Skip to main content

MEDICINA MILITARE NELLA STORIA

Page 1

COLLANA MEDICO-MILITARE l"t,;' BBLICATA DAL

MINIST ERO DELf.A GUERRA • DIREZIONE GE NERA LE DI S ANITÀ MI LITA RE

~. ~~~

Vo 1•. :XX

Dorr. ARTUR.O CASARINI

~bi~ t. LA MEDICINA MILITARE T&N&S T J: COLO.!Ii~f": l.. r.o l U!DICO

NELLA LEGGENDA E NELLA STORIA SAGGIO STORI CO SUI SERVIZI SANITARI NEGLI ESERCITI ON OR ATO DEL P RL\10 PR E MI O N EL CONC ORSO 1 927 PER LA VORI SU TEMI MILITARI

(Con 15;) figure)

lNTER ARlfA CIIARIT AS Roma • S6zione del bassorilievo della oolonn .. T r&iana Assistenza ai feriti in guena

R01\JA · Giornale di medicina militar e · MCJ\lXXIX · Anno VII


l l~ Firenze _: Tipogmftn Carpigiani • Zipoll, VII\ RICa8oll, 63. An. P. Cbitj ·C•ratOM IÙ fal.Hm... to


Dedico questr pagine alllt cam memoria llel proj. GIUSEPPE O.A.S.A.RIXI, mio ::io, per nove lustri insegnante llisci]Jline chirurgiche nell' Ateneo modenese, degli

studi storico-mulici fervido culto're e p1·P,cttrso·re (*).

..

(*) G. CASAJU)II, Elogio di Cesare Jlagati. Discorso pronunciato nell'Aula Magna della R. Università di Modena per l'inaugurazione degli studi dell'anno acc.,demico 1867-68. G. CASARINI , Sulla necessità della erudi::io1te in lltedioina per appre::::arne giullta'Mnte i progressi. Discorso pronunciato nell'An la Magna della 1~. Università di ~lo­ dena per l'inaugurazione degli studi dell'anno accadou1ico 1880-81.


'


PREF AZIO N E

Rimonta1•e alle m·igini del servizio sanitario in gue1·ra e 8eguirne le vicende e lo sviluppo att1•ave1·so i secoli significa documentm·e l' importanza data dalle Nazio~i più, civili e più int1·aprendenti alla preparazione di tale ,<;ervizio fino dal tempo di pace. La grande guerra ne ha enormemente aumentala l'importanza ed a(te1•mato quanto indispensabile 8Ìa una buona e vasta preparazione dei mezzi ed una solida m·ganizzazione del servizio alla conse1·vazione della .'lalute ed alla efficienza delle truppe. Preparazione dei mezzi ed organizzazione dei servizi non sono elementi che si possono improvvisare. Da cii> la necessità di un Corpo Hanitw·io milita1·e che bene conosca il congegno e le Migenze del suo servizio e sia capace di inqu,adrarlo e dirige1·Zo in guerm. Roma, dicembre 1928, Anno VII. Tenente genemle tnedico G. B. CALEGARI

Dirett01·e gene1•ale della Sanità militm·e

~~--


t

)


INDICE DE LLE MATERIE •

Pag.

l

SFBHZI S.~~ITARI MILITARI :SF.J.L'F.I'OCA PREIS'l'ORICA E l'llrSSO LJ:: L'"TICRE OIVILTÀ D'ÒRIE:'I""TE

5

INTRODUZIONE -

RisYeglio degli studi storico-medlcl in Italia . CAPITOLO I.

I

L - L'assiStenza sanitaria presso gli eserciti Asslri c Babilonesi . II. - La medicina militart~ degli antichi popoli cinesi . III. - L'assistenza sanitaria ;presso gli eserciti dcll'untlco Egitto IV. -La medicina militare presso il popolo ebraico . v. - I servizi sanitari mllltarl d(.'ll'antica India . VI . - L'organizzazione sanitaria militare in Persia . VII. - La medicina mllitarè nell'antica Grecia e nel poemi Omericl .

8 10

13 19 24 27

31

CAPITOLO II. I SERVIZI SANITAill MIL11'Aill NEU/AN'rlC.A ROMA .

7:1

L'arte salutare presso i Romani . 75 II. - L'assiStenza sanitaria presso le forze armate dell'antica Roma 85 III. - Organizzazione dei medici militari nell'Urbe: reclutamento, uniformi, strumentario, luoghi dl cura ecc. 107 IV. - I medici militari r()lllanl nell'epigrafia e nel monumenti funebri . 123 L -

,('APITOLO III.

J

L'ASSISTENZA SANITMUA PRESSO OU ESEllCITI DURA:NTE IT, MIJOIOEVO

141

L II. III. -

143 152

IV. -

V. -

VI. -

La medicina militare nelle canzoni e nelle leggende medioevali . I $erviz1 sanitari presso gll eserciti dell'antica Arabia L'assiStenza sanitaria nelle Crociate . La medicina militare e la S<luola salernitaua . La medicina e la chirurgia militare nel trecento L'introduzione delle •armi da fuoco nell'ar te della guerra e la cllirurgla m1Utare nel quattroccuto .

1l)(j

161

172 18;)


-

VIII -

OAPI1'0LO IV. LA !IU;DlOINA :MILlTARE

NEL Cll\:l!UEC'El!ITO

Pag. 197

•

I. -

La chirurgia anllitare del cinq11ecento in Italia . La chirurgia militare del cinQuecento in Francia . III. - La medicina e la chirurgia militare del cinquecento nelle •altre Nazioni IV. - L'assistenza sanitaria degli eserciti nel cinquecento . Il. -

199 217

227

230

CAPITOLO V. L\ MEDICINA MILI1'ARE NEL SEICENTO

.

I. - La medicina militare del sei<.-euto in Italia . IL - La cllirurgia m111tare. del seicento nelle 1111tre nazioni d'Europa III. - L'assistenZ'a sanitaria degli eserciti nel seicento

CAPITOLO VI. LA ?.!EDICINA MILITARE NEL SElTECEr>~!'O .

I. - La chirurgia e la medicina militare nel settecento in Italia II. - Da chirurgia e la medicina llililitare nel se~tecento in Francia e nelle altre nazioni d'Europa . Illi. - L'·assistenza sanitaria degli eserciti nel settecento

CAPITOLO VII. l SERVIZI SANII'ARI MILI'tAIU Al. T!<:~!l'O DE't..LA RIVOLUZIONE b'I!ANCESE E DELLE CUERR.el NAPOLEONICRE

I. - ·Organizzazione sanitaria militare durante l.a rivoluzione francese . II. - I servizi sanitari militari nelle guerre della repubblica . III. - I servizi sanitari militari nelle guerre napoK'Oniohe

CAPITOLO VIII. l SE!lVIZI SANl'l'ARI MILITARI NEI REGNI DEL VECCHIO PIEMONTE, DI SARDEGKA, DELLE DUE

I. II. III. IV. -

SIOILlE

E

NEJHLI

STATI

ITALIANI

.

Organizzazione sauitar:ia militare nel vecchio P iemonte . I servizi sanitari militari nel regno di Sardegna . L'assistenza sanitaria militar~ nel regno òelle Due Sicilie I servizi sanitari militari negli altri Stati italiani

377

379 389 420 425

CAPI'l'OLO IX. I SERVIZI SANITARI MILITAR! Dl!!Lo\Nn: LE CA~!PAGNE DELL 'INDirEKDE:-IZA, DI CRIMEA E DELL'UNI'l'.Ì D'hALH

I. II. -

Prima campagna dell'indipendenza italiana (1848-49) Guerra di Crimea (1854-5G) .

429

431 442


-IX-

III. - Seoonda campa~na dell'ir.àlipendenzn 5taliana (1859) IV. - Prima campagna dell'unità d'Italia (1860-61) . V. - Terza campagua dell'indipendenza italiana (1866) VI. - Seoonda campagna dell'unit1t d'Italia (1870)

. Pag.

4113 467

473 478

CAPI'l'OLO X:. SERVIZI SAXI'fARI :-ULl'l'ARI !iET-LE GUERRE DI SECESSIOJ\E AMCRICANA E ~'RA:-100-

I

.,

483

l S J;;KYIZ1 SA!\'ITAIU MH.I'l'ARI NEI.U; G'CF..RRr; RfTSSO·l'URCA, SE!lliO·BULGARA, I&PANO·AME· RICANA, ANGT,O·ROmA, RUSSO·GIAPPONEfiE E BAT.CANJCA (1912-13)

50!;)

PRUSSIANA

"

I. - Guerra di secessione !lmericann (1RG1-65) Il. - Guerra franco-prussiana (1870-71) C.A.PITOLO XI.

l. -

Il. III. IV. V. ·VI. -

Guerra russo-turca (1877) Guerra serbo-bulgara (1885) Guerra ispano-americsua (1895·1898) Guerra anglo-boera (1900) Guerra russo-giapponese (10041905) Guerra balcanica (1912-13) .

511 514 517

523 529

C.A.PI'l'OLO XII. I SERVIZI SA=<lTARI :\II[.lTAR! ::O."ELU: CA).fl'AGN~; COLOSlALI I'!'AI.H'NE

543

Guerre coloniali dell'Eritrea (1885-87-95-96) Campagna coloniale di Libia (19U-12)

545 556

L -

IL -

CAPITOLO XIH.

J

SERVIZI SANI'l'ARI li!ILlTARI NELL'ESERCITO l'l'ALIANO, DURA'NTE LA GUERRA

DIALE

hJ:rJN •

(1915-1918)

573

CAPITOLO XIV. l

SEII\'lZI SAl\'TTAllT MILITARI DAI,L.~ COSTITHZTONE DELL'UNITÀ ITALJA'NA AD OGGI •

.

()19

.APPE~DICE.

'1\

Cenno storico sulle associazioni di socoorso dei malati e feriti in guerra .

G49

JNDICE IUBLIOORAFIOO

675


INDICE DELLE FIGURE

•

Graffito della n~cropoli di Snklwrah con scene di cir.concisione tl800 anni a. C.) Pag. » 2. - Omen• - Scultura allltlca (Mu,;eo nazlonali:l di .:s"a,poli) . >> 3. - Tavoletta con scrittura non ancora decifrala, rinvenuta negli sc~wi d l Creta : (prescrizioni terapeutiche ?) » 4. - Esculapio serluto che abbevera il serpente. c:vruseo areheologico di Atene) >> 5. - :llacaone medica l\fenelao ferito da Pandaro (Dalla Galleria Ome· t·icn ~ell'Inghirruni, Vol. II, tav. CXXII) . >> G. - Nestore che offre la tmr.za a Macaone fetito. (Dalla Galleria Ome,·ica llell'Inghit·ami, Vol. II, tav. Xl:X) . » 7. - Achille ferito Qhe cerea di estrarre la freccia dalla ooscia destra. (Dalla (falle.ria Omer·ica dell'Jnghirmni, Vol. I, tav. LXV) . >> S. - Coppa di Sosia. Achille che fascia il braccio destro di P·atroclo ferito al gomito. (Pittura su vaso, esistente nel 1'Iuseo di Uerlino) )> 9. - Filottete nell'isola di Lemno, mentre scaccia con un'al a di oorvo le mosche che ronzano •atturno alla ferita del piede destro. (Pittu:ra su vaso) » 10. - Filottete n1entre si faRcia il piede destro. (Pittura su vaso) . » 11. - Filottete assiso su 1ma r occia Ché osserva il piede destro fasciato. (Pittura su vaso) >> 12. - Macaone elle fascia il piede siniStro a Filottete. (Frammento di pittura su specchio, esistente nel llluseo ciovloo di Bologna) . » 13. - Achille ferito. (Da un disegno del Gabinetto delle medaglie, Parigi) >> 14. - ~D:a.spor1o di morti e feriti nell'epoca greco-romana . )> 15. - Carro trainato da buoi per trasporto di malati e fer1ti nell'epoca greco...romana » 16. - Filottete ferito traspovtato su un carro trainato da cavalli . » 17. - Pittu1·a murale pompeiana, ora al Museo nazionale di Napoli. n chirurgo lapis tenta di ·esll.'arre con una pinza la freccia dalla coscia destra d.i Enea . >> 18. - Virgilio - Erma in marmo. (i\fuseo Capitolino, Roma),

Fig.

1. -

17 :JG

39 41

43 44 48

49

49 50 50 51 66

71

72 72

86 !JO


....

-XII-

Fig. 19. -

Episodio delle guerre daciche. (Bassorilievo dalla colonna •rraiana, Roma) . Pag. 98 » 20. - Posto di medicazione delle legioni r(XIllane nelle guerre daciche. (Sezione del bassorilieYo della colonna 'l'raiana, Roma) . 105 >> 21. - Ventose in bron7.<> di diverse dimensioni. Alcuni strumenti di chirurgia in uso presso i Romani: astuccio chirurgico, bisturi, spa.tole, pimette di varie forme 117 » 22. - Busta chirurgica in bronzo di un medico militare romano . 118 » 23. - Fal'J.llacia tascabile a più SC(XIllparU.menti in avorio appartenente ad un medico militare romano ' 119 » 24. - Ara votiva dedicata a Giove da Antonio Valente, med]Co della III 'Legione roacedonica 126 >> 25. - Lapide funeraria del soldato Satrio Rufo, della Xl Legione, il quale si suppone fosse medico militare dal bassorilievo scolpito sotto l'iscrizione, che rappresenta una busta chirurgica 127 » 2G. - Lapide funeraria del medico soldato Tito Aurelio Nuroerio, della Legione XXII, primìge1~ia pia fiàeHs 128 » 27. - Ex voto del medico militare Sesto Tizio Alessandro, della v coorte pretoriana 181 » 28. - Baslllll1ento anteriore di una statua eretta in onore di Caracalla, dalla H coorte dei vigili di RQma 184 » 29. - Pietra tumulare del medico militare Anicio Ingenuo, della prima coorte ausiliaria tungrica 185 » SO. - Lapide votiva dedicata dal medico Marco Aurelio Zosimo, della IV coorte Aquitania, a Giove, ad Apollo, IDsculapio, alla salute ed .alla fortulla della coorte e deì suo .prefetto Lucio Petronio Fiorentino 186 » ~1. - Usbergo ed elruo con nasale. (Dal dizionario di Violot Le DU<!) . 145 » 32. -Mire che arplica un topico sul ginoochio destro di 1m infermo regale. (Da un disegno della Biblioteca Nazionale di Parigi 146 Lancelot du Lac) » 88. - Cavaliere partente per la guer.r a Cl)n la lettlga tl:aspovtata a dorso dì cavalli. (Da un di.st'gno della Bi•b lioteca Nazionale di Parigi - Lancelot du Lac) . 147 » 34. - Cavaliere ferito al torace, .trasportato in un monastero. per le cuxt> del C'USO. (Da un disegno della Biblioteca Nazionale di Parigi - Lan('(!lot du J,ac) . 151 » 35. - Miiniatura (}Jn.l Carmen ad hononmt Ll:uuusti di Pietro da Eboli. (nella biblioteca civica di Berna) 165 >) SG. - Lanfranchi di :Milano - Lettore di chirurgia nell'Università di Parigi (Secolo Xlii) 174 » 87. -- Un chirurgo frnnces<> in abito lungo, dell'epoca di Elll·ico Hlì 175 » 38. - Chirurgo militare che .p ratica l'emostasi sul cannpo di battaglia (Secolo XIV). (Da una miniatura della Biblioteca dell'Arsenale di Parigi) . , 178 » 39. - Eostrazione di frammento di freccia dal torace, fllltta da un chirurgo militare sul cannpo dt battaglia. (Dall'OJ.era di Giovanni Gersdorf) . 18.9


-

XIII-

Fig. 40. -

»

» » >>

>>

,

»

» »

»

applicazione di cauterio su una piaga della gamba destra; nella parte superiore vari tipi di cauterio. (Dall'opera di Giovanni Gersdorf) . Pag. 41. - Un'amputmdon<' della g-amba destra al terzo superiore. (Dall'opera dl Giovanni Ccr&dorf) 42. - Una trapana?.lone del cranio con trapano a tre piedi. (Dall'opera di Giovanni Gersdorf) 43. :\Iariano Santo, da Rarle-tta 44. - Trapanazione del cranio. (Dalla Ciru,·uia l."tìt·c rRale di Giovanni andrea dalla Croce) 4;:1. - R iduzione della lu~<;::~zlone dell'ornero de;;tro. (Dalla Chil'llrgia di · Guido Guidi. pubblicata a P:IriJ:ri nel 1:;~ l 46. - Gabriele Falloppia, da )lodena 41. - Gaspare Tagliacozzi, da Bologna 48. - .Ambrogio Pnrì'O. a 72 anni . 49. - Str:tm1eut1 cblrut·glci c cauteri dell'eJ)O('rtkdl Aq11broglo Parèo 50. - Ambrogio l'nr~ pratica la legatura delle arterie in un ferito all'assedio di Dnnnllllers. (Quadro di CbnrLran alla Surbona hct~

.Allllbrogio Pari'<> nel 1:'~12 an assedio di :\1et?., acclamato dai combattenti 52. - Chirurgo mUltare che medica presso la tenda un soldato ferito alla testa. (Dnll'Opus cliirurgictltn di Parncclso - Francoforte, 1GG5) 53. - Chirurgo militare ùa campo e suo assistente. (Da un'incisione di 1\'lcola Meld('mann, Koriunberga) 54. - Chirurgo militar<' che pratica l'estrazione di 1m ferro di lancia dall'emilora~ destro sul campo di battaglln. (Da una stampa del l\laUI·er nella Galleria Albertina di VIC?nnn) . O."i. - Cassa di medlclnall per il ser>izio sanitario In campagna • H68 . 5G. - Gaspare Aselll, da. Cremona . 57. - Cesare )lagati, da ~candiano 58. - Ludovico Settala, da :\Illano 59. - Gerolamo Frarastoro. da \erona . 60. - Giovanni :\Jarla Lanclsl, da Ro'f!la 61. - Bernaròino RaUJazzinl, <la Qarpi G2. - Tourn!q11et lll Clan rJulgl PeUt e modo di nppllcii?.IQne . 63. - Carlo GuatLan1, <la S., Bnrtol01mneo Ragni (Novara) 64. - Giovanni All!lssnnclro Brambilla, da Pavia . 65. - Antonio Scurpa, da Motta di Livenza 66. - Michele BcrgOO?.Qni, da Bologna . fì7. - Croissant dc Garengeot, da P:rrigi . Gl. - ll :\Iaresclallo )laurlzlo dl Snssonla . 69. - Clrico Bligu<'r f1720·179G) , da Wtirtembcrg . 70. - LoreDZ<> lleistcr (1683-1700), da Francoforte sul )leno 71. - Un posto di medicazione alla battaglia di l!'ontcnoy dell'li maggio 174fi. (Da una plttora di La Per;na del Museo di Versailles)

190 191 192 208 210

211 212 215 217 221

~

51. -

"

» >>

»

» >>

» » »

» >> >>

» » » » >>

» , ,,

224

229 234

235 236 240 241 243 248 250 251 254 274 275 276 278 284 285 287 288 292


-

XJY-

Fig. 1!?. - Ginrgio :\Inr<>s<·bnl. chirurgo del Re Luigi XlY <' Luigi XV. Png. >> 73. -G. l'kJ1ant d<' la Martinière, primo chirurgo di Luigi XV (1U!l0lii':J). (\")unch·o dd pittore Latinville) . H. - Il maresciallo dl Sassonja si fa tra~portare sul campo di bnttuglia nella ,;ua carrozza di -...i mini. 1Dali"epopea mllitart> di ROltChet) >> 75. - i\Icdicl miHtari Hl tempo <l<'IIU ll"ÌYOhl1.iOne frSllC<'Sù >> 70. - BrevHto di JlO'llllua a medioo militar·~ nl tempo d"lla prima revubbtica. (Collczione Uondclct) l » 77. - CertltlcatQ ùi visita medica <lollegiale al tt>mpo della prima repubblica. l('ollezionc Hond('Jet) » 78. - Blgllet.to d'usc.:It.ll. dnll'ospNilll(• militnre (Anno· ILI della repubblica). (Collezione Ro~del<'t) » 79. - Traspotto del feriti dal Cllllll)ll di battaglia, al tempo della rh·oluzlone fran<.oese » SO. - Do:mcnlco Lnrrer (17fl(;-1S42), ùa Bamlean (nHl Pirt•ncl), chirurgo iu capo Mlla Grande .At,mata » 81. - Un'amputazione del braccio destro sotto n 'l)rimo impero . » 82. - Larrey medica i fl'riti sul campo di battaglia. (Da un quadro di Yernet) . >> 83. - L'a:mbnlanza YOlante .a·duc r110te di Larrcy. (SoccorsQ llt1 un ferito) » 84. - Larrcy e la sua nmbulan?A. \'Olante sul campo dì battngUa. (Da un quadro della Blbliotec:l dell'Accade.mia di medicina di Parigi) . & 85. - Carri It>ggeri a due e quattro ruote dell'ambulanza volante dì Larrey >> 86. - Nicola I<enato Du!riche, Barone Desgcneltes (1762-1837), meùico capo di Val-clc-Grnce, Tspcttore Generale) . » ST. - 'l'rasporto dei ferili su carrl di requisizione nella battaglia dì Castiglione delle Sli-...iere d el li96. (Da un quadro di Vernet) >> SS. - Batt11glla di Rh·ou (14 gcnmùo 1797) . » 80. -Feriti medicati sul campo dl battaglia <l'Abouldr (campagna ~~~

» » >>

» » » » » » »

VO. -

~;:;

200

300 310

311

313

315 316 818 319 321 822

322 323 325

320 327

m

Il medico Capo Desgencttcs s'inocula la peste (cam)Jagna d'Egitto) 335

Battuglia di )!arengo (14 giugno 1800). :\'apoloone conforta i soldati feriti 92. - Battaglia di )Ioutebello e Custegg'o (17 giugrw 1800) . V3. - Pietro l!'ranccsco l'cr cy, 1754, da J\fontugney (li'ranca Contea), chirurgo in capo della Grande Armata . 94. -Ambulanza >olaute dì Percy, detta Wurtz . 95. - Divise cd equlpnggi::uucnti de\ soldati !nfei1lllieri proposti da Percy 96. - Bustll per amputuzlonl e trapunazioni dd chirurgo l'ercy. (Museo di Val-{}e-Gr!l<.-e - Parigi) 97. - Trasporto dei Jllalati e feriti su carrette tlrate da muli, durante la spedizione nella Spagna . 98. - NapolOOJlC visita 1 feriti all'isola di IA>bau. (Quadro di Meynler al Museo di Yal-de-Gt·ilcc) . 90. - L a spalla artificiale del generale d '.Abovl1l<'. (:\lusoo dell'Armata 01. -

• rarlgi)

337

838

344 340 848

851

353 355 356

» 100. - Unlfonne di chll·ux·go militare nell'esercito di Vittorio Amedeo III (1793)

.

388


-

Fig. 101. -

XT'-

'

Uniforme dell'Uftictale medico nell'esercitQ sardo (J.S.I0-1873) . Pag. 398 1> 102. AlessandrQ Riberl (1196-1861), lnstam·atore del Corpo snnitax·io mi· lltare. (.Monumento nel cortile della R. Università eli Torino) . 400 » 103. - :llonuwento ad Alessandro Riberi, in Stroppo, inaugurato U 10 ot407 tobre 19ll » 104. - Combattimento al ponte di Goito (8 aprile 1848) 434 » l 0(5. - Battaglia di Pastrengo (30 aprile 1848) 435 » 106. - Battaglia eli Goito (30 Jnaggio 1848) . 436 » 107. - Battaglia di Novara (fii()()(.'Ca, 23 marzo 1849) 437 » 108. - Guerra di Crimea · Ambulanza da campo francese, sotto la tenda 443 » 109. - Guerra di Crimea - Trasporto dei !eriti con mezzi iroprovvlsati . 444 >> 110. - Guerra di Crimea - 'l'rasporto del feriti su sudie e lettighe someggiate 445 » ~U. - Guena di Crl!mea - Imbarco dei feriti a Balaclava . 447 » 112. - Guerra di Crimea - :Uodello di tenda-oopedale del Corpo di spedizione pieruOJ1te.se 455 » 113. - Guenu di Crimea • )fodello di baracca-ospedale del Corpo di dizione piemontese 455 » 114. - Battaglia di Palestro (31 maggio 1859) 458 » 115. -Battaglia di Magenta (4 giugno 1859) 459 » 1l6. - Battaglia <U S. Martino (24 giugno 1859) 460 » 117. - Battaglia di Solierino (24 giugno 1859) 461 » 118. - Campagna del l859 - Sedie da mulo per traspot·to del feriti -Hi: » 119. - Battaglia di :Ullazzo (20 luglio l 60) 4G8 » 120. - Entrata degli Italiani in Perugia (14 sc.ttembre 1860) . 469 » 121. - Battuglia di Castelfidat·do (18 settembre 1860) . 470 » 122. - Carro per tt·asporto malati e feriti, durante la campagna del 1806 474 l) 123. - Battnglia di Custoza (24 giugno 1860) . 475 » 124. - n principe .Amedeo fedto a Custoza (24 giugno 1800J . 479 >) 125. - Presa di Roma · Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) 480 » 126. - Guerra franoo-pnlSSiann - Battaglia di Sédan: posto di medicazione bombardato 491 » 127. - Tenda da medleazlone, modello Guida (aperta) . 548 » 128. - Portantina regolamentare a due sedili laterali ed nno mediano per trasporto di malati e feriti su CLllililllelU 549 » 129. - Lapide in memoria degli ufficiali medici caduti nelle guerre dell'Indipendenza, di Crìmea e d'Africa, inaugurata U 18 marzo 1900 nell'atrio dell'ospedale militare dl Roma . 551 » 130. - Nave-ospedale « ;)l<.> nfi >>: 1m t•eparto nel salone di poppa . 560 » 131. - Un posto di medicazione nelle trincee del Carso (camp. 1915-1918) 581. )> 132. - Un posto di medicazione alle falde del Vellki (campagna 1915-1918) 582 » 133. - Altro posto di medicazion<.> alle falde del Sei Busi (campagna 1915-1918) . 583 » 134. - Trasporto dl nn ferito in slitta (campagna 1915-1918) . 584 » 1.35. - 'l'rasporto di un ferito in teleferica (crunpagna 191()-1918) 584 )l 136. -Autoambulanza F!at del R. Esercito Italiano (campagna 1915-1918) 586 » 137. - Trasporto dei feriti con colonna di autoambulanze (camp. 1915-1918) 587 » 138. - Ospedaletto ùa ctnnpo da 50 letti attendato (campagna 1915-1918) . 588


-XVI-

Fig. 1.39. - Ambulanza chirurgica in funzione (campagna 19Hi-1H18). . p,ag. » 140. - Ambulanza chirurgica - Tenda-sala per operazioni . » 141. - Allllbulanza chirurgica - Tend•a per il ricovero dei feriti operati » 142. - .Ambulanza chirurgica - Autocarro Fiat con caldaia . » 143. - Interno di un'ambulanza radiologica (campagna 1915-1918) . » 144. - .Autostu1'a di di~infezione Upo «Vittoria» (campagna 191.5-1918) » 145. - Grande nnilforme del .COrpo sanitario militare (tenente medico (1873-19(17) . . l . » 146. - Reparto ._-arreggiato di sezione di sanità per fanteria (1909-1921) . » 147. - Uniforme da campagna del Corpo sanitario militare nella campagna 1915-1918 (capitano medico) . >> 148. - Olocaustv di vite offerte dal Corpo sanitario militare nella campagna (1015-191.8) . » 149. - Monumento al medici italiani caduti in guerra, inaugurato nel chiostro della Sctwla di sanità militare in Firen7.e il l? novembre 1924, alla presenza delle LL. ~fM. il Re e la Regina . » 150. - Particolare del monumento : la rievocazione >> 151. - Particolare del momunento : n convalescente . )) 152. - Particolare della cancellata : le spine . » 153. - Florenoo Nlgthlngale (nata a l!'irenze il 12 :maggio 1820, morta a Londra n 13 agosto 1910) . » 154. - Enrico Dunant, uno dei promotori della •Convenzione di Ginevra . )) 155. - Ferdinando Palasclano, precursore della Croce Rossa (1815-1892)

598 599 599 600 601 606 623

629 634

635

644 645 646 647 657 359 661

'

l


•

INTRODUZIONE.

Risveglio degli studi storico-medici in Italia. H fervido impulso im!presso al modmento intellettuale ed alla coltura scientifica in questi ultimi anni, in cui un -soffio di vita no-

vella pare abbia perva-so tutta la Nazione, che - tutta protesa verso la sua meta - asoende l'erta luminosa di sua gran·dezza, ha p1·oùotto anche un efficM:e l'i~veglio degli studi di storja della medicina. Già fin dall'inizio del 1800 furono degni cultori di questa nobilissima branca delle scienze mediche il Montesanto a Padova, il Bertini a Firenze, il Pigli ed il Puccinotti a Pisa, Salvatore De R enzi a Napoli, il Oorradi a Modena, il Oervetto e il De Meis a .B01logna.; ed è pl'eci.sa.mente colla morte del De Mei.s, avvenuta nel 1891, che l'attività di '.questi studi segna, una sosta l'im3Jrchevole. Mia ben rpresto questo periodo d'inerzia è brillantemente supe1~to ùall~ mente geniaJ.e di Guido BM!Celli, che, Ministro dell'Istruzione, 'r istabilisce l'insegnamento della storia della medicina nell'Uni.versità di Roma, affidandone il.'incarioo al Pens uti, che lo tenne :fino al 1910, .q uando·, per malintesa economia, la catted1·a fu s01ppressa. Il 1907 segna peraltro l 'inizio del rifiorire degli studi storico- · medici in Italia per opera di ,pochi vol entero.si, che fondarono in mezzo a difficoltà di ogni sorta ila Società Italiana di storia delle seien ze mediche e naturali, la quale è andata in questi ultimi anni notevolmente affermandosi e svilup1pandosi sotto la presidenza dell'illustre senatore prof. Davide Giordano, tanto che sono stati indetti tre congressi nazionaJli e numerose riunioni an nuaH, ed ora è nel suo pieno sviluppo.


•

-

2-

Ric011dereruo ancora ehe ne l J fl:lJ si costituì in Roma, coll'ap poggio materiale e mora-le dei Ministeri della Gue1'ra c della Ma·r ina, l'l~tituto torico italiano dPll'arte sanitaria, il quale fu eretto in ente morale. Es o, oltre allo scopo principale dell'incremento e ùel1a propaganda, degli studi. ~i è prefis o a nche quello di fon da.I'e un mu!leo, una bibliotcea ed un archivio di s.t,oria della mt>.tlicina, con una. sezione appo~ita per Ja medicina c chirurgia militare. La sua n.tttvità si esplica a mezzo del« Bollettino dell'Istituto storico italiano dell'a-r te &'1-nitaJ·h-., »,che, assieme al1'« Archivio di ~tmia (1elle ~ienze »- fondato _e c'liretto da Aldo )1icli ed alla « Ri vi ta (li storia delle scienze mediche e naturali», contribuisce efficacemente aJ la diffusione in l btlia della <>n l tura delle ~denzc 1-ltm-ico-mediche. Dobbiamo infin e rico1·dal'e che l'in~egna.mento della, stMia de-lla mc-dkina <"~ inupartito attua-l mente ne11le R. l:niversitù di Roma, Siena, Padova, Modena, Bari, Napoli e P erugia da distinti cultoti c che la materia è re.. a obbligatoria per gli studenti dell'ultimo rumo di medicina e dlirurgia, con rctlativo esame. In mezzo a, questo ferYorc> di studi di sloria della mooicina, la Sa.nità milHare non .poteva ma.ucare di pm·tare il suo modesto contributo, ed il tenente genera le medico G. n. ('aJlegari, direttore gcncral<• ]ll'C'~f;O il )Iini . tero della Guenn. molto opportunamente ha disposto che anche questa branca fo se compresa tra !le materie di esaUle ~)r<'f;~O la ~cnola <li a!Pplicazion<> <li sanità militare di Firenze per gli a~pirauti alla nomina acl 11fficin le merlieo in servizio permanente effettivo. Ed in attesn della sislemar.ione defìnitivn <li questo in~c>gna ­ mento nel no1-1t ro maggiore> i!lt.itnto scientifìeo, che è da augurar~d possa iniziar. i fra non molto, riteniamo non . ia del tutto opN'a ~uper.flua di tenU1re un I':Ug'A'ÌO f.<torko sul funzionamento dei servizi sanital'i negli f'Srr<:iti, <lnlle epoche più J'<'mote fino ad oggi, \anto più che rmche nelle mip:Hori opere di ~tol'ia della medicina, italiane e Rt J·an iere, qnPF;ta haHnzione, ocl {l fngacemente Rvolta 1n breve s1pazio o passa addil'ittnrn sotto silenzio. TI lungo <> monotono ca.mmin() attrave~o i :::<'Coli. che ci F;iamo imposti di percorrere, non è piano nè facile, come potrebbe sembrare a prin1a. ' 'isla: e dò pe-l' 1:1 ~arsit:1 .e òispa.rità delle- fonti cui si è dovuto attingere, i:n modo che la Btoria. dell'organizzazione dei servizi saJlit a,r i militati' i (l m'volta in moHh::~ime epoche da una


•

-3fitta nebbia. E ci riterremmo tùtra rioompensati della nostra modesta fatic~L se fossimo riusciti a dirada.l'e aJ.quanto queste tenebre ed a getta,re quaJlcbe sprazzo di luce, (',el'<~hlldo così <li invo~liare altrj , pit) competenti, ad approfondire gli studi e le investigazioni ~u que..o;;to non meno importante capit<>lo di st<>ria della medicina, <~h<' 3..'-Rume partioolare interesse per l',e.c;;ercito in genere e ~er la famiglia sanitaria milita.re in ispede .

•


.

.

l


'

OAPl'rOLO I .

I SERVIZI SANITARI MILITARI NELL' EPOCA PREISTORICA E PRESSO LE ANTICHE CIVILTÀ D' ORIENTE.


...


)

Prima di adclenttarci. nel modesto programma che d siamo prefissi di svolgere, non sarà inutile premettere che nello studio della storia della n1.edici.na non si deve procedere semplicemente con un'esposizione di fatti o con un'enunciazione di persone, più o meno celebri, ma si deve ricerca.I'e lo svolgimento del .p ensiero medico e le vie <la esso percorse. La medicina, tutti ormai lo riconosciamo, non è soltanto una scienza, ma anche un'arte, c la, sua storia deve essere considerata anche sotto questo punto di vista. La storia medica non deve essere studiata e ricercata con lo spi•r ito di indagazione dell'antiquario : molte strade erroneamente battute, molti giri viziosi .nello sviluppo della medicina si sarebbero con tutta probabilità, !pOtuti evitare, se il ricercatore avesse conosciuto la storia e l'avesse coDJSiderata nel suo giusto valore. Perciò non dobbiamo considerare ,q uesta materia oome una branca di spedalizzazione, bensl come u,n a sintesi. Ma~ se lo studio della storia deilla medicina trova non poche difficoltà e richiede speci.a.li attitndini e pazienti indagini, non meno arduo e complesso si 'Presenta lo studio della storia della medicina militare nelle varie etpoche, che è desunta in g-ran parte da investigazioni .storiche di ordine generale, per lo più inoerte e fr3JIIlme.ntwrie. .s icchè questo modesto sa.ggio, senza arvere la pretesa di IPOrt3Jre nuO'Va luce aJl tema, non avrà aJtro ooopo che di riwssumere a larghi tratti quel poco che i cla.ssici. di tutti i tempi ,e gli scarsi documenti e lllouumenti òelle varie epoche ~i hanno tramandato dei nostri vredeces8orL In questa rapida incursione attraverso i secoli, che tenteremo di prospettare attraverso le pochissime fonti. di cui possiamo clis;porre, ci lusinghiamo dì richiamare l'attenzione degli studiosi


-

8-

su ~qualche capitolo ancora, poco noto -di storia deJla. medicina negli eserciti, <'11c assume uua. cm·ta iillj_portanza per la collettività militare. l.

L'ASSISTE.SZA S \.SITAHI:\ PRESSO GIJf 1<~ 8ERCITI ASSini E BARILO)\'ESI.

...

Dobbiamo anzitutto riconoscere che gli antichi, o per scarso l';entimento umanitario, o per t·rascurate?.zH, quasi voluta, degli storici, mentre ci hanno tramanda t o nei più minuti particolari le descrizioni dei fatti d 'arm<>, ai quaH pre!';cro parte o di cui furono spetk'lt<>l'i, non ci banno lasciato alcuna sensibile traccia de11a sorte dci feriti sui campi <li battaglia, e <l<'~li. eventuaJi soccmsi che lol'o si prodigaYano. Questo f.:ilcnzio ci pot1·eblH' far quasi ._ upporrc che queste vittime dc1la g-uerra doves~<'l·o essere abbanclonat e al loro destino e che mancasse, nell'antichit:ì. anche allo stato 1'1Hlimentale, un'organizzazione di soccorsi <lei ma lati e feriti. Ci<rca ~000 ~tmni a. C. nelle popoi]a?.iooi eh<> dominavano 1c vaRte pianure <lrlln. :.Mesopohmnia, inferiore, Ritnatc fra il oor::;o del Tigri e quello <'lell'Euf·rate. appaiono le prime incerte luci di nna civiltà prcistorka, ma contemporaneamente J:;i fomentano e scoppiano le JPI'Ìln<' lotte fÌ('l'i~l'imc eli conqui~ta fra le varie tribù dedite esoln~ivnme.nte all'ag-ricoli ma e aJla pa, torizia. per il pof:;se::;so delle tene, fJ01·enti di 111cssi, rese !più fe1·tili dai. periodici ~traripamC'nti dei grandi fimni. Non ~i può ancora pat·lar<>, naturalmente, di organizzazioni, anche primHiH. di eserciti, n<' eli guerriglie vere e propri<' , e tanto meno <li assistenza sanital"ia ai malati e feriti, ma tuttavia Ri a>evano ~ià r<"pnrti di. arcieri, fanterin, c.:wa.Beria leggera e carri di assedio c cominciano fin da qnell'rpoca. remotiRF:ima a svilupparsi cognizioni rudimentali. di mcdidna, le quali tr n.gg.ono fondamento dall'astronomia c legMlo la ~klllnte ·dell'uomo alla rotazione degli nstri (lcl al Rn<'.eedf';I·si élclJe s;tagioni. Dall'in1e.rpl'<'tazione Mlla ricchissima collezione di tavolette argillose a S<>rittura cun<>iformc, avanzo della fa.m~ a bibliot{'('..'t di ~inive, ora ~i . tent(' nel B ritish Museum di Londra, che venne fatta pazientemente dall'Oefele, s;i è fPOtuto ac.cer1 nJ.•c su qua1i leggi era costituita e r.ego~ata tale medicina, avMtc, come ln rreligione, lo stes.c:;o nnc. la protc1.ionc


r

-9cioè dcll'umanilà contJ·.o il JJUltle, e che perciò veniva, in p re va-

lenza c,.-,ercitat.a. cla una. cru:;ta saccrdot.aJe fra questi vopoli gllerrieri, di cui i Sumeri J·appreseniano pl'obabilmente la razza più atntica. S<.'Condo queste re-motissime concezioni :fisio-patologiche, il sangue rapprese11 ta va il fa t t ore essenziale della vita ed il fegato il cent·ro della citJ'<Iola.zion(~, che v<miv,a, pe1·ciò ad UJSsumcre una pal'ticolm-e importanza, tanto d1e ·e ra frequentemente scmtato in tutte Qe s ue pa1·ti per h·a.rrc i presagi della guarigione e gli ~~u­ ~pici <lell[L vittoria. Il movim<mto del sangue, che si J'iproduce Hcll'o1·g:mi..~mo coll 'iutroduzionc quo1idi:ma. dci dhi e delle beYande, è dunque la ba. e dell ·e~istenza; cd il ~ignifìcato della l'l'· spkazione è a.ncora sconosciuto. lmement.o essenziale della. terapia è l'acqua, largmncnte uliliz1.ata : dalle semplici. aiJ)plicazioni locali, calde o fredde, alle abluzioni complete nei fiumi. Ai Sumeri succedono nel dominio della M.esopotamia verso il 2000 a. C. i Babiloncf;i e gli Assirj, e .Ninivc e Babilonia costituiscono i fa.l'i della dviltà clt'l Mediterraneo, carattrl'iz7.ata da un rigoglioso risveglio delle :-;<•ienze ma.tematiehe, per rJfetto <1~ CJUale i nume1·i vengono nò a-.~ulllPl'<' 11110 !o;p0Cial(' valore. e soprattutto il nume1·o sette, che trovasi in intimo rapporto con le fasi della l nna. lJa, medicina., come narra Strab<me, è affi.d:1ta eschlRiv,a,mente ad um:~ CQ!l~porazion<' di sac<"nloti che informnno esclu _!;;ivamcnte Ja p1·ogno. i ai fenomeni celesti e riferil':cono [a salute aJle coo1tinue e ~trettL.;;sime r<>la.zioni frn l 'uomo e l'universo, limHamclo la. tcr.avi·u. all 'n,zione dei ~ucelti <li certe philllt.e. f'omincia in qlwRto perioclo a delh1earsi la di~tinzione fNt medici c chirurgi: qn<>Rti hmmo nn grado infc1·iore; e compaiono già i IJ)rimi .stlu<li {li a11atomi1[1 nmanH , contn·olla.ti dalle rice1-elw sugli animali. N"rgli ~aYi di Xinin• Rono .Rtati ritroYati numerosi strumenti chirurgici in bt•onzo : <·oltelli, ~patole, Npecilli, che per la forma <' dimrm:ioni II}OCO clifieriscono cla quelli elci nosll'i più moderni a.r . mamentari. :Nel mnseo <lel Lonn·e fl, Pal'igi ,Rono oonsCJ'Vate aknne Rtrle, sulle quali è graffito il codice di Ha~mnurabi , che riRale a cit'C.'t 2000 vnni a. f' .. in cni sono comminate pene 8evere, frn rni l'ampu tazione> di ambo le mani, ai chirurgi che per impe.l'izia o negligenza neg~li interventi operati\'i tproYoeano aggravamento negli infermi.


-

10-

Nclle stesse stele il dio della pe.o;tilenza. .Nergal è r~ffigurato da una mosca, il che fa suppone che fin da q uellc ·remotissime epoche si attribuisse gi:1 una ~:;pedale importanza a questi insetti n!)lla !Propagazione deJ le ma.lattie epi.Jmnico-ooorir.1giose. Così na•rra la leggenda che l'esercito assiro ru decimato con la peste <l::ù Dio Ptosb, il quale n ella statua di br~m.o dedicatagli nel tempio di 'l'cbe Cl'a rwppresentato con un topo in mano; ciò fa aualogamente l"itenen• <:he fin d'allora .si a..<;erive""C p~trticola.re influenza a queRto roditor·<· n('lla diffusione {lel morbo. I n tal modo la nwdkina babilonese Yiene lentamente e gradatallllente ad a,ssumere forme ben determinate cd a. sollevM'Si a poco n. poco da tutto q nel mi.stcr·i oso complesso di •l'wl>Pr·<'fH.'n b rzioni ruagiche, inspirate alla cono~enza ·di forze ignole .SOVl'tlmane, salu tm•i o ma-lefiche, che ~ono ca.rattedzzatc dalle fOl' mnle, dai simboli , dagli scongiul'i, <1ag1li amuleti ecc. In questi terupi })l'<'Ì 'tol'ici le più tith' l<' JWhr·e av,·otgono la Btol'ia. degli (~.serciti in J·apportu specialmente a ll'as~istenza. dei malati e feriti. Il popolo babilonese era retto da meioòi a:-:!'-:oluti :-;ostenuti da una c.:'tsta teocratica. 1/~er'<·Ho era costit11ilo da enormi masse ilt <'ni scorupa1·h'a. og-ni azionr indivi<lnaJe. Tutti aYcmno deYO· zione ed obbedienza ltJS};oJut:'lJ VCl'SO i ea.pi, •ma, sog-getti facilmente al rpanico, la loro compagine morale non era fol'tr, e fl'equenti erano le defezioni e i tipiega.mcnti, sicchè i piccoli eseL•citi ,d ella Grecia, fH' l' q nanto note,·olmt'Ht<' iHferiori. di un m ero, poterono su di essi spiegare azioni vitt~riose. ~ da rite1wrsi peraltr·o c he e~send o l'cserdzio della merlicirw ·regolato per legge. la qual<> !'-:anciYa graYi I·esponHabilità a carico di <'hi la profe!'sara, fOHRCL:i) destinati presso le grand i masse ~Ui ­ g<'t'nnti medi-ci sael,l'lloti, stiopendiati dal govt'L·no, i quali sop.ratt ntLo basa,yano .sul movimento degili astri le not·nw pN· ln alute e IJ)er la. difesa, dellp !.ruppe cont,ro le mala.u tie ~1>'->Ll'enRi.

II . -

LA ~ffiDICI:-\,\ Mir,l'I'.\Rl'} FRA GLI .\~'l'ICFIJ l'O POLI CT:\'ESI.

eco n do le più remote t radizioni, l'orig-ine d C'Ila medicina cincse si può far risalire ali 'imperatore Kwang-Ti, Yi:::suto dal 269< al 2:199 a.. C., chC' si ritiene <lalla maggiora.nl'-i"t degli Rtorici l 'autore di uno dei più antichi il ibl'i dell'arte sanital'ia, il Nel-Ching. Le

!


/

r

-11-

.

cognizioni anatomiche t> fisiologiche di quell'epoca lontanissima hanno un ca.r attere eminentemente superstizioso, a base di idoli, di spiriti, di s1mboli, di S<:ongiUl'i e di amuleti. Il corpo umano ri.snlta eostituito da dnque ot·ga~ui illllporta.nti: il cuore, i poJ.moni, i reni, il fegato e la milza, in strettissimo ·r apporto coi cinque elementi di cui i corupo1w J 'universo : legno, fuoco, terra, metalli, ed ~(1ua, e con cinque pianeti. Come si Yede, ilmllllero 5 ha un'importanza capita](• per ]a salute. La diagnosi e la terapia delle Yarie affezioni è fondata esdn sivamente sull'eRame del IPOL"(), di cni si conoscono fino :?00 qualità. e de viene esplorato in l l sedi odi \'ei,se e paragonato aJle varie corde di uno strumento, le (1ua1i debbono viùJ·.twe tutte ::wmoni · cn.menie iper mantenere la, •s anità. Il grande filosofo ri.fo1·matore Lao-Tsen , contemporaneo ed avversario di Confucio, che visse nel VI secolo avanti Cristo e fondò il Ta.oismo, dettò alcuni precetti medici r~olti e coordinati tpiù tardi da Wang-Hai-T. ·i (24."> a. C.), nella celeùl'e opera intitolata. <c Canone del padiglione giallo >>. l n essa si ostiene che l 'uomo è composto di un centro superiore, sede dell'anima, di un centro medio, ca.u...~. ù~gli atti involontari, e di un centl·o inferiore, elle del centro Yilale. J'el' il [princilpio spil'ituale, dal quale [H·oviene. l'uomo governa qn<>sti tre cent·ri, ai quali bisogna deGl.kn.re cure igieniche spPciali. S<' si vnol aspirU~re nll'immortaJitù . Queste cure sono espo te nel « Kuei-fa-yao1ping », vademecum d<>i medici e dei farmaci~ti cinesi e servono così alla salute del corpo come a quella dell'anima: infatti insegnano ad espellere i cattivi umol'i ed i Ya.pori maligni ed a pl'olungare la vita. mentre per mezzo della sobrietà taoista lo ·pirito umano si svincola dalla materia. Basate su tali tcol'ic rnctafi.siche, l'nnatomia e la :fisiologia cinese, sono dunque allo stato primitivo, ed i procedimenti diagnostici valgono in consegnenza. Quando vi sia nn malato, il medico comincia c-ol ta.sta1'e il polso, poi esamhH~ le « finel':tJ·c degli organi aperti all'e~terno », cioè hL lK>Cca, le orec·chie, h~ lingua, Jc narici, gli O<'chi ecc. F~tto ciù. il medico scrive la ·riCE-tta elle Yienc passata al farmacista, la cui bottega è ricca di medicamenti tratti dai tre 1·egni della. nntura e cùiu~i in artistici Yasi di porcellana: foglie. fiori. frutta secche, erbe di ogni genere, sali minerali, droghe ricavate da animali ecc. Per caJ.mare la tosse. per esempio. si adopera

\


-

12-

la bava di rospo o di Jucettola disS<X:cata; per il mal ù'ocehi i dei colliri fatti con lucciole, !L)er chè quest'insetto è luminoso .... 1'uttavia, accanto a queste pr~tichc assurde, se ne t rovano altre •razionali, basate sull'esperienr.e o su giuste osservazioni cliniche. Quanto alla chirurgia, e sa è molto rudimentale, limitata, a curare le piaghe con unguenti strani, a (.!auterizzar~ col ferro caldo, e ad applicare alle membra fratturate degli apparecchi primitivi. Barbieri che cura.no il mal d'orecchi col sangue d'anguilla e dentisti ambulanti COtJUJplctano il quadl'O della medidna del tempo. Ltt dviltà, ccondo la nota. te<.H·ia <lell'll<.•gel, segue il cammino del sole, aYa.nzando dn ol'Ìente ad occidente, e giù. fin da 2000 anni a. C. a.pprendiamo che i Cinc~i m·essero ordinamenti militaJ'i c ta Inni ammettono anche disponc.sse1·o di a•T':rni da fuoco e ·Cono ce...<:;Soro l'a.J'U' della fol'Wicazione. Pochissime ed in<·erte notizie sono inn~e a noi pcncnute circa l 'esistenza di un ~c1·vizio sanit:uio pres o quegli eserdti. Si fa mc1nion<' neg)j a.nti<'lli testi di terribili epiòemie di vaiolo, che deciuml'ono le truppe c l<' popolazioni, i><'l' comùatt.crc le quali fu ordinata, una g-enerale vaiuOIIazione, pratic.'lta. a mezzo dell'inh·odtlzione ncll<> nat'i<:i delle cJ·o.r.;;te di pustole ridotte i.n polvere. Pe1· il f!l'<ldl nnm<'ro di runuchi ch<' pr<'stava.no ~C'l'Vizio alla Corte imperiale, a. cendt>nti a qua.lche miglhtio, la castrazione fu uno élegli lntencnti eseguiti più di f1·equente dai ehirurgi. del temtpo, Atipencliati dalilo Stato (for~..;f mililnl'i ?). unitauwntP a'11at·go uso di 'r evulsh-i per la cura di numerose malattie ed a.Ua fles sione forzata delle dita dei piedi a mezzo d i speciali fasciature, a datnre da,l settimo anno di età, per ridmli quanto più possibile di volnme ed adathwli alli<.: minu~cole ca-lzature. Di me<lici veri e propri, a-ddetti all 'a.s~ L<>tenza dci. malati e feriti in guerra, non 1·isulta akuna trac.cia.


-l:~-

III. -

L' ASSlS'l'fll~ZA SANITARI.\

l'llliSSO UL! ESEUCITI Dl:iliL'.\l">TICO EGl'PTO.

Volendo l"l~alire alle più 1·cmote epoche, ricorderemo che in Egitto, nn dal tempo dei Faraoni, vel'l'O il. econdo millennio a. C. la medidnn. ern, es~rcital<L in ananit•ra assai primitiva. Gli a..n1.mala.U vmuvano e~po~ti fnori delle abitazioni alla vil-lta dei pa~anti. in modo che ciascuno 1potesse e..:;primere il suo pa.rere ~mlla cura da adottare, che fos..;;e 1· ·iusdta eJlkace in altri casi oomdmili. Col tprogrc.«~:ìO <li lempo, lulli qu~li giudizi furono l'à('.<:oHi in papiri conservati nei templi, ~u cui cra.no segnati andle i vari sintomi riscontrati. Skchè, chiunque dc.siùeravc.ì. consu Ua.re queste t.avole saa1itarie, ne aveva UIJ.llpia facoltà, e poteva così t•rovare per le a.ffezioni quel rimedio che l'espcrienza. del pa.o.;.~'lto aYeYa fatto ri· tenere di più reale ed imme<liato vantaggio. Si venne in {all modo a costituire un IA.bro r!òl~l<'ro, reda,tto dai sacerdoti custodi del tempio, detti « vastofori ». il quale non c-r•a altro che una vera e propria raccoH~l· di codici <li medicina, da cui nes uno doveva d·croga•rc, pen:t la mo1'1·e, rpo·i chè essa rappt·esentava il frutto delil'esperienz..'t c della tradizione. Diodoro Sictùo {lib. 1°, 242) riferisce che que ti pastofori es0rci ta vano hL rloro profeR~ione gratu itarnen te, non .solo nelle contingem~e <'h·ili della vita quotidiana. ma anche durante le expeditiones ùrllicae. Ed e<·co apparire coRl i primi millenari nostri pteclcceRRol·i, che pa•re si trovasse1·o gi:\ tìno dai tempi di. Mosè come medici e sacerdoti 8tipenfliati dallo Stato al servizio degli e ercW. S<'l'ive inf,a,tti. questo faano~o storioo che, «in gue1·ra e durante i viaggi entro i confini <lell'E~itto tutti i malati vcnhono curati gratuitamente. perchè i medici l'icevono il compenso dello Stato e per le loro cure si devono attenere fedelmente alle preRCrizioni tera1J?euLicl1e raccolt·e in un formula.rio compilato da ~elcbri medici dei tempi antichi. Se Ml-li dunque hanno eseguito tali prescrizioni, e ciò nonosta.nte non sono stati in gl'ado .-li $alva.re il paziente, sono immuni da qualsiasi colpa, ma se invece hanno agito oontrariamente alle rpref'Crir.ioni, -ono condannati a morte, essendo opinione del l<>gi'3latore che un Ringolo individuo non può essere più saggio dei rpiù frumosi dei tempi aTitichi >>.


-14 Ma la fama di qn~ti ~anitat'i >a,1·cò ben pre-..,to il confine dell'Egitto. OmeJ'O nel libro IY dell'Odissf'a non ,e.c:;ita a riconoscere che i medici egizia.ni Rono i più ·e<-cellMti di tutti, cl Erodoto nel libro II-84 ci dà preziose notizie sulla speciaJlizzuzione dell'arte sanit~tda di quei tempi. «La, medicina in Egitto, -egli oe::serva., è divet-sa in modo che ogni medko non cura, che unà ma.lattia e non di più. Il paese è tutto pieno di medici, dei quali gli uni sono medici per gli occhi, altri l})cr la. testa. altri pe-r i denti, altri per l'addome e altri ancora per le malattie interne». Così ci è stata tramnndata notizia di un oculista <'giziano Ypy, vi suto circa 4000 anni a. O. e designato col titolo di «consulente cl<'l palazrJ() per guat:l'ire la vi.c:;ta ». E nella. steSl a. e-poca si fa menzione (li altri commlenti (li paJazzo per la cura delle varie maJnlit.le, nonchè di «un ~ovrnint-endente (lell'nffido per misurare le mNlidne )) . •\. proposito òi ma.laitie oc.uJari. narra 8t·odoto <·hc Pherone, fìglio di Sesostri. aòirato~i per Ja, piena d<>l ~ "'ilo. scagliò una freccia nel fiume, uM fu punito dana divinità con una gravLqsima oftalmia. I medici saceedoti <:lt e ~i troYa,·ano al l-IPguito delle truppe, dopo lungo e ,paziente eflame del malato, furono concordi nel pro~porre, come cura, q ootidiane hwandc oonlari fatte con urina di donna che non avesse avuto alltr1 rwpporti che col pl'oprio marito. Si ·r icorse anzitutto a.ll 'nrina della regina, ma senrA:L alcun proficuo risultato; successivamenL(' a quelle delle da.me di co1-tc con nessun vantaggio. Solo l'miJ1a ò<>ll<t moglie del giardiniere di palazzo riuscì a guarire l'oftalmia del monarca, il quale ricompensò, eJcggendola a regina t.'<l a <·OlllJ)agna, l'onest~ donna. mentre le altre furono conda-nnate a morte. Gli infermi aA'COl'l'<'Yano in gran folla nei tompJ i di Canope, di EliOll)oli e di Menfi per ccr·cawvi la saJutc, sicchè questi santuari tosti tuivano dei vel'i c pt•opl'i sanatori. La mamipolazione dei vari medicinali e di a lt L'i ,pr·eparatl tC'rapeutici c>·ea l cn uta dai saceJ'doti in gran· segreto e nei templi la statua di Harpocrate era di solito 1·appresentata. coll'indi~ snlle labbl'a, <'<Hll<' l-'iwholo del sil enzio: i trasgressori vE>ni1"ano se\eramente puniti ed aYvelenati <·on foglie di ~pesco. Il Dio della medicina <'gir.iana era impet·:;onato da Imhotep. tìgl~o eli Kanofcr, <lell'epoca della III dinastia (3 93 a. 0.), al quale

l


-15furono dedic..'tti numerosi santu!llri e statue in bronzo. In uno di questi templi si trovava proba.bilment'e il famoso rpapi.ro ·s coperto da Ebers nel 1873 a r~uksol', -ed ora conservato nel museo dell'Università di LitPsia, lungo circa 20 lllletri e scritto verso il1552 a. O. Secondo le antiche tradizioni, esso era custodito in una cassetta ai piedi della statua di Anubis, nel paese di Sakhen, e 1più twrdi. fu olfferto a Re Oasaphais . .Contiene un'interessante mocolta di cogni· zioni. mediche che fanno capo alla concezione pneumatiea della vita, pet cui si attribuisce a1lla resph-azione una funzione ùen più impol·taiDte della circolar.ione, della quale si •l'ioonosce ~per centro il cuore. E si aminette anoora unr1 ;patog<·mesi para..~sitM'ia delle malattie, sicchè gli insetti ed i vermi ne rapp1·elòlentano i !';imboli. Si pa·l 'la inoltre di <'hirnrgia di gncna, e nel t·r attamento delile ferite si consiglia per l'<'mostrH:;;i l'uso dr l fel'l'O 'roYente : « Curalo col colteLlo e poi brucia. col fuoco, a:flìnchè non sanguini troppo>>: e si prescrive di faRcjare lf' piaghP c·on pezze eli tela imbevute eli miN·a e di miele. Il pa~piro di Ebers contiene infine un ricett:H'io ·d i circa mille rimedi, di origine vegetalle e animale, che dimostra, una, vasta conoscenza delle scienze chimiche. B da ·r icorda.re amcora il papiro del museo di. Berlino scoperto a Sakkarah presso Menfi dal P assalacqun., che nppartiene all'epoca della XTX dinastia (32'70 anni a. O.), in cui sono contenute oltre 170 prescrizioni. terapeutiche. Fr-a. i papiri egiziani trov{lti negli scavi <del villaggio di Hiheh nel Fayoum mf'ritano ùi eRserc rif'suma,ti due interessanti document,i relativi al pagamento diretto di uua tassa. pPi modici dell'eiSe;rcito, ·rka.v a.ti ·dagli. involucl'i di una mummia. Uno di questi contiene [a promessa, che un f·ornitor-c militwre fa. a un medico di p::ilgrurgli la t.a.ssa oon.sistente in 10 wrta.bae di olynJ, (zefL mais ?) ~ure in quattro drnrnma.. L'artaba era una. misura che serviva pei cer eali e corrispondeva aJl medimuo attico, ossia a circa Gl litri ; il Mamma equivaJeva a lire 0,93 di nostra rnooeta anteguerra. Il documento è dell'anno 248 a. O. L'altro contiene la ~ricevuta pcl pagamento della tassa. L 'imposta per lo stipendio 'd ei medici militari tr ova-si notata in altri papiri di epoca anteriore, ma :fino ad oggi non era noto che essa fosse dh'ettamente pagata ail medieo. Un altro papiro, di data più recente, l'irnontando esso all'anno 140 d. C., contiene la dorua,ncla del mooioo Marco Valerio Gemello,


-16-

tendente ad ottenere l'eson~1·o daJ. serv.izio mili.talrc a. ca.usa di malattia; egli invoca a suo favore i prooedenti di altri sanitari. Sembra che i medici nou fossero molto fortunaLi neJle loro do mande di esenzione, pcl'cllè un mezzo secolo più tardi Joli trova la ·redazione di un giudhio legaJe inJ.entaio cont.ro un individuo che ave,·a chiesto di <'~sere ~soucrato da un pubblico serYizio esercitando egli .la medicina: il giudice pret<..'Se una prova scientifica del suo asserto, con una specie di IPel'izia medico-legale. Un altro pa.piro infine del 52 d. C. parla deU~t riforma di un soldato, ToJ.•ifonc, figlio di Dioni~io, perchè affetto da cataratta e da diminuzione di vista: l'esame fu praticato in Alessandria d'Egitto da. un medico militwre della legione ivi stanziata. Ogni distretto del paese aveYa un presidio militare con ~l!rse­ nali e caJSerme: in tempo di gue.t·t·a tutte queste guarnigioni Cl'ano riunit<' in un esercito, riuforzato dalle truppe del mezzogiorno.

* * * k'l. circoncisione m·.din~tfln. ~m· legge nJ popolo egizio non iJ)QS· si3Jllo concepirla ~e non attl·a•erso una serie di nozioni chh•urgichc ed una tccnic.'l. n:dHtta. Re oosì non fosse, le C<XrlJSeguenze dE'l· l'interYento an<>bbe fatalmente spinto le popolazioni a non accettarlo e l'abitudine rituale ,s arebbe ocrtamentc deca<luta: il suo resistere è !fH'OYa indubbia che l'atto operativo era condotto con sicurezza. E ormai faJlloso ill graffito d<>l1a necropoli di Sakka·rah, che appartiene a.l tperiodo ameo faraonico e r1sale quindi a 1800 anni primtL di Cri~to. na,ppresenta, nelle solite fOl·me dell'arte frontaJe egizia, una scena della circoncisione, ri[letutlt due vo:lte in maniera diversa. (fig. 1). Si può ~oorgere il chirurgo in ginocchio innanzi al giovane, che impugna, il coltello per l'atto operativo: in una de11e scene ~i oo~ervn. anche l'as~dstente pr·onto a. soooorrere l'<>tperando. N'essnn dubhio <·he si tratti di una circoncisione: è noto infatti che gli Egizi nel pel'iodo faraonico erano obbligati a sottoporsi a tale interYento e che ru<>dici specialisti (.sacerdoti) compivano l'atto operatorio. Lo sifsso g>railHo pl'<'Senta nella parte snperiot·e una F;<:ena di me<licatura; ma dh:;graziatan1cnte (]Uesta 7Ama è così poco conse1·vat~t che l~t interpretazione riesce dnbhia o poco chia.ra. Ad ogni modo, il monumento di Sakkarah costituisce indubbiamente uno dei più tantkhi documenti chirurgici della civiltà.


-

17-

Altra !l'apprcsentazione grafica della. ckconciBione trovasi n~ tempio di Khons in Ka,.rnak, e risa le all'epoca della XIX dinastia di Ramsete II, corrispondente drca all'anno 1392 a. C.

Fig. l -

Gr:J>ffito della nccropoli di Sakkarah con scene di circoncisione (1800 anni a . C.).

E che questa pratic.a fosse g·ene1·almente {]iffusa Jo attest31no i numerosi monumenti :figurativi dell'epoca, nei quali gli OJ'gaJii ge· nitali maschiili sono tutti rappresentati senza prepuzi<>. Così Eliot Smith, nelle sue importa.nti esplorazioni del1a nect'opoli di Nagaad-dèr, che ir isale a 5000 .anni a. C., ha potuto accertare che in tutti i cadaveri di sesso mascolino era stata praticata la circonci·sione.


-18-

La!ncy, nelle sue memori,e, osserva che le pitture murali, i gra.ffiti ed i bassorilievi, di cui erano adorni i templi egiziani, 'rappresentavano un ntnissimo atlante, in cui era mc~Ra in evidenza la tecnica chirurgica, soprattutto negl'interventi sull'apparato gc1 nito-urinario e nella cireonci.';ione. Ed abbiamo pure notizia di altri atti operatori che praticavano con strumenti di bronzo (coltelli, lancette, pinzette, bacchette per caustici e tenaglie), i quali nel M:useo di Berlino formano un'intere ante raccolta, e di numerosi appMecchi per fratture e di P'rotesi dental'ia, che si sono ritrovati nelle mummie. Gl'iskumenti ll'im·enuti appartengono genera l mente all'età del bronzo ; ma Plate II, nel grande album di Lepsio, rappresenta Je Ja,me de~lle spade, le Ja.nce e le frecce con la punta di colore bleu; il che fa supporre che fin da quell'epoca foose conosciuta la tempera. Così lo stesso Eliot Smitb scoprì nel 1908 h ummmia di una donna, che ·p1·esentaYa fra>ttura dell'avambmccio sinistro, oon completo apparecchio di cont<'nzionr forma t o da listerelle di legno, fissate da fa;scie. Ancbc le mummie '"cavate ne!l1:~ Nubia nf~ 1907, prima <lell'innondazione dell'Assuan~Da.m, ci ·rivelano l'<•sh;tenza di fratture ben consolidate, con scarso accorciamento e contenute con stecche di legno e bende di falsa palma. Altre mummie presentano tra<:ce manifeste di affezioni sifilitiche, cancedgne, di carie denwric, necro. i oss.cc, artriti reumatiche, sponf!iliti d<•fot•ma,n ti, ~otta, fl,t{'romn.c:;in, ecc. Per aver infine un'idea del barbaro tratta.mento cbe gli Egizia.ni usavano ai nemici, basti ricordare una poco nota inscrizione del gran Re l'opi I 1\lfil'il'i, d1e suona p:rel'ls'a poco cosi : « Que. to esel•cito anelò in pa.<'<': entrò come gli piooque nel l))ac.<;e degli Hiru!'ìhaitn. Questo c 'Cl'<:ito andò in pace: di fece il paese degli Hirushaitu. Questo esel'cito andò in pace: ta.gliò tutte le loro ficaie e Ile vigne. Questo esercito andò in pace : dette fuoco a tutte le Joro ca, <'. Questo esercito andò in paee: massacrò a miglia.i a i loro solda.ti. Questo esercito andò in p3lCe : portò yja i loro uomini, 1r clonne e i bnmhini in gt':Ul numero. E di questo, più di ogni altra cosa, si rallegrò Osiride ».


-19-

!Y. -

•

LA :MEDICI~A )JlLI'l'AREl PRESSO IL POPOLO EBRAICO.

La medidna degli Ebrei, che po~ iamo far risalire approssimativamente a 1500 a.ru1i a. C'., è stata. a noi tramandata dagli antichi Lesti della Bibbia c delle Saere So1·itture. Si caratterizza e si dH'fC1·enzia, dalle altre sviluppatcsi presso i !POpoli della IPiù remota antichità, perc.hè attribuisoe unicamente alla divinità la causa della guarigione e l 'origine delle .malattie, ae quali colpiscono l 'uomo per p unizione dei suoi peccati. « Io solo, il Signore, sono il tuo medico >> : cosi tuona il verbo Divino. Infatti nel Libro JY dell'Esodo è Iddio che fa diffondere e soompariJ'e la lebbra; ne.l Libro XII è Iddio che serruna la strage tra i primogeniti ò'EgHt,o; nel J;ihoro I dei Re è il'angelo del Signore, me o di Dio, che fa sopprimere 0011la peste i n una sola notte 1~5000 Assiri. :B Iddio infine che punisce Davide, il quale a•eva bandito, di sua iniziativa, il cemdmento, trasgredendo alle leggi supreme e scatena fra gli Ebrei, la pestilenza che fa 70000 vittime. A.mme sa pertanto una fonte unica òella salute e òel male nelila Divinità, cadono di conseguenza tutte le pratiche mediche superstiziose che abbiamo osservato IPresso i popoli Babilonesi, Cinesi ed Egiziani, e l'arte sanitaria, affidata esclusivamen te ai ~erdoti, viene ad as umere un ca.rattcre sommamente religioso, mentre una severa, ma giusta legislazione sanitaria governa indistintamente tutto il popolo ebraico. Ed ecco l 'imiPero della l·egge sorgere IPer la. prima. volta in difesa. della salute di tu tti. I medici sono a.'ammentati in molti passi della Sura Scrittura : Joram, ferito in comhattimento, si rifugia a I esrael per farsi curare òai medici; Giobbe, aooeso dall'ira, inveisce contro i sanita.r i che non erano riusciti a guarirlo. Se considC~riamo i numerosi preoetti igienici sommàmente ~m­ portaJJti i.n un .p a.ese tropica,l e, po:vero d 'aoqua e presso un popolo poco curante della pulhda, e le cognizioni mediche, quali ad esempio i segni più evidenli per riconoscere la. lebbra ed i mezzi per cmarla. cbe sono contenuti nel capitolo XII del Levitico, non po siaxno a meno di riconO! cere cb e, non solo la medicina aveva già fatto q1w.lcl1e progresso fin da quelle epoche remoti1ssime faeendosi strada, fra i miti e le superstizioni più fant.astiche, ma che


-20 dovessero ~rova,n;i dci ~Sanitati alla dipeuùenza ucl pl·ofeta ed uJ servizio ùelle sue schiere nei combattimenti. I libri sacri magnifi<.:<tno le virtù terapeutiche degli aroo:ni e degli urnguenti nella cura d€1lle ferite di guerra c le norJUe igi eniche severamente presc1·ittc a tutela ~ella salute degli eserciti. E David coi tocchi armoniosi della sua cetra r iesce a calmare sotto la tenda .le ossessioni -epilPttiche ùi ~auUe. Questi libri ci hanno ttamanclato le leggi sanital'ie che prescrivono l'osservazione più rigorosa di tutte le r~ole riguardanti la pulizia individuaJle, con abbonda.~11ti abluzioni prima dei pasti e con bagni rituali per la purificazione del corpo prima di en.tra_,r·e nel tempio, la proihjzionc assoluta di certi alimenti, l'obbligo della mattazione degli animaJi, l'imposizione ~l<>J,la circoncisione e del riposo selti.manaJe deJl sabato. E già cominciano a, dclinearf;i i primi provvedimenti R.:'lnitari adottati ptesso gli eserciti in difesa dalle malattie cast·r ensi. Cosi nello .c:;teF<so Dcuter"Onom io sono IJ)t~escrit te misnre pro filattiche molto rigorose riguardanti il modo col quale i soldati negli ac<·ampamenti dovmnno prowedere per eliminare ogni pe·I·icolo di infezione mediante le deiezioni, ricoprendole abbondantemente òi terra: « Habebis looum extra castm) ad qu em egredieris aà 1·equisita naturac) et hJtbebis paxillum ctun armis tui8) onmque .çecleris per circu,itttm et egesta operies quo revelatus es: n eus enim ambulat in medio castrontm »Xel Hbro XIX dei Re è descritta la p<'stilenza c1le de<>imò ·per volere di Dio 1\\.c:;ercito di Senacheriho ucddenào oltre 13000 soldati. e Ri attribuisce al topo una. parte preponclerante nella rpro!pagazione del mol'bo. Altra epid emia di pe~<>te, secondo narra Samuele, fu quella che oolpl le truppe dei Filistei per punizione di av()l~ aspor·tata ]'arca santa e na..<1K'osta n<•l tempio rli Da ~one. Per placare l'ira divina, oltre alla restituzione della reliquia preziosa, fu~ono offerti in espia.zione 5 topi d'oro e cinque bubboni. Grande importanza nella, cli1l'usione delle malattie epi<lemicocontagio:;e ne.gli e.c;er·citi venne pure assegnata alle mosche ed alle zanzare, c ~i adottarono , eve11 provvedimen U per i soldati colrpiti da blenorrea. i quali dovevano abbandonare l'aA)CD~mpamento, mentre si oonsideranmo infetti le loro Ye8ti <' il gia<'ie:lio e chiunque aveRse avuto contatto coi medesimi. Ed abbifl.tmo ancora notizie del trattamento ·deUe ferite e delle


-21-

fratture in guerra òa.l profeta lsaia, che sctive : «Le tue piaghe non sono state as<.:iugate nlè faRciate, nè unte con olio » e fa csclam:n·e al Dio d'Israele: «Ho rotto il braccio di Faraone Re d'Egitto ed egli non è tato curato applicandoYi dei mNlicinali o pon<'nùo delle fa cie p<'r fasciarlo e forWìca!l'lo ». Come intcl'essante <lot·nmPnt,) di psicQIIogia di guerra <li quc"ìto popolo sempre in armi, non srurà inutile ricordare che, quando era imminente lu battag1ia, l ~accrdoti UJ'ringavano i comhnt.tenti: « ~on Ri turbi il vostro cnm·c>, non te.mrte, non date inèli<•tro, non abbiate paura.... Iddio è con voi )). Ed i capitani soggiungemno : « Yi è fra di voi chi abbia fabbricato casa e non l'abbia rinnovata·! Chi abbia piantato una vigna da meno di tre aru1i '? Chi abbia. fatto Rponsaili e non abbia c~ndotlo n ca.!';<L hL sua donna ? Tornino alla lol'o dimm·a tutti c~storo )). Lo stc so ::Mosè chva. ordini di elimiual'e IPrilna del combattimento i .olda ti pavidi c vi1i: «Qui.~ est homo formidolosus cl corde pavido 1 Vadat et revertatur in donwm, Slwm) ne pavcrc faciat corda, fratmm suorum sicut ipse timore pcrterritus est» (Deut.,

xx. 8). Anche la legge mosa~ non è improntata a più lrurgbi sensi di um~mH:'t verso il nemico : « Occhio tper oc<·hi o, dente pcl' d<'nte » : così il profeta ordina n<>ll' Eflodo. « Tu (l i Yorerai tutti i popoli, i quali dal. ignore, Dio tuo, l-laranno dati in tno potPre. Xon si iln tPietosiRCa sopra di essi n tuo occhio »: co~ì è ~andto nel Deuteronomio. l'et· 1nmke i Ma.dianiti , le cui donn e <tYcvano fornicato oon gli Ebrei, :\fo~è costitui nn corpo di 12.000 nomini cbe mo~f:le guerra senza. quartiere in nome di ~a baoth, il Dio d<'gH eserciti. T1 nemico fu vinto; i mal'iehi f urono tutti trucidati. le città, i boq~hi e le c.aRtella fm·ono date alle fia-mme: solo le donne furono ri<:;parmiate. M a, Mo è andò in collera. contro i ca.pi d eli 'psercito p<'rcM avev:Lno ~alvntP le ·ò onne: «Riano scannnte Cfll(>ltl<' che <'Onohh<'l'O nomo, lasciate le fanciulline e le donne vergini! )). E così fu ! Qunlche tempo dopo egli ordina ai Mldati delle- tribù di Ruben, di Gad, e di l\fana. f:;(>. avanguardia gene-raJe : « 'Pa sate il Giordano, E>ntrate nelle tel'l'r c'li f'ha.naan : "'terminate tutti gli. abitanti di quel paese: fat·e a pC'zzi gli aHari, ri<lnc<'le in polvere lC' statue, de,·.a.c;;tate tutti i luoghi cc.celsi. Se voi non vot'rete uccidere t n tti gli nbitatol'i d~l paese, quelli <'he reste1'.a11no ~a1·anno q1tasi olavae in orulis cl lan-


-22-

ceae in lateriùtls e 11on vi daranno !Pace o ribellandosi o inducen dovi a partecipiue aJ.le loro empietà >>. Anche la presa di ll eseben dove era •t'e Sehon, prima di giungere al Giordano, è orrenda. Gli l raeliti aveYano chiesto il transito: «Noi pas.seremo pel tuo paese, camdlineremo per Oa strada ma-estra; non torceremo nè adest1·n. nè asini•s tra. Vendici i vive:ri. ... faAX:i paga•re l'acqua. Solo permeltici hl transito>>. Scbon lo negò e uscì in campo per a saHrli. :.Ua le sue città furono prese, uccisi gli abitanti, uomini, do,n ne, ragazzi; e non vi la-sciarono anima viva. Anche Ba.san cadde in pote1•e degli Israeliti e successivamente o.Ure GO città furono pr(>~e e gli abitanti. senza distinzione di sesso e di età, vennero sterminati. Non mino1•e ferocin, pfllesa SauUe, che aveva con 30.000 nomini trucidati gli AmananHi in gnisn. che «non se ne videro più due insieme » e che per non a>ere mai calunniato, mai qppresso il popolo, e per non a•ere rubato, era stato da &lJmuele unto re. Le guerre comba-ttute da SauHe contro i Filistei sono fra le più f<'roci ; egli riporta dovunque la paJma della vittoria. Avendo in una di queste conservata la via al l'{' di Amaele<\ >enne da Samuele aspl'a,mente rbnproYerato: «Il ~ignore t'o1·dinò: va(> uccidi. i peccatori di Amnclec e combattel'ai sino a sterminarli. T'erchè salvasti Agag? >>. E questo re prigioniero venne dinanzi al Signore trucidato dallo ::;tesso ~amuele. Davide p<>r aver merito pres~o Saull{' ::;i mosse un dì con la sua g-ente 'e llecise dU('('('nto Fili::;t-ct p,t aft1t7it eorwm praeptttia, e li contò al re e ne ebbe in premio la sua :fi gliola Michol, che lo amava.. L'antico pastorello si diportò così a,ggianwnte nelle altre battn.g-lie che i~ uo nome divenne celebre, e Sauhle ne p,rovò ncntissima invidia, tanto che attentò più volte, ma sempre invano, alla sua vita. Egli porta la desolazione nel paese presso gli Amaleciti, non lasciandovi vivo nè uomo nè donna 1 libera ,Q eita daj Filistei e otti<>n<' poi da Re Achis la dttà di Ric{'Jeg, cb<> clivien<> •proprietà <le] popolo di Giuda. Avuta notizia che Sanlle, per non sopravvivere alla disfatta del suo esercito si era fatto uccideJ>e, condanna a morte colui che .si dkeva esecutore del ferale ordine, e qualche giorno dopo fa tag-liare le mani e i pie<li c poscia impiccru·e due Fiilistei che IPt'esso lui i davano Yanto di aver scannato dormiertt<> il figlio <li au11e, !"amico caro, Gionata.


-

23 -

.Anche Giosuè muove guerra M:.Canita contro le popOilazioni al <li là del Giordano e <:inge d 'a.s:;;edio Gabaoh. Dopo una marcia not· t. urna !-lOl'fPre.nde la città <' oruercè l'aiuto rlìvino che l'a piovere sul nemico un nembo di sa i ed a11·restillre il soJe nel suo corso, la •ra{ie al suolo : i 1·e sono fatti prigionieri, i grandi condottieri calcano ùnrbaJramenle i l] loro collo con ~ piedi e quindi sono fatti ruppiccare tutti alle forche. Giosuè devasta quindi tutto il 'Paese montuoso e la pianura e non vi lascia 1·eliquia, ma uccid·e tutto que.llo che respira come gli. ·aveva Q l'd inalo il 8ignore, da Ga{lcsbairne sino a Ga1.a e tutta la terra di Gosen sino a Gt3!baoh. ~è il sesso gentile si dimostra 1più clemente verso i vinti : la sacerdoi<'Ssa Debora in un giorno <li vittoria inncggia a Jahel, la qnaJe al generaJ<- nemico Si.~a.rà fuggente che chiedeva dell'acqua so.mmini trò del latte c del burro e l'ospitò in casa, ma, durante il sonno, prese un chiodo colla sinistnt e con la destra un ma.rt~o c tmpamò le teul!pia dcsl nemico. Que!'lti uomini degli antichi tempi, sanguigni, corpulenti, daJ pelo foUo, ·r apinatori d'alimenti e di. donne, stN•minatori di nemici. ben meritevoli. di essere ehiamati, come Enea t roiano, massacratori di uomini, che dopo aver trascinato per i piedi l'ucciso rivale s'inebbriavano con tazze ricolrue di vino e •s i cibavaJlo di carne cruda, male insofferenti della legge. come li vediamo descritti nel 1\'Inhabharuta e nell 'Iliad<', nel poem:t eli Tzclubar e nel Hbro dcllfl. gue·l 'ra di .Jahoè, se non fossero stati terrorizzati dal castigo degli Dei, sarebtiero . tati ancora più feroci e crudeli. In tempi, in cui per un occhio si chi<?deva la testa, per un dito un braccio e per una vita cento vite, 1a legg.e del taglione che si limitava a roolamare- solo occhio tpe1· Q;cchio ed esh:;tenza per esistenza l'a.ppresentava gl:'l unn, segnala,t a vittoria della umanità. _\nche fra gli antichi Galli delle for~te drnidicbe pare sia e i!'\tit.'l un'assislenza ~anitaria, n<'gli eserdti, assai barbara. I sacerdoti addetti a queste manRioni erano soliti ricor.;rere a piante sacre, colle qnali innalzavano una specie di rogo q>er sacrificare i. prigionieri di gue1wa, se prima non erano q>assati a fil di spada, quando volevano guarire i mnJati c feriti in combattimento.


-24 Y. -

l SERYIZI SA~ITAHI lliLITARI NELL' A...'\TJC.\ !NOIA.

Se ora volgiamo le indagini all'India, che, come è noto, fu nn a deJle culle più ani iche dPlla medicina, noi ~o siamo, scorrendo i poemi. sacri, trolal'e qua.khc traecia. di assistem-a sanitaria in guerra. L'Ayur-Veda, ossia libro della vita, di Susruta, figlio di Visvamitra, <·he dal fondo ùella f<H·esta di Bentt>L·es fu dettato da Dhavantarc semidio. è un poema costituito, come i libri di lppoct•ate, dalla. fu~'<ionc di pare<·chie opel'e. :11: la più importante ra<·colta com1posta 2000 anni circa a. C. d:t medici antichi:sl:dmi dell'India e porta il titolo« Sus' rutas Ayur Véclas, ossia. ,~.;i~tema di mNlidua del vene-rabile l>havantarc dimostrato e da.l suo di):;cepolo Sus'ruta composto ». Era c<>Stitnita originariam<>ntt> da <·<>ntomila versi, divi~!d in mille cwplfoli ed in seguito Svayamhs, saceDdotc eli Brahama, la riunì in otto libri, che poi dal Dhavantare furono suddivisi in 5 parti: La pl'ima parte (f::Jntra.'!t'hàna) comprende l<' cognizioni preliminari ed a1Ierma il dogma che me<licina e cbil'nrgia devono sempre agire contt>mpomneam<'nte, di comun<' accordo: chi volesse c·oltivm·p soiltanto una, di que~te branche potrebbe paragonarsi ad un uccello che intendesse volare con un'ala soltanto. A titolo di curiosità, ricordiamo che nel capitolo X si parla già dell'ago-puntura, nel XVI della ·rinoplastica, nel :\"VIII si descrivono 14 maniere diverse di fasciature e nel XXXIV si accenna all'istituzione cl~ll'archiatra òel Re, che doveva st>gnh·lo, quando muovevasi in guerra eoll'e):;ercito, e custodirne la salute: egli aveva il posto d 'onor<' nella tPnda del tprincipe e v<'stiva abiti regali. Nella se-conda pn:rte (Nirlànasflhàna) è trattata la patologia delle varie affezioni , ft·a cui la tubN·rolosi detta «malattia ·reale», le genito-nrinal'i<:>, lr v<'nerre, le cntst-nee, con Rpcci.al<> riferimento nl Yaiuo.lo, al h~ lebhr·n, di cui si (•ntrmern110 varie spreie e se ne riconoJ:~Ce il rarattere contagioso, come ::;i rpuò desumer<> da questo pa,.-:;, o tra d o l to nrl 1844 <lall'Hn{'~let· dnl ~anscrito in latino :

j

(( Oopnlatione. corpori.<~ contact,u, ad.~pit·atione, convict1t, communi rubitu ('t sede, restis et serfi flor('i inuctione, lep1·o, f('brisJ tabes, 7ippitu(70, daemoniariq11e morbi aù homine ad lwminern t1·ansg1·ed iwt f1w ».

•


-25.Nella terza parte (Sarira .<;fl/uìna) sono C!'po~te le cogmz10ni nnatomich·e, e si ricorda come gli Indiani si valevnno dei cada>eri, convenientemente fPrepara.ti, fPer lo studio òel COl'p<> umano: « M01·· tmtm abluendo sim·ul visibilis est nwmbrorttm, 1·atio. Ante octtlos cnim qnod visttnt est et q1torl doctdnaJ id 1mo Vf1·bo magis scien tiam mtget ».

I ~'ldaveri >enh•:mo rinchiusi in una gabbia. cd immersi prr 7 giorni nel finmc c . ucce. ~iYamf'nte, senz.'l.t l'aiuto di coltelli, ~i strofina ,~ano fortement(> le parti molli fino a mettete allo scoperto gli organi interni. La quarta parte (Chikitsistast)hàna) r dedicata altla terapeu tic.:'l.t, cssenziaJmente medica e chirurgica, c si parla. già ()cl salasso, della tonsillotomia, della litotomia, della paracentesi, delle Qpernzioni di cataratta, c di fis1()]n ana1le, nonchè -<lPi vari metodi di l'i· duzione dellle fratture e lussazioni. Dei medicamenti sono gi:ì, riconoSciute le virtù ter<lpeutiche del mercurio, che già in da, quell'epoca remotissima era tenuto in gran pregio. «Il medico che conosce le virtù delle erbr e delle ra· d id, è detto, è un uomo; quello che sa le virtù òrll 'acqua è un demone ; ma colui eh<' <'onoS<'e le Yirtù del mercurio è un Dio >>. ~t'1la quinta finalmente (T,-alpast~hàna) Ri accenna all'azione <lPlle sostanze ,·eleno:-;e, ai sintomi e cura. T>a, questo poeJlla HIJ)pre.n<liamo inoltre che, quando un •rajah pa'l'tc per la guerra, deve essere accom1pagnato ·d a un mc<iico pro· vetto che lo assista in ogni evenienz-a e vigili ~crupolosa.mente su· gli alimenti e be,·ande che ·er·\'OUo alla sua mcn. a, da tm sacerdote. per·chè le sue preghier<' possano essere più eflica<·emente a..<::coltate cd esaudite per il conl'eguimento àella nttoria , e da un a.~trologo che interpreti i presa.gi ed allontani al mom<>nto opportuno con un'offerta propiziatri<:e alln. Divinità i p<'rkoli che po~!'ono deri· vru·e da una malaugumta. COJlgimlzione {li ast~·L RilcYiamo altreRì da questa raccolta che negli accampamenti la le11da dd mooico era di:-; Unta da un segno convenzionale ben visibi~c n, distanza, in modo, <·he i feriti t' tutti gli ah bisognevoli di JPronto so<· corso potessero ~noito riconol':cerJa rd N<~er\'l por·tati al più pl'·E'RLO cd adagiati Rn un letto di foglie. Quin era frenata l'emol'lragia e sulla ferita erano versati oli <'he lenivano il dolore <' sncchi di piante <li g1·ande efficacia te· rnpeutica. E si troYano interessanti particolari sulla t(>Cnica ope-

• "


- 261ratoria degli asce si, sugli strumenti chirurgici in uso (dei quaJl gli ottusi (1'antraJ raggiungevano la eHm di 101, prima fra t utti la mano e 20 tipi di strumenti taglienti (sastra)) sul letto di ferro operatorio, sulla posizione del pa,ziente e dell'operatore. Le frat· ture e le lussazio11i CJ1Uù10 curate in comune coh la estensione e con troestensione, l"iconendo a lUacchine (rotae 'lt8u), a stecehe ece. Le ferite del cranio, della fattia e del collo N'ano sutueate; l'e.mor· ragia era frenata col freddo, <:~ll'olio caldo, colla cenere o coli una .solida fMCiatum. E si parla inollre di amputazioni dellu, mano, per la grave 1pe1~dila <li sangue che determinano le ferite di questa regione, di laparotomie, di suture intestinali, di lito· tomie, erniotomie e di operazioni di cataratta e di rinoplastica, uti· lizza<JJdo la cute delle guancie, e~endo molto frequenti in India le condanne al tag;lio del naso per adulterio, secondo le leggi di Manù.

Si descrh~ono ancora altri interventi operatori, parecchi stru· menti chirurgici, E> numerose fas<:iatme; si tratta dei segni che di· stinguono tl e ferite fncili a cmnrsi da quelle di clifficil(' guarigione ed anche dell'estrar.ione dei 0011pi estranei, della tecnic..'t per arrestare l'emouagia e deltla ctn·a delle fratture e dclJe l us.sazioni. Accenneremo ancora ad un altro poema. indiano, il Ramayana, in cui è fa.tto il nome del medico Sushena, che assistC\':t i feriti e 1praticava medicalutc sul campo di battaglia: egli riusd a guarire Laxshumano, ferito gravemeHte al t<H·uce da mut freccia che gli altri sanital'i, chiamati d'urgenza. non erano stati capaci di estrarre. Ricorderemo infìne che i medici militari erano in quelle epoche remote tenuti in partic~lare con~idrrazione fra gli Indi::mi. Dopo l 'accanita lotta, che costò all'ese-rcito diRama pet·dite gra.vi~sirne, i chii·urghi Vibishana e Hanoumat JPeroorrevano in lungo e in largo il campo di battaglia per prodigare i primi soccorsi ni feriti, quando scor ero il v~hio eroe Dyambarat, confuso fra i caduti, che non clava più Rep;110 di vitn,. Gli ~pruzzru·ono l'ac· qua sul volto, gli eccitarono la respirazione facendogli annusare essenza di loto e di nelumbo, ed a poco a rpoco il vegliardo rinvenne, senza però poter ricono~ccrc chi lo as isteva. E la prima domanda che tl oro rivolse fu di chiedere ~'C Hanoumat rra ·rimru to incolume: «Se vive, egli aggiungeva, l':wmata potrà ancora essere salvata e saremo certi di poter ric~pera•r<' la ,qalute, anche se avE'>~ · simo esalato l'ultimo respiro!».


-27 Il p01polo indiano diede lwrgo impulso ahlo .S\'iluprpo degli ordinamenti militari ed aJla riorganizza.zione ·d ell'esercito, ma non avoodo tra.:fJioo diretto coD 'Europa, visse in una specie di isolamento, sicchè tutto .quanto è a noi pervenuto più che su dati storici :Lneccepiuili a.ppartiene al!la leggenda. Per quanto riguar.d a l'igiene delle truppe, furono impll!rtite severissime norme rigua,r danti speciaJlmente Ja pulizia personale prescrivendo l'mso frequente di bagni alle estremità inferiori, la pulizia dei denti C'he si pratica;va a mezzo di fusc·e.lli di certe piante e quella degli occhi fatta con coiD.iri e pomate. Si ordinò i.noltre un'al:Lme.ntazione esclusi va:mente vegetale, a base sovrattutto di .frumento ·e di legumi, e si proscrisse infine ogni bevanda alcoolica, punendo i co}jpevoli col ma-r chio sulla fronte. Venuta poi l a conquista degli Arabi e la, sostituzione dell'islamismo all'antica coltura, l'arte chirurgica di guer-ra decadde nell'I ndia, soprattutto per il fatalismo dei seguaci dell'I slam e per l'or-rore che loro incutevano gli atti operativi cruenti. VI. -

L'ORGANIZZAZIONE SANITAHIA MILITARE IN PERSIA.

Dalla presa di T1·oia alla nascita di Ippocrate intercorrono ben otto secoli, ed in questo lungo periodo non troviamo alcuna not izia o documento che possa gettare un po' di luce fira le tenebre della storia ed illuminarci alqua.nto sui servizi sanitari degli eserciti e sulJle ferite di guel'lra di .quelle epoche remote. Sappiamo soltanto, da nn passo delle QPistole di Ippoorate, alllorchè Alcibiade prepM'ò una spedizione contro la Sicilia, che l'aJSseniblea popolar·e discusse, f·r a l'altro, s ull'oppo1·tunità di aggregare dei medici alP.esercito, ed Ippocrate stesso promise di lasciar parti:re suo :fig11io, medico rinomato, al seguito delle truppe. E si fa ancora menzione di Ctesia, originario di Ionia, e parente eli I ppocrate, il qua.l e nel 416 a. O. ,si sarebbe recato in PeTsia e fu a<eco1to come archiatra alla corte di .Artaserse I. È noto cb e questi mosse guerra al fratello Ciro, e nella battaglia di Cunassa in Babilonia fu ferito da Ciro stesso con un colpo di giavellotto al torace e SOCCOTSO da Ctesia,che lo guarì. Ciro, invece, nel momento in cui colpiva il fratello, venne a sua volta ferito da una freccia alla regione orbitaria sinistra, che produsse notevole emorragia., e vertigine tenebrosa. Fu sollev:ato, e, mentre si avviava col capo


28 rt>clinnto sulla spalla, fu ferito per la seconda Yolta, al ealcagno, p«?'r cui stramazr.ò al ~molo , battendo violentemente il capo su di un nwdgno e rimaRe morto nll'i~tante. ~a·l'l'aHi dw qut>sto re non be\'<"·"se che acqua pl·ecedC'nt<•uHmte bol~ita in 1 n.pposite anfore di

al'~ento.

L'esercito di Ciro sconfitto si disperse disordinatamente. e die<·irniln Greei, al sprvizio d('ll t·e, M'f'ndo riflutatE> lE> <'ondizioni imposte dal vincitore, iniziarono attraverso l 'A~ la Minore la famosa ritil'ata, così magi!-ìtralmente descritta da Renofonte, che ne fu t P. limone ocn laiJ.'e E' R<'~n'ì. si può dire, giorno per :riorno, le vari<' vicende. E nel momento in cui l 'esercito risa,le il Tigri, lo storico d nar·ra eh€' otto medici E'l'allO al seguito delle lrnppe e si dovett<'l'O f:n·e parecchiE' soste nei villaggi per ricover:wvi i numeroRi f(•l'iti Nl hwalli<li. Dopo avel'e va.l kato le montagnP dei Ca·rdusci., d1wante il pa.ssagg-io dPH<' pianm·e dell' A·r mcnia occidentale, l'eSN-eito fu bloccato ·dàlla JlPYe <'cl ebbe a snbirP gravissimE' oftalmie. Si ebbero inoln·c a <l<'ploJ•nrP nume1·o:-:issimi ca5:~i di a~c;;ideramento. per combattere i quali . i Yit-tò alle truppe l 'a<liaccio sulla neTe. ~enofonte ci nal'l'a infine <:he turbe di donne di ruruaffare, per lo pitì ilH'OYenienti dal1e colonie g1·eche delJa. Ionia o di origine ciN: a~sa, seguiYano o. tinatamente le truppe diffondpndo ma1 l attie Ycnetee. Da 1 libro IJ I clella Ckopedia, e precisamente dal capitolo 2°, appt·endiamo aJtrc~ì che al ·seg-uito d~l re, in ca-mpagna, si trovaY:mo i medici, gli aru~pi ci cd i suonatori di ilauto, cioè i componenti il senizio sanitario, 1·eligioso e la mu~ica. Ciro stesso nel libro I si e~prime in quel' io mO<lo: «Ho sentito <lire ed bo Teduto che, come le città che Yogliono mantenersi in buona salute si scelgono (lei Jll('dici. così i g-enerali in campagna recano al seguito dei JliCdici per Ja truppa. )). Co."ì vediamo Fil i ppo rondnne nelln ~nm ~p<><lizionr i l ;proprio mNli('O f'·J·itobulo, clH' g-li fu di prczio:o;o ainto, nllorchè rimru3e ferito a.l l'o('dtio desleo <ln 11n arciere, il quale gli ~1\'C\'it lanciato un dardo con appesa questa <:urio.'-;a etichetta: all'occhio destro di Filippo! Dopo an>rP P"( ratto la fl'eccia. Cr-itohnlo applkò dei. cataplasmi che il cortigiano Cli!:iophos, per mero atto servile, non ~itò a.. tendere l'Ui prO.J)l'Ì <X'chi sani. per imitm·e il sovra.no. Anche il figlio Ales~mHlro ebbe al suo l'eguHo numero~i medici


-29-

militari aJJla dipendenza, del celebre Filipp-o di AC31rnania, quali OaJlistene d'Olinto, Glaucia., Alessippo, Androc1de ecc. 'M erita anche di essere segnalata· la sentenza di Cambjse, che leggiamo nella Oiropedia: «I mcdiq sono come i rattoppato1·i di abiti, perchè ill loro lavoro si riferisce semplicemente a. co•r pi indisrpo~ti o mutilati; provvederai meglio per l'armata, se cerehera.i dj prevenire od impedire la diffusione delle malattie fra. le truppe)). Inoltre nel capitolo XIII della, Laoedemoniae Respublica si legge che, dopo una battaglia contro gJi Assiri, sono condotti innanzi al re Ciro moltissimi prigionieri feriti, ed egli con sentimento umanitaJrio ordina di sciogliere le catene e manda a chiamare i medici per p1·estar loro le cure necessa·rie. Ed abbiamo ancora. notizie interessanti sul tr~porto dei feriti in guerra che veniva effettuato per wezzo di portaferiti, i quali erano dispensati dal po·r ta•r e l'a.r matura. Lo scudo è n primo rudimento di barella imrproYYisata per lo sgombe1·o dei caduti. Senofonte ci nM·ra di nn -~oldato, che era J'ima.sto stritolato nella gamba destra dalle pietre lanciate daU'alto e che fu soccorso da Eurilloquo d' A1·cadia e trasportato sul prop,r io scudo, in modo da poter •r aggiungere il suo reparto combattente. E con qu<'Sto mezzo Dario, vinto e ferito, fu portato alla presenza. di re Alessandro. Lo stesso Alessandro, ferito da una freccia che gli atbraversò la corazza e penet.cò nella ·regione mamrnillare destra, secondo ci narra Quinto Curzio, stremato di forze, si lasciò cadere sul proprio scudo (clypeo fatigatum corpus' exoepit) ; ed Aoriano ci dice aJ + r iguardo che i Macedoni tr~portarono il re su questo scudo alla tenda in +così g-rave stato che non sapevano se fosse ancora vivo. Del resto -è pa-ssato ala a storia l 'imperioso motto cl elle donne spartane: «o con ·quesLJ o su questo!)). Si ammette tu~tavia cbe, oltre agli scudi, si improvvisassero barelle anche con L'ami d'albero 1egati rudimentalmente ed esistessero delle lettighe (leotioae militat·es), destinate al trasporto dei malati c feriti, che i fanti avevano il privilegio di trainaJre : il mede.~imo Alessandro, ferito alla coscia sinistra in un nuovo scontro, sa,rebbe stato coricato su uno di questi carri e trasportato a turno dai fanti e dai cavaliPri, ehe si disput"wano tale onore. Ma delle feritè di re Alessandro, merita che ci intratteniamo


-30•

alquanto pe1· da.re un'idea del trattamento delle lesioni di guerra in quelle epoche remote. Il me<lico 'ritodemo, dQpo aver largaiiJiente sbrigliata la fcl'ita del re, estrae il dardo, che si era incuneato :rfello spazio intercostale so.pra la mammella. Plutarco ci dà una descrizione molto minuziosa, ed esatta ili q ue:;ta, lesione. Il ferro, dopo aver att•raver.sato la pelle e gli strati molli sottostanti, ha dovuto scivolare sulla quarta <t:ost{)la e penetrare nella cavità. toracica attraverso il terzo spazio intercostale. mentre l'aria fuggiva col sangue dalla ferita . .m stato riferi to l'aneddoto che, in attesa. del medico Oritodemo, re ~Uessandro, colpito alla coscia da una freccia, fu t rasportato in lettiga dai suoi soldati per ben quattro giorni di rn31:rcia. Egli, .secondo alcuni storici, avrebbe dato ordine ad un somato.fìlax, guardia addetta alla sua persona, di aprire senz'altro la ferita colla pada per estrame la freccia. Ma, IPer poco che si consideri l'e<'cezionale coltura di .\ Jessandro, discepolo di Aristotele, specialmente versato nell'arte sanita•r ia , che più voltt' aveva potuto nrpplknre pratica.m rnte le sue cognizioni per soccorrere efl assistere i suoi amici, feriti o malati, non si può non tacciare di inverosimiglianza questo episodio. n Rol1<>t ritiene invcee più giustarmente che il chirurgo non si sia accinto all 'estrazione del dat·do se non dopo aver preparato dell<> bende f' tutto quanto era necessario per comprimere i VflJ'li beanti r tamiPona.re lo Rpazio intercosta1e. Appena il ferro fu rimosso dalla fel'ita, 's i riprodusse l'emorra gia, ma questa con mezzi opportnni fu arrestata., e la lesione dopo sette giorni. era p;ià cicatrizzata.. La eonYalescenzn f u im·oce piuttosto lunga, ed Alessandro doYett<> alla ~ua co. tituzione particolarmente rohu ta la piena. e completa guarigione. Il procedimento deill'est·r azione dei dardi dalle ferite non ora tuttavia ~C<'Vl'O 'd i pericoli. Ricot·dia.mo che Epami.nonda aJla battaglia. di )fnntinea, colpito al petto da un giavellotto, volle attendere chp la vittoria fosse conff'rmata prima di sottoporsi all'intervento chirurgico, e mor1 pochi momenti dopo l 'operazione. 'An<'he il con~ol<" Erminio P<'! il •r r di R'Parta A~i. feri ti a1 t{)race da nn colpo di J::tncia, dove t t Pro soccombere durn.n te l'atto operativo. DaJ11e notir,ie forniteci ·d a Senofonte ht va.rl passi della Ciro IPedia. si rileva. che l'a•r mata rpt>rsiana aveva al seguito dei me·


-31-

dici militari, i quali ::wevano l'obbligo di assistere e curare a.nche i prigionie1·i feriti. Il che ci dimostra come molti secoli prima che il Cristianesimo predicasse il gran 1p rindpio di perdonare le offese ed amare gli stessi nemici, questi umanitari sentimenti fossero già applicati iu Oriente. InoUre Serse aveva particola.ri ['iguat·di per i feriti ed era solito disporre che gli intrasportabili venissero ricov-et~ati nelle città, .per le quali egH passava durante la ritirata, e •r accomandati alle cure dei magistrati. Tanto era l'interessamento per i malati e feriti di guerra, che non solo i medici pensavano di prodigar loro i soccorsi necessa-ri e di farli trasportare in luogo .sicuro, ma talora si ritardavano espressamente le marcie per non 1 asciarli indietro, ovvero venivano ·r icoverati nelle città aJleate. E le ambulanze private istituite nelle città greche, come cl assicura Senofonte, •raccoglieva.no e curavano anche ì feriti di parte avversaria. Ricorderemo infine che l'assistenza dei medici militari in quest'epoca preistorica si estendeva anche ai mo-r ti : la sepoltura era cosa sacra a-g li occhi loro. A~rivando in un luogo ove era avvenuto un violento cambattimento. non ma.nca,v:mo di p·rocedel'<' ·n.U'imt mazione dei cadaveri, che venivano lavati e fa-sciati prima di essere' serpoll ti nffinchè scencìes~cro decentemente nella tomua. Nella Scuola di Alessandria la medicina Tppocratica ricevette un notevolf' imrpul~o dallo studio dell'anatom ia. per cui si resero celebri Erasistrato ed Erofilo i quali, liberandosi da ogni dottrina dogmatica, posero per base dei loro studi l'esperimento: il primo fu un precursore della scoperta della circolazione del sangue; il secondo .preconizzò le ricerche sull'anatomi~ del sistema nervo:::o <' suUe v.a riazioni del po[so. Et la chi.rurgia militare se ne avvantag~iò nelle guerre combattute da Filippo il :Macedone e da AlessaJlclro Magno, i quali, come vedemmo. avevano chirurghi propri Ch·f' li c'Seguivano. VII -

LA MEDICINA MILITARill NlllLJ/ANTICA GRECIA l1l NEI POillMI OMERICI.

Nella Grecia antica è nec-essrurio trascorrano 800 anni dopo (460-355 a . 0.), perchè la medicina e la chirurgia assumano forme scientifiche. È veramente nel secolo di Pericle, nell'·età delil'oro, in cui la scienza g·reca si illustta dei nomj di Pitagora, di Aristotele e di Platone, l'~idio odi 'l'•r oia ed a•r rivare fino ad Irp,p(){!·r ate


-32-

l'ora.toria di E.c:;:cbine e eli Iseo, Jnaestro di Demostene, in cui il Partenone aveva con.saerata la gloria di Fidia e di Zeusi e si rappl·esent<waJlo le ttagedie di Sofocle, <li Aristofane, e Tucidide scrivevn. la .storia della. peste di Atene, era tél.upo che anche per la •me<licina sorgesse un uomo di genio, il quale, strappandola al cieco empil·ismo, la ponesse sullu l'etta via del progresRo scientifico. Ippocrate, mtto nP1l'isola di Cos, è considerato nei tempi medioevali come il padre della medicina. e ci ba lasdato un grandissimo numero di scritti costituenti il Oorpu.c; llippocraticlunJ che pur mppresentando uuu. l'a<Xoli a ~i epoche e ~cuol·e diverse, per 17 libri i può oonsidct·ate c-ome opera ~ua. Sol libro De 1tlceribus consiglia di lrware le fedte col vino e di ungel'le coll'olio dopo aver purgato la pia.ga. <~oll'applicazione di caiaplasmi. Favorisce quindi la coesione dei 1uargini con foglie di ntbus canino e di nasturzio e da ultimo n(' facilita la cicatrizzazione. Nel[la .scuoln <.li Cos la me<licina e la. chirmgia formavano nna scienza sola, follCiata sull'ossel'Ya?.ione diretta e<l inspirata al concetto dolla natnra tnedicatri:vJ dominata da quello ~pirito acuto ùi osservazione, per cui le opere di Ippoorate de~tnno anche oggi, dopo 24. !Secoli, Ja rpiù grande ammil·azione. La dottrina delle lesioni e. terne c pf'Cialmente delle fratture e delle lussazioni progredì molto in quel tempo, ncl quale davasi grande importanza alla bel1lezza delle forme, e rimase indi etro la pra.Wca delle antiche operazioni, poicllè i Groci si daYano la morte. piuttosto <'he rima· ne1·e mutilati. N<>ll'armmnentn,rio chirurgico sono descritti con grande esattezza ~c sonde, i coltelli. i bist<>ri, i ral'<patoi, i cauteri, i trrupani c le tenaglie per l'estrazione dei denti (odonta,gra). S.peciale caJpitolo (' dedicato al trattamento dellt" fratture <' delle lussazioni, con esatte de~r·izioni delle ossa e delle articolazioni e minute e..:;po· sizioni clella iì. iologia rlci movimenti c delle maJlualità. per la ri· dnzione, l'immobilizzazione e le fasciature. Si ba,nno notizie al>ha.stanza precic:;:e degli ordinamenti sanitari militari che ave·m la G1·eda ai tempi ippocratici, i quali, se erano progrecliti nel periodo rn·caico ·<lP11a <'iviltà grN•n., tanto !più dove· vano e. Pre perfezionati in un periodo più evoluto, in cui il popolo ellenico, avendo per culto l'a.more, per ideale la beliez?.a, doveva tenere in gran pr<'gio In, vita e(l a~sicura.re cori ogni mcz7.o il ])lantenimento della salute.


-33 -

Nella l'accolta ippocratica, si !l.Bggono scritti inte1·essanti della medicina militare, elle sorge indipendente dalla medicina sMer· dota1e, ed ò eletto che nn ruedico pe·r pel"feziona.l'.si nelil.a chirurgia deve a.ccornpwgna.re gli eserciti in guerra. E d infatti jn quei tempi vi erano chil·urghi militari che segui.· va.no le ruilizie, provvisti di strUJnenti. e 'd el materiale di medica· zione necessario, i quali avevano il loro posto a<>,canto alla tenda t eale. Tem1po fa nell'isola '<ii CipTo fn scoperta una .sorittura, la qua-le si rife1·isce acl un contratto della città di M alion con Onasilos, fìgilio eli Ona·s ikipros e coi eougiunti di esso per prestare l'assistenza sanitaria durante la guerra, dietro !l'icompensa in denari ed anche in possedimenti terreni. Ai'istotele (38-!-322 a. C.), il gl'a•ncle filosofo e biologo, pMla della grande importanza che ha la purezza de]ll'acqua per la pubblica salute : « I..e sorg<'nti d'aoqu::L pura, in quantità sufficiente, devono essere in vicinanza della città; se .q uesto non è il caso, si devono fare numerosi ed .Milipi .<serbatoi per la raccolta dell'acqua piova-na, affinchè in <'aRo {li guet'rf:tr o di assedio l'acqua norn venga i:li mancaii'e )).

***

Sappiamo che, ool p·r ogredke dei tempi, le arti furono trasportate dall'Egitto nella Grecia: e fra queste certamente anche la medicina. l!J ormai accertato infatti che Esculapio, da cui discendono gli Asclepiadj, era di origine ~t:dana. Così molti tìtloso:6 greci, attratti dalla 'rinomanza dei medici dell'Egitto, si recavano presso di lo1·o a perfezionarsi nell'::trtc : e nelile p1~i n:se emigrazioni dalle rive del ~ilo nell'Ellade è molto 1prob::tbile cbP la medicina sia ~t ata. in trodotta con le altr·e sdenze. Si è arrivati perfino ad ammettere che Omero, durante un vhLggio in lDg-itto, abbia sottratto dal tempio <li Vulca.no a. Mentì, colla complicità ·d i un amanuense, i poemi composti da. Phanta·si.a, che desoriveva.no, sotto il velo dell'allegoria, avvenimenti svol tisi a'nticmmente nella terra dei F a,ra<Oni, e ohc egli, per megilio D(;.cultai··e il .plagio, abbia. t1~asportato l a. soena nella 'l\roacle, traVe.<;;tendo i suoi eroi alla greea. Altri <Bostengono. in base a quanto ci ha tramandato Erodoto, che Omero, viaggia;nclo jn Egitto, abbia a:pp re.~a dalla viva voce dci sacerdoti la 1 storia del1a guerra di 'l'roia, che n suo genio IPOi .plasmò negili immortali poemi. 3


-34I canti omCJ"lCl sono luv<'J'O l'eco più l'emotn, deDe t)iù a.ntiche tradizioni, ed in essi poAi-ìiamo ·l 'intracciare le fonti della storia de1hL medicina elleuka in g-enere c quella dei .serrizi. f.ianitari negli ef::erciti in ispecie. Questi poemi, compar~i a~li albori clelln ~toria greca e rnpidamente diffuRi in tutta la JH'HÌAola, <'ontribni·rono a mantenere Ralda l'unità nnzionnJe, coRl COHH' aYYelllH' <lopo tanti s~oli pe1· ln. Divina C'ommNlia netll'Italin Rtr:mi('ra e <liviAn. E qucst'op<'ra <li fusion<> fu tanto più efficace e <lm·cvol<> qnanto più largamente intelligibili <>rano quei canti al popolo tutto, chP vi se11tin1 pal pitare la prop1·ia anima e i ntta la nta rapina e viol<>nta, ricca eli vicende inralzantisi senza h•egue in quella terra fatale, che, come l'Italia, «parve angnst.a ai ::;uoi figli )). 1\fai. cr<>azione d'arte nutl'Ì infatti tanto di lS!'· !'tessa un pOfPo]o come i poemi omerici la nazione gr~a: rcdtati nelle corti. nelle case e nell e piazze, ripetuti a ga·r·a nelle t!'nzoni poefichc, im pa,r ati a memoria nelle scuole fin dalla prima giovincz1.a, come monumento di !'lti1e, di sapienzn, di eroismo, fm·ono essi nno dci primi e più spil'it uali vincoli <H nazionalHìt. Mai l'umanità potè deliziarsi di più semplice, nobile c forte rp oesia di queF<ti poemi, nei quali l'e1·oe è cosi umano, anche compiendo im1we"e sovrumane, ed è rappresentato con tanto veriAmo nella sua impnl~ività, nella, rapida vicenda di opposti s<>n timcnti , che lo ani<'ina al fanciullo nell'audRcia. e nei repentini t.im<>ri, nella sfida agli (lei e nell:t rivercnzn. verso eli cRsi, nell'odio imrplacn.bile c nell a gene1·osità ca,vnJle1·esca., ove 1la mwrazione conqnista coll'eddenzu tl<>l vero, mentre l'obbiettività <1el poeta, c11e mai non si sm<>nti~e e dif'h'o cui 14i <'ela, non impedisce di intuire l'anima sua, sem pre partecipe e presente. Però l' Jliade e l'OdisRea 11011 sono sorti solitari e giganti, come la Di,ina Commedia, ma. dimostrano un lungo p<>rioclo di preJI)arazione nella. fraseologia, n<>i pNsonaggi e1·oici, nelle alJ.usioni e rivelano una l tmga. tradizione <li canti rfl<'<·oltisi. attorno al nur leo ]Wimitivo e non sviluppati eH getto dalla ment<> eli un solo poeta. J.;niad<>, d1e e:-èllta le ultime vic'ende della . pedizione di Troia, C' l 'Odil'ìSC'a, d1c canta il l'itm·11o eli l'lis!':e in Jtaca, dopo venti anni di cloloro!'lc ll'àYN'Ric <' <li t1·agi<"i n n-<>niment i, "ono le ultime eSl)J'es. :-:ioui della dvilt:ì egea, <' l'<tppl·e~eHtano i. (]He monmuenti di illfmpcrabile bellezza., e più imp<>tituri, dell'efPopen omerica, dai quali

'


-

)

•

35 -

ti·a!';~ero in seguito ispirazione tutti i poeti, da Esebilo, a Sofocle, ad Euripide e t.utti gli attisti da Fidia, Zeusi, Pra.s ·itele. llirone, a Policleto, Ltl)ippo, Hcopa. L'iliade è HhLta deii.nita un feroce poema di gncna con into· na.z ion<' sonora, cb e si syolg<' fra lo stJ'epito dellle ba l taglie, il f•r a· gore delle armi, i lamenti Mi fctiti, le gl'ida dei vincitori, e celebra le <'l'<>iche gesta di Diornedc>, di ~m·pedont e, di Agamennone, di Mcnelao, dei due Aiaci e -soprattutto di Achille e di Ettore. Per contro I'Odi.sse.'t è nn meravigJio!-io l'Omanzo di avventure, imp1·ontato ad lll1a calma idi1li:wa. <'h <' <'~alta la vita ag·r este, il serPno la•oro dei campi e l'intima gioia familiar<• dopo una vita. tra~orsa fra i pericoli e i ~acrifìci, e nel quale, fra la descrizione dei via.ggi, ·degli usi e costumi, emerge maestosa, un::t. sola :fignra: quella di Ulisse c he tutte riunisce le Yil-tù più elette degli eroi. Undici città i'OÌ disputano di R\('1'<' dato i natali ad O mero (fig. 2), talmente l<' notizie biografiche '-ono incrrtP <' contradit· torie. Ae<:ondo J' Jnama, Omet10 f<arebbe (li origine pcloponne~iaca. e vi ~Hnto neliln TWni.sola grrca., ·prima <lell'occupaziou<' <lei Tes!';;ali r del D01·i ; i'òe<:onclo il Sergi, im·ece, sa·rehheòi stirpe mediterranea. :llentre gli antichi attribuirono unanimcmente al poeta tanto l'I liade quanto l 'Odissea, nell'epoca alessandrina i grammatici l~ l lf'n ico .e Zf'non <' ne sostennero la diverAa 1paternHà, e molti se· coli dopo, nèl 17!):>, Federico Augusto Wolf nei suoi famosi P1·0 legomena ad H om,enl1n riprese la questione, già intuita. dal nostro Giovambattista Vico. Pal'tendo dall'os ·cnazione che n ei tempi omerid non ('Sil'\tem anc01·n. la "crittura. <>gli affermò che un solo porta, non p oleva awr composto i due poemi, i quali dovevano es· sere opera di vari cantori eJTanti. (r<~pRo<.li.). eli <~ ni Omero forse era uno òei più fa.mm::i. chr li tramancla.y ano a memoria di stirpe in ~tirpe. e che furono poi raccolti e collegati al tempo di PisiJ'ìtrato nel G:JO a . C. P et· il Wolf adunque Omero non è un genio indivi dua le, ma un rpoeta. collettivo dei pop-oli ionici; non inventore, ma sa.pi ente rifncHor<' e compi l n t ore di can ti <~roici. Anche il La<•hmann volle dimostra r<• che l'Iliad(! non era che un <'Cntone di :·n·ariate canr_,oni, laddovc il Xitzchz fu uno strenuo difenHorc clcll'unUù dei due poemi. Oggigiorno, in base alle più mode-L'ne veòutr, :si è indoLl.i a, l'itenerr che l'Ili:Hl<' ~-<ia opera. di Ont<'ro e clw 1'O<liF;.Ren appartrnga ad al ( r•o poeta. c che i due poemi, originariamente di piccola mol<', i'iano andati col succe-


:3(; -

dersi dei tempi a•wpliandosi eù a.niedu"nùo!'i ùi num·c leggende e canzoni. Recondo il Kuma, Omero ùeYe essere slato profondo cono scito1·e <li medicina. Anche Hondelet ammel t e cke sia stato real menit- nn medico <"i.l abbia partecipato ni tp<'t-sona alle numero'e

l<"ig. 2 -

Omero - Scultura antica - Museo Xa?ioualc di Nni>Oii.

battagli<• cle:s<.:1-ittc <.:on tanta evidenza e pecci8ione eli J)<H·ticola-ri: im·ero, aoc.anto all'esatta de!'Crizionc analomica c Jl iopatologka delle vat·i<' lesioni di :ruerra , indka !";Cllltp re, qnanhtJH)ne in modo pl'imitivo, il tratl:mwnto teraJwutico. Finn l mente Ft•Oiidl non esita n J·itcuedo n11 ve1·o e propl'io medico mnitare. Om<'-ro climoslt·a iufatti nei s;uoi poemi nn COJ'l'<"<lo di cognizioni anatomiche t\'-'"Hi comple~!"O cd esatto. ~ah-o qnakhe ine,i-

('


-07-

il

tabile enore . ..'.nzi, a questo P'l'Oposito, il Daremberg non esita di paragonare !la scienza a.natomica del poeta a quella del sommo Tppocrate, pokhè è riu~ito a distinguere quasi tutte le parti del ~orpo umano, int.erne eù esterne, ed a. dclimit<Hne con una certa pti·edsione la sede. Il Ooakley Lett.son, nel -riconoseere ad Omero questa meravigliosa erudizione in ma.tcria anatomica, avanza l'ipotesi che egli fo.ssf' un sacerdote o un sacri:ficatore e che taJi conoseenze fossero in gran pa.r te dO\·ute a.l Ja lunga pratk.a acquisita dal continuo squm;ta.re ed immolare vittime aJla divinità.. Per contro il Uouclier non è mol]to entusiasta delJe cognizioni anatomiche e chkurgiche ·Clel poeta, che gli sembrano assai primitive e molto superficiali. Ed anche n Mollet, nel ribattere un'osservazione .del Daremberg circa la precisione colla quale i1 poeta descrive le ferite delln 'regione toiJ.'acièa. ammette che, se il poeta fa cadere quasi semp·re i suoi Pl'Oi colpiti in piruo pcfto, sceglie pl'<!Cisamrntf' questa 'r egione per esaltare maggiormente le loro gesta ed imprimere un cat·attere ·più clevato aU'epopea, dò che non ftvrehbe ipotuto raggiungere se avesse posto i. combattenti ad avventat·si fra loro, ad esem·pio .con colpi di lH.n cia perfoJ'aJtti le br~ia. o le g::lmbe. Tuttavia la :figura di Omero a:ssurge gigantesca nell'antichità greca, e si può ormai 'comdclerare un osf"ervatore profondo ed uno psicologo genia.le. Scorrendo i canti epici dell'Diade c dell'Oòissea, il Frolich ha t-rovato ben 147 ·osserva.zioni di ferite della fo:rona e sede più svariate, parecehie delle quaJi complica,te, siccbè i poemi omel'ici da, alcnni sono sta.ti paragonati ad un ve·r o e proprio trattato di -chirurgia ·di guerra. Di ·queste, 106 sono do·v nte a col!pi di la.ncia, 17 i colpi d'i spada. J 2 a, freccia e J z. a lancio eli ipietra. Invero Il e tremende lesioni prodotte dalle armi p~L.nti di quell'epoc.'l sono descritte dal poeta, in modo meraviglioso, con un'e.<5atlezza, quasi comp1leta da l punto di vista anatomico e fisiologico, uonchè dell.u. sede della. ferita e dell'im,portanza ri~etto agli organi <'o·l·p iti e con verità impressionante. Sono esposte jnoltrc cognizioni di fisiologia , forfìf' un po' Ya.gh<'. ma che confrrmano tuttavia il possesso di nozioni r.ea.l i e considerazioni anatomo-chirurgiche molto giudi,-,iose: ed è t•t a.ttata anche con molto criterio 1la cura delle fe· rite ili guel~ra.. -& fla rillC'Y<11'Ri inoltre che queste nozi.oni eli meclkina e di chi-


-

:3'-

rurgia rirna,ugono pr·essochè invaria.te pet· d1x:tL quatt•ro secoli e bisogna rumJil·e ad lppocmte 1pe1· I·intracchu·e i primordi di un rinascimento dell'arte sau.ita·ria. Senw. aninll'c quindi all'opinione del P1·0lich, che intntve<le in Ome1·o un 1·emoto nostl·o anteec~i'ore, nou si possono <L meno di riconosoere nel poeta delle <~ognizioni di medicina molto fonda,te, e si può .condividere il giudizio di ~blgaigne •c Darembe1·g qoa.udo affermano che « il linguaggio poetico d'OnH'l'O è •rimasto il linguaggio te<:nico dei medici, e pe1· quanto non entrino nella concezione di un poema epico i partico'lal'i di nu.'<.licina e cllirm·gia che si po ono spigola1·e nell'Iliade c neli 'Odi.o.:;sea, bastano a dimostra.re a. qual punto fosS<~ giunta. in quei te111pi quasi favolosi la terapia <delle fel'il!e c lesioni pe1· ;u·mi da gucnn, >>.

* * * Le fet·itc, che si osserntuo più comunemente nei combattrnti dei rpoemi ome l'id, sono quelle prodotte dalla spada, dalla lancia, dalla f1·ecda c da.J giaYcllotto, JSupel:ficiali o penetranti, e quelle contuse prodolle dai colpi di asRo, scaglia li a mano o colla fionda, a seconda delle -dimensioni. <'irca la sede del le fe1·ite, quelle alltL f·ronte, ali<' {(•mpi<', alJf> l'<•gioni anri.col:.ri cù Ol'biiarie ::;ono considerate gy·a,·i)o;r.;imc e qua ·i 1-iCUIIH'C mortali. Deille ferite del collo ?! fatta menzione una . o la. YOlta nell'OdiRsea. e riguarda un eas;o di lussa;~,ione delle prim<' ''<'dehJ·<' ceni<'ali in seguito :t caduta. mentre figuran o cinque rolte nell'Diade. Rono inoltre <h·~ritte le lesioni. deJl:b clavicola, cOII lp (··onseguenti <>morragie e<1 « in tormentamento del polso )). Di particolare gravità ono, per il poeta. le ferit-e del cuore c spedal ment<' quelle dell'ad<1ome. Egli indiea «il ba!': o •entre f1·a l'ombe~lico e gli organi genitali come la. ede f\11 cui i colpi <li :.\I :lrf<' sono più perkolosi per i. pove1'i mortali>>. ~on gli -sfugge a,ncora il f:ttto dle nelle lcsjoni addowinnli il ferito lm la respirazione ail'anno&'t e elle qua.l che volta, Ja ma!'i'a. intcst·inale 1può fuorusdre dalle pareti <l<'ll'a(ldome. :W fel'ite del fegato. :>e<·onòo Om<>ro. iper quanto presentino una progno i ri:;:ervata. non portano sempre ad esito letal e. E d dà, perfino notizia di nnn l<'.c:done interna. con •recisione dell'm·t<•J·ia ao1'ta addominale, ùet<>nninnnte la, morte iRtan· ta.nea pe-r di,q~nngnamento. J;} rpm·la aJ1COJ'a di (lue C.'tSi di lesione della, vesci<'H, di tre ferite della roscifl.. <1<'11<' fr·n.iture complicnte

~

\l


-

39 -

degli :u·ti, fra le qwlli riporta. un raro ('à!-<O di lesione dc!Faeeta· bolo, di cui riconoF:('e l'e·N.:ezionale gra vitù, come ammelt e la più eYoluta. <·hirurgia dci 1cmpi nostri. g <lescriYe con tocchi da maestro un colpo <li ~a•1cia al polpaccio «che ba lacel'ato i nervi)), una f<•l'ita al tendine di .\chille ed UJùtltnt alla r~ion<' mdioca.rpica, da cni, egli O.si!o;t'L'va, fluisce rpO<·o !-laugue, ma che dù luogo ad ecoehi mosi cd a •lol01·i im;()pportabili. :Ma, di ciò parleremo più [l lungo fra poco, sconcndo i canti del poema. no,·e <' quando Omero abbia potuto a ...,Himilare tante nozioni di mc<lidn:1 e chirurgia~ finora tla scienzn 11011 è riu cita ancora a rh·elarci. :Scll ' i~oht di Creta sono tate l'ÌJwenute recentemente durante gli ::-c.'tYi m·<:beologici ntllllet·ose ta>ol<'tt<• <·be sembra.no note <>d <'l<>uchi riguard nn ti la me- . dicina di quei tempi , e che ancora attendono un ùecifl·atore (fig. 3), non('bè nu· merosi ex v oi is in terracotta, che riproducono diver"e pnt'ti del corpo umano : <X'el1i, oreechi , ~eni, pi0c1i, mani, C<'<:. Angelo Mosso, l'ili us~re fisiologo che negli ultimi a.1oni <lcdicù il mnltifo!·me ingegno agli studi di archeologia , riuscì a stabilire pe1· me-hzo di e!':si la ede delle piiÌ impo1·tanti malattie che aUIU. Cl'O i Fig. 3 - Tnvoletta con scrittura non ancora decifrata rin· ('L'(' t t'si preistorici. Gli artisti primitivi V()1)UI.11 negli SCIWÌ M Creta.: i 11\' Pl'() l'leppcro l'PlHlere la figura Ulll~Llla, {ptescrizioni terapeutiche ~). · ] · ']' · 1 "'IHX'Ia nwnte D<?l l'l 1cv1 a ~tuc<:o, con a più meravigliosa perfezione anatomica : siamo in presenza di nn'arte evoluta, <'spressione di nua civiltà che risale a Q>al'eocbi millenni prima di Clislo. la quale dalla informe argilla sa 1·icaY:ll'e pkcole ripto<luzioni di membra malate del eo11po \llllano. Secondo J<}vans, questi ex 1;otis servivano tanto come ringra· ziauwnto p er l'ottenuta. guarigione. quanto <·ome offerte profilattichc pe•· tener lontano il pericQilo <l<·lle malattie. Le gna•·igioni si ottenenmo generalnwnt(' per incnbazimw. (Tli infermi dormivano nel sacro re<-into (abaton) una o più notti ai piedi <lella statua criM·<'lefaulina eli r~~<' ulapio e <lul'an1e il Ronno il Dio con far· ma.chi <' poL(:'ri sop1·anna1 nraH compiYn il miraèolo. Pau. auia. ci


-

40 -

narra che, visitando il tempio di A~clepio, lesse incise su sei tavole òi marmo una lunga serie di guHrigioni opera.te da, Esculapio, fra. cui quella del fa.nciul!lo E11f:1ne tm•mentato dal mal d~la pietra, del dttadiJto di Col'onea che <lYeYa inghiottito delle !:ianguisugbe, di E1·eo di Mitilene a.ffetto da alopecia, di Ermone da. Pa· o colpito da cecità ecc. E se considel'iamo anche i meravigliosi perfezionati bagni, le condutture iclraulidw. g-li. impianti di collettori e dtenag· gio per h1llontanamento dci l"ifiuti. proYenienti da. latrine, d e si sono rinv<'nuU neg-li scavi delle famose ·l'f'g'g'iE' di ( 'nos o, di Pesto e di Raghia Triada, tutto ci fa sup[)Or:r€' un popolo evoluto nelle conoSC<lnze di medicina e di igiene.

* * * Pl'ima di a.ddentral'd nello stndio dei poemi omer1c1, :p.cr quanto riguarda le l<'. ioni di guerra e l'assi tenz.:'l! sanitaria degli esPrcili, non s:ll'à del tutto superfluo rievocare i principali cultori dell'arte salutare che emergono in quei tempi preistorici. E senza occuparci della tradizione mitologica della medicina, greca e sorYO'lando su P eone, medico degli Dei e degli eroi, e su Melampo, il tpiù antico sanitario degli .\rgivi, di cui si abbia no· tizia, che guari da!lla lebbra le tre figlie del re Preto, ci limiteremo a rieYocare la figura più eminente nel eampo medico, che generò i òne più antichi f:lanita,ri degli ('Sercit.i, Macaone c Poda· lido, a~surg-endo dotpo la morte agli onori di'vini : E~ulapio (fig. 4). Egli nacqnc da. .ApoJlo e da Coronide: que~la (lurante la grad danza commise IPCCCato di a<1nltei·io coll'ar<·a.(lr Ischi e fn condannata a, morte dal Dio, il quale per salvate i1 ftglio innocente, con un'opC'razione cesarea. lo estrasse òalle nseere della ma<lr€' .arsa sul rogo, e lo affidò al centamo Chirone. Questo aY\'Cnimento è magistl'almente descritto ùa Ovidio nE'ille Metamorfosi: .... Sed natwn jfa11W1is uteroquc pal'entis .Eripuit geminique tulit Chironis in cmtnmz.

La data di nascita dj Es<"nlapio è ince1·ta: probabilmente ri· e molte città si conte~cro. come per Omero, l'onore dt>i natali (Tessaglia. 'Messenia, Epi<lauro). Egli fu. unitamente ad .\chille, :Kestore, Peleo, 'Clis e, Giasone, uno dei migliori discepoli di C'hirone, il principale dei centauri, «dalla e~ale a l 3 secoli a. ('.,

,


-41-

sperta mano )): eroe de.llla T·e ssaglia, il quaJe, narra la leggenda, rimase ferito ad un piede da una freccia caduta inavvertitamente ad Ercole, e, nonostante le più assidue medkatm~ fatte ~on un'erba, che in seguito fu chiamata Centaurea., dovette fatalmente soccombere. Esculapio fu inventore di una g·rande quantità di farmaci, derivati la maggior parte da succhi vegetali ed anche di un rimedio· specifico p er la. cura delle emorroidi : fu inolt·r e un tenace assertore clell 'educazione :fisi.c a. Egli [lrese parte come medico di

Fig. 4 -

Escula.pio seduto che abbevera il serpente. (Museo archeologico di Atene).

bordo alla spedizione deg;J,i rll'gonauti nella Colchide, ed al ritorno l'idonò Ja Yita ad Ippolito, :figlio di Teseo, a Tindaro ed al JPicoolo Glauco, figlio di Minosse, che si era affogato in un ot•r e di miele mentr~ ·d ava la caccia alle mosche. Giove, adirato contro Esculapio, che col risanare gli uomini e liberall'li ·d all'oltretomba tl i r endeva meno rispettosi e timorosi della divinità, lo co1pi con un fulmine, uccidendolo ·a ll'ista;nte. Dopo la ::;ua morte egli fu onorato come il Dio della medicina, ·che ridava la salute agli infermi. Ebbe per attributo costante il serpente e gli furono er·etti ternJPili magnifici adorni di fonti d'aequa perenne, 'i n primo luogo a Titanos, pr·esso Sicione, per cura di Alessandro, fig1io di Macaone e snccessivamentc nella. Tessaglia, ne1l'ArgolWe. in Epidauro, in Tricca., e più ta,r di nel 293 d. C.,


-

4::?-

mentre infie!'iva, hli p~te, ~m<.:lle in Roma, ncll'i'3ola. Tibel'ÌlUL Nel tempio di JiJp1danro una i.~dzione detta que.... tc regole: «.\cl Asclepio si sacl'ifi<:hi. un toro; nn toro agli Dci cile hanno <.:tllto <·ou hù ed una Y<l<.:Ca alle Dee; sull'altare di A1"depio lii sacrifichi .tn· che un gallo. Si offra. couw una parte rL..,('>tTata al Dio un medimno ùi orzo, un mezzo medimn<:! di frumento, una mezzina di vino. Una coscia del primo tol'O si offra al Dio, un'a.ltra :1bbiano i sacei·doti; del socondo tol'o di :.w lo una. cosda ai cantori; J ·altra e le ,-io;;cere ai custodi >>. Fig1i di .Esculapio c nipoti di Apollo fm·ono Podalirio c )[a. caone, i due medici militari più famm~i <·he pm·teciparono cog1i eserciti greci alla pre::-a di T1·oia. Questi JlOll professaY:lllo soltnnto Lu·tr s:tlutare, ma erano alt J·esì intl'epidi guerriel'i Pd ;tl pari di ogni combattente branlliYano da YwloJ·osi l'asta e lo S<·n(lo, si C'SpOJtentno ad egual JH'ricolo e ne diYidenwo gli ste...,si tl'ionfi. Essi da Tdcca. dalla 1-'Cosce:-m Home (l cla E<:olia partecip:nono <·on 30 lUl ·\'Ì alJa spedizione di Troia, che ormai la sto1·ia fa dN:onete dall'anno 1192 al118:3 a. C'.: Macaone stei'RO entrò coi 1pltì YaloroRi Danai n<>l Y<>ntre dPl fnmoRo cn valJo di l<'gllo. I due medici militari ~ono così ·ricorda.ti da. Omero : << Quei poi che 'l'ricca c la scosc·e~a Home Ed Ecalia tenran M'ggio d'Emito llan capitani d'Es<·rth~pio i figli, Della, paterna, medica ade entrambi Sperti assai Podalit·io c 1\Iacaone: l~an trenta navi <li cosfor la schiera. ('l'rad. )fONTI).

La l<'ggenda, ci nana thc J'odailil'io, reduce da Troia, in un naufragio da <"Ui fu colto in pi<•no Egeo, in l'Otta per l'Eubea, fu gettato l:5ullc <·o;.;f c dell'i ola di &iro, che <'l'a allora sotto i l governo del re Dn~11oeta , ed ;w<•ndo avuto la, fol't1ma di gua.rire con llll salasso !)L'aticato ad :unho le bracda. la figlia infermn, ne ottC'nne in <'Olllpenso la mano e ln, pcnis~Ja. <li Cnl'ia. oYe fond<) la città di R.nna. Morì ('Ol1pito n t r·adinwnto ~ulle coste della Dau nia, una d<'lle proYiJl<'i<' lh•ll'antka Apulia, ('d i :;;noi diR<'endenti :;;i rifugiarono a Co$ p1·e:-;so i .sa<!er<loti di qnell'.r\sclcpio. Macaon e (da Mcqci(l)v ). tagliMo1·e col <:olt<'llo, os~ia. chirmgo. (fig. 5), secondo la. tradhion<' IC'g'g'(•n<la·l'in vpn ne ucciso nella Misi a


-43 -

da Euripilo, re dei Cetei, ed il suo cadavere fu pietosamente comIPOSto da Kestore, 11'C ùi

,

l'ilo, c trasportato JH~lht 1\lesscnia. rreS80

la sua tomba fu innalzato un tempio, cb <~ <lin•nne ben ,presto fa. moso per le numeeoRe g na.rigioni ottenuti;) dagli infermi, che in folla vi a.ccorrevano: c quivi Glauco, figlio di Epito, "acrificò per pl'imo a questo noFltro nntko precl~et:Flore ('Olll<' a.d nn eroe didno;

Fig. 5 - Macnone medica Meoelao ferito da Pnndaro. (Dalla Galler1a. Omericn dell' loghuami, Yol. II, t:w. CXXll).

e tale lo consicle1·a ancbc Ornero. Dei cliseendenti da :Macaone. i rui nomi ci ha conse1·v~tli Pausania, si sa che dopo la guerra si l'ifugiarono ·q ua r h\ nei ternpli di E~culapio, l'lparsi p0r il P eloponneso.

Podalirio c :à:L'lc.'wne erano tenuti in grande estimazione. 11011 olo per il loro <'l'Oismo in guerra, quanto per la loro capacità profe, sionale. Infatti n<'l libro XI dell'Iliade, nella cla~sica traduzione di Yin<'enzo ) fonti, forse un po' altisonanh' nel Yerso, la quale altera talora quel . enso eli aurea semcr>licilà, non mai pretenRiosa. che è una delle nttratti>c caratt<>l'isticùe dello stile omerico,


-44..i narra che, quando :\[aeaone Yenne colpito da Ale~sandro, « da.l bel marito della bella Elena>>, '' .......... all'6mcro diritto 'l'remàr gli Achtd e si f';('Oràr, t<>mendo Ohc, inclinata di Marte la fortuna, Non vi restasse n buon gucl'l'ÌCL'O ucciso )) \

Ed immediatamente ldomeneo, re di C'ret.a, p1·eoccutpato <·he

a ll'CJ N'cito poi esse mancare un A:mitm·io così e~perto, ricorre al

:J:'ig. 6 - Nestore che ot\'re l:\ tazza ;~ Maoaone ferito. (Dalla. galleria oroorica. dell' Inghir:uni, Vol. II, ta.v. XIX).

vN·chlo Nestore (fig. 6), rperchè trasporti «l'illustre duce)), <·ol cano, in luogo sicuro : Sferza i carvalli al mar, salva quel prode, << • • • • • • • • • • • •

l'l1tto,

(Jh'egli val molte vite e non ha pat-i ).iel ca>ar dnrcli dall<> piaghe, e spargerle Di balsamiche stille ».

«Egli val molte vite>>. A. ùl~tanza di tl'enta secoli, mai (oi·f:e più lusinghiero elogio, <'Osi eloquente nella sua concisione, fu l'i . volto aJlla. cla~se medicn, milital'e ila un comandante di trujppe' Ed anche Achille, quando fla lla sua uaYe corg-e Nestore trasportante Macaone. manda . ubHo ratroclo. figlio di Menezio, altro medico rinomato dell'esercito t,roiano, ad accertarsi se il ferito

t.


-45-

,

er·a veramente il prode sanitario. E Patroclo eone verso la tenda del re di P ilo ove è stato adagiato ·Ma.caone, mentre N estore gli appresta amoreYolE' assistenza, limitandosi a fremvrc il sa.ngue che .s.corre dalla ferita, in attesa dell'arrivo del chirurgo, e cerca di rialzarne i L roo1·ale con parole di <~onforto. I ntanto la giovinetta Eeamede, «del magnanimo Arsinoo una figliuola )), somministra tUla bevanda eccitante, eonliPOSta di lino pramnio (raccolto sui colli o monimi della Tessaglia), «con caprin latte •r appreso a leggier nembo di candida farina )), e 1g li fa lavande ca1de per togliere il sangue ~~~rumato intorno 3Jlle fetite. Così infatti parila Ne~tore a 1\'[a.caone: «. . . . e bevi il rubicondo \dno, Mentre i caldi laYacri t'apparecchia

La mia bionda E~mede, onde del sangue, Di che vai sozz.o, dilava-r la grmna ».

'8 oppo•rtuno qui l'ioorda1·e che le donne omerk.be conoscevano le preziose virtù terapeutiche dei :Succhi vegetali, delle erbe e delle piante per calmare il dolore delle ferite. Anche nel libro IV dell'Odissea Elena, moglie di Tone, mesce nelle tazz·e degli eroi il nepente infuso nel vino, tratto dal papavero, di cui aveva appreso la meravigliosa azione analgesica da P olichw:nia d'Egitto, la terra dove « .. . . più che i medicanti .altrove, '.Dutti san del guarir l'arte divin..<t, !Siccome g-ente da Peon rdi!Scosa >> .

Neilla terapia semplice e natura·le descritta, nei poemi omerici non si trovano rimedi, per i qua-li si debba ricorrere a so·r tilegi, ad influenze soprannaturali, a medicatUl'e empiriche, ed il naturaliamo gteco comincia a fa•r si strada fin cl 'allora . Gli Dei hanno 1e stesse pa-ssioni dei mortali, combattono e possono cadere sul campo, ricorrendo aJl'opera di P eone. Così P odalirio e MacaonE', che seguivano l 'esercito greco aJl't~l'lsedio di 1'roia, dopo ayer estratto il dardo dalle ferite ne succhi a-va-no Oa piaga e la, cospa·rgeyano di poJv,e re d'el·be norornatiche, perchè rimaJrgina.sse più rapidamente. Una di queste erbe, il teu· criwn mat·um, porta ancora il nome del nobile cretese e principe

~-


-46tl·oiano, cui era destinata da dodici secoli a. C. e vegeta ora rigoglio~a sul Palatino, centro d'irradiazione della ci\·iltà latina, dove

(•sala, nel g1·an ~o1e un aroma cl1e, giudicato dall'azione benefica Rullc mucose nasali , pl'lrrebhe un disinfettant<~ più energico dal mcntoto. Questa pianta fu int1•odotta nel vi1·ida1·iurn palatinurn dal compianto senator<' Oia<·omo Boni insieme al dittamo cretese c ad a.Itre piante salutal'i, delle qnali una e perienza millenaria t><l un misterioso istinto òivinatodo. acuito dalla memol'ia ereditaria, avevano .fin da quei tempi riconosciuto le virtù medicallt<'Jttose. ... Podalirio e Macaon(• non furono però i soli medici militari <'h<> presero parte aJln gtWJ'l'a di T1·oia. È da notarsi che anche gli altri eroi della spcdiziont' avevan() cognizioni più o meno v.aste r rproCon<le di mrdicina c di p1·onto Roccorso, in rnodo che potevano impt·ovvisa•rsi chirurgi ed in Cx'lsi di urgenza fare una medicatura su l campo stesso di battaglia, o ~otto la tenda, speci~tlmente se l'imanenu10 colpiti i gt•andi condottieri, od anche apprestare le prime cure alle proprie ferite. Infatti Dioruede, rima. to colpito da un òardo lanciato da AlesAandro «nell'ima parte del de~tro piè », senza attendere i1 soccorso (lcll'al'te, estrae colle proprie mani il ferro dalla ferita., ne sucdJin. il ~angue e l'avvolge con una benda. Nel li.bro XI il1·e Idom<'neo, visto cadere un compagno gravement€' ferito aJ ginocchio, « . . . . . . . Ai

medkanti

OommesAAne la cura, il re cretese Da quella tenda si partla ».

('osl alla fine dello ~te~ ·o libro, Patroclo, il quale già, come ricordammo, per invito d'~\chille era accol'SO in aiuto di Macaone, !'Ì pr<>~-;ta pure a soccorrN'<' Enl'irpilo <<di saeU~L fel'ito nt:'lla coscia e ,·a<:illnnte >> per la pl'Ofusa emorragia <' eh<> irnplol'a pronta as~is~<'nzn., hen f-lapendo «eh<' Poilnlh·io e l\facaon "'on 1ungi ». Enl'ipi lo ~te~~=:o gli sug-g-P.J'i•sr€' le <>urr cl a pratkare: (( .... e sv<>lli àalla coscia il dardo; Con tepi(l'onda Janllle la piaga, E su vi Rpm·~i i f:nmaci sa-lubri D'ei quali è gr·ido ('he imparata bai l'arte l>al rclidc, e il Pelide da Cbirone, de' Centauri il più giusto».


-

47-

Pat•rocJlo lo cinge con le btaccia, e lo kasporta con ogni delicatezza nella tenda., corkn.n<lolo su lJel1i <li buoi re<."en tementc uccisi, e cerea ùi sollevarne il morale con affettuose parole di con forto. « Iudi col ferro dispiccò dall'anca L'acerbissimo stra le e con tepenti Linfe la, trtbe ne la vò. \ 'i spresse poi oolle paJJUe U leu1ente sugo

ll' un'amam rndkc. lucontanente Calmossi il duolo, ril'lagno~si il sungue l!Jd a ·ciutta si chiu:::e la ferita ».

Ed, all(•he nel libro XVI Omero, nel descrive~e i primi soccor si ai num erosi feriti, così si esprime : « I ntorno a lor di farmaci molt'opra Fan le mediche mani, e le ferite lUstorando ne vn uno >> .

Ciò dilll ostra. all'eYidet1;,n, che, oltl'e Ma<'flone e .Podalil'io, molti altri mc<lici militari faceYrmo prwte òeill'cscl'dto di Troia, i quali attendevnno alJe loro man~roni o sul cam po f:ilCF:so di battnglia o sotto la tenda. Prima di procedere alila mc<licatura del1a leF:ionc, .si cercava. tli estrarre anzitutto la fn'C.cia o Ja lancia, se l'anna P.ra rimasta nella fe-r ita (fìg. 7), e si facevano ltwaggi con acqua tiepida, premf'ndo il ~~mgue con le dita. Quirt<li s i applicavano topici adatti, chn Jnolto proha.bilm cnte er:mo sostanze polvcl'Ulenle destinate a. fl'E>nare l'emorragia ed a lenire i <lolo·l'i . ed in ultimo si applicava nna lwnda eontl'ntiYa. Di que ti metodi di fasciatura dei chirurgi militari gred abhiamo degli esempi molto dimostrathi ed interessanti n elle pitture sui vasi anlidli, ch e formano le splendide collezioni dei principali musei eli Enropa.. Famosa è la cosidetta copjpa del pittorc Sosia, esistente' nel museo di Berlino, capol avoro della cer amica greca, che risale n·l V secolo a. C'. (fìg. 8) . In e::;sn <'-raffigurato, nella ca,. ratteristica tinta rossa, Achille con un ginocchio a terra mentre fa.<::cia il brn~cio ~inistro (li Patroclo, seduto .sullo scudo, dal cui •olto traspaiono i segni edlienti del d01lo1'e per nn:t ferita al gomito. -~ un bendaggio ad 8 in cifra quello f:tlto da Achille, tale qua.l e si praLica attualm ente all a distanzn ò1 tnnti secoli, e po-


-48t rebbe benissimo fae parte anche oggi giorno di un atlante moderno di fasciature. )ferita ancora di essere segnalata una pittura :,;n un vaso, rappresentan te Filottete fedttO alla, ga.mba destra da nna. freccia avvelenata ed abbandonato dai colD!Pagni n<>ln:;;ola di L<>mno per il fetore della piaga, mentre con un'ala di corvo sca~ia le mosche <'he ronznno intorno (fig. D): la fasciatura dell'arto lr~o <'· quanto mai

Fig. 7 - Achille ferito, che cerca di estrarre la freccia dalla coscia destra. (Dalla galleria Omerica dell' I ughiramì, Vol. I, Tav. LXV).

ùi più perfetto e [In-eciso si possa immaginate. In un altro vaso è raffigurato Filottete che s i sta fasciando il piede dc:slro (fig. 10): in nn altro lo .~.;tes o, assiso su una roccia all'ombra di. un albero, che osscna malinconi<'nmente i~ suo piede fa8<:ia.to (fig. 11); in un a.l tro anco1·;t ::::ìt<>nelo che applica una faschttura all'indice detro del ~uo amico Diomede. Nel museo cidco di Bologna trova i infine un fr·ammento di specchio, su cui è effigiato l\1acaone ('fig. 12), che fascia il piede inish·o di Fillottete. 5\eminudo. con una clamide sulle spall e e l 'a.tço nella. mnno ~-; in ist J·n . m<>ntl·p con la de tra si appoggia ad nn lungo bastone per tE'nci·~i 1·itto ~u una gamba e


-

49 -

mostra-re il piede sinistro al chirurgo militare che lo fascia. Di Maca-one, disgraziatame-nte, non rimangono che la parte inferiore e le mani : t•ra chirurgo e ferit-o trovasi un-o sga· bello (diphros okladitts), su cui è posla, una ~u­ gna per lavare la piaga e un va o òi linimenti; a deHtra ~i contorce un serpente. M01lti medici militari erano inoH L'e addetti alla iper·.solHt del l'e. Cosi Ero· doto (IH ·125) d fa men· zionc di Demooede contemporaneo di Democrito. nato a Crotone \erso il Fig. 8- Coppa di Sosia. Achille che fascia il :>20 a. C., il quale emigrò braccio sinistro di Plllroclo f«>rito al gomito. ad El!ina, poi ad Atene (Pittura. su vaso esistente nel Museo di Berlino). e<l a Samo ove fu nominato medico del tiranno Policrate, collo stipendio annuo di due talenti. Ca· òuLo il •re in un agguato tes:ogli da Oreste, Demo· tede fu fatto prigioniero <·on gli ailtri s uddi ti ed inviato aJla corte del re Dario I staspe. Un gior· no questi, ritornando dal. la caccia, in seguito a <·aduLa da, cavallo si fl'at1nrò il perone e furono cosi poco appropriate le Fig. 9 - Filottete nell' isol1~ di Lemno, mentre scaccia con un'ala. tli corvo le mosche che roncure apprestate dai me· zano attorno alla ferita del piede destro. ùici egiziani. che rima c (Pittura su ' 'aso). Rette giorni e sette notti senza poter rp rendere sonno. Appena seppe però che fra i prigionieri di Samo vi era Democede, lo fece chiamare a. consulto e questi col •L


-;:;o -meconio, specie ùi decotto fatto con cap~ule di papavero, l'inscì a far dormire il mall a,to, ed a gua.rhlo in pochi giorni bandendo i mezzi mN"canici <' Yiolenti ed i fomcnti ncl'i :

« graoois medicamenti& utens ot fomenta acria aduwrens f)ariwn compolf'IIL 801nni, [ecit, et brevi lernpore incolumen 1·ed· d idi t )). CoHì l >Pm04.·c<lc salì p re.-. t o in gra11 faum, e la l-;Ua rinonwnza :-;i a<·<·J'ebhr an chP pc1· ::txc1· cm·ato con ndat.tl unguenti nn 'nlcN·;l alla mammella rti A t O!'<~a. mog lit> del 1·c e figlia di Cil·o. Ja quale in ri(·ompt·n~a lo inYiò in 0l'eda con repnrt.i peorl-liani, rpretpstawlo nua s.pedi zimw puniti\·a.. :Ma, :-;lmt<·ato n 1'ar;mto, Fig. IO - Filottete wontre si fasci:L il picd!• destro. il medico fece impl'igional'<' tutti i Per(Pittura su vaso). ~i:wi <' F<i rifugiò a C1·otoHc OV<' ~o<po~ò Ja. figlia <li Milone, il famoso atl eta dalla f01·za e-rcnlea ('hc riu~h'a a corupicJ'C il gi1·o dPllo stadio ~)oJ·t.:w<lo sull<~ H<palle un hue di

«tuattro anni e ad nccidcrlo in s<'guito con un puguo. C'tesia, .\!-l{·le:pindc di Cnido, contemporaneo di Tppon·ate. fu met! ioo di .\rtast>rs(' T. <' Apollonide 11i <'os fu archiat-1-a n ella "t<>r-:s11 <:01·t e e si fe<·<• granllt> onor<' nel <'tH'at'e un Jn·itwiJW delln fa.mig1lia 1·ealt• gmn•mente fet·ito in •·omba tU JHento.

~~i~i~=~i~i~:=~=~=~ J.JO st ori<:o ~eu o fonte ~ d ha conserrnto inoll1·c

Fig. 11 - Filottete a~siso sn una roccit\ che ossl'rva ptE'ZÌO!::<' memol'ic di mediil piNle destro fllSciato. (Pittum su ''aso). ('Ì milit~wi, d tl' ]e I'Cpub-

hliehP ~l'f'dlC' ÌllVÌ<WHl10 al seguito degli ese1x~iti in gn<'rra. Qtwlli clH' si Ll'ovavano pl'esso i J;aC(•demoni. :;cc·01ulo il Littrè. erano ;.:li l cJ·odnli addetti a qualche

., 1

l

l


(

......

-51-

tempio di Esculapio eretto nella regione, i quali erano destinati in ausilio ai medici militar-i dell'esercito, in caso di urgenza, quando vi era grande affiue.nza. di. feriti da medicare : « h io med·ioos octo constitttunt quod pennulti vulncrati essent ». Renofontc ci rico·rcla. altresì che i medici milita.ri assegnati a11a persona del re erano scelti fra i migliori per dottrina e per zelo :

Fig. 12 - Macaone che fascia il piede sinistro di l!'ilottete. Wmmmento di pittura su specchio esistente nel Museo civico di Bologna).

« itaque medicos praestantissimos acl se coegit )) : essi venivano tratti dalle s<:uole ascletpiadee, o da quelli stipendia.ti delle città greche o infine da quelli in ser•izio p·resso i Ginnasi. Lo storico ci tifei·iJ'ìce inoltre che Ciro, oltre ai medici militari, teneva presso di st-, fra le a.ltl·e proyvi.~doni neceRsa.rie all'e:-etcito, anche una sufticiente dotazione di. medicinali c mate1·ia1le chirurgico, perchr il f;OOrorso ai ff."riti c malati. fosse quanto mai efficace e solh-cito. P er la storia. della medicina milit:.u-e greca merita ancora. di esse1·e esumata un'antica. legge di Licnrgo, colla quale ·obbligò i medici, sacerdoti dei temp1i. .:-t seguire gli esercì li e le armate

-


-52in guerra ed intese a bandite da ~parta la ~:-.npcrstizion<> dcll 'impurità dei caòaN<'l'i e l'Ol'·rore di tO<X:;U'li. I mot'ti ilì combattimento venivruw sepolti dentro la città ·l' nrl •rocinto dei templi: i cadave1·i venivano primn imiati alle l"i~pcttiYe famiglie e le madri esaminavano se le ferite e1·aHo i'tate riportate nella regione anteriore o poRteriorc del cor.p o : nel primo caso ai morti veniva data sopol· tura, nelle tombe degli avi, nel secondo erano inumati in una fOS!":a <X>mune, in luogo appartato dalln dttà. Non sarà fuor di luogo infine ricordare che fra i. cinquantadue libri che formano ll'opera monumentale del codice della Scuola di Oos, intitolato lppoc,·atis Coi opera omnia) ve n~è uno,De Jfrdico) che merita di essere qui ricor<:lato, perchè vi si danno !Precetti di deont~logi.a sanitaria e di chirurgia militare, specialmente Rullo strumentario e sulla tecnica per l'estrazione dei da·r di dalle f<'rite; e si consigliano gli allievi a eguire le armate in campagna per acquistare la necessaria pratica di questi interventi, poichè nelle città, eccettuato il caso di una guel'l'a civile, è assai raro che si presentino le occasioni di eseguire simili operazioni.

* * * .Ma per meglio comprendel'e Ja. natura ·d elle le~ioni e feritedi guerra, che numero. e sono dei'Cl'itte nell'Iliade, non sarà d<> l tutto fuor di luogo, prima di trattare dei vari traumatismi bellici, esporre un cenno somm:wio dPi mezzi di <li fesn e <:li offesa, di cui di..,ponevano gli antichi pscrciti della Grecia. J?ra i pl'imi ricorderemo le armature che proteggevano i combattenti, tutte di bronzo e non mai di fel'l'O, esscn<lo questo metallo usato esclu~=;ivamente per gli strumenti ag-ricoli: l'<>lmo di bl'onzo, fo<l(•t·ato di Ctloio, con du<' apel'ture per gli occhi; la, corazza. <·omposta di due vah·e concaYe, unite a mezzo di spalline, che si f<'l'mavano con un<'ini agli anelli :fissati anteriormente e s ui :fiancbi mediante oo·rreggf'; il cinturonP; la mitm, piast·ra wdalli ca :L difesa del basso ventre; gli schinieri o gambali, dello !":tesso metallo. alla~<'iantisi con fermagli dietro il polpa<'do: e finalmente lo scudo, <li pelle di bue, rinforzata con striscie di fet•ro e su -cni Cl'ano scolpite nl'tiRticamente fiere o .$;erpenti, allo scopo di cle~tar(' 1el'fore c spawnto nel nemico: lo scudo dei Lacedemoni c dei ~kionii portava an('he la lettera iniziale del nome del popolo. Si ave\'ano dnc forme di sc ndo : uno

t

l


- 33gt·ande. ovale. dH' pt·ot<•g:.renl tutta Ja personH. dalla t<'~tn ai tp iedi, tanto eh<' OmE>ro 1>a•·a:.romwa lo ~e ndo (1'.\inN' a<l una torrP, t·on imhJ'acciatura eh<' Y<'niya, aHcnata dalla ma no !'< inho;t·J·a; cd uno piccolo, rotondo. aYNIIC' due COl'r('ggc. n€'11<' qu;di ~i infilaYa il braccio. Le armi. di offes:t cmno le seg-uenti : la landa, lunga. circa. un mC't ro e mezzo, fotmata. da. un 'asta. di frassino terminante con due punte fenate a, dm• tagli. di cui la ~upc:>l'iore serviva come arma da punta e l'inf<'riorc come conh·;lppeso nel lancio ed anche p<•r fì~~arila sul tf'rl'eno. La . pada era di bronzo, di ritta, a due tagli, rinchiul'la in un fodet·o nwtallico. e si appendcYa "n, mezzo di un pcndaglio al fianco sinistro. Vicino al fodero della. spada si por· ta\'H an('he un coltello, che p<'r lo più era. u sato solo nei sacrifici. L 'arco ser·viva ~ lanciare le f·r ecce : il tipo rpiù comune era formato da un has! oue ùi legno flessibile, lievemente incurvato, eon una corda tes.'t a11<' est1·cmità. un altro tipo <'ra •rappresentato da due corna di antilope, ~aldate al centro c rinforza,te con un fregio metallico. Il dardo f'ra eo. tituito da un pez7.o di canna, lungo circa 60 cm., con punta metallica a. tre tagli con uncini; l'altro estremo p ortaYa un 'incavatma <1a ndatta.r si alla corda dell'arco: rper poter essere scoccata con maggior ::IJorza., ÙL freccia presentava due rilievi aaterali che servivano ad appoggiarvi l 'indice eù il medio. I dardi <'rano collocati nella fal'etra, che ne poteva contenere circa una Yentina, ed era. f01·ma t a di cuoio o di vimini in tessuti, con coper~hio e pendagli, c portata. al :fianco. Le huppe leggere non erano dotate di arllli <li difesa e combattevano con spade e giavellotti. o~ia a te da getto, da vibrarsi anche mediante stl'iS<'ic di cuoio, annodate a metà dell'asta, o con fionde o con a.r chi. La :fionda fìna.lnwnt<' ~•"'l'\'Ì>a per scaglinr sassi ed e-ra costi · tuHa da unH s,p ~i<' <li lta:-Jtro, di tpa.nno, di cuoio o di lana, assottigJiato alle <'Rtrf'mii;ì. t snssi di gran mole ve nivano invooe lanriati dh·ettamf'nt<> ('OJle mnni cont•l'O l'avvel'~nrio. 1 Greci tenevano in grande onore l 'e e1·cHo. L a fanteria era <·o~tituita da opliti (f:m tel'ia tpesantc), m·mati <li lunga picca, ùa Jl f>ltasti (fanteria mez:wna ). <lotati di J)icche rpiù <'orte c di armat me me110 l'pesse <' eta p.<iiliti (fante-ria legget·n), muniti di giavellotto e di a·rco.


-

54 -

Unità di formazione in battaglia cm la. falangr. composta di J6 qnadrn.ti di 2:JG opliti. da~<'nno, <l~:>tti 8intagmi. Tali' formazioriC' vnl('vn anche pct' i peli asti ed i p.c.;iliti. ~kch~ la fal<tnge ('omplcta em costit.nitn. •(ln cil·cn. 6000 nomini ~on pochi rPpm·ti di <>avnllP· ria ai fianchi (pesante : catafmtti: mezzana : cavalleria g1·eca: leg~ra: talentina), tutti senza taffe. Gene1·almente l'eroe aninrra al campo !'inlla biga trainata da due caval1i e g-uidata ùall'anrign, 1·itto ac<·anto: balzato dal c~ ­ chio e incontrato l'avversa1·jo, get.tava contrv di lui la lancia po• derosa, ca.pace di trapn sare scudo e corazza. ~e il colpo fnlliva P nOJl ,potPva ripig1lhwe ta landa. daYa mano alla spada e Ja lotta si faceva corpo a co1·po : il nemico abbattuto veniYa ~pogliato deJle armi dal vincitore, che :;;e nP fnccvn un trofeo di gnrna.

P 1·cm e~~i questi pochi ricordi storici, indispensa bili per meglio compt·cnderc l'impol'tauza dci poemi onwrici come fonte prezioRa di notiziE> l'igua.rJanti la mcdicil1a c la chirurgia militare

eli quei tempi ·e roici, <·erchcremo ora con una l'apida ~corsa attraverso i libl'i dell'Iliade, nella, ,·er~ione italiana. d e l ~Ioni i.. di Ps1porrc f·ra ile numPI'OSt' lesioni qua,Lcbe eselllpio di questa r emota traumatologht di guerra. P e1 maggior chhuPzza e semplicità, raggtup-

pm·emo le val'ie Jpl'itc l'iparlendolP f·m lr diYel·Hr regioni del (·<>npo. Il PrMi<-h ha fatto una -..tatL-.;tica di que8te lesioni seco11clo la l<>ro· ~-;cde (•d hn riscontl·ato elle quellP della testa, Rono in proporziQlH' del :JI %. quelle d<'l <'olio dcll'll . ~. del t01·ace dPl :-'.14,:!1, dPgli arti su.p('l'iori del 7 .:W e d<>gli jn reri01·i del 7, kl:. .\ nzitutto tWccnnt-rcmo a.lle l<>sioni del cran io ed alle l01·o letaJi t:onsP~rnenzc imme<lintP. che :;ono descrittP da Ometo con m i rabil<' scmplicitù ('d mmttezza. Xel !l ibro I Y si nn t-ra d<>ll'uccisi<>ne del Talh:iclP F.-<•h<>polo, c~lpito ~Oli un dat•do dn An(iloco,

•

« Xel cono clel elliomato <'lmo: s'infis~E' La ferrea punta nelln fronte. e l'.osso Trapas~ò: <:'a bbnittr gli O!'Chi al Jlle.~chino. Ohe $lh·epito~o rndclt> rom<' torre».

'l


-55Xellibro Ylll l- ricor(lata non meno <:'fficacementc una lesione cerebrale inferta ad uno dci caYalli trainanti il cocchio del Get·enio X e to1·e :

,.

<< :N<>IIa fronte f<>I'Ì, Jaddovc spunt.'t Nel teschio dei C'avalli il primo crine, Ed 1' letale il loco alle ferile. I n a lberossi il conidor tl'a.titto: C'ltè nel cer1' bro entrata em la frecda J<} dintorno alln, t·ota per l ' acuto

Dolol' si voltolando, in iscompiglio )lettea gli a11ri (·avalli >> .

Kel libr{) Xl è rappre ·entata. con tocchi da maestro un'altra ferita del ce-rvello peodottn, da unn fl'<'<?da lanciata da. Agamen none contro Oill eo. Il dardo, nttravcwmt..o l'elmo, si confk.-eò ncll'os o frontale <' cc . • • • • • • • • • • • • Jll!'llle di ~>angue

•

J

tutt'internagli allagò il C<>t"oèbro ».

Sello !'ite~so libro sono dPscrHti con grande evidenza i feno meni nella commozione cE'rE>brale. Diomede, scagliato un dardo contro Bttore, <<Lo <'Ol~e al F>ommo del cimier: ma H feno Fu r<>spinto dal ferro. e non o.trese La hella fronte dell'eroe: ('ltè il lungo Triplice elmetto l'impedì, fatato Dono d'Apo1lo. Hbalordì ae1 colpo Ettm'e, e lnngi l'iparò tra HtH>l. Qui cadde sui ~inoochi, punt.e1lando Contro il suoi l,l ~ran palma , e tenebroso Su lE' pupille ~li '<i stese nn n•lo ».

Nel libro XV, oon un verismo impressionante, è r~prodotta un'altra 1e~ione Cl'anka di e-cce?.ionale g·ravità:

•

'

cc Tl col!'ìe PenelE'o sotto 11' ciglia Dcll'ocrhio ann 1·adice; e, la pupilla Rell i ~~andone, }>assar l'af>ht gli fece Vjn per l'occhio alla nuca. Ilionèo •\ , ii->O cadde co11 le man d i:-;tesc »-


-

36-

~è meno raccapricciante c precisa nella RU:t co11cisa semplicità è la descrizione della fe-rit:t cer·ebral(', che tr{)Yinmo nel libro XVI, sia òal pun to di vi~ta anatomico che tranmatologico:

« Jdomen<'o la. lancia nella bo<'eèl

D''Erimauto cncciòo La fcrroea cima, Aperta-si la via sotto al CC'rèbro, Riuscì per la nuca, spezzò rosso Del go1og-ozzu le e r-gangherogli i de11 ti; 'l'a lchè di sangue s'empir gli occhi e F:angne Soffiò dal nMo e da Ile fauci aperte: Così conrio il coprì l'omlH"a di morte >> o Nel roedcRimo libro è acc<•nrmta an<·he una lesione della faccia in seguito a Yiolento colpo di a$ta, che provocò la frattura dell'osso masccllarc e <·ontempOI"aneamC'nte «la. siepe sprofondò dei denti »o Anche nel libto XVII è mirabillmenie roap1J)resentata una mortale le~ione del cervelJo, inferta con un colpo d 'aFita tremendo da Aiace sn Ippotooo <• o o o o o o o o o o o :-;u le guancie Dell'elmo A i are di!.;R('rrogli un <oolpo Che tutto lo spezzò: tanto dell'asta Fu il picddo e tanto dell:t mano il pondo. &bizzar per l'aria le cen·ella e il sangue Dall'aperta ferita, e tosto a lui Quetarsi i poLsi: dalle man g-li c.-rt.ddc D<'l morto il piede, (' F:Oua il morto ei pure Hoccoil cadde, . o o . o o . o o o o o . ».

Come è e~pressivo quel <c queta.L·si i polsi», cbe indica il lento afYie,·oliJ•si del cil'colo e lo spegn<'J'. i. d e ll e forze per effetto della gra.vis~ima emorrngia! QuE>Rta fmsf' <'i fa io:Ovven'ire un'altl'a non meno realistica descrizione dei vari sintomi subbieitivi del feri to, a seconda della g"·l'a.v ltà, Clell:t lf~ion<>, <'lt<> il pot'tn ci ofl'rc nel libro XL qua.ndo pal'la del •re Agamennone colpito da una frOO<'ia. « l<'iucbè fu calda la ferita, il ~>ire Coll'asta, colla spada e con eno1omi Ciotti la pugna seguitò: ma come Stagnossi il sangu<' e s'aggelò la piaga, D'acerbC' doglie sadtaor sentissi ».

l


•

-,..

- 01 -

F inalmente nel li bl'O XX trovasi un 'altra tenificante descrizione di ferita letal<> <1<>1 cr'anio : « . . . . . . . . . . . . lo ferì sul pol~<o Della tempia, nè ralse alla dUo:-;a La fenea g nnnci a del polito elmetto. Vimpetuosa punta spezzò l'osso, Sgominò le (·cr,-ella, che di san~ue 'l'utte iniSOzzi\rsi : c così giacque i l fie l'O >> .

..

Anche le lesioni del collo sono riprodotte con esatta preci· . ione di dati anatomici (' (:On ricchezza di nozioni chirmgiche: cosi nel libro À...VII è descritta, una ferita della regione ce1·vicale inferta d:1 Menelao ad Euforbo e-d un'altra da Ettore a Schooio, figlio d' I fìto, entramb<> mo1·tall. Ma do•e soprattutto Omero raggiunge le più alte vette della }X)tenza lirica. ed il più mirabile verismo è nel canto XXII, nella na·rt·azione del mortale duello fra Ettore <>d A<'hille. alla quaJle si in~pirarono più tardi Yirgilio nel libro XII dell'Eneide, nel de~rivere lo scontro fra Turno ed Enea e il Ta.~ o nel canto VI del1a Gerusa.l('rnme lillCr·ata , nel rapprc!'ìentare la ienzone fra Tan credi e Argante . 11 valoroso Et lorC' cencl<> in lizza r·icoperto J<laJl'elmo, cot'azza e schinieri, già nppa.rtenC'nti all'ucci Ro Pa.trodo, e di cui si è fa.tto un trofeo di Yit.tm·ia. « Sol, dove il coJJo all'ome.ro !'\'innesta, Suda una parlt' della. gola appar<' . .llortali &ima parte. A que...<:ta Achille L'asta dir<'sse con furor : la punta Il collo trapa. sò; ma non offe.<;c Della H lCe le vie, sì che precluso Fo, ~e <lel h1Ho alle pru'ole il wnco )) .

l

B evidente che qui debbono essere stati lesi i grossi vasi del collo, e che, per l'importante emormgia., Ja morte deve essere stata quasi istantanea. Ed a questo propo ito ricorderemo che la guerra. si svolgeYa allora ~pietatamE>n te. Alcuni popoli. quali ad ~~. gli Epiroti , usavano ta.glial'e ai nemici il nn~o. le orec<'hie e i ~C>nitali. che venivano poi dati in pasto ai cani. E perfino i cadaveri dei vinti erano sotto-


-

58 -

po~ti

alle pit) inumane ~;evizie. pokhè era diffn:-a cred<>nza che: se al oorpo IlOll vPniva data onorata sepoiltura, lo spirito non potent avf.'J' pa<:<' nè l'iposo, pc1· n1i an('he dopo mo1·ti si poteva continuar la implacabile Ycndettn coniro i neruid. ('osl Achille sacrHìcò 1:! vittime sulla tomba dell'amico Patt·odo. Cosi il <·adnvere di gttore fu bt·ascinato drul pervet·so Yindtor<• attot•no nlle mura di Tt·oia, col più grande ~empio: « . - . . . de' piè gJi fora i netTi

Dal caka6'1lO al tallone, ed un guinzaglio

Inxerto,·i bovino, :d cocdlio il lega, Andar lasciando st rascinalo a tet-ra il bel capo . . . _ . . . . . _ . ».

/

E passiamo alle fE>rite del torace, che sono t·appt·esentate nel l'I1iade con non minore esattezza delle alt1·e Je:sioni, sotto l'aspett.o anatomico <' <:lill:nrgico. Nel libro \'III 'l'eu<'ro )ancia una fn"'Ocia contro Gotgizione. figlio di Pdamo. e con una magnifica sirnilitnùine della piccola pianta <:hc rerlina per il peso <1<'1 proprio ft·utto. e dalla qn:tle trasS<'l'o in seguito i~pir<\zionc Catullo in un'ode Raffica ne] libro XI, ViJ•gilio nel libro TX (1 eli'Eneide c l'Ari,o sto nel canto XVIII dell'Ol'lando Ful'ioso, descrh-e cla maesll·o l]a m01·te deJl'eroico gioYatW: cc Come, <'<li'CO lalor del 1woprio frutto E di troppa rugiada a primawra, IJ. papa'i'Cl' nell'm·to il rapo abbaH~fl j Così la tc:,.ta dall'elmo grantta Sulla spalla chinò qncll'ilrfelice .>>.

Kello ste$';so libro YIII Ettore, disceso d'un ba•lzo dallo ~plen­ dido cocchio, affel''l'a, nn sasRo e lo ~a.~lia violentemente cont·ro Tenero. cc . . . . . . . . . E dove il coll o S'innesta al petto. ed è letale il sito, C'oll'as;pt·o sa~:-;o il ~oglie, o, 1·otto il nct·,·u. Gli intt.l'pitlifìce il braocio. Dalle ditn, ],'arco gli sfugge, e Rul ~inocchio ei casca >,.

Si noti l'inciso «cd è letale il sito », che dimostra. per parte del poet:t, la perfetta conoscenza anatomic.<t della regione, ricca di vasi e di nervi eli importanza Yitale. in l'apporto alla gravità ed alla progn osi ù<'lle ferite.


-

59-

~Anche nel libro XIV <'- dt:>scritta con gran<le pr<'dsione di pa.rticola.ri la morte eli A(~hiloco, figlio eli .\nt (•not·p:

Lo COliiiC il fata l fCl'l'O Alla n~J·teura esh·ema,, O\' C nel collo S'inuf'stu il <·apo, c ne preci&• il clOJIJ1io 'ft•ndine. Ei cadde, e del meschin la testa Colla boc·<·:t dnYanti e l e narici Prima a lel'l'a n'andò, <'IH' la pcr~ona ». << • • • • • • • •

• f

si potl·ehhe in vero con mag~iot· chiar.czza, indicare l 'a· tlante, la vf'rtebnt <'O ipita da.]]a lancia. Ambiguo invece è il «doppio tendine», col quale termine non S<lj)p iamo :sP il poetavoglia alludete a. Yasi, a nervi od a lega111enti a rticolari d(•lla 1·egionf'. Nello stesso libro XlY è• ra,ppr'E>Sentatn <·on 110n minor YC· rismo la ferita di Ettore <.:oJpito da Aiace Telamonio al torace con nna grossa tpietra : ~ on

«_\cl un ~:>asso, de' molti che ritegno D'elle ua \'i giacean ;;parsi pel campo ne· ('()lllbaltcnti al piè, .cJato di piglio, L'a.V\'entò, lo rolò .come prulf'o E sul giHme dello scudo, al petto L'ayvewsm·io ferJ. Con qHel ft·agor<' Che, <lnl fuoco di Giove fulminatn. Giù t·uina uua, quercia, e gt·aye int~tt·uo Bel g1·a w zolfo si diffonde il JHI7.zo : L 'nrat01·, che cader,;i aec·.<ìnto YCde La folgol'l' tremenda. imbia no.1 c t rema : f'osì ~-otramaz7.a J<;ttor. l'ama abbandona La ma n, ma dielt·o gli Ya scudo Nl elmo l<~ rimbombano l'a111ri ._ul t'nduto >>.

Nella ma.gnifi<.:;1 similitndin<" del ca<let· dcii 'l'roe, come una <Jllrrda. <'Olpita. da1l fubnjne, è da ·rilevarsi il finiRsimo spirito di o~.:::ervazion e di Omero, a l qua.l e non sfugge il <'aratteristico odore fli zolfo eh<> ~i spri~iona intorno al luogo ove è ~oppiata la folgore. e che ~a ppiam o e.. erf' prodotto da1lo ~nln!)J)O di ozono. ·Ettore, svem1to, Yit-'11<' trasportato dai compa~ni ~ull<' riYf' dello Xanto ed adagiato sul tel'l'eno. Come <" magistralmentc rappresen-


-

60 -

tato il rinn•nire lento del fe-rito allo S~pruzzar di acqua fresca e l'emotti~i consecutiva al tl·cmendo col·po ·r·icevnto al torace! « .•... .... .. Gli spruzz[tr di fresca. Onda ht fronte; ed ei rinvenne, e apel'tc Girò le luci intorno, e, sui ginocchi Sufiu](o, vomitò sangue dal petto. Ma di nuovo all'indietro nel terreno Riven:ossi ; <', coll'alma ancor dal colpo Doma, oscul'itl\SÌ all'infrlice i lumi>>.

Così, quando P~lagonc eRtrae il ·d a.rdo du.lJa ferita dell'eroico Sarpedonte, qu<>~ti è <'olto (la R\enimento. Omero descri'e con meravigliosa arte il dprcnd<>re dC"i sen!'li: « :lla l'aura boreal che fresca into1·no Veutavngli, tornò nei primi uffici Della ,·ita gli spirti e nell'anelo Petto affnnnoso 1·krcògli il core >> .

Nel libro XYI troviamo espo ta in pochi tocchi un 'altra imp,r:essionante descrizione di lesione tol'adca : PatrO<~lo ha scagliato un datdo coutro • arpedonte. l'e dei Liri, e · cc • • • • • • • • dove è cinlo Da' :iUOi l'ipari il ror, gli aperse il petto, . . . . . . . . . . . .. . Gincea Steso innanzi alla biga, e colle mani Ghe1·mia la polve del suo Rangue rossa. E fr-emendo gemca . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . In que-sto dire Le nurici a1Jìlò, travolse i. lumi, Jl} la morte il COIH'L Col piede il petto Calcògli il \'incitor ; l'asta ne trasse ; E n polmon la seguia, sl che da l seno 11 feno a 1111 terrnpo gli fu ~veolto c l'alma».

Anche le lesioni a<l.domina1i sono 1·iprodotte con magistrale esnttezzn di particolari e profonòe' conoRCenz(' anatomo-cbil'urgiche. Nel libro IY Piro «che de' Traci condottiero dall'Eno era venuto», non contento di avel'e con un sasso cagionato all'« Ama· rancide Diore >) la frattura della gamba. <lestra al suo terzo infe·


-

61-

riore con lacera,zione di due nervi (legamenti articolari, o nsi, o nervi) cc • • • • • • • • • • • :-:;op1·a gli corse Ll percusHoJ·e, e l'asta in mezzo all'epa Gli cacciò. Bi vers:lr tutte per terra Le intestina, e mortale ombra il COJH'l1Se ».

Come si vede, il poeta non poteva rapprc.'5entare con maggior chiarezza una ferita p enetrante nell'addome, <·on fuoruscita dei vi~eri.

Nello stesso libro I Y si parla di un'altra le ione mu ltipla del petto e dell'addome, non meno efficacemente descritta. cc All'inueuto J'i!-o allor l'Etòlo Toante si rivolge; e lui nel petto Con la lancia ferendo a.Ua. mammella, Nel polmon glie la ficca. I ndi appressato Gliela sconficca dalla piaga : e in pugno Stretta l'aeu t a ~<paòa, glie l 'immerse :Xella ventraia, e gli rapìo la vita>>.

:Xel libro Y si accenua an<:o1·a aù una fet·Ha a<l(lominale. Dion.tede colla freccia diretta da MinerYa colpi~<'e 1\f:ute . « :5oLlo ll dnto nell'epa, e vulnerollo, E lacerala l;l. divina cute, Va.'lta ritrassi' ......... ».

Il Dio ritorna ~Straziato dal dolore all'Olimpo e Giove ordina al medico Peone di me<licarlo « . . . . . . . . . . La ferita ei sparse Di lenith-o mc<licmne, e tolto Ogni dolol'e, il tomò sano al tutto, Ohè mol'tale ei non era. >>

Così nel medesimo libro è •l 'Ìprodotta con griLlldc ll'ealltà. un'alt·ra lesione alla regione glutea, destra, con fuoruscita della punta del dardo sotto l'arcata pubica. « . . . . . . . . . . . . Lo percosse .Kel d~u·o dune ~le1·ione, e M)tto L'osso, vé1· la vescica, uscì la punta. Gli mandìl' le ginocchia, e guaiolando E c.adendo il coprì di morte il velo >l.


-

62-

P iù rw:mti nel libro XIli è rievocato l'<'pi~odio di I dom<'l1<"0, re di Cr~ta, che uccide Enonwo con un podc1·oxo cDLpo di lancia rlireft.o sull'addome. (( . . . . . . . . ~pezzò l'asta l'iocu,·o Della corazza, e gl'iniestini iucire, 14kch(\ egli <'ll<l<le 1wl ht polYe e l'trinse Colle pugn:-., il sal>bion ».

E nello stesRo libro con sh'aordinaria prcci~ione, in un a~t<ro seDntro tra Toone e Antiloco, ?- descritto il decorso dell'aorta di· scendente, che è stata neit3Jlllente tagliata dal ferro di Antiloco, prDvocando un 'in1ponente ernouagia interua. « Yisto Toone che ,·olgea le terga .\ntiloco l'assalla, e al fuggitivo ~ett.a incide la \ ' Cil<l, che pcl dos>:o, Quant'è lungo, ~:<<·onendo , al collo ~HTiva: Xetta l'incide. e resupino ci ca~a Xella ~abbia, stende ndo a· suoi comp;tgni .\m be le mani . . . . . . . . . .. ll .

.E da rilevarsi in questo p~so la gratHlc pctl~Ht, colla quale Omero localizz:tJ la lesione, <limo,.;;trando una pN-f<'tta conosc<>nza dell'anatomia <.legli organi a<l•lominali. U11 altro <'~empio del Ya ' lo corredo di <·ognizioni anatomiche del corpo umano e dottrine <·hinn·gicbe cil·~t la graYità delle lesioni dell':H1dome da pHrt<' 1l<•l poetn trrmt~i nello stesso libro, quando egli narra che Merione Rpin!ie l'asta lt<'l ,·entre al fuggitivo Fra l'urubilico e il pube, O\' e del feno R mortai la ferita, e lo seonfis.-..e >> . << • • • • • • • • • • • • •

Ed ancora nel medesimo lib1·o è riferita un'nlt!l·a lesioni:', inferta a.l basso Yent1·c da~ :Merione a<l .\l·palione, in cni è da a-mmirare J'esatte~~•1 col la qua.l e è imlicntn la, zona eol1 pitn: (( !<:d ecco <lalla man {li )lerione Una f1·eccia vohn t:h<' al destro clune Oob:e il fu:r:r(•nte , c sotto l'os..;o, H<'<·anto .\lla ,-escica, pcnetJ·cì diritto.

('adnto sul ~ino<·chio, -egli nel me~zo l >e' caYi umki spirando giacea f.:. t NH l al suo l l'OHI<' ve t me : e in hwga vena Tl sangue Slll tencn facea ruscello. 11

l

' •


-63Finalmente nel lihro XX è riportato nn altro ca~o letale di ferita all'addome : << • • • • • • • • • • • • • queg:ii il fel'l'o

l

~ell'epate p:l'imnw1·se, cht> di fuori HiYersossi, e di ~<:mg11e un nero fiume Gli fe' lago nel -.eno. Yenne manco L'alma e gli occhi <·oJni di m01·tt> il 'elo )) .

•\ <·<·enneremo da tùtimo a.Ue lesioni di guerra dE>gli arti superiori ed inferiori, <'he ~i l'iscontmno a~~ni di freqn<'nt<• nell'Tlia{le. FI·a le ferite dell'arto r·otacico ricorderemo quella prodotta da Pnnflaro. eon un dardo. n Diomede a.UR: spnlla. d<>stra, descritta ma gil'tJ·alruente nel lilwo Y : ((Entrò ]lei cavo dell'usbergo il Cl'tHlo Strale, e fotollo, e il sanguinò l>.

Diomede implom nllo1·a la p1·otezione di )linerva IPerchè lo assi!<t::t. e la D en. immrdiatamente gli infonde non•lln energia. r crtrmto egli torna a eomhattcrP animo~::nuente c<>ntt·o i Troiani Nl « . . . . . . . . tt <prima 1ginnta

Aslinoo utcise M lpenòJ'; trafi~sc L'uuo t·oll'n~la alla mAmmella. : all'aUto La pa lett;t dC' ll'oruero pe1·cos.-,c Con t<1le u u co l p o della gi·tuH1c S}Ja da, Che gli spi<-<·ò dal collo c dalla i-;Chicua L'ome1·o nC'tlo . . . . . . . . . . . . )) .

Qui è desol'ittn, molto <·~altamente l'aJ·tic<>lazionP ·capolo-omentlc: 1a paletta dcll'ollH'l'O non è alt·ro <:hc la <~laYicola, la quale cl1ÌIHl c come un chi:n-if-lt<> ll o n<'llrt, parte a.nt cJ·o-Hupcl·iore la gab-

bia tm·ad.cn. Il poeta non si mu;;<:onde la gravità. delle leHioni. di que.'sta regione, ed anche nel libro XYI descriYe un nltro cal-<o, seguito da lllorte immediata . «Gli mi-.,<' il colpo nlla diritta spalla E quel rin,,·~o e gemebondo cadd<' ~ella poh'P . . . . . . . . . . . . . n.


-

(ii --

Nel libro Y è da notar~i l'epi~odio di J:.~uripilo, cbe insegue un guerriero e con un fendente gli tronca nettamente il brac.cio destro, siccbè per la g1·nye emorragia e per il forte tl'auma ner\'Oso stramazza, 'improvvisamente al suolo. « . . . . . . . . . .. e \'ia correndo, 'l'al gli cah~ su l'omel'o un f<•udenLe Che il braccio gli recide. Sanguinoso Oasca il mozzo lacerto nella polve, E hL JHU'pm·ea morte c il violento F~tto le luci gli abbulftr ».

Parimcnti nel libro Yll è t.le5òeritta una lesione analoga, seguita da morte istantanea, provocata da nn dar<lo scoocttto da Ettore. cc D'un colpo di zagaglia ad l ufinòo Prole di Dèssio, l'omct·o trafigge, AJ)punto in (]twlla chc salìa sul cocchio: E dal cocchio al tel'l'en morto il trabocca ».

Eìra le lesioni della mano n el libro V<! descritta una ferita inferta da Diomede alla Dea Venere. « .\.bl.>assò l'ast.-:L il fiero e coll'acuto Feno l'assalse e della, man gentile, Gli estremi le sfiorò, verso il confine Della palma .. . . . . . . . . . . ».

Anche qui il poeta dimostra una conoscenza anatomica abba· stanza esatta della regione del catpo. Così nel libro XIII si parla di un'altra ferita infertn, da Menelao a EQcno nella mano destra, c vi è mka.~bilmente ra.ppre.sentato il pronto soccorso ap.prestato da Agenore troiano coll'applicazione di una benda di lana come mezzo emostatico e IJ)rotettivo. cc U i rispoHta l ' Atridf a l suo nemi<: o Ferl la man che H li~cio arco ,.tr·ignea E all'arco ste~so la coniìsse. lu salvo Retr·ocessc fn1' suoi t.{~lo il f!'rit-o, Cui pem~ola\'a dalla man l'infi!'>so FraR;;ineo lelo. Glielo svelse alfine TI ~eneroso Agenore, t' la piaga

Dcstrameute fasciò d'una lanosa Fionda che pronta il l:ìUO scudicr gli aveva ».


-

65-

Finalmente nel libro XX ::-i accenna ad una lesione del l>raooio destro, cagionata con un dardo .scagliato da ..\chUle contro Deucalione.

r

« Colse dopo ùi punta stùla destra Deucalion, lù dove i nervi vanno Del cubito ad unirsi. lntormcntito Nella, wano, il guenier vedeasi inna-nzi fAt morte e pnsso non movca ».

Ch·ca le lesioni dell'arto inferiore. ricot·deremo anzitutto un'in· teressant e ferita all'articolazione coxo-femorale, descritta nel libro Y. Tt·attnsi di un ca~o di frattura <lell'acetabtùo, lesione molto rara, eh<' dimostra quanto penetrante fosse il potere di o~;serva,­ zione del portfl.. Diomedf> con grande forza Rcaglia contro Bnca un grosso sa~!-;O « cb e due nòl porterebbero dC'gl i uomini moderni )). Ed ei, Yihrandolo .\.ge>olmenlt>, <' solo e con grand'impeto &agliandolo, percosse Enea .nell'osso Che alla coscia s'innesta, <Xl è nomato Oiotola.. Il frUJCQssò l'aspro 111adgno C'on ambi i nel'vi, e ne stra<·ciò la pelle. Oiè del ginocchio al grave colpo in terra L'eroe ferito , e colla man robulSta Puntellò la per:-;ona. "Gn negro ,·elo Gli ,coporse le luci . . . . . . .. . . . . >> . <l • • • • • • • • • • • • • •

La. cioLoln cni allude H poeta è il fondo della, cavit.à cotiloide, ossia 1'M!etabull o : i òue ne1·vi <·he a111che i11 questo caso sono ricor·

dati , po~"ono riferirsi tanto ai robusti legamenti dell'a.rticolazione coxo-femora l<'. quanto agli importanti ,·asi o n t>n i . itnat i nella regione . .Xel tl ibro XYI si parla di un'altrn g'l'èWC lesione inferta da Patroclo ad A1·eilico alla regione pPlvica: <<Fu PatrO<'lo il primier, che ron acnto f'erro percos.se Areilico al fianco, Xel ,-olb1r~i che fea. Lo pa~c;a il ferro, F1·ange l'os~;o: e boccon ('aòe il meschino».

E si n<lc'Nma. ancQL·a nel 1m coJJpo di. lancia scagliato oontro Achille, con lacerazione d<'l tendine che da lui p-rese il nome


-

66-

(fig. 13). Nl:'l lib1·o IY lè l'ipro<lottn, da mae~tl·o nna. feritH <·nu ~ata dall'acerbo qwl<lr<'llo SCO(I('Hto da Pnn<laro cont1·o il biondo .Uri<le, fratel1o del 1·~ . \ gamennone.

« Cosi di !':an~tw imporporos~i, .\ trhle, r~'l tua bell':nwa, <', ~r lo stil1<'0, all'imo ( 'alcn.gno <>orse la ,.eJ·miglin riga >> . Il dnc<' supremo. alla Yi~ta. dPl ferit<J. f:li <·onturba, e, d()(po aYel'lo confortato con amot·e,·oli pal'o1e, matHla ~u bito Taltihio a

Fig. 13 - Achille ferito. (Da nn disegno del Gabi netto delle medaglie. Parigi).

<.:hiamare Ma('aone, che si sta battendo YaJoroì'HJnente ~u l tampo. Questi acconc irnmooiatanH•nt<•: ed ecco la. rn <•r·avigliosa. descl'i · zioue dei p1·imi soccorsi appr·e~tatL I ncontanente Da l balteo e~iras;;e )Ja(·aon lo !':h·a le, D i eui t lll'\'<Ìl'>-i ll<"ll · n~cir gli n<·n l i .\ mi; dil'Ciolsc ei qujncli il ,·crgolato ('into e il lo r·a <·<' <·o lia ferrea fas<"iu f.;onapposta ; c. ~<'OJlel'ta la fc1·i t a, ~u c<>hionne il ~;lllf!H<", c deRiro la cosparse Di lenith·i farmad, che al p;Hlre, H'nmo1· pegno, inl'Cgnati a,·ea Cl1irone ». u ..........

l•'inalnH•n tc a(·cennel'<.>mo ad un ca~o <li fr·at.tura della gamba in eguito n co lpo <.:ontundc•nf <'.


-67 Alla tìne del libro IV l'« Imbruside Pil-o )), condottiero dei Traci, scagllia, un .~a~Ro (:ontor··o l'« A:maram:ide Dior·e ». « . . . . lin'a~pra e, (]uanto cape il pugno, G1·os..,a pi.etl·a il percosse alla dil·.itta T:ibh pres:so il tallone . . . . . . . . . F1·anse amhidue li nervi e la cayiglia L'improbo s~tsso ed ei -ca-d de supino ~ella sabbia, ·e maJ vivo ambo le mani A i. oompagni stendea . . . . . . . . . . )J.

..

Anche iu questo passo riappai·e la frase « ~tmbiclue li nervi>>, di iuterpreta.zionc dubbia (tendini, nervi, o vasi sanguigni). P assate cosi in mpida rassegna le principaJi le~ioni di. guerra, che sono descritte neU'Diade, non sarà superfluo accennare che Omero in questo rpoerua, non si climost!J.'a ~oltanto mirabile cono!Scitore di anatomia e tranmatologia, ma nellr continue lotte f·r a divinità e mortali ci dà altres1 una, meravi-gliost't rappresentazione delil 'educ.azione fisica di quei tempi. Qu esta era òi f-lOlito associata ad una sobri<''· alimentazion,e <.'-d au·u~o generalizzato di bagni, e contribuiva <Pfficaceruente n rinYigorire il COl'!PO per meglio sostene1'e le a~pre <> dure fatiche della, guerra, mentr<" la musica, accoppiata alla. (lanza, che, come heu ~i esprime il Romagnoli, «le simmetrie a('ustiche t•r aduce jn fol'ma pla~tica )), cooperava a renclerlo più agile ed a migliorarne l<' linr<' PnritmichP, RvilniPpRn<1o in tal modo il eulto della beller,za, della forza e del coraggio. E nel guidar<> le truppe all'assalto si canta,v.ano inni in onore òi :Yfnrte, di Ca,'3torf> e Polluce e di. altre divinità guerriere. Cosi snl vigoro~o ·corpo di Ettor<'. nccil'>o, come abbiamo già ricordato, òa un colpo di lancia di Achilli <<D'ogni intorno v'a~oorser• gli Atch:ivi Contemplando <l'Ettor mer:wigltosi L'a.mmirande sembia,nze e la ~a tura JJ.

E dall'J.liade stessa. nel canto XXIII apprendiamo che Achille in<lice in onon~ dell'ucciso Patrodo giochi fun-ebri, tributo di <'roi ad un <>1·oe: corse sulle bighe, gare eli pugiJato. di lotta.. coJ>se rpoclistiehe. il tr-ar d'arco, il getto del eliseo, <hwlli alla la-n cia. eRcr<:izi di forza e destrezza. · E dallo ste!'lso poema possi::.mo ancora. •ricavare inteJ'·e ssanti no-


68-

;,ioni di igiene millitare in ra.pporto alla razione a1im~ntare del soldato circa gli dl'etti di una buona alimentazione. • • • • • • • • • • Xelle navi adunque Comanda che di cibo e di bevanda Fonte di forza, i'i ristaurin tutti: C'hè digiuno soldnto un giorno intero Fino al tramouto non sostien la pugna ; HeLc, fame, fatica, <L poco, a poeo, Doman anCQ i più forti, e dispo!=;;.;a,to <..."asca il ginocchio. )la guerrier cui ft·e-.:l'he 'l'ornò le forze il cibo, il giorno tu l t o Intrepido combatle, e sua stanchez:r.a Rol col finirsi tlel conHitto sente ll. (t •

* * * Data co i una ~ommal"ia JS<;Or~a ai li b1·i ll<>ll'lliadE!, volgiamo ora un rapido gtUH'do all'Odissea, la quale, come l'i c'- detto, svolg<•ndosi in un ambiente idilliaco più calmo e pacifico. non presenta cosi di frequente quegli episodi gucrre~chi, quegli s<·ontri violenti E" mor· tali, dai quali possiamo dednrre, come dall'Ilinde, (]ualche notizia sulJa traumatologia <di guena <• sull'assistcm;a }4UJlibtria presso gli eserdti di quei lempi. Tuttavia ancl1e in qu~~to po<>ma. chE' il <'itato Romagnoli defì nisce una sinfonia. del Mediterraneo, possiamo trovare quakhe dnto interessant~ p~r la storia della mcdicinll! militare òell'epoca. Fra i guerti<'ri più rinomati <:hf' presero parte rulla Sipf'ldizione di Troia per va.lm·e e d(>.st•rezza nel maneggiat'<' l'm·co. è da ·rico1·dare FilottetP, di cui abbiamo a.vuto già occasione di parla.re trattando delle fasciature. Xe11ibrp XTJT clell'Odis:sea si nnrt'a che que.c::t'eroe. morsicato rla un serpente YClenoso. fu abbanòonnto « dagli ingrati Argivi )), dm·antf' la navigazione. nell'i~ola di Lemno «egro d'a enti spasmi » OYC l'imase rper oltre J O anni. La p i n,gn. che pl'f's~ntava i margini e la ;~,mu\. drcostaJ1(<' :nm<>riti. e d1r ('lnanava nn fetore insopportabile, fu medicata e gua:rita da Maca<>n<'. Nell libro IX il tpoeta d<'~rive con sorpr~nflf'nte esattezza e con ~imilitudini efficadssime l'n<·<·<-<·:mlf'nto d"ll'o<'<·h io ilel <'id o pc> Po· lifemo pe-r mano ili UHssf' : <( Q11elli affermar l':~cnto palo. e in nH' z7.<> De.ll'occhio il nonfìrCèll'O : ed io di i'!Opra. Lemndomi sui pi~, movealo in giro.

f


-

G9 -

E come all01· che t:w<>la di nave ll trapano appuutat<> investe e fora, Ohe altri il tegge c<>n mano, <:=~.ltri til'ando, Va <l'ambo i lati J.e corregge, e attorno L'istancabile trapano si volve: Sì nell'ampia lucerna il tra>e acceso ~oi giravamo. Scaturiva il sangue, fJa pupilla hrncia,va., ed un focoso Vap<>r, che tutta la palpebra e il ciglio Struggea, uschL dalla pupilla, e l'ime Crepitar io sentì.a rotte 1·adici. Qual se fabbro talor nell'onda fredda ~utufl'ò un'ascia o una stridente scure, E temprò i1 ferro, e gli diè forza; ta,le L'occhio intorno al tr<>ncon cigola e frigge>>.

Nel libro X è rappresentato concisamente, ma non meno efficacemente, un infortunio mortale !Per caduta datll'alto. Per la lunga Scala di dietro soondere ob!jando }[<>sse di punta. sovra, il teLto, e cadde Prooipite dall'alto : :iT .collo ai nodi Gli .s;'infranse, e Yolò l'anima a Dite». «. . . . . . . . . . . . .

Coll'infrang-('re del collo a.i nodi, il poeta ha voluto probabilmente ·riferh·si aJla frattura delle vertebre cenicali ed alla concomitante commozione cereb•rale, causa della morte if:;tantanea. Nel libro XVIII sono riprodotti, colla. 1più viva. TealtA, gli ultimi. momenti di Tro, colpito Yiolentemente da UU8.s;e aJla re· giòn(• ce1·vicale. Sotto l'<>recchia l'im' est'ì nel coll<> Ohe l'osso fra.cassogli.: usr,igli il rosso Sangue fu<>r dellR bocca : ed ei mug.ghiando Cascò. digrignò i denti, e i.l pavimento ualcitrando battè . . . . . . . . ,,

?>

Un a1ltro ca:!':o di ferita inferta dall<> ·stesso Ulisse ad Antd.noo, descritto mirabilmente nel libr-o XXII. <<Nella gola il trovò col da.rdo Tllisse, E sì colpillo, che rlall'altra banda P.el collo ·delicato uscì la punta..

,.


-70Ei piegò da una patte e dalle maui La coppa gli cadè: tosto una gro,;sa Yena (Ji :-<augue mandò fuor pel naso; Pe1·cos~ colle piaule, e da sè' il desco Hespiusc; spa.r se le \' ivande <l> tCl'J'<l. Ed i pani ùnbrattanlltRi e le <'<\1'11i ».

Sel medesimo Hb1·o è pure t·appresentato un ca o di lesione epatic.:'l., con esito letrule, pr'{){lotta. con una f·reccia scoec;,1.ta da Ulisse contro Eurim:1<·o. << Yotafo

l'arco, al petto il coh.e, e il pronto fegato gl'infil'~'-e acerbo l'lntle. Lasciò ].}Hl'imaco il brando, e dopo alquanti GiJ'i, cnrvnto su la m<'nsa cndde, E i cibi ·rixersarou~i e la coppa ». ~el

E più avanti j:;ono descritte le~ioni da colpo di lancia al torace e<l a11 'addome p enetranti in cavità. ('(l l> narrata. con impressionante rvidenza l;~ morte JH'l' ~o;trangolrum<'n to inflitta. da Tele maco alle giovani che si prostituivnno coi P1·oci. « Eran le donne oon le teste in fila

E con aYvinto ad o~n.i tollo un laccio, Di m01·te iluelicL""ùno strumenLo. Ouir,zan co1 piedi alquanto e più non !Sono».

Stupenda la concisione òi que t'ultimo verso nel rappresen tare gli ultimi isbmti di Yita. Non lll:lncano neppu·r e neii ' Odi~f'lea descl"ir.ioni ùi gare ginniche, quàli lfl. lotta, il pngilato, il lancio del odi!'ìCo, Ja corsa,, il getto del giaYel lotto, c he dimostrano il culto della b<"'ilezz.:'l t' dell'eclucaziouc fir-;kn di quei t<'mpi inteso a. srillll_)pm·<' armonkamente il corpo Nl a rendt>rlo agHe e vigoro. o. EO<·o, <·ome e.seompio, un c~~;mttcd:stko ~iucli :;r,io di Laodn,ma.nte. stù ben proporzionato ~vilu.ppo ~:o r·p oreo t> sul la gagliarda. costit11· zionP di l .l i~f.;e. c he l-<i legge nel libro Ylll: « Di buon tng·lio e' mi sembra: e dO\"(' a.i fianchi, D'<n·e al le gambe, e de.Jie mani -ai dol'si Guarclisi, <' nl fermo collo, 1ma robustn :gatur-a io n•f!gio, c 11011 llli par che anc·or'a n egli ;llllli \"t'l'Ili l'abbandoni il nerbo )) .


-

71 -

ViJJalnwnt(• t• da r·i<·otdaJ·p <·i J'('a 1<' nozioni di igiem• <'he l '}if.;~C.

per purificare la. casa dalla ~tt·age dci Proci c dn.l lezzo dei cada,·eri. adopera i ntpod di zolfo hruc.:iato Hul fuO<·o: qu<>sfo nwzzo di tlisinf~'7.ionP, aH<·or op;~i jn pr·ntica, ha duncpw nn'·ol'i~inc nlt1·a milieiwl'ia.

* * .. ComE> è nolo. l'Il iade è !':tata composta due secoli dopo la presa <li Troia, e quindi i1 poela. tanto nella narrazione storica,

l:~ig. 14 -

Trasporto di morLi e feriti nell'epoca greco-romana.

<'Ile nelle descrizioni dei vari eph;odi, deve essN·Ri la;sci ato tra.spor· lare alquanto dall'i111uraginazione. Ci<~ nondimeno. eg11i d riferisce usi e <·o~tnmi df'l temrp o e ci fornisce pl'Pziosi <lati sul servizio . a nitario milita.!'<' in quell'epoca. Appr·<'IHliamo infatti eh<' i feriti in combattimento, a. "econda della maggiore o minore gravità delle lesioni, o si l'<'<'}Wano <lirettam<>ntP a im·~i meùkare sotto la tenda o vi <'J·nno trnsportati clai pro.p ri compagni (fig. 14). Talora si ricorreva a ('ani speciali, dalla. forma <li hig~, detti vascelli, eh<' c·orri. pondenm o pre. "0 a poco alle no~tre moder ne ambulanZl' (tìg-. l:l). I n nn bassorilievo <ft~l mn~E'O di B<>l'lino, tra putti e feNtoni, Ri può FìCorgerc Filottetc ferito, che vicue traspottato su


-72 -

- ------------------------------------------------------,

l•'ig. 15- Cnno trainato <la ùuoi pOI' traijporto malati e feriti nell'epoca greco-romant'·

uno di questi carri trainato da ùue ca,valli (fig. 16). Nell'assedio di Tr-oia i feriti eran o sgombrati a mezzo di tali va.oscelli verso ltt flotta O\'C erano impiantate l e ::1mbulanze, Diomede colpito da Pariùe si ritira ul prop1·i-o carro di comuattimento; cosl Glis e dopo il gravissimo colpo di [ancia infe1·togli da ~oco. Ettore fe· l'ito da Aiace YienP ugual11wnte tra~portato su un carro, come pure .)facaone quando è rimasto ferito alla spalla da Pal'ide con una ft·<'<:cia a tre punt~.

Fig. 16 - }'ilottote fet·ito traspo rtato su un carro trainato da cavali i.


CAPITOLO II.

I SERVIZI SANITARI MiliTARI ELL'ANTICA ROMA.


I. -

L'AR'fE S .\L{;1'\RE l'Hft:SSO I HO:\L\.:\1.

Data nua 1·apiUa sco1·sa alla nHlimentatia orgaub~zazione dc•i sel'\'Ìzi S<1,nitari milita1·i nei tempi pl'ei~torici d<•lla Babilonia, dd· l'Egitto, dc•lla <.'iua. -lh•JI'lnùia, della Jlersia. ('della <l<recia, pas~<· · remo ora ad intrattene1·d sulJa medicina. nùlitare drll'antica RQma. I m·ero ai Romani, a que~'<to popolo di conqui~:;tatol'i, spetta il muto di a.vere !-;Viluppato dal1e J·egole igieniclw ùeg-li anticùi Babilonesi ~d Egiziani. dalle 1n·e~crizioni d<'i Greci <' dalla tradì· zioHP di n,Jtri popoli ori·enta.li ltll<l· legislazione sanital'ia, co~ì tom · pleta uelln sua g1·andiosa NMltt>:~.io1w. da <·ostituirt> anch<' oggi. a distanza di :!000 anni, il tipo <IPlla più g1·and<' pe1·fezione. Ln, primitiva. Roma quad,J•ata de-l P .alatino, fatta <li capanne e di casupole d 'argilla. ;n·eva c·Nluto il po)o:to a qtwlla più ricca, I·nc·<·hitU5tL nelle Jnura H<'L'\·i:mr, dotata rli m<'raYiglio~e Qj)<'re di . fognatma <' splendida eli tE'mpli ('OSb-Hiti al ruodo <'l'l'Us<·o. Dopo 1'in<·Pndio dei Oa11i (387 a. C.) l'i l'ifahbricò rapiclam(•nte la m1o\:1 <'it tù •rE'Ipubblka.na, che I';('0111p:ll'YC a. ~ua volta. qna~'<i del l ntto nPl ]Wl·iodo impPriale. Oli incendi frequenti, e ~oprattutto <JUE'llo neroniano dc>ll'anno 64, fecero sì che intere contrade veni.~ero più volte rico~Lt·uiw. Xel'one. ~<'p,pm·e non fe<·e egli st<>s.~o appkca1·e il fuoco. ne profittò p c1· attuare i Rnoi progetti di abhf'llimf'nto della rittà. fa<'E'ndo allint>ar<· r·pgQ]armente le nuove fabhrkhe. Lrt cittù impel'iale al tempo ili <'ostantino <·ontava 27 biblioteche pubb1i<'he, lJ tE"rmE'. 1)('1](' quali poteV:l.UO ba.p;n ar'Si COntemporanea.mPnte Ci2000 l)Cl'S011<', 06 hagni a. pagn.mento. 1~:52 fontanE' puhblidt<'. 8 <·nmpi da giuoco, 5 nn nma<'hie. 11 fori g-J·nndi. l;) ninfpi, 10 b<t)o:ilicl1C' tna~g-iori. lfl acquPdotti, òi ,cn i ,solt::~nto quello <lE'll'acqna Mm·<·in roRtò IGO milioni di st>Ntt>rzi, pal'i a 66 milioni di IIOl tl·e lire ante guena, clw


-

7(; -

proYredcvauo aù(}ua 1pUl'Ì!-<8ima a da&·tm allitante in 1·agione del <JUintu.plo del fahbh;ogno, <:l1e oggi t-. il massimo richict~to dalle noJ·· mc igieniche, 3() archi di ll"ionfo, li alloggiamenti militati, ' ponti sul ~·c,·erc, l caserme dei vigill i, 3 gra]l(li teatri. Già pee la. legge delle 12 tavole si procedeva al coutrol1o degli alimenti colle i~pPr.io11i nì mercat.i, alla sorveglianza dPi canali u delle cloache con appo-.Hi curatori (curatorc.s alvei), alla disciplina delle cremazioni e delle inumazioni, all'approv\'igionamcnto dell'acqua potabile, alla boni1ka d<•i teneni paluòosi, all'assistenza gratuita ai ipovel'i, e si e1·ano l~tituite speciali ma.gistl·atme per la rigoro a esecuzione di tali dh;posizioni. E dobbi::~mo alla rne1·a,·iglio.sa legii-duzione romana se il medico fu liberato dalla l5Ua posizione a,niiPnte <' pl·('(·al'ia e innalzato ~ti più aJti gradi .sociali col commettergli la cut·a (' la r<·~ponsa,­ bilità, :sup1·ema della salute del civis romanus, senza ln, quale, non <\ po, "ibile co1wcpirr la potenza e la grandez7.a della I•atria. Salus JWpuli suprema lex esto.' ~la. pm·tt'oppo, come lo studio della stol'ia della medicina nel perioilo t'omano non ha, avuto qn<'lla pro!ond:l, trattazione e quel <'Olllpleto 1-l\'iluppo che tl•oyiamo h1. nltl'e epO<·he antreE><1enti c sus!Wgucllti, <·osì non meno incel'te c f·rammf'ntari(> sono le notizie sulla medicina militare del t<•mpo, de!;nnte in gmn 1partc da investig-azioni storiclle di ordine generalC". Sicchè la succinla espo"iziOIH' di quc.. to capitolo, sem.a awre la pl'<'l<'!'ia di portare nuo,·e docuTm•ntazioni al Yastil"simo temH, non ha nlh·o scopo che eli •T'ias- . ~nm<•re a l:nghi tratti quel p<x:o eh<' i das.-:id antori lHtini e gr(?Ci <' gli S<:arsi mOlllllliC'nti dcll'Pp~a d hanno l1·amandato (ki nostri temo ti prcde<:E'Sf:ori.

* * * lil possiamo chiederci, anzitutto; se Roma non abbia aYnto

medi<'i prima del Il S(?Co]o a. C. <' [H'l' oltre ~ri secoli, fino nlla nascita di Cice1·one, come afferma. Plinio il Yecchio. e se un popolo continuament(' in gtH'l'rn <·onH· i nom:wi. che tenevano qua~i scmp1·e schiuse le porte del tempio di Gia11o. non abbia mai fatto tes01·o <l<•ll'csperipnza la~data dai (h-e('i, d1·<:a i SO<'<'Orsi (la pte· starsi ai malati e fet·iti i'Ui ca.mpl <li battaglia. Rnppiam(), inw'<'<'. che fin dal tempo di ~illa la, me<lidna grera ~i e1·a giù affermata neli'~Uma dttà a me7.zo di uomini liberi, i

• l


•

l

•

•l

-

77-

quali e8<•rcitavauo l" arte .sanitari a, recandosi dali 'una all'altra regi onP o di schiavi, che erano chiamati domestici tJeu familiari rnedioi. Essi erano al servizio delle famiglie patrizie, che li i$trtùvano rJJaggiol1.111CHI c nelle nozioui di medicina, <.lomestiC<J per dven derli, <'Ollle l'iferi~e PhttoJre, a pH;zzi più elevati; Pd ~~bbiam o notizie di pene ·e,·ere eman:l t P contro i nw.stieranti poco one:-;ti, che dalla profe sione tmev:mo scandaloso lucro. l medici fami 1liarl ~cnivano i lm·o padroni eome domc~:;t ici e Ji accompagnavano nei viaggi e nelJ e ~pedizioni bc llich<~: avevano inoltl'e l'jnca,rko di cm·arc la nunwrosa ser,itù. <li preparare le bevande pre<Iilett(• ed i YE"leni e di apl'ir e le vene ai p rigionieri di guel'l'c.t. per f:u·li morire dissanguati. Ed .è presum ibile ch e gli Etruschi, dni qnali i Romani eredi · tarono la, religione, l'wrte e l<' l'l:Ìcnzc, <'he da Eschilo ~ono riconoseiuti come « un pOJI>Olo che produce nH•didna » c che i recenti scan delle numE"rose ne<>ropoli <li Tarquinia c di Civita C'a~tellana d hanno rh·elato molto <'$~WJ·t i anche nella cnra dei morbi, e perfino nella pro te~i 1lcntaria, a,hhinuo non poco contriiJnito alla diffu sione di quell 'im;irme di cognizioni e 11i formu1le empiriche, legate in ~ran part<> :t11a ~u p<"r~tizionc, che coRtituil'lcono la medicina popolnrc> dell'epoc..a. Nè dobbiamo dimenticare che la >icinanza del regno d 'Alba e della :\lagna <irecia, ove ci risultn che l'arte sanitaria era, rprofessata fin dni remoti LPmpi, non rpuò non averr avuto iu:liue11za sull'accorrere dei meòici i11 Homa. Come pure i popoli finiti mi: i P elasgi. i :.'lfal'~i. i Sahini ed i Sannit, dall'idioma dei CJU:lli fu tratta la radic<> di molti termini di medicina, devono ne(·eRR:tl'iamente, in (·ontinuo S<'mnbio (•oi (~uiriti. :we1· portato la lm·o maLnra C.<:ipf'l'iN•za anchf' in questo campo. E fin dall'epoca dei re Ai parla do1 l'~istenza di nn Co11E"gio medico, che continuò più tardi nelle sue funr.ioni anche al tPmpo <lP Ila Repubbl ica \' dell 'Impel'o. Vonti più at.lc>nclihili snl ln, 1presenr.a <l<>i medici in Roma, fin dallC' rpiù reJllotC' ol'igini. pOAAiamo dE"AUmere dagli Eitorici. DioniRio <L-\JicarnHA!\O ci riferii'Ce d1E" nell'anno 282 dalla fondazione dE"ll T1·be. conAoli Lndo Pjnario e Publio Purio, seoppiò nella città un ' f"pidE"rnia « clr<' non rispm·miò nè et:'l. nè sesso, n(\ forti, nè deboli. r <·ont•r o ln qnaJe ri11~d in efficace la scienza, dei medici>>. Lo Atc>. ~o storiro nrl libro X p:u·]a òi llllH pestilE>nza manife<;ta Tn!';i nell'anno ~01. a comhattere la quale fu •ano ogni soccorso.


-78e."~cndo

il lltllneJ·o llei medki troppo el'iguu 1pffi' l'ingPnte l}llUH· titù di tnnlati e pt>t· il panko generale <.iella popolazioni', per cui i cadawl'i gia<·eYano insepolti o wniYano gdtati twl TevN·e o ll(•lle doache. Gli e~etdti romani, rtH:<·olti nelle tegioni dl'CO· l'blllti a (·omhatte J·p <·ont1·o g-li Eqni, <·ontl'ib•til'ono ~eul'ibiluwnte a d iftowlere <JilC~Sta i nfpzione. Così la lP~ge .. \<plilia, d1c fu p1·omulg-ata nel IY sc-<;olo a. C. 1·en•leva t·e~ponsabi k il dtinll'~o della JIIOl'tc <l<'llo :-whicwo quando fos."e sta t a ~wcertata a cal'ico suo ncgligl.'nza cd impe·r izia nell'in· tel'\'t>nto opetatiYo : il d1e fa pellsare all'esi:;tenza di qwati<-anti l':u-te ~unital'ia in <)lle...,t'epo<"a. Amtlogameute la le~~e Cmn<'li:l punh-a con la confi:S<:a dei beni, con la deportazione e talora an<:he \'Oli la il)ena di mmtc l'omicidio colposo per parte del chirm·go. An<:h<' n el:)':!, '" detta del medesimo Hionb:io (Libro IX) , otto il <·on <~lato di Resto Qnintilio e l'ublio Orazio, l'l rl'lX' fu colpita. da una malattia <:ontagio.o;;a <llt<·m· più terribile d<>lle ,p t·ecedenti, e h<> lllPliÒ strage ft·a gli ,<;chlaYi e gran pa1·t<' dei cittadini « sicc hì• non y'pJ·ano ahbaì'tl:tnza medici per curarli )). Dio<lo·ro Hicnlo, infine, d att<•sta che nella, prima g11erra pnnica. clm·nnte la fazion~ <·omhattuta in Hi<:ilia, ~i ~Yiluppò nn 'epiclcmi:'l! negli accm11pamcnti dci \'nl'tagine.si, di tnlP n"<'menza c rapiclit:) nel fl<><·or:-;o. cb(' i me<lki non furono ~nffici<>nti a pre~tare a.c;;~ist<~nza ~d ~oldati eolpHl, <'la, loro ·opel·a riuscì inefficrtce. ~("~s1m (lnhbio perdò 5<Ull'e~i~tf'nza df'i m€'clici in Ro mn fin òai primi tempi. Plinio, che fn aJl com<bllllo dell'al'mata di Miseno, nel Libro XXTX d ella sua Tli.storia Naturalis) ci <là n otizie ancora più int<'t<'!ò:s;mti i"!nll'f'!'!Creizio df'll'nrt<' salutnre lWHa ciitit Pt<'l·nn. Nei primi secoli della r epubh1ica medici schia>i 1.' liberi erano oiliti di appl'e~tarf' l<' loro <·m·e !';N·ondo ricette ~t<'J·f>otipate <' fol•mule >aglw non awnti alcnu rapporto <·on l' <\~1mE' (lirf't to <1<'1 malato. ~\ ll<m·h<?-. clopo il N'Olio rlella lib<·thì. polifi<·a. rlella Orecia , Ja. c01llnra gTN'H incominciò a p r nctrnr·<' lrntam('ntc in R oma. ln ID('· dkina fn for8<' tra le pl'ime arti, con le qnali i G1·('('i \7jnti conquistn rono i YillCitori. Romn f'ra già, llllO Rtato militarnwn tf' fot·t<> e F<aldamente co· stitnito pei' la. saggezza <lelle ~nf' leggi e la virtù politica òei !ò:noi cittaòini, qun1Hlo aneora twll'c•Rcl'<'izi o fl<'ll'Hl'i(• medica non !ò:i ri Rcontra.va. alcun ip·J·og-r·NiRO . òai. tempi nei quali i priwi abitatori del


-79Lazio a,·evano portato nella dttà l e l<>l'O divinità ~ le lm'<> su.pcr)i;tizioui. Yigcnt an(:ora, ed <'l'H in gt·an fiorire, il culto di Apollo medico, di ~Ii nerva. <li ES<' n l api<>, di I gea e di tutte le innumereYoli divinitit, che avrnmo templi <' ~acenloti in Roma C' nelle quali i Romani r-ingolarmenl<' identifkaYano le causa• ùellle YaJ'ie malattie' ; gli infermi dot·mi\·ano nei tem pli I>et· atte11dere il ~ogno mistico dle fiOY(> \'<1 aa>portal't' lOL'O la gnal'ÌgiOH<'. 11~ rlll(al'CO llHl'l'a che pt·~so gli antichi R<>mani "i usava e pone ~nlla pubblica via i malati, affi.ncbè color-o c he pa.,;samno, Bia pcr<"bè altra volbt afflitti ·dal me<lPio5ÌLmo morbo, ~H ia per<:hè Napess<'I'O i mezzi c-on· cui si pote:;sc pot·gere ROC<.:orso, ne de.<SsCt'O com unicazi<>nc ai soiiet·enti. Al lol'chi'· giunsero in Rowa JJlC(lki gl'e<· i, le condizioni della rnedi<:ina, non Prano g-nm che differPnti da qnclQe che .-.i posf;Oll-o fa<·ilmentc immaginare an('OL' oggi in un popolo prhuiti>o; <'Ol'Ì cbP, quando appwrvet·o nomini dotti ne ll'arte, e ciò che :wcor foriie maggi-ot•mcnte s'imponeva alla pubblica, opinione, esperti nel vantare 1a loro abilità e nello spiegare ·on risonanti parole e con facil e eloquenza i •antaggi che il malato doveYa atlend<>re dall e loro <' u1'e, il successo fu raJPido c g·ra,n dc. Non val:::<> a<:l impcdil'e (Jll<'!o:ta pen<>hazione (lella ill('(lidna grN·a in n oma la dife a drgli antichi costumi fatta. da uomini com e Catone (:?34-149 a. 0.), geloso cuHtode della tradizione J·omana. Quando i R<>mani im'Pararono a <'onosct>t' le seno]<> meclkhE> greche e la lOl'o organizzazione. e le norme S<léondo lp quali ~i l'i· <.:hicdPva dai 1ucdici nno studio r egolarre, e ooJo1·o ehe volevano esercitare 1'm·1E> dow•vano prt-stare giurament<> nelle mani dei maf'. tl'i , fu dtiaro quale differenza <'~ i tesr-f' fra quC'Sti medici e qnPllli ai quali fino allora era l'ltata aflìdata In, <·ma Mgli ammalati ; fu evid e n te come $\Oltanlo i G ree i pote."lsero (-'-ssere vcramrnte ron~'<idcrati medici degni di tal nome e d ella fiducia dei cittadini. g pe1· 'lnanto i primi seguaci di Escnlrupi<> che giunsero a Roma fos~cro, t~ f!uanto sembra, tutt'altro che uomini tali <1:1 saper S<'· guii·e i clettl'lmi di l ppocrate <' meriteYoli di e. serne considerati dis<:!'poli. put·r assai Pl'eRt;() es i conqnistarono il fav()J'e del P1lh· b1ico. Infatti nplJ'anno :i:l:i dalla fonòazione di Roma, i'ìOtto il con~olato di Ln<"io Emi'lio <' L. Ginlio. fJlMn•lo Annibale ct·~t già ~re~o in Italia, un ehi,rurgo g reco At·cagat<>, figlio di Lisania, venne d~1l


-80Pe.loponneso a stabilirsi in città, e, sorretto dal favore {lei connaziona1i, ebbe un così rapiùo succe~so che, oltre alla concessione deil lus Qt~iritium) gli fu aperta, a pubbliche spese, una taberna nel crocevia di .\cilio (c6mpitwn) nei pressi del foro di Marct>llo . .Ma per la smania di bruciare e tagliare le carni dei malcapitati pazienti si acquistò ben p1·esto l'epitc'to di lanius (beccaio), e cadde in discredito tale, da ùoYer chiudere bottega e fuggirRene da Roma. Di questo stato di oose profì.ttal·ono i medici romani, per iniziare una campagna diffamatoria contro i comp<'titori stranieri, che portò subito manifeste conseguenze. ~~~ famosa la lettera di Catone il Maggiore diretta al figlio Marco ad Atene, nella quale gli proibisce di ricorrere ali 'open1 di medici greci, razza perversa ed indocile (neqttissimum et indocile genus), ritenendoli ciarlatani 00. impostori od affem:na.ndo che e~i a.v<mwo giurato di distruggere con la medicina tutti i barbari, compresi i Romani. che da loro etMJo <·onsideL·ati come tali (i1warunt inter se bMbaros tiCcarent). Co~l,

al orgere dell'Impero, 1ìorì una schi<'l'a di mNlici incligeni, dei quali Plinio il Vecchio ci fa un triste quad·L·o. <<Non a.nimati da alcuno spirit'() di cameratismo, si facentno vicendevolmente aspra guerra, cercando ciascuno di attirare a sè numerosa clientela: da ciò quelle deplorevoli cont~e al letto dPl malato, dove non trovi mai due che siano dello ~tesso parere, c ciò non per altra ragione che per non aver<' l';u·ia di accedere ailla sentenza a.Urui. Di qui quella terribile iscrizione S'()pra una tomba: «I molti mt>dici l'hanno ammazzato )). Cosi Giovenale si scaglia contro Temisone di Laodicea, che abusa del saJa....;so e fa Ralire Ja mortalità in modo impr<>~ !'donante, tanto eh<' non l-li pos ono contare i decessi : « Quot Th erni8on a1ttmnno occiclerit 1tno )). E di questo pullnlare di medica.c;tri nell'Urlx> pa.rla )!arziale, precorrendo )!olière, nel noto epigramma contro Simmaco, quando afferma che questi anelava sempre in giro per l<' visit<', seguito da una, turba di discepoli «che poteva passare !per una intie.ra ~cnola (li medicina>>. «Cento mani gelate, esclama., mi hanno scrutato ilrpolso: prima non avevo febbr<>. ed ora sono febbricitante! l> (non habt~i febren~) Syrnmaohe) mmc ha1J eo !).

Giò st.ante. la medicina era ritenuta una delle più nmili professioni, indegna di un cittadino togato che non poteva natural-

t


-81-

mente adattarsi al eonoetlio che il oiuis 1·omanus dO\'es.se traS<:or•r er e l 'intera ,giot nai<1 a vh>itare ed '" ~urare le più intime cla.ssi soci a li. Ma, a llorchè comincilu··ono a<.l emigrare dalla Gr ecia medici di una eerla fama e Roma cominciò ad accoglierli con rigu:n·do e neg1li ultimi tempi delJa repul>l>lka a <:oHcedere loro .anche il dil·itto di cittaùi.mwz:ì, l'ac~:te S<mila1·ia, esercitat<1 peJ: lo innanzi da ~hiavi, iniziò la sua rapida aflòesa, e Ila posizione sociale dei medici aumentò di grande prestigio per merito .s pecialmente di ~\.sde~pi:tde ùi Pnum, giunto nell'urbe daJ1la Bitinia, al sorgere del ptiruo secolo a . O. Q u~ti 1·iusci a procaeeia1·si una largà· clientela in R O'llla fra le famig1lie di maggior censo c UJCl acquistarsi l'amicizia {lclle più cospicue personalità, come ~1. Antonio, Cicerone e L. Gra.sso, ed a •raggiungere una posizione eminente nella classe san ital'ia, t'on uua la.rga schicta di disce.poli, fl·a. tui Autouio :M usa, archi atra di Augusto, Olodio e Crisippo. A\;clepia<.le, ani va Lo pove1·isl;iruo a Ho ma, e ·desideroso di a p· prendere, ·di giol'no a.ndaYa a scuola dai nl<>sofi c di notte, per vivere, si riduceva a girare la macina di un mulino per guadagnarsi due thamme. Morì in età molto avan;t;ata, i.n seguito a caduta ùa una scala. La fama eli <l uesio tRa.nitario, che In chi.ama.to· il principe dei medici, .si c·onsolidò soprattutto in sPguito ad un episodio che ci Huna Lucio Apulcio nelli br·o IV delle sue Storie. Un giorno, mentre ~\ S<:lepia,de si clidgcYa a.llì1 propria villa, s'imbattè sulla Via ~ac·r::t in un corteo funebre, che aveva~ fatto una piccola sosta per dare un 1po' di rii)Joso a colo1·o che tl·a.sp01·tavano la. Sù1IUa. Il medico p·e·r' curiosità si :wYidnò ai f:lmiliari pia.ngenti e domandò la causa della morte del congiunto, ma non avendo avuto alcuna risposta (·onYin>t:ente, si a,vvicinò aJ ca.dave1·e e con iSOl'presa, notò che prc~f>ntav~ ancoWt· .s-egni di vita,. Allora con.Rigliò ·d i sospendere subito le cerimonie funebri e fece trasportare la salma in una casa vicina, ove, con me1·a.vigli a gencra,le, dopo ·a lcuni esami c ma.nuaJ.ità, il morto ~prì. lentamente g1li oeehi c• cominciò a, fa1·e qualche moYimento. Pt~·ecursore di una dottrina meccanica atomi·s tica, per la quale la salute non è altro che il risultato .ctcll 'acrmonico, perenne movimento òcg.li atomi &ntro .spe<>iali canalicoli dell'organismo detti po·r i. Asclepiade impresse all a. terrupia un indirizzo eminentemente di€tetico e fisic-o, ba.s ato soprattutto sul digiuno, ~m na. ginnastica, 6


-82sui bagJti e Rnl J.lla,.'\.saggio, h<1n(]endo quasi del LuLto le prescrizioni mediche ed i!':!Pira.ndosi al famoRo aforisma« Cito) tute et juounde >>. Per averP un'idea. dell't"~'l'J·cir.io (]elParte ~nnitnria in qnf"i lt"lllpi possiamo, per un i tante, portard colla mente a Pompei ove. proR·ima alla porta di E1·colano, m~Ho Yicina alla vHla di CicNoue. dove svcrnaYa il l'C d eU 'el(){)UCllZ<l, si tront la ca.S<J, di un mecli<·o òe] I secolo <lell'eral nostra. Attraversando l'ingresso a ca.ncello si eut.t·a nel pri.mo col'tilP (a.tt·i1tm) con portki. e a <lN~trn f' a sini~tra vi sono quatt-ro p01't(' per ciascun lato, le quali comunicavano coi dorwitori degli infermi, desiderosi di alloggiare in ca~a. del medico durant<' le cure cui ~i assoggettaYano. Di f·r onte a.Ua. porta d'entrala si apre un pa;ssa.ggio al secon(l() cortile (pet·istylimn), con nn'a1·tistica va~ca. ci 1·connata da nn rlt·· gante giardino, adornato da ~plendide colonne di ruarmo, a ~o;.;te­ gno di una piccola tettoia. Va-rie porte daYano poi acce.s~o alle abitazioni familiari. n solital'io visitatore in mezr.o a questi rude1·i e aò un silenzio di morte pnò qui oggi •rieYOCU•l'C nella sua fa.nl::tRia. la numero~a. clientela che aLtendeYa nell'at.ri1ttn) o passegg·inn{lo o stando scdut:t intorno aU'implttvi1tnt, <l'eks:erc ricevuta (lal medico. e raffìgurarsi i 1Più caratteristici tipi. « Oai gladiatori musoolosi. dalle membra enormi. cl n1 <'Ollo 1'0h11~to e cl alla t<'l'lta 'Pi<'<'oln. pre~entn nti ferite, distor~ioni e frattme, prodottesi nell<' pa1~tre delle l<-'rme o n€'lle lotte del circo, agli Egizii, maestosi, colle tuniche multi colori, col1a b:lll'ba posticcia a•rrkciata, ed aventi negli occhi l'P)o;pres~:<ione mi~terioRn delle sfingi; -dai poeti latini, con la testa rotonda !';Coperta. intenti a recita·rc fra j denti giambi Nl emi. tichi, ai m:l· l'inai grE~Ci. col Jmo trnclizionalc berretto ro.. o. gli ampli t" piPghettnti <'..'lhoni c il mantello fermato sopra nna ~pa lla; da.Jle he11e w~tali. im·olt<' nE'i loro manti bianchi di fini~"imi li ni, ai ~:H'<'I' · cloti di Jsi<l<' <lnll'aRpctto fel'O('P; <'d cti'·re c ~chi~we grecll<' , dal Yi~o histrato e dali<' fl<'s~nosc movcn7.1e; ed eleganti pa.trizii. i cui lincn menti espl'iJllPYano la mollt'zz:t, il òeperimcnto otganico prorlotto dalle copiose 1ihazioni. dalle orgir e dai bac.ca nn li: e le op11l<'nte mntr·on<' ilall<' ocdtinte prm·ornnti. <'i"primenti diinram~>ntr nel l'aspetto cl<>i lol'o Yolti n tooio originato dagli oiJliosi mariti, ~<·m ­ prt" infangati in nnn vita •li vir.io e di orrtpnln )). Tutta fJll<'S<ta eterogenea moltitudine di dienti, tanto di,·eJ·:-;i


-

83 -

frn, loro. <H'Cm-I·era al la easa del medko pompeiana per con~ulta•·lo sulle.' sotfPl'em,e fiskbr <' aJcuni anch<' su qn<'lle mo1·ali. E il ~ani · l a1·io non :-;i fH<'era atlE>ndere: veniva dalla, ~ua a bitazion<' 1pa;rti colare. attn1verso il peristyliwn E' si dirigeva Yerso l'atrium ed <'Il trato in tmo dei cnbiou fa <:o mi neia va la vhdta degli infel'rni che lo attendevano. Il cubiculum o eamera di constùlazione 1è a.n cora ornato da pittnre ad a.ffreRco sul caratl('!'Ìstico fondo rosso pompeiano e dn ;n·tiF;tici quadri in mosaico <:on :figure allegoriche dcJl'èute ~a­ nitaria. Tl mNlko pl·ocPclt>va Rprclita men tr n1la visita, praticando con g-randf' mae~:;t.ria l'esame clinico. Dopo a,-erli inten<>gati r dsitati rtocnrata.m<'nte. pl'escriT('V~ loro il trattamento tcrnpeutico s.pedale rig_uardo alla dieta, quando soffTivano di processi febbrili a<'nli; c Ot'dinam lor<> (l<'i regiJUi alimeutru:i appropriati. A quelli. dni. quali non crC'dcva (li <>t.tcn<'r<' esiti cffiNtd d::tJl1<' medicin{·, con · ..::igliaYa <·oHw indica ti~ ~ i m o il <·m11uia nt Puto d 'aria e di lnoghi. R.itiot ·aJHlo~i. cia.sc111l inf<'t·mo pol'fnva R<'<'O. scritte con uno !'tiJelto ~n <li Ullèl ta>olPUa <'<'rata. l<' p,re.c;cl'izioni suggerite, con pi<>na ed ;~~soluta obbedienza di osservarle, poichèl era c<>nvinzione o1·mai g-elter;_tlizzat<t dw llltlila il llleùko poteva, con~eguirc se non w•nh·a ainlato d:tlla buona volontà dell'infermo, ben dconlando il fa mo!!<o a fol'isma <lf'l m:wstro T1p~)ocrn t c : « La vita ~ breve e l'arte è 1ung::t; 1'em~)il·i~mo è pericoloso: il raziocinio è difficile. :m ·neces&nio 11011 solo f~u·e. commH]t1e, dò dl<' <'011>i<'1H'. ma altre. l ~sere aiuta.to d nWinf<mno, da coloro du' lo a.ssh~tono e <l alle cose esteri01·i )). f'ol pt·ogredil'C e c(')ll'affennarsi d<•ll'art<' salutat'e in R-oma. i guadagni dci mNlki in quei termpi 1'nggiu11g<'Yano somme favolose. Lo stesso Plinio ci riferi . ce che non vi <'l'a altra professione rpiù red eli tizia eli qnella dt>~l nw<lico. TI Nl!pO (lel Collegio degli al'chiatri. avera. in compenso >e11ticinqnemila csterzi all'anno e narra.si che Galeno pet· una ì'Oia Yisita ansse ds<;osi'io qua i altrettanto. Cassio ]IC'L'<·<'pivn (·ome ì'<mltario nno stipenclio n.mtuo di 250.000 sc>sterzi. <'quivalenl i a cin·n 100.000 clt>llr nos:tre lire <mteguerra. Quinto Stcrtinio, J])<'t nYete pt·estn1o le ~u e cur<' a'l ht fnmigHa impel'inlc, non t>»litù a chirdere un <:omrH'11~o di :300.000 S<'~!erzi (1:!:3.000 lire in


-

t\4 _.

cifra. tonda), menti-c dalla sua dil'lltela pl'intta ri<'antnl un pro vento annuo di UOO.OOO. Lo stesso onor<lrio per-cepiva ('In tHlio <'e~nrc, 1'110 [J·alello. Pd entrambi, dopo aver 1'\!)~"o ingenti..,Rime :..olllllle pc1· l'ahbPllimt>nto della città di ~apo]j, Jaxd;n·ono un'eredità 1li <·ircc.t liO.OOO l'e~l<'l'Zi. Il c hitnrgo .Aicone, t-alito in fama per la clll'a cicli<> fl'aUurc e delle cmie. in 1pochi mmi pott> tifal'ki di una multa di lO milioni di !'t'Sterzi. pari a J milioni e lOO.OOOlil·e. E Crinale. dH· e:-;crcitnnl una medicina astt·ologica fondata sul movim~:>nto dci pianeti. lasdù atlla, 11101'te un <'-illpitale di tlltJ•t>(lauti milioni, ·d opo aYPI' .spe.o.:o un'eguale somum nella <·ostrnziotH' delle mma di )fnrxiglia, sna. dttà natale, c nella fortilì(:azionC' di altre' città. l> 'altl'a parte il medico non poi<>Ya CR!'PI'I' c-itato i11 g}ndizio d1e in Homa, C'd una o:ffesn fatta alla sua pcr·l'OWI \'I'Jli\'a punita con tma multi! <li 100.000 sesterzi. A questo IPnlo ~dlnppo lleJla IIIPdidna i11 Homa. IIOII tlcw c~st•t·t'

stata estl·anea la cir('Osl nnza <'h C gli ~tudi medid non f'l'<lllO a fflWll'Ppoca rwt· nulla nncora organizMO r che i t<·~ti ~eientilid erano as."ì<ti «<·a•..;;i e l'<lggi ung<' '·ano prezzi JH'oibitivi. ]H' l' cui i nw(lid doYenlllo istruir!'i alla 1neglio <·ome potPvano. E hiROg'IHl <ll' rh·at·t> a SeUimio Sevet·o (1J3-211 d. C.), perchè ~ia. pres<'·l'itto un diploma iper· l'e~erdr.io in Roma d('lll'arte che in~ignivn dc] titolo Ili rnedicu.<:~ a republica <' lasciat·e pas~at'<' altri venti anni. ftno al l{'lllpO ni .\IN;~andi'O HeYCI'O (:!():~:!:);)d. ('.), per aYI'l' traccia delle: p1·ilnr ~wuolr •li meclicina. istituilc> JWlla cittù. l\fa fin dnJil'Tmpero i mcclid ~omin<:iano ad C!'~C're tennti in grande comddC'J·azione <' sono chiamati ali<• più alti' carichr d1•llo Rtato, pat·tecipmHlo all'<ll11mini~tJ·;~ziotw 1l<>ll'Drhc. in YiJ'tù {]C'Ila cittadinanza J·ontaHa <·o1wessn 1ln (1iulio (', sflt'l' npr] 4(; il. ··c. li; Ri pul1 con<'ludt•J'C' dte cl a a Il ora e"ìsi <·o~titni:o:<·ono una dn~s<' pri vile giata sotto la t11tt'la della lC'g'gP. <·l•e. ~e<·oJHlo la gJ'HJHlio~a conce zionc lntinn. pone In salm1 publira a ba~<' g-raniti<·a 1ll'lln g-1·nn clezza e deNa fot·za rli Ro111a.


-

Il . -

:-.3-

L · .\:-l::il:-)'l'l·;~:tA ~.\:\lT.\1(1.\ l'HI~l:>SO LJ•l FOHZlO AIBl.\TI•: llBLL ·.\ \TJ('J RO:\H .

•\.bbiamo ritPIIllto ùi qua kllt• intt•·t't'i"l:lC pt·ernett<'t'<' queste som ntaJ·ie notbr.ie sui rnetlid e ~llll'esei·ci7.io <l<•ll'artc sanitaria nel l ' l ' l'ile, pPl'('h<" e!';sc <"i spianano la \in allo stnflio <lclla m<>cliciua mil itarP d(•l tempo. HecoJHlo la lradizi01w virgiliana, lapis rappresenter·chbe il ('li'J)O stipite (l<•i ruedki militati J·on1ani. 1~; noto l'<'rpb:odio del ('anto XI dcll 'En<>ide: l '('roe h·oiano. ('olplio da llll<l fre..:cia, è (·ost J·t'lto a l'itiJ·at·si dalla hatta~lia: :-.ostennto di'Il fìglio niulio <' 11<1· ) I uest c•o, si rifugia in luogo apparlato, <' <lopo inutili t rntativi tl i c·~trazione del dàrdo, implm·a (:he colla !';JJada gli sia allargata la frri t<~. <fitm~l' il Yf'<·<·hio lHpi!', (·hr. a eletta di Virgilio, awnt prrf(•rito all<> glorie militari ]'pse]'(·izio dc•ll'a•rte ~aiutare (soir(· polrslates ltcrbarum IIS/Ui!que lltetlfndi maluit): <>gli solle,·a l(• plrg-b<' flplla Slta veste pf'l' es!'<'t'<' più libero nei movimPn1 i <' tenta lli a~p01·tare ln fr('(·cin . <·noi Pndoln <·on la mano <>sper·ta (mann ìll ('(/ Ì('(t).

cc • • • • • • • • • • • • • • • ~u1~<:eiato intanto l'~ con la n•:-tt- a. la cintura anolta, Qual dei JM<lici i> J'u:.;o, il ,·ecchio Japi <-l-li era d' intorno P <·on di\·p1·~e pi'OW: Di man, di fc•rri. di Jiqnori e d'erhP Jnn1n si atfatkaY:~, innm o~ni opm, Ogn'ar-te, og-ui l'inH•clio e j ·preghi l' i Yoti ~U suo maestro Apollo era n lenta li u .

.i\Ja la durPzza del margini della h~ione osta(;oln In rnanon·a. n è l'w•o (](•i succhi d 'erbr. nìl- l'appli<:azio1w eli una robusta pinza (prrnsafqll<' tenaci forcifle ferrum) Yfl.lt' a ragg-iongN'e l'intento. Finalruent<' Yener<' vienE' cla Cl'<'ta in ~<>C<"ot·~o òel ·fìglio re(';tnd o fo~lie di dittamo t'a<·colt<' sul )fonte Ida (dictamnum r1eni t r i.n C'rclrrt C(upit aù frla), l<' qnall i. me>scolat<' a. sn<'cni d 'nm bro"ia E' a<l altre <;ostanze oclorooe ( JifliW.r odorifera j, hnnno la drtù • non ~olo ·di ca.Jm:nl' il <loiOl'<' (subito omnis dr• r·orporr• fu[!if clolor) r d i a rr0st:ne l'('lllOl'l'ng-in (011111is sl<'tit irno vulncrc sanq1~is), run di o;;veliPre il ferro ~enza mallllillità (.o.:rr·ula mruwm. nullu, cogente,


~(i-

UJJCidit) . lapis stesso grida al lllÌ·J·awlo ed in\"ita l ~nca a ripl"('ll dere la lotta contro Turno. l"<' dE'i Rutuli. Eg·li, rime-ssi i (•alzar·i. lancia un <lardo. che penett·a attraverso lo !o<('lH]o e trapassa la co:;;cia de1I 'aY\"('I'~ario. Turno piega il g-ino<'cltio ;l terra (inl'idil

Fig. 17 - Pittura murale 1•ompeinnn, ora al Museo Nnzionale di N:t}loli. 11 chirurgo I:tpis tcuto. di estrane con unn pinza la freccit~ dnDln Cllijcin destra <li EnNt.

ad t erram cl1lplicato poplile) t•d Enea lo ftni.s<:e con un altro t·olpo (ferrU?n adver so sub peci o n · cr~nd i t te1·vidu ') .. \nelle qui Yh·gilio.

st><·ondando le ita<lizioni popolari del lempo, m<>tte l"inteJ·,·<·nto irnmediato dcJ1In, divinità 1wllu gnal"igionc d(>l]P ferite. Questo epiRocHo, al qnal<• i pittori dell'<>po('a ricors<'ro di fre· quente I})Cl' i loro g-raziosi ~o;ogg<'Hi decoratiYi, \'i è stato pr1· for·


-

87 -

ruua <.:OH~1·nato in una pittura murale pompeiana, ora al Musoo Xazionale di Napoli (tig. 17), nella quale reroe è rappresentato in viedi, appoggiato <'<>H la mano destra nlla hHtcia e -con la siHi:--u·a al figlio, tutto addolorato, m<.'ntre il ehirur~o in ginocchio tcHla l'e:;;trazionc della, freccia (}alla cosda destrH. E:sp1·e:ssivo è il volto attento c pensoso deil v~?eehio lapis, in relnzionc al c:-H'nt· rere del personaggio t>d ullc.L graYità deJl'opemzione, e meradgliosa è la precisione con la f{Ufl.le 1è disegnata la pimr.a chirurgica, dtP dopo tanti secoli l'icorda petfcttamente quella dei nol-4iri più nw<lerni armamentari. Il Pinio, che ci bn lascinto una !'itoria ùe))a nwùidna n:l terrupo ùt·i re e della I·epuuùlka,, la quale può àll<.:ora compctNe con le H l t L'C ovel·c sil·nnieee venute molto più tardi alla luce, ricorda <.:ome primo medico militare Maro Perugino. ~ilio Jtalico, chP viRse !':o l to l'imperatore Tibel'io, nel canto YI delle l'uniche, descrivendo la battaglia del lago Trasimeno, narra che il giovane Serano, fì. glio di _\..Wlio Regolo. ~campato dalla lotta, esausto per la fatica e pm· il dolore delle fm·ite, si ritira a Perugia nella casa di :\Iaro. Qne~ti, che si cl'a. acqui~Lato, ~otto Regolo, grande rinowanza ncll'm•le di auestare il ~ angue e di curare le ferite, le deterge con acqua limpida, le mPdka con succhi di erbe emdllienti, le fascia <·ou bende di lana, a<lcr<'nti mn, non t1·oppo Rt•rette al1~1 regione lesa, r. nono~tante il carico degli anni, trepida pietate) non abhandona il ferito fino alla ~ma com1pleta gua,rigione; cd egli stesso lo ricondllCe alla. madre :Marcia, che domanda am<iosa nolizie ~mila gra virà delle lesio11 i. Il mcde.<.;imo Silio ItaJico ricor·<la nel lilH'O V, semp,L·e nella desnizionè della battaglia del lago 'l'ra~imeno, 1m altro medico militare di parte Oartagineioi<', a nome Riualo, discepolo del chirurgo Ammom· ai-ricano, che curò le fm·it<' di M-.l!gon<' , <·olpito da. Appio. ricorrendo al ~olito ai l'nechi cl'rrbe ed al]'f'strazione del dardo (fe1·rttmque e oorporo .canltt eaJi,qer·e). E n<wra anco1·a <:li ~fario, l'eroico gucnicro che si enL distinto sotto Hegolo, il quale dalle lnngh~: <·ampagne aY<'Ya acqui!o;tato nna certa c~ pf'l'i~:nza nel medic~H'C le f<'l'ite e f t·(>nare le emorragie. Lo storico de crivc con sufficiente> esatt<•zza. !)c varie re~ioni del co.tpo colpite e quelle che per la, loro funzione prest>nt:mo maggiore gravità (cerebntm; pu,lmo) oor) ilia) ingucn) huments) poples, 1:rna ecc.). non<'hè le m·mi nMte nei combattimenti. dallP più sem-


-

88 -

plid (ascia, spada, giavellotto), alle più complesse (baliste, arieti. <:atapultP ed altre macchine di guerm). Lo !'>tesso ~ilio ll<'('<'llll:l Ull · com ad uu altro medico dell'esercito cal'taginesr, ALhir, valenlissiwo nella cum dPlle ferite prodotte da armi arrel<>nate ed app:ntcnentc nlla J:nzza libic<l degli PRilli, che erano molt-o u,bili nel· l'addomextkaN' i :-;et<peuti, essendo aùde: tr·ati a qu~to mestiere fin dalla prinw giorinezza . . \ 'll<'lw Ln<>ano. in for·ma più innna~ino.::a. ma <·on m:-.ernur.ioni non. lllCllO pre<:ise, nel c:~nto I I l della Fat·saglia, de~o;cl'i ,.e un <.:Olu· battiment-o nu,yaJc, <liffonùcnùo i aù enumerar<· le 1l<'sioni di gut>na di maggior gnwità. ~el canto VII deS<:riYe In batta:rlin della Farsaglia. ,;nta rla Ce:-:ue, cd anche qni si indugia a narra~t ·e nei più minuti prurticolal'i la sede c la gra>itù. delle lc~ioni. • E narra che C'e~'Lre nnimam i suoi soldati indicando loro le regioni del corpo che dOYP· Yano c-olpire. f;~ dm·ante la furiosa mischia lo stes:o:o impC'rat01·e ~i moltipl ka 1wl prodigal'P soccorso ai caduti, ft'enando colle F:.ne st<•sse mani l<• gra,·i e1llorr::~gic: cc V1t7net·lt multorum totunt [ll8,1lm cntorem .:lppoRita pt·emit ip.~c man11 ....... ,,

E quando a ('e.;are r·e<·ano la t t>.., t a d i Pompeo, il poPI n così lW d1•:K'l'i YC la, m ae.abt·n prcpanu~i one. cc • • • • • • . • • • • • • 'l'u Jl(' at·to nefanda f:tubmota C8t c•ctpiti lrLbes, 'raptoqur cerebro E:~8iccata cntis, put1·isque efftuJìl ab alto l:l1tmor, et mfltso Jo<·fcs -~oliclata L'encno est >>.

Finalmente 1wl IX canto parln dci i'PlTH'llti v{'lcnos.i clelia Ubia e delle tenibili fcl'itc che producono, ùexcl'ir-cmlo la morti' del giovin<> pol'tnins+>gne "\ulo <' -1li 8all<'llo cd i ~OC<'Ol'l'li pol'fnti ò::~gli Psi Lli. resi in ,.ulnerabili fin dall'iu fa n zia medi an t!' la trasful'ionc sanguigna.; e<l, a Jl<ll'te gli inevitnhili ertoi·i, egli (limoS\ti·a anche in quei'to campo una a<.:ntezza di os ·erntzionc meradglio ·a. Tl'atta anche (lell'igiene delle truppe in <'Hmp agna. climoS\trandosi deci samentc conlagionh;ta, c• t'icorcla che gli eF;et·citi eli P ompeo ac <'nmpati in zona palul':tr·p fnrono <'Oilpiti dn t'fPid<>mie malaricb(', mC'ntre l<' legioni di Cesare. oc.cupanti le aHrire viciniori. ne J'('-


~uu·ono immnni.

ila occa~ione di a<:cennaJ'P all<'h<' alh1 inff'ziQne tifi<' a , che attl'ibuiJS<'<' i-iO})l'<lt1ntto a11'otiginc hhka., oltl·e <·hc all 'ng-g1onH'rt:nnento (1<'11r t1·up1W f'(l alle pl'intr.ioni, nlle eRalazioni prodotte dalle crtrogn.c di animaJi ed alla, malt<'flln cremazione dPi c:1>dnti in gneN·a, t' ne· desnivf' <·on met·ayi~lh>~H <·lliatezza e :-;<'m· p l i<- i t ù i nni ~in lo Lll i : << lnde labrmt populi coeloque paratior unda Umne patì rtru.~. durant ri.stcra couw >>.

Colla parola, « lahant » il poeta Lucano de~wl'iYc ruagistral mente lo stato Rtnpo1·o~o che colpisce i tifosi r<l Hggiung<· altri sintomi non nw11o nll'allt> t·i ~1id dPll'infezimw. «la m l'iycl rtil'(l cuiis, cli8fentaqnc fumino nunpil: lgneaquo- in 'rultu8, et sacro ferrida morbo Pestt~ abll, jc.~.'<lllil(jllf' Ntput se [erre reru.snt JJ.

L'epidemia col1)i~<·<· in massa le truppe e l 'nnica sepoltura cull<:essa è qurlla di portm·c i cadaYel'i fuori delle tenùe: aam misC'J'08 ultra, tc>ntoria C'ives spar_qf're fut!ll8 Prflf. Lucano inolt r·e coH tcw(' hi da mac.'ltro l'i JH'OÒ uce lo stMo ch•ll'C'seecito di Pompeo, . tl'aziaro dalla sete ~ullr collinr cl'Ilerda iu Rpng-nn, a.Yelldo Ja <·ctvnll<'l'ia di 'l'care soppl'(', Ra ogni conduttura. cc • • • • • • • • • • • • 'l'orrcll tnr I'Ì8f'em jlrun nw Oraqu1• .<~ir(·a riy a11t squamosi!! a8pcra lin[JitÌfo. lam nt(li'C(' nt r ctta r . nulloquf' lw11wrr riyoltts A.cri!l alterno.<~ fi11{Jit.<da t pulnw mea t w~ Ne.'ICÙI.'!Oquc uoc-cnt sttRpiria dura palato.

l

•

Il poeta ha h(' H <'Ollt p1·eso che la priYazionc a..,,oluta di liquido Jl<'ll 'organismo proc·uJ·n, nn ~upplizio intollcra hile, spcda1meute i n m1 clinta tonido OY<' l'\'<'<'('RI'livo ca·lm·e df't<'rminn <.:onlinne perdite di ' ':11p01· <H'<pwo dnll l :t suip<'did-e <klln <'111<' P 110l ln ll11H'·osa polmo nar-e. JiJ per rianinml'e q ltesLi assetati non <'- nr<·<•sP.ario aY<'l'<' un vino famoso Ycr~:~ato in nua coppa, d 'oro : lJasta nn so1·Ro d ·a<.:q ua q>e1· ridare la Yiht : << ,\'att.<t

est

populi.<~

flul:iu-'~qt,r·

C'rrcg 1) •

•~ questo pl'opo~ito rkordE>remo eh<> ~Li an t i eh i. i quali non aY<'Ynno i me:r.:r.i di tJ·ai'pol'to di cui noi cli:-;poniamo e doYC\'ano,


-

!lO-

talora, <:Oltclu t·I·P opel'azioui d i guena in p:.1:csi deserti od ari ùi, risolsero in 111odo gt>nialr l'appro,dgionamento idrico delk t-ruppe. ~'l cansa della scar~C'zza dei pozzi, il JH·ohlema del hf'r<' fu parte notevolnwntf' impol'f an t f' dell'arte mi lit:H·P antica : i Holll<UÙ iufatti clliam;uono uquutio. c·on nomP :-pedale, la speciale opet·azione <l<'l J•ifornimcnto d\H·qua potabile. Yi ·1·.gi lio (fig. J8) , IH'lln d('SC'I'Ì:.'.ÌOIH' flf'i COJllÙU.ILÌ· mrntl ~·ol1po a corpo <'hC' si troYano di frequente ncl J'Eneitlc•. non ei offre qnrlla ritcllc:~;:r.;t eli partkolari anatomici e ehirurgìci <'h<' abhiamo •l 'ÌS(·ontrati 11cll' Llièl· de di Ouwro: tuttaYia <limol'\trn uua c·ompleta couo.,.<·en:r.a delle• 1·cg-ioni del corpo più facilment<' Yulnerabili, e quando i l per~ona.ggio che mette i n Rcenn non dcv<' IliO · J·irr. lo fa colpire in una ~e­ de oYe· non si troYano organi dtali. mentre se è votato alla morti". il colpo clHl<' ~<'m­ pr(' sn II!Ht J·egioue cl C'l le più vitaili. Fig. 18 - Vil'gilio • El'ma in marmo. <.:o:-~t il gio•ane ..\huone (Mnsoo Ct1pitolino, Ronm). è colpito al collo da nn dardo che lo ~o;tJ-amazza al suolo pPr la lPl'\ione dei grossi Yasi : haesit enim .'!lllJ qutture vulnu.~~ et uda l 'ovl8 ztc1·, cencrumquc 111clusìt sanyninc vitam».

<< • • • •

Lago è fcdto mortalmente Hl dm·so clar una f1·ec.cia. che attra,·ertebralP " il midollo spinali' <' Pallante figlio di R•andro <·ndP in seguito n<l nn colpo di . padu attrtwer~ante il torace (in prl'lorc rulnus) e lc'<lente il cuot·p cxl i polmoni. Camilla, la \'ergine ama7.7.0IH', figlia ùel re tlei \ ·ulsd, eh<' alla teRta ·del suo ~qu:1<.J.rone ilO!=;tie!H' con tanto eroismo l'impeto dei L atini al comando di T urno, è colpita òa 1111a frPccia in pipno n>l'Sa la colonna


-

,

91 -

petto e cade e~auime al suolo. Yirgilio ne descri \'t' lliCravigliosa mente i ~egni della morte: Ja perdita dci sensi, la faccia cada· Yel"ica, lo s<.:oloramento della. pelle e il raflh~<ldarnento delle estre· mità, ma da esperto osservato1·e non tl<'eenna. all<t 1·i~iditrì. elle co· . min<:ia a manifef;larsi solo più tardi, edlando coRì l'N'l'ore in c.:ui e1·a uo i n corsi a l t l"i cla sici a n t mi . Il :figlio di Lauso, ucci:o da Enea, è !l)ortato a Me~enzio s11lle peopl"ie armi: ecco un altro mezzo imp·t·ovvi.sato di trasporto. n poeta EHnin, dssuto ai tempi •ldla Hcpubhlica (l(j!) a. U.), nei frammenti d1c ci sono pervC'nuti, d ofl'1·e qualche dPsc·r izione di fe-rit{' di guena, senza però fomirci indicazioni esatte sulla loro natm·a e gra,·itù. ':\Tella tragedia d'Achille, fa dire al soldato Eul'ipilo, g1·nv<·· mente ferito, cl1e non ha nessun mezzo per al'lrestare l 'emorragia e dH· attende inmno S()(;(;otso da, Patroclo: «O Pa.il"oclo, egli im· plom. ,·engo a chiederti il socco1·so 1lella tua mano prima dH~ sO<·<·omha a rpw lo colpo tc>nihile infc>rtomi 1la un lWllli<·o. CHi altri fel'iti hanno già l'iempito il tempio di Escu lapio. Io non posso più a.nkinat'mi: ](> mie ginoccllia stanche ct'<lono sot.lo il corpo 1l'('· mante e non ho me?.7.i per frenare il sangue che sgorga a, fiotti )). E Patroclo aJ1:1tg:a <·olla spada la fel'itn di Emipi lo per estrarre il 1lardo. f'o~ì aecennn. Armplicem<'nte aò una. l C'R ione petwtra.n te nel to ra<:e, prodotta da una froccia: « Jfissaq1w per 11eot u8. dwn tran .sit .<~triderat ha.<da ». Cosi parla, laconicamente di una ferita mortale al fianco del t 1·o : « I ngenio fortei de:rtnnn lat1t pertud i t hasl a ». J1 vincitore Ste.<SSO estrae il ·fhH'dO ·dalla pinp;a: « Tamcn endet'olan.<.: sumnmm Jnstgn e . . . . . . . . " ·

Il

abstulit hasta

( 'aio Lucilio, nato nel J49 a. O., dimostra una più ,p rofonda t:uno~cenza di l:!}Jmio delle S(}Cli delle Jci·doni ùi gucna, forse per i l maggiore studio c he ha fatto dei poeti gred. Così fa enumrrare ad nn gladiatore quali sono gli organi. più vub1erabili del corpo : H Quam gladi1tm in stomaoho, sura ac Jlltlmonibtts sito»· Anche 'l'erenzlo apva1·e più esatto nelle descrizioni e pai·la della, pulizia delle f01~ite con un termine ancora in uso ai nostri gi<H·ni : « abstergc,·e vulnem ». ~Cii:to Aurelio Pl'operzio. nella I Elegia del libro l l. narra del

•


-

!)2

1•e Trlrfo. frrHo da Achi lle <·on uH <·olpo ùi landa alla coscia si nistra, e da lui stes:o;o gnal'ito colla ruggin e <lPl feno .... (( ......... qua C118pide vu lnus

8enserat) Jaw ipsa cuspide sensit opem ».

E ancora una spm;a rac(~omanùa al compagno dlC va a combat trre contro gli ~cHi di evital'c le lesioni lllortali proùotte dalle masse anotondatc di piomlx> [anciate da l la fionda. Ovidio è il poeta latino che ci ha tnwumdati maggiori pnticol:.wi !:lullp lcsiouj di. gtwrTn. ~\ mt.itntto c•gli pm·ht ùelltt n<>cc:ssitù che le fcl'iiP siano cnrat(' in tempo. l'idi f'yo quocl Jlrimo flterat sanabilc vulmt8.

J)1latw11 tongas clrt1nrw tuli.<sse moms >> .

E cita l'esempio di FilottetP, ùi cui già pat~•la.mmo, Jiglio di l'enno, clH•. ferito nl. pied<• deslro da, nua, frf>ccia JO:<',a.gliata.gli dn Ercole, si accingt.• <·on mauo ~knrn a m('di<-are la parte lesa.

(( Quwn lacsus fucrot) parten~ Pocantius hf'ros Certa actuemt pro8ccu i8se ma1w >> .

:Xel .libro Y de1le .\lelamodo!-.i, nel ùe:scriYe1·c un sanguinoso cmubat1imcnto fra, P.ersèo ed i congiunti <1'..\nd!·omeda, accenn;~ all:l gmvitù dellP ferite della regione inguinale: (' lluiu8 in obliquo 1nissum sletit intftune fcn·um: Lethife1· ine loou.r; . ....... . ....... >>.

Sem.'(·a, nella terza lettera a Lncilio (Libro X\'), ricol'ùa gin f:ìtameni <' che la IIH'<1iciiJa d 'allo1·a si ricl uceva nl l 'a;;,ionr ttera,peu· 1ica di 1lHX'l1e erlw, con le quali riu:;;cha a frenal'c l'emoNagia cù a !'imarginare le ferite (quiùu8 8i8leretur jfueas sanguis t.:ulnera coirent).

'Gn pn·L'Iieohù·(' intel'P);~ante <'i t'> l'if<'rito da Tacito, il qnnle <:i atter-;ta che nell·<'·quipaggiamento j)l(liYiùnale dei ~o l dati e1·ano com ptese <!Ha khe ùc1Hln o fasda,, òi eui essi stcRs.i si xeniYano t·om<· p l'imo rndi nwntn le mezr.o di pro n i o i':occot·so : cc<· o. n diRhmza di ta.nti sc<.:oli. un pl'imo ~aggio del pac<:h<>tto <li medicazione . •H qual propo~ito non saa:à, Rnperflua una ùl'eYe digr<'R~ion e. l'i<'orclando (;he fì11 dal ternpo eU 'Mario ogni leg-ionario ern prOY·

.


-

93 -

Yisto di una t]_)etti~a (turca), alla sommità della qnaJe era innestata. una tavoletta di legno, su cui Yenivano sistemati qualche indumento peJ'sonalc, al~uni stl·umenti da <.:ampo c stoviglie ed una p1·onista di grano per 15 giorni. Il carioo veni \·a così pottato ora sulil'una ora sull'altra spalla, ~ol va.ntaggio che era più agevole liberarsenc nelle imp1·ovYiSC azioni gucnes~he. Questo caratteristico predecessore dello zaino attuale Pbbc dai :soldati per di'leggio il nome di 11Htl1.iS ma1'iantts)· H che dimostra elle, pdma. an~ota il @ri~o d·e i legiona-ri era p-ortato a doi'SO di

l•

Fig. 19 - 8pisodio delle guerre daciche. (Bltssoriliovo dolh~ colonna Txaiana · Roma).

muli (iumenta), g~1idati dai <.:onducenti (calones). che in lunga colonna seguivano gli eserciti e costitniv:mo g1·an pat·te delle impc· rlimr>nto. ~ella oolonna, Traiana., che fn

to1Jl1ba aJJ'imperatore e per la squisHc1.za dell'opera può considerarsi uno dci .più aJ:tistici monumPnti della Rmna, imperiale, f1'a i tanti episodi delle gueN'C daciche scQ1piti nel bassorilievo a spiraile, è ·r appresentato il passaggio clclle legioni su un poutc di barelle, <' dietro i signiferi si scorg-mw chiaramente i soldati inaJlberanti il loro curioso fnrdello (sa1'· cina) (fig. 19).

Fin da questo periodo adunque i soldati in <.:ombattimento. medid a.ves~ero fatta 1la lQrO comparsa fra le lPp.ioni, potevano disrnn<', quantunque in scarsa quantità, di qualchp henùn o di n.ltro ma.teriale eli medicazione. · A questo riguardQ, un episodio curioso ci è riff>rito da DionisiQ d'Alicarnasso. ~el 469 a. C. i so<ld11ti 1·omnni. condotti, comt" prilm~ a,ncora (;be i


-

94-

l"iferimmo, ùa Appio Claudio, per 1·appresaglia verso il ~oro dti<X', s;i ri.fiuturono ùi combattere contro i Volsci, e si ùt>ttero ignominio s:unente alla .ruga, abbandonando sul cawpo armi cd insegne. Hi presi aspramente dal console, non vollero assolutamente reced(•re: c molti si (asdarono con bende le parti integre del corpo pc1· si mulare le~ioni, protestando Yi va<.:cmcnte ehe uou erano in condizioni di continuare la, lotta e che Jlon potf>vano più oltre tollerar<> i l do· lore delle immagina-rie ferite. Ma, se l:icarse notizie abbiamo in questo peri()(lo sui me<lki in ~<'nere, a.ncora più incerte. e non molto attendibili, sono le fonti. a-l le quali possiamo ricoue1·e pPr lo studio della medicina milita•·e. Purtroppo gli torici, quMi fosse passata una parola d ·orùine. fra loro, ci banno lasciato ben Rcarsi cenni sui medici al servizio degli eserciU. (~l in tutta la, letteratura claRsica latina, non Ri 'l'i· s;contrano che Oi'!Serntzioni frammentarie ed in-complete. Dalla lettura dei poemi omel'ici. la medicina militare risulta invece una scienza as ai tprogt•edita, e Senofonte. come Yedeuuno. in vari pasRi òella Ciropedia, ci atte~ta che al J';<'guito dell"armara pe1·siana erano addetti sa.nit3Jl'i , i quali curaYano non solo i malajj e fe·riti delle proprie unità, ma, anche i prigionkd. Al contrnrio i Romn.ni pN· lungo tempo non ebbero S}Jecinli cure ed asBistpnza vm·so i propri s;olòati e malati e fe-riti. All'epoca delle grandi guerre combattute in Italia, al tempo dei •r e e della r·Ppubblica, non è accertata l'esistenza dei medici militari, e ne~ Run documento ci atre1·rua. che fos;se organizzato lm re~olnte ~el· · yir,io .sanitario neg~li eserciti. Occorre arrivare fino a i\fa1·co .\ u · ·t·elio (]61-180 <1. ('.) IPCl' avere qnnkh<' nothia 1più ~1cnra snlla pre senza di medici al servizio delle legioni. I feriti ~:;nl campo eli battaglia si curavano cla sè, con rimcòi propri. od erano soccorsi dni compngni più e. perti con metodi ne cesRn.r inml'nte <>mpirici, conw ci nnna DioniRio <1'.\licarnaRRo. <lc>· scrivendo nel libro I X la battaglia combattuta òn Appil} Clandio nel 469 a. 0. contro i Volsci.

,

f

* * * L'as-RiRtenza alle truppe in rampagna non potf'va con mezzi rosl insufficienti essE>re che pr('('aria ed inaòeguata, e ~1i storici ne danno nmne-rose provf'. ~el 210 n. 0. Marcello dovette arresta.re l 'inf:;egni · mento nel n~miro per venire in .~OC'COJ'.SO dei pr<>pri feriti. Dionisio

t


ì

-95-

d'..-Uicarnasso, più volte citato, nanando nel libl'o VIII la disfatta subita dai Hornani nella battaglia <:.ontro i Yolsci, riferisce che il <:.onsole Jfmilio fu <:.ostretto ad accamparsi a Longu1a e traitenenisi pare<:.ehi giorni p<>·r <'urare i numerosi feriti (et labomntes ex 1;nlne1·ib~ts ow·ando 1·ejìciebat). Polibio ci ricorda ehe Scipione, ùm·ante la battaglia delJa 'r1·ebbia, fu obbligato a sos.pendere la lotta per medicare le prop~·ie ferite c quelle di molti soldati nttorno cadutL

Tito Livio infiue ci narra che nel 309 a. O. do:po la battaglia di Sutri dovette so<:.eombere, per mancanza di assistenza sanitu,ria adatta, un maggior numero di feriti di quelli caduti sul campo di battaglia (1tt plu1·es post proeUwn srt ucii decesserint) q~tan~ ceciderant in acie). Qne.~to storico ·s tabilisce per il primo due grandi princilpi, che possono essere ancora oggi areettati come base d<'ll'organizzazione sanitarin, in carupa.g na degli eserciti moderni : e cioè che la, p1·cRcnza di un grande nnmero di feriti sul campo di batta.g lia scuote e dep1·irue il 'mor n.]e ·delle truppe e che l '.a.c;si.<:;tcnza ai mn.Jati P f<'riti in gnenn 1·app re~rnta U11<L necei'Rità militnrc, non meno che un dovere patriottico. . Lo stesso LiYio ci ·r icorda eh <~ i feriti trasportabili veniYano ttasferiti nell<' ultime .file (in poslremam, aoiem), oppure aYYiati al vicino accam.pament·o, o élh-ettaJmente a Ron1a, s:e la, dif:ltan7.a non Pl'R note10le efl agr,·oli si prc>~('Htavano 1e comunica""ioni, come a,-_ n~nne nel G03 dO!po la disastrosa, battaglia contro g1li Aurunci. }folte volte i malati e i .feriti erano anche a:fli.dati alJe città alleate viciniori. Cosi nel 181 a. O. un ragguardevole numero di f.e.r iti dell a campagna celtiberica fn ·l"icover::~to nella città di Aebura, sotto la tntel:1; del procon~ole PulYio Flac.A' O; nel 210 le mil1izie iii Marcello fmono trasfer-ite in Luca.n ia a ~umist·rone, e nel 216, dopo la battng-lia di Canne, i colpiti da lesio·ni o da infermità tra le legioni di Ya·n one, furono distribuiti fra le vade famiglie patrizie di Venosa. Tito Lhio. nelle storie (libro II), ci na1'ra che j1l console Manlio, as.qegnò pet antica commetucline un ingente nuJnero di feritj, t·ra cui il valorosissimo veterano Si<:.eio Dentato, ai Fabi, che f-.;trono la.r ghi odi aési.st-rm:a. mMf»riaJe e morale. E Tacito,~ libro IV degli Annales) ·r iconla analoghi pronreclimPnti (magna post proelia, sançios lar.ryiU.one et cum snstPnia1Jant) . .\ nchP Giulio C~are ci riferisc(> che clepo l'accanita battaglin. nrlla qnaUe vinse gli Ehezi. l'esercito fu obbligato a sostare per b·e

f

\

\

•


-

96 -

giorni per 1J)rE'stare i ~noi soc<'Ol'SÌ all'ingente quantità dei feriti. :\l a in tutti i suoi Commentari non tro,·i amo un p:1.~so che U('{'Cnni a·JI'esi~tenza di mcdid militm·i al senizio delle legioni. quantunque, <·ome umTH Svctonio, ave~se a<·('ol'<lnto In, d t t adinanza. a. tntti gli <'"<'lX'cnti l'atte .sanihuia in Roma (cicitatP donat'il), fo1·:-;e, secondo il :Mal'<Jna•·<li, p(' L' obhligal'li al scrvir.io rnilitaec. A <letta di Lucano, l'impC'I'atoi'C stesso, nell'incitate i soldati alla lotta, indicava le l'egiOiti pitì vulu<>rahili da <'Olpir·e, e colle sue proprie mani tentò più ,-o1te di fr<>nare l'emo•·•·agia dei feriti (cruorem opposita pretnit ip8e manu). Solo nel f)p. /Jf'l7o dril·· (libro III) 1·icol'da d1e dopo l<' grandi hattaglie !-.Ì awnt la cowmetndine di tico,·erare gli inf<'J'TUÌ ed ife•r iti peesso i p l'i va ti, i quali venivano iu seguito l'iml)()rsali degli uueri ~ost<'nuti, <.:he t;i fa(·evano rientnu:c nelle ~pPse ordinatie di guena; m:l no11 Yi è akuna t.racda che i sol<.lati fossero curati negli ac<:ampame11ti. J)esta ment,·igli<t, come que~t'impe L'atore, co ·ì p•·e,·idente per quanto rignardaYa l·ap.pl'OYYigiunHmento <lei vivel'i e dell<' muni r.ioni, non ~i sia pr·coccupato della ~ort<> dei malati e dei f<'titi in g-uel'l'a. ~oltanto nel De bello afriuano (cap. XXI) ci narra un partieolm·e pN noi mollo importante, qnantlo ri<.:ol'(la Lal.Jieno, uno dei ~noi lnogotenellli, dw •dopo l;t battag~lia, di Huspiua fece lL'asportm·e i numProsi feriti ad . \..drumeto (Tunisia ) legati su carri Flpeciali (sa1wios in plaustl'is deli!Jfttos), p crchè non t11ve ·!;Cro a ca{ler<' nei sobbalzi, adottando 1p er il pl'imo dci lllC:lzi di ira.-;porto per lo .sgombe1·o del ('àllipo di battaglia. <'iò an·ennc nel 4:6 a. C.; e po. · siamo segnare quest<:t ùat:L fra le [)ÌÙ 1·emote ol'igi11i delle a111bnlanze

militari. ft accNtato per·ò che i g·rUilld i capi t ani d isponeYano di un me· tlico eli loro fidu<:ia (sen;us mcdicus), eh <' li accompagnant PN' tutto il pedodo della <·H·IItpagna. Sveionio ricorda a qul'!ito pwposito CHieone, di nazionalità greca, medico del conso1<' Yibio P ans::t, eh(' fu da lui prontamente Roccmso; ,.·è dti afl'erma inY(.>ee clw, ad isligaziom~ di Ottaviano, vet~asse

tm potent~ n~kno sul le fel'ÌL(', quautwH1ne Bl'uno in 11na lelte1'a a ('kerone soi'tenga la sua completa

inno('enr.a. Così abbiamo notizie del medico· S<.:·r ilwnio Lal'gO. d1 e segui l'imperatore Claudio n<>l 4!3 d. C. durante la pedizionc in Britannia .ed ebbe molta fama per un libro (De compo8itione nledicamcntonun), in cui sono ra<.:colte le formule d~i colliri e degli em-

,


- .97-

pia.stl'i. Anche Pluta.rcò ci parla di un tal Cleante, medico di Catone l 'U ticense. A questo riguardo non sarà inutile ricm·dare che la parola nl-edù;us non si riscontra mai nei Uommtenta-ri di Giulio ùe:sa,re, e si rit•r ova una volta sola nel libro della guerra d'.A..frica, che, come è noto, è stato scritto da Aulo I rzio, suo luogotenente genea-ale. Questi, nel ·desori vere il suicidio di M arco Porcio Catone, dOipo aver na.rrato come egli si fosse trafitto colla spada, aggiunge che «la. ferita non fu subito mortale; il. medico ed i famigliari insospettiti, irruppero nella sta.nza dove s'era rinchiuso l'Uticense e si misero a. fa,sciare la ferita (vulnus obUga·re). Ma Catone colle stesse sue ruani stoicam.e;nte stracciò Ile bende, riaperse la ferita e morì >>. Si può desumere dal detto p~o che Catone avesse al suo servizio un medico, probabilmente schia.vo, giacehè questi non avrebbe potuto aceorrer·e cosi pr.o ntamente a portargli soccorso. Ma,, se nei Uommentad di Giulio Ces::n·e non abbia.mo notizie di medid militari, possiamo tuttavia rintracciat·c, pe1· quanto frammentat·iamente spar~i ed in forma inciàentrule, a.lcuni dati ·r iguardanti la sorte dei maJati e feriti in gucna. Così, nel « De ùello gallico » (1-26), si narra che l'imperatore fu costretto, dopo una· vittol'ia, a non inseguire il nemico ed u fermarsi 3 giorni « a cagione delle ferite dei soldflti e per seppellire i morti (p1'opter v·uZnem milif'ttm et propter sepultttram oooìsorum) )) .

,

E nello stesso libro (ll-4) è detto che p·e1· la deficienza della forza « non si accol'dava licenza (faoultas non. clabi:tt~tr) di riti'rat'si dal combaWmento ai soldaLi oppressi dalla stanchezza, nè ai feriti di alil ontanarsi ·d al posto dove erano caduti >). E più avaJlti ( vT~:>) -si aggiunge che << molti ammalati delle legioni furono lasciati nell'accampamento fortificato e dei soldati guariti f urono fol"ma.te 3 centnrie ed inviate a ~raggiungere ilt grosso dell'esercito », alla stessa gmsa. dei c-omplementi tratti dai depositi di convalesce11za nelle gue1·re moderne. ~el libro VI (37) degli stessi Commentari .s i parla di un tal « ~estiQ, gra.vemente ferito e svenuto, che a fatica viene tratto in saivo tra-sportando}() a braccia)). E nel libro VII (80) si nall'ra cbe « molti essendo feriti, si allontanavano dal campo di battaglia)). NP1 libro VIli (48) è detto <Che «il comandante fu gravemente ferito. e, pokhè sembrò in pericolo di vita, fu tra.s1portato nel1'ac<'ampamento fortificato )). Ed ancora nel libro V (38) si accenna


.. -9' che, essendosi dovuti eseguire di urgenza. la \'O l'i di fortiiicazio11e, si fu costrc•tti a. laYorare tutta la notte e (( Jtean<;he ai malati (aegris) nè ai f<•rit i (rulncratis) :-oi conce::;se riptr.io >>. Anche nel « J)e bello cit:ile >> ;possiamo riutJ·acciarc c1ualdJe pnHso riguardante i m<ùa.ti e fcdti lit gucna. ('o~-;l nel libro II (:~l) si raccornautla «di. non t<>nc1·e nnscol'le le man<:hP\'Olezze d<>~H'eser­ dto, come Hi tcHgOlw ll::US10o~te le l'edte clcl col'j)O )). È noto inf;tUi the ill comballinwnto aneuiva generalment<• cot·po a corpo <Hl a brevissima distanza, ed il sol<lato, una Yolla caduto, Yeniva allontnnato pe-r sottJ·;nlo alla Yista ch~l nPmi<:o. E(l abbinmo ancom testimonianza n<>l libto II (3:-i) di sinnùatori di le 'ioni, «dopo una ~.;confitta molti ~i rifugiano n<> l l 'accampamento fortificato del ('<Ili t· po <li bn,ttagli a simulando fcl'ite (tJer sio~'t~lationem. vuTHerw11 ), ma, veramente, [)Cl' panra (proptm· timorcm) )). Più avanti nello stesso libro Il !'• detto che« i feriti non potevano allontanarsi <hlll<' file, nè e!"sen· tt·a~pOl'tati in hw~o sicw·o, tper<:lu\ la ('aYallE'ria Il<' mka circondaYa da ogni parte l'esercito)). N<>l lilwo Hl ·dei ruede>sillli ('omm(>nfarl (i:i) d <. . un va~o <H'· cenno alla staiiHtica sanitnl'iu, militare. Ce~HJ'(', «costretto ;ul al· lont:marsi l'<Widam cnte, fatto l'(•l<>uco dei ft•t·iti c degli arumalati (saucionwt modo et uegrorum ho7Jita ralione). !'Pn~a frappon<> in dugio. parte <li nott<' >>. E nel libro III (7S) si nana che l'Impera lo1·c~ fu costretto ad avviarsi a<l . \pollonin (Alhani<l) p<>l' la~<'im·Yi i f<•t·iti (ad !Uflu•iox deponendos), <', •l'icovernti in .questa lo(·alit:'i qnelli non ancora gum·iti, pl'Oi'ìegnì verso l'E1)ho. PinalmPnt <> llf'l ((n(' ùf'/fo a[,·irano)) (·lL1) ~i llal'l'a C'h(> lll(~lti ammalati fUI·ono lasciati t~ Bl'indisi, quando 1\•:o;e-t•cito sta n\ per imbarcar:-oi per la .spedizion<> in <lre<"ia. Merita :m(·ot·a di esserP rkordato un JHl:-ì'o <li Ciceron<> dC'II<' 'l'usculanar (lilwo TI. ]().:~8), i11 <·n i si ~H'<'<>nnn n l so('C()'r~o <l<'i f(•l'ii i in guerra. : «Noi vedia.mo s1prs~o i fetiti allontnnm~i dal ('Omhnttimento r ~'tbppiamo come i soldati da poco arruolati si lamentano anche f':e Ja frt·ita l'in licYr, n1<>ntre il soldato anziano chiama ~-;ol­ lanto il mrcli(·o !o:C' f('rito g-t·an•mrnle per<'hi'> ~li fnf':<·i ln lrl'imw >>. Cicerone, dopo di aver accennato al soldato an ziano che chiama il medico, Qo fa così parlare: « Tmplo1·o il tuo ai nto e l'opera dclln, mano, prima <·h c mi fa<·cin. morhe la mn]P<lcttn f('rita jnfert a mi dal nemico. Il ·~angue, ch e sgorga abbonclant<•mcnte. non può <'!"·


.. -

!)!) -

Sl'l'P l'istaguato. lo morrò ~e t u non 1ni sah'i; già sono affollati i h•riti attorno ai ternpli di Escnlapio )). . Queste parole, che Cicerone attribuisce al vetcmno ferito , :sono S<:l'ittc ht Jntino mol1o nrcaic<ì ed iu versi ~ctteuaei trocaki. P<•rdò. l'e<·ondo il <-ompinl,lto :stori<!o militare Donwnko Gucrrini, que:sto pa so JlOll si <len' J:it<'ll<'r<' del g1·ande or<ltm·e, ma bemd ap · pa1·tcncnte a quakhe antka <·ommedia o tragedia. Questo brano di latino arcaieo dtato da Cke1·one c.ostitni~<·e quindi u11a assai più J·cmotn, testin\(mianza dei SC'rvizi 8ani1al'i JH'c•sso g-li <'~'Ptdti romani <'he non il pnsso <·i t a t o tPiù ~qwa delliht·o I L nel qua lP il Marq un l'd t ,·olle troml'e unn t<>stimonianzn òell'a!:'!';i!o;tenza ai malati e f<'l'ili in g'tlN'rn pre.~!';O gli eset>citi dell'antica Roma, citazione questa 1·icoNlata an<· hl' 1ln l ) fomUI. en nel ~uo cla."5sico .lfa nua7c delle Ct'n ·

ticl!ità romanf' .

* ....

l•

Au lo Cot·nelio Celso, della nobile ~tirpe dei Corneli, vissuto ne l l ~l'Colo dell'~1·a volgaJ·<•, che ne1la ~ua CtHJlosu, Enciclopedia. ba dedkato uno ~pedale capitolo alla cbiru1·~la di guena, trattando llt>ll 'estrazione dci proiettili <' dei <:orpi ~t ranci daUe ferite, nt'l lib1·o YI. De re medica) <H:<:<'tma Yagamt•nt<• a11a pt·obabilc esistcn· za, fin dal l se<·o,Jo dell'e1·a <·dRtiana , <li sanit:n-i al seguito d<>llc t r nptpc jn e<nupagna, quan<lo racc.om<1rHln. ai medid di pr.ofittnre dell'O<·casionc t'hc loro si offre d ' istruir~i con l'attento esame delle lesioni graYi <' profond<' << che :sono ripottate talora e dal gladi:~ totr ...mll'arcna e dal soldato sol campo di battaglia. r.oichè il <'hi rur~o. oomP l'ag-l'icolt,or(' N:l itl l)ilota, non si fotmano con ht disputa, ma c.on la 1p ratica >>. Tratta inoltJ'<' estcsamt•nte d<>lla cul'a <ielle fe-rite, <leU'emostasi pratieata a mczw di pezznole imben1tE' <'l'acqua frNlda o d'ac<'to o ricm·r~nùo, !;<' <'lel ca8o. alla lega t ma dei vwsi e tessuti eh· · cost:mti, delln t J·n,pallla-ziOll<' del <'rnnio, della rinopl:u~tìca, drl le sntmc intestinali, della litotomia; e fa u na minuta descrizionE' dell'annamentm·io <:hirurgko del tempo, costituito da lilla cin qnnntinn di ''<'~l' i 1-ltl-nmenti (ull(•ini. ~onde. ~alpelli, ~cghe. tra p a ni , cateteri, Ji.totomi, ventose, divaric.:'ttori p er l'estrazione delle fr cc<'ie ~c.) . <i-aleno, 01·iundo di Pe-rgamo. cbe vissP in queRt'epoca, ci <'là notizie più intere~santi. ed accenna anche ad un ml'<lico militare


-

100 -

di grandi .meriti, a nome Antigono. E f,r a quelli, che fra il 167 e il 175 seguirono 1'iruperator·e :Marco Aurellio in Germania, ricorda un certo Demetrio. Non è benevolo però il giudizio verso questi medici militari. Nel libro III (de cornpositione medicamento1·um per genera) l'improvera loro «di non twer sezionato i cadaveri dei barbari uccisi e di esser tornati semr,a avere impara.to su questo argomento phì. di. quanto possa saperne un cuoco>>: e in nn altro capitolo non esita ad affermare «che essi ne sanno d'anatomia quanto i beccai)). Perciò, tper non essere confuso con loro, egli non volle mai accettare d'accompagnare l'imperatore nelle lontane spedizioni; ma a ·q uesta determinazione non deve essere forse stato del tutto estraneo il suo ca.r·attere, tutt'altro che animoso, tanto che alilo scoppiare della peste nell'anno 166 d. O., propagata a Ro0ma dall'esercito che era stato inviato in Siria 1per domare una 'r ivolta, riparò sollecitamente a P ergamo. Galeno, ~espertissimo osservatore e sperimen~'l.tore, fu uno dei primi a 'riconoscere che l'aria sfuggente dalle ferite toraciche era uno dei segni patognomonici della penetrazione dell'arma nell'ambito po1w.onare, e fra i p1·imi praticò la ·1·esezi·one deJ.lo ste1·no e quella delle coste in caso di empierua. Per ila medicina legaJe militare meritano qui di essere ricordate le aA:!Curate ricerche fatte da Galeno sulla simulazione delle varie affezioni. «Per molte ragioni egli serive, gli uomini fin gono di essere ammalati: sembra adunque che il medico sappia scoprire Ja verità in tutti i casi di tal fatta)); e si trattiene sui flemmoni ed edemi pro-vocati, sullo sputo ~anguigno, !Proveniente dalile parti 'icino alla bocca,, si.mula.nte quello «delle parti più basse>>; ed espone cognizioni interessanti nçi 'r iguardi di coloro che « ·fing·ono di delira•r e e di ·essere stolti c cercano di fare stolti gli 3Jltri )). Onesandro, storico g·reco, vissuto nel I secolo dopo Cristo, rappresenta una delle più antkhe fonti di notizie sui medici milita.ri. Egli 'ritiene l'organizzazione sanitaria negli eserciti romani a,~sai ·remota : i medici erano conu~:ndati a segni·re ~e legioni nelle esercitazioni, nelle marcie e speciaJlruente nelle spedizioni milit31ri, durante le quali avevano il compito soprattutto di curM'e i feriti (medici mtlnera1'i), visitandoJi nelle tende1 tt·attenendovi i più lievi, mentre quelli presentanti lesioni di maggiore gravità erano

..


•

i

-

101 - -

tra:sportati altrove. Secondo questo storico, l'organizzazione del servizio !o;auital'io militare, pecialmente in tempo di pace, lasciaYa molto a desiderare, e non si perita ad alferma.rc c he l'allena· mento quotidiano alle fatiche della vita militare, che costituiva speciaJe oggetto di attenzione per parte di ogni comandante, aveva un effetto più rapido <'d effi<"aee delle cure presta Le dai medici al seguito delle legioni. Per quanto T'igua•L'da il soccorso immedjato dmante H comb~l·ttimento, sembra, che prima dell'is.tituzione dei vttlnerari tale in<>.:trico fo~se nffidato fin da l tempo della 2. a guerra p unica ai 'VeZites) i qua.Ji non alev{l.no un posto fisso ne]J'ordine d i battaglia., ma. combatte1ano a piccoli gruppi fra i reparti (li milizie a piedi e a. ca,·allo do\€' si faceYa rSentire il bisogno dei loro servizi speciali. Ogni ·l egione aveva. drca 1200 T"eliti. Questi non avevano alt J·n armntnra che un <>asco di cuoio. !'enza cimiero (gal ea). ma e1·ano muniti eli uno s<·ndo rotondo, di una corta spada spagnola (gladium hispanicwn) e di pm·ecchi<' lancie ili l<'~no con p unta di fer1·o molto aguzza (ha8ta relitaris), destinai<' a scnire da p•roi<'Wli, e~senflo poco a<ia.tte nel combattimento corpo a. corpo. T ito LiYio ne fn cenno nel libro XXVI, capo JV, d<'lla sua. storia, ed un modello ~<' ne os~<'na nri baR orilieYi clell'nt·(·o di :-;ettimio Revero in Romn. Veg<:'zio fa pm'e<'<'hie •olt<• menzione eli c;;anitnri aclò<>tti fl!!li e$Crciti, ma nt>l libro l l J, ca.p. li nf' fa una. ~evel'a cJ'itica, e sog~dung:e c1l(' «i militari <'~IH"l·ti ~in(lknno c~l'<'t'e a~sai più ~iovevol<' 11 lla buona salut<' deJle truppe l'esercizio quotidiano delle armi, d l<' 1'asf'iistenzn Clei mN1ici >>. Otto secoli prima Senofont<', nel libro t della. Ciropedia, aveva e presso non diversa opinione : « Simi li a.gli operai che accomod::1<110 un ,·c:.;tito qnantl 'è rotto, rgli o.~ ­ seL·va, i medici rappezzaJio Ua. Aalute degli nJmmnMt.ti . M H v'è una. diligenza molto più degna (li te e ronl'lil'lte nel prevenire le malattie d<'i tnoi soldati : mùtt·mata. non dcv<' ma.i stare in ozio )). Oltr<' le no t bde in t C'l'PR~flnti fii medicina, e chirurgia, Yegezio d d:1 un impol'tante capitolo !';nll'igiene del soldato. ~el lihro TI (]('re rnilitari l'ammenta. il dovN·e dei {'OIDM1Clanti eli impedire l'uso il<'lle acquP stngnnnti <' fango~.;e. p<'t'('hP « malac aquae pof1l·'~ 1'(>neno similis pesfilentiam bibentibus rteneral )), oo. al pari di Onesnndr o, ammett<' che l'<'~f'rcizio giot·na.liero delle tl'npipc sia più proficuo dell'opN·a dei medici. Raccomanda in oltre di sce~rliere per


-

102-

gli accampamenti, ~·pedc in estate ed in autunno, localih'L salubl'i per evitare l'insorgenza 1li <•piò<•mie, ed espone con ludclità r chiarezza giudizi e criteri, dw possono essf're anche oggigiorno accettati r me~si in pratica. Vitruvio intravede già l 'importa;nza dell'jngegneria nell'arte san i t aria f'd a.fferma che arclt'itect1~s sit rnedi<ms; e V arrone in tuì ·ce già che «nei luoglli palu~tri crescono pi<·<·oli animali che non si possono vedere cogli oochi e che passano nei <·orpi attraverso la oocca. c le narici e <:awsano gnn·i malattie ». Ciceroite infine nelle Tusculanae (Libro II) accenna alla presenza di ~o;anitari negli ~et·citi , quando riferisce, come abbiamo già J'ipo1·tato, che i coS<;l'itti non sanno 1·esistere all dolorr delle ferite c !-li dolgoJJo di un nonnulla, meutJ·e gli a.n ziani, già pto\·ati dura· mente sui campi di baltaglia, pur essendo gnn•eJuente ('Olpiti, nou si hunentano e cercano solo il medico, perchè ftNiì<'i loro la parte le<;a.

* * * Gli stol'ici romani dell'c•po<·a impel'iale ricorùano più volte con [>arole ùi lode le assidue premure dei comandanti snpr<·mi Ycrso i soldati, malati e feriti. <' questi p::megirici rappr<> ent:UlO per 11oi altra fonte non meno preziosa di notizie circa l'assistenza sanit:n•in. i n guerra. degli e~<.'rciti ~lell'autica. Roma. Velleio Patercolo nella. ~mn. Histo1·ia Romana (\'ol. II. c..'t>p. CXIV) fa l'elogio tlell'im,perat<>re Tiberio, c si cowpiace di seglmlur·e la HUa a:-;:-;idua \'lgilanr.a ed il suo vh·o i utct~sauHmto per la salute dei Jegionari. Rir<H'<lan<lo i preparativi ehr nrll'~ d. C. <'gli fact'va per intraprendere Ja guerra in Pannon i a nel q uartier<> gen('J·nle di Ri!':da. tt'~~e le migliori lodi per iJ S('l'\' i;do eli pronto :-;()(·cor:-;o organizzato dall'imp<>ratore stesso. dw aWY<I fatto t<':-;oro dt>ll'csperienza dellP [H·occ<lcn1 i ~pe<lir.ioni. Qnc~to ~~ orko, al quale dohhiamo prestat·e più di · ogni aUro fede. aYenllo ~<'gnito 'l'iberio in Oernw.nia <' in Panno11in <:ome prefetto dclhlli ('<WnillcJ·ia, fu te~timonio ocnla·re llella l'lna filnn1t·opin. « I n mezzo :t tntt.c> le <'m·e dw lo sovrM·<'nrica.vano !':i !-ifWPbbc detto nou ~-;i pre<x·euij>a!'i~e · altro <.:h<' <l<•lln ~alute del soldato. Y'et·a nn carro ognora <li~ponibile per colol'o <·he erano !';tan<'hi, c la, lettiga del duce !'empr<' a portata di tutti. .:nedici. alimenti. ~<><·<·or~i d 'ogni genere, fin'andle il !"!UO appm·occhio da bagno pot·tatil<' . t>rano sempr<' }Wonti tpet· !';OC<'orrere e ristorare gli ill.fermi >>. Lo !"!te.·~o Yell<'io pl'ofittù. come le-

l


-

103 -

;.rnto, òi quc~to cruno, che t:wrvlva andw al Lmsporto delle vettom;!1ie c <I<'Ì medicinHlì. Pe1·ò, per quanto rigna.rda l'a.ssistenz<l medica, è dubbio che tutti i "ol<lati tn-essero pot nto fruirne. lauto più che il med<'sirno swrko alrct·uw ~he nessuno di e-ol01·o << dw a,·cnwo un gr·ado supP.l'iOrP orl infPriore al suo, el'ano rima~ti dimenticati in ca~i di lPsione <> di infermità dalla paterna vigilanza dell'impe1·atore )). (lnlncli, piuttosto e h<' l)e.Il~aJ·e a:d uu •c orpo 1·egoltu·e di medici miJitarl, giù organizzato, è più I·agioneYQle suppQne si tra.tlasse di una st·orta sanitaria, addetta alla pen;ona del ca_po supremo. 1\tdW, Hel libro I degJi . t ~t~wle.s (Cap . LXXI), ci ricorda a sua Yolta Uermanico, che recant «incoraggiamenti » ai feriti <' li soccon·eva JirOJH'ia peeunia. « P er alleYiure coi suoi modi g<·ntili il l'ÌC()l'do .del l<' malattie, t'Na ltaxa, le N'oicht~ azioni corupjut<•. 11} nell 'esamin:wP le lesioni , incomggiaYa chi con la speranza, dii con la glQria, tutti con le parole e con le premm·c, che gli guadagna\ano i1 (·uot·<> dei soldati <' li ingaglial'(liYano per l'ora della lotta)). ~ i• nw11o a.·sidua Jl(•l ,-bdtare c NOC<:onerc i soldati f<•riti fu la mog1i<' Agrippina, la quale eoraggiosrumente aveva sPguito il con1'01'\e fin sulle 1·iye del Reno, ed a>eva pel i;Oidati scampati m1racolosamcnte dalila micidiale lmttagHa dei pontes long i [>Ul'Qle di conforto, <listribuend(), di !>lUa mano, alimenti. vesti c medicinali. E 1'acito l'ÌCQrda aii<:OI'<t. che uetla battaglia fra .RQmani e ( iermanici n<'ila Jore.;.;ta Tentohnrgica si cbb<> a deplorar<• la perdita di tutto il materiale (li medicazion<> e di fasciature. di cui cl'ano dotai<• l<> legiQui. P lin io il g'ÌOYanr, H<'l pHnegil'ico ~li Traiano (Ca-p. XI11) pHrla del «conforto d'incoraggiamenti (' di 540<'Corsi prestati ai soldati malati e a ll'a ticati ». « ('h i mette maggio t· <·ura <li ,·oi, t>SCilama ri•<>lto all'imperatore. H<•l consolare gli ~tanchi, nel porger<• !':OC· cor. o agli infE-rmi ? ~iete -roi mai tornato nella \()Stra tenrla prima di ave1· Yi~itato quella {l E'i \'Q~tri compagni d ·arme? >). g, conw già A.leNKIHlÙ·J·o 1\la.guo pc1· f~hu·<: L ishlul,CO f<i e1·a privato (1('1 diadema 1·egalE', coRì egli 11n gim·no non e~itò a S{PogliRrRi <1<'11(' proprie veRti C'd a tagliarle in striscie per farne bende ai ferili. ~Iar<'o rlpio Tritone fn medico e<l amico di Tr<liano. <-' lo accompagnò in tutte l<' Rpedizioni guerre!'K:ll<'. comprese quelle contJ·o i 1><1CÌ, dì ('Ui ~crissc i Uonwwntal'i. Vai pochi frammenti a noi rimasti si può presumel'e che questi contenessero ln, nanazione


-104 delle gesta milital"i, a complemento della storia scritta dallo stesso Imperatore, con specia1le l"iguardo aJ.le particolarità etnograJ.iche e natura.Ii delle regioni couquistate, così come Ct(\'i;ia, medico <li Alessandro il Grande a,·em un tempo compilato la J:~tol'ia dell'India e della Per ia_ Ed anche iu questi Commentari è me sa in piena luce l'opera umanitaria d<•l magnanimo jmpe1•atore ver. o i mala.ti e fel'iti in guena. Parimenti Dione Cassio (68,8), nella narrazione della battag-lia di 'l'apae, 1·ifel'isce che 'rraiano impronisò bende con la propria tunka. Una sezione del mern:viglioso bassorilievo della colonna coclide eretta in Roma, nel foro Traiano, già da noi precedE>ntemE'ntP l'icorclata, e !òìulla quaJe t- eternata la storia plastica d<'11e eroiche sue gesta nelle guerre daciche, d clocum<'nta l<' so ll<.'cilc cut<' che si app1·esta.,·ano ai fel'iti in com battimento. IJa colonna T1·aiana è un (l()('nmento "tori<'o òi alto ''alore. pf'r la . \1<1 fedeltà ed e!<att<'zza, della tp rima e seconda gu<-'rra dacica e si può consiùer:u·e un volumcn figumto in stele. continuativa, rioco <li episo<li di aHa e nohil<' comntozione, eli fN'ondo pathos. che illuminano ·d i ""impati<'a. pietà più i ~·inti che i vincitori. Chi vorrà p1·endersi lo svago di esaminare oon qual<:he attf'm~ionP (]HeF<tH. grande Rtele. che sorge da ·Pi<•distaJlo oJ·nH lìo cl i magnifici l1·ofei c porta lungo la Rpi·ralle 1111 f1·egio hmgo 200 nwtt·i r alto 1 mf'tro dt·<·H, eompoRto di 2:>00 figm·<>, nn tempo dipintE' coi più svariati colori, non a•rà difficoltà di scop·rire nel ~nto occidentale <' [H·ecisamente nel scslìo girone. ri.proilotto con nno stile eminentonu•nte E'~pr<'!<Sivo c nat n· ralistico, un tposto di medicazione per fel'iti (fig. :30). ~el centro infatti vedrà un soldato colpito al bra~cio sinistro, !';Ol'l'etto prcmul'O!'itmcnte 80(to le a&cell<' •<la. un eommiliton.e, mPntl'e un altro compnguo l'io!'li<•nc l'nJ•to le!<o con nna manov1·a <'h<' climo!"tr:l nna. <'el·ta attitudine ed espel'ienza nell'assister<' i colpiti. Yicino a qoesto gruppo, a, <lestta, il medico a1·mato di gladitts, ~t a fasciando la coscia. destl·a, ad nn soldato f<'rito. Collie 1è e&pl'CRsivo l'attegg-inm<'nto eli q11<>st'nltimo. eh<' po~a con ilok<'zza ln mano •lNdl'a sulla spalla di chi lo soccorre con tanta 'Ollecituùinc cd amorevolezza, qua.~i a l<'sthuoniare la pi<•Ha fidu<'in in lui ripol'<ta! Anche R1pm·ziano neJPllisloria. Au,rrnsfa, nar·r alHlo la vita (li Ad·1·i:mo. ci rift>ri!<<'e nl ca.p. TX dt f' l'impera t ore era !<Olit o 'i!'it:nc i ~uoi sol<1ati, maJati <' fe1·iti. ll('gli accantonamf'nti (in ho&pitii>:}.


-

lO:i-

Anuniano Marcellino, aHto storico che merita una g·rande .fiducia., avendo seguito Ya,lenLiniano nelle Galli-e ed in A.sia Minore, ci riferisce nel Rerum, gestarum (libro XXXI) che l 'imperatol'e nel 375 d. C., tronmdosi sulle l'i,·e del Danubio, fu colpito da insulto apoplettko e <·he a stento pot~ trovarsi un medico che Yenis;sc in

l•'ig. 20- Posto eli wedicaz.iouo dolln logioui romane nello gnerro <l aci che. Sezione del btussorilievo delln, colonna Traiana (Roma). :\!celico milito re- a destr1~ in basso- che fascia la coscia destra acl un soldato ferito, mentr<' un altro soldato - nl centro - con lesione al hmccio sinistro attende soccorso.

suo aiuto, avendo egli con magnanima generosità clistrilmiti tutti i ~anihwi nrgli acca.ntonnmPnU per a~sistNe i I":Olclati malati e feriti (quo(l eos pe1· ·t:al'i(t sparserat). Lo stesso scritto1·c nel libro XVI ci ricorda. un mcùico militare della gu::trnigione di Costanza, a nome D01·o. <·be dh·em1e in seguito ceni urione nel 356. Lampridio nella vita di .Alessandro Severo (cap. Xl.NII) ci rammenta <'h<' anche que!'t'imperatore non mancava di visitare i soldati malati nelle loro tende, compresi qnelli. di. infima condizione (aeg1·otanlfs ipse vi.<? ifa t'il })('!' tentoria 111 iliff.~ 1 etiam 11ll imo8).


-

10(;-

Inoltre pt·onidc l'esercito di <·a l'l'i speciali, dDtati di avparec<?hi di ~osp<>nsione (('(trpenta) per il tl'a:o;porto dei malati <' fpt·iti pi ù gravi n('i luoghi di <:111·a o nelle dttù, fl)rcsso le famiglie pitì facoltose, le <Jnali riceYCYntlO nn'indenniUt, tanto nel caso di gnnrigione ehe di motlc (reddew.; iiii]JCII(/ia (/IUU' feci.'l8(' /l{) sive cOIIraluìssent 1 ·'>ilie perii.<isent). Qtwsti cai·d, nella loro st 1·nttura rudimf'ntale, rapp1·<>:cntano un nwzzo di h·a~pol'to pei malati e f<'riti iu guerra alquanto più rperfrzionato dei cani usati pe-r la prima Yolta dal luogotenente di CN~at·e, Labieno, g-ià menzionato. Ma biRogna giun gere fino al YI secolo, ttll'cp<wa clclJ'irup<'t'O d'Oriente, l><'L· troYal·e un 'organizzazione più pe-rf{•tta m•llo :--gombero del campo di batta~lia, qunndo l 'imperator<' ) [atll'ir.io <·o~tituì un <'ot·po spedale di cavalieri. d H• pre~ero il nome di deputati o dcl e~ati fuori qmtdro, c (·he posf.lia.m o paragonnl'P ai nostd aiutanti <li Rttnità. Es~i sèg uintno a ht·t>vc distanza la c oorh·. alla quale appartenc>ano. P<'l' Yenil'c in ~'<><·<·orso •l<>i f<•t·iti c dei ma lati e p<' l' l'imcttet·e a c.:·ùallo <·o loro cb<' <'ade\'ano, rk<'vcndo nn 'in<lennitù. p<>r o~ni ~ol­ dato eh<' 1·iuscivano n ~-<ah-are. Ed <t necessario nncora wrrinwc al IX S<'<'olo. all'itnperntore Lffinc i l l''ilosofo, 1H't' riscont r·u 1·e una migliO!'<' P più or~anka ~istemazio11e di quec;;ti deputati. che furono accrc. ciuti di nu mf'ro, e ppr avere 1più precise no(iJr.ic sullE' loro attrihnr.ioni. Xeil hatt.:'lto sulla Tattka (<'ll•P · I, 1Y P XII) lo RteRso LeOll(' ricorda cb(• «la funr.ione <IPi deputati t\ di ~egnire l'csetcito in l><LI.taglia, fuori rango, per raccogliere e cural'c, i feriti. Il gen<"rale ne ditribuhù ~ o lO pe1· le~ione ùiett·o ogni Jin<>a <, li i'Ceglierà agili e robnF;f i. RsF:i !'li coll()(•heranno Al'nza armi a ('cnto passi iné!i<'tro, affindtè i soldati co lpiti nella mil'lchia; i c:walieri sbalzati di sella. <>d incnpnci a contimtnre il <'Olllbattimento :;;imw portnti via da loro. e non si nxlano questi ntlm·o~i. cal1w:--tn ti cl alla s<'<'onda li nea, Aoccombere ali<' proprie fel'itc• per al's<'nr.a di <·m·c. Per me g1io a~~olvere il loro (•ompito, ~ i muniranno di dtw ~all<>, legate a. {lestr:t pcl a l'linh;(.t·n {)el cavn1lo, (' 1p ot·rauno <:osl fat• sa]j1·c dur feriti a lln Yolta.•\nanno cul'a nncora di portar ~f'<'O <lrll'acqna per 1·ianimare i feriti che aYes ('rO perduti i ~ensi ». T~on e parJa inolt J·c (lei dm•<•t·i dE'i (·o ma tHla n ti gli ('i~;<'J'('iti in rappm·to nlla !'alnt<' (l<'lle truppe, c nell'ultimo ca·pitolo, comt" appendice . espone ('011 <·hia.r ezr.a <' precisione. qunli debbono c~sere le funr.ioni della m Nlicina militar<': « ERsu, ~rive. si dc,·e occn4 •


-

J07-

par·c• delle fPrite <:hc ~ono p1·odotte dalle pietre, dai gia.vellot ti. o Ila altri '(·orpi con t unùenti do11a st&1sa natura : <l cv~ tenct· pronti tut t i i medicamenti nccc::;s3!ri a, combattere con le SUP arti le malartiP. che sono prodotte dal fl·eddo. dctl caldo, dalla fatic}t. dalle a<:qne. dai luoghi. clal <:lima. dall'agglonwramento. da11a trascuntt<>z;r,a ùclila pulizia pcrsona,Je, dalla c·nttint alitnentazion<>, dall'abuso (li fnttta, <' <hL a,ltJ·i iJt<·om·en i enti della ):\tessa Rpecie >>. Par(' qua~i in qups{p l'ighe di ~onere il '"oilllllaJ'io di un trattato llJ()(lerno di igiene militate! Ma q nn n ti Reco li debbono nw.• ora a.n·iccndar~i prima che, atI t·<tn:•rso agli m·diJ1i J'Pligiosi e ca>allc'l'N:chi , gc•tmogli quel con<·Ptto di umanità wt·so i malati c ff'riti di guerra. alleati e nemici. dtC' <·ondm·J·ù poi tutte le nazioni alla convenzione• di GinE>vra! III. -

ORG.\:'\IZZAZJOXJ!) DAI :\IEDICI MILIT.-uu ~ffiLL''Cimro:

m:;CLUT.\)fE:'\'TO, l'.:'\IFORMI, B'ntCllE.'\T.~RIO, L'COGli! DI CLRA e<:c.

Col p1·ogredil'e dci te-mpi ahùiamo notizie sempre più Aicure l'tl attendihili sui medici milital'i. Jl gim·c><·onsulto 'farrunteno P a· tPrno. dw d!'~e alla fine del II secolo cl. C'. , comprende i medici llPll'csel'cHo f·m gli inununes) o~Ria trn i soldati pridlcgiati, esenti •la.Ue durp fatiche cl<>l c,a,mpo. lTn'orclinanl'..-'t di Antonino Pio ri!!llar<la il 111cdico militare della 2 ... legione, il qual<' viene <'$ìentato tla qualnnqtw C<1ri<'<t ch'ile pet· tutto il tempo in cui RN'\'Ìl'à lo ~tato. E <·on maggio1·c preeiRionc eli clnli E-rennio Modestino, gint·t><·onsulto. d.te fu <'OHi'ole nel :?2 , enumera fl·a i cittaclini eh<• g-odono immunità, i medici militari (mcdi<'i militum) : nel libro IY clel Digesto. li ns~imila agli ufficiali cd ai soldati. che per motivo tli l'lenhio ~oJJO ohbJig-aU a lasd<n·c R ollla ed ai quali tale HH~enz:.L Holl 1leve to1·nare di akun nocumento. :.\fa una vera c wopria sisiPmaziotw dci mNlid militari nell '~>!<CI·cilo •t·om ano non !'\i ha eh C' sotto 1'imperatot·C' Ottaviano Cesare Augu~to , il qua le. dopo la hattng- li a cl'Azi<>, t·iorgnnizzò lP lt•gioni tra~formandolc in J)<'l'lllanenti. EgH prE>posc a l g'O\'erno 1l~>lla dttù nn JH·arfrçtur. ur1Jis. dH' <W<'>a a di~po~izionc•: tre <'oorti nrbnnc (cohorlf'8 urbana f') (li <·ir·<'a 1500 nomini daS<·nna, lH't' il manteniwento d('ll'ordinp pnllblico, una ~p<'<'iP {li pkdtetto :n·mato in permanenza; setti' <·oorti eli vig'ili (coliortes rir1ilum), nua og-ni chr<> tioni clt>!'tinate all'estinzione d<>g-1i iutendi e<l al ser-


- lO~

--

vizio fii pubhli<'a Rkll'l'<'ZZa: Ire coorti di .pretoriani (col/orte .... 11rPtoriaP), vera guardia imperiaJle, alloggiata pres o la porta del Yiminwle, ~el Castro 1'1·et01'io. Oltl'c queste (·oorti f'urono destinate in Roma. trttJ)JJC ausiliade formate da elf'mcnti ~i raniel'i, da popoJi cioè Rottome.c:~.:i con l<> armi od annc...-;si in qnalit.ì di allPati dai Romani, con l'obbligo di fornhe dei contingenti; questi 1·eparti furono in seguito so~Wuiti dagli equites .<::ingu..lares1 truppa di cavnlleria scelta, senza, di. tinztone ~li na;donalità, che faceva. p:Hte dell(' coorti pl'rtoriatw. L 'imperatore Augusto stabilmente a segnò i medici militari a queste v:n'i<' nnibì , inqufldrandoli nei repa·r ti. A qneF~to primo riconoscimento ufficiale di. un corpo sanibu'io dew avN· avuto non poca influenza l'archiatra Antonio :Musa, già medico di Giuba II, re dcll~ Maul'itania. il quale em l'iu~cito a gnadngnarsi la fìdncia incondizionata dt'll ' imperatore per :wergli . ahato ÒlH' -rolt<' la vita: nna, v<>lta. TIPlla. battaglia (li FiJippi. fa<·<•nilolo nllontann•re daJl <:ampo 1p ochi ruomenti prima che Bruto e Cassio si fol:il:iero p1·edpitati !o;Uila sna tenda, crivellandola <li colpi, pe1· trncidarlo: una seconda volta., nell'aJmo di Boma, :~71, alri1'orno (in,lla Rpa.~na (lalln. Rpedizione contro i <'anta.bri. awndolo guarito ùa un 'epa tite con l'uso di acqua fre<'lda (intus et cxl1·a), bagni e doccie e decotto di lattuga, metodo appreso dalla scuola di Asclepiade, in luogo dei topici caldi che erano Rtati fino allora prel:critti infruttuasarnente da aJtl'i medici. Questo tJ•;tl tn.mcnto fn Utpplicato più tardi dallo tesso Musa al nipote <l'Augusto. Marcello, figlio di Ottavia, ed anche il poeta Orazio si Rottopo:o;<> a simili cm'('. la scia.ndo le a<·quc di Baia e assogg<' ttandoRi in pieno inverno a doccie fredde (gelida unda). Secondo Svetonio, Augu lo s~webbe stato a.ffetto da scial ica ([emu1·e et cnt1·e sinistro non perindr> valebat 1tt saepe etiam inde ola1tdioarel), c ftt curato da .Mu&l a mt"tzo dell'orticazione. Ce~ ~n<> A.ugu to per l'ironoRcen7,a. concesRc ad ..,~tonio 1\fusa l'anello d'oro, insegna dell'ordine eqnesh·c senatorio, oltl'e 4:00 ~-;csterzi e il diritto di dttaclinanza 1·omana e da liberto lo eles::.e archiatra; mentre il popolo gli eresse, a sue Sp<'f;e, una statua accanto a quella di Esculapio. Da allora la medicina divelll1e una. profeR. ione onore-role e liberale, ta..le da poter raggiung(>t·e Ja nomina, di senalforc, <·olln, q un le f:;j otteneva l 'c::.onero dai IJ.>agamenti dell'imposta sugli immobili, eh<> era indicata col

•


-

•

109-

uorue di oollalio globalis. l ~d, a <letta di Plinio, la medicina, (;O · ruincia in Rorua imperatoribus ilnperare . .b'ra i medici miliU:n·i co l riorganiz7Alti dalle constilutiones del divo ~\ ugusto non e:sistcnl! alcuna gerar<·hia, ma tutti ~li appartenenti ad un medesimo corpo avevano lo stesso grado. 8i faceva solo 1.l i~:;Linr.ione tra i lllOdici dollc: vwric uuitù: cosi vi erano i medici fcgionis) in ragione <li :n per ciasc una legione; ognnna, di queste, composta di 10 cootti, compreuden1, circa 7,000 uomini: la prima, cootte però era co ·tiluita da 1.10:) faJlti e 132 ca"'alied, mentre le altre !"l erano composte ciascuna di 5 5 fan ti e 66 ca· YtlJieri. Ad ogni coorte era a~segnato un medico (medicus cohortis) ~d a.Ua prima,, per la forza più considerevolt>, ne erano <lN;tinati due. P er le più urgenti 11cce~sità ùi soccorso pare che le coorti dei Yigili disponessero ciascuna. di 4 medici. .Finalmente chb<>t·o un medico per ciascheduna, le c<>orti pretoriane, le urbane, gli squadroni della cavalleria (alae equitwn), le truppe ausiliarie (cohortes au..t:iliar<:s), i reparti volontari (colwrteN civium rotiiUIWrttrn ) e gli equitcs sinr;ulare:s. I nomi <lei medici militari, che d sono sta.ti tl'nmnnda.ti dalle poche iscrizioni fun('l';u·lt> rinYenut<' negli scavi archeologici, risultano· in prevalenza di origine greca; ed a questi l'imperatore conces e [a cittadinanza. Di regola, i medici delle legioni doYenwo es~ere per legge di origine 1·omana: quelli degli altl'i corpi potemno appartene1·e ad altre nazioni od essere schiavi a.fit<rncati. Tutta. l'OI'g-nnizzazione d<''l ~Prvizio ~nn i tario in guerra era af· :fidata ad un ·llledico caipo, n quale, se l'impcra,tore era prcRentc, era. lo st('Sso suo archia1•rft. Riguardo alla disciplina, i medici mi· litari dipendevano unicamentr dal prcf<'tto drl camrpo (p1·aefcctus castrensis), e in sua assenza dai tribuni delle legioni. Tanto per il grado, quanto per lo sti]WlHlio, essi erano tp arificati ai princi· pales _. ossia ai sottufficia.li, ma pm· essendo g-raduati, non potevano ma.i assnme1·c comando mili tar e e <JUincli Pf:~ Rere promossi uffiC'inJi, ment·r e tane concessione N'a fatta ai contabili (scriùae) <>d a qualche alh·o. C'oRi. nel libl'O delle tattiche eli ('] a ndio Aeliano (100-140 d. C.), i medici militari sono assegnati alla categoria dei principales come ufficiali non eombattenti. L'insct•izione di un monumento deltl a TI ('oorte dei vigil1'8 derlieata. a Cat·ncalla fu HH•nr.iOIW dei militari ç lte appartenevm1o a qnel r eparto di t.ruppe nt>ll'o1·dine seguen1 e : centurioni (cwpitani)


-110prefetti, sottoprefE:>tti. JH'incipalc.-: (5'ottuiliciali), 4: medici. Pra i ,principales e1·ano pure <:omprc~i gli specialisti del genio (arl"lti· terti per gli allog-g-iamenti c libratm·es per 11a JH"ovvi~tn 1lelle a<:tp:e potabili}, coadiuvati dall'aquilex d1c vigilava ~ulla captazione delle sorgenti e dal canaliclarius che sopraintendcvu alle conduttm·<·. I mn~i<·anti (f1tbicines, lilicines . burinatores. letu•inatore8, contif'ines), i capi del maneggio (basilica eqnestri~), i vari porta insegne (aquilifer, signi{f'r) imaginifer. rr.rillarill-" <'<'<·.): e tutti avcYaHo

diritto al doppio stipendio. I mc..'<.lici militat'i erano infine esentati dali. Sl.'nizio di guardia c <Cl i qunrtic1·<>. uè prendc\·ano parte att h :1 ai com battimenti. ~cl JJ igl'sto (libro lY) si pal'la di un iu8 restitutionis) }Wl' il quaJc il rue<lÌ<'o milital't' wmiva in<l<'nni7.r.a t o della pN·dita o d<·l da.n neggiamento della ~ua prD!pl'Ì<'tù per tnlto il tempo in cui 1H'l' · stava ~ervizio presso Je le~ ioni mobilitate : questo diritto fu limitato ùa .Alessaudro Sev<>ro per il pcl'iodo di un anno c fu este o <111 G01•dia.no a 4: :~uni. ~1<>1 <•odice 0in~tini:mo (libro X-5:-l) <\stabilito ancora che ~l llH•dico legionario fo!o;se esentato dalla prestazione di pubbliche opere c da qualsiasi obbligo civile durante il servizio disiiDJP<.'gnato pt·csso gli c~<'l'<'iti. Più t nr<li, a. òeita di Svetonio, venM anche dispen~ato dal pagamento deHe impo~te. La carriera dei medici nell' 'CI'Cito incominciava a 20-21 an!ti, ma il servizio efl'e>ttivo non era loro imposto <·he in temrpo di guena. La durata del servizio nòn è ~attamentc <·onosciuta. : da i~ri ­ zioni funerarie, conw avl'emo oc<·asione di l'km·da>I·e fra breve, ci Il ' isnlta ehe dne merlici morirono dopo soli cinque anni dal loro arruolamento, mentre altri due erano ancora in senizio rispettiYH meni<' all:t tarda. età di 72 c 85 anni. L'assist<•ma dei medici militm·i fu dapprima. gratuita: pnì tardi IJ)ercepirono uno . tipendio fì"'so uguale a queNo dei principa1es, che veniva prelevato dalle ca se del1o Stato o dai tributi dell<' nar.ioni sottomesse. Sotto 0e~are l 'a.l-ls<'gno fu eli 22;) dPnari, sotto Domiziano di 300 e sotto Scttimio Severo fu di 500 all'anno, con \'itfo ~ratnito. Pare <·hc lo Rtip<>ndio dei tnNl ici pt·<>loriani fo~~<' molto più elevnto, fino a raggiungere i 700 denari. f!i incerto . <' i medici militari percepi~~cro an<·ot':t unn: inflennitù, p·rofes~donalc per acqni~to di ~trumeuti chi·rurgici. medicinali CC<'. Però non don"Yano ricevere aknn comrpenso clai ~oldati, c l'u~­ sistenza sanitaria doYeY~t esseré a. solutamente. gratuita. Un r·e-


- lJ l ~nitto

del ITT ~f'co lo d. ('. <lcll"imperatore Aureliano, per repl'i llH'l'e gli aùusi, che for~<' t'l'ano allora t utt'altro che rari, prescrive in w odo categol'ico c ttt·fìsn ti \'O la cm·a gratuita (a mcclicis milit•·s grati.<; ourentur). D'a.llt·n p;.wte 'l'azio ci ·l·if<'l'i"<'<' che i mC'dici milit m·i ct·ano antot·izzn1 i nel r~ercitare la profel Rione anche presso le famiglie civili, nt>l qna1l caso ricevevano un'ad<>gnata retribuzion<'.

* * * La fan ter·ia l'omana era <·ostitnita (hùla fanteria pesante) rapprp:;entata dai princiJH'.'i. d oè dai soldati più :mziatti della legione, dagli /t(u; tali) format<-1 dai più gionUli ed armali di asta e dai pilani o triari) tll'mati <li pilo c he <:o8tituiva l 'anna lHtzionalc ed erano se h iet·ati in un t eno ot'{Hnc. \ 'i era inoltl·e un~~~ funteria leggera OOlllposta di 1:elil es) dil'ct·entari, rosari e<:<:. L'nnità, tatti<~'l nel l 'e: <'l'cito •romano e1·a la 7f',qion r·, Jt~i quale era. composta. dai triori) principi) astati· e veliti. L<' prime tre categorie erano dotate di u»te c di armi da geHo ed uxeYtmo pet· dife~a l'<'llllo. 1la coraZZèl <' lo ~\H lo; i reliti in n'<·<' non aYevano corazza ed et·ano armati <li daga c gia>ellotte. L'nnitù minore della legioni:' e ra costituita cìàl m ceni polo 1 c be conispoHdPnli appros:simat inuuente alla nostt·n compagnia di fantPI'ia; il rnanipolo fu ~o ­ stituilo da Mario con la coorte equivalente al nostro battaglione. Tl ('Ombattim<'nto vC' nira inizinto clèli vPliti Rdtie-1·nti in prima. linea, mentre i tl'ial'i e·rano di~oBti nell' ultima, come la fanteria più scelta, e raipp·t·p:-c'nta,mno la riRerva. Al comando della legione era destinato un lcyato ) a quello della <.:oori <' mt pretore) mentre il manipolo <'ra alh1 <lip<'n<lenza di nn centurione. Come i Greci, ane li<' i R-oma ni ebbero scar a dotazione di ca.vall<'ria con un r t>pill·lo eli tr<'ccnto uomini p<>-t· ogni legione, al comando di nn zn·aefectns equitum. Polibio, vissuto alla :fine del II secolo a. f'., nel libro VI delle Rlorie, ci dà un 'intere.'sante e minuta descrizioue delle istituzioni militaTi ·d ei R-omani in •l 'apporto s pecialmente al !'eclutament-o ed aH'NJuipa•ggiam<>nlo. Riteuiamo <l<>gno <li quakhe intC're:;~<' P<'l' la. ~tol'ia clelia. medicina militare I·onHtna J'iprodurre i passi più irn;portanti: « P oichè i Comizi han nominati i con~oli, egli narra, cr eano i t r·ihnni militm·i in numero fli quattordid fra quelli che ~ono già. C'inqu<' anni ~otto le armi, ed a questi aggiungono dieci altri che ,.i ~ono die<:i anni. Del re~ t o Ycngono i caYaliN'i obbligati a mili ·


-112 -

tare dieci anni cù i fanti .sedici, sotto l'età di 4() anui; da quelli in fuol'i che !:iono cenRiti meno ùi 400 dt·amme, i quali omettonsi tutti, e 1·iservansi per uso della, marina. Che se il <;aso è mgente, i fanti ancora ·debbono servire Yent'anni. Un impiego d \'ile non è p ermesso ad alcuno d 'assumete prima che abl>ia compiuti dieci anni di milizia. Quando i con ·oli sono per fare la cosceizione <lei soldati, destinano al popolo il giorno, in cui devono pi:esentarsi tut.ti i Romani che sono in età <ttta ulle armi; c dò l'i fa ogui ullllo. Yenuto il giorno, e giunta. in Homa la giovc>ntù atta a combattere, e racc.Jl ta!'li poscia nel Campidoglio, ùiviùon!:ii i trihuni più giovani, secondo che dal popolo o dai consoli sono !:itati <.:teati su quath·o varti; fPOichè Ja g<>nerale e prima di ,-i~ione <l elle loro forze è in quatho legioni. I quaH1·o d1c fUl'ono prima, creati a~segna110 alla legione che chiamano pri111a.: i b1·e clte ~eguono alla se<·onda; i quattro c~c \engono appresso alJ:! terza: ed i tre ultimi alla quarta.... « Fatla la distl'ibnzione ed clezioue dci t·riùuni in modo che tuUe le legioni abbiano nn ugual numero di comandanti, l'uno dall'altro separati ·cggono secondo le rispetli>e legioni, traggono a sorte le tribù ad nna ad una, e cbia,mano a sè quella che è loro toccata. Da questa l:lcelgono quattJ·o gio,ani, eguali a un dipresso d 'età e ùi <;ot·poratura. Poichè li hanno an-idna.ti, i primi tribuni fanno la scelta della, prhna, ](•gione. i secondi della s<>conda, i terzi dclJa, terza, c gli ultimi <dclla, quarta . •\..ppr~ssati poi nltri. quattro. fanno cemita i primi di qut\lli della ~on<lu. e co~ì (li ~eguito, e gli ultimi. di quelli del!la prima. P o!:'cia ne accostano altri quattro, ed i primi levano quelli dclln terza l<'gione: gli ultimi quelli della seconda. E così facendo scmpr<' di questa. ra~ioue la scelta in giro. pigliano IP<'l' ciasclleduna legionP, nomini f1cl1a we<lesima <;orpo · raLtu'lt. Eletto il nnmero cltr han divi~o<ato (<>questo af:;cende a 4200 fanti per cia~cheduna legione, tah·olta a 5000. OY<' apparisca un maggior pericolo), anticament<> erano soliti di scegliere per ultimo i c..walieri dopo i 4:!00 fa.nti; ora i l censOl'e ne fa da, tprincipio la elPzione secondo H lot'O <'.timo: e ne formano 300 per cia~cuna legione. « mnita la cosnizion~ nel modo indicato, i tl'ibnni •r3JCColgono gli eletti delle rispettive legioni, c, p1'eson t: <la tutti uno che è il più accondo, gli <lan no questo giuramento: (( Obbidil•ò ai miei su · periori e farò i loro .coman(lamenti, ~C'Condo 1a mia possa». Gli al· tri tutti ad uno ad uno vengono innanzi, e giurano significando che


-

l

113-

faranno Jo stes ·o che il ~primo . .Nel medesimo tempo i consoli an-i· l'ano i magistrati delle città aillcate d'Italia, <.:lw ,·ogliono seoo lo!'o milita-re, additando a<l es~i il numero, il giorno e il luogo, in t'Ui hanno a comparke quelli che saranno destinat-i. Le città, fatta la !-ìCPlta e dato il giuramento nella g-uisa test(\ J'HPrita, spediscono i loro aggiungeuùovi un comandante cd un tassi<>rc. A Roma i tri· lnmL dopo il giutamrnto, l'tabilito un giol'llo a<l ogni legione, ed un luogo, nel quale pre~<'niar deYesi S<'nz'al'mi, le licenziano. Ve· nuti nel giorno p1·efi 80, elcggo110 i più gio>ani <' i più po,·eri a t:eliti, quelli che a que ti s'approssimano ad astati_, conforme li <'hiamano. la tpiù flori<ht gioventù a principi. ed i più T"<:'C<'hi a triari: che tali e tnnte ono presso i Romani le diffc>renze dei nomi, nPlle età e nelle ~ìl'nlrttme iu ogni legione. Si distribuiscono nel modo seguente : i più veochi e cosi detti tl'iari sono GOO; i principi noo. erl altrettanti g1li astati; gli altri cd i più giovani landatori (Yeliti). Ove siano più di 4000 nella stessa proporzione, li dividono, t 1·anne i triad <.:lw sono ~cm p re eguali. «~H più gim·ani ordinano di portare spa<l<•, lancia ed uno scudo le~p:ero, denominato parma. :f.~ la parma c:oliòamE>nte co· -.truita e di grandezza sufficiente per riparare la persona; poich~ ha ·la figura 1·oton<la <' un diametro di tr<' piedi. Olt1·e a dò, ornano loro il .capo d 'un plmo senza crel'ta e cimiet·o coperto t:tl\olta di p<'llc di lupo, e di Rimil costt a difesa ed a diRtinUvo affinchè rendani'i palesi ai duci inferiori, <Juando avanti le inR<'gnc cou valore o altrimenti combattono. Il dardo dei veliti ha comunemente il legno lungo due piedi e grof;SO un dito; la puntu è lunga un palmo, c> tanto sottile ed a ffi1ata, che necesRarlamrnte dopo Ja prima lanciata si piega. E> non 'PUÒ e!'.c:ere rimanòatn (1ai n<'mici: che se ciò fo~~e, diYerrebbe una freccia •e cciproca. << Ai secondi per ri~pctto all'età, denominati astati, comandano di porta•re l'armatura intiE>ra. E ll'armntura inticra primieramente lo .cwudo, la•l'go Clne piedi e mezzo nella sup<.>rfi<'ie convessa., e lungo qnnttro piedi: il maggiore ha un palmo di .phì. B congegnato di \~ne tavole unite con colla bovina: l'e.c:trema superficie ?> aYvolta iu t<'la c poscia in cuoio di Yitello. N elle parLi superiori ed in,·e· riori della circonf<'renza ba <>l'so una pinl'tra <li ferro che lo <li· f('nclP dai coltpi di taglio. e fa si cbe impun<'mente può poggiarsi a terra. Vi è pur adattato un centro di ferro, che lo salva dai colpi YiolPnti di piet·re, di lance e di qunlsivoglia altra forte saetta.


-114-

« ('ollo scudo han 11:.1 spadn, d1e adagiano alla cos-<·in de~lra, e chiamano ~pagnuola. Ha questa una. punta eccellente, e taglio ga· gillal'Ùo da ambedue lP pa1·ti, poichè forte e soda, è la, sua lama. Agginngansi due spiedi (plli) ed elmi di bronzo e sLivall. Gli spiedi ~ono parte gro$si, pa•r te sottili, cd i più compatti, quali rotondi clcl diametl·o d'un palmo, qmùi quadrati della ste~ a misu1·a ad ogni lato. I sottili rassomigliano a mediocri lance <la cacciar cinghiali, c> li portano insieme <·oll<• anzidette. Il l€'gno di tutti q1•e· sti (> lungo tre cubiti. A ciascheduno è attaccato un dardo di fer,ro uncinato. eguale al manico in lunghrna .... Dopo tutto ciò fregiano l'elmo d 'un IPCnnacchio e di tre piume ritte, purpuree o nere, lunghe un cubito; le <ruali, es8endo aggiunte alla cjma irudeme colle alt·J·e tn·mi, l'uomo np,pnri~ce il doa)pio maggioL· di s(· !;Les~o, cd il sno aspetto è bello e spaventoso agli avversari. I più prendono ancora una lamina di bronzo che ha dodici dita da tutte le parti e la pongono sul petto, chiamandola gua-r dacuore; e cos'l compiono l'armatura-. Quelli che sono cen.<o:iti oltre 10.000 dramme, in luogo di guardacuol'i, aggiungono alle altre armi corazze guarnite di un· cini. La medesima guisa d'armatura banno i principi ed i tria1·i; '>e non che, invece di spiedi, i triari pot·tano lance. «Da ciascheduno degli an:ddetti g-eneri, ('('Cello dle clai più g'io · vani, eleggono dieci catJosohicre) secondo il merito del valore, posda, fanno una scelta d'altl'l die-ci, e tutti questi ruppcllano capo· ~:;cbicre, dei quali il porimo che fu eletto siede nel consiglio. Questi ne eleggono altrettanti che ~tanno nel retroguardo. Indi insieme coi capoi'<"hiere dividon ogni età in dieci pnrti, trannr i lancieri. eà a · ~pg-nano a ciascheduna [)arte degli uomini eletti due conduttol'i e due raccoglitori. I lancieri, secondo il loro numero. distribuiscono egualmente fra tutle le parti. E ciascheduna di queste pal't.i chiamano squadra) dra71pello (manipolo) e in.<<e[!11aj e i conduttori. oent1wioni e caposohiere. Costoro scelgon~i nei rispettivi rlraiT>pelli, f•r a tutti i dne nomini vegeti c valorosi. a. bandie·r ai. E due conduttori fanno per ciascheduna squadra: ra.gionevolmente; poichè incerti essendo i casi i!l che può avveni-rsi il conduttore, e non ammettendo i bisogni di guerra pretesto alcuno, non vogliono dw il (h·appello ~i trovi ~enza <h1ce e capo. Quando nclnnf1ne c::ot10 pr~enti amendue, il primo eletto conduce la pa•rte destra del <lt·Hppello. ed il secondo la f.:inil-<tl'n. f'he se aknno l'li loro man<·a. quE>llo che rimane conduce tutti. Aman essi cbe i centurioni non

i

l


-

' f

j

.

115 -

sieno tanto audaci ed avidi di pugna, .quanto buoni condottieri ed imperturbabili, d'alto animo non per assaltar i:l nemic<> intatto, o per wppiccar la zuffa, ma -pe1·chè, vinti eziandio e soppressi, 1Wn cedano .e muoiano sul luogo. « In egual modo dividono la cavalleria in dieci squadroni, e traggono da ciascheduno tre capi, i quali da sè assumono tt'e rac· coglitori. Quegli wdunque che fu eletto il primo comanda lo squadrone e lo conduce, e gli altri due fanno l'ufficio di capodieci, e chiamansi tutti decu·r ioni. N on essendovi il !Primo, il secondo fa le veci .éJi ca.posqua,dra. L'armatura dei cavalieri è ora simile a quella dei Greci. Anticamente non avevano corazze, ma combattevano in farsetto; donde avveniva che pronti erano e spediti a balzar di •cavallo, ed a •r isalirvi .con prestezza; ma nelle mischie a ~ranòe pericolo esponevansi, poichè pugnavan ignudi. «Le aste per due ra.gioni erano loro inoperanti; primieramente, perchè facen~ole sottili e trernule non potevano cogliere il punto a cui ~e dirizzavano, e prima che la pa.rte davanti in qualche cosa si conficcasse, scosse dal movimento stesso dei cavalli, quasi sempre si •Spezzavano. Oltre a. ciò, siccome le facevano senza ptmta nell'estremità infel'iore, così .se ne servi vano solo al !Primo colpo, poscia rompevansi P non erano di nel=:.!=mn uso. Gli scudi avevan ,di cuoio bovino, similli alle focacce ombelicate che pongonsi sopra le vittime; e questi non dnravan agli a~salti, non avendo solidità: e scuoiati ed imputriditi da.l!le pioggie, se p·rima eran di malagevol uso, allora affatto inutili diveniva.no. Pe1· il che, avendo cotaJi armi fatta .mala prova, adott3Jrono presto la struttura delle armi gr.oohe, per cui il primo colpo assestato coll 'estremità anteriore va a, segno, ed è im:d eme eflìcacf', essendo J'arma solidamente cost·r utta e non tremula, od ove voltisi, fermo e gagliardo, è l'uso della punta di sotto. Lo stesso dicasi degli scudi : che negli. assalti da lungi e da. vicino Raldi e sicu[•i sono nell'ailoperarsi. Conosciute queste cose, si fecero tosto ad imitarle; IPOichè i Romani s®o fra tutte le na?~ioni i più atti a <:angiar costumi e ad emular il meglio. «Così impa.rnrono ·d ai Greci a costruir le macchine e glj strumenti d'assedio, e con questi li superarono ; dai Catrtaginesi l'arte éli guerreg-g-ia'r pt'r marr. e con que.'3ta Ili vinsero; dai Tirreni Ja battaglia stabile, marciando in falange; dai Sanniti l 'uso dello scudo; dagli Spagnuoli queJlle delll:' lnngbc l ance, ed altre cose da altri, meglio eseguendole.


-

HG -

«I tl"ibuni, poichè han fatta questa diYi~iotw <' dati cotesti ordini intomo a11e armi, matHhmo la ge11tc a <:a~a. <;innto il dì in <·ni lwn tntti giurato di r·aecogliersi nel luogo de:-;t.iuato da.i conflOli (e1l H!"iflegna fJ.ll'N<sof'h4ì dn~cheduno d'es~i ~rH<• su<• lPgioni nn luogo ~cp:n·ato; [>Oichè a ciascheduno Yien dnt:~; una 1mrt<> degli aiuti con due legioni I'OllHllH'). i coscritti si pn•spntano tutti imlli<lll('alJihnente, non ammPtt<·ndosi altra ~u&t iu qm•lli ehc han giurato. ~<' non se <·ontrari an-.:pid rd impossihilitù. Haccollisi gli aiuti in:si<'me coi Romani. i <'Olll<UHianti degli alleati, proposti da, questi, ma costituiti dai <'oHsoli e denominati rn•<>f<•tti, in numero di dodici. occupansi n('ll'mltminish·azione e 1wl man1•ggio delle <'ose dw ai medE"simi appn l'l <~ng-<mo. Costoro flappl'ima ~elgono a i <·onsol i, dn tutti gli allenti rpn'~wn1i, i caYal li <' [anli pitì opportUlli Wl n :r·o nso ùellht guena, cll<' dli<~;mauo slmordi1wri, o Yogliam dire e/('tf i. La moHitu<linP tutta clei '!"ioci, per dò che 1-\]WU a ai fanti è il più <lPlle volte eg-ual P n quella delle l<'gioni ronHlll('; ma i cantlli '<ono lt·e Yolte tanto. Da q U<'l"to uwendono per· gli st ntordi n ari. <l('i <·<l\·alli qnasi la terza parte, dei fanti la 11t1inta: gli altri ili vidono in due pa.rti <> chiamHno l'una aJa del-itra e J'altra ala sinistra. Fatte queste cose adeguatauwnte, i trilmni l'iceyono i Ro· mani in nn cogH allenti<' pongono il campo)).

Pc1· quanto riguarda l'nnifor·me, secondo le più probabili cougettm·e, i_ medid milital'i della Roma antica. a\'<'\'HilO una divi:s:t ~inlile a quella dei soldati d<>llc legioni, come ci fa, ~icura testimonian;~,a la ~ezione di baflsorilic,·o <lella colonna Traiana, che abbiamo ri<-orclata pte~!:'dentemente. rndosflaYano una tunica ùi lana, chr non arrh-ava al ginocchio, e portavano sopra un farsetto di cuoio rwffo1·zato di metallo, adc1·ente al co11po, co~ doppia 11orica, lWI' maggior difesa, quasi a testimoniare la loro <liJ)CJ'tt indisp<>nsabile, e con una specie <1 i coll a•retto (focale). .Avcvm1 o inoltre le braca e o ca l7.,oni ricop(['cnti Roltanto le coscie e<1 ai piedi dei calzal·i, ùalle g-l'o88e suole dtiodate (ooligae), str·C>tti c.la <·orr<•ggie cile ~alivano al polpaccio. Il capo era coperto da tm elmo Rcnza coprinn<'::\. Come i soldati, <'l'ano armati di una spada (gladi1ls). dalla lama, Jat·ga c corta, sol'pcsa atl un pendaglio (ùaltcu.<~). 1 medici militari Prano inoltre l)}roni~ti di hn"'t<' chirurgiche contenenti gli strumenti iJHlispemahili per le prime "'ommarie me-


-

117-

di<:a:bioni e di Yentose metalliche (.fig. 21). Per lo più ~rano a-<stucei di bronrJ(), qualche volta di avorio; e di frequente, sui coperchi delle buste <.li maggio1'i dimensioni e1·rmo ceseLLtate figure artistiche, e soprattutto immagini di Escu1lapio e di Igea. La busta tascabile di

a

Fig. 21 - Ventoso iu bronzo di dive~se dimensioni. .\.Lcun i strumenti di chirurgia in uso 11resso i Romani: astuccio· Cll imrgico, bisturi, spatole, pinzette di varie forme.

J.n·onw conteneva un cucchiaio tagliente, un rascltiatoio, uno o due specilli, una spa.tola ed una pinza. Spesso il medesimo !'!trumento iWl·viva :L dh·ersi usi : per esempio, la sonda-spatola, che ad una e$h'emità te•tminaYa a botton e Nl nll'nltu n: .spatola. •\. titolo di


-

118-

curiosità,, 1·iproduciamo una di queste buste chinugkhe di bronzo rinvenuta in un accampamento romano, nel luogo ove sorgevn il valetttdina·rium (fig. 22) . .Gli strumenti in essa contenuti, per la loro struttura, dopo tanti s<..>eoli nulla hanno da invidia1·c ai nost·ri più perfezionati armamentari. Il modico militare, oltre che di astucci chirurgici, era dotato di a.ltre tpiccole buste in iWOrio o in bronzo a vari scompa•ttimenti

r .l .

.l:'ig. 22- Busta chirfrgica. in bronzo di un mcùico militare romano: fl, s inistra gli strumenti in essa con tenuti (sonda-spatola, raschiato io, pinzetta, specillo).

per il trasporto di medicina1i, di unguenti e di pomate. Ija :fig. 23 riproduce una farmada ta-scabile in avorio, suddivisa in 11 scom· partimenti, di varie dimensioni, per contenere i diversi medicina.li che doveva11o .c.::;sctc Di. piccola forma. Questa BC.:'"ttoJa, munita di coperchio girevole, sul quale sono scolpite le divinità di Esculapio e Igea, fu ritrovata. nella chiesa del ca~tcllo Yaleria a Slitten jn 8-\'izzera: fatto <'Urioso :è che fu adoperata. pm· molti anni come reliquiario religioso, nonostante vi fossero effigiate deità pagane.


-

119 -

Ca...<tSettc chirurgichL' di maggiori dimensioni eranQ destinatE' a raccogliere ~trumenti più grandi c complicati p<'r ~e operazioni di più alta importanza; ed altri cofani, a numero-:i ~'<compartimenti, servivano pe~r contenere più abbon<lanti provl'iste di medicinali, cbe anche allQra erano sommini~trati ~otto forma di pillole, taYolette, tJ'ochi~i ecc. Pare iuv<>ee fo~<:e deficiente

Fig. 23 - Farnancin. tascahilo a più scompartimenti in avorio :1ppartenente ad un modico .militare romn.no. Sul COj)Crchio sono raffigurai i Bscnla]lio e<l Igea.

la dotazione ùi materiale di medicazione e di fasciature, ed abbiamo già accennato come l'imperatol'C Trainno non e~itasse a ~po· gli:n·si delle vesti regali pe-1' farne bende ai ft' tili. Hicorderemo infine che negli !-:Ca-vi operati in Yiminacium nella Mesia, antica, città della Serbia, l'odierna Ko!iltlac, furono trovati in una tomba romana alcuni strumeni i assieme ad uno scb~letro, ad un'anfora. ad un picCQlO Yaso di Yetro e ad una dotoht di bronzo.

Tali strum<>nti erano rinchiusi in un astncdo cillinddco, pure <li bron7J(), e le ricer<.:he accul'a te del Oerze-dig con d n, ero ad accertare che doY<'YHno appartenere ad un dtirnrp:o milita1•e della 7' legione Olaucl i an a, che costituiva il presidio di quella citt:1.

•

l_

_


• -

1:20

L'ast nccio di bronzo, artisticamente ornato sul coperchio, con teucva: J cauteri oliYaJi (cauterium) ùi ùiYen;e dimensioni, i quaJi venivano ad un'estremità, muniti ora di tigulrte~ specie di cucchiai 4lestinati a rimuoYel·e èS<:m·e, pus e ~pedalmente c01·pi c:strant:i dalle ferite, e(l ot·a di ~patolP; uno strigilc) strumento aHsai lm podante ncll'esei~izio <.Iella medicina 1·omana, il quale si u~ava a ~<·opo di ma, ~aggio o per fl'izioni Hwdicmnentose, oppure 1 p er instiJJare delle go{X'C di meclieinali J' t:ll1• <·avità, }Jer e&•mpio Hcl coli · dotto uditivo. <'oloro i f)Uali manP:.!giaY:u)o tale strumento 'JWl' nut!'.saggio erano chiamati tractatore~S o jatroliptac, quelli che l'H rlop<•ra nmo p(•r frizioni erano d et li ungtt(•ntarii, L'astu<·cio conteneva inoltre: colsellcu·, ...-aie a dire pinzette molto in uso fra i Romani pN' estirpare i peli (alipilarii); un::t sonda; 1111 cucchiaino JH'l' oprrnr.ioni sull'ol'('CChio e finalmente uno .'lti11tR od uncino. • L'anfora. ~ra costituita da, una specie di boraccia dn, C::tllllpO, la quale venim J·i<>mpita con bPYande di conforto per il pl'imo ~oc · corso da prestarsi ai malati <' feriti. TJ vnsetto (li vetro <loyenl! setvire nll'ignolo nHXfi('O militm·e cOlli<' l'e<:ipiente dn un~uenti P la <'iotola di br<>nzo pe>r stemowrar<' <' me!'<·olare a~sien{(' le Yarte sostanzr medicamentose, n GPJ'Zeclig- mise in relazione q \I('Sti sirnmenti ch~nugici S('O · p<'rti a Yi mina<· i mn <·o n a 1t1·i t·inYrn uti n<'i sepokri de~li antkni l!}g-ir.iani, r Yennc alla conclusione ·dlC l'anLko a·r mamental'io chi rurgko in uso presso i medici militari dcll'antka Roma don!>a ripetere la ,<;;ua origilw c non ('!'<;ere altro che una trasformazione degli utensili che veniva,no usnti nei saorifid dai sa~erdoti, i quali , come a sno tempo ricordammo, ordinariamente e~c t"<:ita,·ano la dn plice professio11e eli ministri del culto religioso e quella di sanitari, la quale rweYit 1mo sttPtto rapporto col culto di\'ino. Accanto ai tt'rupli <li Escnlapio fu tin>Pnnta infatti una gran<le qnantitù eH e:r rofis, prr lo !più in tenacott.n ed nnehe in bronw~ i quali jn forma as~ai primitiw 1·appresentavano le parti colpitt• <la malattia (piP<li. mani, O<'<·hi, mmtmwllP, inte~tini, cuore. <'<'(·.) srg-no tangibili<> 1iì. rkonos<·rnr.a. drlla ('()lll';<·g-nira g-unrig·ion<' dn parte deg-li infermi.


121 -

* * * Pe1· com1plctar~ quc!Sle mode!Ste note sulla lliNiicina militare della, Roma antica, ci rc~tn •~ parlare ancora dei luoghi di tico,-ero per i malati c feriti. l soldati che pre ·entaYano a1Iezioni o lesioni di poca grayità ricen'vano 1<' pl"ime cure negli ac<:aaupamcnti, ~otto tende; queste e1·ano di pelle, in 1·agione di una per ogni 10 gregal'i : di qui la frase << suq 1Jellibus esse» : es ere accampati. I cent.mioni ne avevano tma per ciascuno e gli u.ftkiali dei più alti gl'a<li potevano dispornt' di parecchie, per modo cb e un 'armata di 20.000 nomini era dota.ta di circa 2.300 tende, l<~ quali venivano porkttc a dorso di mulo, e l'àip pl·esentavano un 'altra. gran pat·te delle i m pedimeuta.

P olibio. lo storico g-iù d t al o, né l descl'i n•1·c con e..;;attezz;l l'actampamento romano nei suoi più minuti pal'ticolari, non fa per nulla men;done di nn luogo <lcstinato alrkovet·o dci ft>riti e malati. ::-\oltanto Caio Giulio Igino, detto il Gromatko, contemporaneo di .\ ugusto, nel suo libro De munitionibus castroru1n) t• il primo ad accennate all'esh:;teuza, del ~.:aletzulinaritun) dc~ti11ato ad accogliere i :::ol(la1i infer.mi. QuN;to <'t'a imiie.me aJ vete1·innrium m·etto snlila siniRtta, in luogo molto n.ppartato, lontano da.l P retol'io, ed aveva prt· limite intel"llQ l'umrp ia Yia <.:he <.;ondu<.:eva ~ùla. porta .Pretoriana, ('he lo $("{ll'l!rava dalla fab1"ica. grande offici11a da rampo ~ituata sulla Htessa linea, nella quale Ri allestinmo e si pl'{'para.vano le armi. gli utensili c lE~ macchine guerresche, sotto la dirrzion<' del praefectus fabrorum) una s pecie del comandante del genio d'armata. La lall'gh<.>zza. della via era sufficiente p e1· non diRturba1·r ln quiete nece~sa­ tia ai ricoverati. Il valctndina.rio, da un Jato era guardato da una p:n·t e del quartier<' ch-'Il<• lt·uipJH' au!l;ilia·r ie. e dnll'aHro <la Lre coorti di <'1'\ploratori, ed e1·a co. tituito in modo da potc·1· c R<>re jmpiantato e F<montat·o con la, ma.gg ion~ 1·apidità e facilità, ogni quaJ. volta n du<'r suprrmo fo~sc Rtato roHttctto p er necessità tatlich<> a le,'a·rc il campo. ì\è manc~wano ~ani c salmf'l'ie Rpeciali lf>C'l' n traspo1·to flpi reriti dal luogo del <'<>mbattimento alla tenda del valetudinario. <'ODH' pare evidente <la alcnni pas. i di P olibi o, di Tgino e di Svetonio. V c>gezio. vi:;;suto nrlTa ~· tn<'1 à drl IV ~eco lo d. (' .. d r iferisce ll<'l libro II «De re 1nilitari » che il ralef11(7inaritnn aveva una


-

122-

lnngh<'zza lli cir<~a 70 pi<'lli <> potevn ·rièoYN·:n·p fin :.!00 nmmalati e feriti, co~tituendo <'ORì un wr·o ospedalf' da campo. lera Rotto l'imm<'<liata vig-ilanza cl cl pr<'f<'l fo deg-li ac.campament i (praefcctns costromm), che sorvegliava, il trattamento e le spese per gl'infermi 1.' àal quale· dipendevano medici, infermieri, contabili ree.: egli era, nominato tra i più C'sp<•J·ti d01po lungo e <'ouupleto tirocinio « onde bene potesse amma<>~trar<' altrui nPllf <'Ose eh<• ep:li stesso <·on lode aw,·a fatto >>. Il servizio sanitm·io era disimpt>gnato dal mrrlicu.<:: c(ud1·ensis) <>he aveva la direzione del valetudinarimn) senza essere particolarmente assegnato ad alcuna coorte. Alla dipendfnr.a di qùesto medico, era un certo numero di infermieri (capsa-rii), cosi denominati aw•·<•hè erano provvisti <li u.t~;" ta~ca (caww). ncllH •11mle erano Roliti ripone i metlkamfnl i Pll il materiale di medi<'ar.ion<>: e si avevano anche i frictores c gli 111/fllWnfarii per le prntidH' <lel massaggio : questo personale non era Ì!\Critto a matricola (non ro!ltituti in numeri8) e. Rebhene fosse t·pdutato tra g-li RchiaYi. godent tuttavia di qualche 1privilegio. Yi erano infine dei soldati piantoni. comandH ti ad assistere gli in fcmli, ed erano distinti col nome ài contuòernales.

Il servizio fat·maceutico cm compiuto dai cw·a tore8 operis annarii) incarka.ti di provv-ede1·e e preparare i medicinali e le pomate. Finalmente pei vnl'i ~ervizi d'oFlpooale erano destinati gli optionPs valetudinarii) in numero stabilito, che provvedevano all'alimentazione dei ricoverati ed a tutte le altre esigenze ospedaliere, corrispondendo presso a poco nelle loro man ioni ai nostri nlliciali d'amministrazione. (~ue~ti potevano es ere adilJiti anche ad altre cariche milital'i (contabili, t~orieri). A dirimere ogni (lnl1bio 1'ìUll'N;istenza eli speeiali l.uoghi di cm·a presso gli ese1·citi romani, sono intervenuti gli scavi fatti nelle località dove ·erru10 stati et·etti gli a.c<.H.rnpa.mcnti. ])aJ. 1887 al190J il Koenen a Novaesiu,m) presso Bonn, nel basso Reno, mise in luce nel posto ove i>Ol'g<'\% llll ea.:Jtnun di legiomwi, e in Yicinanza degli alloggiamenti dei qne~toJ·i. dietro ill P1·e1orio, gli avanzi in muratura Ji un Yasto o:-pedale, <1ella superficie di m. BO x 30, con camerate, corridoi, cortili interni, razionalmente distribuiti e con le entrate e le uscit~ sistemate in modo da evitare correnti d'aria. Il valetudinario comrpr<~ndE>va 3G ~ale, dell'aren, cia~una, di l8 mq.,


-

12:3 -

<.'apad di ricoverare ognuna 5-6 individui e, comple.qsivamente, 200220 infermi, ed un:t. sa.ln pe1· refezioni di f·J·onte all'ingresso prin ci(pale. Gli istrumenti medki-chirurgici, che vi furono scavati in gl'ande quantità: pinzette, specilli, spatole, .coltel li, ~Seghe per a.mputar.ione, vMi ung-nentari, hanno dimo~trato <·hiaramente. la dc•:stinazione speciale di quest'edificio. Nel1904, a 40 Km. da, Yienna, sulle ri\c del D:tnnbio, o"le sorge\·a il campo romano di Carnuntum} ùal colonnello Yon Droller furono !praticati importanti sca.\i. mettendo in luce i ruderi di un o~edale militai-e, lungo m. 47 e largo m. 34, e nelle vicinanze i resti di un'altra costruzione di più antica fondazione, dell'area complessiva di. 5890 ,mq., adibita pm·e a ricovero eli malati, con l-iL<mw che si wpl'ivano nei corridoi ed al ccni1·o lUla, va:sta corte. di 1800 mq., serviYa per Juogo di soggiorno. Anclle in questa località furono 1-invenuti avanzi di tub~ioni ver acqua c di apparecchi per riscaldamento, strumenti chirurgici, ed iscrizioni funerarie deùicate a capsa1·i) elle confermarono la funzione particolare del fabbricato. Finalmente, nel l ~2 a Baòen (Hvizzt>ra) furono scoperte le rovine d'un edificio romano nel luogo ove lro~a,asi l 'acCU.llllpamento di Yinùonissa,, ma con ~ùt1·a dispo.\;izione aegli amhienti, il che fece suppone t<t·attmsi, più che di un luogo di cura, di un deposito di con vuJescenza.

I Y. -

I

M~Dicr MILrranr nmuNr ~~LL.I:ll'IGHAFH

E 1\li}l )10:--.'UME::\TI FUNEBRI.

Oltre che dalle fonti ~toriche, alt•ri non meno importanti documenti sui medici militari possiamo attiugere dall'esame delle ii'crizioni e dei molllnnenti funebri che la furia del tempo e degOi uomini ci ha ancorc.L ds parmia to dopo t an ti. se col i. In tutte le lontane regioni OYe giun ·ero vittoriose le aquile romane. in Germania, Austria, Bl'itannia, Francia, Olanda, Svizzera, Romania, :Bulgaria, Setbia, Asia ~Iinol'e, Africa. Settentrionale, ed in ogni parte d'I talia, sono 8tati rinn~nnti a.\·anzi di monumenti sepolcraJi, specialmente dell<• epoclle imperiali $;UCCe~siYe ad Augusto. eh<' ci hanno tramandato una settantina di nomi di medici mili-


-

1:!-! -

turi, riparando lu tal modo alla defìcien/\a dc.lle investigazioni :-;toriche. , Le epigrafi funerarie che si l'iieriscono ai medici militari proY<'ngono per la maggior partr dal ('orpus i118Criplionum latinanun <: dal Corpus i1v<eriptionum graecarum) e furono l'invenute nelle regioni più lontane dall'Urbe, oHrendoci un'altra tangibile testimo ulanza della rpote11za <lell'esrvdto romano che :wcva piantato salde raòi<'i in tutto il mondo.

• • * ~ello stu<Jio di questa. importantissima fonte c1Plla storia della medicina lllilitm'c dcU'antica, Roma prenderemo anzitutto in c~ame le inscr·izionl dguardanti l medici df::lle legioni. Due epigrafi sono dedicate .:ti medici apptn·tcnenti alla pdma legione: una si riferisce a Maeco Sabiniano Quieto, medico soldato della legion<· prima JJ inr·rt.:ia) che ebbe sede per lungo tempo nel castnun eli Bonn: l'epigl'afe risale a:ll'anuo 161 d. C., cd <.tl medico è athihnito anche il litoJo eli miles) il che fa p,re.sume-rc <:he i sanital'i del terupo erano tel'tamente <ll'i l'oldati inquadrati in linea. L 'altra i~nizione è dedi<'ata }t Vittoria \ 'erina, di anni 30, moglie di Emilio Decimino, nwdico ordinario ùella prima 1<·gione .tlcliutrix. Qneo;;t'cpigrafe fu ~«:operta nella regione sud-occidental<' dell'Unghel'in, a 'fotis, nella llo<>ulitiì dell'antica, Adiaum, su un ~'<<:wcofag{) <li nHtl'lltO: tratfn~'<i eli nn monumento funebre erdto da lm medico mi lilare a!lla moglie d te lo aveva ~Pgulto a Y·o01·bu eg, in Olanda e colù era morht. L 'i.-.;u izione ci J·iYPla un dato molto interessantP. e cio('> che D<'<'hnino. pur es:!;<>nclo ~oldato in atth·it:\ di senizio, era ammogliato. Sappiamo <'he fino dall'epO<·a òi Rettimio HcYero Pra proibito ai ~'<oldali eli <.:ontra-rre matl'imonio, ma di (i2 medici militari, di cui ~ono pen' <'nntc a noi le i~(·t•ir.ioni funcr:n·ic, 14 risultnno ammogliati, con una. percent.unlc aJquauto eleva.l}l. Volendo tentnre nna spiegazion<' di questa ~pN·ialc <·once!;SÌOJt<' di co8titnir~'<i una famiglia (ju:stac nuptirte) . si pnò )>;tlpp01're che, es. endo molto diffi<'ile il reelntamente dei meòid, IJ)Cl' inYogliarli maggiormente alla <·m·•·iera, si cer<·n~se di accol'd<tl'<' lol'o le maggio1·i agevolazioni; o Hi l{)nò anche P<'lli'H·l'~ c.he, e,>:;scndo i me<li<'i' so;:.r;:.r<'lt i ad nna fel'lllll più lunga, non si potevano lo1·o upplicarQ tali leggi restrittive.


-

125 -

Dei medici militari appartenenti alht seconda. legione abbiamo yal"ie iscrizioni: una, si il'iferi!':ce a-ù Aulo Numi~io, della II legione .l!lj11fri.r; una, SCO(PCJ·ta a Bn~~<:ia, <'> de-ùkata a Lucio Celio .A·l'l'iano, di anni 4~, ùeJJa Il legione ltuliea) dailla moglie ::;<:J·ibonia Faustina. Un'alltra iscrizione, hl lingua g·J·eca, rinvenuta in .E:gitto nei pt·e~si di 'rcbc, è consacrata rulla memoria di ~\Rdc>pia(le, mctlico della Il legione T·raiana fo?'l·is. B di q uakhe iutere~:sc, peJ·(:hè reca la data precisa della mot·te: nel decimo anno di Antoni{>, il primo gi.Ol'no clel mese }fr<:hcm, cioè il :w g-ennaio <lt,ll'am10 148 tL C.

Dei nH~(lid Hùlihu-i clPNa, t<>rza lcgionp A 1/(Jir:·du d <\ giunta notizia 1la una C~pig.rafe rinvenuta a Lambése in Aageria, l'odierna Thimgad, che fu i]a metropoli legional'ia romana e che conserva ancora il tempio di Esculatpio col famoso motto sul pavimento in mosaico : Ita ùonrtts int1·a) melior e:vi. L'iscrizione funerruria è dedica.ta. <l•ùla moglie .Papirria Vitalia .a Caio Parpiro Eliano, mcdico o·rdinal'io di legione, che raggiunse l'età di 85 anni, c che perciò si può considerare come il decano di tutti i medici militari dell'antica Honm. r\ltre epigrafi 3JPpartenenti a medici della stessa legione Augusta,) .parimenti scavate a La:mbése, sono dedicate a Publio CalYenzio Germano, che Yisse 72 anni, daJ. figlio Publio, signifero, it Tito Flavio Italo, dal fratello M.a,r'>CO Clemente, a Tito Flavio On esiforo (la Emilio Felice ed a Marco Claudiano, al quale i[ fratello dt>.dicò 1m monumento funebre. Finalmente nella Ge1·ma.nia meridionale presso Ratisbona, !l'antica Castra Regina, furono scavate due lapidi funebri appartenenti a due medici ordinari della legione. lii Jtalioa: l 'una rigunrcla Ulpio Luciliano; dclll'altra esistono tpochi frammenti e man<'a il nome del medico. Dei medici militari che pr~tarono servizio nella IV legione abbiamo tracce da un'ara 1otiva, venuta in luce a Magonzn,, che riproduciamo nella fig. 24, dedicata da Antonio Valonte, medico della IV legione Maoedonioa) a Giove. Da 0-Buda in Ungheria, l'antica Aquincum, p•roviene un'altra iscrizione dedicata dalla moglie Am·elìa infelicissima. acl un medico ignoto delll a I V legione Jf'lavia) -chiamato dalla consorte pientissimo. Dei medici addetti alla VI legione ferra.ta) abbiamo notizia di uno degli astati, a nome Kallimorfo,.di, origine greca.


-126Tra le isorizioni che si riferiRcono a medici militari della VII legione, è da riesumarnc una scavata a Dobreta in Rom::mia di dubbia intenpretazionc, ma molto interessante -percll.è ci fa cono~CCl'C il più giovane medko Jegionn.t io. I'<) dccli.cat.a <ln.i genitori a Marco Valerio Longino, rncdico dcll:1 VII legione 0la?tdia) morto a soli :23 anni. Dice infatti l'<>pigraf<> che Longi no mol'i prima di

• Fig. 24- Am votiva dedicata n. Giove da Antonio Vnlcnte, medico dello, 111 Legione mace<lonicn.

M "CI' raggiunto l'età Jegal<' di

un decurione. eh~ corrispond<>va al-

lora ad nnni 23. Dei medici assegnati all'VIII legione Attgusta abbiamo notizia da un'iscrizione, importante perchè in essa è specificato il Utolo di medico : è dedicata (lai commi!Jtoni ·riconoRcenti per la klalutc ricuperata a Mal'tellano. cd è ~itata. da Begin nelle sue Lettere di storia di medicina del nor·d-est della Francia. Dci medici della X legionP Attgusta è riportata da Gudus un· epig1'<1fe dedicata dal medico Fabio Atilinano, aJl IPa<lre Quinto Saturio, che vi<i:~e 71 anni. di cui 19 militando nella stessa legione. Dei medici in servizio all'XI legione è pervenuta a noi un'i crizione rinvenuta a I<utlovica in Bulgaria, in cui •fra i


' -

127-

prinoipales della l exillatioJ dopo i musicanti (' indicato il nome d<>l medico Aurelio Artemio. U11'altra epigrafe scoperta in Kista nje in ungheria, nel 1luogo dove sorgeva l'antica BUI"num, è dedicata a Satl"io Hufo, da Rwe.nna, soldato dell'X ( legione. Questa epigTa.fe rigu:wcla nn soldato deUa XJ legione, al quale· gli eredi dedkarono una ln1)i{l<' ftme~·aria, ripro1lotta n01l:1 :fig. 25. :Son si potrebbe suppone che questo soldato sia. stato medico militatt', .se non ci portasH(' qtwlche luce il ba~ ­ ~orilieYo scolpito sotto l'iscrizione, che l"appresenta una busta chirurgica formata tda un astuccio aperto, diviso in tlne parti, in ciascuna ùelle quali sono sistemati, in apposito 1-ieompartimento, tr<> strumenti. chirurgici. A sinistra si nota un bistud tm'mina.nte in una N·M<'mità a spatola e due uncini acuti; a destra altri due bistud ed u11a lcnaglia. a branche di diYersa lunghezza, <:he, secondo Liebls, dove\'a probabilmente Ftg. :?5 - Lapide funerarit~ di'l soldtlto Satrio Rufo, dolla XI legione, il quale s i suppone fosse me· servh'e allo sbrigliadico militare dal bas~orilievo scolpito sotto l'iscrimcnto d ei tes.sut i. La zione, che ra-ppresenta nn:t lmstilo chirurgica. l'ipvodmdone di uno stt-umentario chirurgico su questa. lrupidc rende perciò molto verosimile l 'ipotesi che Satrio sia stato medico militare, ed è interessante il fatto che egli apparteneva acl una centuria e vi era segnato <:ome semplice 111-iles senza il titolo di medico. Sappiamo che i medici militari delle coorti tp retoriane, come <IU<'lli dei vigili, non appa<l"t<'n<'vano effetti Yamenl<' a11a classe delle centurie, ma erano presi in for~a da queste soltanto per ricevere


-

-

128-

il Yitto, mentre facevano parte dello stato maggiore delle coorti. Ed è quindi da titene·r si c he anche nelle legioni que... ti medici fossero rproba.hilrnentc iiH}uMlra.ti nelle centurie. Inollee qn e.Rto monumento funcbt·e è molto interes~ante, percht> ci fa snpporre che altre stele funerarie, nelle quali il ùefunto è indkato sernpli<.:e mente come mile8 legionis} sÌMJo appartenute realmente a medici militari. ~e ll a loro qualitù eli ~olclnti di llcgione i nH'tlid avevano il diritto. c.:ome ricordammo, di ottenere l<L cittadinanza romana, ma, come risulta ùni loro nomi, uella, maggior:t.nza enmo d i origine greca. I/H ag<>nll11ch l'i porta infine un 'altra in~l'izione <lPdicata a :M arco Be~o T<"rtulio, medico dell'XI legione. Dalla, ::\\' lcglow~ Apollinare fPl'OYiene nn'iscrizion<> incompl<•ta di un medico d'A]('!<\Rnndl'ia, di cui non <·onos('iamo i l nom('. Un'epigeafP s<·<>IP<~rta a Windisch in ~,- izzera. l'antica Vindonis.·~a. rigua-rda la À'XT legione Claudia ed è dedicata al libcrto 'f ihcrio Claudio 1mno: l'epigt·afe rhe risale ipl'Ohahilmcnte al primo secolo d. C. è intt>ressante pcrchè ci 'rivela <'hc anche i liL>et ti pol<"vano essere assegnati a.Jle legioni come me<lid senza pct•ò esse1·e inquacl['ati Fig. 26- Lapido funeraria come so1da1i di legione. Non vi era pe-rò del mNlico soldato Tito An- (]istinzione di grado fra medici della legiorelio Xnmerio della legione

xxn primige11ia JJia fidelit.

ne, i quali p<'reiò dipendevano t }lt ti dal comandante militare.

Dci medici militm·i della XXII legione dejotariaua è per venuta a noi una lapid<• funeral'ia, (fig-. :!(;). cle<lkaln a Tito Aurelio Numel'io. medico soldato. Questa legione primigenia pia fidelis f u dislocata da.lla sna costituzione Rotto Claudio fino alla caduta dell'impero 1·omano, salvo bt•evi interruzioni, in ) fogontia<'llm (Magonza). :Momnu;cn riporta un'altra iJJscl'izion(' l'invennt:t nell'antica Lanuvium, 1preRso R oma, riguard<mte un medico sconosciuto che prestò servizio in due distinte legioni:· lH'lht XXII Grnnanica e nella XXX Ulz)ia vincitricr. L a circoRtanza. dte un medico militare poteva presta.r serrizio J::ntcce:-:siYamente in due diYetsi reparLi di


-

129 -

truppa, J·i~u l ta am:he da, un ·a.nra Ppigta l'e s<:a ntta a Yilel'ilO, e ripol'tata dal }lomHt~cn, appal'leJWJJte a .Mal'co t:lpio ~poro, delle .\l'tm·iP, medico della c::t,·allel'ia, e dirnost1·a che i medid milita.ri putenwo <'SN('re t>raslo(·ati daJl'uno all'al!r·o repa1·to, tL sooonda. d<'lle <'"igenze del .·ervizio anitario . • \ ll<L pPudice del moute ~isak \'Clllle 1·invenula. uu'aJL1·a cpigntfe flmcraria dedicata c.t Cla,udio Corvo, me<l ico ocnlil'la dell<"L lcgionl' Pcmnica <' riportata dal :Mommsen nell Ili volume delle i~dzi oni latine : (• dedkat.a al medico da due coniugi •per voto di ottenuta guarigione. Le ruarde forzate, gli agglome1·amcnti di migliaia di !'ìoldati dovevano ce['btlltcnte favoriore lo Rviluppo di malatri<' oftalmicllc negli eserciti, ed (> quindi presnmil>ile che non mancaNNero ~pedwli:sti nelle lt>gioni. Bd a p1·oposito di medici oc1ùisti, la ~ioria <'i ba tramandato le• tl'i~t i ge~ta del tribm1o ntilitarc l><>cio Lnbelio, che, inviato nel 471 d. C. con 4000 soldati a difendere la colonia, di R('ggio O.alabl'ia contro Pino, mise a, ferro e a fuooo la città, impos:-.essa,ndosi degli averi ·dei facoltosi cittadini e dividendo il grosso bollino colle "Il P mi tizie in modo <:o ·ì scandaloso che doY<>t.te fuggirscu•• a )le:sl'ìina 1p er scampare alle loro minarec: quiYi un mediC{) reggiano, della . cuola di Cotrone, per vendicarsi delta strage inflitta, alla città natia, dov-endolo curare per nna malattia d'occhi, gli applicò nn vescicant<' di c;tntaricli, rendenclolo completanwnte cieco . . \n<·ora di un aUro medico legionario abbiamo notizia da un 'i~crizionc s<:-opcl'ta ati 0 -.Bllda in Uugberia e dedicala ad Esculapi.o e ad I gea da11 medico legionario )[arco )fa.rccllo, la quale ci dà notizie ~utl'csistenza di un medico addetto ni campi di manovre e di r!';ercitazioni, che-tl•ovaYnRi alla dipendenza ùi un cnragen,ç evocatus . Altra iscl'izione, in lingua, grrea, fu rinvenuta in Egitto presso Da.kkeh (Pselchis) e rigual'cla il medico delln XII leg-ione clejota1·iana Aufidio f'lemPnte, che ff'<:<' un dono \'Ot ivo ad H-ermes Tri-,megistos, nel cui tempio fu lH'eci,qament<' rinvenuta l 'epigrafe. Jntine r icordereLOo fllt.ra L~rizione riguardante il medico Caio Nundinio OptPrvio, appar·tenente a legione n noi ~conosduta.

* * l'

{

Esposte <'ORì le poche notizie che sono tpeJ'vcnute a noi sui medid delle legioni a mez1.o delle inscrizioni funebl'i, daremo ora qualche <'Cnno sni medici militari della guarnigione di Roma, desunto dalla stessa fonte.


\ -130 -

Pare 01·mai a.ccertnto che i medici addetti alle truppe della CaJPitale ave sero, come queste, uno .speda:le tf'tLtta.ruenlo e goùe.s ero anch'essi di numerose agevolazioni, in modo che la loro posbr.ionc e1·a I11olto più 1privilegiata di qt1el1a dei medid militari delle ~>rovincie. ~ulla però swppiamo ch'ctl il grado t> il numero dei medici nelle coorti pretorianc; soltanf.to p-ossiamo ritenere, daJle poche inscrizioni a noi pel-,'rnutR, che ogni coorte avesse a.Jmeno un medi<'o chiamato medicus cohortis praetoricw. E poichè è noto ('.he ncl1a guarùia ùell'U1·be il grega-riusJ cioo il semplice soldato, era equiparato ad nn !'lottnffieialr. dobbia.DJo ritenrre che nnchc la cate~o­ ria dei principales, nella quale erano compresi i medici, coN·isponcle.<;;se ad Ull grado più elevato di quello dei sanitati che prestavano Rervizio fuori Roma. Cosl abbiamo notizie, da un'iscl'izione funeral"ia, di Tito Clau•lio Oinliano. medico dinko della. lY <'Oorte tpretoria. il r(ualP fece costruire per sè e per i suoi eredi una tomba: t rattasi quindi di nn prQpl'iPta.rio di sepoloro. il che dimostra la sua buona po izione :-:ocinlf' <'Ò f'COnomica, comr fn, CQmpl·{'n(Jc·l'e nnclle lo stile ste!'lr-:o dell'iscrizione, quantnnque nQn fQsse che un semjp1ice medico di coorte. ll titolo <li clinic1t8. il qual.:> <'Ompare- tper la pl"ima volta in questa epigrnfe fra tutte quelle dedicate ai medici militari .finora conoseintP, è f;tato diversament<• interpretato. Kuhn è d 'avviso che le coorti pretoriane avessero il privHegio di di pone, oltre cbe òi. nn <'hh-m·go. n.nrh(' (li un nw1lko pf'r Ja, cura. de11e malattie interne. J';j noto infatti che Galeno, a])orchè prese Rtabile dimora in Roma, non potè più esercitare la chirurgia, e endo i dedicato eli pref<"l'P1t7.a alla medicina in t f'rna. perchè ciò cr.a <'.onh·a·rio a liP consuetudini allora invalse nell'Urbe. Si può quindi ril€nere che per il tJ·attnlllrnto (l('i soldnti a.ffetti <la malnttir intf>J·ne <'Sist<>ssero dei medici speciaJ.isti chiamati mNlici clinici. Non jper questo possiamo concil.udcre che i medici militari residenti fuori di Roma :poA. edrssero :::olnmente <'ognizioni chirurgklH•. mn f'i drve am Il;lettere che questi curassero contempot·ancamcnte malattie interne c>cl psterne: altrimPnti. nllr frontj<'r(> il<'ll'Tmlp.,l-o. 'dovi" l':lP'fll'<'eniavano l'unico aiuto pei soldati, non avrebbero potuto coni· . pondel'f' nJle va.rie e..'ligcnzc clell'a:;:sistenza ~anita1·ia alle truppe colà di. ·locate. r) 111 ed ici co hm·ti.<? praetoriae. -

'


-131 -

Un interessante monumento funebre che riguarda un medico della V coorte pretol'iana è quello appartenente a Se."to Tizio .AJe,. s:mdro, il quale, sotto l'VIII consolato di nomizia.no e sotto quello eli Tito Flavio ~abino, e pr~isament<" m•ll 'anno s-2 d. C. dedirò un'm·a ad Esculapio c alJn, salnte dei commilitoni (fìg. 27). Come l'isnlta daJl'epigrafe, il nome ·d ell'imperatore Domiziano, che era stato inciso nelJa settima riga, venne più tardi cance1lato per ordine del SentLto, essendo statn la f,;Ua memoria messa al bando dopo la morte (damnatio 1nemoriac). secondo il f'orASCLEPIO.ET lien, probabilmente religionis causa.

~ALVTI

Un'altra iscrizione funeC O ;\1 l\1 l l l T O N V i'vl SEX. TI fiV~ AL CXAND[ H raria, scoperta in Roma, è i\li:.DICVS. ' CIIO. V.PR dedi(iata H Lucio Vibio RuDO~Vì\1. D!-DIT fo , medico della. V ooorte ~~ pretol'iana, dalla mog1lie Va' A VG. VIli. leria Ruffina. T.FLAVIO.~ABI :SO CO$ Degna di not~ lè pure Lm'altra -e~pigrafe che p&ta la data dell'anno 181 d. C., dalla, c1ua.le apprendhltlno che i membri della centuria di una coorLe, fra cui era compl'eso anche il medico (e, da- Fig. 27 - Ex voto del medico militare Sesto Tizio Alessandro, della V coorte pretoriaoa. to i l lu<:)go dove venne rinL:~ 7&riga, cbe portava inciso il nome <lolYennta, si pnò ammettere 1' Imperatore Domiziano, à 11tata cancellata. con certezza che si tl'attasse . di una com·te p1·etoriana.). <ledk:nono al 0enio <le] la centuria un';wa cd un'edicola. Questa :iscrizione ci dimo8tra che iQ medico non fa <'<'Va parte anuoinistrativamente delle truppe della centuria, ma bensi delJio stato maggiore della coorte ed era assegnato ad una determinat a centuria soltanto per corrispondergli il vitto. Da un'altra epig1·a.fe (ledicH.ta. ad @scnlaipio ed alla salute dei commilitoni ci è pervenuto il nome di Sesto Tizio, medico della


-

132 -

V l coorte prelo0rhwa, lllR dalla, maggioranza degli a rcheoJogi q Ut' · st 'i~·rizione è ritenuta a,pocrifa. 2°) l l1 edici coh01·tis ·url.J(tllae. - Sappiamo dw le coorti ur bane assegnate ùa Augusto a presiùio della <:apilale e1·auo OI·ga· nizzate nello t>Leiiìso ruooo del!(' co01ti pretorimw .•'la dt>i t'eparti urhnni di co01·ti <'he J]ncstanu10 senizio in Honm uon d (' 'Pel'Vt'· nuta alcuna iscl'izione che faccia cenno dei lllf'dici. l HYece ci i> con ser\'ata. tlll<l.. stele funen11ria, 8<';tvata, a, Li<we, assai int-cJ·-t\"l:SaJltt', l'ifc•1·enteHi alla X l II <·ootte m· ha n a. J n essa. si fa meuzio11e di u11 tal \·el'ino Oplione, aJ quale dcdi<:m·ono il lllOlll1111('11lO molti mi lit~ni apptn·ten<'Jlti alla coortP, tra eni 13mloni.o Uordo, mcd·iclPI castt·ensis. Ritroviamo qui un nuo,·o titolo, col quale viene de signato il medko milit<:u·e. Brht.u tHiene <.:he con cruesto nome ~i ~ogilia. indica·rE' il m~lico del l 'accampamento, il <Jnale avent di stinte funzioni da quelle dei medici dei reparti, e"~endo egli ad· detto soltanto uJ servizio sanital'io del oa8tnun) c doè alla cu1·a ed all'assistenza dei militari infermi t·icoverati 11('11 'apposito o~p<' · dale (valetudinariwn ), il qualle coutinuant a funzionare anche dopo la pa.l't,enza, delle tt·uppr daJl cam,po; mentre i medici nl servizio di queste avevano l'obbligo {li assistere gli al)lmalati nelle lol'O tende e durante Je ma1•cie. Andt(" Ca-gna.t ed Jlabct'lillg sono della Lessa opinione c rap· rpre~entano il medico di truppa, a differenza ùel mecli<:o da campo, come quel i'lanitUJtio eh<' dovev:1 visitar<' i sol<lati. infermi nelle l'i· SJpetli>e tende, cura-re quelli leggeri, inviare i gt·a vi all'ospedale, ed accompagnai'(:' inoltre i reparti in marcia, alle manone e 1wl combattimento, per appl'estare in ogni circostanza i p l'imi RoccorRi. DroyRen infine ammette che il 1twdicus caslr(' IISis sia il mc· dico del presidio di Lione ed avanza l'ipot<>Ri cbe Dononio Gordo, tpe·t· distingnel'Ri ·(lat uwdici dvi li colù residenti. si fosse a.ttl'ibuito da è tale titolo. SO) Jledici equitum siugnlariwtl. - Dei reparti di c.walleria (eq'!t-ites singulares A 1tgusti) sono perv<'mtte d n<' iRetizioni scavate in Roma in <·ui ~fatto c<'nno deJ medko: la vrima ci l'icorda Quinto Marco .\l'i.emidoro, medicns castront1n)· n~l l'nlt•ra dedicata ad Esculapio e ad Igr:>a troviamo c pressa la gratitudine di un dN·nrion<' di casallcria )lm·<·o n pio Onorato n•rso il medico Lucio Oinlio H elix che lo av<>va cnrato amoroRamente ed efficac~mente. Qnest'ultima iscrizion<> risale probabilmente' aU'Ppoca eli Adriano


-133e, quantunque non ,.i sia cspli<.:ilamcnte indleato questo medico Wltte addetto a,lla <::t,·alleria, è ù11 J·it<~nersi col Bl'iau che il ùc· cm·ione si fos~e fatto curare dal sanitario del p1·oprio reparto. 4°) ..11 ed t<;i <;O/wrt is virJilum. - Come già accomtallllllo, i me· di<:i d<'lle cool'ti cigilwn, <:lw dal Vomaszcw!Seki sono wnsiderate <·ome quelle a,·enti meno spic<:ato <'arattere militare di. tutto l'est>rdto, avevano nttl'ibur.ioni (' 1\mzioni distintc•. QU<'~t(' coo1·ti, in numero di 7, ciaS<;una delle quali della forza di 1000 uomini, furono istituite da, A.ugusto nell'anno 6 d. C. cd av~Yano il col1lpit<l di vigilat·e specialme11te nella notte per ,proteggere i cittadini e le tloro propdetc1 contro gli ÌlH:endi, i futti e le t·apine. I oompon<'nti di dette <·oorti m·tmo l'cclutat.i t,t·;l, le guwrùie flcl fuoco, i vigili Ilottul'ni, addetti alla. polizia ed o1·g-anir.?:ati militarmente: , oltanto l.e carich<' più e levat·c l'rauo affi<.htte ai ~5o ldati. Il ea.."o ha voluto <·bE> siano penenuti sino a noi dei basamenti i11 piettn .s u cni .sono inci!ii gli Plenchi <~omplcti di questi 1igili. LTno di questi, l'ignarda i compon<'nti la II coorte e Yennc rinve· nuto in Homa nell':ltlllo l:irlO (fi~. 2 ). Esso contìene sui quatho lati di un bar-;:un(>nlo in ma.t·mo i ruoli <·omp lcti <legli ufficia.li, soitnffiriali (' solflati Mila com·te. i qnali n<'ll'anno ~JO rl. C'. <>res. f•ro una statua, in onore ùi Cm·H,c~1lla, di cui il ma i'So scavato costituiva pi·eci!:'<hlllt'nte la base. Sul lato ant('rim·c di quc~to ba amento sono t>l<'ncati i nomi cleg-li uftkinili 1ph' eleYati in :rra.òo. C'aio Ginlio Qnintiliano, ptcfetto, Marc.Q Firmio Amintiano, sotto prefetto, Caio Giulio Antigono, tl·ihuno; seguono i nomi dei sette c<>nturioni, poi quelli di RPi altre eilltiche p1·inclpali, f·ra cui 1m oornicularitbS trilnmi c :l beneficia l'ii praefeot i. Infine, in ca-rattere più piccolo, m<t in .p osto S{'ompre ·e minente nl lato anterioN~ della base, figurano i uomi dei 4 ruedid della coorte, tutti tli ol'igine :rreca, e eiol' Cl n nclio 'l'amir:r, Fhwio Panfìlo. Giulio E.pafl'odite ed Aurelio E~ mtw11o. Nell'<'l"am<' eli quP~ta intE>t'<'"!'ant<> i~rir.ione rolpisr<> il fntto eh<' tutti i nomi ·dei prindpales Rono sct·itti n~l nominativo e solo qu<'llo dei medici n<>l vocativo. Probabilmente, econdo l'Haberling, il <·ompilntore di quel-it'eleiwo non dev<' avet·e fatto altro rhe eopla·re i ruoli della comte cht' ::tYE'va ~otto mano, e probabilmente la citazione nel YOCRtlvo può intc11pretm·Ri colla chiamata degli rupprlli quotifliani che vcniYH fattn. anche per i medki, come [lel' gli a Itri ~olclati 1·eg-ola tmcnte inquadrati.


-

134 -

Per quanto riguarda l'organico di 4 medici presl:lo ogni in. gola coorte, è da rite1wrsi che tale uuruero noteYoJe fosse stai o asscp;nn to, percbè, oltl·c n l He1·yizio p·l·esso Ila truppa, già di pe1' sè 1p iù g1·avoso di quello d<>gli altt·i sanitari del rpresidio, i medici

A VRELIO T R I 13 . P O T . 'liTfT I M P. n. C O S. PROCOS.

I li

P. P

l M P. C A ES L. SE. P T l M r. SE V E R. l. P l l PER TI NACIS. AVG. FILI O DEVOTA. N V MINI. E T . MA I ESTAT I. EIVS COH. ii. V I G C. IV LI O. Q_YI N TILIANO. PR. VIG. M . FIR.MIO AMY NTIA~O. S. PR.. C. IVLIO. ANTlGONO. T RIB M

7

Q.., COTTIVS. RVF'VS 1COR. TR C. IVL.IVS . ONESIPHORVS. ;& . P l\

7

C. VAL.ERIVS. IVLI~NVS.

AVREL.lO. MAXIMO. 7

C . IVL.IO. ATT

A

C. R VTIL.IO. MITHRAE

-:ft' . P R

M.AVREL.IO. ANTIPATRO 7

8. VALERIVS. URICVS. -)! .

L. DON N IO. M.\NSVETO. 7

T. SEJ'TIMIVS. FELICIS~IMVS . :J}- . PR

M. AVREL.IO. MA VMERlO. 7

M. IVLIVS. INGENVVS.

P, AEL.I O. CANDIDIANO C1.A VlH,

TIUMYRA.

,.LAY 1 "'

7

PR

-B . I'R

. MEDIC. COH. li. VJG .

PAIUU. ..

Fig. 28 - Basamento anteriore d'nua st:~tua eretta in onor<' di Carac•alla dalla l l coorte dci vigili di Roma. Nell'ultima riga, iu Clli'Mtere piì1 piccolo, souo incisi i nomi dei quattro medici militari dt>lla Coorte.

avevano a.nchc un sel'\'izio 11oLtunw di pronto soceorso in determinati rioni di Roma, e il Domaszewscki accenna anche all'esistenza di ambulanze d:1 incenùio. C()Dle pt'r gli altri ,r eparti della capi tale, anche i medid dei vig-ili debhoHo aveYc :.wuto un gra-do più elle m t o di quelli adùetti agli <'8ei'<'it i delle provincie, oome lo di mostra il po~to <>minente ch e occupano nella citata epigrafe.

•


-135Per fare una. co1u.pleta ra egna dei medici militari dell'antica Roma, <lei qua li ci t'> sta,ta tramandata notizia dalle is:crir.ioni funebri, dobbiamo ancora tx:cupètrd dei mrdici in l"el'\'izio presso le truppe a1tsiliarie. l 0 J .lledici coltortis civiwn Romanonnn. - A que."lti reparti au,.;iliari si ll!rrnolavano come volontari tutti quei soldati che per le loi-o <>ondizioni fi iche non erano in g1·ado di [>restare seryizio nelle legionL Da. un 'i~rizione rinvpnuta, a Si~cia. in Croazia ci è pervenuto il nome di un medico della XXXIT coorte volont-Siria, ~reo l\fucio Egetor, morto in età d'anni 47. 2°) Med ici cohortis atu» iliaris. - Delle truppe a11silia.rie reclutate nellP p·rovincie, colle quali venne una volta costituita tutta la cavalleria. deW<,sercito romnno e-<l in seguito anche un gran numero di co()rti di f.a.nteria Yennero tratte le eoorti ausilia,rie, <lella forza da 500 a 1000 uomini, delle quali ciascuna aYeva il proprio medico. L'na pietra tumulare rin,·enutn in Tngbi[terra ad llousestea4'ls, nel luogo ove sorgeYa l 'an- 1-'ig_ 2!) - Pietra tumulare del medico militnre Anioio lngl'nuo, della l coorte ticn, Borcovich1m, ed ora nel ansi l iaria tungricn. museo di Newcast1e (fig. 29) è dedicata rulla, memoria del medico ordinario della I coorte au,.;iliaria tungrica Anicio Ingenuo, morto a soli 25 annL CurioRo in questo monunwnto è il disegno ~olpito nella pll!rte ~uperiore, rappresentante una lep1·e, la, quale per alcuni, che attribuiscono a.l medico origin<' iberica. significherebbe l'emblema dell~" Sipagna. per altri in<lirherebhc il ,.;imbolo della vigilanza. ll Simpson, r bc si O('cupò (liffos;amentc di que~ta pietra tumulare nei suoi saggi di archeologia pnbblkati a.a Edimburgo nel 1 7'2, ne dù una. curio a interpt'ctazione. ritenendo rap -


- l~() -

pre:-wnti. i clienti che S<'appano .... perchè i tollilpi solto cambiati. Egli :umnetLe che le ornamentazioni e lfl ~ultnra della lnpi..le fu · nerarin ~iano una pt·oya <l<•lla gl·aiHle stima e <·onsid('razione <'hP queto medico, ancora giovane d'anni, si era. acq nh;tato n Pila coorte, ed il l;noro dello scalpello è più n<:cnrato e perfctt1l che •nelle ~m­ merosP :n·e er ette da.lrlo stes.<;() reparto iu onore ùegli Dei. Se<:ondo il Firth. il monumento l"imonta ali"<•]Hlca, della spedizione di Agdcoln : i 'l'ungri costituì nlJlo nn reparto delle h-nppe ausilial"iP tomane in .Britn.nnia. In tm ca!-;tello romano dPlla Oermania-, situa1o nel luogo on Rm·g-c la cilt:\ di Ohernhurg- sul Meno, venne rhtvcnuta, circa la metù del • ecolo <;eorso, nn a pietra Yotiva del medico romano della JY coorte au~-:iliaria Aquitania, l\lat·co Rubl'io ~osimo, na,tivo di O. tia, ora <'Onse·tvata nel )11Useo di .Aschaffcnbotg (fig. 30). La lapide lè <ledicata a Oiove, ad Escul8!pio, ad Apollo, all'equitù ùei cittadini t·omani.. ;llln salute Pd alla fortuna della gua.rniFig. 30- Lapide voti v& dedicata dal gione <li Obernburg d<>l1a IY co01·tc medico Marco Rubrio Zosimo, della. <' del suo lprefctto Lucio Petronio IV coorte Aq n i tnnia., a O io ve, a.d Apollo, Esculapio, alla. aalute ed Florentiuo, col quale il medico alla fortuna. della coorte e del suo oriundo di Ostia aveYn ottimi rapprefetto Lucio Petronio Florentino. porti di amicizia. J_,a.l'imcnti in H<>l·mania nel <'astello di Gl'OS!"Krocl7-enburg, a 7 Km. da Jlannau sul )leno: OYe sorgeva il tempio {li Mitra, fu tinvenuta un'alb-a pietra tumulwtc dedicata a quelle diYiuità da un medko della IY coot·te dei Yindelid. Lllcio Fabio Antimo. :Xel lato sinistro del monumento è raffigurata t·ozzarucnte la Pol'tuna colla n10ta., nel lato dc8tro è 1·iprodoUo Nett"qno mu-


-

137 -

nHo del trideule e (;On a fianco il delfino: la, pietra è dell'epoca di Adl'ia.no Q eli AntQnino. Un 'altra i...~rizione funebre è dedicata a, Tito EliQ à1arziale, medico della Il coorte au ilim·ia Aurelia narclaiWI'Uin~ ed infine il Doma zew$-Cki dporta 1111 'altra <'!J)igrafe rinn~nuta a :\fa7onza e dedicata da.lla madre infelici ·~ima Corninia J;'au!Stina al medico Eli odoro, consummatae perit io e. 1<; da noLm·si <:be in questa is<•ri zione si fa cetmo delle eminenti ùoti profesRionali del snnitado, a.l lusione eh<• lll:UH.:a iu tutte l<• Rltre epigrafi funerarie di medici m ilit.:'l!ri. Fi11alm<'nte l'icoròiamo un 'n lt ra lapide SCOJWl'ta a IIirs<'OY<l in R umenia, in cui manca. il nome della coorte ausiliaria: è dedicata al medico Quinto grucio Vitton•. 3°) Medici alae eq'll,it1tm. Dei medici assegnati agli squa<lroni di cava ll<'ria ala e cquit11 m (della forr,a a.nch'essi di :>00 H 1000 uomini) sono pervenute a noi 3 iscrizioni. La prima prm·eniente dai dintorni di Yitcrho è dedicata al 111('(/iru .~ al'l?'lfln ".Hat·<'o U lpio Rpmio: ?> molto intcr<'. sante. p<>l'<•hp ci informa della. posizione dei medici militari dopo la ccRsazione del servizio attivo. Sporo, dopo avere ultimato i•l periodo di ft'rma presso ihte squadroni, fn a~Rtmto come mNlico stivcndiato (so/a . 1'iari1t-s) dalla . plendidissimn città. di Ferentino. L'epigraf<' <\ del tetnpo eli 'rt ai<tno: in <pwll'<'p()('a l<' <-ittù :-:lip<'lHli:n·ano <'on lli<'Zzi pr oprii d.,i medici tper la cura gratuita dei IPOYCri, che veninm ri<'OYcJ·ati in appositi ospedali. In J11g-hilterea. a Bin<'hNd <'l' (l'nnti('~t l ' inoliia) venne rirnvc· n uta una pi<'it·a votiva drll'<'JHI<·a di 'l>rninno, Rll cni è a.ncora <'Onf:;OJ·Yata ]a. 1ìp;nt~t di ERcnlnpio ~l'OI'solanmuent<' Rcolpita con arte barbatica, mculr<• della dea , ' alus non rimane che la testa cd una pa r te del b·on<'{>: <\ dedkatn a quel'ta diYinifc\ da )Jarco ~\ m·clio Abrocomas alla salute clc1Pala. clei Yettoni, eli cui era. mecliro. I nfine nn':ùtra. iscri zion<'. ritrovata nell'Egitto ~up<>rior<' nrlla vall e H amm;nll:Lf, dai. pochi f J·a,I nmPnti l'imn.sti, ci rh·ela n <lono Yoiin> fatto ;lll<~ divinità. òal l'<>'ldato di cn.vall<>l'ia Longino c rlal medico del1'ala r>quitum. di rni non ci è pervenuto il nome.

• • * Come np!Pen<lice, non ,sanì. inopportuno (li da.re qualche èt-nno an che sui meclid della ma.rina.


-138l'~r il sel'VlZlO sanitario dell'aJl·matn, abbill!mo notizie di medici addetti alla tloLta prima dell'epoca imperiale, e que!':ta a..c;;sistenza anitari.a. può essere ~piegata andle dal fatto eh~ i soldati di terra, erll!no di frequente imbarcati per prendere patte a combattimenti: tratta.si probabilmente di medici, a ,ai pochi di numero, chiamati in servizio temporaneo per la durata delile ostilità. C'ome per i medici ùelFesercito, anche poe i ·medici della marina l'unica fonte è rappre~entata, dalJe iscrizioni funerarie a noi pervenute, .apjparooneuti a medici delle flotte anco1·u.te nei due più importanti porti di Miseno e di Classe. Della prima squadra conosciamo quaLLto epigrafi : l'una <h•dicata d3; Marco Giulio Oasulino alla moglie Valeria, morta a soli l a11ni; l'altra dedicata a :\!arco Giulio Capitolino, medico di mal'ina. rna tetza l'iportata da.l Mommsen (X-13;n) e l'invenuta a Pozzuoli appa.rtiene ~~ Caio Acilio Basso, il quale ha ~tJ titolo di medico <luplicario aggiunto quello fli collega . I medici di marina, come quelli del~ ··esctdto, emuo ~oliti co tituke, da soli oppUl'e <lssociandosi ai priucipales. clei collegi allo s.copo di raccoglierffi per il culto alla divinità in peciali edifici (Scholae) o pet prestarsi ,·kendevole ::h'ìAi.'ltenzH,: da, dò il titolo di collega. Clle i me<lid della flotta fos ero inquadrati nell'equipaggio. risulta, rvide.utement e da una, quarta. stele funera..L'ia, rinvenuta a Roma sulla via Appia, dedicata a Tito Flavio Euprepete, dall'erede .Publio Ua sio Lnc.c"tno. Due altre iscrizioni ci <lànno notizia delle navi d.'1 guer,ra su cui erano imba,t'cati i medici : trattasi di Jue trii•emi distinte col nome di Cupido e Tigris . Gna, scoperta a Baia, (l dedicata a }Jarco Satrio Longino; l'altra, rinvenuta a MiRcrw, rignarcla Caio Otta.vio J<'ronto. medico di ma.rina a ripo. o. ~'illtra iscrizione l'iprodotta nrl Corpus inscriptionum latina1"1Wt (X-~G9!l) 1c'· dedkata n. Lucio JJollio \'alcni.e, di anni BO, medico <li madna, che prestò J";<'rvir.io 1wUa flotta. per Mli 17 giorni. iruba.rcato .sulla trireme l~' ides . Della SfJnaflra romana, chr a>cY:l la Rn:t haRc nel porto <li Classe, presso Ravenna. è per>enotn a noi ~oltanto nn 'iRCrizionc dedicata a Resto AL'l'io Romano, morto a 2G ann i, dopo av-e1• p restato .c::crvizi.o per nn qninqnrnnio nclila marina da guer m. Della mal'ina ln·itannica. ci t- per>enntn unn, Rola epigrafe rup!l)nrtenente al me(!ico duplicnrio Axro.

•

•


-

139-

~le1·ita di e.:ssere ricordata infine un'epigrafe, in lingua gl'e<:a, scoperta in Bujekdere pt·e.sso Costantimopoli. Seoondo Ka linka. che per il primo la illustrò, essa risale al secolo precedente all'era ctistiana., e riporta !:elenco completo dell'equipaggio di una trir<:mc greca dell'Lola di Cos (Kwwv), <:be faceva l})arte della flotta co mwndata da Auto Terenzio Yarrone. Kon sappiamo lo ~copo rper cui i Roml'l!ni òislocarono la flotta in quell:t loc.:'l:lità. Interc~sante in quest'iscdzione è l'indicazione del medico della nave, uno <lei pochi sanitari della mlllrina di origine greca, di cui abbiamo notizie, nt- è tPOSSibilt• accertare se tutte le navi ù~t guerra greche avcs ero a bordo dei medici o soltanto quelle del dipartimento dell'u ola di Cos. ove, come già ricordammo, la coltura medica era già da secoli moll-o fiorente. J'ij cln not:wsi che tutte k iscrizioni. sopra riportate rig-ua.rda.nti i medici della marina parlano di duplicari. Già fin dal 470 a. C. Tito Livio accenna a dei soldati dttplica1'i appartenenti rull'esercito di Alppio Claudio, che ricevevano cioè doppio stipendio. 6\nche l'illljperatore Ce. are assegnò doppia tpaga ~1.() una coorte che ~i era battuta valorosamente nell'a,~ eclio di Durazzo, cd una iscrizione scoperta a L:1mbése in Kumidia, dedicata all'imperatore Eliogaballo e famiglia fa menzione di 109 soldati della III legione Augusta aventi il titolo di duplicati. Lo tesso Yegezio nell'epistola rei mi· litari accenna a dldati, qui dup~ex ob ·m erita stipendium acci· pieù<tnt. Il Rosati ritiene che per duplicario si debba intendere . enz'altro il medico di marina, il quale Yeniva cm;;i designalA> con un nome, <.:he, OIHte Ja paga dojppia, inCJludeva i11 sé stesso un titolo d 'onore, in considerazione dei maggiori disagi e pericoli della, 'ita di mare e del più intenso lavoro, cui era sottoposto il medico imbaa:cato. Il Oorsini invece ammette che le paghe dei marinai fossero inferiol'i a quelle dei sOildati d~ll'esercito e (.;he il dOtp.p io stipendio a~segnato ai medici di marina, più che un provvedimento hono1·is ca~sa) fo.sl:le un mezzo materiale per assicurare il personale sani· tario sulle navi, tenendo ll)resente che anche i medici navali erano considerati come soldati, tanto clie nelle i crizioni sopracitate ricorre la parola militQIIJit) per indicare col numero degli anni la durata del servizio prestato.


-140-

Abbiamo già detto che i medici dell'esercito e1·ano equiparati, tanto nE>l g-rado rhr n<>llo 5;tipendio. ai p1·inci]X1les~ ossia ai ~ottuf. ficiali. e perciò fruivano del doppio soldo. Ora i medici navali, e~ · sendo parifi<:ati ai -.oldati, non potevano goderE> di que~to doppio stipendio, e perciò il Corsini avanza l'ipotesi che. per equipara.rli ai medici d<'ll'esrrcito. venif:~e loro conce~-a la doppia paga: da. dò il nome di fluplicari.


l OAPITOLO III.

L'ASSISTENZA SA ITARIA PRESSO GLI ESERCITI DURA_ TE IL MEDIOEVO.


~====~~======~=======-==----==

' l. -

I.u\ MlllDICINA MILI'L'ARlll NIDT"Llll CANZONI E XlllLT,llJ LEGGlll..'iUE 1\IlODIOlllYAI.I.

Dopo la caduta dell'Impero romano (475) le tenebre del Medioevo avvolgono la storia dolln, medicina ,p er paroochi secoli, e le ricerche sull'organizzazione sanitaria degli eserciti in questo lungo periodo riescOJl.o quanto mai ardue e prcc.:'trie, non !))Otendo~i disporre che di tpocbe fonti d'investigazione, prime fJ'a tutte le leggende ed i canti di quella civiltà guerriera, che del resto d offrono un 'immagine abba~Rtanza fed<'le della vita e dei costumi di quei tempi. Tl Medioevo nal':ct> agli albori <lel V secolo con un grande avvenimento, 1'inva ione dei bìnbari e la caduta dell'Ianpero d'occidente e termina nel XV secolo con un altro non meno grande episodio, la pre a di Costantinopoli e la fine dell'Impero d 'Oriente. Ed anche in questo lungo periodo la storia non è altro che [n, n31rrazione di nn a, ininterrotta uooes, ione di guerre. Carlo Magno è il fondatot"\8 del Sacro Roma.no I mpero eù istit uisce un nuovo ordinamento politico: il feudalismo. Sorge così l a cav::~lleria, simbolo di genOlezZ<'t in mezzo alla forza bruta: ed il ca,·alliel'C combatte per la fede, per la dama e per l'onore. Tempi di leggende, di sogni e di IPOeSi•:t, in cui a.l fragore de1le armi si associano n ospiro delle castellane ed H canto dei raJp odi che esaltano le eroiche gesta. E l·a vita medioevale rivive in queste leggende ed è eterna ta da poeti di corte nelle canzoni o da artisti virt.uosi n~lle raffigurn.zioni su ben IP•reparate pergamene o su lucide vetrate o su pareti affrescate. Questi poemi popol ari, che i trovatori, specialmente in terra di Francia e d'Italia, vanno cantando con musica inspirata alla lirica


• -

144 -

più antica, ùi (;Orte in corte, ùi ca'itello in cai'tello, allE> dame affacciate al veronc, e di eui non si può mettere in <lubbio la sincel'ità, sono ,per ];~;più na,nazioni di gliel'l'e c di ba,ttaglie, cspost<> srnza sforzo di immaginazione e contenenti una quantit;ì di notizie attinte dalla vita, quotidiana reale e di a,·,·cnimeuti. di cui furono certamt:nte spettatori gli anonimi autori. E<.l ancor oggi comnmovono i nostri aniwi c Ji rapiS<.:ono in un mondo IPOiPOlato eli fanta:-;mi e <li visioni, di gentU<•zza e <li rrois;mo. Ed in queste <:anzoni pri111ordia li s;i nt('Contano Le varie avren· ture in cui è coinvolta, la esi:.;tenza di un ctoc, il quale naturalmente deve .affrontare numerosi combattimenti, l'imanendo infhw quasi SCIUJPre vindtore, ma s:em~a c>sscre immune nei cruenti duelli da ferite e da lesionL <'he so1lo poi amoros;amenl e c1n·atc e gnarit<'. Abbiamo cosi delle nozioni di nwdicina popolare medioe,ale e qualche notizia Rui co tumidi quei t empi, per· (1uauto •1·igual'da ·l 'as~ist e uza dei fel'iti in battaglia ed i diver_ i trattamenti tera.peutici, riconosciuti allora come più pratici ed efficaci. Si poteebbe quasi ammettere che questi poemi si siano an(lati sviluppando ulile orme di que11i antichi, e che gli eroi famosi d'Omero ~i siano tra formati in signori feudali : così nei romanzi bretoni. i Bardi esaltano le imprese di re Arturo, l'eeoe dei cavalieri della Tavola 1·otonda c le gestn. di Tl'istano, narrando 1<> lm·o azioni guerresche; e con rkehez7.a eli tparticolari ne de crivono le varie fe·rH(' eli (·owhattinwnto. f01·nendo<'i una quantità di p1·ezio~i elem<'nti. eh<> non ci satrmmo aspettati -ùi l'itro\'31J'e circa Je usa.ni',e del mPdioeYo in rapporto alla medicina e chirurgia di guerra. Fra questi poemi eroici, meri t a di csl'ere sep;nal<lta soprattutto la f~tJmosa C.:'ln7Ame di Rolando, che rimonta drca al L'an no 106(i. In quc to poema, che celebra l'eroe della cavalleria, nella, leggenda, Orlando, nella storia, Goff-redo di Buglione, p<>'-Siamo trovare nna minuta dc.scdzione delle a1'mi c deHe ronscg-u<'nti ferite (l i <l nell:e)Joca 1·emota. T mez?.i di ofTesa più comuni erano allot·a la pi<'C.:'l c la spada. La prima rra lrn':wma da pnnt:t. e cl::~ tag1lio formata da un'a ta di legno, più o meno lunga, tet'lninante alt'esttcmità, da una losanga di ferro ag-uzza c ronispon<1<~':1 prP'>f;O a poco alla nos;tra lancia. La spada era costituita da un'ascia di feno a.flì!lato, con imQ)ugnatura corta. Il gnPl'riero era inoltre rin>stito flell'usb<>rgo

~


-

143-

(:fig. 31), una. ~pecie di maglia di acciaio, che copriva tutto il capo, lasdan<lo "'<·op<>rti .solo gli occhi<' scendeva fin oltre il ginoe<·bio; l 'elmo conico, munito di un na1'!ale e lo scudo di legno, rivestito di cuoio, completavano ila difesa del combattente. L 'esercito era costituito da vassalli della. corona e da va !,lalli suba.lterni, c ciascuno aveva un seguito di famigliari tutti armati (><} a cavallo. Ogni gruppo fotm~va una lancia composta da un cavaliere, da uno scudiero, un cosLoliere, un Ya1lctto, a1lcuni paggi e tre o quattro arcieri. Per va.lutare la forza dell'esercito si indica·m il numero <leJle lance, la cui arte militare con~isteva soprattutto nella scherma. I cavalieri si di"'Jlonevano in linea <li fronte agli avversari e cinse uno ('Olll batteva a singola1· tenzone. X<>lla d<'!\cl'izione d€'11e varie feritE' che ci offre la canzone di Rolni•do Ri può rilevare qualche incert('zza nei termini anatomici, che <li· moslJ'a hL mancanza di cognizioni te<."nichc, nè si o~serva quella minuta ed e-::.atta l'appresentazione delle le~ioni <·he abbiamo riscontt·ato nell' l linfl<'. l\fa non si ;può a meno di riconoscprc i l penetra n te i.ntuito di Fig. 3L - Usbergo ed cln1o con nasale. osservnzion e <l<'ll'ignoto cantore, che (Dal cli?.iomuio di Viollet r., 0 Due). <'l"rtanH'll1E> (l<'YC avere pre!';cnziato il combattimento ed ossetvato di persona le varie fa!'li e con eguenze, IPOichè l"ifpt"i:;;cc nei più minuti particolari ulle lesioni r il':contrate, dimostrando una sufficiente conoscenza dei l'apporti fra i vari organi, dellfL natma e dell'!'sito <.lelle lesioni, a t t·ribuendo una maggiore gm vite\ alle ferite da [)i<:ca. Leggiamo infatti elle Sansone, con un colpo solo di Qancia, di· retto obliquamente dall'alto in basso, da sini~tra a destra c dall'innanzi all'indietro, è riu. cito a colpire Emiro « spaecandogli il cuore, il fegato ed il polmone, ed abbattendolo morto». Un alko colpo di picca alla regione marnmillare sinistra determina, la, rottura dell e coste, ed, attraversato il tora<~, fuoriesce, in corrispondenza <h'll c scapole, frattumndo la colonn a vcrtcbralc; un altero IO


• -

14G-

Jede i grosl3i vasi del collo e prO\'OCa la morte istantanea. Particolare interessante, nella descrizione di questa le~i<m<', è l 'osservazione che il sangue esoe a spruzzi dalla ferita sincrono coi moti del cuore c tutti i sintomi della debolezza, conseguenti alle tprofuse emor· ragie, sono magi t~ralmente riportati dall'anonimo poeta.

Fig. 32 - Jli1·e che applicl\ un topico sul ginocchio ùestro di nn infermo r egale. (Da un dise(,'llO della Biblioteca Nnzionale di Parigi · Lancelot du Lac).

Cosi Orlando per la notevole perdita di sangue ha la visione annebbiata, ed Oliviero svenato avverte l'angoscia della morte, ha vertigini, non sente .nè vede ed è costretto a secnderc da cavallo ed a buttarsi a terra. E si parla con una certa ingenuità di terribili coltpi di lancia e di pada che fendono nettamente la scatola cranica: di altri che troncano le gambe e le braccia e di cavalieri gravemente feriti, che si 1rimettono con rapidità. meravigliosa in sella e tornano a combattere.


-

147 '-

8d a,bbiamo ancora n~l poema altre notizie ·s ui mezzi di cura dei feriti. Orlando ~tesso, nel tSoccor1·~rc 'rnrpino. gli s:lnc.cia la maglia e gli lacet·a la tunica per formate bende, che gli applk-a. allo seopo di arrestm·c l'emorragia c di impedil·e la fuoru cita dei visceri: praLica ,così una medicatnra compressiva e contentiva ad

Fig . 33 - C:waliere partente per la. guerra con la lettiga trasportata a dorso di cavalli. (D:t un tl isegno del h~ Biblioteca N11Zionalo di Pa.rigi - L•tncelot d n Lao).

un tempo. Maugis a<:,eovre preS!';O Rie<.:ardo, uno dei quattro figli di Aimone, e gli 1lava la ferita con vino bianco e lo medica, con un unguento, e poi, aprendogli a viva forza la bocca in 1preda a tri ma con una lama di coltello, gli fa ingbioLtire qualche so·r so di liquore che lo rianima ..Ed altre cure prodiga a Rinaldo di Montalbano ferito ('ad .All:nt, che ba una stpalla ltt"'~'ata. Nella canzone di Rolando si fa n1enzione altresì di veri e pro;pri anitari, che allora erano di~tinti col nome di ntires (fìg. 31). Qm•Hti, oltre lavare, spu1lmare di


-Il~ -

hftlsami P fa~cin1·e le ferite, somministravano qw1lche calmante ai pazienti riconcnùo a pozioni fatte con erbe, od a qualche decotto JWCparato secondo i precetti della • 'cuoia Salel'nitana od a q nei pochissimi altri rimedi tcrapeutid in n~o nel ~<'<'oloXI I. Gener:ùm<'nte i <·avnlieri, partendo per la guerra, si facevano Regnire dalle propri<.> tnagnifìche, ma ingombranti l<'tligh<', che <'rano ROmPggiate a dm·Ro di mulo (fig. 33). Così, ·q uando il Du~ di Bcgon 1è. trasportato dai snoi va-ssalli neJlla tenda, gravemenle ferito, i medici lo esaminano n<:curatamente, applicano un e:mpiastro sulla fel'ita e dopo un ~a­ lasso riescono a trarre fuori di pericolo l'eroe. )lolto minnzioRamente f. descritta l'opera di assistenza di detti sanitari. I feriti in <'ombattimento vengono condotti presso que ti mires, ed i monnci, i preti, i chierici adempiono in g·enere le ma,nsioui di por·{afel'iti, caricandoli p<'r lo più sulle spalle, o traRip ortan doli a dor'So eli mulo, de per il passo ambio irruprimono minori scoR. e al paziente, od a nwzzo di speciali lettighe, mentre si incaricavano e. si stessi d<'lla sepoltura dci mo1·ti. I medici, con ogni procauzionc <· delicatezza. dPn1uhmo la p:u·te leRa, lavano ln fprita con acqua di sorgente, ,r jscalòata in un vaso, o preferil>ilmente con vino bianco; spalmano quh1di su sl t·iscie di tela balsami e linimPnti, preparando c.osi una specie di ce1·otto pet· riavYicinm·e i IUHrgini della lesione . .t\Jpplicano ancora, per cicatrizzare la ferita ed im pedh·e il <'attivo o<lor<', una !'peci a le pomata, fatta <·o n Prbe raccolte nei campi, quali il finocchio, il sedano, il dittamo, e soprattutto la mandra.gora. ~è mancano nelht composizione di questi rimedi, le droghe orientali: cannella, ga,rofano, spezie, noce moscata ecc. l"n m<XIico <lt•lla Scuola di Salet·no, raccol~<' in un Antidotal'jo, scritto in latino nella rpl'iiUa metà del secolo XII, le varie proprietà ed indicazioni di questi meòicinali, costituendo un ricettal'io di circa 140 fo1·mole, f·r a le quali è da ricordare il miele ro ·a io, !l'unguento citl'ino, l'unguento popuJeo, che sono an<·ora in u:.;o, dopo tanti secoli, nella farmacopea moderna. Ogni sanit:llrio aveva a, sua disposizione un sacchetto di questi ele ti ual'i, colle vento e pronte, col cofanetto di fìlaccic, i vasi degli u ng uenti e gli ' Lrumenti chirurgici. Per quanto riguarda l'esame del malato, l'attenzione dei. medici era tichiamata oprattutto Rul ('UOl·e e Rul fc~ato, ed erano specialmente oggetto di minute i ndagini il ~polso, di cui conoscevano l O va,l'ietà, con significato Sipeciale, e le urine. Molto

•


-149-

frequen te era l'uso del sala so c del cauterio, e ln tcrapeutica non di~poncva allora che di poche altre risor.se.

Conw nota gentile. ~ da rkonla1·<' che in qlH')<;ta Ppo<:a canù[etesca del XII secolo la donna ·e splica la sua pietosa. missione di assistenza dei feriti : la vi, ta del sangue non la turba, n<' le mani delicate rifuggono dall'imbratta·rsi, nell'arrestare tem:pe ti mmente un 'emON'agia. Sa inoltl·e applicare ventose, spalmare le parti ammalate col suoco di erbe dei campi o dci gial'dini, di cui da madre in :figlia si trasmetteva il segreto delle miracolose vi:rtù tera:pcutichc, e comporre misture e pozioni. E tali amorevoli cure uon sono ipe·esta.te soltanto tLl castello, ma sul luogo te so dell'azione. C'osi Tarnod, ferito a morte nella battaglia, di Stickeilcrstad del J 030, trova rifugio in un ca~oJare ove numero e donne erano intente a portare i primi soccorsi ai feriti. Le figlie e le mogli dci signori, dci bat·oni e {lei grru1:di dignitati non !ritengono di diminuire 1lel loro p1·e;;;tigio col lasciare le ~ontuosc dimol'c e ·rccrursi sui campi di battaglia a, preslar la loro opera umanitaria ai feriti, cÒmt- Je iufe1·micre Tololltal'ie delle ..1.ssociazioni di soocor"o nelle guene moderne. Cosi nella <!anzon<> di J>ereefore t una, donzella, di nome Elena, riesce a dùune con gtande abilità la lussazione della spalla ad un cugino ferito; nel poema di Tebc la :figlia di Lkmgo SO('Com·e con un cordhtle uno tlei capi, 'l'ideo, e s;parge di balsamo la ferita c la fascia colle ste e t·J·ine della <Sua veste; un'alltra ancora, BeH sia, iidanz:ttn. òel cavaliere Otinel, lo assiste premurosamente dopo che si è battuto col R e dei Saraceni, cd Aucassin, che ~i è lus;sata una spalla in seguito a caduta da cavallo, è guariLo dalla sua ·promessa. Nicoletta scn1p1icement <' con applicazione uNa parte lesa di edle e foglie verdi. Cosi nella leggenda di 'l'ristauo Ja, 'r egina Isolda, <li l J.']a,nda presta amorosa. a sistenza, impavida, ul <'ampo di battaglia, ai ~oldati <'-c'l!Cluti. Nel poema epico di re Gudrnn ono mes f in evidenza le 11tOltep1ici cognizioni del monarca in medicina e chit·ur~:oria, che n.vc>a a!ppresc da una vecchia fattucchiera c la sua infaticat:ilc attività nel prestare in combattimento i primi soccorsi ai malati (~ fel'iti, il cui nume1·o era cosi ingente '<'l1e i camelli non bast:wano al loro trasporto.


\ -130-

Nella canzone dei Nibelunghi si legge ancot·a che il re di Bu•rgund e suo frat(jllo si prodigavano nell'assistere i fe,riti in guerra e nell'-effettua•r e il lo•ro sgombe.r o a mezzo di lettirghe. In mancanza di adatti luoghi di cura, i feriti e malati ven1vano trasportati nei monasteri (fig. 34) ed affidati all'ass1stcnza dei servi di Dio. La rcJigione nei suoi chiostri e nelle sue chiese offriva un asilo tranquillo e sicuro ai feriti di guena, i quali trovavano assistenza fraterna nei monaci votati al sa.crifìcio della pietà, e nello stesso tempo i conventi diveniya.no altret tanti centri di coltura delle scienze mediche e vi acc·o rr·evano numerosi allievi, tanto che Bonifacio VIII non si peritava di scrivere a Filippo il Bello che il clero distava dal 'r e e da.i principi come lo spirito dalla materia. Fra ile scuole monastiche in cui si impartirono insegnamenti di medicina va ricordata quella di Montecassino, fondata da S. Benedetto (480-543), il 1quale nell'articolo 36 della sua regola dava o•r dine che annesso al convento fosse istituito un ospedale per i poveri: injìrmo1·um cw·a ante omnia et sttper omnia adhibenda est. Comincia in tal modo a realizzarsi il concetto cristiano dell'obbligo dell'assistenza agl'infermi, come aveva già raccomandato S. Giacomo nelle sue eJpistole: <<Se qualcuno è malato~ chiami a sè g1li anziani della comunità )). Sotto la protezione dei santi Cosma e Damiano, oriundi siriaci, come tutti i !Primi medici cristiani , i. ·q uali, secondo la leggenda, avrebbero .studiato medicina e quindi esercitata l'arte sanita,r ia in Cilrieia, vengono così sorgendo numerosi os.p edali religiosi, quali a Cesarea, fondato da S. Basilio nel 370 d. O., ad Alessa.ndria nel 610, a Co~tantinopoH, n! Gerusalemme ·e retto dall'imperatrice Enclossia, a RiQma i<stituito da Fabiola nel 400, a Lione ed Arles nel 582 e ['Hotel Dieu a Parigi nel 651, al valico del MonceniRio nell'825 ed a quello del Gran S. Bernardo nel 962 ecc. In quello di CMontecassino accorsero in folla gli infermi .fin dalle più lontane regioni d'Europa, e fra i tanti fu ricover~.to Enrico H di Baviera per calcolosi vesdcale; e vuole la, tradizione elie fosse gn:uito mhaoolosamente da.Jlo .stesso S. Benedetto, che gili apiParve in sog:no, porgendogli la pietra che aveva abilmente estratto. Contemporaneamente a questi nosocomi religiosi ·s orsero numerosissimi asili JPel' i. pellegrini c ricoveri per i lebbrosL i quali non dovevano incutere paura e ·rib1·ezzo nd seguaci di Colui che non

•


-151-

aveva esiiato ad avvicinal'e le labbra divine per bacia1·e rtucgli. infelici. Così furono istituiti numerosil'lsimi leprosari, tanto elle in Europa sol1!)assavanò i 19.000, di cui 2000 in Fra.ncia.

Fig. S4- Ca.va.licro ferito 1•1 torace trasportato in un monastero per le cure del caso. (Da nn disegno della Biblioteca Nazionale di Parigi • Lancelot du Lac).

N egli ospedali 'religiosi l'a sistenza sanitaria ·è affidata a{!li ste~t-';i monaJCi fra i quali vi sono molti medici. ed infermieri

(in;!t··

mwri) : ed a poco a poco la loro attività si e plica anche fuori dal chiostro e cominciano a farsi una numero a clientela, non escluse


-

102-

illustri IPCrF;ona1ità, fino a tanto cht> i concili sotto Iunoct•n7-o II di Clermont e di Rci.ms (1130-1131), del Latetm1o (1139) sotto Alesl'andro III. di .\Iontpelli<>r (l1G2). di TOUI"l' (116:{) (PJccl('8ia aùhorret scmguine), di Montpc1lie1· 'Sotto Ce11esLino Hl (J195) e di Pa1·igi (121.2) durante il pontificato di Innoccnzo III, mettono il veto sull'esercizio professionalE' ai religiosi. Ed il pontefice Onorio III e~fende tale rt'. trizione ai chierid s<>colari: acl omnes clericos <lignitate aliqua praeclitos.

II. - I ~ERYIZI S.l-:-\l'l'Alll PR!i:SSO GLI l!:SERCITI DE LI /A~TICA AR\.BIA.

Gli Arabi, animati dal fanatismo di una religione, che aveva eternato nel Corano il ~principio de11a violenza sang uinaria e la promessa ùi un al di là all'ombra delle spade, non potevano lontanamente IPensa•r c ad un'assistenza sanitaria in campagna, dato che la vita eta tenuta. in co i poco pregio e portavttno ovunque il saccheggio e la desolazione, disltuggendo col f<>rro c col fuoco quanto di bello aveva prodotto ~a civiltà,, come n'è provtt l'incendio della famosa biblioteca alessandrina. Ma, allorchè la loro potenza mggiun c più tardi la [liù alta espre~sione, gli Arabi ebbero una civiltà mcnwigliosa, che tenne il primato f•r a le a!Ltre e nel campo della medicina si afl'ermò coi nomi di Averroè, Avicenna, Abulkasis, Rhazes ccc. In questo periodo i condottieri e i califfi furono eguiti in battaglia da sanitari <li fiducia; l'arabo, nel cui animo cominciavano a germogliare !Sentimenti umanitari, pre ta sul campo socc.orso aJ compagno fel'ito, e la bella Angelica assiste amoro ~amcnte iJ giovinetto )ledoro ferito. L'amore alla cienza si ostit nisce presto alla brama di conquista e<l i soldati oreano in ogni città soggioga.ta ospedali, scuoil.P, biblioteche. La predilezione degli Arabi per le scienze fisico-matematichP, e soptatt ntto per In chirm·gia. irnpl'imc un uuo,·o Ìll<lirizzo all'arte sanitaria, la quale va sew.prc più sviluppando. i e perfezionando i col ragionamento, coll'esperienza e coll'esame diretto dell'infermo. E la medicina presl'lo questi popoli .raggiunge il più largo sviluppo e ·rie!=:ce a conquistare il primato tra le altre scienze. Dopo ln ca<luta del l' impcro J·omano, gli A•r abi diventano i do minatori dellfediterraneo spingendogi nella Spagiw fin oltre i Pirenei, e coi loro continui e numerosi scambi commerciali si avvicinano gradatamente ed a similano i frutti della civiHà dei popoli

l


-

J;)3-

~ontigui e soprattutto dei Greci, dei quali ben prest-o vengono a co-

noscenza, nello studio delle mediche diseiplinc, dei testi di Ippocrate, di Galeno e di Paolo d'Egina, e fondano numerose scuole mediche di cal'att<>re laico, al contrario di quelle d'oriente. :MaQmetto, nato nel 560 d. C' .. comincia già a riconoS<:ere la grande importanza della salute degli eserciti e prescrive rigorose norm e igieniche 1p er consenarla, precelti che sono serupolosamente os-et·vati dai fedeli. La Rua dottrina raccolta nel Corano, che fu scritto su (pezzi di sloffa o di cuoio, su fogli<~ <li palma ed anche su 1pietre e s u ossa di montone. -:i pnò ritenN·<'. dal pnnto di Yh,fa medico, un vero e pr01pdo t·rattato' di igiene. Infatti, in esso sono P'resoritti i laYacl·i quot idiani, le prostntzioni. i pnsti sobrii, il digiuno (Hanwdan). dal qual e sono dispen:::ati i sol<lati al campo, l'astinenza dall'uso di catni di mainll e (li animali ru01·ti da lnugo tempo, dal Yino, dal la t te d 'asina P da tutte le beYande fenuentate. E <là inQiltre pr<'ziosi inc;egnnmen Li per ln profìlas!'li contro i morbi infettiYi. « Se sentirete dil'e che in un pae~e iniìcl'i5:;ce una malattia epide111ica, non n nndnlc; ~e iJWC<'e vi l·rovnte in una lO<·alità in <'ni. Hi .siano manifestati morbi contagiosi, non doYete nsdrn<> )). Pa-olo d'Egina, dcJln prima metà òel settimo secolo, contemporaneo <li )Jaomctto, ~ uno dei più grandi nwdki bizantini. D Pi 5:;noi m1merMl h·attati. è peYv<•nuto a noi solfa.nto qnello ncl1n medicina, composto di sette libri, di cui il più importante è il pemùtimo <'h(' si occupa della chirurgia. Oltre a<l estese cognizioni sui ca1X!inomi, vi è esposta minutamente la tecnica per il cateterismo, la litotomia:, 1'-erniotomia, l 'orchiectomia e le o,pcrazioni di fi ·tole anali c di emorroidi. NeH'ultimo libro tratta dei medicamenti semplici e composti e della loro preparazione. Gmnde mocenate delle scienze .fu il Re .A.bdcl'amo Hl, fondatore delia .:Mo.schea di Cordova e di numel'osiS~Simi ospedali, tanto che in que ta ciltà IH' fm·ono im!Jiantati oltre una cinquantina. Sto meno fm·vidi patrocinalori furono i suoi successori .Al-Akem, il quale riuscì a raooogliere una biblioteca così monumentale, che il solo catalogo era composto di ben 44 \'OlUllli, di 50 fogli ciascuno ed il 1·eggcnte .Al-Mansour, grande condottiero e vincitore in cenlo combattimenti, che aveva fa,tto venire fin dalla Grecia medici illustri, che lo eguivano anche sui campi di battaglia.

l


-

13-i-

AYicenna (985-J03ì ), oriundo persiano, ci ha lHS<'iato il canone della medicina (l{anoun - fil Thebb) che rappt'e8en1a. per ben sei secoli il codice (più autor<'vole. B composto di dnq ne lihl'i, suddivisi in t·rattati, che prendono il nome -1i fen) fruLLo ·d ei ~uoi pazienti , tudi e della lunga cspet'ienza. Nel IV libro nno ~',!lCciale capitolo l- dedicato alle malattie inf<'tth•e ed un altt'O alla. <'hirnr~ia, con una minuta dissertazione sulle fratture e sulle lussazioni. Nel V libro i parla dei medicamenti, fra cni la cassia, l'asAA fetida e l'unguento mercuriale. :\Ja, il più grande chi ruJ'~o arabo fu Abulkal'i!' (!)(ì0-1012), nato a Zaben, pr('!'\SO CordoYa. n ~nq h·aHato di chil•tll'g"ia, che fa, parte della ~ratHle Enciclopedia cono~dnta <'Ol nome òi ']'('SOrif. <·Om(pendia tutte le no7.ioni chirurgiche e rappresenta una delle ope·r e più importanti deil tempo. Questa comprende tre parti : nel l ;~ prima t'ratta ampiamente deNa cautel'iz7.azione delle ferite col fuoco, a mezzo di cat1teri d'oro e d'a_,rgento eli va1·ia grandezza. nella seconda descrive minutamente le princ~pali operazioni, fra cui Ja, trapanazione, l'amputazione, la litotomia,, l'erniotomia, le suture intc tinali, l 'asportazione di gozw e di aneurismi; e nella terza infine parla delle lussazioni e fratture. E (lallo stesso poema ri<-n\'iumo inoltre che l'opE't'a dd mcdki militari in campagna, non si limitava solo alla cura dei malati e feriti, ma dovevano a,]tresi invigil3Jre assiduamente sulla qualità degli alimenti e dell'acqua potabHe, sul suolo, st1gli accampamenti e u ogni altra oosn: che !POtesse essere inquinata ad arte dal nemico e danMggiare la salute del! 'esercito : ed a1p pena accertatisi dell'impurità, erano obbligati a prendere i provYeclimenti necessari per preserYare la truppa ùa ogni pericolo di malattia. E se questa, ciò nonostante, si manifestava, dovevano c plicare tutta la loro attività per arrestarne il decorso e per ~imitarne il più possibilmente la diffusione. Invero è da riconoscere che questi precetti millena•ri potrebbero ancora trovare sede opportuna nelle nostre istruzioni militari odi igiene. M medico rp oi spettava in particolar modo di invigilare sulla salute del re, e salvagtLardarlo da ogni (possibilità di ammalar i, tpoichè era legge f\>ndamentale che «la con ervazione del re equivalesse a quella dell'intera Nazione». A tale intento, il medico negli accampamenti teneva impiantata la propria tenda, accanto a quella reale ed era provvi to di tutti

l


-

lr);)-

gli .strumenti e rimedi terapcutici per ogni evenienza, quali baiami, oli e succhi vegetruli. Per quanto riguarda l'approwigionamcnto idrico dell'<'.<serdto, lo storico greco Erodoto (V secolo a. C.) racconta ·Che t1n ;r e a·rabo, dovendo attraversare coll'armata un vasto deserto, fece deviare l'acqua da nn .fiume sino a distanza di dodici rum·cie. per mezzo di t ubi fatti con pelli di bove e d'altri animali: tre di questi canali attingevano acqua dal nume e ciascuno la conauceva ad una grande cisterna, scavata, lungo la vht che J'esercito do,·ev:t percorrere. l'i quindi da supporre che le truppe f<>ssero rifornite di acqua per tre giorni, sia che 'la fPOrtassero gli. uomini, sia che fosse someggiata .•\d ogni modo. 1'epiF;oclio contien<' afìsai più che in germe la separazione tra, i rifornimenti che vengono dulie retrovie e quelli che !'·e sercito operante si procaccia con mezzi [propri. La notir.ia tramandataci da Erodoto, benchè si riferisca a tempi remoti simi di almeno venticinque secoli fa, non è trascm·abile : essa dimo tra che la <'Osì detta « logistica >> era praticata a-nche dagli antichi, benchè ne ignorassero il nome. Rhazes ( 50-923), pure d'origine persiana, è giu, tamente considerato come il migliore dei medici pratici della sua epoca, e la ~ma ope1·a JtJl-Kat'l è com p~ta di noY<' libri: uno di questi trattn. del 1'aiuolo ed è una. l'accolta interes;;snnte eli osservazioni per. onrtli, con esatta e minuziosa descrizione tan1 o clelia n riol :t che della varicella, del tJoro deeor-. o e cm·:.t, nella qn<lle non è has<'urata la cosmesi del volto; nn altro libro, il teJ'7.0, è d<'dicato ai medicamenti<' fra questi si accenna per la prima volta alla canfora e si consiglia l'uso dei rivulsivi cutanei, molto energici, fra cui uno OODllPDSto di ooloquintiò<' e nitro «!Provato con successo su più di mi1tl e persone ». Rhaze lJa scritto a.ncora un libro Almansor ull'igiene degli accampamenti, in cui prescrive la massima 1ptùizia con tl 'allontanamento immediato degli animali morti e l'estirpazione delle piante v('lenose dal campo, il quaJe dovrà essere impiantato in localit.'t poco elevata, preferibilmente a valle ed in direzione ud-ovest. Quando soffiano i venti umidi, per le truppe raccomanda ~be siano intensificate le esercitazioni militari e la ~proibizione del vino; quando l'aria è a._c;ciutta, con iglia il regime opp<>sto. Insiste infine ~ulla rigorosa. vigilanza dei dbi e <lelllc hPYandc da fomi·re all'esercito. FinnJmente è da ricorda·re Averroè (1126-1J 98), da Cordova, che

I


-

l:>G -

oltre ad esl"'ere un medko òi gran fama, fu a)l(·he sommo .filo~ofo e autore di quel g'l'a:nde commento di Aristotile, ricordato da Dante nel suo poema divino:

« .A'lCJ.Toìs, che 'l gmn comento fpo )). Oriundo da nobile famiglia, dU[>prima fu giudice nella città natia, poi fu inviato al Marocco ove per aver manifestato idee contra-rie al Corano fu condannato alla confiS<!a dei beni e dovette riparare a Fez, facendo 1p ubblica ll'itrattnzione.

III. -

L'ASSIS'l'lli-:\'Z.\ SA~I'l'A.HIA NI!lLLl!J CnoCUTl!J.

Fin dal 1093 papa Urbano II, impres ·ionato dalle lotte fratri~ide ·dci popoli c11e continuaa.u ent<' si ·d ilaniavano eRi massacl"anmo

in inulili conte e, in una gunde adunat;1 di signori italiani in Piacenza ed in un concilio di prelati e {ìi principi a Cle1·mont, aveva promulgata la neces 'ità òi liberare il Santo f:.;epolct·o dagili infedeli

e di pl"omuoYere una santa guerra, eh<', sollevando gli uomini ùn1lc miserie e diatribe di questa terra, po1·ta~e a <'ompie·re una nobile impresa, che avrebbe avuto per ricompem;a il martirio c la gloria celeste. L ·appc.llo di riscossa non fu lanciat<> in-..ano : Pietro l'Eremita, da Amiens, nuda la lesta cd i piedi. Yestito di rozzo !'aio <' <:into i fianchi di una grossa fune, c01L suo ve1·bo 1·ude c selvaggio, ma aitascinante, fu lo ·tl·enuo banditore di questa nuoya campagna, inspirato ad un fine ideale, sovrumano. Ed al gl'ido fatidico di « Dio lo vuole», principi , conti, ducbi, religiosi, nobili e plebei, gente di città, c del contado, in una gara ammirevole, ~pinti da un unico impulso, non esital"ono ad abbandonare spontaneamente le loro te111·e e i lol'O beni e di marciate alla conquista della .Palestina, ponendo sulla tnnica o ~ul mantello o Aulfrontnle dcll'<>lmo il simbolico RPgno sanguigno òi una croce, in momot·ia del sacrificio dell Tomo Dio. Nè la debolezza del sesso, nè gli ac<'iacchi clcll'etù, Yalsero a trattenere dal prendere parte alln santa imprc. a. donne, vecd1i. e fancitùli : intere famiglie, intere borgate lasciarono la propl'ia sede e mossero Yerso la T<"rra, santa. ~i calcola <l GOO mila, i1l numcro <li quelli cbe !Parteciparono alla prima crociata, c l'eserdto sterminato,


-

1;;7 -

tratto dalla Francia, dall' Italia, daJla Spagna, dall'I nghilterra e dall' Allemagna, percorse a grm1di giornate il' l~uro1pa, traseinandosi al seguito un ingom1.>1·ante numero di carrL di quadrupedi, di bagagli, e di superflue ma sel'izie. Finalnwnte nella primavera del 1097 ~i accampò ~mll<> dve orientali nel Bo foro, e nel succe sivo 1:5 maggio iniziò l'attacco di .Sicea, caduta la quale, rproseguì alla Yoltn di Antiochia,, che cin!>c d'a)';sedio. e, dopo Rette mesi di lotta accanita, riusei n, conquistarla. 1\'[a la vittoria fu pftgata a ben caro prezzo : giiì. durante il pas!'laggio della Bitinin e della l"rigia l'ei'crdto fu l"Olpito da numerosi casi di inr-:olazione e stremato p(lr la lunga guerra. fu ben pr<'Sto Hf'l'<alito dalla carestia, per cui si fu costretti a sacrificare tutti i quadrupooi ed a·nutrirsi in seguito di Role Cl'be. In<~ltl·e le pioggic torrenziali, l'inclemenza, del clima e della, sla.glone torrida, contribuiJ·ono a difl'onde1·e in modo spaventevole i casi di insolazione e le malattie ca trensi, sicchè in breve temipo queste immense mas e <l'uomini, mnl<> Hrmati e pegg-io organizzati, sfiniti clnlla fame e dai disngi. ri· masero decimate 1più dt>lla metà. Dopo la presa di Antiochia i Cristiani si aprirono :finalmente la via di GN·u;;;al<•mme. e il JO g-iug-no 10nn lo Rtt>ndal'Clo (~rociato sventolava ~ulle mm~t della CHtà santa. Il g1·ande condottiero Goffredo <li Buglione, conte della ba~sa L01·cna, al quale era stato offel'to il titolo òi re eli flerul-<nlemnH', volle per 11mlltà eRscre chiamato semplicemente difensore del K Sepolcro. Scar is ime sono le notizie che abbiamo sul set·vizio sanitario di questa prima spedizione. che dl.ll'ò dal 1095 a,l l099: le cronache ci hanno tramandato soltanto l'episodio di un c..<tpo, Balcdonno, fratello <li Goffreào, che 'rimM;;e ferito sotto le mura di Gerusalemme da un colpo di lancia alla coscia cd ai reni, con profusa emorragia, la, quale Jll'O\'OCÒ 1m non lieve drliquio. f'orkato Rn una lettiga. ehbe pronto ed efficace soccorso dai medici, a'l seguito delle truppe, i quali riuscirono a. st rapparlo da m01·te certa in grazia anche della sua robusta costituzione. Così lo stes.'>o Goli·r edo, gravemente ferHo, l'iw;;eì a Ralvarki rpN' rnerito clt>ll'ahilitù, (](li k::tnitad che gli ruppresta· rono le necessa.rie cure con ogni sollecitudine. Anche ln S('~Ouda Cl'OChlta (1146-114!)), ~ondotta da. Luigi v n. detto il Giovane, 'r e eli Francia e dall'imperatore Corrado II1 di Ger mania e di cui fu eloquente as ertore S. Bernru,do, abate di Chiaravalle, non ci offre grandi pllirticOilari in rapporto all'assi-


-158-

stenza sanitaria: sappiamo soltanto che l'eserdto francel>e sconfitto in Siria ed il tedesco di perso nell'Asia :Minore ebbero a subire sensibili ime pe1·dite per micidiali epidemie svUuppateai ' fr:t le soldatesche, e di cui non ci è penenuta alcun 'altra notizia. X è fu possibile con le forze supe1·stiti tentare l'assedio di Damai'ìco, poichè l 'esercito, logorato dalle malattie cd estenuato dalle fatiche e dalle rprivazioni, doYette rinunciare all'impresa. Nella terza crociala (1188-1192), :patrocinata da Clemente III, coll'intervento di Filippo Augusto, 'r e di Fmncia, Riccardo Cuor di Leone, figlio di Arrigo II d 'Inghilterra e dell'imperatore di Germania Federico Barba1·ossa, spira un maggiore sentimento <li ultlanità fra i belligeranti: non è più la, lotta ferooe, accanita, corpo a corpo, che si impegna, acuita dal fanatismo contro g.l'infl'deli; ma . comincia a fa.r si strada il principio <Jel ·rispetto ai .ferìti anche per la presenza di numero e donne, al eguito delle truppe, tra\estite da guerderi, le quali, oltre ad essersi. dimo ' Lratc premurose in Ccrmiere nell'assistere i feriti, diedero prova di c<>raggio e <li valo1·e negli a edi di Toleroaide e di Jaffa. Si nana infatti cb<~ il tondottiero Baldovino, succeduto a Oofl'1·edo di Buglion<~, fece arrestare la ma1·cia dell'esercito per non abbandonare una povera turca colta sulla strada dalle doglie del parto, e la fece assistere dai pt·opri medici : ed egli stesso le gettò ilmanteHo per copd1·si. Lo ste~so .Bal<lovi.no rifiutò ~nergicamente la propo ta del suo sanitario di sacrificm·e un pl'igioniero saraceno, allo scopo di indagare le cau~c inte-r ne di un'ail'ezione, di cui eg;li ste so soil'l'iva. Il re Filippo A.ugusto, come è noto, morì a :Santes il 14 lu glio 1223, a 59 anni, nonostante le assidue cure d<>l suo fido medico Giovanni di S. Oillet, per caebessia malarica, da cui era affetto da circa un anno: coLpito da un acees o di febbre quartana, il re fu sottoposto a.l salasso e oo una diela l'igorosa, al la quale rpcrò, st'· condo gli. storici, non volle sottomettersi e dopo poche ettimanc spirò. Vimperatore Federico Barbarossa, mentre moveva coill'eserdto v·el'SO la Siria, nel risalire il fiume Selc, preso <la un vivo desiderio di bagnarsi nelle 1impid<> acque, si gettò nell'acqua, ma, colto da improvviso malore, miseramente annegò. Nessuna notizia importante dal punt-o di vista sanitatio ci ha tramandato la quarta crociata (11!}6-119 ), promulgata da C<'lestino I V ed organizzata da lDnrico VI, imperatore di Gcrtllania, la, quale ebbe per azione più importante la conqui ta di BC'rito.


-

1:>9 -

Nella quinta., invece (119 -l 20G), promossa da I nnoernzo III , guidata dal Mwl'chese di MonfeN·ato col concorso del Veneziani, capitanati dal venerando doge Emico Dandolo c che fini colla rpresa di Zara e l'a sedio di C'O ·tantinopoli, lo storico Giacomo di Yitry ci dà per il primo conOS<:cnza di due malattie ca trensi che colpirono le truppe. La, p rima si di tingueva per un « dolore improwiso che prendeva gli a•rt i infe1·iod che diventavano orrendamente neri : successivamente le gengive ed i denti erano attaeca,ti da. una, Rpecie di cancrena, sicchè l'infermo non poteva più masticare e nutrir i»La econda. era. caratterizzata dal fatto che gli ammalati « durante aa notte rimanevano colpiti da cecità e non potevano più veder nulla»- Nessun dubbio che siamo qui in presenza. dello ~orlmto e dell'emeralotpia: e la de crizione, pure e po ta con estl'ema semplicità e concisione, non può ùar luogo ad equivoci di sorta. Xcp.pure la. esta. crociata (1213-1241), propugnata da Onod o III e <·oJHlotta in Egitto lla .\.Jldrea Il . 1·e <li l:ngheria, che finì coll 'inutile presa di Damietta, riconqui tata più tardi dai Samceni, ci ba lasciato alcun fatto importante per la. toria della medicina militare. Nella ~wt.tima (124:)-12:i 1). ~niflata ònl re T"'nigi I X. i1 Ranto, troviamo una, descrizione più e~ atta. e pal'licolareggiata di un'l?pidemia di corùuio che incol ·e le truppe. E con espres ioni ingenue, ma a~ ai vivaci e colorite, ne pal'la il J oim·llle: « JJa carne delle gambe si dis ·ecca:va fino all'o so, e tanta carne morta veni nt alle gengire che la. bocca diveniva orribilmente puzzolente e conv<'niva che i bar bieti !p ortassero via tale carne, affinchè si p<>tesse ma tlcare ed inghiotti ee il cibo. G1·an pietà era quella. di uùir gridare le genti fra l'esercito, alle quali si tagliava la car ne morta; poichè gridavano' essi come donne che fos ero in travaglio d'infante. Ed alla fine pochi ne sfuggivano che non ne mol'i.., ero; ed il egno di morte che vi si cono ceva continuamente cr·a quando i cominciava a ganguinare dà.l naso, che si era ben sicuri di essere modi tra breve )). Durante il secondo assedio di Damietta, che costò innumerevoli 1perdite, le vittime furono ]asciate sul campo insepol te, c putrefacendo manda,•ano e..::alazioni pe~tif~rc, favorendo il difl'ondersi di morbi infettivi. Il monarca in per ona si prodigò a curare con le proprie mani, a confortare ed a soccorrere i colpiti, ed egli pure si ammalò. L'ottava c1·odata. (12G8-J271) f u condotta dallo stc. so l' C Lui.-

t


-160gi IX, otmai ridotto in tristissime oondizioni di sallute, ta.nto che po teva 'reggersi a stent-o in sella. Per compiacere il fratello Carlo d'Angiò, re di Napoli, egli mosse coll'esercito alla volta (li Tunisi, ove sbaJrcò il17luglio 1270. ·:Ma ben presto, per le deplo.revoli condizioni igieniche, le truppe furono c-olpite dallo scorbuto, dalla dissenteria, dal dermotifo e dalla mala.ria, costrette ad a<x:nm1pai'e in regioni (paludose con poehe mise1·e teu(le IPCr ripararsi dal sole M·ricano e .èJai venti impetnosi e soffocanti, a cibarsi unieamente di carne swlata con scarsissime provviste di acqua. Sicchè la mortalità fu elevatissima c non si arrivava. in tempo a dar setpoUm·a ai cadaveri, che, !l asciati sul terreno, ammol'bàvano l'aria. Ai feriti si distribuiva ancora ogni mattina, a digiuno, un cucchiaio di polvere di polygonia· minor nell'acqua e nel vino : in ca;so di lesioni da freccia, supposta avvelenata, si .somministrava, una miscela di scOilopendra e di semi di limone. E tper rendere l'acqua potabile, si riteneva mezzo sufficiente di correzione !l)estare quattro fave o quattro mandorle nei. recipienti che la conteueva.no. Eppure !ila.ppiamo essersi trovati medici e chirurghi al seguito dell'esercito in questa Crociata : alla persona del ,r e era addetto il chirurgo Piet-r o da Soisson. È fatta inoltre menzione di alt·ri medici militari : D udes di Laon, Piet•r o de la Broce, Martin ecc. E le cronache ci narrano che nell'accanito combattimento innanzi. a Damietta si ebbero numerosi morti e fel'i ti, fl-a i quali il cond{)t.tit>ro Gauti er , eh e fu soccorso dai chiorurghi e dai fisici dell'esercito. Questi medici erano scelti fnb i più giovani ed i più robusti, e nelle hmghe spedizioni belliche e nei conflitti sanguinosi acquistavano gra1latamente dò che non poteva offrir loro lo studio più assiduo e pHziente sui testi: 1'esperienza e la pratica. La tenda del Re santo era stata impiantatliL in zona (•SJposta ai. venti ed al tramonto si a(',oendevano innanzi suffumigi con una mescolan?.a di ceci, lnpini, a.mbra, precedentemente maeerati nel Yino. e sparsi sui caJrboni ardenti per disperdere l'ada malefica. Ma a nulla valsero Qe premurose cure : Luigi IX andò lentamente spegnendosi per l'aggravarsi della dissenteria e cachessia mnlaricn. Sentendosi. agli estremi, si fece collocare sulla cenere e coprire <li un cilicio e morl serenamente a 55 anni. Non sarà supedluo ricordare l'usanza di que.<>to Re di guari·r~ gli scrofolosi toccandoli colle dita, facendo un segno de~la croce suJlla !l)a•r te ammalata ·c pronuneiando contemporaneamente le fa -


-161mo:-e parole« Le Roi t e to11che et ])i<>u te gué'rit )). Qu~ta caratteri· f;ti<-11 costumanza (}('i R<> <li Fmncia, si tramandò JWl' pm·ecrhi secoli

fino a. Luigi XYI <' a Cal'lo X: e migliaia c migliaia di par.ienti ac · corkero nIla teggia, <' fu t'OliO r1wati in tal modo ton larga OS!pita.lità a Cot·tf' P rimpa:tt-iati a NJ><'k(' dt>lht munifit<'nr.a t·egalt>. In moùo non ùissimilc narra la leggenda, che l'<' Clodoveo avcnt gnal'ito Lanciuet, ~uo cotnpagno d'aruw, il (}Uale. secondo Tè preS<;ri:t.ioni (]i ('elso. ;n·E'Ya ingoiati llue SE'I·penti JWl' (·m·m·~i della ~Tofola.

Il monarra. dopo a,·er to<"rato al malato lE' Hnnu.•rose piaghe, si ùil--ÌIIft•ltaYa lE> mani <·o n uua p(•zzuola imbentta d ':H·<•to, e quindi le ~t wlinBva con un 'altra inzuppata d'acqua. "X(•Hltrimenti, "econ<lo nana rlinio, Pi1To t'<' <lt>ll' E!piro, anebh<' ottenuta la· gna·rigione <](>i m1iJati di millr.rL tO<·catHloli <·oll 'alluce, <·lJE' nn"v:t virtù così mil·ncoloR<' da il'ima.nerc intn,tlo nllorch(> il cada \'t>t·e <lt'il ~on·ano fu cr(\mato. Anche gli imlp<•t·atot i Anrelia.no <> .\ thinno, con ana1logo trattamento, <'uranmo il g-ozm, pratica <·he piu tal'fli fu in u:;o anche ptesso i 1·e d'l ng-hiltena. ('omple!'sh·arnentE'. twl periodo delle nociate che dmò 1!l4 anni. .,i Phbf a lamentare una !perdita di h<'n tr(' milioni di nomini, di <'ui olft·e <hw milioni di <'Uropei.

IV. -

LA MIIJDH'JN .\ l\llLI'I'.\RID E LA

scuOLA SALEHl\JTANA.

Fin ùal I X 1:10Colo Ra.lerno et'a salita in g-t·an fama, per le diRcipline medich e, indirizzate soprattutto allo I'Ludio a.pprofondito dei dassici antichi t'd agli insegnamenti del Olllmo Ippocrate, per <·ni potè mettere sul . uo sigillo la leggenda: Cirila8 JJippocratica. R. Tommaso d'Aquino ~ l'in~ nl in propo~i to: « Qtwftuor sunt urbes c.:orteri8 praemin e ntr:o~: Parisiì.<; in scientius., 'alernum in tnedicina) Rononia in le,qibus, Anrelianis (Ol'leans) in auctoribus >>. E Fran· ('('~o Petr;wca, nella l'Plazionc di nn viaggio compiuto nel 1330, dd ama, Salerno « M rclieinae fontem ac gyrnna8i1Wt nobili8simwn )). Haccontano le ct·on:tclw che Roberto, cln<'a <li Normandia, iìgli.o lltaggiote di Guglielmo il Basta-rdo, che an.>va ~rguito Goffredo di Bup.lione in Terra ~anta , nel ritorna1·e dalla ot·ociata in Inghilt<•na, fu costrc>tto a bat·<;arp in qucNta dttù. gov<'rnata dai N'or· lllann i, rper i reliquati di 1111;1 r('l'ita al bra<·do d<•<o;tt·o. da fl'e<.:<:ia a\·\'t'l(•lJata. che a>enlllo (lato <'Sito nel lUlil fìl'tola. l mNli<'i ~alernitani fm·ono chiamati a conRulto e dichiararono che unico ri.me<lio era 11


-1G2-

la snzione della piaga: ma JH'~suno osaYa a nicinarsi cd il I'<' stesso non voleYa che altri si e~ ponrs ·ero a morte flicm·a. Solo Sibilla, 1iglia. ùi Bartolomeo, conte di Conwr~ano, sua fedelissima compagna, appena ebbe uoti?-ia ùell<' g·l'avissime condizioni in cni Yert;asa, accorse di notte aJla sua tenda, e mentre egli dormiva, acco lò le labbra alla fe-rita e ne succhiò il veleno. n duca, s,·egliatosi di Hopra..,. salto. no11 1·inr-:d ad impedir<> l'e1·oico ~nnifi<'io dell'amata ~poF:a, che foce o]Q(•austo della propria Yita p<'l' la sah·ezza del nobile consorte. Robet·to ahlora ordinò alla Scuola Sa lcrnitana di t·accogliei·e le regole ed i ,precetti, che l'espm·ienzU; avev~ dconosciuto com<· i più pratici e razionali nella cura delle varie malattie : e co. ì vcnn<> alla luce nellOUG la famo&'1 opera« F'lo.s medicinc~,e »,che poi mntò il ti tolo in « llegirnen sanitatis >>c quin<li in quello di« M edicin(.t salernitmw) seu de consen:anàa bona 1;aletudine ». La Scuola medica di Salerno, di ca.r·attere essenzialmente lako, •raggiunse il maRsimo !'<plendore uel1200 e tenne alto, da sola, il nom<' deDa medicina italiana fra le lenebte medioevali. Ebbe soprattutto grande fama p er il suddetto poema Plos tnedicinae) che fu tra<lotto in 11 lingu<' e di cui i ebbero oltre 24.0 edizioni. l •~sso co titui~C(' il canone principale della S'cuoia, in cui ogni versetto o1fre dei precct ti semplici e pratici, informati per lo 1più rullo spirito i ppocratico. J>c,Te i inolt l'e ricordare l'Antidotario (1140) ('ht> rnppre-!';<'Hta il te~to <"la"sko dei J·i cettarl e ra(·coglie tutte le ricette e prescrizioni Lerapeuticbe desunte dalla pratka quotidiana, proQft'ssionalc del tempo. QHeHto Anliclota rjo è opera rli Xk<·olò ~nlernitano. vi'-l':Uto wr~o il 110~. r l'ipt•odu<.:t> la pl'ima ed izionc andata però uta.. Si può considerare un vero e proprio manuaJ.e di matel'ia medica, farmaceutica e terapeutica : esso f u compUnto dn Kkrolù. 'P<"l'<'hf> 1'0!Jnfus a quilwsdam in pl'((cfica rnedicina siudel'e 'l:Olent.ibus) c fu coiDmcuLttto d<L Matteo .f'Jateario. Pn altJ·o t<"Sto attribuito alla ~<·nola Rnlernitana è qnello dH• prende il nome di Libt•o dci quattro grandi maestri, che furono Ardmatteo, Pelroncello. Plateario e Ferrario, sulla chirurgia cl i R ugg-ero di Fruga·rclo, ma eff<'ttivamente dalla Scuola Salemitana [)l'e~e Sdltanto l'il'pil·azione e fu compilato molto più tar<li. _\ncbe la chil·urgia fu a. RalE>rno tenuta in concetto elevatissimo. e fu ins-egnata come dil'ciplina, da medici insigni, i quali portarono specialmente preziosi contributi e più esatle cognizio11i negli interYenti per affezioni cerebrali e per calcolosi •esei<'ale.


-163-

Così, durante il fiorire della Scuola medica salernitana, l'esercizio pubblico delJla medicina e della chirurgia divenne molto p•roficuo ed assunse tale importanza, che turbe di. malati accorsero da ogni parte d'Italia a.Ua Ci·v itas hiJJpocratioa. Il clima dolcissimo, il] cielo semp·re terso e del più puro azzur·r o, la vegetazione lussureggiante sembrava invitassero, come scriveva Orazio al tempo dei Romani, la. popolazione inferma, a cercare la guarigione dei suoi mali in .quell lembo di terra prediletto dalla natura. C<?sì Salerno divcnnP metfl. desiderata dei numerosi pellegrini reduci dall'Oriente e dci soldati e dei capi degli eserciti delle Crociate, come il luogo ,p iù adatto per t'istora-t--si dalle fatiche e dai .disagi deUa lunga guena e per cura.rsi deUe ferite che non potevano essere state trattate convenientemente nel turbine deltla battaglia. Il numero dei medici e dei chirurghi regi era notevolissimo e molti di essi furono al seguito degli eserciti durante le spedizioni guerresche. Non è raro leggere dipl~mi di questi tempi, pervenuti fino a noi c custoditi ora nell' M.·cltivio di Stato di Napoli, in cui si pat'la di nomina di medici regi rper il servizio negli eserciti : a questi sanitaJri indistintamente veniva assegnato un cavallo·, affinchè si mantenessero sempre in condir,ioni .fisiche eccellenti per poter {1i_simpegnare in ogni circostanza le 1oro mansioni.. Narrano le cronache che Magno il Buono, re di Norvegia e di Danimarca (1034-1047), preoccupato della assolnta deficienza di sanitari per l'assistenza in campagna dei malati e fc1·iti, assegnò al seguito delle trup,p e cl9dici dei suoi guerrieri, che avevano le mani più de-licat <' ed adatte per 1'apprestamento (l{'j p l'imi ~o r<'orsi . Nella vita di Luigi il Grosso si accenna ·aJncora che nell'o·rganizzazione dell'esercito in cinque corpi protetti da una rebroguar,dia, al comando dell conte di Fiandra, per combattere l'iiDJPeratore di Germania, il re non aveva trascurato le misure di p•r eviodenza per conserva.r e la salute alle tJruppe ed aveva iìra l'altro stabilito dei luoghi di riposo per i feriti (deficientes prop.te1· vulnem a lab01·e bellico). E si noti che siamo appena nell'anno 1124. Già all a nne del seco]o XII tt·oviamo distinte le .(tue fnnzioni di medico e di chirurgo. Guglielmo il Bretone, ne-l d>CscriYcrc- la ferita infe·r ta da Arbalete a Riccarclo Cuor di Leone i~ 26 maggio 1199 nei pressi òel ('asteno di Chalus, accennn. che j chh·urglti all argarono la piagq rpet' estrarne il feno {lalln SIPalla destra , mentre i medici si limitav:tno a faJre le medicature (a1Jponunt medici fomenta) secantqtte chintrgi V'l.tlm~s).


-

164-

.\nche p1'esso i pkcoli <' ·erciti, ,più o meno permanenti, delle re. pubbliche dei comuni UlCdioentli italiani. è presumibile .sia. €'Si· stiLo un servizio sa,nit;~t'iQ; a11zi per alcuni di e~~i ci risulta c he Yi fosRe1·o assegnati chinu·gbi c'lln lo sti.p endio mensile di 30 soldi iruperiaJi. È interessant<-' a1l J'iguar{lo far C('.nno di una specie di cO'ncorso al posto di medi<'<> mi litarc presso h' milizie del QQmune di Cremona, che h·ova)o;i nel Corle.r diplomaticus crcJ;wnensis (Hisforiae patriae mo;uwtenlu) Hel'ie Il, Tomo XXI, pag. 17:!). Il me· dko doYeYa es!5ere di piaf!lte e d'ossa soltanto, ossia semplice chi· •l'11l'go, e ver clue soldi imperiali al giornD doYeYa impegnarsi a medkar<' gratuitamente tutti i f<"riti cremonesi. Ec<·o intanto il testo della deliberazione : « ·M OCXL, inclictione XII ..tldditmn est el slatntwn quod unus meclious de plagis et os8ilms tantwn debeat i1·e et es.<~r ctw~, ca/TONo (canO<'ciD) quando nalit in e.J·ercitmn. Qui ltlt bere d ('{)eat de co-

e

muni duos solidos imperiale.'! in dio et non plures j 1/f(' sol~ttionetn seu prf'tium recipiat ab aliquo ciritatis et epi.'wopaflu: ( 'remonensis pro medicatura durante cxercitu) d qui teneatur medicare in eo ('a;rrcittt omnes dc riritaiP d f'piscopatu .sinf' praetio ali<ttto. et ifa le;watw· jurare, et attendere et observare )).

Un docuruentD di po('O 1>iù antic9. una perg.amenn dell' Archivio clipiDmatico di Siena., ilei (j dicembre 1230. aMesta cbe anche que.~ta Comunità dDVC'Ya n,ypre ::tl'f'Unto iliversi lll<.'(lid militari in t:I'CgDlarc servizio. E unn pPtizione che alcnni citta<lini , òeputati alla custodia dei prigionipri, fanno al pDdP~tù di Sit'lla « affinchè Macstl·o BonifaziQ nu><lko ~ia p:-;oJwrato dal ~<'rYizio tli medicQ nelle cantkatc dell'e~ercito, <10\·cudo <·ura1·e molti pt·igiollieri infermi ». MDlto inte1·eP.sante per la storia della medicina milita·r e del tetrl/PO è\ nna tp oco nota miniatm·a du> si può o:-;s<•t·,·aee nel Gannen acl honorem i\llffUSti di Pi<'tJ·o ·<lll Eboli del ~('(·olo XII, <'Olls{'rntta nella Biblioteca ciYka ùi Berna, in cui è rap.presentalo, uell':ll'tc inge11ua e p1·imit.iYa dell'epoca, l'aNsedio lli ~a.poli (Jì.g-. 3:3). Un a·rciere è i11 atto di scaglim·e <.:oll'ar·oo nn dardo cDntro llll g'llPN'ierD in vedetta sulle mu·r a merlate; {' nclil'internD delh• forWicazioni è effi · giato il conte RiccaròQ <1'A('Pt't'<l. <'OlpitD da una ft'('C('ia alle f.!,'Uancie cQn ferita tran~f~Ra <' !'O<'<'ot·Ro premnro!-lamentt' da un medico che tenta l'estrazione del <la t·<lo P da due infermiere <ll'!-Oi~tenti. òelle qunJ.i una p<>rta un Ya~o di unguenti e l'altri! o~~et t i di mcclkazione. Qne~ta if ll'eziosa miniatu1·a Yi<.•HP quindi a tostituirl' nno dei più an-


-

1();) -

tichi docnmen ti fìgtwativi dell'a~sistenr.a sanitaria nw1lioevale in ;_{uerra. con la collaborar.ion e <lell'elenwnto f~:nnninil<'. Ed a propo~ito di Pi<'tro da Eboli. t·kordet·f'mo eh<' questi, oltre c he mar;if!tf1' <'<1 e<:ol~:l-<inl'<tko. f'ra an<-lu' medko; <' cl('l';crive con

l+'ig. 35 - Miniatura dal Canncn all hono1·en~ Augusti di Pietro dA Eboli nella Biblioteca civica Ili Beroa.

molti pal"Licolari la 111<l1rLttia che tras!';p a mo1·te l'imp<>mtore .\r· 1·il!o YT. figlio eli Federko Barha·ro8sa, il 28 settembre 1197 a ~I cs· 'ina, di l'i torno dalla <:a<:da nelle paludi di Xisi, allorchè fu colpito dalla tcrr.ana ma.l ari<:a: arripuit et tritf>a febrP eoaotu.'i iter.

* * "* I mNlici militari. che seguh·ano le tt·uppc in campagna, per la maggio·t· pnrte enu1o chiamati milite.<; o Jtobiles <><l ottPnenmo feudi in l'icompensa. Cosi Oiovanni <.h Casami<:eiola , il medico prefel'itu


. -------.~--------------------------------~~

-

l(j(j -

di Uatlo I , ncll,a metù del ~t'<·olo Xlll, assmse a t;Lle fama; sict come clinico, sia collie scl'itt01·e del 8rel:iuriu,m Praotir-aP. da tenete il p l'imo posto Jo;O).n·a tutti i meùici napoletani proven ienti t! alla ~cuola di Salerno. t;;gli come at'Cltiatra del sonano lo a<·tompagnav;l nelle :\P<'ùizioni guel'l'e:s<:lLe e fu perdò nominato milite, ed ebbe l 'inve'titura del feudo di F ·r lgnano p re ·so ~\versa, come rhmlta da un documento esistente nell' Nrchivio di stato di N ntpo1i. P er dimosttate come questo medico milita.tc accoppiasse alla sua scienr.a buona dose di spirito caustico c satirico. è da ·r icord a.I·e elLe nell'accennat o Brevim·itun P1·aoticae egli fa <.Ielle osservazioni molto cul'io e e piene ..l.uruol'i ·mo. Così, pel' esempio, è ,·eramente o1·igina.Ie e moi· dace l'anaJogia c he egli tro,·a fra le donne e gli animali \'eleno i. pe1· cui nel pt·oemio del tee1..o libro, quando si aecinge a trattare delle malaiti·e delle donne, S<·l'ivc: <<et quia muiiores ttt pln?'imurn swzt animal1a vcmenosa~ de mor.·a animalittm venerwsorwn cou sequenter tracfaùo ».

ln aJljro capitolo, a 1proposito della letargia. mtconta che ad un soldato napolelano oppresso <1al sonno, per ruanl~nerlo desto, fece legare un maiale per i piooi (' sospender-lo a1l lelto dell'infermo, a ffinchè con i g~ru gniLi striduli e continui gli impedisse di. dormire. Ad un altro soldato, colpi to (!a.lla stessa infel'luitù, fece l'adcl'e la testa e co:spal'gerla di miele, aflinchè uccor resse1·o le mosche, e l 'in fermo occupato a scaccial'le, p<'t' Yincere la mole tia, fosse così di stolto dall'assopimento. 'Ma ben q)iù interessanti ossetvazioui po siamo rinvcnil'e in questo B reiJirllrtllln dove si a.He1·n:t iJ serio a,l fu.c·eto. l nfatti, i nt·rat tenendosi suDa, lega tura dci '%'-1i, C: iovanni d n ('asami.cciol<t così si esprime: (( Cnm acu foJTea~ arvont('a ) &el aenea suplili~ capia · ~:c nam et .<;ulJ ra rliliqrntrr d1H'a.~ arum rnm filo .<~hico . quorl fillun aù ((lia parte renae tralzatur~ ila quod .<~ubsfantia illius rrnae non tau gatur ab aliq1w et rena ligetw· oum duobus uodis, n e sangui.<~ 1J088il exinde exire )). l~tco un ignoto tpreconizr.atorc dell a l-egatura delle

arterie! E debbono pa..ssa.re ancOl'a. (,re t<ecoJi p1·ima che Borg·a l'astro Julllinoso di .\mbl'ogio Patèo. I medici t'd i chirurgi , scgn<'IHlo spesso i mm·imenti d elle trup,pe. ne rice•evano <Jlla~i sem,pre l:n·.g-hi compensi : <'osì. tp er esempio. nel 1272. Carlo r. pel':col'rcndo n\t'ie parti <h•l regno col suo eserci.to, fece paga·r e venti onci e di oro, equival enti a 290 ducati, a Giovanni da CaStlllli<·<'io1a 1 ed on('Ì<' 1~ . eg- uali a. 17-+ ducati, a Simon<' l

l

f


-167-

Al'<"lliodo; e ciò per le sole spese sostenute ùurante il naggio nel lli<'~'C ili gennaio in P uglia. Ordinò inoltre che ugua1 l e ~omnta si fosse

pagata nei mesi seguenti nel caRO· che e~f;i continua1ss<wo a rimame~·e i11 <tuella regione, come ri.. ulta da un documento esistente 1wl Regio A1·chiYio ùi Stato di Xnpoli. Degno di essel'e ancora ricordato, sia perchè sali molto giovam· in grande rinomanza, sia anche per le sue preg<'YOli opere, è maestro Mauro, medico aulico e mi!lita.re, ricercato dai facoltosi del tempo, che ~ul finire del ecolo XII disimpegnò il se1·vizio sanitario pres:,;o il Re Ladislao, scguendolo nella maggior parte delle impre~e guer· ·r csche. Di lui ci r i•mangono tuttavia diverse opere, tra le quali un manoscritto che si con. erva nella biblioteca ùi Pal"igi, col titolo « Liùer phlebotontm) seczmdwn J.llagi8lrttJn Jlaurum », studio di :pr;~tica chirU'l·gic:tmolto Ìlll!Portnnte per quei tempi e 1·eputato come fonte di gl'ande valore per i medici della Scuola di Salerno. E nella rac(:olta salel'nitana, con te11uta nel coù ice di Bn~slavia, leggcsi una sua lezione anatomica, molto più minuta ed esatta dell'anatomia porci ùi Cophom•, che .si J·itenne fin wt·so il ';~oo scritta. ùa UaJ.eno, nelila quale espone la struttura anatomica del maiale secondo l'uso della. Scuola di Salerno . .Ed è molt.o interessante la ùe crizione dello stomaco, dell 'intestino, delle vene me era.iche e lattee, della Yena porla, dell a cavn, c di altre particolarità anatomiche sulla struttm·;t dell 'animale, esposta in modo co i completo ed esatto, che Egidio <l i Col'lwil ·rigtHll'da mastro Mauro come uno dei più e·ccelsi ingegni della .~cuohL salcmitan'a, eù il Oìiù ptofondo e ver:;;atile spil'ito fra tutti gli scl'ittori medici, ùi poco postcl'iori alla metà del XH secolo. QuaJSi contemtporaneo aJ. pl~ecedente e medico di Gu~lielmo II, suo aiut.o, e degli uomini del seguito dnmnte la guerra, fu Gio,·anni Castalis, conosciuto anche col nome ùi Maestro Ferrario, il quale la sciò una bella fama di. sè quale cbh·urgo milit::wc. Ed a•ncora Ma~tro Bruno di Calabria, lettore di chirurgia verso il 1200 nello studio di Padova, il quale raecomancla nell e lesioni da freccia non penetranti in cavità, ma molto· profonde, di fare uscire lu. punta, dal lato oppo to per eYitare che gli ami fPO~ ano provocare :più Yaste lacerazioni dei tessuti. Hi cord~remo infine Guido da, Vigevano (l270 ·1!~35) , ar<'hiatra dell 'impera tor e Enrico Yll. il quale, oltre e.,scre nn medico militat·e assai rinomato in .quei tl.'rnpi, fn anche un Yalente Nlr.atega f' ~crisse un t rattato su1l'organizzazion<> dell l\ guel'l'a contro i Sa-

• l

{ ~-------------------


-

lG ~ --

raceni: fta le tante tpropo~t<·, ayanza l'idea di carri imlJaftagliali) semo\'enti, i qna li Hi possono titl•nerc i I)Wecm·soJ'i remotissimi degli attuali ear•ri al'mati. IJI questo pedodo storko, ](l lc~-;ioni ~ le illtLlaW<>, consegtwnza il elle guerre, dei viaggi c ~li og-ni l'lorta di av-vent m·c, alle quali i cavalieri andanmo incontJ·o, l'ichiecle,·ano neces~aria,mcntc l'opeta dei me-tlid c più ancora <lei d1irnr·ghi, i quali si dimo!-ltnn·ono tanto più degni dell'arte loro, quanto più sapienti eù audad. ProYve(luti di unA"nenti, spesso raccolti ne:>llP oflicine di Dama-s<·o e di a.lt1·e cittàdell'.\ 'ia minore, con bnoun ~<·orta di feni 11 stori c <li coltelli , di tUost 1·avano la loro sagac<' op(•t·o~i tà c la loro :.p·andc j nt1·a prendcnr,a, seguendo, (pet la prntkn, molto da vicino g-li inHPgnamenri dei cbkurgi all'rubi e salernita.u i. f'oR1 la. c hkurgia dei lll<'dki militari, nsciLi dalla Rcu~la di Balcrno, segniva in buona parte i pt·ecetti e le -<lott l'i ne prop1'if' di questo studio . E si può dire dH' il progresso della c hil'urgia gene I·alt>, nel suo cammino aseendente, nt di pal'i pas::;o con quello ùclln chii·urgia della &uola !';1\!t>J·nitana. di cui i d.tit·m·~hi militati. che , pc 'SO erano anche medici a11lici, rauJPrcsentavano i mi:tlio1·i campioni. 11 <'<.'lebl'e scritton• di qu<•ll't•p()(:a, Guido dl' <'hauliac. del q11alc avremo occasione <li occnparci più avanti, con la semplicità. e f ranchezza caratteri~! idw <l el secolo, detennina <~lcnni punti t>SHenziali, riguardanti qu('l IPCriodo storico tanto poco studiato e oos1 mal conosciuto. Egli infatti, do·p o aYet~ bren,~wen tc l'icordati i vl'<"Ci e gli Arahi, .pa~~a d 'un tratto alla chi rul'gia dei tempi ~noi ed in questa espo!:'i;,iolH', IJUantunquc frm1ce.·e, non ~a in<lkar<> altl'o che nomi Ha liani. <' ne tesse i più grancli elogi, po· nt>tHlo innanzi tutto in prima linea Ruggero di Fruga l'do, R olando da Pat~ma ed i quattro mae~tri citati, «qui libro.<~ 8Jleciale-'l dr eh i mrgia ediderunt et multa, cm pirica eis 1ni-'!cnm·nnt )). E poichè Ruggct·o con sicur cr,r,;;L fu allievo della S<.:uula ~.-tletnit<:tna, e Holand o c i quattro mU!e~òìl l'i non [{•<·Pro ('he ~Pp;ni ·t'<' lr O]WJ·c di Rup;ge1·o, i può concludere che i primordi della ehit·m•gi<l \'ennero ~o ­ prattutto .da Sale1·no. JÌJ da citare ancora Bruno di Longoburgo, il quale « safi.'{ l:' m on tahi li ,

discretP dieta G'alPni ('( . l ri<'f·nna r rt opemtima•m . \ iJulkaxi.<> i n

.•wmmam redrgit )). f'oRì per opera di qne~=;to ~anitnl'io, nnch'rg-li. COlli<' il

precedente. m ile.<~ atqu c medicw; aulicus. la chiJ·nl'gia. mo-

'


,

-

169-

dellata dai salernitani sulle otpere dei bas!';i tempi grf'>Co-Jatini, cominciò ad arricchirsi di ruolte cognizioni galeniche ed arabeS~guì a costoro Gugliel,mo ~a Saliceto, il quale, l>a'.:landosi pl"incipaillmente sul suo criterio, formò un proprio sistema di. chirurgia, eseguendo ,s ui campi di battaglia molte operazioni M'dite per quei tOOllpi, tanto che lo Ohauliac ne fa le più grandi lodi. Sono dunque tre tappe del progresso dPlla ebh~urgia di quel periQdo, i11n:strato abbastanza, chicwa.mcntc nel 13ù3 da Guido de Cha.uliac. Essa fn prima latina, quincli arabo-greca c posda eclettica ed italiana. Guido inoltre parla di cinque scudle chi·rul'giche, e~istenti ai s uoi tempi, delle quali tre scientifico-rpratiche sono lc priilcipali, ment1·e le altre due non meritano considerazione, perchè una. riguatda i medici tedeschi, che usanno scongiuri c altre pratiche grossolane, e l'alt1·a riguarda espedienti. ·empirici da donnicciole del -volgo. All 'op;posto. le rp~·ime tre, degne~ di nota, erano dirette, la prima ·d a Rugg~ro e Rollando e dai quattro ·Maestri, i quali curavano le ferite c gli asce~si con gli emollienti; la seconda òa Bruno e da Teodorico, che Ji curayano con i disseccanti e c-ol Yino; e l~ terza da G nglielmo da Saliceto, il quale, volendo tenere una Yia di mezz.o, us:wa unguenti ed empiastri. Si può quindi eonclndere che Rugge1·o c la sua scuola rappresentano ~a ehirurgia indigena., Brnno ed i snoi seguaci la chirur.gia greco-araba, e Guglielmo da Salieeto c Lanfranchi i pri:rui albori della chirurgia italiana, edettica, che progredendo nel XIY-Xir secolo, ghmiH'I·à nc>l XYI a qnella massima pe-rfezione consentita dai tempi d'allora. La Seuola di Salerno dunque nou fece a1ltto, eviclentemf'nte, che t~radurr-e in forma scritt.'ll e concreta la chirurgia pratica, ·ese,t citata per traJClizione; ocl in altri tel'mini l'iclns~0 1'empirismo a IPJ'e(·Ptti scientifici. E-d i magistriJ nello Specirnen -<~ctnitatis _, danno i. precetti deUa chi•rurgia con molta dottdna.

* -!f

~T

Ruggero di Frugardo si può riten~re il più grande chi<rurgo eli questa Seuola, ed tè l'autore del primo trattato Haliano di chirur!..':in. J>o8/ 1111111rli fal,riC'am, in cui sono ampiam<.>nt-e esposte la tecnica pct• la riduzione delle lussazioni, le lesioni del capo e del cer-. vello, con le norme per la t·ra.pa:nazione, nonchè gli intet·venti ope,ra.tori per la cura dell'idroeele, dell'etnia, dei calcoli vescicali, e


-170-

per 1le asportazioni di carcinomi. Lnteres anli sono i ,precetti da lui sugget·iti per g1 'interventi nelle ferite 3Jdclominali : ~e vi è fuoruscita. dell'intestino e se questo è rimasto luugamenre e~posto all"aria, oonsiglia di laparotomizzart- un animale e di ~onappone i visceri appena estratti sulla parte ferita •PE"l' riscaldare la m<1s!'a intestinale, lavando poi con acqua caJ.da e lasciando ila fetHa aperta fino a che la lesione intcstiw-ùe non i sia rimarginata, ed applicando da ultimo un drenaggio C'd una fasciatura da cambiar~i giol'llalmen te .. R.uggero si dimostrò pratico valoroso in cbinugia, prat.ico pe1·ò non per ~pil'ismo, ma per aver seguito da vicino i migliori mae 'tri nell'esercizio dell'arte, tanto che egli stc · o scrive nel pl'imo libro <lel1la sua O})CI'a: « ~ooiorurn nostrorwn et ."llustriltm virorum 1tt opera consnecimus in scriptis redigere dvlil;eratc~ 1·utionr> c:ensuimud) 1.lf curam quam et nobi8 reriperont rctinerc t;a leant )). Della molteplil.!c operosità scientifka di R ug~fCT'O è dcgt::J di nota la cUJ·a chirutgica, del broncocele, n11'a ardita, ma ragione,·ole : consi steYu q ueRt<ll nell'a tt11':t Yel·sate i l bron<"<x·ele con d n{' setoni passati <·on feno caldo l'uno per il lungo, l'altro tper travei·so; ogni giorno, mattina e sera, si tiravtl il setonc per mantenere J:L supp1w~zione, dalla quale H volume <.lel tumot·e l'iruanera consumato. D~" ciò si l'ileva oome l 'uso del etone che alcuni cdlici. incorl'li in inesatte investigazioni, affermano fosse importazione di una chiru1•gia relativamente moderna, tr·o vasi già prÌJma. in R.uggeto t po eia in R<>lando, che da costui lo ap:pre. e. Non arù supcr11uo ricordare che in quei tempi il setone si pratica,m preferibilmente alla nuc.:1., csegnendo due piccoli tagli IPa.rallE"lj della. ente cd intt·oducenclo un 1Ho od una listerelb di tela, mantenendo infine :~perti gli o l'i fici coli 'introclmdone di un p i. ello o di nna fanL o di ;ùtro corpo e traneo per impedil·e la cicatrizzazione. Anche il metodo di curare il gozzo con la R<pngna è completamente di Ruggero, ed è sta t o adoperato fino ai giorni nostri , tperch è l'a-zione tcrapeutica è dovuta all'iodio, naturalmente contenuto nella spugna Rtessa. ~è certo l'a nlita operazione di passa·re nel gor.i".O un doppio setonc trovasi descritta prima di lui, per quanto F;i sap.pia, ed è interamente divc.n'1::ia dai tentativi opcl·atori deS(:ritti <l:t Abulkasis (libto II, lap. 42 ). il quale climo.::t ra di aYere una 11m~ione molto con fu. a del bron<·ocele e nel ca::;o di « tum01·i di gola e nodi», come

,


-

,

171 -

egli chiama, ne consiglia l'esUt1pazioiw co11 un metodo 1·ozzo <? audace . .Per l<• tonsille supvuntte Almlkasi:s u::-ava prendel'le tou m. l.mcino, tiral"le in fuori (' perforarle o incidcl'le; mentre n uggero procurava di rompere l 'asce o sia col dito, . ia arprendolo con un metodo em:pirko, tuttavia adoperato dal no~tro popolino lino a tempi non molto lontani, sebbene un po' <liver~amente, quello cioè. di prendct·<~ un pezzo di cal'l1c bovina seruicotta, di lega1•lo fortemente con un filo, di obbligare l'infe~·mo a:d lnghiottirlo, cd appena olt.repa ato l'istmo delle fauci, ritirarlo con forza : l'a~<:'sso in tal modo veniva rotto dall'interno all'esterno. Ruggero voleva che si mantenessero aperte le ferite penettanti nel torace per impedire la raccolta del ~angue e pus; nelle ferite addominali, se e1·ano l<>si l 'intestino e Ilo stomaco, suturava la ferita di questi visccrL (' per /Proteggere lH parte cucita (lell'intestino dal contenuto, mett.ent nell'interno delle an~e int.e tinaJi ed in corrispondenza della ·utura un cannello di sambuco. Ne-l trattamento dci tumori maligni endocranici, dopo di M'et·e a ·portato la !POrzione necessaria di diploe, estir.pava .fino al uo impianto il tumore, rpreconizzando cosi alla •lislanr.a di sette . ecoli gli audaci tentativi della chir·urgia moderna. Ruggero, il quale compendia le più prog1·edite conoscenze della <-"hirurgi::~ dei ~'moi tempi, pal"lando delle 1e. ioni e fratture del cranio, i adùentra in ricet·che minuziose ed originali <' pretende financo di avere determinato i sintomi cet·ti delle lesioni delle varie drcom·oluzioni. Egli eta solito introdurre neiJe ferite craniche una piccola spugna per faeilitat·e l'assorbimenlo del pus. quin(li le tamponava con filacce imbevute nel bh1nco d'uovo e per com;olidal'le l'icorreva a.Jia pece ed alla rel';ina. KeJle lesioni della faecia. ·i vale•a di t uelli di lat·do, ap,plicando succe~sh·amente mumia e sangne umano diF: ~'tto. Kel 1·itirarc le frecce dalle ferite, l'accomanda inoltre di a~si ­ cura.rsi i11nanzi tnUo se es.c:;e iano barbnte, Cll in tal eruso, suggerisce un metodo di estr::~.r.ione cosi ingeg·noso, che giustamente, in tempi a noi al'lsai vicini, il Marchetti ne fece un 'utile applkazionc per ca i analoghi. Di fronte ad un:etni;l del polmone. Rn~~ero. allo SC()po eli eYitare la lesione di quest:organo con la dilatazione della frritn. con sig-liala di far rimanere in pi<'<li il soggetto, di affeN·are la superficie superiore ed infel'iorc ·d ella lesione. ed addossarla ùalla


-

172 -

parte CuoJ'UE:cibl del polmon<'. c ment·re si t-enl.'n:t <:o. l compressa. obblig-are il ferito a, sedN·~i brul'ca.rnente e cou una ce t· la forza, p1·etcndenùo che in tal moclo sa1·eboo subito l' ient.J·n:t.a la tp orzione fuol·nsdtn, del polmone. J>:tre <·he Rnggeto Ri:t ~tato uu(·ora molto abile n<>ltln orwraziolll.' di. Jitotomia: ed il m('todo da lui adottato era una modificazione di quc1lo <:lassico clc);<'ritto dn Celso. S'introdncentuo una o d ne dita nell'ano e . i spingent la pi?tra Yerso il ('Ollo <lella, yescica: c menhe un a sistente. sollevato lo scroto, pr~ment sull'ipogastrio nllo s<·opo eli fissare la pi<•tra, l'oJJCl'atot·c ij)l':ttkava un 'in<:isione tra lo scroto e l'ano, profondamente, fino a scoprire il calcolo. il q n a lr veuiYH estratto <·o n tlll <·ucclliaio o con un nndno. Fra, i me<lici militn·ri ·<'lel tempo che fanno c~l!po nltln Scuola sal<'l'llilHnft, merita, infine di esscl'-e ricordato Gionllllli da Prodda. il cui nome ci è staio tra.mnndatl() ilalla rivolnzi()JH' òel ''E'~pro , che fe<'P dirE' a Dante :

« Re m<lhl ~i~no•·ia che !'empre ac<'ol'a Li popoli ~og-~<'tti, non avesse )los.."' Pal(>rmo a g-ridar l[ora , )foJ·a »Uionumi salì in fama qtrale medico e chinu·go llcll'irnpernl·or<> Federico II di SYcvin, p lo :-;pgnì sempre cogli altri mc<lid Ulilitnri n<'ll'Italia settentl'iOJI;tll' pPr circa. due lust1·i di guena aec~1 nita, <:ombattuta cont•J'O q>;rpn. l unocl:'nzo IV, pr<'~tanc'lo inBicme con aHl'i compagni l'ope1·a ~nn int(•llige>ntf' f' pronta, Ria nltl'impc1·atore rcl :ti suoi <'ortigiani. l-4ÌH ;~i ~ol<lati clcll'e~ercito, tanto ch e, C~'· s:lte l<' o~tilihì. il n1l01·o~o e (·o l t o medi<' o militnrr l'Ì<'C'vdt<' in C'O m penso }lknni feudi ne.lle Yicinan7A' (li Salerno e di Cnino. ('omE' ì· noto. l'imperatore Federico II morì nel 1250 a Feren1ino colpito cla dis'<•ntrJ·ia c fu a.m orosa.m('ntr assistito da Giovanni 1la l 'l'od,hl. <:hE' 6rmò com<' te~timonio i l tN>t amE'nto del re.

V. -

uA MBJDICTN.\ m LA ('IliRrlWIA MILl'L'.\HI<J NrlL 'rRIDCPJ:\'ro.

Le !'<:ienze mcxlicbe che nveva.no t1·ovato sicuro asilo e larga ospitalità nei monastet·i c nelle allba~ie, che J·appl'('l><'ntauo altretbwt i fari lumino~i (li ddlrù fra lp fitte tenehP<· mNliO<'Ynli. ri<:E' ,·ono nuoYo impulso e SYiln ppo p<'t' opeJ'a dci l'<' eli ~idlia Rnggero

e Fedcl'ico U e del Pe di Na!poli f'a1·lo I d'.\11g'iò, e <"Ominciano lC'ntamente a <liffonder:';i pc1· tutta l'Italia.


-173Fin daJ. 1200 sorgono in Europa. i primi centri eU studio che !Jteudouo il nome di tmirersitalel! :studiontm) ·Pei~chè Yi si ins<·gna tutto Jo Rcibile di quei tempi, e si sviluJPpano dalle antkhe éorJJOrazioni degli studenti ~, collegi dei .lettori protette e dotate hug'mnente di pl'ivilegi dai Comuni c dai regnanti. Fra Qe più antiche Università. in Francia è da citare quella. di P arigi fondata nel 1180 0d ancora !J)iù antica è Ila famosa. ~"Cuola di )hmtpelliet (~lrons ljC81111fanu8), creata nel JJ20, che nella sua otg-anh1.a1.io.ne e funzionanwnt-o l'ÌCOJ'da 1a. Scuola di Salerno. Jn

Italia furon-o istituiti gli importantissimi Studi eli Bologna nel :1~18. pe1' il quale wnivano stauziati drca 20000 ducati all'anno, di l\lodeua nel 118:2, di P<Hhwa nel 1:22~, (li 1\fes~ina. 11(~1 1224, di N•a1poli, fondato nel J:32;), da Federico li, di Vercelli, creato nel 1228 1per iniziativa del Ye~<'OYO "Cgonc di SP&sa:, di Salamanca nel 1240. eli Siena nel 1241. di J)iacenza, nPl 1248. di Perugia nel 1308, <li Palermo nel 1312. Fh··en7.e nel 1!l20. Pisa nel 1343, Pavia neJ. J fl61 E'CC.

Come 1partkolar-e curioso, è da notarsi che nei luoghi ove si hnparti.vano le ·l ezioni in estate vi ~i ammasRa..vu la paglia, in inverno i L .fieno, ~u cui ~i diF;JPOneYano 'A'li scolari ed j lPtto·ri : a <)Uf'Sti e1·a ·riservato uno stra.to più abbondante per ·essere più ili alto e potere cl~inarc l'uditorio. Così Sigicri. lettore nello 8-tudio JPavigino, viene rievocato da Dante Bel Paraòif>o : « .. ... nel vico degli stra.mi

Sillogizz(> invidiosi veri >>

L::.. chirurgia militare si gloria·in questo perio{lo eli nomi ita1iani.. Ricorderemo anzitutto Gugliolmo da Saliceto (J21J -1~77), ila 'Pi::.cenza. illustrazione (lell'autichissimo Stuùi-o bolognese: fu un o dei primi a tentm·e la fusione deJla medicina colla chi·r urgia, a riconoscere l 'importa.Jlza della .filosofia nello sci bile ml,dko c ad applica•r e nella tecnica operatoria 11e1Fapettura <lrg:li ascess;i epatici il coltello, in luogo del feno rowntc, di cui si servivano esehtsiYamente gli Arabi. Egli introduceva nelle ferite dell€' sondc (tormohae) fatte con ·radici di rafano, cosparse di polvere di veratro, Jper 'Provocar·e l'i·r ritazione e conseguente cicatrizzazione deilla le~ione.

Per proteggere le ferite del oranio .era solito ricorrere aci C< un piccolo guanciale, perchè l'a·r ia non vi penetrasse)), i.ntcr·venendo poscia a.rditamente col trapano e co~ raspatoio; nell'estir1pazionc


-

17:!-

dei pol:ia:>i nasali insegnava a dilatare in precedenza le narici con una spugna prepa.rata; per il gozzo osservava che « se non se cura in due mesi, f. bono che tn fad incidere>>- ~on è interYentista inveee nel cancro della. mammella, non sernbrandogli sempre <<cosa honesta )) l'operazione. È ancora uno dei primi a praticare le suture intestinali da pellicciaio, sconsigliando l'introduzione di

t

Fi~. 36 Laufranchi da Milano. Lettore di chirurgia. nell'Università di Parigi (Secolo XIII).

corpi estra.nei nelila ferita e ad estrrurre i calcoli vescicali con taglio mediano ed intravede già i raworti fra quantità di urina e idropisia. Dobbiaano infine ricoo.·.d are che :fin dal 1275 Guglielmo da Salketo riconosce la eonta.giosità dell'ulcera venerea dovuta a contatto impuro, e come mezzo pro:filattico raccomanda un'abbondante abluzione con aequa f·redda e aceto : abltttio cum acqua fr-i gida et ·roratio loci cttm aceto.

t l


-

175 -

È dovcl'c eli italiani ricOt'dare un'a1t1·n, ill11strazionc della chirurgin, Lanfl'anchi da ~fi'lano (fig. 36), 11110 dei migliori allievi di Gug1ie1mo da Raliceto. Bandito dalla natia città nel 1290, per ordine di )fatte-o Visconti. cmi~rò in Fran<·in, e nel 129:) fn chiamato a Parigi ad in8egnare in <}nella famo~a rnin~rl'it:\. lvi SCl'ÌS!-1(', per invit o (lf'i « Bacalal'i di nw<licina >>, un lib1·o di chirurgia, che ipt•r molto t,mnpo costituì un testo dassico dell a ~cuoia francc.<se. li'~e inoltl·e uno_t strenua campn gna per togliere ai barbieri la pratica <lel salasso, redaman do tper i chirurghi anclw questo intc-tTento. Kcl 123-l i chi1·m·g-lli ·di P arigi, pc1· eliminare dalla, classe Rani t ar ia gli elementi estranei. ricbie!";<•ro ~l i e~aminatol'i, c nel 12GO si raccolsero in un collegio, gli statuti del quale erano stati redatti in base a quelli dell e università, Nel 131 l, per opera di Giovanni Pilard, quest'a~sociazione fu <·o~tit n ita in entE' stabile, ~ot ­ to Ja proter.ion<' dei ~anti medici siri, f'ol' ma f' Daminn9, due g-l'nwtlli che :wevano ~n ­ hito i1 mm·til'io sotto Di ocleFig. a7 - Un chirurgo francese in Abito lungo. ziano, ('(1 C'h h<' Yi t a rigog-1 io~a clell 'cpoca di Enrico liJ. per drcn rinque ~ecoli JPCr tras forma1·f;i in r-::eguito nella famor-::a ~"-C<·ade>lllia di chirurgia, tuttora esistente. I membri dell'assemblea aNevano, com e ~wgn o di distinzione e di ono1·c, ht [H'er ogativa di indo:::snrc un ~bHo l ungo (Hg. f{7), menti-e ai b:u ·bieri non era perme.so ehe di porta re l'abito co1·to. Lanfrancb i riu~ì a, dare il mM~imo sruuppo a quest'associazione e lasciò due p r egevoli opere di piccola e gr·and(' ·chil·m·gia, ricclw di molte ossel'vazioni originali; p oichè era ~o l ito di consi<l<'L'tll'e il malato co me i l miglior lib1·o di studio c di visitare gli jnfel,D ti i n-


-

17()-

sif'mc ai :-;uoi ùisc~poli, in [H'<':-;enza dci quali <'l'<'g'Uint l<> opera :~.ioni

chil'urgiche. l ·~gli JSÌ può quiwli •·itctwrP il C<l{PO stipite d<•lla scuola ùi chinu·gia, fnu1cese. Ke.l suo fwmo~o trattato della gt·audc chit·nrgia sono c~poste importanti cognizioni Hulle fratture ùcl Cl'anio, con le va l'i c indicazioni della trtupana:~.ione altre o:.;sct·ntzioni ~ulle et·nie cd applicazione dei duti e :-;ulla calcolosi Yesckalc. Celebre è una sua l'entenza : « nc~:.;mw può el"sere un buon nwdito :-:c ignora ](' op<•t·azioni chirurgiclw n(• a 1<: uno può ovenu·e !-i<.. nou <:ono '<:c la medicina »Il Lanfranchi frena le (•ruorragi(• col torroltU't' tli sua ilwenzionc c quauùo la Yicinnnzu di un ne1TO cowplka l'intel'\'ento, sa all ' uopo ricercal'e il Ya.!'io ferilo e legat~lo in sito. l)rutica arditamente la Lrapanar.ione {)pl ('r:mio JJPl caso di ·dept·<'~!doni os~ee, e <"Oll su: t ~omma m era viglin <·onstata la gua.t·igi01w (li tre ~olda ti feriti alla, testa con pcl'(lita di sostama della regioiW ct>reorale antpriort>, Ilei quali era 1'<'!-~i <lnllta .soltanto deboh'7.Z<l di mE-moria e d'intt>lligenza e dhulga in Francia la rinopla~ti<:a col metodo del 1'agliacozzi. ricorrendo •P<'l' il lembo alla cut<' <h•l bra<:do. lntro<ln<'P infine nell'esofago l<•Ho una sonda di piombo per CYitare la fnorn d t a degli alimenti. F1·a i medici milita.l'i italiani <lel tempo mcl'ita anthE:' di essere "'egnaJato (Tgo Borgognorli, drt Lucca, ,di nohil0 famiglia , scolaro del Lanf'ranchi, il quale nel 1214 feee un contmJto col comune di Bologna. impegnal1<1osi a pr('star·e l'opera sua grntuita, a tutti gli ammalati poYel'Ì del la <Cittù E'd alle truppe della gn;u·nigione, clietJ·o un co1npen~o annuo di lirE> 600, da pag·arsi nna ~ol Yolta. Però pet' gli interYenti in caso <.li fratture -o di lu:?sazioni, o~ gli jnfermi -;j troyavano in buone conclir.ioni finanziarie. egli aYeva il diritto di p1·ctcndct·e di più : nel primo caso un cat'ro <li legna e dagli abbiC'nti un <'arro -eli fi<'no. OJ>iJHH·e :!0 ~oldi. ,) fot·ì nel J:?:->.2. Nel 121, D'go da lin<'cn fu a.l r-:t?gnito d<'ll<' soldates.c.lH' bologn<'si inviate a.Un prima, crociata in Rit·ia <' p l'<'~'<' part,e a.ll 'a sse<1 io <l i Damietta .. :È clegno anco1·a <1i (·~f;Cl'C' J·i<·ot·<lato !';UO 'figlio, T eoclori<:o da Ln<'<':l nafo nel1.205. dell'ol'Clin<> <l ei predicatori. W~'<('0\'0 di RE>Honica. c di Cervin. che affer·mò coraggiosamente non essPre nece. sa rio il pu~; nnzi questo non fa<'eva <·he prolun~Zar€' il (l~or~o della malattia cd improi•a la gnarig-ion<'. ~egut>nilo l<' nOl'me <li A'l.·iRtotile. egli fn il primo a pt·P~<·•·h't'l'<' il ,·i no caldo nel trnt tnme11to deltle

oo


-177lesion i e fra i primi a pnttkal'c la nar~osi.. l metodi <li anestesia, fin da, t<! rupi remoti, non eeano ignorati, e già. p("l' a t t eu uare le soffer enze tL<·i \"l'OCdissati si l'icOlll'·cnt al morion) ù'odgiue orientale, fatto a lta,-;e d i lllan(kagora e si usavano negli atti <>veJ·ativi Je medicinde obrlor mitù;ae. Si imbeYeva una. ~pugna (spOH[Ja soporiphera) nel !'n<:co ùi tpiante sonnifere (oppio, mandragoJ·a , cicuta, lattugn, :..ohmo nero, giusq oiamo ('('<· .1 (' la si lasciava, asciugare al sole; al momento della, narco.;;;i la si immergeva nell'acqua calda per :-ciogliere i succhi tliss('(:(:a,ti e la si accosta \'a qui n di alle narici dell 'opetan<l<> (nariuus applicata), fino a che fo ~c preso dal sonno (<'llJiiat sonwwn). P<'l' 1-ìWgliaL~ il pazi<•nte (lopo l' int erYento. siri· eo r·reY::t poi ad un ' altra spugna intrisa d':weto avvicinata alle na,ri o ~j int roduce,·ano nelua~o dei succhi di iinocdlio c di ruta. Questo metod o di anestesia fu messo a.ll'indice dalla OJ1icsa c conseguent cm~·nte cadde in dil-m::-;o. 'l'eoÙOl'Ì<:O fu infi11c llllO dei ].Jrimi a. l_)l'C· "Cl'ivcrc le unzioni nt<'l'Cnriali nelle affezioni <'ut:lllee .

* .. * Dci medici militati fl'ancr ·i di q uest:epoca è da r ic<)l·dai·e Enl'ico ùe :.llonùe,·ille (1:!70-l itW), :scolaro di Guglielmo da l:::;aliceto 11cllo l:::;tudio bologne~w , presRo il qual(• nw,·n potuto a::;sL'3tere a 11 nme-1·ose dissezioni anatomiche e portò l 'indhizzo del maestro ltell'in!'egnamento ana.tomko all'Università ùi .Mon tpellier, attcnend oE:;i ai classici c SOlH'attutto alla scuola :1l'<t1Ja di Avicenna ed utilizzando anche i àiRegui anatomid da lni copiati a B ologna,. Ehhe anche a maestri di chirurgia Lanl'·n mchi e 'l'eodorico, seguendo i lo1·o p n~ etti lH' l trattamento delle ferite senza suppn1·azione, pol'tando tuttavia 1m HLO perso1mle contl'il>uto di originali osser vazioni, specialmente per quanto 'r iguarda l't>st!'azione delle freecie . .l!'u chiama.to neJ 1301 alla eoJ'te di Filipvo il Bello, 1·e di J•'nmda, come a.rcbiatnt c fu confermato Hclla cari<:a, dal succesHol'e Luigi X; egli non solo aveva l'obbligo di invigil>ar·c sUilla saJute d el monarca, 111:1 lo dO\·eva accompagnare a nche in tutte 1c sp('d izioni mHitari. Co~'Ì ebbe occasione di mccoglie1·c un gran nulli(•J·o di osset'Yazioni, <:be riunì h1 un liln·o, il quale Ri può consi<l<>r·aJ·p <"ome uno dPi pl'imi h·attati di chirurgia di guerra. Vale la pena di sfogliare qualch e pa.gina di questo \olome per ave1·e un'idea dei metodi di <·nra in quell'epoca delle l<>sioni lwlli<"hc. Le Hmi più comuuemente allora usate erano la spada, la l2


-

]7 _ -

landa, il gia>ellotto, la balestra, la mazza e le pietre, che deter· mi nn vano qua~i Re-mpr~ un 'emonagia [)iù o meno imponente, aKFlOcia1:t o no a deliquio. Pl'inu1 pl'eoccupazionc del ('birutgo stù <~mnpo di batt<aglia era dunque quella di an··~:>sta l '<' la, fuoriu~cita d el sangue (fig. 38), e riconeva. a tal·e scopo, se Lra.ttavasi di 1picco li va~i beanti, ad una fila<:da im.be,·uta in una miscela òi bianco

Fig. 38 - Chirurgo militure (in basso a sinistra) che pratica l'emostaai sul campo di battaglia (Secolo X lV). (Da una ruiniatura della Biblioteca dell'Arsenale di Parigi).

d'uovo, con -polYerc astringente composta di jncenxo, calce YiYa e Rangue òi {lrago, ment·r c pei Y3!Si più imporLanU era costretto a<l ·usare il cauterio. Se questi mezzi non erano su.fficienti, si •rico.t·.t·eva alla legatura immNliata del >aso: incisa la 1parte e gli st1·ati oLto!->tantL in modo da mettere allo !oieope.L'lo l'arteria o la vena le. a, la si estraeva con un uncino, la si torceva (t01·quere) e si infiggc,·a quindi ad ogni capo del vaso un ag-o con filo, che IPOi ~i Hnnodava e stJ·ingeYa fortemente. Se n ferito era sv-.,nuto. lo si sprnzza>a di ac(pla freòùa alla faecia; in mancanza, gli si tiraYano fortemente i ca-


- 179pelli, o si battevano le gua.ncie, o si stropicciavano gli arti, o si provocava lo sternuto o il vomito titmando '(con una ~piuma o sem plicemcnte col dito asciutto o immerso nell'olio) le fauci o le narici. Si procedeva quindi ad un'abbondante lavatura della ferita, possibilmente con "ino bianco 'r iscaldato, per quanto il ipa·ziente potesse tollerare. Si tentava successivamente l'estrazione del co1~po YUilnera:nte, avendo P'l'ima la precauzione di osservare la natura, la fomm~ ed .a. quaJ.e profondità era penetrato il dardo, nonchè la sede della lesione, attenendosi a.l [>rinc1pio .d i non procedere all 'operazione se non quando l"intervento si potesse COilliJ?Ìere con una cet't~l> celerHà e facilità. Da tùtimo :-:i 1-iunivano e si suturaVallO i mal'gini della ferita, e con fi.laccie compresse immerse nell •iHo si preparava.no dci piccoli cuscinetti, du~ venivano ap1plicati come fomenti sulla parte lesa, clO[>o averla leggermente premuta, c quindi fissati con bende. È da menzioua1·e altr-esì Guido de Cha,uliac (1300-1370), aJ.lievo nello ~tudio Bolognese dell'insigne anatomico Mondino, presso il quale potè assistere a molteplici esei'Citazioni stù caJc1avere (m1~ltot·ies dissetiones), e òel suo succcsso1'e maest·r o Alberto, soprn,nnominato Bcrtuccio. Nel 1325 passò aJl'Università di Parigi ove ebbe a macstt'O Enrico de Monil•willc <> fn iiu;:ignito del titolo di magister. Durante la peste bubbonica che infierì nel 1348 in Francia, fu medico di Clemente VI ad Avignone e sostenne in quell'epoca 1pare.cchie l)}olemiche col Petrarca, che non ebbe parole molto lusinghiere per la, classe medica.. Infatti, in una famosa [ettera -diretta, al pontefice infermo, il poeta si. allarma per il gran numero di sanitari che stavano attorno al suo letto. «A bello studio sono essi tra loro discordi, egli scrive, stimando ciascuno a sè ver.gognoso il non dir nulla eli nuovo e andar sull'orme dell'altro .... La turba di costoro, o clementissimo Padre, fa eli guardare come fosse una schiera d'inimici. Oonchiudendo, adunque ti dico che da un medico, non di. consigli, ma di eloquenza dovizioso, non altrimenti che d n un sicario o cln nn venefico imddintore della tu~ vita tu gua.rclare ti debba : a] quadè meritamente quello è da dirsi che ill vecchio eli Plauto nell'Aulwlaria diceva ad un cuoco chiacchierone: V.attene chè a c.ncina.re non a 1parlarc io ti ho chiamato)). L'opera più interessante di .Guido è quella della chirurgia, cbe ebbe numerose edizioni, ft'a cui una francese pubblicata nell 1478 e costituisce il testo classico dell'epoca; nel primo capit1.tlum sing1.t-


[ -

180 -

lare egli rileva. l 'importanza della cllirLLtgia e ùescriw il famoso ar. ma.mentario tascabile (thPca V1t.lnera1"ia) contenente sci strumenti: rasoio, lancetta, forbici, scaLpello, specillo ed ago. Fm le doti che deve po:Ssedere il chirurgo, enumera la, conosc-enza perfetta, soprattutto dell'anatomia, senza. del1a quale « nulla si [mò fare in chirurgia)), la continua pratica professionale, l'intelligenza. e la moralità. Nello stesso trattato ùi chiru1•gia, è descritta con rnolt..i prurticolari Qa peste di Avignone, ed a titolo di curiosità, ricorderemo che egli consiglia i salas~i ed i purganti c l'a,pplicazionc sui bubboni di ·e mpiastl'i di :fichi e pistacchi, ed una volta .suppurati, l 'incisione e lo sYuotamento. Guido de Cha.UJliac non usciY<"Il mai di casa 1p er ·visitare la clientela senza porta.rc con sè la borsa da. clisteri la quale, come era solito affermare, gli p1·ocura.Ya « honneur, profìt et grand nombre d'ami€i )). A 1ltro medico f·rancese, <>l1e S:·Hlì in gran f<1ma fn Arnaldo da Viilanova (1234-1312), soprannominato il Catalano. il quale studiò a Barcellona, poi a Pàlrigi e a Montpellier e dimorù in seguito a Fer.r a.ta, a Bologna, a Roma e a Napoli, ove, narr;.wo le cronache, che si chiudesse in un monastero di Cis:tercensi e per invito del priore ideasse uno speciale medicamento per a.ssicura·r e ai religiosi la castità. Jn seguito si trasferì in Sp<~gna e da Oi~omo II d'Aragona fu inviato nel 1309 ambasciatore 1p1·eR.c:;o papa Clemente V, poi passò a Pa.l ermo ana Corte di Federico IL il quale lo mandò più tardi in Avignone a Yi.sHare il Pontefice iufetmo, a-ffetto da calcolosi renale. Fn anche lettore presso l'antichissima Uniyersità di Montpellicr ove salì [)resto in grau nome per l'insegnamento pratico deila cllirm'gia, ncquistandosi larga. clientela ed avendo l'onore di essere chi amitto a consulto dai Re di. Spagna e di Sicilia e dat più illlustri personaggi del telll[po. Nel t-l'att.Jmento delle ferHe 1p enetranti :fino alle ossa raccoma.ndava un balsamo fatto con una miscela di vino, sangue e farina cotta. Arnaldo da Villanova ci ha lasciato anche un tl·att.ato (De regimine cast1·a seq,u enti'ltm) suill'igiene degli accampamenti, in cui rraccomanda l'impianto ·d el caanpo in 7Ama JPianeg·giante, lungi dalle paludi, la rigorosa vigilanza sulll 'aequa !potabile e l'imanediato allontanamento delle deiezioni e delle carogne degli animali, che devono essere ricoperte di te1~ra per evitare il diffondersi di morbi infettivi.


- lcl -

Dobbiamo ancom l'kmùm·c un altro chinn·go militare delli't'JHlca, Gionumi YVP•·mann, nato a Y!pPl' ~wl lini•·c del '200, a-l lievo nel 1:!93 del celelJ..l'e La.nfmnchi nell'Università di Pa.rigi, il quale s;i può ('On~idl'l'ill'<' come il ~ estore della chirurgia fiamminga ed uno dei più famos;i medici militari d<'ll 'epoca. Devono im·e1·o trascm~ret'e altri due secoli petchè Rorga nn astro lumino~o che gli possa compete-re: .\.mbrogio Paréo. ~arà. opportuno pren1<'tt<'re che alla fine clel sreo1o XIII in Finndra , come nei \'Uri pa<':si retti a libero collluue, le milizie che si Yenivano costitnc•ndo spontnne;lmentc in clif<>sn (kllc dtfà, <'l'ano a·atte pet lo più (lal1k diverse civiche corporazioni di arti e mestieri, le qnnli in tmnpo di pace si declknYauo ilcl <'~-<<'l'Citazioni milital'i per allenn.m euto e cloYcvano tp rovveder8i eli una sufficiente dotazione di ara:nl. Ad accompagna•re qu<'f.ite truppe in caso di ~uerra , come <lbbiamo ~ià rkol'dato per i comnni italiani, emno designati dei medici, jpCÌ quali si stanziava nel bilancio annuale una c<'rta solllllla. Si provn~devano inoltre di tutti gli !'ltrumenti e medicinali occorrenti a IlE> loro mansioni, nonchè di carri e quadl'upedi 1per ill t·ra.._~orto del materiale e molte volt<' di abiti, che la cittadinaJlZUJ faceva confezionare a tpro'{)ri<' ·"Pe~:w e degli stes~i ('olo1·i della comunità. A seconda della Co1·za numerica delle ~ingol<' <:o.mrpagnie, vaJ·inva l'organico di questi !'lanitari: se H numero <li soldati .e ra poco J•aggu:udevole, ba tava tm chirurgo, che si I'H<'<'Và talora .>=:<'gui-rc <1alla propria. moglie, la qunle lo assistent ne1l'<>s<'rcizio de1la sua professione : quando iJ numero era considerevoh·, !'li aggregavano uno o par~chi aiutanti c i consentiva al chirnrgo di chiamare anche i snoi discepoli. E se dò non bastava, , i cleRignavano altri . nnitm·i. i quali tutti erano mantenuti a. SP(\"<' <lel ('omnne. Cosi nel 1293 la comunità ·lli R J·ogf>~, al seguHo <lell'eAcl-cito mobilitato P<'l' la s.pedir.ione in Hnin;1nt. clesignò pPl' il ~<'l'vizio sa.nitario il D1Nlico ~rauthier Blanknvd. Nel 132.5, durante la guerriglia fra il Cont<' (li Fiandra P la citt:\ di Rruges. Ype•·man f11 prcdsa-mPnt<> incal'icato dagli ahitanti di Y1p res, O\'e fin dal 1:318 c1'"a chirm·~o dell'ospizio, di pr<>.-.tm'e la sua opera di a~i, tenza sanitaria alla milizia mohilita.tn. riC<'Yendonc un comq)en::;o di otto libbrP c qnattro ~oldi parisii.

>

j_


-182-

Come il de .:MondeviUe, anche FY!l)el·mann scdsse in latino 1111 trattato di chirurgia di guerra, che ha una grande importanza dal punto di vista st<>rico e sdentifi.oo. Ba.gti ~nna1··c che, oltre al metodo della legatura e t<>rsione dei vasi per frenare le emorra gie. come aveva già fPl·ec-onizzato e praticato il suo contemporaneo de M-ondeville, vi è per primo discusso il processo dell'aUl!J?utazione degli arti, che prima d'allora si praticava soltanto nei casi di ca:norena, ricorrendo per l'emostasi alil'olio boLlente, od a IJ.)iastre di ferro arroventate al calor· bianco. Si patla anche della trapanazione del cranio, ma la condotta dell'Ypermann in <1uesti jnterYenti è prudente, circoscritta a. casi ec.cezi.onaili, servendosi, anzichè del trapano, di uua sgorbia curva e limitandosi ad asporta.re piCC()le > p orzioni <di osso. E sono indicati ancora metodi originali per la cura della tigna colla calotta, per l 'asportazione dei polipi nasali e .per l'incisione a oroce degli a.ntraci. Ma ciò che soprattutto deve notarsi in quest'oper~L è che l'autol'e. oltre le benemerenze dell ' insigne suo maestro, mette in giusto rilievo a-n che i p1·ogressi dc]!l a chirnl'gia italiana pe1· opel'a specialmente dei Borgognoni., di Ruggero di Frnga.rdo, di Rolando da Parma e dei quattro maestri salernitani. È ·d a ricordare infine il medico militare inglese John Ardern {1306-1390), che studiò .a )fontpeltl ier -ed esercitò in li'rancia ed in Inghilterra, proca.rciando!":i grai){le l'inoma.n za nelle opera.z ioni di fistole a nn li.

Nelle oronache di Froisart {1337-1410) si hanno mOilti particolal'i sultl 'assistenza dei feriti in gue·r ra nel secolo XlY. Que$ti erano ricoverati netllc case vicin<~ a mezzo ·d i lettighe e Yeniva loro distribuito un SUJPplemento di vit t<> (carne salata, manzo, m-ontone, biscotti, vino, bil,l·a ooc.). L'eserdto inglese m·a. ,provvisto anche di cucine da campo, di muJini !POrtatili per macinare il grano e di lavanderie; quello fl'ancese disponeva inoltre di forni e {n bara,cchc t.J·asportabili, nondtè di una s ufficiente quantit~L eli materiale da medicazione (bende, filaccie, scatole d ' unguenti ecc.). Si /Pa-r la anoora di una ·epidennia di itterizia dw colpì le truppe nel 1378, di un'altra di tifo esantematico che infìerl nel 1385 e di un'altra dissenterica, chr decimò talmentP l'esercito nel 1384 da far cessrure l'a·s sedio di Lisbona : e sono riferiti a.lt·resì numerosi <·a.si eli colpi


-183-

di calore che si manif~tarono nel 139L Durante la spedizione contro la Scozia nel 1299-1301, il 1principe Edoardo fu accompagnflto da non meno di sette -sanitari, di cui un medico reale e due aiuti, un ·Chirurgo reale _e due a-ssistenti, nonchè un medico ordinario : il medico e il ohirurgo del re pN·cctpivano lo stipendio di due scellini al giorno, gli altri uno scclaino. Anche i re e le notabilità di alto ligna-ggio, come abbiamo accennato, si facevano segui·re nelle spedizioni guerr-esche dai propri sanitari. :È evidente 1però come questi medici non potevano da soli attendere a.J soccorso ed aDa medicatura dei numerosi feriti dopo il combattimento : in que~te contingenze i soldati erano soliti a curarsi in modo primitivo tra loro, a mezzo di qualche compagno, du• .si Yantava di posseò er(~ qnalche rime(lio segreto. Cosi, sotto il regno ·d i Luigi XII, Baiard, colpito gravemente alla nuca, non potè essere soccorso da alcun sanita·rio; ed anche durante il regno di Enrico II vi fu in guerra penuria di medici e di medicinali, tanto che il maresciallo (li Brissac c suo fratello M. de Gonnor, feriti, l'ima~l'ro rprivi di qnalsiasi assistf'..nza Nl 1\f. d' Annebaut dovette riconere a uno del volgo per farsi ·r idurre una grav·e lussazione aUa spalla destra. NeNa battaglia di Poitiers del 1358 si narra che uno scudiero francese, Giovanni de BeUenes, dopo aver trrupassato con una spada le coscie di un cavaliere inglese, estrasse egli stesso l'arma claUa ferita, che fasciò strettamente; poi rimise in sella l'avversario e 1lo condusse .a. Ohastellerault ove lo assistette per oltre òue setti· manc. E nelllo .stesso combwttiroento .Giacomo d' Andelèe, gravemente ferito, fu trasportato fuori dalla mischia da quattro suoi fedeli scudieri, i quali gli tolsero delicatatmc.ntc l'armatura e non E'Sitarono a suturare le lesioni 1p iù pericolose, a lavarle, ed a faF:<'ÌaJ')e, Del reF:to. i sol.flati a quei tempi erano abituati a farsi cm·are e medicare a ,proprie spese. ~è mancavano al seguito delle trupiPe ciarlatani che si vantant.no di trattare ogni specie di ferita con semplid a1pplicazioni di la.· na. (li olio. di fogliE> verdi. con bevande composte di più erbe, con empiast·r i, amuleti e scongiuri. Ed ognuno aveva n suo rimedio segr-eto che vantava quanto meglio tpoteva ed aJcuni non esitavano illlJPudentemente a fare operazioni di ernia od estrazioni di catal'atta. Vi erano inoltre dei mires che praticavano per proprio conto, a scopo di lucro, impo1·tanti interventi OIPcrativi ed anche


-184numerosi fmti, ·degli ordini dci mendicanti, si anoganmo le mansioni di medici militari in campagna e venivano chiamati fratelli. Ed abbiamo ancora notizia di una schiera. di medicastri ambulanti, che non aYevano altr·o compito che di succhiare le ferite dei soldati, ed a quanto pare, con sorprendenti risultati, di far salassi, c qualcuno arrivava .perfino ail acconciare o chunzare de ossa. A. questo !proposito, osse·r va Malgaigne, i chhurghi di maggiore fruma non erano molto propensi ad a·bbandonarc la ricca clientela della città per correre al seguito delle tru[Ype in campagna, pure essendo agJi ordini del monarca o del gran capitano che le comandava: ed allora SO(Pperivano, per il servizio sanit&rio, i barbieri del contado, gù.i empirici, i castratori di cavalli, i calderai di campagna, i ciabattini, che l'allettamento di un guadagno, per quanto modesto, spingeva a seguire gli eserciti, ingaggiandovisi come medici ed usm~pando il titolo di maestri cerusici. :m qui il luogo di accennare che nel medioevo la chirurgia era ritenutfL come un'arte di secondaria importanza, tanto che ai chi rurghi non veniva attribuito alcun grado accademico. Essi discn tevano quasi sempre in lingua volgare ed i lor.._> interventi ~Si limitavano per lo più alle orpermdoni ·d i ernia, ùi cataratta ed al<la estrazione di calcoli Yescicali. E la loro posizione sociale veniva ancor J:>i ù (Pregiudicata da.l fatto che il diritto dell'esercizio chi·r urgico veniva accordato anche aJ barbiel"i, i qua.li, ·o ltre a, vendere unguenti ed 3lppli<>are ca.tapl:l smi o ventose e praticare enteroclismi, <:avavano anche i denti eù eseguivano sailas·si, specialmente nei conventi oye per legge canonka i religiosi dovevano sottoporsi 5 volte all'anno ad una periodica sottrazione di s.'lugue. insieme alla, tonsura., e cioè: per l'Avvento. a Natale, in Quaresima., a. Pasqua ed a P entecoste. Nel1361 fu fondata la comunità dei ba·r bieri e nessuno poteva frurne parte, sen1.a rprima, aver sostenuto un a:pposito rsame di nnan7.i a ·q uattro pel'iti. Anche a, Londra i barbieri si costituirono in collegio ·ed il Re Edoar-do l V ne1 1462 con O.J)posito d (~creto ne l'iconobbe la legale esi stenz~L e concesse speciali priyi1egi. Col'ì in Italia, a. Firenze nel] 1349 fu promulgato un istitut o dell 'ar tP dei medici e ò.eg-li sppziali, frft i qua1i erano compre!'\i anche i barbieri con l'obbligo d0l ginramento e della sottomiF:~ione ai consoli della detta corporazione. I medici invece erano tenuti in ma.p;g-iure considrrazione. Oltre

•


- 185il titolo di maestri, fì~ici, medici-fisici e 1più tardi ancora di dottori

in medicina, possedevano un g·rado acc3idemico e venivano elevati aJla dignità della cattedra neJlle varie università e quakuno era dtiwmato anche in servizio alle Col'ti dei I-'·r incipi e dei Ponte1ìci. E d era tale dna.Jismo tra medici e chirurghi, che nel1300 nell'Università parigina Jo student.e in medicina doveva pronunciare daYa.n ti ai magist1·i sole1me giut:-~.mento di non praticare alcun atto orpem.tivo, anche di lieYe importanza, come il salasso. VI. -

L'INTRODU?\10:'-IE DIDLLE Ala-II DA l•'UOCO NELLJ ARTE DELI,A GUERRA

E LA CHIRURGIA ~IILITARlll NEL QUA1'TROCE~TO.

..

E ormai opinione generale che le a·r.i:ni da fuoco siano state introdotte per la prima. voìlta dall'eser.c ito inglese di Edoardo III alla battaglia di Cre<:y cO'llibattnta nell'agosto 1346, contro Filippo Vl, re di Francia con una ,perdita di 2500 nobili, 4000 cavalieri e 3000 soldati. L'invenzione della polvere da fuoco è attribuita erroneamente al monaco Bertolldo Schwartz, nato a Grosseler nel 1330. I nfatti nel ra<;eonto del fatto d 'armi di Fol'li, avvenuto neil 1281 fra il conte Guido da Montefeltro, difensbre della città., e Giovanni d'Appia, generale a] servizio del Papa, si tt·ova già qualche accenno sull'uso dello schioppo, che fu la prima arma da fuoco pol,'tatile. Ed abbiamo notizia ùi un docu-mento del 18 febbraio dfl1323. cioè cinqne anni prima deiJa nascita dello Sch'\v;&rtz, che Ja Signo·r ia di Firenze autorizzava i prior·i, il gonfaloniere e i 12 buoni hornini <li delega1·e una o due p ersone per fare fondere paJtl~ di ferro e ca-n noni di metallo da essere impiegati nella difesa delle terre e delle città. Un alt1·o (locumcnto ci comprova che Agonino da CM.tillon in Vial d'Aosta fuse nel 1346 nel Castello di Lanzo 4 piccoli cannoni, dei quaJi. uno fu usato nel 1356 da Amedeo VI, il Conte Vel'àe, all'assedi.o di Belangero contro il prinéipe di Acaja. E si narra inoltre etc armi da fuoco fossero usate dai 'Mori sin dalFinizio del secolo XIV. Ed ancora nel 1338 'Bnrtolomeo dc Drach, tesoriere delle guerre, segna sotto tale data nel libro deJle spese una somma sborsata ad Enrico di Vanmechon «per avere polveri ed altre cose necessarie ai cannoni>>. Nanano wltr·esì le c·r onache che due anni dopo i F·rance~i. nell'assalto di La Quesno.v, fossero stati rf~inti « da. cannoni e boonbarde che lanciavano grandi quadrelli )). Fin


- 1 (j -

dal 1344 Froi sart a<:cenua a dei proiettiJi lanciati da petraie, i quali «davano sì .g ravi percos e che parent che fosse folgore piombata dal d elo >>- E nel 1387 fanno per la tp rima volta comparsa le mi tragliatrici, congegnate dallo Scaligero nella dife a di P adoY"a e descritte da Giovanni Cittadella. nella « :::;toria della dominazione car-rare e», in cui si pa.rla di « akuni st,rumenti di a l'tiglicria, in modo che più bocche ad un tempo spargessero l o stel1lninio sul" campo avversario)) . .1 •~ 1più ta.rdi infin e sono int rodotti neill'artc del1a g uerra tubi di Jamiera di feno, che prendouo il nome di bombarde. La scoperta della polvere pirica è causa di una grande inno,·azione nell'arte della guena, ma deve ancora t-raseol'l'ere molto tempo prima che i perfezionamenti balistici riescano a portare notevoli modificazioni nella tattica militare. L'arma bianca rimane sempre il mezzo princi!pa.le d'offesa c l 'attacco continua ancom a svolgersi cor-po a corpo. Agli a rchi ed alle fionde i so tituiscono gradatamente gli ar>Chibugi, e le maùchin<' <la guerra cedono il IPOSto tl entaanente alle colubrine, tanto cbe si arriva fino all'anno 1485, in cui metà degli uomini della guardia reale inglese erano ancora provvi ti di m·<'hi e metà {li ~hiopiPi. D 'altra part.e ]a COlllparsa delle bocche da fuoco F;ui campi di battaglia, mentre è causa di profonda t ra formazione neJll'arte del guerreggia.re, imp·rime, ·sebbene molto lentamente, un nuovo i n· dirizzo alla chirurgia .militare, e prelude già ad una stabile organizzazione del servizio sanitario in guenn. La gravità. e profondità delle· lcsioni, il decorso vario e s:pe!:iso singolare dei proiettili attraxerso i tes.•mti. lo stritolamento. e talora l'asportazione di interi segmenti d ·arto, la rpenetrazione <li frammenti d'abito nel tragitto del1a ferita, l'attrito e la con-tusione delle !Parti molli, 1la .commozione del istema nerYo. o e c.onseguente stato st uporo~o rapp1·esentano nn .complesso di fenomeni nuovi ed imprevi ti e co. titui cono altrettanti singola•ri c.itrco tanze, che richiedono nuovi met od i di rupplicazione c più razionale indirizzo ter3JPeutico. Da dò l'impell<'ntc necessità di grandi. interYenti : e le amputazioni, che dapprilll:1 si pratic.'l.vano eccezionaJmen l·e. r.::ono. pt'l' conS<'~ uenza, più ft·<..quent<>mente im· poste clal1a graviti! delle lesioni tp rodottc dalle novissime armi. (i enialc fu quindi l'opera dei rhit-urghi (1<'1 tempo. eh<' rlo,·ette.a.·o adattare la Jo1·o arft' :L questo nuovo gene-re di ferite. Le ma.s e belligeranti. bigot.tite dai micidiali ell'etti dégli


-187-

spari di. queste armi, ·e rano naturalmenle portate ad c~:;agerarne Je conseguenze. PerduraYa an<'ora la memo·r ia del :(:noco greco, <:he \eniva lanciato per ardere [e navi e le città nemiche e come mezzo di offesa contro gli a ali tori; riteneva i velenoso il mif::Cuglio <"be formava la polvere da spuo; le lesioni cagionate dai p roiettili pinti con grandissima forza dalle nuove at•mi a\evano nel loro aspetto, nel loro · andamento ed esito un non so che di in!'olito e di grave, che le tradizioni deJil'antica medicina, risve:rliate ed accresciute in quei teUllpi. non erano sufficienti ad intel'}pretare. Sorse quindi coll'invenzione della polvere un nuovo ramo di chii·urgia, che fu nei ~uoi primordi legato e reso infecondo da due gravissimi errori : ritenevasi infatti che le ferite d'a·r ma da fuoco foosero aceompagn::tte {)a ustioni e da veleno. Il trattamento terapeutico. informato a que!::ti principi teorici, /Prescriveva l'uc.;o dei <:au tici attuali e dell'olio bollente in 1larga misura per di· strugge1•e il veleno non altrimenti si. fosse trattato di unR~ morsica· tura di cane id·rofobo; in secondo tempo si ricorreva ad empiastri E'd unguenti della più varia eomposizione ,per provocare il distacco delle escare.

* * * Dobbiamo l'isalire :fino alla :fine del secolo XY iper l'iniraccia.~re i primi studi ·e le pl'ime osse1·vazioni su queste ferite, poichè per ancora lungo tempo l'arco, la freccia e l 'alaba1·da furono usate in ~uerra. colle amni da fuoco. Pie~ro d ' Argelata, Leonardo Bertapa· glia, Berengario da Oa1~pi e Marcello Oumano, in Italia, Gi•r olamo Brunschwig e Giovanni di Ger dorf, in Germania, furono i primi ad occuprursi di tali lesioni e del loro tratta-mento. Pietro d'.A:t·gelata insegnò chi·rurgia nello Studio bo[ognese. I ntuì per il !])l'imo la possibilità di con crvare gli arti fmo allora . acrificati all' amputazione e riconere alle operazioni eonservativ<' nellf> fe,t·ite d'arnm da fuoco, •re.S(.."Cando solamente la parte malata. Morì nel 1423. Leona·rdo Bertapaglia, abile chirurgo, lettore dell'.\tl'neo padovano, fu autore di un trattato: «Commento al quarto di. Avicenna ». Lasciò pl'eziosi im~eg-namPnti ~mlla tecni<'a della ipla~tica chi· rmgka, che pi.ù a\anti nel 159:?, :.wrà, come veth·emo, in Gaspai'~' Ta.gliacozzi un insigne e mer.avigUoso artefice. Morì nel 1460.


-188A q11ei tem1pi destaYa vivissima preoccupazione per i chitur-ghi milita•r i la, presenza dei corpi estranei nelle ferite, e perciò si aff.r et tavano ad estl·arli con numone spesso rudi e con mezzi i più sva·r iati, ineJ'Uenti daiJ!prima ed in seguito anche con sbrigliam~nti ed indsioni dilatatrici. Del resto, ;} a cura era molto semplice e primitiva. Jn Germania si ungevano setoni o si imbevevano ·p ezzi di esca con olio tiepido, introducendoli nt>l canale .de1la ferita per mantenerlo libero e facilitare lo scolo dei secreti e limitandosi così ad una vera e ptopria cura aspettante. Gi•r olamo Brunschwig (14:10-1533), dOt.PO avere st.udiato chirurgia nelle università di Bologna, Padova e Parigi, tp uhblica nel 1494 in Strasburgo un volume sulle ferite d'arma da, fuoco con tavole illustrative, che, per quanto disegnate jn maniera grossolana ed alquanto schematica, non sono meno istruttive. Il libro porta il tito'lo « Das ist das B 'iioh d er ol~;irurgisallen Tfandwirkung d er IVtmd A.1·zt )) ed è adorno di uu gn111 nnm ero di in<:isioni, che riproducono f.ecle1r.mente lo strumentario e la tecnica degli interventi dell'epoca, senza contare che ra![>prescntano anclle un prezioso documento storico deU'a.bbi•g liamento e dei costumi del tempo. Dalle figure che ft·egiano il volume notiamo con compiacimento come risulti evidente che le opera7.ioni di alta. importanza fossero già stute E'Seguite correntemente ila chirurghi italiani, la cui fama si diffondeva così in tutta Eu•ro.pa. Anche il Brnnschwig parte dal concetto <~he tutte le ferite da a.rma, da fuoco sia.no a·v velenatc dalla. po1lver·e pil'ica. pe1wtrata col p·r oiettile e per scacciare il veleno p1·ovoca la suppurar-ione passando e ripassanclo nn SC'tone attJ'aVI'·J'RO il ca.nale dflla ferita, e !'>e questa non suppura.va, vi affondava. una. listarelln <li la.n lo, come già. aYeva rpr.aticat{)· da tempo R nggero da P·a ·r ma per le fE>ritt> <'li fr('{'da c< Extraoto ferro, statim fiat stllelf.11s rl e lardo et iutromiltaht1' >). I.~a. sÙppurar.ione <'hl' ne ,c;;E>gniY:L fadlitata. anche dall ' applica zione di un empia stro fatto secondo 1a, fo1'm11ln de l] 'aut ore. era salutare, poicl1è favoriva la eliminnr.ione delle NK'at'e e delle sostanze dannose cbe il tp roiettile si et'a trascinato lungo il tJ·a·g itto. Egli enumera ino1t1~r diversi strur.menti complicati. atti a far fronte a tutte le esigenze di un intervento operativo, ecl a1ltri per l'estJ·azione dei corpi estranei, f·ra cui nn tirap~tlle. eli cliverse forme. Alle ampntazioni rkorreYa 1p er a~port.ar~ dita canorenate o sopranumeral'ie a. mezzo del coltello e òel1a. forbice:> ecl il moncone era c..'tu-


- 19terizzato coli 'olio bollente o <·on unn: lw.cdtC'ttimt d'o,r o rovenLe. ~on è accertato che il Brunschwig abbia personalmente partecipato alla guevra ed abbia sul campo applkato le sue novis. ime idee circn il occor o dei feriti.

Fig. 39 - Estrazione di frammento lli freccia dal torace fatta da un chirurgo JUilitarc sul campo di hattaglia. (Dall'opera di Qiomnni di Gersllorf).

Giovanni ùi Gersdol'f, allie\'o di Jllfl•0'1t1·o ~icola, conosciuto anche col nome di medico della polYere. già òentì'l)ta, chirurgo del duca Sigismondo di .\ustria, col quale a vc\'a avuto occasione di fare una larga e perienza Rn l le lesioni (l ì guerra, partecipando a tre battaglie durante la spNlizione di Borgogna, è uno dei primi a fare in Stra bmgo esercitazioni di anutomin snl cad~Yfl'(' di un impic.c atò.


-

1!)0-

Pubblicò nel 1527 a F rancoforte un libro inter€ssante sulle fe rite da freede e da palle, intitolato « De chinu·gia castt·ense ». che

dtlic~ett ~ntlruntenten; fo bte ~ften ([Qtr u~gici/\?ii 3UIJOt ber l)od)bmlmpt 2llbuc41fio

geb:nud)t bar.

Fig. JO -

Applicazione <li cautrrio su una piaga della ~ramùa destra: nella parte superiore n~rt tipi di cauterio. (Dall'opera Ili Giovanni di Gersdorfl.

ebbe la fortuna di tLvere 11 edizioni, nel quale dimostra un intuito molto giudizio~o ed una profonda conoscenza della materia. Egli

..


-

] 91 -

cerca <li rendersi edotto della gravità della, le ione per regolare il propr·io intervento secondo i ca i : quando il ferito pre enta bava

cD cbòtt aud) nit dm yt'Otn ;ii! 1ft: fd)ÌcE fid) 'O amn-ote id) ym t~u.

l

L____

.Fig. 41 -

--- -----------------------------~

Uu'amputa.zione <lelltL gamba. de~u·a :LI terzo suptmore. (Dall'op era eli Giovanni di GM·sdort).

alla bocca. la prognosi è infausta : così neJle l esioni polmonari, se vi è fuoriuscita di aria, in quelle del cuore, se danno esito a .., l


- 19~-

sangue nera$tro, nelle fcJ·it e dello Rtomaco e d<>ll 'intelo\tino, se proYOC.'lno , pargimento di materie alimenta·ri e feca,li ed in quelle della. Ye cica, se sono causa di eJ,nissione di urina.

([ i'aS t f'F O) an• be~ inflrumc o t/ vri ~as ::>yenct m cc ob1 tnl'ff03baubt /t>aii fnntll>ac:ncbétol:>u: hinbcrt. bacumb bJ es nit b:t')'tt g lc_yd) l)at talsb3 ncd)Jt m flrumèt l)re v o: vec

l

3t)'d)ntt.l'>nb byen

et a u<Ò l w ann bi e

brrnfd)al jngcfcl)la gw ifi/tlfl6 ma nfte n1ic l:>tf'e tnftrumct wit>et vtffd)IA!lb.

•

J.'ig. 42 - Una trapn.nnziono del cranio con trapnno n tre piedi. (Dall'o pcm di Giovanni di Gersdorf).

L'opera del Gersdorf, al contrario ùi Y-perman , più che con diRsE'rtazioni teol'ide, . i e. plica praticamente sul campo di battaglia (\ traendo fra.mment i di freccie (fig. 39). cauterizzando le fe· rite con st·rumenti g·r o olnni (fig. 40). praticando amputazioni de~li arti (fig. 41) ed anche trapanazioni del cranio con t rapano a


-

193 -

tre piedi di sua invenzione (.fig. 42), ·p er lo più senza aiuti e <.:o n mezzi disponibili assai limitati. Lo Rtudio dell'e trazione dei proiettili è trattato con buone conoscenze anatomiche e con esatta descri· zione degli strumenti. Ricorderemo infine Giovanni Langi (J485-1365), di cui il vero nome <:Wtt. Langius di Lernberg, nativo <li LOwenberg nella Slesin, ma natura.llizzaLQ itali:mo per hL lunga ùiiDora in Pisa. Fu medico di quattro elettori palatini: Lui~i-Fed<•rlco Il . Otton<', 8nrico e F ederico IIL e lasciò 11 discor i intorno aJla chirurgia « Themata ali q'uot chirurgica», f·r a cui uno dedicato alle ferite d'arma da fuoco, nel quale, ol1J1·e ad affermare Ja IH'<.:essità del rii01·no allo studio dei classici testi greci, .so~tienc l 'u,o delle ostanz(• topiche nella cura delle lesioni e consiglia !l 'acqua di rose.

• • * P er quanto riguarda l 'assistenza sanit3Jria negli eserciti in que· regno di Carlo YIL , il q ua.lc aYeva 1111 sernpli<:e barhiete pet· <·hirurgo addetto alla sua persona. non tl'oviaU1o akuna tntccia di organizzazione dj medki wilitfvt·i; c ~oltanto un corpo speciale di :l20 uomini « i sergenti a Yerga >>dello 0hà.tel<>t a Pari~i. i q nn l i. del resto non sosten<>Yano altre lotte cruente che contro i debito•ri insolvibi1li, aveva ottenuto nel 1493 H privilegio di disporre di « un esercito per la cura di lor ferite, ~iaghe o lacerazioni ». Carlo il Temerario, ducfL di Bo11gogna, pl'ende per il primo l 'iniziativa di i t.ituirre un servizio sanitario in guerra, e a ciascuna compagnia di 100 lancie assegna un chirurgo. Poichè ogni lancia era formata da otto combattenti, si veniva a dispor l'e di un chirmgo ogni 800 uomini. L'esercito di Borgogna aveva una forza di 22000 soldati, e perciò per l'a, i tenza in campagna poteva valersi dell'opera di 27 chirul'ghi, senza contare i sanitftlri addetti alla· persona stessa del re e dei grandi vassallli. Nel 1337 Fil~po di Valois, avendo dicbia.rato guerra all'I ng-hiltena, fece allestire nel porto di Genova 40 galere ed assegnò alla nave ammiraglia un maestro di cbirmgia colla pa.ga di 10 :fìol'Ìni al mese ed a tutti ~1i aOtri Yascelli un chirurgo barbiere ed un allievo chir urgo (ba·rbierotto). Ma la I{>Cnuria dei medici milital'i presso le trUippe 01peranti fu quasi seilllpre la regola, e quando l~mico Y, re d'Inghilterra, ~t o p(•I·iotlo, accenneremo che ~otto il

13


-

19-:J -

mosse nel 1-113 con un eserdto formidabile contro la Francia, non <tYcYa a ùispo~izionc che nn :;;olo chil'urgo, Tommnso .llorstèdt·, dw ISÌ era aggn,gato u11a doz11ina tli assiste11t i. nd iu nna seconda s,pedii-:ione, per{luraHdo 1'a:o;soluta defkicnza di pl'l'soualc sanitario, fu costretto ad ordintH'P allo ~lcF:so Morstè()c di imua•L'care ma11·u militari tutti i chkurghi, di cui ritenesse opportuno valersi ed anclle un cert-o numero <li artieri e meceanici per fabln·icare appat·e<:ch i e trumen t i. Cominciano im·ece nei ma ·simi centri, spedahuente in Italia, ad erigersi stabili luoghi di cum per il ricovero, non solo dei pellcgl·ini infel'Jlli , ma a11d1<' <ki ~oldati dd presidio e di quelli in l:P'Hll numero rednd (lalle C't·oda1e o dalle guenc nel teN·itorio <·il e si susseguono ininterrottamente. Uiil. fin dall'anno 111~ a Pisa fu fondato ll'ospeùa.le di S. Se1v oJcro e di S. Gionullli per cura dei Cavalied del So-v·rano Milital'C Ordine di :Malta, che accoglieva anche i soldati malati e l'Pl'iti. ~el112~ fn istitnito un altro nosO<·omio acl .\ltopn~do: ivi nna <·ampa11a. battezzata la ~nuu-rita, suona"a Y<'l'so il tramonto pe1· indicare la na ai numerosi pellegrini che dovevano traversare un bosco !Pieno (li insidi<>, (·osì. <·ome oggi ancon1 , a due ore di notte, su-ona ·una carnpana della tone di ~. ~l atl'ia :i\Iaggio1·e in Homn lH'l' munifico la~ iio di una gentilclomw., s111a L'l·itasi secoli adttlieLt·o ll<'l descrtu Esq nilino, IUJ quale, guidata ·tl:ti rintocchi dci l11·onzi della basilka. <lYPva potnto ritrovar~ la stradn. N't>ll'anno 1177 fn Nlificato un a1tro ospNlale a. Feuara; nel 1~0-1- il papa Jnn ocenzo 111 ordinò la co~truzione dell'ospedale di K ~pil'ito in Sassia a Roma e quasi conternpomueamente il pl'inci~){' f'olonna fon<lò l'ospedale del SalvatO!'<' <t . Giovanni in Laterano. ~el1214 SOl'gc l'oi"p<'<lale <lel Cep.po a Pistoia: nel 1::?24: l'ospedale maggiore n Yei·celli; nel J 2"8 F-ol<.:o Pol'tinal'i istituisce a Pi1·enze. <'1L<' già posR<•dP\':1 1'-oF:tpednlP di S. Giovnnni, erdto fra il Br~Uister-o ed il Vecehio Duomo di S. Reparatu, fin dalil'CJPoca di Cacciaguida, il nuovo ospedale di S. Ma1•ia ~uova e fra le JII'ÌIIH' nel e!':sN·c J'i('O\'f'rat<• fu monna Te:o;~a. !"na ml<x>lla, che aYeYa 1wi gi01·ni antece-denti g<•ncl·osamcnte ospitata nf'l sno aYito palazzo. Yerso la fine del HOO comindano ~ià a fnmdonare dei ~r<mdio~i o:;;pedali JWr il l'icon•ro e cura. oHrf' d w dci forestieri e (]ei JWllegrini. an<'h<' dPi sol<lnti, Nl i maggiori <ll·tefid df'l tempo, a rrllitetU. pittoJ'i e s<>ultol'i, concorrono in nohi1<' gara a fare di

r


-

r

;

195-

qu<'~ti lnog-hi di <·nr·a d<'i ver·i e IPl'O])I'Ì capoht\'Ot'Ì <Lu·t.-. Così il gr•;m<h' Ospc<lale 1\ragg-iOl'f' H )filano, l'ORpednlP <legli l uno~cnti in Firenze, l'Ospedale di S. Mal'ia della Scala a 8iena <' 1pi r) tardi I'O~p eclal<• <lei S~. OioYanni e l'aolo di \'enezia, I'Osp<-'{lalt• <ll'll<l Yi ta a BOIIogna, quello degli In<·urabili a Napoli <'<X;. Così i più l'inomati arcbiteW. quaJi il Br::t·mante ed il H·nmelIN>chi a Milano e a Firenze, i più grandi artisti del pemtello e d('llo scalpello. qunli Domenico di B artolo a Riena. il Pollajuolo <' il Ghirla.ndaio a Fil'em~e, Giovanni Della Rohhia a Pistoia. pro· digano i IOI'o tt>l40l'i n<>lil a <l<'<·orazi-one rlc•lle sa l(• of.:peda,li<'l'<' con r·affigurazioni di a~sistenza ai malati. pr<>ziose iconografir per la storia della medicina. colla rappt·csentn~ionc dPi santi taumatur· glli c, sp(>{;ialmente, dci Snnti f'o~ma. r Damiano, che erano w ncl'ati fin (la teiilJPi remoti come i patroni della medicina. J:lnalmente con l 'in•enzione della stampa, an•enuta sul fì. n i re del '400. le scirnz<' mediche ricevctt<>·ro un effkace impulso e 1·iswg'lio, poichè, <·ome ben nota il ('n !'l t i~lioni. i ,·:ni testi antkhi rd i clakRici trattati, <·he !Prima <'rano ro:piati in limitati~simo numero da amanuen~i di :-car:::a <·nltnra. ehlwro con tale ~operta più l;~rg-a dill'uRione e più gran IHllliPl'O di <·ommlta to1·i. i qua li per la ma ggior quantità d i <·opi e disponibili potrnmo 'J)l'end<>rne visione <' . . tndial'li anclw se Ri troYaYano lontano dai mng-g'iod centri scienlifki.


CAPITOLO IY.

LA MEDICINA MILITARE NEL CINQUECE TO.

(_


.'


l

I. -

.LA C'HinCRGU )JILI1'.-\RE Di'JL CI~QUE(;E:\'l'O I~ l'l'ALI.\.

Lt> armi {la fuoco a pi<:(·olo e gt·o:-.so <'a liln·o nel P<'J·io<lo •l ella RinascPnza, col d eter·minare un deeaùimento della <·avallel'ia. co minciano ad avere una 1partc prepondel'anie n ell'n'l't<• della gner·ra. e di con:-.ep:uenza anche lo si udio <delle ferite e delle lesioni da Psse pro<lottt- viene a 1·iceyere n noYo e vinlce ÌllliPU l~o, con indirizw :soprattutto sperimentale. Xel cinqn('Cento i n ltalia l] a chirurgia. come ben Ri c. prime i l (l ioni ano. « clw a guh:a ddJ'antko mar·mo gre<·o mut~lato - la vittoda di Samot.racia - aYeva serbat<> intatte le ali sulle r·ovine imponenti della :-;uperstizionc, sorge lilmwùosi <·on ,·olo indomito»- _-\ncbe In. chirurgia rnilitm·e ~-<i cmanci·pa òalle :vecchie pastoie, aRfmrgendo a maggior dignitù. e i.l trattamento delle ferite c l 'emostasi, che ne co~tituiscono la ba.se, tl'ovano fra noi Ja prima loro origimùe a pplkazione. mentr~.> le antiche teorie d ella vclenosHà e Ù('li 'ustione delle lesioni d 'anna. da fuoco ·r·i<:e,·ono un gra11 co lpo c Yanno gl'nclatamente declinando fino alla comp'l eta abolizione. N<'l J:i32 un ~owmo ch inn·go italiano -si lcvn per· p l'imo a combai.tN'C a{! olh'an za que~U due e-rrori. e ne ottiPnc dopo 11on podli (·oulJ·a:-<ti comuJlet a ,.i tt-o1·ia. È questi B:u·toloml>Q )laggi (151G-13G2), bologne~e. lettore in quell'antichis. imo Rtudio, <·bP hpn a 1·agion e IPOS~iamo ritenere il foudatore <lelln chiruT'gin: mili tare italiana: egli, <·ontem[)oran<'nmPnte acl Ambrogio P aL"eo. e forse senza. sapere l'uno dell'altro, dimo:-.trò 'hrminosameutc c he l<' f<>rit<' d'armn. da fuO<·o non :-;ono avv<'lenate. nè ust<'. ma :-.ol· tanto {·outnse. La :-;ua opera h<l JWI' tito lo: « /h rulllr>rnm .<.:r/ope1or11rn et bomòordantrn rura f ione t1·actat ux )), la qnnle fn pnbhli<'ata .lopo Jn ~nn morte per· la !Prima "olta in Bol ogna ne) J:i6:3 P f<'ce p:u·te di una l~nciclope<lia d tir Hrgi<:a del ·ecolo XYl , <'lte \'ide la luce i n SYizz<.>ra e-ò è intitolata: (( nr rhinw_qi a !l('riptores optimi

quique vete1·es et 1·ec('ntiores )).


-200-

Già sin dalla fine del secolo antocedente Marcello Ouma1w, chi•rurgo dcll'ai·wata dei Veneziani, che aveva potuto assistere ad una delle guerre più micidiali ed osservare di persona gli effetti prodotti dalle novissime armi, dopo Ja battaglia di Fornovo dC'J 1495 aveva date notizie delle lesioni da arma da fuoco nelle l'li<' annotazioni alla chirurgia di Pietro d' Argelata, non rigua.rdan dole come avvelenate e consigliando per calmare il dolore una mi $Cela di assa fetida e di galbano sciolta in olio di •rose, e Berengario da Oal1Pi nel 1508 !PUre a ,·eva emesso qualche dubbio sulla natura specifica di tali ferite. AJprhllmo una bt"eve parentesi per rammentare che Jacopo Be· J'<'ngario nacque a ('arpi nel 1470 dn pad1·~ meclko. e tra corse i primi anni nella natia città alla corte di Alberto Pio; poi fu a Bologna presso Aldo Manuzio ed ~L Ferrara presso il duca d'EstP . • ommo anatomico e clewl'it1.ore per H .pl'imo della glandola pincale. del timpano <' dell'a1ppPndic<' vermi forme. sa li in gJ·an fama per l'a!J.)jplicazione dell'unguento mercul'iale nella cura della si . frlide; fu .lettoJ•e per YPHt 'anni ur11lo stnctio boolog-nefìe dal lGO~ al 1522, e scl'i se anchr uu lihr·o: ne fractum calrariae s. cra11ii. E ercitò largamente in grandi città e mori a Ferrara nel 1529. SocoJHio il ~'alloppin, e<ll suo f.amoRo nngnento riuscì ad a~ sicurarsi una ragguardevole po izione E>Conomica « Lucratus est plus quam quinquaginta 1nilia ducatorwn aureonm~ >>. Ma il merito di avere risolto veramente l'importante que· f'itione della non velenosità delle ferite da arma da fuoco spetta a Bartolomeo Maggi. Questi era stato chia.mato a curare Giovanni Battista Del Monte. comandante l 'esel'cito della Ohie a sotto il pontificato di Giulio Ill, di una lesione di arma da fuoco alla coscia, riportata nell'agro modenese. Già un'altra volta lo stesso crupitano lo aveva fatto venire a p1·estar soccorso ai feriti durante l'assedio della :\fha.ndola. Giunto colà, troTò che medici e soldati medicaTano RN:ondo l 'uso im·also : « Animadve1·ti magni nomintis medicos qui in eo er(llnt exeroitu ad 1'tùnera bornbardarum ictibus aocepta sananda, eam cumtione a(l1novisse, ac si aò ignito cadentique t elo e.rcapta fuissent .... ». :.\la egli non volJe eguire tale oonsnc· tndine e- Hoggiunge : « Vet·um quum hu.c animwm intendi.<~scrn atq~te animadversionern et diligentiatn excifa-'l.'l<'nt tniulta a rnilitib'lt8 su · ..;:citando et qu(l erendo, atque rem, ham ad rationrm ) conjecfitt1'am CI'I'asse vi(t, deprehend'i .... >>.

1.' ornalo a Bologna col ricco corredo delle osservazioni ra<·


-

201-

colte, e fo·tte d<>lla esperienza acquistata direttaanente sul campo di battaglia. si indusse, dietro le istanze dei suoi discepoli, a IPUb· blicare il uo lilH'o, che dedicò al ca1pitano pontificio suddetto. Egli comincia a pone la ques~ione capitale: « N'ltmq'Uid hui-us· modi vulnent cauterio aut venrno infecia sint? » Discute l'argo· mento <·on mirabile acnrue E'd e<Jnilibrato raziocinio e dimostra che tali fel'ite non sono n è anelenate nè abbruciate, concludendo che « t:ulnera htliu,smodi nec ex p1.~lvere nec aliunde vene11ata esse .... ut adusta ~;ulnera aut aliquo modo ad igne affecta non esse eu· rmula ) sed tanquam ab atterente -re et contundente facla) merli· canda .... ». Prescrh·f' <·ome topico il semplice albume d 'uovo, o i l miele rosato, l'altea, ed altri pochi lenitivi, S<!Onsigliando nntroduzione •li fÌIIa('d~; e Hon tra1a:;;cia di dare mzionali preeetti intorno al lllOÒO di esaminare le ferite, e di estrarre i corpi estranei, al quaile 1-l'opo ideò e ci lasciò disegnati degli ingegnosi strumenti. Ma la vel'ità non ·l'iescc a trionfare clei pregiudizi e degli e1· 1·ori rn<licati da lungo tempo senza aRpre lotte, e Je dottrine del <·hirurgo bolognc. e fm·ono impugnate clni . egua<:i di Alfonso Fel'ri (1515-1595), chil'urgo del pontcike Paolo lll, il quale. nri :suoi tJ'<' libri pubblicati un anno prima (nel Hirll) c01l titolo: « lJe solopetarum sive archibtt,sm·zwt ~;ulneribzbS >>,. aveva scritto : « vztln-t~s sclopeto sive arc:hibuso factum, multipleJ· est morbi genus) rntd· fiplexqtw contimti sol1ttio) non ca1·eus,' veneno. Multiplex mot·bi genus esse proptereo dicitur) quod in eo vulnere arlustio) contttsio) actritio, fractw·a venenum est )). In quest'o1pc1·a dedka uno specia.l e capitolo all'es11·azione òei proiettili, pre.,wntando llllO strunwnto di s uR ilwc>nzione, e descrive in modo perfetto Il e leRioni e gli accidenti prodotti da Ilo l'<.'oppio delle araui da fuoco. Propone inoltre una pinza R t.re branche ~>er l'estrazi one dei caJcoli \'escicali, bal1<li. <·e H fe-no rovente dalle ampu tazioni e frena le emorragie o con una miS<!ela cau tica o co1la lt>gatura medintu ·d el vn. o per Jlle?'l.ZO della sutura. Scrive infine « in modo beUo et interessante>> ~nll'iscm·ia. Le idee del Ferri ~n l trattmuento dt>lle ferite d 'arma da fu<><·o, \:h e <:o11imano con quelle di G. Battista Vigo, caddero e ri~o1·scro tnoltt> \'Oltc, e per:mol1i anni, prima d i E>li~ere abbandonnte completamente. Btu·tolomeo Maggi descriYe con molta esatlezza e nùnuzio i pm·tko1lari come in qn<'ll'<>~po<:a !li Eseg-niYano le amputa.zioni, IPCJ·l<> quali indi<:aYa due tempi. uno rper l'cmo~tasi, l 'altro per la muti·


-

202 -

lazion c : e ntle la q>ena di darne qni un ('Pnno. trattandoRi di un ca· pitolo poco noto di storia della chiru1·gia militare ita1iana. « Quan<io non ti rimarrà aH l 'O scampo, 8Criye ('gli nell'opera so:pradtata. ti sa·rù forza tagliare il membro fm<w~sato dall<' palll'. ed allora opet a. in questa guisa: f-oco aTiquo prius membrum sup1·a corruptam pQII·tmn cliliya{)is oJ·c ti s8ime) ilctt 1.d aliquo modo obstu-

pescat) noracula deinde infectam 11artem a sana scparabi.~ undr· quaqur,, ad 088a ~a:que_: post hoc .<~erra O/)tim<J fa1JriNtfct quam ci tis8i?ne p1·oecide.s} propte1·ca vena arleriaque ~ecta el scmicorrupto • illa CCIII'O condenti ferro adurenda; primo acti.~.~imwn erit falratum instrttmentunt} cleìnde aUo in8tnmwnto ve l gladii formmn habente . vel aliam fonnam, nt 8allfJUinem comprim.as uli potf'ris, rel .<~i videbitur memb1·um iflud a qno putrefacla i l7a 1Jar8 ab.'>cis8a [IWI'it ad sana m w;qt~e l)(lrtem, in 8in'bpl ex olemn fervens} a11t onm sulphure colliquato admixtum) inunf'rge.« )).

L'amputazione <li nn membro i n q u<>i tempi <'ra uu 'operazion{tale da fa1· t1·cruarc Je n~ n c ed i polsi ai chÌl'U·tghi. non meno eh<> ai pazienti. T/emol'ragia !'Oprattntto incuteYn loro spavento. poi (·hè la !legatura Mll e arterie, sebbene gin, nota a Celso, era CMluta in ohlìo nella barbal'ie dei. tempi medio<>Yali c cl o>eT"a toccare. come Yed)'(.'mo, ad Ambrogio l'a1·èo, la gloria di ri<' hinma-r ht in URO. Gru<leli perciò ·e malsicuri i mezzi di cui diSiponcvano pc1' dominar<' questo tenibile accidente. Tagliare sulle pa-rti morti tìcatc il più lontano che foE:se po~sibile dal tronco, passare aghi iufilati dentro Ile carni per stringere il Jacerto in cui scorre l'arteeia c legare strettamente <'011 un laccio ci-rcolare tutto l'arto, bruciare quindi l<' est1·emifiL delle :n·terie J·N?,ise: ecco i soli u1ezzi <'mostatici eh<' allora si conoscevano. Le amputazioni fatte SOjpra il gomito, <" Rpecinlmente quelle pral·kate l'ìoprn, il g-inoccllio, erano ritcnuie prricolosi ssime: « P1·a eserti m 8upru !Jen um} n i si oO<tct u.« . .<<Pc l ionem fa cer e non auderes >>

- ~'<'l'iw H l\faggi - e la ragion(' di ciù. 1ntta anntomir11, r fndle a compl'E•ndersi. Tagliate n E'Il modo descritto le 'parti molli con un <·oltello falcato fino all'oRso. e <lopo di a'erlo ~ega to, e brnciata la, parte c1·nen t a, <:on nn a ~pH<la <Wl·ownta,ta., i'li a.Rpergeva il ruoncone ('OJl nna mise<> la fii gomnw. r di polvere tli <'akantr. detta òagli arabi colcotar. nllo scopo di sedare il dolore e mettcrRi sempre meglio al sicuro conho 1l'emo1'l'agia dei piceoli vasi, mentrr p('r qnrlli di magg-ior calil.n·o si ricOl'l'(' \"fl al hottom• infOl·ato. I ndi si applkaYa nn empia tro fatto con p eli di lC~pre. alhnmf' <l'nO\·o . holo ;Hmeno


-

:!0~-

ed alo~, si. metteva intorno uno }itrato di !"itoppa e fìualmente fn RCiavasi l 'arto, dandogli una posizione dedi>e v~rso il tron<'o. Bartolomeo M:aggi, edotto dall"esperienza di molti anni, an~nt introdotto un'utile modificazione a questo p1·oces~o QPel·atorio; egli pJ·aticava l'emostasi prima di segare ,J'os o, che veniYa amputato quanto più IJ)OS..<diJiJe vicino all<> <.·anli; p1·eoccupato inoltre di evi · ht•re la sporgenza e <.li poter in qualche modo ri<:oprire la Yashl fe rita., fnceva dai suoi assistenti stirare indiet1ro fortemente In pelle e le carni al òisQPra del taglio, allinchè qncste , rica<l<'ndo, pot<'s ~o<<'ro iJ1 qualche m.odo costitni.l'e un adatto Jembo. Egli a'l'em ap · preso tale t<>enica dai libri ùi. Cel o, ma più ancora dagli esecutori di giu"tizia della R~nbblica tli Vmwzia, (~·eneli fi('tore8, collie egli li chiama). i quali, dm·endo tagliar la mano a qualche delin · 11uentp, usavano stirare in su fortemente li! pellt>, poi ahlmnùonarla a sè dopo avere fatto il taglio ed applicar\i sopra i ventrigli di una gallina da !pOCO sacrificata. In tal mo<lo si comp1·irue'l'ano l<' arte1·i e e si formavano lembi che coprivano il moncone. Presentim verò nella mente altri miglioramenti da inh'otlursi nella tecnica operatoria, pe1·chè conchinde clkendo : « dabo opera. diis volentib1t8, 1tt propedinf'm f't maiora et ·utiliora illtellirJas >>.

* • * ~a !Per meglio mettere iu giusta e,·i<Jenza Ja chirurgia milital'e <lt'l tempo c l'asr,istenza sanitarht in guerra, ci RhtpeJ·messo <li ri<'· sumare una dell<• più fulgi<l(.> glol'i<' italiane. Gionumi delle Dande X ere, c<>lebJ'ato condottiero d n l i'o l'lì, della il lust-l'C famiglia :\f.etlici, fiorentina , figlio· di Caterina Rfot'7.a. <·be per il suo Yalore fu chia · mato l]'«invincibile>>. P arente di L<'OH<' X, ebbe da questi l'in <"arico di. l]_)orre alla ragione pa·r ecchi tiranne1li della :\Ln·ca di .\ncona e fu in ta.l e ufficio d1e egli i:;;titnì la << enntlleria leggera)) ed inti·odui<se la mili7.ia, clw si chiawò poi {l<'lle cc hwcie spezzate )). Più vasto teatro dell<' sue gesta fu ln ~uena di Lombardia, mo~. a <la Leone X, allleato con Carlo V , eontro Francesco I. I n premio della sua pPrizia militare e degli atti di nlore <'Ompiuti, ebbe il <·ornando di un c·orpo eli ùOOO fanti. dw, in ~cguito, sotto j l titolo <li Bande Kere. t'<'Re c!'l('bN' <' ~lorio~o il nom<> delle m·mi italiam' . Nell'anno 1!323 R<'ontìs~e ecl in~r-guì l'('ker<·ito jnviato da Fran<'<' f;('O l per •ri<'onqui~tm·e la Lombardia. Nel l:l2G tr<>clicimi la fanti tf'descbi , fatta testa a Bolzano, <·<t · lavano in Italia in soccorso degli imperiali, e per R occa d '.\nfo <'


-204 -

Castiglione si ~pinsero nel territol"io mantovano : li guidava Giorgio l t'rundsberg, capitano di molto grido. Il 19 novembre gli lllOJSse incontro il duca ò:UriJino, il quale ayeva àl seguito Gio,·anni de Medici, e disponeva di un esercito di 600 uomini d ·armi, 1000 cavalli e 8000 fanti, essendosi prqposto il compito di impedite il Yettovagliamento del nemico. I tedeschi, presa la via di Borgoforte, si rifugia;1·ono a Governolo in posizione fot'iissima, perchè difesi dal Po e da un argine assai elevato. Li in cguì Gio,·anni de' i.\1edici, molestandoli abilmente nei rejparti e in quattro giorni, combattendo quasi sempre di continuo, tanto li sgomentò che essi lo chiama ,-ano nel lo1·o idioma il «gran diavolo »- IUnnovato l'assalto il lo novcmhre, dQIPO aver combattuto tutto il giorno, l'animo o condottiero, es endo l'ora tarda, stava per ritirar i, quando, i neruici sparando a caso ed in ftrcata colle artig~licrie che aveva mandato in soccorso il duca di FeN'ara, fu colpito da ·una palla alla gamba deRtra Bel suo tcr7A:> ~upel'iol'e, dctetDJinante la frat tUl'a comminuta della tibia. Gian Girolamo Rossi, suo biog1·afo, ci ifa sapete che egli stette 20 ore senza (poter avere qualsiasi soccorso, nascosto nel suo attendamento per non isbigottire i soldati, in una stagione f·r edda e nevo a. Es endo l'ima to ferHo sul tardi, passò tutta la notte in questo stato, c finalmente con grandissimo disagio fu di neces ità pol'tato a spal}la in lettiga fino a 1Iantova e ri.co-re'rato nel palazzo del marchese Luigi Gonr.aga, oYe fu preso da febbre e da \Omito. Il porno F;eguente, es endosi aggravate le condizioni della ferita, fu decisa l'amputazione òell'a1·to. Fu dato a ..Pie ~ro Aretino, suo intimo amico, che aveva voluto seguil'lo nella spedizione, il pietoso inc.<trico òi annunziare tale risolur.ione dei mC'òici n111'illuf;tre infermo, ed <:gli così ~li pm·lò : « Io farei inginria al vostro animo, se con jparole dipinte volessi pcrsuadervi che la morte sia la curatrice dei mali, e più paurosa che gr<.we; ma, perdtè f. Romma felkit;\ il fat· og-ni cosa liberamente, lasciatevi tOr via il guasto òell 'a1·tellcria, et in otto giol'lli pot·1·ete fa1· reina Italia, che è serra; e sia il zoppo con cui rimarrete, im·ece del1'ot'din<' di S. :\fich(>l<', di <'Ili vi inRignl nel l :>25 il re Francesco e che mai volest<' pol'Uwe al <>ollo. la ·<liRtinzione di gloria; per<· h t> l<' fer-it(> e la perditn dei membri sono le collane c le medaglie <lei fnmiglirn·i di Mntt<> ». « Fn<'ciasi iosto, )) rispose eg1li. In questo entrarono i medici. et <'c;:a ltando la fol'tezza della libera t ion sua, termina<!· per la S<'rn l'uffi<'io <'he dovC'vano: e fattogli pigliar medicina anda•rono a o1·clinare ~tnmJC'nto per ciò)).


-205-

SaiPpiamo il nome de Il 'operatore, che fu un ebreo, chiamato maestro Abranno. ApprosRimauclosi l'ora dell'interYento (ht sera del 28 no\embre), giunseto i chirurghi <:ogli strumenti e gli .apparecchi necessari e si òistl'ibuirono le .v arie incomiJemw. ~Ia prima ordinarono si facessero venire otto o dodici persone per immobilizzare l'infermo. «Neanche venti, disse Giova.nni de' Medici sorridendo, mi terrebbero se io non volessi )). E con fermissima Yolontà c calma ammh·evole, preH<t la cand.e la in mano, feee lume a maestro Abramo, che, scamiciato sino ai gomiti, cominciò la ineisione circola.re della gamba col suo coltello falcato. Gli storici ci fanno sapere che egli tagliò le carni 1·asente la ferita e che poscia gli diede il fuoco : daJl che i può de umere <:ome egli abbia amputato sotto il ginocchio e non si sia scostato dalJe r•egole allora universalmente adottate. Lo stesso ~\retino ci riferì ce che, es endosi aggt·avato il male, n mattino succes ·iyo all 'ope1·azione Giovanni foce testamento : « nel quale dispensò molte migliaia di scudi in contanti et in ·robe fr}t quegli che l'M'<'Yano seguito ». Il documento ci fu conservato e porta la dat.c1. dell'« anno Domini, a .X atiritate cjusdem, millesimo q1tingentesirno vigesitno sexto, indutione qtta1·todecima, (lie ,/ovis, v ige.'limo nono novembt'is )). Dn fedele amico, Pietro Aretino lo assistette fino agli ultimi istanti, e così ne descrive l'agonia : <<Alla fine dormito ch'ebbe nn qua1·to d'01·a, destossi dicendo : Io sognava di testal'e, e son guarito, nè mi sento !Più niente e se io Yado migliorando così, jn~egnerò ai tode~bi come ~i combatte e come io so v-enilicarmi. Ciò detto, il lume intl'igaudogli le Quei cedeva alle tenebre perpetue, 011de da sè stesso chiese l'estrema unzionc. E rice,ruto cotal sacramento, disse: I o non Yoglio morire in questo letto. Onde fu acconcio un letto d~L ca·rnpo et i vi posto : rnenLre egli dormiva,, fu cO'lto dalla morte )). Così si spegneva Giovanni de' }fedici, nel mattino del 30 novembre J52G, Yerso le 4 Hntimeridi:me.: la violenta commozione caul"ata dal] traumatismo, i lunghi di agi del tra porto, e l'opera7.ÌOnE> dolorosissima eseguita tardivamente, ne affretta·rono la fine. Degli storici del tcmfl)o, Gian Girolamo Rossi pensa elle cc la morte procedesse daJ non aver avuto medici a tempo e dall'ignoranza dell'ebreo, il quale, avendo a segare quella gamba, vi lasciò ùel percos o tanto che il rimanente si putrefas e>>. E Giovanni Battista Tedaldi ritiene eh<' «la cura non riu ci perchè fatta troppo lM'di )). Corse anche voce, narra il Guerrazr.i n<'ll' A.ssrdio di Firenze. che Clemente YIT corron;pe se il ccru!':ico giudeo. e

'


-

206-

qll(•~ti segasse la gamba <:on f<'I'I·i arTelenati, wa tali so~p<'tti <:addero ben prrsto, (;OIIH' •p nre <\ da rite1wrsi dw alli1 corte <lei <tonzaga, oYe aflluirono sommi :n'tisti c lettPl·ati, <]unli il Pl<t· ti11a, il Guatino. Leon Battisla Alhe1·li. Giulio Romano N·c., in nn p<!dodo in cni l<' Unh·e1·sUà <li Padova, B ologna <' P nvia <'l'tUlo n<>l ma"!":imo !":plendorP, imprimendo il mnggiot· innenwuto alle discipline mcdi<:o-cllil·urgichc. non manca~sero sanitari di valore : e quindi t> da mettete in ri~erbo anche la taccia di. ignorant<· da.ta al <·erusico cb1·co mantm·ano. il quah• piuUosto non fu abba tanza fortunato pN· sttlnue> la Yita aWillm;tre C'Ondoltic1·o.

~cl dlHiULX:eutu la (;hi1·uJ·gia tli guena fa :-e11~ibili 1progrcs~i Ìll Italia, !oìOpl·attutto pet il fatto dJc i ehÌl'Ul'~hi dell'<•poca SOJIO <tndw incati<>at i dell'inst'guanwllfo d<'ll 'anatomia. la C) naie Pra rcnnta allora in g1·an ptegio ed awYa dnto un impulRo Ilotevolis:.<imo allo f.;Vilnppo delle discipline d1irm·gkhe. l''ra l c g-lol'ic italia n(>, rkord<'l·rmo in tpl'imo luogo (Ho v. Ba t tista da Vigo (1450-l:l2:ll. miundo <li Rapal1o, m:l l-iOpl·:mnomi nato lo genoghese) il quale pa sò la giovinrzza alla Corl<' del :Mat·· dl ese Luigi di Salu:r.zo <' quindi ;t Genonl OYC studiò medicina, e p1·estò sct•vizio all'o:-pedalr .l:'nmlll:ttorH•. IH ~eg-uito ritor·nò a ~a ­ luz:r.o p1·e!'l-ìO il mmx·he!-W. mn es;l'cndo qurkl.i l-ìtato spogliato dci suoi b('Jli nd 14 7 <lal du<:a ùi SaYoia , il <la Yigo fu <·ostl·<·tto a l'iparm·e a. Sa>Olhl, o\·c tonohbe il caNlilHlllt> della Rovere, <'hc ~i era (;oh\ rifugiato per s;alnn·si dall e P<'J'!':eem~ioui di .\les;kandro Y l l' del ni1 potc, il duca Valentino Borgia . .Più t:u-di seguì il cardi · nal<' suo ptotettor<' a Roma, e quando questi. fu <·•·eato pontefkc col nome eli Giulio II, ne dhennc a·rchiatra e lo a<·compugnò nelle -:np numE>ro!-e imp1·e~c belliclw, non cel'lsando di fal'e il ~uo (lover<' <li ehinn·go. o~s(•tTaiH1o c ClHanòo di peri'!Oll<-1 le molteplici ferite <l':II·ma da fno<:u e da taglio, f1·a cni qué] la di 1111 « tod<>sco, molto famigliare <l<'l p a pa. l'etito di nn Jancione alla WS<:ka )). XP I 1014 Yi)!o p u bhl kò il famoso traltato d a ssico. da'l titolo « l~ractira copio-'in in nl'fr cllintr!JiCa )), cll<' fu IPI'Csto l l'adotto in fl'anc~e. in ing·le:;;p, iu italiano, in spagHuOilo ed in tede~o, ed f•bb<' la fOJ·lnna <li quaranta <•dizioni. I n cRso sono raccolte tutte lE> 1·icerd1e cd i risultati clell'espel'ienza di guNra: «La prO)!TIOf';i l' in rapporto, egli s<·riw, con Ja ·regione fedta, con ln fm·nm e dimensioni dell'agente vnlnerantc e <·on l'asspnza o presenza di

,


-

:.?07 -

co11pi c>stranei >>. Le lesioni p1·oùotte dalle <ll'llli da. fuoco sono que lle l).:n·opri<• d~lle Jcl"ite contw5c. « L 'esitazione i.mmeùiata dei corpi e ·tranei, osscna inoltre, de,·e preferirsi a quella tardh·a. poidu\ ~e 1pt(•sti i 11 geJH•J·c po:-;:-:ono migra l'C im1HlllPU1cnte uei tessuti. la loro permanenza talora è accompagnata ùa feno111eni gl'<.tri ». g pl'OSjpetta già l'idea della lcgatum dei vasi col :filo a m Pzzo del l'ago ve1· Jn•u:nc le eu lOJT:1~ic : « in l romiiiendo acwn .sub t:ena dc~up.er filum :5tringendo )). · Opcnt il rln V i go<< <'Oll i ng('~JJo l ' lll'<)lltC7.Za >>gli asccfl~i epa1id Nl inteniene abiJmente nelle le ioni del cranio e della colouna YNtcbra le . con un trapano di !:llla h1 ,·cnzionc e -consiglia. <li « ta· gliare c l$lenpare con tutte le sue vene e radici » il cancro della, mnnun<•lln. Non :lij)IH'OY:l inn~f' l"r~tit·pazionl' del gozzo, « Yergogml dei lJieùici e danno dei !Pazienti», ma intenicne ncll'a·blazione del le glanùule ceni<-ali in ~oggetti ~1·ofol01:!i; del)Cri\e an conL m inutamente la te<:nka del l 'er niotomia e si serve d i c~wnule ~P<"<· i ali

JlE'l' l'introclHr.ionf' di ~ali (l'~l'~ento nell' ut·PtrH.

l~ <1~1 citll!re inoltre Mal'iano Banto {1488), da Barletta (fig. 4:3) ,

allie,-o di Giovanni da, Yi~o , il qnale fu nno dE'i più geandi litotorui d e l suo temp o ed è celebre per il suo metodo mat·iano o apparatus fll(lfJ1W8, a pp l'(')o(() d~tl ~ 11 0 llll)<>.<:tro Oiovnmd ne Romnnis, pPt'l'eRtm zion e d<'i caleoli ve~dcali a mezzo della ci~totomia pel'inealc col ta ~lio laterale, <:he <'gli clci'inivc 1wl Libellu:s rtureu:s de lapide a ~;r­ si('a pe1· incisionem e,rtrallcnda. pubùlkato in R oma nel lr522. Q11e~t o metodo fu JargtUJlent<' adottato an<:he a ll'estet·o ed ...1mbro;,tio Pa l'~o 11 011 <li~dcp;nò <li ps;·p orlo nr ll a s;na oop<•ra moHllllleJtt a le, N<'liZ:1 dtarne però la fonte. Il ~anto è anche auto1·c del famoso compcndium in chintrgia) e<1itQ '~Roma neJll:->16 eù a L ione nel 1321. l•'u rlf•ll o amwrecchio marlf!iorr pE'l' (li~ting1wrlo da quello cel.'liano detto minore) c he r ic hiedeYa po<·hissimi strumenti per ptaticarlo (coltello eù uncino) , mentre p<'r il mariano occorrevano uuo sciring-onc, uno S<·altpello, un dilatatore e<1 una tenaglia per I'<'Atrazione della pietra. Mm·iano Ran t Q p resf' pa.rtc come <:h irurgQ mi litar<' a ll a ~pecli ­ zioue di Carlo Y contro il !:nù ta no Soli mano, alla quale partecipa t·ono tJ·upiPe itn li a nr e spaguuo lc: durante questa <'3D11Pngna <·on trn"se amicizia col capitano Guido B an~oni. a l quale de<li<:ò l::t sua, opPr a D e laJ)Ìd e r enwn, e potè tra ttcncrsi quakhe tempo nei princip ati clan uhi aHi a l klgmdo l'a. BtHln. apprc:ul1<>mlo l<t tC<'uie.a Ql)Ct'atol'ia dci chirurghi t lll'cbi in ratp,porto ·pecialmente al salasso. )len ~ i on c l'('lllO aneora ..\Iiclwlnngrlo B ion do ( IG!)7-HiG:>), dn \ "p. ll<•zia . allicYo di ~\ lfonso Fcni. già 1·kordato. il quale C!;<•rcit() la


-

~08-

medicina a ~apoli e fu fel'rido ~ostenltorc <h'llH enrà delle <·ontu ~doni e delle ferite d'arma da fuoco a mezr.o tlella s-emplice applica ?'ione dell'ac<pm fredda. trattamento che e~li ritene,-a addit·ittura « disce.~o dall delo », m<>ntt·<> ha ndi•a l'us;o delle sostanze ml'd i<'a mentose. le quali l'Ìtardanmo la cicatrizr.azionc•.

E'ig. 43 -

b'l!1.riano Santo, da. Barlottt\. (")

Altri 1·inomHti chirur~bi furono: FrancE>seo Rota. nato a Bologna E'd ins;r~nante chir urgia in quell'antichi. simo Studio: è autore di un tnttt<1Lo «De tormcntariorum ntlm•rum natura et cu ra tione liber >>, pubblicato nel 1555, in cui l'i dimol'ltra partigiano <}(>l ferro rovente Hcl tratta,mcnto deille ferit<> : « C.'ltiì> exp ed itissinuwt est au:ciZimn >>; OiambattiRt::t Oanano, dn. ]•'N'l'ara, invcntot'<' di un tiraiPellE' p<>r tl'es;trazionE' <lPi '}'lt·oiettili {lnl tMiiCE' <' élall'c:vlòom<'. Kè devesi dimenticare Giovanni Andr<~a. dalla Croce. nato nel1509 a V<>nezia, che a soli 24 anni fu nominato membro, poi priore él.i quel Collegio medico-chirurgico. Quindi fu «con -honoreYole sti pendio pubblicamente salariato dalla magnifica et 01pulenta città di Feltre», ove soggiornò a lm1go e salì in gran f~.tma come chh·urgo per (*) Sono gt"l'to all'amico prof. 1'. C.-rPAIIO:<I della gentile concessione della riproduzione dei ritratti di a1ouni medici italiani dei aeooli xv.xvm.

,


-

)

:309 -

l'opera prestata negli eserdti durante le continue guene che fune ~t ai·oHo quella regione, operando fra l 'altro un oldaio ferito gruVI'UH'nte ad un 1·ene. Egli e ra f;olito altennare che« quello che vuol (>f'i :o;ei·e buon chiturgo li fa bisogno scguita•re Ji e:-;crciti et luoghi doYe !\Ì fanno guerre, et praticar con chirurghi >eechi e di lunga t>sperienza ». S<>condo il lloheraO!ve, IP<tl'e che abbia ~)restato serdzio anche (:om e ohirurgus olassa·rius. Infatti il dalla Croce scrive che «l'i n~de hene spes o nei marittimi conflitti c altrove vatie ferite perfornnti co1·pi umani»; ma tutia>ia non f;i ~<·hi<'ra fra <·ol·o ro «che ~rguono gli esel'ciii e vanno con l'armate da mare molto esercita-ti nella, p1·atka di Cirurgia, i quali affermano tar<> >oltc aver Yt>duto u eire gli intc tini crassi». Il dalla Croce ba lal-leiato un'op<>ra illonumentale la« Oirnrgia 'ttnit;e-r8nle et perfetta, di tutte le parti pertinenti al ottirno ohirnrgo, nella quale si contien~ la theorica et JJratl i ca d i ciò eh e può esNerc nella d ru rgia ncce.'isario, pt1hblicato nel 157!J. che <>hbe l'ouo1·c• di parecchie ttaduzioni in fl-nnc<'Re. in tedesco e in latino. X<"J libt·o YII descrive nell'« Officina <lE>lla cirur~ia » nn <'Opiosissimo armfl!mentario per gli interventi !C;UJle >arie regioni, con molti strumenti di ~ua in venziom•. P er gli n lti otpPt'ali vi f:;Ul collo rn<'comanda, per non ledere n fa!-;cio vascolo-ncn·oso, di separare lP flbre col <lito o con nn colt<"llo di lt>.! !no; per l<" leRioni <·n.rcli::~clw Ri limita a. t·iconoRccrl.' che «ferito il cnoi·t>, muol'e l 'uomo». Fu inolhe un abile chirm·go nella <'nra òel~ ·em!Picma e clell'ernia, e per l'op<··r azione deJla ·p ietm fu uno d ei primi a lat('rali:r.zare il tag-lio c~) iano v<'rso la natica sinistta. Infine con~iglia che « bisogna fnr taglio» pet corre~gN·e la tpo~izione viziata dci f1·ammenti ne lle fratt.m·e deHa c1il!vicola e ·1lescl'ivc minutamente appal'occhi ingegnosi e Atru menti torcolareschi 1]Jer il t1·nttamento delle << ·conei atme OY\Cl' fcnestratu1·e delle giuntul'e ». J~ sono da l'icor<lal'<' a i';UO onMe gli int<' J'VPnti nelle lPsioni del Cl'anio. praticati m·<litnm<>nte con hapano c Acal[J.)ello di sua invenzione (fig. 44); il trattamento d<'lle ferite del torace, diretto di ma ima ad una cma a pettante, l'lalvo ad asphare il sangue in ca so <li f:;intomi alh1ruumti od a. dar esi1o ai liquidi mNliantc dl'ellaggio o ad Pseguil·e in -ignzioni con ~oluzioni. aromatidl<', in cn.~o •li sopragginnta infc1-ions; e finalmen te la cura <lei feriti aòdoru innli, p ei quali consiglia la posizione .eduta,, perchè i. liquidi« se IW Yfumo alle anguinaglie come a. proprio emuntorio»(' pm;sono 0!-;S(H·e ·t>liminnti con una piccola indsione. N'è a lui era mwora sco14


-- 210 -

nosciuta la propri<>tà emostatktt dei sangni eterogenei, qua11i na esempio quello delle tortore e <lei piccioni ~opra le membrane e la sostanza cerebrale lese. B altresì da rievocare Gnido Guidi, du FiJ·<•n::r.<• <:he. oltl'c in~i ­ gne anatomico, scopritore della mancanza di pol'i nel setto car diaco,. fu anche chirurgo di grande Yalore. Per l 'interessamento di Luigi Alamttnui, che en1> tenuto in gr;;tndc considerazi01w alla Corte di Francia, fu chianullo nel 1342 a Pm·igi come medico pl'i· vato del R e c• h1 nominato prof<'ssore di cbiJ'IIl'gia del Collegio <li

Fig. ~4 -

'l'rapanazione del cmnio :

d!~ll:~ Cirw·gia UniVC1'8ale di Giovanni Andrea dalh~ Croce.

Prancia. Perfetto conoscitore della lingua gr(.~a, dalla qmtle tradu se la tpart<• chirurgica del Corpus hippocra l icum, anatomico insign e ed intelligentissimo d 'arte, pubblicò nel 1:>4:1 a Parigi, coi tipi di Pietro d'Autier, un'opera: «Chirurgia c araeco in .L(ttil!um conversa oum conwntariis », che ebbe parcoechie traduzioni in f,rancese ed 1m i l pregio <li <>.s~crc adorna di nurner<>Re ed :utiFltichc incisioni. inspil'nte all'arte l'omanica, riguardanti specialmente la riduzione delle fratture e delle lussazioni (fig. 45), cbe taluni non ('. itano ad attribuire al Primaticcio. Des<:·ri8. e per il primo il nervo ed il canale OnidiatlO, c>he da lui qn·esero il nome ed ai quali legò la sua fama. Nel 1574 fu l'iclliaanato in patria da Cosimo I, e tenne con grande onore ht cattedra di cl1irurgia nello :-;tndio ipÌSaillO.


-

:!11 -

Ricorderemo ancora Giulio Ce5lare Arizzal"a. da Pi~a. chiJ• urgo di Ferdinando, PrinciiPe di Toscan a, ('he in una traduzione del Cauliaro agghmgcnt queste ue note periionali: <<Gli uomini ~randi nella <'llirurgia Rono quelli <:he seguit:mo e metlicano nelle battaglie, yantandrn;i tah"olta awr fatto, roine e~o;;i dicono. tante

}'ig. 45 - Riduzione della. lussazione dell'omero desh·o : Chit·twgia di Guido Guidi ·- Pubblicata. a. PMigi nel 15•14.

c tante <'ampag'ne in qualità <li dlirm:go. ('it><:a a qnesto punto. par mi potere, anzi (1overe primierrumentc stabilire, che quegli che e~ercita la chi•1·urgia IH'll'armi. m, o cllil·urgo gh\ provetto, buon t<'orico e pratico, per ·enizio di Re o simil gran personaggio, che !Wguiti la milizia, ovvero è destinato chirurgo minL tro di esso per i l pubblico servizio deil cam:po.

![________~


-

21::? -

« Se è nel pl'imo modo, con<'<><.lo, che i gran .pl'incipi per sm·. Yizio della p r()lpl·ia persona possono condurre 110UJini grandi, ma in quanto agli altri, dico e~sere imvossihile, che i grandi nomini si espongano ai pe1'icoli della guerea e che gli altri di condizione inferior.e pOf>sano rendersi grandi. Parmi. (tralasciando molte ragioni, che sopra questo potrei esporre) che a chi dice. <'he tali nomini ponno <·on frand1ezza grande mostrare il modo di cm·m'e

Fig. 46 -

Gnbrielo Falloppia, da Modena.

)p feritP, Ri pos, a, rispon<lt're che nemmeno nel campo mililare si può ben esercita1·c nella cu1·a delle ferite, non che Rpprendere la buona clli t·nrgia, per ragioni già addotte )). E finisce col concludere che l'ammaestmmenlo dei giovani cllirurgbi si doYCYa fare nel luoghi ove buoni e dotti maestri si tJ·ovano, cio<\ nei ::meri iuoghi od a,rchioStpeda]j, che -sono reramentc stuclia sapienturn. Due secoli <lopo, l'afft>J·mazion€' clelJ' A ri?.zara, t he i g1 :-~nòl c hirurghi non si ('Ripongono ai. perkoU della guerra,, riceveva una

'


-

2J3 -

solenne smentita dai ~ommi sdenziati che seguirono le annate napoleon iche: Laney, P ·el·<·y, A~~aJlh1i e<'('. Ai fasti della chirurgia italiana del Rinascimento è legato il nome di OabJ'i<'le Falloppia (J523-JriG3), da Modena (fig. 4(.)), H ·~mdc fu anche uno dei più grandi c geniali anatomici del 300. Rinnncialo ad nn canonicato in tpail'ia, ~tndiù dap'P'rima a. F errara, poi a Pisa e quindi fu chiamato dalla Repubblica di Yenezia ad insep;narc anatomia e chiru1•gia nello Rtud'io di Padova: r H aller lo chiama indcfessus magnus invcntor. L a ua opera. più importante è costituita dalle O servazioni anaLomiche pubbli cate a \"cnezia nel 15uJ. Egli scoprì le trombe uterine, che• pol'tano an<·ora il s:;no nome, i nervi trigcm ino, :tcu~t ico e glosso-fal'ingeo, il ~en o sfcuoidale, la corda del timpano ed i c;mali ~SemidrcolarL Tentò di ottenere la gual'igion<> dell<> ferite <·olle ~emplici medka:.'.ioni « molli candide c pure•, tra quali si comanda molto il bombace per la sua mollitin. hinnch<>zza. copin ». E diede pratici insegnamenti sull:1 riduzion e delle f·l ·atttll'e e lu~Razioni; "lulla le~attu·a <l<>i ' < l!'li, t·accomandando di non comprendere nel lacdo i ncnl Yidniol'i, di isolar-e l'artPria <·oll'nnghia, -e «con seta intor·(a e dn,pli<'ata >> stri11gerla mo<lcratamcnte; !-ull'intct·YPnto nelle fcl'i l<' cr·a ni<'ll<>. <'onsiglianclo laq~amente l ·uso deil trapnno; sulla r·in opla~tka: !o;u11'ablazione del cnnct·o della mamnwlla: '~Hl t a~lio ipog-·tstri<-o lWlla <'i~totomia: ~nllfl eu ra firm e dell'<'l'nia. inlestinal<•, ri~parminndo il t<'~ticolo: sulla tecnica d<'ll'empicm:• <' delle ~utnre inte~tinali c infìnp ~=:nll~ parlicolarc c11ratioue d~>lla clilatazione nreil·ale con candf'l<>tte Y<>gctali. Per il tifo e~antc•matico già intra.yccle un lll?~!'o per la sua pr'O· pap;nzione con la <·are!"'ti::t e <'On l:t gu<>r1·a, <' getta le prime bao;;i del <·mwe>tto della contagio~ità ndl'att!l·ibuire i morbi infettivi a <·on· tamin azionf' dell'aria .• i O<'cupa am·he della peste e ne studia il modo di òiffn!'ionc, la quale può RvYenire anche òopo ces~=:n.ta l 'epiòcmia p er· l'tu~o clPlle cose infette. Dedica infine la ~na atth·ità allo stn<lio della ~ifilidP proponendo come c ma profilattica un unguc>nto da o;;pahnarc l'asta Pd oRtruirr il m<>nto nrinnrio cd una tela finiRsima unta de-lla stessa . ostanza da ricopri n'il glnnde dmantc il coito. Falloppia, mm·ì nel 1:56;~ a P adoYn c fn ~epoHo Mlla chieR:l del San to : ul sno sepolcro fn indso que. to epitafio : F'a1/opi ltic tumulo solus non condJ>ris: 1ma Est parilrr tr,·wn nostra scpulta domus.


-

:!LI.-

Citeremo an<·ot·a Filippo l ' <llazzi, da T1·e\'Ì, n llic\·() di Fallop pia, strenuo sosl<'nitore del tra t tamcnto delle fpt·ite eli gnel'l'a <·o l l'acqu<L ùi fonte« rimNlio <:omutH' a tutti P 1li 11inn co~to ». ('icì t'Ile fpce e~lamare nl :.;no contempol'aneo Brambillu: «Oh che f<•lidtù JH'l' le armate :o;e tutto ciò dw dkc fo~He >ero!)). E lo def<ignò ~èll'<'a · l:ltkamente col nome eli ('hinlr[fO a('qlwiolo. Lconwrd o notano, nato nel 1:>30 in ..~-1SU, a li 1•o scolaro di Ji'nl· loppia, tra~conH' la maggior pm·te della Hna vita a. Pal'igi, oY<' fn meùico <li Carlo IX, del dU<·a d'AlPnçon e di Enrko III. Xella sua opera Dr <'urandi.<~ ruln rribu.<~ .~dopetorum> pubblicata a Lione nel 1360, com hatte l'~pinione. fino allora pren1lsa, della Y<.>lcno~ità delle ferite da ;trma da fuoco e dt>l <:onsegtwutc tt·attamento col <·antPt·io ed espone interessanti OSRN'\'azioni pcrl'lonali sulla tral]):mn · :done d<' l crunio e :-mlla cu•·a dPllC' 1cRioni di gnel'l'tì, sm;tencndo l 'w·.;o dci ruezzi più !':Pmplici sul campo <li battaglia: «In cm·pore .«ano 8aepe .<!olo but IJI'O 1110ad caro contu.<~a separari incipit . .•ontenti 81ll111(8 )).

Altro chirm·go fra i più rinomati del Bin a~imc·nto è Gct·olamo Fabl'izi (l' Acqu:t~H·tHlcntc (1:!37-I(ill)), pure allievo di F.nll<>ppi;l. In · ~ig-ne anatomico si a·fl'ermò sOJ)l'fl.U n l lo per le :-mc diligenti ORHervA · zioni sull'utero<' Hnl feto e JlPl' la S<·o;perta delle valYole delle n'ne. fatta nel 1:574 c fn precurr-;or<' dcl Horelli nE'Ila fìl'idl oJ!ia dE>i movinwnti. Fu lettOI'c di chiruq~ia a Pado>a nel l:iG:> e di anatomia nel l:J71. ed ebbe largo stuolo <li (lis<·epoli a<.·cm·~i fin dalla Rpagna, rlnlla Danimarca, da'lla Sn:-zia e (lal Belgio. Jlc>r le gt·andi sne be· nrme1·enze oitPnne la cittadinan7.a, onoraria e dal Senat<> della B e· pubblica Veneta venne creato C'avaliere di S. J\fal'co. Dopo otto lu5;tri di in~eJ!tl:lmcnto, ebbe il pt·idlegio di nomjnare nel 1609 H sno su<:ceR-Sorc in JWI·:-;ona di Ojulio Casscrio. insenicnte anatomico, celebre per i . noi ~tudi sugli organi della YOCe e dell'udito. }forì nel 1619, ad,~ anni., la-"ciand o una. cospicua et·edità di oU.re 200.000 (ltwati, frutto della 1arghisshua clientela a•cquiRtatasi fra le più cospicue 1Pet·Ronnlit:1 !lei tempo. N'ella sua opera cbirm·gicu Pr11tateuco <'.pone utilissimi ammaestramenti sulla riunione immNliata delle f('l'ite con empia~tri agglutinatiYi <' con la sutura superficiale e p1·ofonda. sosti:'U<'tHl o la, necessità de Il 'emostasia, a m<'zzo della legatnr::t de i •a~i (LYI O. 2) , della n ettezzn, o ripoi'lo <lrlla parte •lc~a, 11onchè della <::cmpli.ci.ti\ della mcclicaziotH.'. E ."<i trnttienc ancora <·on profonda t1ottt·ina ~nlla tracheotomia « nè di:ffkilP nt· •p erkolol'la ». !':Ulla toracotomia,

•


-

::?13 -

snlJ a toracente-..i Pd uretrotomia. sulla ~nra delle> rrni c, d('ll e fi. mosi e dei rc!';tl'inp;imenti urt'h·ali. Si può nnche ritenere nn pte<·tmmr<' <lE>ll'ol"lopedht. [W t' H\'Pt'P idrato ilt grg-nosi appat·ee<·bi e nta<><·binc pPL' il trattamento dl"ll<> <le,·iazioni ossee.

Non meno famoso nel camvo della <·binu·gia ,plastica è GaSipat·P Ta~lincozr.i (104G-13H!)), da H oJo~na (fi~. -!7). Laureatosi a

24 anni in q11el famoso Studio, vi in"cgnò più tardi anatomia<' chi-

Fig. 47 -

Gaepa.ro 'fagliacozzi, da Bologna.

rurgia, con lo stipendio di 200 ducati pN' la prima materia e cospicuo a egno a:>er la econda. Fu il primo a praticare con indirizzo Yeramente scientifico e ~n bas i anatomiche, la rinoplastica, già familiare ai <>hirurghi ~iciliani e C.O'llabresi (famiglie Vianee e Foinno) . preleYmHio il lembo della <'nle <lal braccio e ti. sandolo al naso con apparPcchio inamovibile, fino ~L comp leto attecchimento. Questo mc>todo fu <>sposto nella sna opc>ra. «ne cw·torum ('fliru rgia per in.<dtionem, )). Il ('ollegio dei med ki di Bologna gli ere . e nC>l tE>-atro anatomko <le]il' A1I'Clliginna~io una Rtatua, <>be lo raffigura stringente f·r a le dita un na o r~i o.


-~Hi-

Introdusse infiJH> una mera,·igliosa tE'<'nka nelle pla~tkhe del naso, delle orecchie c delle labb1·a, in quell '<'V<:K:a deturpate dalla sifilide, ottenendo thnlltati sorp1·cndenti. l\icot·clcrerno altT'CRi GiusPpB><' Plar.wni, pt:ofcssotc al l 'T"niversità di PacloYa, che pubblicò twl1370 in Pel'ugia un libto « TJe veris methodo quiùuscumque vulneribus medendo )), in cui l'i fa soste· nitore dell'uso dell'acqua semplice nella medicatura d<,ll<' f<.'l'ite e nel1G0:1 nn trattato trorico « 1>e rulneribus sciopetorum )). Ed an· cora Francesco Mmatori, da Bud1' io (lf>69-1G30), autor<' <li interes· ~:;an ti memorie sul l<' ferite d 'anna da fuoco. lettore di chirurgia nell'Archiginnasio di BO'logna, c IPriml!rio dell'ospedale La Yita. l~ da menziona1·e alt resi un pt·eturl'ore <11:'11 'educ;ur.imw ftsica , Girolamo :Me1·cul'ialr (1530-HiOG), il quale insf'gnò 1per 7 anni a Roma c per 17 a: J>adO\':t, quiJHli fu !lettore delle Uni\'Cl'F:itc), di Bologna c di Pisa. La sua opera più importnnt~ è quella dal titolo «De art(' !J.1JUUW-'Ilica ». in G Ubl'i. <l<•lla quale ~i hanno :) edizioni. .HtctWJHlosi ai pl'incipi di O a lrno, il )f~'r<·nria1c l"tHldh·iòe la ginnastica. medica in bellica) lcl}itima sit:e medica et 1iiliosct seu a.thletica, distingne1Hlo in tal modo la ginnastica che ha lo scopo di addrstmre i gioYani al1a g urt'l'a, dalla ginnastica fisiologica, che con. il-::tp nell'eser('ir.io moderato del Ristema muscolnt·e e ner· voso <' dalla ginna t ka atletka c profes~ionnle, che SYilnppa e<'· cessi.varucntc i muscoli, a danno <li altri ol'gani. L'opera.(.., ·i llnAtntta da lltllll<'l'ORe in<'isioni d('ll Ligol'io, che riproducono spe<·ialmente i giuochi ginnici IP'f•<·o·t·omani. <' • i può rlt<•net·c uno d<>i più impor· tanti la,·ori che sia, stato scritto sull':ugomcnto. Com<' si vede. agli Italiani sprtta. un posto eruinPntr nella chi· rlll'gia, del Rinascilll cnto ed il D1CJ'ito di nYPt·e Rpi.analo ln Yia al prog·r~sso della tranmatologia di gncrra. Rono infatti gli rtaliani rhe inh'o<lncono pel' pdmi. la naJ·<·osi negli inter>enti. ollevando il pazirnte da indkibili sofferen7,e e rendendo più cahna e tranquilla 1'op('razionc ; sono essi che applicano per primi n('l trattamento (Iell e ferite nua semplke mrclicazio1w con fasdatln·n O<'clu· siva; sono rssi i. primi n banclit·<' il fe-rro royent(' nell'f'mo~tasi ed a praticare la l]<'gatul'a dei ntsi . anguinanti; sono c.. ·i infine i primi n ~nggerire m<>r.~i ~pratici E" J·azion:Jli p('t· la ridnzionf' Mlle fratttwe <' delle luRsar.ioni. E qn<>sto nostro p1·irunto, olf t'<' che ai IPl'ogre~si notevolissi,mi nel campo nnatomico fatti in qnPl tempo, si deYc ascrh,ere anchP alla conoseem.a IP<'rfPtta dei claF;sid trat· tati, al perfezionamento della t<'Cnica ed alla quotidiann oss<>rYa ·

•

•


- 217-

zione del malato, che conh·ilmi1·ouo \'alidamcnk a por·tarc le di· ~dpli ne chirurgiche e 1a metlicina op('t·atoria ad altezz<' mai prirun, t·aggiunte. II . -

L.\ crmtrRm.\ l\rJI,f1'ARFJ DEL n.:->QPECB:\''ro I:\' :E'R.\XCL\.

Dato co!Oiì il meritato ,posto d'onor·p alla chirnrgia italiana, ci o<·<'U}Wremo ora della chirurgia militm·e }H·esso le altl'e nazioni.

Fig. 48 - Ambrogio Parèo, a. 72 anni (con la firma auto~-o'Tafa).

•

L'ast1·o magg-iore ~-;orto in Francia in que~to periodo, <' s:alntnto come il pndrP cl<'lla ehirtll'g"ÌfL fr·nnce:-;<', t'> .\mlwogio Parl-o (fig. 4~). fig-lio di un negoziante di bauli, ngonotto. :Xa<·quc ne11517 n Botll'g·H<'t'.';('lll pr<'i'~O sa,·alle. F u a ppr<'lHlistn, nella sua gioviJI('ZZa, in una bottega

eli barbiere ed ebbe una gr:mdif'ì~ima prt•·

,


-218 dile~ione fino da questa, età per gli Rtn<li anatomici. Si naN'a in prorposito che, essendogli stato offerto il cadavere di un giustizial o, l'a:>esse imbalsamato e se lD fo-sse portato con ~è per oltre 25 anni per 1poterlo studiare in ogni circostanza. Dopo quattro anni di assiduo studio all'Uotel-Dieu, ove a,yeva !POtuto eserciLarsi in numerose .d issezioni anatomiche ed atpprof.ondirsi nelln, pratica coll'esame quotidiano di un gran numero di matl ati ivi ricoverati, salì ben pre-sto in gran fama pel' avere preso subito posizione in una lotta tenace e fierissima ingaggiata contro la facoltà parigina, che a•eva or·dinato la distru7.ionc dei suoi manoscritti, nei qnaU ('Ombatteva efficacemente tutte le tprescl'i~ioni della medicina scobstica (li quei tempi. An<·or giova.ne, a soli 19 anni, P arèo s~?guì in Piemonte il maJ·esdallo di Francia Renato eli }fontejean. comandante della fan te-rin fl'ancese durante la campa.gna él'Italia, che durò datl 1536 al 154:5; ed an(' h e ·e gli, in principio, si attrnne al metodo della « therapia crudelis >> C<l alla consuetudine di curare le ferite dri ai-chilmgio con olio bollente, anche se fossero in prossimità di nervi ·e di ap·plicar1i l 'ungu<>nto ·~?giziano. ~;ccondo la formula d' A1icenna. Ma ben lj)r·e sto negò la velenosità di queste ferite, e limitò l'uso delle sonde, deg1li stuelli e dei setoni e di tutto ciò che poteva disturbare itl processo di cicatri?:zar.ione cl ella, lesione; strappò gli amputati ~? gli operati di ogni Rpooi·e alla tortura del ferro ar·roventato e clcll'ùlio h~llente, usato fino allol'a come mezzo emostatico e ritornò al semplice balsamo costitnito da una miscela di giallo d'uovo, miele rosato e trementina~ col quale dovevasi ottenere la cicatrizzazione delle ferite « senr.a infiammazione o gonfiore >>. Tale è l'iiD.Iportanza di. questa rivolur.ione nel trattamento deltl e lesioni di gue•rra .d a arma da fuoCQ ch e merita l'avvenimento di essere ricordato con le parole stesse di Ambrogio Parèo: «L'anno 1536, il grande Francesco II inviava le sue trup!Pe in Piemonte per assediare 'l'orino e ·r iprewlere lt> città e ca!';tella, ed io ftti. ben lieto di segui·re l 'esercito, perchè anco•r a non avevo potùto osservare il trattamento delle ferite d'archibugio, quantunque avessi già letto nellprimo catpitolo di Giovanni cla Vigo sulle ferite in generale (ca.p. VIII) che le lesioni prodotte dn arma da fuoco sono velenose in causa della polvere e che perciò dovevano essere trattate per mezzo della cauteri.zzar.ione coll'ùlio di sambuco, mescolato con un poco ·eli teriaca. E per non sbagliare, si sconsigliava di usare <)lio bollente, :che procurava atroci sofferenze ai feriti. Da princi-

'


-

21!1 -

pio YOlli anch'io applkarc qncRt'olio bollente al massimo grado; poi. 11on an.'IIIlonc più ·disponibillt>, fui coslJ'ctto ad appli<:are nn !<if'mplke digest h·o fatto eli giallo (l'ovo, miele rosato e tn'menta. U a alh~ notte 11on 1potei dliudct·c occhio, [H'C'Occnpato dal pcnsirro c·he. Hon ;n·enclo potuto lmttare i feriti coJJ'olio hollt•nte, li a\'l·ei J•itrorati al mattino Rcglwnte morti av\'clenati. ?Ifa qnnle non fu la mia sorpre'!'a qnnndo. alzatomi di huona or<1, polPi conRtaturc per· sona1men1e cbe i ffJ·iti mc·di<:ati eol di~cstiYo :.wevano potuto riposare trmH]tlillament<> per tutta la nottt•, prc•sentnndo inoltre una diminnzione <l('ll'iufiammazim1c nttol'l)Q alla piaga. mentre gli altri pazic•nti tt·attati coll'olio bollcnt<> erano ff'bbricitanti, molto soffe1·cnti ed avevano una, uma at1orno alla [esione arrol':sata cd infiam mata. n a qtw!iito momc:>uto vennp la ri~oluzione di non bru· dare 1per ]'avYenirc l<' fel'it<' dei pow1·i solclati <·olpiti (]<l ar<"hihugio )). Yale ;mcot·a ln pena <li ri<"~muarc un C'nl'io~o trattamPnto. Ol'TIIHÌ obliato, d<"llc feritc> d'arma cln fuoco di qu<'i tempi. Il Pat·<\o, aYPndo appre!':o cbc> un medico torine~c era salito in grnn fuma per ln cm·n, dellr ferite d 'm'<!hibugio con uno ~peciale ungtwnto da lui i<l<.'ato. prima di far ritorno in Fl'anda, volle conoscel'C il Sé· greto 11i q1tel medicamento. Ed il medko ben \Olcntieti lo , \'elò. « ".\fi mandò a cercare. scrive a queRto rig-uardo Pad1o, clne pie· <•oli cani, nna libbra di Yermi di terra, due libbr·e d 'olio di lino, ci once <li ter<>bent hina di Yenezia e<l un 'oncia d'acquaYite, ed in mia pt'('sen7.n immeJ'I':P a11cor vi vi i <'ani nel ~ndd<.'tto olio c li fpce bollirE' a lungo, fino a che la carne si.fosse staccata completa· ment <' dalile os~a; poi vi a.ggiunse i vprmi che aveva fatto m-orire nel vino bianco e gli altri ingredienti. E chiamò Dio a te.<;timonio che C'J uesl-o era il suo famoso rimedi-o, pregandomi di non di vulgarlo )). Qnesto ba.l l'amo per la cm·a, delle fc1·ite d'arma da fuoco fu nsato per molfo tempo dallo ~tes.o Pat·èo e dai <·hirnrgbi militari del XVI !=!Ccolo. Ed è da pref:ìumere che l a prolongata ebolilizione riu~C'i~se a rendere sterile la miseela così prepa:rata, c he si manteTIP\'a tale coll'aggiunta Mll'a<'quavite. Ma l 'uso di topici « suppur·atiYi », (·ome egli era solito <'hiamarli, determinaYa qua5;i sempre lo sviluppo di un'infezione purulc>nta. T~ fe·rite, anche ~e più lievi, (]ayano l nogo a. suppurazione. e nelle battaglie di H e. din e R ouen il numero dei colpiti da infezione, con esito letale, fn enorme. Allora Pa·r {\o attribuì C'JUClle suppurazioni all' « aria. maligna e cor· 1·ottn »; ed. in luogo dei 5;Uppu1'atiYi. l'i<·orse agli nngn<>nti eg-iziaco,


-:!:.Wme1·curialc', çanforato eù altri simili. !'Ciolti nel Yino cd iniettati nella ferita mediant<' Rctoni o sonòe. Nella sna opet·a Dc 'f;ulneril>u8 sclopetorwn) riferisce di alcune c urio~"; c eRpel"ien~e ([H'l'Sonali fatte imme·rgendo le pall c d 'u r<"hibu · gio in untt miscela di sue<.:hi di rododendro, di napello e di ranun· colo, e <'OnF;tatò çhe il peso della mi!'ccla, dopo l'immersione delle palle aumentava, mentre avreblw òon1to di min nire c il piombo, come si riteneva allora. dalla maggioranza, ·p er la sua pcrmeabi· lità facilitasse l'asso1·bimento dci sutcbi ve](>no~i anche in piccola dose. Mntnl<'ttc>a inoltre che il ri ·caldamento dei proiettili per ef· fetto dello sparo avrebbe conttil>uito a distruggere in gran parte i vapori <lPi wleni, <·fw (•ventualmPliiC' vi foR~<'l'O p<>netratL ll Grevin invec(' affermava l'esistenza eli veleni volati li che, cosparsi su lle stafl'c anche in minima quaniiti\, avevano il potere di esRere aRsorbiti (lal ferr-o dcll<' staffe stci'~C e dalla l'uola dei calzad, ra~giungendo cosi gradatamente [a pianta del piede del ca>aHere e ]H'OYocan<lo rapidament<• manife!'lti Rintomi d'an-elena· mento. Nè meno sca.lpm•c RHRcitò la Rua ~pera « Mrlhode de traicter frs plajrs faictf•s par lwrquPbuses )), per a•er osato lui« <'ompagnon barbier )) di e~p-orre in lingua francese i risult<tti della I':UH <'Rpe· rienza in materia di traumatologia di guena. Egli nega la veleno· Aità delle f<'l'ite, ed alla po lvetP pil'ica :penetrata nel cannll' della leRione aRCrive soltanto un'azione infiammatoria: p~:>rdò la dila· tazione di eletto tragitto <·on lo Rcalpetlo e la inlrodllZione Hncces· sh·a di olio bollente nm1. face>ano :lltro che E:doglieJ'e detta polYN'f' ed evitare la canorena. ~eilJe amputazioni i l monconr non è tpiù <'::wtel'izzato, lU~t ri· coperto con lembi fol'rnati da pm·ti mol1i sni quali >iene praticata l 'emostasia e dopo sono protetti con vescica umida di anima 1<'. Lo Rtndio dcll'cstl·azione <lri proiettili t· tl·attata <·ou buone C'onoReenze anatomiche e con esatta, descriziolH' òei cautPt·i e degli Rt 1·mnenti (fig. 4fl), fw cui un til':1 palle a. (r·e punte, nn rnYfL·fre<·(·ie, t'!l un appar(:'(·<·hio p<'l' ticlmlionP delle lu'<Hazioni, da lui ideati. Ambrogio Parèo fn nno dei primi a pratk;u·e l'estensione continua nel trattamento delle frattm·e ed a SPgnnlnre il sintomo import:mti'lRinro nelle frnttme delile roRte df' ll 'pn fiRema sottocutaneo. « Qu:mdo, eg-li o~scrvn, ~i c.OID!JWÌnJ<' con la mnno Rulla p:t·l'tc, Ri sente l'aria cl1C' se nc> va <'On un rpi<-colo R<'ricchiollo e ,.i re!';ta l'im· pressionr d<>l dito <·om<' negli ('(lf'mi )). Anlll11Ptt<> ancOl'n ln pO!'!'Ì·

•

~·


-221hi lità. dell'incis.tamento <lei tp roiet t ili nei tessuti c della lnugn.. tolleranza, <' dà preziose indicazioni per la loro <'· trazione : « Ot· <·orre, egli consiglia, mettere il paziente nella rposizione approR~·li· mativa in cni tronwasi qoando fu fe-rito, perchè i muscoli cd altre parti del corpo, diversamente situati, po sono otturare Nl imp<'· dire la Yia . E per troYare bene le palle, è ncçess.ario ccrc:u·le col dito pinttos;to <:he con altri strumenti, «le ens du tact étant pluA tertain q ne nuUe sonde o n antJ·(' chose ins.ensi ble >>. E nel J ::i8G pratica la prima di~arti<:olazione del gomito peL' <·ancrena ga:--o:--a.

e;;nm .!T e

~

c;:::~::~:~) ~'i g.

40 - Strumenti chirurgici e cnuteri dell'epoca di Ambrogio Pt~rèo.

l\Ia . Qiwattutto è la 1rgatura d<'i ,·as:i alla s:u1~rficie di F:eziOlw (]elle amputazioni. già notn agli antichi, ma poi dimenticata, come 1·i fel'i.mmo precc<lentemPnte parlHU(lo di Giovanni ·d a Ca:Anmicciotl:t, il magg-ior titol]o di g-lol'ia eli Par·(lo. c11e rg1i l'E'- e di pnhblica rag-ione in una memoria. pubblicata in francese nel I:552. Un giorno, in cui <liscutevrt coi cbh·u,r ghi Stefano <le Larivière e Pmncesco RaF:Re. <1<•1 Coll<'l-{io dei Ranti Cosma e Damiano, sull'::ltpplkazione del <·antE>rio P<'l' frE'nal'e le Pmorrag-ic, a,·anzò l'idea eh<'. dal momento <'hc si pr·a ti cava la legatura delJc arterie e dell<' vene nelle ferii e r·<~enti, <':--sa pot<'va <'Si-ìer•e eg-ùalmentf eRtesa anche in caRo di am-


pnl<tzionc. Ed iufatti, durante I';1SS<'<lio eli Danniliers, su un genferito da uu coiiPO di <·olubrina alla. gamba de~tra <:on frattura t·omminuta. Parèo praticò l'3!I.Upntazione dell'at•to, senza ricorrN'<' al ferro rm·ente, uut limitando!'>i alla legatura d<'Ì Yasi beanti nel trou<:o d'amputazione (fig. 50). I i l uomo del d n<'a ·di Rohan , 'r i mal'to gravemente

l:'ig. 50 - Ambrogio Pa.rèo pratica la legat.ura delle arterie su un ferito all'assetlio di Dauuill iers. - (Quadro di Cbnrtran, alla. Sorbonn.· Parigi).

P er la fama unh·ersalmentc acquistata Pat,ro fu nominato 1wl l:>:U membro del Collegio dei R~. ('osrua e Damiano a Parigi, non F;('l1:1.i'l però YiYacc- oppo.. izion<' pc t· parte dei uwgisf ri della, Rorbona, ignorando <'gli 3a lingua, latina . In una, mc:moria pubhli<'a.ta nel 1582 impegnò una strenua lmttaglia contro la terapia (h•lle fc· rHe a base di. poh·erc di ruulllia e <li unicorno allo1·a genei·almcutc in uso c per la qnale ebbe a sost<'JH't'C polemiche Yiolpntissime. Parèo enulllei·a di>erse qua!litù di meclkamcnii nt:-lla cura del\ (' lesioni da arma da fuoco: rcpcllPnti, attraenti, 1 ·i~oh'enti, suppn· ranti, emollieuti, detergenti, ~arcotici, epulotid, glntirianti, piro · t id e anodini. Il nome ste~~<o i n<l i<·a le propri t't:\, lt•rapeuticltc c l 'azione specifica di ciascuno di <'Ssi.

•


-

2~3-

P al'PO fu inol~re uno dei primi atl us:nt• i trapani tl <·orona Jwlla <'raniotomia , a Ti<'c;umare l'operazione di plastica del lahbro lt>porin o, ad appli<'are i dnti (Per la, conten zione <l~lle el'ni<' cd a praticare il ruassag-gio nel t1·nttamcnto delle frattme. Fm gli ~co­ lari di Ambrogio l,<.uèo sono da rkDrcl:u·c A1lriano c Giacomo ..\m· boise, Bartolomeo Cabrol e Pietro Franco l'rO\'enzale. A P a.rèo non dobbia.mo inoltre disconoscere iJ merito di av<>r trascor80 qua~i tutta la vita sui campi di battagli a pattedpando a ben 45 campagn<>, sotto i regni di Enrico II, Francesco II, Carlo lX ed Emko I II, c di an>r dedicata, tuttn la f.;tta atti\'itù a11a cm·a di un ntLDlNO sh·aorclinario ·di fl'riti. « Dio sa, egli :.;crh·e nella prefazione <Ielle sue oa)N·e, qunnto i1 giudizio di un uomo si l">erfezioni in questo escrdr.io. ow. il mntaggio es!rendo rrmoto, il l'Olo onore <·i vi<•nè e l'amici;r,ia di tanti valoroE~i solcla1i, ai qnnli l'ii salva la vita, comf'. dopo Dio, pos~o >antarmi d'ave-t· fatto a numero infinito)). Ed è <li l)aero l'osservazione che i SE'mplid solda ti i;]ano meglio curati dei grandi capitani: « Re foF:s:e . tato pri ncipt', egli nota, non si sa r~bbe salvato, a (·a~ion c> ch(' non an-ebbe >oluto ofl'dre ciò cll(' l';nt<> <·oman<la ed i chir urghi ~l ar· cli tamente non avl'cbbel'O fa1 t<> l'ohblli~o lor<> )). ~e! 154.3 fu al seguito del dnca ùi Rohm1 nella battaglia di P erpignano t' si. distinse per a,vere ('stra (t o con pro n tczza ed a bilibì, un proiettile dalla spalla d<>stra del maresciallo dnca di Cosse· B l'issa·e . Ogni compagnia m soldati. disponent allora di cai;~oni contenen ti i medicinali e gli oggetti di mPdicat nra, rua iu quantità qu asi R<'mprP insufficiente. E Parèo deSCJ'i>e le offeren;r,e d ei fe· riti e quelle dei !Prigionieri, di cui aveva di viso la s01·te, per ln deficienza di personale e di matel'iale sanitario e, per quanto zelo a<iopera!iise n<'ll'allevim·e le s::offer(>nzc altrui, le Rue forze erano impari allo traordinal'io numero degli abbisogneYoli di cura. Nel 154?> fu presente aJil'assedio di Houlogne condott<> da, Enrico YIII, re d 'In ghilterr a, durante il quale Ji'ra.ncesco di Lorena, dn<-a di Gui~a, ·r imase ferito alla faccin, da un coliPO di lancia al di sotto dell'occhio deF\tro, in conJo;eguenza del quale residuò nna cicatrice dct lll'[ìantc, ·d onçle il Roprnnnome di 8fre,qiato. Varèo pratkò l 'estrazion(' d <>l frammento di lancia, ricorrendo alle tenag1lie di un mani~(·alco , e per eserci.ta1·e t uttù la forza nece~~aria, non esitò di puntare nn piede S\ùla faccia dell'illuF<tre pPrRonag~io, dopo averne ottenuto 1·elatiYa Jicen;r,a . F I·ancpsco eli Loreml. con geniale iniziath·a. f<'<'e J'equisil·c in


-224-

<tue. ta cir<·ostanza un gran numero ùi barbieri <·hirurghi, anticipando loro denaro per l'acquisto <lei medicinali e dt~l matcl'ialc di medicazione necessari e curò l'impianto di o ·pedali da cumpo per le proprie truppe ed altri 'p er i prigiouieri di guena. 1\fa soprattutto l'at·I·iyo <li Parì·o <:ontribuì a sollevar<' il mru·ale delle truppe, ed, a quanto rifeJ'isce il1fal~<ligne , il dn-<'R, che sapeva col· piore l ' immaginazione dei suoi soldati, lo presentò egli f:;tesso nel 1332 all'a<;;!':Cdio di :\Ietz. fatto dn Cnl'lo Y. sulla breeda a t ntti i

Fig. 51 • Ambrogio Parèo nel 1552 all'assedio di 1\!etz, ncclam:nto dai combattenti.

prindpi , signori e <'apitani, che lo abbrac<'iarono ed ncclaJJun·ono come un salvatotc (fig. t31). E P m·.èo. per oJ·<line dC'l Re, Em·ico II, attJ·an·t~ò impavido le file <l<•i soldati per incol'aggiare gli assedinti c portnl'e loro il soccorso (lell':u·tc. L 'assedio di Metz durò dal 20 ottobre al 26 dicembre 138:1 ed in quP~to periodo il se<rvizio sanita rio nella piazza fn sufficientemente organizzato: i malati e f<>riti v('nnero prontamente rkoYerati negli o~pedali e i conta~iosi fmono i olati in reparti l'peciali. p_1 personaJle ~anitnrio fm·ono conces~i i foHdi neces~ari lìer il maHtcnimento e l'a.-:-:i~tenza degli infenui; nonchè per a~.-icurare l'igiene P Ja pnlizia della città.


-225Gli assedianti invec<> elJbCl'O a. soffrire ~ravikHimi disagi pet il freddo c fl«:'l' la mancanza eli a•limenti, fattori che contribuirono enormemc11tc> alla diffusione delle malattie castrensi, quali la diH· l<E'nteria, lo ~orbuto t> il tifo <'!'lantematico. che causarono una pN· dita di cirea :30.000 uomini : c moltissimi feriti. rimasero senza :-;O<·· corso e molti cadaveri ·r imasero insepolti. Fatto degno di essere messo in ·rilieYo è che durante l'a-ssedio di Mctz eominciano a prevalere sentimenti umanitari verso i pri· gionieri di guerra, che vengono trattati con un ceeto riguardo come i combattenti di part~ propria, precorrendo COHÌ rli tre secoli i pl'Ìn· cipi di I'iSpf'tto e di protezione che saranno sanciti ufficialmente nella convenzione (li Gineyra. Nel 1550 Ambrogio Parèo scese in It.nlia coli 'a.nnata di Enrko II alla gueN·a di Modena, OYc forse ebbe occasione di ineoutra.rsi con .Bat·tolomeo 11aggi, itl\·iato a curar<> il nipote di l'aolo lii. Anche nel 1053 in Piccardia, alJ'attacco <li IIesdin. egli fu indato a pt·eslare l'opera sua, che fu quanto mai ardua e ditlìdle per la mancanza di viveri, di mezzi di •ricovero, di biancheria e di ogni. più elementa·re mezzo di socco1·so : e fu, anche in questa cir· co8tanza, altamente ap.prezzata c ricompensata dnl He, elle lo nominò Consigliere e primo c11il'urgo. 'Sel 1:356 lo tro•iamo ancora alla battaglia di St. Quentin ovt' Phbe occasion<' di curare il Connestabile per una ferita di !Pistola al dorso e nel 1:>57 fu a, Dourlan .•u::scdiata dag,li Spagnoli; nel l:lti::? pa·rtecipò a n·attacco di Houeu. nel 156B all'assedio delJ' IInvre e infine nel 1568 prese !Parte a lltl! spedizione in JNa.n dra. Parèo, avendo guarito con Ja ~emplicc applicazione di tereben lltina Carlo IX di una fel'ita al nervo mediano, provocata inaYvertitamentc durante un sal:l !':0, ne fu largam<'HtE' ricompensato, poi<'h è nella tragica notte di S. Ba·rtolomeo, in cui vennero mas;sacrali circa 30.000 ugonotti, ebbe ~aln1. la 1ita clal lo s;te. so re, che •lo na· !'Cose ne11a sun ~lcom. Parèo Cl':t uno dei più ferventi ugonotti, ed :weudolo il mo11arca invitato a convertirsi :tlla religione cattolica, egli ricordava con fermezza la promessa eh<' 1o stesso sovrano gli aveva fatto eli chiedergli tutto, tranne qne. tj quattro favol'i : di rientra.r e nel seno di sua madre; di astenersi. dal partedpare ad una battaglia o combattimento: di abbanclonaJ·e il sei·vizio a C'orte: e di ascoltare la messa. E rima.se incrollabile nella sua fede protestante.


-

221) - .

* * * Ae<.:anto aUa co!'ltcllazione maggiore di Ambrogio P~wèo. l'it<•nuto giustamente come il padre della chirurgia frances<• <· il primo uutorc <li un trattato di chirurgia .militare scl'itto nella liug-na natia·, brinano astri di seeonùa gt·andezza. che meritano di eF:sere Rf'gnala ti. F1·:1 quesl i. Ki<-ota, Goddin: f11 uno <lPi lP l'imi a p1·ati<-a1·t• ln compre sione digitale sulle ferite dei gro. i >asL Il sno trattato di chirurgia milita1·e fu tradotto dal latino in frallCCSl' aa (l i a COmo Blondf'l òi Lilla nel 13:3~. ('d in eRso si afierma, an<'Ol'a la YC· lenosità (]elle ferite cl 'nrma ùa fu()(·o e se ne e. pone 1m Rintoma partkolare << Ceux qui socco~1Ìbent 1·endent souvent un ou deux jours avant la mort dn sang- par les narinPs. la houche ou 1<' fondement. Ce sang proYient dc la malignitè de la poudre qni l'a i11 feeté, corrompu )>. Douhlet, chirurgo del cln('a sli ~cmOUl'l'. tra.·se dalla pratica di guerra il metodo di cura delle fcl'ite con abluzioni di acqua pura e fa,'5ciatura con biancheria pulita, Hon senza escludere le pa1·ole magiche c gli c. orcismi, ai ,quali lo 1-1pirit{) !-<Upe-rstizioso dci tempi attribuiva escl nsivamente la ~uarig-ione, <'O~ì com p Teocl ori<'o Bor~ognoni. vescovo di Cenia. di cui g-ià parlammo, era solito b('nrdire l ':H.' qua limpida , che doveya ~Prvirc a medicare le lesioni. Le P~l!ulmi('r , di 0aen, mc<lico ùi Oa..rJo TX, ci. ha la.sciato un

« 'l 'raité d e la nature el cnration des playeR, de pistole.<?. arqll<'llou.<~r,r.; <'l a1tirf's

ùaNtons à feu >).

ontrm·i:nnentc alle idee nllom dominanti, e~li uega in questi snoi scritti. l n vrl<'nositù •lPlle pa Ile e della poh·erc pirica. cornbalte l'uso dei setoni <' d<'i Sllppurativi, d1e provoca,rono nei feriti delJ ·assedio di Rouen e delle batta~lie <li Breux e St. OeniR infezioni pmu~ente. con !Perdite 1\ensibili~ ~ime. Tt·atta inoltre .dci traumatismi senza lesioni a pparenti. pl'O· dotte dal «vento òei rproiett.i )), della tpeJ·n~;mem~n. delle palle ll<'i trssuti e loro COilljportnmento e cl<'1le cure postume àa usarsi ai feriti. Lol'cnw Joubert, medico del He e suo lett01·e di medicina, <:hirm·gia e farmacia nPllo studio <li Montp(>IJli<'r, ebbe O<·casione durante le prime gnene civili del Reame di 'Visitare i fetiti che af· flui·rano in gran nu1ne1·o da ogni I'f'gione. rn bnsc alle s ue ossl'l·vazioni 1personal i. scl'i. ~e nel 1:)70 1111 « Tmit é d e.~ a1·qu('1Jusades >> <' nel J 57~ un « Bpitom e de la t h eraJJeutique et d es a rquf>b usrcdcs J>. in cui descriYe i meòicina1i, i.l matel'iale di mcdkailN'a r gli stnt·

•


-

227-

ut<'nti chirurgici. di <'ni l'i deve provvederr il medico militare jn <'nmp:~gna. E vale qni. l<"t jpena di riportarne Polenco: acqua, vino~ acrlo, emostatici, comr il holo d'Armenia ed il pelo di lepre, pol VPl'i a~tringenti, cotone filato, stoppacci, piumaccioli, cauteri (trenwHtin a c pecP: ,·et.t·iolo altcbe polYcrizzHto), yentoRe, sanguisughe; e nPlln sbrun1ent:nio la sega, ed in un aRt.uccio ~onde, pinze, coltPlli. Egli fu scelto inoltre arbitro nella dibattuta questione fra Patèo, partigiano dei -.uppurativi e Martel. chirurgo di J<~nrico III e tPOi di Enrico IY. che lo ~egninelle guene di'l l><'lfinato di Savoia. di Ling-uaòoc.-'l e di S ormandia. soRtenitorl' del l ':l<'qua tpnrn. nelle fe1·ite da archibugio . .òkhiarandosi per quest' ultimo. Ricorderemo èlllCOL'H baia. Le LièVl'c, autol'e nel 1583 di nn h·:-t Hato « Ufft.oine et. jarrlin df' chint1·gie milita-ire)), nel quale L'a<·<·omnnda la tp-lassimn. <'m'a nelil'estra?iionc clei corpi estranei, non dimcntkando i frnmruenti di stoffa l·r ascinati dal g:n·oiettile nel cnnale della fel'ita. Pnrimenti Verduc ci fornif:;Ce preziose in<lka?.ioni 8U1 modo di asportare le pa:UP ,dai te.suti, affermando che Je dita rappresentano ~empre lo strumento ideale, più adatto n.Jlo !!'l<'opo.

E citeremo infine Ducbesnc, detto anche Quercctanus, il quale publJilica nel157(5 a Lione nn « 'l'raité rle la cure fJénérale et particulih'f' des arq1teb1tsades )), in cni inso1'g<' conho l'abuso delle a.tltpntazioni in gnC'-nfl. YC',Yl'HR P Guilhemet ne~ 1G81 danno iniìnf' alla ltt<'e un « 'J'mité dr cltirurgir contenant 7r 1Wa{JC' méthode de .1711<'1-ir p1ayes d'arquebmwrle >>, nC>l qnalt" ilhH<trnno le dottrine e il tratta.mento dellt" leRion i (li gnl'ri·a in quell 'epO<'a. TU. -

L.\ :uEOICI~.\ F. ( 'HlRPHGI.\ )fi!JJT.\RfoJ Dl<l[, CI~QUEC&'\'TO. ~"F.T,Ll~

ALTRE )<_I.ZIO~I.

.\.nchc in Germania nel cinquecento la chkurgia, ha degnisRimi <"nltori. Fra i chi-rurghi milita1·i .tedeRchi rievocheremo an?~itutto 1~ 111'ico Yon Pfonspenn<lt, dw f1 1 uno dei p·J•imi chil·m·ghi d'es'Crcito Ri Ot<'npò delle fl'rite d'aema da f11oco e dil'de fin <lal 1460 le no,r me per l'estrazione clei 'J)roiettili C' della polvere da . pm·o che si suppont"va fosse con esRa pe11ctrata : la pallotfola doYeva essere sollevata con lo sp('Cillo e la polYcre rimossa a mezzo <li init"zioni di latte <li capra o di donnn. me rolnto ad olio ed a sucd1i di pia11te. Xel 1-Hi!l pnbbli<'ò nn a memol'ia : « Sul modo di fan• nn n uovo naso ad 11110 cni siasi staccato <le l h1tto o lo abbia avuto mangiato dai cani)). <'itcrewo inoltre Gn~liclmo Li'abb1-y (J560 -JG~4), più conosciuto


-

22R -

sotto il nome di Fabrizio Ril<lano. ~ato n Ilildsen, presRo Dil:-x<•l dorf, studiò in Syjzzei·a, in l~'rancia eù in Hallia. Nel 1606 pubblicò a Basilea un'opera important(;': << Observal ioneN lltedico-ahinwyicae )), in cui afferma il principio <·he i dtirurglli. olt1·e ad esl:'cre abili operatori, debbono possedere comfPleta conoscenza dell 'anatomia e della meflicina. In un altro libro: « De rccta ourandarmn vu1nc1'Um 1·atione >> (ledica (]nakhc cnpitolo alle ferite di gucna. T'roppo noto, per intratt<'nerci 1p iù a. lungo, è il nome di Andrea Vesalio (1512-1064), <li famiglia ted<>sca oriunda di W eRen sufl. Reno, nato a Bruxelles. l~'ece i suoi primi ~tudi in quella. città, poi si h·asff'l'ì n Montp<>lJif'r <' a Pal'ig'i ove ebbe il: maest1ro il celebre chirurgo italiano Guido Guidi, già ricordato. Tn seguito, nel1537, :1 soli 25 anni, fu nominato lettor<' di anatomia nell'Uni versità di Padova o1e ebbe a sostenerf' aspre ba t taglie per essen.;i da solo messo contro 1<> teorie di Galeno. Ma pi1) cl1e anatomico illn!'ltl'(', è qui il luogo di >l'ievocat~lo come chil'urgo militare. che pr(>~e 'J)a,rl<' a1ll<' ~pedizioni di f'arlo V '.:!di FiliPIPO Il, dei quali fu anche medico p1·imto allf' corti di Bruxelles e di M.acll'id. Lo stesso Filippo TI lo inviò !Presso Enrico II pel' curarlo di una ferita riportata i n combattimento. Nel celebre suo trattato della << G1·ande Chirnl'gia » cleòica poche pagine alle fe-rite di guerra. I n Inghilterra Toma~o Gal<>. chirurgo di Enrico VIU. c quindi della r<>gina JDJisabett n, dopo ;aveJ· preso parte <'<>n P n rk> a llr campagne di :Monh'<'Uil (> di Haint-Qurntin, dà alle stampe «A n ea;cellent treatisc of 'WOunds made 1ritl! _(flfil!( hot »<'n un manuale di chirurgia. in cui ti·utta delle ferit<' J'M'lll:1 da fuoco. Tn Jspagnn . \rc(>n!-; pubblka n<'l HiOJ nn « R ecopila<·ao <la Cit'll1'{tia dirirlaR rn ciiH·o lratado.'<, >> in cui <·ombatte l'uso <l el tnm JPOnamento e (l<'lla t>ULUl'a nel lratt:uncnto delle fcrit<'. Fra ,i chil·m·g-hi militari ol'inndi della Svizz!:'ra <\ da menzionar<' F()lice Wnt·tz (131 -1570), nato n ?;ul'igo, dw nelh1 ~ua op<'ra « Prar tira der 1VuJI(Jar~nei )), pubblknta n Ha~ika nrl 1:>74 >mll(' ferit('. fra ttme c ln~'>sazioni. <·ombattc cnNgkamente l'u~ del cauterio e degli emiPhlRtri ne]l]a, <'Il l'a clcll(• lesioni pt"e :n·ma <ln fnoco, pnr non dimostranòo~i gl'anflc opera t m·<> 11<'> ]H'I'f<'tto <·ono~citore llell 'anatomia. e descrive per il primo 1<' frathu·e long-itudinnli delle os5a. Nè dobbiamo dimentica·!'<' lll10 dei più i.I•J•nenti dform~tori del tempo nel campo della liH'flkina: Filippo T<'Qf·ral'ltO Bomba.sto Pa l'a<'clso, nnto il 1() dk<>n1hrP H!tl a Einn~ielélrn. Tnfta ln sna vitn


-

~2!) -

fu unn con l inua peregdnazione pee l 'Eul'OIPa, convinto che la l'ICienza non Ri w<le in un solo nomo nè in un f:iOl luogo, così come tutte le costellazioni e tutte le ~t(•lle non si I]JO~sono vedere dall'orizzonte d l:'l Yillaggio natio. C'o:-ì egli peregrinò in molte città: studiò a Rasilea . si lanl'eò a Fen:na e qnincli ~imorò a Wiirzhurg, Sehwartz, ::\fontpellier, nolo~na, Padont <·d ancora a [1'<'l'l'ara, poi pa ·f:iò a

Fig. 52 -

Chirurgo militare che medica presso la tenda un soldato ferito alla testa. (Dall' • Opns chirnrgicum • di Paracelso - Francoforte, 1535'1. TJi~ho11a <' ~Hl·<·P~~ivnmente in T n~hilterra e nri P a~i Bas~i. Qnivi si a.rruolò come cbirnrgo miliLa.re nelil'esercito e prese parte a. dir-et•si combattimenti, p•restando s;occorso a frrili danesi e fwedesi. Più t.u·<li ~e~uì ~li el'>N<-it i, YE'r~ando nella più ~quallida miseria. sia in .\ustria, in Boom in. ::\forar-ia, che in P olo11ia. Lituania: poi si ridu!'R<' a ~l osca e a Co!o;tanLino.poli, c Hna1ml:'l1tc si trasfcrl n Fiume ed n Yenezia. Quivi s;i arruolò una seconò.a volta come <'hirnrgo militaJ•(' durante la guetl~ra tra Fran<'<'SCO r e Carlo v dH' Ri tra<Scinò pel' circa tre anni c ~U<'<'essivamcntr rmigrò a F ·r ihnrgo.


-230:t Zurigo ed :t Bm•ilf',t, on' nel l :>:n fu nominato lettot·t• in quella Univcl·sità, tati€{1rtt clw <low~tte p·re~to laschl!rP J)el' il :suo spirito irruento, in lottn eonUnua <·ontro 1<' antiche teol'ie. l'.:gli insegnù in lingua \OlgaJ·p, il che gli procurò molti~si111e opposizioui e pl'e~e per hnse della pt•op1·ia sdenza l'esperienza. Pu uno dei primi a. J·i cono~":<·ere chp i l cloru1·o <li ~odio r indisp<'nsabile :l!lJa Yita P IH'l 15:3;) rp ubblicò a Francofot·tc un 'i 111portan te « O pus eh inu·gicum n (fig. :)2). in cui I'ae<:omnnda nella cura <lellt• fel"ite di gut>rra un semplice tt·attanwnto con acqua :-a l ala. così <'ome oggoi nella pra . ticn c hirul·gica è ]~ugfllll('llte awlicat~ la soluzione ti."iologica al 0.7:5%o . Fra le sue opere più famose ricorderemo ;-~nelle il te Pammirum » ed il « .?wra,q·rannm >>. Ln. ('once~donP c·he egli an>n1 clelht: medicina è essen~dalmentC' otg:mic;1 e chimi.cn. cd introdnsse ·pe1· primo nell•l terapia le sostanze chimiclw. Ea;periment um ac ralio Ju il motto drlla sua att idtà ~cit•n . tiftcu,, ed al letto (l(•gli infrrmL (·on l'ossl.'rn:tzione dil'ctta più che sui lihri, s\iluppù la !':ua. profontl•l <lottl'ina t•ifoJ·nulitiCP che <'O~ti tuil"<'P nno dei capisaldi de ll'eYoluzione dellt> di!':dplinc med iche d<'l Rinasciweuto. )lol'Ì a Ralisburg-o rt<'l l:)Jl. dttima d('l proprio cara t t<>re. IY. L 'A~::.;JI''I'I•l~ZA S.\i'\l'l'ARH Dll:GLI ESERC'l'l'l :"EL (']~QUt::CFl;\TO.

La medicina militare. che già n·rso la fin e del 4:00 comindùYa ad aitet·nl.al'Ri h•ntamente, ebbe più tardi un IJll·incipio ùi o t·g:mizzazionC' vrra e p1·opria, TI Re di Frnn<'ia. ave\'a 12 chirmg'hi addf'tti alla ua per. ona. m::t in ma~gi01· considerazione erano tenuti qnt.'i sanitari che <lC<'Ompagnantno gli t•serciti iu guerra e dw venin1110 reclutati all'inir.io di ogni catrnpagna. "H}d anchP pe1· il 1·icovero dei feriti e mal a ti ~i raggiltll~e nn st>m~ibil0 pt·og-t'e!'so ron la. forma· zionP delle corupagonie di orcHnanr.c di 100 lanciP (600 uomini) c (lt>i franchi ar-cieri. <'arlo Y l I in Frnncia P )fas~iutilinno I in Ge>rwa ~ nia. ron n~tit nzione cl,rg-li ~erciti petruane11ti. riorgm1 i~r.arono an . che jJ S<'nizio !'n.nit;nio. Pi ù tardi l•' r:nwe~co 1 i~tituiscp lp legioni provin<'iali. drll11 l'm·zn di HOOO llOmini eia~t·una. dil"i!'t.' in l"ei bnn<le e provvede ad una più razionale a!:l"i"tt'nza dei malati e fC'riti. Con la ~iRtcmazionC' d<>ll<' mon:wr:bie. gli <>~<.>J•eiti Ri organizzano semrpr<' più e diwntano Rtrumenti di ~lato ..\ndte in Spagna lE' milizi<' ~i riordinano: l'nnitù della fantcri::t t> il te-J•cio. compoRto tli ~000-3000 nomini, di cni <lnr terr.i at·mnti .(li <ll'<'hilHlgi r il ·l 'imanrnfp di pkcll<'.


-

:331 -

P nrimenti il piccolo staLo svizzc1·o pecp;.u·~" nn esercito in ma~-;~e di ha ltaglioui. <·ou picchiel'i, nlnllarclieri, ~pntloni, c balestriel'i, cosi ben organiZ:t.<ltO da essere l'iCCl'Cato e pagn,to 311('he dalle nazioni s traniel'e, dopo la splendida prova fatta nel1a gucna d'indipendcuza <·onlto i Francesi. I n Italia, JWl' Qpera dci <1u<'hi di Savoia <' :::oprattutto di Emannt>le F ililwrto, le milizit> :::i •·io•·gnnizr.ano: la fanteria Ri divide in colonn ('ll1~11 i di ~Pi cotupagnic P lil caYalleL·h~ si ordina in compnguie con nn;~ gna •·<lia <lucal t>. Lo Rte:-so impe1·a to•·c :Mnssimilia no istit uif.le(• una g<••·a •·c·hia :;:nn i t aria militare con l'i~! it nzione degli OhN•st · feilùa1·zt. a<l<le>tti al ~cnizio JH'C ~o i nui <'ol·pi <· reparti. Le gnNJ'~ di F randa <·onh·o l'ln;:rhiltC'ntt, la Germania e l'Italia (1:>00-1090), la. campag-na (1i Fiandr·a ('onleo la S1pa.gna pc•· l'inclipen denza clei Paesi na~Ri (J riG7-1 G00). l n. Rpedizionc nei Tnrchi <·ontro gli ~t ati danubiani (lri10-J 571) sono gli avvenimenti h<~llici pi ù importanti del secolo XVI. Abbiamo ancora notizia <"11e in Inghilterra, durante la cam pagna <'lH• Edoardo IV mof'f;(' ne1147:5 eontro Luigi XL vennero as~ egnati ali<• i.t'UijJI))C uu me1li<·o capo con due russistenti e1l un dJi· •·urgo con l !~ ainti-ba-rbim'i. l<J1l alla hnttnglia eli Saint Qnentin del J:-)37 l'esercito inglese disponeva del seguente personale Ranit:u·io; duE> chil'urp;hi addetti alla persona del comandante Rll1H'<'mo ed uno per ogni tenente g<'nerale, mare.l'ciallo, generale 11i cavalleria e di fanteria. in tutto ':i7 chirurghi (·on lo ~tipenèlio giornalit>ro di uno scellino. D i altri mNliei militm·i ~i ha notizif': <li flabl'icle ~Iil'On, rhe pre~e parte nll'a l'~edio ·eli Napoli nel 1424, <'011 1l'eseo1·eito d i ' 0<11'· lo V II, di Rymphorien Champicr, che> sotto Fmncesco 1 pnl'i<•cipò n el 1:515 alla bai taglia di Marignano e di Luigi De. bourge.~. rh(' fu pr~entc alla ha tta;:rl 1<\ di ra ,-ia n l'l 1:>:?:>. Fin ilnl . e<·olo XTY ~nppiamo <'Ile i nwllid t>d i cbirn•·glli :tccompagna.vano gli eserciti Rpagnoli in guP•·•·n P nella RIPHP:IIH dci Malll'i trov iann o p;i:\ impiantnti cb .quCill 'epoca o~peclali s 11l tipo di <ru elli arabi, OYe gl'infermi vcniYano ricovC'l'nti e distrilmlti secondo ill:lesso e Ja natura della. malattia. In f'pagna ad ogni re~giruento di fanteria era assegnato in g nerra. un mc<lico ed un <'h i em'~o con lo $;ti pendio mensile rispetthamPntc di l';) e 12 scudi: un o~pedale militare permanente vrnne I'L·ctto a P amplona. dal geJW•·nle Gou7.ap;a-Co lonna. Dobbi:1mo allf~ reg-ina l ~nbeNa. la Oattç>lica, le più radical i in-


-

232 -

nova:~.ioni nel servizio sanitario jn campa·gnn con la istituzione dei primi OS[)C?clali da campo e òc1le au.nbulanzc JH.'gli eserciti. Du ranf (' l'a sedi o di .\]ora del 1484, furono iufa ti i impiantatr ~<>i gn111di tende 1prr rico\'ero dei malati e feriti ed altre quattro furono allestite nen·as ·edio di Baza d<'l 14 "'9. Questo fallo l"icgna un pas~o note•ole nell'organizzazione sanitaria di guerra P 1·iteniamo 01)POI"· t uno metterlo in giusta luce con Ja scorta delle fonti storiche. Così nella. relazione compilnla da Ferdina.nclo d<>l .Pulga•r ~ul . J'asRedio di Alora si legge, fra l'altro: «E' para cnrar los feridos é los dolientes. la reyna eml>iah<l siempre a los reale seis tienda.s grandes, è la· camas de 1·opa JW · <'l'Sl';arios para lo· Jeridos y in.fcrmos; y embiaba fì~icos é cirujanos é ro('dicinas r;. horn bres que Jos sel'desen, é manda ba quc no llevasen IH'ecio algnuo, pOl'qnc ella Jo ma.ndaba pagar. Y t·~tas tienda~ eon toòo este apn1·ejo se llam3Jdan en los realcs el hoS(pitaJ M hl! R<'yna ». Il giorno 11 no•cmbre 14 ~7 "'i tenne in Roma un concistot·o alla presen7.a <l<>l Papa, ed il vescovo YalE>lltiniano Pietro Rosea nella sua mnzione così 5>Ì esprime parlanùo <lell 'attacco <li Bnza:

« Nequunt1w i/ (!!111 excroittun 1·eli,qiosissi1num) nr ifli q1tioqwid drt.<uw possit) QUADRIGI!l~TI FEHME cunnus, aperti umbracnlis quod hospitalc ref7inae appeTlant; in qnibw~ impensa regia et stanptt~ antpli.<isimo. quicquid curandi8 aegrotis, sive em acie ntlnrralis arte m.edica t'el cyrurgica nece.<~sarium e8se potcst inrenitur_; honr>sti8.tlimi.<~ Pt pro· 1wti.<!.<~imi,s rnalronis lmio nwnrri servienlilms administranlilnt.'i. Sn17a scorta, mtlli lenones) mt7fa perittria, nulli deniq1te sor·f ittm l11di in exercit7t ad1nittuntur, ne cniq1te p essim.r· aut pe1·peram aycndi occa..'!io da1·i valeat )).

Ed anche in nna lettera di Pietro }fal'tire diretta all'arcive. covo di )filano, riferendo sull'a seòio della , t E'l';~fl città. l';i tl'ova questo brano : << Hospilalia post haec 'rE~'L'OHI.t QU.\TI'OTlR I:-\GE~'l'IA) ·t n-ovidum neflinae pielati8 inr cntum, ('8/ opr:rae praeti11/)ì 1Jidel·e, ad rem edimn haeo et mNlel(lln non saucionun modo, secl qttOui-'1 nwrùo la7JO· rautiwn erPcla. Jl edioonwz, phannacopolonw~;, ohinwgontmqur rt reliquorum ad ministeria addictonun, 1.<1 P.'ll lllnnerus_. is Nd onlo_. ea diliyenlia rerwn, ea copia. tlt neqnr suburbano re.~tro Hancto Spirifu. lll'que vasto 'illi f1w Jfediolanen8i1tm cedant hOSJiif aliùus . Regia i m pen.«a q1ticq·u id la ng7toris, q11icq uirl accidentis emergit. 11i status cuique a natura r]i('S assit absconditur )).

•


-

2a3-

Si ha inoltre notizia che nell'attacco di Otrera (1477-1478) fu rono int1·odotti dei ca n i speciali prov,·ist i eli lettighe per il tra spo1·to dei soldati infcPmi; e nella we a di Mah1ga del19 agosto 1487 se ne contavano fino a 400. La regina l~abella aYeva la consuetudine di Yi~ita.re i soldati feriti sul campo ste~"o di battaglia. ed ai grandi <Iella sua casa, che le fa<'cnmo osservar<• co tituirc cic) una trMgressione all'etichetta castigliana, risponcl<'m sernplk(•Ju(·nte: « La~ciatemi sola in mezzo a questi .com batte n t i, pcrchè qui uon hanno a.l tra madre ve1· confortar li ed addolcire le loro soffer<'nze. La presenza deilla sow·ana sul campo è l'unica consolazione <li questi derelitti: e se an<"lte ciò non tpuò ridonal'e la F:alnt<', ne •rial7.a sempre il mornle e li pinge a sop portntc con maggior l'assegnnzionP il clolo1·e ». A questa ben<•fica regina, osserva il Wilhington, si può quindi bene adaitare il titolo eli. mater rfuil~·ontn1 ; giù, arpplicato alle donne pietose incoronate dell'antica C1·cda e di Roma, <'h<' pre.~tavano illljpavide socéorso ai f<'riti sul <'ampo di battuglia. Durante il regno rli Om·lo V, continuano ad impiantarsi in <'ampagna os1pe<lali sotto t ende, con ·p ersonale di medici. ns5:;istenti ed infermiere. le quali fncevano vita comune eoi soldati, come del r!'sto le mogli ed i :figli dei combattenti ehc eguiYano l'esercito in guerra,: i matl ati e-i feriti più gravi venivano inY('('<' inviati agli ospedali permanenti d<>l1<' città viciniori. Durante l'm:ione, i medici militari si tr<>vavano alla retroguardia ecl avevano l'inearico di soccorrere e sgomberare prontamente dalla prima 1inea i caduti, i quali continuavano n perce[)ire la paga per tutta la durata dE>ll'infermit:ì..

* * * Come ap:pendi<·c. ·riportiamo quailcht> documento grafico dell'epoca. Per l'icoriog1·afia della Loria della medicina militare del telll\J?O t· intere~"iante un'inci!odone in legno <li ~icola i\'( elclemann, pittore di lettere a Norimberga presso il ponte lnngo, clte riproduce nn ch1rmgo da c::m~po con il ~'<uo a.iutant<' (fig. !'>3). I n rulto, a sinistra, è riportato in versi un auto el<>gio, in cui il chirurgo esalta l<> virtù dei . uoi medicinali e dei suoi unguenti per la cura delle ferite, ~perimentati a lung<> .n l campo di battaglia, <'on un accenno ancht> al suo vi vo interessamento nel soccorrere i caduti, anche se non fa coltosi, e!'ls:endo la sna prc~tazione gratuita, perchè e~li trom~i ul !'>oldo del1a bandiera.


-

:?34 -

jfclbt Jirttt.

C)d)bin nft~~nct •lkntf;>albtn

(f;)U cUnlrUti)MIY 'Or.~ l..'bl<t941~CP

~u&bcm S<lbtbilcb ~tol>tn1 gnrd)l 11:>4nnil iih lll4nd)c"' frt<'4nt ll><d) 0 <btrltfboll (f" '<'nb ..!)ffat

'l:l<r'Ool bctinf<~>•6•s """"~ ""'

1'Ptnnbd~scf<ll<l)mlflt1Pfd!lt~f

e. l)obid)in bm 1<s" o<l\t

l>••1Di<O<ftl)ofl'cn 4Utlhf<bt 11Ubtn 9'1'""~" 'Onbaud> (trwunMI 2111'~ jrltin" fOo'Otrbffbm 'an bl!ff' c~rr•n lcb-ang11ubcn

l)bn bob •lll>trpdtnedr g•lt

'iOif•~•llfd)"n ~n Snr~~ (•!t.

P1Ji~~-n)rlrfiMI.-rllm.lm'III'911J~~ttttn~ a.. n. ~ :ltft<•~ .,~ e.tt:a.,. •• :!'""''""'"" ~~"'""·""':l <~c;~"'"" , '

Fig. 53 - Chirurgo militare dn campo e suo assistente. (Dn un'incisione di Nicola Meldemann- Xorimberga).

:Xon meno impol'tante è una ~ tawpa di Cl'il"tofot·o ~Iaurer (1;)6 1614), consermta nella Galleria Albertina di Yienna, che rappresenta un 1Josto imptovvi~~tLO di meòicazionc ~"<Hl campo di bnLtaglia accanto alla tenda reale (fig. 54). rn dlil·nrg-o milita·l'e. as~i"ltito da


-235-

}'ig. 5.J -

Chirurgo militare che pratica l'estrazione di nn ferro di lancia dall'emitorace destro !!Dl campo di battagli:t. (Da una stampa del Ma.urer della Galleria Albertina di Vienna).


-236 un aiutante che sorregge sotto le ascelle il paziente, seduto ROI}H':'t trouco d 'albero, tenta l 'estrazioiw di nn ferro di landa dall'emitorace de tro. FAl in ultimo riproduciamo una curio"'la e }JOeo nota incisione iu leg11o (fig. 55), rappr<'sentante una mast odontica Ntssa di medic in nli co:stl'lli L<t nel 1568 }Wl' il ~CHizio sanitario di guerra: essa nella parte superiore (> snddiviRa in 36 scompartimenti Nl 1m inferiormente () cassetti: nell'in terno eh• l copet·c·hio ~ raffig·m·nto l' Orcline della giarre ttiera eol nunoso motto. A qtwslo proposito ricor<lcl'cmo che l3'abri zio .I.Iildnno raccoman ùaYH c1w la cassa di mNli<·ina1i da servire pet' lt· truptw in campag,Ht don•s:w ('Ontenere u o 11 nwno d i 362 varietà di medi ciue, delle qnaH a1 cun c N'ano preparate ( ' OH o l tn• 64 ingredienFig. 55. - Cassa di medicinali per il servizio sanit i. La <'Omplicazionc, il tario in e~mpagnn - 1568. vo1uuw, il gran peso, la i numet·osi inconn•nienti di queste eassc t~wilità di rottura t'd diffici le il ~;ervizi o di a~s i s tt'nza in KttCl'l'<L 1·emlevano oltremodo a1 malati c ai fodti. 1111 g1·o~so

.l


C'~\ PTTOLO

V.

LA MEDICI A MILITARE NEL SEICENTO.


'

I. -

L :\ )lEDICINA :'IIILITARE DIDL SIDICFJNTO l)( l'l'ALIA.

La medicina e la chirurgia nel socolo XVU ris1pecchiano in ItaJia le lotte e gli avvenimenti tmbinosi dell'epoca. Le repubbli· che marinare di. Genova e eli. Yenezia, dopo la ~operta dell' A.me· J·ica, che apre nuove viE' ai traffici commerciali, .perdono dell'aJ1· tico splendore; i JPiccoli Stati sono in balia dehle soldatcschc mercenarie; la Lombardia è invasa da trupp e stra.niere ed ovunque l a Riforma imperversa. Anche la Germania, rdo;po la gnena dei trrnt'annt è nella più grande decadenza. Soltanto l'I nghilterra e l'Olanda, che hanno raggiunto il massimo sviluppo di loro !pOtenza, o:mrono un asilo sicuro e più la.rgo ruppoggio al l))rogredire detlle mediche discipline. Da noi, solo le Accademie scien tifiche che si vanno fondando nei centri più importanti. coone quella dei. Lincei a Roma, ·del C'iment{) a mrenr.B ed altre a N3!po1i, a Bologna ·e a Brescia, r~· pre!'lentano ancot'a i faJ•i luminosi di civiltà e le uniche fonti eli coHnra. E. come ben osse·r va il CaFltiglhmi, le scienze medico-chi· rurgiche cominciano già ad avviarsi, sulle orme del sommo Gali.leo, Yerso un indirizzo essenzialmente sperimentale, ispirato alla concr· zionr fil osofica del tempo, {liffonél('nòosi rapicl a.m('nte in tutte lena· zioni ('{1 assumendo così un caratt('>re intemazionale. Inoltre, per qnanto (:ontinni ad affermarsi nna nettn distinzione fra la classe dci batbieri-<'11hurghi, <'hc limitano lrt loro at1'-iYità ~o!ltanto a piccole 01perazioni. e la classe dei mecli<'i. (jlleF:ti non -disdegnano già di O<'· ('uparsi (li orhirurgi.a. Analognrnente la medicina militare si va uniformando, in que~to periodo , a tali ptincilpi e si gloJ•ia di avere avuto al servizio ilPgli P~el'dti. ~e pure temporanenmente, i più bei nomi deUa l'ciPnza clel trmpo: Af';(' lli. D e>:<'fl l'ti'•R, 'V'illi s, Rydenham , Rarvey, Pnrmann, vViseman. :\findE>rer ecc. •


-

240-

Anche per questo socolo pt·endei·emo le mo!'<sc dal! 'Ilalia, dando la pl'ecedem~a a GaSjpa·re A~t>lli ( t:i~l -16~6). <ln rcmona (fig. 36), il quale fu nella sua giovilwzzrt <·hirurgo militare- nelll'cscrcito italiano o ve acquistò JaJ'ga pr·n l k:t nella tecnica operativa. Fu nominato, in F:eguito, lettore eli mcclidna e di chirnrgia ncll 'Univer!'<ità <li PaYia. Il 2.'3 luglio 1622. in Milano, ~c7.ionan<lo un cane rper lo studio dei nervi l'icotT<.'nti per l'eFan1e Ml movimento del

Fig. 5G -

Gns1H1ro Asolli, da Ccemonn.

diaframma, aU'apertum .<] ell 'addome, constatò con •~Sorpl·esa, la. (presenza di numerosi coNloni bianchissimi, èli <lnra consistenza. sparsi p er il mesenterio e per l 'intestino. In ~wll<• pl'inw suppose che si t•ratta se di nervi, ma poi, incidendone uno, dde uscire un liquido lattigiuoso, c -.enne cosl alla scoperta Mi YaF:i chiliferi , ai quali diede il nome di nmae albae et lacteae . ....,.<'1 1627, un anno dQpo la sua morte. fu pubblkata a )filano l 'oper a « n e laetib1ts sive 1actci.'l venis ». che viene <•osì a prececlCI·e lP clas!-Oicl1e ricerche di llarvey sulla circola?.ion(' flel sangue.

l


-241-

Altra illustrazione della chirurgia ita.liaM, in questo pcri<Xlo, anzi da l"i tenersi un Ycro [)l·ecursore, è Cc~are MagaU (1079-1647). da Scandiano (fig. :37). Aa<lottol'nto"i a Bologna a soli l anni, ovc ebbe a maestro C. B. Cort<'A"ii, dopo la laurea, si trasferì a Roma ove acquistò grande pratica nell'esercizio chil·urgico pres. o l 'ospedale di S. Mal'in, deilla Con~olazione; qnincli nel 1612 fn chiamato da un Benthog1io allo ~tudio di F<•rrara com<' lettore eli chirm·gia. Ma, colto da malattia grtwi:-:sima, rinunziò rp iù tal'Cli

Fig. 57 -

Cos:ue l\fagati, da Scandiano.

all'i nsegnamento, e nel 1630, per le sue idee religio~issime. "<'stì l 'abi to elci frati minol'i ca[>puccini, a~f-nnuenclo il nome di pa<ll'e Liberato da Scandh1no. T uttaYia, per ordine dei Ruoi Ruperiori, con tinuò nd CRN'citan• la rpt·ofessione fìno in tarda età, chiamato ovunque, per la sua fama, a consulto da Ile m~1gg-iori personalità del ccn o e della nobiltà del tempo. Il Magati pubblkò a Venezin. nel HH6 un'opel'a importanlc: « De t·ara medicatione t:ulncnun .'lcu rlf> ntlneribu.'l raro tractan àis, libri àttO )), in <'Ui combattE' cnE' t·gicamente il trattamento delle fel'ite allora invaL o, che conf:ìir-;teva nel 1·innov:nc di fr<>qu<>nte le medicazioni fatte n, ba1Re di unguenti E' eli pomntc (11teas aliter t ractare sit nefa.<?); ciò che non faceva nHro che e"porre la J e~ione a <~o n tatto dell'aria, la quale è- Ntl'Ìca (li min. mi, (']te inf<>ttano ](> pa1·ti con cui wngono a contatto c ·r iprova l'm;o di Ronde, setoni e 16


-

24~-

.fila<X:e che, oHte a ritardwre il [n·ocesso di cicat.l'izzazionc, favo I·i~ono lo svilup,po de>lla rputrcftlzione. In luogo ùi quc.-ta com· plicata medicazione, consigliant i1wece la s<•mplice fasciatura <><;elusiva con molteplici trati di ~trisce di tela e di cotone, che ~i doveva mantenel'c in rposto l'H'l' il-G giorni : 11 egwnentwn apt um facile pcwaùit nHXlious ex duplicato) tt·iplioalo amt quadntplicalo) vel plw·ies etiam plioato Unteo) vel plurilms Unteis.

CesarP :Magati, richiamandosi all'esempio degli agl'icoHol'i, cb(', terminato l'innesto della pianta, corprono la parte lesa con uno lò;trato di tel'rn e la~ciano quindi compiere alla natura il ,proce.111.o di ·riparazion<>, afl'ermava in tal modo il principio della semplice occlusione della ferita e sosteneva che le sonde e l(' filacce introdotte nel1a lesione 1mre imb·ilntnt1t1' et pra·ris halitiln1s 1nfioùmtw·) for · mando delle putrefazioni. Inoltre 1·iteneva pm··imenti danno, i i balsami agglutinanti, i supplll'ativi ed i sarcotici, come pure riprovava la sful-;·datura continua delle feritP, dc espone la piaga al contatto dcll'nrhl, oltre Roti •·:Hl't' ai tessuti il cnlore naturale, ilHlispensabile per la cicatrizzazione ed è qnn~i semJPre can~a. di. SUPIPUrazione. L'efficacia di questo semplice tt·attrumento fu confermMa. <ln. molti chi·rurghi, !})l'imo fra gli altri da Ludod<·o Rettala (1G:>2-Hi3:3), da Milano (ng. :->< ), chirurgo neu·o~pcdale Maggior(' di quella dttà . Infatti egli constatò che tutti i feriti cranici, trattati col YC<'chio sistema galenko <lclla frequente scopertura e spc<'illazione della. l esione, avevano <lo>uto soccomh<'l'<', mentre quelli medicati con la semplice arpplkazione di unn IJH'ZztJOla imbevnhL d'essenz[L di tl'C· mentina e balsamo peJ'IUYiano , laseiata sul posto per 4 o 5 giorni, si avviavano al1a gunrigione. Solo n(' i casi di graYe emorragia, di scolo abbondante di pus e di grand(' ft>l ore le ferite do,·evano esserP i-:(a~iate e me<licatt' più di freflll(:'lltt'. Gare~giò con R. Carlo Bonomeo nell'assist0nr.:1 ai pc.'3tosi dtu·ante l'epidemin d~l 157G. Ed anche Dionisio Sancassani, congiunto c conterraneo del Mn,gati, !PUbblicò nei17J6 a Vener.ia p;Ji « ilphorismos generales de v nl n crum cura .'lecundum m etlwdum (la esaris .Vagati » ed« Il chirurgo in campo ossia sicuro modo di m edicare l e f erite n.eW ese1·oito >> in dife~a. di qu e~to semplice proce~~o. E nel« Chirone in cam,po n. tT·a duzione dell 'ope1·a d('] chhnrgo militare BeJJo~te « Cllimrgien rle l'hopital >> eclitn, nel 1698, che YOileva spa<'<'iarc il metodo pel' suo, 1·ivrndicò gh.1Rtnmcnte la priol"it:ì nl 'Magati. Ma in seguito, sp<'cinl mente per la violrnta opposizion<' (li Dani('lc Rrnn0r·t. <JlleRto proce-

l

l,


-

24.3-

climento non incontrò grande f~n·ore nella maggioranza, che tornò tino agli ultimi del '700 all'antica consuetudine di medicare fre· qu entemente le ferit<' c eli !asciarle es1Joste nll'atia. E delibono anCOl'à passare due seco li c mczw, prima che le idee cd i metodi del· l'italiano ~iano rime~gj h1 valore, per opera drgli ~trauieri e spe<:ialmente di Lister. A questo pro,posito, per dare un'idea della fana~inosa quantità di medicamenti che i !'<anital'i del tempo erano soliti w•arc nella cura

Fig. 58 -

Lu<lo\•ico Settala., da. ~lila.uo.

delle ferite, non sarà. inutile accennare che nei ~t'<!oli XYI e À\rll i h<u·hicri avevano Ja consuetudine di recarsi aite abitar.ioni dei loro dicuti, ca,·alc~mdo mute magnificamente bardate e munite di ricche !,;Onagliere e con una bhmc<:ia contenente l'unguento basillicon, che maturava. le ferite, l'ungu ento degli apostoli, che sviluppava la vitalità, dei tessuti, l'unguento bianco, che ne fncilitaYa la coesione, l 'unguento giallo, quello del Re Moro ed il balsamo ungarico, a ba. c di resina di pino, de J'igeneravano la carne c finalmente l'uugtwnto dialteon, che calman1 i dolori! ~è al quotidiano e. ercizio chirurgico ba tava anco1·a q ucsta complicata medicazione per il tratta.uwnto delle le~ioni: e p {'l' seacdare gli umo1·i nodvi dall 'organi~nlo si ricor·r eva alti'~Ì ad un Larghissimo uso di rpm•ganti c di t•r iaea.


-244E per -offrire un altro esempio <lella cura delle ferite in quel['epoca, ricoi·ùc1·emo che Dionisio C<.L<:hon, celebre chil'twgo dello Studi-o di Salamanca, nel riferke sulla lesione al capo riportata da Don Carlos, figlio di Filippo II ad Alcalà de Henores, in seguito a caduta dalla J-<Caht, accenna come Yes.alio avesse 1prDposto la craniotomia, ma <1uesta non fu !Praticata., e la ferita fu Lmttata semplicemente c-on cmpiastl'i, detergendola e sfasciandola, fin tre Y()lte al giorno. ~opran·enuta febbre altissima, furono in seguito applicate dh·erse pomate, ma fm·tnnatamente coll'elimiua?.ione di un sequeRtro Dsseo, che si era, nel frattempo formato, il ferito andò lentamente migliorando. Dop<> pm·<"Cchio tempo dalla lesione Ri adottarono altri farmaci incarnativi e glutinanti e finalmente. a distanza di qualche mese, Ri J'itenne conveniente di fare un po' <li (puli?.ia e dì rrvclc1'e i capelli attorno alla piaga! Bel aggiung<"t'emo an('ora che nel 1563 inRorse una ''ivace pol!'· mica ft·a l'Ingr<lRRi,1, l 'Jl;uR tnchio <'d il YeRalio circa una ferita al totace, riportata, durante un torneo a, Palf'rmo, dal Duca di Tcl'ra· nova c di Aragona: cia:;cuno ·mnta\'a un 1p roprio metodo di cura, ma lutti erano d'aceol'do . ulla necessitù eli scoprire di frequente la lesionr e di. applkani unn grande quantità di. unguenti. D'alt•r a pa.rte il Tndcnio non esitava a chiamare l'acquavite rime·<lio ovrano nel traUamente d<>llc ferite di guerra: 1mico verbo, balRamus incomwtrabilc 'l' Ulnennn 1J1lt1·idarum. E narrava di un soldato, ferito all'assedio <li Creta, il quale doveva es~et·e sottoposto all 'a~n,p utaziouc di una gamba, ma, jpreferendo all 'intervento la morte, volile curarsi da!;<' con ripetute lavande della lesione fatte con acquavite; e guarì completamente! Fm i chirm·ghi itJ~liani del '(jOO è da menzionare inoltre )!arco Aurelio Severino (1580-1Gr)6), da TarAia. l?u uno dei l!)rimi a praticare nel 1610 arclitamente la tracheotomia durante un'epidemia di diftel'ite, la qunle aYent ('ansato grande modalità in Na,polì, operazion e già IJ)reconizzat.a. clal Santoro, che aveva ideato speciale strumento, dal Guidi e da Fabri?.i o cl'Acquapendentf'. Il Severino Ri proc~1cciò inoltre grancle fama per la legatura dell'art<'ria femo rale . otto l 'ar<'ata crurale in un ca~o d'asportazione di YoluminoJo;o aneul'ÌRml'l! poplitco e p e1' avere praticato tempestivamente la rest>zion e dei <'alPi artic-ohwi cariati. Pubblicò nu,meroRe 01pere, fra cni un tra ttato di chiru1·gia. stampato a Francoforte nel 1653, per il qualP il Dr R rmr,i non <"Rita a, proclamarJo un rigencratore della chirurgia ftal]inna. Ed ancora citeremo Pietro ~Int·c>hetti (1589-1673) , che pubblicò

t


-

245-

nel1664 nn interessante trattato di medicina e di chirurgia, frutto di numerose osservazioni personali. Ed infine Giuseppe Zambeccarì, il quale si .può ritenere un 1procursore della chi·rm,gia sperimentale, avendo praticato fra i primi la vivisezione sui cani per lo studio trauroatologico delle ferite e lesioni.

* * * ~è solo la chirurgia è in continuo sviluppo nel '600 in I talia, ma comincia anche ad affermarsi l'igiene millitare nella difesa cont ro le malattie castrensi. E opportuno premettere che, durante la guerra dei trent'anni, infierirono in Euro;pa micidiali ejpidermie di febbri tHoidee, dissenteria, scorbuto, aggravate dalla carestia, tanto che alla fine della lunga campagna la popolazione della Germania era ridotta, secondo il Lammer, d.a 17 a 4 milioni! Inoltre il continuo movimento di eserciti e di millizie mercenarie contribui sensibilmente a diffondere vieppiù la peste nelle varie nazioni: a Mosca, nel 1601, si ebbero .a verificare 127.000 docessi; 69.000 a IJondra nel1665; 70.000 a Vienna nel1679; 83.000 a Praga. nel J 680. La peste scoppiò anche nel nostro paese tra, il 16.:&9 e il J 63J , con 86.000 decessi nella sola Milano ; e quest'epidemia, conosciuta col nome di « peste degli untori», fu magistralmente descritta dal Manzoni. nc1l'a.ureo rom~mzo dei Promessi sposi. E citiarrno ancora, fra le malattie epidemiche, il tifo esantematico, che si diffuse spocia.lmente tr.a le truppe durante la guerra dei trent'anni in Ge·rmania, in Francia ed in Olanda; il vaiuolo, che di~agò in Inghilterra; la difterite, che menò strage nella Spagna ·e nel Na'Poletano; la scarOaWna, déscritta per la prima volta da Giovan Filipl})o Ingl'assia tìn dal1550; la, malaria, che impel'versò nel 1600 nel Na,p oletano, causando 40.000 morti occ. Non è perciò da meravigliare Re Leibnitz definiva i ilazzaretti : Se-

minarùum mo1·tis et thesaurum infectionis .

N'el 1606 Tobia Cober, medico di Gorlitz (Boemia), ehe avl"va !Prestato servizfo per sette anni. nell'esercito ungherese nella guerra contro i Turchi, ll)ubblicò tre memorie sul tifo castrense, conosciuto anche sotto il nome di morb11s Hnn,gc~ric~ts, l~tes pannonica, languor pannon·ica, al'>crivendo fra le cause lp r.edisponf>nti dell'infezione la fatica ed i disagi della campagna, nonchè l'eccitamento psichico p1'odotto dagJi innmnerevo1i sciami di mosche e zanzare che non òa.vano tregua ai so~dn.ti e <'Ome agenti trasmettitori i pidocchi., <'he infesta.v ano l~ truppe in modo impre~sionante.


- 246 Le dette memo1·ie furono stampate ad H clmstadL col tH{llo: medica'r um castrensium ll'lmgaricum decades tre.<;)). In que~te il Cober, intra>ede p~r il primo l'origine para:.-;~ita­ ria del tifo CRantemaiko a mc~zo elci pidocchi che sono da lui <·hia· mati Yermi R;dlani , di cui ebbe a constatar e una grande quantità negli indumenti dci soldati, lavati con vapore acqueo ed esposti per lun go tempo al sole. 'Xè il con tinuo cambiamento di biancheria c di vesti, oSFiNTa l'autore, J"iuscim a combattere l'infezione, la quale si manifestant <:on un ·eruzione cutanea di tutto il <'Ol'po. oltremodo molesta., tanto da, 1·CJ1Clerc le trnppe grnndPmcnt<> eccita hm. ~Tello stc!';SO '600 in Gcl'mania f tnono adottate particolari mi. sure igieniehc contro la di1fusione <lelle malattie in fettive negli eserciti e sopmttntto contro le affer.ioni venere<', le q uali erano al1om frequentis~ime per il <lilag-art:> <lC'lla prostituzione, che tenacemente si infiltrava in mezzo alle truppe belligc>ranti. Schill.Pr riferisce n queRto rigua1'do elle n el l 63~. durante l'as· sedio di ~ot·imbE>rp;a. nel campo fli \Yallen . tein p ullulavano o'ltre 1;).000 d onn<' di malalYarc: e . i narra <·hc nel 16.J:8 il numero <lelle prof'titute, <'he seguivano gli r~rrd ti in <'-.UlllifHlg'llfl>, avE'~'Sc raggiunto il <lop,pio <iella fona ~lrlle milizie. e ~i aYeva inoltre un grande codazzo ili figli illegittimi. <·hC' ingomùravano l<' colonne in marcia, con graviR~imo danno deJln disciplina. Q n(;'.'ltc masnacle di femmin e ( Weib<'rtross<') ra1ppreR!'lltavano 1m 'J)ericolo permanentt> d'infeziont:> IJ.}el' i r.:oldati, e le or<linanze p iù rigo.-o. c deg-li imperatori e dei comand anti fu1·ono impotenti a rt:>primcrt> tale flag<>llo. ch f' perdm·() ·p er tutlo il .!'N'olo XYfT. Così nC'l lGM~. t.Prminata la g nerra dci trent'anni, il g-E>nrrale Kt·ons;fcld 1·iferiva ;1ll'Elettott> Ma Rimi· linno di B aYicra ch t:> nell 'e, ercito mobilitato, della forz.'l; di circa 40.000 uomini, ~i trovavano olt·re 14 .000 fra donne r prostitntE' al s;eguito dellP truppt:>. ~el 16:50. in fJililttro <'Ompag-nie s>ede. i. ammntinateRi n Kotb t:>n. <lt>ll '<>fit>ttiYo <li 6~0 nomini, s;i contavano G:SO femmine<' !JOO fìgli illc>g-ittimi! I n nn pe!'iodo più avanzato, per potNe utilizzaJ.'l<> in quakht:> modo. fJllC!':t<' <lonne · furono adibite nell 'rRerdto a vade nnm!':ioni: cuodtt:>, vivan<liNe, infermiere, ecc. Lo RtPF:.~o ElE>ttOt·e ·i\IaR~imiliano. per <'liminare queRti gravi in<'onvt:>nienti , emanò nel l:i70 nn rfi'golamento per diRciplinar<' la pro<ltitnzione diffu. n in mo<lo im-pr('. ~ ionant e nell 'e. er éito , <'he fu poi preso a modrllo ~ nccE>. !';ivamente nelle norme per i1I R<'l'vizio drlln caYall <>l"ia da \\'n llenst<'in nel Hìl7. e nei regol a,mentì militari

« Obsenationwn


-247da Gustavo Adolfo nell621 e dal grande Elettore nel l G:3G. Per tali disposizioni era a olutamente interdetta la presenza di femmine negli accampamenti, a meno cbe non Fii trattasse di donne legalmeut~ maritate. Ma anch~ questo rprovveùimento riuscl poco efficac<>, poichlè le solòatcsch~, per el udere la l<'gge, contraevano aff·rettatnmente matrimoni con femmine dei più bassi strati sociali: ed il 1\"nllhau. en riferisce che in l-loli due giorni se n<• conclu!';ero oltre '00. I~c·rdinando IIJ d 'Unghe-ria nel 1643 or'dinò altri Roveri provve(Um cnti contro il dilagare dcUn 1prostituzione e per Pliminarc questo elemento turbolento e para. sitario femmi nile. tanto più che l'e~eJ·(·ito, per la g-nmde care~tia da cui era invaso il tcnitorio in qu<>l t<>mpo, non 1·insciYa a sfamar~i C(l era coRtretto per vivere ad abban<lonnrsi ai furti ed alle rapine. Giovanni di Nassan- Silgen, uno d<>i ('flpi dell'unione prote:;,tante '(1603), in nno dei ~uoi discorsi all'<>s<'l'<'ito tedes<·o <'sortava vh·amente i <•omandanti ad allontanai·<• <lagli ac<'am!Jlamenti (}lH'. ta t urba di donne di malafiare, che co,<;;fif uiYano nnn perenne minacda alla. sah1te del soldato. Anche durante la guerra Rpa·:,rnola del JG81 un editto del ma gistrato di Stra burgo sanciva ordini rig-Ol'08i per la difec;a degli accantonamenti dali 'invasione di queste prostitute. )fa biso~na arrivare fino alla metà del sctte<><'nto per<'hè dette mistll'<' profilattiche abhinno qlwkhe effetto, allorchè si cominda·rono ad adottare più l'azionali di. :posizioni per la visita c per il pronto allonta.n amento <' cura dell e donne infette. Tn me7.7,o a questa t('orribile propaga:~.ione di malattie epidemico-<·ontagiose f1'a le milizi<~ sorge in Italia nna tprima rndimentalP legislazione igienica, gii\, preronizz::tta da. Ot>rolamo Fracastoro, e rontinuata per opera s,pecialmcnte di Orazio Monti da Firenze, di Antonio Porzio da. :Xapoli, <H Giovanni Mar ia Lancisi da R{)ma e di B('ornardino Ramazzini da Carpi. Quantunqn e appar tenga eiTC'ttivament <> al secolo preeedente, rite11inmo opport11no di rievoca re , come 'Pioniere dclil'ig-iene mili tare, Oerolamo li'J'arastoro (Jìg. @). Kato a Veron a nel 1478 da famig-lia d 'illustri scienziati,. t udiò a Padova con Xicolò Co~rnico ed ebbe a maestro in anatomia il bologne. c Alessandro Achillini, c in mNlicina .G irolamo Dell a 'ror-re, suo <'oncitta<lino. Fu medico del pont<>.fice Paolo III e del ( 'oncilio di T•ren to, che f<><'e trasportare a Bologna, <>s. endo scoppiato n eli 'n 11 o Adige il tifo esantematico. Egli si può l'itenerc indubbiamente il preeursot'e della mo-


-248 derna epidemiologia e patologia, per il suo famoso trattato : « De contagiane et contagiosis nwrbis », pubblicato nel 154G a Venezia, nell qunlc stl1clia per primo la sifilide, Ja rpeste e la tubercolosi: questa si h·nsmette per contatto diretto e<l anche IPCl' l"intet,mediario di un focolaio. Si OCCUIJ.ìa inoltre del tifo csantematko, che in pl~e ­ denza era stato confuso con la peste e con la febbre tifoidea e <'11e nel150:5 e 152 a,·eva inva. o l'Italia, pro.pagatosi da C'iiPt'O e dalle

Fig. 59 -

Gerolamo Fracnstoro, da. Verona.

isole ch·costanti, elevandosi a concetti veram<'ute scientifici, con indirizzo 11wettam<>nte moderno nel riconoscere l'importanza dell'esantema e mettendo l"infezionf in rapporto con la care tia e con i disagi delJa gueu~1. Sta-b ilisce infine ire forme di contagi : diretto, indi+retto e a distanza, ed afferma il principio dell'affi.nit.i\, nelle varie malattie infettive. Degno di nota è nn altro suo poema m versi: « Syphilis) sive morlms gallious >>. ('hc nde la luce a Yerona nel1:530 e diede preeisamente il nome f.l.ll'infezione. In esso fa ·r isalire al grande movimento di. truppe in Europa e soprattutto aWinvasione degli eserciti francesi in Italia la diffu ione <lfl morbo, che egli ascriYe a condizioni partk-olari ilt>~ll ':uia. Que~to poema ebbe pa-

•


-249-

recchie traduzioni in italiano, in altrettante edizioni [Pubblicate a Verona, a Bologna ed a ~apoli. Sulle orme di questo grande scienziato, l'igiene milita·re getta in questo secol-o timidamente Je sue pi·ime basi in Italia per merito di Orazio Monti, da l!'irenze, il quale pubblicò un « Tra,ttato della cons'uetudine con il modo di governare gli eserciti ed 'i naviganti e delle infermità loro e loro C1-tt-ctzioni » e di Antonio Porzio, da Napoli, coll'otper'<ct «De militum in castris sanitate tuenda )), che vide la luce in Vienna nel1685, f.rutto di originali ossel'vazioni raccolte in quella crupitatlé ed al seguito delle milizie di Leopoldo I , dura,nte la guerra contro i Turchi, nella quale è fatta una chiara esposizione delle misure profilattiche per la difesa degli eserciti dalle matl attie infettive. A questo proposito rileva la deficienza dei provvedimenti sanitari adottati a Vienna ciJ·ca l 'isolamento dei .soldati colpiti da affezioni contagiose, ai quali per assicurarne l'isolamento erano im!Partiti bensì ordini jperentori di non uscire dai sobborghi ove erano accantonati, mentre si lasciava ampia libertà di transito agli abitanti dei sobborghi stessi; e metteva in giusta evidenza le più sagge disposizioni emanate dalla Signoria di Firenze nel l 630 durante la ipeste. Il Porzfo nella sua opera tratta ampirur:nentc del tifo esantematico, della dissenteria e delle febbri intermittenti che innerivano più di frequente negli eserciti, dimostrando vasta coltura e profonda dott·r ina, tanto dal punto di vista epidemiologico che •p rofìlattico. Anche Giovanni ·M::~.rin: Lancisi (HìM-1712), da Rom a (fig. 60), trova degno !POSto in questo par::~grafo di igiene militare del 'uOO, sia nel campo epi<lemiOil.ogico come ma,lariologo -acuto e previggente, SJPecie nella jprofitl assi; sia in quello medico-legale, come studioso delle morti improvvise; sia infine come indagatore del circolo sanguigno e quale primo descrittore degli aneurismi profondi. E nel vecchio nosocomio d.i S. Spi·r ito in Sassia, ove il Lancisi trascorse gran parte della sua vita scientifica e pra.tica, il suo spirito aleg·g ia tuttora nella magnifica biblioteca da lui raccolta, accanto alla quale sta per sorgere un Museo de]lla st-oria della medicina., con una sezione aJP'POSita per la medicina. ·e la chirnrgia militare. Il Lancisi comprende che gli ospedali istitniti come asili di pietà per l'umanità sofferente hanno anche l'altissimo dovere di cont·r ibuire notevolmente al P'rogresso della medicin:1, ed ai giova,ni medici dà il monito che non potranno mai diventare buoni qwa t.ici, n i si rnu ltos annos JJtt7>7ica adierint no.<wcornia.


-

2f50-

Ma soprattutto come epidemiologo dobbiamo ricordare il Lan cisi, insieme al Fracastoro, al I:Monti, al Potr.io ed al Ramar.r.ini. Egli illlnstra, fl·a i' prirui, nna epidemia remnMka, detta dal popolo mal del castrone. che iufì~ri in Roma nell'iln-erno del 1709 e ehe corri~ponde alla attuale inftuenr.a, la quale non potrebbe es:-<Pre più l.'Sattamcnte oggi deRCl'itta: clnlle forme catarrali lievi pt'etlominanti nlle forme gra,·i, con le Ynrie complicazioni tomcich<'. Ri

Fig. 60 -

Giovanni .Mnrill Lancisi, da Roma.

occupa ancora di cinque epidemie di febbri intermittt>nti e perniciose, da lui dette cast1·ensi, delle quali studia la etioJogia, la clinica c. Ila terapia, ricono:o:;cenclo ne11a cm't<><.'Ci<1 di cbina, il p1·aesid itt,m 1Jeculi01·e specificwn. DO!l)o 40 anni di stn<lio ind<>feR. o e dopo aver conquistato fnma ed onori a pochi concesRi, sebbene a1anzato in età, attendeva an-


-251cora al Javoro suo· preàileLt<> sul cuore c s ugli aneurismi e scriveva serenamente al Morgagni : « Si ha da morirc• da soldati : mnoiasi in <:ampo aperto o nell'angu. tia di una ~calata, sem,rpre i muore con gloria e con decoro! ». •\ccanto al Lancisi ('>da l'icvocar·e Bemardino Ramazzini (JG331714), dn Cm·pi (fig. 61), lettore di medicina rrJT·atiea dal lG 2 pl'-r 18 anni nella Univer.sità di Modena , poi in quella di Padova p('r 14 anni. Dù alla ln(·e, a -'lodena nel 1700, l 'opN·a mom1mentale « Dt> morfJi. artificum. diatriba», t rado t t a in tedesco ancor lui vi. vente, nella f)ualc 1.mo spC'lCiale eapìto1lo è dedicato allo st tu1io delle malatti<' professionali del soldnto, la <'Ili arte antiquam cum literi8 litem lwbet de digniiale ac praestantia, et quaenam sit aptior acl non~;inis· immm·talitat em. compwrandam . ~ella sua di. serta zio ne « De morbis ('(l.t;irensibus » intra.vede già l'importanza dell'igiene sulla '-alute degli eserciti. << P<>r cerFig. 61 - Berna1·dino Ramazzini, to ai t<>mpi nostl'i, egili scl'ive, non da. Cnrpi. po~:siamo immaginare alcuna sorta di vita. più cala.mitosa di quella che fanno i solclati, in ispecie i' fantaccini , tanto in campagna e nella eJ pugna?,ione delle piazr.e, quanto ancora nei quartieri di inverno, o ia per motivo de11a disciplina milita1·e trascurata, c ~endo che non con quell'attenzione, corue ai tempi antichi, Yien pro,.,cduto a!lla ~unità dei soldati d'oggidi : ,q uelle milizie infelici d1c ~aranno più c poste al ferro e. al fuoco in CJU alche spedizion e, bene spesso vengono oppresae da un'in finità di ma la,ttie; e di rnòo accade de gli e eJ'citi non vengono minorati da qualche malignn, influenza>>. A due prin~i pali affezioni riduce il R amazzini le malattie degli eserciti : Ja febbre ID1aligna e la ò issentet'ia, non tenendo conto dellf~ ferite, qua e sunt milifi(te praemia. ,RE'-<'o ndo l'A!., Ila, febbl'C maligna. è determinata da un miasma velrnoso, concepito e mdi-


-252-

cato nella massa del sangue: come causa occa 'ionale, interYengono :poi le cattive esalazioni !Prodotte dal lungo soggiorno negli accampamenti. Yiene quindi a parlare della dissenteria, indic:tndo dme<li. abbastanza primitivi per coml>atterla, ed in seg~uito porta la !';Ua attenzione sul1o studio delle f<'ritc, ossel'vando che molte di esse, quantunque leggere, erano difficili a curarsi e, quantunque trat tate con ogni riguardo, non ,poche volte riuscivano mortaU p<>r inftammazione e su egu<>nte cancrena, tanto che fu avanzato il sospetto che hostesl obsessos veneno plru;mùeo glandes a1'massc. 1Ja ciò si riconobbe infondato, quando si .scp.pe dai disertori che ht stc sa infezione si era sviluppata negli assediati, di modo de !':i cominciò a dubitare della malignità comunicata alle ferite per mezzo del1l 'nria. E<l a propo. ito di igiene militare. t'icorderemo che in que~to secolo Raimondo ~fontecuccoli {160( -1681). nato n<>l Frignano ()Ioelena). grande ~rittore militare {' duce inYincibile d<'gli eserciti imperinli neNa gnerm contro Gu!':tavo Adolfo, Tnrennl' ed i Turchi., rile,·a ]a, grande importanza della salute <' della aHmentazione degli eserciti come coeffici{'nte eli vittoria : « Pitì fìern del ferro è la guerra, eg1i Of;;Rerva, e più eserciti consuma la 1penu1'ia che la zuffa>>. · Così il grande Fedf'rico <li Prussia, con una delle sue frasi ~wultorie ·r imaste famose nei tempi. non esiter:ì un . <'Colo dopo ad affermare che «il COl'<1ggio è nello stomaco!>>.

Fra gli epidemiologi militad d<•l s~olo a:ppà'l'tenenti alle altre nazioni. citeremo anzitutto Rcmy Fort. che stampa nel 1651 un li· bl.'O sulle maJattie del sol<lato. nel quale riconosre ell e esse fanno più vittime del ferro e dE'il fuoco nemico, e cita fra le più comuni la dissenteria,, lo scorbuto e le malattie venc·r ee. E fra le opere di igiene militare del t<>mpo ricorderemo la <<De miliicwi mrdiciua >> <lel ~finclerPr c la. « ne fe1wr maligna castretMe >> del Soreto. Ed anche Vauban, oltre che grande architetto mi.litare e maestro sommo di fortifìrazioni. vuole qui e. sere rievocato come igienista miilitare. Allorcltè nel l 6GO fu nominato capitano òcl reggimento della S:ur<'. egli si O<'<'upò della razione alimentare del


-

233-

fllolda.t;o, da tempo mal confezionata ed insufficiente, e propose una zuppa di grano al lardo, la quale poteva sostituire il pane c la, minestra, ed era anche più ~onomka. )ferita infine di essere rievocato Giano Abramo Gehema (16471713), cavaliere !POlacco, ma~stro d'equitazione, il quale studiò me<lkina nelle "Cni>ersitù di Oroningcn, di Ley<len e di Utrecht, c partecipò succe , iva,mente a quasi tutte le battaglie del tempo, ritirandosi infine a Berlino, ove fu nominato medico di Federico I <li Pru ssia. Pubblicò una trentina di opere, recanti titoli abba~tanza cm·iosi, quali ad es. : «Il miglior nwdo ])Cr ammazzare il tempo » (1686), «La nobile beranda del the » (lG G) ecc. Più interessanti JPer noi sono t1·e libri : «Il medico da campo >> (1684); « TAL cesta di medicazione del rnedioo in guetnt )) (1688); ed <<Il soldato malato)) (HìDO), in cui con vero entmdnsmo di apostolo l 'autore muove una fct'''ida campagna in difesa <lclla . alute e dell 'i~iene d('llle truppe. ('enti naia Ji 8oldati, egli l'if<>risce, dove>ano <'~!o;<'re curati da barbieri da campo per man~anr.a di medici, e qna<:: i !'em_pre essi erano inRuffidenti al bisogno e ~i doveva ricorr ere anche ai soli ah'ltanti ine. pcr·ti: d'nltra parte le ceRte di medi<'inali e da medicazione' Prano dotate di mate-riale poco appropl'in t o ed inservibile c (iovevano essere provvedute dagli stes~U sn,nitarl, mentre la logica, J'ichie<'ieYa che fossero fornite clalilo St::tto. E <'onclude melancon kamPnte: « Può esistet'e sotto il sole unn, crPatura più jnfeHce di un !'iol<'iato ferito ? E~!'ii sono di carne ed os!;a come voi, ufficiali, e sono esposti alle st<'~· e fatiche ed flgli ste!';si pericdli, per cui non dovete abbandonarli, ma soccorrer] i ed assisterli premurosamente come >ostri fratelli ! )). JI. -

LA CHIRURGIA MILI'l',\RE DEL SEICEm'O NF.T.T..J~ AT,TRE NAZIO~"'I

D'EUROPA.

•

Anche in ·q uesto secolo la chirurgia mili tare si afferma in Fra.ncia con nomi ben noti. li'ra i ta.nti, ricorderemo anzitutto flian Luigi P etit (16:>4.-17:)0) . che, a soli l anni, munito òi breVt>tto di chirurgo, partedpò all'a~sedio di ~"'~'amur prodigando la Rua opera attiva negli o. pedali ambulanti nl sC'guito delle truppe del mareseiallo di Lu. semburgo. Egli fu uno dci primi ad introdurre la barella come mer.zo di tra~porto, e ~ alì p1·e. to in gran fama per avere iclea.to on rtpparecchio eli contenzione per fra t-


-ZM-

tore degli arti infe1·iori e soprattutto il tou1·niquet) che da lui p1·cse il nome (fìg. G2); per 11 'emo~tar;i preventim nelle amputazioni e nel1e lesioni dei gros i tronchi artN·iosi ; app:ne<:chio che ha fatto parte fino :1 questi nltirui tempi dei no~tri armamentari chir-urgici.

Fig. C:2 -

Tourniquet di Gian Luigi PetiL o modo di lìfl}>licar.ione.

Dm·ante le o t e invemali delle opemzioni belliche, egli fece

a Lilla,, a l\Ian , a Chambrai delle dilnORtl'azioni pnbbliche di anatomia, seguite da cse1·citazioni di medicina operatoria. Dopo la IPace de'l 1G97, fn nominato cllirm·go aiutante maggiore dell 'osvedalc di Tournai. Le numcros(' guerTe, <'Ui pres<' par1 e sotto il regno <1i Luigi XIV e Luigi XY. rappre. cntnrono pe-r il Pt>tit il pitì vasto campo di l'icerche e di Rtucli, tanto cll<.' alln. flllc del l'ottava campagna egli si J·itirò a Pal'ig:i <lopo axct· p en·orso rapida.mente la più brilhtnte <'aniNa. E per dimostnne quale stima


-

253-

uuh·c1·sale egli si fos ·c a<:q uhstata, ricorderemo che nel 1744 il re di Prussia lo incaricò della. scelta. di un buon numero di chirurghi ft·ancesi [)cr colmare i qutHl·rl nelll'esercito, tanto <lclle unità com· battrnti che degli ospedali. Fra, i chirurghi militari francesi del ~wcolo ~"VII meritano ancor~t <li el5Sere menzionati : il De Plan is·Camt>i, autore di un « ~·rait 6 des plaies faites par les mousqueladc.v. », che Yide la hl<'<' in Parigi nel 162.3, n<>l quulc~ si <limosb·a tro1~J)() immedesi· mato rlE'llr teo;·ie astrouc,mkhe di I>aracelso. naillr puiJhlica, nel 1fi(ì un «?l•ra.fé d es blesslwcs et plaies faites par annes à feu », in eui sono de!"ìcritte i n f01·ma chiara e conci"ia l<' I'N·ite ll~He va1·ie r{'gioni. Cassin d J1a lasciato nel1673 un picco1lo manunle di« Chi· 1'111',gie m ìlitaire », n eli qun:1e espone particola·rmf'n t c i medicamenti più in uso 1per H chit·nl'go in guerra. Aheille n('ll 11iflf) ~tampa un pk<·olo trattato: « Lr pm'fait rltintrgien (Farmé<> )), fr·ntto del1'eRpe· l'ienzn <li molte campagne, <•tli a-reva ,p1·eso p:ll't<' in Germania e in Fiandra: Yi !';Ono eontE>nntc molte noti:l.ie sullo Rtrumentario t> mat<>riale di mcdicazion<' del tempo. Yerduc nc>llo ~t<·S!"ìO anno fa n"cire un« Traité drs plaie.<? d'arquebusadrs ». n<'l qnale fornisce intc1·e:-!':anti indicazioni sul modo di estmne i proiettili dai tes· l'lllti, a1rermando che le <li t a, l'ap:presentano sempre lo strumento più a<latto allo scopo. Ed nncora Pietl·o Dioni~. chirmgo del Re e fondator~, della R . Accademia di chirm·g-ia, nntore di un << Cours d'op<>rations rle rl!iturgie denwntrées au ja1·din royal )). che fu tradotto in pa· l'('(!<'hie lingue ed ebbe etle edizioni, in cui ammc>tte <'he l'amputar-ione deYe essere con~iderata come l'ultima ùn<'ora della chi· rurgia e fra l'altro afferma: «C'est d an l es armée , <·'est dan leH . i~ges que la chiru1'gie triomphe ! ». li't•ancesco Belloste, chil·tn·go maggiore ncllla cnmpa~na d'Italia ·<1<'1 1690, autore del « Ohirurgien (n~opital » pubbli<'a to nel 16fiG, <'he ebbe l 'onore eli 4 eàir.ioni e numeJ'ORe tmduzioni, in cui irlHi!;tE' RulRemp'licr trntlnmento cd ocdusione e ç;j dimo!'ltra viYace oppo~itor<> dell'ur.;o degli . tuelli e deUe frequenti medicature nel h·attamento delle ferite d 'm•ma da fuoco, elle de. criw <'Oll grande .pJ·N·i"ione. ripa.rtendole fra le -rade regioni del corpo. _\bbiamo ~iù riYen<licato al ) [n~nti la I]Jriodtà di queRto metodo, che CO· l'titui. <'(> una gloria italiana. f'itE'l'emo inoltre fìiMnnni :\J(>r.r (16-J.:l-1G72), <·he ~an in gran faltla ipCl' l 'estrazi011e d C'i calcoli YeR<"ieali; Nicola M Blegny (1652·


-

25G-

J722), ilwento1'e <li cinti clastici; Giacomo de Bea n li eu (1G51-1719),

umile operaio, che do,·ette la su:.t. celebrità all'operazione della tpietra, <la lui pl'aticata nel l G97 <·ol taglio perineale laterale, intervento che continuò <H1 eseguire anche dopo di avere Yestito il saio francescano, pt'eiHicndo il nome ili fra Gia<·omo. Altri litotomi l'inomati dell'epoca fmono ()uelli appar tenenti alla famiglia Callot e Ba•l'tolomeo Sa.viard, chirurgo dell'Hòtel-Dieu. Dobbiamo infine accennare eh~, in consid~razione delle numerose perdite causate dall'abuso delle amputazioni, che costò la Yita, come narrammo, anche al famo~o condottiero forlh·e~e Gio· vanni delle Dande ).Tere, 1a chinugia militare, sin da questi tempi, C<'l'CÒ di oriz7A:>ntarsi Ycrso metodi con~ervativi, ridnccndo!'li sen::;ibilmcnte n numero delle mutilazioni. Con que, ti pdncip1, propugnati c adottati dai gt>an<li chinn·ghi <lel tem.po. quali La Pejro nie, J..e Dt'an, La 1\Jartinière, Cuzon E'CC., Ri riuscì a conservare una grande quantità di arti. condannati alla demolizione e fra questi la. co. eia . inistra. gravemrnte ferita cln archibugio al mare· S<'iallo di Yillars. la gamba destra al conte d' Apcher, il braccio sinistro al cavaliere di Preval. I n Inghilterl'a, f·ra. i chit·urghi militari detl '600. è da citare Ric· card<> \'\''iS<'man (1622-J678), chirurgo di Giacomo 1 e delf'e.,ercito rea.Ie. Pnbhlicò Ml 167 a Lond·ra. un'importante opera : « Several eh irurgical trea tises »,i n cui tratta estc~amente delle lesioni d 'arma d:1 fuoco. Fu 11110 dei IPl'imi a prati~are l'ampnta:done n elle fe· rite o~tco -articolari ed a descrh·<"Pe la tuber<·olosi ossea e Ja scro· fola: · <'onsigliò inoltre l'urctrotomia esterna nei restringi menti urctrali. Tn Ola.nda ·è da menzionare il Diemcrbroock. In qnc. to secolo, in cui la guerra divampava, si può dire, in tnt.ta, T~uropa, si cominciano a ·r iorganizza·re gli rserciti e ]a, me· òicina militare viene avviata a più moòerno :indirizw e raggiunge nn noteYole sviluppo , specialmente in P rus~ia O\'C il gl·ande Elet· tore di Brandeburgo (J620-1688) provvede per· le Rne h·nppe un'as· E:istenza sanitaria vera e propria a. mezzo d<>lla co. titnr.ione òi un <10rpo trcni<'o di medi<'i e eli <'hiru1•ghi milita·rL di cni l"tn bilL~e una pt'omrttcnte caniera <' discl'rte pnghe. Fra questi chirurghi tede· RChi è <la l'Ìcordare :\fnitf'O <ioffrrdo Pnrmann (164!l-172J), profe~­ sore nell'UniwrRità di Brrslavin ; fu per nove anni aJ servizio degli N~ercHi dP1 Grande Elrttore. acquistand<> Ja.rga pratica chi· ''lll'gi<'a, dm'ante gli n~~ed1 drlle città (li Pomernnia. e nelle batta.·

>


-

2:17-

g~lie di Fehrebelin C' R a.thenow. Fu a bilissimo operator e: eseguì sul campo stesso di battaglia numerosi impol'tanti interv('nti e com· ,pil ò nel 1710 un' int-cr CFlì:iante casuistka di operazioni per ferite d 'n,r ma da fuoco, f l'a le quali 40 casi di c raniotomi e, 1m me rosi' h ·acheotomie, suturi' intl'stinali, tra:-;fusioni clE>l sangui', interventi (lt·toped ici e di chirurgia ocuhnc.

!Il. -

L 'ASSISTE:\ZA S.\:\I'l'.\ltl.\ DEGLI ESERCI'l'l ~EL SIDICE..'\TO.

Il ·ccolo XYII è cèlratterizzato, nei 'l'iguanli militari, da. gnel'I'e, clw banno per fincriim la s upremazia a::;pramen te contesa tnt la l i'randa e l 'lill1];)ero d'Austria, sotto la patveuza di lotte pe L· la •religione. Gustavo Ado lfo ·rappl'esenta Ìlì questo pcl'iodo tl a fi gura più e.lllinente nella storia ùell'al'tc mili.tare, e coruc cotHlot tiero e come orga nizzatore di milizie; e la ~vczia e<x~~lle fl'a 1<• <1ltre nazioni 9>et· il suo esercito ~apientcuwnte t·iol·diuato. l reggimenti di fanteria ~ono formati su otto compagnie, di l:!(i uomini ciascuna, di cui ù ue terzi a rmati di moschetti ed il rimanente di 1piccbe: ogni due r eggimenti costituiseono una brigata. l r eggimenti di ca.vallPl'ia sono çompo~ti ùi cornetté, in null1Cl'O variabile da otto n V<' tltiquattro, av·enti ciascuna 100-120 <·ava lli. Oltre a,d un più perfezion ato atmtlllll'llto d eli 'artigli('ria p e!;antc, Gustavo Adolfo <ts.'iegna alla fanteria {'<\1l ll oni leggeri, in misma di d ue per battaglion<>. l'ur mantenendo~i nell "<•set·cito sYede:-;e l 'arruolamento mer<'<'nario, l e milizie ,-engono aò a sumcre gradatamen te un car attet·p nazionale, con ~rande vantaggio della di~iplina. J.Ja guerr a dei ao anni (16]8-164: ) è la :più impol'tante del st><~Oilo, e la battaglia di Liitzen <l<>l 1G novcmbT'C 1632 fra svedesi Pd imperiali è l"episodi o più Ciltl.'atteri~ ti<:o, nelln qual e Gustavo Adolfo, alla teAta di un •l'eggimen to di caxallpt·in, incontra morte glol'io~-5a.

Anche la Francia Yil in questo secolo riorganizzando il suo I'SPrdto. La fanteria l'i fol'ma su reggimenti <li dne battaglioni. a'·en ti ciascuno una <'Ompag-nia e riunenti ~\ in bl'ig-atc. La cavrulh•l'ia è di din>rse Rp<"<'i<•. a s<'eonda dell"al'mamen to: l 'artiglieria Ri fa più leggera e ~i <·o~titni~e in r eggimenti e la fortìfica zione ·raggiunge il massimo sviluppo per opera AqprathTtto di Vauban . 17


-25 Nelle continue guerre della Francia conti'O l'I mpe1·o e ]a Spagna anche il ·m inuscolo e!-lercito piemontese ùe>e sostenere l'it·ruenza dell'invasione france e, ma per vhtù di Vittorio Amedeo II resiste valorosamente, .fino ad imporre la neutralità del piccolo stato nel consesso delle nazioni.

., * * Dei ~m'vizi sanitari militati in Italia in questo secolo e in quello successivo ci riserviamo di ,parlare in seguito più diffu~o;a­ mente in un unko capitolo pe·r maggiore unità. di trattazione, e !Per il più grande inleresse cbe hanno per noi. Intanto ci occuperemo dell'assi tcnza Ranital"ia n~gli esc>•l'citi in F·rancia, che nel '600 ebbe un largo sviluppo. Del ricovero dei malati c feriti in guofrrn, non abbiamo al cuna notizia fino ai trmpi di TRnh<'lln la f'atiolica (14!'i1-1!i01), alla quale, come ricordammo, i attl'ibuisce la c1·eazione dei primi ospedali attendati e delle ambulanze sanita.rie da campo. Snccessivaruente un'ordinanza di Enrico II del 1530 slabili~";ce una ritennta sulla. paga dci soldati, in proporzione degli. assegni pE'r· cepiti, che sarà consegnata al mastro di campo od udito1·e gen erale, ai]lo scopo di co. 1itnil'c i fondi nec<'ssari pet' l 'allestimento <li un detposito d·' armi e <'li un ORpedale per soccorrere e ricoverare i malati e feriti. Più tardi, nel novembre 1552, duru.nte l'assedio di Mctz, il duca di Guisa ebbe l'idea <'li impianta1•e due o pedali da campo, uno per i s;oldati fel'iti in comhaltimcnto o per f!Uelli a•mmalati a cagione dellP g ua·r die notturne o dei servizi comrpiuti otto la pioggia e il freddo; l'altro tper i 1·eparti addetti alla difcRa. della città. Rappinmo nncora cl1e nell'attncco cli Raint-Diclier del 1:>44 il re Carlo Y, i1 quale :wcva l'f'Clutato i p1·opri s;a,nitari llll po ' òovunque. in Italia. in Spa~na, in Francia, in Fiandra (Yes;all io). incaricò il chirnrgo Daza ('hacon, nato a Vallado1id e lanreatosi a Rnlamanrn. d'impiantare dei luoghi eli ricovero e cura per i fe· riti ili gnE>rra f' ili alle.~tirf' una na,ve o~e<lale al s;eguHo dE>lla tlot1a. impf'rial r, che i fieri cas;tiglinni chi::nnavano nllora col nome pomrpos;o di « invincihillf' armata >>. <iià ftn dai tempi {li :Ambrogio Par~o Ri f'l'a fatto s;trada in Francia il pl'incipio e riconosciuta la necess;ità. dell'istituzione di

•

(


-259 ambulanze, poichè ogni comiPagniu. di ·SOildati aveva in doi,azione una cassa di strumenti. di droghe e di biancheria per medicatura. e non rimaneva altro che di rio1·ùinarc e ragg•r uppate quc ti ma· teriali primitivi di ,p ronto socco1· o in una. unità sanitaria.. Quanto a.i mezzi di r.ic.overo, si IPl'Ovvedeva mediante gli ospedali civili o gJer lo più usufruendo delle case private, ripartendo i feriti per l a cura ft·a i chirurghi d~l luogo. Con lettere •reali si 1n·c~risse aJtre~l l 'invio dci soldati infermi nei conv<.'nti e nelle abbazie, ma, come risulta (Ìa un'ordinanza di Bnrico H l del febbraio 15 3. questi po ti non erano sempre assegnati ai ve1·amente abblf:ognevoli di cura, e Yenlvano, per lo più, mercanteggiati e ceduti al miglior offerente. Nel J591, !PCr far fronte a111e spese necessarie per la spedalizzazione dei malati r fe1·iti con nuovi <>Rpednli da campo, òn· rante l'as odio di Rouen, fu applicata, c<>n <>rdinanza reale, una euriosa, imposta sulla vendita dei vini e liquori: ogni fn~to di vino era tassa t<> per 15 soldi e riascun quarto per 5 soldi. Inoltre tutti i macellai c r<>sLiccicri della città erano obbligati a versa•r c ogni settimana 10 soldi ,per ilo • tesso ~opo. Successivamente, coll'editto del 25 novembre 1597, fu meglio organizzata e disciplinata la ~pedalizzazione dei malati e feriti in guerra, e si deve al grande ministl'Q di Enrico IV, Masf'limiliano <'li Béthun(', <luca. di Sully, lo stanziamento di somme rilevnnti per poter fat· fronte ad ogni evenienza. Infatf i nel J !)~7, durante l'nsf;Cdio di Allliens, egli si •re<>ò o~nì mese personalmente su[ teatro delhl guer1·a, elargendo centinaia di migliaia di Rendi, per l'alleF:timento e funzionamento òi uno spedale da campo, de fu nna delle prime unità Armitarie di guerra allorn cosUtuite: '«Il était si bien tenu, e~li osserva, que les premjer!l officfcrs comme les soldnts venaient s'y fa'ire trait('lr )). Merita. ancora di ess:ere esumata un'ordina.l17,a, tratta. dal Regolamento (Iella fant<>ria <'lel 1622. la quale 'Prescrive clie «quando in campagna un soldato <'ade nrnmalnto, in modo che non possa seguire le bancHere, il capitano o <'olui che con<lnrrà la compa · g-nia potrà fornj•rg1i un passaporto che inviti i sindnei e gli sc:thini df'lJa più Yicina dttà a rkoYerarlo nel locale ospedale o nelle <·ase privnte, e di fnrlo curare e medicare attentamente Aino aò inti<>ra e perfetta g11arigione, n spese della città)). N<" minori fnrono le ntten;~,ioni 1·ivolte ai militari infermi durante il regno di Luigi XIII. fìp.1lio di Enrico IV. !..1() stesso rno-


-

260 -

na1·ca ~ceglieva. le case [)Cl' il 1·icoveto c vi mandan~; i propri medici e ch1rurghi, al'sicurando~i t.li persona d el buon andamento del servizio. Era :-<olito inoltJ·e òi Care sost<.ll'(~ i <:onvogli dei feriti, informandosi dei tpiù grtn;, a ,·endo per tutti una P<trola di conforto e (li incOJ·aggia.mento. A Bezh''l·e nel 162:! si ct·a JJH.tnif(~!Stata fra le trnppe un'~pidemia di:-<scntel'iforme pet· abuso di uva, (-(] il I'<' di< dr or·d ini perentori di viebu·ne la veud i t a c (li distt·uggere altresì tu tle le ' 'igne esistenti nella località. Con ordinanza del ~ennnio ](;~9, snnzionando nn Yc.to già, emCi"so {lagli ~tati g-eueJ·ttli del 1614, fm·ono sancite nncom nuove norme, c si p1·e~l'is. e dle al seguito degli ef::cr<:iti fo,..sei·o impian ta ti degili OStpedali per il ricoYeto (' cura dei 111alati e fel'iti. possibilmente uno per ogni reggimento. Durant<~ la g-m•na in Itnlia ne ru allestito uno nella .p iazza f01·t<• di ('asale, affidandone la sorVl-'glianza a mons. Enr-ko D e ~ouulis , ard>es<·ovo ili Borò eanx, e vi fm·ono assrgnati medici e <•hirmghi. <·on la 1pa.ga giort1aliera di JO libbre e JO ~oldati per l"assistcnza cle:,rli infermi. _\ Pinrl'olo, pN· oper:t deil maresdnllo Catinat. fu rostitnito nn altro ospedale, nel qual<• presta,ano f::el'\'izio t1·e nwùici <lel Re : C'itoy!;;, de '.llale btandw e BC'rtermt, (•on uno stipc·ndio mensile: éti J;}O libbre, nn chil·nrgo. con la pa:,ra di 120 <' 4 nssist('u ti a 100 libb1·e, più un elemosiuiN'e gesuita <>dei religiosi in f(ualità di infe1·mieri. Ful'ono jnolh·p impiantati ospedali di ~<'<'011(1:1 linea a Onh e . \mbrum. o. p edali {li l"'mi~tamt'nto a F('nestrplle e n Sezanne ed un grande o. pednlr di 1·iserYa a GrPnoule: wmw <'Of::Ì organizzato . u mri scag-lioni il -primo senizio fli sgombe1·o rlellC' reh·oviP. 1-,er lo p i t't negli ospNla1i c· h· ili u rut sa la apposita era clestinata al l'Ì<'OW'J'O d<'i milit:n·i, ~opratt ntto Mlle <'ittù (li fl'ontirl'a (Ar·ras, f'alnis. Dnnk<'l'f!Ue. Ynl~nri<'nnc-s. Q11Psnay e<'<'.) c nP11<' piazze forti: wnh·a rorril'posta unn rrlta di 1J sol<li pN ogni gior·nata (li maJlattia e <li (i tper ogmma di <'011YalPse<'n7.a. r·olla dau!-'01a <:lH' gli abiti dc:>i soldnti étefunti <lo,e>vano <'-sei·<' restituiti ai rarritani. NuoYo im~>ulso al miglioramento dei Rel'Yizi !;anitnri in <'ìlmpa~na >c:>nne (lnto clal <·el<'br<> cat'lli n ale RidlPliE>n. !'>egretario di I.1nigi Xlii. il rrnak emn lallllo lr iclw nmanitn.rie eli Rull~-. non man<'aYa mai fli Yi~itnre o ili ilelPgaJ'f' f(ualche !;tJO confidentt> per •la vhdta dc:>i mnlnti <' frriti (li guena. a qua.lmlf(UP gT;Hlo appartenes sero, e <li ~or<·orrer1i g-enerosamrntc:>. poi<'IH\ eg-li « facP>a mag~riore ìl!'<RPgnam<'nto sn 2000 ~olòati. flinH'!;SÌ guariti dall'o~p<'cfale , già rotti al mestiel'e. d1 e su 6000 gio,ani rednte inesperte>>.

• ..


-

:.!61 -

E pe1· iniziatiYa dello ~te:sl::io l\1inist1·o, ftu·ono <·ostit11ite, !::ittlJ'esempio di Sully, al seguito degli c, erciti, nuoye unità !Sanitarie mobi,l i di pronto soccorso, cbe presero fin cFallora il nonw di ambulanze, t> furono de ·tinate ad accogliere per i primi soccorsi del caso i malati e feriti gravi, che 11011 erano in condizion<' di l'aggiunger<' l'ospedale vi<:iniore : queste nuoYe formazioni fecero ottim:il IPl'O\' a clu1·aute l'assedio del]lH RocheJ le (1G27). ll canlinalc R ichclieu, nel JG88, istituì ancol'a aU t'e ambulan ze e nuoYi Ol'[)edali da <'illl.llpO pe1· il servizio delle trulJtPe in campagna, e Hd ogni reggimento clest iuò nn ch irurgo. Ordi nò inoltr-e lu costruzione di 01-)pedal i militari permanenti, affidandone la direzione ad nn chirurgo in capo, <·he prcs<> il nome• di cltiru?·girll major d(?S oamps et d e.'i armées. QueRti furono i primi os,p<>clali militari ili guarnig-ioiH', h.:l ituiti. non l'olo :t ~copo di rnr a dei ~-;old ati inf(\t·mi. tna anche a palestra di i~trnzionc <' eli QJN-fezionamento dei medici <lei <·orpi. Come curioso d<)(·nmcnto Rtorico. <'i eia pérmp~-;~o di ript·odune una. tabrlla del pct·Ncmalc• sanitm·io milit<n·e pPI' j] f->ervizio d<'gli P~cJ·<·iti in Italia, in data del :?fl gcuuaio 16!30. la qnale por ta la fkmn. delJo ~t<'~so ca Pdinnle Ridwilien: « Etnt des ofikiPr~ r <'tenu!ò: pour l 'b6pital dC' l 'inmée du Ro:v, deRtinée tpour ~e1·vir <>n 11nlic : :ì cha<·un clPsqu<'ls scront pa yés par moil-' lcR n ppointemt'nts qui en suyvt-nt. à commcncC'l' du l.cr jnnvier (le la préRcnte ann ée 1G!JO:

l

J:-}0 lin·rs Méclednf'ì. An sicur ( 'ytoil-'. mécledn (lu Roy, ipèl l' moi. » An ~ icur dc Mni C'hranC'hr, nntr(' médrcin de ~a )(njrRt(• . I:)Q )) » A11 siem Bertault. auh·e mMecin (le Ra 1\llnje~té 150 >> f'hiJ·npg-iell~ . •\. "S. Rert('J'illl. rPl'emiC'J' chi r· urgi('n cln òit 120 )) hòpitnl 100 )) >> A· Oilles Yi nwt. ant1·p cllil'urgi ('n J 00 )) >> .\' Pi e t'l'C L <'l'O.V a ut·re <'hirm·gien . » .\ .T<wqucf:: cle> LHIII'Pn~. autl'(" chiL·ur~ien 100 )) 100 )) >> .\' M . .,La· FnJT;Ir. n ntr<> cl1il·mgi <'n Fai l à Lyon. le• 29e jour dC' jander 1 G~O. Pa.t• mon (li( R(•igneur:

•

)J.\RT~

'

('. RIC'IIFlLIHC )).


-

262 -

Dobbiamo infine al cardinale Richelieu l 'istituzione presso l(' wrmate di chirurghi consulenti tratti dalle maggiori illustrazioni scientifiche del tempo, twenti giul'isdizione e controllo sui chimrghi maggiori da campo, con attribuzioni analoghe a quelle dei consu· lenti profes ori uni•ersitari, che furono nominati nPll'ultima gt-ande guerra pres o H nostro Esercito.

* * * Anche sotto il J·egno <li l .~n igi XIV (1()72-1G90), agitato da. continue lotte, non <liminnl lo slancio umanitario nell'a~!':i"ltenza dei feriti eli guerra. Il cardinale )fazz~wino, RUO fe<lele c grande ministro, affermava che nessun altro più efllcace provvcùimento po· te•a tenere eleYato il morale del ~oldato, quanto il vedersi fatto oggetto di premure, se malato o ferito. Nè solamente questo ecce· zionale uomo di Statò fPensò a fH'OVTedere gli e erdti del perso· naie <'del materiale chiru1·gico c ùi medicazione nece~sn,rio, ma di· spoRe anche •p er g1li inf<>rmi una larga dotazione di generi di conforto (limoni, com~er•e, zucchero ecc.). E all'intendE>nte FiliJPpo Talon , alloJ'Chè l 'esercito ùi 'l'urcnne a sediava Dunkerque n el 1658, n ell'in•ial'gli 300 ph:;tole per le , pe~e d 'o!':'])e<lale. scriveva: «Non bisog-na dimcntknrE' nu)]n,, perchè i RoldaLi sia.no ben trattati. non essendovi cosa che io cle.«ideri più ardentemente ». Parimenti il Segretario di Stato per la guerra Francesco Le Tellieor· (1G77-1685), nelP.esortare il l\finistt·o <lPlle finanze a non dimenticar(' nello Rtanziamento dei bilanci prr l'entrata in cam· pagna le nocessitù, di una 1regolare assistenza sanitaria, a.gginngeva: « I fondi pN' gli o~pedali non ono cose meno urgenti dellC' altre : il soldato soft'rr Nl è n ecrssario provv:ed<"r·e senza indugio ». Egli inoltre facrva distl'ibuir<' ai combatt<'nti d<>l tabacco, perchè aveva osserntto <'he ·rinlzav& il moralE' dt:>~11<' trnpp<' l'n. o di C]nesto nerYino, ed assegnò anche ai · reggimenti <lei ca n tori e dei novellatori per distrane e ricreal'<' i ~oldati nelle ot·t" di riposo. «Il tabacco, affCJ'ma. Vaubnn, ·è Mces!':nrio pel' di1Jerf ire il soldnto che se ne ?>fatta tal<' un'abitudine cbt" non sa più farne a meno: que · sto fa1to si ~ acc<'r·tato in !Parecchi a~sedii. in ('\ti non l:;Ì ~ono lagnati <li altro cht" ~lf·lla sna mancanza. Questa mania non si limita al :-<emplice soldato : anche l'ufficialf' •i parte<'ipa., p1·endenòo ta hac.co in polYere o fumando. T,a \E'l'itù è <'h<' nulla più dE'l laha<'co


-263contl'iboisee a togli<'re la noia dell'ozio ed a Rmorzare il grande bisogno che si ha di mangiare. Il soldato Ri trova in simile ca o, ed io ho creduto di <lm·erlo fare presente )). Anche Louvois aveva notato che il tabacco serve a dissipare la malinconia ed a ostenPt:e il morale ch'gli uomini accantonati in un pac e freddo cd umi{lo; e non è meno adatto a smorzare l'appetito. Cosi que to ministro fu accusato di aver fatto distribuire tabacco alle truppe per avere un 1wetesto di <limimùr loro la r azione del pane. 11 veJ'O è che il tabacco 1pas ava allora !Per una panacea che agiva come to1pico a,prplicato sul le ferite, di cui avrebbe pre,·enuta la gangrena. cd era nl-lato anche per fnmi~azio11e contro la, peste ecl altri contagi. Si era pure riconosciuto eh<> il fumo del tabacco riusciva utile nelle camerate per correggere l'aria corrotta. E qnnndo fii pensi che i soldati dormivano in tre nello tesso letto, e che si riteneva come un progresso, poco .p rima dell:1 Rivoluzione, farli corica•re a due a due, Ri deve riconoscere che le fumigazioni con il tabacco non potc,·ano che migliol'are, sebbene precariamenk. l 'atmosfera vizia la. l.JO SL(>SSO re Luigi XIV non ce~ ava di raccomandare che i malati e feriti di ~uerra fossN·o RO<'<'orsi Hf>l mig1lior modo possibilf> e elle fo ,ero escogitati tutti i mezzi per far fronte alle inevitabili clifficoltà: « Bisogna assistere i feriti con eura straor· dinaria, C'gli S<'ri,evn. visitarli da rpnrte mia, rpoichèl è cosa che non ~i ha mai nhbastnnza a cuore)). Deficiente era invero il RC'rvizio sanitario pres. o i conpi. Il · primo a1prile 1667 Lonvois •rif<'risce n Tnrennc che nel presidio di Lilla, in un solo r<>~gimento di 1000 uomini. si avevano oltre 400 malati ridotti n pane ecl acqun e ~ nr.a nlcun SOCCOJ'RO medico; a ('barlcroy 00 10;oldati della ~ruat·ni~ione. alloggiati in bararche di pag4lia, er<'tte in clinm malsano, non crnno in gra{lo di prestare alcun ser,·izio. ed invano ne fn proposto il tJ·asfet·imento n€illa l'e~rione 1 p iù salnhrc della ('hampagne. Per meglio dis:ciplinnre il funzionamento (!<>~li osprdn1i. venne a dn!'>cnno eli esRi n~~egnato nn int<>nf!ent<'. reAponsabile (1e1 buon somme Manzint<'. aveva altres:~ l'ohhli~o eli im·ig-ilar<' sp<>eialm<'Jite :'lné!a.mento df>l senizio. il qnnl<'. oltre alll'::tmministrazion<' f!E>lle ~ngli imprrnclitori. cni Y<'niva dato in arp~)alto l'esrrcir.io f!Pllo F:tabilimrnto ~anit:nio e d<>i qnnJi 10;i <>ra t<'ntato f{)iù ,·oltoE' é!i fare n meno. per la loro poco onesta condottn : mn ogni altro sistema


-

2()4 -

falliva dopo nn breve cspet-imento e si dovette prPs1o o tanli l'i torna•re lll ~"<il'ltcma delle impre~t'. <'on tutti gli annel'ì:-.i incon-rPnipnti e Ropl'Usi, più volte lamentati. Pnrtroppo. im·ero, llOJlOstantc qnPF:to ~eneral<' int<"ressamento da parte delle autorità. il sm-dzio ln~ciava pa.rf'Cehio a d<'siderat·e. Se ~elti- simo crn il pet·sonalr !';anita l'io nPi gT::Hli più eleYati, n on così potcYa <lh-si <li qu<'llo F:nb:tlterno. in~nftkiPnte, poco i!o<l ruito , il quale, e~sendo re<•lutato nellt> eln~si sodali più infime>, <•t·a più fadhnente soggetto a connzioni. Un J'egolamento (]t'l J707 ~tahilint. ad es~mpio, tr<> pasti al giorno JH•gli ospc:'dali militnri: la colazione aH<' 7. il pmnzo alle 10, 1n \'<'11<1 all1• :) pomrri(lianr; og-ni infrT'HI(' aYPYa dil'itto ad nna. libbra di carn<', a :24 Oll('<' di p:uw e il{l una lazza <li Yiuo. Oli intendf'nti <lowvano sorv<•gliat·<" sulla quantit:ì. (' qnalitù degli alimenti. ma gli abusi da parte fl!'g-li ll:ppaltatori. adcli di guadagno. f'l'ano ft·eqnt'Jtti, e1l il Yit to <'rn spesso insnffkif'nt<> c• mal~auo <' [H'oY<)('HYa gr;rli -'tl'mlattir. ('he. mJitaHwntE> alln man<'M1Za di ogni più el<'nwnflll'C' l'Pgola ig'iMli<'n. num<'Tttnvn sf'n!'ihilm('nte la mortalitù o~pNlalicra.

.. * * Daremo ot·a u u breYC' <:<>uno ~n i ser\'izi s:a nitari milita ti 1presso le altt·e nazioni d' l~twopa e <·omincet·pmo chùla s~ezia. ùi cui l'esercito, come accc>nnnmrno. ('hbc nn meravig-lioso riordinamento per m<'l'ito di (; nst<wo A<lolfo. X el 1613 a ciaJ.;<·nn rcggim<>nto di fa nt<>rin· furono nsspgna ti ~ ha1'bic1·i Nl l ad og-ni rt>ggimento di <·nvalil<'I'Ìèl : nel 1614, qtH~Hti ful'Ollo aumentnti a :l rpe-r <'Olìl'pngnin. più J barbier<' per reggim<'nto. Rotto ('nl'lo IX (JGIJ). il b~Hbi<>rE> eli t·e~gimenlo per<'E>;piva nn a paga am111n di 40 1a lleri. oltr<> 20 per l 'nnifm·mr: Rotto <1u . taYo Adolfo lo Htipcndio fn pm·tn1o a 150 tallf'l'Ì. più GO di indrn nitù per la rti\'isn. Xf'l 162o ogni reggim<'nto eli cavallE>l'ia, fo r mato di lG H(]Uadroni da 12:5 <'aYalli <'ins<'nno. clispont',-a ppr il ~C'l'\'izio ~anitnrio eli qnattro harhicri eli reggirn<'nlo. <·on 1lo ~tipcndio mE>nsilt' di 30 tallE>ri e <li 16 harbirl'i 1li "fJnMlronE>. con la pnga eli 1:5 falleri mf'nsili. Olt1·P a f[ll<'Hto rJ WI·sonnle. nE>ll'es<>rdto eli (hlHtn,·o A<lolfo prP~tavano !-if'l'lizio ~ .hm·bif'J·i <'11h·mghi. <·on lo H1iprnclio (li tallPri ? 1/ 2 E'Ò aY<>nti rango f1'<1 i h·ombf'ttirt·i <' g-li 11ffi<'iali cl':nnmini stl'azione.

•


-

.,

•

265-

Durante la, guerra dei ;30 anni e negli assedi di Domitz (1631), di Magùel>ul'go (1636) e ùi Gorlitz (1641), Stpira un sentimento più umanitario nell'assistenza dei malati e feriti, \POichè anclle i caduti di parte nemica Yengono amorevolmente soccorsi e trasportati a mezzo di carri negli o~pedali vidniol"i, precorrendo così di due secoli la convenzione di Ginevra, dw solt-o Je insegne rossocr-ociate tutelP1·à i malati e f0riti di gne111·a a qualunque nazionalità appal'tengano. Per quanto riguarda i 1-\Ptvizi sanital'i degli eserciti in Ocrmania., ricorde-remo elle nella )farca del Brandeburgo, l'csPr<'ito dell'elettore Oiorgio GugHelmo (1619-1G40) era costituito di oOOO fanti e 2000 <·n ntlieri : ogni reggiment-o disponeva di un barbier e di reggimc.uto e<l ogni compagnia. e squacll'onc eli un b:-trbiere da campo. T1 gt·ancle Elettore (1 ()40-1{)88), suo ~u<'<.:essoJ'e, creò l't'ser<'it-o ,pcrmanentP sulla forza fli 2~-&'l?>OO 11omini: agli sqna(lroni di cavallel'ia, elle presero, <'OJUe dicemmo, il nome di cornett<>, fu assegnato un mediou.~ l/(' ronm ed un h<1rbiere di cavalleria. Quand-o le trnpjpc ernno flccantonate p<'l' un certo tt>mpo nelle più gra.nd i d tt<'l, pe1· il Sf'l'Yizio E'anita rio ~i ricorreva. nnche ai medici del luo~o tper la cura dei )nalati t' f('J'iti e 1pf>r le mil'me qw-ofiJattidt e contro le malattie infettive . Dnr::mt<> il regno <li Fed<'l'i<'o l (16~8 - 1713). i barbieri di <·ompagnin, che prima erano alla diretta dipenò<>nza dei ri~p<>ttivi capitani. pa~f:arono al1a dip<>JHlenza dei barbieri di reg-gimento, i quali aye,·ano anche aknni npprendi!i:ti pE"r l'a~F:istenza n<>gli interventi <'hirnrgici.. I h:trhiN'i di regginwnlo perc<'piY~t.no liH Ralari.o men~ilP di. ~O mar<'hi nel 1GH8. di 27 JlP1Hi3!'l e di :52 n('ll(i, 6; i barbieri di <·ompagnia di f:mt<' t·in di 11,1!1, (li <'aYalleria <li J 1,40. ('o~ì il c<'l<'ht·<> Pnrmann. ~iii 1·icorclato. dH' fn chirurgo di compa ~ni.a poi di r<>ggimento òrl Ornnde Elett,lr<' dal 1667 nl 16!>2, rHerisce di HYer aYuto nel . no reggiment-o 4 aiutanti. chE' òel l'eRto erano eli a>o<·o ausilio p<>r la f:;<'a·rsa coltnrn e neF:suna pra ticn. l)pgna <l i nota. , (o l 'n mOl'OSa sOll!)('ii,ndine dimostrn.ta cla11 Grande ·l·~lPtfOl't? per l'aRf<i~t<'nza Mi mnlaii <' feriti: infatti nel 1G15 Pgli mo. Rt? <'en ~ura ;11 mal'e!=;Ciallo da cnmpo '])rind'J)<' Giorgio di Anhalt - De~!'lan per nwr<' h'a~nrato il . <'1'\'i zio r-:anitario Nl oròinò provvC'!limenti pe~· J'imml:'diato ricovero degJi infermi <' • evere pnnizioni agli nfficin li ~eh r. li ::tYevano n bbanclonat1 :11 loro destjno. Dopo l:t batta,gtlin rli Fehl'Pbelin flf'l 167:1, emanò llll alt,ro ordine. in (lata 21 luglio. ai r€'ttori delln cittil rli Spanilan di al-


-266-

,

lestire al più presto agli ordini di ufficiali incaricati tre carri per lo sgombero dei feriti, dotati di speciali coperture per difenderli dalle intemperie e di un abbondante strato di paglia; e con altro r.escritto del 7 novembte 1675, fece inoltre requisire un gran numero di case private [)Cl' il loro ricovero. :m 1° novembre 1685 istituì anche un Collegio medico con funzioni ispettive, n~ trascurò i necessari l()ronedimenti contro il difTondersi delle malattie epidemico-contagiose, facendo costruire un lazzaretto IJ?Cr i pestosi, esercitando infine una l'igorosa vigilanza sulle bevande e ugli alimenti ed intensificando la pulir.ia delle caserme ed anche que1la urbana. Ae<>enneremo ancora che ll'eseH~ito dei lanzich<>necchi disponeva di tende (Kranl?_enzelten) per il ricoveto dei tnal]ati e fel'iti , ma veri e propri o pedali da campo comparvero solo ne11620 per cwra dell'Elettore M:as imiliano di Baviera fra le roilir.ie delln lega cattolka; c dei numerosi allPstiti. uno fu del'ltinato ad isolamento per gli infermi colpiti da, malattie l':'lpidemico-contagio e. Altri ospedali permanenti furono impiantati nelJe città viciniori. Nel giugno 16825, durante la guerra accanita tra le forze imperiali e l'esercito turco, le milizie di Brunswich furono dotate di o~pedali da campo, per il funzionamento dei quali fu compilato un apposito regolamento da Corrado Bertoldo Beherens (166017~6). pubblicato ad Hildesheim nel 1689. Qneste unità l'lanitarie erano impiantate nelle vicinanze degli accampamenti. in luoghi ben situati prt>sso forC'St(' e provdsti di a<'qua. I malati colpiti da morbi infettivi venivano isolati in ambienti bPn venl.ilati, ma, nonostante le misure igic>nkhe ordinate, gli infermi non curavano molto la, pulizia personale e srpesso l'li doveva. lamentare spandimento di fPCi e di urine, che si infìlt·ra,vano tra le f·rssu·re del pa\'imento. TI personale sanitario era composto da un medico, il quale 1poteva essel'e scelto anche dai ma.J ati stef::si, 1la ba.rbieri da campo. farmacisti, aSl istcnti, eccleR.iastki e da. un certo nunH'ro dt donne, con mansioni di inf<'rmiere, tutti alla, dipendenza di un ufficiale combattente. il quale disponeva anche di una. scorta òi soldati. Òltre che le prescri?.ioni tcrapcuticbc> e l'assistenza, <·hirur~ica, il medi<'o aveva anche l 'obbligo di ~oprire P denuncia1·e i simulatori <li malattif?. f.lli infermi c>rano cdllO<'ati su 1~?tti <'on sacchi eli tela. l'ic>mpiti di pap:Jia <' .provvi~":ti di sufficif?nt<' dotazione di hiancb<'ria , da cui si allestivano anche le fascie. Un nfficia.le com-

•


•

-

267-

mis ario teneva l 'amministrazione dell'ospedale e IH'Ov>edeva fondi necessari pe1· il suo funzionamento. rer fo1·marci un 'idea degli OSipedali militari del tem[>o, si può consulta1·e il traUato di chiJ·urgia di Andrea Hutter, pubbllicato nel 17J8. sulla di cui cope1'tina ~ rappre entata nna F;ala. ospeda· liera durante la vi~ita, quanclo il medico fa il giro d<'i tl etti ove sono coricati i soldati amma.lati. inùo sando una specie di giustacorpo o camice cd accompagnato dall 'aRsistente. La suppellettile QSpitalieJ·a, massiccia, ed ingombran te, veniva, per lo I]Jit) requisita sul postQ dall<' case viciniori. P<'l' quanto si riferi!'.Ce ali 'ese1>cito sYiz:r.ero, è da a<·cennare che Ol!ni <'Ompagnia di fanteria, cavalleria <' :ntiglieria disponeva di 1m ba·rbiere dfl campo, al quale nella SC<"onda metà il el secolo lii . agginnl'le anche un h~wbiere reggimenta.le. ).lel 1682 i barbieri dei r eggimenti del prc~idio di Zul'igo godeYano di grande J'iputazione: fra quc. ti figurava il chirurgo in caipo dC>ll 'o5\pedale civile ed il medico della città. :Nel lG !-l lo ~tnto maggiore delle mili:r,ie della /!U:unigione di Bl'rna aveva per il servi:r.io sanitario un medico da campo. un chil'nrgo-ba·rbiC>re da campo ed un farmadsta; si ha noti:r.ia infine elle nel 1687 Oiovanni Mnralt, di Zurigo, facesse allestire una ca~~a di medirinnli per il servizio in campagna, che per ~e dimensioni ccl il materiale in essn contenuto superava tutte queHc <'ostruite in 1Precedefi7;a. Qucl'lto <'ofano. del peso di 120 libbre, contC'neva trenta strumenti d1irnrgi<:i e 1 !)7 medicamenti di v3!rie specie. fra cui un antidoto di oppio. di 64 ingredienti. mitridati<'o <'O n 4!) elementi, tintura (li henzoino, poh·ere di Pannonia. olio di sool'pione e di lombricoick o~ido di :r,inco. cerotto di Vigo, pomM:t me1·curiale, te1-ra sigillata) succo di pn.lma, ~rn.sso umano e di cane, mbarbaro. gialappa, a.Joe, senna, tartaro <'metico, <'nn fora, cantaride allume ecc. Tnf fa via nella guerra di difesa del1687. IPCr la grande forza mobilitata. l'organi:r,:r.:u:ione r-anitaria fu impari al bisogno. Cir<'a gli eseJ•citi d'Inghilterra, l'if<'l'it·pmo che durante n iJ.'C · gno della. regina Elisabetta non fli potC>va. dispol"re per il servi:r,io sanitario -ìi mf'dici veri f' propl'i. ma òi gioqmi aspiranti. i quali e-rano i.·truiti scconclo i classici aforismi di Ippocrnte C' ricf'>f'· va.no 1m:t paga di <'inque .~terline ~f'ttimnnnli : ma nelle spedizioni olanòC'si si ebbeJ'O <'ontese fra le autorità. militari pPt' l] a insnffì<'i<'nt<' <'Oltura d<'l pf>I~onnle . anitnl'io. Rolo durante la guerra <1Pi trcnt'rmni <'Otninda ad nver.,i in Tnghiltv·ra . Rcozia f'Ò Irlanda


-

:!GH-

.ma migliore orgauizzazione sanitaria, con medici c chirUl'!!hi aYentj uno 'tip endio di sei scellini ed otto pences al giorno, medici ba.rbi('ri con una paga di due scell ini , ~ottocbirurghi barbieri con sei IPenc es c farmadsti <·on t-re ~cellini e quatt1·o pences. Carlo Y l , nella S[ìedizionc in Prandtl c in Hpagna <lel 162(;, per l'OJganizzazioll<' del pCl'ROllnle ~anilario O<'<:onentc, nveYa au torizzato la <·orporazioHe d<'i c hirnrghi di LoJHlra ad aumentare a CÌU<]UP M·elJini al giorno lo ~t.ipP11dio dci c h inu·gi maggiori che preudenmo pa1·le alla cam,pagna, ed al Yescovo della, <:hie:-;a di ~. l'aolo con<·essc il prhil<>gio di pr<•siedere la commir-::Rione per

J

l'ac<:crtamento det1la, loro ca,padtà lPcnica. L'e~C'I·cito irlandese dispolH'\a di nn generale me<lico e quello IH'itanllico dell'India di nn gcnpralc> cllÌJ'Urg1 ·. Oltre> ai chirnrghi di I·cggimento, s-i l'icorF;c ande {tlla collaborar.ione dei lettori dell(' uuiwJ·sHù, f1·a <·ni i <·PlPln·i n11gli<'lmo TTarYPJ. Ri<-em·clo \Vi~Pma n, Edoardo Yel·ney, Tomrun~o Rkinf'r. numnlP n l'C~IIO <li Gmcomo lT (J 6c5), ,J '<'&'J·cHo YPnnf' ac<'l'e~dnto di nuoYi t·eg-gint<'nti, p er cui , furono agginnti J1 <·hirtn·glli <~l 11 a~sistPnti, <·on la ~>aga, ognuno di !'<'i S<"Pllini <' Rei pen<·e~ al giorno. olti·f' :ei ~cE>lliJJi ppr inden nità di nniformP, la qnnle, sia detto ~w·r inci<lenza, <'l'a di colore r-::carln tto. Dopo la J·it'olnzionp <lf'l 1G. R <' la F;n(·<·essionP di On glif'hno l II, !) r<>~gimenti con llll nunH'ro ndPgnato di nflidali mP· f"lk-i venner-o all(·ora in<·OJ'porati all'<>>:f'l'<'it o. t' 1wl 16!10. ~4 chirur~hi fnrono ag~1·pgati allP forzP d 'J ,r landn . <··o n 1m ('hiru1'go gen('ra.l r. Patrizio Ar<'l1ibald <' con un ~<·nera](' medko. Pall'izio Dnm. eon lo stip:'ll(lio <'ias(;nlll'l eli iliPd '-1('Pllini nl giMno. P XYH g1li er-::rrcit i lwlli~N·anti in Enro.p a sono <lf>cimat i cl a fiNi~. imf' <'Pi{lemi<> di tifo PF;:tntemat1<·o. Così nel 1:)2, le mìlizie di Lì:lnh'<'<' durante l':'lssP · dio di Napoli f;Hhiscono p<'l' dr1·rnutifo una p<>rdita di oltre ~0.000 nomini. E per l a stC'K a i uf<'zione per(li te ril enl n ti ~i Yel'ifìca no f1·a le hupJW df'] ~Iargmdo di ~Iagdehmgo e 11<'110:5:~ nwf's:-;o J'E~t·t·cito l'nlatino di Fed<>J·ico II, aCC<Ultonate in "Cll~h<>t·ia. · ~~P l 162:l il tifo rl'mntC'matico i rupen<>r~a f1·a l t> l l'li p p e as~(· · dianti ~Jontp€4lliet·, nel J63:5 ,-. •litl'n:;;o fta i ~otduti <'lw att~wca11o T~ounlin <' ne11()4.3 mena stra~e Iwlle milizie a<·<·amp;ltP aito1·no a Reacling r acl Oxfm·fl. Anch<> nell'assedio eli Jtjgra le tntppe !'Ono <·olpite dal motbo iu modo impJ·<>~r-::ionnntP rrl ngunlment-e la squadJ'a nav.tle d<wanti a Qnebc<' paga nn lnrgo tribnto all'epidemia. j.j da rkor<larf' infinp dtP 1wi !'.('<'oli :\"VI

•


-

2(i!) -

Come ap1peudice, riteniawo nou p1·ivo di qualche interesse •r ifer ii"e qua lcbe notizia sul tntttamento degli itwalidi di gucna. Fin dai tempi di E mico III. Iler prh'atu ini ziati-m dello !->pe ziale :Xicola U otiel, si era già i:stilnito in Pmig i un modesto asilo « aa mais011 de la chal'ité c]ll'(•ticnne >>, c he. oltt·e gli orfani ed i poveri della città, accoglievn, anche i minorati (lena guerra , i quali Yenivano p e.r la loro rie(l n<•a zi OJH~ fin cl 'a-li c>t·a J·aggruppatl s('COllCio i Yari mestiet·i. Ma la m m·t e <l i q ne!> t o benefa t t m· e portò be11 pr(•st o a:J decadimento di talt> 1n·ovvida comnnitù. Al ducn di Stùly. giù benemerito, conw rko t·dammo, }Wl' a,·e1· al'sicurato l'as:sil:itenza imm ediata clPi malati e feriti in ~UN' l'a con l'i!':tituzionc <klle ambulanze' <' ~legli 0~1pedali ·da <·ampo, ~pctt a. ancora n nw1·iio <li aver dato JUIOY;t vita a quef;ta i~";tituzione, prOY· vedendo aill'aHPnire dei mutilati inabili al hwot·o. ron l'oil'l·it·e loro un onorato <' tranquil1o riposo. a titolo di ri<:onoscenza della patria. :Xel Hi04. con l'ap,poggio di Enrico lY. fu fondata nua Cai':a <lE>gli invalidi. gd il monat·<·a, per dare nua p1·oya del !>no gradi · mento. a11tol'ir.r.ò gli inva1ifli a portar e, <·ome di"tintivo ~m i mantello, nna. <'rotf' bianca. ol'l<tta eli bleu. su un o 1'-;(: lJdo r<>cante il Hordalisio c01l motto « p er aver<' sC'rYito fedelmente• )). Con ordinnn za tùterio1·e del 1606. la. dil'ezione della <'il!->a fu affidata all'nt'CivE>SCOYO di R<•n!'i, g rande elemosiniere di Francia. c fm·ono emnnat<" norme o pportune per l"ammi!->sione e per 1n cli!=><·iplina de1l'i~tituto, c he, pt'C!'IiC'duto cl atl (luca eli ~1ontmorenc.v per gli invalid i p 1·ovenienti dalla <·n,va]lleria c clal duca E1p<'tnon p er quelli arppn-l'tC'nPnti alla fant<•l'ia, fn affìélata a ~pPCi alC' commissione di ,-igil:mza. •)fa. colla mm·t<' <li Enrico I Y, questa umanita1·ia i~ti ­ tnzione subì nn nuovo colpo: la casa fn chiusa. c gli inn:tlidi <·<'l ibi furono ricoYNati 1provyis;ot·i a tn cn t<' nei mona!';t<'ri <' nelle n l> ba zie fino al JlOYC'm ht·e 1(;:l3. 111<'11 l t·<:' ·1g H a mmoglh i i \'C• n ne assc~na t a nna pC'nsione nwn~ile (li 100 lihht·<'. In qne~t·epoca il <·nr<linal<' Ricll<'· lien fmHlò. n Bi<'t•tre. una romunità sotto il titolo di « C'om ro a.nrlN·ie <l!· Sni nt Lonis )), affillnndono:> ]n SOJW: tlntcnd ('llZà a l fratC'llO <'ardinnl <' rli Lione. Però anclw a R ichelieu man('arono tempo c (1<'naro: e l'h•tituzionc. fondnta ~ u h a!->i inredP. e <'011 risors<• inadeguate. an<•o t·a nna voltn non potè so~ten ersi e (l('('linò rapidam<'nte. 1\fa le guelTC micidiali fl<'lla Fronda c il(' prime campag-n<' del regno èli l-uigi XTV port:won o però hen prci':to a<l un amn<>nto im pres~ionantc del numero deg-li invalidi. !i<icch~ i mona"te1·i non

•


-270-

erano più sufficien ti ad accoglierli; e, nonostante le pene più severe <omminate contr-o il vagabondaggio, una tribù di sciancati e di men d icanti invase P arigi, con grave pericolo .per la tranquillità e la sicurezza !pubblica. llte l:;ole dis.pose allora che i minorati di guerra fos ero provvi odamente ricove-rati in una casa del sobborgo di S. Ue1·mano, e, con editto dell 'ap1ile 1674, ordinò ai suoi architetti B urant e 1Ma.nsart di c-ostruire un più grandioso ricovero. 1'« Hotel 1·oyal des invalide:o; ». affidandone Ju direzione c l'amministrazione generale al Segretario di tato per la guerra. Vauban stabili tre <·ategorie d'invalidi: invalidi perfetti~ <'ie..:hi, amlputati di ambo le bra~ia o gambe, paralitici e tutti qu<'lli assolutam<'nte incapaci al Javoto; invalidi t.ln]JCrfetti~ che potevano ancora rendere qualche servizio, come guardare ti bestiame, sel'vi·rc da portieri, esercitare qualche piccolo commercio, e fare qualche altro piccolo lavoro agevole f' poco faticoso; invalidi d i servizio che, es endo ancor giovani e non sto'l 'pi, oppure monocoli avanzati in età e con reliquati di ferite lievi !potevano ancor servire nelle picc01le piazze forti. Con senso .p ratico va.uba.n fissò la ta.riffa deHe pensioni da distribuire ai mutilati : per la prima classe a 15 soldi al giorno o 22 libbre e 10 soldi al mese, vita natura l dllrante; ossia 10 soldi pel !Padrone e 5 e pel vallletto, percll!è non poten<lo servirsi da sè e per necessità, occor,r c loro qualcuno per servi·rli; per quelli della ~econda classe n $;Olòi al giorno o 2 scudi e mezzo al mese, da tra· sferirsi nei luoghi di nascita, presso i tparen ti. Ed anc,or oggi la. mole granòiosa degli Inva.lidi. che reca sulla facciata Ja conci. n ma <>1oquen1e dedica: lAeso et invicto militi <· custodLc:ce sotto Ja cupola. dorata le SI])Oglie di. Colui. che, non a torto, fu chiamat-o il dio clell'offcnsiva, rappr e."enta uno dei mo numenti più insignì della capitale fmncese: e-cl attesta, ancora dopo q nasi tre secoli, l 'intel'es,amcnto e la riconoscenza del gnm Re verso i difensori della Patria. resi inabili a l lavoro. •


CAPITOLO V I.

LA MEDICINA MIUTARE

EL SETTECE TO.


I. -

LA CHIRURGIA E L.\ :M EDICI:\'.\ :MILITARE :>."EL S9'ITECI'l:'\TO I:\ ITALIA.

Il secolo XYIII, àal punto di vista storico-medico, ha una fi caratteristica, influenzata da un lato dallo sviluppo delle teorie fìlo!:iofi<·hr per opera specialnwnle di Guglielmo (;cibnilr. e di Emanuele Ka.nt, in Germania, di. Giangiacomo Rous~o;caH e di M<mtesquicu in F1·arwia, e dall'altro 'lal progressivo svilnp1po delle scienze sperinwntali. per cui l ' Italia, !';i gloria, òei nomi tli r~uigi Galvani, ~\lP!>ìRandro Yolt.a , Lazzaro Rpallanzani, GiovanBattiRta :llorgagni. Le s<'ienze medico-chiJ·urgkh(' . nota il Castiglioni. traggono dalla fìsi ea , dalla chimien e da1la biologia nuova ln<·e Nl impulso: e l'ana tomia e la fis iologia ne <·ostituiscono le fontlan H•nta più !':Oli(l<'. D'ùltra parte si uniformnno ai precetti di un n, rigorosa osservazione, sempre obhif'ttiva , in moclo che il malato viene a l'apiJH·esent:ue il miglior libro <li consultazione. B le nntnerose Accademie lliNlkhe sortP in questo secolo, quali la, R eale di 'rorino. quella <1<>11le sdl'n7R a. Padova e a Nnpoli, <lPi XL a Modena , la Gioenia a ('atnnin, l 'i!'ltituto delle f\<'Ìenzc a Bologna anm<'111 ano il patrimonio ~cientifico nazionale. D<•i chirurghi militari italiani del seeolo XYJII, r icorderemo in primo lnogo C'ado Gunttani (170~-1773) , cla R. Bartolomeo Bagni di Xon11'a (fig. 6H) . •\ d<lottoratosi a Roma nel 17:~. fu in seguito nominato chirurgo p1·imal'io negli ospedali ~n R. • ,pirito e S. Gallicano. Kel 1746 fu inviato dal pontefì<'<' BenedPtto Xl V a Parigi lfl<'l' perfer.ionm·s i in <•hkurgia, ecl a qn<~lla A<·,<·.ademia R.cale pre!Wntò una memo1·ia. s nll' <>~ofngotom ia , ch e gli fr·nitò la nomina a F-ocio onorario. D nrante la campagna comhattnta dalln Fr·nncia nelle Fiandre, si recò. nel1747, <"Ome chirurgo militare, Rul campo di battagli:t per imp1·atichirsi di traumatologia di gnerrn, ed in qn('sta circostanza <'onobhe i più rinomnti chil'trrgbi dcll'eser<'ilo Ml t<'mpo. Di ritorno in Ttalia, dopo aver acquistato per l'osped<lil e eli R. Rpirito un compl (>to armamentario chirurgko per le gramli oprr•ar.ioni. visitò le ~o;onomia propl'ia,

18


-274-

~

princi(pa,li unive-rsità di Torino, .Milano, Bologna e Padova, ed a Roma riprBse il suo servizio di primwrio e le sue lezioni di chirurgia., s1pecializzandosi nella litotomia. Morì a 64 anni in seguito ad epatite. l\f.el'ita il Guattani di essere qui rievocato, pcrchè, oltl-e ad essere uno dei fondatori della nuova scuola chkurgica romana, fu uno dei più fervidi sostenitori della medicazione delle ferite e delle piaghe con la, Rola lavatura, con acqua pùra e con la prote-

'

Fig. 63 -

Carlo Guattani, da S. Bartolomeo Bagni (Novara).

zione dal contatto dall'aria a mezzo di fasciature, rimettendo co~ì in onor{' il ttatta.mento già IP·reconizzato ·d all\'Iagati un secolo prima. Nella storia dellla chirurgia milita.re del tempo occupa un altro posto eminente Giovanni .Alessand·ro Brambilla, da Pavia (17281800) (fig. 64), che fu medico personale dell'imiPeratore Giu~<'[) · pe n, d~l quale godeva incontrastatH: fiducia, e rinomato capor~parto dell'oSipedah~ militare di Vienna. Fu inca.ricato dal sovrano della riorga.nizzazione de:l Corpo sanitario militare austriaco e dt-'1l'incremento della sua coltura. tecnica. Fondò inoltre l'Accademia

l

f


-270 medito-chirurgica Josephint&m) presso [a quale istHul dei cor:si di integrazione e di perfezio11amento pe1· i medici militari, che dovevano consegui•r e la nomina <li chirmglli di 1·eggimcnto. Con tale istituzione, si provvi<lero di gt·ado accad<•mico i ./f'eldsclMJrc1·) speeie {li :flebotomi o 1praticanti, clw non si cli~-<tingnc· vano certamente per autorità e per prestigio sciPntifl<'o n ~ per [>O· sizionc soci:tle.

,

Fig. 64 -

Giovanni Alessandro .BrambiUa, da Pavia.

L'Accademia Giuseppina non fu però un I.stituto medico militai·e vero e proprio, ma sern[llicemente una facoltà medica, in proporzione ridotte, aggregata a q nella dell'un h·erF:ità Yi<'nnm~e. X on è !Pe>lX'iò da mcJ·avigliarsi se in!-ìorsero ben presto fra le due Jintli asp•·c contese, che finirono colla abolizione dell'Accademia, decr<'tata. in seguito nel 1878. L'istruzione dei medici militari ~i ri<l uss<' allo l'a in Austria a <'o·t 8i semestrnli fa.tti a Viennn, nelJ'O~-.-p<'<Jn,lc eli guarnigione n. l;


-276-

e bisogna anh·are fino al 1901, coll'istituzione della Scuola di appllicazione dei medici milita1·i, pcrchè l'iRtrnzione t<'Cnica sia Ineglio unifonuata e discill>linata. Il Brambilla fu abili ·simo operatore ed esercitò anche Ja medicii1a, procacciandosi una larghissima clientela a Yienna. Pubblkò nel 1777 una storia del1e scoperte iìRico-medko-mnaJowicochirul'giche fatte dagli uomini illustri itaJinni, c molto si adoperò per lo ~vilu.p.po dell'Unh-crsità òi Pavia, sia col fondare la biblioteca, Ria coll'anmentm·c le collezioni c le dotazioni ilei

•

' Fig. 65 -

Antonio Sc:nptt, da Mottn. di Livenza.

va•I'i musei S<:ienti.fici. Lasciò anche delle importanti « Istruzioni sulla. chirurgia militare >> ed un « A rntarnentat·iwn chirurgicwn

1nilitare austt·iacttnl- >>• Astro luminoso della chirurgia italiana del setteeento è An· tonio Scarpa (1747-1832), da Iotta di Livenza (fig. 65), allievo prediletto dCil ){01·gagni. ~cl 1772> fn nominato professore di anatomia nell'Universit:\ òi ·Mod<'na; e fu anche medico capo di quell'ospedale militare, carica che tenne <'On sommo onore c con indirizzo eminentemente scientifico. Dopo a knni via~gi d'istruzione in Francia, in I nghilterra ed in Germania ove ebbe a compagno il Volta, nCil 1783 fu designato all:t cattedt·n. eli an:1tomia 'nell'Univ-ersità di


-277-

'

r avia, e nel l 02 ·p assò a quella di clinica chirurgica, ove si procurò grandissima rinomanza pe1· la 'ua abilità: operatoria, tanto che il P ariset lo chiamò twbitro de1la chi·rurgia in Europa. Fu celebre per gli studi originali sugli' interventi operatori della cateraUa dell'ernht e degli aneurismi, sui quali 111 Ct'un>ilhic>r fondò le sue teorie, dimostrandol'i fin da quest'epoca fondatore d<•lJa chi•r urgia .conservatrice. Lasciò anche un'opera magistrale sulle affezioni oculari ed altra sull'anatomia. e :fì. iologia delle os. a. Ricorderemo da ultimo Giuseppe l"lajani (17•tl-1 O ), archiatra di Pio YI , anatomico e chi·rnrgo di grande valore dell'ospedale di S. Spirito a Roma ove fondò uno d<'i più im.pol'tanti musei anatomici: a lui si deve la scoperta nel 1805 del gozzo csoftalruico, che va impropriamente solto il nome straniero di morbo di Basedow, il quale lo studiò 3n anni dopo. :m a.nche autor·e di un « ::SllOYO metodo di medicare alcun<' malattie !ò;pettanti alla chirurp;ia.. >>, <·be gli procurò gran<le rinoma11za, e fu nnche 1111 p ·r<'cur!';Ol'e d<>l giornalismo medico in Italia, a ,-emlo nel l O fondato il « Giornale medico di Roma>>. :'!Iichel<' Troja (1747-J, 2~). (la Napoli. <'hil·urgo del l'<' e profe5>5>0N~ di chirnrgia in quell'Unive-l·Ritù, celebt·e ·P<'l' le f;.UC ri cerche sp<'rimentali. <'seguite a Parigi, sulle ossa. per le quali riu ~cì lL diJnOF;trare che il periof'!tiO è l'unico 0l'gft110 che presiede aJla lor o g-enemzione, e che fn poi la bn. c df'll<' resezioni os~<'<' ~otto­ pel'io~tee. LaRCiò an<~he intereR5>fmti lavori sulla chirurgia oculare e<l urinaria.

* * * E se dal campo cbirur·gico 1passiamo in quello medico, altri nomi in igni di medici militari 1·itroviamo in questo secolo. E in primo luogo Michele Bergouzoni (174 -1 J!)) , d<l Bologna (fig. (i()), due Yolte instauratore del Corpo sanitario milita.re l])olacco. Con!-ìeguita, 11<'1 17G, , la laurea dottorale in quell'antichissimo Studio i n medicina, e in filosofia, si traRferl a Milano nel 1772 ad in~e­ gn<ll'(' .,;CÌ('nze mediche, doml<' nel 177:) fu chiamato dal car<'imtll! G~wf~pl])i, nunzio apol!ltolko in l'olonia, 1P1 ·c~so il pdncip<' Sangu· ·zki, gran mare. ci allo di Lituania, come sno medico priYato. Nel 1780 si lrasfed a Lublino ove ese1•citò la profesRione con ~n·ande onore per cir<~a setl!' anni. conseguendo il ti tolo di <'OnRi~liel·e del l'·P Sta nislao PoninlowRki e nel17, 7 Yrnnc chiamato dalla fì<1n<-ia <1E>l conle Rr.ewuski, gt·an g<'ne-rale <1<>11n Corona. com<' m ed ico pel'f'<ODH le; con lui si b'a~ferì a Vf11'savh1 nel 1790 oYc gli


-

27 ' -

venne ailidato l'insegnamento delle istitur-ioni chi.turgicù.e nell'univerr-;ità. e la direzione de'Ha ~cuoia di chirurgia, da }10<'0 fon data. Dal re Stanislao fn inolt•·e incal'icato d i organizzare il sel'Vizio ,<:<anitario militare e fu nominato generale medko capo dcll 'eser<'ito polacco : e pct le alt~ sue benemerenze gtli fn conferito il diploma di nobiltà. Il Dergonzoni npporiò mdkn li c sapi<'nti riforme nei servizi ~anitari dci re~gi JUenti t> delle bl'ig-atc, 11istemando infermerie ed

\

•

:Fig. 66 -

Michele Hergonzoni, da Bologna.

ospedali cci istit11cndo nuove ambnlame per i se1·vizi di mobilitazione. Per riparat•e inoltre alla deficienza, di chirurghi nel Oonpo ~anitario, dispose ancora <·be un ùuon numero di giovani ufficialimedici fo~se invlnto alle unh·ersitù del regno e<l anche all'estero IJ?Cr perfezionarsi nella . pccialità. Questa nuova organi7.zazionc del set·vizio Ranitario militare non ta•rdò ad esRPr messa n lla prova nella. guerra contro la R ussia nel 1792, che ehhC' il tragico epilogo nell'anno Ruccessivo con la spartizione <lella Polònia fra Pru. ~'<in e R ul'<!':ia. Eò il B<>q~onzoni f'tcsso assunse l'altf1 {ih·<·~ione dci servir,i f:lanitaJ'i in diflkili contin~enz<>, data la RCai·sit:ì clei mezzi éli appr oYigionam<>nto élcl -


-279l'ese-rcito da poco sist<'mato, e cb(· egli

cppc felicemente !'iupe-

ruc. Nel 17!)3, dopo la perdita clefinit.iva dell'indipendenza della P olonia, il De1·gonwni non abbandonò Yar~avia, elle oramai considcl'ava <:ome ~onda patria, e diede opera, atth·a a. IH'omno>ere il l'i~veglio degli !Studi medici nella città. Do.po le vittorie del l 06 che condussero i Francesi fino a Var~:>avia c che diedero luogo nl1u costitn:r.ione del granducato di Polonia, il Bergonzoni fu dal mini<::tl·o deiJla ~u<>rra, princi<pe Giu!-iep,pe Poniatowski, nominato i:c<pctt01·e gene1·al<' ,c protomedico dell'esercito polacco, e per la ~o;(>(:OIIda volta. ebbe l'incn:rko di sistemare i ~o;ervizi, mandato che egli a~I"01Re ~uperanclo difficoltà inaudite, dovute soprattutto alht preea•l 'ia situazione .finanziaria. I<:gli infatti ·riusd a, eompleta1·e i quadri o1·ganki, ad elevare l:t <:ultura profesl'!ionaae del ('o1·po e(l a migliorare le condizioni igieniche degli Rtn.bilimenti sanitari, I';Ì<'Cllè nella sncce.<::~inl guerra clel 180!) ebbe l:t ~od di. fazion<" di YNl<>re a~flknrati i scrnzi di !'lgomhero e di asRist<'nzn all'ing<'nt<' nnm<'ro di malati e fe1·iti. E quando nel 18J 2 fu co~tretto a ra~segnare le dimiRsioui dall'alta carica, il go>erno granducale gli aR rgnò uno ~tipenclio a vitn di GOOO zlotys cd il titolo di illn~lre vetr1·nno, nonch('> l'ordine di StaniRlao. )fod n 71 anni in Varsn,via. il :> marr.o J81fJ. Fra, le ope1·e del Bcrgonzoni d limiteremo a ricordare quella intitolatn «Dell'educazione lettPml'ia e ~cit>ntificn .flel medico fPratico )), pubblicata in Bologna n<>l 17<2, nelh1 quale afferma, fra l'altro, elle «il libro del m<'.flico <'i l'infermo: e . e egli lo avrà bene ~tndi::Jto, . i potrà eli re eh<' n<'l t o l a le la. malattia rpiegn al bene e most l'ani le pi•) O~l':eJ'>abili cirro~anz<' <>d i pericoli più S<'llRibili )). Altro mNlko militare del sC'ttC'cento. non meno rinomato, fu ~[iche1<' Rarcone (1732-1 797) , rla. Trrlizzi, in rprovinciftJ <'li. Bari, rhe dedicò tutta la sua attivit:\ allo studio d<'llc mahttic infettive, at.tencndo~i alla, . cuola di Ermanno Boe1·haave (]66 -1738). Come f> noto, q11esti nacque a Leyd}"), in Olanrla. e fn uno dei più grandi clinici d'Europa, cbf' proelamò la nec<'~R i tà di ritornare allo studio di Ippoct·ate r di ('00l';i<lf>rar<> il malato com<> 1la bMe di o~ni ricet·ca s<'ientifica. J1 Sarcon<' fu mNlico ri nomato dell '0Rprdnle militar<' <' membro Mll'Accad<>mi'a delle r-ciel)ze in Nnpoli. Pubbl icò n<'l 1760 nn 1ibr·o <<Del contagio dt>l vaiolo <' della neceRsH:\ di t<>nlarnc tl'e~tirpar.ione <' di tutelare l'esprdto >). <' ft•('C nnrh<' inte1·c~~anti l'icerche ~ullftJ fc>bbr<' tifoidea.


-280 -

Hicordiamo aucora Domenico ('otugno (173:)-1 ~~), da ~apoli, il quale tem1e con onore per oltre UO anni la cattedra di anatomia in quell'antico Studio, S<:oprE'ndo il li()uido cef;ùo-rachidiano, ht presenza d'acqua nel labirinto, i 11ervi naso-palatini. ecc. I noltre fu 11110 dei tprimi osservatori delre~istenza, dell'albumina nell'urina patologka, e fe<:e ricerche impol'tanti sulle pustole vaiolose. Si ,può ritenere anche un precursore della profìla!';si anLitnbercolaJ'e. N<'l suo discorso « Sullo spu·ito della medicina » affermò che il primo maestro deve ·e ssere sempre la. natura, e che s.ui fatti e non sui I'agionamenti debbono fondarsi l<' scienze mediche. Domcni<'o Cirillo (1739-17!>9), pnre di ~apoli, strenuo sosteni tore della contagiosità della tubercolosi e autot'e eli un trattato sulla lue venerea. condusse una str<>nua campagna pet' la riforma <lelle prigioni e IPer la riotgnnizznzione degli ol'lpeòn li, in rapporto Sip<'cia1mente all'igiene: fenido patriota. scontò sn1 patibolo il . uo amore 'per la libertil e per l"indipcnd<'nzn (lella patl'ia. Ed infinr Antonio CO<'chi (1G!l:>-170, ), da Ba~<'llice (Benevento), m<'cliro militare {]eil presi<lio Npagnuolo di P01·t oJon~on e c ('arlo Botta, che, oltre ~tol'ko di g t·an fama, fu medico militare nella ~pccli7.ione france e d<>l J796 a f'orfù, oY(' ~ds::;;c la storia dell'isoln dal 1)Unto di vis{a scientiiìco, igieniro e ~an il ari o. IL -

L.\ CHIR"CRGI.\ E :\IEDIC'IX.\ :\IILJTARE DEL SE'I'TRCE:\TO IN FR.\;\CL\ lll ::>;ELLI!J .\LTRI~ l'\AZlO:\I D1 Et 1ROPA.

~el ecolo XYIII la c hirurgia militare fran<·ese Ni semplifica c si orienta ve1'so la tendenza consenabl'ice, <'ome osserva Delormc, e i'Otto l'impulso dell'Accademia reale di chirurgia si aff<'rma con nomi lwn uot i n el mondo scicn tifìco. Fra questi ricorderemo: En rico Le l han. consl1lente chirurgo dell'es<>l'cito di <'entomiln, uomini, ellE' nel 1734 cim~c d'assedio Filishnrgo: raccolse nel « Traité •

ou Refle:rion.'i tirées de la pratiqu('; rl<'s plaies rl'annes ci fett » i fi'Utti

della ~nn C~'~l)<'l'ienza bellica, che rappr~enta 1'opera classka di quel J'epoe~.~; per In semplici là e chi:nezzn di rsposhdonc delle feritE' <lcllc val"ir regioni del c01·po. Desport, <-hirnrgo aiutante maggiore nella campagna d' rtalia del1 1733, <lnran1r la qualr si ili stinse all'assedio (li Piz?.ig-hettone e di }Iilano. pnhblicò nel 1749 nn « Trailé drs 1Jloirs fFannr>s à feu )), ric<·o di orig-inali osse-rvazioni . pe-dahMntc l))er qna n t o J·ìguarda le ferit·e oRte o arti<'olari e (li precE'tti in te•t'es F:Hn ti. fra i f( nali ~ostirne 1'n so deg'li ~t nelli t> dei setoni nel tratta-

"


-281-

mento delle lesioni. Bol'dcuave, estenso1·e <li una tesi in latino

« Sulle ferite d'arma da fuoco osservate durante l'a-ssedio di .liaestricht ncl1748 )), fu nominato per i suoi me1·iti vice-presidente dell"Accademia reale di chirurgia, per la quale compilò una mcruoria « Precis de JJlusieurs obsc:n:alious sur le J>laies d"anncs à feu en cliffercntes ]JCLrties )), in cui riass ume ruagi tralmente per ogni singola mìgine tuLte le lesioni d'a:rma da fuoco. " Ed ancom dobbiamo citm·c: G. Pidwu t dc Ja. 'Ma·rLinièl-c ( 1(i!H.i· 1783) primo chirurgo di Luigi XV per una ruemoria sul « Traitcment cles 1Jlaies d'arme à feu » compilato in base all'esperienza di numerose campagne, alle quali aveva partecipato come chirurgo aiutante maggiore ed in cui si tratth'ne <li1Iusamente sull"indi· cazionc delle amputazioni. J,e Vacher, chit u1·go delle m·mate di Fiandra ed autore di nn:t Lesi « S1tr quelqaes pa1·ticnlat-itfs concernant l es plaies faites ])(ti" a nnes' à feu », nelila q ua.le sviluppa due iinportanti questioni di cllirm·gia di guerra: il cosi detto vento dei proiPttili e Je deviazioni eli e!':si attraverso i tessuti. Boucher compilatorp di una tesi « ObsrtTafions 8/lr d c,, plaies lFarmrs à feu cornz>liquées de fracturc au;;v m·ticolat io11s àes extre,Hilf8 on a'tt voiidnage cle ces ar1icofa tions )), in <·ni di mostra il l'l'Cquente

•

abuso dell<' amputazioni (l<'~li a-rti, jn cnmpngna. Fame, chirur~o maggiore del reggimento <l<'l Real YaF>ccllo, in un'alt1·a memoria ammette l'inùkazione delle amputazioni pl"imarie solo in <'asi di lesione Mi grossi vasi, asportazione di nn arto e frattura de11e g1·andi art i<'ola~doni. Bagicu, chirurgo nut~gi ore della compagnia dei gf'ndar·nd dell a gn:trdin, del Re ed ispcttorr degli ospe<lnlli militat·i, a uloT'C di un trattnto « Ea:amen cle plusie1u-_~ pr11'tie8 de 7a cl!irw·gie )), in cui si d imostr·a fautore d<>lla, chirurgia consN'· >at ricc <' <·ombatte l 'intervento delle ampntnzioni sul <·:.unpo dj batta~lia. Loul>et. chiru r~o maggiore di Sant<>rre e di la Ttll'enne, dopo n''Cl' part('('ipato alle gucN·e di Germania e di FianùJ'a , pubblicò nn IJ•nttato sulle ferite d'armn da fuoco. nel quale si <li ITomle specialmente sull'azione eh() lo S'<'orbnto e la siiilide <'Rt>r·c·itano nel decm·. o de1lr lesioni. E finnlmente è da ricorclare R avaton. ('hirnrgo maggi Ol'<' dell'ospe<lal e militare di T.~a ndnn. <'ht>. dmanlp la ~uerrn di !'<l1<'Ce!':· sione ò ' A n~tria e quella d<>i sette anni, <·of';!Huì 1mo òei p1·indpali os.peclali di "'~ombero , al qnn1e nffhdYano i fpl'iti (ll'llr battn~liP <li Dettin~<'n, Fontenoy, R:r<·On).', R o~bacl1 P <lpl:l'as"'eclio <li Fili!':burgo. Pnhhlkò nel17GR il <'elebre trattato (( (71intrgie rhmHf>e )), che rial'~mnp l'e!':perienza di oltre ~7 anni eli prntica osprclnliera


-

ZS2-

c di guer1·a cd è diviso in 4 parti: la !Prima tratta delle contusioni prodotte dai proiettili, la 8econda <l<•lle feritt> d 'a1·ma da fnoco, con 109 osscrYazioni originali cd un nuovo metodo per la disarticolazione coxo-femorale, la terza e In. quarta delle ferite d'arnu1 bianc.-'t da punta e da taglio. C'ome interessante docunwnto !o\lorko del tempo, riproduciamo qui i preparath•i di nn'a.m putazion e. dal Havnton stcRRO nut~istral­ mente deS<'ritti nelle sue memorie : «Il 17 maggio 1734. l'amputazione fu deeisa. Il oggetto et·a buono, pieno di <'Ol'l1ggio e di fermezza, r, se le fol'Ze Jo aintasf'ìero, JH'omelteva un felice risultato. li' N: i mel t ere il f<•rito su di 1m a "e· dia abbaRtanza bas n; un aiutant€' clli1·nrgo mf'ssosi nlla sua f;Ìnistra. lo tenrnt abbracciato incrociando le due mani ~ulla parte destra del tol'ace, e con ciò immobilizzava il tronco; un altro, in ginO<·<· bio, fis~'<a>a l~ col'<'e; un tf'rzo t<>ne,·a una pozione <·ordiale per ·"omministl·nrla in <'aso eli tH•cessità. Nr avevo poi collocato un ()Uarto, perchè mi porges<::e gli Rtrumenti c ~li :lf)P<H'e<·<·hi a tempo oppoJ·tnno )). * * * Xel1731 yjpne h:;titnita in Pari~i l 'Accademia di chirurgia, allo !-lCOipO òi ·l 'iunirc in frequenti conferenze i <·hirUt•ghi più eminenti dell' <>poca, prom uo,·erc con p L'Cm i le rkcrcbe persona li e favori re il p1·ogresRo scientifi<·o. F1·a i 40 membri fonda tori, di cui si com· pon<> l'Af:isociazion€', figtmtno in lm·ga .pa.rte i più bei nomi della thi· 1·urgia militare francese : F1·an(·eS<:o Gigot. òe la l?eyroni<! (1678-1747), <•hh·urgo ma.ggi01·e a 25 anni nell'escr<:ito del mare~ciallo fli Yillar. nell<' Ce,·enn<· e quindi nella compagnia dci ca vallcggeri, al q un le . retta il merito di avere stabilito una netta distinzione fra <'hirurgbi e barbieri. Abi1issimo operatore, soprattutto n<>lla ('nra drlle <>mie c df'lle ferite intc ·. stina.li, fu lettore nello studio di ~fonlpclli(•r c presidente de11a detta Aceademia. P~r i snoi medti fu nominato nel J717 mN1ico del Re, <'d ebbe l 'onore di accompagnal'lo dnrantc la ~uena in Fian<lra, introducendo nnchc notrvoli migliormncnti nel servi:~.io sanitario militare. De In Fay<'. chirurgo mag~iore n('.lla campagna di Fia-ndra, iclert:tore .( li un nuovo IPl'Ocesso per la ·di~a,rtkola:~.ion e <le11a spnlla e òi un pratico Dl<'Z7.0 di tra. pm·to per i fmtturati clell'aJ'to inferiore. TJes Puzos, che dal 1703 n·1170fl ne-gli ospf'òali di gnerra die-òe ope-ra ntthi. sima dm·ant<' le battag:He d'JIO<·hstet. òi Ramilli('R, d' Au-

,


-283denarde e di Malplaquet. Quesna.'·, protomedico di Luigi X\", fu al seguito dell'esercito del duca di Yilleroy all'a ·còio di Metz : di lui si ricorda che, per frenare l'emorragia dell'a'l'tcJ;la intcrcostaJe in un soldato, applicò -ul va o beante un gettone d 'a nH·io, lissandolo con na~>tro. Roustet, chirurgo di Stanislao, re di Polonia, si distinse neJll'assedio <li K cll nel J7:33 ed in qnC'IIo di ])a.uzka nclln-t Antonio Louis (1723-1792), chirm go e egt·etario perpetuo dell' Accademh~, fece interessanti studi sulla morte pN· appk.camento e fu con Giu~rppe Jgnazio Guillotin, il famoso inventore della ghig-liottina, c!:'tens01·e d'una intere~santc memol'ia pt·escntata alla stes!;a Accademia nel17!ll. E ricorderemo ancora Loubet. chirurgo maggiore dei rcggimcuti di H:,mtert·e e di Turenne, che studiò l'influenza della . ifilide e dello scol'buto snJ dN'Ot'so òellr fNH r d'at·nm da fnoco. g d teremo i noli re : G uérin. cbil·nrgo maggiore delJe guardie frimcesi e !più tardi òi Gi:womo H re cl'Tng-hiltcl'l'a: molto rinomato e chiamato a. commlto in gnena sui casi più diflkili. Tenon, cllil·urgo mag~iore (lnrante la campagna di Fiandra. Sorlier, chirUl'~O maggiore clclln. ~cru]m•mcria e più t:ncli IPl'<•f<'kSOt'l' n ~lontp<'lli er. Caqué, chirmgo in <·apo <l<'ll'ospNlale <li Rcim!-;. che all'as~rdio di Friburgo medi<' a i feriti nelle tri nere « per otto ~iorni ed otto notti )). dimo~trnndo una resiRt<-'n:r.a, fenonwna-le, olt r e un:11 g·rande tpN·ir.ia,, e lal'da. l'e. <'rdto dopo la pace (]i )Iarstricht n<'l l 7-iR P ietro Giusepp<' D esanlt ( 171!l-J7fl:i), (·hit·m·go primario dell'Hotel -Dieu a Pm·i~i, fonòatore della prima. <·linka d1irurg-im, di cui fn npprezzati .. imo im:egnante avendo dato largo imp1.ù~o allo studio dell'anatomia chirm·gicn <• formato dei valenti pratici. Francesco Chopart (J74~-17!lil). che salì in ~ran fama !per il Rno mctorlo di n.mputazione clf'l piede e per la chirur~ia dcllr vie m-inarie. Ma. f:!O!J H'attutto merita. rli e~~;rr-e CJni ricort~ato Ct·oissant de Garengcot (fì~. 67). cni impropriamente ~i attribuisce la paiernit:\ della famosa chiaY<', f'Sistcnte ghì. ai tempi eli ParN>. Rgli, dopo aver prrst~1 t o S<'J'vizio nella m n l'in a, fn ad{letio pe1· 1!") anni nl reg~imento fant<•ria (1<'1 Re. partecipando all<> battaglie di F ont<>noy. Raucoux, Lu\\1'rld, allla campagna. (li Prnssia, agli attarcbi di Rossbach. Gren<>ll t <>cc.; e pr~so lo l'llesso <'Ol'po succccluto come c hirurgo magg-ior<> al famo~o Tenyer, TJre!':tò ~er,dzio fino nlla tnrfla età di 71 anni. quando fn (·olto n, f'ologna -cla immlto HJPoplrUico. Di lui si ra<·conta qu<>. to cnrio:::o an<'ddofo. A110l'<'hè pE't' l 'età<> p<'r 1a Ralute malferma (lgli pregò il colonnello conti' di. <inC'rclly di p::;onE:'rarlo

,


-284-

òalla carica, questi accon. enti, a condizione però che egli avesse tr-ov:Lto un degno successore, atlivo ed esperto come lui. La gnel'ra era imminente e bisogna>a deddere n1 più pre to. Pas,ano i giorni, il colonnello Ri impazienta e .finalmente Oa·renge-ot a-nnunzia di a>er scelto il successo1'e: ed all'invito del comandante di presenta·r · glielo. risponde Remplicem<'nte : « C''est moi! >>.

/

Fig. 67 -

/

.•

Croissan~ de Garengeot, dn. Parigi.

Sostenitore delle roedicature a Lungo intervallo, e della sulurn immediata òelle ferite, fu uno dei pl'imi operatori di emia e di • tracbeotomia, e negli apparecchi contenthi introdus. e opportuna· menLe le doccie metalliche, in luog-o di quelle di cartone o di cor· teeda d'alber-o. * * * _. Tell campo <lell'i:tiene mililar<' non dohbimno dimentica t'e i l marC'Rd:lllo :\faurizio di Rassonia (ng. 68), <'11e, oltre grande con· •lottiN·o di e~erdt i, <leve <'sserc qni rkordato anche come gelo. o (·u~tode <lPllH ~alute <lel soldMo. X0lln ~na O[lCl'a, cbe reca il titolo


-2 5-

curioso ~ Ré~:eries ou Mémoir<•s sur FArt de la Gtl Crre », espone interessanti osservazioni sul ve tiario, ull'alimentazione c sull'accasermamento delle t·ruppe: più che di un trattato, t.rattasi di lettere dirette dal ma1·esciallo <li Snssonia. al padre, re Augusto, in dicandogJi i mezzi più adatti P<'I' riordinare il suo esercito, in modo da poter affrontare una campagna con probabilità di vittoria. Qu<'ste os. <'nazioni, nota l'autore. ~li cQstarono 13 notti (li insonnia e

Fig. 68 -

Il Ularesoiallo Maurizio di Sassonia.

Maurizio di Sassonia osserva anzitutto che il vestiario del soldato è « co, tosissimo e molto incomodo : il olòato non è nè calzato nè Yesti t o nè coperto. L 'amore dell'esteriorih\ ha ;predominio sui ·t·igual'di cl1c si debbono avere per la, sttlute, la quale è uno degli obbiettivi cui si dovrebbe fare ma~~iore attenzione)). Egli infatti è poco cn t nsiasta. delle C..'llzature fì no allora in uso, che Yorrehbe sostituite da scarpe di cuoio . ottile, con tacco basso. unte 111 febbre.


-

28(;-

con gras ·o e ca17~te a, nudo sul piede; è inolt1·e dedsamcnte contrai·io all 'u ·o dei legacci per calze, per le ghette e 1per i calzoni, veto supplizio che non fanno altro che « guastate i 11eni >>- Propone infine, i11 luogo ùel calpipOlto, il lllautello alltL turca con cappuccio, di poco peso, non adetcnte al corpo e facilrueute asciugahile dop<> la pioggia, mentre nel le giornate di bel tempo può essere arrotolato e legato sul dorso, dando maggior p1·estigio al soldato <<('be anà, sempre l'aria in gamba e sYelta». Raccomanda. aneora che i Rolflnl i uhhiano i cnJpelli c01·ti <' siano pronisti <li una· pauucca di pell<' di agnello. eli color gl'ig-io, la quale « A'm·nntisce dai reumi e dall<' flussioni )). g collie <'opertura del capo, in luogo del cappello, propone l'elmo alla romnna che IJ)roteggc dai fendC'Tlti di f::<'iaboln, ed è di marziale ornamento. Quef!lte proposte eg1li volle Jllettere ili pratica pres~o i suoi 11lani equipaggiandoli in tal modo e rilllmwn<lone socldi:;fatto. Speciale attenzione il ntarcsciallo di ~assonia rivols<> altr<'i'Ì alla 1·azimw alimentare <lel f;Olclato e sop1·attutto al iJHlne da, lllnnizione, l'il<'Yando le ft·equenti frodi àllora inYah;e nel l 'N~et·<'ito, Ria nella qualità, delle fat·ine eh<' nei IPl'OCeRFd di panifi<'a;rionf'. An<'h<' IJouvoi~. -<lnrante il .:;no ministero. fl<'llicò tpm·tkolare intN·essam<>nto all'alimentazione (l<'ll'c.:;ercito introducendo ft·a le altre innovazioni Fm;o delle pol\•(•ri eli rarrw. E~li ::n-eva fatto co !'ltruire òPi g-ranòi forni eli l'a me <·npnd ili contf'nN·e la: cm·ne <li otto buoi. cl ai (!n ali a me r. w ,( lpl la conce11 t mzione o1teneva nn a polvere, che, sciolta in un'onda d'acqua bollita. :potcYa l';ernre pc1· qnattro razioni. Rp<'Cialmcnte in caso d'aRRNlio e durante le mar<'<' forr.ate. quando non F4i poteva p1•eparm·c il 1·nneio. e-il ~\l1<'he nei fm·ti ca,lori, quando la cm·ne anclnva soggf>ttu, n facile pntrc•far-ione.

* • • Ed ora dia.mo un rapido sguardo alla <'hirnl'gia milibn·p nelle n,ltrc nazioni d'Europa durante il sp('olo XYilT. Anche in Germania la chirul'gia <li guerra l';t•gna in qnci tempi un gl·arHle Rnluppo. ulrico Bilg-uer (1720-17!)(;) da \Yii.rtC'mber g (fig. G!l), HrJ)pena veJJimwnne, chil'u1·go magg-iot'<' di un ,r<>ggimento di cavall<>rin V\T-ilrteruh<'t'ghese, col qual<' IPrcsc pnrte nlla <:ampagna di Boemia c di Sassonin 1lf'l 1741 - 1:-i, poi chiru1·go in <·apo ckll'eE;er<'ito ili T<'<>cl erico di Pru~~ia. dut'<llll<' la guen·a dei 7 anni, in cui partecipò alle battagli<' di Lenkf>n , Knmersclol'ff e Tor~a11. pnb-


f)

-..J

,... ,

_

blica nel J 761, per conseguire il titolo di dottore nell 'uniYersità di " 'iirtemberg, una di ertazione inaugurale lò;Ulle amputazioni : «De memùrorum amputatione 1·m·issime administranda aut quasi abroganda ». Impressionato (lall'ec;~tombe che provocavano jn guerra g·Ji interventi ad ogni <·osto, all'Cl'ma la ne<·essità eli nna chirurgia conscl'Ya tdce e di praticare l 'amputazione Re non a. causa, dispcratn. limitando a l'Ci le il\tlicar.ioni d1e impongono l 'operazione. Ag-

Io'ig. 69 - U lrico Bilguer, da Wiirtemberg.

giunge <:.hP, di 6528 fNili medicati o fatti mcdkare durante la guerra dci 7 auni, non c.onslaiò che 653 morii. fra eui molti per ferite cavitaril:', mentre di tutU gli amputati durante la, campagna uno o due al più erano opran"issuti al t raumati. mo chirurgico. )Ja que~la statistica. verosimilmenl<? esagerata, forse non reea Yalicli ar.gomcn li alla ùont.à della tc~i. Lo Rl<'~!':o R l:' F cdcl'ico dove t te Prua n are un eclitt.o, col quale proibin1. ai ~'UOi chit·urghi di amputare . se non in caso di cancrena ben manifc. ta.


-2 8-

HicorùerPmo ancora L01'<'117..0 Reister (1 G83-1750), da l•'rn,ncoforte sul 1Meno (fig. 70), altlievo di Boht>l'aave, insigne anatomico e chirurgo, che legò iJ suo nome a lla storia delle gn<'rre combattute da J.Jnigi XIV in Olanrln P fu chia.mato il tp rimo in~tan ­ ratore del1a chirurgia in Gc1·mania. Pnhhlicò nel 1718 in Norimbe-rga un trnttato di <'hirnrgia, fra i più importanti. Giovnnni A. 'r. ~'hect<'u , <·hit'urgo in <'apo dell'esercito pl'ussiano. scrisRe u11a

:Fig. 70 -

Lorenzo Heister, .da :Francoforte sol Meno.

memoria sutlla <·hhurgia militare ed introdusse fra i primi il ben daggio compressivo ed il cateterismo con son<l e clastiche : fu anche fervido sostenitore della cura id1roterapica. Ed an<:ora, fra i tanti d<•IL'etpooa, Giovanni Schumucker (J71.2178G), dircttore d<'gli ospedali mHitari di Berlino e medico in capo dell'armata d i FPderico il G t'ande, che prese parte a11a guerra dei sette anni, rimanendo gra,·<:>mentc ferito _nelle battaglie di "oor (17±5) e di P1'aga (1761), cd <tCflnistando una vasta esperienza chirurgica, che dimosllrò in un 'i mportante casnistica da tl ui pnbblicata dopo la, cnwpagna. Augusto Gottllieb Richter (1742-1812), let-


tore nel l Tnin~ri<it<\ di (:Ottingcn o\·c· pnbhli<-ò nel 17-12 nn a storia pl'f'gf'volt> <leJ la oel.liJ·urgia : l'ii •li~tin~r :-:opraLtutto IlPllt> opera;.r,ioui <lclle Cl'HÌl'. F'n editore alt rpsì cl<•! la Bi1Jliotera rl!imrgira. una clelle pl'im c ·rivistP sdcntilìdt<' <lPlla :-1jwdnlitù. 8cl ancora Gahl'i<'lP ~pnn <' C. C. von Richeld. Nel Belgio dteJ·cmo Faucl:wq. cln Namnl'. nlliPYO <li .r. Lnigi P Ptit e eli )1otand. autOJ'<' eli « \ ' ourr'a 4J. Tmif(~ dr·s plair·s rl"rtr111P8 rì [e11 avec de8 'rcmarqurs r>t dr·-'~ o1Jsr•rratio11s ». Tn Rwr.ia . \('rei. <·hirur~ro ma~giorP clcl rrggi111ento cl<>i nohi li, <'li P n<> l << Trattato d C'lle ff'titc rCX'<'ni i >> e~pmw l<• o~F><"JTazioni ra('eolte clnrantP la <·ampagnn (kl 174!3 --l.t. In Olan<ln il 0<>v€'ntPI'. l'AibillllR, il f'am)Wl'. Tn Tn~iltenn. nwnziOJI('l't>lllo il Hanby. primo ('hiJ·m·go eli R e n iorgoio. dte (·ol gntdo <li ~<'l'g<·;wt Rll 1-g-eon an>nl prc~o part P alla g·urna di ~('(·<'l-<~·donr d'.Anl-<tria (1740-174~). ;lutm·c• <li nH« Tll r mr>thod of frPafinrJ .rflltlslwt 1rounds >>. in <·ni :-:i fa JH'opngnatm·r (1el ~"lasso. lno11·1'<' diP I'C'mo Chc~<'lllPn (' Pott. Ed all('ora f:ngli<>lmo Tinntcr (171 . 17, ~}. nwdi<·o ~l<•lla Regina d'Tngl1iltenn. ~r;mde <'llirnrgo <'hP prati<·ù p<'r il pl'Ìlllo hl lc•gatm·n dell';metn·isrna nl di !';o:pra <1<>1 . ac<·o: fu anch<' l'inomnto o<·nlisla <' fii<iologo. Egli ;lsì"Ì· milò p r 1·ò i Yal-;i lattPi ai linfatki, l'iiPHt'lHio ebe Y<'l'RassPro JH>llc vc•1w la linfa <•<l il d1no. <·ostihwnllo iu tal modo tlll sislemn d1c (lc•nominò rt!oi.'iOrbf'ntr· . GioYanni Tlunt<'l' (1/~R - 179~1. <·h<' d;t nHHl<>.;;t() mc•rcanko (livt'nn<' d1irnq. ~·o p:-<>ll<'ralr della flottn i nglr-w. !'P<l ti N·i· pando <l ila spedizione di Hcll<' I slc (17(;]) (' in Po1·togn l lo (HH:JI : <'hhe g1·ancle J·inorunnza pc1· la non <'OllllllW ahilit:ì <·onH' operntore. Pnhblieò anche un hnpoJ·tanti:;:simo tJ·;1ttato Rulla ~ifili(1c> <' fi~~ò pf'r il primo le differenze dini<-he f1·a l'ulcera ,·pncr<'a ('il sifilomn ini· zinle. Fra i nnmerol'i Ruoi clii'('P])Oli l- cln ri<'onlare I ~òoneùo .Jf'mwr.

P <'l' f!nanto rig-nanln l'ppi<l<'tniolo!.!.in milifnre <1<'1 ~<'('nlo XYITI. J·i<'Ol'Ò<'I'Pmo dw nrl '700 ])<'l'le g- 1·aJHli guel'l'C' dte fnuest.lJ'Ono l'Bnropa il tifo <'xant<•nwti<-o menèì g-rmul<' ~tl'n~e. XPlla ~ola Pl'al!a n<'l 1741 oltl'<' (l'<'nfamiln franc€';.;i rilllllS<'l'O ,-i(timn clC'll'infezione. <·hp (lih1g-ò alla fi1w 11<'1 "<><·olo in :-:pag-na (•<1 in Tfalin. 'X<•l 1i:i7 il tifo esnnt<'lll:tlico ÌllliPPI'Yf'l'!-;Ò :nwm·n n<l Ei!-;llH('h. c• si c>!":t<'~<' in lutta h1 Oermani<1. propag-an<lo~i Hll<-h;• ut'l HPlgio f1 a g-li P!":C'1'<'iti giù lo· g'IWH ti 1lalla ~ne1·.1·a flpi sC'It<' ''n n i. X <·l 17GO l'i d ill'nse nrllP tt•nppE' ing-lesi :ìccampate pl'PI'ISO Wnrllm·g- in \\'cRtfn li a. r JWllo ~trsso nnno 19


-

::!90 -

1la !lotta, comandata da l>ubois d<• la )lotte, nl'llc ;H:quc di Brest In coJpitàJ dalla medesima infezione, (·hc ISi estm;e anche, in seguito, alla popolazione civile. L<L ill<Llaria im[Jencrsò verso il 1770 in Gerillc.tJlia, iu Ungheria e in l i'•t a)l(.:ia; J'iufluem,a, si ull'f11sc in t,utt'Europa, e ncll'.Amer-ica ed ill n'l. i uolo ~Op[Jiò a 1•arigi It cll719 <:on14.000 morti . .Xel campo epidcruiologi<;o è da ricordare .J\lkhclc Hostt (1731J '1:!), ùa :-\. Leo (Uimini), dinko tlell'uuiYer:sità ùi.l'aYia, <:he nel '-IlO trattato De morbis epidcmids f'l eontayiosis aerocP1is l'ilc,·ò l'imporlanza delle alterazioni ùell':uin e della costituzione fisica anm·rnale nello sdhtiPPO dollc malattie infettin!. DeYe an<:oJ·a citarsi Uioranni Pietr'o Franck ( 174;}-1 ~l): mcdi<:o n. Uottinga, imwguò quinùi a, PaYia per 9 anni, ùal178(i all795, c ·uccessivamente a Yicnna; poi lH'r incarico dello zar Alessandro fon d ò n 'Ti l non~ la prima Scuola medica russa segtwndo la scuola di van l:;wicten, che nei] 1700 fu f·ra i più rinomati clinici universitari. Pubblkò nel 1777 un'opNa importante di igiclW sociale: Ny.r.rtem einer vollstaedingen medidnischen Poli-:.r·y. nella quale :-:i afferma per la !prima volta il prindpio <·hf' ~p<'ttn e!\dusivarnente allo Stato l'obbli~o dPlla tutc~la della salute pubblica gettando così le fondamPntn d<>ll 'igirnc pnbblica modernn. Sali pre~tn in gran fama come <·hil·urgo: e lo stesso Napoleone, quando i France~i cntra·r ono in Yirnna, lo ilwitò a Code, ma il mc{]ico per!-;onnlP (lpll'imperator(•, Corvisal'l. st~ppc abill11<'11tc ~;>v ii al'<' ~a pt'esenza· di un così temibilc com pc t it ore. Conservò il lrtlOll umot·e ed il SlJO spirito arg-uto fino ag'li n lt i mi iRtnnti di Rtta vita. t' f)Uando, moJ'C'nte. ben otto collf'ghi ~'ta,·ano attQrno al suo capf'zzalc discutendo nncora animatament<• ~ulln diagnosi. egli oc;. et·vnva ironi<'ametJ tr d1e t n lP consulto g'l i t·i<',·oca va, l'agonia d el famoso gra· nati<'J't' <li Wagram, che. <'Olpito dn otro proit>itìli, frt<'<'Va rileT"are JaconkamPnte che f'mno 11<'<'<'~~m·ic ben otto ra llt' p<'r nmmnzz:ue un g-tanatierc di Francia ! l~i<'Mderf'mo inoltr<> Oiovnnni PJ'ing-lf' (1707-17R2), chkurgo g-<'nel·nlP nell'cR<><rcito lH'itanni<-o (lnl 1742 al J7r>R P fonflatot'e della 1pl·imn ~nola· chirm·gka milil:u-t'. <'hf' dowYa quinM haRformat~si. nplln fnmo~a R<'uola (li mNli<'inn (li ~PtlP:> pt'r l'i~h'n?.ione dc:>i h10~otent>nti medici. i qm1li 1lo,·Pntno rp oi passnrt' alln Rcnola di p<>l'frzionnmPnto di Alfl<>r. l10t. Xella ~na importnnte memQria pnhhli<'ata a Londrn n<>l 1702 cc Oh~t'nation~ on th<> Di sNtSP~ of thr .\rnry )) !';tudia 1<> <>picl<'mi(' ~vilnppate~i clnrnnt<> ln <'mnpa~na (l<'i Pnr. i Ra~~i (1742-174,) P dl<' ~i po~sono ri(hllT(' alln àissentrl'ia. nl tifo e alla mnlarin. Ri OC('npn, inoltre:> dPllr mnlnttie cau -


-

~91-

·.

sate dal caldo e daJl f•reddo, dall'umidità,, dall'aria malsana, dal['inazione, dalla fatica ·ecc. !)1·opngna altn~sì la medica.tura delle ferite col metodo antisettico. dimostra l'identità tra la febbre dei carcera,ti e quella nosocomiaJlc e mette in relazione le varie forme dissenteriche, ·1·ecando ancora un p1·ezioso contributo di osservazioni sull'igiene delle caserme, delle navi, e degli ospe(Jali, in >1'3(}porto s.pecirulmente aHa ventnazione ed alla cubatma. Si può considerare infine anche pt·ecu:~.·sore delle Asslrciazioni internazionali di soccorso e deilll conYenzione di Ginevra !Per l'opera umanitaria prestata dura.ntt" la battap;lia eli Detting(m <lel1743 ai malati e feriti di parte anche aYversaria. ~el 1734 il ~feysercy pubblieò un trattato sulla medicina delle a·t·mate, nel quale in una prima parte svolge le principali nozioni ili rruei tPropi sull'i~iene deil soldato, e nella seconda t·eca. nn noLPvOlE' conhibuto allo studio delle malattie più comnni, che possono dipendere dalla vita milita.r e. Nel 1759 Va.n Swieten stampa a Praga un libro << B1'evis descriptio m.orborunt ourandontnt qtti soepius in ca.stris observanttw >), nol quale si occupa S/pecialmente <lc11a. di~senteria, de11o sç,orbuto e delle febbri. Baldinger nel1763, 'Monro nel17G0. C'olombier nel1778, Ackermann nell794. pubblicano importanti trattati. (li epidemiologia militm·e, Rtudiando le malattie del RolCI.ato, Ria in tempo di pace che in tempo di guerra. n trattato più importnntr di igi('ne militar.e del tempo è quelilo eU "Edmondo Parkes pubblica,t o f-1· Londra con la collaborazione dt"llt" più eminenti perRonnlit:'t scientifiche, <'ivili e militn.ri. B ben a ragiont" egli fu chiamato il fondatore e l'insegnante IJ.)ÌÙ rinomato (li igi·e ne milita.re d~l tempo, l'amico {'cl ill bt"nefattore dei. ~o l dati.

•m

III. -

L'ASSISTENZA SANITARIA DEGLI ESERCITI NEL SE'lTJ.'BlCIDNTO.

n secolo XVIII si distingn<>. dal punto di vista storico-militare, nella sua prima metà, !Per le lotte (li ~uccessione dinastica della Spngna,, della Polonia e dell'Austria. In questo periodo non si riRcontrano rndicaili innovazioni nell'arte militare. Nella fanteria, che alleggedsç,e la, forza. delle compn.gnie, riduccndola a 70-80 uomini, la picca cede definitivamente il posto al


-

:.!!12 -

fneilP <:on baionetta: n<>lla <'<1\'allNin. resa più np:ilc•. ~i ha mag-giot·P ela~t.icit:ì di lliOYilHPnto e <l'a::done; nplil'al'(iglic•t·ia ~i iut r·odu<:ono ~trnmPnti tli pr·pdsione. P la fortilkazimw 'i Ya seliiJH'l' pirì ~nluppan(lo ppr· nwl'ito degli alli<'\'i eli Yau ha1r. _,.ella guena pt-r la ~uc·c·e!;;r-:ioJW 11'.\u~ll'ia (17.1 0 tU~) nwl'ita eli essPre l'Ì('Ol'<la.fa In hnttag-lia di Fonf('noy (fig. 71 ). coliiiJaU uta l '11 maggio 174;) fra :l<i. 000 lì' l':lll<'<'Si. a l <·o ma n d o (l i ~I a 111·izi o fli

Fig. 71 -

Un ' posto di medicMione alla. battaglia Ili lo'ontenoy doli' 11 maggio 17!5. (Da nna }litturo. di La Pegnn noi Museo di Yersn.illcs).

~-

•Rassonia e :50.000 ,\n st J ·o - Iug-lr~i. <'01Hiotti <lal dtt(';t di C'umbcl'lau. con la Yiltotia inafl<>~l tlt>i primi JWL' l'inu<•n1P <·•n·ic·n (li <'ilY<!llel'ia, ordinata <li i'tlll ini~ialiYa . <la l clu<·a di H kheliPll. In fiW"·;to fa uroso <·omlm !ti lll<'ll t o, ma p; i ~tra Ime n t<' <l<·~c·ri tt o òa ll 'II P i w w llll, dnl punto di d~ta !'-;anitario. i f<>ri1 i Ycninmo <·m·ati ~n l campo Rtes~o dai <:bi1·nrghi reg-g-inwtl1ali P quimli (•nnto sgombet·nti snp:li M'P<><lali da ('flmpo on• l-'i pral ic>aYnno gli intc;r.YPHti più importanti. pPr es!;;<'!'<' ~n<'<'eF:sivampute r·ic>ow•rati rwgli o~pNlnli cl<'lh~ <'ithì clcll(• l·eh·oYiè. Come itnliani. 11011 r·o--~iamo flÌJilPntkart> in que~to


-

:293-

pt'riodo l'<>pÌ<'a battaglia delL\ssietla, an-cuuta il 19 luglio 1747 sul ùispluYiu d1c di\'iùe le valli della Dora Rj1paria e del Chisone ha 13 IJat tagli{mi <li granatieri piemontesi e forze preponderanLi frmH: c~i, dsolta-si nella colllpleta, Yitto1·i<1 dci 1primi, che ebbero, <.:onw merilatu 1·kolll p eusa, l'<>norifico distiuti \'O dei bianchi alamari. Emim'ntc figunt di coudottietQ c ùi <>rganir.zat<>re <li esen;iti uclla s.cconda llJctà di questo i;e<.:olo, è Federko il Ura.n<.le di l)l.US· sia. l<:gli 1·i<>1·dina la fantel'ia in compagnie di. 1~0 u01uini ciascuna, J"inuite in ì-iei pet formare il battaglione: due di que-sti <:ostituis<:ouo i ·reggim<~n1i. La <.:aYallel'ia i! costituita su .teggimenti di dnqne S(J uadtoni; l'm-tigli('ria a<:q uista maggiore agilità (~ ma11ona <·o n l'adozion<' ,lell 'attiglliel'ia a C<.Wn 11<>. i''c.(lcl'ico Jl . <·be ha per 1windpio assoluto 11ella tattkn di gTL<'I'ra 1'-ofJ'ensiYa ad -olt1·anza , i.stitnis<·P inoltl·e a Berlino 1111a Bcnol:L mi· litar<' p('t il 1·eclutamento ed a J.,otsclam un campo di manovre per l'i sttu zio ne (l<'gli uflki ali, i qna li t l al grado snprl'iore <l q uf'llo di <'apit:mo sono promzy..;si <'i·WhJsi,·anwnte a s<'('lta. Con tale organi?~· zazio1w, il 1p keolo t>se-1·cito lH·n~~iauo lif'tW fronte arditamente a qnelli dci più pott"nti stati <'m·o,pC'i <'oa1izzati. Lc1 guerra 1 p er la ('onqnis'ta d('lla Hl<'sia P la guer·r a dei sette mmi sono il<" più iniportnnti di questo tperiodo, e la battaglia di Lowenz tlel 1° ottolwe 173G f·ra PrnssLn1i "'d Austriaci ne raQìpreS<>ntn l'epiRoclio più Ralient:<'.

A pone ~'Ìlne<.lio all'oJ·p;anizzar.iOJH' clifdtosa, ~lei socco·rsi ì':anittni in guerra, riYclata!Si !-lpC'cialmentf' dtu·ante la campagna di l'i amh·a, l~uigi XIY emanò i l 17 gennaio •d cl1708 il famoso editto. cl1e <lo,·pva coJìcltn'r<' alla co~tHu;r,ione eli un C{)l;po sànitado mili· tm·t>, ,.ei'O e proprio. « I ~-<e·nizi im1porbmti <-ltf' le noRtrf' truppr d 1·endon-o. <'· dett-o nel rescritfo ~on·ano, ei Janno ·obbligo eli IPI'OVY<'del·e all la loro <>Oil· R('nazionC' P RollieYo nellP rnalatti<> C' ff'ritP . Abbiamo cred11to di nou potrl'lo fare in maniPra più YHHlnggio~;a per· esse, che asseg:ua])(·lo f'talJilm~:>nte al sep;nito clf'i nostri ('RC'r<·ili. e nt>.p;li o~1>edali e piazz(' fm·ti. (lt"i medici p;enNiC'i e ~ J H."eia1i~ti. -chr ahhinno le <'O· g-nizioui HP<'f'S~:u·ie pN· nwdkare <' ('lli'MP beni:' gU nflkiali <" 1'01· <lati. ammaJnti ·o feriti. e non amm<'ttendo n[tro cfw quelli l:he ~iano ~tnti aprn·oyati flai no~tri pl'imari nwrlki f' chirnrghi )). P01· t a 1P f'(l itt o. oltrp U(l f'~RC'I'<' fì s~a t<' l<' n ttribnzi<mi . gli nRRPp;ni l ·uniforme e le mocln1itù .eli l'P<'l ntnmento (lel pel'sonale. 1enivano


. -294istituiti quattro ispettori mNlici a4lclPtti agli est-rdti ed agli ospe· dali di front.iera., quattro iRpettori d1irurghi 1pcr gli eserciti, scelti fra [e !Più eminenti personalità della Rcienza ed insigniti di grandi privilegi, cinquanta cbi>l·Ul'ghi nmggiori per la direzione di altrettanti o pedali reali <li nuovo impianto. ottantotto chh·urghi maggim·i in -.:Ctvizio ai reggimenti appi<'dati, qnanmtolto pe1 gli antichi reg~hnenti di cava.lleT'ia. quindici !per i <l t'agoni. quatt t'o per le guardie -del cor1po, dne per i mmwhcttieri. nno per i g··ra.natied a cavano ed nno per la gendarmf'ria. Oltr<' a questo rperl'lonale. fu assegnato un cospicuo JHtm<>ro di cl1irurghi aiulnnti ma~giori. sottonintanti ed allievi: ~omplessi ­ vamentr 1200, ripa1·tili f1·a 18:? r(lggimenti, 70 ORJpedali militari. G6 ospedali eli ~arità, allrstiti per munificenza rE--gale. Con questo or~anico, non solo Cl'[L assicurato ~OJwenientPmcntf' il scrvir.io sanitario in t<'m'J)O di pa<'<', ma si Yeni•a anch<> a provvecierc ai biso~ni più urgenti in caso di gu<>JT:t. Con Stl('('f'!';sfva orclinanzit drll :!0 a-prilP 1717. fu più rnzionalmente regol!bta, l'assisi Pll?:a sanitn l'Ìlt presso i corpi ed il funzio namento clfgli o8pe1lnli. ~pccialntentr in rapporto all'ig-iene. Il servizio ospedaliero fn affidato a dir<'ttori, sotto la ·dgilan7.a di con ttollori , per reprimere <·on multe imponibili fino a 1500 libbre le non infrc(]llf'nti malv<>rsnzioni Pd ahu~i, quali. a<l esempio, queillo eli dicbiar:u·c come pl'rsenti infet·mi immaginnl'i, che non ·erano mai stati t·icoYernti o fal~ifkar<" la data di mot·le. per potçr com· pntare nn ma~~ior nnmrt'O di ~iol'nat<' di rlegenza. ed anche !per poter sorYegliare più l'igoro~aliWllf<' la. 1'1istribnr.ione degli. nli· menti e d<'i medi.cimt1i :1gli ammnlnli. Con qn r~to ~istema di a:mmini!'trazioJtc veniva impegnata altrr~ì la J'esponsn.b ilità dei mcclici <" dei chi·rnrghi. <'Il<' cloYrvnno Hnturalmcnle e,·itarc ogni ~per ­ JlN'O n ella prescrizionP clfl Yitto P dri meclicame_nti e nrl ('Onsumo <l<'~li oggetti nccesso1'i alla. cura. èl<'gli infermi. Purono inoltre spe<'ifi<'atr pi1) r~nth'tmrntP lP nttrilmr.ioni c'lei mr1lid r chil·nrgi mag· ~i ori. dpgl i nllirYi dii ro1·ghi. Mi fnrmndsti. (]<'i <'ommis~ari. dei rrligio!'i ('lrmo~inir1·i <'<'<'. C'o n o1·1li na nr.a dr l 1719. fnrono fì~!'at<' l<' p:1~h<> mrnsili del JWl'sona}(' ~anilal'io : :mo lihlm> r 10 l'Hzi<mi pr1· il mPàko in carpo: 1r)0 lihhl'<' r lO rnzion i j)f'l' iJ <'OllRnlrnt(' dtil·m·g-o: 390 lihlli'Ì1 r 6 1·nzioni 'Pf'l' il dli1·mg-o in capo: l :-iO lihbrr r 4 rnr.ioni p<'t' il chil'm·go :l~!':i . tPntr: (ì0 lihhl'<' f' 3 rar.ioni per il dtit·urg-o a!':. ist<'nt<' in ~econclH: :m libbre f' 2 1·azioni 'P<'l' ~-:li nint:ml i: 1 ~O libhr<' <' 4 ra -


-

295-

zioni p er il fm·lllacii5ta c..'lpo (' :-;o il ihbre e~ t·nzioni per g-li nint:mU farmacisti. Ma, ciò nonostante, lf' il'l'egolarità rd i sopru:;;i non c<·s~a­ rono. Giorgio ) l are~chal (fig. 7~). primo thil'urgo di LuiA"i XIY. di ritorno da un giro di isp(•zioue degli o:;;p<>dali militari di Fiandra, in una 1·elazionc al R P, formula ·espli<:it<• accn~e con t t·o l'amndni:;;trmdonl' <li questi Rtahiliu i(•nti sanital'i, «che i! Rta,ta in og-ni tempo font<' <li nbusi e di ll1·ig-~n1tag'gio <ln pn1't(> del maggior numero degli appaltatori»- E si ~caglia contro gli !';tCR!':i controllori.

~'ig. 72- Gioa·gio Marescbal, primo chirurgo dei Re Luigi XIV e Luigi X\',

che, in luogo di difend<.'rr <' ~ah·agu~l!rdarc g1i intC'ressi dello ~ tato. Ri lasciano conompere <• :-;i ingolfano in Yergognosc tt·ufl'e, Rpinti da. ignobile avidità di lntt·o. con la complicità dC'g'li imprenditori stessi. X~ mt> no g-ra v'i sono le a cense fatt<> dopo altri sQprn h10ghi d el De li'a uqui ~ r-c, luogotenent<' generai <:> <l<:'g11i (>-$le1x-iti cl<>l R P, e del Cont(' <li Cl crmont, :;;opr·uttutto per l 'affoll amento dei. mnlati. obbligati n tL•o,·arsi rn lor;t fino u tre n<'llo ~te. !'lO letto, mentl·e . i


i!)() -

•·•msidera n1 già nn pri \'ilcgio p et· i :-;ottul:liciali dispone d i nn lNto a due. (~. ~klwnl

dc la ) lm·tinh"l'<' {l li!lU-17~:~). g-i.:ì 1·korda to fl'a i <·lli•rurg'hi 111 ilitR·l 'i fnltl<:t• :· d, (fig. 7!3) Pd adtld t o allla p.,t·~onn di Luigi XY, np] 1733 ~i .,l'H <li!'tinto n<'lla campag-n'a <l' Italia. tH'l 1734 nll'a.!'eclio Ili I'raga. IH'l li46 agli nttae<:hi <li 1\fons. di Xamur <'tl a11a battag-lia di Ra('oux. Allo l--<·opo di eliminm·e que~ti alm~i <''l ilWOII\'<'IlÌ('llti, f11 l'in):;piratot·<• <lPll'onlinam~a <l<'l J agoi-lto 177:!.

Fig. 73 - G. Pichaut de la ~Iartinièrt•, primo oltirurgo di Luigi XV (1696-1783). (Quadro del p i ttOI'O Latiuvillo).

pe1· la qtlith• l'n <·o,;titui to un Co111ita to <li !'anità permatwnt<· p<>r l'auuuini:;t rnzionc dPgli o,;pednli militnl'i. nlln <lip<'nd<>nza <l<' l ::-:egt·etal'io <li Htato pct· In g-nena, <·ol i 'in<'<trko di ispt•zioni ;rnnnali o ~nltnal'iP ng·li stahilinwnti sanitar·i, (lt>l contt·oJl.o ~Snll'iNtr·uzione

l<'<·ni<-a d<>l pet'sonnlf'. d<• Ila Yip;ihnl?.;l. sull 'alhrwutazione e<l igi<'n<' <l<>lln trnppn, e di fon d n re nn JWt·ioclico x<:ipnti fko c b c J>l'f'sP il nome di niot·Hnle di ml>1lidna. chir·m·g-ia e farmada milit:u·e. La


-297rcda~ion c <.li q nesta 1·ivi$ta ~d{~ntifìca militare venue affi(lata a Vchomc, con [a collaùotazioue di Bonrit>-nue, chirurgo maggiore gene·mle dcgH ospedali militari della Cmska ed autme di pre· g:(woli ope-re l->ullit conserm'l.ione degli n·rti nelle fe1·ite ùi guerra e snlla colllmozione cerelwale nelle lN;ioni del oe.:ranio, di Chastenct, che t eeò. un importante contl·ihuto alle 1lesioni del cuore e dei grossi va~i, rli Dnpont, che lasdò scritti interessanti sulle fel'ite del tora<.:E>, <li Heequet su <1u-el1Le addominali ecc. Detto Comitato e1·a composto di un generale medico ispettore, di ;) medici i~pettori (' di. 2 <'hÌ•l'lll'g'hi col g·l'iUlo <li f~1pettore. Pnrono inoltre coRtitniti ·<legli o:;;pedaii reggimentali , ·accanto a l quali cloveYano funzionare degli o~pedali ausiliari per i1 rkonlro dei so:l dati del I]:H'er·ddio, delle i·(>dute e clrllc tl'uppe di passaggio, appartenenti ad alt•r c gu:u·uigioni. Durante il regno eli Luigi XVL furono istituite p er l'arruola· lllf>llto (' l'i~tru~iOlH' tt>enica. del per~onale ~anitm·io a~gregandoli~ agli ospNlali nuRiliari più i m portanti (:\fetv., J~ilra , Rtrasbmgo, ToJo1w r Br<>Rl) , dellP Hcuole eli ,;;anitù, che fnnzionarono fino alla J·h·oluzionr, con RYOilginH'nto di (•orsi triennali P ~e~~-'<'l1llflli, di nnato111ia. mNlicina op<'l'<ltmhJ., fa.sdatnrf' P<l apparPedli. di Ìlll!JWl'· tanr,a uguale, se non snperior<>. a qnrl1i impartiti urllP nniver~it;\. A questi !';i agginn~Pro, in I'E'gnito, gli ins.rguam<>uti .della fi. ~iologia, {lE>l la matPJ·ia nw(lica, del~r malattie ,·rneJ·pp P cl<>ll'igirne, la qnale si IP1HÌ b('n ritrnPrc sia gPrmogliata pe1· opC'ra cl0i mNlid. militm·i , chiamati prr i 1p rimi a 1prevPnire lr malattie <le1la collrttiYità. J·apprr~Pntatn, i11 qnf'st'Ppoca qna!';i ('!';('hl!';intmrntc ·d alle nlilliziP. ln qn<>Rto ]Wl'ioclo s i nota aJWOJ'a un tenhtti\'O <H ~oppl'inwJ'e il s<'nizio <l<>p;li o~peflali militari, ,p rovvr<lrndo .alla .rnra dei malati P ffl·iti a mt'zzn <li infrrmr1·ip p,re!':icliaJ'ir o pr<.'s~o i l'<'ggimPnt i !';j pssi. cou appalti t>sptrs~nnwntr s. t a hiliti : 111a ne l 17fl2, dopo un P!':pe6ment o sfav-oreYole. ~i ritOl'llÒ n lhmtko l'i.::tpm;t.

P<' J' qnanto !'igna]'(la il ~ervw.1o s.nnihtrio militarP in c·ampagnn, al1biamo .g·ià ac·,c·rnnato nll'i~titur.ionr fli o~prdali (l a eampo nmhulanti. i qnn li :;:i impinntaYnno acl nna <'erta cli!':tanza d;tl l11ogo clrll'nv.imw (·on pri·!':onnlr d1irm·gi{'O t·ratto .rlngli o~pNlall 1ni lit;11·i. ('hP I'<'Hiva ~o~titnito ~ r-.11a Yoltn ('{)n rl<>ntPnti bon!:hrf::i. Qnl'«l f> nnità sanitnl'iP J'nppref::rnt;wano nn .rentro (li ra(·(·oltH rlei 111alati P fe t·iti dt E' eJ'fllH) poi ~g-omln·<tti in of'>p<>flali. <l<>i ti l'eclcn -


-298tari, allestiti nelle città dciniori. Queste unità :.sanitarie erano ùotn.te di materiale chil'U egico e di medkaziom• e di medicinali conv.e nicntemente J·ipm·titi, tl'aspottati isu !-:!l)t'<:iali H'ttu-re, lllU nit e di a;ppositi scompartimPnti, in modo da l)OLPl' esse1·e rilevati prontamente e facilmenLe. J'er ~o sgombero •lt>i malati e feriti, si ntilizzaquw altresì <'ani a 4 tuote a so~ pensiouc, capad di contl'll('te :{ indiYidui p er fila. Ad ogni atmata di ~0000 uomini erano assegnati :W di que!';(i mezzi di tra porto: inoltre ~e ne destina,·a uno p er ogni 1000 uomini in più. Agli Oiipeùali . cdentari Yenivano trattenuti i ma lati e feriti intras,portnbilj; gli a1tri erano sgombrati nell'in teJ'no: <Jnelli leggeri, ch e IPOtcnuto in bre"e ten1po l'iPntrare ai corpi rispf'ttiYi, et:mo l'icovcrat.i temporaneamente' in l'epndi s p eciali, detti Uhambnl('8, i~t i t uHi p1·es!\o gli o~pednli ~rò<'nt:n·i. Rnra.mcnte s;i opera\'ano i feriti snl campo <li hatta.g-lia. : gli int<>rventi !\i praticavano iu qlwt":tf' unità ~anH;n·ip <lnl dtiJ•urgo m~ggiorf'. ~sf'ii~tito dag-li altri <'hirurghi. s<>nza a knn nwzzo fli anf'~tesia e col pazirntC' tc•nnto semplicemente fermo dag-li aiutanti. A quei tempi ~i era g-i;) cliffn~~ la <'Onvinzione che la miglior , cnola per i chirurghi fot":se la guerr~: <> lf' hattagli<' r g1li a ssf'di ct·nno palestre di profkni ins<>g-namf'nti p<'r l'ingrntc• numero ili fpl'if i cla soccorrere: non hn~taYa ili aYel'C a rlisposizionP nn buon a•r mam<'ntario, mn C'l'a indii-<prnsnhilP ~ervil·srnr con nbilit:ì Prl in telligenza. R avaion. <'hr abbiamo rievocat{) come 1ma (!<>lle figure IJ)it) tipkhe chirurgo militare (li quell'<'IPOCfl, in ha~f' all 'espel'iPnza di 36 nnni di ~<'J·Yizio, traf;(:Ol'Si pe1· la più gt·an parte i n guena e negli ospNlali. :tY<>,-a <'On<'e pito il 11l'oget to (li ro~ti t nire clf'lle hrigate . anitnrie mohili <l l ~<>guito clelle truppe op<>rnnti. for mntr da nn chirurgo aiutant<> maggiorf'. da nllie,·i. cla nno ~pe~dale. nn rlPmo~inie-re f' th1 :i inf"J'llli<'t'i. f' fonlitP <li un <>nno contenente nnn caska òi !\htnnPuli dtil•nr·giri f'cl appart><'rhi, 1111 !"acro eli matel'inllr <la menÌ<'::t:~ÌO:ne, ~(·fl(OIC' <li fìln<•('Ì(> e (lÌ lllC'ClÌ<'Ìllllli, ~ei barf'}le, 1111 harilc>tto eli vino r <loLlzioni eli vivf'ri <li l' iRPl'\'n. E dò. « \l)er <>vitarE> gli inconvpnif'nli ,·edfkati"i moltf' voltr (li far l'imanere:> i malati <' ff'riti pth·i di so<·<·orso pt'r pare('chi gim·ni. <' prr awre il Ynntag~do di poter rari<'are ~nl cm-ro gli infprmi <'hf' non foF: N·o in conòizionr da potc>1· <·amminare ». )[;t d<·,·r n n<'ora rpassare m<>z7A) Re<'olo IP l'imn <"h<' qu~ta idea diventi rf'alt:ì <' Ria tradotta in n t t o cln T.al'l'cy (' P<'T'('Y lH' ll<• (·ampagne napolroni!'ltr <'on le famose nmhnlnn7.e volanti.

oi

•


-299-

A questo P'l'OIPosito, non satù inoppot·tuno dat·e un cenno sui mezzi di trasporto dei malati e feriti in quell'epoca. Per lo più si ric<>rreva a soldati portatori, che sollevavano ill ferito, chi sotto le ascelle, chi per le gambe, mentre altri portavano il corredo e le armi: sicchè mezza dozzina di uomini abbandonava il campo per un solo colpit<>. Oppure lo mettevano seduto sui fucili per traverso o coricato su scale, o su mantelli o cappotti, o si utilizzavano lunghi rami ù'aJlbero, che ~i infilavano nel pagliericcio, su cui era adagiato il ferito, adattandone gli estremi a 2 muli, oome per il trasporto in berlina, o l<> sgomberavano infine a mezzo -di barelle t•udimentali, per lo !Più improvvisate, che erano causa quasi sem1pre di forti scosse e (ii dolori indicibili. Si faceva uso altresì del t·rasporto a cavaUo, qua.n do le oondizioni del ferito permettevano di tenersi i.n sella o de!lJa lettiga, che già, come vedemt:w, aveva fatto la sua comparsa fino a.l tempo delle crociate o di sedie portantine. Il celehre ma.resciallo .1\faurizio di Sassonia} già ricordato, affetto da cachessia ma.Ja.r ica e da id1·opisia, si serviva sul campo di battaglia di una caN'<>zza di vimini trainata, da \ma jpari~lia (fig. 74). Anche la ~1aggior 1parte dei comandanti, colpiti da gotta e òa ·r eumatismo arlicolare, che non p<>tevano montare a cavallo, si facevano trasportare in berline, che si distinguevano per 11 0 sfatzo ed il lusso. Per i trasporti a lunga di!'ìtanr.a, si utiliz11axano anche le carrette ed i casRoni. Co!'ì1 il De Fauqu~t-re, luogotenente generale degli E'Rf'rdti eli Luig'i XV. aveva gin t•ilevato, a questo riguardo. l'im:nflkienza dei mezr,i eli sgombero in campagna, of proponeva di . ntilizza·re «i carri c i cas~oni clw hanno tra!'ìportnto il pane e le munh~ioni alle tru:ppe, ~f\g'li<'nélo -condncrnti <'he abbiano cura nei malati e feriti c non li nhhnndonino, qn;.mdo l<' !'ìtrailc ~ono malag-cYoli o qn:mclo ill c::~rko sia. t·t·oppo pesante>>. Rcl ag-.giunp:eYa. che le {lillkolhì. ili sg-owbero « l1anno s('nsihilmcnte ritnrdato f' talora fatto prl'(lf'rr il frntto clflln Yittol'i.a in hatfa!!'lir impeg'nate a notevole di!'ltam~a. dagli \)sprdali il<'lle dttà. rpoirh~ sono !'ìtati nc<'e!'ì!'ìari pareùhi giorni .p<•r t·rfl~portare i feriti, cbr !'ìarebw ~rnto inumano abhanélonar<' !'ìlll Nnnpo senzn soccor!'ìo >>. Il De Fanqni~rc non >::i nn~on(l(' gli i.lwonvE>niC'nti rh<' !'li J1anno <'o n t ali mezzi cl i !'ìgom hl'ro p E'l' i forti sha hL cui sono :<ottoposti g•li infermi su trr·1·eno aN·i<lellhdo (' pe·r la clifficolt;'ì di pr<'!'ltar loro la dov11ta ::u:::~iRtrnllfL « Que!'ìti mezzi éli t·l'a$pol'to. sc·rive a IJWoposito 1111 chirurgo


300 dell't>tpO<:à, sono (~apad pinttosto di agg•raYarc che eli migliornrP lo stato degli alllmalati, pig-iati senz'ot.dine su di un medesimo <·ano, senza nullla che li sostrng;<1, urtandosi gli uni con gli altJ·i. P~1posti a sobbalzi violt>nti pPr ·la ::n<>gna.glianr.a de l terreno su <'Ui si passa, senz'alt1:a immagine innanzi agli <x-<·hi fn01·i di <)lwlhl del sangue. eh<' si pt>r<le sen:r,a rimedio, senz'nltr:t m(>ta che una morte gna~i jupyitahilP. BPil<'hi" i chil·m·gh'i mettnno grande premum nel

.Fig. 7.t - H maresciallo di Sassonia si fa trasportare sul campo eli battaglia nella sua carrozza di vimini. (Dall' E}lOJlCa militare di llouehot).

:.;oc<:ol'l'l:'l·e i f<;,l'itf, il tPlllJJlO inttn·<:orso prima, drll 'anivo d~·ll'<nn· bulanza P. t·J·oppo luugo. E poi, iu ogni tempo ed in ogni .sta gione Nl nnche di uotte, 1pmmlo il riposo sa rebbe st:-1io necessario. quanti non ~i sono assiderati su (JUei ca·rri e quanti sono aniYnti morii ni luoglJi di cnra.! )). Tl tPut>nt<> ·nmHli{) ·Rimon. dm·antt> .ln ritirnta <lelll 'rser<'ito flel ~ot·(l. <lopo la battaglia (li "N"rf?I·,,·jnten fn c-ostretto a Yia~giaJ'e pP-r bt>n ~4 orP da HrnxelJps n l\Ious ~n m1o di qnef:ti <'ani t on Jn · g:nohù destrn shaceNata cln una •pal la eli <;am1oi1c r con 1mn gra-ve


-301 ferita all'occipite; e, non anndu tro,·ato chinugl1i in quella lo t·ali tù, fu ohhlligato a proseguire il Yiaggio per altre J ~ o1·c fino a Yal cuciennes, «:scosso di continuo in qnell::t maletletta cnnetta. conw non lo fu mai aJcun iuùpic-cato, soffrendo incredibili martiri )). Il Colombi.er, chirurgo che ttYCYa parteci palo a n urncrose campagne, pubblkò nel 17~):2 un cmio1'o « Cocle d(> médN·ine militrtire >>. in cni mette in eYi,d enr.a le deficienze elci mezzi di sgombcl'O dei mala ti e feriti in gucna. « Tl mmwro dei Y<'icoli adottati, egli osì'iena . (> ~>cm p re più -grande di q nanto non RL""L utile, poichè rwr il lon> t~po di co~t1·uzione gli infN·illi Yi !';Ono male <·ollocati, ,._bal lottati, poco n~ntilati e cliflkilnwnt<' curati. Bono earri comnni. 1·koperti di tela im:erata. ~ul Jonclo dei quali è ~tk'Ra 1paglia o fieno pc1· a{lagiani p;n·e<·chi ilHliYi<lni. gli uni fl('<:anto agU a.Jtri. Rppo;;:,:o ma1l coperti, quakhe Yolt<t ad1lil'HI ura Roffocati )). A. riparare a. tali inconYcnienti. egli 1proponc eli «allestii'~' cal'l'i per il trasporto di soli 4 malati ('oJ•icati. ~o~eRi ~n mut ~pe­ <"Ì«> éli lettino, con due po!'lti speciali a nic<:hia, òaYanti <~ di dieh·o, pe1· nn infet·micr<> e p<'l' nn dtintrgo. Qn<':,:ti YPi<-oli do,·e,~ano avere la forma di fuJ'gonL e per renderli più leggeri. la canoz~cria doYPì"a csR«>re fatta eli Yimini e ·riCOJWrta di tela ì"el'nidattt. <·on clue fbtrì'itrellc a- Yrtr·o. anteriormt?ntr l? poRtt?,r iormrnte, e c-o l t·etto movibile prr fadlitm·e tl 'aereazionr. ' l're !';barre eli frno. fiRRate ad egna) l' <listanza. ai Iati cl el ca•lTO. !'<'l'vi ''ano <li tc:>necr· sospesi i flUa tho lettini. forniti das('uno <li pa.glic:>'l'icdo. eli coperta, di un traYc:>rsino e eli l<'nznola. La ('fllTOzzetia clO\-eYa poi posal'C su eli nn tt?laio a quattro ruote ed e~sl?re so~pe.sa come nt?lle Yettm'<' ordinn rie )). Nè trascurò l'aF:~iì'itenz;a chknrgka ai f«>l'iti dnrnntl? la maiX'ia. prO\'T<'élrnòo ogni Yeicolo tli ~u:ffidente fJllllntità di mal rriale M medkazione. D opo nn '!':I?('Olo e 11H''II7.0, qu«>Rtc rpropo!';te l'Ì!';j)Ondono a:ncora in gtan parte a 111? moderne esig<'nz«> rli nu I'HZi<malf' trasporto dei mnQatì «> f{'riti in gue-rra. nù- ll;mno perduto <lrlln loro Remplidtà. <' praticità. P f'l' lo ~[?,'omheJ·o in loC'n litù rno1to <listanti Ri rico1•rcYa infine iìllr Yie fhlYinli: co!-4ì n«>l 174.~ nn gran numero dei fNiti òella battaglia eli D«>ttin:r<'n fmono imhm·cati ~H cblattl? a Religestaòt snl 1feno (>, l'iRall'lHlò n Reno. fur-ono tral'portn.ti in .\l!":azin. ('Oll mng-g-ior sollif>Yo <' vnnta·gg-io tln pnrte cl«>i pazi«>nti. ·l' pe-1· la mnn C'Hnzn di ~<'OS~e f' per 1111[1 J1iÙ E'fikacr P ('Olltinnn il!":~iRtP117.ft cln ran te il vi::~gg:io.


-302-

* * * Venendo ora a trattare d~lrorganizzazione sauitruria militare nel settecento nelle altre nazioni d' EuroJPa, non sarà inutile ri col'dare che in Gc1·mania il servizio sanitrurio militare ebbe origine sotto l'irope1·atorc ~1assimiliano, alla fine del sec{)lO À.'\T coi tosatori eU campo : da questi a JPOCo a ,poco si arri1ò ai medici ed ai chirmghi presso gli esf'rciti. Nel 1685 nmne creato a Berlino il « Uollegium rnedicum >>, di cui facevano parte anche medici milita.l'i, c nel 1795 sorS<e ]Jistitnto Federico Guglielmo, esclusiYo per l'arruolamento ecl istruzione {li questi. Fe<lerico I di PruRsia (1668-1713) prese p::~rticolarf' jnteressa.mento del servizio sanita.l'io, e con apposita. ordinanza dt?l 4 novemb1·<; 1712 stabilì che i hat'biel'i di com[>agnia fossero al1a dipendenza dei barbieri di reggimento, i quali. :wevano la facoU:'L <li scegliere il personale suhaJterno e l'obbligo di stipendiarli e di pronedere anche i medicinali ed H matel'inle di medicazjone. Con precedente <resoritto del 10 marzo 1704, aveva già provveduto anche alla sistemazione degli ospedali militari : il primo sla,biJimento sanita.r io in Prus· sia fu impiant::~to nel1710 in una casa attigua alla porta di Spandau e fu d~tina.to a tlocale d'i~":olamento per il ricovero e cura dei [)es tosi. A limitaye il dilagare di mnlattie veneree nelle tru!J)pe. ecl · il nnmero dei figli illegittimi. che n~l solo esercito di Sa-ssoni a.. <lella. forza di 30000 uomini, ammontavano alla. cif•ra enorme di 20000, nn editto dGl 28 febbraio 1712 autorizzn:m bensì la presenza delle donne nei quartieri, ma, queste non avevano di·r itto ::~,d nsuft'uire detl materiale di ca-sermaggio. del r'uscaldamento <' della illumina7.i.one. Un successivo editto ili li'ul·~rko I di Prus.;;ia li· mitò nell'esercito il numero dei solda.ti che potevano contrm,re matrimonio, dducendolo ad nn terr.o della forza effettiva, ed una ulteriore ordinam~a restrinse ancora il nnmero dei m::~,trimoni al 10% per ogni compagnia. Dura.n te il •regno di F ederko GugliPlmo I il Grande (1710:1740). nn:Ol'dinan?.a del 18 maggio 171~ e<]uipa.r ò i barbieri reggimentali al rango di uffi.ciall i subalt.,rni e con la. stessa paga. Il re, dOipo la !':Ua a~":snnzione a1l trono, nominò Bra.ndho.st (1694-1740). <·hirurgo (]ella guardia. aQla più alta. Ntri<'a. di chirurgo generale, con lo stipendio dj 15 talleri imperiali ::~1 mese.


-303Successhamcntc fu nominato nel 1716 chirurgo gene1·ale dell'esercito p1·u sia.no Emico Coteado HolzendorJI (1688-1751), il c1uale si era acquistata la piena fiducia del sovrano ;per uvet'lo guarito di una gmvis ima malattia c potè ottenere con dl'<:r(•to òel l~ gennaio 1724 che fossero iniziati i la.vol"i per l'ampliamento del teatro anatomico {li Berlino. fondato nel 171:3, il quale fu a.ggtegato al Col lcg-io medko-clrir·ni·gico destinato all'ish-nzione su · pN·iore <lei medici milit:u-i. pei qnali era stai<> ridotto ad ospedah• così detto dcl1a f'arità il nuovo lazzaretto di BN•lino per la loro <·oltura. QuE>sti vcniYano altl'<'"Ì itn-iati in Francia nelle clini c-he di Parigi a spf'ro;e dello Rtato per corsi di p(•1·fczionamento ..\1 tl·i chirurghi generali dell'es<•J·cit o prul'siano fu1·ono Gim·anni Teodoro Hell er (l(ì8!) -17GO), Uiov:umi B-onness. Andrea Ootlreniuf< (1708-J 797) , O iovmmi Sehum 11<'k<·J· (171 2-1786). È intert~~ante al riguat<lo fm· cenno di nH r<•golamenio <Jp] S(!nizio l'anit:nio, compilato dal ct.irnrgo gew•rule in data 30 gennaio 1725, <·be. oltre l'aumento ù<'W<,rganiro. ;;;tabiliS<'e nuO\"C no1·nu• IWl' il fum~ionamento del scni?:io i'anitario. di <·ui l'iassumiamo lt> più hnportanti : l) i ba1·bic-J·i di reggim ento n011 potevano CSS('re nominnt i o (limc~~i dal

senizio senza 1·egolare brevetto reale: 2) gli a pil·anti alla cani era sanitaria ncll ·es<>rcito do•enmo sostenere un e, ame rpreliminarc dinanzi a nn coJlegio mc(lico P frequentare 11n <•orso preparatorio di medicina e chirurgia op<'· raiiva; 3) doveYano inolltre prc~lat(' il giurnmento di rito davanli a l pr01prio comandante; 4) nei reggimenti di canlllel'ia era fissata nna paga di 106 lallC'ri mf'nsirli rr>Cr il barbiere <li reggimento <' di 6 talleri prr og-ni harbif're (li squadrone, in numrro di J O: :i) nei r eg-gimf'nti di fnnler•in il barbirrf' fii reggimf'nto l'Ì · <'f'Yf'Yfl lo stipen(lio di 12 tnllrri mrn!':ili clnllo stato maggior!" e di 10 talleri per ogni barbif're di compagnin. di cni però doveva sborf<arne i) ad ognnno di e~~i ed altri n pet• la provvi~ta di m<>Clidnali: 6) i baT·biC'ri da campo e1•ano l'nborclinati ai barbieri di reggimf'nto. e non potevano pl'OVVf'Clf'rC' n1ln c1wa dei malati od N'<'· g-nil·p ntti op<'rnto'l'i ~f'nza il lm·o consf'nso: 7) il h:Hhi<'l'f' di reggimrnto era chiamato n. ral])porto ogni


-

:~04-

giorno alle ore 11 ùal prop1-io <:OIIHtnclan te ]H' l' riferi l'l' snl SCl'\'Ìzio :s<tlliiHl'io, wa, in ca.':lo di nrgenza , era <lltlm<•s:-;o a <rnalnnqu<• ora: 8) in <·a:-;o di morte di I'Oldati. il barbiere di 1·cggimento t•ra obbligato a lll'ati<:<U'<' in l 'rescnr.a <li un utlidale l'autopsia del <'3dan•L·f' ,pc1· ac<·<•rtare Ja ('<tusa <h•l deccsRo <' prcsent;u·e il l'C(<•J·to ati p1·oprio (:Olli<Ulclant·e, il tJnal f' ne f;wcv;t rappo1·to SUC<'<'!o;:-iiYamcnlt• al Hc. Federico Ongliclmo il (;rande diN1P inem'i<·o a f'othe ni us di organizzare' i l servizio ,.,;anit:nio JH'l' la gn<'l'l'<l dei 7 anni, impian tando osped<lli milita1·i l"lahi1i a lh·pslaYia, <llogan , ~lettino, Dr<•. da. T01·gan <' "-itt<•nh<•J·g, degli ospedali mohili da <·ampo in lo ealitù 1prot<•l l<.• dal tiro nrmico <:'d Hltri osp<•<lali nelle piazzp forti. I l f>OC<'Ol'HO dei mn lati e Je1·i ti in (:<Utt pagna vpnint lli simpC'g-nato prel'i':o i ('orpi dn un barhi<'l'l' di r r gginwnto <' <la 4 ba1·hiPI'i di <·ornpagnia. i quali aw,·ano l'obbligo di <·urat·e prima qu l:'lli <l<•l prop1·io ·I·<>pnrto C' nn~ionHlità e poi nuel1e !Jll<>lli cll'l 11cmico venw i q un li fm·o11o usati ~enti meu ti nnJ:tnit:ni. Il Re im·iù inoltrE' L~·~~<'r <' BoniW"-. <·rl<•ln·i chirlrt·glli da <·ampo, con :iO M~i~l<'lll i per lo !o<g'Omb<•ro <l i olt1·c 7000 fC'l'it i a u~tro-!'af< . oni d<wo la battaglia di ~tJ·iHg<~u. ~\l f'<•l<l ·mar<•s<·iH1lo Helt<'WJ·in I'Wl'iH!o;<': « .\huiate <'HJ':l <lPi f<>1·Hi: <'~~'i ~ono mi<'i figli!». ed il:; giugno 17-IJ qn·<•rnm·o!'anwnt<> <>g-li ste.,;~'o si l'N'Ù a \isital'li. Dopo la battagli a <li )Iollwitz Ri dowtt<>ro i111 piegar<' Il giorui JWI' lo sg-omlwro <l el <'HillijlO c fu1·ono rC'quiRiti :iOO<Il·ng·oni pr1· il traspn1·lo <h.' i ma.llc'lti c f:C'riti. I nfin<' 1wl 174() a nrnentò i l n uruero degli osp<'<l:ttli d i gu<'I' I'U ed istit nì u11a <'a~a di l'i<-oYel·o <•d il'tl'nzioiW pt>or i. mNlici milital'i a J'ipo"o (I 11ra l i d enlt au .<.:).

A (}llel'to pl'opo~i lo. ltlC'l'ita nn <'enno i l l'<'golaw<>nto compilato 17:):) di propl'ia lllf!TIO da F<>cl('J'l('O n di Prm:. in ]H'l' il S('l'Yizio l'anital'io n<>i r<>gginwnt i <li C<n-all<>J·ia . •\1 J'C'gginwnto <li cora7.7.it>ri <' <lrng-oni (li , ·18 nomini Pp:li assc>~nò un <'11irurg'o, condilwato (la !l nintanti f'll il'nrg-hi ha·1·hiP'ri: al l't"ggimen1o leg-g-rro degli n ~~fll'Ì. di 1172 nomini <' 10 l'llli~Hh·oni. nn <·hirur~o ma~gior<' . 10 <:hinn·!!hi e 10 aiutanti. f'. sen<lo qut>~te 1111ità dE>slinatf' nò ope-rare i. olatam<'nte. F('{'lf>ri<'o U stabilì inolh<' <"llC' D<'~F:un dJiJom·g-o maggior<' o rhil·u1·go fo~sr ammPs<:o n<>ll'el'f'l'<'ito. ~<' pl'ima non fo~~ ~tnta HC <'<'l'ta t n la l'li :l rnltnra p1·ofE>~~iona le ònl rhirnrg-o ~<>n<>ra l<> <' da l Comitnto di snnitù. Tl <'hirnrg-o mngg-iorr, poi. a !':11:1. volta. n~cln ­ tnn'l gli aintant i <'fl <' l'H rC'sponsn hilr cklln ' lm·o ca parità tecnira. 11('}


-305 Ordinò ancora che in caso di mobilita.zione fosse impiantato un ospedale di sgombero nella città. più vicina, assegnandovi 8 chirurghi, al quale dovevano ailluire i malati -e i feriti dai •r·e parti combattenti: .q uelli gravi erano sgombera.ti su ca•r ri speciali; i leggieri mardrwano ind·r appellati al seguito della vettura traSjporta nte il materiale sanital'io. Presc·r iveva infine che alla truppa fosse cli~tl'ibui.to possibilmente il rancio sempre caldo, ed in mancanza fosse fatto bollire il pane da munizione nell'acqua sotto forma di zuppa salata. In ogni città di gun,rnigionc fece impiantare un ospedale generale, con personale sanitario tratto da. quello in forza ~i vari rf>iParti d(>ll presidio, e solo ec('ezionalmente si poteva ricorrere alla coll[Lborazione eli medici dislocati in altre città.. E clieòe ordini seve-rissimi perchè dagli accarupamt>nti fossero allontanati i medicastri empirici e le !prostitute che Reguiv:mo a,bituitlmente le trup:pe, attratti dalla facile fonte di guadagno. Circa il servizio sanit.a rio presRo l'(,sercito inglese, nel 1762 fu redatto un regolamf'nto per i1 fnnzionamcnto degli oRpedali mimat•i compilato in 8 aJ•ticoli da Robe1·to Gorclon, chirnrgo militare di Wincheste·r , ed anche Brecklesby nel 17G4 fu estensore di un a.Jt•t'O regolamento ·~;·ù 6 at·tkoli sulla amministrazione sanitaria militare. Per l'esercito russo, è da, l'if·e rke che fin dal 1G15 furono assegnati alle millizie dei medki in sostituzione dei barbieri -chirurghi, pei quali erano stanziati foncli :::pe<:iali; e nella seconda metà del seicento fm·ono anche istituiti dispensari reggimentali con dotazione di 200 rubli a11'anno. Durante il regno di Pietro il Grande (1690-1725), un ukase del1716 assegnò a ciascuna divisione un medico, nn ch i·rnrgo barbiere ecl un farmacista, ad ogni reggimento un dirurgo, ad ogni compagnia nn ba-rbiere da campo; e furono a.llestiti anche ospedali attendati ppr il servizio in guerra. Infine, !per quanto riguarda. il servizio sanitaà'io militare presso l 'esercito austriaco, accenneremo che soltanto nel 1776 fu imposto ai chirurghi l'obbligo di fare un corso ·regolare di studi, e 10 anni dopo venne istituito dalQ' italiano BrambilJa, come accennammo, l'Accademia Giuseppinn, pt>r l'istruzione SJpeciale tecnica del Co11po sanitario. Analoghi istituti fm·ono fondati nella stessa epoca. anche in Danimarca, in Svezia e ~orvegia, in Russia e più tardi in I nghilterra. 20


l J ~


OAPlTOLO YJI.

I SERVIZI SANITARI MILITARI AL TEMPO DELLA RIVOLUZIO E FRA CE E E DELLE GUERRE APOLEONICHE.


J. -

0RGAJ.'\IZZAZI0:'\E

SAXIT..\RU

MILITARE

Dl!R.\KTE

LA

RIYOLU-

ZIOXE FR..\XCESE .

•

La rholuzione fJ·aJlC'('f':C, che proclamava JH>l 17. 9 i diritti di tutti i cittadini e ~'eleyazione del terzo Stato. fu oltr·ernodo sollecita wrso il f:loldato, il quale r·appres;entava, il dttadino per eecellen:r.a, <·lrinmato alle armi, in dift>f;a cle1la NazioHc. E t·iconobbe come un ~o;acrosanto ed imprcs;<:indibi1e dovere di lll-i!'<Ì<'urat·c il mantenimento delln sua salute, in quanto <'he egli si potent -ormai considerare, non pitì come suddito della monarc·hia. ma l)(•n!'lì come un cittadino po· 1.1to da11a legge a tutela dt'lla patria e della libertà. « L a ·r epnbblka. (-. clrtto in 1m [)roclama dell'anno HL non vnole ril'\parmiare nulla, JH' r·<·hè i ~moi difen . ol'i t·iac·qnistino la !'<alnt<>. ma intende che tutto il clcnm·o che destina ad ('RRi, Yada rralment<> a lm·o vantaggio: e~sa condanna in <>gunl mism·a ln parRimonia <' lo spei'Jpero )). Il <lhitto di difenclct'e ln 1·ivoluzione contro ]p I]>Ot<>nze Europee <'onliz:r.ate (l'Anl'ltria. In P t·uss;ia. il Piemont<', la Rpagna al confine, r l ' I ng-hilterra po1· mar'C') im1pone alla Frane in l n <'osc·ri:r.ione. la qnal e cambia rrupiclamenle la fisionomia e il <·:uatt<'J'C' del soldato e l'<'JHle nC<'essaria la pt·epa1·nzione affrettata <li un rsrrcito. egregiamrnte compiuta dal d t tadino Carnot; In g"llc>rra cliventa così una rwc·essità per la dift>~a <' prr la grandezza <l('lla patl'ia. Il Comitato di ~alnte pubblkn della ri•ohrzion<' clirigP cla Parig'l le• operazioni belli<'h<', ~rvrndo al fronte com(' pr·opti rappresentanti !l<'i. commissari, che non sono rpc>rò all'alt<>zza clrlla carica. I reggilllC'nti d i fanteria prendono il nome eli mc:r.ze hl'igntr, c Rono formate <li 3 battaglioni di 700 uon1ini. su 9 compagni<'. La ('::tvalleria ha J·rg-g-imenti di 4 Rqnaclr·oni di 700 uomini. su 2 !'(Jnadroni. L'artig-lirl'ia è riordinata in hattrrie di 6 1pezzi ciaR<'nno: e l'i cominciano ad OJ'ganizzare i l'Crvizi <1<>1 genio. con le ~'pe<"ialità zap'Patori, miMtori. mongolfieri. f'on questi ('}f'm('nti si <·ostitni. rono le din~ioni, nnit;). tattiche di guf'rra. della forza òi 12.000 nomini cial';(:nna. c he in numrro vnrio fo1'mano gli esct·citi, i f)nali prendono il 1ronw dalla zona d'oper·n:r.ioni.


-310E fin dai primi tempi la Com·enzione nazionalle modifica so. tanzialmente la po izione dei medici militari, che, mentre per il !Passato venivano !l icenziati alla fine di ogni campagna, diventano

Fig. 75 - Medici militari al tempo della rivoluzione francese.

parte integrante dell'e ercito, acqui tando posizione , tabile con aumento d 'organico, con Rtipendi adeguati e con uniforme speciale (ftg. 75), sui bottoni òella. ·qual<' è- fatto incidere ill motto « Jlumanité >>. D t1 170, che erano nel 17 ' raggiungono la cifra di. 1400 nel 1792. e nella seconda metà del l 'anno seguente, per nuovi concorsi, ~nlgono a 4000, p<'r es ere ancora raddoppiati all'inizio del

-


-311 1794, ed arrivare verso la fine alla cifra imponente di 9000 medici. È facile immaginare come, con uno svilUJppo cosi rapido dei quad•r i organici, e con la maggior estensione dei limiti di età, l'elemento

fi)/par toru n._. Jt... lev )uur<J NOTA CDiuu•l•••...ti ••ll•"•~ !>'',.IH•-f•....tlo

"•"•

<lo ··~l• lu l• .i• ;•.. •• , ............ ,~ ...., , ...... •-a c,,.;..,,~,.

... , . ......, ., •

,......, ...; ,..... .. ..... r:... ou,..•••h"'''''~,

,~

Fig. 76 -: llrevetto di nomina a medico militare al tempo della prima repubblica. (Collezione Rondelet).

·reCilutato lasciasse parecchio a desiderare: bastava invero che l 'a· spirante dimostrasse di avere f•requentato i corsi universit~1ri anche per un solo anno per consegui•r e il brevetto di nomina (fig. 7G). Talora ·r iuscivano a far parte del Oonpo sanitario persone prive


-

312<-:

di qualsiasi pre(parazione, come, ad esempio, gli stud<mti di trologia, che per la. sicurezza delle ri~ettive fami~lie non e ·ita,·ano a gettare la tonaca iPPl' accoDrcl·e volontari nell'esercito. La Cmweuzione, an•ndo a disposizione UJI c~l rilevante nnmC'ro di sanitari, potè eR ere in gmdo di a~seguare, col l't•gohtmento del 3 Yento. o 1793, ad ogni rC'ggimento un chirurgo maggiore e ad ogni battaglione un chirurgo. Questi, oltre la visita quotidiana alle ca!'ierme ed agli accampamenti e l 'invio degli ammalati all'OR1p edale, doYe,·ano in vigilare ~un 'igiene <l<.>lle truppe e riferire per i provvedimenti ai ·l'ispc>ttivi comandanti. E(l nn decreto rivoluzionario d el 17fl3 ~ancim «il diritto im[H'<'RCindibiJe da parte dei cittadini chiamati in difesa delhi patria. di cS8cre curati sì delle malattie che delle ferite riportatC' durante il servizio)). TTn allro decrE'to ~ta­ biliYa la costit nzionc dci Consig~li di ~anil à d 'armata, <·omposti di due o più ufficiali medid per gli accey·ta.menti medico-l·egali d<>lle lesioni ed infermità e loro dipcnden7.a da <·anse di !>lC'rvizio. J.ta fig. 77 •ripy•oduce un certiOcato di visita mcdico-co1legiale del tempo col gindizio di riforma: a sinistra non sono RUtti annotati i con tl·as~egni per~'<onali nellP apposite voci, e<1 in lms~o le finue dei dne medici visitatol'i sono vistatt> dal commi~":sario di guerm. La Convenzione aYeva ino1tr<' pre!;Critto <·he ai feriti di gue>rra t r·aspottatl dalle ambulanze foss<'r·o rPsi gli onori milital'i. Nl awva istituito uno speciale distintivo. formato da una stella d'01·o, da portarsi snlla regione colpitn, e, in caso di mutillazion<' deg-li al'tL sul petto. Organizzò inoltrr dellt' fe. tr uffida.li de1la RkonOl>'<'Cl17,.,'t, della Yittol'ia. clelia GioYin<>zza, invitan1lo i f<>riti ed inntlidi ad aRsistervi, con l'assegnnzionc di '])Osti privileg-iati, fra. le più alte cariclle dello Stato. All'inizio <l ella campagn11 d<'ll'anno VII. fu istituita. per iniziativa eli Percy, nna compagnia di J2!) infermieri, le eni m:msioni erano ~tatr nn allor·a disimpegnate cla Yecchi sol<lati, per la maggior parte invalidi. Essi. furono ifH'O>visti <li special<' divisa. che era costituita cl~1: una giubba scura con paramani e còlletto rosso. gilet clcllo stesso colore, <·alzoni scuri <·on nose lunghe, l<epì con nnl})pina rossa e bandoliere hian<·he. i)Ia dopo la guerra. rtncsto repnrto fu sdolto e fn 1·irpristi'nato solo temporaneamente durante la spNlizioM in Rpagna nel l 08. Per quanto riguarda gli stabiHmenti Mtnital'i milital'i, la ConYenziOIW deli~1·ò l'nllel'timento <li ospednJli sedentari tel'ritoriali c di ospedaH mnbulanti. n.l seguito delle


- 313-

FRANçAISE

t> iPART( MENT D& LA. CUf*ltt.

ÉCALITt. ~

FRA'IE. RNJTt.

Ag~ d•

T ••u. de C he-veux Sourcils

Ytu• Fton•

N<? 8 ouche ~\e-ncoù

Vi1,gt

Les soussignés. Officiers de samé , chargés de la visite des m·iliraires près le~ Gonseil de santé des ar~e\ ~timent jl~

le Ci:~y.en aénornYr'ié. ci-<lessus t:;!J-rrr~;,!-~~ J~~.._ .... ~t'~ ~-- --

;:r.,.

l

~~ Fig. 77 -

Certificato di visita medico-collegiale al tempo della prima repubblica. (Collezione Rondeletl.


-314-

'truppe : e per evitare sperperi ed abusi, come i era verificato per il IJ?assato, l'esercizio di queste unità di ricovero non fu [>iù dato in appalto, ma condotto direttamente dallo Stato. I comuni, nella cui giurisdizione erano impianta.ti gli o, pcdali ambulanti, emno obbligati a fornire i materassi per gli infermi, salvo il diritto di q;>crcepire un'indennità all'atto delila ·restituzione. · Oli ospedali territoriali erano ammini trati da una specie di Direttorio, composto di tre chirurghi maggiori, del direttore del· l'oRpedale e del commissario di guet'ra; e 1'amministrazione, se· condo un decreto del tempo, doveva avere « per base l'umanità, per principio l'amore all'ordine, e ,per scopo l'economia)). La Com'E'n· zione nazionale aveva inoltre approvata e fatta di tribuire una « Istruzione sul modo di mantenere la salubrità e di purifìca·r e l'aria nelle Aale degli ospedali )). « I no tri valorosi difensori, è detto nella prefazione di questo regolamento, 11on dimentichino mai che la pulizia è sempre stata una virtù per j repubblicani >>. All'ingJ'eSRo dell'ospedale gli infermi dovevano lavarsi [c mani ed i piedi con Mqua tiepida; le coperte venivano battute e fumiga te con vapori di zolfo: la, lana dei matera i cardata ogni 6 me i; la paglia da letto cambiata tutte le volte che il mNlico lo riteneva nee<>RRrurio; le pa.reti e soffitti imbiancati a calce; !letti e ta.volc la· vati con soluzione di li,civa; e le seggette per gli ammalati gravi erano provvir.;tc in numero sufficiente per poterle sostituire secondo n biRogno. Per la disinft>zione degli ambienti erano infine pre. <'ritte fumigazioni aromatiche di vapori di acido nitrico, sviluppati con un processo . pedale ideato dal chimico Guyton Mor\'eau, appromto datl Consiglio di sanità ed adottato rper tutti gli. edifk~ militari. I .éJimessi dall'ospedatl e erano muniti {li un bigHetto d'nFlcita, fiJ•mnto .éJal commissa.t·io di gnena e dal direttore dello stabili· m<'nto (fig. 7 ). La orveglianza del servizio sanitario di prima linea., delle ambul:mze e degli ospedali da campo era affidnta al chirm·go in <'apo. Disgraziatamente, con nuova ordinanza d<'l 30 floreal·e dell'nn:Q.o lV, !l'autonomi~ conce Ra agli organi dil·<:>ttivi del "ervizio sanitario in camtl)agna venne notevolmente a diminuire per 1'jnframcttE>nza d<:>i detti commissari eli guerl'a, ai quali, con l'art. 1 del Regolamento del servhdo i n campagna, era. data fRcoltà di tìs are il nnmero d<:>gli ospedali mobili, con l'art. 7 di soppri· merli. con l':nt. 10 di stabilire ili luogo d ' impianto delle ambulanze e con l'art. 11 di aRscgnnre il personalE' <'hh·urgico ad ogni unità


- 315 -

mobilitata. Que to poco raziQnaJ.e ed inopportuno regQlamento !provocò una lettera di dimhssioni dell'illustre chirurgQ in capo J'ercy, diretta il 27 ,·cndemmia.iQ dell'anno IX aJl ministro Lacuée, le qua.li fm,ono poi ritil·ate in seguito a vive premure cd insistem.e per parte delle più alte autorità militari. Gli ospedali ambulanti costituivano in campagna un centro di raccolta dei feriti ed erano allestiti nelle t'etro"·ie, a circa un km. dalle truwe combattenti. EranQ dotati di ca . e contenenti stru-

BILLET DE SORTIE DE I.'HOPITAL.

&~d#/~

V u par Novs Commi]Toi11 to Cum~s char;( de

t. po(iç, dudu

1i6pitll' . &#t~:? .f!!!?

Ylrifil rar Nou1 Dir<éltur liur!ft

Jjd:~ .....

Fig. 78 - Biglietto di uscita dall'ospedale militare. Anno III della Repubblica - (Collezione Rondelet).

menti chirurgici, fìlaccie, fasce e compres~e eli. tutte le dimensioni, cmpiastri adesivi e me<licinaJll. I chirurghi facevano largo uso d'a· equa fredda ne1la mookatu•r a delle ferite d'arma bia.nca e d'acqua tiepida per quelle d 'a.rma da fuQco, cui si aggiung<>'va taJlQra qualche goccia di acetatQ di piombo. Alcuni 0'3pedali, detti speciali, eranQ adibiti al rico,-el'O dei venerei e degli ~abbiQ~i, <'hP Yi affollavano in gran numero . .A que to rignardQ ric•Jt·d~remo che il roinistrQ della guerra. cittadino arnot. fu CQStretto a fa.r allontanare dagli accampamenti oltre 3000 prostitute: e non PSitaYa ad affermare che le malattie Yeneree, diffu~e in modo Rpavpnto~o fra le truppe, nccideYano .(lieci YOlt<' <li !più del piom bo n C'm ico.

;


-316-

Circa Jo sgombero, al'l'inizio fu effcttua.t{) con cani da trasporto, ricoperti di tela e forniti di uno stmto di paglia sn cui !o>Ì corica·m·no gli infermi. Inoltre fu prescritto in modo asRoluto di non mettel'(' in viaggio feriti con fmttUl'e del cranio o delk eRtremità, nè gli alll!putati di r<'<:ente. nonchè infermi di malattie acute febbrili. Per un tra~orto più conveniente, 1'11 noYrmbre 1792 la Convenzione nazionale docretava la costruzione di Hpecial i c:wri a HOH'Pensione per lo sgomlx'ro dei feriti e malati; ('d in s<'guito a concorso a premio, bandito dal ~fini lero d<>lla. gu('rra, su Il mo-

Fig. 79 - 'frasporLo dei feriti dal campo di battaglia Al tempo della rivoluzione francese.

delli presentati, fu adottata, una vcttm·a capa(·e eli tL·asportm·e fino a 16 infermi fra col'icati <' seduti e fo>t'nitn, dei mezzi di pronto soccorso e dei viveri neeessari durante il viaggio. :lla il tipo troppo p ante e mastodontico del veicolo non portò i frutti desiderati: queste vettrwe inoltre, per le non proporzionate -dilllensioni, Hpesso si l'ovesciavano ncltle stradE' aecidentate e difficilmente ·riuscivano ad attraYCrs:ne lr porte d<>lle anti~he città f01·tificatc. Si ritorltò quiit<li agli n,nticl1i ea•J'ri da t1·asporto, a eui si ag~innsero veicoli ag1·icoli (fig. 79) 1·equiRiti in ogni comune, rico-


-

317-

1perti oon tela bianca impermeabile e forniti di materassi o di strato

di pag!lia, che le provincie di confine avevano obbligo di l})rovvedcre in quantità sufficiente. Durante l e guerre della riv~luzione, nell'aprile 1797, do.po che l 'esercito di Hoch passò il Reno, si ricorse anche al trasporto per via acquea. dei malati ·e feriti, i quali furono sgombr ati da Coblentz a Neuwied, e, di notte, su Bonn.

Il. -

•

l SEHVIZI SANITARI i\HLITARI ~ELLE GUERRID DELLA REPUBBLICA.

Le guerre della r.e pubblica s'iniziano nel 1792 con la vittoria dei F ·r ancesi guidati da Dumouriez contro i Prussiani, condotti dal duca di Brunswich, e contro gli Austriaci vinti a J emma.pes e coll 'invasion e del Belgio e della Prussia, fino a raggiungere nell'anno successivo la l inea, del Reno e del Danubio, mentre Tolone realista, passata al nemico, viene assediata da tel'l'a; in questo attaoco un ufficiale d'artiglieria appena ventiquattrenn e comincia a dar pro>e del suo valore: Napoleone Buonaparte. Nell'aprilP del 1796 comincia la. p1·ima campagna <1'Itnlia, al comando d·el giovane Buonapall't<', che il Clausewitz chiama il « dio ste:;;so cl~lla guerra>>- Le milizie repubblicane prnetrano dalla Liguria in Piemonte e sono facilmente Yittoriose rl rl [)iccolo ese·rcito sa•rdo. Dopo l 'armiRtizio eli Cherasco. passano il Po e, conquistata Lodi, entrano vincit rici in Milano. Successivamente, dal maggio all'agosto, avanzano in Lombardia nn o alla linea del Mincio, combattendo con successo a CMtiglione delle Stivier€' ed a Lonato; nei mesi seguenti si hanno ancora azioni vittòriose a Bassano, ad Arcole, a Rivoli, mentre Mantova è cinta d'ai'lReclio e finisce per capitolare nel febbraio 1797. Forsf' fu il1 S<:'n~o preciso della fatalità, che segna .a dito i suoi eletti e li .soUeva ancora corruttibili all 'immol'ta.lità, •Che fece esclamare a Napoleone sul ponte J ' A•r cole, tra l 'infudare della mitraglia: « La palla che dovrà uccidermi non è ancora stata fusa.! >). Fina1lmente i F·rancesi avanzano nel Trentino e nel Friuli, e, valicate le Alpi 1Giulie, punta.no ·d irettamente su Vienna : contempo'ranea.mentf l'esercito rivoluzionario dall'Italia ~ettentrionale ~en­ de nell'ItalL't centrale e meridionaJle; e la Lombardia, Roma e Napoli si costituiscono a Repnbblica. La pace di Cnmpoformio segna


-318-

la fine di questa campagna: Napoleone Bnonapartc l'ientl'a vittorioso a Parigi ma è accolto dall'invidia e dailla diffidenza del Direttorio. Durante quest<> !Periodo burrascoso sorge in J:i~randa un astro luminoso della chirnrgia milita-r e: il barone Domenico Larrey (fig. 80). Xato a Baudean, IPresso Bagnère de Bigonc (alti Pirenei) 1'8 luglio 1766, si laureò aiPpena ventenne, col provvido aiuto òello zio, a Tolosa, e l 'anno seguente, dopo un brillantP concorso, fu no-

Domenico Larrey (1766-18-12), da Bandean (alti Pir~nei) Chirurgo in capo della Ora.ude Armata. (Quadro di Guérin - Museo di Val de Gr:loe, Pa1·igi).

Fig. 80 -

minato chirurgo maggiore nella marina ed imbarcato sul vascello « Vigilant<:> », partecipò alla campagna nei pressi di Terranova. In seguito si trasf.erl a P arigi per completare i suoi Rtudi sotto la direzione di Desault e Sabatier. J.-arrey prese parte a ben 26 cnnupagne attrave1·so l'Europa, l'Egitto e la Siria, e <la Napoleone fu proclamato «l'uomo più virtuoso che a ,·esse mai conosciuto )). Fu uno dei sostenitori d('ll'intervcnto demolitivo (fig. 81) nella, cura. d cHe ferite d'a.r mn. da fuoco, ed è ormai leggendaria la sua attività dopo la battaglia della Moskowa.


-

319-

del 7 settembre 1812, quando, in una ola giornata, [praticò da ~olo

200 f.Hll!putazioni, mentrE' nella sua ambulanza furono curati oltre GOOO feriti su 9500 colpiLi. Malgrado la conente che già si c1·a diffu~a a fa\ore del metodo conservatiYo, il Larrey non Yolle desi tere dal principio che la ferita prodotta dall'intervento chirurgico rap-

pr<:>sentava un traumniismo ipÌÙ semplice di quello provocato dal

•

Fig. 81 -

Un'amputazione del brn.ccio destro sotto il primo impero.

proi E'ttile e rendeva più agevole e meno JPericoloso i l trasporto dei feriti a grandE' distanza, favorendo così quella disseminazione, che costituiva il mezzo più efficace, specialment-e nelle gnerre .immani del tempo, per sottrarre i feriti agli effetti disastrosi dell'afrollamento neg1i O!-:pedali e <·o~sec11tivo l'lYiluppo delln cancrena noocomiale. D'altra ,parte, dato il carattere pcrman~?nte d{'lla gnerra di mo-


-320,·irnento, occorrem far presto c ridurre al minimo gH ulteriori interventi. Gosì narrasi che nella. battaglia di ·wagram egli pratka~~e una disarticolazione del l 'anca in quindici secondi, senza. calcolare il tempo occorso per la ·l egatura preventiva dell'arteria femoral<' . N~ con minore ('elerità. nella battaglia di Ess1ing amputò in pieno shock traumatico itl marescin llo Lammer della gamba. ~ini~tt·a: e durante la ritirata di Russia, affondato nella. ne\'C e . otto j] tiro nemico, a mala. pena protetto da nna mantellina da soldato, eseguì in due minuti 1'am,putazione della coscia destra ad un generale. Ed a giustifieare ta.li intN·venti, riiP'renclendo il. concetto di I ..e D1·an, egli alferma,·a che l'amputazione era più conservativa. della stessa cura w~pett:mte, per ('Ili n<> allarg-ò i <·onfini, e contribuì in gran parte <:<}lla ~ua. attività a sollrdt:ue i chirurghi dipendenti a prn.ticarla, prima. <Clel manifc~tn.r~i dE'Ila co~idetta febbl'e t•ra,uma· tica e delle l-'Ue danno~<' con~egu<'nr.e. M<>rit.o in('ontcstahilf' di questo grande cllirurg-o di Navoleone fn quello di arerc attuato in guf'I't'a il principio di avndnare ospe· <lali E'd amhnlanr.e a.l tetrf'no d'azione, in modo che il soccorso, invece di attenderE' il ferito. gli move. !'ie incontro. In oma~gio a questo conce t to di portare l 'nssistenza. accanto n.l pct'icolo, sutl lnogo ~tesso del <'ombattimento, oltr~ che a ~ah· are la. vita a mi· glinia di feJ'iti, ~i contribuiva n tenere elevato il morale dell e trnppE>, offro('ndo lm·o l'imm<>diato aiuto e Ri nobilitava vi.eppiù la funzione in guerra del medko militar<', che senz'nrmi si e. poneva Ya~oro~amente ad ese-rcitare la ~'-<U:L pietosa. mi!:;l'<ione f-iOtto il tiro ncmko. Così il T_,nrrey, giovnnis:-;imo. <'bbe H batt<•simo del fnoco il ~O ~et tembr·c J7!l2 nell'atta<'co di Spica, scgnf'ndo, come chirurgo aintant<>-maggiort>, l'es<>rcit<> del Reno (fig. A2). Egli ff'<'c trnspor· tare i ff'riti in un com'o('nto, appositamente sistemato, c trascorse tutta la notte ed il mattino sncce~~ivo ad operarE' c mf'élicare inintrnottmnente: ma le ~me fatiche furono rkomp<'n~atc dalla sod· disfazi<me di avt>r an.1to soltanto 4 morti su 40 feriti, proporzion e assai conforUtnte a quei temrpi. Il coraggioso chiru rgo ~i segnalò anche nella giornata del 22 giugno 179S: e lo stes~o B rnuma r·cbai~, tesf.i mon <' del ~ uo eroico contegno. lo adflitu•a alla f'om·t>nzionr con un lusinghiero rap · porto: « F1·a. i ...-al.orosi, egli sorivc, che con l'int<'lligcnza, e l'atti· vità hanno htiltlant<>mente ~<'1'\ita la Repubblica in q·ucsto giorno , non d<'bbo lascia·l'<' sotto silrnzio il chit·urgo ma~giorc Larrcy, coi

,


suoi colleghi, che con le tloro 1nsLancabili cure nella me<licatura dci feriti hanno dim innlto dò che una 8imilc giornata. ha di doloroso p el' l 'umanità, contribuendo a consetTm·e i coraggiol'i difensori della palria, >>Allo Hcopo di riparare ai gravissimi incom~enienti dcrh·anti dal ritardato arriYo ùei chil'urghi sul campo di ba1taglia, I"'arrey ,propo e al generale in capo ed al Commis. ario generale di guerra di

•

,

Fig. 82 - Ln.ncy me<lica i feriti sul campo di battaglia. (Da un quadro di Veroey).

adottare un'a.mhulanza mobili:-;sima (fig. 8.3), capace di seguire tutti i movimenti d<>llc truppe, come J'arliglieria, voJa.nl~. E n.,] . l'ottobre 1792, in un <.:ombattinwnto dell'avanguardia di llouchar<l , nelle gole di Ohe1·-UrHel , l"ambulanza volante (li L:uTe~· fece la !':ua p r·ima 1p1·o,a, rendendo importanti l'><'rYigi. B~sa era allora costituita (la. tre chirurghi e da un infermier<>. montati Hu l'esistenti caYalli e dohtti di porta.mantelll <'Ontenent.i 1:1 bn.·ta degli str:umenti chi rurgici c sufficiente dotazione di matel'ia•l <> di mcdicaturn. Dispo:!l


-322-

neva inoltre di cal'l'i a 2 e a 4 >ruote, trainati da una rpal'iglia di cavalli, su cui erano sistemate casse contenenti medicinali, armamentari, fascie, filaccie, compresse, viveri di conforto, coperte cd

'

'F ig. 83- L'ambulonza volante a due ruolo di Larrey. (Soccorso ad un fedto).

un certo numero di barelle. L'ambulanza volante di Larrey venne ufficialmente adottata, nell'anno lV, con deliberazione della Con-

l!'ig. 84 - Larrey e la 811:1. ambulanza volante sul campo di bn,ttaglia. (Da nn <1uadro della biblioteca dell'Accademia di Medicina di ;Parigi).

venzione nazionale del 30 :floreaJc, ma, soltanto nella prima campagna d'Italia nel 1796-97 potè essere largamente sperimentata, funzionando come unità sanitaria di pronto soccorso (.fig. 84).


-

323-

Questa ambulanza volan Le era s1ata cont rodistinta dal ~uo ideatore col nome di centuria, ed m·a in detta pedizione costituita, da tre decurie o ambulanze cliYisionali, dislocate rispettivamente a Udine, a Padova e a Milano, p1·esso le divisioni di fant-eria ed una, di ric:;erva [H'NlRO il gran quartiere generale. Ciascuna ambulanza didRionale comprendeva un chirurgo maggiore di prima c.htR e, ",,

•

Fig. 85 -

Carri leggeri a due e qnnttro rnoto dell'ambnlaoza Yolaote tli Larrey.

comandante, due aiutanti chirurghi di seconda e dodici aiutanti di terza, di cui due farmacisti. A questi i dovevano aggiungere un tenente con l-c mansioni di economo, coadiuvato da un sottotenentc; un marescial1o d'a11oggio, quale commc o di prima da e; 4 brigadieri, come commessi di terza, più un sergente maggiore, due furieri, 3 cajporn.l i, l trombettiere', l tamburino, addetto alla custodia ilcll'armamentario, 12 infermieri a cavallo, scelti fra i sellai ed i


-

324 -

maniscalchi, 25 a piedi ed altri !ioldati di fatica a-dibiti alla. pulizia del campo e<l alla inumazione dei cadavc1·i, avendosi così un organico <:omplessiv-o di lJ 3 individui: ~-;icch<.., tutta, la centuria. compreso il chirurgo in capo, ammontava a 340 uomini. Al qururtier gcneJ·alc il d1i1·urgo principale, se trattavasi di 1111 C011PO <l'armata o il d1irurgo ispettore g-cnernlc se di un'Aormata, impiantava no l'ambulanza del quartier generale, alli~ <tualc erano aS8l'gnati i chirurghi q)hì eminenti ùcll'C'sei·cito, quali Larrey e P etcy. Ogni divisione, per quanto l'ig'nar.<]a, il materiale, era dotata di 4 <·arri a 4 ruote e <li 8 cani a due ruote per le 7A)ne montuo c (fig. -.3), ·rk0ipe1·U di tela imperm~auile, munW di un sufficiente nuru<'I'O di fine~trini pe1· la Y<.'ntilazione interna c capaci di trasportare 4 infermi col'icati RU 1lettini, con materaRRi di cl'ine, scorrenti facilmentE> RU rotellE>. i\ l:lord1è i <·arri [)<' l' le forti pendenze non potevano avanzare, si pron·edeYa con reparti Romeg-g-iati, a mez7A> •li muli· o <·avalli po1·tanti <'PRtc, clw conl~~ncva.no una cliRcr<~lrb do· tazionc di materiale dlirurgiC'o e di medi<'azionc, in modo da poter recare l'immediato soccorso fm sulle pl'ime lince. Ogni ufficiale :tveva inoltre una dotazione ~uffici<"nte di strumenti c di medicature. Gli infe1·mieri a cavallo portavano nna. grossa, borsa conte· ne n l<' mat('ll'ial~ cbkuJ'gico e vnl'i apparecchi; quelili a piedi erano pron·isti <li uno r,aino (li cuoio, l'ipnl'lito in diver. i scompartimenti c contenente materia.le {li mNlkar,ione. Qn~tc f~;mbulnnze volanti potenmo, così alle~tite. rag-g-iungere -con una certa ra.pidit:\ qualunque po~ir,ionc, c dtmmtc lp guene dell'Tmpe1·o rapprcsenta,rono nn rNlle progre~~o nella p1·ima as~istenza su] (·ampo <lei malati <' fetiti e I·<>sero pJf<'ttivmncnt<> seg-nn lati ~N·vir.i n g-li l'~<>rciti napo· leonki.

Nelil'esporrc ]'organizzar.ione <lel set·vir.Jo ~anitnrio <lnranie la pl'ima campagna d'Italia cl<>l17!lG-97, rkord<>remo che il Larrey, oJt,re che moltip1icillrsi come chirurgo in capo dcll'f>scrcito, contribuì Yalidamente col DesgcneU es. medico in cn!))o, alla lotta contro le ma lat.tie infetti ''e. Nicola Renato Dufl'icb<', baron<' Desgl'neit<'s (fig-. 8G), nato ad Alençon nel 1762, medico capo dell'ospedall e c della aJlllCSl a F:Cuola di Val de Grace a rnl'igi , inizia con qnesta guct·ra il suo


-

325-

lungo serv1z1o presso gli C1:òerciti mobilitati, elle continuerà attraverlSO l ' Egitto, la Spagna., la Russia fino a \\~aterloo, dimostrando nell'alta, ca·rica di ispettore genm·ale le sue ecc<':zionali qualit:ì di Rcienziato e di organizzatore. La ma.lal'ia, hL fehbre tif'oitle, il tifo t'Santemn Uco, la di~seH ­ tcl'ia, lo scorbuto. le malattie venCl'<'<', furono le a11'4.>7-ioni clw <'Ol· pirono più f1·cquentemcnte gli escreiti impel'iali in qtwsta pl'ima pedizione. ~è si deYe .climenti<·arc l'intrJ·(>Ssam<>nto per~oual<' di :Xnpo· leone Buonap;~rtc J)er la ~aluic delle trnppc, d.1e ruai si smentì in

Fig. 86 -

Nicola Renato D n friche, barouo Desgenettes {1762·1837. Medico cn.JlO d i Val-de·GrfLC& ·Ispettore Gouemlo. (Quadro di Vcmet- Mnsco di Val-clc-Gr!lc(•, Pal'ij.(i).

•l

tutte le succcN::<ivc <·arupagne. Xelle f.r<'!Juenti ,·isite agli ospedali tet·ritol'ia1i, a \'endo rilevato <·h c p i tì di 300 i n fermi si tromnmo se:nza letto, eg1li o r·dina la rcqui ·i?:ione immediata dei conventi e delle chiese. coll'obbligo per parte dei l'E>ligiosi eli fornir<> i letti, ill pane, la, catne e tutto il necessario pc>r gli infel'mi. Diì inoltre disposizioni perchè i malati e feriti di tp artr nemica f:iano l'icoverati in ospe<lali scparnti, <' possibilmente curati dai medici mi.· Jitm·i della. ste. sa nazionalità. CoRì, dopo aa battnglia eli Ca!'lti·


-326 -

glione delle Stiviere (fig. 7), di 2000 infermi che a1Iollavano le vie di Brescia senza, mezzi di 1·icovm·o, detei'mina. che ne siano ricoverati 300 in ogni convento; e non si perita di ~cendere nei più minuti particola·ri nelle vaJ•ie hupo!o;izio11 i, che vuole anzi dettare petsonalmentc : 6000 camice, 3000 braccia di tela per meùicature, 30000 pinte di vino, 1300 litri <li acqu::wite, dieci fusti di aceto , 2000 libbre di zuechero, 3000 limoni. Ordina inoltre che a Man· tova Nl a Legnago, o,-e regna la malaria, l'<>tleftivo dell'esercito sia l'idotto a quello strettamente necessal'io.

Fig. 87 - Trasporto dei feriti su c:uri 1li requisizione nella ut:Lttaglia. di Castiglione delle SLiviero del 1796. (Da uu quadro di Vernet). •

Ed anche nelle val'ic ispezioni fatte dopo la battaglia di Rivoli (1ì.g. , ) agli ospedali di BO'logna, Pavin,, :Mila.no, Dt·escia,, Trevi. o, non si limita ad una visita somn1aria, ma vuole rendersi conto di ogni ruiuima JParticolarità de1 funzionamento. Cosi le sue minuziose indagini conducono ad accerta.re fìnanco la mancanza di recipienti per la lavatura delle ferit(', di biancheria. e fila<:cie pel' la mcdkatUl'a <lPlle l<>sion i, di ot•r,o e di miele pel' i 1


-327 -

decotti, della. corie«ia. ùi china. E la. sua inchiesta. i estende ancora uel campo amministrativo. L~t retta. ospedaliem è :fissata per ogni infermo a 32 soldi, più 8 soldi per le spè e generalli : dò, secondo l'imperatol'e, è eccessi v o, dati i prezzi del calmiere; e riesce a fal'la, l'iba~sare a 26 soldi per gli o pedali militari ed a ~O per quelli civili.

Fig. 88 -

Battaglia di Rivoli (14 genn:tio 1707).

A questo propo'itO 11on r-;arà fuor di luogo t·icordare che a Milano nel 1798, nell'ex monaslero di S. Ambrogio, venne impiantato un Ol'J)e<lale miUtarc. Esistcnmo in {Preceùenza nella città due altri stabilimenti sanita•r i militari: uno nell'ex collegio d<'i nobili, della capacità di circa 300 letti, l'altro in S. Francesco p<'r il ricovero degli sca.bbiosi, entrambi poco Ycntilati, mnidi ccl in condizioni igieniche molto preca:rie. Fu quindi un opportuno pro>vcdimento di :Xapoleone quello di istituire un nnovo ospedale mi1itnre n, K Ambr·ogio. Qn ivi, :fino da.U'anno 783,


-328esisteva un co1wcnto di Beneùcttini, che <iurù fino al sceolo XV : nel 149 il cardinale Ascanio Sforza, su diRcgni del Bramante. foce costruit·e l 'attuale fa,bbricato coi due grandiosi chiostri, che ttncora oggi snssi~tono. Questo monastero ~bbc l'ono·r e di ospitare illustri !personag-gi : Fcde1·ico Ha r·ba rossa, ùopo ht pace <l i Costanza, Arrigo V, .\nigo VII. i pnpi I1moccnzo IY. Gl'egorio X. Benedetto III ecc. Da. un JProcesso verbale di rkognizion<• dei locali occntp nti dall'armata francese in Milano ncll"anno 1° della Hepnbblica Ci ~a l­ pina. si ri1lt•va chP funr.ionavano allora i sf'gnenti ospcùali militad : ospe<lal<' di S. L11ca con 300 1letti ; R. Vittore con 300: , . Prancei'CO con 400, S. Ambl'ogio con 100. S. Semplidano con 450 c R. Pietro <·on 500; que~t'ultimo <l<>stiJJato e!';clusivamente per l'icovct'o di feriti. Il G settembre• 17fl8, come dn ordinanM <'OJmmkatn al cit tadino Lc ~oble, commi~sal'io eli ~nc l'rn , l'ospedale di S. Ambrog-io fn nmpliato a mezzo dell'occupnzion(' dclln biblioteca c di altre stanze annN:;s<', ch<' s<.~rvivano per nbitazione <lei frati. Yennc in seguito tra~formato in una v<•rn Scuola. di ~<anitù milita1·c. e. con decreto del Yicel'(~ in data ~-i f<>hhraio Hì07, fu1·mw ~tnhilili dei cor~i di p<>rfeziouam!'nto teol'i<·o-prat i<'o <li <' liJJ ica meclica c di operazioni chirnrgicbr prr gli n Okinli eli ~anitù d i se<·omla e t erza. da~~<', <'on esumi finali. Qual<• profrsROl'l'\ <li ll1C'(licina, venn<• chiamato n B. Ambrogio il cel<>bl'<' dott. Giovam1i Rusm·i, e, come pro(e~sore di dinica Nl op<'mzioni <·hil·nrgichr. il dott. Paolo Assalini, pl'Ìmo chirurgo del Re. a ciascuno dri qnnli \'enne accordato il compenso annno di 3000 ~ir<'. Con sncc('<;si\·o cl<'<'rcto <1<>1 1R07. fnrono int1·oclotti altri mig;lioraruenti nell'ospedale: l'istituzione di 2 scuole cliniche e l'ere r.ione di un teatro anatomico. E con altra. ordinanza, del ::4 ma1'zo 1, 08, la giornata di d<>genza clcg-li ammnlati vcnne cokl contabilizzata : per il vitto IJ. O,<ì9; p<>t' riscaldanwnto Nl illuminnzione 0,13; p<'•l' medicinnli 0.10: per Javnn<lPdn 0,04; p<' t· riparnzionP bianche1·ia 0,02; p<>r l'iiPn t'a7.ionr dPll<> Rupp<>ll<>ttil i di cn<·inn 0.1:5: pcr wpras. ol di ed al tt·e spe~w stl'iHH'dinm·i<>, 0,04 : t o tal<' L. J ,27.

* * * E veniamo alln campagna eli Egitt-o clel 17!l . Que. ta spedi· zionc fn decisa dal Direttorio francC'!';e per attaccare l 'Inghilterra,


-

329-

la quale cresceva sempre più di potenza nei mari, allo scopo di I]JOr tare un coli)Jo e minacciare i fiorenti commerci con gli estesi possedimenti indiani. Il corpo di spedizione, comandato dallo stesso Napoleone, fu costituito su cinque divisioni di fanteria ed una di cavalleria, della fm·za, comples!'lin1 di 3:>000 uomini. Incm·icalo della diJ'e?.ione dei servizi sanita,ri di Oriente, fu lo stesso Domenico L::n'rcy. Questi, per aFlsicurare il personale necessario, RcJ·issc alle unh·erR ità fli )font,pclli<>r e di Tolosn, 1lCrchè gli invi:Hlsero un dato m1mero di chirurghi istruiti, cora~~ioRi c capaci di sopportare i diRngi di una lun~a campagna coloniale• : ed in breve tempo ne ebbe l 0~.: ai suoi ordini. E li >olle seco con· scnzicnti per dottl'ina, P<'l' averli poi Rknri collaboratoti ncll'axionc. Pe1·ciò nei gim·ni <'h<' prececleUel'O ln, rpartenzrt li acld<> strò in eReJ'Citazioni rp1·ati che nell 'ospedale militare di 'rolone, O>C preparò trenta casRe di appm'e<:chi, spedite con altro bastimento. catturato in se~uito <lagli In~lcF!i. }J durante la traversata li intrattenne con lezioni e confercn1..c. Il corpo di spcdizioM, imbarcato su 2RO nan dn traHporto. salpò chi Tolone n 20 mn~gio 17fl8, l'lcortnto rlnlla flotta •li 4:) vasee1li (la ~twna, rim;cendo abilmente nd eludere la. vi~ilnn?Jn òctlla. crociera in~le~P agli ordini clf'll'ammil·a~lio ~f'h::on. DOIJlO l'occu pazione di :\InHa, a...-vcnuta il 10 giugno, la flotta si diJ•p~;;>;p ad Ale:::sand1·ia (l'l~gitto. eh<', <'inta di bl<lcco, fn <'Onqnistata il lo luglio dOtpo qnnlche ora <li combattimento. con una ~>N'dita eli 1~0 uomini; f1·a qnc>sti, i ~enern li K lf'her e ~ f,rnon. L:('R<'l'<'i t o cprin1l i avanr.ò nrl clrR<'l'to, ri:::n lrnclo la riva :::ini!"!hn {1<'1 Nilo, dopo avere Rtahilito in .\leR:::awhln una fortf' bal'le. con tappe a Damnnhom· f'(] a. Ramanieh. Qui,-i :Xapolc•onr fn colpito <la un calcio di c;wal1o alla gamha <le. tra. J·iportnnclo una forte contu. ione che fn cnrata dal Larrey. Il 21 luglio 1798. all 'altezza flf'll<' P irnmidi. i Francesi Ri R<'Ontra•rono <'011 l '<':;;ercito e~i?Jiauo al comn nclo {li 1\furad-Bc>y <' fli I brahim-Be.\', i qual i dii'I1101H'vnno di ot l ima, cava1 lel'ia (mam<>lucchi), ma, <li mediocre fanter ia e :n· ti~lic>l'ia. r.e for.u> francesi. in formazion<> di quadrati con le !'almel'ie al centro cos;tituenti aJ. trettante fortezze mobili, rrRistcttc>ro energicamente all'urto <leNa ca>alleri:t <' con contrattacro vigoroso <·onquistarono il cam})() n emico, rn~~inngendo l'apidanwnte il Cai r o ed avanzando anche nell'alto R~itto. 'Ma . nel fr'attempo, la flottn i n~lese, con abil r


-330 -

manovra, tagliava nel :Mediterraneo ogni comunicazione del corpo di spedizione con la F•rnncia. Alppena le truppe si imiPadronirono del Cairo, Lan~y fonòò nell'ospedale princ~pale una Scuola di chirm·gia pratica per il perfezionamento dei giovani chirurghi dell'esercito : ed egli stes. o eseguiva i grandi interventi o li faceva esegui·re sotto la sua diretta sorveglianr.:L òagli allievi, dai quali esigeYa <l'clazioni per /Pl'ecisarc 1le operazioni e li sottoponeva ad esami rigorosi pcL' acce1·tarne l'idoneità all'avanzamento. Questa prepa1·nzione dei giovani a11a chirurgia di guerra fu una delle più co tanti pre~cupazioni del Lflrf'C.', che in tutta la sua carriera gli f·ruttò un grande ascendente fra i suoi dipendenti. Nella pl'imavera del 1799 ~:rapoJeone Buonarparte, con un esercito <li 13000 uomini, lasciate sufficienti for1,e in E gitto, moveva verso la Siria contro i 'l'urclti, che minacciosi si erano •raccolti in modo imprr~sionante, r<l il Hi aptile li S<'onfigw·m a ) [onte Tabor e quindi d11geYa d'as~wdio R. GioHwni d'Acri; però, essendosi i Turchi pOl'tati in rapida offensh·a attorno ad Ale~sandria, Kapoleone ritornò pronta mente in Egitto, ccl il 2!) luglio rimase vittorioso nuovam<'nte ad Aboukir. 1\fa i di~as-trosi fatti d'Europa metton·o in pericolo la F1·ancin, e Napol<'one è obhiligato a cedere il comando a Klrher <'d a torilarsenc raQ)idamente in patria. VAu· Fltria, alleala con la Ru . ~ia, combattP in It alia i Francesi, i quali . ono tostl'<•tti ad ahb:uulonal'<' Napoli P Rom a: e, sconfitti il l!) gi ugno 179!l snllp l'i>e <lrlJa Trebbia rd il n a~Mto a Xovi, si ri fugiano n Genovn, ment1·e alt-l'i immecessi t'ip01·tano in Germania P solo il g-rlWI·al(• :\laR!'('Ilil J·it·--ee vittorio:-o a Znl'igo. Buonaparte in qtw>ita ('l'i t.ka l'<ituar.ione <l<•lla. F1·a n eia trn l n il col,po d i mano del Bt·nma io, ahhatte iJ Direttorio e s;i fa nominare pt·imo con ole. 'Anche in Sil'ia Dom enico Larrry rin>;cl ad organizzare i servir-i sanitnri così. efficacpnwntr, <>l1e alln haltnrrlia <li Aboukir (fig. 89) nessuno drgli 00 feriti rimase !Più d'un quarto d'ora privo della necessaria assistenr.a. Ed egli stesso ne curò ill trasporto tper via a~quea fino acl .AJrssandria . . rortandoli ,personalmentE> : e li fece distribuire nei vari o. pedali colà impiantati. sorv<>gliandoli per oltre due settimane. Tutto dE'dito alla cura dE>lJe truppe, egli non i peritava a stigml'l.tizzarc:' and1e in pubblk_.o gli ordini SUJPet·iori che venivano ad ostacolare le <li spo.!"i~r.i on i da lui rmanate, <"ome, ad es., quando alla fJ·ontiel'a di Rhia i cammelli, che <:'gli axev<t •r equisiti <>d at-


-331trezzati IP«:r il1nt ·porto di malati e feriti, furono improvvisamente destinati ad altl'i servizi. Tre giorni c 11·e notti <·ons<Xutivc furono noce. sari per medicare i feriti d i ,Qia1fa, \:he fuJ·<>uo in seguito pet· mare e per ter.!.'tt avviati in Egitto. Gli app<>stati furono lasciati a<l EL\'rich, oYe rimasero fino a perfetb gnal'igionc; quelli cbc non ,·ollcro rimant're furono t1·avolli nc1 Ylnggio dal kn111sin, qnnntunque fossN·o stati ,requisiti per il tra~porto fino i can11li dei g<'n<'rali e dello st<'~so Bnonaparte.

l'ig. 89 -

Feriti medicati sul campo di lmttaglia d' Aboukir. (Campagna d'Egitto).

Lal'l'ey, nell'anno 1803, XI della R cpubblictt, consacrata alla dea Hagione, non esitò di apporre <·ome epigrafe alla sua « Relation historiqu e et chirurgiqu e sur l'c.cpedition de FAnnée d 1 0r·ient en Egypte et en Syrie » le fPurole di S. Pnolo: « Afflicliones me manent. Verwn niltil me movet, ncque rita mea car(t est mi/ti ipsi )). In questa relazione egli si era prefis.-;o di « cs;porre i mali cau, aLi dal feN'O e chtl fuoco c di intli('are i !llezr.i a quelli opposti dell'arte Ò(ll guarii-c: compito che, !';e non è l>rillant<', ha il merito di c sere .consolante per l 'amico dcn·nmanit;\, facendogli , pemre che l'esperienza del ~)assato <liminuhà, se non la somma, pet· lo meno la gravità, dei mali della guerra)}.


-

332-

Con un Yerismo impres~";ionante egli de~rive la tra~ica fine del gioYane Soleyman el H aleby che aveva pu~nalato al cuore il gcm>mle Kleber; « Il cor:1gg-io e la imperi urbabilHà con cui e~li si la. ciò hrndare la mano deRtra, ed impalar(' Ja~iano attonito l'uomo sensibile e provano quanto la frrma volontà dell'indiyiduo influisca . ullc sensazioni fiAkhe. Eg:li visse circa quattro ore dr1le più atroci sofl'er<>nze, ~·nza emettere un solo lament o. r~a mano era Rtnta brucinta fino alle ossa, rd il palo, dopo av<>r dilacC'r·ato le vi.·cere del ùasso ventre , i nerd ed i Ya~i, ~WC\a fr·att urato il sacl'O e <lnc vertclwe Jombal'i e si et·a conficcato nel canale vertebra le n. A òimostrare l 'animo gcncro~<o ùi LaN'<'Y verso i frl'iti indistintamente, hasti citar<' (Jnrsto <>piRo<lio. I mam<"lucclli, vell<'JHlo m<>no ni patti della N'Sa. awY:mo JH>i pressi ùell forte eli El -A'l'id1 ~<g-oz­ znto i fe1·iti e <lecapitato il <·hirm~o nnrliCJ·. clic li nssil'lkva. OrbelH', rkonquisfato il fot-te, furono ·l ·ilwenuti n('i sottl'nanei una quindicina di manwluedli ff'rit i pr·psellt;lnti hubhoni IJ)('Rt ilpnzi ali e rpiagl1c canercno~e. Nl il Lan<•y con alto sentimento umanitario li feer isolar<' e li mc1lkò ~lersonalnH• nte o li fpce <·urar<> alla Rna pr<·· senza. :Yclla stf>R!-4:1 1·rlazionr 1lc>l1a cnmpng·na <l'Ori(•ntc il Lntrey rif<>ris<'<' eh<> la mag-gior pnrte clei ~:1.000 soldati. <li cui fu torupol'ta ]'armata, fn colta {la oftnlmia : e IH' att r-ihuii'CC l<> eausp allt' fati che d'ogni ~pede, nlle mar<'i<' for7.;ltr, ai hn·hini <li Rn hbia ~o1l<>Yata 1lni Yenti cd ni mP;~,zi in~nflidrnti. di <·ni <'r·nno proYYÌR( i i soldati per premnnirRi dal sol<> <·oc<>nte <lm·ante il giorno <' <lnl f1·eclclo umi<l o eleNa notte. l..e affezioni oftnlmi<' h e, 4:' sopl'fl ttutto il trHcoma. fu tono in · fatti una dolol'Ma JWCtogatiYa di l}trt><::ta campagna. Lancy nP1la ~ua r elazione fn uno d<' i ptimi a ·J·iconosccl'<' la natura contagiosa dPlla congi nntiYi te p;1·anu Josn. Dura n te In S!Wilizione, l'oftalmia cominciò acl inY:HlcJ·e ht <lhiRione Dessnix, la quale nell'A Ho Egitto ct·a im · pegnata contro i mamelncchi, quando i soldati do>etfrro restare a lungo nelle b;:m~h<' ~alle~g-ianti sul :Yilo. ~f>lla battaglia di Aboukir i sol<lati, affranti cla continue fatiche, si tt·o\nrono costretti a bivaccare ~u di un suolo oltremodo umido; anzi i loro accampamenti subirono un improvviso allagamento fino aJie 'r ovine dell'antica Alessandria, avendo i nemici l'Otto le dighe dei


-

333-

laghi. Orbene, in poco più di <hw meRi, oltre 300 uomini furono <:ostretti a ricoverare 1wgli O!'lpedali pcl' affezioni oculari. Nel mese di giugno del 1801 il pnssaggio dei "Venti nord-ovc~t e la piena òel lago 1\fagdcych, le <·ui acque strariparono negli accampamenti, fecero svilnpp:ne nuove oftaJmie ribelli, le quali <:olpirono nltri ~000 sol<latL Os!ò:<'t'''a in fine Lal'l'<'.l che !l'oftalmia non atiH<'CÒ sempre i rrggimc>nti franN!Si con ·egna h• intensità.; molto diffusa e grave nell'anno YII (17!l!)), fu limitata e benigna nell'anno YIII, In qual (litTcreuza si devp attribuire all<> marcie fati <;ose compiute nel 1799 attraverso cleRE-l-t.i pri,·i di a~qlla dow i !:'Oldati passaYano btu~amente dall'eccesHh·o calore secco all'omidità della notte. Il generale medi<-o Assalini, che faceva pure ,,arte della spedizione, osse1·vò inoltre <·he, esponendosi all'aria <leilla notte>, si em presi immediatamente dall'oftn.lmia, sebbene !l'inondazione impedis. e l'azione nociv;l della poh·ere e della sabbia. Al1e osservnzioni eli Larrc.v Nl As~alini, .To<·uvide-<~ aggiunge nn partkolare importante: « Il wnto umido pesa sull'E~itto dal maggio al novembre, con un maximum che si mantiene quasi inYariato clnl settembre al 1:5 noYcmbre (cr·e~cenza del NiJo) e pro(luce ~offerenzc (li gran lunga · maggiol'i cb e il calore R<.>eco e diviene non soltanto u11a causn pt·ecli:-:ponente <li tprim 'ordine al i.1·acoma per tutti gli abitanti, HUL a.ltt·Psì il nemico tenibile per dti già ne è affetto ». È <la ricordare an('or::t che 1'ese1·cito iranct' c d 'Oriente cominciò ad esst•t·<• <1ecimn to dalle ma·l attie infetti \'e : fin <l alla sua :l.Yanzata HUl Cah-o, la di~~cnt<'ria. il tetano, e soprnttutto la pr~te fecero lwn preFito larga strage. Que ~· t'nltima nei triennio 17H91801 col1p1 cir·ca :>OO uomini, con 16!19 morti. Furono jmlj)iantati lazzardti a Ro~etta E'd a Dami et ta, e si istituì un ConRig-1io di sanità, che, fra le opportune . misure rpt·ofìlattichc, pt•escrisse di brucia1·e gli indumenti ùei 1pcstosi e-d a.i medici cc1 iuf<'l·mieri di <·oprirsi il v011to con una maschem di tela, di indoFisare una tunica ('erata e di calzare . andali impermeabili. Lo stesso Buonall)arLe accol<e la proposta di Lan·ey di sostituire la divisa di tela di cotone dell'esercito operante con altra di lana, di aceampare JX>-Slibilmente le truppe in localilà elevate, <li fare una distribuzione di aceto e di acquavite, quando dove-


-334-

vano biva<:ca1·c in zone palutlhi, di non lasciare i cadavel"i c po~ti all'aria e di eppellirli appena IJ)ossibile. Dotato di grande intnito c larghissima esperienza, Lli guerra, Kapoleone sosteneva che «era meno dannoso combattere una sanguinosi ima battaglia, che fal' Roggi01·nare l'esCI·cito in luoghi matlsani » : i dovevano IJ)erciò evitare le tive dei .fiumi c le località acquitrinose. Bitcneva inoltre elle la buona alimentazione. associata, a<l mt 'r azionale allrnamento, fo. se il più efficace mezzo per con ervare Ja, salute (lel soldato. Colla, sua ·r·h ida mente c multiforme ingeg11o fondò inoltre a l Cairo l'Istituto eli scienze, del qua1le fecero parte il m<'clico capo della spedizione ))esge11ettes, noncht- i C('lCbJ•i l\fonge e Herthollet. che avevano accompagnato :Sapoleone in Egitto. Questa Acead<'· mia, composta <li medici. chimid. naturalisti, ingegnel'i, fu di p·rczioso aiuto nella difesa p1·ofil::tUica dell'esercito òall<' ma1alti<' infettiYe. Si J•iuscì infatti coll'mltOJ'it!Ì di questo a11to conse'-'so ad imporre agli abitnnti delle dttìt una l'elativa pulizia. ostacolata fra gli Arabi fino al1lora clal fanathnno •l'CHgioso, c con cnergi<'hf' disposizioni fu vietato lo spnndimento df'11e iJllmondezze ed il r istagno delle acque luride. In <"aso di minaccia di epidemia pestosa, i soldati <"rano !"OttOjpO!ò\ti ad un bagno gencrn le ed a <"ontempoeanea completa ed accurata laYatu1·a del concrlo: n·<l infezione conclamata. c:;i ~gom ­ beravano le trup,p e dalle lO<'alità colpit<". lraRf0J·rnclole in qua rantena in bm'ac<"amenti. o sotto ten<k isolate, mentJ·c i. cada,veri erano inumati in fos~";e spedali, <-be si copriYano con cake vivn. Per non provocare e <lifl'ondcre il panico nell'esercito, Buonaparte volevflr inoltr<' elle l'I stituto sdentifko dirhiarasse esP'licita mente la non contagiosità {l ella rpestc : ma lo st<>~'<SO medi<'Ò <'apo Desgenettes, che pur si cr::~J inoculato volonta·l'iamcntc. alle 1'~­ gioni ascellare ed inguinale, il pns eli un lmhhone, fPCl' dimost-rarne l'innocuità ed infondere cosi coraggio ai soldati (fig. !lO), fu energico oppositore deUa pro:postn. e, ripc:>fenclo l'apostrofe {li Filippo a(! Ales.c:;and·r o, attaccò anzi nvacemente Kapolcone. Que ti: dw voleva essere considerato nelle assemblee come un semplice mem bro delJ 'Istituto, ugnale agli altri, non se ne risentl; c perciò l'in cidente non ebbe alcuno stra.c:;cico èiisdplinare. Ricor<leremo infin<', per dimostrare come Bnona1pnrt-e si occupa-sse di ogni minimo partirolare per il hrnesS<'re deJle t.rnppr,


•

-

330 -

<:be con oNline clcl giorno 21 dicembre 1798, dispose: «che tutti i giorni a mezzodì fossero suona,te nelle (piazr...e, dalle musiche dd corpi, IPre-sso gli ospedali, ailcune arie, che inspirassero gaiezz<t ag4li ammalati e rkorclassero loro gli ~pici momenti delle cam pagne passate >>Per lo sgombero dei malati e feriti si dovette ricorrere in questa spedizione ai cammelli, portanti ai ba.sti, sospese a mer.zo di dnghie, delle lettighe di vimini, su cui si adagiavano gli in -

Fig. 90 -

.

Il medico capo Desgenettes si inocnla la peste. (Campngnn d'Egitto) .

fermi seduti o sdraiati ·ed e-rano si~te mati in moclo da non ostacolare il cammino ed i movimenti del quadrupede. Però tale adattament-o non era immune cl a inconvenienti, poichè durante il traspm·to si determinava un duplice movimento di beccheggio e di r nllio, (per il quale il cammello wniva chin.mato 1ta1;e del deserto e che rendeva malagevole il viaggio agli. infermi. P er !pOter far perco~1~rere lunghe distame ai feriti, Lauey immobilizzava gli rurti in a(l)parecchi inamovibili fatti di s~riscic di carta, .fis8nte con bianco d'uovo, e si moltiplicava neWiJnprovvisare ogni m0zzo di pronto soccorso per far fronte alle va·r ie esigenze; sicchè, ben ~~


-336ragion<>, il .suo nome diycnne popolare fra le truppe e non a torto fu chiamato «la prorndenza del soldato». )la que, ti mezzi di traspol'tQ si resero ùcn presto insn flici<'Ilti, ed a Hora furono utilizzati tutti i cava111i disponibili, COllliH·<•si quelli degli uflicinli. Xa.polcone stesso diede per primo l'esempio, c<•dendo n suo magnifico cavallo ara,lJo e mm·ciando rper lnngo temrpo a piedi, al seguito delle truppe. E si ricorse anche per lo sgombero agli asini, mediante barelle so)Heggiatc. Si utilizzò inline il traRporto q>er via acquea ~nl Nilo, n m<'zzo di cotwogli <li ba-rche, dotate di barelle flessibili e di cnRse <·ontenen ti vive•·i di confo1·to c materiali di pronto soccorso.

* * • A complemento delle ~-;ommtwie noti~ie delle guenc del pe·riodo della l'ivoluzioll(~ (17!>:2-1 04), t·iteniamo di qualche intPI·csse accennare rapi<lamente agli ultimi fatti d'armi in relazione all'assistenza, saniliu'ia. Nella primavel'n, del 1. 00 Napoleone orgauizza attorno a Digione un esercito e pr<'para nna R('ICOnda <'ampagna in Ita~ia cont·r o gli Austl'iaci per venire in aiuto delle truJPl"'~ del ~e­ nerale Masseun, bloc<·ate a Ocnont. Del corpo <li Hpeùizione fa parte anche uua h•p;ione italiana. n~li <mlini <lc•l ~eJwt·ale L<><-Iii. <·be si èlistingne per valore c di~ciplina. Il groR. o dell<' truppe consolnri ''alica le Alpi per il pa!;RO cl~L Gran S. Beenarcl o attravN·so fatiche t~ di. agi d'o~ni sorta: lo Rtesso ~ Tapoleon<' è col'ìtretto ad abbandonare i caYa]li ed a servil·si drlla !;litta JH'l' april·si un val'C<> ft·a la ne•e altisRima. Finalmente. alln fhw eli ma~p;io, i reparti d'ayan~uardin OC<'npano ('hi,·asl'lo, cd il 2 ~ingno Buonapn rtc entra Yitlorioso in Milano e p·roclallla 1ln r(';pubhli<:a ci:-;ulpinn,. Quindi , la:-:ciato p m· te clP1l 'es<>J·d t o in difesa <lf'lla lin<'a del l\Iincio, con un corpo di 28.000 uomini passn il l'o n('t· nttfl('{'flrc ~li Au!'itrinci ra<lnnati in AlN:RmHlria al comando del genel'nle l\felas. d<' dispone Ji 31.000 combatt<>nti. Il 14 gi11gno, in un pl'imo scont.ro a l\rar<'Jlg'O, i reparti francesi di Lanne. e di Victor ~ono re"~pinti e stanno 1)er e. !'iere Ropraffatti cd aggil'nti. :Kapoleone, con la, ~ma mrnte g-eniale, intuito subito i ll pericolo, richiama irnmeclintamente il col'po del p;cnerale Dessaix, che operaYa u NoYi; ed a S. Giuliano gli Aus;triaci, che movevano ver~o Tortona, sono sorpresi con un s<'Condo e più violento combatt·imento <la qnei'iti nuod rinfo1·zi. E Ri finiR<·e colla vittoria dei Francesi e la fuga diRordinata del nemi co in Al<>ssa~dria.

•


-

337-

Nel dicembre 1800 i Francesi sono ancora vincitori degli Austro: bavaresi ad lloenlingen, e la pace di Luneville, e successivamente quella di Amiens con gli Ingle~i. ridà alla, l•'rancia i territori e la potenza perduti : dopo quattro anni Napoleone cinge in Parigi la corona imperiale. Non molto confortanti furono le condizioni igienico-sanitarie degli eserciti della rivoluzi<>ne durante questa seconda campagna d'Italia. Dopo le battaglie (li Marengo (fig. 91), }fontebello e Ca~teggio (fig. 92). per l 'in~en te quantità di feri ti, si fu costretti a

l~ig. 91 -

il>~tt11gli;1 di Marengo (14 giugoo 1800) (Napoleone confo rta. i soldati feriti).

distenderli u1la paglia, e u questa si eseguivano gli interventi chirurgici più imiPortanti e le medicazioni, con personale inadeguat<> ai bisogni. Anche i mezzi di sgomber<> si ·re. ero fin dal l 'inizio insufficienti. l'Il. -

l SeRVIZI SANITARI MILITARI 1\ELLIJl C Uf1RHE NAPOLI<JO~JCIIE.

Quantunque la storia delle guerre napolt"oniche. svoltesi in una radiosa epqpea, abbia avuto una larghissima trattazione e sia ormai trOjppo nota al1a g.Fancle mH!;g-ioranza degli st.ndio!id. non ci sembra tuttavia del tutto sUiperfluo di riassumere in precedenza, brevemente, i più salienti avvenimenti, allo SCQ'PO di meglio inquail<rare 22


-338nei vari episodi l'<>rga.nizzar,ionc sanitaria, che lo stesso Buon~part e ebbe sempr·e a cuore, c<>me uno dei più importa.nti coefficienti della vittoria, tp reparando c<>sì l'immenso scenario, nd 11ua1e oltre agli a.t.t<>ri prindpa.li delln leggendaria epoca. .Xa.polc.!<>ne e ·i suoi marescialli, agiranno i :più ·e minenti personaggi della medicina e della chirurgia militate del t~mpo. Nel1804l'imper·atore Buonap::ut.e prépara, nella Francia del nord c<>ntro l'InghUtcr•ra un formidabile eser. cito di 140.000 u<>mini, con 430 ,pezzi <Ji artigli-eria, ed istituiRce lma

Fig. 92 -

Battaglia di Montebello e Casteggio {17 giugno 1800).

uu<>Ya unità tattica, il c<>rpo d'a-r mata, comtposto di due<> 1più diYisi<>ni, a.l éomando di un maresciaJllo, al quale come tiwlo IWbili::we viene concesso di aggiungere al caRato il nome del luogo, ove erano maggiormente rifulse le sue virtù milita•r i. Si viene così a costituire la fam<>sa Grande Armata, formata da ott<> corpi él'arma.ta, compre.c;;o un corpo srpedale t'r atto dalla Gmvrdia imperiale e da sette divisioni di cavaJJcria di riserva. Aj primi di ottobre del1805 Napoleone porta l'offensiva contro l'Austria e Ila Russia, che si era.no alleate in seguit<> a.l lavorìo di-


-

;i39-

plomatico dell' fngh iltert'a, la qunle cercava ogni mezzo per liberarsi dalla continua, minHccioF;a. preRAione franceRe, e raccoglie il !':UO e~rcito nella zona delFalto Danubio. Quindi con rapide manovre muove lungo il corso òel fiume, sconhandoRi ad Ulma con gli An· striaci al comnndo del generale )(ack. Tl 20 ottobre successivo entra "indtorc in Vienna efl jl 2 flicem hre seguente nei piani d' Austerlitz impegna contro gli Austriaci l 'epica battaglin., che segna con la vittoria, la fine della breve campagna : nell'esercito francese si ebbero in questa giornata l~ .000 morti <' !l4.000 feriti; ne1lle truppe HnR tro-russe 2G.OOO morti c 84.000 feriti. oltre migliaia di dee<>ssi pc.r dermotifo. Nel frattempo il generale :\tassena in HaJia inizia l'offensiva ('Onbro le truppr. cl<>ll 'arciduca. Cnrlo, <' dQIPo lo Rcontro incerto di f'a.ldiero, occupa Ja rf'gione veneta e Yalica lP Alpi Ghl'lic, m<>ntre l 'esercito russo ripa t'a in Polonia. Si concl11<le coRi la pace di Presl.mrgo fra Fnmcia ed Anst.ria, pct· la f!uaJe Napoleon<>, Mn la ccs~ione df'lla Dalmazi~, della Venezia e <1€'1 Tirolo, assegnato poi alla B~LvieJ•a.. alla·t·gR- not<~volmcn te l 'j mpcro fra n<·e~P <', nono~tantc la ~confitta della flotta inflitta dal l 'ammiraglio ~ :relson a Trafalgar il 20 ottohr·e, suOle coste spngnole, accrcs<'e sensibilmrnte la sua rrotenza ed H suo prestigio militare. Nel 1806 Napoleone mum·e g11eua contro la Pru~sia, che ~i ri· fiutava <li riconoscere la confederazione renana {la, lui presieòuta. e mentrf> il generale Massena con le suf' truppe si dirige in Italia p<'r conquistar<' n regno di Na!Poli, egli raccoglie l'e!->r.rcit.o in F·ranconia ed inYadc la. Prussia. Tl14 ottoht'(' a .Jena i France. i si scont,rn.no ('OÌ. Prw~siani e li sconfiggono in una memoranda battaglia, la~iando Rul <'ampo 6000 morti e !l6.000 feriti, laddov(' le perdite avvrrsaric Rono rispettivamente di J 2.000 e :l..t-.000: Ai aprono ,·osì la via di BerHno ove entrano trionfalmente il 26 dello stesso mese. mentre l'eserdto 'J)russiano, de<'imato. F;Ì ritim n>t·so la ft·ontiem rnssa, unendosi. alle truiPpe delil'imperatorc Alessand·r o. Nel febbraio 1807 l'esrr<'ito france. e invade la Polonia, ro il giorno 8 in un alh·o non meno famoso combattimento si batte con esito incerto coi Russi ad Eylau. I Francesi banno 15.000 morti e 7!).000 fel'iti; gli all eati 1 .000 e 74.000. Le operazioni sono sospe, e dmantr l 'im·erno e 1~ pl'imavet·n e riprese n 14 giugno nelil a piannra di Frie<lland ove s'impegna la battaglia ded iva, con la \'ittoria dei ]<'ranoesi, ("he Jasdano 1~.000 morti c 86.000 feriti, mentre i Russi ne perdono 10.000 e 46.000: la ![)ace di Tilsitt segna l'aJl-


-340-

leanza tra la Ji,rancia é la Russia, che si diYidono quasi tutta l'Europa. Nello -stesso anno l'imperatore Napoleone invia un alt•ro corpo di spedizione in Portogallo al comando del generale Junot per completrure anche su queHe coste il blocco continentale contro l'Inghilterra, deciso a Bel'lino nel1806. E nel1808 inizia l'occupazione della S!Pagna, spedizione di lunga dnra1a , poco fortunata per il clima. disagevole, pe1· le scarse vie di comunicazione e per i continui dissensi t•ra i va·d comandanti: in que~te condizioni i Francesi debbono impiegare eh~ ·d ue anni per a1~rivare a Cadice . Nel1809 l'Austria , sempre ~inta dall'Inghilterra, muove guer•r a contro la Francia. ~apoleone •raccoglie sulle rive d~l Danubio la sua Gr.ande Al'ma.ta , rifornita dai complementi a mez7J() dei reggimenti di marcia, nuova formazione da lui istituita fin <lal 1806, e ad Ablensberg ed a Eckmilhl batte con successo gili Austdaci e per la seconda vofta entra vincitore in Vienna.; ma nella SU(;,cessiva battaglia di Essling del 21-22 maggio combattuta con s01·te incerta, non riesce a reSipingere gli Austriaci. Si ha una perdita. di 8000 morti ~ 24.000 feriti da parte fra.ncese su 70.000 combattenti. e di 4287 c 16.213 su 80.000 uomini nell'eset·cito austriaco; Napoleone è costretto a sospendere le O!J?erazioni. Intanto -l'esercito del vicerè Eugenio, rifattosi di una lieve sconfitta a Sacil)e, valica Je AJ1pi. e, battuti il14 giugno gli Austriaci a1la Raab, si ricongiunge alla Grande Armata, impegnandosi a fondo nella celebre battaglia di ·wag·ram del 5 luglio, la quale è coronata dalla completa vittoria dei Francesi, che hanno 23.000 morti e feriti e 7000 -dis1persi su una forza di 181.700, m~ntre gli Austriaci ne hanno 19,110 e 6740 rispettivamente, su una fo.r za di 128.000 uo· mini. Con la pace di Vienna NaJPoleone ra.g ginnge la massima potenza p ~litica e militare.

Venendo ora a trattare clell 'organizzazione sanitaria di questo 1periodo, cb e comprende le campag-ne <l'Austria (1803), di Prussia e Polonia (1806-07), d'Austria (1809) e di Spagna., la più [unga (1808-1R14), premetteremo che ne11 1806 tre nfficiali del c011po sani tario e1·ano addetti al Quartiere generale della Gmnde Armata : Coste nella qualità di medico in C3JPO, Percy come chirurgo, Bruloy come farmacista, ai quali faceva capo tutto il complesso funzionamento del servizio sanitario. P·resso 1 a Grande Armata si avevano

'


-

341 -

4 t.ipi di amùnlanza: ambulanza 1·eggimentalP, che socondo .XatpOJeon<' er a l:t !Più importante, porehè il soccor~o n'niva 1portato f:lulla Liiwa di c<>mbattimento c la p1·esenza dei cbirm·gl1i fra le trn1)pe ne f'levava grandemente il mMa le; l'ambulanza divisionale: l'ambnla.nza. di corpo d 'amJata o ambulanza leggera, perchè il personale ad<let.to doYevn essere po~~ihilmente montato; ed inf'm<' l'ambulanza di ris;er,-a del gr·an quartier g-enerale, che dispone,·a ùi una cinquanlinn di chirurghi, pnrte a cavallo e parte t-ra. portati in Yettnra, (lei quali una cliedna a<·corupagnanmo il chirnrgo in capo nPNe ~arie isp('zioni, g-li altri N'ano tenuti di ri~erva <>d invia1i là <lo,•e in fuda,·a mag~iormen1e la lotta. Con d<'cr<>t0 1:~ aprile clell, 09, furon<> i~titnite 10 compag-nie di infel'mirri milita·l'i, lr qnruli, clato n <'attiYo l'N'1uta nwnto. diNlrro poco rendimento. La . pedalizzazionr Mi malati r f("riti in prima linea Yeniv::t <tssicuratH a mezzo d(>]le mnbuhUt7A' di prim<> l'O<·corso, poi dag-li o~pedali sedentari r permanenti. Gli oRpedali tf'mpornnri, c<>rriRp<>ndC'nti ni no!':td <JRpedali da <'ampo, C>rano dir-tinti in due cah•goriC>: oRpNlali di linc:1 eh(· ra<'<'<>glievano i malnti f' i feriti !':gomht>rati dalle amh111lanz.e P ~li oRpedali speciali deRtinati a rico>erare gli ~n hbio~i e <l i venrrC>i. Ri avevano i n fin C' dc>poRiti ili conya)escmza p er i dimeRsi dagli OF:JPPclali tempora.nei, non ancora in ~rad<> di rip1·erHl<'I'P Rervizio in 1•1inea. e (JUando le distanz<' lo peruwttev:~no, ]o Rg'OIDhCl'O venivn rffettuato altl'(>l'J sugli ORpedaJi 'PN'ID3l)('DtÌ delle retrovie. Anche i n qnrr-tc prime goerrr Mll 'I mpero domina nri ~et·vizi Rn n i ta·r·i l'inriPonentf' tìg-nra fli Domenico Lnrre~~ . che, oltre allla ee<'ezionn le ahili1à tN'nica profeR. ional r, òà prova meraviglioRa drlle più eminrnti qua lit:\ di organizzatore, superando ogni di'llkoltù e ·ripa.rando nel og-ni d('fid<>n ?.n. Aò P lma. in man<'am:n di brnde, egli non <'Sitò a Rtr ap:par<' la pro])l'Ìa bianch<'ria per faRciare i fet·i ti. A LipRia OYC' Ri trovavnno di fronte :301. ~00 nllrati f' 170.000 FrancRRi. con una perdita ri~pet1iYn ilPl 48°{, <' clc1 1t;)% <li feriti f' del 16,2% r df'l 26.6 % di morti. l?l'f.;enclo Rtato cn.ttnrato il material<' eli mNlknzionr clellr ambnlan7,c>. pl?l' l'aipiJì•r <>Rtmuf'nto ili appar("('<'lti <'ontenth·i ff'<'r taj!lh n·p <lei •pl?zzi ili Rtoffn claUr nniform1 (]ri ~ol(la1i cailnti ~nl <'Hmpo. <' l'icor"e alln Rna l'tr,.Rn craYatta. ed ;Jl fazzol<'tto. Larrrr f'l'fl dotato di 1ma l'C'!':i~t<>nza f'<'<'~zionnile: nnzi <>gli si YanlnYa (]i ('<::~<"l'<' il ~Oildn1 o pi1~ t·ohn!'to élf>ll 'c!':<'r<'ito nn po]Poni<'o.


-342Ad Eylau 600.000 combattenti lott~u·ono accanitamente ~otto il fno<.:u nemico di 3000 bocche òì cannone e la battaglia fu ùclle più san guinose !Per l'ingente quantità ùi feriti. Un centinaio di chirur~hi dovette moltiplicarsi e Rottoporsi ad immane la>oro per portare pèr tutta la notte i. O<:<:or~o;i !Più m·genti : furono praticate olt r<• 2000 amputazioni e cumuli di arti asp01·tati giacevano in macabra, vi . sione accanto alle canH•re improvvisate di operazione. Questi chitmgbi, «la cui istruzione <' lunga e~pel'ienza chia· mavano a setTire di modello, <'h(' decidevano <.lei casi di ampu ta· zio ne, 1·iducevn no le fratture, operavano -c facevano operwre i lor·o collaboratori di ogni ~rado». acconevano ~olledti là ove infuria va la battaglia e « l"inuncia,·ano al l"ipo~o. finch è rimaneva da m<>di care un solo ferito, fo~sc pur de~~o france~P od eRb·aneo, eh<> la sm·tp delle armi privò ·rli sna li!Jer·tà )). Anche I.Jarre~· fu co~trctto ad operar-e <·oi tp ieùi nella neyc per 36 or·<'. e dovette impiant;~re le su<> ambulan?.e in casupole mal ri parate ed esposte a tutte le ·tafllche, ~enza nemmrno disporre di giH<'ig-li di pap;lin. Il fJ-còdo intcnRo (-14•) impediYa di imiPugnal't' gli strumenti <'hirm·~i c i. <>d e~Ji impa!':sibil<• si prodi~ò nella ua opera umanitada, cornincianclo ~empre dai fel'iti più ~ravi. senza di~tinzione di gr·ado. .\. questo proposito. merita (li esser<> ricordato un curioso aneddoto. che dimostra a quali mez?.i egli talora ricorreva per ot· teiWI"<' una r<>lativa tranqnillità dmnnte gli interventi operativi. Aò nn colonneltlo, al q un l<> I1anry non rra l'i nscito dopo IPtLrPc-d li vani tentathi eli estran<' il proiettile da'Ila ferita, per i s uoi in consulti movimenti e g-ricla rli clolol'<>. non esitò, eceato. a dargli un sonoro ceffone. L' ufliciale, per tale ofl'e~n, acceso vivacem<>nte 1lal1'i•t·a, lo apostrofò <'On fJueste parole: << Yoi abusnte vilm<' 'te delh1 mia co11di:~.ione. ma me ne renderet<> ra~ione >>. (( Sapc>vo bene. rispose Larrey s<>nza turharsi, eh<> an>Yate lroJYPO e]('vati sentinwnti <li onOl'<' p<>l' non rNlg"Ìl'e imm<>diatament<': così avete dim<>nticnto ]a vostra fel'itn . collie vOilevo, ed io ho ~)ot11to compi<'!"<' l'intervPnto: l'opet·azione t'· finita. Nl ecco la pallottola f'Rtratta! >>. E<l i due illm~tri pet·sonaggi, entrambi com mos~i. si rkonciliarono ilHmediatflm{'ntr .COli nnl"L forte Rt rPtta di wano . Rono òa accerinat·(' ancora altri f'pisofli, (·b e mrglio m<>Hono in ht(•f' il cara1tere «' la ~erenità eli l ..arrey di fronte alle più dif1kil i . itnazioni.

'

'

•


-343Nell 'iF;ola di Lollau i numerosi malati e feriti mancavano di nutrimento, ed iruulecliatmnentf' LarrC'.v diede ordine di abba ttere i eavalli da Rella, cominciando dai s uoi. I generali si lagnar ono coll'iruperatot·c di questo tl:buF;O e Sapoleone, fatt.o chiamare Larrey alla presenza del suo .stato maggiore, con tono severo eos1 lo apostrofò : «Eh quoi! de vòtre propre antorité vons avez o~é di~po ·pr d<'~ chevaux -dcs oflker~, et cela 1 p our donner· du bouillon à vos biN;sés? >> « Oui! » rispoRe cmpllcemc>ntr Lart'€y. E poco tempo dopo veniva nominato ha.r onc dell'imip<"l'O. Non è ·q uindi da me-r avigliarsi della torica fmse di Xapol('One, <llHllldo a:fft'r·ma\a clw, se al quarticr generale era pre:~cnte Lan<>y, egli era tranquil lo e riteneva di avere due 1·eggimenti di cavalleria in più! Tn altra occa ione, mentrf' La-rrey s.tava am!Pntando in un ca~olarf', all'improvviso a·ppnrir<· di un 1·epa.rto nemico, Rcoppiò nf'll'ambulanza nn vi'o panico, <~ molti Ri diedero alJa fuga: egli solo non Ri uw!-;se c (•ont.innò imQ)CI·tnrbahile l'operazione. E qu esta sua sel'<'Hib1 di animo ''a l se ben presto a far rit-orna re n<:>i presenti la, calma. fino al momc>nto. in <>ni. giunti i rinforzi, l'avvet·sa-r io fu <•oshetto nd abbandonare la pm:;izione. A..nche in E~itto. con grave pericolo di C'S~erc fatto rprigioniero dai drag'oni inglesi. il forte e cor·aggior-:::o ('hiru·rgo non esitò a carica,rsi sulle spnlle il gencr·aJc Sully. da l ni poco p1·ima operato e JH('dicnto, ed a ~cHarRi in nn Cii mpo, !i;Okato da fossati profondi, impraticabili p er Jn cantllrri a, ,polen<lo ~md rng-giungerc incolume col ferito gli avampo ti franc<'SÌ. Del ·r eRto, lo RLcsso imp<'-ratot·e <l:wa per il primo l'esempio di grande ~prezzo del peri<'olo r di foete 1-esi ~:~tenza al dol-ore: a Ra.tisbona, colpito da un 1proicttile a li n, regionP matlleolare <'l<'stra, di!'iceS(' im!PaS~i bilmente da <'ll.Yallo e, :-:;ednto ~ ulla nuda terra, si f<'<•e m<'dicare prov viso1·ianwule (l :tl chirm·go Yvan senza emetter-e un grido. impaziente Roltanto di rintontm·c in seJia. c riprendere il <·omando. a.na testa d('lle truppe. Questo episodio è stato etcr n:~to in una mn gni:fÌ<'n t-<'la di <ir111the1'0t, nltl ievo di David. or·n, conSfl'Yatn al mu:::eo di Yer. aille~.;.

* • * Acc.:'tnto a Larre.r. la storia cl<'lla r hir·u rgia di guerra ricorda un 'altra em in ente figur·a: il ha·r onc Pietro France~o Per(~;l (fig-. 93) . Nnto il l ottobl'C' 17:'l4 n ".\fontagne,r. nella Fmnca Con-


-

044-

tea e laureato i appena ventunennt> a Besançon, iniziò la carriera militare nella piccola gendarmel'ia a Lunéville e poi nell reg~i ­ menLo Berry-CrtYal1cria n Béthune. Kel 1789 .fu c hirurgo in capo dei 1·cggimenti di Finn<lt-a c d' i\trlois e nel 179:2 ~ostituì Sabatier nell'armata del Reno. Con (le(·J·cto (!el 9 ln·nmai.o <1<>1Panno XII, fu con Harteloup e Larrey nominato ispettore genf'ralc· degli ese1·dti della Repubòlica, e ne1la riorganizzazionc degli ~tn<li superiot-i ebbe i l titolo di profe."-"''Ot-e della f:woltà di medirina a Parigi. ~el l 07 fu ipre!';Celto a membro deJl'IstHuto, jn eompethionr <·on Co1·visart e DeK-

Fig. 93 -

Pietr o :F rancesco .Percy, da Montagoey (Franca Contea) chirurgo in capo della Grande Armata.

dmmjpS. CoH<'lusa la pac•• di 'J:il~itl, fu insiguito di mnnero '<'onoI·ifi<'enze; dopo la battaglia di E;rlau fu nominato commenda.tot·e della legion d'onore e dopo quella òi Wagmm bàll·onc dell'I mpero. P ercy n,vevn un concetto elt>vn tissimo <lella ruiRsione del medico militare in campagna: «Non vi dev<> esF\ere riposo per noi, egli era olito affermar<' : noi siamo i . dldati di tutti i giorni, di tutti i momenti. Le fe1·itc>, l 'in~nlnbrità, <lPi luog-hi, l'inclemenza delle stagioni, le malaWr <'pid-cm idte sono pr1· noi nemici implacabili ; ed in questa pcno~n, incCF;F;Hntc lotta, in c1Ji i pericoli ci inF;idiano da ogtti rparte, ~ono ancora meno da temer-~i quelli che diYi<liamo co11c t·r uppe ~otto il fuoco nemico >).

•

•


-

345-

E{l esortava i gim·ani <·hkurghi. che intraprendevano la .carriera militare, con quN:;te auree parole, che ben a ragione furono scol!()lle ad onore e ad e~rrnpio su una !()arele dell'aula magna del1a Scuola di sanità milil al·<• di Lione: « Allez où la Patrir et l'HmuanHé vous appelenL Soyez toujours prèts à servir l'mH• P l'autl'C- S'il faul, sa<·hpz lmiter ceux de vos généraux compug uom'-. qui sont morts m:u·tyr!-: de ce dé,·ouement intrépide et magnanime qui est le vérita ble acte de foi dE's homme de nOtre état ». Dotato di fOl"za straordinaria e di grand<• eornggio. senza o tentazione e con imperturbabile serenitù. m;Uitcuendo sempre ed ovunque l'inna.lo buonumore, Per('y diede phì volte prove in· dubbie del suo vrtlore. Basti per tutti il nolo episodio di )fannheim: il pont<' ~nl R-eno Cl'tt allora bn,ttuto incessantemente da dodid pezzi d'artig-lirl'in, Pd il Pere~· non esitò un istante acl ai· tmvPrsarlo sotto il grandinare dei proiettili, portando sulle spalle l'ufficiale del genio lAl<'roix, gravemente frrito , e riuscendo così n raggiungere incol nmt>. r.;nlle travi vacillanti. fm le ncclamazioni dei ~olclati, la riva franc<>~e col prezioso carico. che non ave>a >olnto :tbbandonare. Una rpittura murale, csiRtente nello scalone (]'onore della Scuoln di s:anità, di Yal-de-Grllc<>. riproduce il gesto Proi<'o di qnE>!":to valol'ORO chirurgo, che fu fel'ito bPn qunttro Yolte Rul ~ampo di hnt tfl.glin. mrnh·r aò€'mpivn, la su n umanitari H mis!·don<'. Dalle su<' m<'motie interessanti apprf'ndiamo nltresì che a Landsber~ la cittù <>ra l'igurgitantf' (li fel'iti: l' fmpc1·ator<> mise le <'nrrozze (lei gen<>rn li <' l<> sue stess:c wtl n re n cli~pol'lizionP per lo l'IJ!Ombcro c requL ì tutti i vri<'oli primti. )fn. <'iù nonostante. non fn po!":sibile el'egnir(' il h·n. pm·to eli tutti gli inft-rmi, ed oltre ~:50 dovettero esser(' lnseiati snl pol'to ed abhnn1lonnti nl 'l oro flE>::::tino. La h:rttaglin eli FJ' i('dland. <'Omhattnta il J4 giug-no J807, nPlla giornntl'l annivcr~arin di Mrweng-o, fu cm·on:lta {lalla Yittorin. ma n ben caro pr<:'zzo. ('pnto chirurghi si pl'O(ligH l'Ono inintcrrottauwnt<' per tutta l n no t l<' a portare soc<·orl'o a i f<'J·it i, sg-om hrati su fn<'ili, !':n pertichf'. sn sc·ale e con ogni mf'zzo impl'On'Ìsato. Tutte le <'a~. tutte le soflìttr. i fi('nili. lP !":Cnderir rrnno i n modo impr('c:;. sionnnt<' rig-nrgitnnti di frl'iti: <' Xapolconr l'te. so. pnrlandone flnnkh<' gi01·no dopo <'Ol P<>t·<·:. e~lamaV'a: « C'onV'enitc che è uno . ')('ttacolo tenibile! )) l ·~ vi~ione non meno ter1·ifkante era il

•


-

34.(;-

campo di battaglia, «trasformato, .secondo l'iferiS<·e Perc~. in un immenso anfiteatro cltirn,·gko, ('(:bcggianlc delle grida ~traziant.i dei frriti e dello' stridOT'e delle scghf' e dPi ferri antputanti gli arti e laceranti le carni cloloranti ». Lo stesso J>ercy, preoccupato !o;Op rattntt o della ~tancbezr.a che sopr::tvveniva a i chir urghi dail dovt'J' percorrere a piedi in fretta lunghi tratti di cammino per J·nggiungf're i feriti, conoepì un al t•ro tipo di ambulanza 'olantr, leggera , che cbiamiÌ << Wm·tz » (fig. 94) . Q o~ta era co~tituita da un ca~. one l ungo <' stretto Au

Fig. 9! -

Ambulanza volante di Pcrcy, detta Wurtz.

4 rnote, trainato da <ln<' pal'iglie •li ewalli, :-ml qualC' si potevano sifikrnnrf' a <·nva lcioni fino fl ·ro per.sonP. ) f a,, aJl'ntto pratico,• CJll el'lO Ri.;;tc1na non <·ordRpo~c: fPJ·escindi!IHlo dalla di.fficolt:ì ùi mantenersi in equilibri() sn ~;traò<' :w<'identaiC' da pm·tf> di chi vi montaY~t, non rnppresPnfìW:t ncmlllrno un lll<'zzo comodo di tra ~POI'lù, essendo tropiPO J)C~ante <' {!Hnci1wcntc mnnovrabi[e. Ri col'(lE'rC'mo infine che an(·hc Thomac;;;;;in. clC'll'el'ei·<·ilo del RPnH. aw,·a i<leato <l ne a m bulaH?.<' legp:<'l'(\ ~u cui poteva 1wcnderr posto il JPt' I'Ronale ~";anita rio. con una dotnzione di 111111 <'l'i a le di mNlicazimH' suffi<·ir-nte IP<'l' f!ualkh e <'<>nti naio di feriti. ~ono ('O!'Ì i 111 p~1wn l i lp figur<' di L atT<'." <' P<•r<·y 1wlla ~tori a dPlla ch il'm·gia di guena dell'epoca napolr-oni('a. <'lw ll<'n merita


-347l 'o:pera loro <li essere con qualche particolarità qui rievoc<t t a nel· l 'esiPorre sornma-d amente l'organizzazione .;;anita.ria ùi questo pe· riodo. Soddisfatto d<'ll'opor:t dei lo\Uoi chirurghi, ~apoleone nel 1807 fece esp1·imere in llll ordiH<' del giorno, a mezzo dello stesso l•ercy, il suo plauso incoudizionato, per lo r~lo, attività, c01·aggio e valore dirno tra ti dal Corpo sanitario nelle numermw campagne, dichia · randosi ben disposto ad attuare Lutte quelle 1propostl' che gli ve· nissero indicate per una più raziona le c pratica 01·ganizzazione dei cnizi anital"i in guerra. l'crcy coLse queRt'oeca~ìione per presenta1·e all'Imperatore, per mezzo del gran maresciallo Dut·oc, un suo elabomto progetto di Ghintrgia delle battaglic1 col quale doyeva procedersi alla co · stituzione di un Corpo sanitario autonomo, permanente di ch irurghi, dhiso in parecchie centurie. analogo a quello di artiglieria e genio, co11 organico fi~l'O, regola1·rncntc reclutato ed istl'uito c con attl'ibuzioni bPu dete1·minate c responsabilità definite cil·ca i1 funzionamento degli ospedali e dell<' ambulanze. Qtw~to nuoYo , Corpo sanita·rio dovcYa .essN'e diviso in parecdtie cent,urie, contra· distint<> da nn numero progre ~h·o ..\d o~ni centuria era ass<'gnato un chirurgo maggiore, centurionE.'. coadim~ato da un capo Ct'ntu· ria. e da un contabile per l'amministrazione. Ciascuna centul'ia, era poi l'uddi>il'a in <lieci <lecurie, <>ompo. te ognnna da un ch intrgo decurione, ù:1 due aiutanti maggiori, da sette vice-aiutanti, {la un ufficiale d'amminil'trazione, da tlne Rottuflkinli, da <1ne capot·ali &:I·ittura li <' di conée e da ~;) . olclati in fcrmiet•i, di cni IPropol'C le <liYi A<' e l'<>qnip:1ggiamento (fig. 9rl), (lotandoli conw armamento di lunghe picche, <'olle q n ali. nll 'occaAione, si potevnno improY· visar<> Atanghe di hart>lle .•\d ogni d~nT'ia erano infine asA<'gnate dnE' <'anE>tt<> rlt>ggi<'l'C pel' il tra$ìporto <le i materiale chi rurgico e di meilkazi01H' <• d<"i ''iwri di confm·to: pitì tlu<> <·a,·all i da ~oma pPr ~lot1are rapidamente il pl'onto l'O<·corRo OYe non pote,nno ginngPI'f' tl e <·al'l'ette. fino ali(> primp lilwt'. e q11i rHlki <·arri tli requilo;izione per lo !'gomlwt•o <l<•i malnti <' fpJ·iti n(>ll<• l'<•trm·it•. L'·m ·gnnko <·omplessin> <i<'l persoii;IIP em <·oRì <·o-;titnito: un <·hil·m·go mag-g-im·t> gene1·a le clf'll'esel'ci1o. tJ'<' <·ltil'lll'g"hi mHg-giol'i ispettori gencl'ali. lG chit•m·g-hi maggicwi col g1·nòo di teMnt<' colonnello. 2GO del g-1•ado eli mpitnllo. ~GO ·df'l g-1·ado eli tenente. 800 eli qnello di sottotenent<' <' 400 allif'Yi chirurg-hi.


-348-

~l.

Fig. m:; -

...

DÌ\' Ì8t' etl Cf(Uipnggiamenti dei soldati iofermier·i proposti dn Pere~·.

•


•

-349Uon la istituzione ùi q ue,:.,ta cbi1·urgia di battaglia, il Per<'y ~i era prefisso soprattutto lo :scopo di non distogliere un ~Solo

uomo dal combattimento lj)Cr il primo soccoJ'f'O dci feriti e di dimina.re iJ gravissimo inconveni<•nt.e che, per Ull soldato caduto, numerosi compagni abbandona.ssct·o il campo, chi per t;ON·eggerlo fino all'a.mbulanza, chi IPer pOl'l<u·gli le armi, chi g1li oggetti di corredo, come si era verificato, ad e empio, all'assedio <li Danzica, durante il quale con 2000 infermi e 1()00 feriti, non potendosi disporre di akun portaferiti o infermiere 1per lo sgombet·o dei colpiti, per ogni individuo trasportato si a ,.e,·a nn abbandono <l alla linea di circa, !olf'i uomini. Nel 1807, dm·anle la campagna in Poloni:.l, PN·cy aveva prosp<>tt ato l'OPIPOl'tunit.ù (li ndibire all sel'Vizi.o di in ferro ieri i .qol· dati autolesionisti: ma la proposta non fu accoltn. Sembra che nel 1812 si conta.s~ero fino a :!:5000 mutilati, per la maggior parte d<>lle ditfll della mano c> degli incisivi superi01·i, dei quali allora ~i Sf'rvivano i soldati qwr la<·erare la cartucda <'Ontenente la polver<' e •ersarla nella canna del fucile. A qnc>sto proposito, ricord<'remo che nella ha t tag-1 ia di TiaHtzen d<'l 20 mag-gio 1813, si era aecertato che ~u 8000 fcl'iti, ben 2632 erano colpiti alla mano, e fmono imprigiona ti in un <·ampo trince-rato !})el' ~o!'ìpetto autole!';ionismo. Lo stesso llllperaton~ , informs.to dell'accaduto, e preoc<'UiJ)ato che un tale reato ~m·ebbe stato ilìrim<•din.bi le <' avrebbe dato la J?rancia legatn mani <' ~)icd i al nemico, riunì una Commissione di chirurghi pet accertal'C Ila eventuale colJPe,·oler.r.a. :M:a, mentre De~genettes e Yvan sostcncYnno l'automutilazione, Larrey fu di parere contral'io. Ed allora fu costituita. una Commi. sion€' d'inchiesta presieduta dal medesimo Lane,r, <' <'Omposta di altri 4 cllirurghi: EYe, ClHwmc:'l, Thébaut, Bé·coeur. la qua1Je sottopo~e a<1 esame ben 2632 feriti e concluse per la. non esistem~a di reato, trattand o~i di ...lesioni àovntr nlll'inesper·ienr.a nel manrggio delle armi clei coscritti, condotti p0L' la rprima Yoltn nl fuoco in fitte colonne, ~pccialmente durante ijp <·nriche su terreno in :-:nlita. E Napoleone, cupo ed irritato dappt'imn. fìn1 col ra.~~rrenrm~i <lnYanti alle [prove in<'onfntahili. e l'ntifi<'ò S<'nz'altro tale dc'<'isionr, ~primendo al Larrc>y la proprin !':Od<li~far.ione e dicenrlogli che « un . ovrano era assai felice òi avere a che fare con un uomo eome egli èra ». E la ~<'ra Messa gli feee consegna·re il proprio ll'itratto, ornato di diamanti , seimila lire in oro e gli rlec•r etò una pensione statale di


-

350

3000 lire, enza eselusione di altre ricom,pense inerenti al suo grado ed al suo servizio. Las Cases nel suo « ~Iemoriale di S. Elena», commentando questo episodio, osserva che «simili fatti sono preziosi per la sto ria, pcrchè fanno conoscere Hn galantuomo che non esita nel di fendere la veritù. contro ad un monatca. mal disposto ed irritato, e pcrchè dimostrano pure l'animo regale, grande nella felicità e nella ri<'onoseen1-a dimoRtrat.a. a colui che lo trasse d'inganno >>. Pere~· prese pa•r te a quasi tutte le campagne della Repubblica E' dell'I mpero : una gra ,.e oftalmia gl'impedì di geguire le armate in 1-tussia ed in .s assonin.. E nel riposo forzato dedicò la sua ine· AAuribile attività a pubhlicaJ·e con Laurent nel Dizionario di !o;<'Ìenz<' mediche, formato da ben 60 volumi, alcuni pregevoli ar· ticoli di d1irurgia di guct~ra. La princiJpale ~ua monografia è quel1a ~ni corpi <>stl·anei. tpubblicata ne'l 1792, sotto il titolo di « Manuale del cbirmgo d 'm·mata >> ed ac<:resciuta più tnrdi di una seeonda pa1·le. Percy non fn meno di Lancy abilissimo nel trarre pa rtito da ogni drcostanza per alleviar<' le soffN·en7,e dei malati e feriti; e non esitava ad ordinare il taA"lio deA'li alberi in una foresta per im.provyjsare barnccamenti c letti per il rkovero degli infermi. Per consolidare gli a·p pa•recchi eli contenzion<•. 11~ava Sipalmare l:t fa. ciatma di colla forte liquida. la. quale, E>sskcanòo;;i, ,·eniva. .1 trasform:n·e la bendn in una, docd;t resistente. Egli e1•a jnol· tre ilostenitore òci. metodi più semplici nella medicatnrn d<>1le lesioni, e faceva largo n~o dell'acqua !Pura. nelle ferite con ampie lacetazioni: con questo trattnmrnto airermava di essere l'iuscito a salYare. in circostanze nelle quali non aveva. altro mezzo a di · ~posizion e, deglli interi ~egmenti d'arto, in uno stato tale di mal · t·r attament o che Mmbrava. irnp•l'udente cliff('ril•ne più a lungo l'am· putazione. Infatti. vivace oppol'<itore dei metodi antiflogistici a b:u:;f di ~a lassi. di pul'ganti e M emetici, nel trattamento delle fe · rite di guerra. <>gli 'E'ra sernplicista e sottoponeva la pa.t·te lesa a prolungate immet'Rioni ne1l'acqua frNlòa od appenn tiepida, a. se· conda della stagione e dell::., òisrponihilità del momc>nto, f\d appli · cava quindi pc>zr.uole o spugne imbibite !Parimenti d 'acqua: la fJnale. S('('ondo le ide<> predominanti del tem;po, doveYa limitare l'infiammazione c provO<·~re nna buona. ~nrppurazione, come con· R('nth·a la natura della parte. C'o~:ì le aeque del .,.ilo, della Mo·


-

351 -

sella, ùel Reno, del Danubio, ùeJJa Yistola, ùel Tago, dell'Elba furono i mezzi più semplici e più Jargamente usati nella medicazione <lei feriti delle guerre napoleoniche. Egli ~tabili in modo esatto le indicazioni degli sbriglia.menti immediati o secondari delile ferite, come pure la tecnica delle amputazioni (fig. 96), immediate o tardive, cet·cando di limitare l'uso e P ab u o che di que te faceva la chirurgia militare del tempo. lnsp irandosi ai risultati ·del )foreau, che rH'l J795 av.eva !praticato con successo in un f>Ol<lato 1a pdnm •l'csezione del gomito, si. fece "'trenuo so~tenitorc eli questo ~n·ooe~so eseguendone un huon numero, specie nel1e artkolazioni dr~li a·rti superiori, ed ebbe la !>;Oddisfar.ionc di ;pres<'ntare :ll lo bte~so )iorea u nove ~oldati così

Fig. 96 -

Busta por t•mputazioni c trnpanazioni del chirurgo Pere~. (Museo di Vnl·de-Gri\ce- Parigi).

operati. E !';i deve al PPJ'c~· la -<'n l'a delle p.~ClHlo:trtro~d col !'etone, de applicò per la prima volta 11('1 17!l9 su di un soldato con frat· tura comrninutiva del femore. e <]lwlla <lel tetano colle iniezioni C:'ndovf:'nof<C di estrn.tt o d 'o1ppio lWllP ,·ene <'l'Urali, che !o;pN·imentò nel J 8H) Rn 8 soldn1 i l'll!ò:Ri ricov('l'nti nC:'ll'o!'pedale di Menilmon · tant, ot11'rwndo ;) l'i~ultati di ~um·i~ione. Infine propo!'e la lega tura dell(> arteriC:' <·on filo di piombo c la compL·eKc.;ione dei va!'i con pinw emoi'tatichc, cl:11 lni stesso idealC'. Nel 1, 14, mentr-r 1:1 guena irrfm·ianl! nttorno a P;u·igi, con 12000 fc1·iti ~tranieri JPriYi di asilo C' di so(·corso, egli in sdle 36 ore riu"cì n rior~anizznr·C:' il servizio s~rnitario , ricoverando i feriti nei roacC'lli pubblici e fornenrloli <li o~ni a~sisten~r.a. L<l Rlla opera


- 352 fu altamente apprezzata dall'Imperatore d 'Austria, che gli mandò in egno di riconosc<:'nza a mezzo del suo conl'4igliere aulico un oggctlo prezioso e dal R e (li PrusF>ia, che lo nominò membro del['Accademia delle scienze di Berlino. l:)e1·cy morì il 18 f<'bbraio 18'23 fra il compianto generale, a 71 anni, in seguito ad nfi<'zion<' organica di cuore, da cui era stato gh\ colpito nellRO . durante la s1pedizione in Sipagna.

* * * Dopo Ja pace di Ttl!:;itt ùel 9 luglio 1807, gli eserciti n3)poleonici raggiunsero la linea dell'Elba con ma·r de fol'zctt<' compiute sotto un clima micidiale <>d in condizioni disastroc;e, che furono cansa dello scoppio di nna ~l'a:viRRima epidemia dissenterica, la qmt.le colp'ì Sjpeeialmenle le città. di Konisberg c Hraumsberg. Lo stesso Kapoleone volle p1•escri:vet·c a11e truppe. come misura JPI'O fllattica, L'l> somministrazion<> quotidiana di un'oncia di i.·iso_ Anche il tifo esantematico menò larga strage fra i oldalì, esausti dalle fatiche e per lo p i t'l mal nutriti; e si do:vette ricorrere ai forzati, in mancanza di altro per1;onale, per la inumazione dell'ingente numero di cadavPri, che superava ogni gi-orno i 200, trasportandoli a mezzo di carri J•icopert i di paglia_ T1a f:;~poltlll'a :venne poi òatn in apiPalto a deg•li aff-o~satol'i, i quali percepivano circa, 10 lire pC"l' ogni cada:vere. E per cla1·e un 'idra dei ~entiruE>nti feroci di questa. cim.•maglia, basti ricol'Ò[ll'C che p.:r avidlt:'t di gnndagno non esita.:vano, nllo scopo di ca•ricm·ne il maggior numero !POSsibile in una volta, a IPigiarf' i cadaveri eò a pestarli bestialmente coi piedi. Dnrante la campagna di Sa~. onia. la <'arestia fu causa di gJ•avil"<::imi danni alla ~alnte delle truppe. La. razione alimentare del soldato. giiì ridotta ad un'oncia e mezza di carne bo:vina, fu sof:;tilnita con <'arne di <'nvallo; c quando qu<'~tn venne a mancare, si. videt'O i soldati dharsi di carogne di quad·t·upedi abbandonate !per Ja vi::.. Già, dopo la hattnglia òi .Jen::. del 14 ottobt·E> J806 tutto il <'p. m po rigmgitò di feriti. PÒ a nche quelli gravi rkevettero un tardo soccorso, percbè lP ambulanze dinsionali Ri trovavano molto lontnn<'. mentre 270 moribondi giacevano abbandonati nelle case di un ,·illaggio vidno_ Anche la spedizione iN • :pagna. che durò 6 anni dal1808 al1814. fu una de11e più miridiali (lnrnnte il primo I ID[)ero, e, secondo gli


-

33H-

storici, sembra abbia causato una perdita, di circa 200.000 uomini. Basti acccnna1·e c he dal settembre 1812 al giugno 1813 furono ricoverati negli ospedali tl3.348 inf<'rmi. La s;peciale configurazione :w cidentala del pae e non consenti alle ambulanze volanti di Larrey

Fig. 97 - Trasporto dei malati e feriti su carrette tirato da muli, dumute la spedizione uolln Spngntl.

di cl'i;(•r-c pratknnwnlP utilizza t(> per lo ~gombero dei malati c feriti, e ·i rlm·ette 1·konerP pe1· <}IH'JSlo alle caratt<'L·i tiche carrette a :! tuote della regione (fig. !l7) cll al i.nu;podo someggiato con m1ùetti per il matcrinle cl1intrgico e di mcdkuzionc c pci vivPri ài l"iserYa. N'l." solo le h:dtaglie sanguinos;c, come, ad esempio. quella <li Talawra, in cui si ebbero 7.000 fN·iti, qn<'lla. di Bur~os, Yinta da Xapoleone dopo lotta accanita, qut>lla di Yimciro. in <'Hi J 00 uo· mini fnrono messi flHH'i combnt linwnto in •lue ore e JHPzza. c quella di Val enza, in c ui Moncey 1j)enlette oH1·c un quarto (l<'~li effettivi, contribuirono ad clPvare ~en~ibilmente le fPerdite) ma, concorsero la.rgamcnte anche il clima 1lh:agcyolc e lo l'viluppo d(•lle malattiP


-354infettive, specie <.lissentct'iche, e le affezioni reumatiche e dell'ap parato respiratorio ed in particolare modo le cattive condizioni igieniche degli ospe.daJJi, dove febbricitanti contagiosi e feriti, giacevano enza cope1·te in un d~:>plorevole ammassamento ed abban dono, cd in mancanza di ogni a...ssistenza sanitaria erano costretti a mediC.:'l!l'Si fra loro, lavando le lesioni nel vi no, come a S~l!ragozza. in Castiglia, Biscaglia, Catalogna eec. Ed il tetano e la cancrena nosooomialc compievano la . h·age onrnda in tanta misf'ria. A Li~:;boua cd a Ooimbra fnrono lmtpianlati grandi ospedali pr1· i malati c feriti intra. pottabili, ma fnrono lwn p re$;( O immfficient i a l'icoverare l'enorme 1nassa di infermi. Pal'imenti ]e affezioni w ncree fm·ono assai cliffusr per l'inp:PntP nmnero di :prostitute in fette, che seguivano le ltnppe, nono!'tante le ,pene . eYerissime san · cite: quelle sorprese venivano tinte <li nero neltl a faccia cd espostP per due o1·c alla bel'lina. Fin dal17!)() furono ordinata vi ite sani tarie ogni 15 giorni ai ~oldati, cd nnche le donne, vivandicre e la vandaie, vi erano sottoposte sotto pena eli prigion<> ai trasgressori. Anche in qnc!-ita campagna rimperatorc, impressionato dellP condizioni igieniche <l<•lle t-ruppe, tE'ntò ogni mezrA> per ritparar•• alle deficienze dE'l servizio ed ai disagi della lunga s.pedizione. Pe1· mitigare la, ecces iva temperatura del clima, dispo e che in ogni accampamento fossero <listese (lelle tende fì.sf.la.te ap;H alberi o a.<l appositi sostegni, in mo<lo che potessero •riparare dai cocenti raggi solari, senza ostacolare Ja venWa:done. La campagna del1809 segna anco1·n più ~rnsibili defìciem,e nel l'organizzazione <lei servizi sanitari al seguito degli eserciti. k h·u![)J)e di T>aru , <li Ma~sena, c <li Oudinot non 1 p ossono disporre cb<• di un limitatissimo numero <li medici militari ed hanno una insuf· ficiente dotazione di materiale . nnitatio. A Landsberg, per H nnmPro enorme di f<>l'iti ùa !-lp;ombe1·are, si dovette ricorre1·e altresì alle v<>tture imperhùi ed a quelle dei ge · nerali, e ciò nondimeno si fu costret1i a la!:'<'iare Hnl posto più di 350 infermi. A WOrzbmg, Pe.rc.v non aveva a clispo~izione che l'am · butlanza dE'lla fluarclia, cd im·ano sollecitaYa la richiesta di personale. Acl BHsling man<·ano i tecnid lfl C"I' opcr·al'<'. a J.J()bnu (fig. 98) i chirurghi. oberati dall'enorme ];n·01·o. non possono fare altro eh<' indicat<' ng-li aiuti ~a sPd<' di mnputnzione. A \Vagrnm Fii tl'ov:uono di fL"onte l. 1.700 Pr·an<'<'l';i e 1~.GOO ~\.ustria<"i <'!'li cakolano rul 8000


-355i fetiti di ogni nazione, con una verccntuaJe lispettiva del 14,9 e

del 12,7%, ammassati alla rinfusa con una elevatissima mortalitc't rispettivamente del 23 c del19,1 % senr.a contare le graYissimeperdite ·per dermotifo. Jn quelle Yaste pianur~, lnssmt>ggLmti di messi, i :feriti e.r ano l"IPCr·d uti fra il gl'ano e J'imanevanò sotto un caldo asfissiante, senza soec01·si, in 1prccla ad una.~ sete ardente:

Fig. 98 - Napoleone visita i feriti all'isoh di Lobau. (Quadro di Meynicr al Museo' <li Val-de·Gl'ttce).

quelli che avevano la forza eli fado mettevano il fazzoletto in cima al fuciJle, come segnale di richiamo e di aiuto. E lo stesso Impet·atore, i.sper.ionanclo il cam(po di baUa.glia, scendeva da cavallo ed accot·eva nei luoghi jndicati, incoraggiando il ferito, tergendogli j1] viso col suo stes~o fazzoletto ed ordinandone l'immediato trasporto. P·resso le ambulanze giaceYano in quantità impres~lionante braccia e gambe· am(pntate, che ammot·bavano l'aria e rendevano il quadro della guerra , di 1per sè stesso tristf', anco1· più desolante.


.-

356-

In questa batta~lia. non . :nà. fuor di luogo ac~ennarc che il Larrey ope-rò su un letto di pa~lia. il gcnc-t·alc cL\bovillP, ferito graYemenle alla spalla sinistra, e riuscì a sallvarlo. In segnito, come wpparceehio {li pro l Pi'li, gli fe-ce fahbricat·e un 'at·ruahu·a, d i acciaio, che ora è con~erTata al mus:eo <l<>ll'Anunta agli Invalidi a Pal'igi. come CtH·ro~o ricordo di guel'l'a (fig. 99).

* * * E n·niamo alla disastros.t <·ampagua di Russia. Come (· uoto, 1ìu dalla pace di Tllsitt 1lel 1807 llOll COI:T<'VHllO buoni rapporti t r·a. ]~rane in <• )1nssia : a uzi qtwsti andarono eol tempo sempre più g radatam ente inaspreudor-;i, fino a che l'imperatore N apolcone decise <li risolYere la situazione con nna guerra. f•~d infatti nel 1 RJ 2 rac<·og-lie sul l<' rive del XiemPn d<t ogni par·Lo d i Europa una massa l:'normo eli mez~m milione d i Fig. 99- La sptllln artificiale combatt ouU, costittwuti 13 cordel general6 1l' A hovill6. pi d'armata. Ai Russi uon rima(Museo 11611 'armata - Parigi). ne altra via cl 'nscita che ilripicg-arnento dantuti a (lncs to esereito imponcuLc, llUL ucliH ritirata distrugg-o 110 qnanto pnò serv ire al nf'mico, e ll e h·o,~a uell'avanzata un immenso f}e erlo !-.enza alcuna l'Ì~orsa. Dopo le battag1ie di Smolensko del 17 agosto l 12 con 20.000 morti e h:O.OOO feriti ·d a pa·rte dei Ft·ancesi <' 130.000 feriti <la 1part<· dei RnsAi , di Yalutilm ·e la più g r·andiosa del 7 setteiJJll>rc di Boro dino con a2.000 morti e 130.000 f(>riti francesi e ~2 .000 morti e 121.000 fE'l'iti russi, ~apoleone entra nncilorc il 14 succe sh·o in Mosca, ma trom 1a città in pt•eda n<l uno spaven toso incendio. Tra scorso un mrse f1i sosta, il 19 oitolwe, riusciie vnnc lr trnttarive d i pace, Napoleone è costretto, a 1asdare la capitale russa, c per ri fugiars:i in l'russia inizia la tra~i<.:a, disas h·o~a ritirata \'N'SO il Xiemen, la quale di. trug~erà in<''-Orabilm('nt<> il glorioso c:-;ercito.


-357 Solo il 24 ottobre a ~falo-Jaroslavcz, il vicct·,~ Flugenio, con forze italiane al comando del generale Pino, tenta <:on qun khc sncccs~o una •l'<'~istem:a all'inealzantc pressione russa e riesce per un certotempo a ten<'r fronte Nl a ,rN<pingerc il nemko.

* * * Per quanto rigual'(la, l'organiz~azionc snnilal'ia di questa cam· pag11a , l'Imperatore ~crive a Larrey prima, della 5;p<'<lizione, te· mendo di non UY<'re ambulanze per i primi seonll'i, che ROno sem pre sangninosiRsimi ; cd H g>ran<lc chirmgo si meLte subito all'opera, orgauizzando in brcw tempo Rei divisioni d 'ambulanza, co~lit uite cia5;euna da ' medici militari. che il chirurgo maggiore add<> tra ogni g-iorno nclh~ lecnk:t opcratiYa, mC'nti·e nei salotti dell'm·i~to­ crazia parigina si improvvisnno Jaùm·atori IH'l' prepnrare fa!'ide, fila{'d<' cd aH1·o materiale di meclicatura, do,·endo ogni divisione ~)oler disporre di una <]uantiU\. !-mfficic-nt<>, cla sistemare in sei cassoni d'amhnlam:a, tpe>t' cm·a·re almeno :woo fe1·iti. .\ questo I'iguardo merita di essere ricor<lato un pl'C•enth·o di meclkazioni, dw Nnpol<>one Rte>sRo ayeva 1·khif'1;to nel JR13 per nna <·ampa~nn. della durata. <li circa G me~i c pE'r un cscrdto di JOO.OOO nomini, <·he ci dù un'idea abha~tanza Cl'atta ui cmH:<'tti c <lh·cttivc di quell'<•pora n<'l Lrattamrnto delle ferit<• <li glwt·t•a. PN· ogni medica tura. F;i l'i<·hied<'va un fabbh;ogono di 1111 'oncia <li fìlac<·ie e quatt1·o oncie di biancheria, calcolnnclo a f rpnta 1<> medica t ore nece~. arie dnll'inizio <lclla. <'llt'a fino atl la guarigione>. ('iJ·ca ht rpt'rcenl wtle cl<>i f<'riti, f:>i <'ftlcolnva. non mc-no di nno !<ll 10 <'ombattf'nti: !'Ì<'rhè, JWr un C!<('t'cito di 100.000 nomini, si do\<'>:t pro"'<'df'l'e a 10.000 f«?J·iti e <liRporre eli 105.000 libbr<' di filaccie> c di lRGrlO lihht·<' eli hinn<'heria. Eò alln mente geniale di Na poleon e si dPVf' n p1·og:etto delln co~titnzionc M un battaglione sa· nital'io, compOI"to di 12 com1pa~nie. o:rnnna delle quali e>rn dotata di !30 <'fll'J'i p<'r l l'asporto e di nn r:wro. officina. Qnr..sti carri potrvano portnt• cias<·Huo 4 malati o feriti cm·i<'ati e<'l <>rano dotati di un cofano di pronto soccor~o : il hatta:rlione potc-va dio;;porre CORì di ~nffici('uti mc?.zi di tl•nf:>porto tpcr 24.000 feriti e clovt n't esseJ'e nlla diretta dipend«?nz.'1 dei chirlll'ghi d<'ll'rsercito: vi era. inoltre un congrno nnmet·o di infPrmieri a piedi. d1c inv<>e(' di fncili do•evano eRR<'l'<' armati eli IPicClle, col1<> quali, in caf::o (li nf'Cessita. IPOtC'vano impr·oyvisare> harell<>.


-

35S-

A Witchok, La,rrey dov·ette impiantare quattro ospedali per accogliere feriti anche di parte nemica, i quali funzionaPono in mezzo a difficoltà di ogni sorta, so1prattutto per la mancanza di materiali di medicazione, tanto che fu necessario riconere alle <:amid e dei solda.ti e per:tlno alla bian<:heria degli ufficiali : t'd i chirurghi stessi furono costretti a lavare le compresse e le fascie già usate. Ed a Bmolensko le condizioni furono ancora peggio·ri: si imlj)rovvisarono iìlaccie con .sto1ppa e cotone di betulla, e si. fn costretLi a mettere gli infermi a, terra su strati di carta ed a .sfamrurli con eatognc di cavalili rinvenute sul campo. Larrey dovette anche requi~ire tutti gli archivi della città per im1proYvisare comfPresse coi fogli dei registti e stecche colle pergamene. Nei pressi di Koletskoi giaceva in un fossato un putrido carnaio di arti amputati, ai quali, per la fretta di ope1·are, non erano state tolte nemmeno le calzature ! A MojnRk gli ospedali furono per di più preda di uno spaventoso incendio, e {lei po,·eri feriti, che clo;po inena•l'J'abili. sofferenze avevano da lungi potnto 'r aggiungere un luogo di ricovero, non rima-se che tm aJmasso di ossa calcinate. . Ed anc·o ra. più terribile fn \l'incendio ili M-osca, provocato da Rostopchine : trovavansi allora rkover.ati negli O~fPeda.li. della città [f)iù di 25.000 infe1·mi. N è Ri pnò senza, raccap.f'i.ccio pensare alla morte di quei disgtnziati f·o·rzatam<."nte immobilizzati nei letti di dolore, senza alcuna spemnza di salvezza. Si calcola che di. circa 25.000 mftlati e feriti tko1rrati, o1ltre J3.000 ,rim::mess-ero vittime fra le fìnmme. Quando Napoleone fece U suo ingres~o in M:osca il 14 ~ettcm ­ òrc 1812, tro,·ò i pochi ospednli superstiti al fuoco· privi di personale sanitario e di nRsi~tenr.a e di ·ogni mt'zzo di socc()rso, tanto che in mancanza di fil)accie si era 'r ieorso pt'rfìno al fieno, ed affollati in modo s1paventevole. Egli .allora -o·r dinò la re<1uisizione in massa di tutti i veicoli. comprese le carrozze imperiali, 1per lo sgombero immediato di oltn• 1~.000 malat.i <' fPriti. Ogni vettura le era obbligato a trasportarne uno o due : alcuni malvagi, a[f)pena fuori èli città, si libera,vono dell'ingombrante fm·dello gettando i miseri nei fossati, dopo :we1~1i derubati jperfino degli abiti; ma, sorpresi, furono tosto à.dottate energiche misnre per reprimere qùesti .(i~lftti ed i colpevoli venivano imme<liatamente gi.tu::tiziati .s ul posto ed i veicoli trovati senza. fel'iti etano sem~alko incendiati. Ed il freddo e la f<11l1t' cooper·arono ·a lla distruzione di quel·


-

359-

l'esercito, che c1·a stato la gJol'ia delln. Francia. Ed :UlCOJ'a non !;i possono rievO<·are sen~a orror<• ....Ji epi~O<li della terribile ritirata : « Cinq llecentomila soldati ·mlorosi, nndtori dell'Europa, narra il viscont<~ di Ch:tteau bdnnd, ~i videro cnnr·e f1·a le nevi c le stcppe Hppoggiandosi ad un ha~tonc, poichè non aw•vano più 1a forza di porta1·<• le armi, e ric·c),perti pc>r la ma~gior parte delle pelli Ranguinanti dei <·•~valli, dH~ avC'v:mo loro HN·vito .p er ultimo pal-;to. Ed i t01·menti dcll:t fam<' erano così impcrio~i elle vecchi eroici <·o mandanti si umiliavano pettino innanzi ai ptopri ~oldati per ottenere gli anlllzi del 1·:mdo. T,c tappe erano poi segnate da am mas!':i <H cad:.wcri: e morti e morihoucli l'i trovavano a~glomerati in maeabra mc. colanza ~ Degli . qmuhoni interi. uomini e cavalli, erano rnorti pe1• ass;iclentmento durante la noi te ed al mattino si oJirivn il tcnifkantc ~vettacolo di Ull <'norme gToviglio irrigidito m <:acl a ,·eri e di carogne. Ed a compl<'lllento clel raccapricciante <tuaàro, stormi <li co1·vi e mute <li lep1·i HPh-atkhe si affolla-vano in torno a quel <·m·naio umano, il H'l' diYoJ·arne gli avanzi )). Le oftalmiP furono in nnnwro impr<>~sionantf' dm·aute la riti·rata : le biancl1e <'Stensioni di nc,·c e:sereitanmo perniciosa influenza, ~mll'or~ano YiRi vo, e coRi il fnmo dci fnO<·bi di bivacco, cni i sol<lati ~i aYYicina,·ano rper ~aldars:i iìno a <'acciare il volto fra le fiamme. g si n ' de-vano miJital'i <·olpiti da cerit<J guidar· i coll'aiuto di un hastoM <'d {'RF;()l'<' condotti da qualche eommi1Hone pietoRo. Ru 0.000 nomini <'11<' ent1·arono in Lituania. la met~ ÒO\' Ctte fa{alnwnte soc<'orubere n<'Ilo ~pazio di 4 giorni; c dei J 2.000 nomini (l<>lla (]ivi.sione militare partiin da Wilna per tJ·nsfel'irsi ad Ochmiann, preeedenclo In wrcbia guardia, non ginn. ero a d<>Rtinazimw <>l1c :3:10. 11 tifo <'~antematko fN·e l'trag<' in J,itnnnia: Rll :30.000 prigiOJliel·i, si ebbc>1·o h<>n 2;).000 n1ol'ti: n Danzi(·a, di 36.000 combat tenti. ne mol'il'Ono 13.000: a 'ro1·g~n1, di ~6.000, 14.000. Roprattutto a "'ilna infiel'Ì in modo Rp~wcnto~o. La temveratmn l'igidisRima provocnsa 1m g·r·nndisHimo nunt('l'·O di mol'ti per· f1·ccldo c di congelamenti, e la cancrena faceYa straJ.!:e. con orrende mntill nzioni del naso e fl<>lle dita. B<'CO come il J,aney des<'l'ÌY<' magh:;tralmente le morti por a~­ sideramcnto, eh<> rappr·I?F;entnno i più tremendi episodi delln pU!rte 'Più fo!'<!a e più tragica <lelln grandio~n. epopea narpoleonka : « J,a morl<' (>fa pi'<'CNlutn dal pallo1·e òel -rolto, da nna spcci<> di iclioHsmo. dalla cliffkoltà eli parlar<', con dC'bOilezzn eli vista ecl


-360anche con la jperdita totale di questo senso; ed in questo stato aJ1cuui camminavano più o meno a lungo condotti dai loro compagni eù amici. L'azione muscolare è indebolit{~ sensibilmente, gli individui barcollano sulle gambe come ubbriachi, la debolezza aumenta progressivamente fino aUa caduta del -sogg·e tto, segno certo dell'estillzione della vita. La marcia ininterrotta. e rapida dei soldati' riuniti in masr.:;a obbligavano coloro che non Ja potevano sostenere a lasciare il oentro della colonna per tporta•r si sui margini della strada, e costeggiarla: chiusi da questa colonna serrata e aoba.ndonati a sè stessi, perdevano tosto l'equilibrio e cndevano nei fossi pieni di neve, dai q un li difficilmente potevano aJlza,rsi, essendo tosto coljpii i da un intil"izzimento doloroso, cui seguiva ben presto un assopimento letargico e la morte. Djsgraziato 1poi colui che~ assiderato dnl freddo, fosse entrato in uni!; camem troppo calda o si fosse avvici nato aJ gran fuoco di un bivacco. Le parti spol'genti, intirizzite o gelate, lontane dal centro della òrcolazione, erano attaccate da. cancrena, che si manifesta-va di botto <" si sviluppava con tale ra pidità dr:L Yedersi il progresso acl occhio nudo, Ojppnre l'jndividHo era ad un tratto soffocato da una r.:;pede di infiammazione, che a ttaccava il sistema ·re~.piratorio e cerebraJle e moriva come asfissiato ) L :W noto a questo proposito il caso del generale Ornano, il quale durante la ritirata, colpito alla testa cla 1m proiettile e ritenuto morto, fu sepo!Jto da, un cnmnlo di ne\·e: l'ufficiale d'orclinanzn, gi:\ aveva portato Ja tri.ste notizia a ~apoleone, ma. questi lo vide con sua SOlìpresa compari·re più tardi Rano e sn,lvo, non a.venclo egli riportato che unn, lieve commozione e non t>ssenrlosi per nulla aggravato sotto quel rigidissimo len·zuolo. In tutta la ritirata., La.I'rey non abbandonò l'esf'rcito, e dop(~ una giornata di mnrda, t"s.tenuante concedeva. br·cvc riposo aUe stanche membra su11a terra clinccia, per continuat'e a.nche dnrantP la notte a cnrare e medicare Ja massa enorme di feriti, dando provn, cosi di una resistcnr.a davyero eccczionnle e meravigliosa. Al ,passaggio della Beresina, dopo aver attrave·rsato il :fium<', si. acco·r se che numerose casse eli i,~trumenti chirurgici e di mate•r iaJe di medicazione erano state abbandonate sull'Rll tra. riva. Non volendo perdere una dotazione così ,prezioR~L, sotto il fuoco nemico. ripassò il :fiume, affrontando nna turba di soldati in piena ritjrata, che con ogni mezzo cercava, ca~cstandosi a vicenda, di raggiunger~" l'altra sponda. Larrey stava per t".ssere travo1to dalla massa in


·-

361-

fuga , ma., appena, ricon osciuto, f u 8ollevato sulle spalle e po•r tato in trionfo. R.icordiamo ora brevemenlie le ultime vicende delle gueNe na· jpoleoniche, culminanti nella disastrooa battaglia di Waterloo, che rappresenta il crollo della potenza imperiale. ~Tel1813 l' Imperatore prepara, un nuovo e non meno foJ'midabile esercito di 13 corpi d'armata, schierandolo sull'Elba contro i R.ussi alleatisi coi Prussiani, ed il 21 maggio, nonostante disponga di truppe COIDJPOSte di giovani elementi poco allenati, batte l'a,vversazio a Li.itzen e a Bai.itzen, vittor·ie che portano all'armistizio di. Ncumarrk. A Bailtzcn si hanno fra i Francesi 5000 morti c 14.000 feriti. su 150.000 combattenti, e frn. gli nllea,ti 15.000 morti e 16.000 fe-riti su 110.000. Riprese le ostilità, i Francesi. sono ancora vinci· tori il 27 agosto nel combattimento di Dresda: m:1 il nemico, alleatosi con gli Svedesi e gli Austriaci, impegna poco dopo illG ottobre la famosa battaglia di Lijpsia con 30.000 morti e 14:').000 feriti fra i Francesi. e ben 60.231 c 300.000 fm gl i aHeati, durata 4 giorni, la quale termina con la sconfittn dei Francesi, che sono oostretti a ripassare il Reno. Nel1815, dopo la caduta dell'impet·o, ~apoleone Buonn parte viene relegato nell'isola d'Elba, ma jper il mal governo dei Bo;l'boni e soprattutto per l'ascendente che egli ancora esercik'llva tra i F rancesi, le ~ue speranze non sono perdute: ed il 26 febbraio tentnr nn colpo fulmin eo. Eludendo la vigilanza, salpa dn1l'iso1a ed il 1 mnrzo successivo sbarca nel golfo Jouan; quindi con rapidità. m<'rn,vig1liosa il 20 dello stesso mese entra in P a.rigi e r·konquis:ta il trono :;.enzn colpo fe·rirt>, fra. le acclamazion i del 1p opolo. Contr·o gli stati d 'Europa nuovamente aillentisi ed anch e per sedarl-3 prurecchie r ibellioni interne, egli riorganizza nella primaYera il suo esercito {lcmoralizzato dal goYerno precedente, ed ai primi di luglio eon UIÙl•r ma.ta di 145.000 uomini ripartiti su cinque corpi. d'armata, oltre queJUo d.e11a Guardia<' con 350 pezzi d i grosso calibro e la cavalleria di ri serva, inizia le ostil]ità contro gli Angloprussiani, prendendo posizione ai confini d el B elgio fra la Mosa e la Sa.mbra, e cerca di attaccare il n emico, come al !'olito, separatamente, non trascurando contemporaneamente la difesa suJ le altre [inee di confine. L'esercito inglese, d~lla forza di l 00.000 uomini , oc..cujpa i din-


-362torni di Bruxelles al comando del generale Wellington, mentre quello prussiano di 120.000 uomini t·ro>asi fra Liegi e Na,mur. Il 15 g~ngno l'armata francese rpa.ssa la Sambra e conquista Oharlel'oi : ~apoleone con tre corpi d'armata puntn, verso Ligny per attae<!are direttamente i Prussiani, mentre gli altri due COI'Ipi, agli ordini del generale Ney, muovono >erso Quat 1·e-Bras. Il giorno su<X!essivo si combatte un'accanita battaglia, che :finisce al tra,monto con la sconfitta dei Prussiani, i quali si ritirano ·rapidamente rper riot'ganiz· zarsi. I Francesi hanno 4!~00 morti e 22.000 feriti; gli alleati 5600 c 33.000. Intanto il 17 giugno l'esct'dto inglese prende posizione nella ,pianura di Waterloo, in attesa della cooperazione dei Prus~iani.

Il giorno seguente, v·e rso il mezzogiorno, Napoleone lancia le sue tl'uppe, dis,po!':te su tre schi<>re, all'attacco. Gl'Inglesi, con rinforzi alleati al comando di Bnlo,,·, resistono energicamente agli urti della. <·nYallcria francese, la, cui manovra è ostacolata dal terreno, 1·eso fangoso IPCl' l] a rpioggia notturna . .Al sopraggiungere della. nottf, l'inattesa apparizione dell'csercito prussiano, riordi· nat·o da Blikher, provoca. ill panko e lo scom1piglio n(>ll'armata fra.n· oes-e, di cui il morale era. già depresso per numer·ose defezioni, com· presa qu<'lla del generale Laumont, ed, incalzata, dalla cavalleria. fngge in disordine ver!':o Chal'leroi. I1a hatt.'1glia eli Wate·tiloo segna la. :fine dell'impero c della gloria di N'apoJcone, che osteggiato anche <la l Pa1'lamento è costrctto ad abdica.r.e ; e dopo jnutili tentativi di fuga verso l'America si arrende agli Inglesi e viene relegato nell'isola di S. -ElcHa, o>e. t·rascorsi G anni ·di esilio, umore il 5 maggio 1821.

Della leggendaria hattagùia di Waterloo, 1·icordcremo soltanto che, òi 72·.250 combattenti francesi, si ebl>cro circa 27.000 f1'a. morti c feriti, con una percent uale rispett.iYa del 33,2% e d·e l 24%, 10.000 prigionieri ed aJtreftanti disertori ,per un fa.l so a!llarme di tradimento. E di 145.200 a.lleati combattenti si ebbero 21.997 morti e feriti, di cui 1120 u:fficia,li, con una ·proporzione del15,2%. Tutto il vasto campo di battaglia intriso òi sangue e di fango, misto alla segale ed a.J granotm·co e disseminato òi armi, òi zaini, eli finimenti, di sellf <' di ÌJ1{lumenti di ogni grnere, fra ridotto ad una enorme Yiscida poltiglia.


-363Oosì .fini va i,PCr forza di eventi c per la missione storica ormai <'ompiuta questa gl'andiosa ('f[XltPen. Come trisl<' bilancio, ricoròe· 1·e rno cbP nell e gtandi guerre napoleoniche c:Hl<l<'ro oltre due milioni ùi J';Oldati francesi e nei primi 13 anni dE'l. eeolo XL~ le perdite •l<'ll"e N·cito fran<·cse e degli all<'nJi si pos~ono calcolare a Rei milioni! Que. ta enorme e<::itombc di nomini trPma le forze dell'EnJ·opn, c '1e, depOHt.e le armi, inizia, un periodo eli t rcgua: la pace <lei :~o anni. · Ri nana d1e nella trngiea ~io1'nnta di \{ah•rloo il duca di \Yelling-ton. w<len<lo nn chirm-go militare raccoglier<> tranquillamente i ferHi, nel 1più fitto della mi!'<·hin, ed awn<lo ~apnto che quel valOJ·Ol-;O era il gJ·mHlc Larrc,v. Ri fosse inchinato sulla ~ella in atto •li omaggio, N~clrnnnn1lo: « Ralulo l'onore e H <·ornggio! >>. Ecl in qu pl1 a tremenda bnllaglia J>om<'lli<'o Larrc,r .~campò miracoloRamente a'1la mol't<'. Egli aveva impiantata la ~ua ambulanza nella fattoria del \'aillon, che fu lwn pre~to <>ccupata dai PrusRiani. i quali. l'ienza cm·:u·si della sorte d<'i f<'riti ricoYf'l'fl t i, Yi a ppi<'carono il fuoco. Rken1to l'ordine 1lall"l mperatore di rag-g-iungere la fron t i<•J·n. nel ru<>n l l'<' i;i inolt1·a m <l i notte' con tntto il personale J)<'l' liWL via secon<lal'iH. Lar·rey fn RO I"))l't'l'iO da nn rPilXll'to di c:wa1lerh l Wmièa e fatto pdgioniero non solo, ma R('arnhiato per l<> RtesRo Xapoleone I)Wl' la .;;fatnra e l' unif01·me che in1lo~saYa. Quando fu d1 ial"ito l 'cquiYOCO, i Prussiani infN·ociti lo Yolc,·ano fucilare, ma prr fortuna il medico incaricato {li bendargli gli occhi riconobbe l'a ntico maestl'O, rli cui an•va seg-uiio i c<>w•i <li d1i1·m·gia nel l 1~ n 'Berlino: c l'esecuzione fu in n ne!li:thtrnen!P RO~])('Sa . Il m:ne:-;("iallo B HkhN·, com::mdant<> clellt> trnppe, <'<lo l t o {le1l'hlc1drnle, fe<·e le più ampie ·~use a Lan<'y e l 'imitò a prnm:o, e quindi lo f<'Ce condurrE> a Lou>ain colla S<"orla <li un l'ino aiutante il campo. (londe p<>tP giungere miracolrn;anwnte, .c::ano e . ah·o, agli nvamposti francesi. Il La.rre,v, peL· il suo grande Yalotc sci<>ntiiìco, fu nominnto memln·o rlcll ' !:..td uto di Pranr ia, clell 'Ar<:'ndem ia <li mNEci na, Clcll'TRtHuto d' ·l•~!!ilto, profc~sor<> a Y:ll-de - GrfH~e. Nl infine chirurg-o in ca po dell'o~pNlale Gl'os-Cail1on P <lE'~li I rwalidi. Dopo la morte gli f urono eretti in l"rnncia tre monumenti. di cui una Rtatua in bronzo innanzi la chk n di Yal-de-Grc'\ce. Le <>pere ~ci<>ntifich E> di DcmH'nic<> Larre.'', comE> QRserva il D Plot·me, bastm'.ebbero a{1 aRsicm·a.~·gl i nn posto eminente fra i chi ·


- 364rurghi dell tempo. Ci limitcr<'mo a ricordare le memmie di chh'urgia militare JPubblicate dopo la. campagne in quattro volumi (1812-1817): la. 1·elazione sanitaria. delle campagne dall813 allt!40; la relazione stol'ico-chirurgica deNa , pcdizione in Egitto e in Siria; la. clinica. cllirurgica. applicata. pat·tkolnrmente sui ('ampi <li battaglia e negli ospedali militari dal J792 nllc:l9; la raccolta dcl1e memorie di chirurgia, edita nel l 21 ccc. Larrey 1·aecoglie in tre pubblicazioni: « Jlémoirr d e chintrgie et campagnes ». « C'linique rhirurgicale e.rrrcéc particulièrenu•nt (lan.r.: lr.q clwmps et lrs 116pitau.r militai1·es d cpui.<: 17!)2 jusqu'cu J, :.W» <> « Relation mMica1c drs campa_qnes f>t royrt_qrs de 1Sl5 11 J , 40 » i riRnltati <lell:t va~ti~l->ÌID:l esperiem:a, nc()uisita Aul campo in b<'u 60 battaglie con oltr'C 400 combattimenti, e nelle ambulanzt> <'cl ospNlali. Qnest<' III<'JliOl'i<' costituiscono un YCl'O c proprio trat. tato (li chirurgia di guerrn. La sua opera di clini<'a chirnrgica fu anch<' tt·a<'lotta in italiano r ipuhblkata nel l :l7 in Firenze per cura. Ò<'ll"e<litore Coe11. La l'l'<'." fu condotto a compiln r<' que.;;to la \'O l' O monnmrntale, mos'o « dall'irrel'i!':tibile d<'~id<'l'ÌO di fnr conosc<'re ni p:ionmi medici il numero p:rande dci fatti cln lni o~~ervati e raccolti n('llo spazio di qnaranta anni di Rl'r\izio >>. <' J)OÌCh(' «una ~<'flll<'la. <li osl'el'\azioni ~opra nn argom<'nto v<•r·nm<•lll<' ntile sarebbe tediosa, c p<•rfino po c~, ist•l' uttim >),il J1[H'1'<'~· mo'l lo opportunament-e espone altri fatti« o~ ­ f:;Cl'Vat i al di Iii (l<'i lrf l i clri m n lati r frtiti ed in~cp:na. non s9lo com<> si può g-uarire, mn nn<•hc <'ome si f::t. n moril'<' >>. Egli fu partiginno d<'gli ~hrig-liam<>nti e delln e. h·nzione imme· diatn ò<'i COl'PÌ estrnn<>i òall<' f<'l'it<'. F ('('f' intH('s..;anti rkerch e sul t<'tnno e sulla cancr<'na lHl<;OComialc. f'hirm·g-o in <'npo dell'HOtel Il<'" Im·ali(les. shrdiò <·on "P<'C'i:d<' interesse i relictmlti rlellr f<'rit <' <'l'anio-ccr<'hrali e delln f:wcin. P<'r le ](•sioni d el torac<' si òimol'trò fnvor<'Yole alla smtnra im111Nliata. Rnccon1an<lò inoltr<' l'n.pertnr;l d<'l prl'icarclio nri versnm<'nii h·nnmati<'i E> del<'rm inò con precisione 'il luop:o {li eler.ione di tale atto operativo. s ·i occupò anco·r a m::l4riF:( t·alm<'ntc delle fel'ile nclrlominali, <>d in p:nt i('olar moclo rlE>llc lP· ~ioni rl<'lla •e~d('n. di cni <'On~i~lia•a il t.'lglio pre('OC<' p<'r l'estraziOJl<' <'li IPI·oietti1i o di ~<'ll<'~g-ic. Rtr<>nno ~ORtE>nitor<' (l<'llc amputazioni, rome p:ià ricordammo. fìn dalla sua tE>. i di dottorato in chirurg-ia, esep:nl l{)iù volte la disarticolazione cl<:>lla spa11Ia con un mE-todo a racchetta. ancora


-365in uso .fino ai giorni nostri, operando più di 100 feriti con 80 esiti favorevoli, e nella spedizione di Egitto quella dell'anca con un suo speciale 1processo a due lembi laterali. ' P reconizzò l'alll/Putazione intercondiloidca della gamba in sostituzione di quelila della coscia, pra.ticandola per la prima volta nella, campagna d'Egitto c ripetendOila su 9 so1ldatì della, Guardia, feriti nelle battaglie di Essling ·e di Wagram. Fu inoltre uno dei primi chjrurghi ad operare la disarticola-zione tarso-m.etatarsica. OiiJ.--ca la medicatura delle ferite, L:1rrey, fin dalla eampagna del Reno adottò un metodo mo'iJ.to semplice che poi usò in tutte le guene successive: applicò sulla lesione una coilllpressa imbevuta di vino caldo ca.nforato o di acqua salata coll'aggiunta di un poco di acetato di l}_)iombo, ricoperta da .filaccie e fissata con delle compresse e delle bende. Fu inoltre fra i [)rimi ad introdurre per l'immobilizzazione degli arti fratturati i fanoni di paglia come mezzo content.ivo improvvisato. Nel 1796 fondò Ila Scuola. di applicazione di sanità militMe a Val òe G.rftce, O\'e fu insigne maestro. Larrcy morì a Uone ill0 agosto 1842, al ritorno da un'ispezione in Algeda, dc egli stesso aveva sollecitato, nonosta.nte avesse ragg-iunto gli 80 anni. L 'I mpel:atot·e lo insignì della commenda de)Ja. legion d'onore e sul campo di Wagram del titolo di barone dell'Impero. L'Istituto, O' Acc::vdemja di medicina di Parigi e le tpiù importanti Associar,ioni ~ricntifich e eli Europa ebbero ad onore di n~<erlo loro membro.

Oltre ai nomi del Lar-rey, del r -e rcy, del Desgencttcs, ormai c-on~:wrati a fama, imrperitura, è dover-oso ricordare altri {'.hirurghi

militari, il cui nome .Siìesso ricoN·e nella storia delle gue1're napoleoniche. Questi valorosi contribuirono, non meno dei comnndanti.. a.lJa gloria {lell'escrcito -e del suo duce supremo, i[ quale, del resto, fn sempre il primo a riconoscerne il valore. Rievocheremo anzitutto Paolo Assa.lini, da, l\{odena (1769-1840). iJ qua.l e segul Napoleone nelln. spedizione in Egitto come chirurgo maggiore cRi dj stinse moltissimo :fino alln- caduta dell1impero. Iniziò nel J 812 a MB ano un corso l}_)ratico di traumat.ologia eli guerra, tpubblicando in seguito nn mamutle p<>r i medid milita.ri. Fu inventore


-

3GG -

di pa,r.occhi strumenti chirurgici e di speciali card di ambulanza t' lasciò opere pregevoli di tramuatologia di guerra. Eg'li fu uno ~;tre ­ nuo sostenitotc dei la;vaggi continui e frequentemente ripetuti nel trattamento <lellc ferite, con no,·e patti di acqua. tre di aceto ed una di cloruro di sodio. Poco p1·openso per le filaccie ne1la medicatma. faceva bollire la stoppa di lino hen cardata in li. civa di soda .•\mmise inoltl'C la benefica azione elci raggi solal'i p<'r la più flollecita cicatt·izzazionc delle ferite c per la consoliduzione del callo o~~<·o nelle fratture. Therrin <l<> )I{>(Iaine, altro chirurgo maggiore otto il primo im · pero, segui le ~orti d eli 'e~ercito Najpoleonico in tutte le numerofle campagne, gmHlagnandosi la CI'OC<' di ufficiale della h•gion d'onore sul camiPo di bnltaglia1 a Wagrn.rn. Giorgio Giovanni Gftthl'i<' (1765·1808), chirm·go maggiore, IJ)uh blicò un trattato sulle ferite <la arma da fuO<'o delle estremità, ri chiedenti l'amputazione, eh<' <>hbe ~ei edizioni. Ji'ra i primi p1•aticò la disarticolazione dell'anca <' la legatura deJl'arteria veronenle. Wi11aum<> (1772-1 5~), fu chirurgo in capo d ella grande Armata del 1807, quindi chi·rurgo [H·incipale dell'eRer<'ito nella spedizion<' di Spagna e poi primo professore alla Scuola eli Rn.nità milit:.l!J'<' di Metz e collaboratore del Perc;v, che seguì in tutte le caml}1agne e da. cui appr<>se tutti i . CATeti dt'll'arte chinll'gica. Ribes (J7G:5-1843) si di~lin~c. tanto sui campi di battaglia <>ome èhirurgo abili. ~imo e va1oro o, quanto come insegnante valentiRsimo negli ORpedali militari cl'iRtl·ur.ione. :m autot·e di una. mem oria snlJe f·ra.tturc del femol'e da. :-wma da ·fuoeo. N<>l suo stato di R<'l'vi?:io :figurano ben 20 caml}1a.~n<', ì7 combattimenti e 3 assedi. Nicolò HNll'theloup (l7!S0-1 12), chirmgo mag~iore degli ospedali militari eli f'or!'lica nel 17 O. poi di quelli <li Tolone nel 17, G. chirurgo in capo ne11800, fu incaricato nel l 08 di sostituire P('ot'Cy nPlla grnnilc armata e di imrpiantare gli ospE:'daH di riserva di Vienna e eli r·.~er. dorf, J1ei qun.li furono rkov<'rl'l!ti i numerooi f<'· riti delle bnltaglie di E~~ling <' eli Wagram. I Rnoi meriti furono !'lpecialmenle ·1·i<'ono~dnti per la Ra!l)iente orgnnir.r.azione dei RerYizi sanitari <' premiati con le in~egne (li n fficiale deJJa lt>~ion d'onore ed il titolo di barone. ThomaRRin, chirurgo maggior·e <lelll'o!'lpeàale militare di RcRançon rcl iw:;cgnante in qnell'trnivt>rsità, lj)uhblicl'l! nel 1788 nna.. << /Jiss ertation

sur FPxtraciion dC'.<~ corps ft1'ff11[/f'l·s iles p7aie8 et

"


-

3G7 -

spécialement de cell es faites pm· annes à Jr.u », in cui descrive minutamente le vM·ietà. di corpi ·e stranei, i nH•todi di estrazione e lo strumentario rela,tivo. l\lassot, chil'urgo maggiore delle guardie del Re e chirurgo in capo dell'esercito russo durante la cnmrpagna. contro i Turchi, dà all<L stampa nel 1791 a Piet·rohurgo uu <c l!JsMt,i stw Ics plaics des annes à fet~ >>, in cui iLlustra lP lesioni di tutte le regioni prodotte 'dai proiettili di pi<:colo e grosso calibro. MHtée d c la 1'ouclH', chil·urgo maggiore dell'ospedale militar<' di :M:Paux, ·e rpiù tardi insegnante a Vnl-de-Gruce, d ha lasciato un « 'l'rait é des plairs d)a1•mes· à feu, >>, in cui i dimostra fautore della chirurgia conservatrice nelle le~ioni degli ar ti. Pietro Dufouart, chi1·urgo map:p;iote durante i l'egni di Lui· gi XV e XVI e chirurgo in capo dell'ospedale militare di Parigi du rante la Repubblica, com pila nel l 01 un h·attato « Analy8e d es blcssures d)annes à feu, et de leur tra itenunt », nel quale de cri're Je ferite degli arti, ripartendo in tl·e periodi il decorso delle le-<5iolli. e q u<>lle caYital'ie. I ..ombai'd, chirurgo in ca•p o dep:li oRpedali militari di Dole, a S tra~burgo, e chirurgo commlente JH'l 1792 clcll'armatn del Reno. dà alle stampe nel 1804 la. « Oliniquc chim1·,gical e des r>laies faites par ann es à feu >>, in cui Ni trattiene ~pecialmrn te sul trattamento delle lesioni, insistendo ~ull'uso òell'acqua pura. Drio t, chirurgo maggiore, p er 1 O anni, delle a.rmate n rupoleoniclJ e, insegnante alla Rrnoln, di R<:Sançon , è autore di una memoria: « H istoire de Fétat et de.<? progrè.<? ile la chirurfJiC militairP en /l'·rance pendant les guerres de la R évolution >>. che ottenne il premio della Société médicnle d 'Emnlation ecl in cui pa ssa in rnssegna tutte l e complicanz(' immecliate e seconòarie d elle ferite, le inflicazioni del loro trattamento <' 1<' lesioni (li ciascuna regione. YYan, chirurgo oròinm·io dell'TmpE:'l'atore, JPUbblica. n<'l l cO:l nnn teFli « D r l)ampttla1ion d e8 menz,bre.~ (Ì, la .suite fles plaies d)rli'IIICS à [ eu >>. nella qual e, nJl conlot-ario eli Lnerey, combatte l 'all'l · p utazione ,prim:nia. ~ul campo di battaglia. P irtro Dtll'<'l (174:>-1. 2;)), fn tmo òei p1·imi a. pratk:tre l'a.no art i lì c i a le. manrlin. d!il'Urgo lllilg'g'ÌOl"(' dell'armatn òel R~no. dà alle s tampe nnR, te~i : <C Di.•a~rrtation pratiquP ~ur lP,c; ampulation.'l )), in cni cles(·t·iw metocli pe1•sonali di inl etTe>nti . ngli arti.


-

3G -

Oharrnell, insegnante alla. Scuoht di sanità. militare di Mctz <' chirurgo in capo di qucll ·o~ pedale militare, al quale afllnirollo 1 feriti degli a cdi di Long,,·y e di Yeroun e della battaglia del Reno, ha scritto una, tesi, che si tJHlÒ <·onsiderare un trattato di chirurp;ia di guena ove taccoglie i ri~ultati <l ella pratica di 43 anni d ·o~pe<lale . Ed ancora Noel (1733- 1 08) , insegnante a Yal de Gràce, Stefano Bi llal'd (J 730-1808), Saùaticr, cl1irurgo maggiore degli Invalidi, e quindi chiturgo in CH[>O de!ll'armnt~L '(!('l Nord e consulente dell'Imperatore. A que ti nomi, così poco conosciuti, dobbiamo aggiungere :tn<·he quelli del Dri-ioteux, del Pa. quier, del Lm·oche, del Dupon l, del Dubois, del Sanson, del Lallemand, del Duca.mp, del TiRRot, ù<•l Paroisse, del l)twlet, del Ral'biN. del Lam·ent, del Fleury, del Gauthie·l' de ('haubry, deJ <Jallée e di tan1 i altri, che, sia nel turbinoso lavoro delle fol'Jnazioni 1<anitarie M p1·ima lin<>a Rotto il fuoco nemico, <'ome in qu<'llo più calmo <l<>gli o. pedali <le11c ren·o,·ie. adempirono cosci4>nzio!';nmente la lol'o umanitaria mission<• cl\ mPdici e <li Aoldati, senz'altra ambizione cbe quella di comni4>1'<' :;.ilenziosamente il proprio <loYere. B dal c:nnpo chirurgico passando a quello medico, ci limilcr<'mo ;1J ric-ordar<> Fl'ancc!':co Bronssni~ (1772 -1~3 ). Piglio di mcclico bretone, fu sE>rgPnte negli eRet·(·iti della !èpuhhlir;t c per tre anni prc'=:e parte alle <·ampagne Jla;pol<>onkhe. Allievo d i Bi<'hat. fu addetto nel1814 all'o. pedale militm·<' <li Yal de <il'a<'<", <>he ne1JS.50 dov<>va poi trasfOl'nHll'iòlÌ in Seuola di :lpplicnzione dd servizi di sani.tà milittLre ed a<·cog· li ere non Rolo i giovani licenzlnti dalla Scuol a (li medicina militnre di Lion <'. n complf'mcnto -òPlla loro ist1'uzione tecnica. ma tnfti i laureati <l<'li1<' facoltà m<>òi<'hc di Francia, aspi· ranti alla caniera militare. P artendo <lnl principio <'lte i fenomeni d<>lla vita dipendono da fenomeni e. tt>l'ni (e soprattntto <lal cnlor<>). i quali, quando sono moderati, il cotpo è sano, se forti o dcbolL-:~":imi Rono inv(l('<' cnnsa di malattie, fPl'Opugnava, u11:t <>nra esBenzialm<•ntc antiflog·ist.ka.. E nel suo liùl'o « Es:ame ilellc <lottrine medirhe n afferma, clJ (' n~l ­ l'anatomia patologica tutto si riflnceYa a·d i nitazione e a flogosi. Pu uno òei ph) strenui so. te>nitori del s:alflf'!':O, metodo antiflogi · ~tico SOYrano jn nn'CiPOCfL in rni le sottrazioni !'languigne {'rauo or· òinate per ogni malattia r Ri Y<'l'ifì.c~mmo i più <lc;plorcvoli abul'li. Basti pensm·<' rl1c n<:>l Rolo Hllno 1~33 f111'ono im,portate in Pntncin

'


-

369-

41 milioni di ~ang uisughe, mentre negli anni procedenti del l '24-25 erano sufficienti al fabbisogno 2-i3 milioni. Ed ebbe, per ta1li. idee, a sostenere violentissime poJcnliche con Laennec, Andral, Petite, Senes, l.10ui · l>d altri. Gian Nicola. Corvi art (17;):).] 21), fu una delle figure più luminose della medicina c della clinica franct>se. Medico di Napoleone, la:ciò un'opera prt'gevolissima sulle malattie e lesioni dell'apparato ci-rcolatorio c contribuì nelln. scmciotica a di vu lgal'e praticamente il princilpio della percussione, già preconizzato fin dal1760 daJl'Avanbrugger. ~ doYeroso t·iconoscerc che, tanto Xapolronc Buonaparte, q nani suoi minis;tri , hanno sempre lasciato a questi medici militari la più a.mpia libe1·t:t nelil'organizzm·c i servizi anita.~·i, abbattendo i vecchi sistemi. E migliore r jcompcnsa non polcva avere l'01pcr~~~ sapiente ed attiva del La.N·ey che l'elogio stcs o dell'impera.tore: «Quel homme, quel brave ei dlgnc homme quc Larrey l que de soins don né par lui à 1'armé<> <>n Eg,rptc. da n la traversée du desert, soit apr~ Saint .T<'<lll rl"Ac·re. :;;oit rn Europe. J 'ai conçu pour lui une cRtime qui ne c'est jamnis dementie. Si. l'armée élève une colonne :\ la. reconnais:-mnre, e]l]e doit l 'él'iger à Lat'rey! >>.

* * * P er quanto riguarda la chirurgia militare delle altre nazioni europee, · ricorderemo in Germania Carlo Ferdinando von Graefe (1787-1840), da Yarsavia, uno dei. generali medici che prese 1p arte alle carupn gnc <lel 1813-15 [)Cl' l'indipendenza prussiana. Già pro· fes.'lor·e di clinica. chit·urgka nll'Università di Berlino nel l 10, riassunse la. cattedra dopo ~ a guerra. E gli !ò\i pnò ritenere il fonda· tore della plrt. ti ca. chirurgica woderna nella cma del palato bifido congenito, con metodo da lui proposto nel l 1G c della rinOfPla!ltica c blefaroplMtica studiata 11cl l 1 J R Fondò a Rerlino l:~~ Società. di r birurgia ed i famosi Archivi. Corrado Lan gcnbeck (1776-1 '51), profe~<sore eli anatom ia c chi· rnrgia a Gottinga, chirurgo generale dell'armata dell'Bnnnovc>r . .\bilissimo c rapidissimo operatore. estirpò fra i pl"imi. i (·arcinomi dell'utero <· id eò l'operar.ione della 1pupilla at·tificiale. Bel an<'ot·:t niorgio Fedrl'iro Luig-i Stromc>y(lr (J RO-t 1 ~7(i). da Hannoyer , di(~ fu chiamato il pad ee della m(\dicina militare tedesca. Fautore della <'hirurgia conservatrice, ne fe<·e base del suo im;e.


-370 gnamento universitario . .m celebre 1pe1· la chirmgiu, {!eill'apparato locomotore e per la sezione sottocntanea d<'1 tenòin~ {l'.\chi1le. proposta nel1831 nelle deformità dip<•ndenti da lesioni muscolari. :Fu anche poeta e scrisse un'interessante autobiografia. Passando ora all'Inghilterra. accenneremo che questa nazione. in continua lotta colla Francia. :weva reclutato per l'ese1·cito un persona1le di vaJ.ore e di espcdenza eccezion nl e. Ci Jimitercm o a ri. cordare Giovanni Hunter, che nel 1760 pr<'~<' !Parte alla s,pedizione naYale di Belle-Isle c ne117G3 alla campa~na nel Po1·to~allo. ed in seguito fu nominato chirurgo in cnpo <lell'm·mata cò ispettore gt>· ncraJe {]<.'gli ospedali. Come Lnrr<>y, nel sno trattato d<'lile f('ri tc> d 'arma da fuoco . i òimo~tl'a sostenitor<' dell'aml)utazio<te immc diaia; Giovanni B<'ll pubbli<'a ad Edimbur~o ncl1812 i« Dilwourse.<: on the nal1tr·e anà cwre o[ wou,ncls >>~ con nnmerose osservazioni della sua lunga espt'rienza di guerra; Gutln-i<'. nella sua memoria «A Gunsllot wounds of the extremities >>. data alla staroiPa nel 1815, il!lustra le lesioni d'arma (l:t fnoco degli arti ; Hennen, nno dei migliori scrittori ingle~i di chirurgia di guerra, pubblica ne118~0 i « P1·inciz)es of military surgery », che rappresenta un buon trat· tato di chirurgia militare; Samnel Coop<'l', che nell suo dizionari o di chi·rnrg-ia edito nel 1826, noll 'art icolo fNit€' d 'm·ma d n fuoco. riassume e commenta le osservazioni proprie e dei rollegui clf'11'ar màta; e :finalmente Thomson che rifcriscc> sulle ferite di tutte ] l' regioni in base all'<>sperienza aC<]llhMa n<.'gli ospf'c'lali dE>l Belgio In Austria è c'la ricor<lare Ric>l10ld. profp~sore nllTniversità <li W'ifrzburg, diretto1'e (]('gli ospp<lali di mnbnlnnz:t e s<><lcnta·ri flcll'armaln n.ustriarn. dnrante le gu<'rre d<>lla rivoluzione france~e <' <'lel primo Impero. In Olanda è da citll!re Brngrnans. eh<> nrl 17nii organh~v.ò i. ser· vizi sanitari dell'('"<'reito olandeS<' alleato colla Francia. Nrl Bel· gio fl. famoc;o Suetin. ~e1L\mcrica c'lc>l Nord Giulio Warren (175~ · 18J5), chirurgo in cn,po nell'esercito dura.n te la gn<'rrn nn:zionale P fon<'lnJore .fklla Scoola di IIarvarcl: praticò fra i pl'imi l'n~port:l ­ zione della parotide e ln legatura dei grossi va~i.

Come arppendice ai senizi sm1ita1'i p1·e~so gli c~erciti nello scor cio del s~olo 1.'VIIT e sul fPrindpio clcl XIX. sarù, opportuno esporre nn cenno anche .sul funzionnmento <lrlh srmità. milita·rc presso l<>

'


-371 -

altre armate scese in campo contro il colosso napo:leonioo. È doveroso ri-conoscere ehe nessuno di queste aveva un'organizzazionE> ~anitaria vera e p1·opria, o per lo meno disciplinata e regolata come· quella francese. Il concetto di chi:mrgo eJ'a a.Uora intimamente legato a quello di barbiere. I medici militari tprussiani non avevano nltro titolo che quello di tosatori da campo ed a ragione, perdè le più comuni mansioni dei tosatori da can1po delle comphgnie erano quel')e di radere i soldati e quellle od<'i tosa tori da campo dei reggimenti di l'a· dere g·li ufficiali, essendo presoritto a tutte le truppe di non fa.t'Si crescere la barba. Già fin dal1787, Feclel'ic<> Guglielmo aveva istituito in P·rm'lsia. presso gli eserciti mobilitati degli ospedali da campo, i quali erano dotati di carri per il trasporto dei malati e feriti; ma questi veicoli erano coRi pesanti e <li ta.li dimensioni, che oltr.emodo difficile riusciva lo sgombero, non potend<> segui•r e il carreggio i movimenti delle truppe. C<>sì nella sanguinosa battaglia d 'Eylau dell'8 febbraio 1807, ben 1800 feriti non poteron<> a.vere ì necessari soccorsi se non tre giorni dopo il combattimento; e nella tremenda giornata di Lip.sia, in cui. si ebbero 34.000 feriti, non si 1potè disporre che eli un solo ospedale mobile, attorno al qua.Ie, anche dopo una. settimana dalla lotta, si ail'olllavn, un numero impressionante di soldati colle ferite aperte o fasciate con bra-ndelli di cami.cie, in !Preda la maggior !Parte a canorena gasosa. · In seguito a questa dolorosa esperienza ed allo scopo di eliminare questi disastrosi inconvenienti, il principe Augusto di Prussia istituì nel1814 le compagnie òi portafedti, che presero il nome di veliti : ciascuna compafrnia era composta di 120 uomini e dotata di 15 ba•r elle, di 30 sedie [ettighe, eli 50 1p aia di stampelle e di 50 tasche di sanità, contenenti ·o ggetti di medicatura e òi IPronto soccorso. I n Prussin, i più grandi. dirmghi ::;eguirono l'·esercito, come· De Graefe. Hufeland, Langenheck. Stromeyer. Ma colui che salt in maggior fama come chirurgo miJi.ta.re e come organizzatore fu Gi<>vanni G<>ercke (J750-1822), j] quale, amico personale di Larrey, introdusse nell'esercito rprussiano le ambulanze volanti ed altre innovazioni, che avevano gHt fatto Jn, l<>·l'O comparsa, con soddisfacente •risuHato, nelle ::~.rmate di Francia. Nella camiPagna del Reno del1703 impiantò ospedali cla campo per 1000 infermi; nltri ancora


-

37~ -

nella battaglia di Eylan del l '07. Xcll·a~osto 1~13 allc~tì ;~ o8p<' dali generali di J:!OO letti, UJJO di J·iR<>rn~ di ilOOO ld1i, 9 o.\ipe{laJLi da :!00 lelti. Kel 1800, sotto il palronat.o della principessa lla rianna, di Prussia, cm·ò l'istituzione df'llc infctmiel'<> volontarie. Dal 17H:! al l ':!2 chil'urgo in capo d<'ll'esercito JH·nssiano, già distintosi a• •Tena, egli o1·ganiz7~ il !oiervizio sanitario in pace ed in guen:t ed istituì nel 1795 l'l~iituto me<Uco-chit·urgico, mm s,pcci<• di chirw·gischen pépinih'e per la pre,parazione dei chirurghi mi lrtari, che nel 1711 si trasformò in Acca.demia medico-chil-urgica rnilit:H·e. A questa nel l '18 s;;ubentrò per lo stf'S!-iO S<:opo l'Istituto Fedel'ico Guglielmo, che ben presto eccel~c per illliportanza di i n · seg11amenti e per valore di docenti. Basti ricordaJ·c che i più 1·inomati cbirurgl1i del secolo furono allievi di questo istitul,o: Lungenhcck, Beunr-;, Banl(>lebcn, Hue· ter. ~u!';sbaum, Esma1'Ck e 110 strsso " ' irchoY. il grande I-innoYatore delln. medicina mode1·na, il qwulc and1e dopo an•1· I·a,g· giuuto le più alte Yettc della gloria si vantava di a\·erc ap:partennto a qursto h;tituto. Nel18!);) le due Scuole di saniti\, militlltl'c tcdeseh<', dQpo nverP cElPb1·ato il centenario di loro fondazione, ~i fnsero P<'l' co~tidlir<' l' A<"<'ademin impe-l'iale G ug1liclmo, che nel J.!)OJ fu tea~ferita in u11 grandis~imo cdifido es--presl'amPnte costruito nrlla via degli In validi a B<•Plino, e destinatit all'i!';trmdone dt>gili a~piranti alla nomina a<l ufficiale medico, i <.}uali, .oltJ'e a fr('{}uentare i corsi nniver!';itari, ricevevano una ~peciale istruzione in rapporto al servizio sanitario militare. Goerke crPò inoltre un corpo ~pedal<' di porta-fc-r·iti, introdu · ce n do an<'ot·a notevoli miglio1·nmC'n Li negl i o~pedn.li milit:ui c fec<' alle~tire delle wttnrc !':pedali atlatte p('r un rnziona'le tra~porto dei malati e f<•J·iti. E !'4otto il suo vigovoso impnlRO il COlìPO sr-..nitario miilitnre p1·n~siano ~i ·rkostilnì rapiflamenl<', offeéndo la migliore prom di ottima m·ganizzazionP nell<> succe~~ivc cnmp{lgne. 1\el J ..)34 la l.'rnf>sia adottò un n novo regolamento f> IÙ SC\rvizio sanitario in guenn . in virtù del qnalc ad ogni corpo d'armata ve nh·nno n.sscgnati ~ ospPclali da~ campo dn. 200-300 lf?tti e 3 ospedali t erri tori n li da 400 -GOO J<'tti. Q n E'~ ti O!:; p ed a li dn <·ampo <>rano cos;;ti · tniti da 2 . <'zioni: la p1·ima. denominata fallrendc Alifhrilunfl, COl'· l'iSJpOllclcvn prPRRO a poco nlla nostl'a. sezione di Ranibì ; la. sN'onòa. d1iamata drpot. aw'a lr str~~P funzioni d('i nostri o. pf'(l;l'li <la


-

373-

campo. Dette unità sanita,tie, costituite snl Lijpo di quelle francesi, ' erano destinate a presta.re i primi soccorsi ai feriti sul campo di battaglia ed a provvedere al loro trasporto negli ospedali <lelle retrovie. Anche l'esercito inglese dvelò in questo periodo unro1·ganiz· zazione sanHaria assai deficiente: Jl(~lla storka giornata eli Waterloo un ammasso di feriti giaceva. a.b bandonato sul campo fra il puhidume <leJlle piaghe e lo strazio della sete: e dovette attendere più giorni 1p rima di rice\rere la più elementare parvenza di soccorso. Do,po il trattato del 181:l, l'Enr<>pa ~d€1)Jone le a•l'mi. e trascorre un lung<> IJ)eriodo di tregua, nel qnale le istituzioni sanitarie militari, anzicbè p1·ogredire, subisc<>no una sosta e presso qnalcbe nazione fanno clei passi indietro. Nondimeno in F ·r ancia dopo la restaurazione furono riorga.nizzaJi p1·esso gli ospe-dnli milita•r i i cosidetti :mfitcatri d'iskur.ione e fu ripresa Jn. pubblicazione ilei Gionwle di rnedioi11a militare, fond:1to nel 17G7 durante il Regno di Luigi XV ed interrotto nel periodo delle guerre na.poleoniche. ~el1824 fu istitnitR la Scu<>la di perf.er.ionamento a Val de Grace. ~fa. soltnnto nella seconda. metà del secolo XIX si inizia l'era. più luminosa e più feconda 1per Jn, chirurgia militare, un'epoca ne1la. qn:1le vf'ngono a~)pOJ'tRti -radi<>ali mutamenti nelle istituzioni ~anita·rie e si im!prime un indirizzo df'l tutto nuovo alla pratica chirurgica di gue1·ra.. Ciò avviene per due ordini diYer·si di cause: per la profonda tr~c:;formazione (Ielle armi e della. tattica militare, e più ancora per i progressi vera.nH'nte so·rprendenti fatti dalla chirurgia, in /];tazia. del metoclo sperimentai<> applicato ,r igorosamente all(' scieme biologkl1e· e dell'osservazione clinica, non turbata da preconcetti s'fstematici. BasLer:1 soltanto ricordare l'ancst<'-sia genet·ale jntr·o àotta in chirurgia nel 184!1, dopo j 1primi tentativi fatti cla Morton e da Simpson; l'emostasia preventiYa medi::tnte l'apiJ)lkazione del laccio dn.Rtko Silvest·ri-Esmar<:h e gli altri metodi su<"cessivamente icleRti: finalmentr la. mrdkatnm :mtisettkR acquisita alila pra.tica chirurgica per mrrito (li Gius<"ppe Li~te·l'. Questa t•riacle gloriosa e benemcl'ita, clw 11:1, stN·minRtamrnte alla·r gata la sf01·a d'azione òe!11a <'hin1rgia, moclrrna, f'sercitn,n<'!o nnche una, grande influenza snl trattamento ·(lei fe-riti in gnf'rrn, portR naturalmente una radicale innovazione nclPorganizzazione dei se-rvizi sanitari in campagna. Non .c:;arà inutile ricordare che la narcosi d'etere fu applicata l


- 374 IPer la prima volta in chirurgia dal Davy (l 00) , dal Long {1839), clal Wels (l 1::>-184 ), il quale cominciò ad intrO<lurre l'ossido nitroso nella pratica odontoiatrica. Il dott. Gra\\'fot·d, dell'Univers;ità di P em-:ilvania, nel J8B9 tPntò nuovamente l'anestesia con etere, ma la pratka non ebbe seguit-o. La p l'i Ula narcosi <l i etere solforica fu fatta nell&W per iniziativa di William "M01·ton (l 19-186 ), dentiHta americano. Più tat'<li n cloroformio scoperto dal Liebig, dal Hnthrie c dal Soubeiran venne soRtituito ali 'cte1·e. D 'altra rpartc la, scopN·ta del Lister del tl·attam<-nLo nntis(;'tiico delle fPrite coll'eseludere L'infezione dal campo operativo, <Jont t·ibnì noten~hnente aliProgrc. so della chil·urgia. Gim:epp<' Li~ter (1 , 27-1912). nato ad TT1pton , nella ('ontea d'Essex, allievo del ~y1tw e nel l GO docente di chirurgia nell'Università di Olasg.ow, QH'<'O<~UJPato <kll'alta modalità :per amputazione ebe s uperava il 4:) %. iniziò le HUe ricN·<·he sulla slel'ilizzazione del <·ampo op<'ratiYo coll'allontanamento d egli agenti della suppurazion<', ricoercndo a variE' ~osta nze chimiche, fr a cni l'acido fenico n1pplkato a mc7.zo di. un poh·<'t'izza,tore. Il primo trattamento in casi (li pul•r efazione fu fatto il 12 ngo~to 1865 c nel 1867 furono pubblicati nE'l Lancef i primi ·ri:;nltati fanH'<'''oli. TalE' s<·operta procnrò al LLter l'onoJ·f' di far pm tt> df'lla camera dei P ari<' l'ec· ceziona1e f:iCpoltura nel l 'n bbazia d i '"estmin~t<'J', risenata: a i prin cipi ·reaH. Ma <' <lovrs·e d 'Italia n i ricordar<' q ni, nello Rtesso teilllpo, una gilMia no!-:t t·a : Em·iro Bottini. IH'Of<'!-:!';Ore di dinica chirurgica a PaYia.. che fin dal l 66, quando (lra cllit•urgo a N'ovara, fu il primo a consig-liare l'uso {lell'adclo feniro nella cli~infezione ~lel campo opr1·atorio. pubblicando nna casui~d kn di olt.t·e GOO ca~ i con esiti (li guarigione. Ed altra rin•ndicazione italiana. non meno gloriosa, dobbiamo f~H'<' nel campo battf'riologico . .A.gostino Bas!'li, mtto nrl 1773 a Lodi e l::~m<'atosi a P aYin. dedicò lntt.a la sua vita agli stncli ed alle ricf'rch<' miceobich<'. Nrl 1 ~~~:), rpwnclo il Pastem avevn solo 13 anni. s<·rh·eva: « Rcbhene assai grand<' sia il vantaggio che IProtlnssp la mia ~ope s· ta delln nah11'a del mal cl<>l cakin o. n(l-1 baco <la seta, N~R<'ndosi prr e~sa potuti rinwnire più modi di <'Omhnttere il fì.Pro malol'f', siffatto vantaggio pnò l'iguH~r<'lars i un nonnnlla, in <'onfronto rl<'lln <'onos<'f'nza RCatmita cl alln st('ssa R<'operta dw tutti i <'ontag-i, nf'ssnno f'<'(·<'ttuato. sono tutti peodotti da E'~):;<'l'i pal'H~~itari vegf'tali od animali)). l

•


-

375-

E dopo pazif'nti ricerche, nel1837, indicavtL un « 1parassi.ta vf'getale vi,ente, <•rittogamo » quale agente di <)liC ta malattia del baco Cla !'eta c nel 1846, precorrendo ancor di dicd anni Pasteur, !';O· :->tenne la 11atura, l})arassital'ia, Yegetale o animale. di molti~.. ime malattie infettiYe. « 1\fentre. egli asseriva e ~i <·rede da moltis!';imi ]>er non dke press'a chè tntli i .sapienti ess<'re i contagi sostanze di un gcnrt·e 1 oro rproprio, sono invece Rostanze vive, specie cioè rli pat·ass:iti un1mali o vegeta li )). Perciò egli, precoJ'rendo le g-<>niali !':Coperte di Luig-i Pastenr sullE> ff'rmcntazioni. si può consi<le-ra~re il \ero fondat01·e del1a moderna etiologia mk1·obiologica. Ma le sue ricerche furono rpoco apprezr..'l.te fra noi e qua. i di~onosciute e vennero prirua riconosciute in Fran<'ia dal re Lt1ig-i Filippo, che lo colmò di onori, ~llorcbè il ' Ac<·ademia delle scienze di Pa.rjgi ne l'Ì· <'onobbc la. g-hmde importanza. Soltanto nel 1894 la priorità del BasRi venne rivendicata dal )fattinotti ed in seguito da G. B. Grassi e nel 1925, per iniziativa della Società mcdico -chirur~ica di Pavia , fn pnhblicata un 'edizione completa òelle ~me opere.


l


•

I SERVIZI SANITARI MILITARI NEI REGNI DEL VECCHIO PIEMONTE, DI SARDEG A, DELLE DUE SICILIE E NEGLI ALTRI STATI ITALIANI.


•

•

,


-

l. -

0RGAXIZZAZIOXE> S.\NI'fARIA :\IILITARE :\EL \'I<X:CBIO PIEMOXTE.

Kel passare ora ad intrat.t.enerci più particolarmente sull'organizzazione sanitaria dell<' milizie in Italia, ci occuperemo anzitutto òell'assisteJJza sanitwL"ia n<>lle truppe piemontE-si. Se vogliamo i nvero risa.l ire alle più anticbe tradizioni. dei RCl'Vizi sanitari nel]'g serdto italiano, OCCOl'l'C l'ivolge·r e le jndagiui nlllc istituzioni sanitn,rie militari del vecchio Piemonte. E ver rintra<'.ciare qual<·he notizia, biso~na rifMRi fino alla reggenza di 'Maria Cri~tina. Yedova di Yittorio AmedM I (1637-1648). Nell'anno 1644 si iniziò infatti un vrimo rudimentale ordinamento dei servizi sanitari. l~'nrono stipulati contra t ti fPCr l'imvianto ed il mantenimento di piccole infermerie ,preRidial'ic, c la cma ed assistem:a degli infermi wnnc diRimpegnata da medici, nominati a tafe ufficio con patenti du<'nli. Oltr<' questi sani1at'i, alla maggior pa•rt.(> <lei reggimenti l'm'ono assegnati dei chh·m·ghi. ed a taluni anche dei medici. Rotto ill ·r egno di Cnr·lo Emanuele II (1648-167;)), il quale si può rit<>nere il fondator<' <Jp]la fanteria. di linea,, e pre<>isamente n<>l Hi6G, la rura dei ~ol<lati ammalati fu definitiYamE>nte affidata i n ogni guarnigione a medi d ccl a chirurghi ci vili appositamente !-.tipPndiati. c \eimero perciò tolti i sanitari da quei rE-ggimenti <"Il<' ne erano tuttorn pron·iRti. In ogni presidio ern destinata dal f'omune una casa, che Rerviva da oRpedale. ed il senizio nosocomi nllc era concesso in af{)pnlto ni prh-ati. T Roldati ricoverati in qu esti luoghi di c11ra conservavano la paga (pC'r fn,.r f·l'Onte aUe ~ p ese <1i sepoltura, òi<'ono i YigliC'tti <lncali). Pcl il l'l~gp;ente od a,pip altator·{' deJl'oS'}Jedalc, s1ipencliato dallTffido generale del soldo Nl C'sente da alcune taRs<', doveva ])T'nvvt'{1f'r<' .'\ tutto il funzionamento. D tH'nntE' il re~no eli Vittorio AmE'deo II (1G84-1nO). allo Stato rnaggiOl'E' della cavalleria. il qnnl<> effettivamente mppr<>sentava lo Rtato maggior<> del comnndnnt<' l'armata. fu èl<>. tinato nn mellico capo, che in guel'l'<l aveva ht?nsì una spE'Cie eli n.1 ta <lirezione


-

380 -

dei ~etThi • anitad, ma, (] uasi esclu. iva mente nomina le : il suo era, più che alho, un po to onorifico concesso al me<li co d ella Oa~a. ducale, od a quelli più el<>>ati in grado. Fra quel'lti l"icm·de remo n Fanzago, eli Pndovn, :n·chiaha di Corte dal 1G99 al 170ll: G. B. Fantoni, di To1·ino, eh<' ~<'guì Yiltorio Amedeo II nPlla Rp<'di zione· del 1692 nel J>etlfinato, come già F . ..Alessandri, di Yc1·<·clli , ttv<'va seguito Ema11uelc Filibrrto twlla ~uerra delle )i'iandre; l' . Rkca, di ~'orino, m<>dieo d<'lla ~uardi<t s\'izWJ'a: P. Rohnault. chi tuq~o genrrale di Pal'igi, B. Yo~·sn, di Annecy. <·he prei'C patte alla campa~na dcl173ll e 17BJ. Allo ste~so Stato ma~giorr ed a qlw11o della fanteria furono aggregati inoltre akuni chirurghi p1·incipali, i quali r1·ano i veri organizzatori cd il'pC'ttori dei se1·vizi sanitn1'i in ca.mpag-na, an · che p<'r il fatto che alla rhil·nrgia <'l'a data in qnei tempi n<>l J'ERcl'dto unn impor·tam~a map:p:im·e della medicina ~i costituirono così in t<'mpo eli gucl'l'a i rosidC'Iti spf rlal i vo lanti ) i quali avevano un ditettoi·e Nl un commL snrio p<'r la pm·i<' anHnini~h·atinl Nl nrppo~ito pN·l'<onn le per quella tecniro·sa nita J·i::r.. R<'co come rm rompoflto nno ~lJWdale ,·olante nel J701 : un dirrttore, un <'ommi~~m·io, dn(' mrdiri, clu~ pmtkanii. due chirurghi, sci fraters) l'lei ronfeR<;ori, un capo·. P<'?.ia1le con <lne p:io· vani rcl un cuoco coli <lne ~arzoni. I f ral er>: fungevano da infermirri (' da. bnr•birri; ll<'l 170ll ne era ~tato H~~E'g'llfiÌO uno ad ogni <'ompagnia . ...\lcnni stnhilimPnli inle1·ni. dello ,c:::;(nto wnivnno nn che adibiti a ~erdzio di o.pe<lal<'; e <·o~ì, dm·ant<' tnttr lC' gnrrr<' che s;i RYolsel'O in Piemonte. fnn:donò un o~pNlale militar<' alla Yi.gna Reale 1Pl'<'~~o To·1•ino (batta~lia 1li Rtaffar(la <' <li ".\1nr~glin. as:s;edi di. Cuneo, P in(-'J·olo, Ye1·relli P Tol'ino). In tempo eli pace il sen·izio s:anitnrio dipendP>n ammini~trati· ''amcntc òall'Uffirio g<>nPl'ale del s:oldo, ma tPCnicamrnte non :1H' Va nlcnn:t organizza?.ÌOlle. I n og-ni l])l'('I'Ì.Ilio Yi rra nn meilieo stipenòiato; que. ti nveva an<'h<'. p('l' appalto. l'obbligo di man ten<'l'e il full?.ionnmento di nn os:prda letto, Ml ihi t o es:<' l nl'>iva me n t <' n i mi lil a•1·i. Tn akune rittà gli inf<>rmi ernno l'Ì<'o>erati negli O!'>pe· (laJi ch·ili, eh<' ricevPvnno per ciò gppcinll i <·ompens:i. P01' le mnJattie di li<''<' entità e per i mNli<'inali eli cons:nmo <'ort·Pnte, provYedcYano i <'apitani. ;li qnali ernno <latC'. per qu<'Rto us:o e prr ogni s:oJònt.o. lirr ò ue all'nnno. con facoltà di l'it<'n('J'<', a titolo eli l'imhorRo. la l})np:n. di qnPlli cbe ~i ammalavano. Succe. RiYamente, Rotto il r<'gno (li Cnrlo E mannelc III (1730·


-

aJl-

J 77~), i militari infermi furono (:tu·ati ne~li o~pcùali civili, oppure in ospedali detti spedali reali, d1c erano destinati e~lusivamente

al l'ico\'Cl'O dei soldati, e vc•nivano al solito dati. in itppalto. L'ammiH i!-4tra:~.ione ed H traLl:Hll<'Jlto in questi luoghi di <·m·a lasciavano p<' r'ò 11011 poeo a dcsidet•ar·c, (~ spc~so gli ammalaLi mancavano di nw d icinali, di co perle <-' lalol'a anche di letti; n i" g-li infermi erano nwg-lio curati negli Ol'ipPdali di guena, nella gesliouc dci quali N'a pm·troppo consnehl<linc la malYe1·sazionc. I n campagn..'l. durant<' le guerre, alle quali parh><·ipò il Piemon te, l))er le flucccssioni di Polonia e d 'Ausll'ia. il s<'rYizio degli osp<'clali diiPcndeYa dall'intc>n<l<'nza generale dell'armaJa. Si impi;IJllava, uno spedale reale, in localitl\ situata. ulle lin<'e di gl'ande <'Ollnmkazione delle tru,p]H', <'<1 uno spedale 'oolctnte, ad immediato <·ontatto dell'eset·cHo op<-'ranit': prt• il loro funzionnmrnto fut·ono i m~ >artitc norme rcgolnmrnt:n·i fin dal 17JJ5, ed aHt·e più particoI:u·pggiate ancora furono c>manate nel 1746. Ogni !òlpcdnle aveva un dirrttore eol relath·o prr~onale amministrati\·o: medici. chirur~hi , speziali. infcrmici·i, euochi, iavandai. matc-l'U!";!;ai, cappellani e necrofori .•\d o~ni re~gimento invece era a~~egn.tto un chirurgo maggior-r. Fra i chirmghi gener·ali, a t><:hiatri del Re, r i<'orderemo S. Glingher, di Rienn; S. Arnoulf, promo~~o per merito di gncrra nella campagna 1744: A. Mnrcan<li, <li Torino; ('. LoU<'t'i; Y . Fogilietti aulore <li un manuale di i~tituzioni chir m giclH'; O. J\ nino, di UnH'no Ycrcellese e G. UlH'zio, (li Torino, all i<•vo del celebre 13ertrnndi. Avevano tutti uno Rtipcndio di lire 1000 annue, oltre lire =>OO di in<lE'lmità. allorrhè R<'gui>ano il ~o­ nano nelle spedizioni belliche .

., * * Uurante il 1·egno di YiUorio .\mcdeo III (177:3-J 796). l'organizzazione del sel'Vizio sanitm·io si mantenne pr<'~so a poco come 11el regno jprecedcnte; c . oltanto ne furono meglio fissate le di· rcttive. Così nel177G venne pubblicato un regolamento sulllc norme da npplicarsi per l'assegna?.ione dei militari ai bagni torma.li di .\ <'qni e eli Yinadio, m·e funzionaYano stabilimenti dello Stato, i (·ui fangaroli erano Rtipendinti Rnl bilancio militar<>. ~el 1777. <·on a.ltra ordinanza, fn pl'e:::cl'itto che ce~f::a . . e la, promiscuità (lt>~H ammalati nei letti degli o. pedali. e fu dato acl ognuno un lrtto con matc>ra~f::O: Yc>lln<' pprò mantenuto il letto n <lne per


-3 2 -

gli o pedali ùi gueua. Con Regio Yiglietto del :!0 aprile 179:3 venne inoltl·e nominato un colonnello soprainten<lente agli ospedali mi · litari, tratto clnJle armi combattenti, lnctwicato di Yigilare sul buon andamento ammini trativo e posto alla diretta dipendenza dell'intendente generale dell'esercito.

* * * Per dare un'idea delle condizioni igieniche in cui si tronn·ano alcuni presidi del Pielllonte 150 anni fa <' dei concetti epidemiologici e àeg1i lndidr.zi terapeutici allora dominanti, vale la [>cna di riportare, anche a titolo di curiosità storica, una relazione medica del dottore fhdco Giacomo Te<le. chi circa alcune malattie che nel 1780 colpi·rono la guarnigione di To1·tona, causando una notevole mo1·ta lità .. Questo interessante documento trova i nella biblioteca reale di Torino, fra le raccolte di. leggi, editti, patenti ece. del Duboi n. tomo XXVI. « Trasferilomi in Tot·tona, scrive nel sno rapporto il Ted e~h i. per vi . itare sice-ome mi fu ordinato gli ammalati del reggim('nto Savoia, ritrovai negli , pedali 147 -soldati. attualmente infermi.. e 354 convales<'enti nei 1·ispettivi lol'O quartieri. « Le malattie particohlri che dominano nei suddetti militari ~i riducono a due, cioè nd intermil tenti perniciose ed a dissentet·ie maligne, ambedue sempre unHe a moltissime maccllie che occupano il petto, il coll<> e quasi tntto il cm,po. Sono tali maccl1ie co ì universali che un 10;0lo dei !';tHldetti :)00 e !più ~o1dati son·a enunciati non trovai ('sente d'es. e; hanno un rosso as~ai vivo. ma di circonferenza h·rcgolare ed assai [)ÌlÌ larga. òcl1c ordinnriP petecdie, <>Ilde potrannosi -denominare esantemi seorbutici. << C'hi (·a. 10;:1lito dalle intcrmitt!'nti col fnYore élelle larghe dosi di china-chimi vicn ]jberato dalln febbre, ma fad1mente recidiva, e [>Cr l<> più pns.sa alla, ftisi polmonare lJilcerosa, o a.Ua totale o~tntzione dei visceri Mll'addomc che lo •r ende idropico ana· ~arca (sic). «Chi cadi' ilissentl"rico resta immeòintamcnte sorpreso da orripiJa.r.ioni, inili da lcggel' febbre con calor UI'ente, nausea, inappetem;a, proF;trazi.one di forze. emorragie nasali ~"paventose , corso di T"entre or gt•isastro. or giallo. or sanguigno mucoso con tormini , n qnale, se sempre cresce, con esso semiJ)re cresc<' il numero e la


-383-

rnaJJignità degli esantemi scorbutici; quindi potrebbe denominarsi dissenteria scorbutica. «Le gengive, che in qua!'li tutti nei primi mesi eli loro venuta f'rano tprurigino e, in tal morbo sono o lasse o pallide, o rosse e turgide ed erol'e. Quelli in cui il male esercita maggior ferocia. muoiono, e finiscono con acldonw tnrgido, timpanico, dolori intestinali, dejezioni sanguinose c purulente, Jn bbra, gengive, lingua c denti neri , e colle <~Rt·remitù. giù. f·rcdde molte ore !Prima la loro morte. «Coloro che fortunatamen1c ~ampan o da simil morbo, e ono messi tra i convalescenti non sono liberi però dai suddetti esantemi scorbntid, dalla inappetenza, dalla df'bolezza e da qualche calore artel'ioso (sic), e quesLi sono i soli che danno speranza di g-ururigione; quelli che sono della second a pat•tita, e restano af· fetti da febbre lenta, con orripilar,i.oni, tosse e spnto purulento, e quelli della terza molestati da idropisia e fortissima ostruzion<> <le' visceri de1l'addome, sono tutti cronici, <' quasi tutti senza speranza di potersi ria\ere, a riserva che il consigliatole cambiamento d'arht coi soccorsi meflid p•rescrHti ,potess<>t'O in qnnlcuno esRere vantaggio!Si. «Il metodo curativo fìnot·a u~ato per domnre tali disseniet•ic furono emetici, sieri di laLte, deeozioni nntiscorhutiche acide e tamarindate (>(l alcuni clisteri. ma di poco profitto e poco u. ati per le difficoltà che si incontravano nel pot~T~li imrpo1.1re. m<>todo che io ritrova i ndattato, e pet·ciò, unitament<> ail signor dottorr Borsalino c a.l signor chirurgo maggiore Bianebi, ho stimnto sul principio opportuno l'uso della ipecacu:ma, la. qnnle abbia nnchr a replicarsi qualche Yolta a misura che rende.c;;i contumace la di.~ ­ senteria. indi siero eli lattr , re~o acidrtto .(la poche gocce di Rpi 1·ito dolce di vitri.olo, ad oggetto non ~olo di l<'g{!crmente detN' g-erc il tuho intestinale, ma, altr<>~'<ì di com;oliòare .l e escoriazioni c le nlcrr('1 tr <'l'esso, non ommettendo i clist~t·i. ora di latte, <JlUI· lora gli a<'l'i umori distacchino rd asportino di trop;po il mnco, <>d ora di decor,ionr di pinntngginr, in cui ~ia ~iolto, o miei ro"ato o terebinto sciolto cori ro~so di ovo, qualora vi siano segni di CS<'O· riazioni e cl'nkeri. Fra l(' <le<'or.ioni poi abbiamo scelto le antiflogistiche c> l<> nnti8corbutirh<>, <'Ome pur(' si prescri~se a' conval~c.-en ti il regime rli<'t('tico. erl il metodo cmn! h·o ndatint{) alle l'ÌF;pettive lo•l'O ma.ln.t.tie.


- 3 '4 -

« Il cot:5o ùelht llla,Jattiu.., cgtw Llllen te come i .<;intomi che 1'ac <.;ompagnano, dimostrano che e.·sa è uu'aJl'ezione sc01·buUca con i tente in una di ·soluzione di sangue, la quale più agevolmente possiamo impedire con rimovere Jc cause remote cd e.ffici<'nti d'essa., che col'l'eggelila quando già fol'lnata sia. « Queste cau!;e remote ed cilid<>nti io giudico che <~onsistano nelle acque conoUe chf> nell'c~";tcl·no c ne1l'ini('rno della, città, ristagnano.

« Quindi è che io giudicherei necessario di dover dar co1·so aJle acque stagnanti, c in pl'imo luogo, e special mente a qu0lla che circonda e ristagna sotto lo .spedale, e quella <lei fossi col far eli nuovo scHvare le empiute cunette, Nl a. qneUa del Lingoso col net tarlo seeondo s'usn'l·<~ tutti gli anni, non ommettcndo la ncce?ssal'ia diligenza in tenere pulit<' le cont·rnde che donebbon~i conservar(• a. ciutte più che si può. « I n secondo luogo usare qualche particolare attenzione all'ospe· dale stesso, e 'J)cr le incmstature delle muraglie, c per le forni· ture de' le l ti, a riserva che per a l tra guarnigione si stimasse op· portuno s<>rvksi d'altre l'Obe e d'alt·r o sito abbandonando questo, ~ia<'chè l'eso mal!-;ano, per non dire infetto, dalle f·requenlissime deiezioni , anguigne e plll'nlente che [>rf'. entemente si dimostrano nttacca.ticcie. (( L€ att.enzioni già usate, c che ~i usano dai ~ignori ufficiali. <' specialm<'nte quelle dei signori cn pitani. in separare immediata· mente i com·aleS<!enti ed ht rennlrirli a loro spese con ordinari o particohtt'e di cibi ottimi c sani , non solo sono g>randissime, ma attirano 1'nttenzione di tutto il paese. «~è ,.:;01·prendono mf'no le fatiche, le diligem;c e le spontanrr spese del cbit·urgo m.aggiol'{~ Bimtchi, c01l rn,ddoppiar i nCCl·mieri e ~otto chirurghi colla sedulità i nMfes~a. ~ua. con richiedere medici e tranei, coi cibi e con medicine !';(·el te; çon J P a H<>n7.ioni di pu· rifìcrure continuamente l'at'ia coi profumi. odorosi e mantenere non solo la pulizia. ma far asci nga.re g iorna1m<'nte :i <'ameroni. Il tutto però senza, quel profitto che si mer·iterebbCl'O ta nte ollocitndini in grazia cJ1e le dissoluzioni di s:mgue, qua.l ora sono fatt<', òifficil· mente. cedono a qualunqtle metodo possa usnrsi. Quindi r. che io !'\lll bel prindpio fui d'aYviso, giacchè al ma-le inoltrafo Y'è poco l'iparo, es. ere tolnhueutC' nece~SM'i n Ja. t'cmozio n<' delle cause ef·


-3 5ilcienti remote che io ripongo n~gli anzidetti ·r istagni d'acqua per evitare ulteriori c forse maggiori danni. Alessandria, li 20 ottobre 1780. Dott. fisico GIACOMO TElDIDSC.UI )). Per quanto riguarda, le spese spontanee, di cui fa, cenno nella relazione il dott. Tedeschi, sat·à opportuno ricorda·r e che in quei tempi il chirurgo maggiore d'un reggimento era, 1p er regolamento. anche l'apiPaltatore dell'ospednllc di cui teneva la dire?li.one. Egli, mediante determinati compensi in danaro ed in natura, doveva far fronte a tutte le spc);c occorrenti pel funzionamento, c cioè gli stipendi dei sottochirmghi e del medico, l'acquisto dei medicinali e degli oggetti di medicazione. il vitto degli ammalati, la paga degJi infermieri, la rifusione dei danni per eventuali guasti al materiale di cnRCrmaggio ed o~pedaliel'O, tutte le altre s1pese di minuto mantenimento. g non è a, mamvigliarsi <•he, di frequente, alla chiusura dei. conti il chirurgo maggiore si trovasse obbligato a prel<>Yare anch<• parte del proprio stip<'ndio pc-r poter far fronte a tutt<' le numeJ'ose esigenze. Pc1· la storia accenneremo infine cht- a. questn relazione del dott. Tecles<:hi segni nn soptaluogo Ò('ll cont<' Pinto, capo del Corpo R(.'ale d<'g-li ing<>gneri, il quale inoltrò al Cnpo dell'ufficio del soldo l<> necessarie rprOiJ>O~te pe1' la sh;t<>mazionc igienica del ter· l'C'no arCJ nitrinoF;O circ~tnnte l 'ospe-dale. R poichè siamo in t<'ma (li ril:'l'l~lmWt.ioni Htoriche, vale la p<>na òi J'ir-vo<·a1·e una 1rmbhlira:done ormai ·rnris~ima del medico fìRico An . nihale Omodej. intitolntn « RiF;t<•ma di polizia medico-militare» e pnhplkntn in Vig-evano nell'anno 1807 ònrant.(' l'occnpnzione napolf'Onka. ((Il medico . . <'ri-ve 1'a ntoJ'e nplJa IJ)refazione, l'lia che si conf'idcl'i ('OUI<> il òepo~itnt·io Mlla f'alut<> c della vita dell'individuo. o rom<' il clerpoF<itario (l<'lla salnt<' r clella vita d<'ll'intiern nazione (il m<>òko polilico). è nno nei più ntili membri della società; dap· rpoich(· ppr di lni mezzo conserYa~i o minorasi la perdita del prindpalP <'kmcnto delila nnr.ionale riccher.za: ciO<' la popolazionf' >>. B parlanf1o Ò('] mPdico militar<', egli osse1·va che «non 'PUÒ certa· mPnt<> ~O!!lierP tutti gli c::trnm<>nti òi rorrnzione. si fisica, che morale .fl<'lln milizia: ma 1p11ò ben . L <'OTIOR<'into •l 'inflnsso ~nlla ~alute del1P partic{\lnl'i vicende M1la militar<' i~titnzione. ~ug-g-erire i 25


-

38(;-

mezzi per coneggetne, se non del tutto, aluwno in parte le cattive conseguenze>>. « E per giunger·e a tale scopo, egli continua, panemi che non solo facesse mestic1·i di 1·konere alle scienze fif'lkhe, ma ch<' il tpl·in<'ipale stucl io del medico dovesse eR!-;et quel Lo <li inti·oclunc, colle modificazioni ref'le necessal'Ì<' dali<• attuali abitudini <' co turui, gli st<>~si mezzi, che <·o n RÌ felkc :-;uccc~~o usa ''a no gli nntichi JHW rinfor·za .r·e la costituzione dei Roldati, c rcnderli insf'nsibili alle cagioni mor·bose >>. L'Omo<lcj divide l'oJWra in qnattro parti: nellE' prime tr·c parla dell'if.ìtit nzione militarc <' dei «mezzi (la pratk<rr~i per mode· ral'Il<' i catti\"i effetti»: n<>lla quarta tratta degli ~tahilinH•nti di Ranitù. )In lasciamo la parola all'autore stesso n<>ll 'e!>posir.ionP del ,l;;luo programma.: « NeJla rwima sPzione, <>gli scrive, si comd<lerano gli nomiui idonei a di,·entm· soldati, distinti rol m<•zzo cle' carat teri <>sterim·i, ed in)o;ic>mc nniti pc1· formare nJl'<:Utnata. Quindi in pnrtieolal'i ·<'api.toli .Ri tè trnttato: 1) della loro se('ltn; 2) ·<l<>ll'ahhigli.nmcnto e {Jell'annatura: H) tlc>gli alloggiamrnti in tempo d i pace. ORRia <le-l1e <·a!-;<'rme. « I~a seeonda R<'r.ione <•omprewlc l '~nliH' clelia milita.I'{> disciplina, la quale stabilisce la forma tlrlla Yita militar<'. E quindi in di~tinti cnpitoli tpadnsi dcllt> J:;Ue parti. le qnali ):ono: 1) gli eRerdzi : :?) il RCl'Vizio in t.empo di pa<·c; ~) [<' mnrcie: 4) i cibi; i'l) le hf'vnncle: G) il cPlibato tant{) l'i~petto alla nar.ione, qnanto riRpctto all'indi,·idllo, comf' <·agionP o<·ea~ionalf' eli H!lllatti<': 7) l'nfTrr.ione dello . pirito e i sentimenti morali, <'lw <lerh·ano dalla l<>g-iRla7.-ion<' militrn·e: ~) i delitli e le prnr: !l) il metodo ,<li vita <lei Roldati di Jlllll'<', e lP malattir cui ~ono Rottorosti a p1·eferenza dei c:olclati di t<>nn ; 10) l '<>d twazione d<>g-li orfani. <' elci g-iontni 11<'' collegi mi litm•i. Formnto in tal gnif'la il soldato a.l la fatica, rù nlla 'i1·hì, può <>ntmr in <·nmpagna. f<:pprr·<'iò nella terza r:E'zionc • i e. pongono lr regole p<-'r minorm• il <l<'trl'ioramento drlla milizia. rhe na~C<' dagli avvrnimenti cl eHa g n<>n-a. rio(•: 1) <la gli. n<·<'ampamenti; 2) dagli n~~r<H: ~) clnlle hattaglie: 4) dalla tumulazione inf€'mpe~tiva de' (';Hl<l V C'l'i.

«La <Jllfll'ta sezione ahln·accia ht polizia nPgli ~"<pròali: oggetto doppiament<• int(>r('~sante. <' per allontnnm·p mo1tC:' cagioni mol'ho~<'. ebe ac·crescono il pe~gioram('nto d<>i mnlati. r per drdm·re <lallc> mn1utti<> dr' !'ìOI<lati utili nozioni per ifWevenirl<'. B ctninci in


-387distinti ('avitoli tratta~i: l) (lrl1n lol'O sitnnzione. forma, e intr1·nn, <>conomia.; :?) <lell'infezionr e dei mezzi di pr<>venirla; 3) deill 'utilità d t'Ile storie dt•lle malattie, e <lclnwtodo di·com p i lare le li:ste mort narit•. « Il 1<>1 toJ'<' giudizioso qH'onunderà. se con qnrste mie fati<' be. aVTÒ in qnnl<'llc modo conh·ilmito a migliorar la sorte di qucll~L parte eli ~oci<>l<'t , più merite,·olP d<'lle connmi premure ».

* * * Ript·t>ntlendo ora l'espo:o<izione somrna1·ia dell'organizzazione sa. nitaria militare nel >eochio P iemonte, è da l'iconlare, <:he, sin dal principio <l<•l ~e<'olo ).'\'II, i Heali eli Sa>oia ehbN·o sempre al loro );ernzio, Nl anche [:>er quello ~anitario delle t1·nppe. nwdici c chi · rnrghi di ya.l<we, tra i qna.U nkuni Ai {listin!-lero prr alte caJ•icl1e nohill mente so!'i(('nute, altri j)<'l' i 111portanti opet·e scicntifkht• o ~Wl' in!'egnamento llllÌH'I·sitario impartito. Fra i tnuli, <'iteremo Viucenzo :\falacat·m•. eli Salnzzo. analomko insi~ne, <'11e in!'e~nò p('r 2:1 anni t•hirurgin nrll'At('ne-o padm·ano f' fu due volt<> al Rcrvizio mililare in Piemont<>, prima come rllil·m·g-o ma~~iot·<' <l<>l1e g-uardiP, poi <l<> Ila ci t tad<~11:t eli Torino; Pjctl-o PN'<'notti, eli Ci~liano Yet·<·PllN;e. d1c nrl 1788 pnhh1i<·ò 1m t·ratta1o ~ulln cura. rl('lllp infe:doni vPnt-reP r ~1Ill'uso de'l met·<·nrio; G .•\ udib<>t·ti. di Yillnf1·anca. >ÌCC·pre~idente <lell'Accad<>mia delle Rdenz('; <1. Yrstatr<llli. eli Hi>a di Cllie1·i <'<'C. Dnrante la <·ampa~na contro la Ft·n D<'ia <l C'l 17!12-1796. <'~H' C'hhe fra i più <·rllminanti cpiRo<li l'e1·oica c1ifeRa <l<'lla R:n'de~na. fmono impi antati Ya J·i ORpt'dn1i J·Pali e ,·olanti, Mlla. rapacità ili r500 lrtti circa cimwnno, <·on p<•rRonn l<' fiAAO; ad ogni 'l'<'g"ginwnto fn di.st·l'i· llllita in nolaziouP nna ea.~Ra <li nwòicinali <'Cl nn a battct'in, da cucina JWr jJ ~erYizio •le~li infermi. Nl alla clirezionr eH d<'tti .stahilimrnti Ranital'i fm·ono <lf'stinnti lnol!otrtwnti ('Olonn<>lli. In compl<>R~o . .si allel'ltirono :l100 letti. o1hf' ::l000 ili ri.setvn. Yrnnl."ro poi coRtitniti anchr all'interno .flepo.siti <li <'OnYa1r~fln7.n . .sni f(nali ernno .sgom· hemti i cl ituc>AAi claill 'o.AI))Nln l c-. C'llkmgo h1 <'flpo (lel1 'e$erdto fn no· minato O. TRnard i, da Fos!<lnno. ahiliRRimo opf'l'atorr Nl nno òri pl'imi a pralkm·e i1 ta::rlio rf'tto-wF:cical<> n<>ll'f'Rtl·azionP òelln pif'tra. L'anno 17!lB (> òa !':Pgn;1lfll'e ne::rli nnnnli cl<'l Corpo sanitario. poiclt~. <>on R<>::rio Yig1i('tto fl<>1l 'R gennaio. v<>nnP ronceF~o::a per la prim a Yolta al d1hur~o g<>n<>rnl<> òeH'nrmatn <'Ò ni chirurghi maggiot'i {lei <'OI·pi una tmifm·m<>; r<1 inoltre il p1·imo f11 pareg::riato Hl lno::rot<>nrnt<• di fnnteria. <>d i ~<'<'onòi furono <'fJniparati ni Rottot('-


-

388 -

nenti~ investAmdoli, t'ispetto alJa, tru[ppa. dell'autorità dei ·tispettiYi gradi. L'uniforme >enne cosi ~tabilita: giustacorpo di panno celeste, foclf'ra scarlatta; mateloUc) colletto, manopole nere, sottove~te e <'ailz.oni scarlatti (fig. 100). 'J1ale conces!';ione fu ottenuta dal chi rurgo genPrale flell'escrdto GiusE'JPpe Reyneri, d~ Torino. che godeva la fi ducikl illimitata [di Vittor·io Amedeo III. Come interessante documento storico, riprodtlciarno il Regio Viglioetto sottoscritto da quest{) !Sovrano, pel quale Yeniva accordata ai chiru l'ghi milital'i !"uniforme c l'equiparazione dci gradi : «All'Ufficio Generale del s~ldo. ll chirurgo g·ene1·ale <lelle nostre armate ci ha supplicati, a nome anche dei <·hil·mghi maggiori dci diversi reggimenti di fanteria e di cavalleria e dragoni n,l nostr{) Rervizio, di fre giarsi d'un'uniforme militare, <'ome si pt'atica nelle truiPpe delle altre potenze e pa1·ticolarmente netlle am;triache, di cui bavvi in oggi nei nostri Stati un Co11po !=;Ul piede di ausilia 1·io. Ed essendod noi degn:-Lti d'adel'ire a tali supplicazioni, non . alamente abbiamo assegnato così al chirurgo genet·alf' d'armata come ai chil>'ig. 100 - Uniforme di chirurgo t·urghi maggiori, l'uniforme delineamilitare nell'esercito Ili ViLtorio ta nel m{)dello elle vi facciamo traAmedeo Hl (179!l). smt'ttcre in~ieme a.l presente dalla Segretm·ia nostra di gueN'a, ma ci siamo pure di~osti di C{)nferir loro. come fa<'ciamo per particolari nostre occasioni - ail!Primo de pre rogative (li. luogotenente - ed agli altri quelle di sottotenentc di fanteria, all'{)ggetto che po sano essere auto-rizzati, negli ospedali militari verso i bassi ufficiali e soldati. Vi pBJrtecipiamo C<'C .... , e tpreghiamo il Signore che vi conservi. Dato a Torino, U 8 gennaio 1793. VITTORIO AMEDEO !TI >>.


-389In seguito, con un ·ordinanza Ile! JO marzo 1795, fu pubblicato lm reg()lamento sul senizio degli osp<'daJi di gnN'ra c sugli obfiligbi del p et'SOI1alc sanital'io nclòettoYi. Dopo il brevissimo regno di Carlo Emanuele IY (1796-1798) e d m·ante il pm·iodo rlella dominazione dei F•I'ancesi in Piemonte (17!"lc-J814) , ~i organizzò con !':U:fficiente cura il ser>izio l'<auitario ncll'e~<·rcito , assegnandovi pel'sonnle numf'J·oso e adalta.nclo ad os1peda li milital'i. i migliori Nlifici della capitale. A Tol'ino il maggior n nm.<>ro di luoghi di cura fu <·oncentrato in <·ittà; Sll<'<'e~!':iYam<>nte si occuparono tpoi ancht> alcuni fa hbrkati in )Jonca l ieri, noncbf> la Ot>l'· to. a di Collegno, nella quale fu affidata ai monaci l'as~is;tcnza degli infermi. Ern ~tnto inoltrt• ptep:u-ato un progetto di l'iorClinamcnto degli Ol'<prdali milital'i in tutto il "Pi<>monte; ma non viRi Cliede esecuzione, el'<s<'ndo stati aholiti gH stabilimenti ~nnitnri milit~wi, per decreto consolare drl gt>n naio 180~. J l'<Oldati ammalati fm·ono da allora in 1poi cnrati H<>g.li osprdali dvili. Si <·ons<>rvò tpe-rò l·ospedal(• milit:ne òi .\les. anòl'ia. <>rl in seguito si all<'~ti llll altro lnogo di <'lll'a, n Mon<'ali<>ri. Più tar(li. n<'l 1814. $:l intl•apr<'Re l'impi :mto <li nuovi ospedali in Torino, nno n<>l <'ollegio cle!llP pronnci<' e l'altro nel quarti<•t·(• R. Daniele. N<>l 1ROO fn i8tituito ancora nn grand<' ospizio hl }fon<'<mi~io, <'11<' dm·e•a ~<>nir<> come luogo òi tappa pet' le numerose truppe che Ya licavnno le A lpi. Vi ~i nggiun~e nn osprònlP, al qna.l<> vPnivano. inviati i <'On•nle~enti. e eh<' serviYa (l'in•<>rno per i l'<OCCorsi ò'nr~enza, ai militari congr1nii ed nF<~i<'lel'ati. C'nse <'li dcovero, con idenlicn fnnzionc, vrnne1·o ancorn impiantate al 8<>mpione, a] Piccdlo R Bei·nardo. al )Jonginena r al <'olle (li Ten{l::~.

TI. -

I RER\'IZI !U~TI'.\RI :'\HLI'l'.\RI NEL REG NO DI RARI>EG~A .

Dm·ant<> il r~gno di Yittol'io "Emanuele I (1, 14-1. :?J), il sernzio sanitario fn oggetto eli pal'ticoJari c ure. eh<> portarono a n llove modifkazioni e miglioramenti. L'a sistenza clrgli ammnlaO fu gPne-rallll<'nte deferita ai chirurghi dPi cot·pi ed al per~onal<' degli ospedali d vili ; s;oltanto H<>i p l'eRi eH p i t) importn n ti, <'011 dispos;i zione òcll'll lnglio J < 17, furono annes~i a que. ti O!\li)edali reparti s pedali tper militari. generalmente etcòitnti (lal1a dominazione francese. Snc·


-

3!)0-

ccssi-ramente, col 1·egolamt•nto 23 agol:ìto lc:22. ,·ennc1·o i~lituiti gli ospeclaJi ,reggilllentaJi. corrispondeHli alJ<> nostre infermerie di corpo. Alcuni rep;u-ti dell' Ese1·('ito awnmo spt-'<!iali p1·iyllegi : pt'r e!'ìempio, le Guardie del Cor1po e1·ano rkoYeratc negli ospedali dell'Ordine dei SK Maurir.io e Lazzaro. Yenne1·o purE" riapPJ·t<• a bt>JH'Ii· cio dci militari le terme <li ..\equi e di. Yinnàio. e l'ammissionf' , la cura e la di~iplinn in qtwsti stabilimenti furono regolate da nuove nornw. Chlr·mg-o genemle dell'armala in qnesto periodo fn il dott. L. Balladni, di Bobbio. p1·eside del Collegio ~hirm·gko toriltesf'. A titolo di curiosità, l'ÌCoJ·deremo che in {1uell'epoea gli aHsegni del ~hirurgo maggiore di l'('g~inwnto erano d i li l'e J ~00 an n ne, qu<>lli di chirUl'gO maggio1·e di bnttaglione di lire H00 (' qnclJi di chinugo in s~onda di lire GOO. più il <liri! to :Hl nn n l'ftzione pmt{' JWl'

cia.....<:euno. E n•niamo CO!<Ì al regno di ('ar]o Alb€'-rto (1<31-1&:1:9). <lnPante il quale il fmudonamento <lel sl'rdzio snnHm·io <;nhì l'adi<'ali 1•d importanti dforme. Ba quc)4to magnanimo Mon;l!'ca {'hP il ('Ol1JW i':tnit:nio militar·e deve l'inizio fiorente <'li un'or~anizzazion<> sdeutifi<'<l <" militàJ'(•. Pt·P· Bftg-·o flell'alta. missione>, alla qual<> lo •· 1d:uunvnno i dP~tini d'ftalia, il Gt•nn Re l'h~oJsp nel 1R1l tnttr lr xpv <'111'<' :rg-li Ol'dinamenli dt'l· l'Eset·cito. il q naie. ri<·co di nobili 1J';l<lizioni e <·ostituilo (la ri P· . mE'nti l'ohusti. per la ma~gi<w pnt•tf:> ii razza alpina, pc>t' la po~i · zione gE'og1·afiea d<>l Piemonl<' -era :;:tntfl coinvolto in quasi tuttf' le a. prE' ~ont~e b·a, R1pagna. l'i'I·ntl<'ift ('(i J m:r,pr•o. offrrndo in ogni dr <'o:;:tanza pt·on• tli in<lubhio nllor<>. nm•antp l<' guene d<>lla l'ivolmdon<> fran<'<'. <' e nrupoleonÌ<']H>, J'esct·cito sa r·do era stato ·incorpomto a quello ft·an<'<'~"<'. seguendonE' le va l'i<' Yi<·<>n(l<'; c <lopo In J·estaurazion<' flJl(lù g1·anntamente ricostituenclosi p<'l' medio sp~i;1lm<>nt<> òi Rr C'ado .\lhet·to pct' pl'epn·earsi alla prima <·nrnpngnn dell'indipendenza italinnn. l~ nella sua opet·a. tli ricos1itm~ionP <' di r·im10\'flm('nto il Oo\'('rno 110n òi · ml'nticò lE' istituzioni ~anitn1·ir. clf'llp qunli gl'ttò ~ap i<>ntl'mC'n tl' ll' primE> ~olicl(' ha!'i <·on J'impinnto eli Oi'<p<'dali militnt·i cliYi~ionnli, in ~o:;:titnziort(' <li qn<'lli t·f'g-g-im('ntali. non :;:o]o p<'l' 1111a mhdior<> <'lll'a òri militnri inf<'l'mi, ma anch<' pr1· una ma::rg·im'P i~1ruzi0ll<' trcni<'a (]C'l p<>r~onal(' a<lclrfto. I~t i lnì inoltri' mr f'omdglio snperiot;-e •li ~n ­ nità; ~ur·ò l'oi·dinmu<>nto rpiù f3ZÌ01l<11P ò<'lln ('<llTÌ<'l'fl dri meòki


-391mililari, nella q n al e pot<.'v:mo pl'ogrP<lire media n te <'!'l alli P tli concor~o solo i muniti d<• li a doppia laurea ruediea e chirnrgica; stabill

diYii'ia militm·c, conccclcnclo al personale sanitario 1'assimilazioJW ai gntcli dell 'c~ercito; c finalmente emanò un regolamento ~o<ul ioiPJ'\'izio s:witario, c he, modificato ,c l'iloccalo pure nel le ci'lsen~dali di. posizioni, rimase in Yigorc per <:i rea un quarantennio. Per quanto J·igunrda l'oSip<•<laJiz;mziouc ùell<> truppe, l('~ da l'korùare <'he <'on . onann dispo!:'izione del :?± <lkP111hre l ~'U fu l'ono aboliti gli 8JH'dali rrgf!imenta f i (' sostituiti <la quelli ditisionali) lf)l'CSSO i qua 1i il seni zio era d i~-;impcg-nni o da i t o. i <letti mcdiei di lJ)l'eRiùio, che ernno mecli<-i ch·ili awentir.i. nssunti in se1·vizio con s,peciali <·onYcnzioni pt·<•sso l<• ~ingol<' guat·nig-ioni. P <>r una mi~liort• organizzazionf' dci R<'lTizi ~anit~u·i e IPCI' ben <·oordinarn<• i \'ari rami. l'n <·mdilnito <·on H!'g-io \'igliPHo Ò('l 22 di <·embre 18:t? nn Con~i~lio HUIP<'l'iOl·e <li !':anHà militai'<', d<'l quale <•rano chiamati a far partP: il lllP<lico ~enrralc d'nl'matn . <'Oltle prci'iclf'Jite; il dJil·mgo ~en<>rnle d'armata. <'ome vice-pr('SÌÒ<'nte; jJ medko i~p<'tlorP, il chirurgo iSfp<•Hore. conw membri.; un l'IP~ I'ehtrio (medko chirurgo <li 1• cla~se), il chirm·go in !;€'COnda d'armnta <' un dJimi<-o-ftll'Ul<l<'<'utico. in qualitù <li membri stram·clinnd. Il doli. Oillio fn il pl'imo JH'~id<>nte cl<>l ('onsi~!lio l'llperiot•e di sanità . Na'to nel 1762, fu nn<-lw p1·P~idC' òPIIn.. Fn<'oltiì meclka Jl('ll'l .,.nin'J':·dtà <li Tol'ino. XellHl+ fn nominato nwdico della cittaclplln (leUn capitn.Je, 11<'1 lRI!'l Ì!'J)C'tior<' gPnC'I'ale <l<>gli o!'>p<'<lali militari e nf'l 1. 36 mPdko g<'n<'rale. TPnnc la carica eli p1·csidrnte p!'r un d ecennio . (lnl 18~:! a[ 1&-J-2. Il f'onsig-lio snpC'TÌOJ·C' aveva 1'alla ~ot'reg1ianzn cl<'l !'N'vizio ~anitario militn1·(', tm1to IPCI' l'E~crci1o d•e per In )lal'ina, P, fra lr nllr~ mnnsioni. l'ohbli!!o Ili isppzionare nlmPno chw YoltP l'anno gli ospednli <liYisionali. .\1 kno fo1·marsi f'hh!' altJ·<•sì il compito Ml l'anuolaii1C'I1to <1<>1 ]Wl'!'Oll<\]P <' 1li YÌ!!ilal'<' sulla ~un istnlZione (p<•nira. {li prepn·rm·<> ]Wl' il i'<'J'Yi:do l'lanit:H'io in p~WP nn l'Pg-ola mento f' fJ)<'r il l<'mpo <li gn('rl'n un JWOgP11o eli 111ohilitazionC', nel qual<' fo~~c· compreso il s('rvizio d'nmbulanza <li prima linPa <' (]nello <lPg-li Ol':JWilali <li . N·oncln <' tPl'za liJwa. oltre nll'hdituzionr <li un d<>pm;ito <:rnt,ralc> eli mat<'J·ia1P !';tnitnl'io c <li mNlidnnli. P1·a ](' moltC' hen('m('rC'nze <l<>l mngnnnimo Re Yf'l'i'IO l<> 11o~trr istit11zioni !'anital'ie. Ni clf'n> tkot·llnr<' ('h<' <·on R<>g-io Yig-li<>llo d(>J 2G J1lilrzo 1833, ai nw1lki ll<>l l' Ps<'rrito YPnne conce~sa l 'n!':similatnUL


-392zione ai gradi militari per sovrana grazia « per far frui,r e, secondo la mente del legi ·latore, gli ufficiali medici de1le preL·ogative ouoritiche e dei nmtap;gi a<·<·ordati a~ li altri ufficiali militari, , cuz'altra competenza, però, tra i grndi militari e l'Uni t a l'i )). Però Ilon fu rono anco1·a costituiti i ruoli m·gn.nici del co1'po, ed i medici di tpre~ddio, quantunque effettivamente fossero in servizio permanente, nondimeno er ano ancora conlllidcl·ati come :tv,•emlzi. Coll'editto d{'] 183.3 ,·pnne inolt t·e i~tit nito in Pi<>mont(• un corpo di 100 alli<>vi meclici mitJital'i, formato da giovani studenti di medicina, che, dopo :t\eL·e ottenuto il titolo (li hac<·elUcr<'. eJ·ano a~F>e ­ gnati agli ospedali divi. ionali di Tot·ino, di Genova, e più tardi anch<' a quello di Cagliari, ow rkeve\ano <lai chit•urghi e me<licl addetti. ripetiziÒni ed in.sC'gn:nnPnti di anatomia, <li operazioni <'hh·nrgichc ·ed iRi.ru;doni flUi ·regolamenti del servizio l'ianitario milit:u·c, f1·eqnentando ('Ontrmporaneamente i corsi delle rij:;pettiv{' Univer~ità. Conseguita la lanrea, es~i. erano nomin:tti medici e chirurglli in seconda: <' ~ i pnò ben dire PbP l'i~tit nzione di qne~to co1·po <li a1llievi preluélia~~e già, a di~tanza di mezzo Re-Colo, alla fondazion<' <lcll'{l1tllale Rcuola di applkazione di !llanità militare in Firem~e. f'on sovmno pronc-dhnento del 4 g-ingno 1~:13 furono completamente riorganizzati il JWrsona le ~nnital'io e gli r;tabilim{'nti di c11ra e fu emanato un nuovo l'egolamento <'Onten<>nte le norme ordinative e l'egolamental'i circa il ~ervizio, la di~iplina (' l 'a.mm:ini!'lh·azione degli o~pedali (militari. Il se1·-rizio ~anitario. secondo i nuoYi pronredimf'IJt.i, veniYH di~impeg-nat.o: n) ·dagli OStP<'· dali militari òi\i~ionali; b) dagli OS]WdHli ch·ili, nc('nrsnH ai militm•i: <') dagli ospedali •reg-giruenlali ancora eRistenti; d) dalle infel·ruerip militari <l ei vm·i corpj e pre~icli. Gli ospedali fnrono posti t:;otio la clil·ettn. sorveg:lianza. in ogni capoluogo di divi. ione, di nna ginntn. sanitaria militare, COIDIPO· sta, da colonnE'Hi del presidio e presieduta (lal governat01-e, che a.veva. ingel'enze mnminiM·ratiw <' diF>dplinari. Il vitto negli ospe· dali era cont•l'olinto ogni g-iorno éla nn nfil<'iale d'ij:;pezione clrlla gnarnigion <'. _Tegli osp('dali p1·estavano Reni?:io medid e chirurg-hi dei conpi òCil presidio e vi erano <•omandati in moclo perman entf', ('{! anche a tnTno, i <'11irm•ghi dPi ('Orpi ~(l i mE'di<'i n pplicn ti. .\11 'asF>i~tenza èlegli nmma1ati atten(levnno gli inff>l'miC'ri. NPll'o pedalC' militare di Torino, per altro, inYf'C{' eh<' a(l infermi eri. il servizio delle Rn~e


-393degli amm::~Jlali, della guanla1·oba, della dispensa, ·e della cucina fu esclusivamente affidato alle ~uore di cariUb di S. Vincenzo de' Paoli, e negli anni seguenti, anche negli altl'i ospedali vennero. poco alla volta, sostituite le "'uore agli infermieri. Nel J ~4, per assicm·a1·r l'a~sistenza sanita:ria ~i militari (:be andava.no e venivano dalla HaYoia al Picmonf<>, venne stabilito un posto di ml'dicar.ione con Ull chirurgo maggiore al )!oncenisio. Con Hegio Ylglirtto dPl 24- fo;Pttcmbre lS:~u, venne estesa. anche al R egno di Ra1·1legna l"il'lt i t nzione d<'gli oRpt>clali militari divi~io · nali e de11c infE>rmeric pr<'~i<li:nh'. ~('('ondo le norme date per la terraferma: <> pE>rdò il P gPnuaio J 37 fn iRtih1ito in C'agliari un o. pedale militar<> 11idsionalP eli 2' classe. Il 18 luglio 1R38 Ycnnr p11hblkato ill llliOVO codice farltl:t~en · tico milit::n·c, <'ompilato a tm·n dt>l C'onRiglio f'>nperiore di sanità. Contemporaneamente, si fec<> obbligo agli ufficiali medici di dct· tare in lingua italiana. e ~<>nza ahhrenazione. l<> ricet1e m<'<tichc. Con ordinanza dell']] <lk<>mhrc 183, . il C'on~igho !'IUp E'rior<' di 8anità fn <'Osi ridotto : nn merli<'o gE'n<'1·a l<> d' armata: nn chi · l'urgo ispe((ol'C c un seg-retm•io. Ri IP1'<'8el'iss;c pure, nelllo stesso n nn o, che i clti1·m·ghi in <'npo degli ospN1n li dow~~ero svolg-ere nel periodo im'<'l'nalc 1m <'oJ·so di e~ercitazioni :mntomichf' e di Ol})e· rnzioni di nlta <·hi1·urgia. <'d imparth·E' inoltr<' lrzioni feorico ·pra· ti<'hr sul sc1Tizio l':anitm·io milita t'E' in pace (>Ò in guerra. Bra no <'omandati a frf'qnenta re q tH•sti <'Or~i di J)<'rfrzionamento tutti i <'hirurgM mnggiori in s<'Concln r gli nllii'Yi : l'alta direzione del · l'in~egnnm ento Y('nne :tffiflntn rtl ('onsiglio RtlpPriore. Per dimosh<W<' sempre più l "ntilità dell'istituzione di quE>sto rnte direttivo, ~i Pmannrono il JR lug-l io 1843 nlcnne modi1knzioni all"oròinnmrnto del Consiglio tesso. in mo•lo che !pOtessE' meg-lio adempire nllr propriE> in<·omhE>nzr. \ ennl' prrdò <'Ostituito da nn presidente. Pq11iparato al grnno eli lnogot<'n<'ntr colonnelllo, com · pe ff>nte {li mrdkinn r (li <'hirmgia. da dnP iRprttori (maggiori ), quatt·r o comdglir1·i ordinari (mnggiori : dnc pN' la, medidna E' due per In. chil'm·gin). dn nn consiglirrr <'himi('o. fnrma<'f'ntico t> cla nn RE'gi·<' tario. Ed ~ln<' hr per qnrsto organo dil·rtti'o \E'nn c sta hilita nna di,isa. AllP S:Nlntr flpl f'onsiglio. <'hP <'onsf'rYù ln sNle in Torino. tOO· tevano intrrwn il·P, cl'orclinP flrl )fjnistPro (lf'lln gnerr·a. i medici in cnpo fli s:nlità, rlrgli osprrlnli miHtfl.ri. Oli ispettori ehhrro la


-394soneglianza su tutti gli Ntaùilirncnti sanitar·i del Uegu o. ed in gueuu, pt'C1S~So l<' tl'nppc mouilita,tp an•vano il grado c la funzione di medici di Ranità in eapo.

* * * Con Regio ·\'iglietto {l<•l l O agosto 1S4-1, Re C':u·lo Alber to emanò nnov<' nomw [)cr· l'ammissione e l'avar1zamento d<'l per~o­ na le sani l ari o e <·o n Regio l>eneto del :> settembn' 184:~, JH'omulgò ulleriori konani pr·on<•dhrwnti 1·Platid al servizio 1-nnitario mi litare, sia. i11 ,ralppo1·to alJe paghe <'d alle promozioni che alla ri t})artizionc d<'i m('(lid nelle (liwl'se guarnigioni P <:Ot)pi (li tr·nppa Pd ul1e loro diYise. R<'"e ohbligatol'ia ai <·hirnrglli militnri la laurea in ambedue lE' facoltù. 1p er potpr <·on<·or·ret·P ag-li psami di anwzamento, !JH' imo ed importantissimo pr·ovYcdimellto pN· l'mrifkazion<' d ('Il p<'l'SOtUtl<' e del serYizio. ~\ boll i mcdid <li JH'('I·ddio, d1c r·im:r ~rt·o in cnri<-a solo nella R:n·dc>::rnn , uwntrP stabm che in tu tte le altr<' guamig-ioni. man mano chP i posti ..-:i r·c>Jldemno Ya<'anti. ilo>E'N!';eJ·o, di r~gola. CI'Sere Rosi ituiti <·on meflici di tarriera. Tn tal modo Yenne <'ostitnito il JWimo nudro d el f'OI'po sanitn do militari>, formnto hensl da. ur<•dki ch·ili. ma aventi un or~a­ ni<•o 1listinto e <'On una regolare <·;u!'iera. In qnffita "na prima. fMmazionr il quadro or·~anko del ('m·po :-:anitm·io piemont<>Re f n co~tit nito d:1 : 3 nwdki in eapo; 4 me(l ici d i 1·' claF<se: 4 medici <l i 2• cla::;Ae e ~ mediri a~ginnti. Yi erallo inoltre: 7 <'11knrghi iu Nlrpo: ~O chirur!.!'hi mag~iori: ::l7 rhirnrghi maggiori in se<'ond n òi J" <'laAAe: !"iJ dlirurglli wa~giol'i in -.ecomla òi :_?• <·'laAA<' e 24 al lirn cleJ f'or·po "anilario milihn·e. <·he fnrono .nsArgnafi agli ORpednH (li Tm·ino (14). OenoYa (6) e f'n~linri (-!). Tutto il pC'l'Aonnle AHnifario er·n ripar·tito fr•;1 i Yari corpi t> gli ~pe<lali. Ad ogni rE-ggimento gTnnatieri furono de.·tinnti 4 cbi •rllr~hi. a da. rnn rp~::rimento òi fantc1·ia 3. a f(ncl1o 7.appato1·i 1, n l bnttnulim1c fr·mwhi <'ac<"iatori 1. al ('oJ·po 1·cal<' d'art iglier·ia -t. a d ogni l'<'~~imento di <'aYa lleria B. Xuow <li. posizioni ]Wr Ì'] .('or·po Rallitm·io miJitf!I'(' fnron o emanate <·on rlP<'reto òc>l 1!3 ma~~io J~t~ dnl P l'in<'ipe En~enio ili Rnvoi11 f'nr•ig-nano. lno~ott>nrntP ~enrrnlc>. l'i fl<'tt -e nti pr·inri,pnlmente Je pa~h<'. la (]iYi~a. l'a"~imilazionr al ~raclo, mn che non apportnrono noteYoli. ~o~tanr.iali mntamenti.


-

a95-

.\d ogni ospedale fu inoltr<' assegnato un numero indetermin ato di medici applkati b1 ~opr·mmuniero, senza stipendio, aspiI·an ti alla cai·J·im·<\J nel Corpo .~m1ital'io militat·e, e ipCr'l<ìonale sanit a rio <'Olllandato dai corpi, che conconeva per tm·no wl servizio n ei vm·i reparti <l eli 'ospcd}llc <l el presidio. Il 16 sette:m h re 1848 fu i::;titnilo un co1·po d'infermiel'i militari, presso l'armata. l})er il sen ·izio deg'li ospedali. c dcll<> amlmlan7R. Le sue compagni<> furono dpartitc in ·r agione di una. per cia~cmw. divisione del corpo d 'el-4<'1'<·ito, compt'Nla la divisiouP <li riserva; le compagnie poi furono <livi~e in due plotoni (Jidottoni) con a ca1po un ~ottotenente ed alla loro Yolta sufldh·isi in quattro "qna(ll'e, comandate ognuna d a un ~-<ergente, <'in otto mez7~ :sqna.d re, agli ordini da!«.·mw di un {'a pomlP. rn sottot<'HPnte, p1·iyo eli comando di plotone. doveva a tt.endcr·c nlln. dil'<'zioue contabile ed amudniRtrntint dcll'ambnlan za presso cia~·nna diYision<>. Le sqnadre <l<'stinate pr<>sso i <'orpi C'ombattenti. durante la hattng-lia, marciavano dif'tro le <·olonn<> 1per· ~<'OCCOITf're e t·a~coglierc i fet·iti <' <>al'icarli fil.li cM·l'i <l'ambulanza, a 2 <!d a 4 l'tlOtc, che :;eguiYano lf' truppe ~econdo ~li ordini imp;trtiti dai mP<lici ('api. R i nfm·zati da ~quadrc tratf<' dalle Yarie <·ompagnif', gli uomini aclil<'tti allo Rtato )Jaggiore att<>ncleYano inn'<'e c~l11~h·amcnte al ~ervh:io pl'P!'i~O gli Ol-:pedali eli ~a linea. T1 l'Cgolamt'll(O del 28 llOVPlllbre 1~1 R. pubbli<'ato (lopo l'll·l'· mi~tizio RalaRco rlt'lla prima <·ampagna dell'indipenò<>nza ltalinna, pr<>S<'J· i~~f' il .scgnen t P onlinanwn t o in tempo <li gn<>rra : a mbulanzc (li\'i~ionali. ospeclali miUtm·i temporanei di P. 2" e :l• dassf', di li nea, r nf'lle r<>h·ovie ospeclali g-<'nerali <' . p<'<'iali, e, quali !':ttssi<linrL Oi'lp<>dali divi~ionn1i tf'J'l'itOl'iali. cl<•llt> fm;tf'zze e dvi1i. nondt ~ depo~iti cli convaleS<·<>nz.a. Ri pt·e,' ide 1nrr<> l'eventunl<' impianto di spf'(·iali lnoghi di <'ma per il rkovt>ro (]egli ~abbiosi e dci r.;ifilitiri. L<' nnità !':an il n1·i<> .rli pr·ima lilH'll. o~N i n lr aruhn lnnze, erano <'ostit nite al ~c>gtlito fl0l1 'rF<:errito P nt> F<:f'guivano tnt ti i movimf'nti, allo . <·~Jo di tprestal'(~ i pt·imi occo1·si a i militari f<>l'iti o caduti i mpron·isanwntr ammalati. Et'nt10 dotnfp ili 6 <'nl'ri per il trasporto <l<>gli i nfpr·m i. fli G <'N< l<' ]Wl' meflki n ali. 2 <'fl~srf t e per amputn?.ioni p 10 :~.aini rl i snnii:ì. Oli o~pNlnli tl i pri mn linea erano i m pi;~nhdi. in ('::t o eli gnena, n<l opportnni illterYa1li fl'H <li loro e dagli o~pt><lali g-Pn<>l'a li. a ~a!! lioni nell<> r<>tro•i e P sui fianchi cl<'i


-396 ·reparti combattenti, sì in 1paese nemico cbe nello Stato, per J•iroverare i malati e fer iti e riceverne i convogli, pro\'cnienti tanto dalle am bulanze che dagli ospedali provvisol'i di ~prima linea. ~el ca.so 1poi di opcl'azioni entro i confini (kllo Stato, gli OF\pcdali di divi. ione, con~=;iderati quali o pPdali di linea, dovevano <'F\se1·e, all'inizio dc:Jla ca mpagna, couYenlPntementc ampliati. · Gli o~peàali spedali, quando 1<> e!'igenr.e tattiche lo permetteYano, erano impiantati nell'interno d<>l paes<', disco~ti (! all'armata, in luogo ada !t o fPcr tl·aspm·tnrvl i frl'iti proveniC'nti da~li ospedali di linea, in posizione wotct t a c sicura dalle so t'prese nemiche. Quando le località o le distanze lo consC'ntinmo. gli ospedali di divisione tencvan luogo <li ospecln.Ji genC't'nlli. I medici in capo <·ostitnh·n no prc. so rintencl<'nt<' g<'nerale (]'::n·mata, P .Rotto In, IPl'<'~ i d<'nza ·<li e.c:::so. un C'omitnto con l<' «tesse attl·ibuzioni del Consiglio F\npel'iore di ~nniti\, milita.t·e. All'inizio cl cl rC'gno di Yittoric: Emanut>le JT , con orclinamx.l dcll'll l nglio J8:)0, per n.ll<'vim·e il] SNTir.io dei comandi 11i òi vi~=;iotw. il )liniAt<>ro della gu<'rrn <l<'tt>rminò di esonerarli dn1la dir<'r.ione cleg'li o~pe<lali mi l il ari. r pre~eris~<' cb t> t a le incarico W'· ni~F\<' afn<lato an uno dei mag-giori g-enernli <'om.nndanti <li b1·ig-ata. reF:id€'nti nel capoluogo ò i <lh·i~ion<', sn dt>signn;r,ione d<>l comandanfP ~n .ctixiAionc flif>~Ra.

* * ~:· Con R. Decreto del 30 ottobr~ 18.50, cominda nna nuova er·a, per il nostro Corpo : come abbiamo accennato, pl'ima di quell'epoca il sc1'vizio sanitario ll <>l l'f~scl·cito <>ra {liRtinto in due ra.mi: medko e cllirurg-ico. Yi <'rano cioè i mcdid e i chirurghi, ma non esistevano mecl ici ·C'hiru rgl1i. Già fin dal 181~. come si P c'letto, un sov.rano pr ovvedimento aYeva IPI'escl'itto eh<' dal 1° g<•nnaio J, 4G ne!'~ nn ~h irurgo mag-giore di 2.. clnR~e poteRRe ~serC' amme~so agli esami eli avanzamento per la promor.ion<" a chirur go (]i 1.. SC' non fo~~e mnnito della òo.pp ia laurea. 1\fa, se la più gmn parte de~li nffidali <li sanità Y<'nne ad :tYere CORÌ nominnlmente l n dupli<'<' q11 :1 liti\ eli nte<lico <' di rhirm·go, n eRF\uno poi l 'ayeva effettinnn<:'n te, poklH.., l'ol'ganizznzione <lel R('rvizio cd i quadri stessi del Corp o continua1·ono a portar<> una n<>tta clistin-


-

3!)7-

zionc: il servizio presso i reparti di tl·uppa. era disimpegnato com· pletamen te dai chh·urgbi, mentre agli ospedali erano addetti i me· dici e chirurghi. E inutilP aggiungere quanto que~ta netta distinzione di fon· zioni fo.s e tpregiudichevole al scrdzio ed a} decoro del Corpo sanita:l·io <' di quanto ostacolo fosRe al tperfpzionamento cuHnrale e scientifico dei medici militari. E. Ra inoltre manteneva un dualismo ed uno R1-ato di dil-lsicl io flSRai dannoRo fra i due l'ami del personale, alfettando i medici T"er"o i chirurghi una certa lal quale Sl.ljpcl·im·i t:ì, avamA) dell 'epoca in cui i chir·urghi dei Corpi erano scelti e Rtipen<liati direltamentP dai colonnelli, ed in cui chirur_go e fl<>botomo erano spesRo sinonimi. A ·r imediare a questo !'~lato di co!'e venne opportunament<> il nuovo Regolamento del 1850, del quale i p·rimi due articoli esclu· dono pr<'Cisamente òal Corpo sanitario militai'<' i muniti di una ola lamC'a, e rendono obbligatoria per l'ammiRsione la doppia laurea in medicina e chirm~in. Viene coRì definitiT"amcnte a bo· lita ogni diRtinzione fra perE<onale medico e cbil'urgko, e tutti gli ufficiali di Ranità aRsumono il nome di medici mi litnri. Con gli arti<'olj succ<'.::Rivi s-ono stabiliti ln ge·r:wchia, le clenominazioni deRunte dall<> v:uie nnH:\ co~tituenti l'"E-ser<'ito, gli ~ami di <'OD· corRo, p<'r l'ammi~~ion<> e pC'l' l'aYanzamento. l'uniforme, le com· pet<>nze, il o .s tato <' l'OJ·ganko del nuovo Co:npo, che 'risulta così composto. oltr(' i m<'mlwi del f'onc:iglio sup<'rior<> di ~aniif) · 3 m('dici divisionali di }a cJaq~c (a L. 3200) equiparati nl gr::~do ed al rango di maggiori 6 » » 2• » (a L. 2800) » » » » 16 ,. di r('ggim!'uto l" » (a L. 2400) » i> » <li capiLani 16 • » 2a » ta L. 2200) » » • » » 16 » » !l~ » (a L. 2000) >> » » » 56 » di battaglione l• » (a L. 1600) » » » di luogotenenti G6 » » 2• » (a L. 1300) » » » » Totali' 169.

TI pl'<'Sicl<'nte -òel f'onRiglio superiore a.vevn, il grado eqnipa· rato a colonn<' llo, l 'iRp<'ttor<' e il medico carpo a quello di luogotenente <'OlonncHo. La diYiRfl preRrritta fu la Rcguente : <'nrpppllo ron pennaccbio nero rie:ulcnt<>, tnnk::. eli panno tnrchino, <·OJ1 colletto e mo~trine ornati d: rknmi in nrg<'nto . r-condo i "ari gradi. cra>atta di Reta nera. p~lntaloni tlll'chini con hnnde in lana cHestrina., <'intul'ino con fel'mnglio portante lo s-temma <li Savoia, giberna contenE>nte


-398gli ~trumcnti ~hil·nrgici, con bandoliera in tessuto d'argento (fig. 101 ). A titolo di <'m·iosità, ricorderemo che i din•r si g1·adi degli uUkiali crauo indicati dni dcami dh·ersi del colletto, comu uemeute chiamati ùru:chette. Il pre~ideute ù('l Cou!'iwlio era <·ontr·as~egnato n~l coDeth; da tre bacdrctl<' continue ed nna qnnrta a fion•llini c ~tellett<• ~tac<·ate: gli L[)Cttori <>d il nwdko <·apoda 2 hac<·hette ed una terr.a a fìor<•11ini; il m<>di<'o divisionale dn una ha<:<:lt<'ita 1:'<1 uua lilla di fìo1·e1Jini e stellette; il nwùko di •r eggimento <la 2 bacehette; queNo di ha t tngliow• d::~ una !'ìola; il medico :tggiuuto da nn 'l-lernplic'l• cordoncino d'ar· gento :rnte-rio1·mentc. Vi el'a infine la ,qt·an mont m·o, (cap,pello <~on pcnnaechio), la rnonlllro orrli11aria (hassa teHutu c cappello sen-

za tpenua<'dtio), la piccoln montum (bassa

U•nuta (' hN·r<'tto). Hi rnt l'axa in cani era, in seguito a eoncorso, <·ol ~r·acfo di me<liei di battaglione di S<'<'OJHla c la. d', ed, nfPpena nominati. era JWescritto <li fare 11n tirocinio di alm<>no un anno pr·es~o gli <>SpPdali divisionali. per istruil'"li ~nl fnmdou:nrl<'nto dE'l senizio !'<a· uitario militare in pace ed in guerra. rendendo ohhligatoJ•io pN tutti l'eset·ci:do ~J;n·o· rniscuo della mNlidna e della chirurgia. 11 Consiglio SllpeJ'ioJ·(" di ~anità, non era ('Onsidcrato com<' facellte trarte del Corpo, essendo in facolti1 del Govet·no di nominare Fig. 101- Uniforme delP ufficiale medico nell'eil JH·e:-;icfentp e<l i suoi mcmhJ'i, ttaendoli da sercito 811rdo (18-19·1873). qualnnqHc <'aiegoria ~'ii<'JH•.~se più lù!pportuuo, nE>Jl'intP.J'<'Rse dt>!l se1·vizio: e la ~c€1lta pot,ev.a cad0re a.nch(• ft·a i mrdici civili, in particolar modo fra le più eminenti tpersonalit:ì ~dcntifìchP.

Bc1t l:.? :lrtkoli, <lPi R8 ,che compongono il regolamento, !oli <><' · (·npano clPl'l'ist l'll?.ion<' ·<l<>gJi 1rllicia li, per i quali sono p1·escri t t i corsi di iutegTnzion<> <·on esercitazioni tp ratiche e le?.ioni teoJ•kh<', la compilar.ion e di memor·ie cliniche. l'obbligo di riunioni ~SeiPJl ·


-399tifiche da, tenersi periodicamente presso gli ospedali ùivh;ionali. cht> ~i dotarono anche di bibliot(>(;hc. I!H'l' la maggiore istruzione del verl'Olla le.

* * * Questo nuovo ordinamento iìi dt>\'e ad Al<'l'SillHko Rlbcri, che fondatore ed instamatme del ·corpo sani tario militare italiano. :È perciò llll atto di d<n·ero. a rkonoS<:enza t·i e,·oc:u-e iu questo !':Ug"gio i"torko Ja Ilobill<' figurn di colui che è già conR<~c•·ato alla ~toria fra. i hc1wfatlol'i dell'muanitù. Ed il ri<'ordo delle sue <'lt>tte vhtù <li uomo e di -.denziato sarà per tutti uoi, e partkolarm<'nte per la nuova geuera;~,ione <li ufficiali nwdici, la iiammn L'H\'Yivnlrlce di nuore e più ft'<'Oll<l<' Cll<' l·gie . Alessandro Ribed (fig. 10:3) nacque il 2 aprile J7n(; da mt modesto g<'ometra r~grimcmmr<' in ::-ìtroppo, piccolo paese montano in quel di Cun<'o. Hi masl(l orfano di m:11l1·e in 1<'n('l'is~imn età,, ~-csc dai suoi monti ancora fan <:i ullo <' <·ompi i p l'imi st u<li di l et {ere C <li (ì]~ofia nel (·OlJegio Ili ~aJnzzo. Nel l HlO si t m sferì a 'rol'ino (' si inK<·rissr nella ftwoltà di rn ~dicina <' <•hirnrg-ia di (Jlwll'uniY<'rRità. Fin dal ))l'imo anno egli conseguì la nomina di alliP\"O intPt·no lwll'o:-pc•<lnle magg-iore •li R. CioYanni Bn tlista, ott('Jt('Hdo ~'<ll<'Cessiv:uuentc un posto di con \"ittore nel ('olJ<'g-io delle pro,rilwir. XPl IRl:), es~endosi ntlOYa mPnte S<'parate, dopo la rr!o;tflura?.ion<', le <lne fa<:olià di me<lidna <' chirm·gia, sostenHc la lanrf'a in <'hirul'g-in, e dopo pochi mesi, wniYa autm·izzato, per i suoi nwJ·iti spt'<·iali. primn di <IW'L' com piu to il 1ptescritto biennio, a pt·<>s<'nt:lrsi all'esame di ag-g-regazione al Collegio <li c11irul'p:ia. N<>l 1817, uwr colllpletaJ·<' i suoi titoli e P<'l' confc..•·mare 1<' idee R1J·c•nnam<'n1<' propngnate c·oi fattL ~i l'e<:ò a Clenova JH'l' conseg-nir e Ja lanr<'a mwhe in medkina. Ru<X'essivamentr .f u nominato l'ipditot·<• n<>l ('oliPgio d<>llP proYinde e ehknrp:o a.ssistentc• .:>d in<'isore an a t omko ncll'ol'pNlalr cl i R. (:ioYnnni Batti<::ta. cb<'. si pnò clir<'. fn Jl<'l' <'ircn cinqn;lnt'anni In J>Hlesb·a d<>lla sna magp:iorP attività e d<'i ~uoi più grandi tl'ionfì. Tllfatti. sotto la g-uicla sapiPnte r p:d<>rna di J.,or~nm Gel'i. profpssore oròinario (li istitu;~,ioni cll inn·g-ichr. <li op<'l'l17.ioni e di Mf<'tl•icia, enb·ò nel 1, 20 nel (liffkil<' niTinp:o dtirnrp:i<'o. Ed in s<'gnito all o ~pontruwo ritiJ·o d('l maeRtl·o, a soli :30 nnni. fn elevato rulla, JHIÒ ritcncn;i il v<•t·o


-400 -

dignità della cattedra uniwrsitaria fPer d~reto del Re Oa.rlo Felice. Ed il genio fenido del novatore, la ferrea \'Olontà, la va .

l''ig. 102 - Alessaudro Hiberi (179G-Lil61), instaurntore del Corpo 88nitario militare. (~lonum ento ucl cortile della R. Uni versi t:\ di 'l 'orino).

st.isslma coltura, le eminenti qunlità oratorit>, a.ssoclaie alle piu elette doti del cb il' urgo : profotHlità nelle indag-ini, s;icurczza nella <Jiagno. i. risolutezza, fPred~ione ed eecezionale abilità nell'op<'·


-

401-

rare, valse1·o ben presto a rendel'lo uno dei più illustri clinici e dei più acclamati professol'i dell'Ateneo torinese. Uosi in breve volgere di a.nni egli seppe, per forza <li volontà e per prontezza d'ingegno, asi:iurgere alle più alte cariche. Fu infatti nominato p1·esitl.e del1la facoltà medico-chirurgica., chirurgo pl'irnario .del· l 'ospedale <li &in Uionumi Battista e consulente di quello Mauriziano. A lui si de,·c i.noltre la fondazione della Socit>tà medicochhurgica di Torino, che da Carlo Alberto ottenne in HeguUo di mutare il titolo in quello più onorifico di Heale Accademia di medicina. J>rimo in Italia, e tra. i 1primissimi in• tutto il mondo, il 29 gennaio l&I:G, a pochi me. i dalla. scoperta del metodo, il Riberi praticava la [primn, eterizzazione, c con gli alliE'vi Fenoglio, Pertusio ~:> Bruno iniziava nella clinica una numerosa serie di ricerche sulla narcosi eterea e cloroformica. l~, primo in Italia, eseguì ~a litotdzia <·ol Jitotrito1·e di Heurtc1oup, facendosi propagatore del taglio lat<.'larizzalo nella cistotomia perineale, già preconizzato dal maestro neri. Pr::tticò inoltr<' una completa estirpazione del masccllare Ruperio·re, e con grande prontezza cd abilità fu tra i tprimi ad eJ.;eguire le classiche operazioni p1·oposte dal Yelpeau, Li ~franc, ROllX, convinto fNmamcnte cl1c «non conveniva mai demolire la parte dell'edifizio da altri inalr.ata, ma IPOrtarvi di continuo nna qualche pietra». 'f ·ra, i 11umerofiii mPtodi originali rp•roposti dal Riberi, sono da ricordat·e fJOE'llo per la cm·a radicale dell 'ectropion, e quelli della cheiloplnstica, della cataratta, cl('llle flf;;tole sa li'nu•i, della ridu?.ione delle lu~Razioni d€'ll'om<'ro e d<'ll'orehiectomia. ~\ dimo~trare la sua mer::n igliosa produzione j::cientifica, si deve altresì menziona-re il trattato sui seni, fistole e principali malat f iP df'lle vie lagrimali, ]a memol'ia sulla cura e sulle ope·razioni élf'll'apparato oculo-palpchrale, lo stnclio sulle infiammazioni a has<> arteriosa e YNtosa. Nè devè essere climl'nlicata h relazion<> fatfa al ~<>nato cl<'l Regno n<>1 1~:52 snl rprog<>Lto di l<>gge per la sanzione clella conv<'nzione sanitaria internazionale eli Pa· rigi 'P<'l' le quaranl<'nc, in cui propngnò i princip1 adottati in qnella rinnion<>. int<>si a limital'e not<'Yolmente l<> quarantene e ad impiantare ~oltanto <lei rposti di o~~ervn?.ionP <' òi isolamento f;;ulle gran(li Yie (li con111 nkazione e (li penPI l':l7.ionc delle malatti<' epiòemir o -contagi~P. prceol'l'endo rosì i tempi moderni colle sue 2G


-402 -

geniali intuizioni e richiamando a nuova vifa H commercio marittimo. E soprattutto uno dei titQli di maggior gloria ·d el Riberi fu ronQ le sue lezioni .cliniche, impartite con mirabille chia.rezza c lucidità, e con facile ed el·e gantc parola, che fecero sempre affollare le aule e le oor·sie dell'ospedale di una schieta eletta. di discepoli, fra ·c ui Lorcn7.1() BrunQ, il .quale fu chiamatQ più tar{li .a succedergli neil 1862, e tenne inintel'l·ottamente con sommQ fPl't'stigio la cattedra. insigne per ben trentotto anni. Nè menQ grandi sono le benemerenze di AlessandrQ Riberi verso il CQl•po Sitnitario militare italia.no. N'Qminato, a soli 25 anni, chirurgo maggiore delle guardie del Oo~)po òi Sua )faestù, che veniva reclutato in quell'epoca. fra i cadetti dell'aristocrazia piemQntcse e f·ra i gioYa.ni ·d elle più ricche famiglie del IPÌ.CCO:]Q Stato, egli fu chiamato, dopo pochi a.n ni, a. far parte del Consi glio superiore di sanità. militare, e <lopo la morte del dott. Gillio, che ne fu il primo presidente, Yenne neJ 1843. da Re Carlo Alberto destinatQ a succedergli nrlJ 'altissima carica, che òisimpegnò per ben 18 anni. B fin da quell'~ocn iniziò l'Qpera di 1·iBanamento e di l'icostruzione del Corpo sa-n itario, elevando la. posizione n1Qrale e ma teriale dei medici miJitarL che furQno d'allora in fPOi scelti, coll'·obbligQ della doppia laurea ed attraverso a severi concorsi, daJlo stesso Ribrri oo~t.antemente IPl'CRieduti. PQichè egli moveva da quPstQ inderQgabiJe prindfPio: che, «.se ciascuno può nel['ordine ci vile presceglicre quel medico, in cui. suppone più cognizione e maggiQre esperienza, essenclQ invece impQStQ il medico al soldato, inc·ombe al Governo di restare a. questo mallevn-d ore della sua. abilità>>. Ecl oltre n. queste J•a.(licaH innovazioni, al R.ibc-l'i (!Qbbiamo ef'sere gt·ati per il grner.o:;;o ed efficace impulso da.tQ nrl promuovere un f~lice risveglio degli •studi e della <eoltmfl degli ufficiali mf'· dici, ::;ia <'oll'i~tituire pres."lo gli QSpeclali milita·l'i divisionali ]E> prime biblioteche per il iperfe~ionamf'nto della, lorQ istruziQne tecnica, ~ia CQl rendere obbligatorie presso gli stessi ospedali le con ferenr;e scientHìcbe, da. tenersi almeno una volta. a l mese, sia :fi na!lmente col farsi autorevole oostenitore JPresso il Ministero della guena della fonda zionP cl<'l G i ornrr 7e ili medi('in a m.ilitare. che fu subito autol'izzata con di~paf'cio df>ll 'J1 luglio 185J, ed al quale


. -403 -

diede il suo fervidissimo appoggio, non solo colla, pubblicazione delle sue pregevolissime memorie, ma anche con un generoso contributo di 1000 Qire annue. Que~to giornale, cbe, salvo una brew intenuzione per la campagna del 1866, uscì sempre regolarmente, 1-;i può ritenere fru i 1più antichi rperio<lici scientifici, ed ebbe ln forttma di celeb1·are nel 1927 1e ue nozze di diamanti, fra il pl auso della stampa, medica italiana c st-raniera, avendo felice· mente com1piuto i t1·e quarti di ~ecolo di sua lunga e pro perosa. e istenza. E per dare maggio.r risveglio alJa coltu·ra del Corpo sanitario ed H f11vorirne maggiormente l'attività scientifica. AJes;s:andro !~ iberi erogò ogni anno, del proiPrio, la somma di 1000 lire per conferil"e un premio ai medici militari del R. Esercito e della R . Marina , autori dell<> miglim·i memorie o,r iginali su temi pro p()sti dal Consiglio superiore di ~unità, premio che rese in seguito perpetuo nel sno testa.mento, stabilendo in rendita la Romma neceF!saria, percM si poteRse assegna·rlo ogni 20 meRi. Con tali proncdiruenti il Corpo sanitario militare in br<·,·e volgere di tempo. Rotto la vigile e RHpientc guida òel Rno illustre Ca[>o, si elevò a tal gra<lo da nffe1·marsi luminosamente [)er Wllore e per 8Cienza, per diRdplina e decoro, fra quelli delle più importanti JJazioni eUl'OIPCC. Ed in ogni oceasione e<l !Onmque l'illustre s;uo Capo Setpp<' tenerne ano il pre- tip:io. Per Je s;ue g-randi henemerenze r pN il Ruo elevato patriottiRmo, egli venne eletto deputato al P arlamento snbalpino nrlla pl'i ma legi latura. del 1848 come ·rapp·r esentante òrl sno Collegio eli Dronero. Ed anche nr1l'nlto conf;eRro Ri fN·e slrenno difensore de'i dil·itti del f'm·po Ranitnrio. riuscendo ad ottenl:'re insperati miglioramrnti. nè <>essando (lall'Psaltarne in ogni occasione la su:1 op<>ra um~mitaria in 1pnce ed in guerra. CoRl. nella Redula del · l' giugno 184- df>1la f'nmel'a dci élrputnti, discutendosi una mozione snl funzionamento dei Rervi.zi s-anitari durante la prima camIJ)ngna dell'indipendenza italiana. colla ~ma affnRcinante pat·~la improvviRò un i.nno alnto nlla misRion<> delJ'nffieialr medico in guerra, magni1kando il RUO 1p ietoso apostolato di amore e di ~a­ c1·ificio. Dopo appena un anno, il Riberi assurse a maggiori e più eccelRi onori con la nomina a, senato·r e del R-egno. Ed n.nche in Se11<tto diede nuove prove del suo tennre amore verRo il Corpo sa-


-404nitario militare, difendendone strenuamente i legittimi interessi e contribuendo sempt·e più alla sua maggiore ascensione. Ba ti ricordare il magnifico discorso da lui pronunciato nella t;()rna la della Camera vitalizia del 12 novembre 1849, in cui mise nella dovuta luce le benemerenr,e ed i sacrifici degli ufficiali medici, e sostenne, con dovizia di argomenti e vivace eloquenza, l'in sindacabile diritto che 1 oro S!pelt.a.va di elS~Sere compresi fra le armi dotte. R~ Ca,rlo Alberto, tenendo nella dovuta considerazione gli eccezionaH mel'iti del Riberi, lo nominò ben presto medico suo privato e della Reale Famiglia, nonchè crupo del servizio medicochil·m'gico di C'asa Reale e succclS ivamcnte lo ele e consigliere intimo e membro del Con~iglio superiore della pubblica istruzione, del quale divenne in seguito zelantissimo vice-presidente. Ed il Rib<>ri si re.,E> veramente benemerito della Patria per le a.c;sidue, am01·evoli eme prestate per tanti anni a~ll'austero Monarca, di cui la preziosa esistenza Pra minata quasi sempre dalla rigida severità imposta alla sua vita. E nuovo tributo di reverenza e di affetto egli re5;e al Rovrano, quando con lui divise ad Oporto nelln villa di'l Douro, che « albergò nelia indifferente caJma tanto dolorP », la solitucHne e l'·oRCura triRtczzn del volontario esilio. Appena, infatti, e~li ~eppe della grave malattia dt>l Re, si recò subito in quei lidi lontani col principe di C'arignano, abbandonando immediatamente la clientela. E SE' la sua R<"ÌE>nza non rinscl a con· servn·t·e ancora a1lla Patria quella vita esausta da tanti dolori morali e da indicibili sofferenze fisiche, h1ttavia la sna tpieto~a assistenza, prodi~ata fino a~li ultimi istanti con zplo costante e con prove continue della più affettuosa ROJl('{'itudinC', tornò di ~rande confo·r to all'au~uRto infermo. Ed al Re. ehi" lo esortava al ritorno pokhè> Renth·a imminente la fin<> e temeva che la !';\la mortE> po· tesse offuscare, in qualche modo. la famn, òell'illnl'ltre clini<'o. n RiheT'i riRpondeva J·isolutamcn(c: <<In (]nanto alln mia 'l'I~JH1 tar.ione, essa <' l'ultimo dei miei pE>nsiel'i, gia-cchè. quando credo di aver compinto il mio dover<'. facendo ciò <'he 1a ra~ione illuminata dall 'espedenza mi preRCrive, io piego il capo e lascio 1Pa."5<ln.I'e 1a ~instizia dE>gli uomini, aspettando quella di Dio». Non tSenr.a emor.ion<> si possono rieYO<!aT>-e, dopo tanti anni, i supremi momt>nti, qmmdo il Ronano nell'arppr{)!';simnrl'li alla fine. sent<>ndo.si !';traordina·riamente (>Rtf'nnato. <'Ongedati gli astanti e


-

405 -

fatte chiudere le imposte, disse di voler riposare. Ringraziò in I{Jarticolar modo il Riberi delle assidue cure prestate e lo invitò a passare nell'attiguo giatdin~. Ritenendo prudente di non con · tral'iarlo, questi fece atto di ritirarsi cogli atltri, ma rimase in· ve<!e silenzio~o in un angolo della stanza. Se ne avvide poco dopo il n-e, il quale, commosso per la nuova prova di affettuosa devo· zione, stl'inse con viva emozione la mano di colni, per il quale a\'cva antto non solo a.Ha (> ·tiruazione, ma vivisshno affelto, ag· ghmgendo : « Quanto è grande, o Riberi, l'arte medica : essa non è solo l'esercizio di un 'arte benefica. ma è il più sublime ~rado di virtù, una continua prova della più soave a.midzia >>. g l'<"Stremo saluto, l'ultima parola di affetto fu per il. fedelissimo ~uddito: «Il capo mi si fa. pesante, io muoio., .. Yi voglio tanto bene, Ri· be-ri , ma muoio .... )). Col'lì il nome del1'insta11ralore del Corpo sa· nitario milita·r e era indif'ìsolub:illmente congiunto a quf'llo del ma· gnanimo :Monarca nella JPagina indelebile che la storia segnava in quei tragici istanti. Ed ugna1mentf' il R e Vittol'io Rmanuele H ebbe per Riberi non minorr stima e snida fiducia. e lo volle compagno nel viaggio compiuto a Pari~i ecl a Londra nel 18.15:>. ('he anspirò alla famosa alleanza propizia trke di sp'lendide glol'it> a llr nos1re armi e che condusse al complPt<> t•rionfo dC'lla grande causa italiana, ·realizzando co~ì j1 fatidko IPI'el'lagio dell'augusto suo Genitore: «Si conseg-uirà nn giorno qnello che io ho t<>ntato )). Ed anche sui ca.mpi eli bn.ttnglin dell'inclip<'11ClC'nza italiana il Riberi f'bbe l'onore di cssrre al fianco d<'l pr·imo Re d'Italin. Dopo il I·itot•no da Oporto. il Riher•i fu visto rapidamente in veechiare. r la. Yigorosa sua, co~tih1zione, già minata dall'età P logora dall'in~i~tentf' lnvm·o. anelò ~f'nsihilm<>nte affie\olE>nòosi. Ma non volle prr nnlla drsistere dalla consueta opC'rosità, e la, ferrea volontà l]ottaYa. indornitH contro il malE' insidioso. « Quando non potrò più andarC' all'Ospedal<> di. 8. Gio,anni. mi farò r<'<'are in sffiia ». riRpondeva alle.> nmkhevoli ('. orta~ioni nei suoi fmnigHarL NC'll'f'statC' dC'l 1, rm la malattia. ebbe una nera, r<'<'t'nilf'scenza, e il Rihf>ri fn rostretto a concedersi qnakhe sf'ttimana di riposo nella ridente Yilla d.el ~ì.lO intimo amiro prof. Cantù, presso RiYdli. ~fa la, salntf' più non rifior1. le snt' notti erano insonni: C' nel ri· prC'nd('rc l e sne pt·Nlilettf' occu,pazioni. fu notato che al mattino compariYn pilì tr~rdi nel com:ut>to all'ospNlale. 1<' visite agli in·


-

406 -

fermi non erano !Più oosi assidue e minuziose ed un senso di prostrazione lo inntdent ad ogni minuto di lavoro. Così fataJlmente si avvicinò la catast1·ofe. Il l novembre 1861, ultimo di sua Jabol'iosa esistenza, agli intimi òot.t. ~lantelli e Marchiandi, medici di divisione, che tentavano di incomggiado. ~ereno nella morte come era stato in tutta la ~ma vita opeto~a, egli disse queste solenni !Parole : « L'uomo de v(• saper vi n~rc c ~<~per mori!·('. Iu('l'esca l'abbandouo della vita a chi la vi$ ·e srnza pl·oposit i, non a chi ha la coscienza di averla util· mente spesa >>. Poche penlite fm·ono così g>ravement.e sen tite, poche ebbero tantr manife!ò:tazion i (li luHo, <·ome la morte d el Riberi. E si pnò ben dire di lui quello che Tacito scrisse di Agricola: « Finis eiu.ç; 1;itae nobis l1whwsa 1 Pal1·iae trisl i.(/ 1 extTaneù;: eliam ignotisque non .sine cura f uit )). T fnncra.li Jur.ono solenni, con e11ornH' pal't<'Cipazione di uomini di o~ni classe e di ogni pl'Of<'Rsionc : Principi de11a R eale Casa. senntori , depntati. nffidali. di ogni :vrma e g·rndo. pt•ofessori, stu df'nti e tntto un popolo reve1·cnte c commosso. La g·t·andc>zza dell'uomo J1on fu infatti soltanto neilla s ua <xpera sci(>ntifìca, nè nell e sue indLc:;cu se bencme1·en7.e verf:;o il Corpo ~a­ nitnrio militar·<• italiano. mn. 'il Rllw1·i. eflplicò pur<' tutta la sua grande attivit:ì. att<>nden<lo alla nmnero!"-lissima clientela privata e profond<'ndo l'opera J:;ua <·on g r·ande abn<>ga?.ione e verace s pirito di carità, U)?U:tlmentc sollecito clonmque <'rano lacrime da ter~ere e mh;erie ila ~occor·J·ct'e, esplkanùo in ogni cln~se sodale un u.po· sto ln t o Cl i sapif'nte <'arihì. In tal modo egli sep1pc pot·tar·e OYlmque la ~ma parola. perRna· !':h·a, la pietà. non ostentata, ma sincera. t'd il pt'esidio sommo deHa sua arte. Ed il po.polo. clrp in vita lo vedc,·a passare rapido e pen soso IPer le Yic <li Tol'ino, !';egnendolo con !';enso di. rprofoncht e com· mossa. ammira~done, anchf' dopo la , ua morte gli dimostrò percnn(' gTat.itudine. Andlf' il C'omnn<' di 'l'orino si nssO<'iò alle ono1·anzf' rolil'asse· gnu r·<' al Riber·i una clistinta sepoltma e col dar<' il suo nome a(l una via nelle vicinnnze clella mole antonelli::ma. Eli il C'orpv sanitari(, milibu'e volle inaugurare nel dn<]nnnterrnrio clnlla sua morte un monumento al suo benemerito fomlntor<' nel borgo natio, al <'O· spefto dPlle Alpi mMstose (fig-. 103).


-

407 -

R.ievo<'fLta cosl la no bi le ngnra tlcll'inl';t.aurat<>re del Hof:ilt·o Corpo sanitario. riprendiamo l'e. ,posi1.ione sommaria dPll 'organiz:~.azion e sanital'ia ncll'ec;;creito ~aedo.

},ig. 103- Uonmnento ad Alessandro Riberi iu Stroppo, inaugurato il 1° ottobre 1911.

Negli ospedali militari succursali. ai quali non era. assegnato alcun medico divisionale, il me<lico di r<>ggiment:o, tpiù anziano in grado òei corpi del presidio, ne disimpegnava le funzioni, perce-


-

40b -

pendo un'indem1ità annua di lire 360. Con ordinanza del 30 gennaio l 51, fu prescritto che nelle cittù, c~tpol uogo eli divisione, m·ll'assenza dei comandanti di briga t a, la di l'ezio ne degli ospedali militari pot~sse dal comandante generale della stel';sa divisione f's· sere affidata anche a1l comandante militare rprovindalt>. N elle altre città ed in quelle fortez7.e,· in cni csiBteva uno spedale militare succursale, la direzione di tale ~tabilimento fu devolut.o't al comandant e militare locale. Il 13 ottobre 1851 venne emanat<> un R. Decreto, col quale si impartirono nuove nornw pf'l' il servhio degli ORpedali militui. specialmente dal plmto di 'i!':ta amministrntiv'o. Gli ospedali militm·i vennero distinti in ospedali divisionali ed in ospedali succm·sali. Gli O~ipE>dali divisionali fmono suddivisi in clue classi: alla prima appartene,·ano Cluclli di 'rotino, Gcno,·a ed AleRRanch-ia; alla seconda classf' quelli di Chaml)('ry, Ca~lim·i, Ni7.za e Novara. Neg'li ospedali succtm~ali Ri riunl t\1tto il ~er\'izio delle . oppresse infermerie reggimentali e <li presidio : essi continuarono sempre a. dipendere dagli o. pecln 1i divif':iona li f' ad e~l'icre n mministrati coi fondi di queRti c Ycnnero !l:tahi1iti in que1le guarnigioni o fottez1~ ove il senizio lo l'i<'bi('(l~va. Ebb()ro quindi le se~uenti sedi: Cuneo, Pinerolo, Salnzzo, Savigliano, Vennria Reale, Frnest>r<>11E>, Exilles, Bat·d, Casale, .\nnecs, Vercelli, Yige-rano, Ventimiglia, Monaco, Sassari, Nuoro, Ozi<"ri e Tempio. Il 3 marzo 1~52 fu pnbhli<'ata un'i~truzione per l'ef':f'CU7.ione rl<'l citato R. DE>crE>to 13 ottobT'e 1801. r<>1alivo al servizio negli ospcda li militari e a l la compa~nia, infermieri. U comandante generale della clivif'ione e sotto divif':ione, al quale spettavano la . UIPCriore dilX'r.ione e l'i~pezionc dc~li f':tabilimenfi f.!anitari militnrL ebhf' inoltl·e l' incarko fli I·ic:;o!Ycre ](' cliflkoltù ecl appianare le vertenze. cb<' pote~ ero sorgere fra t vari rami del personale addetto al ser. vizio, in rapporto . pe<!ia]m('nf<> nll'istitnzione clei òil·ettori in ~.· presso gli o~peclali m ilit:ui divisionali di l .a cl1asse. Per i •:u·i scrvhi nof.!ocomialli Nl nmminist·rntivi venne istituita, una compagnia denominata di inf<'l'mi<'ri militari, il <li cui personale fu òal Minister·o <'Iella guerra ripartito presso i vari ospedali militari. A Torino furono assegnati inoltre IlO militari pl?r eserd tarsi nel Rervizio delle amhnlanz(>, nel moòo (li tra~por·tare i feriti snl caTDJpo, dare ai m(>(l<'Rimi 1m pronto soccorf':O ed applicare i primi apparf'<'<'hi E' fasciaturP nclntte n1 Yario genere di lE'sioni o ferite. I


-409-

soldati studenti, che avevano fatto vassaggio alla compagnia infermiel'i, vennet·o impiegati come flebotomi o farmacisti negli ospedali militari.

* * * Ai miglioramenti introdotti in questo periodo nell'organizzazione dci nost·l"i servizi sanitari dobbiamo aggiunger<> anche gli studi ed i perfezionamenti nel campo igienico. E ci sia consentito di •l'ÌCOI'(lare come fin dallt\;)1 fosse entita la necc ·sità di un trattato di igiene militare. Infatti, per ordine di Re ('arlo Alberto, su proposta del Consigilio supel'iore di sanità, il dott. Antonio Carnevale-Arella fu inca·r icaio della compilazione di un mannah.., che, insieme alle poche disposizioni contenute nel regolamento del 4 giugno 18l33 dell'esercito sa•rdo, rap1presenta quanto <li meglio era conosciuto in quell'Cipoca ~ull'igie.ne dell soldato. J<: poichè per molti anni le norme igienich(' flll'Ono impartite sulJ e direttive di questo trattato, insieme alle pocl1c istruzioni regolamental'i citate ed a quelle raccolte dal regolamento di di~iplina, cbe fu pubblicato succe. sivamente nel 1 ii!l, <•os1 riteniamo del tutto non inutile dare un cenno sommario dell'opera di questo pioni<>l'e dell'igiene militare italiana. Il Ca·rne\'ale-Arella, n seconda delle idee sci!'ntifkhe di quell'e-poca, ba diviso H flUO la VOl'O in 6 p3!1'ti : ci1·cumf1b8(1,) ajJplicata ) ingesta) excreta, gesta et percepta. Dopo nn calol'oso saluto al roa ~nanimo Re, che << f<>mHì un esercito degno della Nazione>>, e pre· messi alcuni dati sfo1·ici sull'ig-iene militare, dalla quale si rup· prende che .1'Jtalin, comt> g-ià ricordammo, fn a11a testn di questi studi con l'opera del napoletano Luca _\ntonio Porzio. <·he nel 168.'3 ~i rerò a Vene?.ia, a Firenze <>d a Yienna rpe-r ricercare le cause delle malattie pesti1 em>.iali e nel 1685 tpubblicò in (Jncst'ultima città lm'opera intitolata « ne militi.<? in cast1'is sanitaf(' luenda >>, e con 1'altm non meno impor1ant(' monografia pnhblicata nel 1700 da Bc•·narc1ino Rarun.zr.ini, cln C'al'pi, dal titolo« ne m01·lJis arlifiaurrt », in cui al capitolo X i> ('<::flnl'ientemrnte trattata la parte rig-uardante le malattie drll'eserci1o. 1!'antore espone le normr jg'iPniche da n<'lottarsi per il soldnto. in hase natnrnlmcnte alle ideP di quei tempi. Eg-li tratta clrll 'infln<'nza dell'aria. òPi V('nti. <leg'li nstri. degol 'imponderabili (lnce. calore, elettricità), dei miasmi pa1ludosi,


-410 con un a<·cenno alle vccdtic opinioni <li Yarrone, di Yitnn"io, del Lan<'i~i, ~;anziona te più tardi da ll'Cf;perienza, e·d infine d{'i climi. In uu apposito capitolo si occu1pa delle ca~(·t·me, dichiarandosi contra·I·io alla costruzione secondo il tipo Yauban <'d all'~e sivo affollamento delle camerate, c ri feriS<:e clcgli o:sp<>dali, dei bara<·camenti e degli a<·<·ampamenti. Pe1· qunnt.o rigmnda l;t diYisa del soldato, il Carnevale-Arella si t1·attienc in modo particolare a, parlar<· del copl'icapo, il quale non deve E-ssere« I·i<·cttacolo di piccoli oggPI ti, come il fazzoletto, il taba{'{·o, il portnfog1liò ed il coltello>>. Cil·<·a la ,razion<• a.limentar{' . .,gli propugna l'opportunit:ì di nn vitto misto c fa 1ma ct·itica Yivace della 1·a;r,ionc adottata in qnei tt>mpi. lu relazione alle h<'\'a1l(l<', discuiP dell'epurazione de1l'a<'qna. e si dimostra poco conYinto <h•l metodo d{'Jl'ebollizionc, SPconclo lui incsegnibilc, tuent t'C si dichiara fa>o1·evole a qu~llo del1a filtrnzion<>. pecie col carbone_ Nel <'flpitoJo « e:t·oreta >> pm•J::t di ffusa,mente della funr.ione ~c ­ <'retiva della pell<', d<'ll 'igit>ne in<lind na le cl<'l soldato. dei bagni ccc. In qnello « gciifa, )) si tratiit>ne rmll'Nlnra7.ionc tiska d<'ll<> truppe. F:tabilendo no1·uw pratiche per gli eRercizi e per la ginna~tica miJitat·e. Nell'ultimo capitolo « perbf'pta >> egli con!<idfra il soldato n<>i suoi rapporti morali coi c·ameN\ti e roll':~mbi(;'nte eslMno. :m un vero capitolo di <'tka mi1litare. di cui la semplice {'num<•razione d egli argomenti s>olii è s11fficiente a dar<' nn'iflrn d<>l nwtoilo adottato, <'he forse oggigiorno. non più nhilnati al linguaggio eli rpwi tempi. ci potrà f:ue in<·respm·e le labbra aa nno S<·cttko orriso: « pasl"lioni. fncoltà fon<lamenlali. nmorc, ruatl·iruo11io. ]H'ostiluzione, ami ci?:ia, amor proprio, ambizion<>. rkompenRe. onori, glorie, a.mor patl'io, cotaggio. amore YCI'SO il R<>. religione )). ) [a non m<>no si (] <:>ve ammirare il nobil e !':Copo eh<' :;;i proponeYa l ' igi<>ni1":ta milit:we cl'nllorn nel <'Ontl'ihnk<> ron qn('sti sngg<'l'imenti. per quanto ing<>nui. alla Nlucar.ionc ed el<>,·azione mm•alp del Mlélato. C'i(' r-.emh1·nto J)el'<'ÌÒ (lov<'t'oso òi trane clall'·ohlio qn<>sto manualetto. che ~i può <'On~iMrar<:> il primo trattato eli igi(•ne mili ta,re itaHano. 1•:(1 a (Jt,csto propo~ito. ~ar;) opp01·tuno altrE>f::1 rkoròat•e eh<' il citato •rf'g-o)amC'nto llf>ll'rRPl'dto ,f<fiNlo .(1<•1 18~~. all'nrtirolo 4-t, <'O~ì i e!':JH'i mp,·a : (( T.a ~i~i la n M !'nlln ~nniti'dn1li viò n;l1c cl e i f'of!Pi di milir.in f' ~nlln Rnlnbl'itfl (]ci qllat·ti<>J·i. n <>i rrnnli esRi f'orpi ùanno


-411stanza, sono le jpal'ticol:H·i incom hNlze dci medici dci Cotìpi )). Dava inoltre norme precise sulla razione alimentare. ln quell'epoca, i conviventi al rancio contribuivano giornalmente alla detta razione cOill'assegno, pe-1· la fantcl'ia. e genio, di centesimi 30, che si <>leva.va per la C<walleria a centesimi 3~ l 1~ <' pet l'aetigliel'ia a centNìimi 33. l ,a, razione era divisa in due pa li giornalieri: ;> oncie di carne di bu e, 3 di pane bianco da zuppa, 5 di pasta, ·o riso; e per il sale~ con d imenti cd erbaggi la ~e'a non ùore>a f:iuperarc i 3 centesimi, nè e~scre inferiore ai 4. A ciò si do,·em aggiunge-re l'ordinaria raziQnr di pane e no distribuzioni di vino all'anno, in misura di mezza [pinta JWJ' ogni soldato. Per la c:wallel'ia c ~u·tiglieria e t·1·eno la razione di <·m·ne potcYa es ere portata a G oncie e le distribuzioni ùi Yino a J, O anmw. a giot·ni altE'J'ni. Dal tf-150 fn ~o;labilil<t in pesi dc><!imali la. •razionr del soldato; pE'i giomi di gra~<::o: came ~r. 155, pane da znppa. g1·. 155, pa,ta o ri~o gr. J:):). lardo gr. 0,1:) e sale g1·. O,::JO: IJ)Cr i gim·ni di magro: pasta gr. 1:):), bntTO gr. 0,1:; e sale gt'. O,Jr>. TlH~siduo <ielle Rommc iì~~ate rimaneva p~:r· l'acqui~to degli erbaggi e del pepe. Infin<> la rrunntitù del pan<> ila munizione <>ra di g1·ammi 735. Per quanto J'ignar<ln l'igh·JH' i n di v id n a le. il J'<'p;o lamento sanitnl'io èlc'l 1 3::J c quello ili di. ciplina militare dell 'N::<•rcito Raròo lpl'C· • crivenmo che ~i do,·essc f:ue pc•J·iodicamrnte pres1<o le <'Ompagnie l<t lettnr·11 delle :wvcrten~r.e i~ieJliC'hC'. raccornanèhmòo ai $Oltla.ti so prattutto la pulir.ia 1personale e l'a!':tincnza dagli abu~i drl ''ino <' 1lri liq110d. (( J1 ,{;;O]dato. Nal1CÌR(•(• il 1·egoJament0 fii dj~('iplin::t:, ùVÌterà di beJ'e al1<>t·nativnnrente c·nldo e fr·Nldo, di rompe1·e coi denti corpi ti·oppo clnri. di netlars<>li con aghi metn llici: eYHN·à di mangiart> e bere tromw caldo, di mnRLicarc ~o~tanze h·oppo ll<'ri c1l il'l'itan t i, di fnmar·p !';l))Oii<'J'atanwntP: pr·O(·m·erà eli non lwre mai bevande g-hiacciat<'. essendo in t1·n~pirazione, atlt'ndcnilo <'he il <·onpo sia nlquanto •1·ipo.sato )). ~lahili~'<('e inoltre dir« l'inteJTallo f1·a un paRto e l'altl'o ~ia nlmeno eli !';E'i or·e >>e rnccomanclA~ la maRsima so· lwictà nrll<> <·antill<'. nell<> quali non si pnò « ritE'ncre. n<'• Y<'ndere fl<'qnaYitC' >>: il <'he rlimo~tra <'ÙE'. fin da quei tempi, la questione rlcll'akooli!';mo pl'roccnpa~~ con non minorr intcre~samento le ~lll · tol'ità militari. Citcn l'a<:<·nNPJ'Iuamento, mC>l'ita eli <'l'. <'l'f' rkordato nn Re~io H r·pvetlo del 2~ no1c>mbr·~ 18.3!1. dlC' presc1·ive prr l'allou·g-inmen to


• -

412 -

dcii(' truppe l'uso dei lcHi in feno, affinchè <(Ili bn~si nflkiali e li !-:oldati di tutti i corpi dell'armata di terra PQtef.<sero gia~<"l'e a Rolo. e non a due come per il pnssato, ron esJ·:;enzialissimi vantagg-i dal canto d<>lla salute e della moralità». Rucce sivc disposizioni del 1f-::37 e del l ~9 furono date tpE'1 mi:.tliornmcnto ig-i<>nico dei lrtti stessi e per le norme da scguksi circa la loro disposi?.ione, stabilendo <'he «fossero <'OllO<'ati <'olla trsta volta alle paeeti, <'alc~JandD. rlguaròo aUn capacità clei lO<'ali rispetto ai nnovi letti. che, nei tempi ordinati, vi fosse lo spaziD di un meh'o corrente di paretr per ogni letto comprrsa in es.qo, la distanza trn nn letto e l'altro: (·he v(>nis· SE'l'O chiusi al mattino un'ora dopo 1a svrglia e a.p erti all 'una dopo mrr.wgim·no. ·rirhiw:;i da1le 4 fino alla l'itirata: che nna volta la srttimana le matel'aRse. le coperte, i capezr.ali, le l<>nzuola fossero e!';,poste alil'a·ria IP<'l' un'ora Hlmeno; che nell'C'!'t::ttc ~i eSJponessero al sole». In re~lazione aJlc misut·e tprofilnttidlr contro le malattie infetti><>, il JPÌÙ volte dtato regolamento sanitario del1 'esercito sardo <lcl 1833 presel'ive al medioo rnilita·t·c «la >igilanza sulla ~ani.tà indi\'iduale dei corpi di milizia : egli deve C'ffettuare, diriger·e e vigi lare le vaccimLzioni nel l'cgghn<'nto )). Dà. inoltr'e facoltà ai comandanti di coi'il>o, a norma dei carpit01lati d'impresa delle caserme: «di mnndare quel numero di Rottu.fficiali ebe credono ad assistere allo spur·go ed tù bueato degli oggetti di caserma, che Rer,·irono agli in fermi di morbo attaccaticcio, per vedere se è stato fatto còllc r e· gol<' dontte )). Per Jn, profilassi contro il colera, il Consiglio superiore di sa· nità, con circolare del l luglio 1, ~{5, raccomanda la « mondezza personale e locale, il vitto di c::wne c farinacci, la pro~rizione de gli erbaggi e delle frutta., il vino ogni giorno, la cintola ventrale di flanella, il vestito ·d a inverno, la pt·oibir.ione di iliquori spil'itosi, la proibizionr di esporsi a fatiche ccces h'e ». Ed in un 'altr a del 24 settembre Ruccc, sivo ordina che «la paglia c le foglie dei pa· glieeicci , che f::er,ii·ono pei militari <'Olpiti da l morbo, debbono essere bruciate; 1 a lettiera, se eli ferro, deve esRere lavata con un diluto di acqua clorurata; se di legno, esposta prima ai suffn· migi di doro, poi ln,vata con Aoluzionf' di clor·mo eli calce; i ma· tcrassi, capezzali ed in genere totti gli oggetti composti di tela e lana, devono essere disfatti; P la lana SHrà purificata !asciandola


-413per tre giorni immersa nell'acqua clol'urata, poi lavandola in acqua couwne ed esponendola aJ. sole >>. In tapp<>rto alle malatti<> oftalmiche, lo stt>Sso Consiglio superiore di sanità ~ancipee che i Roldati affetti da tracoma siano fatti subito l"icoverare all'oRpedale c che le lenzuola e guanciali Joro appartcn<>nti ~duno consegnati al bucato; dispone inoltrè che nelle case1·me vi siano 2 sale di segregazione, per le quali passino gli uscenti dall'o. pedale prima di rientrare in caserma; ordina infine che gli oftalmici si la,·ino in r('(!ipienti ·eparati <>d usino asciugamani iudiviòuali. Contro il vaiuOilo il1·egolamento stabilisce la vaccinazione delle l'eclu te al loro arriYo ai corpi. Questa era praticata dai chirurghi maggiori ; dietro richieRta, V<enivano forniti i tubi vacciniferi dai cons:ervatol"i o comruiRRari del vaccino òeil capoluogo d<•Ua divisione o <lclla provincia ove a'·cva stanz.:'l il corpo. A quei tempi non er;t ancora prescritta la ·rivac.cinazione, e Ri vaccinavano , ol· tanto quelli che non avevano avuto vaiolo naturale ·e coloro che, o per loro atte~tazione o perchè non p1·c~ntavano le cicatrici, dimostr~wano di non esseJ'e mai Rtati vaccinati. Generalmente si pra· ticavano le inoculazioni òa. bracdo a braccio: «se la vaccina· 7-ione non aveva avuto effetto, . e ne eseguiva una seconda». Nei soggetti molto sanguigni e pletorici ~-;i con~igliava di fa.r prece· dere ill salasso e la dieta.

* * * Con R. De<·reto 9 giugno l :)3 v-enne ancorn una volla riordi· nato il Consiglio sujperioi'e eli RanWì militare. di cui furono stabilite e meglio definite le attrihur.ioni. lDsso ri~ultò cosfituito da un p1·Psiòertte. da. tre ispettori. due òei CJuali per la merHcina <' la chirur~ia, J'alt1·o per la fa-rmada e da nn segretario. Nel marzo 18.58 fu aggiunto un (Jnm:to ispc>ttore IJ)er Ja veferinarin. Il Com.;il!lio chb> Ja sorveg-Jianr.a e il a ~nperior<> direzione del servizio sanital·io deH'armata. tanto di t<'rra clw di mare. per la pll'rte <'he rignawlnva il funzionamento tccnico-RdentHìco, e venn<> po!"!W rulla diretta dipPnclNlZa ò<'i ~finiFd<'J'i della guei'ra <' mm•ina per le prati<'ll<' {li serYizio e òi~iplinari. Ebhr inoltre, se rkhi~to, attribm~: ,,ui consultive verRo i eletti :Mini~trri sn tutto dò che era in •relnzione col servizio sanitario e con il progreRso sci<>ntifico.


-

414 -

Il pre~;idenle ebbe sede pe1·manente a Torino, e corrigponde' a direttamente col Ministero !o;ll tutte ~e p1·atiche relathre al servizio sanitario milital'e. Gli i ... pettol'), i quu,li av-evano pU1'e dimora nella capitale, erano tenuti a recm· i OYWH}Ue il 1lini lero rit<>ne se opportuno di inviarli, p0r i pczioni od altre incomb<>nze relative al servizio. In tempo di guel'l'a, la direzione del servi zio sanitario del l'armata veniva a:ffidatn, ad uno degli ispettori sanitari (lel Mini slet·o. Qnesti era alla dipendenza de:lFintendente general e d 'm·mata, aveYa la direzione e la respom~abilità di tutto il servizio sa.nitatrio militare pres"'o l'Esercito mobilitato, e dov~\'a tenere periodicamente inf01·mato il presid<>nte del C<>n ·iglio di sanità. intorno alle principali di~ po~izioni emanate s1ù1l'andamcnto ~P ­ nera1e del servizio sanitario p·1·csso le trujppe. La costituzione di nn ('orpo farmaceutico militare, già. p1·econizzata nel rcgol:unento JR:~3 , non fu. compiuta che wnti anni dopo dnl ministro Lamarmora <:on R. Deoreto 26 giu~no 18:"">3. Oltre all'ispettore farmaceutico. eh ~ fac eva parte del Consiglio superiore militrwe di sH.nità., esso componevasi di un ·p ersonale non militare. addetto al laboratOJ·io cbimi<'o-farmaceutico cenlrale di Torino (un direttore e due asRistenti) <' òi nn personale as~imil ato n.i gradi militari, deRtinato nlle farmacie degli <>Hpedali e distinto in farmacisti di l " da. se (capit.ani). di 2" classe (tenenti) e di ::ta classe (sottotenenti): in totnlP 2!) fnrmacisti. Fn prescritta inol t•re !per il corpo farmaceutico una divisa u~nale a quella del corpo &'lnitai·io, ma . enza ~iberna e bancloliera. P er il miglior funzionamento del servi zio farmaceutico DI i· li t are, fu abolito U sistema dE>l servizio a premio :fisso e !Per appnlti e fn istituito nn òep<>siio centl'nle di medicinali e materiale di medkazione, con annessovi un Jn.boratorio cllimico-fnrmacell · tico, il quale òove~·a Mmministrare. di re:,!ola, tutti i medicinali " e mate-l'iali, che occorrevano al servizio sanifado e di veterinaria per l'e~H'rcito, tanto per gli osp('{'l ali. quanto per le infermerie. corpi. reparti t>er . Ogni spedalP militare òh·isiona1·io continuò aò avere una spe· <'in lP fa1'macia , fliRtinta col nome eli fanna cia milftarP ili rfi1;isionr. Oli ospedali snrcursali, che <>rano ~iii fl,l le dipPnòenze di quel:i ili vi sionnli. ebbe•l'O Pll'l'e farmacie proprie, dipendenti da qurll (-' di divisione f' denominate fa'rmacie 8uccur.'lali. T lltte le farmae'iP


-415-

militari rimase·r o, pe·t' quanto riguardava il sei·viZlO tecnico, alla dii·etta dipendenza del Consiglio superiore di sanità, al quale spettava ancota una speciale vigilanza stù fun~ionamento del deposito centrale di medicinali c di materiale di medicazione e d-e~l laboratorio chiruico-farmaceutko. Furono 1pubblicate, n 23 marzo J855, nnove istruzioni concernenti il servizio degli infermieri milita_,ri in campagna, ed il 20 marzo 1856 altre norme ed istruzioni 1per l'eseguimento del citato decreto 26 giugno 1853 relativo all'ordin:l!mento del servizio chimico-farmaceutico militare. T/organizzazione del servizio sanitario, cosi miglior::~ta, •rivelò i primi indiscutibHi vantaggi nella guerra di Crimea (1855n6), in cni il Corpo di s.pedizione deil piccolo Piemonte fu dotato di un senizio sanitario bene preparato ad afl'rontare il grave cimento di una campagna in terra straniera. Per designazione del.ll'Ulust·re Riberi. fu nominato medico capo df'lla spedizione il medico divisionale Giovanni Antonio Comis!'!etti, il quale, rf>catosi a Ma•r siglia per visitare i ,p reparativi di mobilitazione rlella Francia, comrpilò una « Istru?Jione sul .servizio ·degli infermif>ri in guel'>ra )), circa i soccorsi d'urgenza e ~e primf> operazioni di sgombero, che ebbe l'approvazione del •:.\finish'o della guerra e del generale Lamarmora, comandnnte il corpo di speàir.ione. Dispose inonre per un adeguato numento dell'organico del Cor.po sanitario, 1per l'allestimento ·di letti chi·r urgici, apparecchi per fmtture, lettighe, cacol ets) e per le o,pportune modifieazioni agli zaini d'ambutl nnza, cofani e eassette ehh·urgiche, in modo da rispondere a tutf,e le esigenze dj nna gu('rra in zonn montuosa. e, nonostante i'infnritvre durante la ~am.pagna òi numerose malattie infettivf>. so;prattutto del eolera; n sel'Yi7.io ~anitario dell'esercito piemontese fu u:nanimNnente riconosciuto oome il meglio orgnnizzafo fra le truppe allNttt>. E ri<'orde1'emo ancora. c11e dura.nte la guerra, furono fatti i primi cRperiment.i di trasporto dei malnti e feriti per via ferrovia da da Rehastopoli n Ralndnva, ì"Hlenòosi dei carri merci, su cni erano statj depo!'!ti df'i pagliericci o semplicemente uno strato <li lf)ngl ia. N PJ marrJ() 1857 1ma <'ircol!l r(~ d f> l Ministero d ella guerrn. in <'onside-razione élei buoni risnltnti cttenuti <'On l'istituzione del depo!'!ito di conì"alescenza in )fon<'nlieri ll)f>r i milita'l'i reduci dall 'Ol'iente, rf>se definWvo l'imjpianto ·di questo luogo di cnra, esten-


-

416 -

dendone il beneficio ai tpresidi di Torino, Alessandria, Novara, VercBlli, Cuneo 1 Saluzzo, Pinerolo e Venaria Reale. Un nuovo ordinamento del Corpo sanitario avvenne con R. Decreto 10 ottoore 1853, tradotto poscia in legge organica il 17 marzo 1856, per la quale fu stabilita una nuova gorarchia, con assimilazione ai gradi militari per il Corpo sanita•r io di terra e di mare. Furono elevati gli stipendi c le pe11sioni, equiparandoli a quell]i del grado di assimiJazione delle armi speciali (a·rtiglieria, genio); fu oreato il grado di medico aggiunto, in modo che la carriera, la quale prima iniziavasi dal g·r ado assimilato di luogotenente, ebbe principio da quellla di sottotenente. Dopo la campagna ·d el 18fi9, con l'annes;sionc della Lomb3irdia. al Picmonte, all'esercito sardo, costituito delle prime nove brigate di fanteria, oltre quella dei gra.natie·ri di Sar-degna, si aggregarono altre cinque brigate, che presero il nome da città lombarde e si orearono nuovi battaglioni di bersagHeri e reggimenti di cavall eria, artiglieria e genio. DOIPO il plebiscito dell'Emilia e della Toscana, si costituirono altre 11 brigate di fanteria, distinte ool nome di va,.rie città toscane, che fur.ono riunite in divisioni, le quali, alla [oro volta., died(>f0 luogo alla formazione di cinque comandi di di partim ento miJlitare, con sede rispettivamente a Torino, ad ~'\ lessandria, a Parma, a Bologna e a, Brescia. Successivamente, con la co·nqui~ta dclJe Marehe, dell'Unìhria e delle due Sicilie, e con la proclamazione del nuovo •regno d'Italia., si formarono a.ltre brigate ehe costituirono eosì l'esereito italiano, con la formazione di due altri eomandi òi dip&rtimento a Napoli ed a Palermo. Merito principale di tale organizzr.zione spetta al generale Camillo Fanti, mini~t>t·o della, guerra d(>] tempo. che dovette ~ll!Pf'rare le più g·randi difficoltn, non solo per la deficiem:a dei bilanci, ma anche per l'aumento (·aotico df'i qnadri e per il poco affiatamento frrt elementi :;:ettentrionali e meridionali. Più ta.ròL la lrgge ~nlJa leva del mini~t·ro Ri-cotti aboll i vnri siRtemi di e~o­ nerazion e dal $ervizio militare. f:lanciti :fin dal 1R54 con la legge sa·r da. sostituendovi il volontariato di. un anno. f'on legge 4 agosto 1861 fn istituita inoltre la guardia nazionale fra i volontari con· ge{lnti rla1l 'esf'rdto e non aventi obblighi òi srrvhio, e fu ordin r.ta in hattagUoni di 600 nomini eiascnno. T/esercito italiano, appena formato, dovette sostenere as1p·r e lotte per il tentr.tivo di restaurazione bol'bonica. e successiva.ment(> I)Jer la. repres.~io.ne del brigan-


-Hlfaggio, dH• infc!'.tava le lH'QYinde meridionali <' dw dm·() fino alla <:ampagna, del l '66. Bd anche in que. ta d rcos(auza H Cot·po sanitario diede nm11e1·ose pt·oye {li abnegazione e di sac1·iJicio. Dopo questa. gu<:>1·ra fu costituito un aUro coma.nclo mlJitare a Verona, ma nE'l 1 () dE't ti commuti furono l'idotti a tre, <·o n se<le a Y crona, l'i<m, c Kapoli. Dopo la <:am~)agua del l 70 IH' fu istituito un quarto a H<>m a t>(l il comn 1Hlo di Pisa fn trnsfet·ito a, 1\Iilnno. Con la coRtituzione dc>luuoyo Regno (l'Halhl, nn R. Dt'<'rcto in data 2G maggio l ()1 R~ahili Ja nomina eli nu medico capo, con gin l'isdizion e !'lul ·ri. pcttivo clipm·timPnio milita·re, e con equiparazione al g1·ado di luog-otenente <·olomwHo: e dò per la. vasta eHtensionc assunta dal tenitorio (l<•lla .Xazione. I1 (lipartinwnto m ili l are coni:.;pondeva presso :1IPOCO a !l'odierno <'ot·po <l ' armata, E'd il m<•dico <·apo del Dipartimento riuniva le funzioni clell'attnal<' dir<>ttorP di :.;anibì. <' quelle del dir<>ttore del l ·o~pedale rnilit;ll'<' l ocnl<', con ampie al kibnzioni, impl'Ontate, fin (l 'allora, ai più pt·atid Nl urgen1 i 1pt·incipi i eU d<><:<•ntramento. Egli. pet'<!iò, oltt·e alla direzione tecnka dell 'o:.;pedalc militare della sed<' Ml propl'io Di1pal'tinwnto. a:Yenl la clir<'zionc c la Yi~ilanza fli tutto il Rervizio ~anitnrio militare d<>l ri~pctth·o ter·r itorio, cd era su p<>riot·e (li grado ai medid òh·i~ionnli ùi l " da. ~<'. tra i quali veniva s<'elto, 1-iPnza te1u•r conto dell'nnzianit:ì. Pertanto fu nbolita ~n qualifi<·a. (li nw(lki {livi~ ion ali <li l " c di 2·' da~~-<<', e vi fm·ono m<'did capi P m<'di<·i clh·isionali, . <>nza distinzione di categoria. Gos;titnitosi il R<'gno tl'Ttalia, il f'orpo ~unitario. con leg~<· 2R giugno 1865, raoCcolRP <lallc ' ':l l'i e proYhlcie i merlici ('h <' a Yevano PJ'Pstnto lo\('1'\' izio presso g-li antkbi esPtdti della. p<>ni sola. Giù. al t 'orpo Nnnitario militai'(' sardo :.;i et·ano aggiunti, d~o la guerra ~l cl 1B1R quei mC'clici ro~trrtti :Hl esuln l'P e dtc il R e, H Paese < ' l \•F:ercito e:wcvano a<'coJI o fraternamente in Piemonte. :XP l 1~59, afl :H·<·re.<sC<'l'<' le sc:n·. e fil e d ei sanitnri. accors<'ro molti Yolontari d'ogni 1n·ovincin·, specialmente ò<>ll'Italin r-;ettenhional<', ai qnali s;i aggiun 'cro in R<'gnito nknni lomùardi, g ià in SC'l'Yizio IJ)l't'R!'O l'<>R<'r<•ito An "tria~o. quelli d<>lle ex t ntppe to~ane, modenC'~i. parnwnl'li. del g-iovane Ni<'rcito dell'Emilia, d~l c-essato R<>gno <lellc Dn e Sicili<'. Nl a ncora, con n . D f'Creto rlel 27 apri1e 1di2, i m<'<lici tkll 'eRercito meridiona)e.

27


-

4t ' -

* * * Ci .s ia ,permesso ùi april'e una parentesi pe1· rievocare fra coloro, che accorsero animosi in Piemonte per arruolarsi nelPesercito sardo, una fulgida gemma del Corpo sanitario militare, Luigi Pa stro, il quale trascorse la maggiot parte della sua grama esi~t nza nella penombra di un iiDlllerHato oblio e di cui l 'innata modestia fu !Pari alla grandezza dell'animo. Nato a Selva di Volpa~o il 22 oUob1·e 1c22 c lauteatosi a P adova nel 1847, si dedicò poco dopo alla modesta e laboriosa professione di medico condotto nel comune di Villorba, ptef:;SO 'l'reviso. M:a n 24 giugno 185J venne arrestnto in questa dttiL dagli sgherri austriaci ed internato nelle prigioni di Venezia, reo <li aver preso parte alla costituzione di. un Comitato rivolur.iona:1·io e di avert' avuto relazione coi capi de~l moYimento nazionale cl<>l JJOmbardoVeneto. Fu quindi trasferito alle cm·ceri di :.\lantova, e qnivi. coinvoltd nel terribile processo che finì <·on Je atroci sent<>nw d el 1 33, p e1· le quali furono giustizia1j in «Belfiore, oscura fo!o;"a d'aul'triaclw fordH', fulgente B~lfiore , ar~t di martiri>> 11 pat.l'ioti, fr·a cui Gra ziQili, Speri e Montanari. Altl'i ~J furono con<hmnati alla detenzione, e fm questi Luigi ra~tr·o a J8 anni eli <'Hr<;Pre duro, che scontò nella fortezza di .TosephRta.d t. -m ormai consacrato alla Afol'ia l'ammireYole <'OIIt<'g.no da lui climost·rato durante l'istrnltm·ia. Egli fu inYero 1'<'1'0<' clel ~ilcnzio: tacque nomi e fatti. nono~tantc le !più in~istenti minacce, le rpiù insinuanti lusinghe c le più raffinate IProme~~P dci . noi inquisitori. Oonfe. ando, avrebbe potuto ~alYarsi e sarebbe . tnto incoJ'porato come semplice individuo ~o~pC'tto in una compa~nia di disciplina. e forRe, più tardi, com<' medi<'o militare. av·rehbe potuto intrn · pr.e nòere tl a e&rriera nell ' ImiJ)e·r ia le e Reale FJScrcito. ~f:~, egli 'l'<'Sistette infle~Aibilmente a, questi e ad l'lltri forse più forti nllPttnmenti; resistette al bastone, al òiA"iuno, alle calene e la<'qne. Dopo 100 giorni (li pane Nl a.cqna. sparuto Nl ammalato, tanto cla C':-:sPr<> costr<>tto a fnr·:-;i S4)l'l'<'A'P,<'t·e <ln un <·ar·<·PriPre, nll"nc'litol'e militare Krans, <>he :tYC'Ya. <·on o~ni a~l nzia C' raggiro tE'nlato inntilmenlf' di . t1·app~n-gli la confes~ione <' lo [H'OYOCava in~nltnndQIIo: « Gf'tti q·u ella spada, l'ispondm·a fit>1·amente. o nf' {lia


-

4JU -

una anche a me; c troverù ('Ili, anche moribondo, sruprà l'i· :;;polldl'l'le ! )). E iroppo1·tò stoicamente Jc dure cateHe fino a quando l'Austria, pre!,;llùLa dagli avvcuimenti ùcll:1 gucm'a ùi èrimea e pl'Poccupatu. più {lei pericoli all'estero the all'interno, fu costretta ad aUenum·e le repre:-\~ioui politiche del Lombm·do-Yeneto. Ed il Pa:tro con molti altri prigionieri Yennc graziato nel l 3(). Così questo mcdioo modesto, che già nel 1849 a vera dato iu •lubbie prove di vu1lote e di eroismo co1uc capita,no comandante di una compagnia nlla difesa di Vene7>ia , il lo gennaio 1860, tra ve titosi. fuggì <la Trevif:ìo il Torino e l'lÌ arruolò quale medico aggiunto nel Corpo ~anitario <lt>ll'e._"Crcito pi<>montese. Egli compì la sua ltmgn, caniera non aveiHlo altra mira <'he l'adempimento del pro,pl'io dovere c partecipò atti.vnmenlie alle campagne <le>ll'indipendenza e per la r<•pressione cl<•l brigantaggio. Nel 1 ·~ . sessnntaduennc, lasciò l 'e!';crdto col grado di maggiore medico <' Yenne in seguito promosso al grado su,pcriore nella posizione amdliaria. :.\ht con l'allontanamento <ln l servizio non cessarono le sue benemerenr.e; nel J f.:RG fu tra i ('01('-t'osi h1 S\idlia, semJPre primo tra i per·icoli, ove era un dolore da alleviare. una miseria dn s~corr~re, r per l'o:pera coraggiosa e filanlropica da lui prestata Francesco Cri->pi gli <'Onferì la mNlaglia tl'ot·o al T"alor dvile. Alla sua fortunata lo11gcvità (lovette il P astro sr fu tratto dall 'oblio volont:wio; e nel 19JO, f:ìU I)Woposta (1<'1 ministro Ronnino, il1aticlavio fu degna ricom pen. a al suo o. cnro eroismo. Morl a 93 anni, po,·ero, in nn'nmile stanzetta d«:>ll 'o. pedale militar(' di Venezia, t'{l una modc>E>;ta lnrpiclc ricorda ai post<'l'i l'ospite illnsLrc. Pngina più g1l01·iosa non pot«:>va dunque segnar<, il Corpo sanital'io militare fin dai primi r. OJ'(li fleJ patr io riscatto, c il nome di L uigi Pastro, così luminoso nel martirologio dell'indiprndenr.a italiana., h'ova degnissimo posto nel Hbro d'oro della .n ostra famiglia :-:ani.tal'i:t ed inizin, gloriosamcnt<' ·la serie cl<:>gli eroi. E hen si può di1·e eli lui come il. anto v<>glio di Dllnle: Dl'!JIIO di tanta r(·rae11 ~a i 11 d sta Che J)i'tÌ 110n t7er a, path·e alcun. figliuolo.

•


-

-t:.?O -

* * * Popol1L<.:ampagw~cl el l 'GO, <:ostituitosiil nuovo H<•gn o d' I talia, gli o~JH'{la li mi l i t m·i dhil"ioHa li ftn·ono ela:~siticaU i n ostwdali di L " das~w (T ol'ino, Alei-<.'-lHUdl'ia, (ìeno\·:1, Milano, Brcs<;fa, Parma. Bolog-na, Fit·cnze, .Xapoli P PaiN·tuo) e di t2." classe (~0\':tra , Jlayia. ('t·Pmmw, Piacenza. Mod<•na, Rimini, Forlì , Li v01·no, P<'rugia, Chidi, Bari. Cant Tirreni. ( 'alauzaro, ~1 essina c ('aglhu·i) . .X(•l18G6, Ìl Consiglio l"UI><'l'Ìore di snnibì, dlc giù <·oH H. Decreto del:.! mag-g-io 1, GO cm ~lato Hllrn<'ntato nell'organico <li <hH' i!-ipettori IP<'l' l'importHHza e moltPpli.c:i(;), <l<'llr prntiehc ad esso <l<•volute, si tra::lf<• t·1 <h 'l'orino :t Fir<'IIZ<'1 col tr;~~porto della <':tpitnle (lal Pi emonte in To&ca.na. Cou legge del :!8 g-iugno lRGG, dmantc ]a g'll<'tt·n <•ontro l '.A u stda, furono i medici dir<' l tot·i dPll 'ospedale distinti dai mNli<:i capi di diprn·limeuto c, mcntr<> qu e. ti vt'nncl'O assimilati al zrado di tetu•nt<' colonnello. quelli fm·oHo <'quipm·ati al grado di maggiore. 'l'a ie di:-:tinzion e però f'l.>lw hr<'Y<' durata. perch~ , tPrminata la campng-nn, <·olia 1·iduzione (li tniti i g-l'n<li Mll' Es<' J·<·ito per e!'igenze di bilnlH'io, fu nuontment(• J'iunitn ln. <·:u-i<·a di medico ca,po di di· p:wt Ìln<'Jlto con q nella ·di <1kPt l Ol'<' (li o:;;pedalc, c la~cintn q uellla di (lit·Pl torp !'Olamf'nte ]Wl' gli os~>N1ali fuol'i della R<>dc> -clel <liparti· lliPl\( O.

Tll. -

L '.-\SSlSTI~:\7..\ S.\~11'.-\HI.\ 1\UL11'.\Ht•: XEL R Rm>o m~Lu: D m·: Srcn.m.

,\complemento dell e notizir slol'i<·be sttll'o rganizza:~,ione dci ser· vizi ~nnihtJ•i militari in Halin, no11 sanì, inutile dm·e un cenno l·ml f uuziomtm<>nto di quello costitnito •,pt·ef'lf;O l'eHCl'(·ito bot•bonico, ri·sPrYll fl(l od in un .su<·c<>ssi vo ·p a.t·n.grafo di parlal'c hl'<' V<' ment<~ d<'i l'<f>t·vizi sanitari <h'gli alt1·i stati <lPIIa ,p<•ni~ola, i quali, (] ('l resto, }Wl' 1'(':-;igna fona delle truppe nllc armi. disponevano di un'organiz· zazionp sanitaria a.f:;sai limitata. L '<'"ercito nn polcta no. (·o:.;tit n i t o" i c-olla <linast i :t Mi Borboni fin d n l ~eco lo :\\"Hl. e m . t a t o incOl·porato per cir<-a <li<'('t anni nellél GraJI(l<' Armata durante 1<.' ~uerre napoleoni<'lw, comporlando!'i <'gregiamcnt e. )fa con la l't>Rt;1 urnzione degli . tf'~~i Bm·boni jn


,

;

-

421-

Na1poli ebbe, in seguito, soltanto delle funzioni di difesa, della. sicurezza inte1·na del regno, siecllè, più tardi nel 1861, come vedremo, non ~resistette all'urto della Sipedizione garibaldina, la quale, se inferiore òi nomini e di armi, era animata dal più fervido impulso patriottico. C<Hlutn. nel sangue la l'epubbJiea partenopea e restaurato in Napoli il Regno borbonico, Re Fei·<linanao IV, fra le molte leggi e decreti <'manati ·Ù:Ob Palermo per la 1-icostitnzione dell'e::;erdto, con oraimmZib del24 gingno 1799, abolì gli oF,pedali ruill ihll'i nE'l R{'gno di Sicilia e con successivo de~rcto ·d ell'8 gennaio 1800 abolì quelli del Regno eli Kapoli, prescrivendo che i soldati fossero cnrati negli ospeòali civili in sale sepatHte, dette <<sale militari>> c dai mcdid che a.vevn.no già prestato servizio nei soppressi ospedali militari. Dif:1pose inoltre che nelle guarnigioni OYe non esistevano ospeflali civili e militari dovessero essere curati alle infermerie reggimentali. L'abolhione élegli ospedali militari. incont-rò non poche difficoltà, l';)pecialmente nel Regno di Napoili, ed il protomedico òella fa,m iglia reale, Don Giovanni Yivenzio, a l quale era .stata affidata anche Ja direzionE> di lnUi i servizi snnitari militari, pr0!3pettò al R e in una minuziosa rela;~.i.one tutti gli inconvenienti, sia dal lato tecnico che disciplinare, che insorgeYano dalla sqppressione degli ospedali mi1litari, proponendone il ripristino. Il Re accolse tale proposta, e con cle·c reto del 2G ottobre 1800 fu stnbilito jl .ripristino « del sistema dello stabilimento di o~peclali mil1itari fissi, meno in quei siti dove nell'attnnle stntD del Rrale Ei'(er"<'ito non fossero necessari)). E con altro decreto di pari clFtta 'fu stahilit.o la costituzione ·d i quattro o~pecla.li eli campagna a Gaeta, a Capua., a Roccasecctl! e a SnOmona. P er l 'impianto clell'oRpedn.Je militare generale {li Napoli, per il quale il predetto decreto presoriveva si face.sseJ>o cc le convrnienti divisiDni per ile divt"t'se classi di mnlnttia . Ri st11hilisse un tentro anatomico e si formasse una specie ·d i scnola, onde potere nelle occonen7.c ~omministrate {lal <lt~tto Dspeilalf> gf'nel'ale i cont-ralori e gli altri individui ne<:($~ari per gli ospedali di cnrupagna e delle piazze)), fn p~rescelto H convento (li S. 0ionmni a Carbouarn, nno dei tanti monasteri soppre.'lsi clal R e. Tll citn to tiecreto del 2G <>ttohre JROO pr(~F;crheva inoltre che cc per l'amministrazione economi<'a degl i oFlpf'cìnli militari si procurasse eli formarP a8si<'tflti con bnoni patti. f'olla. pm·ola ns8iento


-

42~ -

voleva intendersj appalto, ed assientisti furono <!hiamati gli ap;pal tatori. Così, con dispaccio del 24 novembre 1802, fu stabilito che si emanassero i bandi noces-sa·ri per tale assieuto <:he (love"a aver luogo per concorso ad asta. pubblica, mediante manifesti affisRi in Napoli, Capua e Gaeta. La m·iglior<e offerta fPresentata fn quella dei f~-cttelli Guerra, che Ri obbligavano di assumere il contratto, per 4 anni, rlietro antieìipo di 4000 ducati d:1 p~trtc (Iella R. Corte, da scom,putarsi a JOOO ducati all'anno in rate mensili, e fissando la retta ospe· daliera in misma eli. g-rana 24 1per ogni giornn.ta. òi presenza rli soldato, forza-t-o o 'presicliario ecl il do:ptrio per gli ufficiali. Il contratto fn regolarmente stipulato il J O mm·zo 1803, ed il capitolato consta eli 22 :ùticoli, comprendenti la. fornitnra. di letti , del vitto e persona;le di assisten7-a, la manutenzione degli stabili, il riscaldamento, l'illuminazione, la lavanderia ecc. Di sgraziatamente, questi assienti fecero cattiva prova per l'ignobile spocnlazione ed avidità di guadagno da 1parte degli ap paltatori, che non esitavano ad esercitare le più vergognose cm·· ruzi-oni persino su coloro che erano addetti alla sorveglianza ed al controllo. Tuttavia analogo contratto fu stipu1lato cogli stessi fra telli Guerra in d:1ta l" maggio 1803, anche !l)er gli ospedali militari di campagna, che furono impiantati negli AlJ.ruzzi nei fPressi di Pe· scara e di Teramo, nel cui territorio le trupiPe borboniche si trovavano in istato di guerra. Ma, a l primo SC{)ip.pio delle ostilità e suc.;essiyi scontri, assientisti e controllori ed anche i medici ab · bandona•J'ono gJi infermi ed il materirule sanitario in mano del uemico. 1115 febbraio 1806 i Francesi entrarono vincitori in .Napoli, e, dopo un mese, fu Cl ecretata la soppressione del convento della 'l'ri· nità- delle monache, che per l'amenità del luogo e l:1 be11ezza dei locali fu prescelto per l'impianto di un g.r ande ospedaJe militare destinato per l'icovero delle t'J'U,ppe ·d i occupa7~ion e, es-sendo stati gli altri OSjpedaJi ,r iconosciuti insalubri e fomiti {li malattie eon· tagiose. Fallito l'esperimctito {]el servizio in appalto, si. riconobbe ben presto la necessità eli i-!'ltituire un S\.~rvizio sanitario vero e proprio. affidato ed amministrato da milittwi clisinteress:1ti e ool vincolo della disciplina. P~rtanto ,GiusCJPpe Buonapat'te, eon decreto in <lafa 26 l11~lio 1807, pubblieò il primo regolamento sul servi7-io sa·


-

4:.?3-

nitario milita1·c nel l~gno di Sapoli, compilato sulla base di quello francese ·e composto eli 36G articoli, •riuniti sotto 36 titOili. P er tale regolamento, il per onale sanitario el'a distinto in org:mi direttivi, rapp1·esentati dngli u1Jiciali di sanità in capo dell'armata, •r esidenti al quartiere ~Pneralc rlelJ'armaia, i quali, oltre la direzione e YigilaH:~.a del ~er>izio sanitario, a>evano anche J'inc:trico di tut('llare l'igiene' dell<l truppe. Successivamente quc~-;te funzioni òirett iv<' ed i spetti \ 'C fm·ono aflidate con decreto t1el 4 aprilr lHOS nel un <'onsi~lio eli sanìtù, ('Ompof.lto di:~ lUNlici, 2 ('hi1·m·ghi e :! f<U'madsti : 4 eli cp1Psii erano !«'eHi frH i migliori insegnanti dPII a facoltà mNlic::~ nnpolc•tana, e per di>ersi anni ne fe<:e parte il <·PlPlH'C' I>OHl<'ni<-o <'otugno. ~i;) l'ico•·dato. QueRlo ConRiglio di sanità clipend<'nl diJ·Pttanwnte clal Ministt·o ch•lla guerra ed, oltre al l'C'<:lutamen1o ed nlil'istt·n~i.on<' flPgli n:fficiali meclici, aveva l ' obbligo di b•pczionare gli ospedali, le caserme e i dt>pos:iti di materiali sanitari. D ne anni dO])() quPst 'i5<p<'ttOl'a to fu abolito dal Re Gioacchino :Murat e ~-;o~tituito da un Corpo <l'i. petto·ri generali di sanità militare<' cidlC'. con lP iclenti<'he nttrihn~ioni e con ~iuriRcli­ :~.ion e egtp~n. an<'he alla R. Marina. Gli organi c>s:ecntivi erano rnppre. C'ntati òagli ufficiali di ~a· n i(;\. ad d C't ti ngili o~1pNla li m ilital'i. <'o n cl ne clasF>i fPCÌ merlki, tre p('tr i <'h irurghi e 1r·<> JWI' gli . p<>~iali. 11 Rf'rvizio anuuini~trativo era affidato agli economi. la. diR('iplina ai sottointenclenti <li armata., di penò<'nti eli retta men t<> dall'intell(l<'n tf? <l 'arma t a. Olt•l'<' gli ospN1ali militari pPI'man<>nti. Ri avt>,·ano o~peclali t<'mporanc>i e d<'positi di <·onvnlNw<•n:~.a. non<'lH\ ospNlali ~'qwdnli prr !':ifìliti<'i f? s<'nhbioRi. TI f'omanclo dell'armata fran<'esr. riconosciuto <'h<' i locali del~ 'px com·C'nto clC'lla. Tl'initù non c••·ano Rn:fficiPnti p<'l' l'iml])ianto di nn unico ospNla le. cl i~po:::p dH• rsRi fossc>ro allibiti per r eparto nffkiali, mC'ntre nsRegnò il ~. 0 I])Ìnno <klla cnRC'rma fkanili per il ri<'owro <l<'i vc>nC'rei <' degli R<'nbhiosi. l '<'x convE'nto di S. Giovanni a < 'arhonn1·a pPl' i militari affetti rla mnlaif:ti<' me-eli<· h(' <'Omnni <'fu 'lll'<•Ro in affitto nno RtabilP fP J'h·ato ai Ora<lini Hrancacdo·. <'Om<' <l<>posito <li <'OnvalescC'nza. Più tar·òi. n<'l mal'7.o 1808. si fo1·mulò un prog<•tto <li rinnkr t.ntti gli ospe-cla.li militari nei lO<'ali tl<'l redusorio. dw poteva :t<'<'Ogliet'<' fino a ~000 malnti. ma tnlr proposta non fn np:provnta (lnl Ro-rl.'nno. 11 Rf' Gioncchino Mm·n t cnh<) in Napoli il 6 s<•it<'mbl'e 1808 E>. cltH'antP il RUO ·1·egno. fm•ono emanat<> nuove òiSiposhdoni circa il


-

4:!4-

servizio sanitario militare. Con dcereto del 2!) settembre 1 '08 fu soppres. o ]'o pedale <lE>i Granili. <>on altri sceondari, <lis.locati nrlle nu·i<' JH·oYinci<• drl Regno. Oli infermi 1·icovf'rati ai Gl'nnili furono trasferiti, patl<' nlla Trinitit e pa.rte ::t R Gioranni a Ca1·· bonm·a. J1t seguito. IJH'l' l'accre~owiuto numero dci malati, fn l'icono!':ciuta J'oJmortunità <li impiantar<' nn altro o. pNlalc militare nell 'ex monast<'l'O del ~(l('l'flllH'nto a l1 'J nftaseata f' <li esegllll'<' laYOI·i di adattamento e eli ampliamento all'ospcdal(' <l<'lla rrl'iuifù , portandone ]n capacità, a. J:200 lefti. Nrl lAO!) l'oRpPd alr (li I'ir<lip.Totta fu a:;;segnato alla R<'nlc 1\l<t· rina. e nel snccesRh·o gennaio 1, l O fu diJ.;posto che qu<>sti locali fossero de~;;fiuati a <·n:-<•rma e l'o~p<·<lalc mat·ittimo foRRe tl'a:-;frrito a. S. GioYnnni a Cal'bonara : il c1l e nvvennr npl giugno <l<'llo Rtesso anno; ma, continualHlo aò aumenlm·e il numet·o degli nmma~ati. si <'lorcttE' nuoYamente riprislimtl'<' l'ospedale di Pi<'digt·otta nf'l1Sl3. Sconfitto l'esf'r<'ito di )Iurat nella bnttaglin di Tol<'ntino f' colla, capitolazione di Ca~nlanza rlf'l 19 mnggio 18H>, finì l'occupazione frn.nrrse del •l'Pame di Napoli e Yenne nnovamente instmwato il govf'rno dei Borboni : rd il l 'i g-iugno RP Fet'dinanilo farr•a il suo ingr<'.. o in Xapoli. Fra i 1p rimi proV\'edinwnti, con dN·J·<•to del 17 ago~to J , ] :l, egli riorganizzò i l :;ervizio <l l'gli ol'\pedali militari . l'icostit IIPndo ill Cou~iglio di !'an ii;) milita L'<', <' Ht.abiletulo il pN'· sonale <legli ospNlnli in medici. dlit·ll·rghi c fa·t·tna<'if;ti di l." 2." ~ 3.a cla~sf', in contra/ori per la p:u·t<> amminii'hntinl ed in <>ommil' · ~ari eli gnrna per In disciplina. f'on nkunc modifìcazioni vrniYa inolh'(' ri1wistinato il sistemfL <l<•ll':tppalto, p er quanto ri!!nal'Clava il mobilio, il vitto ecl i l perROJlHlP <li fatica. Con a1t<1·o <l{'e·reto ~lt>l 29 giugno 1824. fn ipnbhlkato il rrgolamento clefinitiYo del s<'L·vizio i'anitm·io milihu·P. <·he rinH1"<' in YÌ · gore fino al l GO. P<>r tali dispof'i:doni in :Xapoli Na co~titnito un ospedaiP g<'l1<' 1'al~ di :iOO letti all:1 T1·inihì. 1111 O!-<prclal<' di l." elass<' di BOO l<'tl i èll R:H'l':tlllento ed un n liro {li 11gun lr cap:H·il:ì n Pa · lel'mo. Yi e1·nno inoltre o~pe(lali militnri fli :!.• r !l.a cla.·R<' p er i IPrcsicli tl<'ll<' proYinC'ir <' . ale l'<'g'~imf'ntali p<>t· i malati l<:>:r:reri. presso i va t·i corpi <' r<'parti. I,roclnmata~i infhw <'Ol plPhisdto clf'l 20 ottolwe J , HO l ';mne~ ­ Rione cleJl<' rproviuri<' n;~polt>tau<' nl H<'gno d'ltnlia. ]a grnn<l<' ma~­ gioT·anza flri nwdki militari d<>ll'<'srrdto borhoni<-o paRsò all 'e~e1· -


-

42::> -

cito itnliano. Con 'dispaccio ministeriale del 25 atp rile l8Gl, venne confermata l 'istituzione in 'Na1poli <li un ospedale divisionario di I.' classe e l 'im1p ianto di alt·r i ospe{lali militari secondari, i quali continuarono a funzionare con le norme stabi.li.te dalle R egie disposizioni ed annessi regolamenti in vigore presso n precedente regime.

IY. - I :;;FJJWIZI SAì\'T'rAin :\ULIT.1RI .\"EGLI ALTRI S1'A'l'I ITALUNT. Per quanto riguarda l'organizznzione sanitaria degli e.serciti neg1li alt·ri Stati italiani, di·r emo anzitutto brevemente dei servizi sanitari dell'esercito pontificio. All'inizio Ò('lht campagna òell870, le milizie degli Stati della Chiesa erano costituite ()all'e-sercito stanzialc, formato {)alla gendarmeria, dalla fanteria (cacciatori, zuavi, ca.rabinieJ'i, !l egione 1·omana), dalla cavalleria, dall'artiglieria con batterie montate e a piedi, dal genio (zappatori) e dttl t·reno di equipaggi pe·r il carreggio. Fra i corpi sedentari si aveva un bat taglione di s~tte comjpngnie, d(~lle qnali nna compost.:'l esclusiva mente di infermieri, con sede a Homa . L'esercito ponti:ficio, composto di elementi eterogenei : SYizzeri, olandesi, inglesi. zuavi e di volontari a.p partenenti a varie naziona lità, cd anche 1per la natura spi·r it uale dell'autorità s npremn. gera.rchica, non ebbe a far risaltare le sue quallità milita·ri nè parte dpò acl opPrar-ioni di guerra di grarulc stilt>. comi:" nell'ultima cam· pagna del 1870. Il C'orpo sanitario mitl itare Pra costituito allora da un direttore òi sanità (dott. Costantini), {la 9 rhknrghi ma,ggiori. 4 aiutanti mng· giori eli primn classe, 10 aiutanti di seconda eclll nflhiali ap;gtunti: in tutto RG nw1lici. {]l'i quali J O prcstaYano seJ'VÌ7.io ai corpi, l O all 'ospe<laJe militari' fli R. Rpirito e p;li altri aNe ca.o:;eJ'J11(' e depo~iti di convall:"sc('l1za. L'organico stabiliva inoltre un solo farmacis ta. militm·c. col grado eli agginnto. La p;el'Ul'<'lJia era, la, ~Pguent(': i nH•uo <>l(•vati in gTtHlo I'I'aJJo gli tlftir,iali :;;anital'i a·g ginnti in soprannumPro. ai <Jll<l•li l'eguiYallo gli nfli7.iali sanihu'i aggiunti e poi i (·hirn·rgl1i ai11tanti maggimi di se·concla e eli prima. dasst>. quindi i chiru1·ghi maggiori. l ' ispC'ttore snnictm'io ed il dil'ettorP {]i sani tà. Funzionn:nt n1tr<'~ì nn Consig·Iio di ~anità., composto Ila.. un prrsidente, assimilnto al grado ·d i t<'l1f'llte colonnello, da nn segreta·r io


-

42()-

e da membri temporanei, i quali a,-e,·ano funzioni i. pettive c di ' 'igUanza sul servizio sanitario c sull'igiene delle tl'Uip pe. L'ospedale militare venne istituito fin dal 1861 a S. Spirilo eOil scguent<• prr::;onalc: 7 medici, R .chirurghi, l farmadRta, 2 utlldali di amministrazione, 2 cappPllani, oltre gli infermieri clclht G." .compagnia ; il RCl·vir.io di g:um'ùm·oha, di c ucina, e ùi dispensa era, affidato all<· fig-lie della .carità: $ii" aveYa l medico maggiore, capo del servizio medico ed l chirurgo maggiore, capo di quello chirurgico. Per quanto riguarda l'nnHormc, gli uffkiali del corpo sanital'io erano forniti di nna g-t·andc unifornw, <·on feluca nera, <' di una ordinaria con hC'tTctto 1·o~~o c faseia amaranto, tunica azzu rJ'O·nera ad un petto, <'on falélinc, paramnni e coll~?tto amaranto, <' (]i~tintiYi dorati, pantaloni lunghi di col01· eo~so , ùancloliera <· ~palllnr dorate. Circa lo ~tiprlHlio, i1 d it·C'tt ore eli saniti\, percepiva un soldo eli pri?RPnza mensile di lir(' :!HG. i medici e chirurgl1i maggiori di lire 210. i medici e chirurghi aiutanti maggiori di prima e seeonda cla. Re di lire 161 e ] <J:5. g-li nfficiali sanitnri ag~iun ti dì 91 e il fnt·ma<'i~ta dell'o~pedale di nJ.

* * * L'c~crdto del Grnnducntù di To~ana si gloriava eli huone h'aclizioui militati. axendo com battuto con onore in ~pe<lizioni d 'oltre marC' contro Turchi e Barbareschi ed inoltre contro gli s,·edef:i di flu taYO Adolfo nella gucna dei sette anni con le miJizie di )(aria Ter~a . contro i Prussia n i di Federico il G l'tl.Ddc all'assedio di .\mbm·go, contro le soldati?!'Whe della rh·oluzionc f t•ance e e gli eRerciti nnpoleonici nella ~pc(lizionc di Spagna <l<•l 1 13·14 ed in · fine cont·1·o le trutppe uust1·iache. Ma negli nltimi anni ebbe soltanto funziùni ùi po1izin in t.m·na, IPCl' cui non cùbe più occasione di mcttcr:";i in evidenza. L'cf:ìercito era moch'll:lto sn qnello austl'iaco c comprendeva t re brig-ate eli fante1'ia r..u 1~ battagHoni. 2 ~;qna<lroni di cayaJleria, :! hattaglioni di ~c·ndarJJWria. 3 batterie tla <·ampagna e ~ battaglioni d'artigli<•ria gna t·da co!'lte. Gli obblighi 111ilitari erano fi~~ati in c anni di t;er,·ir.io. e non e isteYano t·i~":C'rv-c per la mobilitazion<'. la quale potrva fol"llit·p 12000 nomini.


-427-

n Corpo sanitario dispoueva di pochi uffidali medki. dPi quali il più clemto in grado el'a equiparato a maggiot·t>, ton l'incarko di dketLore di sanità milil:.we . .lft•a gli ufficiali meùiei che fecero parte di questo corpo è cla, l'icOl·dare il dott. l.Jui~i Ot·seJlli, nato a Fil'enze, nel 1821. .Prese pm·te come volontario c qnindi come chil'lll'~O nel battaglione fiorentino alla campagna del 1848: rimasto poi nell'eserdto toscauo partecipò alla c::nn;pagna d(;'l 18n9 com<' medico di òl'igata adddto al romando delle trnppe toscane ed a lla loro annessionr fu JH'omo~~o medico i~p(;'{t ore <l eU 'esercito italiano. ~<"' dobbiamo diwenticare i valorosi "linici delle universit:ì. fli Pisa e di Siena, che. lnsdatc cattedra, clientrla e famiglia, animati <lnl più fnlgi(lo amor di patl'ia, accor~rro Yolontari ~mi campi <li Cnrtntone e di ~ [on1anat•a nrl 1848 coi battaglioni universitari. dand o magnifico r~empio <li ~acrifìcio e di eroi~mo 11nitanwnte all<' intt•E>pide falangi ~tn<lentPl-<'h<'.

* * ..

•

L 'eset-cito estcmw non ebbe a segnaJla.t-. i p et' operazioni belli<:11 c di grande importanza. Era. costituito da cit:'cu, GOOO nomini con l 1·eggimento di fanteria d i 3 battaglioni, 4 compagnie di dragoni a piedi e a ca,allo, 3 <l i a l'tiglie1·ia e 2 di pionieri : la ferma di 'l-erdzio era di 6 anni. IJ duca Jl'ranccsco V il J O giugno 1859, nell'ahhaudonare lo Stnto, ~ioiRe le milizie: però una brigata di 3600 11omini <'blese di pasRat't> nell'esercito austriaco e venne dislocata :l :\fanto'a ed in seguito a Bassano. Cit·ca il servizio sanitario, ricorderemo che lo ste~so archiatra del duca Francesco -v, dottor Angelini, era a.nchc direttore di f.;anitù, militare col grado eli mag-giore meclieo. I/o1·ganico del Corpo snnitm·io militare, datn, lUJ forzn limitata nlle armi, r~ra, esiguo: :l cnpitani meòici N~ altrettanti subalterni adcl<:>tti ai vari corpi e l'epart i. Funzionami nel ducato un solo o!"pednl<> militare, impi antnto a )[odcna in un ex conYento.


* * ~ Fiualmcnf<' l'N;<•t'(·ito <l<'l Ducato di Parma era formato tli :>Ono nomini co. tittH'nti nna lwiA"ata di fantrria di 2 battaglioni, un <:orpo di gendarmi. un bailaA"lione di <'H<:datori, una batteria da eampagna. nnrautl• la reggenza dPlla dnche~~a :Maria Lni. a. fn oggetto di l'id nzioni <li organko p<'r csig-enr.e di h ila n cio. ed i l ~ii\ esiguo co1·po I'Hnital'io fu ridotto ancora a po<'hi medici. di cui il phì elevato ili g-1·ado r t·a as!-<imilnto n capitnno.


CAPFl' OLO IX.

l SERVIZI SANITARI MILffARI DURANTE LE CAMPAGNE DELL'IN DIPENDE ZA, DI CRIMEA E DELL'UNITA' ITALIA A


!. -

PIUMA CAMPAG:-IA Dl!lLLJI~DirENDE:\'ZA ITALIANA (1848-49).

Allorchè Ca·rlo .Alùerto indi~se Ja prima gue!'ra d'indipendenza italiana, l'esercito 1piemontes-e non aveva m1 regolamento del sel·vb:io sanitario in guerra vero e proiprlo, ma soltanto poche disposizioni contenute nel ·r egolamento di servizio per le truppe in campagna, pubblicato il 19 gennaio 18.33. Il Consig11io superiore di sanità rappre:-:entava l'organo Sll premo dirigente, e come tale era responsabile verso i Mini.~trl della guerra e della mnrina. del regolare funzionamento dei Yari servizi. Come ·riferimmo, era costituito da un medico generale dell'armata , presidente; da un cliirurgo generale, vice preRidente; da un m<>d.ico ispettore; da un chirmgo ispettore, e, quali membri stra:ordinari, da un chimico-farmacista e da un segretario medico e chirurgo, con voto consultivo. All'entrata in campagna l'e~ercito ~:>i.emontese, oltrechè df'l detto Oonsig1lio superiore, di!'iponeva !)Jer n servizio sanitario di 3 medici in capo, di 4 medici di P clnsse e 4 <'li 2.., di 3 medid aggiunt,i, di un numero indeterminato di medici applicati in so prannumero e senza stilpendio; :weva. inoltre 7 clti-rurg'hi in ca-po. 30 cbirnrghi maggiori. 37 chirurg-hi maggiori in 2.. eli P classP. :)1 chirurghi maggiori in 2• di 2"' cJa.sse. QM~to pe1·sonale era ripartito fra i vari Corpi eò OS!peda1i. A:d ogni T'eggiment<) granatiPt'i df'llfl. lwiga·ht gunrdi~, era.no al" ~egnati 4 chirurghi. nd ogni reggiment<> <li fnuterin ~. nò ogni battaglione caccinto·ri di fantel'ia nltd ?., al battaglion(:> za.ppatori J. ai cambinieri reali. 2, al COl'po l'Nll<' cl'artiglieria 4. nel ogni r!'g'gimPn to di cava..Jleria 3, ai caval1t'ggeri di Sardégna. 2. Gli alJie·d nel 0orpo snnitario militare prNstavano ~€'l'lizio Mgli oF~pf'il.ali eli Torino (J4). 0PnoYa (G) e C'n,g'lim' i (4).


ln ogui capoluogo di tliYisione funzionava un O!)peda,l c mili· tare: 4 di la clas ·e ('l'orino, U~:nova, Al<>~sandtia, Cagliari) e .J. di 2~ da· ·e (Chambéry, Nizza, Cuneo, .XoYara). Questi stabili menti -erano partkol:u·menLe deslinati -al .d covero dei militari infetmi appartenenti ai corpi del ri~pettiYo presidio, uonchè di quelli deg-li altl'i <'OiìPi id com<UHlati o di passag-gio e degli altri dellL· gnarnigioni vicine, che, p<'l' la nn.Lnra dcll;t malattia, non potevano essere <·urati nrgli o~-:pcdali dviii. i <pmli etano con:-;iùerati come succursali eù aceoglienmo i milit;u-i infermi delle 1 ocalitù ove non esi·s tcvano stabilimenti sanitari militari. Si disponcYa inoltre di nume1·ose infermerie presidiarie e reggimentali, le quali ultim(' e1·ano <lP tinatt' al ri<:on'ro dci solùati affetti (hL malattie di lieve cntit.ì Nl erano dotate di cass<>tte di medicina l i, in ragione di una !])Cl' ogni ha t.taglione. Si aveva in · fine un deposito d i materiale sanitario, <lt'noiDinato azienda g(' 1101·ale di guerra, <:on una lar15n dotazione ·di materiale di medica.tm·a, di slrunwnti ed apparecdti <·hirurgid, di bianchel'ia, lenzuola ecc . . \ titolo di t:u t·io~itù , <limno ht noht llt'i f'Pni C'ontt'llllti iu una cn~!'ietta l'egolam<'Jtièn·c, in u~o <lltt·ante quPI'ta pJ'inm eampagna dell'indipendenza : «Due <·oltelli <l'aru;putnzione <li dh·erl';e ~ran<.lezze; due coltelli amhitaglicnti, uno lnngo 4 Q>ollici C' l"aJtro (); du<> ('Nltelli rel.t.i per diF:articolazione. l'uno a lama lnnga ~>ollid 3 1/ :! e l'altro 5: una sega a<l arco ]Wl' ampntazio1w: una IPÌ<'<·ola ~('ga acl nr<·hetto Jh~,. fa.lang<'; una tanaglia, incisivn a bl'HH<·he qua~i vertkaU ai manici: una pini'.ei ta n t01·~ione. <hw a pre~!'ione, ll11it anatomica: una forbk robuF;ta a. cncdtinio: quattro histurì anatomki, dtw piuttosto gt·audi >>. l<.;d an<·ora: «~('i aghi <·uni di <·nciiln·a a~:;:orliti: una tJ·efìna eon due cot·one liS{?e <' pnntcruolo !':<·orrevolP nell"<\l:'ta: una tana glia lenticolare; un,a, leva.. dOJPfPiU.: nna sega cl'Hey; un t·oltclllo atl n.o raschiatoio nd a.mbe le <'~tremilù.: uno Rpazr,olino l'otondo ; duP · nghi òi DN:lutmpF;: un ngo d'mwurisma <li &arpa; due Hncini ottuRi lnrg!Ji; d11P ~iringlw eli pa<f·kfond; nn t 1rnpallr reti o; uno <'11 1'\"0; un lonr nicpwt a vi t<•; d ne touruiqut'ts ·a cin~hin cl'A~l';alini )). Il serd?:io F;anifario in guerm clipend<'nl dall"intendrnza gell<'rnle e clni commi~sari di g-nel'J'a <lPlle g•·nnrli nnibì, i (}nnli do vevnno inoltrare al genernllr in cnrw -od ai l'ispetth'i comandanti


-

433 -

tutte le proposte IPer il regolM·e funzionamento degli ospedali e delle ambulanze, curando che fossero sempre disponibili i mezzi di .so<·corso e tra. porto dei malati c feriti. .Kelle fortezze tale in· carico era disimpegnato <lal capo di Htato Maggiore in unione d eJ conllllis ario di guerra. P er un Corpo d 'armata, della forza di ~:>.000 uomim, su 4 divisioni (~ di fantet·ia ed l di ca'falleria), fu !';tabilito il seguente organico: l medito in capo. 7 medici in capo d'osjpedale eli l" classe <' 3 di 2", 4 n~sistenti; 1 cllirnrgo in capo, 13 cllit·m·ghi in capo d'ospedale. 15 maggiori in 2" di J a <'la~se e 72 in 2" di 2"; 15 farmacisti. 11 cavpellani, :), ufficiali <l 'amministrazione e 1 2~ infel'mi<'t·i. Ogni ambulanza di dhisione <li!'lponeva <li G carri a 4 ruott• per il trasporto <lel mnt<'riale sani1ario e di altri G 1pcr il traspo r·to cl-ci malati <' f<'riti. A(! og-ni lhltta~lione di fanteria ern, di stt·ihuita una casl'>ctta di pronto ~OCCOl'l-{0, <letta sa<'<'O di sanità, somegg-iabilc su un mnlo: ogni reggimento eli cav-a11<'ria ne aveva in dotazione lllla.

Contr0 l'eserdto austrhwo, hen org-:mizzato su brigate for ·

ma t<' di un solo t'<'ggimento s11 CJuattr·o l mttaglioni, oltre uno di riservn, <'{l n na, hat.tN·ia. al comando (lcl mat'<'s<'iallo RarletRky, si schier·n"a in ques!n prima gnc-rt·n Jlar.ional<> l'csf'rcito sardo, non sufficiPHi<'mente acl<le"trato in mmpagnn, <·on contingenti regol ari r<'r1ntati fra na1pol rtnni, lombardi. r·om ani c to. cani. più o meno Nfìduciati. F;enza fllcnn nffiatamento fra loro, e con reparti di volontari poco cliRritplinn1 i. nono"t::.ntc foss<'ro animati da elevati S<'ntimenti p n l J·i ottici. T1 2:> mar7J() 1R4F 1'c~erdto piemontese. su due corpi d'armata di tre dhiJ:iioni. di rui una òi l'isf'rva. 1pns. a il 'l'idno. ma per l'i nal'>pl'irsi dPlle <l iffiélenz.e fm i vnri t•eparti e per i S<'rvizi logi· stici imperfetti , l 'a v::mzata sn TJoòi. ('rema <' ('remo n a <' oltremodo lenta. L', npri]e 1~ . al ponte di f:oito (fig. 104). i hcrsa!!lied di AJ<'ssani'lro Lamarmora rk<'\Ono con onore il battE-simo élel fuoco conh·o nn nE-mico <'hc> li drt•i<lrvn: tiJ·ar·r e nin vedere!: ma che ri mane sopl'nffatto. 11 m<>rlieo fli r<'ggirMnto Gaetano T.(ni. che fu il !Primo medico del rot,po dei l~rsa!!lirri. eh br in questo rom batti ·


-431 mento l 'onore di prestat·e i primi soccorsi aù Alessandro Lamarmora, colpito gra,·emente da una palla che gli aveva prodotto frat tura del1a mandibola. ll 30 succes ivo, a Pastrengo (tìg. 105), tre squadroni <li carabinied, agli ordini del maggio1·e Saint-Fl'ont, in una irresistibi1le carica, salvano il Re, e decidono della vittol"ia, fondendo co~ì la gloria coll'esercito c guadagnàndo il primo posto fra le armi combattenti.

Fig. 104 -

Combattimento al ponte di Goito (8 arrìle 1848). .

lt'rattanto l'e ercito austriaco il 29 maggio esce da Verona e muoYe ver o :Mantova, nia, pas~ato il )lincio, si seontràcoi volontari uniYeJ·~it ari to~ani a Cmtatone ed a )fontnnara: nn pugno òi -ragazr.i, come li chiama Radetl'ky, i quali, nonostante la disperata ·resiHt.enza, 5000 <'ontro 35000, ~ono ~onfW i. Il 30 successivo l'esercito sardo impegna una battnglin vitto· riosa a Goito (fig. lOG) ed attaeca la piar.r.a forte di Pe!'ìehiera, che si affretta n capitolare; ma. il D ~ing-no Vic<'nza , investita da Rn· detsk:v, (l coRtretta ad a·•·t·rnnC'J'!';i P·cl il 2.3-24-2r:l lnp:lio l 'eserdto austriaco hatte i pjemonte.o;;i in unn, malaugurata battag-lin n C'u· ~toza. Que~->t i Ri ritirano l'nlla dec;;tl·n del Po. manovrando poi ~u


-435l

Milano ove aNe porte de.lla città il 4-6 agosto si decide l'ultimo disgraziato combattimento, finito con l'a-r mistizio di SaJasco, che pone tregua alle operazioni fino al 20 marzo 1849. In detto giorno l'esercito piemontese, riprese le ostilità, passa nuovamente il Ticino, al comando del generale polacco Czarnowski, e, dopo aJcuni insuccessi a Vigevano ed a Morta-ra, dovuti soprattutto alla man-

Fig. 105 -

B~tttaglia di Pastrengo (30 aprile 1848).

canza ·d i coesione fra i capi, è costretto a ripiegare su Novara, o\·e il giorno 23, nei -p ressi della Bicocca (fig. 107), si decide una grande battaglia, che finisce, nonostante le irruenti cariche dei lancieri, con la vittoria austriaca, e la tregua immediata, la quale pone fine a questa prima sfortunahL campagna dell'indipendenza italiana. -1(-

.y,

.y,

Riassunti così pel' .sommi capi gli episodi di questa guerra. Yt:>diamo come si svolse l'organizzazione sanita.ria.. Nel !Primo pe·riodo di avanzata dell't?~<sercito piemontese il servizio sanitario funzionò abbasta.n za regolarmente: gli ammalati leggeri seguivano le

•


-

436 -

truppe, ment,r e i più gravi erano rkoverati negli ospcdaili civili delle località di i})assaggio, ed, in mancanza di questi, wnivano affidati alle autol'ità, comunali, che dovevano provvedere alla loro cura. Con com·enzione in data 31 marzo J84.8 , stipulata fra il governo sal'ÙO ed il goYN'llO provvh.;odo di Lombardia, si stabilì che i militari dell'esercito !Piemonte, e. malati o feriti, dovessero essero I·i<'O\"crati negli ol'<pedali <1<>1 luogo od in infermerie appositamente• allestite, col l 'obbligo d<>lla somministraziòne del vitto,

Fig. 106 -

Battaglia di Goito (30 maggio L848).

dei medicinali e degli oggetti eli medicatura. La f01·tezza di Alessandria fu destinata coo1e centro di riunionc> di tutti i militari, dimessi guariti dagli o!'lpedali. Disgraziatamente le varie unità, mobilitate entr:nono in ca-mpagna con una deficienza di mezzi di tra.<;pol'to dei malati e feriti e eli materiale sanital'io, alla quale fu in tp ar te provveduto col· rinvio a ciascuno Mi 2 cor'pi d'nrmata di carri d'ambulanza, dotati di <~este per medicinali, caR."lette per amputazioni, sa<"cbi d'amhulanzn, matel'iale di mcdi<'ntura <'Cc. Mn, anche ()tH'Rta do· tazione ,i dimostrò ben presto in sufficiente, SJWcialmente J1Pi mezzi di sgombero. sia come personale che come mnteriale; e poicbè i


••

-

437-

soldati non pote\'ano allontanarsi dalla linea del fuoco per traSiPOrtare i feriti, questi giacevano sul campo per ·Pllll·ecchio tempo, privi di ogni soccorso. AJlla deficienza ·d i biancheria. e di materiale da medicazione ripa.rò con slancio patriottico la carità cittooina delle tpo:polazioni lombll!I<dc, che ,procurò un largo rifornimento di materassi, coperte, lenzuola, tela, biancheria, fasce ecc. Ed in ogni. ceto, dall'umile popolana alla dama, dell-'aristocrazia, vi fu una gara ammirevole nel 1preparare :filaccie per medicature. Così in ogni casa, in ogni tugurio le donne con febbrile lavoro erano intente a sfilare

Flg. 107 -

Batta{l:lia. di Novara (Bicocca., 23 marzo 1849).

il tessuto dall'ordito di vecchi pannolini, raccogliendo le :filaccie

in pacchetti da offrire in dono alle autol'ità militari per la cura. dri feriti. Come avviene in tutte le cose, il passaggio dalJe u.llaccie al cotone non fu agevole. Già fin dal no,'embre 1845, il Con~iglio superiore di sanità militart' dell'eF;erdto piemontese Pbbe ad esaminarP la JPl'Oip-osta. fatta. <'li sostituirr alle filaccie. nelle medicatnre, il (·otone car(lato. La decis:ionr fu che n cotone ca-r(lnto non era ((più economko òellf' filac<'ie >>, che il suo uso era. (( soggetto a molti inconvenienti >>, che solo tpoteva .essere ntik, epperò da aclotta•re, «nei casi, poco frequenti , di ukeri atonichr. e nel primo periodo delle ferite con commozione, stupon', contn!':ione .... >).


-

438 -

Ed a questo riguardo, è intere sante rie umare un foglietto volante, in data "27 mRggio 1848, fatto distribuire òal dott. Ago· stino Bertani, direttore dell 'oStpedale militare di S. Ambrogio in Milano, alle donne che preparantno alacremente il materiale di medicazione. « l'ictose donne che a11cstite fu~ e .filaccie per i fct·iti, per· chè la, vostra oper·a òi carità rieS<'a più sp<•d ita e pit) ntile, per· mettetemi qualche con ig1io. « ~on riunite g1i orli delle fa~~e in alcuu modo. 'l'og-liete anzi ogni cimosa, perchè si pl'Cstino meglio ailJc diverse circostanz<• nè mettete naRt·dni ad akun ca[)O di esse, salvo a qu<'11e che dc· stinate pel sala~so. Pi·efel'ite le fa~e della altezza di una oncia e mezzo e non oltrepassate l[)oi quella, <li due onde: (li quest'ultima misura. ~erbate fioltanto le fasce vit) J'obuste : la IOJ'O ilunghezza sia in generale non più di dodici n(\ meno di <'inque bra<'cia. « La filaccia ordinatela pettinandola: r:wcoglieteht poi oròi · nata in fascetti non molto grossi, <>he legherete vicin vi<'ino ad una sola cstrf'mità. I.a fìJln<'.da che <>a<l<' òalla pettinatlwa il filaccia rotta. il ottima all(·h'essa <' mandatela come d piace. << P<'rdonat<' qnesti :wve-rtim<>nt i a(l nn uomo che <>orre rischio di òjvC'ntare pe<lante jn qncste f:w<·rnduol<>. 1<' qnaili pur occupano a ne h 'tl, se tanta parte òei vostri affetti e dC' l vostro pensif'ro ». A. BIDRTA:\I.

.Per il ricovero dei rualati e feriti sul teatro della guerra fu 1·ono impiantati :! ospedali territoriali di 1• (']asse a Brescia ed a Cremona, 2 di 2a classe n·<l Asola <>d a Castiglione delle Btivière <' 2 di 3& classe a f'crlun~o <'d a Valeggio, <:on !Personale sanitario e mateJ'iall e provv('(luto in gran patte dal governo provvisorio di Lom batdia. Tutti i reparti comhatten ti, che <1 vevano gli alloggi n· menti sulla desh·a della st·rada nazionale Verona-PNwhiera, jn. viavano g1i ammalati a V::tl<'ggio. se gravi; a Castiglione dell e Stivier<', se meno gravi. Qu<'11e accampate sulla siniRtra ricovera· vano gli infermi a Cerlungo, se g·ravi; ad Asoln: gli altJ·i, a mezr.o di c:trri ambnla11za, acconrpagnatl rla un medico. In marcia gli ufficiali (li ~a n ità seguivano in coda lt> trupp<' colle ambulanze didsionali. Gli ammalati l<'ggeri venivano la· sciati col carrt>gg-io, qnelli j)ÌÙ gravi N'ano J'ft<'<!olti dai <'arri ò'am ·


-

439-

bulanza e ricoverati n egli o~pedaQi civili VlCllllOri. Durante il combattimento, i colllllli sad di guerra prov\'edevauo, di comune accordo coi rispettivi stati lllaggiori, alla scelta dei cascinali o di altre località per impiantarvi i posti di medicazione : ed avevano l'obbligo di regist1·a1·e LuLLi i feriti e malati che veniva,no curati, facendoli poi trasportare coi carri agli ospedali più vicini. Detti commissari a\'eYaJlO inoltre l'incarico del riconoscimento dei morti ul campo e di redigere i 1·elativi jproces ·i verbali. Questa, somlllariamente, l 'organizzazione ed il funzionamento dci enizi sanitari nella prima, campagna dell'indipendenza italiana del 1848. l )er quanto attenuata con s uccessivi pl'O\'vedimenti, la deficienza di questo imporLanLf' senizio fu aRrsai RenRibile. Nd primi Ranguinosi fatti d'::wmi eli Santa. Lucia, e Rpedalmente nelle battaglie di Goito, Pastrengo, Custoza e Milano, il traSjporto dei feriti venne a mancare quasi completamente; i chirmghi, ridotti a a so1i per reggimento, non potevano far fronte all'enorme numero di feriti da meùi<:aJ•e e, dovendo seguit-e a piedi i risp~ttivi re.parti, giungevano ~ul po~to già stanchi, con :.:carRa notazione òi materiall e di medicazion<> e talora con ca~sette chirurgiche in cattivo stato. Si aggiunga a dò l'immfficiente clolar.ionc di scarpe e di cappotti alle trupp(', di tc~nclf' f' di ba,ra(•('lt<" eli ricovero, la po<:a prol}riebì. P cma nella <'onfezione del mnci.o e la g·t ·ande irl'e~olarità nella (liR1J' ihu~donc, il soggiorno in luoghi malarici, l 'inclemenza, del cielo, le ma l'de forzate : Plementi tufti che contJ·ibuirono largamente ad aumentare la morhoRità nrll 'esercito mobilitato e ad affollare gli ospedali di nn ingente numN·o di jnfrrmi. soprattutto ad .\le. JO:nndria. :Xovara e Kovi. O<-corr€vano tempo e <'alma per riorganizzare radicalmente il . ervi:~.io sanitario r q n este con'dir.ioni non Ri IJ)Otrrono t'aggiungere in pal'le cl1e durante l' m·mi.iòìtizio. Il 28 novemhr~ 1R4R l'n ndottnto un nuo1o t·c>golamento RUl RerYizio sanitario in <'fnnpagna. che, facendo tRRot·o deJl'esperienza dE-ll'ultima gue-rra. rHppt'<'Senlò un notevoli' pl'ogres~'<o nell'organiz7,nzione. R~onòo l<' nnove òi~o.sizioni, il ~<>rvizio Ranitario presso l'esercito mohilit:lto òoveva essere di~imp<"gnato mediante stabilimenti esprrs. amPnt<" rr<'ati. e <'io~: amhulanzr d(>ll:tinnte a prestare i tp rimi RO<'<'OI'!'\i al seguito òelle tl'npp<" ed aR<:;fgnate in numero eli 2 al quartier generale ed l nrl ogni dh·isione; o~ali


-440 temporanei di linea impiantati a tergo e sui fianchi ùell 'esei·cito operante; ospedali gene1·ali allestiti nell'interno del paese, pet' rac· cog1Jie.t·e i lllalati e fetiti pi'Ovenienti dai prcceùenti ospedali; ea ospedali .,pedali de.;;tinati pet la cura delle malattie infettive, dcgli scabbiosi, sifilitici eec. Accanto a queste uniti\,, espl'C!;.Samente impiantat-e, dovevano funzionat~, come stabilinH•nti sussidhni, gli OS!pedali divisionali, che in <·as;o di guerra nel paese od alle fl'ontiere, potevano essere consideJ·ati quali ospedali di linea; gli o~pe<lnli chii]i ~ituati 111 localit:ì, vicine a11'<•.-;m'eito <·ombattPn1<'; i depositi {li <:onvn lescenza, e gli. ospNlali d<'lle fortezze. P er quanto 1·i~narda il pet'sonn 1<•, al gra u quartierP p:eneral<' erano stati assegnati : nn medico capo, un <·hirurgo capo, un far macista capo, nonchè 11 mNiici e 24 chirnrglti di riHcJ·va per co prire E'\'entualli vueanze. A i qnarth>ri ~enel'ali di diYii'ÌOlH' era110 stati destinati: nn medico pl'incipal<', un chirnt·~o pl'indpale, du<~ medici aggiunti, un dirut·go mag-p:iore, {i d1inwghi maggiori in se<•on<ln ed un farmacif\ta, olt1·c il prrsunn1e di rh;et·\a pet· un'ambulanza. ~\d ogni re~~imento <li fanteria <'l'a comandato un chirmgo maggiore e ad o~ni batta~lion<> un <'hirurgo maggiorC' in za; ad ogni •t·(>ggimenl<> M cavnll<'l'ia un d1irurgo maggiore e 2 chirut·g-hi mag~iol'i in 2• : negli altri corrpi C' t•eparti tanti chi rurghi ma~giori in 2a. (Juanti er~mo i battaglioni. Il pe-rsonal C' . nnitario <li ambnlatw-<1 era <'O~tituito da un chi rurgo <'apo, da nn chirnrgo maggio1·c, da 6 dtirnrghi ma~giori in 2•, da un farmaci~ta e da 20 infermieri: e~'<a rra formata da nna sezione atth·a di il cal'ri ~)et· la fantrl'ia e 2 'J)C'r la cavalleria C' di una ~ezione di riserva. preR~o il qum·tier g<'nc1·ale, e ~i fi)Oteva, a secomla il<'l bi~o~no, sncl<liYi(lere ili ~e:doni leggere d 'ambulanza per il s<>t·vizio d'avangual'(lia. P et· il funzionamento drgli of;pNlali e Mll<> unità :-;nnital'ie di za1inea Y<'nne co~1.ituito, <'On R. D. <i<>l 16 seit<'mbre 18JR, nn corpo il.'infei·mieti mili1al'i, c.ompl'rnclcntC' nno stato mn~~iore <'tante com tpagnie, quante erano le diYi~ioni M ll' <'l':Cl'<'Ì t o. Ogni <'0111pagnin. della for1.a di l hlO~oten<>nt<>. 3 sottotenenti , 96 ~ regari infermiel'i. era sud<liYisa in 2 plotoni, .i squa{lre e 8 mrz1.r squad rr. Le ~qna dre< dC'stinate p1·r~so i <'-<lt1)Ì combattenti <lurantt;> Ja battaglia, dovevano 8<'gnire le colonn<• !Per rac<·oglierE' <' ~occorre!'<' i ferW <' adagial'li 'in barell e sui cani d'a.mbulanza. Infin e le sqHad1·e, co-


' -441-

mandate presso gli os,pedali e le ambulanze, attendevano ai vari servizi di sa!la, cucina e pulizia generaJ.e e all'accompagnamento dei çonvogli di sgombero. Ma purtroppo, all'atto 1pratico, f!Uesto nuovo r·egolamento non potè essere attuato che in minima parte, essendo il Governo OC· cupato e preoccupato di tanti altl-i prC~parativi, pei quaJi manc.wano in bilancio anche i fondi neef-Ssnti. D'.altra parte la. preparazione di tutto il materia1le sanitario eli mobilitazione e l'istl·uzione tecnica del p<"rsonnle addetto ·richiecleva.no un tempo di gran lunga maggio-re {]j quello preveduto, .nonostante lt> assicurazioni. date il lG f(>bb1·uio 184H dal generale Chiodo, Mini::;tro (lflla guerra. a.l la Camera elci deputati. In una r·elazione alilo stesso Ministro della guerra. de124 febbraio 184!) risult~wa infatti che, dellle 154 ceste IPCr ambulanza, ordinate, soltanto GO erano all'ordine all'inizio della. camJPagna, ed occor1'eYa a.ncora un mese per nllt"stirnf alti-e 40, e maggior tempo per le l'imanenti. Dei 50 cani d'ambulanza ·cliYisionnle, 5 soli e·rano stati a~Uestiti e gli altl'i potevaTLO esRere pronti solta,nto dopo 15 giorni, ma non fo·r niti di tutti gli oggetti in caricamento, nè degli ar· manwnta L'i, in aliN;timfnto in F·rancin. Il personale poi per il funzionamento éli queste uni t n ~:mita · tie (liYi~ionali. doYeva essere co~titui.to éla uJftcia~i meélici, da reclutarF:i in grnn pnrte fra qnrlli aJ:iF:egnati ai reggimenti. ove ~arehbero stati ~o~titniti <'on alt-ri éli nuova nomina. : ma dò non si [lotè a.ttuarc cb c in maniera limitata, in modo che la moggior parte dci chirurghi non potè raggiungere le proprie di1riF:ioni se non dopo la riti·r ata. Avvenne così dL<'. dkhinrata nuovamente la gurrra nel marzo 1849 ed apiPPna iniziat(' le> Ol'tilità, élopo i fatti d'arme di Mortara (' di Vigevano. cotnf' t"bbe a riff·rirc l 'i ntf'ndente generale Montale, 11on si potè élisporre di un sOllo cano {]'ambulanza. nP di IPer~o ­ naJe me>dico, n è di infermicl'Ì. Soltanto col ~)ictoso concorso dei' <'ittaclini, i nwlati -e ff'oriti pot-erono a l'ere qualche cura. Ed anche ll('ll a ~e·ra prt"ceclt"nte l'in:fnnsta battaglia di XoYara erano giunte snl posto ~oltnnto lr ambulan~e d·c11a J• divisione ed aJcnni cassoni per le alt·r c, c>.d i pochi uflìcinH medici 1p1·esrnti non avevano a1lcuna. conoscenza {li (!ucsto mntPriale, nè élrl loro caricamento. Si (}CYe a11'ahnegazione rd aJl'nttivit:ì éli nknni medici. mfntre ferveva aspra la lotta, Pimprovvi::;azione di un'ambulanza nel vil-


-44.2laggio della Bicocca, ove furono in ùreve trasportati più di 1000 feriti, elle eùbe1·o Je prime cure del ca:so. 1•er sottrarli al nemico incalza.ntc, si dovettero IJ:>Oi in f1·eLLa sgomberare alila •r infusa su carri di artigli(lria, e su veicoli di requisi%ione, delle pil.ù varie forrue e dimensiohi e Lrasfel'ire ·J 'apidamente a :Nonw:a. Quivi nessuna di~osizione era stata data per app-te.stare i Jocali 11ecessari per il ricovero di tanti feriti e [a \popolazione, presa da pa-nieo, si era chiu.sa nelle ca~c. 'ruLl<llvia, Hi deve all'oscuro eroismo di un esiguo gl'uppo di uilidali medici, che si prodigarono per tutta la notte in un lavoro estenuante, ~Se una gran parte dei fel'iti votè ave1·c le prime ne<;e ·sarie cm·e.

Il. -

0UERRA DI (JHJ:.\:{F)A

(18::54-06).

Il 2 ' marzo l :>4, in seguito all 'invasione della Dobrugia per opera dei Russi, pt·ovocata dai noti a VYeniwenti eli Terra Santa circa il non riconoscimento {la, parte del Sultano del 1prolcttorato russo sui cri."'tiani g-reci resi d e n l i nel1 'im]Wro ottomano, scoppiò improvvisamente la guerra fra Russia e 'l'm·<·hia. Franda, ed Inghilterra ~i allearono a quest'ultima, e le o"tilità furono ini?:iate sul Dan11hio. Ma nel Aeitembrc fl('ll 1Rfl4. ilH'r 1C' difficoltà d<>lle ope· razioni nella Dobrugin., gli allca1i sba•rcarono con un COI'PO di sp<>dizione n<"lla penisola di Crimea, nwnclo per obbiettivo Schastopoli. una. dell e più formidabili piaz7-<' forti d'Europa.. Do.po la vittoriosa hattag-lia cl' Alma.. l' assedio F:i prolungò rper circa un anno fra difficoltà, e di"ng-i di ogni sorta, aggrnvati anche Ò<l.ll'inclcmenza del clima f' clalllo scoppi:H'C' di epiclf'mie fm le trup,pe, per cui g-li nlleati l'i<'hit>sero aiuti all'Austria. <·be li rifiutò. Allora l'Inghilt<>na ~"l rivol!-..., al Piemont(>. che mise a dispo. izionc il 1mo (>Sercito. a titOilo fli nlleanza. f'oAi nella prinHn·e1·a detl l ~'l!5 al l'esercito fi·anco-ingleR(> si aggilmRe il corpo {H spedizion<" ~ardo : questo interYcnto si òowtte nll'nhilc diplomnia rlel rninistl'O Cavour. il (]nale cercaYa ogni <>e<'asion<' fPCl' l'i!ll7-are dinanzi all 'Europa int<>ra il preA1igio della 'Pn lria. E 1ROOO nostri solcinti. su due diYisioni, :-~1 <'Omando ciel ~-re>nerale Alfonso T...amal'mora, si unirono ng·li csf'r<'iti allt>flti in f11•irnNI·. Le t1·nppe colà òi. lO<'ate. dopo nppt>na òne mt>si. furono ben !Presto colpii<' rln terrihili <>piòemiP fli fehlwi tifoidi e di colera. che f(>Ce


- 443 grande strage, H(~ ·risparmiò il <·apo della ~pedizione, maresciallo Saint-Arnaud ed il comanilante ilelle forze ingles.i, Lord Ra~lan. DOJpo YiolentisRimi comlmttiruenti, arrinHono in lista di • ebasto· poli, clH' cinsero d'assedio, scavando trinrce con mine nel terreno roceios.o. s.otto il tiro ininterrotto òclle artiglierie nemiche. Il senizio sanitario negli eser<:iti allenti. durunte quc. ta camiPagna, fu ~ufllcien!Rmente org-anizzfLto, tenendo presente che nou Ri pot<>v:t fare assegnamento sulle ri~ors.e lO<'nli: nelle trincN' s'impiantarono po~ti di medicazione Rotto tende <' b:uac.<'he, alla meglio t'ipa-rate

Fig. 108 -

Guerrn. di Crimea • Amùulanza da cnmpo francese, sotto ton<la.

dalle intcllllperie e dal tiro nemico. ~elle ambulanze, dislocate a breve distanza dalla linett del fuoco ed allestite sotto ampie tende (fig. 10 ), discretamente fornHI.' di materiale chirurgico, di medi· ca.zione e di dotazioni di bianchel"ia, Ycnivano tra portati a bracda, su coperte, su barelle, o su altri mer.zi im,provvi.sati (fig. 109), i feriti raccolti sul campo. e quivi erano sottopo ti, se necessario, agli interventi <l ' nrgenr.a: estrazione di COiìPÌ e tranei, legatura di vasi, amputazioni ecc. c quindi sgomberati snlle ambulanze re trostanti òel quartier generale e divisionali.


-444 Per le g1'lUlòi ampuwziolli, fH·atkate genera lmente nella pl'O· porzione di 2 op;ni 12 feriti, qnando vi era perF;onale (Hsponibile. l'ii riunh-ano 3 o 4 chirurghi : uno era addPtto alla cloroformi z zazione. che fa<·eva allora la ~o;na an·ima <'omparsa sui campi di battaglia, dimostrandosi fin d'allol'a un prrzio~o ed indispensabile Russidio c hhm·gico, un n1t l'O as~kuravn l '<>moslasi sui vasi. un t<'rzo manl-cneva l'a.r to nrlln tprescritta po~izione ed allon1n Haxa i tessuti molli cd il qunrto oprran\. P('r la ~omminb;;t1·azioi w

Fig. 109 -

Gn<'rrn. di Crimea • 'l'rasportQ di feriti con mezzi improvvisai i.

<lel cloroformio, . i ricorreva a . pN·i:lli appare<:.('hi o semplicemente a com[prc~se, filac<:ie o ~'<pugne imb<~v u te, che si collocavano sotto le naJ•ici del pazif'nte. )fa era cosa ~<·ezionmlissima potei' di. porre di tanti chiru1·ghi ; nuzi si lamrnta·\':t una notevole <lPficienza di sa.ni· ta.ri , tanto che erano sottOQ)osti <Hl nn immane lavoro; ed in un sol giorno ne mm·irono otto per il graw esaurim<>n to. Recondo Ba n · <lens, ispcttor<> eU AAnità. su non> diYi~ioni clell'eo;:cn·cito france~e. Holtanto cinqnf' erano provvi. t<> <li personal(' sanitario. I feriti. nna volta. mc<'lkati, venivano rilwiati ai corpi 1·i~1]ì<'tthi: i grnvi N'nno trasportati a mezzo di sNli<' o leWp;hr in frrro, someg-· g-iatr (c~wo1rts <' liti èr<>s) s11 mnlL nno per ogni lato (fig. 110) ,


-415alle ambulanze divisionali, e qu<'lli abhi~ognevoli òi cure, Cb(' si preflu~)ponevnno di lung-a clm·ala. Yenivano senz'altro sgomb<>t·ati negli ospeilali imrpiantnti fuori .fl<>l teatro dflla gnN't'a. Ogni dh·i<::ione di fant<>ria. d<•lla forza di cirra 12000 uomini, era dotata di ;) carri d'nmlmlanr.a <'ontcn enii mntet·inli di pronto SOC<'Orso sufiki<'nti ])('l' 2000 DJP<licazionL Oltre a f!U eR te unità sanitarie carr<>ggiabili. daflcuna òivisione cli~pon eva di un 'ambu lanza leggf'ra, detta \'ol ante. <·o~tituita (la flei ad otto casse RO · mf'ggiabili a dorso di mulo e <·ontencnti st-rumenti ~birnrgici , apparecchi cd oggetti d i meclira hll'a; Pssa s i poteva fare a,~anzare an<'he per Yie c sf'ntiPt'i a<'<'id<>nlati. fin flnl campo dell'ar.ione .

.l!'ig. 110- Guorm di Crimea· Trasporto <li feriti sn sedie e lettighe someggia.te.

I t:arri d 'ambulanza, una Yolta s<.:aricato il materiale sanitario, venivano utilizzati per lo sgombero dei malati e feriti sulle unità pitì distanti; e furono a tale scopo adottate anche deUe vettnrf' a molle, capad di t·raspo·J·tate 4. in fermi codcati e 3 ~eduti sul tN'-

razzino anteriore. Xella campagna d'Oriente, ,pe1· la deficienza di infermieri e portafel'iti, flll'ono autorizzati anche i m usicanti dei re>ggimenti che si troYamno in linea.. e ful'ono S<'elti fm i convalescenti come aiutanti dei j!;im·ani diplomati. compr~l'ìi anche letterati cd avvocati, i quali eontT'i htlit·ono effknt<'mcnte a<l assictll'are il soccorso ai feriti n f'i momen ii <1 i gran<k n frolla m e n t o, sia coll'31IJp1icazione


-

446-

di medicature ed appare<:cbi, sia colla distribuzione dei medicinali e del vitto. 1\ell'escrcito piemontese le suore della carità erano adibite alla so·rvegtlianza degli infermieri ed i chhurglii erano co31diuvati da soldati .flebotomi: Qgni ambulanza disponeva alkesì .Ui un meccanico inca.ricato dellR; manutenziQne degli armamentarì cbirurgicL L'introduzione di nuove armi di precisione e la conseguente sostituzione delle palle coniche a quelle rotonde, e d 'altra rparte l 'aumento considerevole delle gro!':se bocche da fuoco , contribuirono in questa campagna ad accre.._.;;cere notevotlmcnte la gravità delle ferite, producendo g1·andi devastazioni dei tessuti c fratture comminute. :Numerosissimc fut·ono le ferite nl cn,po da arma da fuoco, non molte le lesioni da arma bianca, frequenti le ustioni pl'odott<' dalle esploflioni dei <lf't)OKiti di munizioni- Si constatò inoltre che la stagione umida e fredda invernal<' inflniv:~ sl'a•orevolmente snl docQrso delle lesioni_

.. .. .. Tn questa s~dizion<' l'e~<'t·cito francese, quantun<lU<' fosse dotnt() di una maggiorr qnantit:\ <H mezzi di trasporto. presentò fin darll 'ini11io una assoluta ·d<'fkienza eli personale Rnnitnrio, di guisa che un medico doveva pt·ovvedere all'assistenza òi ben 320 uomini . N<' fu pm:;~ihile ~o~1 it ni r•li, <lllftn(lo irl colera e le fehhri tifoidee ff'<'ero larga Atra.ge a nche ft•a gli ufficiali di ~anitù : ba ~ti ricordar<' <'he nella campagna. morirono l medici, ài cui 27 di coleta P :"'14 di formi' tifo~e. D 'altt•a, parte i[ servi7.io ,5;anitnrio era completamente alla diretta dipendenza dell'intendenza gE'nerale. per cui i medici non pote,-ano c!lplicare alcuna iniziativa. nè avere ftiDzioni autonome: e molto di frcqnente gli ordini erano emanati dn :tJntorit:ì incompetenti. Lo sgombero su Costnnt.inopoli fu fattQ a m(lz7...o eli 8 navi, che imh:wcavano i feriti e maln,t i fl, Balaclava (fig. JJJ) ove erano tra ~p01·tati ~u muli dalle varie uniti\: da. 0oRtnn1 inopoli. con a.l tri 12 vapori, •enivano tpoi èlil·<'tti fl Tolone e a 'Marsiglin. ~fa. durante <lU<"Rti nnggi. l'intendenza non a>eva ritenuto nocessario l'i!':oJnm<'nto dei militari colpiti da malattie infetth"'. ed i feriti furono co!ltrctti a gincerf' all(' rinfusa fra i <>olero~i. S<'orbutici. dcrmotitìci e tifosi. D'altra parte gli ospedali (li ri~rva di Co-


-

447-

stantinopoli non disponeYnno <'hP di 10.000 lrtti assolutamente insufficienti al hisogno, <' rig-urgitavano di malati e feriti male ricovera ti c pegg-io nssistiti <' n ntriti. Conseguenza disastrosa di questa disorg-n nizzazione fn rlw <li ~09.26 soldati mobilita ti. b<'ll 8.'3.375 furono <·olpiti da malattie epidemico·contagiose e soltanto 10.240 mot'irono in seguito :li l<'sioni riportate in guerra. T~, per ci tall'e un esempio, basti a<'<"Pllll;ll'e che in 10 g-im'ni, d.a.l 21 al ~1 · lu ­ g!lio 1R55, n t>ll p noYc divisioui f1·ancrsi del <'OJ1PO di spedizione si cùbero 7lf16 <'a'<i (]i <·olera, con 4~41 morti. In tutta la campagna i tuOJ'ti

,

Fig. 111 -

Guerra di Crimea - I mbarco dei feriti t\ Balaclava.

per cole1·a fut·o11o 11.996 e 17.:;1:> quelli per forme tifose, con untotale di 31.\.ilo decessi. ll mare~dwllo Saint-Arnaml, avendo dato libera, ,pmtica alle navi proven ienti da Ga.l lipoli c di·rette a VaL·na, <:a•riche di colei'O!oiL fece cli1Iomh't'è ancor più l'epidemia, con l'in cauto proned imento. Il 25 ago~to gli eserciti allenti si imbarcm·ono per la Crimea, ancora d ed ma ti dall'infezione Nl il 20 settem lwe nei prc~~i dell'Alma fu com battuta la stol'icn bnttaglia fra GO.OOO russi. e :-;, .000 nlleati, <'OH 06~1 1pcrdite dn pnrte nemica, 1!)00 delle truppe inglesi e 1100 <lelilc fmncesi. Do1po altri violenti. ·fii mi combattimenti,


-448il corpo di !Spedizione arrivò in vista di Sebastopoll, !Piazza fortiiS· sim~, arsc.nalc e centro della flo tta russa n<•l mar Nero, la quale fu cinta d'as:-;e<Jio per beu 1;~5 giot·ni, seavando trincee con mine nel teneno roccioso sotto i l l i1·o ininterrotto deUe artiglierie nemiche. Durante il rigido inveruo (lb"'-24° ~otto zero) migliaia di congelati alle ~trernità ingombrarono le ambulanze e le unità di ricovero gh1 affollate di malati di c0ileta 1, febbr-e tifoide, dissenteria, scotbuto, c che djspoJwvano di tende C3JPa<:.i di 8-10 uomini e fPOChissime baracche in legno. Finalmente il 4 settembre 1 i5i5 gli e. t>-rciti alleati poterono !l'aggiungere l<> mura di :::iehaRtopoli, che si arrese l" su<·c<>sHivo dopo la O<'Cupazione della tone di l\falakoff, che dominava la cittù.. L'as-sedio eoHtò 13000 fra Jnorti e feriti ai russi, 2000 agli in-' gl('si, luOO agli llaJliani e 7500 ai francesi. Un mnggiore ruHso ~H·i · gioniero così commenbtva il bilancio della. giornata: « Ce n '<•st plus une guerre, mais c'est une boucherie! ». Dopo la r e!';a della piaz?.afode, 5000 feriti furono ricov<"rati nelle 24 or<' n<' ile ambnhtn7R già, ingombre di 10.500 infermi, dando luogo così nl1o :sviluppo del tetano c della cancrena gasosa. A <'apo del .servizio sanita-r jo dell'esercito fmnccRe fu Ga.~pare Scrive, nato a TAlla nel181!'5, già inl"egnante di medicina 01pcratoria alla Scuola di ~anità. di quella città e direttore dell'ospednle mili t are d ·.\lg<>l'i. Pubhlicò nel J . 17 a P n rigi la « Relation m,edico-clli· ntrgicale dc la catn]Jagne d 1 0rirnt >>: cllC rappresenta, s~ond o Ar· mand, mNlko dclFambulnn7..'t n<'lla guardia impf'riale, la storia ruf>nico -amminist-r ativa della guerra. R icot·det·<>mo anche Cb<'nu, biblioteeario n Yal-de-Orft<'<', già nt(ldetto agli o~pedali di sgomlwro di C'ostantinopoli, il quale raccols<> tutto il materiale sta1iRti<'o d<>lla guerra cl'OI'icnte. E' dopo nn assiduo e pa7-i<>ntc lavoro di cir<·a 3 anni per lo spoglio di oltr<' J:lO.OOO !'<'h<'fl<'. pnbblicò una compl<>ta t·elazione snl Renizio sanitario ·flrllE' ambnlnJT7.C c -degli ospE>dali francesi. i nn ugurnndo così in Fyancia la. S<'I'Ì<' degli stuèli eli statistica sa-nitAl'ifl, militare.

* * * Anch<> nE>ll 'esercito inglE'se il serVlzto sanitnrio lasciò pm·ec· chio a df'sièl<>rm·c, quantunf!n<" fol'lse provvNhtto <li un mnggior nu · mero di mP(li<'i. in •T'agion<> (li 1 sn 135 uomini. Lasciate l{' :unhu·


-

449-

lanze a Yarna, sul ~Iar Xero, questo corpo di spedizione avanzò con scar~o personale Ranital'io. ,pochi <'nfnni di ~anità c 10 barelle tper ogni reggimento. Ricch(>. dopo la ba ttap;lia d' Almn, la quale durò 80ltanto 4 ore c Ri sviluppò in mm zona mol to limitata, la maggiot parte dci feriti al ealawe della notte non era l'tata nncora soc<:Ol'f:<l , e lo Rgombe-ro {]al ca111po dur ò J~l' tutto il ~dorno RE' · guente, <:ol concor:-;o <lei medid della flotta <' di quelli d<'ll'esPrcito frances<>. 1\Iattew fu incaricato, <·ome Chenu per l'csercilo ftance~P, della J·<'l azione Rtn lisl i ca del <-Orpo di !':pe<l izi<mP: e c·owpilarono anc h<> inten:ssanti t'<'lazioni sulla <'ampagnn Macleod e eli Gutbrie. ~ u n" ~ morti per malattia !'i rblK'ro 4.3n morti per colent c 2143 p er diF:<::cnteria.

* * * La Ru ~ ia up;ualwente entl•ò in campagna qnasi completamente sproYdRta di medid, quantunqnc> si fosse riYolta agli Hta ti lni.ti d ' Antel'kn ed alla Pl'ussia per :wc'rc personale ~anitnrio in numfro s ufficiPnte. :P•et• itl peJ·Ronale inf<'J'miere, furono istitni1'i i j~Jlrller.<>~. r edntati fra gli ot•fani di gnert·a <·ol gra{lo di ~erg<>nh~ . i fJiliili fr-· <·ero ottima ptoYa l>nrantc l'm:~Ptlio di Rcba~topoli PHWirono ht·n ~R2 m<>did militari, r dei 33 in,·iati àalla Prni';Ria. l (j <·a1lilc>ro Yil· loro~n nH• n te f;nl ca m p o. Lo sg-ow hr1·o dei ma la 1i c ferHi fn fatto a m<>zzo eli (·nrri pcsnnli, a 4 l'llOi<', l'!Pl'on·ixti di ogni m<,zzo eli so· ~p<'n~ionr. in nunwr·o di 300 r fin:mcbe di 1:>00 al frioruo. J;o l':g"Omhero fn rffcttuato xn .~ymferopoli ; ma, allorchè il nE>mi<'o ne taA'liò la s{J·aila, il h-asporto diYennr imposxihik r la mortalità dei malati e fel'iti, ammassati in modo dc~pl or<>volr, l'<ìg'p;innf'ìc una cifra. l'lpn · YE>n tosn. Xci f'orpo ~'<anitario rn!':so emet·ge impotwntc la :figul'a di Nicola P i t'OA'01T (lXlO · J~ 1), allievo <lellc> ~nole di <·hil·urgin eli Berlino e ili <iotting-t•n, JanrPntoRi nPll~:l2, con~id<'rato come il più PminPnte dth·m ·g-o di'l tempo in R ussia. l~i passata m·mni alla stm·in la s nn f,r ase: ((la gnerra non è che nn'epiflrmia t1·anrnati<'n )). Parteeipò nttin11nrnte come d1il·mgo milita1·(> nllc ('ampagne dE'l ('aucaso òel 1 ~-t7. di ('l'im<>a. fran('o-pru~iana ·e russo.tm·<'a, lf H'cstanilo servizio PPI' 14 m<>~i in tl·in<'<'ll a Rcba~topoH eil inh·oilnRse jn quPRt<' guerre, ('on srnl-'ihil i vantag-p:i, sotto il 1pntl·onato ilrlla p:rancln<'liN<Ra Rlenn Pavl owllfl. le inf<>nnicre volontari(> J)('r l'n~"istE>nza d ei malati e


-

450 -

feriti in un periodo in ctù ~li ospedali rig-urgitavano di infermi. e l'eresi(pela, Il ' edema maligno, le piemie, la cancrena nosocomiale fa cevano grande strage. Fn per ;-; anni all'univer,s ità di Donpat e quindi Yenne nominato insegnante all'A<:<'ademia medico-chirurgica di Pi<'troburgo; si può riteuere un vero innovatol'e. ed è rimasto celebl'e il suo metodo di awpntazionc ost<•oplastka del piede. Pubblicò inoltre nel 186+ n Lip~ia un importante trattato di chiru r~ia di guerra, frutto della sua, gl'ande esperi~nza acquisita ~m~ campo di battaglia. !=ìuggceetHlo l'impianto <li gralHli tospNlali d'i!:-lolamento ed utilL imi pro,vedimenti f)E'r ipl'C\'enire e combattere le ~r:wi~­ Aime mnnifestnzioni <'ipidemiro-contagio!=ìe. Lasciò anche un gra.nde trattato di anatomia topop;rafica !=!Opra j:;ezioni complete del corpo n mano. A titolo cl i cnriof;it:ì.. ri<'orderc>mo eh{:! durante la. guprra di f'rimea i ~oldati france. i e ing-lesi imrpararono dai prigio11if'ri rn!'l!-;i il modo di 1preparare l<' Aigarett<', c queAt{) uso Ri clifftlAf' in seg-uito rapidamente in tutta Europa.

* * * In mezzo a questa generale di. Ol'ganhzazim1e, il piccolo esm·cito piemont~e riful~o;c per la me1·avigliosa p1·epa,razione del sel'Yizio sanitario. _\ medico in capo del Corpo di . p<'dhionE', per flesigna.;done dell'illusi.rP R.ib<•1·i, fn nominato il -<lott. Giovn.nni Antonio ('omisseUi ed a m<'dki capi delle 2 clivisioni furono clcstiné1ti i dott. Cerale <' Te!;ta. Il Comissetti, nato il 12 marzo J (};} a Prr,r,ana Yrrc elic~o;C', fu il tetzo presidente del Con!=ìi~lio supel'iorc (li 1-·anità militnrc ed il IJ)rimo che rag-~iunse i più alti gl'adi p<>rcor- · 1·e ndo tutta ht- regola re caniera. Entrato in !'ìervizio co.t;n<' chi l'lll'go m:w;giot<' d i 2." daf'iA<' nel 1 ~32, riportò una menzione onor·eyolf' nella pl'ima campag-na di inditp ell(lnnza drl 1&1, --Hl. Egli puhhlicò una chiarn, lucida, elnhorata rrlazionc ~une {'fpidemi(> d i cOllc>ra . di f(>bb1·i t ifoicli. eli {lisscn teri a, di malarin. di <'mera1opia e di ~orbuto chr colpirono il corpo <li spe<lir,ionc. Per dare un 'id ea, della modernità, di wclute che. :fin da qu<'i tempi , :wcva il f'omissetti sull'imr10rtanza òeill'igiene nella coliettidtà militare, basti riporblre f!lla n to e~li scl'iveva JH'l1a prefazion<': (( In og-ni tcmlf) O si lè veri fi<'ato (·h e il disfacitrnento o la fl oridezza <l i nn esercito diprndono a. &li più dal ~nno di thi lo gove1·na e dall 'igi~ne, che non dal cannone nemico>>.

-

>


-451E interessante leggere la storia dell'epidemia colerica e la discussione critica che fa l'autore sull'origine dell'infezione, dimo.strando con va.lide argomenlazioni cbe essa, non fu importata dall'lt.alia, ma che si sviluppò o da Costanti.norpoli coi l'11pporti di vicinanza delle trlll_P!pe ft·anccsi, r€{Parti deJle quali, fPl'ima dell'imbar·co a Tolone, erano giù ~Lati colpiti da colerina e più tardi erano stati decimati dail mo1·bo nel campo di 1\Iaslak, o nelle successive tappe che dovette fare il ('orpo di spedizione, destinato a difesa delle alture di Kamava <' <:ostretto rpcrciò ad accampare in luoghi insalubri. Ed è dovero. o qui ricordai'e quanto sçdve il Comissetti, con geniali e moderne osservazioni, in rapporto all 'infe1.ione : « I n que~-;ta malattia rilengo n~essario un germe, Aenza del quale rester~bbe inesplicabil e la manifestazione delle forme epidemiche del cO'lera ooi suoi att.T·Hmti d 'indomabile ferocia, i qnali sono da molti anni la dh:::perazione del medico e il flagello delle na1.ioni. Questo germE' perciò ha trovato nei nostri s:ol<la ti organi digestivi clis:s:estatL indeboliti, preparati dapp-rima con alimentazione im propria ed anersata: ha in<·ontrato nel clima, nE'l . nolo t enuto. ed in tutto ciò che veniamo di Aegnalare. me1.ri di 8viluppo di estens:ione e di tenadtà ('l'lld<'li~s:ima. ». Nonos:tante ques:te cons:idera?.ioni. iJl C'omi~s:C'tti non credeva fH'l'Ò al contagio. Tnf tavin, al rimpah·io dell<' trnpp~ fmono prese miRur'e òi precanzion e, coma, •r igorosa pulizia prrsonal<' e della bian cheoria, colla disinfc:r.ion<' degli oggetti letterrcc~ <' <l<>i pirosca.n. Tl colera, comrprn·s:o fra l<' truppe piemonks:i s:nl finire de1la sec·onda quindicina del mag~io 1 ~:1!1. <'Ompì la nu1Rs:ima s:trage neJJa prima. metà del giugno R<'gll<'nte, dedinò fino alla forma sporadica in luglio. ricompane limitatamente in agosto e Cel s:ò completamente in R('ttembr<'. )[el ~olo m<'. c di giugno furono colpiti dal morbo 2187 solflati. <'On 931 morti. Tn totale si ebbero 27~~ cas:i. con 1~~0 morti : fr·a qu<'sti il generale di (livisione Ale~andr-o Lama,rmora, fondato1·e d(:'l f'ol'lpO dei bt'rsaglie1·i ed il gene1·ale di brigata. Giorgio Amaldi. Ri rbbero inoltre 901 casi <'li scorbuto, con J 2 morti e \,47 di forme t i fose. con 184 d('('<'RS:i. E fra quej:lto impervE>t•s:w<' di f>pidemie, hP n 11 m<'òici di batta. glione e di reggimento fN'ero olocausto dc>lla propria vita ,per sal ,~a l'e quella dei fr·atrlli in nrmi. Diamo. a titolo d 'onorE>, i nomi di ques:ti pionieri della s<'irnza e òell'umaniti\, morti in tPrra stra niera di infezionr colerica <' ti foiòPa e di tifo P. anfematico, obliati


-

452 -

ormai dngli uomini e dal tempo: Ralestm, Ct•rt•i, Bima, Cllalp, Della Ferrera, Pmnchiui. Gel'harino, Grandis. Lawpuguani, )lattina, Ritzu. 1•~<1 inviamo un •reverente saluto alla memoria del medko di battaglione Hih·ano. <'aduto il 2J lugli<> 18:):) nelle trincee della ba! teria Yittoria, colrpito da mm ]Jalla in fronte. R icordiamo ancora clte all'ospcdnle dei col<>t·osi Ili Kamavaprestò !';Crvizio il clottoJ• Felic<• Baroflìo. <"l1e <H;~i5::tette con oscnro eroismo centinaia d 'infermi. contraen!lo egili st(!!';SO l'infezione: conseguì in ~eguito la lll(' daglia d'<ll'gento al ,·alo!' militare nella l'ltorica battaglia di Ran Martino: "lomo di wrsatile ingegno, la8dù vn5::ta eà imperitura trn<·<'ia di s('• pc1· nmn<'J·osc• memorie !-Wienti nelle. fra <·n i i'> da 1'icorcla1·si quella sull'alimentazione rlel . olda(o c le note <li oftalmologia e òi diotkica. ('ome geiwJ·ale medko is1wltorr <·apo. intro<lu5::Re ~apienti rifotme e miglioramrnti nel ser\"izio sanitario. In qnPRta campngna si ebl)('ro nn<'ora nunH•r·osi <'asi di cm<•ralopia. e lo Rte!-lso dottor f'omisRet ti, a qu<>. t o propo~ito, scrive nella sna 1·elazion<': «la (·attiYn alintt-ntnzion<', nnit:-1 alle 1prime prove del hi"VaC<'O. davn facile ~ pi egazione Mi dis!'esti dell 'ah·o, <'Ome pnre la posizione ò<'l camtp o ~ml ter1·eno aYva1lato, .~u <'Ui <·mwcnll'avansi i rn:nri solari e il sistema di ntten<lamento con le tr>ntn abri, le quali lns<'inYano il soldato e!-:p05::to allP infht<'Hi'.(' del freclrlo {'dell'mniclitù clella nottC' rendC'vano ragione Mll'emC'ralopia )). Kella <'ampagna d'OriC'nte furono inh·odotte lC' 1enrle d<l r·koY<'l'O allNdite <'Ol ~a<·<·o <la <·nmpo dE>l !-:Oldato (tentr>s-abri o con altri mezzi: tende <·onkhe mrwq1ti.<~r>.<1 <'<'<'.). li'ut·ono scavnti nn<'he iki rkowl'i t r·inceJ·ati. <l<'tti f71n·by. lnnglli 7 rnetri. l nrgl1 i 3 r profondi 2 e mezuJ, rh·estiti <li pietre l" di l'ami jnhw·<'iati, ri<'opE>rti di trrra ar·g-illol'la, con 1111 (c>tto a doptpio pc>ndio fatto rli tn,•olP f' dotato di !lne 1ìn<'5::hf'lle pf'r la lncf' C' wntilazionr. QneRti mer.zi di ricovf't·o nri rigidi inverni furono prrò inRnflki<'nti n proteggere le t r·nppf' chtllc intemp<'rif' t- il n l frNldo <' s:i rhh<>ro numeJ'Mi ('asi di assi<l<'J'auwnti e cong{>llnmPnti. ai fJn:tli -Ri C<'T'<'ò pOT'J'e 1·imooio e ~i 1•iparò in 'fl<lT'tE> pl'O\YNlenrlo i o:ol(lati <li mnnt«:'llo eon <'appn<'cio <' b:w<'t·o (Nirnfrnn~"). eli Ntlz<>tt011i e p:nanti rli lnnn. <li ghrtte eli pc>lle !li montonr. òi WC'C{)li <'<'<'. Ri ngginngn a ciò l'nlimentazionr nniforme. comipostn in pr·ryalrnzn ili <':ll'ni l'lnlate. <'On razionf' in!"nflkirnte fli wrclnrr fre«<'hf', l 'n hnso rli hrYanCir a koolkhr e 5::0pratt ntto eli rhum. l<' C'Onllizioni igirni.chr tntt'nltro <'he . odllisfa<'C'nti e le g1·a\i fatkhc> delln gu<>rra. eb e 'POrt:p·ono allo


-453svilpppo di epidemie di l:K:orbuto, di febbri tifoidee c sop1·attutto di <.:olC'ra, Ja quale ultima infezione ~-;i facent strada ~;ubùolamente e 1·apidame.uie ad ogni siJa.r co di 1tuovi contingenti. JYaH1·t1 par te le tpuludi della Cernaia furono causa dell'insorgere c del diffondeJ·si fl'a, le bruppc di f{'bbri malal'ich e : ma IJUCSLa disasil·osa situa:r.ioue, perenne minacda. alla salute del soldato, uon fiae<:ò, nè diminuì l'energia e l'animosità del 1p iccolo esercito piemontc>se, che il lu ago:sto 185:>, precisamente alla, Cernaiu , fece prodigi di cJ·oismo c ili valo1·e ~ostenendo colle trUJPpe francesi l'impeto di. 40.000 nts!:li, c he ~asdarono sul cam,po oH1·e 3000 morti, ft·a, cui il generale Head, che dirigem l 'attacco e 4000 tra l'm·iti c prigionieri. ( 'o'l fu Javata Hcl sangue J'infauM<t giornata di Novara, tl'ealizz.ando il Ya ticinio di <\LYOur, iuneggiante aHa Camera «agli allol'i che i noshi soldati an-ebbero certamente a(•quis;tato in Orient<>, i quali ~)el' Je sorti futur<• <l'Italia, anebbe1·o giovato più <li colol'o clw crcd<•v<~no opcrarne la rigene-razi0ne con declamazioni c <·on scritti >>A dimost-rare la sapiente ot·ganizzazione sanital'ia del Corpo di spedizione i ta l iano, 1·iproùuciamo ncllle fig. 112 e 113 Jc foto gr afì<> dei modelli <li te])(l(' e di haracdtt>-ospe<l ale, di cui fn dotato il Corpo di ~pedizione picmontel'e, ora esistenti nel museo del Genio in Roma, fatt<• eseg11it·e e~ prcss~unC'nte da S. E. il gcne1·alc Bor~atti. beneuwrito fondatot•e e dit·t'ttorc, <·he ,h·anwnt(' dngraz.iamo. ('on !) <li queRt.e baraccbc fn alJe;.;tito sulle alture di Batlc:ldava nn o~pedal<• della capacità di :JOO letti. <"iaR<·uno con paglierkcio e mntN·asso. <>d un 11ltro fu er<'tto alla marina. Dopo tre q mn·ti di s<•tolo qnesti i m,pi anti possono reg~ci·e ancOt·a Hl confronto <·ou qn<'lrli fatti nelle nltim<' guerre. TI l. -

RE<' Q);O,\ ('XMP,\(~);.\ DF.LI;I);DIPE);DE~Z.\ IT.\ LT.\NA

(l . :)!)) .

Nel l'i·cevim<'nlo eli ('apodauno de1l 1859 a Parig-i, Napoleonc> TU. rispondenclo ag·li aug-m·i del C01·po cliplomatiro, fecC' compt·endere al]l'nmbasdatQJ'<' ·<l'An!'it t·ht barone Btibner, che nvrebbe consiclE>rata, 1'innl!'iione <lrl r ielllontE' <·ome nn ca-<mR bdli. Pochi g-iorni dopo. il 10 g-ennaio. Yittorio Emanuele II. inau~uran do a 'l'ot·ino In 8N<Rion(' (]el P &rlamento, peonnnriava l<· memora bili :parol(> : « i\fe n tre 1·isprtt i amo i tt·attati. non ;.;iamo iu~enl"lihili al grido <li dolore, d 1c da tnnte pn·t·ti d 'TI nli a • i lenl vct·so di noi ».


-454J.a situazione \enh·a co ì ad agg1·avatsi, come del resto era negli intendimenti di CavoUl·, il quale ~eppe in IJUesta circostanza agire con tanta abilità diplomatica che l 'Austria commise il gravissimo error€' di intimare il 22 aprile ;:tl Piemonte il disarmo •.! lo scio glimento dei corpi >olonta·ri iu 24 ore. R<' Vittorio naturalmente rifiutò, e l'Austria, 1passato il Ticino, inra~c senz'altro il Novafrese già, allagato a S<:OIPO dif<>nsiYo: così la se<•onda guerra del· l'inrlipendcll7.a italiana fu iniziata. Fedele ai patti di alleanza, Napoleone I II, contro ogni oppo~izioue parlumenta1·e e contro l'opinione della C'orte l'ltessa, <led c· l'allNmza. con l'rtali<t. <'d inviò sci col,pi d'a1·mata sn 15 {]insioni in Ha1ia, pwrte p~?r i l Moncenisio e jparte prr na di mar<>, co11 sbarco a GE'Hova <' a Li\orno. L'eserdto ~ardo, completamente l'iot·dinati i suoi servizi Jogistici iu piPno assetto. si <'ostituì, .cou 56.000 uomini, 4000 cavnlli e 114 bocch<' da fuoco, <;;u cinque diYisioni di fa n t eri a ed una di ca>alleria, al comando del Re Vittot'io J•Jma.nuel<' 11, e si m{lunò frttt f'a~al<' cd Ales:..andl'ia in attr~a degli all<>at i fJ'an<'esi. che giunsero per l~ linee ferroviarie di Susa. e di Genont. L't>!'WT'cito aust•·iaco, sempt·e cg·rPgiainente addestra t o. <'J'èl agi i ot'<li n i ilel nutr<'-l riallo Giulay. NE>ll'ese•·cito ~a1·do l'orgnnhr.r.azione dt~l servizio sanitario pe1· la campagna del 1 :59 fn comtPiutn )';nlle diretti...-<' del regolamento approvato in (lata <l<'l 2il aprii<' d0l1lo ste~Ro anno. L'organko del Corpo ~anitnl'io mi.litare era allora <li 1~!l medici. a. siruilati ai gt•a<ll milita1·i come ~cgn~'> : IPl'PsirlE>nte <1<'1 ('on!'liglio supe-riore a colonnello; medico capo a luogotenentE' <:olonnello: medi o diYisiona le a maggiore: medi(·o di reggimento a rapita no; medico eli bn.tl nglionc a luogotenente c Jll(l-Òico nggiunt.o a Rottot<>n('ntt>. Di r<'gola. i mooki di...-L ionali e i mC'dici aggiunti prestavano servizio ngli O!òiprdali, gli ali ri erano aòrletti ai conpi e r('lparti. T/inten(lC'nza dell'<>"<'t·cito tpotr-...-a òisporre: di a.mbu1am~e al . <>guito d<>ll<' truppe in linea: òi osprdali temporanei imq)iantati 1;nlle •·rtro...-ie: di osp<>òn li tPnitoJ'in li <' ili depoRiti ili convaleS<"enr.n. I.Jo amlmlamR C'l'n no il istittf r in: n) di1•isionoli (di fn.nter ia, di cavalleria, da montagna). in ragion<> di nna per cin..;:cnna di visio ne ed una pet· il g t·an qnartie1·e genel'::tle. Qncl l<> <li fanteria <>r:mo dotat<> <li t'l <'fl·RRoni ront<>n<>nti matrriali fli medkazion<>. medidnali erl nttre?.?.i occoJ·t•cnti per un ospNlalr tC'mporaneo eli !lOO


Fig. 112 - Ouerru di Crimea - ) l odello di tenda·ospednlo del Corpo di spedizione piemontese. 01useo del Genio, Roma).

Fig. 113 - Onerrn. di Crimea - Modello di baracca-ospedale del Corpo di spedizione piemontese (Museo del Genio, RomnJ.


-

45() -

Jetti e pet· 14000 medicatm'l', (' di 5 vettme d 'ambltlanza trainate <la 4 canlUi (quelle di earall cria tli •lue ~oli cassoni), più <li :!0 caeolets a 8ctlia e 10 u lettiga someggia!Jili , :W batcllc t>d 1 cano del ttcno per il tra~:porto d t> l hagagUo; b) reyf}imentali) a~segnate in llmnet·o di :! 4 1pPr ogni t·egginH'll to di fanteria e òi l per ogni J·eggirucnfo di <·avallt>l'ia. e hnttaglioue Ller~aglieri e fomitl' di una cop,pin co l'ani di ~ani t:\ sonwggiabili ; o) d i 7Jatt Clf!lione. di~trilm i te in I]H'Opol'zione di l per ogni battnglion(' di fant<·l'ia <li linPa e di l.e1·sagliel'i P di :! per ogni reggimento di cavalleria. L mezzi di tra~pot·to erano forniti dal tr<'no di armata. Tnttc qut>~t e amlm Janze, m<•no quelle <.li montagna, furono mobi1itat<> '] H·ima del magg-io 183!): mfl· ai reggimenti fn assegnala una s;ola ambulanza. Ogni ambulanza. ent eostii nitn da l mNlko ùiYisionale, ~ llH'dici eli reggimento, 1 nwdko <li IJattaglioHP, ;) mcdid aggiunti. l farma<>i~h1, l uffida1r d'ammini~ll·a,ionf' e 18 uomini di t·l 'nppa . . \.d ogni re~~imenlo <li linea erano al-ìseg-nati l me<lko r<'gginwnt:tl e <' 4 cl i ha ttn~J i onr ; ad og-ni ba ttag-1 ione eli bersaglieri 1 mcdi<-o di hattag-lionf' Nl ul l'eg-gimento di <·aYa ll<'t'ia 1 mNli<'o <li reggimento o di mez,o 1·eggimento. Gli Of;peclali h•mpornlH'i cntno alle~titi. ~eC{)Udo le DPCN;~itù , <·on materia)(' <li cnsE>t·magg-io prcleYato clai mag-azr.i n i militfll·i lo (·ali. Ai ('acdatori cl<>lle Alpi, costifniti dal cm)po eli Yolontal'i. al <'omanclo del g<'lWrale Giu~<'PP<' Oal'ihaldi e fncenti pa-rte clell'e~<'t·­ dto rrg-olare a~~i<'lll<' ai C<wciatori <1Pg-1i . \ppennini, della -:\fagt·a r d alla clivi~ione toscnna. fn ass<'g-nata un'ambulanza. dil'ettn dal <lott. Ago~tino Rf>J·tani. eh<' eùlw il gl'a<lo di maggior<'. e formata <la. mNlki <' clJit·m·ghi ,·olontnl'i. con nrmnmrntario <li lor{) propri<'tà. Et'<1 inoltr<' dotata di <·ofani e r,nini èli ~anihì: pPl' il matPl'iale di ntNiicatnrn . oppel'iYaHo nel <'· uh<'l'anza lr offE>t·t<> priYate. A 1·iparnr<' alla clefki<'nza d<>i qna<lri <lel pprsona](' ~anitario. il :!4 ma1·zo 18r\!) fn indPtto nn <?on<>orso p<'t' <"'ame per la nomina di nwclki milital'i ngg-hmti. rcl il 2G aprile . eg-11ente fu ('manato nn de<·t·eto IJ)Cl' l'aJnmil-.:sion(' nPll'Ps<>l'dto. per tnt la la <lneata (]ella g-nel'ra, di mNli<·i <' <·hit·m·!!hi dvili, com{' 1-!i:Ì s i <'l'H fatto 'IWI' la <·ampagnn di Cl'inl<'a: p<'l' h1le pro'\wnimento, fu rpo~sihilP d i a'\<'r·p a cli~posizione n<>l me~r ~ll<'<'<'S~iwi il pe1·sonnl~ ~nnitnrio ne<·P>:sm·io IPf'l' il l':erTizio dellP nml ·ulanzr. oltr<' 40 mNlki in 'flÌÙ _cl, 1l'OJ'gani<·o •11<'1' l'illlpinnto e fltnzimwmrnto (]i osp e<lali di riser,·a. ('{)n altJ·o ~ll<'('Ps;sivo èlrerefo <1<>11 ' 11 1-!ÌII~JIO. ~i dovPtt\' nnmrn ta.re ancorn l'organico (]el p<'r~onnlr ~nnitario adflPtto ai Ynri


-457corpi e reparti, •'~SPH(Io l'i!-iultato jnsuffidente nel pel"iodo del1le operazioni iniziali, tl)er l'm1mento considerevole dei malati e feriti. I mezzi 1proYvisti dall'intendenza e dalla generosità dei cittadini fmono nel 1p rimo periodo della campagna lo\Uilicienti ai bisog·ui, qnantnn(IUC ~olimwnt<> nel me~e eli 1 uglio fosse stata clistl·ibuita a.i 1·cgp;im<.'nti. la seconda ambulanza prescritta {lall<' dotazioni di gu<>na.. Qualehe manchevolezza. fu rilevata: nella dislocazione delle ambu)am~e clivi~ionaH, tanto nelle colonne dl ma1·cia eh<' du·rante i com ba tthuenti, dovuta nlila drcost.anza du• i cnpi eli slato maggiore delle> di d~ioni non ~E'HlJìl'P <limost.rarono la cnra sn:fficient<> ed il dO\·uLo interessamento per questo se-rvizio, posto alla dipendenza dell'int.(•n(lenza c non (lell<' autot•ità sanitarie n1ilitari. L'assistenza sanitaria ebbe inw-ee largo sviluppo nelle retl·ovie, e provyìdf' non solo ni bisogni flcll'cserrito sardo, ma anche a (jll<'lli <1<'1 eorpo di 10;pPdiziouc france~c, che, conw >edr<>mo, ]a,. sdasa. molto a. desiderm·e pet· personale e per mate1·iale. Nei primi giorni clrlla- p;nerra gli n11eati poterono utiJh;zare i 4-f) O!'pC'clali mi1ita.l'i C' ddli già c~istenti nel territol'io ed altri a-l lestiti per 1'-oe-ca~iOlH' : f·ra (lll<'SJi, i) ospedali (Ta. 4000 ietti a GcnoYH, 2 ila, ·r700 letti a TDI'ino, c f) da 2000 letti in A les!';anclria. DoiPO alcuni scont1·i a FrasF>inetto, Groppello, ZinaRCO cd a Valenza. n ~O maggio 1859, squndroni di cavallt»ria, piemonteF>i ed una diYisione francese mossero a.ll'attar('o òi 1\[ontc>bello, conteso accanitamente dal nemico. <:he n veYa 1passato il Po con 70000 uomini per l'aggiungere Yogh<'I·a: e dOjpo cari<-bf' inuenti dei lanciPri P fm·io~o combattimento <·orpo a c01·po, ne furono vincitori. Co~ì H_ Vinzaglio il 30 maggio e nei pressi di PaleRtro il gio·r no ~eguente Bi combattè' un'altra gloriosa- battaglia (fig. 114), che durò tre giorni, <·on nn mcmora.bHe attacco alla baionetta clella hrigata Rrgina: la Rortc Rembrò da1pprima ~faYorevole ai Pirmontrsi, chr primi aY<'Yano attaccato, ma quando un •reggim<'nto di zuavi f-r ancesi giunRe in ainto clei peri.c olanti, Yittorio Emanuele, clopo eli aver assicurato il loro colonnello, f'hnbron , di non temere percbf. sul (·ampo Yi era glol'ia per tutti. se ne poRe a1lla testa (' <'ompi'è prodigi di valor<'. ('osì , trnscinan(lo a11 'entnsiasmo gli znavi. cbe, Ye(lendolo S<'IH pre oYe più gra-n de era il pt'ricolo, esolamarono : « Oh ce hougre de ·roi, c'est le roi Cles zouave~! )) e lo acclamal'ono lo1·o caporale, la vittoria arrise clefinitivamt'nte agli


-

458-

alleati, con il ripiegamento :sulla sinistra del Ticino e la perdita ùi 13000 uomini ùa pal'te ùel nemico. E fu tale l'iugomi.H'O sui ponti del fium<.', che 8i fu costretti a l'inunciare a.l 1pa8saggio delle ambulanze, c .si videro i medici obbligati a guadare il :lìulJle a e:t,·allo per portar soc<'Ol'SO ai fpriti. Succe:;sivamcntc, il 4- giugno si combttttè a .Magenta un altro memorando scontro (fig. llG), d1e durò dalla mattina alla sera, ma anche questa volta g-li .\ m;triaci furono S<·onfilti, la:-.ciando sul

Fig. l14 -Battagli:~ di Palestro <31 maggio 1859).

campo 10000 Ho mini fm mol'ti e feriti e 7000 p1·ig-ionieJ'i; t'<l H giorno successivo Vittorio Emanuele ll c Napoleone Hl entral'ODO tl'ionfahnente in Milano ft•a le acclamazioni f·r enetiche di tutta la popolazione, mentte Gal'ibaldi, che si <'ra bat.tuto mloro~amcntc col Corpo Yolontari ('acciatot·i (lcll<• Alpi, faceva il Auo ingr·esso Ìll Bet·gamo, e gli.\ ustrinci si rit it·ayauo ~mcora s ul ) l incio. Dopo qu(•sta. l.mttaglia, i malali e i feriti furono sgombrati su Yercelli e rkovcrati nell'ospedale ('ivile cd in o~pcda.li di ri serYa, all'uopo all<'stiti a. ai conwni<>ntemente. Il chi·l'UJ'go Lar ~hi fece in que!oìta <'Ìl'<:ORtanza le !))rime <11Pplicazioni . ui fel'iti della rautf'l'izza%ione colla pictl'a infel'l1al<'. <limostrandosene conYinto


-459-

fautore, poichè aveva potuto constata.re che con tale metodo si riusciva a diminuire notevobnente tla cancrena nosocomiale, la quale aveva fatta già la .sua com1p arsa, specialmente negli ospedali impiantati forzatamente in vecchie chiese umide, mal ventilate ed inverosimilmente ingombre. Per combatt(~1·e la cancrena si speri· mentò anche l'applicazione di un topico a base di coaltar e di ge!S.so, che era stato ca!ldamente raccomandato dal celebre Vel· opeau. Per L'anestesia nelle <>perazioni si ·r icorse al cloroformio, già

Fig. 115 - Battaglia di Magenta (4 g iugno 1859>.

sperimentato nella !Precedente campagna di C1·imea, od a1l'etei'C, oppure a miscele di etere e di cloroformio. Quando gli alleati entrarono Yincitori in Milano, vi trovaJrono 8 o~pedali, della caiPacità. comp1Icssiva di 700 letti, c l'intendenza generale dal 6 al 24 giugno ne impiantò altri 18 pOl'tando a 20000 il numero dei letti. Ed a B1·escia, dove ·esisteva un ~olo oR~pedaJe, gli al1eati ne allestirono dopo il 13 giugno altri 38, con una diSiponibi!lità. tota.le di 88J 2 posti letto. P er il V Corpo d 'armata e le truppe toscan e vennero allestiti ospedali di 652 letti a JJivot·no, di 300 a Firenze, 500 a Pi-stoia e 300 a Lucca : per i cacciatori delle Alpi ne furono eostituiti altri a Rondrio, a Tirano, e a Bor·


-

4GO -

mio. Allo . <'opo infi1w di !"follm·e qn<'~ti o. pNlali, alla nwt:'t di giugno furono istitniti !'<flOCiali dt>po~iti eli com·ulcscenza ad AlPS · F;andl'ia, a )Jonza, a Pavin <>d a Piacenza: complessivamente, l'n · l'Ono impiantati ::!:)~ Rtabilinwnti sanital'i. N"t>ll<• ~iol'unt<• <li <'OJnbattimento fn im·('(·e lamentata la d(·· fi<'it>nza ~lei nwzzi di 11·as1porto: lo sgombero dei feriti dal ·alllpo di batta~lia si N~<'AllT n m<'zzo lli ambulamw e (li <'lll'l'i di rpqui~1zione. <' lH'lle J·etJ·o\i<' fu1·ouo nlilizzatc• l<• li n<>c f<'JTOYiad<• ('Oll illlpiauto <li posti di ~occo1·so nPllt' sta?.ioni. I>m·an tc qne!';ta <:;llll · JlHg'Iln i In• n i osp<'<la li fe<·ero 1wr la p1·i ma ,·olta la lo1·o <·omp;:usa i11 mi~m·;J limitnta 1wi ~wnizi sanitari !li g-uena, ùiJno~tt·mH,Io fin

Fig. 116 -

Jlattnglia <li S ..Martino <24 gillgrto 1859).

<l'allm·a, i gt·andi ecl incontestabili mniaggi di questo <·olllodo e rapido mczz.o di tJ·asporto. l f('riti d('l combattimento di :\Ionteb<'llo furono t·1·asportati a Vo~hc1·a Nl i mPno gra,·i nd .\Jps~andl'ia ·(>cl H GenoYa: quelli dt'lle battaglie di Palc~tro. Vinzaglio <> Confipnza fnrono i1n-iati a, Vel'c{'lli , o,·e ful'ono impinntnti {lne o~p e-dali di 500 lelti. I ff'· l'ili di 'àlagc>nta 'ennero ~gomb<>1·ati, parte Ru :\Tomra., ove Ri al· 1N;tirono G O!'>·IH'dali. <·Iella <·omple:-~i'a capadtù di 2500 letti e pa.rte sn 1\lilano. D opo la ,·it torin di ) lel<>g-nano <lell '8 giugno, 'l'11ltiina geande battaglia an·E'nne ~ull<' alture <'li R. )fnrtino (fig. llG) <' <li Rolfc-rino (fig. 117) il 24 suc<~e~. i,·o. ,\Ha te~ta degli Austl'iaci era


-461lo stesso imperatore Francesco Giuseppe: i Piemontesi erano schierati nei :pressi di S. :Martino e i Fra-ncesi a Solferino. Ambedu e le altUI·e erano occupate òag'li Austriaci, ma dall'una. e dall'altra cloYcttero sgomùentre e la vittoria fu completa per gli eserciU alleati. <<Quando il Re Vittorio Emanuele, serisse Gnhrielc D'Annunzio in un rnemorando messaggio commemorante i nostri. caduti delln, grande giornata, diede il segno dell'ultimo a~salto, i nostri battaglioni gittarono gli zaini ed assalirono gli aYversari correndo

Fig. 117 -

Battaglia eli Solferino (24 giugno 1859).

di gran lena, come avevano fatto gli opliti di AtPne e di Platea. Com'essi., amarono il ferro, che del coraggio è il compagno più fido. Fu•rono !Pari alla bufera che balenava e tremava sul loro im· peto. Il gr·ido di S. (Martino,' ne' secoli de' secoli. è alito come il peana eli Maratona)). Ma Kapoleone Hl, per la minacda della Prns..;;ia sul .Reno e l 'occulto lavorio cliplomntico in Francia, fu costretto a sol'JPendere le ostilità e ad accettare la pace, firma·ta 1'11 luglio a Villafranca, ,per· 'la quale la J_,omùardia si uniYn al Piemonte e Nizza e Savoia erano in compenso cedute alln Fraucia. Così ebbe fine la, seconda campagna dell'indipendenza italiana. Nella storica giornata di S. Mal'tino il numero dei colpiti nel -


-462-

l'esercito sardo fu ingentissimo in relazione ai mezzi disponibili di soccorso e di ttasporto. Per tutto il giorno e per tutta la nottt> , e anche nella. giornata ,seguente, fu un continuo sgombero di feriti con i più svariati mezzi di traspo1'to regolamentari e di requisizione (-fig. 11 ) : ciò nono.~tante. la sera dCil 25 numero. issimi ca.òuti giacevano ancora 11clle cascine attorno a Lonato, Rivoltella e ncs(>n· zano : c ciò, oltre che JPCr la defidenza di veicoli, anche per un violento magano che imperversò per oltre t·re ore. I feriti della hafta~lia di S. Martino e Solferino furono trn sportati a De8<'nzano <' successivamC'nte a Brescia, Bergamo e Mi· lano: dopo quc. ta memoranda battaglia. dnto l'ingente nnm<'ro dci

Fig. 118 -

Campagna del 1859 - Sedie da mnlo por tmspo:rto dei feriti

colpiti, non essendo gli OSJpedalli pitì su 01cienti al ricovero. furono imjpiantnte infe1·meric reggimentali 1per gli ammalati leggcl.'i. Ltt carità privata venne poi largamente in aiuto all'intendenza, fo1·· nendo mater·iali e locali. In Torino si formò inolt1'e un comitato per facilitare le cure balnco-tcJ·ma)i ai militari resi invalidi. Il medico caJPo òeli'ese1·cito ~arCio. dott. Comis etti. nel1a sua. relazione al :Ministt·o della. guerra snl funzionamento del servizio ~anita1·io a S. Martino. dopo nverf' Psaltato lo r,elo, l'operosità e l'intelligenr.~ .spiegnta dal iper~onalc dipendente nrll'assistenza P h'aRporto d<'i f<'riti, riferisc<' sulle enormi. cliffico1ltà incontrate nei


-

'4 63-

servizi di sgombero S[)ecialmente a Desenzano, ove si dovette·r o ut ilizzare per il 1·icovero, oltre l'ospedale, anche il collegio, l'oratorio, la dogana, n teatro (>: le case prospicienti la strada; daplp rima si potè usuhuirc di letti, poi di ,pagliericci, poi del'la paglia:. ed a.nche questa, venne ben presto a mancare. E si deve allo spirito patriottico ed umanita:l'io di quella popolazione, se tutti i fel'iti tpotei·ono aver·e le prime indispensabili cure. P er le benemerenze acquistate durante la camjpagna il medico in capo Comissetti fu insignit<> della croce di ufficia.l e dell'ordine militare di Ravoia; i medici eli prima cla-sse Cerale e 1V[anay·r a ed i medici {livisionali Valzena ed Arena furono decorati. della croce di cavaliere dello stesso ordine. P er ·q uanto riguar{la la morbosità, dal maggio J 859 al maggio 1860 -si manif·c starono {)8.'35 casi di febb1·i rkorrenti. con una mortalità co•n ispondente al 0,52%, 4100 casi di di::t. rrea e di dissenteri:t col 0,24% di decessi, J622 casi di febbri malariche ool 0,47%, 389 di febbri tifoicli col 30% c 2168 casi di altre mnlattie col 2,90%.

Anche il ser-·dzio ~u1itario presso l'armata f·rancese nella bat· tag-lia di. Solferino, si compì attraverso a gravi difficolt:ì., per la defk iPnza di JPersonal(• c eli materinli: infatti, sopra, nna forza di l GO.OOO uomini, disponeva soltanto ili 132 uffidali mcclid effettivi, cioè meno di 1 su 1000 combnttf'nti. Medico in C3Jpo dell'a.r-mata, francese fu l pJPolito Larrey, :figli{) (lf'1 celebre Domenico, chP pe•r 25 anni aveva preso 1pat·te come chir11rgo militare a tntte Jp cam pagne intr::~prese dalln Frnncia. Egli fu fervido ,c;;ostenitore di questi due p1·incipì: conservare e sg.ombera.ll'e. All'am huln.nza àel gran quarHere generale, ove si puticavano lf' Oij)t'raz~oni più importanti, il m0dico capo aveva a sua cliRposizione soltanto 5 assistenti, dei quai]i 2 o 3 òopo le azioni àovPvano essere distolti per il servizio di sgombero. Dopo nn mese e mezzo clall'ent.rata in <'am1pagna. ai lYlf'(lki a<'lcletti alle ambulanze divisionali non era ancora stat<> assegnato il cavallo, e dovevano lj)erciò percorrere a tp irdi hmghf' òi~tanz.e o ri([ursi ad essere trasportat i r> .sballottati ~11i cn.t•I·i, <'on grandP clii':agio 0d inutile spreco òi enrrgic. Ogni nnità non clii':pOnf'va. al maRsimo, che di quattro ~ani­ tari, e molti •l'cggimenti f>I·ano pri\i òf'l mPclko: nncbe il per:::ona.l1e sanitario subaltemo e qn<>ll o à'af':Ristenzn era oltremodo deficiente.


-

4ù4-

Due chirurghi a;ddetti ad una di queste ambulanze per l'ènorme lavoro di operazioni e di medicature, esauriti dalla stanchezza, furono colti da lipotimia cd obbHgati ad assoluto riposo per parecchi e settimane. Le ambulanze erano pe1· lo jpiù impiantate nelle fattorie e n~lle case; c molte volte, per mancanza, eli locali, anche all'aria aperta, all'ombra di alberi : ma la scort'a di materiale chirurgico e di medicazione, di ba;relle, di sedie-lettighe e di C()fperte era addirittura iniso·l'ia. Da Castiglione d~lle Stiviere, 0\"e neilla sola chiesa maggiore giacevano olt·re 300 soldati alla ·l'infusa, i fet·iti do\'evnno essere traRportati negli ospedali eli riserva di. Brescia, di Cremona e di l\'li,lano, ma, avendo il nemico fatto razzia sul1posto di tutti i n~icoli (lisponibili, 8i fu costretti per la mancanza di mer.zi di sgombero, a tJ'::tt· · tenere i feriti sUil posto ed a corica·rli sulla paglia nei cot·tfli e perfino neJle piazr.e e nelle vie ove si emno ilnpronisati con tele e taYOle dei ricoveJ'i per ripararli alquanto dal sole e òalle intemperie. :m doveroso infine J'iconoscere la genero!'la e spontanea cooperazione delle !POpolazioni del luogo durante questa campagna. Le famiglie più agiate Ri !Prodigarono nell'accogliere nell e loro caRe malati e feriti, ed anche le [)Opolane facevano a gara nel prestare i loro modest i aiuti : e 1perfino i ragazzi COl'l'evano, con la vivacità rpropria dell'età, a. ri<'mpire alle fonti le Rt>-<'chie e i biòoni d'acqna per clissetM'e gli infe-rmi e i fel·iti. Ri di~ponev-n di una grande quantità di filacdr, ma le dotazioni di fn.scie e .òi l1ianch<~ria, specialmente negli ultimi. scontd , furono inadegnate al bisogno, ed anche per quPRto proYvicle .l 'offerta pt'ivata, come !'lempre, genero!'lamente. An<'l1e j] materia le chi·rurg-ioc·o e fnrmn~ entko !"li dimostrò in Rnffi<'iPnte fin (lall'inizio (lf>llc ostilit:ì : è da rilevare però che m~' potto <li Genoya. nllH finr delln- cnmp::..g na si dovdte nuovamentP imb~u·c~l!l'<' una grand(' qnantità eli mntPriale Ranitario in ca~se non ancora a!Perte, il ('h(' dimo~tra la òelìdente OJ'ga.nizza?:iorie dei Rervizi s:::anitm·i. In mancnnza eli car1'i cl'Rmbulan7.a, Ri rkor,<::e ai carri agt•koH dPl luogo. dr erano tra~inati da bnoi <" forniti di uno strato òi pag-li::. o eli fi.pno e ·l 'ipnrati dal sole n mezzo eli rami d'nlbero iritl·er<•inti. sni quali rrn stnta ·(HRteRa 1ma tela: inoltre ~i fu co· strt>tti a coRtJ·uil·e barellE' Rn] posto <'on m<'z7.i improvvi~ati e rlelle form<' più svariatP. E ](' popolazioni lnnp:0 il per<:orso con entusias.mo ammh'eYole si molti!plicarono nell'offrire viveri òi <'onforto


-

465-

~ccoudo il Delo1·me, la, fine l"<l!picla cd imprevista, delle ostilità salvò una situa<'.ione già coillprome:s~a.

e oggetti di 111edicatma.

Con un sistema, di sgombero acl oltranza. me so in pratica ~enza, metodi. con un'organizzazione di ospedali c di ambulanze difettosa, non si a,·en.L il {liritto di Psigere dalla <·hh-mgia dei btillanti risultati. Que:stn campagiJa <lel 1s:m, sccoHdo l' illu~tre clJituJ·go, è riuscita. a, ·dimostrare la )J<'I'lliciosa inflncn?.a dte può ese-t·dtare nella p1·a 1i<- a della, chirm·gia degli ese1·bti un 'irrazionale mganizzazione snHital'ia militnre, alla dipen<1Pnza <li <'lcmenti ammini. iratiYi non tN·nici. Berthcran<l, lllcdico in capo addetto all'ambulanza d<'l gran qnartier g<'IIPI·al<• impedal<', pul.Jblicò np] 1~GO alcune let1t>t"<' int<'ressanti snl l:t campagna <lPl 1S:-in, ·l'ipol'lnn<lo una ca.c~isti<'a di HU107 f<'l"iti \' Ìi·riiati in <1e11n unitù. Rouricr, ad<lPtto all'ospcdal<.> di l"iscrva <li C1·emona, ebbe ()(·<'rti'ionc òi cm·m·e <lopo la battaglia di Solfel'ino ::?, ·iO feri t i e òi<'<le alla ~tampa n r l J<.: G3 a Parigi una memoria s ui <'asi tpiù imporlnnti o"se n ·ati. C'henu , come p~r ln guerra di OrimPn, <'OtnpHò una voluminosa statiRtiea Ranitaria, dalla quale l'iRutl ta elw dnmnte la cttmlHlgn;r i F·ran<'c~i <•hhero 2n~6 mm•ti e 17.0:>4.: fc1·iti. i T1 i<>montf'Ri 10f0 caflnti Rnl cnmpo, 4~22 feriti <' 12G8 fli"persi , gli ..\uRiriaci !)..j.J() morti. 26.H!l f<>riti <' 17.:~06 diRp<.>rRi. Le perdite maggiod nPl campo ncmic·o Rono clm-nte. secondo l'nn ton•, alla VC'lodtà Rupcriore rlc•i proiettili nRnti <lalle t·rup.pe atl leate. Ripol'ia inollr·p numerosi <'3i'>i fli trtano manife-,talisi ~p(l.('inlmente nrllc chi<'R<' 1·i<lo1te ad ·ORpedali r ili can<'l'<'nn nosocomialf', inRm·ta eon rparticol:t.l'<' virulenza n<'i fpl'iti auRtriad. P er qn:mlo riguarda l:r morhosità, <lHl maggio 18:)9 al maggio 1860 si manif<'starono G8.1:i <'al'i <li febbri rkon<.>nti. con una mor· talità coni!<;pondente al 0,:>:!0 0 , 4100 caRi <li <lianea c di dis<.;cntel'ia col 0,24% <li <le<:el-<si. 16~2 .-rrsi di febbri malnrkhe col 0,47<>~ . :~~9 (li febhl"i 1ifoidi col :30% c :!1HX <'aRi di altrP nra1<rtlie cOil 2,90%. A11che l'esercito austria<·o, uouostante clis,ponesse di uua com pagnia. di Rani!tì eli 24.:0 uo))lini <·ou 40 barell<' p<"'r ogni C011J)O d'armata; per la mmwnnza di autonomia P di un 'unica dil'C?Iiouc• f.\an itatia ehbc un'organizza.,ione insufficiPnt<', d1e t:i può Rintt•tizznre iu <]Ue!<;te dft·c• : 4620 mo1·1i pcl' fel'itc e 40.7()0 per malatlit\, f1·a cui. ptedominat·ono le fo1·mc t.il'01:;c e la dissent!()ria. La battaglia di S. l\la 1·tino c SOilfe1·iiw, (·ome si tè detto, f'u ('Olu 30


-

466 -

battuta il 24 giugno 1859 in una delle giornate più lunghe dell'anno, che fu anche delle più afose E' <lu1·ò oltre 15 ore. Su una fronte di ci-t~'\. 5 km., opprcs~i da un caldo so:fl'ocantc, si schie1·arono circa 300.000 uomini, la maggior rp arte dci quali non aveva preso cibo dal di precedente. La divisione di Autremarc ebbe a registrate in un olo giorno di marcia. oltre 2000 ammalati, una gran parte dei quali colpiti da insotl azione : durante il solo passaggio <lel ·~lincio si ebbero a deplomt-c 26 morti. Per tl'e gio1'ni e tre notti <li ~eguito soldati (p<)l'· taferiti e contadini del luogo si molti1plkm•ono a raccogliere i caduti ul campo, ma molti~simi rimasero nascosti nei fos. ati, nelle siepi. fra le accidc?nfnlità del tcneno. E òne giorni dopo la bat-. taglia, ogni chi rurgo avevn. anco1'a più di GOO feriti da medicare: financo i caffè e le oslel'ie si dove l t ero trasformnre in posti di pronto SOC('Or o. La.situazione fu re~a ancora più ~r:we a Casti~lione delle Stine1·e da nn panico improy·vi!'O che assaH la {X)polazione, a•endo scambia.to una colonna di pri~ionieri austeiaci òirigentesi verso il ,paese, 'J)Cl' una •rip1·esa offensiva (le] nemko. Ri provocò così una pazza fuga. e gli abitanti si allontana•r ono in disordine abbando· nando. caljpCStando i fe-l"iti. nnch'eF;!':i terrori7.zati per l 'impossibilità di cercare una via di scampo qua.J siasi. Tl grande filantropo Enrico Dunant, ~incvrino, partecipò a.lla campagna. del l Rflfl <' fu spettntorr impotrnte de1l'imp1·cssionante Rpettacolo del for7.ato nbhandono <lei feriti ~ul campo di hatta.glia, nonostante che e~li ~te!':so avessr riconosciuto ch e in nessuna guerra Pd. in ness1m secolo si era nsto mnggiore premu ra e ma~gi.ore slan· cio di ca.rità. E raccolse le .SlH' impressioni di gnet·ra in un fa.mosp libro: «Un sonYcnir de Solfé1·ino >>, che JPnbblicò tre anni òo:po PH ebbe lar~h issima di ffnsione. tanto ila costituir-e una fe>rviòa batta· glia per il ricon~inwnto dell 'inviolabilit:l òei feriti e tJ)<'r una mi· gli or<> inff'sa n el cnr:wli e allevinrne le sofferrnze. I n questi ricordi, sulle 01'111<' del n ostro trop1po òimrn ticato P nlnsci:mo. proiJ)ngnò la crea~d onf'. ~ino òal temrpo eli pnce, di asRO<'in7.ioni di soc.corso. e la. cootitnzione di un corpo di inff'rmieri volontnri al se~nito degli c>serdti h<'lliger:mti. « I./anima t• (lotata di mc>ravi~liosa facoltà per il hPnf'. scrh-e n<'llf' sn<' conclusioni i'l nnnant : un solo uomo. una sola donnn. dotati .el i facoltù orclinnri€', armnti soltan to èlc>ll'amore del prossimo t'di nn po' ò'entusin!':mn. possoT'o compierr cose gran· Mment<' ntili all'nmnnità.... L'<'~oi!ffllo ?>una gr anòe illnsione: esso


-467 non p·roduce in fondo se non delusi.oui v111He o ~<· ot·amenlo segoreto: la devozione: l 'aJtruismo è la più sublime di tutte le vidù ». Co l, dqpo tanti secoli di guerre, comindava ad affe1·marsi con maggior tenacia il princ ipio umanitario del 'reci(proco ri!'<{petto ai feriti e malati di guerra , e la Oroce Rossa si pn~parava a spiegare il suo candido vessillo di pietà, che sfida t utti gli odi e l e ferocie, sui cruenti c::~mpi di battaglia. IV. -

P RIMA CAMPAGNA DillLL'"GNITÀ D'ITALIA

(l 60·61).

!Il 4 aiprile J 860 Palermo, 8lanca òell'odioso e vessatorio go· verno di Francesco II di Borbone e delle atrocità commesse dai suoi sgherri, in:;orse tnmultuando, al suono delle campane della Ga.n cia squilJ:mti a stormo; e gli Italiani , commossi e frementi, seguirono vivamente lE' fasi dt>1ht l'ivolta. Gim.;<•ppe Gariba.l di, al l 'alba d('ll 6 maggio, salvava dal fatidico scoglio di Quarto, preRso Genova , alla volta delln Sicili a, su due navi, il Lombardo ed il Piemonte, con mille animosi volontr~rl, indo:-:Ranti la. trailizionale <'amicia rossa, male armati e peggio cqnipaggiati. ma animati dal più fervido entusiaHmo patriottico. F'ea qn(>sti Nino Bixio, Franc~co Grispi, Stefano Turr, i fratelli Cairoli, Gi m;<>ppe Si•r tori ed !!p polito XieYO: medici <lel corpo òi pedizione furono i dottori Boldrini, Giulini e Rijpari. Sbarcati a 1\In.rsaln , 1'11 maggio, i mille con poche munizioni si int('lrnarono audac<'mente n<>ll'isola, rinnovando le gesta dei tempi eroici, ed a Salemi G:wibaldi f;;i !proclamò dittatore di Si <•ilia., in nome di Re Vittorio Emanuele. Quindi ava,nzò deciAamente su P alermo. ed a Calatafimi il 1:5 maggio combattè un'epica baftaglia, la (]nalc riusd vittorio~a, nonostante le for7.e preponde· t·anti e le più favorevoli posizioni delle truppe borbonich<' , comand ,;te dal g<>neralle T;andi . che lasciat·ono s ul terreno 120 morti. Il 27 ~t. c cessivo. dopo una finta manovra su Cor1Mne, moveva all'assalto òi damento della flotta napoletana.; <' dotPO vivacii'Rimi combattimenti al pont<' dell'Ammiraglio t:' nelle ~trade barricate. guaòagnando il Palermo. impadronendoRi del f'astello sotfo l'incessante bombarterreno palmo a palmo, i1l 6 giugno l'esercito nemico, al comando del pa>ido generalE' T;anza , fu co~trE>tto a <'hiedere un ar.mistizio ed a laRciar(> per sempre la città. Gnl'ihaJdi , raccolti nuovi volontari e sempre !più animato da ~acro eroismo, ma·rciava quindi ~mlla cittade11a di l\filaz~o ove il 20


-468 luglio si combattè accanitamente con eguale fortuna. (fig. 119), decidendo le ~orti deln~ola. Di 4000 garibaldini, ben 700 tra morti e feriti rimasero sul campo : lo ste HO Garibaldi ehbe ucciso il cavallo e solo pPr il pronto intenento òi Mi~sori non fu fatto (prigioniN'O. E tra-scot•si appena tre mesi, si imbarcaYa. vittorioso a Me-ssina, la cui fortezza. i era. arresa. clopo tenace 1·eRistenza, pe1· aPfProdarc a Reg-

B~ttaglia

Fig. 119 -

di Milazzo (20 luglio 1860>.

'

gio: c per la. Calabria, la Basilicata, la Terra. di la\oro, accolto o,·unque entusiasticamente, con celerità mE>-mvigliosa, dispon endo di 5000 YOlontari con deficienti nnmir,ioni, senr,n, c.:wallel'ia e cannoni, cont1·o un escJ·cito rPgi·o di J 2. 000 uomini bene organiz?:ati, si dirigeva alla volta di ~npoli. ove faceva soletme ingresso il 7 Rettembre. mentre il gjorno pt-ecedente Frnncesco Tt. abbandonato da tutti. era stato costretto a. fn!rgiJ·e a C:m'la. Nulla vi è nei poemi dell'antichità e n<>i racconti (lrl medioevo di più audace e di più stupefacente di quef<ta conqui~ta d i nn regno compiuta da. nmL forza <lOSi esigua, con fulminea rapidità.


-

469 -

Mentre nel meridionu le gli a rYenimenli incalza.nUlo con tanta vePmcnza. \ 'ittorio Bmanuele li, dopo vk<'ndc di1plomatiche abil· mcute <·ondotte dal grande !-ìta.ti!'lta C:n·our, colto il momento fa YOl'evol<', <le<Teta m la mobilitazion e il 7 , ettem hre contro le truppe polltifkic. Al comando deil luogotenen te generale Manf·r edo Fanti, fu costituita un'armata di oc<·upazione delle Marche e d<'il'Umbria. co1111p0 ta di 2 COl'pi d ·~u·mata, con a capo rispettivament<> i g<' nera.li. Ci a Idilli e Moro7.zo delln Roe<· a. ('apo del ervizio sanitario fu nominam il mE>diro i. petto1·e O. B. f'omiF:!'<etH. e direttori dei oorvir.i

.Fig. l!lù -

EnLn1b dogli itnliani iu Pon1gia. (14 soLtembre 1860).

sanitari JPre~l'lO i suddetti co1·pi d'armata fmono de j~nati i medici h1 capo 1Trnncesco f'orteRe e GiusCippe Bima. Il 10 settembre il \' C'Ol'JiO d 'armata flcll 'esercito piemontese val'('a,va la f·rontiern pontificin, il J2 <lCcupava Città di Castelilo, H J4 Peru~ia (fig. 120), <·onqniRtando dopo a<·<'anito combattim<'nto la fm't<>zza, PaoQinn. « ro' haluarfli lunghi e i :;,P'roni a ~ghem bo >>. <'OH

una perclita limitata. di 7 morti e 6:> feriti. • ucce!'lsivam<'nte il J5 fu pre!'la· Foli~no. il 17 Rpol<'to. <·o n npp<'na J 4 mol'ti e 49 feriti, e nei ~iorni 1H f' 20 l'f'sflrdto italinuo l'n.g~iunR<' Tol<>ntino <' l\1a<'erata, iniziando il 22 s<>goente l'attacco della rpiazza forte òi .\.noona. Il fV f'orpo d'armatn., a sua. volta. l '11 RCttC'mbre OCCUIPaYa


-

470 -

S. Leo, Ul'l1ino, P esaro, investendone U f-orte, Fm1o, con lievissinu• perdite, cd il13 Sinigallia. li l?> tp tmta>a sn lesi e s u Torre di l esi, ed in seguito occupava le importanti alture di Osimo e Castelfidardo. Qnivi il Jtl settembre avvenne un n.<·canito eombattimento con vigo· rose cariche alla baionetta contro le truppe 1pontificie. comandate dal generale de La Morici(\rr (fig. l 21 ) : e la vittoria fu per le armi italiane. Dopo l'oceupazione eli ].J{)t·eto e R(>(•:mati, il nemico, eil·con dato da ogni parte, fu costretto a capitolare. Le perc'lite nostre nelila

Fig. 121 - Battaglia. di Ca.stelfìùa.rdo ( l~ settembre 1860).

l

giornata furono di 62 morti e 130 feriti : quelle <.1~1 nemico di e 400. In previsione ,d ella lmt tagl ia, (lel 18, il servizio sa,nitll!rio era stato disposto come segue: ad ORi mo erano l'tati allestiti gli ospe· dali temporanei di 2a linNt ccl a. Cas;tclficlardo un ORIP<'dale di la linea. Le ambulanr,e delila 4• e d{'lla 7• cl ivisionc furono im!Piantate nell:1 chiesa dell e C'rorrt te., oYe a ffluiYa i l maggior nmnel'O dei Ceriti, e diRimpegnarono !l)er tutta la giomata un lHoro ininterrotto di pronto S<><X!orso: l 'amhnla.nza di ,1·i~t>1·va ati€'Re Slpecia,l mente al traspol'to dei caduti.


-471 -

('ome i! noto, il generale di Pimodan, comandante la 2a brigata pon tificia, cadde in combattimento colpito gravemente all'addome: il dottore Angonoa, che prcstan1 senizio al l~ Battaglione bersag;lieri, estmsse il proiettile dalla cavità, ma, per sop>~'nvvenuta emorragia interna, il generale deceden1 D('lle prime ore del giorno J 9, nonoshmte le p1·emm·ose cm·e dei medici italiani, i q ua,Ji, sia detto a loro onore, ~erenamente esplicarono la loro umanita1·ia missione sotto il fuo<'O nemico, senza far ·distinzione f1·a soldati del Re di ~ardcgna e pontifici, fra connazionali e sttanieri. Così l'ispettore medko capo Co1·LC'SC <licde ordini per un migliore trattamento dei feriti pontifici la.«dati in L01·eto. 1·nccolti nella monumcntale ba silk:t c li fece tl'asferire nel convC'nto dei ge.<miti, in luogo più adatto e più ~alubre. Le brnppe flel IY <'Orpo d'Armata, I·icoll('gatesi a quelle del Y, costituirono quindi una linea d ·inve. timento intorno alla piazza di Ancona, appoggiate daNa di\'isionc navale al comando del contrammiraglio Per8ano, cd il ·2.'3 settembr(' fu dicbhwato il blocco della, cittù per lcrrn e per mat·('. T1 26 successiYo furono conquistate le formidabili posi1.ioni di ~Ionte P<>lago c Monte Pulito, con poche perdite (l:i mol'ti e !H fet•iti). e la piazza, sempre !Più ~tretta d ·n~ edio. dopo l'occupazione d C'l Borgo Pio. del forte Lazzaretto e lo scoppio <lPl magazzino delle poheri per l'incendio del forte della. l.anterna, il 3!l ~cttembre, doYett<' capitolare. Da parte nostra, le perdi l<' in questo as. ~:>clio fm·ono di 27 morti e l feriti; delle truppe pontHìde non si hanno cifl'e cRnttc: pnre 900 fl'a morti e ff'riti. In questi fatti d'al'rue Ri diRtinRe il mPdico di reg~i ­ menlo FNlerico 'L'osi, <'he fu ricompensnto c<>n ln medag-Ua d.'::wgento al valor militat·e. VittorioRamente compinta. con la resa di A nr<>na. ln, campagna nt>lJc )lm'<·he <' nell'Pmhl'i:l. Rt> Yiftol'io Emannt'lP Il assnmeva. il ~ottobre L GO il comn.n(!o f:lnpremo dell'esercito per iniziat·e l'avan zata verso lP pronnrir nwL·idionali. nttravet·. o gli Abruzzi. contro l'esel'cito horbonko. Dopo alcuni l-;rontri al Macerone r a R. Cinliano. le tru,p pe tpa .. arono il Onrigliano e <'inRero d'aRSN1io l<' piar.ze (li Moln. eli Gn<>ta c ('apnn, cl1e flwono co~trt>tte (lOiPO breve rrRiRIPnzn a rapitohn·e il 2 no,~embre. I n questo ft·attelllpo il 1° ottobr<> Gal'ihal(li impegmwa una g"T'aJHle battaglia Rnl Yolturno contro le mili?.ie <1~:>1 Borhon€': . opl'n nnn ·lin<>a eli 20 km .• ~i rontef:;el'O aspi·amenip il terreno pE>l' oltre 12 ot·e 40.000 <'ombnttenti: e la ,-ittot·ia. rol concorso dell<> iruppt> itnliane. ri.mnse ai garibaldini.

.


- 472 Il

:.n ottobre .KajpoJi dichi:tr::w a deeaduto il UoYemo borbonico ed

il~() oLtobt·e a

Teano il Re Ualautuomo si incontra,·a con•groo li« Raluto il p1·imo Re d'lt::tlia )). Sciolte le milizie ,·olontal'ie gadbal<Linc, il IV Cotpo d'armata italiano. agli ol'dini MI generale ('ialdini, iniziò J-;U<'.<:Ci5· sivnmente l'assedio di G~wta 1t'Jl noYcmbr·c. Nl il gim·uo su<'<·es"'h·o si l'lvolse un actanito <·ombatthneuto l'otto la. pioggia uellc vkiuanze della. !))i azza. <·on 9 morti e 70 f<'l·iti dit pa l'te nostra, e 74 morti e J O~ feriti da fl)::trtc avversaria. Y<'mw quindi fis!;l<l to nn at·mistizio dal !) :or l lfl gPnnaio 1 (>1, ed il giorno .egucnt<', dopo la qxn·tenza <lella squadl'a france~<' da Gaeta, fu 1·ipl'eso più inten~">o il bomhal'<lauH•nlo, <·ol concorf;o Y:t · liclisi'imo della flotta italiana. Il 3 febbraio una ùomba caclòe ;;ul magazzino di munizioni <lt>lla hattrl'in R. Antonio, in cui crnno élrpositatP olhe .tOOOO c:nt11<·d<'. cansanùo 11n t!•nihile s•·opn;o. con 216 morii milit:-n-i cd nn <'f'ntinaio di hc)t•glH·"i. per ('lJÌ fu n<"<'es~al'io concf."derc una tregua di 4.: ore pcl' la est1·azionc òei ca<laYcl'i dalle ma<'erit> e lol'O !'epoltmu. Lo :;;t('RSo generale C'ial dini. con alto ~cntim<•nto wnanital'io. ·o firl in quella c ir<·ostnnza agli assP<liati di l'ÌCOYPI·nJ·e ,100 (lei malnti P fcl'iti dclln ,pinzza (' òi inviar<• ghiacdo. mNli<'inali e matcl'iali di ureclknzione IJ)er g-li ospC'<lali di Ga<>tn. ma la proposta Yenne ·l'ifìutata. Quindi wnne inf<' mdfìcato il fnoco da tuttc lc attig-lit'ri<' f' 1'11 ft>bhraio, {lopo 3 rneJ;i di fltta<'co, furono inhdnt<' lf' trntta.tiYe <lella, reRa, drc venneJ·o ('()ll('lusc la sera dcl 13 Sll('CCSHÌYO. !Il R<> FranC(''-'CO che con la rPgina Rofìa ('(l i familirwi a.veva sog-g-iormrto dal g-ennnio in una mis<>ra <'fllli('J'etta d<'lln. piaz7Al . . aJp<) nlla -voltn di T<>rrn <'ina <'.()i cloYu(i onori. ·raggiungPlHlo rpiù fnròi Roma. LP condizioni .snnihwit> clelJa 1p·inzza di Gneta, olirP chP èlal lungo U!':!';<'dio. fnrono ng-g-I·a,·ait' clallo s<'oppi<) di nnn. epid<>mia di frhhre tifoi<l<>a. rlH' n<>lla soln g-uarnigione fu <·ansa <li 316 morti: f." clopo la eapitol:niont' Ri trovat·ono an<'Ol'a dPg('n(i 11('gli ospr{lali rlt>lla <>itt:) oltt·c> , 00 nmmnlati. ('omplr~">!':iramen1<>. in :l me~i cl'a-:sr,lio (lrlla piazzaf.()rt€' l<> pPl'· (litP nostrr fnrono eli 4() mol'ti P :l21 f<•rit i. q U€'11<' borboniche eli :110 morti in <'Omhnff in,rnto P rli :)(i!) f<'t'it.i. olt·r<(' i (kcrd11ti tPPl' mnlaHia. !rià t·ipm·tati. Il nw1li<'o cli\'isionalc I.~ai. prr a\'f."-r <lirC'tto il 12 noYPmhr(' 1~60 !':otto Onctn, <'011 intrlligcnzn p <'-orng-giMnnr<>nte. il servizio Rnni l:>eraton~, che ilH'ommdò le ~"<tori<'he 1Pa-1·ole:

n.


-

473 -

btt•io, spingendosi sotto il fuoco nemico, fu ricompensato con la croce di <·avalil're dell'm·clinp militare di 8avoia ed il mcdk<> in <·a.p o C'<>rtc.<;;c ott<>nne la F-1 (~. a onorifkc>nza. per l 'O!PCl'a pr<>~tata press<> il IY corpo d 'arma t a.

All:inizio del 186ù l ' JtaJia, sembrava co~ì lontana da1 supporre prossima, una guer·ra coll'.\u~tria, che, dat<> le ristrettezze ùel bi· lancio, av<'nl attuato già una !'<'rÌC d i e<:onomic, delle quali la più gran pat·tc .VC~-'<1Ya Sull'es<'l'<.:ito. l~<> S<,·oppio delle O:>tilitù fra la P l'Ussia c l'Austria per i òu<·ati dcll' Elbn ru la cau:-<a che affrettò F J htllia nei tp teaxwativi di llllH campagn;-., pct· la liberazione del Veneto, quauto mai va~ta <'d Hl'{lita, dowiHlosi attaccare una delle più munite po!'izi<>ni militnJ'i <li Euro1p a, cioè quel famo~o qua· <lrilatero, <'O!';Ut uito dall<' fol'tezze di Pel-;(·hic.>ra, Verona, }![antoYa, Legnago, nel quale gli Anl-;tria<'i da o lt1·c =>O anni a,~evano a<'<'U· mulato i più potenti mezzi <li difesa. L'8 a,prilc• 1866 fn .stirpulnt<> per meri lo di ( \wonr e <li llistnm·k un trattalo l'<'gt·t>to f·ra ln Pt·nl'sia e l' rtalin, P il 20 g-ingno snw· re~sivo qn<~ta dichiarò 1;1 te1·za p;uena <l'indipendenzn contro l"Austria. R<' Yittorio EmanuPlE> If assun!-;e in persona il <·omatHlo <lellt' for7.e, <·oa<liu•ato <lal getwrale Lamat·n\Ol'a , e Gimwpp<' Ga· l'ihaldi, semp1·e pronto ad n<·<·m-r<>r<' in ainto cl<>Lla patria in armi. ra<'<'Dlto 1m gl'nn nume1·o di Yolontnri. <·ostihH'hti 5 bt·igate di fanteria c B hattag1ioni di lH'l'"llglierL rlrlla f'orza eli <·ircn. !k'3.000 nomini, mo~sc verso i1 T irolo. L'escr<.'ito italiano da JH><·o l'icostituito <·on clc>menti ctCl'Op;<>· nei. fPOCO aOhttati. entrò in c·am~)agna c·on B <'Orpi ò'armn ta eli 4 clivisioni <"ia~<·uno. agli m·clini clc>l gen<'l'al<> TAtmarmorn, .<'hi<>· l'ati Anl -:\1ilwio <' <'011 nn c·ot·po rl'nrmata eli , clivisioni. al <'otnnndo del g<'nrrn lr Cial·dini. 1·a.r.rDlto sul baf.if:IO Po. Il Corpo snuitnl'io Jnilitm·<', che> non <'l'fl <'ompleto nc>i qnn<l•t'i organi<·i. fn. <·on oppOl·hmi proyy('(lim<'nli. nnml'ntato nll'inizio (lella mohilitazimw. p01·tando i meclid rapi (]a 7 a 12. i (]h·i ionali rla 3~ a (ì0. (Jn('lli eli J'Pgg'imPnto cla 20._ a 300 <' mantenrn<lo i m<'· rlici eli hattngl ioni' a <'Ìl'cn ~70: flll'ono an<'ot·n nominatj in sopl'an· nnmero ~!) m<'elki snbnHrr•ni, tratti clni giovani lameati. Tl clDlt. FranceF;<·o ('ol't('~e' fu nonlinnto mrcli<'o i11 cnpo (le1l'P~CTX'ito mo·


-- 474 bilitato. Le ambulanze <livh:ionali a disposizione dc IL 'esercito fu rono 23, col seguente person;t.le: l medko divisionale, 2 di •reggi mento. J di battaglione ed 1 farmacista; ad ogni reggimento fu assegnato l medico reggimentale c ~ <li battaglione. <2uantunque 1'.<\ustria non aYCRRe aderito alla (·onn>nzi'onr eli "Ginevra, il Go· verno italiano JlQll Yollr p l'i nusi de·l prezioso concorso d<>i m P· dici borghe)':d, ed accolRP 12 a.mbnlanze (·on per~wnal<' sanHario <' di a~si. tenza ch'ile'. :Essr furono fol'matc JWe~o lP principali citt:'t , e Yennero destinèltC' ai Y<1l'i qn:nti<>t·i gf'neraH.

~'i~.

122 -

Carro per trasporto malati e feriti dumnte la e:unpagn:~ del 1866.

('i rea il materiale sanitado, I)_)Ct' ogni ambulanza il numero dei <'assoni, che nella precedente C<lmpagtlè.L del 1860·Gl era stato portat<l da r5 a 3, in q nesta fu riò otto ancora a 2 : •r imase inva l'iato il numero delle wttm·e (13). 111 trasporto dei malaH P feriti si eseguì, al solito, co11c barelle e coi eacolet~, a 8edia ed a let tiga, e rpei gt·andi traf:iporti. non potendo~i utilizzare le liMe fer· rovia·rie intcrr<lttc per Ja, diRlrnzionC' dei ponti, si ·r icot·se ai carri regolamcntal'i in dotnzione (fi~ . l~:?) ed alla rPquiRizione òi Yeicoli rli og-ni f:lpe<'ie cl<•lltt reg-ione. Per iJ t·ico,·pt·o df•i malati e frriti fm·ono -.tahiliti qua ttro grandi centri ospc(laliHi a l\fi lano, <'On ~500 letti ; a Cremona, con


- 475 -

2;)00 : a Piacenza eon 2000 e<l a Bologna <·on 4000. Aggiungendo 7li ospedali lcmpot:.mei ed i depositi di convalescenza, all'inizio della cam1pHgna si nveva una diF;ponihilità, complE>.. c_ ;;siva di 30000 p osti letto. Fu inoltt'<' apprestn.to un buon num<"ro di tende coniche per impianto eli ospedali da camij)O, k quali furono molto utili quando si stabilì ln contumaci:t 1per il colera, verso la fine de11:1 guerr·a. NE-lla campagna del 1866, che durò soltanto sci mesi, i prepaJ•ativi si fecero sotto la pr~~done d'imminenti attacchi da parte

Fig. 123 - Battaglia di Custoza (2~ giugno 1866).

òcl nemico: in quesLo pl'imo pel'lodo di ooncentraruento dell'c!)er dto, che va dai primi di maggio aJlla seconda {)(>cade di giugno . non si ebbero azioni eli combattimento, e la sal ute delle trnppe si mantenne soddisfacente: IJ?reval~ro le comuni malattie ga.\ltro1-euma,tiche, dato il cl ima ,piu tt.o~o;lo umi<lo dei tcnitorio c le affezioni oftalmicl1e, Yencree e k<'abbiose. Nrl secondo periodo, che va dal 20 giugno al JO luglio . . i iniziarono le ostilità. e la mattina deil 24 le nostre t·l'U]J!Pe, in non !Più di 50000 comoattenti contro 70000, iptlSAato il 1\Hncio si scont·rm'Ono di s01·presa cogli Austriaci sul1e alttu·e di Custoza (ti~. 12~), ma anchr questa volta nella tr agica l()(•alit~) la vittoria non an ise alle no~tJ·e armi, nonostante epi"odi {li Yal ore a. YillafJ·nnca e a Monteel'Oce. Il di~sidio


-

476

(l)CJ·mnnPnte fea i capi, l'in:->nflicicnt<• senizio ·di informazioni fn . 1·ono <'tllllo;a <li 1·ipetut<> azioni sle~ate, che determinarono l'imnw <"<'Aso, con 72~1 ti·a mo1·ti (' feriti P prigioniPd dn patk noAtrn c Gu:>4 d('ll nemico. Trec<' nto f<•dti <h•11a ~i01·nata. fl·a, <·ui il p1·incipP .\medl'o, <lnc::t <l'Aosta (Hg-. 1~-~). colpito tang-enzialmente d n 1m proietlilr nll'emitm·ace !o:iniAtro ed i generali CC'rale, Dlll'aiHlo c <:oz7,ano, fnrono J·ico,·prati all 'oAJW<lal<' di Onidir,r,olo, ove ~i <>rano nlle~titi ~00 letti: alh·i 948 ft11·ono ~g-omhPl'<lti ~<:n Volbt i\lantonwa on' funzionava un oA~dal<' tf'mporanE>o, Rotto la direzione del medi<'n in capo FerJ'Cl'O; altl'i ancm·a, fln·ono tr·nf-i.fC'riti a Ooito, a ca~ti ­ glione <lC'lle ~ti>ier<' Nl a Lonato. ,\Hennto il ripiegamC'nt<> tlC'I I't'l'eJ•(·ito oltrl' il fiun1<• Oglio e ~t1lln l':iniRtra. del Po. mentr<> lP lntppc u uAtriadH·, a l <·omall(lo <l eli 'ar·chltH·a. .~Ulwl'to, dopo la notizia della di~fatta di Haclowa. Ai l'itiravano a Ye1·ona. tutti i !'!'l'ili fu1·ono su<'cessiYanH•nte avYia1i verso Brescia, la. qua1e già Bella. c~1mpa.gua del 18rl9 <·on mil':~hile ~land-o pntriottico av<>va potuto l'accog-li C're o1t1·e 10000 feriti nei :~ OAJWtlaH a ll<>~titi <'On nna ra~)idità ~orp1·cnclente: c non l'i in<·ontrarono pe•r·dù gra1Hli difTiroltà IJWl' i l •l·icoY<'t·o di <·ir·(·a nn mi~liaio di f<'l'iti, pr·C'!';Cntanti 1PRioni da nrma da fuo<'o per lo più alle <>~tt·c•mità. ~oprattntto alle superiori. N<>l terr,o periodo drlla <·ampagnn. che va clal 10 hrglio al 10 ~ettE>mhre. dopo una fa~e di J·ioJ'galliz?.azione, i l piano <li g-u<'rra fn complt•tanwntc mntato e l'eser<'ito . .n1 comando d<>llo st<>~l':o f'inl(lini. wnu<' accre. cinto di 3 corpi ò'arruata, con nnow formnzioni di mn h nb11l7.<' <li çl iYi~ion<> <' <li riS<'l·vn. 111 cot)po ope-rante fn diYiso in (]11(': uno <l'avan7.ata , .('l'l'O n Vt'iuli fino all'IRonzo e YN·~<:o il 'r irolo. lungo ln Yall<' iJpl Hr·entn. l'alt1·o <li <lifC'Aa d<'ll<' pia?-7-R fm'1i <' di occnpn?.ionr. che moA~<:e all 'ntta-<'ro fii Ror·g-ofol'tC' . Oli .\ uAh-ia<'i Ai l'i tirarono olh'<' l'I~o:onzo. N'l n YE'J'sa si ehl)(' nn comhattimrnto AH Il<' ri,·e <lei tOJ-rPnte Tone il :2fi luglio: prraHt·o, pt•oclamnto l'armi~<:tir,io <hw gior·ni -clopo. l<> noshr trunp<' furono <-o<::trrttC' n l':O~pC'n<ler·<' ogni mo>imento. nwntl·(' Oarihal<li, Yinti g-li .\nstl·ìaei a Rrzr,r<'<'fl. rr·;l in nlnr-da YC'l'~O Tr·C'nto. 1\fn, J'Ì('C'vnto orflin(~ fii ~g·omheJ·nr·e j1 ' ('r·C'ntino. ('O] <·(']e>hr(' lC'le~ramma : ohhNlic;:<'o! diE>fl<> mag-nifì('n 1WO\'a òi <li~ciplinn E> eli patriolti~mo . Oli :l<'<>ampnm<'nti (li!::a~iati. lC' mnrdC' forzntC' e l'nJl inwnta · ?.ione p o<' o ra7.i o nn lE> fnrono <'fl n~n di un n ~enf::ihile mOt·hoc;:ità m•l


-477pl'imo corpo d 'e~:~erdto. 1'c1· il J'ÌCOV<'l'o dei malati si allcl:lU.rouo os,peùali di risena a Hovigo di '00 letti ed altrettanti a Baòia e ad Este, a Padova òl 2-300, a Yiccuza di 1000, a, Treviso di 1500, a Po1·ùenonc di :lQO e ad T""dine di l 00, con una disponibili1;\ com iples5li va di circa 0000 letti. Nell'ultimo periodo della gncna. <.:he va dal 10 settembre alla line <lelPoHobJ·c, avvenne gi·Htlatamentc lo scioglimento delle grandi unità e ]'occU(l>azioiw dellt> forter.ze, ultima delle quali fu Yene7,ia, elle si ancse il J !l ott.oh1·c. In questa fa. e la salute dclJe truppe fu ~criamcnte mina<.·datH dal cole1·a, <·he ave,·a fatto già •·omprtl'l-':1 pr·esso le truppe ncmid1e, nei soldati di Hoe111ia, aecam pati attorno a ralmallOYa. Il me•lico in capo Cortese onlinò un p<>l'iodo contnmadalc di o!-i enazionc per i no--tri prigiouie1·i redud dall'Austria, e IH'i pressi di l ' cline fu illltpiantato m• lnzzar<'tto con baracch<', eh<.' accol~e 87 ufficiali e :)!iOO solclll1i, ri111patl'iati. Disgraziatamente un Yiolenti~!'limo t emp01·alf' !'ìçhi:n1tò I)U<>~ti harac<'amcnti. <' ~i fu costretti a trasfel'irc d'urgenza il 1lnzzm·etto nel ca~tello <lelln. città. }Jn, pN' le ine>itahili <'Onfnl'icmi cl<>l mom<'nfo. non fu q>Os~i hile i mpNlh<> il difrond<>rRi cl<>l mOJ·bo, de 1'\i jpropagò l))ci continui movinwnO c pa!lsagg-i di trupp<' n Pordenone, a Tre,·i'5o, OY<.' si C'hbe1·o 165 <·asi <'on 8:1 mo1•t i, a. Jl::Hiova, a Mon~<>lice e a. Rovigo, c·olpf'nclo quasi ~<'mprt' i reduci cla1Ja prig-ionìa, con una morta · li l ù complt'~f.;iva •li lGrl indi dò n i !òln R44 in f<'tti c lasdHndo fortu natamente immune la popolazione ch·il<'. f'ompl<'!ò;~ivamentc , la campagna clel 1866, dn!l punto di vista. ig-ienko-.sanitario. di<'Clf' ri. nltati ~oclcli~fa<'enti. f'irca la morbo!òlitiì, si ebb<>·l'O dnrantP i sci me~i dPlla p,n<'l't'a oltre t'i~OOO nmmn lllti. di <'ni il (i~.17% <li malntti<' mei!i<-he, il 14.1 / 2 °/o di mnlattie r)lir·mg-ichf', il Il % di nfff'?:ioni oftalmkbe, l '11 % <li n fl'<.'zioni ve· nf'ree <' 1'1.1/2% <li ~nbbio~i. JJc feblwi tifoicli, lr di!òli'Cnterie, lo ~corbnto, rhe giù avf'vano fntto ~trag<' nellP tPl'f'<'<'òent i gner1·e. non ~i manifP~tarono in q1w ~ta t<'l'za <·nmpnp,na ·cl'inòilp<'nèlc•nza p<'l' le pro.vi<le mi!i!Ul'<' ipl'O· filattkhe aòottntf' fin dall'inizio: pf'l' cni la mm·talifà non fn rileva n l<>. P<>r qnnnto ri:rnaròa l<' ff'ritr, il maggiO!' m1mPro (n proòotto · cl ai p1·oiettili di piccolo ('ali hro. N1 ehhf' un òecm·~o gf'nf'ra lment<' favorcYole. l'O n mortalità nppenn de11 '1, 7%. ·T& fprit<' da arma


-478-

bianca furono rarissime e dovute quasi tutte alla baionetta lunga degli Austt·iaci. I pl'incipi della chirurgia e<>nbervatrice cominciarono a farsi strada in questa campagna e a dM·e i loro buoni frutti, tanto in rapporto alla mortalità ere agli esiti remoti di t·raumatismi, ed il numero delle a,mputazioni, specialmente negli OSipedaJi militari, fu assai limitato, più che in quelli funzio nanti con per onale borghese. Anche in questa guer.ra il COJ'JPO sanitario militare itailiano diede indubbie prove di abnegazione e di eroismo: il medico di reggimento Esdra, del 51° fanteria, cadde sul campo di battaglia <'Olpito <la granata nemica: si ebbe-ro inoltre ·4 medici feriti ed una ventina di prigionieri, che furono catturati dagli Austriaci, non HYendo Yoluto, con eleYato Rpirito di carità, abbandonare i propri infermi conna1.ionaJL

Dopo tla battaglia di Séclan, eh<' seg11ò la fine dell'impero n:tpoleonico e proclamata in Francia il 4 settembr~ 1870 tl a repubblica, il go-rerno italiano pot(\ finalmente considerarsi sciolto da ogni impegno verso i suoi alleati d<'l 185!), per quanto riguardava 1a questione romana. I,!itiratesi da Roma le truwe francesi, furono subito iniziate trattative diJplomatiche, e Vittorio Ema.nu€'lc stesso il !) scttcmhre inviò una lettera a Pio IX. a mezzo del conte Ponza di San Mat·tino, pregandolo risrpettosamente di. 1·innnziare al potel'C tempol·ale ed a compiere con un atto generoso il voto a.rdente di tutti gli Ita1iani che Roma fosse finalmente t•innita illa madre patria. 'Ma, .avendo dichia•r ato il P aprt che non avrt'bbe ceduto che davanti alla forza, il Governo del Re non indugiò più a. lungo ad indire la mobilitazione, ed, al comando òe1 hwgotenente generale Raffaele Cadorna, fu costituito il TV f'orpo d'Psercito Ru ~ divisioni. più 2 divisioni aggiunte. Capo del servizio sanitari o per qne ta campagna. fn nominato il medko c:=tpo J,orenzo Gin cornetti, ed a direttori delle n ambulanze divisionali fur-ono df'signa.ti rispettivamente i medici Plaisant!'l, Guiòotti, f'olombini, Zavattaro e D'Aime.

Diclliarata la. gue1wa. il giorno 12 ~ettembff 1R70 le trupoe italiane rpa.ssarono la frontiera ad Orte pE'r il ponte ferroviario Rul


- "479-

Te,·c1·e, puntando parte ·u Yiterbo e parte sul .forte di Civita Ca· stellanu, che fu conquistato dopo una breve resi tenza. ln seguito a<.l un o1·dlne ministeriale di accelerare l'avanzata, il g.rosso del · l 'esercito prosegui immediataruente la marcia su M.<mierosi e la Stotta ove arrivò il successivo giorno 14. Per 1Ja d cfici(;lnza d'a<:qua votabile in quella zona <le. erta, si fu costretti a praticare alcune aperture nell'acquetlotto dell 'acqua Paola rper l 'approvvigiona mento idrico delle truppe. Il comandante Ca<lorna, in considera zion<' che la cinta di Roma, dnlla riva sinistra del Tevere pl·e entava una minor ·resi.stcnzn ad un attacco di quella de tra, ordinò la gittata di un \{)onte nella località Grotta Ro.ssa; c le truppe passarono il giorno 17 settemlJ.re l·mlla ~ponda sinistra, 1·aggiungendo le Yie Sa1aria e Nomentana. All'l1 &clivi~ione fn a!-ìscgnato come centro

Fig. 124 -

Il principe Amedeo ferito a Custoza (24- giugno 1866).

del fronte d'attacco la porta Salaria, alla 12• la porta Pia, alla J3• la porta S. Lorenzo, alla 9a la porta S. Giovanni, mentre la 2a di\'isione, •partita da Civitav~chia per la 'ia .\.urelia. aven1 !per ob· hi('tti ,·o la porta di S. Pancrazio. Alle 5 1 /2 deil 20 Rette mhre la 9" divisione a[>dva il fuoco contro ln. porta S. Giova-nni , cagionando gravissimi danni a-l la difesa, e la 13' e la 2a cominciarono a battere le fPOrte S. Lorenzo e S. P ancrazio fino n1l'inalbe1·nmen1o della bandiera bianca da parte del n('mico. L'Il.. r 12a (Hn!=\ione, alla loro volta , O<'cupatc le ville AI h:mi e Patrizi, avevano aperto con ben diretti tiri d'artiglieria una larga br~?Ccia di 30 metri fra la porta Pia e Salal"ia, ed alle 9 e 314, <·essato il fuoco dei cannoni. il 39o fanteria ~i g<'tta,·a con ammirevole slancio all'assalto di Porta P ia, mentre il 12° battaglione be1··


-

480' -

saglieti (fig. J 23), iJTompcm \iitoriosamenle al gl"ido di Savoia! attl·averso la b1·eecia cd cntw \'a in citbì. L 'Italia conquistava in tal modo definitivamente la sua capitale. Poehissimc notizie :~hhiamo stù funzionn.menio del -sel'Vizio saJlitario durante questa callljpa-gna, <.lata la sua brevissima durata ed i pochissimi scontri. La salutfl delle truppe si mantenne soddisfae<'nt<•, nè le perdite in <·ombattimcnto furouo ril<',·anti: R2 morti, di cui 3 ufficiali e 14H f<•riti. <·o m presi 10 ufficiali. T~ ambulanze didsionali furono irnpinulnt c llC'll'attat<·o fìnalfl ali<> ,.ill<• Patri?:i e Albani : in quest'ultima si stabilì anche il Comando upremo. e quivi fu firmata la capitolazione pet' la resa {]ella piazr.a.

Fig. 125 -

.Presa di Romn - Breccia di Porta Pia (20 settemlno 1870).

La popolazione rolll<Ulà dimostrò fin dal 20 ~5Ct lembre una affct· tuosa c continua premnm v<'t~o i nostri feriti c, quando fur·ono traElpo,rtati dalle ambulanze di\'isionali negli ospedali eli 8. Giovanni , <li R. Rpitito, (lclJa Consolnzio11e (' delìl'isola TiberiHa, furono a~ol t.i <'011 clirnof::trazioni unnni111i di simpatia, eR i geLtaL·ouo IPCl'fino fiorì dalle finestre al loro IJ)URsnggio. I medici cidli <h•gli OSI))edali si IPl'Odigarono incesR<lntcmcnt<• nel tp restat·e a lntti l<' JH'ecssarie cure, ed anche moltisRimc signot·(' vollero spontmwanwntc confortare <>olia loro pietosa assistpnr.a i nostt·i malati e feriti. D 'altra pa1·te, p<'r l'a Il :l<'<' O df'l 20 !':<'tt<'m hrC', l 'e. ctcito ,pontifido avcYa disposto le seg-ncnti unità ~:mitarie: 1 ambulanza centrale all'o pedale S. Spirito con ~00 ktti e 12 taYoli operatol'i coi necessari


-

481-

armament3Jri e materiali chirurgici, al comando del dott. Ceccarelli, eon un chirurgo ro aiutante e 3 a;ggiunti; otto sezioni di ambulanza dislocate a S. Angelo, a S. Pancrazi.D, piazza ·del Popolo, 'rermini, S. Maria Maggiore, Castro Pretorio, ·M oletta ed Aventino. Per il ricoverD dei malati e feriti della giDrnata, oltre che l'o~1pedale mi1i· tare di S. Spirito. furono impia.n tati ospeòa,l i di riserva alla Tri· nità dei PeJleg·rini, a S. Giovanni ed a S. Onofrio nel monastero delle Turchi.ne. Il generale Cadorna ordinò che i feriti d~lle mmiie pontificie fDssero curati ~la.i 1propri sanita,r i anche dDpo la resa e li fece riforni<re generosamente di materiale di medicazione e di viveri di conforto.

• 31


•


OAPI'rOLO X.

I SERVIZI SANITARI MILITARI ELLE GUERRE DI SECESSIONE AMERICA A E FRANCO-PRUSSIANA


I. -

GUEitRA DI SElCESSIONE AMI!lRICAM (18G1-65).

Nel 1860 gli Stati Uniti d'America, da anni in aspra contesa fra nord e sud per la delicata questione della schiavitù e per interessi politico-commerciaili, scendono in guerra formjdabile, cbe dura cinque anni: essa si svolge nel vastissimo territorio compreso f·ra il golfo del Messico, itl Mississi!Pi, il Canadà e J' Oceano Atla.ntico. Gli eserciti del nord, al comando del generale Grant, e quelli del sud, agli ordini del generale Levai, non ancora sufficientemente organizzati ed allenati, ma disponenti di larghe risorse finanziarie, inizia.no una lunga ed aspra lotta.. :Ma, più che battaglie Yflre e ,proprie, si svolgono durante n quinquennio azioni se,parate, consist(~nti in assedi-di fortificar,ioni ed in incursioni di cavalleria, che peraltro sono causa di un grande logorio di forze e di uomini. IJa resa di P etersburg nell 1865 pone fine alla ltmga campagna con la vittoria degli Americani del nord.

La guerra di soce.~sione americana (1 ('11 1R61-186:l mi;;e in e\idenza notevoUssimi progressi nell 'organizzazione dei f<ervizi sanitari mili tari. Lo spirit<> intraprendente ed n·rdito degli Am ericnni e l 'autonomia del Co1~po sa-n itario realizzarono gra-n di pl'ogressi nel funzionamento di questi se·rvizj, sia dal punto di vista scientifico che logi.stico. L 'organizznzione infatti del pront<> soccor!':o e dello sgombero dalla prima Jinra fu semplicemente meraviglio,. ,a: i posti <:li me· dicazione, impiantati in sedi 01pportune ·ecl in gran num<'ro, ft~rono rapidamente sf()IJlati. V.enner<> 1pcr la prima volta sperimentati in questa campagna su larghissima scala, e con risoltato favorevole, i t·reni ospedali e le navi OSIPedali, <>d i malati e feriti furono allontanati direttamente dal campo di battaglia con questi ·rajpidi


-486 -

mezzi di trasporto. Furono inoltre adottate largamente e con sor· prendente successo le tenòe e le baracche : e fu attuato in modo pratico e diffusamente il pl'incipio razionale del disseminamento dei f-eriti e dei mallati, iproiì.Unndo anche <lelle abbondanti risorse in mezzi <li ricovero e <li sgombero forniti dalla cal'ità privata. Dopo Ja battaglia di lì·o ttesburg del 3 luglio l 63 si ehb.ero ben 21.000 feriti da medicart• e da sgomberare: ma il mattino successivo tutti Cl'ano già ricoYerati nelle rispettive unità sanitarie e non ne rinHtnC\a uno sul <'ampo di battaglia. E questa sot'iprendente ra· ,pidità di trasporto si realizzò pure nella battaglia di Friederiksburg, nella quale Oiltre 9000 feriti furono nella ste sa giornata sgomberati sulle rctrovie. A questn, nH't·avigliosa celerHà contribuì largamente lo stc>RFlO teatro della gnenn, che si prestava a rapidi .Rgomberi per la sna con·fignrazione, ~"vendo il mare ai due lati òell'esercito com· battente e grandi fiumi navignbili nelle retrovie, Qltre una riccbis· ~ima l'ete ferroviaria. 1\fa t' doveroso nltrcsi riconoscere che. se il . <>rvhdo sanitario non fos. e stato prima della mobilitnzione sapien· temente e scrupolosamente organizzato, queste condizioni vantag· gios(' avrebbero ben p<><'o influito s1ù regolare funzionamento del p l'i mo ~occor~o e dello ~go m hero. N"<'lle tende c nei hm·ncrnmenti adibiti ad ospNlillE' da ('ampo si pot<' ·l'i<'oYerare cir<'il· un milionE' fra malati e feri1i, con nna morta· ltihì appena dell'8 %, rpropo1·zione questa che non Ri era mai potuta raggiungere ne1le guel'l'(' precNlcnti. N è meno ·rilevanti furono i pro· gi'<'Rl<ii reHlizzati nel <'ilrupo d1Ìl'lll'gico. ChiRolm, segnito da. pochi nltri chirurgi. prati<'ò fra i primi il l'avvicinamento dei margini nelle ferit<> da arma da fuoco <' la Rntnra primaria con e senza rarnva· rn<>nto prevcntiYo. Dalla gmnde maggioranza fu rkonosciuto che l 'acqua è il migliore dci topki; ~i cominciò inoltre a fare uso di C)llakl1e antisettico ed n, Rostitnirc Je :fi.laccie con della stoppa ca· t1·amata. I chirurghi americani .c:; pi<>garono una, grande àHiYità ope· mi oda, eseguendo bt>n ~fl,!lG3 interventi. E con un tratta.mento cuJ·ativo semplice cd adeguato, c con nn'organizza?tione provvida e <'Oml})leta, si ebbero in qn<'sta campagna i più lusinghirri risultati. Gionathan Lett<'rman (1821-·1872). sucrednto a Tripler come medico in capo dell'eserdto ili Potomac il l!) gingno 18G2. ebbe la geniale idea di istituire per lo sgombero nn <·orpo (1i ambulanze a dur lE'tti, assegnandole nella proporzione di tre per ogni reggimento di :>OO nomini. Qu<'. to corpo di ambulanze era ag1li ordini di un


-

4S7-

capitano con un tenente per ogni divisione o brigata, un sergente per ogni reggimento ed a'·eva conducenti borghesi. Furono per la prima volta im[>iegate nella battaglia di Amtrctruu del 17 settembre 1863. In quest'occasione Letterman diede prova delle sue ottime qualità di organizzatore, poichè raccolse quattro giorni [>rima del rombattimento oltre 200 ambulanze e, bencbè Ja linea del fuoco fosse distante sei miglia dagili ospedaili di ricot'cro cd il numero dci feriti superasse i 10.000, lo sgombero procedette l'Cgolarmente c ~i compì in 24 ore. Egli dedicò anc11e Ja sua attività al riordinamento del materirule sanitario, s.i temandolo più razionalmente in modo da di · minuire quasi della metà il numero dei ca·rri jper ]l trasporto. Inoltre, mentre prima p et' i l servhr,io sanitario in campagna si disponeva di ospedali reggimentali impiantati con una certa Jìssità sotto tende e di ospedali di l'Ì-"Prva alle.ç;titi nelle città viciniori ·requi!':endo edi:tìd [>nbblici. E'~li istituì ospedali da campo mobili che poteYa-no seguire i moYim cnti delle trUIPpe operanti c li fornì di apposito tpersonale e materiale sanitario, in modo che con queste nuo\'"e unità sanitarie il . Cl'YÌZÌO di 1primo soccorRO YCniva meglio assicurato e la grande distanza fra la 7..ona d'azione e le retrovie veniva abbreYiata offrendo la. possibilità òi sgomberare e soc.correre i feriti durante la battag;lia stessa. Questa organizzazione sanitatria dei servizi di prima linNlJ <'liPde ottimi risultati nelle battaglie di 'Fìrie<le·riksbur~, Gottesbm·~ e Ohkkamauga. Oli o~pcclali <1i •r iserva furono impiantati ncllc> rPtrovie in locali b0nc ad:rW, w:mfruendo delle faHorie. degli nll:x>r~hi. d cliP !'\Cnol2 ecc.

* * *

•

Barnes ed Oth; hanno compilato una monumentale «storia mediro-chirurgica: deilla guerra di seoossione », òelht quale fu fatta un'ottima traduzione italiana dni capitani me{lici Baroffio e Sforza. ~<'ll'ordinare quest'enorme materiale i chirur~l1i amerkani si erano in nn primo tempo propoRti lo studio della rhil'llrgia di guerra in relazione alle [>recedenti campagne. Questo piano fu adottato all'inizio delJe ostilità, quando non si poteva ancora IPI'e\edere la e~tensione e la durata della guerra, ma ben presto i do,ette seguire nn altro programma, in con~iderazione dt'lla va. tità clie anda\a a · sumendo la lotta. Infatti nel solo anno l 6! i ebbero più di 2000


-488fatti ù'~1·me e combattimcl1ti: i1 nume1·o dei fe1·iti rkove1·ati al :iO giugno negli ospedali ùi 'r isena di V\·ashington ammontaxa a 30.000, ed il numero coillple"~i•o dei feriti éurati in tutti gli ospedali aruerkani superava, già g1i '0.000. · Perciò fu stabilito nell'anno successivo de il rn<1U'J·iale, che do,·eva servire per la stol'ia chirurgica della guerm, fo~se classifi<"ato pet· ~regione , e dw i compilatori si limitasse-ro a, dcsçrh·ere accul'atamente i ca~i più importanti ed a far(> ~oltanto brevi <:Pnni c;;tatistki dei tpiù comuni. P er ùare un'idea della va:-;tilù <lt>l laYoro compiuto, bal5ti accennare dw, dei soli inYalidi per gra\'i ferite e mutilazioni, che fm·ouo Yisitnti per la liquidazion<• dell<' JH'D!'ioni di gueJ'I'a, ~i raccolsero 14 volumi di fotografie c di disrgni dei casi 1)iù intereRsnuti. Furono inoltrP esaminati ed a('CUl'atnmente deRcritti 2:>3.142 casi di ferih• e ]psionL che rkhic~Cl'O 3!>.Hi3 interventi d1irurgici: <'di olt1·c 1400 ca!'!i si poterono fi'tn<lial'c g'li ef>iti remoti , mettendo~i in ·rclazionf' €1piRtolare con gli Rt<'RSi f<:l'iti e c·oi dJiJ·mg-hi. <'he li ebbero fmccessivamente in cura. Quest'opera colos:.:ale. ri<•<·a di taYole cromolitografiche ed in <'l<'ganti. si ma >eRte. può ben ritrn<'rsi, assieme alla r'E"lazionf' della gucna franco-1prussimw, ed a. qn<'lla recentiRsima a.m<'rkana dell 'ul timo grande conflitto mon(liale. nno dei più mPraYi~liosi monnnwnti fli 1"-l{Ol'ht della chirurgia di g'll<'J'ra che si -sia mai <'l'<•tto; <' 1<" diffi C'oltù in('ont.rate per condurlo a te1·mine furono i11nnPmw. Ri<-or<le;remo infin<> che il Corpo snnital'io amf'ricano die<l<> andw in questa. <•a.mpng·nn il ~no prezio!<O <'Onlrihnto di sangue: 19 morli in combatthnento. lB assa-s!'!inati. ( morti per lesioni. 9 per mnlntliP e 7:5 f€'J·iti. Davanti a queste cifre. g-li autori della stol'Ìa m~lico -dlirnr ­ g-ka <·oncludono che la proporziolH' degli ufficiali meclici morti in ~1wna t- snpl"riorf' a q n<.> l l a (lP i <·o 111 ha tten ti cl i tu t t<' le altre armi, <' <lonehbe ~errire a ('Olll battere la falr-;a opinio11e popola l'<' dw in gu<'na il posto di laYOl'O <' d'nr.ione degli uffi.<·ialli ntP<Iki tJ·oyasi jn luogo <li l'<'latiYa i•ncolmnità. In tnttP le fone a.ruerk:lll<' ('·Om ba-ttenti Ri ebbe o1tt·<' nn millione di malati, eon JSG.OOO morti. NPll<> t•rnppe bi:'tn<·be <lominarono il moJ·bill lo, il Yainolo, con una mor-bositù òell 'J .::i% o, le febbl'i tifoidi, ('O n 1a7.137 ca8i c 31.2G~ dE'<·<'~!'; i. l<' nffezioni dell 'appat·a lo digerente e re~iratorie e Je forme •reumatiche; nelle truppe di colore, nel triennio l 6.'3-66, si >erifìcru·ono 1:52.141 casi di febbri malaricbe; andw il Y<liuolo Ri diffu!';c l:u·gamrutc. tanto <·be la mol'l>O!';ità raggiun~e il H,2.'5%o.


-4 9-

Il. -

GL'EUR.\ Flt.\~CO-PRUSSI~'\A

(l 70-71).

La Prussia, Yittoriosa dcii 'Austria, a Sa<lowa, aumenta di prestigio e consolida la ,propria supremazia sui popoli tedeschi, nwutrc i •rapporti con Ja Francia, continuamente tesi .(la epoC'he immemorabili, vanno sempr-e più acuendosi sulle ri Ye del Reno. La f.O<'ini illa, finale è data dal}l 'opposizione della Vranda, al1a ~mccc. sione del gio>ane tP ri ndflJe Leopoldo di D ohenzollern al trono di Rp;tgna. ll R e Guglirlmo di PrusRia naturalmente protc. ta, e la notizia che egli non ha Yoluto ricevere l'ambasciatore fr·ancese, diffusa t·apidmnente in Prnnda, p1·ovo<·a il più alto 8Ù<•gno: e NutPoleouc III è coRtretto a. dkhiara.re la g1wN·a. L'ese1-eito francese, al <·omnn<lo dello f.Ot<'sso imperatore, si mobilita con 7 <"OI1PÌ d'armata <li :~-4 <li•isioni ein!-\Cnna, oltre il eorpo della G·uardia imperiale cd una di\'isiotH' <li c;wallel'ia di ris<•rYa: le divisioni <li fantPria sono format<' da due ln·i~att>, costituitr alla loro vo1ta <la du(' reggimenti <li t•rr battaglioni <'ia!-;{;nna.. L'esC't'cito prussiano P Ol'~anizzatD ~li tre at•mat(', la prima delle quali<' ('O~ti­ tuita dn h'<' corpi d'armata, la ~e<'onda di f.O<'i <> la terza di dnqne, oltre ad un';nnu.ta di risrr•n ..\.lla Prussia f.Oi nniscono )a Ba,·ic>ra <·on due corpi d'armata. la 8asRonia con 1111{) ('(l i principati di Baden <'<li WO.t·temherg ciaS<'nno <·on una diYisio11e. L.:'ì gnc> l't'a f·rancO-[H'nRsiana, dichiarata il l!) lnp;lio lR70, nou lHt inizio c hf> il 2 agosto su<·<·P!';si\·o colla IPl'<'sn, (li Suarbrilck<'ll. M:1 l'eRercito fratwN<e di 240.000 nomini spar-si i-llt una front<' <li 75 miglia non q)nò sostenere l'm-to drll 'm·matn tedC'. ca. forte di 1)00.000 nomini della pdrna leva: Nl n \Yeissenburg, a Froesehwillel', a RpiekN'en, si hanno le prime disfatte. con p<>r<lite risp<'ttiv<> el i ~000 , J1.000 e 4078 uomini, da pat·te frances(' e l :)2R. 10.527 <' 4. G6, da parte prw~s iana. Il G agost{) si combatt<, la ntelllornnda. hnttag-lia di \\iWth sul torrente Ranrr in Alsazia. in cui i Prn:o;~iani, nl comando {1('11 prindpe ereditat·io, prepond('t·a n ti per trn:ptpE' e lP<' t' artiglieria, trngono fronte energicamente all'urto del1a cavall('ol'ifl del eonpo d 'armata f·rancese, g-ni<lato dal mare~inllo Mac-Mal10n, il qmt.le è c~t rc>tto a, l'ipiegare verr-;o 7-ahern. N Pila giornata !'ltN;sa i Francesi Hono HJI<·be ha-ttuti a SpkkN'<~n, in Lorenn, per cni tntta la maBi5a be1lig<'l'illltP


-490t> diYi. a in quattro corpi d'armata che operano attorno a Chalon!'; .

al comando di Mac-)Iahon in dife~a della capitale ed h1 altri cinque corpi d'a.rmata sono raccolti attorno alla. piazr.a forte di ~fetz , al comando del maresciallo Hazaine. Come si po~ono spieg:l!re queste disfatte ? I..~a ~tori a ce le interIJ)reta chiaramente. Al 6 ago~to, soltanto 85.000 uomini avevano rinforzato le tru(plpe del piede di pace già alla frontiera e dei GOO.OOO uomini, di cui 1la Francia <li!':ponem, solo 263.000 erano sul teatro della guena a tener fronte al nemico : circa 2-!0. 000 erano sparsi al l'interno fra caserme, depositi, stazioni ecc. Ancora peggio procedevano i moYimenti per Qa ~pedizione dei numerosi materiali di mobilitazione. Il sistema accentratore franCN•e M'eva tenuta riunita. in pochi grandi magazzini tutta l'enorme qHanti.l:ì di >iveri, di m·mi, eli munizioni, di vC'~tiario, di materiale sanital'io, di caDreggio ccc. Qccorrenti alle 11nità per entrare in campagna e per costituire i St'nizi; di qui nna congerie di mòvimenti di trasporto che congestionarono ancora più il $\t'l'vizio dell e ferro>ie. Xei maJ!azzini centrali <lell 'csrrcito e nellr c::n1ioni fcrronarie il tumnltuario, affannoso, impronisato la>oro, d<>gencrò assai preF;to in tale confusione (la rpm·n lizzarne, o quaRi, l 'ar.ione; ~li errori, i di~gni(li. i ritardL a pnTt Ìl'P dai primissimi giQrni, non si contarono più. Non si riuc;ci,·a a l'it.ir:H'e ed a clistt·ib11il'e i cani ammas· ~~~ti nelle Rtazioni ed il lOJ'o <'ari<'o. Mancavano fìnimenti , mancavano trnde e coperte. man<'avnno ](· ambulanze. Ri stentava a, co~titnire eò a far muove1·e i convogli delle munizioni (parcl-ti d'artigli<>ria). Il vettovagliam-ento procedeva mali~Rimo. Tm·ano i1 minisho T~hoenf, giunto il 2:> h1glio nella zona di H(lnnata, gi diede acl nn l aYoro tpersona.l e enorme e febbrile, di giorno e di notte, per mettere i ('orpi d'armata in grado di marciare. Paralizznti ed inchiodati al t-erreno da11a mancanz.'l di ~·iw~·rL di m1mir.ioni, di matcl'iali f:ianitnl'i ~-, e dei mezzi p<>r poterli traspol·tare al seguito, i corpi frnncesi non poterono riunirsi ln massa c rimnsero disseminnti Aulla IPl'imitiYa lunghi~sima f1·ont e in una ineri e difensim. Intanto i Tede. chi nttendc,·ano con meraviglioso ordine alla loro mobilitazione pl'ima, alla, loro adunata poi. Tolto si com:picva <'ome dagli studi e dagli ordini del tem!l)o di IPRCe. Il 14 agosto si iniziano sotto )1etr.le plt) tPnibili battaglie della <·:unpagna,: quella


-491-

di Borny ove i Fra,ncesi hanno 3500 uomini fuori combattimento e 4993 i Tedeschi; <li Vionvi1le c Rezom·Hile dellG agosto, in cui i due eserciti perdono coll;lplessinllll~nte 35.000 uomini in ugual IJ)toporzione; di Gravelotte-Saint Prh·at dell9 ago. to ove tre corpi d'armata france e la ciano sul campo oltre 11.000 .combattenti e l'<>~('r­ cito tedesco 20,000. Ma l'armata francese del Reno non può [>iù oltre resistete c ripiega, sotto i forti di Mctz: comincia a,llora il eelebre Msedio, che dnr::t 72 giorni con una perdita di 40.339 uomini.

Fig. 126. - Guerra frauco-prnsRiaua. Battaglia di Séùan : posto di medicazione bombardato.

In questo frattempo ill 1° Rettembre l'ar~ata di Chalons, venuta in Roccorso, è l.wtLul.a a Bcaumont }fouzon ecl il giorno seguente. a ~ooan (.fig. J2G), si impegnn. uua clccisi>a battaglia, con 13.000 morti da 1p arte francese e 9 60 da [>arte tedesca. ~apoleone III, ritenendo disperata la ua causa do,po quella battaglia, si arrende prigioniero con l mare$ciallo, 39 generali, ç6000 uomini. 10000 ca"Valli e (i50 pezzi eli n·rliglieria, mentre a Parigi vi ene proclamata la repubblica e 1'imperatrice Eug('nia 'è costreHa .a rifugiarsi in Inghilterra.


-

492 -

La Francia non può sopportare questo disastro e, ment1·e- i forti della .frontiera sono bombardati, il gov<'rno della difesa, nazio11ale, durante il rigi()o inverno 1. 70-71, ordina la h•va in ma-.:~m di tutti i ruedid dai 20 a i 40 anni ed invia riufol'Zi di gionmi 1·edute inespert<> nel ~01·d , sulla Loira, ed all'Est contro le truppe tedesche vittol'iose ed ag-guerrite. L'armata) <J.el]la Loirt~J combatte infruttuosamente a C'oulmiere~'<. Yillepion, Loigny, Orlean~. Le )fans ed è re:;;pinta al eli là di L<wal; quella del nord è battuta a Ba panme e Saint-QuPntiu e si ritira, in Lilla; (]Uella dell'est è ston:fittn a Monthéliard e Vi llervcl r ripara, nella Svizzera. Di tutte l e l'ot·tez7,e re,..i~-;te ~olo fJUella eli Belfort. ma nel ilkembre anclw qncl'ta. ~i arr<>nde dopo 73 giotHi con l'on01·e dell<' armi c ton uun. pel'dHa <li 2500 uomini. La <'apHoln~done di P :u·igi dopo 4 mrsi e mer,zo d 'assedio i}lOJH~ fint' alla gtWl'l'a. E nel g<'nnnio 1H71 nella ~'<ala d<>g-li spe<:<·hi d el <'astello di Yerl'n.illes Guglielmo I è rpto<·,lamato Imperatore di Germania: la pace 8i <·onc1ude a caro pl'ezzo. con Ja (·<'~~ione d ell'All'a zia. e della, Lot('na rcl il ipagam Pnto di !l miliardi.

....

I Jn gucna franco -p·russiana del 1870-71 ci offre, òal punto di vista degli ordinamenti ·anitari militari, prezio.c;;i insegnamenti. Pet cura de11a direzione geneulc de i seniZi di sanità, militare Mlla ·Gel'mania, fn compilata. una relazione, htvoro colm;sale ra<·<·olto in f:-i.dtc g·ros.<~i volumi , in cui 80no espo"te in ogni minimo pal'li· <:ola1·c Ja DH'l'<Wigliol'a organizzazione e l a multiforme atth·ità clel Corpo sanitario t edesco durante Ja camp agna. Il comando supreino dell '<>~<'l'<'ito aveva già fin (lal tempo di pace ,prov,·ed u t o an elle ai] le e.sig<>nze del s<>rvizio sanita-r io in g'lWl'· ra. s,p('(·ialmenl e in ba.se all'e.·p<>l'icnza d ella campagna del J8GG, stùla quale Cl'H· ~tato compilato il nuovo regolam<'nto sul funzio nanwnto del fìprvizio s anitario in guerra del :w aprile J869. A norma di que~t<' istruzioni, il mate riale sanitario fu ~·ac · colto in punti determinati, qH'<'f<'l'ibilmentc ai depo~ iti de'l t t·rno e p1·esRo gli o~pedali di guarnigioue in ~rcle di comando di cot·po d ':trma.ta. I <•olonnelli medici di-t-dtori di .sanità (Korps Generali.irtzlr) avev:u1o già rp1·eparato e tenuto al corrente i ruolini di mobilitazione, coi quali .si proYvcd em pel'cllè tutti ~li ufficiali me· dici in servizio attiYo l'nggiungessei·o il loro posto di guerra, mentre


-493contemporaneamente i comandi della La.ndwcht' asscgna;vano i mcdici richiamati dal <'ong(><lo ai reparti di tru,ppa, cui erano stati desUna.ti fin dal tempo di !Pace. A! medici di•rettol'i deg1li o.spcdaJ.i da campo fueono esdusivam<'nte designati degli Ober-Militii1·iirtzt e1 scelli opportunamente dal l'enizio atth·o, trattandosi di funzioni, per Je quali era nc<"<'l'saria una complela conoscenz.'l delle norme t<"<'Hiche ed ammini~trath·e; ed anche per le sezioni di saniU'L furono a. segnati mililiiriirtzte tratti dal servizio per·manente, ri<'hiedendo i ,per il primo ~occorso sul campo, oltre uua, ,perfetta abilità chirurgica, ancbe una serie di cognizioni tecniche che si acqui. tano Aoltanto dopo lunga permanenza fra le truppe. E dal servizio attivo furono escilt.I sivamente rpres<'elti gli ufficiaH medici addetti alle direzioni di sanità di COiìPO d'armn,ta, alle taip!pe, agli nffiri di sn.nità di divisione, ag1i ospedali da ra.mpo. l tposti di JUl'dÌco di reggimento furono coperti con ~ ta1Mfii1·tzte effettivi o della riserva, e cosi quelli di subalterno. J..;a direzione supr<'ma di tutto il servizio f:anitario dell'esercito mobilitato e territori a le fu ~empre tenuta d nl Mini. tcro de Ha gnc-~t·a a mezzo della rispettiva direzione centrale di Ranità. a capo delln quale era il genet·ale medico Grimm. Qnc!'lta provvE>-deva a11a assegnHzione del pey·sonnl.(', alil'impianto di ,nuovi Rtabilimenti. a,l l"i<~ovcro, al l'ifornim<>nto flei medicinali, appare<'chi. strumenti <'hirmgici, materialr (li medicazione, viveri di <'onforto, alle miRtlr<' profila ttiche <' rli d L in f.ezionc, allo l'lgomber·o <' traRporto dei malati e feriti ed alla loro ripartizione negli o. pedali di riserva. Al gran quartiere gcnet·ale non esisteva nn ccntT·o direttivo Ranitario ed il generahi t·tz dott. Lauer vi e-ra addetto come me-dico rparticolare di Sna, )fae. tà, Renza avere alcuna funzione di coma,ndo. Dal generale medico clirettor<> della sanità militare presso il )finist('ro della gueT'ra. di1p<.'ndev:mo i generali medici direttori di sanità. d'a•T'mata. Da questi diip<>ndevano i genN·ali mNlici di corpo cl'nrmata, i quali, oltre alla (Hrezione drl srrvizio sanitario della riRpet ti va grande unih'\,, pl'Ovvedevano al primo RO<'corso dei fe riti ed a1l loro rapido sgombero sugli ospedali da campo ed alle tazioni di tappa. Avevano inoltre l 'obbligo di i p<'zionare le unità sanitarie, di Yigilare . ulle condizioni igieniche d<'lle truppe. propoHendone tutte le oppot·tunc misure fl)rcwnth·c, e di rifornire il materiale sanitario.


-494-

Ad ogni dh1sione, alla dipendenza dei direttoti {}i sanità di COliPO d'armata, era as egnato un medico capo direttore, con uf-

ficio autonomo, il quale, oltre alla di>rezione del se-rvizio sanitario presso ~a divisione, aveva il compito di regolare il servizio du·rante il combattimento drca l'impianto dei posti di medicazione e lo sgombero dei malall e feriti e di assicurare il funzionamento della dipendente sezione di sanità c degli ospedali da campo assegnati. Ad ogni corpo d 'armata >ennero destinati 12 ospedali da cam· po, eia cuno dei quali aveva il ~eguente per onale: un medico capo, l capitano medico e 3 medici af;. istenti. Alle sezioni di Ranità erano addetti 2 capitani medici e 5 assistenti. Ai corpi di t·ruppa erano assegnati: ad ogni reggim<•nto di fanteria un medico di reggimento, 2 di battaglione c 3 assistenti; a ciasc1m battaglione di <·acciatori l medico di battaglione ed l assi:;;tcnte; ai reggimenti di caYalleria l medico di reggimento e 2 assistenti: ad ogni reggimento d 'artiglieria 16 aRsistenti, IPei distaccamenti delle singole batterie. L'ufficio di comm1cnte chirurgo venne affi<lato ad emi· nc•nti clinici e profes~ori dcl1e "Gni>ersità, i quali (l<'l rpsto a>e>ano un incarico puramente scientifico, senza alcuna ingerenza tt>enica e<l amministrati>a ~ul funzionamento del servizio ~anitario. Nel territorio di tappa il servizio s:mitario era diretto dal generale medico di tappa, as~i~tlto òa altrettanti dit'ettori d'ospedale per quanti erano i rispettivi corpi d'M'mata per l'impianto di ospeòali da campo fìs~i. La. òil'ezione dei trasporti <lei malati e f<>riti fu affidata a. particolari commi!':sion i òi sgombe-ro. P<>r quanto riguarda il materiale F:anitario. og-ni uftir!alc medico in servizio ai conpi era proneduto di una hnfò;ta chirurgica e degli ~t rnmenti nece~Rari 1p<>r l 'e~trazione dei dt>nti: ogni direttore d 'o~ipedale di~pone>a di una e:nssetta completa {li r;trnmenti tpcr amput::~zioni e per le più comuni 1resezioni) per erniotomia. per trapanazione del cranio, per esi·razione di c01·pi cst1·anei, per tracheotomia, apparecchi emostatici, canule del Bellocq e diversi . tre(]ual'ti. Ogni aiutante {li sanità .e ra munito di una tasca di medicazione, contenente divcr!':i meclkinali e viveri di ri~toro, con bicchiere di stagno, . ifltcmato e~ternamente in appo ·ito astuccio. Ogni singola unità tattica (ba ttaglione. compagnia., squadrone. batteria), aYe,·a in dotazione una cas-setta di medicinali ed una dJ oggetti di medicahra e <li fasciatme, zaini d'ambulanzft e du<' ha-


,

-

405-

relle ~per trasporto. Ogni quartiere generale d 'armata e di cor1po d'tH·mata era fornito di una cassa di medicinali e di a1pparecchi. li'inalmente a ciascun soldato, all'atto della, mobilitazione, èra ::i lato distribuito il pacchetto di medicazione. A ciascun corpo d'armata furono assegnate 3 sezioni di sanità: l per ogni divisione di fante'l'ia, la terza a disposizione del comando generale. Le due !prime sezioni a-vevano il compito di impiantare il po to principale di medicazione, fornendolo del personale e materiale nocessario, di inviare i portaferili alla ricerca dei caduti e di effettuarne il trasporto al poRto di medicazione e di sgombera·r li quindi al vicino o~ pedale da campo. Gli ordini riguaròanti l'im[>ianto di fPOsti di medicazione venivano im,partiti dal comandante della divisione, sn parere del medico addetto al· l'ufficio di s:mità. Ogni sezione si poteva dividere, tanto per il per onale che per il matel"iale, in due reparti uguali, ed al medico divisionale spettavn, il compito di giudi('are òella convenienza di tenere la sezione di !'lanità rinnita o suddidsa. Ciascuna di queste unità di$:poneva eli due vetture pel trasporto delle barelle. ma~scrizie e bagaglio, e di due vetture di ~anità con la dotazione dj meclicimiJi appnrecchi e Rtrumenti chirurg-ici. P er ~o Rgombero dei feriti dalla lhwa del fuoco al poRto di medicazione, ed eventualmente agH zy.;1pNlali da <'ampo. ogni spzione di Raniti\ era fornita di 6 vetture tra . porto, Rulle qoali potevano caricar~i 2 feri1i gravi in bar<'lla e :"J 1Pggeri 'Seduti, ed, in caso di neceF;!'ìità, altri 2 leggeri. r.e barelle clelln, sezione cra,no ,provvi. te cia~nna di una. tasca contenente fn~cie. comprefise, triangoli, spilli. cerotti ed altro materiali:' di mNlicazione e di l)}ronto RO<'COr,c:;o. Og-ni compag-nia èli portafNi1i per i~ f:E>rvizio di sg-ombero del campo di battng-lia si ripa1·tiva in due ~ezioni, suddivise ciaS<'nna in G squadre, dotate ognuna di ~ liarellP : si aveyano così 30 bar elle per ciascunn, sezione di sanità e 90 per corpo d'a·r mata. Ad og-ni barCilla f'l'l'tno adcl<'1ti 4 nomini: 2 rportntori e due di riservn, che si sostituiYano nei tra. porti a 1nnga distnnza. I portaferiti appre!'ìtavano i pl'imi SO<'('orsi ai ca(lllfl, ed, in caso di assoluta urgem~a , erano autorizza.ti anche a frenare un'emorragia con fasciatura compressiYa o ad np[>licare, in caso di frattura, un semplice apparecchio di contenzione per rendere più agevole il trasporto. A R<"Conda della natura c della IP'aYità àclila lesione, il ferito ve-


-

49G -

nh-a tra~portato ln barella al <:<'ntro di rac<·olta od al po!":to di medicazione a mezzo delle >etture regolamentari. n posto principale di illf'dkazione veniva impianta to il più 1po.ssibilmente vicino alln, linea <li combattimento in po~izion e ben r~parata t1a1 l tko nemico, utilizzando fabbtkati od altt·i locali adatti; in mancanza, f'rigendo Ja tt'nda di soc<·orso. Generalmente gli ufficiali medici e ~li aiutanti di sanihì, addetti erano ripartid in 3 sezioni : la p1·ima 1per l 'a<'<'f'ttazione e prima visita dci feriti; quivi ~i praticavano le medkatul'c 1più semplici ed i pkcoli inter · venti d'urgenza: la seconda sezione Fd occnpava dei fel'iti di una certa gra,·ità, abbiso~nevoli di apparecchi per rendere po::;sibile l 'ulteriore tra po1·to agli ospedali da campo; nella terza infine Ri accoglievano i ferHi dw avevano bisogno di orwrazioni di urgenza (!legatura dci grandi va.s;i, tradteotomi,e ('(!<'. ) . A ciascun ferito veniYa appnntata snl petto una ta.lwllina diagnostica indicante breYem<>ntf' la natura, <>d il grado della l<.>8ion(', i mezzi di soccot·so appt'N<tnti e la !POSsibilità di un più lontano h'aspot·to. Lo ::;gombero dei ff'riti dal posto di m0clknzi.one ;dl 'o~1peùale da campo, che nel frattempo dovevasi impi:mtn·re in localihì, non molto il ontana dalla prima linea, !'li eseguh·a con carri d'lla ~­ zione, <' R<' questi non bastavano, Ai ricorreva a quelli dei corpi di truppa o di alt.I'C l'lezioni eli Ranità non impe~na.te <> finalm ente in ca~i ,(li aRROluta m·g-enza. n, <'nni da contadini reqniRiti sml poF>to. Oli ospedali da campo ·racco~lievano direttamente i malati dai v;ui corpi e reparti: e .(lirettnment<' o per il tramite delle se· zioni di i'lanità i ferili, rimandando a11e riF;p<>ttive unità i g-uariti. Ogni ('OI1J10 d'armata Na provviRto di 12 ORpedali dn <'ampo, che poteYano r·icoverare dascuno fino a 200 ma.l nti e fNHi; siechè ciaRcuna di questP grandi unità aveva a diRposizione o. rcdali in >icinanz;l per pot<>r cnrare 2400 iJHlindni. val<> a dire r irca r ot· ta;\'O d<'lla. forza <'ffettiva. Gen<'ralmente gli c1. pc>èlali da (•ampo fu · rono l'ipnrtiti in numeJ'o di H per og-ni divi~ione , l'er.,tam1o gli albr i n cli5<pMizione per essere a~;;;cgnnti a quelle unità che dopo un combattimento ne ave,sero avuto mn:rgiore l)isogno. Ogni ospedale inoltre poteva es~CJ'e l'lllddhiso i n 2 distinti l'<' parti, con funzioni autonome. Oli o::;pedali cl;l campo s 'inwiant::wnno generalmente in fabbl'i~ati adatti, poco lontani dai tposti eli m.cclicazione od , in man· c.anza, in baraccam<>nti o tende. Al direttore spettaT'a l'a!:". : :egna·


-

±97- .

zione degli infermi a.i vari 1·eparti} cia~euno dei quaJli aveva un medko, un a,ssistente ed un aiutante <li sanità. Le dotazioni di materiale sanital'io di ciascun ·ospedale erano costituite in modo da poter provvedere per la cura, di drca 200 infermi, e venivano requisiti soltanto i letti : pel' il t,ra~porto si ri<.:ol'l'eva a 3 cn.r1·i a 4 ruote per gli utensili ed rt ~ cani <li sanità <L :l ruote, dei quali se ne assegnava uuo ad ogni ·reparto, nel caso che PoS!peùa1e do,-esse diviclet·si , colla, metà, rn·echm degli oggetti di dotazione. Il servizio {l<'i medid, degli aiutanti e degli iufel'mieri ent identko a quello {legli ospedali. in tem,p o di pace: soltanto nelle formazioni mobili sanita•r ie esisteva, una categoria di aiutanti ( Ub erlazaretltgehilfen) per hL vigilanza del personale di. assistenza. Oltrr gli ospedali da <·ampo. !><i impiàuta vano ORpeclali permanenti di risena, alla diretta dipenclenza del generale medico ispettore di tappa. e, mentr{~ le ptime unità dove,·ano spiegare un'at · tività •1·a.picla, intercalata. tranne n<'Ì più 1lunghi e continuati a!'sedi, ~la lunghi pe1·iocli di l'iposo, in (ltH:~Hti stabilimenti di •ri· se1·va l 'attività. t'l'a quasi continua; e, {lata la loro stahilitiì, si a.vcvano più UIPilH·opriati mezzi di J·kov-ero o in c<lifid ~·spresiia mente <:ostruiti o iu baraceamenti. ~hl ogni ospedale di riserva (>l'ano a::;se:rnati ~ medici, 9 a~sil'tcnti, 3 farmn.d sti, 9 SOl'Yeglia.nti, 18 a.iutanti. 36 inJet'JJIÌ e•l'Ì. e 17 soldati eli fatic.a; ciascuno stabili· mento 1wte"a su(lcli:ddei·si in 3 reparti, ognuno dei quali. corrisponclcnt alle eRigenze di nn ospedale- aa. can1po : Nl ogni repa.rto poteva anche su<lclivifl<'r~i in cluf met:i, per cui Punità ~anitaria ~)Otf'Ya fm· fronte a (-) im~tallazioni clistiute. Vinalmentc acl ognuno dci 12 corpi d}arruata era asse:.;nato un o~pcda le come deposito {li ri~erva. destinato a, tener IPi'Onti ed a fornir<' all'esercito combattentP medicinali, aippare<>.-chi., istrnmenti chil·1.n·gici c m<>zzi {li trnRporto P tutto ciò ch.e poteva aJSbisognare allr sezioni di sanità ed agli ORJPC(lali. Gene1·almente questo deposito di lllateria.le N·a costituit·o al posto ptincipalc di tappn del cm·po d'armata. Il RN'vizio sanitatio pl'f'S1{0 le trupp<' <'.omhatt<>nti Ri RYol&c seconélo l€' norme l]}reseritte da l regolamento. Tn marc in, fmono eman:lt<' ~pedali i~trnzionj contro il c. onsumo di cibi mwlsani e l'abuso eli beva.ndc ):;Jpil'itose} e particolare sorveglianza fn esercitata sull'acqua potabile. '''1.1 'r i,·oltn n·uche la mn-ssin1a aHE'nzionc alPigienc ch>]]a <·alzatm·a, prN<Cl'ÌY('IHlo lasanclc clri piedi ogni giot·no e sue-


-

49 -

ces iva unzione con sego [H•r evital'e il formarsi di bolle e <li es<·oriazioni. I malati Oeggeri egui vano i prOtpri re{P:U'Li ~ul carreggio, i più grayi venivano inviaJi agli ospedali da cumpo: si istituirono inoltre dellle compagni"' P<'l" gl i ~pe·dati (11/arodcn - f\on""]Jagltir·ll), eli<~ (lll·ono adibiti a s<->·J·vizi l<'nitol'iaJi poco fntko!ii. Il servizio sanitario m'gli accantonamenti, ~pccialmente in quelli eli lunga durata, fu 1·egolato in modo analogo a, quello •li guarnigione. Ogni giorno, all'm·a stabilita. i malati Yenivano con doLti all ' ufficiale mecli<:o: qut>lli l"i<'onosciuti :df<'Hi da lieve infermità, in parte venivano lMdati a riposo ht quartiNe, in parte venivano inviati ai depoAiti-ammalati, luoghi di <mra improHisati col pel'sonale c mat<f'I·i:tlr A:-tnit:nio in <lotazionr clcllC' truppe, senza, concorrenza di a11 trr for111a;~,ioni !'lanHarie. T malat.i più grn.vi erano in fine ricoverati negli O);pednl i d 'flccantonmnrnto fnnzionnnti cou pcrsonnle e material<> rile>ato dagli os.ped:di ila cnrnpo. Per quanto l"ignar<la il veRtlario e l'C<Jnipn~~iamento llt>ll 'e erdto, provve<limt>nto oppm·tuno fu la cHstrihuzion<' ad ogni soldato di un (panciotto di tlanella e di una co})('rla <li la na per le truppe assedianti. P er l'iutproYIÌll:a mobilitazione non si ebbe in ogni de[>Osito temi}Jo snflid(:'ntr per rivedere ed ammorbidire le calzatm·e mediante in~ra!4~mmento: il che provocò un numero ~~ rrtol·clinario di spedii ti nrl p1·imo 1 P<'rio1lo clPlla campagna. Anche al vettovnglinmrnto fu '1 ·ivolta In ma!'ìsima cma: nelle mar<'ie il vitto fn quasi Rcmpl'<' sullìci.ente e non mancò fJnasi mai la carne e il cnfllè, raramente il Yino, più freq ·uentemcntc il pnne e Rp<'dalmente l'acqua. Grnn11i diffico1tà insorsct'O per la proYvi!-lta d 'acqua potabile al COlìPO d 'eserdto opl'rantC' Aulla spon.la sini. tra della )fosella, c fn n<'cessario or~anizza1·c appositi di staecamenti per regolare l'apJH"m"igionamento <><l il t·raspprto (lrl 1'acqnn , che veniva depurnta <'on fillri di carhonr. "Pr1· l'alimrnta zione d<'llc truppe, si f<'<'<' laq~o m:;o anche delle <':u·ni. in consenn, denominate salciceiotti, composti di carne hitmnta. eli. bue e fnrina <'OJtdensatn di pi~clli. <'OJHliti con larào r (lroghr. Contro In diffusionC' d<'lil<' mnlattie infdtivc fnrono adottati . p<.>Ciali pronedimenti. I . <' ~"lii'inf<>zioni furono praticate su larg-a scala. specialmente dmantf' l"a~sedio di )fet7. f nell e località in cui si erano manifE'!<tatc la disc;;enteria. la f<'hbre tifoidea <' il vainolo. Particolare Yi~ilnnzn Ycnne eser<'ifatn Rulle mnlntti<' wnere-e fra le truppe n~sf'dianti Parigi : queste furono col1P1te an<'be


-

499 -

dalla scabbia, che fu cm·ata con buoni thmltati eoJ balsamo ,pe· ruviano. Oltr<' Ja disinfezione dei locali mediante la>ature fte· quenti con cloruL·o di calcio o con s01lnzioni abbondanti di aci(1o fenko, ed ablmr<.:iamcnto òPi giacigli di }>nglia., si l'icorse altr<'l--<1 con cf<iti soddisfacenti alle cli!'infezioni con polveri insctticide, con benzina, con mi~~cle di olio di trementina e spirito di \'ino, ed an che con petrolio. P er quanto infine riguar•tb la disin Cezione dei cam1pi di battaglia, la celerità. delle opera;~,ioni l;lelli<-be non concN;~o;e agli ese1· citi il tempo !';nflidente p<'l' compiere tutti i lavori n<'Cessari. E le pratiche di l"i!<anamento si limitarono alla sepoltura dei cada veri dci 1propri reparti, mentre fu affidato agli abitanti del luogo il <~orupito di Sejppcllire le nlme dei nemici e le carogne <lei qnadrwpedi, servizio <:he fu diRi mrprgnato in modo disor<linnto. Rkcll<\ nell'autunno d<'l 1<.:70 l"imn~e1·o in~('polti nnmerosil-'~hni <'a<lav<'l"i, i quali, per l'in11ucnza dell"clevata temperatura e delle pioggie nh bondanti, furono <·ausa di svilup.po eH ~ravi epidemie. E doveroso però ricono~ccrc che nella più snng1rino~a battaglia intorno a :\f~tz. 30.000 cn<1ln-eri di soldati ed un p:1·an num<'l'O di carogne eli animali furono inumate in hreYe tempo. Cosl i morti della giornata 11011 meno <'l·nentn di \fi)rth. in cui ~i trovarono di front r 82.100 Trdrsrhi e 4-:triOO Fra ne N<i. <·o n una perccntualf' ri · ~prltiva, dell'J1,:~ t:> 1:>,7 (li fe l'iti c eli 0,27 r 8,06 di moJ•ti, fmono tutti sepolti in una settimana in fos~e profonde dtH' metri e ri cop<'rt<' con alti cumuli di lena. Xell'antunno 1870 furono intra presi i ln,·ori di di~infezion~ anche Mll'immenso campo di ba.ttag·lin eli Sédan d'accordo coi Governi belga e franc <'s<'. e con en('rgki l)ìl'Ovvedimenti si ripnrò alla ckfkirnte organiz;~,azioiH' igi<'· nkn doYuta Roprattutto n <lifet.tosa sepoltura. Il !'crnzio !'<anitnrio ruilitat·c germanico. col suo matrriale hrn <' a<lntlo e bcnr ordinato, colln coopera?.ion<' dei più Ynlenti S<"i<'Tl · zla.ti r <'liniei (lrlle Univ·('l'Rit:ì. tede~<'he, col Yalido <·on<'orso Ò('lllc asRocinzioni eli RO<'COl'RO, rin!'<<'Ì a portare l'aRsi~tenza. dei feriti Rino alla. 1inea del fuoco. a stabilire un o.p[)ortuno istcma di tra~porti nnch<' alle più lunghe diRtan7R, con treni ospedali ben<' arre<lnti, ed a praticare in tal modo un più or<lfnato ed esteRo (lisseminamen to (lei malati c feriLi. T a le organizza?.ione, aRsocin t a ad una. rigorosa. igien{' c aò una ben intesa prepara-zione del Corpo sanital'io militare fin dal tempo di Q)ace. portò come con egnen;~,a, 1pet'


:>00la JH·ima Yolta uel1e ~twt·t·<>. <:ltc !"esercito tede"<·o <'hhc nn minor n um<'l'o <li morti per m nla t ti a dl<' pe-r il ferro <'d il fno<•o nemico, <•<1, allontanate co~l le inf<·~ioni chirurgiche, Hi potrr<>no conseg-ui•t'(' l'iHultati ~mtr.R pt·<><·<'<l<'nii dn.lla chil·m·g'ia COJJi'ietTtdrice. AudH• il nuoYo l'C~<llanH'Hio ,-;ull Rel'vi?.io Rnnilal'io in <'ampa~na. <"IH' si diffNC'nziavn <111 tutti quelli pr(>(•Nlrnt i, pcrchè asseg'llilYII ai nw<lid <lit·<•t tol'i <l<•gli ol'<pP<lali (' delle ~r:~.ioni di ~anità il romando effcttiYo <' l'ammini~trazionP <lPllt~ t·i~JH'ttiq~ tmità. pet·du'. i~tituiva nt>l ~<'nizio ~anital'io di pl'ima litwa l<> l':ezioni di sauit;ì clid~ionali ed i portaf('riti l'egginwntali. il"~-'egnandon e qualtt•o per compa~nia, <'<l orgnnizzaYa infine il ~<·t·\'i~io delle tappe c clisci1plinaYa il HO<'<·ot·l'\o \'·OJ.ontari·o, contt·il.nlì gornnciPmPnte per t ntl::t la. <hH·::tta, della. <·;nHpng-HH al r ego•tarc <' mpi<lo ftmzionà Jlt('lllO <lei YHl'Ì St'l'Yi~i di Sg'OlllbPl'O, l'ÌCOY<.'l'O (' ('HJ'H. Così il Le Fo1·t. dlit·ltt·~o fnnl('ese im·inlo negli oRpedali tf'· dNwh i pt>r 1·iceYet·<> in <'on;,;c~na i prigioni<>l'i i m·n l idi. non <>!':itò a didtiarar<' de tutti i f<•l'iti dpll'nna e dell'altra p:ll't<' erano re · guhu·mPnt<' rae<:olti. m N l i<-al i P t ral-=portati n eli<• JH·i li W :U ore dopo og-Hi battaglia. Qnan<lo S('Oppiò ];t gnPI'I'<l fl'HU<'O·gt"I'ltlilllÌ('<I, il IIIP(OdO UllÌÌ· f!Ctti<:·o d.i lJi~'<tf'l' <'l'H gi;\ <'OllOI'<·iuto. F:<l ~h qnN~to l'iguaedo ci sia JH'l'llH'~'~o d l acceHwH'<· d l e f.; i u d al 18G4, ne l 1.1 p1·n tkn <·.Iiinwgica wililat<> italhuuJ, l'allm·a Jll<'llico di r<•ggiltwnlo F<•d<•t·ico 'l'oki, giiì l'i<·ol'(l<J to ucll'a~st><lio di . \H<·ona, usaya cou Hli(:('<'H~o il Hnl11irnato <·ot·J·osh·o in ~oluzion<• al :3%o, lHY:til<lo le ferite J·Ctt'Hti c lP piag he -:u ppumnti. N l imben•n<lmH' g-1 i oggetti <li mP<li<"n:~.ionC' <·on ottimi J·i;,;ultati. <·om·into dw In tlPlta soluzionr <1\'P:O:s<• Y<'t'<' proprietà :t n t is<'l tidH· <' pr<'Y<'ll issp lt> iufpzioni : datf', no m i <' fa t ti d w pnr· t1·oppo audtP f1·a noi !-iono lt·a,·olti in un imm<'l'il;do oblio . . \ ndl<' Yolkmann àYP\'ll potuto :-;perimPtll:ll'<' i !-i(H'JH't>JHlenti f'lfctti del metodo anti!-idlko <•d awYa me!"lso in (•,•iclc•n.za. l 'opl(l01'· t unit:ì <li introdurlo Iwl ln 11H·ntka dtil'nrgica (Ji gont•t·t·n. P<'r<'iù. Jll<'ll!r<> i medici mi lital'i t<•<lPI'\<'hi a<lop(~J·aYano 1wi po!o;ti di medi· c·nzionP l'O\·atta ài TI1·mt:-; im~uppata eli ~wi<lo f('ni<·o o di perman· gnnalo di potassio. <' Hut·ow. dut·aut<• l'assedio di ~lctz. si Yal<'Y<t dell<• inigar.ioni <·ontinu<> ali'<H:<'tato di allumiuio, negli ospedali (la {'ampo P di risena fn ];n·gmlH'ntc adottnta lit lll<'dkatura eli Lil-;t<•t·. 1n tal modo Ri pott• t·psl l'ing-erc in pitì J·istt·<•tti collfini ]a


chil·11r~ia

301-

<lemolitiYn ...,.1 irnpl'imere uno Ì'ivih1ppo del tntto mroYo alla eur·a <:om;ervativa. l (·hirur~hi frml<'Pi'i Ìlln•c:e !':i mo~tJ·a1·ono da prinw Hlwm·a ligi ag-li antic·hi ptecon('t'tti c-cl ai Ye<:chi 11Wiocli. a·ppli<-;uHlo !,!'li t'lllOllienti rd i <'PJ·a ti. ma poi. impre~!'iona t i cl a l! a g:t·aJl<lt• fr'Pft lH'Hza llPlle o~:omplkazioni ~d t idH•, a poco a po<'o introcln!<~t·r•o l'aleool. il f<>nolo. lu lll<'cli<·at tm t n Il 'm· atta, 1·in tmt·inndo agli Ì'ihr·iglianwnt i. all't•Ì'i(l'H:I.Ì()ll(;' <'d ('SPI'('NÌ ÌJtllll('dÌata clPi ('Ol'j)Ì ('i-<{1';111('i. )l;t hpn prrsto si c·onstatò cht" nmr <'l'il i"uffkientc• 1n·atkm·c l'anti:-.<'pi-<i "l-'('OlHhnia Hc•gli ospedali, ma dt<', in omaggio al principio dw l<> :-;orti <' s1wsso la Yita <li un fE>rito dip<'n<lono dalla prima nwdieazione. <'l'<l lH"<'(•ss;u·io pm·t a t·t> i l metodo nn t isPtti<"O sino ni p1·imi [)o:-:~ti di Ntwc·m:·;o <' Rtil (·;nnpo tli batta~lia, pl'ati cnnclo <·osì l'antis('psi p1·i rnarin. Tnttnvin J1mne1·osi autor·c•\'oli ellirur~hi militari. fo1·sc• Jll't•oc·cupati clc•lln mdkolosità del uwtoclo primitin> <li Li~t<'l', dtl' o"i<ll'olaYa il giù <·omplic·;tto sl'nizio di pronto '<o<·<·OJ'!<O in prilllil liuPa. eom·lnspr·o dw l'anri~t>psi JH'imaria in gtH't'l'a non era assolntnlltPnie !J)O:-:sihil<• P dH' f!UPlhl i'<'<'OJHlnri<l J•insc·iYH molto difficili'. ) In i perfE>zionnm<•uti E' le F;l.'mplifknzioni intl'Oclot t<' snc·c·~RiY:nllent <' 11<'1 m('to<lo nn t isrttko e gli i m pol'tanti siu<li (•ompiuti dall 'EÌ'imarc·h. <l al Hl'llll!-;, cl n l Brrp:mnnn, clal Rm·delehrn. dal )fo!'cti~ p<• t· r·c·tHlPl·lo attun h il<• in nnnpap:Hn c·onYinl'el·o ben pl'C'sto <l<>lla n('('r~sitù <li applicarr qnc>slo tJ·attanwuto in tutte l<' f01·mazioni sanitari<' eli ~1wna. da CJll<'ll<' di pt·ima lin<'a a qnell<' di ]'ÌSf'l'Y:l. Ecl 0 1'<1 qnakh e N'llllO l"(ntistko: ln f::omma totnlf' eli t ntti i fel'iti JWll'Pserdto 'fNl<'R<'o <lmante la <·ampagna. dC'l 1R70 71 raggiuns<' ln c·ifra di 1Hì 21 .. nnna fm·za eli 7R021:3 <'Ombntti'Hti. <·orJ·i~pondC'ntc> al 1~ %o ilC'lln forza media. L<' hattaglit" più ~ang:ni­ nosl' fn1·ono. per orcline clN·reseentc. <pwlle <li Y ionYill<'-l\fars la Tom·. l-IQ>id~eren. \nir·tlt, (;ran>lotte-Rt. P!'intt. La Jtwclia fl<'ll<' perdi t<' pc>r· nffidali f n NlllH'rior(' Sf'ns ibi lntC'ntc a quella (]plla trnprp:-t. : 2(i2%c n<'r i primi, 141.1 %o }1<'1' i i'N'Onéli. A G l':lYt"lotte i'i h·<>,·atono di frontE' J~7HOO Ted~cl1i <' 11:.?!lOO Frnr<' l' ~i . <'011 una 'J)E'rdi(;l J·isp<'tti,·a <lt'l l!l.(i:l 0{, P d<>l 7. :i0 ,. in fPrHi. <' <11'1 10% <' G.:l in mor·l i. I l m mwro tot;1 l<' <l <'i morti sul <·n mp o f11 di 172:>:>. <·on una per<"Pntna lr 11<>114.R%. Ln metà di tntti i <·nthrti snl <·aoll J)() C'l'a ·rajp'Prescntnt:t cl~t, ferili a lla l<'l'ta, pct nu f('r'r,o (]a colpiti nl ·d orso ed


-

302 - ·

al torace e pet' un deeimo all'addome, mentre negli ospedali H maggior numero dei morti <Si ebbe per [esioni delle estremità infor-io1·i: i morti in seguito a ferite furono 112~3. Gli ospeda1i da campo prussiani impiantati n ella zona avan· zata ricoverarono 4(58487 malati e 92164 feriti, dei quali circa 250.000 vennero sgomberati nell'interno. Durante la campagna entrarono negli ospedali delle retrovie 7±5.400 malati, di e ni si ebbero 149.032 decessi. F1·i~ l e malattie da iufezione I}Weùomin:tl·ouo le forme tifose e la di~scnteria. negli as ~edi di Metz c Parigi, il Yaiuolo ed il mo1·billo nelle truppe in marcia . Anche il Corpo sanitario militare pagò iJ suo tributo eli Ran· guc a1lla gueT'ra. Dei 40G2 medi ci. cl ell'e~Prcit.o tedeseo mobilitato, 11 caddero sul campo, 55 morirono per maln:ttie, 3:52 <li\'f'HJlero "' inYalidi pet cause di guerra. Fnrono aceel'tati 12~.91!5 casi eli malatt ie infettiYe, con 11.4flG fleeessi, o~Ria n 1:57,3 ,per mille della forza comhHttPnte. Si ebbel'O 73.396 cn si di febbri ti<foidi (!)3 %) con 8789 morti; 38.Gr:i2 casi di dil'i· l'ien teria. (4B%), <:on 2380 cloceRl'ii; 8H64 ·d i 1aiuolo <·on 460 decrRHi ; G867 di f·c bbri malarkhe (8,7%), con 16 mm·ti e 124 casi di meningite cerebro-spinale -epidemi ca (0.1 %), con 84 (le<'e~~ i. PreYa1sero inoltrP le a.ffezioni drWapp:n·nto digerente e respirato· rio, le 1eneree e le cutHnee. Ji'ra le illw~trazioni scientifiche che part<>cipa1·ono a questa eampngna rkordf'rPmo 'l'eocl oro Billroth (182!).]8!)4): direttore della dinica chirurgica di Ztwigo, poi eli Vicuna,, introclm;~e l'antisep~i Iwlle ~ale operatorie e per oltre 27 anni studiò l' infezione delle f.rrite. ~ell 1872 O~)erò l:L ,p rima reser,ione dell'esofago, n el 187:~ la Htl'ingectomia totale e nel 1881 In estitpazione di cancro <lal pilot·o; pratkò inol t re num r·rosi interventi sul h1ho gastro ente· l'ico, re sezioni, entf'rorrafìc ecc., ch e gli valsero il titolo di pl'('-t:Ur· SOJ'e delb chirurgia intestinale. Fe-clel'igo E~mardt (18~~ - 1!108) fn grande cbirmgo milit.m·e: allieYO di Strom0yer e di Ln.ngenbe.ck , insegnò netl J'TTni,·er·Rib't di Kiel. Introdusse per il primo l'emostasi <'hirnrgi('a e le medica· tu re sul <:ampo d i hatfagHa e !POrtò 1m imfPortante <'ontl'ibuto di interventi operHtol'i a1llo svilurppo della <'hi·J'lll'gia di guerra. Fondò inoltre la scuoln snmaritana drlle infermiere, istituzione che !Prese J'Hpidamente larga diffusione f' .cooperò efficneemente all 'assistenv.a rlpi malati e f<•riti in pace e i.n guerra.


-

503-

Giovanni von Nussbaum (1829-1890), dell'Università di Monaco, fu uno dei più abili cd esperti opcmtori del tempo. Hiocaedo Volkmann (1830-1889), .da, Lipsia, figlio dell'inl:ligne Jìsiologo, di1·ettore tlella Cllinica chi·rurgica di Halle, va Qui ricordato per essere stato ilpl'imo ad introdurre H metodo antisettico i n questa, guena. Eseguì inoltre fra i primi l'asportazione del !l'etto cancrcnoso e si distinse soprattutto nella chirurgia delle articolazioni_ Nel J 870 fondò l'impol'hmte C:olle.~iono di nwnografie chit·w·giohe. Ernesto Bcrgmann (J83G-1907), ùn. Riga, chi·rurgo militare tanto nell'esercito prussiano durante le campagne del 1876 e del 1870-7] quanto nell'esercito russo durante la guerra del 1877-78, fu in ~'~eguito nominnto ·direttol'E:' delln diuica (·hirnrgicn. ùi W\irzlmrg. I'ortò un efficace conhibuto a1la chi·rurgia cranio-cerebrale e delle a-rticolazioni ed introdusse Ja strrilizzazioné col vapore acqueo nella ,p ratica operato1-ia. Bernardo Langenbech (1810-1887), fondatore e presidente della Societ:'t di chirurgia (li Bel'llino, fn m1o dei più celebri chi·r urghi del tempo, soiprattutto pet 'le 1·esezioni sottm;inoviali e sottopcriosta1i e per la chirutgia. consenati va delle ossa. Ginlio GurJt (JR25-18!J0) , da: Rel'1ino, parfcci1pò a tutte le camp::~.gne tedesche come chh·m·go mi lit.nc, e compilò nna storia della chirurgia. Et'Jyino Klcbs (1834-J913), professore di patologia a. Berna, Wùrzburg, Praga e Chic;:lgo, fece <lura,n te la campagna interesRantissime 1·icerche su!lle iufezioni traumatiche, precorrendo gli stndi geniali. del Koch : fu inventore delle culture frazionate. l\1n.x Pettenkofe·l' (181R-1901) f·ondò nel 1875 il primo istituto d'jgicne c gli AYohiri d;igiene diffnsi per tutto il mondo, preziosa miniel'a per le ricerche ·s ulle malattie ~pidemico-contagiosc, soprattutto sulla peste, ca·rbonchio e tubercolosi. CompHò inoltre un manuale di igiene sperimentale fra i più importanti del tempoRodolfo Virchow (1822-1904), lnureatosi a Berlino nel J84.'3, fu inca.ricato nel 1848 dnl governo IJ)rnssiano di studiare le cause di una gravissima epidemia. di febbt'e tifoide, sostenendo strenuamente la necessità di seguire rigorosi criteri; ma per le sne ·idee fu esonerato daill'nfficio. Fu in ::.egnito . direttore dell'I stituto di anatomia patologica n('ll'Univ('rsità di Stra~burgo c di BerJino ovf' fondò un museo -rlE'i più rinoma,ti d'Europa e l'Archivio di


-

:504 -

anatomia 1)(ttotogica) ehe rapp1·esentò beu p1·esto i'l codi.<;e deU èt nuova patologia. Con la. sua teoria fondamentale: Onmi.<; cellula e odlula dimostrò dw nei processi patologici non si formano ceJJlnle specifiche, ma si hanno s oltanto modificazioni ùei ti1pi :fis iologici. Studiò per il primo la lcucocHosi e la le ncemia, fece importanti I'iccrche sull'embolismo e la. L1·omhoRi, cli~tinse .la. pioemia dalla setticoemia, e si dedicò altl'csi ad altri ilu!po1·tanti 1problemi di igiene, epidemiologia,, antropologia e ~":odologia . Giulio Oohnheim (18:19-18R4), nato nella Pome1·ania, partecipò. come chknrp:o militnre, alla. <:ampagna nm;tl'iaca: (lel 18ù<±. Dopo aver frequenh:tto l'h;titltto di patologia <l<' l Virchow, fu nominato prof(~ssore nelle nnivel's itù <li Kid, Brel'llaYia r I.~ipRia, de<li<·anclo la sua attività. a ll'if::tO ·ipatologia, <l('lla flogosi delle membrnne Bic•rosP ed ammett..en<lo come base fondam<.•ntale Ja {liretta migntzìon e lencocitaria.. Canlo Thiersdt ( 1~22-J SH:)), (lell 'nniYe.t·Rità di Lipsia, salì in gran fama per la ebinn·gia, [)last-ka e pe1· le ric e-rc~f s ui neoplasmi maligni. R<lhcrto Koch (1R4.1-1910J prestò ser,'izio ('Ome medico mi · litare durante la camp::tgnn frnil(:o -prusRiana. Nrl 1876 in colJabora7.ion(' '<·ol Kohn scop1·ì iJ bacillo (lell'antracf: nel 1878 shJdiò le malattie da infe'l-ione tJ·aumatica, di cui desorisse sei •aol'ictà; nel 1882 fece l:-1 grande sco,pertflJ del ba('il]o della. tnbercolo~i con metodo pro.pr·io ·<li co[ol'azione e di <'llltum; nel 1883 scopri jn Egitto il sie1·o <lel (:olera; ne11890 introduRse la tube1~olina <·ome ·d medio eontr-o l'inf<>zion0, ma non coniR!PORe alla pratica. Professore d'igiene iìn dal 1~85 nll'UniYeJ·sitù. di B erli.no, fondò nna delle più ima:lOrtanti ~uole ·d 'Europa. : basti ac.cennare fra gli alBevi i nomi di Pfeiff<'r, LoffiN. Gaffky, Welch) I<itasato ecc. Federigo LiHfiri· (J 857- Hl19) pal'tecipò eome chirurgo militm·e alla guerra franco-prussiana. Nominato pr·ofessore a Greifswald . scoprl il batte•rio del l'eresipela nel maiale e nel moccio del ca;vallo e differem>.iò il bacillo della. (lift('<rite, ~t n hilen{lone la cura preventiva. Ca.rlo Ba.rdeleh<>n (1849-1912) fu im;igne anatomico ed aut01·e di un cln.ssico trattato. Giorgio Gaffky (18:-J0-1918) fl1 chirurgo milita re nella. guerra. del 1870-71. Fu nominato in seguito professorr nel l' Ateneo di GiesRen, :Successor-e ài K och nella: -direzione d<.'lFJ~ti ·


-GO:>tuto {1i igiene di Berlino c vi compì importantisl'ime ricerche sul colera, su ll'allltraee e snilln setticemia: s1p<'rimentale. Oltre la da:;;;sicn, relazion<' della guena franco-vrussiana fatta dalla <li·r ezione di sanità, d<'l ~lini:;;t<'I·o <l <>llD gn<'nu pn1ssiano. sono cla rioordar~i i laYOl'Ì (li l:kdz, di Hichtcr, eli Fisd1er, quelli di Langenbed~, di Bilh·oth. di Roc·in sugli ins<'gnamcnti c hil·urgid delln cnmpagna; di fl lll·lt ~ui risullati delh~ resczioni ::wtico)ari: eli Kl<>l>~ e Amol(l sull'anatowia [latologica delle lesioni ecc. La gnerra franco -prussiann mi~e nncora in erid<'l1Z}'\J l'<'ffica<·in cl~lla vaccinazione autiv<tiolo~a: infatti f·rn l<> trnppP t rdesch<> :-;i ebbero 4833 casi con 278 morti, mcnt1·e tra i pl'igioni0ri frnu<'ef<i. <li cui solo una parte era stata YacdJJala, si ,-el'ificarono 14178 <'al'i con 1!-lG3 éleces:;;i _ ~:-

·::- -::-

Per qnanto riguarda. iJ ~<eJ•vizio sanit:u-io ne]l'c>seJ•cito francese dm·antc la ca-mpagna 1870-71. ~i <lovrlte>ro deplol·UJ·e ancora gli inconvenienti dovuti nJl'imprrparnzionr. <'h<• si <'rano verificati n.elle pr<'Cf>d<'nti gurnP di Crimea e òel 1F1;)!1 in Ttalin. Anzitutto la <'lrfi<'Ì<'nza del personalr ~anitario, in modo che, mentrf>' nel]'eser.c ito teclcR<'o si aveva un nflkinlf' mefhco <>gni 207 nomini, in C)urllo francc~e un medico n<' -doWYfl. nssist<'Te 742. Tnoltre la di P<'nélenza qna~i assoluta del Cor;po ~nnitm·io clallr inten<lenze con JWs~unn, competc>n7.a tecnica, la· mancanza. eli portafel'iti rcg-gimrntn.li, l'insnffi<'i<'ntr nnmero de~le sezioni di ~anitàr <' degli ospedali (lfl <'mnpo. <'hc dopo l'<>~<ito infnu~to <'li unn. hattaglin si ritira·mno lflsdando tntti i frriti in mano (](ll nrmico o <lei nwclici volontari <l<'lle società eli soccorso, fnrono alt·r<>thmt<' <'ansP di clisorganizzazione. Il f:r<'llois l'ifr1·is<'<' <'hr il maggi<>r nunwro {lei fc>riti nclln bntj·aglia di nravrlottc> ,._gom1wrati sn l\fetz non avc>vano ~tn<'ora ricevuto n kun socco·rso G giorni òopo il com ba ttimPnto: t• <'O Sì clf'i 10478 tra morti e feriti nelia battag~lia- eli VionYill<' <' dej 78G3 in cpwlla di A:=tint·PJ•ivat, la mnggior parte- fu •rac<'oltn <' medicatn dal personnle sanitario tedc>sco, clHto il gran<l<> clisorcline clri !'lerYizi eli ~gomhero nell'<'~Cl'cito francese. Si ebbero inoltre 12;).000 <'ih'>i {]i vninolo, ron 23.470 mol'ti. Chenu, come per le gncrre di Crimea e òel 18:)9 in ' Italia. ha. compilato anche per quc>lla franco -jprn~<siana 1mn, volum ino sa~ stn-

;


-

:iOG-

tistica di cir~a 2.000 !Pagine in 2 voihnni « .A[JOr~·tt historiqtw ,çta-

tisliqtte et clinique stw le service des ambttlances et des hoz)itaum de la sooieté do sccours awr òlessé'.<? des amtéCR dc terre et de mer 1)enilant la guerre de 1870-71 ». Ma, come pal'rebbe a prima viAta <lal titolo, non solo rac~oglie i <lati 1·elatiYi ai m:t1ati e feriti rnrati 1

dall'Associazione di soccorRo, ma bensì di. tutti q•telli ricowi·nti negli ospedali c nelle am bulanr.e del l 'csPreit.o, !ìkchè l'opera, , ·a:ppresenta realmente la statistira sanitaria della campagna, <'Cl è mollo ~mpOJ·t::llltc perchè i l'ilic>vi ufficiali ~ono <'orredati da nna storia mNlico-dlirnrgica dc•r-mntn dai laYori <lei dlirnrgbi militari <· civili che pnri<><·iparono a1la :rnena. l~ da ricordare che la chi rurg-ia conscn·atl'Ìcl' si afferma dunmte la campag"na, non solo pe1· le lesioni delll':n·to superiore <' clc:>lla gamba, ma nnche del gillo<' dlio c ùeJlln. coseia per OIPera di 8e<lillot e C tWgC'l'<'t. Gu(>ri n n~a la medicatul'a m·attata con ~nrcel'~o durant(~ l'as~edio di Pm·igi <' Rarazin (' C'llampenoic: introdnrono le tele metalliche come npJì<lrecchi immobili?.zanti il<'lle frnttnre. Reconclo il ·n<>lorme, la gu<>rra frnnco -prul'. iana la~ciò <]UC?1'ìti 11ue insegnamC'nO: l) I/m·g-ent<' llC<'<'S:I'ibì di la!'idm·e a'l Cor,p o Ra1lil ari o militm·c libNft. ed i n t <'l'a di~ponibi1it i\, elci propri m<'7.7.Ì d'azione. ~ia d<'l prrsonnl<> di<' <k1 materialP, <' l'utilità di all:wg-arl' in più va~tc proporzioni nn organico a~solntamente immffi drnte per ~oddi. fare al1e <>~i:renzc delle grandi :ruerre. 2) Viro pos~ibilità da parti' {Ielle as~o<"iar.ioni rli soccorRo di a~sicm·are i1 set·viiio di 1" linea e rli ~ostituil'si nl Co1·po sanitario militarP, al quale debbono <'~S<'I'C sohor(linntP. Dalla Rtntisticn del Cl1enn l'isnlta che le rpNclite òell'E~ercito francese ammontarono a 606.fiGJ, di cui 339.421 mnlnti e 131.000 fp riU, con un totale di 136.:>40 morti tra frriti e malati. Fra, le malattie preYalsero ]e affezioni inte~tinali <' reumatiche <'<1 il ...-aiuolo e nell e t•·nppe di <·olot·<' lP afi'e7.ioni <IPll'nppaJ'ato respiratorio.

Ricorderemo infine che il )Iiuistero della g'ucna italiano inviò - in Germania nel febbraio Jc71 il gene.rale ID('clico Francesco Cor tese per studiare gli. ordinamenti ~unitari IPre so le truppe ~ ­ mnti. Questi pt>-esentaYa nell'ngo!!ìto dello sh'SRo anno un'intercsl':mte relnzionc « Heminiscen.'-e di 11n viayyio in Germania», nella


- 507-

quale concludeva che i pl'odigiosi risultati ottenuti daJll'esercito tedesco nell'immane conflitto erano dovuti agli ammaestramenti .che il Governo aveva saputo trarre dalle guerre combattute dal 1855 in poi. Per tale espe>rienza si erano al{>portate radicali jnno· vazioni all'organizzazione dei servizi sanitari, coll'accrescere il materiale e suddividerlo in modo più adatto ai pronti soccorsi, col· ~l'aumentare gli ufficiali medici e loro aiuti, col concedere ai !Primi n grado effetth·o, affidando loro la dkèzione autonoma dei servizi. Dalla lettura di questa relazione possiamo ricavare alcuni da,ti jnteres:o:nnti. Il Cortese, dopo avere rievocato la immane gueN'a, <>he diede luogo a J G6 combattimenti, a 17 grandi e sanguinose hM taglie, al1 'occupazione di 26 piazze .forti e durante la quale furono fatti prigionieri 11.650 ufficiali e 360.000 uomini di tnlppa, parla del grandissimo mnner·o di oR,peclalli impiantati, rilevando i vantaggi degli ospedali ba·racchf' c degli ospwali a padiglione ed a cortidçio, sotto il punto di vista igienico. TJ•atta dell'istituzione d<>i consulenti eli gnena, scelti tra le ma.g giori iHustrazioni. Rcienti:fiche tedesche, flUali il Billroth, lo Strome;vcr, il Langenbech, il Yirchow, Kock, Beck, Volkma.nn, Tiersch, Ba·rdeleben, Nuss· baum ecc. Si diffonde J:ngamente sulla chirurgia di guerra, che dimostrò in qucRta ca-m1pagna trndenze più con~ervative per i successi am· mirevoli conseguiti, e mette in rilievo ]a. larga apjplica.zione degli appare<'...chi immobilizzanti, specialmente dei gessati, nonchlè la so~titnzione agli unguenti rcl ai .ca tapla smi nelle medicature dèlle soluzioni ài acido fenico, coi drenaggi e colle i-rrigazioni. Tratta 1tncora delle r esczioni, tanto diafi~a·rie che articolari, che fnrono E'Regni te in g·ran numero, ment r e limitate f urono le amputazioni; e conclude con un elogio alla Germania, che prepar~ un ottimo pert;onale sanitario, numerosi e comodi mezzi di trasporto, molti ricoveri E> co:n1!Pl ete dotazioni di materiali di meélieazione c di pronto soccorso. Come roY('l«'ÌO ·clelila meclaglin, il f"or te~'<e cita l 'esempio della Francia. Che non seppe profittare deillH esper·ienza {Iella guer1·a di f'rimea., fmwRtata dalJe fehhri tifoidi. dal (·oll era. disscntf'J'ia , Rcorhuto, nè di <JlWlla {ielhl <'ampagna dt>ll '59 in Italia. in cui per defidenza deJ servizio sanitario furono genpr·ali le lagnanr.c. come ,r j . -snlta dalle relazioni dd f'hen1r, (leil Gm·can. él cl Cotr-e e del Dnnant. 11i cu i r icoi·cli éli guenn <'Ontribniron o•notrvolmente al rironoRCi ·

/


-

•

'

:508 -

nwnto <lPI p1·itwipio clPll<l ll<'Htmlit.ì dei fc•l'iti, dw Phlx• poi In :-a nzio n<• ufli<.:inl<• nel 1<'():3 a <:inena. Xella <·ampagna clellf:70-71 l a l·'J';\11 <·i a ('blw nn'Ol'ga 11 i zza zione ~ani t aria di:.;onlina t a c<l insuffidt•n t t> . t ·o · m<• lo dimo"tl';wo i r·;lpporti d<>l LP Fm·t e deJ <h·ellOis. O~s<' lTa a IJ IH' · sto proposi t o il ('ort <'"<> dw la gnt>rra è un 'o<'<'a:-ion<> pro p i zia 1w t· nn popolo "fiJ.!J.!ÌO a <:Ol'l'(' g'J.!<'l'C i propri ordinam<>nti <'i\ili P m ilital'i. <'che il sol(lato. Nìs<' tHlo 1111 <·itta<lino obblig-ato per 1<'1!1!<' a p aJ.!:II'c' il ~no tributo di sangn<' alla Patria. met·ita come tnl<.' le ma~giol'Ì a:-:si:--tc nz<' <' pt'<'llllll'<'. non :--olo per tendel'lo idmwo alla s 11;1 nobili' mis:--ionP. 111<1 :llJ<·IH' JH""t' J·estitnil'lo al paest> snno <'<l in <·ontli;dotti dn J'Ì I] H'PJHl('l'<' il sno pof;fo n<>IJa Rodetà. J~n Oer11tania. <·OJI('lll<l<' il ('ol'it-se. <·hr nwglio di o~11i a lt t·o Sf:do HY<'Y:I <'OlliJll'Pso tali' Yrl'itù, ftTe\' ::1 pron'<'duto oppm·f 1111a · mPntr ftn da l trmpo di ij)H<'r , HOU ~olo pet· aY<'l 'C nnn milh;ia l'ori<' fli~<'iplinnfn <·fl iRtl'ltitn ])('l'h gn<.'lT!l., ma anche 'P<''l ' In. pi11 dlk<l('P :l):;~iHtenr.a sani!a•·in. Ecl il ~ol<lnto, dw sapt>nt di awrP 1111 Oowt· no qn·<•,ig-g<'Jl{(', nfl'rontù <·on animo più se·r eno i p e1·koli dPlla lot i:l. si<~ h è la N azion i', d t<' :Wt>Yil dato a l le pro p l'i e organizza zioui :-n · nitnrie tm'impol'tnn7.;1 maggio1·e {li quella riconosci nta dallt' alt1·•· Potenze. poti\ <·osì <·on:-;Pgnirt' più ag<'Yolnwnte la Yittorin .


C.\ Pl'J' OLO XI.

I

ERVIZI SANITARI MILITARI

ELLE GUERRE RUSSO-TURCA, SERBO-BULGARA, I PA O-AMERICANA, A 1 GLO-BOERA, RUS 0-GIAPPO 'ESE E BALCANICA (1912-13)


l. -

U UElUU RCSSO-'I'TJHC.\ (1877).

Nel1877 la R11skia, che, dopo Ja sc.on.fitta in Crimea, uon ::wenl IJ>el'duto la sp<'mnza di ragginugcre il Bosfo,r o con la, ~ua espansione, a.p;pt•o:fi tta del conflitto balcanico, scoppiaio fin da l 187() fra Serbia, MonteMgro e ~'urchia, e con nn esercito di 8 Col'fpi <l 'm·maia., di cni dn<' ·rumeni, al comnndo del granduca. Nico11a, Q>HR~-<tt l'ampio Danubio c muoYe verso la zona montuosa dei Bakuni. L ·esercito t m·<·o, al comando eli Osman-Pascià, si raccogli P a Plewlla. e qneRtn piazza fori<> con g-rande tenacin 1·e>dRte per molti mcl'li a ll'n t tacco dei Ru .. i. ta guerra, condotta. in pieno im·et·no a t tJ·a . Ye1·so i Balcani, si svolge fra di~agi e difficoltà d'ogni s.orta. Fina! mente nel gC'nnaio 1, 7, i RnsRi sono alle porte <li C()Rtnntinopoli. quando la pace è rapidamente conclusa..

* * * ~111 <n·ch(\ l'c e t·cito ru~l:'o nell877 aprì le ostilità conteo la Tllt'· chio., l'organiz1-azione dei senizi sanitari era ancora regolata in base alle norme em:wate fin dall'anno J869. • Il fum,ionament o dei S<'rvir.i. sanital'i in eam1pag11a Ri Rvolg<>nL a mcz11o dell<' Fi<'g-ncnti nnità: 1°) lazzm·etti nl()hili h1 Renizio presF;o i corpi <' r·ppn J't.i, deFltinati. a1l ricovero temporaneo dei. feriti intrnsporta.blli <>cl allo ,qgomb('>J'O dei. malati dura.nte le marde: dovevano inoltre rinfo1'7.UJ'e i poRti di medicazione dmante il comhntt bnento; 2°) l;uzal'ctt i divi. ionali. della capacità di 166 letti, che avevano funzioni annloghc alle nm;tre sezioni di sanità: 3°) Of::pe1lali tPmporanei, della raq)acit<ì. di 630 l<'tti. divisibili, in caso di necesf<it:\., in tre reparti c funr.ionanti da. os.pedali da campo e di riserva; 1°) dt>· poqiti ccn(L·ali di matcl'iale Ranitario.


-

:512 -

Anche in questa campagna il servizio sauita,rio nell'armata russa fu deficiente, tanto pel' la manca,nztL ù 'autonomhb delle autorità direttive, quanto per l'imprep3irar.ione del,pcl·sonale e per l'insufficienza dell e dota.zioui del materia.lc {li mobHitazion~ . specialmente dei me11?Ji di sgombero. Si agginnga a ciò il dannoso dualismo f·r a g1li orga.ni tecnici e gli org<wi amministrativi, che si era già. YC·l·ificato nelle p1·ececlenti guerre, la campagna, condotta in pieno inverno con rigore ecceziouale del clima.. il terreno dcll 'azione oltr<'ruodo a-cddentato c moutuoso, C·on pod1i~Flime strade di -comuni-cazione, e si comrprcndcrà facilmente come le -o1perazioni di prjmo soccor-so ·C {li tJ·a8;potto dei ma la ti (' fHit i riuscissero oltrenio<lo disordina h~ e difficili. :Nè a. porre ·r ipHro n qncsti iiwonw'uicuti gio-vò la uomina di ~-.~i commissioni fatta (lnrante la glù'·na p<'l' riorganizzare il I'N·villio ::;anitario : e fu una. Ycra ri~ors~~; il soccorso !Prestato dalla C'toce Rossa, l::v quale, coi suoi il·(~ni - ospeda1e, co111e flottigli e di barche ::;nl Dannbio e con le naYi o~peclale snl l\Iar Kero, rh1scì H fm· fl-onte alla critkn, s iimtzimw (•d <l fadlitui:e lo Rgomhero (1all e unità, sanitarie, oltr<'nw<lo affolilatr, della maggiol' P<Hte ·degli in · fermi. Nè mancò l'as;;;istenza. dellE> flame volontarie, che in ùuon numero accor·sero sul te::th'o de lJ a. gu c>l'ra. Qu ando si eonsicleri che ne1 s-ol-o Of;pednl<: (ti gnerra n. 4G impiantato a Frate.sti furono ricoYerati nella- prima qnindicina d'agosto -oltre ~5.000 fra m;tlnti e fN·it.i, si pnò facilmente immaginare {·ome i mezzi di primo sDe.corso e di trns;porto disponibili fossPro assoluimut>nte inadeguati al le n<><'<'Rsitù èlel momento.

Eù al)(:Le nelFesN('it·o tur<~o, della fo1·7.a -eli 3(;.000 uomiui, il fnnzi.onamento del servizi-o sanitario non fu JJwno rJ efici~ute. Gi à fin {]al J 838 il 1\'(oltke lamentava l 'as:-o lnta. m<uH·tt.nztt {li organizza zione sanita1·ia, tanto dlc 3000 soldati tur-chi c>J'<1 1lO stati mandat i in guentt. con nn .s olo barbiere iguor;mt·f', al qual(-' er-a. stato affidato tutto H sel'\'izio lMdico e <'hirtwgico; <~·osl un m·tigJiere prcRcntantc frattnra. comminuta. del femore pe-r schiacciamento sotto ,] a ruota di un c<wro era ancora dopo 1parecchi giorni !Privo di qualsiasi soccorso, c nemmeno si era fatta alcuna. diagnosi. La, T u·r chia, ligia alle ·s ue creÙ('nze fatalisti-che, l})rcferh·n di nhhandonare i malati


• 313<' ft•t·it i al propl'io dt>stino, pintto5;fO che ::li:fi<larli a 1l'nssist<~nza dei !IINlki, i <Jllnli erano consiflcl'ati con sospetto ed an;~,i con una <'t'l'l a ostilità. N è l'csp<>l'icn;~,a dell<> guerre com baH n le in IJH'<'<'edcn7.i:l fu di Hprone a migliOl'Ul'C l'organi7.7.azione dci servizi sauitari. X ella <·am,p agnu dE> l J , 77·78 J'esercito turco <>bbc> a F;ubirc nolP\ o! issime perdite. dovute in gran parte all'insnill<:it:>nte prepar·azioll<' snnital'ia. P<•r la mancanza di mezzi <li trnsporto, tntto il llla t <•t·ia le ~":anita rio doY<>tt<> ess<•t·c> caricato sn <·a n i di <·ampagna, t'('( fil isi l i fr<>ttolosanwnt<' e JH:'l' nulla adatti allo s<·opo <' si fu obhli~nti a ~gomherare- i malati <' fel'iti n mPzzo di bart"llc improYvh:af<'. P<'r completnrr inoltl'<' i quadl'i sanitad, si <lon-tte ricorJ'('J'<' nel afft·ettnti annolanH'nti <li giovani me<lid, J'H<'<'olti da ogni pn·l'te, JPrivi non so'lo d i q nn l ~ insi <'SpC'riem"a di seni7.io in guerra, 111n :nwh<> <lf'll<> più clclllf'l1b1l'i <·ogni7.ioni t('('nkh<': e~«' cfò non ba!'ltas!':<'. <lato il nnmcro (1<•1 tutto in~nffirientc. !<:i fu co~h·t:>Hi ad assegnnt·r n:n ~anitario pet· o~ni mill t:> combatt<>nti. hwPro in questa <·ampagna non si chh<> a ris<·ontrnrP alcun p<>r·f<'7.ionamento npll'or~ani;~,za?.ionC' <'!Pi sC'rYi?.i ~.;anital'i. Le cattiv<' <·on<'li7.ioni dell'e<Jltipa~giamPnto c del \'Pti<mt~liamf'nto, il dima, i disagi della gn<'l't'a ag~mvarono le con<li?.ioni .:-;anitarie d<•llt" tl·nppe. Ln malaria. la dissentt:>ria, il tifo <>sant<•mntico. lo ~wol'lmto fecero lwn ~)I'C'Hto <·omparsa nell'est:>t•eito ed nffollarono in m odo impt·t:>ssionante gli o~prdalli. pt"r eni l-'i <lovrtt<' pl'OYV('(l<>re <l'm·g-<'117.:1 all'allestimento <li :rltl'i Jnoghi eli ri<'oYcro Nl impiantar·e infet·m<•rie rcgg-iuwnt:di <' <li battaglione, <'11<', d'altra parte. IP<'I' la lll:lll<'anza di ogni t·('~Ohl igienica. diwnll('l'() rar,idamcnte :tltt•rttanti centri d'infr7.iotH'. ?\t· si pot ~ tentarp tmo sg-omb<>ro. andl<' limi tnt o. iiJer l'a~!-<Olnt a <lf'ficiem.a di me?.zi <li l ra c;porto, per lo slnto disastroso <li m:~nnten?.ione dt:>lle strtHl<' pt"r lo pitì accidcnlnle e per la g-rancle fli~tnn?.n dni r<>ntri oRpe<lali<'r·i. N o n è qnincli eh l'tnpir<' .!-;(' il !ilervizio sanit a l'io milit :we de1la 'J'ur·dlia nn<:h(• òuPantP quc~.:-;tn. gtl<'na, eomf' giiì nC'll:l cam,pngna fli ('1•imen clC'l 1~:>5, fu cal·attrl'Ì7.7.ato con l'<>spre~sionr poco lusinghi<'ra di « limhò della lH<'<licina >>. L fl gnc>rra rnsso-tm·<·a del 1P77-7~ fu oltN>mo<lo micidiale: nelln ~ola hatta!!lia <li Pl<'wna. durata ònl 20 al ~O luglio 1R77, ~.:i <>hbC'ro nen·~<>rdto rn..,so :!. !l~ morti e 7~~ f<>riti. La mortnlità cl<>i mNlid rnc:c:i <":Hluti f'nl <':tmpo fu più cl<'Ynla eli (fllella df'gli uffidali comhnttenti. An<"h<' l<' pC'rdite per m:rlatti<' <•pidemico-con-


-

3J4-

tagio~e fut·ono molto ~ra\"i. Xell'esercito del Danubio, d eila fot·za

ài 0fl:!.080 <·ombattenti, l'i ebbero 11.905 caùuti stù campo. t:t:J~l fel'iti, 4.fl0:) morti per ferite, H31.993 rico1erati in o~;JW<lah•. eli eni :H.:tw motti pel' malattie. Si manifestarono inoltre 13:>. 2~!1 <·;t-.i tli feblne tifoiden, <·on :!il. 7:)2 morti: 43.386 <·asi ùi diss<'ntel'i;l. c·o11 9.543 dN·essi. Xell'e:,('rdto del Caucaso. con nn effetth·o {li 21fi.-l:)t combattenti, Yi fmoJH, lll.2Gl feriti e l< 69 morti: i l'i<·on•t<lti 11<'· gli ospedali fmono l.lfiR023, eli (·ui ~,L~!l7 morti per malattia. ~n ().J.:!HG easi di fehhre Ufoidea. si •erifìcarono 20.2:~0 morti, c• s11 :?2.!1~4 <-asi <li di"spnt(';t-in, i d(';C<'Ssi furono !i.:li52. In qtw"ta cam1p<1g-lln comincia la prova •r aziona le <l<' l il•<tHalltt>llto antil'll?( li('o 1lelilr ffl'ite co11 le soluzioni feni<·Hte. p<'r opera ~opt·at tnUo eli B('l'g-mann.

li. -

ÙUBltRA SERBO·BULGARA

(Ui :)).

Xel ~wtterub1·c J&33 a Filipp0;poli scoppia un liiOto inl:lunc zionale per l'ann<'ssiom• alla Bulgaria della Homelia Ol'Ì<'nlale, la quale per il ti·attato di Berlino si t1·-oyaya sotto il protettorato ùella ~'urchia; ed il 1principe Alessandro di Bnlgal'ia a<l<'risce al moYimento, nono"tante le proteRte degli stati europc•i, rnobilil<tntlo l'esc.~t·cito i'll :! l lm l tn~lioni di fanteria. 2 teggimeuti di t·avall t•t·ia e :! <li al'lig-licl'ia. )la )filano, re di Serbin, che mil·ant all'espan · sionP del lPrritodo nazionale. coglie quest'occasione per dichinran• gue1-ra alln Hulgat·ia, e con 3 di•ic;ioni di prima linea, ('Olli}H)ste <:iascuna eli t t·<' r<'~g-imenti di fanteria, di <:a•alleria ed uno d ·ar tiglieria, passa jJ ]..j, HO\'€mbre la frontiera bulgara, !lllllf ando "ll ~ofia. · Il 1G "ucees"iYo i ~<'rbi hanno raggiunto le po. izioni <li ~Jiy tre gim·ni t' trl'Utilla c·on la vili ol'in <lei bulga•ri, Yalorosamentr con<lo1ti <lnl prindpe . \.Jef.is:HHlr·o: si Iwnno 2000 pe·r dite da rpm·te bulgnrn. (fi .:l% della fm·za rffrtt int) (' :1000 da parte serbn (7.r5%). Alt1·n. ~o;coufìtta. ] 'e~Prcilo sr1·ho snhiS<'C' n Pirot: ma l'interYrnto c1ell r pol <'nzr pmw fìnp alln hJ·c•Yc <·ampngna. Hit?.H O\' (' si <·onthn11<' nna fl<'<·anit-a batta~li<l <'11e dnra

Rapido ('('lllto f:U<'mo <lcl ~NThio sanitario dnrantP la gtwrrn serbo-hulg-m·a cl<'l I. • :>. il qnalE>. al solito. fu insuffkiPnt<• J>PI' I'im · prepara?.icmc <lPl JWt·sonale. impron·iRato alla riH•glio <·on mt>tli<'i borghcl<i. d1c. oltl·e a non awre la tpiù elcmcntarr conos<'t"liZa 1lPI


-015fnu:donamento dell<> unitù snnitaric, la~o;dava molto a <lPsiderarP dnl p u nto di •i~la dPlla coltnm profcs. ionale. n·altt·a •p:u·te. ::>('uza co11 la l'e la se;u·sa dotazionr d<•i materi<1li sanitm·i. si rh be a l;tnwll!a t·e ]a, ~h·ti<:iPuza di amh11lanze c di o:o;pedali da <'ampo n pi ::;rrvizi di traf';pol"to c el i ·t·k<W<'J'O, tpN' cui ~-<i vN•ificò g-r·aJHlP lentrr.zn c diJo:orclinf> nei i-><W<:or:;;i in pl'ima lin ea e nri movimruti di sgombet·o. H urante la battagiia di D mgoman. i medici militari, per man· ~.:anzn eli ogni <•olleganwnio P di jniziath·a propria, si tro•m·ono illl lllObilizznti ed inutili ?:?:af i a Slivnitza, h><·arlità. s itn:da ad oltt•r ~ K m. {la l luogo di com ba t t i mrnto, ed i porlaferiti, poco istruiti Nl in numero ~<·arso, vagarono l-lenza al<·nna direttiva }Wl' il cnmpo di hattaglia, t1·a!<;portando nn numero c~igno di cnclnti. Andu• a Slivnitza i f<'l· iti P lllalati t·ima~eto ::;enza aknn nh rto sul campo di hattnglia IWI' tutta ln notte. c fut'<mo i JCl' eli 1pir) torlllPntnti dagli strazi dclla fame c cl<>lla ~etc Nl rtlla mer·<·c'. <lC'llc orde eli IPr<'cloni. chr im]nmemeJH't<> li .;;ottoponc\"ano allP più innman<> seYizi<> e li d<'l'llhanmo (lcll<> armi e drg-li og-getti eli ''nlor<'. 1'<>1' buona. v<>nlnra intc•1·n•nne il !<;O<·<·orso intPtnnzionale <lPlle Ro<:idà della CJ·o<'c> Ros!'a yj<'nue~e. t111g'll('l'<'s<', rn~~n <' tcde~ca in aiuto dell·e~cl'(·ito ~erho in l'itirata. le cpwli riunirono i loro ~forzi per <o;ottrm·re al più presto po:-sibile dal HPIIIÌCO, clH' rapidanwnte aYanzaY:r. j n11nwrosi fet·iti, <'Oiteent ra n doli nella mas~><ima p:u·Lc a Belgrado cd in numero minore a Niio><·h e<l a P h·ot., utilizzando per lnle sgomhNo i treni-o~Jw<lale ed apposite ambulanze. Xell'e.<:ercito :o.Prbo Yi c1·n assoluta p<'nnria di mcclid e di dlil'Urghi i!<>truiti; vi eta jnolt r·r defi<•ien?.:t del lllatct·ia1r più indi ~pcmmhilc pel' la med!cazimw antisPt ti<·a, e m:tne:~;\·:mo armn · mental'i, <lPJPài"C<'dti. fet•ul<• <'C<:. NPlla ma~gior pnr·1<' dei casi l 'cH'ati a di B runi' o la jut;1 oppure le YN:<"Ili<' fil:wde c1·ano <lir<'t · tanwnte applieate sullE> fet·ile. senza cm·:n·si delht pulizia pi·t>pa · J·nlol'ia. Le fratture complknte per lo più el'ano <·onlenute in fp . r nl<• non adattr a ll o scopo, JWt'chè l'HJPIP<H'<'cchi o non oUrcp asRn.va ln ~><<'<l<> della f t·nttura. D'altt·a parte il <'annlP df'lln fprita wniva. fJ·<'qu<•ntf>ment<> tamponato <·on gn1·za cd oYattn. 1<' quali imp<'<li· Y:tBo lo scolo d<'i materiali <li sect·f'ziotH'. T'<>r d:ue 1m'idea <lell'insuffici<:'tlotr neganizzazion<' ~anitm·ia lml g-:H·a, ì_· 1l:t l"Ì<'~nnHU'<:' 11 11 :1 r·<'lnzionc d<>l cl ott. F •l'<H'llkcl, d<>l i'Ol'· <linr T eutoni<-o <li Yiennn. c he fu ndcll'tto a<l un ospedale di t·i· "<'t"Ya in BPl~t·;ulo. twlla quale•. <·on des('J·izione impl'C's-.ionante. ri ·


-

GlG-

corda J'agglomeramento, la ~.pot·cizia, la mescolanza c-onfusa d<•i feriti leggeri e ~ta\'Ì the egli tro,·ò al suo arriYo. Riconos<'into che la pl"irua medicazione <'ra in,;nfficieute ed inadeguata, egli cercò di atttutre un tl'atianwnto anti~ettico secondario delle ferite, nel· l'intento <li ti<:ondmrc in buone condizioni tutto quanto cm !-.tato compl'OlìH~~so dalla tr:l!:lcuratezza di un trattmncnto anti~ettico immediato. Hen<:ht\ lt> fel"itt- p<'t' la mag-gior parte fosspro in prrda a "np pm·azione, tuttavia le :;oo le"ioni dte <'gli ebbe in curn. non <liedero luog-o che a podtis~imi ca<::i di erE".sip<>la e di pioemia. :Xel tratta· mento egli ado! tò il 111rtoòo anti<::<'tti<·o <le l Rillroth coll'impieg-o simultaneo drl iodoformi·o e (l<>ll'ad{lo fenico e della garza al snblimalo, e si vet·ifkarono solta11to :; <'"iti letali. Ebbe inoltre a ctmne 114 (·asi di frattnrr da arma da fuoeo , dH:, quantunque trattat<' colla anti~E"'J)Si ~e<>ondaria, t·isolsC'l'O tutte in g-uarigione. ~enza don•r ricorr<>J·e ad atti operatori <lemolitid, ma lintitaHdo~i a r(•uèkre a~<>tti<-a la fPrita e le sue Yicinanze ed a <'it'con<larla.con un appar<><·cllio antis<'ttico e{l immobilizznnòo l'arto f1·atturato . .:\nclle lP frrite (]elle lll'tkolnzioni in via eli snp,pnrazione fnrono trattate colla <·nrn anti!'>dti<'a conser>ativn. ~i <'<'rcò infine <li rd1nn• il !Più polSsibilm<•ntr lr rrsE'zioni ti1piehr. sostitnendolE' <'<>n lt• t·e!'>rzioni parziali P cHcnndo di rimnovf're ~oltunto fJUelle pa·l'li non pitì \'itali, chP <:ostitui,·ano un impeflimento ad un ·!'lnili<'i<>nt<' drenagg-io. Il (lo1tor S<'himd, cbr fu <lir~ttorr <l<>ll'ospeùale di rì~erm di .\ng-usta, rif<>ris<·c :t sua vol]tUJ in nn altL'O non meno interessant e rapporto le <leplorevoli con<lizioni fl{'i feriti dell'eserdto serbo: lr lesioni erano 1·icopcrte di filnecir c perfino rli stracci. di cn·r tn, od :ulclh-ittum Nano laR<'iate senza akun mezzo IJ)rotettivo: nè IPOt<>vano rlL<::pOJ>r<' di apparecchi immobilizznnti per fratture: i f<'· riti ernno ipCl' di 1più nJl'nmati .ed intirizziti dal freddo. Dopo le prime clil'infrzioni e f(uakbr atto op~rativo praticato (l 'nrgen za, t n ttP lr lf', i on i rbhero un d<'<'Ol'RO asetti<'o. per <'n i lo ~chimd condnd~ <'he n.,lln g-urt·ra S(>t'bo-bnlg-nra. fu confermato n principio chr la cura nntisettkn: nndLP 1m·<'livn, può ·r ecarf' i suoi henefid frutti. <::nh-anelo non solo delle Yit<'. ma d::.pa-rmiando :~n· <'he opernr.ioni <lemolith'<' f' cons<>tTan<'lo la fnnzionalità òi nrti. <'he ~t:>ttza tale trattamento nvrehhero òoYnto e~~er<' irrrparnbil · mentr F;fl<'rifìca1i. Tn qur~tn gn<>na fnrono confpt•mnti i lmoni l'i· ~nltati della nw(licnzione antiR<>tticn.


-

517 -

Pe1·n.iltro il dott. };'illem ha nm, di1·ettore di un ospedale di riserva in Sofia, in un'altra relazione 1·iconla che 1la guena serbobulgara non fu certamente 1ma guerra antisettica. In moltissimi casi mtmcò assolutamente il primo soccorsq chirurgico, sia [ler inRnfficienza eli pe-rsonale, sia pe·r penuria ili mntel'iale antisettico, elle era limitato ana polve·r e di iocloformio cd. alla soluzione di !'lublimato corrosivo, che avevano sostituito l'acido ft>nico. Si aggiuuga a ciò il torasporto oltremodo difettoso. che aggr~nò non 1poco il decorso delle ferite, ben poche <lelle quali presentarono superfici granulanti o guarigioni sotto c1·osta, mentre l]a maggior parte era cacatterizzata da granulazioni fungose pallidf>, con cutf> arrossata e flogosi flemmonosa. III. -

GuERHA Isra~O-AMEHICAJ.'\A

(1895-18!)9).

Nel febbraio 18!)5 l 'isola di Cuba, desiderosa di l ibrrtiì. e di autonomia, insorse cont1·o il dominio spagnuolo organizzando bande di riYoltosi guidate da Gomez e da Maceo, e la S1pagna, non potendo più contare su l'antico motto : « siempre fiel isla de Cuba)), fu costretta a<l inviare in America uu esercito di 100.000 nomini. su 6 corpi d'ai·mUJta, al comando <lelmDresciaUo Campos, iniziando una lunga campagna di gueniglie cont•r o 27.000 insorti, che fu causa di 2.000 1p erdite Ua morti e feriti e eli 14.000 decessi. i.n soli tre meRi e mezz.o per febbre gialla , che funestava quclile regioni. In seguito, nel J8!l8, il conflitto <:ontro i ·ribelli si estese a·cl una guer·ra tra il vocchio c il IHlOYo continente, e l'America con le SU{' fo1·ze nnYali ·r ipartite .su t1·e squadre aprt le ostilità contl·o l'esercito spagnuolo mettendo il blocco a Cuba cd occupando d01po trnace lotta Santiago e le Antiill<~, in modo che la pace fu conclusa nell'anno suécessivo, con la. perdita (li queste isole òa parte della Spagna. -~

* *

Xella. gnerra ispano-amerkann gli eserdti òt>gli Rtnti Fniti entratono in campagna coll'anti<'o ordinamento sanital'io della guerra. eli f::ec.essione del J861-J86il; ma i prog·rrRsi reallr.7:ati in qnest o lungo jnff>l·vnlllo, tanto nel la tatti•a d i <>ombafl intento, qnanto nrlle a.J'mi cla fnoco. ·l'ichiesero fin dall'inizio tielle ostilit:ì


-;)l~-

11na. r:Hli<.:ale moùifkazione neU'ol'gauizzazion<' d<•i sen1z1 t<•tnH· L: ed infatti furono impartiti da l )J in istPJ'O della guena ordini e tlisposizioui p<'L' wigliotare il fuHziolHllllento di <lUPNti ~cni:d. che non poterono tJ><'rall L'O an.•re la loro eJlicatr att nazione se non vet·so 1!:1 fine d<'lla c:11npagna. Per buona sorte le pc1·dite f;ubite dagli lllliCI'icani in questa, gnel'l'a fumno insignifi<:anti , amn10ntanclo appena :t ~Ili morti <' a 138! feriti , per modo che la !lifettos<t ecl in-cc1' la IJH'epu•·azione <1<'1 srrYizio sanitario non cube modo di esJ".:cre riv<•lata in t ntte le ..,ne maucl•evolt•zze. And1e in qllesta (;èl tllpagua il RPlTizio sn11itario fu organizzato, come p<•r gli a H l'i es<>•·citi europei, sul sist<>ma d <'i L1·c tipici scaglio11i ùellu, prima linea, della zona delle lappe e eli quella terJ'itorialP, <' do,·ett<' esplicat·c la sua azione spednlmenre nella difeRa contro le malattie inf<'Hi'c e <:oprattntto contro Ja febbre gialla, che menò st·•·age fl'd le i1·nppr, l'(>ndendo ancora più a l'duo il compito cl<•llo s<·arso p ersona le mt>di<'o. Il nUlJIC'l"o <li l!l:! mrdici milit:wi. ~tahilito -tlai quadl'i organi<'i. gii\ I:'I'a. in<.<nflid<>nte fin <lnl tempo di pare; e di qu<>sti, $Oltauto 100 p0te1·ono (>sSPl'<' mobilitati alh1 fr-onte. ed assc'gnali in nnmero di :l Cl.Uali JJH'Ilki in <'HJPO clc' <·orpi d'tnma{:t, ~(j come lltcdid drll c brigatr di Yolontarì e :)!) em1w mNli<'i ed a"~il'<tenti ne' reggimrnti rcgolnl'i. Ma b<•n JH'rsto, per la g•·an L't'S~a di malnti rkoveJ•ati negli o~p<'dali t·<>ggimentali. <li,·isionali e :,!<'HI:'rnlL l'li r<>se lH'<'CS:-l<tl'io un notrvol<' aumento <li 1per~onalr sanitnrio. <' perciò il 1 ~ ma;.rgio l <!l8 fn ap]H'OYat::~ una lPgg<> dte <Hltorizztwn l ':H'l'llOianwnto di Gr>O mcdid <·h·i li. Oltrr n tal<' ~o;fL'aoNlinario t·r.elulam<•nto 1li nwdki. fu assegnato un aiutante> infermil:'l'C acl ogni bnttaglion<' di Yolontari e :) nel ogni hattngJione eH soldati r<>gola·t·i. ~<· <'glirndo qnesto p1•t·sonalc cl'as!'listrnzn fra ~tn<lrnti eli lllf'flkina e di fnrmac ia d1r si emno nnnolnti rome soldati Yolontari, e rieOJ'l'f'nclo andfe al p<>1·sonn le ('i\- il P cl<'gli ospe1lnli 11'.\ mc•rkn. aggiungen1lonr 1 O per ogni <'OI~po di nrmnta. così che alla fine . i potè flisport•e eli 6.000 di qn<'sti nintanti infel'miel'i. Oli :ll'J' uolamenti, ~llo ~<·onpio <lelln gllf'!T:1, fnrono limitati :H1 11 n 'ef~ì non inf<'l'ÌOJ'C' ai 20 n n n i. ma. in seguito. pC!' coprire 1'orp;a · nico, l 'l:'tà minima i ridn~I"P a J&. Questa <·iJ•costanz<1. e lit ne<'r-.Rit:\ di nn affrE>ttato arruolamento, furono. a parf'r<' d Pl g<>netnlr mrdko Rt(>inh<'t·g, <'fliPO rlelln Rnnit:ì militare~. nnn dPll<' font i


-519principali ùcl propagar i di molte mahtltie infettive alFinizio (]ella cHmpagna. A qtw~te <·am::e bi ~ognn aggiungere l'inc~p<'rienza degli ullkiali medid JWr quanto dg-natda, l'igiene degli accampa menti, ~'Oprat­ tutto neJl'clent<'uto re<.:lutato fra i ~anitari éi\'ili; la scelta deg-li acçampamcnti. non :-;('mpte in po:-:ir.ioni :-.alubl'i e pron-ii"ti eli ncqna pot abile e con latrilw in~uffki ent<• 1u ent<' wofonlle. fonti eli faeil<• inquinamento. <·ome a )Iiaui ed a )[enit; l'ap,g-lonwramento ùclle tl·uppe. <·ome a Campo A lp:<'l' cd ,, Chkka,m;tng-n, cott latl'iue e <·n· due impianta{(• a !IJO<·a distanza. dagli atleJHlam<>nti: incoun>nienti tnt ti. ai quali ~i J)QSP i n seguito 1·iparo, dopo un 'iStprzione ~n nital'ia, trasferen<lo gli accampam<•nti in zona più ~alubr<'. qnanclo p<'rò erano giù :-;coppiate epidemie di f<•hbri tifoiflN• c di..;scnteriche. Xei <'ampi dt>lla Flol'ida. cl ella Georg-ia c <l<• lla Yit·g-inia la ~a lnte delle truppe fu anche minaedata dall'infezione 111aluica. ma fn ~o­ prn tt utto la f(lbbrc l ifoidra qu<'lla c h P, ~'IP<'<·ialnwntc npJ giugno Jd)<. contl'ibu1 a determinare una più accentuata morh•>sità ncll'<·~Prcito operante, <·on ·kl:J~ casi e 4:-')-! de('<'!'.~i. J~ <la accennare ancora che nE>lla S<'<'oncla. ~ettimana di lugl io !':i manifPxtarono nnmero~i <·asi (Ji feb iH'e gialla nei reparti <·he oc<·upaYano le alture di Rihoney. c d'nllom in poi l'iufe?Jione andò ~emp1·e p i tì e~tendendo~i. fan t o d1e xi dm·ett<' ri<'orrcr<' ali 'impianto di un apposito Ol-\pNlale di isolamento: ma pllt' troppo mnucaYano l e tende, c ~oltanto dopo l 'imbarco <l ci numero~i fpriti ~i poterono utilb:zare quelle <leJl'.o!'lpedalc prin<·ipale. Dopo la <':l pitola zione (li San ti ago. le t·r uppe, ('l-\(en unte dn l la fatic·a f' dai dixagi <lelb gnerra. andarono ~oggett<> a f<'hbri remittenti c tifoi·dee. lj'ortunatauwnte ~i pot<\ cli~'IPOL're in que~to periodo di unn larga dotazione di tcn<le da rkoYero. di letti e èli matC'·l 'iale ~:tnitado a·ogni sol'(a, sh~n·cato a Ribone~· <'Oll nn col'po di medid e d'infermieri. coi qnali m<:>zzi si potè far fronte ad 1ma più e.ffi<'nce or·ganinazionc ~unitaria. Xel rimpatrio d<'i num<'rosi f'cl'iti <' mnlnti le nntorit:ì sanital'i<' ese1·ritarono la ma:;:.;;ima Yigihmza per non propagare nc>ll'interno dcll'Amerkn la f<'bbr<' gia1ln. e ron l'ig'Ol'OF;e mi~nre ig-if>nidH' e profilatti<·he si ri n~<'Ì aèl 'impNlir<> ogni diffn~ione dell'inff'zion<> nelln. popolazion<> riYilc, Il trnentp colonnello mNliro H;lYard. in un 'elabor·ata l'<'l azione !'iìlnitnrin ~nlln <'mnpngna di Rantingo. f(l('e i migliori ('logi cl<'l nnom fu<'ilE>. <'0'-l !letto umani-

'


-

;):!0-

tal'io. Da quest'atma si temera la st1·age di b1·igate iuti<'re C{i iu v~c essa non 1·e<·ò òanni !Più graYi del Cucile a nwdio c:dibro: an:.t.i l<' lesioni .p1·odotle pJ·psentarono minor g1·aYitù e si Pbhe una mot·talità meno elevata. «)!ai, os~erva il relat<H·P, ~i ebbNo taHt<• fPI'itt> guarite ,p er prima inleu:~.ione, mai si v.cdficm·ono così p<)(·ht• rr·at tm·<', mai le lesioni richieHero così rari interventi cbil·m·gid >>. Alla battaglia di San .Tuan cl<.>l Jo Jnglio, nella quale gli anwricani conq uishu·ono un;t posizione quusi iuel"'!pup;nabilc, Ru 7.000 soldati Ri E'hbcro 932 colpiti, cio(• l'lJ % eli fel'iti, Pd H 2 % eli morti. l n tutti i combaltimPnti di ~an Juan gli amcl'icani ebbero cir<·a 1/7 di mo1·ti tif-prfto ai f<•rHi; gli Rpagnoli clw (~omhatiPnmo al l'Ìparo ne ehbCl'O lllPllO di 1/ :i. Jl traspo•r t O dei ferii i fn diflkililo; l'imo, p erchè i card Pl'<lno rimasti bloc<·ati a Tampa. Bar<' furono le ampntazioni e Je dis:ai·tkola7.ionl, <>segultt> xolo in ca~ i di ~epsi ineYita hilt• nelle ~ondizi.oni di gnerl'a. .i\ ltra dr· <·ostaw·m, dlE' :o;orprese la mnggiot'anza dri chil·urghi, fu la frequ<'nza dei proiC'tt i li rhnasti ne Ile fcl'ite. Il mag-g-io1·e nwdko Vood. della J"· divi~ione clt•l ri" f'orpo <l'Armata, in S<'r,·izio all'ol':pedalr 11. l di Ranting:o. l'if<'riscC' dl<' 1wi giorni l, :2 c!\ eli l11glio i frril i atlluirono in g:ra11 nunwro a CJlH'xla unità ed il nwrsonalP mr<lko tHldetto N'n coRì immflìci<•nlr e CO'\i i ne ~pc1·to nPll'il<:CogliNe le notr <'linko-Ntatistkh<>. ehe <';!li RIL's"o. al· l'epoca in <'tÙ compilò la relazione fìnal<>. Ritrovò nrll'irnpo:'sihilità <li t·accogliet·e, se non in<·ompJrtnnwnte, le notizie<' lP g<'ll<'t·nlibì <l••i l'icOYPJ·ati. ~lotti frt·iti mo1·il·ono 1wlla noti(> ~rgnPllt(> al lot·o anin1, e uon 'N'n nnivati in tempo a PI'<>JHI<>r uota 11è del uouw n •-. dt•!la 11atmn. della lfsimw. Le tahellilw (liag:noHtidl<' fai1<' <lislrihniJ·p .la! gcnctal<> medico in cnpo non erano ~tate appliC'HtP ch r a por h i ca ()nti <' inoltr<' la piog:g:ia dir·otfa avevH <·an<·rllalo le indic·azioni f.;('g"l131 ('.

Yal<> lit pena per Ja ~loria cl<'lln cltirnrg:ia dl g-nel'l'a eli stral dare qnnl<"ll<' dato (]a qu(>sta •r<'lazione: Fmono ('seg-uitE' tr<? lapa·rotomic IH'L' ferite inl<>:4ina1i, tntte <' h-e ~<>guitc (la mor·tc. mentr<' molti <>olpiti all'a<1clom<> g-uati1·ono p1·ontam<>nfe F;f'nza intrt·vpnto d1kltl'gi<·o. r·iù chE' f<1 riil<'tiPt'<' al Yood se Rin Y<'rnnwni<' jl <'al'o di agg-iun~E'I'<' allo l':lHI<'k ili nnn fp t·ita int<'~linnle quello ('be in~vitnbilmPnl<' clen' ~<'g-uil·<> ad ogni l:!p;u·oton1ia. Con dò <'g-li non vnol<' !'WhiE'rarl'li f1·a quE'lli d1c a,·. \"<'l'Nano 1<' g:J'nnfli orpE'rnzi011L lll<l J'iliPlW C'l1P ll('gli ospNlali dn


-

G~J-

campo, nei quali i mer.zi di a~epsi ;.;ono Jirnitati. c limitai i i mezzi di cu1·c <·onsocutiYc, t><l i feriti Yi giungono dopo divcrl'(' ore di disastro~o trasporto, dopo <·he ~ott rimasti JH't' tena dli ~a <Juanto tempo, sia meglio u11idarsi alla ('hit·urgia (.;Olls<•t·,·ativa, la quale può daJ·e ugualmente buoni risultati. Rif<'risce an<"ora di un 'nmputazionC' di coscia al tcl'zo ~uperiore per grave pestarn<>nto, con ,.aRta JH'nlita de' tt>ssuti, dt<' risolse in esito infausto dopo poche ore. lJH'altra eseguita al tet·zo iuferiore per f1·attura con lesione arteriosa t> conse(.;llli\'a cancrena Phbe riSllltato favoreYolc, come pure un'amrputaziOB(' eli gamba al terzo f'uperiot·<• per fratuu·a comllliuutn della tibia. con eRtesa ]H.' nlita di tessuti molli. Si ehhe ancora a Y('t·ificare un caso di mor1 c dopo la lega tma.. dell'art<'ria lingua] e dcstm per l 'an<'mia acuta del ferito. Molt<e fratture composte del femore ftu·ono, in m:meanza di ferul<• e di aiPpat·e<:dti adatti. <·ontenute ntntaggiosanwnt<' con lP parti l<>~no:;:e di w<·<•hie fogli<> di pnlma. chC', t·ammolliì<• ll<'ll'aequa. potc"ano essere lwn modelJat<> "ng-li arU, <' 1·imane\·ano lH'ne ade•reuti (Jnnndo Ri a!'du~a.vano, R<'nza coJllpt·inH're la r<•g-ione e tli-· Rturhat·c in alenu modo i pazi('nti. Le les:ioni prollottf' da l fud l<• :Jianf.:et· fm·ono molto più li<>Yi di qu<'ll<' d1c la lettcl'atma medka <lescriw, e<l il dott. Yood non esita a <·hiamarc llllHlllitari i Jlloclerni fudli. Tnvero cg•li o~erva. che molt<' lesioni <1<'1 cranio <Cl'illiO I·ap,pr<>i-<<'lltate da SP!llpli<'i fol'i senza f<•_\;s;ure o frammenti. In un Rel'genlP la :palla e1·a p<'n<'trata dalla pnrte della f.:utura frontopm·if'talc clel'ltra ed u , <'ita dalla rE';:rionf' q1:nietale po:-<tel'iOI·e tJ·a,·er:::an<lo Ja Ro:::tanza <'<'l'<'hrale: il frrito l'ituaRe in<'~<'ientf' pC'I' i pl'imi due g-io r·11i. poi ·ricup<'l'<Ì i R<'nRi e lentnme11te cominciò a migilimm·c•: fu in Reg-nito t •·aRp01·tnto a Sihone,r, ed a fiHll'lC qualdtr I:H·nna del!(• fa<·oltù mentali. faceva pl'eRa~it·f' una g-nal'igionE' <·ompl<•la. rn f<•rito al collo <·on perforazimw <l<'lla fal'ing<• fn obbligato al letto w•· po<"hi gioJ'lli. e guarì Renza <'OillplicazioHi. )folte ll'i·doni cTel tol'a<'<' <' <lell l'acldolll<' l'i~olSE'l'O faYOl'.('Yolmcnte P<'l' 1j)l'ima intpnzione, molti p1·oiettili ~w•·fora1·ono le oRs:t s!'nza ft':mt mnarle. Re<·mHlo l'e. peri<'nza fatta n<>lln cura dei prigioni<•t·i f('riti. jl dott. Yootl t·iti Pn(' cllf' il fndle Krag- rorg-enRE'Il am<>ri<'ano Ria più tlannoso <1<>1 )fanf':er. 1\l('t·itn nn<"Ol'a <li eR~<'l'e l'Ì<'Ol'flnto 11n t·:tppodo <1<•1 <'npitnno nwdko 'Mnnso11. a<Metto nll'amhul:mzn di t·isPI'Y:1 <l<'l ;)" \'o~po (l'armata a Rnntiago. in <·ni l'if<-'l'i!:<'<' d1e la nan• 'llll<l f(l1<11<'


ct·a imbarcata l'unitc'L ~anital'ia fu h·att~nnta per ::; giorni con la squacll'a ùel blocco, e dlc le alt n• n a ,.i di lral-4porto non rko.mpm·Yel'o "t' non dopo ' gio1·ni: in <[HC·Hto frattewpo ;\\-\l'llne il fatto d 'al'me di GuaHiruaH. lla lgrado i l gran numero di !ance e ,·apol'ini nel porto, HO!o al tetzo :?;Ì01'110 dopo la IJattag-lia Hi potè dil-4pOl'l'e di 1.m'iml>a1Y:azionc che tl'HSJ)Ortas:-;e a tcna il mat<>riale da ospedale, cù i feriti furono {lopo akuni giorni •rkovemti a bordo •h'll"Olin·ttr>, c·he li tnu~ft>rl all'osp<'flak di ~ihoney. r:. \sso<'i aziouc

<klla Croci' HosHa del T<•xa~. cb<> don~Ya accompagnan• il gencrale Shafh'l' n~lla l'Ila spcdiziotw, non gilmse a Sihonc.r se non qmuhlo lu battag·lia ~?ra già alla fin<'. e l'o~pNlal c impiantato. Xon ~i pnò non l'ilC'Yarc il fntto dtc le t1·uppc ùi Rantiago fttrono "h;:n·(·ntP -.enza clH• fos~;;e pol'sibile pl'estar loto akuna assistPn7.a sanitaria. p<'r' ma1wan~Ml di mcclicinnli. stnurwnti chirm'gid. oggelti di mNiic:atm·a (•cl alll·o m~t<•l'iall' osprdaliNo. l (•omhnt t <' 11 ti <'J·ano fol'niti <li un [><Wch <'!t o d a nw<lica'l.ÌOJH' e ('O n q llf'l'ti il capit;lllO medko ~ewganlen , del :~o l'<'g-gilllento can•·llcl'ia, ·J·insd a pol'iar soccorso ai f<•riti di llllllH~ lol'i 1·eparti dw affiuintno al -.,no posto di sot('ol·so clnraute ht battaglia. <·arkando i 'Jlilì g-•·;n·i '-'U <.:arri e muli di •·itorno <lall'ifornimenfo <li T'et!O\·aglie e <li nwni'l.ioni. TI maggior<' nw<lko he~ l'ifeJ·il-(('e in ·a ll•·o J·wppo•·to <·he la fehhre gi;llla aYp\·a <'onn·•·tito l'a<·eawpatll<'nto di ('uha in nn g-rnndc ospedale. Qnest<' in lm'YC sono 1<:' 11oti%iP p i lÌ ÌllliJlOl't<l n ti sui s<>nizi sanitm·i cluran(e la gUCL'l'a jç;pallo-amerÌ<'fllla dlC si poss:ono <lP'-UllH'l'e dalle ntrit> relazio11L E <lal poco clw abbinmo 1':-posto, si pu<Ì l'it<>ncre pienam<>nt e g-inNtifirata l'appren~ione del comitnto d'ilwhiesta <' dello ~tC'-'SO :,ren<>ral<' medico Rternberg s:ulln imprepa1·azionr de' mezzi ~i soccorso <lell'Pl'Cl·<'ito americano in questa gu<'rra e ~nlln insnflìcienza <lei qwHlri (1('1 f'orpo !':fmit:nio milit:tJ'e, ('Ome s;ulla IDnneaur.a m<~oluta ò'nn C011po òi aintanti <li ~anità.<'cl infN·mieri. elementi .;;enr.a clubhio iMli!'\p<'nRahili 1per nna J'flzional<' orp:anizzazione di m• R<'I'Yizio eoR'ì imp01·tantt>. Tn u11<1 comunkazione fo\ttn. all '.A"so<'inzionc nwcli<'a n meJ•icaJ1<l. ·il. g-en<••·al<' mr(lico Rtct·n h<'rg d imo~trò a grandi t1·atti la ~ihwzionp Ranitm·in nf'l corso dPlle OlWl'azioni rl1c ~i HIICc<>òett<'l'O dal11wimo mag-gio lRfl, fino al ~O apl'ile 1, flfl, clalla qnale riRu1tn <'h<' il totale òei clecP~s:i ~i elrvò dal o.:w p. 100 al ().406. di cui :1A3c p. 100 pe•· can~a di mnlntli<' e O.fl(i in !-\Pgnito n f<'J·ite


-

3::?3-

riportate. F1·a, Je al1'ezioni d1e dt>Lenninarouo una così alta <:ifnL di mortalitù, tiPne il pt·imo JìOsto la febb1·e tifoi<lea, la quale rag·ginn~e il sno nws!:<into di illh•nsitt\ <lopo la <'Oll<'PlltrazioJW di'Il<• t r uppe. citHJlH' mesi circa 1lall'inizio dPliP ostilità. deteJ·minando una ruOJ·talit;\ di ~.07 p. 100, os).in più eh<' la nwt:\ di tutti i <lPcP..,~i. 11 g'Plle t·n l<• con~hHl<' elre t•on un mtmPro <li 11Jliciali mP<lki. np penn SltflideJd<• in tempo <li pace, non rra poi\sibile far fL-ontl' ai bisogni dell a ~u<>rra. I m<'did ddli, qu;tlnucpre fossero le loro qua· litù ptofe>osionali <' la loro posiziont> ~den1 ifka, non erano pn·•pa m ti al lo:t>nizio h><.·ni<:o-p roti l n t tic o <>d aill111inist rath·o, C'h<' si l'i dli<'<le pet· un mcdko m ili t m·p. llon<le ln nN·<"ssitiì di aJla l'~ill'<' i qnadri <lP l ('OI'po sanitario n l di lù <lPl hi~og-no in tempo (li p:wr <' 1li ~Yil upp a r·p l'insPgnanwnto <kll'ig-irJw tui li iru·r. più eli qn<'Ho 1·hc non xi (oi\se fatto fino allont .

IY. -

n L' F.r:u \ \'\m,o -BOER.\ (1!\00 ).

Fin <la lln nwtà <l E"l ·:-;eirrnto, 1n compag-nin olandeR<' dell'l!Hlia. aYcla pte).o possp)o;so del Cnpo <li Bnonn ~1H't'nnza, fondnnlloYi l'important<> dttà del f'apo: in hl'<'Ye tempo l'i oq.rnnizu) attoJ·uo una numr-r o.;:a <·olonia. <·be g-r·:ulatamcntr <·tm g-li anni fece oprra di penetr>ar.iont> pad:fica nrll'int<'rno. occltpmHlo il ferfilis. imo tN·l'itol'io. )Ja. <lopo le g'UCI'l'<' wtpoleonichr, qn<'slo fiorPntl' possNiimento wnne. JWr il pa.tto di YiPnnn., a.ssrgnafo a ll' l nghiltC'na. T Tioel'Ì . i} Wl' ('\'it:trP COntinue \'('SS:I zioni, l'i l'il i t•;tt'OllO nelJn l'C'g'ÌOlle -.rttentrionale, <·Mtiturndo ln l'<'pnhhlica (]<'ll'Orange e I'U<'CPs<.;iYamente qne1la <l<'l Tran!':waa l, dlC furono riconosriute anche <l alla stessa Tng-lr iltcrra. La . <'OJH'l'la òi import:tnti~!':ime minier·e òi diamante nel tN' I'itori o fn <'n uNa ben pr<'~to •l i 11 nn tPn!;ion<' <li t' ::tipporti anglo horri. r già nel18Rl 1'\C'o:p:piò un a .·p1·o (li~f>i<'lio. <'h<> s i r·i ~ol~r in unit g nrna , in ~egnito alla qnnl<' gl'ing-l<>~ i <'OlHJttiF<tarono Pr·C'toria. capilè1l<' del Tra nswaal. DiC'iOtto anni dopo insorse nn'alt r·a non meno Yiolpnfa <·onte<:a p<'r la JH·etrsa cla pal'lr clpll'Tnghilt<"nn 11i imporre Ja pr·opl'ia so1ranitù . nlla reipnbhli<•a. m~>ntl·e i hoer-i YOIC'\':lHO <:'OnC'edrrr agli rmigrati inglP~i ~oltantD la .natma]i7.7,a:donr. f'iò l'hmte, il pre!o:illen t<' Krii:rr t• fn C·O!':b'etto n<l intimare ln :rurrra all'I ng-hilt('na. <' nrl nowmhl'<' L nn nn <·m·po <l i :-pNlizion<' ing-lrse. h rn nrmnto e èl


-

:):!J-

eq nipaggiato, formato su uue di \'i:-;ioni di fanteria ed una òi <·a nll · l rria, a l com ando di Sir· Bnl l<'l', sbarca a P ort Natal ecl H\'an:r.a subito nell'in terno del territorio, ma si t t'OYa impegna t o con un esercito costituito da ubilis:-'lirni tiraiol'i P da t>!'\pel'ti caqtlieri, ~wo fondi cono8<:itol'i dei luoghi e c·om1pldanwnl<> allenati alle fatiche ed a i disagi di una lnng-;1 <'allllpag-na, ipE>r <:ui l'i1porta nna 8el'i!' di immcce. si. Nel 1900 l'I ngl1ilt<'L-ra, per l'nl"nne la sitnazionp <·ompronu•R-.;a , è costr<'fta ~Hl hwhtre nn HP<'onclo cor·po <li spc•cli:r.ionc al cmnanclo del g-enNale R olH:'r-ts, il quale. ('Oli la sna f<•t·nw:r.za <' c·oll'opportuna intJ·odu:r.ionr del <'orso clelle ope r·n:r.ioni della fot·tifknzionP cama)ale, combinata all'azione cl<•lla <·:rvaJlpt·ia. t·ie~·<' rapirlanwnte a rend er si pach-onc della situazione, r coli i ne n hr.an tr pl'cssion c e com ha t t i m<>nti YittOJ·iosi <·o~tl'ing-<' i hoPl'i acl abhan<lonar<' Pr<>toria <'d a riti r·a1·Hi \Pl'~-'O i1 nord. p onC'lHlo <'o~ì finr ~l l a ('i1mpagnn.

.

* * * Della guerra anglo·ÒOOJ'il, d linr i t<>rcmo a l'iéonlarc 1'o1·ganiz · ztu::iOJw sanitada 1presso l'esercito iHglcse. P Pr qna11to rigum·ù~L il ser\'izio presso i cot1pi, ogni baitaglione, 1·eggimento di (.:antll(•ria. e dirisionc di al'tigJic r·ia di!O.poncnt di un u.lfidale medico, (li 1111 soldato infcl'lnierc, e ('Ome dota:.r.ionc di m<'zzi •li tra.·porto a r<·,·a S ba r·elle. Ogni soll dnto <•J·a fOJ·uito di un pa(~Ch<'tto da mc>dicazionc> Alle gt·audi nnlt;\ era inoltt·c a .... ~'cgnato un ct•rto .unm<>ro di G)Ortn fel'iti (NlrctC'hm· /)(! OI'CI'f'). wuniti di un bracciale bianco. contr·a!'is<' gnato <·on le lettrt·e ~. B . c di una ropph1 di <>ef..tP da campo dn m<>clicazionc (fiel!f.mediral])(lnniers'J. D n1·nntc l 'a:.r.ionP, l'nffida)p mcdi<-o impiaut::rva in lnog-o cor1 YPnientP il posto di lllNiic:r zion<'. c Rotto l n sua dirPzioiH' i porta fet·iti dE'l rcpnrto ra<·<·og-lie,·ano Httl <"ampo i <"adnti, f;r<·rndo sel' vi:r.io inintenotto ft·a In linea ckl fnoco ~· H primo ~aglion<> •1<>lln compagnia portaf<•J·Hi. (·he (·ostilniY:t il <·<•ntro eli ra('coltn . Quando il <·omhitttimrnto terrninava eon t'sito fa\'(n·cvole. il fcl'ito \(•ni' a m<>clicnto ~nl ,posto c tt·asiJHH·tato al lnop;o di r·accolta (eollertillff sta l io n). X cll(• azioni "fa1·ot·rvo1i inw<·c fn impossibile l'i muoYc•re i caclnti dal] campo lfll'ÌJnn (1<>1 (·a]:w <lc•lla nott<> <' 1prrsta.t' l01·o le 11<' cessn1·ip <'111'(': qnnlchr Y01ti1 riu-:d agli uffieiali m<'flid eli <>S<'!,!llirt' il p1·onto so<·<'otso sul rnmpo eli hatt;~g-lia . ma non fn possibile ef


\ -

:J~3-

feitu:ll'e lo Rgomllct·o dE'i <·atlnti, perchè i pol·ta.fcriti non ~i po-' teYano spingere ~mila, pl'ima linea senza esporsi al tiro ncmko: c se si tcntaYa lo !-.gomhero in tali condizioni, si corr<;va pericolo ('he i f<'rili veni~sero nuo' a mente colpiti durante il traspOl"to. _\Jl ogni hl'igata di fanteria P <li <·•wallcl'ia fu as1'iegnata una compagnia di portafcriti (ùrru·cr company), composta da ttn maggiOJ·c m<•<lko. da ~111<' snbalt<>rni medici. da un ullkiale d<•l (l'C'no, l :l sott trfii<·iali <' ~8 nomini di lru:ppa. La compag-nia an•va in clotazion<' l O (':t ni !)<'l' lta!iiporto fE'rit i. 2 carri di reqnh<izi01w, :! !)l'O · lunghe ed llll carro pet· acqnn. Dci carri per feriti Ri awvuno 2 tipi, a 4 e<l a 2 ruote, c Yi si potevano caricare 2 i11frt·mi sn ha,t ·elle oppul'e 4 seduti; p<'r il trn~po1·to su muli si avevano nppositi cacolcls.

Sul <'fllllJlO di hattaglin. detta compag-nin attrntlev::t :ti ~rt·vizi di sgomhcro r di pl'ima m<'<licazionc Nl era suddivisa in () t·<'.pal'ti : 2 S<'zioni ,portaf<'t•iti, [)rovvistf' ciascuna, di 4 burell<': 2 ~rr,ioni di nmhulanzn; l posto <li raccolta òei feriti c l 1p oflto di meclicnzione (drN;siny .qfaliol!). L<' dnc prime Rezioni. sotto ln sorv<'glinnzn <li un sn ha H l'l'no m('(lko, facc,ano continua t o ~etTi zio eli t l'n porto fra la lin<'ll dl'l fuoco Nl i centri di raccoltn indipendent<>ment<' dai p m· l a f<'l'Ì ti cl<>i <·or p i, p N' cui Ri awYano d ne correnti di s~om hero inclip<>JHl<>nf i l 'nna dall'altra e RonappoRte : quella dei pol'ta-f<'t'iti llE>i <'OJ·pi (• quella cl<'i portafc•riti <lc;-Ua compagnia. D<'ll<' cln<' 1wzioni cl'amhnlanza. l'una era in<'aricata d<'llo !'lgombf'ro frn i rposti di m<'<lkazion<' <' il <'<'ntro <li rnccolta: l 'n ltra ft•a qnesto <' l'ospeclale òa <·amiPO vi<'iniore. In ogni lno~o <li 1·innione cl<'i f<>J·iti N'ano <·omandnti dE'i Rottuffieiali, i (Jnali f:Orw~liaYano il <'nrkam<'nfo (l<'~li inf<'rmi snll<' ambnlnnze {klln rprimn Rezione, diri~rnclole al rispettivo posto eli merlicuzion<' e riforni>ano i pol'tafrriti clc~li oggetti fli merli<'nzione. I posti di pt•imo R()('<'orso ~'im ­ pinntnvano possihihnente nl <'Operto òel til·o nemko, prc.<~so le stra•k eli gt·nnclc comtmicar.ionc eò in località. dotate di a<'<'Jna, potabile: <'vi erano fll':flegnati 2 m<>clici d<'lla compagnia portafC'riti Nl R solclnli eli snnihì. A (Jnero:;ti rposti di m<"clicazione si rinnivnno inoltre, col n<'<'eRsnt•io NJuipuggiamcnto, nncbe l<' ambnlnm;<' dC'lln 2• sezion<', drstinnt<' nllo .Rg-omlwro dE'i f<'riti !'Ug'li o~peclnli òn <'ampo rei l'ORtnnti. (l<'lln. l'n i òimonihiJitil in poF:ti-letto il <'omnndn n te (lelln F:<'zionr !':i as:.~i<·m·:wa, eli Yolta in Yoltn. fl t:'l' mer.zo eli t<'l<'· grammi.


-

326---:- .

)[a il tl·asporto ('011 queste ambulanze non fu sempre pos . . iiJilt> pel' la JUUJH:anza d i stt·a<lc e per le f01'ti tL<:cideutalità d<>l t l't'l'l'Ilo, che per le continue ,\;<:Osse poteYano facilmente aggm,·are il decorso d elle le~ioni <•d i n molti casi mettere in pericolo la <·ousernt· zione degli arti l<>si. P<•J·dù fu ne<:es~ rio ri<:oner-e spesso a l l t· a sporto a l>nt('da sn hm·rlle l'<'p:olamcntal'i pP.r lo sfollanwnto dei fel'iti ùa1 campo di battaglia al posto di medicazione eù all'o"JH'clal(• da campo; ed and~e in questo caso lo sgombero fu fatto rapida meute e senz<l in<:om·eni<•nti, Pd i feriti poterono <.:osì raggi tmgPt'<' gli os1pcdali H(>nzn d1e foss:(' ne<·es:satio di rinnorare la rprima llll'di catura UfPpli<-nta snl <·nmpo <li hattap:lia. A Co]Pnso, p e1· esPmpio. su 600 fel'iti, ~o11tan t o :! fm·ono tl'a~portati senza poter <>s~"<'l'<' lll<'· dic~tti; c ciò 1'\i (]('r<• a Il 'rt·oico contegno dep:li ufficiali m<·clid <"IH• avevano lmpuvidi nppl'Pklato le p1·inw cul'e mwhc kOito il fnoco nemko. LP <'OlllifJ1lg"nif' ~)m·tnf01·Hi non pote1·ono inn•<'P "<'g'11Ìrc l<' t rnmw a <·antllo. P pct•dò que~ti rf'!pm·ti doiPO un combattimento I·ima~Pr·o pm·P<:d1io iPmpo in n t l<'sn <li soc-(·Or!-;o: il solo r(>p:gimrnto <·olonialP <li C<l\'àll<'l'ia South -afrirrtll ligld H o-r8r di!":poneYa di 4 cani JWL' tra~podo fcrit i JWI' ogni ~qnadrone. Data Jn n<•<·P~sil:ì drl tra-::porto a brncda. YPnnp org-anizzato uno !-p<'dnJe <·m·po di portafPI'iti. drnominato Corpo dri roloutori di am1)1(/ao-:o drt Yota1, dH' rPse ~egnalati !"erYi:r.i. Nl il <'ni or~n ­ ni<'o fn portato sino n :!000 uomini. C'o:;:ì. clopD la h;t t taglia di C'olenRo, i fcriti p:rad fm·ono tl·n!'<portati a hrac<:itt sn barPllP dal l'ospe<lalc eli Xatnl Hill all'ospNlale di tappa n. 4, pet·<·ot·r<>JHlo una dista ma di <·i t·<·a ~.=v.t d i mip:Jia ingle!":i. Il cl o l tor TTE:'t·:r., c-h<> fu al ~E:'p:nito del corpo di ~p('di:r.ionp iltgJr~.;<', rifei·i!'ìcc dtr fin <lnl 2:> gC'nnaio HlOO Ri ebbe a Ycrifi<·m·c una granclC' aftlnrnza (]i ff'l'iti. n n f<'hlwaio \"('1111(' ordinnta. la ritirntn, (' non esl'<enclod <'ani cli~ponihili, !'ii fn (·~trctti a trasportar<> Ru b:well<' pe1· mC'zzo del <'Ol'po volonhwio fl'nmlmlanza oltre 1!)0 f<'l'iti p;nwi fino n lì'l'f"l'(', lo<'alit:ì <li~tnnt<> 2:> mip:1in inglC'I'i (km. 40.22ri). P<'t' queRio ~golllh<'ro ~i impi('p;:u·ono lROO uomini: op:ni fe1·ito in ha rrlln rrn. hrn l'Ìpfll"<l to nlla tel'<tn cl a nn te lo per difesn <lni 1·agp:i Rolra·i e<l <'l'a fm·nito eli Rnffic·iPnti Yiwri ili c-onforto: un uffidalr me<1i<"o a <'1\Yall lo s<·orta1"a il lnnp:o <'On1"oglio. 01·henr tutti i f<'ril i. tranne> uno ('}1<' TllOl'Ì nppenn arrh-ato. rngp:innRNO il h10p:o rli cl<' stina:r.ionE' in humtr <·onrlizioni. mrntrE'. !'ìe fosRf'ro '-lnti tm<;;portnti


-

:)~7-

su carri, senza contat·(• le indidbUi :sofferenze, molti uc l'arebbero JUOL'ti c pat·ccchi aU.J·i, ilJl'C::;cutanti graYis~ime h•sioni d<'gli arti, i'al'Pbbeto stati certamente :sot-to~)osti ad intetventi dPmolitivi. Fra i tra~-'[>Ol'tati in qupsla mrtnie,r a. mel'ita di es~ct·c riconlato un fel'ito, col[)ito da proiPttilc alla, sp;ùla, de.stl·a, al quale era stato ;n-<portata pochi gio1·ni pl'ima la testa <lell 'ouH'l'O e p<n'te della scapola c della. dnvicola cd un aJtro laparotomizzalo 48 ore prima, i quali raggiunsero l 'Qspetlale in condizioni ~oddisfacenti. Per quanto riguarda il ticon•1·o dei malati c ft'riti, ad ogni corpo d'armata erano stali ass<>gnati 12 Of';pedali da campo da 100 l<'tti, diYisibili in duP. d<•i rruali l pPr ogni b1·ig:ata o colouna autonoma <' gli altri alln <1i•·cttn dipendenza drl <·ommHlo del cor1p0 d 'm·1nata c della 1·ispPt t h•a, <li ,-isione. Qm•sti osiJ.W<l:di ~eguiYano nelle colonne in m aH· ia i mmedintamentc le tl'np]W, C'd C'rano destinati a l'icowrm·(> i ft•riti solalllente II_JCl' uno o dtw g-iol'ni. in ruoclo <la metterli in condizioni <li <'l':O:ere sgombct·ati sulle retrode o di J·imanclnrli guariti ai propri rPparti: quindi. più che ospedali Yet·i e pl'opri. rappresent;n ano le ambulanze d egli a ltl'i <'S<'l'Citi. Ognnna di qnesh' nnitù Ranitarie era ('Ostit uita da 4 nffkiali nH.' <lki. l crammini:-;lrnzione. 12 l'Oti ufficiali. :!:~ :.oldati t'li i'anità e 1 f) uomini di truppa. <'<l a veya a dispof';izimw G <·n t· l'i <li requisizione , ~ per l) e Pl'OYvigioni, 2 I]Wl' l'acqua e 3!) ten<lP. roteYa l'ÌCOYel'Hl'(' ~ino n, 100 indiritlni e1l era (!ivi!':ihile in 4. n•pndi. )'fa non sem,pr<' fu rpossibile !J·nUetH'I'<' in qne~ti lnog-hi cli cma i malati c fet·iti ~oltanto per :.! o :~ giot·ni. ed in molti en~i furono necessari P<ll'P<·chi giorni di pl't·mnn enza p1·ima rli pot<>t·li <limett<>re. Xella se<:onda linf'a ful'ono allf'~ titi g li oc:;pNlali di tappa (,(;f.fatiouary Hospital). <lPlla <·npadti'i eli 100 letti. con ]Wl'smullf' idl'ntico a (]nello cleg-li osp<><lali <la c·ampo: fnrono impinntati in fabbrka ti :ulatti e-d, in mmu·mtzn <li qtwsli. an<'hf' in hm·nc·<'h<' o sotto tende. Dagli ospedali cla f'amp0 i fpriti più graYi Ycnivnno tras,porta.ti e tralt(>nnti ,p resso qne~ti h roghi el i cura . mf'Hlrl' g-li altri (>rano l'p:omhrrnti IllNlinn((> tJ'<'llÌ ·MiP Nlnli e colonne <'lli'I'<'A'P:iO ~ngli o~pNlali g<>nNali. DHt<> lr (1iffi<·olt:ì (li l':,tomhet•o. molti o!'peclnli da campo lli\' PlllWI·o lwn pte~to stahili <' fnrono immobilizzati. Oli ol'peclali p:Pnerali aYI'nmo la c:~p:t<'iliì eli :;~o l<>tti <' più . e rlurnn((> la guerra fnro-yo ampliati fino a 1:?00 <' n l:iOO po. ti-letto. Bt·ano impiantati nf>ll<' C'i t t:ì più importanti. Nl il p<'rl'onale ~anita­ l'io fn anmentato ~('{·OtHlo le n<'<'(>SRità ,ricorr<>nd o all '<>lcmento cinlf'.


Jn tutto il ~nel .\l't·i<·a fmouo allE>:-:titi 14 (.]i tali ~tahilinwnti. J>pr i trasporti a grande di:-:tanza ~i ricorse ai treni attrezzati, p oco adatli allo s~ombC't·o: in S('guito fmono utilizzati JO treni-ospedale. capaci ognuno di !lO inf<'t'mi. Si ebbe a lamentare che le fe<:i d (•i malati Yeninmo {li!-ìsPminate HPi \iaggi lungo la linea ferroYia ria <' nE>llf' stazioni dut·nnte le fermate, senza che fossero statr p rima disinfettai<>, pJ·m·<x.:ando In <liffu!'ione di febbri tifoidee <' di a lf<· · zioni disseut Prkhe. P<•r la JH'ima volta in qtw~ta calllJPagna la radiogmfia fl><'<' la Rna <·omlpm·sa in ·t11tti g'li o~·l])('dflli t<'l'l'itoriaU e !'mlle tJaYi-osppdn l<• con mate1'ialc c J><•r·sonal<> adatto IPN' 1la l'iccrc:t dei corpi ('s(r·n nri nplJc f(•titt•, P fn a!'\;;kur·ata anche l'as:sistcn7,u oclontoiatrka. Infinr ilagli osp('<lali go0twr·nli i malati t> frt·iti Yenivano trasfpriti nri M poRiti di ('Oil\'a lrs<·<•nza. od inYin1i dir0ttnnwnte in l ng-hi1iC>r·t•a a nJt-zz.o di dtw 11:1vi ospe<lHl<'. Appena dichiarata In guena, alcnni dei 1)ÌÙ <'utill<'llti dtit•ut·g!Ji inglesi, quali Ma~ f'ot•mac , 'l'r<'YP!o;, l\lakius. ( 'hi<•nr. f'nr·ono annoia ti {'Olli<' ('011!';n]Pn ti. <·on lo sti1p CIHlio di llirp l'<tNlin<• annue, olt1·e l'indennità di e(Juipag-g-ianH'nto <' di tra..,pm·to.

:moo

Il <lott. TI<'t·z oss:ena c he, mentre nella guerra frnn<'O·iPl'U'-1 sia n a Ja morta litù pN· frrit i Il<'l 1 ~o Corpo d 'armata te<lN-<·o fn d<'l J:> %. <lnmnte la (·nmpagna ang-lo-boel'a nei feriti J•ico,·rrati nrg-li OSJW<lali in~l<'~i <liS<'<'"(' n l :-i 0 '> · Qn<''-ti ottimi ri<:nltati, oltre dt <' a lla sollrdta m<'<licntm·a applkata sul <'ampo stesso di hattag-lia. si <leYono ns<"rh·e1·e audw nllo l-<g'Ombet·o ben 01·ganizzato <'d efl'('ttuato a hr<'w <listanza, rss<'JHlo g-li osprdali da eampo gen<'ralnwni r stati impiantati snl lll<'(lPI'imo lnogo dell'azione o :po<'o lontano. PC'r <]nanto l'ig-nnrcll'! la morbo~itò <lelle t r uppt> nc11'csr rdto ingle~<'. ~\ <ln •ril<'Ylll'C' ln prt>Yhlenza <Ielle mnJattie epiò<'rni<'lH• (fC'h bJ•i <'ontinur r <lisf>C'ntrtin). <'hc ri"lgginnsero il 30% de'gli C'ntra ti all'ospcdnl(', il 4:1% <lri rnol'ti per qnal~ii1Ri <'ausa., (<·ompt'<'R<' l<' ferite) <' 1'~6 % d<'i mori i JH'l' mnlnttia. I n 1pporto a. qncstr <l ne inf('zioni, si pos~ono stal1ilil·<' <lm' fa~i. nna d'invasionr, s\'ÌhlijliPO <' rliss('minnzion<', rd nnn ~r-concla, in ~ui le òur malattie (m'on o più o mC'no lliffns(' !>:<'C'On<lo 1 r ~tagioni <' le <·omlizioni ](){'ali. L<' frbbl'i tifoi<li assnni'<<'J'O un tipo relatinunente benig-no. awn<lo dato nn a mm·taliti\ <le l 1 !l.~0 °{, . f'il·c a lr p<'l'llitr totali. in tntto il p<'rioclo (l('lln g-nrrl'n , i11 rappm·to alla forr.n <'ombattPnte, si lw unn pt'opm·zionc• tl<'l

ra


-

;)~!) -

Hi9,!l7 IPCI' mille, con nna mortalità del 3c.: ,0!) pet· mille. I feriti furono complessiYamenlt> :.?ti:!d), ('On 5~3() morli: Ja proporzione d<>i mot·ti per lesioni di gn('l'l':t ai feriti fu di 1 a 5. La prO!porzione dci morti per ferite ai morti per malattie fu <li 1 :1,96. L1~ proiPorzione deg1i cntl'n t i JIPÌ lno~hi di cum prl' ferite a. quelli rntrati per malattie fu di 1 : :!. V. -

UU11RlU Rt;SSO -GIAPPO:\ESE

(1901-190;)).

La Russia òa molto tempo aYeYa concepito il suo piano di conquiHta orientale per arrirat·c fino all'oceano Padfico. Nel 1860 a ve m occupato la maggio1· parte del tem·itorio siberiano e, profiLLando della guerra, condotta dalla Francia e daH'Inghilterra <·o n tl·o la Cina, era riuscita. a farsi assegnare un Q)Orto naturale nel Pacifico <>Ye fondò Ja <'iW\, d~ VladiYo~tock. Dopo la guerra dno-giapponese del 18!14, potè occupare anche l'ort Arthur nel golfo del Ci-li, costitucn(lovi nna !<Olida ba!';e ~tratrgica. )la con Ja sucec~sh·a iH:::mT<>zione dei Bo~ers del 1900 i Russi dilagarono in ManciUI·ia, . otto il prete. to di assicurm·nc Ja òif~a r conquistarono :Mukdt>n, <:ostituendo co.s1 una minacciosa pres~ione sulla confinanlP f'ot·<'a. I Giapponcs;i, <'hc> nspil·avano a. que~to te1·ritori<> e drc :wr,·ano già compiuta una, seda p1·cparazione lw llica. protestat·<mo <~o n Lt· o l'invnsione dell:::1 ~fa nd11ria c nell'<>tto hr· • l!lO:~ ne intimarono alla R u"!':ia Jo ~gombcl'o. 'Ma. non avendo ;wuto ris;pos;tn cs;auriC'ntr. nel gennaio l!lOi rinnovm·<>no le prot<';.;;t<', che rimnl'ìf'l'O fllWOJ'n lC'ttPra morta. per cni il G febbraio suc<'<'~s;h·o dichiararono la mobilitazione ecl nna (Jofti~lia di torperlinicrC'. rp t·ima nncorn che foi':i'f' dichiarata u tfidahncntc la guerra. nffondù a Port .-hthnt· la flotta russa. col~L ancorata. Vel'erdto rus~o, c·ostituit<> Ru due COl'!Pi d'nrmata Ribcriani, 1111 ('Ol~po dì guaJ'òia eli frontic1·a e {lue btigHlf' f'tuopee, al comando <lel generale Kuro1pnJkin, p1n·c avendo ottime t t·a,d izioni guerref'<' hC', <'l'fl. formnto <ln deboli {>lementL poco cntnRias;ti della campa~nn e sottomessi pn . sivamente ai suiPet·im·i. T/C'Rf"rcito giap ponc'Rr invece, emnnazione di nn popolo giovane. animato da enhii'ial'ntO patriottico, da, tempo ben allenato C'd equipaggiato, entrò in campagna con cinque armate al comando del g'C'H<'rarl e O;rama. ~nllC' rh·e del fiume Ynlù il primo maggio l'armntn rn!lsa, guidata ònl generale Sn~!';ulicll. (lowtte <'edere alla preR~>'ione incalzante 31


-

5:30-

ùella ,prima armata giajpponese, agli ordini del generale Kmoki. eù alla lille del me c le altre armate sbu<.:arQno nel golfo di Pol"t . Arthur dngendo d'a~hedio la q1inr.za. Questa. resistette ~trenua· mente ~Wl' O[)era. sopmt tutto dc•l genewle KodJ·a~enko, COlUandante la fotl('z:t.a, il qualP, sempre ilH'iDIQ ad espor~i ai pericoli , cadde erokamente il 3 clkembre; rua p<•t· la magnifìca tattka ùei giap· ponesi la piazza. doYelte capitolare il 2 gennaio 190:>. Contempo ran<>aJneHte, l'ese1·cito elcl generale Kuropatkin fu Yinto a Lyao· Yang c ru costretto a l'ipiegare ~u i..Mukdcn , e nel giug-no lf.IO:::> rimas<' tlc•fìnitivamente battuto i11 unn battaglia decil'h·a <'he seg-nò la fine dc•1la guerra. Anche la ~lmldra ·russa del Baltico fn s<·on· fitta a 1'~u~ima dall 'ammiraglio Togo; ed il :; sPttcmlwe lfiO:i a "Portsmouth fu cQnclusa la pace.

* * *

'

P l>eJUeK."iO che om etteremo eli pnl'lare <1<>lla organizzazlonf' c:n. nitari.a nella guc1~J'U. cino-g-iajp;ponese del 18!)1.!):;, dunmt<> la <Juale il servizio sanitario rpt·!'sso l'csc-r·eito nipponko fn riordinato f.;Ulle stesse direttive di qnt>l1o clell'('set·<·ito h'fles<:o dt>l 1870 e funzionò in modo S!oddisfacente, daremo q'1alchE> cenno ~mi sE>rnzi ,!:;Unitari nella campagna rus:-:o-giappone,!:;e che diede E'<'<'<"11enti ·risulta.H , do· vuti SO!J)l'attutto a.lln, completa lilH•t·tù. d'ar.ione dci suoi Ol'gani di•r ettivi, alla sapientr prepara?.ione, <·onginnta al1a mer:wigliosa. attività ed alla grande almegazion<> <legli ufficiall i medici, <lei quali 19 <'addero ,!:;n] campo, 10! rima~ero feriti e 27 morirono p<>t' mal attia cont·r atta in ~enizio, nonchè nlla vnlida coopc-ra:t.ionf' <l<' lil<' a~so· ciazioni di f;OCCO·rRo. Ri potè cof.lì afirontate con •l'isultat.i oltremodo lusingl1ieri le enotmi difficoltà tlC'rivnnti dal suolo. dal clima<' dalle imperio~<' e. igenze militari. in modo che 1e petdite per maln ttia furono eli gran lunga inferiori n qnel1e cau&'\te dalle armi. E fu c.onvinzionc generale che lr vittol'Ìf' òell'esrrcil o ginp · fP{>nesc si dovettero in gran rparte nttribui-re nlla perfetta, organjz. zazione <lei ~Nvizi ~nnitari. <' si n ffN·mò rperfìno che il G iappon<' vinse la gnf'rra col microscopio dt"gli ufficiali m('(lici. pit) che coi fucili 1\fnrata e Arisnkn. )fn. se qn('Rte aiTel'mnzioni jpO'l'lsono Rem· hrare csngcra.te, non Ri può prrò n meno eli ticonOS<'('l'e ]n. verità, rli qnanto ginstamC'nlc f'hhe ad esporr(' il g<>nC'rale mecfico ~iap · pone~!' Taknki in unn <'onferen:t.a. tC'nnta il 30 ~ennaio 1900 al·


- :l:n l' A<:.cadcruia medita di .N e w Y ork, sugli iwsegnarncnti ·rka m ti da •1ucslo gmnde <:on11itlo, n el tJUale fe<:cro la prima proYa le armi rnodel'ne di pk4.·olo calihro. «.Non !5Ì può rncttt>t'(' in dubbio, egli di:.;se, e h<' J;~ fot·tuna. del lt• armi del :'llikado fu iu gran patte dovuta all'ottimo ordinamento <l el l::lenizio sa n i t a l'io i n guena ed alla progrcd ita pre1pa mzio1w tecnica dei medici militari giuppon~i, il cui avauzamenlo [n l'C golalo dal c1·itel'io della scelta più l'igoro!>ia in tutti j g ra<li. l'et· <:onlro, il servizio san Ha l'io d CIJl 'esetdlo l'Uii!'lO, 1pCJ' l'iuiiuJlicicnza. dei mezzi di so<·<·otso <' per Ja deficienza di pcn;onalc tec11ico, fun zionò in modo deficiente c disordinato, tanto in l';)Q)porto alla pro fl1assi igi enica delle tJ·uppe, q n auto Hlln C li l'a· dci fe-riti )). Jl )fatignon , ch e !o;CgUÌ J'ci<erdto giapponese nella guena itt )lanchnia, pubblicò nn intt't·<·~~ante Yolume sugli ins<>gnamenti <lel'ivanti dalla lunga <'ampagna. nwtlrndo in C\"'Ìdcnza l 'influe-nza .mot·ale che il S<'l'\'Ìzio sanitario esercitaYa sulle tt·uppc belligeranti. « Il <·om,pito mor::tle, egli scrive, <lel servizio Jo;anitm·io è ca pitale. Il Roldato giapponese, che <'> di una brann·a incontC'!'ltabil<• " dtP sa ful'si tanto Ùl'll<' nrd<lerP, dal IllOlllPnto dte <'> fel'ito J·t· dama il JIH•cliro, <'cl ha nf'll mccli~·o nn'assoluta confidcH'l.:t. 1~ I!Wl· lui una gl'<UHle soddisfazione il l'aper<' tht> il me<lico gli (- Yicino. ma·rdanclogli al lian<:o, c che> se egli <'· colpito rkf'\'erà ('tlt'<' imm(' <linte, donde la nccpssil:ì di nn pcr~onalc i;;tr'tdt~ Nl alleHato, non solo, ma mirahilmcnt<> <lisdplinato. poicbè ('sso •l<•Ye rlimostrm·<· il vero cot'::t{rgio milita r·p, q1wllo di a ffrontnr<' il pro1prio nemi<' o p e-t· uno stopo muanit:nio, ma ostm·o, senza la NOddisfazione (>(· dtnnte di potc1' tispoml('I'E' con colpi <li fucile al numerosi proiPt tili elle lìs<"hiano nll'OI'<'<'.dlio )). Pa1·tkolare <·ura fn riYolta all:1 lotta contro lc malattie Yt'nCl'<'e: nC'l piceolo manuale <l'igiene <listrilmito ai soldali è detto fra , l'altro « L e p1·ostit utc in ('in a Nl in Cor·ca sono per l n, magg-im· parte infett<': cel'<'atc dunque <li fuggirll' in modo che il mondo non sa[}ri\ mai ln, vostl·a ontn e la YOI'tl'a lìgliolanr.a non av-.rl\ a .;;ofil'irne )). E ncNa. reln1.ione s:nnital'ia l'i affcrma <'hc in 1R mesi di operazioni n~. una donna fn al segnito d<>ll 'es:<.'rrito gia1pponeR<'. Gli insl'gnnmrnti <lE'Jla gtWJ'l':l hmmo Ol'm ni rilevn t o dH~ ll'op<'r:t <lel mediro militare in campagna non pnò riuscir<' nella difesa, (lelle malattie infrttive veram('nte efficace senza la comfPlPta. i n t' OJ1dizionnta :tWncia. <la '])art<> <1<>11e h·upp<'. ~nlla orpport.unità dci


-

'

33:! -

mezzi e pr·-o,·,·edimeuri adottati <' H<'lrza ltt ntlida coopPrazion<· degli ufficiali comandanti i singoli r·pparti. Or·beuc ncll 'esercito giappones<> queste condizioni non Yennero mai a, man<·m·c per tulta la durattt dcll11 guerra. L'n1liciale medico . ..:ol minoH<.:Opio e col ~·icchiììsimo matcl'iale chinlioo -battel'iolog-ico a disposizione, trovantHi da1ppertutto, bn1to sulla prima linea quanto nelle I·eti·ovic, e dop-o avere accuratamente studiato tutte l e probabili cause di infezione derivanti dall'acqua, <lalla razione alimentare, a base [H'<CYal<•ntcment.e di ·l·iso, dal Huolo, dagli alloggiamenti. 1prcndeva o proponeva tutti i provv<'dimenti dt>l caso, i quali tront va no sempre la miglio t·<• accoglienza c le più grand i a~cvolazioni nell'es~ur.ione per tpUl'tc delle aulol'ità militari ììU jpcriori e l 'a!';ììOl uta. obb<><lienza per p<ute delle t ruppe. La più grande atte11zione degli ufficia,li wPdi<-i fu l'i\'ol!tl all'awrovvigionamento dell'acqua potabile eEl allla sua depurmr.ione. e a tale s<:opo i corpi di truppa furono dotati <li apparecd1i pm·tatili per la tìltt·azione (C'ha m berla ml, I~hitzi, n ra rbone N·<·.), 1>cr l 'cbo:lli~ione c per la stel'ilizzazionc chimica. Fn fatta inoltr<' pt·oibi 7.ione assoluta ai soldati <.li bere acque che non fos~cro prim:~ Nbttt> riconosciul<' chimkam<'Jlf e e battel'iologicamenl<' lHlre. ed il Koikc n~sicura che t.nle dh-icto non fu qna!';i mai tmsgl'edito: fn fa tto anche largo uso <li t<\ P er tali pro\'vide ed illuminai<' mistn·P. Jli'Ontanwnt<' e rigidam<'nte npplkatr, c per il r-;istema.li<-o rhm,ll<tmento dci <·ampi di lmttaglia, fanll'ito dalil~~; <·t·Pmazione <l<' i c:Hla Yel'i che Na pe1'm e~ . a nnche dalla religione, il Humero <l<'i malati in tutta la campagna fu inferior<' a quello Mi f<'t·iii e la pt·oporr.ionc dci mo1·ti per malattia. ri~1wtto ai morti in ('Ombattimcnto . fn in ragion<• di 0,37 :J, dfra non mai t·flggiunla 1wl1c altr(' gncrr<' Nl infcriol'<' a nchc a qu<~lla della, <·nmpagna f1·anro-pru~-;siann. del l , T0-71, in <·ni si ebb<• una. proporzione <li 0,:-)(ì :1. Il nume1·o dci (':lduti l"nl <·ampo fn di J~ ~:?. pari al 7.:l~ % òelln forza cfl'etlinl.. i fe1·iti furono H:J.327 (:!-1,~7 % ); lfL lWI'<·<>ntunlc <l<'i morti ~ul ('flmpo per ferite fu (l el]l '8.'4-%. Le hatlnglie più .·nng-nino!'c fln·o11o quelle di Liao Yang con ri.OOO mol'ti <' 1< .000 f<>t·iti. di C'ha -ho ('On 3.f:)00 ('n<lnti c 1G.OOO fet·iti, di ) fuk<l<'n , durala l~ ~iorni. <·on lG.OOO morti c 5.3.000 feriti. Fn adottato <·ome primo soccorM il ~)acchetto <la mcclicar.ionc Kiknzi. a. ba~<' {]i -carbon<> C' di pag-lia eli l'iso. Tl mng-giore meclko I~ni~i Reamnn, <lcll 'e. e1'cito deg-1 i Stati


Uniti, il qua le fu inviato iu missione dura n te la gucnn J!l'P-l5HO l'esercito giapponese, ha <•ompilnto nn'intere~!':an t<• I'<•lazione. pré!'<Clltata al Congre:.;~o dPi IlW<li<'i militari di R. Lonis del l!lOU. dw merit:~J di C'!:;SN·c ricordata nei puuti prindiPali. Rilevata 1a grandt• importanza cbc i Giapponesi attribuisconoal servizio sanilal'io milii:ll'e ed il concetto cl<•vatiHsimo che hanno delln missionc dell'ufti<:ia l t> medico in gnel'ra. H Seaman ossen-a <:hc il compito lm·o non l'i limita <t rpJ·l'sbu·c semplli<-rrucnte ~o<> corso ai malati. -é ai fel'iti, ma ~i estende anche alla soluzione di vari altri prohleml di non minore inte1·eslo\t', clw di solito negli nltri esei·<·Hi v abhnmlonata. agli in<'ompet-enti. l ;a pl'o.fila~si <lelle mal al ti e per me1.zo dc11a pt·evision(· c delia preparazione dei minimi pari i<•olnri 1·igu:ndnnti la ulimcnfazionc, il vestiario, l 'alloggiamento, <'> con ..ideratn <'onw il ~H·imo elc-i loro doYeri, nè sfugge a1l1a loro Yigilanza il più pkcolo fatto, clw ad altri pa!;;~crellbc inosNNTnto : cla1ppl'rtutto, sin nplla zoun dell'azione. eh<> in quella di NCConcla linea c nP~li n'-p<'llali llPllr rctroYic, ogni co. a è RuhowlilJa,ta all'idea dominanl<> .çklla lotta, cont1·o lP epidemie <'fts;trPnsi. ?{on app<>na 1111 J·<~parto eli nYang-narllia nrriva in nna cithì. primo obbligo (l<• li 'n·fncinl e Hwdico è ()nello di ~tuclial'e miHn?.iosam<>nt<> l<• coJHlizioni Nanit;u·ie <lel luogo, allo .seopo di tntelure la truppa

con1 t·o l<> c:anf'c di inf<'ziOiw e di contagio. che <>ventnalmentp vi abbia, l'lcopet·k, Nl inoltre accompngn:1: R<'1111Pl'<' i l'C'parti in<'nrkati dell'npp1·on·ig-ionamenfo dei Yivcri per <>saminare la qualità drllc <l<>rrn te a lime n tari <'OSi ihwnti In razione alimen1 a l'e del RoWato. Il riRU lta t o di tnt tc> q1w~te oculn te c mctodich<> pt·eea uzioni fu d1c neU 'e ercito giappone.c:;C' non si ebbe alcun caM di àiRR('ntel'ia, lH\ di akun'altra, di qnrllc infl'zioni pl'oclottc dallE> catihe <·on<li?.iolli igienklte, dte fm·o1H1 canRa <li immani diRaRhi nellp gncrre pac:;sa.te, ·flagellando le truppe Oliù. <!l'U(l elmcnte che n fllOCO nemieo: etl anehc l e infezioni tifoid<'<' fm·ono E'c<·Pzionali. Lo l'lt<'~~o maggiot·e tu(>{lico ~eaman. di l'itorno clnl suo sc•<·ondo Yiaggio in -;\JtuH·im·n. p<'l' lo ~l n<lio tlPll 'Ol'~<mizza~r.ion<' ~ani t aria degli eRN<'iti giapponesi. t· i f<'I·is<:e nella sua relazione che l<' milizie ll<:'l )fil,ndo Ptano in <·oiHli?:ioui fi1-0iclw ec·crlh•Hti Nl <'quipagg-iate perf<'tlanwnt<' in ogni più minuto particolm·<>. ~\n<·he xul .finil·e della gn<'ITa, e i H 1WC'Yision<· 1li nn a noova gt·alHl(' hnltaglia. m·ano giù alll'stiti (;3.000 pol>lti-lctto negli o:.::i]wdali da campo <' di tappa. dalla Jilte;l del fuoco fino a Dalny: iJ1oltr<> wnti naYi-o~p<' -


dalt> erano ancot·alc nel porto di questa città pronte per il ti·a· spo1'Lo dei fe1·iti iu patria, l<}, rueutre gli .Amerka.ni a Uuba avevano impiegato in media drca :! giorni per il earko dei malati e feriti su una nave ospedale, i Uiapponesi tiusdrouo in .poco più di mezz 'ol'U a sistemarne f~ bordo oltt·e ~O(}. Bd aggiunge <·be nell ·eset·dto amct·icano gli uffidali nwdid -vengono i11vìati IPl't'sso }(' truppe combattenti unicamente IJ.:H'l' soc eot't'<'l'C e <:n rate i malati e i fpriti; tlt'll'esercito giappmwsc in YN:<' torupito pre<'ipuo <l el Corpo ~anital'io è quello di pr<''·enil·l' anzitutto Jc malattie illl'etLive. g lll<'Htrc nella glH'l'l'a ispanoa.medcana ~i ammetteva <:ome una fatalità ine\'itabil<> che JH'l' ogni :-oldato ucciso o morto in seg-uito a f<>t·ite !'ii <lm·e~~c pren'<lere :; tle-<·<•:-;Hi alllleno pc1· malattia, cd i tis}Jlta.ti di qnrlla cmnpa!!,'na diruostra1·ono in realtà <·he Yi fm·ono l t morti di malattia pPr 1 ucdso in <·ornhattim<'ll1o, le .sfatistkhc dell'pscrdlo g-ia~)lHlliC'iP otn·ono nn Hin~oJal'c ~ontrasto <·on lP ·rii<'\'Hzioni delle pt·ft.:P· {1euti gnèt•t·P, gi::wchè durante tutta la <·ampagna ~i ebhl' un soldato mol'fo pc1· malattia, ogni ùuc morti per l'etile. 111 cif·ra tondn, infatti. dal •JH'ÌU<·ipio flpll<' Ol">tilitù ~i <'hbero :10.000 caduti sul campo o m01·ti in se~nito a l<>~ioni <li gu(>l'J'a, DH'llll'C nel luglio 1!10:). epcwa in <'ni il S<•nnrau staYa compilando la sna relnzione, la <'i fl'à ò<•i lllO!'ti tp<"r ma In ttia noli HllJWJ·a m i 2:3.000. In qnc~ta <"amp;lg-na KitaHato dituo~trò la grande (•flicada d<"ll<t Ya<·<·inaziotw autivaiolosa : infatti ncll'\*f"rdto nipponko !-4i <>hlwr·o s:olt;~nto ::J()::? cas:i l' :{:) mot·ti sn oltre 1111 milion<• di s:oldati.

L'organizzar.ionr sanihu·ia. nelFesrl'Cito t·usso dn1·ante questa. f:ampagna fu inY<><'C quanto ruai impel'fdta, ~ia per la mmwanza di libertà (l"::tzionr e di iniziati,·;) da parte degli org-ani tlir<'ttivi, ;;:;ia JlPl' la d<'lkiPHzn nfl IP<' I'Ronal<' mrclko (H m1ft conv<'nient<' istru · zimw pratica, Q)<'l' (}nanto rig-uar·daYa cl it·etta mfnte i l s:ervizio sa· nihtt·io in pl'ima line~l. Ria infhw per l 'ignoranza nella qual<> i me· d id milita1·i erano t C'nufl nel <'<H'SO d(>)l(' O])(>l'Hzioni <'Ì J·.ra la !';i tua· zion<• tattkn. Da <·i ò g-li imman<·abili inconwuicnti lamentati già nPll<' g-nerr<' l11'C<'Pd(•nt i: fpr·iti ahhnnclonnti e lnHciaii alla lOJ'O Rorte 1wl mo!llell t o Ò('l mng-g:io1· hi~og-no <li !':o<·<·or::.o: f'frili g:t·ayi co:-; l retti a trn:o'cinar~i a pi<'cli ai lontani poHO <li nwclicazionc <'d agii ancora più lontani oHpe1lali òa (·nm11W: mer.:t.i 1li t·ra~pot'to inndegu;tli per

_ ·t


Hvo e quantit<1 alla. necc~sit<1 della situazione, in gu isa, che molti fel'i t i. spPcialmentc al cnmio ccl all'addome, ~i aggraYavano inep<:ll·ahilmcnte durante il ,·iaggio ·~S u stl·adc aed<.lenbtte, senza traeda 1li manutenzione, e per le <:ontinu<> xcosl'e, molti mol'irono. Per ];L mancanza. inoltre tli t1·cni-osp<>.Òal e e!-3Jpl·cssamcnte allc)o.t i t i, ~i <lon•tte p1·ov'·eder<> in f1·<>tta per lo l'gomhero dei malati c fetiti co11 trt"ni-me1-ei, per nnll:1 o male attrezzati. Lo sgombero su Karbin nell'ottobre Hl01 fn a~sai (1isa~troso: a, molti f<•l'iti si dovettero amputate gli arti per <'<>ngelazionr, altl'i rimasero per più giorni su l la paglia n<'i cani fC<l'L'oviari prima di potPr essere ricO\·erati negli o~1pNlali. priYi di qualsia~i alimento e be,·ancht; c, dopo JHnkdcn, dowtlcro att<'lHl<'l"<' più di 10 giorni pe1· c~~ere 111<'clkn ti. Tutto c iò non pote,·a noH influire <lannosnm<'nlc sul morale <lell<• truppe, che t·imaneYa p1·ofondamente scosso e ~ini~tram<'nte ilnp1·esli>ionato, com JH'omrttendo così !l'esito finale òell:1 guerra. \"I. -

Gm~nn.\ B.\LCA:\'IC.i

{1912-1!)13).

Nell'ottob1·e l!ll~, mentre <:oniinua,·a in Lihia la guerra italotuJ·<·a, Ja Sm·hia, la Bulgaria, Ja Gn~da cd il ~Iontcnegro colsero l'oc<·asìone per all<>arsi contro l'imp<'l'O ottommlo : e, contro le e~or­ tar.ioni <lelle più importanti m1zioni pm·opee tonsiglianti la pa<:e, coH una forza di circa 600.000 uomini, sces<'ro in lotta con1 ro l'ese-rcii o turco, ripartendo i)'('lo;Prcito in (h1P m·mate: una dell'oye t con ti'<' corpi d'armata <'<l una dell'est <:on quattro. Le o,pcrazioni si inizhu·ono nell'autunno del l!)JZ col IPas ag~io dci confini <la parte delil e tL·up}w montenpgl'ine, le •ITHtli mossero all'alta<·<·o della forter.za <li R<·ntm·i , che oppose la più energica dif<>!'la. J Greci inve('f! fnr.ono Yittm·iosi snl Varcla ·~d entrarono FS novembre in Rnloniccn ..Anche i Rerhi batterono i Tm"<·hi a ·M onastir <' n Knm;~n o,~o. me n t.J'C i Bulgari dngevano d'a~~eclio .\cll'ianopoli t>, Yind1ol'Ì n Lulc Hurgas, si ~pin~.;ero fìno a ('i~tal!!,'ia. Psl1·cmn dif'Nm di ('o>;tantinopoli. compi<'nilo l<' OtpN·a..zioni più imp01·tanti dt>lla t:ampag-ua ..\lln fine del noYPmhre. per l'in1P-L'Ycn1o (lrlle l!itzioni. ·1l'E111·opa, fu <'Onclnso nn nnnistir.io, cbe non fn pe1·ò :J<·<·cttnln dall a C:1w·ia. )fa n0l fehbt·Hio 1913 la gu<'l'l'll cliYfllliiiHÌ Yiolentn. <·on ln <·oiHJnista. di .Tannina oa rparte

'


-

33() -

dei Gred, e di .\dtiano,p<>li e <li ~(·ntari (la pal'le dei Bulgari, pt•J· cui i Turchi furono obbligati a chiPdere la pace, la, quale fu conclusa a Lond1·a nclmnggio su<·cessiYo <><l a (•ederr la, maggio1· parte dei loro territori europei. }\noYe contese ilHloJ·sero però pe•r la ripartizione d'elle wnc conquistate : e contro la BuJgarin. mossero guerra gli alt1·i stati balcanid, cbc ebbero facile sopray,·ento. La tpace di Bukarest dl'l 1° agosto 1913 ebbe [Jer risulfato la c<'flsione (1(•11a maggior part(' della :.'\facedonia a1la Grecia. della I>obrll~ia al1a Humcnia e di Adl'ianopoli a1la 1.'1H'<'hiu. }fa i Balcani non l'imaRCl'O a lungo in rpa<'e: nel giugno J!)]..j. l'(•<:citli{> a ~c1·ajeYo de~li arciduchi d'Ali · stria fece scop1piare l 'imman<' conflitto mot1diale.

Per quanto l'iguard:1 l 'o1·ganizzazionr dci senizi sanital'i in questa campagna, ci limitrremo a dare q naie be c<'fmo su ll'as. iio;tem:a sanitaria pl'csso gli <>serciti S('l'bo e bulgaro. I buoni ·risultati ottenuti nella ('nra dci feriti fra le trup]J(' se1·be e bulg:u·e .si devono ascrivere :principalmente• a tl'e fattori : al largbis,c:dmo u~o del pacclwtto individuale dn m('(]i<-azione, eli cui ciascun soldnto t>ra munito, conoscendone altresì tl 'uso c l'im· pol'fanzn; all'impiego della tintm·a <li iodio c della m~dicatul':l asciutta n<>i ~('rYizl . anitari di p1·ima lhwa ed allo sgomhrto :-i · stemati<'o dci f<>riti. Il pacch<>tto di m<'di<-azionr ri nRcì in fa t ti di gra ndc utili t:\, •·d i soldati .<;;te~si , fin ·!'iulla. lin<>a del fnoco, 1prov\'icl ero con esso n coprire le propl'ie ft>J'itE'. ~<'11<' fOI'tn::lzioni sanitarie di primo RCW · corso venne put'<' fatto nn lar~o u.so clelia tintura di io<lio e della medicatur::1, asciutta. Le ferile p1·oclottf' <lni proiettili di piecolo calibro furono in grnf're ~l'lettidl<': la cro.stn, clH• ~i formava s;po11 · tn.neamentc ai fol'i <li entratn e (li usdta, mi!:;c(']a òi snng11c e 4li linfa. fn il mezzo q:>iù efficn<'e eh<> la natura impie~ò pm· difrnd<'l't> Ja ferita dalle infezioni; ota nna semplke penellntura di tintlll'•l (li iodio e l'nppli<'azione (li nna meòi<'n.tm·a fl~intta. fn ~uffkiPnh• a coaòiuvare l'azion<' protettiYa dell'o1·gani.smo. Questa campagua dimostrò prrtn,nto dw jn gnrrra l'mlf.isf'JJ)Ri <" di gran lunga ill· feriore all'n.sepl-li E' òeY!' E'SsNE' a!J)p1i<·atn coml' e<'<'E'zione pt"r le grrmdi ferite n,p<>rtl' Nl infet1P.


Quanto a Ilo :sgow lieto (lei l'e L"ili, si segni il nit el'io di allontanare in massa. dal campo di 1Ht1tùglia tuili col-oro dte si ritenne1·o inabili a riprendere entro bte\'(' tempo il loro posto ..;tùla liuca di ('Olll battimento. conce t t o as....;ai d ifficilc ad e1Iettua1·si , date l e perdite ingenti!il;.;irue elle !-\i ehlH~ro nella gu cna hakanica, e dte cor·ri~pondono 1 p ci Bulgari a circa i l J8 lP· 100 della fol'za e pei 'l'tu·chi al :3:3 p. 100. Lo sgomu('ro dei ft>l'iti fu praticato nelle comlizioni pit't svariate, a seconda della na t ma del lrrreno ed i periodi della lm.Ltaglia, (;'(1 un gran numero <li essi Jp otè J'aggillJlg'Cl'C a piedi l e prime unità sanitarie. I posti di medicazione furono impiantati in genere ad 1- ~ diJowetri dietro la linea del fuoco , e gli 04>edali da campo a, :>-10 dlilolnetri. Rrrhi e Bulgari dovt>l tcro snpera·re Ile più g.ran<li òiffkoHà IPCl' la distanz<t delle linee fel'l'OYiarie e per n <·attivo stato di manntenziOJW delle -;ft·ade, l'NH' anc01·n più impraticabili dalla nt>\'C. C'ouw mezzo di trasporto dei f('l'iti furono utilizzry.te· ca·r t·clte n dll<' ruote, tirate da buoi, con un 'P<'l'COrE;;o mas~imo di :!0 chilomt>tri al g-iotno. ~\nche il tra~ porto per feJ·rm·ia si effrtt uò con una ('<.'l'hl ]Pntezza : nn treno da KumnnoYo a. Belg-rado 110n impi('g::t.nt meno di 36 Ol'<'. La mottnlitù non fn p<'t' a1t1·o liiHi rlevata <lmante lo Rp:ombPJ'O, poicht?- sn dei convogli fli 400 feriti si verifknrono 2 o !l m01·ti al più 'P<'l' un vmgg-io <li 7., g-iorni. Tnle resist<'nza dei f<•t·iti a così lunglti <' di:.:aginti tr<t· ~,pol'ii si fleve senza clublJio :u;cJ'iverr n molteplici fattorj, quali la mirabile ' 'ip:ol'ia ~klla 1·azza, l'eccrllrnl<' mo1·a1lr Mi vindtori e 1'cntn iasmo d1r li sostenne thu·nntc la g'tlE'rra. Le feritt> ossenatE' nei Rerhi e nei Bnlp:ari fu1'ono prodotte f!uasi esdush•amcnt€' <la U.J'mi eli fabhrka tedesca, <' cioè dal fu. <·il<' :Vfanse1· 1889. (·on proiPtlili di pic.-.olo calibro (7,65). e da cannoni Krnpp 96 .\. morl. J90J. con ohici dn 77. T"a map:p:ior pndt> dPll<' lesioni fn <lt>tf'rminata. dai fllcili; seg-nono le ferite da !->lu·apnells. (la, mitra.g-liatrki, da Nmnoni, (]n, arma bianca. La. mortalità sul <':'tntpo di haltnglia fu ••s~ai ril('Y;mtt>, p<'l'<'hè e!"iscndovi l'ltata tendenza da pal'lt> •l<'i ~<'l'bi C' dPi Tinlg-ari ad attaccar<> quasi !oì<'lllPl'f> alln baionetta, p:li Pff<>tti t>l'plo!-ìivi (lei mode·rni proiettili a, lweYe cliF>lanzn furono mirillinli. Ri coHHtatò inoltre nna noteYolis!"!ima PJ'~'·alcnzn clrlle f<'ritC' llellf' ('!oì( r·rmiti\. in <'onfronto di cpwllr òell<> altre reg-ioni drl <·m·po. il <·h<' !'i (I('Yt> riferir<' prohahilmentP nl modo cli <·ombutt<'l'<' dellr tJ'IIIJ)pe baknniche.


Le fel'it.e deJle pa,rti molli ~wo<lotie dai proictLili di pk.eolo calibro pre en1arono generalmente un pkcolis:gimo foro d'entmta, <' d· u ·cita cd t•ùbero un decorso q nasi emp1·c fa ,·orevole. Fra le IPsioni. delle o:o;~a, le iratturc <>sposte <lic<lero un largo contingente, ma otfrieono qun. i HCill[n·e un nndamento regolart>, 1pcr cui fw·ono t·;H·e le operazioni <lt•lltolithre e ,t·;lJ·iH!'iime le amputm~ioni : ad esem· pio, non ne fu IWali<:atn alcn11a n<~ll'o~pedal<' della Croce Ro. ~m nughetese in Boti a, che I·ico,·era ,.a ben 400 feriti , ed nna. sola , cl1·l1a co. eia, fu eseguita néll'o!<p('(lale della Cr(){'<' di )falta an · !'ll'iaca, per cnnct•cna dell'arto infe-riore. Le feriti' delle m·ticola zioni furono. iu J!Cnere, meno ~t·ad delle lesioni diafisarie per il ratto che l'OS80 • pugnoso cl€ille epifisi ·Si lasein rpiù facilment-e attt·aversare da,i pt·oiettili, mentre le gl'andi :.n·triti furonv ecceziouali c gli cm;u·tt·i C'hhero 1pe1 lo più un deco1·~o ascllico. Le ferile <1<>11 'a<l<lome o:-scJ·,·at<> 1wgli o~pedali fm·ono cl~i<Hi t·;n·e. il elle fOL·se dipcn«le dal gran numero di f<>riti ca-•itari colpili a bl'eYe di:::;tanza e moeti sul campo di hatt:.1glia pt>r l'azione <lei ~>roiettili . ngli ot·gani viscemli. Le ferite ncl<lominali nel opravvissuti <lecor~et·o (a,vm·-cvolmcn te e guaril·ono i n pochi gi01·ni, tton Holtanto <JueliP n l'<'11Ìpli<-<• ~c·tmw <lc·ll<> pat·pti tuUS(·olad, nta ;tndlC' qtwllP pent>t t·ant i in <·aYit;) c• non INlenti <)l'g'H n i YiscN·ali : anzi si <·onstatarono <·usi di fet·ite d<•lla w~dca. d<>llo l'ltomaco, guarite -.pontaneamt>ntr. In <Juesta campngna le lafParolomie co tituirono l'e<~ezione ne'li<' opet·azioni. dlit·m·gkhC': così nes!'nmo òei 400 feriti dellla C1·occ H o~sa unghcrC>sc su hì tale intcl'\'ento. A Podgol'i tzn., ove affluivano itt metto di. it'<' giorni i feriti eaduti ncll'a.ssl"dio di scutari. s;u GOO fet·iti ricoYerati, ~i <>bbero solamente 4-:5 feriti all'addome, e tutti gnal'irono sc•nza alcun int<'l'\·ento. Molto più frc•qncnti fmo110 l<• ferite della cavità. tora<:ica.: e la 111aggior [)arte di NiSC guarirono t·a pidamente ~enza operazioni. X Il · 111erosissime furono parimenti le fcl'iLe 1penetnwti <lel cranio, elle 1·ichiesero pet· lo pitì la ttapaHilZÌ(lllf' e •l'estt·azionC' del tp roiPttil<> t' 11iede1·o una <>l<•Ynta mol'talitù. L<> fC'I'ite d<,lla f<tcda furono ft·a le 11iù dolorose e diedero ol'igin<' a non poche inf<>zioni. Quanto all<> ferite di gros!';i nud, abbastanza nnmerm i fmono gli ematomi pulsatili e gli aucmismi traumatici, tanto che twl l'o pedale della. 't·oce Rossa. f.rnn<·<>se ·d i Sofia , sn 180 l·icovcl'ati , . c ne ol'lsenat·ono t1·e <·asi: un nn c m·i~ma dell'al't<>l'ia omerale, uno


-53!)della, carotide primitiva ed il t<•t·zo della !;llC<'llwia. Lt' ferite f..ei neni invrce pa Sill'Ono fadlmente inosscrmtc. Cir<:a le fm·ite <la pallottole di shrapnell:-:, ~i rilevò che esse si infeUnvano più fa<.:ilment~ drlle ferite prodotte dai p1·oiettili <li piccolo calibro. ~p<>dalmente a)el' J'ampiezza degli ori fìci <·utanei. che J·esttwan o Ò<'anti. lA> str5;so dicasi drllc lesioni prodotte dailf mitrag-liatrici e dagli obici. lesioni atipklw, larghe e soggette fa cilmente :ul infettarsi. Molto fJ·<·qnent'i fmono infine le fPrite da, sciabola baionetta, <' pnre numeJ'O!"i<' le ferite multiple, pl'Odottc da uno tes::;o proiettile. Il t rattam<'nto dei fcritì nei vari o. pe(lali delle retrovie non fn p1·atkato natltl·nlnwnte secondo reg-ole tìS!'l<' ed inspimt<' da una 1micn di1·et.liva. I1:t cliv<>rsa nnzionalità flri dJirm'ghi, accorsi da tutti g-li ,'tati apre. Un'e l'opera urnanita1·ia, <'la dh·ersitt\ <li :-:(·nole port:u·ono a srgnin• metodi diwl'~i : ma, !'le si rilevat·ono disugua~lianzc 1wi partkolm·i. ~'>i adotta tono nell"in!-:i<•me c!"itct·i mtici. che mcritnno di e~s;r t·e :l<'<'Pnnnti. Infatt i ln rhi·1·nrg-ia fu sp<'<'Ìalmente <·onR('rnìlint: le laQwr·otomie, lr rE>~ezioni, lp :unputar,ioni furono 1·idotte il i minimi l Pl'Jnini, e <'Ompito pt'incipal<' fu qurllo di app'li<·are fl<•i hnoni appm·N·<•hi per ft'atturr. di f:Hr (lplle rar,ionnli mecli<'atm·r <' di e!'trarrr proiettili o 5;cheg-ge osseP superfiCiali. La mor· tn.liflÌ nrg-li oSJpcdali fn molto bn:;;sa: a BPlgTaclo. F;n 2:)00 fpriti l'Ì· .coverati nei vnti h rog-hi <li <'lll"fl, s i ebbero fino al 10 noYrtnln·e 19J2 :lO <lf'<'e>:::<i. <·onijO::ponòcnti ad nna pel'Ccntnal(' de] 2% : ciò òipe~c in grnn parte dal fntto <'ht> lr ferite rlelle pal'ti molli chhero nn de<'orso J·eg-olaris~imo, l<' lesioni O~!-<E'(' non fnrono complicate nella magg-io·l ' partP (la inf('zioni, e<l il tPlnno, la .s;cttkemia. la. cancrenn. nosocouriale, tris:tf' ricordo <lell(' g-u<'rre pass:ate, Ri J'idm;;. ero a mi nime pt·oporzioni. Prt· quanto 1;ignnrda il ricoY<>ro negli <;;t;~bilimenti jO::flnitari. ri· ('ONlet·rmo ('he gli o. peclali tf'nitoriali fnrono eli dn<' catogo1'it>: OSpC<lnli j}Pl"Illflnf'nli (' s:tabiJim{'Jiti ·llN<tinati :1 Yfll'Ì UJn(•i (' trrn::formati in m-pedali p('t' le es:ig{'nzr <l<>lln- gtl<'t't'n. Frn i pl'imi s:i anno· wrnno gli os:pNlnli militari <' gli o. prdali ch·ili. fnn'l.ionanti tem pornnPnmentr <la O"'fWil:lli milil:1r·i. f'omr tipo «li o!':pNlnlt• militai·<>. fJllf'llo di Df'lg-rnclo fn ill mot1<>llo flE'l r!<'ll('l"<' r fu aclihito r!-<<'lllflivn· lllC'lltC' n! S('l"Yizio dli1·nrgico: (·oNliiuito (ln o(1o pa<li!.!'lioni <liRpo~1 i su unn , np<'rfìdf' di otto rtt:ni. potE'\'a rkoYPl'arf' fino fiOO f<>riti. Tutti gli Oflprclali <'h·ili. o!':pizi. <'linif'll<' fnt•ono trn,<;;formati in . tn·


... ,


!~SERVIZI SA ITARI MILITARI

ELLE CA.MPAG E COLONIAli ITALIA ' E 1


' l

....

l


l . - 0LTEHHID COLONIALI DEJLVERI'J'UJ!;.\ (J885-87-95-9G).

A complemen to delle notizie storiche ~nll'organiz1-azione sanitaria nell'Esercito ita li ano, riteniamo ojpp-or·tuno di dare or;L un breve cenno stlll fun1-ionaruento dei Rervizi sanitari nelle <'ampagne coloniali. E cominceremo dalle spedizioni in Erit·rea, premettendo, a1 solit-o, un brevissimo cenno sulle più importanti a1-ioni di guena . Fi n dal18:38 il conte di f'anmr aveva fatt-o [)t'esente più volte negli alti consessi l'opportnnitù che ]'Italia avesRe sulle coste Lle1 :_}1ar Rosso nna base per ['appr-ovvigionamento del carbone, ma le gne·r re che si Rur..cedettero per l'indipendenza. Hnlinua. rimnnda·rono d'anno in anno l'attua7,ione di questo progetto, fino all~R4, qnanrlo un piccolo cor,po di spedizion<> ~har'Cò acl AsRab e nell'anno Rucce~ sivo, il 15 febbraio, tm a,l tro corpo eli 800 uomini, al comando clPl tenente colonnello Saletta, e costituito da due battaglioni di fa.nteria formati (' OH elementi eterogenei , tratti dai vari r·eggim enti e forniti di. scarsa a·rtiglied a c mocliocre dotazione di viveri e -di munizioni, Rb~tl'<'Ò a Massaua, menh·e il 27 successivo nltri ROO uomiui, coman-dati da~ tenente co'l onnell{) LeitPnitz, a~Jprodavano acl Assab. Allo scopo -eli provvedere all'immediato l'icov(•ro dPi malnti, fnl'()II10 impiantate in }fassaua <lPll e baracche e ·d elle tende << Roma)), le quali -si climostrrurono poco adatte a luogo di cura in quelle torri-de regioni per l 'insufficicnt.e ventil3r.ione, cbe faceva sali·rc il termometro all'inte-rno fino a 40 gradi.. D'aJltra IP.arte l 'eccessiva temperatura. durante le ore eli giorno·, in contrasto con l'amhiente frerlòo ed umido della notte, la deficienza di buon'acqu a pot::~hi1 e , oua.~i s<'mprc ~a lma-stra, calda e di cattivo sapore, l '::~limentazion e prevalentemente a, base di viveri <li ri<~"crYa, la m.::tn<:nnzft di qunl!':in Ki n·rwma igienica, nelle poJPolazioni jnclip:ene, colpiti" clal Yainolo, •""<'Ol'hnto c tubercOilof::i, influirono 35


-546:sensibilmeute sulla ~alute delle truppe, poco allenate ai climi tropicali e furono ean~a di una !Più ~levata mo1·bosità. P1·eyalsero naturalmente le malattie delll'wp,p arato digerente e spe<:ialmente i catal'l'i ga 'tro-ente-rki, le febbri tifoidee e le affezioni cutanee ed oculruri. Si ebbero anche numerosi casi òi insolazione, IJ?er lo più con esito letale. Tra i primi uflìdali che ·sbarcarono a Massaua, dobbiamo ricordare il capitano medico Panfilo Panara, il quale compilò un 'interessante relazione: « Vo~edaJe da campo in Massaua, e l e vicende sanitarie del corpo di ., pedizione dal febbraio al settcm bre del 1885 », che si può eonsideraot·e un >ero modello, es ·endo comtp leta in ogni sua parte e JPer quei tempi ricca di originali o~se1·vazioni, sotto il 1ptmto di vista dell'igiene militare e della, profila~Ri delle malattie infettive. :Sel combattimento di Dogali del 2G gennaio l 7, in cui la colonna De Cristoforis di 000 a nimosi, sopra tratta dalla preponderanza numerica delle ot·dc eli Ras AJiula, diede proYe di fulgiào eroi~mo, il C'o·rpo sanitario mi li t are offri il suo primo oscm·o olO<·austo in terra africana <'olla mort<' l';\Ù campo d<>l capitano medico Gaspal'l'Ì e del tenente m~dico F erretto : que. ti a[prì la nume1·osa c glorio~:<a serie <l egli allieYi nsciti clalla, Scuola di appli<'azione eli sanità di Firenze, elle l';Ì immolarono per la P atria. :Xel marzo dello ~tesso anno fu iiwiato un nuo,·o corpo di spedizion e di 2 brigate òi fanteria c 4 batt<>ri <> d'artiglieria, agli ordini clel gene1·ale Asinari <li Sa,n )faezano, dte nel mel'l<' succesl'lin> rioccupù le po~izioni di Raati e Va-:\. ed ava11zò Yerso A~mara e Cassala . •\1 generale Baldis~"ra si deYe 11 'organizzazion e militare e civi l<' della C'olonia e la costituzione di trnppe inclig<•ne ed irregol:u·i, <'he diedero p·r ont <li valor(' negli RCOnt.ri dj Ag-ordat, o~u;;sala, Coatit e Renafé. Rulla fin<> del18n:>. )lenelik, <·on un JlOdero o ('serdto di 30.000 uomini, :8fenava ad Amba Alagi un viol<'nto attacco conh·o le noRhc trup~lC aYanzate, coma ndale dal maggiore ToRc11i, che lasciò <>rokament e la Yita sul campo, ed il maggiore Calliano succe. siYa· mente inhi:wa una mcmoranda difesa n<>l forte <li Makall è. <'11e do· Y<'ttc n,bhanclonare dopo nn mese di epi<'a resistenza. A far fronte all'incalzanle situazione, furono nel gennaio 1896 inviati in 'Africa. altl'i 14 battaglioni e 0 hatterie. Jl JO marzo 1896, 3 brigate bian<'he, <·omandate clai gener·ali Arimondi, Da Rm·mida ed Ellena. E><l una indigena, ngli or.d ini del gcnernle AlbE'J·tone, co~iitucnti ·un effettiYo di 17.000 combattenti, per mancanza di collegamento si hat-


-547-

terono h:olatc contro un nemico di forze quadruple: c, quantunqoe la battaglia fosse perduta dai no. tri , che las<:iarono sul campo 260 ufficiali, 3 !)2 soldati c ~000 indigeni, oltre a 3000 fJ•a feriti e pr1gionie1·i, 1\fenelik doY<"IIP rinund:n•p alJ'avanzata e fu coRtl·etto a ritirarsi.

* * * Veniamo ·o ra a 1·iaRsumere il funzionamento del servjzio sanitario dmante la campagna l 9:5-96, che, p<'r nnmero di cornlJat.tenti e JPCr episodi di guerra, fu la più importante syolta~i in Eritrea. Per q un uto tigua·1·tla il pe1-sona le sanitu rio 1presso i COl'Il> i di trup[Hl, t• da notar-p elle all'inizio d<'l1<' ostilirtù gli ufficiali medici furono anmentati da l a 2 per battaglione, ad ognuno dci quali furono inoltrP assegnati nn caporale aiutante di ~anità e 4 porta· feriti. Cfrra il materiale sanitario in dotazione ai corpi e r eparti, l'espe1·ienza <leille p·re<·<'<l<'uti opernzioni su Ooati L e Scnaf1\ a w·Ya già dimo~t1·ato l'insuffici<'nza della dotazione PN' ogni battng'lione di una coppia borse di ~nnità. di !l ta.f;che di sanitil, di 18 horaccie per portafel'iti. eli 2 cope1·te e di :3 barelle pie~bevoli. Fu fJH'OVYeòuto quindi, in aumento, una coppia <li cofanetti p er al1pini. modificati pe-rò in modo eli<'. t·o lli gli ingombranti c:.u::~etti e ~li ogg"etti. meno utili. ij)Otc~~ero contenere mr<lkinali in RUfficiente quantità e meòkn f lll'<' per cil'ca 1:30 feriti. IA' "<'zioni <li l':anit:ì. qn:mdo fu aumentato il contingente flel corpo eli 1-;JWilizionr, furono portate da 2 a 3, col ·~guente organico: l capitnno l' 4 Ruhnltel'ni medid, 1m ufficiale d'amministrazione. 2 Rottuffida'li. ~ caporali aiutanti farma<'iRti, ~ cnporali aiutanti di . anità. 3 (·aporali infc•rmiel'i. 16 portaferiti, 14 infermieri, , O portatori inclig-rni. Non ij)Otendo n mnt<>riale regolamentare <i<'lln sezione da montagna adaLtarRl ad una <·ampagna. sull'aWpiano, specialmente pe•r le diffico1t:ì delle >ie di comunicazione, esRa fn ridotta ad un tipo ancora p i tì leggero c• eo~t ituita <la 4 cofani e 2 Racchi. contenenti l'occorrente in medkimtli. Rh·umenti ed appm·(l('chi chiruq~ici, oggetti di mcdicatura e vi\·('lri di conforto. Ogni RPzione di sanità era inoltre fornita di 8 barelle pie~hevoli, di 2 cofanetti per acqua, 4 borracce per portaferit i. <la soRtii nir!':i, all 'O<'('Ol'l'enza, con altrettante gltil'll<'. Era an<'om dotata di nna tenda da medicazione, mo<lello O nida (fig. 127).

l


-548Furono assegnati ancora 6 mu letti per il traspor.to del materiale e<:l 80 per lo sgombero dei feriti leggeri; per quelli !Più gravi ~i usa1·ono le barelle pieghevoli regolamentari, le quali però non •resistevano a lunghi tragitti, SIPezzandosi faci lmente neJlla. cerniera artlco1lata, sotto le forti oscillazioni ·llut·ante il t·rasporto. Si dovettero perciò improYvisare barelle, (•ostituite da due lunghe stanghe, tiunite da ·s bar·r e di legno : più frNpumtemente si requiRirono g1li anga1·eb (letti indigeni)- Fu anche adottnto il trasporto su ca.m-

:' . ~. ~ j~... -::-:·;~·~~,. ­ ..· .~· ~~~~:~-}~ .. ~::_

Fig. 127 -

Ttonda. da. medicazione modello Guida (aperta).

melli, a m.ezzo di un basto speeiale con due sedili laterali ed uno mediano ed un'an.pia tenda. protettiva per lo sgombero di 3 malati o f·e riti (fìg. 128) . All'aprirsi delle ostilità non erano impiant.ati ncJ1a colonia cbe a.l cuni posti di medicazione ·con pochissimi letti., un'infermeria ad Adi-Ugri per 10 malati, un os1pedaletto deilla Croce Rossa ad Asmara per 50 infermi, ·un'infermeria a Oheren con 50 letti, un deposito di convalescenza a Ghinda con 16 letti, e finalmente l'ospe· • dale princi,p ale di Massaua, deJla capacità. di 150 letti. In seguito fu inviato a Saganeiti un ospedaletto di 50 letti, e non potendosi costruire nel recinto del forte locali di ricovero per 300 letti, furono ·r eqnhdtc ·diYerse ahitnzioni 1wl villlaggiQ e vennero erette 14 bal'ac<:he « Roma )). Ad A~mara fu aumentata la cnipadtà ·d ell'ospedale della Croce R ossa, :fino a 150 letti ·e nell'interno del


-

;)4!)-

forte fn a11<'stita un'inf<•rmeria di GOO letti: alttn inf<>rmeria <li 300 letti fu impiantata a Ollinda. Finalmcnt<' fn acc·rcRduta h1 <'3padtil dcll'o~pcdale di 1\fa~saua, awrtandola a GOO letti, poi grnclatamc11te fino n J300 letti, mediHnte la l'<olledta coRtruzionc di nuovi

Fig. 12S -

Portantina n•golamcntare t~ 2 sedili laterali ed uno mediano per trasporto fli malati e feriti sn onlnmclli .

ed ampi bara<"<·auH:nti. Infine fn n<lihita ad 11~0 eli oì'lpcclale di ~00 letti la Yeccllia n;.we Saati. I n tal modo l'organizza7.ion<' cl<'i servizi ~anita ri ij)Oteva l'il Pnel· si <'()rnpiuta verRo il ~O frblmlio l ~!)G, epo<·n in cui u i battaglioni mobi1itati ed alle brigate di artigli<'l'ia et·aHo già ,r.;tat i a'5>seg-nati due ufficiali lll<'<lici. m<'ll l l'e ogni t·<·g~imPnto di~ponc>,·a del proprio <"arpitnno m!:'di<"o c del matc>ria1lc F\<lllitario gh\ elen<"nto.


-550 -

I noltre erano già pronte nella zona d'operazione 2 sezioni di sanità ed una terza stava [>er raggiungere il Gorpo di Sipedizion(>, quando per la ribellione di ras Sebath ed Agos Tafari, essendo divenute malsicure le retrovie, il materiale di qu·e sta sezione, unltamente a 10 amhulanzette della Oroce Rossa, oeon relativo perso nale, dovette forzatamente sostare nelle retrovie. Neilla tragica giornata del P marzo 1896 ad Adua il servizio delle sezioni di :sanità non [>Otè esplicare naturalmente tutta la sua attività per la ferocia del nemico, per la r3jpidità con cui si svolsero gli accaniti combattimenti corpo a corpo e [>er la glorio-sa morte e prigionia cui andò incontro la massima parte degli ufficiali medici addetti ai corpi ed alle sezioni di sanità. Gi[L il 7 dicembre 1895 ad Amba Alagi jll tenente medico Iacopetti era caduto vaJlorosamentc a fianco dell'eroico maggiore Tosel1i. Il capitano medico De Michele, i tenenti medici Banma1., Cu(Pelli, D'Andrea, l\!n.glio, Pucci e Pistacchi, i sottotenenti medici Lombi, Altamura, Micdchè, Viglione e Dorato si sacrificarono er·o icamente nell'infausta battaglia di A:dua. E le perdite non si limitarono soltanto al personale, ma anche il materiale deil1e sezioni {li sanità -e dei battaglioni mobilitati rimase tutto in potere del nemico. I nomi di questi valorosj, unitamcntc a ·q uelli dei medici caduti neille .guerre di Crimea (· dell'indipendenza itali.ana, sono eternati in nna Japidc, che fu inaugurata nell'atrio dell'os,pedale militare di Roma il 18 mal'?:O J900. ii1lla presenza del Re Umberto I e delila Regina. \M-argherita (fig. 129). "Nè dobbiamo dimenticare l'opera 1preziosn dei nostri medici catturati da, J[enelik, che riuscì in gran parte a mitigare le aspr.eZL;e ed i òisagi della [)rigionin, di tanti nostri fratelli e ad affrettarne il ri."catto. I SllpCrRtiti 6clla giornata del 1° marzo ripa1~arono nel forte òi Adip:ra t, nll tt·i !';Ì diressero verRo :\fai -·1\fa.rd cd Acli-Cajè, altri infine ripiegarono su Saganeiti, RllhPnclo le continue molestie e le scorrerie dell<' bande ribelli: i niù si rifugiarono acl A{li-tJgl'i. Jn queste loc~dità <'~Si l'iceveftt><ro i primi conforti ed i primi soccorsi e qui vi fu ini?:iata l 'o p N'a eli Rgombf'ro, cffettnando.si il tra~orto per meno di mnletti e di barelli> da Acl i -Oaj~. !per ln, via (li i\fahio, èlir(>ttamente all'ospedale militare di 1\:fa.s saua.. o da Sagnnf'iti e rla Acli-TTgl'i neg'li ~hlbilimenti ~ani ta.ri in~1piantati nel A.c::mara.


-551-

X ella suppo. 1z1on<> clw l'esercito scioano irrompe.iS~'E' dopo la vittoria di Adna. ncll 'interno della colonia, fu dato ordine dal

..

Fig. 129 ..- Lapido in memoria degli ufficiali medici c~tduti nell o gnene dell' indipendenza, di Crimea e d' Africa, inaugnrn.ta. il 18 marzo 1900 nell'atrio dell'ospedale militare di Roma.

comando di abbandonare Adi-Caj è c Saganeiti, c per <:om;egncnza tutto il materiale accumulato in quest"ultima lo<"nlitù per il fun ·


-552~ionam~nto

dt>ll'infet·mc·l'in vernw ~olledtamentc trasportato .ul Ycmw an(')1(~ sopp1·~ì'O il po:-to di medicazion(' impiantato in Adi-Caj<'~ dopo il c:omb~tttiml.'ntq di Adn:1, OYe i p1·ofughi ferHi non solo ebbero l<' prime cm·e, ma fm·ono anche JpvovviRti eli nw1.zi <li traspor·to J)('t' 1\fassaua. Appenn pcnenuta la notizia eh<' H<'1la infausta battaglia del 1° marzo NH 1·imaì'to <·attnrato dall'r~rrcHo del Negus tnt to il materiale d<•lle due sPzioni di sanità al seguito <lc]le tru1ppc ~e· ranti. fu ini1.iata la costituzione di ~ nuove ~ezioni di ~anitù. a das<:una delle quali fut·ono assegnati un capitano me<lico. 2 su· hailtei·ni medid, J caporale, l soldato aiutante e 4 infPrmieri, fo1·niti eli tasd1e di $Hllit:ì P bolTH<·<·<' per portafpl'iti. Fu inoltre stahilito dal <·omanclante in ca1po che n Fmo tempo H;n·cbbero :-;1l:tt<~ dnte le clispoi-iizioni oppol'tune pt>r p1·onedere ogni seziont> di 30 mnl<~tti o muli portaferiti coi rispPttivi conclncenti e di 32 pol'ta· t<ll'i indigeni. ('ontempot·mretlmente vennc~ dispo~to che alla diJH'Ildcnza. di ogni ser.ionP funr.ionHHi-iP umt. ambulan;~;etta ('011 nn medico e chw inf.ermiPJ'i delln Cl'O(:<' Ro~sa. Le due rr:>rimc !';er.ioni :-;pguirono 11' rhqwttive <livhdoni fino ad Adig·rat. dil':impcgn;HH1o il l'\<'nizio di trnsporto degli ammalati dei corpi ai luoghi di <'lll'll: Jn, teJ•za . czione invece, Jton essendo:-;i presentata l'oppot·t nnilà <lcl ~uo impie>g-o, fu ln~data in risernt .-.ll'Asm::H'a. Col movimento d<'ll'in1<'ro Corpo di OQ)Crar.ionp wrso la ft·on ti<~ra nemka. <1\'E>nte l'ohhiettivo di Jilwr·ar•e i b1<><·cati nel fortr rli .\dig1·at. era JH•<•es:::ario <li istituirE' altt·i luoghi òi cura lungo le vie di connmkazione dw <•sso dove,·a· pN·correrP . .l<,urono JWI'<·iò clnl<~ le ne<.:es'lal'ie disposizioni per l 'impianto eli nn'inferuH..riH <li 400 letti in ,\,li -f'ajè c P<'l' riorgHHizzm·c con più limitata capacità <1ue>lla di ~ag::meiti. Yennero i n oltre i. ti t uit i posti eli :-;o<·cor:::o a Rennfè, a ) [a h io, n<l I llalia, in 1: ;1 -:ì ed in Ardlko, r-;ic·d1(\ c·on que~!i ~cnglion;\menti <li mtità :::an i t n l'i<', allo1'<"11<' il corpo eli operaziolli potè impadro· nit·si di Adigt·a1. lo sgomllc•r·o drgli ammalati. e f<'l'iti dw <::i tl'O\'ot· Yano ancora nrl forte potè e.llettnal'si in modo rrgolare ,. s(•nza ill<'01lY<'nienti. Qnesti pmdi di sO<·<·m·:-;o H('ryÌJ·(mo e~regianwlll(' nn· d1r più hll'(li, quando, tr1·minatr 1t> opi'Pazioni <li g·nt>r1·a, fn or· dinata la <lii-iCcsa delle trnpp0 dal l'altipiano in )fa . ~=:aua PN' JH'<'n · dc•t·,·i imbar<·o e rim.patl'i;H·c. L'infpr·nwria eli Acli-Caje ftwzionò ~\~mara colll><'t·:;onale sauitario e di ar.;sistenza a<ldetto.


-

333-

soltanto durante le ultime oper:1zioni; anchc l'inf('l·meria di Saganeiti ('Ùue a d<:overare un not~vole nu.met·o <l'inferwi c bastò con quella di Adi-Caj('> ad a1;si<:ut·arc l'as;-;i:-.tcnza ~anitat•ia alle truppe ope1·anti. }fentt·e ,-,j .svolgeYano le opcrnzioni più 1;0pra accenllaLe sulla fronti<>ra ~ud dell'allipiano abissino, un cor,po di Denis<:i ntt~w<:ò impron·i~amcnte ('n~-.ala. sui p1·imi rli aprii<'. <' contemporaneamente si s\·ol~ ero alt t·e azioni l-ntlla frontie-l'a onst, le quali culminal'OllO nei combattiuwnii di }J.<,<·rmn c di Tucrnf. I n questi fatti d 'arrui j] seJ·,·izi.o sanitnl'io fu (li,-dmpegnato esdnsinuuente ()ai llH)flki dei COI' pi; i feriti JH'T'Ò, ri<-eYnti i primi 1\0<'COl·si, Ycmwro sollcdt:lmente t t ·a~porbtti a ('bcren. dO\'<' il tlirettme <lt>lla locnlP inf<'rmeria <li rpt•csiclio, coaòiu>ato cflkacemcnte (lal pm·sonalc P dalmakrial<• <li un'amhnhmzetta <lf'lla ('rote Rossa, ll!PJH'ontò <'011 f';Oil edtndinC' i locali tH'<·<•ssari p<'l lot'O rieo. Yet·o c p1·onide alla loro assist!'nza. Dm·aute le opC't·azioni di g'ltPna, non si <•hl>ero mai a n·rifkare ingombri di nmma1ati r fpr·iti nei htoglti eli <·nra (1rlla Colonia, C'R~<'ndosi pl'.OVV<•dnto OPiPOl-tmunuenlt> a Ila loro dis!-wminazionc òni posti aYallZ<lt i fino a ~Ins!';a na. e <ln )fa!'saua n C'gli o:-JH>tlali d 'Italia, ]H'l' mezzo <l i p i ro.scafì noìegg-iati. che le autorit;\ militari flu·ono 1;01Lo('{·ite di tenere ~mpt·p pt•onti ilWt' og-ni csig-l'uza di ~gombcr·o.

~i sa <·o n certl•r.za ('bt> m o l t i <l<'i mm·t i r ft>riti non fn t·ono 1\emplicem<'nte Yittiw<• dc11e armi da fuoco, di sYariato <·alibro, e dell<' nt·mi hi:uwh<' 111;ate in <·omhattimento <l<lll'<>sel'<:ito sdoano, ma furono anche sol toposti all<' più nefnnde r-;rvizi<' pt"r ln f<'rocia r1t>il ncmi<-o, <'he inveiv;~ sui <·a<lnti C' li hu<·i<lanl, pC'r Jn. barbarie delJa <':IYH1leria Hal1la d1e li eYil'ava. per le l<'g-gi abis~inc cbe, l'iten<'ndo l'Pi <li diset·zion<:' e òi tra<lim<'nto qtwlli che eli t·azza nera. non aY<',·ano ri.<:posto al ('hitet <'<l aYeYano illYE'Ce combattuto eon g-li Clll'OJ)(' Ì. li condanmtvano NH1 ,~-;omma•l'ÌO pl'O<'eclimctllo g-iudiziario nl ln mntiln zio n<' Ò<'lla mm1o {l N< tra <' <lPl piede si11 i!-ilro. E se una Ìl'<'ntina eli <'Vi t·:di italiani C' sri indig-C'ni <' viù eli qnattro<·C'nto mutilati tutti ÌlHlig-eni potProno por:::i in sal>o nC'l f <' rTitorio della Colonia e ripat·nre nei nMtl'i ]nog-hi <li <·ura. altri nunH:>ro~i~simi rhllaRero Yittinw sn[ <'nmpo o, ment·r<' an(l:wnno il1 <'<'r<'a di nsilo, òovPtlero soc<'omhNe p<'r <'mOrJ•agia o ywt· man<'atlza, di alilllenti <' di as><iRtenza l1P<'<:'R~ari.

l


-554-

Tenendo conto del nume·ro dei caduti a cui fu data pietosa sepoltura nei campi di Adua dalla colonna comandata dal tenent-e colonnello Arimondi, si può dedurre che Ila cifra dei morti italiani nella giornata del 1° marzo fu approssimativamente di 4.152, e ~ponendo in raffronto questo numero con i nostri 12.450 bianchi · che combatterono sulle alture e nei valloni di AJdua.., si può desumere che le !Perdite fmono nella pl'oporzione circa del 29,4%. Non v'ha dubbio che pel modo oon cui si svolsero le fasi òei vruri combattimenti suocedutisi durante questa guerra. d'Africa, per 1le for1.-e sem,pre ecces.sivamente prepondera.nti del nemico e per il suo ·obbiettivo di distruggere in tutte le maniere il proprio avversario, solo pochi feriti poterono sottrarsi aUa sua opera devastatrice; è quindi da rit·e nersi che si siano posti in salvo unicamente i più leggeri e quei pochi che, quantunque in gravi conòizioni, ebbero in aiuto fortunati eventi od un'eccezionale forza d'animo, congiunta a non comune resistenza organica. Dal lo dicembre 1895 al 1° giugno 1896 furono comples-siv;.~­ mente curati negli stabilimenti della coJonia 13.196 ammalati. ital iani e 3.521 indigeni. <Se in a.prile ed in ma.ggio erano mobilitati, in Africa, 25.000 soldati italiani, pure la forza media nel periodo di tempo suaccennato si riduce apjprossimativame.nte alla cif.1·a di 14.700 e quindi si ottiene la elevata P'roporzione di 89 ammalaLi ,pel~ ogni cento uomini. J•er gli indigeni la forza media approssimativa si può calcolare di 7.:.WO, e siccome gli infermi nei sei mesi furono 3.521, si ha una percentuale di 49 ammalati. Da ciò si deduce che la morbosità delile trumpe italiane in Africa fu molto più elevata di quellfL degli jndigeni, come a priori si poteva prevedere. Risulta inolt·rr dall'e.csame dei •rendiconti nosologici, che, per quanto riguar·d a le malattie mediche, ebb-ero !Predominio, per il numero, le febbd effimere rcumati<-:he, i catat'ri gast•r o-intestinali, le febbri da nutlaria e per ·g ravità le febbri tifoidee. Soltanto in Adig1·at si ebbero drca 1500 casi , con 6:l de· cessi. Quantunque le nostre tr1l1ppe avessero per la maggior pa.r te soggiornato temporaneamente in 1\.fassaua, tuttavia, per le gravi fatiche sostenute, per la difficoltà degli ajpprovvigionamenti, per la mancanza di a.d eguato d ,poso, quelle de dovettero 'Sostrure più a lungo diedero un not-evole contingente di malattie che ricbh! sero il ricovero in ospedale e furono spesso motivo di rimpatrio.


-355 Alla malaria furono esposte Je nostre truppe per i concentramenti resi nece~. ari dalle operazioni di gn<>rra in Saati e Sabargurua, doYe regna endemicamente. Per diminuire i danni ~i tale infezione, si usar·ono la.r gam<'nte e con profitto, dei preparati di cbinina. sotto fm·rna di vino o di rhnm chinato, alla, dose giornaliera di 30 centigralJlmi. La febbre tifoidea, eli cui n<'l 1, 94 in Eritrea non <•ra. ~ tato accertato neppure un ca~o, comin<'iò n manif('!:;tarsi per ignote cause nei mesi autunnali del l 895 e m'ebbe in seguito in modo all;nmante, tanto da l'appresental'e Jn. forma morbosa. jpiù grave e più micidiale per Je no tre truppe, ed anche .. ebbene jn minor g1·ado, per }e indig<'llC, che pa l'C\'a in prindrpiC' fO!i:8Cl'O r e fr'attarie. J1 predominio (]('111<' febbri tifoidee troYa ~piegazione negli agglomeramenti di truppa ·1·e·s i necessari (!alle OJ)('r·azioni militnri, e seglhttamente nella. consicl<'re,·ole mortalità delle h<'!'itie da soma, camme1li <' muli, Yerifìcata. i in tutte le zone della colonia. ed a cui fu data sepoltura solo in minimn rparte: ciò ehE> fu causa clE>ll'inquinam<>nto del tPrreno e<l<'ll<' acqu<'. Difntti l 'infezione tifoiòea diminuì non apipena fu ol'Clinntn dalle autorità milit:N·i la cremnzione delle cal'og-ne, ~parse ovunque attm·no agli accampamenti. In rapporto nlle feJ'ite riportate in ~llC'rra. t anto da~li italiani com<' òagli inclig'Pni. ci limit<'r<>mo ad arr<>nnare che riellie.csero 196 inte1·venti operniivi, pratkati nelle inf(lrmerie di Adig·rat, Asmara. Oh<>ren c Gl1i1Hla e lWlil'ospedalC' militare di }Jassana. La gunrigion<' dei numerosi amJ1n1ati avvenne costantl:'mente per 1prima lnt('nzione. e "i potè ottC'll<'l'e nei nllllilati del pi ede per opern (lf'l nemico un moncone l'icopcrto di ente', anzichè una cicatrice poco solida e fndbnente esulc{'mbile, conw Rpe-Rso s i verificò in quelli eh<' si er~mo rifiutati di soltopor~i a<l atti operath-i. )ferita qni ili <'·.!'ere rkcmlata l'attid~-;. ima opera chirurgica espletata a fa\'Ol·e <lf?i mutilnti di Adua dall'allora magAiore ll1Cflko r... FcJ·· 1·ero di C'nvallerleone, che fu altamente 31P Pl'ezzata da S. K il generale Ba](li~s<'l'a, cornanllante in capo. e 1·iconosciuta comE> il maggiol· co<>ilìcicnte di Jli:'IH?trazione pacifica fra gli indigeni. ~\.nch<> 11:' malnt ti<' Yeneree diedero un <'Onting'ente ahl1a~tanza ekvalo e furono (li f1·c-quente motivo a rimpatrio. L e malattie oftalmidH', quantunque non molto frequenti, l'ichiamarono tuttavia !] 'attenzione degli nfli<'iali medici. e se si ottenne la guarigione nel maggior numer·o <lei casi. I'Ì<'hi escro anche qualche Yolta. il


-

;);)(j-

ll'lL"frl'imento dei malati negli Of-1pedali d'Italia pt>r gli o,p portuni JH'O\' Y<·dimenti medico-lega li.

11. -

CA~Il'AGNA

COLO~IALID DI LIBIA

( 1911 -J~).

~el settembre del 1911, l'Italia, allo scopo ùi tutelare gtli intere8 ·i dei nostri connazionali emigrati nel nord dell'Africa nella •asta. zona libica, dominata <!all'impero ottoman o. comprel'a fra la 1.'tmi~ia, conquistata dai France- i nel 1888 e l'Egitto, occupato dagl 'Ingh,si nt>ll'anno successh·o, intimò al sultano di sospendere l'indo di m·mi c munizioni. sn qtwlle <:oste, mn, in scguHo a deciso ri fin t o, cd c~sendo contiuuato il contrabbando col pit·oscnfo Dcrna, l'Italia. <:OnYinta cl('i ~o<uoi lllnl uri <li·ritti .sul l\'l cditeL'l'Ull<'O, inviò uu C01·po d'armata di spedi:l.io1W al comando del gt>ncrale Cane>a, dtc, slnncat o sulle coRte afrktuw, occnjpò in (J)Ochi giorni le città di Tl'ipoli (:)ottobre). Homs. Derna, Bengasi e Thanma, con Yltt.oriosi <·omhnttimenti iniziali a 'l'l'ipoli P<''' opera spedalmcnt<' della R. Mal'imi, al <:onwndo dell'ammira~lio Cngni ed alla Oiuliana, pre!-l~O BPH~a~i, con le truppe del g-enrrale Ameglio. Hi~tematf' le basi <l'opei•azionC' ~ulla costa, e ,,·epres!'o il ~3 o t . tolJl'c n Rdara-Sciat 1m tC>ntativo <li rivolta-' cl<'~li A1·n.bi cla parte <l<'ll'll" bet'~-<aglieri, dlr la!-<ciò ~-<nl rampo 5 ufficiali <' :iOO sol{l;lti fra m01·ti <' cliNpersi ed ebbe 4 uilkiali e 163 militari di t 1·uppa fel'iti. clo1)0 a lt l'i l'<:ontri sanguino~.;j n Ri(li :.\fe:-.sri e acl n enni del :!() P domata nn'altra ~ommossa ad Homs. il corpo di ~pcdizi01w con nuo\'i l'infoi'Zi giunti dall'Italia il 4 dicembre <·onqnistò .\in-~ara c su<·<·essi>amente fn rompl<>tata ]'O<'<'npazione d<>ll'on~i di 'l'ripoli. Xrlln primaw1·a drl HH~ nnn di>isione. nl <'<>mando del geIwralr (lm·ioni, sbarcò a 1\Ja<·nbrz al confine tunisino pC't' repl'i· 111<'1'<' i l <·<mh·nbbando di arllli al n emiro, e con una. set·ir di felici, OJWl'lll'.ioni JWll'agosto seguen1<' fu oc·r npata. Zuara. l n segui lo un'altra. divisiOJH', agli ordini <1<>1 p;enNnle Camcru11a, concrnista,·a )risma t n. rel una <·onclotta <la l ~<>ne• ·a le Anwglio il l G maggio. dopo la YittorioF-a battaglia di Psithos, prenclenl posspsso defi· 11itiYo eli Rodi e delle isol<> atti~uc• {lf'1 dodecannel"o, lllf;'Jltt·c la R . )f~l · rina :1tHllH·Pmrnte opeJ·a,-a il 1·aicl dei D ar·lan<'11i. XC'l fi'fltt('mpo il l~ ma1·zo J9J2 in C'i1·rnaka F:i !'YOl'e l'ar<'anito <'ombattimento !l('lle Dn<> Palme nei dintor11i <li BPngal"i, con 1lOCh(' pCl'ditP da


-557 -

parte nostra e 2.000 morti nel campo nenlico, e nel settembre altri soont·ri avvennero al sud di DCl·na. Finalmente, per l'insul'rezione balcanica, la Turchia fu obbligata a chi·e der )31 pace, che venne conclusa ad Ouclty, presso Losanna, il 18 ottobre : ma gli Arabi non desistettero d01po ciò dalla resistenza in Libia. Nella successiva primavera del 1913 una colonna guidata dal generale Lequio, conquistata Assaba, raggiungeya nell'in temo la 1più lontana regione del Garian c nell'estate seguente altra colonna condotta dal generaJle Miani IJ)roccdeva all'occupazione del territorio del Fezzan, che si fu costretti poi ad a,[). handonare alla :fine del 1914, epoca in cui scoppiò la rivolta araba in 7;(m·e diYerse della Tripolitania. movjmcnto che anelò inten~i­ ficandosi a tal punto che si fu obbligati a ritirarsi dnlle posi1.ioni interne conquistate ed a •r ipiegare nell'estate del 1915 stilla costa~ mantenendo soltanto Tripoli ed Floms. In Cirenaica invece la Ritna zio ne rimase pressochè inYa>~'iah.J. Nel 1922 vennero felicemente iniziate le operazioni IPer la. riconqnista ·d ell'interno con una succeBsione di flttacchi. fortunati condotti :fino al 1!124, che tp ortarono alla rkonquista di tntta l:L Tripolitania, occettuato il Foezznn. Nel f<,bbraio 1026 l'occupazione di Giarab11b nUa frontiera jnglese <·onsolidò l=t situnzione anche in Ch'enaka, la quale, con a.l tre opernzioni abilmente condotte in qnf'sti ultimi tem1pi, è andata, com[Jlctamente f>istemandosi, come la. T·r ipolitania.

* * * Espol"lti così pe1' sommi capi i più importanti episodi della guerra lihka.. ve{liamo come furono organizzati i f'lervizi sanitari durante l<> operazioni. Fin Ja11o "Bharco del corpo òi l"lpf'<dizione cominciarono a fun:d<!·n are a Tl'i!Poili per il ricovero e cura cl<>i feriti e degli infermi di malattie comuni tre o~1pedruli da ca.mpo da 100 letti, unitamente a due Ol"lpedalettt da campo ·s omeggiati e ad l os[ledale di guerra òf'il1n Ct'oce Rossa; nonchè l ()!';1pedaletto dn campo da nO letti di isoIn mento IJ}er servir-io di lazznretto. Scoppiata poco ·dopo l'epidemia colericA~, .s i dovettero nnturalm('nte aumentare gli sta bili menti sanitari, e pertanto nel mese di novemb-re furono impiantati gli ospedali territorinll i nn. 1 e 2, (' alla cura d·e i colerosi vennero


-

338--:

destinati un ospedale da. <:ampo {lù 100 letti, ~ o ·pcda letti da. <·tun1po da: 50 lelti, :3 ospedai]i di gu<'l'l'a della Croce l~os~a , cou 3 lazzan~tti, che furono così dislocati : uno nell 'm·fanotrofio ferumini1c iu contrada Dahara, uno a Hdara Said ed il terzo a Rtb el (lclid. ln comple~~o. ~"<i ebbet·o di~ponihili fin dal ruese di nowml.n·e !Hll circa :!.:wo poFiti-lletto. Jl Com:1ndo del <:Ol'PO di occnpazionc, preoccupato in seguito per il numero sempre crescente di militari che rimpat,riayano per ragioni di salute, <li~pose per la <'Ol'<tit uzione di un ricoYero di conn1lc~enti a Cara<'ol, luogo molto l'alnbre. ndihendoYi alcune unità sanitarie della ('roce R osF;a; a questo depogilo si iiwiarono i malati clime::;si <lai luoghi di curn, pci quali si dteneYa sufficiente nn breve l)C'•dodo eli ripo~o, ])l'ima di riprC>ndNe servizio nei a)l·op t·i rQparti. .\lla. partt>nza dall'Italia le din-1·~<' unità JO:anital'i<>. oltre chr delle dotazioni l'Pgolamt>ntal'i, fu l'ono JH'on-iste di nna sufficiente quanUtil di medkiunli. apparecchi C' strmuenti chi1·nrg-ki e mate rin le <li medicazionr P di ~terilizza;,ionC', filtl'i. appn l'C'<'<· h i portatili, tipo F('l'l'f>l'O <li C:wn li C'l'leone, 1per rn<lio~copht e mdiog-mfia. tasoli ~)Cl' i11lenenti opct·atol'i, stufe 11ocomobili pE>r diNini'C'?.ione. caRR<' <:Oll!ol<'l'Ya-g-hia<'do. impianti IJ)Cr illuminazione ad ac~tilenf'. m<'zzi di rkoYero di nu-io tipo. ecc. D<>i d n<' galline t t i di batteriologia e <·himica da cnmpo inYia ti n Trii]ìoli. uno chlw 1Jc dotazioni r<'g-olam<'ntari ~tabilil<' per Ja (lirczionc di sanità <l'.-\ t·mntn; pe1' l 'a1lt1-o 1la suptpellettilP fu fornita dnlln Ranit:1 puhhli<-n. Jl depoRifo ft\':lllzato di mat0l'inlC' sanitario yennc> <'ORtituito con tl'e ~e7.ioni eli <lC>po~ito aYanzato eli corpo d'ar mntn e due j';ezioni di materiale wte1·inario. fl rifornimento cl t'li(• d(\t:lr.ioni ~a nitarie r]a11 'Jta li a fu e!-:P~nifO tanto peJ·iodicamrnte seeondo ~C' norme regolam<>ntari, quan1o Atraonlinariamentc mN1inntP l'icldC>~t e ~~pedali : c><l il servizio 'POli?' <lall'Intendenzn e~o:~<'rc • ~emprc n~Ai<'nrato largamente. Oltrr le ne<·esAarie provviAte fli medicinali. fli og-g-('tti di mNli<'atnra e di nltl'i materiali !'ianit:ni. Ri inYiarono num·e Rtnfe 1o<'mnobili di dis in fcziouc, altri appnn•cclti per rad ios<·opia e ra diogTafìa, . terilizr.atl·id, medicature tipo ~chimmelhnl<'h. casse comwrYa-ghiaccio. filtri, po111pe per clisinfpttanti, ebollitori <' potabili't.r.atori. L'Ppi<lf'mia, <'olcrka. {liffusaRi t'f\~)i<htmrntc un'inizio delle ostiqit:ì, <' lr infezioni tifi<-lle ricbieRrro lwn pn~to, per la, sle1·ilizzazione


-559-

delle acque, mezzi più sicuri dei filtJ•i. Perciò nel dicembre fu impiantatQ un eoollit01·e capace di 80.000 litri giornalieri nella rpiazza del mercato delllo sparto JPer le truppe, ed un altro in quella del mercato del pane per uso della popolazione. Nel mese di aprile 1912 si l]) Otè clispovre di altri potabilizzatori rota Liti, che funzionarono nell'Qs,pedale territoriale n. l. L'importante servizio del ghiaccio fu assicurato da1pprima oon Qa produzione locale, completata con ped<>diche spedizioni dall'Italia; po!':cia, mediante convenzione stipulata con la Sodetù delle ghiacciaie riunite di MnsRaua, si conseguì un rpiù regolare e completo approYYigionamento. Cil·ca lQ sgombero dei malati e feriti, il trasporto dai vari reparti agli ospedaU fu eseguito ordinariamente con le ca·rrette alpine delle -sezioni di sanità, sufficientemente adatte a.l terreno sabbiQso. Gli a.utocal'ri e la ferr<>via elle venne impi:mtata, fin daJll'inizio con !':Ol'lpl'endcntc rapidità furono utilizzati per il trasporto dalle zone più lontane. Lo sgomber<> in Italia da principio fu fatto su la·rga, scala a causa della, limitata capacità. di ricover<> (Ielle unità sa,nita.rie; si fu perciò cost1·etti a rinviare in patria molti mnlati che effettivamente non abbisognavano di lunga. cura. o di lunga licenza. Dalla seconda metà (li novembre, con l'aumentata capncitiì degli stabilimenti e con l'istituzione à Ca1·acol del de1posHo eli convalescenza, si riuscì in gran parte ad eliminare questo inconveniente. Rig<>ro~e mistne prQfilattkhe furono adottate per evitare il prO!pngar~i {li ca!':i <li colera frR i ·l 'impatriati. e si ordinarono visite scrupolose ·c per tntti i proiPORti IP<"l ,r impatrio fu preRcritto l'esame delle feci. InQlhe i oeonn1lescenti vennero tutti indistintamente inviati ih osservazionf' all'i:;;ola delì'A~inara. L'imbarco deg'l'jnfe·r mi Ri eseguì regola-rmente mediante rimorchiatori e imba.r cazioni delle navi-<>spedale, talYolt:-t anche col coneQrso dei mezzi portuali drlla: R. Ma·l'Ìna o dell'Intendenza del corpo di speclizionr. Le navi-Qsp<.'dal e destinate al rim1p atrio dei malati e feriti furono quattro: il Re rl~Italia e Regina d)Itctlia) allestHc aill'atto della mohilitaziQnr, la Regina Margherita l]_)rcpara.ta dal Sovrano Militare Ordinf' di )l'alta. con 200 letti, e infine la Menfi) arpprontata dnl[a. ('rore Ros~n con lflO !letti dapprima e poi in seguito con 250 (fig. 130).


-

5ù0-

In COlli pl<~~:,:o . il mo,·i nwnto di 1-'~om bero <l<• Il<> naYi cl a Ila zona eli Tripoli ngli osp<.'dali <li I·isen;l alle.;;titi in Tfnlin, Ila! :!~ otto· IH'c HH1 al :n maggio 1!)1:.!, :tnuuonfò alle seguC>nti cifre: 1Jilkiali: feriti :12, mn lati 21J, connllesceuti {li ~colera 4: t1·np:pa: feriti 905. mnlati (514:!, ronvah'sc·pnti di colera (i:!3, con un totale di ~):)7 frriti E' G!l 2 malati rimpatl'iaf i. Le condizioni di ~nlnte del corpo òi Sipetlizion<' f::Ì mantrunri·o in gencl'alP nhbaRtnnzn I'Otldisfac<'nti. A eiò <·ontribuiJ·ono soprat· l n tto l'a limcntaziour <'O~ t nntE'ml'Hl <' ottima, and1e quando erano

Fig. 130 - N:w&-ospedale ::\fenfi : un reparto nel salone di poppa.

diflkili g-li Hùm·ehi dei ,,·ifor·nimenU, l 'adatto \'Pkfim·io e la scL·upo· losa, Yigilanza igicnka. Infatti la 'JWl'centualc dei rko\'etali nei luoghi di cu ra (eccetto i coleroc:;i), c he nei mesi ùi noyeml}l'e c di dkcmbr(• <1<•1 lHll C>ra dPl O.~o IPCr cento in rapporto alla fonr,a, pre· S('<UÌC, dii"('(\-;(' al 0,1~ ]lP!' ('PllÌO in fclJUl'fliO U)l~, ]W'l ' elevarHi n l 0,20 pN· cento JWl mese eli upl'ile. Tali difh'L·enze den)llo quasi P~lusiva · mente attribnir5:i all'<>ud emia malarka. la q1n1le dominò durante la stagimw i m·ernale, ed a Ile affC>zioni in te, ti n al i, eh e si ma n i fel'ìta rono <·oi pl'imi <'alori (l<>lla stagion<', fin dall'arrn·iJ<'. Conl'lidPI'ttta la maJwanz::t di qnal-Ria::;i org<1nizzar.ione <li IJ)Oli7-ia ~anHaria, anche nHlim<'ntale, <' cli mezr.i atti a eombattN't> l 'epidemia <>ol<>rien, l'aut01·itù militnr<' a\·oeò a ~è ogni compito, rprov>edendo con pet. onale <' matel'iali propri nlJe prime esigenr.e p er


-361la ricerca dei colpiti dal motbo nella popolazione d\"ile, al risannnwnto della città c ali 'impianto di luoghi <l'i,o.;ol<tJlH'Hto e di cuta.. l n Località adatta pl'<'H~O la spiaggia venne appr·on1 ato un ospedal e IPer malattie (!Ontag-io~·w, un retparto [)Cl' isolam<>nto eli malatti(> infetth·e, una sezion(' per· di~infezionc ed una per ~"<ervizi g-<>ncr·ali. Rpe-ciale cura fu rh·olta al I'ÌH<lllamento ed all'aumento della dotazione indhidualc d'acqua potabile. F11 rifatta la conduttura delJa. B u-::\leliana, la quale fu in grado di fornire dalle :iOO alle GOO tonnellate d'a<'qua al g-iOI'IIO, che potè esser<> attinta, oltre chc dalle qnattro fontane già e. i~t<>nti, anche pres!':o 2;) fontnnine, (•be furono fli~t rihnite nelle vari P zone d<>lla città. Apposita. commi~Hione proYvi(lr allo studio di l'ÌH:uuuncnto (]elle a-cquP cl<'i pozzi òCille oasi, tl<'llr dstet·ne e d<>i Jìozzi in cittù.. ·<" fu inizinta la <'Ol'ltrnzione di nn gr·ande sl':'rhntoio fli :!000 mrtl'i -cubi, il <Jl!Hlc potè <'!'sere alimenfèlto tnnto da1la rondulltrr·n d(llJa Bu -Meliann. ()nnnto da un (Ustillntore. In pari t<>mpo l'ufficio del g-cnio ~turli1) il progetto di <'OlHlnttura della sor~r<'llt<' ITè1midié, della portata di <'in·a 300 tonlH'llntc nelle :?4 ore, <'~<'gn<'ndo la presa alquanto 11iù lontano dalla . ping-g-ht '})Cl' ~?vitar<" l<' infìltr·nzioni d'acqua mnl'ina. Le di:;;infezioni mhane fmono eReguitc <la ~'(!lln<h<" di disinf<>ttm· i, formatr ila militi (]<'lla f'roce Rossa e cla irHlip;<>ni, ngli orclini eli un ufficiale rn<><lko. n scryi:do sanitario <l<)V('ttc n~snmf'rsi '()l'l' ragioni eYiù(lnti <'li pr·ofìlnRr;;i <lnt> altrf' mmtsioni, aventi più ~h'ctta n l ti n enza. <" do<\ l n nettezza dellf' stra <l<' Nl il scrvizio mor·tunrio. E l'arma d<'i f'arnhinit"l'i Renli coop<>rò <'ffiraccmenfe nelle rir<'I·<·he dt>i mnlnti ~ontagiosi f' rper il loro traspm·to nei lo-ca1i d'i~olHmt"nto . 11('11<' di. infezioni pubbliche c rpl'ivatE' e per l'esplicar.ion<' d<>l servizio . anitm·io nei fondnk e nell<' mo!':<'h<'(l. f.' o!'lì. si~tt"mati i se n· i zi più hnportan ti, !'li pr()('('(l<'tte al risnnamcnto dei locali <'Onfaminati. I fonduk P l<' mo~di<'P, dove era scmpr·e agglomPratn, nnll: folla misera,bilc <' <'Pnriosa eli n·r abi, furono !':g'Omberati e aN·urntamente clisinfcttati. T caflavNi trovati nhhnndonnti furono intcl'·J·ati: i ma-l ati fm·ono tr·n!-;,p orbtti neg-li o. pedali. mentre gli inòid<lni ri<'onosdnti sani furono softo:posti :1<1 nna rig-oro~a pulizia p<'t'!'Onale. con ri<·nml>io <lrgli abiti, e isoJati in ~iardini redntnt i fuol'i della città, oYe fnronò convenientemente nutriti, allo~g-iati e CUI'ati sotto Ja ('onti nna 'igilanza sanibni<1. Furono inoltre presi accordi con l 'nntoribì comunale ·e :~o


-

5G~-

fatti Rgomber;n·<· alcuni att<.'ndamenti di brduini nomadi H('('ampati in vm·i luoghi della <•ittù, intemandoH in haracdw appositanwnte <·ostruite: e l'nutol'i(à comnnaijc ehhe cura di- provvede!'(' al ne<·<>~ ­ ~nrio so tentamento. i organizzò infine la diRinfezione -.i<>temntira delle abitazioni, dove C'l'ano Rtati ac.certati caf'i <li colc1·a e si <'l';e ~ui la nette-zza. accm·ata de~li anti<'hi depol'liti d<'ll<' hnmondizie e dei matC'riali eli rifiuto. Fmono pl't'Se le più severe misure pel' impedire ln (liffuf::ioue dell'infezione fra i ·reparti di trupJ>a. Il primo ca -;o nell'P"errito "i manifc>~tò il 1 ottobre in pcrt::onn, di un Roldato del G0 fant('ria; a'ltl'i se ne verificm·ono, in numero sempre creR<·c>nte, ~pecie (l01po H combattimento e la rivolta del 2~ ott.Qbre, per le 'icenM clH• ne ~cguiroJlO. I gr·avi serYizl, cui ln tl'U[)p:t fu adibita in queHa ci·J·co• tanza per l'epurazione dell'oal':i. l'inumazione di molte centinaia di cadaveri ed H rif::anamento del campo di battaglia, po::;f'ro inevitabilmente i nostri ~oldati a contatto con luoghi, gent('. masfwrizie e altri mate1·iali infetti. E la diffusione fu in particolar morlo influenzata dall'oc.cupazione da partC' delle truiPpc di localH:ì. primo1 abitate da ara bi e hll'<·hi. fra cui il morbo infieriva. !';Oprattnt t o rrei co1~pi dislocati nell'oasi orientale, dove l'~pidemia continuò a difl'ond('l'f::i con una <'<'l'ta gra\'ità, mentre la 7;Qna di ponrnte I])Otè ritencrgi anche, per quanto rigual'<hWa la po.polazion(' araba, immune fin dai primi di novembre. Le principali mi. ure profilattkhe a{lottate dalle autorità <:;anitarie per la r<>pre..;;;sione dell'epidemia colerica si IPO!>;~ono co"ì J·iassumere: cura scvel'issima rleilla pulizia pirsonale e ùel1'igiene deg-li alloggiamenti; <li. truzione col fuoco dei mate-riali ~li rifiuto e {Ici campi .sgombeJ•ati dagli indigeni; <li \'ieto <li entra·1·e nelle <:asc abbandonate, di frequenta·r c le osterie indigene, di acquistare cibi e bcYande dai rivenditori ambulanti, di mangiare frutta, verdure crude e !'!PCCialmente {ln.Lleri; bollitura, o steriilizzazione (]('ll'acqua. con l 'aggiunta di mezzi correttivi (anice e limon('); pl·otezione dal .f reddo; pel'lustrazione diligente delle adiacenze <lei campi allo scopo di pL'ocederp alla sepoltura dei cadaveri, eventualmente ancora allo scoperto, (' di di~truggere i materiali so petti. Nel -settore orientale, cbe fu il più colpito dall'infezione, fu rono !Più rigoro:;amente ed i11tens:nmcnte ap 1llicate le misure igièniche preventh·e; e pokhè pal'ticolarmente infetta risultò essere la


-

36.3-

zona della linea -<H llennl, Yenne dal comando ritardata l"avanzala delle tru]J!pe iu que:sla regione. Dai l'ilievi :stati:stki della relazione stori<.:o :sanitaria risulta de iuottobre (dal18 al 31) si cbbe·ro 1GO ca~o;i di <·olPl'U. con 29 morti (dei quali 148 con~::> decessi dal 26 al 31), in novembre 803 con ~69 JHOl'ti e in diccmln·e 11:5 con 3;:) morti. L'ultimo cal'o si >erificò il :27 dicembre, sotto la qual data il totale complc:..sivo dci due mesi e mez7,o circa di epidemia nel corpo di spedizione, ammontò a J O, O {'asi, con 333 morti. L 'infezione rualarica fu diffusa specialmente durante la stu::ione delle pioggie, dal novembre 1!>11 al febbeaio lfl12. La febbre tifoidelL compar·ve fra, le truppe fin (lnJ mese eli ottobre; a tutto mm·zo 1912 i colpiti raggionset·o la, cifra eli 3:)1, poscia. la morbositù. aumentò (si ebbero llù <·asi in aprHe c 12:) in lllaggio), senza assnmc1·e IP<'l'Ò carattere v<-ramenle epidemico : la. mol'lal]ità più eleYH la '-'Ì ebbe nel mese di aprile (:!::l decessi su 11ù colpiti). C'ansa non ultima di (Juesta infezione fu la trasgr~sione (]a parte di quakhe !';Oldato. nonostante le mi!';m'e prese. di aT"erc heYnto tal,olta l'acqua d<>i pozzi clell 'oa:-i dichiarati non rpotabili. .\ltra causa <len' ticercarsi nella di:ffkoltù eli ottenere la sollecita <li!:'trnzione dei rifiuti organici. Dc,ono in(jne aT"<'l' contribuito il <·onsnruo di generi alim<>ntari acquistati dai riwnditori ambulanti, non 1protetti daJlc mil'iacli eli mosche che inf{'Rta vano la zona e so· prattutto le faticl1e, Ju, vita prolungata e clisngiata in trincea c, ·forzatamente. l'insuffici<>nLe cura, dc11a rpulizin pcl'!-;Onale. Xel 1912 e nel Jfl1:~. clurante la guerra libica, la vaccinazione antitifica fu introdotta nel nostro esercito, per inir.iativa di R. E. il tenente generale me{lico L. Ferrero eli CaYallerle-one, ispettore capo di sanità militare, ~-;p<'cie fra le truppe operanti; fu IPOi resa obbligatoria !pE'r tutti i rcpnrti con la legge 29 mn1·zo 1917. Le prime Yaccinazioni furono fatte con T"accini ac(JUORi, con mat{'riale IPI'epa.r ato, sia col metodo <H Wl'ight-Leisbm:'tn, di Pfeificr e Kolle, <"be con quello alil'ct<'rc eli Vincent, 1p ratican<lo tre inier.ioni sotto<'Utnnee successh'e, con l'intervallo di d rea :-t>t te giorni l'una dail'altra. T risultati allora ottenuti furono ottimi. come riferì Jo ste~!';O generale Fcrr<>ro di C'avallerleone, poicl1è di fronte ad un:t mo1·talità del ::l5.3°f... nPi non Yacdnati. si sceRe al 7.~ % col Yaccino ti po Kolle-Pfeiffer ed al 0.30(, con quello tipo Yincent. Xon !';i ebbero a Yel'ifknre focolai epicl<>mki eli òi~l'iE'nleria, ma


-

364-

solo qualche caso spora<lko <.li cnt<•roçolite di~:>-senfel'iformc c non si manifestò alcun caso di :s<:orbuto. Delle malattie contngiot'òe endemiche nella popolazione, quali, aù p~-;empio, H tifo esantewatico c ln febbre ricorrente, pochi casi si riscont1·arono fra i soldati: e dò ~i deve alil'ocuh~ta vigilanza ed ai rigoro~i pronedimenti igi('nid ndottati per impedirne ht diffusione fra le 1ruppe. Cosi pure rati fm•ono i colpiti da febbre mediterranea. Per la diftsa contro il V'ainoJo vennero rigorosamente c8cguite la Ya<:cinazione e la limccina~ione di tutti indistintam<•nte i mitibui !o;bm·cati a Tripoli. ('oJraVYicinarsi ·della ~tagione calda 1predominarono le affe;r,ioni f<>bhrili ·del tubo cligerC'n(e e le dispepsie : si aggiunse anche una f<H'ma. Htero-epi<lemica, che non ebbe però cste~a 1liJl'usione. Le afl'czioni oftalmiche furono ii>Oco frequenti fra le trU:ppc, sebbene foN~ro d~ffusissinu• nella po[>Olnzione indigena,, sp('Cie il tracoma. l~j da ricordare a questo riguardo che tu11i i militari furono provvisti di occhiali per dife. a dalla sabbia e d:1lla polvere. La cifra dei milita1·i afTc>fti da malattie ''en N'N' fn più elevn t a nel primo periodo delle operazioni, in cui e~senzialmente prcdomin:H'ono le infe;r,ioni contratte' in Italia. Il scr\'izio ~crupoloso <li IPI'Ofil:J~Ri celtica, rapidamente' organizzato in Tripoli, <·ontribtù ~··a tHl enwntc a diminui•t'e il nmncro delle afTezioni, $;pecie qtwlle Rifìlil iche. Pcl' quanto ·l 'ignal'(la i fC'l'iti (li ~uerra, è da l'ilC\:lt<' <·he si ebbe nna forte qwcvalcnza di 1 t·anmatismi gravi : un fC'rito leggero su h·(' ~··:wi. Questa elf'vata pro:porzione deve essenzialmente attrihnit·si alla circostanza dlf' i comhnttimenti avvennero pC'r lo rpiù a di. tanM brHc. in modo che preval~":ero gli effetti e~plosivi Rui tessuti colpiti. Durahtc> la guerra libica, per la prima volta fn . perimentato con ottimi risultati il tl'nsporto (lei malati e feriti a mrzzo degli aeroplani, oppo•t ·tnnamcntc att.rC'zznti, <~vitando in tnil modo il calvnrio dci pazienti, chf' dov('Ynno raggiungere a tnppe disastros;e, e talo·rn con perdite, le nnità s:ll1itarie. Tale mezzo di sgomhet'O si (l dimostrato di g t·ande praticità nelle O])('l'azioni coloniali Nl r . tato adottato e perfc>Z'ionato anche negli ultimi fatti d'arme' in Libia. ("osì nel 1922 oltre l'iettanta ff'rit i cl c> l combattimf'nto di O io. c <' di Bir Gnem furono trasportnti rapidnment€' a11'os,pc.'clnlC' <li T1·ipoli, e. durant(' le recf'ntjs-


-

3();) -

sime o,perazioni della ~it·tka urientale e della Oiofra del 19:!~, altrettanti ne fUI·ono sgomberati da En Xufilia a ~irte oYe si era concen(,rato il servizio chil·urgko. È indubbio che, senza, tale veloce rnezw eli trasporto, oltre un i <•t·zo dei feriti, sgomiJel'ati pc t• Yia onlinu>l'ia, avrebl>ct'O esaurito le u ltime energie di I·esh<tenj',a o1·ganica. Xf:'l maggio Hll:! fu istituita in Tripoli la Direzione di sanità del Corpo di occupazione dciJa Liblli. alla dipendenza d<>l Comando del r Corpo d'm·rnata speciale. All'atto della ~ua <·o~tituzione. la Dil·ezione a\enl alla :;ua dipendenza: 3 sezioni sanità da montagna; 4 ospedaletti s<>nw~giati da :>O letti: :3 ospedaletti senza mezzi <li tral'porto; 3 <>Si])('dnli da campo da 100 lt>i ti; un dC'po:;;ito uxan· zato di materiale sanitario; 1111 ol'.pedale t<•t·t·itol'iale capace <li circa d)O letti, iRtituito lWi lo<:nli <lcll'<'x ospedale mililat·e (,urco. Tnolhc ht Croce Rossn c<>ncol'J'cYa al ·"enizio di se('on<la linea con 3 ospedali di guerra.

* * * P et' qnant<> l'igoarda i l :o;en'izio sanitario nella zona di Bengasi, t- da, r·ioordare che 11ella giomata del J 9 ott olwt• J !)11, mentre Je ti·uppe appena sban·aL(' in Cil·enaica combaUevn,no vittoriosnmente cd occnpaYano succcl'<Aivnm<'nie la, Giuliana, l:t BN·ka <' Sidi Dand, Rulla spiaggia veninlllo colla mas~ima alacrit.\ ttni'portati anche i materiali logistici. compl'<'~e le dotazioni !"anitnri<>, ~H'l' far fronte ai hil"og-ni dei comhatiC'nti, ~o;pedalmente nella <'><'ntualità di una ~u<·cessi\a 'r esistenza per n)artc dei tu«·o-at·ahi. ,Si formò così nlla Oiuliana una hasp proYYisoria di operaj',ioni. in cui si raceol· spro riforniruenti di ogni gen<'rE'. Circa, le nn i t:ì Ranitaric, il Corpo di Rpe<lizione aYeva ft di$tpo izionc: un repntl'to della f'ler.ione di sanità <lu rnontngna. un oRpNlalc da campo da 100 letti <' tm'aliquota di <i<'lpoAito di mnteriaJe snnital'io. Tl • <'l'vizio di pronto ~occot·~o cominciò ~11bito a funzionare n causa dello sbm·co compiuto a Yi,·a forzn nlla Giuliana e fn di. impE'gnato dai mrdi<'i <lri r<>pal'ti. che nsnfrnirono inizialmente del po. to di meclicazion<' impiantato dalla <·ompngnia <li sbarco della R. )1m·ina. f'oncp1istata la dttù. eli Bc>ngaRi <' iniziata la ~istemazione clel1R


-566ha:-;e <l'operazione, furono sbarcate le altre unità "anitarie. Così il :!1 ottobre sùatcò l'o~pcdnlc da 100 letti n. 1. dt e xi impiaurò in pnrte nel fabbricato della mii-lsione nrcheologicu, in parte ttt(('1H1ò nelle adiaccnr~ <lella piazza (lel sale: quhi fuL·ono rkoYe-rali i f<'l'ili <lPll:t tPt'ima. giol'llatn., c he non si era [>01uto .far imùar<·at e ~lilla nan•-ospedale. Jl ~;~ ottolwe approoò il l'Ci-ltO (l(>lla Hezione di ~.;anitù <' l'ospedaletto òa 30 letti n. ~- che cominciò !';Hhito a fun zionare nella easa della misRioru• francescana; po<·o dopo ~har<'a­ J·ono <hH' Oi-lpc•daletti :;;omeg-g-iat i <' cl ne della C'rO(·e rossa. Sicchè alla fine di ottobre erano in funzione un ospeùal<> dn 100 letti aclihito e:-;1-lcnzialmente a l'Ppnl'to di medicina c per malatlir oftalmich<'; nn ospedaletto da riO lrtti quale reparto d i chhmg-ia; due ospe<htli <lPlla Croce Rossa, (l<'i quali, uno deRtinato rome reparto lf>Pl' mnln t tic infetti ,-e, l'a ltl'o rwr lP a1Iezioni vcn er('('. RimaneYano fli!o;ponibili pPr ogni evrntnnli(ù_ la l'lezione di sanitù cla montagna <' chw o. pedaletti da :>O letti someggiati . . 'el ~ncce~i>o mese <li nO\·emhre fu complPtamrnte iJ-;t<>mato l'o-:pNlalP da 100 letti, ottenrtHlo!'i così il regolare fnnzionamento dei <l ne r<>parti medicina e dtinll'g-ia: ed . in <'OnHillerazionc Mi bi!'Ogni inprenti al continuo am1wnto di for1.e in Benga!':i. si fe.cero \'f'nil·c• <1al1l'Italia materiale c'li <·n~ermaggio ed C'ftetti lrllerPCd, in nlo<lo <la ottenere una, cn pnrità romplessiva, (li oltre 400 lPtti. 'X<'l m<'se di (lÌCPmbrC', p<'t' cvit'ar.e negli ospedali 1'<'<'-<~<>ssi,-o affollamento di inf<'rrni dw, plll' nffetti da leggPre malattir, non potevnno es~cre trattPnnti ~)res. o i l'iRpettivi repal'i i, furono iillJPianta t e piccol e infPrmerie 1·egp;imen tal i, le quali fe<'ero ottima proYa c fm·ono succes:~ivanwnt<> ampliate. usufruenòo <li baracchE' o di a hita;doni in proR!'imitù degli nlloggiamenti òelle tt·uppe. N'P l g-Pnnaio 1912. es:sencloRi manifestata un '<'lpi<lemia òi febhl'i tifoidPe, si prov,-idc _alla rostitnzione eli 1111 o~pNlalc inff'ltivo ef'Cluf<iYnmPnte pe-r t.ifos;i, impiantandolo in un lo(•alr su1lkientemC'ntr :ulatto, giù, osprdalc t111'{'0 r<l adibendovi gli nffi<"iali medici h1 !O:Opt·nnnnmPro IJW~RO l 'nffid o r! 'flnibì. e parte rlC'l Jl<'N<Onale d<'lla E:ezioM sanità. 1\In eRsE> n do a ne ora aumentata la forza d<'ll n c'livisionc> fino a t·ngginngere i 18.000 nomini. furono in seguito impiantati anche gli Mprdalctti ~omPggiati nn. :) e 6. cd. in tprf'\isionr eli una maggiot'f' affiuenza (li ammalati per afft>zioni prim aYerili. si studiat·ono i mezzi n('('('!'!':ari pet• amrpliar<' aneora la ('apndt:\ eli ricovero


-367degli stabilimenti sanitari, portandola a oltre 300 posti letto. Fu petciò iuiziattt in piazza. del ,sa.Jc la. costruzione ·d i due padiglioni che, ultimati nel marzo, furono messi a disposizione dell'ospedale <ln. 100 letti. Xel mese ùi a~t>rile cominciò l"ilwio eli unitù, sanital"ie della 2• divisione in altre località dPl tPatJ·o d'operazioni, che continu~ anche 11ci ~ucccssivi me!'<i di mag-g-io c giugno. Nello stcRRO me~c ùi maggio. per ::t..,sicurare un com·eni('nte t1·attamento ai com·alPs<:cnti (]i mnlnltie g-nstro · inte~tiHali, l'n <:ost1·uito allla pnuta Gin· Jiana. con impianto di baracche, un depo, ito di conYal~cnza, aumentando cosl la CH[>:tcitù di rkm·ero degli stabilimenti sanitari. Prolungandosi la pe1·man('nza della 2" <lh·i:;;ione in H('ngasi, e ~1cr '"ere anche tpronte IPCr qualsia~i richirsta l<' unitù sanitade mobilitate. fu concentrato il JHOYim('nto ospedali<'ro in due Aoli oE-pedali territoriali: uno. il principale. alla missione archeologica. l'alt·r o n Sidi nauò, sil'lt<'mnndolo in (ltH' g-ruppi (li caf'<ette arabe, ed i l ma tf'riale sanita 1·io dell<> unitù i':OPTH'es~e fu riordinato e tenuto p1·onto in appositi magazzini. Xf'l me~e di giugno furono iniziali a Ralwi i lavori per la, cof'<truzion(' eli nn ol'lpeclal(' miliblrP di <·arattere tp N•manentc, co"titnito <la un fabbrkato dPI'ìtinnto ai vari f;(•rvir..i noso<.',omiali (laboratol'i. nffici, magazzini. allo~~i pel II)ersonnle ('C<'.) e eli due padiglioni Doker· cretti su appositi zoce011i in muratnra, ij)<'l' uso inf<•rmeria. O<'('llpan<lo compl~sivamentc un'm·ea òi mq. 22.000. Nei mesi di nu1g-g-io c giugno, c cioè nel periodo meno favorevole p('r le {'ond:ir..ioni ~anHm·ie della 2a diviF<ionC', si <lovette con O!Prortnni rn<'zzi aumentar(' ancora la capa<'ità d('~li stabilimenti l'lnnit:ni fino n ragg-iungeJ·t- la, cifra di 7:10 poRti·letto, O'lt·re quelli dC'llf' infcrme1·ie reggimentali. N('l luglio. essendo <liminnito il numero degli ammalati, "ia òi feblwi tifoi1le<> ('he di altr(' affezioni. miglioratE' le ('Ondizioni igicnidH' e riclotta la fm·7.a della cliYil'lione, l'ospeòale da 100 letti e ()ueJlo per malattie inf<>ttive formarono nn uni<'o sfnhilimC'nto e fu ~oppresso l 'ol'lpNlale n. 4H d Pila f'roce Ro<:sa. PPr non perdere ITH'l'Ò il f1·11tto M lla. benemerita. istitnr.ion e (l Pg-li am lmla t ori presso ~li indigeni <' per :were disponibile. all'occorren7.a. l 'ospeòale <'OD snfficient<' nnrleo <li per~onale, fn in tcresl'lnta Ja Prel'licl<>nq;a <lel1'.\.Rsociazion<' ad ampliar<> l'amlml~tOJ·io di'gli indigPni <'a la~dnre n Rengnc::i il m~terinle dPll'ospNlalP.


-068Himasero <:osi in funzione pel sel'\'izio sanitario, olt1·e ai mezzi <lei corpi e l'Cipm-ti, un o pedale in }3{-ngasi, un o:-.1>e<laJe a ~idi Daud e<l un d~osito di convalescenza, alla Giuliana. I feriti trc~sportaùili del <·ombwttimrnto della Gh1liana fU+L·ono la se1·a stess~l!del l!) ottobl'e sgombrati dalla nave ol'pedale R e d'IlaZia ed egualmente, IPer mezzo di na,·i-ospcdale, fut·ono nel nwse di nor-embre e òkembre inviati in Jtnlia i feriti dei <·ombattimenti s nccessiYi, unitamente ngJi ammn11 ati. 1J'an·iyo l1Plle naYi · o~pc · dale fu pet'ò in questi m<'si &'lltuario; ct·esduta [Wt·t<tnto la forz:1 òella <li,·isione a 18.000 uomini e cominciando anch<' ad aument.u·e le malattie pel' i dh;agi <l<>lla stagione inr-crnalE', fu necer-:;l'>ario di sgomiJerare p e l'iodicamen tc gli stabilimenti sanitari, ~pedal mente dei coiwalesct'nti, e si dispose in cons<'gnenza pcl' l '::t rriYo di tllli1 nave-ospedale a H enga~;i ogni 15 giorni. La salut<' delle trnppe, durante le operazioni n(.'ll settore <li B<>ngasi, fn gcne~·almcntE' buona, malgmdo le fatkhc ed i dh•agi, benchè nell 'inver·no Ja pioggia ed i1 vc•nto distnrhal'sero il ~og­ giol'no nrgli uccampam1ent i. So.J.o i. n qua l<-he pt.>rio<lo si manif<>~tò un ' <~pi<lemia. d i febbri tifoidee, che non assunse pc>t·ò mai gmYittt preoccupante pc1' le energiche misnre protilnttic1w ~ ubito adottnt<•. Le malattie pl'edominanti fmono le forme re\mta ti<:hc, oft:1l · m ic he e le a{l'ezioni gast1·o-intcstinali , <·n u~ate da ll'nmidità delln notle c dai btn~di abbassn.menti di t emrperatum. TTua. el))idc mi:t di parotite, manifcstatnsi n<>l noYembre pres;so un battaglion e del (;o fanteria. fn prontamE'nte locaJi zzata <' domata: nel dict-mbJ'<' r-:;i ebbe un <'a. o di morbill o pres;so il 4° bersaglirri c altri d nE' <·:t:-.i si ri,petetteto n<'l gennaio, ma pel' 1e energiche mi!';111'<' presE' l 'i nfezione non tal'dò a .scomparire. Fin dai JWimi giorni si vprificò qualdH• caso <1i ft>bbre tifoi(lN~ in formn beni~nn; in ~wgnito i c olpiti c ominciarono ad aumcntat·e di numero, mentre Ja mnlnttia c·res<"E'\'a di YirlJleJlza. Si l])l'C. ero t.ntte le mislll'<' profilatticlH• del cnf:o, ma se si rinR<"ì ad imrpcclirc nnn. larga. diffnsione dE'Jl '<'pi<lemia, non fu po~R1hile 'sofio<'arla <l C'l tutto. rn lieve. P<'l' quanto non allarmante, :lUill('Uto <li e!':l'a ~i C'hh<', 11<'1 dicembre l? nel !'!UCCC!\f:;ÌYO mese di gennaio. ment1'e rpoi nella pl'imn quindkina di frhlmlio l'li l'insd aa otten€'l'C' una diru in n · zione <lei colJpHi. Dal gim·no dello slHux·o fino a fJU<'ll'epoca. con nna forza l':empr<' anmE'ntante. cht> nE'l grnnaio ragg-iunl';c i J, .000


-569-

uom1m, si ebbero 132 casi denm1ziati, dei quali 80 aoeeertati, con 21 morti. Nrlla seconda metà di febbraio i maJati di febbri tifoidee aument:H'ono di nuo,·o e si ebbero 8 morti, in confronto a 3 della prima quindicina. J.Ja epidemia continuò a S(~I1Peggiarc nel mese di marzo, in cui si V·erifica. rono 10 decessi, si intensificò in aprile (15 morti) e in maggio (27 morti), mentre la forza presente della divisione era scesa da 18.000 a 15.000 uomini, 1pet raggiungere ill massimo ùi. gJ'av:ità nel giugno (30 morti), con una forza di J2.000 uomini. Per reprimere l'infezione si dette massimo impulso alle misure pro:filattiche ed igieniche, limitando anche, :per quanto possibile e compatibilmente con le esigen7-e belliche, le fatiche delle truppe. Così nel luglio l'epidemi.UJ cominciò a diminuire (22 morti), aoeeentnandosi poi un prog·ressh·o migJlioramento in <ftgosto (12 morti) e nei mesi successivi. Fin dai !primi giorni òello sbareo, per cooperare alla pene trazione paeifica nei tenitori o-ccupati furono impiantafi numerosi am bu lato d per indigeni ; da 1p rima quello annesso a.ll'ospedale da 100 letti e CJUello dell"ospedaletto da 50 letti n. 3. In seguito altri ne furono aperti, h1 modo che ogni ospedale, come ogni infermeria reggimentale, ebbe i1 proprio ambulatorio rdove gli indigeni, {li:ffidenti per natura in principio, cotninciarono suoeeessivamente man mano ad affluire fiduciosi ed in gran numero, t!tnto che in un anno furono complessivamente ·eseguite 32.527 visìt~, senza contare quelle fatte privatamente alle famiglie; inoltre si procedette alla vaccinazione di quasi tutta la popolazione, composta di circa 12.000 indig·eni . n servizio dell'.approYYigionamento dell'acqua potabile richiamò sin dai primissimi giorni l'attenzione del Comando del corpo di ooeeupazJ.one. Da princiipio vi fu proYvcduto colle risorge dci piroscafi che trastporta.I·ono la spedizionr; 18UCCPssivamente, conquistata Bengasi P <lintornL Ri utilizzarono i pozzi vicini rulla città e man mano altri più lontani, aumentandone il numet·o con altri nuovi, migliorando i già. c..:;istenti e ripartendo equamente le risorse fra i vari corpi. I n que.-:ta ,prima faRe, ogni 'l'e[parto fu [Wovvisto di un certo numr1·o di bottirelle. carpaci di 32 litri, requisite in paese, e (li. botti da 300-400 1it·r i. fattr venire dall'Italia. Vacqua dei v-ari pozzi, classi:ficat<'t· a. ~econda delle qualità accertate dall'!lnaliRi (·himica e batteriologica, f11 Yariamente utili7--


-370-

zata, sottoponendo quella destinata come bcYanda a filtrazione a. mezzo dei comuni fil t l'i Berckcfeld, cd ottcnrnùonc la sterilizzazionc per mezzo d<>l bl'omo. In seguito si potè diRporre eli 4 potahilizzatori capad di ~t<>rilizzare -!0.000 litri di <l<'qna al giotno . clotnzione più cl1c suilici<•nie ai hisog-ni dell<• trup!JW. t:

~-

*

L 'azione spiegata dagli ufficiali mecli<:i a beneficio delle p opdlazioni indige11c giovò ben p,rcsto a [procac<:iarnc ht riconoscenza c la stima, e fu non ultima causa ùell'att~ggiaw<>nto pacifico e bcucvolo da esse assunto YCl'~o gli Italiani. ...\nelle questa fu una benemerenza, del Corpo sanital'io, ell e dumnte Ja guena libica si m~trò, come sempre, coru,plctarneute edotto dei suoi importnnti compiti, <lando prova di capa<'ità, atth·Hà. spirito di sacrificio e, occonendo, di ammitevole coraggio nel prestare la ua opera umanitaria durant<' i fatti d 'arme. Ancom jn questa <'alllpaglla, coloniale il CoiìpO ~anitatio mili t:ue brillù di fulgida gloria. Rasti il ricordo del tenente medi<:o Antct'igo ne 1lurtas, che il 23 ottobre 1911 ad IIruni, mentre con un plotone di scoJ·ta -stnva amorosamente cut•ando i feriti dPl bat taglion<' <lE'i bet·Raglieri, 1iolt>ntemenl.e atta<'<'ato di fronte ed a tergo, rimane>a vittima <lei proprio doYere e facile preda alla sete ed alla >oluttà di sangue <l E'Ile infe1'ocite orde arabe. F1·a. tu( ti i tr·ncidati fu quello sul cui c~rpo si ('l.';ercitò di più lo studio i nfemale di prohmgare l'agonil'l! con incna·r rabil i tort lLJ'C: €' la sact·a cr~e purpurea non fu .,ah·ezza, mn causa. maggiore di t€'rribili. nefande sevi1.ie. I1 2R :vprile 1914 . cPlebranclosj Alll Ca;mpidop;lio il cinqunn tc•nario della conn'nzionc òi Gine-vra, l'on. VE'echini in una alata orazione affermò dc i medici in guer-ra rappl'N>entano l'nmanitiì : l'umanitù che leniRCe e che conforta, che con le mani che fasciano pm·ta il balsamo. tutto l'amore òell€' mad ri lontane; l'umanità <'lH' si {li\, in olocausto R('rena, cos(~iPnte pel bE'ne del frat<>llo. Ed (>]('Yando nn inno a qn<'sta umanità, non AC'ppe più effka<•emen tf' chiudere il suo smaglinnt(> discorso chE' ilwora·nòo il mal'tirio di Amerigo D f' Murtns. di quf"l martire c1·o<'ifìsso. che muore tra inan dif<' tortm·p €' che offr€' a noi tale docnm(>nto di nobiltà che npssnn altro gli ~ pari.


-571-

Ricordiamo altresì fra gli er-oi dcJla campagna italo-turca il tenente medko Priori, caduto il 30 giugn-o 1912 ai Montkclli di Lel>da. fermo al su-o post-o nella 1-ido~ta so,l'rai'fattu ed incendiat:1, intento a curare i feriti; il ca~pitano medico Tentoni, col[>ito mortalmente dn una palla. in fronte nella sanguinosa battaglia di Sidi Biln1 del 20 settembre 1912 ed il tenente medico Domjnc. che inconti·ò motte 8erena e gl-ori-osa a To<:ra il 1G giugno 1913, <lurante un 'ardita eSiplo1'azione. Un fiore deponiamo anco1'a sulle tombe del capitano meilico Damiano. il quale, dopo essere ·r imasto incolume fra il grundinare dei proiettili nel combattimento di Festklum fu ·r<'!pentinamente ucciso da .sincope, mentre nccorreva ansante a porta.r soccor~o ad un ferito, e dcJ ca1pitano medico Rahellko, morto il 13 febbraio 1912 nell'isola eli Tremiti, in ~<>guito a tifo pete.cchjale, che faceva strage fra gli arabi prigionieri colà 1·elegati. lnYiamo infine un reverente F<alnto alla. ml:'moria del tenente m('dico Ol'landi ucd-so H· trìlclimento dai hHI'ha.ri l'lulla st·r ada di SukeJand il16 maggio 1915 e dei tenenti mE>did. )laz;:,ottj e Sorrentino ('aduti il18 giugno 1915 a Ta.rhuna, bl~cHt:l -òai rib~lli, àlla fine di nna tcnibile giornata, dopo 4fi giorni di disperata difesa.


'

l


CAPITOLO XIII.

I SERVIZI SANITARI MILITARI 1 ELL' ESERCITO

ITALIANO

DURA TE LA GUERRA MO DIALE (1915-1918).


G UEHHA I'l'ALO·A U::lTlU.\CA (19] :>-18).

Della guena mondiale, per non Hllungare di molto il gi:ì t J'O])po lnngo cammino 1p er<.:orso, d limiteremo al1a .espo!:iizionc sommada <l~gli anenimeuti della nostra epica campagna contro l'Austria ed a riassumere bren•mente la complc~sa organizzazione dei nost.l"i scrdzi sanital"i. Dr1 resto sono trop,po noti e nel cuore di tutti gli Italiani gli <'pisodi di questa più aspra campagna del conflitto mon<liale per intratt<'H<'rceJH' più a lungo, ad un decennio dalla. vittoria. Il 2c giugno l!n<t a 8<'t'aje'o da uno "t udente erbo vennero ll~sassinati FranceS<·o Ferdinando, erede al trono impetièlle ansburgi<'o c la sna con~ot·t<>. Di questo <'<'Ci dio ]'1\ ustda t·itennr compli<'i responsabili i mtzionalil'4ti eli H<>1g·rado Ni intimò alla ::-;et·bia un ultimatum. che, ferendo il a sua <lignibì, non fu accettato. Perdò l'impero austro-ungarico indisse lll. mobilitazione e dichiH·r ò la guerra alla Serbia, mcnt·rc l'Italia. ridtiPsta delPìnter,·cnto, prt· il trattato difrnsivo della tl"ipli<:<> alleanza. aifet·ma-ra la propria neutralità. La Rnssia im·cce mobilitò il suo E>scrcito in soccorRo della Scrbia, e succe. sivameutr, a ·nu·ia diRtanza. di tempo1 tutt<> le altre nazioni di Em·opa S<'ceo;ero in campo. -rel primo pe-riodo dell'immane conflitto l'AnRtria si allt•ò con la Germania, cllC i l 1° ap;osto dichiarò la guerra nlla RuRRia e due giorni (lopo alla Francia, intimando al Re!lgio il lih<>ro fPaRsa~gio dPi • uoi es<>rciti ed imadendolo doiJ)o il rifinto: Ritd1è l'In~hnterra, che av<>va gU~rantito la neutralitiL del BP1gio, 1'11 agosto cntl·ò nel p;rande <'Onflitto. In un , econdo p('riodo. l'Italia. il Portop;allo, il Giappone, e più tardi gli Rtati l 'niti ò ·.America. l'i allearono cont t·o gli imywri centt·n.l i, ai (Inali si nnirono invecr la Tnr<•l1ia e hL Bulgaria.


-

576-

L'Italia, dopo un anno di neutralità, quando la Russia batentrò nel conflitto europeo il 24 maggio 1913, e riprese l~ 01perazioni interrotte sull'Isonzo 49 anni prima, avendo per zona, d'opera~lione l'asiPra rf'_gione carsica ed alpina, ed impegnando nna, lunga lotta. contto un nemico ~ecolare, preponderante di forze 1:' eli materìa.le bel1ico c col vantaggio eli po~d?-ioni fot·midabili per natura e cla lungo tempo sistemate a difesa. )J'esercito, al comamdo del genernle· L. Cadorna, venne costituito su quattro armate, di cui la II <~ la. III si schierarono sulla front~ Giulia, coll egandosi per mezzo delle trup1p e della zona, carnica alla IY, che presidiava H Cadore ed alla I, che avanzava sul Trentino. Passato nel giugno l'lsonzo, s'iniziò una durissima guerra. sul Car~o, per 1:1 quale 1'eser·cito italiano fu impegnato in ben 11 battag1lie, .elLe costntono gtandc sacrificio di uomini in confronto del terreno Umitato, aspramente conquistato. Trascorso il primo inverno eli guerra, nel maggio 1916 gli Austl-iaci , agli ordini del maresciallo Com·ad, sfe·l'l'arono una terribile ~wanzata nel Trentino, per sboccare nelJla valle padana, rua la I a1·mata, pur cedendo alquanto terreno sull'altipiano d'Asiago e nella zona fra Adige e Brenta, tenne energicamente fronte per 18 giorni a,ll'urto nemico, senza l'aiuto di un'armata di ·r iserva, che era stata espressamente ed in breve temJPo concentrata nei din toi·ni eli Vicenza. Successivamente nella Venezia Giulia, con una serie di metodiche opera>doni e con fortunati attacchi, 1 '8 agosto le truppe italiane entrarono in Go·r izia, estendendo l'occupazione sul Carso, nonostante l:t tenace resistemr,a d~l nemico che aveva ricorso :melLe ai micidiali gas da combattimento. Nel secondo inverno. l'esercito italiano accrebbe la sua efficienza con n·r tìglierie, mitraglifl.trici e con nuovi contingenti, mentre l'in(lustria con Sllancio mera.vigliDso cooperava con 1.800 stabilimenti e 600.000 ope1·ai alle neces!'lità cle11e armi e munizioni e di tutti i mezr.i tecnici. Nel maggio 1917 le nof'tre trup1p e sfel'l'arono una potente offensiva sul C3Jrso e sulla linea dell'Isonzo, ma con vn.ntngg'i limitati. L'avanzata fu ·1'ipresa nell'agosto successivo, vnntando la II armata su Tarnova e BainRizza e la, III su Comen, con esiti favo·revoli. E dopo una sosta nel settembre per far procedere le artigliPrie, entrò n~lP.ottobre in u·na seconcl fase offensiva, chi:' diede 1per altro scarsi l'isultati. Il 24 ottobre 19]7 il nemico, rafforzato notevoilmcnte di uoh~\7a in r.i tìrata,


-

r.:-::>11 -

mini e di materiali ra<'colti dal1c altre fronti c fa,·orito dalla crisi d 'ai"sest amento, <'a wsata. dalla re la tiYa e ·ecuziouc tl<•gli ordini per pal'te delila JJ ArlJiata, e RO!)rattutto dalla <l<'I}H'<'RHÌOlH' dello ~.pi­ rito delle nosh·e truppe, sfonda con un attacco tremendo la suddetta armata a Ca(poretto e per la valle del Natisone invade la. pianura friulana: ciò porta all'abbandono di Udine ed all'arretramento delle forze italiane sulla linea del Tagliamento. ~Ia il 1• no"\"embre anche que. ta linea è inRostenibile {'d il fl ~mcccssivo, con !Piano prestabilito dnl Cadorna, abbandonati il Friuli, il Car~, la Carnia, il Cadore e !Parte dell'altipiano di ARiago, le trupq>e ripiegano sulla riva destra del PiaYe, che col ma iccio del Grappa ed il gruppo delle :Mc1ette forma una solida difes~. Qui l'Italia ritl'ova la sua anima nelle giovanissime cne·t·gie della classe 1899, ecl il Re in un memombile convrgno a Peschiern. difende ed esalta le virtù delle nostre trlllppc; c Ja parola d'ordine (•: resistere! Nel ter?;() inYerno l'ei"ercito italinno, agli ordini del generale Diaz, succeduto al C'adorna, ::;i riorganizza sul[>rincipio della profondità e ripara le per<lit<' di uomini e di materiale, !m•ntre il morale de11e truppe >a elc,·ando~i S('n~ibilmente. Gli An~triad, con 73 divi~ioni contro 44 no8tre <'d oltre il doppio di bo<'che da fuoco, dal 9 al 15 giugno attaccano <·on una potente offensiva il Piave, riuscendo a pa~sm·e il fiume nl :Mont<'llo; •ma con una mcmoranda controffensiva, <'hc <ledde ormai delle sm-ti de~lla guer•r a coll'infliggere un colpo mm·talc all'impero asburgico, sono ·ricacciati [H'E'Flto al di là e le nostre po~izioni sono completnmente riprese. Dopo un periodo di intcm~a rpt•eparazione, il 24 ottobre :n-viene una Mll<:> più sanguinose azioni sul Grappa. tenacemente conte~o ed il 26 le trnppe italiane. con . ole :u diD.~ioni e G alleate contro n di~h<ioni austriacllc, con fulmineo impeto pas. ano il medio Pia,·(' (' flbarngliano a Yittorio Yeneto irl nrmko, il qnale è tra>olto jn fn~H lalmente disor· dinata, che, allorqnnnclo il 3 novembre i"II<:C<'~"h'o i'· prodamato J'a.rmistizio, il tri<'olorc sventola già t:tl l;{tÌTH'. Trento <~ Tdeste. CoRì la, nostra incont·rnstata vittoria clf;l('iÌ1r l':tpiclan:cnte clell3 fine d<'Jla. gnerra mondial<'.

* * * Nell'immane conflitto <lei 191:5-1918. l'organizzazione dei sernzi sanitari i])resso l'esercito italiano ebbe a trovarsi davanti a nnon• situazioni ed a risolvere fin dall'inizio gravissimi problemi, che pro>ocarono un inevitnbile disorientam<'nto, come del resto 37


-

37'-

si era vel'ificato pres 'O le forze m·male delle altre X azioni alleate, non essendosi avverate le previsioni formulate in base an·e,·pedenza delle ultime guene. La. grande lotta mondiale ha dimostrato infatti la nullità dei patti c dei trattati internazionali, ed >è stata la bancarotta dei prindpi di frat~1Janza universale. La gue1·ra ha. avuto una dm·ata SUjpe-rio::.e di g·ran lunga ad ogni previsione e, come carattet·i· stica, è stata di !POSizione lu11ga c snervante e non di movimento, con predominio dei mezzi moccanici sugli uomini ed impiego notevolissimo di al'tiglicrie, di mitragliatrici e di speciali mezzi òi attacco, repwrti <l 'assalto, bombe a mano ·e ~oprattutto dei gas da combattimento, con la collaborazione ilella no,·issiroa arma del cielo. Ha dimostrato inoltre la ncces ità di una metodica preparazione finanziaria e-d indu triale nei più minuti particolari, :fin dal tempo di pace. Le incm'tezze e lacune, che si riscontrar·ono inevitabilmente all'inizio della campagna nel funzionamento dei senizi sanitari p·re.s o tutte le grandi unità. si de,·ono ascriYere in gran parte al· l'impressionante aumento del numero dei combattenti, aJ. perfezionamento <lei mezzi di distruzione, specialmente per quanto rigna•rda l'adozione di artiglierie di gro~Ro calibr{), di !pOrtata considerevolissim n, a 1la convinzione orma.i generalizzat a <!h e il conflitto ~arebbe Rtato riRolto in breYe tempo, e soprattutto alla introduzione di due nuo,'e potenti armi <H offen~iva: l'aerea, coi suoi velivoli e dirigibili dist·rnttol'i di interi r eparti e città; la <'himica, coll'azionP micidiale <lei gas a~fìssianti, ve~icnnti. irritanti e tossici. Il complE>Sso di questi elementi ct'eò una nuova situazione, la qnale richiese una speciale organizzazione sanitaria, molto più perfczionnta e complessa eli quella stabilita :fin dal t<'mpo di pace. A fronteggiare queste nuove eRigenze, è doveroso riconosccl'lo, furono compiuti sforzi meravigliosi, e per adattare il funzionamento dci servizi ai nuovi bisogni ed alle im!Pellenti ne<:C'ssità, si misCJ'O a contributo tutte 1le competenze tecniche ed i ,pirogressi meravigliosi della. ~ienza, in modo cbe ben jprPsto il SE'rvizio sa.nitario raggium:e presso tutte le Nazioni belligeranti la sua com!Pl<'tn e clC'fìnitivn sistemazione. Eò anche 1'Ttn1ia, per ricchezza e modt>rnitù di mezr.i e <li impianti e per Yasiità di preparazione. potè, in breve tempo ::~-ssicurare all'(l'!::rrdto un'organ'izzar.ione fra, le più 'P<'rfette, assolvendo degnamente i1 suo compito.


-

379-

Dalo il carattere storico della p1·escnte monografia, non è i1l momento nè n luogo di fate qui ttna miuula e:::;posizione del <·omplesso meccani!,;mO del funzionamento ùei st'l'Yizi sanitari nel nostro esercilo. Ci limiteremo a !,;intetizzare nei punti !Più importanti le principali carattetistiche, per quanto l'iguarùa i quadri organici del {Personale ~anital'io moiJiJilnto, la ('lll'a, lo sgombero e<l il l'Ccupero dei malati e fel'iti ecl i provvedimenti igienico-IPro.filattid adottati nelJ~1 lotta contro le malattie epi<.lemico-contagiose, che richiesero aumento notE>,·olP dei mezzi rpreesistcnti, istituzione di nuo-ve formazioni sanital'ie. <·on ~peciali carattet•i:;;tiche tecniche in rapporto alle Yarie destinazioni , in modo che ciascun ramo del servizio 1potè in breve svilufPp<n~i sempr<' più completo e perfetto. E ci trattenemo in particolar modo sulla. specinJizzazione dci servizi., che coRlitH1, per coRì dirC', la carattcristicn principale òclla nostra organh:zazione sanitm·ia nella grandP guPna.

* * * Sa1·à bene premettere qnakhc cenno sul re<:lutamento del personale sanital'io, la cui de(icienza numetica nei quadri, all'inizio della campagna, costituì unc.L dell<' principali diftkoltà per il 1·ego1 are funzionamento dei ser·vizi, nono8tante il valc)l'.c e l'abnegazione dei singoli. I n fatti l'ordine di mobilitazione generale del maggio 1915, se ebbe per effetto la <·hiamnta al1e nrmi di h1tti i me-dici aventi obblighi di leva :fino a11a classe l 76 inclusa. pure e'-'!-Wntlo un pron-edimento di grand<• ~>m·tata, non fu :;;niJiciente, poicll~ anche con qucRto notevole <'0111ingente non si •riuscì ad a~~icurare comp!lctamcnt<' l 'n.ssistem~a HaHitaria su uua fr·onte asprissima, C'stesa per centinaia di chilometri c ncppme u('ll tenitorio nazionale. Nell'apl'ilc• J!U6 furono perciò mobilitati i medici delle cla:O;si l 70-75 e Stlcces i'amente quelli riformati d<>lle classi 1874-7()-7778-81 e 84, ~ottopo ti a nuova Yi~ita, IPl'ima. dai consigli di 1<',-a ed in segnito (la una CommiR ione speciale presieduta da un generale medico. Contempo1·anenmcnte si ['>rovvide ad assicura1·e l'assistenza sanitaria alla popolazione civil<', rkollocando in congedo la grande maggiorama dei .fuedici anr.iani a:0;5dmilati e procedendo ad una più 1·azionale coneessione eli e oneri. :Xel maggio 1916 furono ancora. a8smnti in serYizio col grado eli aspirante ufficjale mNlico gli stud<'nti d<'ll'ultimo biPnnio di medicina, previo un corso d'iRt•l'U7.ione nC'll'Univ<>rRità da canr~>o di S. Giorgio di ~ogaro.. il concol's;o dei quali conlril'iuì notPYohnentP


-380a ·rendere più spedito e 1·egolare il servizio sanitario di prima linea, ove per malatlie, ferite e morti si av(•va un tremendo logorio di forze. L'istituzione di qu~ta rniYersità castrense, fatta con Decreto IiuogotenenzialP del 9 gennaio 191G, oltre a [provvedere con costante [progressione a tale impellente necessit:\ del servizio alla fronte, tornava ancora di grande vantaggio per gli studenti in medicina e per riflesso a tutta la cla!'Re medica nei riguardi anche dell'assi. tenza alla popolazione ch·ile. Nel 1!)16 furono cosi raccolti in S. Giorgio di Nogaro, dalle va-rie pa1·ti <le1la 7;Qna di gnerra, 36G studenti in rneòicina, di <'ni 3;-)G del 5° anno, che frequentarono un corso di 4 mesi 1-olto da di tinti docenti universitari, sotto la direzione del prot Tusini, i quali per l'insegnmnento pot<>rono utilizzare l'abbondante materiale che si trovava in 15 O-Jpedali da cam,po impiantati nelle vicinanze, oltre le num0rosc formazioni profìlattiche e dispom'e di nn museo di tra umatologia c di un gabinetto chimico-batteriologicoA ricordo di questa prima Scuoln di sanità di guerra. Ycnne recentemente inaugurata nella sala consigliare del 1lunicipio, già. aula magna della Univf'rS~ità castrense, una lapide in ricordo dei medici ivi lnuren,ti, cn. duti per la Patl'in,. L'epigra.fe dice : « Qlli rtll<' soglie della grande ~uerra - tra il rombare dell'armi rcdentrici - l '"Gniversità Castrense - accolse dai no tri Atenei - a compiere . tudi e supremi dovel'i - ~tli allievi -di :Meòicina e Chirnrgin, - D<'ll<' fiorenti giovani schier(;'- centocinquanta- eroicamente cadd('l'O in battnglia - e la morte confuse - la.uri di S~Cienze c di gloria )). Finalmf'ntt', con DN·reto Luogot<'nrnzi::tle d~J G novembre 1916, ~"<i Atabill di non conced<'re la di~pen~a o l'esonero ai medici delle claRRi 1884 e rr>itì giovani, revocandolo a, tutti quelli cb'e ne avevàno fruito fino a.l lora, qu::tlunque fosse il titolo, per n,c;~egnarli ai servizi in zona di guerra. vietando assolutamente il loro impiego in zona territoriale, Ralvo il ca. o di riconoRcinta iòoneità ai soli servizi S<'Òentall'Ì. Cos1. mentre nei IPerioòi n:nteriori all'immane conflitto il qua.ÒT'O organico del Conpo Aanitario militare comprendeva meno di ~ , 00 ufficiali medici. nel ~~on.do anno di. guerra il nnmero di questi e-ra già !':alito a 14.050, di cui 8050 in zona di gu<'T'ra (1050 in servizio penm~:mf'nte effettivo <' 7000 òi complemento) e 6000 in zona territoriale. Alla :fine delJn, gnel'l':t si avevano 874 nfficia.li me{lici in ~ervizio permanente f'ff<>ttiYo e 16~~ delle categorie in congedo.

l


-51-

* • * Ricotùiamo orn. brevemente come si s,·olse l'impodante servizio deg-li sgombm·i dalle prime linee alle vnrie formazioni i'ìanitarie: posti. di medicazione, di raccolta, sezioni di. sanità, ospedali da campo e di intendenza, ospt'dali di ris('rva.

•

Fig. 131 -

Un posto di medicazione nelle trincee del Carso (campagna 1915-1918).

I,er quanto !l'igu:ul"dn, il servizio reggimentale nelle [n·ime linee, fin dall'inizio della campagna i rese nee~sario tper i l trnspot·to dei feriti di n<:cresccrc il numero <]elle barelle in dotazione ai corpi, e ft1 •l'addO(ppiato quello prescritto di ~4 ~1· ogni reggimento. Le dotazioni di materiale sanitario risultarono sufficienti pc1· i medicinali e lo strumentario chirurgico: invece il mnteriale di medicatura non corrispose sempre alle varie csigenzp <' si doYettc aumentare con provviste supplementari. Acl og-ni reggim<'nto furono cl<>~tinati 7 ntlkiali m(•<lid <' 4, portaferiti, c, mentre i p•l'imi furono in nnmero nclPguato alle n<•ces~ità del monwnto. questi ultimi furono di gran ~nng-a inferiori ai bisogni durante i ('Omhattimenti, tanto•che molti ì'ìoldHti. per soccorrere i compag-ni fc1·iti. rrano rostrrtti ad a llontnna rsi dallt> file


-382di combattimento per t1·a~pottarli ai po~ti di medicazione di hattaglione, depauperando così la forza dei reparti. Dietro a ciascun grUlJ)po di posti di medicazione em imtpiantato un centro di ['ac<'Olta di ferit i. luogo di sosta, di rrgola, delle ambulanze per il succes.-;ivo ~gombcro alle 8czioni di . anità.

Fig. 132 -

Un posto di ruodicazione allo falde del Veliki (campagna 1915-1918).

Anche l]a dotazione delle barelle, prr quanto aUllJentata, si Ji· mostrò inadeguata, non ipOtendosi compiere con le 24 assegnate rpiù di 290 tra ' por t i in l O ore di lavoro, calcolando il massimo di 12 pN' ognu11a di esse. n trn. porto in barella. si compì con una certa difficoltà nello sgombero dei posti di medicazione in trincea, essendo qne~-<te per la maggior parte sc.anttc su terreno roccio. o e molto 1·istJ·ette (fig. 1~1) od a ridosso ùi colline (fig. J32 e 133). Anche in montagna il trasporto non fu sempre facile, non avendo corrÌ!Spostd la barelila regolamentare, ri!piegahile in 3 q)arti, aJle finalità <li nn cmnoùo mP?.ZO <li ~gombero per la posizione intollerabile che doveva


-583-

a sumere il ferito ed e endo inoltre facilmente deteriorabile nelle cerniere d'3Jrticolazione. In mancanza d'altri mezzi, alle volte, SJPe· cialmente di notte o pe1·correndo zone battute dal tiro nemico, si improvvisarono bar~lle con seiD(plici coperte o teli da tenda, in cui ~i involgeva il ferito e che si ruppendevano con cinghie ad un lungo bastone, !portato da due f;Oldati, l'uno dietro l 'rult•ro, senza grandi incom·enienti nel trasporto. E si improvvisn:rono inoltre veicoli slit·

Fig. 133 -

Un posto di mt'llicazione alle falde del Sei Busi (campagna 1915-1918).

tanti, mediante l 'applicazione di barelle comuni alle slitte ed anche agli sk:' (fig. 134). 'Gtilissimo in montagna fu il trasporto a catena, organizzato per mezzo dei posti di corrispondenza con gru1ppi di portatori·staffette dislocati ogni 2{)0 metl'i, in modo che ciascun gruppo, percor:r:endo sempre nn detei'Illinato tratto di strada, 1potev:1 fncilmente rendersi esatto conto di ogni acddentalit:ì : il <·he pernwtteva ai portatori stessi di camminare liber::tmente, anche nellE' ot'e notturne, senza !pericolo di incidenti <' con conseguente minor òi~agio da parte del ferito. Lo sgombero sui mul<'tli. a1l'atto pratico, non si dimostrò molto razionale per la difficoltà di a.'\sicurare i feriti <>on opportuni ~'O steA'ni ai basti e pe1• il !-l<'nRo di timore che a .. nli va i ferili stessi


-584-

J.'ig. 131 -

Trasport~ di uo ferito iu slitta (campagn1t 1915·1918).

Fig. 135 - Trii.!!porto di un ferito in teleferica (campagna 1915-1918).

,


-f) 3-

l

dUl·ante il eal'ico ed il tm~porto, non sem[)re agcrole il)Cl' le continue scos~e. Buona proYa fece inYe<:c il ·ervizio delle teleferiche (fig. 133), che venne per la prima· volta adottato in q ucsta campagna : esso [lortò ad una notevole economia del personale e ad una maggior celerità, di tl·a:pm·to, associata a<l una più grande comodità. Furono adottati in seguito specia1i carrelli chiusi, per il riparo dal vento e <lalle intemperie ed ancht' per togliere alil'infel'IDO la vista del vuoto, e non provocare vertigini : <:on que"ìti >eicoli si potevano trasportare feriti gravi jn barella. cd altri twùuti. Alle .stazioni di aniYo erano impiantati po!iiti di ristoro e di :çnedicazione per il ;pronto soccorso in tende o baracche: un collegamento telefonico fra le stazioni di partenza e di anivo 1per la necessarie comunicazioni rendeva più 1·egol:ne il ha~porto. In media un carrello in un ·ora po· teva, com/J)ie1·c 4 Yiaggi, tra~portando sino a 16 feriti. Pe1· quanto riguarda il funzionam<'nto <l<>lle ~ezioni di sm1ità, che dovevano ,pron·ederc alla ra<:<~olta, !';mista mento e sgombero dei malati e feriti della DiYisione Nl all 'opportnno soceor~o nei <'asi d 'urgenza, qu<>ste formazioni non sempre cotrisposero al moli e!plice compito per i mezzi eli traspotto con cnrrette •regolamen tari da. battaglione e per l 'ingombro eli materiale, non tutto indispenl'abile, che rendeYano le unità molto pesanti. Per rendere più rapido l 'interYento chil'urgico fin sui posti ~wanzati, furono proposte in ~eguito le ambulanze e le an1bulanzette chirurgiche, dotate di adatto ~ ar1nameJ1ta1·io e di llaracehette smontabili per le operazioni, con lettini da eama:>o per il primo ricovero degli operati intrn. portabili e con abile persona.l c chhurgico. Ed anche come unità di sg<>mbcro Ja sezione di sanità non potè sempre spiegare efficacemente il proprio compito . .All'entrata in campagna l'esercito operante non IPOteYa flisporre che di poco !Più di :;o. Pzioni di f'anitiL di cui la metà quasi con salmeric; durnnte ln guerm si raggiunse il numero di 89 sezioni di ~anità con salmeri<', più !l l'<'parti sonH'ggiati per gruppi alpini. Le 1mità snnital'ie <la. cnmiPo, oltre che <lc'lle dotazioni regohmentari, furono aneh<' pro>Yi~t<' eli motolettighe, JnYan<'lN·ie mobili, <'Hl'l'i·fi1tl'i BPr<·kefPl<l, sterilizzati-ici Lrfebre, autoclnvi Unngini 1per la ste1·ilizzazion<' operatoria, pompe C:att~<'hi. appart"<'<'hi Bresla· nn, lampaM E. cul::vpio p<'r dif'infezione, in<'in<>rntol'i jper sezioni di sanità c fo-rni <'T'ematMi ipf'l' i g-tnndi ospedali. Furono inoltre provvi-

l


-5813sti in buon numer{) ap;paroc.chi r adiogt·afici !Portatili, tipo :B'e1•rero di Cavallerleone, nonchè lettini da callllpo e tende-baracche, modello . , · Sarzotto . .Le unità sanitarie di ricovero funzionanti sul teatro della gue11ra : ·durante la lunga campagna furono 453, òi cui 233 ospedaletti da caiDJp<> da 50 letti, 174 o. pedali da campo da 100 e 46 da 200 letti. La capaciti\. di questi ultimi stabilimenti sanita-r i fu per necessità di spedalizza.zione (portata di frèquente a 300, 500 ed anche a 1000 l~tti, in modo òa costituire altrettanti ospedali stabili in zona d'operazione.

Fig. 136- Antoambulanza Fiat del R. Bsercito italiano (c:\mpagna 1915-1918).

I carri regolamentari per feriti, assegnati alle d~tte sezioni per lo sgombero, non costituirono certamente un mezrJ() rapido e comodo di tra~porto, 1potendo p ercorrere a1mas, imo 4 km. all'01·a su st,m da buona ed imprimendo !Per la poca clasticitiì~ delle molle continue scosse ai ma lati e feriti. F·llrono efficacemente ~ostituiti dalle autoambulanze (fig. l3G), in numet'o di 4 per ogni sezione, le quali erano in grado di [)Crcorrere 14-20 km. aH'ora c trasportare più ageY{)}mente 4 malati o feriti in bnrella. n strade di montagna, an<'he a forti !Pendenze (fig. 1~7). Data però l'insufficiem:a del numero in confJ·onto allr nf\Cessità di sgombero, si dovett<"ro, specinlmente dopo i combattimenti. ntiliz:;r,are anche gli autocarri ntoii di ri-


-3 7 -

torno, che provvedevano normalmente al vettovagliamento dehle truppe, per il trasfPorto dei feriti e m~hLti agli oRpedali da cam'J)O, di cui pa1'te erano attendati (fig. 13~), parte impiantati in edifici e fabbricati requi iti. P e-r lo "gomhm·o .Jc,lla 2" linea, non furono s<'mpre usate le tolonnc C<Uréggio e di rcqui izione già. previste nei progetti di mo-

Fig. 137- Trasporto dei feriti I con colonna dj Mttoam bnlanzo (campagna 1915-1918).

bilitazione, rua poco adatte allo copo, e si ricorse ad autoc~wri attrezzati con barell<', i quali fPerò normalmente erano impiegati tp er il lmsporto di materiale, c soltanto in <'a"o di neecR"it:1 T"enivano utilizzati 1per il ti·asporto dei malati e feriti. Ma i direttori di sanità di Cor,po d'armata e d'Armata non potevano fare grande a segnamento . u que ti autocarri nei momenti critici, av<'ndo anche gli altri servizi urgente necessità di rapidi mezzi di trasporto dei vh·eri c delle munizioni, e la scarsa òotazione di antoambnlanzc di- ponibili non potem dare un notevole rendimento.


-588-

* * * Per quanto rigum.·da il trasporto neJlle retrovie, durani e la campagna, esporremo un cenno sommario sullo sgombero dei malati e feriti rpe1· ·da ferroviatia e fPCr via acquea, rilevando <'he il trasporto Jper Yia aerea, che l'Italia fu, come 1·iferimmo, unn <l<>lle prime nazioni :t sperimentati' in Libin, non fn attnato in qnr~ta, guerra.

\

Fig. 138 -

'\

Ospedaletto da campo da 50 letti attendato (campagna 1915-1911!).

Lo sgombero degli -·trrbilimenti sanitari della zona di guct·ra jper via fcrrovia·ria venne e:O'ettnato col Reguenti m<>zzi : 1° Coi treni attre-::::.ati con carri merci o vetture di 3a cla. -.e per lo ~gombero dei malati e feriti l<'g-gcri; 2" Coi treni viaggiatori o coi treni trasporto (deille t1·upa)e e mrrteriale bellico) di ritm·no 1 1pe1· lo ~gombero degli infermi che IPOte,·ano viaggiarre seduti, p1·onedrnclo al loro accompagnamento con personale Ranitario; A) THASPOHTQ PER \'lA IfEHROVIARIA. -


-593" Coi t1·eni-ospedale della C. R. I . e del Sovrano militare Ordine di Jlalta) per il tra'por to ùci feriti ed infermi più grM~i, ma tutta\ia in condizioni <ii viaggiate. In tal modo fu possibile eseguire un primo sgombero con treni att·rezzati sui luoghi òi cura più Yicini; un secondo trasporto da questi ultimi agli ospedali di ri~crva impiantati in zona di guerra ed a, egnati all'intendenza; un tcr·zo sgombero, 'e nooes ario, dai luoghi di cura agli OS!pedali più lontani im[>iantati nel territorio ù·e l paese e messi a disposizione delle singole Armate. Questo movimento, im,poslo dalla conlìgurazione geografica del Pae e, venne a poco a poco vilt1JPpando~ i e perfezionandosi con gran<le rapidità e regolarità. Le direzioni di sanità d 'Armata richic{)evano ai delegali dci tra."lporti !Presso le Armate lo sgombero dei malati e feriti dagli ospedali di prima linea a quc11i di riserva loro aR!\<'gnati, e per lo sgombero sugli ospedali di ri erva delle retrone interess.:'tvano l'Intendenza, .generai<>, la quale regolava lo smi~tamento a seconda delle <li~ponibilib\ dei posti letto, che YeniYano segnalate rperiodicamentE' dalle direzioni territoriali di sanità ogni tre giorni. Per dare un'idea òell'importanza di questo servizio, basti ricordm·e che nella !\Ola III Armata nel maggio 1917 si òoYette tJJrovreòere allo gombE"ro di ben 36.000 malati e feriti in barel1a, cioè il GO% <li tutti i tra. portati. P er tali sgO'Illbet·l i provvide acl una razionale assegnazione degli OS!pedali di riserva situati n<>ll'Italia settentrionale allle varie intendenze di Armntn, affinchè [)Olef':sero effeHuare i trasporti dalle Yarie unità ~anitarie della zona di ~uerra di,pendenti, a mezzo di tr-eni sanita•ri a loro di·retta disposi1..one. Si misero invece aNa dipendenza deD'Intendcnza generale gli ospe<lali di riserva più eccentrici, f-1ituati ne}l]a pa-rte meridionale ed insulare, per lo sgombero mediante treni sanitari e navi-ospedale dei malati e feriti dagli ospedali di ri.erva. effettuandosi cosi nn movim<'nto a catena fra successivi luoghi di cm·a, che permetteva la completa utilizzazione di tutti ~li stabilim<>nti sanitari i stituiti nel territorio nazionale, ~enza limitare la. percorrenza ma sima. dei trE-ni sanitari. ~ dn rileva•re nncora che la vasta organizzazione IProfìlattica. l}a quale $lÌ dovette improvvisamente diSt)Jorre al manifestarsi òei ~primi casi di colera nelle trine<'<' del Podgora ai primi ael luglio 1915, e di cui avremo oceasione òi occuparci più avanti (magni-


-

:590-

ileo congegno di difesa contro il terribile mot·bo, che 1·iusci mi·rabilmen te a spegnerlo in pochi mesi), rese fo1·zutamente più tliilì.cile il compie ' O meccanismo di sgombel'o. I treni·o ·pedali furono qua~i empre u ti1izzati al mas~imo della capacità di carico, e dò nella consi<lerazione di potere usufr uire di un maggior numero di posti·letto di ·ponibili negli stabilimenti sanitari e per non elevare en ibilwente la spe a per ogni infevmo viaggiante, corriSjpondente a circa L. 20 !Pe-r t'l'Cnokilometro, qualunque fosse il ntunero degli sgombrati. a) 1'reni attrezzati. - Dei treni attr<>zrati si utiliz1.arono i seguenti gruppi : 1° Treni attrezzati con ca rri F. - In numero di l , erano costituiti da cani F. per tl·a porto merci, di Clti 10 attrezzati per 12 brurelle e 10 sistemati per l , in modo da a ,·ersi uua cnpacità totale di 300 barelle. Ma la. struttura di questi veicoli fer rovial'i non corrispon<lem assolutamente alle esigenze igieniche nè a quelle di un temporaneo ricovero di malati e feriti. Inoltre tali treni, utilizzahili soltanto per il trasporto di infermi c feriti legg<'ri a brevi di tanze, presentavano l 'inconveniente di un pe o eccessi\•o. li'urono pel'.CÌÒ ridotti a ru·oporzioni più JHOll C!-<{ C e pel' COillpC'URO ne furono allestiti altri 6, i quali, !PUre essendo tenuti di ris<'rva, c non attrez7-<lti, potevano sempre essere impi~gat.i in ca o di urgenza. ~ Treni attrezzati con carro:zze a croTdlo. Furono a11cstiti in numet·o di 14. ~\,le une Yetture erano attrezzate per ::?~ barelle e, come 1pei treni IPl'eccdenti, la capaci t:\ comple. siYa era di 300 barelle, col vantaggio di avere tutte le cU<T·rozze intercomtmicanti; SO Trrni attrezzati con carrozze O. T., tipo ex R. A. - ~c furono p1·cparati 10. Le carrozze contenevano ciascuna l barene, con una capadtà comple-s. iva di 360. 4° Tren i attTezzati con carrozze a carrello, tipo 190G-fl07 910. - I n numero di. 6 con carrozze attrezzate p~r 32 barelle. aHé qua,l i era aggiunto un carro per trasporto malati infettivi (12 barelle) ed una carrozza. P<'l' infermi che potevano viaggiare seduti. La cmpacità totale del treno era di 284 mn1ati e feriti. di cui 48 seduti e 236 in barelle. T utti que. ti treni nttrezzati :n-evano inoltr<' di !'Cor'ta nn carro destinato a cnmHa orli m('dkn7.ione e di ,p ronto soccorRo (allaccia·


-

3!)1

tUl·e d 'urgenza di vas1 m caso di emonaght:, tinnovo di ruedicature, e<:c.) ed un <:ano-cucina pe1· il vitto degli infermi. È il ca o qui di accennare anche rulla ferrovia dentata, che unisce l'Altipiano di Asiago aJ.la. sotlostantc pianma veneta, superando un dislivello di 800 metri. Essa venne utilizzata alle.·tendo uno speciale t·reno attrezzato composto di 14 vetture : in meno di 2 o1·e si pote,•a, effettuare su questa linea lo sgombero di drca 200 malati e feriti. I treni attrezzati con carri merci erano sprovvisti di sistema di riscaldamento, per cui non fur-ono dmante la stagione inv~r­ nale rues i in circolazione che in circostanr,e eccezionali, aumentando convenientemente la dotar,ione delle coperte. I nvece i treni attrezzati con canozze erano forniti di un riscaldamento normale per mezzo <lE>l vapore deUa JocomotiY~b o di aiPPORita automot·rice; e per alcuni si adottò ancora un ti~aldamento au i1iario fatto con stnfe americane (una per vettura). I.1.1 durata dci in~oli viaggi, che, secondo il regolamento, non avrebbe 'Inai dovuto ccèedcre le ore, fu quasi. sempre superata, <'lata la distanza delle teste di linea <'lcgli stabilimenti di ricovero della zona di guena c della zona territ-oriale asscgna.te alle at"mate, e si dovette qualche volta !Procedere allo !'<'arico e conseg-na dei feriti o malati a, stazioni intermedie. Eccezionali però fur-ono gli inconvenienti da attl'ibuirRi alla lunghezza dei viaggi, ed anche i casi di deee so sui treni si l'iduRsero ad una cifea. insignifìcnnte. Ricco1M poi questi treni potevano co.·t ituire un pericoloso veicolo <'li infezione, così furono dotati in gTanòe qunntità di diRinfettanti, <li pompe spruzzatl'i<'i e di altri appare<-d1i di disinfezione; furono inoltre istituiti speciali po. ti di soceorso ferroviari pci colJPÌti da malattie infettive ed apposite ll.tar,ioni di disinfezione per i treni dopo lo . carico degli infermi. Il perRonale di ciascun treno n ttrezzato N a co~tit11 i1 o da 4 n fficia li medici. di cui l cal])itano, direttore, da 2 ~ottufJkiali c 40 nomini di trUJPpn. b) T1·eni prov'l:i.sori e treni 1:uoti di ·r-it01·no. - Questi treni furono adottati f';Oltanto all'inizio delle operazioni, qnando erano ancorn. limitati i treni sa.n itari l'd il num ero (lei posti l<>tto, e . ervirono e~luflivamente allo sgombero dei feriti o mnlnti leggeri <·he potevnno vinggia1·e seclnti. Detti treni, eo~tituiti per lo più <'la materiall e mobile Ynoto <li ritorno e promif:.Cuo, furono talora improvvisati con ca·rJ·o?.ze di 2• e di 3" cJa~se, ma, non e. Rendo


-

592-

intercomunicanti, si dovevano affrontare non tPoche difficoltà tanto !Jler il vettovagliamento quanto per l'assistenza degli infermi durante il viaggio. c) T1·eni-ospedale della U. R. I. - AQl'inizio delle ostilità l'Associazione della C. R. I. mobilitò 6 treni -ospedale, ma dopo !POChi mesi dovette aumentarli a 22 ed in seguito si costituì un altro treno per la Sicilia. Ogni treno-ospedale, che originariamente aYeYa una capacità di 266 barelle, dQPo opportune modificazioni fu in g·r ado di trasportai·e circa 300 infermi coricati su lettucci-barelle. Queste unità, provviste di tutto l'occorrente per la cura ed il vitto degli infermi !Per parecchi giorni di viaggio, erano formate di ca.rrozze di 3a classe, intercomunicanti, attrezzate ad infermerie, COn-IJ)Ol'· tiere alllargabili per il caricamento sia di testa, che di fianco. Ogni vettura, .dotata dei più moderni sistemi di illuminazione, di riscaldamento e di ventilazione, pote•a contenere 36 barelle. disposte in tre ordini e divise in òue ·reparti di 18. A queste carrozze se ne aggiunsero ailtre des;tinate all'alloggio delfPersonale diretti>o ed eventualmente a quello delle infermiere volontarie, aUa f3'rmacia e sala di medicazione, all'alloggio del personale di a,.c:;. si.stenza, alla cucina, al magazzino e.d aJla mensa. Le vetture erano disposte nel seguente ordine : 1° bagagliaio non inter~omunicante per collocar-d gli indumenti dei malati e fe·r iti; 2° carrozza p<'r l'alloggio del per~onale diretti>o; 3o carrozza, cucina; 4o carrozza per ufficio, sala da :pranzo ufficiali, m~gar.zino viveri e repll'rto per 12 infermi: 5° 6° 7° 9° 10° 11° : cail'rozze per 36 infermi ciascuna; 12° carrozza con •r eparto p0r J 3 ufficiali infcr·mi, p e.- --sala di medicazione e !per fa-r macia; 1~ carrozza IPCr alloggio del pers-onale di assistenza; 14" carrozza per t4 infermi da isohre. nor. ir:tercom~ni­ cante.

Durante la camiPagna fu' necessario a~·ginngere nn ~econdo bagagliaio, essendo ·risultato ins-ufficiente il fPOSto destinato nella 4" vettn'l'a per il magazzino vivel'i <· per jl materiale sanitario di •r ifornimento. In seguito si agginns::e al treno nna caT'r<>zza di 3a


cla~l'5e

593-

pe1· l'e,·entuale trasporto di infermi seduti, in ·oprannumero che l'5u<:ce::;:,i ''amen te venne sostituita con altra u.ttre;~,zatà a tte ordini. Ad ogni treuo-o ·pedale, come petsonàle, vermeto assegnati l medico capo e ~ .~ssil'5tenti, J is,p ettorc amministrati,·o, l farma ci ta. 2 contabili, l cappellano, 4: infermiere volontarie, 10 sorveglianti, ~4 lufermiel'i , 4 addetti all:.t cucina e 4 attendenti. I ti'(!IlÌ·o)o:pedale della C. H. 1. , po~ti alle <lipenden;~,e dell'lutendenM g(;nerale, JtH·ono utilizzati per lo :::gombel'o dei malati e feriti dagli ol5p<'ùali :wanzati a quelli delle retroric <· da questi ai grandi stabilim<•nti territoriali. J'er dimostrare il ptezioso contributo apoJor t<lto, hasti riconlat·<• che, mentl'<• nell'offensiva del luglio J !)1:3, con un massimo di GOOO fel'i ti in :3 giorni occorse ci1·<:a un me~o;c pe1· lo sgombero com p1eto, nf>lJ 'ottobre successivo, inYe{;C, con un ma)o:!limo ·d i 2;).000 <> con un'off<'n~iva di assai più longa d nrata s'impiegò ~oltanto uu nwse e mezzo. l P<'l' il J'iill!p aLdo dei !Prigionie-ri tubelx•olotici, si rilemw opportuno allestire un tl·cno attrezzalo contumaciale, il qwùe <'ompl regolarmente il S<'l'Yizio di traslpOJ·to carkando :l50 infermi, di cui J(i nftkiali e 9G !';Oldati di tru.ppa in barella, sgombe1·andoli ~ul centro <li r;wcoHa di Nervi. P<>r i1 servizio poi di ~folla.mento dei tuhcrcolotici dugli o:-:pedali di Nf>r\'i ai ~anatol'i dell'Italia c<'ntral(', vt>nnt' adihito nltro treno o~pNlall', comp~to intel'amenle <li v<•ttlll'e nltl'ez;~,ate pe1· barelle. L'attiYil;\ dei treni-ospe<l:llle della f'. H. I., piegata dal mag- \ gio 1915 al 30 F<ettemhr<> 19Hl. Ri può rinl-lsumere neJlc seguenti dft·e: infermi h·asportati 83:l.:l01: viaggi PSeguiti 4.372, chilomehi percorRi 2.824.519. d) T1·eni-ospedale del S. jJf. O. di Malta. - l/ARsociazione d<'i Cavaliel'Ì dC'll'Ordint> di )faHa, appena indetta la. mobilitazione, alleRti 4 tn•ni -ospecla,Jr, compo~ti cin.Rcuno di 11 cat'rozze di !la cla~Re, delle quali tma per il rper. onale direttiYo. una !per il per~ona le <l i a R. i Rtenza <' le nltre 9 lP<' l' gli infrrmi : noncbè di 2 vettmf> a ter•razr.ino, di <'Hi nna fi(libiln a cucina, l'alt·ra a reparto di iROlnmcnto. <·on tutto il 11e<'<'. Rario prr iliRinfrzioni. e di nn bn~ag-liaio prr il deposito ·P t·ifm·ninwnto (1egli nth·pzzi r df>l mat<>J·ialr di mrdkazionr. Tn pl'irno tNnrpo (pwsti h·f>ni-m:peclale pr·ano a oÒllf> or<Uni di barf>llc, poRtp irn f:;C'nso longitudinal<'. ed :weYano una capadtà di 206 S8


-

594 -

posti per infermi coricati; in seguito. oltre aù una vettlwa centrale destinata a sala di medicazione con ricco armamentatio chil'urgic.o, si aggiunse un 3o ordine di barelle per feriti meno gtavi, portando così la ca.pacità dei IPOSti a 306. Il 1pet ·onale di ciH.scun treno·oElpedale el'a costituito da l direttoi·e, l médico capo, l assistente, l cappellano, l contabile, 4 s uore, 2 ~-;ottufficiali e 5 inse-rvienti. Il movimento degli infermi sgombrati dal giugno 19J3 al dicembre 1916 fn di 30.007 feriti e 34.498 malati, con 372 viaggi ed un pe1·cor~ o eomplessivo di ehiJometl·i 307.121.

\l

B) TR.\SPOHTO PER VIA ACQUIM. - a) Ambulanza fltwiale « !Jit. ta )). - I h·asporti p~r via flunale ebbero dtn'<lllte la guerra uno s~·olgimento limitato. nonostante Je glorio. c tradizioni italiaue della, navigazione inte-rna. Il r giugno l!)H), per lodevole iniziativa del Comitato centrnle della C. R. 1., venne mobilitata. l'am· 'hulanza fllwiale «.:L Litta». Era costituita da 5 barconi, di cui uno destinato al rrerRonale clirett ivo. alla farmacia, alla camera eli medicazione eù alla <'udna, t! gli altri 4 nd infermerie, con 16 barelle e 10 posti a sedere per da~cuno : il convoglio era m<>s<=o in moto da uno o da 2 ·rimorehiatori a vapore. Vapprossim:-tt'"i dellla. stagione delle nebhie, osta~ol:mti la na,·igazione. le difikoltà di ri. <'aldHm<>nto dE'i bareoni durante il periodo inve,r na1e ecl altr·e neeesRitù logisti<'he detE-rminarono la ROF<pen~ionc· il<>i viaggi di que~ta '{P<'<'ialE' form.azion<> sanital'ia, che funzionò !';Olta nto da l luglio all'otto br<' 1!)1 :5, ('Ompienclo 14 tra· ç;porti c sgomberando ~ompl<>Rsivam<>ntc 10;)9 infermi. l)) Ambulanza lagmuwe. - Ajppenn indetta ia mobilitazione. il eomitato l'egionnle tle1la C'. R. T. di V<'Mzia prese aceordi con il f'omanclo in caylo di qU<'lla piazza marittima <' dispose p<>r l 'immNliato al lestim<>nto dell'nmhnlanza lagnnar<' <'l1~ Ritrovò in piena <'ffidenza il 26 mng-gio 1!>15. . Qli<'Rta nnità t>ra costituita cla ::3 peote. (bar<'oni), og-nuna delle ()n ali <'1':1 rlotnt::~ ofli lR harell<': cosiC<'hè il convoglio. mt'sso in moto da nno o più moto"<'flfi. pot<'va trasportare ;)4 ff'riti in barelln e <'on quelli sednti o in piedi circa. 200. Qnf'!':ta. amhnlanzn. <'hC'. nnitamente all'anto!':cafo cc Regina. }':l('na )) e ad alcnni hatt<'lli n. vapOl'<' attrt>zza tL <>ffPttnò il tr asporto dei feriti <'dei malati dai tr·pni ai ntri o. peflali <' vkeverRa, pot<' sgomhl'arr dal marzo al giugno 191R ben 4RB!'i3 infermi.


- 595 <') '1'1·asporti per via laouale. - Anche i tta.sp-orti per via ~acuaJ.e furono fortemente limitati, IJ,>Cl'Chè il lago 'M.aggi\ore e quello ili Como non erano c-ompresi nella zona. delle operazioni ed il lago di Garda n-on fu navigabile, per tutto il suo percorso, se non ÒO[)O l'armistizio. TuLtavia, per pa-d e della R. l\{m·ina, fu studiata la opportunità di tali trasporti per il lago di Garda, usufruendo dei ph·oscafì di quell'im1presa di na.viga~done, che ne aveva in ese1·cizio 7, con velocità variante da 16 a 20 miglia. Con qne ti jpiroS<.:afi, all'uopo attt·ezzati, xi sa1·eb~ro potuti tra., portare J 500 infermi comtplc:;simmcnte e con un solo viaggio giOI·mt,liero, di cui 500 in barella. d) Sezione di sanità fl1triale e lagunare. - Per il servizio di Bgombcro della brigata marina nella (life!':a del bas o Piave, comprendente cil~a 8.000 uomini kn. f~mii c cannonieri, fu istituita una. speciale S<'zione di i':anità <·on nwzzi di tra. porto c di ospedalizzazione a<ln t ti alla zona pre,·alentmnente fhn;ale. QuPsta sezione, iòca,tn, dal c:Lpitano medi<'o della R. Ma l'ina Ralotti, era formata da due vaporetti-o. pPdale. rkavn1i clalla tra s formazione dei comnni Yapol'<'tti lagnnari di Yenezia, con llll reparto n. prm·:t sistemato a cuccette ~montabi li. in nmtl<'ro di una trentina. sOYl'n]lposte a <·onvPni<'nte cli~tanza e costih1ite da tE>laiharella Rosel1i con matera!':~ino. P la rimanente Q>Orzione di pol)pa l'idott:1. a saln., opcrat,oJ•in e dotntn ili tntto il materialr. !lecesRario. I.Al sezionr ili ~anitù rposse<'I<'Yft, inolt,re ~ motoscafi di ambulanza attrE>zzati ancl1'e~!'i <·on telai -hnreOla Roselli per 8 feriti gravi (:' con sedili p <'l' feriti <' malati l<'ggel'i. Qnesti motoscafi dovevano re<'nrr.d fino alJe t1·incee ed all<' hattt>J'Ì~ ~nrRe lungo i fiumi e, t·accolti i feriti. trasportarli ai ntporetti -o. pe<lal<' in cir<'a me?.z'ora da qnnbmque ?JOna òrlla fronte. Il perRonalle snnitario addetto C't'a <'Ostitnito da 2 ufficiali medki. ila :10 infermieri e dn nna s quaòra d i pm· t a- f<"riti. l'on CJllE'Sti me.zzi çli tra~orto !':i pohf> in un sol giorno a:vviare ag-li ospedali eli V<>ner.ia. <lltl'<' 200 fr1·iti E> nE>lJe giomate Mll'n,·anzata òel Piaw XnoYo oltl'<' un migliaio poterono essere cura ti <' smistn ti. r) Tra,<~porto pr.r da di nw1·e. - Tl trnRporto <'On navi-ospedal<' !':i Psf'gn1 ~ialmente pe-r lo l"'gombero òalll'Alhnnia e òalla l\fa~eilonia. Qnei':to Ri <'if<>tttlò altPrnathamE>nt<' nel19J6. per mezzo dci pi·l'<lsra.fi .·17baro) CorrT01:a. Tta.lia c Pnla.(!rirmo (ex Kiinlg Alhm't).

l


-3961lagli ospeùa.U da cHmpo di quelle r<'gioni ~u ap,po~iti stabilimenti conì:nmacia.li della Nazione. Dal porto di sl>arco dell'.<\driatico un tJ·eno-os,pMale . goml>mva i mal a t i e feriti iu coutumacia sugli -stabilimenti ora <letti impiantati ~?ul !Ja.s:-:o Adt·iatko e sullo Jonio, e da '<]uesti, a contumada ultimata, :-u ospedali territoriali di pri'ul"o (' secondo Jo<goml>cro. Furono in media t•ra·pol"tati circa 1600 militari al me e, di cui il 90% e1·a rappre. entato da mala.rici. Nell'estate dell!llG ht naYe Palasoiano, dotata di 950 cuccette, furJzionò da o~pedale galleggiante 1wl porto di Valona. Data la defìdenzn, di posti-letto negli o~pedali impiantati nell'Albania me. ridionale an 'i nizio della n01-'tra. oc.cupazione, i numerosi tposti di cui potem dh;porre la nnye stessa, fm·ono di g·randc vantaggio. Alla fine dC'l seeondo scnwstre 1916. l' Int endenza generale assegnò per lo sfo11am<>nto d<•lla, zona <li primo sgombero sud-(>'rientale un treno attrc•zzato e più tardi un altro <li nuo\'O modello. ComplN;sham.ent<>, nella se<·ond:t metà del 1916, furono rim~xttriati dall'Oriente nei pot·ti <li Bat"i. Brindi i e Catania 19.672 malati e feriti. (li cui HU~2~ nomini fli truppn e 349 ufficiali : e più prcd ~amt>nte drtlll'Alhanin !l.558. e <la1la Macedonia 10.114. Questi sgomberi furono combinati fra il R. E:-;erdto e la R. Marina, e le navi-ospedale eseg-uir·ono anche b·asporti da Genova l)t'r la Sicilia e Rardegna di feriti reduci <lnl Grap:pa. \ Quando ~i poteva attraç<'a·re n1lc banchine direttamente, l'imbarco avyenh·a :pel pont01w: alttimenti, se si t'ffettuava ~" mare lfwgo, i Dlltll ati dai pontoni e dai piroscafi si i!{savano coi telaihar<>l1a R o. elli imm<>~si n(' lle brande ingl<>si, sos.pesi con iparanco sped11le agli nlhe>ri (li cari<'o. dtc permeth>vano eli sollevarli senza ~os!>e> ed inho<lm-li nei cotridoi <' nelle bntfC'l'ie ai reparti medid o chi•rnrgici : in questi si ~)OlPvano esC'gnire operazioni anche di nnn certa importanza. Le n:wi-ospE>dalt> erano inoltre dotate di gnhinetti l'fHliogmfici e> batt<>l'iologici: ·que~ti ultimi furono· tanto più neces. ari. qnnnòo ~i trasportarono CliF>sentf'rici ai lazzaret.ti di ('ot·r one o colerosi all'Asina•ra o a Marsiglia o a Bi serta. e nei <'asi <li ncct>rtamf'nto eli infezionE' mal n rica ec.c. J,e commis.sioni snnit:nir ('Ontmnaciali re~iclf'nti a Rari es.ig'f'Yano anche. per potE>r inoltrar<' sui treni-o!':prclale od attrt>zzati i mn lnti o fe>rHi, <'he <:>sRi fossero !;tflti sottoposti, <'OIDP Ri rn·aticava a boròo. nlla bouifkn con hagno grn<'ralE> e con ra~nra <l<'i peli tpe1· In difE>sa contro il tifo <'~ant<:'matico . Si a.v evano inoltre loca1i 1

.


-

;)97-

~eparati per I])Jo;kopat.ici agitati P per <·n~i

gravi:-<:-;imi, dH' venh·auo ricoverati in rE>pat'to l'pedale. con una sola fila di cuc.cette, ,al quale ~i pot<'Ya accedere <·on nwggiore facillih\. Rlp('(:iali po~ti di manon:t pm· ~a.lYataggio fHt·ono infine adottnti per <'oloro <'he poteYa no accedcrYi <·ol E:alYHg<>nt<', mentre 'i barella ti YCni va no portati direttanwnte dai pol'lafPriti ftlln loro imharc:1zione .

.Xel l'ias5;nuwre ora la. Ya!'ta e complessa a:-;sisteuza sanitaria dcll'<'~PJ'<:ito italiano n<•ll'ultin1a <:ampagna, ci sembra Q_pporhmo intrattener-ci alqmmto più a, lungo ~ulla ~o>u(h.livisioJJP tecnicoscientifica, che CO~Stituì, per <·o~ì dire, la fisonoruia e la ha~w fon damentale d<'i ,·ari ~<'LTÌ7.i. .\ twhe da una rapida sintesi si può mettere ht?ne in <'videnr.:t-l'imiPOI'tanza. <'la praticità di <]uesto nuoro indirir.~,o e l'<'normc sfol'zo fatto da1l' fialia nelll'imrnanc conflitto pure in que~to <':tmpo, <' per rkd)('zza e per mo<l<'rnità d'impiauti. di 'mniPI'iali <' di mer.zi di tr:u::porto, <' ~Jer completa SJpecializzazionP <li og-ni ramo <1<'1 ~-:ervizio. E ciò tanto pPl' il l'Ì<'OY~ro, ~Wl' la cnra e lo sg-ombero tl<>i malati P ft?riti. quanto per 1<1 dif<'~a (·On· tl·o i morbi i nf<>ttid, assicm'a n d o ~on t<'mpOl'<lll<'tl mt?nt<', <'O Il opportmw dis:posizioni lt?g-it-latin'. J'a~~i~IPnza JH'llc prime> linr<' alle trupp<' op<'ranti. affi<latn ai nw<lici d1r non a'·e~s:c-ro ancora ~u­ (flcrato il :~2° anno di Ptà. E. llPl' lw<'\'ihì. ci li111ite1·emo ~~ <l::tl'<' nn ('('11110 dell<' più ill1ij)OJ': t a n ti ~JW<:Ìa lizza r.ioni. l. Srl'l'izio <'llintl'fJÌ<'O. _ P <'r far· f1·ontr qnanto pitì possibile atl un'. pt·onto <'d opportnno inl<'l'\·cnto. <la <'ni clipencl<:wt f(Ua~i Rem· pt·e il (lN'm·~o sn<'Ces~h·o dell<' più grnvi lt?~ioni òi gn<'rra, furono anzitutto <·osi itniti <lei 1111rlri <·llirurgiri. rompo:ti éla prm·etti spe· <·iali!':ti, rh<' in <'it'<·o~lnnz<' di mnggior 'la.ym·o 'PniYnno tempora· ll<'am<'niP as!':eg-nati, eon tntto lo strnnwntario <'<l il mntrriale nt?('<'~sario. nlle unità sanitm·if'. nC?lle quali. pe1· la IPÌÙ tnmultno~a aJllnt?J1M di ff'l'ili. <'Nl più m·g-r11!r la n('('f'~~it:l (li pronto ~OCCOJ'RO, ~pecialmente pr1· i r:wilai'Ì iniJ·a:;,portnhili. Furono inoltr<' i~titnite. in zonn a,·anzata. 10 amlmlan:::e rhino·gioho (fig. 1~!1) . di ('tJi settf' <l<'ll 'E~<' I'<'ito e tr<' rlclln C'1·oce Ro!':Ra Hnliann. fomite da!'<'nna di t<'ndn - ~ala opernloria. n doppia pa-


-59 rete (fig. 140), <li tenda ipCl' il1·icove1·o dei feriti o-pem.ti (fig. 141) t' di auto<:ar:r o Fiat con caldaia (fig. 142). Erano inoltre dotate ùi per ·onale aiJilissimo e di ogni mezzo adatto per eseguire qualsiasi atto operativo, ed avevano il vantaggio di es. ere facilmente sposta · bili fin :sulle pl'ime linee con automezzi propri -e rapidamente Ìlll · piantabili, in modo da Pl'SCl"<' proute a fuuziomu·e in sole 6 ore. Ogni ambulanza poteva di.stacca1·e due amlmlanzette) clw potc>auo csst>re <lislO<·ate !P re ~o le Rezioni d i sanità delle divisioni più impe·

l:'ig. 139 -

Ambulanza chirurgica in funzione (cawpngua 1915·1918).

gnate, ed essendo dotate di 111ezzi ùi traspot·to più leg-geri, cPauo in condizioni di u)elTOnNe, senza incidenti, q1wlsial'i strada c su pel'tn'e qualsiasi pendenza. :Pct proteggm·e il capo dai proiettili <' dai frammenti di e~si, le t1·ugpe fmono provYNiute di Plmetti me tallici r, ·P OI' p1·c. el'Yate la yi~ta, di occhiali uwtallici da trincea. E menti'<' nPll:t gucl'l'tl franco·1}H'ussiana si ebbe 1'88% di ferili pel' armi portatili, H :) % <1 \ntigl ieri a ed il 7% 'J)er altre <:ause <' nella campagn::.. russo -giapponese J'iHpettivamPnte il 75.D. i1 21. ' e il2,:3% . in qne t'ultima guerra, :m 1:.?$~0 im·alidi sopraniRRUti, la pt·opor · zione fu {lel 23.5. del GG.3 P del 10.2°{, . Rn 100 fel'iti o pcdalizzati in zona di guena, la mortalità fn drl 5,G:2% nel l!l17 P ilel (i,J7 % JH'l


-

5!)9 -

Fig. 140 - Ambulanr.a. chirurg ica • Tenda. • Saln, por operazioni.

Fig. Ul -

Ambulanza. chirurgica • Tenda per il ricovero <lei feriti operati. ,


-

600 -

Hl18, laùùo>c la mortalità 1pcr wah1ttie fu rispetti.,·amente del 0,70 % e <Jpl O,H:3%, es\·ludPJHlo nel19J8 i meliii dell'<•pid<>mia intlul'nzale. Circa inJine la on·op<H'?.iolle {lei fCJ·iti, nel 1 HlG, alla J>l't'S<l del S. )fichelc, si ebbe il ~0,7:~ % di fel'iti (]ella fotza combattente c nel ~ ~~1)FnG Jlellc azioni !:lul Voclke. M. Santo<' Kuck Ri 1·agginn~c il :)0%. · 1 J l>allo spoglio di 150.000 !';Clwde ~li ill\'al:di si <~ constatato clH· il ~;) ,1%o em mutilato della co~eia, il ~!>%u delJa ~amba, il 3!l del pied(' C flifH, il J8.!) dPllml<'dO, il H.:~ <JpJl'a\'<lillhra<~·io <•d il 29 rlPlla

Fig. 1-12 -

Ambulanza chi rurgie:~ - Aulocarro Fia.t con caldaia.

mano o dita. ll 2G~A%o pr<•sen1am, mcllOIWtzioJli ncll;~ fullzio nalità deg~i ar·ti ~upcl'iol'i, il 19X.7 d<•g-li ~n·ti inferiori , il 12,:! menomazioni multipiP e<l il 4,8 d<>lla, <·olonna vctt<•bralc. l ~ }('F;ioui cadiarie clPl tol'll<:t• <' <l<•ll'a<ldome fig-urano nel ~:1.3 -Yoo . ('OllW 111<'1':Zi amdlinri ding:nost i<' i. l'm·ono allest itc ancm·c~ !l ttll · toamuulanze radioloqichr' . f01·nitl' ciP l tJ>Cl'NOnale {('enko e <li lutti ~li ap,parN·cbi più mo<l<>mi e }WI'f<'zionati JH' l' lP OR~PrYctzioni radio -"<'91pkhe P rndio~.p·afi<'he. chP pokvnno <'OF;Ì }Wat icarsi anclw in zona molto a.Y;mzata ( fig. 14~). P<>r·altr() og-ni ospedale <la, <:mupo diNponeYa <1<>1 pi<·colo. ma <-.·cf>llpnt(•, apparN:drio ,portati](• FPl'l'N'O di CanlllPr·leone, che fece a.nch<> in questa drcoxtanza ottima proYa.


-

601-

Per l'icovcru.re infine in unn !'tessa 1.mit;'\, i Cel'iti delle varie categol'ie dw < ri<:hif'ÙfYano spP<'iali interventi. eù appropriato trattamento. appn·~tato <la personale specializzato, furono impiantati in zona d'opemzion<' altrettanti o.c;;pedali cl!irur!Jici per feriti c~n· itari, pe1· feriti o~t<'o - a rti<:olari. J><'l' fl'a t tura ti, [)Cl' fcri ti del lP Ol mone, dotati quesU ultimi di appo~il i reparti JP<'l' la terapia pneumotora-

dca, ecc.

l!'ig. l43 -

Interno <li un'ambulanza radiologica (campagna 1915-1918).

2. Ser uido nenrologico. - Oltre i sndd<>tti. ospedali ~p<>daliz ­ zati, furono i~titnite in zona d'operazione altt·<' unità r.;anitari<' p<'r i! rico,·ero d<•i fpriti del ~istcm.n neJ·,·oso c<> n tra le e periferico, nllo :-;copo di so1t oporli ad un tmttonllfnto uniforme, tanto sotto il 1punto eli Yista .c hkm·g-ico che n c1.n·ologko , p er opera, eli Leenici [>n'l'Licolu.r· mente vcl's:at i nell-'uno <' nell'n Hro ramo, eh(' <(loyp,·ano in t<'l'\'<'nil·e eli comune a<'cor do. F urono inoltt·e creati in r.ona territoriale, a :llilano, Bolog-na e Catania ( pH le pl·On'nienz<• dall'Oriente). 1t'<' centri IH'urolOffÌci di prima ra(·(·nlta) nei quali <'rano tl'aAfcl'iti i f<>l'iti del RiAtenm nerYoso clalln zona <li p:llC'l'l'n. pN· €'5:S(' l'C Rll1iHtati snc-cessiY::ntH'nte con -crit<'ri r·<·gionali su nltd !l centri ueurolo{lici ten·itoriali) im


-602piantati a J•a\'ia, Genova, ~Ulano, Siena, Homa, Ancona, :Xapoli, Bari e Catania, in m'odo da off)·ir loro ill conforto di tt·ovarsi pol:lsibilmente vicini all<:t'ri~ pettiw famiglie. Ogni centro ncm-ologico ~ tei·I'itol'iale com1p rendeva, a sutt rolta, un reparto JH'r ~<> lesioni or, ganicbt• òcl sistema ner,•oso central<> r periferico, ed un secondo reparto per 1<> le!'ioni funzionali. Dallo spoglio di 150.000 schede di invalidi l'Ì~-<ulta che le nevr01patie oL·gankhe c<•ntrali (cervello e midollo 5';pinale) figurano nel44.7%o , le pPriferiche nel 63,6%o (art o s~1periore) e nel 27%o (a,rto infel'iore). 3. Ser~izio stomatoiatrico. Pre so ogni armata furono costituiti 1:('JJarti 8fonwtoiafric i. con c·~per1o personale r ricco matNiale. per i l t rattamen'to chirm·gico e cl ort opcdico pre,•pntiYo dei feriti d<:lla ~accia, pei quali nn apptopriato tempcstiYo intervento polrva tnlora <]('('iclPJ'(' della COlllJllPta J'<'integrazionr anntomica (evi tando gr:n; d<>tmpnzioni) <'del ripri~tino funzionale dE>lla YO<'C. del t·espiro, e drlln, mn!:lticazione. In zona territol'in le ftH·ono inoltrr impiantati. a ~fil:mo, Rolognn, e Roma, !l centri stomatoiatriri di prima raccolta ) ai qua1li afflnivano gli !'ilomatolC'si <lalla zona di op<'l'azionc 1pronisti eli appare<:<'hi conlf'ntivi o di nna protei'i pron·i~oria. per c>Ssere. una volta g-nariti <·hinlf·gicawcnte, traslocati in seguito a sezioni slomatoiatdolze territoriali. costitnite pres~o o~ni corpo d\umata, per l 'nltedore tra ttanwnto c> per l'npiplka ?.io n P definitiva d Pgli appa· _l'('<' Chi di p l'O tesi. Dallo stesso ~pog-lio sta ti~tico le Jrsioni della fn<'cia. r dell 'appm·nto boccale entrano nella. pt'OIPOrzione <lPl 31.1 %o . 4. Nf't·vizio ofta7mico. - In :.r.ona di .gurm·a fm·ono organizzati rrparti oftalmici per la cura d<>llP fcritf' e mnlatf iP oculari. e per tlìtte 1le indagini meclico-legali in rapporto all'a ntolesionismo ed alla simulazione, da pm·tp di spN·ializ?.nti. "otto h1 vigilan1.a <li nn <'onsulcnte d'armata, scelto fra i doC'enti unh·rrsit:1ri. S<>mpre <lHllo poglio di 1:>0.000 ~hedC' di im·nlicli. l'isultn 1ma CC'<'ità monoculare drn·, 9,1%o. hilntc>T'Illf' {lel fl.7% o. una diminnzionr del. visus mon<wnla•re drl :t8, binocnl:we del 2.'4%(). Per lr le ioni inducenti cPCità pN'manentP furono costitniti 11<'1 tNTiLorio, ~ MHa.no. Fir<'nzc e Homa., tre ospedal-i fl.i <'Onnen lmnu·nto JH'r rierlli di fflte1Ta. ni fJW\li vPnivano tra, feriti (lalla ft·ontC' i gran<li jnyalidi. p<>r e!'iscre curati da pron•tti sreda1izilatj, ·f' rper ('ventunl<> applicazione clrlla protP~i O<'ularr. Furono nncora i. f ituitc• cinq11r casr di l'if'dura~ione, n ) fil:lllo. Firrnze, Romn. Nn ·

-


-603-

poli e Catania, nelle quali i ciechi di guerra potevano essere rlp<u·tili regionalmente e frujre ùi ogn:l confol'to materiale e morwle l ed essere addestrati a lavoJ.·i compatibili cori la lo1·o invalidità. Degna di nota inoltl·e è la specializzazion~ del servizio antitra- ,· comatoso organizzato pl'csso ogni COlìPO d'armata leJ.Titoriale, con tl'impianto di un ospedale per traconwtosi, al quale erano avviati direttamente, senza 1pa ·sare per i rispettivi distretti militari, tutti gli oftalmici. Quelli pre ·entanti forme secernenti erano trattenuti e curati fino a guarigione; gli affetti da forme asciutte erano invece incorporati in speciali ùattaylioni tracomatosi, pres o i quali pretavano regolare !Periodo d 'istruzione militare per e sere in seguito adibiti a scr,izi tenitoriali. Ad eliminare infine qu:Nlsiasi motivo di autolesioni-smo, fu alwlito il diritto a riforma per tracoma. 5. Set·vizio oto1'inola1'ingoiatrico. - Furono costituiti in zona ù 'overazionc 1·eparti oto1'inolaringoiatrici per la <'nra delle ferite o lesioni con carattere d'urgenza e delle malattie del naso, della gola c dell'orecchio, che si 1u·esumeYano di bren' durata, sotto la orvegliam.a di un consulente d 'Atmata, tratto dai profe:ssori uniYersitari. A Rongo venne inoltl·e creato un centro di prima, ·m ccolta1 nel quale erano riuniti i fc-l'iti o malati delJla ~pecialità. biRognevoli di nn più lungo periodo eli CUl'a c di provvedimenti medico-legali, pe1; essere in .seguito sgomberati su t·eparti specializz(Lli ten·itoriali, funzionanti come unil;\. RanHade autonome o come reparti di più vasti stabilimenti ~anitm·i. La Roròità bilatera l C', ~;u 130.000 inva lidi; ligura nella pr~or:~.ione del 4.3%o . 6. Sen;izio fisioterapiro. - ~\ll o scopo di ottenere un efficace recupcro degli inn bili affetti da postumi di ferite' o lesioni degli arti determinanti una inabilità temporanea. e pN e,·Hare aggrava menti od inutili prot·razioni di licenze di coJwalel'ìcr.nza, non ap!Pl'Oipl·iate all'entittl dt>i •l'eliquati , furono impiantati in zona. territm·inle 11 cenh·i fi.t?ioterctJlici, con una cupt~cit:'\ complcRsiva di 11,617 posti-lPtto, forma,t i ciaRcuno da un ospedale, peo,·vis:;t.o di tutti gli apparecehi chineJOdtC'rapid, t·ermotera!Pici, clctlroteJ•apid c fisiotel'api<-i più moderni. ovt' <'rano l'Ì<'OYerati i leRionali che non l'i trovaY:mo in condizione di fare la rura ambulatoriamentr. <' da nn depo-<~ilo, formazione intPt·mNlia fm l'oRpE'dalE' e la <':l- <'l'ma. al quale er<ctno tJ·a8f<.'riti tnW fJUelli dH' non avP>ano bisogno eli l'ÌCO>ero oRpedaliero e che potevano l'C<'ar~i all'ambulatorio JWI' ~'"~Cl'<' sottopoo;;ti


-

604 -

ad 1m lmttamcnto :-;pedale cd a una cura metodica di ginna,tica medica e fisiologica.

Dmt commi:-;sionc 1ccnka, ColnpoRta <la UH chirurgo, da

Llll

nenrologo e da uno ~peciallHta in iiHiotetapia, era inca1·i<·ata ~lt·lla visita <li amllJissione dei minotati pPl' la loro aS!-Wgnazione <1ll'o~p<'­ <la~e od al <le1po~ito. a ~econdn ·( lc1l'('utità <ki postu111i della le~ione, di so1·,·<>gliar1w la <.:m·a per t ulta la durata (' di promuovPr<' infiuP gli cvent uali p1·oyvedimcnti mNlico lt•gali, rim<HHiando in prima linea i rkono~<'iuti idonei ilH·ondhioHatauH•nte. P<'l' i grandi im·alidi fm·ono an<·o1·a h:titniri:! cPntri ('hirur!]ici a J [ antom iPCl' 11:1. noRtrn fl'oni ·P cd H Bari, per )<' pt·o-venicnze dal l'OrientP. nei quali t't·auo ntccolti i traf;portauili chP Yenivano in ~cguito 1·ipartiti fra Re~ioni cltirurgiclt(' reqionoli. di 1° e di :?" concentramento, e do(" a 1'orino. 1\l ilano, GeJIO\'èl, Bollogna , Fi l'Pllze. Roma. ~apoli (' r alPl'lllO. ()\'(' da Pminenti m-top<>clki (>J';lllO ~ottopo. ti a J·a~donale ltattamento, di l'etto :-;oprati nlto a climinuit·p ln gravitù dei pMtuwi dell<' lP>:ioni in mpporto all:t funzionalih\ <' per l'aclnttanwnto cJpfìnitivo de::rli appal'N·chi (li prot<>~i. Fut·ono infine <'l'<'ate, col coJwm·so <l<'lle ~\utotil<Ì· ~;anit;11·ic civili f' deg-li pnti di h<'ne(i<-pnza. Jlnmero'4t' colonir agricol(' r S('I!Ole di rirdtU'fl~iOJie professiouale. ]WJ· il rnziona1<' :Hld<•'4tJ·nnwnto d<>i mntilati a. J•iJ)l'Cn<lPr·c, 1p<• r· quauto po~l'ihi i P . il ]Wirniti\·o JJLPl'tiere. l •' m·ono :111 <·ora 3/IH'J·te lllllllel'O!':<' fn bbrie ht> 'P<"r i l J·ifm·n i mPnto tl P~li n pparN'<· hi di prot<'~i. <lei qnali fn !':tahilito 1111 tipo lllti('o pN· g-li amputa ti (l <•Ila g-a mha. 7. '<'1Ti~io medico in zona di [11/f'rra. - .\llo scopo eli l'Ìdlll'l'e il pcrioclo di J·i<·oveJ·o fPCl' i mal al i nei hwg-hi cl i cnra a1l tPmpo ~trPttanH•ntP ne<-P~!':ado, furono impiantati i11 zona eli guPI'I'a pt'Ps"o l<' brig-ai<• <' l<> divi!':ioni iu[rrmPrir tn·ot-ri.<?orie pPl' i milital'i Jll'<'· f::Pntrnd i affezioni d i ,po<·a enti t ù. prl' lP qnnli Pl'a pr<>vcdi h il<' la g-nnJ·ig-ionC' i11 10 gim·ni <'cl nn <'olnpleto J·ipdstiJJO Ò<'lln iòonPitù al -.;prYizio. Oli infe1·mi iny('('e con nfi'Pzioni <li mnggio1· fluratn, m:~ 1ll't:'· ~nm ibi l nl <'nte non l-<HP<'l'iOI'r ni {hlr- mesi 01·nno rkovt-rati in ospedali ]Wr malati ir ntNlh·l1r <' !'ll<'<'<'~si\·nm<'nl<' trasf(:'riti in r·onrofp . 8('('nziari o nei dPJWNifi rli com·alr'.<<ccn~a r tappn della zonn tli gurrra. ~)<'r ('S!':t'l'<'. (lopo m1 ('OTIYPniPntp p<'rioclo 11i ripo<::o <' fli ;Il · l<>nanwnto. utilizzati <·ome <·omplPliH' nto n<>i battaglioni di mat·C'ia. An<'IW p~ ln <' m ·n d('ll<' ma lattiP m0didw !"i :Hl (liY<>nnP gTailn · tamentc ad unn l'azionale ~pednlizznzion<'. ndihPndo l(' nnit:\ "•l·

..


-GO;)-

nital'i(' più avan~ate a J·koYero degli inl'<•rmi, pei qua[i ('t'a ll('cesl'al'io un trattnnwnto d 'urgenzn, come i rm'issimi dift<'rid, gli n(fetti da meningite cer~bro-spinn le. anch'e~si molto rari, i colpiti da gas da comhni t ilncnto, <'<'<'., e <.li~tribuendo a seconda (lPlla. nah11'a, e gravità dell:1 m ala ti ia negli o~peda li Ò<'lle retrovie <' della zona, territ-ol'iale colOt·o che prc>Rentavano niTezioni di maggior dm·<lta c l'i chi ('cl<'n ti JPl'Onre<limenti medico-legal i. 8. Sen·izio profilatti('o.- Ln (lifesa <·outro l<' malattie infettivi' <'O!'!tituì nn'nltm specinlizr.nzioH<' del sf.'nizlo sanitnrio, eh<' portò ~tlla, creazione (l i nn m irahi le cougegno profilatl ico eonLl'O i morbi inff'ttivi, comp1·e~o le malattie e)ò;otiche (colera, ittero emolitico, <lis ~Pntel'ia N:c.), t n le da rappl'escntar(' una ,·alidis:,;ima barri<'ra prot('t ti va a tNgo dell<' t.tuppc <.~o mball·en ti, eli <·ni potcYn, <'o n l'npi<lità, l'«'· guire gli :;;postanwnti, senza subire la minima hrecda. Presso l'Tn tendenza gene1·alr, allo ~<·opo di coordinar(' le dife<:e dell'Esercito operant(' cqn quelle del tcrrito1·io, fu iNtHuita 1ma, Gomm~issione i~pettira di pro{ifas.c;i_. orga110 i>;J>Ptth·o e consnlUYo, composto da ufficiali medki <' funzionari d<'lla Sanità. pubblica. E sa aveva alla dii·etta òip<'nòenza p1·esso ciasennn. armata. HllèL sezione ispet tira_. formata òa un Ull'dico militare <' da, uno <'ivile, agenti <li comune a~OI·do con lf' t·i petti><' direzioni di sanità. Il territorio <li opernzione fn quindi diviso in altrettnnte 7,one comp1·endenti nno o più comuni, alle quali furono prepo)ò;ti medici militari, con Je attribuzioni di nfficiali ~-;anital'i per la <l<'ntmzia e per la profila "l ·i delle malattie infeWvc e per ]n, sorvC'glianza igienica della zona rispettiva. L:'t difc. a. sanitaria fu impemiata sni <·onsueti tr~ pnnti c~rdi ­ nn.li: denuncia, i~Oilamento ·C dhdnfezion<:', e tla specializzazione di questo import,aJlte e delicato servizio fu 1·agginnta con In creazione delle S<'guenti nnit:ì : a) sezioni di disinfezione) assegnate ad ogni armata e eonpo d 'armata. divisibili in tJ·e squa<l1'e (A c D ed um1 ùi ri-serva), fornite del personale e mRleriale uece sal'io per l<• disinfezioni chi miche (snblimato, a-Ciclo fenico, calce), fisiche [sture a T':tpore sotto prèsRionc, mobili su <·m-r·eUe a 2 ruote (Giannolli) o f\U autoC.C"l:l'l'i (fig. 144) c fisse ( Gene~tr - Herselwr) ed alla formaldeide con apparecchi di ùiT'er~o;i tipi] 1wr· il ri~o;nnamento dell(' trincee e <lei luoglli jnfetti c per la bonifica dei campi di battaglia, degli accantonamenti


-606-

e degli aJCCallllPamenti. Oltre della stufa di disinfezione, erano provviste di potabiÌizzatori c bagni a doccia su autocarri; b) stazioni di bonifica per bagni in vasca e doccie collettive, barbitonsura, taglio di caiPelli, s1pidocchiamento e pulizia personaJlc delle truppe, nonchè per il cambio, disinfezione c disinfestazione degli oggetti di vestiario e di equipaggiamento, essendo risultato inefficace l'uso dei così detti corredini antiparassitaJri;

·.

Fig. 144 -

Autostufa di disinfezione tipo «Vittoria» (campagna 1915-1918).

c) stabilimenti di disinfezione e di ricupero di oggetti di ve sticwio e di equipaggiamento) ove il materiale, dopo essere stato

sottoposto a-Ne neccssarje disinfezioni e lava.t ure, veniva i'nviato ai laboratori di riparazione con indiscntibile vantaggio, sia {!al punto di vista igienico che economico; d) 'repc(!rti di osservazione per il ricovero dei maìlati presentanti sintomi di malattie infettive o che avessero avuto rajpporto con gli infetti ; e) la7)oratori batte·1·iolo.r;ici) alla diiPendenza di centri d)ispezione) diretti &a batteriologi di provata caiPacità. e dotati di tutti i. mezzi di jndagine necessa.ri per l'accertamento dei casi sospetti e ipel' la ricerca dei portatori; f) ospedali di isola-mento !Per il ricovero degli. infetti in ba-


-

607-

ra~camenti cspresi:lamente costruiti, od in f<Lbbricati opportunamente adattati, in ruoùo ùa a ..,icmare In più rigorosa selezione fra ammalati, convalescenti, sospetti. l'iconosciuti immuni, in altl'f·ltanti reparti dotati eia c uno di pPr onale c materiale proprio i g) con1)(!lescenziari per ·i nfettivi 1pet· gli indiYiclui guariti clini<'amente. ma sui quali O<'COl'l'Pva ancora ptatkare indagini ba t teriologicltP per l'iH:certmncnto dcll:t completa immunibì; h) .<>P~ioni per depura .~i one delle a('que potoùili) che veniv!\ Ja1·gameute praticnla nei po.•di di potabilizza.done campali, sotto la vigilanza di rommi sioni ispetti\e, coi metodi riconoscinii più pratid ecl efficn('i: mN'canici (filt ra;~,i oni a sabbin ) : fisid (potabilizzazione a Yapo1·e sotto p1·c•ssionc•) : chimici (bromo . tinturfL di iodio, permanganato pot:vsico. e soprattutto l'ipocl orito di sodio): i) campi. baraccamenti f'rl accantonamenti cont·wmaciali , per l 'osserva?.ionP e 1:1 bonifica dE>lle tl'nppe che aYc,ano avuto fra loro degli. in fctti o provrnivano da luoghi infetti o s:os:petti, ed anclw dei prigionirri e profugbi di guet~ra , nonchè delle ccnt nrie di operai r('(•Jlutat.i pet· i lavo1:i in r.ona <l 'opPra?.ion e : k) zona contumariale rli primo sgombero. Per evitare il propagarAi èli malat.tir epi,( lrmidte nell 'interno del tpaes:c, i feriti e ma lati provenienti da zone inf(•tte. p1·ima di ess:erc sgomberati neHe q·etrovle, erano ricovera t i in Apeci ali ospedali c ont1~tma ciali c tra ttf'ntlti in OR~E> l'\azion c per un pPrioclo di almrno sei giorni, durante i (Juali erano ~ottoposti ad oppo1·hmi nrcertnmenti batteri-ologici , alla bonifica Nl alla di . infezione e dil'linfeRta?.ione del cot·redo. Attl'<::tvPrRn to <Jllef'.\t:t speciP fli fì]f ro s.a n ita.rio, v l'n ivano qnincli, sol t o la sorveglianza di una spedale commisRione tE>Cnica. traRferit.i in ospe<Clali eU t·iserva della. wnn, tel't·itoriale con rpatcntP netta. l'ilnsdata dopo 11 'osser,a;~,ionr clinka e dOII)o ripetnti esami delle feci. P er dare nn 'i<lNl M1l'attivit:ì. òPi laboratori nnnc. ~ a qnesti oRpedali, ricol'del'<'IDO elle nE>l solo biennio H)l!).J(ì fu-rono praticati oiltr(' 1.320.124 e8ami bnttet•iologi<'i nella. zona di primo sgombero. P er lt> provPnienzc dnll'Orient(' (Alhnnia, Macedonia) fu stabilita nn'alt1~a zona { eli primo sgomhel'O nrtll'Italin. m(>ol'iòionale. ron analoga fun?.ione . . otto 1:1 vigilanza di 11Jlft, conunis!':ione Rnnitm·ia. miRta., nlla. clil})enrlenz.'l flrlla rommis. ion(' i~pett h-a eli profilaRsi <lelln zona di guerra. Complll'i':O in OJ•irntf' n òrrmotifo, l:t pcrmanf'nzft, in questi ospf'clali <'Ontn'ma<'iali fu portata a venti gim·ni. A<·<·f>nner·E>mo infine aliln. la1rg:t applica?.ione pt·evf'n1iva <!Pile


-608-

l

Yaccinazioni rprofilattkh(' ~istematicanwnte compiute e ripetute, non solo pc t' 1'E-Het·dto operante, Dla ande pet· la, popolazione d vile deilla wna di gtwrra. contro il vai nolo. il coll't'a, la febbre tiroide. La Yaccinazionc anti.tifiC'a fu ini?.iata nelle nostre kup}Je ~ul finire del 1915, fu com[)lctata nel 1HH.i e dpetuta poi negli anni succcRSiYi. S'impie~ò sul prind1 p io idroYa<·<·ino monova1ente, in so luzione ac.quosa, co11 solo ba d l lo di Ebert h, clw r-ichiedeva t re iniezioni successive cd e1·a diretta alla preYenzione delle forme da bacillo EbPrth. Pitì tm·<li, avendo le rice1·che batteriologieh<' ·riwlnto ne1le trn[)pe in zona di o,pcrazioni una non trascurabile diffusione delle infezioni pm·atiftche B ed A, si introdusse il vacc.ino bivalente (T-B) cd in fine il trivalente (T-A- lq in so~-;pensione sempre acq nosa, p er il quale ('l'~t suillcientr una Rola iuiezione, con grande Yanlaggio del set·vizio. Per mezzo della vaeciuo-profilaf'si si ottenne nell'e er·cito un uotevole ç;>I'<>gr<>ssivo abbassamento della morbosiL\ rper febbre' tifoi<lea e forme [)m·atifiche, clH' dal l7.9%o nel J915, (liS<:~e~c al 1~%o nel 1916. al 2.6%o nel l!l17, all1'1.3%o nel 191 , <>poca nella quale ht Yaccinnzione era stata ~omplC'tatn, cd era stato impiegato il ,·accino trinllente: nel 1919 discese ancora al 0,2%o. :Xei tifosi Y:tccina,ti la, mortalit:ì fu molto meno elevata che nei non vaccinati c la durata della malattia ri~nltò noteYolm<:>nte abbreviata. Tali .riHultati feeero Fiì elle h1 Y:H·cinazione antitifo-paratific.a fosse non !Solo continuata do:po l'armi~-;tizio fra le trupJW. ma si rit<:>nne conYeniente di estc11derla an(·h<' ali<' a~glomcrazioni civili c più pt·<•cisnmcntc al per~;onal<' ospe<lalicro Nl ap:Ji add@tti all'ap:provvi~ionamerito idrico e <lellattc. come da DE'Creto d~ R. E. il Capo del Governo in data 2 <lkembre 192G. N'cl feriti costantemente fu prati~ata ~u larga scala la. si<"ropl·ofilaHsi antitetanka. c 1'orga lliz7.azione fn così perfetta, che tntti i feriti entro le 24 ore Ycnivano sottoposti a <lne ini<>zioni , per cni la morbo<;ità fn l'i dotta appena a l 0,5%o e la mortali t~ fn <li l su 33.000, in <'onfl'onto clc11a m<n·bosit:ì del 1O%o a~rtata nella guerra J·nsso -~iapponef-:e. Fnrono an<·m·a e);perim<•ntati c;;ieri immnnizznnti c cnratiYi contl'O le infezioni settiche (l<>ille ferite. 9. S<>rvizio antimalarico. - Le O'Perazioni nella zona litornnea dC'lL\dJ'iatif '>, e sopt•attutto qnC'lle in Albania ~d in MncNlo Jli.fl., fnrono <'ansa eli un vi'race ris,·<'glio èlelila infezione malm·ic.a fra le truppe ~ombattcnti in quelle regioni, che portò nel 1918 alla d<>mmzia <li ben 85. 032 c:lsi , di ,cni 2!U~82 f orme primith·e


-609nella. nostra zona di guerra, e per l'Albania aH'80% di tutti gli infe1·mi curati. Il setvizio antimalarico in zona di guerra fu !Specializzato sulle seguenti basi: a) censimento dei mala.rici durante il periodo preepidemico (' denuncia obbHgatoria dei nuovi <:asi; b) tr·attame·n to rn-eventivo dei saui col chinino e bonifica preepi.demic.a dei recidi. vi; O) imiPianto di infennerie S}Jeciali 1presso le truppe operanti in zona maJarka, pet· uon sott·1·arre dalla fronte un notevole contingente di combattenti; d) cofo>tituzionc di ospedali }Jer mala·1·ioi y con ufficio di constùeHza afliclata a specjalisti in materia, e con gabinetto per gli opportuni accertamenti mic·roscopici dei gametiferi: e) istituzione di grandi conl:ale8r('112·io1·i t·iservati ai malal'l('l. Oll1·p a eiò fu !fn·ovveduto la·rgamentt> alla bouifi<'a sanitaria delle zone rualaricbe ed alla difesa mec(·anica. in<lividuale e <:ollettiva delle truppe quando e dove fu (possibile. In r.ona tel'l'itoriale pres.'io ogni grup1po di oH'p edali fu istihlita una 8ezioue malaTici) ove gli infermi ('rano assoggettati per nn ppl'iodo conveniente ad nn tl·attamento razionale l})er essere qnintli, muniti <li appo~ita l'Cheda indhiòuale. inviati in speciali d('positi di conralescenza im!Piantati in zone alpestti e località saluberrimc. nelle qt1ali. ~cnr-a intNTompere la cura, 1potemno at tendere anche all'istruzion(' militare e pteslare qualk he serviziof • t<>nit·orialt>. Benchè, corue ern cln prevr{lprsi, l'infPzione :.we~'le nsuto larga diffusione nt>lJa lJI Armata, la mortalità non fu ..:upcriore all'l %. Nel 1918 h1 7.-ona di gue·r·ra si ebbero 85.032 de- ~ nunde di rn~lal'ia. di <·ni :Z9.~g2 pe1· walnria prindtiva e r5!'\.G50 per ·rf'<'idiY·P. Più gra,,e fu l'i11ier.ione mlna.rica in Albania e in 1\'Iac<'donia ow• non fi1 possibile 1la profilassi mPccanka e si ·ebbe untt morbosità che ·r aggiunse fino l '80%, sp~so con forme gra vi. JO. Kervizio neu1·0-11Sichiatriro. - Presso ogni armata e <:011p0 d'nrmata furono istitttiti reparti Rpecializzati neuro-psirltiatrici a scnglioni, al dn,plice Reopo di un l'('('Upero imrueòiato dei malati leggeri nen~i e mentn.li e rli 1111 •rigoroso accertamento dei si.mlllatol'i ed esageratùri. sotto la "ConsnlPnza rli ono ~P N'i.nlista. per nniformnr.e metoòi e criteri eli osse1'vaziorw (' ~alutazi-one clinica e medico.1legale. S9


-610S 'impiantarono ancora spe<:iali oonvalc~cenziari in zona di g uenu , OYC gli infermi, meglio <:Ile nei comuni depo:;iti, potevano tt·asconerc un pet·iodo di vc1·o l'iposo e di 1·eintegrazione delle ~saul'itc energie nenose. Prcs:-;o ogni annata fn costituito inoltre un centro neuro-psichiatrico) diretto da specialisti sotto la sorveglianza del consulente <l'armntn, che aveva il corurpito di disciplinare e ·orvegliare l 'a ftluen7..:'l n ei \'ari o!-lpt><lali ed ospedaletti deg-li affct ti da malattie lH' l'\'Of::e <' menta H, e di r egola1·ne la climiR>ìione dopo conYenicntc pPriodo d 'o:-:sena7.iOJI<', ~la pct' il 1·itoq10 in prin1a linea, sia IH~ 1· l 'invio <li cl<'~positi o per l' ulteriore ~mista­ mento in un centro eli prim-a t·accolta o della zona di guerra. Que~to fu im,piantato <l lkggio E m i l in. <·on mmH•J·o~i 1·epnrti p<'r n<'ll · ropatici, psiconenol-'i. epilt>tti<'i, (J'UlH]Hilli, rleliranti, ngitati, osimulatori , crbninali. ('<·c . ll Nntl'o aveva la fum-:ionc di pronuncia·re giudizi medi<'o-tl egali per tutti i ·ricor<>rati che:> non er~mo in grado ili t•jallllnmere il s('r>izio. di rcl(' uporare '{)er la guerra <·oloro che non pr<•s~>nttn·ano al<'una ano1·mnlità o lievi fatti ruol'!)OSÌ e di ~•elnre infine i sin~tllntori e degrJH•rati. 11. Hervizio antitnbercolcti'O. - La spedali1.zazione di fJne~to !'erdzio fu oltremodo com;plef::~n <· difficile, J::!J)ecia1mente per l'ingente n nmero di no. tri prif!ioniNi ritornati dnll ',\ustria tu ber· ('I)]Otid. , Olt1·c• ad una più 1·igorosn f;('tl ezione n el l'C'dutamento ed una più accnratn Yigilanza degli indiYidni sospetti, in zona di gn<'rra pre!':RO daRcnna ..\1·mata ed in zona tenitoria1e pre.. o ciaJ::Cun Corpo d 'armata furono htituiti 1·eparti di accertamrnto diagnostico) fo1·nili eli tntti i mezzi <·linicl, batteriologici e ·mdiO'log-ici <li rtCCC'l'tnmento più moderni e fli pe-rsonale medico specializzato, per h~> pl'Onta eliminnzionr clnlln ('011cttivitil militare <lelle forme incipienti <' Intenti. .\ R omn, n f'areg-gi Nl a ~ervi fnrono imtp iantati tr·r antri sanatoriali di ~mi.çfanH' nto ~>Pr i tubeJ•coloti<'i relo;titnit i (la l nemico. 'Per le mnnife~tazioni ri('onosciu te suscettibili di miglior:unen1o furono nlleRtiti, d'a<'COl'clo con la. Ra.nità. pub blica e (•on la f'l'()('f' RoR~n Ttnli ana, centri .\·a1wto1'iali e campi rlimatiri in localitù aclatte e pron·i~ti di tutti i mezzi per le cur<> fi~kbe C'd elioterapi<'h(> élel ('af::o. A Mn~o;~n ~Iil.'ittima, Rergrggi e Fnrn. An.b ina furono infine imrpiantnti ù?tihlii r7imatici pH ln cura dei pretnberco1otici ove g-li inf<'J'lllÌ potevano rimanere fino a 6 mesi.


-

611-

12. Se·rvizio anticcliioo. - Data la non trascnrabil(• diffu~:;ionc delle malaWe veneree in zona di guerra, c nelilc irruppe e n~lla popolazione civile, la sp<'dalizzazione del S('lTizio anticeltico fu dii·etta alla JW>filassi sociale ed individuale, alla cura pronta ed efficace dei Yenerei ed al l'ecupcro massimo di e8 i. Nessnn milita1·e affetto da malattie veneree !poteYa essere trasferito ad altro ospedale fn<ll'Ì della ~ona di guerra. fi'u inoJtrc intensificata la vigilanza sanitaria sui mililari con la molti[>lkazione dei di~pPnsari, con l'isl itnzionp di .. pPCi<ùi ga hinPtti cl i disin fezionP nei postriboli, dotati dei comuni mezzi di p1·o:filassi individuale, e con l'impianto pr<'~flo i col'fPi di appositi locali. dove i milita1·i, con l 'aiuto di un infet·miere pratico, !4ubivano un'accurata disinfezione post-<·oitum, •liretta ad Clliminar<' o :Hl attenuare il p<'l'icolo <li infezione. F11 a.ncorn <•se<I·citata una spedal<' so1·vrg-lianza snlle case eli lolleranza per mPzzo di mcòki militnri sp('('ialisti, con rigorose visite rperiodi<'he e fu intensitknta la cncda. in collahorazìone 1•on lP autorità. sanitarie dviili e eli pnhhlka Ricm·~:r.za, alln. prostituzione <'landestina. Furono inoltrr i~iituit<> dellr commlcnze ant.i ('e1tkn<' preRso le Armate, ed a~~egnati <lue i. prttori J>resso o~ni eorpo cl'Armata, c fn ,provveduto all'impianto òi Rpecinli ospMali per celtici e drnnopatici. Ycnn<' infinr eff<>ttuata nna larga pl'Opaganda a mrzzo di confe1'enzc, opuscoli, foglietti volanti, proiezioni. films. r·iferenti~i all'edn<'azionr seRsual<', P venn<'ro creati luoghi di J dtrovo r di l'Ì('l·eazione 1pe1' i solònti. 1~. , t>n:i~io ontiga .. - La guerra <'himicn, iniziata . nlla noRtra front<' orientale. sul R. i\fi<'h<>lr. il :w giugno HJ16, con nna per-) dita. da.1pnrtP nostrn <li drca 8.000 uomini, ridlieR<' ben presto speciali ~wovvid<'n7.<'. 1·h·olt<' !'prcialmentl:' alla pr<"Yenzione. Furono suhito a<loitati contro i gnR <la combattimE'nto (aRnssianti, wsdcnnti, i-rl'itan1i. tosRici) :· a) 11/Pzzi di protezione i11rlh,id1taJi per ·g li uomini e Pf'l' i qMdrupedi conh·o i ga, toRsici <' lacrimogeni (mascber<> fil . tranti f'd in se~nito. più •razionalment<', appm·{"('chi respiratori. Ye!'tiario. g-nnnti c <'al:r.atme im~)Ct~m(>nbili. proiezione 1pe1' lP m·mi. <' p<'t· i Yiwri): h ) roll rttiri (rieowl'i !4JH'<'iali. muniti eli porte a <'hinRnra. <'Omrpleta o di ·d oppie tcnòe impregnate eli i po0lm·i l o di ca l<'io o di olio di 1ino, e dotati di aif>l])nrerchi p<:>l' ln fìlt.razion<' (' 1lepmn· zione dell'm·in <' di po!'lti !'OCcorso. forniti òi bombE> e fag-otti inc<:>n,clim·i. eli ventilatori E> eli bombole ò 'o!'lsi~<>no. Ri adottm·ono :m<"ora autotrC'ni -ba.gnj e docd<' anti - ~rpdtic h <': Ri praticò infin(' il] ·ri~ana,-


-

G12 -

llH'Ht.o delle t1·in(·ec c·on pompe ii'I'Or<ttri<:i, Kpru:~.;~,anli soln;~,ioni npu ti·alizzant i e d<•l teneno infetto da yprilc me<liautc il clornm di cakP. I·L Scrri~io pmfilattieo confn1 i COIIfJClament i. - .\nclw le congelazioni furoiJo ogg<•((o di p;u· ticol:tl'i cni'C p<'l' otP<'l'a della Sanità mi l ite:n<·. e~s<'1Hlosi w1·i tkato (allora in q ualdw I'<'P<Il'f o, partkolarnwnte e~posto, fin il ("\0<]0 di tolpiti dw si ~lon•ttc1·o allou taHm·p <lalla 1'1·oute. J'a1·imenti pe1· lP couge l;!;~,ioni ~i adolta1·ono mi.~11re individuali ( <·al~e di lana. gambali <li lnna a u1aglia, in :so !';tit uzione òcll<• molllettit>t·<•, per.zc• da piPel i iugra!';sH le. sopl'a('all'.e imp('J·nwa hili, gua11ti, manopolt>. unzioni P pomate protc•ttiYc) c mistii'C ('0/l<'ttirr· (I·is~lllaJIWHlo clt>ll<' trim:P<', pe1· facilitare lo scolo deliP aC(JIH' e migliot·aHH'nli intt>:o:i ;l p1·ott>gger<> le truppe dalJ'umiditù <'dalila pioggia). Sop1·a lutto fu fatta nna i11tc·n~a C' <·ontinua propa ganda fl-a i soldati perd1c'• si muow~s<'ro il più pos!';ihihnent<•, YNifi<'ns:<P·1·o più >Olt<~ al g:ioJ·no lo stato cl Pi IPÌPdi e l i stro linnf4RPt'O di ft·eq uente . 1:). ~enizio meclico-legale. - F'in dall'ottol?t'P 1!)1:) fu istituita una ( 'ommis . . ione .<;anitm·ia cf' !Il ralr· ddla zoncr di fJlll' rra con i più ampi poter·i IPCl' qu<lllLo rip;uar~lava la concession<• ~H licenze di conmlN«~enza . la nn·a in famiglia <lf'g-li ltfli<'itlli. il eonti·ollo dei P'r ovveclimPnti Hl<'di(·o·lf'g·a li. le vi~ite p<'rio<lklw clei militari in li<'cnzn fPN· accertare la loro id01witù o meno aJlla ria.Rstmzione in H<'rvizio .•-\ lln clip<>ndenr.a di qtwsfa Comrnii'Rione furono create le OiunfP sanilariP di .1 l'li/ala per In sorYPp;liauza dl.'lla cmH·es~ioHe di lken?J0 ai so1tuflìriali r tnilital'i, JWl' le pro1po:o:te a CU I'<' balneotermali e <'hinc•J·-ite1·npich0 P ]Wl' dmandar·c' in zona c1i opc'razione qu01li completmnent<' gn;niti. PPJ' maggior spcdite1-r.a di <'Ontl'ollo fm·ouo <'Ostituite in s0guito altr<' j'Sottngiltnlr .<wnitarie. fn zona tenitol'ialc·furono infine <·Mtitnite ]W<'!'; o ogni Corpo cF;n·mata cl ril1<' f'o1ìuni88ioni twmitm·i(> cPnlrali territoriali. <lllo !';CO]JO eli f'Nf'Jx·it;ll'<' nna rip,orOfl;l ~m·vf'g-lianz;l ~ni 1·i<'on•rafi nei vad O!';•rNl:'tli, ]Wt· l'id une la <lrgen;~,n al tf'ml{)o ~t·rf'l htmPntP indi~p0H ­ l'a hilr, pt>l' sottopm·t'<' n nuon :l<'<'f'I·tameHti i g-i;ì clklliarat i in n bili JTH't'~!';o i Y<ll'Ì <'C' litri eli r<) ·lutnmC'nto. <' p<'l' il lH'ces~nJ'i.o <'onh'O'llo c:;u ]]p licPni':P eli (·onnl l<'~<·<'nza. Per climo!';tJ-:n'f' l'atth·itù (' il rf'nòiml'ltto eli qll<'~'tf' f'ommi~ ­ ~i oni ~anilarir. hal'lti <·itnJ·<' alcun~' <'ifre: (lall'ap;o<~to <1!'1 l!H7 .ll l'ag'O'~to lfi iR. in nn 1-'olo nnno, la f'ommissionP S~anitaria <:f' ntJ·<~l<'


-

•

613 -

flClla zona di guN'l'<t C g1Ji Ol'gnni di <:ontl·oJlo Jipcndcnti hanno Yh:itato 18a.:>!l:~ miJitnd. d<•i quali JO.!ll9 nJlidali cd a!:'similali. Di quc~li ultimi. ne t'n ~li<:hi;u·uto idoneo ad incondizionato ~wr ­ vizio i 1 lRG%; idoi1co ai set·Yizi teniLm·iali. dotpo oppol'tunn cma c liceuza di conmle:o:c<>HZ<I. il 7K:) 0~ . ed inahiti permanentemente a q ll<ll!'ia~i :-;(•t·,·izio il :.!,9 ~o . l)pi 17:.U l74 milital'i <li. t rnppa. il 40,4% fu riconoRciuto jd01wo a ~PI'V i ?.io inc01Hiizionnto; il 3~,4. ~~ I-icup<>rabil<> dopo cut·e e 'IÌ<-<'llZe. ed il :!1.::! 0 n inabile in modo JH'l'manpnfp al ~PlTizio. ~(}Jla 7.011<1 teni1oJ"iale lp CommiRRioni centrali s;utiLai·ic, d;\l maggio HIHi a l dice mh t·<· 1m •. ph\x'ro a Yil-<it :ne br n Ui12. 771 t t· a u:ffi('iali c stlldati. d<>i quali :.W~UUi furono ricuperati in modo a~~Olll! O (' (;];~,0c1 ('OtHiizi011ahllliC'ntP. <'011 llllH proporzioni' r·ispl't.tiva. dPI 2-3,1 % e (lt>l U.9 %. Tiiassnnwnllo, il tknp<'l'O in zona di gnerm ragginno;;e i1 !l7°.., rp er g-li nflkinli <'Ò il 7~ .• 0 h.J)('t' la truppa. mentl·l' in mnn tcnitol'iale !'i ottenn<> il :lO'h ~w1· la m:~g-gior g-L·adtù <l<•i mnlati P f<'l'it i l'kOYPt·ati Jl<'gTi l'tahilimt>nti ~:mitari <li :-i~E'l'\':1.

Hi. SPITÌ.:-io sanitario fr'JTilorìalr>. -

_\ n<'ll<'

il M'I'Yizio f::ani-

tario tcnitodnlc, clmante l'i11tnwne <·onflitto. l'n impl'ontato alla ~pff·i!llizzazionr per qnanto l'ignanla l'imlil'i7.zo terapPnl ico. Tn tempo d i pa<'c JWI' t n lP i'\enizio ~i di~poncT"a d W~ ospcclali • militm·i prindpali, eli ~ o~prfla li mi li ta,ri ~n<><·m'Flali. <li 31 inf{'l'· meri<' presidiarie <' eli () depositi di <·onntleS<'<•nza. QnE>!'ti stabilimenti

~anitari

per lP e~ig-enzc• gucrr<'~<·he fllt'ono ht>n pt·csto au -

meiJtnti <li nnmC'l'O <>d nmpli:lli. i n moclo -rhe l' Jntencknzn g<'Jl<'ntle

<lE>ll'<'s<•t·eito mohìJitato H\l'n1 g-ià fin clal J9Hì a sua di~posizione !148 o~pPdali <li J'i:-:er,·n flpl R. ES~eiX'ilo. )4() o. pedali tenitol'iali d('llln. Croce Ro~Ra·. J o~p<'da1<' <1<>1 ~onn.no milihH'C' Ot·cl in <:> di Mal1a e 21 <li>JlORit i eli com·al<:>s<·enza . <·011 una capa <-i là ('omple..,~iv;~ <li 2:)9.G70 posti lPtto p<>r nomini eli truppn E' di , .• 74 pC'r ufficiali. N'c• gli nn n i 1 !ll7 <' 1 !l18. P<'l' l<:> nnm Pntnte 11<'<'Pf::!'itiì (l i rkov<>t·o, ' i posti Jetto furono H<'<'l'Ps<-inti <'portati a 306.%~. ri~);n·titi in 141~ stahililiiE>nti i';mitari. Ln ~p<'<'ia li zzaziOlH' d<>i v;n·i ~Pnizi ospNln li Pri l'<'('Ò notc-,olihsimi nllltagg-i. non solo clnl pnnto (li d~'<ta <'('Onomko. ma an<'ilE' sdentifi<-o. poi<-Ju~ i maÌati P f<:>t·iti eh<' l'idtiNI<'\'ano <'111'<' <' provw clinH'nli !'JP('(:inli rrano n flì òati ntl E>lem<'nti tN"nknnwntr ('ompC'!Pnti <' ri<·o,·et·ati in "tnbili nH•nti prOY\i~ti 11i tntti i mezzi clingnost ici

)


-614 e tPrapentid, con~igli;~ti dalle più moderne <'sigrnzr della scienza. Inoltre n ,·igilare su tutto questo scr,·izio ospedalicro furono desi gnate le maggiori illnstmzioni <lrllr Yarie <·liuiche univ<•r·sital'ÌP <: furono nominati G h;p<'ttorj straot·dinari per l<' (liversc SJH'Cialità. Alla data. di :ll·tnistizio. si awYano <·osì 1412 -stabilinwnti sanitari. della capadtù media <'Ì:1S<'uno di dr<·a 300 lt•tti. E for, f> <]lW~-'tO frazionamento (li luogl1i ili rico,ero JHn·tò. oltre <'la<' ad un aumento <li personalP, nuche acl mtn uwg-giot'<' Rpesa, pokbi\ ~li ospedali (]n 200 letti pc1· il loro fm1zionamento <lovevano llSnfruire degli stessi ~enizi g-('nN·ali ileg-li ospeda 1i con llfl nume1'o doppio e tr1p1o Ili lPtti. JWI" ()uanto rig-u:nila l P <'lJ(·ine. le lav;lnderie, i gabinetti ~dcntifìci r<·<· .. senza <·on tal'e eh<' J'indir'izzo t~'Tlko-nm ­ ministrntivo !'-larehhP ~tato unko, se qursti stnhi limcnti. an7.idu'> l'i partiti in tante lo<·alilù. fosR<'I'O stati riuniti in una i!;ola. Eèl in ()nesto modo il serd;do ~nnitario in zona t<>nitorial<' anebbf' nndt<' lP i lÌ Pffi<•ac<>mente <'O l'risposto n lle ~ne finn lità di ,prevcnÌl'<' <' fli <·tn-:ne, p\'itan(lo f.;p('s(' rilevanti pr1· l ' impianto •li stabilimf'nti ~nn itari ni (':lpHdti't lilni111IH rit fiY<'llclOF<Ì per òi più con ~eguente ri!'lpat'mio òi personale medico e di nRsi.c;tell7x'l. Ru qn~sti ('Oncetti dovrà bnsa.rsi l'organizzazione per eventualità avvenire.

* * * Con que 'ta <.:omples:sa organir.zazione sanitaria, oltre <.:be a tutelare la salute del Holùato cou la più 'rigot·osa ap,plicazione di opportune not·me igieniche, in l'HJl!porto all'alimentazione, al vestiario, agli 'alloggia.111enti, olLte <:hc ad una Ralda difesa conll'O le malattie infetth'E:' <> ad una, razionalle assi!'ltenza ospcùaliera specializzata. 1Pe1· t·i<hrrre le giornate di pre!Senr,a dd lllalati c feriti. a. sodata ad una speciale sorveglianza degli sgomberi pe1' evitare l'nllontanament.o dalla ~t..Oillt di combattimento di elementi ancora idOllCi al senbdo in p1·i1J1 a linea, si 1·i us<•ì in questa, lung-a. lotta di l'e. istenza :1 1·agg-iungere il massimo Q<'lln conservazio11e il egli effrtt h·i. .\ complemento delle rilcYn7.ioni statistidw g-ià espost(•, non Ratà. imttilr clare nnchc quafch<' <'Pnno sui. merfcwig>liosi l'i~";nltnti conseguiti dalForgnnizzazione Ranitn ria p·r ofilnttka. Jnianto pos· Riamo con, tatare eh{' nr. sun easo tli tifo esnntrmatico fu os. crvato nell·e~Pr·<·ito helligPra nfp e nes!'>un <·<1so di \<li uolo si ebbe uegli anni


-615 -

2~.+70

HlH)-!llG-17, in <'Onfronto (]C'i :12:>.000 <'::tsi di n1.inolo <·on mMti nC'll"rsercito ft•anceRc. dm·;H1tc la gner1'fL fran<·o -pruRsiann. P ochis· Ritni caRi di meningitc CC't'ebro spinak l'i :-:YilufPparono in conE'it· gucnza. dell'rpirlcmia manifPRtataRi in Ifalia nel p·t·imo Rem('stre l !ll:i e lraRm('ssa alle trnppr op('r·anti per nH'7.7.0 dei continui ri. fo r·nimrnti dC'i \'ari reparti. P er il mot•hillo si ('bh<' ul111 morhosihì <lrll'1.~ %o , r !IX'r 1a searla.tf ina clf'l 0)J%o, proporzioni inff'l'iori an<'hf' a (]u<'llr acc~r tale in tempo di pa<·<•. T/infer.ionp co1P.rica <'Oil11flill'VC' fra le nostre t·r.nppe opPranti in 2 periodi h<>n (Jisti n ti: la prima fnsr. a. carattel'<' CIPiffcmi<'o, si mnnifrstò da l luglio Hm; al g-rnnaio l !ll6 <' la ~e<:onda, a tipo . poradico. n el HllG. Orbene, mentr<' complessivamente si c•bbN·o J6.027 {lcnunr.ie c-on 4 . ~~2 cl<'<!essi, per l'nnno 191U i casi denunciati fur·ono soltanto 238: e ciò per 1la Bapiente or~u. ­ nizzazione pro filattica ado ti ata a l la nne del 1915, per la q1.1ale si rin!'cì ad ott<'ll(•re dw nessun fO<'<~aio foRse hujportato nel LerriLo· rio, senza pe1·altro intl·a.lciare lC' op<"l·azioni militari. E mentt·c nella gue·r·ra eli Crinw:t nell'esercito francese si cùhero 2 mol'ti pCl' ferite su JO per malattie, nella campagn a au~tro- prussiana 7 utorti per ferite e IO per malattie, in c1uelln f·ranco-prussiana l'i· ~eUivamcnte 9 c J9, nella russo-giapponese: 17 e 10 nelle truppe r11~!-;e e :!:! e lO in quelle giapp onesi, nella Hostra ultima gran d e gu<•rra fii red<•nzione si ebbero O mor1 i per fel'ite su 10 morti per malattie. Questa. in l'fiiPida visione, J'OiPera assiùua, pazientr. tena('f' della Sanità militare italliana, la quale, pf'Cializzatn in ogni l'Uluo del sel'vizio, :tppor tò ben p r·esto i più copios i ft ·utti , ( ~h<' !'li l'ivelu.· rono c col magg-io1' I·e<·upero pos~ibile di fer iti e malati, e con la pronta l'Ci}Jl'essionc d i nlcuue m<1lat t i·<' <>pidem ico-contagiose, c con la limitazione di altre, elle non mancarono mai di manif<•starRi e di rare Htmgc nelle g uene untPL'ior·i, a :pochi focolai, rapi<.lamenh• est iati. I noltre, !-;enza akun danno pel' la ·alut<> ch•Jia popolazionr élel Regno, •neg>li anni 191r> P J!ll<i, le Lru1PP<' mobiliinte poterono, con gr ande l'ipC'l'<.:ussione sul momle d ei combattenti. fruire dC'lla licenza in,·ernale, c h e fu cnn~a di uu C'norru(' pas-saggio di uomini d alla. zona di gucn a a quella territoriale. Ripot·tiamo, da ultimo. alcun i dati riguardanti le no..,tre per·

l )

(


-

()l(i -

dite, le <Jua.li dimo:-tmno il <:ontJ'ihuto di SBIIg'Ue offerto dall'Ita-

lia nella guena mondiale. l morti per ferite prei'so i <'orpi furono :U7.000, di cui pe1· 20:3.000 fu dkhiat·ata dai Corpi il d<'Cesso, nwntr<' lU.OOO figm-a110 t ra i dispersi. 1\Iorirouo in H<'gnito a ft>l"il<• di guerra neg-li ospeùali. o in casa 1propria n. UH.OOO imlidcloi (di <·n i :>~.000 in zonn <li guerra e ll.OOO i11 zona tenitol'ia le). E prN;so il rwmico <l<'<'Ptl<>ttero per fcrit<' n. 16.000 (di eni 11.000 raccolti morti sul <·ampo <' 1.000 m01·ti slw · <:<'ssi,·anH'llt<' in pdgionin, in s<'~nito a le>-:io11i di guet·ra). Il total<> dt•i morti tp er f<'t·it<> fn quindi di 40:!.000. C'irra i morti per malatlio ri1portatn p<•t· ('<Ili""<' (li ~Prvizio, e <la ·riconlarP dw Iwgli o~pNlnli o in <·asa tH·opl'in si ebbcl·o 107.000 fl(l(·essi (di cui 0:3.000 in zona 11 i gu P n a P :i:i. 000 i n zona 1<'tTit O· tialt>) t- 62.000 pr<>~so il nemi<-o, p<'t' 5!l.OOO Mi •11Utli ,·enne ;lr<·cdata la morte. m<>n1t·e :~. 000 figtna n o <-ome òis])('l'ì'Ì i n prig-ionia. ('om pl<')o;sh·anwntE> il numero dei morti per malattia fu di 1Gfi.OOO. Alle pet•dit<' <lell'Eset·dto l'i po~<sono ag-g-inng-et·e quelle della H . Marina, dH' sono di <-in·a (i.OOO morti. <li <·ni :t700 per fatti IX'I · li<'i e 2.~00 i} H'I' 111:tlnttit>. Il totah> <ll?i milihìl"i lllOrti fino al g1 di · C<'mbr~? 1!'11 8 d<>nP <·o>:ì pot·tato a :177.000, di <·ui 106.000 per fatti \J('llici e 171.000 •1 wr malattia. nwntre qtwlli mm·ti a tutto il 10 ~et · t<>mbre 192:> asc<'n<lono a G:>2.000. :X<'l mmwt·o dc•ll<' perdite !'ìOliO c·om1pres<> q nrll<> <lt>g-li uffkin li. c·a kolatr n 1G., ::2-1-. de'll<' quali 22();) <li ufficiali in servizio permnn<>nl<' ,pff\>ttivo (2:>7 per ma1n,ttia1 <' 14.3:5!-l ò<'11<' rnt<'g-orie in <'Olìg'('(lo (1703 [Wr ma l n llia). Così il totol(' ddlc ritP w1wnr perduf(' dnll'ltalia in ff1H'1Ta !':a le nll '<'nm·m<' dfrH di (i;):J.700. T morti <'X anstro· llllg'<ll'Ìt'i Ili nazionalità itnlinna fnrono 2-t,.~(ili. <'<>Il un totalp di G, 0.071 dN·el'>:i. Gli Ìll\'alirli italiani amtnont:n·ono n 1r-11.n-l:i: gli inYalicli ex anstro 1.mg-:wid di nazionnli1ù italiana a , 11.l<i7: <·omp,l'<'~SiYa · mPnte 4G2. 812. Il totale <1<'i morti Nl itwalicli rn qnindi eli J J+2.~8B. Per qnnn1 o t·ig-uarda h• JH'IIsicmi e g-li asl't'~ n i c· on<·es~i 1><>•· la campagna 1!ll:i Hll , . a<·(·f'lllll'l'PIIIO (·h<> al ~O g-iu:!no HtW i milita l'i morti p N· f<>t·i1 <'. le~ioni (' tnaln t ~r o cliRpf't·!;;i la"dando <lh·i 11 o a pensione mmnonhwano a· :i-ifl.2:i0: i tuilit;ni clin•1111ti invnlirli in Sf'l'\'ÌZiO eli g'11<'1't·a p poi 11101'1 i ])('!' lfl !;;tf'SS<l Ìllff'l'lllt(Ù :-ali\' <1110 :1

l


-

617 -

4:3.431 j (.' i dYili mot'ti pet· fatti di guerra N·ano 1.:)24, con nn totale di r->94.20:) mol'li IPCl' la gnNra, clte banno pt·oem·ato tt·;tttunwnto •li peusione alle ri!olpettin' famiglie. l>evet-Ji iHoltrc nggiungerc i milit:wi eh<", pur N<sendo lltOJ·ti pet· la guel'l'a, nou dettPro Juo~o a liquidazion<' di pen!olione e prech;amente : quelli aYf'll ti d il-i t t o, ma, cliC non JH'esent~troHo domanda (milital'i mOJ·ti seuza las<'iare wdoY<t, orfani e genitol'i) iu numC'l'O 11i 10.000; i <·onginnti ~UJH'l'Stiti (Ui fu ll('gato il <·ltie~to beiwiicio (f~. i gcuitot·i non in ('OtHUzimli eli bil'ìogno <'COlloulico), che furono :iO.OOO: i militari mol'!i. JWt· i quali Yi t' do111anòa <li p('nsione t11ttorn in ('Onm. clw -som11tano a 1:>00. In rapporto infine agli invalidi <' mutilati di g11e1·rn. ~ da notare dw i militm·i inmlidi. ai quali ,-pnn<;> liquidato l'al'lsegno o •P<'n~'<ionP di g'll<'l'I'il. furono 447.4.39; i dYi l i im·ali<li pE>t' fa1 1i dj g'lJCrra :tmmontaro11o a X.:!06; <' l<' domande t uttora in t·m·so. <le Ire quali <'- pl't>\'isto l'<'sito fa,•oreYol<•. Rono un nti~linio, <·on nn totale (·omple~~'<h-o di t.)J.fl4:).

,


•

Il

'

l


CAPITOLO XIV.

I SERVIZI SANITARI MILITARI DALLA COSTITUZIONE DELL'UNITA ITALIANA AD OGGI

__

/


•

l


• Dopo la campagna del 1870 l'Esercito italiano andò gradata mente ·dol·~anizzan<losi P ~vilu1ppando"i. Nel 1873 furono create le trnprc ::tl1r>ine a, ~H'P~idio della vasta 1,ona delle Altpi. ·dapprima ~u ~4 com~wp;ni<•, l<' qnali in seguito, per J 'op<'l'a ~aga<"e del g'<'tWPale Peuucchctti, furono aumentate di numero, fino a co~t.itnir·<' nm·c rcggimellti : Nl ebbero pc1· diYi~a il fati<li<·o motto, hrnciato dnlla pl'ima H<•gin:t <l'Ttalia: «Di qni non :-;i jpHs:::n! ». :Xel 1877 i <·O· mandi miliial'i furono po1·tati a 10, assumendo la ~enominazione <li (·omall(li <li ('0111){) <l'<u·mata c ripa t titi in ~O <li\'i:-;ioni. N" c> l 18!l4 -.i <'o~titnirono nltJ·i chw Corpi d'armatn. con un totale di 21 <lido;;ioHi. oltre una per la ~m·degna. ~c>l 1!l::W !'ii pl'<X:<'<lctte al nuo>o ordinamPnto dell'Esercito, sta· hii<'JHlo la fermn (]i J . me!'li e fu a<lottata la coJ::tituzionc> della <lb·i · !':iOll<' te-r11al'ia. aYcntc nn nnm<>ro di nnità in tPm110 di ~Hl<:<' a<l<' gnnto per fm•m:ll'E' <pwlle eli mobilitazione pre!'Crittc. Si 1provviclf' inoltre con mag-g-im·<· O<·nlatezza nJla formazione dci <ptadri de~li nflkiali, tnnto <li quelli in "enizio permanente effettiYo, qunnto òi quPlli <1<•11<• <·atcg-orie in congedo e ~i procedette ad una.. ~)itì C'satta ntlutazion<• ò<>ll'elcmento uomo) in collaborazione ('OÌ mezl'.i m<'<'· ennid. per· la IPl'<'pat·aziOiw alla gnel'l'a.

Pm· quan1o l'ig-na1'(1a il J'iordinamento .fl<>i seryizi :-1anital'i in qneRto prriodo. p1·cmPttrrcmo cbe, con R. Decreto <1('11 !!l non~m hrr 1R70. nnoV<; diF;pm:izioni furono emanate per il f'01·po l'anitm·io militaJ'C. Fino a quell'eq>oea. gli o~pedali militari erano nlla 'clir<>tta <lipenflPnr.a clPi <>omandi milital'i di pro\incia e gli nffi<'inli nddetti nlle direzioni d<>gli o~pNlali appartene,·ano al Co1·po d'nmmini~1ra


-

622 -

zione. Si tabill tpel"tanl.o di dare agli OS!pedali una di-rezione pro pria con personale tecnico, in modo che ogni stabilimento sanita ·r io venisse a coRtituire un ent(;' a.ruministr·ativo }1Utonomo, come qualsiasi altro Corpo dell 'E!,:et·cito. Con R. Decreto 13 dicerobte 1871, n. 571, furono adottate pt'r tutte le umi e col'pi le tellette come :;egno carattet·istico della uni forme militare. l'er il Corpo ~anital'io fu in ~eguito stabilita una nuova dir.isa, che per la. grande uniforme fu la seguente: giubba a due petti con il colletto di velluto ·amaranto, distintivi di graùo e bottoni argentati; spalline argentale; pantaloni lunghi con band~ di <'olor cilestrino e quindi a.maranLo; sciabola con cinturino e tpendagli d'argento e dragona dorata; kepì a doppia visiera. antE'· riore e IPO):Itrriore (questa fu abolita nel 1879), con pennacchio net·o e <'Oll tre<:<:iola e di):ltint i vi argentati (fig. 14ri). Con la legg(' Ricotti <lel 30 l'C t temlu'c.1873 snll'o1·dinaD1ento dell'g!'lercito, 1u con ferito il grado effettiYo agli ufficiali del f'orpo ~a ­ nitario militare, ed il C"onsiglio snpedore di ~anità fu co~tituito da un Comitato di !'anità militar<>. composto di nn maggiore gene•r:tlP medico, fPl'esidentc; f1i 4 colonnelli medki e (li nn chimico-fat·· mnci~ta. (. <'nza grado). nwmb1·i; Yi fn. iuoltrP, annes~o un ufficio òi segreteria. con n <'apo nn mag-g-iore medico. Rncces!'iYamente. nel l875, quc):lto Comitato di sani!iì, si hasferl òa Fil'em,e a Roma. Con la, stes. a legge furono costituite le compagnie di sanità. in numero {li 16 in tutto il Regno, per provvedere a11 servizio di as~i ­ stenza agli infermi. <'h<' fino wllnra <'-ra stato disimnegnato dalle compagnie eli amminiRt•J'azione. C(')Ii'Qlh'&-leg~.4i pat+<lata, sulla <'il'<'M>crizioJH' t<'nitorin le. IPnncro ist.ituitc 16 dirPr.ioni di .sa.nità militare. una per di1isione, colle s.eguenti sr(li : Torino. Genova, )[i]ano, .\lcs!'anòria. Yerona. Padova. Fir<>n7.e. Bologna. Roma. P<'rugia. \'hieti, Napoli. Sal('rno, Rn ri. Pn~ ermo. Messina. I di - 1 rettori eli l'.'lnW\ nvevano anche la <lirc•zionc il<>11'o~pedale del luogo, con giuri. <lizioM nmministratinl (;' clis:ciplinnre. in modo eh(;' i.l loro stnto di wffidaU ern. regolarizr.nto di fronte nll<' vm·ie armi e corpi. ('llj nfficinli superiori lllNlici llYe,-ano la ilire:don(' degli stabilim<>nti succursali, gli 1rffidnli inft>rim·i òell<' infermerie presidial'i<' <' ~p('(' ia li. il<'i il<>positi cl i con va l('srenzR f' degli stabilimenti hnlneo-terma.li. / t Tja sncceR-o:;iva legg<' 22 .mn.rzo J877 moòificò qn('ll:t del 30 sf'ttf'mhre 1873. già ricorilata. !-:tahil1·nrlo 10 (·omanòi di Conpo d'nr-


-

623 -

mata. in 5;0Stit uzione dei 7 comandi generali, e 20 comnndi di ùi vi"ione, in luogo dei 16 pl'ima esistenti. Po1•t.ù anche a 20 le COIDJPH· gnie (li ~nìià e ad egual numero le direzioni di l5nnità militai'<'. cb c 1n·esero i l nome di di1·ezioni di R..'1· nità militm·c territoriali . Que~le cbbero l~ segncn Li sed i : 'f.<wino, AlesAa,ndria, Pi ac<>nza, GE>noYa, )filano, BL·escia, Yerona. PadoYa, Bologna, AJlcona, lt'irenze. Perugin, Homa, Chieti. Na,poli, Sa[NJIO, nal·i. ( 'a,tanzM·o, P a-

t

1Cl'llJO C )fe~!'liJJa.

C'o n ulteri01 i di posizioni. i Cm·pi d ·al'mata furono anmcnt;~ti da 10 a 12

~

..

e . con legge del 29 giug-no 1882, il<' direzioni di ~anità e le <·om,pagnie anne:::se da 20 furono ridott<' a 12, una per Corpo d 'armata, coll<' ~o;cgi.lenti desti nazioni: Tori11o, A le!'!Hilll(lria. :M Ha no. Yerona. C'-renoYa. Bologna , Ancona, Firenze, R oma . .Sapoli. l3al'i c P ~ùe-t·mo . QQm~ià r~~--~, i:l dil·ettme <li -.nnitù militrn·e <'hbc fino al l 4 aneh<• l<'. man5;ioni di direttore dell 'ospe· dale militm·<' della sede del Corpo d'a-r ma la . ~el JRR:l fnrono (l istintc> le due cm·i<-IH• : c fn preposto un colouncllo me<l i<'o H lla tl iL·ezione di ~an ità N! un tcn('n t<' <'olonnello m ed i<.: o alla diJ·<•zioM <l ('Ili 'ù~peda le militare peincipale lo- Fig. 145 - Gmnde uniform e del Corpo sanitario militare (te<':tl<'. 'ra1e <li. posizione l'li mantenne fi. nente medico). 1873-1907. no al 190c. nel (tualc an no. alla dir e\ ziouc• dell'ospedale militare pl'incipa1Ie fu a segnato nn colonnello ~H?(li<,:Q cd m1 m·i gru<lo, più anziano, alla direzionr eli sanitù. -. Nrl Hl2~ . co t'i01'1linamento (l<•lle circoS()rizioni militari tereìtor-ia li flop o la gra n de guerra di l'Nlenzion <'. furono a bo liti ~ f'orpi cl'm·n1Hin (Al<>~~an cl rin. {;f>nova E' .-\ncona) <' le rispettive dit<'zioni (lJ ~ anihì e f11 <· L·cato un TIIJOvo Cm·po d'armnJa a ~l'Ì<'St'<'. con an ne..'l. a dir-ezionr c compagnil'l di l'la nità : l'li<'ch'è quest<' Ila 1~ l'i ri dn. ~<'l'O a 10.


-

()24 -

Nel 1D:W, col llUO\' O orùinarnent.o {lell'Esc-t·cito, fu l'iprisUnatu la Di•·er.ioue ùi ~auità di ~He~!ianùria, ,·on la dipendcnl<' c.:ompagnia di ilanità, e venne i~tit uito nn ullicio di Jo;auitù a Cag-lia l'i, con la l:!a coml )ilgniu di sanitcl, JH'e::;:--;o il <'omando mi1ilttl'C dplla. ~arùcgua. lnollt'l', con H . De<:t·<•to 11. 192::> di'l 4 novPmb1·e J9~1i, fu 1ial5ato il numero degli stabilimenti ~anitari e cioè: Il ospedali militari tPrin('i)lali, JG ospedali militat·i secondari ed .. infl~•·merie iJ )l'C8Ì-

dial'iP. I l Comando del Corpo <l'<ll·mata 1li PalE'rmo :.i trasformò in ()omando mmttu·e delila Sici1ia, continua n do pc1·ò a funzionare la gì;ì. esi~t<•111<' dir<•zione di ~anit:ì militart'. l•'inalmcnte, con H. D. Òl'l :>agosto 1!1~7 11. J0:39, fu istitui(o nn nuovo Corpo d\nmnta, con :-o1•dp a l'dinP 1·d anncss<' una nuon\ tlire~iOH<' <li 1-4Uilitù t' ('OlUpa~nin di :o:anit ;Ì, la L dl{' pol'!ò ('l)qltbio òi mmwrazione delle alti·e :-n<'<'<'S!';in• dire~ioni. l'c•rl<lllto il numrro <leiiP direzioni 1li f;anitù militare r qnello òeliC' <'oillpngui<• di ~nnità W'll1H' l'ÌsJidtivllm<'nte ~fnhilito in 1:! e in 1:~. ('on ln costituzione in Pùi1w cl<>ll'X[ <·ompagnin ùi ~anità, tgwll<' dei ( 'omandi militari <l<•lla Skilin e dPlln ~arllPgna pt·<'ill'l'O ri~p<•tiivanwnl(' la nmuemr.ionc di l~ r 13. Con <'Ìt'<'OLn·<' n. 4H4 d('(J Hl luglio J92, fu soppresso l'o1-4pNlal(' ntilitat·<' s;c>conchtl'io di \ 'pnczia e <·on cir<'ol:u·e n. il !l ()ello noYemlH'<' Rncce. siYo l'infermeria pre · ~idinl'ia eli Liro1·no fn lrasfo•·n1ata in o~peclal<' f';Cc onclnJ·io. l'er quanto ~i rif<'l'isce a i q uaclri m·ganki del ('oepo sanitario militn.•·c•. I'Ì<'OI'dcremo <'he con leggr llPl 14 lnglio 18!1. <'sso venne co:o:tit 11ito ('0111<' ~Pgnf>: :~ maggiol'i p:c:>n<·J·ali m<'dici. eli c·ni il più anziano <·olJe fnnzioni 1li ispt>f(Ol'<' <:lli])O di s:mifà, ]t'l <·olonnelli, 28 tenC'nti colomwlli. 71 maggiori. :.?80 capitani e 2Rf> tt>nPnti e sottolenf:'nf i : totali' n. 680. <'on legg-e• del :1 g<•n•wio HlOR l'm·g;mi<.·o l'hh<' nn anm<•nto di nn tenente genP•·niP medico. eli~ <'olomwlli. di • len<>nti colomwlli e rti -t4 mag~iol'i, rcl nna dimintt~ionr (]i 1~ <:apitnni <' 70 subalt<'l'nL Ri~nltò <JllÌl)(li (·os;ì 1'<1nnnto: l tPnrnt<' grrw•·aiP nt<'<lko (<'<111 lo l'tipPlHlio a111111o òi L. 1:2.()()()) : ~ maggiol'i gcnPrali medid (a l ,. !lOOO): 19 <'olonne]l]i mrili<'i (a L. 7000); ~n tenenli colmlnl'lli mecli<'i (a L. :>~00); 1Jri mn~giol'i mrcliri (a I 1. 4200); 267 capitani (a L. :~400) : :.?lG snbalterni (n 1,. ~:)00): totnlr 11. ():)7. n<'i 1!l <'Olounelli mNlki. 1~ erano òirettm·i eli ~:mità. :>f <lit·c>ttol'i cl'osp('(lalc, 1 <lil·c•t t or<> flrlla Rrnola. eli npplicazioup di f':Hlit>:ì~ Nl 1 f'Pgr<'iario dell'TNpettoi·ato di sanità mi1itare

x

n


Con R. I>eereto del 17 lnglio 1910, n. :il:l, fu stabilito un aumento di 7 tolonne!lli medici, per a"segnare aù ogni direzione di o~pedale militare principale in s<'de <li tomando di Co11po d'armata uu uffidale superiore nw<lico di ugual gr·ado, <li 47 capitani medici e <li :)8 sn baltcrni e<l una diminuzione di ~ maggiori mccli<'i, por· t<llldo così l'organico a 767 nffieiali mrdid. ('on ku<·ce-s~iva legge n. G!l del ~7 giu~no 1912, fm·ono aumentati G ~nbalierni, ed i 1·noii organici furono <·ostituiti da 77:~ uff:kiali me<lici, così ripnrtiti: l tenente gcn(:'rale, ~ maggiod genN·aili, 26 colonnelli, 36 tenrnti colonnelli, 11:~ mnggim·i. ~J4 <·apitani, 2 O ::;nbalterni: totale n. 773. l1opo la g'tH'L"l'!l mondiale, per !';ÌStemar·e le llllffi(:'l"OSe promO· zioni fuori qna·dr·o fatte durante la <·ampagna. l'organico <lel ("orpo ~anitnrio milit~lre fu, <',on R Df'<'rC'to n. 12 del 7 g<>nnaio 1!l23, co"ìl ktnhilito: l gen<•ralc medico <>apo, ~generali nH>dki, 21 colonnelli, ~O tenenti ~olonrH'lli, Hl!~ rnaggior·i. ~flf capitani. ~90 tC'nenti: tfl . tale n. 9!3R In qnN<to organico non ftN'ono comprel'li gli ufficia'ii medki pol'tati 1wl Qll<HlJ'O del H. \"hrpo <li h·npp<' coloninli, qnelli ad<lf'Ui al ~Iinil'(Pro della gucna e<l ai i'etdzi N;tranei all'eS(:'rcito. I brigadiC'ri gerw r·a.li nw<lici, nomiua ti <1 ura n t(• l a gnerra. :t ~s1m s;e1·o il grado di grnerale m<>dico. \"o n 1o stes~o docteto. in f::Ostit nzione dei farmaci~ti militari. fnrono is;titHiti A11i nffidali chimki-fm·mn<'il'li. J~s;si HYP\'ano d;L prima il f::egnente organico: l chimico-fnrmacista iRJJCttol·f>. l chi· mico-farmach<ta <lil'f'ttoer della farma<'ia <:entrale di Tm·ino, J G fa I'Ut<tcisfi capi <li 1". lA di 23 • !30 farmacisti <li la <>la~~e <.> lG di 2". P<•r· il citato dC<'rcto il nuovo quadro organi<-o fn cos;ì Ntal>ilito: 1 colonnello, 4 tenenti <·olonne11i, !30 maggiori, 4:) capitaHi, :;~ !':11· baltcmi, d0i quali part<> d i ~omplementu : t o l al e 13~. N el 1924. i maggiori fmono ridotti a ~6 e i capitani a 41, <' pi 1ì t;1nli i t0nen ti a 4:>. La farmada cenh·nle militar0 di Torino asRun~e ln denomina zioni' di J:::titnto chimico-far·ma<>eutico militarE'. Finalmente <'Ol nuovo or(1inamenlo ,<lell'E~crcito. ~anzionato <•on lrgg<:> n. 39f:i dell 'U mar7.o 1!)2G. l'<(wganico degli nffkiali medki fu co~ì <'Ol'tituito: 1 ten0ntr generale medico, rol rango di generale di <lidRion<'; 3 maggiori g<'nerali mcrlid, co] l'ango (li g€'n<>J•ali fii brigata; 2:> colonnelli nw<lici, P-7 t('n<'nti colonnelli m<>dici. 1:):5 magg'iori, 3!)2 capitani. 20:> ten<'nti: totale n. LG8.

~o


-

U2U -

* * * In relazione ali 'organo centt·alP <lire t ti "o, 1·icorderemo <:h c con R. ùec1·eto del -1 gennaio J ' '3, il Comitato di :5anit<ì. militare >enne ripartito iu un u.flicio di presidenza, cinque uffici spcdali eù un nfli<:io di 1-ìcgretel·ia, e dal l" no>em bre 1887 detto f'omitato a~8Unf\e la denominazione di Ispettorato di sanità militare. Più tardi, con R. Docreto del 4 aprile 1895, l'Ispettorato di sanità. militare venne costit uHo da un ufficio ùi pres;idenza, tre uffici pedali. così distinti: ) 0 Igiene. )ft>dicina lt>gale, l~truzionc te<·nica e Giornale di medicina militare; ~ StaU~tica c :servizi tl"<.:nici; 3° Chimico -farmaceutico; più un uilido di E-;egcretcria. Con cit·<·olare :!._ !~ del 19 giugno 191l del Uiornale jJfilitare) fu rono emanate nuove dispm:dzioni 1-ìnlle nttl'ibuzioni dell'i~pcttorc C3JPO di Ranità militare e d('g;li iRpettori titolari d<'i. vari uffici. L 'I. pettot·a t o di Ranità militare rappresentò così il Corpo consul th·o del l\Jinistero d('lla guerra, n<'lle qu el'tioni tecnico-Ranital"ie ed ebbe le funzioni di organo medico-legale snpremo. Fu aumentato di un qunrto ufficio, e •enne cos'ì ò iRtribuito : 1Tflkio dell" r~1wttor<> <:apo: I ufficio: Igi ene e slatisti<-n: II 11ffido: Set-vizi. e istt'uzionc tC'<•nka, stntist.ica. c Giornnlr dj m<'clicina militare; Hl uffieio: Me:didna legale e mntetiale sanitario; IV uffici-o: C'himico-fa..rma <'CiltiCO. Le fm1zioni di 1·ct.Uve dt>lla Snnità. militare vt>nncro in n 'ce de centrate in diverRe direzioni del Ministero della gut>t'ra: il moYt · mcuto degli ufficiali mNlici fu eR<·lusimmcnte devoluto alla direzionr gen<>rale pew;onalt' uJncinli: il :-:ervizio tecnico sanitario al segt·<'tnriato generale: l'annninil'ltrazionc del perRonale e dci matt'riali sanitari ai F;CrYizi ammini. tr·ath·i: il rcdutamento. l'arrnolamento, la >raRst'gna .e ](' riforme alla. <lit'C'zione grnernlc lt>va <' h·uppa: i mezzi òi trasporto a quella di ar•tiglieria. e gli rélifizi a qn(>lla d<'l genio. :La grande ultimn guerra misr in evidenza gli inconvenif>nti òi questa slegata atti•Hà òi moltepli<'i organi tccnicnmrnte irrespon. abili e dimostrò fin dall'('ntrata in campngna l'op'J)ortnnit:\ di l'l<'· <·entrare in un uni<'o e òi~into organo t('cnico tntto H RN'nzio sanitario. Ti'11 dappt•ima iRiituito nrl Hl16 in zona òi ()f;erazioni uno


-627speci<~le nfficio sanitaJ'io, che fu poi nel 1917 trasferito al dicastero della. guena, ove assunse la denominazione eli Direzione generale di sanità mi1litare. ~el1919 il Minist1·o della guerra, con un'ordinanza in contra'3to ai felici risultati ottenuti, preanuunziò Oo scioglimento della clkczione generale ed n ritorno all'ordinamento anteguerra. Ma., do,po un anno appena, subentrata, una più eRatta visione dell'impo·r tanza della Sanità militare, del rendimento che poteva d{llre ancora per scopi ch?ili e .d ella necessità di un unico ente direttivo, fu mantenuta l'attuale organizzazione. Soltanto la qua:lifìca di Dh'ezione generale di sanità militare fu mutata in quella di Direzione centrale del servizio sanitario militare. Oon R. Decreto del 20 a'Pd1lc 1920, l'I~pcttora.to di sanità militare fu sopiPresso insieme agli altt'i IspettoJ'ati di artiglferia, genio e commissariato e sostitnito dalla citata Dh·ezione centrale, che, con determinazione ministeriale del 17 gennaio J!)24, assunse 1a nuova denominazione di Direzione centrale di sanità militare. Essa. fu costituita dal gener-ale medico capo, colle funzioni e attribuzioni di diorettor-e generaJe, avente a disiPosizione 3 grnemli medici, di <'ui uno presidente del Collegio medico supe1·iore pe1· il disbrigo delle pratiche medico-lega li e un colonnf'llo chimico-farmacista ispèttore; [>iù nn ufficio .éfi coordinamento c collegamento e tre divisioni: dne tecniche ed una a.mministraUva. Successivamente, con R .Decreto-lfggc n. 1203 clel 192i'l. flwono istituiti 3 ispettorati di sanih\ militare. con Rede a Milano, Firen~e e Nflpoli, (lirctti da maggiori gcne·ra li medici. In seguito, con legge n. 3fl!) del 1926, furono date nuove disi]IO· sizioni sulla procedura da, seguire negli accertamenti medico-leg::tll i, deferendo i ricorsi agli ispettorati di ~anità milita•r e ed istituendo un Collegio medico-legale, in luogo della Commissione medica F>npcriore. alla. diretta, dipendenza clel MiniRtf'I·o della guerra. Con R. D. n. 1821 del14 ottobre 1926. Ycnncro più particolarmente clete1·minate le attFibnzioni clei magg'iod generali medici i~ettori e :fissati i Corpi. d':Hmnta <-' i comnndi militHiri di loro giur-isdizione. Col Rll<'C·essivo R. D. n. 1067 {lel l<> settembn' 1!)27. fu aumentato l'organico eli nn maggior gf>ncrale medico. <'on le funzioni. di sosti tuto del Presidente ilcl Coll<'gio mf'cli<'o-lfgale. Fina1mente, con R. Dc.creto n. 327 del 23 ft"bhraio 1928, riguardantf' H nuoYo orclinamento drll 'Amministrnzione C·e nfrnle della


-

()~' -

guena, la DirC'zione <:cntl'ale di sanità militare assuns<' la denomi nazione di Dil·<•zione genetale di l'anità milil;we. Diamo qui i] 'elen<·o <l<'i pr('RidPnti ed iApcttori <:a pi di sanità e dei •lirt>ttori g-<>nerali dw ~i su<:cNIPttt>ro per eirca un sceolo nE>Iia 1più alta cari<'H dircttiYa: hJlcnco cronologico dci PrNiidrnti del eonsiglio superiore

cd lsJWliOri capi <li Sanità militm·e.

L Gillio Oinseppe, P1·esillente del Con~ig'lio su!Pel'iorc di Sani tà milita l'<', dal 2:! dicembre 1S32 al ~!) dic<'mbre 18-!2. "' Ril)('ri Alt>l'isandro, <lnl 18 1luglio 184~ al JS novembre 1861. ~. C'omissetti G. Antonio, da~ Hi frbbraio lf!G~ al 10 lug1io JR73. 4. ('orte~>e Fr·an<·eRco. Pl·c~idE>n1<' <lPl C'omitato di Aanità lllilitar(l , dallO lu:rlio un:~ al 12 g'<'nunio 1&:0. ~) . .\l anayra Paolo, dal IR gE>nnnio 1F:80 nl 16 dicembre 1886: G. ) l a<·<•hiavC'Iili Paolo, dal 30 dkPrnbre lR, Gal 12 ~'ttembre 18R7. 7. Pe<:co Gia<·o111o, lr-p<'ttore CèlJH> di Sanità milital'<', dal 2 otto· b1·e l&q7 al 10 f<>bbr<ÙO 1S!l2. 8. Rtroffio J;'plk<>, dnl 12 fe bhl'nio JH92 al 20 giugno 1893. 9. C'ipolla Oilr~<>ppe, dnl G luglio 1R!l~ al 14 rcbbraio 1896. 10. R<'g-is RtPfnno. dal :!7 ffbbr;tio 1XHG al 2G <licemhr<> 1. !l!l. 11. nh' ogrf n. Battista, dal l() fpb lmlio 1900 a l 16 ~Pit{'mbrC' 190:1. 12. Landolfì F<>derko, <lal 1° noY<'mhre 1!)0~~ aill'8 lu:rlio 1904-. 13. C'hiaiso i\ lfonr-o, (la l !) luglio HI04 al 2!l g-iugno 1!l06. 14. DC' Rem:i O insepp<'. (!al l o lu:rlio 1906 a l 1:5 aprile 1907. 15. Rnn<lon€' Fmncer-co, <lnl 16 nrwil<' 1907 al H> cli<'<'mhre 190 l(i. J mhriaco "Pietro. clnl 17 dic€'mhre l!lOR al 1t:i g('nnnio 1910. 17. Fenero di f'aYall<'l'l<'one Lni::d. dal !l f<>hhr aio 1!l1 O al J6 n:ro· sto l!lVi. lR. Rf-or7.a f'l:nuHo. (lal 16 a:rosto l!lVI al 2~ gennaio 1919. Hl. ~dnmbatn Oiusepp<', dal 23 grnnaio nl !) ottobre' 1919. 20. Ronomo T.AwPnzo. <lal 10 ottohl'{' Hl1!l. nl :l1 grnnaio 1921. Di1·cttori genm·ali ([('l/a Sanità rnilita1·e. L clE>lla Ya Ile Fran<'<'R<'O. dal !) sette m br<' 1917 al J :> Hgosto l !)2;). 2. C'nlegari n. Battistn, da( 16 ;:tgosto l!l2r).


-

U:!9 -

Riteniamo opporltlllo {li e:.:porre ancora un ht·evissimo cenno ~anitarie di wobilibtzione. Dopo il J870 ~enne aff1·onlato dal .\liniF;tero della ~1wrra il problema della t·iorg-anizzaziQIH' <lPlk Y;HiP formazioni e el ci matl'rialc sanitario, tanto di quello in dotazione presso i Yari cot·pi e 1·eparti, ch e di quello delle unità ONpc<hiliere. sul t•iol'{linamento dPllt- unità

Fig. 146 -

Reparto carreggiato di sezione di sanità ]JCr fanteria ~1909-1921).

L a sezione di :sauit;\, d1 c IPI·irua eJ·;_t co:-;ti1 nita. in sezione di sanità per fantel"ia, in :-wzioue di sanitù tp er <·:tntll l'l'hl etl in reparti IJ)e-r lC' truppe operanti in montagna, nel J!lO!l 1-'Ubì r n<lka1i modi· :fkazioni wnendo~i a Ila <·osti tnzione di un ti p o di ~t'zio ne di sanità IP<'J' fanteria di,·isiuil<' iu ti·<' t·eparti: uno <'ai'I'I'~g-iato e dne someg-giati; il reparto <·HJ'J'<'{rgiato, a sua volta, potcYa essere didso in due mezze sezioni. Dopo ]a g r ande guena Ja sezione di sanità hn subito un nuo· ve) riordinamento <:OH l 'agginn ta di antmul'zzi, lHH'P ·rimanPIH1o semiJ.H'C inv~uiat.o il <'Oll <'<'i t o informato l'c cl1 r tal<' nnitit possa <·on i suoi elementi prov,·edl'l'<' al servizio sanitario tanto dell'esercito oper·ante in pianum tbe in montagna. :r: da ricordare mwm·:1 (•bE> nel J 893 fu rono allestite nuo~e unità :o;anitarie, fra c ni g li o. pt•<lali da campo da :m lC'tli, i quaTI furon o l'luccessi~amcn te modificati nt>l 1~!)7 c subirono alt1·aycrso gli anni


-

G30-

~oHtanziali YarhtHli, fìuo a costil.uire oggi l 'ol"pedalc tìipo per le truppe in cam,pagna. Così. in hrevC' yolgere eli anni, ~i è pron·cduto al rinnontnwnto di tutte Je dotazioni -san ii arie, in modo <.la, r ender le più coni:-pon denti ai progre~~i della ~denza c del senizio t~nko . Come in t~l'es:sante <locunwuto ~torico, 1·iprodudnmo nella figura 146 la fo tografin, eli un reparto curt·cggiato eli se:~.ionc di Sànit:ì. per fanteria in marcia, della quale fnrouo doLt1<• le divi~ioni fino in questi ul timi tempi. Re<:entrmente si è 1pt·oceduto ad 1J1Ht larga !·iot·ganizzazion<• <1C'IIe dotazioni saHilarie (li gueua, moditicandole e migliorando].:> in rapporto ai più recenti progre~si della medicina e della chirmght e del i-lerYizio tecnico. Tutte le unità eollettin' (lel mat<.·1·i ·1le sanitario in dotazione pt·c•sso i Yari corpi e repal'ti sono ~-;late tra~formate e radkalmente l'innovate nel loro carka1t1ento IJ>Pl' quanlo riguarda specialmente il pacchdlo ed i materinli da meùicazion<', i medicinali, le tftbclline diag-no. ti<-hc e gli app:u·f>C<•bi !))e-t· muminazione e ~i è proceduto gradatamente alla loro :-;o~tituziotw. ~ono ~tati l'tudiati inoltre nnovi tipi di barelle ed nn dispo~ith'o {li due ruote di bicicletta. da npplical'~i alle bal·elle ~tes~e pN' tra:-porto di malnti e feriti, Rp<'CiaJnH'ntE> in trincea. A ciascuna ~<'r-ione di l'lnnità l- Rtato n$Hegnato un nucleo chil'llt'gico <'Omprend<'nte tutto il rn<t1N·iale tecnico sanitario. trasportahil<' f':ll <lne camions: uno di quP!:'ti sct'Ye pf'r il traRporto <1i nnn baracchl'tta d ivisa in h·e re1pat·ti: cnmera di a<·cettazione, saleHa opet·atoria <' :;rabinf'1to radiologico; 1'altro camion b-m:port:t i1 rimanente 'm niN'ialc. tn\ cui un !potente gruppo elettrogeno, caP<I<'<' di fol'nire l'enN·gi;~ ne<'es5;:u·ia. sia rper l'illnminar.iOIH' di rrtta òE>lla hnrac<'hetta che> IJ)er la <·:n·ica di accumulatori, a mezzo dri <plHli si pnò oth,nere una ltt<'<' fi. :::a, tanto inclispcnsahil c per )'illuminazione {]f'llf' salf' OpE'ratm•ir. ll g'l'11ppo (']('ftl'Og'f'l10 prOV· YNle inoltt•e a l fnnzionnm<'nto clrl gahinrt.to di t'lHliologia, cbe è dotato di un app;nN·<'hio int<'n~h·o. mediante il <ptale Ri poRsono nndte e~<'g'uire racliografìr iF:tantcnl<'<' e di clnr stnfc Plettl'i<'he per il t·iRcalclamento d<'ll'amhi<>nte . •\ i r·<'p;u·ti ~ontPg'g'iati <lf'lle spzioni eli <:anitù <><l agli o~p<'dali cla :iO letti nRsf>gnnti allC' tt·nppE' in montag-na il statn assegnata una f<'tHla hnt·H<'dlf'ttn JWl' atti OIJ)<~rnt ,m·1. il i Yi~n in due l'P!])arti (<'amera


-

631-

di accettazione e salctta operatoria) e someggiaùile su 5 muli. Inol- . tre l'ambulanza t•adiologica è stnfa dotata eli una tenda 7x7, costituente un gabinetto radiologico vero e p1·opl'io, fornito eli !Pavimento di legno, isolato per mezzo di mattoni di vetro. Fra le nvove unit:\ allestite in questi ultimi tempi secondo concetti modernissimi, merita di essere ricordata l'ambulanza oclontoiatrica, montata su un caruion attl'ezzato a forma di saletta per gabinetto dentistico, IPl'Ovvisto di una sedia a pompa, di un trapano a pcùa1e c dello stt·umentario ad hoG tp cr tutte le Qperazioni di avulsione e conservative. :D stato inoltre costruito un autobagno su camion modernissimo, fornito di 12 doccie con temiPeratura i·egolabile, il qua1le in sole 10 ore può provvedere a:ll::t pulizia perl'iona.le di 600 indi vjdui. Il riscaldamento è dato da un forneillo a vapori {li, petrolio; la risena d'acqua è fornita da due botti metal1iche, della capacità di 1000 lit·l'i ciascuna: una ·pompa potente niionata clail lo stesso motore del cnmion è capace di riempire i se·rbatoi in un quarto d 'm·a. X ella 1pa.r·tc snperiorc del veicotlo e-sh;te nn apposito repat·to per biancheria : f::i banno inoltre speciali s<·om!J)artimenti 1per la custodia clegJi oggetti [personali. Il camion infine è dotnto di una tenda amjpia pe1• il riparo dei bagnanti. Dobbiamo infine ·ricordare fra i nuovi materiali in dotazione alle unità collettive, tanto presso le truppe a [piedi che montate, i f::acrhi di medicazione tipo tiroil.ese, forniti di m::t.teriale adatto (falòe f::terilizzate) per l 'occlusione provvisori::~ delle Yn f::te lacerazioni prodott<' òai proietti di grokso ca.l ihro, per le quali non è suffiri<'ntc i1 pacchetto di medicazione incli'l'iclualc. Sono ancora stati allestiti un armamentario di ocnlistica sistemato in d ne colli Nl un a-rn1amentario pPr otorinoladngoi.atl'ia in un colilo; i quali ~crvono a tt·asformare un OSJped-ale comune di :50 letti in un OSjpecl ale della S!PedaHtà e fli è inoltre provveduto il materiale necesF;ar-io pf'r l 'adattamento di tale nnità 'Per ricovero e cura <lei colpiti da g::t·!': dn combattimento. Da ultimo si sono cof::titniti dei laboratori chimici da. eampo per Corpo d'armata, dei laboratori chimici-batteriologici e tossicologici di 'Armata ed anche i magazzini di B:anità d'Armata sono stati am(JJliati e rio:rgrmizr.ati in modo da ·rendPre più s1peclito e completo il ·rifornimento dei vari materiali. Anche gli stabilimenti sa.nitari militari banno f::ubito rftdicali mig1Hor::~menti : baf::ti ricordare il nuovo osp-edale miJitare eli Torino ideato da S. E. il generale Ferrero di Oavaltlerleone. inaugurato nel


-

G3i-

. luglio l!>H, <:hc con quello di Roma, <:ostruito m•l u;;no, rap~presenta un \'t'l'O modello del genere. Nnovi oRpedall i si :;tanno costruendo a 1\lilauo (•d a. Palermo, rispondenti H tutte 1 e più modcme esigenze ùcll'ing(>gnei'ia sanit:ll'ht.

* * * Come appendice. l'iteniamo drgno di qnakhc int<•t·<•ss:e espone alcuni cenni sulla &:nola di appli<·azione di Banit;\ militare. Es-.a fn istit uit;l ('O Il R. nect·eto <lrl l:i 110\em bre l l'l ~ in }i'iJ·cnze, allo fo;<·opo di f<n·nire con nnihì di indit-i:~.w didattico sottotrm•nti medid di <'omplemeuto a1l'Eset·<·i t o. P c•t la .- ;toria del Hos1ro maggiorf' Istituto f4eic•ntilieo non s:lrà inutili' t·i<·ot'd::n·e dw la .R<'110ln fu ap<'rta il l " gettnaio J8&~ ~-;otto la di·t·Pr.iou(' del general e mecli<-o Ottavio Bac<·at'tllli, <' nrl nwsc di tnat·zo <lcllo ster-;l'o anno si iui1.iarono i cor:;i <l'iHH<'guamento. i fltlHli. fino al1P8c. si limitat·ono n (}nelli òi traunwtolo~ia di gue-rra, (li mNli<"ina le~ale militm·r, (li igietw r di r-;('rYizio f.;anihnio in paee Nl in gtwt·ra. Dal lP, ~ al 1~)() gli insegnam<'nti aggiunti furono la mi('J'ohiolo~in. l'epiflrmiologia militare. la <·himka appli<'ata alJ'igirnf'. gli rs('t'Cizi di fasda f mr, gli apparN'<"biÌ <><l i nwzzi di trnr ~])Ol'fo clri feriti. X(> fm·ono fn1fct nltrf' moèlitkar.ioni fino all'anno f'ì<·ol~Hdiro 1R89-1900. in <'tli l'in~rgn[\mento (lplla rnNlidna legale Y<'rllrr ~nd<li ,·iso in t·re par·ti {listinte. e doè una pal'tP generall e, e dtrP pn'l'li sprciali: la oftalmologia <'la otorinolal'ingolog-ia n:ffidate :t distinti nffidali medki. l i brl'i docenti nnh-er~ itari. Oltre ai corsi aunnali agli allievi nffidali meclki , furono an · <·ot·a t<'nnti ('Orsi ~JW<'Ìali di hntf<•r·iologia e cot·si binH:>sfrali di igiene pc>r· cnpitani medici chiamati agli esami di avanzam<•nto. Yennero ~~~<·cessivamente svOilti <'OrRi int<•grathi per nffi<'iali medici in f.;et'vir.io nltiYO, oltre che delle mntrl'ir fondamentali, nnch(' di ehimic:-t c nrino~<·opht clinka, ·r·a<liolog-ia, f'lf'Hrodia gnostien, :~n tropo· logia, re<·. A data.re dal 1911, gli allievi furono ammcRsi alla Scuola C?l grndo fli sottotenente meclko <li eomtp lcmcnto- S<'l Hll:5, coll'en· tt·ata <lrll' Ttalia nell'immane conflitto, la Scuola di ~>~nnità fn <:bin· sa, ma nel 1916 fu istituita in 1.ona di guerra a R. Giorgio eli :So~m·o l '1 niversità caRtrPmw, d te provdde in br<'Y<.' t<'mpo all'Esercito nn no1evo1iRsimo conting<•H1(' di subalterui wedki.


-

v33-

Xt>g1i anni dal J!l:!O al lfi~J non f'i tennero cor~i di nfficiaìi di <·omplcmento, :pel'('hè tutti i giovani nwflici i<lonci al ~<'l'Vizio milita·1·e aYe,•auo in prf-><·edenza :ulem~)illti g:li o!Jblighi di lP\'a <lnl'Unle la p:uena, ma JH•ll"anno Hl2~-2~ f'i iniziarono <·or~i SPlll<'!-ltl·ali 1wr uflkia]j medici <' <·hhui<'i-f'armaci~ti eli <'OmfPI<'mento, a).;pit·atHi alla nomina in servizio permanente ef-f<'ttiYo, ai quali venn<' <l<'Cordato il trattamento J110l'ale c <liR<'iplinare degli allieYi d<'lle altre Rtnole di applkazioue. Le nwl<•ric fmulmnentali <l'iul'ep:namento furono tl e ~-'<>gncnti : a) P er gli uffieiali ntedid : medicina <' (·hiJ·m·g:ia d'urgenza; ~-'<'l'Yizio sanitario in tpac<• ed i11 g:uer·ra; igiene militare; medidna l<>galc militare: patologia <'d igienE> <·oloniale; <·himica (']inka; o<lontoiahia: ù ) P er gli ufficiali <·hi·mid fanua ci::;ti: ìg:i<'IW mililnJ·P , sei·Yizio sn.nital'io milita t·<• in ptH.'<' <'<l in glterra: <·himi<:a fm·uHt<'enti<·a e to~si<'ologia: bromatologia l' lllt>l' · ecologia. l•' m·ono !n·olti inolh·e <·orsi eli <:lini<'a eli malattie inf<>ttiw, di dini<·a tl·aumnlologica. e eli paraf'~ilologia IH('(lica, a.Dielando l 'in!-icgnam(•nto a di~tinli prof<>Nsori lllJivel'Ritari. l•'n istituito an· <'Ol'à un <'<'ll(t·o IPsicolb:iologko per la lo;C: elta de•i piloti clc•ll'al'ia. tJ·asfotrua t o i n seguito in I:- t it n t o nwd ko legalE> I Wl' l'aerona n tic a. tlll labo1·atol'io di dtimka ed nJJa bibliot<•ca medica della gliel'l'a; e fnron o N\'OlLi corRi teorico· pt·a t id d i odontoiH t1·ia, microNcopià dinica e l'<Hliologia. Suc·('e).;l-intmentc, con <:it·<·olcn·e u. 7:3 del Giornalr Jlilitare 19~J. furono dpt·iRtinati <·OJ'Hi trimes1 ·ntli pc1· gli as-piranti alla nomina tl sottotPnc>nte medi<·o di compl0nwnto. ]H't'Yio nn ~o~·~o d 'i l't ruzioue militare di 3 mesi, JH·esso un regginwnto di fanl<'l'ia. lnfill<'. con dt·<·olare n. :n9 del Oiornale .1/ilitare lB:W, fu abolito il coJ·so di 3 mesi prc~o<so i reggim<•JJti e wnne elentta a. 5 m<'sj la duJ·Ht a, del <'o t·so prcl'l-;0 la Scuola di applkaziOIH' di sanit;\, <·omprcn<lrnclo in q neH ti a n che l 'ist-ruzione m ili t are. In queHt 'ultimo (J•iennio furono ~volti dcli <li confNCll7JC da rp:n·le <lPi più emin0nti profrHso1·i t mi V<'l'sitari. d t<' o1tJ'(' a l or· nare di gl'ande >antng-gio pet· la ('Oltnra degli a11irYi uffidnli mt>· <li<·i. <-ontl'ibnirono eflka('emrnt(• a ribadii'!' !'empr<' più i YÌll<'oli di cam<'ratismo fra Ranitù <'iYill' P militar<'. già con~n<·J•ati "ui <·ampi <l<'lla glorht. l~ qm•~-<ti si sono ~emprr più ·l'inffermati per tl 'onorifica degignazione <lella • <·uola n )o:Nle di impm·tanti t'Ongre~"i nazionali di medicina legale e di radiologia.

·.


-634-

* * * (

Nel porre termine a queste sommarie notizie sull'organizza~ zione del Corpo sanita1·io militare ita[iano, sentiamo il dovP·re. di !__ ·rievocare con orgog:lio e con pietà fra L tema, il tributo di sacrificio e di sangue dato ·d ngli 1;1:fficiali medici in ogni circo~tanza. Ed in Ye-t'o queRti umili apostoli della, pietà umana (fìg_ 147) , sacrificatiRi sC'nza. storia, dalle prime guer·re del nostJ·o riscatto nar.ionale, attJ•averso le campagne .coloniaili, durantf' le .calamità telluriche ed epidemkhe che funeR~tm·ono !l 'Italia, fìno all'uHimo immane conflitto, nei tormentati posti di medicazione o nel tumultuoso, febhrile lavoro delle ser.ioni di sanità o nelle impro•visate coJ•s1e delle unità sanitarie, minacciate di continuo da.lla deJlittuosa fn·r ia nemica, ha.nno hen diritto alla l'konoscenza {lell 'Esercito e del'la Nar,ione. Il seYero olocausto di ·q uesti uomini di scienza,, !PUÒ ben competere ·col Rnblime sa.ct·ifìcio dell'infinita falange di eroi, .che pf>r terra. sui mari e nei cieli si immolarono per la maggior gra.nder.r.a c'I'Itallia. erl è ben meritevole di essere qui ricol'dato, p·rima di prenFig. 147- Uni formo di campngna dere commiato dai .cortesi lettori. Quedel corpo snnita.rio militare nella campagna 1915-18 (ca,pitauo mesti militi delO 'arte sacra nell'ora del dico). cim~nto, alla voce imiPeriosa della Pa,tria., balzarono d'un trRtto clai lunghi e !Pazienti <'Olloqui .coi libri n('lle sillenziose biblioteche, dalle Rnerv8nti veglie nei tranquiilJl la.horatori scientifici o <)alle dolo·r anti sale d'ospedale e lasciarono le calme quotidiane fatichf', molti in età nnche matura. per iniziare una vita insonnr, febbrile, travagliatadi spasimi e di pcricOili d'ogni sorta, tutto offrendo(' nulla chiedendo. ~oli, fra tanta, bnff'ra di armi P <1i spiriti indomiti. n riannodare le fi1la ed a riaccendere la fnce della, vita, l3Jddove l'i-ra degli nomini provocava. In strage e .(lissemi-


-

(j3;:) -

nava la mot·tp, a<lempjendo la ~)i c tosa llli~~ionc fJ ua!'li scm.JH'(' rwl l'Qmbi·a 'e neilln, consapevo1Pz7~l di eompierP un dovet·e, tanto 1pilì guncle quanto più ignorato. Così i lll('llid militari <·:Hl<ll.'t·o !o;ilem;iosamellt<' !o;Ul campo<' mo-

HORTI

?cr OJnt' calcyor/a J'tl_ jpp() /71Pb/fifàl/

J't'r

ne /11Pr/rono

mt~/,i/tù ~

f!ORTI

.... con/r,;!/a ....

..,oer

1/1

comét~l!lmt>HIP

hM/<1 / /Jtl

/Il

C'O/IIru!ld 1i1

~

-

Fig. 1<18 -

.rt'nJ{!_o

1

..

Jfrnzto

~~

Olocausto ùi vite offerte dal Corpo sanitario militare nella ca 10pago a 1915-1918.

ril·ono iu gloria mentre socco r.Tcvano i fe1·iti. Ri lcnziosamcntc end(lero negli o~pedali e nei .Jazzm·eW, intenti a str<.tppare alla morte tante esisten7JC minate dn. morbi ctndeli. Ca·d·d cro per piombo o <:ad-

\


-

(}j(l-

dero il><'l' contagio, caddero sempre da, eroi, umiJi per il loro silenzio, ma grandi pe1· l:t lo1·o ul!liltù. :Xon si può riPY<l<'are s<'nza Pmor.iorw, ed an('be ~enz:L legittimo o1·goglio, H meraviglioso couttibuto o1Ic1·to serenamente <la·l Corpo sanitario militare dm·ante l'immane guena. emop<'<l del J!JJ:i-18 . .Alla J •atria fe<·N·o olo<·ctul'ito della vita ben 7~0 medid, <lei tprali 397 moril·ono in torubattim<~nto, <:on una propor·zioiW delllR,~ ~u mille medici mobilitati, <·<Hluli sul <:<ìmpo e di ~l,(l .-òeeedtlti per malattia contratta i11 i'erYizio (fi:.r. 14<). , / .Si ebbero inoltre 1p iù di 1000 ft>riti. 1At sola, fantet•ia, che è la ·regi11a delle ba t tag·lie Nl anche in questo tremendo conflitto l'n hL più flagellata, può Yantar~i di ~tatistkhe più nuentc c mi<-idiaiL E L'Ordi1w militar<' di San>i<l, di <·ui fn im:i~nito il compianto g<'TlPt·aJe mcdko p1·of. Honomo. lP :.!:):) medaglie d'al'g<>nto al va lor<', le> 1164 IIH'daglie di bronw, i !W:) (~n<·omi solt>lmi, il rniglinio di c1·od dì gtwna al Yalm·e con<·<'l'l'<', atte~t.tno in fa<·<:ia al mmHlo l'c>roil'illlO degli utlicia•l i mE>clkb...'<·ht•, tutto ofì'l'endo: s<·iC>nza. hn·m·o, i.f1 - f:mt<~lle, COlllj)il'OIIO Cfll:ì~Ì semprC> lH'll'olllhl'a l 'alta lllÌSSÌOIH' .tli ~::. ietù P di f:a<·rifkio e ~omi pE'riglio~i ghia<'<'i:d alpini, <' fra le <lolomitkh<' 1·oc·<·i<' cl<>ntC>llnnti il d<>lo. e ll('llc> insiflio~<> giogaie 1lel Ca·r~o. dalla tc>l'l'a sanguigna, e nt>JlP gole inf<>rnali 1l<•l nr,wpa e nel le fangose tl'incPe, ;wc auto all'ncqua lnl'tralt:' d<''l PinYP. La >irhì ...dlcnziosa l~ l'oscm·o el'oi~mo <l<"l Corpo ~anital'io militHJ·e <:'bb('ro i l doYN·o~o ricoiHWdmento e la mPl·ita t a psaltazione da tutto il Pnt>1-1e e dall<' più coF:pi<'nP per~onalità. Pl'irno f ·l':ì tntti. il Dn<·P dell'invitta Il r J\l·matH, F.:mannele Piliberto di 8aYoia. <'he couobbe ~nl <'<tllipo drll'onol'C « l'ammirabil<• <·alma <>d il pacato e-roi ~mo degli Hffidali m<>did ». Nl il 6 gh1gno J !HR in mw ('Pl'imonia di gner11:1 inneggiava alla Ranità milii<H'<' in un nw111orn1Hio difw<>1·~o. Psaltnndon'e J'op('t'a <li nmore e (li ~n­ nificio. « Yaloro~i apostoli <lella piPtù. <'gli (':o:;OJ'di>a. co. i dai J)Osti di nw<lkazion(' 1più aY.anzati .all<' pitì lontruw l'('Ìl'OYil', l'opern YO· ~tra t" l'empl'C' improntnt-a allo ~tN<so ~anto nlfrni~mo. Ment1·<• i proi<'tti granclinano prc>~so gli inclife$;i YMtri po~ t i <' la mol'tr vi n!leggia intm·no. p1·onta a ghi'I'lllÌl'Yi ins:irmc> <'On qu<'lli cui dnte <'onfOJ·to, ~pernnza e vita, Yoi. flimrnticall(lo fli~agi, in~i<lie , J)f'l'i <·o l i, <'On òitn ~km·e e l <>ggPrP. frn i l gemi l o tki fl'l'i t i l' il rn n l olo <lri mOJ•ibon<li, ope1·ate c> ~'lh·nt('. Jyi giungo<'. rol f1·ngore. tntto 1':1n"'tPro aspetto della lotta arclrntP: sotto il fno<'o i portafrt·iti


-

"·:)-

uvl-

recano il caduto con le memln·a Rtillanti sangue e gli occhi ancora attesi della visione ùi gloria, e voi Yi tingete <.li q nel sangue, Yi h-l·tHliate di q nella visione, e spesso raccogliete le (':strcme parole ùi tluei generosi, parodc c he sono sintesi ,d el più puro amore: <t :.Madre mia, Italia mia, ltalia, Italia, Italia!>>8 nel messaggio iu\'iat<> in occasione dcJltL cdel>razione del Medico caduto in gueN·a l 'augusto Comandante si degnava di scrin•r<': « Sahete o fratelli medki. caduti per sublime ideale di am01·e. di pietà. di P<ltl"ia! \"i amai nelle martol'int<' trincee, vi esaltai nelle estenuanti ,-igilie, Yi venerai nel fecondo sacrificio. Non Riete morti oggi. l~imane fra noi superstite il Yostro spirito e l 'eRempio che ' ' OÌ ci a re((~ dato di altruhnno e d i devozione : voi <' le e1·oiche 8ore11<' di pietà dtc> <liviReJ'O lo H;))<LHimo delle :ttrod agouie. Riate benrdPtti o frah•lli per la Yostra vita c per la vostra mortP! )). ~\ccanto al nobili.;;simo omaggio del Duca d'.Aost<l, troYa degnil-lsimo JPOSto l"elen1to JWnsiPro di Gabl'iele d".\ nn nn zio, che per la ~a::r1·a dei :Jledid immolati~i ~ul campo clPII'onore eleYaYa un inno radioso alla ~anitù militare ecl nlla fnlgicln schiera di eroi <:a<luti per là Patria. « .... non ln tcna opaNl li ricopre. Pgli i'<·rivPva. Li circonfoncl~:> la lncc sempiterlHt dcil Rangue, eh ·e~si J'iRtagnm'ono. E tal n ni. prima di morii·(•, rhhPr,o una sorta. di nm-c•oln dalla irradiazione Rtessa della feJ'itn, mprlkata. A tahmi, p1·ima di morire, la fao;;cia pietosa fn quasi diadema reale)). L 'opf'ra del mPdico in ::rnerra non potcYa C'SSC're più mirabilment e> magnificata dal PoC'ta soldato. Xell"uHimo libro « Per l 'Italia degli Italiani)) è ripol"tnta la preghiPra di Dobet'dò. in cui l 'ufficiale medico ?> rapprel'entnto con alto lil·ismo nella ~ua nobile missione ed è <lesrritto in modo veramente drammatico il posto cl i nwclirazione impianta t o in quella chiPsettrL, che ac.colse migliaifL <li fpriti cd OYe parecchi mi li l i della piPtit e della, scienza rimaseJ'o travolti, ('Onfondcnclo Nl Hg'g>inngendo sanA'U<' a snngnc in un supremo olocan.sto alla PatJ·ia. In occaRione della <'C'lehr•azionf' del mNlko caclnto in guerra. il Poeta fece dono al f'ot,po I'Hnitario militare <l<'lila commovente prf'ghiera, di cui d sia consentito di riprodurre questo brano, così e:fficacf'mente rappresentativo:


11. Il medico tra fiaschi, fasce, garza e cot011e, curvo su la cimasa della balaustl'ata di legno malferma scrive l e sue tri~ti tabelle. 12. Da presso 'ripiegate, contro il muro cadente, simili a vecchie bandiere chiuse nelle cnstodie di tela, maculat<• di t'osso e d1 bruno, poggiano le bianche barelle. 13. I feriti dell'as~ aHo no11mno, discel':i dalle trincee ~aYate nelle 1p etraie del colle, simili a un armento sublime giacciono ~o­ pra la ipàgtlia. 14. Bocconi giacciono a co,are il dolore, o surini a fi~sal'lo, o sul :fianco o sul gomito, o rnt tl·a1ti, o col bmccio tlietro il capo, o col capo tora i ginocchi, o con tllì I'Ol'riso d'infrwt<' nella bocca assetata, o con nelle occhini<' tod>ide la vm~ti~inc {)(-lla, battaglia. ](). Non si Jagnarw, non <'hiamano, non dimanclnno, non fanno [)arola. Taciturni, aspettano d1e di !'<trame in ~t ·ram<' l]i t.ral'lmut i la Patria , con le tabelle qlt:Hlrr lE>gate al collo da nn filo. ov'è sct'itta la piaga e la sorte.

C'osì ('urlo Del Croix, il ~t·:uHl<' mutilato, elle fra i tanti conobbe la dolcer.za del conforto frate1·no ne'Ho spa.:;imo de>l dolore. col ni <·he> fu [>iù crudamente tprovnlo, l'eroe che nella ~lol'iol'a cecità in tt·avide il mistero òella. vita e ne sentì con v-eemenza i paJpitj, fu l'o1•n.torc clell:1 Sagra <lel m-celico caduto in guerra, inauguran<lof:li il monumento nel novC'mlwc H)24 in Firenze. E nc~~1mo più di lui JPOtè dire degnament<' le lau<li dri fratelli immola tiRi sul campo deJl'onore, dopo che i lnm·i clrl Pnlntino, onns1 o di !'<tol'ia. traspOI·tati sul cnrroceio dc>lla Yittoria e recanti l'oma~~io di Rom>\ immortalr. furono deposti !'<Ull'ara bronzea e marmorea <>ternante l'alto c ~e>reno F:acri:tìdo. «Noi, così esclamava il d<>co !'<enza mani, posseduti tlal fascino <leJll:t ~uCN'U. c òalla poc>sia d<>l sacrifizi.o, clliniamo le fronti .;egna.tt> e l<> bandiere lo~orc d:mmli a questa f';acra falange. che non tenne il ca:mpo, nè griclo l'assalto, ma bnttendoRi in ~<'grrto guat•dò i termini sacri della Yita <' cn~todì il primo patto nmnno.- .. I m<.'dici con arte rara e somma paziE>nza, con sordn an~oseia <> muto amor<.', conte!'<ero il rpasso <> ln prr<la al destino, avonrlo nel petto come una for7.a creatrice e n<'ll<' mani un istinto materno. pE'rchè r'nmanità li mandava a riaecendcrc fad n<>lln n0rt<' cruenta. a ~ettar·<> rparole di p<>rdono nC'l <'le!'<erto com h:tttu! o. n ricercare le


-

()3!)-

Yic della vittt sulle orme della mot·te. E'Ssi non fecero preda, non

ciu!Scro co1'ona, ma ne!:isun delirio di poeta, nessuna gioia di a·rtc fice possono :uleguare lu commozione dell'uomo che nella vha carne reeide il nodo Ù<'l dolore e nel sangue caldo rinviene il se· greto della vitn, conquistandosi con le sue mani una Yittoria che lo u,vvince a Il e c1·eature e lo avvkina, a ))io!>>.

* • o La, falange d·ei fratelli, che F<i immoh~>~·ono pel' la Patl'it~ in I'Ublime olocauf'lto ed in un 'azione oscm'a, consumata in silenzio

nelle trincee . <:om·olte o sotto le tende Cl'OCiate o negli o. pedali bomhal'dati, è im,prcs!'ionante: e<l nncor tpiù numero~a è la scl1ienL <li coloro che furono fl-cgiati dei ~egni df'l vnlorc e del sacriftdo, pnri~~imo esempio di amor patrio c di umnna pietà. C'i sia pertanto conce. HO di . fogliare qunklte pagina del Libro d'oro <lc1 C'ot,po sanitat'io dell'ultima guf'na e di l'iPHumare fJnalchf' nome fra le ccntm·ie fli eroi drcorati al valo1·e, <'aduti fPCt' la maggior grandezza d'Italia. L'a. pirnnte meflko f'onsolini, df'l ~lO" FantPriH, il n giugno 1!)18 sul moutc Pertkn, per improvviso m·t·<>tramento dc11e nost.rc lince •l'imasto solo al posto di meclicazionr. sopraifatto dal tra· Yolgcnte impeto nemico, rimaneva volontariamente al suo p<>"to fino a quando dopo quattro ore non fu ricupe1·ata la trincea ed il 28 agosto succcssivo cadeva e1·oicamente sul monte flrappa. Il sottotencnte me<lico Rh·a. del :?G° Fanteria. il 20 agO<;;to 1fl17 snl Carso, trRYolto e gravemrnte ff'rito dallo !'<'Oppio di nna granata, con, cio della gt'avità, d<>lln lesione cbe podi iRtanU g-li concCSI'(' di vita, non vo11e essere medicato e. raccomandato che si pl'OHedesse al salvatnggio òrgli altri <'Olpiti. l'<toicamente si spen. f'. Il sottotenente me<li<'o P<>nu.:ini, addetto il 28 novembre Hl1;) ad nn posto a'·:-mzato m nna 8rzicme eli sanita. impiantato in lllla casa fatta sC'g1w a Yiolcnto fuo<·o di ai·tigli<'ria nemica. con mirabile sangue' freddo, continuaYil a iprestm·f' 1'01)Jera sua ai numrt·osi colpiti, finclw cadclr mortnlmente fN•ito. 11 t<>nentP medico f'l1iaravn.llofti. nf'llo s<'oppio delln polYeri(\ra fli K Of.:valclo pr<>s:::o rcline il 27 agosto 1!117. in sf'r·yizio ad n'n ospNlnle vicino, mf'ntt'e da ogni [larte con violl'nte esplosioni

-


-

u-1:0-

venivano lanciati in aria proiPtti e s<·hcg-ge, sprezzant<> del graxe pct·kolo, ~i re<-a nt iu vari ,padig-lio11i dell 'o:~peda le l'tes~o l)<'t· salVal'<' <' cli!'lciplin:ne lo Bgorulwro {lei ·ricoverati, rimaHPlHlo colpito a IUOJ·te. Il t<>nentc medico Camu~Ro, di una sezione <li sanità, il 17 a~OHto JH15 a ('ol ~Margherita, C<lùnto mortalmente f(\rito, noncnr:wtc di sè e preoccupato Hollanto del 'Pericolo clw <:ot-r<'V<UlO i ~oldati, accorse a prt>Htan• ainto, mentre intorno <·ontinnavano a !«·oppiare le granate n emichP. ineitanùoli <·on no1Jili parole a compier<' il lmo dovN·P nel nom<' dPl RP c della Patrht. n tenente medko <'<'lli. dC'I l;):lO Fanteria. a l;~ttl·ano il 30 ottolwc Wl , galoppando alla t<'sta di uno &'J.tUHli·otH' di cavai Jcl'ia in<'a lznnte il nemko, f'u (·olpito nl <' twer <la llllil mitmgli utl'i<'C' i nHilliosa, mentl·e il <·n,val~o itwonsscio portava il cot'1P<> mor('nte scmpl'€' pit) Hv.anti. Il ft•twntr medico Pnndolfi. <lPl G-1-° Fanteria. ~ul mont<• f'o!'lton il 1:1 maggio 1916 fu ~pl<>tHli(lo <'~<'lllpio <li alw c>g-azionr e di cnraggio. « Yinccre. \incerP bi~og-na » : così tE>rminò nn <li~cor~o ai !';O hl a ti del reggimf'nto e d iNl<' l'<'f.:f-mpio cadendo so t t o 1'int<'n~o e stl'i<l<>ntr fuoco nemico. 11 c n pit ano medi<'o ,) f a lat<'~ta <'<l il t<'nrnt<' mNlÌ<'o Rorgognone, <h>l 202° o~pf'dalc da campo illlpiantato a f'::u-:t<'l fraH<·o Y<'n<>to, ill 2 g<'Imaio 1918, dm·ante un fo1'1.<' bombardamento aetPo, non èiP!'listevano <la! <'m'are i fct•iti, findu' nna bomba nemica, <·olpendo in pieno la camera di mcdica?.ion€', 11 traYolgeYa tra 1€' l'OvÌnf', ncciden<loli all ' istante. Il <·apitano medico - Rcal ia. il 1" <lgo!':to 1916. nel siluramento del pir·oscafo Letimhro, f<'rito g-ra,em<"ntc ad un braccio , con sstoici~ruo ammireYole pregò un <·apitnno di fanteria <li r<>ci<lergli l 'arto e<l alla meglio si fece fas<'i;H'<' il moncone: estE>mtato <lalla copio~a emorragia, dalla, fame e dalla Rete, spirava <lopo tre giorni, voJgrndo il suo ultimo IPensirt•o nll~. P atria. Tl tenente colonnello mr<lico R i valta. comn n <lantr di Rezione eli sanit:ì, a Godroipo, il ~O oftoht·r 1917. clurant<' il t·ipirgamento, nei pt'essi clel ponte dellr D<>liziP fn sorpreso da una (})attnglia· n emica mentre staYa cnrnndo f<'riti. Avreblx> potuto mettersi in ~<ah·o, 1])3!':Sando su ll'altra rb·a, non e~~endo ancot·a il ponte fatto . nJtarf' ; ma egli Yolle r·imnnerc stoicamente sul posto tra i fratrlli flolomnti e pt·odigiì i trs;ol'i della. sua bontà <' <l<'lla !':cienza fino a qnando fu colpito mot•tnlmcnte all'addome.


N è soJtauto ~li uilidali medici rifulsero per l 'opN'il di abur gazione e di ~a<.:t·ificio ncl,prcstar ~occorso ai caduti , ma in ("l'itici molllenti Sl'PJH'l'O ultt·t>~ì animare i paYidi e conconere alla vittoria. L'a!'pi•·ant<• medico nior:;L clel li7° Fanteria. imlmwdando un fu <·ile, prendc•,·a ipat·te attint alla <lifc~a <li un'importanl<' posiziohe. P ot·latosi sotto il Yiolento fuO<'O di mitragliatl'i<·i in una zona pe· J·itolantc•, itl<·twt·ù g,li shan<lati dte ripiegavano<' li tnt~<:inò al con tratbt<:<:o. cav;ionando ~··ayi .perdite al nemi<:o. P<>r<ktt<• et·oicament<' la vita :-;ul (;t·arlfpa il 1° frhhraio 191K ll "<oltoteHcntP tnrdko ('ara<:doni. d<>l l;):)o Jt'nniC'ria, JWlltl pialHn·a :,rol'iz.iana il :3 ft'bbraio 191G l'Ìordinù 1111 rep<u·to dH• ll\'<'>H pl.'t·duto il <.:npo e lo l'i:-oioipinsc al fuoco; col,pito mm·tahtH'I11<', llli.'H· tr<' J)l'Nd:t\'H lp <.·un• ai feriti. ineorag-g-ian1 i <"Ombattc•nli n mo~t1·n l'l-lÌ vn lo l'O!-! i (' dcg-ui cl ella ratl'ia. 11 Rotto1<' 1H'll1<' tnecli<-o \VinRp<'<ll'P, clr] }O (hanatipJ·i, g-iù Ili?· tot·ato <li lr<' medag-li(' al \'Hl01'(', tl'OYnlHlosi in nn posto eli mccii · <·nz.ionC' impinntato i11 JH'imisl'ima lill<'a <ltwaliiE> n1t a<'<' h i \'ÌOl!'nti rcl in!'Ìi';l<'nti di fant<.'riP nrmi<::b<:>. in un monwnto tra~id~simo eut u-.ialllò. ln·nncl<•tHlo un'arma, quanti gli rrano attorno <' <·on<·ot·~p <'l'OÌ<·:ttn('lllP ncl im]Wdirc l'innzionr. A R<'lo cl<'l f':ll'"O i1 7 ((<'llt•m hrc 1Dl7, <'hiaurato d'urg<'nz.a al com;mdo d'un ·r rg:,rimrnto in pl'ima litwa. a<·(·ors<' impcrtnrhahilr sotto i1 Yiolc>ntis~imo tiro lH'llli<·o c ('add<• mol'tnlnwut<' f<>rito. Qnnnli inoltrP <·;Hlrl<>ro <'Olpiti a mortr nri poRti ~liiÌ :wnnz.ati è lmltuti. nH'll(t·C' pro<ligaYano i tC'!':ori tli lwntà <' (li !':<'Ì<'ll:t,.'\ C'leYatHlo la mis"<ion<' <lrl nwrli<'o !l dign ità ili npostoli! g-li n~pi ­ ranti Tiattisti. ('ammarano. D(:> l1UNt. GC'l'li. "MC'z.znclra. P <>t·nigotti, il ~ottol<'lH'lli<' 7.c't•hini, i tPMnti AJlinolfi. Goy. Tn<'ohonP. X:n·· nPlli. RrlmfTo. i <·apitnni C'appelli. P<>nta <' Re~tagno Nl altri nncora. Jm·iamo altrN<Ì 1111 mP~to ~alnto alla tnrmm'ia clC'i nr()(li che <':HlclPr·o in A lh:111in Nl in J Jibia, rtnrantP il ripiPgnmrnto (li ' r :11·l111na cl ('Il :,ri ug-no 1 !)l :l. vii t irnr élf'll;t. b:nhnrie ll€'tnkn.. T~ ricor·fl<'l'<'lllo infìnP i f·l 'ntPlli d1C' rr~pirnrono il <'Ontngi<l nl?gli o~pC'flnli rontumn<'inli <' prrirono ~{'nz.n l::tmrnti. non <'Ìt'<'Onfn~i <lnlln ln<'<' Pl'Oka (lrlln trin<'PH, rna non mrno martit•i Nl <'l'<lÌ. T1 TliH!!'!!'ÌOt'f' mrc1ko RiN·:wc'li. rolnito rln ~pit·<whC'tosi rmorrnJ...I'Ìf·a. lliPIItJ·<• lW ~t mliaYn lf' snhlf\1<' manifP~Iaz.ioni fn1 i <·omhnttrnti: il t<'n<'nl<' <>olonn('l1o Tl'Nlko Rtrr:r.i. i <·apitnni f'ngn~i e 4t


-

64:!-

Lescn P cttuc·ci. j rc1wnti l'nse lln·Mnl"iotti e 8cio1 a, immolati si p er tifo ~ntematico; il tapitano nH'clko Henove~e, morto di meningit<' <'<>rebro-Kpina le: i <'npitani nwdici Curzio, D i l\furro, .Molinal"io. Na~cilllb<'ne. Rica. i tenPnti ~faina. Nacamù, Radaeli, l'n~pi.raniC' L<n-L 1·apiti nel fiore de.l1a gio\'inpzza pN· sd ticemia, e tnnti a1tt·i pet febhrP tifoiòen. tnbercol ù~i ecc. oscuram~nr<·

* * * ~è 1 p ossiamo dimcnti<.:a;r e ancom g-li umili llliliti {l<'lla pirtà umana, i "Valorosi ~oldn ti di s anità P p01·ta.fc1·it.i. F•·a questi. un <lim entieat o: .\ngPlo Yannini. La I~at1·ia volle a<lditare quel:'to oscuro

e1·oe alla dcoiJO~<> JJZ:~ impe l"ittu·a <legli 1ta11 iani. onora ndone la memorin eon Ja più ailta rkomp<'ll"H drlla nwdaglia d '01·o n l vahw 111ilitaN': ed è fini don•roso ri<•ro<•nrtH' il Rn bliiiH' .~n<· rifkio. l fanti <ld 128° R <:>ggitneHto o<·<·npaYallo uel luglio 191:) lt- t ri n C<'C <li Plavn ed invan o prima ilPll 'aR!-!alto :H·evano tentato eli ~p('z­ Z:ll'<' i 1·(•tkolati n<'mi<'i. L~ notte• clPl 21 nno dri no~tri, caduto a po<:bi metri sotto le feritoie avvel"~'lriP, g-em<>va, e<1 il selva{!g-io !':ibilo <l'una g ranata di qnando in quando ri~pondeva a qnci lamenti umani. più (·Om<' m1a beffu. lugubre <'he c·omc nn a minaccia. ment1·e rnzzi lnminof:l i f:loknnt.i il <'iPlo riRehiaravano a l ratti l n t•·agica scena. Il sold:~to IPOI·tafrt·iti Angelo Yam1ini. di ('asOIIr <l'El ~a. in p•·ovincin di Ri<•na. in vr-ilettn. Rul <'iglio della trincea. aveva ~o­ perto il luogo della 11mana. tmg-C'<lin. là dovc ttnn 6oca fìamtnPlla della Yitn andava s;p<>gn<>ndoRi. E contro i ridtiami il ei Rnoi •w periol·i. con uobile l'pil·ito di <'amel•ati~mo. solo ed incmante òel fnoco UJ icW i al P. h nlzò fuori cla1 rovo lP t'or Sioccorrpre il rompagno. si dsdalHlo <'0111<' ~PrJW hn i snsRi Pd avnnznndo e nrponi f1·a Jc hnch<'. Ma nnn l':tfficn di fudlntc• P laJH·io di bombr cla pnrte d~l nemieo. c h e :w0n1 ri1(1vato tal(' t<'mrrità. lo an<'l';tò. AVYilito rp<'l' l'innI il<" tenlntiYo. l'<>roiro p01"tnf0riti ~i rip:n-ù di<'t·ro m1 sa sso . . TTna s<>co11da Yolta halziì f11oi·i ònl <'OYO, nnn . C'<'ondn voltn il n0mico q1iù t·nhhiof<o lo tt>mp<'f<tò <li fnor o fino a farlo rC?trO<'f'ilc-rf'. Ma in qneJ mom<'nto tntt<l' 1<' enrr!!Ì<' ~lell'Menro m11itP ~i raccols<>ro in nn m·opo. ifo fPl'mo Nl ÌlWI"oHnhil l'. i snoi mnf<<'Oli <' n~1·vi v ibrarono in nn ~olo impPto: non più <'nl'poni. ma ron hnho f<>lino e con


-

()43-

1111 nltimo prodigiol'o .;forzo pei·<·orse imJlCJ·tcnito la wna hattutistdma fin sotto i reticolati on• giaceva il ferito, <li cui le innleazioni si facevano sem1111'C ~>iù fioche e lamentevoli. L'umile soldato della pietà, colpito nlla [psta, cadde al !'ìnolo 1·h'-er·so in una pozza di !'ìangue. Non Ri nffievoH pe1· que.,.to Ja sna audacia generosa; Rt.oròito ancora, f:i 1·in lzò po<·o dopo : 80ilt•vò il <·o m pagno ~ulle lw~u·cia <' }lllelando, nn~ant<>, <·on tutto il p1·czioso fardello di sa.ngne e di dolore, f'i trn~inò a ~tl."nto fino all<' no. trl." linee. Qnivi giunto. spirav n col no m P d ' Italia sul1e labbra. mertwiglioso e~em­ pio <li altruismo e di elevati~simo sentimento del <loYe-l·e. Per doveroso omaggio, ~'>egnamo qui dlli1(]11P, fra la falange eroica dei rosso-Cl·ociati, il 11ome ful~irli~-<simo eli .\n~elo V'annilìi a. titolo -d 'onore, di orgoglio c di gratitudine. E vogliamo compren<ler<' n~l suo •J 'icordo tntta la schiera oscnrn (ll"i soldati che sotto le insegne ('rociate furono cli~pensieri di vitn in mezzo a tanta strage e perirono nhbidetHlo ai voleri rl<>lla J>atl'ia e dell'umanità. E vorremmo ri<'ordm·<' i nomi di tntta la l<'gionl" infinita di qne~ti oscuri eroi de1 dovere: ma. non i!- compito fneil<'. pokhè l'opera dei 5:ingoJi è anonima e sconosciuta. Kè solo fra le raffiche della battag-1ia. ma anche in te:m,po di ipaee, quando l 'ira <lE•gli el<'menti parve graYit~we sulla nostra terra e l<' ridenti città. badntc <lnl più azzm,ro dei ricli <' dal più dolce dei climi. fur'Ono sconvolte <' sepolte> rlal t<'llurico moto. a Cas:lmicciola nel 1884, in f'alabria ne] HlO!'l, a M<'ssina e Reggio nel 1908. acl Avezzano 1wl 1!l15, nPll' Aretino nel HH7. ne] Mugello nrl 1919, qnando rnlnmità proct>llose parvero mina1·e alla tota-l ità delle vitt>. E' si <·:Hll"vn in massa non per ferro. ma per morbo ins idioso, co::ne nf'lle C'ipidemie coJeri<'l1E' eli :Xapoli nel 1884, (]i Rkilia Ml l RG. clell<' rpt·ovincie merirlion:1li d(>l 1911. Ed in ogni t ril'-ltr rwnto eli i m ma 11 i ili!-ìnRtri c hP fnnPstnrono la nazione. ovnnf11H' il bisog-no lo rirhiNl<'\a, ~uesti saccrrloti cl('llla Rcienza e dE-lla nmanità a<X"Ol'Sf't·o frn i primi, comP nn sol nomo. a portare con nfl'<'tto f·rat(>1'no ln loro ·opcm ~p i etosa. f' snjpi<'ntP di conforto e rli ~ocrorso.

* * * fA" benem<>rcnz<> del Corpo sanit::trio militar<' sono sacro patrimonio <le11a Fknola di applicazione di sanità eli Fil'enze. 'Perch p


-

(i+J, -

quiYi t'nt·ono c<ltl<'ati, da oltt·<• 1111 <ptat·;~ntt·lmio, all'umanitaritt mis siouc UJigliaia e migliaia <li gio,·:mi ufticiali ntedid e1l'ettiYi c di compl<>lnento. dw sui nost1·i ca111pi (li ùattaglia e nelle campagli(~ coloniali dic>dcl'o onwque fnlgidP pron• di pie>tà e di ct·oisuio. Xè si de\'C dimeni kat·<• l'oilH't·a d i ~:u·l'ificio, pit•na rl i abnegazione, [ll'e Rtata dagli allied ([('l uost1·o ma).!'giot'l' istituto ~iPntifi<'o. eh<• nel l'anno 1H84. pri111n th•lla fim• <kl <·ot•so. rt•nn('J'O inviati a compien•

Fig. 149- Monumento ai me<liei italiani caduti in guerra, inaugurato nel chiostro dello, Scuola. di llflnit:\ militare in Fireuzl' il 1° novcmùre 1924 alla pt·es~:nza delle LL. )ll\1. il Re c la Regina.

il lot'o don•t·e di lUP,d ki pt·esso le !pOpolazioni m qwletanc infcstniP dnll'Ppidewia eol<.'l·ica , 11<\ la !':olll'dta filantropica, pl'estazioue di quelli dw. mobilitati <·on tnlla la ~uola. IWI <.lkclllOl'C 190H a<:<:orsero n portm·p so<·<~or~-:o n<>ll(> t'<'g-ioni <·alaht·o-~i<-ul€' denustnte dnl te-rremo t o. Oud<> lwne a l':ig-imw il mou1.on<>nlo ai n1Pdid <·atluti iu g-uena F:Ol'l!~' ot·a in Fil't>ni'\e, <·ome· nn'ar:t. twl <·hiostro lnmino~o d<'lla Rcuola ad csaltazion<'. motlilo ccl e!':Pmpio, per<'ht'l ~ia m<>ta eli durahu·o cu1to cidlE:> nlle b<1ldP g€'nE:>t·azioni dH• F:i nvYicenclet·:nmo e Ri edu<'lwranno al più luminoRo <'s<'mpio eli sac·rifkio pE:>r la Patria <' ~ti ­ molo più Pffkac€' ad <'11'\"llt'P il pen~i<'t·o <'<l ll t<>mpt·are l 'animo al se11 tirucnt.o del <lovere.


Il monumento (tig. 14!-l), piccolo eli mole, ma l'icco di alto contennto spirituale, narra con commol:;sa semplicità l'amor<> dei l'l11p0l'Rti ti e la riconol'cenza d ei <"onv:llPI·wen t i ,.e1·~o i 1oro ma rtid e i loro i4alvatori. «L'eroe glorificato, così colllwenta lo !';CU~tore }finerbi, non è rreRen1·e d1c> in i~1pit'ito nttran'l'><o i palpiti <li dolore e di ~peran:r.a

Fig. 150 -

Particolare clel monumento: la rievocazione.

di coloro de prillla di mol'it·P ha :-;trappato alla morte. Tnt01·uo a.lla vasca, ~emplke, p1•imitiYa. il1 1p::t\'imento a grandi lastre lll<t>~· ~ice i e di g-r:mito del Sempione è clivi~-<o iu lfi !Pietre tom bali; ogni ·r egione d'Italia dice i suoi morti; nel mez,z,o è- una stf'le con nppc~a, !ò;pf'ntn, l'nlllill p lampada <1<~1 mNlico caùuto. Dal bN·<:11nio non si sprigio11a pitì la fiaHllH<l, 1w1 i-:g<H·ga un rh·o d 'a<:q·oa pPrenne: la dta . Rnlla stelP la paro1la elle il Poeta i:<Oldnto ,-oLev;J :-;9la snlla tomba del ·)1ilit<' ignoto: RrRnJ·go! >> . E alla fonte c he pal'la di sanifi<-in <'di maJ•til'io. dH:> F-;imboli7.7.GL la. vita daht •lal medi(·1) 1per i <·omp<q.~·Hi tli tl'iu(·ea. <·onYerg-ono i. risorti , i <'OlWalel"centi J'P(hJ(·i da-l la battaglia (' dai <:ampi òi <·on<'C:'ntrameuto, dJ<' fnrono tP!';timoHi (]pl tlintm·no. àl"~'<illant<~. e~t<~­ nnantc l aYoro. cl1c sentirono llf'llP <·atni <lilaniate lPnimento e


646conforto e nelle ,·ene e~-;auste rinascere la nta. Ed e<x•o nei ùue avv~lti nel lenznolo (.fig. l:lOJ. come in un am;pio suùario, dte adl·· risce ai loro co1·pi ~a1·J1i <·ome il fango delle trine~. la l'ie,·oca zione deJla tragedia ubliwc: parla l'uno ed appare estenuato e le gambe ~Ji ~i j)Ì<'g"<liiO SOtfO: <1S('Olta impietrito l'altro. IJ lP1'7.0, SC·

Fig. 16l -

PM·ticolare del mouumento: il convalescente.

duto (fig. lGl), <\ 1\Li l<'ta. che si l'isY·eglia. e si libera dall sudario : l\ il <:Oll\'~dt>scenle ine1·l<• tlnlle pal1peb1'e serrate, che tende l'orecchio al chiocchiolio della l'oJJt<•. intent o a rar,coglicre le più tenue \'vd di vita ed il l'i ttnko JW'I~<ll'(" d t'l :-;uo lòaugue nuovo. Un'iscl'i?.iou<•, scolpita a grnndi ](•tt<>re <li brom-o intot·no al basamento, di<-<>: Fmtrib U8 u l rifa m srrra r e8 . numera v ita e Spreristi

o p if'f as 1/W.J'inw -

digna Deo.


-

()47-

Il monumento uoiL rimane chiuso nel <·biostro fra le ·uggE> iive e snelle arca t<' del portico trecente~o, ma ~n a cancellata in feno battuto c for·p,iato dai faentini )latteucci (fig. 1:>2), lo apre alla vi'ta del pu bblko <' fa ~bi l'landa e completa l'opera di ma1·mo (' di bronzo. Happr ·c~Pula piante s<>hagge. irte <li triboli, intc-.:Rutc di

.Fig. 152

Particolare della cancellata: le spine.

acnlt·i , <:!w :simuolcggiauo la \'ittt senza tregua, del medico, figur·ata in ruw Hcttim:ma. di passione. La can<•(>l la1a !\ tutta uguale, come tutte uguali souo le giornate del nwdi<-o: ognuna delle sette gi01·natc è di 24 ore, nnch 'rsse tuLtc ngunli P l<'galP insieme da un'unica corda, 1·obnsta, ~-<imbolo della {'OJdinuiJ;ì <C.lCII'ilpt•t·a pictoRa, tli cUsdplina c di solicladetà S!I)iritnnlc. JJe ~<'tle giMnatc sono tutle fondate sui triboli c culmi nano in Sipine: .c:wno un ilE' da nodi eli quercia, che yuol dil·e fortC'zz:L Ma in alto t.1·a le spiuP l'ifulgono in oro le :;:telle cl<•lla lwatitndine: e dalle ~t<'lle il medico morto continua olt·re tomba la sua oper·a,


-

G4R -

1li dta. La giornata <·c>Htnth• 1' an<:ora pitì l'olmsta <li uo<li di <lUCl·dn c> cnlrnina nPl vischio. 1-lilllbolo di ct<'t·nità. Così qLwsto po<>nra di pietra <' di hronw ('OIIRacr·a JH'l ~-'<'<·oli il sa<·r•ifido o~·m·o tipi nu•llid faldati dalla ntoJ·tp lltPntt·p ~i appt·P · ~tavano ~<'l'P!Htlll<'lll<' a r·ko~tJ·HiJ·<· la ,·iht dPi fl-at<>lli •·omhatt<>n ti. Nl <•t<'l'Jlll fJ mistko el'OÌSiliO dPg-li apostoli della pirb\. (·:tdnti senza at'Itti, « d<>i dnti spnza ~>ng-Iw. dtt<' \' olt<• rnat·til'i nc•lla t·inmwia l' nPl òono, d11P \' OltP eroi n<>ll'nurot·e <' nella mm·te >>. E di q11est'm·n sana lwn Ni 1pnò t·ipe1 <'l'P qndll o dtt> cl n<' mi la anni fa CkN·one S<·t·i ,,e,·a llPll:t. XfY Filippic·a. a pi'oposito <li un monunwnto ~lp,·ato ai l<'giomwi t'Oltt<LIIi ~otto l<• HIUJ'll ili ·~1odPna: « -:\('• l'oblio df>lla g'<'lH'· 1·azio11<' [H·c•spnfP. n<\ ili ~ilpnzio dc•lla por-;trl'itù la>:r-ic•,·:.ì il vo~tr·o ,..~ . lOJ·p JH'Ì\'0 <li OllOI'Ì ... )).

Tutto questo ~•mgu<· ,·en<Hto, t t!.t t o q tt<.>Nto (•r·oiswo co01pi 11 to Bell'ombra dai uwcliei milihn·i. in ogtd tempo Pd in ogni luogo. C'hb(' la più ambita ri<-mnpc11sn Nl il più nt<'t·itato l·iconosdnH'nlo da R. )1. il Re. ('Oli l>N·t·<•to (lel 17 ottour·f" 19:!0. 1'.\ ngusto ~onano l'i <lPp;mna <·oucNlC'rf' al ('orpo l'Hllitario tnilit;u·p il lah:no. seg-no tang-ihill' clP!la sua illrliddwtlità (' simholo (lei più alti ideali, cl<•i"itina.to a J·i<·<'Y<'t'<' i s('gni d<•l val01·e <' dt•lla IÌPll('llWt·enza. l~ sul <'atHli<lo stPil· dardo J'ONl'O <·J•odato. ~ormontato dnll'aqnila t·omana. su qtu•...; (o sa<·t·o embl('ma <l<'l pitì sn<·t·o rlon•rE> ('OntiPinto, sngg<>llato <lal san · g'lH' g'('lH'l'OSO <l i qua n t i Il t O l'i I'<HIO p<'r IlOti f;I'J' JllOl'ÌJ'('. !lc>g"mllHPllt<• P gelosanwnt(' <·ustodito in FircnzP l{ll'(~so t';o n1 clf'i nu-.;h·· ft·a · trlli <·;t<lnti. br·illano al IJ<'I NO]P cl'Itali;\ <hH' tUNlnglie d'argento al Yalor milita•·<> <' <llw JtH'<lag-lie d 'm·o di hP111?111t'l' ('11zn. dt<' non po· t J·phh('l'O è1 \'('!'{' lflÌÙ ltllliÌ!HlSt' (' fati<lidW 11101 Ì\':tZÌOlli: ] . JTedarJlia d'ai'ff('U/o al rolor mililarr . - l,<'l, gli impo t·tc~nti serYizi t·P~i HE'lla (·ampagna <li gn<'t·I·a in Lihia lfltl -12. 0\'P l'pstL·t>lllll JlE'·l'Ì<'OlO llOll fu linti tP ll<'ll:t g'l';IIHlP. lllll<10ll OpPI'òl pi<>tosa. - R. J)p <·rpto lH g<>nnaio l!Wt :?. JfNlayiia rl'arr!rlllo al ralor militorr. - P<•J' la !'ampa~na <li guC'na 1nl:l lR - htstmH·ahil<·. liiOflt•sto. srr·pno. C'Ortfol'ianclo rli :trnm·<• <>di <·m'P j sangnin:mti f·t·ntPil li nt'gli stc's~i <'int<'nti d<•lla hnt tag:lia o sotto lr impht<·;thili. lonlanr of'fp...;fl H<' mÌ<'lH•. clc•tt!' ('ostallt<'.


-

61H -

mirabilf' <'sernpio di ardo1·e, di valor<·. di !-;pr<>zzo <lel pericolo e <li devozione' al clov<'l'l' (191:1-1 ) . - R. Uocreto :l gitrgno J!l20. ~- Medaglia d'oro di /)eii('11H'rrnza. - P N· l'oper a data n<'ll'o<· <·asio uc {lel IPl'J'<'moto d<> l 2~ (lk<'mln'<' l!lOR in \'nlahl'ia <' Sidlin. - R D<'<"l'<'to ~7 maggio l!lll.

4. Jfrdarflia d'oro al mrrito dP/Ia Ra lut P JWbblica. e1·eto l::i mal'z-o 1!)22.

R. Dc·


.\PPEXDICE.

CE NO STORICO SULLE ASSOCIAZIO I DI SOCCORSO DEI MALATI E FERITI IN GUERRA


•


Giunti al teruùue ùcl uo:::;t1·o lungo e monotono <:àUllllino, dopo aYer tentato di rias:smncJ·(• attntvt'rso i ~;l'Coli la storia del funziona mento dci sel'vizi :sanital'i uegli (.'serdti, rih'lliamo degno di qnaldw intNesse espon(·, <:ome appendi<·<·, un <·cnno ~ulle or~anizzazioui di so<·<.:orso dei maluti e ft•t·iti iu gneua. In sul tinirt> <lPll'aJIHO 104X alcuni mercanti di ~\malli, dH• dii · J·ante i Loro ,·iaggi <·omlllt>l'ciali in Siria <'t'ano ~oliti di fare [l'('qnelìti soHI c in T<•rra Hauta, otlenn<'l'O <l al ('a liffo d 'Egitto la COIICPssione di N'igere in Get·u~alemHH' una <·hiega dedicata a K ~bu·ia la Latina <' di fond:u·e nell<' Yirinnn7,e m1 piccolo o.·pe(lale t'h<' ailìdarono allt> em·c dei mon:wi benedct Lini. N rl 10!)!), ment1·r infu1·iaxa 1'a:sse<llo dei <'rociati contro Gerusalemme. qn<-'sto moòcsto luo~o di J'icon:>ro fu il pl'imo ad accoglir1·e malati e fel'iti appnrteiwnti a qualsiasi razza e rPligionc. e ra1p presentù cosi la culla. degli ordini (•aTaltcrcsdli che tpt·esrt·o il nomt> di Ospedalieri nioanuiti. in onore di S. OioYam1i Ci~)l·iota. c• più ta 1·1li, CJilHJHlo l'Associazione prese pi1) lm·g-o sviluppo, tli S. niovam1i Ha tti~tn. Que~ti f'aYa l ie t·i crebbero pr·c~to iu !'!plenclorr <' ij)Ofenza. anche ITWI' il fatto ell e In. loro as~ociazione si tm~fol'mù in 1m ordil1e combattente. 111 P ont<'fke I nnocen7-o II t<'JHH' in particolnre comliclN·a· zione quest ·.\~sodnzione, alla qnnle èlRS<'~»ò <•ome stendardo 11i com hatt iment() n n a hn n di era con rroce binn<>a i n <'ntn p o J'O~ ~o. 'Ma. no· nostant<' il carattc>re ~nP.t'reS<'o di qn<>Rf 'orflinc. non man<>ù mai nei snoi grega1·i un s<'n"o di profolHla piE'Iiì e<'l mm1nit:) verso i Ceriti e mnlati. non Rolo di prorpl'ia IPflrle. mn nn<>hf' di q11f'lla avvri'Raria. Più tardi. pPl' difeJHlet·::::i fln 11<' truppe sta hi1i. si ('rearono altri ordini ·l'rligio::::i f' caY:tllNeR<'hi. in <'Ili i monn<'i (':tvalieri. ()ltre i comnni voti ili <'n~tità. 1li powl'tù erli obbedienza. nr giuravano •tn qn:wto. <JIWllo cio•' ili llifend<'J'<' i h1oghi ~a n ti <>o n t ro gl'in f<>ét<>li. Ro1·~rro in tal mono nnmrroRi oNlini. frn eni i l Jnr.r,m•iRti, i (·nvallirl'i di R. Mnria di C:erusalemme. cl<'lla Mnclonna delln M<>rcerlr. delle


-

6f>4 - -

Ma.ntella.te, di S. Brigida. Ed ancora i Templa·l'i, così chiamati dal luogo in cui si riuni\'"a.no pt·esso le rovine del tempio di Salomon<'; l'ordine militare e monastico dei <':wa.l icri teutoniei, fondato du•t·a.nte la terza crociata da quaranta signori tedeschi e da alcuni mereanti di Brema e di Lu h<'cca, i quali nel 11 fiO U$ istcttcro i crociati conna~dona.Ji tledma1i. dalla peste e dalla fa.me durante l 'af4 !'ledio di Oct·o c li fornirono di viv<'T'i <' <li tende fatte con le T't'le delle !loro navi. Tu tti qn<'Sti ol'dini fondar<>no i loro monaste-J·i-cascrme in Ge- ' tusalemme c nei pl'incipali centri, ed ebbero una rigida organizza zi<>nf F;Otto la dipendenza del Gran Maestro, che li comandava come abate t' come capo militare; posst>dettero inoltr<' molti beni e costruil·ono nume~·osi ospizi P<'l' i p<>llegrini. Non ·t iteniamo snpertluo di dar<> qui nn cenno partieola.re del · l'As!"iociazionC' dt>i C:tYaliNi del Ro\'l'ano ~ l i'lihll'<' Ordine di Maltn. seguendone rapidamente le vicende attravPt~"o i secoli. Caduta Gernsalrrumr nel 1187, qn<'st'Ot·dine cavnll<>re~o si tra-sferl a R. Oio>anni d 'A<'t·i e poi a Cipro e !lUCCC!l~vamente a Rodi. che di fese stt·enuamentr nC'l 1311 contro i Sa.ra<'eni, con l'aiuto di Am<'deo lV eli RaYoia, il qnalt> per la dltorin l'ip<>rtata consmcrò aJll'augnsta Rna Ca, a i] fatidko motto FERT (Ji'ortitudo ei1ts Rhodwn temlit).

Dopo duE' ~e-coli di paciftco dominio, i eavaliel'i dovettero so~tcnet·e nn lungo, fot•midabile asseclio da partt> clri turchi, che finì

in una ~confitta. pet· cui òovettero rifugiarsi nell'isola di Malta. Questn fu loro concE's. a nel nBO (]al R<' ('a.rlo V E' divenne per oltre ZOO anni la sedE> incontrastata de1l'Ordine, che <'·rebbe in ~lendore ed e!'; tese i ~noi domini a ben otto provi ne<' : ;\ lvernia, Provenza: Francia. Aragona. ('astiglia. Italia. (i(>or·mania rd Inghilterra. ~fa anchr il poRsN;so nl"lll'iS<>la di 1tfnlta fu fP<>rdnto. come ricordammo. il 12 gingno J79R dnrantP la ~-pe{!izione napoleoni<'a in Egitto. <' fu reclamata im·ano al ('ongre!"iso di Vienna del 1815. si<'ch <\ il Grnn MagiRtero clovette ripa·rare a Catnnia, rpoi a, Ferrara <> fìnalm<'nte a Roma ove fìn dal 1fl.14 costitn1la sna seòr definitiva, <'stenòrndo la sua ginrisòizione a tre provinciE'; Ttalia. GermHnia <' Rpagna . . \ ttivisl'imn fu l '<>pera umanitaria ~pic:>ga t n da cpte~t'Ordine spcolar<' in pa<'<' e in guerra: qui?- il luogo di ricordare soltanto la, 1rn·emm·o. a a~si!ltenza dei malati e ferfti durante le guerre d<'lla.


-

G5:J -

Slesia ilei 18G4. <L\.ustria del l 66, Franco - P·ru~ . iana del J87\l, della. Boi'nia ùel l 7 , Rerbo-Hulgara del 1885, ltalo-Ttwca del J911-19J:!. p finalmente nell'ultimo immane <:ontlitto del 1!)17}-Hl18. d\ll·ante H quale fmono allestiti 4 treni-ospedak. l ospedale. di guerra. ~ -ospedali t.e nitm·i a1li (' 12 l])osti eli soe<·orso ferrovi.:.tri. ~E'n,.;a <:onta·re il gener-oso aiuto pref\tato alle popolazioni di 'MesRina., Reg-gio On lalwin ed Avezzano, funestate dai cli~astri telhnici del 1908 e del 1915.

Già fin dal 1:300 si cominciano a gettare Jp bafli di un'assistenza D gli orfani di guerra pe1· merito di Gerolamo Emiliani, fPa,trizio 'e·

neto, fatlo pl'igionier-o dai tedeschi al tempo della lega di Oambrni c ~aHto ngli onori degli altal'i ..Alla fine dello stes~";o !-ìecolo, Camillo D<' LelliN, soldato, o1·iundo di Bnchianico nell'Ahruzw, tJ·a~fonna in mi sione il mestiere ingrato e pe~antc <iell'!nferwil're. <'Ù ot1i(•t•e ncl1586 <li f·reg-iare la veste cd il nero mantello di una croce di <~ol01· ro RO. ~asce Co~";ì in ltalia e per 01pcra <1i un ilaliano l'istituzi01w e l'emblema della C1·<X!e Ro!>~a. Ecl al prode milit<' della pi<>tù. l'aureola dei santi è degno premio della f:;Ua o]WJ·a di abnPga.zi-olHl e di . aoritìcio. )[a qu<>~to s<>gnacolo di amore c di fratE>llanza appan·e fra le milizie ~o;olta,nto nellr>88, qunndo i cr-ociferi aRsistettero a Napoli. fac<>ndo olocausto della. pro:pria vita. i ma·rinai coleroAi di una nave da gu~N·a . PO<·o tempo dOfPo, per opera di un altro apostolo della carità. R. Yinc<' nzo de' Paoli. ebbe un largo impulso l'as~i tenza pubblica e priva1·r~. e lr Suo1·c di <'Mità da lui foiHlat<' ·r·ifulsel'O pe1' sacri fido ed abncgazioM durante le guel're 1·eligio~e che funestarono la F·rancia e si res<>ro ben<'metite dell'umanit:ì fPer l'opera di pietà e di eroismo <>Rp~kata !o;Ui <"nmpi di bn ttaglia e nelle città assediate. aA · sistendo, impavjde sotto ill fnoco n<'mko. i feriti e<l a Va r. a via nel Hì:i2 socroN·endo gli nppestati <lnrante la terribile apidrmia. che dcdmò la Polonia. B già nel se<:olo XVII comincia ad affermarsi il prindpio nmanit:wio rlt>l risiPetto in guerrn, n.lle unità sanitarie. Nel 1()9~ Yittorio .\ml'deo II ffi il P1·indpe Eug-enio di S..woia, du1·antf' l'!lB'!';<'flio di Pinf'rolo, f<>cero nl Gowr·natore france~e della <·itt;). fo1·nwle prQposta éli innll berare la bancliera bianca su tutti g-H o~p<'dali C'd <'<litìd religio i, come Regnale di riconoscimenfo per ri-


-

(j;j(i -

sparmiarli dai tiri dell(' <ll'tiglierie. l::)oltaHto l<• suot<' fnmc<•si {Iella \'isitaziont' 11011 ,·ollet·o a~cttare taiP ('OH<:P~siotw, c con oq~oglio l'ÌS]>O~('l'O: Hiamo rran<:<'Si. sparafp pm·e! X el 1740, ~oppiata la guena di stH:cessionc d '.\usttia, aLla lliOrte ùi Cado '\'Il, ~-<i all'<•rma ~<'lllpl·c più ntlidnmPnte l 'idNt uma uitada ch'l'la IH•ntn1lità d«>i feriti <' dPi m<>dki <·manti, clw fu poi consa<·rata in tma conn-nzio1w lil·mata il :!7 gi11gno del '174.~ in A!';Cbaffenhm·g dallo Rtair, gpnerali~simo dt>lle f01·~c aHstro-inglel:li <' dal m:u-e:-:('ia l1lo ft·nncf'NC' chwa di Xoaill<'s, <lo,po la hnttnglia {]i l >etting-Pn. Il ('OIJi<' l>t' Rtair, \'Ì\'<lJIIPIIk intJll'PHi-ionato 11<•1 mo1lo ('0111<' ve llint Pst>guito il (t·aspmto d<:'i malati<' f<•tHi dull' tttto all'altt·o ospc· da lP, nwntrt> J 'esercii o ingiPs<> Pl'il itoc·ampato acl A.<;;ebatl'<'n lnu·g, f<'<:e formale pt·oJ'O"ta :tl du<'n <li )/oail'l,•:-:. ('OlnaJHlaHte l't•st•t·{·ito fratwe:se, <li <·ni conos<·eva Pcl arpprezztH'n da tempo i ~<'ntinwnti mna nit;n·i, « dw gli ospedali tlell'mw e eh>] l'alti-o ,pattito dove8~et·o <'!'~ · S<'l'<' <·onRid<:>rati i<Cambic,·ohnPniC' ('OIIl<> santn;tri per g-li ammalati e protetti i<enza <~cezione in tntt 'incontri ». L 'a<·<·ordo fn p1·e1<to ~tnhilito ed il <ln<·n 1li K'oaill<'~ fu il rpl'imo ad os~t>t·nu·lo sct·n1polosa ment<' . a l lot·cblè flovPn<lo jHviare d<:'i repal'ti in nn ,-ithtg-g-io sitnato ,sull'altm l'in1 d<•l ) fpno, vidno n FN·k<'lllleim O \ ' (' <.>ra impiantnto lllt ospedale ingl<•sw, <', Jll'<'O<'-Cilrpitn <losi {'b<' tale tnovimC'nto R\'<'R~e !Potuto <le-st:~t'<' il 1P<1nko fra g-li inf<'rmi l·i<•on'J'ati, man<lò in pl·e<·Nlt>nza aò aYviAm·e <'h<' aveva dato ot·dini p<:'rent01·i fletch?> qne] Jnogo di <·m·a non foss<' moleshtio 'u qualsin1-o;i modo. Giovmmi ] •1·ingle. <·h<' abhiarno g-iù l'ÌC<mlato frn g-li ig-i<'nisti ruilitnl'i d<'l 700. i11 qucst'<'PO<·a 1P r~r rpatte, (·oll ·e~rr<'ito ing-lrse. alla <'ilmpngnn <'ontt·o i Fl'Hn<'e~i in Olan{ln E'd in Oc>rmanin. N<'ll(• ~ne int<'J'esRnnti << Ossprva~ioni sop1·a l<' malattie éli a 1·mata in <'atU pngnn e in gnnmig-ionr >>. <'lH' fm·m1o in seguifo traclott<' in italiano clnl prof. ~e-1·ao cli Xa1poli <' ~<ta111pate nrl 17~1 in Ra~~ano, f;osti<:>ue Yigoro!'amrnte la nN'C'ssit:ì (']tt' ili campagna il ~oc<'orxo ~ia p01·tmo C]llanto più po~Nillil<' Yid no ai f<>J'iti; r pe1· l<' icl<'<' nmanitarie espo. t<' in faYOJ'e d<•i cadnti éli part<' nC'mi<'a ~i 'f)nò ritrnN'C nn prrcnr-

sm·r drllil C't'O<'<' Rof.;~fiC< ~<'l <'Orso eli C(11<'lla gneJTfl, nota in propMito. fu d~do un pasi<o <·onsidC't·abilr pt>r ovvhu·r acl ak1tni disorclini. per <'Ui tra le cagioni ]Winc-ipal i <li mul:ltti<' e fli mortnlità in un'Armnt~


-()57-

l:'i de,·e registrare <1ucllo che t'- ·tato h;tituito unicamente p<-r ~enire alla salute, cioè diJ·e gli stessi ostpedali. Fino a tal tclll~)O era sLato in uso di tenerr gli ammalati molto lontani dall'AI"mata; e di qui nasceva che molti di e si venissero a perdere la vita quasi prima che giungessrro sotto Ja cura de· medici : o JHll'e (ciò che era. :t<'<·ompagnato da egual disordine) se gli ospedali et·:wo in più stretta. Yicinanza, la loro ~'<icurezza richiedeva d1e fossero frequ<>ntemente obbligati a slog~iat·e ed a tambiar ~ito. seeondo ìe mntar.ioni del campo )). Ed in rar!Porto all'a('Co~·do ~(abilito fra il òuca di Xoai11cs <' il generalissimo Stair. il Pringle nota che« questo I)Jatto fu relligiosamente osser,·ato dall'una e dall'altra parte per tutta la durata della ~ue na, e sebhrne sia esso IPOi stato trasgredito, ptne si pnò SIH'J·:tre che nelle O<'<'asioni nvvcnire 1r parti gn<'rt•eggianti vogliano propOt·lo e stabilir1o com<' un ar·ticolo preliminare)) . •\na1ogamente nel 1749 il ll1RI'<'he-se nr Roug<' Nl il barone li RtHldPnbrock di comune l't<~coT·do fecero <lichiaral'E' inviolabili i J uoglti eli cu1·n. nei qua li doventno Pssere l'<l<'colti i malati e feriti (l<'ll 'nno e th'll'altro esercit.o combattente, e si impegnarono reei· procamente <li non considerarE' come prigionieri di gurrra n(> i ri~pcttiYi medici nè gili infermieri. 'l'aJe conv<>nr.ione fn poi ratifkata cla F0àcrico IT di Pro~sia.. Co~l nel1759 vrnne sanzionato un icl<'H· tico patto f1·a il conte D'Orleld e l'elettore di Brand<>hurgo. (>d nn altro ~ucces. ivamcnte tra Francia. ed InghiltE'rra (<>onn•nzioM di Uuys). . XPl 17G3 (']audio Pianon cl<' ('hamousJ.;('t perol'ò il riprh;tino 1li qne~ta umanitaria IJ'tHlizion<' <'h<' cloYt',·n dopo 1m !'ecolo <liventare una. regola, del diritto delle genti P<'l'<•hè gli o. pednli non fos:o;('I'O IPÌÙ <'onsiclemti come conquiste e gli mnmalati in <'SSi l'icoverati <'ome prig-ionieri. « Come è po. !'ibile, egli osser vaYa, eh!' nazioni ingentilitE' 11011 si , in no ancora mes!'e d 'a<'<'Ordo rper <>On!'idcra re ~li oNpedali com<' templi dell'nmanitù, che (]<'bbono ('ssete rispettati c protrtti flai vincito l'i ? )). Ed il P<'yrilh<', uno slot'Ì('O della chi· rurgia. qnakh<' anno do-po ribatteva in nn . no trattato lo stesso concetto che «in gue-na gli ospe<lali militm·i f~!'ero. da una parte e dall 'a1trn, nsili inviolnhili I)Jer gli ammalnti e prr coloro che ìi curnno )).

42


-

G:.JS-

* * * Il 25 3fPrile 1800 (5 floreale dell'anno VII), il celebre chirurgo Percy sott01pose al pl'oprio comandante in capo gene1·ale Moreuu, (;be lo feec pervenire al gt>neralc Kray, capo dell'e ercito austl'iaco, nn progetto pe1· cui gli ospedali mili t ari. dovevano ·essere considerati come asili imiolabili e di!'\tinti con appol'ite tabelle, collocate sulle vie d'accesso, perchil fossc1·o t•iconosciuli e ri~petlati dalle truppe. Gli c erciti dovevano reciprocamente facilitare con tutfi i mezzi il funzionamento deg·li os;pedali della zona d'occupazione, che avr<'l>· bero continuato ad 3Jljpartenel·e aJla parte avvcrsar·ia-, mentre i soldati, una volta dimessi guariti. dovevano e.sere inviati al rispetth·o es<,rcHo e scol'lati fino agli avaml))osti. Ma tale 1progetto non ·ebbe pratica attuazione e~la nobile iniziu.tiva falli mi eramente. L'Europa rima~c ancora per mezzo secolo jmpas!'libile innanzi agli spettacoli desolanti dell'abbandono dei ft'riti • ul campo di battaglia. E bisogna at·rivare fino al 1830 1perchè in Carlsruhe si costituisca un'n~sociazione femminile <li !-;OCcorso ai fE>riti (Baditwh er F'rauenrerein) ed al18:>:l, <hwa.nte la <'<tmpagna <li C'rimca. in cni la preearia e desolante siluazione, <'reata da. un 'in"'ufficicnte organizzazion<> sanitaria, toccò il c uore sensibile <li una donmt, nala in Jt'ireuz.e il l~ mag~il) 1, 20 (la genitori ingl<>:;i, Fio l'(•nza ~ightingale (fig. l:J~), che gii't 1in dn barubjna si e>1·a acq11istaLt grande bene>olpnz..'l. per 'l'amore wrso i poyeri e per la pietà >erso gli animali. NcJl fiore degli anni t•ras<'orsc alcuni mesi n<.~gli ospedali di Londra, di Edimburgo e Dnhlino, >hdtò i nosocomi di Francia, Germania <' Ttn.Ha 1))<'1' appren{lPt'C i vari met<>di <li assil'tenza agli infermi. E nelle sue pieto!o;C ·pert'grinazioni l'imase così ammirata delle s:not<' di catità di Bruges che assiste,·ano i mall ati pon:1'i a domicilio e n<'gli o. pedali e d<'lle diaconesse protestanti di Kai. crwerth 1'\llll Reno d 1c nc11849 si. is<'l'isse fra loro come infe1·miera Yolonta·r ia. _\Uo S<:oppio de1la guerra eli Ùl'Ì<'nte, quando giunsero le prime notizie disaRtrosc dopo la battaglia (li I nkerma'nn, un filantropo inglese. lord Sidncy Hcrl>E>rt, altisl'\imo funzionario del Governo, invilò miss :N"ightingale ad assumc>J·e la direzione dell'ospNlale <li Scntari, corrispondendo così ad nn suo intenso desidel'io. Ln. Niglltingale sentì il dovere di accotr<'l'e tosto in !o;O<'corso ai feriti, p<'r re<·are, come nn tempo le donne <li l\fc sina dell';mti<·o siculo carme, «pietra e <'alcina )) all'edifì<'io della vittoria; t> partl


-

(;:}9 -

con 38 infermiere, scelte fra le suore <Iella cllicR::t inglc"e e de 1la c:nità e fra le molte laiche volontru·ic. Al suo arriYo a Scutari <:O· minciò a pronedere a rpl'Opric spese al mant(>nimento dei feriti ed a ~~~~idiarc le famiglie d(>i combattenti, nè ln tenibile epidt1 • 1

mia di colera scoppiata più tardi la distolse dall'asRis;tcre i malati

}'i g. 153- Mias Fiorou?.a Nightingale (nata a Firenze il l2 maggio 1820, morta a Londra il 13 agosto 1910).

e feriti, c, con continnO·IPericolo della.jpropria vita, noJi cessò dall 'e5:~plicare il Ruo a[)ostolato di abnegazione e di s<tcriiìdo. Di giorno, e di .notte <'OJl 1ma lanterna <la campo, Ri ag-bitava per le corsie, imph•toscndoJo;i ad ogni larn<'nto c sofl'<~nuando~i ove l<• sofferenze

erano maggioti. Fu chiamata pe-rciò la« fanciulla dalla lam'Pada » e il poeta Longfel1ow la esaltò in nn carme meraviglioso. Xel gennaio del J< :>G Ja R(•gina VittoJ•ja <1'I nghiHena !iìCntivn, il dovere di scrivcl'l<• da \Vindsor una leltrm di pl'ofonda ammir azione


-

(5()0-

pel' la sua opera altament(' umanitaria e pietosa; e la cospicua som. ma di 50.000 lire sterline '·accolta in suo onore in Inghilterra fu da lei stessa devoluta nll'iRtit nzione di ~cnole femminili per l'assistenza sanitaria. La :Xigbtiugalc infatti, tonlata a Londra, fondò nel l GO F;nlla de~l!·a. del Tamigi, {li fronte al PaJ·IameJllo, la prima scuola di in· fermie1·c anll(\'>. a al l"O~pedalc di S. Tomrnaso, che poi fn presa a modello d<,llc numero::-e che in hH'Ye tempo ~o;i andarono creando in ogni parte di Europa . .1\[a, la forte fìbt·a detl l'eroina d(>lla, carità piegò di fronte alte fatiebe ed ai di~agi del ~uo a[>o~tolato. Rd a Sebastiano Fengi, cb.e n<'l J866 hL invitava a venite in Italia a dkigere in Firenze illavo1·o iniziato negli <>spedali rpe1· la nostra terza guerra di indipendenr.a cont·ro l'Austl·ir~. rispondeva scusan(lORi di non potersi mnover(;' per una grave malattia. con!':f'guenza della ~ma vita piena di priva· zioni e di stenti. «Re il sacrifìeio drlla mia miAf'ra rsi~tenza, f::Cl'Ì· >enl. potesse nnticipare la Yittoria di ~òla mezz'ora, f<arei felice di off1·ir;Ia. all'ltf!lia >). R 1·kordnnd<> lo sbarco dei bersag1Jicri :.1 Ba.· L:wlava , agginng~va: «Voi non avete bisogno di E'roi n(' di mar· tiri: la vo tra. tetra nr sa daJ·f' a. <lovizia )). Ecl invocaYa la pro· tczionc (liri n a. sug-li ltnliani Nl il RU prE>mo aiuto pt>t' la loro rNl enzi 011 P. La <·ittà <li Pir<'n7,e. ot·goglio!'la di av<>r-le dato i natali. appose. dopo la ~ua m01·te m'Tenuta in T.,onòra il 13 agoRto 1!)10, una tl apide nella ca~a ·ove na<'~ue <' le òrdicò un simbolko monum<'nto nel chios;h;<> di K C'rO<'e tra gli immortali. )1a, nono. tantP l'op<'m indefe!-~a della Nightingale P òi alt-re henPnu>vi te dame ingleRi, fra le qm1 li ri<'ordf'remo Elisn brttn, Fry E'd RaniPt BreckPl' Ri.owe. E' le e~1prriE'm..e tri!':ti della guerra di Crimea. nella ~U<'<'essiYa campa~nn dE'l 18:-)fl i ~<'rvizi sanitari, nonoRtante tl 'n bnegazione (legli nffidnli medi<'i, furono impari n.lle ll('('<'l':~ità, sp('('if' n<>lle Ppiche giornnte di S. 1\fnrtino <' Solferino. Già il 29 magg-io u~:m il :\fonitem· JPnbblkava nn decreto, :firmato fJUfl khe ~dorno dopo la battaglia di l\fonteb<>llo, nel qnale si Fitabiliva dw tntti i p1•igìonie•ri ft'riti ~r<"hheJ'O sfati rPstitniti. al nPmi<'o R('mr,a obbligo di ~ambio. nppena f<>~Re ipOR~ibilP. P er tnle de<>l'eto fnrono a<'<'Ompngnnti a Vr1·ona dei f<'l'iti nn$triaci, cnrnti negli O!q)edatl i di Milnno <' <li P.t"f'scia, chP furono fl<'<'Olti con gTande sorpresn, ed cntusiaRmo.


-

()Hl -

Enrico Dnnant (fig. J:>4). nato a Gin<>n-a 1· ' maggio lu28, odnndo da famiglià iugl<'·"'<' di Bonrgc~, emigrato per la R iforma, che si troYò « simple tow·iste >> ~ul campo di ha11aglia, jpubblicò dopo ,pochi anni, a Oinevrn 1H'Il 1862, un libr·o «Un 801i1'Cnir dc ~';olfèl'ino )), che fu t•l'a<lo1to in quattro lingu<', in <'ni pro~pettò l'idea di organizzare; F:qoadre di infermiere' YOlon1al·it> <' <·oRtituire una specie di ambulanza, prr racrogliere e S<X'<'OIT<'l"t' i feriti ~enza cli~"<tinzione di nazionalit.\. Si disse rp erciò che egli fu il fondatore della Croee Hos'5n. « Poiehè gli uomini, !-l<·rh·eya il Dull:mt uelle sue memorie, <·ontinnano a{l uccideJ·~i fr·a loro s<•nza, odi<n·si; poichP si dichiam, come a,f'ferma, il <'Onte Giusejpjpe dP Mai:-;tre, che ~a gtH?rrn, è divina; poid)('i si. inventano tutti i giorni, c·ou una perseYcranza degna eli miglior causa, mezzi di distruzione più terdhil i d i q nelli che già si po.s;seggono, e gli iny('ntol'i di questi ~t r·nmenti mortali l'ono inc·or·aggiati nt'lla massima pa·r te degli Rtati d 'Buropa, in c·ui si arma a chi più può perc·hè non ~i F'ig. 151 - Enrico Duuant, uno dei promotori della <l<'ve profittare di un t('mpo di Lranquillità conveuziono di Ginevra. J·ela1iv:~ e di calma t(H.\1' 'l'isOih·ere una quisi io!H' di così alta im1portanza, sotto il dopQ>lo n~prtto dell'umanità e del cristianesimo ? )). E volendo con<·t·etare il ~no pensiero, soggitmg<'va : « N o n Yi ~arebbe modo di foncl:ne <lellP società volonta!'ie di soccorso che avrebbero per scopo di <hu·e o di far dare in tc•mpo di guerra 1le neceRsarie CUI'(' ai fer·iti '! E qneste associazioni potrebbero rendere grandi servizi anche dur·antr le epidemi<' od in c•a. i eli disastri, come inondazioni, incendi. Il movente filantropko dH' <lar·pbbe loro origine, le fat·ebbe agi·re in tntt<' le occasioni jn <·Hi la lol'o azione 'J)Otl'rhbe esercitarsi >>. E nel devocare la snblime opPra dt rpiE>til. <'{li Ra.rrificio d('llla dama inglese scrivem : I./ immagine di miRR Fiorenza Ni~htingale. la soaYe fan· riulla dalla latnpada, <'he percorre durante la notte con un lnmidno in mano i vasti clormitori degli ospedali militari e prende nota dello stato òi o.gnnno degli ammalat\. per ITH'oenrar loro i più urgenti soccorsi, non si <·nncellerà mai dal <'llOJ'E' òrgli uomini che


-

G6~ -

furono oggetto o tE'"tiruoni. della :-;un, anunire\•ole taritù e n~ ~-;ara cousenata pet· sempre la tradizione negli annali ».

* * * Ma noi lta1iani dobbiamo con legittimo o1·goglio rievocare un altro fenente apostolo tlt•lla umanità, cd è qui do\'eroso ricordare la nobile Ugun1 di Ferdinando PaJasciano, nato a Cnpua il 13 gcunaio l 13 (fig. 155). :S on an<·ora ventenne, fu vctel'inario, poi medico milila·re. Pl'<'OC<:upato delle condizioni sanitarie delle trup.p c e delle ca serme eli quel tempo, dettò Je prime. regole di igiene dC'I soWato cil·ca l'allmentazion<'. ll 'equipaggiam('nto, l'alloggiamento, e studiò con aJllore l<' prillci,pali malattiP <l<•l1a <·ollettivit:1 milita1'e. Più tnrdi vin~e IP<>l' con<>orso il poRto di chirurgo nell'os pedal<' degli Inc urabili cd infine fn nominato direttore <lrlla dini<'a chirurgica, quando a Kapoli Sah·atore 'l'omma"i rendent, con la rpotenza del suo lucidi..,simo intc•lletto, in tutto il mondo scientifico onorato il nome italiano. E il Palasciano fu !Pertanto il·vero esponente <1<>1 ri !'< \'e· glio chil'nrgko delht scuola napoletana, affermandosi come l'opel'atow• più colto dci suoi tempi. I 5:uoi interventi fmono infatti aròimentm~i e rivol. e l<> sue cù1'e specialmente agili stonpi rd al mutilati. <>hc allora crescevano in numero impreR!o:ionante pN· inaclegm1ti trattamenti <·hirurgici. Stndiò inoltre l€' J.rsioni. arti<'olal'i, !';1pc>dalmPnte le and1ilosi del g-inoc<"bio. e <>ondnsse nnmcrosc ri<'N"Che anatomichr sulla propagg-iJw infe1·iorr del rniclollo spina l<'. crNmdo In; ClN'U lo<>ale della spina bifida. ancor oggi mE'ritamcnte apprezzata. A lni si <lc.'ve nnche Jn rnra del l'<'Stl'ingim<>nto intrstinale con!'<<"eutivo nll'et·niotontia a m('zzo dell 'intt·ofl('l';. ione (]i !d t nle nt>ll 'in tE'stino. E c'l al · l 'e. t<>ro. nl"i congrr. si, tE'nn e sPmprr alto il bnon nome (lell:l. sdenza italiana. pol'tando il sno ginclizio . apiPnte ec1 elevnto in ogni elibattito: CO!'<Ì' n Lione soRtenne aRpra IPOh'mica IPel' dimoRtra·r{' la prf'<'Nlrnza clella s<'nola napoletana (('all biati) nella ~opPrta d.,l >M<·ino nnimnlr. Fn nn<'hC' l'idE'atorC' .f1pllo ,<:;Jp(>.('illo. che fu npplicnto per la prima. YOlta nt"lla frritn .f1C'1 gt"Ml'nlE' Clnriba·l di, <'olpito al pied(" c'lrstro acl i\!';l)l·omonte. Bs"enclosi 1·rsidnnta una tì!'<tola l'ibe11P ad


-

GG3-

ogni cura, Yenn<' chiamato a <:onf-lulto il· famoso chirurgo francese Nelaton. Paln~ian o dimo. trò che la fistola era doYuta alla perma· Mnr.n clE>l proirttil e nel fondo della leF:ion<': ed infatti, 3Jppena fu <'Rtl'tlt t a la pallottola,, la gun 1·ip;ione ne ~eguì rapid a, con sommo giubilo degli Ita Han i. Egli inoltr<' <>bhe il m<>rito dcllh intuizione <lE>llE' inf<'zioni

Fig. 154 - :F erdinando Palasoiano, precursor e della. Croce Hossa. (nato a Capua. il13 gennai o 1815, mor to a ~apoli il 28 no vembre 1892).

chirurgiche. Volle che gli opernti colpiti da suppurazione do>e~ ­ sero e ·13ere tenuti separati òagli altri inrermi. Ma tanta gt·and ezza d'animo e vivacità d 'ing<'gno non fu con siderata dai contemporanei. .\.llorchè, con decreto del 11ini. tel'O della rpubblica i struzione, fu ordinato il trasferimento della Clinica chirurgica nel· l 'o p edale di Ge"ù e 1\fat·ia, <'gli ri~pos<' sdegnosam<'nte dando le ·dimi)':; ion i, nè va lsero a rimnoverlo le più alte e iLu torevoli pre· ghiel't' e gi Ì·itirò in esilio volontario nella . na villa òi Capodimont<>. Ma , !più che il chirurgo, è q11i il luogo di l'icordar<' il filantropo.


-664W:'L nel 184. ) aveva corso il ri8chio di essere fucilato pe1· esset·si olìerto :ll geuet·aJe Filangeri quale <·ustode de lla Yita <lei fPI'iti ui parte aneh;aria all'assedio di Me~o:~inn. , quando i Siciliani erano iu:-;otll cont1·o il dominio borbonico, ed al fcroee genernle, elle 1pcr <Iomarc la rh·olta gli aveva ordinato di non 1·h:parmhu·c nemmeno i dbelli fel'iti, E>gli •riRposc sercnarueute d1e tutti i feriti , a qualunque c~ercito appartenes~J·o, erano per lui sactl e non poteyano essere con id era ti come m'miei. E do\'ette la IJ)l'Opt'ia su,lvezza alla g-r-andE> stima e considerazione che g-odt>va prcs o lo ste~so R<> F<•r· dinan<lo, il quale noB volle convoeare il Consiglio di guerra. Palas<:lano raccolse co~ì i primi vngiti d i q1wlla filantropka istittn~ione che doveva diffondersi in ogni nazione civi.~ eù essere onmq ue b<•nedPtta. Ed in tnt t<' le tot·ti d 'Eu ropa, presso tutti i go,·erni, pe-regdnando, so1IrPndo, indtando. dls;c ut<>ndo. pol'tò l'<'ntusiasmo d<>lla sna lunga meditazione snlla n <'ntralità <lei fcl'iti in guel'ra. Impressionnto dni molti itwonY<'nienti o~~rPvati curando i feriti <lella J·in)llnzi<>M dell'Italia mrridionale, aY<'Va fondato il !21 gennaio 1 61 prf'. so l'Acca<lemia Pontaniann di :Kapoli nn I)Jrcmio di c<·uto ducati p er· un concorso su un centinaio di aforismi di dlinn·gia, consf'rvatrice nelle ferite da arma da fuoco. In nna lllCllloranda 5:edutn della ~tessa A<:cademia. tenuta il :!X aprile 1, Gl per f<>r-;teggiare l'entmta òi Vi ttodo l~ma.n nel e II in :Xapoli. alla qwlle as~istE>tte anche il ('onsole generale della ConfNlerazion<' SvizzPra a N(t:poli, il Palasdano potè DIU1ilmen te !'i\'Olg<>r·e il suo umanitario ~ropo~ito già espos;to in una pre<:~· dente seduta de l 2 gem1aio, c propugllìH'e il I)Jl'indpio d ella in · Yiolahilità dei f<'riti <'dei malati in guerra come un dow·r<' ~acro­ i'ianto dell' umanità,. <'On una mngniflcn dissedazione, «L:-. neutl'<tlità dei f<>riti in trmpo di guenn », cht", !-;econdo ) fa. simo d<' Camp, co~titui~=:cc l'atto di nasdta <l<'lil a convC'nzione di Ginev1·a. «Te~timoni oculari, d e~nis~imi di feM, egli òiRsc, attt"stano che nella hnttaglia <1<'1 1SG9, pe1· penuria di medki si fu costretti aa abbandonar<' sul campo senza assistenza i feriti gra.Yi, con p1·oiettili tpen<'h'anti nell <' grnndi <'·avit:ì. E<l io conosco medid non volgari eli que~te nostre contrade. i quali si erano invano pol'lti a òi~osir.iolJP del Govc1·no P iemonteRe per la gu<>rra d('ll'indipendenza italiana . T~a 001·o domanèla era in oppoRizione ai regolamC'nti! )ì. E pitì ava nti. <lopo <li aY<'re ('l'-1PORto i mezr.i tpiù a(lntti IJ)er nna più effica<'t" a!'i!-;istenza. ,o;nnital'ia in gue-na. agginngevn :


-

{j(j;:)-

«Per diminuire la mortalità degli amputati, come per sottrarre dall'amputazione molte membra .fl·aeassa.tc, è meglio che i governi Y<'ngano in aiuto della sdcnza. medica, la quale, da sola, 110n può c~imere i fpriti <lai tt·asferirnenti e non può pron-t'derli del personah' e dei mezzi nece ·sari per essere curati nel ~ito del combattimento. Bisog-nerebbe che le J'otenze bellligeranti, nell.a dichiarazione di guPrt·a ricono~c~sero l'l'Ciproeamentc iJ pl'ineipio della neutralità dei combattenti feriti o gra•cmente iuf{'rmi !Per tutto il tempo della cmn. c c he adottas~:wro rispet tivament<> quello dell'aumt>nto illimitato del pel·Ronalc ~anita·rio dm·ante t11tto il temiPO della guerra ». Ed aggiunge•a ancora : «Da p:n·tc mia <·onfcsso f t·ancamentc che, quando vegp;o i biJl anci delle nazioni Clll'OIPee <:J nasi intPramente assorbiti da l mantenimento de::!li eRf'rciti pe1·manenti. <' <tnando Rono abba::!linto da tanti splPndicli militnri, con•t•l i da cor·cloni, la<•ci e ricami di oro e di argento, da JWlli di orRi e di t ig-l'i, <la piume di air·oni e di altl'i uccPlli più o me110 rari. non po~so comprendere come, per nH\Jlcanzn <li matrrialP ~nilkipntf', quC'::rli stessi uomini. ('Osì ric<::unente e splendidnnwnte VPRtiti, ~iano as;sogg-eHati alla possibili1:1 di n,vel'C jn cns;o {li gravi ferite lr membra. mnputate a. cagione di e<"onomia o di atteiHl!\re i s~Dr!·d della filantrOi))ia <' della pubblica c:ni til nel momento medesimo che pN· la, loro diYozione all'onorE> f'd alla P atl'ia hanno acquistato òiritt() ai più g<>ncrosi fiO<'Cor si. Io non !Posso ammett<•t·P elle. (Jmtndo la legg-e inibisce all'armatorE' di far intraprender<> alla sua m1Te nn viaggio (li lungo <'orso. scn7..'1 an•r p1·on·ednto di n'edi<'o <' di me<lkamenti, . ia permesso agli s1ati d'intJ•aprcndet·r la ~uena, . enza n,·ere il mnt<'l'iaJc Rl.rfficientP a c urare 1·eg·olarmrntt> i f<'rit i e gl'inf<'l'mi. senr.n aver prese tutt<> le misur<' destinate a sopprimere la possibilit;\ eli doYerli mutilare. Ed in fine dE'i <'onti, si<'come f. s<'mpre il popolo c he 1paga, deve torna.r gli inclifff'I'f'ntP (l i pngnr<' pinttosto in un modo clH• nf'll'altro. J/important<> ·è d1r fPaghi il ::!i nsto P Aia annoiato il m<>no pos. ihilc ». Il magnifico diS<'orso PbhP nn gran su<'cesso l? lnrghissima Peo. 11011 so] o in Italia, ntn, in tutta Buropa. <•cl il Pa ln seiano st<'sso ne inYiò copin nl dott. Luigi Arppi a. piemonteRe (1~1~-1~98), il <]Uale awva tJ)l'eRtnta col B<>rtani la sua oper a umanitnria di mN!ko militnrf' a Rez7.<X'Ca. al ~E'gn ito ò<'i '\"Oloni nri Ca<'<'intori <lcll<' Alpi. condotti da mll~<'PP<' Oarib~dcli e Ai E'l'n, l'lCC]llÌ·Rtnta in Grrmania 1


-

6()6 -

ed in Svizzera gran fama di abilissimo chirurgo. Ed il 10 giugno l 61 Endco 4\nault, fomitorc dell'esercito france ·e, in una let tera aperta al )Jinh;tt-o della guerra suliPel'fczionamento dt-1 materiale delle ambulanze ,-olanti, pubblicata a Parigi, propugmna l'im-iolabi litù- dei medici militar-i. degli infermi e delle aml.mlanzc e si angnrava ùi poter $-:Cntire presto dal rpersonale sanitario mobilitato fra~i come <1ue5;te: « ~oi vi restituiamo i volo\tri fe1·iti <·he sono nost l'i fmt<•1li, come i nosh·i fel'iti sono i vostri »; i l che ~a. rehh<' "tato ht più gran<lr rcalinazione dei precetti del divino Ralvatore: «amatevi <' soccoJ'rctevi scambievolmente!)). Le pl'opo"'te <lelL\l'l'ault fm·ono pubblicate col consenso del barone LaL're_y 1ìglio e<l in<'OJJLt·aJ·ono la piena a(pprovaiione del Dol'ie nel Sircle {!el l Hgol'lto 1861. Il l sr((Pmlwe J8(i~ fu diramato. IPCr iniziativfl M O n ~o;i.n,vo Moynier, PJ'CRiflcnt<> òt>ll~" « Societé génèvoise cl'utililé publique », e del ge11erale ~dz:r,('l'O D11four nn invito contenente le proposte, clH• ill f'omitnt-o, fo1·matoRi in Ginena. il 9 febln'aio prPS!lO la d<'tta .\s~ocia:donc eolio ~tesso dott. Appia, <lott. Maunoir <' Onnant. come R<'gl'etal'io, nllo scopo <li costituire una «Società perman<>nf e di so<·cm·~o ij>er i f<>l"iti di guerra>>. intende,~a 8ottoporre alla f'onfe rrnza indetta a tale inf<>nto. La rinniont>, ebbe luogo a Gin<>vra, il ::w ottoln'<' 1 6!~. e vi partE'Ciparono i delegati di 2 :Xazioni: a J'H!)J>rc. entar<' l'Italia fu delegato il medico cnpo dott. P. B:n·offio ed il con , o le G. Capello. In qnest'adunanza fu appro•ato semplicemente il pl'incLpio della npntJ•alilà <lei feriti in guerra e la propo,ta della «creazione di un co1·po di volontari infermieri presso gli e~er<'i ti », las<'inn<lo i1 soccm·so a cal'ico del Governo. Cosi si ve n i va :t d :1ccoglic1·e la teRi soRtennta <'on tanto fervore dal Pa1la-sciano. I rappr<'"enta11ti militari non manca·rono di j::ollev:u·e obhiezioni, e venne apcrta fm, i {!iver~i govel'ni una srrie di di!'"Cllssioni che si protraf'Rel'O fino nl 1< 64. Ncll'ottolwe (lrllo Rtcsso anno, al congresso eli I.~ionc (di <'ni era vi<',rpl·esidc>nte) c dOIPO ancor:t in seno alla r ontnniana e nel'1' Ar('hivio, F<'J·clinnndo Pala"ci.a.no conti~1a la ca.mpagna, <'On non minore ff'rYore, MRf t>nt>nclo Yigorosamenfe che la « n<>ntrn lit:ì non rra Rug-g<>I·ita da puro sentiméntalismo. ma sì ben per lo s<'opo terapeutico di ri~pnrminr<> mutilati e morti)). Ed. inf'i~tr. «soprattutto !'i ~'3I'ebbe potuto riRpa.rmiare la pena di imporr<> un bracciale di-


-

GG7-

sUutiYo, quando per Ja <:ondizione della Conn•nzione stessa ad aHsicul'ar·e la illimnnità del mt'<lico si el'igc la JH'PF;enza del ferito o dell'infermo. Qua l un q ue s ia. il segno disiintiYo della neutralità del pN·sonale ~unii:ll'io, c.Rso è inuti,l c, e può divenire incomodo c pericoloso)). E tl aggitm geva: « pel combattcnle fc•difrago i.lUma gino solo due pene: Ja ptintzione del diritto ·di nlij)itola.re, e lu fucilazione >>. _\Jl'Italia spel ta dUIHJue il vanto e l'onore di aYer dato il vero concetto fondanH'ntalp della Croce Rosl'a <'<l al Palusdano ùi aYe1·e per primo :sostenuta la neutralità dei feriti in guerra ed il JH' incipio che il soccol'~'O da ap1n·estarsi don's,_ e col'ltituire «una l<•gge per tutte le nur.io11i , nn dovet e per ogni goYc1·no, nn dirilto ~H<'l'osanto delle genti >>. '-Il27 dicembrP lS!i:l all '~\<·<·aclemin Pontnnjana il Palnscia.no, che non Pl'a stato lnYitato nlla 1·inniouf' <li Gincn·a, l'ivPnclicò giustamente la priorità <IPII a sua i<lpa sulla ne11h'a1litù dei ft>l'iti in guerra anmzata nn dal lRUl, pur· l'iconoscenclo lcalment<' il mel'ito di llunant nelht attira pr~paganda. Ecl in una sucee.,.~iva ~eduta del G marr.o ] , G4 diede ancora notizia d eli '()jJ)ei·a ~picga t a <lal Comitato di G inena pere h è le pro· po:-.tP fatte fossero sanzionate danna r eg·o]are conv<>nzione, che affpJ·nulRSe solemwmentc la neut·ralità in gnf'l'l'n <lPl pct'Sonale e del materiale. il quale doveva N;sc1·e contrassf'gnnlo <la un segno 'li· ~d inHYo e concl1iuclevn rper parte sua che la ginstizia e ln. logk·a l'('('lamnYano c he quC'sto Rimbolo clt'lla neut1·alit:ì, invece eli es. Prc la ('l'<><~e Rossa in campo bianco . doveva {':-;.ere im·ersamente la noce biancà in cam;po ros..c:;o, ossia lo .stemma Rabaudo. Rnccessi,·am<'ntc> il C'on. iglio federale eln>tico invitò il 6 gin· gno lc64 tutte le potcm.e europee e qualcuna anche <l ' America ad invim·<> a Ginevra pl l"nipotc>nziari incaricn ii <li compilare l 'atto <"h<' doveva legalir.za1'e <' richiamare alla rliscnsl'lionc principi che gl i .<>mbravano errati, quale l 'n d ozionc d ell a Reia1·pa bianca. come simbolo di n eutralità. pcl' il persona.le sanital'io. che veniva a co· fltitni re im·ece un bN'RHg11io molto peri<'olos;o. Già il 29 settembr<' l Rfi~ in nna aRscmhlen dc>ll' Accnò <'mia Pontnnin 11a il Pnl~ciano e· RJH'imPva più ~p1icitanH•nte questo prindpio u ma nitario, d ella n<'u trnlità dei combattenti fC'riti « per effetto eli sti1pnlazione dì acco{'do in un Congr~~o internnzirmale o per redp roro JParticolare <"on:-;entimento delle potem,e belligeranti nelratlo dell'intimazione <lPlla guer·r a >>.


-

G68 -

D'altra parte il Dun;lllt a Parigi promoveva attiva propaganda in fa,·ore della nobile idea, ott<'nen<lo il <'Ons<•nso delle più cospicue pct·sowtlità, quali l~euan , Guigot, òc J:A>fii!,ietps, ruad. <le Stael. che confezionava e ùistl·ibuiva già numerosi bracciali dall'emblema l'OSI-ìO crociato e dello stesso imperatore ~apoleont' Ill. L' l nghiltena, per opera d el romanziere <'arlo Di<:kens, aderh·a a qne:-;to umanita· 1·io p·r oposito, {' cosl la Hu s~ia. l'Oinnda. la S:'tssonia e la l't·us1'ia, 1per p atte dell'imperatrice Angusta, per èni il 22 ngosto 18() l a. Gine·n·a fu firmata 1la com·enzioue da :W delegati. In una s ncee:-;sh·a :-;cd uta del ~8 agosto all'A<.'ca<l<>mht Pontnniana. il :Pa.lasci.ano non esitavi\ a<l affermare solennemente che la sanzione del prineiv io della neutt·nlH:1 dci fet·iti costituiva la più gmn<lc conquista <l r>l secolo. e colse anche in questa circostanza l'occasione per t•iaff<'l'· mare Ja pl'iodtt'\.. clelJ 'idf'a tutta. italiana. ('omindatOllO cosl in Italia a <>ostitnirf';i d ei Comi tnt i di ~O<'· corso per i militari f<'l'iti in t<•lllJPO di guerra, e.(l il ministro d<'lla guerra del tempo, gcnel'nle PPttinengo, con <'i l'Colare 22 luglio l ()(i, <lisciplinav:t i ·t·n~)pol'ti di que~ti <'Omitati col1c lo<·n~ i a 11torità mi litari per quanto rigtlarda,·a 1'\ pedalment e lo 1'\tuclio per l'impian1o d<'gli o~peclali <li l'ÌS<'l'Va. Ed il 2 lng-lio snc<'<>Si';ivo il Principe Bu g'f'nio di Ravoia, 1uogotetH'ntf' del R<', ~an zi on ava <'on nppo~;ito deCl'€'to 1'aggN~gazionf' all'<'Sel·<'ito mobilitato eli s<]na<lr<' di medici <'militi d<•11a ('roce Hos~a . con<·edf'udo loro H gra<lo assimilllto e il di·t·Hto a aH•nsione. Xel 18G7 il Palasciano nel cong1'esso di l<'irPmt(> della, C. R. I. IJ)Ortò la sua illnminnta <'Sperienzn sul tema d ella <'ollnborazione delle associazio11i di soccorso colln sanità militarr> in trmpo {li gneua. Co~ì nella sncces~iva riunione internazionale <li statistka tenutasi n gua l mente in Firenze f'd in O<X'n.sione del congresso del ll'L pace a Ginena propose la cos1 ituzione <1i nn Collegio di g-inreeonsnHi pfr la riformn, delle' leggi di g'lH~rl'll. B<l il 14 giugno 18G7, in una lettera al P residC'nte del ('onsigl io Rnttazzi. indtaYa il r;o,·erno italiano a. farsi promotore di una t•evision<' della, cotwenzione ,u Ginena in rapporto soprntt11tto al principio <1ell'estensioJH' d<'lla.. neut·mlità, alla guena navale. Il ~no ::t·PIPeNo non •r imase lettrnl morta, pokllè il Rnttazzi int<:>rf'ssù imnH'diata1i!Hwte gli ambaf;<'Ìfl· 1ol'i Hnliani a Beri1fl. ed n, P arig-i a<l ottenC're l'nppoggio deJle l'i~pet ­ tiq~ nazioni e<l a solleeitare nna nnova riunionf> intet·nazional(' a (l Ìll('V l':l.


-

66!) -

Infatti il J 2 agosto J 68 il ('onf';iglio Federale svizzero dirama va J'invito alle va•rie JPOtf'nze e 14 nazioni ·i ·riunirono a GiMvra dal ;) al 28 ottobre s<'guente: l' Italia, era rappresentat<t dallo tesso dot· tor Baroffio e da1l capitano di ft·egata Cottrau. l:'el'dinando Pala.l)Ciano mori in Napoli il 2 novembre 1891 ed ebbe degna sepoltura a Poggiorc>ale nel Pantheon degl'illustri cittadini. La sua opera di apostolato fn ta.rdivamen,te apprezzata e 1·icompensata. La Came-ra ed il Senato lo ebbero fra i ltl('mbri più insigni. Fe-ce inoltre rparte del Con. iglio superiore della P. I. e rappreRentò l'[tnlia in una, ventin<\ di ('ongresRi nazionali ed eRU>r·i; fu iniine sodo onoral'io di otto n<·cad('mie f':ci<>ntifìchC' stranierP e di \enti italiane. Inoltre nel 1. :~ il prof. G. l\Iazzoni, in una sua memoria premintn al concorRo dC'lla Rodl'tà. italiana di chirm·g-ia RUlla. llC'Utrnlit:) dei fNiti in g'tJ('ri'a, rivt'ndicò l'l{ l'('nUaDlC'Hte al Pa· la!<cit~no la pr·iodtà <h•ll'idea. E MargllE>rita di Savoia. la pt'Ìllllt Reginn d'Italia , sempre prima nel patroeinare ln cauRa <le1la g-iuRtizia, fo;Ollecifnm nel18fl6 il generalle 1\{0<'enni, ministro della gnC'l'· ra del tempo, pN'(:hè rlc~se tutta la sua attiYit:\ nel far riconoscere questa priorità. ~\nchC' il Comilnto cC'ntrale Mlln Croc<> Ros&'l 1wl 2:>0 anniversario di ~un fondazionC' ft>C<' <l0gna (' ~;olenne commemorazion<> ed offrì alla v('(lova uu 'nrtistka grande medaglia. coniata per onm·arne la memoria.

* * ... La convenzione, che prese il nome di Conv<'nzione di Ginev·ra, fu fir111ata il] 32 agosto 1864: l '1\ssociazione fu detta della Croce Rossa e YE'nne pre~C'lto come emblema il f':imbolo della croee rossa in campo bian<·o, invertendo i colori delln bandiera sviz?-era, meno 1per la 1,Ùrcllia, che a(lottò 1:1 mezz:tllnnn. Il tm,Uato fn 't 'atifkato dalle >arie potenze, int<'grando:•i con diverse altre norm<' di diritto internazionale. Con quc~ta Convcn:1.ione non si Yl'nne a ncare a favore <lei malati e feriti in campn~na una nno\a legislazione. ma non si fece che lC'galizzare quanto già ern in 'igore negli usi di guC'rra presso .] e principali Nazioni civili, <' che purtrOIPIPO <'ra rimnsto fino allora l<'tte••a morta per l'assolnta mancanza di qualsia~i organizr.azione. Coll'avct'e invl'CE' post<' lC' basi delln fon<'la1.ione <'li nna granèle assaciazionc intf>rnazionale, si diE>cle vitn nel un larghisRimo movi-

•


-

ti70-

mento di p1·ogres ·o e ùi chilizzazione. Fin dal1n prima riunio11e tenntasi a, Ginevra si costituì un Comitato internuzionaJle cliveltivo, allo scopo di as icurare la collaborazione eù i rc<:iproci rapporti fra le Yarie ~azioni aderenli, sia <'Oll'iiHlire i singoli congt·cssi e prepa-r are i temi per le discussioni, scegli<>nclo la sede ove si doYenmo tenere le riunioni ogni dnq ue anni, sda coli 'indgilm·(• a che ]a Convenzione fo~~e rispettata pre~so tu l le le potenze firmatarie. Quantunque la convenzione del 1864 c succe~si va revisione tl<;l l G8 aveR. e realizzato un sensibile prog-rc~so ch·ile negli usi di guerra, tuttavia erano ancora rima. te da ril-lolvere alcune importanti questioni, come eubel'o a rile,are le ~ucceF<~ive campagne italo-au· striaca òel 1~66 c fe:mco-prus!':iann del 1870-71. La raccolta, ad esempio, delle notizie sui cadnti in gu<•t·ra p<."r poterne d:u·e partecipazione aJle fnmiglie costituiva nno dei compiti della Cr<X·c Rossa in guena; eppUl'<', dotpo otto me~i dalla battaglia eli Konigratz non ~i era ancora rint,;citi nd ave1·e dati su 1:l00 soldati scomparsi. Ed è o,p portuno a questo ipl'OIPORito rkordm·e cbe n<•lla campagna d(' l 1870 i combntt<'nti gett:wono via le piasl l'ine di <:ombatthnento, attribuendo ad e~!;<' una superstiziosa pama della morte. Questa guerra del resto non portò geande incremento allo Rvillllppo delile assodazioni drlla f't•oce Rossa: anzi si airermò che queste facilmente daYano luogo ad inconvenienti e ad abu~i. e fn Yentilata inoltre la propo~t a di sostituirle con organizzazioni di carattere pm-amente milita.J·c: skehf. la conv-enzione di Oinen-a, ehhe nei primi anni tma vita as~ai stentata ed incerta. )!a gli aTienimenti maturavauo, e n('ll&Q4 l<' :Xazioni, sempre più preoe<miPatè della sortc <ki feriti in gue,t-ra, indissero una nuova C'onferenza inte1·nazionale a Gin<'vra. ·nella quale, per la prima volta, fu tvattata l'importante que. tione della fPO~izione d<'lle aH80('iazi.oni della, Croce Rossa in rarpporto all'a-mministrazione dri ri sp<'tti vi eserciti. n delegato francese conte Rentrier aveva presentata formale proposta <li costituire un «Corpo militare <le~la. Croce Rossn, », con tutti i dm-eri ed i vantag;,!i degli all h· i l'<'pntti à<>ll'Esercito. I rappresentanti dell'Ttnlia l'li limitarono inve<!e a stabilire una a. similnzione ai gradi ecl uffld militari. Tntti p<"l'<) furono à'accol'clo m•l· l'nffPrma,r<' il prindpio, al qnnl<' si deve i'n~irar<' ogni esercito ordinato e di. ciplinato, dell'assoluta . ottf)mis. ione delh~Cro<'<' Ross.n all<> Antorità milita,r i in ~uerrn <' (klln. pt•ontn ade~ione nlle n-


-

(;71-

chieste in tempo ùi pace, mt'ntre lo Stato anehlJe dovuto garenUre, con apposite leggi, tutela e protezione alla Associazìone, quale istHuzioue da esso <lio!enùcnte. Nell887 fu indeU;L unil (ruatta l"iunione internazionale a Karlsruhe, e fu possibile climosltare come nelle guerre dell'ultimo de<·ennio Ja Croce Rossa fo~~c riuscita ad introdurre i più utili mi· glioramenti nell'assisleuzu dei malati e feriti in gueL"ra. Ed ancor maggiormente riftùse (!ll<'sta filantropica atth·ih\ nei successivi Congressi di Roma del J8!l:!, di Yienna del1897, di Pietroburgo del 1!)02, di Londra (Ici] l!l07 c di \Yashington n('ll H)J:!. In queste riunioni internazionali, improntate al più alto spirito di umanità e di ~Solidarietà sociale, furono inolt.rate propo te di razionali l'iforme da parte di eminenti sdenziati e uomini di Stnto. E le ulteriol"i gucne del 18fl3 in Serbia, del 1897 in Grecia, Ò<'l 1899 in Cina, del JflOO nel T1'ansvaal e del Hl04-Hl06 in Manduria e nell'..A.frica sncl·O<'Cidentale fornirono le pitì luminose prove <lrlla necessità di <li!<pone sul camp<> eli batlag-lia e nelle retrovie di un .:;enizio sanitario milita·re organizzato con personale pratico, di...,ciplinato e rE>si~tC'nte alle fatiche. In ba~e a qne:-;ti ri~ultati il parlamento svizzero nel l!lOG propose all<' potenze flrmatarie della ptimn convenzione una revisione delle <li~po~izioni del 186-1 riguardanti il diritto (]pile genti fino allora in vigOJ"<', ma non sempre applicate dagli stnti hrlligel'anti, non essendo completamente ben definite. E prima di ilif'<<'u1<'1'<' i IPl't>liminal'i <'11c dove-vano poi serviJ·e <li bns;p aJln nuont C'onvrnzione, fu sanzionato il pPincipio che i <lirilti dell'umanitù non <lovcvano essere il1terpretati in senso ·as'~:;oluto, ma subor<linatam<"l11<' a11<' inPntabili C"'ig-rnze della guerra, od, in altri termini, f'<Ì <lm·e-va conciliare il ruas~imo sforzo !Per annientare e sconfiggPr<• l'an·e1·~ntio col mas. imo ~entimento umani· t~H"io nel socconere lP vittime di questa lottn fatal<'. Ru questi principi ~i stnhilì un accordo, che portò alle seguenti mdkali inno-vazioni dclln f'onwnzione: J) I soldati mnl:di <' i'e·r iti, senl':a, diAtinzion<' <li nazionalità, dovranno essere raccoHi <' <'nrati dal vinciton~. 2) Il soldato rrso non più idonM al eomhattimento doVTà essPr<' protetto éiai maltl'attamenti e dalle rapine. 3) T morti. prima d<>lln inumazione o crE'mazione. saranno idrntificati. e perciò ogni soldato donà portare nn clistinti'o di ri<'onoscimento.


-

G7~-

4) Gli elenchi df•i m o l'ti raccolti dal nemko c q ul:'llo di:' i fc l"iti c dci. malati don-anno e~l"ere tntsmessi al più vresto alle .A.utodtà della Nazione o dell'E ercito. ai quali appartengono. ~<l11Zione importanti.·sirna fu quella ancora di estendere il diritto <li ~wotezio n e a coloro che appartengono a società d ·a~!-i ­ ~tcn7.a Yolontal'ia, al personale addetto al trasporto' ed al pronto soccot•so, noJtdH~ a quello amministrnti\o delle n trie formazioni ~a ­ nitaric, agli addetti al sNTizio ..,pirituale da campo ed a tutto il pPrsonalc '"oggetto al1c leggi <' regolamenti militari delle a~socia­ zioui di "oc.cor o, :tpawontte e riconosdute dai rispettivi go,·e1·ni. La nuova cOJIVPnzione stabiilì inoltre eSjplicitament<> chC' i medici di un repal'iO di truppa poteFoscro rim:mer.c a curare i p1·opri mnlati c feriti, nnch<• qnando il nemico si fo~sc iJnpa<lrouito dell e unità saniUu·i(·, cui <'l'ano addetti e riceYcec da essi il vitto c gli a~fwgni. 'rntti gli o:;;pedali da campo al seguito delle truppe <lovev:mo com;idct·nrs;i inviolabili. e se cadevano in poter<> <lPl ll<'mirr>, dovevano N;.~ere r<'s.l i t uiti a ll'ese1-eito cui n.ppartenevano, sal va ht faeoltà, da parte dell'esercito Yinritorc, eli Yal.crscne temporaneamente per· la CUJ'tt dei 1Pr'0pri malati e feriti. Jn ques;ta cit·<·ostanzn. il tenente generale medico Francesco Randone, delegalo p<'r l'Itrulia, riuscì a. far approYat·e la sanzione di est<'nclere i l pri nei pio della neutralità a tntto il mn teriale flanitario delle formazioni mobili , qualunque fossero i mezzi di trasporto <'d il p<'rsonale conducente, con grande vantaggio delle nos(re unità, allora tt·aspot·tate con Yeicoli di requisizione. L 'opera l'iformatt·kc compiuta a Ginena nel 1906 colla nuont connmzione fu ·ompletata l'anno seguente all'Aja al con;rt•e!-sO intcrnazioual e delln pace OYe fu fatta la propoRta di regolare i conflilti internazionali mercè gli arbitrati e di ruiti~ìU'e gli u ~i cl<•l diritto d<'lle g<'nti e {l<'lla conélotta in guerra. L a Rm~sia in detta riunion<>, IH'r l '<'SP<'J·icn7...'t fatt::l nella guerra col Giappone, IPt'OPO"e che Je IPOt<'nzc nene cui mani fossero caduti pl'ÌgioniPl'i <H gu et·rn , malati. e fet·iti. fosi'JN'O obhl.igate n dame IP3Jrticolari notir.ie alle l'ÌS!pf'ftivf' f:1mig-lk, <' chC' tale piet<>so inca1·ico fo~se ailìflnto alla ('roce Ros:-m. Y<'nrlc inoltrp stahilito di e~tendet'e alla guer1·n rn:triHimn l'applka?,ionc della <>onv<'nzion<' eli 0in<>,-ra e ~i <l<>d~<' çhe fin clal te111po di rpucc nf'i ·porti prindpali fos~ero all<'stit<? naviospedale per lo ~gomb<'ro e cura ilei malnti e fN·iti (li altre p otenze lw1lig-e-ranti. ~C'miPre quando fos~<'ro da qne~te ricono,ut.c e <li·


-673chiaratc neuh·nli. Le ultime (:Oilfel'('nze intPJ'nazionali, fpnutesi a Ginevra nell'o( tobre Hl:!;), dopo quelle <lE>l 1!)~], 19:!3 ed all'Aja df'l Hl2 , non fUI'vno mt•no importanti: f1·a l'aUro, si organizzò un ooncol'!W fra le nazioni IJH'r la ~lanclanlizzazioiw <lelruateriale sani· t a rio, a l quale partedpm·ono :~o Rtati. Co. ì la Croce RoR~a l'ie. <'C og-gi <Hl c•xtend<>J·e la sna bencfkot attivittì acl nna cinquantina eli Nazioni fl<'l Y€<'chio e del nuovo con· tinent<>. <:on mig-liaia cli rnmifkazioni in tutti i JHlefd . atl<'renti tutte alla C'om·<'n zio11 <' eli H i ll<'n'a, l a q n al<' l'a ppre!'<'H( a l 'esprN;Rion<' de l dii·itto IJ)O!'itivo (]i g-uPJ'I'a, affc•J·matosi solenn<'mentc• ne'Ila ~tm•i.t del p1·o~rps!'o ddle .

.,X La CNx:e Ho)<s;a Italiana, dllJ·ante l'ultima campagna <1e1 1915·18 si acqtJistò nnO\'P benemerenze: all'atto <Iella mobilitazione dislocò i• zona eli gurna 20!) nnitù xanilal'iP. eli <· ni G:l o~pcdali <li guerr·a, tre di twppa, 3 ospedali chirurgid mohili. 4 ~czioni di s;anità. 32 ambulanzc>, 29 poRti ferroviari di pronto ~oc.cors;o, 24 ti·e11i ospednli, (i ambulanze l'ndiologiche, l lagunare, l fluvialE', 10 mngazzini (li rifornimento e:! autopal'Chi, J:> ~czioni automobi li, con tm personale compl<>~RiYo di 1~ . T97l, eli cui J19~ uffkiali medici. Xclla zona ter· ritorial e furono impiantati 201 ospe<lali <'li ri~eva con una caipa· cità di !lO.OOO posti -h•tto ed un IJ)<'I'flonalr di 19.214. di cni 1160 nffi· dali IIIE'clici. R. :\f. la Reg-ina ':\fad1·e 1wl pt'oprio palazzo e S. )f. la Rf'gina El<'na nl Qtli,r inalf' provvid<:>ro <'on regale gen('rosità al l'i<·ove-ro <:>d all'asRiRtf'nza clri nost l'i valorosi ff'riti. C'omplrc:;~ivam<'nte i malati e feriti oRpe<la l izzati fu r·ono 1.20:l.7:U. con 21.2(i2)l01 giornate eli degenzn : gli inff'rmi trasportati ammontnrono a 4..3Gfl.OOO. Dtwantc> ln guerra morh'ono per fntti d'arme 13 uffi<'iali medici e 1wr· malattie contrattr in s;enizio ;)l: si ebbero inoltrr 21 ff'odti c• 21 p!'igioniPI'Ì. R. "M. il R<> conf<>rì a.1l ' AssodRzione ]a meilaglia cl'arg<'nto al valor milif:H<' IPPl' l'ahnrgazionf' r valore dimostrato in tu tta la campagna. ~ ì\fn ln nohilis!'ima r pif'tosn mis!'ionr <klla f'rO<'E> Rossa Italiana non Ri rsipli<'ò soltnnto fra il ft•ag:orp <lPll<' hatta,!!.'lie oo <>Rt<>!'e la Rna henPfkn aziml<' nncl1e in tE>wpo (li paC'<' in O!!ni <'ÌN'()<::tan7.a luttuosa. <'Ò nnC'Ol' oggi pf't"f.ì<'Yera nrlla titnnien lol t n cO"Utro l n mal:1ria r la tnhrr<'olo!-;i. <' coopHa attivamf'ontc> alla pl'ofezionc> f1E'll'infanzia e clC'lla matet·nità. 48

L


-674-

Per dare un 'idea dell'01·ganizzazione dei HOCCOrl\i al)lprestati in d.ecostanze di pubbliche calamib\ dalla Croce Ros!-la, 1·icorderemo l'opera di sacrificio e di abnegazione esplicata nel1902, quando scoptPiò l'epidemi:t di detmotifo a l::ìamo, in provincia di Salerno, e ancora, in ooca ione della catastrofe ferroviaria di Beano (Cdine) nel 1903, nell'eruzione del Ve8nvio L90G, n€"i terremoti calabJ•i nel 1905 c 190(;, nell'esplm<ione tli Palermo del dicembre Hl07. e neHe inondazioni del Yeneto. Quindi la C-roce Ros!-la c011laborò <:on la Sanità militare nel disastto calab1·o-siculo del 1908, essendo d'ausilio (prezioso ~ù Oonrno; nel HllO per le catastrofi di Salerno e d'Iscltia, nella campagna antkoleri<~fL del Hll0-11, in quella del Yaiuolo a Fonrli nel 1911, per ill terremoto nella )1arsica (1915), nell'umbria e Jtell'Atetino (19J7), nella terra di l\lugello (1919), a Radicofani (1919), nella Oarfagn::ma c J~uniltiana (L920). e infine. per l 'esplosione della polYcl"iera di Yergate (1 920) , per l'eruzione dell'EtJJ<t (J 9~3) e pct l'inondazione iu seguito alla ,r ottura de11a d.iga di Gleno (1923). Qunnte bel1e battagllie combattute e vinte! Mn si deve ancora, ricordare la rpartecipazione della Croce RO!':Rn Italiana all'opera di ~oe-eorso dei paesi e!':leri colpiti da. epidemie, <Cal'C'Rtie, terremoti. Eecola nel 192~ nella, Ruf<sia. affamata: nello stesso anno a Smime, cli~trutt a dall'incendio òel !':ettembr~>: nel Hl:?3 in Giappone dove sprse nn milion r> ~ mezzo .fii lhe •per il t<'nemoto àP11'ottobre ; nel 1923 n Cavala. pel' accoglierr Mtto i f'::uoi attendamenti le rpopoJazioni greclre e turche, oggetto eli scambi fra qnei gQYct·ni. Infine nel L924 Cl;Rit di!':t eibui~c mrèlkinali. vesti. coppl'te in Albania, nel1927 aiuta i l"ifuginti bnlgnri r nel1!l2R f. ancora nei Balcani per il tPrremoto. Così, jO;otto l'alto patronato <lclla Marstà del Rr. ln CrO<'e RoRsa Itn Hana. ·l'n.ppref<enta. una forzn.. pcl'ntnnrnte nl f<enizio dPll'nmanit:\ e compie la sua nobile mi. Rione anche in tPmpo di pace di l'OCcorrer·e il mwle e <li -procm·arC' il benC', accresc<'tl(lo in tal modo nella salute élC'g-1i in<liYiclui la fotza della Nazione C' rliffondendo qnei sentimenti di carità <' di fratellnmm. IP<'l' cui l'uomo divrnta urig-liort> P. l><'l' av\'i('inarf<i a Dio, si fa

(ler

«puro e di. posto a snlir·e allC' stelle)).

l


INDICE BIBLIOGRAFfCO.

ABEILLE - Le parfait chlrurglen d'armée. Paris, JG9:i. ACKERMANN. Jnstitutiones blstorlae medlcae. lVorimbct·ga, 1792. .àD.1:m - L'ospedale militare di ~- Ambrogio e Agostino Bertani nel 184 . T/ospcclaltJ matJoiorc. 192i. ADAMS - 'l'raduzlone e commento a raoh (l'Eglna. Jimulra, 1845-1847. « Ar.scur.API: 11 . Rrvne mensuclle lllustréc. l'ctris. A.LLBUTI' 'T'br Hlstorlcal Relatlon of Medlcluc ancl Surgery, London, 1005. - Greek Medicine In Rome. J.Mclo11, 1921. ALMXWIS'l' - Zur Geschicbte der Circumctsion. Jantt s, XL~, 1926. ALPINo De ~ledictna .Acgn1tiormn. Vene::ia, J!J!Il. A.LVARL"OA 'CtU!té de l'hlstolre de la méd('('!ne, tradotto da \an der C'orput. Anversa, 1869. ANGLADA Quels sont les avnntnges de la connalssance de l'histolrr de la médeclne pour la médeclne clle-méme. •lfontpclliet·, 1850. ANroNY - T..e service de snnt~ <lans les armooa. Arohives de Méàectne et de phann(l('i(' militairc.~. ]!)()2-1006. ARATA - I/arte medica nelle lsrrlzlonl latine. Oc111wa, 1902. .t-\JlBUTITNOT - Arabic Autbors a 1\lnnual. Lonllra, 1800. A.RCEus - Rccopllncao da Clrurgln dlvldldas cn clnco tratados, etc .. Li8boa. 1601. .\.rchlvlo dl ~torta della f:<clenzn. Roma. ASCBOFF-Dr&PG~ Ueberslcbtstnbelle zur Gescblcbte der :\IedJzln. Wiesbaden. J920. ASSALTh'1' - 2\fanunle di cblrnrgla e di medicina d'wmata. Milano, 1816. AS'tOOJA"O Contributo :ùlo l:'tn<llo delle malattie prvfessionali. a'omale Meclico (lct U. Bsercito, 188G. - Sulla frrltn c mort(' di Olovnnnl de 1\fe.:lici. Giornate rli medicina miUtare, 1861. AUBERTI::> Dn sen-ice m('()!cal rtans les armées dr l'antiqnité. Parh, 1875. Auooum - fliRtolre de l'AdmlnL<~tratlon de la Guerre. Pari$, 1809. AVICEN~AE Llber Canonls. de medlclnis cordiallbus et Cantica curo castlgatlo-

nlbus, Andreae Alpngl B(!llunensis. Venetiis, 11mtas, 1554. BADUEL BABEAU BAGIEU -

BAGLlONJ

Il precursore della Croce Rossa. La Tfitorma medica. n. 9, lJl28. J.n vie mllitalre /;0118 l'nncien rég1me. tcs 8o1(1ats, Paris. 1800. J~xumen de plusleul\9 JlUrties de la chirurgie. Paris, 1757. Vnl1n1entnzione tll truppe In terre ltnllnne. i!m~ali d'igiene, fase..

agosto 1!127. Le bevande alcooliche nel ,·ttto del soldato. Policlinico, Sez. Prat., 1926. Le nuo,·<' ''<'dute sull'alinl('ntnzlone umana. T'olicliuico, Se't. Prat., 191G. RALLtt - J JA~cnal <:!blrursrlenl nnciE>n. Thtill? d(' Pari~. too:J. RA:ms - The snrgeon of old In wm- :md 1\fllltary surgeons In the ' Roman Army. Briti8h medie. Journal, 1897. BA~Nò - T1 servizio e:anitnrlo mtl!tare e la Scuola snlernltana - Giornale di mecUcina militare, 1912. B APST - l!>xposltlon blstori(Jur de la Uévoh1tlon et <le l'Empire. Pari/l, 1895. BARD - La mortalità e lfl' mulatUe ne~li ambienti militar i. r,a pre.,se médica/e, aprile 1904.

-


67():.'llanuale di !:ltorla della ~ledlclna. :4. '1'. K X. 'l'orino, 1923-1!127. rer la storia 1lella sililid(•, Has.~egna di .~tudi l!f'.~stwiL, 1922-1923. BAROONr ~'rUf'! J Hil'lO a ruote con bart•llp regolanwut ari. O io male JI eàiro d el B.illDVZZ! -

-

R. J::srrclto, 189(i. On Romau ~IL>(]icluc :md Hollhlu :\J(>(llt•al Pra<'litlonen;. Cumberlaud anu '\estmorlnnu Antlq11arJan and .\r<'IJf•Qlogl<'al SOciety. Tnmsactions \ rtc Serie T. HlOl. • BAilOC:OJIINI !glene della cnlzatura nel militari <I<'He Yarie nr rHi c specialltlenle della 1'anlcrhr. C:fioruale Jl celico rll'l ](. Nscrritu, 1887. BAllOH'Jo e ()UAOUOTTI VallmE-ntazlone del soldato. .lftmoria onorata del BAW't.."

premio HilJfTi.

~L'orì,w.

1860.

B.wo~no

e ~FOII<:.\ - ('()mr~en<llo di cllirnr;da di gu\'lTa (!OIDJill:lto sUlla "torla medit'o·d•ll·urgica tlelln gU('lTa di ><<·cessimw umeJ•ictwn. Uoma. Yoghera, 18Ki. BAs~I Del mal <lt•l seguo, c:tldno.ceio o Hroseardino etc. P:ll'te J • 'l'eori<"n. f,o,ti, Urcesi, 18:l;i. - ideru, Parte T[, lbid., J831i. - .\lemoria in addizione all'upera sul calcino. J1ila11o, .\loUna, 1~:>:;7. - llreYe istruzione per eYitnre Il danno l'Ile r!'Ca il calcino. 11 ilauo, :Uolinn, lS:l!l. - Jl fatto parlante all'autore ~ul modo di ben goYPrnnre 1 bncbl da seta. 1..o1li, Willmant. 18fi0. BAt llt;'\S La OuN-re de Crlmée, les cnmpements, le~ aùris. le.s umbul:uJ<.'f'S, tes hOpitaux. l'aris 11'."'18. BtGI:> I-ettrc~ sur l'bi!;toh·e médiralf' tlu norù-(',;l <le la Frnllt't'. ).letz. 1840. Jtémoin?8 1/r l' Ara1lt'mic 1·oyalf• Ile lfetz. XXT AD n~ 1R.'l!l-184.0. - ll)tudes snr le s(•rvic-e de litlntts milllah·e (•n :b~ran<'e: son pa..ssé, son preseut, son aYenir. FaJ'iS, 18GO. BEr.u La riforma della t·azione del runrlnaio o<·<·•lsiouatu dalla guena. lll· nali a'igirlle, Fase. ngosto. 1917.

.\UmentazioJW senza sale (' snoi effetti ,.mll'organi.o.;mo. dnnali Ili mediriuu •Hl· t·ate, Fase. scttembn~. J!l02 . . - TI YHto del mìldnaio in confronto ('Ol]p idee odiernt'. annali di medicina na vale, Fase. V-VI, 1!!18. BEL!l:\A - l tr<'lll ospedtùl dPila C:el'llr:mla. OionraT1 Jfe<lic-o tlel R. Rst·rci· to, 1 72. BEu.osTF. - Cbirurgicn d'bl\pitìll, enselguant la ruanl<'l'<' douce (•t facile de guérir proruptem<'nl toutes ~01·te.'! de plaies et le moy<•n assnr(• !l'(ovlter l'exfollation des os UY~ llue plaqne nouYellcmeut lnv<-ntée pour l<' pansemcnt des Trépan.s. l'at'is, 1696-98. BE:->LillCJ:l'TI ~lnlati. medlcl e farruaclstl, lfilauo. lloepli. 192.3. BExi'\'1: De .\11 t1•nio ~rusa ad Ionnn. Snblonum ùe Splngardis. Bassano, 1800. B&xorr Lo soorbuto fi·a l<' truppe frnnC<'.si nell'ultima guena. Paris MIJ<U· -

cal, 1919. BER'<AFIDO e Bur:;zzl Vogbera. 1905.

J.J()

~~ombero

<l<-gll umrualntl c feriti

i11

A'Uer1·a. Roma,

Essals de mtsdecinc, Paris, lSGII fx'l mé<lecine popul:11re dan.q la llttéralure romnine. l'aris, 1007. Les mé<leelns et Ics cblnn·gtens des Ho1s Capétien" du XI au XIII siècle. Rul-

Brnsn:n -

B>Jrrll H ' D -

-

lctin dc la. Société Jr!riiCaisc d'Ri.qfoire de la H<ldeeine, 1!)07.

Campagnes d<' Kabilics: b1stoire med-chiru.rgicale des expédlUons de 1854, 1~3G et 1857. Pal'is. 1862. BIT.A'\ClO:>I - :;;torta della medicina. Rouw., 1920. - Vcterls Yestlgla fiammae. Roma. :.'lli<'ll. 1!122. - Otorinolari}lJ.Wintria di pnce e di gm•rru. Pisa, :llnrlotti, 192G. - La sordità di ll<'<'thovcn . Considerazioni di un otologo. Roma, Formlggini, 1923. - Storia della medicina. Roma, Formlgglnl, 1021. .l!'enomeni da scoppio a carleo deli'Meccblo. Gior:1ale di Jlrdicina Jfilitarc, .l<'a."c. V, 1!.119. BILrl~GR H lstory of Surger~. Ncw York. l8H5 . . BILLRO'rH - Tilstorische Rt udlen Ub<'r <11e Beurthcllung und Behaudlung der Schusswunden. Het·Un, 1859. BErt1'Jil':RAUD -


l)'jjI/6plgraphlc médicalt•. l'at·is, 1!109. Der Hnmnmg d<•r Ryphills. J~M. 1!)01-191J. 1\fedildnischt' Gottheit(>n der Ae~tiPter . •lrcllir fiir Grschiclltc der Jhdi:i,l, 1 \'' 1891. nowlttll - Vnter,.,u<·hung\'11 Uber den crstcn \·erband. Der .ilìlitii1·a,·:t, 1~. BOlNt:l Lc..o;; cloetrine:s Hu~dlcalcs: !l'm· (•Yolutlon. l'at'is, Hl20. Bollettino dell'1st ltnto ~tori<'<' ltollauo •ldl'.\I'l\' ~auitarla. BOXAr.t' \!I E:;po,;izionc sommaria Ilei o;t>rYizio ~anitarlo in guerra. lfila11o, l'ISO. BO-'"I'\ 0 Biogrntia 111edku )liemouh•s<•. Torino, 1~24-18:.!:;. no:-'"lzz\1101 - Della He<•cssllil degli stndi storici in me<llelnn. Paria, 1M!l. llOnA~or Cenu i s ulla ~:-~torin <lella medicina . Noma, 1!10:.!. Ilo1mnn r,a m('df>Cine dwz ]('s <'hlllois. Oa:l'llr· hl'bllomaf/nir1· <il' llédeoine et (/t Cllirllr{lie. 1'>7:.!. Bosc\ Oratiu Homne llahita Kal. :\o\'<•mbrls :111 l'a<"rmu l'anlinallnm Senntnm A postol kum in <.'t'lehrita t(' ,. i doria(' ,\J:1l a<'hitan:w <'te. Roma, 1487. Boscrs ne vulucribus a b<'l lico Julm1ne lllntifl. F'ermm, 1GO(l. ROI'ALI.O De Clll'IUlÒÌS niltwribu~ ~<C'IOIJ('lOl'lllll, {,1/gcllllli, [:i(',(): l"f•nrtiis, 1:)()1}, uorr.\Z/1 f/alimentaziotll' cl<>ll'uonw. \ flf)IJii. (J Ìflllll ili i. 1!119. llOt'Cllt r Ili'<tolr<' <le la m('<lecinl.'. Pari~;, l~i:l. BJU~mll 1 ' l n Hl rum<>nt arluru chirnrg-i<'um mllltarc ani'< t riacum. l imrna, 1782. - ~torl:1 drll<' H<'OJlCtt<• :tiHit'<l-IIIPdiclw fatte dug-11 ltnliant Ili/ano. li!\2. TIIl\"\l'\(<'JO- (;Il t>sCrdti dc-l weehio Pit>montl' (1:\60-l't)!l). Romn. 1020. BIIA."\"'DEJ<: H Dir kr:mkhe1l zu At!len lla<·h 'l'h1tc)·dides. Rtllttgart, 184.3. BRAssam; et RA~t J'OXT ~~ anuel de tll('<iecinl' pratiqlll' mllitairc ou traité <l es maladit'~> qne J'on rrncontr<'. l'ori11. 180:l. BlliAt· - Du I'Cl'l'fN• df' mut(' milltuiL·c- chez l<'s Romaln.'<. l'aris, 18GG. BiliCi: c-t Rò-rn:1• Le Corps cle Ranté miltla.irc (•n Frant'('. Pam, 1907. Bnior - ll.istolrr •le l'étnt <'t cl('!; progri'>s dt• la cJ1irur:::-i<' militalrc en Franc-e p<'nclant li'!-< gu~>rn•s dr la Hl'Yolution. /ll'sançuu, 1817. BnOE('K La ('hh·m·~Je <l<' mnitrl' .rf>on Ypc•rm:m. chli'm~tien bel~e (XIIT-XIV .t;lècle). , t nrers!'. 1~1\:l. 13R"l"GOMAV - J)e lt•gNlÒUC historiae lllNiiciuae utilitate. JJnOlilli, 1~24. Rnu:s-x EinfUhrnug in th•r Ge;;ehi<-hh• dPr f'hit·tn·l!'i<'. flrt•fin. l!l~L RRUX';}Jt Dl<' Y<•nnmdrt<'n in rlpn Kri('g('n <l<'r alt<'n F.idg('nossenchaft. TitOtnuen, 1!103. - Die ~purcn dPt' l'Hmi!';ChPTl .\l'rZI<' :lllf flpm no(}(\l\ d<'l' ~l'hweiz. Y,iirirh, 1~!\1 Bncx-..;rn - ThP morbldity ami mort:tllty in tb<' gpanish nrmr statloned in Cuba durlng thc cnlendar j('ar 1897. Bnors~AlR Examen d(' ln doctrln<' lllt~clical<' gén~ral('mpnt adoptN>. Pari8. 1829. RucnNm - .Aerlz<• und Ktwp1ìtscbN· . .llonaco. Hl22. Bursso:-~ - La :\IC.dPcine <>t i<''< poH('~ lntin~. lfontpellil'r, lfH3. R ('IIO Intorno :11Je fN·ltr l'M'l' arma da fu()(~l os<::ernttc e curate In Lombardltl cluraut<' In campngnn del 18-i~. T'i sa, 11Hc . nenu,nr.AllX - Généralll('R snr leR mnladi<'R con t agieu RC'S !es plus fréquemm<>nt t'('<'Ontr(l•'~' chez l<' f:old:\t . •trl'!tif't'·' d(' lll'rii'Citlr l'l rlt> f'ltarmttf'ie J[ifiloit·e, BL.\'\Cll.lno -

Bwcn

, ,Il!)()_

Rcn-..;\"\11

r:n<itf'l Roral d('~ }JIY:Iilcll'<::. J>tlrl!!, 1!\13.

- Ollil'llt'glen~ el IJlcRsés 1t tra1·er~ J'hlstoire des origlu<>~ à la CroixRougc. J'nris, 1018. f'uuxJ<; C<>up cl'oeil Sltr le.s rén1intions et o;;nr la rc.\forme <lP la mé<le<'ine. t'at'is, 11'0 l. f'AL\'HHT - Quall mezzi po~sono contribui re :1 miglioran• l<' condizioni san l t or.l<' dell'(';;CI'<'lto itallano. Oiomolt• rtf medicina militari', 1g;g, C'A~rrt:.l 'l'O - E><il:ll d(' p«r1•holo~ie militairf' imllYI<lnelll' <'t ('Oil<'cth·c. PariR. 1!\112. C'nrpnnr. - 'Pbc ·''"'Yrian ll<•rbal and .\R:~:çrian medicai 'l'ests. Prur. Ht1yal :-;ocfety ot Jll'dirinl': 1024--J!l:.!(l. • C>~rrAuONI - Rltt·nlti di medici c natur:llisti ltnlluni clal !';('('ol'o XY nl XVIII. Yol. JI, l!l2:i <' 1(1~.'-. Istituto Xa:t.ioual1• :\l('dl<:o J..':u"Jua<·nlt>.'{if'l) ~litor<'. Roma. CAn,\'\f;A


-67 CAPPARONI- Maglstri Salernitani nondum oogniti. BoZlettit~o ctcll'Istituto Storico ltQ,liano dell'arte sdttitaria 1924. Ediz. inglese Jobn Baie, Son and Danlelsson ltd. Londot~, 1923, N. 2 del Wellcome Hlstorlcal ~edlcal 1\lllliCum, Researcll Studies In Medica! Histot·y. - I mueslri d'anatomin nell'Atenco Romano della Sìupienza durante il secolo XVI Bollettino dell'Istituto .'\tnrico Italiano clcll'Artc Sanitaria - Settembreottobre. Hl20. - Per l'armamentario chirurgie:.:~:> ucl set'Oio XVI (Xota preventiva). Rivista di St01"ia critica d('/lC soie11ze mediche c naturali, A:rftlo YIII, n. 5 e o, 1917. CARBONt:LLI Commenti sop1·a pitture c miniature italiane a soggetto medico.

Roma, 1918. - Bibliografia m<'<lica pe<lemont:mn. Sec. XV-XVI, Roma, 1913. CARON - La déf(•nsc:> nntlonale d<' 1792 il. 1795 Bullcttn de 1'Académic delphinalc, 4t série, t. Xll, Paris, 1912. QABARI.Nl Le malattie e gli infot"tmli nella >ita mUltare. lloma, 1908. - La medicina mmtare nell'antica Roma. Atti 11 Oongresso internazionale di me-

cticina c tat-macia militar('. Roma, 1923. La celebrazione dei medici caduti in gu<>rra. Giornale di mMicinn militare, 1925. - Polonia e Italia. Atti IV Onll{lresso intf'rnaziottale ài medicina (' farmacia militare. v m-.~ avia, 1927. - Nel 7(jo anno d<>l Giornale di medicina militare. Oionw1c di medicina militare, 1927. CASTIGJ T<n-'1 - 11 ;olto di Tppocrute, Jstorle di medici e medicine di altri tempi. 1/ttano, Soc. l<ictttrice « Unitas », 1925. - - Storia della medicina. Milano, Soc. Eclltrice « Unitas », 1927. - Storia dell"lglene, nel « Trattato Italiano d'igien<' "- TorittO, Unitme Tipografica cctitrlce, 1926. Ct:r.LI :-ltorin della malaria nell'Agro Homano. Città di Castello. 1!>23. CELLI Q. - La medicina greca nelle trnfl!zioni mitologiche e owericbe. Roma, 1923. CESARI L'IISS(Xlio di Gaeta e gli avvenimenti militari del 1800-GJ. Roma, 1915.

CHAROOT-RlClll<;n - :Kouvell<' ioonographit• <le la Rnlpetrièr(•. Pa1··ts: s. d. Cruurt:ut·s - V:u:t milltall·e cbez les Romains. Paris, 1&Q-!. CIIE:.T - Statlstlque et Recueil de :liémoires de médecinc mllitaire. Paris, 1871. - De la mortalltt' dans l'tlrmée. Prn•is, IIachettc. 1870. - Averr,u llistorique, iltntlstiqtw t•t. clinlq,l<' sur l<' ~~n·icc dc:> :tmlmlan<.'<'.• t•te. penda.ut la guerre 1870-1'171. T'ari.~. 1874. CH.ERE.\t; Henrl de :llonden.ue, chinu·glt•n de l'bllippe le Bel, Hoi de b'rance. l'aria, 1 02.

(.,'nOULAl'il" - lllbllografht medica historlca. Lipsia, 1842. - History an<l Rlbliograplly of anntomlc illustratlon. Lip~tia, 1852. Tafeln zur Gcscbicbte ut-r ~ledlzin. LitJNia, 1822. - Ueber das studium dr>r altcn .\ crtlre. l'if'I"CI"CI! ,1/lcgm . .llc'<lccin, H-i21. CnuQu m· - .J oumal de 1·oyagc clu géu(>rn L Desaix (Sui:;s<• et ltalle: 1797). P art.~, 1907.

CoBm -

Ob~cn·ationum

medkarmu castrf'nslum

Hungaricnm

decadel> tres.

11 ctmstfHli , 161'.3, ·19-51.

COuN - - Anatomie in C.l.liuit. JJeutsche Meàizinisc.:hc Wochenscht'i/l, 1899, n. 30. COLOMnu.:n - ~l('<.iccine mllìtail"c ou traité <Ics malttdies tant internes qu'externt-s. uuxquelles les militaires sont exposés duns les diiiérente~ positions de paix et de guerre. l'aris, 1778. ('OMis~;~::ri·r - Sulle malattie che llmmo c.Lomlnat<> ln orien~ fra le truppe del 0011p0 di spedizione sardo. 2 v<·l. ~L'orino, Tipografia subtùpina, 1.857. COXn;:. \U L"A.natomlt• chirm·gl<.-ale dan.o.; la <.:han:•on d1' Holand. Tritltillt 111<'· cticale, JOOO. Co;-;·n - La cal:mtnra delle truppe a pleul. Giuntale clelia Società ltaliana d:lgiene, 1881. <.:onoirn Etml\•s sur la méd<..'<:inc hindouo:. l'ari11, l'-\14.

,


-679QORLI&u - Les wedec1os grécques depuis la mort ùe Gallen jusqu'à la chute dt> l'empire d'orlent. Baillière, Pa1'is, 1885. - La médecine milltaire dans lcs armées ~ues et romalnes de l'antiqnlté Revue l:icientijlque, n. 18, 18\>2. CORRADI - AnnaH delle cplùemle in Italia <.lalle prime memorie sino al 1850. JJotogna, 1865-1883. - Documenti per la storia delle malattie veneree. Jlilano, 1884. - La chirurgia in IJ:alla dllgll 11llimi anni del se<.'Olo scorso sino al presente. J:Jotogna, 1871. QOnSINI - Mediçi ciarlatani e ciarlatani medici. BoToona, Zaniche!li, 1922. - l medici navali nell'<'I'O antico e medio . .1!1mali di lfràicina Navale e Coloniale, Fase. I e II, 1!l1li. CoRTESE - Guiùa teorico-pratica del medico militnre In campagna. Tot'itto, 1863. - R€'lazione della campugnu <.'ombattnla dalle a r mi Italiane nell'anno 1866 rigu!lrdante lo stato sunlturlo dell'esercito Atti llcll'lstitrtto reneto ài scienze lettere ell art i. Vol. Xl [, serie III. COIUIAL - De la ruarcllc an po1ot de vue militairc. Paris, 189:!. COS1'E et PFBCY - De la s:mtè des troupes à la grand<> m·mée. Strassbo"rg, 1806. OousTA:" - Aide-rucmolrc de chiru rgie militaire . .\l alndi('S e>. lcrncs. 'Jì:aumatlsmes profcssionncls. l'a1'i8, 1897. - . \ictc-memoire de médecfnc militairc. :Maladies et epidemles des :mnées. l'a1'is, 1897. - Les secours du cùamp <1<.' bataillc. Annales (l'llygténc, lf(97. D'~-\B.iNO - Coucillator {'()nlrol'er:sl:ll'um quae int<'r phllo;o;ophoo et medico..<> versan-

tur. VenetUs. Juntas, 1548. D'AQCL\'O - Lexicon mll!taN (.1frdici. in militia; lttlnwr). D~LL'Qnro Saggio su le ferile )Jrodotte dalle armi da fuoco. Roma, 1800. DIREYREBG - Cours sur l'hlstoln' €'t la litterat~•r€' <Ici'~ "Cienceg médicales. Paris, 1847. - Histoire de la mN!eciTl('. J'ari.v. 1864. - Histoil·e des ScienC('~ MP<llcalcs. Paria, 1870. - I/état de la médoclnc eutt·e Uomère et Hippocratc. Paris, 186!!. J_,a méflecin€' dani'< Homi'r<'. Pari8. JS('~5 DAm~MBEIIG et SAGI.TO Dlclionuaire des antiquit<-s. Parta, 186ri. Dr. BuTQUE'l' - ::\femoll'CS Slll' ln guerre. Amsterdam, .1731. DEL Garzo - n geulo cl'Jppocrr~te . .1tti R . .tlcrorlcmfo Ponlonfana. Xapoll, 1R!l7. DELOlllrE - Traité dc chll·u rglc dc gll('rre, T. I. Pat·ls, IITcan, 1&.«8. DEL PuLG.IR - Cronica òc los R<'rcs Catolico!<. l'alcncta, 1770 DY. u Cnorx - 'l'ralté <le Chirurgi€'. Venise, 157?.. Dr. hnri~JITSTERF. - 'l't'!lltement dl.'s plaies d'arme;:; Ìl fen. \fémoires de l'..~cadémic rorale dc chlnn·gle. Pat'is. 1168. DE lliR<.'lti - GIJ F.ll<'nl. !filano, Y:1llardi. l!lZT. DE i\IATl'JJI:Is - Rulle infermerie degli antichi. Roma, 1f(92. DEMMT.ER - Du lrervl<'<' de santé dans les armécl'! grecqne~ rt romalnes. l.es ProgrtJs 1 !lO:!. N r. 2:i. Pra11ce méclicale. l!lO:l. Dt: NAPOLI - .Amore e sesso. Torino. Fratelli Bo('('ft. 1926. DENEFFE - Chirurgie anllque . .Ltnrersa, 18!lR. De RENZI - Rtorla dello mediCina 1n Italia. Napoli. 1815-48. - Rtor!a dO('UnJ(•ntatn dello Rcuola medica di ~al<>t·no. N(t1)0itl, 1857. DERSEt.BE - Die Chlrtirgte tm roruischen H~r<>. Willelsh, lRM. DP.BOENl<.'Tl'ES - Rxanl('n d<' C)1telques ldées dn mar&>hal cl<' Raxe, snr la conser· vation de l n Rant~ de!'! trmtp€'~. l'a1·ig, 1 SO.i. DJI!SoE.~&rrF.s R. lllstolre ro{>(Ji cal de l'armée d'orlcnt. Paris, 1f:i02. D&!'!POllT - Traité del Jllnles d'arml.'s à feu. Pari.~, J'i4!l. DEZEIMEnrs - Dlctionnalre hlstoriquc de la mt'è!ecln€' an<'lenn<' et modcme Pari.~' 18.3-t. - I.ettres sur l'histotre cl<> la médecine. Paria, 18HS. D1 FmE - La èlisperslone del malati c dei feriti In guenn. momale Jlcdico elfi R. Esercito, 1~9.


DisQl't; -

Lo

~;<.:1918. orbuto fra

li lflllscltt,

GSO-

le truppe russe nell'ultima guerra.

f7 ccli=ini!!rl"'

Erst\' IIUlfc In der Gefechbtlinie. Jlilitiir Trocflmblatt. lS.I)'j, Dollusn;ws-.'1 - Dle Rangordnung des romiscben llceres. Bmwcr Jalirbiich,·r. Ho11n 1008. Dom:-. - Notes et -;ou,·eulr-; d'un ch!rurgien d'ambwancE-. Lyo11, lfi72. DROl~>I.:-.- - Das ~llllliirmecHzinah"I'C''len der romischcn Kaiserzelt. Drutsc11c mi/itarur:tt. Zcttsrhr. l 74. DuBREl.'IL T.es mN1ec•lnc; dane; l'ouc-st de la France anx XT l't Xli siècl.-;;. l'art.~. l!IH. ,. Dt:CJTL.'l:-.rt: - 'l'ral<"té de la Cun• générale et particuli~re des arcbusacle.s :1\'ec l'antldotaire ~margh•f(llll' pour préparer et composer le.s m<'dlcament~. L11011, l:J7G. DUFOUAJtr •\naly:<<' des hlcsc;ures d':trme.c; à feu t>t dc leur traltemcnt. Pari.~. 1SOJ. DomMt.R -

Di'''" -

11111Hihndt clpt• .\Jflitiirkranldwitl'n. J.eip~ig. lS!l!l.

DUNANT Un AOUY<'nir de ~olférino. Ge11ève, 1863. D u POJ\'Cllt.L Trnlté dC' mN'leclnC' légale militaire. ea1•is,

Doln. 1 !lO. DuPour - ::\Iéd<'chtC' et moem·A <1<' l'ancienne Rome. l'ari.~. Baillierr, 1 92. DuPOl'Tilt;x. - Le<:onfi orale>: dc dlnique chirurgicalc faites à l'llOtel-HlPn <l<' Pnrls. l'art11, 18.'l9.

ESMARCK Essc:m:N -

Vcrbuncl])latr. 1md l!'elclla?.arl'th. Berlin, 18H8. ('olJJ'H d'blRfolr<' de ln mMeeine.

Rruxelles, 1~!«).

ESTU;v - Di<• :\l<'<lbdn lm nf'Jlen Testament und lm '.l.'nlmud!. Stutl[/nl'f, F.nlH', 1!ll:l. - Die Medlzln lm nl!cn T<-St:lment. Fltuttoart. Enke, 1!l01. FAIDm;unr. - lA'S ml'de-eln~ et lrs cbirnrgiens <le Fiandre avant 1789, LWe, 1R92. FAUD.\<'Q - Réfl<'xlons Rur Ics ~)Jaies ou méthodc de procédcr ù leur curnttou. PnrCs, 173.').

-

Xouveau trnlt(> clel'i pl'liC>~ d'arnws ìt feu a\·ec des remarquac; et de,; obsermUons.

\ amw·, 17·16. FAnnc - I,es bl<'fisure~ de la gnerr<> au ~foyen age. d'après !es ("bronlquM (]e Froisl'lnrt. J,c OndttCt'e, 1!!01. FEDELI - f~ionllnc Ili :\!alta e le sC"lerl7,e mediche. Pisa, :'\fariotti. 1!'11:1 FLYocrr - Ouservntlous recupliiJes à l'armée d'Espagne sur les plale:c; d'anues Il feu nux extr(omftb!. 'l'ht' sr dc Paris, 1813. FERIIUlO L'ordinamento delle armate romane. Tori11o 1818, p. 97. Pruur i><> sC'lOJ'lC'tOMllll vnlnerlbu~. l'rnncojo1ie. lG11J. f)(• sdofii'I<H'tllll sin• :tl'dlihu-<ornm Ynlneribn" libri lrf.'8. Romfw ~·t JJouoll i ll t' , 15:02, Luglluni, ]:-~;::. FTOLu lncble.'ltll RhttlAtlca sulla e-cceden?.a della mortalità nell'esercito lt nlinno. lliriMfl militare italiana, 1878. FlsCBrn - Zur Gescbichtc der 'l'h<•rapie. T'ie11na, 1925. FLOQUE'r - Homhe m<'dE'Cin. 'l'hN;c de Pari.~, 1912. FOOHERTNI I soccorsi al militari feriti ed ammalati in guerra dall' anllcltl11t alla .fine tl<'l secolo XV Lll: Ri,;ista critica e bibliografica, maggio-giugno, 19lfl. FosSELI. Stuùlen ;r,ur Ge-.sehlchte der ~froizin. ::;toccanla, 1909. l!'OUIIll'l!: I/Assll'!(:lliC<' llospi\n l l~re aux ~<'liS de guerre n A:mieus. 0. Il. NOCÌI'II' rlcs <lnliquairrs cle l'irar1lir, mars, 1!100. FnAO,ISTouo 0l)<'l'fl <> nm ln. l'rnclii&, 15-18 FilARI -- Della P<'Rte (;;tu<l io ><torico e cronologico di tutte le J>eslllem.e), T'c•H '· :: la, 184(1. l!.,llEO.IUJ.'l' - IJislofl·e <lP la tm'rlcoclnc. Etudes sur nos traditions. Pari8. 1870.

))Je ~lilltiir-:\lcodlzhl Uoml'l'S. Rtuttg(wt, 1879. Ge.sçhic l~tllc IJt'S der .\l IliW rme<lizin. J rilitii rit r::tliche Zeit.~ch r.

I•'Rouon -

l' rc.~.~c, 1~73.

ln l ' Il.

mNl.

\'om Kalscrlichen Kriegsgerechten. ::l lnlefiz und i'chuldhiinrllcr. Ordnung un H<'glmcnt, Ft'al!l;furt an Jiain, 155.).

FllO:>ii:li'Ut<HH -


-681Sel ter:tA> <.-enteoarlo della '<t~•ll"rta (fl'i ,·asi chiliferi. Rlt·isla di storia delle sctenzc meaiche c naturali, 102:!. Hnr.1 - 1J1squi$SC .l.tistor·Jque ~ur le servlce ll<' f'lnnté mllltain· : t'onsiclerntlofis pré· (}1nm-

llmlnaii·rs.Pa,·i.~,

184J. Dizionario biografico universale. Tol'ino, 1!101. GMmrso" - ::s'ot(•s on th<' hlstor:v of mllltnry m~'<licim•. 'f'hc lfilitary ,'{urgeon, n. 12, 11J2l, e u. 1-G, J!l22. O H JLDREE·HOIL!.I 1U - T.' J.\dminio.;tratlon mllilan• ùan" l':lntiqult~. Pari.ç, 1871. G IUPr - Das ~anitiit!<IH':'I(>ll in tleu Ilt>ercn des .\ltPr. Xachrkhten i!l)(.'r da" ev. · theol. ~C'minar In Blaubl'uren, 18GO. GmFFnov - T./:UJntomlr l't la phl><lologi<' d'A.rL-;tote. 'l'ltè.~c cii Paris, 1S!l2. Uf.ORGt)o; Lel'< nmtilatlons I'Oiontnires d:ms rann(Se fruru;:aL--e. 'f'hè!lr t/f' Lyou, 1010 CIA<'Cm .\fl]lllnti d l "tori :l 111ilitr~re. Roma. 1!128. OtnLTO - Milizie cd rsC't·dti d'Ttnlht. Jlilmw, ('nsa Nlllrice \'<'«China, 1027. c:roRO.I:\0 - ('blrnr:.tia In (t'lllJlO di ~llCl'l'H. Torino, \'.'l'.E.'l'.. 1!l1ì. - Giovarmi da Vigo. Hil'i.~ta eli IJturia r IICiC•I:r mediche naturali. Siena, 19'.?G. Guerrr~ e clllrnrgla . ( \mfel·t•nza. l cnrzia. 1!!17. - ) fedJcuzioni -;tr:me c merlkazioni 1wmpl1d, tlrchirio eli N/o1·ia clelle scirn::e,

(; IROLLO -

uoma, 1!1:!.}. - ) l auunle di medicina operatoria. Tol'ino, }){!H. OlltOLAMI - Dtoil'elenwnto ~>torlc'() e JìloJo<;o1ko della uwdiciuu. b'iren::c, 1839. t;o.,;uCRE - Km·zc llesclln•ibunA' tler bel der le preu~slschen .Armee stuttfindende.ù Krankentransportmittel. Be,.li•l, 1814. GORE - '!'be :'\tory of (Jur ~cnlc-cs mult•r the Crown. (,oJl(lOII, lSi!l. G<Yl"l'LOn Kti11x - De medlcillac militari>~ apud vetere~; Gnwcos Homanosque t'Onditlone. lAIJSiae, 3824-1827. Gocu:; )lénwh·c.-; Lltlt•rairc;; <'ritiquc..- et phllolog. b!ogr:~ph. et bibllograpb. pour servir ìt l'llL<;toirc aneit•nrw et moùcrn(> dc la m(•dccine. Paris, J775-7G. URIWI - :'\tudi >~n i servizi logh;lld nrl l<;()(; in <lt-l'llltwla. Ruura, 190!!. Gnor.u:n - DN· romi.<;dre Lime" lu Ocsteneich. lricm, 1006. GROTEf.t..'ll - DI<' Stemp1•l der riimis<'ht•n .\.ug(•niirzte, Jlnmrur·rr, lSG'i. OlluE....,li.ICòi:X - THe Gru rHil!ll!l'li ller dtin<>sischt•u medlzln. ,/nnltil, lHUH. fl.UARDLI Hlf!toire de la lné-tl(•(·ine. f'r1ri.~, 1"-'<1. La lJI('(le<:ine ;, tmYet'~ le" o.;lède<;. f'(lris, llnilliì•re, J8G.5. ~ sen-lce dc sant<' des arm<"(•s dan~; l'antiq11Jtc\. Re1•tU' soiontiJìque et adminìstt·attJ·e rlc.~ ml'<lerin.ç rlr.~ 11rml'e8 ,,,. te1n· et <le uu·r. Pàri.ç, 187!1. Guorrs - Antlquae ino;c riptioneo;:; cum graecae, turo Iatinae. Leo11arrliae, 17:31. GUERRI"iT - Le lnstitnzloni m1lltar1 del romani. Scnol:l <li gnena. Tm•i110, l!KJ.i. GOIDA Il foglio di F<anità nel JillrPtlo p<•r,;ounle fl<'1 militare e la III Htl'ieohl suni· tnl'ia. Oioma/(' Ili Jl('(lirina 1/ililrtrc, !'<T~). Xota ;;ngli uppnrec<·hl in lnmlera eli zlneo nella c·hlrurgla t.lei posti di tn('dica zlone. lUunwfr· 1/rdif·o rtf'/ H. TJ,çrrcftn. 18!lG. GoiLJIAUMox l\1. lJ'. - l ,n gnene et le.~ epid('lnles d':tprffi l<'" mémolres doa ln soclété des scien<~,o;; médl<'ales de :\Ietz. Pm'i.~. bibliotbt>t]ue de la paix. OcnLT - Ge.o.;ebiC'hte fll't' ('bìrurgie llll(l ihn•r .\nsiihtlllf:\'. 1Jcrli11, 1f..H•. GoTRRJC COJlllllt'ntarie;; on tlH' S11rgrrr of the war. C'te. Lorulon, 1SDil. OUVI'O::>t ì\lORH' It ' Tralté llo.o.; moycn!-4 d<' d<'siufN·ter l'aii·. d<' ]We1·euir In conl:lgion l't d'eu :IITHt>t• lf'S proj('rè.". PfH'i!l, 1802. Dle AllrUmisci.Jcn ':\[i]itiirHrzte. llcrlill, l\Jii·ewnlll. 1!>10. Berlln, lM7. - Lehrbnch fler ne«ebkhte <14•r 'fcdizln. Jrmr, 1~1.) 1!-......2.

ITABEltr.lNG -

RA~F.R - Geschlchte (](•r Krankenpfl('~<'.

· !TAOE~r.l:"' -

Zm· R,q.dt-11(' <ler altrn .\('~fpter . •/anu.~ IX, lfi0-1.

Zm· Hygiell(' clrr lllt('l\ C'hlnP;;Pn. ,f(fllll8, 7.A, xrn. ITiltx Fh"!'<::ti de bibllo~raphlt' 1Ut'dk:tlr. PariR, 1 !Yi. HIJES et ~I"Yo'\ Le" Orif!ine~ de la Crob: Hou~re . . !mstrnlam. 1901. TIANDvor.r.r. - .\ Pl'l'<:U d 'hlslhriquE' dP l'ol'igine <l<" la ;\l(òfleciJw. Pari.~, 1877. lfECKm .\l(•flkln:w o m n ii' a(•\ l fata l abuli;~ Pxpo><ull. Ertol'fliar. lì!ll). TIELlrE - XaJIOI<'On et In m{>d(-elne. Prrxse ull'lllcalc, XL\IIT. HERYA::\T - Alde-memolrc du m6<1ecln militah'('. Bru.relles, l~ìG. -


-682HERY -

Der Sanitiitsdienst bei der cnglischen Armee im Kriege gegen die Buren.

Wien, 1002.

HESSLER -

Sus'rutas A.;jurvédas, Et·langcte, 1847. Manuale di chirurgia di guerra (trad. :Jlana~-r.::t), Roma, 1876. HILDANo - De recta ot~~randaruu:n vulnerum ratìonc, 111:>1'1 duo. Ber·na, 1574. HIBscn - Handbuch der bistorisch-geographiscben Patbologie. Stoooarda, 1881. HIRSCHEL - Geschichte der :Medicin. L-ipsia, 1848. _. HOERNLE - Studies in the medicine of ancieut ln<iia. Oxtonl, 1007. HoRSEl'ZKY V. - Kt·iegsgesohichtlichù Ube:rsicht der wichtig~ten Feld?ruge der letzen 100 J ahre. Wien 1888. Ho UDAR·r - llistoire de la :\lédecine Grecque, dépuis Esculape jusq'à IIippocrate excluslvement. J>aris, 1876. HOWARD- On aooount of the principal r,azarettos in Euro;pe. London, 1870. H UBBENET - Die sanitiitsverlliUtnisse aer russischcn Vcrwundeten wabrend des Krimfeldzuges. Stuttgara, 1871. Hu·rorriNsox - The doctor in war 1918. London, 1920. H~>:YFEWEK -

!ANs - Gcschichte der Kriegswissenschaft. Miinollen, 1880. • IMBRLICO - L'asepsi e l'antisepsi nella chirurgia di guerra. Giornale Medico dei R. l!Jsercito, 1894.

-

L'azione cbirurglca s ul campo di batta~lia e nelle prime formazioni san~e delle guerre moderne. Giornale iJ!edico del R. Esercito, 1003. La proporzione dei morti e dei feriti nelle guerre passate e nelle guerre future. Giorna~e M eatoo deZ R.

Eset·oito, 1896.

-

Sulla cura delle ferite nelle guerre passate e nelle guerre future. GiomaLe J1eclioo del R. Esercito, 1894. « Isls », T.ntcrnational reYiew deYoted to the history of sclence. BntxeUes, 1918-28

J AINE- The medicals good.<; of ancient. Annals ot me(lfcaz histMy, Vol. II. J AJ.iES - Dizionario universale di medicina 1753. << JANUS ll Archives intemationaux par l'histoire de la medecine et de la geographie •médicale. Leicls. J OINVILLE- Risto1t·e de Saint Louis. Paris, 1617. J oLLY - GrundTlss der Indo-A.r1Schen l".hilologie tmd Alterturus Kunde. Strasb1wgo, 1011.

J OUBERT - Traicté des arcb11sades contenant la n·aye esseuce du mal et S:J propr<' curation pm· certaines et méthodiqucs indications; a1·ec l'e:!...'J)lication des divers problèmes to11chant cette rnatière. Paris, 1m0. JouRDAIN - Encyclopedle des sciences médlcales. Par'is, 1.920-25. KELscrr - La tubcrcolose <lans l'armée. Parfs, Doin, 1003. KLEBS - Znr IIistoriscben Biologie der Krankheitserreger. Gies.~en, 19J4. KNAAK Die Krankheit<>n im Kriege. LeitJzig, 1900. Kxonn - Entwlckelung und Gestaltung des llecrcs-Saniti.itswesen der europiilschen Sb1aten. Hannover, 1880. KOCH R . - Die R ekampfung der infektionskrankbeiten insbesondere des Kriegsseuchen. Berlin, 1888 (2-8). KOE11'E~ lleschreibung Yon Novaesium. Bonn. lcthrb., 111 ·112. - Zur riimi.schen Beilh-unde am ~iederrhein. Fcstscbrift d . 70 Versammlung der de11tschen Katurforscher 11nd Aerzte. DitsseldO!'f, 1808. KoERNEH - Wesen und Wert der homeriscben IIeilkunde. Wiesbaden, 1904. K<Yl'EL~fAl\N Gesundheitspfiege im l\1ittelalter. Ambwl'go, 1890. - Die Ophtalmologie bei den alten Ilebriiern. Llmbur·go, 1010. KRAMER - Medi.cina castrensis, 1720. KRTEGSMINISTERTUM- Sm1lti1s-Bericbt ii ber die dentschen Heere im Kricge gegeben Frankreich 1870-71. 7 vol. Berlin, 1884-90. KRU:MBAcHER - Geschichte der bizantln1schen Llteratur. Monaco, 1895. Kurm - D:e medicina militari apud veteres Graecos Romanosque. Lipsia. 1824-1827. KU~fS - I .es choses naturelles dans Hornère. Paris e .4.nverse, 1807.


LAcu.,IANN

LALLER -

6S3-

- .lletrachtungen :.~ur Illns. Ber/in, JSG:t .AJ.nbulance d'uutrefols. Uente hcbclomadaire, 1916.

Gc..;;chichte der SellClteu, llun~en;; und Kriegsuot zm Zelt de.<; Dreisslgjlibrlgen Krieges. lricslia<lcn, 1S90. lA.'\llOUzy e LEoRAr\G u-- Colle<:tions arti,..tlques •le la J..'aculté d~ l'arl.t;, Pa riv. 1!111. I ~-\RREY Cl1nlque chirurgicale exN·c'(le particullèrement dans le;; campa et les hOpltaux militaires dcpuls 1792 jusqu'en 1829. 5 \'Ol. Paris, 1832. - ::lfémolre de chirurgie militnirc et campagnes, 4 vol. Paris, 1812-1818. - ::lfffinoh·e ~;m· les plùi<'s pénétmutes de poitrine, 11<1 moircs (le l' Aro<ll'mic cle nuJctectnc. Paris 1828, t. l. - Relation médlcale des campagne>~ et •ornges dc 1R15 à 1S:l0. Paris, 184.1; - Sur les nm)mtalions des meml>t'tls a la snite dcs coups ùe feu. P(tris, 1797. - Relation btJ;torlque et chiruri{ICtìle de run}}(~ d'Orlent en Bypte et eu Syrle. Parls, lfillit LWRENT- Ilistoire de la vie et dcs OUYragcs de P. F. Perc,r. Vc,·saillcs, 1S27. L.-\V.\L - Guide dn médecin <le rei'!E'n·e. l'aris. 1006. LAVERAN - Tralt{' des malndics et ép!démies des armOO.~. PCLris, 1875. LECJIAtn•nm - 1.-cs scrvicer; de l'nrrlt•rc à la Grande Arm('<'. lSOG-1807. Parta, 1910. LECLERC lllstoirc de l a :\léd~'<·inc .\ rabe. Pa1·is. 187G. - Histolre !lP la :\lédecine. Am.slt'l'clam, 1723. LE FORT La Chirurgie mllitalre l't les Societés de secours. Paris, 1872. LEOOOEST 'l'ralté de cbit·m·gk• d'armée. Pat·i.~, 1863. - Traité ùc chirurgie de guerr-e. Pari<~, 1872. LE PAui.:\tUJt 'l'raicté de la nat11re et curaU011 dcs playes. ùe pistolcs harquebou~~. et at1tres ba.stons i\ fcu. Paris. 1:Jii!l. LEITERMAN :\ledlcal Recollecllons of tbe .Arm:v of t.he Potmuac Xew :ro,·Ti, 186G. J..IFTA!lo - lh!sumé ùc l'Hl!:tolre dc la médt'Cine clwz Ics Orlentaux et eu Jllurope juSIJU'nu XIII s iècle. l'm·ts, JR97. LITmt - Oeuvres completes d'Jilppocrate. Pari.~, lS:l!l. LOEFFLER Das preusslsche .\lllltiir-~nnitUtswesen 1md seine Reform IHICh der Krlege ~:<('rfnhrung 'o n l (ifl. Rerlin, 1863. J.o~orx Joornal des campngncs ùu baron Perc•y obirurgien en che( de la Grande .\rméc (17!>-l-1R2.'i). Paris, 1904. LUTZ - .A contrlbution to the knowledge of A.<;siro-nabllonlnm medicine. Th(' Amertcan ·IOIII'IIal Of SOli. {,l/ll[lllngrs, YOl. }..rXXVJ. )fAESTREUJ ('on;,idera:.~lonl ~;ull<' cause delle perdite per malattie <leli'N!E'reito il::ltiuno. Uio11.1ale di Jl/c(ffr-illa ilfililare, 1R77. - 11 vitto d<'l ~;oldnto. ::\Ianual<' 111 bromatologia pt·utiC'il. Firenze, 18!)0. L~MMF:RT -

::V!Acun - DI! rara medic'ltione ntlnennn Rl'U de vulnerllms raro trartandis libri duo. T'cnctiis, J6J6 . .\fAGGI- De \'lllnerlbus sclopetoMilll ('t bomburclorum I'UI"!ltiOne Jiber. lJOIIOIIffl(', 15:'i~ . .\IAuos - IJ l>~loln• de la m~fle<'iJH' c !IniquE> flf'f\111-: ~on orl~in(';; ju!->Qu'à nos joun<. f'at·t.,. 1SOI. .\r.n.AmRl\1: Dc li<• opere dei meclipi e cerusici Ili'!{li l-'t n ti della ('asa (1i Su ,·ola. :L'orino, 178fl. ::lfALGAIO'~t

-

-

- Ui1'4tolre cle la (1hlt·nrg-le l'n Occinent. l'rrrls, 1840. Introd11Ctlm1 n11x Oeurres <l'A. P:w(·. Paris. 18-Hl. :';m· l'tlllatnml<' c-t la plJ~·sloloA"I<' cl'Hom(or('. Pnrls. 181:!. Essai sur l'blstolre et rorgnnJ..;~tlon cle la cbh'\ll'A'h' et de la méde<'inE' grecque a\·ant Illppocrate. Journal àc chiru1·gie . l'tll'i.'<. lbiG.

:MARCJrA::-~o -

Etud<> historique et nosologique sur quelques épidemies et endémies du ::\foyen .d.ge. 'l 'hèse cio Paris. 1873. )!ARIM Delle ottalmic negli eserciti. <Homale ài JJ('dicina lfilitat·c·, 1H71i. MARQUARD'I' !Himische Stnatsverwaltung. (5. Band dcs Tiandbuchs der riimlscheu AltcrUlmer von :l lurqu:srdt-;\lommsen). /,r~iJJZift, 1SS4. ~fARQUARDl' et 1\[0~IM~t-:::< - nandhnch der rUmlscheu Allerthiim<'l'. r,ei/):Ì!J, 1884


-

()81 -

:IIARnu P. Opu;o l•:pl,;;tolnrum (K. 73) . ..J.msterclam: 1670. :'llAR\'.\Lu Le~ mnlnrlic·~ du solllnt. Prt~·is, :ilcan, 1 94. :\IMlsOT - Essai sur les plnles des armes il feu. Paris, 17!>2. :'IIATWXO'\ Ensl'i~nenwuts mkllcaux de la guerre rn><so-japona!S('. JfaloiltC, ri.~.

l!lO'i.

•

l'a-

:.\lAT"IW - Es-<al hlstot·ifJIII' qm· l'école tL\.l<'X:1ll(lrie. Pari.~. 1820. )1.\X ~1. \ UUit;tJI <:t"whl!'hl!' d<>r :'lledi<'in. l'iC1111a. 186S.

ì'!'nizlo sauitarlo ft•n•winrlo in ~tnerrtl. Ri l'ista m ili t a re italiana. t '-''1~. '1edltatlons sur 1:1 nt'tes;;it~ d'Nndier l'histolre d!' la m~ler lnt•. IJrll!/t.', 1 '-Il. :\l'"lL\10 Il Ht' l'\' lzlo s:mltnrlo militare nell'nltima !!'IWrra. OiQmalr di mrt1ici1111 lllil(tan. 1!1:! l. - La allnwntazlmw <lt•l «ohhto ii.1li:mo in tempo di pa(~. Giomalr· di 111Cllirin o lllililUI'C, ]!)27. :\lt:USHll Blstoh·r cle la m~lleclne. Pari.~. 1!111. :.'\[F.'IEn O C'seli !ciii<' tles riiml!<éhen .\erzteslnudes. K ici, 1907.

:\J.IZzt I

:.Ut:ucnu:cK -

l\fErsEn~;) Ln 111(-<IN·lne tl'armé<'. Pari.~. lTM. )ll('TTAF.J.l~ Di(• miHl "'ri;wlwn rri';"'Chen 1111d F•llgl'n des l<'I<'Ckl~ phu •._ attf 41kr Bulkanhnlllhll'll'l In 1'1Jsslch<>n Heer<' 1R77-78. Wie11, J881. ' l\1IF.LI - La sc·nol:1 lonl<-n, pitngoricn <' clea tica. Firenze, 1!lHL - Storia d1'lh1 Rl'Jcmr.n. l. ~\nlichll:'l. Roma, 1925. l\llLT, II It D<'squiRitlon In thc JII:-.tory of l\looiclne. Edimùuroo. 1811. MINrn:r.u; - La m('clcc!nc an t1•mps d'llpm·_,. TV. Pm·is, 100-1. MOLLIERl: !.(' N\'l'Yf('{• d1• snnté m1\itairc chez les Gr<'Cs et l e:; Homnin:,;f Lttnn llt«'lllco l, 1 RS . .MO~C\fSF:'\' D le Konskl'iJ)Uousorllnung der romiscben Kaisen:eil. TI t•rmc/1, l~~ l. :'l[o:>my - L-<•s Pl'l•llli<>rs tr;lnsport;; cl'rumbul:lll<'<' aux at'lllé<'s de In RopuhliC)1H' 1•t de l'F.mp1t·1•. J,c C'aduc1'r. 1!109. TA>S I~Hil'oUl·.-; ciP voltures tl'nmhul ante ::::ons le C'onY<'ntlon. f' hnmiqll l' m1·· lticalr, l!lW. :\lo:mo )Jéd<•C'In<> ll'arm(>C, ou Trnlté llt>:< maladies les plus eonnu(>q parml le.'! t ro\IJ'ICS, duns li' 1•:tmp <'t dt1ns l<'« srarnisons. Pari.~. 176!l. :\lORICJn - Dlrtlmmnh·1• <'nc>~·c>lopedhJn<' di'« ~'<Ciences ml'dicllleq. Pal'is. 1Si7. i\JOS<'I Rcln:don<> sull'orgunizznziont> e il fnm:ionamento del sen·I~~;Jo sanitario durnnte ltt crunpagnn <1'.\.frica lR!l::i-00. Ri-,;ista milit. ila/. (16-~ - 1-!)), 1800. :\Iozu:ru - 11 s1•n lzlo snnlturlo nell:l ~I)('(li7.ione di (':u:<l'ala. l(i ri.~ta milito n ifa-

1!-!IJ. .\polo~la n1lvcr~uq cnlumnialcrl':s ther::tl}iae quam ip~c In vulne rlbull brac hJI ('" ~dOJK'to ndltllmlt. Bononiae. 1600. :.Uutm.n The ris<' ur llw Hrl'c F.pl c . O,rfonl, 1007. .

lifllltl,

:\1un.no•u -

Dm; ll<'lllsche :.'llllltnr-~nnitiitswescn. Trien, 1800. ('<('s;chicht<• und ~<'j:(t•nwiirtlge f:cstaltuug de;; Heeres-~unit:itsw('scn. 1l' i''"· 1~'9tl - llandlmcl• fllr :'ll lliliit·nrzt<', 1006. - SanlUits-GN:ehl<·htc <Ics F<•ldzug<>>; 1R.ì9 in Jtali('n. Trie1z. 1896. - Sanltiils-G<'H('hkhlt• llN: rus>:lsc>h-tiirldschen Kri<'gC'S 1877-1878. lVicn, Jl'!l8. MYnO.\CZ & ~lEINm SunWits-Geschlcht<' cles dentsch-franzii.'!isclwn Kri<'gcs 1R70187 1. 1Vtrn, 18fiG. :\[YROACz P. - R!llllt ii t ~-<JrNWh lrhle defl Krimkrieges 18::i4-56.1Fien, 18!15. :'I! YRIHC;r, -

l> le L a ln ·p 'ou llf'l' l [(•ilkrnft (]('r Xntnl' lm 'Ynnd<'l dN· 7-rlten . l !l2H. Die '!\!edizln in L•'lavln;; ,Josrphu><. HriehPnhall, 1919. Gl'>:cJ\lC'htc• ll<'r :.\!Nllzln. 8/occarda, 1HOfH!HO. ~rt~'\r.n Hl!' Krll•!!'scpl!lt>nlic·n (if'S l !l .J;lht·tmder~" - llcrli11. 1!lil:l. Ye rlno; Y . •\ . XEl'RVIWt.u

NtOC('ftl'({(l,

JUr~bewuld. Xrss~:\

Oel'lchlrht<' YOll .\"ovnf'slnm. Brm11er .Jal11·biicl!cr. 111-112. R. 17. \". - RnPJlf,J·t ilber ~lle mt><lizitli«c.he und c.hirurgl~Jw Ge.-;~'hlclth• d t•,., .\met·lkanl'ltbl'n r<>helllonsl;rie~e;; Yon 1861-65, .lfIIIICIH·u, 1&7;;.

-

Xes~ll.WX


OEFELE -

()85 -

Keilschriftwedlzin. Abllandlunuen Zlll' Oescltichte cler Jleài.•in. Breslau,

1002.

OuxrnENE - I portaferiti in campagna e sul campo di battaglia. Roma, 1885. De Yulneribns sclopetarii:s. Lttgdttni B(htavorztm, 1741. OSTINo - Lezioni :sul servizio :sanitùt'io in guerra. Scuola crapplicazione lli sa-

OLIER -

nità 1nìlitar1~ . J.'iren::::e, 1903.

PAOEL-:'IlEUBF.ROEH - Randbuch der Gcscbichte der :i.\Iedi?.in. LitJsia, 1902-1!)()-;). PAOEL e ~UDHOFY - Gescbichte cJcr :MC<lizln. Rerlin, 1915. · PALMIERr - L'ospNiale militnre di Napoli e le vicende del servizio sanitario militare napoletano. Collana medico-militare, n. XVIII, Roma 1920. PA~AT!A - S1lll'OP<'l'()Sitit <lcl corpo flanitorlo militare italinno durante la campagna d'Africa del 1896. Uiomale 1ueclico (/et R. Jj}ser&ito, J897. PARf; - OeU\TCS complètes. Paris. 1Jai1Tien•, 1840. PAI!f; - )Jéthodc de tt·aictcr Ics play<>_<; faictes par hacqbutcs, par A. Paré, compagnon barbi('!'. Pa1'is, 1545. PASCAL - Discours sur l'.h istoire de la ru(,clecine militaire. Pat·iiJ, 183;). PASQTTALIGO- Della conò ir,lonc dclle mediche scienz-e prcsos il popolo ebl'e<J innanzi alla oattl"a Rabilonlca. PiacPnza,, Jfarchetti, J871. PEsor - Dictionnaire des Sci<mces :\fédicales. Pa1•is, J8GO. PF.RRON - La médeclno du Prophète. Paris, 1800. PF.RRONE - Storia prammn.tica critica delle scienze natm·ali e mediche. NatJoli, 18.54. PE'l'ELLA J,a sanitn militare in Omero c la medicina greca - Annali (li medicina na-vale e coloniale, HlZ7. PETI!' et COLLJs - G11ide militaire. Parts, J897. PETllEQUIN - De l'étude òes médoC'ines de l'antiquité et òes avantages qu'on peut e11 retirer pat· la sci<mce eL par l'art. J,yon, 1859. P.Etnox- P apiri greci del llh1seo Brltanni<.-o. Atti della R. Acwtlemia delle S&icn::e (/i :I'OI'ino, Serie II, T. lii, 1842. Pn:TF~'rn L. u. R UT,AND C. - c< Pestilentia in nmnis >>. Geschichte der grossen Volkskrankheiten in numismatisc.her Dokummten. Tiibingen, 1882. PIN'l'O - ~toria della medicina in Rom a al ttrupo tlei lte e della Repubb1ica. Roma, Artet·o, 1879. PmoooFF - Grundztigc <ler allgemcincn Kriegschirurgie. Leipzig, 1864. Pu.xrs-CAliJPI - 'l'raité des plales faites par les 'lllOusquetades. Paris, 1G23. PLA?:ZONI - D c Yero •methodo quibllscuruq~JC Y11lnet·lbu.s medendi cum co medicamento quod acqua s implicì et frustulis de canabe vel de lino constat. Pet'Usiae, J570.

- ~ v<ulneribno: sclopetorum traotatus. Pata vino, 1GO:J. PLUDDE1>1ANN 1\f. - Der Krieg '11111 Kuba 1898. Be1·11n, 189!). Ponr, - De Craecornm me<licis p11blicis. lJerlino, 1925. PoR'rAL - Histoire de l'anatomie el dc la chirurgie. l'at·is. 18.39. PORTIUS - De militis in castrls sanitate tuenda. Na110li, 1741. PREuss - Biblisch-talmudiscbe llfcdir,in, Beltraege zur Geschichte der H eilkunde und der Kult11r. Herlin. 19D. PRINGLE - Disease of the Army App. Expcrim. X. N. 2. - Osservazioni sopra le malattie di 1mnata (traclotto dn lfr:tncesco Serao). PnoKsorr - Gesdlicb.tc der Yeneri.<;chen KrankhcitC'n. Bonn, J89J. P uccnmn·r - ~lla sapienza d'Ippocrnte. Napoli, l85S. - Storia della medicina. J,tvo?·no, 1R50-1855. Puscrr:r.u~ - Tiandbnch der G0..'1Chichle der ~fedizin, 1902. - Handbnch der Ceschichte der ~Ieòizin. Bm·tin, 1915. QuEsxor - Lcs ambnlances de l'armée du Rbin. Paris, 1872, QUINZIO - ~Ialattie ed epidOlllie più freq'tlenti n egli eser citi. Ji'it·enze, T ipogr . Minori corrigendi. 1892. RAINAUD -

Lcs méQecins Rll temp de 1\Iollère. Pa1•ts, Diàier, 1862. De morbis artlficum diatriba. Mutina, 1700. T1·a<l. abate Ohiat'i. Venezia, 1745.

RA :r.!AZZlNI -


-

68G-

RASHD.\LL- 'l'he Gnivcrslties ln Europe durlng the ::lliddle age O::v/(Jr~l, 1895. UAVATON Cbtrurgie d'nrmée ou Tra1t~ (]('s plales <l'nrm{!t à !eu et cl'armes

blancbe :H·ec ù<'S observatlons sur ces maladles, etc. Paria, 1768. La vie du c:.oldat au polnt dc \'IIC de l'hn~l~ne. Pm·is, 1887. R t.\'Ol\ - Blstolre de la médecine des GreCIS. Lyon .lfd(lical, 1901, 183. REis - Etude sur Rnousi!ATS, Pm·is. 1879. RF.T'IAOR - Nell'articolo: )Jédecin.., publi<'l'< militnir<'s Dictiomwirr des .Mttiquité8 urecques et t'OIII'lirtes. 'l'ome III. Jl(u·is, 1004. RtVOJ.AT Xom·euc nrglene milltaire. LYO!l, 1803. Rno - L'allmentazioll<' del soldnto di terra e di mare, in pace e in guerrtt. RAV&::o.o:;z -

Armali MediCina 1Vavale. ~lngno 191!'i. L'art et la médeclne. Paris, G11altier, Jfagnier e O., 1892. RrCrm:R - ~'\.llgOlllehle <'hlrurgie der SchtJ!<S\·erletzungen im Krle-gc. Brcslau, 1877. BORI ES- Quem fructum medicinne historlae studio medico affcrra~IB,·emen. 1857. Roou1 - La vle ruroicOI<' d'a ntrefois. Paris. Bailliere. 1901. f

RICRER -

Rivista dJ storia delle sclcn7.e mediche e naturali. Sit'IW. -l{0\1\\'o - Cenni stot·icl stù ser\'lzio sanitario in glH~rra. Giort•ale mrd~ del N. Bse rei t o, 1SS.'l. RCJ'\Ot.a t-.'1' - Il senlzio sanitnrio degli eserciti e la cura dei feriti prlrun dell'era uuti>'<ettlcn. La me<licina intemazionalc. 1916-1917. ROSA'I'l - La medicina sulle navi. Annali <li .lfedicina Na1:alc, 1895. HOI'T'\t Corpus autiqn1tah1m romanorum (15-58): .lesculapitt8; Pamlipomena acl cap. XYJI.

IX> 1ormentonun '' ulnerum natura (}t curatlone. Rononiae, 155!), in-4. HO'I'!r - Amlt·<-:t VesaUns Bruxellcnsis. Brrffno, 1892. R Ull:-.'EI! - Znr Yorge.<~<•blchte <l<>r moderni:' n TTygicn('. Be1·lin, 1895.

HOJ'A -

SAI1"1'.1 Il ser,·izio sanitario attraverso l S('('()li. Roma. 1924. SALlNAni IAt razion<' alimentare del sol<lnto in paC<' <' ln

guerra. Oollana, 11LC-

d1ro-miltta?·c. Vol. XYI, Roma, 192G. S.\\'C.\SSAXl- Il Cbirone in campo o sicuro modo di medicare le ferite nell'armate. Venezia, 1708. SANlJ'ATSRERtCrrT iiber ùi<• deutschen H('<.'re illl Kriegc g<•gen Frnnltrcich 1870-71 Kgl. Preuss. K r icgsruinisterium. Bc1·Zin, 1884-90. ~Ax ro )lARL\VO - Compendium chirurgicum omnibus chirurgiac studiosis utulissim. 1620. R.-~rtAZCN Sur quelques questiona <le chirurgie d'armée. Rccuell de mdmoires cle meaectnc mitita11·e, 1873. ~ART.ANDlERE - Vade-mecum ou Guide du cblrurgicn militaire. Paris, 1828.

« SOTE.YITA •>, Rivista int<'rna?.lonah• di sintesi scientifica. Bologna. ::O:<;uru: - R<'latlon médico-chirurglcale dc la campagne d'Orient, du 31 mars au 6 julllel 1856. Paria, 18-57. - Traité théorlque et prat1quc <lrs plaìcs d'armes blancbes à l'usagc des chl-

rurglens d'armN!. l:'aris, 1861. ~Ct:DERI I ntroduzione alla storia della medicina antica e S&NNERTUs Opera onmia. l'cnctiis, Baba, 1641.

moderna. ::Vapoli, 179-1

Sm>Tt.LI - Dc nnevis Jiber. Jenae, 160G-162!t - De sclopetorum vulneribus. Jcnae, 1695 SEYDLITZ. Pr.rr.Rs~. RI'i'O, Wirr. !llediziniJ:!t•he Ge.sohlchte d<''< russisclJ.-turkiscllen Feldzuges in den J abren 1828 u 1829. Ilerausgegeb. "- Simon.Hambttrg, 1854. Rwucrus - llc nrlnerilms sclopctorum. /,ugclttni, 1019, ln-4. Sll10N A century of publique .bygiene in America, 1870. Snrrso;:-; - UC<!herch~ sur les médecins attaohés amr armées romaines. Gazette Méaicate de J'aris, 1857.

Was tbc Roman .\rmy ProYidl't wllith medicai officters. FJclimburg, 1872. l'ìMrm ELuo·r - The most ancient splints. Med. Journaz. l908. SPTCK La gale et les maladle.<! Yénér lcnnes dans les arruées de la Révolutioa et de l'Empire. A.nnales de dermatologie et de syphiUgrafie, t. IX, 1908.


-687 Beitriige zur Gescblcltte der Medlzln. Halle, 1794-1796. Storia praroutlca della medicina. 11>12. Yer::~u<>h. ein('r pragmnti.scl1en Gescblchte etc. Rafie, 1702-1&113. STFJ.U - Echi di civiltà prei"ltoriche nei poemi di Omero, Milano, Unitas, 1927. S111AUB ~ledlcnl Scrvlce in Campa!gn, Philadelphia, 1910. !=;ooHon· A.erY-lliches aus gr. l'apyrusurkunden. Lipsia, 1000. - \erteldlgung der Hellkun<le nus dcn Zeiten der :lloenchsmedizin. Archiv filr SJ.>RENGEr. -

-

Ocschiclttc der 11 cdi~in. Lipsia, 1013. OpN·a medica. Ucnerae amut tratres dc ~'01.1rncs, 1757.

SYDI!:li'HA~l -

TAUACOl'IIJS- De curior. chirurg. pe1· insitionem. ~cne::ia, 1()97. 'l'MffiHONt I servizi sanitari m'gli e..c:;erciti (li Rom n antica. Bollettino dell'Isti-

tuto storico italiano (if'll'arte TAssrx ' l'F.STl

.~anitar'ia,

n. 1-2, 1922.

Cbil·m·gle rnllltnir<' nu rart de guarir les J)layes <l'arquobusados. lliméuue . l!in. Storia retro~petth·a ùell'igl<'ne ncll'Flsercito. Oollana medico-militan.

n. l, Jloma 1913. 'l'nFDE:-< 'l'llOMAS 'l'HO:Yso"

Untcnlcht flir <lie "Cnterwun <liirzte bel ,\rmeen Bm·Un, 1774. Lectures sut· l'bistolre dc ln méd<>elne. Pat•i.~, l&Q.!j. - Report of nbservatlons mnde In the mllltary bospitals In Belglum.

eatnourg, 1819.

Ribllotcca <lcgli itallnnl illuHtri. V1·11c.:ia, JS:U-4(). Obsen·ntions sur les cause.c; ùe la mort des blessés par le.'i armes à feu dans la jonrné<> mémorahle du 20 mai 1793. J,yon, J79:i. - Observntions ~;ur le scrvice ùe sant(' et l'aùminlstrntion ùes hòp1taa" ambu lunts et séùentalrcs des arm~e!l frunçnlc;es. Lyon, 17!13. TOCPLl Die :lh><lizin In Chin:l. Jledi:ìllisc111' Woc1tcn&CI'ift. 190"2. n. 43. TOSI J,'azione vulnernnte ùt>lle armi da fu()()() di nuovo modello ed 11 servizio Annltarlo di prlma linea. Gioma1e mcclico del R. J!l,qrrcito, 1804. 'J'OUHTet;LLF. Il!stoire philoS<>pbiqllC dc la mC'(}ccine. J>aris, 1804. 'l'RIAIRt: Dornlnlque Lnrrey ct les Cnmpagnes de la révolullon et de l'Empire (17(iS-18J2). 'l.'OUt",~, 1002. TIUSCA HiRtoire de la méòeclne prévl.'ntive. Paris, 1921. ' l 'I«>Mllf:17\ l~ ill.Oarl'zze di Antonio )lusa. Uiomale di medici11a n~ilitare, fa · sclcolo 7o, 1910. Serdzlo sanitnrlo nell'Esercito . .llilanù, Va/lardi, l!lOS. 'l'SlNTSiuOl'OUJ.o;:; LH méòecllle gré<!l]Ue d<'puls Ascle]Jlade jusqu'à Galien. PaTirALOO

TlSSOT -

rts. Hatlliere, lò92.

I fond:wwnti generali della m('{licina indiana. il.rchivio di storia della scit'JI ::a, 1921. VAN SwierEs - llrevls ùescrlptio morborum curandorum qui soeplua in cnstria observnn tnr. Vienna, 1759. YD'EZI.I'\Ul Asaf J udaeus. IStrasbUI'fJO, 1916-1917. YALLAUiti -

vmouc -

La manière dc guerir les fracture..'i et les luxntions qui arrivent au corps humain, par le moyen des bandages. Pat·is, 1685. VmGAIU - Notl7.1a d('l 1•rotome<licato nel R egno di NUJ)()U, 1800. Y&YRAS et Gt;li.liUIET 'l"1·aicté de chirurgie contenant la rrare métho<le de guérir playes d'arquebusade. Lyon, lr.lhl. VIO!!:VANO La compagna delle )lal·cllc e dell'Urnbr1a. Roma, 1923. - La 1lnc dell'esercito {)()ntificio. Roma, Stabiltmento poligrajlCQ, 1920. VIGO l'racticn in arte cbil·m·gica coplos.'\ <:onttnens no,·em Jlbros. Roma, L'il4. VITALI Lo Sl' iluppo della medicina italiana dalle odg!ni del XVII secolo. La mcdicilla Ltaztana, 1924. VTVL""XZIO Del ReiTizio militare del baroni nel tempo di guerra. napoli, 1700. IA>s ambulnn<'Cs et les ambulaciers à truver s les slècles. Hlstoire des blessés mllitalres chez tous les peuples. 81·u.relles, 1906.

vVAUTuoz -


-

688-

WicKr.lcsH&Druc J/l-'l"olutlnn (le la profe;,sion médicale au cours du Moyen llge. I:Jcatpr.:l, l!J2J.

La mMecine et lcs médecins eu France ~~ l"époque de la Renais.sance. Pari.~, JlaiUill(', 1900.

WILT.I Tractatw; de morbis ca:;treusibus, 1741. '\'ì'rr sox - Tbc \'l<:cnu Purnna. Londmc, 1840. WI:o.'1'LR - {J('b<•r òie \'crwundungen durch Feuerwaffen tmd diesbezUglicht>n J.eirstung('ll d('I' Chh·urglt• hu 1:;. un<l<' Jr.. Jnhrhnndert. Brrslau (lfssertation, 1917. WISE\U~ F:('wrnl C'hlnn·glcfll tr~>at!~es. Umtlou. 1678. W111JJ"<·lO:\ ..\l('(l!cal LliHWry, l,ull(lun, 1~14. WU:-IDI:.IU.ICH - Gcc;;chlcht<> der ~fedlzln. Stoccarda, 1859. WtlRTZ - Pratica d('r Wun<larzne~·. Bare, 1:316. /

YVA:N ~ De l'nmJ!u!atlon d('S membres 1\ la suite des plaies d armes i\ !eu. Th~se :le

eart.,. JSOu.

ZANX.tJl"l'l Rendiconto generale del servizio sanitario dell'armata wscam1 Rpe(llta in JJOwbardln JX'I' la gu<'l'l'O dell'Indipendenza. Finmze, 1850. ZIMMB«lMJ\Ni\ - De mllltll'l C'urntlon(' llPlld veteres. Disscrt::ttion. Berlin, 1834.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
MEDICINA MILITARE NELLA STORIA by Biblioteca Militare - Issuu