidio (gen. Lombardi), che era stato preposto a tale incarico sin dai primi giorni dello sbarco delle unità inglesi. , (3) Nel corso di una riunione tenutasi il 3 gennaio 1944 presso il Comando del IX C.A. vennero considerati i seguenti dati: forza presente a Bari: 8.846 uomini; forza da impiegare nella manovalanza (detratti i servizi dei reparti e u50 uomini privi di indumenti idonei e cli calzature): 6.149 uomini; forza media giornaliera effettivamente disponibile a Bari : 4.720 uomini. Tale disponibilità si discostava notevolmente dalle richieste degli Alleati, che, come si è visto, prevedevano: per Bari, inizialmente 7.200 uomini, da portare gradualmente a 10.000; per Brindisi, 6.000 uomini; per Taranto, 3.500 uomini; per Barletta, 1.000 uomini. (4) Conseguentemente il Comando del IX C.A. sciolse, il 18 gennaio, la Stzione manovalanza, già costituita a Bari.


Il Comando Militare delle Puglie e della Lucania

Fra il r gennaio ed il 15 febbraio, con successive trasformazioni, le unità di lavoratori vennero articolate come segue: 0

-

raggruppamento lavoratori di Bari: 400° rgt. f. su tre battaglioni; 401° rgt. f. su tre battaglioni; 402° rgt. a. su tre gruppi; un reggimento avieri su tre battaglioni;

-

raggruppamento lavoratori di Brindisi: 403° rgt. f. su tre battaglioni; 404° rgt. a. su quattro gruppi; 405" rgt. f. su tre battaglioni; personale fornito dalla Regia Marina;

-

Comando Presidio di Taranto: 406° rgt. f. su tre battaglioni; . 407° rgt. f. su quattro battaglioni;

- Comando di un sottoraggruppamento, dislocato a Bari ed inquadrante tutte le unità che provvedevano alla manovalanza nei centri di Bitonto, Modugno, Molfetta e Monopoli; - sottoraggruppamento unità lavoratori di Barletta, poi trasformato in data II febbraio 1944 in 408° rgt. f., su tre battaglioni (5).

In accordo con le nostre Autorità centrali, quelle alleate ritennero di poter ottenere un rendimento ancora migliore da parte delle nostre truppe, facendo sempre più leva sulla maggiore pratica raggiunta dai nostri militari nei lavori portuali, sull'elevato grado di affiatamento stabilitosi tra Italiani e Britannici e, soprattutto, creando apposite unità altamente qualificate. Vennero così costituiti quattro reparti « portuali >) ( due a Brindisi e due a Taranto), per trasformazione di battaglioni di fanteria o di gruppi di artiglieria già esistenti. Essi, a seguito di un breve periodo di addestramento, vennero impiegati nelle operazioni tecniche di carico e di scarico delle navi (f. n. 2308 /Mob. in data 22 febbraio 1944 dello SMRE, All. n. 21).

(5) Il 15 maggio il 408° rgt. f. di Barletta passò alle dipendenze del Comando del raggruppamento di Bari.


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Le Unità ausilùtrie dell'Esercito italiano 'llella Guerra di Liberazione

Le unità suddette - aventi una forza di 400 uomini, compresi gli ufficiali ed i sottufficiali - vennero inquadrate nei reggimenti lavoratori, ed assunsero i seguenti nominativi: CMXXI btg. portuali del 404° rgt. a. e CMXXII del 405° rgt. f. (entrambi a Brindisi); CMXXIII del 406° rgt. f. e CMXXIV del 407° rgt. f. a Taranto (6). Sempre nel clima della maggiore collaborazione stabilitasi tra i Comandi italiani e quelli britannici, si collocano: - l'impiego a Barletta, a partire dal 17 aprile, di un'aliquota di militari italiani (inizialmente 60) per la sorveglianza di squadre di lavoratori civili addetti alle operazioni di scarico nei porti. Le Autorità inglesi espressero dopo poco tempo la loro piena soddisfazione per l'ottimo comportamento di questi militari; - l'incarico finalmente dato agli ufficiali italiani di sovrintendere a lavori di manovalanza (in precedenza i nostri soldati erano sorvegliati e diretti dai pionieri britannici). Tale provvedimento risultò quanto mai opportuno, perché - a parte le implicazioni di carattere morale - consentì di eliminare tutti quegli inconvenienti che erano dovuti alla reciproca scarsa conoscenza linguistica dei militari italiani e di quelli britannici; - l'assunzione da parte del Comando raggruppamento lavoratori di Bari di tutte le funzioni direttive e di sorveglianza, precedentemente devolute all'analogo Ufficio britannico addetto a quel porto. L'attuazione di tutta questa serie di provvedimenti permise di contenere i contingenti di militari italiani impiegati nei porti pugliesi in cifre ben più modeste di quelle inizialmente fissate dagli Alleati. A riprova di ciò, si confrontano le medie giornaliere dei militari impiegati in tali scali portuali a fine gennaio ed a fine maggio (7):

(6) In seguito questi reparti portuali, avendo raggiunto, grazie a particolari corsi di addestramento, un elevato grado di specializzazione, vennero assunti alle dirette dipendenze dal col. britannico H. G. Pottle, direttore capo dei trasporti del II Distretto. Una sua direttiva ciel 28 giugno 1944 precisò appunto tale diretta dipendenza, indicando i porti di rispettivo impiego : Bari per il CMXXf btg.; Brindisi per il CMXXII e per il CMXXIV; Taranto per il CMXXIII. (7) In Ali. n. 22 sono riportate le medie giornaliere mensili per tutto l'anno.


Il Comando Militare delle Puglie e della Lucania

- - - - - - - -Porti

Bari Brindisi Taranto

31 gennaio (8)

3I maggio

6.0IO

3.562 3.030 1.285

3.481

2.5r8

Si è già visto come le sempre crescenti esigenze della zona avanzata inducessero le Autorità britanniche a sostituire progressivamente nei porti delle retrovie la manovalanza militare con quella civile e ad avviare così le unità ex - costiere verso la zona delle operazioni, ordinandole peraltro preventivamente in maniera più omogenea e quindi più rispondente alle necessità stesse di tale zona. Il prototipo delle nuove unità per la zona avanzata fu il 409° rgt., costituito nelle Puglie nell'aprile del 1944, del quale si è precedentemente trattato. Il 25 giugno lo SMRE, sempre a seguito di richiesta degli Organi alleati di controllo, dispose la costituzione di un secondo reggimento di tipo analogo, il 4r7°, del quale il I btg. fu costituito a cura del IX C.A. nella zona di Bari ed il II nella zona di Catanzaro a cura del XXXI C.A .. Il personale necessario venne tratto dalle esuberanze delle unità dipendenti dai due Corpi d'Armata. La definitiva trasformazione di tutti i reggimenti lavoratori venne disposta dalle Autorità britanniche a fine luglio. Tutte le unità lavoratori delle Puglie - ad eccezione dei reparti portuali - furono interessate a tale trasformazione. Il nuovo ordinamento, una volta attuato, comportò una contrazione nel numero delle unità, che risultarono però molto più robuste dei precedenti reparti ex - costieri. I reggimenti del nuovo tipo furono costituiti a Bari (il 403°), a Brindisi (il 404°), a Taranto (il 406°). Un altro rgt. lavoratori pionieri (il 401") fu inoltre costituito nel Campo di riordinamento e transito di Minervino Murge (9). La costituzione della 230" Divisione, disposta dallo SMRE il 20 novembre, con l'assunzione da parte di tale nuova Grande Unità

(8) Queste cifre non sono comprensive dei milita ri di numerosi altri reparti, tra i quali quelJi impiegati per manovalanza in località minori, quellì addetti alla protezione ed alla guardia degli impianti, le unità del genio (direttamente impiegate dai Britannici) e due reparti schierati a Barletta in difesa costiera (CCCLXXII btg. f. e CIL gr. a.). (9) Tale Campo fu costituito dopo lo scioglimento dei preesistenti Campi di riordinamento, argomento del quale si è già trattato.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

della giurisdizione su tutte le Unità ausiliarie operanti nelle Puglie, nella Basilicata, nel Molise e negli Abruzzi (già: dipendenti dal Comando Militare delle Puglie e della Lucania - ex IX C.A. - ), comportò lo scioglimento dell'Ufficio Centrale Lavoratori Zona Pugliese (che aveva operato alle dipendenze del predetto Comando militare), nonché dei Comandi di raggruppamento di Bari e di Brindisi e del Comando del Presidio di Taranto. Per i nuovi reggimenti lavoratori pionieri delle Puglie vale quanto già si è detto precedentemente a riguardo di tale tipo di unità: essi fornirono prestazioni decisamente superiori, che riscossero il più vivo compiacimento dei Comandi alleati. Nel quadro del riordinamento dei reparti del genio, lo SMRE dispose la costituzione: il 26 gennaio 1944: di sei compagnie artieri lavoratori (delle quali 2 nell'ambito del IX C.A.) inquadrate da ufficiali dell'Arma del genio e formate con personale già specializzato nella vita civile, tratto da reparti delle altre Armi; -

- il 21 maggio 1944: di quattro reparti lavoratori artieri, tutti nell'ambito del IX C.A .. Tali reparti furono costituiti con criteri analoghi a quelli seguiti per le sei compagnie di cui sopra; il personale fu tratto in buona parte da tre compagnie genio artieri (180", 181\ 182 che vennero sciolte. Tutte queste nuove unità, poste alle dipendenze di impiego del II Distretto inglese, erano destinate a lavorare nelle zone di Bovino, Barletta, Bari e Brindisi; 3

) ,

-

il 30 maggio 1944 : del I btg. artieri genio, su tre compagnie.

Era altresì necessario provvedere all'inquadramento delle numerose minori unità del genio operanti con gli Alleati. Rientra in tale ordine di esigenze la costituzione a cura del Comando del IX C.A. - disposta dallo SMRE il 6 maggio 1944 - di un altro Comando di battaglione del genio, il CMX, da cedere agli Alleati. Detto Comando avrebbe dovuto assumere alle proprie dipendenze amministrative tutti i reparti del genio impiegati dal VI C.A. statunitense nella zona di Anzio. Esso fu approntato il IO maggio a Trani a cura del deposito del 9° rgt. g .. Altri tre Comandi analoghi vennero quindi costituiti l'n luglio per i Comandi genio dei Distretti I, II e III, sempre a Trani. I predetti quattro Comandi di nuova costituzione furono tutti dotati di autonomia amministrativa. E' ancora opportuno ricordare che nelle Puglie tutte le specialità del genio continuarono a dare durante l'intero anno 1944 pre-


Il Comando Militare delle Puglie e della Lucania

ziosa collaborazione agli Alleati (IO). Oltre agli artieri, ai minatori ed ai ferrovieri, gli Alleati stessi fecero largo ricorso ai reparti aerostieri per la difesa dei porti, a reparti telegrafati e posa - cavi (forniti in parte anche dal LI C.A.) ed a reparti mascheratori. I provvedimenti di carattere ordinativo volta a volta presi dal Comando del IX C.A . riguardarono, oltre alle proprie unità, numerosi reparti che poi fu rono impiegati dagli Alleati in altre zone della Penisola. In particolare, limitando l'elencazione ai provvedimenti di maggior rilievo : -

nel mese di marzo furono approntati, per le retrovie della

5" Armata statunitense (zona di Vairano - Caianello), il I btg. del 406° rgt. f., su sei compagnie (a cura del Comando rgpt. di Bari), nonché cinque compagnie autieri; sempre per la stessa esigenza, fu provveduto al riordinamento di un altro battaglione, il XCVI, e del 541° rgt. a.; - in giugno furono trasferiti da Taranto a località della Campania (Pontecagnano e Cancello) due battaglioni dal 407° rgt. f. (il II ed il III), resisi disponibili a seguito dell'impiego in quella base di numeroso personale della Marina militare in sostituzione di quello dell'Esercito; - vennero altresì approntati dodici Comandi di battaglione, a cura del Comando dei Campi di riordinamento, da trasferire in Campania, per un migliore inquadramento delle unità impiegate in quella regione. Anche il Comando del LI C.A. - le cui unità lavoratori erano passate, come si è visto, alle dipendenze del IX C.A. in data 14 gennaio - fu interessato durante i primi mesi dell'anno alla costituzione di diverse Unità ausiliarie (pur essendo stata la sua principale attività circoscritta alla formazione ed all'addestramento di reparti da impiegarsi in operazioni belliche, particolarmente nell'ambito del I Raggruppamento Motorizzato e poi del C.I.L.). Si ricordano in particolare i seguenti provvedimenti: - 6 gennaio: la costituzione della 1" cp. speciale telegrafisti per il Comando del XV Gruppo di Armate, per l'impianto di linee telegrafiche;

(10) Il I btg. genio ferrovieri il 9 maggio si trasferì da Foggia a Bari; il mese seguente la sua 2• cp. fu im piegata in Campania, a Mignano.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- 7 gennaio: la costituzione del I reparto speciale autonomo (a livello compagnia) per il XIII C.A. britannico, partito per la zona di impiego il 15 gennaio (u); - 14 gennaio: l'ordine per il trasferimento ad Acerra, alle dipendenze degli Alleati, della 210"' cp. genio artieri; - 27 gennaio: la costituzione della 822" cp. genio telegrafisti; - 4 febbraio: il trasferimento nella zona di Napoli, alle dipendenze del Comando genio del II Distretto, delle compagnie genio artieri 25"' e 125" delle Divisioni << Piceno » e « Legnano >>; - 15 febbraio: la costituzione dell'870° nucleo guastatori genio, da trasferire a Napoli; - 22 marzo: l'approntamento di tre batterie senza pezzi, per esigenze dei servizi di retrovia a favore degli Alleati; - 23 marzo: l'ordine di trasformazione del LI btg. carristi in rn51" reparto autieri carristi, a disposizione degli Alleati; - 19 aprile: la temporanea destinazione a servizi di guardia per gli Alleati del I btg. del 93° rgt. f. e dei battaglioni I e II del 336° rgt. f., nonché di due compagnie del 120° rgt. f. (in località del II Distretto) e del II btg. del u9° rgt. f. (in località del III Distretto in Campania); - 19 aprile: la costituzione di due batterie senza pezzi per servizi di Intendenza in Campania. Si è ritenuto di elencare questi minori reparti per dare un'ulteriore prova che nel 1944 tutti i Comandi di maggior livello furono interessati all'attività delle Unità ausiliarie. Sarebbe peraltro troppo lungo, se non pleonastico, seguire le vicende di tutti i precitati reparti, che d'altro canto rientrano nel più. ampio quadro della storia delle Grandi Unità ausiliarie, della quale si tratta dettagliatamente nei capitoli che seguono. Si sono sin qui descritti i provvedimenti di varia natura, presi per potenziare le attività di manovalanza, con particolare riguardo a quelle svolte nei porti, ed a quelle proprie dei reparti del genio (riattamenti stradali e ferroviari, bonifiche di campi minati, rimozione di interruzioni, ecc.). ( u) Costìtuìto da I plotone comando e da tre plotoni combattimento, con un organìco complessivo di 9 ufficiali, 9 sottufficiali e IIO truppa, il reparto aveva una dotazìone di 128 pistole, 128 pugnalì, So mitra Beretta, 4 autoblìnde. Esso avrebbe svolto attività di pattuglia sulla fronte del XIII C.A ..


Il Comando Militare delle Puglie e della Lucania

E' altresì opportuno ricordare che molti reparti delle Grandi Unità dislocate nelle Puglie e diversi reparti territoriali continuarono ad essere impiegati in altri importanti servizi, quali la protezione e l'organizzazione degli itinerari, i servizi di guardia a magazzini e a depositi, la fornitura di servizi automobilistici, la protezione di impianti, i lavori agricoli. L'organizzazione degli itinerari, già attuata nello scorcio invernale del 1943, fu estesa nel 1944 verso nord, nel Molise e nel1'Abruzzo. Essa richiese quindi un crescente impegno di personale ed anche la creazione di nuove unità, da impiegare in tale compito (in sostituzione di personale britannico) alle dirette dipendenze dei Comandi alleati, particolarmente nelle zone di retrovia più direttamente a ridosso delle prime linee. Inutile sottolineare l'abnegazione e lo spirito di sacrificio di cui diedero prova gli uomini addetti a questo servizio, che più volte riscossero il plauso dei Comandi alleati. I servizi di guardia prestati a depositi e ad altre installazioni degli Alleati e la protezione degli stessi impegnarono anche nel 1944 numerosissimo personale e risultarono quanto mai preziosi per gli Anglo - Americani che furono messi in grado di svincolare ulteriori contingenti di proprie truppe da tali incombenze. I servizi dei quali si tratta furono svolti da svariati reparti di tutte le Armi, inclusi quelli dei Carabinieri, con prevalenza, naturalmente, dei reparti territoriali e presidiari. Anche le Grandi Unità operative concorsero molto spesso a detti servizi. Ad esempio, nel mese di settembre la Divisione f. << Piceno >> fornì circa 700 militari nei territori di Barletta e di Brindisi: si tratta di un numero invero considerevole, ove si tenga conto che all'epoca la Divisione era costituita su una forza ridottissima. La fornitura dei servizi automob:ìlistici, nell'ambito del IX C.A., riguardò interi reparti all'uopo costituiti. Si ricordi a tal proposito che già a febbraio gli Alleati impiegavano a Brindisi la 1002" cp. autieri ed a Taranto l.a rnoo". In seguito furono costituiti ed impiegati altri reparti della specialità a livello compagnia. Infine il 25 maggio lo SMRE dispose la costituzione del 1019° reparto autieri, primo di altri quattro reparti analoghi da costituire, uno al mese, nel periodo giugno- settembre. La scarsità di mano d'opera civile nei campi impose, nell'estate del 1944, l'impiego di notevoli contingenti di militari pratici di lavori agricoli, soprattutto per la mietitura del grano nelle Murge (vds. All. n. 23). Per tale esigenza fu costituito a Foggia un apposito Ufficio Centrale Militari Agricoli, con il compito di dirigere i la-


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Le Un itii ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberaz ione

vori e soprattutto di svolgere una complessa capillare azione disciplinare ed amministrativa nei riguardi di quei soldati, dispersi nelle varie case coloniche della zona. Nei lavori predetti furono particolarmente impiegati militari anziani, in buona parte trasferiti dalla Sardegna, trattenuti a domanda dietro particolare ricompensa. Si tornerà più avanti sull'argomento, allorché si parlerà delle truppe ausiliarie della Sardegna. E' comunque doveroso sottolineare che i risultati di tale particolare tipo di impiego furono superiori ad ogni aspettativa e che vivissimi furono gli elogi tributati dalle Autorità nazionali e da quelle alleate ai militari adibiti in questi lavori.

L'impegno di militari italiani in servizi ausiliari nell'ambito del IX C.A. aumentò durante tutto il r944 soprattutto per qualità e per rendimento, tanto da meritare numerosi riconoscimenti da parte delle Autorità alleate. Moltissimi elogi sono allegati alle relazioni mensili del Comando del C.A. e ad esse si rimanda chi volesse approfondire l'argomento. Purtroppo anche nei lavori di manovalanza si ebbero talvolta a registrare perdite : numerosi feriti ed anche alcuni morti, vittime di un lavoro oscuro, ma quanto mai prezioso per la causa dell'Italia. Anche nelle Puglie, come del resto nelle altre regioni dell'Italia liberata, vi furono per contro episodi - fortunatamente rari - di effrazione di materiali alleati da parte di nostri militari. Si trattò comunque di casi non frequenti, forse giustificati dalle condizioni di inedia e di miseria in cui versavano all'epoca le nostre truppe. Gli Organi centrali italiani disposero una durissima repressione di tali disdicevoli episodi (vds. f. n. u35/0p. in data 23 febbraio 1944 del Comando IX C.A. in All. n. 24) che valse a renderne sempre più raro il ripetersi. Ad essi fecero d'altro canto riscontro i numerosi casi in cui nostri militari di guardia a depositi alleati vietarono furti anche da parte di soldati britannici ed americani.


IL COMANDO MILITARE DELLA CALABRIA

Comando Militare della Calabria è il nominativo che il Comando del XXXI Corpo d'Armata assunse a partire dal 21 giugno 1 944·

Nel corso dell'anno suddetto, con il progressivo allontanarsi delle operazioni belliche dalle regioni meridionali, e con lo sfruttamento a pieno ritmo dei porti di Napoli e delle altre città costiere dell'Adriatico e del Tirreno già liberate, il XXXI C.A. perse quasi del tutto le sue funzioni di Grande Unità di retrovia che aveva esercitato subito dopo l'armistizio, mentre gli rimasero affidati tutti i compiti di natura più spiccatamente territoriale. Il contributo fornito agli Alleati da questo Comando risultò pertanto meno consistente di quello forni to dalle altre Grandi Unità che cooperarono con gli Alleati stessi nel campo delle attività ausiliarie. Si trattò peraltro di un contributo egualmente rilevante, sia per qualità sia per quantità, tanto più se raffrontato alla sua scarsa forza; forza che, già esigua alla data del 1° gennaio 1944, subì nel corso dell'anno ulteriori riduzioni per effetto del trasferimento di quasi tutte le sue unità nelle zone più avanzate. Le relazioni mensili del Comando del C.A. forniscono a riguardo dati altamente significativi, che sono sintetizzati nell'allegato n. 25. Da essi si può rilevare che : - nei primi due mesi del '44 una forte aliquota di personale fu adibita ad attività di carattere prevalentemente tecnico (circa 2.500 uomini). In effetti l'esigenza di provvedere alla riattivazione delle strade, delle ferrovie e dei collegamenti, alla disattivazione dei campi minati e delle interruzioni, al brillamento dei proiettili inesplosi impose in quel primo periodo di impiegare in quegli stessi lavori personale di tutte le Armi. Anche i lavori di discarica nei porti e di manovalanza in genere richiesero l'impiego giornaliero di un considerevole numero di uomini (circa 600);


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberaz ione

- a partire dal mese di marzo le attività di carattere tecnico furono invece affidate prevalentemente alle unità del genio del C.A. e delle Grandi Unità dipendenti; anche per questi reparti l'impiego giornaliero, nei successivi mesi, andò gradualmente diminuendo: da 687 uomini in marzo, si passò a 54 uomini in dicembre; - a partire da maggio, le relazioni riportano i dati relativi ai servizi di protezione e guardia agli impianti, in precedenza compresi fra le attività tecniche e di manovalanza. Fino a tutto ottobre detti servizi comportarono un crescente impiego di uomini (da 667 in maggio a r.006 in ottobre; da notare inoltre che nel periodo luglio ottobre circa 140 uomini furono addetti al servizio di scorta ai treni); - l'impiego dei nostri militari nei servizi ausiliari scese a cifre pressoché irrisorie in novembre ed in dicembre (rispettivamente 405 e II2 uomini al giorno): si tratta dell'epoca nella quale il Comando Militare della Calabria perse l'ultima Grande Unità rimastagli, la Divisione f. « Mantova >J. Le relazioni di novembre e di dicembre mettono comunque in evidenza che anche per questi mesi, pur con forza ridottissima, il Comando della Calabria poté soddisfare tutte le richieste delle Autorità alleate. D iamo adesso un rapido sguardo alle vicende organiche del Comando Militare della Calabria durante il 1944. All'inizio dell'anno dipendevano da esso la Divisione f. « Mantova))' le Divisioni ex - costiere 2II .. e 212", il Comando della Divisione 214"', in corso di trasferimento, il Comando Piazza di Crotone e supporti vari di C.A. (14° e 21° rgpt. a., I e II btg. g. artieri, CIII btg. g. minatori ed alcune compagnie di altre special~tà del genio). Nel corso dell'anno il XXXI C.A. perse progressivamente gran parte delle unità dipendenti: a) nel mese di gennaio: partirono per Termoli 3 btg., il DLVI costiero, il CDXLVII bersaglieri, il btg. lavoratori «Napoli», tutti e tre destinati alla 209" Divisione; , b) nel mese di marzo: la 212" Divisione, a scaglioni successivi, si trasferì in Campania. Il C.A. perse inoltre di forza le quattro compagnie lavoratori artieri costituite il 26 gennaio per ordine dello SMRE, delle quali si è già detto trattando del IX C.A.; e) nel mese di aprile: fu sciolto il 21° rgpt. a. e con il suo personale furono costituiti due gruppi per servizi di intendenza (301° e 302°), che partirono per Napoli nel mese seguente; d) alla fine di maggio il Comando del C.A. sciolse la 2II.. Divisione - che già aveva perso in aprile il I btg. del 518° rgt. f., trasfe-


Il Comando Militare della Calabria

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rito in Sicilia (il 518° si era ridotto su Comando di reggimento quadro) - e dispose il trasferimento alla Divisione «Mantova» e ad altri propri reparti del personale resosi così disponibile; e) per quanto concerne le unità del genio, i battaglioni dipendenti dal Comando dd C.A. furono sciolti o trasferiti nel mese di aprile; il C.A. conservò .fino ad ottobre la sola compagnia telegrafisti e la 38" mista genio. Per effetto di tali progressive perdite di Grandi Unità e di reparti, a partire dal mese di giugno i servizi ausiliari furono forniti in gran parte dalla Divisione f. «Mantova », oltreché dai reparti minori del C.A.. Peraltro le Autorità centrali avevano già disposto, a partire proprio da q uello stesso mese, la progressiva trasformazione della «Mantova,) in Gruppo di Combattimento, in vista del suo futuro diretto impiego nelle operazioni belliche. La trasformazione dcli.a « Mantova » fu portata a termine in novembre; la Divisione fu articolata su due reggimenti fanteria, di due battaglioni ciascuno (il 76° ed il u4° rgt. f.), un reggimento fanteria su due compagnie di formazione (il 119°), un reggimento di artiglieria su quattro gruppi, minori reparti del genio e dei servizi. Il Comando Militare della Calabria perse la « Mantova >' alla fine di novembre. Il Gruppo di Combattimento (tale era adesso il nome della Grande Unità) fu trasferito in quei giorni nel Beneventano, alle dipendenze amministrative del Comando Militare della Campania, per compiere il necessario periodo di addestramento. Il Comando Militare della Calabria continuò a fornire agli Alleati il suo contributo - pur se esiguo - anche negli ultimi mesi del1'anno. In particolare, per soddisfare le varie esigenze, nel mese di ottobre furono costituiti due nuovi battaglioni di sicurezza, il II del 46° rgt. f. ed il II del 5° rgt. f. « Aosta>). A queste due unità vennero affidati i seguenti compiti: - protezione degli impianti silani (laghi artificiali, dighe, condotte forzate, ecc.); - protezione dei ponti e delle gallerie ferroviarie nonché dei ponti stradali; - protezione degli impianti portuali di Crotone e dell'aeroporto di Isola Capo Rizzuto; - servizi di guardia a depositi vari; - orgamzzaz10ne del traffico e gestione dei posti sosta per gli Alleati.


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Le UnitĂ ausiliarie dell'Esel'cito italiano nella Guerra di Liberazione

Durante il 1944 il Comando Militare della Calabria non ebbe a lamentare perdite. Ciò non toglie che i suoi reparti si distinsero egualmente per senso del dovere e spirito di abnegazione. Guidati da Quadri di sicuro valore, essi diedero prova di disciplina e spiccato spirito di sacrificio, meritando numerosissimi apprezzamenti e riconoscimenti da parte delle Autorità alleate.


LA 209a DIVISIONE

Come si è già detto, con il nuovo ordinamento disposto dallo SMRE in accordo con le Autorità alleate alla fine del 1943, alla 209a Divisione fu affidato il compito di fornire reparti per i servizi ausiliari nelle immediate retrovie dell'8a Armata. Formalmente, la Divisione rimase alle dipendenze disciplinari ed amministrative del Comando del IX C.A. fino all'8 giugno 1944, data sotto la quale passò alla Delegazione Adriatica. La 209"' Divisione dispose peraltro della più ampia autonomia, in considerazione della zona più avanzata nella quale molti suoi reparti vennero impiegati. Alla data del 1° gennaio 1944 il Comando avanzato della Divisione era dislocato a Monteodorisio, in provincia di Chieti, ed aveva alle proprie dipendenze le seguenti Unità: - 15° rgt. f. su tre battaglioni, con dislocazione ripartita tra le zone di Campobasso, Isernia e Barletta; - n2° rgt. f. su quattro battaglioni e reparti minori, dislocati in varie località delle province di Chieti, Campobasso e Foggia (alcuni anche in provincia di Bari); - Comando Difesa Porto di Bari; - 41° rgpt. a. su quattro gruppi dislocati a Barletta, Bari, Monopoli e Polignano. Dipendevano inoltre dalla Divisione, per l'impiego, le seguenti unità dislocate nelle immediate retrovie del fronte (S. Salvo, Termoli, Petacciato, Vasto, Volturara di Foggia, Larino, Castelfrentano): - 141° rgt. f., con il CCXVI btg. e due compagnie del DLVI btg.; - I rgpt. g. su due battaglioni artieri (XXVIII e DII), una compagnia artieri autonoma, la 29"' cp. g. minatori (r); 2 ° reparto salmerie. (1) Il Comando del raggruppamento fu sciolto il r5 gennaio r944.


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Le Unitù ausilial'ie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione -----

Anche il LIV btg. lavoratori, dislocato ad Amendola, era mquadrato nella Divisione. Alla data del 15 gennaio 1944 era stato realizzato, a livello reggimento, l'affiancamento con i CC.AA. britannici V (Comando del n2° rgt. f.) e XIII (Comando del 15° rgt. f.) (2). Tale ripartizione fu oggetto, durante l'anno, di continue variazioni, conseguenti a trasferimenti di reparti ad altre Grandi Unità - particolarmente alle Divisioni 210" e 228.. - ed a provvedimenti innovatori disposti dallo SMRE nel campo ordinativo. Da ricordare ancora che nei primi mesi del '44 il Comand.o della Divisione fu preposto al recupero degli sbandati nelle zone di sua giurisdizione (3). Nel mese di febbraio anche i reggimenti della 209a Divisione - come tutte le altre unità ex - costiere a tale livello - a seguito del noto provvedimento dello SMRE, mutarono il proprio ordinamento nonché il numero indicati:vo come segue (4): 15" rgt. f. in 515" rgt. f. su tre battaglioni; 112° rgt. f. in 522° rgt. f. su tre battaglioni; (2) All'inizio dell'ann o il V Corpo d 'Armata britannico operava lungo la fascia costiera e quindi il Comando del 112° rgt. f. inquadrò tutte le unità italiane dislocate lungo tale fascia. Il XIII C.A. operava invece lungo una fascia più interna e perciò i reparti italiani qui dislocati furono assunti dal Comando ciel 15° rgt. f. Inoltre tutti i reparti del genio che cooperavano con 1'8" Armata rimasero alle dipendenze del Comando del genio divisionale. (3) All'inizio del '44 il ricupero degli sbandati risultò difficoltoso, anche perché buona parte di essi erano impiegati direttamente dai Comandi alleati, con buone paghe, per i lavori stradali. Al Comando della 209" Divisione era stato affidato contemporaneamente l'avviamento degli sbandati dal nord verso le Puglie e l'afflusso verso il Molise e gli Abruzzi dei reparti di nuova costituzione, destinati ad operare con 1'8" Armata. Detto Comando il 20 gennaio dispose, pertanto, l'istituzione cli un Comando Tappa a Termoli al quale affluì, tra gli altri reparti, il btg. lavoratori « Napoli », destinato ,al 141° rgt. f .. In seguito fu istituito un Comando Tappa anche a Vasto. (4) Il cambio di nominativo riguardò anche i battaglioni DLVI e « Napoli i i , arrivati entrambi dalla Calabria - rispettivamente il 21 ed il 29 gennaio - per rinforzare i reggimenti fanteria 112° e 14r0 (poi 522° e 541°). Viceversa il CDXLVII btg. bersaglieri - giunto da Trebisacce in zona avanzata il 21 gennaio - mantenne il proprio nominativo in vista della sua appartenenza alla particolare specialità. Sempre in tema di rinforzi, è da ricordare che il 16 febbraio arrivò a Termoli, da Bari, il IX btg. mitraglicri, che il 20 febbraio si trasferl a Torino del Sangro. Giunsero inoltre a Termoli due compagnie genio artieri, che furono inquadrate tra i reparti genio della Divisione.


La

209a.

Divisione

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141° rgt. f. in 541" rgt. f. su tre battaglioni, dei quali il terzo era il 447° btg. bersaglieri; - 4rr rgpt. a. in 541° rgt. a. su due gruppi. In quello stesso periodo parte della Divisione si era trasferita più a nord; erano rimasti nelle Puglie il 541° rgt. a., in corso di riordinamento, il CXXXVI btg. f., stanziato a Polignano, ed il LIV btg. lavoratori ad Amendola. Conseguentemente anche il Comando della Divisione si portò in zona più avanzata, ripartendosi tra Furci, in provincia di Chieti, e Termoli. In aprile, a seguito della costituzione del Comando del Raggruppamento Truppe Italiane per 1'8a Armata (8 aprile), la 209a Divisione perse alcuni reparti da tempo alle sue dipendenze solo di nome, in quanto amministrati dal preesistente Comando Amministrativo Forze Italiane per 1'8" Armata. Altre unità furono cedute a tale nuovo complesso di forze nel corso dell'anno. A seguito della costituzione del predetto Comando di raggruppamento, alla 209"' Divisione rimase la giurisdizione sulla fascia di territorio comprendente le province di Campobasso e di Chieti. Alla data del ro maggio 1944 essa era così articolata e dislocata: - Comando ad Atessa; - 515° rgt. f. nella zona di Termoli e di Ortona (su un battaglione); - 522° rgt. f. su due battaglioni (Il a Castelfrentano e III a Mozzogrogna - Torino del Sangro); - 541° rgt. f. su tre battaglioni (I a S. Salvo, II ad Ortona, CDXLVII bersaglieri a S. Salvo); ~ IX btg. mitraglieri, più una compagnia, a Torino del Sangro - San Puro; - unità del genio: XXVIII btg. artieri a Mozzogrogna, DII btg. artieri a Termoli, 29a cp. minatori a Vasto. Dipendeva inoltre dal Comando della Divisione un reparto movieri di nuova costituzione; tale reparto, dopo avere seguito un apposito corso sulle segnalazioni e sui regolamenti stradali britannici, fu impiegato dalla Polizia militare alleata per il controllo del traffico su alcune rotabili abruzzesi - molisane di particolare importanza (5). 0

I

(5) Un secondo reparto movieri fu costituito il 25 maggio su richiesta del Comando del V C.A. britan nico.

7. - Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Il 15 giugno venne effettuato un nuovo riordinamento della Grande Unità, a seguito del quale essa risultò così articolata: -

Comando della Divisione ad Atessa;

- Comando del 515° rgt. f. a Termoli (6); - 522° rgt. f. con il Comando a Scerni (Chieti), su tre battaglioni (I a S. Vito Chietino, II a Rocca S. Giovanni, III btg. speciale a Casalbordino) (7); - 541° rgt. f. con il Comando a S. Salvo e due battaglioni (I a Cupello in provincia di Chieti e II a S. Salvo); - reparti del genio: XXVUI btg. artieri a Mozzogrogna, DII btg. artieri nei pressi di Vasto, altre tre compagnie artieri a Termoli ed a Pescara, 29" cp. minatori a Vasto. Anche la 209" Divisione, a partire dai primi di luglio fu interessata alla trasformazione dei suoi reggimenti in reggimenti lavoratori pionieri. In tale quadro si collocano le partenze per il campo di Minervino Murge di cinque compagnie del 522° rgt. f. (28 giugno), del Comando e delle altre compagnie del reggimento che ancora erano rimaste nella zona di Ortona ( 14 luglio), dei complementi affluiti dal Campo di Termoli (8). Fin dal 14 luglio il 522° rgt. f. - rinforzato da 626 complementi inviati a Minervino a cura del Comando del IX C.A. - assunse il nuovo nome di 410° rgt. lavoratori pionieri. Alla data del 20 luglio una sua prima aliquota venne impiegata nel Lazio ed in Umbria (9).

(6) Il Comando del 5r5° rgt. f., trasferitosi a Termoli il 6 giugno, vi aveva assunto le funzioni di Comando Campo transito per gli sbandati. Il suo I btg. era stato trasferito al 522° rgt. (vds. nota seguente n. 7). (7) I battaglioni I e II risultarono dal riordinamento di tutti i reparti dei reggimenti 515° f. e 522° f., nonché di alcuni del 541° f. (quelli addetti ai lavori nella zona di Vasto). Il III btg. speciale fu invece formato -con la 656"' cp. « movimento stradale >l, due compagnie del vecchio I btg. del 522° rgt. addette alla Polizia stradale, una cp. dell'ex III/522°, addetta alla scorta treni. (8) In un primo tempo era stato previsto che la trasformazione del reggimento avesse luogo nelle sue località cli impiego, mediante il ricupero degli sbandati, che sarebbero stati impiegati come complementi della Divisione. Ciò non era stato peraltro possibile, a causa dello scarso numero degli sbandati ricuperati. (9) Comando I btg. con due compagnie tra Spoleto e Norcia, due compagnie presso Roma.


La 209" Divisione

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Nei mesi estivi la Divisione si trasferì ulteriormente verso nord : la situazione descrittiva del 15 agosto riporta infatti diversi battaglioni lavoratori pionieri impegnati ad Ancona ed il Comando della Divisione trasferito ad Osimo. La rapida progressione delle forze anglo - americane verso la linea « gotica», le conseguenti nuove esigenze lavorative a tergo di tali forze, infine il riordinamento dei reggimenti di fanteria e di artiglieria in reggimenti lavoratori pionieri comportò da agosto in poi tutta una successione di variazioni nell'ordinamento della Grande Unità ed un continuo scambio di forze con le Divisioni 2ro" e 228". A fine agosto la 209a Divisione era così ordinata: - 401°, 4ro 413° reggimenti lavoratori pionieri, non ancora completi; - 515° rgt. f. (su Comando e due compagnie) e 541° rgt. f. (su due battaglioni) in riordinamento a Minervino Murge (ro); - reparti del genio: XXVIII e DII btg. artieri, numerose compagnie artieri autonome provenienti da Arezzo, tre reparti lavoratori artieri; - altri minori reparti. A quell'epoca la Divisione prestava la sua opera in una fascia di territorio molto profonda, da Termoli a Senigallia; un notevole concentramento di reparti era stato operato a favore del porto di Ancona, dove erano impiegati ben cinque battaglioni lavoratori pionieri (I/ 401°, I e II del 4ro I e II del 413°). Le Autorità alleate, peraltro, considerarono eccessivamente profonda quella fascia di territorio e pertanto, in accordo con lo SMRE, trasferirono alle dipendenze di impiego del II Distretto britannico ed amministrative del Vice Comando della Divisione tutte le unità impegnate a sud del Tronto. Tutti i reparti dislocati a nord del Tronto conservarono invece le loro dipendenze dal I Distretto e dal Comando della Grande Unità. A fine settembre si addivenne ad una diversa ripartizione territoriale tra le Divisioni 209°" e 228" (II): la fascia avanzata adriatica (praticamente la provincia di Pesaro e la zona già liberata della Ro0

,

0

,

(10) Il 515° rgt. f. fu sciolto il 4 settembre 1944. Il Campo transito da esso gestito fu posto alle dipendenze, a partire da quella data, di un apposito Comando retto da un capitano, che assunse in proprio tutti i servizi di guardia precedentemente forniti da quel reggimento nella zona. Più tardi, esso si trasferl a lesi dove lo troviamo a fine anno. (rx) Ex raggruppamento forze italiane per 1'8"' Armata.


Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

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magna) fu assegnata alla 228" Divisione, le Marche e gli Abruzzi rimasero alla 209" Divisione. Alla data del 1° ottobre tutti i reggimenti lavoratori pionieri erano articolati sui due prescritti battaglioni e la Divisione inquadrava: - quattro reggimenti lavoratori pionieri: 400° (12), 401°, 4ro 413°, impiegati nella fascia più avanzata del I Distretto; - il 541° rgt. f. nella zona del Il Distretto (13); - reparti del genio : XXVIII btg. e DII btg. artieri, 562a cp. rastrellamento mine, otto reparti lavoratori artieri; - altri minori reparti vari. L'ordinamento della Divisione, a seguito di ulteriori movimenti di alcuni reparti, variò ancora nei mesi di novembre e di dicembre. Alla data del 1° novembre troviamo inseriti nella Grande Unità il 402° rgt. lavoratori pionieri, due battaglioni servizi generali (il DXV ed il DXX) ed il III/522° rgt. f.. A fine dicembre infine la Divisione comprendeva le seguenti unità: - 400° rgt. pionieri con un solo battaglione impiegato a Castiglion Fiorentino; - 401° rgt. pionieri su due battaglioni; - I btg. del 403° rgt. pionieri; - Comando del 410° rgt. pionieri; - 413° rgt. pionieri su due gruppi; - reparti del genio (XXVIII e DII btg. genio artieri, cinque compagnie genieri e quattro reparti genieri); - tre battaglioni servizi e guardia (515°, 520°, 521°); - reparti minori e vari, tra i quali il Campo sosta di lesi. Questo nuovo assetto della Grande Unità era stato determinato dai numerosi movimenti di reparti verificatisi nelle retrovie del fronte, tra i settori della 5a Armata, dell'8" Armata e del V C.A. e da intese intercorse tra i comandanti delle Divisioni 209.. e 2ro". In seguito a tali movimenti, a fine anno la 209a Divisione era ripartita in due grossi blocchi, il primo impiegato nella zona costiera delle Marche, l'altro nelle province di Arezzo e di Perugia. 0

,

(12) I due battaglioni del 400° rgt. lavoratori pionieri erano all'epoca impiegati nella fascia della Toscana confinante con l'Umbria. (r3) Il 541° rgt. f. passò il 20 ottobre 1944 alle dipendenze del Comando Militare delle Puglie e della Lucania.


La 209" Divisione

IOI

L'attività lavorativa della Divisione durante l'intero arco del 1944 era stata quanto mai impegnativa e preziosa per gli Alleati. Una relazione del Comando della Divisione in data 31 ottobre 1944 ci rende noto che a quell'epoca circa 20.000 uomini alimentavano le operazioni nel settore adriatico. Come risulta dall'All. n. 26 tale cifra è alquanto superiore alla forza media giornaliera fornita dalla Grande Unità (molto probabilmente corrisponde alla forza effettiva), che h1ttavia era arrivata a quella data a livelli di notevole rilievo. Il lavoro riguardò, durante tutto l'anno, i più svariati settori. Sono da ricordare in particolare: - il riattamento e la costruzione di ponti e di ferrovie; - le costruzioni portuali; - lo scarico dai convogli in arrivo nei porti adriatici e lo smistamento di armi, munizioni, viveri, materiali vari. Tale tipo di lavoro continuò ad essere particolarmente intenso ad Ancona, dove a fine ottobre lavoravano ben 3.000 uomini; - i lavori da mina, per l'estrazione dalle cave di materiale da costruzione; - la demolizione di fabbricati pericolanti e lo sgombero di macene; - i lavori specializzati per la riparazione di materiali del gemo; - il rastrellamento e la disattivazione di mine anticarro ed antiuomo tedesche; - il servizio di guardia ad importanti infrastrutture e depositi; . - i lavori di manovalanza nei magazzini alleati di munizioni e viveri (ivi compresa la panificazione). I militari della 209"' Divisione - come tutti quelli delle Unità ausiliarie - ricevettero durante l'anno numerosi, lusinghieri encomi da parte dei Comandi alleati per l'abnegazione e lo spirito di sacrificio con i quali esplicarono le loro mansioni. Basti qui ricordare per h1tti l'elogio trasmesso il 30 ottobre 1944 dal Comandante del 19° Pionier Group agli uomini che lavoravano ad Ancona; tra l'altro l'ufficiale britannico mise in rilievo che l'apporto dato dai militari della 209"' Diyisione aveva segnato « il limite massimo individuale raggiunto rispetto a quello fornito da tutti gli altri militari italiani


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Le U nitù ausilia1·ie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

ed alleati impiegati nello stesso compito in tutto il territorio liberato della Penisola». Altro apporto di particolare rilievo dato dalla Divisione, che va ricordato, è l'opera prestata dal CDXLVII btg. bersaglieri nei mesi di giugno e di luglio nel cantiere del .fiume Trigno. Il battaglione, unitamente ai reparti del genio dislocati a Termoli, portò a termine la pavimentazione in macadam della strada statale n . r6 nel tratto Termoli - Vasto. Anche la 209° Divisione ebbe a lamentare durante il 1944 dolorose perdite. Le relative cifre (3r caduti, tra i quali r ufficiale e 98 feriti, dei quali 3 ufficiali) sono indubbiamente significative, perché ci danno testimonianza dello spirito di sacrificio e dello sprezzo del pericolo con i quali gli uomini della 209 Divisione - particolarmente quelli che furono impiegati ad immediato ridosso delle prime linee - fornirono la loro opera. Per concludere ricordiamo in.fine che il Comando della 209 Divisione fu tenuto durante l'anno, in successione di tempo, dai generali Properzy e Olmi. 3

3


LA 21W DIVISIONE

Durante l'intero anno 1944 la 210" Divisione seguì, praticamente senza sosta, l'avanzata: delle forze alleate a immediato ridosso delle prime linee. Il suo ordinamento subì moltissime variazioni all'inizio del1'anno, che si procurerà, per motivi di chiarezza, di schematizzare il più possibile; a partire dal mese di aprile, la sua intelaiatura rimase sostanzialmente inalterata, se si eccettua l'afflusso di minori reparti e di complementi, nonché la temporanea aggregazione, avvenuta durante l'autunno, delle unità destinate alla costituenda 231" Div1S1one. Come già precedentemente illustrato, la 210" Divisione, a partire dal 7 dicembre 1943, si era trasferita dalla zona di Brindisi in Campania; il 1° gennaio 1944 il Comando della Grande Unità si era sistemato a S. Giovanni a Teduccio ed i suoi reggimenti (513°, 514°, II4° f. e 16° rgpt. a.) si trovavano nelle zone di Napoli, Torre del Greco, Nola, Capua, Aversa. Tra il 25 gennaio ed il 7 febbraio del 1944 fu operata la prima importante trasformazione ordinativa della Divisione, sulla base delle direttive di impiego delle nostre Grandi Unità concordate a fine dicembre '43 tra le Autorità alleate e gli Organi centrali italiani. Per la 210" Divisione tali direttive prevedevano che essa operasse alle dipendenze della 5" Armata statunitense e che ne seguisse l'avanzata, per fornirle supporto di lavoro e logistico. Conseguentemente il Comando della Grande Unità si trasferì a Caserta dove si affiancò al Comando dell'Armata americana. Esso conservò alle proprie dipendenze il 514° rgt. f. ed assunse i reggimenti 67° f. e 548° f. (ex 148°) nonché il battaglione misto complementi ed il XIII btg. g. ferrovieri. Tali unità si portarono avanti verso la fronte della 5" Armata, mentre a Napoli restarono, alle dipendenze del Vice Comandante della Divisione, il 513° rgt. f. ed il 516° rgt. a. (ex 16° rgpt. a.). Il 9 febbraio le unità rimaste nella città partenopea passarono alla 227" Divisione; in loro vece la 210"' rice-


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

vette il 523° rgt. f. (ex II3° rgt. f. <e Mantova J>), che, con il 512° rgt. f. (ex II4° rgt. f.) e con il 545° rgt. f. (ex 145°) fu inquadrato nella Brigata P.B.S. (1), agli ordini del gen. Tommaselli. Il 22 marzo i reggimenti 523° e 512° furono trasferiti alla 212" Divisione. Il 545° - restituito alla 227"' Divisione - fu lasciato in rinforzo alla 212". A seguito della definizione di un nuovo limite settoriale tra la 5" e 1'8a Armata (8 aprile 1944), e del conseguente addensamento verso il litorale tirrenico della 5" Armata, alcuni reparti della 210" Divisione vennero a trovarsi nell'ambito territoriale dell'Armata britannica. Fu perciò necessario istituire il Comando di raggruppamento forze italiane per 1'8" Armata. Esso venne costituito con il Comando della Brigata P.B.S. ed ebbe alle proprie dipendenze il 514° rgt. f. su due battaglioni (I/ 514° e CXII btg. mitraglieri), la 210"' cp. mista genio, il I gr. salmerie su quattro reparti ed altre minori unità. Il predetto Comando rimase alle dipendenze della 210• Divisione fino al 19 aprile, data sotto la quale esso divenne completamente autonomo. Pertanto a partire da quel giorno, la 210" restò costituita su tre reggimenti fanteria (67°, 548° e 525°, quest'ultimo ricevuto dalla 212"' Divisione) e minori unità, tra le quali il XXIII btg. genio artieri, il CIII btg. genio minatori, il II gruppo salmerie su sei reparti. Con questa formazione la Divisione partecipò all'offensiva primaverile della 5" Armata ed alla successiva avanzata a nord di Roma. A prescindere dall'assegnazione di minori reparti e di complementi, soltanto fra il 21 agosto ed il 12 settembre la Divisione ricevette una nuova importante unità: il II btg. del 412° rgt. lavoratori pionieri, già parzialmente impiegato dagli Alleati nella zona di Piombino (che fu posto alle dipendenze del 525° rgt. f.); inoltre il 25 agosto passarono alle dipendenze della 2ro" altri quattro reparti salmerie, che furono riordinati in due soli reparti. Il 9 settembre la 210" ricevette il 185° rgt. paracadutisti << Nembo», che però, successivamente, sarebbe stato impiegato in compiti specificatamente operativi; pertanto si tralascia di trattarne in questa sede. Il 26 settembre il 67° rgt. f. assunse il II btg. del 417° rgt. lavoratori pionieri su sei compagnie; nel mese seguente furono assegnati (1) Come fa chiaramente intendere il nominativo, i reparti di tale Brigata dovevano dare supporto di lavoro alla P.B.S. statunitense.


La

210•

Divisione

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alla :ç>ivisione anche il Comando di tale reggimento ed il suo I btg.; sicché si ricostituì l'intero 417° rgt. - al quale fu trasferito anche il btg. II/ 412° - che fu impiegato ad Arezzo e nel Mugello. Alla fine di ottobre, quindi, la 210" Divisione era costituita su 4 reggimenti ed altri reparti delle varie Armi e dei servizi. Dipendevano inoltre dalla Divisione il 5n° btg. guardia dislocato a Firenze - che compare per la prima volta nelle situazioni della Divisione il 13 ottobre - e due gruppi salmerie, il XX ed il XXI, il primo su nove reparti ed il secondo su cinque reparti (2). Il 1° novembre fu costituito a Firenze, alle dipendenze della 210" Divisione, il 6° rgt. guardia, inquadrante il 5u btg. guardia e, temporaneamente, il II btg. del 400° rgt. lavoratori. Il 6 novembre giunse a Prato il Comando del 412° rgt. lavoratori pionieri, che fu preposto all'inquadramento del proprio II btg. e del II btg. del 400° rgt. lavoratori pionieri. La Divisione aveva a questo punto una costituzione alquanto eterogenea rispetto alle altre Grandi Unità che operavano con gli Alleati. Essa era infatti costituita su tre reggimenti di fanteria - ciascuno di essi su due battaglioni di quattro compagnie -, due reggimenti lavoratori pionieri - ciascuno di essi su due battaglioni di sei compagnie - , un reggimento sicurezza e guardia, i reparti del genio, delle salmerie e dei servizi. E' inoltre da sottolineare - fatto unico fra tutte le Grandi Unità ausiliarie - che i reggimenti di fanteria avevano conservato il loro numero tradizionale e la loro articolazione: si trattava evidentemente del riconoscimento, da parte delle Autorità statunitensi, delle caratteristiche di unità combattenti alle quali i reggimenti della 210a Divisione mai avevano rinunciato durante tutti quei mesi di dura guerra. Il 3 dicembre i reparti del genio furono posti alle dipendenze di un nuovo Comando di raggruppamento, il 210° g. da combattimento. Il 20 novembre fu costituita una nuova Grande Unità, la 231~ Divisione, che doveva inquadrare tutti i reparti di lavoratori pionieri e delle altre specialità cooperanti con il XIII C.A. britannico, sempre nell'ambito della 5" Armata. Il 17 dicembre la nuova Divisione ricevette dalla 210" i due reggimenti pionieri (412° e 417°) ed il XXI 0

(2) Tale nuovo ordinamento delle salmerie compare per la prima volta nella situazione della Divisione in data 13 ottobre. Esso doveva rispondere evidentemente alle accresciute esigenze della zona dell'Appennino tosco emiliano, nella quale si era trasferita la guerra.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

gruppo salmerie. Cosicché, a tale data, la 210.. riassunse la sua precedente fisionomia, con i tre reggimenti di fanteria, il 210° rgpt. g. ed il 6° rgt. sicurezza e guardia su due battaglioni, il 5II 0 ed il 512°, il XX gr. salmerie. :i(<

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Anche i reparti della 210' Divisione, come tutte le altre Unità ausiliarie, svolsero i consueti lavori (riattivazioni stradali e ferroviarie, gittamento di ponti, lavori nei porti, disattivazione di campi minati, scarico di munizioni e di materiali vari dai convogli ferroviari, e soprattutto trasporto dalle retrovie alle prime linee di munizioni, viveri e materiali vari). E' da mettere in rilievo che quasi tutte le unità della Divisione si trovarono ad operare ad immediato ridosso di quelle della 5n Armata durante l'intero ciclo dell'avanzata, che portò gli Alleati dal Garigliano fino alla displuviale appenninica tosco - emiliana. I reparti furono quindi sottoposti a particolare usura ed a privazioni; inoltre si trovarono spesso coinvolti in episodi bellici sia indirettamente, sia direttamente. Come si vedrà più avan ti, le perdite della 210• furono considerevoli. Interessa particolarmente, in questa sede, seguire la progressione delle unità della Divisione dalla linea del Garigliano verso nord. I primi importanti spostamenti si registrarono con il trasferimento di alcuni reparti nella testa di sbarco di Anzio. Fra il 3 marzo 1944 (data della partenza per Anzio del II gruppo del 567° rgt. artiglieria) ed il 16 maggio vi fu un considerevole travaso di reparti italiani in quella zona. Ai primi di maggio vi si trovavano circa 2 .000 nostri militari, appartenenti al 548° rgt. f., al citato II gruppo del 567° ed a reparti vari del genio. Essi fornirono un sostegno logistico quanto mai importante alle forze alleate, particolarmente nel periodo più difficile della controffensiva tedesca contro la testa di sbarco. Gli Americani apprezzarono moltissimo l'opera dei nostri soldati e ne fanno fede i numerosi elogi da essi tributati a singoli militari e ad interi reparti. All'inizio del mese di maggio le altre unità della Divisione si trovavano ad immediato ridosso del fiume G arigliano con il Comando della Grande Unità a Montanaro, presso Sparanise. Non appena la 5a Armata sferrò l'offensiva per Roma e dilagò oltre il Garigliano, le unità della 210~ Divisione mossero subito al seguito delle unità alleate; in particolare i reparti salmerie (circa 2 .000


La 2rn• Divisione

uomini) portarono, senza sosta, i necessari rifornimenti alle prime linee, mentre quelli del genio collaborarono per il riattamento delle vie di comunicazione e la rimozione dei campi minati. Per tutto maggio i reparti della Divisione furono in continuo movimento. Il 17 di ,quel mese essi si trovavano su una linea che andava << grosso modo )) da Formia alla zona a nord di Cassino; il 25 si portarono oltre Gaeta, a Itri, Fondi, Terracina, Fossanova, Pontinia (3); il 29 maggio la Grande Unità costituì un Comando avanzato a Terracina; quindi il 5 giugno si trasferì ad Anzio l'intero Comando della Divisione, affiancandosi a quello clella 5" Armata. La presa di Roma permise alla 210• Divisione di concedersi una brevissima parentesi di riposo : i reggimenti 548° e 525° si riordinarono ad Anzio; il 67° si stabilì a Roma (4); i reparti salmerie, ripianate le forti perdite subite nel corso dell'avanzata, si portarono, in attesa di reimpiego, nei pressi del lago di Bracciano. La sosta fu breve. Poiché la 5" Armata aveva proseguito la sua avanzata verso nord, anche i reparti della 210°' ripresero subito il movimento al suo seguito. Diamo un rapido cenno degli spostamenti successivi: - il 18 giugno il Comando della Divisione si portò a Tarquinia ed il 20 dello stesso mese a Tuscania, mentre le sue unità dislocate ancora nelle retrovie erano state subito reimpiegate nel lavoro di scarico dei piroscafi, nel trasporto alle prime linee di ingenti materiali di rifornimento, nella costituzione di depositi, nella bonifica di zone minate, nel riattamento di strade e di ponti; - il 21 giugno tutti i reparti della Divisione raggiunsero la zona di Civitavecchia ·- Tarquinia; - il 26 giugno il 67° rgt. f. si trasferì verso Grosseto e quindi proseguì oltre Follonica e Piombino; - alla data del 6 luglio il Comando della 210" Divisione era a Montepescali ed i suoi tre reggimenti si trovavano schierati a ventaglio fra Piombino (67°), Grosseto (525°), Civitavecchia (548°). I reparti salmerie ripresero in quei giorni la marcia verso nord, per (3) A Pontinia alcuni ufficiali ciel Comando della Divisione, arrivati per primi, ricevettero commoventi entusiastiche accoglienze dalla popolazione. (4) Il 7 giugno una compagnia ciel 67° sfilò con la Bandiera del reggimento per le vie di Roma, tra la vibrante commozione dei cittadini, per deporre una corona sulla Tomba del Milite Ignoto.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

raggiungere le Grandi Unità alleate, alle quali dovevano fornire il loro concorso; - nella terza decade di luglio si registrarono nuovi balzi in avanti. Il 20 luglio il Comando della Divisione si stabilì a Cecina; i reggimenti 67° f. e 548° f. erano dislocati a Piombino, mentre il 525° si era portato fra Cecina e Campiglia. I reparti salmerie si trovavano già nelle zone più avanzate (Volterra, Bagni di Casciana, Castel.fiorentino) con le Grandi Unità alleate alle quali erano stati assegnati; - a fine agosto il Comando della Divisione si trasferì nella zona di Tavernelle, a circa IO km a nord di Poggibonsi; i due reggimenti 67° e 548° si erano portati a Cecina - Campiglia Marittima ed il 525° a Poggibonsi-Tavernelle; - il IO settembre buona parte della Divisione aveva raggiunto la linea Viareggio - Pontassieve; i reparti salmerie avevano raggiunto il Passo della Futa; il 67° ed altre minori unità si trovavano tuttora nella zona di Cecina. Il 21 settembre il Comando della Divisione si portò a Firenze; - alla data del 13 ottobre il 67° rgt. f. si era trasferito a Castel.fiorentino, il 525° a Firenze, il 548° a Sesto Fiorentino. A partire da questo momento, quasi tutta la Divisione era impiegata nelle zone di Firenze, Pistoia, Lucca, con propaggini verso l'Appennino Tosco- Emiliano. Essa mantenne tali dislocazioni, sia pure con lievi variazioni, anche nei mesi di novembre e di dicembre. I suoi reparti - particolarmente quelli salmerie - in questi ultimi mesi furono duramente impegnati nelle impervie zone di montagna e continuarono a portare i rifornimenti alle linee più avanzate, a prezzo di sacrifici di ogni genere. Si è detto precedentemente che la 210" Divisione tenne a mantenere durante tutto l'anno la sua fisionomia di Grande Unità operativa. E' doveroso aggiungere che non si trattò di mero ,formalismo, bensì di dura realtà. I suoi reparti, pur impiegati prevalentemente in compiti di carattere logistico, si trovarono spesso coinvolti in azioni belliche e subirono perdite non irrilevanti. Il prezioso apporto dei valorosi soldati di questa Grande Unità fu più volte oggetto di apprezzati riconoscimenti da parte delle Autorità statunitensi (e di ciò si è già fatto cenno). Alcune cifre - riportate in All. n. 27 danno più di ogni altra parola la testimonianza della concretezza e dell'entità del concorso costantemente fornito dalla 210a Divisione. Basti pensare alle perdite da essa subite: da marzo a dicembre, 169


La

210.,

Divisione

morti, 493 feriĂš e 73 dispersi (quasi tutti a seguito di azioni belliche), furono il tributo di sangue che questa nostra Divisione - spesso impiegata in compiti umili, ma sempre operante con entusiasmo e tenacia - diede al riscatto della nostra Patria nell'anno piĂš sofferto della Guerra di Liberazione.


LA 227" DIVISIONE

A seguito del trasferimento dalla Calabria alla Campania, avvenuto nel dicembre del 1943, la 227' Divisione era così articolata e dislocata: - Comando a Baronissi, a 10 km da Salerno, sulla rotabile Salerno - Avellino; - 145° rgt. f. su due battaglioni, a Salerno; - 148° rgt. f. su due battaglioni, tra Vairano e Pontecagnano; - 67'' rgt. a., con un solo gruppo, a Pontecagnano; - LXXVI gr. del 141° rgt. a., presso Napoli. (Il comando del 141° rgt. con l'altro gruppo - il CCXVI - era impiegato nella zona di Termoli). A partire dall'inizio del 1944, durante tutto l'anno, nell'ambito della Divisione ebbe luogo una vera e propria girandola di reparti, dovuta essenzialmente a due cause : - il fatto che la zona di impiego della Divisione comprendeva anche Napoli, importantissimo porto al quale facevano capo tutti i trasporti alleati destinati ad alimentare la 5• Armata, e parte di quelli per 1'8" Armata, nonché (quando ciò divenne possibile) quelli itali ani (questi ultimi interessanti essenzialmente il traffico fra il continente e le isole); - l'inquadramento nella Grande Unità del « Campo di affluenza » di Afragola (1) per il quale transitarono numerosissime Unità ausiliarie, in genere in corso di riordinamento. In questa sede ci si limiterà ad indicare per sommi capi i movimenti delle principali unità che durante l'anno fecero parte della 227° Divisione. La prima importante variazione organica - motivata essenzialmente da scambi con la 210° Divisione - ebbe luogo il 25 gennaio 1 944·

(1) Costituito a cura del Comando FF.AA. delfa Campania.


La

227a

Divisione

II I

Sotto tale data il Comando FF.AA. Campania dispose che la Divisione inquadrasse le seguenti unità: - 145° rgt. f. con due battaglioni (ad essi si aggiunse il 5 febbraio il CXIV btg. mitraglieri); - u3° rgt. f. << Mantova » su quattro battaglioni; - 114° rgt. f. su tre battaglioni; - 67° rgt. artiglieria con un gruppo; - altri minori reparti. In febbraio ed in marzo, a seguito delle note disposizioni dello SMRE, si ebbero i seguenti mutamenti di nominativo: il 145° rgt. f. divenne 545°; il rr3° rgt. f., 513°; il 67° a., 567°. Inoltre, in luogo del u4° rgt. f. la Divisione assunse il 516° rgt. a., già 16° rgpt. a. della 210" Divisione. Nel definire il nuovo ordinamento, il Comando FF.AA. Campania stabilì altres.ì che i reggimenti 513° e 545° fossero impiegati nella zona di Napoli e gli altri due nel Salernitano. Ben presto fu necessario contrarre il 513° rgt. f. in conseguenza della scarsità della sua forza; furono mantenuti in vita il Comando di reggimento, tre Comandi di battaglione, di cui due quadro, ed un solo battaglione efficiente ed impiegabile. Nello stesso periodo la Divisione aveva ricevuto (il 21 febbraio) il 1° rgpt. << Guide >>, destinato ai servizi di guardia e di sicurezza in Salerno, presso il Governo ed il nostro Comando Supremo. Il 26 marzo il 545° rgt. f., con due battaglioni - già precedentemente inquadrato nell.a Brigata P.B.S. - venne dato in rinforzo alla 212" Divisione, in quanto non più impiegato per le esigenze dei Britannici, bensì dalla P.B.S. statunitense. A fine marzo dunque la Divisione era articolata su tre reggimenti (il 513° f. ed i 516° e 567° a.) ed il rgpt. « Guide». Nei mesi di maggio e di giugno la 227"' ricevette altri reparti: - il 3 maggio giunse a Torre Annunziata il II btg. del rr9° r~t: f. che fu posto alle dipendenze del Vice - Comando della Div1S1one; - il 5 giugno arrivarono i battaglioni II e III del 407° rgt. f .. Questo reggimento, nel corso dell'anno, sarebbe diventato l'unità più efficiente della Divisione. In quel periodo, ed anche in seguito, la 227"' Divisione ricevette e cedette, in continua alternanza, numerosi reparti lavoratori artieri, reparti nebbiogeni ed altre unità del genio. Tali reparti - che troppo 227"


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Le Unità ausiliarie del 'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

lungo sarebbe qui elencare - diedero anch'essi notevole apporto agli Alleati, e di ciò si tratterà più oltre. Altre importanti variazioni si registrarono nel periodo luglio ottobre. Anzitutto il 1° luglio il rgpt. « Guide >> - che con il trasferimento a Roma del Governo e degli SS.MM. centrali non aveva più alcun compito di sicurezza in Salerno - passò alle dipendenze di impiego della P.B.S. e conseguentemente fu perso dalla 227" Divisione; quindi il 25 luglio essa ricevette il CXX btg. autonomo, che fu impiegato a Vairano. La Grande Unità provvide quindi a costituire tre reggimenti lavoratori pionieri (412°, 407°, 417°) e ricevette tre battaglioni sicurezza e guardia (504°, 513°, 519°). Il nucleo principale del 412° (costituito dal Comando del reggimento e da due gruppi) arrivò dalla Sardegna il 5 luglio. Il 27 dello stesso mese il Comando della Divisione ne dispose il completamento in base ai noti organici. Per fare fronte all'esigenza, fu necessario prelevare la truppa occorrente dal 513° rgt. f. e dal 516° rgt. a.. Il 412° rgt. fu pronto in agosto: il 12 ed il 13 il I btg., su sei compagnie, fu trasferito a Civitacastellana ed in seguito il II btg. partì a scaglioni per Piombino (tre compagnie il 17 dello stesso mese, le altre tre con il comando di battaglione il 12 settembre). L'intero 412° fu perso di forza dalla Divisione il 29 ottobre, a seguito del trasferimento a Colle Salvetti del Comando del .reggimento. Il secondo reggimento lavoratori pionieri costituito dalla 227"' fu il 407°. Il 12 agosto, proveniente da Taranto, giunse il Comando di tale reggimento. Conseguentemente il 14 agosto il Comando della Divisione impartì ai dipendenti Comandi di reggimento le disposizioni per la costituzione del 407° rgt. lavoratori pionieri, il cui impiego era previsto nella zona di Napoli. In sintesi, fu stabilito che la nuova unità si formasse gradualmente, traendo quadri e truppa dal Comando e dai battaglioni del vecchio 407°, dal 513° rgt. f., dal Comando del 516° rgt. a., dal II btg. del 580° f., dal 567° rgt. a., nonché da complementi di previsto afflusso. Il 407° rgt. lavoratori pionieri divenne pienamente operante il 6 settembre. Quanto ai reggimenti che avevano concorso alla sua formazione, essi vennero ridotti a semplici nuclei, nei quali continuarono a mantenere la loro fisionomia i soli Comandi di reggimento. Il Comando della Divisione dispose lo scioglimento del 567° rgt. a.; mantenne invece in vita i Comandi dei reggimenti 513° f. e 516° a., che presero alle proprie dipendenze amministrative i minori re-


La 227a Divisione

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parti del genio inquadrati nella Grande Unità. Il 516°, inoltre, il ro novembre ricevette tre compagnie del I btg. del 404° rgt. lavoratori pionieri. La Divisione costituì un terzo reggimento lavoratori pionieri: il 417°. Il I btg. di tale reggimento era giunto da Bari il 4 agosto, il 1° settembre arrivarono ad Afragola il Comando ed il II btg.. Il 417° fu completato e trasformato in reggimento lavoratori pionieri a seguito dell'afflusso di circa 800 complementi. Successivamente il reggimento partì per la zona di operazioni, scisso in 2 aliquote: il II btg., su sei compagnie, si trasferì al nord il 15 ed il r6 settembre; il Comando del reggimento con il I btg. il 30 settembre. Così ricostituito, il 417° rgt. pionieri venne assunto in dicembre alle dipendenze della nuova 231" Divisione. Tre battaglioni sicurezza e guardia arrivarono alla Divisione rispettivamente il 5 luglio (504°, dalla Sardegna), il 25 settembre (513°) ed il 6 ottobre (519°). Il 504° fu posto alle dipendenze del Comando del 513° rgt. f.; il 513° sostituì il II btg. del n9° rgt. f., che doveva essere restituito alla Divisione f. « Mantova l>; il 519° - che aveva forza ridotta - venne completato con i quadri e la truppa dal CXIV btg. mitraglieri (che il 15 ottobre venne sciolto) e quindi si trasferì a Foligno, alle dipendenze di impiego del I Distretto britannico. Nel frattempo, il 20 ottobre, lo SMRE aveva disposto la trasformazione del Comando del I btg. del 513° rgt. in Comando X btg. nebbiogeni, per l'inquadramento delle compagnie omonime, impiegate dagli Alleati nel porto di Napoli. Il 19 novembre la Divisione assunse alle sue dipendenze i reparti lavoratori dislocati nel Lazio. Tra gli altri sono da ricordare due compagnie del II btg. del 403° rgt. pionieri e quattro compagnie del I btg. dello stesso reggimento. Le sei compagnie del 403°, il 23 novembre, furono perse di forza dalla 227" perché trasferite nella zona di Bari. In sostanza, alla .fine di dicembre, come più dettagliatamente risulta dall' All. n. 28, la 227" Divisione inquadrava un reggimento pionieri su due battaglioni (il 407°), due battaglioni guardia (504° e 513°), il Comando 513° f. con una compagnia, il Comando 516° a. con un gruppo e numerosi minori reparti dei pionieri, del genio, nebbiogeni, ecc., dipendenti ai fini amministrativi dai Comandi dei reggimenti 513° f. e 516° a.. 8. - Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra cli Liberazione

*** Si è già detto che all'atto del suo trasferimento dalla Calabria in Campania, la 22t Divisione prestò la sua opera principalmente nel Salernitano. In seguito la sua zona di impiego si dilatò progressivamente, a mano a mano che si allargava il territorio di giurisdizione del III Distretto britannico (dal quale la Grande Unità ausiliaria venne a dipendere). Vediamo così, nel corso dell'anno, i reparti della 227" impiegati prima a Napoli, poi nel nord della Campania. Il 19 novembre la Divisione estese la sua giurisdizione al Lazio. A quell'epoca i suoi reparti erano ripartiti fra tutta la Campania e, come si è detto, il Lazio. Durante l'intero arco dell'anno 1944 molteplici furono i tipi di concorso offerti agli Alleati dai reparti della 227". Le unità di fanteria e di artiglieria - poi lavoratori pionieri - furono adibite ai consueti lavori di manovalanza (carico e scarico di materiali nei porti, nelle stazioni ferroviarie, nei magazzini; riordino dei depositi e delle altre formazioni logistiche; lavori di sterro ed in muratura), nonché servizi di protezione e di guardia alle polveriere ed ai depositi (2); i numerosi reparti del genio che la Divisione ebbe in successione di tempi alle proprie dipendenze fornirono a loro volta un concorso altamente specializzato nel campo dei lavori stradali, del ripristino dei collegamenti, dello stendimento di linee telefoniche. Merita inoltre menzione l'annebbiamento del porto di Torre Annunziata, al quale provvide nel periodo primaverile il I btg. del 513° rgt. f., e soprattutto quello del porto di Napoli, per il quale fu impiegato l'intero X btg. « nebbiogeni ». Inoltre i reparti del genio in marzo ed in aprile provvidero alla costruzione di baraccamenti ed in particolare all'allestimento di un Campo sosta per gli Alleati a Salerno. L'entità della forza impiegata nei servizi ausiliari dai reparti della Divisione durante i singoli mesi del 1944 risulta dall'All. n. 29. Si noti che essa crebbe progressivamente da 900 uomini circa nel mese di gennaio a 8.500 nel mese di dicembre (durante quest'ultimo mese le giornate lavorative ammontarono complessivamente a 2 35.453).

(2) Come già si è detto, i servizi di guardia, a partire dal mese di agosto, furono progressivamente rilevati dai battaglioni sicurezza e guardia.


La 227" Divisione

La notevole entità del concorso fornito dai reparti del genio è confermata da due d.ati particolari, rilevabili nel Diario storico del Comando della Grande Unità: dodici reparti dell'Arma impiegati in aprile per complessivi 2.000 uomini; e undici in ottobre per complessivi r.600 uomini (i reparti erano tutti a livello compagnia). Infine la 227"' Divisione, nel corso dell'anno, ebbe a lamentare 15 morti e 32 feriti (3).

(3) Il numero più elevato di morti si ebbe nel mese di ottobre (7 morti e 5 feriti) a seguito di un tragico incidente ferroviario accaduto a Castellammare di Stabia. Un treno proveniente da Gragnano, senza guidatore a bordo, urtò violentemente contro la sala d'aspetto di quella stazione, dove si trovava il corpo di guardia della 1" cp. del 504° btg. sicurezza e guardia.


LA 228a DIVISIONE

11 Comando della 228' Divisione trae origine dal Comando della Brigata P.B.S., che fino al 25 marzo 1944 aveva inquadrato una aliquota delle nostre forze dislocate in Campania. A quell'epoca il Comando del XV Gruppo di Armate aveva modificato lo schieramento dell'8" Armata, facendole assumere la fronte fra Cassino ed Alfedena. Fu quindi necessario inquadrare in un nuovo Comando italiano tutte le nostre unità cooperanti con tale Armata - ad eccezione naturalmente del I Raggruppamento Motorizzato - e lo SMRE, in data 5 aprile 1944, affidò tale incarico al Comando Brigata P.B.S. (che già dal 25 marzo 1944, dopo aver ceduto i propri reparti alla 212" Divisione, era « a disposizione »). Detto Comando, rimasto alle dipendenze del gen. T ommaselli, assunse quindi il nominativo di Comando raggruppamento forze italiane per 1'8., Armata (nominativo britannico: I/FAHQ = Italian Forces Administrative H.Q.) ed inquadrò inizialmente l'aliquota di unità già della 210" Divisione, cooperanti con l'Armata predetta. La sede del nuovo Comando fu stabilita a Piedi monte d 'Alife. Alla data del 21 aprile 1944 dipendevano da esso circa 4.500 uomini, inquadrati nelle seguenti unità: - 514° rgt. f., su tre battaglioni ed altri minori reparti; - I gr. salmerie, su tre reparti salmerie ed il XIV gr. « Guide »; - I reparto autonomo speciale; - DI btg. artieri su due compagnie; - I btg. del 409° rgt. f. su sei compagnie; - minori reparti ; - il Campo transito e riposo di Vairano, costituito in data 12 aprile 1944 che assunse notevole importanza col trascorrere del tempo, in quanto divenne il vero e proprio collettore dei reparti della Divisione.


La 228"' Divisione

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I compiti assegnati al raggruppamento divennero con il trascorrere del tempo sempre più complessi e richiesero quindi l'afflusso di nuovi reparti. Ne derivò, il 1° settembre 1944, la trasformazione del Comando di raggruppamento in Comando di Divisione; alla nuova Grande Unità fu assegnato il nominativo di 228". Quanto alle dipendenze amministrative, il raggruppamento dipese inizialmente dal Comando FF.AA. della Campania, quindi, a partire dal 6 giugno, dalla Delegazione << A )> dello SMRE. Le vicende ordinative e d'impiego delle unità dipendenti dal Comando del raggruppamento prima e della 228" Divisione poi furono analoghe a quelle di tutte le altre Unità ausiliarie, e caratterizzate perciò da : - successive mutazioni organiche; - una continua variazione di dipendenze dai Comandi di reggimento, in relazione al mutare delle esigenze belliche e logistiche nelle diverse zone; - una conseguente necessaria intercambiabilità dei reparti. E' interessante dare un rapido sguardo alle variazioni organiche delle unità di maggior livello. a) Reggimenti lavoratori. 409° rgt. f.: la situazione in data IO maggio 1944, allegata al Diario storico del Comando del raggruppamento, riporta tale unità articolata su due battaglioni (il I btg. era già in forza al raggruppamento dal mese precedente). Il reggimento ricevette inoltre, nella seconda decade di giugno, il III btg. del 515° rgt. f .. Successivamente, alla data del 15 luglio 1944, risulta inquadrato nel reggimento anche il I btg. del 4ro" rgt. f., che passò alla 209" Divisione il 16 agosto I944· Il 409° rgt. f. ebbe altresì alle proprie dipendenze, per un po' di tempo, il 786'' reparto salmerie, avente personale italiano e muli di proprietà britannica. (Tale reparto, passato alle dirette dipendenze del Comando del raggruppamento, si trasferì quindi nella zona adriatica). · 514° rgt. f. : ai primi di maggio perse il III btg. del 522° rgt. f., trasferito al settore adriatico. Ricevette per contro, nella seconda decade di giugno, il II btg. del 582° rgt. f. ed il I btg. del 336° rgt. f ..

b) Trasformazione dei reggimenti fanteria ed artiglieria in reggimenti lavoratori pionieri. Alla .fine di luglio lo SMRE dispose che il 409° rgt. f. assumesse il nuovo nome di rgt. lavoratori pionieri mantenendo inalterato il


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numero indicativo e che conservasse solo due battaglioni (I e II) su sei compagnie. Sempre lo SMRE dispose inoltre che si costituisse il 405° rgt. lavoratori pionieri, con formazione analoga al 409°, traendo il personale dai reggimenti 5r4° f. (meno il II btg.) e 54r a., nonché dal III btg. del vecchio 409° rgt. f .. Alla data del 17 agosto nella situazione allegata al Diario storico del Comando del raggruppamento figurano già i due reggimenti lavoratori pionieri 405° e 409° a pieno organico. Infine due battaglioni, il I del 336° rgt. ed il II del 5r4° rgt., precedentemente inquadrati nei due reggimenti 409° f. e 514° f., erano considerati ora reparti addetti ai servizi di guardia. Nel corso del mese di ottobre passò alle dipendenze della 228~ Divisione anche il I btg. del 410° rgt. lavoratori pionieri. Alla fine dello stesso mese il Comando della 8" Armata dispose notevoli variazioni nelle dipendenze dei battaglioni e delle compagnie lavoratori pionieri. Le relative unità della 228• Divisione risultarono così costituite: - 405° rgt.: I btg. del 405° su sei compagnie e II btg. del 409° rgt. su sette compagnie; - 409° rgt.: I btg. del 409° su quattro compagnie, II btg. del 405° ~gt. su quattro compagnie, I btg. del 410° rgt. su quattro compagme. 0

c) Reparti addetti ai servizi di guardia. Si è già detto che nella situazione del 17 agosto 1944 i due battaglioni I del 336° rgt. f. e II del 5r4° rgt. f. figurano autonomi, in quanto addetti ai servizi di guardia. Ad essi, il 17 agosto r944, si aggiunse il 505° btg. sicurezza e servizi. Il I btg. del 336°, il 20 settembre 1944, fu trasferito alla 209° Divisione, mentre i battaglioni 505° e II del 5r4° rgt. f., in novembre, assunsero rispettivamente i nominativi di btg. guardia 505° e 522°. d) Reparti del genio. In aggiunta al già citato DI btg. g. artieri, nel mése di giugno si costituì il CMXX btg. misto genio, a seguito dell'afflusso - in successione di tempi - di minori reparti di varie specializzazioni del1'Anna (artieri, telegrafisti, posacavi . . .). Tale battaglione acquisì, il 7 settembre 1944, gli altri reparti operanti nel settore adriatico. Inoltre nel mese di luglio del '44 passarono alle dipendenze del raggruppamento i battaglioni genio ferrovieri I e XIII.


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Il 15 settembre 1944 il DI btg. g. artieri passò alle dipendenze del 10° rgt. g .. Rimasero nell'ambito della 228" Divisione due sole sue compagnie.

e) Reparti vari. Per questo insieme di unìtà sono da considerare precipuamente le seguenti variazioni : - il reparto autonomo del 7° rgt. a. da montagna britannico - vero e proprio reparto addetto ai servizi di tale reggimento, che operò sempre nelle prime linee o ad immediato ridosso delle stesse fu ~ssunto alle dipendenze amministrative del raggruppamento il 7 gmgno 1944; - il CXX btg. f. autonomo fu trasferito il 15 luglio 1944 alla 227" Divisione; - il I reparto autonomo speciale fu inquadrato nella 2!03 Divisione il 18 settembre 1944; - la 656" cp. movimento stradale fu trasferita dalla 209" alla 228" Divisione il 30 settembre 1944; - il XXI gr. salmerie, ricevuto nel mese dì luglio, fu quindi passato alla 2ro" Divisione; - ìl I gr. salmerie fu trasferito l'u giugno al settore adriatico. Presso l'archivio dell'Ufficio Storico dello SME il Diario storico della 228" Divisione è conservato fino alla data del 31 ottobre 1944. Risulta però da altre relazioni che la Grande Unità continuò ad operare a ridosso delle prime linee, lungo la costa adriatica, sempre alle dipendenze dell'8"' Armata, sopravanzando quindi la 209a Divisione, della quale, a seguito degli accordi intervenuti nel convegno di Osimo tra i Comandanti delle due Grandi Unità ( r I settembre 1944), assorbì i reparti schierati più a nord. In sostanza, le unità della Divisione, che dalla data della costituzione del raggruppamento erano state impiegate nella fascia centrale della Penisola, in tutta l'ampiezza del settore dell'Sa Armata, avevano mantenuto tale collocazione con il progredire delle operazioni verso nord fino al momento in cui le Armate alleate erano giunte a contatto con la linea gotica; quindi vennero spostate ad est, nella zona avanzata dell'Armata britannica, che comprendeva ora anche il litorale romagnolo (I). (r) Ovviamente numerosi reparti della 228"' Divisione rimasti in Toscana ed in Umbria furono passati alle altre Grandi Unità ausiliarie dislocate in


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Il progredire delle operazioni verso nord comportò inoltre nel corso dell'anno : - successivi spostamenti del Comando della Grande Unità: il 16 giugno 1944 da Piedimonte d'Alife a Palestrina (2); il 1° luglio a S. Gemini; il 24 luglio a Cortona; infine il 24 ottobre a Pesaro affiancato al Comando arretrato del1'8" Armata; - la costituzione in Roma (il ro luglio) di un Posto avviamento del raggruppamento, al quale fu affidato il duplice compito di raccogliere e di avviare agli enti di destinazione gli sbandati delle zone a mano a mano liberate e di costituire cerniera di collegamento tra i reparti impiegati a nord della Capitale e quelli dislocati a sud di essa; - il trasferimento del Campo di transito di Vairano dapprima a Civitacastellana (il 27 luglio), quindi a lesi (il 16 settembre). Nella sede di lesi fu assegnata al Campo una speciale sezione per lo smistamento dei complementi destinati alle unità lavoratori; - infine la costituzione di un Campo di transito sussidiario ad Arezzo (3). Durante l'intero anno 1944 i reparti ausiliari della 228" Divis10ne assolsero essenzialmente i seguenti compiti: - carico e scarico di materiale vario; - lavori di manutenzione stradale; - sgombero macerie; - bonifica antimalarica. I lavori furono condotti il più delle volte ad immediato ridosso della fronte e talvolta anche in prima linea. Nei mesi di aprile e di maggio numerosi militari del raggruppamento furono impiegati nei pressi di Cassino come portatori, in quelle regioni. Quanto al settore nel quale la 228"' Divisione operò fino alla liberazione della Toscana, esso era compreso tra gli allineamenti Siena - Viterbo - Roma - Cassino - Vairano e lesi - Foligno - Rieti - Alfedena - Isernia. (2) Il Comando del raggruppamento trovò la città di Palestrina quasi .del tutto distrutta e la popolazione in stato di grave indigenza. Il Comandante dispose pertanto che il Capo Ufficio Sanità prestasse gratis la propria assistenza ai civili malati. Inoltre gli ufficiali e tutto il personale del Comando rinunziarono spontaneamente a parte della propria razione viveri, a favore degli indigenti. (3) Tale costituzione fu imposta dalla dislocazione molto sparsa dei reparti della Divisione.


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sostituzione delle saimerie, le quali, per la particolare difficile conformazione del terreno, non potevano arrivare a rifornire i posti più avanzati. Quei nostri soldati lavorarono nottetempo, in condizioni meteorologiche avverse, sotto il violento fuoco del nemico. Le perdite da essi subite furono notevoli. Altre compagnie lavoratori, specializzatesi nel riattamento dei ponti, furono dal mese di luglio in poi impiegate ininterrottamente subito dietro le fanterie, sotto il tiro delle anni automatiche dei Germanici, a fianco dei reparti del genio britannico. Troppo lungo sarebbe elencare le numerosissime occasioni nelle quali questi reparti lavoratori al servizio dell'8" Armata seppero distinguersi per spirito di abnegazione e per dedizione al servizio. Basti dire che in taluni casi, quando particolari esigenze lo richiesero, essi giunsero a lavorare fino a diciotto ore al giorno, non conoscendo stanchezza, né scoramento, né fame. A tutti i reparti della Divisione i Comandi britannici tributarono a più riprese lusinghieri riconoscimenti ed encomi (4). Alle unità del genio furono prevalentemente affidati compiti di natura tecnica. Esse furono impiegate a fianco degli specialisti. britannici e fornirono un concorso altamente apprezzato, lavorando spesso a ridosso delle prime linee. Particolare menzione meritano: - la costruzione di una strada per jeeps e per camionette da Castelnuovo alla sommità di Monte Marrone, che richiese complessivamente 34.645 ore lavorative, con la rimozione di ben 13.645 m 1 di terra e di pietrame, l'abbattimento di circa 400 alberi di alto fusto e la messa in opera di 3.500 m~ di terra e di pietrisco (i lavori furono effettuati dalla metà di aprile al 19 maggio dal DI btg. artieri); --:-- la ricerca e la bonifica dei campi minati, in prossimità dei ponti da riattare, e la costruzione dei ponti Bailey, al seguito immediato delle fanterie britanniche; - la ricostruzione di linee ferroviarie nel territorio più di recente liberato, ed in particolare di alcuni ponti e di gallerie, effettuata dai battaglioni del genio ferrovieri in collaborazione con il Railwai's Construction Corps. Tra i lavori predetti fanno spicco la ricostru(4) Il gen. H. F. Carter, in un foglio indirizzato ai comandanti delle unità pionieri della 228"' Divisione, proclamò tra l'altro: « La storia dei Pionieri italiani nelle battaglie che sono state combattute negli ultimi 12 mesi è ancora da scrivere. Essa è una storia di privazioni, di pericoli, di difficoltà di ogni genere, che lo spirito dei soldati ha saputo sempre superare ».


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zione dei ponti ferroviari di Bassano in Teverina e di Castiglion Fiorentino, nonché la riattivazione della galleria di Orte; - il ripristino del cavo telefonico nazionale e lo stendimento di linee telefoniche e telegrafiche locali e militari, effettuato dalle compagnie posacavi e telegrafisti in cooperazione con le compagnie del Signal britannico. Tal lavoro, che in modo particolare impegnò i reparti tra Cassino, Roccasecca e Roma, fu svolto con piena soddisfazione delle Autorità alleate, che elogiarono i nostri reparti per l'alto grado di preparazione tecnica di cui avevano dato prova. Altro compito tecnico di grande rilievo fu svolto dal 1050° reparto carristi, che provvide alla riparazione di carri armati britannici ed a riportare in zona di impiego i « panzer )) rimessi in efficienza. In questa attività - agli inizi sicuramente non facile, in conseguenza della scarsa conoscenza che i nostri uomini avevano dei materiali britannici - i carristi italiani diedero prova di grande perizia ed abilità. Anche i battaglioni sicurezza e guardia - sia prima, sia dopo il loro riordinamento - prestarono efficace concorso agli Alleati nei servizi di vigilanza ai depositi, alle installazioni, alle opere di importanza militare in genere. In particolare il 522° btg. sicurezza e guardia affiancò gli organi alleati nei servizi di vigilanza ai posti di blocco per il controllo dei civili e dei militari in transito, anche con mansioni di controspionaggio. Il servizio svolto dal battaglione per l'espletamento di quest'ultimo compito risultò prezioso per gli Alleati, particolarmente per quanto riguardò il controllo di elementi nazionali sospetti. E' da ricordare ancora che verso la fine del mese di maggio i distaccamenti impiegati nella zona montagnosa tra Isernia ed Alfedena si trovarono a controllare una zona quasi del tutto sguarnita di truppe; tali distaccamenti, da soli, riuscirono ad interdire alle pattuglie germaniche le strade di accesso a quella zona. Tre reparti della 228" Divisione svolsero in primavera ed in estate compiti più propriamente operativi: si tratta del I reparto autonomo speciale, del reparto italiano del 7° rgt. a. da montagna inglese, del gruppo salmerie. _ Il I reparto autonomo speciale effettuò vere e proprie azioni di guerra (ricognizioni annate, colpi di mano, azioni di pattuglia). Esso è pertanto da considerarsi unità combattente e la sua storia non rientra nelle finalità di questo lavoro.


La 228" Divisione

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Il reparto italiano del i' rgt. a. da montagna britannico, dal mese di giugno (epoca nella quale giunse in zona di operazioni) fu inquadrato nella unità inglese e ne condivise le vicende belliche, particolarmente assolvendo compiti di carattere logistico, tra i quali fece spicco il trasporto fino alle posizioni di schieramento delle batterie di munizioni e di materiali vari. Il reparto subì considerevoli perdite in morti, feriti e dispersi. I reparti salmerie operarono alle dirette dipendenze di un ente britannico, il « Mule Pack Transport Group », a fianco dei reparti salmerie inglesi, con il compito di portare ai reparti avanzati, nelle zone di montagna, i rifornimenti di viveri e di munizioni e di sgomberare in zona arretrata i feriti. I reparti salmerie parteciparono sovente anche alle azioni delle pattuglie avanzate, trasportando al loro seguito le armi di accompagnamento. Anche i reparti salmerie si distinsero per valore, spirito di sacrificio, abnegazione e senso del dovere. A parte le rilevanti perdite da essi subite, basti pensare che in taluni casi, per insufficienza del personale disponibile, i conducenti furono costretti ad accompagnare in linea più muli ciascuno. Come si è visto, furono dunque numerosissime le modifiche organiche subite nel r944 dalla 228.. Divisione (che rimase sempre alle dipendenze del gen. Tommaselli) (5). Nell' All. n. 30 sono riportate le medie mensili degli uonum della 228" Divisione impiegati nei servizi ausiliari. Le perdite subite dai reparti della Divisione ammontarono durante l'anno - dicembre escluso - a 62 morti (dei quali 6 ufficiali e 4 sottufficiali), 202 feriti (dei quali 6 ufficiali e 3 sottufficiali) e 13 dispersi. Sono cifre di tutto rilievo, che danno un quadro sufficientemente chiaro dell'apporto dato dalla Divisione alla Guerra di Liberazione.

(5) Fino dal mese di maggio il Comando del raggruppamento - poi di Divisione - ebbe alle proprie dipendenze i t< Nuclei APC l) (Assistenza Popolazioni Civili) che, nelle varie zone liberate, apportarono i primi soccorsi alle frange più misere della popolazione.


LA 2313 DIVISIONE

Come già si è avuto modo di accennare, il 20 novembre 1944 fu costituito il Comando della 231" Divisione al comando del generale Nannei in Salerno, con il compito di portarsi in Toscana e qui inquadrare tutte le unità italiane che, nell'ambito della 5" Armata, davano supporto al XIII C.A. britannico (operante a cavaliere delle direttrici di Scarperia e di Marradi). Il nuovo Comando di Divisione giunse a Firenze in successivi scaglioni e qui assunse alle proprie dipendenze (il 16 dicembre 1944) i reggimenti pionieri ad esso assegnati, vale a dire : - il 402° su tre battaglioni; - il 412° su due battaglioni; - il 417° su due battaglioni. Inoltre passarono alla 231" Divisione anche il XXI gruppo salmerie (su cinque reparti) ed altre minori unità. Tutti i battaglioni pionieri avevano un numero vario di compagnie, da tre a undici, a seconda delle zone di rispettivo impiego. A parte il 412° rgt., che era dislocato nella zona di Livorno, le altre unità gravitavano a ridosso della zona appenninica (tra Prato, Pistoia e Vernio il 402°, nel Mugello il 417°); i reparti salmerie si trovavano invece ad immediato ridosso delle prime linee del XIII C..A. (nel Mugello, verso Imola ed alla testata del fiume Senio). Particolarmente tali reparti furono coinvolti nella battaglia per lo sfondamento della linea «Gotica)>. Alla data del 28 dicembre 1944 la Divisione aveva una forza di 430 ufficiali, II .876 sottufficiali e truppa, 1.664 quadrupedi.


IL CO:MANDO ITALIANO 212°

La storia ordinativa del Comando Italiano 212° e delle unità che si trovarono alle sue dipendenze durante il 1944 è quanto mai complessa. Essa è inoltre veramente emblematica: solo seguendola si possono comprendere meglio le vicende organiche di tutte le Unità ausiliarie fornite dall'Esercito italiano agli Alleati durante la Guerra di Liberazione. Il Comando Italiano 212° raccolse tutte le unità italiane operanti a favore della P.B.S. (Peninsulary Base Section) statunitense, su uno spazio che, limitato all'inizio dell'anno a N apoli ed alla zona circonvicina, si estese, con il progredire delle operazioni belliche verso nord, fino alla zona di Pisa e di Livorno. Si tratta di truppe che furono impiegate nei servizi più svariati e che, nella seconda metà dell'anno, costituirono un complesso di forze davvero imponente; i dati riportati dal Comando di cui trattasi ci danno, tra settembre ed ottobre del 1944, da 29.000 a 34.000 uomini di tale G.U. addetti ai servizi ausiliari. Il Comando Italiano 212" discende, attraverso successive modifiche, dal Comando della 212"' Divisione, che, all'inizio dell'anno 1944, era dislocata in Calabria, nella zona di Cosenza. Il 20 febbraio detto Comando ricevette l'ordine di trasferirsi con tutti i reparti dipendenti in Campania. Completato tale trasferimento, il Comando della Divisione riprese a svolgere le sue mansioni, il 14 marzo, a Napoli (r), alle dipendenze di impiego della P.B.S. (2). Nei mesi successivi vi fu un continuo afflusso di unità e di complementi dalle altre regioni liberate; a fine maggio il Comando della 212a Divisione aveva alle proprie dipendenze un complesso di (r) In data 16 marzo 1944 il Comando della Divisione fu assunto dal gen. Francesco La Ferla. (2) I compiti di natura ausiliaria nei quali queste unità erano state impiegate in Calabria furono rilevati dai reparti della Divisione f. t< Mantova l>.


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6 Le Unità ausiliarie del!' Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

forze paragonabile, per numero di unità e di uomini, ad un Corpo d'Armata. Per tale motivo lo SMRE decise di sostituire il Comando della Divisione con un Comando di maggior livello ed emanò, pertanto, successive disposizioni - in data 6 e 17 giugno - con le quali veniva stabilito che il nuovo Comando: - si costituisse per trasformazione di quello della 212" Divisione e con integrazione dei precedenti organici a cura del Comando FF.AA. della Campania; - fosse retto da un generale di grado più elevato (3); - assumesse il nuovo nominativo di « Comando Truppe Italiane per la P.B.S. »; - rimanesse per il momento alle dipendenze amministrative e disciplinari del predetto Comando FF.AA. della Campania. (Il Comando Truppe Italiane per la P.B.S. passò poi, il 14 luglio 1944, alle dirette dipendenze dello SMRE). Nel corso del 1944 il Comando in questione non subì variazioni di carattere organico notevoli rispetto alla sua formazione iniziale, più avanti descritta. Mutò peraltro due volte il suo nominativo: il 12 agosto assunse quello di << Comando Truppe Italiane Ausiliarie dell'Ovest,> e 1'8 settembre quello definitivo di << Comando Italiano 212° >>. All'atto della sua costituzione, il Comando Truppe Italiane per la P.B.S. comprendeva 5 uffici: Operazioni e informazioni; Ordinamento; Personale e affari vari; Assistenza e affari civili; Servizi (quest'ultimo su cinque sezioni: Genio, Sanità, Commissariato, Automobilistico, Ippico - Veterinario). Il continuo afflusso di nuovi reparti e la progressiva dilatazione del territorio nel quale questi erano impiegati (da Napoli alla Toscana) creò nel tempo problemi e difficoltà crescenti per quanto riguardava la comandabilità delle diverse unità, il loro c~mtrollo disciplinare, il funzionamento dei servizi. Proprio per garantire una maggiore affidabilità nel funzionamento dei servizi, si rese necessario, a partire dai primi di giugno, costituire due Basi logistiche, una ad Anzio e l'altra a Civitavecchia, poste alle dipendenze di due Comandi di reggimento provenienti dalla Sardegna, rispettivamen te il Comando del 120<> rgt. f. e del 522° rgt. a.. La Base logistica di Anzio fu sciolta nel mese di agosto. (3) Il 22 giugno 1944 fu preposto a tale incarico, in sostituzione del gen. La Ferla, il gen. di Divisione i.G.S. Gustavo Reisoli Mathieu.


Il Comando Italiano

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Successivamente, il 22 settembre 1944, fu creata una Base logistica a Livorno, affidata al Comando del 416° rgt. f., anch'esso trasferito dalla Sardegna (4). Ma tale decentramento - che era limitato al solo campo logistico - non apparve sufficiente. Si fece infatti sentire l'esigenza di creare veri e propri organi di demoltiplica tra il Comando di Napoli e le unità dipendenti. Pertanto lo SMRE, in accordo con le Autorità alleate, decise l'istituzione di quattro Comandi di Zona Militare, che sarebbero entrati in funzione in successione di tempi, con il progressivo estendersi verso nord delle zone affidate alla giurisdizione della P.B.S .. Il Comando della I Zona Militare si costituì in Napoli il 10 agosto 1944; ad esso fu temporaneamente devoluta la sovrintendenza su tutte le unità del Comando Truppe Italiane P.B.S. dislocate nel Lazio ed in Campania, limitatamente, per il Lazio, al territorio a sud di Roma. Il 1° settembre vennero costituiti altri due Comandi di zona militare, il II ed il III, dislocati rispettivamente a Civitavecchia ed a Piombino, ai quali fu affidata la giurisdizione sul Lazio e sulla Toscana. Conseguentemente la giurisdizione del Comando I Zona Militare fu limitata alfa sola Campania. Il Comando della IV Zona Militare fu costituito il 5 settembre a Napoli e si trasferì a Livorno il 22 dello stesso mese. I territori di rispettiva competenza dei quattro Comandi di zona militare vennero pertanto così definiti (5): - I Zona: Campania; - II Zona: Lazio e Toscana (quest'ultima fino al parallelo di Orbetello); - III Zona: porzione della Toscana compresa fra il parallelo di Orbetello e quello di Cecina; - IV Zona: rimanente della Toscana a nord del parallelo di Cecina. (4) I compiti dei Comandi delle Basi logistiche furono definiti dal Comando Truppe Italiane P.B.S. con foglio n. 03/645/ord. in data 31 luglio 1944. In sintesi le Basi logistiche erano preposte all'organizzazione ed al funzionamento dei servizi a favore delle Unità ausiliarie dislocate nel territorio di giurisdizione di ciascuna di esse ed al controllo disciplinare ed amministrativo dei dipendenti organi logistici. (5) Si deve naturalmente tener presente che le zone indicate si riferiscono ai soli reparti del Comando Truppe Italiane P.B.S .. I reparti dipendenti da altre Grandi Unità potevano appoggiarsi alle Basi logistiche predette, mantenendo però le proprie naturali dipendenze organiche.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Le disposizioni relative alla costituzione ed al funzionamento dei quattro Comandi di zona militare fu rono diramate dal Comando T ruppe Italiane P.B.S. in successione di tempi con i fogli n . 03/ 748/ 0rd. del 5 agosto, 03/II48/0rd. del 25 agosto, 03/ 1661/0rd. del 22 settembre, dai quali risultavano gli organici ed i compiti di base affidati a quei Coman di. Il 29 novembre 1944, per le accresciute esigenze del blocco di forze operanti attorno a Livorno, il IV Comando Zona Militare assunse le funzioni di vero e proprio scaglione avanzato del Comando di Napoli, fermi restando il suo nominativo ed ì suoi limiti di competenza territoriale. Per realizzare tale trasformazione, il IV Comando di Zona Militare fu potenziato e prese alle proprie dirette dipendenze il Comando della Base logistica di Li·vorno. I reparti che dipesero dapprima dal Comando della 212a Divisione e quindi dal Comando Truppe Italiane P.B.S. furono oggetto di notevoli variazioni e trasformazioni organiche. All'inizio del 1944, in Calabria, la Divisione comprendeva le seguenti unità : - 103° rgt. f. su tre battaglioni; - II5'' rgt. f. su due battaglioni; - u4° rgt. f. su due battaglioni; - 45° rgpt. a. su due gruppi organici ed uno in rinforzo; - minori reparti, tra i quali la 212• cp. m ista genio. I reggimenti mutarono nominativo a seguito delle note disposizioni impartite dallo SMRE in febbraio, rispettivamente in 503° rgt. f., 525° rgt. f., 544° rgt. f. e 545° rgt. a .. I tre reggimenti di fanteria furono articolati su due battaglioni ed il reggimento di artiglieria su due gruppi. Il trasferimento in Campania delle unità della 212a Divisione ebbe inizio a p artire dal 9 marzo 1944. Appen a giunte a Napoli, esse vennero sistemate in tenda in località (< Gli Astroni » (a nord di Agnano) ; dopo breve tempo, furono avviate alle loro destinazioni. Primi ad essere impiegati - a partire dal 16 marzo - furono il 503° rgt. f . e la 212" compagnia mista genio. Il 21 marzo il 525° rgt. f. fu trasferito nella zona di giurisdizione del X C.A. statunitense e passò alle dipendenze amministrative della 210" Divisione. Il 22 marzo, con foglio n. 221/0p., il Comando FF.AA. della Campania dispose il riordinamento nell'ambito della 212"' Divisione


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di tutte le forze già in precedenza operanti nella zona di N apoli a favore della P.B.S.. In virtù degli ordini emanati con il predetto foglio, ebbero luogo i seguenti movimenti di reparti: - l'assunzione da parte della 212" Divisione di tutte le unità che si trovavano alle dipendenze di impiego della P.B.S., escluso il 5450 rgt. f. (6); - il conseguente scioglimento della Brigata f. P.B.S.. Il Comando della Brigata, mantenendo inalterata la sua formazione, sarebbe stato impiegato per l'inquadramento delle forze italiane cooperanti con 1'8" Armata britannica; - lo scioglimento del 544° rgt. f. e l'inserimento dei suoi due battaglioni nel 503° rgt. f.; - il passaggio in rinforzo alla 212a Divisione, a partire dal 26 marzo, del 545° rgt. f. (che peraltro continuò a far parte organica della 227" Divisione). In sostanza, la 212" Divisione venne così a comprendere: - il 503° rgt. f. su quattro battaglioni; - il 512° rgt. f. su tre battaglioni; - il 523° rgt. f. su quattro battaglioni (7); - il 545° rgt. a. su due gruppi, altre minori unità, tra le quali la 212" cp. mista genio e quattro compagnie autieri; - il 545° rgt. f. su due battaglioni, in rinforzo. Al momento in cui fu disposto tale nuovo ordinamento della Divisione, tutte le unità erano carenti di forza. Ma le esigenze lavorative della P.B.S. divenivano crescenti con il trascorrere del tempo e pertanto lo SMRE, come già si è fatto cenno, fu indotto a prendere tutta una serie di provvedimenti, durante il corso del 1944, per fare

(6) Si è già visto, trattando della 210" Divisione, che la Brigata P.B.S. fu costituita nel febbraio del '44 con il Vice comando della 210• Divisione e con i reparti dislocati in Napoli e cooperanti con la P.B.S.. (Inizialmente 513° rgt. f. - ex u 3° - e 516° rgt. artiglieria; successivamente, dopo il trasferimento di tali unità alla 227., Divisione, con il 512° rgt. f. - ex u 4° -, il 523° rgt. f. - ex u3° rgt. f. « Mantova,, - ed il 545° rgt. f.) . (7) In data 26 aprile lo SMRE autorizzò il Comando del 523° rgt. f. a riprendere il suo vecchio nominativo di u3° rgt. f. « Mantova ». La mutata denominazione di tutti i reggimenti costieri aveva fatto sì che non vi fosse più alcuna possibilità di confondere il u3° rgt. f. « Mantova » con l'ex II3° rgt. costiero, ora divenuto 513°.

9. - Ua.


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affluire dalle altre regioni sia numerosi complementi, sia altri reparti (questi ultimi tratti prevalentemente dall a Sardegna). T utti i complementi e tutte le unità furono fatti affluire a « Gli Astroni »; in tale località fu costituito, a partire dal mese di aprile, un « Campo sosta ed affluenza truppa », capace di ospitare mediamente 4.000 uomini. Inizialmente la gestione del Campo fu affidata ad una batteria del LXXVI gr. a., rimpatriata dall a Corsica. A seguito del potenziamento e del riordinamento del Campo, in data 29 maggio fu preposto al suo funzionamento il Comando del 572° rgt. f., unità trasferitasi anch'essa dalla Sardegna a Napoli. Il Campo fu riordinato su Comando, reparto comando e dieci Comandi di compagnia per l'inquadramento dei militari in affluenza. Come si è già detto, l'afflusso a Napoli di nuove unità e di complementi fu pressoché continuo durante tutto l 'anno: particolarmente intenso nei mesi primaverili ed estivi, esso registrò comunque arrivi anche nell'autunno inoltrato. In All. n. 3r si dà un quadro particolareggiato di tali arrivi. Fino dalla terza decade di aprile il Comando della 2r2a Divisione, previ accordi con la P.B.S. , pose allo studio un nuovo ordinamento dei suoi reparti, che permettesse di soddisfare con la maggiore immediatezza le crescenti esigenze lavorative del Comando statunitense, fornendo reparti specializzati per i diversi compiti, e che nel contempo assicurasse il miglior controllo disciplinare possibile di una massa di uomini progressivamente crescente (8). Il nuovo ordinamento prevedeva: - la sostituzione dei Comandi di reggimento con Comandi di gruppo di battaglioni; - la competenza del solo Comando della P.B.S. di stabilire il numero dei battaglioni nell'ambito di ciascun gruppo di battaglioni; - la possibilità di trasferire da un gruppo all'altro i battaglioni (pertanto ogni gruppo avrebbe avuto un numero variabile di battaglioni), a seconda del mutare delle esigenze nelle varie zone di giurisdizione della P.B.S.; - la specializzazione di ciascun battaglione secondo il tipo di lavoro da svolgere; (8) In quell'epoca le autorità statunitensi prevedevano di concentrare pro· gressivamente alle dipendenze della P.B.S. una massa di 50.000 uomini.


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- il conferimento a ciascun battaglione dell'autonomia amministrativa, necessaria per consentirne il trasferimento da un gruppo all'altro. Il 25 aprile fu concordato tra il Comando della P.B.S. ed il Comando della 2r2" Divisione di costituire inizialmente 7 gruppi di battaglioni, che sarebbero stati portati progressivamente a IO. Le prime conseguenti disposizioni furono quindi diramate dal Comando della Divisione il 1° maggio con foglio n. 01/1588/0p .. In sintesi, tali disposizioni prevedevano: - la trasformazione del 512° rgt. f. in 1° gruppo provvisorio di sette battaglioni (tre portuali e quattro servizi) per una forza complessiva di no ufficiali e 6.230 sottufficiali e militari di truppa; - la trasformazione del I I 3° rgt. f. in 2° gruppo di otto battaglioni (sette autieri ed uno servizi) per una forza complessiva di 202 ufficiali e 4.530 sottufficiali e truppa; - la trasformazione del 545° rgt. f. in 3° gruppo di nove battaglioni (tre tecnici e sei servizi) per complessivi 207 ufficiali e 5.890 sottufficiali e militari di truppa; - la trasformazione del 503° rgt. f. in 5° gruppo di nove battaglioni (quattro del genio, cinque servizi ed una compagnia pontieri), per complessivi 322 ufficiali e 9.990 sottufficiali e militari di truppa; - la costituzione del 6° gruppo di quattro battaglioni servizi e due compagnie di sanità, per complessivi 120 ufficiali e 3.700 sottufficiali e mi.li tari di truppa; - la costituzione del 7° gruppo di otto battaglioni servizi, per complessivi 202 ufficiali e 6.780 sottufficiali e militari di truppa; - l'utilizzazione, per le suesposte trasformazioni ordinative, di tutti i reparti esistenti nell'ambito della Divisione nonché dei complementi già arrivati o di previsto afflusso; - i particolari affiancamenti dei Comandi di gruppo ai diversi Comandi statunitensi, ai quali i dipendenti battaglioni dovevano fornire cooperazione; - i livelli di forza di ciascun battaglione. Al riguardo era previsto che tali livelli non dovessero mai subire variazioni in meno superiori ai 50 uomini. L'effettuazione dei trasferimenti e delle trasformazioni organiche previste nel citato foglio fu approvata dallo SMRE e l'u maggio il Comando della 212" Divisione poté dare subito il via ad essi.


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Pochi giorni dopo - il 16 - lo stesso Comando dispose lo sdoppiamento dei gruppi di battaglioni I e 5° - molto pesanti - per costituire i gruppi 8° e 9°; contemporaneamente attribuì i comandi dei gruppi 6°, 7°, 8° e 9° ai Comandi dei reggimenti f. 532°, 572°, 582° e 590°. Il 535° Comando di reggimento fu invece destinato a sostituire il Comando del rr3° reggimento nell'assunzione del 2° gruppo di battaglioni, perché al II3° fu affidato l'approntamento di un reggimento di polizia militare. Ulteriori disposizioni della P.B.S. in data 25 settembre sanzionarono quindi il seguente definitivo ordinamento del Comando Italiano 212° (9): I gruppo di battaglioni al 512° rgt. f. ; - 2° gruppo di battaglioni al Comando del 535° rgt. f.; - 3° gruppo di battaglioni al Comando del 545° rgt. f.; - 4° gruppo di battaglioni al Comando del 532° rgt. f.; - 5° gruppo di battaglioni al Comando del 503° rgt. f.; - 6° gruppo di battaglioni al Comando del 582° rgt. f.; - 7° gruppo di battaglioni al Comando del 590° rgt. L; - 9° gruppo di battaglioni al Comando del 113° rgt. f. « Mantova>> (su tre battaglioni di polizia militare); - 10° gruppo di battaglioni al Comando del 545° rgt. a.. 0

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Mancava al momento 1'8° gruppo di battaglioni. Questo fu costituito il 22 luglio ~d affidato al Comando del 571° rgt. f., trasferitosi a Napoli dalla Sardegna. In agosto venne inoltre costituito il Comando del 9° rgt. sicurezza e guardia, inquadrante i battaglioni

5060, 507°, 5080, 5090. E' da rilevare che le variazioni sanzionate dalla P.B.S. r isoetto L al primitivo disegno del Comando della 212" Divisione rispondevano all'esigenza di mantenere per quanto possibile inalterati i precedenti legami organici tra reggimenti e minori reparti da essi rispettivamente dipendenti (IO).

(9) E' da rilevare che, trattandosi di unità a livello reggimentale, il numero d'ordine dei gruppi di battaglione fu sempre scritto in caratteri arabi. Ad esso poteva essere aggiunto, fra parentesi, il nominativo del reggimento d'origine. ( ro) Inizialmente tutti i battaglioni furono costituiti su quattro compagnie. Successivamente l'afflusso di nuove forze e necessità di impiego comportarono per molti di essi notevoli variazioni.


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Dopo il completamento del numero dei gruppi di battaglioni, non mancarono successive . trasformazioni organiche, dovute soprattutto ai trasferimenti da un gruppo all'altro dei battaglioni e delle compagnie. Poiché sarebbe troppo lungo - ed in fondo di scarso interesse - trattare di tutti quei movimenti, ci si limita in questa sede ad elencare i diversi tipi di battaglioni, in relazione alla specializzazione ed all'incarico ad essi conferiti. Alla data del 1" ottobre 1944 risultavano dunque impiegati i seguenti battaglioni: -

tre portuali; trentotto servizi; cinque autieri; tre serv1z1 tecmc1 (del genio); tre quartiermastro (addetti a servizi di vario genere quali ad esempio spacci, circoli, mense, magazzini, ecc.); - cinque di polizia militare; - quattro sicurezza e guardi.a. Inoltre la P.B.S. impiegava all'epoca quattro compagnie rifornimento carburanti e lubrificanti, cinque reparti genio antincendi, due compagnie genio riparazioni. Il primitivo disegno di mantenere all'interno dei gruppi di battaglioni gli originari vincoli di dipendenza organica venne a cadere a seguito del massiccio afflusso di nuovi reparti e di complementi. Si sostituì pertanto ad esso, per quanto possibile, il criterio di specializzazione. Tale criterio peraltro rendeva difficoltosa l'azione di comando su reparti dislocati in una vastissima fascia di territorio che alla fine dell'anno andava dal Napoletano fino a nord di Pisa. Si provvide perciò, ai primi di novembre, a ripartire i battaglioni fra i Comandi di gruppo sulla base della loro dislocazione di impiego. Anche questo criterio non fu però definitivo, almeno per l'aliquota dei battaglioni dislocati nella zona di Napoli. A seguito della costituzione dello scaglione avanzato del Comando Italiano 212°, il Comando del Settore Meridionale della P.B.S. dispose infatti che nella Campania si ritornasse all'assegnazione dei battaglioni ai Comandi di gruppo in base alla loro specializzazione a partire dalla data del 21 dicembre. Conseguentemente i gruppi 1° e 2 ° inquadrarono i battaglioni addetti al servizio trasporti, il 3° i battaglioni dei servizi tecnici, il 4° e l'8° i battaglioni quartiermastro, il 5° ed il ro i battaglioni 0


I

34

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

servizi genio, il 9° i battaglioni polizia militare. I Comandi dei gruppi 6° e 7° dipendevano dal 2698° rgt. U.S. Supervisione tecnica. Inutile aggiungere che dal mese di ottobre era notevolmente cresciuto il numero dei battaglioni di talune specialità (ad es. i battaglioni q uartiennastro). Le truppe italiane che cooperarono con la P.B.S. ebbero un campo d'azione che si andò dilatando sempre più da Napoli verso nord, con il progredire delle operazioni degli Alleati e con il conseguente allargamento dell'area delle retrovie affidata alla P.B.S .. Da notare che tale area, pur nella sua crescente estensione, fu sempre limitrofa alla costa tirrenica (a differenza dell'area di giurisdizione dei Distretti britannici, ai quali furono affidate anche zone più interne). All'atto del suo arrivo in Campania, la 2r2a Divisione fu impiegata prevalentemente nella zona di Napoli e a nord della città (ad Aversa, S. Maria Capua Vetere, Secondigliano, Sparanise, Marcianise). A fine aprile alcuni reparti operavano anche nel Salernitano. Successivamente alcune unità furono impiegate più a nord, fra l'altro nella zona di Minturno, ed ai primi di giugno altri reparti furono trasferiti nei dintorni di Anzio (donde la costituzione della Base logistica in quella città). Al 1° di luglio troviamo unità impiegate a Terracina, Roma, Civitavecchia, Grosseto,, Piombino, Campiglià Marittima. Successivamente vi fu un massiccio trasferimento di reparti nella zona di Livorno. Alcuni di questi negli ultimi mesi dell'anno vennero impiegati anche a Tirrenia, dove fu costituita una grande base statunitense (u). In sostanza a dicembre del 1944 le truppe del Comando Italiano 212° erano ripartite in due grossi blocchi: il primo operante nella zona di Napoli, l'altro in quella di Livorno. Ciò dà ragione dell'affidamento all'omonimo Comando di Zona Militare delle funzioni di scaglione avanzato del Comando 212°. Minori reparti continuarono ad essere impiegati a Roma, Civitavecchia, Piombino, Cecina ed in altre località intermedie.

Durante tutto l'anno r944 il contributo dato alla causa degli Alleati dalle truppe italiane operanti nell'ambito della P.B.S. fu (u) A Pisa la 7" cp. del ro 0 gr. battaglioni provvide a difficili lavori di restauro della Cattedrale e del Cimitero monumentale, danneggiati dai bombardamenti e dalle operazioni belliche.


Il Comando [taliano

212"

1 35

massiccio e polivalente. Sono stati elencati i numerosi tipi di specializzazioni tra le qualii i reparti italiani furono ripartiti. Proprio tali tipi di specializzazioni indicano che le unità italiane più che utili furono indispensabili per il funzionamento di una organizzazione - la P.B.S. - che poteva essere paragonata ad una vera e propria Intendenza di Gruppo di Armate e che come tale era tenuta a provvedere a tutti i rifornimenti, recuperi e sgomberi interessanti prevalentemente le truppe americane, ma subordinatamente anche quelle britanniche ed alleate in genere operanti in Italia. Occorre aggiungere che l'impegno dei nostri militari fu sempre generoso e totalitario, pur se i lavori furono svolti spesso in condizioni estremamente disagiate (come del resto avvenne in quell'anno pressoché per tutte le truppe ausiliarie italiane) per vitto, vestiario, alloggiamenti. · Il numero medio dei militari impiegati giornalmente sui lavori - o presenti ai reparti -- risulta dall'All. n. 32. Da rilevare che i dati risultanti dalle varie situazioni mensili del Comando in esame non sono omogenei; infatti per i mesi di marzo, settembre, ottobre e novembre essi sono riferiti alla forza presente; più significativi quelli di aprile - agosto, relativi alla forza realmente impiegata nei lavori, nei servizi di guardia e di polizia militare. Da rilevare ancora che i dati di novembre - ed in parte quelli di settembre e di ottobre non sono comprensivi di molte unità dislocate nella zona di Livorno. Comunque, facendo ricorso ai dati risultanti saltuariamente dal Diario storico del Comando Italiano 212°, si rileva la progressiva crescita del numero dei militari impiegati per la P.B.S.: da 7.824 sottufficiali e militari di truppa nel mese di marzo a 29.000 in giugno ed a 33.000 in dicembre. Si trattò in effetti di uno sforzo di grandissimo rilievo, che consentì anche agli Americani, come già si è visto per gli Inglesi, di ridurre al minimo le truppe impiegate nei servizi di retrovia, a tutto vantaggio della zona di operazioni. Le perdite subite durante l'anno dal Comando Italiano 212° furono di un certo rilievo, se si pensa che le sue truppe operarono sempre nelle retrovie. Dal 1° maggio al 30 novembre si registrano infatti ben 47 morti e 97 feriti. I decessi e gli infortuni ebbero luogo per cause varie sul lavoro, particolarmente per lo scoppio di bombe e di proietti inesplosi. Alle perdite succitate sono da aggiungersi i 46 morti ed i feriti (il relativo numero è imprecisato) della Caserma Bianchini in Napoli, duramente colpita dai Tedeschi in occasione del bombardamento aereo effettuato da questi ultimi il 24 aprile del 1944.


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PARTE

TERZA

IL 1945


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GENERALITA'

All'inizio del 1945 l'ordinamento delle Grandi Unità ausiliarie non subì variazioni di rilievo rispetto a quello del di.cembre del 1944; solo per le Divisioni 205" e 2ro" furono presi taluni provvedimenti di carattere organico. La prima Grande Unità, alle dipendenze del Comando delle Forze Aeree americane dello Scacchiere del Mediterraneo, inquadrò tutti i reparti del nostro Esercito e della nostra Aeronautica a disposizione delle forze aeree statunitensi. Ad essa non fu affidata una circoscrizione territoriale ben definita, in quanto i suoi elementi si trovarono disseminati nei vari aeroporti della Penisola. Nella 21o'' Divisione, in gennaio, le unità del genio furono poste alle dipendenze del Comando del 210° rgpt. g. da combattimento; i ventuno reparti salmerie furono riuniti in quattro battaglioni, tutti alle dipendenze del Comando del 20° rgpt. salmerie. Per quanto concerne le dipendenze di impiego, nel gennaio del 1945 troviamo: - la 210• e la 231" Divisione con la 5" Armata; - la 228" Divisione con 1'8" Armata; - il Comando Italiano 212" con la P.B.S.; -' la 209" Divisione con il I Distretto britannico; - la 227" e la 230"' Divisione con il III Distretto britannico; - le Divisioni cosiddette di « sicurezza interna della Sardegna e della Sicilia )) con le Guarnigioni alleate delle due isole. Della 205" Divisione si è già detto. Inoltre, in Corsica, rimasero le venticinque compagnie speciali allogeni, costituitesi nel precedente anno (r). Dal punto di vista amministrativo, le Divisioni 209" , 210•, 228" e 231" dipendevano tuttora dalla Delegazione « T )> dello SMRE; (1) Per le attività ausiliarie nelle tre isole verranno dati maggiori dettagli nella parte quarta della presente opera.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

il Comando Italiano 212° dallo SMRE; le Divisioni 205"' e 22t dal Comando Militare Territoriale (C.M.T.) di Napoli; la 230a Divisione dal C.M.T. di Bari (2). Nelle isole le truppe dipendevano dal C.M.T. di Palermo (Sicilia) e dal Comando Militare della Sardegna (Sardegna e Corsica) (3). Il sopradescritto ordinamento e le dipendenze di impiego ed amministrative rimasero immutati anche nei mesi di febbraio e di marzo (4). In aprile le Divisioni 209", 210", 228"' e 231", per effetto dello scioglimento della Delegazione « T >> dello SMRE, furono trasferite alle dipendenze amministrative del C.M.T. di Firenze. Nel mese di maggio, a seguito della fine della guerra, la 5"' e 1'8"' Armata estesero l'occupazione del territorio nazionale fino alla cerchia alpina. Fu quindi necessario apportare alcuni mutamenti alla organizzazione ed alle dipendenze delle Grandi Unità ausiliarie. In particolare : - il Comando della 230"' Divisione cedette alla 22t le truppe a disposizione del III Distretto nel settore adriatico e prese alle proprie dipendenze quelle che cooperavano con il II Distretto in Toscana; - la 22?3 Divisione trasfer.ì a Bari il proprio vicecomando per inquadrare le truppe già della 230a Divisione; - le Divisioni 210", 228" e 231" seguirono il movimento delle due Armate alleate e dislocarono una maggiore aliquota delle loro unità nell'Italia Settentrionale. · Quanto alle dipendenze amministrative dai Comandi nazionali, la 2093 Divisione venne assunta dal C.M.T. di Bologna, la 210• dal C.M.T. di Bolzano, la 228" dal C.M.T. di Udine, la 231"' dal C.M.T. di Milano, la 230" dal C.M.T. di Firenze. Intanto, già dal mese di maggio andò delineandosi il progressivo scioglimento delle Unità ausiliarie, nonché il congedamento di

(2) In data 1° gennaio 1945 i Comandi Militari di Regione assunsero il nominativo di Comandi Militari Territoriali (CC.MM.TI.). (3) Dal 13 aprile 1945, per ordine dello SMRE i battaglioni ed i reggimenti sicurezza e guardia assunsero definitivamente il nominativo di battaglioni e reggimenti guardia, già cli largo uso (f. n. 12349/0rd./r pari data dello SMRE, Ali. n. 33). (4) Dal 20 marzo le truppe già dipendenti dal Comando Militare deJla Sardegna passarono alle dipendenze del C.M.T. di Roma, a seguito dello scioglimento di quel Comando.


Generalità

gran parte dei militari che ne facevano parte (5). Pertanto, sotto la data del 31 maggio, fu sciolto l'Ispettorato delle Truppe ausiliarie. Tutti i compiti già attribuiti a tale Ente furono trasferiti ai CC.MM. TT. competenti per giurisdizione territoriale. Il 1° luglio furono restituiti alle Autorità nazionali numerosi reparti di ex prigionieri collaboratori con gli Alleati (All. n. 34). Essi furono assunti alle dipendenze del Comando Italiano 212° e delle Divisioni ausiliarie; vennero quindi sciolti ed i militari ad essi in forza - che in genere appartenevano a classi molto anziane furono per la maggior parte inviati in congedo; quelli rimasti in servizio vennero inseriti, quali complementi, nelle Unità ausiliarie. Nel periodo giugno - settembre notevoli furono i cambiamenti delle dipendenze di impiego delle Grandi Unità ausiliarie, mentre il congedamento delle classi anziane si faceva sempre più consistente: - in giugno la 231" Divisione passò dalle dipendenze della 5"' Armata a quelle del II Distretto britannico e prese alle proprie dipendenze tutti i reparti ausiliari dell'Italia nord - occidentale; - nello stesso mese la 230" Divisione fu assunta dal I Distretto ed inquadrò tutte le unità già appartenenti alla 209" Divisione, dislocate in Toscana ed in Umbria; - in luglio la 228" Divisione, a seguito dello scioglimento dell'8" Armata, passò alle dipendenze ciel XIII C.A. britannico, dislocato nella Venezia Giulia, mantenendo la sua giurisdizione su tutto il Veneto; - in agosto la 209" Divisione, a disposizione ciel I Distretto, estese la giurisdizione dall'Emilia e dalle Marche al Veneto e cedette le sue unità dislocate nelle Marche stesse alla 230"' Divisione, che in data 20 agosto passò al III Distretto; - ancora in agosto alcuni battaglioni guardia (506°, 5n°, 512°, 523° e 524°) furono restituiti all'Esercito italiano, per la costituzione delle prime Brigate territoriali; - in settembre, in conseguenza dello scioglimento del I Distretto, la 209" Divisione fu trasferita al II Distretto. Nello stesso (5) E' da tener presente che i militari delle classi più anziane (1913 e precedenti) erano stati inviati in congedo già negli anni precedenti, a mano a mano che divenivano accessibili i territori ai quali essi appartenevano. La massa dei congedamenti avrebbe poi avuto inizio con la classe r9r4 (il 15 luglio) e sarebbe terminata in novembre con il 1920.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italietno nella Guerra di Liberetzione

mese altri 8 battaglioni guardia furono restituiti all'Esercito, italiano

(5020, 5030, 5040, 5130, 517°, 5210, 5220 e 527°). In sostanza, alla data del 30 settembre, le Grandi Unità ausiliarie avevano le seguenti dipendenze di impiego ed amministrative : - 205" Divisione: Comando Forze Aeree americane e C.M. T. di Napoli; - 209" Divi~ione: II Distretto e C.M.T. di Udine; - 2ro'' Divisione: 5" Armata e C.M.T. di Bolzano; Divisione: III Distretto e C.M.T. di Napoli; - 228" Divisione: XIII C.A. britannico e C.M.T. di Udine; - 230" Divisione: III Distretto e C.M. T. di Firenze; - 231" Divisione: II Distretto e C.M.T. di Milano; - Comando Italiano 212°: P.B.S. e C.M.T. di Napoli. Nel periodo ottobre - dicembre - in conseguenza del progressivo congedamento delle classi anziane - furono sciolti tutti i Comandi delle Grandi Unità ausiliarie (salvo quello della 205" Divisione, che alla data del 31 dicembre 1945 era ancora alle dipendenze del Comando delle Forze Aeree americane) con la seguente successione di tempi : - 9 settembre: la 210a Divisione; - 15 ottobre: il Comando Italiano 212°. Alla data del 31 dicembre erano ancora in vita soltanto due gruppi di battaglioni (il 2° a Napoli ed il 6° a Livorno), inquadranti poche unità ancora addette a servizi di guardia per la P.B.S.; - ro novembre: le Divisioni 209\ 228", 230"'. Sotto quella data le unità da esse rispettivamente dipendenti tuttora esistenti furono inquadrate nei raggruppamenti amministrativi 716° (per il Il Distretto), 717° (per il III Distretto), 718° (per il XIII C.A. britannico); - 15 dicembre: la 227" Divisione. Le unità già da essa dipendenti ed ancora in vita vennero inquadrate nei raggruppamenti amministrativi 7u (Puglie), 712" (Marche), 714° (Campania), 715° (Lazio), 716° (Toscana); - 31 dicembre: la 231" Divisione. Le unità tuttora in vita furono inquadrate nei raggruppamenti amministrativi 713° (Piemonte, Lombardia e Liguria) e 717" (Emilia e Veneto). La forza delle Unità ausiliarie a disposizione degli Alleati si mantenne su livelli molto elevati fino a tutto il mese di luglio del 1945. Dalle cifre che più avanti sono riportate si può rilevare, nei primi mesi del 1945, un progressivo aumento del personale impiegato

- 22t

0


Generalità

nelle attività ausiliarie, che culmina nel mese di aprile, in concomitanza con la grande offensiva alleata di primavera, in un dato veramente rilevante: 196.086 uomini. Quasi 200.000 uomini in quel mese collaborarono con gli Alleati in campo logistico, sia ad immediato ridosso delle prime linee, sia nelle retrovie. Seguì un progressivo declino, a partire dal mese di maggio, che si fece sempre più consistente nei mesi autunnali. A dicembre, tuttavia, ancora 20.000 uomini cooperavano in campo logistico con le formazioni anglo - americane all'epoca rimaste in Italia. Ed ecco le cifre complessive delle truppe ausiliarie (comprendenti ufficiali, sottufficiali e truppa), desunte dalle relazioni mensili compilate a cura dell'Ispettorato delle Truppe ausiliarie (ed a partire dal mese di aprile dall'Ufficio Operazioni dello SMRE): - gennaio 1945: 154.830 uomini (43.660 con le Armate operanti e II I. 170 nelle zone arretrate); - febbraio 1945: 164.052 uomini (46.959 con le Armate operanti e II7.093 nelle retrovie); - marzo 1945: 178.390 uomini (54.632 con le Armate operanti e 123.758 nelle retrovie); - aprile 1945: 196.086 uomin~ (58.663 con le Armate operanti e 137.423 nelle retrovie); - maggio 1945: 177.374 uomm1; - giugno 1945: 164.999 uomini; - luglio 1945: 154.829 uomini; - agosto 1945: 127.987 uomini; - settembre 1945: 91.860 uomini; - ottobre 1945: 66.617 uomini; - novembre 1945: 31.989 uomini; - dicembre 1945: 19.522 uomini. Se si analizzano i dati sopra riportati in base alle diverse attività lavorative (6), si registrano variazioni di scarso rilievo rispetto alle seguenti percentuali di uomini impiegati nelle varie attività ausiliarie, registrate nell'aprile del 1945: - carico, scarico, trasporto, sistemazione materiali: 28 %; - servizi di guardia, di polizia militare, di scorta, di controllo del traffico: 18%; (6) All'uopo può risultare utile la consultazione dei grafici riportati al termine del volume (Ali. nn. 51 - 54).


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- lavori del genio: 17%; - salmerie: 6% ; - servizi vari : 8%; - trasporti automobilistici: 5%; - lavori di officina e di laboratorio: 4%; - servizi di sanità, di commissariato, di artiglieria, ecc.: 5% ; - difesa contro aerei: I%; - complementi: 8%. Le percentuali suesposte sono molto significative perché, pur nella loro aridità, consentono di formulare alcune considerazioni generali di notevole rilievo in merito ai rapporti delle nostre unità con gli Alleati nonché all'importanza delle loro prestazioni ed alle modalità del loro impiego. Esse ci dicono infatti che: a) nell'ultimo anno di guerra gli Alleati avevano compreso che potevano contare pienamente sul concorso italiano. I nostri soldati si erano saputi conquistare la stima ed il rispetto degli Anglo Americani, che non esitarono ad affidare loro servizi particolarmente delicati, quali la guardia ai depositi (anche a quelli più importanti), la polizia militare, il controllo del traffico, la scorta a convogli ferroviari ed automobilistici; b) particolarmente prezioso e massiccio risultò il concorso delle diverse specialità dell'Arma del genio, sempre altamente qualificato; e) i nostri specializzati del genio, delle trasmissioni, del servizio automobilistico prestarono valida opera nelle lavorazioni di officina, rimettendo in efficienza numerosissimi mezzi degli Anglo Americani, appartenenti alle varie armi; d) i rifornimenti alle prime linee ed anche nelle retrovie furono praticamente affidati alle sole Unità ausiliarie italiane:;_ (salmerie ed autotrasporti, nonché portatori delle unità pionieri); e) le forti aliquote di nostri militari impiegati in lavori di manovalanza più propriamente detta, dopo tanti mesi di lavoro, avevano sicuramente acquisito notevole pratica e ciò consentì loro, nel 1945, di effettuare con la massima celerità le operazioni di carico e scarico dei piroscafi, dei treni, degli aerei. Le precedenti considerazioni consentono ora di porre nella giusta luce l'apporto fondamentale dato dal personale italiano nelle diverse attività ausiliarie durante gli ultimi mesi di guerra.


Generalità

J. -

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LAVORI DI ~ANOVALANZA (CARICO E SCARICO, TRASPORTO MATERIALI E LORO SISTEMAZIONE).

I lavori vennero effettuati di massima nei principali porti liberati (Napoli, Bari, Barletta, Brindisi, Taranto, Ancona, Livorno), negli aeroporti, negli scali ferroviari, nei depositi e nei magazzini. Rientrano in questa branca di attività ausiliarie anche lo sgombero di macerie, l'approntamento dei Campi di sosta e di riposo e, in particolare negli ultimi mesi di guerra, il trasporto a spalla di materiali di rifornimento in zone montane, particolarmente impervie, non raggiungibili con le salmerie. Tutti questi compiti furono affidati di massima alle unità pionieri, ai battaglioni servizi e quartiermastro, ai reparti portuali, ai reparti servizi generali, ai reparti nebbiogeni non più impiegati nella difesa contro aerei dei porti. I turni di lavoro furono particolarmente faticosi nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile (raggiunsero spesso le II ore giornaliere); nei mesi invernali l'opera instancabile di questi nostri militari fu spesso prestata in un ambiente avverso, caratterizzato da disastrose condizioni atmosferiche. Giova tornare brevemente anzitutto sul servizio di rifornimento alle prime linee, nel quale furono impiegati, quali portatori, militari di alcune compagnie pionieri della 228a e della 231" Divisione. Essi, nel corso dei mesi invernali, furono costretti a percorrere terreni fangosi, gelati, ricoperti di neve, sotto il tiro delle artiglierie nemiche. Gli stessi militari, nei viaggi di ritorno, svolsero anche il servizio di sgombero dei feriti verso le retrovie. I lavori nei porti furono affidati quasi esclusivamente alle unità portuali e pionieri; le prime, in particolare, fornirono prestazioni altamente qualificate, essendo costituite di militari che, come già si è visto, avevano acquisito grande pratica ed abilità nell'impiego delle gru, dei verricelli e di tutte le altre macchine di normale uso negli scali marittimi. Le Autorità alleate ed i Comandanti italiani seppero rendere più piacevole questo lavoro indubbiamente pesante, conferendo ad esso, in più casi, il clima competitivo proprio delle gare: cosicché si potettero registrare significativi records lavorativi, come quello relativo allo scarico di diciassette quintali di materiali per uomo/ ora nel porto di Ancona (7). Ne derivò nei reparti portuali e pionieri un più (7) Altro esempio di gara: nel porto di Livorno il I btg. portuali, in gara con reparti similari alleati, fu classificato in aprile al 2° posto per ton10. -

Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

sentito spirito di corpo, a tutto vantaggio del rendimento, che risultò elevato anche nel caso di servizi particolarmente duri (ad esempio, lo scarico di celle frigorifere od il lavoro effettuato in gennaio dal III btg. servizi presso il frigorifero Cirio di Napoli in un ambiente mantenuto ad una temperatura di 15 gradi sotto lo zero) e pericolosi, quali lo scarico di munizioni ·e di esplosivi (8). Alcune cifre di seguito riportate, riferite agli ultimi mesi di guerra, possono dare una visione ancora più chiara dell'entità dello sforzo compiuto dalle nostre unità in questa branca lavorativa: - nei mesi di gennaio e di febbraio a Livorno furono scaricate ben 200.000 tonnellate di materiali; - in febbraio furono scaricate 30.000 tonnellate di materiali a Napoli e 50.000 a Bari; - nel mese di marzo nelle zone di Ancona e di Arezzo unità pion~e~i ~ella 209" Divisione scaricarono ben 130.000 tonnellate di mumz1om; - in aprile furono caricati e scaricati materiali per 130.000 tonnellate a Livorno e per addirittura 300.000 a Napoli. I lavori di carico e scarico negli scali portuali, ferroviari e aerei, nonché i lavori di manovalanza in genere proseguirono anche dopo la fine della guerra, garantendo il pieno funzionamento dell'organizzazione logistica impiantata nel nostro territorio nazionale a sostegno delle Grandi Unità alleate di occupazione. Naturalmente, tali attività subirono una progressiva diminuzione con il trascorrere del tempo e con la partenza di gran parte delle unità combattenti alleate.

IL -

LAVORI DEL GENIO

(9).

Riguardarono in particolare le seguenti attività: - bonifica dei campi minati e rimozione di interruzioni e di ostacoli in genere; nellaggio totale scaricato durante gli ultimi 6 mesi (139.000 tonnellate in 12.422 ore lavorative) e terzo per media oraria di scarico (17 tonnellate/ ora), meritando l'elogio di Autorità americane. Queste cifre dànno indubbiamente un'idea dell'entità del lavoro svolto dai nostri militari nei porti. (8) Si ricorda a tale proposito che l'esplosione nel porto di Bari di una nave carica di esplosivi, avvenuta nel mese di aprile, provocò fra i nostri militari I morto, 32 feriti gravi e 30 feriti leggeri. (9) E' opportuno ricordare, in questa sede, che in data 20 gennaio 1945 lo SMRE (f. n. 10147 /Ord., All. n. 35) dispose che i Comandi italiani genio


Generalità

- costruzione, riattamento, manutenzione di rotabili e di ferrovie; - costruzione, montaggio e smontaggio di baracche, tettoie e reticolati; - stendimento, ripiegamento e manutenzione delle linee telefoniche (permanenti e campali); - costruzioni varie in cemento ed in muratura; - estrazione di pietrisco dalle cave a mezzo di esplosivi; - sistemazione di impianti idrici ed elettrici; - costruzione di zatteroni da sbarco per materiali e per personale; - montaggio e smontaggio di ponti in ferro; - lavori di mascheramento; - costruzione di piste negli aeroporti. Come si vede, nel 1945 le unità del genio e quelle assimilate a tale arma continuarono a svolgere le stesse attività già a loro affidate fin dal settembre del 1943 nelle Puglie ed in Calabria; ma questi reparti si erano adesso moltiplicati e venivano impiegati su ben più ampio spazio. Si pensi che in aprile operavano per gli Alleati ben 83 compagnie del genio (oltre a numerose compagnie pionieri e IO compagnie servizi di aviazione). Fra le attività suelencate, meritano particolare rilievo: il rastrellamento delle mine, compito pericolosissimo, svolto il più delle volte con mezzi inadeguati e, nei mesi invernali, in condizioni ambientali decisamente poco propizie. Il lavoro in parola fu compiuto soprattutto da 3 compagnie (56i", 562", 563"'), con complessivi 500 uomini, e consentì di bonificare importanti zone delle retrovie ad immediato ridosso delle prime linee. Per avere un'idea dell'opera prestata, basti pensare che la 561a cp., nella sola zona attorno a Livorno, rimosse ben 15.670 mine, alcune delle quali erano interrate ad una profondità di due metri; la 562" cp., nella zona di Pescara - Ortona, ne rastrellò 61.000. Il rastrellamento delle mine, purtroppo, comportò un doloroso tributo di vite umane. Nel periodo gennaio - maggio 1945 le compagnie 56r" e 562" persero rispettivamente undici uomini (tutti morti) 1° -

affiancati ai tre Distretti britannici mutassero il loro nominativo m 71°, 72°, 73° Nucleo italiano per Comando genio di ciascun Distretto.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

e settantuno uomini (ventidue morti e quarantanove feriti, molti di questi ultimi gravemente mutilati). Le operazioni di bonifica furono svolte particolarmente nelle zone di Gaeta - Formia, Ancona - Pesaro e successivamente in tutta la fascia appenninica a ridosso della linea « Gotica >> ; 2° - il ripristino delle stazioni e delle linee ferroviarie - necessario e vitale per il traffico militare alleato - consentì anche una sia pur limitata ripresa dei traffici civili. I relativi lavori riguardarono successivi tratti della « direttissima » Bologna - Firenze, nel difficile tratto appenninico - nel quale i Tedeschi avevano distrutto quasi tutti i viadotti e le galle.rie - nonché il tronco Pisa - Firenze. Il compimento di questi ultimi lavori permise di collegare la linea Roma- Livorno con la direttissima Firenze - Bologna e quindi di riattivare, subito dopo la liberazione, le comunicazioni fra il Settentrione ed il Centro - Sud della Penisola. Sulla linea ferroviaria adriatica si lavorò dapprima per il ripristino dei binari nel tronco Ortona - Falconara e quindi nel tratto Ancona- Forlì. Per la posa dell'armamento e per la ricostruzione dei ponti fu per lo più possibile impiegare materiale di recupero, e ciò richiese un preventivo lavoro di rimozione delle macerie. Nel mese di aprile, subito dopo la liberazione di Bologna, fu altresì dato inizio alla ricostruzione dei tronchi Faenza - Castel San Pietro e Ozzano - Bologna. Dopo la fine della guerra, i battaglioni genio ferrovieri furono trasferiti attorno a Bologna e vennero particolarmente impiegati per il ripristino delle linee che dalla città felsinea adducono in Lombardia e nel Veneto nonché per la ricostruzione dei ponti sul Po e sugli altri fiumi dell'Italia settentrionale. Si può avere un'idea dei lavori compiuti dal genio ferrovieri e dalle unità ad esso aggregate considerando alcune cifre. Nel mese di aprile furono impiegati in questi lavori ben 7.000 uomini (ro). Nello stesso mese i reparti ferrovieri disarmarono 3.958 metri di binario, costruirono 7.777 metri di nuovi binari, rettificarono, livellarono, rincalzarono 37.599 metri di binari. Quanto alle difficoltà incontrate nel corso dei lavori, si pensi che per riattivare talune gallerie della Firenze - Bologna, ostruite dai Tedeschi, i nostri soldati furono costretti a calarsi dentro pozzi profondi oltre roo metri e quindi, a causa delle infiltrazioni delle

(10) Insieme ai 5 btg. ferrovieri, lavorarono nel r:ipristino delle ferrovie alcune cp. pionieri.


Generalità

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falde idriche sotterranee, dovettero lavorare immersi nell'acqua fino a mezzo polpaccio; 3° - il riattamento di ponti e di strade nelle zone avanzate e nelle retrovie. Vale la pena di menzionare, in particolare, il lavoro svolto durante i mesi invernali dai reparti del 210° rgpt. genio da combattimento nella zona appenninica avanzata. Nel solo mese di gennaio, in località soggette al tiro delle artiglierie nemiche, con temperature scese fino a quindici gradi sotto zero, quelle unità ricostruirono e riaprirono al traffico ben II6 km di strade - indispensabili per la vita delle unità più avanzate - nelle valli dei torrenti Lima e Limestre. Nei mesi successivi i lavori proseguirono nelle valli del Lamone, del Santerno, del Senio e nella zona di Brisighella (in marzo furono ripristinati in Romagna 180 km di strade). A fine aprile la 156" cp. g. partecipò, assieme a reparti alleati, al gittamento del primo ponte di barche sul Po, nei pressi di Occhiobello. Nella zona delle retrovie nel mese di febbraio furono ricostruiti nove ponti e riattivati circa 100 km di strade; si provvide altresì alla manutenzione di oltre 400 km di altre rotabili. Nel mese di marzo furono sistemati 676 k m di strade, ricostruiti 15 ponti semipermanenti, sistemati ro.ooo m 2 di piazzali. I lavori proseguirono incessantemente su tutto il territorio nazionale anche dopo la fine della guerra, con particolare riferimento ai ponti sul Po e sugli altri fiumi dell'Italia del Nord;

4° - la

costruzione e la manutenzione delle linee telefoniche. I relativi lavori consentirono tra l'altro di riavviare alla normalizzazione anche il servizio delle telecomunicazioni, essenziale non solo ai fini militari, ma anche per la vita civile della Nazione; 5° - nei mesi di febbraio e di marzo fu costruito un nuovo oleodotto, da Pontedera a Pistoia, sotto la guida di pochi tecnici alleati e di nostri ufficiali del genio. Il lavoro, svolto prevalentemente da reparti servizi, risultò particolarmente arduo a causa delle pendenze notevoli e degli importanti corsi d'acqua da superare (fra gli altri, l'Arno). III. -

IMPIEGO DELLE SALMERIE.

I reparti salmerie operarono sempre nelle zone avanzate, e furono adibiti essenzialmente al trasporto dei rifornimenti di viveri,


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di munizioni, di materiali di rafforzamento fino alle prime linee. I trasporti furono effettuati quasi esclusivamente di notte, talora su passaggi obbligati battuti dal fuoco delle artiglierie e spesso delle mitragliatrici e dei mortai nemici; essi risultarono particolarmente ardui nei mesi di gennaio e di febbraio a causa delle avverse condizioni atmosferiche ed ambientali. A febbraio i reparti salmerie in azione furono 3r e l'impiego medio giornaliero risultò di ben 1r.700 uomini. I reparti salmerie riportarono perdite notevoli: soltanto in marzo, ebbero a lamentare I I morti e 31 feriti. Durante l'offensiva primaverile, i reparti salmerie concorsero con elevato spirito di sacrificio - ed anche di emulazione nei riguardi degli Alleati - al buon esito della battaglia di rottura sul fronte appenninico; fu sicuramente anche loro merito se in pochi giorni le Grandi Unità impegnate nella lotta contro i Tedeschi, con straordinaria celerità di movimenti, riuscirono a portarsi dalla zona delle montagne al cuore della pianura padana. Nel corso della battaglia, alcuni reparti dei gruppi XXI e CCLI, oltre ad assolvere i loro compiti fondamentali di rifornimento delle prime linee, si trovarono direttamente coinvolti nei combattimenti e catturarono diversi prigionieri nemici. Dopo la fine della guerra, le unità salmerie sostarono per procedere alla propria riorganizzazione ed all'addestramento del personale. Molte di esse furono quindi sciolte. Quelle che rimasero in vita furono impiegate in altre diverse attività, quali il rastrellamento di mine ed il recupero di quadrupedi nel Trentino - Alto Adige. IV. -

TRASPORTI AUTOMOBILlSTICI.

Vi provvidero battaglioni e compagnie aut1en appositamente costituiti, soprattutto nel 1944 in Sardegna e nell'Italia Meridionale. Il servizio svolto da quei reparti ( 1 I) fu in genere molto gravoso: il personale impiegato - pur se apparentemente numeroso (II.800 uomini nel mese di aprile) - era in realtà scarso in relazione alle massicce pressanti esigenze degli Alleati. I reparti autieri, in conseguenza, furono soggetti a veri e propri « tours de force ». In gennaio taluni di essi vennero impiegati, senza soluzione di ·continuità, addirittura per 12 giorni di seguito. Altre cifre significative: tre batta(u) In aprile furono impiegati ì battaglioni (comprendenti 56 compagnie) e 25 compagnie autonome.


Generalità

glioni autieri del Comando Italiano 212° trasportarono in gennaio ben ror.ooo tonnellate di materiali vari, coprendo circa 4.080.000 km (tra questi battaglioni, il IV, nell'ambito della P.B.S., meritò il primo posto nella classifica di rendimento riguardante sia i reparti italiani, sia quelli alleati); due battaglioni autieri, a Livorno, impiegarono in febbraio una media di 300 automezzi al giorno; nel mese di marzo 4 compagnie, nelle immediate retrovie del fronte, trasportarono 34.000 tonnellate di viveri e di vestiario per le popolazioni civili, concorsero allo sgombero di macerie, trasportarono profughi, percorrendo oltre un milione di chilometri; nel mese di aprile, la 4" cp. speciale trasporti, nella zona silana, trasportò 16.000 m 3 di legname, ghiaia, mattoni e 8.000 operai, per complessivi 127.000 km di percorrenza. Dopo la fine della guerra queste unità continuarono a prestare la loro opera, che risultò proficua al massimo grado non solo per le unità alleate rimaste in Italia, ma ancor più per le esigenze della vita delle popolazioni civili (alle quali esigenze, del resto, avevano dato notevole apporto già durante tutto il periodo della Guerra di Liberazione). Alcuni reparti autieri, dopo l'armistizio con la Germania, furono impiegati anche oltre frontiera: tra gli altri, nel mese di maggio, un reparto della 228" Divisione trasportò medicinali e viveri fino a Klagenfurt, e nel viaggio di ritorno riportò in Italia, ai centri di assistenza prossimi al confine, profughi ed internati nei campi di concentramento germanici. V. -

SERVIZIO DI GUARDIA, DI POLIZIA MILITARE, DI SCORTA E DI CONTRQLI..;O DEL TRAFFICO.

Tali servizi furono forniti da apposite unità a livello battaglione e da compagnie autonome specializzate, talvolta integrate da reparti pionieri o servizi quartiermastro. In questo genere di servizi ausiliari fu impiegata una ingente massa di nostri militari: almeno 30.000 uomini, ripartiti in venticinque battaglioni guardia, cinque battaglioni di polizia militare, un battaglione speciale «Granatieri)>, quindici compagnie controllo traffico, una compagnia segnaletica stradale, quattordici compagnie servizi aeroportuali della 205" Divisione, tre reparti autonomi dei Carabinieri. Le prestazioni offerte da tutte queste unità risultarono particolannente gravose durante i mesi invernali, soprattutto a causa del-


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l'equipaggiamento spesso inadeguato all'inclemenza del tempo; inoltre la situazione dell'ordine pubblico, non di rado critica specialmente nei grandi centri, creò talvolta notevoli difficoltà (numerose volte questi reparti furono costretti ad opporsi a tentativi di furto nei maggiori magazzini alleati); infine i turni di riposo furono di massima insufficienti (il servizio, di norma, era effettuato a giorni alterni). Fra i servizi più difficili affidati a queste unità, occorre ncordare: - la sorveglianza ai depositi mumz1oni, la maggior parte dei quali erano ripartiti in minori formazioni diradate - per motivi di sicurezza e di funzionalità - lungo le rotabili per centinaia di chilometri; - la guardia agli impianti aeronautici, nei quali le sentinelle erano tenute a sorvegliare zone molto ampie, senza turni di riposo adeguati; - la scorta ai treni. Questo servizio si protraeva in genere per molti giorni, in conseguenza della situazione precaria della nostra rete ferroviaria. Per avere un'idea dell'entità degli uomini impiegati in tale servizio, si pensi che ne] mese di aprile furono scortati 2. 179 convogli; - la collaborazione offerta alla polizia militare alleata dalla speciale squadra di polizia investigativa (costituita su richiesta del Comando della P.B.S. e sciolta nel mese di marzo) per la sorveglianza e per il controllo del porto di Napoli. La predetta squadra, tra l'altro, svolse anche accurate indagini a carico di militari sospettati di collaborare con bande di rapinatori civili indiziate per i furti a danno degli Alleati. Una analoga proficua attività, nel mese di febbraio, fu svolta nelle retrovie dell'8a Armata dal 505° btg. guardia, che portò a termine ben diciassette indagini su altrettanti furti, quindici dei quali compiuti da civili e due da alleati, nonché cinque rinvenimenti di refurtiva. Alcuni minori reparti dello stesso battaglione sventarono dive~si tentativi di furto, intervenendo con il fuoco delle proprie armi. Numerosissimi tentativi di furto furono altresì sventati sui treni e negli scali ferroviari. Si ricorda ancora che un distaccamento del 517° btg. guardia - che operava con i reparti avanzati dell'8" Armata - entrò per primo in Ferrara e provvide subito a presidiare gli accessi alla città,


Generalità

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gli uffici pubblici, gli stabilimenti industriali. Lo stesso battaglione, a partire dal mese di luglio, fu impiegato in servizio di polizia lungo la linea « Morgan », accanto alle unità alleate, particolarmente per il controllo dei civili in transito tra le due zone del territorio di Trieste. Dopo la fine della guerra, a partire dai primi di maggio, le unità alle dipendenze della 5" e dell'8"' Armata prestarono servizi di protezione alle opere d'arte e di scorta ai prigionieri di guerra germanici. Continuarono inoltre ad essere impiegate nel servizio di guardia ai magazzini ed ai depositi alleati. Il loro impegno, ovviamente, diminuì con il trascorrere del tempo. A partire dal mese di agosto, le unità guardia furono gradualmente restituite alle Autorità italiane ed inquadrate nelle Brigate territoriali per la costituzione di reggimenti di fanteria non indivisionati. Alla .fine di dicembre solo il 517° btg. guardia era rimasto a disposizione del XIII C.A. britannico, continuando a svolgere il servizio di controllo dei civili sulla linea di demarcazione della Venezia Giulia. VI. -

LAVORA'ZIONI DI OFFICINA E DI LABORATORIO. SERVIZI DI SANIT.~,

COMMISSARIATO, ARTIGLIERIA, ECC .•

Per motivi di brevità, si è sorvolato sinora sui servizi in parola, nei quali furono impiegati una pletora di minori reparti, che troppo lungo sarebbe elencare. E' però necessario ricordare in questa sede che il concorso prestato da questa categoria di unità rivestì anch'esso notevole importanza per gli Alleati, in quanto consentì loro - come in tutte le altre branche delle attività ausiliarie - di svincolare numerose formazioni dei servizi stessi e di destinarle ad altri compiti o ad altre zone operative. Nelle lavorazioni di officina e di laboratorio molti militari - specializzatisi sotto le armi o provenienti da analoghi impieghi della vita civile - furono impiegati quali meccanici motoristi, verniciatori, falegnami. Essi erano stati inquadrati in apposite unità (tre compagnie ed alcune sezioni officina, due compagnie genio riparazioni, sei compagnie raccolta materiali usati, un reparto carristi, sette compagnie servizi tecnici riparazioni automezzi, cinque officine varie) ed in otto reparti pionieri e servizi quartiermastro. Si trattò di una massa ingente di uomini, che in aprile raggiunse la cifra di 7.000 unità.


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Tra i lavori svolti da questi reparti, meritano particolare menzione: - la costruzione di travature per ponti in ferro ed in legno, ad opera dei genieri della 227" Divisione; - il montaggio di automezzi alleati provenienti d'oltre mare, effettuato nelle officine di Ancona da circa 800 militari del 413° rgt. pionieri (nel mese di aprile furono montati ben milleduecento automezzi); - le riparazioni di carri armati effettuate dal 1051° reparto carristi, che provvide anche al recupero dei mezzi corazzati inefficienti sul fronte dell'8" Armata; - le riparazioni degli automezzi nazionali ed alleati, effettuate dalle officine e dalle compagnie riparazioni (in gennaio r .400 uomini addetti presso la P.B.S. ripararono 3.000 autoveicoli); - le riparazioni di armi e di strumenti di precisione, nonché la rimessa in efficienza di maschere antigas recuperate, ecc.. Altri 8.000 uomini furono impiegati mediamente nei primi mesi del 1945 nei servizi logistici che garantivano la vita delle unità alleate. Essi erano ripartiti nei servizi di sanità (quattro Ospedali da campo, quindici compagnie di sanità, reparti pionieri impiegati per assistenza nelle sale chirurgiche degli ospedali, nei servizi di disinfezione e bonifica, quali portaferiti, ecc.), vettovagliamento (tra l'altro, tre compagnie addette alla panificazione), artiglieria (otto reparti appositi per il rifornimento, il ripristino, il carico, lo scarico, la contabilità delle munizioni), ippico e veterinario (sette infermerie quadrupedi, due reparti di rimonta, quattro reparti complementi per le unità inglesi), automobilistico (quattro compagnie rifornimento e distribuzione carburanti e lubrificanti, elementi dei pionieri per il pompaggio, la manutenzione e la sorveglianza dei vari oleodotti campali costruiti dagli Alleati nella Penisola). Servizi di vario tipo furono altresì prestati da particolari unità (per 3.000 uomini circa), quali le quattro compagnie forestàli (taglio, carico, scarico, guardia al legname da costruzione e da ponte), le quattro compagnie servizi generali e d'Intendenza (magazzinieri, scritturali, contabili per gli organi logistici inglesi e per gli enti centrali e periferici della Missione militare di controllo alleata), i nuclei assistenza profughi civili. Vanno infine ricordati i 5.000 uomini delle unità allogeni impiegate in Corsica, delle quali si tratterà più avanti. L'impiego di nostre unità in queste diverse branche logistiche si mantenne elevato anche dopo la fine della guerra, durante tutta


Generalità

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l'estate. Andò quindi progressivamente diminuendo in autunno; nel mese di dicembre gli uomini impiegati in lavori di officina e di laboratorio erano ridotti a 350 e quelli ancora addetti ai servizi vari a 940 unità. VII. -

DIFESA CONTRO AEREI E COSTIERA.

Si tratta in realtà di attività di carattere più propriamente operativo, svolte comunque alle dipendenze degli Alleati. Non è pertanto questa la sede per trattarne diffusamente, tanto più che, facendosi sempre meno sentire, con il trascorrere del tempo, la minaccia germanica, la maggior parte degli uomini già impiegati in queste attività fu trasferita alle unità operative italiane o alle Unità ausiliarie. Nei primi giorni del gennaio 1945 gli Alleati impiegavano ancora due compagnie nebbiogeni (per l'annebbiamento del porto di Bari e di alcune raffinerie di petroli), un gruppo di artiglieria costiero ed una compagnia fotoelettricisti (nella zona del porto di Napoli), alcune unità aerostieri per lo sbarramento aereo dei porti di Livorno e di Ancona. Ad aprile erano rimaste in vita solo le due compagnie nebbiogeni, che provvedevano all'annebbiamento del porto di Livorno e delle raffinerie dell' Anic. Al termine delle ostilità esse furono impiegate nei lavori di disattivazione dei circuiti nebbiogeni e nel recupero dei relativi generatori; vennero quindi sciolte.

***

Il massiccio apporto dato dalle Unità ausiliarie allo sforzo bellico degli Anglo - Americani costò, purtroppo, rilevanti perdite in uomini. Nel periodo I gennaio - 30 aprile 1945, tali perdite assommarono a ben 163 morti, 445 feriti, 12 dispersi, e furono così ripartite nei diversi mesi: - gennaio: 29 morti, 58 feriti, 5 dispersi; - febbraio: 30 morti, 80 feriti, 5 dispersi; - marzo: 52 morti, 152 feriti; - aprile: 52 morti, 155 feriti, 2 dispersi. Passiamo ora all'esame delle vicende delle singole Grandi Unità ausiliarie nel corso del 1945 (12). 0

(12) Per motivi di maggior chiarezza taluni dati già sommariamente forniti - particolarmente nel campo ordinativo - saranno nuovamente presi in esame riferendoli alle singole Grandi Unità ausiliarie.


LA 205" DIVISIONE

Si è già visto che la 205" Divisione si trasferì dalla Sardegna a Napoli nell'autunno del 1944. All'atto dell'arrivo nella città partenopea, alcuni suoi reparti (per circa 3.500 uomini) furono sciolti ed i rispettivi uomini immessi in quelli del Comando Italiano 212° ; il resto della Divisione, con lo stesso Comando della Grande Unità, passò alle dipendenze di impiego del Comando delle Forze Aeree americane del Mediterraneo. A partire dal dicembre del 1944 il Comando della Divisione fu preposto all'inquadramento di tutti i reparti dell'Esercito e dell'Aeronautica italiana impiegati nei servizi ausiliari negli aeroporti ( r ). Nel 1945 la 205" Divisione continuò a fornire il concorso dei · propri reparti al Comando statunitense predetto, mentre ai fini amministrativi e disciplinari essa venne a dipendere dal C.M.T. di Napoli. Ai primi di gennaio del 1945 la Divisione, articolata su cinque gruppi aviazione - corrispondenti ad altrettanti Comandi di reggimento - e cinque battaglioni omonimi (per complessive quarantotto compagnie servizi aviazione - delle quali diciassette provenienti dall'Aeronautica - e sei compagnie trasporti - delle quali due provenienti dall'Aeronautica - ), aveva una forza complessiva di 5.000 uomini circa. Alla Grande Unità non era stata affidata una circoscrizione ben definita, essendo i suoi elementi sparsi nei vari aeroporti della Penisola occupati dagli Americani; peraltro la sua aliquota maggiore fu sempre impiegata negli aeroporti delle Puglie, anche quando, con il progredire delle operazioni verso nord e poi con la fine della guerra, alcune compagnie vennero trasferite negli aeroporti dell'Italia Settentrionale. (r) Le vicende della 205• Divisione, dall'armistizio dell'8 settembre 1943 fino all'atto del suo trasferimento nel continente, saranno brevemente trattate più avanti, nel capitolo relativo alla Sardegna.


La

205" Divisione

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La forza della Divisione restò costante fino a luglio; in agosto essa discese a 145 ufficiali e 2.263 sottufficiali e truppa. Quest'ultimo livello rimase praticamente immutato sino alla fine dell'anno. I reparti della Divisione, durante tutto il 1945, svolsero lavori connessi con le attività dei diversi aeroporti, quali: riattamento e costruzione ex novo di piste e di altre infrastrutture, carico e scarico di materiali, trasporti, ecc ..


LA 209" DIVISIONE

Ai primi di gennaio del 1945 il Comando della 209" Divisione - dislocato ad Osimo ed affidato al gen. Olmi - inquadrava le Unità ausiliarie dislocate nelle Marche - eccettuata la provincia di Pesaro -, in Umbria e nel Casentino (1). La forza media della Grande Unità ammontava all'epoca a 637 ufficiali ed a 14-970 sottufficiali e truppa. Nel periodo gennaio - fine aprile la forza stessa aumentò progressivamente, in vista delle accresciute esigenze logistiche delle unità operative, impegnate prima nella preparazione e quindi nella condotta della grande offensiva di primavera. In particolare, la Divisione inquadrò due nuovi Comandi di gruppo salmerie (il CCLII - costituito il 2 gennaio, unitamente al Centro Addestramento Salmieristi, a Fossombrone - ed il CCLIII, giunto nella stessa Fossombrone da Orvieto il 17 febbr aio) e ricevette da altre Grandi Unità ausiliarie numerosi reparti, fra i quali in particolare: - alcune compagnie sicurezza e guardia, assunte in forza dal battaglione omonimo 502° (2);

(1) Rispetto alla fine del mese di dicembre del 1944 non si registrano variazioni nel quadro di battaglia della Divisione, che si riepiloga per comodità cli consultazione: - 400° rgt. pionieri con il I btg. (sede Castiglion Fiorentino); - 401° rgt. pionieri con due btg. (I ad Ancona e II a Falconara); - I btg. del 403" rgt. pionieri (sede Ancona); - Comando del 410° rgt. pionieri (sede Falconara); ~ 413° rgt. pionieri con due gruppi (sede Ancona); - i Comandi dei btg. genio XXVIII e DII (sedi, rispettivamente a lesi ed a Falconara), inquadranti 4 cp. artieri e 4 reparti genieri; - i btg. sicurezza e guardia 515°, 520° e 521° (rispettive sedi Arezzo, Tesi e Perugia); - numerosi altri minori reparti, tra i quali il Campo sosta di lesi (già della 228" Divisione). (2) Trasferitosi dalle Puglie (230"' Divisione) ad Ancona il 10 gennaio.


La 209 .. Divisione

- il 71° nucleo italiano genio per il I Distretto, dislocato a Perugia, alle cui dipendenze passarono tutti i reparti dell'Arma stessa inquadrati nella Divisione; - il 406° rgt. pionieri su due battaglioni, entrambi di sei compagnie, con il Comando di reggimento a Cortona ed i due battaglioni nelle zone di Arezzo e di Ancona - Senigallia; - il Comando del 403° rgt. pionieri, che riassunse il I btg., già ad Ancona ; - due battaglioni genio ferrovieri (I e VI), inquadrati organicamente nel 2° rgpt. genio ferrovieri (con sede a Roma) ed amministrativamente nella 209" Divisione. Per contro, la Grande Unità perse: - il Comando del 410° rgt. pionieri, trasferito il 30 gennaio alla 231" Divisione; - due compagn ie del I btg. del 403° rgt. pionieri, trasferite a Fano alla 228" Divisione; - il CCLII gr. salmerie, trasferito il 12 marzo a Faenza alle dipendenze della 228' Divisione. Altre variazioni notevoli, avvenute in questo periodo nell'ambito della Grande Unità, riguardano: - il trasferimento del suo Comando a Perugia (il 27 gennaio), dove era possibile realizzare un migliore collegamento con i dipendenti reparti, usufruendo anche dell'asse delle trasmissioni britannico, che passava per il capoluogo umbro; - il cambio del nominativo del Campo di affluenza complementi di Orvieto in Centro Addestramento Reclute (il 21 febbraio) (3); - il trasferimento da lesi ad Ancona del Campo sosta, che assunse quindi il nominativo di Campo sosta e transito di Ancona. Come si è detto, si registrò in quei mesi un notevole aumento della forza , che salì a: - 622 ufficiali e 18.629 sottufficiali e truppa, alla data del 28 febbraio; - 727 ufficiali e 18.281 sottufficiali e truppa, alla data del 31 marzo;

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(3) Tale Campo si era costituito in Orvieto, per Ordine dello SMRE, il dicembre 1944.


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Le Un ità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- 734 ufficiali e 21,324 sottufficiali e truppa, alla data del 30 aprile. Durante questi ultimi quattro mesi di guerra la Divisione continuò a prodigarsi in tutti quei servizi ausiliari che già l'avevano resa preziosa collaboratrice nell'ambito del I Distretto britannico durante il 1944. Purtroppo essa ebbe a subire ancora alcune perdite, prevalentemente dovute a scoppi di mine e di proiettili inesplosi. Tali perdite, alla data del 30 aprile, assommavano a 15 morti e 15 feriti. La fine della guerra e la conseguente occupazione di tutta l'Italia Settentrionale da parte degli Alleati determinarono - come già si è visto - notevoli modifiche nell'attribuzione delle aree di rispettiva giurisdizione ai Comandi delle Grandi Unità ausiliarie e molteplici spostamenti verso nord dei reparti da esse dipendenti. In particolare, a seguito del trasferimento a Firenze del Comando della 230" Divisione (completato il IO maggio), il Comando della 209• Divisione fu preposto all'inquadramento delle unità dislocate nelle Marche, nella provincia di Forlì e, in secondo tempo, in quelle di Bologna, Ferrara e Ravenna. Contemporaneamente si registrarono i seguenti provvedimenti di carattere ordinativo: - il Comando della 209"' Divisione si portò a Cesena (il 25 maggio) e passò alle dipendenze amministrative del C.M.T. di Bologna. Esso assunse il Campo transito n. 58 per le truppe dei Gruppi di Combattimento (di stanza a Cesena, sarebbe poi diventato Comando Tappa 58°), nonché 1'801° Campo di transito di Forlì; - si costituì in Arezzo 1'802° Campo di transito, in sostituzione dell'805°, trasferito alla 231" Divisione in Bologna, e quindi restituito alla 209" il 16 giugno; - il CCLIII gr. salmerie, trasferito a Castrocaro (Forlì), ai primi di maggio passò alle dipendenze della 228" Divisione e tornò quindi alla 209a. il 16 giugno; - il Centro Addestramento Reclute di Orvieto fu ceduto nel mese di agosto alla 230" Divisione; - il CCLII gr. salmerie, che si trovava ad Imola, il 1° giugno fu riassunto dalla 209a; - il 518° btg. guardia, dislocato a Forlì, fu anch'esso assunto dalla 209"' Divisione; - il Comando ed il I btg. del 400° rgt. pionieri passarono alla 228" Divisione;


La 209"' Divisione

I

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- i battaglioni guardia 515° e 521°, nonché altri minori reparti dislocati in Toscana, il 7 giugno furono ceduti al Comando della 230"' Divisione; - il 522° btg. guardia, di stanza a Pesaro, e due compagnie dei battaglioni guardia 505° e 517° il 18 giugno furono assunti dalla 209"', e così pure il 527" btg. guardia, trasferito da Orvieto a Forlì. Sono inoltre da registrare l'arrivo ad Ancona, da Brindisi, del 924° reparto portuali (il 25 maggio), lo scioglimento del Centro Salnùeristi di Fossombrone (il 15 giugno), l'assunzione del 402° rgt. pionieri (nella terza decade di giugno), nonché infine quella di vari reparti di ex prigionieri cooperatori ( 1° luglio) peraltro destinati a sciogliersi quanto prima, a seguito dei congedamenti delle classi anziane e dell'immissione del personale più giovane nelle altre unità della Divisione. In sostanza, alla data del 14 luglio, la 209" Divisione inquadrava i seguenti reparti: - Campo sosta e transito di Ancona; - 801° Campo italiano di transito di Forlì e 58° Comando Tappa per i Gruppi di Combattimento; - 805° Campo transito di Bologna; - CCLII gr. salmerie su quattro reparti (sede del Comando, Imola); - CCLIII gr. salmerie su quattro reparti (sede del Comando, Castrocaro); - 71° nucleo italiano genio per il I Distretto (sede, Padova); - XXV btg. g. artieri, inquadrante successivamente compagnie di diverse specializzazioni; - DII btg. g. artieri, di composizione analoga al precedente (sede del Comando, Forlì); - 924° reparto portuali, ad Ancona; - 401° rgt. pionieri ad Ancona, con due battaglioni di sei compagnie ciascuno (sede del I btg., Falconara e del II btg., Chiaravalle, circa 20 km ad est di Ancona); - 402° rgt. pionieri, gravitante attorno a Bologna; - I btg. del 403° rgt. pionieri, su quattro compagnie, ad Ancona; - 406° rgt. pionieri ad Osimo, su due battaglioni, entrambi di sei compagnie (il I btg. a Ferrara ed il II btg. ad Ancona);

rr. - Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guena di Liberazione

- 413° rgt. pionieri a Faenza su due gruppi, entrambi di quattro batterie (il I gr. a Forlì ed il II gr. a Faenza); - 518° btg. guardia, a Rimini; - 520° btg. guardia, a lesi; - 522° btg. guardia, a Pesaro; - 527° btg. guardia, a Forlì; - alcune compagnie pionieri e guardia autonome; - numerosi reparti di ex prigionieri cooperatori; - i battaglioni genio ferrovieri I, VI, XIII, aggregati alla Divisione, dislocati a Bologna e ad Ansola. Dieci giorni dopo - il r6 luglio - la 209" Divisione ricevette dalla 231": - il I btg. del 410° rgt. pionieri su cinque compagnie (sede, San Giorgio Piacentino); - il 523° btg. guardia (sede, Bologna). Dopo il 15 luglio la 209"' Divisione perse la giurisdizione sulle Marche - passate alla 230" Divisione - ed assunse in cambio quella delle province di Rovigo e di Padova; conseguentemente il Comando della Grande Unità si spostò in quest'ultima città, rimanendo sempre alle dipendenze del I Distretto (il 17 agosto). Nell'estate inoltrata si registrarono altri movimenti e scambi di reparti con le Divisioni 228" e 230". In particolare sono da ricordare: - l'assunzione del 526° btg. guardia '(il 17 agosto, sede Trecenta, presso Rovigo); - la cessione alla 230.. Divisione di tutti i reparti dislocati nelle Marche e nell'Umbria (a partire dal 20 agosto), vale a dire: il Comando del XXVIII btg. g. artieri; il I btg. del 403° rgt. pionieri; il Comando del 406° rgt. pionieri con il II btg.; il 520° btg. guardia; - la cessione al C.M.T. di Bologna del 523° btg. guardia (il 25 agosto). Nello stesso periodo, in conseguenza del progressivo congedamento delle classi anziane, ebbe inizio lo scioglimento dei reparti della Divisione, che, in successione di tempi, riguardò: il 924° reparto portuali (il 19 agosto); il 401° rgt. pionieri (il 23 agosto); il CCLIII gr. salmerie (il 25 agosto); il Comando del 410° rgt. pionieri ed il II btg. del 412° rgt. pionieri (il ro settemb.re); il I btg. del 406°, il 413° rgt. pionieri, il VI btg. genio ferrovieri (il 26 ottobre); il 402° rgt. pionieri (il 29 ottobre). Oltre a queste unità furono sciolti nume-


La 209" Divisione I 63 - - -- - - - -- - -_____________.........:;.

rosi altri minori reparti, che si omette di elencare, nonché le unità degli ex prigionieri cooperatori. In ottobre, a seguito della loro restituzione alle Autorità italiane, furono trasferiti : - il 526° btg. guardia, a Torino, alle dipendenze del I C.M.T. (il r 5 ottobre); - il 527° btg. guardia, a Brescia, alle dipendenze del III C.M.T. (il 15 ottobre); - il 522° btg. guardia, alle dipendenze del C.M.T. di Bologna (il 18 ottobre). Alla data del 31 ottobre la Divisione inquadrava ormai pochissimi reparti e precisamente : - il 518° btg. guardia; - il Comando del DII btg. g. artieri (che aveva perso quasi tutti i reparti dipendenti); - il Comando Tappa per i Gruppi di Combattimento di Bologna; - il Comando Campo transito di Forlì; - il CCLII gr. salmerie. Il 1° novembre, in vista del suo scioglimento, il Comando della 209" Divisione costituì il 717° rgpt. amministrativo, che doveva inquadrare le poche unità sopra elencate. Il Comando della Divisione si sciolse il ro novembre. Resta da aggiungere che durante i mesi seguenti alla fine della guerra e fino a tutto settembre l'apporto della 209"' Divisione alle esigenze logistiche dei Comandi britannici continuò ad essere massiccio e costante. Ne fa fede la forza presente della Divisione, che, malgrado i successivi trasferimenti e gli scambi di reparti, si mantenne sempre su livelli molto elevati. Le successive relazioni del Comando della Grande Unità riportano infatti: - al 31 maggio: 734 ufficiali e 19.424 sottufficiali e truppa; - al 30 giugno: 533 ufficiali e 12.896 sottufficiali e truppa; - al 31 luglio: 796 ufficiali e 18.925 sottufficiali e truppa; - al 31 agosto: 516 ufficiali e 12.858 sottufficiali e truppa; - al 30 settembre: 544 ufficiali e 15.158 sottufficiali e truppa. La forza della Divisione ebbe un brusco crollo in ottobre, a seguito dei congedamenti e degli scioglimenti dei reparti: - al 3r ottobre: 252 ufficiali e 5.803 sottufficiali e truppa; - al 6 novembre: 176 ufficiali e 3.493 sottufficiali e truppa.


LA 210' DIVISIONE

Alla data del 1° gennaio 1945 la 2ro"' Divisione - comandata dal gen. Cortese - inquadrava i seguenti reparti: - il 67° rgt. f., su due battaglioni, il I gravitante nella zona Futa - Raticosa ed il II nella zona di Montecatini - Castel Fiorentino; - il 525° rgt. f. su due battaglioni, il I a Firenze, il II in corso di trasferimento verso la Futa; - il 548° rgt. f. su due battaglioni, entrambi nella zona di Firenze; - il 20° rgpt. salmerie su dieci reparti, tutti gravitanti verso le linee avanzate della 5" Armata; - il 210° rgpt. g. da combattimento, su due battaglioni (XXIII e CIII), comprendenti reparti vari dell'Arma; - il 6° rgt. guardia, su 2 btg. (5u" e 512°), il primo impiegato in servizi di guardia in località varie delle province di Pisa e di Firenze, il secondo a Vicarello (nella zona di Colle Salvetti). Dipendevano inoltre dalla Divisione il Campo sosta di Vicarello ed il Centro Addestramento Salmerie di Cignano, entrambi costituiti l'anno precedente. Altri cinque reparti salmerie furono approntati con la massima celerità possibile a partire dal 3 gennaio e vennero avviati alle loro destinazioni a cominciare dal 5 febbraio. E' importante rilevare che nel mese di febbraio tutti i reparti salmerie vennero inquadrati in quattro battaglioni alle dipendenze del precitato 20° rgpt. salmerie. Il 9 gennaio, con automezzi forniti dagli Americani, fu costituito l'autoreparto divisionale. A partire dai primi di febbraio, a seguito di disposizioni impartite dal Comando della 5" Armata, si procedette ad una diversa organizzazione delle unità della 2ro" Divisione. Si volle infatti conferire alle suddette unità un ordinamento che le rendesse simili e nel contempo intercambiabili, in caso di necessità, con quelle del Comando


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Italiano 212°. Pertanto, fermi restando i nominativi e di massima anche l'organizzazione dei Comandi di reggimento, si procedette alla trasformazione dei battaglioni e delle compagnie di fanteria in battaglioni ed in compagnie servizi quartiermastro. Per realizzare tale nuova organizzazione, si provvide tra l'altro allo scioglimento dei battaglioni del 525° rgt. f. (il relativo personale fu inquadrato negli altri reggimenti della Divisione); rimase in vita il solo Comando del reggimento, al quale fu affidato l'addestramento dei complementi in afflusso per la Divisione, nonché funzioni amministrative e di inquadramento nei riguardi dei minori reparti della Grande Unità. Alla data dell'8 marzo, a riordinamento completato, la 2rn" Divisione risultò così articolata: - 67° rgt. f. su due battaglioni (CCCI e CCCII); - 548" rgt. f. su tre battaglioni (CCCIII, CCCIV e CCCV); - 20° rgpt. salmerie su quattro battaglioni; - 2rn° rgpt. g.; - 6" rgt. guardia su due battaglioni; - Comando del 525° rgt. f. inquadrante tutti i minori reparti. In merito al nuovo ordinamento della Divisione è opportuno porre in rilievo due punti essenziali: - l'immutata organizzazione (ed il mantenimento del proprio nominativo) dei Comandi di reggimento, indubbiamente da interpretarsi come un riconoscimento dei meriti dei reggimenti stessi, ma soprattutto intesa a renderne possibile una pronta trasformazione in unità combattenti in caso di necessità; - l'affiancamento a tutte le unità italiane - a partire dal livello di compagnia - di nuclei composti da ufficiali e da graduati statunitensi, tratti dal reggimento Technical Supervision, costituito ex novo nello stesso periodo nel quale era stata riorganizzata la Divisione. Il provvedimento era stato adottato (in analogia con quello di cui si è già parlato trattando delle unità pionieri cooperanti con i Comandi britannici) al duplice scopo di assicurare, da parte di un organo americano, la vigilanza sulla buona conservazione del materiale U.S.A. del quale la 2ro'' Divisione era adesso dotata in larga misura, e nel contempo di agevolare al massimo grado possibile il soddisfacimento delle esigenze logistiche delle nostre unità. Il 2 maggio, all'atto della firma dell'armistizio con i Tedeschi, l'articolazione della 2ro"' Divisione era pressoché immutata. Durante


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Le Unit,ì ausiliarie dell'Eser·cito italiano nella Guerra di Liberazione

i mesi di maggio e di giugno tutti i suoi reparti continuarono a fornire i necessari servizi ausiliari alle unità della 5" Armata. A partire dall'inizio del mese di luglio, le nostre Autorità, in accordo con quelle alleate, cominciarono a prendere tutta una serie di provvedimenti di carattere ordinativo, propedeutici per così dire allo scioglimento della Divisione. Questa, infatti, dapprima cedette alcuni suoi reparti alle Divisioni 209", 228\ 230"' e 231"; quindi provvide alla costituzione di battaglioni guardia, da cedere ai CC.MM. TT. dell'Italia settentrionale; infine trasferì altre sue unità al Comando Italiano 212° e ad alcuni Gruppi di Combattimento. In previsione del definitivo scioglimento della Divisione, il 25 luglio il Comandante della 5" Armata, gen. Truscott, passò in rivista a Peschiera sul Garda alcuni suoi reparti. In tale occasione, egli consegnò al gen. Cortese un encomio scritto, rivolto a tutti i militari della Grande Unità e distribuì alcune decorazioni a coloro che si erano distinti per valore e per senso del dovere. Lo sganciamento definitivo della 210a Divisione dalla 5" Armata ebbe luogo il 15 agosto. In vista di tale evento, lo SMRE dispose il temporaneo mantenimento in vita del Comando della Divisione e degli Uffici Stralcio dei dipendenti reggimenti, nonché del 6° rgt. guardia e del CCCV btg. del 548° rgt. f. (che continuò ad essere impiegato nell'ambito della 5" Armata). La Divisione perse i suoi ultimi reparti nella terza decade di agosto: il 23 agosto il 6° rgt. guardia passò al C.M.T. di Firenze ed il 31 agosto il CCCV btg. fu trasferito al Comando Italiano 212°. Alla data del 1° settembre il Comando della Divisione inquadrava soltanto gli Uffici Stralcio dei reggimenti già da essa dipendenti. Il 3 settembre lo SMRE (telescritto n. 16596/0rd., All. n. 36) inviò al Comando della 210" Divisione il preavviso di costituire 5 comandi di Brigata (I, III, IV, V, VI), traendo il relativo personale dallo stesso Comando della Grande Unità e da quanto rimaneva ancora dei dipendenti Comandi di reggimento, da destinare rispettivamente a Torino, Milano, Bolzano, Udine, Bologna, per l'inquadramento dei battaglioni guardia assegnati a quei CC.MM.TT .. L'ordine divenne esecutivo il 9 settembre; i nuovi Comandi di Brigata si trasferirono nelle sedi loro assegnate il 20 settembre. Quello stesso giorno al Comando della 210" Divisione subentrò l'omonimo Ufficio Stralcio. Questo Ente restò in vita per il disbrigo di tutte le pratiche in pendenza fino al 15 ottobre. Sotto quella data


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fu sciolto anche l'Ufficio Stralcio e tutto il carteggio della 210"' Divisione fu trasferito al C.M.T. di Bari. Durante gli ultimi mesi di guerra, e poi dopo l'armistizio con i Tedeschi, i reparti della 2IO" Divisione vennero impiegati su vastissimo spazio, in supporto a tutte le unità della 5" Armata, ripartiti in numerosissimi e minuti blocchi di forze, dei quali è praticamente impossibile seguire le rispettive vicende. Ci si limita pertan to ad indicare i principali raggruppamenti di forze nei quali si scisse volta a volta la Divisione. Ai primi di genn aio la Divisione era r ipartita in 3 blocchi: - il primo gravitante sulla direttrice operativa Futa - Raticosa - Bologna e adiacenze : comprendeva il I btg. del 67° rgt. f., alcune compagnie del II btg. del 525° rgt. f. (il battaglione era in corso di trasferimento), la maggior parte dei reparti salmerie, alcune compagnie del genio e minori reparti del reggimento guardia ; - il secondo stanziato a Firenze e dintorni : comprendeva il Comando della Divisione, il 525° rgt. f. , il 548° rgt. f., la maggior parte delle compagnie del genio, il 5n° btg. guardia ed il locale Posto sosta; - il terw nella Lucchesia e nel basso corso dell'Arno : comprendeva alcuni reparti salmerie, portatisi sui contrafforti dell' Appennino, il II btg. del 67° rgt. f. dislocato intorno a Montecatini, il 512° btg. guardia a Colle Salvetti. All'inizio del mese di febbraio le dislocazioni dei vari raggruppamenti di forze appaiono meglio definite. Infatti : - i reparti salmerie - riuniti in battaglioni - erano stati ripartiti fra le direttrici Futa- Raticosa e Lucca - Abetone; - a cavaliere della direttrice Futa - Raticosa operavano il I btg. del 67° rgt. f. e la maggior parte del II btg. del 525° rgt. f.; - nella zon a di Firenze si trovavano il I btg. del 525° rgt. f., il 548° rgt. f. ed il 61) rgt. guardia con il 5II btg. (parte di questo era dislocato nel Mugello); - nella zona di Montecatini - Signa - Castel Fiorentino era impiegato il II btg. del 67° rgt. f. con il 512° btg. guardia; - il 2rn° rgpt. g. aveva le proprie compagnie impiegate prevalentemente a Firenze e sulla direttrice Lucca - Abetone. Ai primi di marzo la trasformazione dei battaglioni della Divisione in battaglioni servizi quartiermastro e lo scioglimento dei re0


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

parti del 525° rgt. f. comportarono le seguenti variazioni nell'assegnazione delle zone di impiego: - due battaglioni (il CCCIII ed il CCCIV) del 548° rgt. f. nella zona di Firenze ed il terzo (CCCV) sulla direttrice Futa Raticosa; - le compagnie del 6° rgt. guardia impiegate in località varie delle province di Arezzo, Firenze, Pistoia, Lucca; - tutti i reparti salmerie portati in zona più avanzata, in vista della imminente ripresa delle operazioni; - pressoché immutate invece le dislocazioni dei due battaglioni del 67° rgt. f. (CCCI sulla direttrice Futa - Raticosa e CCCII nella zona di Montecatini), nonché delle compagnie del genio (impiegate intorno a Firenze e sulla direttrice dell'Abetone, queste ultime, peraltro, portate in zona più avanzata). Durante la grande offensiva di primavera, con il rapido progredire delle operazioni, le dislocazioni delle unità della Divisione subirono continue variazioni; molte di esse si trovavano a diretto contatto con le linee avanzate, mentre altre vennero trattenute a Firenze e sulla linea dell'Arno per le esigenze logistiche delle retrovie. In particolare, ai primi di aprile troviamo: -

i reparti salmerie al seguito immediato delle prime linee

e con le unità avanzanti;

- il 548° rgt. f. scaglionato da Firenze a Monghidoro, sulla direttrice Futa - Bologna; - il 68° rgt. f. impiegato in una zona comprendente Firenze, Pistoia e Lucca con punte avanzate nelle due zone di Pietramala (sulla rotabile della Futa) e di Lido di Camaiore; - i reparti del genio ancora ripartiti in due aliquote, impiegate la prima nella zona di Firenze e la seconda intorno ali' Abetone; - i reparti del 6° rgt. guardia nelle località precedentemente indicate. Durante il proseguimento dell'offensiva, quasi tutti i reparti della Divisione superarono l'Appennino, al seguito delle truppe vittoriose, e dopo l'armistizio si dislocarono in località varie della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia; alcuni di essi rimasero ancora in Toscana. La situazione allegata al Diario storico delJa Divisione in data 9 maggio dà le seguenti dislocazioni:


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- il Comando divisionale, con i supporti ed i reparti dei servizi a Peschiera; - il Comando del 20° rgpt. salmerie a Poggio Rusco, con la massa dei suoi reparti nella zona emiliana più prossima al Po; - il 67° rgt. f. a Castelfranco dell'Emilia, con i battaglioni CCCI e CCCII ripartiti fra le zone di Genova, Firenze, Pistoia, Modena e Mantova e con il CCCVI btg. (di più recente formazione) impiegato a Firenze ed a Pistoia; - il 548° rgt. f. con i suoi tre battaglioni scaglionati fra Firenze, Bologna, Modena, Verona e Milano; - il 210° rgpt. g. impiegato in lavori nelle zone di Mantova, Pavia, Verona, Firenze, Modena, Vicenza; - il 6° rgt. guardia ancora prevalentemente impiegato in Toscana, con alcuni minori reparti distaccati a Modena, Ostiglia, La Spezia; - il Comando del 525° rgt. f. a Modena. Nei mesi seguenti e fino allo scioglimento, tutte le unità della Divisione furono trasferite nella pianura padano- veneta con prevalente gravitazione attorno a Brescia, Verona e Modena (r). Il supporto dato alle unità americane durante i mesi invernali e durante quelli primaverili del 1945 dai reparti della 210• Divisione fu ancora massiccio e costante sia a favore delle prime linee, sia delle retrovie. Come già si è visto in precedenza, particolarmente duro, nei mesi invernali, risultò il concorso fornito nella zona avanzata appenninica, in condizioni climatiche ed ambientali decisamente avverse. Di grande rilievo furono perciò le prestazioni offerte dai reparti salmerie e da alcuni minori reparti dei reggimenti di fanteria, per il rifornimento delle linee avanzate, che si fece sempre più massiccio con l'approssimarsi dell'offensiva primaverile. Nel mese di febbr~io alcune squadre salmieristi compirono addirittura tre viaggi per ciascuna notte. Tra le prestazioni di maggior rilievo offerte dalle unità della Divisione in zona avanzata vanno ricordati i lavori di riattamen'. o delle rotabili e per la ricostruzione dei ponti sui principali corsi d'acqua appenninici (Lima, Reno, Senio), effettuati prevalentemente dai reparti del genio. (r) Unica eccezione il 6" rgt. g u2rdia, che continuò ad avere suoi reparti dislocati a Genova, Bologna, Mantova, Firenze e di ntorni.


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Le U nitù ausiliarie dell'Esercito itaìiano nella Guerra di Liberazione

Anche in zona arretrata il lavoro delle unità della 2ro• Divisione non conobbe sosta nelle consuete attività di manovalanza, nel riattamento di strade, nella riorganizzazione di magazzini, nei servizi di guardia e di polizia militare, ecc .. Naturalmente nelle retrovie le truppe, pur essendo intensamente impiegate, furono sottoposte a minore usura. Si può dunque affermare, senza tema di cadere in esagerate iperboli, che le attività svolte da tutti i reparti della 2ro"' Divisione ebbero notevole peso ai fini della condotta dell'offensiva primaverile da parte della 5" Armata, sia nella fase preparatoria, sia in tutto il suo svolgimento e nel balzo finale, che portò alla vittoriosa conclusione della campagna d'Italia. Anche dopo la fine della guerra, fino allo scioglimento della Grande Unità, i reparti della 210" continuarono a compiere servizi ed a svolgere lavori per le unità americane. A parte le consuete prestazioni di manovalanza, fecero spicco in questo periodo i lavori di riattamento e di manutenzione stradale compiuti in particolare dalle compagnie del 210° rgpt. g. sulle rotabili di grande comunicazione. Gli Alleati - in particolare gli Americani, con i quali si era stabilito un rapporto di viva simpatia - riconobbero a più riprese, con encomi, premi e decorazioni, l'importanza del contributo dato dai nostri soldati con modestia, ma nel contempo con grande generosità. Si trattò di un contributo che talvolta, nelle prime linee in particolare, portò anche a diretti scontri con il nemico (2) e costò perdite rilevanti. In proposito parlano le cifre: nel periodo gennaio fine aprile, 44 morti, 80 feriti, 35 dispersi. Quanto alla forza impiegata, essa fu veramente notevole. A fine aprile la Divisione comprendeva 725 ufficiali, 17.709 sottufficiali e truppa, 4.045 quadrupedi. Naturalmente, a partire dai primi di giugno, con i collocamenti in congedo e con i trasferimenti di interi reparti ad altre Grandi Unità, la forza della Divisione calò sensibilmente: a luglio erano presenti 528 ufficiali e 9.469 sottufficiali e truppa. (2) A titolo di esempio, si ricorda che la sera del 7 febbraio una piccola colonna del 15° reparto salmerie si scontrò a nord di Livergnano (zona di Pianoro - Bologna) con una pattuglia tedesca, che dopo circa venti m:nuti di combattimento, fu messa in fuga. Un militare tedesco rimase ucciso ed altri 2 furono presi prigionieri.


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Decisamente migliori divennero, fin dall'inizio del 1945, le condizioni morali dei soldati della 210"' Divisione; ciò, grazie ai cordiali rapporti stabilitisi con gli Americani (3) e soprattutto alle provvidenze prese sia dal Comando della Grande Unità, sia dal Comando della 5a Armata (miglioramento del vestiario, della razione viveri, delle condizioni di vita in genere; sussidi distribuiti alle famiglie più indigenti; efficace azione di propaganda svolta con distribuzione di stampe e cartoline in franchigia e con l'istituzione di un giornale settimanale della Divisione (4); turni di riposo a Firenze e nelle retrovie; spettacoli di cinema e varietà portati nelle zone di impiego). Naturalmente un peso decisivo sul morale dei nostri soldati lo ebbe l'approssimarsi della fine della guerra, ormai chiaramente percepito; donde un sempre più entusiastico concorso di prestazioni lavorative da parte di tutti gli appartenenti alla 210" Divisione, anche a costo, talvolta, di grandi sacrifici e sofferenze.

(3) Si cita a tal riguardo una simpatica iniziativa presa dal Comando della 210" Divisione in accordo con il Comando della 5a Armata in occasione della Epifania del 1945. Approfittando del dono, da parte di cospicue famiglie toscane, di vini e di liquori, il Comando della Divisione organizzò una vendita all'asta, che interessò particolarmente gli ufficiali americani. Il ricavato andò a beneficio delle nostre truppe, che ricevettero doni appunto per la festa predetta. (4) Presso l'Ufficio Storico dello S.M.E. sono conservati tutti i numeri pubblicati del giornale, che rivestono naturalmente un notevole interesse, particolarmente ai fini della ricostruzione delle vicende della 210a Divisione durante la Guerra di Liberazione.


LA 227a DIVISIONE

All'inizio del 1945 la 227" Divisione - al comando del gen. Silvio Rossi - inquadrava le truppe ausiliarie - circa 10.000 uomini - impiegate dagli Enti britannici nella lunga fascia ad occidente della displuviale appenninica (dalle coste calabre al nord di Roma). La maggior parte di queste truppe era dislocata in Campania, prevalentemente attorno a N apoli ed a Salerno, dove esisteva un notevole complesso di depositi britannici ( 1 ). Durante gli ultimi mesi di guerra la Divisione non ebbe a registrare grandi variazioni organiche. Queste si limitarono infatti: - alla perdita del 513° btg. guardia, il quale, dopo opportuno riordinamento al Campo di Afragola, fu trasferito nella zona di Spoleto, Riccione, Cattolica; - alla costituzione in sua vece di un altro battaglione guardia, il 525°, su quattro compagnie, della quale una guardia treni (il I maggio); - all'afflusso alla Divisione, fra il 18 ed il 21 febbraio, delle ultime compagnie del 407° rgt. pionieri; 0

(1) Dipendevano dal Comando della 227" Divisione gli stessi reparti che si sono già visti alla fine del 1944, vale a dire : - il 407° rgt. pionieri su due battaglioni; ' - tre compagnie del I btg. del 404° rgt. pionieri; - il Comando del 513° rgt. f., che inquadrava due battaglioni guardia (il 504° ed il 513°, dislocati a Napoli ed a Torre Annunziata); - il Comando del 516° rgt. artiglieria, che inquadrava il proprio II gruppo e reparti vari; - il Campo di affluenza di Afragola; - il 173° Comando italiano collegamenti, con 5 sezioni linee telegrafiche; - numerose minori unità, tra le quali il I btg. « Granatieri ». Il 516° rgt. a., in data 9 maggio, perse anche il suo II gruppo, che si era trasformato nell'823° reparto per C.M.T. ed era passato alle dipendenze del C.M.T. di Napoli.


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- al trasferimento del Campo di Afragola a Raviscanina, a nord di Caserta, ed alla sua trasformazione in 803° Campo affluenza complementi. (Nell'occasione fu inserito nell'organico del Campo un reparto scorta, avente il compito di accompagnare i complementi ai reparti di rispettiva destinazione). Nel mese di maggio la Divisione prese alle proprie dipendenze le Unità ausiliarie già inquadrate nella 230" Divisione. Conseguentemente si rese necessario creare un organo di « demoltiplica l> fra il Comando della Grande Unità e tali reparti; venne quindi trasferito a Bari il Vice Comando della Grande Unità. Passarono quindi alle dipendenze della 227" Divisione: - il Comando del 403° rgt. pionieri, con il proprio II btg., il 922° reparto portuali, i battaglioni guardia 501°, 510°, 524°; - il Comando del 404° rgt. pionieri, con il proprio II btg. , il 921° reparto portuali, il 514° btg. guardia; - il Comando del 541° rgt. f., inquadrante minori reparti; - il 72° nucleo italiano genio, dal quale dipendevano numerose unità di tale Arma. A partire dal mese di maggio, la 227" Divisione si trovò dunque ad inquadrare una gr:an massa di uomini e numerosissimi reparti, massa ancora destinata a crescere con il passaggio nei suoi ranghi di tutte le unità di ex prigionieri collaboratori (28 giugno) dislocate nell'area del III Distretto britannico (praticamente, a quella data, tutta l'Italia meridionale), a Roma ed in Sicilia. In vista di quel trasferimento, il 30 maggio i Comandi dei reggimenti 513° f. e 516° a. - dai quali dipendevano ormai solo pochi minori reparti - si trasformarono in Comandi di gruppo BR - ITI, vale a dire in Comandi a livello di reggimento, aventi il compito di inquadrare reparti di ex cooperatori e di ausiliari delle più svariate specialità. Il 3 luglio il 516° gruppo BR - ITI fu trasferito a Roma, in accoglimento di una richiesta formulata dal Comando della Divisione fin dal mese di febbraio, motivata dalla necessità che un Comando a livello di reggimento controllasse tutte le unità impiegate a Roma e nel Lazio. In sua sostituzione, fu costituito in Campania il Comando del 517° gruppo BR - ITI. In sostanza, alla data del 30 luglio, la Divisione inquadrava oltre 30.000 uomini ripartiti in: -

tre gruppi BR- ITI (5I3°, 516°, 517°);


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- tre reggimenti pionieri (403°, 404°, 407°); - sette battaglioni guardia (501°, 504°, 5ro'', 514°, 524", 525° e I btg. Granatieri di Sardegna); - tre reparti portuali (921°, 922°, 923°); - numerose unità genieri e di altre specialità; - due Campi afflusso complementi (803" a Raviscanina e 804° a Trani); - reparti di ex prigionieri cooperatori. Si era però, a quella data, già in fase di smobilitazione. I reparti di ex prigionieri cooperatori, infatti, cominciarono ad essere sciolti a partire dal mese di luglio; i loro uomini vennero inseriti quali complementi nelle altre unità della Divisione. Parallelamente erano cominciati i congedamenti: scarsi inizialmente, divennero sempre più massicci all'inizio dell'autunno, fino a riguardare tutte le classi anziane - 1919 incluso - cosicché a fine settembre la forza della Divisione era già scesa al di sotto dei 15.000 uomini. La progressiva sostituzione, nei lavori più umili, dei nostri soldati con i prigionieri germanici, indusse le Autorità alleate a dare il << nulla osta>> per lo scioglimento delle unità pionieri, a partire dal 15 agosto. Il 27 agosto furono subito sciolti il I btg. del 404° rgt., il I btg. del 407° rgt. ed il II btg. dello stesso reggimento. Con il progressivo invio in congedo degli uomini dei reparti ex prigionieri collaboratori e dei pionieri, rimasero alla fine in servizio soltanto le unità specializzate. Ciò indusse lo SMRE - in vista di una loro progressiva completa ristrutturazione alle proprie dipendenze - a disporre la trasformazione dei vari Comandi a livello reggimentale in Comandi di raggruppamento (rispettivamente: i Comandi dei gruppi BR- ITI nei Comandi dei raggruppamenti 513°, 516°, 517°; i Comandi dei reggimenti pionieri 403° e 404° nei Comandi dei raggruppamenti 518° e 519". Il Comando del 407° rgt. pionieri fu sciolto il ro settembre). In quello stesso periodo il Comando della 227" Divisione estese la sua giurisdizione anche alle Marche ed alla parte meridionale della Toscana e, nel mese di novembre, raggruppò le poche truppe rimaste alle dipendenze degli Alleati in 4 nuovi Comandi di raggruppamento amministrativi: il JII per le Puglie, il 712° per le Marche, il 714° per la Campania, il 716° per la Toscana. I predetti raggruppamenti sopravvissero ancora per poco tempo al Comando della Divisione, che fu sciolto il 15 dicembre 1945. 0


La 227"' Divisione

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Le dislocazioni delle unità che rimasero nell'ambito della 227" Divisione non subirono variazioni di rilievo nel r945. Esse furono impiegate, durante tutto l'anno, nei consueti servizi ausiliari, e fornirono sempre prestazioni di eccellente livello, che spesso meritarono encomi e segnalazioni da parte degli Organi alleati di controllo. Nel periodo estivo, pure in condizioni difficili di comandabilità - dovute in particolare alla spasmodica attesa dei congedamenti ed alla dispersione dei reparti su vastissimo spazio - il Comando della Divisione procurò che nulla fosse tralasciato per continuare a svolgere, oltre alle consuete attività ausiliarie, tutte le possibili forme di addestramento che valessero a mantenere elevato il tono disciplinare dei militari. Naturalmente dette attività furono limitate ai brevissimi spazi del tempo disponibile e riguardarono soprattutto la pratica delle armi, la scuola morale, la conoscenza dei regolamenti di disciplina ed infine le attività sportive più gradite ai nostri soldati. Nel periodo gennaio - aprile del 1945, pur fornendo le loro prestazioni in zone lontane dai teatri operativi, i reparti della Divisione subirono egualmente perdite per cause di servizio. In particolare si ebbero a registrare in detto periodo 14 morti e 23 feriti. Le perdite di cui sopra furono in genere causate da scoppi di proiettili inesplosi o da mine rimaste interrate, nonché da spiacevoli incidenti durante i servizi di guardia.


LA 228" DIVISIONE

All'inizio del 1945 il Comando della 228" Divisione - sempre agli ordini del gen. Tommaselli - era dislocato a Pesaro; le esigenze operative dell'8" Armata - le cui unità avevano compiuto una avanzata di notevole profondità lungo le coste adriatiche - ne imposero presto lo spostamento a Cesena: in questa nuova sede il Comando stesso prese a funzionare a partire dal 18 gennaio. Il Comando arretrato della Divisione rimase invece a Iesi, dove si era altresì sistemato il Campo di transito dell'8" Armata. Le variazioni organiche dei reparti della G.U. nel periodo seguente al 1" novembre del 1944 - in assenza del Diario storico del Comando della Divisione ( r) - possono essere ricostruite attraverso l'esame di quelle avvenute nell'ambito delle altre Grandi Unità similari e facendo ricorso - a partire dalla data del 9 marzo - alla pubblicazione periodica 9/S (Situazione forza del Regio Esercito Italiano a cura della Missione Militare Interalleata di Controllo). Proprio da quest'ultima pubblicazione si desume che alla data del 9 marzo la Divisione inquadrava le seguenti unità: - 405° rgt. pionieri, su due battaglioni (I e II, entrambi di due compagnie, ripartiti tra Forlì, Ravenna e Cesena); - 409° rgt. pionieri, su due battaglioni (I e II, entrambi di due compagnie, ripartiti fra Rimini e Pesaro); - I btg. del 410° rgt. pionieri con due compagnie (a Rimini) ; - I btg. del 412° rgt. pionieri su due compagnie (a Forlì); - 522° btg. guardia (a Pesaro); - 505° btg. guardia (a Forlì); - XIII btg. g. ferrovieri (a Riccione); (1) Presso l'Archivio dell'Ufficio Storico dello S.M.E. è conservato e consultabile il Diario storico <lella 228" Divisione fino al giorno 31 ottobre 1944. Di ciò si è già fatto cenno in precedenza.


La 228• Divisione

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- CCLIII gr. salmerie su quattro compagnie (ricevuto dalla 209• Divisione); - otto compagnie genieri. Rispetto all'ultima situazione fornita dai documenti disponibili (è riferita al mese di novembre 1944 ed è riportata in All. n. 35) - a parte i movimenti dei reparti a livello compagnia che non vengono qui considerati - la Divisione aveva perso il I btg. g. ferrovieri, trasferito alle dipendenze del I rgpt. g. ferrovieri di Roma. Nella successiva situazione del1'8 maggio 1945 non troviamo variazioni, salvo il passaggio della Divisione alle dipendenze del C.M.T. di Bologna. Variazioni notevoli compaiono invece nella situazione dell'8 giugno. Infatti la Divisione - il cui Comando si era trasferito nel Veneto, ripartendosi fra Udine (aliquota avanzata) e Padova (aliquota arretrata) - aveva ceduto alla 209"' Divisione tutte le proprie unità dislocate in Emilia e nella provincia di Pesaro ed assunto alle proprie dipendenze, in loro vece, tutte quelle dislocate nel Veneto. A quella data dipendevano quindi dalla 228"' Divisione: - due battaglioni del 400° rgt. pionieri (il I su sei compagnie ed il II su quattro), dislocati fra Mestre, Treviso e Coloredo; - due compagnie del I btg. del 403° rgt. pionieri, dislocate a Padova ed a Mestre; - il 405° rgt. pionieri, con due battaglioni (il I su due compagnie ed il II su quattro compagnie), dislocati fra Mestre, Udine e Tarvisio; - il 409° rgt. pionieri con due battaglioni (il I su sei compagnie ed il II su quattro compagnie), ripartito fra Padova, Treviso e Mestre; - il I btg. del 412° rgt. pionieri su otto compagnie, sparse fra la foce del Po e Udine; - quattro compagnie del 417° rgt. pionieri, impiegate fra Mestre e Udine; - ventotto compagnie genieri. A quella data la 228"' Divisione aveva dunque ricevuto i due battaglioni del 400° rgt. pionieri, le due compagnie del I btg. del 403° rgt. pionieri, le quattro compagnie del 417° rgt. pionieri ed infine numerosissime compagnie genieri. Aveva invece perso il I btg. del 4rn° rgt. pionieri ed i battaglioni guardia 505° e 522°. 12. -

Ua.


I

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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Proseguendo nell'esame delle situazioni della Divisione, troviamo alla data dell'8 luglio le seguenti variazioni: - un solo battaglione (il I) del 400° rgt. pionieri, ridotto su tre compagnie (impiegate nella zona di Sacile); - due compagnie del 402° rgt. pionieri nella zona di Casarsa; - i due battaglioni del 405° rgt. pionieri, inquadranti entrambi sei compagnie (dislocati nella zona di Mestre); - due battaglioni del 412° rgt. pionieri (il I su cinque compagnie ed il II su quattro compagnie) dislocati nelle zone di Mestre, Pordenone ed Udine; - due batterie del I gr. del 413° rgt. pionieri a Ponte della Priula ed a Pordenone; - quattro compagnie del 417° rgt. pionieri (tre a Mestre ed una a Udine). Era invariata la dislocazione delle compagnie dei reggimenti pionieri 403° e 409°. Un mese dopo, la Divisione passò alle dipendenze del XIII C.A. britannico, essendosi sciolta 1'8a Armata. La 228a inquadrava sempre gli stessi reparti, all'interno dei quali si erano peraltro verificate le seguenti variazioni: - il 400° rgt. pionieri era su due battaglioni (I con sei compagnie e II con cinque compagnie) dislocati fra Mestre, Sacile e Tarvisio (il Comando del reggimento era inquadrato nella 230" Divisione); - alle due compagnie del I btg. del 402° rgt. pionieri se ne era aggiunta una terza. Le tre compagnie erano tutte dislocate a Mestre; - erano stati inquadrati nella Divisione i due battaglioni del 410° rgt. pionieri (I su quattro compagnie a Mestre - Castelfranco , Veneto e II su tre compagnie a Mestre). Invariata era invece l'articolazione degli altri reggimenti pionieri. La Divisione aveva inoltre assunto il 528° btg. guardia (sede Rovigo) ed inquadrava ancora quattro compagnie genieri. Alla data dell'8 settembre l'aliquota arretrata del Comando della 228a si era trasferita a Mira, nei pressi di Venezia; la Grande Unità inquadrava, con variazioni organiche e di dislocazione di poco conto, tutte le unità elencate precedentemente. Proprio a partire dalla data dell'8 settembre si intensificarono i congedamenti delle classi anziane e gli scioglimenti dei reparti, tal-


La 228" Divisione

1 79

ché un mese dopo il Comando di Divisione inquadrava soltanto tre compagnie del I btg. del 402° rgt. pionieri e minori reparti del genio e dei servizi. La 228'' Divisione venne sciolta l'u novembre del 1945 ed i suoi reparti tuttora in vita vennero trasferiti al Comando del 718° rgpt. amministrativo, dislocato anch'esso a Mira. Dopo questa elencazione quanto mai arida dei movimenti organici verificatisi durante il 1945 all'interno della 228" Divisione, diamo adesso uno sguardo alle variazioni della forza effettiva della Grande Unità a partire dal 22 marzo 1945. Esse sono le seguenti: - 22 marzo: 618 ufficiali e 12.823 sottufficiali e truppa; - 8 maggio: 687 ufficiali e 15.212 sottufficiali e truppa; - 8 giugno: 479 ufficiali e 8.786 sottufficiali e truppa; - 8 luglio: 525 ufficiali e rr.235 sottufficiali e truppa; - 8 agosto: 650 ufficiali e 13.142 sottufficiali e truppa;. - 8 settembre: 498 ufficiali e 10.124 sottufficiali e truppa; - 8 ottobre: 238 ufficiali e 2.497 sottufficiali e truppa; - 15 novembre: 148 ufficiali e r.151 sottufficiali e truppa. Dalla documentazione disponibile non è possibile desumere le perdite subite dalla Divisione durante gli ultimi 6 mesi di guerra, che pure dovettero risultare sensibili, in quanto i suoi reparti agirono sempre a diretto contatto con le unità operanti dell'8" Armata. Del resto, dalla documentazione dell'Ispettorato Truppe Ausiliarie, si ha notizia di numerosi riconoscimenti elargiti dai Comandanti delle diverse Grandi Unità britanniche a singoli militari e ad interi reparti della Divisione.


LA 230a DIVISIONE

Il Comando della 230"' Divisione, come in precedenza si è visto, fu costituito in data 20 novembre 1944 (alle dipendenze del gen. Lorenzo Vivalda) al fine di inquadrare dal punto di vista disciplinare ed amministrativo le Unità ausiliarie dislocate nelle Puglie, nella Lucania, nel Molise e nell'Abruzzo, già dipendenti dal Comando Militare delle Puglie e della Lucania. Il Comando della 230"' Divisione assunse l'organico previsto dal già citato foglio n. 8595 in data 12 novembre 1944 dello SMRE (Ali. n. 15), riguardante anche le Divisioni 209"' e 2273. All'atto della sua costituzione, la 230~ Divisione inquadrò le seguenti Unità ausiliarie ( r) : - il 403° rgt. pionieri, su due battaglioni (Il del rgt. stesso e II del 406°) ed il 922° reparto portuali (a Bari); - il 404° rgt. pionieri, su due battaglioni ed il 924° reparto portuali (a Brindisi); - il 406" rgt. pionieri, su due battaglioni (il proprio I btg. ed il I del 407°) ed il 923° reparto portuali (a Taranto); - il Comando del 541° rgt. f. (ad Ortona), dal quale dipendevano reparti vari (fra i quali un battaglione del 4ro rgt. pionieri) dislocati nelle province di Pescara, Chieti, Campobasso; - il Comando italiano genio presso il II Distretto britannico in Bari; - i Campi di riordinamento e transito di Bari e di Trani; - il LII gruppo della 205" Divisione con una batteria; - il III btg. del 408° rgt. f. (tra Foggia e Ortona); - il 921° reparto portuali (a Barletta); 0

(1) La forza effettiva della Divisione, da gennaio ad aprile, oscillò mtorno ai 15 - 16.000 uomini.


La

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2 30~

Divisione

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8I

cmque battaglioni sicurezza e guardia (501°, 502°, 503°,

5100 e 5140); -

numerosi altri minori reparti dei servizi.

Il quadro di battaglia della Divisione alla data del 1° gennaio del r945 era pressoché immutato rispetto a quello suesposto. Quasi tutte le unità avevano mantenuto invariate le precedenti dipendenze operative dai vari enti e Comandi britannici (2). Durante i mesi invernali del 1945 e fino a tutto aprile ripresero invece i trasferimenti di diverse unità della Divisione, prevalentemente verso nord, motivati dalla dilatazione della zona delle retrovie nell'Italia settentrionale e conseguentemente dalle sempre crescenti esigenze di impiego di Unità ausiliarie, soprattutto in Toscana e nelle Marche. I principali movimenti riguardarono: - i battaglioni guardia 502° e 503°, trasferiti ad Arezzo rispettivamente in data 3 febbraio e ro gennaio; - il Comando del I btg. del 404° rgt. pionieri ed alcune compagnie di tale battaglione, nonché il II btg. del rgt. stesso, trasferiti a Cancello alla 227"' Divisione; - il Comando del 406° rgt. pionieri, trasferito ad Arezzo il 2 aprile; - il II btg. del 406° rgt. pionieri con quattro compagnie, trasferito ad Ancona il 4 aprile. Inoltre il Comando italiano genio per il II D istretto - nel quadro del generale mutamento di nominativo disposto per tali Comandi (f. n. 10147 del 20 gennaio 1945 già citato, Ali. n. 35) cambiò il proprio nominativo in 72° Nucleo italiano per Comando genio del II Distretto. Il 25 aprile arrivò a Brindisi, proveniente da Frosinone, il 524° btg. guardia. Il successo dell'offensiva primaverile ed il dilagare nella pianura padana ed in tu tto il Nord - Italia delle forze alleate vittoriose comportarono alla fine di aprile ed ai primi di maggio mutamenti

(2) E' opportuno ricordare che le sigle : - BR - !TI, riguardava le unità dipendenti ai fini operativi dai Comandi ed enti britannici; - !TI - ITI, quelle dipendenti a tutti i fini dalle Autorità italiane.


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Le Unità ausiliarie del!' Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

di giurisdizione e di dipendenze per quasi tutte le Grandi Unità ausiliarie. Per quanto in particolare concerne la 230"' Divisione, fu disposto il trasferimento da Bari a Firenze del Comando della Grande Unità e l'inquadramento di tutti i reparti già da esso dipendenti nell'ambito della 227" Divisione. Il passaggio delle competenze fra i Comandi delle due Grandi Unità ebbe luogo il 4 maggio. Il IO maggio il Comando della 230" Divisione si sistemò definitivamente a Firenze, nella Caserma « Costa San Giorgio J>, già sede del Comando della 23r"; quindi assunse alcuni reparti dislocati tra Firenze e Livorno: fra gli altri, il 22 maggio ricevette il r rgt. guardia ed il 412° rgt. pionieri, ed il 25 maggio riebbe alle proprie dipendenze il 72° Nucleo italiano per il Comando genio del II Distretto, anch'esso trasferitosi da Bari a Livorno. In sintesi, alla data del 31 maggio, dipendevano dalla Divisione (per un complesso di 205 ufficiali e di 3.890 sottufficiali e truppa): - il 1° rgt. guardia, con tre btg. (502°, 503°, 519°), ciascuno su quattro compagnie; - il Comando del 412° rgt. pionieri, con cinque compagnie pionieri e con il II btg. del 402" rgt. pionieri, su sette compagnie; - il predetto 72° Nucleo italiano per il Comando genio del II Distretto. A giugno, in conseguenza di una nuova .ripartizione del territorio nazionale tra le due Armate e gli altri enti degli Alleati preposti all'organizzazione logistica (con particolare riferimento ai Distretti britannici), si addivenne di nuovo ad una revisione delle competenze territoriali fra le Divisioni ausiliarie; in particolare, alla 230" Divisione, oltre alla Toscana, fu assegnata anche l'Umbria. La Grande Unità passò quindi alle dipendenze del I Distretto inglese ed assunse progressivamente tutte le unità dislocate in quelle due regioni, già inquadrate nelle Divisioni 209"', 228", 231". Perse invece il 2° Nucleo italiano per Comando genio del II Dis~r~tto, che si trasferì a Milano e fu assunto quindi dalla 231" Div1s10ne. Pertanto, alla data del 1° luglio, la 230" Divisione inquadrava: - il 1° rgt. guardia con i suoi tre btg.; - il 402° rgt. pionieri; - il 412° rgt. pionieri; - il 400° rgt. pionieri con il proprio I btg. su sei compagnie; 0


La 230"' Divisione

- i battaglioni guardia 512\ 513°, 521°; - alcune compagnie forestali, genio, pionieri autonome; - alcuni reparti salmerie. A questa data la forza presente della Divisione era di 385 ufficiali e di 8.330 sottufficiali e truppa. A partire dal 1° luglio, la Divisione assunse alcuni nuclei di ex prigionieri italiani cooperatori, che avevano prestato la loro opera a favore delle unità britanniche in Toscana. Tali nuclei sarebbero stati sciolti progressivamente nei mesi successivi ed i relativi militari congedati o inseriti come complementi nei reparti organici della DiVlSlone. Il 20 agosto, essendosi estese alla Toscana, alle Marche ed all'Umbria le competenze del III Distretto, la 230a Divisione passò alle dipendenze di quest'ultimo ente ed assunse anche i reparti già della 209"' Divisione dislocati nella zona di Ancona : - il 406° rgt. pionieri su due battaglioni, il Campo sosta e transito di Ancona ed i nuclei di ex prigionieri cooperatori appoggiati al reggimento stesso; - i battaglioni guardia 507° e 520°; - il XXVIII btg. g. artieri su sette compagnie. Passò inoltre alle dipendenze della Divisione 1'802° Centro Addestramento Reclute di Orvieto (3). Pertanto, alla data del 31 agosto, la 230"' Divisione inquadrava le seguenti unità: - il Comando del 400° rgt. pionieri, comprendente il 515° btg. guardia e quattro compagnie di varie armi; - il 406° rgt. pionieri su due battaglioni, il Campo sosta e transito di Ancona, reparti vari (Ancona - Senigallia); - i battaglioni guardia 513° e 522° (dislocati tutti tra Firenze e Prato); - il 412° rgt. pionieri inquadrante il II btg. del 402° rgt. pionieri ed altri vari reparti (dislocati intorno a Livorno); - il XXI gr. salmerie su tre reparti (nella zona di Arezzo); - 1'802° Campo affluenza complementi su 3 btg. (ad Orvieto); - il 520° btg. guardia (a lesi); - il XXVIII btg. g. artieri (ad Ancona e nelle Marche); (3) Il 402° rgt. pionieri era stato trasferito alla 228• Divisione.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- il 507° btg. guardia (ad Ancona e Fabriano); - il 521° btg. guardia (a Perugia ed a Foligno). Alla fine di agosto la Divisione inquadrava 514 ufficiali e I 1.600 sottufficiali e truppa (4). A partire dai primi di settembre la forza della 230" cominciò a calare sensibilmente, in conseguenza dei congedamenti delle classi anziane, del trasferimento di alcuni suoi reparti, dello scioglimento progressivo di tutte le altre unità. I principali trasferimenti riguardarono i battaglioni guardia 521° e 513° passati rispettivamente alle dipendenze dell'VIII C.M.T. di Roma (il 21 settembre) e del VII C.M.T. di Firenze (il 1° ottobre). Lo scioglimento più consistente dei reparti della Divisione ebbe luogo nei mesi di settembre e di ottobre. Alla data del 10 novembre non vi era più alcun motivo di mantenere in vita il Comando della 230"' Divisione, essendo ormai ridottissimo il numero e l'entità dei reparti da esso stesso inquadrati. Lo SMRE, pertanto, ne dispose lo scioglimento sotto quella data; gli subentrò il Comando del 716° rgpt. amministrativo (posto alle dipendenze della 227" Divisione), che assunse alle proprie dipendenze il XXVIII btg. g. artieri, il XXI gr. salmerie e tre battaglioni guardia (il 507°, il 515°, il 520°). Da novembre a dicembre il 716° rgpt. perse il gruppo salmerie ed i tre battaglioni guardia; gli rimase quindi soltanto il XXVIII btg. g. artieri con tre compagnie. Nel frattempo, a seguito dello scioglimento della 221 Divisione (avvenuto il 15 dicembre 1945), il raggruppamento stesso era passato alle dipendenze del VII C.M.T. di F irenze. Anche se il Comando della 230"' Divisione inquadrò unità diverse nel suo periodo « pugliese >J ed in quello « toscano >>, il tipo dei lavori svolti dalle sue unità non mutò. Né ci fu alcun rallentamento nelle attività ausiliarie dopo la fine della guerra. Tutti i militari, sia quelli impiegati nelle Puglie, sia quelli impiegati in Toscana, Umbria e Marche diedero il meglio di loro stessi nella cooperazione con le forze alleate. Durante tutto il 1945 le principali attività svolte dai reparti pionieri della Divisione riguardarono prevalentemente il carico e lo (4) Questi dati non sono comprensivi della forza fluttuante del Centro di Orvieto, che, come si è visto, aveva riassunto il nome di 802° Campo Affluenza Complementi.


La

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30" Divisione

scarico delle navi nei porti (5). Le unità guardia furono invece impiegate nei servizi di guardia ai magazzini, ai depositi, agli scali ferroviari (6). I reparti del genio, in.fine, vennero adibiti ai compiti più consoni alla loro specializzazione (manutenzione e riattivazione di tronchi ferroviari (7), lavori stradali, bonifica di campi minati, sorveglianza e manutenzione di linee telefoniche, ecc.). Un particolare impegno fu posto nella bonifica dei campi minati, che, oltre a richiedere molto lavoro, provocò vittime fra i nostri militari. Gli Alleati riconobbero a più riprese l'impegno profuso dalle truppe della 230a Divisione nei lavori ad essa affidati e numerosi furono gli encomi trasmessi dai loro Comandi a queste nostre unità.

(5) Un particolare impegno fu richiesto ai reparti di Brindisi nel periodo più freddo dell'anno, poiché dovettero sostituire il personale di manovalanza civile, non presentatosi sui lavori per una diecina di giorni. (6) Il 510° btg. guardia fornì scorta armata ai convogli ferroviari. (7) All'inizio del 1945 fu riattivato, a cura dei ferrovieri del genio, il tronco Tursi - Nova Siri, per complessivi 20 chilometri.


LA 231 .. DIVISIONE

La storia ordinativa della 231" Divisione nel r945 copre tutto l'anno (la Divisione fu sciolta il 31 dicembre 1945) e, naturalmente, è opportuno ripartirla in due fasi: la prima, corrispondente agli ultimi mesi di guerra, che vide la Grande Unità impiegata nelle retrovie del XIII C.A. (come si ricorderà, inquadrato nella 5" Armata) e la seconda, successiva alla resa delle truppe germaniche, durante la quale il Comando della Divisione, trasferito in Lombardia alle dipendenze del II Distretto britannico, perse progressivamente tutti i propri reggimenti e battaglioni, e verso la fine del1' anno inquadrò soltanto poche minori unità del genio e dei servizi. All'inizio de.I 1945, praticamente, non vi erano state variazioni nell'ordinamento e nelle dislocazioni dei reparti della 23r"' Divisione rispetto al precedente mese di dicembre 1944, epoca di costituzione della Grande Unità (1). Alla data del 1° gennaio 1945 il Diario storico del Comando della Divisione riporta una forza presente di 383 ufficiali e di 10.928 sottufficiali e truppa: invero, si trattava già di un blocco di uomini c~nsi~erevole, se si pensa che la Grande Unità era in vita da soli 15 g1orm. Le successive immissioni di altri reparti nella Divisione accrebbero poi progressivamente la sua forza presente fino alla fine di aprile: 470 ufficiali e 12.970 sottufficiali e truppa al 31 gennaio; '

( r) Si ritiene opportuno ricordare che il Comando della 23 r" Divisione inquadrava a quell'epoca: - 2 reggimenti pionieri (il 402° dislocato a Prato ccl il 417° a Borgo San Lorenzo), gravitanti rispettivamente a cavaliere delle direttrici cli Castiglion de' Pepoli - Bologna e del Mugello - Imola (Val Senio); - il 412° rgt. pionieri (con il Comando di rgt. a Livorno), dislocato nella zona attorno a tale città; - il XXI gruppo salmerie dislocato nei pressi di Borgo San Lorenzo. Da tenere presente che un btg. inquadrato nel 402° rgt. pionieri, il II/400" rgt. pionieri, era dislocato nel Pistoiese.


La 231., Divisione

523 ufficiali e 14.854 sottufficiali e truppa al 28 febbraio; 639 ufficiali e 17.780 sottufficiali e truppa al 31 marzo; 685 ufficiali e 18.900 sottufficiali e truppa al 30 aprile. Nel periodo gennaio - febbraio, limitando l'esame alle unità di maggior rilievo, la 231" Divisione ricevette o costituì nel proprio ambito: - il 3 gennaio, il 171° Comando italiano collegamenti, con due sezioni linee telefoniche, alle quali si aggiunsero tre reparti trasmissioni, già dipendenti dalla Grande Unità. Il predetto Comando fu posto, il 15 gennaio, alle dipendenze del Comando genio divisionale. Tutti i suoi reparti erano dislocati nella zona di Firenze; - il 9 gennaio, il Campo sussidiario italiano di transito della 5" Armata, già dipendente dalla 228" Divisione, in seguito denominato 815°, con sede Arezzo; - il 1° febbraio, il Comando del 410° rgt. pionieri, che prese alle proprie dipendenze alcune compagnie già dei rgt. 402° e 417°, nonché il Campo transito di Arezzo;

- il 22 febbraio, il Comando del 1° rgt. guardia, stabilitosi presso Siena, alle cui dipendenze furono posti tre battaglioni omonimi (502°, 503° e 519°), già in precedenza assegnati alla 231" Divisione (provenienti dalle Divisioni 209" e 230"). I tre battaglioni furono dislocati rispettivamente a Montalcino, Tavernelle e l'Impruneta (Firenze). In sostanza, a fine febbraio la Divisione era ripartita nei seguenti raggruppamenti di forze:

- 412° rgt. pionieri, sempre nella zona di Livorno - Colle Salvetti, su due battaglioni (II del 412° e II del 402° rgt. pionieri); - 402° rgt. pionieri su tre battaglioni (I del 402°, II del 400°, II del 4ro rgt. pionieri), con i reparti arretrati nella zona di Prato e di Pistoia e quelli avanzati sulla direttrice Vernio - Castiglion de' Pepoli, fino a Grizzana in Emilia; 0

- 410° rgt. pionieri, su reparti vari, nella zona di Firenze Arezzo; - 417° rgt. pionieri su due battaglioni, il XXI gruppo salmerie (cinque reparti), nonché il I squadrone <e Folgore» . I reparti più avanzati si trovavano in val Senio e verso Imola; -

i battaglioni guardia (502", 503°, 519°) fra Firenze e Siena.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Nel mese di marzo la Divisione ricevette ancora altre forze : - il 1° marzo si costituì un Posto sosta divisionale, che fu sistemato nei pressi del Comando della Grande Unità con il compito di inquadrare, vettovagliare, assistere i militari dei reparti dipendenti, in transito per Firenze; - il 15 marzo il 417° rgt. pionieri assunse il 513° btg. guardia su due compagnie, giunte dalla 228" Divisione a Borgo San Lorenzo ed a Vicchio; - il 10 marzo il Comando del 412° rgt. pionieri ricevette a Livorno le compagnie nebbiogeni 501a e 5of già della 209" Divisione; - il 17 marzo il Comando del 410° rgt. pionieri inquadrò anche il distaccamento del 58° Campo di transito per i complementi dei Gruppi di Combattimento, situato a Laterina (Arezzo); - infine il 26 marzo il Comando del II btg. del 412° rgt. pionieri si trasferì dalla zona di Livorno a Borgo San Lorenzo, dove passò alle dipendenze del 417° rgt. pionieri e riebbe alle dipendenze le proprie compagnie già in precedenza dislocate in questa zona. In conseguenza dei movimenti sopra descritti, i rgt. pionieri 410°, 412° e 417° risultarono così articolati: - 410°: compagnie varie e Campo transito di Arezzo; - 412°: II btg. del 402" rgt. pionieri e compagnie varie; - 417°: I e II btg. del reggimento stesso, II btg. del 412°, 513° btg. guardia e compagnie varie. A fine aprile, la gravitazione dei blocchi di forze già indicati era rimasta praticamente immutata; è da porre in rilievo soltanto che i reparti più avanzati si erano ulteriormente spinti nel cuore dell'Emilia: in particolare alcune compagnie del 417° erano arrivate a Medicina ed una del 4ro a Bologna. La seconda fase della vita ordinativa della 231" Divisione ebbe inizio il 2 maggio, data della fine della guerra, con il trasferimento del Comando della Grande Unità in Lombardia (il 15 maggio a Lonato, presso Brescia (2), quindi il 5 agosto a Milano) ed il suo passaggio alle dipendenze del II Distretto britannico (il 24 giugno). Nella sua nuova sede, il Comando della Divisione perse progressiva0

(2) Rimase temporaneamente nella precedente sede del Comando della Divisione, a Firenze, la base logistica, che si trasferì anch'essa a Lonato il 16 giugno.

231a


La 2p"' Divisione

mente tutte le sue più importanti unità dislocate in Toscana, ed assunse invece la giurisdizione di tutte quelle stanziate nell'Italia nord occidentale (Piemonte, Lombardia, Liguria e parte dell'Emilia). Durante questa seconda fase - che praticamente interessò il resto dell'anno - si registrarono numerosi travasi di minori reparti dalla 231" Divisione alle Divisioni 209\ 228", 230" e viceversa, che sarebbe troppo lungo ricordare. Ci si limita ad indicare soltanto i trasferimenti delle unità di maggior rilievo, che furono, in genere, a senso unico (cioè dalla 231"' Divisione alle altre Grandi Unità ausiliarie). Il primo importante movimento fu quello del 412° rgt. pionieri (nella formazione già indicata a pag. 188) e del 1° rgt. guardia, passati il 25 maggio alla 230" Divisione, che da Bari si era trasferita a Firenze, per inquadrare le Unità ausiliarie dislocate in Toscana. In seguito il 1° rgt. guardia, spostatosi in Piemonte, Lombardia e Liguria, sarebbe tornato alle dipendenze della 231" Divisione. A quell'epoca anche il II btg. del 400° rgt. pionieri era stato perso dalla 231" Divisione e ceduto alla 228"'. Nella terza decade di giugno la 230" Divisione ricevette dalla 231"' anche il XXI gr. salmerie (il 23 giugno). Il 402° rgt. pionieri ed il 523° btg. guardia furono trasferiti alla 209.. Divisione; in luglio il Comando del 4ro0 rgt. pionieri, il 513° btg. guardia e numerose altre minori unità del genio e dei servizi passarono alla 230a Divisione. In conseguenza dei predetti movimenti, all'inizio di luglio erano rimasti inquadrati nella Divisione : - il 1° rgt. guardia con i suoi tre battaglioni ripartiti fra le zone di Torino, Milano e Genova; - il 417° rgt. pionieri su due battaglioni ripartiti fra le zone di Milano, Pavia e Piacenza (il II btg. del 412° rgt. pionieri era passato alla 228" Divisione); - alcuni minori reparti del genio dislocati in Lombardia. All'inizio di agosto la Divisione assunse 1'805° Campo di transito, trasferitori a Milano, nonché alcuni reparti di ex prigionieri cooperatori, destinati ad essere peraltro presto sciolti. La perdita della maggior parte delle unità dipendenti e l'inizio dei congedamenti produssero in questo periodo dell'anno una progressiva riduzione della forza della Divisione: da 750 ufficiali e 16.213 sottufficiali e truppa alla data del 31 maggio, a 621 ufficiali e 11.229 sottufficiali e truppa alla data del 30 giugno, a 267 ufficiali e 5.135 sottufficiali e trnppa alla data del 31 luglio.


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Le Unitcì ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Il lieve incremento registrato al 3r agosto (272 ufficiali e 5.643 sottufficiali e truppa), in conseguenza dell'assunzione del Campo transito n. 805, nonché di alcuni reparti di ex cooperatori costituì soltanto una breve pausa in un processo ormai irreversibile, accentuatosi con i congedamenti delle classi anziane e con lo scioglimento: - del 417° rgt. pionieri (sotto la data del 16 settembre); - del 1° rgt. guardia con i battaglioni 503° e 508° (sotto la data del 17 settembre). Il personale del Comando di tale reggimento venne impiegato per la costituzione della II Brigata guardia, posta alle dipendenze del C.M.T. di Genova; - del trasferimento alle dipendenze del C.M.T. di Milano del 502° btg. guardia (il 4 ottobre). In sostanza, alla data del 31 ottobre la 231 a Divisione inquadrava soltanto alcuni reparti genieri, tre compagnie pionieri in corso di scioglimento e poche unità dei servizi. La forza presente scese a:

- 170 ufficiali e 2.793 sottufficiali e truppa, alla data del 30 settembre; II2 ufficiali e r.507 sottufficiali e truppa, al 31 ottobre; - 103 ufficiali e 1.J22 sottufficiali e truppa, al 30 novembre. Il Comando della Grande Un ità tuttavia continuò a sopravvivere fino alla data del 31 dicembre. A partire dal 1° gennaio 1946 subentrò ad esso, con funzioni di stralcio ed amministrative, il 713° rgpt. amministrativo. La forza trasferita al 713° rgpt. fu di soli 96 ufficiali e di r.057 sottufficiali e truppa. Come tutte le altre Unità ausiliarie, an che quelle della 231 .. Divisione ebbero un ruolo molto importante nella preparazione prima e quindi nel sostegno della offensiva primaverile sferrata dalle forze alleate. Lo testimoniano, fra l'altro, le perdite subite dalla Divisione, non certo lievi, se si tiene conto che i suoi reparti vennero impiegati soprattutto nelle retrovie. La Grande Unità ebbe infatti complessivamente 40 morti (dei quali 17 dei reparti salmerie), 73 feriti e 29 dispersi. I reparti della Divisione furono impiegati per soddisfare le più svariate esigenze delle unità combattenti, dai lavori stradali e ferroviari, al rifornimento delle prime linee, alla r iparazione di macchine varie, ai lavori di carico e scarico, ecc.. Fra tutti i tipi di concorso prestati, merita particolare rilievo la collaborazione data ai reparti del genio da alcune com pagnie del


La

2 3 z"

Divisione

402° rgt. piomen per la ricostruzione della direttissima Firenze -

Bologna, della quale i Tedeschi, come si è detto, avevano distrutto quasi tutte le opere d'arte. Il rendimento dei reparti della 231" Divisione, durante gli ultimi mesi di guerra, fu sempre elevato in virtù di alcuni provvedimenti di carattere assistenziale concertati con il Comando della 210" Divisione, quali i doni di Natale, la costituzione di un Campo di riposo a Castelfranco di sopra (Arezzo) - nel quale i reparti delle due Divisioni si avvicendarono con turni di IO giorni -, il miglioramento del vitto e del vestiario, gli spettacoli di vario genere offerti dagli Alleati, ecc .. Ma soprattutto la coscienza dell'approssimarsi della fine della guerra e la speranza di tornar presto alle proprie case fu la molla che maggiormente agì sul morale delle truppe. Anche nel periodo che seguì alla fine della guerra, pur nell'ansiosa attesa dei congedamenti, i militari della 231" Divisione continuarono a fornire efficaci prestazioni in tutte le attività ausiliarie, sicché si può affermare che il consuntivo della cooperazione offerta agli Alleati dalla Divisione risultò pienamente positivo durante l'intero anno, tale da meritare a più riprese i riconoscimenti dei Comandi americani e britannici.


IL COMANDO ITALIANO 212°

La storia organica di questo grosso complesso di forze a disposizione delle Autorità statunitensi non presenta variazioni di notevole importanza durante gli ultimi mesi della Guerra di Liberazione, salvo quelle di comando, più avanti descritte. A gennaio dipendevano infatti dalla P.B.S. gli stessi Comandi e le stesse unità già considerati, trattando il 1944, vale a dire i quattro Comandi di Zona Militare, i dieci Comandi di gruppo di battaglioni, il 3° rgt. guardia su quattro battaglioni (506°, 507°, 508°, 509°), le tre Basi logistiche di Civitavecchia, Piombino e Livorno, reparti vari dei servizi, il Campo di affluenza de « Gli Astroni >>. Praticamente le truppe del Comando Italiano 212° continuavano ad essere suddivise in due grossi raggruppamenti di forza, il primo gravitante intorno a Napoli (gruppi di battaglioni 2°, 3°, 4°, 5°, 7°) ed il secondo tra Livorno e Pisa (gruppi di battaglioni 1°, 6°, rn°). Inoltre il 9° gruppo era ripartito fra Napoli, Livorno e Firenze; il 7° gruppo aveva un battaglione servizi distaccato a Roma; 1'8° gruppo, all'inizio del 1945 dislocato a Livorno, si trasferì a Napoli il I febbraio. Tale ripartizione di forze rimase di massima immutata .fino alla fine della guerra e - facendo astrazione dai reparti progressivamente contratti o soppressi - fino allo scioglimento del Comando Italiano 0

212°.

La forza presente alla data del 1° gennaio 1945 - quasi tutta impiegata nei diversi servizi ausiliari - era di ben r .832 ufficiali e di 42.411 sottufficiali e truppa. Una particolare menzione merita il Campo affluenza de « Gli Astroni >>, il quale, durante gli ultimi mesi di guerra ed anche dopo la .fine di essa, continuò a funzionare come centro di raccolta dei complementi non solo per le unità del Comando Italiano 212°, ma anche per la Grande Unità ausiliaria cooperante con la sa Armata, la 2rn.. Divisione.


ll Comando Italiano

212°

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In particolare, il Campo ricevette, a pa,tire dal 15 febbraio, un robusto contingente di reclute del 1924 (oltre 4-000 uomini), provenienti da regioni dell'Italia Meridionale. A « G li Astroni » le reclute stesse furono inquadrate in sei battaglioni, istruite per circa un mese e quindi - come già era avvenuto in precedenza per i complementi - smistate fra le varie unità del Comando Italiano 212° e quelle della 210" Divisione. Le principali variazioni ordinative, come si è già accennato, durante gli ultimi mesi di guerra riguardarono l'articolazione di comando: - il 4 gennaio fu effettuato uno scambio tra i Comandi delle Basi logistiche di Livorno e di Civitavecchia. Il provvedimento fu motivato da alcuni rilievi formulati dalle Autorità americane in merito al funzionamento della Base di Livorno, giudicato non soddisfacente. N aturalmente lo SMRE ed il Comando Italiano 212° presero anche opporhme misure di carattere disciplinare a carico degli ufficiali del Comando del 416° rgt. f., al quale era affidata la Base di Livorno; - il 27 gennaio, in vista della dislocazione delle truppe e della loro ripartizione nei due raggruppamenti di Napoli e di Livorno, il Comando Italiano 212°, in accordo con la P.B.S., decise di sciogliere il Comando della III Zona Militare di Piombino, ormai superfluo. Tale provvedimento divenne esecutivo il IO febbraio. Conseguentemente le ripartizioni territoriali fra i tre superstiti Comandi di Zona Militare furono così variate: Comando I Zona: Campania; Comando II Zona: Lazio e Toscana .fino al parallelo di Piombino (escluso); Comando IV Zona: Toscana, a nord del parallelo di Piombino. La Base logistica di Piombino passò alle dipendenze del Comando Zona Militare di Livorno; fu inoltre prevista, a breve scadenza, la soppressione della Base logistica di Civitavecchia; - il 15 febbraio il gen. Reisoli fu collocato nella riserva ed in sua sostituzione fu preposto al Comando Italiano 212° il gen. Ernesto Ferone, che avrebbe mantenuto l'incarico .fino allo scioglimento del Comando stesso;

13. - Ua.


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Le Unitù ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- il 22 febbraio fu deciso lo scioglimento delle Basi logistiche di Livorno e di Civitavecchia, al .fine di rendere più snella l'articolazione di comando. A seguito di questi provvedimenti, gli organi dei servizi vennero a dipendere direttamente dai Comandi di Zona Militare. Rimase ancora in vita la sola Base logistica cli Piombino, per i reparti impiegati intorno a quella città. Come già eletto in precedenza, la .fine della guerra non apportò variazioni di rilievo nelle dislocazioni e nei compiti affidati alle unità del Comando Italiano 212°. Anche la forza presente di tale complesso, alla data del 1° maggio, era pressoché immutata: r.941 ufficiali e 41.330 sottufficiali e truppa. Nel corso dello stesso mese di maggio, però, i livelli di forza cominciarono a calare notevolmente, in conseguenza di un nutrito programma di contrazioni delle varie unità a Comandi « quadro » ( 1) e di scioglimenti di reparti: programma resosi necessario a seguito dei sempre più numerosi congedamenti ed invii in licenza dei militari. A fine maggio la forza presente era scesa a r .732 ufficiali ed a 30.132 sottufficiali e truppa; alla data del 30 giugno essa si era ulteriormente ridotta a r.317 ufficiali ed a 27.192 sottufficiali e truppa. Le contrazioni e gli scioglimenti dei reparti andarono aumentando con il trascorrere del tempo e ciò comportò anche un successivo, progressivo scioglimento dei Comandi di gruppo di battaglioni e dei Comandi di Zona Militare. Il costante ridursi della forza del Comando Italiano 212° _ parallelamente alle decrescenti esigenze dei Comandi americani - indusse lo SMRE a prendere alcuni particolari provvedimenti di carattere organico, fra i quali fanno spicco: - lo scioglimento del Campo de « Gli Astroni », che non aveva più motivo di esistere, essendo praticamente cess'ato l'afflusso di complementi e di reclute per i vari reparti ausiliari. Il Comando del Campo si trasformò in Comando Tappa 212°, per tutto il personale in transito, per motivi di vario genere, di unità del Comando Italiano 212°. Il provvedimento divenne esecutivo il 26 giugno;

(1) Disposizioni del Comando Italiano 212° prevedevano che i Comandi dei battaglioni contratti avessero solo il Comandante, l'Aiutante Maggiore in 1"' e quattro soldati.


Il Comando Italia110

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- lo scioglimento del Comando della II Zona Militare ed il riordinamento di quello della I Zona su organici ridotti, con compiti di carattere puramente ispettivo e disciplinare (il 31 luglio). I compiti di natura logistica in precedenza affidati al Comando della I Zona furono assunti dal C.M.T. di N apoli. In conseguenza della soppressione del Comando II Zona Militare, la linea di demarcazione tra i Comandi delle due Zone I e IV fu portata al parallelo di Civitavecchia. Anche il Comando della I Zona venne poi soppresso (il 1° settembre). Tutti i suoi compiti vennero direttamente assunti in proprio dal Comando Italiano 212° ; - il progressivo trasferimento ai CC.MM.TT. dei battaglioni guardia. In conseguenza, il 4 settembre lo SMRE dispose la costituzione, a cura del Comando Italiano 2 12 °, di 3 Comandi di Brigata, preposti all'inquadramento dei battaglioni guardia. I predetti Comandi furono costituiti, a partire dall'8 settembre, presso il Comando Tappa 212°, con i Quadri dei disciolti Comandi di gruppo di battaglioni (alla data del 1° settembre erano rimasti in vita a pieni organici solamente i gruppi di battaglioni 2 ° e 9° a Napoli ed il 6" a Livorno); i Comandi delle Brigate vennero rispettivamente assegnati: l'VIII, al C.M.T. di Roma; la IX, al C.M.T. di Bari; la X, al C.M.T. di N apoli; - la soppressione, in data 25 settembre, del Comando IV Zona Militare e conseguentemente l'assunzione delle funzioni già devolute ad esso da parte del Comando 6° gruppo battaglioni. Tutti questi provvedimenti rientravano indubbiamente in un programma di progressiva normalizzazione del nostro Esercito, basato sulle seguenti misure essenziali: congedamento delle classi anziane; ricost{tuzione della catena dei Comandi italiani su tutto il territorio nazionale; r istrutturazione da parte dei Comandi stessi delle Grandi Unità e delle unità rimaste in vita; progressivo scioglimento delle Unità ausiliarie. Rientrò in questo programma, nel mese di settembre, anche l'assunzione diretta di tutte le responsabilità (disciplinari, amministrative, logistiche) da parte del Comando Italiano 2d' nei confronti dei propri reparti tuttora in vita, precedentemente decentrate ai disciolti Comandi di Zona Militare.


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Le Unità ausiliarie de/l'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Tuttavia anche il Comando Italiano 212°, nel mese di settembre, era divenuto un organismo pletorico rispetto all'entità ed al numero dei suoi reparti. Basti pensare che alla data del I settembre la forza presente delle unità da esso dipendenti si era ridotta a 545 ufficiali e 10.908 sottufficiali e truppa (2), l'equivalente cioè di una nostra Divisione anteguerra. Pertanto, il 20 settembre, nel Comando Italiano 212° furono soppressi gli uffici dei Servizi Sanità, Commissariato, Amministrazione ed Automobilistico (3). Il Comando stesso mantenne invece, sia pure su organici ridotti, gli uffici Operazioni, Ordinamento e Mobilitazione, Personale e Affari vari, Servizi, Assistenza e Propaganda (4). Nel mese di ottobre la forza dei tre gruppi di battaglioni tuttora in vita si era ulteriormente ridotta (particolarmente quella del 2° gruppo). Il Comando Italiano 212° aveva ormai esaurito i suoi compiti e lo SMRE (5) ne dispose lo scioglimento in data r4 ottobre (f. n. 17737/0rd., All. n. 37 e Ordine del giorno n. ro, All. n. 38). I reparti tuttora esistenti passarono il giorno seguente alle dipendenze amministrative e disciplinari dei CC.MM.TT. di Napoli (2° gruppo di battaglioni e Comando Tappa 212°) e di Firenze (6° gruppo di battaglioni). 0

Nel 1945, durante gli ultimi mesi di guerra ed anche dopo la fine della guerra stessa, le unità del Comando Italiano 212° furono impiegate in tutte le attività ausiliarie e logistiche di retrovia, necessarie per il sostegno e la vita delle unità combattenti. Si è già trattato nelle generalità di tale argomento; mette conto comunque tornarci brevemente sopra, per meglio illustrare quale formidabile apporto diede agli Alleati quel grosso complesso di forze che fu inquadrato dal Comando Italiano 212°. Nel 1945 le capacità lavorative dei nostri uomini s1 erano di gran lunga accresciute rispetto all'anno precedente e quindi era (2) Tale forza rimase immutata durante tutto il mese di settembre. La situazione al 1° ottobre reca infatti cifre di analoga grandezza. (3) Tutte le competenze di carattere logistico furono assunte a Napoli dal X C.M.T.. A Livorno esse vennero affidate al Comando del VI gruppo di battaglioni. (4) Nelle successive vicende ordinative del Comando Italiano 212° rientra l'assunzione, da parte del Comando stesso, di un forte numero di reparti di ex prigionieri lavoratori, che furono poi progressivamente sciolti, con i congedamenti e l'inserimento nelle altre unità dei militari rimasti sotto le armi. (5) Il 20 ottobre fu sciolto il 1° Autoreparto pesante.


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altresì aumentata la fiducia riposta in essi dagli Americani. Ciò consentì l'impiego di talu ne unità in compiti di maggior dignità e di più elevata specializzazione. Così ad esempio, fin dal mese di gennaio, un complesso di circa 1.400 uomini prestò, negli ospedali statunitensi, assistenza diretta ai degenti nelle sale chirurgiche ed inoltre fornì la propria opera in servizi di disinfezione, bonifica, ecc.. A partire dallo stesso periodo inoltre: - nostre compagnie panettieri furono preposte alla panificazione per le truppe americane; - altri reparti vennero addetti alla raccolta, al recupero e, qualora possibile, alla riparazione di materiale usato e persino alla fabbricazione di stufe; - circa 6.500 uomini furono addetti al controllo ed al ripristino di munizioni. Attività anch'esse molto importanti vennero affidate ai reparti del genio, che continuarono ad essere impiegati nella costruzione di ponti, nel ripristino di rotabili, nella manutenzione delle strade anche nei centri abitati. Di particolare rilievo nel campo delle attività affidate ai reparti di questa Arma furono la gestione - affidata a due compagnie - dell'oleodotto Roma- Napoli e la manutenzione dell'oleodotto Taranto - Manfredonia. Anche un battaglione servizi si era specializzato nella manutenzione, la riparazione e la guardia agli oleodotti - il cui buon funzionamento era davvero essenziale per la vita e l'efficienza delle unità· della 5a Armata - che portavano i prodotti petroliferi da Livorno al tergo delle prime linee. In febbraio militari italiani costruirono un nuovo oleodotto da Pontedera a Pistoia, e di ciò si è già parlato. Proseguì ancora per molto tempo il rastrellamento delle mine disseminate dalle forze germaniche all'atto della loro ritirata. Tale lavoro causò purtroppo numerose vittime fra i nostri uomini. Lo scarico delle navi nei porti di N apoli e di Livorno comportò - oltre all'impiego dei battaglioni addetti alla manovalanza vera e propria - anche quello di alcuni battaglioni autieri. Queste ultime unità lavorarono - come già si è avuta occasione di dire - senza interruzione, offrendo un rendimento elevatissimo e quanto mai prezioso nel trasporto dei vari materiali dai porti ai depositi e dai depositi alle unità avanzate. Naturalmente la stanchezza e l'usura provocarono nei battaglioni autieri, a lungo andare, dei vuoti. Fu perèiò necessario isti-


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

tuire un ente preposto al recupero ed all'addestramento di contingenti di militari di tale specializzazione: il 2 gennaio entrò in funzione il Distaccamento Addestramento Autieri, vera e propria fucina rigeneratrice di autieri e meccanici dal punto di vista disciplinare e tecnico. I corsi svolti presso quel Distaccamento conseguirono effetti altamente positivi ai fini sia del consolidamento della disciplina e della coesione, sia del rendimento lavorativo. Si sorvola sui lavori di manovalanza vera e propria nei porti, nelle infrastrutture e nelle formazioni logistiche, dei quali si è ampiamente trattato già in precedenza; è invece doveroso tornare sul prezioso concorso fornito dai battaglioni guardia, che vennero impiegati nei più svariati servizi - guardia ai depositi, scorta agli automezzi, direzione del traffico stradale, guardia e scorta ai prigionieri germanici, compiti di polizia militare, lotta al contrabbando - fornendo prestazioni quanto mai preziose per i Comandi statunitensi ed anche per le Autorità civili e militari italiane. A più riprese, con ambiti encomi e riconoscimenti, le Autorità americane continuarono a manifestare il loro apprezzamento nei riguardi delle prestazioni fornite con grande abnegazione e sacrificio dalle unità del Comando Italiano 212°. Si trattò talvolta di riconoscimenti rivolti ad interi battaglioni, talvolta a singoli militari. Alcuni elogi, in particolare, furono indirizzati a uomini che, con la loro assidua sorveglianza, sventarono furti, rapine e delitti di vario genere, intervenendo, quando necessario, con tempestività e coraggio. Anche le unità del Comando Italiano 212° subirono perdite in morti e feriti, per scoppi di mine e di proiettili inesplosi o per incidenti sul lavoro. Tali perdite (da gennaio a fine aprile: 35 morti e 140 feriti) hanno indubbiamente un notevole significato, in quanto subìte da reparti che furono in genere impiegati nelle retrovie, ed offrono ulteriore testimonianza dell'impegno profuso dai nostri soldati negli oscuri incarichi ai quali furono adibiti.


PARTE QUARTA

LE ATTIVITÃ&#x20AC; AUSILIARIE NELLE ISOLE


LE ATTIVITA' AUSILIARIE IN SARDEGNA

Si è già visto nella prima parte del presente libro quali fossero

le Grandi Unità dislocate in Sardegna alle dipendenze dell'omonimo Comando FF.AA., alla data dell'8 settembre 1943. Occorre aggiungere che quel Comando, in attesa che la confusa situazione determinata dall'annuncio dell'armistizio si chiarisse, diramò tempestivamente tutta una serie di disposizioni intese a riportare quanto prima l'Isola alla normalità ed a facilitare eventuali sbarchi di forze degli Alleati. Tra l'altro, esso ordinò ai dipendenti Comandi di: - non dar più corso alle attività lavorative di carattere difensivo (quali la posa di mine, reticolati, l'inutilizzazione dei porti, l'inibizione dei terreni idonei agli av,iosbarchi); - rafforzare i servizi di guardia alle opere d'arte stradali e ferroviarie, ai depositi ed alle infrastrutture in genere; - impedire, ai Germanici in ritirata, l'ulteriore posa di campi minati e l'effettuazione di distruzioni di ponti e di rotabili; - dare inizio alla bonifica dei campi minati, alla rimozione delle interruzioni e degli ostacoli di ogni tipo, al rastrellamento dei proiettili inesplosi, allo sminamento dei porti. E' noto che l'esodo dei Tedeschi dalla Sardegna e dalle isole adiacenti ebbe termine il 18 settembre; ma già il giorno precedente il gen. Basso - ritenendo improbabile un ritorno dei Germanici aveva dato disposizione ai Comandi dipendenti di riordinare le proprie truppe e ribadito la necessità di agevolare in ogni maniera i prossimi sbarchi delle unità alleate. Proprio per esaminare tale problema e le possibilità ricettive dell'Isola, nonché per stabilire un primo contatto fra il Comando in capo delle Forze Alleate ed il Comando FF.AA. della Sardegna, già i~ 13_ settembre era giunto a Cagliari un nucleo di ufficiali amencam.


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Le Un it?i ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

A quel primo contatto fece seguito l'arrivo nel capoluogo sardo (il 18 settembre 1943) di una missione più importante, diretta dal gen. Teodoro Roosevelt. Quest'ultimo era stato incaricato di prendere accordi in merito alla cooperazione che le forze italiane avrebbero potuto dare a quelle anglo - americane nel quadro dello sfruttamento delle basi navali ed aeree della Sardegna per la guerra nel Mediterraneo (vds. a riguardo il promemoria in data 24 settembre del gen. Bedell Smith, All. n. 39). Presupposto fondamentale per la realizzazione di un tale disegno era evidentemente il completo ripristino dell'efficienza del sistema stradale e ferroviar io dell'Isola, nonché di tutte le sue infrastrutture aeroportuali e marittime; a tutto ciò avrebbe dovuto provvedere il Comando FF.AA. della Sardegna. Nel corso della visita del gen. Roosevelt non fu fissata alcuna data per la consegna alle Autorità alleate delle infrastrutture predette, in quanto il Comando alleato aveva subordinato lo sfruttamento delle basi sarde al buon esito delle operazioni belliche nella Penisola. Il gen. Basso, in ottemperanza alle direttive ricevute da Brindisi, garantì al gen. Roosevelt la massima cooperazione; gli fece altresì presente che tutti i porti dell'Isola potevano essere utilizzati a pieno regime dal naviglio alleato, peraltro con piloti italiani, in quanto una parte di essi era tuttora minata. All'inizio del mese di ottobre gli Alleati dislocarono alla Maddalena numerose siluranti di superficie e sommergibili inglesi ed americani. Fu perciò necessario che il Comando italiano della Base cedesse agli Alleati diversi locali per i loro servizi, gli accantonamenti, gli alloggi e le mense ufficiali. Il 17 ottobre 1943 fu istituito un Comando americano di aviazione ad Elmas; a tale Comando venne gradualmente trasferita la giurisdizione su tutti gli aeroporti dell'Isola, a cominciare da quelli di Elmas, di Decimomannu e di Alghero. Si manifestò quindi la necessità di sistemare i tronchi stradali di accesso a quasi tutti gli aeroporti sardi, nonché molte piste di volo. In particolare, per quest'ultima esigenza, nell'aeroporto di Alghero per diversi giorni furono impiegati 800 uomini appartenenti ad unità di stanza in tale città. Nel frattempo si costituì una Missione di collegamento alleata, che si sistemò nell'edificio della ex G.I.L. di Nuoro (ex Gioventù Italiana del Littorio, ente disciolto dal Governo di Badoglio). Il mese di ottobre del 1943 fu molto importante per la riorganizzazione dei Comandi e delle unità della Sardegna.


Le attività ausiliarie in Sardegna

A seguito della cessazione delle operazioni contro i Tedeschi in Corsica (si ricorda che il 4 ottobre era stata liberata Bastia, ultimo caposaldo rimasto nelle mani dei Germanici), il 7 ottobre il nostro Comando Supremo dispose il trasferimento in Sardegna di tutte le forze italiane che avevano combattutto nell'isola francese. Il 13 ottobre il Comando Supremo diede altresì disposizioni per il trasferimento nel Continente di un primo contingente di truppe della Sardegna. L'esecuzione di entrambi i provvedimenti, peraltro, si palesò dapprima molto difficoltosa, a causa dell'indisponibilità del necessario naviglio, nonché dell'esigenza che nostre unità rimanessero ancora a disposizione del Comando francese in Corsica, per concorrervi al ripristino delle normali condizioni di vita, gravemente compromesse dalle recenti operazioni belliche. Di ciò è già stato fatto cenno. I primi trasferimenti di truppe italiane dalla Corsica alla Sardegna ebbero luogo il 9 ottobre. Essi proseguirono ininterrottamente durante i mesi di ottobre e di novembre ed ebbero praticamente termine il 12 dicembre. Rimase peraltro nell'isola francese - in ottemperanza ad un ordine impartito dallo S.MRE il 24 1 ottobre - un notevole contingente di nostre truppe tecniche (par'ticolarmente compagnie artieri) e centurie di lavoratori (quasi tutti allogeni) per effettuarvi in particolare lavori di riattamento stradale. Il 19 ottobre (dovendosi costituire, a seguito della liberazione di Napoli, il Comando FF.AA. della Campania) lo SMRE dispose il trasferimento nella città partenopea del gen. Basso e di parte del suo Stato Maggiore. Quale successore del gen. Basso in Sardegna fu designato il gen. Magli - già Comandante del VII C.A. in Corsica - che dal 22 ottobre assunse il Comando FF.AA. della Sardegna, mantenendo alle proprie dipendenze anche il VII C.A. in corso di afflusso nella nostra isola dalla Corsica. A seguito della partenza del gen. Basso e del successivo scioglimento del XXX C.A. , il Comando FF.AA. della Sardegna assunse il nuovo nominativo di Comando Militare della Sardegna e si fose con il Comando del XIII C.A., che assunse il controllo di tutte le unità dislocate nell'Isola (I). (1) Tale fusione ebbe luogo a seguito del trasferimento a Cagliari dei Comandi dd XIII C.A. (u novembre 1943) e della Sardegna (da Borcligali il 18 novembre 1943).


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Già in ottobre, e poi ancor più in novembre, aveva avuto luogo un notevole afflusso in Sardegna di unità alleate. Pertanto il 21 novembre venne costituito il Comando delle FF.AA. alleate dell'Isola, retto da un generale di brigata statunitense. Tale Comando assunse alle proprie dipendenze - oltre alle unità anglo - americane - tutti i reparti italiani impiegati nella difesa contro aerei e .fissa degli aeroporti, del porto di Cagliari e di altre importanti infrastrutture, quelli addetti alle attività ed ai servizi ausiliari, nonché la nostra Base marittima della Maddalena. Conseguentemente, le competenze del Comando Militare della Sardegna vennero limitate alla sola difesa territoriale dell'Isola ed alle altre esigenze di natura logistica e presidiaria. Alla fìne di dicembre, la Sardegna ospitava un complesso di forze di grande rilievo (complessivamente 8.921 ufficiali, 9.418 sottufficiali, 160.871 militari di truppa). Durante quasi tutto il 1944 esso costituì un vero e proprio serbatoio, dal quale furono attinti volta a volta i reparti ed i complemenù necessari per alimentare sia la lotta contro i Tedeschi condotta dalle nostre unità combattenti a fianco degli Alleati, sia l'opera più umile, ma egualmente preziosa, svolta nella Penisola dalle Unità ausiliarie. Nel contempo, anche in Sardegna 'i nostri uomini diedero notevole contributo in campo operaùvo - con la difesa contro aerei e .fissa degli aerop,orti e dei porti, con la difesa costiera, con la rete di avvistamento aereo, ecc. - nonché in campo logistico. E' opportuno a questo punto dare un quadro completo delle forze italiane dislocate in Sardegna alla data del 1° gennaio 1944 (2), per meglio comprenderne l'importanza e l'entità. Dipendevano dunque a quella data dal Comando Militare dell'Isola: - la Divisione f. « Friuli J>, con i reggimenti di fanteria 87", 88°, 387°, il 35° rgt. a. divisionale, il CXX btg. g. e reparti minori. La Divisione, agli ordini del gen. De Lorenzis, gravitava nella zona di Macomer; - la Divisione f. « Calabria >J, con i reggimenti fanteria 59°, 60°, 355°, il 40° rgt. a. divisionale, reparti del genio e dei servizi. La Divisione, agli ordini del gen. Nannei, gravitava nella zona di Sassari; (2) Si fa riferimento al giorno 1° gennaio 1944 in quanto a quella data si erano ormai trasferite in Sardegna tutte le Grandi Unità già in Corsica.


Le attività ausiliarie in Sardegna - - - - - --- ----- - -- - - -- -~:

________2 0 5

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- la Divisione f. « Cremona >i , con i reggimenti fanteria 21°, 22°, 321°, il 19° rgt. costiero, il 7° rgt. a. divisionale, minori reparti del genio e dei servizi. La Divisione, agli ordini del gen. Primieri, gravitava nella zona di Nuoro; - la Divisione f. « Bari ii, con i reggimenti fanteria 139°, 140°, 340°, il 47° rgt. a. divisionale, minori reparti del genio e dei servizi. La Divisione, agli ordini del gen. Di Nisio, gravitava nella zona di Oristano; - la Divisione f. « Nembo», con i reggimenti fanteria 183° e 184°, il 184° rgt. a. divisionale, il CLXXXIV btg. g. guastatori, minori reparti del genio e dei servizi. La Divisione, agli ordini del gen. Morigi, gravitava nella zona di Sassari; - la 20f Divisione con i reggimenti fanteria 126°, 174°, 195°, il 70° rgpt. a., minori reparti del genio. Agli ordini del gen. Sardi, la Divisione era dislocata nella zona di Cagliari ed era altresì preposta alla difesa del porto; - la 204" Divisione, con i reggimenti fanteria 130° e 149°, il 46° rgpt. a., minori reparti del genio e dei servizi. Dislocata intorno a Sassari, la Divisione era agli ordini del col. Francesconi; - la 205a Divisione, con i reggimenti fanteria 127°, 128", 129°, i rgpt. a. 47° e 48°, minori reparti def genio e dei servizi. Agli ordini del gen. Casula, la Divisione era dislocata nell'Iglesiente; - la 225" Divisione, con i reggimenti fanteria 172°, 173°, 182°, il 53° rgpt. a., minori reparti del genio e dei servizi. Agli ordini del gen. Pedrotti, la Divisione gravitava nella zona di Alghero; - la 226" Divisione, con i reggimenti fanteria 170°, 171°, 181°, il 52° rgpt. a., minori reparti del genio e dei servizi. Agli ordini del gen. Guidotti, la Divisione era dislocata nel nord dell'Isola; - la IV Brigata, con i reggimenti fanteria 125° e 180° e 4 gruppi di artiglieria. Agli ordini ·del gen. Del Pante, la Brigata si trovava nel nord dell'Isola; - la XXXIII Brigata con il 132° rgt. f., il 68° rgpt. a. e minori reparti. Agli ordini del gen. De Benedettis, la Brigata era dislocata nella zona di Arborea. Dipendevano inoltre dal Comando Militare della Sardegna: - il raggruppamento motocorazzato, con il 32° rgt. carristi ed altri minori reparti; - il raggruppamento artiglieria del nord, con nove gruppi; - il raggruppamento artiglieria del sud, con otto gruppi;


206

L e Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- il Comando truppe italiane in Corsica; - i vari Comandi e servizi territoriali. In sintesi, il nerbo delle forze del Comando Militare della Sardegna era costituito da cinque Divisioni di fanteria, cinque Divisioni ex costiere (3), due Brigate ex costiere. Il Comando Militare della Sardegna aveva perso, il 10 novembre 1943, la Divisione f. <t Sabauda>>, trasferita in Sicilia per ordine degli Alleati. Diamo adesso un rapidissimo cenno alla successione dei trasferimenti delle Grandi Unità e dei singoli reparti nella Penisola, nonché al conseguente riordinamento delle Divisioni e delle unità rimaste nell'Isola, ed alle varie attività svolte da queste ultime a favore degli Alleati. Primi ad essere trasferiti a Napoli furono alcuni forti contingenti di muli: 788 quadrupedi, il 9 gennaio 1944; 386 il 12 gennaio e 368 il 6 marzo. Subito dopo partirono interi reparti salmerie costituiti in Sardegna per gli Alleati e tutte le Infermerie quadrupedi già dislocate in Sardegna ed in Corsica. Alla fine del 1944 nell'Isola, praticamente, non vi erano più muli. Fu poi la volta delle Grandi Unità operative. Partì per prima la Divisione f. « Nembo», la quale dopo aver ripianato gli organici dei suoi due reggimenti fanteria e di quello di artiglieria, iniziò l'imbarco per Napoli il 6 maggio 1944. Il trasferimento di questa Divisione ebbe termine il 16 maggio. Seguì la partenza della Divisione f. «Friuli» iniziatasi il 18 giugno e protrattasi fino al 26 luglio. l)) Anaiogamente a quanto disposto per le unità ex costiere dislocate nella Penisola, nei primi mesi del 1944 (tra febbraio ed aprile) i reggimenti cx costieri della Sardegna mutarono, come segue, il loro indicativo: Divisione

203" 204" 205• 225" 226" IV Brigata. XXX[IJ Brigata .

Vecchio ind icativo

N uovo indicativo

126°, 1740, 195° rgt. f. 70" rgpt. a. r30°, 149° rgt. f. 460 rgpt. a. 127° (sciolto), 128°, 129° rgt. f. 47°, 48° rgpt. a. 1720, 1730, 182° rgt. f. 53" rgpt. a. 170°, 171", 181° rgt. f. 520 rgpt. a. r250, 180° rgt. f. 132°, 19° rgt. f. 4 gruppi a. autonomi

526°, 574", 595° rgt. f. 570° rgt. a. 53o°, 549ò rgt. f . 546° rgt. a. 528°, 529° rgt. f. 5470, 5480 rgt. a. 5270, 572°> 5820 rgt. f. 553" rgt. a. 570°, 57 1°, 5810 rgt. f . 552° rgt. a. 535°, 5800 rgt. f. 5320, 5190 rgt. f. 568° rgt. a.


Le attività ausilicwie i11 Sardegna

Ultima a trasferirsi nel Continente fu la Divisione f. «Cremona>); gli imbarchi dei suoi reparti cominciarono il 1° settembre 1944 e si protrassero per buona parte del mese di settembre. Quanto alle altre due Divisioni di fanteria, la <( Bari )) cedette progressivamente i propri reparti alle Grandi Unità ausiliarie operanti nel Continente; il suo Comando quindi fornì i quadri al Comando della Divisione f. «Aosta>> (essi si trasferirono in Sicilia il 10 ottobre 1944); la « Calabria>> - che venne in seguito riordinata su diverse basi - rimase in Sardegna fino al termine della guerra. I reggimenti delle Divisioni ex costiere furono trasferiti nel corso dell'anno nella Penisola e qui vennero sciolti per fornire i complementi ad altre unità o inseriti nelle Grandi Unità ausiliarie. Alcuni di essi avevano assunto in Sardegna, prima di partire, l'ordinamento che già abbiamo visto stabilito per i reggimenti pionieri lavoratori e per i reggimenti e per i battaglioni sicurezza e guardia (vds. il f. n. 4562/13/0rd. in data 4 maggio 1944 del Comando Militare deJla Sardegna, Ali. n. 40). Nel Continente fu altresì trasferita una gran massa di armi e di mezzi, che servirono per la maggior parte a colmare le deficienze delle nostre unità combattenti. Le partenze per Napoli di questo blocco di unità ebbe inizio il 3 febbraio 1944 con alcuni reparti del genio e con alcune formazioni dei servizi; quindi le partenze seguirono con ritmo sempre più serrato, a mano a mano che aumentavano le disponibilità di naviglio italiano e statunitense (4). Di questi trasferimenti - o almeno di buona parte di essi - si è già trattato in precedenza, particolarmente trattando del Comando Italiano 212°. Nell'Ali. n. 41 viene dato un riepilogo dei predetti movimenti (l'elencazione è limitata a livello reggimento e battaglione). Merita ricordare che una forte aliquota dei militari trasferiti nella Penisola fra la fì.ne di giugno e l'inizio di luglio fu temporaneamente impiegata nel Foggiano per lavori di trebbiatura e di mietitura. Molti di questi militari erano congedandi di classi anziane, che avevano volontariamente accettato il temporaneo rinvio dei congedamenti stessi. A tutti i militari impiegati in quei lavori fu corrisposto un soprassoldo giornaliero di 13 lire.

(4) Numerose unità furono trasferite nel Continente su nostre navi da guerra. A partire dai primi di luglio, furono organizzati veri e propri convogli con navi statunitensi.


208

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Il passaggio in Sardegna dei Comandi e delle truppe già in Corsica e quindi i successivi trasferimenti nella Penisola comportarono una serie di variazioni organiche negli organi di comando e nelle unità rimaste nell'Isola. All'inizio del 1944 l'elevata forza ed il notevole numero delle Grandi Unità dislocate in Sardegna indussero lo SMRE a disporre la ricostituzione del Comando del VII C.A. (5), con sede Sassari (in data 1° febbraio 1944), per inquadrare le Divisioni «Calabria», << Cremona », «Friuli», 204" e 226~. T utte le altre Divisioni continuarono a dipendere direttamente dal Comando Militare della Sardegna, al quale rimasero devoluti anche tutti i compiti di carattere te_rritoriale riguardanti l'intera Isola. Il 5 maggio, quale naturale conseguenza della ricostituzione del Comando del VII C.A., fu disposta la costituzione di due raggruppamenti di artiglieria di C.A., il 7° ed il 13°, ciascuno di essi inquadrante quattro dei gruppi di artiglieria di supporto di C.A. dislocati in Sardegna. Il Comando del VII C.A. fu sciolto nuovamente il 20 settembre 1944· A partire dall'inizio della primavera del 1944 e durante tutti i mesi seguenti la forza dei reparti destinati a trasferirsi nel Continente fu portata ai naturali livelli organici, e ciò provocò lo scioglimento di numerose altre unità. Nel contempo tutte le Grandi Unità operative vennero riordinate su due reggimenti di fanteria ed uno di artiglieria, nonché minori reparti. I primi reparti sottratti al proprio Comando di Grande Unità furono quelli delle Brigate IV e XXXIII. Pertanto i Comandi delle suddette Brigate furòno i primi Comandi di Grande Unità ad essere sciolti (il IO maggio 1944). Quindi il 31 maggio fu sciolto il Comando della 225"' Divisione; il IO agosto la Divisione f. cc Bari», avendo perso tutti i suoi reparti - trasformati in reggimenti pionieri lavoratori ed in battaglioni sicurezza e guardia - si riorganizzò su Comandi «quadro» (6); il 29 agosto fu sciolto il Comando della 203"' Divisione. (5) Con il trasferimento in Sardegna delle Divisioni già stanziate in, Corsica, sciolto il Comando del VII C.A., si era costituito a Sassari un Ufficio stralcio di tale Comando. Le truppe italiane rimaste nell'isola francese erano state inquadrate in un Comando Truppe Italiane in Corsica, con sede ad Aiaccio, dipendente dal Comando Militare della Sardegna. (6) Tutti i Comandi cli reggimento della Divisione (e Bari», il 29 agosto,


Le attivitcì ausiliarie in. Sardegna

Con la partenza di tutte le altre Grandi Unità per il Continente, alla data del r" ottobre 1944 erano rimaste in Sardegna due sole Divisioni, la « Calabria » e la 205"'. Anche queste due Divisioni avevano perso una notevole aliquota dei propri uomini, trasferiti nella Penisola. Si presentò pertanto la necessità di procedere ad un opportuno riordinamento delle due Grandi Unità. Nel mese di luglio vennero inquadrati nella 205" Divisione tutti i reparti che svolgevano attività operative o logistiche a favore degli Alleati. I reparti stessi furono riordinati - a somiglianza di quelli inquadrati nel Comando Italiano 212° -- in gruppi di battaglioni. Cosicché alla data del 2 agosto la 205" Divisione comprendeva: - il 51° gruppo difesa nord ed il 52° gruppo difesa sud, preposti alla difesa fissa e contro aerei degli aeroporti; - il 53° gruppo servizi, su sette compagnie (costituito il 25 luglio); - il 54° gruppo trasporti; - il 55° gruppo battaglioni, con tre battaglioni lavoratori, ciascuno su cinque compagnie (costituito il 1° agosto). Quanto alla Divisione f. «Calabria» (unica Grande Unità sulla quale il Comando Militare della Sardegna potesse fare affidamento per la difesa costiera, il mantenimento dell'ordine pubblico, i servizi particolari e di carattere presidiario) (7), alla data del 3 agosto 1944 ne fu previsto il riordinamento su 4 reggimenti di fanteria ed un raggruppamento di artiglieria; senonché ulteriori pressanti richieste degli Alleati indussero le Autorità itahane a prendere la decisione di limitare a soli 5.000 uomini la forza di tale Divisione (8). Nemmeno questo disegno ordinativo trovò attuazione: fu infatti disposto il trasferimento nella Penisola della 205• Divisione, e la « Calabria >) dovette prepararsi ad assumere quanto prima tutti i compiti al momento affidati alla 205" Divisione. furono trasformati in Comandi cli reggimento sicurezza e guardia (3", 4°, 5°, 6°) e poi trasferiti nel Continente. (7) Fino al 9 agosto 1944 il Comando Militare della Sardegna aveva conservato anche l'indicativo di XIII C.A.; a partire da tale data questo secondo indicativo fu soppresso. (8) Vale la pena di ricordare che alla data del 2 agosto 1944 la forza effettiva dei militari di truppa presenti nell'Isola era scesa a 25.000 uomini, dei quali 10.00 0 in forza alla Divisione « Calabria ll , 9.000 a disposizione degli Alleati e 6.000 impegnati nella difesa contro aerei. 14. - Ua.


2

ro

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Il 25 settembre la Divisione « Calabria >> : - cambiò il proprio nominativo in quello di Divisione di Sicurezza Interna « Calabria )> ; - venne articolata su due Comandi di Brigata (V e VI), ciascuno dei quali ebbe alle proprie dipendenze due reggimenti di sicurezza interna (59° a Cagliari, 60° ad Iglesias, 236° a Tempio Pausania, 40° a Sassari); - ricevette il XXXI btg. misto genio, in precedenza direttamente dipendente dal Comando Militare della Sardegna. All'inizio del 1945, a seguito delle ultime partenze di reparti per la Penisola, nonché del trasferimento di un battaglione del 60° rgt. di sicurezza interna (il I) per Messina, dal Comando Militare della Sardegna (9) dipendevano soltanto la Divisione «Calabria>> (riordinata come si è visto più sopra, ma ulteriormente depauperata in personale e mezzi) e le unità e le formazioni dei servizi territoriali. D'altro canto, anche la guarnigione alleata, neila seconda metà del 1944, si era progressivamente assottigliata. Tutto ciò indusse lo SMRE a disporre il passaggio di dipendenza degli enti e dei reparti della Sardegna al C.M.T. di Roma. Il Comando Militare della Sardegna, lasciata Cagliari, sarebbe stato trasferito sul Continente, per assumere, appena possibile, il C.M.T. di Torino. A questo provvedimento fu data attuazione il 19 marzo 1945. Rimase neli'Isola, alle dipendenze dell'VIII C.M.T., la Divisione di Sicurezza Interna « Calabria >> ed un « Ufficio Territoriale per la Sardegna)), preposto alla trattazione di tutte le questioni di carattere territoriale. A quella data la forza rimasta in Sardegna era ridotta a 873 ufficiali e 7. 703 sottufficiali e truppa. Le unità della Sardegna, dopo l'evacuazione dell'Isola da parte delle truppe germaniche e lo sbarco e la costituzione èlella guarnigione alleata, diedero a quest'ultima un apporto progressivamente crescente, sia nel campo operativo, sia in quello delle attività ausiliarie. Si è già accennato ai compiti di natura operativa che rimasero affidati alle truppe italiane sotto controllo degli Alleati: difesa contro

(9) Nel mese di agosto tale Comando era stato assunto dal gen. Brunetti, in sostituzione del gen. Magli, transitato nella riserva.


Le attività ausiliarie in Sardegna

21I

aerei dell'Isola; difesa fissa e contro aerei dei porti e degli aeroporti dell'Isola; stenditura e sorveglianza delle linee telefoniche e gestione dei circuiti dei collegamenti; mantenimento dell'ordine pubblico. Quanto alle attività di carattere ausiliario, esse furono le più svariate ed assorbirono un notevole complesso di quadri e di truppa. Sono sufficienti poche cifre per dimostrare quale importanza ebbe nell'Isola per gli Alleati il concorso delle nostre truppe. Alla data del 30 novembre 1943 risultavano impiegati in attività ausiliarie 5.442 militari di truppa. Tale complesso salì progressivamente fino a raggiungere, alla data del 28 febbraio 1944, la punta massima di 12.050 militari dell'Esercito, 5.724 della Marina, 177 dell' Aeronautica. Quest'ultimo livello fu mantenuto per alcuni mesi; discese quindi progressivamente, a mano a mano che diminuiva l'entità delle forze alleate dislocate in Sardegna. A fine luglio del 1944 erano giornalmente impiegati in attività ausiliarie 6.412 sottufficiali e militari di truppa, inquadrati da 226 ufficiali. A quella stessa data vi erano inoltre 369 ufficiali e 7.953 sottufficiali e truppa impiegati dagli Alleati nei già menzionati compiti di natura operativa (10). A fine settembre la forza impiegata in attività ausiliarie era ulteriormente discesa a 242 ufficiali e 5.879 sottufficiali e militari di truppa (II). In campo operativo, eliininata ormai quasi del tutto la difesa contro aerei dell'Isola, gli Alleati continuavano ad impiegare 46 ufficiali e r.554 sottufficiali e militari di truppa nella difesa degli aeroporti e 4 ufficiali e 107 militari di truppa per la sorveghanza e per la manutenzione delle linee telefoniche (r2). Quanto alle attività ausiliarie, anche esse diminuirono progressivamente: alla data del 26 novembre 1944 erano impiegati soltanto 221 uomini - inquadrati da 10 ufficiali - nei trasporti ed altri 900 uomini - inquadrati da 34 ufficiali - nei servizi di manovalanza e di guardia ai vari depositi. (ro) Fra le attività ausiliarie, nel r944, era compresa anche la bonifica antimalarica, che, condotta con i mezzi moderni forniti dagli Americani, liberò definitivamente l'Isola dal grave flagello plurisecolare. (rr) Uno dei lavori di maggior rilievo compiuti nei mesi di settembre ottobre fu un impianto idrico, costruito a Cagliari (con l'apertura di un canale e la posa delle necessarie tubature), per fornire l'acqua potabile direttamente alle navi in sosta nel porto. (12) Il mese di settembre del 1944 fu quello nel quale si registrò il più forte esodo di forze dall'Isola per il Continente: complessivamente 26. 177 unità, tra ufficiali, sottufiìciali e militari di truppa. I


LE ATTIVITA' AUSILIARIE IN CORSICA

Fino dal giorno dello sbarco delle truppe francesi in Corsica (r4 settembre 1943) tutta l'attrezzatura logistica italiana fu messa a disposizione di quelle unità. Tale concorso fu fornito durante tutto il ciclo operativo contro i Germanici, che si concluse il 4 di ottobre con la liberazione di Bastia. In particolare, furono forniti alle unità francesi ben 140 automezzi e 120 quadrupedi e vennero curati presso formazioni italiane del Servizio di Sanità almeno 600 fra militari e civili francesi ed americani feriti od ammalati. In ottobre ebbe inizio il trasferimento delle nostre Grandi Unità in Sardegna, che fu portato a termine il 12 dicembre 1943. Durante questo periodo proseguì intensa la collaborazione offerta dalle nostre truppe alle Autorità alleate, sia nel settore operativo (difesa contro aerei e costiera di Aiaccio, Calvi, Corte, Bastia, Bonifacio), sia nel campo delle attività lavorative. Queste ultime, in particolare, riguardarono la rimozione di tutte le interruzioni stradali e dei campi minati predisposti dai Tedeschi, il riattamento dei ponti distrutti, il ripristino delle linee delle comunicazioni telefoniche e telegrafiche, la rimessa in efficienza dei campi di aviazione. Per i lavori di cui sopra furono impiegati soprattutto reparti del genio, la cui opera si rivelò preziosa grazie alla loro elevata specializzazione ed alle attrezzature tecniche delle quali erano dotate. Infine - avendo le Autorità alleate disposto che una forte aliquota dell'armamento e delle artiglierie dei nostri reparti fosse ceduta a quelli francesi (e ciò malgrado le rimostranze del Comando Supremo italiano) - fu necessario provvedere all'addestramento del personale francese all'impiego di quei materiali. Dopo il 12 dicembre del '43 rimase ancora in Corsica un notevole contingente di reparti italiani, alle dipendenze del gen. Lazzarini, che stabilì ad Aiaccio il suo « Comando Truppe Italiane in Corsica ,, . Tale contingente venne articolato in tre battaglioni di


Le auivrtà ausiliarie in Corsica

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fanteria e dodici compagnie del genio; esso comprendeva inoltre 570 fra autieri e meccanici ed 800 conducenti di muli. Al contingente di cui sopra si aggiunsero: - nel febbraio del 1944, un battaglione alpini e due compagnie lavoratori; - sul finire del mese di marzo ed ai primi di aprile, 7 reparti speciali lavoratori; - nel corso dello stesso mese di aprile, altre sei compagnie iavoratori. Tutte le unità lavoratori erano costituite con elementi alloglotti (prevalentemente di lingua slava) e furono trasferiti nell'isola francese dalla Sardegna, allo scopo di sostituire, in successione di tempo, i nostri reparti là trattenuti dal dicembre del 1943. Le nostre unità rimaste in Corsica dopo il 12 dicembre 1943 continuarono ad assolvere, come in precedenza, sia compiti di natura operativa (soprattutto la difesa della costa orientale), sia attività lavorative. In particolare le truppe del genio proseguirono la loro opera di ricostruzione dei ponti e di riattivazione delle rotabili, mentre i tre battaglioni di fanteria provvidero al ripristino ed alla costruzione di nuovi campi di aviazic,me e di piste di volo. I Comandi anglo - americani - che avevano inteso fare della Corsica, subito dopo la sua completa liberazione, una grande base operativa contro le forze germaniche dislocate in Francia, Italia ed Austria - apprezzarono altamente l'apporto delle nostre truppe e ne facilitarono per quanto possibile i compiti ad esse affidati. Soltanto nei mesi di aprile - maggio del 1944 detti Comandi autorizzarono il rimpatrio della maggior parte delle unità italiane. Il 24 maggio si sciolse il Comando Truppe Italiane in Corsica; ad Aiaccio rimase un Ufficio Stralcio di tale Comando ed una Commissione per la liquidazione dei danni. Restarono peraltro nell'isola francese - fino a tutto il mese di settembre del 1945 - i reparti lavoratori alloglotti, con una forza media di II ufficiali e 5.000 sottufficiali e truppa, inquadrati in un « Comando Gruppo Lavoratori Allogeni >>, con sede ad Aiaccio. Anche questi reparti furono impiegati dai Comandi anglo americani dell'Isola e da quelli francesi in attività lavorative ed ausiliarie a favore delle unità combattenti, e per il ripristino della normalità nella vita civile.


LE ATTIVITA' AUSILIARIE IN SICILIA

Con l'inizio delle operazioni anglo - americane contro le forze italo - germaniche in Calabria, ed ancor più dopo l'armistizio del1'8 settembre r943, la grande isola mediterranea, la Sicilia, aveva assunto la fisionomia di una formidabile base logistica per la prosecuzione delle operazioni contro i Tedeschi nella Penisola (1). Proprio per questo motivo gli Alleati, non appena divenne chiaramen te manifesta la piena disponibilità del Governo italiano a dar loro il massimo concorso in tutti i settori delle attività militari, chiesero il trasferimento dalla Sardegna in Sicilia della Divisione f. « Sabauda n. La Grande Unità effettuò tale trasferimento nella prima decade di novembre del r943. Con il Comando della Grande Unità, si portarono in Sicilia tutti i suoi reggimenti, per una forza di circa 8 .000 uomini. Il Comando della Divisione ed i Comandi dipendenti assunsero le seguenti dislocazioni : - Comando della Divisione (agli ordini del gen. Giovanni Zenati, poi sostituito dal gen. Ronco) : Enna; -

Distaccamento del Comando divisionale: Catania;

- Comando della fanteria divisionale (sciolto nel mese di febbraio del 1944): Caltanissetta; - Comando del 45° rgt. f.: dapprima a Caltanissetta, quindi a Catania: I btg. del 45°: Catania; II btg. del 45° : Messina; III btg. del 45°: Caltagirone; (r) Mentre gli Americani avevano creato in Sicilia una specie di delegazione di Intendenza (Island Base Section - I.B.S.), i Britannici avevano posto tutte le loro formazioni logistiche alle dipendenze del Comando del I Distretto.

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Le attività ausiliarie in Sicilia

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46° rgt. f.: Palermo;

-

16° rgt. a. campagna: Caltanissetta;

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CXXX btg. misto genio: Enna.

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Non appena si fu riordinata, la Divisione « Sabauda >> fu impiegata dagli Alleati in compiti di carattere ausiliario in tutta l'Isola, soprattutto in servizi di guardia fissa e mobile ai loro Comandi, depositi e formazioni logistiche, nonché alle infrastrutture ferroviarie, stradali e dei collegamenti. Una situazione compilata nel mese di marzo del 1944 dal Comando della Divisione riporta, impiegati in tali compiti, ben 65 ufficiali, no sottufficiali e 2.853 militari di truppa. Se si tiene conto che sulla Divisione avevano gravato, sin dal suo arrivo nell'Isola, anche tutti i servizi ed i compiti di carattere territoriale e presidiario (fra l'altro il funzionamento di 9 Comandi Territoriali nei capoluoghi di provincia e di 3 Comandi di Tappa: a Palermo, a Catania ed a Siracusa), nonché il mantenimento dell'ordine pubblico, ci si può rendere conto dello sforzo sostenuto dal Comando della Grande Unità per soddisfare tutte le pressanti richieste ad esso rivolte dagli Organi alleati. N é la Divisione ricevette sollievo dall'arrivo, 1'8 maggio 1944, del I btg. del 518° rgt. f ., in quanto quel reparto fu subito impiegato dall'I.B.S. in sostituzione di un altro battaglione alleato trasferito nella Penisola per partecipare alla lotta contro i Tedeschi. Frattanto, il 10 marzo 1944, venne ricostituito il Comando Militare della Sicilia (XII C.A.) con sede a Palermo, che il 1° gennaio 1945 - come tutti gli altri Comandi di eguale rango - avrebbe assunto il nominativo di C.M.T. (XII). La Divisione « Sabauda», pertanto, dalla terza decade di marzo del 1944, venne a dipendere, ai fini disciplinari ed amministrativi, dal Comando Militare della Sicilia (2). Praticamente, le vicende della Divisione « Sabauda >> non fanno registr are, fino al mese di settembre del 1944, variazioni di rilievo, né in campo organico, né per quanto concerne le sue attività operative e di carattere ausiliario. (2) Esula dall'argomento di questa pubblicazione, ma può comunque interessare il fatto che il Comandante Militare della Sicilia, gen. Mariotti, subito dopo il suo insediamento a Palermo, si interessò a favore dei nostri prigionieri di guerra concentrati nel campo di Siracusa presso il Comaòdante del I Distretto britannico, il quale autorizzò la liberazione di tutti coloro che si fossero impegnati a riprendere servizio nelle file del nostro Esercito.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Il 26 settembre 1944, per ordine dello SMRE, la Divisione si sdoppiò in due Grandi Unità (di egual rango) di sicurezza interna, le Divisioni « Sabauda » ed «Aosta», ciascuna delle due articolata - a somiglianza delJa Divisione « Calabria)> in Sardegna - su due Brigate di sicurezza interna (ogni Brigata su due reggimenti di due battaglioni) ed un battaglione del genio divisionale. Si è già detto in precedenza che il Comando della Divisione « Aosta )> fu costituito con ufficiali del Comando della disciolta Divisione « Bari». Con il nuovo ordinamento, la giurisdizione territoriale mutò di conseguenza: alla Divisione « Sabauda )> rimasero le province di Enna (sede del Comando della Divisione), Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e Caltanissetta; la Divisione « Aosta >> (sede Palermo) assunse le tre province occidentali di Palermo, Trapani, Agrigento. Alla data del 24 gennaio 1945 la forza vettovagliata della Divisione « Sabauda » era di 292 ufficiali e di 4-507 sottufficiali e militari di truppa; quella della Divisione « Aosta » era di 240 ufficiali e di 3.794 sottufficiali e militari di truppa (3). All'epoca - dalle relazioni mensili dell'Ispettorato delle Truppe Ausiliarie - risultavano alle dipendenze di impiego della guarnigione alleata r.500 uomini, impiegati in servizi di guardia, scorta ai convogli ferroviari ed automobilistici e controllo del traffico. Alla data del 2 maggio del 1945 la forza a disposizione degli Alleati in Sicilia era diminuita a 700 uomini e nei mesi seguenti si mantenne su cifre oscillanti fra le 500 e le 400 unità.

(3) Vennero inquadrati: - nella Divisione « Calabria >> i reggimenti 45° e 46" (I Brigata), 145° e r6° (II Brigata); - nella Divisione « Aosta » i reggimenti 5° e 6° (III Brigata), 139° e 22° (IV Brigata).


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


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seguito della chiusura della Conferenza di Mosca ( 18 - 30 ottobre 1943), iì gen. Eisenhower pubblicò una dichiarazione nella quale era annunciata la costituzione della A.C.C. (Commissione Alleata di Controllo), in sostituzione della Missione Militare Alleata. A tale Commissione era affidato il compito di controllare tutte le attività militari ed economiche italiane (sulla base deile condizioni di armistizio) e di indirizzarle in maniera che la nostra Nazione divenisse « uno strumento .di guerra effettivo contro la Germania>>. La Commissione - concludeva il gen. Eisenhower si aspettava che il Governo italiano la mettesse quanto prima di fronte « a risultati tangibili». Si è già fatto un rapido cenno, nella prima parte del libro, agli sforzi ripetutamente compiuti dalle nostre massime Autorità di governo e militari per ottenere che fosse concessa all'Italia una sempre maggiore partecipazione alla lotta contro la Germania. La fornitura di un blocco di Unità ausiliarie così notevole, quale abbiamo visto nel corso della trattazione, costituì indubbiamente un aspetto fondamentale della nostra partecipazione alla lotta anti tedesca. Il concorso offerto da queste unità agli Alleati risultò veramente fecondo di risultati, anche se poco appariscente ed oscuro. Non sarà superfluo ripetere ancora una volta che, grazie a queste forze - composte fra l'altro da una consistente aliquota di specialisti - , gli Alleati ebbero la possibilità di ritirare dalla loro organizzazione logistica in Italia un grosso contingente di truppe, che furono destinate ad altri teatri operativi, o alla zona avanzata della stessa Penisola. Inoltre la celerità con la quale i nostri reparti portuali .effettuarono le operazioni di carico e scarico nei porti consentì di ottenere un più elevato rendimento (in altri termini, un maggior .:numero di viaggi) dal naviglio disponibile, in verità piuttosto scarso. Un giusto apprezzamento del valore dell'opera prestata dai nostri soldati delle Unità ausiliarie non può prescinàere, peraltro,

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dal riferimento al quadro delle difficili condizioni materiali, spiritua li ed ambientali nelle quaii queste unità si trovarono ad agire. Appare pertanto opportuno, in questa sede, fare una brevissima puntualizzazione su tale argomento, sul quale si ritornerà più avanti con maggiore ricchezza di particolari. Le condizioni materiali, veramente difficili nei giorni immediatamente seguenti all'armistizio e nei primi mesi di collaborazione con gli Anglo - Americani, andarono progressivamente e lievemente migliorando con il trascorrere del tempo, ma non divennero mai veramente soddisfacenti: i nostri soldati, infatti, furono sempre costretti a prestare la loro opera mal vestiti, scarsamente nutriti, con turni lavorativi il più delle voite eccessivamente lunghi, quando non impossibili. Soltanto a partire dalla primavera del 1944 la razione viveri fu migliorata tangibilmente e si avvicinò a quella degli Anglo Americani; sempre a tale epoca fu possibile ottenere dagli Alleati alcuni capi di vestiario per migliorare l'insufficiente equipaggiamento dei nostri soldati. Ma non sarà male ricordare che, nell'inverno 1943 - 44, molte unità, particolarmente nelle Puglie, erano ancora equipaggiate con uniformi semi - estive, e che la insufficiente disponibilità di calzature non consentì in quell'epoca di impiegare nelle attività ausiliarie tutti i militari presenti ai reparti. Quanto ai turni di lavoro, essi rimasero lunghi e molto spesso spossanti durante tutti i diciotto mesi della Guerra di Liberazione. Alle Autorità alleate occorreva spesso che determinati concorsi lavorativi e logistici venissero forniti con la massima tempestività ed urgenza possibili; vane risultarono quindi il più delle volte le richieste delle Autorità italiane tendenti ad ottenere qualche pausa nei ritmi lavorativi. Soltanto nella seconda parte del 1944 talune unità potettero usufruire di turni di riposo - talvolta da trascorrere in appositi campi - generalmente della durata di una settimana o dieci giorni. ' Per quanto riguarda le difficoltà di carattere ambientale che le nostre Unità ausiliarie si trovarono a dovere affrontare, se ne è già trattato più volte in precedenza. Resta il fatto che tali difficoltà quasi mai influirono negativamente sul rendimento delle unità stesse, le quali, stringendo i denti, seppero ovunque opporre una ammirevole resistenza al freddo, alla neve, alle avverse condizioni climatiche in genere e compirono sempre il proprio dovere. Le maggiori difficoltà di ordine spirituale sono anzitutto da individuarsi nello stato d'animo depresso dei militari italiani subito


Considerazioni conclusive

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dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943: stato d'animo più che comprensibile in un Esercito sconfitto dopo oltre tre anni di dura guerra, combattuta sempre in precarie condizioni di inferiorità .rispetto ai vincitori. A tale stato d'animo occorre aggiungere la diffidenza degli Alleati nei riguardi dei Comandi e delle unità italiane e la natura oscura ed umile delle prestazioni richieste ai nostri soldati. Vale la pena di soffermarsi sulla diffidenza degli Alleati - particolarmente dei Britannici - nei nostri riguardi. Questa diffidenza - indubbiamente giustificata dal fatto che per oltre tre anni le Forze Armate italiane avevano combattuto a fianco dei Germanici - perdurò a lungo. Non valsero ad attenuarla, dapprima, neanche l'eccellenza delle iorestazioni offerte dai nostri soldati nell'assolvimento dei compiti ad essi affidati, né l'elevata specializzazione della quale molti reoarti italiani dimostrarono di essere dotati. Cosicché molte migliaia di genieri, di autieri, di meccanici, di portuali (a questi ultimi fu affidato l'impiego delle compiesse attrezzature naturalmente presenti negli scali marittimi) lavorarono per lungo tempo sotto il controllo di. ufficiali britannici ed americani; ed anche quando, con successive trasformazioni organiche e con cambi di nominativo, si arrivò alla costituzione dei reggimenti lavoratori pionieri - poi chiamati più senip1icemente pionieri - nell'organico di queste ultime unità rimasero presenti ufficiali alleati, formalmente con il compito di assicurare un miglior collegamento tra gli stessi reparti pionieri ed i Comandi alleati, in realtà anche per esercitare un controllo sulle attività svolte dai nostri uomini (il discorso vale, naturalmente, anche per i gruppi di battaglioni impiegati dagli Americani). Finalmente, negli ultimi mesi di guerra, prevalse il buon senso. Dapprima presso la 5" Armata, quindi anche presso 1'8", si andò progressivamente creando un'atmosfera di maggior fiducia, di amicizia e di cameratismo nei nostri riguardi; talché le Unità ausiliarie italiane, in sempre maggior numero, potettero svolgere le attività ad esse affidate sotto il solo diretto controllo dei propri comandanti. Questo clima di maggiore fiducia portò, sul declinare del 1944, ad un forte incremento nel numero dei battaglioni sicurezza e guardia: poi battaglioni guardia. Impiegati in compiti di particolare delicatezza, quali il controllo stradale, le funzioni di polizia militare, la sorveglianza di importanti infrastrutture, impianti, formazioni logistiche e depositi, questi reparti costituirono quasi la bandiera nei nuovi più cor-


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diali rqpporti installatisi finalmente fra le unità italiane e quelle alleate. Si deve aggiungere che gli Anglo - Americani - una volta che ebbero acquisito la piena fiducia nei nostri uomini - seppero sfruttare nel migliore dei modi le qualità di dedizione al servizio e di senso del dovere propri del soldato italiano: ne fanno fede i molteplici elogi elargiti ai nostri reparti, lo spirito di emulazione creato fra di essi e i riconoscimenti ufficiali, tributati anche ai livelli più elevati. Nelle zone più avanzate, l'opera delle truppe ausiliarie fu compiuta spesso in un clima di grande spirito di sacrificio e talvolta di vero e proprio eroismo. Salmerie che trasportarono rifornimenti e munizioni fino alle postazioni sulle prime linee ed uomini delle varie anni e dei reparti pionieri che si affiancarono ad esse quali semplici ed umili portatori là dove nemmeno i muli riuscivano ad arrivare fornirono un concorso prezioso con ammirevole costanza e con impareggiabile forza d 'animo, senza pause né attimi di cedimento, anche quando il fuoco nemico li minacciava direttamente. Praticamente non vi furono operazioni di rilievo, a partire dalla linea Volturno - Sangro fino allo sfondamento della iinea « Gotica », alla quale le nostre Unità ausiliarie non diedero il loro concorso: esse furono con i primi nel superamento del Garigliano, ad Anzio, nella battaglia per Roma, sulle aspre giogaie dell'Appennino. Le perdite subite dalle nostre Unità ausiliarie durante tutto il ciclo della Guerra di Liberazione danno la più valida testimonianza dell'impegno posto dai nostri soldati nell'assolvimento dei compiti ad essi affidati. Secondo i dati forniti dalle relazioni compilate dall'Ispettorato Truppe Ausiliarie e dall'Ufficio Operazioni dello SMRE, queste perdite - nel periodo compreso fra il 9 settembre 1943 e il 30 aprile 1945 - ammontarono complessivamente a 744 morti, 2.202 feriti, 109 dispersi. Si tratta di cifre che probabilmente non sonò definitive; va comunque osservato che circa il 50% di esse riguardarono proprio quei reparti che agirono a ridosso delle prime linee. Si è procurato nel corso della trattazione di dare un quadro il più possibile chiaro delle successive vicende e trasformazioni ordinative delle Grandi Unità ausiliarie. Sostanzialmente si è visto che non esiste un vero e proprio « inizio temporale >l nell'impiego di unità italiane in attività lavorative per gli Alleati, bensì un processo logico, attraverso il quale, nelle regioni del sud, i nostri reparti cominciarono a collaborare nei ser-


Considerazioni conclusive

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vizi di carattere ausiliario con gli Alleati subito dopo la liberazione dei territori nei quali essi erano dislocati. L'essenza dei fatti ci dice dunque che, nel Meridione della Penisola, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'attività operativa delle nostre forze « sfumò » gradualmente nelle diverse attività di carattere ausiliario. La frammentarietà di questo processo nelle diverse località, il moltiplicarsi delle richieste alleate, dapprima non coordinate da un solo organo, le iniziali difficoltà di funzionamento dei nostri Stati Maggiori centrali - trasferitisi improvvisamente da Roma a Brindisi senza che esistesse una precedente pianificazione -, infine la naturale «isteresi» nell'avvio della collaborazione tra Comandi italiani ed Organi alleati di controllo, furono tutti fattori che provocarono in principio una notevole dispersione dei reparti italiani chiamati ad operare a favore degli Anglo - Americani. Ben presto, però, il Comando Supremo italiano e lo SMRE si resero conto della pericolosità di una simile situazione, non solo ai fini disciplinari e della coesione dei nostri reparti, ma soprattutto per quanto poteva riguardare la buona riuscita di quella instancabile opera di riordinamento da essi stessi condotta allo scopo di tenere le nostre truppe pronte a scendere in campo, non appena possibile, a fianco delle unità alleate, nella lotta contro i Germanici. D'altro canto i Comandi e gli Organi di controllo anglo - americani compresero anch'essi che la mancanza di stretti vincoli disciplinari nelle nostre Unità ausiliarie avrebbe potuto comprometterne sensibilmente il rendimento sui lavori. Ben presto, dunq11e, Comandi alleati e Comandi italiani, sia pure per motivi almeno in parte diversi, si trovarono pienamente d'accordo sulla necessità di conferire alle Unità ausiliarie un ordinamento che - sia pure elastico, atto a permetterne la manovrabilità maggiore possibile - ne consentisse al contempo una omogenea articolazione disciplinare ed amministrativa alle dipendenze di Comandi italiani. Lo SMRE - il quale fin dal 23 settembre 1943 aveva impartito direttive per l'esclusivo impiego di unità costiere nelle attività di carattere ausiliario - approfittò subito di questa propizia convergenza di vedute con gli Alleati: si è visto che già a dicembre del 1943 fu disposta di comune accordo l'assegnazione di intere Divisioni ex costiere ai diversi Comandi alleati operativi e logistici. Con il trascorrere del tempo, però, divenne chiaro che il moltiplicarsi delle esigenze degli Anglo - Americani richiedeva con sempre più elevata frequ enza trasferimenti e travasi dei minori reparti


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

da un settore all'altro, sia in campo operativo, sia in campo logistico; talvolta - sia pure in casi piuttosto rari - non si poté rispettare nemmeno la stessa ripartizione di dipendenze delle nostre unità dai Comandi britannici e da quelli statunitensi, pure inizialmente fissata con criteri piuttosto rigidi. Si venne quindi nella determinazione di salvaguardare almeno il principio dell'impiego per reparti organici ai minori livelli, creando unità assolutamente omogenee cd intercambiabili fra di loro fino dal rango di plotone e di compagnia. E' questo il momento della costituzione dei reggimenti lavoratori pionieri cooperanti con le unità britanniche e dei gruppi di battaglioni dotati di diversa specializzazione, impiegati nell'ambito della P.B.S .. La realizzazione di questi provvedimenti ordinativi consentì il trasferimento dei reparti anche a livello di plotone - compagnia da un settore all'altro (e quindi da un Comando di reggimento o di gruppo di battaglioni all'altro), mantenendo peraltro immutata una articolazione che, oltre ad assicurare pienamente la comandabilità delle stesse compagnie, in caso di necessità avrebbe permesso in tempi abbastanza rapidi di riunire le unità sparse per trasferirle al campo operativo. Le Autorità italiane d'altro canto, ormai ben consce che non era in loro potere aumentare i contingenti - fissati dagli Alleati destinati a partecipare alle operazioni belliche, videro con favore la ristrutturazione delle Unità ausiliarie, che fra l'altro, grazie alle nuove denominazioni ad esse conferite, parve rappresentare (e costituì in effetti) il dovuto riconoscimento ed una più giusta valorizzazione, soprattutto dal punto di vista morale, del contributo offerto dalle unità stesse alla causa comune della guerra contro la Germania. Si è poc'anzi fatto cenno alla rigidità, almeno iniziale, della ripartizione di dipendenze delle nostre Unità ausiliarie dai Comandi ed enti britannici e da quelli statunitensi. In effetti non furono molti i travasi di Unità ausiliarie fra i Comandi ai diversi livelli delle due nazioni alleate. Più frequentemente, invece, si registrarono trasferimenti di reparti fra i Comandi operativi e gli enti logistici britannici da un lato, e fra i Comandi operativi e gli enti logistici americani dall'altro. Alla ripartizione delle nostre unità fra i Comandi inglesi e quelli americani corrispose il diverso ordinamento di cui si è già ampiamente trattato, attuato a partire dalla tar da primavera e dall'estate del 1944 : i reggimenti lavoratori pionieri - poi semplice-


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mente pionieri - con i Britannici ed i gruppi di battaglioni specializzati con gli Americani. Due casi particolari furono rappresentati dalle Divisioni 210a e 231", entrambe alle dipendenze d'impiego della 5" Armata statunitense. La 210" Divisione, pure assumendo verso la fine della guerra un ordinamento affine a quello delle unità cooperanti con la P.B.S., mantenne però inalterati i propri nominativi : giusto riconoscimento dei meriti di questa Grande Unità ausiliaria che poteva essere con. siderata parte integrante della 5" Armata. Quanto alla 231" Divisione, essa venne creata nell'ambito della 5" Armata americana, per dare peraltro supporto al XIII C.A. britannico, che dipendeva appunto dal Comando stesso di tale Armata. La 231" Divisione fu perciò ordinata su reparti di pionieri lavoratori. Subito dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943 i concorsi nelle attività ausiliarie furono dati indifferentemente da reparti delle nostre Divisioni operative e costiere. Successivamente, lo si è visto, le attività ausiliarie furono affidate ai reparti di queste ultime Divisioni ed ai raggruppamenti costituiti nei porti delle Puglie. Il riordinamento delle unità operative disposto dallo SMRE fin dall'autunno del 1943 avvenne quasi del tutto a spese delle stesse Divisioni costiere. Per fronteggiare le esigenze di carattere ordinativo di queste ultime Grandi Unità, e quelle sempre crescenti (almeno nei primi mesi della Guerra di Liberazione) dei porti di Bari, Brindisi, Taranto e Barletta, lo SMRE fu costretto a fare largo ricorso ai militari sbandati, provenienti dalla Balcania, dal territorio italiano occupato dai Tedeschi e dalle stesse regioni del Sud. Fu pertanto necessario procedere ad un preventivo reinquadramento di tutto questo personale, ed allo scopo furono costituiti, a partire dal 19 settembre 1943, appositi Campi di riordinamento nella penisola salentina. L'opera svolta da questi Campi risultò veramente preziosa: basti pensare che, a fine novembre del 1943, essi avevano già costituito 25 battaglioni e gruppi di lavoratori, che per la maggior parte vennero impiegati nei porti pugliesi. Successivamente, a partire dall'inizio del 1944, l'accresciuta disponibilità di naviglio consentì un sempre maggiore ricorso a quel · grande serbatoio di truppe che era rappresentato dalla Sardegna: vennero cosi di mano in mano sciolte le Divisioni costiere già della Corsica e della Sardegna stessa ed il personale dei dipendenti reparti fu immesso nelle Unità ausiliarie impiegate nella Penisola.

15. - Ua.


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Sempre nel 1944 la completamente ripristinata funzionalità dei nostri Organi centrali, la riattivazione degli Organi periferici e la progressiva liberazione del territorio nazionale permisero l'afflusso alle armi di forti contingenti di classi di leva. Una parte di essi fu naturalmente assorbita dalle unità operative (C.I.L. dapprima e poi Gruppi di Combattimento); un'altra parte invece affluì alle Unità ausiliarie. Insomma, nel corso del 1944 e del 1945, si registrò non solo un progressivo accrescimento quantitativo delle Unità ausiliarie, ma anche un loro parziale ringiovanimento. L'afflusso delle reclute consentì infatti un più largo invio in congedo delle classi più anziane (1913 e precedenti), residenti nelle zone accessibili del territorio nazionale. In sostanza, i reparti ne guadagnarono dal punto di vista del vigore fisico e divennero anche più omogenei, con conseguenze favorevoli ai fini dell'efficienza lavorativa degli stessi e del loro tono spirituale e disciplinare. Analogo miglioramento si verificò, nel corso del 1944 e del 1945, per i Quadri: fu infatti possibile inviare a mano a mano in congedo gli ufficiali ed i sottufficiali più anziani - della riserva o di complemento - e sostituirli con altri più idonei, recuperati nelle zone più di recente liberate o dalle unità disciolte. A tal riguardo, si ricordi che alla fine del 1944 tutte le Unità ausiliarie a livello di battaglione erano comandate da un ufficiale in servizio permanente effettivo. L'afflusso alle Unità ausiliarie di complementi e di reclute provocò tutta una serie di problemi di ricezione e di carattere addestrativo, che in genere furono risolti con la istituzione di Campi di affluenza e di transito. Alla fine del 1944 ciascuna Grande Unità ausiliaria aveva il suo Campo di affluenza. Qui complementi e reclute venivano accolti e ricevevano un primo addestramento - necessariamente sommario, data la brevità del tempo disponibile - dopo di che venivano avviati alle unità alle quali erano stati predestinati. Alla fine del 1944 e nel 1945 si distinsero in tale forma di attività i Campi affluenza complementi di Raviscanina, Trani ed Orvieto. In merito all'addestramento che i soldati avrebbero dovuto svolgere presso le Unità ausiliarie, lo SMRE imp artì ripetutamente disposizioni, alle quali peraltro i Comandi delle Grandi Unità ausiliarie potettero attenersi solo in parte. In effetti non fu m ai possibile esercitare una attività addestrativa programmata e continuata: la maggior parte dei soldati di quei reparti era infatti impegnata nei


Considerazioni conclusive

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lavori per tutta la giornata, e sarebbe stato sicuramente controproducente sottrarre loro anche le poche ore di riposo e di svago concesse dai Co.mandi alleati. Tuttavia, ogni qual volta fu possibile, si procurò di tenere addestrati gli uomini all'uso delle armi individuali e di dedicare un po' di tempo alla scuola morale ed alla conoscenza del Regolamento di disciplina. Durante il 1944, invece, presero sempre più piede i corsi di addestramento per gli specializzati delle varie armi. I militari in parola vennero a turno inviati alle Scuole di specializzazione costituite a cura dello SMRE o delle Autorità alleate: - la Scuola Allievi Telegrafisti di Francavilla Fontana, per il personale specializzato delle sezioni esercizio linee telegrafiche; - la Scuola Autieri di Polignano, per l'addestramento alla guida degli automezzi alleati; - la Scuola Autieri di Frattamaggiore, dove venivano addestrati allievi autieri ed allievi meccanici; - la Scuola Inglese di Polizia Militare di Ottaviano (Napoli), per i militari destinati alle compagnie addette al controllo del traffico (allievi movieri); - il Centro R.A.0.C. di Pastena (Frosinone), inglese, per il personale specializzato dei servizi di artiglieria, del genio, di commissariato; - i Centri di Cignano e di Fossombrone, per i militari dei reparti salmerie; - il 525° rgt. della 210" Divisione, per l'addestramento - a partire dall'inizio del 1945 - dei genieri e degli autieri della Grande Unità stessa. I predetti Centri addestrativi cessarono da ogni attività a partire dal mese di luglio del 1945. Approfondiamo adesso la questione del « governo del personale » in merito al quale si sono già fatte alcune sintetiche considerazioni all'inizio di questo capitolo. E' bene dire subito che si trattò di un problema dalla soluzione quanto mai difficile, che si presentò subito dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943, e che parimenti difficoltoso rimase durante tutta la Guerra di Liberazione e dopo la sua fine, sino allo scioglimento dei reparti ausiliari ed al completamento dei congeda.menti. Ma esaminiamo le diverse componenti del problema.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

L'armistizio de11 '8 settembre 1943 aveva prodotto dapprima nell'animo dei nostri soldati la fallace illusione che la guerra fosse veramente finita. Più che naturali quindi il profondo sconforto, lo scoramento prodottosi nelle truppe del Sud, allorché si resero conto che la pace era molto lontana, che occorreva combattere ancora - questa volta contro l'ex alleato -, che infine gli Anglo - Americani pretendevano lavoro, talvolta nella forma più avvilente. Se si aggiunge a tutto ciò la rovina materiale della nostra Patria - la visione delle macerie in tutte le nostre belle città ne era la dimostrazione più agghiacciante -, la comune miseria, l'incertezza del domani, l'ignoranza più completa sulla sorte delle famiglie che si trovavano al Nord, il cibo insufficiente, il vestiario inadeguato, si ha un quadro abbastanza completo dello stato di prostrazione venutosi a determinare nell'animo dei nostri militari. Si possono spiegare in tal modo anche le diserzioni, gli sbandamenti, i mancati rientri dalle licenze che si verificarono nei giorni seguenti all'armistizio, giorni nei quali tuttavia molte nostre unità, come si è visto, si batterono valorosamente contro il nuovo nemico. I nostri Comandi emanarono al riguardo numerosi bandi, con minacce di severe pene a carico dei disertori, e con la promessa di una sanatoria a favore di tutti coloro che fossero rientrati volontariamente al proprio reparto. Ma il fenomeno degli sbandamenti perdurò ancora: a giugno del 1944 una relazione del Comando della 212" Divisione lamentava il permanere di alcuni casi dello spiacevole fenomeno. Un altro fatto sgradevole, che si manifestò particolarmente fra i militari che lavoravano negli scali portuali e nei depositi, fu quello dei furti di oggetti degli Alleati. Se ne è già fatto cenno, particolarmente trattando delle Unità ausiliarie impiegate nelle Puglie. I severi accertamenti ed i conseguenti provvedimenti di carattere penale presi dalle Autorità militari italiane rappresentarono un valido freno alle malversazioni compiute da parte dei nostri soldati, d'altra parte comprensibili - anche se non giustificabili - ove si tenga conto dello stato d'indigenza delle nostre truppe. Superato il primo periodo di gravissime difficoltà - praticamente i primi mesi seguenti all'armistizio - ed avviati alla normalizzazione i rapporti fra i Comandi italiani ed alleati, fu possibile prendere provvedimenti di vario ordine (materiali e morali), che consentirono di elevare lo spirito delle nostre truppe e conseguentemente anche di migliorarne ii rendimento.


Considet'azioni conclusive

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Si provvide anzitutto a stabilire due tipi di indennità a favore delle truppe che agivano nella zona di operazioni e di quelle che fornivano prestazioni di carattere ausiliario in zona più arretrata. Tali indennità, in data II gennaio 1944, furono fissate dal Gabinetto del Ministero della Guerra in lire 32 per le unità dislocate in una fascia profonda r 5 km a tergo delle prime linee ed in 20 lire per quelle addette in altre zone a lavori di manovalanza. Naturalmente, agli inizi, nella difficile situazione di tante nostre unità, l'attuazione del provvedimento, in un certo senso discriminatorio, provocò malumori e proteste (I). Si procurò successivamente di estendere al maggior numero possibile di unità le due indennità, che furono inoltre gradualmente maggiorate. Migliorò altresì, con il trascorrere del tempo, la razione alimentare. Una tabella decadale, in vigore al I aprile del 1944 (2), dà un quadro abbastanza confortante della situazione in questo settore: le razioni giornaliere appaiono infatti sufficientemente caloriche ed abbastanza varie. Tuttavia le razioni alimentari non soddisfecero mai completamente il nostro soldato, salvo nei casi di quelle unità che, agendo in zona più avanzata, furono vettovagliate direttamente dagli organi della sussistenza britannica o americana. La situazione dell'equipaggiamento (in particolare del vestiario e delle calzature) andò gradualmente migliorando a partire dai primi mesi del 1944, e soprattutto dalla primavera di quell'anno, con la distribuzione ai soldati di vestiario nazionale, restituitoci dagli Alleati, e di vestiario e calzature dei Britannici e degli Americani. Si venne in questo modo a creare una curiosa situazione, che vide il nostro personale vestito con diverse fogge di capi di corredo (si procurò comunque di mantenere l'uniformità almeno nell'ambito dei minori reparti). Successivamente, si cercò progressivamente di dotare il perso0

(r) Ad esempio, inizialmente nessuna delle due indennità era stata corrisposta ai reparti che prestavano servizio di guardia. L'ingiustizia era palese e si cercò poi di sanarla con successivi provvedimenti emanati dalle Autorità centrali durante l'anno. (2) Dall'analisi della tabella si ricava che la razione era composta: - giornalmente, da 300 g di pane, 100 di pasta o riso (sostituiti talvolta da roo g di galletta), 56 di piselli da minestra o u3 di verdura secca, 350 di verdura fresca, 28 di olio, 10 di caffè, 14 di zucchero, n3 di frutta fresca, 8 di formaggio, 5 sigarette e 5 lire di miglioramento rancio; - a giorni alterni, da 113 g di carne in scatola o di pesce, anch'esso in scatola.


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nale delle unità che cooperavano con le due Armate in zona più avanzata della stessa uniforme di queste ultime (si ricordi a questo proposito che gli uomini della 210" Divisione portarono sul braccio lo scudetto indicativo della 5"' Armata). La questione delle licenze e dei congedamenti delle classi più anziane si avviò a regolarizzazione soltanto alla ,fine del 1944. La crescente larghezza nella concessione delle licenze e dei permessi a favore dei militari che avevano le proprie famiglie nelle zone liberate più di recente costituì un indubbio fattore del miglioramento · del morale dei nostri soldati. Purtroppo, fino al termine della guerra, tutti coloro che avevano le famiglie nella zona occupata dai T edeschi continuarono a nutrire vive preoccupazioni per la sorte e le condizioni dei loro cari. Proprio per tale motivo, nel marzo del 1944 l'Ufficio Assistenza dello SMRE aveva preso l'iniziativa di far trasmettere numerosi messaggi di nostri militari alle famiglie residenti nel nord dell'Italia per il tramite della Curia Vescovile di Lecce. Questa iniziativa ed altre successive analoghe iniziative delle nostre Autorità centrali incontrarono naturalmente il più largo favore dei nostri soldati, ma non potettero, ovviamente, riportare la serenità negli animi di tutti i settentrionali. Nell'ultimo quadrimestre del 1944 la situazione morale delle truppe delle Unità ausiliarie migliorò· sensibilmente: la guerra sembrava ormai volgere al termine, i militari speravano di essere quanto prima inviati in congedo, d'altro canto tutta una serie di iniziative dei nostri Comandi e di quelli alleati avevano reso molto più accettabili le condizioni di vita delle Unità ausiliarie stesse. Fra i diversi fattori di tale miglioramento è da ricordare anzitutto l'accresciuta stima acquistatasi dal soldato italiano fra gli Alléati, grazie alla sua abnegazione ed al suo spirito di sacrificio: in virtù di questa stima, fu possibile ottenere dai Comandi americani e da quelli britannici notevoli agevolazioni e doni. Di talune iniziative si è già fatto cenno; ricorderemo ancora i turni di riposo, gli spettacoli di cinema e varietà portati anche nelle zone più avanzate, la distribuzione . di giornali, libri e riviste, l'istituzione di un apposito giornale presso la 210.. Divisione, i regali di vario genere e le lotterie in occasione di particolari ricorrenze. Si può affermare che si era andata creando una vera e propria fratellanza d'armi tra Italiani ed Alleati, che produsse una sempre più appassionata dedizione all'assolvimento dei propri compiti da parte delle nostre trupp.e.


Considerazioni conclusive

Anche le notizie provenienti dall'Italia settentrionale, relative alle atrocità compiute dai nazi - fascisti, costituirono un vero e proprio fattore catalizzatore del morale dei nostri soldati. Essi si resero infatti pienamente conto che tutti, Italiani ed Alleati, in ogni campo, al fronte e nei lavori di retrovia, erano parte attiva di un poderoso ingranaggio che quanto prima avrebbe portato alla fine della guerra ed a quella di uno dei regimi più oppressivi che mai fossero esistiti. Proprio per questo, sollecitati anche da indirizzi ed ordini del giorno delle Autorità nazionali ed alleate (3), ciascuno dei soldati italiani, nell'ultimo scorcio della guerra più ancora che nei mesi precedenti, diede il meglio di se stesso per una rapida fine delle operaz10m. A conclusione di questi brevi cenni riepilogativi, si può affermare che la collaborazione data agli Alleati dalle Unità ausiliarie italiane durante l'intera Guerra di Liberazione fu veramente completa, estesa a tutti i campi delle attività militari, e grandemente fattiva. · Essa riscosse il pieno riconoscimento di tutti i Comandi anglo americani che le impiegarono alle proprie dipendenze; quei Comandi, oltre ai numerosi encomi ed ordini del giorno di cui si è più volte fatto già cenno, si fecero iniziatori della pubblicazione su giornali americani e britannici di articoli riguardanti queste nostre unità (4): fatto, quest'ultimo, veramente importante, perché gli articoli in parola diedero notizia al mondo libero della cooperazione piena e sincera offerta dal nostro Esercito alla causa degli Alleati: cooperazione piena, che impegnò i militari italiani sia nelle operazioni belliche, sia nel funzionamento della poderosa macchina logistica anglo - americana (5). Talché si può a buon diritto affermare che questa generosa cooperazione rappresentò un fattore importantissimo allorché, negli anni della pace, le Autorità politiche italiane si batterono perché alla nostra Patria fosse restituito il suo ruolo di nazione libera ed indipendente nel consesso mondiale degli Stati. (3) Si uniscono a tit0lo di esempio alcuni cli tali documenti negli allegati da n. 42 a n. 49. (4) Vds. ad esempio l'articolo stralciato dal « Basic News ll (Notizie delle Nazioni Unite) riportato in Al!. n. 50. (5) L'entità delle prestazioni offerte dalle nostre truppe nelle diverse attività di carattere ausiliario è riportata, mese per mese, nei grafici in All. n.

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1. Un soldato italiano ed uno statunitense operanti nel settore della 5" Armata, nella posa di una linea telefonica - Dicembre 1943.


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2. Lavori per la ricostru zione di un ponte d istrutto sulla rotabile · Vasto - Casalbordino nel settore della 8" Armata.

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3. Soldati delle unità ausil iarie al seguito della 5" Armata.


5. Caricamento di materiali e mezzi, nel porto di Napol i, per lo sbarco ad Anzio.

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4. Salmerie attraversano il fiume T rigno, nel settore adriatico.


6¡ Sbarco di materiali nei pressi d i Anzio.


Veicoli parcheggiati nel porto di Napoli.


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9. UnitĂ ausiliarie operanti al seguito


della 5" Armata ¡ Marzo 1944.


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nella primavera del 1944.


11. Soldati italiani e statunitensi al lavoro per il ripristino della linea ferroviaria a Nettuno -

20 maggio 1944.

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12. Salmieristi italiani si confezionano il r ancio. p resso la linea gotica - Agosto 1944.

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14. Salmerie in Valle di Mezzo.

.._ 13. UnitĂ ausiliarie nei lavori di ricostruzion e di un tronco ferroviario.


15. Soldati delle unità ausiliarie al seguito della 5" Armata durante la costruzione di un ponte .

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16. Ponte Ba iley sul fiume Arno a Firenze. _..


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17. Soldati delle unitĂ ausiliarie

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â&#x20AC;˘anzano nel fango.


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18. Trasporto di material i a dorso di mulo verso la linea gotica.

19. Caricamento d i feriti su un treno ospedale nell'inverno 1944.


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20

Il primo numero del giornale pubblicato dalla 210" Divisione.


ALLEGA TI

15 bis.


Allegato n. r.

COMANDO SUPREMO REPARTO OPERAZIONI

N. uo4/C.S. di prot.

P.M. 21, Il 14 settembre 1943

Oggetto: Collaborazione colle truppe alleate - Provvedimenti per fronteggiare sorprese. All'Eccellenza Capo di S.M. R. Esercito All'Eccellenza Capo di S.M. R. Marina All'Eccellenza Capo di S.M. R. Aeronautica E' da prevedere che prossimamente nostre G.U. verranno a trovarsi per esigenze operative in contatto con unità similari inglesi. In tale ipotesi occorre che i nostri comandanti si presentino subito ai comandanti delle unità inglesi per prendere i necessari accordi allo scopo di cooperare su di un piano di attiva collaborazione. Durante tali contatti bisogna evitare di insistere troppo sulle note nostre deficienze perché, a parte ogni altra considerazione, ciò verrebbe automaticamente a menomare il valore del nostro concorso. Si farà quello che si potrà. Alle reali nostre deficienze occorre far fronte essenzialmente con ripieghi dettati dalla volontà e con l'energia derivanti dall'intimo convincimento che è dall'entità della nostra collaborazione che dipenderanno in gran parte le condizioni migliori che verranno fatte al nostro Paese all'atto della pace. Evitare di proporre, per ora, che G.U. alleate operino ai nostri ordini. 2° - Per facilitare gli accordi con gli inglesi è opportuno che tutte le truppe che sono nella zona e che vi affluiranno dalla Calabria passino agli ordini cli un unico comando. Questo prenderà tempestivamente contatto col comando ciel V C.A. inglese, che sbarcherà presto in Puglia, per agire in piena coordinazione di sforzi. Analogo contatto dovrà essere preso dal Comando 7• Armata, fermo restando che - salvo ordini in contrario - il V C.A. inglese non dipenderà dal Comando Armata. 1° -

3° - La nostra volontà di combattere sarebbe inesorabilmente frustrata dall'insufficienza o peggio dall'esaurimento delle munizioni. E' necessario quindi rastrellare accuratamente le munizioni ovunque dislocate, e dislocarle in depositi ben sistemati e controllati. Occorre, in altre parole, una saggia economia di questo prezioso materiale per evitare di trovarsi a serbatoi vuoti dopo pochi giorni di combattimento. Altro elemento di massima importanza su cui richiamo l'attenzione è l'efficienza delle calzature nelle unità destinate a operare.


2 36

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allo scopo di garantire al riguardo una sufficiente disponibilità dispongo che al personale di truppa della R. Marina e deftla R. Aeronautica sia lasciato un solo paio di scarpe. Quello esuberante e le scorte dovranno essere passate subito a disposizione dei reparti del Regio Esercito.

4° - Occorre predisporre al massimo grado tutte le misure atte ad evitare la possibilità di sorpresa nella città di Brindisi. A tale scopo siano adottate misure draconiane, in ogni caserma venga tenuto sempre pronto un picchetto armato. Il mantenimento dell'ordine pubblico in tutta la zona da noi controllata è affidato allo S.M.R.E.. In parallelo alle misure di cui sopra occorre instillare in tutti uno spirito di pronta reazione ad ogni tentativo di .sorpresa, reprimendo con ogni mezzo quel fenomeno di psicosi prcssocché generale diffuso nei reparti, che porta ad assistere inerti alle incursioni di scarsi elementi lanciati a taglieggiare le popolazioni ed a razziare viveri ed automezzi.

5° - Gradirò essere informato delle conseguenti disposizioni che verranno impartite dalle Vostre Eccellenze. Il Capo di Stato Maggiore Generale Ambrosia

Allegato n.

2.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO

I

REPARTO

N. 1301/0p. di prot. V.

lì, 23 settembre 1943

Oggetto: Disposizioni relative alle prossime operazionj. Al Comando Supremo

Sede

Faccio presente quanto segue a riguardo del foglio di codesto Comando Supremo n. 1381 /Op. in data di ieri:

I. - La costituzione della colonna motorizzata destinata a partecipare alle prossime operazioni anglo - americane, accoppiata al fatto che il Comandante il V Corpo d'Armata britannico intende avere a disposizione tutti i mezzi di trasporto delle Divisioni u Legnano )) e « Piceno )) (intenzione manifestata ieri al Capo di .S.M. della 7• Armata), esclude la possibilità di effettuare con mezzi appropriati la nota operazione A B (r). (1) Colpo di mano nelle retrovie tedesche in Abruzzo.


Allegati

2

37

Il. - Nulla in contrario che truppe italiane assicurino le ferrovie, le strade e le opere d'arte a tergo delle G.U. operanti, e che forniscano servizi di manovalanza e simili . . Non sembra però né necessario né conveniente siano impiegate in questo modo le G.U. già esistenti, perché - se così si facesse - esse non sarebbero mai in grado di partecipare efficacemente a future operazioni, ed il morale ne soffrirebbe irrimediabilmente. Propongo perciò che dette Divisioni attendano all'addestramento, pure rimanendo indietro e pure tenendosi in grado di concorrere - in caso di necessità - ai compiti di cui sopra. Stabilmente incaricate di questi ultimi sarebbero le Divisioni costiere ed i reparti similari.

Il Capo di Stato Maggiore Roatta

Allegato n. 3.

COMANDO DELLA 7" ARMATA STATO MAGGIORE - UFFICIO ORDINAMENTO

N. 4/1722/0.M. di prot.

P.M. 107, lì

II

novembre 1943

· Oggetto: Costituzione di 5 battaglioni lavoratori del genio. Al Comando dei Campi di Rio,·dinamento Ufficio Ordinamento e Mobilitazione e, per conoscenza : Al Comando IX Corpo d'Armata Al Comando Genio 7"' Armata All'Intendenza 7" Armata All'Ufficio Operazioni

Lecce P.M. 67 Sede P.M. 107 Sede

1° - Si dispone la costituzione, sotto la data del 15 novembre e.a., dei seguenti reparti : CI, CII, CIII, CIV, CV battaglioni lavoratori del genio. Assegnazione: riserva. di disposizioni. Ente incaricato della costituzione: Comando campi di riordinamento. Formazione ed organici: quelli risultanti dall'allegato specchio. Centri di mobilitazione: siano -designati dal Comando campi di riordinamento.


238 2° -

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guara di Liberazione Personale: sia tratto da quello attualmente in forza presso i campi di riordinamento dipendenti: a) ufficiali: possibilmente del genio. In caso di deficienza siano utilizzati quelli cli altre armi, curando di scegliere elementi che nella vita civile esercitavano la professione di geometra, assistente tecnico e simili; b) sottufficiali e truppa: del genio, eventualmente di altre armi e specialità possibilmente appartenenti alle classi 1918 e più anziane. Nella scelta del personale sia tenuto present.e che il 30 7 50 della forza di ciascun battaglione dovrà comprendere elementi che nelJa vita civile esercitavano uno dei seguenti mestieri: falegname, muratore, carpentiere, fabbro, cementista, ecc.. Il personale non appartenente al genio deve: - essere passato in aggregazione al reparto, rimanendo effettivo al deposito del campo di riordinamento da cui proviene; - apporre sull'uniforme i distintivi dell'arma del genio, senza cessare di appartenere all'arma di provenienza.

3° - Dotazioni: quelle strettamente indispensabili alla vita del reparto. 4° - Armamento: sia distribuito quello individuale. Assegnazione a cura dell'intendenza 7a Armata. 5° - Dotazioni e mezzi di trasporto siano tratti dalJe disponibilità dei depositi dei campi di riordinamento. Evemuali deficienze siano segnalate al comando del IX Corpo d'Armata, che provvederà all'assegnazione attingendo alle disponibilità della circoscrizione. 6° - A costituzione avvenuta si prega darne notizia a questo comando proponendo nel contempo la data di mobilitazione di ciascun battaglione. II Generale Comandante la 7" Armata Mario Arisio

Segue:

T..\BELLA

~


Allegati Allegato al foglio n . 4/1722/0.M. in data II novembre 1943 del Comando 7a Armata

FORMAZIONI ED ORGANICI DEL BATTAGLIONE LAVORATORI DEL GENIO

Comprende: - 1 comando di battaglione; - 4 compagnie lavoratori del genio.

Comando di battaglione Ufficiali

Mezzi di trasporto Sott uff.

Sup.

Troppa

Moto ciclclte

Inf.

- - -

Comandante Aiutante magg. Uffic. medici Sottufficiali Serg. magg. o caporali . Trombettieri Motociclisti portaordini . Ciclisti portaordini Personale per servizi vari

-

l

-

I

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

l

2

I

-

-

-

7 14

I

-

I

-

2

f

I

-

-

l

I

-

-

2 2

I

-

-

-

I

Totale

-

-

-

l -

l

-

-

-

-

r

Biciclette

2

-

2

i

I

Compagnie lavoratori del gemo Comprende: 1 comandante di compagnia; -,- 3 plotoni ciascuno su tre squadre. Ufficiali Sottuff. Capit. Subalt.

Totale

l

l

-

Mezzi di trasporto

Tru"ppa

I Carretti

I

---

Comando di compagnia Plotoni

I

l (1)

3

192

3

4

1197

( r) Di contabilità. (2) r caporale di contabilità, r ciclista portaordini, r attendente.

J

---

-

I

Bicidette

- --

I

l

5(2)

3

1'-fuli

l

l

l

trombettiere, r conducente,

,....

•,)


240

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 4.

COMANDO DELLA 711, ARMATA STATO MAGGIORE -

UFF1c10 ORDrnAMENTO

P.M. 107, lì 2 novembre 1943

N. 4/1285/0.M. di prot. Oggetto: Costituzione unità lavoratori.

Al Comando del LI Corpo d'Armata Al Comando del IX Corpo d'Armata e, per conoscenza : All'Ufficio Operazioni

P.M. 410 P.M. 67 Sede

I. - Si dispone la costituzione delle seguenti unità lavoratori: - V, VI, VII, VIII, IX, X, XI btg.ftr. lavoratori; - III, IV, V gruppi appiedati art. lavoratori. II. - Ente incaricato della costituzione: Comando IX Corpo d'Armata. III. - Centri di mobilitazione: saranno definiti dal Comando IX C.A.. IV. - Formazioni ed organici: come dall'unito specchio (omesso). V. - Personale. Sarà impiegato il personale che si renderà disponibile presso le divisioni « Piceno » e « Legnano » in conseguenza della immissione nelle divisioni stesse dei volontari e dei militari della cl. 1918 e più giovani (foglio n. 4/ 1497/0.M. in data 31 ottobre e.a. di questo comando). Il LI C.A. passerà tale personale a disposizione del IX C.A .. Accordi diretti circa le modalità esecutive per la cessione del personale stesso. Gli ufficiali occorrenti per completare l'inquadramento delle unità in questione saranno tratti dai centri dipendenti, con preferenza a quelli non idonei alle unità di prima linea. VI. - Materiali: i btg. (o gruppi appiedati) saranno dotati dei materiali strettamente indispensabili alla vita di reparto, da trarsi dalla disponibilità dei centri della circoscrizione. VII. - Armamento: truppa disarmata; graduati armati di pistola o moschetto. , Per ogni btg. o gruppo: 20 fucili per i servizi di guardia. VIII. - Assegnazione: verrà definita con successivi ordini. IX. - A costituzione avvenuta, il comando IX C.A. ne darà comunicazione a questo comando, specificando la data di costituzione, i centri di mobilitazione, la consistenza · raggiunta e proponendo la data di mobilitazione. Il Generale Comandante la 7• Armata Mario Arisio


Allegati

Allegato n. 5.

COMANDO DELLA 7" ARMATA STATO MAGGIORE - UFFICIO ORDINAMENTO

N. 4/1669/0.M. di prot.

P.M. 107, lì 8 novembre 1943

Oggetto : Personale di manovalanza. Al Comando del IX Corpo d'Armata Al Comando del Ll Corpo d'Armata

e, per conoscenza: Al Comando Campi Riordinamento All'Ufficio Operazioni All'Ufficio Riordinamento

P.M. 67 P.M. 410 Lecce Sede Sede

I. - Questo comando deve mettere a disposizione delle autorità inglesi il personale di manovalanza di cui allo specchio annesso. II. - In relazione a tale esigenza, i comandi di C.A. IX e LI, ciascuno per la par~e di rispettìva competenza, provvedano perché:

a) siano utilizzate le unità lavoratori in posto; b) sia completato il quantitativo di lavoratori occorrenti per ogni località con l'impiego delle seguenti unità lavoratori che vengono assegnat~ ai C,A. stessi: IX Corpo d'A,.mata: - V, VI, VII, VIII, IX, X, Xl, LIII, LIV, LV btg. lavoratori; - III, IV, V gruppi app. art. lavoratori; LI Co,.po d'Armata : - XII, XIII, XIV, XV, LII, LVI btg. lavoratori; - VI, VII, VIII, IX, XXV, XXVI gruppi appiedati art. lavoratori; c) presso le località in cui sono impiegate più unità lavoratori, venga costituito un comando di Raggruppamento lavoratori per l'inquadramento delle unità stesse. All'uopo saranno utilizzati i seguenti comandi di rgt. costieri, resisi disponibili in conseguenza della trasformazione cli btg. costieri in btg. lavoratori (foglio 4/1656/0.M. in data 7 novembre 1943 di questo comando): - comando 150° rgt. costiero, che assumerà la funzione cli comando di raggruppamento unità lavoratori di Taranto; - comando 191° rgt. costiero, che assumerà la funzione di comando di raggruppamento unità lavoratori cli Brindisi;

16. - Ua.


24 2

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

- comando 194° rgt. costiero, che assumerà la funzione di comando di raggruppamento unità lavoratori di Bari, trasferendosi in tale località dalla sede attuale. Per le rimanenti località funzionerà da comandante il raggruppamento lavoratori il più anziano dei comandanti degli appositi reparti presenti. III. - Il movimento delle unità lavoratori per raggiungere le rispettive destinazioni sarà disposto, per la parte di sua competenza, dal comando campi riordinamento, prendendo all'uopo opportuni accordi, coi comandi di C.A. interessati. IV. - I btg. costieri che si rendono disponibili con l'assegnazione delle unità lavoratori dovranno rientrare alle rispettive divisioni. V. - Per il 30 c.m. i comandi di C.A. IX e LI segnaleranno:

a) la situazione delle unità lavoratori effettivamente impiegate nei servizi di manovalanza, specificando per ogni unità il servizio al quale è adibita; b) il numero deUe unità costiere recuperate per effetto del presente ordine;

e) i nomi dei comandanti dei raggruppamenti di cui al precedente numero II. Il Generale Comandante la 7a Armata Mario Arisio

Segue:

TABELLA - 7


CoMANDO DELLA

i'

ARMATA - STATO

Personale di .manovalanza da metter Corpo d'Armata

Personale di manovalanza occorrente

Lavoratori - già disponibili in posto(*)

Loca l ità

Forze

I

2

3 -- ---

4

IX IX IX IX IX IX IX IX IX IX

10.000

10.550

I.000

700

1.000

700

LI

Bari . . . . . Barletta . . . Foggia . . . . Carovigno - S. Vito . . San Severo . . . . . S. Donato (aeroporto) . S. Pancrazio (aeroporto) Brindisi (aeroporto) . . Grottaglie (aeropor to) . Amen dola (aeroporto) . Brindisi . . . .

LI

Taranto . .

11 (' )

.

.

.

.

-

700

.

. . .

-

300 500

-

500

-

500

-

600

-

600

-

4.500

I

Nelle aliquote risultanti alle colonne 4 inquadramento, assenti per m orivi vari) .. (1) Di cui al foglio 4/1289/0.M. in data (2) Di cui al foglio 4/ 1586/0.M. in data (3) Di cui al foglio 4/uoo/O.M. in data

5.500

5.500

e 6 è compreso l'aumento

2 novembre J943. 4 novembre 1943. 9 ott0brc 1943.


Allegato al f. n. 4/ 1669/0.M. in data 8 novembre 1943

MAGGIORE - U FFICIO ORDINAMENTO

e a disposizione delle unità inglesi Assegnazione unità lavoratori per completare il fabbisogno Reparti

Forze(")

5

V, VI, VII, VIII btg. lavoratori (r) . IX btg. lavoratori (I) . . . . X btg. lavoratori (1) . . . . . XI btg. lavoratori (r) . . . . . XIX gr. art. lavoratori (r) . . . IV gr. appiedato art. lavoratori (1) .

. . . . . .

. .

. . . . . . } . .

2.548 637 637

.

20%

~ ...... ...... C\ ~ N

637 637 637 637 637

.

.

'

r.074

.

V gr. appiedato art. lavoratori (r) . LV gr. appiedato art. lavoratori (4) . . . . LIII btg. lavoratori (3) . . . . . . . LIV btg. lavoratori (3) . . . . . VI, VII, VIII, IX gr. art. lavoratori (2) . . . LII btg. lavoratori (4) . . . . . . LVI btg. lavoratori (4) . . . . . . XXV, XXVI gr. appiedato art. lavoratori (3) . XII btg. lavoratori (5) . . . . . . XIII, XIV, XV btg. lavoratori (5) . . . .

c.Jel

6

..

5.733 I

r.511

rispetto ai dati di cui a colonna 3 (per ammàlali, personale di

(4) Di cui al foglio 2183/6 in data 3r ottobre r943. (5) Di cui al foglio 4/1648/0.M. in data 7 novembre 1943.

....

.


244

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n. 6.

COMANDO DELLA 7.. ARMATA STATO M AGGIORE - UFFICIO OPERAZIONI

N.

2/

10565 di prot.

P.M. 107, lì 15 novembre 1943

Oggetto: Manovalanza per le FF.AA. Alleate. Allo Stato Maggiore Regio Esercito Ufficio Ordinamento I.

P.M. 151

- Questo Comando, aderendo a richieste delle Autorità .anglo - americane, ha messo a disposizione di queste, per lavori vari, il personale militare di cui all'allegato n. 1 (om esso). ' Si tratta complessivamente di 35.16o lavoratori (6.420 del genio e 28.740 delle altre armi) che, forniti inizialmente nella quasi totalità dalle unità costiere, si stanno ora sostituendo con battaglioni lavoratori costituiti con i 'militari dei campi di riordinamento (alcuni battaglioni sono tuttora in corso di costituzione). Dette unità avranno la complessiva forza di oltre 37.000 uomini (compreso il personale d 'inquadramento, quello dei servizi e altro per sostituire ammalati, militari in licenza, ecc.). A tutta questa forza è da aggiungere che un reggimento costiero (il r6o0 ) su tre battaglioni (560°, 561° e 562°) per un totale di circa 2.000 uomini sta per essere inviato a Napoli (il 562° battaglione è già partito).

II. - La Missione Militare Britannica presso il Comando d'Armata, ha ora inviato una nuova richiesta di personale per manovalanza (vedi allegato n. 2) (omesso). Si tratta di altri 13.500 lavoratori (praticamente oltre 15.000 uomini) di cui non ho la disponibilità, a meno che non si pensi di impiegare quei battaglioni costieri che saranno sostituiti dai battaglioni di lavoratori in via di costituzione e la divisione «Piceno». Sulla divisione « Legnano » non è possibile contare per le note ragioni. Analogamente non è possibile fare assegnamento sulle truppe del XXXI Corpo d 'Armata in quanto quelle divisioni costiere non hanno forza nemmeno bastevole per assicurare le esigenze militari della regione (difesa costiera, protezione comunicazioni impianti, ordine pubblico, ecc.) e la divisione « Mantova» dopo l'invio a Napoli del u3° · reggimento di Ftr. e la destinazione del n4° Ftr. e di un gruppo di artiglieria alla divisione (e Legnano », rimarrà col solo 76° reggimento cc Napoli )) ed un gruppo di artiglieria. Il!. - Tenuto conto della necessità di provvedere a tutte le esigenze militari della Puglia e della Lucania ed all'occupazione delle nuove province che saranno a mano a mano liberate, sonQ d'avviso che le truppe della


Allegati · divisione «Piceno>, e delle divisioni costiere 209•, 210" . e 231" non debbano essere impiegate in lavori di manovalanza. Ritengo però, che ogni decisione a riguardo non sia di mia competenza · e ciò anche in dipendenza degli accordi di cui è cenno nel Promemoria all'oggetto: « politica riguardante l'impiego delle FF.AA. italiane>), dalla Missione Militare Alleata inviato all'Eccellenza il Capo di S.M. Generale, col foglio n. 512 A ,P.O. del 17 ottobre u.s.. Pertanto rappresento la questione a codesto S..M. per le decisioni. Il Generale Comandante la 7" Armata Mario Arisio


246

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 7.

STATO MAGGIORE REGIO ESE RCIT O UFFICIO OPERAZIONI

Riepilogo della manovalanza fornita ai Comandi anglo - americani alla data del 30 novembre 1943 Genio

Località

Altri reparti

ro.546 1.35o 400 1.300 400 630 630

Bari Foggia s. Severo Barletta Bitonto Grottaglie A mendola Ortanova Termoli Campi di riordinamento Brindisi s. Pancrazio - s. Donato s. Donaci Ginosa Strada Sibari - Taranto Taranto Pietravairano Campania Capua Napoli Crotone Nicastro Mormanno Strade di Calabria Trebisacce Nicotera Briatico Elmas Monserrato Cagliari Alghero

-

435

200

-

4.000

5.100 45° 500 400

-

290 130

3o4

'

500

Totali

5.3oo 400_ 700 673 1.200 75 90

-

160

30 400 38 960 1.130 440 190

5.819

32·552

I


Allegati

2

47

Allegato n. 8.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO OPl,RAZIONI

N.

3333

di prot. OP. V.

P.M.

151,

lì

20

dicembre

1943

Oggetto: Manovalanza per A.A ..

Al Comando del IX Corpo d'Armata

I.

P.M.

- Impiego delle forze. In relazione a quanto verbalmente rappresentato a codesto Comando dal Colonnello Lella, circa l'assoluta necessità di assicurare la fornitura di 10.000 unità per manovalanza al porto di Bari e 1.000 unità per manovalanza al porto di Barletta, questo S.M., dopo aver esaminata la situazione della forza delle varie unità impiegate nei lavori, ritiene che le richieste suddette possano essere soddisfatte come segue: a) per Bari: - personale tratto dai btg. avieri - personale dei btg. o gr. lavoratori 3.r77 gr. VI e VII giunti recentemente a Bari

2 .550

+

1.000

dei

Totale forze attualmente disponibili -

6 .727

personale recuperabile da guello adibito a servizi dei btg. avieri, tenuto conto che questi si ridurranno da

9 -

4.r77

a

6

personale disponibile presso campi di riordinamento personale recuperabile dalla difesa costiera o eia vari comandi terrìtoriali: XCVI battaglione (una cp.) 692~ compagnia mitr. LXXXIX gr. art. CIL gr. art. . CXCVI gr. art. CXCVII gr. art. IX btg. mitra Comando truppe al clep. 48° ftr. Comando truppe al clep. 140° ftr. (più cp. mista) Comando truppe al clep. 225° ftr. Comando truppe al dep. 226° ftr. (11 cp.) Comando truppe al clep. 226° ftr. (r2 cp.)

300 500

90 70 275 200 225 225

200 300 300

mo 200 80


248

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Deposito Truppe misto - Egeo Deposito 14° rgt. art. Deposito 47° rgt. art. 9° art. (Rodi G.) Totale forze recuperabili In totale 10.192 unità.

b) per Barletta : . -

CCVIII battaglione truppe presidio Barletta Totale disponibili

II, - Ordinamento del personale. Per ridurre il personale impiegato nei servizi delle varie unità lavoratori ora esistenti e allo scopo di ·ordinare dette unità in modo organico e comunque tale da assicurarne la comandabilità, disciplina, amministrazione, ecc., questo S.M. rappresenta l'opportunità che le unità stesse siano raggruppate come segue: a) 1° gruppo unità lavoratori, costituito da 3 btg. avieri nei quali contrarre gli elementi dei btg. I, Il, III e IV; b) 2° gruppo unità lavoratori costituito da 3 btg. av1en nei quali contrarre gli elementi dei btg. V, IX, XLVI e CIII; e) 3° gruppo unità lavoratori costituito dai btg. · V, VI, VII (VIII) e dai gruppi VI e VII (esaminare la possibilità di sciogliere qualche btg. o g ruppo, come per gli avieri); d) 4° gr'uppo unità lavoratori, costituito dagli elementi forniti dai depositi cli fanteria e artiglieria (esaminare la possibilità cli costituire, con tali elementi, un certo numero di btg. lavoratori). Tutti i gruppi alle clipenclenze del Colonnello Moccia, comandante del raggruppamento lavoratori. III. - Poiché, come è noto, la questione dei lavoratori riveste la maggiore importanza, si prega procedere ·con la massima urgenza al recupero del personale di cui si è eletto, in modo che lo stesso possa , al più presto essere messo a disposizione del comando A.A .. Questo S.M. resta in attesa di conoscere quanto sarà attuato al riguardo, unitamente alle proposte per la riduzione dei btg. avieri da 9 a 6 ed alle proposte per la costituzione delle unità col personale dei depositi.

Il Sottocapo di Stato Maggiore Gen. di Div. A. Mariotti


Allegati

2

49

Allegato n. 9.

COMANDO DEI CAMPI DI RIORDINAMENTO UFFICIO ORDINAMENTO E ADDESTRAMENTO

N. 2054/0rd. di prot.

P.M. 107, lì

22

dicembre 1943

Oggetto: Campi di riordinamento. A S.E. il Sottosegretario di Stato alla Guerra

P.M. .107

Risposta al foglio n. 36r /II /I· I· 5 del 21 corrente.

Il programma per la riorganizzazione e per la nuova dislocazione da dare ai Campi di Riordinamento è in atto e si svolgerà in cinque fasi successive. 1"'

Fase: Trasferimento a sud del parallelo cli Lecce dei reparti dipendenti da questo Comando e già dislocati a nord di questo parallelo. Contemporaneamente trasferimento a nord ciel citato parallelo dei reparti già dislocati a sud e recentemente passati alle dipendenze del Comando LI Corpo d'Armata.

2"

Fase: Soppressione dei Campi di Riordinamento n. 3 e 4 per le seguenti ragioni : Campo n. 3 : trasferimento del Comandante al Comando art. del IX C.A.; partenza dei 4 gruppi lavoratori (circa 2.500 uomini); trasferimento a sud del parallelo di Lecce delle rimanenti truppe che si sono dislocate nel territorio del 2° Campo di Riordinamento; previsto imminente trasferimento al LI C.A. di circa 1.000 artiglieri costituenti il 155° Reggimento Artiglieria « Emilia >>; riduzione conseguente della forza a circa 5.000 uomini (che passeranno alle dipendenze del Campo n. 2). Campo n. 4 (Potenza): esaurimento cli tutti i componenti il campo per la costituzione del XV battaglione lavoratori.

j"' Fase: Partenza dei complementi che man mano saranno approntati e conseguente e contemporanea soppressione e contrazione dei raggruppamenti dei campi n. 1 e n. 2 .

4a Fase: Soppressione di uno dei due campi di riordinamento rimasti (probabilmente il 2") e conseguenti spostamenti di truppe per raccogliere verso il sud della penisola salentina il personale rimasto. 5"' Fase: Graduale contrazione fino alla eliminazione dell'unico campo masto.

ri-


i50

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

La r• fase avrà termine domani 23 dicembre. La 2a fase avrà termine il 30 corrente. La 3"' fase è anch'essa in atto e la sua durata è essenzialmente subordinata alle disponibilità degli oggetti di vestiario e di mezzi di trasporto. La 4" fase e la 5" fase si avranno non appena il grado di consistenza raggiunto dai campi consiglierà l'attuazione. Assicuro che fìn da oggi la zona occupata dai Campi di Riordinamento si trova a sud della linea Leverano - Copertino - S. Donato di Lecce - Vernotico - Acquarica. La zona di Lcquile - S. Cesario è stata evitata. Ciò premesso assicuro che tutto sarà fatto affinché i Campi di Riordinamento assolvano i compiti e raggiungano le mete additate da S.E. il Sottosegretario cli Stato alla Guerra. Il Generale cli Div. i.G.S. Comandante Gustavo Reisoli - Matthieu

Allegato n.

10.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO OPERAZIONI

N. 3414/0P. V. di prot.

P.M. 151, lì 23 dicembre 1943

Promemoria per il Gen. Duchesne Capo Missione Militare presso l'Esercito Italiano Lequile A conferma conversazione odierna: Questo S.M.R.E. sta provvedendo per portare la manovalanza al livello indicato da codesta Missione con i fogli G /I / 34 e G /I/ 35 in data 17 dicembre. Ma, se non si vuole che - a distanza di pochi giorni - le forze messe a disposizione scemino nuovamente e sensibilmente, occorre: 1° -

Migliorare l'inquadramento dei reparti. A questo scopo si provvederà: a) alla nomina di un generale ispettore della manovalanza; questo organo dello S.M.R.E. avrà il compito del collegamento con codesta Missione per tutto quanto ha tratto alla manovalanza in Puglia, ed ispezionerà in modo continuativo i vari distaccamenti, in maniera di constatarne il rendimento ed accertarne le necessità; b) alla nomina di colonnelli in S.P.E. particolarmente energici cd attivi al comando dei raggruppamenti di manovalanza di Bari, Brindisi e Taranto. Questi colonnelli saranno in continuo collegamento con i


Allegati

rispettivi comandanti di subarea, per aderire alle richieste cli manovalanza che giornalmente verranno avanzate in rei.azione ai trasporti da scaricare; c) alla contrazione dei reparti oggi addetti al servizio cli manovalanza in un numero di unità minore, in maniera che ne guadagni l'inquadramento dei singoli reparti e si possa risparmiare personale addetto ai servizi interni cli reparto. 2° -

Migliorare le condizioni di vita materiale dei reparti. d) Occorre che tutta la manovalanza sia alloggiata in locali coperti. L'attendamento di parte di essa (oggi ancora in atto a Brindisi e a Taranto) deprime la efficienza fisica del personale, dando occasione ad una elevata percentuale cli ammalati. Le nostre tende in gran parte vecchie e quindi poco impermeabili, sfornite di quantità sufficiente di paglia da giacitura (la poca paglia esistente in zona è molto triturata quindi inadatta), sono a lungo andare alloggiamento assolutamente antigienico, specie se si considera la limitata disponibilità di coperte e l'attuale stagione.

e) Occorre che tutta la manovalanza sia vestita convenientemente. - Tenuto conto che essa è destinata a lavorare permanentemente all'aperto, in stagione - come la presente - piovosa, è necessario che gli uomini possiedano il cambio della biancheria e del vestiario, in maniera che essi possano - al rientro dal lavoro - togliersi di dosso gli indumenti bagnati. Uno di questi vestiari può essere anche di tela. f) Occorre che la manovalanza sia fornita possibilmente di impermeabili e di tute. g) Occorre che per gli elementi alloggiati lontano dal posto di lavoro sia previsto l'autotrasporto, in maniera di assicurare al soldato un minimo di riposo iodispensabile per reintegrare le forze fisiche e morali. h) Occorre infine che al personale addetto alla manovalanza sia continuata la somministrazione da parte degli alleati di quel supplemento di razione che oggi è in uso. Solo così le energie fisiche, depresse da una razione qualitativamente scarsa, si manterranno soddisfacenti.

3° - Migliorare le condizioni di vita spirituale dei repa,·ti. i) Occorre che dalla sorveglianza al lavoro della manovalanza italiana siano esc!U-si elementi di colore, e che comunque si eviti l'uso di mezzi coercitivi da parte di chicchessia. L'italiano - poco abituato alla mescolanza con gente di colore - è stato sempre educato al sentimento della superiorità indiscussa della razza bianca, e non sopporta, o si avvilisce, se elementi di razze che a lui sono state sempre descritte come inferiori, assumono nei suoi riguardi atteggiamenti di comando o, peggio, di prepotenza. f) Occorre che i reparti addetti alla manovalanza possano essere a turno ritirati dal lavoro per un periodo di reintegra:àone fisica, morale e disciplinare.


252

Le Un ità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerl'a di Liberazione

Il soldato che si convincesse essere il suo destino per un tempo indefin ito quello di scaricare piroscafi e che non avesse modo di sperare saltuariamente in periodi di rigenerazione, si abbatterebbe a tal punto di divenir preda dei più disonorevoli istinti. Ritengo pertanto necessario che un quarto della manovalanza disponibile nei vari porti sia tenuta in turni di riposo di 10 giorni. Questa diminuzione di disponibilità sul lavoro, anziché produrre minore prontezza nello scarico, avrà effetti decisamente favorevoli perché aumenterà il rendimento dei singoli, i quali - convinti che da parte di tutti si fa quanto è possibile per rendere le loro condizioni di vita materiale e morale migliori - daranno tutte le loro energie a vantaggio della causa comune. Prego codesta Missione di coadiuvare questo S.M.R.E. nella pronta realizzazione per quanto si riferisce ai commi d), e), f), g), h), i), l).

Il Sottocapo di Stato Maggiore Gen. di Div. A. Mariotti

Allegato n.

10 bis.

Oggetto: Lavoratori Portuali.

M.M.I.A. Ref. AQ/r 26 dicembre 1943

Allo Stato Maggi01·e R. Esercito Riferimento vostro foglio 3414/08 del 23 dicembre ed a conferma del nostro colloquio col Maresciallo Messe : J. - Sto prendendo accordi affinché il Ten. Colonnello Morierty ed il mio ufficiale medico Maggiore H eggie compiano un' inchiesta sulle condizioni di vita delle truppe italiane adibite a lavori portuali a Brindisi e Taranto. Dovreste avere la compiacenza di far sì che uno dei vostri ufficiali li possa accompagnare nel loro giro d'ispezione.

2. - Circa il vestiario e le scarpe ne ho ampiamente riferito al Generale Robertson per lettera il 6 dicembre e nel corso di una visita personale l'n dicembre il Generale Aliberti è stato da me tenuto al corrente. Egli vi spiegherà le nostre speranze a questo riguardo.

3. - Il Ten. Colonnello Morierty tratterà con i comandanti britannici delle Sub Area le questioni del trasporto di quei reparti che per andare a lavorare devono sottostare ad una lunga marcia; condizioni di lavoro con l'elemento di colore; e se possibile l'organizzazione di due giorni di riposo ogni 15 giorni.

4, - La razione supplementare per i lavoratori del porto è attualmente di due once g iornaliere di carne in scatola a cesta. Sono al corrente del vostro


Allegati

2~-, ).)

bisogno di verdura piuttosto che di carne e terrò informato il Generale Aliberti su quanto è possibile di volta in volta. Come spiegato a voce non· credo possibile grandi cambiamenti da ora fino alla fine di febbraio, ma si potranno forse apportare dei miglioramenti. 5. - Sono interamente d'accordo sulla desiderabilità di avvicendare i reparti impiegati nei lavori del porto per permettere loro cli tempo in tempo di fare un periodo di addestramento militare. La difficoltà pratica che io prevedo è che il programma da attuare in breve tempo richiederà probabilmente l'impiego cli tutti i reparti militari disponibili in Italia. Perciò suggerisco che cerchiate di ottenere disponibili marinai ed avieri allo scopo di realizzare questo avvicendamento. Duchesne

Allegato n.

11.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAlvCENTO E MOBILITAZIONE SEZIONE ORDINAMENTO

N. 974/0rd. V. di prot.

P.M. 151, lì 29 dicembr~ 1943

Oggetto: Costituzione di un « Ispettorato della manovalanza ». Al Al Al Al

Ministero della Guerra Ministero della R. Marina Ministero della R. Aeronautica Distr·etto Militare di

e, per conoscenza: Al Comando Supremo Alla Missione Militare Inglese presso R.E. All'Ispettorato Genaale dell'Esercito Al Comando FF.AA. Campania Al Comando LI Corpo d'Armata Al Comando Militare Sardegna Al Comando IX Corpo d'Armata Al Comando XXXI Corpo d'Armata Al Comando Divisione Sabauda Allo S.M.R.E . • Uff . Op. - Serv . Pers. I.

P.M.

107

Lecce

P.M. 151 Lequile P.M. 151 Napoli P.M. 410 P.M. 50 P.M. 67 P.M. 114 P.M. 30 Sede

Si dispone la costituzione, sotto la data del 5 gennaio p.v. dello « Ispettorato della Manovalanza>) alle dirette dipendenze di questo S.M. e con se'de a Lecce.


25 4

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

IL - Compiti dell'Ispettorato: -

-

collegamento con la M.M.I.A. sulle questioni relative alla manovalanza; rendersi conto con continui sopralluoghi delle condizioni di efficienza materiale e morale del personale di manovalanza; proposte circa ordinamento, amministrazione, equipaggiamento, vitto, paga, alloggi, necessità varie delle unità di manovalanza; tenersi al corrente dell'esatta situazione delle unità impiegate nella manovalanza e attuare, d'intesa con questo S.M., i provvedimenti necessari per mantenere a numero la forza da fornire agli A.A.; questioni varie riguardanti le unità stesse.

HL - Organici: risultano dallo specchio allegato. IV. - Centro di mobilitazione : Distretto Militare di Lecce. V. - Personale: il Generale Ispettore e gli ufficiali del R.E. saranno designati dal Ministero della Guerra. L'Ufficio Personale e Segreteria di questo S.M. assegnerà l'ufficiale superiore delle categorie di S.M .. Gli ufficiali delle altre FF.AA. saranno asseg nati dal rispettivo Ministero. Sottufficiali e truppa saranno forniti dal Distretto Militare di Lecce. Il Sottocapo di Stato Maggiore Gen. di Div. A. Mariotti

Segue:

TABELLA -;)


Allegati

Allegato al f. n. 974/ 0 rd . V. del 29 dicembre 1943

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO Ufficio Ordinamento e Mobilitazione Sez. Ord,

Organici dell'Ispettorato della Manovalanza

I '" ::5

·u

·u"'

iE ~

- Ispettore (gen. brig.) .

I

Ten. Col. o magg. (della categoria di S.M.) capo ufficio

I

Uff. sup. della R. Marina (1)

I

Uff. sup. della R. Aeronautica (1) .

I

Uff. inf. di arma per incarichi vari

I

B

i

I

Mezzi d i tr asporto

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Personale di ufficio

I

Sottuf. archivista

I

I

Dattilografo (grad. o sold.)

I

I

Protocollista (grad. o solei.)

I

Perso~ale d'ordinanza

Attendenti

4

Autisti .

I

Ciclisti

I

Totali

5

l

8

I

I

I

I

(1) Addetto all'Ispettorato q uale elemento di collegamento colla rispettiva FF.AA. p er le questioni riguardanti i reparti im piegali nella manovalanza.


256 Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n.

12.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO Prot. n. 3532/0P. V.

P.M. 151, lì 27 dicembre 1943

Oggetto : Unità lavoratori. Al Comando IX Corpo d'A rmata Al Comando LI Corpo d'Armata e, per conoscenza : Al Comando Supremo Al Ministero della Guerra · Gabinetto Al Ministero della Marina Al Ministero dell'Aeronautica All'Ispettorato Generale dell'Esercito Al Comando FF.AA. Campania Al Comando XXXI Corpo d'Armata

I.

Questo S.M. allo scopo di migliorare l'organizzazione del serv1z10 dei lavoratori militari italiani richiesti dai Comandi delle Forze Alleate: -

sta provvedendo alla nomina di un ufficiale generale ispettore delle unità lavoratori. Detto u fficiale generale, coadiuvato da un ufficiale superiore della R. Marina e eia un ufficiale superiore della R. Aeronautica, avrà funzioni di collegamento con la Missione Militare Britannica per tutto ciò che riguarda il personale addetto alla manovalanza in Puglia ed ispezionerà in modo continuativo i vari distaccamenti di lavoratori in maniera da constatarne il rendimento ed accertarne le necessità;

-

ha provveduto: a fare assegnare ai comandi di raggruppamento lavoratori colonnelli di spiccata capacit?t ed energia; q uesti dovranno mantenersi in continuo collegamento con i comandi. alleati interessati in modo da provvedere tempestivamente a tutte le richieste dei comandi stessi; a promuovere i necessari provvedimenti per la distribuzione cli oggetti di corredo - scarpe in inspecie - da trarsi dalle disponibilità dell'Esercito o da fornirsi dagli Alleati; a rappresentare alla Missione Militare Britannica Ila necessità di: accantonare i reparti tuttora attendati; ! assicurare adeguati mezzi di trasporto ai reparti che alloggiano molto lontano dai posti di lavoro; assicurare ai lavoratori un giorno di riposo ogni settimana; evitare che le truppe lavorino alla dipendenza di sorveglianti di colore.


Allegati II. - I Comandi delle FF.AA. Campania e dei Corpi <l'Armata IX, LI e XXXI sono pregati: -

cli attuare con la massima urgenza tutti i provvedimenti già stabiliti in accordo con questo S.M. per raggiungere la forza richiesta nelle varie località e cioè : 10.000 unità in Campania; ro.ooo unità a Bari; r.ooo unità a Barletta; 6.000 unità a Brindisi (compresi i r.ooo marinai); 6.000 unità a Taranto. Al riguardo, come già ha fatto il Comando del LI Corpo d'Armata, si riduca allo stretto indispensabile il personale adibito al funzionamento dei comandi delle Unità ed ai servizi interni di battaglione o gruppo. E' inteso che i graduati concorrono al lavoro. Si attui, inoltre, la contrazione dei reparti adibiti alla manovalanza sciogliendo quelli che hanno forza esigua, in modo da avere poche unità robuste e bene inquadrate;

-

cli riesaminare la situazione degli alloggiamenti allo scopo di accantonare i reparti tuttora attendati. Qualora necessario, segnalare a questo S.M. i locali occupabili o per i quali fosse necessario ottenere l'autorizzazione dei Comandi Alleati;

-

di portare ogni interessamento all'attuazione dei provvedimenti relativi alla vita degli uomini (rancio, corredo, licenze, permessi, soldo, ecc.);

-

di impartire particolari direttive per sollevare le condizioni morali dei lavoratori. Tutti, comandanti e gregari, debbono essere convinti che in questo momento la loro opera, anche se modesta, è assai preziosa ed onorevole quanto quella dei reparti in prima linea.

Ilf. - Questo S.M. attende di conoscere al più presto la situazione della forza raggiunta in cìascuna località. Desidera, inoltre, che gli siano subito rappresentate eventuali difficoltà e tutte quelle proposte che i comandi riterranno di rappresentare, perché il servizio dei lavoratori diventi quanto più possibile regolare o redditizio.

Il Sottocapo di Stato Maggiore Gen. dì Div. A. Mariotti

17. - Ua.


258

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n. 13.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAMENTO E MOBILITAZIONE SEZIONE ORDINAMENTO

N. 873/0rd. V. di prot.

P.M. 151, lì 24 dicembre 1943

Oggetto : Indicativi dei reparti salmerie. Al Comando FF.AA. della Campania (rif. f. 451 / Op. del 12 dic. 1943) Al Comando Militare della Sardegna Al Coman do IX Corpo d'Armata Al Comando XXXI Corpo d'Armata Al Comando LI Corpo d'Armata e, per conoscenza : Al Comando Supremo Allo S.M.R.E. Ufficio Operazioni Allo S.M.R.E. Ufficio Servizi

Napoli P.M. 50 P.M. 67 P.M. n4 P.M. 410 P.M. 151 Sede Sede

1" · Al line di eliminare ogni dubbio o possibilità di equivoci, si precisano gli indicativi dei reparti salmerie già impiegati presso le unità anglo . americane e di quelli costituiti o in approntamento per lo stesso impiego: I reparto salmerie: quello costituito dalla 7• Armata in data 8 ottobre 1943 e mobilitato sotto la data del 19 ottobre e.a .. Centro di mobilitazione : dep. 226° rgt. ftr .. Organico: ufficiali 5, truppa 329, quadrupedi 250. Il reparto salmerie: quello costituito dalla 7• Armata m data 25 ottobre 1943 e mobilitato sotto la stessa data. Centro di mobilitazione : dep 14° rgt. art. df.. Organico : ufficiali 8, truppa 456, quadrupedi 344. Ili e IV reparto salmerie: i due costituiti dalla Sardegna in data 1° novembre 1943 e mobilitati sotto la stessa data. Centro di mobilitazione: dep. 16° rgt. art. df.. Organico di ciascuno: ufficiali 5, truppa 394, quadrupedi 305. 2° - I due reparti salmerie, la cui costituzione fu ordinata al Comando Militare della Sardegna con foglio n. 532/ Ord. V. del 25 novembre u.s., già approntati e in attesa di trasferimento in continente, assumeranno gli indicativi del V e VI reparti salmerie. 3° · Il reparto salmerie la cui costituzione fu ordinata al Comando Militare della Sardegna con foglio 634/0rd. V. del 6 dicembre e.a., in corso di


Allegati

approntamento, assumerĂ l'indicativo del VII reparto salmerie. E' per ora da tenere a disposizione di questo S.M. in Sardegna. In relazione a quanto sopra, i comandi in indirizzo sono pregati di fare a tutti i dipendenti reparti interessati le opportune e necessarie precisazioni. In particolare: il Comando Militare della Sardegna dovrĂ stabilire una inequivocabile distinzione tra i reparti III e IV aventi lo stesso centro di mobilitazione e costituiti e mobilitati contemporaneamente, segnalando poi, a questo S.M. e al comando FF.AA. della Campania gli elementi per la precisa indicazione dei due reparti anzidetti. II predetto comando tenga presente la stessa necessitĂ nel sottoporre alla sanzione di questo S.M. il provvedimento di costituzione dei reparti V e VII.

Il Sottocapo di Stato Maggiore Gen, A. Mariotti


RIPARTIZIONE DELLE UNITA, Al Un i t à

Dipen<lcnza <l ' impiego

Campania 210n Divisione (1) .

511. Armata americ. e III distre

22711. Divisione (2) .

III distretto ingl. e Base F Americana

Molise 2ot Divisione (3) .

g.i Armata inglese

Puglia Unità terr. ex costiere e btg. lav.

II distretto ingl.

Calabria Unità varie

Missione Militare Alleata

Corsica Unità del VfI C.A.

Com, Armate Alleate in Ita'

Sardegna Unità varie

))

Sicilia Divis. Sabauda

))

(t) Affluita dalla Puglia. (2) Affluila dalla Calabria. (3) Dislocata fin dall' inizio nella zona µu gliese - molisan:l.


Allegato n. 14.

rsILIARIE ALLA FINE DEL 1943 Dipendenza disciplinare

Forza

.tto inglese

Com. FF.AA . Campania

circa 5.500 uomini

'eninsulare

))

1a

})

3.500

))

Com. lX C.A.

))

4.000

))

IX e LI C.A.

))

28.000

))

XXXI C.A.

))

4.600

))

Com. fF.AA . Sardegna

))

7.000

))

))

))

19.000

))

))

I I.000

))

I S.11.R.E. Totale forza impiegata

!

82.600

uomini


A llegati

26r Allegato n. 15.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAMENTO E MOBILITAZIONE.

Sezione Ordinamento

N. 8595/0rd. di prot.

Roma, lì 12 novembre 1944

Oggetto: Costituzione comando 230" divisione, riordinamento comandi 209" e 227a divisione e scioglimento comandi di raggruppamento lavoratori di Bari e Brindisi e Uffici lavoratori del presidio di Taranto. Al Comando Milita1'e della Puglia e Lucania Al Comando Militare della Campania Al Comando Militare della Calabria Al Comando Militare Lazio - Abruzzi - Umbria Alla Delegazione « T » dello S.M.R.E. Al Comando della 227"' Divisione Al Comando della 209" Divisione

P.M. 67 P.M. 120 P.M. 114 P.M. 151 P.M. 179 P.M. 186 P.M. 185

x. - Tutte le truppe ausiliarie dislocate nel territorio del III District, ad eccezione di quelle del P.B.S., saranno inquadrate nelle divisioni 227" e 230"'

(quest'ultima di nuova costituzione). Poiché numero e dislocazione dei reparti ausiliari possono subire frequentemente variazioni, resta inteso che dipenderanno : - dal comando 227" divisione: quelli dislocati in Calabria, Campania e Lazio, e cioè oltre le truppe attualmente dipendenti da detto comando, quelle dipendenti dal comando militare Calabria e quelle dislocate nel Lazio risultanti d!all'allegato r (omesso); - dal comando 230• divisione: quelli dislocati in Puglia, Lucania, Abruzzi e Molise e cioè, oltre quelli attualmente dipendenti dal comando militare Puglia - Lucania, quelli dislocati negli Abruzzi, risultanti dall'allegato 2. Tutte le truppe ausiliarie a disposizione del I District dipenderanno dal comando 209a divisione. 2. -

In conseguenza il comando militare Puglia e Lucania provvederà a: - costituire sotto la data del 20 c.m . il « Comando 230• divisione >> con sede in Bari; - sciogliere i comandi raggruppamento lavoratori di Bari e Brindisi nonché l'ufficio lavoratori del presidio di Taranto le cui funzioni saranno assunte dal nuovo comando di divisione.

3. - I comandi 209" e 230" divisione assumeranno gli organici precisati nello specchio allegato 3.


262

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Le esuberanze di personale dei comandi 209& e 227"' divisione sono destinati al comando 230 a divisione. Tale personale deve partire per Bari entro il giorno 15 c.m ..

4. - Dipendenze : - comando 230" divisione : dal comando militare Puglia e Lucania; - comando 227" divisione: dal comando militare Campania; - comando 209a divisione: dalla delegazione « T )). I reparti di dette divisioni dislocati nei territori del comando militare Lazio - Umbria - Abruzzi e del comando militare Calabria dipenderanno per le questioni territoriali da detti comandi. 5. - Per quanto riguarda la costituzione del comando 2300. divisione si dispone quanto segue: a) Centro di mobilitazione : - del comando divisione: comando militare Puglia e Lucania; - del Q.G.: deposito 225° Rgt. Ftr.;

b) personale: -

comandante: assegnato a cura dell'Ufficio dei Generali; ufficiali con funzioni di S.M. : assegnati a cura dell'ufficio Segreteria e Personale dello S.M.R.E.; rimanente personaie tratto da: csuberauze comandi 209"' e 227• divisione che, con effetto immediato, assumeranno i nuovi organici stabiliti; comandi raggruppamenti lavoratori cli Bari e Briudisi e Ufficio lavoratori del presidio di Taranto. Il Comando Militare Puglia e Lucania provvederà alla sostituzione degli elementi del suddetto personale eventualmente ritenuti non pienamente idonei con altri tratti dai reparti dipendenti, segnalando il personale esuberante alle competenti direzioni generali del Ministero Guerra; c) materiali: - dotazioni e materiali d'uso generale occorrenti per la costituzione del comaudo divisione saranno richiesti d'urgenza, nei limiti strettamente necessari, a questo Stato Maggiore - ufficio servizi; - mezzi di trasporto: sono per ora fissati in 2 autovetture, 2 autocarri, 4 motocicli e 4 biciclette. Assegnazione a cura dell'ufficio servizi di questo S.M .. 6. - Il Comando Militare Puglia e Lucania trasmetterà a questo S.M., non appena possibile, i prescritti dati per la sanzione : - data di costituzione del comando 230"' divisione; - dello scioglimento dei comandi raggruppamento lavoratori di Bari e Brindisi e dell'ufficio lavoratori del presidio di Taranto. Il Capo di S.M. dell'Esercito P. Berardi


Allegati

Allegato 2 al f. n. 8595/0rd. del 12 novembre 1944

Reparti dislocati nel territorio della 60., subarea (Molise e parte Abruzzo) che passano alle dipendenze della 230" divisione Fo r za Unir?.

Dislocazione Sott. e

Uff.li

Truppa

-1"

cp. campo transito

Ortona

I

l

15

l

15

2" cp. campo transito

Chieti

DII btg. artieri .

Termoli

7

209

562" cp. rastrellamento mine

Pescara

3

180

82" ambulanza C.R.l.

Pescara

3

31

Comando disciolto 541'' rgt. ftr.

Ortona

II

18

920° rep. lavoratori artieri

S. Vito Chietino

7

Ufficio stralcio CDXL VII btg. bers.

Vasto

3

e 4" cp. 503" btg. guardia

Vasto

8

298

503" sez. eser. linee telefon.

Vasto

2

62

III btg.

Rocca S, Giov.

36

526

2"

522°

rgt. ftr. .

'

216

I

9

6' cp. 407° rgt. lavoratori

S. Salvo

6

205

9" e 1.0• cp., e.do III btg. 408° rgt. lav.

Campomarino

6

172

535" cp. guardie

Campomarino

6

150

IOO

2.I06

Totale


26 4

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato 3 al f. n. 8595/0rd. del 12 novembre 1944

Organico per d comando 209" e 230• divisione

-

Uffic iali Gene - Colon- T. Col. Cap. e Sott.li Truppa rali nclli e Mag. Sub. _ _ _ _ _

I

Comandante (gen. di div.) Ufficiale addetto Capo di S.M. Ufficiale di colleg. (interprete)

I

1

r (a)

Uffici di S.M. Ufficio Operazioni Ufficio Servizi Ufficio Ord. e Personale

2

Uffici ùl comando Ufficio terr.le e affari vari Ufficio di amministrazione . Comandi d'arma Comando Genio . Uffici dei servizi Ufficio di sanità . Ufficio di commissariato . Ufficio automobilistico Ufficio recuperi

I (a) I

I

I

I

2

I

2

I

2

I

I

I

2

I

1

1

I

Rcpa1·to comando Comandante (capitano) Cappdlano Subalterno d 'amministrazione Sottufficiali Militari di truppa Nucleo CC.RR. Drappello automobilistico Ufficio postale

Totale

(a)

I

I I

I II

I l

I-0

(b)

4

38 (e) 22 (d)

2

22

I

I

18

--------------------32 IOI

(a) Con funzioni di S.M.. (b) r di contabilità e addetro ai viveri, 10 archivisti per gli uffici. {e) 4 ciclisti, 17 attendenti, 17 militari dattilografi, scritturali e per servizi vari. (d) Compresi 2 CC.RR. distacc:iù presso l'Ufficio P .M .. N.B. • Per le rimanenti esigenze del comando (ordinanze d'ufficio, scritturali, ecc.) potr:t essere assunto del personale civile fino a 30 un ità.


RIPARTIZIONE DELLE UNITA' Al Unità Italiane

Dipendenza d'impiego

A) Nella zona avanzata 210a 231a 228a

divisione . divisione . divisione .

5:i. Armata americana id. (XIII C.A. ingl.) Armata inglese

sa

B) Ne/Le retrovie Com. It. 212° 205a divisione 209a di visione 227a divisione . 230a divisione .

Sez. Base Pcnins. americana Com. Forze Aeree americane r0 Distr. Inglese 3° Distr. Inglese 3° Distr. Inglese

C) Nelle Isole Truppe S.I. Sicilia . Truppe S.I. Sardegna 25 cp. spec. allogeni

Guarnig. All. Sicilja Guarnig. Ali. Sardegna Guarnig. Americ. Corsica


Allegato n. 16.

USILIARIE ALLA FINE DEL 1944 Dipendenza ammini strati va

Forz.i

- - - - - - - - -- - - - - - - - · - - -- - --

Delegazione « T >)

circa 15.500 uomini

))

))

14.000

))

))

))

12.000

))

))

50.500

))

))

5.000

))

))

15.500

))

))

15.000

))

))

23.500

))

))

2.000

))

))

200

))

))

5 .000

))

S.M.R.E. Com. Militare Campania Delegazione « T » Com. tvfilitare Campania Com. Militare Puglia e Lucania

Com. Mil. Sicilia Com. Mii. Sardegna ))

Totale forza impiegata

circa 158.200 uomini

~ ...... .......

i

~ .......

lv

O\

Vl


266

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n. 17.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAMENTO E MOBILITAZIONE SEZIONE

ORDINAMENTO

P.M. 151, lì 18 febbraio 1944

N. 1990/0rd. di prot.

Oggetto: Indicativi reggimenti fanteria delle div. ex costiere. Al Al AL Al

P.M. 140 P.M. 50 P.M. 67 P.M. 134

Comando FF.AA. della Campania Comando Militare della Sardegna Comando IX Corpo d'Armata Comando XXX[ Corpo d'Armata e, per conoscenza :

Si dispone che, con decorrenza dal 25 febbraio p.v., i reggimenti cli fanteria delle divisioni ex costiere avranno gli indicativi risultanti dallo specchio allegato. Il Sottocapo di Stato Maggiore Gen. A. Mariotti

CoMANDo

Uff. n.

IX

CoRPO o ' Am,iATA

10. -

Ordinamento

Segreto

P.M. 67, lì 22 febbraio 1944

N . 646/0rd. dì prot. Al Comando

20911. Divisione e, per conoscenza : AL Comando Territoriale del IX C.A. Al Comando Artiglieria del IX C.A. Al Comando Genio del !X C.A. Al Comando Difesa Contraerei del [X C.A . Alla Direzione Sanità del IX C.A . Alla D irezione Commissariato del IX C.A . . . . . . . . . del !X C.A. Alla Direzione di Amministrazione [X C.A .

P.M. 185 Bari P.M. 67 P.M. 67 Bari P.M. 67 P.M. 67 Sede P.M. 67

. . . . . per conoscenza e norma. d'ordine Il Ten. Colonnello dì S.M. Capo di S.M. p.s.v. D. Miche/etti


Allegati

·- - -- - - - - - - - - -Allegato al f. n. r9rp/Ord. del 18 febbraio 1944

Nuovi indicativi dei reggimenti di ftr . delle div. ex costiere

!

Reggimenti di fanteria

D ivisioni Nuovo indicativo

Indicat ivo attuale

I

203"

126°

-

174° - 195•

526'' - 574° - 595°

204a

130°

-

1490

0 53° - 549°

205a

127° - 128"

140°

527°

-

528°

-

529°

209a

5 13° - 5 14° - 148°

5 13°

-

514°

-

548•

-

522°

-

5410

210a

-

1-• )

-

11 2°

-

141°

515°

-

118° -

143°

516" - -) 18° - 543° 5°3° - 525° - 544°

2ll"

i

II6°

212"

I

103° - n3•

-

144°

172° - r73•

-

182°

I

I

225"

I

I

I

-

226"

170°

227"

IJ3" I

171° - 181° . 1 45°

I

I

- 512° I

5720 - 573°

-

582°

0 57° - 57 10

-

581°

523° - 345°

-

512•


268

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 18.

QUARTIER GENERALE DELLE ARMATE ALLEATE IN ITALIA lì 30 ottobre 1944 Agli Ufficiali comandanti tutte le compagnie pionieri. Il tributo e l'attaccamento dimostrato per l'eccellente lavoro, che è stato fatto e che ancora seguita ad essere operoso, sotto la vostra guida, è lodevole e soddisfacente. La storia dei Pionieri Italiani nelle battaglie che sono state combattute durante gli ultimi dodici mesi è ancora da scrivere. Essa sarà una storia di privazioni, di pericoli e difficoltà di ogni genere, che però lo spirito dei soldati ha sempre saputo superare. Esiste fra i Pionieri una massima, che sempre resta vera: Essi non cedono. Essi non esitano. Essi non falliscono. Voi dovete essere fieri dei vostri uomini e del r eggimento nel quale essi operano. I vostri uomini stessi saranno orgogliosi delle loro passate prodezze e della parte che dovranno assolvere nel futuro, per la liberazione della loro Patria.

H . F. Carter - Brigadier D. D . L.


Allegati

Allegato n. 19.

STATO MAGGIORE R. ESERCITO ISPETTORATO TRUPPE AUSILIARIE

N. 5449/T. A. prot.

Roma, lì r4 dicembre 1944

Oggetto: Elogio ai pionieri.

A tutti i Reggimenti Pionieri. I Reggimenti lavoratori pionieri, recentemente creati per trasformazione di preesistenti unità delle varie armi e servizi, hanno dato nel volgere di pochi mesi prove così esaurienti di spirito di sacrificio, saldezza morale e continuità di rendimento da riscuotere l'incondizionato riconoscimento del1'Alto Comando Alleato. Rifornimenti di materiali, sgombero di feriti sulle linee avanzate, riattamento delle vie di comunicazione, lavori nelle zone portuali, ecco in sintesi l'attività da essi svolta. Dolenti di aver dovuto lasciare armi ed equipaggiamento dei rispett1v1 Corpi e specialità, ufficiali e soldati delle più svariate provenienze, superando virilmente nostalgie e rimpianti, si sono subito fusi e affratellati nelle nuove unità per dare, per altre vie e con altri mezzi, un contributo alla vittoria non meno efficace di quello delle stesse truppe operanti. Il sangue versato ne è eloquente conferma. A riconoscimento del vistoso apporto di valore e di opere, i reggimenti lavoratori pionieri assumono il nominativo combattentistico di Reggimenti Pionieri. Ciò vuol essere anche auspicio di una partecipazione sempre più attiva di queste unità alle operazioni per la liberazione del suolo patrio e la vittoria sul tedesco oppressore. Il Capo di Stato Maggiore P. Berardi


2 70

Le Unità a.usilùtrie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n.

20.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO ISPETTORATO DELLA MA~OVAI.A:-IZA

N. 68 di prot.

P.M. 151 , lì 14 gennaio 1944

Oggetto: Dipendenza unità lavoratori. A l Comando del IX CA. Al Comando del Ll C.A.

e, per A ll'Ufficio All'Ufficio All'Ufficio All'Ufficio

P.M. 67 P.M. 410

conoscenza: Personale Operazioni 0,-dinamento Servizi

1° -

Con la data del 18 corrente le unità lavo~atori avranno le seguenti dipendenze: - per quanto riguarda impiego direttamente da questo Stato Maggiore Ispettorato della Manovalanza; - per tutto il resto (disciplina e amministrazione, ecc.), dal comando del IX Corpo d'Armata. Pertanto i Comandanti di Raggruppamento faranno capo direttamente all'Ispettorato predetto per tutte le questioni relative all'impiego o che interferiscono su di esso (prestazioni richieste dagli alleati, situazione della forza, proposte di ritocchi all'ordinamento o al Raggruppamento delle unità, spostamento dei reparti, incidenti, ecc.). Terranno poi continuamente informato il Comando di Corpo d'Armata predetto dell'attività svolta e di quanto viene proposto ed attuato.

2° -

I Comandi di Raggruppamento: - sono responsabili dell'impiego e della disciplina delle unità lavoratori; - ricevono dai comandi alleati le richieste di manovalanza e danno disposizioni per esaudirle; - si tengono in continuo contatto con detti comandi per risolvere, ove possibile direttamente, tutte le questioni connesse con l'attività lavorativa;

-

dirigono e coordinano l'azione dei dipendenti raggruppamenti per tutto quanto ha tratto alle condizioni di vita elci lavoratori (alloggiamenti, vitto, vestiario, igiene, assistenza, ecc.). Il Sottocapo di S.M. dell'Esercito Gen. d i Div. A . Mariotti


Allegati

- - - -- --

Allegato n.

271 21.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAMENTO E MOBILITAZIONE SEZIONE MOBILITAZIONE

N. 2308/Mob. di prot.

P.M. 451, li

Al Comando IX Corpo d'Armata e, per conoscenza : Al Ministero della Guerra . Gabinetto All'Ispettorato della Manovalanza Al Comando della Piazza Terrestre di Al Comando del Raggruppamento Lavoratori Allo S.M.R.E. · Uff. Operazioni · Servizi

22

febbraio 1944 P.M. 67 P.M. 107 Sede Taranto Brindisi Sede

Si dispone la costituzione di 3 battaglioni ed 1 gruppo portuali a dispo· sizione degli alleati per il lavoro dei porti. r 0 • Formazioni od organici: vedi allegati 1, 2, 3 (omessi). 2° • Assumeranno le denominazioni seguenti e saranno costituiti dai reggi· menti indicati a fianco di ciascuno restando a far parte dei reggimenti stessi: r 0 Gruppo portuali · 404° rgt. arqR · d"1s1· ftr. ~ aggruppamento lavor. Bnn 1° Btg. portuali • 403° rgt. 2 ° Btg. portuali • 406° rgt. ftr. l Comando difesa terrestre cli Taranto. 3° Btg. portuali · 407° rgt. f tr. ~ 3° · La costituzione sarà ottenuta per trasformazione di uno dei dipendenti btg. o gr.. 4° • Centri di mobilitazione: gli stessi dei reggimenti che provvedono a sostituirli. 5° - Il personale specializzato - conduttori di veicoli, conduttori di gru, sot· tuffìciali, pompieri, frenatori, etichettatori di vagoni ferroviari - sarà scelto fra i militari degli stessi reggimenti che diano affidamento di poter rapidamente espletare, dopo un breve periodo di addestramento, gli inca· richi loro attribuiti. 6° • La costituzione deve avvenire senza pregiudicare il lavoro al quale i reggimenti attendono. 7° · Mezzi di trasporto: riserva di disposizioni. 8° · Sovraintenderanno alla costituzione i comandanti della difesa terrestre di Taranto e del raggruppamento lavoratori di Brindisi. 9° · La costituzione ha carattere di urgenza e dovrà essere effettuata entro la fine del corrente mese. Il Sottocapo di Stato Maggiore A. Mariotti


2

72

Le UnitĂ ausiliarie dcll' Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n. 22.

COMANDO MILITARE DELLE PUGLIE E DELLA LUCANIA

Forza media giornaliera dei militari addetti ai lavori per gli Alleati nei singoli mesi del 1944 Mesi

I

Genio del IX C .A.

Bari

B.rindisi

Taranto

Gennaio

6.010

3.481

2.518

6oo

32 3

Febbraio

4.707

3.664

2.664

1.390

174

Marzo

3.246

3.738

2.2g6

1.090

1.099

Aprile

3.440

3.682

r.847

669

695

Maggio

3.657

3.039

r.285

-

-

Giugno

-

-

¡-

-

-

Luglio

-

-

-

-

-

Agosto.

-

-

-

-

-

Barletta

2.925

r.685

2.6]3

-

-

3.500

x.950

r.8go

-

-

Novembre

3-430

1.250

1.786

I -

-

Dicembre

-

-

-

Settembre Ottobre

I

-

-

I


Allegati

2 73

Allegato n.

23.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO Isr1::-rroRATO DELLA M ANOVALANZA

N.

2300

di prot.

P.M. 151, li

1°

g iugno 1944

Oggetto: Militari destinati ai lavori agricoli. Al Al Al Al Al

Comando FF.AA. della Campania Comando Militare della Sardegna Comando del IX Corpo d'Armata Comando del XXXI Corpo d'Armata Comando del LI Corpo d'Armata e, per conoscenza: Al Ministero della Guerra - Gabinetto

I.

P.M. 120 P.M. 50 P.M. 67 P.M. u 4 P.M. 410 P.M. 107

- Ai prossimi lavori del raccolto daranno valida collaborazione notevoli masse di militari, chiamate ad operare in particolari zone nelle quali il lavoro è ritenuto più urgente e redditizio ai fini dell'interesse generale. Data l'entità dei contingenti richiesti è stato necessario: - destinare a tale attività notevoli aliquote di militari poco pratici di lavori agricoli, la cui opera tuttavia sarà ugualmente redditizia se ognuno, compreso dell'importanza del compito, cercherà di assolverlo con la maggiore diligenza possibile; - inglobare in essi molti militari delle classi 1912 e più anziane provenienti dalla Sardegna appartenenti ai territori già liberati, i quali pertanto potranno essere inviati in congedo solo al termine dei lavori. Le difficoltà insite in lJUesto nuovo compito affidato ai nostri soldati non sfuggono a questo S.M. che, d 'altra parte, si rende anche ben conto del legittimo desiderio di ogni militare agricoltore di andare a coltivare il proprio campo anziché quello di altri. Ma l'interesse del Paese sovrasta quello dei singoli e ognuno deve essere intimamente convinto che la nuova prestazione richiesta dalla Patria è, in questo grave e doloroso momento della nostra storia, quella più efficace e proficua alla soluzione del più assillante dei problemi attuali: l'alimentazione di milioni e milioni di italiani, in parte denutriti da lunghe e penose privazioni.

JJ. - Il compito al quale sono chiamati i soldati ha tale importanza da non ammettere defezioni. Il militare, che affiancato al contadino sarà per qualche tempo isolato, è e resta soldato con tutti gli attributi e con tutti gli obblighi, combattente ideale di una battaglia non meno impor-

18. - Ua.


2

74 L~ Unità ausilia,¡ie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione tante di quella che si combatte per liberare la Patria dall'oppressore germanico. Da parte dei comandi che forniscono i vari scaglioni sia pertanto ben chiarito a tutti i militari destinati ai lavori agricoli: - che nessuno potrà abbandonare la fattoria, la casa colonica, ecc., alla quale viene assegnato senza esplicito ordine degli enti competenti; - che tutti - compresi quelli che dovranno essere congedati al termine dei lavori agricoli - continueranno durante lo svolgimento di questi ultimi ad essere sottoposti ai vincoli del regolamento di disciplina militare e del codice penale di guerra e che i tribunali militari saranno inesorabili contro coloro che abbandoneranno il loro posto.

III. - La presente deve far oggetto di larga propaganda tra la truppa. Si parli al cuore dei soldati e questi certo comprenderanno. Si tratta della salute e della vita delle famiglie italiane, si tratta del primo dei doveri per la pace auspicata. Il Capo di Stato Maggiore Paolo Berartli


Allegati

2

75

Allegato n. 24.

COMANDO DEL IX CORPO D'ARMATA STATO

MAGGIORE - UFFICIO

N. u35 / 0p. di prot.

OPERAZIONI

P.M. 67, lì 23 febbraio 1944

()ggetto: Punizioni inflitte a personale italiano dal comando italiano. Al Comando della 6.. Subarea

Bari

Risposta vostro f. n. 201 /I/ A del 21 dicembre s.a., pervenuto soltanto il 20 corrente.

I.

Provvedimenti adottati a carico dei militari addetti alla manovalanza colpevoli di sottrazioni di generi appartenenti alle forze anglo - americane: a) per furti il cui importo non eccede le lire 200: - prigione semplice: da r a 30 giorni; - prigione di rigore: da 1 a 15 giorni; le punizioni di prigione semplice e di rigore sono cumulabili; inoltre la prigione di rigore può essere inasprita da 2 ore di ferri al giorno. Il militare, oltre che disciplinarmente, è punito con una trattenuta sulla indennità giornaliera, per un ammontare pari al valore della merce sottratta;

b) per furti il cui importo superi le lire 200: denunzia al Tribunale Militare e possibile condanna del colpevole fino a cinque anni di reclusione. Il processo avviene con rito sommario, al fine di rendere la procedura quanto più rapida possibile.

II. - Riserva di riferire .al più presto per quanto riguarda il fante Quinto, nei cui confronti sono stati disposti urgenti accertamenti.

III. - Questo comando ha già impartito rigorose disposizioni perché le sottrazioni di che trattasi - inconveniente increscioso sotto ogni aspetto possano essere infrenate e stroncate. d'ordine

II Ten. Colonnello di S.M. Capo di S.M. p.s.v. D. Miche/etti


276 Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guer,-a di Libemz ione Allegato n. 25.

COMANDO MILITARE DELLA CALABRIA

Forza media giornaliera impiegata nei servizi ausili'ari durante i singoli mesi del 1944 Me si

Organizz . degli itinerari

Manovalanza

------ - - - 1--- -- - - Gennaio

552

F ebbraio .

572

735

Maggio

33

Giugno

127

Luglio

312

Agosto

-

-

I

Protez. impianti

Scona treni

, - - -- 1- --

-

1

2 ·537

2

75 412

3 22

61

r.062

476 476

Ottobre

Dicembre (2)

- ---

l

687

Aprile

Novembre (2) .

tecniche

689

Marzo

Settembre

Attività (1)

71

34°

888

128

107

r.006

118

66

54

58

(1) Lavori stradali e ferroviari, sistemazione ponti, rimozione campi minati, collegamenti, ccc. (2) Per i mesi di novembre e di dicembre le rispettive relazioni riportano sol tanto il numero complessivo delle giorn:1te lavorative prestate durante il mese . I dati ri portati nel presente specchio sono ottenuti dividendo per 30 quelli dell e g iornate lavorative mensili .

I dati riportati nel presente specchio sono comprens1VJ d i ufficiali, sottufficiali e truppa. Gli ufficiali sono circa 1 / 10 del totale.


Allegati

Allegato n. 26.

FORZA MEDIA GIORNALIERA IMPIEGATA DALLA 209a. DIVISIONE DURANTE I SUCCESSIVI MESI DEL 1944 A FAVORE DEGLI ALLEAT I

Mes i

Uom i n i

Gennaio

7.692

Febbraio

7·991

Marzo

6.939

Aprile

5.891

Maggio

5.218

Giugno

4.385

Luglio .

5.678

Agosto .

r2.038

Settembre

11.024

Ottobre

8.589

Novembre ( l)

12.340

Dicembre (1)

11.956

(1) I dati <li novembre e <li dicembre sono riferiti alla forza presente della G. U., in quanto non si dispone di altri rilevamenti statistici. Tali dati possono essere paragonati a quelli riguardanti la forza impiegata sui lavori diminuendoli d i circa un quarto.


2

78

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 27.

21 O& DIVISIONE

Forza impiegata e giornate lavorative fornite durante il 1944 Giornate lavorative fornite Me si

Forza media impiegata In linea

Nelle retrovie

185.000 circa

89.000 circa

-

Maggio .

13.000 circa

Giugno .

13.301

2.053

163.619

Luglio

8.774

5.500

189.424

Agosto

10.507

-

169.223

Settembre

-

·92·.537

198.278

Ottobre .

-

149.2r4

221.900 63.817

Novembre.

24.033

5!.439

Dicembre

12.783

40.000 circa

140.000 circa


Allegati

2

79

Allegato n. 28.

227"' DIVISIONE

Situazione descrittiva alla data del 3 1 dicembre 1944

Dislocazione

Un i t à

1--- - - - -- - -- -

--- -- - - -- -

Quartier generale della Divisione

Cava dei Tirreni

Cdo 513° rgt. f.

S. Giovanni a Teduccio

6" cp. del 513°

1

Cancello

Cdo 516° rgt. artigl.

Torre del Greco

II gr. ciel 516° . .

Cancello

Celo 407° rgt. pionieri

Salerno

I/ 407°

Cancello

II/ 407°

Salerno

504° btg. sic. e guardia

Napoli

513° btg. sic. e guardia

Napoli

Otto sz. linee telef.

Varie

173° cdo it. colleg.ti

Nocera Inferiore

Btg. speciale Granatieri di Sard. .

Roma

503"' e 506• cp. nebbiogeni

Mercatello e Cancello

Tre cp. genieri . . . .

Varie

Tre cp. pionieri autonome ciel l/404° rgt. p.

Varie

Quattro cp. serv. generali

Varie

Campo Affluenza . . .

Afragola

Altri reparti vari e formazioni dei servizi .

Varie

6ooa infermeria quadrupedi

Pcrsano

73° nucleo it. genio III Distretto .

Napoli


280

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 29.

227" .DIVISIONE

Forza media giornaliera al lavoro per gli Alleati durante i singoli mesi del 1944

Mesi

Forza al lavoro

Gennaio

900

Febbraio

2.750

Marzo

..

2.800

Aprile

2.850

Maggio

4.300

Giugno

4·93°

Luglio

7.050

Agosto

8.000

Settembre

8.000

Ottobre

9.000

Novembre

8.500

Dicembre .

8.500


Allegati Allegato n. 30.

228• DIVISIONE 1vfedia mensile degli uomini impiegati nei servizi ausiliari durante l'anno 1944

M e si

Serviz i di guardia e di sic.

Servizi ausiliari e vari

Servii.i tecnici

Totali

- - - - -Aprile

438

2.170

825

3-433

Maggio

473

4.030

890

5.393

Giugno

r.369

4.28r

686

Luglio

575

6.442

r.560

7,577

Agosto

1.

234

7.570

2.246

[ 1.050

Settembre

r.348

4.516

2.708

8.572

Ottobre

85r

5.512

2.458

8.821

Novembre

976

5·429

2.552

8.957

Totaie generale 60.139 ·---·- --· --- - -- - - - -- - - - - - - -1 Nota. • Nella voce servizi ausiliari e vari sono compresi anche i Comandi di Tappa, i reparti sanita6 e dei ser vizi in genere.

N uclei APC,


282

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n. 31.

COMANDO 1TALIANO 2 12°

Elenco delle Unità affluite durante il 1944 Nel mese di aprile: - I e II - I e II - I e II - I e Il - I e II

btg. btg. btg. btg. btg.

del del ciel del ciel

532° 535° 572° 582° 590°

rgt. rgt. rgt. rgt. rgt.

f.: f.: f.: f.: f.:

dalla dalla dalla dalla dalla

Sardegna; Sardegna; Sardegna; Sardegna; Sardegna.

Nel mese di maggio: - 24"' cp. genio ferrovieri: dalla Corsica; - una btr. del LXXVI gr. a.: dalla Corsica; - CCCI e CCCII gr. artigl. : dalla Calabria; - comandi di rgt. 532°, 535°, 572°, 582° e 590° : dalla Sardegna; - 120° rgt. f. con il I btg. (ex LXXX btg. territoriale) ed il II btg.: dalla Calabria. Nel mese di giugno: - ML btg. autieri: dalla Sardegna; - Comando del 414" rgt. artigl. con i gruppi CCCVII e CCCVIII: dalla Sardegna; - i comandi dei btg. CCCXI, CCCXII, CCCXIII: dalle Puglie. Nel mese cli luglio:

-

411° rgt. lavoratori: dalla Sardegna; 415° rgt. lavoratori: dalla Sardegna; tre btg. e due gr. lavoratori, di forza ridottissima (mediamente 40 uomini): dalla Calabria; - 570° rgt. f .: dalla Sardegna; - 571° rgt. f. su due btg.: dalla Sardegna; - due btg. sussistenza: dalla Sardegna; - 416° rgt. lavoratori su due btg. : dalla Sardegna; - CCXXVI btg. mitràglieri: dalla Sardegna; - 552° rgt. artigl. : dalla Sardegna; - DXI btg.: dalla Sardegna; - 1° rgt. «Guide» (1): dalla 227" Divisione.

(i) Il rgc. «Guide », che si rese disponibile a seguito del trasferimento a Roma del Governo e degli SS.MM., passò il 14 :igosto al Comando Militare della Campania (ex Comando FF.AA. della Campania) e sciolto al campo de « Gli Astroni ». Con i Quadri e la truppa del reggimento furono costituiti alcuni reparti salmerie.


Allegati

Nel mese di agosto: - 530° rgt. su due btg.: dalla Sardegna; - DX btg.: dalla Sardegna; - 546° rgt. artigl. su quattro gruppi: dalla Sardegna; - Quartier Generale della 204" Divisione: dalla Sardegna; - i btg. I e II del 340° rgt. f.: dalle Puglie; - I btg. del r40° rgt. f.: dalla Sardegna; - I btg. del 139° rgt. f.: dalla Sardegna. Nel mese di novembre: - I btg. radiolocalizzatori: dalla Sardegna; - 51° gruppo di btg. su due btg. (I btg. con quattro cp. e II btg. con due cp.) : dalla Sardegna; - una cp. del 53° gr. btg.: dalla Sardegna; - tre cp. del 54° gr. btg. : dalla Sardeg!la; - II btg. (su sei cp.) e III btg. (su due cp.) del 55° gruppo di btg.: dalla Sardegna.


284

Le Unità ausiliarie dell' Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 32.

COMAN DO ITALIANO 212°

Forza media giornaliera impiegata a favore della P.B.S. nel 1944

___ __ Me s-~-- --

_L__ """ •::'~,<' _ __

Mmo . . . . . . -

I

8.,48( ,)

Aprile . . . . . . .

Ii

r4.373

Maggio

. . . . . .

I

Giugno

. . . . . .

I

I

15.451

I

r6.663

Luglio

28.903

Agosto

28.133

Settembre

43-350 (1)

Ottobre

40.407 (r)

Novembre

32.000 (r) (2)

(1) Dati che si riferiscono alla forza presen te ai reparti, comprensiva di u fficiali, sottufficiali e truppa . (2) Mancano i dati relativi alle unità dislocate nella, zona di Livorno.


Allegati Allegato n. 33.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINA.MENTO E MOBILITAZIONE SEZIONE ORDINAMENTO

Segreto.

N. 12349/ Orci. /I di prot.

P.M. 3800, lì 13 aprile 1945

Oggetto: Cambio di denominazione.

P.M.

Al Comando Italiano 212° Ai Comandi Divisioni Amministrative

Loro Sedi

e, per conoscenza: Al Gabinetto Alla Direzione Gen. Pers. Ufficiali Alla Direzione Gen. Leva Sottuff. e Truppa Al Comando Militare Territoriale di Firen .ze Al Comando Militare Territoriale di Napoli Al Comando Militare Territoriale di Bari All'Ispettorato Truppe Ausiliarie All'Ufficio Operazioni e Addestramento All'Ufficio Servizio

Sede Sede Sede F irenze P.M. 3400 Bari Sede Sede Sede

lOI

In atto assistono: - battaglioni per servizi di sicurezza e guardia (dal 501° al 504°); - 505° Battaglione Servizi sicurezza; - battaglioni Guardie (dal 506° al 525"). Per uniformità allo scopo cli evitare eventuali equivoci si dispone che tutti i suddetti reparti assumano, con e.ffetto immediato, la seguente denominazione : « ..... Battaglione Guardia » . Il Generale Addetto Giorgio Liuzzi


286

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione Allegato n. 34.

MINISTERO DELLA GUERRA STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO Ul'FICIO 0RDINhMENTO E MOBILITAZIONE

Urgente - Segreto. N. 14658/0rd. / I di prot.

P.M. 3800, lì 28 giugno 1945

Oggetto: Restituzione prigionieri di guerra italiani attualmente impiegati in Italia dai britannici con la qualifica di « cooperatori ». Al Al Al Al Al Al

data

Comando 209"' Divisione Comando 227., Divisione Comando 228a. Divisione Comando 230" Divisione Comando 231"' Divisione Comando Staccato 227" Divisione ed altri indirizzi

P.M. 185 P.M. 126 P.M. 16 P.M. u2 P.M. 167 Bari

Seguito foglio 13958/0rd. / I e telescritto 14553/0rd./I rispettivamente m 1° e 26 corrente (per gli enti che li hanno ricevuti).

I. • La M.M.I.A., con foglio SD/131 del 26 corrente, ha ora definito le disposizioni per la restituzione dei nostri prigionieri di guerra impiegati in Italia dai britannici nei reparti <<cooperatori» elencati nell'allegato I (omesso). Detti reparti, i cui organi di comando ed amministrativi sono ora in massima parte britannici, debbono essere trasformati in reparti BR - ITI su organici concretati dalla M.M.l.A. d'intesa con questo S.M.. TI. • In relazione a quanto sopra:

1) E' costituita, in pari data, una commissione di 10 ufficiali di cui 3 superiori. I rimanenti ufficiali, sottufficiali e truppa di cui al ' foglio 14323/ Ord. / I del 16 corrente saranno, a cura dell'Ufficio autonomo reduci png1onia e rimpatnatl, segnalati disponibili alle competenti direzioni gen. per ulteriore impiego.

2) Di detta commissione: a) il presidente e 3 ufficiali partiranno il mattino ciel 29 corrente per Maddaloni (Caserta) dove faranno capo al comando del 2° Echelon (O 2 E) per l'assolvimento dei seguenti compiti (omissis): b) i rimanenti 6 ufficiali, designati dal presidente, saranno avviati sempre il mattino ciel 29 corrente come appresso indicato: ....:. uno alla 227"' divisione · Cava de' Tirreni;


Allegati

- uno al comando staccato 227• divisione - Bari; - uno alla 209"' divisione - Cesena; - uno alla 230" divisione - Firenze; - uno alla 228" divisione - Padova; - uno alla 231• divisione - Lonato. Detti ufficiali, opportunamente orientati, hanno il compito di rappresentare la commissione cli cui alla precedente lettera a) presso il rispettivo comando di divisione al quale è devoluto l'assolvimento dei compiti cli cui al seguente n. 3). 3) Come da preavviso (telescritto 14553/ 0rd./I del 26 corrente) i comandi delle divisioni amministrative BR - ITI dovranno: a) prendere immediato contatto con le autorità britanniche competenti per territorio per accertare la forza esatta dei reparti « cooperatori >> che, per dislocazione e su indicazioni delle autorità alleate, rientrano nella rispettiva sfera di competenza; b) definire le modalità per assumere la gestione amministrativa ed il controllo disciplinare dei reparti di cui sopra. A tale scopo ogni comando di divisione costituirà un nucleo mobile composto al massimo di 4 ufficiali e di 2 sottufficiali graduati o soldati per il controllo dei reparti « cooperatori » fino a quando gli stessi non saranno in grado di ben funzionare in modo autonomo. Detto personale dovrà essere, data l'urgenza, temporaneamente tratto dai reparti dipendenti. , Richiedere subito, per la sua sostituzione, in quanto necessaria, il personale direttamente ai campi affluenza complementi BR - ITI. Il personale dei nuclei, per autorizzazione della M.M.I.A., sarà aggregato al comando della rispettiva divisione gravando sulla categoria 6 (B). A cura di ciascun comando di divisione a detto nucleo sarà assegnato un automezzo per l'assolvimento del compito; e) provvedere all'interrogatorio degli ufficiali e dei sottufficiali in carriera continuativa come da disposizioni di cui all'allegato n. 2 (omesso) e d'intesa con gli organi alleati al collocamento in congedo degli ex cooperatori aventi diritto previa sostituzione con le modalità in atto (circolare 16000 Mob. del 2r maggio u.s.). 4) La M.M.I.A. ha disposto che il passaggio dei cooperatori dallo status di prigionieri di guerra a quello di militari Italiani avvenga sotto la data ciel 1° luglio p.v .. Pertanto le operazioni di cui alla lettera a) e b) del precedente n. 3) dovranno essere iniziate subito e condotte con la massima celerità. Data la ristrettezza del tempo, come d'intesa con la M.M.I.A., i Comandi di Divisione prenderanno accordi con le autorità alleate affinché, per quei casi in cui le operazioni di passaggio non potranno essere tempestivamente ultimate, i reparti « cooperatori» continuino a rimanere sotto la parziale amministrazione britannica per il tempo strettamente indispensabile. In tal caso la corresponsione


288

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione degli assegni è sempre devoluta alla amministrazione italiana a decorrere dal 1° luglio p.v.. 5) I Comandi delle Divisioni amministrative includeranno nella situazione quindicinale della forza dell'Esercito Italiano i reparti « Cooperatori >l da loro amministrati. Nella situazione del 1° luglio p.v. saranno già compresi quei reparti per i quali si sarà potuto effettuare il passaggio; nella situazione del 15 luglio p.v. dovranno già essere compresi tutti i rimanenti Reparti. 6) La direzione generale dei serv1z1 di commissariato e amministrativi è pregata di impartire le disposizioni di competenza. 7) I comandi militari territoriali sono pregati di agevolare per quanto possibile, gli ufficiali della commissione di cui al precedente n. 2) nell'assolvimento dei loro compiti. 8) L'ufficio servizi, come da preavviso già dato, è pregato di assegnare per il mattino del 29 corrente: - un autocarro alla commissione (nucleo Maddaloni); - un autocarro per il trasporto dei 6 ufficiali da distaccare presso le divisioni amministrative. Detto autocano rientrerà appena avrà lasciati gli ufficiali. Accordi diretti con il presidente della commissione, Ten. Colonnello Betti Giuseppe, circa l'ora di partenza. 9) I comandi di divisione amministrativa sono pregati di riferire a questo S.M. e all'ufficio autonomo reduci prigionia e rimpatriati sul lavoro svolto il 2 e il 16 luglio p.v .. Il presidente della commissione terrà a sua volta informato questo S.M. e l'ufficio autonomo reduci prigionia e rimpatriati quando ritenuto necessario. 10)

Dopo aver ultimato il lavoro nella zona di Maddaloni, il presidente della commissione e tutti o parte degli ufficiali rimasti con lui, sulla base delle segnalazioni avute si recheranno presso i comandi delle divisioni amministrative per risolvere con criterio uniforme eventuali incertezze. Il Capo di S.M. dell'Esercito E. Ronco,


______________89

- - - -- -- -- --A !legati ----':..._

2

Allegato n. 35.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAMENTO E MOBILITAZIONE SEZIONE ORDINAMENTO

N. 10147/Ord. di prot.

P.M. 3800, lì 20 gennaio 1945

Oggetto: Cambio nominativo comandi italiani genio presso 1°, 2° e 3° distretto. . . . . . Indirizzi omessi . . . . . Si sanziona il cambio di nominativo dei - Comando Italiano genio presso 1° per comando genio 1° distretto; - Comando Italiano genio presso 2° per comando genio 2° distretto; - Comando Italiano genio presso 3° per comando genio 3° distretto.

seguenti comandi italiani genio: distretto in 71° Nucleo Italiano distretto m 72° Nucleo Italiano distretto in 73° Nucleo Italiano

Il Generale Addetto Alessandro Santi

Allegato n. 36. TELEGRAMMA N. 16yfi/Ord./I

lì 3 settembre 1945

Da Stamaggiore - Ordinamento A COMILITER Torino, Milano, Bolzano, Udine, Bologna A Comando 2roa. Divisione e, per conoscenza: MMIA e Ministero Guerra - Gabinetto D'intesa con MMIA disponesi urgente costituzione a cura della 2103 Divisione di 1 Comando di Brigata per ciascun Comando Militare in indirizzo per inquadramento Battaglioni Guardie assegnati o aucora da assegnare.

19. - Ua.


290

Le Unità ausiliarie dell'faercito italiano nella Guerra di Liberazione

Organico: - Generale di Brigata o Colonnello Comandante; - r ufficiale subalterno a disposizione; - 3 ufficiali superiori; - 4 ufficiali addetti; - r capitano medico. Un Quartier Generale su : - r Capitano Comandante; - 3 ufficiali subalterni; r plotone Comando ( 1 plotone Collegamenti ( rr sottuff. e 75 truppa; - r plotone Servizi J 2 autovetture; - 4 autocarri (2 pesanti e 2 leggeri); - r autofurgoncino; - 7 motocicli; 2 biciclette; (particolari seguiranno per lettera). Costituzione Comandi suddetti: ro corrente. Destinazione: - a Torino: 525° Rgt. Ftr. e aliquota 210" Divisione; - a Milano: 67° Rgt. Ftr.; - a Bolzano: aliquota 210" Divisione; - a Udine : 548° Rgt. Fanteria; - a Bologna: 20° Raggr. Salmerie. In attesa precisazioni il Comando di Brigata sarà assunto dai Colonnelli Comandanti i suddetti reggimenti o dai Colonnelli tratti dal Comando 210a. Divisione. Avviamento alla sede che sarà precisata alla 210" Divisione da ciascun COMILITER, previe intese con enti interessati, deve avvenire al più presto e comunque non oltre il 20 settembre. Eventuale ulteriore completamento personale e mezzi sarà effettuato a cura del COMILITER ricevente che segnalerà allo S.M. ulteriore fabbisogno. Operazioni stralcio reggimenti saranno ultimate presso la nuova sede dai costituendi Comandi di Brigata, tranne che per il Comando della 2ro" Divisione che impianterà un proprio ufficio con ridottissima aliquota personale e mezzi. Comando 2ro" comunichi a mezzo telegrafo l'avvenuta costituzione e la data di avviamento di ciascun Comando di Brigata.

Stamaggiore Ordinamento


Allegati

Allegato n. 37.

MINISTERO DELLA GUERRA STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO UFFICIO ORDINAMENTO E MonILITAZIONE

N . 17737 /Ord. /I di prot.

P.M. 3800, lì 14 ottobre 1945

Oggetto: Scioglimento Comando Italiano 212°.

. . . . . Indirizzi ..... 1'' - D'intesa con le Autorità Alleate si dispone lo scioglimento m data 15 ottobre del Comando Italiano 212°. 2° - Dalla stessa data: - il Comando 6° Gruppo di Battaglioni (Livorno) passerà denze disciplinari e amministrative del Comando Militare di F irenze; - il Comando 2° Gruppo di Battaglioni (Napoli) passerà denze disciplinari e amministrative del Comando Militare di Napoli; - il Comando Tappa 212° passerà · a tutti gli effetti alle ciel Comando Militare Territoriale di Napoli.

alle dipenTerritoriale alle dipenTerritoriale dipendenze

3° - Impiego del personaìe che si renderà disponibile: a) Generale Comandante: disposizioni a cura del Gabinetto - Ufficio dei Generali; b) Ufficiali con funzioni di S.M.: disposizioni a cura dell'Ufficio Segreteria e Personale di questo S.M.; e) rimanenti Ufficiali : segnalazione nominativa alla Direzione Generale Personale Ufficiali; d) sottufficiali e truppa: segnalazione numerica a questo S.M.. Il personale di cui alla lettera e) e d) dovrà essere avviato alla Tappa 212°. 4° - Materiali di equipaggiamento: dovranno essere versati ai Magazzini Direzionali. 5° - Gli automezzi dovranno essere versati: - se efficienti: al parco veicoli efficienti di Napoli; - se inefficienti: al reparto riparazioni di Napoli; inviando all'Ufficio Servizi di questo S.M. l'elenco relativo con numero, tipo e targa degli automezzi versati. 6" - Per gli Uffici di P.M. disposizioni a parte a cura dell'Ufficio Servizi.

7'' - Per le Sezioni CC.R R. 46" e 146~ disposizioni già impartite con foglio n. 17689/0rd. /I in data 12 ottobre 1945.


292

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

8° - Si autorizza la costituzione, dal 15 al 31 corrente, di un Ufficio Stralcio su : - 6 ufficiali (tra cui l'attuale Capo di S.M.ff.); - 15 sottufficiali e truppa; I autovettura; 2 autocarri. 9' - Si prega inviare i dati per la prescritta sanzione dello scioglimento. TI Generale Addetto Giorgio Lit~zzi

Allegato n. 38.

COMANDO ITALIANO 212° UFFICIO PERSONALE

P.M. 181, lì 15 ottobre 1945 ORDINE DEL GIORNO N. IO

Ufficiali, Sottufficiali, graduati e soldati delle Truppe

2 1 2 °!

In data di oggi il Comando Italiano 212° cessa di funzionare. Costituitosi ufficialmente il r 0 luglio 1944 con una forza iniziale di 10.000 uomini, aumentò gradualmente i suoi effettivi in relazione ai bisogni di guerra in Italia sino a raggiungere la considerevole cifra di 65.000 uomini, con vasto schieramento dalla Campania in Toscana ed oltre, con un complesso di: - 4 Comandi di Zona; - ro Gruppi Battaglioni; 1 Reggimento di Guardia; 1 Centro affluenza Complementi; - Organi esecutivi dei vari servizi. Si è lavorato con disciplina, con passione e con reale v1S1one dei particolari doveri dell'ora imposti dalle condizioni e dalle necessità della Patria. Lavoro in tutti i campi: dai servizi di guardia alla guida degli automezzi, dalla manovalanza nei porti e nei magazzini al servizio di disciplina stradale e così via; lavoro continuo, pesante, estenuante non sempre in favorevoli condizioni di ambiente e di vita; lavoro, sì, di retrovia ma di quale portata e valore ai fini operativi e della sollecita liberazione del suolo della Patria. Siatene orgogliosi!


Allegati

2 93

Ufficiali, Sottufficiali, graduati e soldati delle Truppe

212°!

Altamente e sentitamente apprezzando la vostra abnegazione, i sacrifizi da voi sopportati, il contributo da voi dato alla santa causa della rinascita morale e materiale della Patria nostra, io vi ringrazio, vi rivolgo l'espressione del mio ricordo affettuoso ed imperituro e formulo per tutti l'augurio di ogni bene e di ogni fortuna . Viva l'!talia!

II Generale di Divisione ff.g.s. Comandante Ernesto Perone

Allegato n. 39.

QUARTIERE GENERALE ALLEATO Segreto (molto segreto anche per gli Inglesi).

lì 24 settembre 1943 Oggetto: Uso da parte di forze alleate di installazioni in Sardegna. At Brigadier Generale Teodoro Roosevelt 7unior

Esercito S.U.

r 0 - Le forze armate alleate impiegheranno eventualmente delle installazioni della Sardegna appositamente scelte quali basi per la prosecuzione della guerra nel settore del Mediterraneo Centrale. Tuttavia le date in cui queste installazioni dovranno essere cedute per uso nostro, non sono ancora stabilite. Queste date devono essere determinate in base alla nostra possibilità cli raccogliere naviglio ed alla capacità dei porti per il trasporto del personale e per il carico del materiale dal nord - Africa senza intaccare le disponibilità accumulate per le grandi operazioni italiane alle quali è necessario dare priorità e tutte le nostre risorse per qualche rempo. Parte del personale, tuttavia può essere spedito quanto prima. 2° - Specificatamente è intenzione di fare uso della Maddalena quale base per forze navali leggere e di alcuni migliori aeroporti. Più tardi vi saranno notificati in merito a questo argomento maggiori dettagli. Oltre alle installazioni menzionate, il porto di Cagliari sarà probabilmente richiesto per essere adibito quale base di rifornimento per la nostra attìvìtà. Inoltre, ferrovie, strade principali, reti telegrafiche e telefoniche e depositi sara nno necessari per le linee dì comunicazioni e le attività del genio interessanti le nostre installazioni. Saranno necessarie anche prestazioni di lavoro.


294

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

3° - Pur restando sospesa la decisione delle date cli occupazione di queste installazioni, si richiede che voi facciate quel che è possibile, con l'aiuto delle autorità civili locali e del generale comandante, per assicurare che all'atto della consegna dette installazioni abbiano il massimo grado di efficienza possibile. Una rapida e completa azione a questo proposito avrà una decisiva importanza per la rapidità con cui potremo completare i nostri movimenti in Sardegna non appena iniziati e con cui si potranno, dopo l'arrivo, iniziare le operazioni. Si richiedono rapporti su quanto sarà effettuato in merito a quanto sopra. d'ordine ciel Generale Eisenhower il Capo cli Stato Maggiore Maggior Generale W. B. Smith

Allegato n. 40.

COMANDO MILITARE DELLA SARDEGNA (XIII C.A.) UFFICIO ORDINAMENTO

N. 4562/ B/Ord. cli prot.

P.M. 50, 4 maggio 1944

Oggetto: Approntamento battaglioni e gruppi a disposizione ciel Comando Alleato. Al Al Al Al Al Al Al

Comando Comando Comando Comando Comando Comando Comando

del VII Corpo d'Armata Territoriale Sardegna Artiglieria Sardegna 203"' Divisione 205" Divisione 22 5"' Divisione Divisione Bari

Sassari Busachi Cagliari Sinnai Iglesias Alghero Paulilatino

Seguito foglio n. 4074/B/Ord. del 24 s.m .. In esecuzione agli ordini impartiti dallo Stato Maggiore R. Esercito con foglio 3152/0rcl. in data 28 s.m. (r), dispongo:

I.

- Sotto la data del 15 c.m., i battaglioni : - I e II del 573° reggimento fanteria, e - I e II del 519° reggimento fanteria, conservando gli attuali centri di mobilitazione, assumeranno rispettivamente la denominazione cli: - 501°, 502°, 503° e 504° battaglione per serviz i di sicurezza e guardia. (r) Annesso in copin, vds. pag . 296.


Allegati

II.

2

95

Conserveranno inoltre: l'autonomia amministrativa loro concessa con foglio n. 4368/ B/ Ord. in data 29 u.s. ; gli organici fissati con foglio n. 4074/ B / Ord. in data 24 s.m ..

- Sotto la stessa data l'attuale comando del 519° reggimento fanteria inquadrerà i battaglioni lavoratori : « Iglesias » (203" Divisione) ~ centro di mobilitazione: dep. 45° rgt. « Cagliari ll (205a Divisione) l ftr. - Iglesias di cui al foglio 4074 / B/ Ord. citato, ed assumerà la denominazione di « 411° reggimento lavoratori di fanteria » centro di mobilitazione : deposito 45" rgt. ftr.. Assumerà gli organici di cui allo specchio A allegato (omesso). Il personale esuberante venga immesso nel 503° e 504° battaglione per servizi di sicu.rezza e guardia. I battaglioni lavoratori « Iglesias l l e <( Cagliari >J, a parziale modifica di quanto disposto col foglio sopracitato, non avranno autonomia amministrativa.

III. - Sempre sotto la data del 15 c.m., la costituzione dei seguenti comandi di reggimento artiglieria lavoratori: 120 - 4 centro di mobi Iitazione: dep. 40° rgt. art. df .. - 4130 . Ente incaricato della costituzione : Comando del VII Corpo di Armata. Inquadreranno: - 412° : i gr. lavoratori « Sassari l> e (< Alghero i>; - 413° : i gr. lavoratori (<Tempio» e << Ozieri ». Non verrà costituito il gruppo (<Nuoro». - 414° - centro di mobilitazione: deposito 13" reggimento artiglieria di C.A .. Ente incaricato della costituzione : Comando Artiglieria della Sardegna. Inquadrerà i gruppi lavoratori « Fonni » e (( Lanusei ». Organici: come da specchio A allegato (omesso). I gruppi in questione non avranno autonomia amministrativa.

t

IV. - Il Comando della 2033 e quello della 205"' D ivisione, ognuno per la parte di propria competenza, non provvederanno alla costituzione dei gruppi: (< C agliari », (( Oristano », « Carbonia >>. Segnaleranno al Comando Artiglieria della Sardegna, e per conoscenza a questo, tutto il personale di artiglieria (ufficiali e truppa) comunque disponibile. Il Comando Artiglieria della Sardegna immetterà tale personale nei gruppi lavoratori « Fonni >> e <( Lanusei >l. V.

- I battaglioni cd i gruppi lavoratori dovranno assumere gli organici d i cui agli specchi « B l> e C >' allegati (omessi). <(


296

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

VI. - Il Comando Territoriale della Sardegna apporti le necessarie varianti ai documenti di mobilitazione ed emani le disposizioni di competenza per il trasferimento dal Distretto Militare di Sassari al deposito del 45° rgt. ftr. del centro di mobilitazione del comando 4u 0 reggimento lavoratori fanteria (già comando 5r9° reggimento fanteria). VII. - Segnalazioni. Nulla di variato a quanto stabilito con foglio n. 4074/B/Ord. già citato. Il Ge.nerale Comandante Giovanni Magli

STATO MAGGIORE REGIO ESERCI TO UFFICIO ORDINAMENTO E MOBILITAZIONE

Sezione Ordinamento N. 3r52/0rd. di prot.

P.M. 151, lì 28 aprile r944

Oggetto: Costituzione battaglioni e gruppi di artiglieria da trasferire in continente per gli A.A .. Al Comando Militare della Sardegna e, per conoscenza: Al M.G . - Direz. Gen. Pers. Ufficiali All'Ispettorato di Artiglie,·ia All'Ispettorato della Manovalanza Allo S.M.R .E. - Ufficio Operazioni Allo S.M.R.E. - Ufficio Servizi Allo S.M.R.E. - Ufficio Trasporti

P.M. 50 P.M. 107 Sede Sede Sede Sede Sede

Seguito foglio 2990/0rd. del 21 aprile r944. I.

- A modifica delle disposizioni impartite col foglio a riferimento, col personale delle unità costiere e dei reparti di artiglieria da sciogliere saranno costituiti : - 4 battaglioni per servizi di sicurezza e guardia; - 4 reggimenti lavoratori (2 di ftr. e 2 cli art.) ciascuno su: comando, 2 btg. di 6 compagnie ciascuno.

II. - I 4 battaglioni per i servizi di sicurezza e guardia, a conferma di quanto disposto con marconigramma 2480/0rd. del 22 corr., saranno costituiti sugli organici stabiliti col foglio a riferimento. Avranno autonomia amministrativa.


Allegati

2 97

III. - Formazione e organici dei 4 reggimenti lavoratori: risultano dall'allegato n. 1 (om esso). IV. - Indicativi dei reparti suddetti, personale da impiegare per la costituzione, data di approntamento ed altri elementi risultano dallo specchio allegato n. 2 (omesso). Circa le altre modalità relative alla costituzione, trasporto dei reparti in continente ecc., rimane confermato quanto stabilito col foglio a riferimento. Il Sottocapo di Stato Maggiore G. B. Oxilia

Allegato n. 41.

DATE DI PARTENZA PER LA PENISOLA (A LIVELLO REGGIMENTO E BATTAGLIONE) DELLE UNITA' DEL COMANDO MILITARE DELLA SARDEGNA

9 febbraio 1944: I btg. Arditi. 12 febbraio 1944: 9"- Sezione Esercizio Linee Ferroviarie. Fra marzo ed aprile: numerosi reparti lavoratori e servizi non inquadrati. rr e 12 aprile 1944: II e I btg. del 532° rgt.f.. 14 e 16 aprile 1944: I e II btg. del 572° rgt.f.. 17 e 18 aprile 1944: I e II btg. del 590° rgt.f.. 20 aprile 1944: Comando del 590° rgt.f. e I btg. del 535° rgt.f.. 21 aprile 1944: II btg. del 535° rgt.f.. 22 aprile 1944 : I btg. del 582° rgt.f.. 24 aprile 1944: II btg. del 582° rgt. f. e 58° reparto salmerie. 13 maggio 1944: Comandi dei rgt.f. 532°, 535°, 572°, 590°, 582" e II btg. del 574° r:gt.f.. 5 giugno 1944 : 501" btg. sicurezza e guardia. 23 e 24 giugno 1944: i due gruppi del 414° rgt.a.. 2 luglio 1944 : 4n° rgt.f., 412° rgt.a., 413° rgt.a., 415° rgt.a. lavoratori e i btg. sicurezza e guardia 503° e 504° ( r). 8 luglio 1944 : tutta la 226" Divisione. 9 - rr luglio 1944: I e II btg. del 416° rgt. lavoratori. 21 - 24 luglio 1944: Comando del 549° rgt.f., I e II btg. di tale rgt.. 28 - 31 luglio 1944: 580° rgt.f.. (1) Per la costin1zione dei reggimenti lavo rntori e dei battaglioni sicurezza e guardia - derivati in genere dai reggimenti ex costieri - si rimanda al già citato foglio numero 4562/B/Ord. in data 4 magg io 1944 del Comando Militare della Sardegna riportato in allegato n . ,10.


298

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

2 agosto 1944: 580° rgt.f .. 3 - 5 agosto 1944: Comando della 204'' Divisione e 546° rgt.a .. 7 - IO agosto 1944: 1° rgt. Granatieri. 14 - 18 agosto 1944: 2 btg. sicurezza e guardia costituiti nell'ambito della Divisione f. « Bari>). 26 - 28 agosto 1944: altri 2 btg. sicurezza e guardia costituiti nell'ambito della Divisione f. <<Bari>) . 2 - 5 settembre 1944: 547° rgt.a .. 20 settembre 1944 : Comando ciel rgt. lavoratori « Arborea )> con il IV btg. ciclisti ed i gruppi lavoratori « Cagliari » e « Sassari >l costituiti dalla Divisione f. « Calabria ». 23 settembre 1944: Comando ciel 3° rgt. sicurezza e guardia (ex 139° rgt.f. della Divisione « Bari,,), Comando 5° rgt. sicurezza e guardia (ex 140° rgt.f. della Divisione f. « Bari ,, ), Comando del 6° rgt. sicurezza e guardia (ex 471° rgt.a. della Divisione f. <e Bari>,). 23 - 24 settembre 1944: 4 btg. sicurezza e guardia, tutti della e<Bari ,,. Gli 8 btg. sicurezza e guardia costituiti nell'ambito della Divisione « Bari » assunsero gli indicativi da 506" a 513°. 27 - 30 settembre 1944 : 335° rgt. lavoratori su 3 btg., costituito a cura della Divisione f. «Calabria>) . I 0 ottobre 1944 : 515° btg. sicurezza e guardia. 5 ottobre r944: 516°, 517°, 519° btg. sicurezza e guardia con i Comandi dei rgt. sicurezza e guardia 1" e 2°. 10 ottobre 1944: 520" btg. sicurezza e guardia e Comando della Divisione << Bari l), 21 ottobre 1944: 521° btg. sicurezza e guardia. 2 - 15 novembre 1944: l'intera 205" Divisione. r0 gennaio 1945: I btg. del 60° rgt. della Divisione « Calabria >J (completato con elementi ciel II btg. dello stesso rgt.). I 0 febbraio 1945: btg. « Sardegna », già in precedenza costituito dalla Divisione « Calabria >J per dare rinforzo alla Legione Carabinieri di stanza in Sardegna.

Allegato n. 42.

MESSAGGIO DI S. E. IL MARESCIALLO MESSE ALLE FF. AA. IT ALTANE

lì 28 maggio 1944 Mentre le truppe del Corpo Italiano cli Liberazione partecipano con i camerat i delle Nazioni Unite alla grande battaglia che si combatte nel nome di Roma, il mio cuore di Comandante non dimentica tutti quei soldati Ita-


Allegati

liani cli terra, di mare e dell'aria che, lungo le linee di combattimento, nelle immediate retrovie del fronte, nei porti e negli aeroporti, come lungo le vie di comunicazione marittime ed aeree, danno, silenziosamente, il loro contributo alla battaglia in corso. ll pensiero riconoscente va soprattutto a coloro, salmeristi e portatori che, nelle zone più tormentate del fronte recano ai reparti avanzaci, nostri ed alleati, i rifornimenti indispensabili al combattimento. Questi salmeristi e portatori che, fusi con i .reparti più avanzati hanno spesso volontariamente impugnate le armi e valorosamente combattuto, hanno già dato alla Patria, nell'esplicazione del loro faticoso lavoro, numerosi morti e feriti. E' questo nuovo sangue Italiano generosamente speso per riscattare il diritto alla vita della nuova Italia. S:ippiano tutti questi veri e propri combattenti che il loro silenzioso sacrificio è da tutti gli italiani conosciuto ed apprezzato e traggano da questa certezza nuova forza per proseguire tenacemente, fino alla vittoria, la loro opera feconda. Il Maresciallo d'Italia Capo di Stato Maggiore Generale Giovanni Messe

Allegato n. 43.

COMANDO DEL IX CORPO D'ARMATA

lì 8 giugno 1944 ORDINE DEL GIORNO

Da oggi la 209• Divisione, destinata ad altri compiti, cessa di far parte del Corpo d'Armata; la D ivisione di Fanteria e, Piceno» ritorna alle dipendenze di questo Comando. Non senza dispiacere vedo allontanare la vecchia Divisione costiera, che tanto vigorosa, solerte ed intelligente opera ha dato nell'organizzazione difensiva della frontiera marittima del Corpo d'Armata, e successivamente, dopo gli eventi che hanno ridato alla Patria la giusta via smarrita, con tutto slancio e fede nei sacri destini di Essa, ha affrontato i nuovi compiti sul cammino della liberazione della nostra terra dal nemico non mai abbastanza odiato. Con la certezza che il suo av venire sarà non meno adorno di onore e vanto per le prove ed i cimenti che l'attendono, rivolgo al Comandante, agli ufficiali ed ai gregari tutti il mio cordiale saluto e l'augurio di sempre maggiori fortune.


300

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Mi riconforta il ritorno della cc Piceno >l nella cui bravura è indubbiamente la indistruttibile risonanza deI!a gloria conquistata a Selo e Corite nel 1917, e che, ne son certo, costituirà fiamma ardente per i compiti, cui la Patria, m quest'ora suprema, dovesse ancora chiamarci. In tale fiducia, dò alla Divisione tutta il mio cordiale benvenuto. Il Generale Comandante Roberto Lerici

Allegato n. 44.

MINISTERO DELLA GUERRA P.M. 107, lì

1°

settembre 1944

ORDINE DEL GIORNO ALL'ESERCITO

li generale Langley Browning, capo della Sottocommissione per l'Esercito, nella riunione plenaria della Commissione Alleata di Controllo, che ha avuto luogo il 24 agosto ha detto : « Penso che pochi si rendano pienamente conto di come si sia comportato bene l'Esercito Italiano. Con il nostro aiuto, è stato organizzato dal caos un Esercito, fin dal principio di oltre 300.000 uomini, con personale recuperato, con generali ex prigionieri di guerra portati dall'Inghilterra, ecc.. (( Il Corpo Italiano di Liberazione ha combattuto bene ed ha subìto molte perdite. « La parte servizi e reparti ausiliari ha assolto un compito immenso riparando vie di comunicazioni, lavorando nei porti, ecc. e così permettendo di risparmiare personale alleato. L'Esercito Italiano ha lealmente cooperato quale cobelligerante, praticamente, in silenzio e senza alcun attrito. Vorrei che tutti si rendessero conto di ciò e che l'Esercito Italiano avesse il suo giusto e meritato riconoscimento sia nella stampa sia nell'animo degli alleati, per il prezioso contributo dato alla causa alleata >>. Ho inviato al generale Browning la seguente lettera : « Le dichiarazioni che Ella ha voluto fare a favore dell'Esercito Italiano, nella grande riunione della A.C.C., ha toccato profondamente il mio cuore di capo. A nome dell'Esercito la ringrazio. « Porterò a conoscenza di tutte le truppe che ho l'onore cli comandare il Suo alto riconoscimento che, per la lealtà con la quale è stato espresso, avrà grande ripercussione fra i soldati di tutte le armi, che si sentiranno sempre più spinti a continuare nello sforzo intrapreso, in stretta unione con le valorose Truppe Alleate, verso la immancabile Vittoria che già si delinea radiosa all'orizzonte».


Allegati

301

Ufficiali, sottufficiali, caporali e soldati,

il merito di tale riconoscimento, così caldamente espresso dal generale capo della Sottocommissione per l'Esercito, che segue con intensa passione il nostro duro lavoro quotidiano, va per intero a voi tutti - militari dei reparti combattenti, ausiliari ed addetti alle retrovie - che, consci della gravità dell'ora e della assoluta necessità di tenere alto e rivalorizzare il nome dell'Italia, con mirabile dedizione e devozione alla Patria vi prodigate affrontando pericoli, disagi e fatiche per cacciare l'odiato oppressore. A voi tutti, che il Paese ammira e segue con animo trepidante e commosso, il mio più vivo, affettuoso ringraziamento. Viva l'Italia.

Il Ministro Alessandro Casati

Allegato n. 45.

MINISTERO DELLA GUERRA GABINETTO

P.M. 151, lì

20

novembre 1944

Oggetto: Unità Salmerie. ORDINE DEL GIORNO

Le unità salmerie, operanti in fraterna collaborazione con le truppe alleate, hanno dato nel volgere di oltre un anno validissimo contributo alle operazioni sul fronte italiano. Nelle zone più impervie e difficili il loro apporto è stato spesso decisivo per il successo. Reparti isolati all'inizio, le salmerie sono ora falange che con i suoi diuturni sacrifici di sangue scrive pagine di puro eroismo. Fuoco nemico, campi minati, difficoltà di terreno e rigore di elementi, nulla le arresta. Silenziose ed infaticabili giungono sempre alla meta; aleggia in esse lo spirito delle nostre truppe da montagna. Il loro contributo alla vittoria è pari a quello delle truppe combattenti e come tali esse vanno considerate con tutti gli altri reparti ausiliari che collaborano con gli alleati sulle linee avanzate. A ufficiali e truppa vada il mio caldo elog io. Il Ministro A. Casati


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Allegato n. 46.

MINISTERO DELLA GUERRA GABINETTO

P.M. 151, 23 novembre 1944 ORDINE DEL GIORNO

I patrioti di una valle alpina, sui quali la bieca ferocia nazi - fascista si è recentemente scatenata quasi che le stragi potessero comprimere o distruggere l'anelito alla liberazione che empie i petti dei nostri valorosi commilitoni, hanno indirizzato ai compagni d'arme dell'Esercito il seguente messaggio: Ai Combattenti del Corpo Italiano di Liberazione « Se pure voi ci credete finiti dopo l'attacco di 16.000 nazi - fascisti queste parole siano la prova che viviamo. L'eterno spirito di rinascita e ripresa che ha sempre riportato l'Italia alla vita, fermenta prepotente nei nuclei delle formazioni di patrioti. I posti dei fratelli caduti e trucidati non rimangono vuoti. Altri " ragazzi " corrono al richiamo dei morti, per obbedire al loro testamento: la vita per la libertà, la vita per l'Italia. « Conosciamo tutti il tremendo scopo della nostra resistenza: impegnare con le nostre compagnie le divisioni nemiche, provocare con la nostra spregiudicata e spesso creduta insensata guerriglia il nemico. Non ci importa se al "momento buono", come chiamano gli "spettatori" il giorno della disfatta nazista, saremo delle sparute schiere di superstiti a venirvi mcontro. Sopra di noi dovrete vedere le migliaia di fratelli che sono caduti in tutte le vallate alpine, in una lotta che è spesso disperata, sempre impari, ma santa e bella, perché dietro le variopinte fiamme di colori politici che scaldano i cuori di questa nuova gioventù italiana, c'è un unico fuoco: l'amore di Patria, un'unica brama: libertà, un'unica bandiera: il tricolore, « L1 nostra e la vostra meta è una sola : ricongiungerci per ricongiungere fìnalmen te tutta l'Italia JJ.

' A voi che nelle schiere dei gruppi di combattimento e dei reparti ausiliari, quali soldati dell'esercito della liberazione, vi apprestate, unitamente ai valorosi alleati, a combattere l'odiato nemico o che validamente collaborate alla comune causa, il grido che prorompe dai nostri compagni patrioti sia incitamento e consegna per ricongiungerci ad essi, spazzando dall'Italia ancora invasa i nemici ed i traditori e trarre forza e volontà dall'esempio dell'eroico sacrificio di quanti, con scarsi mezzi, in una valle ormai sacra, o nella nostra terra ancora calpestata, affrontano serenamente l'oppressore. Il Ministro A. Casati


Allegati Allegato n. 47.

STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO

lì 10 febbraio 1945 ORDINE DEL GIORNO ALL'ESERCITO

Assumo oggi la carica di Capo cli Stato Maggiore dell'Esercito. So che è grave la responsabilità che mi viene affidata. Ho fiducia di potere costruire, perché sento intorno a me una rinata volontà di azione, per l'Italia. Dalla dolorosa esperienza delle recenti vicende ciascuno cli noi ha tratto un più consapevole ardore cli aiutare la Patria a risorgere: prima nella guerra contro il nemico di sempre, poi nella pace feconda . Sulla linea del fuoco i Gruppi di combattimento che rinverdiscono una tradizione di eroismo mai spenta; cli là dal fronte i patrioti che riaffermano nel sangue la generosa volontà di liberazione; di qua dal fronte le truppe ausiliarie che silenziosamente confermano il profondo attaccamento al dovere; siamo un Esercito solo in cammino che un unico fuoco consuma : l'amore per l'Italia. Dinanzi a noi - a segnarci la via - tutti i nostri morti. Proprio perché siamo pront i a qualsiasi sacrificio, per la Patria, abbiamo la certezza che la Patria risorgerà. Viva l'Italia.

Il Capo di Stato Maggiore Gen. Ercole Ronco

Allegato n. 48.

COMANDO ITALIANO 2 I 2° P.M. 181, lì 20 dicembre 1944 NATALE E CAPODANNO

Si avv1c10a il Natale, la più soave festività della nostra Religione, e io desidero che giunga a tutti coloro, che come me lavorano verso le mète comuni - Ufficiali, Sottufficiali e Soldati - un pensiero cli umana solidarietà, un augurio commosso ed affettuoso. Soprattutto a coloro che, da mesi o eia anni, vivono lontani dalle loro famiglie, questi giorni portano gentili ricordi di luoghi, di cose e di persone,


304

Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

e queste ci appaiono nell'alone del desco familiare, dinanzi a presepi scintillanti, contro abeti colmi di neve. In questa inesprimibile poesia cli ricordi e di speranze, raccoglietevi attorno ai Comandanti, che oggi rappresentano i Vostri cari, e pensate soprattutto alla Patria, attribuendole il viso della donna che più amiamo: madre, sposa, sorella. Meglio potremo vederla, materializzata nel nostro amore. Mai come oggi, Ella ha bisogno dei suoi figli migliori, di noi Soldati. Non potendole offrire la vita, come vorremmo, sui campi di battaglia, serviamola in umiltà e in silenzio, affinché, nell'anno che sorge, anche per Lei possa splendere l'Epifania di giorni più lieti, in una profonda sincera fraternità di spiriti, di intenti e di idee. Il Generale di Divisione ff. g. s. Comandante Gustavo Reisoli Matthieu Notu . - Il presente sia letto alle truppe e correttamente riprodotto all'ordine del giorno.

Allegato n. 49.

COMANDO ITALIANO 212° P .M. 181, lì 27 aprile 1945

La nostra cara Italia del Nord, insorta contro l'odiato oppressore, torna a novella vita, riconquista la perduta libertà e si ricollega, tripudiando, al territorio Nazionale liberato. Alla forza delle vittoriose armi alleate si è congiunto l'antico valore di nostra gente che sta dimostrandosi degna continuarrice delle tradizioni del Risorgimento; e così si ricompone il volto d'Italia nella sua unità territoriale e spirituale. In queste epiche giornate il mio pensiero di Comandante si rivolge in particolar modo a tutti i militari delle truppe Italiane 212° che hanno famiglia ed averi nel settentrione, augurando loro che gli eventi siano stati propizi e che persone e beni siano sani e salvi. Presto, militari del Nord, vi saranno note le provvidenze che il nostro Governo emanerà per affrettare al più possibile il ricongiungervi con le vostre famiglie, come è nel desiderio dei vostri cuori : attendete, perciò, fiduciosi ed uniformatevi agli ordini che vi saranno impartiti al riguardo. E, soprattutto, astenetevi da allontanamenti inconsulti che, oltre ad essere perseguiti dai rigori della legge, procrastinerebbero anziché avvicinare il momento tanto sospirato e darebbero ai vostri cari nuovi dolori e nuove mortificazioni. Vi invito inoltre, militari del 2 12°, a riflettere che il servizio che noi compiamo con gli alleati è oggi più che mai utile alle terre ora liberate in quanto


Allegati consente il rapido afflusso delle merci e dei viveri necessari al pronto soccorso delle popolazioni, come fino a ieri fu necessario per l'afflusso dei mezzi bellici. Questo concetto renderà più gradito il vostro lavoro e aumenterà il rendimento delle vostre fatiche, a vantaggio delle vostre famiglie. Come fino ad oggi abbiamo riscosso il plauso e gli elogi degli alleati che hanno lealmente riconosciuto l'efficacia del nostro ausilio, così dimostriamoci fedeli alla consegna fino all'ultimo giorno della nostra . fatica, talché la storia del « Comando Italiano 212° » sia senza macchia e vada a costituire documento imperituro della volontà di rinascita della Patria. Viva l'ltalia! Il Generale di Divisione f.f. g. s. Comandante E. Perone

Allegato n. 50.

COPY da « Basic News

>>

(Servizio notizie Nazioni Unite) Martedì, lì

LE

24

ottobre 1944

UNITÀ ARMATE ITALIANE AFFRETTANO I SUCCESSI ALLEATI

Quartiere Generale delle Armate Alleate in Italia, ottobre 23 I successi militari Alleati non si sarebbero realizzati così presto senza il lavoro dei Pionieri Italiani, operanti dietro le linee della quinta e ottava Armata. Ufficiali militari Alleati confermano il loro più alto riconoscimento a queste unità, che, senza posa, hanno mantenuto il rifornimento di munizioni, l'approvvigionamento ai combattenti Alleati, ricostruendo ponti militari, e mantenendo le linee vitali sempre aperte. Oggi, nei fronti di alta montagna, i soldati italiani, con i loro muli, trasportano proiettili pe~ artiglieria, viveri, acqua e medicinali ai soldati Alleaci. E' stato impossibile 'misurare il tonnellaggio che queste unità Italiane hanno trasportato, si deve pure ad esse il mantenimento libero delle linee cli rifornimento, ed hanno pagato duramente il prezzo del compimento ciel loro dovere. Le perdite in battaglia di queste unità non sono state leggere. Nel fronte della quinta Armata, opera una intera Divisione Italiana, compiendo doveri di vitale importanza. Essi sono stati con la quinta Armata durante tutta l'avanzata in Italia, battendo i sentieri delle posizioni avanzate, dove le truppe Alleate avevano piazzato mortai da montagna, mitragliatrici e posizioni di artiglierie.

20. -

Ua.


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Le Unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione

Queste unità hanno trasportato rifornimento al fronte, mantenendo le · strade di comunicazione aperte, hanno costruito ponti, spesso sotto intenso fuoco nemico, hanno ricostruito strade ferrate, distrutte dai tedeschi in fuga, hanno costruito sentieri per camionette nelle prime linee di montagna, hanno ricostruito strade distrutte da guastatori tedeschi, caricato e scaricato carichi militari dai bastimenti e dai treni, hanno ricostruito i porti in rovina. La Divisione Italiana partecipante nel fronte della quinta Armata comprende: dieci compagnie di muli, tre battaglioni di genieri comandati da un Generale Italiano, avente un proprio Stato Maggiore. I componenti di detta Divisione portano l'insegna della quinta Armata. Le truppe Italiane unite si congiunsero con le truppe Alleate dell'ottava · Armata per la prima volta, vicino a Reggio Calabria, più di un anno fa. Essi seguirono l'Armata nell'avanzata verso Nord, operando con il loro impagabile lavoro nella traversata del Sangro, dove, sotto il fuoco nemico, costruirono ponti che permisero agli Alleati il passaggio, e conseguente avanzamento. Più tardi trasportarono in su gran quantità di rifornimenti, necessari alle Armate Alleate, per lo sfondamento delle linee (< Gustavo e Hitler » al sud di Roma, e più recentemente per la linea «Cotica,,. Le loro costruzioni di ponti furono, secondo il parere degli Ingegneri militari Alleati, impagabili. Una delle costruzioni più preziose per la difesa Alleata: il ponte Bailey, ha meritato elogi dalle truppe Alleate del genio, le quali sono concordi nel riconoscere come i genieri italiani uniti siano capaci quanto le unità Inglesi, gli Americani, gli Indiani, i Canadesi e Neo Zelandesi.


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LE UNITA' AUSILIARIE DELL'ESERCITO ITALIANO NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE by Biblioteca Militare - Issuu