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LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO

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Balla, Barbonetti, Broud, Cadeddu, Di Martino, Gabriele, Loriga, Lorenzini, Luciani, Massignani, Mitterer, Montanari, Narderer, Pozzato, Zarcone

LA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO A Cura di Lorenzo Cadeddu e Paolo Pozzato

Atti del Convegno Internazionale "La battaglia del Solstizio" Vittorio Veneto 28-29 ottobre 2008 Traduzioni a cura di: Elisa Grando


Copyright Š 2009 G~ pari editore via Vittorio Veneto 49 - 33100 Udine tel . (39) 0432 512 567 teUfax (39) 0432 505 907 www.gasparieditore.it www.gac;parieditore.com e-mail: info@gasparicditorc .com

ISBN 88-7541-174-3


Indice

introduzione

7

DaJla battaglia d 'arresto aJla battaglia del Solstizio di Mario Montanari

9

L'esercito italiano alla vigilia della battaglia del Solstizio di Antonino 'Zllrcone

23

Il concorso della Marina alla battaglia del Solstizio. L'azione di Premuda di France.t co &,riga

39

U reggimento marina "San Marco" di Mariano Gabriele

52

L' Aviazione italiana nella battaglia del Solstizio

di Bmilio Di Martino

68

L'ultima offensiva dell'esercito austro-ungarico . I combattimenti del XXJV C.d'A. sul Montello di Kurt Mitterer

102

La battaglia sul Montello (15-23 giugno 1918) di Otto Narderer

116

Il ruolo delle truppe ungheresi nella battaglia del Piave del giugno 1918 di Tibor Balla

129

La partecipazione francese alJa battaglia del Solstizio di Emam,elle Broud

143


TI conlributo dcli ' Arma dei Carabinieri alla Villoria: L'impegno nella battaglia del Solstizio di Giancarlo Barbonelli

150

Il ruolo delJa Guardia di Finanza nella Grande Guerra e nella battaglia del Sol. tizio di Luciano Luciani

163

I britannici alla banaglia di mezzo giugno di Mariano Gabriele

180

Polemiche tra vincilori: le ragioni na. coste di un uccesso di Paolo Po:.zato

l 96

La dimen ¡ione infonnativa della banaglia del Solstizio di Alessandro Massignani

207

La battaglia del Montello. La giornata del 15 giugno 191 R da parte italiana di Jacopo lorem.ini

2 17

Camillo Dc Carlo il primo agente ad oper.irt! dietro le lince nemiche di Lorenzo Cadeddu

241

Note

250

Gli autori

265

Sigle e Abbreviazioni

266

Indice dei nomi

267


7

Centro Studi Storico-Militari Sulla Grande Gue"" "Piero Pieri,,

Con la scomparsa dell'ultimo "Cavaliere dell'Ordine di Vittorio Veneto" non disgiunta dalla mutazione degli scenari inLernazionali e da rapponi di amicizia una volta impcn abili, po iamo senz' altro <lire che il 1° conflitto mondiale entra, a pieno titolo, nella Storia. È tempo. oggi, di ripulire que. ta Storia, da interpretazioni faziose. Nei confronti delJa Storia Militare esiste ancor'oggi una sorta di aprioristica e prevenuta convinzione che non sia materia da approfondire in quanto si ridurrebbe ad una mern ricostruzione di battaglie o di eventi riconducibili , comunque, ai connitti armati. Certamente i conflitti sono la materia essenziale della Storia Militare e sono. per le loro tesse origini , per i molti e diversi carntteri, per le loro conseguenze, per la loro condona e per le loro ripercussioni il fenomeno certamente più umano fra tutte " . .le vicende umane .." . Si è sempre detto o per lo meno è convinzione abbastanza condivisa, che la Storia sia crina sempre (o quasi) <lai vincitori e pertanto risentirebbe di una certa partigianeria che , hainoi, porterehbe ad esaltare le proprie gesta e a sminuire le azioni dell'avver ario. È innegabile che di frequente si ci viene a trovare <li fronte ad avvenimenti raccontati e che presentano diversità anche notevoli di interpretazione e ciascuna di queste interpretazioni si presenta, almeno ad un primo approccio, ineccepibile per rigore logico e validamente sostenuto nelle argomentazioni . Insomma, una ste · ·a vicenda assume il valore di verità a seconda da quale delle due parti , dei vinti o dei vincitori , si analizza l'avvenimento. J Convegni Internazionali, pur non eliminando completamente il pericolo di interpretazioni per ·onaJistiche, hanno iJ pregio di innescare, tra vinti e vincitori , una dialettica immediata trn sostenitori di convinzioni diverse . Il Convegno Internazionale sulla " BattagJia del Solstizio", che ha avuto luogo a Vinorio Veneto il 28-29 ottobre del 2009, anno del 90° anniversario dagli avvenimenti trattali , ha messo di fronte, ancor.i una volta, studiosi militari di Austria , Francia, Ungheria e Italia , ai più alti livelli. Rispetto al precedente Convegno tenuto nel 2004 sempre a Vittorio Veneto , c'è stata una sen azione diffusa d1c talune nalumli barriere intellettuali siano cadute cd è stato pos ·ibile confrontarsi in modo pacato e sereno.


8

Agli studiosi o solo appa1tsionati delJa materia presenti è stato consentjco di partecipare attivamente ai lavori riservando loro lo spazio del "qucstion time" previsto a conclusione di ciaqcuna sessione dei lavori . Consentitemi, infine, di ringraziare quanti hanno reso possibile il Convegno e, in primis, lo Stato Maggiore della Difesa che ha consentito la partecipazione degli Uffici Storici di For.ta Armata con proprie relazioni , la Regione del Veneto. la Provincia di Treviso, i Comuni di Treviso, Vittorio Veneto e Nervesa della Battaglia e, per aver so. tenuto l' iniziativa, la Vittorio Veneto Servizi, il I° Comando delle Forze di Difesa, il Gruppo Ascopiave , il Gruppo Storico ..La Grande Guerra" di Mogliano Veneto e il Military Historical Center di Udine. Il Presidente Col. r. Lorenzo Cadeddu


DALLA BATIAGLIA O' ARRESTO ALLA BATfAGLIA DEI.J SOLSTIZIO ,li Mario Momanari

Da Caporetto al Piave Frn le non molte canzoni della prima guerra mondiale, due spiccano. Sono legate entrambe al periodo più critico della guerra svoltasi sul fronte italiano nel 191519 I 8: "La leggenda del Piave" e " Monte Grappa" . Si riferiscono alle tre battaglie del Piave . ullc quali si soffermarono, con comprensibiH motivi di orgoglio, i marescialli Giardino e Caviglia nei loro ricordi . La lotta accanita sostenuta dall'esercito itaHano suUa linea Allipiani-Grappabac;so Piave tra l' autunno 1917 e l'autunno 1918 è certamente la più emozionante tra quelle da noi affrontate contro l'Austria-Ungheria. Per un pondernto giudizio storico occorre tener presente anzitutto il momento strategico nel quadro bellico in cui essa si svolse; poi considerare l' origine operativa. di quella lotta; infine apprezzarne il significato. Sulla linea del Piave l'eserc ito italiano ebbe a combattere tre gnmdi battaglie: una d ' arresto (novembre-dicembre 1917), una difensiva (giugno 1918) e una offensiva (ottobre 1918). Tutte e tre vittoriose. Tutte e tre coronate da un successo non solo tattico, ma anche strategico. La prima perché, dopo un pesantissimo rovescio, riuscì a fermare il nemico vittorio o. La seconda perché, re pingendo con una sconfitta sanguinosa un attacco che il nemico intendeva risolutivo. creò in lui uno squilibrio materiale e morale che si paleserà ratale. La terza perché la rottura del fronte avversario fu senza rimedio'. Si tratta. com 'è noto , della battaglia d'arresto. della bauaglia del Solstizio e della battaglia di Vittorio Veneto. Viene spontaneo chiedersi se si debbano o possano vedere .. in sistema" e quale di e se abbia rivestito il ruolo determinante . Vederle in ''sistema" non sembra po. sibhle, ognuna avendo caratteristkhe peculiari e risentendo di differenti situazioni politico-militari complessive. Tuttavia bisogna riconoscere che esse derivarono l'una dall'altra . Difatti la seconda battaglia del Piave non sarebbe esistita senza l' affermazione della prima e la terza fu la prosecuzione e Ja conclu. ione logica del successo ottenuto dalla seconda. A buon titolo, dunque. questa la bauaglia del Solstizio assume importanza determinante. Vediamo come si giunse ad essa. AJJ 'origine dcgl i avvenimenti dell'autunno 1917 sta la rotta di Caporetto. 11 bollettino diramato dal generale Cadoma il 28 ottobre provocò un autentico trnuma


IO

psicologico in Italia e all'estero. In particolare fece sensazione la ben nota fra. e iniziaJe circa " la mancata resistenza dei repani della 2• Armata" , che aveva pennes. o alle forze austro-tedesche di penetrare " nel acro suolo della Patria", nono. tante " gli sfor,.i valorosi delle altre truppe" 2 • L'opinione pubblica itaJiana reagì con un attonito turbamento. Due anni e mezzo di guerrc1 combattuta oltre il vecchio confine avevano indotto gli italiani a pcn are che mai gli Austriaci ci avrebbero ributtato indietro e invaso il territorio nazionale . E all'e. tero . i diffuse un acuto senso di dubbio non solo sulla validità dell ' ulteriore re. i. ten:1.a delle truppe italiane, ma anche sulla forza d ' animo con la quale l'Italia avrehhe reagito. li 3 novembre . quando il nemico aveva già cominciato a forzare il Tagliamento a Pinzano e a Comino, Cadoma . i rivolse al nuovo presidente del consiglio. Orlando, esponendo in una lunga lellem la situazione miljtare quale risultava a quella data e quale era " in doverosa previsione''. Intendeva contjnuare a resi tere sul Tagliamento per ritardare l'inva.lìione, guada!,,rnare il tempo necessario a menere a punto la linea del Piave e predi. porre il graduale e ordinato ripiegamento su quest'ultima delle armate 2· , J• e 4·. Tuttavia sentì il bisogno di preci. are che la constatata deficien1.a di combattività delle trnppe e, soprattutto. il verosimile pro simo attacco nemico dal Trent ino inducevano a considerare l 'eventuaJità di dover ordinare anzitempo una frettolosa ritirata dal Tagliamento aJ Piave.

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Da/1 '/som.o al Piave. Uirellrici delle p enetra:.iorti in pmfrmdit,ì (Al/SSMI· )


11

Purtroppo. ove . i fosse verificata 4ue. La ipotesi. le circostanze facevano tcrmere due casi: "o un rovescio militare fra Tagliamento e Piave, ovvero schieramento sulla Piave dei re. ti delle armate 2 1 e 3· privi di qualsiasi efficienza bellica. tremati e impotenti a so. tenere un nuovo urto nemico ( . .. )"'. E continuò: .. Debbo infine confermare quanto telegrafai a V.E., cioè che se mi riuscir;. di condurre la 2• e 3· annata in buon ordine sulla Piave, ho intenzione di giocare rultima carta attendendo ivi una battaglia decisiva, perché una ulteriore ritirata fino al ba so Adige e al Mincio . aJla quale dovrebbe partecipare pure la J• armata in condizioni difficilissime , mi esporrebbe a perdere quasi tutte le artiglierie e annullerebbe completamente ciò che rimare dell 'efficienza bellica dell'esercito, rinunciando anche all'ultimo tentativo di salvare l'onore delle armi . Ho voluto esporre co ì la situazione nella sua doloro ·a realtà, . embrandomi meritevole di essere considerata aJl'infuori della ragione militare per quei provvedimenti di governo che e orbitano dalla mia competenza e dai miei doveri''1. Indubbiamente l'enfasi drammatica con la 4uale veniva pre entata l'ipote i peggiore non era co ·truuiva. La sera del 4 novembre Orlando partì da Roma per Rapallo per partecipare alla delicata conferenza interalleata con gli esponenti politici e militari fmncesi e britannici. li mattino del 6 novembre. nella riunione plenaria. gli Alleati dichiararono scn,,a reticenza di non nutrire più alcuna fiducia in Cadoma . " Non c ·è scopo - disse francamente Lloyd Gorge - di mandare le nostre truppt! in Italia se non siaino sicuri che esse si renderanno utili . Ciò . ignifica trattare il problema dell'efficienza del Comando( . .. ). Perché, se il Comando non sarà efficiente, ciò significherà non solo il disastro delle truppe italiane, ma anche delle divi. ioni francesi e inglesi ( . .. ). J1 Comando è inadeguato. Sola cccczione fu il Duca d'Aosta che comandò la sua armata con freddezza e capacità( ... ). Siamo pronti ad affidare le no tre truppe al valore della Nazione italiana e la nostra fiducia non è diminuita dagli avvenimenti recenti; ma frnncamentc non potremmo affidarle al presente Comando Supremo" 4 • Orlando rispose che la que tione del Comando Supremo era già stata presa in allenta considerazione anche dal Re e la sostituzione del Capo <li S.M . dcci a' . Nel contempo. essendosi concordemente riconosciuta la necessità di ovviare ai pale i inconvenienti derivanti daUa mancanza di un effettivo coordinamento degli sforzi sui teatri d 'operazione occidentali. venne tabilita l'istituzione di un Consiglio Supremo di guerra a Versailles con un organo tecnico di alta consulenza: il Comitato Militare Permanente. In questo Comitato l'Italia sarebbe stata mppresentata dal generale Cadoma. La sconfitta aveva a.<.sunto agli occhi di tutti pmporzioni gravissime. Le perdile dell 'esercito ernno state stimate pari a circa 800 mila uomini (265 mila prigionieri , 40 mila frn morti e feriti, 350 mila tra sbandati e disertori. oltre a varie perdite per altre cause). 5 mila pezzi di artig lieria e bombarde, 3 mila mitragliatrici cd enormi quantità di materiali <lj ogni genere .


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L'8 novemhre ebbe luogo un altro convegno a Peschiera, a seguito del desiderio e pre. so dai rappresentanti alleatimi essere ricevuti dal Re. Vittorio Emanuele lii non mostrò alcun segno di apprensione, di incertezza o di imbarazzo. Difese l'esercito italiano in modo semplice e dignito o e non esitò a dichiararsi convinto della po. sibilità di tenere la linea del Piave•. In seguito ai colloqui il concorso alleato fu portato a undici divisioni. Le sci francei arrivarono fra il 31 ottobre e il 2 dicembre: le cinque britanniche fra I' 11 novembre e il 15 dicembre. U giorno prima il Comando Supremo ·i ena tr.tsferito da Treviso a Padova e Cadoma aveva comunicato la decisione strc1tegica: " Noi siamo infle ibilmente dcci i. Sulle nuove posizioni raggiunte , dal Piave aUo Stelvio, si difendono l'onore e la vita d ' Italia. Sappia ogni combattente qual è il grido e il comando che gli vengono dalla coscienza di tutto il popolo italiano: morire, non ripiegare". Tuttavia - ha o servato il maresciallo Giardino - questa decisione erc1 una formula momJe, non operativa. Dicci corpi d'annata non muoiono sul poto. La manovm in ritinata che si cercava di evitare in quanto e. tremamente pericolosa , poteva essere imposta dalla forza dell 'attacco avversario. Non potendo, dunque , giocare alla lettem l'ultima carta nelle trincee degli Altipiani, del Grappa e del Piave, occorreva prendere in attentis ima con iderazione l'eventualità di una battaglia in ritirata nella pianura retro. tante e prepamrvisi come meglio pos ibile1 • La baltaKlia d'arre:'tlo U 9 novembre il generale Diaz ubentrò nel comando a Ca<loma. U dispositivo itaJiano vedeva il lU corpo d 'armata e la 1• annata (poco più di 400 mila uomini) trn lo Stelvio e il Brenta, in piena efficienza: la 4· annata sul mas ·iccio del Gmppa e la 3· armata suJ Piave (ci.rea 300 mila uomini) raccolti a tergo pressoché privi di coesione organica. TI riuscito arretrc1mento sulla linea Altipiani-Grappa-Piave fu il primo, importantissimo, pa.'-.~ per uscire dal dramma del rove io. Naturalmente non ba"Lava. Si trattava adesso di vedere con quale determinazione il nuovo Comando Supremo avrehbe preso in mano le redini della battaglia e con quale solidità le truppe avrebbero sostenuto l'imminente scontro contro un avversario trionfante . Diaz trovò il problema . lralegico già studiato e risolto con una impostazione difcniva le cui paurose incognite non potevano ·fuggire ad aJcuno. Occorreva sgomberare aJ più prc to le retrovie del Veneto dall'ondata scomposta dei profughi e dei fuggiaschi; riururc e riordinare gli . bandati; ricostituire d' urgenza le unità disfane. li tutto sotto l'incubo di un pos. ibile cedimento della linea. E, quanto all ' attesa battaglia, egli si trovava nelle condizioni di doverla affrontare senza disporre di alcuna riserva per condurla, di dover ordinare la resistenza ad oltranza e nel contempo dar mano a vi ibili predisposizioni per un nuovo ripiegamento nonché appre ·tare la linea Mincio-Adige.


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Nel pomeriggio del 9 novembre, dopo che gli ultimi reparti della 2· e 3• armata ebbero pa~sato il Piave, i ponti sul fiume vennero fatti saltare. L' 11 novembre Diaz seppe dal generale Foch che le divisioni aJJeatc non sarebbero state impiegate in prima linea senza l'esplicita autorizzazione dei ri penivi Governi' . Il giorno 12 il nemico, eccitato daJJe inaspettate dimensioni dello sfondamento di Caporetto, prese contano con la Posizione di Resistenza, nella piena fiducia di superare la linea del Piave così come aveva superato quella del Tagliamento. L'offensiva austro-tedesca fu esercitata concentricamente dal Gruppo d ' Esercito Conrad sugli Altipiani. dalla 14 armata tedesca contro il Gntppa e dal Gruppo d ' Esercito Borocvic sul basso Piave. Le truppe sul Grappa e sul Piave erano le ·tesse già schienale sull'Isonzo. Avevano assi tito alla rotta di parte della 2• armata. avevano effettuato una ritirata di un centinaio di chilometri sotto l'incalzare dell'avversario e in mezzo alla folla degli sbandati e alla convulsa fuga in condizioni pietose di migliaia di famiglie friulane. Le divisioni erano per la maggior parte ridotte al 65% dell'organico, i rifornimenti funzionavano alla meglio e irregolarmente, le perdite di vestiario e di equipaggiamento ponevano il soldato in condizioni di estremo disagio, i turni di riposo erano, ovviamente, inesistenti, nessuno dei provvedimenti. già allo studio d ·I Comando Supremo a favore del combanente poteva esercitare alcuna benefica influen1.a. Eppure. quelle truppe , da sole, seppero per due lunghe settimane sopportare e superare la tremenda prova. 1

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.'Si111azione ,/egli chieramRtlli al IO novembre /91 7 (AUSSME)

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Già dopo aver passato il Tagliamento, nello stato d'animo dei soldati era iniziato il cambiamento. Se inizialmente la penosa vista della popolazione in fuga aveva contribuito a prostn1re il morale dei soldati . adesso, la confusione essendo diminuita per il riordinamento in corso del dispositivo difensivo, proprio la di pcrata orte dei fuggiaschi e l'istintivo attaccamento alla propria terra invasa richiamarono la massa degli ·bandati ad un elementare . en. o del dovere e della responsabilità". E, a que ·to punto , l'Italia intera si alzò in piedi e realizzò il miracolo della guerra " in ·orgendo - scrive il Fuller - incredibilmente daJle ceneri delJa sconfitta'' 10• Di fronte all ' immenso pericolo diretto. le voci contrarie tacquero. il popolo tutto sentì fortemente come mai la solidarietà con le truppe che riprendevano a batter ·i. Occorre. beninteso, tener presente che alcuni fattori di carattere militare si presentavano adesso particolarmente favorevoli . Mancava ormai l'elemento sorpresa: la Po izione di Resistenza eni passata dai 300 chilometri del grande arco isontino ad un centinaio fra il Brenta e il mare. sia pure con un di. positivo appena imbastito; il riordino deU'apparnlo logistico stava progredendo e comunque era agevolato dal fatto di trovarsi in pianum e di disporre di numerose vie di comunicazione; l' atteggjamento difensivo consentiva minori perdite umane e minor consumo di materiali; i complementi e i rinforzi cominciavano ad arrivare. Il 18 novembre il hollt:ttino del Comando Supremo annunciò che "oggi i giovani soldati della classe 1899 hanno ricevuto il batte. imo del fuoco . li loro comport.amento è stato magnifico" . E da parte avversaria . i recriminava per i ensibili ritardi nell'afflusso degli equipaggi da ponte e delle artiglierie pc anti, nonché per le molteplici difficoltà derivanti dai corsi d ' acqua in piena. li 21 novembre il generale von Below cri e nel suo diario: " ... Kraus continua la . ua offcn iva in val Brenta, ma senza risultato ( ... ). L'avanzata di Conrad langue. La co. a non può destare mernviglia , data la mancanza di prepara1.ione ( . .. ). Tutto questo ci dà ogni momento di più la sensazione che la nostra offensiva . ia arrivata ad un punto morto, tanto da farci riflettere se non sia il caso di fermarla ( ... ). Incominciamo perciò a pen ·are che ormai, visto 1'insuccesso di Conrad e visto che si tratta di spezzare una forte resistenza , sia tempo di dare J'ah e di rimettere in ordine l'armata( ... )" 11 • Fra iJ 24 e il 27 novemhre l'Tmperatore Carlo volle sentire il parere dei principali comandanti al fronte. Il Conrad propose il proseguimento dcll'offcn iva sulla direttrice del Brenta; il generale Krauss suggerì di abbandonare lo sforzo contro il Grappa e di sfem1re , invece , una nuova offen. iva da1 Trentino; il generale Boroevic insisteva per attaccare sul bas. o Piave: i generali Bclow e Krnfft von Dellmensingen manife. tarono scar a fiducia nel pro eguo della battaglia '!. Il 29 Ludendorff pro. pettò ali' Alto Comando austro-ungarit.:o la l'Otwcnicnza di rinunciare ad ulteriori sforzi e "porre termine aJla comune offcn~iva ,ulla linea lici Piave, favorevole alla difesa".


15

L'amara conclu ·ione fu che "così si arrestò, a poca distanza daJl 'obicttivo, l'offensiva ricca di spemnze e il Monte Grappa divenne iJ monte acro degli italiani , i <.jUalli, a buon diritto. possono andare fieri di averlo vittorio amente difeso contro gli sfor1.i delle migliori truppe austro-ungariche e dei loro camerati tedeschi" " . A fine novembre il Comando Supremo italiano potè sperare di riuscire a rcaliz;.,,are una manovra in rilirata ·ufficientemente ordinata anche nella deprecabile ipolesi di una rottura del fronle, grane alle previdenze poste in atto in quelle tremende settimane. La prima fase della battaglia d'arresto ( I0-29 novembre) è stata definita dal maresciallo Caviglia come " la più asprn, la più lunga. la più gloriosa per noi , la più bella a1.ione difensiva della nostra guerra ( . .. ). È la vittoria esclusivamente italiana, senza il concorso delle divisioni alleate, dove le nostre truppe vinsero le migliori truppe au. triache e tede. che". li 4 dicembre entrò in linea sul Montello il XTV corpo britannico e il 5 , nel settore Tomba-Monfcncra, il XXX I corpo francese, co. icché il Comando Supremo, recuperando iJ V e il IX corpo, potè costituirsi una ri. erva generale. Il peggio era passato. La seconda fase della battaglia d ' arresto (4-30 dicembre) vide rinnovarsi violenti tentativi. nemici: Conrad sugli Altipiani dal 4 al 12 e poi ancora dal 23 al 26: Krauss attaccò sul Grnppa dall' 11 al 18 dicembre; Boroevic si impegnò sul Piave dal 9 al 18 dicembre.

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linee di contatto lii 24 ottobre e lii 23 novembre 1917 (AUSSMF.)


16

Ma i progressi locali ouenuti non bastarono a compensare le perdile e a na~ondere il nuovo insuccesso. Già il 12 dicembre Orlando comunicò alla Camera, scandendo lentamente le parole: ..La nostra situazione militare, della quale nella tornata del 14 novembre dichiarai al Parlamento tutta la minacciosa gravità, è venula in questo mese notevolmente migliorando; e se, ciò malgrado, es a .rimane Lullor.1 grave, il confronto dimostra quale formidabile periodo abbiamo attraversalo( .. .)". Alla fine del mese l'assetto difensivo italiano poteva considerarsi prcs oché stabilizzato. La ridotta ampiezza dei settori di grande unità consentiva una densità di for,_.e sufficiente per una prolungata dife ·a~il servizio di prima linea risultava meno pesante, meno pericoloso e meno sanguinoso che sull'lsoni.o; i rifornimenti erano più facili e soprattutto più regolari . Si aggiungano la disponibilità di un'armata di manovra (la 2"), la presenza di forti contingentj alleati e il sempre più avan1.ato completamento delle unità della s• annata; senza contare che ades ·o la pianura tra I' Astico e il mare era tra formata in una rete di compartimenti stagni idonei ad ingabbiare quaJsiasi sfondamento potesse verificarsi . Non a caso a metà gennaio 1918 Diaz comunicò ai comandanti d'armata che l'eventualità dell'arretramento sulla linea Mincio-Adige doveva considerarsi ormai come ·'lontanissima"''.

Predispo.~ivrmi difemive italiane ul 13 110,·embre 191 7 (Al/SMf.l


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Il riassetto de/l 'eserrito sul Piave 11 3 gennaio 1918 il maresciallo Conrad scrisse alla moglie che le forze imperiali erano scate arrestate ''al Piave e al Grappa, quando erano pronte a raccogliere i frulli della Vittoria''. E Cadoma - continuò - , come un vecchio leone, prima di cadere ci ha sferrato una tremenda zampata sul Piave. Egli ha aputo rianimare gJi italiani e noi abbiamo a'>sistilo ad un fenomeno che ha del miracolo. Gli italiani ·i sono riavuti con una rapidità insospettata e combattono con grande valore ( ... )" 15 • Si potrebbe, dunque, concludere che il pericolo di una invasione in profondità fosse scongiuralo e che le unità recuperate daJ di astro di Caporeno fossero ormai hen riprese aJla mano. Ma non era così. Pur e scndo i comportato brnvamente, rescrcilo italiano rimaneva uno trumento bellico as ai delicato. Indubbiamente l' irruzione austro-tedesca era stata arginata; lo ·bandamento ddl'csercito, in un primo momento temuto irreparabile, si era mostrnto circoscriuo e controllabile: la posizione difensiva realizzata in fretta e furia aveva superato la prova ancorando i saJdamente al Grappa. Ed il ristabilimento. in appena un paio di mesi, di una situazione strategica diequilibrio sulla linea del Piave meritava lunl giusto appreZZé.lmento. Non ·olo, ma il nuovo Governo Orlando . tava reggendo il Paese con mano ben più ferma del precedente ministero Bo. elli. Tutto vero .

fint't' difensivt' dall 'A.stiro al mare (AUSSME)


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Ma non si poteva certo pensare che gli effetti materiali e psicologici di un rove. cio come qucUo di Caporetto potessero es. ere ru sorbiti in così breve tempo. Né, men che meno, che fos e realistico il riordinamento e il potenziamento delJ 'esercito se non a ai lentamente. Basti dire che si trattava di ricostituire oltre la metà degli effettivi di fanteria e di rimettere in sesto l'int.era organizzazione logistica impiantando nuovi depositi e maga:a ini . Comunque , le misure intese al recupero degli sbandati, all'immissione nei reparti della classe 1899, aJ ripristino organico e logistico delle unità e al loro addestramento, avevano preso il via in parallelo alla lotta disperata sulJa linea del Piave e dato buoni frutti, taJchè, al termine della banaglia d'arresto, ri ·contrnndo un sen. ibile rinvigorimento dell'efficienza delle truppe. Diaz calcolò - come scrisse ad Orlando il 19 gennaio 1918 - che in primavera tutte le grandi unità potessero porsi in grndo di partecipare ad azioni offen ivc. Per fortuna nel 1917 l'industria italiana degli armamenti aveva raggiunto un livello organizzativo e produnivo di taJe rilievo <la riuscire ad affrontare la situazione creatas i dopo la rona di Caporetto. li Regio Decreto del 16 giugno J917, n. 980, aveva istituito il Ministero delle Armi e Muni1,ioni con alla testa iJ generale DaJJ'Olio. già capo del precedente ottoscgrctariato, e sotto questa guida l' enorme . forzo industriale riuscì. in tempi relativamente brevi. a sanare le paurose deficienze - sul momento reputate incolmahili - e a fornire nuovi e più adeguati mezzi di lotta"'. In fano di artiglierie le perdite consistevano nel 42% dei pezzi di piccolo calibm, del 50% di quelli di medio calibro e del 60'¼ di quelli di grosso calibro. Peraltro tra iJ 1° luglio e il 30 novembre 1917 era stata costituita una ma~. a di circa 2 miJa pezzi tenuti in riserva. Quindi, da un lato inizialmente si potè attingere a parte di delta riserva e dall'altro. in quelle contingenze, imprenditori e mac·tranze delle industrie belliche, sulla base di un programma di emergenza concretato il 12 dicembre , pervennero a colmare interamente le perdite di materiale d ' artiglieria entro l'aprile 1918. Invero il problemadi maggior peso nel campo degli armamenti non concerneva tanto il rifornimento di bocche da fuoco quanto quello delle munizioni , il cui consumo era altissimo e al cui riguardo si registrava una grave irregolarità di produzione, dipendendo l' Italia in buona misurn dai contributi francesi e inglc i. Una volta ritiratosi l'esercito al Piave e verilìeatasi una stasi operativa, que to con. umo . i ridusse sensibilmente e alle neces. ità fu possibile ovviare anche attingendo al grosso quantitativo di proietti non caricati, accumulali in precede nza . In altri termini , iJ caricamento degli esi. tenti colpi vuoti cons ·nlì di fronteggiare rapidamente il problema. Quanto alJ 'industria aeronautica, . ono . ufficicnti pochi dal i: nl'I 19 I 8 furono prodotti il 53% dei velivoli, il 61 % dei motori e il 76% delle eliche i:.olutc de ll'intera produzione del periodo bellico.


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Un'attenzione particolare venne riservata al morale del . oldato, ricono. cendo ad c~so un ' importam.a ha~ilare quale componente della lolla. Fra i molti ssim i provvedimenti adottali in tema di governo del personale citiamo il consi. lente miglioramento quantitativo e qualitativo delle razioni viveri; la cum della distribu1.ione ai . oldati dei numero. i doni provenienti da ogni parte del Paese: l'adozione di adeguate misure igienico-. anitarie: il miglioramento del servizio postale; l'organiz.auione di un servizio di ricerca per fornire notizie alle e dalle famiglie di militari dislocate in territorio occupato dal nemico; l'individuazione delle famiglie profughe per consentire i contatti con i familiari aJJe armi; il rigoroM) rispetto dei turni di riposo mediante avvicendamenti in prima linea; l'adozione di criteri di giu ta proporzione fra ufficiali e soldati ne lla concessione di ricompcn:,.c al valore: la riprc a de lla concessione della licenza ordinaria e l'istituzione di 4uella seme traJc, nonché, ove il caso, una sovvenzione straordinaria per le spese di viaggio de i oldati inviati in licenza ; la stipulazione di polizze assicurative per le famiglie dei soldati meritevoli. Per la prima volta in ItaJia fu dato grande ri 'alto aJla propaganda. puntando alla c reazione di uno spirito interalleato. all'esaltaz ione dei contatti umani , alla dimostrazione di un largo senso di fiduc ia nel soldato. consentendo una maggior diffusione di giornali e periodici e organi.u..ando un vero e proprio . ervi1.io stampa con i giornali di trincea quali "La Trincea", " La Tradotta'', " La Giberna" , "La Ghirba". "La voce del Piave··. ecc. Innegabilmente nel novembre 1917 il Paese aveva dimostrato un since ro e forte slancio di . olidarietà verso i combattenti. Giolitti commentò: "Caporetto fu una grande sventura. ma servì però anche a risvegliare in tutto il Paese la coscienza della gravità della situazione e della necessità di affrontarla con sentimento più austcro'' 11 • Ma occorsero alcuni mesi prima che si acquieta sero le forti tensioni provocate dalle eterogenee ma molto diffuse agitazioni " disfattiste" dell'estate precedente. nonché da un reaJe de iderio di giungere alla pace esistente ormai anc he ad alto livello in tutti gl i Stati belligernnti. Occorre, infatti. tener presente che la guerra di trincea aveva assunto su tutti i fronti - in ltaJia. suJ Carso in particolare - un carattere disumano. alternando la deprimente vita di trincea ai ·anguinosi attacchi frontali. Inevitabile la " frallum" nella socielà italiana cui si aggiunsero gli echi della rivoluzione bolscevica di ottobre in Russia , ravvivando gli elementi di rivolta sociale già emersi e. nei combattenti , il sordo rancore nei confronli degli "imboscati''. A que. Lo riguardo, spiccava l'avversione dei fanti-contadini che subivano la guerra rru segnati verso gli operai -imboscati, avversione c he facilmente si mutò in contrru lo fra contadini e borghesi e fra contadini e proletariato urbano. È lato detto, molto appropriatamente , che le ragioni che in linea di massima fanno "accettare" al popolo una guerra po ·ono considerarsi le seguenti: la difc a


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della Patria, della famiglia; il sentimento del dovere, reso più forte dalle . anzioni penali e moraH; lo spirito di corpo. che stabilisce vincoli di solidarietà in un reparto e, per estensione, nell'esercito: i compensi materiali che la condizione del oldato comporta o comporterà a fine guerra; la propaganda che adeguatamente e alta gli ideali perseguiti dall'esercito e critica gli scopi del nemico. Ebbene. nelJa primavera del 1918 questi cill(jue fattori poterono operare tutti contemporaneamente nell'esercito italiano''· Fu tra il febbrnio e il mano del 191.8 che le Prefetture, sulla base di contatti con i soldati in licenza di convalescenza o invernale, segnalarono uno stato d'animo decisamente miglioralo, pur permanendo la presenza dei noli segni di stanchezza e malcontento. A metà marzo 1918, a giudizjo dei Comandi d'Armata, il morale dei soldati in linea era buono, l'esercito ormai rimesso in sesto sollo ogni profilo e la siruazjone stnuegica sulla linea del Piave " incomparabilmente migliore" rispetto a quella sulrlsonw dell'anno precedente.

li panorama p<Jlitico-militare a/l'inizio del 1918 La situazione miJitare italiana doveva. naturalmente, essere vista nel quadro compie sivo dell ' Intesa e in proposito le previ ioni operative formulate dagli Alleati alJ'inizio deU 'anno non potevano dirsi molto confortanti. TI crollo della Russia e la profonda irruzione austro-tedesca nel Veneto (anche se arrestata) inducevano a prevedere e temere che gli imperi Centrali avrebhero approfittato delle circostanze favorevoli per accelerare vinorio amente la fine della guerra. Per contro, dopo la gnmde crisi del 1917 rune le speran:,.e dell ' Intesa poggiavano sull'intervento degli Stati Uniti, che 1'8 dicembre 1917 avevano dichfarato guerra aJI ' Austria-Ungheria, ouo mesi dopo averla dichiarala alla Germania. Tenuto conto di ciò, il 21 gennaio 1918 i Rappresentanti Militari Permanenti ne l Consiglio Supremo Interalleato si orientarono ad una linea di condona trategica preminentemente difensiva, in attesa che il " blocco" in ano contro gli Imperi Centntli si facesse sentire con maggior pesantezza e che le già ragguardevoli fori.e americane in Francia si rendessero disponibili operativamente. Più precisamente: atteggiamento difensivo per guadagnare tempo sul fronte occidentale, definito unico dal Mare del Nord ali' Adriatico; offensiva contro la Turchia, ritenuta pre. soché esausta, sperando che il suo crollo consentisse sviluppi favorevoli. In sostanza. il 1918 fu considerato di transizjone; la villoria, inevitabile, sarebbe stai.a raggiunta nel 1919. Come sappiamo, gli Imperi Centrai erano determinati a sfrullarc le circostanze e si raffort.arono in questa intenzione quando, il 3 marzo 1918. il Gnv..::nm sovietico firmò il trdttato di Brest-Litovsk e, due mesi più tardi , si condu:-.cro i preliminari di pace con la Romania con il trattato di Bucarest.


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Il Comando Supremo tedesco vide allora la po.. ibililà di chiudere la partita con la Fr.mcia: " Per la prima volta - scrisse Hindenburg nel suo diario - durante l'intera guerrn avremmo potuto avere una preponderanza di forze ·u una delle nostre fronti" 19 • Sennonché I' AJto Comando austro-ungarico, dal canto suo, aveva messo a punto un piano ambizioso, approvato dall'Imperatore Carlo. da auuare in maggio in Italia. Perciò il gener.1le von Arz, Capo di Stato Maggiore dell'esercito austriaco. ritiulò alla Gennania il richiesta concorso di truppe per il fronte francese , as 'icurando che "come risultalo di quesla operazione che ci dovrà portare . ino ali' Adige. io mi ripromello lo sfacelo militare dell'Italia"~. Il mattino del 21 marzo, in Francia, dopo sei ore di preparazione d 'artiglieria a ga. e a fuoco , i tedeschi sferrarono la prima delle cosiddette "offensive Ludendorff" (21 mano-4 aprile) contro il settore inglese sulla Somme, seguendo la tattica perimentata con successo a Riga e a Caporetto. La 5• armata britannica fu travolta con perdite gravissime e il 25 marzo 1•e crcito francese fu costrello ad un parziale ripiegamento verso sud: la sepanuione dei due eserciti alleati fu stimata ·'solo questione di tc mpo" 1 1• Di conseguenza vennero richiamate dall ' Italia quattro divisioni francesi e due inglesi , seguite nella seconda metà di apriJe del nostro 11 corpo d'armata e nel contempo il Comando Supremo alleato fu oJlecitato ad una opernzione sugli Altipiani allo scopo di impedire che divisioni au. triache potessero essere trasferite in Francia. Diaz o ervava gli avvenimenti con estrc- Oirenrid d 'attacco dt'll'offemiva uulendorff del /9/8 (AUSSMH)

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ma attenzione. Oltre alle truppe in linea disponeva solo di una limitata riserva e non era affatto propenso ad impegnarsi in un'operazione di dubbio esito, po. to che in quell'ambiente montano qualche arrelrnmento locale sarebbe stato . ufficientc agli au triaci per bloccare la nostra iniziativa. Intanto era partita la seconda offensiva Ludcndorff (9- 14 aprile) contro la I" e 2· annata britannica nel settore di Ypres e il 7 maggio il generale Foch, al quale pochi giorni prima era stato attribuito un potere di coordinamento strategico u tutte le forze alleate in occidente, si rivolse a Diaz cortesemente ma con evidente autorità. Poiché nel teatro italiano l'Austria-Ungheria si trovava in chiare condizioni di inferiorità di forze e per giunta non sembrava palesare "aucune volontà d·offensive". chiese di conoscere le "grandes lignes dc son pian d ' attaque , la partecipation des forces aJliécs à cene auaque et la date à la t.tuelle la préparntion doil etre achevée". Naturalmente, precisò, la data in questione doveva essere stabilita di comune accordo . E terminò incitando il Comando Supremo ''dans sa déci ion de passer sans retard à I' anaque"22 • Diaz fu cauto. Numerose e attendibili informazioni inducevano ad attendersi un'imminente offensiva austro-ungarica sul medio e basso Piave con ohieuivo Treviso . sussidiata da azioni concorrenti nel settore di Asiago e sul Grappa. Perciò rispose assicurando la propria di. ponibilità ad attaccare se e quando possibile e comunque domandò quale assegnamento avrebbe potuto fare .. in ca o di bisogno··. sul previsto intervento in Italia di rinforzi alleati"". Pernltro il 27 maggio ebbe inizio in Francia la ter.t.a offensiva Ludcndorff (27 maggio- I O giugno), che in venti ore . fondò le linee di selle divisioni france ·i e britanniche nel settore dello Chemir1 des Dames, superando di slancio l'Aisne e trnvolgendo anche le quattro divisioni della seconda linea. Allora Diaz, pur tenendo d'occhio il paventato austriaco, riprese a considerare la possibilità di una operazione ad obiettivo limitato sull ' Altopiano di Asiago: ma alle ore 03 .00 del 15 giugno, all'inizio del Sol tizio d'estate , l'artiglieria austriaca aprì il fuoco di preparnzione dall' Astico al mare. Cominciava la seconda battaglia del Piave. L'esercito italiano era pronto a so. tenerla.


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L'ESERCITO ITALIANO ALLA VIGILIA DELLA BATIAGLIA DEL SO~TIZIO di Alllonino 'lorcoue

Sulla fine della prima decade del novembre 1917, l'Esercito Italiano, riuscito ormai a contenere e arrestare l'urto austro-germanico successivo allo sfondamento di Caporetto. i trovava costituito da tre masse diverse per valore intrinseco e rehnivo: - una formata dal lii Corpo <l'Armata e dalla 1a Annata - fra lo Stelvio e il Brenta - forte di poco più che 400.000 uomini. in piena cfficien:,,a; - una costituita dalla 4· e 3· Armata - <lai Brenta al mare - di circa 300.000 uomini. sottoposta al logorio della bauaglia e <lei ripiegamento, con gli organici incompleti . inadeguatamente dotata di armi e di materiai i. abbisogncvole di un periodo di riordinamento prima di poter essere consider.tta quale sicuro trumcnlo di lotta; - una massa di circa 300.000 uomini . 20.000 quadrupedi. 3.000 carri , costituila dalle residue unitft della 2" Armata che aveva subito lo sfondamento e del Xli Corpo <l'Armata . qua i priva di coesione organica , senz'armi, senza . ervizi . tale quindi che su di e .. a non si poteva fare allora alcun ru . egnamento'. Eira gravemente intaccato, l'Esercito. nel uo potere offensivo e difensivo, per la !-.Ubìta diminuzione di circa 800.000 uomini!. la perdita di 3. 152 pezzi di artiglieria , 1.732 bombarde. 3.000 mitragliatrici, 2 .000 pi tole mitragliatrici. 300 .000 fucili (oltre a quelli dei prigionieri e degli sbandati), 22 campi di aviazione, enormi quantità di materiali di intendenza, di artiglieria , del genio, automobilistici , di aeronautica, scaglionati nella zona o mccolti nei magazzini . Lo schieramento dell'Esercito si appoggiava dal Brenta al mare, là dove si era verificato l'arretramento del fronte. su una sistemazione difensiva embrionale e insufficiente per re istenza e profondità. Moralmente scos o, nella sua maggior parte, per la gravissima crisi attraversata dalla fine di ottobre in poi, ubiva violenti e continui attacchi del nemico che, frn l'altopiano di Asiago e il Piave, rinnovava senza tregua i suoi sforzi per . peu.are ancora una volta il nostro fronte e fiaccare definitivamente la capacità di lotta e di resistenza dell'Esercito e del Paese. Tale. in breve, il quadro delle condizioni dell'E.~rcito Italiano in quelJe tragiche g iornate di novembre . Occorreva ricost ituire metà degli effettivi della fanteria e oltre, la metà dell'artiglieria e delle bombarde. organizzare a difesa la nuova linea del fronte, provvedere a nuovi impianti logi tici per far vivere l'Esercito che nella ritirata aveva perduto gnm parte dei magazzini; si doveva sopratutto rinsaldare l'animo dei combattenti e in tutti infondere una volontà incrollabile di resistenza. senza la quale l'Italia avrebbe corso un mortale pericolo. Occorreva innanzitutto organizzare alacremente e rapidamente le zone più avan-


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zale. con l'attuare un nuovo rnggruppamento di forze che ·oddisface. se agli immediati bisogni della difesa e insieme lru cias e in mano del Comando Supremo un'adeguata riserva organica per far fronte ad ogni eventualità. anche la più sfavorevole . Non si mancò di diramare per tempo di po izioni dettagliate nell'eventualità di un ulteriore ripiegamento sulle po. izionc del Mincio-Po. L'andamento della linea del fronte, seppur notevolmente accorciato ri peno aJlo schieramento uU'lsonzo e sul Carso del 1917 (340 km contro 650), dava carse garanzie di tenuta, mancando in più punti della necessaria profondità e obbligava ad una difesa ad oltranza delle po. izioni avanzate. In alcuni settori del fronte. infatti, come sul Pasubio e sul Grappa. la fascia dj terreno montuosa aveva una profondità di pochi chilometri (da un ma imo di 14 ad un minimo di 5 km) e una inflessione anche ridotta della linea avrebbe farto sboccare in pianura il nemico e provocato il fatale aggintmento delle armate ·chiernle sul Piave•. U corso del Piave nei periodi di ceca non costituiva, inoltre. un ostacolo di rilievo allo viluppo di operazioni offensive nemiche nella zona di pianura. ln seguito, 4uando le posizioni a contallo del nemico ebbero rnggiunto un efficiente rnffor,.amento, l'attività lavoratrice fu rivolta anche alle zone arrellrale ove si co truirono altri si. temi difensivi , raccordati a quelli più avanzati con organizza;,,ioni trasversali tracciate anche esse con particolare riguardo ai probabili piani offensivi nemici. Si creò così una compie a e poderosa sistemazione, la quale non solo conferiva profondità alla difesa, ma, con i numerosi e coordinati compartimenti stagni , con entiva di localiaare gli effetti di un eventuale sfondamento. La istemazione delle posizioni difensive andava accompagnata col riordinamento dei reparti : occorreva rico tituire le unità disgregate infondendo in e. se anima e virtù combattive; col praticare, non appena si riuscì ad imporre al nemico una più limitata aggressività, un economico schieramento di sicurez1,a che, mentre alleviava alle truppe il logoramento della trincea, lasciava le maggiori di . ponibilità di forze per i campi di istruzione. Il problema della ricostituzione delle unità e delle artiglierie era in stretta correlazione con la disponibilità, immediata e futura, di complementi e con la potenzialità indu. triale del Paese. JI Comando Supremo, consi<lernle le reali nece ità <lell'E.~rcito, non esitò a richiedere al Governo l 'enorme fahhi. ogno occorrente per un riordinamento e una preparazione che. lungi dal rapprc. cntare un timido ripiego alla sorte avversa , signilicavano volontà decisa di aLionc. Il Governo. in . trerta armonia di intenti col Comando, eppe a sua volta chiedere. e oncnne, dalla Nazione lo forzo necessario. Le grandi unità da riordinare furono concentrate in due grosi.i nucle i: uno coi Corpi d'Armata Vl , XXV, XXVlll e XXX ricostituì la 2·· Armata con sede a Lonigo; l'altro coi Corpi d'Annata U. XO e XIV fonnò una nuova Armata . la 5\ con sede a Borgo S. Donnino. Il XXVII Corpo <l' Am1a1a . gi:1apparll·nenlc all'antica 211 Armala, venne assegnato in novembre aJla 4· Armala .


l.)

Contemporaneamente, nel campo di riordinamento della fanteria a Castelfranco Emilia, gli elementi idonei tratti dagli sbandati venivano incorporati in hrigate di marcia , armati e istruiti: gli aJtri assegnati a reparti di Milizia Territoriale e di lavoralori o addetti a servizi vari . Un campo di riordinamento fu istituito in Mirandola per la ricostituzione dei reggimenti di artiglieria divi ·ionale, dei gruppi pesanti campaJi e delle batterie di a'isedio . Una nuova scuola bombardieri , in Sa suolo, diede opera alla ricostituzione delle batterie di bombarde e di lanciafiamme, mentre , in attesa del materiale, gran partt: dei bombardieri venivano temporaneamente riuniti in sene reggimenti bomhardieri-fucilieri e impiegati come fanteria. Infine un campo tecnico fu impiantato a Guaqtalla per il riordinamento dei reparti del genio. Si provvide, inoltre. all 'allestimento di 25 campi di aviazione. Si diede corso a modificazioni e . ostituzioni nel materiale di aeronautica in base ai dati delJ'espcricnza (so. tituzione degli apparecchi Savoia-Pomilio con i Hat 7 B, allestimento di mezzi da bombardamento più potenti e sostituzione di dirigibili). Già il 22 novembre entrava in linea il XXVTT Corpo d'Armata e aJla fine del mc 'e il Vl. seguito poco dopo dal XXV: nel dicemhre, secondo le previsioni. erano riorganizzati anche i due rimanenti Corpi della 211 Armata (XXVID e XXX). La Y Annata risultò parimenti costituita nel termine previsto; a metà febbraio essa poté spostarsi in zona di operazioni , armata parzialmente anche con fucili e con cannoni francesi che vennero però grndatamente, e in tempo relativamente hrcve, so tituiti da materiale italiano. Compie.. ivamente il lavoro di riordinamento portò alla ricostituzione di 50 brigate di fanteria con 104 reggimenti , 47 battaglioni complementari, 812 compagnie mitragliatrici, 91 O selioni pistole mitragliatrici, 22 reggimenti di artiglieria da campagna con 188 batterie, 50 batterie da montagna. 80 batterie pe ·anti campaJi , 75 batterie di bombarde, 91 batterie d'a. sedio, 570 sezioni lanciabombe, 23 battaglioni zappatori con 69 compagnie, 72 compagnie telegrafisti , I I compagnie pontieri, oltre reparti di vari servizi•. Entro quattro mesi, e cioè alla fine di febbraio, la riorganizzazione dell'Esercito Italiano poteva dirsi compiuta: la compagine organica delle divisioni ri. tabi lita, fissata e completata la composizione delle maggiori unità, riordinate le truppe da montagna , assicurati i servizi. L'artiglieria di medio e gro o calibro, onnai sufficiente alle esigenze della situazione, era in continuo, sensibiJc aumento, e la produzione delle munizioni , crescente e sempre più perfetta, affidava di poter fronteggiare i possibili eventi. Per dare un esempio dello sforzo industriale effettuato, ba~ta ricordare che nel maggio del 1918 si costruirono ben l .368 bocche da fuoco . L'approntamento delle munizioni d'artiglieria raggiunse nel giugno 1918 il massimo giornaliero di RR .000 colpi completi, a fronte dei 20.500 del 19J5'. A fine aprile 1918, ossia dopo 6 mesi dalla data del ripiegamento sul Piave, ninc le perdite in materiale d'artiglieria erano state colmate.


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Nel giugno 1918 l' Esercito venne co ì a disporre di 54 divisioni di fanteria, del le quali 50 schierate sul fronte italiano, 2 in Francia. una in Macedonia e una in Albania. Esistevano inoltre 4 divisioni di cavalleria cd erano in corso di co tituzione una divisione cecoslovacca e 2 divi ioni d'a salto. Nonostante le enormi perdite subite a Caporetto l'Esercito Italiano poté mettere in campo nella tarda primavera del 1918 un numero di divisioni, che seppur inferiore alle 62 del nemico. dava sufficienti garanzie per l'impiego in operazioni strettamente difensive. Poco sentito era anche lo squilibrio .in fatto di artiglierie (7 _e;()() contro 7 .000)6 , mentre grnzie al contributo anglo-britannico, .l 'aviazione italiana disponeva di un numero di velivoli leggermente superiore. Agevolarono una così ampia opera di ricostituzione sia le larghe forniture di anni e di materiali per parte degli alleati , sia la presen:1.a in Italia dei contingenti francesi e inglesi , che permise di fronteggiare con sufficiente tranquillità le e. igenze dello schieramento e quelle della riorganin.azione7 • Tm le unità italiane va ricordato il 2° Corpo d'Armata che il 18 aprile 1918. costituito da 2 divisione (3" e 8·) e altre unità, fu trru ferito sul fronte occidentale (Francia). al Comando del Generale Alherigo Alhricci , dove nel giugno partecipò alla battaglia di Bligny. Nel luglio prese parte alla seconda hallaglia della Marna nel settore di Epemay e, nel settembre, alle operazioni per il forzamento dell'Aisne. che portarono il ll Corpo d ' armata ad occupare il IO ottobre lo Chemin des Dames e I' 11 novembre a raggiungere la Mosa. Le truppe italiane in Francia subirono perdite risultate poi notevolmente uperiori a quelle avute dal corpo di spedizione francese in Italia. TI n Corpo d'Armata itaJiano ebbe a lamentare 4 .373 morti e 6359 feriti , contro i 480 morti e 2 .302 subiti dalle truppe fomcesi schiemte in Italia. L' Italia contribuì a so ·tenere lo sforzo bellico francese anche con circa 133 mila lavoratori militari e borghe ·i , impiegati nell'industria o in lavori di fortifica/.ione campale. L'elenco dei vari contingenti di lavoratori militariz:,,ati italiani che afnuirono in Francia è il seguente: Raggruppamento genio militare italiano. compo. lo di 1.000 soldati del genio e circa 4.000 civili militariz:,,ati partili dell'agos to-sellemhre 1917; Centurie operai militari italiani (C .O.M.I.), forti di 79 mila uomini , concesse alla Fmncia tra il novemhre 1917 e il gennaio 1918; Battaglioni la.voratori F, composti di circa 4 mila uomini giunti nel dicembre 1917; Truppe au. iliarie italiane in Francia (T.A .T.F.) , pari a oltre 60 mila uomini, pm1iti fra il gennaio e il marzo 1918 . Ai reparti militari si aggiunsero almeno 25 mila lavoratori impiegati nell ' in- · dustria aviatoria e altri 22 mila in diversi settori produttivi francesi . L' impiego delle unità lavoratori fu diretto dall ' Ispettorato Generale delle Truppe Ausiliarie ltaJiane e daqucllodelleCenturicOperai italiani .. F... ricordiamo. info, ,.chc IO mila lavoratori erano stati prestati temporaneamente alla fine di fchhraio d ,1 19 I 7. mentre altri 3 mila operai militarizzati lavorarono in ausilio alle truppe slatunitcn i in Francia. Alcuni lavoratori delle T .A .I.F. furono utilin.ati quali rnmplcmcnti per le unità combattenti del 11 Corpo d'Armata .


Z7

Il riordinamento dei reparti combattenti fu accompagnato dalla riorganizzazione tlegli uffici del Comando Supremo. Cadorna aveva a centrato nelle sue mani troppo potere. mettendo i in condizione di non poter controllare i dettagli dei . uoi piani e re ecuzione dei uoi ordini. Diaz, più incline ad uno pirito di squadra e a dare fiducia ai propri collaboratori, attribuì ai vari uffici dello Stato Maggiore re pon abilità concrete e definite. delegando loro maggiore libertà d 'azione. ln particolare fu potenziato l'Ufficio Informazioni che ebbe i mezzi e la fiducia per diventare un elemento decisivo nella pianificazione operativa. mentre l'Ufficio Operazioni fu reso autonomo e staccato dall'Ufficio del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito-. Cosl nel febbraio 1918 fu abbandonata la ripartizione degli uffici in due grandi gruppi : uffici direttamente dipendenti dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e uffici facenti caJX> al Reparto Opera7ioni , che aveva carntterizzato l'organizzazione del Comando Supremo sin dal maggio 1915. Subentrò un nuovo ordinamento l'he metteva ullo stesi.o live llo tutti gli uffici. i quali , tramite umi nuova segreteria ccntralinata dirella da un genernle addetto, ricevevano le direttive del Capo e del Sottocapo di Stato Maggiore delrEsen:itoq. Dia/. provvide anche a ricucire i rapporti tra il Comando Supremo e le autorità governative e politiche. gravemente compromeS!-,Ì sotto la dire1,ione di Cadoma. e che erano invece ritenuti essen1iali

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LiMO di conJaltO tra 1li e~rriti al 9 ~ 1917. u aru tra11euitw eraltO $tale oca,palt! dal ltfflUCO Mflo Slt!UO lionto (,-arto alk,a,o alla Relavone dello COJMtWione d'l,w;#,;ma)


dal nuovo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ai fini del buon andamenlo della direL.ione della guerra. Gli avvenimenti dell'ottobre avevano rivelalo una grave crisi morale e dalo origine , alla loro volta. a una depressione di animi che avrebbe potuto divenire irreparabile. Giovarono. è vero, a controbilanciare tali effetti il dolore per l'avvenuta inva. ione e l'afnuire dei complementi giovani delle classi del 1899 e 1900, nei quali l'età e la coscienza delle impres. ioni del Paese erano il miglior reagente al veleno della sconfitta e degli insani incitamenti a minor resistenza: tuttavia occor.reva rinvigorire lo spirito delle truppe che avevano assistito al doloro o ripiegamento e immunizzare le nuove. Si comprese che se non era riuscito, in tempo, palese il vero stato d ' animo di alcuni reparti e se in e. si si erano manife tate delle debole1,1.e, non si poteva non attribuirne in parte l'origine a insufficienza di contatti tra comandi e truppa. contatti indispensabili per una solida coesione e per la più cosciente cooperdzione di tutti alJo scopo comune. Solto Cadoma si era generalo un pericolo distacco tra i vertici della Forza Armata e le truppe, le quali avevano scarsa considerazione verso l'operato del Comando Supremo. Occorreva ora rinfrancare gli animi , riavvicinare i capi ai gregari, creare un nuovo clima di fiducia reciproca'°. • Bisognava dunque meglio educare i soldati, e bisognava prima di tutto preparare gli educatori . Si istituì così uno speciale servizio di propaganda, con organi e prcssamente fonnali , che dai più alti comandi di grande unità si irradiavano sino ai rcggimenli . Propaganda intesa non olo come illustrazione delle finalità della guerra e come difesa contro le propagande avversarie, ma anche come continua vigilanza e assistenza morale e materiale dei combattenti e delle loro famiglie, così da unire tutti gli animi in un solo propo ito di dovere e di fede 11 • L'opera di questo organismo si esplicò in modi svariati e sempre efficaci pubblicazioni periodiche adatte alla mente dei soldati , conferenze tenute dai combattenti e sopratutto colloqui semplici e occasionali; istituzione di nuove case del soldato; spettacoli ricreativi anche in prossimità della prima linea; commemorazione di date e di fasti dei corpi: tutto giovò a risollevare lo spirito dei soldati, a far loro riacquistare fiducia in se stessi e nella giustizia della nostra causa. Il maggior aiuto alla propaganda venne dalla efficacia delle provvidenze concordemente studiate dal Governo e dal Comando Supremo: prima fra tulle la concessione della polizza di assicurazione; e poi i . ussidi alle famiglie bisog11ose affidati aUa cura dei comandanti di reggimento (su, sidi che tanto valsero a rin aldare i vincoli fra la Lrincea e la casa lontana); il migliommcnlo del villo ( la raz ione viveri giornaliera fu riportata a 3.580 calorie); l'impianto di ~pac.:c.:i c.:oopcrntivi : le larghe distribuzioni di doni anche da parte di as ociaLioni e di privati; il mig lioramento del funzionamento del servizio postale; il ricorso ad ~•dcgual\.· nom1l' igie nico- anitarie a tutela della salute e a prevenzione di malattie. Spèt:ic dl·i t·onr t:l:unt'nti: l'ado1,ione di criteri di giusta proporzione frn ufficiali e ~oldati 11dla c.:ont·c , , ion • delle


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ricompense al valor militare; l' assegnazione ai comandanti di reggimento di i,Omme di denaro per la concessione diretta di ·u · ·idi alle famiglie di militari di huona condona; ecc. Infine , superala la crisi del ripiegamento, il Comando Supremo polé ovviare al grave danno derivante dal logorio dei reparti per troppo lungo servizio di linea con l'i n, taurare adeguati turni di ripo. o e con lo stabilire le licenze seme ·trnli , avocando e. elusivamente a sé la facoltà di sospenderle e assicunmdosi che tutti realmen1c ne fruissero: anche quelli le cui famiglie erano rimaste nei territori invasi del Triveneto e per i quali si organizzarono iniziative palriolliche, intese a dare a que).ti militari più duramente provati una sen. azione di conforto e di affetto. I .'atteggiamento difensivo assunto rese i periodi di . ervizio in prima linea meno fo1icosi e meno gravo i per la notevole diminuzione delle perdite e , in definiti va, ridusse fino quasi a annulJarli i fattori di depressione morale. L'aqtensione da azioni offensive onerose di perdite e scarse di risultati, l'accre. ciuta disponibilità di armi. mezzi e rifornimenti, i nuovi orientamenti atti a rispanniare la fanteria . ulle posizioni difensive avanzate e più esposte al fuoco nemico, diffusero nel . oldato la sensazione di non essere più gettato allo sbaraglio e senza speranza in attacchi che avevano scarsissime possibilità di succes o . Il maggior riguardo verso il benessere dei ·oldati non fece comunque abbassare lo stretto controllo e la vigilanza sulle truppe esercitato dai carabinieri e dagli ufficiali e la disciplina continuò ad essere mantenuta con inflessibilità e durezza col ricorso frequente ai tribunali militari come ai tempi di Cadoma 12 • Nell 'aprile 191 8 ),i addivenne al riordinamento dei reparti Carabinieri mobilitati , che segnò un notevole incremento dei reparti dislocati in zona di guerra. In previsione dell'attesa e temuta offensiva austriaca, Diaz intese cautelarsi rinforzando l'Arma, che rnggiunse così la mas ima espan ·ione organica della prima guerra mondiale" . Allo scopo di controllare meglio l'operato dei comandi delle gr.mdi unità e facilitare i contatti e lo cambio di informazioni al Arditi del Xlii Repartn d 'Assalto con il loro ,:a,:liardetto nel di fuori di ogni formalità

.vrnnre del basso Piave dove l'unità ven,,e impiegata dllrante lu battaglia del Sol.v titio nel giugno 19/H (AUSSMF.)


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protocollare con il Comando Supremo. fu potenziato l'istituto degli ufficiali di collegamento introdollo da Cadoma lin dal 1915 . L' allività di tali ufficial i in crvizio di stato maggiore , distaccati presso i comandi di grande unità ,. i e plica va attraverso rapporti giornalieri inviati direttamente al Reparto Operazioni del Comando Supremo . ulla situazione tanica, logistica e di ciplinarc dei comandi complessi in c ui operavano. Diaz po. e comunque un freno alla pras i dei co iddetti "siluramenti'' degli ufficiali generali e superiori, ritenuti colpevoli di gravi negligenze da parte degli organi gerarchici superiori e dc tituiti dal comando. che aveva compromesso in molti comandanti la serenità d' azione e la fiducia nei propri mezzi ••. Uno degli arnrnac tramcnti tratti dalla confitta di Caporerto ern ·tato quello di mjgliorarc l'efficienza del crvizio informazioni . non solo quello del Comando Supremo, con competenze ulle retrovie lontane del nemico e sull'allività di spionaggio alJ'estero e controspionaggio in ltaJia, ma anche quello svolio dalle armale, dc tinato aJla raccolta di informazioni neJla zona di combauimento. Nel gi ugno 1918 furono emanate così le nuove Nonne generali per il servi1,io informazioni presso le truppe operanti (I.T.0 .). Riorganizzata e animata la compagine dell'Esercito, bisognava, per ridurla a sicuro strumento di lotta. i ·truir I a ·ulla ha.~ dei risultati delle recenti esperienL.e di guerra sul fronte italiano e soprattutto di quella occidentale . Allo copo di mantenere sempre integri gli clementi combattenti. si fi ò la co tituzione della compagnia di fanteria su tre plotoni organici di compo azione immutabile e un quarto pio-

LJenessere del ~·o/dato. Rappre:1e1110:;.ì01w teatro/e in rt·tw,·111 (,\l /.'i.\ MI I


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Ione mi to, comprendente lutti gli organi di collegamento e dei servizi . Si accrehbe il numero delle mitragliatrici a disposi:l.ione del reggimento di fanteria, portate da 24 a 36 armi (considerando anche le compagnie mitragliatrici di supporto a~segnate ai comandi di brigata e di divisione) 15 • Su un più ampio raggio e con risultati tecnici e sopratutto morali veramente efficaci , venne conferita alla divisione una hcn definita individualità organica. Fi .. ala la sua composizione normaJc, fu sanci10 il principio della sua assoluta inscindihilità, ·ia nell'assegnazione delle fone durante l'azione , sia nella normale . ostituzione ddle truppe in linea e in riposo. Con tale principio attentamente sorvegliato ed energicamente mantenuto, le divisioni divennero ben prc to unità di solida compaueu.a e di agile impiego. Ad ogni corpo d'armata fu dato un reparto d ' a alto, e più tardi . quando la disponibilità dei complementi e 1· aumentato grado di istruzione lo permisero, venne costituita anche una divisione di assalto e, successivamente, un corpo d'armata di as ·alto, nel concetto di poter: di ·porre di una massa spiccatamente idonea all'attacco per determinare , in operuioni ofTen ·ive, la prima rottura delle linee avversarie, e per ristabilire , in operazioni controffensive, la situazione nel tratto più delicato delle no ·tre difese'\ Nel maggio 1918 fu deciso di migliorare la potenza di ruoco delle minori unità di fanteria auraverso la distribuzione di moschetti automatici , destinati in vi prioritaria alle truppe d ' ali. alto; inoltre, era stata selezionata una nuova mitragliatrice raffreddata ad aria (modello SIA), molto più leggera e maneggevole delle armi di reparto fino ad allora in distribuzione . Si richiesero aJl'estero, peraltro senza troppa fortuna , co picue forniture di carri annati 1' , mentre si andarono diffondendo nuove anni di ·o ·tegno della fanteria quali il lanciabombe Stok.es, il cannoncino da trincea da 37F. il lanciafiamme portatile. Anche l'Arma di Artiglieria subì notevoli trru formazioni, attraverso l'assegnazione organica fissa ai corpi d'armata di un raggruppamento di artiglieria pesante campale e alle divisioni di un reggimento di artiglieria da campagna, una maggiore uniformità dei gruppi d'assedio con batterie della medesima specie e calibro. l'abolizione di ogni differenza trn batterie da montagna e quelle someggiate 18 • Per quanto riguarda l'impiego dell'artiglieria, sulla base dell 'esperienza dell 'ottobre 1917, si definì meglio il tiro di contropreparazione, che tanta parte avrà nella villoria della battaglia del Solstizio: L' attacco nemico deve essere infranto col fuoco (di controprcparazionc e di sbarramento) e col movimento (contrattacco). Allorché l'avversario inizia il tiro violento di artiglieria sulle no. tre linee, facendo prevedere un imminente attacco, la nostra artiglieria deve aprire prontamente il fuoco di contropreparazionc, concenLnmdo i suoi tiri sugli clementi vitali nemici e aprendo il fuoco simultaneamente con il maggior numero possibile di batterie in modo da sorprendere il nemico e soffocarne l'attacco prima che questo si pronunzi. [ ...] È mio intendimento che un'or.t prima del momento tabilito per l'auacco nemico si inizi da parte nostra una violenta contropreparazione di fuoco 19 •


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Il scr ii.io cli collegamento e delJa raccolta e tn1smissione delle notizie durnnte l'a1i ne fu oggeuo di panicolari di ' J)O izioni . Occorreva e. senzialmcntc alleviare del compito informativo i comandi di grande unità impegnate, non sempre in condizioni, come l'esperienza del ripiegamento di Caporeno aveva insegnato, di riferire con la neces. aria regolarità e prontezza . ull'andamento dei combanimenti , e insieme occorreva a ·sicurarc al Comando Supremo rutti gli clementi per appreu.are la ·iruazione e per governate la battaglia. Furono così istituiti dei "centri raccolta informazioni truppe operanti". f unzionanri al tempo da te. so da ufficio staccato di informazioni presso i comandi di grande unità e da organi di collegamento laterale e in profondità. Non si mancò comunque di incrementare e organiu..are meglio i vari istemi di collegamento (telegrafi, radiotelegrafi , telefoni da campo, piccioni viaggiatori , messaggi per aeroplani. mezzi da segnalazione. ecc.) . Furono particolannenle curate, in previsione della battaglia, le predisposizioni per l'impiego dei mezzi aerei. Nel mari.o 1918 l' Ufficio Servizi Aeronautici del Comando Supremo fu elevato a Comando Generale d ' Aeronautica. L'arma aerea . i riorgani:ui> lasciando alle annate le squadriglie da ricognizione nel campo tattico e quelle per l'osservazione del tiro d 'artiglieria e per il collegamento con le fanterie . mentre le squadriglie pesanti da bombardamento. la cui azione doveva svolgersi a gmnde raggio e sull'intero fronte. e quelle da caccia furono tenute a di po izione del Comando Supremo. Que te ultime. riunite in massa da caccia , sotto comando accentralo, ebbero il compito dello . hamunento ininterrotto della fronte e della scorta aJle incursioni di bombardamento. Inoltre fu riordinalo ed ebbe maggiore s viluppo il servi1.io aero tatico che, specie per il settore di pianura del Piave del tutto privo di osservatori naturnJi, era di Gtpitale importanza; co. ì oltre ai palloni osservatori di corpo d 'armata, si ebbero per la prima volta assegnati palloni aUe divisioni per il scrvi:tio delle artiglierie da campagne e di quelle ricevute in rinforro31 • Con Diaz il Comando Supremo pose maggiore attenzione allo studio della dottrina tattica in vigore negli eserciti allearti c.lell'lnt~sa, favorito in ciò anche daJla prescn,.a di truppe francesi e britanniche ul nostro fronte . Per migliorare la reciproca conoscenza e facilitare la cooperazione, si organio.arono conferenze per i quadri di ogni arma e pccialità su argomenti di carattere tattico-logistico-organico. pesso pubblicate e diramate a tutti i livelli dai comandi d'armala. Tale travaso di esperienze fu ottenuto anche aur.1verso la frequenza da parte di ufficiali di collegamento di numerosi corsi di speciaJizzazione e di aggiornamento organizzati dai corpi di spedizione francese e britannico presso i diversi campi di istruzione allestiti nelle relrovie11 • Nei grandi campi di i. truzione per la 2" e 5• Armata , provvisti di . istemi di fortificazioni, poligoni di tiro, ecc;., in analoghi minori campi divisionaJi per le armate di locate . ulla fronte, e in speciali campi per i reparti d'assalto e per i reparti di marcia , le truppe ebbero modo di compiere e perfezionare il loro addestrnmento, che il Comando Supremo volle fosse volto con attuaJità di criteri e cu11 unità di metodo e soprattutto con spiccato reali ·mo. Fu ripreso a cadcn1.a m ·n,ilc lo voi-


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~imento di grandi e ercita/.ioni divisionali . otto la diruione dei comandi d'armala. Grande impulso venne dato all'addei,.tramcnto e alrimpiego dei sistemi di difc,a contro i ga\. i cui effetti avevano colto di . orprc a lo M.:hieramento italiano nelle lasi ini1.iali della dodicci,.ima banaglia dell'I. onzo-i. Corsi allievi ufficiali . svolti con carnuere pratico e con speciaJe riguardo alla prcpara,ione morale dei giovani comandanti di minori reparti. fornirono quadri inferiori meglio edotti dei mevi di combanimento e meglio comprei,.i della ncce ·sità di resi tere e di vincere . Venne Mabilito che i con.i accelerati per allievi ufficiali di complemen10 si svolge sero esclusivamente nelle scuole militari (di Parma, Mo<lena, Caserta. forino e Pinerolo) e non più in zona di guerra da parte dei comandi d'armata. In giu!!no si decise di protrarre da 2 a 5 mei,.i il corso di i tru.1-ione teorico-pratica per gLi allievi ufficiali di fanteria, con lo svolgimento di un ~sto mese di tirocinio presso reparti di marcia per completare l'iter addcstrativo. Altri corsi per ufficiali superiori difTuscro. con unità di dottrina. le nuove nonne taniche che, per quanto con eme la difesa. scaturivano dai seguenti concetti fondamentali : - la rinunz ia alla iniziativa delle operazioni . che è in ita alla difensiva trategica, non deve mai tradur i, nel campo tanico. in a,soluta oggerione del difen~orc alla volontà dell'attaccante. dovendo an he la difensiva avere carattere atti o e aggre i-.1vo: - la battaglia difen~iva non d ve e ·sere . ubita con pasi-.ività opponendo mecca nicamente all'attacco for,.e e difc c. ma dev ·c.. ere condotta secondo procedimenti celti e voluti dal difensore in contrappoi-.to a quelli che presumibilmente applicherJ l'attaccante:

Rinr al:.i nel fora <11t1'11dame1110 (AUSSMF.)


, , "". •11 .,pprc~tamenti fortifìcatori e le forze 11111 , 1 1.111111 " 1, 1,·111,1 ol1rcchccapace d iresistere , devee. sc1, ,11 .. , 11 .a •11 , , , .1 111111 d , ,11ltf lll ·11,1 d1c culmina nei tiri di contropreparazjone, " 111111n d1 I 111111 1.1, hl' tk H · '" tluppar~i in ogni fase delJa battaglia e con gradua111 , , 11 11 11 1\ , 1" 11.1d, , 10110 . dai contrattacchi dei minori reparti tino alle azioni con11 111h l h l \ l" d, 111ag!,!iorc stile . <)L1t·,t1 concetti condus. ero in campo pratico alla più larga applicazione dello , l·aµlionamcnto in profondità delle truppe e delle artiglierie della difesa. col vantaggio di ridurre al minimo il logorio delle for~ in linea e di render possibile la co tituzione di sa lde ri ervc organiche, c he ono il vero e unico me1.zo per dominare gli avvenimenti e imporre la propria volontà all'avversario. li piano difensivo itaJiano era a l<.juanto emplicc e condizionato dalle camneri·tiche geo-topografiche che imponevano di assicurare la inviolabilità del fronte montano mediante una difc a rigida de lle po izioni avanzate, e di contenere in pianura entro certi limiti di profondità g li eventuali progressi nemici sulla destrn della linea fluviale del Piave. Massima importanza era a .. egnata alla manovra delle riserve per arginare eventuali cedimenti del di positivo avanzato e ristahilire la situazione con vioh:nti contrattacchi . Anche in pianura, comunque, occorreva arreMare il nemico in pazi abba...tanza ri treni per sfruttare al mas. imo il valore impeditivo dell 'o 'lacolo naturale co ·tiruito dal corso del Piave e le difficoltà de l forzamento del fiume. cui era collegata anche la crisi logistica che sarehhe durata fino a quando l'attaccante non fosse riu ·cito a penetrare tanto in profondità da farri ultare i ponti su l fiume fuori dalla gittata de lle aniglierie italiane. Lo schierame nto e la manovra de l la riserva strategica a dispos iz ione del Comando Supremo erano facilitate dall ' andame nto del fronte , spec ialmente dal lago di Garda al mare. che costituiva un teatro di operazioni unitario e dal la buona rete di comunicazioni viarie . Ciò consentiva di tenere in posizione centrale le riserve , pronte ad intervenire con te mpestività in tutte le direOnen ·aton• d 'w ti,:linit1 n m teleftmi.fra .m l/a lifll'O e/ella funtrria zioni, tanto piiù per l'an(AUSSM I!.') 1111

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dmncnlo ad arco della linea di difesa con la conve ·sità rivolta al nemico!' Ben I t.:orpi d'armata di riserva furono schierati \UI ·istema difensivo arretrato ( ' iuadella-Castelfranco-Trivignano-campo trincerato di Treviso-capisaJdi del Mcolo-Vallio-Sile . Delle 19 divisioni costituenti la riserva generale, 12 erano a portata di immediato impiego a distanza di una giornata di marcia dalla prima ltnca. 2 divisioni d'assalto dotate di autocarri costituivano la forza di intervento 1,1pido su ogni senore del fronle minacciato , infine 5 divisioni potevano affluire ,n linea in un periodo massimo di 4-6 giorni . 7/10 di tutta l'artiglieria era conl l'ntrata vero il fronte e precisamente 6/ 10 schierali già prima dell'inizio dell'allacco nemico e circa 1/10 in riserva generale a disposizione del Comando ~uprcmo. Le forze chierate dallo Stelvio al mare assommavano a 56 divisioni di fanteria (c;o italiane, 3 britanniche, 2 france i e I cecoslovacca) delle quali 37 in settore. C)ucst,c ultim erano co ì ripartite: 7·' Armata delle Giuducaric - cuore Stelvio-Garda - 4 divisioni ; l" Armata del Trentino - settore Garda-Sculazzon - 8 divisioni; 6" Armata degli Altipiani cuore Sculazzon-Brenta - 9 divisioni; 4·' Armata del Grappa - cnorc Brenta-Pederobba - 7 divisioni; 8" Annata del Montello - settore Pederobba-Palanon - 3 divisioni: Y Armata del Piave - sellore Pala,..wn-mare - 6 divisioni. Le rimanemi 19 di visioni di fanteria costituivano la riserva generale così ripartila: IO a diretta dipcndenL.a del Comando Supremo (<)'i Armata) e 9 presso le arma-

Maga:::i11n di Sussistr11::.n fra Rrema e Pim·e (AUSSME)


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del Comando Supremo. Tre divisioni di cavalleria erano tenu h.· . 1 ,h, l'KN11onc in ,.ona pro ima a quella delle opemzioni . I.o , l·hicrnmcnlo delle armate si appoggiava ad un vasta e complessa rete di opere di fonifìcazione campale e di trinceramenti costituita dal primo. econdo e lcrLo sistema difensivo e dai sistemi difensivi del Musone, del Brenta, del Bacchiglione, dei Lessini-Adige-Po. del Mincio-Po. Il primo sistema difensivo correva ininterrotto dal confine italo-svizzero al mare seguendo il tracciato delle po izioni più avanzale e si articolava in tre lince: di osservazione e di difesa , marginale esterna e arretrata. La sua struttura e profondità variava in rel.v.ione alla morfologia del terreno e agli intendimenti operativi. Il primo sistema difensivo inglobava anche i caposaldi del Montello e della cima principale del massiccio del Grappa. ln que t'ultimo erano stati scavati oltre 5 chilometri di gallerie che ospitavano 92 pezzi d'artiglieria e 70 mitrngliatrici in po tazione in caverna. Il secondo sistema difcn ivo si appoggiava a sinistra sulla sponda orientale del Lago di Garda e di qui seguiva prc oché parallelamente a distanza ravvicinata (circa 2 km) l'andamento della line arretrata del primo sistema difensivo fino aJla sua saldatura col mare . TI secondo sistema era organin.ato col medesimo criterio della compartimentazione stagna del terreno , ma presentava maglie più diradate che nel sistema precedente; e i lavori che vi si emno effettuati erano di minore consistenza. li secondo i tema includeva le difese della piazza militare marillima di Venezia. li terzo istcma difen. ivo ern più lineare nell'andamento e più elementare nelle strutture ri petto ai due sistemi precedenti . Si appoggiava anch'e. so al Garda e. contornando da ud il secondo sistema, si sviluppava lungo le pendici . ettentrionali dei monti Les ini. per

Uffiriali frequema/ori la St:uola Bombardieri di S1uega110 nel sNt1•111/,w / IJ 17 (AUSSME)


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po i pro eguire nella direzione dell ' allineamento Schio-Thiene-MarosticaMontcbcUuna. U terzo . istema inglobava il campo trincernto di Treviso basato su 11~ ordini di trinceramenti . Gli altri cinque . istemi difensivi (Musone - Brenta Bacchiglione - Adige - Mincio) traevano la propria denominazione dall'ostacolo 1lu viale al quale ciascuno di essi si appoggiava potenziandone il vaJore impeditivo. Tutti questi istemi erano più o meno paralleli al corso del Piave e avevano lo scopo d , arginare, sino a determinarne l'e. aurimento attraverso una serie di resistenze rei1aa1e nello spazio e nel tempo, una offensiva nemica che avesse assunto, come a ( 'aporetto, proporzioni strategichez'. L'organizzazione logi tica, completamente ricostruita nelle retrovie del fronte dd Piave, ·i ispirò a criteri aJquanto differenti da quelli che avevano caratterizzato il funzionamento dei servizi in corrispondenza della linea dell ' Isonzo. Trasferitosi a Bologna, lo Stato Maggiore dell'Intendenza Generale si dedicò alla creazione di 1111 nuovo schieramento logistico fondato su uno scaglionamento in profondità ben 111aggiore di quanto prnticato in precedenza e conferendo all'organizzazione dei , crv i~i 4uella caratteristica, che la lunga guerra di posizione le aveva fatto gradual111cnte· perdere, di leggere7.7.a e di mobilità. La situazione dell'Esercito Italiano nell'imminenza dell' offensiva nemica nel !-' tugno del 1918 era qujndi notevolmente migliore di quella dell'ottobre 1917 alla vigilia di Caporetto. Pur con una forza inferiore di uomini e mezzi , il morale era allo. i1 soldati avvertivano il ostegno dell ' intera NcV.ione che chiedeva loro di impedire l'ulteriore invasione del suolo patrio. il fronte era meno ampio e le po ·i1ioni difensive ben fortificate, tutte le armate erano in piena efficien1.a e ben riforFO RZE CON TR APPOSTE IIE I VAR I SETTOR I

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n11l·. la truppa era riposata grnzie a cinque mc i di quasi completa stasi ddle ope1:111oni . i piani difensivi erano stati attentamente studiati e prevedevano anche t·H.'ntuali ripi\.'!gamenti su posizioni arretrate ben individuate e preparate, la pre!'>en,a dei contingenti franco-hritannid sul fronte italiano dava s icurezza e rappresenlava un concreto contrihuto alla solidarietà tra gli alleati dcli ' Intesa. l'addestramento al combattimento difensivo era migliornto così come la o lid ità e l'amalgama dei reparti. il crvizio inform:v.ioni aveva saputo prevedere per tempo l'azione offensiva nemica almeno nelle sue linee esi.en,iali . Altro grnnde merito avuto dal Comando Supremo. oltre alla riorganizzazione dell'E ·ercito e alla efficace prepara/.ione della battaglia difensiva del Piave, fu quello di e ·scrsi oppo to, con l'appoggio determinante del governo, alle mire fran cesi di e ·tendere la propria direzione ddle operazioni anche sul fronte italiano. Sotto l'incaJzare delle vittorio. e offensive germaniche della primavera del 1918, gli alleati dell'Intesa si erano decisi , infaui , <li nominare in aprile il mare ciallo fran cese Foch 4uaJe comandante delle forze alleale in Frnncia. In maggio, di fronte alle insistenze fr.mce ·i. l'Italia accettò l'c. tensione al leatro d'operazioni nazionale dei poteri di coordinazione attribuiti a Foch. riuscendo comunque ad evitare la conce sione di poleri di comando in capo''. Appena investilo dei poteri cli coorctinamc-nto anche per il fronte ilaliano. Foch si affrettò a crivere a DiaL agli inizi di maggio che, preme. so che l' Austria-Ungheria aveva forze inferiori a quelle italiane, e che non manifestava alcuna intenzione offen ·iva, riteneva giunto il momento per una ripre a dcll'iniLiativa da parte italiana con un 'operazione sull'altopiano di Asiago. Diversamente da Cadorna. che si era sempre mostrato abba tanza accondiscendente alle richieste alleate, Dia:, capì come i france i ritenes ero subordinato il fronte italiano a quello occidentale e tenessero in 'Car issima considerazione le esigen/.e operative italiane. I france. i ritenevano 4uello italiano un fronte secondario. non decisivo per le sorti della guerra mondiale . e fin dal 1915 chiesero in continuazione offen ·ive italiane al solo scopo di alleggerire la pressione degli eserciti degli Imperi Centrnli sul fronte occidentale . Ap(X>ggiato dal governo. Diaz conte tò fermamente la superioriti1 di forze e, ben orientalo dal servizio informazioni ull'imminenie offensiva nemica , i rifiutò di attaccare spiegando che un·offcn iva italiana avrebbe logorato inutilmente le già magre riserve di uomini, neces arie per re istere alla manovrn che l'avversario . tava preparando con grande meticolosità e spiegamento di forze. Non convinto delle . pieg:v.ioni italiane, Foch tornò nuovamente alla carica alla fine di maggio e fin il 12 giugno , chiedendo a gran voce un 'offen. iva italiana da sferrare a breve . caden,..a. Le pressioni france i sul Comando Supremo e sul governo italiano arrivarono a coinvolgere anche il Presidente della Repubblica, con l'affermazione che gli auslriaci non avrebbero attaccato a causa della precaria ituazionc politico-cco110111ica inh:ma . Guai se roch ave e esercitalo il comando anche . ul frome italia110!


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IL CONCORSO DELLA MARINA ALLA BA'ITAGLIA DELSOLSTIZJO. L'AZJONE DI PREMUDA' di France.sa, Lorixa

Il IO del mese di giugno del 1918 la Regia Marina saJì improvvisamente alla con un successo clamoroso: una sorti La ddla OoLLa auslro-ungaril:a, dalla titiale il Comando nemico si altendeva n0Li1.ie incornggianti , si concluse con l'affondamento della Coraaata Szelll l!ìtvan , colata a picco dai siluri del MAS di I .uigi Rizzo a circa 9 miglia da Premuda. La stessa relazione austriaca affermò che 1\.· pisodio fu "di ca11i, 0 a111-:urio per l'immineme o.ffemiva"; il successo navale italiano. infatti, contraddiceva il trionfalismo della propaganda au. Lro-ungarica, che aveva indotto molti soldati a scrivere prematuramente sull'elmetto "nad, Maila,uf' (a Milano) . Ma anche i Comandi avversari erano ottimi. li sugli esiti della grande offensiva che doveva eliminare l' Italia dalla guerra poiché essa era stata preparata come il mfoj tro della Guerra austriaco dichiarò il 24 luglio succes ivo dinanzi al ~........,.;..._.,. Parlamento di Vienna convocalo in sedula M:greta - con tale impegno e larghezza di me,.zi «da superare in i11te11sità e pro11or-::.io11e ogni altra finora fatta , creando - -;,, tutti, ufficiali e soldati, un 'assoluta fiducia di .m cce.,-.,·o '». Ripercorriamo hrevemente quegli avvenimenti. li 9 giugno 1918 il giovane Capitano di Corvetta Luigi Rizzo, 31 anni ancora da compiere, tava c rivc ndo una lunga e agitata tenera al uo amico Gabriele D' Annunzio: giu to il tempo di firmarla e l"hiuderc la bu la c he era, per l'ennesima volta, sul suo MAS . Più o meno ne lle te se ore, a Pola, anc he in campo austriaco vi era una cena agitazione. Nel ·egreto più assoluto, una forte squadra ·rava infatti ·alpando diretta verso Sud . Gli ordini erano quelli di diriger ·i verso il CanaJe di Otranto, lo scopo era quello di infnmgere lo sbarraIl Capiw110 di Cor,•etta Luigi Ri:.;w in tenuta mento navale che gli Italiani , coadiuvati da nm•ign:.irme (AUSSMM) 1 ihaha

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IO

d.1 •li 111111,1lt1ll'llh.' nlu11anti e M.:cttici Inglesi e Francesi, avevano allestito da tempo 111 q11d p1111111. doH· Il Mare Adriatico si stringe come in nessun altro , avvicinando lt· 1 m ll' h,ill ,lllldll' a quelle pugliesi . ( ·1111 l , I\ 1 , ottomarini e pattugliamenti continui lungo la linea tra il Capo di Santa. M.111.1 d1 Lcul.'.a e k isole di Fano e di Corfù , l'Intesa aveva cercato, con un ceno '-lllT l''-).O . di impedire alle navi e ai sommergibili di Vienna e Berlino di ~comv;,arc impunemente per il Mediterraneo, sconvolgendo in tal modo soprattutto le comunicazioni con i po sedimenti coloniali . Proprio lo barramento di Otranto era aJ centro dcll'ambiLioso piano strategico mes o a punto dal cinquantenne /\mmi raglio unghere. e Nicola Horthy de Nagylaya. futuro reggente d'Ungheria. che dal 27 febbraio del 1918 era il nuovo Comandante in capo della Marina Au triaca . Già iJ 14 e 15 maggio 1917 una . quadra navale austriaca si era scagliata. per la quattordicesima volta, inutilmente. contro lo sbarramento del Canale di Otranto: la guidava il Capitano di Vascello Horthy. c he aveva partecipato a quella azione nella sua qualità di Comandante dell'Incrociatore Corazzato No,,ara. Om, nel giugno 1918, Horthy aveva vari motivi per ritentare. con forze maggio-

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11 . le azioni precedenti (ormai le incursioni austriache enmo salite, con quella del

2~ aprile 1918 , complessivamente a 17 , cui possono aggiungersi altre due azioni , progena1e ma non portate a termine). Nel giugno 1918. in primo luogo, la Marina Austriaca inlendeva coadiuvare con una aziona navale in ~,rnnde stile l'imminente offensiva terrestre prevista per la prima metà di quello stesso mese. Inoltre, consapevole che la sua nomina em maturata in un momenlo particolarmente travagliato per la Ootta austro-ungarica , dilaniata da ammutinamenti oltre che da crisi di fiducia e organizzative, Horthy vole\ a ri1sollevare il morale dei suoi uomini con un'impre. a in grado di sollevare nuovi 1..· ntusiasmi . A que. to scopo, infatti, alcune navi au. triache trasportavano unità di 1..·m~operatori incaricati di immortalare le sperale vittorie sugli Italiani. Divi a in più gruppi, la flotta imperiale (coadiuvata anche da un forte gruppo di idrovolanti lla bombardamento) contava di anaccarc di orprc a. aJl'alba dcli' Il giugno, le basi ,11lcatc a Brindisi, Otranto e Valona, spingendo. i eventualmente fino a Corfù. La , pcranza di Horthy era oprattutto quella di suscitare, con quc ti anacchi simultanei. l'u cita in mare aperto del grosso delle flotte italiana e francese, che avrcbbc10 trovato ad atte nderle il grosso delle sue navi . divise in due gruppi pronti però ad unirsi (il ricordo della vittoria di Lissa era sempre vivo tra gli. austro-ungarici). La prima <li 4ueste <lue formazioni maggiori . guidala personalmente da Horthy e compost.a, oltre che da numerose navi di scorta, dall'ammiraglia, la Corau.ata Virihus

La cora:::.ata mwro-tm,:aric,1 Viribus Unitis in nm·iKod one (AUSSMM)


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Unilis , e dalla Cornzzala Prinz Eugen. aveva la ciato Pola la sera deU'8 giugno dircne a Porto Tajer da dove , la sera del 9 giugno. avrebbe ripreso il mare diretta, dopo un'allra sosla a Siano, verso le posizioni prestabilite per l'auacco dell' 11 giugno. La era del 9 giugno la seconda ·quadm navale austriaca, compo. La dalle Corazzate S:,e,u ll·tvcm e Tegetthoff e daJla loro forte scorta, in base aj piani pre. labiliti e circondati da una segrete:a.a as ·oluta. levò le ancore per percorrere la ste. sa rona eguita dalle navi il giorno prima. Ma già al momento di lasciare il porto di Pola si verificò il primo di una cric di imprevisti che porterà la Szem /,1,tva11 ad incrociare, di lì a qualche ora, la propria rotta con il MAS di Rizzo: "Per un ritardo nell'aperturn dei passaggi - racconterà nel settembre 1919 Horthy al giornalista itaJiano Jtalio Zingarelli - la Szent lstvan e il gruppo di cui essa faceva parte non uscirono da Pola all'ora fissata, di modo che sul far dcll ' aJba la nave si trovò sul punto dove Rizzo l'affondò, anziché fra le isole. come avrebbe dovuto"'. Quando, verso le 23 del 9 giugno. le navi au. triache poterono finalmente affrontare il mare aperto. Rizzo (animato forse da un presentimento, visto che all'ultimo aveva mandato a prendere la .Bandiera di Comhauimenlo sulla nave appoggio) era già salpato da Ancona da alcune ore: secondo il suo rapporto di missione, alle 23 .20 di quella none si trovava "al traverso dell'isolotto di Lutostrak ad un miglio da questo··~. Per l'azjonc di rastrellamento del fondale tra gli isolotti dalmati di Asinello,

Il MAS /5 i11 parte11:.a dli Anrmw (A USSMM >


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( ìru i1,a , Lutostrak e Premu<la alla ricerca di barra me nti collegati a mine e per l'ormai abituale "turno di agguato.. , Rizzo aveva lasciato Ancona con due MAS: il numero 15, con a bordo lui stesso e comandato dal Capo Timoniere di Seconda Classe Armando Gori , e il 2 1, comandato dal Guardiamarina di Complemento <ìiuseppe Aon,o . Con loro 13 uomini: sul MAS 15 c'erano Emilio Manfred i (Volontario Motorista di Seconda Classe). Giorgio Varchetta ( onocapo Cannonie re), Salvatore AnnaJoro l' Giuseppe De Fano (Fuochisti ). Ernldo Rertucci (Torpediniere scelto) e Lenerio Donato e France. co Bagnato (Marinai scelti). Sul MAS 2 1, con Aom-,o . enmo in vece Luigi Ro si (Sotto Nocchiere), Guerino <'apta no (Cannoniere scelto), Bruno Santarelli e Loren10 Feo (Torpedinieri) e (ìiovanni Callipari e Ugo Tomat (Fuochisti )s. In una atmosfera che RiL.Zo, nel suo rapporto, definird «molto fosca e mare ca/111i.,·:tù1w» i due MAS abbandonarono il rimorchio delle Torpediniere 18 O .S . e 15 O .S . alle 2 1.30. Dopo il ra. trellamento, raggiunto il punto pre fissato, Riu.o ordinò di ~pcgnerc i motori: era mezzanotte e per due ore i MAS stettero in agguato. invano. AIJe 02.05 i motori vennero riaccesi e, ancora con i rampini in acqua. essi ritor11arono verso l'i olotto di Lutostrak e. da qui. si diressero verso la zona in cui era previsto l'appuntamento con le Torpedi niere per rie ntrare alla base. Erano le 03. 15 ~. tino a quel momento. le ,~t ruzioni per la missione aano state rigorosamente rispettale . Tra gli ordini scritti ricevuti prima ddla partenza, Rin.o aveva avuto anche l'indica1.ione del comportamento da 1e nerc nel ca'-O ~i fosse imhattuto nel nemico: «In caso di avvistamento di velivoli nemici - conc ludevano le istruzioni la mis.,.ione dt'W! ritenersi annullata e tutti ripiegheranno su Ancona. Lo stesso sarà fatto nel caso di avvistamento di navi nemiche. dopo aver /Jerò cercato possibilmeme di attaccarle» . Quest'ultima disposizione era in linea con quanto disposto dall ' Ammirag lio Thaon di Giuseµp~ Acm-;,u . u ,i,:i Hi :.::.u e Armando Gori (AUSSMM)


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Revel in persona il 6 mano 191.8, dopo aver avuto notizia dell'avvicendamento ai vertici della marina nemica: <<Non è improbabile - si legge in una lettera inviata al Comandante dcli' Armata navale - che il n11ovo Coma11dante in capo della flotta desideri affermarsi con una linea di condotta più attiva e tale che esponga a delle imprudenze, delle quali dobbiamo essere pronti ad approfittare. Prego. quindi V.E. tener presente quamo precede. nella intesa che si profitterà di ogni mossa nemica per attaccare .. coi sommergibili .. .cacciatorpedilliere, torpediniere e Mas'". «Verso le 03.15 - i legge nel mpporto redatto in seguito da Rizzo - essendo a circa miglio 6.5 da Ll,wstruk, avvisto leggermente a poppavia del traverso e sulla dritta una grande nuvola di fumo». Rizzo. in un primo tempo, pensò di essere in vista di uno o più Cacciatorpediniere austriaci messi in allarme da qualche tazione di avvistamento. Si trattava invece della seconda squadra navale di Horthy, uscita in ritardo da Pola: seguita dalla gemella Tegeuhoff, guidava la formazione la Coraaata Szem lstvan che portava, oltre al nome del Santo Patrono d'Austria e più di 1.000 uomini di equipaggio, anche la bellezza di 12 cannoni da 305 mm , 12 cannoni da 152 mm, 18 cannoni da 66 mm e altri 6 minori , e 4 tubi lanciasiluri. Le 22.000 tonnellate dislocate lungo 143 metri di lunghezza di ognuna delle due Corazzate , i mostrarono, alle prime luci dell'alba. ad un Rizzo esterrefatto che. in un primo tempo, non si rese conto deU'effenjva consistenza della formazione navale in cw si era imbattuto: infatti. attorno alle due Corauale, vi erano in formazione anche IO Cacciatorpediniere, che le proteggevano da Lutti i lati. Di fronte a tale spettacolo Rizzo però non parve scomporsj più di tanto. Tnfalli, sempre nel suo rapporto. egli scrisse: «E.fclu.m l'ipotesi che potessero es.,·ere Le nostre torpediniere, che i11 quell 'ora avrebbero d1Jvuto trovarsi in vici11a11-

Lu c:orau.uta Szent l .rtvon mefllrt' affonda (Al/SSMM )


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a del punto A. e che i11 o,:ni c:a.,·o 11011 avrebbero potuto emenere tanto fumo , giutlirni che, scoperto dalla sta:ione di Grui:.a, cacciatorpediniere e torpediniere pro1·c11ienti da Lussin fossero venuti a darmi la ,:accia( .. .) Decisi percià di approfittare della luce incer/a per prevenire /'attacco e perciò invertivo seguito dal MAS °' Ila rolla, dirigendo sulle unità nemiche alla minima velocità onde ,umfar rumo,,. cd ,evitare i baffi a prua che avrebbero tradito la mia presenza . Avvicinando il 11,•mico mi accorsi dell'inesauezza dell'ipotesi , trallando.-.i di due gro.,·se navi scor1111,, da 8 a IO cacciatorpediniere che le proteggevano di prora, a poppa e daifiand ti».

l{izzo, a questo punto, volse a proprio favore una ituazione di enorme svantag!' 101 • E se è vero che ubbidì agli ordini di attaccare il nemico, è anche vero che nulla lo costringeva a farlo (e nessuno avrebbe mai o ato rimproverargli nulla) di fronte .1d una formazione avversaria tanto superiore. Eppure la verifica della sproporzione delle forze in campo non trnttenne un solo animo Rizzo che, anzi, decise di farsi , 0110 il più possibile per e ·sere certo dj lanciare i uoi siluri a colpo sicuro. l'r\!vedendo infatti un pos ·ibile scontro con unità nemiche di stazza molto infcrio1c a 4uella di una Cornzzata, i MAS avevano la ciato Ancona con i siluri regolati 111 modo raie che un lancio non eseguito da posizione onimale e con ostacoli intermedi non aveva molte probabilità di succes. o . Con que. La consapevolezzi1 Ri:1.zo decise di mcncrc in ano una manovra ardila: infilarsi col proprio MAS Ira due Cacciatorpediniere di scona, avvicinarsi il più po.. ihile alla prima delle unità maggiori e silurare. IJ MAS 21 di Aonzo avrebbe fatto la ste., a cosa contro la seconda Corazzata. «Decisi di eseguire il lancio alla minima distanza pos.-.ibile - scrisse Rizzo nel proprio rappon.o - e perciò diressi in m°'fo da portarmi all'attacco passando fra i ,lue caccia che fia11cheggiava110 la prima nave . Per scapolare il caccia sulla mia .,i11istra portai la velocità da 9 a 12 miglia, riuscendo sen:a essere scorto ad oltrepassare di 100 metri la linea dei caccia e lanciare i due siluri comro la prinw nave ad una dista11:a di 11011 oltre 300 metri» . n lancio fu perfetto. come ammetter;. tempo dopo lo stesso Horthy: «/ lanci di Riu o furono meravigliosi: i due siluri raggillnsero ciascuno il centro di una delle macchine. Ritengo tllttavia che se La Szent Jstvanfosse stata colpita da uno solo dei siluri, qualche metro più in là, avrebbe potuto salvarsi. L 'allagamento immediato dei lo.c·ali della macd,itta impedl invece qualsiasi azione delle pompe di esaurimento3" . Nelle sue rievocazioni successive Rizzo non nascose mai gli aspetti di un'impresa spe so . offocala dai toni epici cari alla retorica d'altri tempi e che invece fu opera di uomini affiilli da comprensibilissime incerten.e e paure: «Quando io deci.vi fulmineamente di penetrare entm la linea dei caccia per avere la certezza di non sbagliare il c:olp<>. non pe,isai neanche lontanameme al ritorno. Scoccati i siluri io mi preoccupai unicameme di seguire con lo sguardo la lom scia, che sembrava


ip1101i;:;:ar111i. E voiclu! in quel momento il MAS obliquava iniziando la virata io Jwr 1111 aror<' ottico, l'imvre.'lsione che la .\'C:ia del siluro deviasse. Ricordo d, ,..,.wrmi mor.\'o le mani. o.\·se.\·sionato dall'idea di avere mancato in bersaglio .... Mo qumulo. J'erdllli di vista i siluri. Ili dispera-;.ione stava per prendermi. le due n,/mme ,l'acqua sollevata sui fianchi della "Santo Stefano" dall 'esp.losione dei .,i/uri mi diedero la improvvisa c:erte:,:.a del trionfo"". Quando i due siluri di Rizzo la raggiunsero. alle ore 03 .25, la S:.e,u l stv<m era a 9 miglia a sud-ovest di Premuda. J siluri di Aonzo. lanciati subito dopo quelli di Rizzo, ma mal regolati. non raggiunsero invece l'obiettivo: quello di ini tra non partì per nulla. mentre quello di dritta e pio e a poche decine di metri daUa chiglia della Tegeuhoff. emettendo una colonna d' acqua e del fumo nero che. in un primo tempo. ingannarono i marinai di Aonzo . convinti perciò di essere andati a ·egno anche loro'". La Tege11/10ff, invece, si salvò, anche se non potè essere di grande aiuto aJla nave colpita a morte. Secondo la testimonian1a cli un Ufficiale di bordo , il Tenente di Vascello Tiu, inizjaJmente la S:em l stva11 tentò <li prendere, a velocità ridotta a cau ·a del progressivo allagamento dei locali caJdaie. la rolla per la vicina isola di Melata (Bargulije). Ma già l'acqua imbarcata aveva fatto sbandare la nave a dritta di 7 gradi; ben prc to fu chiaro che l'inclinazione aumentava di circa un grado ogni quarto d 'ora c. con l'aumentare dell'inclinazione. la nave fu condannata all'immobilità. Venne allora inviata ,con la richic ta di accorrere per provare a rimorchiare la S::.e111 lstvan , una silurante alla Te,:etthoff. che intanto i era allontanata di circa 5 miglia per cvi-

111·c1·11.

Il pontone armato Faà di Bruno r,\11.'i"iMM I


altre orprcse, ma ormai ern tardi: l'ultima inclimv.ione rilevata da Titz, fu di >-t gradi; l'agonia della nave ern ormai senza speranza e dalla Tegenhoffnon si potè I. ir altro che riprenderla con le cineprese che avrebbero dovuto filmare scene analoghe, ma con navi italiane come protagoniste. Infatti gli operatori della sezione n ncmatografica della "K .K. Flotte", cui pcttava il compilo di documentare le !'\.'SI.I della flotta, avevano trovato posto sulla Te1:et1lwjf 1. Come molti aJtri, Ria.o vide l'agonia della S:ent J:uva11 solo molto tempo dopo, ,il cinema: mentre ancora il Comandante e gli Ufficiali della Corazzata austriaca , ,avano cercando di capire co. a ern loro accaduto, il MAS 15 aveva invero ben .altro a cui pen are. Rizzo. infaui . dopo aver visto le due esplosioni, venne richiamato bruscamente alla realtà: «Allora si affacciò improvvi:w, fulmineo alla mia , n/011tcì quello che chiamerei il "dirino alla vira" .... Quando si è vinto si ha /'one1.er~

,,,, dr.,·iderio - non vi pare'! - di riuscire a raccomare personalme11le la Vittoria'2».

Ecco perché Rizzo. come ebbe modo di dire più volte egli stesso, nell'impresa di Premuda considerò come la parte più importante (umanamente, ma anche dal punto di vista tecnico) quella finale. quella della fuga: « Vedete - dichiarò ohre H:nt'anni più tardi aJla " Rivista Marittima" - di flltta /'azione il pericolo pitì illl<'1,·s.wmte e pitì tragicofi, quello della lotta col caccia, della lolla per la vira . Ogni , o/po di cannone. ogni metro di cammino comeso, mettono di frome la pres1111: io,w al diriuo c:onqui.'itato di farla franca e la frel/a di ''finire" >). Infatti, il primo a riprend~rsi daJJa sorprc a fu un CacciaLorpediniere di scona

hc . al momento del . ilur.unenlo. si trovava alla ini tra del MAS 15. Lnvcrtita , uhito la rotta. la nave austriaca diresse verso il piccolo motoscafo italiano per tagliargli la ritirata: «Diedi /'ordine di mettere a tulla for:a . - ricorderà Rizzo - /

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motoristi, inchiodali al proprio posto. non avevano neanche alzato la testa. Erano n mvinti di andare al/'a11ac:co: invece lo spellacolo era già finito! Ma in quei brevi mim,ti vertiginosamenle vissuti il programma si era forza1ame11Je modifi<'ato. lo m •evo progettato di enlrare fra i due caccia avm1zati, lanciare i .'ii/uri. accostare a drilla e far rotta parallela ai caccia .\'tessi contando sul loro disorie11tamento per o/trepa.\'.mrli incolume e sfuggir loro prima che aumentassero di velocità( ...) La " ·ia dei siluri mi aveva preso completameme sicché. per circa 20 secondi. io mi ero n ,mpletamente astrallo. Quei pochi secondi perdllli nell'osservare i siluri per poco non furono fatali. i11 quamo erano bastati a rendere impossibile La manovra da me JJrogettata . Il mio MAS aveva ormai virato quasi completamente, e io mi trovavo costre'llo a tagliare 11uovamellle e dia1:onalme11te, per uscire dal cerchio morlale, la rolla del secondo caccia che avanzava a luttafor:a. Non era più possibile llccostare a drilla e pa.\·.mre di poppa; rallentare , per evitare la collisio11e, significava restare chiusi. Si tra11<) di pochi secondi: quanti ba1ilano per capire ... che 11011 c 'è nulla da fare . A bordo del caccia .'ii vedeva110 gli uomini correre, la sire11afisrl1iava: frn pochi minuti la nave ci sarebbe staw addo.'iso . Temai tullo per tulio. Quando le due rorte


stavano per intersecarsi e noi saremmo stati polverizzati dalla co/lisio11e! - diedi /'ordi11e di accostare tutto e bruscamenle a .\'inistra, i11 modo da trovarmi quasi sollo la prora del caccia riprendendo in piena l'elocità La rotta dinanr.i a lui. Quasi subito, da bordo, si apri il fuoco: il caccia tirava con proiettili luminosi che cadevano in acqua a pochi metri avanti a noi; io mi accorsi .mbito che rincli,w:)011e dei pez;:,.i del caccia non gli permellevano di colpirci e che noi. mante11e11do la distanza. saremmo rinwsti nell'angolo morto. Avrei potllto sparargli utilmeme a bordo con le mitragliatrici Colt che ave,·o a poppa, ma la vampa gli avrebbe permes.•m di individuarci troppo bene. Immediatamente pensai alle due 1<,rpedini di profondità, /'uni<·o mezzo che mi restava per cercare di colpirlo a morte . Mollai la prima. 11011 esplose . L 'ombra del caccia avvolto difunw e di vampate accorreva su di noi e in quel/ 'a11imo vi confesso che credeui veramente alla fine . Mollai la .\·c,·011da lmml"-' · Una colo11na d'acqua de/l'alte:.:a di sette o otto metri si levù dal "'"'". per un rag,:io di dieci metri circa. nascondendo la nave nemica . Pemammo C'he fosse sallala: invece rum si era che impennata. Ma la lezione bastava . lmmediawmeme vedemmo il ,·accia accostare a drilla, abband01wndo l'in.-.eguimento''». li duello durò pochi minuti , probabilmente lunghi come secoli. Dal momento dell'avvistamento della squadra austriaca allo . ganciamento non erano trascorsi più di 15/20 minuti. Mentre i due MAS facevano rolla verso Ancona , la S:ent lstvan

Treno amwlO della Regia Marina per la difesa costiaa ( ,\USSMM )


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agonizzava. Fu più veloce lei ad affondare che i marinai italiani a rienlrare in porto: la nave, infani. si inabissò poco dopo le sci del mattino del IO giugno, andando a posarsi. capovolta. ul fondo a circa 70 metri di profondità e trascinando con sé 89 uomini dell 'equipaggio. mentre allri 29 ri ulteranno feriti . Il Comandante della S zent l stva11, Capitano di Vascello Enrico Seitz. al momento di e. sere trasferito sulla Tegeuho.ff. apparve ai suoi stessi commilitoni in preda "ad una forte depressione d 'animo bene spiegabile. e fu affidato alle cure mediche", come si legge in un rapporto austriaco enlr.tto in possesso degli llaliani a guerra finita. Un 'ora prima Rizzo aveva segnalato alle Torpediniere che l' attendevano: «Ho .'ii/urato. Ritiratevi su Ancona». Cosa che lui stesso fece . sempre seguito da Aonzo che aveva potuto ritinirsi con meno problemi. Verso le 07 .00. preceduto da un messaggio, invialo dal Comandante della Torpediniern 18 O .S. («V.T.B . Mo/Osca/o colpilo con tre siluri due grosse navi da 1:uerra, danneggiato cacciatorpediniere con bombe stop Dirigo Ancona swp Oppor1w10 inviare subiw idroplani punto 14 mi1:lia per 222 ° Gruitw stop». Rizzo entrò finalmente nel porto di Ancona col gran pavese issato a indicare un'azione vittoriosa: «Arrivati innanzi al semaforo <li Moltle Cappuccini. i Mi\S diedero notizia della vittoria, e il Capo semaforista (che doveva certo essere 1111 poeta) inviava ad Ancona questo 1ele1:ramma: " Miglia 15 nord-est, due motoscafi scarichi di siluri, carichi di onore e gloria dirigono porto "» 11 • Sceso a terra Rizzo. pur consapevole di aver si lurato una grossa nave. non riusciva tuttavia a eia sificarla con esalle.ua: ne descrisse la sagoma con le due grondi ciminiere affiancate ad un aviatore c he conosceva bene, Alberto Briganti, che aveva fatto infinite ricognizioni aeree. Briganti disse c he secondo lui si trattava di una ''drcadnoughf', termine con cui si indicavano le Coraz,zale più moderne. Rizzo, forse per caramanzia. si mostrò scettico. E quando si presentò al Comandanl.e de lla base per il rapporto. se ne u. cì con un diplomatico: «Il Signor Bri1:a111i affer11w che abbiamo silurato una dreadnought». Aveva ragione Briganti ''. Dal mattino del IO giugno 1918 la vita di Ri1.zo camhiò completamente, e per sempre . E anche il corso della guerra. grazie anche alla sua impresa , cambiò mollo. Mutarono infatti, in quei giorni, sia il quadro strategico-navale in Adriatico, sia l'atteggiamento psicologico dei combattenti: sen,.a considerare poi la considerevole crescita dell 'altalenanle prestigio militare italiano . oprattutto presso gli alleali fnmccsi e inglesi. Tru Lo, quest' ultimo, tanto dolente (e sostanzialmente mai risolto) da alimentare comprensibili polemiche anche nel dopoguerra. Lo stesso Rizzo osservò, nella hreve premessa a l libro scritto nel 1927 per ricordare l'impresa di Premuda: «Oggi .'ii può ben affermare che l'impresa di Premuda, per le sue com·egue111.e militari e politiche, equivalse ad ima grande battaglia vinta da noi, con vantaggio di tutti !(li Alleati. È bene che gli Italiani lo sappiano; e pure gli ex Alleati, non l'empre be11 dispo.'ìti a riconoscere il gra,u:Je contributo dell'Italia alla vittoria comune contro gli Imperi Cemrali» 11i.


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I"''" ,k , t111t1adtl11l' Rin:o: con l'affondamento della Szent lstva11 e la con e1·t 1t·111l· dn """'l' d, I lonhy (convinto, erroneamente, che gli Italiani fos ·ero riu ci', .1 ,l 11p111l· il ,uo piano e che l'affondamento della Corazzata non fosse che la p, 1111:1 l'o111ro111ossa premec(jtata da Thaon di Revel. Di quel clima di sospetto pagarono 11 costo più allo due Ufficiali a burgici. accusati di aver passalo infonnazioni al nemico e quindi condannati alla fucilazione) di annullare la . ua azione contro lo sbarramento di Otranto e la flotta italo-anglo-francese , l'Austria vide sfumare la prima delle due vitlorie che si era prefissata di raggiungere nel giugno 1918: quella sul mare avrebbe infatti dovuto precedere di poche ore l'inizio delrofTensiva tern::slre sul fronte italiano dall 'Altjpiano di A. iago lungo tutto il Grappa. fino aJ Piave. Si Lrauava della grande offensiva, poi chiamata Bauaglia del Sol tizio. , catenata ali ' alba del 13 giugno ed esauritasi il 2 J dello . Le. so mese con un drammatico bilancio: 8.000 morti e 29.000 feriti da parte italiana e I I .600 moni e 81.000 feriti per gli austriaci che pure. nelle prime fasi dello scontro, avevano conquistato diverse posizioni. nemiche e catturato 45 .000 oldati italiani (a sua vol,ta il Regio Esercito catturò circa 25.000 austriaci). Ai prirru di luglio quasi turti i vantaggi territoriali conquistati dalle truppe di Vienna erano comunque già nuovamente perduti . Ma anche altre villorie avevano arri o all'Italia dopo l'affondamento della S:ent lstva11 : non olo l'azione contro lo barramenlo di Otranto venne annullata e mai più ritentata. ma da qud momento in poi le grandi unità austriache non si avventurarono più fuori dai propri porti. La guerra in Adriatico, come arebbe sLalo chiaro con il passare delle . ettimane, aveva raggiunto un punto di non ritorno a favore dell ' Italia. Anche perché dal IO giugno 1918 ne.. un militare o politico inglese, francese o tatunitcnse pensò di conte ' tare all ' Jtalia il diritto-dovere di dirigere la guerra navale in Adriatico, co, a che invece era tata me. sa costantemente in discus-

Sommergibile in naviga;:imlt' (Al/SSMM)


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sionc fino alla riunione del Consiglio Navale interalleato di Londrn dell' 11 giugno 1918. riunione nel cor ·o della quale il rappresentante italiano comunicò ai colleghi stranieri i fani di Premuda 1' . Come del re to ebbe modo di sottolineare anche l'Ufficio Storico della Regia Marina nel dopoguerra «si può be11e affermare c:he l 'impressione destata dalla noti:ia . in seno al Consiglio alleato, dovette i11flttire in modo a 11oi favore vole. e per qua1tto gli animi fossero volti verso le amiche prevenzioni, non vi è dubbio che i rappresenlallli navali avranno in <'llor loro consideralo d,e la guerra in Adriatico 11011 fosse i11.fruttuo a nel 11wdo come era condorta, ta1110 più se paragonata a quella degli altri scacchieri navali . Questa influenza. diciamo così. senrime11tale, .,·e 11011 ebbe ripercussioni, perché 11ella pratica i11tervenivano ta11ti interessi politici e , purtroppo , anche finan ziari che 11011 permisero mai un sere110 giudi:.io sulla nostra guerra. solle và peri) enormeme11le il prestigio della Marina ltalianm>'". Per avere una conoscenza completa del concorso della Marina aJla battaglia di Mezzo Giugno 1918 vanno, sia pure mollo . ommariamente, richiamate anche le azioni condotte ul mare e nei cieli da unità e aerei navali. Durante tutto il periodo degli scontri terrestri , . iluranti e sommergibili e ·en:itarono un'as. idua vigilanza sulle basi e sulle mlle di intervento del nemico. per prevenire eventuali uscite di forti! navali, che non si verificarono19 • Dal 14 giugno al 6 luglio l'aeronautica navale compì ricognizioni sul mare. sulk co. te occupate dagli austro-ungarici e ul fronte, collabor.mdo direttamente ai combattimenti con homhardamenti sulle lince nemiche e sui ponti, scorte e mitragliamenti di truppe , regol.uionc del tiro di artiglierie. caccia ad aerei e palloni frenati avversari . Vennero effettuati in totaJe 874 voli. con una media giornaJjera di 40 apparecchi di:,.p<mihili'0 • Per tenninare questa e po izione credo valga la pena citare i comunicati ufficiali delle due parti avverse relativi all'azione del IO giugno 1918. L' 11 giugno l'Ufficio del Capo di St.ato Maggiore della Marina italiana così recitava: «All'alba del IO correllfe, presso le isole dalmate . due nostre piccole siluranti , al comando del Capitano di Corvetta Riz:o Lui,:i da Mila:zo. artaccavano una divi.\'Ùme navale austro-u11garica <'ostituita da due grandi Corazzate "Viribus U11iris" protei/e da dieci Cocciatorpedi11iere . le nostre unità, audacemente oltrepm.mta la linea d ei Cacciatorpediniere, rnlpfruno c:011 due siluri la nave capolinea e cmi uno la segueme; rincorse dai Cacciatorpediniere ne dlllmeggi.avan<> gravemente uno e rie11trava110 i11columi alla loro base». Più striminzito fu il comunicato eme.. o dalla Marina lmperiaJe austriaca il I2 giugno 1918: «La nave di Sua Maestà " Szem lstva11 "fu silurata durante un via,:,:io 11ot111rt10 11el/'Adriali<'o e affimdà . Il Tenenle di Vascello Maxon de Rovid, il Capo Macchinista e cirro 80 uomini de/l'equipaggio scomparvero . l'Aspirame di marina Josef wm Serda rimase ucciso . IL resto del/ 'equipa1u~io è stalQ salvato».


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I 111 d.111",1p11k 191 5 la Marina aveva aderito alla richiesta delJ ' Escreito di disio~ .11 t· , ul l11orak adriatico aliquote di artiglieria per front.e ggiare eventualli minacce da l mar~ ~ull'estrema destra dello schieramento terrestre. TI IO aprile una compagnia prcsidiaria di marinai era a Grado e Porto Rosega, il 16 arrivava il pontone Robusto e nel giro dj 4 mesi era in posizione. puntato . ul Carso, "un possente comples o di bocche da fuoco . .. servile dai primi marinai in grigioverde" '. Alle 4 del mattino del 7 luglio 1915 il siluro di un . ouomarino tede co centrò l'Ama/fl, che alTondò in 6 minuti ; i . uperstiti dell ' incrociatore furono accantonati a Venezia e de. tinati a formare due compagnie fuciJieri e ad equipaggiare 2 batterie mobili della Marina armate con cannoni da sbarco. ln tal modo, dodici giorni appena dopo l'affondamento, questi marinai prendevano posizione tra Monfalcone e Grado. rinforzando la presenza della Marina. Le loro artiglierie , come pure quelle delle batterie galleggianti e costiere, . volsero un lavoro egregio nel settore di fronte loro affidato, specie durante la 6~ battaglia dell ' Isonzo. Il succcs. o - la conquista di Gorizia - indusse la Marina ad aumentare il numero dei pontoni e dei monitori . Nel mano 1917 vi un primo inquadramento di uomini e armi in una struttura organica con autonomia operativa, che faceva capo al Comando militare marittimo a levante di Lignano, con reparti di marinai per compiti affini a quelli della fanteria e una forte componente di artiglieria. Ma intervenne Caporetto e i reparti di marinai . i ritirarono ordinatamente: i pontoni e i monitori più grossi lungo la costa, le altre imbarcazioni attraverso i canali e le vie d'acqua interne. Ci si illuse di poter resistere, prima sul Tagliamento, poi sulla linea del Lemene. che cadde il 7 novembre. Venne allagata la zona lagunare tra iJ Piave e il Sile, creando uno . harramento che . i estendeva per circa 40 km da San Donà di Piave al porto di Cortdlazzo. Il fronte correva ormai addosso alla laguna di Venezia , quando venne la decisione di organizzare i marinaj in reparti di fanti di Marina. Con l' aiuto dell ' Esercito, furono costituite rapidamente diverse compagnie, poi battaglioni. Il 2 novemhre 1917 una prima compagnia di 230 uomini, al comando del capitano di fanteria Mazzi , partì da Venezia per la prima linea: sarebbe stata il primo nucleo del battaglione Monfa/co11e (22 ufficiali e 900 fanti). che già una settimana dopo si schierava davanti aJ nemico , agli ordini del capitano di corvetta Pietro Starita. Un gruppo di pontoni prendeva posizione alle foci del Piave (tenente di vascello Paolctti) e un altro ad Altino (tenente di va ceUo Calozzi), sul margine settentrionale della laguna. Seguirono i ha11aglioni1 Grado e Caorle (in un primo tempo chiamato Corbatto) , poi il (;o/11mntn . 11111i formati da marinai sbarcati e da elementi tratti dalla difesa costicrn delle pia, ,e. I~ Ja notare


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che la Marina in quell'epoca offriva di carenza di pcrsonaJc, anche perché aveva ceduto aU'Escrcito due eia i della propria riserva. Da questi reparti - ognuno dei quali cm comandato da un capitano di corvetta - ebbe origine il Reggimento Marina, affidato al capitano di vascello Dentice di Frasso; intitolato a "San Marco", alla fine del J917 era armato da mitrngliere sbarcate e da 144 mitragliatrici , oltre che dalle armi individuaJi; vi servivano ufficiali della Marina e, specie a livello subalterni . delrEsercito. Contemporaneamente, con i cannoni reduci dall'Isonzo e con altri provenienti da navi e da batterie costiere, venne costituito, il 9 novembre, il Raggruppamento Artiglierie della Regia Marina, posto alle dipendenza del capitano di Capitano di Vcuce/lu Pietro Starita fregata Antonio Foschini. I pezzi erano di lutti i caJibri: instaJlati su pontoni di varia gnmdezza, venivano portati attraverso i c,lnali deUe lagune costiere a breve distanza dal nemico, attaccandolo improvvisamente e profittando poi della propria mobilità per evitare i uoi concentramenti di fucx:o. Una batteria fu sistemata a 'Cortellazzo, e benché apparentemente priva di protezione, sostenne ogni attacco senza danni . Il Raggruppamento ebbe quasi subito occasione di agire . quando il 15 novembre una fon.a navale nemica , con unità pesanti , si presentò nelle acque di Cortellazzo con l'evidente scopo di effettuare uno sbarco nella zona presidiata dal "Monfalcone·•, e i concorrenti sfor1.i dell'artiglieria e dei MAS riuscirono a scongiurare il pericolo. Gli austro-ungarici però avrebbero voluto pas. are Natale a Venezia , e la mattina del 19 dicemhre loro reparti d'as. alto aggredirono la linea Casa Rossa-Casa Gerardo-sponda del Piave: dovettero desistere nel primo pomeriggio, dopo 4 ore di attacchi e contrattacchi . ostenuti da parte itaUana da bersaglieri e marinai; questi ultimi ebbero 23 caduti (3 ufficiali , 20 uominj) e molti feriti, ma nessun disperso. Altre artiglierie provenienti da navi e da basi co tiere giunsero in seguito. Dopo anni di imbarco su unità impegnate in zona di guerra, il tenente di vascello Andrea Bafile. partecipando come osservatore a un bombardamento aereo di Canaro, riportò una grave lesione oculistica, a causa delJa quale venne escluso da nuove destinazjoni in mare. Chfose aJlora di poter combattere in prima linea col Reggimento Marina e ai prinù ili marzo 1918, assunse iJ comando del battaglione Monfalcone, col grcido dj 1° tenente. In preparazione di un'azione offensiva guidò una rischiosa mjssione di esplorazione oltre Piave, e con una piccola imbarcazione passò nottetempo il fiume, conducendo la ricognizione molto accuratamente fino


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all'alba . Ma al momento del reimbarco, si rese conto che mancava uno dei . uoi uomini . e tum<'> indietro a cercarlo. L'o curità che aveva protetto la pattuglia cedeva intanto alle prime luci del giorno, e la panuglia venne presa di mira da fuoco di fut:ilcria e di mitmgliatrici: durante la traversata di rientro, ormai in pro imità <.ldla riva destra, un colpo mortale raggiunse l'ufficiale. Sull'argine della ponda amica, si preoccupò anzitutto della alvczza dei suoi compagni d'avventura e sebbene fo e - cito dalla motivazione della medaglia d'oro al valor militare conferi ta alla sua memoria - "in gravissime condizioni, conscio della fine imminente. con mirabile forza d ' animo e completa lucidità di mente, riferiva anzitutto quanto aveva os ervato" . Solo dopo consentì di e ere trasportato al posto di medicazione, dove spirò dicendo di avere ancora sulle labbra il sapore della sua terra. memore che quando nella notte aveva toccato la ·ponda del Piave controllata dal nemico. aveva prima di tutto baciato qud suolo veneto che, lui abruzze. e . . enti va e amava come suo. li battaglione "Monfalcone.. fu ribattezzato "Andrea Bafìle", as ·umendo il nome del suo Comandante co. ì eroicamente caduto. J fanti di Marina e il Raggruppamento di Artiglieria erano indipendenti fra loro. L'uno e l'altro facevano parte, come inquadramento tattico. della 4" divisione (XXID Corpo d'Armata) che co. tituiva l'ala destra appoggiata al mare della Hl Armata. li 14 maggio 1918 il capitano di fregata Giuseppe Sirianni as unse il comando del Reggimento, che aveva allora in fora 140 ufficiali e 3.000 uomini di truppa. li Rcggimenlo, aggregato alla ) • Brigala Ber. aglieri , venne schierato aJl'i-

Consegnu del/u Ba11dirra di guerra al Reggime11w Mllrina a Ve11r.:ia il 19 maggio 19/8

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nizio di giugno sul Canale Cavetta. da Ca' la Motte fino allo sbocco sul Piave e di là fino al mare tagliando la penisola di Cortella1.zo: i reparti si alternavano con turni di 15 ,giorni , con due banaglione in prima linea: uno manteneva la Lesta di ponte oltre il Canale, l'altro presidiava le trincee scavate nel taglio della penisola di Cortei.lazzo. A breve dishm1,a em pronto ad intervenire un teno hattaglione che disimpegnava anche il servi1.io di vigilanza costiera, mentre il quarto pas. ava un turno di ripo ·o lontano dal fronte . Il mggruppamento di Artiglieria fu dislocato ne lla laguna a nord di Venezia e sulle . piagge di Cortellazzo. con un raggio d"azione che andava da San Donà di Piave fino al mare. Le posi1,ioni occupate dai fanti di Marina erano state attrezzate e fortificate durante i mesi precedenti: malgrado le difficoltà derivanti dal carattere acquitrinoso della zona, . i erano . cavati trincee e camminamenti e si era proceduto alla costru1.ione e al mascheramento di ricoveri e po. ti di medicazione; anche le po ta1.ioni delle mitragliatrici erano state studiate e preparate con molta cura. Per capire meglio le difficoltà incontrate, si può ricordare che la manutenzione delle bonifiche locali. carente a causa del conflitto, aveva dato luogo ad un inizio di somm~rsione delle terre emerse, che minacciava la viabilità già scarsa e la resistenza degli stes. i argini del Canale Cavctta. cui erano appoggiati i parapetti della trincea di prima linea; occor ·e perciò ricorrere all'impiego di idrovore , una delle quali venne tenuta in azione perrnanentemente. Queste opera7ioni dovettero essere compiute , spesso. sollo l'insistente tiro dell'artiglieria nemica, e utiliL7.ando per le esigen1.e logistiche l'esistente rete locale di collegamento , assai modesta e malagevole. Durante l'opera di attreaamcnto del terreno aJ comhattimento, palomhari e minatori recuperarono molti ga lleggianti affondati dall'artiglieria avversaria nel Piave vecchio e nel Canale Cavetta. Nei primi giorni di giugno fanti e artiglieri di Marina furono impeg nati in piccoli combani menti .....- ....~ locali a copertura di Caposile e di Cortellazzo. in attività di pattuglia e in incursioni da compiere e da respingere: non molto di più dell'ordinaria vita di una guerrn di posizione. Per ricostruire con esattezza il contributo degli uomini della Regia Cann<me amiaereo da 76 .m pontone Martora


M.11111.1 ndl.1 haltaglia terrestre , pare opportuno seguire un documento originale, , olu p.1111:1lml'nlc nolo , che co. tiluisce la fonte migliore e più diretta . Si trnua del I >t111 ,,, ti, t:1t(•rra dd ReR1,:ime11to Marina dal 14 giugno al 6 lu,:lio /9/8. rt Diario. ,othN.· n110 dal Comandante capitano di fregata Giuseppe Sirianni, contiene anche i rapporti sulle azioni più impegnative condotte dai marinai nel corso de lla hallag lia '. Fin dai primi di giugno, le infonnazioni provenienti dai disertori e dai prigionieri nemici , oltre che daJJ'osservazione aerea, davano per imminente l'attacco austroungarico, che dopo la prima settimana del me. e era atteso da un momento all'altro. Fallita il 13 giugno l'azione dimo trativa nemica al Tonale, nella " notte tra il 14 e il 15 giugno, il Comandante della lii brigata Bersaglieri , dalla quaJc il Reggimento Marina tatticamente dipende da oltre 8 mc i, comunicava a questo Comando che, secondo infonn~ioni ricevut.e , verso le ore 3 sarebbe stato iniziato da parte del nemico violento fuoco di artiglieria, c he avrebbe potuto preludere ad un attacco. I Comandi dipendenti venivano immediatamente infonnati . In linea , neUa frazione Z 22 che corre dalla foce del Canale Cavetta sino all'estremità della peni ola di Cortellazzo, era dislocato il Battaglione Golameno. Lungo il Cavena, da Casa Vianello aJJa foce, e nella tesla di ponte di Cortcllazzo delimitata a nord daJ parallelo di Ca~a Gen1rdo sino al fiume (frazione Z 21) il Battaglione Grado. Entrambi i Battaglioni della forza di circa 800 uomini c iascuno. In riserva, ai Mottaroni dell ' Uva, il Battaglione Bafilc con la sua compagnia Mitrnglieri c . nei pres. i dei Bagnetti, la Compagnia Mitraglicri Fiat del Reggimento. ln riposo da oli due giorni. dopo 45 giorni di servizio, il BanagHone Caorle". Fin dal 2 giugno il Comando tattico del Rgt si era trasferito in un O crvatorio deUa Marina, costruito a circa (j()() m dal Canale Cavetla, dal quale si dominava l'area che sarebbe stata teatro dei combattimenti fino ad oltre le linee nazionali e avversarie. L'Osservatorio era collegato per telefono con i Comandi dipende nti , con l'artiglieria di so. tegno (Gruppo P. 4 batterie da 76/ 17 della Marina) e col Comando dclJa ll1 Brigata Bersaglieri . "Alle ore 4 del giorno 15 i1 nemico inizia violenta azione di fuoco . u tutto il settore di Cortellazzo e su quelli contigui . Concorrono al tiro tutte 1e batterie del gruppo Revédoli ' già in parte individuate e altre svelatesi per l'azione, per la maggior parte di piccolo calibro e site lungo la costa che corre da Ca' di Valle verso la Marina di S. Croce e oltre. Largo impiego di gnmate a gas lacrimogeno nel . ellore della Z 22 e più specialmente nella zona retrostante, presso l'Osservatorio e le batterie. Molle non esplodono, altre, per il terreno sabbio ·o, perdono efficacia; alcune raggiungono l'Osservatorio stes o uccidendovi un pona-ordini . Dalla linea le informazioni che si susseguono continue sono pienamente rassicurnnti : la gente, serena come di consuelo, aJlenata già al fuoco , è pronta a compiere il proprio dovere. Alle ore 8,30 circa l'intensità del tiro diminuiSt;c scni-ihilmcntc e quasi si acquieta. per riprendere più intensa , a brevi intervalli . verso n1c11odì e nel tardo


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pomeriggio. Tutte le prescrizioni inerenti ai ga pre 'e. Nessun inconveniente da lamentare: ma rane a azione di fanteria non ha luogo". Mentre l'azjone dell'artiglieria avversaria prosegue intermiuente, giungono dalle linee del XXXUl Corpo d' Armata immediatament.e più a nord notizie non favorevoli: la testa di ponte di Caposile e parte degli argini ·arebbero stati perduti e più a Nord-Ovest iJ nemico avrebbe passato il Piave. Co ·ì nella notte si spiano con ansia i razzi che aJgono sul cielo del combattimento. i quaJi · indicano che il fronte non è grandemente spo ·tato e ciò riempie in tutti noi l'animo di fiducia". li Comando di Brigata chiede un ' azione di sorpresa sulle trincee nemiche, dinanzi alla linea tenuta dai marinai alle teste di ponte di Cavazuccherina e di Cortellazzo. Sirianni ne riferì col rapporto del 17 sern al Comandante della 3• Brigata Ber agi ieri: ·'In relazione agli ordini e aJJe direttive di V.S. il giorno 17, alle ore 1R, il Battaglione Gmdo con un reparto di arditi di circa 20 uomini ha eseguito il colpo di mano ·ulla trincea di prima linea prospiciente alla omologa della testa di ponte di Cortellazzo. Dopo breve preparnzione di fuoco. cinque minuti , dei quali due sulla prima linea e tre sulla seconda, il reparto arditi. seguendo in due gruppi l'argine del fiume. raggiungeva in breve la linea nemica e la supernva. Distrutto il presidio delle due mitragliere site in quei pressi , ucci o l' ufficiale che non si voleva arrendere , il gruppo arditi , dopo aver mcs o scompiglio nel presidio della linea. rientrava portando con sé tre prigionjeri, due mitragliere, sei fucili , un altro treppiede da mitraglia e una pistola. L'azione. che ·i è ·volta in pochj minuti e che ha avuto per caratteristica la . orprcsa, ha confermato lo spirito combattivo del reparto, che i è comportalo in modo brillantissimo. Il numero dei volontari che si sono presentati è stato di molto superiore a quello richie. to ed è stato necessario usare energia perché non intervenissero nell'azione uomini in più di quelli destinati . Tra coloro che hanno compiuto l' irruzione vi sono stati 4 feriti. U nemico ha reagito con intensa .v.ione di fuoco sulle nostre linee, i cui presidi hanno sofferto un morto e cinque feriti. nono tante fossero stale prese in antecedenza le necessarie misure precauzionali'' . Segnalava inoltre alcuni nominativi per proposte di ricompensa. Il I R il fuoco dell 'artiglieria nemica . i intensificò, provocando anche dclJe per-

Ponume Ftx:u 4 n m cmmo ne do I 52


e·,,,,, /,· 111 ordinato di

trasferirsi ul litomle del Cavallino per , 11 1111111 \ 11111.1 11 , l ' l\,1 d, I>, i:,,ionc . mentre la pres ·ione avversaria sul fronte della , 111111 •11 ., 111 ll""'o1K' , , taceva sempre più pesante. li 19 il Comando di Brigata , . ·11. il,1 I l ' " f l' ll/,1 d, un·arione congiunta che avrebbe dovuto essere condotta nel ·l " " " d1 ( ·., at,crc dai hersaglieri e in quello di Cortellazzo dai fanti di Marina. 11111111 1,111 a loro volta da 180 arditi bersaglieri. L'obiettivo indicato con. isteva nel , 111x-1amcnto ddla prima linea nemica e nella catturn del presidio, valutato in circa due compagnie di cavaJJeggeri ungherc. i appiedati . Ma l'operazione. prevista dapprima per il pomeriggio del 20 giugno con l'impiego di 140 arditi marinai e bersaglieri e una compagnia di marinai di rincalzo. venne procra tinata <li alcune ore al fine di renderla più consistente in un momento di pinta nemjca crescente u tutto il fronLe <lei Corpo <l ' Armata. n nuovo obiettivo consisteva ora nell'occupazione, se po.. ibile della prima e della seconda linea au tro-ungarica, in modo da produrre una contro pinta Lattica di alleggerimento in pros. imità del litorale. Sirianni destinò all'operazione tutto il battaglione ''Grado" e la 12~compagnia del "Golameuo"; le altre compagnie di que to battaglione venivano schiemle in Z 2 1 e il battaglione "Bafile" in Z 22, dove ad azjone in corso i di. locava an he un battaglione bersaglieri di rincalzo. Il rapporto del capitano di fregata Sirianni al Comandante di brigata, del giorno successivo, diceva: "Alle ore 19 del giorno 20 corrente, dopo cinque minuti di preparazione di fuoco, un reparto di 140 arditi dei quali 53 bersaglieri e 87 marinai del battaglione Gmdo, al comando del capitano dc Micheli . im>mpeva sulle linee nemiche suddiviso in 4 gruppi , seguendo, come era slato in antecedenza stabilito. l'argine del Piave e la trada di S. Donà. Il reparto veniva accolto da vivo fuoco di mitragliere e di fucileria, ma gli arditi super.avano la prima linea con ammirevole foga. Uccidevano parte del presidio che ancor.a resisteva. specie sull'argine del Piave, e , mentre alcuni cauumvano le prime mitragliatrici. gli alLri proseguivano ulla seconda linea ancora in piena efficienr.a di uomini e di armi . Sotto l'impre.. ione della pronta e vivace irruzione la seconda linea al centro e sulla destrn cedeva, mentre la sini ·tm continuava la resisten1.a . Parte del prc idio si dava prigioniero, parte, incalzato con grande vigore dai nostri, i ritirnva in fuga portando disordine nei reparti a tergo . Quelli che agivano sull'argine del Piave si portavano ai ricoveri siti lungo il fiume . uccidendo molli <.:he vi avevano cercato riparo; gli altri che avevano seguito la trada di S. Donà, proseguivano oltre e. animando i a vicenda al grido: 'Alle Fornaci di Brazzà'. a loro ben nole sin dal Novembre scorso, si dirigevano all'argine del fiume in corrispondcn1,a della prima Casa Allegri. Indi prolungavano l'a/.ione fino nei pressi delle Fornaci di Rrazzà, portando disordine e scompiglio nei piccoli presidi che inconlravann . dai quali parte fugarono e parte uccisero. compresi Ufficiali d'Ar1ig licria o,:-.crvatori . Nello stesso tempo in cui i svolgeva l' irruzione sulla prima linea , la ..i· e 5' t:ompagnia del Grado si accodavano agli Arditi e dopo aver comb~111u1tl con rcpa111 della prima linea nemica daj quali specie la 5· compagnia ebbe a suh,rc !'>l'n, ,h,li 1k.· rdi1c . pro-

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eguivano i-ospinte da vivo entusiasmo sulla econda linea che occupavano. Succes ·ivamente entrava in azione l'altra compagnia del Grado. Più tardi si portava ·ulla nuova linea la 12• Compagnia del battaglione Golamctto. Dette compagnie. vinte le ultime resistenze nemiche. si schieravano ·ulla linea Ca a Arzareui-Ca' Veronese. Contemporaneamente il Comandante il reparto Arditj. nonostante che avesse osservato lo scompiglio prodotto dalla vivace azione anche nelle linee arretrale. richiamava indietro i suoi uomini. e prendendo il diretto Comando delle compagnie, dopo aver constalato che sulla linea Ca· Veronese-Ca· Arzareui non avrebbe potuto rafforzarsi efficacemente, data la natura del terreno in parte acquitrino- Tenrm r di VaJcello A,ulret1 Bafile, d,•co. o e in gran pane scoperto, si rafforzava ·ulla rtJto di M .O.VM. alla memoria linea già in anteccden1,a proposta dal Comandante del battaglione e approvata da questo ornando. Come ho g ià fatto presente a V.S . nel onunario rapporto inviato precedentemente , se la preparazione fosse stata meno affrettata. se si fossero cono ciute an<.:he approssimativamente le fori.e delle quali il nemico dii.poneva in questo settore e in quelli contigui . e se di conseguenza il Comando del Reggimento fo se ·talo mentalmente più preparato. l'a1.ione avrebbe potuto avc::re, forse, più largo sviluppo. Siccome l'azione era stata predi posta su obiettivi ben definiti, non si erano organizzati i collegamenti corri. pondenti allo sviluppo dell ' azione. Ad ogni modo que' sta opcra1ione ha dimostrato l' ammirevole i.lancio degli uomini. tulli animali dal più vivo entusiasmo. Il Comandante del hattaglione Grado. Capitano di Corvetta Speciale. bem.:hi da poco tempo abbia a~sunto il Comando , ha dal.o prova nella circosta111za di pronteua, energia e sereno valore . Egli è tato nel compilo efficacemente coadiuvato del Capitano di fanteria De Michcli Ezio. 11 quale fu prima di. esempio agli Arditi, e in seguito come Capitano più anziano delle compagnie schierate l'organil./.atore intelligente e pronto della nuova linea. Durante la notte, verso le ore una . un reparto nemico della fori.a corri pondente a circa meaa compagnia, forse casualmente ha tentato di penetrare nella linea dal lato di ponente. il lato meno sorvegliato. Un vivace controattacco ha immediatamente respinto il reparto nemico che ha la ciato sul terreno qualche morto e quakhe prigioniero ferito. Mi onoro inviare a V.E. l'elenco dette ricompense . Nell'occa. ione le esprimo il compiacimento provato dal Reggimento nell'avere avuto a compagni nella fortunata azione i bravi camerati del repano Arditi del 18° bersaglieri".


"'' I ,1 1'11111,1 .111111.1 1ilk11,I\ a tkl Reggi mento Marina, richiamata anche nel l lt,lh 1111111 1111111111.111\u dl'll,1 lii Armata, diede un bollino di oltre 200 prigionieri ,

, "" 11111111 11111, .,,· li,11111.._·1'-' n~ntinaia di fucili . Le forze nemiche di presidio nella pro1'" 11 1111· 11111.1 .111:u..:(."ala . consisteva, secondo la valutazioni del Sirianni, in circa 8 ,1111,1,llu111 ,Il t:avallcria appiedata che avevano subito gravi perdite: molti uomini ,·1,1110 , 1:111 uccisi. altri erano stati canurati, aJtri ancora erdDo "in pieno scompi!,!llo": numero i soldati nemici , presi dal panico , si sarehbero gettali nel fiume in piena per guadagnare la riva orientale e nei pressi di Brazzà il crollo di una passerella , distrutta dagli stessi au tro-ungarici nella confusione del ripiegamento, aveva travolto non pochi uomini. Pareva che i upcrstiti non fossero con iderati più affidabili per costituire uno schieramento difensivo sufficiente a tenere la linea. tanto che taluni avamposti verso Cavazuccherina furono tolti per rinforzare quelli che fronteggiavano il settore tenuto dai marinai . Successivamente, i cavalleggeri ungheresi furono ritirati e reparti bo. niaci li sostituirono. In realtà, in quel tempo la grande battaglia di Me7.7.o Giugno aveva già vi. suto i suoi giorni decisivi. Dopo che tra il 15 e il 17 la 6~Armata austriaca dell'arciduca Giuseppe aveva forzato il fiume cd era riuscita ad occupare un buon teno del Montello e Nervesa , mentre la 5· Annata di Boroevic passava in più punti il Piave, ampliava le teste di ponte e le riuniva in un fronte d 'attacco , l'azione dell'artiglieria e l'intervento delle riserve italiane esauriva e respingeva la spinta avversaria: il 19 Boroevic fu autorizzato a ritornare sulla riva sinistra e la sera del 20 anche le truppe della 6• Annata ricevettero l'ordine di ahbandonare il Montello. Il primo resoconto sintetico del Comando Supremo ulla battaglia, del 31 luglio, avrebbe indicato nel giorno 20 il momento della rottura dell'equiHbrio a favore degli itaJiam. La nuova linea su cui veniva a trovarsi il Reggimento Marina dopo l'azione del 20 giugno correva su un parallelo che pas ·ava da Casa Corinoldi nord e tendeva . ulla ·ini tra ad appoggiarsi alla zona allagata: nel corso della notte i marinai del battaglione Grado, aiutati da elementi del Golameuo, del Genio e da un reparto zappatori dei bersaglieri la misero in efficienza, munendola di opere di difc a . La mattina il battaglione Golametto vi prese posizione, e. mantenendovi si di pre idio, continuò a raffor1.arle; ma tutto il Reggimento era in moto: il battaglione Caorle si tra ferl ai Mottaroni, il BafiJe nella Frazione Z 21, il Grado in Z 22. Lo stesso giorno 21 il 18° reggimento bersaglieri condu se brillantemente l',vionc che portò alla conquista delle posizioni nemiche di Cavazuccherina, tra il Sii· e Cortclluzo, con la partecipazione di 30 arditi del Caorle che furono elog iali dal Comando di Brigata. Le trincee così guadagnate avrebbero costi1ui10 in scg11110 uno dei trnmpolini di lancio per la riconquista del terreno occupato dal ncmil.:o ollrc la ri va de tra del Piave. Il 22 e la notte succe ·siva furono ~rnttcriz:wti da :-.po:-.1:11n"·n11 in avanti dei reparti. che si lasciarono alle spaJle la zona allagata. e da una 111tc1"a a111v1tù di pat-


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tuglie che trovarono sgombre dal nemico Ca a Arzaretti e Casa Veronese , oltre ad altri punti del terreno circostante. Ciò che queste improvvise assenze facevano sospettare. e cioè che il nemico fosse in ritirata, corrispondeva alle infonnaLioni che giunsero il g iorno successivo alla Divisione, daJ Comando della quale, tramite la Brigata , fu ordinato ai marinai di inviare in avanscoperta una forte pattuglia per individuare su quaJi posizioni si trovava l'avversario. Sirianni mandò una mezza compagnia di arditi del Caorle, i quali nelle prime ore della nolle presero contatto con la linea nemica di fronte che trovarono fortemente presidiata con reticolati intatti e ben dispo ti, favorita da una zona fittamente boscosa, nella quale era stato ste. o un reticolato tra gli alberi, correndo a ponente dell 'argine destro del fiume, tra Casetta Bianca e casa Allegri 4 (la più meridionale); la seconda linea si appoggiava all'argine stesso del fiume . fn seguito a queste informazioni , il comando di Brigata ordinò per le 9 del mattino un attacco del Reggimento Marina con tre battaglioni contro le munite difese nemiche sulla destra del Piave all ' ansa di Revédoli. Seguiamo il rnpporto compilato subito dopo l'azione , che non poté avere il succes o sperato: .. Conformemente agli ordini ricevuti e dopo la preparazione di fuoco predi po ta dal Comando della Divisione , il mattino del g iorno 24 alle ore 95 il battaglione Caorle, con in tesla i suoi gruppi di arditi , esce dalle trincee di casa Corinoldi Nord , e spiegato in formazione di attacco inizia I' avvicinamenlo al nemi co, araendo profillo dal terreno boschivo e dall 'aJta vegetazione. Il nemico apre . subilo dopo. vivace fuoco di mitraglie re, seguito da tiro di sbarramento poco eflicace .. Il Battag lione , che ha già qualche perdita, prosegue nell ' avanzata giungendo sin presso le lince ne miche. A levante dell'argine è penetrato nel terreno boschivo e si trova a pochi metri da un gruppo di mitrngliere nemiche sulla quali gli arditi tentano un ' inuzione, che non riesce perché le mitrngliere sono difese da fitto reticolato. A ponente l'ottava compagnia, avendo già superato il sentiero in riaJzo da Casa Veronese ad Arzaretti , è sotto il reticolato della trincea nemica che corre da Casetta Bianca a Casa Allegri N. 4. Il Comando di battaglione come era stato stabilito, non o tante il vivo fuoco, è a Casa Veronese. Dalla linea, per nulla scossi e solo desiderosi di tentare il possibile per raggiungere l'obienivo , c hiedono l'invio delle pinze tagliatili . Ma considerato che iJ nemico è in perfetta efficienza. in uomini e in difese, che la riuscita delJ ' operazione appare ecce · ·ivamente ardua se non impo. sibile. mancando il coefficiente essenziale., la sorpresa , conforme anche alle dispo. izioni del Comando di Brigata., ordino che il Battaglione, appoggiato da una compagnia del Golametto, rientri nelJe linee di partenza. L'operazione resa pericolo. a daJla vivace azione del fuoco nemico il quaJe tenta dal lato di levante anche un aggiramento subito sventato , e per il fatto che l'ottava Compagnia deve risupcrarc alJo scoperto il sentiero soprn elevato tr'd Casa Veronese e Casa Arzaretti , si compie in ordine perfetto. La 12a Compagnia al ~omandu diretto deJ Capitano Bcrnardini Enrico, il più anziano del batta,glione che spontaneamente si offre per l'impre. a , concorre efficacemente aJ


11pH·1•,1111'-·111n ponl.'ndo,i a cavallo del! ' Argine a nord di Casa Veronese. Il movilltl' llh l 111111a10 alle ore 10, IO. i volge come in una manovra ed è condotto a comp1111l·1110 ,ilk ori.' 11 . li battaglione porta con sé i uoi morti ( 12), ad eccezione di d11'-· 11111a,1i tra i reticolati. e tutti i feriti - 40 - con le loro armi . JJ Battaglione nella ' l'H·ra l.'ontingcnza ha mostrato po edere alte virtù militari e à dato prova di ammm: olc fermezza . TI pre ·idio nemico è stato vaJutato della fort.a di circa un battaglione e circa 20 le mitrngliatrici. Mi onoro proporre per una ricompensa quelli che nella circo tanza hanno fallo opera per meritarla. rt battaglione ha ripreso il ·erviL.io in linea. col dc. iderio di ritentare in condi1.ioni più favorevoli l'impre~a··. Il mancato successo viene attribuito dal Comandante del Reggimento alla in ·ufficiente preparazione di artiglieria e bombarde. la cui a7ione, affidata a pochi peni, non ebbe ··alcuna reale efficacia", anche perché gli osservatori di batteria non avevano c. altamente individuato le linee e le difc. e avversarie , tutte normali al piano di tiro . Vi. La la piega che prendeva l'opernzione. le altre colonne erano state fermate, decisione che aveva limjtato i danni, consentendo tullavia di raggiungere l'obiettivo di con. talare le reaJi inten1.ioni del nemico. scopo primo che il Comando superiore , i era ripromesso . Da un punto di vi ·ta generale, comunque. la battaglia ùi Mezzo Giugno. o del Solsti:,.io, appariva dcci. a col pieno ·uccesso italiano. li bollettino del 24 era trionfale : " La giornata di ieri ha conosciuto la no. tra villoria. Addos ato al Piave. lo spazio sempre più ri treno dalla ferrea pre sionc delle nostre truppe, fulminalo ·enza tregua dalle artiglierie e dagli aeroplani, l'avversario , dopo e er i dispt=rnlamente

Marinai del San Marr:o wl, m1t1/1• <·11,, 1111


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tenuto per otto giorni, a costo di inauditi acrifici, sulla destra del fiume, ha iniziato la notte sul 23 il ripiegamento sulla sinistra". Della grande offensiva restavano ancora in mano nemica i 3 monti sul fronte della 6• armata, Col del Miglio e Solarolo su quello della 4" e il delta del Piave su quello della 3· . E proprio su quest'ultimo fronte i combattimenti si sarebbero protratti più a lungo. Dopo il 24 giugno arditi marinai intensificarono l'attività di pattuglia. sia aJ fme di raccogliere clementi di conoscenza utili per un futuro attacco, sia per individuare con esattezza la conformazione del terreno. i campi di tiro delle mitragliatrici avversarie e i suoi ulteriori apprestamenti difensivi: gli austro-ungarici tenevano la zona dal novembre 1917 e avevano avuto tutto il tempo per fortificarla opportunamente e munirla di artiglieria, che conduceva frequenti azioni di distuTbo sulle trincee italiane. Il Reggimento Marina si dispose su una linea di partenza un poco più arretrata della precedente. più breve e meglio protetta, separala dal nemico da un 'area boscosa e acquitrinosa, caratterizzata da alla vegetazione e ca~olari . parsi. Un terreno che rendeva disagevole per l'artiglieria italiana individuare i bersagli e avrebbe reso diflìcohosa un'azione offensiva condotta da grandi reparti . Il 25 giunse notizia che era in preparazione un attacco su scala ampia all'estrema destra del fronte , al fine di ricacciare anche di là l'invasore. Truppe e .irtiglicric vennero raccolte per l'azione, lo schiernmento di uomini e cannoni .indù ~cmpre più infittendo i e perfezionandosi, mentre aJ tempo stesso l'attività di pattuglia si intensificava: le informazioni raccolte fecero conoscere che il nemico pres idiava le proprie linee con la 58· divisione, composta da battaglioni hosniaci e dell'Orient Korp; ovviamente in allarme, l'avversario esercitava una intensa attività di e. plornzione aerea. Dalle continue azioni di pattuglie si sviluppavano frequenti e vivaci azioni di fuoco. che dimostrnvano quanto allenta fo. se la vigilanza degli austroungarici nell'area. Ma la preparazione da parte italiana proseguiva: il 30 giunsero nella 1.ona di Cortellazzo un gruppo di obici campali da 149 e un gruppo di cannoni da 105 , altra artiglieria pe. ante prese po. izione nelle vicinanze. n IO luglio giunse per il settore l'ordine di operazione, coordinato con altre analoghe azioni . u un fronte più vasto. Nella notte precedente, come in quella succes. iva. l'artiglieria nemica battè con violenza le lince avanzate e le rive del Canale Cavella, causando varie perdite. Non ci si poteva illudere sulla sorpresa , tanto che la stcs a mattina dcli' I, intorno alle IO, una pattuglia di Arditi del bauaglione Bafik trovò Ca a Veronese sgombra, ma fu impegnata in uno scambio di fucileria da una pattuglia avversaria in missione di vigilanza. U piano prevedeva che, in sintonia con altri movimenti offensivi più a monte, il 17° reggimento bersaglieri attacca se nel settore di Cortellazzo, in cooperazione con l'intero Reggimento Marina: i battaglioni Bafile e Golmetto erano riserva di brigata, il Grado di presidio nelle Frazioni Z 21 e 22 e il Caorle ai Mottaroni come riserva di Divisione. Lo schieramento proseguiva più a nord-ovest col 18° bersaglieri e il 154° fanteria. Il col. D'Errico, comandante della colonna destinata ad a saltare le linee avversarie di


Condlano chiese e ouenne 50 marinai Arditi tratti dai battaglioni Grado. (ìolamcllo e Bafile, mentre il battaglione Caorle ne distaccava aJtri 30 a di. posiziom: del I 8° bersaglieri e 20 dell'82° fanteria. Dato il cambio ai marinai che tenevaO no la trincea nella serata del I luglio, l'operazione iniziava alle 4 del 2 con un intenso e vivace fuoco di preparazione e distruzione , cui segul alle 8 l'assalto della fanteria. Un battaglione bersaglieri e gli Arditi del Reggimento Marina i . pin. ero avanti dalle loro posizioni davanti a Cortcllazzo, ma il terreno molto difficile e il violento contrasto avversario, che si avvaleva in particolare di numerose mitragliatrici nemiche ·istemate da tempo in attesa dell'attacco italiano, resero arduo raggiungere il fiume occupando l'intero terreno bo. chivo dell'an ·a di Revédoli . Né l' intervento dell'altro battaglione del 17° bersaglieri, nel pomeriggio del 2, diede risultati decisivi. pur avendo gli attaccanti potuto guadagnare terreno e po izioni . Nel contiguo settore più ad ovest - la situazione tattica vedeva la linea del fronte correre da est ad ovest da Cortellau.o a Cavazuccherina e poi piegare a nord-ove. t nelle vicinanze del Sile - il 18° Bersaglieri riuscl a farsi strada fino al Piave Nuovo, che raggiunse nella mattinata del 5, tra Castellana e fomera . Ma buona parte dei progre si ottenuti nel primo impeto vennero annullati dai contrattacchi avversari, condoni specialmente nelle ore nonume . Nel pomeriggio del 4 luglio il comandante di Brigata decise che nel giorno seguente un battaglione di marinai avrebbe attaccato l'ansa di Rcvédoli tra Casetta Bianca e la più meridionale delle Case AJlegri , come pure la zona bo. co. a prospiciente il villaggio. Sirianni vi destinò il Bafilc, col rincal7.o immediato di una compagnia del Golameno, scegliendo una linea di partenza non troppo avanzata in previ. ione di una preparazione di bombarde e di artiglieria molto intcn a. I capisaldi sui fianchi erano fortemente presidiati da gruppi di bersaglieri con mitragliatrici . AJle 6 incominciò il fuoco dell 'artiglieria, cui partecipavano anche pezzi da 305 . Lo pirito che animava le truppe era molto elevato. Riportiamo il lungo e particolareggiato rapporto del Sirianni sulla brillante azione: "AJle ore 9 del 5 luglio, il battaglione Ba.file con il concorso di una compagnia del LXV banaglionc bersaglieri ... atwccava le po izioni nemiche n •Il ' ansa compresa fr.t Casa Verone e e Casa /\lkgri N. 4 . A le vante dcll'argim: dd Piave. in tcrr · no · n.·,o di ffo.:olt oso da vcgcla11011l' torte mente hm.dli a . t..'a111K' I i palustri e rl'IÌ'-.ula11 11 a !! li itlhcri. Opt!-

Il monitur Mmifalrrme con comwne da 305

ra a la fr n 1111pagnia bersa-


glieri. con il concoNl di un gruppo di Arditi e di un plotone del Reggimento Marina . ' ul lato di ponente agiva il gruppo Arditi del reggimento con immediato rincal,o d Ila prima e seconda compagnia del Bafile. La terza e un gruppo di Arditi ernno ri erva di hauagli ne. La compagnia mitrnglieri Fiat del reggimento e la compagnia mitrnglieri d I 4° bauaglion do\ievano operare a cavallo della tmda. Poco prima dell'allungamento del tiro e quando an ora la batteria da montagna. quella da 57m/m e una zione da 76/17 appo,itamcnte fatta ~po. tare. eseguivano tiro a celernto ~ull'argine a tramontana di Ca.-.ctta Bianca, le truppe di attacco, in pieno ilcnzio, traendo profitto dal terreno. i portavano ino -.ervate nelle immediate vi inanze delle po izioni nemiche . Alle ore 9 . anavano . Gli Arditi di Marina e le due compagnie del Bafile im,mpcvano nella linea n mica, ~upcrandola come era . tato tabilito nei pre i di Casetta Bianca. ed e .. a i atte ta(va) all'argine e presentava in quel momento un lieve varco prodotto dal tiro di un obi e campale da 149 che aveva avuto quel particolare obiettivo. La 6' comp~1gnia bersaglieri. gli Arditi e il plotone di Marina . tutti in nobile e fn1lema gara. c n i,.lan io magnifico penetravano uhito d po nel bo!.co. L'attacco portato con e trema ri oluzione d·ambo i lati parali, ,a i pre idi avan,.ati completamente orpre~i . Mentre le forte ,itc a levante .. . penetravano nel bosco, quelle di ponente. scompigliato il pre,idio della prima linea forte di circa 100 uomini e fattolo immediatamente prigion •. pro-.cgu1 vano per raggiungere il loro obiettivo con immutata ri. olutezza. Una compagnia. la prima, . upcrava l'argine fra ca~ Allegri . 4 e il gomito di levante; la seconda lo supernva tra Casetta Bianca e il punto precedentemente con idernto e pcnetrnva nel boM:o, da d ve aveva già pt!rcepito di tintamente un vivo vociare confu o. ull'argine rcgolanncnte intervallati, numero,i ,cudi d·a ciaio erano inerti. ché la rnpida irruzione non aveva dato tempo al nemico di pre idiarli. Nel bo o, re~o più diffi olt so dai rami pez1ati e aggrovigliati fra loro per l'él/ione del fuoco. dai molti crateri di e!.plo ioni oltrcch < dai numero. i reti olmi. avveniva la re~istenza, più attiva della prc edente . -.uperata per il coraggio e l'ardire delle truppe . Mentre ferveva l'a7ione. un plotone della prima compagnia puntava !.U Ca a Allegri . 4. che veniva rnggiunta. Un contratta co nemico e un vivace fuoco di mitragliatrici co. tringeva ad abband nare la po izione. producendo nella terza compagnia di rin-

Il CtHnatult1 del battot.:honr Caorle a Conello:.:.o. Al u11tro ,I Capitano di Cor\'t'tto Vittorio Tur.


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, ,1 , ,, , I,, 11111\ , ,~·1d111· 11111110111cnto d ' in erteu,a prontamente superato. Nel frat,, 11•p•, 111,11111.11, ll\·1, .1r l1l·11 , , rnffor1.avano ulle posizioni, appostando mitragliere 11111 " ' . , d, I 11111111: Il ( iolamcllo, che era di riserva , in seguito all'ordine comu"" ·'" 1il.ili., h, •!!ala veniva mc o a dispo izione per il seguito dell 'operazione. Una , 1111111.1t 111.1 l.kl prcd ·tto battaglione aveva cooperato come ultimo rincalzo a vinceI l ' 11d hm,co qualche frnmmentaria re ·i ·tenza: le altre due compa!,'llie. inviate in ~cguito. proseguivano verso Casa Allegri N. 4 che rioccupavano. Questo Comando, informato della vivace re istcn1.a dei prc idi di Casa Allegri N . 3 e N . 2 (al di qua del Piave in direzione nord-ovest partendo daJl'an a di Rcvédoli, n . d . a.), faceva concentrare su quella località il fuoco delle batterie del gruppo ·p• in concorso con quelle da montagna. Alle ore 12 circa la Casa Allegri N . 3 era occupata, e i battaglioni confonne agli ordini ... si rafforzavano nelle locaUtà occupate. in atte a dell'arrivo del battagUone bersaglieri ciclisti. Nel momento in cui aveva luogo l'uione di attacco. si svolgeva dalla penisola di Cortellauo a cura del battaglione Grado una imulata opernzione di sharco ulla costa pro piciente Zémole con finti armati ed elementi di passerelle erano me ·si in liume. Contemporaneamente erano messi in opera dicci grandi apparecchi navali fumogeni. le cui dense e profonde colonm: di fumo hanno occultato alla vi "la il fiume e grnn parte del litorale pm. piciente. U nemico nei primi momenti. perpleso . ull'azione. ha in seguito mcs. o in opera ogni . uo mezzo di difesa. Ua concentrato . ulla zona il fuoco di numerose batterie e di numerose mitragliere appo. tate da Revédoli a S. Croce, e lo ha ce. salo a mezzodì. c.iuando tulli i mezzi da barco e di finti armati erano stati distrutti . Alle ore 19,15 per ordine della brigata. allo scopo di far convergere le anigJicrie del settore Revédoli su Conellazzo. veniva ripetuto il simulato tentativo per alleggerire un 'azione che si , volgeva altrove. Ri ultato analogo al precedente. Fuoco nemico violentissimo sulla penisola. lungo la ·accata , sulle dune del Cavena. La durala del fuoco si è prolungata oltre un 'ora sino a quando non svanì la den ·a nube che. so ·pinta da hrezza di libeccio. aveva pienamente occultato tutto il settore di Revédoli . l Battaglioni in linea ono adesso di locati conformemente agli ordini .. : ·•. li successo venne sfruttato . uhito dalla brigata. marinai e bersaglieri ripulirono il terreno dagli elementi nemici che non avevano potuto ritirarsi e occuparono la loro JX>sizioni . Sul fronte locale la giornata era tata deci iva, e dai prigionieri si seppe "che il nemico aveva ricevuto ordine di ritirarsi iniziando il movimento verso le 4 . Così. con la ritirata del nemico nella zona a ponente del settore tenuto dalla III Brigata bersaglieri, aveva fine l'a/.ione". TI bilancio delle azioni del 20 giugno e del 5 luglio si chiudeva per il Reggimento Marina con la cattura di oltre 500 prigionieri, di cui circa 70 feriti , oltre ad un ingente bottino di mitr.tgJierc , bombarde e armi individuali'. Dumntc l'intero periodo della battaglia, dal 15 giugno al 6 luglio. lc perdile assommamno a 107 caduti, di cui 9 ufficiali , e 416 feriti , di cui 13 ufficiali: aggiungendovi 24 di!-.pcrsi. per la


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maggior parte dei quali vennero rinvenuti i cadaveri cnza poterli identificare, si perviene ad un totale di 547 uomini fuori combattimento. che non erano pochi, ma che ··non hanno per nulla diminuito l' alto vigore della gente". Comandi e ServiLi, compreso quelJo anitario. avevano ben operato (i Comandanti delle compagnie si erano condotti da "provati soldati e veterani di molte battaglie''), ma il cruccio del Comandante di Reggimento ern " di non trovare pcn ieri e frasi appropriale per dar giusto risalto ai grandi meriti e le h,-randi virtù del modesto artefice dell'opera, il marinaio, che compie atti spes. o scono. ciuti di alto valore e dona generosamente se stesso. cnza prospettive di personali vantaggi . senza amhi1.ioni , . olamcntc sospinto da un cntimento di nobile gara, dal dc idcrio di es ·ere de!,'llO del momento, dall'amore per la patria e odio per il nemico"•. Si può affermare, in conclusione che alla decisiva battaglia del Sol tizio la Regia Marina contribuì con i suoi uomini e con i ·uoi mea.i, impegnando i da prima che scallasse l'offensiva nemica con l'azione di Premuda dei MAS di Rizzo (10 giugno) fino a dopo che si era conclusa. partecipando col Reggimento Marina alla riconqui. La del delta del Piave nella prima settimana di luglio.


I ' \\ I \Z IO I•: ITAUANA NELLA BATTAGLIA DEL SOLSTIZIO di Busi/io Di Martino

I .11 siwazione alla vigilia Sul finire del maggio 1918 la situazione dell ·aviazione italiana, pur in un quadro in cui le luci prevalevano sulle ombre. dava qualche fondato motivo di preoccupazione. I programmi di produzione ernno in ritardo e si facevano entirc le conseguenze del fallimento di soluzioni . ulle quali molto si era puntato. La ricognizione scontava la diffic ile messa a punto del Pomilio e soprattuuo l' inas pettata debolezza . truuurale del SIA 7B, che aveva imposto ripetuti interventi di modifica, mentre nel settore del bombardamento l'approntamento del Caproni Ca 5, con i suoi motori FIAT A.12 da 200 cavalli, si rivelava molto più laborio. o del previ to. Il prognamma di potenziamento concordato ne l marzo 191 8 tra il Comando Superiore e il Commissariato Generale avrebbe dovuto as. ic urare entro giugno la disponibilità di I .320 velivoli, esclu. e le macchine dislocate in Libia od as. egnale alla difc a aerea. per un totale di 75 squadriglie . TI 14 giugno, secondo un promemoria inviato al Ministro della Guerra dal Comando Superiore di Aeronautica. se ne contavano invece 606 ripartiti in 68 squadriglie trn Italia, Francia. Albania e Macedonia. con una forza organica ben lontana da quella previ ta. Sul fronte italiano i velivoli disponibili alla data del 15 giugno 191 8, intendendo per taJi gli "apparecchi efficiemi a scopi bellici pro,1~·eduti di piloti idonei ai voli di guerra " . erano 367. dei quali 301, 174 caccia. 34 bombardieri. 11 3 ricognitori , pronti ad intervenire tra I' Astico e il mare'. L·ordine di battaglia vedeva 33 squadriglie da ricognizione , una . quadriglia e sci sezioni autonome SVA . 14 squadriglie da caccia e 11 da bombardamento. Se nel conio dei velivol i si considerano tutti quelli. efficienti e non , presenti in zona di guem1. il tom ie sale a 553' . e a 657 con i 104 dei contingenti alleati, un numero non di mollo superiore ai 623 teoricamente messi in campo dall'Austria-Ungheria 1• Nell 'ambito della ricognizione le s4uadriglic di corpo c.f armata. incaricate innanzilutto del servizio d'artiglieriu. prcscnlavano un 4uadro 1u11 \ 11lro che omogeneo e soffrivano tutte di gravi carenze. Undici ·rano m011ta1c sul bipo to SIA. una era su Caudron G .4, tre ·u S.P.3, due :-.u S.P.4 . IUlll.' l'.011 u11a media di tre o quattro macchine giornalmente impiegabili, e quallro Mt SAML. i11 condi,ioni appena migliori . TI Comando Superiore di Aeronau1icu. dal monK·nlt • d1c 11rn1 ~i poteva fare troppo affidamento sul SIA78, era interve nuto il .a g 111g110 smpcndcndo la tra formazione delle squadriglie SAML che potevano :mcora darl.· u11 alido rnnlributo e stabilendo che le squadriglie Caudron. S.P.3 e S.P.4 in wrl.· d1l.· , ul SIA l'ffetrnac.scro il passaggio . ul Pomilio. In questa si Lua1ionc l'i1111:11,a a111 11a tki rq>arti da rico-


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gnizionc tanica e da o servazione aerea fu resa possihile soprallullo dalla capacità e dall'abnegazione di montatori , motoristi e armieri, mentre in pro. pettiva, ai fini del mantenimento delle capacità operative detraviuione italiana durante la battaglia, si rivelò fondamentale la decisione di costituire una riserva di macchine con cui fronteggiare l'inevitabile logoramento dei reparti . Il I 5 giugno presso i depositi di Rubiern e Poggio Renatico ernno così accantonati 288 velivoli di vario tipo idonei " per servizio di guerr.i··, dei quali 51 pronti per essere inviati immediatamente alle squadriglie. La mas a da awria

Come già da tempo era . lato centralizzato l'impiego della forza da bombardamento, posta . in dal 19 I 5 a disposizione del Comando Supremo. in quello scorcio del 191 R fu fauo qualco a di analogo per la caccia. Il 28 maggio furono riunite alle dirette dipendenze dell ' Ispettorato delle Squadriglie da Caccia le tre squadriglie del X Gruppo (70". 82'\ 91") e cinque squadriglie tolte alJe armate (72° 75'1. 76·\ 79". RO'). Qualche giorno dopo l'Ispettore delle Squadriglie da Caccia. tenente colonnello Pier Ruggero Piccio. precisò organizzazione e modalità di impiego di que~t.i " massa di manovra per servizi eccezionali''\ Le squadriglie rimanevano per il momento agli ordini dei loro comandi d'annata ma il passaggio di dipcndcnLa . quello c he oggi si chiamerehhe il tra11.ifer of awlwrity . doveva ali 'occorrenza avvenire con un preavviso massimo di due ore. Tutte dovevano es ere portate ad una forza di venti velivoli, e tutte dovevano essere pronte a riseh.ierarsi là dove necessario, avendo a questo scopo a disposizione due autocarri pesanti, due leggeri e quattiro per trasporto velivoli . Ogni squadriglia doveva avere due velivoli con l'impianto lanciarazzi Le Prieur, per l' impiego contro dn1chen, e io previsione di un intervento a massa sul campo di battaglia doveva ritirare dal 3° Magazzino Avanzato di Aviazione di Padova 200 bombe contro-fanteria da IO cm e dotarsi di I8 tascapani da truppa per permettere ai piloti di portarle a bordo. Compito primario della " massa da caccia" era conquistare il dominio dell'aria svi luppando in termini piccatamente offensivi il cosiddello servi1,io di crociera sulla base di disposizioni impartite giornalmente in funzione della situazione . Sempre in materia di "tasking'' , le direllive specificavano il fonnato degli ordini per le missioni di intercettazione, o caccia. di . corta e di mitragliamento. Oltre al numero dei velivoli da far decollare , sarebbero . tali . pecificati nel primo caso la località attaccata e la quota degli incursori. nel secondo la località, la quota e l'ora dell 'appuntamento con i homhardieri, nel teno l'obiettivo e le sue coordinate. l veliv,oli partiti su allarme una volta in volo avrebbero potuto avere ulteriori indicazioni dai posti di segnalazione a terra con il . i. tema delle strisce di tela, mentre per quelli impegnati nel servizio di scorta re tava intc o che avrebbero accompagnato i bombardieri anche ulla via del ritorno e per almeno cinque chilometri all'inter-


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no delle linee italiane-'. Piccio diramò anche una I truzione provvisoria ~ull'impiego delle squadriglie da caccia in cui, oltre a fornire indicazioni . ulla tallica di combattimento e sull'omologazione delle vittorie , ribadiva la priorità e il significato delle operazioni di controaviazionc'': "L'aviazione da caccia ha tre compiti e. sen,iali: O l - Permettere che i nostri aeroplani da ricognizione, da aniglicria, da homhardamento pos. ano esplicare il loro mandato. 2° - Lmpedirc che il nemico possa fare allrellanto. 3° - Partecipare ai combattimenti terrestri .'' Poiché "per l' illimitato campo di azione dei meai aerei non vi è numero di aeroplani che esercitando solo un'azione di difc a possa assolutamente impedire ad un pilota deciso di raggiungere i suoi obiettivi", la superiorità aerea, premessa e .. cn1,iale di ogni altra forma di impiego. può e sere con4uistala soltanto con un pattugliamento aggressivo. Da ciò l'importanza del servizio di crociern. da affidarsi a pattuglie di tre o di cinque velivoli che " incrociando in una data zona del fronte debhono eseguire successive puntate offen ive nel territorio nemico a IO- I 5 km dalle linee per dar battaglia e abbattere gli apparecchi nemici ovunque li incontrino·•. mentre molto più limitata è l'inciden,.a del servizio di allarme che, per le oggettive caren~e del sistema di avvistamento e delle comunicazioni term-bordoterra, può avere una qualche efficacia solo nel contrasto di incursioni a hassa quota e in profondità. JJ combattimento deve cs:-.ere ingaggiato solo quando si ahhiano rngionevoli probabilità di succes o. ma in situa;,.ioni particolari questa regola può es ·ere disattesa: "può essere utile tentare l'attacco anche quando ci i trova in posizione favorevole e questo ·opranutto quando l'avver ·ario ricono. ccndo la nostra superiorità come ora avviene, è moralmente . cosso fin dall'inizio dell'attacco per il solo fatto che es o si verifica". Era però necessario che il materiale umano fo.. e di prima scelta e che il numero non anda e a . capilo della qualità . Ne sun problema per i mezzi: i Nieuport Ni . 17, gli Hanriot e gli SPAD avevano dimo trato di potersi contrapporre con successo agli Albatro . agli Aviati~ Rerg e ai Phonix•.

Ricogni:.irme e' osservazione aer<'a Dopo un mese di aprile in cui il tempo non ern stato l·crto propi,io. in maggio le squadriglie da ricognizione furono molto attive nella sorvcglian1.1 sulle prime lince come pure nella ricerca e nell'individuazione delle ha11cric . in un ·a,ione di fondamentale importanza per l'impo. t.aLione di quella cnntropn..'par;uiorn: che avrebbe avuto un ruolo determinante nello scompaginare il disprn,,ti o d ' attacco avversario. li significalo dell'attività dei ricognitori era ben chiaw ai co111.111di austro-ungarici che, non riuscendo o riuscendo olo in minima p.111c a n11111 ;l',la1la i11 ciclo, cercarono almeno di renderla quanto più difficik e mcnn prod11111 va possibile con


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un'accurnta opera di mimetizzazione, con il concentrnre nelle ore nouurne i movimenti di uomini e materiali. con l'infittire lo schieramento della contraerea. Le modaJità <l'azione delle squadriglie di corpo d'armala sono ben illustrate dagli ordini di operaLione emanati dal V Gruppo che, alle dipendenze della 3" Armata , nel settore del basso Piave, disponeva per il servizio d'artiglieria delle squadriglie 281\ 38" e 39'' e per quello di fanteria della 62\ della 13 I" e della Ia Sezione della 24". In realtà ben poco affidamento poteva fare sulla 62", impegnata nella transizione dall'S.P.4 al Pomilio, e anche sulla 28.. e sulla 38\ entrambe condizionale dallo . Lalo di efficienza dei loro SIA 7R , oggetto di ripetuti interventi di modifica con i quali . i cercava di ovviare alla debolez:,..a strutturale degli attacchi alari 8 • Dal momento che anche i Pomilio E della 13 la soffrivano di problemi di urriscaldamento del motore FIAT A.12 bis, l'unica . quadriglia pienamente affidabile era la 3<JI SAML, rinforzata all'inizio di giugno da sei velivoli e altrettanti piloti del la 11 3". Le . quadriglie erano chiamate ad eseguire crociere di sorveglianza sul Piave, tra Ponte della Priula e lntestadura, in tre turni mattutini e tre pomeridiani di un'ora e mezza. Qualunque movimento che sembra. se preludere ad un tentativo di for.tamento del fiume doveva essere segnalalo al comando d ' artiglieria di corpo d'annata con una tmsmissione in codice, comprendente le coordinate del punto marcato anche visivamente con una fumata lanciata sulla sua verticale e riportato. in ieme con ogni altra informazione di po sibile interesse, su una carta topografi ca da lanciare sul (X)Sto recupero messaggi di corpo d'armata. I ricognitori. sempre accompagnati da un caccia del XUI Gruppo di Marcon , erano muniti di macchina fotografica per fornire ai comandi le immagini necessarie ad un'analisi dettagliata. Que ·ta attività di sorveglianza era prioritaria ri ·petto all'os. ervazione del tiro, che le squadriglie dovevano . volgere con i velivoli rimasti disponibili una volta assicurnto con le due macchine più efficienti il pattugliamento lungo iJ fiume . Il mezzo di segnalazione utilizzato era sempre la radiotelegrafia e per evitar interferenze le squadriglit! operanti in settori adiacenti impiegavano lunghezze d'onda diverse trnsmetlendo in prossimità della stazione ricevente, il che portava i velivoli ad eseguire un caratteristico movimento di spola. Tra velivoli della stessa squadriglia il rischio di interferenza veniva scongiurnto con l'u. o di cronografi a quadrante che assegnavano a c iascuno un intervallo di tempo in cui trasmettere. Non diverse nella so ·tan7.a le dispo. izioni del Comando di Aeronautica dell '8" Annata che, schierata con le sue 4uattro divi ioni. nel settore del Montello, aveva alle dipendenze i gruppi XV e XTX . Nel primo erano raggruppate le squadriglie da caccia 783 e 7'J'l, la 115• d 'artiglieria d ' armata. la 139" da ricognizione d'annata e la 4a Sezione SVA da ricognizione strategica, nel secondo le squadriglie SAML 1143 e 118\ assegnate per il servizio d'artiglieria al xxvn e all'Vm Corpo d ' Annata. la 23" S.P.3 e la 3• Sezione della 24° Squadriglia SIA 78 alle quali ern affidato il servizio di fanteria. 111 previsione dell 'offen iva avversaria le squadriglie di corpo d 'armala erano chiamate a svolgere una serie di compiti co. ì identificati9 :


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A) Rile,•amento e stLUlio ininterrotto della riva sinistra del Piave, per svemare i preparativi, ricercare i lavori, loca/iz::.are i depositi di materiali, determinare da/l 'insieme di que.wi indi:.i i più probabili trarti di fiume ove sarà telllato il pa.vsaggio. B ). Regolare l'andamenw xenerale dei tiri. C) Chiamare e regolare i concentramenti di fuoco SLI bersagli che dt1rante la battaglia si presentino improvvisi. ()) Sorvegliare acct1ratamente i mm•imemi del nemico nelle /omane e immediate retrovie. segnalando in tempo la dire:ione di marcia delle riserve. gli ammassamenti di truppe, le costruzioni di ponti e di pa.,·.'ìerelle sul Piave, i remativi di passaggio, ecc. E) In relazione a questo, segnalare le direzioni di maggiore irru:ione delle fan terie nemiche. F) Precisare e segnalare le località e i lratti della nostra Linea difensiva pitì violentemente battuti dall'artiglieria nemica. G) Sorvegliare costantememe la no tra linea di difesa e segnalare subito i trarti che per caso venissero occupati dal nemico; accompagnare la nostra fameria determinandonf' la JituazirmP P .mrvPglinrln . Per quanto riguarda il servizio di fanleria, le istruzioni sono illuminanti in merito alle sue difficoltà: "Si ten,:u pre.,·ente che, quando lafameria si sposta combattendo. l 'accertamento della linea pmì rit1.vcire difficile , perché le famerie pi,ì dij]idlme/Ue rispondono alla chiamata del proprio aeroplano, e le strisce possono restare esposte in posizioni che non ri.\pondo110 alla realtà . Ciò può ingenerare errore ne/l'osservatore. Gli osservatori devono perciò sforzarsi di riconoscere la no.'ìtra prima linea, anche se la Fameria mm abbia fatto segnalazioni. I pullli di c:adLtta dei proiettili di artiglieria nostri e nemici, il ,:raduale allungame,uo del tiro di dfatru:ione nemico, i limiti laterali di dello tiro daranno delle buone indica:ioni per stabilire la posizione delle nostre prime linee. In tali ca.,·i l'osservatore di fanteria potrà riconoscere rm, sict1rew, la propria Fanteria solo coi propri orchi. abbassandosi.·· L' azione delle squadriglie da ricognizione delle armate si in eriva in un quadro più ampio, disegnato dalle direllive del Comando Supremo. Poiché l'accertamento delle intenzioni del nemico richiedeva non ·olo l'e ·plorazione delle prime linee e delle immediate retrovie ma anche il costante controllo delle vie di comunicazione e dei centri logistici , il 30 maggio la pianurn occupata era stata divi a in tre fa. ce nel. senso della profondità. La prima fascia. tra il Piave e una linea ideale pa. sante per Segusino, Miano. Pollina, Pieve di Soligo, Colle di Guardia, Sarano, Rovisiano, Faè, Grassara e limitata a sud dalla ferrovia S.Oonl1 - Portogruaro, era affidata aJle squadriglie di corpo d'annata e d'annata delle armale 3" e 8°. La fascia successiva, delimitata ad oriente dalla linea Scrravallc, A11umo, Colle Umberto , S.Fior di Sopra. S .Fior di Sono, Oderzo, Piavon. Chiarano. Ceggia e verso il mare


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sempre dalla ferrovia per Ponogruaro, ern ancora di competenza delle due annate, che vi impiegavano le rispettive sezioni SVA . Tra la linea ferroviaria e il mare agivano gli idrovolanti della Regia Marina di base a Vene:tia e più ad oriente, nella ter,a e ultima fascia. opcrnva 1'87.i Squadriglia SVA, sollo la upervisione del Comando Superiore di Aeronautica. Nel settore montano del fronte, affidata la sorveglianm per una profondità di 10- 15 chilometri alle M4Uadriglie di corpo d'armala, la ricognizione ~ugli itinerari di fondovalle e ·ui tenninali ferroviari della Val Lagarina e della Val. ugana era compito delle sezioni SVA delle armale I". 4" e 6· e dei Bristol fighter della Flight Z. Sia in pianura che !'\ui monti. man mano che ci si allontanava dalla linea di contatto tra i due eserciti si pru . ava dunque da un 'anività indiriaata aJlo studio meticoloso del terreno ad una direua a percepire i gni che pote. scro rivelare le intenzioni dd nemico, come l'inten ificarsi del traffico strndale e ferroviario . Alla co truzione di un quadro di . ituazione aggiornato dovevano peraltro contrihuire tutte le specialità e gli equipaggi dei bombardieri in particolare erano chiamati a riferire tutto quanto ave ·sero modo di o ·servare 10 • La itua?ione della 6• Annata, che accanto a due corpi d'annata italiani ne M:hicrava uno britannico e uno frnncesc. poneva a 4uel comando d'aeronautic~, il delicato pmhlema di armonizzare tattiche e procedure di impie~o. Per facilitarne la solu,ione era tato adottato il criterio di lasciare ai corpi d 'armata alleali i loro reparti da ri ogni1ione tattica (squadriglie 2T' e 254• per il Xli Corpo d" Armala frnncese e N. 34 4uadmn per il XIV hritanni o) e di ripanire le squadriglie d--1 VII Gruppo tra quelli italiani. a segnando al XUI la 33•, al XX la 26• e ponendo la 32j a dispo izione del comando d'aniglieria d 'armata. Ciò non era pernltm . uffi iente perché raggruppamenti d'artiglieria italiani opernvano alle dipenden,.e delle gr.mdi unità alleate e hatterie francesi erano inserite lr'.a quelle italiane. Per il buon funlionamento del dcli ato meccani. mo dell'o ~rvaLione aerea fu perciò ncce · ·ario far familiarinare gli o servatori britannici e fr.rncc i con i metodi dell'artiglieria italiana e mettere quc ta in grado di interpretare le loro segnala1.ioni radiotelegrafi he. L' intelligente azione del comando d'annata, a condata dai comandanti dei contingenti alleati. riusci a creare uno strumento omogeneo e affiatato che al mattino del 15 giugno allineava 71 velivoli da caccia (54 britannici, 17 italiani), 14 da ricogni1ione d'armata (8 hritannici, 6 italiani), 62 da ricogni1.ionc di corpo d'annata (18 hriLanni i. 24 frnncesi, 20 italiani)".

Il sen1i:.io aerostatico A seguito della decisione di utilinare alcuni palloni-osservatorio nel ruolo di "palloni divi ionali", lungo il Piave l'impiego delle selioni aerostatiche doveva soddisfare tre el)igen,e diverse seppure complementari: servizio d'ol\servazfone generale per i corpi d'annata, servizio d'o scrvnzione speciale per le divi ioni , servizio d'aniglieria. Nel settore della 3• Armata gli 11 paJloni del 1° Raggruppamento


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erano divi i nei gruppi IU, IV e Vin, a loro volta ripartiti tra i corpi d'annata Xl, XXVIII e X.Xlii. Del le quattro sezioni del 111 Gruppo (2a. 7". 11 • e 36") I' 11 a e la 2• erano ~ seb,nate alle divi ioni 31 11 e 453, in eno al rv (sezioni 4\ 3" e 35") la 3a opernva per la 25• Divisione e ncll'amhito dell'VIIJ (sezioni IO", 20\ 37" e 60") la 1(1 e la & erano addeue alle divisioni 61 • e 4". In Lai modo ognuna delle cinque divisioni di prima schiera aveva alle proprie dipendenze un pallone con il compito di provvedere ad un'o. servazione a curala e minuziosa del terreno anli ·tante e di sosLenere l'azione delle bocche da fuoco dell'artiglieria campale e pesan1e campale. Le altre sezioni erano incaricate del servizio generale di corpo d ' armala o d'armata, caratterizzato da una maggiore attenzione per quanlo si volgeva nelle retrovie e per l'attività aerea dell'avversario, ma tutti i palloni avevano in comune il servizio d'artiglieria per il quale , oltre che con i comandi d'artiglieria dei rispeltivi corpi d 'armata, erano in collegamenlo telefonico con i raggruppamenti d ' artiglieria d' assedio e pc ante campale o con i reggimenti d'artiglieria da campagna. Analoga l'organizzazione del servizio aero tatico presso 1'81 Armata, dove il Vll Gruppo (sezioni 12°, 17\ 18a e I 9-') era addetto al XXVII Corpo d'Armata e il lX (sezioni 5", 15• e 32") all'Vm . Anche in questo caso i palloni frenati univano ai compiti tradizionali di o ervazione del tiro e di osservazione genemle a livello di corpo d ' armata quello dell'osservvione pcciale a livello divi. ionale, che include-

Pallone as.\t!rvatorio italiano tipo Avorio-l'rax.wm,• in tlott1. u1111•. ,wl /')J.'/ olla quasi 101ali1ò delle .\ ezionì aerosllllÌ<he ( A l/S.\M/\ J


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va il collegamento con la fanteria. La loro continua presenza in m,censione si inseriva infatti in uno scenario in cui la superiorità aerea italiana, nel rendere sempre più difficile l'attività della ricognizione avversaria incideva sul processo decisionale dei comandi e creava una sensazione di diffuso disagio 12 : "Ade.'i,\'O mm conosciamo piLÌ, ("Ome in passato. l'esatta forza del nemico. Non abbiamo la più pallida idea di quello che succede al di là del fltm1e, dierro i cespugli della riva destra e oltre, rra i filari di viri, i villaggi e Le ci11à. Da qua.si sei mesi siamo ind1iodati alle nostre posi:ioni, in me::,o all'acqua o sui momi coperri di neve. Una cosa sola vediamo: il cielo brulica di aeroplani nemici e di palloni frenati che, in lunga fila. si dondolano nell 'a:;:.urro, lungo il corso del Piave. I nostri aviatori non sono abituati a questa superiorità aerea avversaria, ragion per cui ci<) che succede dall 'altra parte rimane per noi Lm mistero " .

l'urto ini-:,iale Il 15 giugno la rapida conclusione della lolla tra I' Astico e il Piave, e il fallo che nelle prime ore del pomeriggio il cielo sui monti fo. se invaso da nuvole hassc e gonfit: di pioggia. condilionarono fortemente l'attività delle squadriglie della 4·' e della 6a Armala. Ci fu spazio per qualche missione di osservazione tiro e di ricognizione sulle immediate retrovie ma gli ordini che imponevano di mantenere una sorveglian,.a continua nei rispellivi settori apparvero subito superati dagli eventi od impossihili da eseguire. Non così sul Piave. dove gli avvenimenti non avevano un 'cvolulionc altrettanto favorevole . Nei giorni seguenti i reparti aerei della 411 e della 6" Armata furono quindi chiamati ad intervenire ripetutamente in pianura, soprattutto nel settore dell'811 Armata•'. Nel pomeriggio del 18 giugno, quando il maltempo concesse una pausa, 21 ricognitori del XTI e 3 del Il Gruppo, scortati da 13 caccia del VI. effelluarono un primo attacco in ma.. a lungo le due sponde del Piave, tra il Montello e Fal,.è, lanciando un totale di 305 bombe tra granate anlipersonale da IO cm e granale-torpedini da 130 mm su ponti, passerelle, traghetti e amma. samenti di truppe . Questo tipo di azione , che vedeva i ricognitori allaccarc sotto la copertura dt!i caccia e questi abbassar..i subito dopo a mitragliare, fu ripetuto il 19, il 20 e il 23 giugno con obiettivo prioritario i collegamenti tra le due sponde del Piave e sempre a bassissima quota. Il forzamento del Piave fu l'ultima occa~ione in cui l'aviazione austro-ungarica riuscì ad acquisire un certo livello di superiorità aerea peraltro di breve durata. Ben presto infatti l'intervento della massa <la caccia e delle squadriglie da caccia della 3° e dell'8a Armata le tolse la libertà d'azione delle prime ore del mattino. ln una giornata carauerizzata dal cielo coperto e dal ritorno in serata della pioggia i cacciatori italiani effettuarono tm l'Aslico e il mare 239 sortite, rivendicando l'abbattimento di 25 velivoli , e altri 8 ne reclamarono i britannici insieme a 2 drachcn 1\ Di contro, a ottolineare la netta affermazione dei cacciatori dell'Intesa, non fece-


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ro ritorno un Hanriot della 7<J' Squadriglia (soldato Augusto Rustici) e uno detr80" (tenente Guido Baricani)". Con gli o scrvatori accecati dalla nebbia artificiale e i sistemi di comunicazione fuori uso. furono i ricognitori del XIX Gruppo a dare le prime notizie su quanto stava avvenendo ul fronte dell'VTD Corpo d'Armata. Verso le 7 il velivolo di turno della 11 s• Squadriglia segnalò imbarcazioni e pontoni amma ·sati tra Casa Mercadelli e Casa Mina e l'equipaggio che gli diede il cambio rilevò alle 9 una pa serella davanti a VilJa Jacur, un· ahrn a sud deUa foce del Soli go, una terza a Cimadolmo e due di fronte a Ca'>a Vend.rame. Poco più tardi veniva riferita la pre. enza di uomini e materiali da ponte sul greto a ridosso della sponda destra e alle 10,30 un S1A7B della 24" Squadriglia in servizio di fanteria notava movimenti di truppe , ulla strada pedemontana di Nerve. a e constatava che i reparti del sottosettore di Arcade non rispondevano alle . egnalé17joni. Altre indicazioni ine4uivocabili arrivavano intanto dalle sezioni aerostatiche. Nono, tante la presenza incombente di nuvole bas ·e e gonfie di pioggia, e una visibilità resa peggiore dagli effetti delle esplosioni e dalle cortine di fumo create dall'avversario, queste, in ascensione sin dal primo mattino, avevano potuto individuare parecchie bocche da fuoco. subito . egnalate ai comandi per attivare l'azio-

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ne di controbatteria. ma gli o. scrvatori in navicella non erano riuscili a vedere se fos ·ero in atto tentativi di attraversamento del Piave. I razzi di segnalazione notati dalla I ga Sezione alle 6.10 tra Croda della Spia e Campagnole di Sopra erano stati il primo indizio del fatto che l'avversario era sulla ·ponda <lestr.1, e alle 10,2 l furono gli osservatori delle sezioni 5" e 32a a scorgere rnzzi a pioggia d 'argento poco a nord di Nerve. a. a conferma di un ' infiltrazione in quella direzione . I punti di passaggio rimanevano però nascosti dalla nebbia e dal fumo e fu solo alle 11,35 che dal pallone della 19'' Sezione vennero visti trnghelli in funzione poco a nord di Casa Serena. Da quel momento la giornata fu scandita da una . erie di avvistamenti che. aggiungendo. i a quelli degli aviatori , permisero ai comandi di costruire un quadro di situuione sufficientemente preciso e di indirizzare il fuoco delle batterie dove sembravano pronunciarsi altri attacchi o dove i movimenti suggerivano l'afflus ·o di rincalzi e riserve. Sul fronte dell'VlTI Corpo d ' Armata quattro SAML della 11 ga si alternarono nel richiamare e dirigere il tiro dell 'artiglieria sui puntj di passaggio. così come sul fronte del XXVTI Corpo d ' Armata fecero due SAML della 114ae due S.P. della 23a operando in modo tuu'altro che agevole tra le nuvole e i banchi di nebbia. Nel pomeriggio 3 velivoli della 118° <locollamno per una prima azione di hombardamento unendosi ai 18 caccia e ai 3 ricognitori del XV Gruppo inviati a hattc re ammassamenti di truppa alle falde orientali del Montello. n violento temporale che si scatenò sulla zona non impedì alle squadriglie delr8a Annata di totaliaarc nella prima giornata di lolla ben 109 sortite. 8 per servizio d"artiglieria, 16 per ricognizione. 2 per collegamento fanteria. 59 per caccia. crociera e scorta, 24 per bombardamento e mitragliamcnto'h, e neppure frenò i 33 Sopwilh Carne) della RAf che irruppero a bassissima quota sulla scena verso le 16 per attaccare con bombe e mitragliatrici zattere, ponti e passerelJe. Alle 18 i cacciatori britannici tornarono in fori.e ad attaccare i reparti di rincalzo in attesa di e. sere traghettati attraverso il Piave'7. e a conclusione della giornata alle 1930 l'ultimo ricognitore di turno segnalò che il ccondo tratto del ponte di Villa Jacur. da un i olotto senza nome alla sponda destra, era scomparso. Era un'anticipazione di ciò che si sarebbe ripetuto più e più volte nei giorni seguenti quando , ripri. tinati con un lavoro febbrile nelle ore notturne, i ponti sul Piave sarebbero stati puntualmente smantellati di giorno dall'aviazione e dall'artiglieria. Più a valle, ul fronte della 311 Armata. la situazione, iniziaJmente tenuta sollo controllo dalle ezioni aerostatiche , quando queste erano state costrette ad arretrare dalla progre sione delle fori.e au. tro-ungariche era stata seguita nei suoi sviluppi dai ricognitori del V Gruppo che in quelJa prima giornata registrarono 11 sorti te per servizjo d'artiglieria, altrettante di ricognizione e 7 di collegamento con la fanteria . Solo 6 qt..•;lle dedicate all'attacco al suolo, ma in quel settore il Comando Supremo fece grnvitarc l'azione delle quadriglie Caproni . I caccia agli ordini dì Piccio e della 77d Squadriglia della 3• Armata, che il 15 giugno effettuò ben 37 or-


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lite. avevano sgombrato il campo per il loro intervento e ai trimotori dei gruppi TV e XIV opemnti dai campi di S. Pelagio e di Padova fu as. egnato il compito di battere le riserve au ·tro-ungariche sulla ini tra del Piave••. Ciascun gruppo avrebbe dovuto far decollare IO Ca 3. atte i sul campo di Gazzo da 14 caccia del X Gruppo. La partenza era fissata alle .17,30 per il XIV Gruppo e aJle 18 per il IV ma le incerte condizioni atmosferiche la ritardarono fino alle 19,30 con il risultato di modificare anche le disposizioni relative aHa scorta che venne ad es ere assicurata da 7 SVA della 87'' Squadriglia. Causa panne motore due Caproni del XJV invertirono la mlla, gli altri, malgrado la pioggia che li accolse dopo Treviso. proseguirono verso S. Donà e Ponte di Piave dove . da quote comprese tra i 1.000 e i 2.(X)() metri, colpirono ponti e passerelle, ammassamenti di truppe e depo iri di materiale , riuscendo anche a . pezzare una passerella nei pressi del ponte ferroviario di S. Donà. colpita . ulla te. tata di riva sinistra. Nessun velivolo au ·tro-ungarico tentò di interferire e, nonostante l'intenso tiro contraereo danneggiasse tre Caproni del lV Gruppo e due del XIV, tra le 20,30 e le 2050 tutti rientrarono ai loro campi '". li maltempo sbarrò invece la strada ai 4 Caproni del rv che nella none avrebbero dovuto anaccarc ancora i punti di pru saggio sul Piave.io e bloccò a terra i trimotori dell' XJ inviati a bombardare gli impianti ferroviari di Mattarello in VaJ Lagarina~' . Lo fase di contenimento

Il 16 giugno si presentò con un cielo ancora coperto da banchi di nubi basse e dense e soltanto verso le 8 la visibilità cominciò a migJiorare . A quell ' ora. nel cruciale settore dell'8a Annata , oltre alle passerelle già note ne furono rilevate sci davanti a Villamaua e vennero segnaJati una quarantina di barconi nei pre si di Ca. a Mercadclli . Il ponte di Villa Jacur. di nuovo in piena efficienza. dopo mezzogiorno fu di nuovo l'obiettivo di una openv.ione di direzione del tiro, peraltro senza ri ultati immediati per la pe. sima visibilità?]. l dati raccolti permisero però di localizzarne con precisione le le tate e facilitarono un successivo intervento dell'artiglieria dell'Vlll Corpo d ' Annata che alle 15 riuscì a spca,arc il tratto dall'isolotto alla sponda destra . Alle 6 sortite per servizio d ' artiglieria del XIX Gruppo l\i aggiunsero le 10 per ricognizione del XV, che rilevò nel corso della mattinata l'afnusso di truppe e carriaggi dalla valle del Soligo verso Villa Jacur e ammasl\amcnti e.li autocarri e malerialj presso Barbisano. Sugli uni e sugli altri venne richiamala l'attcn1.ione dell'artiglieria, e quando verso mezzogiorno un velivolo britannico riferì di almeno trecento autocarri in movimento da Collalto vcn.o Villa Ja1.:ur. il rnmando dell ' RJ Annata chiese di intensificare anche l'azione di mi1raglia1m: n10·•. Tra le 16 e le 17 iI XIX Gruppo intervenne così con 12 veli voli tra Casa e.lei i :averi e Ncrvc~a. e sempre nel pomeriggio su questi stessi ohienivi e ~u quelli di ri a :-i ni:.lra :-.i avventarono ad ondate successive 6 ricognitori e 33 cmx:ia del V '. I .. 1 rnnccntrazione


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degli sforzi su quello che era forse il settore più critico del fronte portò le squadriglie caccia della 6'1 Armata ad intervenire verso il Ponte della Priula e chiamò ripetutamente in azione i Caproni U Comando Aeronautica a Disposizione ordjnò al IV Gruppo di attaccare alle 11 , con 8 velivoli , le truppe ammassate nella wna di San Donà, e al XJY di inviare lo stesso numero di trimotori ·ulla zona Falzè-Nervesa, replicando l'azione aJle 20. DaJ momento che sull'area si. sarebbero trovate ad incrociare diverse pattuglie di caccia non era previ ·ta scorta diretta" . Il maltempo conùnuava però ad imporre la sua legge e dei 16 Ca 3 decollati per l'azione del mattino S persero la rotta trn i banchi di nubi e rientntrono anzitempo. Gli altri bombardarono reparti in sosta e in marcia e i punti di passaggio nei pressi di S. Donà, e grazie alla buona visibiHtà in zona riuscirono a colpire in pieno una passerella . ma la deci ·a reazione della contraerea costò la vita ad un osservatore della )·' Squadriglia, il tenente Giuseppe Tubertini, ucciso da una . cheggia di granata. In erata i 7 veHvoH partiti dal campo di Padova si videro la via . barrata da densi strati di nuvole e ·ohanto gli 8 del IV Gruppo di S. Pelagio riu. cirono ad arrivare di nuovo sul Piave per lanciare il loro carico di bombe . ul traffico stradale tra S . Donà e Noventa , facendo salire a 6.330 chilogrammi il totale del giorno per i Caproni . Le squadriglie della 3a Armala non furono meno attive di quelle dell' 8" con 11 . ortite per servizio d' artiglieria, 12 per ricognizione, S per servizio di fanteria e .U per servizio di crociera , durante le quali sulle posizioni dell ' avversario sullu dt:slra del Piave e sulle loro vie di alimentazione furono ·parati 6.060 colpi di milrngliatricc e lanciate 17 granate-torpcdinj da 130 mm e 100 grnnate sferiche da IO cm.

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Sempre il 16 giugno gli aviatori britannici eseguirono tra il Montello e il mare non meno di 150 sortite di mitragliamento e . pe:1.zonamento, mentre molto meno presente del giorno prima fu l'aviazione austro-ungarica , con un livello di auività definito "11on11ale" nei rapporti italiani. Dagli stessi rapporti risulta che, se cimiue velivoli della 3a Armata, altrenanti dell'8" e due della 4" furono danneggiati più o meno gravemente dal tiro contraereo, nes. uno andò perduto in combattimento in una giornata che vide i cacciatori italiani e britannici consolidare la superiorità conqui tata e quelli italiani rivendicare aJtre sene vittorie'(\. Nella colonna delle perdite andavano registrati il ferimento del . ergente Ermenegi Ido Bocca della 78" Squadriglia, atterrato fortuno amcntc fuori campo dopo e. sere lato colpito da ben cinque pallottole nel combattimento che fruttò aJ tenente Mario Fucini )a tena vittoria della giornata , e la distruzione di due palloni-osservatorio della 3" Armata. Nel pomeriggio l'aerostato della 4a Sezione ebbe il cavo di ritegno troncato da un proiettiJc d' artjglforia e fu trascinato daJ vento oltre il Piave mentre l'o servatore. tenente Gino Fabroni, scendeva con il paracadute entro le lince itaUane. e allo stesso modo si misero in salvo il sottotenente Umberto FratjcelJi della 7" Sezione e il capitano Vittorio Morpurgo del 2° Raggruppamento Pesante Campale prima che il loro pallone tipo A.P. venisse incendiato da un caccia avversario . Rjmasc invece in navicella. ferito ad una gamba, il lenente Aldo Urbani dell ' I 1° Sezione, allaccato da una pattuglia di quattro velivoli e . alvato dalla pronta manovra di <lisce ·a. dalla reazione della difesa contraerei e oprattullo dall'intervento di alcuni caccia che abbatterono uno degli attaccanti e misero in fuga gli altri . Nonostante gli sforzi fatti per metterli fuori gioco gli aero. Lati da osservazione italiani continuavano però a dominare la . cena27 : " / palloni frenati italiani. ,•igilati da squadriglie da caccia. vedono tulio quello c:he .nwcede dalla 110.\'lra parte. Essi pure ha11110 cambiato i loro posli di a11coral(gio. Inoltre dato che .wmo numtati .m pru allloc:arri. i quali 11011 appena il pallone si è al:ato i11comi11cia110 ad incrociare la fitta rete .,·tradale che si stende dietro il fronte, 11011 posso110 venire colpiti che casualmente ··. In con iderazione della minore attività aerea dell'avversario a tarda notte il Comando Superiore d ' Aeronautica, ne l restituire te mporaneamente 1'80" Squadriglia alla 3:1 Armata per consentirle di provvedere alla protezione delle azionidi bombardamento previste per l'indomani <lavanti a S . Donà di Piave, lasciò il tenente colonnello Piccio libero di ridurre la fora, delle palluglie in servizio di crociern a due soli velivoli , almeno in alcune ore del giorno. L"Ispettore delle Squadrigfje da Caccia ebbe poi l'ordine di far e!\cguire nel s ·t1orc della 3a Armata due azioni di mitragliamento su obiettivi e ad orari che sarchhcro stati indicati dal comando d'armata, e una volta a ·solto a qu '!\lo compilo di scagliare tutte le ·ue forze sulla sinistra del Piave, nei dintorni di Fal1,è. I cumamli erano evidentemente soddisfatti dell 'efficacia materiale e morale di un.a torma d1 inh.:rvento che il 16 giugno aveva visto le squadriglie di Piccio spamrc I J . I JO colpi di mitragliatrice in ben 120 soni te di attacco aJ suolo eseguite da patluglie di Ire o 4twtlro velivoli,


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delle quali 39 in appoggio ad un contrattacco dell'8a Armata, a fronte di 57 per servizio di crociera e di 4 partenze su allarme. La giornata del 17 giugno fu carallerizzata da pioggia ininterrolla e da un tetto di nubi talmente basso da non lasciare spazio alle operazioni aeree se non a valle del Montello. Forzatamente inallivo il XIX Gruppo. il XV fece registrare 22 sortite con i caccia della 783 Squadriglia che a dodici ortite per crociera ne aggiunsero nel pomeriggio, quando si ebhe un timido miglioramento, una decina per mitragliamento. Un buon numero dei 4 .130 colpi di mitragliatrice furono sparati verso le 14, da non più di 300 metri di quota, contro i genieri impegnati nella costruzione di un nuovo ponte di barche ad occidente di Casa Mina. a significare la decisione con cui, ad onta della pessima visibilità. si continuavano ad auaccare i punti di passaggio sul Piave. Al mattino un solitario SVA della 6° Armata aveva lanciato quattro bombe ·ul ponte di Nervesa , riferendo poi di consistenti movimenti di uomjoj e veicoli sulla strada da Fal1.è a Cimadolmo, ma in quelle condi1.i<mi non era possibile fare di più. La maggiore attività aerea si ebbe quindi nel settore della 3° Armata. le cui squadriglie, nonostante anche qui la situazione non fosse ollimalc, eseguirono complessivamente 66 sortite, con una significativa percentuale di missioni per servii.io d'artiglieria e collegamento con la fanteria, rispettivamente 12 e 4 . alle quali iricognitori ne aggiunsero 3 per rico1:,rnizione e 6 per bombardamento e i caccia 41 per crociera e mitragliamento, con 5.250 colpi sparati e 55 bombe lanciate. Sul basso Piave i ebbero anche i ·oli quattro combattimenti aerei di una giornata nella quale l'aviazione avver ·aria fece soltanto qualche fugace apparizione tra il Montello e il mare, permettendo comum1ue ai cacciatori italiani di rivendicare un paio di vittorie, e l' azione della massa da caccia fu cosl indirizzata soprattutto all'attacco al suolo. Decollati da campi battuti dalla pioggia, i cacciatori si diressero verso i loro obiettivi a volo rndente scivolando otto il tetto di nubi seguendo il tracciato delle strade e delle linee ferroviarie. Con 111 velivoli a di. posizione, dei quali 88 efficienti, e una forza di 89 piJoti, le squadriglie di Piccio portarono a rermjne 16 pattuglie per servizio di crociera e 17 per mitragliamento, per complessive 100 sortite, sparando 14.480 colpi di mitrngliatrice e gettando un numero imprecisato di gr,mate da IO cm.?ll. Nella ;,,ona di S . Donà. dove 56 velivoli in più ondate accompagnarono un contrattacco della 3" Armata, vennero assalite colonne di truppe e di salmerie sorprese nel passaggio del Piave, postazioni d'artiglieria, reparti di rincalzo amma.. ati dietro gli argini e le case in rovina. La determinazione con cui i piloti condu. sero i loro attacchi, sfruttando l'agilità dei loro monoposto per scendere anche sotto i cento metri di quota, ne esaltò l'efficacia soprattutto sui ponti, dove molli uomini furono visti gettarsi in acqua per sfuggire alle raffiche delle mjtragliatrici, ma li espo e inevitabilmente alla reazione delle anni leggere che per quanto di ordinata la ciò il segno. La relazione dell'Ispettorato delle Squadriglie da Caccia ,


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compilata a caldo, indica in sei il numero dei veHvoli persi nella giornata ma in effetti tuni i piloti, anche i quattro feriti da paJlonole di fucile o di mitragliatrice. riu. cirono a riportare entro le linee italiane i loro velivoli, scendendo sul campo più vicino od in aperta campagna~. U primo bilancio aveva 4uindi peccato per pessimi mo: oltre al Nieuport Ni17 del tenente Mario Olivieri della 7'/' SquadrigJia, distrutto in un atterrdggio d 'emergen1.a . solo il Pomilio E della 13 1a Squadriglia, abbattuto in combattimento a Cà. Fin, poteva davvero ess.ere considerato perduto in azione 10 • Il maltempo condizionò anche l'attività dei Caproni, limitata quel giorno al tentativo di attaccare apprestamenti logistici in Val Frenzela in ottemperanza ad una richiesta della 6• Armata. Con questo intento alle 7.30 l'Xl Gruppo fece alzare in volo quattro Ca 3 e un Ca 5 ma le condizioni atmosferiche già incerte al decollo andarono via via peggiorando e dopo una mezzora, in mezzo a fittissimi strati di nubi , gli equipaggi dei Ca 3 invertirono uno dopo l'altro la rotta . Pro cguì invece il Ca 5 che, trovato un varco tra le nuvole. arrivò a lanciare tra la testata di Val dei Ronchi e le pendici di Monte Longara 6 granate-mina e 1O granate-torpedini da 162 mm , per 330 chilogrammi di esplosivo ••. Il buon comportamento della macchina, aJ debutto opemlivo, era l'aspetto più positivo di una missione concepita come un altro momento della sua difficile messa a punto. L' alba del 18 giugno fu ancorn salutata dalla pioggia ma con i I trao;;correre delle ore il ciclo cominciò a schiarirsi. Per tutto il mattino Je condizioni rimasero comunque proibitive e soltanto alle 14 i ricognitori del XIX Gruppo poterono portarsi sulla zona del Montello. Mezzora più tardi l'osservatore di un velivolo sceso ad appena 700 metri confermò che il Piave era in piena, che la corrente impetuosa trascinava barconi e materiale da ponte e che non c'era traccia di passerelle tra Falzè e Villa Jacur, notizia che venne JX>i confermata dagli altri equipaggi che si su seguirono sul fiume , portandosi anche a 500 metri per mantenersi sono il tetto di nuvole , finché alle 18 fu segnalata la riattivazione di uno dei punti di passaggio e contempornneamente vennero notati forti reparti in marcia da Susegana verso Casa Mercadelli e Ca~ Mina. Su questa zona, e sulla .lona trn la stazione di Nervesa e Villa Berti , furono subito lanciati 14 velivoli del XlX Gruppo e in più ondate 12 ricognitori e 16 caccia del XV. TI numero delle sortite eseguite dalle squadriglie dcll'8" Armata nella giornata del 18 giugno . alì così a 76, con 7 sortite per servizio d ' artiglieria. IO per ricognizione, 26 per bombardamento e mitragliamento per i ricognitori. 16 per mitrngHarnento e 17 per crociera per i caccia della 78° Squadriglia " . Cinque i velivoli danneggiati dal fuoco da terra , lulli rientrati ai loro campi , come pure 36 dei 37 veli.voli della 4• Armata intervenuti a hall ·re gli stessi obiettivi . Solo un Hanriot delJ '8 l a Squadriglia andò infatti perduto in un rovinoso atterraggio fuori campo cam;ato da una piantata motore . A suggd lare una giornata ancorn favorevole agli aviatori dell 'armata del Montello. alk· 19 il sergente Guglielmo


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Fomagiari della 78" rivendicò l'abbauimenlo <li uno dei non molti velivoli avversari apparsi nel cielo della battaglia, visto precipitare ver. o S . Salvatore. Anche nel settore della 3a Armata l'auività aerea . i fece sempre più . ignificativa con iJ pa are delle ore e il migliorare delle condiLioni atmosferiche. Le quadriglie dell'armata conteggiarono 77 sortite, per la maggior parte a upporto dell'azione delle forze di terrn , con 8 ~ort.ite per serviLio d ' artiglieria, 6 di ricognizione ui punti di attraver amento e sulle loro vie d'accesso, 3 di collegamento con la fanteria , 16 di attacco al suolo per i ricognitori, 44 per crociera , corta e mitragliamento per i caccia. Il baricentro <lell'aLione fu tra S. Donà. Ponte di Piave, Zen ,on e Fos alta , dove più accanita era la lolla e dove . dopo le 17. intervennero anche 18 cacci.a della RAF. sparando 2.300 colpi di mitragliatrice e lanciando 700 chilogrammi di bom~. 15 della 6'' Annata e. in due ondate ucce s ive. alle J 7 e alle 20, non meno <li 50 velivoli della massa da caccia, uddivisi in 11 pattuglie di tre o quattro velivoli . La massa da caccia effettuò anche 16 pattuglie per servizio di crociera. aggiungendo co. ì 44 sortite alle 50 dedicate all'attacco al suolo, e i ·uoi piloti rivendicarono quattro vittorie aeree ". Piccio tentò poi . ena fortuna di incrementare il bottino con il (lrachen a sud di Odert0: l'impianto lanciarazzi non funzionò e la mitragliatrice si inceppò dopo pochi colpi mentre il pallone veniva ahba~sato in tutta fre tta e l'ufficiale os-.cr a tore i affidava al paracadute. L' Ispettore delle Squadriglie da Caccia poteva

Visione ot>reo di Fmsalta di Pim·,, dopo il pe:.wlle bombardamellfo di cui sono rilibili xli effelli sul 1erre110 (AUSSMM


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comunque essere soddisfatto del rendimento della sue squadriglie. L' unica nota negativa era il mancato rientro del capitano Francesco Fassi dell'821.1 Squadriglia da un'azione di mitragliamento su Zenson 14 • Nel pomeriggio del 18 giugno i Caproni intervennero per tre volte sul fronte della 3" Annata. I primi ad entrare in azione furono cinque Ca 3 e un Ca 5 dell 'XT Gruppo decollati da Verona alle 15 .35 con l'ordine di battere le forze avversarie nella zona di S . Donà. Due Ca 3 rientrarono prima ancora di arrivare su Treviso. per problemi tecnici o per aver smarrito la rotta tra le nuvole , ma gli altri homhardieri portarono a termine il loro compito. Ne sun incontro con la caccia avversaria e anche il tiro contraereo, pur molto vivace, causò danni di poco conto)5 • La quota era una protezione sufficiente nei confronti delle armj leggere ma non facilitava la ricerca del bcrsagJio e il puntamento, ragion per cui gli allacchi dei Caproni risultavano meno efficaci delJ 'azione a volo radente dei caccia e dei ricognitori . Mentre i velivoli dcll 'Xl Gruppo rientravano alle 18, 10 a Verona. era già in corso la prima delle due azioni affidate ai gruppi IV e XIV, in aderenza ad un ordine di operazione che li chiamava ad attaccare concentramenti di truppe e materiali sulla sponda sinistra, a Ponte di Piave e a Zen ·on, prima alle 17 e poi alle 20, facendo sempre affidamento sulla protezione indiretta delle pattuglie di caccia presenti in zona 16 • Il primo dei due interventi vide 11 Ca 3 del IV Gruppo accompagnati da IO SVA dell'87a Slluadriglia lanciare 3.740 chilogrammi di bombe sulla zona di Ponte di Piave e 10 Ca 3 del XTV hauere la zona di 2.cnson con 3 .500 chilogrammi di alto esplosivo. Alle 20 le due azioni furono ripetute come previsto, rispenjvamente da 8 velivoli del TV e da 7 del XIV, sganciando complessivamente altri 4.960 chilogrammi di hombe. TI tiro contraereo, rabbioso e ben diretto, danneggiò seriamente il velivolo del tenente colonnello Ernesto La Porta e del maggiore Fernando Bonazzi e ne ferl al bmccio dc. tro l'osservatore. tenente SimoninP7 • La relazjone sottolinea come i bombardieri fossero arrivati in fonnazionc serrata sui loro obiettivi attraverso hanchi di nuvole e cortine di foschia, e riporta che gli equipaggi notarono il tentativo di riattivare il ponte di Ponte di Piave e un ponte di barche in funzione a . ud di Salgareda, ma poco dice dei risultati del bombardamenlo. Questi c.Jel resto non dovettero essere rilevanti se, come riportato da Piccio nella sua relazione giornaliera. i bombardieri si tennero davvero troppo alti, aJ di soprn dei banchi di nuvole, mandando un buon numero di bombe a scoppiare vicino a S. Andrea di Barbarano, sul greto del fiume o nei campi ad est di Ponte di Piave, lontano c.Jai hersagli di interesse.

Il giorno della svolta li miglioramento annunciato nella serata del I 8 giugno si concretizzò il mattino del 19. quando il cielo finalmente sereno parve quasi u voler favorire la prevista controffen. iva italiana. Nel settore del1'811 Armata l'inizio dell'azione era stato fis-


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salo per le ore 15 , con il concorso di tuui i mezzi aerei dell'armata e di quelli a dispo. izione del Comando Supremo e delle armate 4• e 6". Prima di quell'orn però furono ancora i ponti a caJamjLare l'atlenzione. I dicci ricognitori del XIX Gruppo impegnati in uccessione a lenere sotto controlJo la regione del Montello rihadin>no l'assenza di passerelle sul Piave in quel settore e oltanto dopo le 15 , quando la piena aveva ormai perso molto della sua forza , segnalarono l'inizio della costru~ione di un ponte di barche ancora una volta nei prc i di Villa Jacur. Alla slessa ora fu aggiustato il tjro sulla riva del fiume , tra Villa Jacur e Casa Mercadelli , e sulle posizioni del Montello, per poi dirigere tra le 18 e le 19 il tiro delle batterie deU'Vlll Corpo d'Armata sul ponte in co truzjone , ben presto colpito alla testata sinistra e trdvolto dalla corrente. Non era ancom finita: alle 19 venne individuata poco più a monte un ·a1tra passcrclJa in costrurione e furono scorti parecchi barconi raccolti pres. o la riva sinistra, il che significava che con il favore dell'oscurità l'avver ·ario avrehhe cercato di ripristinare il passaggio. Alle 15 era intanto iniziata la controffensiva e nelle due ore seguenti i ricognitori del XIX Gruppo portarono a termine 11 sortite per anacco al suolo e il XV ne esegul altre 27. 7 con i ricognitori e 20 con i caccia". L·efficacia di questi attacchi. portati <la pattuglie di tre o quanro velivoli. fu confermata da quanti ebbero modo di os crvarli e ad azione ancora in corso iJ comandante del XXIJ Corpo d'Armata. tenente generale Vaccari , telefonò al comando d 'aeronautica d'armala per far pervenire la ua approvazione agli aviatori e sottolineare rentusia ·mo che il loro intervento suscitava tra le Lruppe 19 • Meno successo ehhero le 4 sortite di collegamento con la fanteria. Gli osserva-

Frascl1ini V4B da 150 cv con ,quipaggin di qullnrrJ uomini: due pi/oli, un osservatore e u,r mi1rc1gliere (AUSSMA )


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tori della 24a Squadriglia non poterono individuare con preci ione la linea raggiunta dalle truppe, sia per la lilla vegeta,ione , sia perché i fanti . nella concitazione dell'azione, non esposero i segnali regolamentari. Furono però in grado di eguirc l'andamento generale del tiro dell'artiglieria e informarne i comandi di divi ione con una dozzina di messaggi lanciati sui po~ti di raccolta. Tra le 18,30 e le .19 l' ultimo S.P.3 della 233 di turno su l Mo nte llo fu attaccato da uno dei pochi caccia avversari che que l giorno passarono le linee eco treno ad un rovino ·o atterraggio d'emergenza . I velivoli a lrave di coda si dimostravano una volta di più inesorabilmente superali , ma il fauo che il caccia crociato di nero fo · e abbattuto a monte di Nervesa dal sergente Co<leghini della 78° Squadriglia era la riprova della superiorità dell'av iazione italiana . Del resto g li aviatori au tro-ungarici. pur più attivi del giorno prima con un centinaio di sortite , si tennero prevalenLemente suJla sinistra del Piave la. ciancio l' ini1.iativa agli italiani . In una giornata in cui le ·quadrig lie dell'annata effettuarono complessivamente 110 ·ortite. aggiungendo le 79 del XV Gruppo alle 3 1 del XIK11\ i suoi cacciatori rivendicarono una seconda vittoria con il tenente Alberto Moresco , pure della 78". Nel cruciale settore del Montello fu indiriuata anche l'a1.ione delle squadriglie de lla 4.l Annata. c he in due ondate a sicurarono un contributo di 76 sortite per mitragliamento e bombardamento, di quelle della 63 • con 40, degli aviatori britannici, con 21. e d i quelli francesi . con 14 11 • La RA r concor e anche alle crociere sul Piave con una quota de lle sue 62 ·ortite di caccia libera. otte nendo su Ces alto e Trevi ·o due dei dicc i abbauimenti reclamati nella giornata. Le ripenJtc missioni di attacco a l -.uolo portarono nuovamente gli equipaggi ad espof'i al fuoco delle anni leggere , con la con ·eguenza c he diversi velivoli riportarono danni più o meno . eri, ma si rivelarono ancora una volta più efficaci degli attacchi dei trimotori dei gruppi IV, xrv e Xl intervenuti nel pomeriggio.vero le 15, e in ·erata, verso le 20 . Nelle d ue a/.ioni , la prima condona da 19 velivoli , la seconda da 15, i Caproni sganciarono tra Faliè e Casa dei Fa veri 412 ordigni, p.iri a 11 .140 chilogrammi , in bombardamenti che si polrebhero definire d'area e c he valsero ad accentuare la pressione in corrisponden,.a dei punti di passaggio ·ul fiume e delle zone di radunata dei rincalzi . Tra i cinque velivoli dell'XI Gruppo decollati dal campo di Verona alle 13.30 e rientrati a lle 16,20 vi era ancora una volta un Ca 5, in un aJtro momento di que lla che può es. ere considemta una ·orta di sperimentazione operntiva~2 • fnfine , sempre nel settore de l Monte llo, una pattuglia ddl'8 IJ Squadriglia della 4" Armata , composta dal tenente Baracchini . dal sergente Corti e dal sergente Genta, attaccò in successione due drachcn davanti a Nervcsa e prcs. o Cimadolmo. incendiando il primo e costringendo il ·ccondo ad abbassarsi. e altre puntate di caccia ottennero lo stesso risultato nei confronti di almeno altri quallro palloni frenati, me ·si co l nell'impossi bilità di eseguire il loro mandalo . Più a valle le squadriglie della 3" Armata svilupparono un ·aui vità altrettanto


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intensa. Le relazioni della giornata riportano per gli aviatori dei gruppi I, V e XIH un totale di 106 sortite delle quali 74 per bombardamento e mitragliamento, conteggiando tra queste anche le 51 dei cacciatori della 77° Squadriglia, con 12.000 colpi di mitragliatrice sparati e 330 bombe lanciate, IO di ricognizione fologrnfica e a vista, 8 di collegamento con la fanteria e 14 di osservazione e direzione tiro. Su un terreno pianeggiante e fortemente compartimentato come quello del basso Piave il servizio d 'artiglieria e quello di fanteria ernno oltremcxlo importanti, ma di questo si rendeva conto anche l'avversario con le inevitabili conseguenze. U 18 giugno il SAML S 31 IO della 3ga Squadriglia (pilota tenente Carlo Savini, osservatore tenente Mario Behramolli) fu abbattuto pre. so Villa Premuda durante una missione di osservatione del tiro, e quello stesso pomeriggio, alle 14.30. venne incendiato il pallone della 553 Sezione da Fortezza sul litorale del Cavallino~'. Di contro i cacciatori della 7T., Squadrigl.ia in nove combattimenti rivendicarono almeno una vittoria, ottenuta alle .11,25 dal capitano Filippo Serafini e dal tenente Giulio Sambonet nei pres. i di Monastier. [I 19 giugno la massa da caccia. forte di 11 2 velivoli. dei quali 89 efficienti. e di 89 piJoti , fu impegnata soprattutto nell'appoggio ravvicinato ai reparti dell'8" Armata pur continuando ad a"sicurare una adeguata copertura aerea nel ciclo della hauaglia. Dc1Jc ortite di ttuel giorno oltre la metà , 74 su 138, fu infatti dedicata al servizio di crociera , eseguito con pattuglie di due o tre velivoli, e 9 al cosiddello "servizio di caccia", in occasione degli allarmi che interessarono le c ittà di Treviso e di Mc tre. La ·carsa aggressività dell ' aviazione austro-ungarica portò ad un solo combattimento, e in un settore relativamente lontano dal teatro principale dell 'azione . Alle 7 .45 una pattuglia della 75" Squadriglia, capitano Bosio, tenente Oanieli, caporale Spuri , attaccò un ricognitore a 3.800 metri sul M. Cismon facendolo precipitare apparentemente fuori controllo. Le 55 sortite di attacco al suolo, concentrate nel pomeriggio in concomitanza con il contranacco de ll'Ha Armata, furono eseguite ad ondate successive da pattuglie di tre o quattro velivoli che contro le truppe attestate ul Montello sparnrono 19.200 colpi di mitrag liatrice e lanciarono 37 bombe di piccolo calibro con un forte impatto materiale e morale. Un solo velivolo non rientrò da queste azioni ma era una perdita quanto mai doloro. a, come un incredulo Piccio avrebbe scritto nella relazione giornalieraM: " Il maggiore Baracca non è rientrato da un volo. Il pilota che lo

seguiva ritiene che sia precipitato in fiamme . Spero ancora che la dolorosa n01izia non corrisponda a verità. Ho inviato ad as.m mere notizie." La confenna sarebbe purtroppo arrivata di lì a poche ore. Alzatosi in volo per un'ultima azione di mitragliamento alle 19. al termine di una giornata molto durn e impegnativa in cui come sempre si era prodigato al massimo insieme ai suoi uomini , il maggiore Francesco Baracca della 91 " Squadriglia, asso degli as. i della caccia italiana con 34 vittorie. era stato pre ·umibilmente abbattuto da quella fanleria d1c slava attaccando con tanta determjnazione0 : "Si crede caduto in fiamme per colpo incendiario da terra" .


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li riflusso della marea Con l'iniziativa ormai in pugno. il Regio Esercito si predispose a mantenere alta la pressione. Nella notte su l 20 furono diramati gli ordini per un ' immediata ripresa dell'offensiva e all 'S• Annata fu confermato che avrebbe potuto contare ul concorso dei meni aerei del Comando Supremo e delle armate 4• e 6a. L1 pioggia del mattino non ostacolò più di tanto l'attività dei ricognitori, chiamali ad accertare la situ.uione sul terreno prima che veni~se dato il via all'a1,ione. Il XIX Gruppo ini~iò già all'alba ad alternare i suoi vdivoli ~ul Piave, e aJle 6.15 arrivò la prima segnal.uione, ancora una volta relativa alla passerella di Villa Jacur, già tre volle interrolla dall'artiglieria e dalla foral delle acque . Nuovamente ripristinata era ora co lituita da due traili di ouo o dieci barconi. come avrebbe confermalo il tenente Antonio Locatelli dell'87a Squadriglia, decollato alle 7 ,45 da San Pdagio per una ricognizione fotografica e a vi. ta che lo vide seguire il corso del Piave ad una quota compre a tra i 1.000 e i 1.400 metri . Oltre al ponte di Villa Jacur, e a quella che sembrava una teleferica impiantata poco ad e. l di Nervesa. Locatelli rientrando alle IO ne segnalò un altro in co truzionc a sud di Borgo del Molino. dove si era abbassato a 200 metri per mitragliare i pontieri al lavoro. uno interrouo a S . Andrea e uno appena riattalo a Salgareda, dove era in funzione anche una passerella, e ancora una passerella a Zenson , un ponte e una passerella a . Osvaldo. un ponte a nord-ovest di S . Donà. Più a valle , dei due ponti presso Condè non re ·tavano che dei tronconi mentre enmo efficienti le due passerelle nei pressi di apo Sile. Alle 8.30 l'artiglieria iniziò il tiro d'aggiustamento sul ponte di Villa Jacur. ripetuto tra le 10,30 e le 11,30 sempre con l'ausilio dell'aeroplano , e la stes~a zona. nonostante la pioggia e le nubi basse. fu bombardata verso le 10 da 7 Caproni del IV Gruppo e da 6 del XJV che vi sganciarono 70 ordigni da 162 mm. pari a 3.890 chilogrammi di bombc41'. Durante questa azione. la prima alla quale presero parte al uni piloti statunitensi adde. trati a Foggia~' almeno una homha colpì effellivamcnte il ponte e poco dopo non fu da meno l'artiglieria, con il risultato che verso le 15 uno SVA della 4• Sezione poté documentare fotograficamente che il tratto orientale era interrotto. Alle 18 il pa aggio era però riallivato e un altro ponte era in co truzione un centinaio di metri più a valle. Venne quindi ripreso il tiro di distruzione. banendo allo stesso tempo la zona con proiettili a hrapnel per impedirne l'attrnversamenlo. Mentre il XIX Gruppo bi concentrava sul "servizio di corpo d'armata", con 9 sortite per servizio d'aniglicria e 2 per M:rvizio di fanteria, il XV, oltre a concorrere al servizio di fanteria con 2 ,;onite d--lla 139" Squadriglia, tenne sotto controllo le linee di comunic.uione d •ll'avvcrsario nel contesto del "serviiio d'annata". Fu così che verso le 7, nella prima di 14 ~ortite. venne o ·servato un insolito movimento di treni nella stai ione di on ·gliano e fu notalo un non meno vivace traffico di autocarri sulla strn<la Concgliano-Su~q:ana. Era un chiaro indizio del tentativo di far affluire uomini e mezzi !.Ul teatro ddl.1 lolla e il coman-


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do d'armata chjesc che quel terminaJe ferroviario fosse attaccato quanto prima. L'ordine fu impartito ai gruppi IV e XIV, chiamati a far decollare alle 13 sei velivoli ognuno, riunendoli in un ' unica formazione da affidare alla scorta di venti caccia del XllJ Gruppo con i quaJi l'appuntamento erc1 fissato sulla verticale del campo di Marcon. Di lì i Caproni, per Treviso e il Ponte della Priula, avrebbero dovuto portarsi a nord di Conegliano per eseguire il bombardamento con rotta da nordove t a sud-e t, ponendo la massima attenzione nel non colpire l' abitato... Il tempo ·u Padova si mise però al brutto proprio verso l'ora fissata per la partenza e la sequenza dei decolli poté avere inizio soltanto alle 17 . I banchj di nubi lungo la rotta scompaginarono poi la formazione e l'azione si risolse in un netto fallimento 19 • La maggior parte dei trimotori sganciò le bombe su località imprecisate della sponda sini. tra del Piave, più per liberarsene che per colpire un qualche bersaglio, rientrando alla spicciolata sotto il tcmporaJe, un Ca 3 del XJV Gruppo riportò addirittura al campo il suo carico di esplosivo, due del JV atterrarono per panme motore a Quinto di Treviso e a Marcon, e in modo ancorn peggiore si concluse la sortita del Ca 2314 della 23 Squadriglia. Già penaJizzato dal funzionamento irregolare del motore sinistro, dopo aver sganciato sui trincemmenti della riva sinistra le sue bombe il velivolo entrò improvvisamente in vite a causa del difettoso comportamento dei comandi di volo accentuato dallo scarso alliatamcnto Ira il pilola di destra , tenente Eugenio Pasquina, e il pilota di sinistra, tenente Clarence M. Young delre ·ercito degli Stati Uniti , arrivato in squadriglia da meno di ventiquattro ore. La vertiginosa caduta del trimotore da 2.500 metri fu miracolosamente arrestata dagli sfoni di Pa~uina ad appena 150 metri da terra, ma subito dopo il Caproni tornò ad avvitarsi e per evitare il peggio i suoi piloti lo portarono con una breve planata a posarsi sul greto del Piave, presso Cà dei Pescatori. L'equipaggio. che comprendeva anche l'o scrvatore tenente Silvio Tedesco e il mitragliere . oldato Secondo Passio, dopo aver cercato di dare alle fiamme il velivolo, poi di. trullo dall'artiglieria italiana, fu fatto prigioniero mentre tentava di pas are il fiume,..'. I ricognitori del Xl.X Gruppo non limitarono la loro attività di osservazione ai pur vitali punti di pa saggio e seguirono attentamente anche i movimenti sulla riva destra, dove verso le 9 fu segnalato molto carreggio a ridosso del Montello. Nelle successive azioni offensive l'aeronautica dell '8a Armala fu presente con tre ricognitori del XlX. altrettanti del XV e quattro caccia della 7ga, che . pararono su questi bersagli e sulle truppe di rincalzo ammassate lungo la pedemontana del Montello e la strada di Campagnole di Sotto 2.500 colpi di mitragliatrice, lanciando anche 95 grdOate sferiche da 10 cm , ma hen maggiore tu l' impatto delle squadriglie delJe aJtre armate e della massa da caccia)•. Nonostante le difficili condizioni atmosferiche e la scarsa visibilità del mattino, quelle della 4a Armata totalizzarono in due interventi successivi, tra il Montello e Fai~, 88 sortite, 47 con i ricognitori e 41 con i caccia, e quelle delJa 68 lanciarono 16 caccia in azioni di mitra-


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gliamento trn Nervesa, Ponte della Priula e Cimadolmo mentre 20 velivoli britannici attaccarono truppe e carreggio tra Collalto. Moriago, f'alzè e Villa Jacur con 4.350 colpi di mitrdgliatrice e 1.900 chilogrammi di bombe. l cacciatori della RAF conlrihuirono anche al servizio di crociern con 15 pattuglie, abbattendo un velivolo avversario sul Montello e perdendone uno dei loro. Quanto alla massa da caccia, effettuò 25 ·ortite di mitragliamento. con sci pattuglie di quattro o cinque velivoli, ·u obiettivi di volta in volta indicati dal comando d'annata, assicurò il servizio di crociera nel cielo della battaglia con 22 pattuglie, per 68 . ortite complessive, e fece decollare 5 pattuglie, pari ad altre 15 sortite. con compiti di interceuazione, con uno sforzo tanto più necessario in un giorno in cui l'aviazione au tro-ungarica tornò a farsi viva in for,.e 52 • Nei numerosi combattimenti aerei i cacciatori della Duplice Monarchia non riuscirono peraltro a rovesciare la situuione, avendo genernlmente la peggio. Alle J0,45 il capitano Mario Omizzolo della 72" Squadriglia, mentre incrociava a 2.400 metri nel ciclo di Pieve di Soligo, piombò di sorpresa su un pauuglione di otto velivoli che i apprestava ad attaccare un ricognitore italiano e ne scompaginò la formazione mettendoli in fuga . Tanta determimuione e aggressività gli valsero il plauso di Piccio che quel giorno ebbe parole di lode anche per il tenente Giovambattista Toffoletti e il sergente Antonio Reali . Questi due piloti della 79" Squadriglia erano di pattuglia sul Montello quando alle 18.35 avvistarono alla quota di 1.500 metri una pattuglia di caccia in avvicinamento. Senza esitare si portarono all'attacco e in un . errato comballimento, in cui sfruttarono alla perfezione il vantaggio di quota , la dispersero rivendicando tre vittorie: una Toffoletti, nelle vicinanze di Susegana, due Reali, a nord della stessa località e presso Canareggio. Non minore ardimento avevano djmostn.lto in precedenza il tenente Giacomo Brenta e il sergente Ore. te Codeghini della 783 che alle 10,45 avevano attaccato una gro .. a pattuglia di almeno quindici velivoli e ne avevano abbattuti due, uno su Nerve. a, l'altro poco più a nord . Nell'arco temporale individuato da questi combattimenti e nello stes o settore del fronte, a testimonianza di quanto fosse accanita la lotta sul Montello, furono rivendicate altre cinque viuorie. Alle 11 aprirono la serie due piloti della 78a, il caporale Lino Gandini . che ne reclamò una su Vina Jacur. e il sergente Cosimo Rennella, che abbatté in successione due avversari, il primo presso Casa Campagnole, il secondo pre o Sorgente dei Frati . Fu quindi la volta del sergente Carlo Corti dell' 818. pronto a restituire la pariglia al caccia che pochi istanti prima aveva abbattuto in fiamme oltre il Piave il SIA7B N.5964 della 36a SquadrigJia, pilotato dal sergente Pietro Pale a con osservatore il tenente Giovanni Solinghi , e a chiudere la sequenza fu un SIA78 della 22·' (4a Annata). Il capitano Ettore Lodi e il sergente Alfio Leporc si sbarazzarono in folli nei pressi di Cru eina Boero del caccia che li aveva assaliti durante un ·azione di mitragliamento. Sempre sul Montello andò poi perduto l' Hanriot Hd N.605 d ·I sergente Antonio Nava dell '8 I" Squadriglia, e all'elenco dei caduti si sarebbe aggiunlo l'indomani il sol-


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Lolenente Ugo Capitanio della 7~' (X Gruppo). Gravemente ferito durnnte un riuscilo attacco ad un drachen , con straordinaria forza d'animo aveva riportato il suo velivolo sul campo di Gazzo, ma estratto dall ' abitacolo sarebbe morto dopo qualche ora. Sul fronte della J·' Armata il maresciallo Ernesto Cabruna della 77" Squadriglia, il sergente Rodolfo Piermattei e il caporale Ottavio Sottani della S<r riferirono di aver ahhalluto un velivolo austro-ungarico alle 8.25 del mattino , nei pressi di S . Donà. Era una delle prime pattuglie per servizio di crociern di una giornata che avrebbe visto l' attività degli aviatori dell'armata del Duca d'Aosta concretiu,arsi in 55 sortite, delle quali 37 per caccia, crociera e scorta, 9 per servizio d'artiglieria, I per ricognjzione, 5 di collegamento con la fanteria e solo 3 di attacco al suolo. con 3 .800 colpi di mitragliatrice sparnti e 35 bombe lanciale. L'intensità dell 'azione fu dunque meno forte che ul Montello, dove del resto nel pomeriggio la tensione si sarebbe allentata. Poco dopo mezzogiorno infatti il comando dell ' R0 Armata informò il comando d 'aeronautica di aver impartito alle truppe l'ordine di rafforzarsi ullc po izioni n1ggiunte . chiedendo agli aviatori di continuare l' attività di sorveglianza e di coadiuvare i comandi nell'accertamento delle nuove linee avanzate. Il calare della notte diede respiro ai genieri au tro- ungaric i con il risulrnto cht' , malgrado il tiro di di. turbo dell ' artiglieria, alle prime luci del mattino il ponlc di Villa Jacur era di nuovo in piena efficienza , mentre altre due passerelle er.mo in costruzione a nord-ove. t della foce del Soligo e davanti a Boaria del Magau.ino. Que. te notizie , riferite dal primo ricognitore di turno del XIX Gruppo, furono confermate alle 6 . quando vennero anche segnalati traghetti in funzione davanti a FalLè e forti reparti in marcia da Chiesola ver o que ·ta stessa località. Alle IO la situazione fu documentata fotograficamente da un SAML della 1183 Squadriglia prima che veni sse iniziato l'aggiustamento del tiro a favore dell'artiglieria dell'V III Corpo d ' Armata. li XIX Gruppo continuò in que ·ta azione per huona parte del pomeriggio ma in serata, al termine dell'ultima delle 9 sortite di osservazione del tiro di quel giorno. il ponte era ancora in efficien1.a. Per il collegamento con la fanteria , in uno scenario in cui le posizioni sul terreno erano tutt ' altro che definite , avevano intanto e. eguito 5 sortite i SlA 78 della 3a Sezione della 24" Squadriglia e 2 i Pomilio della 139". Quattro delle sortite della 24• furono effettuate nel pomeriggio, nel tentativo di accertare la situazione di un battaglione del 111 4 Reggimento Fanteria apparentemente asserragliato nel caseggiato di Villa Berti , a sud di Nerve. a. Le chiamate fatte con le fumate regolamentari non ottennero però risposta, anche se uno degli osservatori riferì di aver vist.o un esile filo di fumo salire da un angolo del parco". Come nei giorni precedenti , le vie di comunicazione e le zone di raccolta ·ulla sinistra del Piave furono affidale alla sorveglianza dei velivoli del XV Gruppo che a questo compito dedicarono 11 sortite rilevando già nella mattinata un intenso trnffico nei due scn i sulla stmda Conegliano-Susegana e una certa animazione sulle


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strade da Susegana verso Casa Mercadelli e Villa Jacur. Nel. pomeriggio anche sulle strade dclJa valle del Soligo, per quanto accuratamente maschernte, furono scoperti parecchi autocarri diretti. da Pieve di Soligo e Pieve del Trevisan verso Chie ·ola, ma a destare preoccupazione ern ·oprattutto l'entità del traffico nel la stazione di Conegliano. Per limitare l'attività di que ·to scalo ferroviario , di fondamentale importanza per I" aHmentazione del fronte del Piave, furono messi in preallanne i gruppi IV e XIV ma il loro intervento fu impedito da un nuovo peggiornmento del tem~. L' attacco al suolo sul fronte dell'8a Annata fu compilo precipuo del XV Gruppo che in momenti successivi vi impegnò IO caccia e 3 ricognitori'\ ancora una volta con il concorso delle squadriglie da caccia delle annate 4u e 6a che eseguirono tra Conegliano e Monlehelluna una serie di azioni di mitragliamento. A conferma di una significativa diminuzione dell'intensità dei combattimenti queste operazioni impegnarono le squadriglie in mi. ura minore dei giorni precedenti , e portata più ridotta ebbe pure l'azione dei reparti della RoyaJ Air Force~ e delJa massa da caccia, che tra le 16 e le 16.30 effettuò tre pattuglie per mitragliamento sulla strada

Il ponte di Villa Jarur. Fnto .franata alle ore J(JJX) del 20 Ril,1:1111 /CJ/8 dal 7,•11('11/c• Amm,io Loc:atelli della 87- sq1wlri,:lio SVA . li ponte è interrotto. spe-.;:pto dal/,• 1>0111/w 11111 i hwnmi pr<'.v.m la rim lasrim10 intendere r he i genil'ri austm-1111garià ,'ii pn'JKJra110 a ri1,ri.\li11t1n• il /Nt,.\tlg,:io (AUSSMA)


Villa Jacur-Casa Mina, per 15 sortite totalP7 • Come il 20 giugno l' aviazione austroungarica fu pre ente sul Piave soprallullo con pauuglie di caccia in crociera di protezione e data l'aggressività dei cacciatori italiani e britannici non mancarono i combattimenti. In 52 sortite la RAF rivendicò quattro vittorie , tre su Motta di Livcnza e una sul Montello, e cinque, delle quali tre confermate se ne aggiudicarono le squadriglie della massa da caccia. Il sergente Giovanni Dc Matteis della 12• Squadriglia aprì la serie alle 11.45. nel cielo di Molla di Livenza, senza pernltro veder ·i confennalo il velivolo abbattuto nei pressi di quel campo di aviazione, poi un lungo intervaJlo fino alle ultime luci del giorno quando. contando forse ·u un allentamento della sorveglianza, alcuni ricognitori austro-ungarici si portarono sulla destrn del Piave. Fuco. ì che alle 19,45 una pattuglia della 7'1" Squadriglia, tenente Giovambaui. ta Toffoletti, sergenti Antonio Reali e Marziale Cerulli , , orprese tre biposto ad appena 400 metri di quota sul Montello. Il primo fu subito abbattuto in fiamme tra Susegana e Ponte della Priula, il secondo fu mandato a frncassarsi al suolo presso S. Lucia e il terzo, il olo non confennato. venne visto scendere nei pres. i della stessa località. Pochi minuti dopo , a 5 .000 metri nel cielo di Nervesa, i tenenti Scaroni e Buzio attaccarono un Albatros che Scaroni abhatlè in fiamme a sud di Mandre. Per i comandi austro-ungarici rimaneva impo.. ihile costruire un quadro prcc i~o della situazione ul terreno, e questo anche perché neppure i drachen avevano vita facile . Gli aviatori italiani e britannici continuavano a dare la caccia ai palloni frenati, contribuendo ad accecare i comandi avversari e a rallentarne il proces o decisionale. Nella giornata , se il sergente Nardini della 91 :• Squadriglia riuscì solo a far abbassare quello di Conegliano, il tenente Baracchini dell ' 8l 11 incendiò il dmchen di Col S. Manino e un altro , sorpre. o presso Ceggia alle prime luci del mattino, fu distrutto a colpi di mitragliatrice dal maresciallo Cabruna e dal sottotenente Pietro Molino della 77•. Sul has. o Piave si registrarono quel giorno soltanto 58 sortite, 36 per servizio di crociera, IO per servizio d 'artiglieria, sempre fondamentale in una pianura dove mancavano gli osservatori naturali, 6 per ricognizioni fotografiche e a vista e altrettante per anacco al suolo, con 2 .137 colpi sparati e 28 bombe lanciate. Un SIA 7B della 28a Squadriglia si sfasciò in anerrdggio aggiungendosi ai due velivoli persi quel giorno sul fronte del Piave dall'8" Armala: un SAML della 118.. Squadriglia, cappouato in atterraggio, e un S.P.3 della 23°, atterrato fuori campo per la rollura dell'elica~. Nessuna perdita in combattimento, a dimostrazione di una indiscussa superiorità. Nella nolle l'aviazione austro-ungarica , forse anche alla ricerca di una rivincita, fu attiva come non succedeva da tempo sui centri logistici e sui campi di aviazione nelle retrovie del Piave. Queste incursioni tennero per parecchie ore in alJarme Vicenza, Padova, Cittadella, Mestre e Treviso ma ebbero un effeuo materiale limitalo se non trascurabile"'. Di contro uno dei velivoli che avevano attaccato Istrana fu abbattuto dalla contraerea sulle Grave di Papadopoli e due Ca 3 della 1°


Squadriglia Silurnnli Aeree della Regia Marina misero a segno diverse bombe ·ulle due Le. tale del ponte di barche tra S. Donà e Musilem. Atralba del 22 giugno i monti erano ancora copcni da tìui banchi di nubi ma in pianura la . ituazione non era co ·ì proibiti.va e apriva la via al bombardamento del la tazione di Conegliano. I 13 Caproni, 8 del IV e 5 del XIV Gruppo, decollarono alle 6 alla volta di Marcon , dove er.1 fissato l'appuntamento con i 20 caccia di scorta. Dopo che . u Marcon un Ca 3 fu costretto ad invenirc la rolla per noie ai motori, gli altri, per Treviso e il Ponte della Priula, raggiunsero in formazione compatta l'obiettjvo su cui . ganciarono 24 granate Batignollcs, 2 granate-mina da 260 mm , 48 da 162 mm e 72 granale-torpedini dello ·tesso caJibro, per un totale di 4 .128 chilogrammi. Sulla ciuà non cadde alcuna bomba, con una precisione nel puntamento confermata dalle fotografie . Colpiti ripetutamente i fasci di binari, furono centrati l'edificio della stazione e un deposito di munizioni, espio o con un fragoro o boato e una enorme colonna di fumo . La caccia au ·tro-ungarica non apparve . ulla . cena e anche la reazione contraerea fu piuttosto debole, tanto che un solo bombardiere venne colpito con danni di poco conto(>!. Fu questa l'ultima azione dei Caproni durante la Battaglia del Solstizio, il pomeriggio dell'indomani un fone temporale avrebbe infattj frustrato il tentativo di tornare a colpire la stazione di Conegliano. Le batterie italiane continuavano intanto con immutata intensità l'azione di interdizione. I punti di passaggio davantj al Montello furono cercali con insistenza per tutta la noue e il ricognitore del XIX Gruppo che sorvolò la zona alle 5 ,30 del 22 giugno trovò interrotti sia il ponte di. Villa Jacur che la vicina passerella. Per impedirne il ripristino vi regolò nuovamente il tiro e così si conti nuò a fare per l'intern giornata, iniziando alle lOJO ad aggiu ·tare il tiro anche . ul ponte di Ca~a Mercadclli. Le fotografie scattale alle 16 da uno SVA della 4a Sezione confermarono l'interruzione di entrambi i pas. aggi e ancor.i impraticabili li avrebbe trovati alle 18.50 un SAML della 11 RuSquadriglia. nell'ultima delle 5 ortite per servizio d ' artiglieria effettuate dal XIX Gruppo. Nel tardo pomeriggio la 243 Squadriglia ponò ad 8 il totale del gruppo con le 3 sortite che a partire dalle 18 cercarono ancora di stabilire un collegamento con il battaglione accerchialo a Villa Berti. I palJonj-o servatorio dell'annata e i ricognitori del XV Gruppo nelle loro 9 ortite tennero sotto controllo le vie di comunicazione della sponda sinistra, in particolare i tratti ferroviari Conegliano-Sacile e Conegliano-Vittorio e le strade della piana di Semaglia e della zona di Susegana, richiamando sui pochi movimenti stradali il tiro dell'artjglieria pesante campale. Il livello di traffico em di gran lunga inferiore rispetto ai giorni precedenti e in questa s ituat.ionc. tenuto conto anche della stasi sul fronte, le aeronautiche d 'armata non eseguirono azioni di mitragliamento. compito che fu lasciato alla massa da caccia. In concomitanza con l'azjone dei Caproni , Piccio, per interdire il traffico . ulla stmdu Conegliano-Susegana. ordinò alle squadriglie 70", R21 , 721 • 75° e 76a di far trovart· ~u t1uella zona .ille 6.10. alla quota di 800 metri, una pattuglia di <.:inque veli voli le prime due. di tre le altre.


e alle squadriglie 79" e 91 • di assicurare la copertura in quota con due pattuglie di (IUattro velivoli in crociera a 3.000 metri . L'avversario non si faceva però più sorprendere allo scoperto e solo le pattuglie della 72"". della 75"' e della 76• trovarono dei hersagli~. Dal momento che le puntate offensive dei caccia non . uscitavano alcuna . ignificativa re.v.ione, i piloti ebbero l'ordine di tenere un atteggiamento ancora più aggressivo. Tutti avrebbero dovuto dotarsi sempre di granate . feriche da IO cm e tutti, al tennine del loro turno di crociera. avrebbero dovuto abbassarsi ad 800 metri per mitragliare qualunque obiettivo di po ibile intere se. Inoltre , in con iderazione del fatto che i drachen co, tituivano onnai il principale mezzo di osservazione dell'avversario, era fatto obbligo di attaccarli ogni qual volta se ne presentru se la po, SibilitàM. L'aviazione au tro-ungarica, qua i a sente nel corso della giornata, i presentò a tarda sera in forze ul Montello, ubito contrattaccata daJle pattuglie ancora in servizio di crociera. Nella confu a mischia che ne seguì. il sergente Reali avrebbe poi affermato di aver vi to cadere otto i suoi colpi ben quattro avversari, due nel ciclo di FaJzè e due di fronte a Nervesa . Le relazioni dell'l pettorato delle 'quadriglie da Caccia e del Comando Superiore di Aeronautica registrarono l'imprc~:i. prcl'i,an do però che ne~~um1 ddle (IUattru vittorie era confennata. Non di più poteva dil"!\i per le tre vittorie reclamate verso le 21 , sempre sul Montello. dal tenente Barncchini <le11'8 l '\ mentre fu subito confennato il velivolo abbattuto pre~so Villa Premu<la <la una pattuglia della tn• (6a Annata) compo. ta dai sergenti Giuseppt! Ma!,'lletti , France. co Ros. i e Augu. to Donadio. A fmnte di questa vittoria certa e di sette pre. unte, alle quali se ne aggiungeva un 'altra ad opera dei cacciatori britannici , ancora una volta al tennine della giornata non . i regi. travano perdite in combattimento. Sul fronte della 3a Armata il sergente Rachele Mori della 13 t• Squadriglia era tato ferito da un colpo da terra ma aveva completato la ricognizione e riportato regolarmente a terra il uo Pomilio. Null'altro da segnalare sul Piave, dove aJlc 49 ortite deUe squadriglie dell ' S· Armata i ommavano le 50 delle squadriglie della J•. per la maggior pane dedicate al servizio di crociera e di scorta64 • Un bipo to era invece andato perduto sul fronte della 6• Armata in un incidente che gettava un'ombra sinistra sull'affidabiJità di un velivolo già tanto discusso. li SLA 781 N.5998 del tenente Angelo Carusi e dell'osservatore tenente Frnncesco Fedele della 32• Squadriglia (VTI Gruppo), mentre sorvolava l'Altopiano di Asiago ad una quota <li circa 3 .000 metri, forse perché sballottato dal vento ern ·tato visto perdere prima l'aJa ·inistrn e subito dopo la de ·tni , precipitando lrn VaJle S . Felicita e Monte La Gusella. La commissione d ' inchie ·ta che ne i ·pezionò il relitto trovò speuate le lamiere di rinfort.0 degli attacchi aJari anteriori. segno evidente che gli interventi eseguiti per rimediare alla nota debolezza ·trutturale del SIA non ernno stati sufficienti . Nono. tante il tempo fo. se di nuovo incerto, il 23 giugno i ricognitori del XIX


Gruppo furono sulla scena già nel primo mattino. Davanti al Montello il ponte di Villa Jacur e quello di Casa Mercadelli erano entrambi interrotti e del secondo rimanevano soltanto un paio di barconi. Alle 13,30 fu accertato che non veniva più fatto alcun tentativo per riattivare ponti e pas erelle, mentre continuava la spola dei traghelli tnt il Montello e la zona di Falzè già segnalata dai palloni frenati . Contro i barconi impegnati nell'evacuazione della tesla di ponte ern stata subito diretta l'azione di due raggruppamenti d 'artiglieria e il tiro di interdizione sui punti di passaggio proseguì per tulla la giornata, venendo allungato nel pomeriggio con l'as ·istenza degli aerostieri sulle rotabili Semaglia-Pieve di Soligo, Semaglia-Posmon. S. SaJvatore-Susegana-Fal1.è e Susegana-Collaho. Tra le 12 e le 13,50 i tenenti Antonio LocateJli e Fnmcesco Ferra.rin della 8711 Squadriglia, scivolando sotto le nubi tra i 600 e i 900 metri di quota, dopo aver accertalo la scomparsa dei ponti e Ja presenza di molti barconi abbandonati tra Casa Mercadelli e VilJa Jacur si spinsero oltre le colline tra Pieve di Soligo e Susegana fino alla stazione di Conegliano. li traffico era molto scarso ovunque e anche l'artiglieria era poco attiva , a dimostrazione del fatto che la partila era ormai chiusa6' . Alle 17, con il tempo in rapido peggioramento, gli osservatori segnalarono che il Piave era di nuovo in crescita e soprattutto confermarono che più nessun movimento si notava sul fiume . Con i rottami che il Piave trnscinava verso il mare se ne andavano le ultime speranze di vittoria delJ' Austria-Ungheria. I ricognitori non impegnati nel servizio d ' artiglieria furono impiegati per seguire a bassa quota l'avan1_.ata delJe fanterie , con il ben noto effetto sul morale dei oldati che al loro passaggio sventolavano entusiasticamente i fazzoletti , e per azioni di bombardamento e mitragliamento ·ulla Valle del Soligo e tra Conegliano e Spre ·iano. Pochi però i bersagli di un qualche interesse a significare che l'avver ario aveva ormai completato il ripiegamento"". Scene analoghe venivano vissute sul basso Piave , dove con le forze au ·tro-ungariche in ritirata tutto il dispositivo della 3a Armata si era messo in movimento . I ricognitori del V Gruppo, mentre svolgevano servizio d ' artiglieria e di. fanteria. ·i affiancarono a quelli del I in ripetute azioni di mitrngliamento67 • Lungo tullo il fronte, e soprattutto davanti all'8a Armala , non mancò poi di intervenire la massa da caccia, in una giornata in cui l'attività dell 'aviazione i1_aliana non trovò alcun serio contrasto. Dopo una mattinata spesa in crociere di proiezione dal Brenta al mare. non appena arrivata la notizia della ritirata dell 'avversario dal Montello fu dato il via alle azioni di mitragliamento oltre il Piave eh' proseguirono fino alle 15, quando lo scatenarsi di un temporale impose una pausa for/~11a. e ripresero alle 18 , trovando peraltro pochi bersagli. Le strade S. Donà-Ccg.gia-Pontc di Piave-Oderzo erano descn.e e fu quindi annullata l' azjonc pianificati, 1x:r il lardo pomeriggio concentrando a Quinto di Treviso un fone nucleo di caccia1o11. Di versi furono ancora gli attacchi ai drachen , sen7.a peraltro alcun risultato se non tiucllo. comunque importante. di costringerli ad abbassarsi , e dai cacciatori delle acronau1il:he d'armata


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furono dichiarate quattro viuorie aeree. tre delle quali confennate al sergente Rcnnclla. della 78" Squadriglia, tra F.alzè e Barbisano, al Lenente Fucini, al sergente maggiore Antonio Chiri e al soldato Severino Venier. sempre della 78\ presso S. Michele. a nord-e t di Nervesa, e al sottotenente Michele Allasia della 5" Sezione SVA (3° Armata), non lontano da Fal,.è . Una quinta villoria venne reclamata dalla RAF e un se t.o velivolo fu costretto dalla contmerea ad atterrare sulla piazza d ' armi di Trevi o. L"aviazione italiana non ehhe a lamtmlare perdite ad opcm dell 'avversario ma due velivoli furono messi fuori uso da incidenti in atterraggio e la fragilità del SIA78 ebbe una trngica e definitiva conferma. Alle 1830 una formazione di 13 tra caccia e ricognitori delr8" Annata si alzò in volo per un 'ultima azione di mitragliamento contro i reparti in ritirata tra Pieve di Soligo e Barbi ano. Lungo la rotta le condizioni atmosferiche ~i fecero sempre più difficili. tanto da indurre qualche equipaggio a rientrare . gli altri , henché sballonati dalle raffiche di vento e tormentati dalla gnmdine negli ahitacoli scoperti, portarono a termine il compito ma sulla via del ritorno , nella forte turbolenza, gli attacchi alari del SIA 782 N.8420 della J" Sezione della 24" Squadriglia cedettero e il velivolo precipitò presso Sovilla. all'interno delle linee italiane. Nello schianto morirono il comandante del X I X Grnppo. capitano Ottorino Mutti, e il pi lota. aspirante Ga.,tone TedeM:hi . Il hiprn,lo ,u n,i tanto si era puntato fu immediatamente radiato.

Alcu11e co11sidera:io11i Una riflessione sul ruolo dell ' avi~ione italiana nella Battaglia del Sol tizio, dopo aver ripercorso gli eventi di quelle decisive giornale , può prendere punto dalle parole con cui si chiude la rela1.ione del Comando di Aeronautica dell'Sa Armataò'I: " ... /'m•ia:irme italiana affemuì ancora ww ,·olla la sua superiorità su qu,,IJa nemirn sin per la prepara"itme e orxani~.:a: ione sia per lo spirito elevatissimo e moltipliratore di energie del persmwle 11aviKa11te. I ponti, cardini principali dell 'a:io11e , 11011 lwmw consentito al nemico la marcia fondatrice che si era proposta. perché a,•iatori e llerostieri, te11e11doli sollo la loro assidua osservaz.io11e, unira pns.'iihile dopo lo sgombero dexti o.\ ser,•atori terrestri del Momello , li segnalarmw sempre nei loro varticolari e nella loro ubicazione alle nostre artiglierie ,dirixendovi rwmerosi tiri e concentramenti ." TI primo a. petto da mettere in rilievo è la conferma di una superiorità aerea che già da tempo le squadriglie italiane avevano saputo conquistare e che l'avversario tentò invano di annullare ne lle prime ore della battaglia. Il tentativo di acqui. ire un qualche grado di controllo dell'aria, di valenza temporanea e locale a copertum del forzamento del Piave. i esaurì nel corso della mattinata del I 5 giugno. Nei giorni successivi ravia7ionc austro-ungarica non riuscì più a riproporsi con la stessa forza e svo l ·e un ruolo marginale. come fu subito evidenziato dalle prime analisi 111 : "


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dal I 5 al 24 giugno l 'aviazione nemica è stata invece quasi completamente assente. Solo in rarissimi casi sono apparsi si11goli aerei nemici nel de/o della battaglia." Giocarono a favore degli avialori dell'lnte. a non solo e non Lanto le superiori prestazioni dei loro velivoli quanto la maggiore efficienza della struttura logi tica di supporto e la validità di un'organizzazione operativa che sfruttava al meglio l'esperienza maturnta e teneva conto delle indicazioni che venivano daJ fronte occidentale. È in questo senso che vanno lelle due decisioni fondamentaU. quella di creare una riserva di velivoli a cui attingere per tenere a numero la forza delle squadriglie e quella di costituire una mru sa da caccia quaJe massa di manovr.i da far pe ·are là dove fosse più necessario. Subito impiegata per riconquistare il controllo del cielo de11a battaglia, lo avrebbe poi mantenuto con un atteggiamento co ·tantemente aggre. sivo, proiettando le sue pattuglie oltre la linea del fronte per ingaggiare i cacciatori avversari sul loro territorio e impedire ai ricognitori di affacciarsi sulla scena. 1 concetti di impiego fissati nell 'lstrn:.ione provvisoria del 7 giugno Lrovarono piena attuazione durante la Battaglia del Solstizio, secondo un'impo. tazione coerente con i principi fondamentali della guerra aerea e con la natura ste.. a dell 'aviazione da caccia che, come scrisse Piccio, "deve ricercare il nemico e ovunque lo trovi impegnare combattimento e sconfiggerlo" . Conquistalo il dominio dell 'aria raviaLione italiana. con il concorso dei contingenti aUeati. fu in grndo di svolgere con grande efficacia il delicato servizio d'artiglieria. sfruttando al meglio un 'organizzazione ben collaudata e procedure ampiamente sperimentate per assistere le batterie nelJa loro azione di interdizione dei passaggi sul Piave. TI concorso del velivolo da o scrvazione si dimostrò in questa fase fondamentale, e non . olo per dirigere il tiro su ponti e passerelle, ma anche per la coslruzione di un quadro di situazione co tantcmente aggiornato. Fu que ·to uno dei fattori di superiorità di cui poterono godere i comandi italiani e a renderlo po. sibile in icmc ai ricognitori contribuirono i palloni-osservatorio , a loro volta in grado di fruttare al meglio la libertà d'azione assicurata dai cacciatori . Meno succes o, nonostante la cura con cui si era cercato di metterne a punto metodi e procedure, ebbe H servizio di. fanteria. Si trnttava del resto di un meccani. mo delicato il cui perfetto funzionamento veniva a dipendere da un insieme di fattori difticilmente controllabili. l tentativi di coUegarnenlo su l Montdlo nelle critiche giornate del 15 e del I 6 giugno non riuscirono perché i fanti no n rispo. ero aJle c hiamate e nello stesso settore, durante l'azione controffensiva del 19 giugno, fu impo ibile rilevare la linea raggiunta dalla fanteria a causa della folta vegetazione e dello scarso numero di segnali esposti . ln terreno più aperto e in cin.:ostanze diverse le co e andarono meglio, come il 16 giugno tra Croce e Gonfo con la Brigata Sassari. i cui reparti ·i sarebbero dimostrati nell'occasione tra i più attenti ci.ccutori '1elle direttive in materia per confermarsi tali il 20 giugno. durante il contrallacco sviluppato tra Cupo d ' Argine e Losson. A sottolineare il Livello di superiorità aerea ollenuto. i ricognitori e i caccia delle


squadriglie italiane, ancora in perfetta aderenza con il principio dell'impiego offensivo dell'arma aerea, svilupparono una consi ·tente attività di attacco al suolo. In que te azioni , che trovarono ampio spazio durante tutto l'arco della battaglia, ad e sere prese di mira furono non tanto le posizioni di prima linea quanto le zone di so ta e raccolta di rincalzi e rifornimenti e le vie di aJimentazione delle teste di ponte. Anche in que. lo cru o si tmllava dell'appHcazione di una delle lezioni che venivano dal fronte occidentale, con l'ottimizzazione di un tipo di impiego del mezzo aereo che era già stato attuato durante le grandi offensive del 1917. A tal riguardo è ignificativo che i principali interpreti di questo ruolo furono i caccia e i ricognitori. con l'utilizzo di un ordigno antipersonaJe appositamente studiato, quale la granata fcrica da 10 cm a frammentazione prestabilita, e procedure di impiego che ·i traducevano nel mitragliamento eseguito in linea di fila, a quote tipicamente compre e tra i 500 e gli 800 metri ma spesso proiettate ancora più in bas ·o. Ern un tipo di intervento che l'avversario aveva imparato a temere ma contro il quale non ern in grado di proporre una rL posta efficace se non quella di raccomandare alla fanteria di mantenere i nervi . aldi e di reagire con il fuoco di tutte le sue armi 71 • Meno immediato fu l'impatto sulle vicende della hallaglia clei homharclit~ri Capronj . Oltre ad es. ere penaliu.ati da un teuo di nubi ' J)CS o molto basso , i trimotori non potevano operare con le stesse modalità dei monopo to e dei biposto e non è certo un caso . e ottennero iI maggior succe · ·o con il bombardamento della stazione di Conegliano dcJ mattino dd 22 giugno . Era que ·to un impiego beo più adatto alle loro caratteri tiche, che si inquadrava perfettamente nel contesto di quell'azione di interdizione che già da tempo li vedeva impegnati a battere i terminali ferroviari della pianura. Sempre in relazione ai reparti da bombardamento va poi ricordato che la Battaglia del Solstizio vide entrare in azione alcuni piloti statunitensi . dando concretezza a quella che fu la più . ignificativa partecipazione degli Stati Uniti alle operazioni ul fronte italiano7~ . Dopo controaviazione, ricognizione e o scrvaLione. appoggio rc1vvicinato, interdizione del campo di banaglia, è infine da ricordare l'azione di "guerrn psicologica'' , o di " propaganda ·ul nemico" , che si concretizzò nel lancio di massicci quantitativi di manifestini e stampatj, secondo una preci. a . celta finaliz1.ata. ad allargare le crepe che cominciavano ad aprirsi nell'edificio delJa Duplice Monarchia . Con questi intenti il 4 giugno era stato ribadito che i. vertici dell'esercito annettevano una grande importan1.a a questo tipo di azione in un momento in cui il morale dell'avversario non poteva non risentire "delle violenti lolle politiche interne dalle quali è scosso l'Impero Austro-Ungarico" 1-' . Da qui la disposizione che i bombardamenti fossero sempre accompabrnati dal lancio di manifestini, secondo le indicazioni degli uffici infonnazione delle armate. Un aspeno che cattura inevitabilmente l'attenzione quando si passa ai bilaud conclusivi è quello delle perdite inflitte e subite. Senza addentrMSi in un'anali i di


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dettaglio, e limitandosi a scorrere i dati riportati dal Comando Superiore di Aeronautica nei rapporti riassuntivi giornalieri, daJ 15 al 23 giugno si hanno 71 vittorie rivendicate dagli aviatori italiani . delle quali 37 subito confermate, 26 dagli aviatori britannici e 2 dall'artiglieria contraerea. per un totale di 99 a cui vanno aggiunti 7 drachen74 • Gli stessi rapporti suggeriscono il numero di 9 per i velivoli perduti in combattimento, e di 3 per i drachen. Se il numero dei pallonj frenati è confermato daj dati proposti dalle relazioni dei repartj , quello dei velivoli può es ·ere portato sulle stesse basi a 12, considerando le macchine sfasciate in atterraggi di fortuna a causa dei danni subiti o del ferimento del pilota75 • Se poi si considenissem i velivoli rientrati ai loro campi con danni tali da non poter essere riparati il totale salirebbe ad una ventina. Nel complesso l'aviazione italiana seppe sfruttare nel migliore dei modi i fatlori di superiorità tecnici e organizzativi sui quali poteva contare e impo ·tare la sua azione secondo criteri in linea con i più recenti sviluppi delJa guem1 aerea. Conquistata la superiorità aerea, l'azione delle squadriglie venne ad essere coerentemente integrata nello sforzo complessivo del Regio Esercito, traducendosi in una forma riuscita ed efficace di aerocooperazione. Con riferimento al cosiddetto ciclo di Boyd e alle sue quauro fasi. Observe . Orie111, Decille e Act , l';wiazione italiana riuscì a garantire nel migliore dei modi l'esecuzione delle prime due , contribuendo al po. itivo completamento della tena e prendendo parte direttamente alla quarta , negando nel contempo all'avversario la po. sibilità di fare altreuanto. Se è vero che qualunque situazione di conflitto può essere descritta come il confronto di due cicli di Boyd, l'apporto dell'aviazione permise ai comandi italiani di velocizzare il proprio e ne) contempo dj ntllentare quello dell ' avversario fino ad impedirgli di proseguire Ja sua azione. Con questa chiave di letturn l'affermazione ottenuta sull'aviazione austro-ungarica appare ancora più netta di 4uanto non dica un confronto basato sul numero delle vittorie aeree. anch'esso peraltro indiscutibilmente e ampiamente favorevole . Bibliografia AA .VV.. I.A Grande Gurrra "'"" W/ 5- / 9 / 8, Rossato. Valdagno. 1''94. Armani A .. Sen:o Cozzar ninx:m , Impresa t::ditorialc Italiana , Milano. ~.i.d . Bompiani G .. Pn.1)0i.ili C ., ' "' ali d,dla gue" a, MonJaoori. Milano , 1935. D i Martino B .. Ali sullr trincee. Hirognidone umica e ourn ·,,~itmr ,wrt'" 11ell'm ·ia:.ione iwliwu, dura11te la Grande Guerra. Ufficio Storico Stato Maggiore Acrum1utica. Roma. IIH). Di Martino B., l '<1wentura dr/ dr<1chen. Gli turoJtìeri iwliw,i ,w /la ( irwule Gu,,rra , Ufficio Storico Smto Maggiore Aeronautica, Roma, 2(Xl3. Joncs H.A .• The War in the Air. IJeing the ~tory of thl' p'-lrt pltm•,/ i11 tilt' (ir n ll H4ir h_v thr Roy'-11 Air f of"C'e. Oxfonl ami Clarendofl Prcss, 1937. Gcnlilli R. e Variale P., / Reparti dell'aviazione iwlianll nr llll <irt111dt· ( i11nm . llflìdu Storico Stato Magpiorc Aeronautica, Rorn.l, 1999, (',cntilli R., lou.i A., Varia~ P.. Cli ,u,i d, lf'nviaz.ion, iwl ia,w ,w/1" Cim111/i • li111·1m . llffido Storico Stato Maggiore Aeronautica. Roma , 2002. Pom> F.. LA guerra nd/'arill 1915-19/H, Corbaccio. Milano. 1935.


IUI

ORDINE DI BATIAGLIA DELL'AVIAZIONE ITALIANA AL 15 GIUGNO 1918

- Comando Aeronautica a D l ~ (Padova) IV Gruppo. squadriglie Caproni 5•. 8". 13" (S . Pelagio) Xl Gruppo. squadriglie Caproni 4•, 6· (Cà degli Oppi) XIV Gruppo. squadriglie Caproni 2\ 7., 9", IO", 164 ( Padova) X Gruppo, squadriglie da caccia 7(1' e 82a (Gazzo). 91" (Quinto di Treviso) 87" Squadriglia da Ricognizione e Bombardamento SVA (S.Pelagio) 181• Squadriglia triplani Caproni (Ghcdi) - Comando di Aeronautica 1• Armata (S.Martino Buonalbergo) m Gruppo, squadriglie da ricognizione 61 a e 134a e t• Sezione SVA (Ganfardine), 75• da caccia (Busiaco) XV I Gruppo . . quadriglie da ricognizione 31 8, 121 • e 135', 11 • da caccia (Castelgomberto) - Comando di Aeronautica Y' Armata (Comando di Aeronautica a Mogliano Veneto) I Gruppo, l lS- Squadriglia da Ricognizione e 5a Sezione SVA (fossalunga) V Gruppo. squadriglie da ricognizione 288. 6T. 13 t• e l" Sezione 24a (Marcon). 3W e 39'* (Malcontenta) X IU Gruppo . squadriglie da caccia 77" e 80" (Marcon) - Comando di Aeronautica 4'" Armata (Rol1,anella} n Gruppo, squadriglie da ricognizione 132•, 133• e 3• Sezione SVA (Isola di Cartum) VJ Gruppo. squadriglie da caccia 76" e 81 • (Casoni) Xli Gruppo. squadriglie da ricognizione 22\ 36\ 2 Se1.ione 24" (Ca~ni), 27', 35". 48" (Castel di Godego) - Comando di Aeronautica<,• Armata (Comando di Aeronautica a Breganze) V II Gruppo, squadriglie da ricognizione 26a, 3T, :n•(S .Pictro in Gù), 2a Sezione SVA , g3• da caccia (Poianella} XIV Wing , ricognizione N .34 Squadron e Flight. 7. (Villaverla), caccia N.28, N.45 Squadron (Grossa), N .66 S<tuadron (S.Pietro in Gù) Squadriglie da ricognizione francesi 22• e 254a (Nove di Bassano) - Comando di Aeronautica Armata (Ponte di Brenta) XV Gruppo. squadriglie da ricognizione 115•, 13ga. 4• Sezione SVA, squadriglie da caccia 78· e 79" (S.Luca) X IX Gruppo, squadriglie da ricoi,.'IÙzione 23\ 114•. 118\ 3• Sezione della 24• (lstrana) - Comando di Aeronautica e '1' Armata (Castenedolo) IX Gruppo, squadriglie <.la ricognizione 112•. 120", 136•, 6a Sezione SVA , da caccia 74• (Ca tenedolo) e 72• (Busiaco) XX Gruppo, squadriglie da ricognizione 37• (Ponte S. Marco), 40' (Cividate Camuno) e 113• (Medole) 23. 3

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L'ULTIMA O FFENSIVA DEl ,L'F..SERCITO AUSTRO-UNGARICO. I COMBATTIMENTI DEL XX IV e.O.A. SUL MONTELLO di Kurt Mitrerer

Sulla situa:ione militare degli Asburgo a//'i11i::.io del /918 La ituazione della monarchia diventava sempre più desolante, la fame logornva la capacità di resi tenza della popolazione civile ancor prima dell'organiuazione militare . Ciò divenne drammaticamente evidente il 30 aprile 1918 con fa requisizione ul Danubio delle chiatte tedesche cariche di cereali per il rifornimento alimentare di Vienna, divenuto indispensabile. TI governo perse grndualmenLe la sua autorità e l'ampio sciopero dei lavon1tori delrindustria nel gennaio, nonché gli ammutinamenti su alcune navi da guerra nel porto di CaLLaro in fehhraio fecero chiaramente intendere in quale stato critico si trovassero onnai tulli i ceti della popolai.ione'. La militariu.azione dell ' interno non mostrava più alcuna conseguenza di rilievo e il nazionalismo, in particolare quello dei popoli slavi, si faceva di giorno in giorno più esplicito. A Parigi ancora a giugno il consiglio nazionale cccho era stato ricono. ciuto dalla Francia come governo di uno stato alleato!. Per arrestare il lento crollo dell 'esercito impcrial-regio - l'Ungheria fin dal gennaio 1918 aveva e . pre. so con grande chiarezza il dc iderio di un proprio esercito nazionale - e contemporaneamente per distrarsi dai problemi del paese. un· azione offensiva ul fronte sud-occidentale pareva essere un sistema efficace 1 .

l 'ultima offensiva dell'esercito austro-1111garico L'offens iva di giugno sul fronte austro-ungarico sud-occidentale, enlr..ata nei libri di storia come "Battaglia del Piave", durò dal 15 al 24 giugno 19181 • Numerose furono le cause del fallimento dell'offen ·iva lungo un fronte d'attacco di quasi 120 km con delle colonne offensive di for,.e numericamente qua,;i uguali. in alcuni settori del fronte d'attacco persino inferiori rispello ai difensori . Oltre ad un·errctta impostazione rattico-operntiva dell 'attacco e ad un'insufficiente preparuione. ci furono anche altre circostan1,e che condussero al fallimento della ballaglia di fondamento. Errori tattici durante la bauaglia, spesso provocati da notizie arrivate troppo tardi , false od esagemte, co ·l come la mancan,.a di add ·stramcnto richiesero spesso alle truppe che si batterono con valore sacrifici addizionali non necessari'. Gli italiani inoltre impiegarono un procedimento di difesa ela,;tica già sperimentato dagli alleati. del quale gli austriaci in un primo tempo non seppero tener conto''. Fin dall'inizio la suddivisione del Comando Supremo dcll'c~crcito. che rendeva impos. ibile deci. ioni rapide e hen ponderate nella condu,ionl" della battaglia. fu un clamoro o errore di comando.


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Da ultimo occorre menzionare la grande piena del Piave che impedì un 'avanzata regolare da parte del Gruppo d'esercito Boroevic. Sulla .~illta: i<me de/I' e.~ercito austro-ungarico, in particolare del XXW C .d A. JI XXTV C .d .A. apparteneva alla 6" Armata del Gruppo d'esercito del Feldmare. ciallo von Boroevic ed era comandato dal Feldmarschall-Lcutnant Ludwig Goiginger. Il Corpo d'Annata era composto dalla 31a Divisione di fanteria, daJla 1311 Divisione Schiitzen e dalla 17a Divisione di fanteria. Ogni Divisione consisteva di due Brigate di fanteria co. i come di due Brigate di artiglieria da campagna. Come forza di supporto per l'attacco aJ Massiccio del Montello venne assegnate al C.d.A. anche: - la 3" Brigata di artiglieria da campagna, - compagnie tecniche, - compagnie di lavoratori, - equipaggi da ponte e chiatte, - compagnie aviatori cosl come - compagnie di palloni frenati7 . Sebbene sempre più numerosi prigionieri di guerra, lavoratori civili e forze ausiliarie femminili trovassero impiego nelle retrovie-all'inizio del 1918 si trattava di b,jà di più di 400.000 persone - gli organici completi delle Divisioni atte al combattimento raggiungevano soltanto una forza utilizzabile da 5.000 fmo ad un massimo di 8.<XKl soldati , al posto dei pre. crini 11 .567'. Dal gennaio 1918 le autorità in patria fornivano ormai solo piccoli contingenti per i battaglioni di marcia destinati aJ fronte: su quello sud-occidentale non toccavano pertanto più di 100.000 uomini'', meno della metà dell'anno precedente. Lnoltre i oldati tornati a casa dalla prigionia russa e inquadrati nuovamente nell'esercito erano spe so infettati dal bagaglio ideologico dei bolscevichi e avevano un effetto costantemente distruttivo sul morale delle truppe 10 • Subito dopo negli influssi. negativi sul morale dei combattenti andava posta la situazione del tutto insufficiente del vettovagliamento. L'espressione "offensiva della fame". che il soldato semplice coniò per la battaglia di giugno. è molto appropriata, ·e si pensa che la sper.mza sull'incerto bollino da fare ai danni del nemiIl generale Ludwig Goiginger. co innueruò J>t!Santemente le rinessioni del comando romandonte del XXI V corpo austriaco nel proces o di progettazione 11 • d 'armalo (SWM)


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Le uni fonni e l'equipaggiamento individuale erano ugualmente in una condi1.ione assolutamente mi. erabi lc. li oldato aveva e elusivamente un completo di biancheria intima, uniforme - per lo più di panno autarchico (fibre vegetali di ripiego) - e cal1.atura completamente logore' ·.

u, marcia 1•erso la ba/taglia di giugno

care11:.e logistiche

Secondo una direniva del Comando Supremo dell'esercito (AOK) del 28 marzo 1918, i preparativi generali per la "grnm.le offen~iva di primavera'" dovevano iniLiare il 1° aprile cd e ere completati dopo 50 giorni . All 'origine l'offcn iva doveva cominciare i.I 20 maggio" . La marcia di avvicinamento si rivelò fin dalriniLio difficile e affetta da tuni gli o. tacoli po ti dalla difficile situa1.ione economica. La richiesta oltremodo alta che gravava ulle ferrovie provocò dopo poco tempo rarrc. to per le ncce arie riparazioni di molli vagoni e locomotive, in un numero decisamente superiore alla media. Data questa circo ·tan7.a il parco macchine rimanente sulle poche linee dirette al fronte ri ultava già ·ovnu.:carico per sopperire ai bi ogni giornalieri, e ciò non di me no di gr.in lunga inferiore alle nece. sità. 1.050 convogli a cento assi dovettero es. ere accolti giornalmente nell'ornrio. a ·capito dei normali rifornimenti. li continuo cambiamento nelle priorità dell'approvvigionamento e la lenta consegna da

Foto /H1t1oramic11 di m, tratto del me,Jio Pial'e. /11 lx1,., o a ,i,,i,t//1 "rin 11101co110 i ponti.fermviario e stradale. a Ponte tll'lla 1'1111111 (S\Uf)


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parte delle imprese di produzione rendevano difficile. a chi si occupava di logi. tica, completare in tempo le direttive di pianificazione. L' intera Monarchia dovette affrontare delle rinunce a favore dei pn:parativi per l'offensiva. Tra.-.JX)rti di cereali di importanza vitale per Vienna provenienti dalla Romania. treni trasporto per i civili, convogli di merci ad uso della popolazione, i trastferimenti delle formuioni di marcia e molti rifornimenti per il fronte orientale dovertero essere rinviati alla data di scadenza dei preparativi 11 • Alla fine i problemi di trasporto e distribuzione si complicarono a tal punto che l'ini,.io dell'attacco, fissato per il 20 maggio. dovette essere spo. tato ali' 11 giugno. All'inizio di giugno il Gruppo d'esercito Boroevic comunicava ali' AOK che non sarebbe stato pronto all ' attacco prima del 25 giugno . 11 FM Conrad invece, che aveva inccs. antemcnte premuto per l'offensiva .. i e. pre.. e comunque per il 15 giub'TIO, sebbene i suoi preparativi. a cau ·a delle diffìcoltà del terreno, non fo sero affatto completati . Gli insistenti avvertimenti dei comandanti di C.d.A. dcli' I 1• Armata . che sarebbero stati pronti per l'attacco nel caso più favorevole olo il 20 giugno, se non addirinura il 26 giugno, vennero liquidati come "rumori"'\.

Preparatfri del XXIV Corpo d 'Armata Anche le tre Divi. ioni del XXIV Corpo d'Armata soffrirono pt!r gli attriti <ldla preparnzione logi. tica e le grandi difficoltà economiche. Da aprile era arrivata al C .d .A . solo la 31 " Divi ione di fanteria . In ·eguito all'ultimo riordino dell'intero esercito au. tro-ungarico tutte e tre le Divisioni er.mo state riorganizzate. Sebbene sollo organico nel personale e maJe vettovagliate , il loro moraJe era alto. Per aumentarne il potenziale combattivo si cercò di apportare dei miglioramenti nelle dotazioni dei reparti . Ciò garantì, a titolo di esempio, un si!:,rnificativo aumento delle mitragliatrici - da 24 a 72 - nei Reggimenti di fanteria . Venne anche completato e chiarnmente migliorato il maleriale per le comunicazioni telefoniche '6 • Di grande importanza per garantire un efficace sostegno alle fori.e d'auacco fu che l'artiglieria raggiunse i suoi obiettivi entro la metà di giugno. Decisivi erano non olo un numero il più alto possibile dei pezzi, ma anche una scorta di muni1.ionamento altrettanto con istente. Senza un importante supporto da parte del!' artiglieria , l'impiego di masse tanto imponenPallone Draken osservatorio .ml ti di fanteria avrebbe condotto soltanto a molte Mnntr/lo (SWM)


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perdile senza alcun successo. Sebbene lo . piegamento di pezzi , muni;,ioni e meni di combattimento di ogni genere fos. e stato il più grande che la Monarchia aves ·e impiegato per un ' offcnsiva '7, il nemico disponeva su un quantitativo di materiali per la conduzione della battaglia decisamente superiore. Il record nell'impiego dei materiali da pane au. tro-ungarica impedì così soltanto un 'ecces. iva preponderanza degli itaJiani e dei loro aJleati . Soprattutto nel rifornimento delle munizioni . i fecero pesantemente notare problemi di distribuzione: i tempi di trasbordo. furono calcolati in modo troppo stretto e le capacità di trasporto, in particolare da parte delle ferrovie, ri. uharono insufficienti. Così all'inizio dell 'attacco le munizioni previste per l'offensiva non erano ancora giunte ai reparti del XXJV C .dA . e giacevano ancora nei depo. iti delle retrovie, ui convogli ferroviari o lungo le vie di accesso ulle colonne di rifornimento. Le quantità di munizioni accatastate nella zona delle postazioni delle batterie erano quindi troppo scarse per una battaglia di materiaJi delle dimensioni previste. Del tutto insufficienti erano le dotazioni di granate a gas delle forze di artiglieria del C.d.A .. inoltre non erano arrivate ai reparti le granate a croce gialla'~. Per il XXlV C.d.A. venne comunque assicurato per l'attacco aJ Montello il o regno supplementare di due Brigate di artiglieria da campagna del C.d.A. vicino di dc tra (U C.d.A .)'". Pani delle Brigate di artiglieria da campagna avevano inoltre olo batterie ippotrainate. Poiché presso alcune batterie la metà dei cavalli , talvolta ancora di più, non era più in organico, ogni tm. ferimento ad una nuova posta1.ione obbligava ad improvvi are. inoltre il maleriale equino necessario giunse solo poco prima del 15 giugno. A quel punto però la zona delle po. tazioni per rauacco era già occupata. Si era quanto meno guadagnato un po' di mobiliLà per il pro. eguimento dell'offensiva.

He«li~ 1~iune di ricuveri (SWM )


IV I

Poco prìma del 15 giugno era stato completamente predi1,posto pres o il C.d.A. runo il materiale necessario per il tragheuamenlo previsto dal progetto d 'operazione - equipaggi da ponte. ,altere e altre aure, ,ature dei pionieri . Ad ogni Divi ione venne ordinalo di indi viduare due punti per il traghettamento e uno per il ginamento di un ponte. Venne richiesto che ne ll 'intera stri scia di combattimento del XX IV C .d.A . 6 battaglioni delle tre Brigate d 'assalto (un battaglione d 'as alto per e ia cun Reggimento). schierate in prima schiera per ala. dovessero varcare contemporaneamente il Piave in st!i punti"'. /\ complicare le co e c'era poi il fatto che pontoni e zattere dovt! ano 1,pesso essere sollevati dall'acqua e trainati o rrasportati ·opra i banchi di sabbia o le isole. Prevedendo un impiego conte mporaneo di circa 80 pontoni - a due e a tre scomparti - e di 60 zattere ad ogni luogo di traghettamento sarebbe stato in teoria pos ibile traghe ttare in 6 romate, nell 'arco di un 'ora, un intero Reggimento sulla rìva ne mica. La preme ' a nece saria però ern la neutralina1.ione del nemico e della sua artiglieria ull'altra riva e in profondità11 • TI 5 giugno venne emanato l'ordine d 'attacco del comando di Gruppo <fEscn.:ito (comando HGK) ai dipendenti comandi d'Armata: 1"8 giugno ci fu la notifica,ione dell'ordine al XXJV C.d.A ... A quel punto le mi!-.ure di rifornimento dovevano essere completate e il C.d.A. te so concentrato dai 12 km <li fronte a circa la 111ct~1. In tal modo ogni Di visione poteva contare su una . tri. eia di 2 km circa . Le rc,tan ti parti del front e rima~ero M.:arsamenle presidiate, la~ciatc ad un mero ~crvi, io di orv,e glian1a.:..1 •

Futo di gruppo di 1,jficiali a11striaò sulfar,:itu• df'I Pim'f' (S\VM)


IU

Nella none dal 14 aJ 15 giugno la forte concentmzione delle forze d'attacco raggiun e il suo apice. 21 banaglioni di fanteria , 6 battaglioni tecnici , circa 100 compagnie mitragliatrici , batterie di bombarde e aniglieria leggem, 300 pontoni circa, 100 zattere, 1.200 mdi materiale da ponte, così come le corrispondenti1quote di vettovagliamento per le truppe d'attacco si affollarono nelle vicine ha~i di atte. a per l'attacco cli fronte al Massiccio del Montello, dietro la riva orientale o settentrionale del Piave. Si tmttava di un momento critico per le for1.e d 'attacco dell'Annata austro-ungarica11 • Un concentramento di fuoco dell'artiglieria italiana su questa zona d'attesa per l'attacco avrebbe significato la fine dell'ofTensiva au. triaca in questo ettorc. A quanto con ·ta il termine previsto per l'attacco dell ' Austria era stato comunicato fin troppo spesso dai disertori . ciò . piega perché in questo caso non attribuirono alcuna fiducia alla data loro indicata. L'idea del comando del C.d .A. Goiginger era: " ...che la testa dclJc Brigate delle tre Divisioni di fanteria traghetta scro fino a mezzogiorno e alcune ore più tardi se il loro attacco avesse superato la prima linea nemica - potessero essere completati anche i tre ponti di guerra, cosicché entro la sera del primo giorno di battaglia l' intero C.d .A. - ad eccezione dell'artiglieria - potesse stare sul Montello"25 • Quanto mai audaci erano quindi le previsioni ancora ottimi. tiche dello Stato

U1 sta11rhrWJ è tanta e anf'lie u,i affu.vto di camm11e da CWII/HIJ.:llll puù essere un ottimo gitu:iglio. Nowre le cal:;p111re del ,lor111ic•11u• (S\VM)


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Maggiore del C.d.A. nonostante le condilioni limite del vettovagliamento - all'influsso delle condizioni meteorologiche nes. uno in quel momento aveva ancora pensato!

la lolla per l'inizio <lel/'attaa.·o Una pioggia a dirotto negli ultimi giorni. prima dell'inizio dell'attacco aveva costretto ancorn il 13 giugno il comando di Gruppo d'Esercito Boroevic a rinviare ancora una volta l'inilio dell ' azione. in quanto era in corso la piena del Piave. L'A.0.K . volle quindi decidere solo alle 18.00 del 14 giugno. In realtà lo . teso A.0 .K . ern fermamente deciso ad attenersi alla data di inizio del 15 giugno , perché I' I 1a Armata agli ordini del fM Conrad aveva comunicato che non le era po sibile attendere oltre. li 14 giugno il tempo si mise al bello. li FM Boroevic comunicò all'lmpcratorc Carlo alle 19 .00 con un dispaccio telegrafico di aver deciso, nonostante la piena e la forte corrente del Piave, di attaccare col ·uo Gruppo d ' E. ercito il giorno seguente. Imperatore Carlo: •• ... Cosa succede domani? Mi affido incondizionatamc nl' al suo giudizio e al suo senso di re. pon. abilità , per la conduzione della faccenda ." FM Boroevic: " . .. Come le ho riferito auaccherò domani nel senso delle disposizioni del Comando Supremo dell'Esercito . . .'' lmperntore Carlo: "Grazie. a · ·olutamente d'accordo. Fine."~

l 'assalto al Montello Esattamente alle 3.00 iniziò l' artiglieria nel seno- ~· · re del Montello col tiro aga da oltre 1.000 bocche • da fuoco. Un debole fuoco italiano di reazione ci fu ~ sorprendentemente olo 25 minuti più tardi , tuttavia sen7.a particolare efficacia. • n fuoco pc ante dell'artiglieria si trasformò già alle 4.10, per, mancanza di munizioni , in un tiro di efficacia sulle ri erve e i comandi italiani . Alle 5. 10 le scarse riserve di munizioni si fecero sentire al punto tale che i arretrò il fuoco nella speranza di provocare con ciò il fuoco di reazione italiano, per poterne valutare la forza . Le artiglierie italiane reagirono e scn7.a indugio. Contro ogni aspettativa il fuoco fu molto intenso e durò parecchio anche in Allurme in trincea (SWM )

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seguito. Da parte austriaca i dovette prendere coscienza della . carsa enicacia del nostro fuoco di distruzione11 • li XXIV C.d.A., nell'ambito della ua operazione di traghe ttamento. dovette dapprima lonare contro la correnre del Piave . che nel frattempo era ere ciuta di LrC volte. Il Fmlt. Goiginger. a di!.petto delle di po izioni del comando di Gruppo d'Esercito. ordinò l'inizio del traghettamento già aJle 5 .30. Lo barco sulla riva nemica avvenne fra le 5.00 e le 5.40 in ma ima parte ancora otto la protezione della scarsa luce e della nebbia del mattino. Le perdite della 3 la Divis ione di. fanteria e della 13a Divisione Schiit:en. in confronto al altri settori di barco del Gruppo d·Esercito, furono ancor.a relativamente lievi. Soltanto prc o la 17" Divisione. la cui <lire:tione d'attacco era a sud-ovest di Nerve a, ci furono perdite maggiori , dovute all'efficacia del fuoco c.Jelrartiglieria nemicaza. Tutte e Lre le Divi~ioni e!-.pugnarono enlro le 7 .15 le rispettive linee itaJiane della riva. Dato che le truppe italiane, a causa c.Jelr attacco coi gas , avevano lasciato in parte le proprie lince. le avanguardie d 'attacco del XXTV C.d .A . poterono catturdfe artiglierie nemiche nonché numeroso muni1:ionamenLo di grosso calibro. Questi pezzi vennero a loro volta subito impiegati con grande efficacia. Gmzie al primo anacco delle sue Divisioni. Goiginger riuscì qua,i ad annientare la 58~ Divisione di fanteria italiana. A mezzogiorno gli attaccami avanzavano ancora u un va. to fronte della dor·aJe del Montello. prendendo persino po se so della cima di quc t'ultimo, per essere arrestati nel pomeriggio, dopo altri 5 km di avanzata, dalle riserve italiane"1• Delle tre Divisioni d'attacco la 13" Divisione Schiit:.en era riu cita intorno alle 13.00 a completare un ponte. Nella ,.ona di trnghenamento delle altre due Divisioni del C.d.A . l"artiglieria italiana polé impedire il gittamento di ponti grazie ai suoi concentramenti di fuoco . L'artiglieria del C .<l.A . vicino di destra (ll C.d.A.). che . o. teneva rattacco di Goiginger. non fu mai in grac.Jo di neutralizzare le batterie italiane ad ovest del Montello . ul Monte Sulder, men che meno poi ad eliminarle. Il

Foto p<11wramirn di un tratto tiri 111('(/io Pi111·,· (S U'AI)


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complc10 fallimenlo del vicino di ·ini ·tra del C .d .A. di Goiginger, il XVI C .d.A. dcli ' Armata delrisonzo'(l. attirò un forte fuoco dell'artiglieria italiana . ulla LOna di barco della 17"' Divisione di fanteria e impedì non solo il gittamento dei ponli, ma ostacolò notevolmente anche l'ulteriore traghettamento del gm. so della Divisione. li ·olo ponte di Villa Jacur, su cui ora passava tutto , divenne obiettivo di numerosi attacchi aerei italiani. che emno di gran lunga più forti dell'aviazione au troungarica . I nidi delle difesa antiaerea, concentrati sull'argine orientale della riva del Piave, si dimostrarono privi di efficacia. I rifornimenti e le 110 tre batterie di artiglieria si fermarono , vennero abbandonati durante gli attacchi aerei italiani e non poterono seguire le fori.e offensive . ul Montello prima che ccndc se l'o curità.

Il /6 giugno /9/8 Il giorno seguente le due Divi ioni d 'ala (31 " e 173 di fanteria) continuarono a non realizzare i rispettivi ponti. Durante il giorno la corrente del Piave aumentò ancora . lnlrono alle IO. in cguilo agli attacchi aerei nemici. venne a mancare anch · il . olo mi. ero punto di pa aggio di Villa Jacur. Poco prima ·i era riusciti a portare oltre il Piave il resto dclJa 31 " Divisione di fanteria e aJcuni pezzi . Come rinforzo la 3 la Divisione ricevette due Reggimenti detr I IJ Divisione di l'a alkria Honved - riserva d'Armala , Gruppo Hein lein - per a.. icurarc il suo fianco de~tro. Grazie a questo rinforzo si riuscì mollo pre. to a procedere in avanti per altri 2 km ".

Comballimenti del 17 e /8 giugno /9/8 Nella notte sul 17 giugno e durante il giorno i reparti di zappatori e pionieri realizzarono tre . olidi collegamenti tra le rive . Giusto in tempo per poter trasferire

Tra'iporto di hord1ini p<'r il .mperamenw del Pim·e (SWM)


I 1-

oltre Piave la 41 " Divisione di fanteria Honved nella zona della 17" Divisione di fanteria, 41 a Divisione che era stata a~. egnata dalla riserva del Comando Supremo. Questa nuova Divisione attaccò lo stesso giorno a ·sieme alla I 7'' Divisione di fanteria e con aspri combattimenti si riu cì ad ampliare la testa di ponte di Nervesa. Nella notte sul 18 giugno la piena aveva nuovamente distrutto i ponti realizzati con tanta fatica. L' isolato XXIV C .d .A . non poteva più tnasferire i uoi feriti . ulla riva orit:ntale. inoltre non arrivavano vettovagliamento e munizioni. di cui i avvertiva con urgen:,.a la necessità. li crescente fuoco tamhureggiante dell'artiglieria italiana e locali contrnltacchi annunciavano una conlroffensiva nemica di vaste proporzioni '~. La co111mjje11.\'iva italiana

li Piave, nella notte sul 19, mostrò nuovamente la tenden:,.a a caJare. li pomeriggio del 19 giugno 191 R. verso le 15.00. scattò massiccio il contrattacco italiano. Con una superiorità numerica più che doppia gli italiani attaccarono lungo l'intero fronte le posizioni difensive del C.d.A. di Goiginger. Attacchi aspri e sangui no i poterono e, sere . empre respinti vittorio amente dagli imperiali . In parecchi errori la fanteria italiana attaccò valoro. amenle per 6 volte con gravi perdite. Sbarramenti e contrattacchi in collegamento con un . uppono di artiglieria, stavolta efficace e hen coordinato, impedirono il succes. o ai contrnttacchi italiani . Solo a Nerve. a, dopo interminabili combattimenti locali. gli italiani riuscirono a realizzare un 'irruzione nelle linee della 41• Divisione di fanteria Honved. Già il giorno dopo alle 5.00 le truppe dell 'Ra Armata italiana attaccavano le lince ~~·~,

1.11

<31.u.~ ri

Schema d'attorco del saliente nord-est del Montello (SWM)


I I.i

del XXIV C.d.A. di Goiginger. Gli attaccanti onenncro ingoli sfondamenti localiu.a.Li, che furono però tuti rellilicali dall'impiego delle ri ervc disponibili. Alla fine del . anguino. o giorno di bauaglia, la 41 ·' Divi. ione di fanteria 1/onved riu cì persino a recuperare le vecchie po izioni di Nerve a . Da que to giorno le forze d'attacco italiane passarono di nuovo alla guerra di po izione, con un accresciuto impiego dell'artiglieria". Dopo la so. pensione dei contrattacchi italiani e dopo il calo del livello del Piave, la crisi di combattimento del XXIV C.d .A. poté considerarsi superata. Poterono quindi e ere intraprc e le mi ure di con olidamento.

Tenere o ritirarsi'! li 19 giugno corsero lunghe e intense consultazioni ·otto la superv1S1une dcli' Imperatore Carlo col fM Boroevic, dapprima ancora ·ulla decisione di proseguire l'attacco con la 6'1 Armala, in cui al C .d .A. di Goiginger sarehhe comunque spettato un ruolo chiave. Premessa per ciò erano tullavia dei rinfor1.i e prima di tutto un massiccio ostegno logi ·tico per que ·ta parte già indeholita ddl' Annata. Solo quando il capo dell' Intendenza d'Armata e dell ' Ufficio armi e munizioni chbc descriuo a tinte molto fo. che la situaL.ione, il FM Borocvic mutò subito opinione e perorò con in. istenza pres. o l' Imperatore una rapida ritirata nelle basi di partcn,a . Sulo così i,.i sarebbe potuto entro una certa misura evitare una catastrofe. Carlo si

Cumw11e per tiro contraereo (SWM)


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oppose a tale intenzione, perché la ritirata sarebbe stata l'ammissione di una sconliua. In quel modo il resto della stima di cui l'Austria-Ungheria ancora godeva in Germania e negli altri paesi ·arebbe andata completamente perduta e le conseguenze politiche interne sarebbero state inconcepibili. Non si potevano prevedere le conseguenze politiche all'interno della Monarchia. Dato che Goiginger vedeva per il suo C.d .A. ancora delle chance di successo dopo un nuovo incremento logistico, Carlo cercò di guadagnare a tale decisione gli altri capi dell'esercito, per poter forse ancora rimandare l'ordine di una ritirata generd.le. Dopo altre lunghe consultazioni rlmperatore rinunciò linalmenle, alle 19.00 del 20 giugno, alla sua idea e acconcntì all ' immediato ritiro dell'intero Gruppo d'esercito Boroevic sulle basi di partenza"'. l 'ordinala ritirala dal Ma.\'.\'iccio del Montello li Fmlt. Ludwig Goiginger, incaricato della direzione dello ·gombero del Montello, comjnciò ad avviare ancora nella notte sul 21 giugno le operazioni di ritirata. Le batterie mobili, i carriaggi e i reparti di sanità unitamente ai feriti lasciarono la dorsale del Montello sotto la proteLione della notte, senza essere visti dal nemico. Quest'ultimo continuava ad impiegare l'artiglieria esclusivamente di giorno. Nella nolle seguente la prima parte delJe truppe combattenti si ritirò senza essere notata oltre il Piave nelle nuove, o per meglio dire .. vecchie'' lince di difesa. Fino alla sera del 23 giub'll<> la retroguardia rimase sulle vecchie lince che fronteggiavano il nemico. Senza essere notata poté interrompere a sua volta il contatto col nemico e raggiungere nuovamente la riva orientale del Piave. Anche la demolizione dei pontj e dei pontoni riuscì senza che gli italiani notassero nulla 15 • Come riconoscimento per la conduzione slraoTdinariamente buona di questa difficile ritirata, il Fmlt. Ludwig Goiginger riceveue la croce di cavaliere dell'ordine militare di Maria Tcrcsa w·. Perdite del XXJV Corpo d'Armala Le battaglie del Montello furono l'ultima vittoria e l'ultimo successo del vecchfo esercito austro-ungarico. Questi combattimenti cau arono al nemico 17 .000 prigionieri e la perdita dj 84 pezzi. Anche il XXJV C .d.A . venne però privalo di un quarLo ddla sua fornt combattente per le perdite ubitc. Si dovettero infatti lamentare 1.700 caduti , 11 .000 feriti e 5.000 dispersi - per la maggior parte annegati''.

Con.veguenze della sconfitta L'offen iva di giugno perduta nel Veneto ebbe conscgucn;,c profonde per l'esercito austro-ungarico e quindi anche per la Monarchia. Tale ~conlìlla inflisse all'e-


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sercìto il. suo colpo monale. Nonostante il cao nell'azione di comando, nel corso di quest'ultima offensiva i soldati avevano fotto del loro meglio, in ognj ca o però avevano perduto la fiducia nei confronti degli organi di comando intermedi e superiori. Si doveva prendere coscienza del fatto che si era minato di un 'offensiva nella quale I' AOK. così come i comandanti dei fronti del Tirolo e del Piave avevano elaborato i loro piani uno contro l'altro. Invece di avere ottenuto un succe ·so ·ia pur Limjtato o essersi rifornito a spese degli Alleati di beni d'uso e di vellovagliamento quanto meno per alcune settimane , erano state consumale le ultime riserve strntegiche. Le perdite genernli ammontavano a 142-~50 uomini lll. L'esercito austro-ungarico da questo momento non fu più in b'Tado di condurre un'operazione strate1:,,icamente decisiva . Ora l'Ttalia sapeva definitivamente che la guerra poteva . olo essere vinta. La . uperiorità materiale degli Alleati . ulla terra, in mare e nell'aria costringeva le for~ armate austro-ungariche su una posi1,ione difensiva priva di prospettive. L'esaurimento dell'economia di guerra emergeva ora in modo molto più duro e col piva soprattutto i soldati al fronte, affamati, mal vestiti ed equipaggiati in modo insufficiente . La crisi dei venovagliamenti si fece più dura anche all ' interno. divenuto nel fral tempo sempre meno governabile. Con l'offensiva perduw l'Austria-Ungh'ria aveva perso anche l'ultima opportunità per una pace dj compromesso. se ancora ne sussisteva una. La Monarchia degli Asburgo si avviava alla sua fine.

Stemma dello 13• di,·ilicme (S\VM)


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LA BATTAGLIA SUL MONTELLO (15-23 GIUGNO 1918) di

0110

Narderer

Situa:io11e dopo lo sfo11damenw a Ple:w -To/mino .

La vittoriosa battaglia di sfondamento di Plezzo-Tolmino, detta anche Dodicesima battaglia dell'Isonzo, provocò la completa distruzione della 2a Annata e spinse l'intero esercito itaJiano sull'orlo delJa disfatta. Rinforzi alleati, il fonunato ripiegamento della 3" Armata italfana, l'adozione di drastiche misure disciplinari , sopmttutto la richiesta di forze tedesche per il fronte occidentale e l'e aurirsi della spinta offensiva provocò sul Piave il venir meno dello slancio dell'attacco. Tentativi di forzamento del fiume ed attacchj coordinati dalle montagne non ottennero alcuno sfondamento. AJl'oppo to, le forze combattenti italiane si ripresero rapidamente dalle gravi sconfitte subite e già in primavera, unitamente ai repani alleati , tornarono a cullare propositi offensivi . L'esercito austro-ungarico invece venne presto nuovamente afflitto dalle note difficoltà di rifornimento. Fino al gennaio 1918 la situazione del veuovagliamento rimase buona, grazie alle derrate catturate, poi però tornò a farsi sentire il blocco navaJe degli aJleati '. U Feldmaresciallo (FM) Boroevic comunicava il 17 febbraio 1918: "sono onnai 4 settimane ininterrotte di fame ... Se le Annate vengono provate a eau. a della fame, le retrovie saranno ceno aJla disperazione, non ci può essere alcun dubbio quindi riguardo alla questione"1 la nascita del piano di operazioni.

Considernzioni fondamentali in vi ta di un attacco decisivo vennero avanzate dal Comando Supremo (AOK) nuovamente all ' inizio dj mano del 1918. Le prime prevedevano per un'offensiva la zona ai due lati del Brenta, con lo sforzo principale ad est, in quanto i tentativi fatti a sud di Asiago erano fallitP . Questo attacco doveva eventualmente essere sostenuto attraverso un tentativo sulJ 'isola di Papadopoli. li FM Conmd sviluppava piani simj)j , vedendo però lo sfono principale come sempre sufi' Altopiano dei Sette Comuni, dunque più ad ovest. U FM Boroevic era ancora inoperoso. Non da ultimo in seguito all'offen. iva tedesca di mar1.o che in un primo tempo procedeva molto bene, I' AOK incaricò il 23 mar1.o il FM Conmd di preparare due azioni offensive. Al precedente attacco lunga fa Val Brenta (RaderzJ:y) si doveva aggiungere un attacco attraverso il Pru so del Tonale (La.wine - valan~a) allo scopo di minacciare Milano, accorciare il fronte in aJta montagna cd ingannare il nemico


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circa le nostre intenzjoni. L' afflusso delle fori.e che si stavano Liberando ad est per i due gruppi d'esercito indicava, a fine di mano, che lo sforzo principale, nono. tante i problemi di avanzata e di rifornimento in montagna, era evidentemente ancora assegnato al Gruppo d 'esercito Conrad. I mutamemi nel piano di operazioni

11 aprile: udienza del FM Conrnd dall ' lmperatore Carlo I. Egli si impose, facendo sì che lo sfor~o principale nel futuro attacco venisse effettuato ad ovest del Brcmta. La puntala verso sud doveva essere completata mediante un' azione di accompagnamento del Gruppo d'esercito Borocvic ed in tal modo sarebbe stato condotto un attacco a tenaglia soprnttutto contro 1' 811 Armala. L'attacco diversivo da condurre sul Tonale due o tre giomj prima venne conformato. entrnmbi i comandanti si opposero però alla costituzione di una riserva dell' AOK, forte di 4 Djvisioni. nella zona Vittorio Veneto-BeUuno. Il FM Bomevic perché avrebbe dovuto addestrarle , iJ FM Conrad perché erano dislocate in un luogo sbagliato. cioè troppo lontano da lui. Il FM Boroevic non sapeva però rac;segnarsi al suo ruolo subordinato, per cui I' AOK stabilì che entnunbi gli attacchi dove. sero essere ..azioni del tutto equivalenti". Questa definizione si opponeva però al principio della detenninuione dello sforzo principale, che venne ulteriormente svalutato grazie al comandante della 6° Armata. L'Arciduca Giuseppe progettò autonomamente la conqui ta quanto menu della parte scttentrionaJe del Montello ad opera del XXIV C.d.A. In tal modo alla fine di aprile ui1 chiaro sforzo principale e con esso l'obiettivo della distruzione del maggior numero delle forze nemiche venne totalmente svaJulato, aJl'oppo to si parlava dappertutto ed in via prioritaria di guadagno spaziale e , cosa meno sorprendente, di vettovagliamento. Solo che la posizione delle riserve dell 'AOK lasciava ora supporre che un successo sj sarebbe dovuto attendere soprattutto dall'Armata dell ' I. onzo. n lrnffico ferroviario necessario a ciò durò due mesi, dall 'inizio di aprile all'inizio di giugno. Per la prima volta l'esercito del sud-ovest era numericamente pari alle fori.e avversarie e disponeva in generale di una sufficiente artiglieria. I provvedimellli materiali

Grazie al blocco navale degli aUcati, durato 4 anni, la fame in patria alla fine di aprile era già così grnnde che persino chiane tedesche in trnnsito sul Danubio vennero scque. trale , per ricavare il grano che trru portavano. Trd le truppe al fronte veniva riferito che i soldati speravano in un rapido inizio dell'offensiva, per non morire di fame . La mancan7.a di cavalli limitava grandemente la mobilità dcU' aniglieria e co ·trinse a trasportare i pezzi fino alle immediate retrovie del fronte d'at-


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tacco. Dal punto di vista materiale i mezzi per i ponti cd il traghettamento delle truppe erano disponibili in quantità sufficiente. ma il munizionamento delle artiglierie era scarso. Le riserve dell' AOK non disponevano poi di alcu na artiglieria. La superiorità dell'aviazione italiana • i faceva entirc - assieme aJl'artiglieria nemica - . ulle strade di avvicinamento al fronte e sui campi di aviazione dietro le linee austriache. Azioni nemiche limitale e vittorio. e nella zona del Tonale e ·ul Ba ·so Piave a partire dal 25 maggio rivelarono al comando austro-ungarico che l'esercito italiano si ru penava un anacco austriaco. Questa icurezza ern ricavata dai di!.ertori. soprattutto da uomini di nazionalità ceca.

Il rinforzarsi del 'Italia Durante la disfana dell 'autunno 1917 l'eserciro italiano aveva perso la metà dei suoi organici. So1o la 1° Armata ed il IH C .d .A . (Pas ·o dello Stelvio - Brenta) erano .r ima ti intatti. Nel riarmo dell 'esercito il comando supremo ed il governo i erano trovati concordi nel richiedere a tale scopo un gru · ·o sacrificio alla popolazione civile. Nell ' intera penisola vennero radunatj gli ·bandati ed istituito uno . pccifico servizio di propaganda. Compie. sivamente la ricostituzione, che si era valsa del!' aiuto degli alleati , comprese 50 Brigate di fanteria con 104 Reggimenti. 22 Reggimenti di artiglieria da campagna e 50 batterie da montagna. Questa riorganizzazione sen:t.a alcun intervento delle potenze centrali venne conclusa nei suoi aspetti essenziali entro la fine di febbraio. I primi piani offensivi

Sdtiff'OIMIIIO e lilllili di lldlon! tki Gn,ppi d'E#n:ito Conr,11/ e Boroevic

(SWM)


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vennero elahorati innanzitutto a proposito nuovamente dei ..Sene Comuni'". Il riarmo fu a . ua volta una poderosa impresa dell'industria italiana degli armamenti. che poté peraltro sempre contare sull'afflusso indisturbato delle materie prime. La tattica dell 'artiglieria adottò il principio: "che al fuoco nemico di preparazione si doveva ri. pondere con un fuoco di contropreparazione di truttivo e spaventoso." Questo principio doveva - con grave nocumento per le truppe austro-ungariche essere mc so in pratica anche a giugno. Disertori ceco lovacchi e prigionieri di guerra vennero impiegati soprattutto per le intercettazioni radio e venne inoltre costituita la 1° Divisione ceco. Jovacca, che però trovò a giugno un impiego solo parziale. L'importanza del Montello Già negli anni dell 'anteguerra c'erano . Lati dei progetti per fortificarlo per lo meno per le formazioni di aniglieria. Con ciò si voleva avere un'azione tanto verso nord-ovest, in direzione delJe montagne , quanto verso sud-est, in direzione del Piave. Que ·ti progetti vennero anche attuati nelrinvemo 1917/ 18 e nella primavere:, seguente . Il Montello era però solo un caposaldo della fortificazione generale del fronte del Piave e di quello montano. Gli ultimi giorni prima dell'inizio dell 'offensiva Dall ' I I giugno impervel"Sl) il maltempo. Compito del FM Borocvic alla 6" Armata (due C.d .A .): sfondare con una forte ala meridionale attraverso il Montello in collegamento con l'Annata dell'lson/.O. Strisce d'attacco: confine settentrionale dell'Armata delrl onzo Valdobbiadene-Pagnano-Rossano Veneto. Il XXJV C .dA . con le sue 3 Divisioni (31 a di fanteria. 133 Schutzen e 17" di fanteria) doveva attaccare su una larghezza di circa 12 km forze italiane all'incirca analoghe. Ciascuna delle 3 Divisioni disponeva mediamente di 12 battaglioni ed un battaglione d 'assalto , di 2 Brigate di artiglieria , di un hallaglione di pionieri rinforzato e di aviatori . Tatticamente il pa . aggio del Piave doveva essere condotto nel modo seguente. Ciascuna Divisione con la sua Brigata di testa doveva individuare due punti per traghettare ed uno per costruire un ponte, in modo che a ciascun Reggimento della Brigata stessa pote ·se essere assegnato un punto di traghettamento. T2 Reggimenti della Brigala attaccavano perciò uno di fianco aJJ ' aJtro, in taJ modo nell'amhito del XXIV C .d .A. nella prima fase dovevano essere trasportati contemporaneamente 6 battaglioni. TI traghettamento completo di un Reggimento richiedeva però 6 ore. Il Piave andava forzato tra Nervesa e Fal1.è e l'intero MontelJo doveva essere conquistato nel primo giorno d'attacco. Le avanguardie dovevano spingersi fino


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alla ferrovia Montebelluna-Trevi o. dovevano ad ogni costo occupare la zona del!' artiglieria nemica. La Divisione d 'a la sinistrn doveva piegare verso sud ed annientare , in cooperazione col XVI C.d.A ., le fori.e che si trovavano nella zona del ponte di Su. egana. LI li C.d .A. (in realtà solo l'R" Di visione di cavalleria) doveva tenere le . uc posizioni e ostenere col fuoco l'avanz.ata del XXIV C .d .A .. l'Il a Divisione di cavalleria Honved co ·titui va riserva d 'Armata. Già il 18 maggio venne consegnato alle Divi ioni il piano definiti vo delle operazioni. Un aggirame nto del Montello nella pianura non venne mai preso in considem/.Ìone . L 'a11acco da parte della l(J' e del/' 11° Armata

12- 14 giugno 19 I 8: l'attacco predispo. to al Pa. o del Tonale fallì. Troppo deboli le no tre forze, insufficiente la cooperazione dell'artiglieria con la fanteria all'attacco. interruzione del movimento da parte dei reparti rumeni ed una dife\a italiana troppo forte ne furono le ragioni . Lo . copo dcll'opernzione "Valanga·· . vi ncolare forze nemiche oppure persino . ottrarle dal fronte del Piave. non era . lato raggiunto.

Linea di colllafln I' dirrttriri d'uttaffo ,lei corpi d'armllta a .u . XXIV.XVI e IV (SWMJ


Il 1• Armata: la larghezza media del fronte dei C.d.A. alleati schierati in difesa ammontava , di fronte ali' 11" Armata (Gruppo d'esercito Conrad), a soli 4-5 km con 2 Divisioni in prima schiera. poiché a partire dal 18 giugno tali forze erano state schierate a scopo offensivo. Poiché però gli alleati erdllo informati in modo ecccllent,e sull'offen iva austriaca, questi progetti vennero rinviati . Una preparazione d ' artiglieria in ufficiente e di fronte ad essa una "contropreparazione" condotta con abilità, che provocò perdite sensibili ai reparti austro-ungarici all'attacco , impedirono il raggiungimento anche dei primi ohieuivi previsti per l'attacco il 15 giugno. Sull'Altopiano dei "Sette Comuni" solo il VT C .d .A. e l'ala orientale del XU C .d.A. ottennero in un certo senso dei successi - dunque anche in questo caso si trattò di un fallimento! Pure sul Monte Grappa le forti artiglierie italiane e le riserve non resero po sibili che limitati successi da parte dei reparti dcU ' 11 • Armata. Nessuna superiorità numerica, nessuna superiorità tecnica, in certi casi un morale molto basso (disertori - un alto numero di prigionieri), un'insufficiente esplorazione , un'artiglieria nemica superiore e soprattutto la mancata concentrazione delle forze sono le rngioni essenziali dell'insuccesso deU' 11 11 Armata. Lo stabilirsi del XXIV C.d.J\ . au.'ìlro-ungarico sul Montello il 15 giugno l9I R

Il comandante del XXIV C .d.A ., FmLt Goiginger, voleva traghettare le sue forze già durante la notte e sotto il fuoco di preparazione, per ridurre il più po ibiJc le perdite. che arebbero state prevedibilmente provocate dall 'artiglieria itaJiana . Questo progetto gli venne però vietato dai . uperiori comandi , in quanto la no tra artiglieria voleva assolutamente o. servare il tiro di preparazione. Così. egli iniziò in conformità al piano delle openuioni il fuoco di preparazione alle 3.00, il primo trngheuamento della 31 ° Divisione di fanteria e della 13• Divisione Schiltzen da nord e da est avvennero alle 5.<X). La 13a Divisione Schutzen riuscì anche entro le 13.00 a co "lruire un ponte; presso la 31 a Divisione di fanteria invece la superiorità dell ' artiglieria italiana lo impedì. Non diversamente accadde presso la 1711 Divisione di fanteria che traghettava più a sud, qui entrarono in azione anche gli aerei italiani . Poiché né il nostro fuoco di preparazione né le nostre forze aeree ernno riuscite ad annientare quelle del nemico, la superiorità aerea e quella dell'artiglieria italiana comportò sempre di nuovo un fuoco preciso contro i luoghi di traghettamento e dove i co truivano i ponti . Ciò nonostante la 17a Divisione di fanteria alle 7 .15 riu cì ad occupare la linea nemica sulla riva occidentale, che si era difesa valoro. amcnte. Nel pomeriggio il XXIV C.d .A . si erd affermalo sul margine oricntaJc del Montello cd i primi contrattacchi italiani erano stati respinti . Per essere pronti contro ulteriori attacchi, venne messa a dispo ·izione del C .d .A. la riserva d ' Armata, cioè I' I 1a Oivi~ione cfi cavalleria Honved. L'Arciduca Giuseppe, comandante della 61 Armata, ricevette anche la 41" Divisione di fanteria Honved, ne ordinò il trasfe-


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rimento a Conegliano e la mise a sua volta a disposizione del XX.lV C.d.A. L'attacco , proseguito fino alle ore 18.00, segnò dei parziali progressi solo ul fronte della 31 • Divisione di fanteria. Dispo izioni del comandante d'Armata al XXIV C .d .A . per il 16 giugno: sfondamento fino al margine occidentale del Montello e sbarramento della linea ferroviaria Montebelluna-Treviso. Il , ostegno ddle truppe d'altacco da pane dell'aviazione austriaca fu scarso. J piloti si rifiutarono di volare all'auacco alla quota ordinata di 50 m, in quanto temevano le traiettorie di tiro dell'artiglieria. In tal modo l'impiego delle mitrnglialrici di bordo non ri. ultò efficace. Anche un bombardamento con 19 velivoli nella zona di Spre. iano-Monastir non portò l'effeuo spernto e la superiorità aerea dei velivoli italiani non fu mai messa in discussione . I piloti italiani erdflo semplicemenle meglio addestrati e disponevano di aerei tecnicamente superiori, in quanto l' industria degli annamenti asutro-ungarica, dopo 4 anni di blocco navale alleato , non era più in grado di reggere il confronto di quella delle polen1.e nemiche. Il XXIV C.d.A. il 15 giugno poté in cfTetti annientare le Brigale Lucca e Benevemo; di esse vennero fatti prigionieri parecchie migliaia di soldati mentre furono catturati 70 pezzi. li bilancio generale del primo giorno dell'ofTensiva fu però negativo, in quanto né l' Annata dell ' I. onzo sul Piave, né r 11 a Annata sui monti avevano rnggiunto gli obiettivi d'attacco previsti. Unica eccezione fu il XXTTI C .d .A. all'estremità meridionale. Nonostante alcuni successi del XXIV C.d.A., il mattino del 16 giugno, olo la 31 a Divisione di fanteria si trovava completamente oltre il Piave, la 13" Divi ione Sc:hutzen e la 17a Divisione di fanteria avevano portato oltre il fiume solo forze insufficienti . La pioggia continua provocò la piena che assieme aJ fuoco dell 'artiglieria rese difficile, o per meglio dire impedì la costruzione di ponti e pa ·serelle. Soprattutto l'artiglieria italiana dalla zona di A. olo iniziò a concentrnre il suo fuoco contro i luoghi di traghettamento e numerose squadriglie di bombardieri iniziarono - anche di notte - bombardamenti contro i ponti di guerra. Viceversa il sostegno dell 'artiglieria dei due C .d .A . vicini (TI e XVI) non ebbe reale efficacia per i soldati del Montello, a causa delle scarse dotazioni di munizioni . Si riuscì però a portare oltre Piave sempre nuove for.t.e, soprauuuo delle Divisioni delJ'Unghcria occidentale, ma le perdite di uomini e materiali erano rilevanti. Le trnppe rimasero quindi sulJa difensiva. respinsero valorosi contrattacchi italiani e catturarono al nemico 200 ufficiali e 6.600 uomini, tra cui anche 150 soldati della Legione cecoslovacca. Per un miglior supporto di fuoco il comando della 6a Armata riunì 16 batterie agli ordini della 7a Brigata di artiglieria da campagna e concentrò suJ Piave le forze della difesa antiaerea e le compagnie mitragliatrici. per poter iniziare finalmente, grazie a tali provvedimenti, la costruzione di un secondo ponte. Su detto ponte dovevano poter transitare le truppe combattenti ancora disponibili ed anche le riserve a.i.segnate dall ' Armata al XXIV C.d .A. Questi provvedimenti non furono però sufficienti ad infrangere la superiorità aerea italiana, gli


ILt

abbattimenti da parte della difesa aerea furono per lo più dei successi dovuti al caso. Situa:io11e ad w, lii-elio .r nperiore .

Gli obiettivi po ti giu, tamente all'inizio molto in profondità venivano già il 16 giugno so. tanzialmcnte ridimensionati dal comando au. tm-ungarico. Si trattava di fatto olo di con ervarc lo pazio conquistato; nel migliore dei casi le teste di ponte sul corso inferiore del Piave e ul Montello sarebbero tate utilizzate per ulteriori offen ive. Jl tempo di anc to nccc ario perché ciò avvcni se era però enonnc - solo dopo alcune settimane cd un'effica e preparazione! Que ta idea fis. a. che non sfruttava rapidamente le chance offerte dalla situazione è paradigmatica dello spirito della guerra di po izione che dominava il comando au tro-ungarico (e presumibilmente non solo quello). A ciò i aggiunga ancora una rete di trasporti di scarsa portata, che non consentiva un rapido trasferimento delle forze del Tirolo nel Veneto e viceversa. Significativamente il FM Boroevic si recò il 16 giugno a Udine per la preparazione di un'ulteriore sforzo offensivo, probabilmente con non molte speranze di successo nell'azione in corso. I serventi dei pezzi italiani e gli aviatori trovarono nella piena un 'efficiente alleata; in diven-.i punti infatti il Piave era cresciuto lino a raggiungere una largheua di 2 .000 m . JI passaggio del lìume in tali circostan1.c poteva es. ere mantenuto solo con singole imbarcuioni e con notevoli fatiche . Le prestaL.ioni sovrumane dei pionieri au. tro-ungarici consentirono in verità di trasferire oltre il Piave altre riserve (pani della 41 " Divisione di fanteria Honved e

I ~,esti" della VI com1K1~11ia d 'assolto (WM)


IL4

dell ' I 111 Divisione di cavalleria llonved) , però il XXIV C.d.A. il 17 giugno ri ·ultava di fatto tagliato fuori daJle sue basi sulla riva orientaJe. Le truppe che ·i trovavano sul Montello non avevano quasi più venovagliamento ed ermo ridotte quasi esclusivamente aJle scorte itaJ iane catturate. TI giorno dopo ( 18 giugno) la piena aveva strappato tutti i ponti . Le battaglie sul Momello il 17 ed il 18 giugno 1918

Nella notte sul 17 giugno il XX1V C .d .A. aveva fatto pa~sare sui tre ponti appena ultimati uomini ed artiglierie delle sue 3 Divisioni. ad e. se seguì la 41 a Divisione di fanteria Honved , che prese posizione a Nervesa. l preparativi d 'attacco per le puntate in pianura e su Collesel-Val d ' Acqua vennero fatti ad opera della 13'.. Divisione Schiilz.en e della 17a Divisione di fanteria . Iniziò la l 73 Divisione di fanteria alle 13 .15 ma nel suo tentativo di sfondamento in pianura ottenne solo un successo paniale. L'artiglieria italiana superiore continuò ad indebolire le truppe d ' attacco che dovettero anche difendersi da violenti contrattacchi. L'attacco dell'ala sinistra del XXIV C.d .A. ottenne dunque solo un successo parziale. che doveva restare l'unico della giornata. La Linea del fronte correva da

Adde.vtramemo al tiro c 011 la mitrag/iatria (SWM)


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Ponti e pa.uert!II<' .m l Piavt> nt>I smort> dt>I XXfV C .A . (SWM)

nord a sud dalla chiesa di Santa Margherita-Nerve. a-Bavaria-Giavern. L'attacco previ ·to dal FmLt. Goiginger per il 18 giugno per l'ala destrn non poté essere effettuato a causa di rinforzi insufficienti e venne rinviato al I 9 giugno. Spo ·tamenti di reparti nell'ambito del C.d.A. dovevano creare le premesse per tale attacco. Per parecchie ragioni il XX IV C .d .A. il 18 giugno non poté mai prendere l'iniziativa. Nella notte la piena del Piave strappò tutti e tre i ponti di guerrn , il che peggiorò la ·ituazione•del vettovagliamento e non consentì di ripianare le perdite delle truppe. Dumnte il giorno si dovettero affrontare forti contrattacchi italiani , che poterono essere respinti solo a fatica . La sera dello stesso giorno la 6a Armata richiese ali' AOK l' assegnazjone di 3 Divisioni e di 4 Brigate di artiglieria per poter condurre dal Montello la puntata decisiva in dirc1.ione di Castelfranco. Questo attacco, dal punto di vista della 6" Armata , avrebbe dovuto portare al crollo tanto


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del fonte montano quanto di quello del Piave. L' Arciduca Giuseppe fece presente che il mancato arrivo di tali rinfor.1.i avrebbe privato di ogni valore la testa di ponte conqui tata ed avrebbe reso necessario lo . gombcro del Montello.

Il p111110 di svolta della hattugliu del Piai•e Un comando austriaco e lento cd in cui dominava la confusione non pre. e le decisioni adeimate né riguardo all 'andamento generale della ballaglia, né sulla qu stione che ne derivava dcll'aftlus o delle riserve . Al contmrio il comando supremo italiano decise il 18 giugno di riguadagnare l'iniziativa. Conoscendo la ituazione critica delle truppe austro-ungariche ,q ua i isolale su lla riva occidentale, 1'83 Armata dove a dapprima riconquistare il Montello mentre la 3J Annata sul Ba so Piave avrebbe ··n:spinto tatticamente'" le forze austriache. All'Ha Armata vennero as ·egnate for,.e considerevoli e dietro di e a vennero . chicrate nuove riserve . I primi attacchi il 19 giugno però fallirono e per le prima volta offrirono un apporto decisivo anche i velivoli e l"artiglieria austriaci . Più di tuni intervenne a sostegno da nord con la ua artiglieria il n C .d .A . 36 bombardieri italianj riu ·cirono però , attaccando in due ondate. a lanciare 11 ton di bombe sui luoghi di traghettamento. Le for,.e della caccia austriaca nella loro azione difensiva riuscirono solo sJX>rndicarnente vittorio. e , cadde però loro vittima l'asso della caccia italiana il Cap. Fnmcesco Baracca. Al suolo un giorno più tardi i reparti dell'8" Annata italiana ripeterono i loro

Passaggio del Pim•r

II

hardw (S\VM)


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attacchi che fallirono nuovamente con gravi perdite. L'organico di combauimento dei battaglioni dell'Ungheria occidentale, che eremo stati impiegati soprauuuo qui, calò però in medi a 250 uomini . Poiché il fronte aveva tenuto per oltre due giorni, iJ FmLt. Goiginger pensò ancora una volta ad allargare la testa di ponte. Dovevano essere fatte traghettare delle riserve e l'attacco doveva essere effettuato la sera del 20 giugno. Dato però che l'artiglieria italiana. diretta con efficacia dagli aerei, riuscì una volta di più a distruggere i ponti austriaci necessari all 'azione, questi progetti rimasero teoria. Anche l'Armata dell ' Isonzo il 19 ed il 20 giugno dovette difendersi da contrattacchi italiani e non poté riprendere l'iniziativa.

Ripiegamemo del Gruppo d 'esercito Boroevic sulla riva orientale del Piave Le lunghe consultazioni avvenute il 19 giugno a Spilimbergo tra l'Imperatore Carlo ed il FM Borocvic ponarono alla decisione, in quella situazione ormai pri va di prospettive , di proseguire l' auacco da parte della 6• Armata. Obiellivo dell'attacco: Asolo-Bassano; copertura ad opera deU' Armata dell ' l. onzo. La seria mancanza di munizioni e di vettovagliamento però , assieme al costante pericolo di M.: iopc ri nc lJa Monarchia ne misero in dubbio l'esecu,r.ione. Anche l'alleato tedesco richiedeva l'interruzione di un 'offensiva infruuuo. a e viceversa il trasferimento di 6 Divisioni austro-ungariche sul fronte occidentale. L' imperatore esitò cd in un primo tempo non volle consentire aJla ritirata proposta del FM Boroevic sulla riva occidentale del Piave. Ci furono ulteriori lunghe con. ultazioni neUe quali il FmLt Goiginger si fece garante , a determinate condizioni (rinfor1,i), ancora una volta pres ·o l'Imperatore Carlo della possibilità di occupare l' intero Montello o perlomeno di tenerlo durevolmente. L'afflusso di forze dalJe truppe vicine, che avevano già . ospeso l'offensiva, era l'esigen,.a fondamentale perché ciò avvenisse. Si sarebbe trattalo essenzialmente di una Divisione di fanteria in piena e fficien:,.a bellica, con artiglieria pe ·ante. velivoli ed aliquote di pionieri. Que ti rinforti dal punto di vi ta del XXTV C .d.A. sarebbero stati sufficienti , sempre che fosse . lato possibiJe co. truire altri ponti sul Piave e le artiglierie dei C .d .A . vicini ave. sero potuto proteggere l'azione. Questi provvedimenti avrebbero richiesto parecchio tempo cd è di. cutibile che iJ comando . upremo itaJiano avrebbe conces. o a quello austriaco il tempo necessario a tale riorganizzazione delle forze e non avrebbe invece attaccato. L' Imperatore Carlo, a cau. a ddla ·ituazione generale , non era favorevole agli argomenti addotti dal. XXIV C.d.A . e dopo ulteriori discussioni col comando dell'esercito (Art e Waldstatten) la sera del 20 giugno 19 l 8 diede, alle 19 .16, l'ordine di ritirata genernle. Lo sgombero de l Montello venne effettuato secondo i piani nelle notti successive:


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20-2 l giugno 19 18: artiglieria. logistica. feriti. 2 1-22 giugno 1918: la prima metà delle truppe combattenti (soprattutto fanteria). 22-23 giugno 19 18 : seconda metà delle truppe combattenti . U movimento di ripiegamento venne in via eccezionale protetto con efficac ia dall'artiglieria austriaca. li nemico in genere sicuro di vincere e tuttavia ancora e itante non si accorse della ritirala e dapprima perciò non attaccò ed in seguito lo fece con ben poco entusiasmo. La sera del 23 giugno le prime fort.e italiane erano di nuovo ·ulla riva occidentale del Piave. senza però riuscire mai a catturare rilevanti forze austriache .

Bilancio Il movimento di ripiegamento ben riuscito non può ingannare circa la sconfitta dell'esercito au. tro-ungarico nella sua ultima offensiva. Quale ragione principale per tale faJlimenlo si deve indicare la mancanz.a <li una direzione di attacco preponderante. Le fori.e comunque inferiori al nemico del fronte ·ud-occidentale non potevano ottenere una superiorità sufficiente in attacco frammentando le proprie puntate offensive, superiorità che sola avrebbe potuto garantire uno sfondamento vittorioso. La scarsa efficacia della no. tra artiglieria. la superiorità aerea nemica, la piena e le forze itaJiane che si difendevano valorosamente. accanto agli errori operativi sopra citati, condussero inevitabilmente a lla sconfitta. Una netta preponderanza offensiva. dopo i ripetuti fallimenti ui monti , assegnata quindi al Piave avrebbe certamente potuto avere delle prospettive di successo imiti a quelle dell 'autunno 1917. Anche una prosecuzione dcll ' offen iva dopo iJ 21 giugno perlomeno sul Montello. nel senso di realizzare un chiaro forzo preponderante, avrebbe ancora potuto garantire un successo, in quanto il mas ·iccio collinare costituiva il punto di giunzione frn il fronte montano e quello del P1ave. AJmeno un tentativo meritava di essere fatto ed anche la conservazione della tes ta di ponte occupata sarebbe stata preferibile. sia in con. iderazionc dei acrifici che era costata sia ed ancor più per la certezza che la monarchia degJi Asburgo non avrebbe più potuto produrre una nuova ofTt:nsiva.


Hd,,:io,1~ M . MonJanori. UaJla battagha d "arrcsto alla battaglia del Solstizio. Linu dif~nsiv~ dal/"Al1ico al""'" (Aus mt')


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Schematis<M Darst~flun - des,Opuationsplane 19 ,-.,-- Jl «egm ltalim rJ .,-...7,,.___ _ _

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Rela.,ionr K . Nardrrl'r, 1.a banaglia sul Moo1c llo; Schierwrremo e limiti di set/ore dei Gruppi 1J"F.sl'rd10 Cmm1d ,, Hornt'vir

(SWM)


Relazione K . Mitterrer, L'ultima offen iva au aro-ungarica. Sche11UJ d 'attacl¡o del saliente nurd~sl ,Jel Montello (SWM)

Relazione K. Narduer. lo ba1tagUa .n,I Montello ; U11eu cli cur,tuflu e clirrllric:i cl'uJtan :u dei ,:urpi d 'armata a .u . XXIV. XVI e IV (SWM)


Daa fntsttzm d~s k. u. k. XXIV. t\orps auf dem Mont~llo IS. Juni 1918

Rt>lazJone di Tibor Balla, Il ruolo delle tmppc unghcn.>si. Si11,avo11, d el XXIV C.A. ,f ui Mom ello alla data 15 i:i111:110 /CJ/,'i (MSMIJ)


Kjmpfe auf dtm Montello vom 16. bi 18. Juni 1918

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R,lazinn, di 1ibt>r Balla, Il ruolo delle truppe unghere i . Si1ua~ont' nd sellorr dtd XXJV C.:.A . sul Mon1el/o dal /6 al 17 giugno /9/X (MSMB)


Relazi_ottt' di 1ibor Balla, Il ruolo delle truppe ungtK."JC!,i . Sil ua-JOIIC' Mtl },10,11,11/0 il / IJ e 10 ~iu,:no /9/8 (MSMB)


Rela:,io~ di 1ìbor Ballo. U ruolo delle truppe ungm.-resiSchiuo direllrid d'allocco (MSMB)

R,>/azinntt di Paolo l'o:.Z/.lftl. Polemiche tra

vinci tori e vinti. I .'irrr,:<1/a" corso del l'fo v«1 • 11ei pressi del Momello


Fig . I . PMi::inni italiani! sul Montello con eviden:.i01e lt> linee operatil'e di riferim,â&#x20AC;˘11111 Mela~one di di Jacopo /.nren: ini, L.t battaglia del Montello. La !!Ă&#x152;omata del 15 !!,iugnn 191 K. Fig. 2. .x¡hieramenlo clei reparti dell 'Vl/1 CA. (Au.m11r)


f)islnrazionl' delle for-..,t' il 17 ,:iu,:no /9/H alle or, 5 (ABS).

Rela::irme di di Jam po /,nr('n:.i11i, 1...3 hattaglia del Montello. I.a giornata del 15 giugno IQl 8 . Fig. 3. SchierC1me111i delle artiglierie sul ,·t•r,\atJ/e nurd-,1ri"'1wh• tic/ M11111t>/ln (Au'i~me)


Rt'la.,ione di di Jacopo Lor,nzini, La bat1ngli:1 del Monr~lln. I .a ziomma del I~ ziugnn 191R. Fi,: . 4 . Pr,sidi italiani nel sotto. """re Fonrane-Nervesa (A11ssme)


Relazion, di Jacopo Lorn,:,i11i, La battaglia del Monlclln. Lu giornata del 15 giugno 191.8. Fig . 5. Posizioni dift11 iw 11el mor, nord del Mrmtello (Aussme}

Relovone di di Jaropo l.nrt>n..i11i, La ballaglia <kl Montello. La giornata. del 15 giugno 19 18. Fi,: . 6. Po i:io11i della 58" dĂŹvisio11e e direttrici d 'onaccQ <1ustria<:he (AU.\MIU')


Sfmufamentu del/" còsi,Jdettt1 lineil dt!lla corda , cltemn d 'at1arro a.u . R, la1i<m<' di 1/i J,1,¡011<1 lnrenz.ir,i, I.ab.maglia del Montello. La. giornata del 15 g,iug.no 1918. Sfor:i a11stm-u11,:nriri" mntrattacm del Gn,ppo Gian 'hi (A11ssme)


Relu:J"n" di di Jacopo l.nren:.111/, I.a hanaglia del Mon1ello. La giomma del lj giugno 1918. Articol:wonc della difc~ e din:ttnci dei conlr.rttoochi (A11u111e)


Rt'parTn ro-:;:.t'.{t' 111 111,m. ia

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nisPgni di J F . B,mchor, Soldato di Sanità;

Caporale deRli alpini, rartolina spedita in Frar,cìa da Torino il 22 no~·embre /9/8;

<i-eniere italiarw

Artigliere italiano


llY -

IL RUOLO DELLE TRUPPF. UNGHERESI ELLA BAITAGLIA DEL PIAVE DEI .. GI UGNO 1918 di 1ibor Balla

I prep(Jr(JtÌ\'i miliwri >:enerali per I 'offensfra liii 1ro-u11,::arica del giugno

Il 23 mano 1918 l'imperatore e re Carlo approvò la decisione del capo di S.M . austro-ungarico Col.Gcn. Arthur An von trau scnburg di preparare un'offen,iva contro l'Italia. L' operazione sul Piave, inizialmente prevista per la fine di maggio, riccvcnc il nome in codice .. Albrccht". Le Armate soggette al comandante di gruppo d 'esercito Feldmarc iallo Boroevic avevano il compito seguente: l'Annata dell'Isonzo doveva fondare con la sua mas ·a principale sulla direttrice OdenoTreviso, avanzando tra il mare e la linea usegana. Arcade , Pol\tioma, htrana. Piombino. Doveva inoltre as ·icur.tre il fianco ·u Vene1ia 1 • L'avanguardia del cuneo puntato u Trevi o doveva essere costituita dal IV Corpo d' Annata. fonnato tfalla 64" e dalla 7<r Divi ione I lonvéd e dalla 2<JA Divi ·ione di fanteria auMm-ungaril·a Il gruppo d'attacco della 6" Annata era costituita dal XXIV Corpo d ' Annata . Con le ue 3 Divi,ioni e. so doveva varcare il Piave sul fronte tm fal,é e crvc,a . prendendo per quanto po~scsso dell'intero Montello fin dal primo giorno tra1111cco!. e avanl'are 4uindi verso ud-ovest, in accordo con l'ala de ·tra detr Annat.i dell'Jsonm, in direzione di Po tioma . Il li Corpo d' Armata (composto dalr8~ Divi!-.ione di cavalleria au. tm-ungarica) doveva agire solo dirnostrntivamente , neutraliu.are le ballerie nemiche e so tenere col fuoco l'avanzat.a dell'ala de tra del XXIV Corpo d'Am1ata lungo il versante nord del Montello'. Il numero dei pezzi, delle munizioni e dei mezzi di combattimento di ogni genere era il più consi tcnte che la Monarchia ave se mai predisposto per un'offen. iva. L' artiglieria venne concentrata nella zona d'attacco. così ad esempio il dispositivo d 'attacco ul Piave (XV I, IV e vn Corpo d'Annata). la cui disloeationc occupava 18 lm di fronte, di poneva di un pezzo di artiglieria ogni 13 m lineari . Nel Gruppo d 'esercito Boroevic il totale di I 58 peui leggeri, 468 medi e 26 pc nti corri pondcva all'incirca al minimo nece!-.sario. La quantità di munjzionamento ri ·uh ava un po' scarsa - M>prJttuuo per quanto riguarda le a scgnazjonj ai pezzi pesanti - per una battaglia di materiali. Del tulio insufficiente era poi la dotazione di granate a gas del Gruppo stesso. Il fmnte del Piave di poneva compie ivamente atrini,io dell'offensiva di 151 .000 proiettili da 75 e 80 mm, 88.300 proiettili da 100 mm e 28.650 granate a gru da 150 mm•. U Gruppo d'esercito disponeva il 15 giugno di 84 equipaggi da ponte, oltre a 1000 barconi e altri natanti5. Dumnte la hauaglia sarehhe apparso evidente che questa dovizia di mezzi era in realtà solo apparente.


IJO

Nonostanle ogni sfono. non ern stato po 'Sibi le predi porre delle . eone di viveri in grado <.li garantire il rifornimento delle truppe attaccanti per tutta la prevedibile lunga durnta dell'operazione. Quanto predi po, to ba tò pc o olo per pochi giorni . Si spernva nel hottino che si contava di catturare al nemico. La truppa indebolita non era in realtà in grado di affrontare gli strapazzi di un 'offen iva. L'espre .. ione "offensiva della farne'' , coniata dal soldato semplice per la battaglia di giugno, non polrehhe essere più appropriata. Prima dell'attacco del giugno 1918 mancavano talmente tante co. e che un 'a/ione di sorpresa avrebbe rappre ·entato un gro . o rL chiob. Lu situa::.ùme delle Divisioni ungheresi al/'ini:io dell'offensiva di giugno.

li Gruppo d'e ercito Borocvic (al comando del Feldmaresciallo Svetozar Borocvic von Bojna) era composto dalla 6j Armala austro-ungarica (Col.Gen. Arciduca Giu cppc) e daJl'Armata dcll'lsonzo (Col.Gen . Wen1.d Frdherr von Wurm ). Il XXIV Corpo d'Armata (FmLt. Ludwig Goiginger) della 6" Annata aveva 2 Divi ioni ungheresi: la 31" Divi. ione di fanteria imperial-regia di Budapest (FmLt. Josef Lieb) e la 17'' Divi ione di fanteria imperial-regia di Nagyvarad (Gmsswardein) (FmLt. Vimen7 Stroher) , aJla riserva dcli' Armata apparteneva anche I' 11 ·' Divisione di cavalleria Honvéd di Debrecen (Magg.Gen. Paul Hegedus). Il XV I Corpo d'Annata (Gen. di fant. Rudolf Kralicek) dell'Armata

Frldmare eia/lo SvNc>Zllr Boroevic, co11umda111e de/l 'omm1iT1w Gruppo ,l'faerriw (MSMB)

Feldmare.w·ial/o F.r:/1er:n,: Josef Au,:ust (MSMIJ)


UI

dell'l onzo aveva una Divi. ione ungherese: la 33a Divi~ione di fanteria imperialrcgia di Kormaron (FmLt. Artur lwan. ki von lwanina) , al IV Corpo d'Armata (Gcn. di cav. Aloi. Furst Schonburg-Harten. Lein) appartenevano 2 Divi ·ioni unghcre i: la 64:i e la 70' Divi ione di fanteria Honvéd (FmLt. Ru<lolf Seide e Magg.Gcn . Béla Berzeviczy von BerzcvicLc e Kai..aslomniu.). Il VJI Corpo d ' Armala impcrial-regio di Teme. var (Gcn . di fant. Georg Freihcrr Schari:,er von Rény) aveva olo una Divisione completala in Ungheria, la 14a Di visione di fanteria imperial-regia di Pressburgo (Poz ony) (Fm Lt. Franz SL.ende von Fi.ilekkelecsény). Il XXJJJ Corpo d ' Armata (Ge n. di fant. Maxmilian Csic. eric. von Bac éiny) aveva olo una Divis ione di cavalleria unghcre. e, cioè la l" Divi ione imperial-rcgia di Tcmesvar (Magg.Gen . Ferdinand von Habennann)'

Il for:.amefllo del l'iave da porte dt•lle truppe ungheresi nella ::ona del Momello e presso l 'Armata dell 'Jso11zo Alle 3.00 del 15 giu1:,rno 1918 iniziò il tiro a gas su ll'intero fronte del Piave da parte dell 'eM!rcito austro-ungarico. Ciò co ·trinse la fanteria e l'artiglieria nemica ad indossare le maschere. ·ebbene il ga · - a cau ·a del tempo umido e non meno dcll ' invccchjamcnto del munizionamento - aveva solo un effetto lacrimogeno. Dopo 70 minuti cguì un tiro di distruzione di 3 ore. quindi una cortina di fmX'.o accompagnò l'attacco della fantcriaM. li FmLt. Goiginger, comandante del X IV

Generale Wen~I Freiherr 1·011 Wurm cumar,dur,te della /sm,::..u Armee

Generale l'aul lle,<et/11s comcmdcmte dl'lla I,,., dil•isio11l' di ra\'l/1/eria Hm11·l'd

(MSMB)

(MSMB)


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Corpo d ' Annata (il cui fronte ammontava a circa 18 km), ordinò, a dispeuo degli ordini. del comando di Gruppo d"escrcito dell"I. onzo, di traghettare già alle 5.30. Il primo reparto addetto al traghettamento delle 3 Divisioni del Corpo d'Annata (la 17" e 31 a di fanteria e la 13" Schiit:.en) raggiungeva la riva nemica del Piave tra le 5.00 e le 5.40. ancora sotto la protezjone del chiaro. curo e della nebbia mattutini. con perdite relativamente scarse. Solo la 17" Divisione di fanteria. che per attraversare il fiume utilizzava il . ettore a nord-ovest di Nervesa. dovette regi tra.re perdite maggiori a causa delle artiglierie poste a ·ud e a sud-ovest di questo paese. Tutte e tre le Divisioni riuscirono ad espugnare la linea italiana che correva lungo la riva entro le 7 .15. L'attacco proseguì subito in profondità. Ancor prima di mezzogiorno l'intera linea nemica era stata occupata. L' intervent.o delle ri ·erve italiane dell'8a Armata (Ten.Gen. Giuseppe Pennella) e la situazione nelle località di traghettamento arre tarono nel [X>meriggio l'avanzata del XXIV Corpo d ' Armata. Su richiesta della 6a Annata. venne assegnaru al Corpo d'Armata dalla riserva del Comando Supremo la 41 11 Divisione di fanteria Honvéd (al comando del FmLt. Rudolf Schamsula von Simontorony). Delle tre Divi ·ioni all'attacco, solo la 13• Sd1iit:.e11 era riuscila a co truire un ponte di barche. che venne ultimato alle 13.00. Nella zona della 31 a e della 17.. Divisione di fanteria l'artiglieria nemica aveva impedito fino a quel momento il gittamento dei ponti . L'artiglieria del Il Corpo d 'Annata. non impegnato nell'attacco, che aveva dota-

Geflernle Bela Berz.evic: v von Benevit::.e unti Kalwslomnit:. comtmdante <lei/a 701' dii'isione di fanterio llu11vetl (MSMB)

Generale Georx Freiherr Sd,uric._er von Reny com0111/a111,, tlel VII C.A . (M SMIJ )


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1.ioni alquanto mode te, non era riuscita a neutralizzare le pericolose batterie nenuche ad ove ·t del Montello. Sul Montello per ogni colpo della nostra artiglieria ne arrivavano 50 di quella italianay. Un ulteriore traghettamento pre. so le citate Divi ioni era diventato quasi impossibile. Mentre aJiquote considerevoli della 17a Divisione di fanteria dovevano sostare sulla riva orientale del Piave, i Reggimenti della 31 '* Divisione di fanteria che . i trovavano ancora dallo stesso lato del fiume riuscivano a far varcare il Piave a 4 battaglioni . La Divisione dovette pru sare dall'altra parte utilizzando l'unko 1>0nte di Villa Jacur. Aerei nemici iniziarono nel JX>meriggio a bombardare con sempre maggiore inten ·ità il ponte di barche . La nostrn dife a aerea era impotente a causa della superiorità dell ' aviazjone avversariam. Così gli altri rinforzi di fanteria e le artiglierie pronte al trdsporto dovettero attendere l'oscurità. ln queste condizioru le avanguardie dell'attacco sul Montello il 15 giugno non poterono più avanzare. La penetrazione nella zona di difesa nemica ern riuscita in alcune località per una profondità di 5 km". Nello te so giorno il Corpo d'Annata aveva catturato 1.600 prigionieri , 18 pezzi e molte mitragliatrici 11 • Il passaggio del fiume da parte del XVI Corpo d ' Armata dell' Am,ata delr lsonLO iniziò col traghettamento dall'isola di Papadopoli a partire dalle 6.45. Le batte rie italiane con azione fiancheggiante affondarono grnn parte dei pontoni che si a ventura vano sul fiume . Il fuoco dell'artiglieria rese impossibile ogni rinfor,.o della prima ondata che aveva già preso terra . Le truppe della 3" Armata italiana

<ie11erale Fra11:. S:,ende von Fulekke/ec eny coma,uJ,1111e del/u /4" divisione di fafllerin (MSMB)

Generale Maximilia11 Csicseric.v vo11 Barsa11y coma11da111e ,le/ XXIII(' .A . (MSMB)


IJ4

(Ten .Gen . Duca d ' Ao. ta) ributtarono in acqua i deboli reparti d 'as. alto nono tante la loro eroica re. istenza. Solo il 106° Reggimento di fanteria della 33" Divi ione imperial-regia. al comando del Col. Anton Lehar. che era riu. cito ad attraversare il Piave a Salettuol. poté co tituire una testa di ponte". JJ Reggimento. tagliato fuori da ogni rifornimento dal ben diretto fuoco avversario di artiglieria, dovette ripiegare nuovamente ull'i ola di Papadopoli nel primo pomeriggio, dopo un combattimento privo di pro petti ve contro un ' intera Divisione ilaliana. Co ì il forzamento del Piave da parte del XVI Corpo d ' Armata fallì completamente con grnvi perdile. li IV Corpo d'Armata al centro dell'Armata dell'l. onzo, che doveva guidare l'intero attacco eco tituime la punta di penetrazione. poté in realtà raggiungere l'altra riva del Piave e affermarvisi, ma non riuscì a guadagnare pazio e a causa dell'efficacia dell'artiglieria e dell'aviazione nemiche non riu cl a costruire alcun ponte'\ Nel IV Corpo d'Armata le ali destre delle due Di vi. ioni che si trovavano in prima schiera furono costrette a restare ferme con gravi perdite sotto il fuoco della difesa nemica . JI traghettamento riuscl perfeuamentc negli altri po ti. Le due Brigale della 64a e della 7(11 Divisione Honvéd penetrarono nella prima linea italiana e conquitarono la prima posizione difensiva del nemico. Il contrattacco italiano. o;;callalo la era , riso pinse verso il fiume il centro del Corpo d ' Armata che aveva guadagnato la riva de ·tra e separò di nuovo una dall'altra le aliquote delle due Divisioni Honvcd che si trovavano sulla riva occidentale del Piave. Anche sul resto dd fronlc del Piave nemmeno que 'lo Corpo d · Armata riu cl a far varcare ai rinfor/.i l'ostacolo del fiume. Il risultato dei comhauimenti nella zona del uddeno IV Corpo d ' Annata fu la realizzazione nel primo giorno dell'offensiva di due piccole teste di rxmte i. olate". Gli avvenimenti che coinvolsero il VII Corpo d'Armata furono molto diversi . Il traghettamento della 143 Divisione di fanteria riuscì . olo alle due ali, che poterono aggrapparsi ulla linea nemica dell'a~ine. senza però collegamento reciproco. 1 oonlrattacchi degli italiani furono respinti . Si riuscì a realizzare uo ponte di barche, su cui transitarono rinforzi e rifornimenti "'. L'attacco dimoslrntivo del XXlll Corpo d ' Armata raggiunse sorprendentemente il IO Genero/e Rudo/f S<'ham,,·('ht1/a von succes. o maggiore sul fronte del Piave a sud Simomoro11y comandrmtl' dello 4 /• dfridel Montello. Il nemico non si era aueso qui çio11f' difo11terio ll<m vetl (MSMIJ )


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alcuna a/.ione in grande . tile. Il fuoco di preparazione dell'artiglieria austro-ungarica, anche in quc to tratto del fronte non molto preci o. venne debolmente controbattuto dagli italiani. I primi scaglioni di traghettamento raggiunsero la riva opposta a pieno organico e ricacciarono i difensori dalla trincea più avanwta. L'attacco procedette quindi in profondità. Fino a sera. contro una resi ten,,a da parte delle riserve nemiche che si faceva sempre più durn , venne ottenuto quanto segue: il 5° Reggimento ussari della Ia Divi. ione di cavalleria. dopo aver passato il fiume a Te tadura. riu. cì a prendere Paludello e a portan.i lungo la strada lino a Castaldia .,ul Piave Vecchio, il che provocò lo . gombero della te ta di ponte italiana di Brc sanin al margine della Laguna , di fronte al 2° Reggimento ussari . TI XXIII Corpo d'Armata , a causa del forte fuoco dell'artiglieria e degli attacchi aerei , non era riu cito a co. truire un solo ponte di barche 17 • L'offen. iva dell'Annata dell ' I onzo nel primo giorno di banagJia non aveva raggiunto in alcun luogo gli obiettivi previsti . La podero ·a puntata offensiva pensata in direzione di Trevi. o era stata re pinta dal nemico e già la era del 15 giugno come idea chiave dell 'attacco era stata liquidata. Il comando dell ' Armata ordinò l'immediata pro. ecuzione dell'offen iva, con una decisione che sulla base della situazione ubcntrata non poteva es ere definita che imprudentc 'x. La . itua/.ione di partenza della battaglia del Piave era un fronte lungo alrim:in.:a 45 km che correva dietro ad un o. lacolo nuviaJe fortemente presidiato. domato sol tanto alle sue <lue ali e trcme . Fra le tre ri ·trenc te ta di ponte. le truppe am,troungariche occupavano la riva opposta in cinque punti. ma questi luoghi di sbarco erano quasi completamente tagliati fuori da rifornimenti e rinforzi dalla forte corrente del fiume , <.:he veniva co tantemente bombardata. La piena del Piave rese difficili anche il traghenamento e il gittamento dei ponti. Nella notte sul 16 il nu ·so dell'acqua crebbe fino a diventare una corrente minaccio a che distrus. e i ponti

Repurti ungheresi anra,•ersrmo il l'icll'e :m

1111 polllP

di rircostm,w (MSMIJ)


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co ·1ruiti con gravi perdite dagli zappatori . otto il fuoco dell'artiglieria e il grandinare ddle bombe'''.

I combattimenti per ampliare le teste di ponte sulla riva occidentale del Pia\!e, difesa dalla co111roffensiva italiana

11 16 giugno la 6a Armata non effettuò alcuna con istente azione d'attacco. La 3 I11 Divisione di fanteria avanzò per la seconda volta fino a Collesel Val d ' Acqua, ma di nuovo non riuscì ad affermarvisi. Eccettuati alcuni piccoli miglioramenti nella linea a Nerve a. la situazione rima e la te a della sera del 15 giugno. Alla JT e alla 31a Divisione di fanteria fallì completamente la costruzione dei ponti e il solo collegamento . icuro tra le opposte rive a Villa Jacur venne distruuo alle I0.00 da un attacco aereo . Poco prima erdllo stati portali sull ' altra riva alcuni pezzi e quanto restava della 31 a Divisione di fanteria. Alla 17" Divisione di fanteria vennero assegnati tre battaglioni a rinfor,.o . L'ala destra dclJa 31" Divi ione di fanteria venne assunta dalla Brigata HeinJein , che era composta da due Reggimenti traghettati dell' 11 a Divisione di cavalleria Honvéd. Nella notte sul 17 giugno fu possibile realiz;,.are un ponte a FaJzè e riparare quello di Villa Jacur. Anche nella zona della 17" Divisione di fanteria, nel pomeriggio del 17 giugno, venne ultimalo un ponte di barche a Mina , grazie al quale riuscl a pa~sare ull 'altra riva tutta la 41 " Divisione di fanteria Honvétl , che era stata assegnata al XXI V Corpo d'Armala dalla riserva d ' Armata. Nel pomeriggio del 17 giugno la l 73 Divisione di fanteria aveva preso Nervesa e S .Andrea dopo duri combaltimentF0, per raggiungere quindi i binari posti ad I km a sud-est dei piedi del Montello. Nella notte sul 18 giugno la piena aveva nuovamente strappato tuni i ponti che erano stati costruiti. Al XXJV Corpo d'Armala non fu più po ·sibile porlare i feriti sulla riva orientale, il vettovagliamento e le munizioni di cui vi era urgente necessità sul Montello. I collegamenti dei portaordini erano interrotti . Avvennero locali contrattacchi del nemico. che vennero però tutti respinti 2'. Anche presso l'Armata dell 'Isonzo il problema maggiore era la costruzione di ponti stahili, che non appena realizzati venivano immcdfotamente distrulli dall 'artiglieria nemica, dagli attacchi aerei e dalla piena del fiume. Dopo l'insuccesso del primo giorno d'attacco il XVJ Corpo d'Armata non cercò più nelle giornate seguenti di varcare il fiume . U 16 giugno il TV Corpo d' Armata ottenne solo scarsi guadagni territoriali . Fino a sera la 641 e la 7Cf Divisione Hon véd riuscirono a prendere Folina e Saletto. 11 VII Corpo d ' Armala impiegò la 14" Divisione e una Brigata della sua riserva e avanzò per tullo il giorno fino a raggiungere la linea Fagaré-La Fossa. Venne così stabiHto il collegamento dei reparti sbarcali del Corpo d'Armata. Anche il giorno 16 il successo maggiore toccò al XXllJ Corpo d'Armata . Fu persino possibile gettare un ponte a San Donà, che venne però presto nuovamente distruttoll.


JJ/

li 17 giugno il rv Corpo d'Armala riuscì , di nuovo . olo provvisoriamente, a formare un fronte continuo sulla riva occidentale. Le . ue due Divisioni vennero separate nel pomeriggio una dall'altra da un auacco italiano. La 14" Divisione di fanteria del VTI Corpo d 'Armata mantenne in que. to giorno le sue posizioni e respinse attacchi nemic i:'. Il 18 giugno r inlero fronte dell 'Armata delr I. onzo s i trovava senza ponti. E si erano stati strappati via dalla piena (il livello del Piave era saJito di 70 cm), oppure erano . lati rotti dai ponti già distrutti. In tal modo la situazione dei rifornimenti in particolare del IV Corpo d'Armata si era fatta critica. Ln questo giorno raJa destra della 64" Divisione di fanteria Honvéd intraprese una nuova puntata offensiv.1 su Folina, ma dovette ripiegare. Al centro del Corpo d ' Armata riusci finalmente il collegamento tra la 64,. e la 7QA Divisione di fanteria Honvéd . L'ala . ini tra di questa Divisione occupò C. Nuova. Sebbene iJ Corpo d'Armata il 18 giugno dovesse sono tenere la pos izione, la 14a Divisione di fanteria anaccò e spo tò in avanti nella sua zona il fronte di I km. li centro dcli.i Divisione raggiunse il torrente Meolo. U XXIII Corpo d ' Armata incontrò il 18 giugno alcune difficoltà. Contro il suo fronte si dire ·sero i principali conlrattan:hi degli italiani , mentre la forza d'urto della grande unilà si ern venuta es.iurcnùo durante i 4 giorni di combauimento~-'. Alle 15 .30 del 19 giugno cominciò sul Montello l'attacco degli italiani. Il nemico, le cui fone erano numericamente doppie, attaccò l ' intero fronte (prima di tutto

va

l'a1111glit11111gherese g1urda il Piave (MSMB)


la 1711 Divisione di fanteria e la 41 '" Divisione di fanteria Honvéd) del XXTV Corpo d'Annata imperial-regio. Per la prima volta nel corso della battaglia anche l'artiglieria au ·tro-ungarica sostenne efficacemente la propria fanteria (in 4ue ·to momento si trovavano sul Montello già 4 Divi ioni e mezza nonché 20 batterie leggere):!\. Le Divisioni del Corpo d'Armata resistettero tenacemente fino a . era e intrapre. ero persino alcuni oontrdttacchi . La 31 11 Divi ione di fanteria fece da sola oltre 1200 prigionieri e catturò 8 peni nonché parecchie mitragliatrici "'. Le truppe dell'8" Annata italiana attaccarono il 20 giugno fino al pomeriggio le Divisioni del Corpo d·Annata di Goiginger. La 41 • Divisione di fanteria Honvéd a Nerve. a . i ritirò nella sua vecchia linea 17• Prc o l'Annata dell'lsonw il 19 e il 20 era stato progettato il pro cguimento della battaglia da parte del VTI e del xxm Corpo d·Armata. Entrambi dovevano raggiungere il . ettore di Meolo. Il IV Corpo d'Armata doveva tenere le ue lince sulla riva occidentale del Piave . Quest'ultima unità il 19 giugno continuò a re tare senza un colJcgamento sicuro con la riva e dovette sostenere violenti attacchi italiani. nella zona della 64" Divisione di fanteria Honvéd. li 20 giugno trascorse presso il TV Corpo d'Annata senza rilevanti azioni di combattimento. La 371 e la 2211 Divisione italiane attaccarono l' intero fronte del vn Corpo d'Annata. A sern la 1411 Divisione di fanteria dovette difendersi dalle puntate offensive nemiche e ripiegare un po' la sua linea più avanzata. Contro il XXJIJ Corpo

Tn,ppe d 'assalto un1:heresi all't1ttt1cco del/" linea illllimu, (MSMB )


l.i'I

d ' Armata il nemico il 20 giugno non rinnovò i uoi attacchi. Sull'isola della foce del Piave. a nord di Cortcllazzo. reparti della I Divisione di fanteria cavalleria vennero respinti·•. j

la ritirata delle truppe ungheresi sulla rfra oriellfale del Piave li 20 giugno alle ore 19.16 l' Imperatore e re Carlo ordinò il ritorno dell'intero Gruppo d'e ·ercito Boroevic sulla riva sinistra del Piave. Presso il XXIV Corpo d ' Armata le batterie mobili. le ·almerie e la sanità lasdarono il Monte llo nella notte ~ul 21 . Dopo che la controffensiva italiana era ces ·ata già il 20 giugno , non si erano avute pre ·so questa grande unità azioni di combattimento. TI nemico si limitò ad impedire il collegamento delle truppe au. Lro-ungariehe del Montello con la riva orientale <lei fiume mediante intensi hombardamenti di artiglieria sui luoghi di traghettamento . Le fanterie del Corpo d'Armala di Goginger vennero ritirate in due aliquote nelle due notti seguenti . La retroguardia re. tò però nelle prime lince fino alla sera del 22 giugno, allo scopo di ingannare gli italiani . Il nemico venne pienamente sorpreso. Ancora nella mattinata del 23 giugno l'artiglieria nemica bombardò infatti le trincee au. tro-ungariche ormai vuote. Il ripiegamento della fr' Armata oltre il Piave era a questo punto completato. Le partuglic italiane raggiunscm la riva abbandonata del Piave di fronte alla 173 Divisione di fanteria solo alle 19.00 del 23 giugno·?\ ma i pontoni e i ponti austro-ungarici erano già stati messi al icuro. Non fu viceversa possibile portare in salvo il bottino fatto . Per la condu-

Rovine di Musi/e di Pim·e il 17 giugno 19/X (MSMB)


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zi.o ne di una ritirata tecnicamente così ardua il FmLt. Ludwig Goiginger venne decornto della croce di cavaliere dell'ordine militare di Maria Tere. a l(}. All'Annata dell ' Isonzo era stato ordinato cli ritirnrsi solo il mea .o giomo del 21 giugno. La manovra di ritirata venne mascherata come una sostituzione e un nuovo rnggruppamento dei reparti. Presso il IV Corpo d ' Annata i feriti e i prigionieri. cosl come i cannoni e un Reggimento deUa 70' Divisione di fanteria Honvéd , pas arono . ull 'altra riva nella notte sul 22 giugno. Lo sgombero della piccola te ta di ponte del IV Corpo d'Armata ad opem delle fanterie avvenne senza intoppi, s ui ponti a di. po. izione, nella none suJ 23 giugno . Presso il VU Corpo d'Armata la ritirata iniziò eHettivamente solo neUa notte dal 21 aJ 22 giugno. Le artiglierie e le salmerie vennero trasportate sulla riva oppo ·ta del Piave senza farsi notare dal nemico . Il Gcn . di Fant. Schariczer, comandante del Corpo d ' Armata , a dispetto degli ordini ricevuti, non fece effettuare la ritirata in due aJiquote. Egli inviò tutte le riserve con le salmerie e fece varcare il fiume alla fanteria rimasta in retroguardia nella none sul 23 giugno, in un 'unica solu/.ione. Alle 8 .00 del 23 giugno anche la retroguardia, che aveva coperto la ritirala del grosso dalla posizione dell'argine , raggiunse la riva orientale3 ' . li XXIII Corpo d ' Annata ricevette l'ordine di ritirata solo il 21 giugno poco

Sinw:.inne nel seltore del XXW CA. sul M o11tel/o dal 16 al 17 giugno /918 (MSMB)


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prima di mezzanotte. Gli italianj la sera del 21 giugno, co ·ì come il giorno seguente e il mattino presto del 23 avevano condotto piccole puntate offensive senza suct.:csso contro le ·ue Divisioni, puntate che vennero re ·pinte. AJle 5 .00 del 23 giugno la I a Divi. ione di cavalleria rinforzata pru . ò al contrnttacco nella parte meridionale del delta del Piave, guadagnò un po' di . pazio, ma non riuscì comunque a ~fondare . Il nemico con i suoi attacchi cercò di avere la meglio su una parte del XXIU Corpo d'Annata al momento in cui pru . ava il fìume·'2 • 11 mattino del 24 giugno 1918 le truppe delJa Monarchia si trovavano di nuovo nelle vecchie linee sulla riva orientale del fiume, la bauaglia del Piave era finita 11 • Nella parte sud-orientale delrisola della foce del Piave le stanche truppe della 1a Divi ione di cavalleria comhatterono fino al 7 luglio, poi lasciarono il teatro di guerra italiano~. Le perdite umane nelle unità ungheresi

Le perdite dei reparti combattenti del Gruppo d'esercito Boroevic ammontarono in totaJe tra il 15 e il 25 giugno a 75311 uomini (6.713 morti, 39.977 feriti . 8183 malati. 20.438 di persi). Le truppe ungheresi cte lla 6:1 Ann:ita imperi.il-regia e-

- - ~-o.-,.-",..

- - -• ~-a.--. .a .... Situa;:.io11e sul Mume/lu il /9 e 2() gi11g110 /9/ 8 (MSMB)


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dell'Annata dell'Isonzo persero in tutto 34.612 ufficiali e soldati (3.684 moni. 19.298 feriti, 3.315 malati, 8315 dispersi). La 70a Divisione Honvéd dovette lamentare il numero maggiore di morti e feriti. Le unità ungheresi dunque patirono la metà - 46% - delle perdile generali". 11 olo XXlV Corpo d ' Annala perse circa 18.000 soldati ( 1700 morti , 11 .000 feriti. 5.000 dispersi) "'.

Gli insegnamenti e le conseguenze della battaglia dal punto di vista ungherese Da un punto di vista odierno possiamo affermare che le perdite umane. che non potevano più e. sere ripianate. fumno traordinariamenle alte11 • La Monarchia non erd più in grado di condurre operazioni deci ive sotto il profilo bellico. Dopo la battaglia del giugno l'esercito austro-ungarico teneva con sicurezza le vecchie linee , ma era neuamente più debole rispetto a prima. Il ·ucce.. o maggiore era arriso al XXIV Corpo d'Armata composto in maggioranz.a da ungheresi nella zona del Montello. Que. to successo dimo. tra che nel giugno 1918 era ancora possibile combattere vittoriosamente in un ambito delimitato. La pre. tazione di questo Corpo d ' Armata vale il doppio in quanto il forzamento del fiume nella 7.ona del Montello era più diflicilc che sul fronte dcli' Armata deU' I onzo. Le lince nemiche correvano ui pendii sru . o. i e i terrazzamenti del Montello una sopra l'altra e dall 'alto era po ibile dominare agevolmente il fiume e la riva orientale18 . Il Corpo d'Armala di Goiginger aveva catturato in tutto 12 .000 prigionieri e 84 pezzi "'. Le Divisioni ungheresi del Gruppo d'esercito Boroevic si batterono ,e roicamente nonostante le sfavorevoli condizioni meteo e di vettovagliamento e nono tante gli errori del comando austro-ungarico. così come le unità dell'esercito imperialregio co. tiruite da altre nazionalità. Gli unghere. i soffrirono più perdite offrirono perdite maggiori dj altre truppe che combatterono in diversi Corpi d'Annata. Ciò è dovuto al fatto che esse si batterono alla testa dei gruppi di sfondamento e avanzarono sempre sulle direttrici principali delroffcn iva. li loro contegno davanti al nemico fu disciplinalo. Ottennero alcuni . uccessi parziali durante la battaglia del Piave, furono all'altezza dei compiti che dovevano condurre a termine, ma il sa<.:rificio degli ufficiali e degli uomini di trupp ungheresi fu purtroppo inutile.


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LA PARTECIPAZIONE FRANCESE ALLA BA'ITAGL1A DEL SOLSTIZIO di L:.ìm11111elle Rrottd

AJJ'inizio del mese di giugno del millenovecento e diciotto. gli eserciti alleati dclrltalia ·ono in atte a dell'offen. iva austriaca . Dinanzi a que. ta minaccia, il l'.omando itaJ iano rinuncia ali' offensiva progettata sull ' Altopiano dei Selle Comuni l'. ontro gli Austro-Ungarici . Da mollo tempo ritenuto come un fronte d'importanza :-econùaria. il fronte italiano diventa ugualmente una que tione centrale per l'alto comando francese alla primavera millenovecento e diciotto. L' ltaJia ha appena acceuato. durante la conferenza di Abbeville, che i poteri del'generale Foch . iano estesi al fronte italiano. La strategia del generale Diaz si urta allora alla tenden/.a france. e di voler assumere la direzione della guerra italiana e alla sua o . c.. ione a ll 'offensiva. L'autonomia del fronte italiano è in gioco. Il comando unico sarù visMito come una realta o sadt un argomento per il comando supremo'! Nella prima parte, evocherò i preparativi della battaglia. Nella seconda parte. mi inte re · ·ero alle operazioni che hanno avuto luogo dal quindici al venticin4u • giu b'110 . Infine. vi e pcrr6 le modalità di funzionamento pcculare del fronte italiano e francese durante il mese di giugno.

I. Dal primo al quindici giugno, l'attesa dell'offensiva austriaca Durante i primi giorni di giugno, diversi colpi di mano ono eseguiti con successo da parte degli Alleati alla ricerca di nuove informazioni. In particolare, il sei, la ventitreesima divisione francese cattura ventuno prigionieri nel saJiente di Bertigo. Indizi d ' un prossimo attacco vengono osservati . Nonostante ciò, per quanto appaiano convincenti gli indizi e le informazioni raccolte sulle intenzioni deU 'armata austro-ungarica. questa non mostra alcuna attività combattiva. Bi ogna forse approfillare di questa inattività per precedere il suo attacco'! Mentre Gcorge. Clemenceau , presidente del Con. iglio e ministro della Guerra france e. i pazicntisce della lentezza del comando itaJiano nd lanciare un 'offen·iva '. il generale Diaz difende l'autonomia del fronte italiano e rifiuta le ingerenze francesi.

I . l'impa:.ie11:afra11cese li nove giugno, Clemenccau chiede al generale Foch 1 se ha dato davvero il ·uo <.·onsenso per la revisione dcll'progetto dell'offensiva italiana '. Lui risponde riassumendo le circo. tanze che lo hanno portato. qualche giorno prima, ad approvare


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l'attitudine difensiva adollala dal comando supremo, al quale ha indicato tuttavia che bi ·ognerà rinunciare a questa attitudine a panire dal momento che la situazione permetterà di immaginare nuovamente un·azione offensiva. Aggiunge inoltre di proporsi d' ottenire dal comando itaJino que. to "rove ciamento·• che embrn giustificalo daJrcsitazione austriaca e la continuità dello sforzo tedesco in francia. TI dodici giugno, il generale Foch recapita al tenente colonnello Dalma7JO. che ha da poco raggiunto il comando supremo. una lettera per il comandante italiano. Nella missiva, sottolinea come l'offensiva austriaca, attesa dal mese di giugno, non producendosi, il ritardo potrebbe essere interpretato come una rinuncia del nemico ai suoi progetti, come un indice d'esitazione dalla parte del comando austro-ungarico; a meno che il solo obbienjvo dei preparativi austriaci non sia stato di parare a un attacco italiano o ancora di indurre in errore gli Alleali e di obbligargli a mantenere delle forze in Francia, a scapito del fronte frnnco-britannico: "Comunque sia, aggiunge il generale roch . nella . ituazione materiale e morale dell'annata austriaca , il modo per turbare definitivamente gli aui di un comando incerto. è di attaccare con risolutezza". li genernle Foch trasmettere a Clemenccau la leUera per Diaz chiedendogli di fare intervenire Camillc Barrère pre o il governo italiano. Camille Barrère è ambasciatore francese a Roma da millenovecento e novantaseue.

2. /,'azione diplomatica Duranre la prima quindicina di giugno, Camille Barrère fa tutto per fare sentire gli argomenti francesi pre. so il governo italiano. Nelle relazione che Barrère indirizza al ministero degli Esteri, offre i resoconto delle sue osservazione e degli suoi tentativi per fare inneuere la strategia italiana. Secondo lui , la revisione dell ' offensiva prevista per il generale Diaz è ''ingiu. tificabile". Deciso a "contrastare le forze d'inerzia", tenta in un primo tempo di giocare la carta interalleata facendo cau, a comune con la Gnm Bremgna•. L'ambasciatore francese insorge contro il fatto che la modifica della strategia di Diaz potesse essere la conseguenza di informazioni ottenute durante gli interrogatori di prigioneri austriaci: "Se questa informazione è esatta, basterebbe per il nemico di farsi prendere qualche prigioneri per modificare i piani militari dell avversario con falsi rapponi". li suo principaJe argomento rimane nonostante tutto strntegico. li principio secondo il quale .. il migliore modo di prevenire un offcn iva e di attaccare il nemico "li cinque giugno, contando sull'alto mornle delle truppe, si inaJbera: "Non è possibile rispondere sempre della coesisten:,.a di una truppa che segna il passo e attende l'attacco invece di essere portata all 'offensiva daJ suo capo". L·ouo giugno, Barrère incontrn Orlando. Porta la conversazione sull 'argomento dell'offensiva rinviata . li presidente dello consiglio italiano risponde che il genera-


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le Diaz ha rinviato . oltanto dopo avere con ultato iJ generale Foch e ottenuto il suo ru . en. o . A partire dal dodici giugno, il pretesto del comando unico è sistematicamente oppo. to ai tentativi di Barrèrc. Per l'amba ciatorc. "c'è in questa conclu ·ione impropria di un comando unico enza realtà per il fronte italiano un pretesto onimo per non fare niente e giustificare questa inanivit.à alla disciplina interalleata". Quest'argome nto è recepito dalla popolazione italiana per la quale: "adesso c'è un fronte unico dal Pa dc CaJais al mare adriatico. Quando una parte è inattiva quando un altra parte si batte, è perché il comando unico l'ha voluto cosi". E il quindici giugno. gli eventi danno ragione al generale Diaz.

n. Dal quindici al venticinque giugno: gli eventr I. /,e for ..e in presemi nel .\'ettore francese

I Francesi . agli ordini del generale Graziani. comprendono un corpo d'armata (quello dodice. imo) con due divi. ioni di fanteria (la ventitrcc ima e la ventiquattre. ima) e diversi elementi che non . ono raggruppati per divi ioni. L' artiglieria france · in totale conta tre gruppi d 'artiglieria di montagna, otto d ' artiglieria campale, tre di artiglieria pe ·ante corta, cinque di artiglieria pesante lunga. una batteria a piedi . li quattordice ·imo corpo d'annata britannico e il dodicesimo corpo francese fanno parte della sesta annata italiana agli ordini del generale Montuori , in linea sul Altopiano dei Sette Comuni , tra il Brenta e l'Astico. La sesta annata deve difendere la zona la più . ensibile del fronte . È stata rinfor,..ata con artiglieria e po. siede otti me linee di <life~a. n dodicesimo corpo d'armata tiene la zona a . ud-e. t cl' A. iago , Lra il quanordice imo corpo britannico e il tredicc. imo corpo italiano. I contingenti francesi . ono in una condizione morale e materiale perfetti e hanno co. cieni.a della loro supremazia sul nemico. li di. po itivo del dodicesimo corpo, al momento del 1'offcnsiva au troungarica. è molto caglionato in profondità. con un fronte di tre kilomctri circa di sviluppo. Ogni divi ione ha soltanto due battaglioni in linea ed è incaricata di tenere oltanto la prima linea (eccetto il saliente di Bertigo che deve essere evacuato). La dife ·a della po izionc marginale arà assicurata diretarnente • dal comandante del corpo d'annata con gli elementi che si riserva . li Generale Fuch


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Le truppe francese combattono quindi nella zona di montagna tra I' Astico e il Piave. Nella lotta sul AJtopiano <lei Sette Comuni , iI dodicesimo corpo d'annata sta per ostenere una parte interessante.

2. Come si svolgono gli eventi? L'azione dei Fnmcesi dunmte la battaglia si segnala soprallullo per due operazioni: il colpo di mano del quindici giugno con la ventitreesima divisione sul saliente di Capitello Pennar (fortilìcazione Brutus); il diciannove giugno, quello dclJa ventitreesima sulla fortilicazione di Bertigo e quello della ventiquattresima su Stellar. A decorrere da questa data, l'attività della fanteria si limiterà a delle pattuglie e quella del artiglieria si limiterà ad aggiustamenti di tiro . Le relazioni quotidiane del generale Graziani con il ministro della Difesa e il generale focb, così come il libro le.'ì armée.'ì françafae.'ì dans la Grande Guerre, costituiscono due delle principali fonti di narrazione delle operazioni. li quattordici giugno, nessun indizio di attacco è registrato . LI settore francese è calmo. li generale Graziani, contrariamente aJ comando supremo, ancora non è convinto della imminenza dell'attacco. Nonostante tutto , nella notte dal quatordici al quindici giugno, le batterie austriache sferrano violenti bombardamenti. Sull 'AJtopiano dei Sette Comuni. I' allaco au. triaco contro la sesta armata è sferrato con una quindicina di divisioni . Nella mna francese. il nemico non rie. ce in alcun modo a guadagnare terreno. TI suo in. uccc. so è sanguino o e completo fin dalrinizio. La giornata del 15 giugno: l 'operazione ,m Capitello Pennar'

Le batterie francese sferrano, fin dalle undici e quarantacinque ore nella notte trn il quatordici e il quindici giugno, dei nutriti fuochi di neutralizzazione con granate . peciali; questi fuochi devono essere eguiti di una contropreparazione dalle tre e quarantacinque alle quattro ore, al momento scelto per i disertori per l'inizio dell'attacco. Infatti , alle tre, la preparazione di artiglieria nemica comincia, violenta , battendo le prime lince, le posizione di batteria e le vie di comunicazione. Non può, però, fare tacere le batterie fnmcesi che rispondono energicamente. La fanteria nemica esce delJe sue trincee verso le sei e occupa subito il . aliente di Capitello Pennar, volontariamente abbandonalo dalla ventitreesima divisione. conformemente aJ piano di difesa. li dodicesimo corpo d'annata respinge gli a'lsalti del nemico a sei riprese nella mattinata. Sopntllullo, in serata, un colpo di mano è sferrato su Capitello Pennar dovè il nemico si è appostalo. J Francesi fanno centottanta prigionieri. I giorni successivi , il nemico non ripete i . uoi attacchi sul fronte fnmcobritannico. I Fnmcesi proseguono la pulizia del . aliente di Capitello Pennar e inviano pattuglie davanti alle linee.


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Giomata del 19: opera:,io11e su BertiRo Il diciannove, alle quattro del mattino. dopo una prepanuione di artiglieria. le lruppe francesi forzano le lince nemiche . Una compagnia della ventiquattresima divisione di fanteria e ·plorn la zona di Stellar, facendo una trentina di prigionieri . Una compagnia della ventitreesima fanteria, penetrando nella fortificazione di Rert.igo, fa saJtare cinque rifugi dove gli occupanti hanno rifiutalo di rendesi e rienlra con settantadue prigioneri e due mitragliatrici. Jn que. te due openuione. le perdite . i limitano a sei feriti lievi . In . intesi , si può dire che l'offensiva au troungarica tra I' Astico e il mare adriatico è una di!.fatta. Il genernle Foch congratularsi caldamente con il genenile Dia/ per la . ua vittoria mentre l'alto comando italiano manifc ta la propria oddil\fa1.ionc alle truppe france. i del dodicesimo corpo.

3. Eloxio della solidarietà illleralleata Dopo l'irritaz ione che aveva provocato l'atte~a dell'offensiva. vie ne il tempo. con la vittoria. delle congratulazioni e della fratemità . Il tono è cambiato ... - Cito una lettera di Dia/. a Foch, il diciannove di giugno: "( ... ) /"esercito è fiero di avere. a fian co in questa stremw lotta . le ,,alorosissime truppe dei;:li eserciti alleati, che hanno dato in questi giomi mwve e fulgide prove delle loro ,•irtiì militari: cosi nel 'arduo cimento xlorio.m mente .'ìi riaffermano ilzdis.wluhili i vincoli di frarellcm ::.a delle nostri armi." - Un telegramma cifrato di Foch a Diaz, il vcntitrc: ''(iradisca le mie pitì calde congrawla::.io11i per i st1oi brillami successi del Piave. Sono La dimosrra::.ione dell'ammirevole valore delle truppe italiane e dell'alto morale che ha sapllto infondere a loro ... LI nemico. vinto sul Piave dalJe truppe italiane, si è urtato Trinceafrante!Je nei pre.ui del M. Tomha


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ai contingenti alleati, combattendo secondo le parole di Orlando davanti al Senato: '·con un tale armonia, un tale fraternità di .'icopo e di manovra che non pm) i11c:ontrarsi di pitì grande in un armata r,a-;:.ionale _''1

lii. Due fronti allo specchio I . Un frome privilegiato

Durante il mese di giugno, il servizio di sicurezza delle Fori.e francesi in Italia moltiplica l' invio di osservatori su il fronte per valutare lo stato morale delle truppe. Dalle relazioneMeffettuate prima di la battaglia, due osservazione meritano di es ere citate . - Relazione del dodici giugno: "Benché un 'offensiva austriaca, c:mrosciwa di Wtti, sia alla vigilia di prodursi, il fronte italiano è sempre preferilo al frollte francese . Abbiamo la ferma co11vi11zione che /'offensiva in que...rione non 011errà qui alcun vamaggio. /1 valore militare degli Austriaci essendo ridolfo dai 11os1ri soldati alla .-.ua più semplice espressione" . - Rapporto del tredici giugno: " I 11ostri soldali sempre molto contemi di trovarsi in llalia dove si ('{msidemno come dei privilegiati rela1ivame11te a quelli che .wmo sul frollle francese. Il fronle italiano, nwlto calmo, non può in effetti, essere comparato in questo momenlu al fronte francese dove si svolgono le pitì terribili ballaglie. D 'altro canto p,,rlando i una offensiva possibile degli Austriaci, i .w ldati francesi 11011 considerano questi ultimi come de1:Li avversari cosi dangemsi e comparabili ai tedeschi. Un altro vantaggio che è molto apprezzato dai militari è quello del cambio che gli permelte di vivere in buone condizioni. Non Jw nesstma protesta a segnalare ri,:uardallle il cibo, i permessi, ma i nostri soldati .wrebbero desiderosi , a/l'esempio degli Inglesi e de1,:li Italiani , di avere degli abiti in tela per il periodo di grande caldo. In si111esi, il nwrale mi è apparso ecc:elle/Jle e le nostre truppe non desiderano che una cosa: restare il pitì possibile in Italia" . 1 riferimenti agli eventi che hanno luogo in Fnmcia è inevitabile, tanto più che in seno alla popolazione alcuni qualificano il fiume Piave come "Marna degli Austriaci". Se prima, la reputazione delle truppe francese ha sofferto di questo pan,gone. la lom rapida vittoria rnpportala su gli Austriaci gli permette di provare la loro combattività. 2 . I riferimenti agli evenli francesi

Nel mar1.o milJenovecento e diciotto , al momento delle violenre offensive tedesche . ul front.e fnmcese, il gem:rale PéLain, l:umandante in capo delle annat.e dcli nord e del nord-est, esige il ritorno delle divisioni fr.mcesi d'Italia. Il trentunesimo


l""T .7

corpo d·armata e due divisioni isolate lasciano l'ltalia. Le sola ventitreesima e ventiquatrcsima divisione di fanteria sono mantenute. Queste due unità sono collocate nella riserva generale , valendogli il nome di "divisione Janta.m w·"'. Grazie aJ la loro resisten:,,a nella batt.aglia del Piave. i soldati francese "hanno cosciem:,a di aver farto il loro dovere di soldati'' 111 • La vittoria del Piave è tanto più importante per loro in quanto permette di giu. li ficarsi : " / soldati francese sono fieri <li quello che hanno fallo durame /'attaco austriaco. Semo a più riprese queste parole: non ci dira pitì in Francia che siamo qua in Italia come degli imboscàti'' 11 •

Per nmdttdere La strategia difensiva del genernle Diaz, benché approvata dal comandante in capo de li ',armata alleata, è stata fortemente combattuta dal governo franc..-ese, confermando co ì il fatto che le autorità politiche e militari francesi sollecitano del comando supremo unicamente aLione offensive. Approfittando dell'argomento del comando unico, il generale Diaz ha però mantenuto la sua trategia e ha permesso al fronte italiano di conservare tutta la sua autonomia di fronte alle ingcrenlt! fmncesi . l soldati francesi del dodicesimo corpo d'armata, imbarcati in un fronl' eslcmo al momento in cui la Francia affronta le terrihili offensive 1cdcschc . suhi~cono il parag6ne inevitabiJe tra i due fronti . Tacciati di imboscati dai francesi e di di vi~ione fantasma dagli Italiani, le truppe francesi in ILalia patiscono della loro immagine. Al tempo della vittoria sul Piave, eppure , le liti svaniscono e rimangono ohanto la solidarietà e la frdlemità.

Soldati /rcmcr.fi al/'i11,:rrs o di"" ricm·ero.


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IL CONTRIBUTO DELL'ARMA DF:I CARABINJERI ALLA VIITORIA: L'IMPEGNO NEI...LA BATTAG LI A DEL SOLSTIZIO i/1 Giancarlo Rorhonrtti

La Vittoria nella I Guerra Mondiale fu merito di una moltitudine di persone. il cui apporto individuale sarà determinante affinché divcnis e decisivo il contributo di ognuno, in uno forzo immane e condivi o: è stata la guerra di tutti , che ha cementato gli Italiani nella offerenza, nella morte e anche nella gloria t:he ha . cgnato l'emancipazione nazionale. L'enfa i, condivisibile e ad<.tirit1ura au'ipkahile , con cui riviviamo quegli plcndidi succe i. non deve però farci perdere di vista la realtà che è fona oltre che di eccelsi eroismi, volontà e fedi incrollahili , anche di tante toric piccole e talvolta crude. La partecipazione globale dell'Arma dei Carabinieri alla I Guerra Mondiale non è ·tata ancorn ·tudiata e ·onolineata con la dovuta considenv.ione - anche in coneguenza delle scelte istituzionaJi che hanno privilegialo il ricordo dei combattimenti , primo fra tutti quello del Podgora - per un duplice ordine di motivi ; il primo, già accennato. certamente risiede nel fono che la Gnmde Guerra fu soprauuuo lotta

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o . Schiercmumto france!.(' :wlla fronte dell 'A/tipia110 tlt•i S"1tl' Comuni


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di ma se e non vanto solo di qualcuno, talché l'epopea . i è realizzala sulla base dei sentimenti. dei ricordi, dei successi e dei sacrifici di tanta gente comune vestita anche con forza dell ' unifonne per assaltare le trincee nemiche; il secondo, ri ·iede nel ruolo stes. o dei Carabinieri , che fu quello di fare anche il "lavoro sporco··. garantire in pratica che questa massa effettivamente trovasse il coraggio per correre contro un muro di fuoco e di piombo. Quindi, una funzione anche ingrata e talvolta sgradevole da ricordare, soprattutto nelle commemorazioni; ma è Storia. e così deve e sere tmttato il contributo dell ' Anna , saJda, fedele , esemplare. essent.iale per la tenuta del fronte e per il raggiungimento dello copo finale. La scelta adottata dal Comando Supremo, così come d 'altra parte avvenne in tutt.e le aJtre Nazioni belligeranti , di convincere i riottosi con la di. ciplina e la repressione , trovò come efficace strumento i Carabinieri che durante il conflitto denunciarono almeno 470.000 mancanti alla chiamata e 400.000 disertori . Inoltre, fermi restando alcuni fulgidi episodi di eroismo collettivo, quale appunto l'assalto del Reggimento al Podgora, il contributo dell'Arma alla Vittoria essen1.ialmente si manifestò nella generosa ma limitata partecipazione a tutte le battaglie con unità di minimo livello, perché la Storia dell'Istituzione nel 1915- 1918 è co~tituita da tante vicende minori, quelle delle 168 Sezioni e dei 257 Plotoni , JX'l w ri, zati pres o i Comandi delle Unità dell'Esercito. che . ommatc insieme dar.mm> il risultato fecondo che . i deve riconoscere ai Carabinieri . Infatti, l'importanza del contributo alla Vittoria delrAmia è consacrnto dalla Medaglia d' Oro al Valor Militare, concessa il 5 giugno 1920: "Rinnovellù '" .\'Ut' più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace allaccamento al dovere e di fulgido eroismo. dando validi.'ìsinw contributo alla radiosa villoria delle Anni d 'Italia ", ricompcn a tanto importante e sentita che da quell 'anno la Festa dell'lstituzione verrà celebrata proprio il 5 giugno. Durante tutto il conflitto caddero 1.400 Car.ibinieri, i feriti furono 5 .000. A Reparti e a singoli militari, operanti in Patria e all'estero. furono conferiti: I Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, 4 Medaglie d'Oro, 304 d ' Argento, 831 di bronzo, RO I Croci di Guerra al V.M ., centinaia di encomi solenni. Per valutare rapporto fornito dall'Anna nella Grande Guerrn, occorre premettere che già dal 1905 il Ministero della Guerra aveva previsto - in caso di evento bellico - che l'Anna avrebbe dovuto provvedere alla costituzione di un Reggimento articolato . u tre Battaglioni di tre compagnie ciascuno; ciò avvenne nel maggio del 1915, e la for,..a complessiva del Reggimento fu di 2.500 uomini. Nel piano di mobilitazione, infattj , era previsto che ai Carabinieri competesse un ruolo molto complesso: essi avrebbero partecipato sia come fori.a combattente e sia come polizia militare; inoltre , avrebbero dovuto provvedere all'organi1J.azione del servizio territoriale nelle province da liberare, cioè nel Trentino e nella Venezia Giulia, Regioni in cui occorreva istituire immediatamente una rete di Stazioni da inserire nel ·i ·tema ordinativo gii, consolidato in tutto il Paese.


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All'inizio del connillo. di con. eguenza. la mobilitazione riguardò il citato Reggimento e un Gruppo Squadroni destinati all'impiego in combattimento. nonché 5 Drappelli e 80 Sezioni a. segnati ai Corpi d'Armata e alle Divi. ioni per i compiti di Polii.ia Militare. I Carabinieri a cavallo del Gruppo Squadroni ebbero largo e fattivo impiego. Essi vennero utilizzati principaJmenle quali avanguardie (come nel caso della lihenizione di Gorizia nel 1916) e sia nei movimenti in ritirata. In quest'ultimo caso, grazie a loro. fu po sibile ai Comandi di Corpo d' Armata mantenere i collegamenti con le Divisioni dipendenti impebrnate nei combattimenti di retroguardia e nelle lunghe marce di po tamento delle Brigate di Fanteria: inoltre, soprattutto nei casi in cui il . ervizio di polizia militare era imperniato su ituazioni contingenti , i Carabinieri a cavallo erano quelli che trovavano più efficace impiego. L'altro tipo di incomhenza. cioè il controllo dei territori liherati. vide nel 1916 l'i tjtuzione di due Divisioni autonome che avrebbero garantito l'Ordine e la Sicurezza Pubblica in quelle travagliate Province; la prima vide la luce I' I ottobre con il compilo di svolgere il vero e proprio ·ervizio d ' istituto nei pac i d ' oltre confine nel medio e basso Lonzo, la seconda il 1° novembre per la regione tridentina , con gli ste ·si obiettivi . Nell ' Udinese operava anche una Divisione della Legione di Verona, con le proprie compagnie, tenenze, stazioni . anch 'es e tune impegnate stoicamente nelle esigenze della guerra in atto nelle rispeuive zone . Per quanto attiene la partecipai.ione diretta ai combattimenti. non puù sottacersi I' eroismo del Reggimento sul Monte Podgora.quota 240. le cui gesta del 19 lugJio 1915. durante la 2• Battaglia dell'Isonzo, sono rimaste fulgidamente iscritte nella Storia dell'Arma, tanto quanto la carica di Pastrengo del 1848. Se l'epica battaglia della I Guerrn d'lndipenden,..a ha meritato una memoria particolare perché ha sintetizzato la dedizione immutabile dell' Anna che difende nello Stato. e in chi lo rappresenta, le sue Istituzioni e le sue leggi, l'assalto alla quota 240 del Monte Podgora, imboleggia la fedeltà. la salde:1. za, il coraggio dei Cambinieri che non . i fennano neanche davanti all'impossibile pur di portare a compimento l'ordine che è stato loro impartito. Il Reggimento, posto agli ordini della Brigata Pi.,·toiu, dopo un giorno di preparazione di artiglieria, il 19 luglio alle ore 11.00 fu inviato all'assalto della quota 240, accolto da un tremendo fuoco avver. ario; lo lancio e l'ardimento dei Carabinieri non furono attenuati dall'inten. ità della difesa né dalle grnvi perdite, né dal fonnidabile apprestamento nemico, sistemato in trincee di cemento resistenti al tiro di artiglieria e in gran parte defilate . I militari dell ' Arma rimasero disciplinati e avanzarono, senza nessuna titubanza e senza il minimo sbandamento. Secondo gli ordini, rassaJto doveva esseTe condotto oltanto alla baionetta, sen:,...a l'u. o del fuoco: e nemmeno un colpo partì dai fucili dei Carabinieri . Ma l'ultimo breve tratto sotto le trincee si ergeva ripido e cosccso come- una murnglia , difeso da più ordini di reticolali , praticamente in uperabile.


Alle ore 15 .00, cioè dopo 4 ore, vista l'impo sibiJità dell ' impresa, venne dato l'ordine di cessare l'assalto e di consolidarsi ulJc po izioui raggiunte. li combattimento costò al Repano 53 morti e 143 feriti: il Comandante della Brigata Pùtoia scrisse che i Carabinieri " tettero saldi e impavidi sotto la tempesta di piombo e di ferro che imperversava da ogni parte": il Duca d' Ao ta. Comandante della 3· Armata. il IO ottobre 1917. consegnando le decorazioni al Valore ai Carabinieri della ·ua Armata, co ·ì ricordò l'epica giornata: " de te prova della più grande tenacia, rimanendo saldi e impavidi sotto la furibonda tempesta nemica di ferro e di fuoco, decimati ma non fiaccati" . Poiché, però, l'esperienza dei primi mesi cli guerra aveva dimostrato che le Set.ioni assegnate alle Grandi Unità erano insufficienti per assolvere tutti i servizi aflidati ali ' Anna - tanto che si era dovuti ricorrere a battaglioni di Milizia territoriale e a Squadroni di Cavalleria per il controllo delle retrovie - e nonostante l'eroismo manifestalo . ul Podgora, il Comando Supremo nel maggio 1916 dispose la co lituzione di 39 Plotoni a piedi, previo scioglimento dei Battaglioni (eccetto uno, che re terà a disposizione del Comando Supremo); la formazione di ulteriori Plotoni e Sezioni dei Carabinieri procederà poi di pari passo con ttuella delle nuove Grandi Unità, alle quali . aranno di massima assegnati . In particolare. la Sezione si dimostrerl una formazione idonea allo specifico :-.cr vizio, in ttuanto elastica, leggera, facilmente scomponibile. suscettibile di "'Pl-'l'Ìa liz1AZione d'arma e di differenti impieghi . Al dicembre 1916, ttuindi , l'Anna ·chierava:

Cnmpagnia di rarahinirri rirfi.rti d11ranrr una sfilata (USAC)


- 2 Divisioni autonome, I Gruppo Squadroni e I Battaglione a disposizione del Comando Supremo; - 94 Sezioni e 92 Plotoni per le esigenze delle Grandi Unità. Di conseguenza, per l'Anna preval. e lo svolgimento dell'attività di Polizia Militare e in particolare dei compiti di : - e ccuzione dei bandi per i militari e per le popolazioni civili; - recapito di ordini; - servizi di sicurezza in sosta e in marcia; - polizia giudiziaria per i reati militari e comuni; - vigilanza anitaria: - as istenza ai feriti: - ordine interno nei centri abitati. perlustrazioni all'interno e neJle adiacenze degli accampamenti; - sicurezza delle comunicazioni; - prevenzione e repre ·sione dello spionaggio. raccolta di informazioni utili alle oper.tZIOTII.

Per completare il quadro dell ' impegno dei Carabinieri nella Grande Guerra , vanno ricordate alcune vicende complementari ma altamente ·ignificative della duttilità e dell'affidabilità istituzionale: I Carabinieri pionieri dell'aviazione: durante la I Guerra Mondiale, com 'è noto , non e istcva ancora l'Aeronautica Militare, e i primi aerei venivano pilotati da soldati dell ' Esercito e della Marina. Tra essi operarono 173 Carabinieri, che continueranno a far pane dcli' Arma, conservandone i segni di tintivi . li più famo o Carabiniere pilota fu cenamente la Medaglia d ' Oro al Valor Militare Tenente Eme to Cabruna, che nel dopoguerra continuerà la sua brillante carriera nelle fila della neonata Aeronautica Militare; Brigadiere all ' inizio della guerra, nel 1916 effettuava il suo primo volo , nell'ottobre 1917 abbatteva il primo degli otto aerei nemici che gli saranno accreditati. Ma l'impresa più famosa rimane quella del 29 marzo 1918 quando, senza esitare, da solo affrontò un convoglio di undici aerei nemici diretti ver ·o il nostro territorio , abbattendone uno e costringendo alla fuga gli altri. azione che gli fece guadagnare la promozione a Sottotenente, la Medaglia d'Argento al V.M . e una copertina della Domenica del Corriere" col titolo " Uno contro undici". Particolarmente numerosi furono i suoi successi dur.mte la Battaglia del Solstizio, avendo abhattuto un aereo m:mico nei pressi di Tea.e il 15 giugno. il 20 un altro vicino Muz:,.etta, il 21 un Draken su Ceggia. Molti altri furono i militari dell ' Anna che rdccolsero onori 4uali piloti, come i Corazzieri Mocellin ed Urbinati , I Carabinieri Bouega, Corazzi, Pancani. Vulcano, Artuso. Sequi. Borrello, Baldini. I Carabinieri in Siberia: nel 1916 il Maggiore Cosma Manera intraprese in due lunghi cicli. che si conclusero solo nel 1920. una delle più ardue, avventurose e difficili mi ·sioni in terra stranier.1; nominato membro della Missione Militare Italiana 0


..,., per la ricerca e il rimpatrio dei prigionieri di guerra in Ru sia. raggiun,;e Pietroburgo. col compito precipuo <li ricercare . identificare e rimpatriare i prigionieri appartenenti alle Armate austriache che. per essere nativi del Trentino e della Venezia Giulia. cr..mo <la recupernrsi come Italiani ··Jrredenti'' . Un primo salvataggio ne consentì il rientro in Italia di 4 .000 trn il settembre 19 16 e il gennaio 1917. l..a !'.econda missione , invece. fu resa problematica dalla rivolu;rione bol!-.cevica. talché fu impossibile utiliz1.arc rabirualc itinerario Mar Baltico lnghi ltcrra - Francia - h alia . Muovendosi con accorle/./.a , il Maggiore Manera riuscì a far convergere nel campo di Kirsanoff (Urali ) circa 3.000 uomini: considerata la per ·istente impos ibilità di poter fruire di meui di traspono. il Manera decise di rnggiungere il mare. domi- Copenùu, della "/)omenim del Corriere" dise,:11alO du IJeltrame. V11ello llereo tra il vrlimlo dr/ nato da forte amiche. quindi condusmoresl'ialla Cllbri11w e li l'elfroli nemici. (USAC) se i suoi a Vladi vostock . Ma i proble mi non finirono lì . perché non esistevano navi per trasferire i tre battaglioni. per cui iniziò una nuova anahas i per rnggiungere l'unica terra amica, la conce. sionc italiana a Tien T: in . che fu rnggiunta all'inizio del 1918. Solo nel 1919 poterono iniziare i rientri . Per la sua opera feconda e instancabile. il Maggiore Mancra , oltre a 27 onorificenze e decorazioni . si ritrovò accreditato il soprannome di " Papà dei Rede nti" che lo aecompah'Tlerù per tulta la vita. J Carabin ieri furono impegnati in gr.m numero anche all'estero. in Francia. in Albania (non o lo nel campo de ll 'attività bellica e della polizia militare. ma anche in que lla dell ' organizzazione te rritoria le) e finanche in Palestina. inquadrati nel contingente italiano che operò ne ll 'amhito del Corpo di Spedizione ingle e. Mi piace anche ricordare la figura del Generale Gaetano Zoppi, brillante Bers.1gliere. Comandante Generale dell'Anna dal . elle mhre 1914, che scelse di partecipare alla guerra . fante tra i fanti, con. ervando l' incarico e comandando vari Corpi d'Armata sull ' altopiano. Egli la. ciò al Generale di C . A. dei Carabinieri Luigi Cauvin le cure dirette de ll ' Istituz ione e si di tin e nella conquista dei "Tre


Monti", e in particolare di Monte Valbella, nel gennaio 19 J 8. Nel 1937 arà Presidente del Comitato per iJ Monumento al Carnbiniere eretto in quell'anno a Torino per volere di tutti i Comuni d'Italia. Sono ben note le vicende dolorose delle giornale di Caporetto, a cominciare dalla nolle del 24 ottobre, in cui sotto una bufera di pioggia la 12· Divisione germanica , sboccata da Tolmino, sfondò le lince italiane e. per la valle dell'Isonzo. a tergo delle nostre difese avanzate, raggiunse Caporeno. Ma si contrnppose, all'immen ·o rovescio, la tempestività dell 'ordine di ritirata del nostro Comando Supremo e il formidabile piano di esecuzione che lo accompagnò, e alla cui riuscita i Carabinieri concorsero con estremo zelo. Al momento dell'offensiva austro-tedesca la consistenza dei Carabinieri in ogni cttore del fronte aveva raggiunto un Livello numerico rilevante rispetto alll'organico dell'Istituzione; nell'autunno 1917 erano schierati circa 19.000 Carabinieri , quasi la metà dell'Arma intera (diventenmno 20.044 al momento dell ' ultima battaglia) , inquadrati nelle 168 Sezioni e nei 257 Plotoni che furono schierati durante il massimo sforzo. Fu proprio in quella contingenza che essi si rivelarono come non mai uomini di eccezionale re. istenza fisica, sostenuta da una volontà di acciaio e soprattutto dall'idea di un dovere assoluto elevato a potenza, co. tituendo una barriera invalicabile per la massa, disordinata e irrequieta, degli "sbandati"; il primo successo della grande operazione fu il riuscito attestamento delle fort.e italiane in ritirata sul Tagliamento e infine sul Piave, baluardo invalicabile per il nemico . Con Caporetlo. per i Cambinieri si trattò non oltanto di combattere. ma di arginare, di . barrare, di convogliare, di informare, confortare, illuminare, soprattutto di ri. cattare; e , nel contempo, di obbedire, di resistere, spesso di morire. Le Sezioni e i Plotoni Carnbinieri addetti alle due Armate più impegnate, la 2· e la 3· . seguirono ovviamente le sorti delle unità di cui fecero parte. distinguendo i per slancio, abnegazione, impegno estremo, re ·istenza fisica e coraggio. Furono encomiate solennemente e poste all'ordine del giorno le Sezioni Carabinieri 31 · e 73•, nonché il 229° e i1 288° Plotone. Quanto ai reparti delle Divisioni territoriali . 1::ssi rimasero ai loro posti fino alJ ' ultimo minuto a raccogliere truppe sbandate, a proteggere l'esodo delle popolazioni verso l'interno; poi ripiegarono, secondo gli ordini , a Padova, ove si riorganizzarono con una forza di 14 ufficiali e 589 uomini tra sollufficiali e truppa. Tale forza, già il I O novembre era impiegata in posti chiave dei settori più roventi di quelJe tragiche giornate, unitamente al Gruppo squadroni e al Battaglione Carabinieri , t:ntrambi addetti aJ Comando Supremo ritiratosi pure a Padova, e al personale della Divisione di Udine. L'opern dei Carnbinieri in quell'autunno può essere compendiata nelle parole dell'Ispettore per il movimento di sgombero presso il Comando Supremo: "Con

animo grato e c:on riconmwenza di generale italiano, segnalo l'opera di sublime


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.wu:rificio compiuto con la più illuminata religione del dovere, dai numerosi reparti e comandi del 'Arma che operarono dalla frome di battaglia alla zona di Monselice , Colli Euganei, fiume Brenta, ,iel difficile periodo in cui gli sbandati della 2· Armata ripiegavano verso l'imemo ". È proprio nel 1917 che si mani festa in maniern evidente l'importanza dei Carabinieri anche nel farsi carico del lavoro "sporco''; parliamoci chiaro, non è facile per degli uomini "a.~salire delle mitragliatrici vomitanti la morte auraverso ammassi di spino i reticolati ·· oppure re. tare . ul posto quando si stava per essere travolti . Però ciò doveva avvenire. A tale riguardo, riporto un passo che mi appare estremamente chiarificatore, trdtto da uno studio congiunto dei Colonnelli Cappellano e Carhone, rispettivamente dell'Esercito e dei Carabinieri: "l'intensità e la violenza inaudita delle battaglie ebbero un effetto devastante sulle truppe e .m i Comandi. le guerre risorgimemali e Le campagne coloniali non avevano fallo registrare la necessità di cofllrollare strettamente la disciplina delle unità impegnate sulla linea del fuoco ... le prime battaglie dell 'lso,izo distrussero ogni certeu.a,Jace,ulo registrare casi di shcmdamento ... anche i11 reggimemi considerati tra i più fidati ... Sorse quindi la necessità di far arrnmpngnnrl' /p truppe lnnrinte all'nttacco ,/11 uno schermo ,li Carabinieri c:he obbligasse con ogni metodo i soldati all'avanzata o che in difensiva 110 11 ùu.111cesse i Reparti ad uhbandonure prematuramente le trincee avanzate. Fin dal 1915 furono e11umllti ordini perentori ai reparti di artiglieria di aprire immediatamente il fuoco comro unità c:he ave.~.~ero indietreggiato davanti al nemico . Il Duca Emanuele Filiberto, alla fine della guerra scrisse: "Ai fedeli Carabinieri vada pieno il mio plauso; il Loro compito è ingrato ma è quello che, in momemi di crisi morale, permette ai Comandanti di poter fare ancora conio sulla combattività dei Reparti, anche se temporaneamente vacillano" . Ancora più esplicito è Curzio Malaparte, che comballé come volontario in un Reggimento di Fanteria della IV Armata, nel libro la rivolta dei Santi maledetti, pubblicato per la prima volta nel 1921 col titolo, mollo esplicito, Viva Caporetto; egli interpret.ò la disfatta come una rivolta del soldato contro la guerra e la disciplina: "gli atti di insubordinazione divenivano ogni giorno più gravi. la caccia ai Carabinieri diveniva sempre più feroce ... la legge era il Carabiniere . Per rompere la legge i/ami assassinavano spesso i Carabinieri, i poveri e bravi Carabinieri, eroici custodi della vigliaccheria altrui, abituati a pagare per gli altri" . Il periodo che va dal 24 ottobre 1917 al giugno I 918 vide quindi i Carabinieri fornire un importante apporto sia per la riuscita della grande ritirata - che, nella sconfina, ri. uhò un grande succe ·so - sia nella preparazione della leggendaria resistenza ali ' offensiva austriaca di primavern e la brillante controffensiva che ne seguì in onobre. U loro contributo si rca]iu.ava mc<lianlc la presena e l'azione nell'ambito delJe grandi, medie e, in parte, anche piccole unità dell'Esercito, delle Sezioni e dei


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Plotoni . Poi c 'era la cospicua piramide dei comandi dell'Arma, relli da ufficiali dei vari gradi gemrchici. che affiancavano gli Stati Maggiori delle unità i.Le!.i.e. collaborando nelle funzioni proprie dei me<Je,imi ; e ciù a cominciare dal Comando Supremo. C'era infine I' Am1a territoriale . la quale partecipava anch'es. a alla guerra. in modo mediato per quel che riguarda il territorio dello Stato e in modo immediato per quel che riguarda la ,runa di guerra vera e propria. Anche quando le hocche da fuoco tacevano, per i Carahinieri c'era . empre qual che incomhen,ra da affrontare e risolvere ; il Carabiniere. anche in guerra, era investilo detrobhligo di sentiti.i in . ervilio perpetuo. Si giunse quindi al giugno 1918 con l'E!.ercito Italiano riorganizzato cd e altato dall'eccet.ionale impre. a di ber. aglieri e fanti che a gennaio avevano riconqui tato i ''Tre Monti"': i due c. erciti si fronteggiavano: uno preparava una ma iccia offen. iva. l'altro un'altrettanto risoluta difesa. facilitata da un efficiente Servizio di Informazioni Militari che riu. civa a conoscere in tempo le caratteri tiche dello sforzo bellico avver ario. Anzi . le informazioni ri ultarono talmente p:recise nell' indicare che alle 03.00 del 15 mattina l' artiglieria nemica avrebbe iniziato il martellamento delle no tre lince, che a mezzanotte tutte le artiglierie italiane entrarono in azione 5ullc Armate au triache . rin cencio a colpirle ciuramentt> proprio mentre erano in movimento per portarsi ~ulla linea d 'auacco . Da una parte e dall'altra si combatté con estremo valore, ma alla fine la vittoria

Carabinieri r prr.w11alr della sanità rnn maw·herc wrtil(ll.\ ( IJSAC)


I ,,

arrise agli Italiani che riuscirono ad infrangere l' impelo au:-.1naco. l'on1ra11ac,mdo i giorni 16, 17 e 18 giugno. Vero. imilmenle, alla base dell'insuccc~so dclroflt·n,i a ci :-.ono anche alcune pecche dello schieramento avversario. quali gli errori i11,i1i nel disegno strategico. la scarsa aderen/,él del so ·tegno logistico, il di,oricn1a111cn10 prodotto dalla mancanza di un condottiero unico, l'antagonis1110 tra i Comandanli Boroevic e Conrnd, la confusione e la paralisi dovute aJ sovrappon,i delle l'ompctcn/.e, senza che però ciò possa togliere tu. tro ad una vittoria chiara. :,,offerta e liberatrice. AJl'aJba del I 9, I'8• Armata si mosse finalmente con tutto il suo peso e riconquistò Ncrvc a : il Generale Boroevic temeue di cs~crc accerchiato, ma solo il 20 ebbe l'autorizzazione alla ritirata che durò Ire noni finché. il 23 giugno, gli austriaci furono scacciati anche dal delta del Piave che ritornava completamente in mano italiana la mattina del 24 giugno. La vittoria toglierà l'iniziativa ali' Austria- nghcria e diventerà il . imhulo del riscatto icaJi.ano. premessa fondamentale del succe ·sivo trionfo di Vittorio Veneto. Per la Battaglia del Piave ( 15-24 giugno 1918) furono encomiati solennemente tutti i reparti Carabinieri delle Armate impegnate, alcuni più volte. Numerose furono anche le ricompense individuali concesse ai militari dcli' Arma; solo per dare l'idea del ruolo dei Carahinieri nella Battaglia del Solstizio. che JX>i fu il senso del contributo dell'Istituzione a tutto il successo della

Carabinieri Jcorta110 prìxio11ù•rì mntrì<1cì verso le retrovie (USAC)


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Grande Guerrn , do lettura di alcune motivazioni , molto simili a quasi rune quelle concesse a militari dell'Arma: Medaglia d'Argento al Valor Militare al Maresciallo Giuseppe Gullino da Brà (CN), del 300° Plotone addeno alla XX.Vlll Corpo d"Armata (sentiremo ancora parlare sia del Maresciallo Gullino che del 300° Plotone): "Animato da profondo sentimento del dovere, co11 eroica f ermezza sotto violenti homhardamemi e i/fuoco di mitragliatrici nemiche, i11 qt1attro giorni di combattimento trallenne e ricondusse al fuoco 1111merosi soldati presi dal panico per la perdita dei loro ufficiali. rianimandoli c:011 la parola e co11 l'esempio e mtmtenendone alto Lo spiri/O combattivo . Con .,·la11c:io e coraggio ammirevoli mosse ripetutamellle all'as.ça/to e ricacciò pattu,:Iie ,,vversarie infiltratesi nella nostra /ine<J . In un momento critico del com hallimento incitò i combattenti alla resistenr.a e diede bell<J prova di audacia contra1tac:a11do, con pochi volenterosi. delle palluglie nemiche, fin ché cadde colpito a morte a pochi passi dall 'avversario "'. San Pietro Novello (Monastier-Treviso). 19 giugno 1918. E ancora: i Carabinieri Frnncesco Ragnini da Arezzo e Stefano Xausa da Vicenza, entrambi M.A.V.M . ed entrambi in forza alla 18 Sezione: "Con un ma nipolo di valorosi sosteneva w, 'accanita e C'ruenta Lolla contro il nemico che in forw circondava il ,·onumdo ,li un reggimento Jinchè , colpito a morte, rndeva sul posto; esempio a tlltti di devozione al dovere e spirito di sacrifirio" . Cà Pra Priolo. 15 giugno 1918; Carnbiniere Antonio Mucaria da Catalafimi (TP), M.A.V.M. " In momemi critici dell 'a:.ione, mentre L'avversario faceva sentire imensamellte la sua pressione. accorreva .\ p,mwneameme e con mirabile ardimento ove piìi.ferveva la lotta e o,·e era maggiore il pericolo, infondendo coraggio negli uomini c:he, esausti , stavano per cedere, e rico11duceva in linea i ritardatari. Di guardia ali un ponte. rimaneva fedele all<J consegna per quanto il ponte stesso fos.\'e fallo bersagliare dal/ 'arriglieriu nemica finché, colpito da una granata avversaria. lwwiava nobilmente la vira .w,l campo ''. Losson-Meolo , 16 giugno 1918 . L' esame dei Viari Storici delle Sezioni e dei Plotoni. sostanzialmente conferma quanto finora espo ·10 circa un 'opera o. cura, umile, poco evidente e meno ancora rinomata, ma portata avanti con dedizione, fermezza, serietà, e nella cosciente convinzione di svolgere un ' azione estremamente utile al bene della Patria e al raggiungimento della Vittoria finale. Tra le numerose possihilità offerte dai circa 400 piccoli Reparti con cui l ' Arma creò l ' intelaiatura estesa a tutto lo schieramento italiano, prenderemo in considerazione il Diario Storico dei me. i di giugno-luglio 1918 del 300° Plotone Carabinieri Reali addetto al XXVIU Corpo d"Annata, uno dei Rcpani dcli ' Arma elogiati al termine della Battaglia del Solstizio. TI Plotone era dislocato sul fiume Silc, con distaccamenl.i a San Pietro Novello, Casale sul SiJc e Lughignano. La vita del Plotone . correva Ira vigilanza ai militari 1


,... , e anche sui civili. fino al 6 giugno, quando :-,1 com11w111 ,td 11,":1hlll" liii l·on,...,.ll'lltc sorvolo della zona da parte di rico!!nitori m·11m 1 La . era del 14 il Plotone ricevette l'onJ1t1l' d1 u111l l'tll1,11" ., \,111 P1l'lm Novello e alle 03.30 i regi trò l'inizio dei tiri lf.111,~ltl·t 1,1 lll' tlll1..,1. d11: 1..·rn111nu1..·ri1 per tulla la giornata: nel corso del 15 gi ugno H·11ncro 1,1uolt1 1..11rn ,oo militari dei Reggimenti 243° . 244°, 47° e 48° :-,hanc..la11 1..· ncundn111 111 l111ca . m ·ntrc una . quadra venne inviata pre so il C'omancJo tkl -tX' l-a111c1 w pa lr1..·nar • i militari che i :-,Lavano bandando. Il 16 giugno continuò incessante il homhanla1m:11to ncmit:o. Alle 18 .00 i militari del 18° Reparto d'assalto abbandonarono h: um1i e rctnx.:cdellero: accorsero I Ufficiale e 7 militari <lei Plotone che n • affronlarnno I:!O riordinandoli e riconsegnandoli ad un Tenente dello te so Ba11aglionc. Il 17 e I 8 continuò l'inten a auivitl1 lin:.1li11a1a a ricondurre in linea gli bandati . Si di tinse per entu!>iru mo cd cfficien,a il Marc:-.ciallo Capo Giui-Cppe Gullino. Ma è il 19 giugno il giorno più drammatico; conviene apprendere i fatti direttamente dal resoconto del Diario: "Alle ore /-1.<XJ il 11e111ico attaC'rn rnn l'iole11ti tiri di arli~lierio . mitragliatrici e fucileria. rius('endo a sfondare la 110.,·tra linea ali ·a la sinistra. Alcuni Reparti in linea nella dire:ione di Ze11sm1 i11comi11cia110 a retrocedere e sbandarsi tlisordi11awme11te . Il Coma11da111e di Plotone co11 tutto il suo persmwle aJJroma risolwamente gli sbandati, facendo fuoco sui medesimi . Vi., to che lll for:a del Plotone era i11,mffkie111e, chiese e ottenne una mitragliatrice dal n•parto BenaKlieri, che mise in posi: ione al/ 'anRolo della via che dn Snn Pietro Novello conduce a a11s011, e la fece Jtm:ionare . lntamo Jt, awertita l'artiglieria che i111er,·em1e coi suoi tiri e riuscì a 1ra11e11ere parte deKli sba11dati. Alle ore 15 .()() cadde il Maresciallo Capo Giusepr,e G111/i110. presso il po111e di Sa11 l'ietro Novello. co/piw alla frame da una palla di mitragliatrice m,.wriaca. Durame la nolle /'a:io11e è l'Ollli11ullla accanita e violenta sem,a illlerririoni e il nemico che ern Kiu1110 al qtwdri1•io di Sa11 Pietro Nm·ello, venne respimo fino a casa Donò " .

Picchrtto d 'mum• a cal'll/111 dc•1 Carahi11ieri (USAC)


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Risolta taJe azione , il Plotone fu so tituito da altro reparto e tra ferito a Roncade. Alcune considemzioni sul mcconto: - innanzitutto non bisogna farsi sviare dalla crudezza degli eventi, stiamo parlando del lato peggiore della medaglia e , per rispetto della Storia e soprattutto per tutti 4uegli uomjni che in 4uei frnngenti combatterono e anche morirono, occorre tener presente che mentre aJcuru tentavano cli sottrnrsi alla battaglia, la tragrande maggiornn,.a , con le identiche mo ·trine. ·i batteva con ogni energia, tanto da conseguire la vittoria; - la necessità di tenere in linea le truppe ern avvertita da tutte le forze belligeranti e il prohlema risolto in genere con si temi anche più severi di quello italiano; - non era certo semplice rimanere imperturbabili sotto una pioggia di piombo e di fuoco, con una probabilità molto alta di restare dilaniati; in tal 4uadro diventava giocoforz.a essenziale il ruolo di chi convinceva i titubanti a persevernre nell'aLione.

ln qualche modo, quindi, occorreva resistere, e a questo contribuirono anche iCarabinieri che aiutarono i Comandi a risvegliare nei nostri soldati il cornggio e ramor di Patria, doti che ci consentirono, alfine , di aver ragione di uno dei più potenti imperi europei. Lo ·te · ·o Gener.tle Diaz citer:i i Carabinieri nel Bollettino del 25 giugno 1918: "Saldi aJ loro posto cli dovere, nell'infuriare della battaglia, i Reali Carabinieri diedero prova di gnm valore". Concludo ricordando le parole che forse meglio ·intetizzano l'operato dell'Arma nella f Guerra Mondiale; non furono frasi compo ·te per fini apologetici o di propaganda, ma concetti espressi il 12 giugno 1917 daJ Vate Gabriele D'Annunzio. anch·cgli protagonista di primo piano del connillo, nell'ornzione funebre alle esequie del Capitano dei Carabinieri Vittorio Bellipanni . già decornto sul Sabotino e a lui legato da profonda amiciLia, morto pochi giorni prima dunmte i combattimenti a Monfalcone (verrà decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare "alla memoria" ): "È /"Arma della fedeltà immobile e del/ 'ubnegu:,ione ,\·ilen:.iosu; l'Arma elle nel folto della ballaKlia e di qua dalla ba11u1:lia, nella trincea e nella strada, nella città distrnlla e nel camminamento sc:onvolw, nel rischio repentino e nel pericolo durevole, da ogni giorno eguali prove di valore, tanto più 1:lorim·a quanto pitì c,vura le è la gloria '' .


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ll_j RUOLO DELLA GUARDI A DI FI ANZA

NELLA GRA NDE GUERRA E NELLA RATfAGLIA DEL SOLSTIZIO di /,ucimro l.11cwm

1. Premessa li maggio 1915 era un momento poco felice per gli Stati delrlntcsa. che si ritrovavano ·ulla difensiva su tutti i fronti. La situazione strategica del nostro E ercito. che pur ovra tava per consi. tcnza quello nemico. non era felice in quanto le quattro Armate che lo componevano dovevano affrontare la banaglia su un fronte di circa 690 chilometri, difficile per asperità naturale e pericoloso per la sua conformazione a doppio semicerchio. conformazione che poteva favorire la penetrazione avversaria su uno dei due salienti , come puntualmente avverrà nel maggio 1916 e nell'ottobre 1917. La Guardia di finan:w partecipò al conniuo con un contingente piccolo rispeno all'immane massa dei comhatlenti italiani , ma rilevante se paragonato al suo organico . Si trattava di un contingente di 12.000 finanzieri (il 40% dell 'organico del Corpo) inquadrato in 18 battaglioni (ridotti nel 1916 rispettivamente a 9 e 2 e 9 .000 uoL11ini) impegnati ui vari settori del fronte itaJiano e in Albania . l rimanenti furono impiegati nell ' interno del te rritorio. in Tripolitania e nel Dodecanne ·o negli ordinari compiti di ervizio e nella difesa costiera . Anche nella ingente massa delle Forze Armate itaJiane que to relativamente picco.l o gruppo. idealmente raccolto alt.omo alla sua giovane bandiera (consegnata al Corpo dal Re il 2 giugno 1914) si fece onore e diede un contributo non secondario alla vittoria.

2. /..a mobilita:ione Nd luglio del 1912 il Comando dd Corpo di Stato Maggiore dell'E ·ercito di ·pose che la Guardia di finan~.a. in caso di guerra , mobilitasse .. di ·taccamenti speciali.' co. tituiti da finantieri dei reparti di confine e <la porre a dis(X)sizione dei reparti delrE. crcito in l" linea, con compiti infom,ativi e di esplorazione. e unità destinate a partecipare alle operationi di guerra con organico , armamento ed equipaggiamento identico a quelli dei reparti alpini . Que ti reparti dovevano essere fonnati csclu. ivamente da personale in . ervi,.io al momento detr emergenza. Una seconda aliquota . arebbc stuta dc. tinata alla difc. a co. tiera , formando reparti . imili a quelli della " mili7ia mohik-". ricorrendo e ventualmente anche a richiamali in 'ervizio.


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Un.ultima aliquola, integrata da richiamati, doveva assicurare l'esccuzion del servi1.io d'istituto nell ' interno del Paese e sulle frontiere non coinvolte nelle opera1,ioni belliche, con particolare riguardo al controllo dell'economia di guerra e alla sicure.ua interna. In aderenLa a que. le direttive , lo Stato Maggiore dispose la formazione. nctratto dell'emergenza, di un numero non definito di "di taccamcnti peciali... da costituire con il personale delle brigate di frontiera, quattro battaglioni di frontiera e quattordici banaglioni costieri. oltre a quattro compagnie autonome, nel caso che la guerra fo. se . tata condotta contro I' Au tria . Alla difesa co. tiera avrebbero dovuto partecipare anche le unità navali del Corpo. alle dipendenze della Marina Militare. Nel novembre 1914 lo Stato Maggiore chiese al Comando Genernle della Guardia di finanza se i quattordici battaglioni de tinati alla difesa costiera potessero e sere impiegati nell ' Esercito di campagna. Il Comando Generale, imprudentemente. diede rispo "la affennativa , non valutando tutte le difficoltà che arcbbero derivate dall'esigenza di approntare e addetrarc in brevi imo tempo una co ì notevole aliquota di personale. Da gennaio 1915 iniziò. come per le altre Forze Armate. la mobilitazione occulta (non si volevano deslare so. pelli nell ' Austria-Ungheria, ancora formalmente alleata dell'Italia nella " triplice'') richiamando due eia.~. i di riservisti . Fu iniziata la formv.ione dei hattaglioni e delle compagnie autonome: 3 battaglioni e 2 compagnie autonome al centro di mobilit.uione di Bologna: i centri di mobilit.uione di Roma , Maddaloni , Bari e Palermo avrebbero inquadrato 3 battaglioni c iascuno. Tuuavia si procedette a rilento e solo dopo la firma del pano di Londra (27 aprile 1915) le attività di mobilitazione furono intensificate; il 15 e il 23 maggio i reparti furono fatti affluire verso le zone di radunata. Non vi era tempo per una sia pur minima attività di addestramento e di amalgama dei battaglioni . li 22 maggio fu proclamata la mobilitazione generale e il personale in servi7io doganale aJle frontiere fu ritirato per co tituire i "distaccamenti speciali ...

3. Il primo anno di ,:uerra Data la loro natura di guardiani della frontiern i finanzieri furono i primi ad operare atr inizio della guerra. Nelle ultime ore del 23 maggio (le ostiJità dovevano iniziare alle ore :,,ero del 24) due finanzieri , Costantino Carta e Pietro Dall'Acqua, sorpresero una pattuglia di guastatori au ·triaci che tentavano di far saltare il ponte di Brauano sullo Judrio, il fiume che segnava il nostro confine orientale del 1866, e li ricacciarono con perdite con un ben concentrato fuoco di fucilicria . Ancor prima, nel pomeriggio del 23 , la motobarca che portava la comunicazione dello tato di guem1 al di ·taccamento


li ' Ila foce dell ' Aussa fu fatta a segno a :-.pan dalla dur ana . ,11 , 111.tl , I .11 q11.1II 11 comandante dell ' imbarcazione rispose coraggio, aml'llh_·. L'episcx.lio di BrdZZallo assunse da suhito un M!!,llllK"alo , 1111hol1l'o , 111x·mtrl' :,Ila ~ua rilevan7,a militare e passò alla storia come il " pruno ,:olpo d1 llll'tk li •Ila grande guerrn., . I "distaccamenti speciali'' furono i primi ad entrare in a,ionc . alla testa dei reparti dell 'Esercito che avanzavano nel territorio la:-.1.:iuto lihcro dall'Eserc ito asburgico che si . Lava ritirando sulle posizioni rctro:-.tanti robustamente fortificate . Allenati alla vita di montagna e perfetti conoscitori del terreno i fìnant.ieri partecipamno con gli alpini del battag lione Edolo u numerose azioni di pattuglia e colpi di mano in territorio nemico, mentre i colleghi della brigata di Edolo effettuarono .ardite puntate fin oltre le lince au. triache . In Val Calamento, oltre il confine austriaco. cadde eroicamente il maresciallo Gaetano Pizzighella, comandante de lla brigata di Enego. U djstaccamcnto. i tituito in alta Val Cordevolc. occupò nei primi giorni dj guerra il pas o Ombrcnola , nel gruppo della Marmolada. ove continuò ad operare per oltre un anno, divenendo un repano speciali tico di alta montagna, al comando dell'Aiutante di Battaglia Armando Amic i, che djvenne poi il militare con il magg ior rnumero di decorazioni del Corpo. Piccoli episodi , indubbiamente, ma i cui mode. ti protagonisti, "vedette insonni del confine" , come ricorda l'epigrafe erella . ul ponte di Bran.ano, sia sulle frontiere terrestri , sia sul mare, hanno iniziato di fatto le o. tilità tra l'Italia e l'lmpem asburgico. n batte. imo del fuoco toccò ben presto anche ai battaglioni mobilitati. n primo fu il XVII , co. tituito a Roma per operare a protezione delle coste e impiegato invece da ubito in Val Lagarina per partecipare con le truppe comandate dal generaJe Cantore alla presa di AJa (27 maggio 1915). Alla fine di giugno il battaglione passerà in Val Sugana. 1 battaglioni co iddctti "alpini" erano il I, il U, il Ul e il X V1. Di questi il U1 partecipò alle opernzioni che portarono alla conquista di Biacesa, in Val di Ledro nel1'ottobre , alla conquista di Monte Sperone nel successivo gennaio e successivamente partecipò aJle sanguinose tappe di quella che si chiamed1 la " battaglia per Riva'" , durante la quale molti furono gli atti di coraggio e le perdite. Per effetto del riordinamento dei reparti mobilitali , nell'agosto 1916, il m battaglione fu sciolto, ma rimasero sul posto ad attestare il suo valore e a continuare l'opern I' g• e la ga compagnia autonoma . fl XVI bauaglione combatté per tutta la guerra a Doss Casina, sulle pendici dell ' Altissimo, ha~Lione di destra della Val Lagarina , che occorreva superare per puntare su Trento. O I (alpino). il V, il vn, il IX , il XVII e il XVIIl nel primo anno di guerra combatterono sugli altipiani inquadrati nella la armata.


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Nella primavern del 19 I 6 parteciparono alle epiche battaglie scatenale dagli austriaci nell'ambito della " strafe-expedition". In particolare, il XVU, durante un mas ·iccio anacco nemico riuscì ad arre!.tare nel uo settore la furia dell'avversario. non solo. ma a Malgha Sotteli a costringere alla resa un reparto nemico che aveva cercato di sorprendere una nostra haLLeria. li VTI bauaglione. inquadrato con i bauaglioni alpini Fehre e Val Cismon in un gruppo misto, si distinse per Lenacia e coraggio nel resistere, dal 15 al 18 maggio. all'irrompente offensiva austria<.:a nd sellore di Monle Collo. La resistenza dei finanzieri fu efficace, e nella successiva ritirata costituì la retroguardia. incaricala della distru:1ione delle installazioni militari e dei ponti . Un altro gruppo misto si era costituito in Val d'Astico con i battaglioni V e lX. con il sopraggiumo XVll e con un battaglione alpino. e fu investito in pieno dall'oflensiva au. triaca. che lo costrinse alla ritirata condona con ordine dal 19 a 25 maggio, quando raggravarsi della pres ione nemica e la ricezione di ordini contraddittori la;;ciò allo scoperto il V e il XVII hatlaglione . minacciati di accerchiamento dagli austriaci che straripavano dalle pendici ddla conca di Ar. iem. A pren.o di notevoli sfor1.i e gravi perdite (2 ufficiali morti 6 foriti , 3 di. persi: 12 morti . 170 feriti e 85 di!.persi tra graduati e fimmzieri)i reparti riu civano a portar i a Meda e a raggiungere Rocchetta . li I O giugno i battaglioni erano di nuovo in linea: una compagnia del XVII era

Fitw11:ieri nel 1ri11ceru11e del Pal Piccolo (MSG.tlF.)


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corsa in aiuto dei resti della brigata Granatieri di Sardegna c he si battevano eroicamente sul Ccngio. Un mese dopo, furono tratte daJ VU battaglione le pattuglie di punta per il tentativo di riconqui tare il Monte Cimone. Né il primo tentativo. né il secondo due giorni dopo. riuscirono, ma l'azione su rocce assolutamente impervie, destò l'ammirazione anche del nemico. In effetti i pochi superstiti dei ventotto temerari del primo tentativo e dei venti del secondo (di questi ne tornarono solo quattro) avevano ben meritalo le nove medaglie d'argento e le diciotto di bronzo con le quali fu riconosciulo il loro eroismo. S,ull' Altipiano di Asiago il I battaglione aveva preso posizione fin dai primi giorni della guerrn inquadrato nella 34• divisione. Passò poi a presidiare il Col Sanlo, in Vallarsa, per lornare poi sull'Altipiano. distinguendosi sul Costesin, accanto alla brigata Ivrea , conducendo continue azioni di pauuglia conlro il hauaglione cacciatori austriaco contrapposto, il cui comandanle ricorderà , a guerra finita , che i finanzieri mole. Lavano i suoi con le loro patluglie e anche se feriti continuavano a combatlere per non essere catturati . Ma fu soprallullo nei giorni cruciali della strafe-expedition , dal 20 al 28 maggio 1916. che il battaglione scrisse una de lla pagine più belle della storia del Corpo. Il battaglione . entrato a far parte di un reggimento misto, resistette tenacemente all'avanzata au triaca e i distinse anche nella uccessiva ritirata subendo gravissime perdite. Anche se i resoconti ufficiali non ne parlano, i molti caduti e i decornti al valore confermano che nelle giornate iniziate sul Co ·tesine vissute nel tormento della ritirata, tennero fermo l'onore del Corpo. Nell'alto Cadore. in VaJ Vìsdende , operò il XVTT1 battaglione impegnato nelle operazioni offensive all'inizio della guernt. Si distinse in giugno nell 'attacco alla linea nemica di Ca.-.e Curiol e di Forcella Manzon , ma il più grave Lrihuto di perdite lo diede ne ll ' inverno 1915- 16 quando decine di uomini rimasero vittime della " morte bianca", coperti da immani valanghe di neve . otto le quali scomparivano inlt:re pattuglit: t: talvolta piccoli reparti nei loro ricoveri. Più accaniti fumno i combattimenti sostenuti in Carnia, nei pressi di del Passo di Monte Croce, ove rvm e il XX battaglione co tiero furono dislocati in alta montagna a fronteggiare le truppe alpine del VU corpo d ' armata dcli ' Arciduca Giuseppe d ' A. borgo. I battaglioni costieri, e quindi non attrezzati per la montagna, avevano vita dura nelle trincee , non tanto per le molestie del nemico. quanto per il deficiente armamento, (erano privi di mitragliatrici e bombe a mano e disponevano del solo moschetto) per il cattivo funzionamento dei servizi di rifornimento, per la mancanza di salmerie proprie, che costrinse i finanzieri a privazioni e sofferenze di ogni ·orta.


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Avendo occupalo le trincee senza zaino, ·i trovarono . enza vestiario di ricambio e proteui dalla . ola mantellina dalle intemperie e dal freddo il quale . a quelle altitudini , era molto rigido. Non atln.!uati per quel tipo di guerra e souoposti ad un rovinoso fuoco di artiglieria dal nemico, iJ 13 giugno i finamieri ancora mal istemati nei ·ettori loro affidati privi di adeguati ripari. riuscirono a respingere un duro primo attacco nemi co. All'indomani il nemico, con l'appoggio di un bombardamento violenti~!.imo, ripre. e in forze l'attacco e riuscì ad infiltrarsi in un punto dello schieramento lineare , aggirando poi un ' intera compagnia che fu costretta a retrocedere. Il maggiore Macchi , comandante del . ettorc. chic to invano l' invio di rinforLi, imbra ciato un fuc ile. guidò e animò la resistenza dei suoi nel luogo più e. posto. La grande superiorità dell'avversario ebbe ragione del valore dei nostri , . ia pure a co. to di gravi perdite. La situazione fu ristabilita su una linea retro tante dalraccorrere di due plotoni di finanzieri di ri ·erva e dal valore degli altri commilitoni <lt!i settori contigui che non consentirono al nemico di c. pandcre la ua occupazione. Caddero se · ·antollo finanzieri e cento cttanta ei furono i feriti - il nemico ebbe centonovanta morti e cinquecentonovanta feriti . Il valore delle Fiamme Gialle nella giornata è atte. Lato dalle ette medaglie d"argento e dalle dicci medaglie di bronzo al Valor Militare meritate dai finanzieri che combatterono ul Pal Piccolo. sul Pal Gnmdc e . ul Frcikofcl il 13 e il 14 giugno dd 1915.

Il ca11ito110 Poniato.dr.y parla ai s1wi finm,:Jeri sul Poi Pùn,lo ( MS<i .dF )


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Qua. i un anno dopo , il 25 marzo , il nemico riuscì ad impadronirsi delle posizioni della Lona. ma due giorni dopo dovcltc abbandonarle di fronte al contrnnacco dei no. tri, in cui si distin. ero i reparti del XLX battaglione. Altro e ben diverso terreno fu quello in cui i volsero le dodici battaglie dell'Isonzo, dal Rombon al mare. 1 battaglioni della Guardia di finanza , anche alcuni "alpini'', furono impiegati nella parte meridionale del fronte e legarono il loro nome a quello di località rimate vive nei ricordi dei reduci. E pesso non sono neppure nomi , ma "quote" , semplici punti ulla carta topografica. Tra l'inizio delle o tilitl1e la LX battaglia dell'l ·onzo (4 novembre 1916) i hauaglioni Xli e Xlii , 1'8 giugno 1915, furono impiegati con altri reparti dell'Esercito nel tentativo di passare l'l ·onzo sulla linea Monte Fortin-Lucinico. Il compito fu portato a termine brillantemente, sullo il fuoco di artiglierie e di mitragliatrici. Lo ste · ·o mese l'Xl battaglione partecipò, il 14, al vano tentativo di occupare le quote 121 e 77 ad est di Monfalcone, mentre ai primi di luglio il X, unitamente ad un reggimento di fanteria, concorse ad aprire varchi nei reticolati con tubi di gelatina e la famigerata ''pinza Lagliafìli'', modeste forbici da giardiniere, promos e a strumento bellico. Era la preme a all'azione per la conquista di Monte Sei Busi , durante la quale i finanzieri che avevano tra corso più di venti giorni tra turni di trincea, attacchi e contrattacchi nel settore di Vermegliano , meritarono nove medaglie d'argento, ventuno di bronzo e quattordici croci al Valor Militare. Più a nord fu impegnato in battaglia il Il battaglione "alpino··. Era chierato con la brigata di fanteria Re ·ul Podgorn, una collina di 240 metri , avampo ·to della te ·ta di parte austriaca davanti a Gorizia. Nei giorni tra il 4 e il 19 luglio 1915 i finanzieri parteciparono ai disperati as alti che però non riuscirono a sloggiare il nemico dalle sue posizioni . Fu un terribile comballimenlo di logoramento durante il quale il Il battaglione lasciò sul terreno , tra morti e feriti , centoquindici tra . onufficiali e finanzieri e cinque ufficiali, tra i quali il comandante, maggiore Sante Laria, brillante storico del Corpo, ferito tre volte, per ultima molto gravemente, per cui dovette lasciare il comando dell'unità che stava guidando all'a alto. Speranza delusa e sacrifici cruenti contrassegnarono anche l'offensiva d'ottobre , quarta battaglia dell'Isonzo. nella quale due compagnie di finanzieri tolte al X e all'XI banaglione e aggregate ai fanti della brigata Cremona, tentarono la conquita di quota 120 di Monfalcone. Ma l'intera offensiva autunnale diede carsi risultati . Dall'ottobre 1915 aJ marzo 1916, anche e non ci furono grnndi offensive sul fronte i ontino, non ccs. ò l'attività quotidiana dei reparti, nella quale diedero, come sempre, buona prova quelli della Guardia di finanza .


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La grande offensiva austriaca sugli altipiani costrinse Cadoma ad alleggerire e riordinare il fronte dell'lsonzo per contribuire a costituire le riserva per contenere la strnfe-expedition . A maggio inoltr.tto il ne il Xll battaglione furono incaricati del collegamento tra le brigate Macerata e Chieti. Poco più di un mese dopo, il 29 giugno, anche i finanzieri furono vittime dell'attacco effettuato dagli austriaci sul S. Michele con i gru asfissianti, che costicuirono sul fronte italiano una vera sorpresa. Ma . i rifecero nell'immediata controffensiva, durante la quale si scgnaJò la se.lione mitragliatrici del XV battaglione, allora aggregata al 16° reggimento fanteria. Il I O luglio 19 J6 la sezione fu prcs oché annientata, ma riuscì a tener testa senza retrocedere ai ripccuti attacchi avversari. li Comandante del Corpo d ' Annata inviò una scarna comunicazione con cui concedeva un encomio "agli ufficiali e alla truppa che per zelo, attività e valore non ono per nulla di simili dalle no tre va loro e fanterie". Questa ammirata constatazione di un alto Comandante fa comprendere come i finanzieri fo scro considerati combattenti non del tutto affidabili, pregiudizio abbastan,,a diffuso che portò. come verrà più avanti illustrato, ad un ridimensionamento del contributo dei battaglioni mobilitati alla guerra.

St>Rni dei combattit11t111ti ostnmti sul fi11mt1 Si/e ( MSG .tl.F. )


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L'esperien1.a del primo anno di guerra dimostrò che i reparti della Guardia di finan;,.a alla prova del fuoco erano per nulla diversi. nel bene e nel male, dai reparli fanteria ai quali ernno affiancati. Dovevano però lamentare un grave handicap: i battaglioni del Corpo dipendevano di . olilo diretlamenle dal Corpo d'Armata e venivano distaccati di volta in volta ai comandi di settore divisionale per l' impiego in prima linea. Quando le openv.ioni offensive o difensive non avevano lo svilupJX> atteso del Comando Supremo, i comandanti di divisione , fr.i le cause dell'insuccesso. dtavano talvolta prete. e manchevoleue dei reparti della Guardia di finan1.a, nell'ovvia con. idenuione che non rientrava tra i loro compiti la loro prepamzione e ciò sgrnvava la resJX>nsabilità dei generali a carico dei quali bm,tava un nonnulla perché fossero .. ilurati., da Cadoma.A ciò si aggiungeva il problema del ripianamento delle ingenti perdite dei battaglioni che non poteva aver luogo perché il prolungamenlo del 1c onflino aveva creato difficoltà di alimenta.tione dell'E. ercilo campagna. U Comando Supremo adottò quindi un provvedimento molto draslico che prevedeva la riduzione dei battaglioni alla metà e il pa~ aggio nella fanteria dei finan ~it!ri richiamati . Quest ' ultimo provvedimento fu recepito come menomazione dell'onore dt!l Corpo e provocò gravi rea1ioni disciplinari tra i finanzieri colpiti e l'intervento dei massimi responsabili del Corpo. Intervennero anche il Ministro delle Finanze Meda e il Ministro dell'Interno Orlando che temevano ripercussioni sulla tenuta disciplinare delle migliaia di finanzieri che nell'interno del lerrilorio svolgevano delicatissimi servizi sul conlroUo dell'economia di guerra, dell 'ordine puhhlico e della difesa co 'liera. Intervenne anche il Presidente del Consiglio Roselli , che fece rientn1re l'odioso provvedimento. 4 . UJ ,:11erru di posi: ione (/9/6- JH)

Il secondo anno di guerra. doJX> la conclusione . ostanzialmente negativa per gli au triaci della trafc-expcdition, si aprì con una brillante villoria italiana: la presa di Gorizia. Questa volta i finanzieri non presero parte direttamente aUa battaglia. Il riordinamento dei battaglioni fece ì che solo l' Xl e il Xll fossero lasciati sul fronte della 3J armata. Il primo dei due fu a segnato alla riserva del Xl Corpo d ' armata, nella zona del S. Michele~ l'altro, che era tato fuso con il 11, entrò in linea il 9 agosto, giorno della presa <li Gorizia. muovendo dalla famosa "trincea delle frasche e dei raZ/.i" e seguì la 233 divisione fin oltre Oppachi.e sella. Prendere po ·izione su quella pietraia del Carso significava esporsi ad ogni colpo di artiglieria che suscitélva cen1im1i.1 di proiettili naturali derivanti dalla disgregazione delle rocce che costituivano quel terreno arido e spoglio.


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Sulla quota 208 nord , un cocuzzolo roccioso oltre il Vallone di Doberdò, i finan1:ieri . o. tituirono un reparto della hrigata Ivrea . Come la consorella (IUOta 208 sud , l'aspro terreno ereditato dai linan1:ieri si rivelò da subito uno dei punti più duri dd nuovo fronte , vicinissimo alle trincee nemiche, pre. o d'infilata dalle mitragliatrici installate tra le rovine di Nova Vru • re. o tragicamente in. icuro dalla . pielala preci. ione dei ·•cecchini'' e . cosso ininterrottamente dal fuoco dell'artiglieria nemica e dai tiri risultati corti di quella amica . Tra gli ono giorni di permanenza in linea. superiore a quella dei fanti delle contermini brigate Macerata e Ivrea a quelli passati in rincalzo, il banaglionc perse in un mese ono ufficiali su quattordici e quasi duecento sottufficiali e finanzieri . u cinquecento . Nclf'Xl banagla dell'I onzo, che portò l'Esercito Italiano ben addentro alle difce au triache sulla Bainsizza, furono impiegati quattro battaglioni operanti nell ' arca affidata alla 2" armata (I. VW. XVI. XVW furono impiegati in oscuri, ma importanti servizi di retrovia, meno appari ·centi di quelli di 1• linea, ma pur sempre molto onerosi e pericolosi e prolungati nei mesi successivi alla battaglia). I quattro battaglioni , poi, vennero coinvolti nel repentino crollo del fronte di Caporetto.Es ·i si dhtinsero durante la ritirnta per la sempre mantenuta compattezza nelle :uioni di retroguardia e nel concorrere a rendere per quanto po.. i bile ordinato il caotico ripiegamento dell'E. ercito. Il XVIII poi riuscì a salvare dalla cattura la bandiera dell ' 84" fanteria ,e a riconsegnarla al Comandante a Conegliano, quasi al termine della ritirala. J battaglioni, e scndo giunti al Piave in perfetto ordine, furono immediatamente utilizzati per ra trcllarc gli sbandati e i disertori nelJe campagne circostanti e ubito dopo furono inviati a costituire una linea di barramento sulJ ' Appennino ToscoEmiliano per frenare la fuga verso sud dei disertori . Straordinario fu l'apporto di meno di trecento finanzieri dei reparti territoriali della zona litoranea del Friuli che unitamente alla 3()3 compagnia autonoma CO 'tituirono il "gruppo Vercelli", cosl chiamati dal nome del suo comandante, il tenente colonnello Severino Vercelli , un ufficiale richjamato, che co ·tiLuì la prima difesa e il più duro ostacolo al nemico ·ulla via di Venezia, sulla destra del Piave Nuovo, tra Redevoli e la foce . Il gruppo ritardò l'avanzala nemka per dar tempo a tre hallaglioni dell Corpo, il Vll , l'VIII e il XX di organizzare a difesa la linea estrema del Piave, a diretta proLe1:ione di Vene/.ia. Il 18 dicembre 1917 il nemico tentò di for/.are il passaggio del fiume tra lntestadura e Marina di Cortellazzo preceduto da un ' intensa preparazione di artiglieria, ma fu respinto dal VII battaglione che presidiava la zona. Il tentativo proseguì nei giorni seguenti, coinvolgendo anche l'V lll e ~I XX battaglione. ma i finanzieri resistettero agli au triaci. il cui obiettivo era la conqui ta di Venezia.


,n La battaglia del ·olstizio, iniziala il 15 giugno 191 X. tuno I lr t· ha11 .1i•lr11111 a11r11 rn sul po ·to . Fin dal 1917 il Comando Supremo aw a vrdalo r a1111ola111t·1110 \.olo11t:11 io nt· r Carnbinieri e ne lla Guardia di finann1 . rendendo qu111d1 1mpo,).1h1k l'a v icendamento nei hauag lioni mobilitati . che potevano np,anarc le perdite ),CJlo traendo i militari necessari dal servir.io interno nel Pac~c. Ma in compenso nei reparti in linea operavano ),Ohanto veteran i con anni di ·ervizio in guerra, comandati da ufficia li già temprati a tulle le battaglie. Erano in effelli unità adde. lrnte e pienamcnt · affi<lahili anche sul piano tecnicomilitare e . pe. so superiori per efficien/.:.t ai corrispondenti reparti di fanteria , nei quali inesperti complementi spesso costitui vano la maggionm:,.a numerica . 5. I Battaglioni del Corpo nella Battaglia llel Sol.vti:io Com 'è noto, l'ultima offensiva austro-ungarica del giugno 191 8 si svi luppò tra il Brenta e il Piave con l'intento di sfondare il fronte montano per prendere alle spaUe lo schieramento italiano sul Piave . Nello ste o te mpo . gli imperiali auaccavano . ulla direttrice Trevi. o-Padova mirando alla conquista del Ve net.o. La fase cruciale della battaglia si consumò tra il 15 e il 20 giugno. quando lo sfori.o fu prima contenuto e poi arrestato; già dal 2 1 giugno la 4a divisione . schierala tra Capo Site e il mare, su ordine de l Comando Supremo passò aJla controffensiva . A sud due battagl ioni di bersaglieri . raffonati da nucle i di marinai de l battaglione Caorle dovevano irrompere dalla testa di ponte di Cavazuccherina (odierna Jesolo) verso Palazzo Brazzà. Contemporaneamente nuclei di arditi del Vll hauaglione de lla Guardia di finanza dove vano for/,are il Site in corri. ponde nza di Molino Comelle . Al termine de lla preparazione di artiglieria. verso la 19 del 2 1 gi ugno. vennero messe in acqua, sul fronte del battaglione, tre zemole a Molino Comelle e tre alla Macchina del Consorzio. Nella prima si imbarcò una pattug lia di 40 finanzieri con due seLioni di miLragliatrici, nelle altre 50 finanz ieri con una sezione pistole mitragliatric i. Compito dell'avanguardia era di costituire due piccole teste di ponte. sgomberare il terreno circostante e prendere collegamento sulla destra con la colonna bersaglieri. I finanzieri fecero più di quanto loro richiesto: ebbene aJcunc zemole fossero state affondate daJ fuoco nemico. presero egualmente terra sulla sponda opposta e assaltarono le trincee di prima linea de l ne mico, mettendolo in fuga . Furono catturati 126 prigionieri , 2 piccoli cannoni e 6 mitragliatrici. Nella breccia del di. po. itivo nemico così creata fu rapidamente fallo avanzare il


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VII battaglione che consolidò la testa di ponte che nei giorni successivi costituì base di partenza per l'offensiva che avrebbe con. cntito l'occupazione di tutta l'arca tra Piave Nuovo e Piave Vecchio. primo lembo di territorio italiano riconyuistato dopo la ritirata di Caporeuo. li 2 luglio, in relazione alle direttive del Comando Supremo, ebbe ini1.io una nuova fase della battaglia. U VII Battaglione attaccò in concorso con i reparti laternli, 1'82· fanteria . ulla sinistnt e il 154· sulla destra. AJle prime luci dell ' alba il battaglione i anc tò sull'argine del canale m in anca che la preparnzione di artiglieria avesse svolto il suo compito; subito dopo forzò il canaJe e assaltò frontalmente le principali difc e nemiche, servendosi anche di barche armate per avanzare nel dedalo di paludi e di au.iue poco profonde. La lotta si svolse per quattro giorni in condizioni di estrema difficoltà: il contatto con l'avversario era troppo stretto perché rartiglieria potesse agevolare il compito dei finanzieri. Anche lo . pazio di manovra era limitatis ·imo e yuindi i reparti, addensati allo scoperto e in mezzo al fango che limitava i movimenti, soffrivano perdite e levate. I finanzieri rinnovarono gli as alti. anche se ridotti di numero e invi. chiati nella mota, fino al 5 luglio. Quando le compagnie del VII furono scavalcate da quelle dell'VTil . l'azione era destinata alla vittorio ·a conclusione. li 6 luglio , finalmente, le difese del Bova Favaretto furono travolte e gli austroungarici furono costretti a ripiegare oltre il Piave Nuovo. Anche il XX battaglione agl in quei giorni con pieno successo inyuadrato ne lla brigata Arezzo , sulla testa di ponte di Capo Silc. La brillante condotta del VU battaglione, le cui virtù militari onorano le Fiamme Gialle. è stata riconosciuta con la concessione di una medaglia di bronzo al Valor militare e soprattutto con la scelta della data in c ui celehrare l'anniversario della fondazione della Guardia di finanza , fi sata il giorno 5 luglio lino al 1965 e il 21 giugno . uccessivamente.

6 . La guerra in Albania, sulle coste italiane e sul lago di Garda li "Corpo speciale d ' Albania" . che aveva a prezzo di gravi sacrifici protetto I'imbarco e lo sgombero dei resti dell 'esercito serbo in rotta dopo la disfatta inflitta dalle truppe austro-tedesco-bulgare del gen . Mackensen , fu trasformato nel XVI Corpo d ' Armata, destinato in un primo tempo apre. idiare, con le tre divi ioni , il campo trincerato di Valona , in previsione e.li una ripresa offensiva del nemico. Poiché que. ta previsione non si avverò. al Corpo d'Armata fu affidato il compito di occupare l' Albania meridionale. A rinforzo dello schieramento, furono inviati nel giugno I 917 , con altri reparti.


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i battaglioni Xl. XTT, XVI delJa Guardia di linmv.a. ai quali ·eguirono. nel dicembre dello . leL o anno il XIV e il XVIII. il XVI fu il primo ad essere impiegato in prima linea. sul fiume Osum, e nel novembre dovette difendersi da un violento attacco ~tusLriaco. infranto dal valore e dalla tenacia dei finanzieri. Sulla fine dell'anno il Corpo d'Armata costituì un reparto d'assalto compo to quasi esclu. ivamente da finanzieri, la cui sezione pistole-mitragliatrici era comandata dall'Aiutante di Battaglia Amici. il militare più decoralo del Corpo. Nel maggio 1918 reparti del Corpo presero parte alle aLioni per libernre la strada Santi Quaranta-Salonicco, determinante per as icurare la saldatura tra il XVI Corpo d'Armata e l' Année d'Orient che operava in Macedonia. Sul difficile terreno albane. e. ove non si svolgevano grandi battaglie come sul fronte italiano, le operazioni tuttavia richiedevano spirito d 'iniziativa, audacia e capacità combaniva. Ciò apparve evidente nei combauimenti di luglio intesi ad occupare il territorio tra la Vojussa e il Semcni e, in accordo con il comando interalleato di Salonicco. a sloggiare gli austriaci dal Tomori . Trn il 6 e 1'8 luglio. quando nel Veneto si ·volgeva la battaglia per il Piave Nuovo. il XV I e il XVII battaglione, a prezzo di gravi perdite. su un terreno che ricordava quello carsico, riuscirono ad impadronirsi del Mali Viluscia e di Ciafa Dcvris. Nell ' ultima decade di luglio furiosi attacchi au. triaci nella zona del Tomori costrinsero il Corpo d 'Annata a ripiegare ordinatamente su una linea arretrata più

Vedette dl'I V batta,:lio11e G.i.lF ne/Il, Crmra di Ar iero (MSG.d1':)


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sicura. E anche durante il movimento i finanzieri del XVIII battaglione a 4uola Kuci e il XVI a 4uota 508 di Gorian inflissero perdite severe al nemico. che non si a penava una reM.ione così energica. Il 13 agosto, il XVTII si atte tò ulla quota 1150 del Mali Tomorices che era i,,tata preventivamente apprestata e difesa dal X, Xli e XIV. Il nemico dovette sostare per riorganiu.arsi e poté attaccare la linea tenuta dal XVIII , al quale si era aggiunto il XVI. il 22 ago. to. Fu un combattimento senL.a quartiere, durante il quale i pochi superstiti dei due battaglioni mantennero la po. izione. nonostante la chiacciante ·uperiorità avversaria . L' eroismo dei finanzieri dei due bauaglioni è attestato, oltre che dalle sensibili perdite. dalle 43 medaglie d'argento, le 47 medaglie di bronw e le 2 I croci al Valor Militare. Le disposizioni sulla mobilitazione as. egnavano alla Guardia di finanza un ruolo di rilievo nel dispositivo della dife ·a costiera alla quale erano richiamati a concorrere sia i reparti litoranei del Corpo, sia 4uanordici battaglioni mohililati con compiti di difo. a mobile. Poiché questi ultimi furono tutti inviati al fronte terrestre, la sorveglianza delle coste rimase affidata alle brigate litoranee. della forza di dieci-quindici uomini cia·cuna. formate in gran parte da richiamati . che operavano in concor. o alla milizia territoriale. Gli austriaci. peraltro molto attivi sul mare con frequenti bombardamenti delle co te adriatiche , non intrapre. ero mai azioni che implica.e.. ero il coinvolgimento di forze terrestri e quindi il dispo itivo si dimostrò adeguato alle e igenze. Non mancarono tuttavia cpi odi significativi rin dai primi giorni di guerra. Alle 4 del mattino del 24 maggio 1915. il finanziere richiamato Antonio Reccantini divenne momentaneamente celebre per aver attaccato a colpi di fucile sulla spiaggia di Viserba un dirigibile che , da bassa quota dirigeva il tiro delle navi austriache c he bombardavano Rimini . Tre giorni dopo , due finanzieri prendevano prigioniero l'equipaggio di un idrovolante costretto ad un ammaraggio for~to sul Po di Volano , impedendo la di. lruzione del velivolo che veniva catturato intatto con tutta la document.azionc in po sesso dei due piloti. L'episodio più noto e più rilevante, perché valse a sventare un'v.ione che avrebhe potuto avere un notevole effetto propagandistico, ·i verificò nel porto di Ancona nella notte sul 5 aprile 1918. In ri. po. ta alla " Beffa di Buccari" operata da Gabriele D'Annunzio e dai MAS del comandante Rizzo, un reparto di sessantadue marinai austriaci al comando di un tenente di vascello sbarcò inosservato u un tratto di spiaggia a nord della città adriatica e dopo essersi na.c.coslo per qua i venti ore in una cru a colonica riuscì ad entrare nel porto la notte succe . . iva. Gli uomini , in parte istriani e dalmati , parlavano itali.mo e le uniformi regolamentari da marinaio che indossavano erano . imiti a quelle italiane.


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lii loro obienivo erano i MAS di Rizzo. onneggiati prcs. o la Mole Vanvitelliana. dei quali intendevano impadronirsi per ilurare il pontone armato che sorvegliava l'ingre. o del porto e i . ommergibili alla fonda. e dirigere poi per la co ta dalmata. L' impre a era ormai pros ima al ucces o. quando gli au triaci si imbatterono nei due finanzieri. in servizio di vigilanza allo zuccherificio ituato nell'interno della Mole, Giu eppc Magnucco e Carlo Gra i: que t'ultimo fu abbattuto da un colpo di pugnale. ma il collega reagì e fucilate trincerandosi in una garitta e intrappolando gli aggre · ori in un ' area ristretta senza po ·s ibilità di fuga , fino aJl'arrivo dei rinforzi ai quali g li incur ori si arresero. La difesa co tiera impegnò anche i finanzieri in servizio in Libia e nel Do<lecanne ·o per la repre · ·ione del contrabbando di guerra e l'interdizione dei rifornimenti dande ·tini ai ·ommergibili nemici . Anche il naviglio della Guardia di finanza partecipò al conflillo alla dipendenza della Regia Marina. Le unità maggiori furono impiegate per la vigilanza antisommergibile nelle acque co ·tiere, per la ·corta dei convogli per l'Albania, la Sardegna e la Libia e per la vigilanza permanente agli accessi della laguna di Venezia e ddle altre lagune venete. Un impiego del tutto particolare fu previ. to per le unità navali del Corpo sul lago di Garda , il cui bac ino ettenlrionale, con Riva e Torbolc. era territorio austriaco. li lago rapprc cntava un punto di vulnerabilità per il s i tema difensivo italiano. poiché avrebbe potuto consentire ad informatori e sabotatori di raggiungere senza difficoltà il territorio italiano. Fu quindi nccc ario predisporre un di po itivo di vigilanza tale da impedire agli austriaci l'utilizzazione dello specchio d ' acqua. La Marina Militare costituì un "Comando flottiglia del Garda" alla cui dipendenza fu posta la ..stazione battelli incrociatori'' della Guardia di finanza. con sede a Limone. e dopo l'inizio del conflitto. a Sogno. li di spositivo di vigilanza comprendeva una linea avan1.a1a, ·orvegliata di giorno da po ·ti di osservazione a terra e pattugliata di notte dalle torpediniere della Guardia di finanza , a tergo delle quali stazionavano i moto ·cafi per l'intercettazione. Le unità del Corpo assolsero egregiamente il loro compito nonostante la vetustà delle imbarcazioni (le macchine erano già state dichiarate "fuori uso'' ancor prima del ,c onnitto) e le loro modestissime carnllerisliche nautiche. peggiorale dall ' installazione di un proiettore su un allo traliccio che comprometteva ulteriormente la loro . Labilità. Gli au. Lriac i non tentarono mai di compiere .uioni di guerra sul lago, ove venne peraltro svolta dagli italiani una intensa auivilà logistica per il . ostegno delle truppe operanti ulle due ponde. Le torpediniere furono impiegale ~pcsso ~r missioni di corta e anche per il tm-


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sporto di truppe e di materiali, senza ubirc perdite. benché frequentemente bersagli di tiri di artiglieria. NeUa notte sul 3 novembre una torpediniera della Guardia di finani.a , comandata dal maresciallo Perrinello precedette, per illumjnare l'approdo, un MAS con a bordo il tenente Scarpelli della Marina e il tenente Bassi della Guardia di finanza , i quali si recavano a Riva per ricevere la resa del presidio austriaco. 7. La battaglia di Vittorio Venelo e la fine della guerra

Alla battaglia conclusiva della Ia guerra mondiale, che si svolse dal 24 ottobre al 4 novembrel918 , parteciparono i battaglioni VU, Vlll e XX che si erano già distinti nella battaglia del solstizio del mese di giugno. Essi erano ancora schierati sul basso Piave e si alternavano nel presidio della prima linea suU'argine del fiume e nella difesa Litoranea a protezione della laguna di Venezia. A causa delle vicende della guerra. que ti tre battaglioni, allestiti e adde. trati per la dife a costier.t, vennero impiegati sin dall' inizio del conflitto sui fronti di alta montagna e proprio quando, tra innumerevoli difficoltà, acquisirono la confonnazione e lo spirito propri di un reparto alpino, ritornarono. nel 1918 , nel di po itivo di difesa costiera, sia pure alternandosi all'impiego sul fronte , peraltro in aree litoranee e lagunari. 11 comandante della 3° armata, che partecipò alla fase finale della banaglia e alle cui dipendenze operavano i tre battaglioni. il 29 ottobre ordinò alle divisioni in I schiera di passare aJl'offensiva il giorno dopo e di avanzare sulla direttrice San Donà di Piave-Oderzo. I battaglioni della Guardia di finanza, assegnati al XVUI e al XXVl Corpo d ' Armata , furono incaricati del presidio della riva destra del Piave, dopo il fori.amento. aJ fine di dare sicurezza ai reparti avanzati e bloccare eventuali puntate controffensive nemiche. I reparti della 3° annata raggiunsero tutti gli obiettivi assegnati , e i battaglioni del Corpo assolsero i loro compiti con La consueta brnvurn. Particolarmente apprezzata fu la loro tempestività nell'occupare nei tempi previsti le rispeuive po. izioni e nel mantenervi. i, nonostante l' inevitabile caos che si era creato nei reparti le cui avanguardie combattevano appena aJ di là del Piave. J bauaglioni , oltre aJla vigile attenzione con cui presidiarono le po. izioni , si adoperarono per disciplinare il caotico andirivieni di truppe, rifornimenti. feriti e prigionieri . gombcrati dalla prima Linea. Dal I O novembre, i battaglioni furono impiegati in lavori stradali io au ilio al genio , in servizio di polizia militare e scorta prigionieri . IJ VU bauaglione dall'8 novembre fu trasferito a Trento ove svolse servizio di Polizia.


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L' VIII dal 5 novemhre fu dislocato ad Ala. donde dis1accò una compagnia che fu tra k prime truppe italiane ad entrare ad lnnsbrucl con il compilo di provvedere al rimpatrio sia dei prigionieri di guerra italiani catturati durante il connitto degli austro-ungarici, . ia dei profughi trentini colà internati dalle autorità imperiali fina daJ giugno 1915 . LI XX. infine, fino al 17 novemhre fu in retrovia sul Piave, fino al 26 nella zona di San Stino di LivenLa e dal 27 novembre a Trieste. I tre battaglioni, poi , nel 1919 furono adihiti al controllo dei nuovi confini e si trasformarono in reparti territoriali . e precisamente il VIll nel circolo di Bressanone e il XX nel circolo di Trieste. Avendo operato su un fronte secondario. i hattaglioni subirono perdite modeste. ad eccezione del XX, che durante uno . po. Lamento su chiatte, lungo i canali interni , ebbe 22 morti e 29 feriti per una bomba lanciata da un aereo nemico.

8. Conclusioni La Guardia di finanza concluse la partecipazione diretta alla grande guerra dopo 41 mesi di inenarrabili . acrilici e luminosi episodi cii valore, sempre in prima linea sulle più alte giogaie delle Alpi , sulle trincee del Carso, nella pianura veneta. nella lontana Alhania, sui mari , sulle coste e sul lago di Garda. Anche i finanzieri in servizio d ' istituto nell'interno del territorio concorsero degnamente allo sfor,.o bellico, svolgendo la loro attività con rilevante impegno personale e organici ridottissimi. essendo stati inviati aj battaglioni mohilitati tutti gli uomini più validi. Nulla può dimostrare meglio dell'albo d'oro la tenacia e l'abnegazione dei finanzieri: su 32.000 finanzieri mobilitati e in armi . mediamente 20.000 vigi larono le coste da terra e da mare e la frontiera nord occidentale, furono presenti in Libia e nel Dodccannc. o e atte. ero a compiti politico-militari a tutela dell'economia di guerra della nazjone, 12.000 con 270 ufficiali. schierati in 18 battaglioni e 4 compagnie autonome (ridotti nell 'agosto 1916 rispettivamente a 9 e 2 e a 9 .000 uomini) combatterono nei vari cuori del fronte e in Albania. Non tutti tornarono, né tornarono indenni i reduci , ché il Corpo lasciò sul campo 2.392 caduti. ebbe 2.600 foriti e 500 tra mutilati e invalidi . Ricompensa al. valore degli credi della tradizione di eroismo delle Fiamme GiaJle furono le 141 medaglie d'argento al Valor Militare (41 delle quali alla memoria), 261 di bronzo. 224 croci di guerra aJ Valore (di cui 53 alla memoria) e 136 promozio111i per merito di guerra.


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I BRITANNICI ALLA BATTAGLIA DI MEZZO GIUGNO di Murio110 Gobrit'lt'

Le truppe alleate rimaste in Italia dopo il marzo 1918 - le due divisioni fran e i del Xli Corpo d ' Armata e le tre inglesi del XIV - furono tmsferite sull'altipiano di A. iago. venendo a costituire la sini. tra della 6• Armata italiana del generale Montuori. li trano di fronte pre~o in con. gna dagli alleati si e. tendeva per una decina di km , appoggiato alle pendici ho. o. più meridionali dell 'acrocoro. li terreno, fittamente albernto, saliva verso le ultime alture del sistema montuoso, oltre le quali precipitava sulla pianura. Ed era lì che nel dicembre 1917 . i era ,e aurita la . pinta offen iva nemica. Le due divisioni frdncesi , schierate una dietro l'altrn. presidiavano una linea di circa 3 km. AJla loro sinistra i britannici tenevano un fronte di quasi 7 km. con due divi ioni in posizione avan~,ata e una in riserva. Dalla giuntura con i france ·i, a dc tra. la prima linea britannica seguiva il bordo del bosco verso occidente. attrnvcrso la cresta di S. Sisto, fino alla riva meridionale del letto del torrente Ghelpa ·: più in alto alle . palle aveva l'abitato di Ce~una (m 1.032). Rispetto alla <.Jispo. iLione difen. iva del settore francese, la seconda linea era più vicina aJla prima e verso il Ghelpac praticamente vi coincideva . Trn le po. izioni più avanzate e 4uelle più arretrate correvano circa 4 miglia di terreno in salita, bo coso e accidentato: il di livello arrivava a 300 m , accentuando~i verso le ultime creste che si collocavano fra i 1.300 e i 1..500 m. Si poteva quindi sfruttarc poco la profondità per impo. tare manovre e anche la i tema1ione abituale dell'aniglieria ne risentiva . non potendo i cannoni e sere dispo ·ti per un tiro normale alle linee nemiche , con i pezzi leggeri a 1.800-3.000 m dal fronte e i medi a 2.500-4.500. Un'allrn difficoltà era data dall'impo sibilità di interrMe i fili telefoni i per l'intrico delle radici nel bo o. ciò che indu a farli correre tra i rami, dove potevano e ·sere fadlmcntc . pezzati dal fuoco dell 'aniglieria nemica quando abbatteva degli alberi: di qui il ricorso a staffette e segnalazioni alternative, mentre per le comunicazioni tra divi. ioni e brigate venne u ala regolarmente la radio . A differenza di 4uello francesc, il settore britannico si avvaleva di due aree diviionali nettamente di. tinte, ciascuna dotata di un proprio . i. tema viario locale , quello di Gr.inezza a destra e quello di Carriola a sinistra. Il primo impegnava c irca 3.500 mdi fronte a partire dal settore francese , il secondo copriva le altre 2 miglia appro · ·imative che correvano ad Ove ·t fino alla divisione d 'aJa (la 121 ) della J• Annata italiana. La prima linea i avvaleva di una trincea profonda. ben co truita e dotata anche di piattafonnc di tiro. ma dotata di ricoveri che gli inglesi con!,ideravano in ufficienti per numero e capacità di protezione contro l'artiglieria ncmi-


,~, ca. All'estrema inistra il torrente Ghclpac cntrnva in una gola profonda , carntterizzata da rive sco cesc dalle cui sommità gli oppo~ti schiemmenti si fronteggiavano a circa 200 mdi distanza in linea d ' aria . U servizio di rifornimento era faticoso perché doveva superare un dislivello di 1200 m daJJe tazioni ferroviarie della pianura. L' acqua poi scarseggiava sull ' altipiano e si dovette pomparla daJ fiume Astico, utiliLzando per gli animali quella lasciata dalla pioggia o dalla neve nelle pozze del terreno. U tn1sferimento sul nuovo fronte era avvenuto con l'idea che le forze alleate avrebbero lanciato un 'operazione offe n iva, ma la prima missione fu difensiva per migliorare e fortificare Je nuove posizioni . Ciò non modificava però l'obiettivo di fondo . che rimaneva quello di attaccare sulJ ' aJtipiano per guadagnare spazio e rendere più sicuro iJ versante montano del fronte . Tale operazione costituiva una costante nelJe strategie consigliate dai francesi per il fronte itaHano: da sempre la sosteneva Foch. un piano preciso era stato preparato dal geo. Fayolle, comandante delle forze fr.mcesi in Italia, e di quando in quando anche Clemenceau la sollecitava. Per la verità , gli inglesi ernno meno convinti, ma non ponevano obiezioni . L' auacco. previsto dapprima per la fine di aprile, venne poi procrastinato per completare i preparativi . li comandante dell ' Annata, gen . Montuori , riunì il 1° maggio lord Cavan e il gen . Graziani per concertare le modalità dell 'azione, che definì " molto probabile" e Ja previde intorno aJla metà di maggio al fine ottenere una preparazione adeguata . La situazione però non era chiara perché informazioni attendibili davano il nemico in rnfforzamento con l' arrivo di truppe dall 'Est. U IO maggio lord Cavan scrisse al Capo di S.M . generale Wilson che non era d 'accordo col punto di vista francese favorevole ad una offensiva ad Asiago perché qualsiasi risultato locale non avrebbe influito sulla situazione in Francia, e segnalava con preoccupazione che Diaz gli pareva vicino ai frnncesi , fidando forse troppo negli effetti della propaganda in Austria. Cavan concludeva segnalando due difficoltà: aveva vedute diverse dal Comando francese e le sue truppe soffrivano per e .. ere mantenute in uno slalo di tensione. E poi l'impiego degli uomini per lavori difensivi confliggeva con l'esigenza di prepararli per l'attacco, in un paese montagno. o con poche . trade nel quale per dare il cambio a una divisione ci volevano 5 giorni '. li 14 Diaz confermò l'azione e il 15 il capo di S.M . del XIV Corpo d'Armata britannico, gen . Gathome-Hardy ne preavvisò i comandi: sul fronte inglese l'attacco sarebbe tato condono ..daJla 23· divisione britannica alla destna, dalla 7· divisione britannica al centro e daJJa 11." divisione italiana, cui sarà aggregata la brigata Bar/ella , alla sinistra"1 • La 48• britannica sarebbe stata in riserva. Obiettivo finale era la linea Monte Mosciagh-Spitz della Bi a-Monte Erio-Cima di Campolongo, da raggiungere in una giornata. " Ma scrive ancora il Gathome-Hardy - ancora prima che veni. se fissata una precisa daléJ per J'auacco, apparve chiaro che anche gli


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au. triaci stavano facendo preparativi ...era chiaro che ci sarebbe stata un · offen iva (nemica) anche sul fronte italiano··. Il 27 maggio i tede. chi travolgevano la 6~ Armata francese e avanzavano dall'Ai ne verso la Marna, ma il 30 pervenne a Foch una tenera di Diaz che invece di segnalare l' inizio dell'offen. iva ull'AJtipiano, ne annunciava la o pen ione, in vista di una importante iniziativa avversaria. Graziani definì Jachell.x contretemps la nuova decisione, ma troppi clementi confermavano ormai le intenzioni austriache. sebbene i giorni passas ero e l'attacco nemico non si concretizzas e. Colpi di mano locali condoni da forze aJlcate ebbero invece successo e I' 11 giugno lo te so Diaz era di nuovo propen o ad autorizzare le forze alleate a muoversi. Cavan ritenne però impo sibile agire ubito e in una riunione pre o il generale Montuori la data venne fissata al 18 giugno. ln realtà l'operazione sull'Altipiano appariva o compariva in relazione alle ultime notizie sulle intenzioni del nemico. Il corrispondente di guerra inglese Warren Allen crisse di quei momenti: " Ufficiali inglesi e francesi erano convinti che l'atteso attacco austriaco non si ·arebbe pronuncialo lungo il Piave. ma nel settore montano ... Ma i Servizi Segreti italiani emno venuti in possesso di informazioni che indicavano come il principale sforzo non si ·arebbe pronunciato né sull'Altipiano di Asiago né ·ul Grappa, ma proprio lungo il Piave. Di conseguenza, nonostante proteste inglesi e francesi. furono emanati ordini per ritirare gran parte dell ' artiglieria dalle montagne per guarnire le posizioni lungo il fiume . Si diede il cru o che stavolta aves. ero ragione gli italiani'' 1. Gli austriaci infatti il 13 attaccarono sul Tonale e nelJa notte seguente la loro artiglieria aprì iJ fuoco dall'Astico al mare. Non c 'era stata nessuna rinuncia ad attaccare. semplicemente "l'operazione, aJl'inizio previ ta per la fine di maggio. si spo tò a metà giugno a causa della lentezza dei preparativi". Partiva un ' offen iva

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preparata con tale impegno e larghezza di mcui da ..superare in intensità e proporzione - dichiarò il ministro della Guerra al Parlamento di Vienna - ogni altra finora fatta creando in tutti , ufficiali e soldati. un 'as. o luta fiducia nel successo''4. TI diario della 6· Armata è molto sintetico. Data notizia dell'azione delle artiglierie, annota c he alle 8 del 15 giugno "il ne mico ha inten ificato il fuoco, anche a liquidi , sul fronte Ghelpac-Kaberlaba", tenuto dai britannici della 48· divisione; tra le 7 e le 9 fanterie austro-ungariche riescono a infiltrarsi in vari punti, tra cui il "fronte ingle. e presso Perghele e a sud di Roncalto" , raggiungendo " la linea VilJa BruniaJti-Buco di Cesuna-Q . 1.02 I". Vengono date disposizioni per un contrattacco britannico, che pane alle 15 e , condotto con energia, porta alla rioccupazione di diverse posizioni perdute in mattinala. Trn le 17 e le 20 una nuova infiltrazione sul fronte inglese davanti a Cesuna viene prima contenuta e poi contrdttaccata fino a che la situazione è quasi completamente ristabilita. Gli anaccantj ripiegano lasciando circa 200 prigionieri , ma alle 22 nuclei avversari risultano ancor.i annidati nella zona Bosco di Ccsuna . Già alle 20 per<), confonato dalla compie ·sivamente vittoriosa difesa del fronte, il gcn. Montuori ha diramalo gli ordini per il giorno 16. che per quanto concerne gli inglesi condurranno alla seguente conclusione: " Reparti britannici hanno proseguito l'opera di spazzamanto del nemico nel bosco di Cesuna rioccupando le posizioni iniziali e catturando altri prigionieri ... forti pattuglie inviate in ricogni1.ione oltre le nostre linee hanno constatato le gravissime perdite innitte al nemico. Una di esse ha occupato Case Ambrosini , altre pattuglie spinta. i a Cunico e Ave hanno riponato due cannoni austriaci da montagna, otto mitragliatrici e 60 prigionieri". Più Lardi il " reparto che si era spinto a C. Ambrosini ha dovuto rientrare nelle nostre linee perché battuto da mitragliatrici fiancheggianti''. L'artiglieria avversaria, invece, si sente poco, e quando alle 21,50 riprende a cannoneggiare la zona Ghclpac-Bosco Cesuna viene controbattuta energicamente dalle batterie italiane e alleate. " TI bollino fatto dai reparti britannici complessivamente nelle due giornate ascende a 12 ufficiali , 704 di truppa, 43 mitragliatrici , 4 cannoni, 8 lanciafiamme "\ Al diario della 6' Armata fa da contrappunto quello dell' I 1• Armata austro-ungarica, non me no stringata: l'avanzata mattutina delle fanterie ottiene la conquista del villaggio di Cesuna e forse anche di M . Lernerle, ma le buone notizie finiscono presto e col procedere della giornata i contrattacchi italiani e alleati ricacciano gli austro-ungarici sulle linee di partenza. Nel settore britannico la 52· e la 5· divisione sono costrette "a retrocedere nelle vecchie posizioni", come pure la 38· Honvéd, la quale "ebbe di fronte r.re divisioni inglesi. Pare che il nostro ga~ abbia avuto poco e ffetto" . A sern il comando dell ' 11" Armata è prcoccupato."si forma l' impressione che . u tutta la linea nel pomeriggio si siano impo tati contrattacchi del nemico che, favoriti dalla nebbia dominante , tolsero alle no tre truppe la maggior parte dei succes i da esse ottenuti''. Alle 9 di sern si cercano informazioni dai Comandi di Corpo d ' Armata circa "il morale e la forai di comhatti vità delle truppe per ripetere l' in-


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domani l'attacco'', ma le notizie sono tali che a mezzanolle si decide per il no: vengono fermati anche i Comandi propcn i a ritentare. In corrispondenza del tratto di fronte tenuto dagli inglesi gli ultimi clementi attaccanti del giorno prima ono attaccati e inseguiti . Dal Comando Supremo austriaco il gen . Ar1. ordina una " tenace resistenza per mantenere i ucccs i che ancora si posseggono e le vecchie posizioni''. Alla richie. ta di cono cere le cause <lei rove. cio il Comandante dell'Annata , von Scheuchenstucl, risponde che è ancora presto per trarre delle conclusioni. ma accenna alJa modesta efficacia del ga.-.. alla scar. ezza del vitto nei giorni precedenti l'attacco. ai lavori che affievolirono in parte le forze ; e poi accu ¡a le divisioni provenienti dal fronte orientale. le quali, ''disabituate alla lotta. ebbero poca fora di resi. tenza''". Tuttavia. anche se !-ugli Altipiani gli au tro-ungarici non ripre. ero piÚ l'attacco, è giusto sottolineare che e~ i andarono all'assalto. dovunque , con coraggio e con impeto, malgrado le loro carenze, non come un gregge so. pinto da capi inco cienti. Visto re ito dei tentativi nemici , Montuori fu addirittura tentato di prendere l'iniziativa per incalzare l'avversario, ma venne a sua volta fermato dal Comando Supremo, impegnato in una grande bauaglia difensiva. La relazione di Lord Cavan del 14 settembre 1918 riassume come segue la battaglia del Solstizio: "All'alba del I5 giugno. dopo un breve ma violento bombardamento, durante il quale vennero impiegati a profusione proietti fumogeni e liquidi

Atlunata di un reparto l cu-..:.e~e


speciali. venne sferrato l'attacco um,triaco . I f m111i di aum·,·o ,i estendevano <la S . Donà di Piave fino aJ Montello nel ,cnorc ddlu pianura. e <lai Monte Grappa a Canove nel enore montano. L' esten,ionc delle fronti d 'attacco era di ,•e11tici11que e diciono miglia rispcnivamente . Nel fronte d'attacco in montagna venne inclu,o tullo il sei/ore in~le.,·e, che fu attaccato <la quattro divisioni austriache. La linea cm te nuta dalla 23· dfri.,'i<me . ulla destra e dalla 48· divisione sulla sinistra. Sul tratto della 23· divisione l'attacco venne nettamente respinto: sul tmuo della 48· divisione il nemico riu, cì a penetrare nelle nostre linee per una profondità di circa 1.000 yards su una fronte di 3.000', arre. lato poi nella sua avan,.ata da una ·erie di capisaldi già in precedenza preparati. La manina del giorno I 6 la 48· divisione sferrò un contranacco allo copo di scacciare il nemico dal saliente conquistato: il contrnttacco riuscì complewmente. e già alle ore 9 le nostre truppe si erc.Ulo ristahilite sulla linea primitiva di tutto il settore. Durante la giornata del 16 le nostre due divi ·ioni. agendo con grande energia e approfittando del disordine nelle linee avversarie. occuparono remporaneamente alcuni posti avanzati nella conca di Asiago sen,a incontrnre una fone opposizione. Parecchie centinaia di prigionieri , varie milrngliatrici e due obici da montagna vennero riportati nelle nostre linee in pieno giorno sema provocare alcuna reazione nemica . Appena sgombrata completamente di materiale e di uomini la slriscia di terreno neutro ci ritirammo ·ulla no tra linea originale.

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Le truppe nemiche ebbero a soffrire perdite forti . simc durante il loro attacco; inoltre catturammo 1.060 prigionieri, 7 cannoni da montagna, 72 mitragliatrici. 20 lanciafiamme e un mortaio da trincea. Dc idero porre in luce nella presente relazione l'assistenza pronta e genero a. sia per l'artiglieria che per la fanteria , fornitami dal generale Monesi, comandante la 12• divi ione italiana. Appena si seppe che il nemico aveva potuto penetrare nella linea della 48• divisione, il generale Munesi mi. e tutte le sue riserve a mia di posi1.ione, contribuendo mollissimo in tal modo a migliorare la situazione. Nelle aJtre parti dei selluri attaccati il nemico poté fare solo piccoli progressi. Dovunque egli si trovò di fronte ad una resi. tcnza ostinatissima. Il Comando supremo Italiano aveva molle riserve disponibili e eppc affrontare la situazione con mima e con decisione. Vennero . ubito diramati gli ordini per ritogliere al nemico i guadagni che aveva potuto fare . Piogge torrenziali ingros. arono il Piave e contribuirono a rendere più difficili le comJi1.ioni dell'avversario. Parecchi ponti furono asportati dalla corrente e quelli che poterono resistere erano continuamente bombardati e mitragliati dagli aviatori hritannici e italiani . Con una serie di vigorosi colllrattacchi il nemico fu gradualmente ricacciato , . ia nel . cttore del Piave che in quello montano. Ad operaLioni ultimate non solo era statari ·tabilita su tuuo il fronte la prima linea del. 15 giugno, ma il nemico era stato anche caccialo dal tratto fra Piave e Sile che era taro in suo J)O!->SCSSO fin dal novembre I 917. Ordini catturati e altri documenti vari provarono lumino amentc che il piano ne mico era estremamente ambizioso, e tendeva alla djsfatta finale delle forze alleate sul fronte itaJiano. Il risultato fu un completo e disastroso scacco per l'Austria'. Alla fine di giugno si ehhero vaghe indicazioni che il nemico intendesse rinnovare la ·ua offensiva nel settore montano, ma a poco a poco ogni indicazione di tal genere ce · ·ò ... I reparti d'avia;,.ione, sotto il comando del tenente colonnello Joubert. tennero sempre una condolla brillantissima. e i risultati ottenuti credo abbiano, in propor1.ione, superato quelli conseguiti su qualsia i altro teatro di guerrn. Dal IO marzo ad ora sono stati abbattuti 294 aeroplani nemici e distrutti 9 dmken , e ciò con una perdila da parte nostra di 24 apparccchj. Furono inoltre eseguiti molti aggiustamen1i <li tiri in cooperazione con l 'artiglieria e vennero portate a termine con felice e ito parecchie ricognizioni strategiche. Merita una menzione speciale l'azione dell'artiglieria , sia quella britannica che quella italiana messa temporaneamente alle mie dipendenze. Si effettuarono tiri continui cd efficaci di controbatteria, e dei danni causati . i ebbe conferma dall 'o scrvazionc a vista, dalla fotogr.i.fia e dalle deposizioni di prigionieri . li felice ri ulLalo raggiunto e la stretta cooperazione frn l'artiglieria inglese e quella italiana devono attribuirsi principalmente aJl'energia e al tallo de.I Magg . Gen . Wardrop, fino a poco tempo fa comandante l'Artiglieria delle Forze Britanniche in Italia.


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"Mi è grato segnalare alla S .V. l'opera lcak . ,danlc e dcvola prestala dall'artiglieria pesante italiana aggregala alle for,c tlritannichc . Sollo il comando del colonnello Onni · l'artiglieria italiana ci ha c..lalo l'lllillo ausilio in tulle le operazioni eseguite. n merito del ben riuscito collegamento fra le artiglierie dei due eserciti va attribuito agli ufficiali inc.iricmi del dinìcilc compito di coordinare i tiri , ciò che importava la neces ·ità di una profonda cono cenza di tutti i termini tecnici impiegati nelle due lingue. S. E. il generale Montuori , sollo il cui comando ho avuto l'onore di servire. fu sempre pronto ad assistenni col suo consiglio. Dimostrò continuamente un forti. simo interesse per le truppe britanniche e pre ·e in con iderazionc ogni no. tra richiesta col più leale cameratismo. Gli devo la mia più profonda gratitudine. NeJle questioni di politica e riguardo alle Forze Britanniche, S. E. il gencraJc Diaz mi conce. se parecchie interviste e mi permise di esporre liberamente Jc mie vedute. Sia il generale Diaz che il generale Badoglio. Sottocapo di Stato Maggiore, non avrebbero potuto avere maggiori riguardi . TI delicalo e difficile compito di interpretare pienamente gli ordini e i desideri di due Stati Maggiori che adoperavano lingue diverse fu as olto bene e con tatto ... Il generale Graziani. Comandante il XTI Corpo d ' Annata Francese, fu sempre pronto a prestarci il suo aiuto sul nostro fianco destro, e . i mantenne fra le truppe britanniche e quelle francesi la stessa cordialità che potei sempre osservare in Francia. 11 maggiore (Commandant) dc Massignac rese servizi utilissimi come ufficiale di collegamento fra il generale Graziani e il mio Comando ... Sono felice di poter rilevare che le relazioni fra le truppe nostre e quelle italiane e francesi . ui due fianchi fu sempre cordialissima e non mj procurò mai un istante di appren. ione. Gli abitanti di que, la belli. sima regione dimostrarono sempre il massimo spirito di ospitalità verso le no. tre truppe , e non mi giunse nessuna seria lagnanza per danni alla proprietà o per aui di inciviltà da parte di soldati o di borghesi. Risulta chiaro il desiderio della Nazione italiana di fare il possibile perché gli alleati siano felici e a loro agio, e si può affermare che vi sono completamente riusciti"w. Ad oggi, la ricostruzione storica più completa degli eventi che coinvolsero il XIV Corpo d'Armata britannico durante la bauaglia del Solstizio sembra essere quella dovuta ai Wilks, che hanno utilizzato anche la letteratura memorialistica britannica e le storie di reparto per compiere il loro lavoro. Ne risulta una narrazione esauriente e particolareggiata che utilizziamo di . eguito cercando, tra citazioni e riassunti, di avvicinarla per quanto possibile aJla scala di questo lavoro. Con riferimento a prima della battaglia, va fatta memoria di due punti che poterono avere una quaJche influenza ui fatti . Anzitutto. il difficile problema di conciliare la presenza di avamposti nella terra di nessuno con i tempi e i bersagli del fuoco di sbarramento. che poteva essere richic to cnza preavvi o; la questione venne risolta nel sen. o che le haucric avrchhero aperto il fuoco olo dopo che gli


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avamposti si fo sero ritirati . L' altro a ·peno da con iderare consiste nelJ'infonnazione . giunta la mattina del 14 giugno. mentre andava avanti la preparazione per l'attacco alleato precedentemente fi ato per il 18: econdo tale informazione ··rattacco si sarebbe abbattuto olo ui settori france e e italiano··, e gli inglesi avrebbern dovuto aspettarsi soltanto un bombardamento. È possibile che il comprome. so raggiunto ul primo punto e l'informa-1.ionc errata sulle intenzioni del nemico ahhiano contribuito a provocare qualche ritardo. accentuando la sorprc a e la confusione . Gli interrogatori di prigionieri ingle i catturati il 15 giugno confermano infatti che " l'attacco è giunto di sorpre. a··, che gli uomini furono "sorpresi e circondati·' poiché. ··nonostante si sapes:-.e di un ' imminente offensiva, l"attacco giunse per loro inaspettato" ; cd ceco la !'>piegazione: "Si aspettava un attacco solo tra Brenta e Piave. Nel settore di Asiago, si era appre~o, gli au. triaci avrehhem intrapre o olo un debole attacco aga:-. per ingannare il nemico . ul vero ·ettore d"attacco. Perciò si era rimasti orpresi" 11 • Venti minuti dopo l'inizio del bombardamento austriaco, alle 3, 20 , gli avampoti britannici furono ritirati e fu ordinato all'artiglieria di entrare in azione aJle 5 col tiro di ·barramcnto difensivo. Ma il fuoco nemico interruppe le comunicazioni. abbattendo molli alberi che nella caduta trascinarono i cavi telefonici appesi ai rami : inoltre una flua nebbia o 'tacolava la vLibilità . Obrni comandante w batteria si trovò a dipendere dalla propria ini7iativa. La 23" divi ione aveva 5 battaglioni in prima linea e 3 di rincalzo: quando la fanteria au tro-ungarica, alle 7, attaccò t.li slancio e riusd a penetrare nel bosco e ad irrompere nella trincea, questa venne riconquistata alla baionetta e con lanci di

Ufficiale iraliono rx1rla con miliwri britannici


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bombe a mano, a prezzo di qualche perdila . La minaccia ~i i-.poslò allora ai fianchi e sulla destra venne perduto lo sperone di S . Sii-.to. la cui cresta fu ripresa da un audace contrattacco imba. tito dal TC Hudson .. con il personale del comando e pochi artiglieri italiani dei mortai da trincea. Avanatndo alla testa di questa piccola pattuglia, egli pre e d ' a alto lo . perone, catturò 20 prigionieri e n:spinse gli altri nemici giù per il pendio nord della linea del fronte·· . Venne poi ferito , ma un contrattacco delle ue truppe, nel primo pomeriggio, ri. ol. e definitivamente la situazione. A sinistra, invece, un cedimento ul fronte della 48' divi. ione costrinse la 23· ad un riallineamento laterale che impegnò il battaglione di . inistra e tre compagnie di rfoforzo, ma .. crvì a tenere la po izione per il re. to della giornata". La 481 divi ione teneva a sinistra il settore di Carriola, un tratto di fronte paragonabile per e ·tensione a quello presidiato dalla 23·. In prima linea, però, aveva solamente 3 battaglioni fidando nella difc a naturale offerta dalla gola del torrente Ghelpac, e I olo di rincalzo immediato nei pre id I M. Lcmerle. L'as. alto nemico , facilitalo dalla scarsa visibilità e dal terreno bosco o e accidentato, piombò sulla linea in forte prepom.lenm1a numerica e la ruppe in quattro punti. travolgendo il 5° battaglione Gloucester e infiltmndosi nei punti di congiunzione tra un battaglione e l' altro. Il bomban.lamento avversario, oltre a rendere difficili comunicazioni e movimenti, centrò il depo. ito di munizioni di Handley Cross . io.ilo sulla via principale tm le retrovie e la zona dei combattimenti , che continuò ad esplodere per ore. I comandi e l'artiglieria ebbero difticoltà ad a: sumere deci. ioni tempestive per la commistione e

Trim ·,•a hritam,h·a ( 8\VM )


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la vicinanza reciproca dei combattenti delle due pani. che praticamente condu scro lo scontro soltanto "con mitmgliatrici e fuciJi'' . Benché gli inglesi tenlru sero seriamente di resi. tere, alle 13 la fanteria nemica aveva sfondato su un fronte di 2, 5 km e una profondità che si avvicinava a l km su terreno bosco o e in salita. Non mancarono episodi di valore. ma la situazione durnnte la mattina conobbe momenti critici che indu. sero sia il Comandante del.la divisione, generale Fan. have, sia iJ Comandante del Corpo d'Armata, a muovere od porre ù1 allarme reparti in riserva della 23· e della 7· divisione; all'estrema sinistra il generale Sladen, Comandante della 143· brigata, acceuò l'offerta italiana "di prendere il controllo di 800 yards della linea . uUa sinistna", al fine di lasciar libero qualche reparto per contrattaccare. Da Perghele e da Buso di Cesuna clementi della 52" divisione austriaca si erano incuneati verso Villa Brunialti e premevano per superare iJ piccolo dislivello che le separnva dal villaggio. Ma l'improvvisata linea di resistenza britannica che andava da C. Traverso per C . Clo e C. Guardiana fino a quota 1.021 riuscì ad impedirlo e gli attaccanti furono co. treni a fermarsi lungo il cosiddeuo "viale dei Pini", parallelo al bosco di Cesuna tra la trincea del Poligono e lo snodo di Lernerle. Ancora però la situazione appariva nuida e poco chiara ai Comandi, che mancavano di noti1.ie continue e complete daJ teatro di lotta . Un primo contr.tttacco venne imbastito . olo alle l 8 e fallì . Così venne deciso di ritentare in fora aUc 4,30 del 16. Fu questa l'azione decisiva , cui presero parte elementi di 10 battaglioni: sulla destra incontrò ·carsa resisten1.a , sulla sinistra un contrasto più fermo , ma gli austriaci ormai ripiegavano , e "dopo un secondo sforzo congiunto verso le 8 circa la vecchia linea del fronte fu completamente rioccupata e pattuglie furono mandate in ricognizione nella terra · di nes. uno ...Tutti i cannoni inglesi persi il giorno prima furono rccupernti . La divisione prese 540 prigionieri non feriti, 188 prigionieri feriti insieme con 5 cannoni da montagna. 48 mitragliatrici , 5 lanciafiamme e Fi11ita Ili ba11aglia si aiutot10 i feriti


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una gran quantità di fucili . munizioni cd c<.1uipaggiamcnti di ogni genere. U numero deg.liaustriaci morti trovati ne lle lince ingk~i e nella terra di nessuno e sepolti dagli inglesi alla fine fu in totale di 576 ... .11 numero degli austriaci feriti non si conosce, ma è stato stimalo da Bametl essere a lmeno di mille, con un totale di perdite quindi di 2.300. Anche le perdite inglc i furono pc. anti: 151 morti , 523 feriti, 246 dispersi , 920 io tutto dei quali 206 di artiglieria"". La Relazione italiana conferma la nam,zione dei Wilks e ricorda che la mattina del 15, quando le forze austro-ungariche riuscirono ad infiltrarsi sulla sinistra della prima linea britannica, si profilò la minaccia di un aggiramento del XTV Corpo. Di tale minaccia Lord Cavan non poteva avere percezione. mancando di informazionj in tempo reale per lo sconvolgimento delle linee telefoniche, mentre dal X Corpo d ' Armata italiano, a portata di vi. ta , la si avvertiva direttamente. Il generale Caviglia ordinò pertanto '"l' immediato intervento delle proprie artjglierie con fuoco di repressione ·uUe prime lince ing lesi cadute in mano ne mica. Veniva, inoltre, dispo. to un cambiamento di fronte de lla brigata Ca aie ( 12• divi ione) schierata a sbarramento della Val d ' Astico per poter effeuuare un contrattacco sul fianco destro del nemico avanzante. L'efticace v.ione di fuoco del nostro X Corpo d'Armata (in un primo tempo deprecato dal Comandante inglese - Lord Cavan - in quanto riteneva che le posizioni sulle quali essa si abbaueva fossero ancora presidiate dalle proprie truppe) valse ad arrestare ogni ulteriore progresso nemico e a sventare la sua minaccia di aggiramento del fianco sinistro del Corpo d' Armata britannico". In effetti il 1imes del 17 giugno pubblicò un breve comunicato dall ' Italia. nel quale si diceva che nelle prime ore dell 'attacco nemico " un aiuto inestimabile di fanteria e di artiglieria venne fornito subito dagli italiani sulla nostra sinistra , e in larga parte fu que ·to aiuto c he indusse un immediato arresto dell ' infiltrazione austriaca" . Secondo successivi resoconti di fonte italiana, " nelle prime ore del 15 giugno vedette dell 'artiglieria nella 1.ona adiacente alJa 12• divisione italiana videro unità avversarie di considerevole forza che si muovevano attraverso il Ghelpac e irrompevano nella Linea inglese. Ricevendo questa informazione il generale Segre, comandante de ll'artiglieria de lla 6· Annata, telefonò aJ generale Cavan che em ancora senza notizie dal generale Fanshawe. Nel frattempo anche il generale Caviglia aveva ricevuto il rapporto italiano e aveva ordinato all'artiglieria della 12· divisione di sparare dal vicino monte Cengio sugli austriaci attestati nelle trincee inglesi da loro invase. EgH inoltre avvisò la brigata Casale deUa 12· divisione di essere pronta aJ contrattacco , se ncccs. ario, per mantenere le posizioni ing le. i sulla loro destra. Benché i particolari non siano esposti con preci ione, è chiaro che deve esserci ·tata una conversazione fra Caviglia e Cavan ne lJa quale Cavan protestò per il fuoco di artiglieria diretta sulla sua lin " él del fronte e Caviglia spiegò che le truppe austriache avevano occupato quella linea. fu co. ì che Cavan ricevette la prima comunicazione dello sfondamento dagli italiani e non dai suoi comandanti"n.


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11 Diario del X Corpo d'Armata italiano, che teneva la de trn della 1· Armata ed em a contatto con il XIV Corpo britannico, in data I 5 giugno riporta di aver iniziato il tiro di contropreparazione alle ore :,,ero e di averlo poi intensificato dopo le 4,30 in concorso con le artiglierie britanniche. "Alle ore 8.45 il comando deJrArmata comunica che gli austriaci hanno occupato Cesuna. Buco di Cesuna e Case Perghele. S. E. il com.te del corpo d 'armata cfa personalmente comunic.v.ione telefonica della notizia alla 12· Divisione che la ignornva , e ordina di rivolgere le batterie del 54° <la campagna verso Cesuoa e fare tiro di repre ione. di inlt!rdi~ione e di sbarn1menlo sul Ghelpac . Ordina ancorn ili occupare con la riserva divisionale la linea Belmontcquota 1.154 BusibolJo. e annuncia che sarà inviato il 5° reggimento bersaglieri . S. E. il com. del corpo d ' Armata comunica ancora per telefono al Comandante dell'artiglieria la notizia avuta. e ordina di rivolgere tutte le bocche da fuoco di medio calibro che sono in grado di farlo . in direzione della linea aua cata. per fare tiro di intcrdi1ione e di repres ione sul Ghelpac". li 5° reggimento bersaglieri viene ~postato a Campiello, a disposi1ione della 12 divisione. ed è mandato a occupare la linea Belmontc-Busibollo-Zoveuo. Il XIV Corpo d ' Annata comunica che Ol)servatori italiani avrebbero visto verso le ore 820 truppe nemiche occupare la prima linea presso Perghclc e più tardi l'artiidicria de lla 6· Annata rife risce che alle ·'850 il nemico avanzava da Perghelc verso Villa Rruniahi. Alle ore 1050 si dà comunicazione alla 9· Divi ione che il nemico ha occupato la linea Villa Brunialli-quota 1.021 e i dà ordine che ·i tenga pronta a volgere le proprie batterie in direzione di Val Canaglia e di Val Silà. qualora il nemico, rompendo la linea di fondi , passasse ul rovescio delle linee <lell'A~sa. Alle ore I I i <.tì comunica1,ione aJle divis ioni dipendenti e ai comandi di arti glieria e genio della situa1,ione ulla fronte inglese, ordinando di assicurarsi che tutto sia predi'iposlo per gli eventuali brillamenti delle varie interru1ioni e raccomandando attenta vigilanza e l'attuazione di quelle di posizioni occorrenti per resistere ad un attacco in grande stile" . Di con ·eguenza i I Comandante la 12• divisione, generale Monesi. sullo sbarramento rondiBelmonte fa rinfor,.are il Vrdetta briwnr1ica


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12° reggimento fanteria con un ballaglionc \! due compagnie mitrngliatrici, e ordina che il 5° ber. aglieri si collegh i con g li inglc,i al Bus ibollo e che .. tutte le artiglierie della Divi. ione convergano la loro a,ione ne lla zona Ce ·una-Perghele- Villa Brunialti". Si seppe poi da prig ionieri che ohie11i vo de lla 52· divi ·ione austriaca era la conqui ta di Cesuna e del M. Lemerle . Alle il Corpo d ' Armata fa ·apere "che la fronte de lla 48· divisione britannica i! ~Lata penetrata per la profondità di circa I km dalla sua de. tra fino alle vicinan,e di Ambrosini; la situazione è però oscura. Poco dopo si ha comunicru.ionc che gli austriaci hanno raggiunto il bi vio Lcmerle-Cc una" . Nelle ore . eguenti sono disposti movimenti delle riserve de l X Corpo e viene comunicato essere desiderio del Comando Supremo che, se neces ·ario e se la 1· Armata non viene attaccata , "che questa possa dare il maggior possibile concorso di forze ad altri settori del fronte''. Ma alle 19,30 ·'ri. ulta che un contrantacco ing le e ha ristabilito quas i completame nte la . ituazione . u tutta la no. tra prima linea e che gli au triaci si ritirano in numero con. iderevole nella dire/.ione delle proprie linee e dietro Camporovere. battuti intcn. amen te dal nostro fuoco''; ·appia.mo invece che quell 'azione non fu ri olutiva. Di conseguenza nella notte giunse notizia c he il XIV Corpo d ' Armata avrebbe probabilmente . ferrato nuovi attacchi la mattina seguente: alle 12,30 del 16 giugno, infatti , ". i . a che la linea . ul fronte britannico è stata completamente ristabilita . Più tardi . alle ore 15 . 45, si ha comunicazione che pattuglie inglesi si sono spinte fino ad Ambro ·ini e l'hanno occupata" 1J. Le perdite britanniche tra il 15 e il 24 giu~rno 1918. in base alle comunicazioni uffic ial i de lla 6· Armata. ammontarono a 270 morti (di cui 26 ufficiali). I .124 feriti (di cui 84 ufficiali) e 365 di. persi (di cui 11 ufficiali) . per un totale complessivo di 1.759. U dato corrispondente per g li italiani fu di c irca 86.000: que llo relativo agli austro-ungarici. che tiene conto anche dei malati , 142.500". Ufficiali tede c hi e austriaci del Servizio lnfonnazioni reda. sero una sintesi de lle noti zie e merse dai colloqui con i prig ionieri britannici, i guaii in genere apparivano fieri de lle loro divisioni che consideravano unità combattenti di grande valore e di prima classe. La 23· aveva avuto scarse perdite . la 48· maggiori , specie nei battaglioni 5° Gloucester, 5° Royal Warwich Regiment. I prigionieri davano l'impressione di gente sana e vigorosa, ben disciplinati e con uno stato di vettovagliamento eccellente. La loro età media oscillava tra i 25 e i 30 anni , il più giovane era diciannovenne , il più vecchio aveva 40 anni. Dei 186 prigionieri, 22 risultavano essere stati feriti una volta, 6 due volte e 2 tre volte. I britannici denunciavano una stancheu.a per la guerra a ·sai minore dei france i, ed erano pronti a battersi fino alla vittoria. per la quale contavano che l'aiuto americano divenisse presto molto efficace. mentre considernvano le potenze centn1Ji pro ·sime all 'esaurimento. La guerra . ouomarina non li preoccupava. L'anacco della fanteria austriaca è stato elogiato dai prigionieri inglesi . con riferimento all 'audace avanzata condona con disprezzo della morte. El i indicano però il

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modo e il procedimento come inadatti e causa di perdite. Le linee dei tiratori non sfruttano adeguatamente il terreno, ma si ammassano in aJcuni punti mentre sono troppo radi in altri , cosicché nei corpo a corpo inattesi con i pre idi dei ricoveri che si rivelano aJl'irnprovviso è stato facile averne rngione. Il fuoco dell'artiglieria au ·triaca ha quasi ovunque centrato i suoi obiettivi, non ha però ottenuto grandi ri ultati a causa dcUa grande quantità e dell'accessibilità di ricoveri robusti e caverne. U gas impiegato non ha avuto alcun effetto; in molti casi gli inglesi non hanno nemmeno avuto bisogno di indossare la maschera. Anche le rii,erve che i trovavano aU'aJtezza delle po izioni dell'artiglieria non hanno percepito alcun grande elTetto dal gas. I prigionieri sapevano di non aver davanti fanterie germaniche; alcuni <..,-eclevano solo di sapere che batterie tedesche sarebbero state impiegate neU 'anacco" 1•. TI maggior generale Fanshawe, in data 19 giugno, fu richiamato in Tnghiltem1 e so ·tiluito nel comando della 48· divisione dal pari grado H . B . Walker. che lo assunse effettivamente il 4 luglio. Lord Cavan ritenne evidentemente che il . uccesso iniziale avversario contro le posizioni delJa divisione implicasse qualche re ponsabilità del comando. Da fonti italiane non abbiamo rilevato critic he. né per Fan. hawe, né per la 48° divisione , la quale trn il 5 e il 24 giugno perse in totaJe (morti. feriti, di ·persi) 920 uomini . contro 556 della 23° e 529 delle due divi ioni francesi . Nella loro opern i Wilks dibattono la que tione, anche . ulla corta di testimonianze e ricordi di allori della giornata, ma non arrivano ad una conclu. ione chiara ·ul siluramento di Fanshawe. Giudicando a livello di impressioni , . i può forse ritenere che, ferma re. tando l'esistenL.a di attenuanti , si sia verificato qualche errore nella condotta difensiva, ciò che poté contribuire a determinare un momen-

Trlmt~tri.'ìti brif<lnnici (BWM)


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to critico la mattina del 15 giugno". Pcral1ro. la -t8· divi!-.ione non si sbandò e riprese ahhastanza rapidamente il terreno rcrduto. lcgillimando l'orgoglio che i uoi militari . anche prigionieri. mostravano rcr uppartc ncrvi : il generale Fanshawe era e rimase popolare fra le truppe. che con&inuarono ad attestargli una grnnde tima anche dopo quella mattina poco brillante di mez:m g iugno . Come già detto nella citata relUlionc Cavan. i repani della R.A.F. in Italia tennero "una condotta briUantis ima" nel corso della battaglia. indipendentemente daJle cifre che lo . te. so genemle si avventura ad avallare. Gli inglesi avevano 80 apparecchi (54 caccia e 26 ricognitori). che la manina del I 5 giugno, a causa delle condi,.ioni meteorologiche negative (foschia e pioggia), poco poterono fare per aiutare i loro commiJitoni di terra attaccati dalla fanteria avversaria. Ma a metà giornata. quando altrove i profilarono sitmuioni più preoccupanti, le squadriglie della RA.F. intervennero verso il Montello, dove le condizioni di volo erano migliori e maggiore appariva il bisogno di afoto per la dife. a. aggredita in forze dal nemico che passava il Piave sollo cortine dj fumo e accompagnato da aerei a bassa quota. Caccia Camel intervennero con bombardamenti e mitragliamenti: prima con 9 apparecchi che colpirono un pontune e djstrusscro un barcone carichi di soldati; poi. nel pomeriggio. con attacchi più massicci che impegnarono fino a 33 aerei nel lancio di 350 hombe. Questa immcdiaLa at.ione volontaria della R.AJ;. a so. tegno dcli' Aeronautica italiana si svolse soprattutto nella zona del Montello e risultò tempestiva ed efficace, come a r.igione sottolinea la storia ufficiale britannica. Nella notte i genieri austriaci ricostruirono gli attrnversamenti danneggiati o djstrutti , ma di nuovo il 16 l'aviazione inglese li attaccò lanciando sul Piave nel Lmtlo ailiacente iJ Montello due I di bombe da 20 libbre . TI I 7 l'attività aerea fu ostacolata dal cattivo tempo. ma il 18 riprese e continuò intensa nei giorni seguenti . Intorno al 23 giugno, in piena ritirata nemica . " l'intera for,..a della RA.F. sul fronte fu impiegata per mutare le squadriglie da bombardamento italiane ad allaccare le truppe austriache in ripiegamento, impegnando 50 aerei britannici'''K. In conclu ione. pare corretto affermare che la partecipazione britannica alla hattagl ia di Mezzo Giugno. henché confinata ul fronte terrestre al teatro locale, ebbe una sua efficacia. NeJla mattinata del 15, propiziata anche daUe condizioni atmosferiche che favorivano la sorpresa , la fanteria nemica penetrò nelle lince della 48· divi ·ione impadronendosi di akune posizioni e provocando un ripiegamento inglese, né irrecuperabile né molto profondo; ma i reiterati contrattacchi britannici , sferrati già nel pomeriggio e poi durante la notte e il giorno I 6, riconquistarono le pos izioni perdute e ristabiluirono la linea precedente. dalla quale furono lanciate in avanscoperta le pattuglie. li tempestivo intervento dell ' aniglieria dell'adiacente t 2· divisione italiana, come pure il pronto dislocamento di reparti italiani a sostegno del fianco minacciato facilitarono sul terreno la re ' i tenza e la ripresa degli alleati . In tal modo gli scontri si conclusero rnpidamente il I 6 giugno, hen prima che sorgesse l'alba di quel Solstizio che diede nome alla grande ballaglia, le fasi determinanti della quale furono comhallutc altrove . da altri protagonisti .


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POLEMICHE TRA VINCITORI: l.E RAGIONI NASCOSTE DI UN SUCCESSO di Paolo Po:.:Llto

Secondo un noto quanto caustico detto di Charles-Augustin dc Sainte-Reuve la colpa maggiore dei generali non è tanto quella di perdere le guerre, quanto piuttosto di affliggerci in seguito con le loro memorie, sopratlutlo poi se ad ispirnre queste opere è un intento polemico, condito di giu tificazioni , recriminazioni e critiche ad personam . Per quanto possa sembrare stmno , il no. tro paese non detiene né l'esclusiva, né forse iJ maggior numero di taJi polemiche, successive in genere ad insuccessi e sconfitte, e nemmeno quelle di maggior intensità. Basterebbe ricordare per quanto concerne l'ambito anglosassone le diatribe legate all 'a1.ione di comando del Gcn . John French e al uo ucces ·ivo "esonero"' dalla guida dell'esercito inglese, che ispintrono lo studio di AJan Clark dal titolo icastico di The Donkey.~(I soman)' . Si potrebbero citare le discussioni che segnarono la so. tituzionc di Joffre al comando delle forze armate francesi, dopo che (!Uesli , al fallimento del "piano 17", poteva comunque contrapporre il " min1colo della Marna". Come osservava Alistair Homc , "se con lui la Francia era andata ad un pas o dal crollo, senza di lui sarebbe quasi certamente stata sconfina", ma ciò non gli impedì di e sere trdvolto da un autentico uragano di critiche. Nemmeno la morte di alcuni protagonisti e le successive vicende della rivoluzione. russa prima e bolscevica poi, opirono del tutto le recriminazioni russe per le sconfitte di Tanncnbcrg e dei Laghi Masuri. che trovarono eco e traduzioni persino nell'editoria tedcsca2 • Sul fronte opposto il sogno di Moltke di marciare trionfante sotto I' Are dc Trionphe naufragò fra le critiche incrociate dei generali tedeschi, che scaricarono uno sull'altro la responsabilità della rinascita fr.mcese davanti a Parigi~. Solo il limitato interesse della Repubblica austriaca per la sconfina militare che ne aveva segnato la nascita impedì infine che la polemica tra il Geo. Alfre<l Krauss e i suoi comandanti di Divisione, sul successo di Plezzo e l'insuccesso del Grappa, vedesse il suo epilogo con la pubblicazione dell'ultima replica del teorico dell " 'attacco per valle''. li Kriegs Archiv l' ha conservata scrupolosamente in un faldone, fino alla . ua edizione italiana di qualche anno fa. Ed o. servazioni analoghe potrebbero essere fatte valere per lo scontro mai sopito tra Conrad e Boroevic, che tanta parte doveva avere nell'ideazione e nella condutionc dell'offensiva del Solsfizio. L' Italia non poteva d'altro canto rinunciare del tutto aJJa conlei a e i memoriali di Capello e Cavaciocchi, per non citare che i due principali protagonisti, sulJa sconfitta di Caporett.o dimostrano a sufficienza come i1 nostro paese potesse competere quanto meno alla pari con i rivali europei. Gli italiani però possono vantare il pri-


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malo di una polemica - oltre 1u110 dai lmu dun~~1m1 e dai risvolti quasi sconcertanti - tra vincitori , apparentemente dcci~i a ~minuirc il molo reciproco, e delJe unità alle ri. pellive dipendenze, proprio n ·ll'oncn ~re un successo decisivo. Non va dimenticato infatti che più di uno storico sostiene che non tanto la "battaglia d 'arresto" del novembre-dicembre 191 7. 4uan10 piulloslo quella del Solstizio del giugno successivo chiuse definitivamente i conti con il presunto "sciopero di Caporeno". Nella fattispecie la polemica in questione fu quella che contrappose iJ Gen . Roberto Segre, all 'epoca dei falli comandante ddl'artiglieria della 6 Annata, al Gen. Gaetano Giardino, il noto comandante dell'Armata del Grnppa. La polemica si protra se per ben cinque anni dal 1930 al 1935. Essa coinvolse poi, a diverso titolo, il Cap. (d' artiglieria di complemento) nonché avvocato Gianni Baj-Macario, pubblicista e critico militare, molto legato a Badoglio, e il Gen. Anacleto Bromzuoli, capo dell'Ufficio Storico dell ' Esercito Italiano e per suo trnmite l'Ufficio stesso~. In realtà nell'intento di Giardino essa avrebbe dovuto concludersi con una severn reprimenda nei confronti del collega Maresciallo Guglielmo Pecori-Girnldi. ma in questo caso l'ex-comandante dell ' Armata del Grappa aveva spenllo troppo , sopntttutto se si tiene conto deUa stima in cui Mussolini teneva il vecchio generale toscano rispetto allo stesso Giardino. La semplice esistenza di questa "diatriba" non è pernltro sufficiente a giustificare l' interesse degli storici nei suoi confronti. Al di là dell'aspetto stucchevole e dei risvolti meramente personali, tipici di questo come di altri scontri trn protagonisti delle vicende belliche , c 'è però un elemento che lo rende ineludibile per chi intende occuparsi della battaglia del Solstizio. Uno dei nodi della polemica riguarda infatti la contropreparazione anticipata, il tratto cioè più innovativo dei procedimenti lattici adottati dagli italiani nel corso della battaglia, e il fattore che forse (vedremo poi il senso di questo dubitativo) aveva determinato il fallimento del piano di Conrnd. I fatti nelle loro linee essenziali sono generalmente noti. La 6a Armata, su precisa richiesta del Gen. Segre aJ comandante Gen. Montuori, non aveva alleso l'inizio della preparazione di artiglieria avversaria. I cannoni deU' Altipiano avevano cominciato a sparare pressoché nello stesso momento se non addirittura prima di quelli austriaci e , oltre e più del tiro di controbatteria, avevano insistito a martellare i luoghi di radunata e le basi di parten1.a per l'attacco. Avevano quindi procurato tali perdite alle grandi unità destinate all'offensiva, da fiaccarne completamente la capacità di attacco, nella maggior parte dei casi , prima ancora che quest'ultimo avesse modo di manifestarsi . TI successo ern stato tanto generale e convincente da consentire aJ comandante l'artiglieria del XX C .d .A. - sulla destrd del dispositivo - di mutare i propri obiettivi e intervenire sul fianco delle forze del Gen. von Horsctzky che, dall ' altro lato della Val Brenta, avevano sorpreso i difensori del IX C.d.A. del Geo. Dc Bono e puntavano decisamente sul Colle cli San <ìiovanni . A dispetto dello sconcerto iniziale, per il quale il Geo. Testa di Marciano aveva 111


rischiato addirittura la messa sollo inchiesta. l'intervento ern perfettamente riu. cito e più di un critico - segnatamente il citalo Baj-Macario nel suo Giugno /9/8 non aveva avuto dubbi nel valutarlo come decisivo. Turto ciò rientrava nel "normale" e largamente comprensibile evolversi tattico di qualsiasi battaglia, offensiva da un lato e difensiva dall ' altro, e avrebbe dovuto e sere oggetto al massimo di una . erena e oggettiva disamina, ad eventi compiuti. Si erano fatti i conti però sena la personalità e il carattere del comandante della 4" Armata e il risvolto. assolutamente inaccettabile per Giardino. che qualsiasi sottoIincatura del ucccsso dcli ' Annata contigua equivaleva ad una svalutazione dcli' azione di comando sua e dei suoi sonoposti . Svalutazione - e questo va sottolineato - che lo studio dì Baj-Macario metteva ingenerosamente in luce, enza rinunciare nemmeno aJ ricorso delle "gole profonde'' del comando di Gallicra (o alla testimonianza diretta di Badoglio. che. interrogato a riguardo avrebbe con ogni probabilità smentito). con le citazionj delle convcrsazionj telefoniche tra Giardino e il Sottocapo di SM1. Com'era sua abitudine - nota e temuta in tutto l'esercito Giardino prendeva in mano la penna e si impegnava in una difesa a tutto campo dell'azione della propria Armata. dife a che utilizzerà ogni mezzo lecito e illecito, non esclusi gli attacchi personali. E e la miglior difesa è l'attacco. egli prese di mira il pre. uppo. to ste.. o della vittoria e il . uo protagoni. La: la controprepanuione non era altro che un azzardo tattico, in ogni caso da evitare. non era forse nemmeno stata realmente attuata e il . uo autore-fautore. il Gen . Segre, ern nella migliore de lle ipote i un pericoloso "enlm,iac;ta··. nella peggiore un ault!nlico "mistificatore e profittatore"''.

Uua 1·isi1n ai compa~11i cadmi


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Inutile dire che Segre, che già in prcccdc111a nulriva poche possibilità di carriera e che le aveva vi. te . fumare lolalmcnlc per delle irregolarità amministrative che gli emno state imputate nel periodo della sua pcnnanenza a Vienna, a capo della Commis ·ione per I' Anni. tizio , non aveva alcuna intenLione di subire passivamente le critiche di Giardino. A dispello delrinnucnza e del peso "politico'' del rivale , che ern ·tato non lontano da lla possibililà di atruare un colpo di stato miJjtare, Scgrc non rinunciava a far valere per quanlo possibi le le proprie ragioni , a riprova di un carattere che molti avevano definito ..cattivo··, ma il Mare. ciallo d' Italia PecoriGiraldi indicava invece come .. fiero". Seguire le tappe principaJi di tale scontro può servire non ·olo ad indagare su un momento e un fattore decisivo della battaglia che stiamo anaJizzando. ma forse a cogliere il peso che essa avrà sul futuro ste o dell'esercito italiano. Senza cadere nelle lrnppole della polemica, . arà forse pos ·ibile un ' indagine ·' ne ll'interesse stesso della disciplina, che è la base virtuale degli eserciti'', come o · ·ervava Pccori-Giraldi , con la sua sagace arguzia toscana , al termine de ll ' inchiesta condona sull 'accaduto. Le fasi princ ipali di questa vera e propria "tenzone" , perché come tale venne vissuta dai protagonisti, sopr.tttutto da Giardino, vengono efficacemente riassunte nclrlndagine .m/J'azjo11e de/l'Armata del Grappa, affidata dal Ministro della Guerr.1 il 6 marzo 1935 al Presidente della Corte di Cassazione di Roma on. Mariano d'Amelio (che si er.:t valso dell 'assi tenza dei Gen . Albricci e Ago)'. La conclusione dell ' inchiesta è, nella forma , favorevole a Giardino, ma se si esaminano g li allegati appare evidente sia la sostanziale infondatezza delle richieste di quest' ultimo , basate su l presupposto di una congiura ebraico-massonica ordita ai suoi danni . sia la ·proporzione tra que. lo riconoscimento e le proposte disciplinari avanzate dal Maresciallo. Su questo però torneremo. Cerchiamo on1 di ripercorrere i momenti cruc iali de lla polemica, senza pernltro esaminarli analiticamente, dato il tempo a disposizione e l' intento della nostra analisi. L' occa~ione c he doveva dar fuoco alle polveri fu un articolo, apparentemente inoffensivo, del Gen. Mario Caracciolo, napoletano , ufficiale ed esperto di artiglieria , sulla "Rivi. La Militare ltaliana·· del 1932 (XIT) , dal titolo Lu choc: morale di Conrad nel giugno /9 /8 . La tesi di fondo di que 'lo saggio era che l'arresto dell 'offensiva sugli Altipiani ern dovuto appunto ad una inspiegabile depressione di spirito del focldmaresciallo Conrad, che gli aveva impedito di reiterare l'attacco usando le forze che pure aveva a disposizione. La tesi era quanto mai fragile , suffragata da basi docume ntarie assai flebiU, e spingeva il Gen. Robeno Scgrc a pubhlicare , a sua volta sulla ste. sa rivista, l'anno successivo, un saggio che fin dal titolo, lo choc materiale di Conrad il 15 giugno 1918, appariva come una smentjta dello studio di Caracciolo. Nella sostanza Segrc ribadiva l'efficacia dell'azione dell 'artiglieria della 6a Annata che , aprendo il fuoco prima ancora dell ' inizfo della prepar.aione di artiglieria avversaria. aveva disorgani.u.ato il dispositivo austro ungari co sulle zone di afflusso e sulle basi di partenza per l' attacco. Egli sottolineava


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inollre l'importanza dell'intervento di parte delle hallerie del XX C .d.A . del Gcn . Ferrari sul lato orientaJe della Val Brenta, che aveva contribuito in modo e).senLiale ad infrangere l'attacco ddla 27" Divi ione austro-ungarica del Gen . von Sallagar. È indubbio che nel farlo Segre eccedette nell'entusiasmo! rra l'altro egli infatti osservava: " Ile perdite italiane furono I un sesto delle perdite del nemico: . proporzione cccczjonale! Sugli Altipiani fu dunque lolla e. scnzialmente lontana: per virtù di artiglieria . Dalle 15.000 perdile, in cifra tonda. accu).ale dall' 11 11 Armata a .u. per lai zona del Grappa. metà incise sulle 27" e 32.. Divi~ione. che inizialmenle viuoriosc contro la sini. tra della no ·tra 4" Armata - IX C .d .A . - , furono in breve arrestale e travolte. in gran parte per effeuo dei fuochi di una mas. a di batterie della 6\ intervenute d ' iniziativa. con meditato di capito della propria fronte. Di contro a 4uelle 15.000 perdite a .u .• la contrapposta nostra 4" Armata ne accuò, daJ 15 al 24, qua. i altrettante 14.000. Eccetto che per la 27a e 32" Divisione a.u. , ul Grappa fu dunque lotta vicina . E infatti l' 11 11 Armai.a a .u. segnò di aver contalo 13.000 prigionieri. I dispersi della no. tra 6" Armata dal 15 al 24 furono 3.112 e , ovviamente, non tutti erano caduti prigionieri. Alla nostra 4" Armata sarebbero da as egname 10.000, in cifra Ione.la''". Non stupisce che il Comando dello Stato Maggiore , cui l'articolo era tato sotlopo. to prima della pubblicazione. ritenesse opportuno cassare un ' affermaLione del genere. E stupisce ancor meno che un can11tere "fiero''. come quello del Gen. Segre, che del servizio allo stato aveva fatto il senso tesso della sua emancipazione, non accettasse pas ·ivamente questa e altre ccn ure. dj gmvità certamente minore. 110 copie inte1,,rrali dattilografate furono da lui inviate ad aJtreuanti colleghi. in servizio o da poco tmnsitati in posizione ausiliaria speciale. Giardino avrà in seguito huon gioco a sottolineare come la mole . te. sa di 4ue. lo lavoro di dattilografia, in un 'epoca ancora lontana dalle comodità della fotocopiatrice e ancor meno del computer, si potesse difficilmente qualificare come un mero capriccio, o una "precisazione di camllere personale'' Connn di cn1111011e do /49 esplosa (come sostenuto da Pccori-GirnJdi). (arcl,frin Majer proprietà FASTJ


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Tuno poteva ancora rimanere circoscritto ad un ambito ··tecnico" e . uscitare tutt'al più qualche di . cus. ione frn adcklli ai lavori . Fu però lo . te so comandante dell'Armata del Grappa ad al,are il tiro. Egli.che il 15 giugno 1933 aveva pubblicato ulla ''Stampa·· un articolo dal titolo /)ijè.w dei fonti del Grappa e il 3 agosto un secondo.Ar1iglieri l·u/ Grappa. nel dicemhre successivo diede alle tampe la . ua "ricostruzione" della banaglia~. In questi te-.li . in cui egre non viene mai nominato pur es endo facilmente riconoscihile . la dife-;a dell"azione dclJ ' Armata del Grappa si trasformava in un autentico attacco ad personam. tanto più antipatico in quanto effettuato nei confronti di un inferiore. che era comunque un generale dell'esercito. Nel febbraio 1934 u eiva però. per i tipi ddl'editore Corbaccio e in una colJana gestita <lai Gen . Cabiati e "spon orizzata" da una presenta;,ione del Maresciallo Pecori-Girnldi. nonché come primo volume della stes. a, Giugno 1918 del citato G. Baj-Macario 10 • ln realrà l'autore aveva avuto enormi difficoltà ad accedere alla documentazione nece ·saria presso l'Ufficio Storico dell'esercito , a dispetto dj una leltera di pre. enla/.ione del suo mentore Badoglio. per la tenace opera di con ·ervazione operala dal nuovo capo-ufficio, il colonnello Anacleto Bron1.uoli. E ciò, nonostante l'incarico di un'opera sulrargomcnto gli fo. se stato esplicitamente commissionato dal predecessore di Bronzuoli. Col. De Biase. L'intervento diretto di Baistrocchi aveva alla fine convinto il tenace Bronzuoli a fornjre aJrautorc quanto da quc ti richie to. non . enza aver avuto prima l'assicurazione dallo ste. o Cahiati che quello, come i futuri altri libri ddla collana, avrebbero e aJtato l'opera

In ol/e:.a del rancio (arrhfrin Mojer proprietà FAST}


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dell'esercito italiano e non avrebbero dato l'esca a polemiche. Ed in effetti il libro non sembrò all'inizio inquietare particolarmente Giardino , che nel marzo dello stesso 1934 scriveva al Capo di SM. dell ' E. ercito: " Ho avuto la lieta meraviglia di trovarlo , sia pure per forza , quasi onesto nei riguardi della mia gente del Grappa . Di più la documentazione ha anche soffocato l' imbonitore, tanto ne e cc annientata la povern ligura morale del Gen . Segre: una disgrazia sopportabile" . LI sar~mo - come del resto accade . pe. so - i trasformò però prc to in bile. Su suggerimento di altri, tra questi certamente la figun1 ai limiti della leggenda della medaglia d'oro Achille Martelli (autore di un articolo su " Rassegna Italiana"') , il comandante dell 'Armata del Grnppa rilesse con più attenzione l'opera in questione e ne tn1sse conseguenze molto diverse. lnviò innanzitutto una lettera al Ministero della Guerra, lamcntando ' i del comJX>rlamcnto del Gen . Segre (che egli riterrd sempre il segreto ispiratore del lavori di Baj-Macario) , e - pur senza chiederla e senza e . seme nemmeno informato - ottenne un' inchiesta ulla questione che venne affidala, come ahhiamo visto a Pecori-Giraldi. Que f ultimo concluse la sua indagine non solo confermando la tesi di Segre, quindi il fatto che la contmpreparazione anticipata fo se stata non solo chiesta e predi. posta, ma effettivamente attuata, con gli ottimi risultati so. tenuti dal suo autore, ma riconobbe apertamente che a quest'ultimo era stato fatto un palese torto. Era difficile chiedere a Segrc di tenere per sé un' affermazione tanto favorevole, proveniente oltretutto da una fonte così autorevole . Egli infatti indirizzò una leuera alla .. Rassegna Italiana" nel giugno 1934, che non foce ovviamente che gettare altra benzina sul fuoco . Tanto più che era sceso in lizza - poco fcLicemente in verità - anche l'Ufficio Storico, che nel suo Bollettino del 5 aprile 1934 aveva pubblicato una recensione tuno sommato favorevole del lavoro di Baj-Mac.ario. Fu come sventolare la muleta davanti al toro! Giardino riteneva di aver dimostrato a . ufficienza che l'attacco del XXVI C.d.A. a .u. sul fronte del LX italiano, e segnatamente da parte della 27:. Divisione del Gen . von Sallagar, ern stato fermato dalla . ola artigUeria della stessa Annata del Grappa. Inoltre aveva trovalo un . upporto favorevole aJla sua Lesi in quanto ostenuto nel V volume dell'opera Der Gro.,·.ve Krieg 1914- /9/R , a cura dello Schwarte, dall ' archivista Gen . Edmuod Glaise-Horstenau , dove i tiri di sbarramento che impedirono l'afflusso delle riserve alla Divisione in questione venivano esplicitamente attribuiti alle ballerie poste ad oriente, quindi nella parte centrale del Massiccio del Grappa" . Decise ,q uindi che occorreva dimostr"dre: a) che la famosa conlropreparazione anticipala era una mera invenzione di Segre; h) che l'iotcivento dell'artiglieria della 6· Armata . ul lato sinistro della 4• era stato un'a~surdità, che non aveva aJTCCato alcun danno aglj attaccanti, ma si era invece risolta in un intervento "disperato. paz1.esco, fratricida" 11 nei confronti dei fanti del Grappa; c) che se c 'era stato un cedimento, questo era avvenuto proprio sul fronte dell' Armata di Montuori . Per farlo ricorse alla documentazione dell'Archivio Storico, coinvolgendo co ì - suo malgrado - un altro sfortunato protagonista, cioè il capo archivio Col. Anacleto Bmnzuoli .


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Bronzuoli non aveva alle spall • una carriera hrillantc. né un 'intelligenza paragonabile a quella di Giardino. ma porta a con nrg.og.lio la !\Ua mutilazione subita in guerra e po sedeva una tenacia straordinaria nc lrandare a fondo in ogni questione. ahhinata ad una adamantina onestà personale . Non !\i limitò quindi a fornire a Giardino i documenti richiesti , m.i g li negò le pani deg li stessi che la legge non gli consentiva di rendere note ed estese la sua indag ine sia sul versante italiano. sia su quello austriaco. inviando una lcuern con richic!\ta di chiarimenti allo stesso Gen. Glaise-Horstenau . Le vicis. itudini di <.jUCstc ricerche e gli imbrogli delle comunicazioni a Giarclino nonché dei relativi risult.ui sono agli ani dell'inchiesta, ma in questa sede possono essere tralasciati . Quello che conta ono le conclusioni rnggiunte da Bronzuoli e rese note ai suoi superiori . Innanzitutto le fonti italiane non davano affatto rngione al comandante l'Annata del Grnppa. Sia il suo comandante d 'artiglieria. il Magg.Gen . Roberto Galati. sia il comandante dell 'artiglieria del IX C .d .A., il Brig.Gen. Paolo Pizzoni , altra personaJità daJl'onestà indiscu. sa", riconoscevano tutta l'importanza dell'inLcrvento delle batterie del collega Testa di Marciano per bloccare l' avanzata austriaca. Le batterie del Grappa erano di calihro troppo piccolo e in posizione affatto sfavorevole , quelle pesanti del VI C.d.A. erano in buona parte in fase di spostamento e quelle dello stesso IX C.d.A. strenuamente impegnate a mantenere il fuoco di sbarramento a difesa di quanto restava delle linee della Brigata Bari e a bloccare la ''base di partenza" per l'attacco di Pra Gobbo. ln secondo luogo le fonti austriache ricono. cevano. tramite lo stesso Glaise-llor tenau, che la rico. truzione apparsa nel testo curalo da Schwarte non si basava che su " sentito dire", e grazie alla prezio a e decisiva testimonianza del Divisione che le batterie della 6" Armata avevano sparnto sui comandante la . uoi uomini e non sui loro commilitoni. Quello che Bronzuoli non poteva sapere e i suoi interlocutori non potevano comunicargli era che la memorialistica austriaca , che stava uscendo in quello stesso arco di tempo. da Mimra a Scht}pnin ad Eisenthal , confermava in modo non meno inequivocabile gli effetti devastanti della contropreparazione anticipata. Non ci voleva altro per confermare Giardino che quello in ano era un autentico complotto contro di lui e ancor più contro il . uo reale contributo alla vittoria italiana . Agì quindi dando gli arresti al malcapitato BronzuoU , reo a suo parere di omissione nella trai missione dei documenti, di tentativo di indurre Glaisc-Horstenau a mutare la sua prima versione dei fatti e addirittura di souolineature interessate sulla relazione di von Sallagar. Raccolse quindi tutta la documentazione possibile, beninteso tutta quella favorevole aJla propria tesi, per ribadire l'accusa nei confronti di Segre. ln particolare egli elencò tutti i comandanti di artiglieria della 6'' Armata, che erano agli ordini di Segre, dai cui diari si evinceva che, se contropreparazionc vi era stata, questa era avvenuta solo dopo l'inizio del tiro austriaco, cioè verso le 2.10 del mattino. Chiese infine al d ' Amelio reprimende e punizioni prc soché per tutti , non esclu o come abbiamo visto - lo stesso Pecori-Giraldi .

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La Relazione d'Amelio conclude a tait! pmpo. ito dando ovviamente ragione a Giardino: "Queste o. scrvazioni (di Pecori-Giraldil. però, non possono contra tare la concorde contraria testimonianza di tutti coloro che avrebbero dovuto compiere la controprcparazione, e che affermano di non averla compiuta.. .··•~. Es a dimentica però di ricordare - e la dimentican:1.a è quanto mai grave vista la prc cnza nella Commi ·sione di due "tecnici" come Ago e Albricci - che i comandanti in que ·tione non dipendevano affatto da Segre per l'impiego dei loro pezzi! In realtà egli poteva di. porre direttamente solo del 67° Raggruppamento d'assedio (Col. Ascoli) ed è a questo che egli ordjna di effettuare due o tre riprese di fuoco. di cui una a gas. dalle 23 fino aJle 3. I suoi bersagli aranno poi le zone di radunata deUa fanteria. le vie di aftlus o e di ammassamento. che ull' Altopiano sono note dalla battaglia d'arresto e determinate univocamente daJ terreno 15 • Ciò che nessuno dice, se non il diretto interessato, è che la richiesta di Segre a Montuori era stata accettata, a di. petto delle perple ·sità del Capo di S.M. Bonzani, perché iJ servizio informa:1.ioni dcli' Armata aveva fornito notiL.ie precise sulla data e l' ora dell'inizio dell 'attacco. Quel servizio, messo in piedi dal Magg. Marchetti e sviluppalo da un altro . plcndido ufficiale di origini ebraiche, come Segre, il Cap. Pettorelli Finzi-Lalana. non aveva mai sbagliato un colpo fin dalJ'ini1.io del confljuo! '6 Quali sono dunque le conclusioni che si pos ono ricavare oggi da que ta vicenda? Amirus Pluto, sed magis amica veritas . la impatia per la figura di Segre e l'altrettanto istintiva antipatia su ·citala dalla vera e propria tracotanza di Giardino non devono far perdere di vista la verità dei fani, o misconoscere le ragioru addolle da

Adunata tli banaRlione (archivio Majer proprietà FA.\1')


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quest'ultimo. La principale delle quali rigu:.mht cl:rtamcnle i rischi cui una tanica come quella sostenuta da Scgre va inconlro. In iziare una massiccia contropreprazione. prima ancora che l'avversario ahhia altuato la propria, comporta infatti uno spreco di munizionamento altissimo e di con,.eguenza l'auardo di lrovarsi a corto di colpi proprio nella fa e cruciale del combateimcnto. Cosa , arehhe successo obieua giustamente Giardino - se le basi di partenza e i nodi di afnusso fo ·sero stati vuoti? Segre non avrebbe scoperto in t.al modo il po izionamenlo dei propri pezzi a lunga gitlata, dando agio agli austriat.:i di tirare efficacemente in conlrobatteria'! Non si sarebbe privato poi della JX>s:,,ihiliw di intervenire, una volta che lo sforzo principale dell'attacco nemico avesse chiarito senza più dubbi la sua direzione'! In sostanza il comandante dell ' Armata del Grappa obietta che una battaglia difensiva. che coinvolge gnmdi unità, deve essere condona secondo la "dottrina··. non sulla . corta di improvvisazioni dell ' ultima ora, se non si vuole compromettere il delicato fun1.ionamento tanto degli automatismi tattici quanto delle strutture logistiche. D'altro canto, va riconosciuto che Segrc è non meno colpevole del suo interlocutore nel voler tirare acqua al proprio mulino. L' importimza dell'intervento del 67° Raggruppamento d' assedio non può misconoscere il fatto che il complesso deUe artiglierie non lo seguì , u questa strada , che il dispo. itivo d' auacco austroungarico non fu di gregato uniformemente su tutta la linea. come avranno modo di sperimentare a proprie spese gli inglesi a Cesuna, che al successo delle operazioni sull'Altopiano contribuì la tattica specifica me ·sa in atto dai francesi, che contrastava . ingolarmente con quella attuala da Segre. Va inoltre osservato - come risulta con precisione daj citati ricordi di un altro artigliere, come Robcrt Mimra - che la scarsità di granate ad ccrasite a di. posizione delle batterie imperiali aveva di fatto vanificato quel tiro di controbatteria, che avrebbe potuto creare seri problemi ai pezzi del Col . Ascoli . Tutto questo non toglie però che il . egrelo dell'indubbio successo della 6.. Annata - i numeri relativi alle perdite po ono essere ritoccati. ma la loro proporzione rimane evidente - sta proprio nella capacità di Segre di innovare la dottrina. Il comando dell ' Armala dell'Altopiano. lungi dal farsi prendere dal panico, come Giardino i affannò invano a dimostrare. aveva imJX>stato la sua battaglia sulla scorta di tutti i mezzi che il connitto aveva dimo trato essere indispensabili: un nidicale background informativo (sulla cui attendibilità il comandante poteva contare) soprattutto sull 'ora d ' inizio dell 'azione: una capillare ricognizione aerea (cui avevano contribuito non poco le squadriglie inglesi e francesi ), capace di individuare luoghi di radunata, postazioni reaJi e fittizie delJe batterie, depositi di viveri e munizioni; un dispositivo di difesa per lo più al riparo dei boschi e dove i collegamenti trn artiglieria e fanteria (una delle note più dolenti dell'ìnlern guerra per il nostro esercito) furono assicurali per tutta la battaglia. Questa preparazione rendeva accettabile anche l'anardo proposto dal comandante l'artiglieria, lo tra. forma-


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va di fallo in quel rischio calcolato in cui . i nasconde spcs o il segreto della vittoria. Gli stessi insuccessi della 6a Annata , comunque limitati e senoriali , tanto diligentemente documentati da Giardino, vanno imputati alla parzialità nell 'ado,.ione della tauica di Segre, non certo alla tattica stc sa. Quello che intendo sostenere è che il lungo. e a tratti stucchevole, confronto polemico tra gcneraJi nell'Italia degli anni ·30, na condeva in reaJtà due vi. ioni oppo te, se non è troppo due "filosolìe" delle no tre forze armate. Giardino rappresentava l'ultimo esempio, in un certo cnso il paladino dei valori della conservazione. Con lui e per lui - come del re. to o servava anche Caviglia- l' iniziativa pcrsonaJe. le scelte autonome, in un certo sen o la "fantasia" sul campo di battaglia andavano ridotte al minimo, se non eliminate del tutto 17 • Per usare un 'e pre ione cara a tante esercitazioni militari tutto andava fatto secondo "libretta". Segre - pur con tutti i limiti e le precisazioni che i po ono e si debbono fare - rappre entava l'esigenza di restituire ai comandanti la possibilità di operare sul campo di battaglia, secondo le regole, adattando le regole, a volle addirittura forzando le regole stesse. Ribadiva in . o tanza - con i problemi che ciò indubbiamente comporta in un'organizzazione estremamente complessa, come è quella di un esercito operante in un teatro bellico - la necessità di fare dei comandi delle unità pcn anti, capaci di scelte adatte prima di tutta alla situuione operativa. Quale di queste due . trade . i sia rivelata vincente nelle vicende belliche ucces ive della storia del •900 è abbondantemente noto; quale sia stata quella imboccata dal nostro esercito lo provano gli incredibili sacrifici e le strnordinaric quanto pcsso inutili prove di coraggio dei nostri soldati nel secondo connitto mondialc 1• .

Centro di fuoco


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LA DIMENSI ONE I NFOKMATI VA DELLA BAITA( ;IJA DEL SOLSTI Z IO di

Al,•.\.\mulw Ala ,\ \IJ,:lllllli

la riorga11i~zio11e del Servizio informa-:Joni del 'esercito dopo Caporetto

Gli eventi detrottobre 1917 e il cambio del vertice di comando dell 'esercito provocarono notevoli mutamenti nella sua compagine, dal . uo effettivo ridimensionamento numerico fino alle procedure e aJlo ·tile di comando. A questi cambiamenti non sfuggì neppure il Servizio infonnazioni del regio esercito che fu riorganizzato e re o ben più efficiente, benché le fonti ufficiali. a cominciare dal Capo di Stato maggiore genernle Luigi Cadoma, non sollevassero rilievi . ul ruolo del nostro servizio nella battaglia di Caporetto. 1J capo servi7.io si trasferì finalmente con il Comando . upremo a Padova ma non riprese iJ rapporto diretto che vi era un tempo con il Capo di Stato maggiore, né riuscì a ripristinare la catena di comando che vi era prima dell'ottobre 1916. Per chiarire questa asserzione è opportuno ricordare che prima di tale data il . ervizio era ancora un " Ufficio infonnazioni" aJ pari di altri uffici del Comando upremo e aveva una ·truttura diversa e più limitata, nel sen. o che da esso dipendevano in teoria gli uffici informazioni delle annate , ma con una . ovrapposizione fattuale con l' ufficio Situazione e operazioni del comando supremo, retto daJ colonnello Calcagno. Con la riorganizzazione dell 'ottobre 1916 gli uffici informativi delle armate, denominati ITO, riferirono a questo Ufficio situazione e operazioni che incorporò pure due sezioni del servizio. La riorganizzazione del 1918 lasciò il Servizio divi. o nella ·ua struttura tra gli organi delle annate e gli uffici periferici "R'' e ··M·', ai quali vennero aggiunti anche quelli "T' (per Torino) e "G" (per Genova), que ·t'ultimo in contatto con uffici alleati nella , te, . a città. Alle riunioni . ellimanali degli ufficiali ITO (informazioni truppe operanti) delle armate presso il sottocapo di stato maggiore dell 'esercito. iniziate dopo l'offensiva austriaca sugli altipiani del 1916. partecipavano sovente il nuovo Capo di Stato maggiore Armando Diaz e il presidente del consiglio. La nece sità di una struttura più profonda e capillare portò aJJa creazione da parte deglli ITO di armata dei Centri di raccolta infonnazioni truppe operanti detti CRTTO presso le unità dipendenti. a livelJo corpo d'armata , divisione e brigata. Secondo l'allora capo uflìcio JTO della & annata, l'arrivo del nuovo capo di stato maggiore e dei due sottocapi costitul " una fortuna" per il settore delle informa1ioni, poiché tutti e tre mantenevano "contatti diretti e continui" con gli ufficiali ITO' .


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L'Ufficio situazione del Comando supremo aveva mantenuto il controllo sulla raccolta e analisi delle informazioni ul nemico. sicché al Servizio infurrrnv.ioni del Comando supremo era devoluta la raccolta nelle retrovie lontane del nemico e all'estero, mentre gli uffici ITO di armata continuavano a far riferimento all ' Uflicio situazione. Que. ta ituazione fu sancita con la circolare n . 1183 del IO gennaio, diramata da quell'ufficioz. I rapporti • ul morale delle truppe dopo la disastrosa ritirata di Caporeno erano sovente compilati dalle sezioni P (P = Propaganda) , perché si era finalmente capito che occorreva sostenere il montle del soldato con assisten~ materiale e con adeguati stimoli pirituali. oltre ad agire negativamente sul nemico, contro i quale i iniziò a fruttare finalmente le tensioni etniche e la ~tancheua della guerra per fiac carne la combattività. Le se:;,ioni Psi occuparono anche di controbanere analoghe formazioni austriache che sfruttavano la stancheL.~ dei soldati, specialmente in quei punti del fronte dove vi era meno attività combaniva per arrivare a situazioni di "pace eparata" e quindi a rese individuali e collcnivc. La ituazione tipica era una vedetta. che in realtà era un ufficiale o sottutlicialc appo itamente addestrato. comunicava con la vedetta italiana che aveva di fronte e cercava di inswurare un clima pacifico). Una pratica che il ServiLio infomrntivo austro-ungarico ave a già ini1.iato nell'inverno 1917- 1918. anrczzandosi con apposite scuole di addestramento'. Nel febbraio 1918 iniziarono finalmente delle riunioni di coordinamento tra il contmspionaggio dell'esercito (Carabinieri). l'UIC del ministero dell 'Interno~ e il controspionaggio della Marina per coordinare l'attività e lo scambio di infommzioni sulle persone so penate di spionaggio. Allo ste~so Lempo questa collaborazione fu realizzata anche con i servizi di informa,ione alleati dai quali venne un ' influenza positiva per i responsabili degli uffici TTO che sapevano os. ervare e ritlenere. Tra le nuove attività del Servizio si deve menzionare l' infiltrazione di informatori dietro le linee nemiche , curata dall'TTO della 3.1 armata, lanciati con il paracadute o portati con aerei di un reparto ~peciale a disposizione del Servizio che atterravano in aeroporti nemici per poi ripartire . La comunicazione delle notizie avveniva tramjte piccioni viaggiatori . Con l' Utlicio ITO della 3a armata collaborò anche l'Ufficio informazioni della Marina che infiltrò parecchi agenti e sabotatori dietro le linee austro-ungariche e mise a dispo izione moto cafi e sommergibili per queste operazioni 6 • Operazioni che però pre ero con istenza dal maggio 1918. quindi in epoca relativamente avanzata nel corso del conflitto, ma che tuttavia costiluiscono in ogni un passo avanti notevole nello sviJuppo del Servizio a ridosso della hattaglia difen. iva che ci interessa' . All'ini~io del 19 18 furono pubblicate le Norme per il sen1izio informa:.iom,.. e fu con queste con. entito ancora agli ITO di annata di gestire degli informatori oltre le linee. co a che non era mai cessata nei fatti . come appare chiaramente dalle memorie del colonnello Tullio Marcheui . fortemente impegnato a non cedere la propria


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rete di trentini ; in genernle comuru.111c 11 Sav11io migliorò considerevolmente. Tra le novità di maggior rilievo vi fu l'impiego di informatori delle nazionalità co iddelle oppresse <le11'1mpero auslro-ungarko . cioè cec hi. slovacchi , romeni,jugoslavi, polacchi che venivano infihmli nelle lin ·e austriache e rientravano dopo aver osservato le retrovie in uniforme del nemico , con un evidente grnve rischio personale ma anche con risultati mollo più l;mgihili . Questo era almeno in parte dovuto ~,Ila necessità, dopo la conclusione della battaglia di arre. to, di sopperire all'assenza lungo il Piave del diretto contatto con il nemico che limitava i contatti e quindi anche la presa di prigionieri e l'afflusso, che nel 1918 era piuttosto con. istente, di disertori . L'U fficio ITO della 3• armata diretto dall'energico e intelligente colonndlo Ercole Smaniotto organizzò una rete spionistica alle spalle degli austriaci con referenti e contatti a Vittorio e Portogruaro ma con agenti inviati a Udine, Spilimbergo, Casarsa, Portogruaro e Caorle che dovevano segnalare notizie tramite piccioni o segnalazioni con lenzuola sui prati , ovviamente in collaborazione con l'aviazione dell'esercito. Poiché si Lrdttava <li una rete che come quella austriaca contava sia su personale dedicato alla raccolta delle informazioni sia agli eventuali sabotaggi , è facile vedervi una struttura che oggi definiremmo stay bchind già allora''. Tra i provvedimenti riorganizzativi. va menzionata una maggior preparazione del personale che come è noto si basava essenzialmente sulle proprie capacità se non su raccomandazioni '0 anziché su una professionalità raggiunta mediante un adeguato addestramento . In questo senso il Capo ufficio della 1• armata indicò con la definizione "bernoccolo informativo" la naturnle predisposizione all'acquisizione e all'analisi delle notizie per trame risultati veramente affidabiJi . Nella prima parte della guerra in particolare, gli informatori erdOo spesso persone animate da grande entusiasmo ideale o mosse da obiettivi economici , ma che raramente disponevano delle capacità di serena osservazione che li rendeva preziosi clementi in grado di distinguere ciò che vedevano e trnme le giuste concJusioni. Per fare un esempio: un osservatore privo del necessario equilibrio può vedere molle truppe marciare ma non le conterà con freddeaa e coscien:,,a dell' importanza della precisione deJla notizia che potrà trasmettere; questa avrà un rilievo importante quando arà dettagliata e precisa, numeri abba! tanza esatti, atteggiamento dei soldati , loro unità , armamento, luogo , orario, ccc. Questa evoluzione nella professionalità implicava ovviamente l'abbandono della visione romantica e avventurosa dell ' attività causata anche dal contatto con i servizi alleati più evoluti come il francese e l'inglese, ma anche nella lotta contro un avversario che aveva messo in luce le proprie capacità e la propria pericolosità in più campi, ad iniziare da quello del sabotaggio e della sovversione, ma anche nel campo delle intercettazioni e delle decrittazioni dei messaggi radio. Per abbandonare la visione "romantica" ma soprattutto i "prcgiudi7,i invalsi fra i combattenti", la 3° armata organizzò corsi per ufficiali superiori sull'attività del Servizio" .


L. IV

Nella primaverct del 1918 gli uffici ITO ge. tivano circa un migliaio di informatori in proprio. senza quindi contare quelli che altri organi dello ·talo e lo te so serviLio al Comando supremo potevano utilizzare. Già nel 1917 alcuni uffici ITO producevano circolari . ul nemico e sui vari aspetti della . ua organizzazione, annamento, equipaggiamento e addestrnmento, provvedendo pertanto a quella importante che è la disseminazione delle informazioni già elaborate. In particolare la 3· armata produsse una quantità considerevole di que ti notiziari, tuttora molto utili al ricercatori per desumere importanti notizie sull ' esercito aw tro-ungarico.

Collaborazione con gli alleati Con l'entrala in linea delle truppe alleate frclOCo-inglesi si rese l1CCel . ario organizzare il funzionamento del Servizio informazioni , il che si dc urne da una circolare del comando supremo del 25 novembre 1917 che istruiva i dipendenti uffici ITO delle armate in merito alla collaborazione da instaurare con gli alleati francesi e ingle i 12 , quantomeno a livello tattico e operntivo in maniera da evitare i problemi connc i a tunc le coali.lioni con diverse lingue e modalità operative. Per il comandante dell'ITO della 6• annata intcallcata che era schiemta sull ' altopiano di Asiago e sarebbe stata investila da una delle direttrici principali di attacco. colonnello Ce. are Pettorelli Lalatta che all'epoca i faceva chiamare con il cognome della madre, Finzi , L'oper.v.ione fu conclu a dopo una discu .. ione durnta 13 ore e sanzionata con un documento io cui si tabilivano accanto all'autonomia degli alleati nelle loro aree di competenza, anche la condivisione delle informat.ioni e lo scambio di personale per il collegamento" . Per il Servizio britannico, che aveva fin daJJ'inizio due mi ioni. una aggregata aJ comando supremo e l'altra e Roma, l'organizzazione evidentemente . i rese nece saria per aver più diretti collegamenti con le unità italiane piutto. to che pa! sare attraverso l'unità di collegamento del Servizio al comando supremo. La rctecolta di informazioni prc. so i prigionieri conobbe difficoltà conne se alla multiculturalità dell'esercito dell ' impero austro-ungherese, co icché non bastava più come in Francia avere un ufficiale o soldat~ che conoscesse il tedesco, ben. ì poter ge ·tire interrogatori con nove lingue diverse che richiedevano una certa conoscenza di dialetti, inflessioni, ccc. e qui gli italiani, grazie aJla presenza di irredenti , er.ino in una posizione di grande favore••. I metodi di esame dei prigionieri erano diversi, giacché, notarono gli ingle i, gli italiani infiltr.ivano irredenti tra questi e ne provocavano le dichiarazioni anziché interrogarli mediante ufficiali come facevano gli inglesi , i quali rimasero della loro opinione come i f nmcesi, ma di quando in quando inoltravano prigionieri agli italiani per further treatment quando es i i rivelavano particolarmente refr.tttari. Naturalmente prigionieri furbi potevano e ·sere 'lati informati di questa metodolo-


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gia ed essere tati prevenlivamcnlc "c:arin 11i" <li :-loridle ad uso e consumo degli italiani che in questa procedum erano pcrù l'Mrl'mamcnte cauti . L'evacuazione dei prigionieri presi dagli ingk ~i nel teatro di operazioni italiano fu €atto inizfalmente tramite le lin » di comunirn/.ioni britanniche in Francia. ma successivamente per detenL.ione e riutiliuo in Italia sempre sotto direzione inglese. Essi erano pas ati agli iLaliani soltanto ljUanto potevano essere utilizzati contro gli austro-ungarici come nel caso dei cecoslovacchi che venivano quindi pa. sati agli italiani. Quindi con l'am1ala inglese che agiva . otto comando diretto del comando supremo italiano, gli interrogatori avvenivano senza riferimentj con gli italiani . Invece nel caso della 6· armala a difc a di Asiago, iJ corpo britannico avrebbe lasciato scegliere una propor,,ionc del 10-15% dei prigionieri presi per ulteriore interrogarlo con il sistema utilizzato dagli italiani che sarebbe stato ritornati agli inglesi dopo una settimana. Talorn informazioni venivano passate dagli italiani che però erano più intere. sali alla situazione davanti ai loro settori di fron te e alla situ.v.ione interna dell ' Austria-Ungheria. Analogamente, i prigiorueri catturati dru francesi subiscono un primo rapido interrogatorio alla Divisione e vengono poi direttamente inviati ali ' armata ... All'armata . uno dati in consegna al Comandante la Prevoté (capo della Gendarmeria) il quale ne ha la custodia e la re. ponsabilità. I prigionieri vengono ripartiti immediatamente per grado e per unità e sollo la direzione del 2- Bureau sono poi minutamente interrogati da appositi Ufficiali e soldati interpreti; questa volta data la difficoltà della lingua coll 'ausilio di nostri interpreti fomiti dallo Ufficio situazione'' . Una valida fonte informativa furono i profughi italiani dalJe terre inva'ie che furono man mano interrogati dagli italiani (ma non solo) allo scopo di raccogliere notizie sulle terre invase e preparare la riconquista delle stesse. rn questo frangente fu me. so in piedj anche un servizio informazioni dietro le linee austriache sfruttando le positive esperienze fatte dal colonnelJo Smaniono alla 3 armata nel periodo immediatamente prccodente l'ofTensiva del Piavelf•. Se i prigionieri e i disertori costituivano una fonte di grande rilievo per il regio esercito, per gli alleati come si può notare esistevano anche a livello abbastanza basso le intercettazioru radio e un efficiente servizio di ricognizione aerea fotogra fica. La bauaglia diferrJiva del Piave La battagHa difensiva del 15 giugno 1918 lungo il fiume Piave, sul mru siccio del Grappa e uJl ' aJtopiano di Asiago riscattò almeno in parte i precedenti errori informativi del servizio e del Comando supremo. L"offensiva fu prevista correttamente e almeno in un scnore dell'attacco il fuoco di contropreparazionc dell 'artiglieria italiana sorprese gli austro-ungarici scompaginando le truppe pronte ad attaccare.


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Le voci disseminate dal servizio informazioni austro-ungarico per ingannare quello italiano ebbero in questa occasione meno successo, soprauuuo per quanto riguarda la presenza del concorso germanico all 'offensiva. Occorre dire "meno successo'' perché queste forme di intossicazione che avevano avuto un importante ruolo nel confondere le idee agli ufficiali prepo. ti alle analisi delle intenzioni avversarie a Caporeno. non mancarono di avere una qualche credibilità anche nei mesi a venire, come diremo più avanti. Le notizie cominciarono presto ad arrivare da varie fonti agli alleati e agli italiani 11 • Prendiamo ad esempio per non andare eccessivamente a ritro o una informativa del 4 maggio dell ' JTO della l" armata fa proprie le dichiarazioni di un informatore degno di fiducia per il quale "circa l'offensiva contro l'Italia dice che molti preparativi sono stati falli e si stanno facendo , e che soprattutto molta artiglieria è arrivata in Trentino dal fronte russo e rumeno .. non ritiene però che s ia del tuno prossima"". A differenza che a Caporetto, qui il servi1.io informazioni italiano lavora meglio e all'interno di un migliore coordinamento con gli alleati . Non è caratterizzato da vaJutazioni contrastanti tra diversi centri e uffici né da una incrollabile fiducia nei capi nelJe proprie intuizioni piuttosto che nei dati che appaiono giornalmente sulle . crivanie dei comandi. Se con la gestione Cadoma i calcoli del ··Capo" costituivano la chiave di lettura - -- - - -- - - delle analisi dell'Ufficio . ituaSTRUTTURA fNFORMATIVA DELLE Ta\JPPF. OftAAHTf zione e operazioni di guerra, (1911) l'ascesa ad un ruolo di primo piano di Badoglio quale ottocapo fu particolanncnte positi vo per il Servizio informazioni. Tullio Marchetti esprime nelle sue memorie questo giudizio positivo e per molti versi oggi controcorrente sull'allora ot.,.......--'-..___ tocapo di stato maggiore. in ..._,__ _""'" una lettern privata del 1949 gli scriveva: "Tu sai che io non sono mai stato un adulatore , ma sappi che io ti bo sempre ammirato"' 9 • Agli inizi del mese di giugno la rete di Tullio Marchetti segnalò i concentramenti di truppe con minuziosa precisione nel Trentino indicando che Struttura infnmwtiva dell'Esercito Italiano

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" la cosa i prepara tra breve tem po e M l larga ~cala··. Oltre alla preparazione mililare gli italiani percepiscono anche: lo ,ta10 tr :mimo delle truppe del compo ·ito esercito avversario in panico lare " un grande t· crescente fermento negli elementi Czechi e Slavi de l Sud" . che provoca .u.:cn:~ciula sorveglianza dei comandi austriaci molto colpiti dalla co tituzionc in Italia di uni1i'1 ceco lovacche211 • In ogni caso l' ipote i de ll'olTe nsiva in prcparnzione era nota, tanto che il Genentle comandante in capo delle forze alleale . Foch scrisse a Diaz il 12 g iugno inte rrogando i ui motivi per cui l'at1ac.:c.:o austro-ungarico da due direzioni non era ancora arrivato'' . Un rapporto dell'ufficio infonna.1.ioni deUa l" annata di 13 giugno ma che si riferiva a notizie del 7 trasmesse dal suo migliore informatore infiltrato in un comando di corpo d 'armata , indicava che " l'attacco si estenderà non solo alla plaga montana , ma si allungherà ad abbracciare la linea del Piave" e questo sarehhe ·tato " questione di giomi"n . Si trntta come si vede di un notiziario piuttosto deuagliato e preciso, tanto che viene citato anche nella relazione ufficiale de ll'Ufficio storico dell'esercito pubblicata del 1980. Le tazioni d ' ascolto italiane rese più efficienti daJla durc1 esperienza della guerra poterono carpire, assieme alle dichiarazioni dei disertori e dei prigionieri, anche la data e rorn d ' inizio dell 'ofTensiva2 1• Scrisse iJ colonnello Amelio Dupont che nna intercettazione telefonica "carpita a Porte di Salton (Grappa) nel pomeriggio del giorno 14, avendo potuto conoscere a qual'ora precisa sarebbe principiata l'azione" aveva consentilo aJ Comando . upremo di prevedere la contropreparazione dell' artiglieria24. Que lla controprcparazione che ha ollevato non poche discussioni ma che non riguarda questo nostro contrihuto. In prupo ·ito l'Ufficio informazioni della 6• armata scrisse che: .. Dal 29 maggio era noto - da dichiardZioni di ufficiali disertori - che la durata della preparazione d' aniglieria avrebbe dovuto essere di circa 3 ore, e il 14 giugno dei prigionieri affermavano aver inteso dire da un sergente di artiglieria che essa si inizierebbe alle 2 di none·~. Le notizie relative aJla data dell 'attacco furono confermate da centri esteri e daJla rete informati va del colonnello TuUio Marchetti c he garantì altresì la delimitazione del fronte d'attacco a oriente delJ' A tico, il che consentì al Comando supremo italiano un migliore utilizzo delle riserve nel corso deUa battaglia2t>. Una difficoltà ancora evidente era la limitata capacità crittogrclfica italiana, che rimaneva aJ di sotto di quclJa austriaca. Benché il Reparto crittogndico del capitano Sacco avesse potuto penetrare almeno in parte i codici austro-ungarici e intaccare anche que llo del Vaticano , tutto c iò non era ancora suffic iente per compensare il divario. Tuttavia al quinto giorno dell 'offensiva fu catturato parte di un cifrario austriaco che aiutò a capire che lt! riserve dell ' avversario erano state tutte impiegate e che quindi non vi sarebbero state altre sorprese. In ogni caw, complessivamenle il Servizio era stato molto più efficiente che in tutto il periodo precedente della guerra , segno che come altri settori delreserc ito anch 'e ' SO metteva a frutto


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l'esperienza con una maturazione taJe da portarlo a competere con il temibile servizio avver ·ario. ln propo ·ito un documento della 3" armata è abbastanza rivelatore, poiché in esso si chiede, a seguito degli esiti po itivi dati della telegrafia . enza fili nel corso della battaglia. che venga completato il programma di diffusione delle radio con rassegnazione anche alle brigate della stazione radiotelegrafica, rilevando come nell'esercito francese "il . ervizio RT è di gran lunga più sviluppato che nel no tro" . f collegamenti con l'aviazione per esempio consentivano di arrivare a 12 frequenze diverse a.;segnatc. il che nella pratica significava che 12 aerei in volo di ricognizione ''potevano trasmencre contempornneamenle senza disturbarsi a vicenda", a differenza delle tre frequenze disponibili nei corpi d' annata italianF7 • A tal proposito si deve notare che il servizio informazioni poté avvalersi dell ' opera fin sulle prime lince dei CRJTO e di una maglia di comunicazione parallela che consentì, funzionando in via secondaria "un generale indiscutibile vantaggio", poiché " non fecero mai difetto le notizie . ulla situazione", nonostante l'attività degli aeroplani e dell 'osservazione terrestre fo. se insufficiente 21 • All ' epoca della battaglia i successi del controspionaggio (non ·oltanto dell ' esercito. ma anche della marina) avevano avuto importante influenza nel ridurre l'attività spionistica e di . abotaggio offen iva che veniva condotta da parte austriaca da Bema e Zurigo, un'attività che merita di essere studiata per i succcs i nel campo del sabotaggio (si arrivò a progettare di mettere una bomba nei gabinetti di Montecitorio) e per le illusioni nel campo invece della sovversione tramite il neutn.a.lismo cattolico e la suppo ta volontà rivoluzionaria socialista. Anche . e l'agente conosciuto come " ing. Ra.o:.im" intltrò ancora all'inizio del 1918 a Milano un "gruppo di anarchici" in una prospettiva di creare disordini contrnddicendo un ordine dell ' imperatore. Anche se questo importante agente era ancora attivo finanziando gruppi socialisti , la rete di Meyer era stata distruua dalla penetruione della cassaforte di Zurigo e questo aveva diminuito alquanto l' aggressività sul fronte interno italiano29 • Tuttavia l'opera sul. morale delle truppe per creare le premesse di una rivolta interna in Italia avevano meno prospettiva delle condizioni di vita della popolazione e delle truppe: Diaz riconobbe che alla base del malcontento come emergeva dalla censura postale vi era non tanto l'operato di gruppi di agitatori , 4uanto le peggiorate condizioni di vita , soprattutto sotto il profilo alimentare.

Co11clusioni La battaglia del Solstizio aveva tolto alla Duplice Monarchia l'ultima spenmz.a di una fine della guerra ottenuta vantaggio amente. Il mese successivo il Servizio informazioni iniziò a riferire, anche sulla base degli interrogatori dei numerosi prigionieri catturati , la crescente debolezza dell 'esercito austro-ungarico che però


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rimaneva mora lmente saldo. e d ·ll'org.ini1.1a1.ione statuale della Duplice Monarchia, che si stava invece disgregando . A metà luglio Lalatta diede alle stampe i risultali di quest ' inchiesta fatta sui prigionieri <lai titolo Note sulle co11di:.ùmi in/em e dell'Austria e che induce ad una intensificazione dell'azione propagandistica sulle diverse etnie dell'esercito imperialregio per minarne la coesione e far cadere l'unico ostacolo reale al crollo dcli ' Austria-Ungheria e quindi al conseguimento della vittoria. Nello ste. so mese il servizio inglese segnalò la presenza di sei divisioni in Trentino; notizie analoghe, disseminate dall ' Evidcnzbureau austro-ungarico, arrivarono anche <la altre fonti fino al Comando ·upremo ma risultarono false e non fu dato loro credito. Nelle sue memorie Tullio Marchetti, capo ufficio ITO delJa l" annata spiega diffusamente il meccanismo per cui da parte austriaca in più occasioni nel corso della guerra la notizia di truppe tedesche nel Trentino venisse diffusa intossicando alcuni uffici del servizio e influendo più volte sui comandi italiani . Con quc ta notizia da un lato si favoriva la tenuta del fronte interno e si manteneva alto il morale del soldato che stava pericolosamente scivolando verso il basso, dall ' altro si mantenevano all'erta le difese italiane verso il Trentino mantenendo così una pressione psicologica non indifferenteJO. Al contrnrio, a fine agosto il servizio fu in grado di segnalare ai francesi il transito verso le linee occidentali di due divisioni austriache, gnazie agli infonnatori di Tuili.o Marchetti che sorvegliavano i tnmsiti nelle stazioni di Kufstein, lnnsbruck e Monaco. Lo stato di peggioramento interno deUa Monarchia venne confermato dalle informazioni del Servizio a fine agosto e in settembre riprese l'offensiva pacifista da parte au. tro-ungarica. Questa partiva sempre dalla Svi:,,,zera e consisteva nella diffusione di volantini pacifisti tra i soldati nonché nel finanziamento di alcune frange del panito socialista nel tentativo di far scoppiare una rivoluzione3'. Ormai però l' influenza dalla Svizzera era stata molto limitata da contro. pionaggio e il servizio P dell'esercito italiano aveva una slruttur.1 molto capillare e capace di influire sui quadri e di riOesso sui soldati, monitorandone lo morale . Inoltre vi ern la percezione che la fine della guerra sarebbe pac;sata per la vittoria 11 • A proposito del servizio P, occorre notare che esso era formato soprattutto da giovani ufficiali di complemento con attività letteraria (tn1 i migliori nomi del giornalismo), mentre la pregiudiziale contro il servizio informazioni restava negli ufficiali di carriera che non erano interessati a farne parteH. L'organizzazione di unità con etnie dissidenti e separatiste dell ' impero austroungarico ern proseguita con l 'invio di ufficiali che dovevano attivare fonne di guerriglia nelle retrovie della monarchia . Dal canto loro gli austro-ungarici avevano capito che l'evoluzione del1e capacità di ascolto telefonico e di intercettazione del loro traffico rudio aveva fatto un salto di qualità, consentendo agli italiani un vanLaggio di raccolta informativa che prima


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non avevano. Parallelamente la ricognizione fotografica ilaliana poteva avvalersi di un maggiore capacità in proprio e alleata che penneueva un 'evoluzione tecnologica verso un servizio più moderno e meno legato alle visioni romantico - avventurose dei tempi andati. La professionalizzazione si vide anche nella preparazione del personale, soprattutto quel.lo da inviare diet.ro le linee nemiche, benché questa preparazione fosse ancora insufficiente per preparnre le spie e i sabotatori italiani. Una maggior disciplina e il frequente cambio di codici fece sì che per gli au troungarici la lcnura dei cifrati italiani fosse più dirlicilc, ma non impossibile dato che la loro inviolabilit.à durava lo spazio di pochi giorni w. L'Evidenzbureau induhbiamcntc aveva perso qualche pezzo per strada. ma ogni fonte concorda nel sostenere che aveva fatto bene il uo lavoro in vista delJ 'offensiva, anche se dagli interrogatori di ufficiali prigionieri apparve chiaramente agli italiani come essi fossero poco orientati sulle truppe che avevano di fronte'-\ Come s'è detto. nella battaglia del giugno 1918, a differen1.a di precedenti battaglia come l'offensiva della primavera 1916 dal Trentino e quella di Caporetto nel1'ottobre I 917. non abbiamo grandi controversie sul Servizio informazioni di cui rendere conto; la villoria fu naturalmente il motivo principale che provvide a risolvere molte t.ensioni esistenti all'interno dell'esercito italiano. Certo questa era stata resa po. sibilc anche da un Servizio informazioni che stava raggiungendo rapidamente una sua maturità nella gestione della raccolta dcli' intelligence neccs aria all'esercito italiano, ora anche in prospettiva di futuri assetti europei , e quindi con la rnccolta di notizie non soltanto a Livello locale, cioè delle truppe nemiche che fronteggiavano il proprio schieramento".


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LA BATIA(;t,IA DEL MO TELLO. LA GIORNATA DEL 15 GIUGNO 1918 DA PARTE fTAl,IANA lfj J t/l' tlf HI f ,llrt' ll~illi

I . 1'ri11cee.fa11ti e generali. Lo sc/1il,,w11e11to de/1 '8' Armata e i sttoi comandanti

L'8• annata italiana era una grnnd=- uni1f1 piuuoslo giovane, nel giugno dell'anno di grazia 1918, quarto della guerra. Era stata infatti costituita il 1° marzo. di fatto mutuando il comando e le strutture logistico-organi1.1.ative della defunta 2~Annata, e inserita in linea nel delicato seuore intermedio tra fronte montano alla sua sinistra (4· Annata) e di pianura alla sua destrn (3• Annata). n fronte si dipanava interamente lungo il greto del Piave e aveva il suo perno nel massiccio collinare del Montello, di. teso a meridione del fiume e considerato come il miglior ha,;;tione a copertura del campo trincerato di Treviso, la cui intangibilità era ohiellivo primario dell · annata. Fin dalla sua co. tituzione, il comando dell 'R• annata era stato anidalo dal capo di stato maggiore generale Diaz al tenente generale Giuseppe Pennella. Ufficiale di granclle esperienza e già in precedenza candidato aJ comando di un 'armata (e per di più interalleata. nei Balcani); proveniente daJlo stato maggiore (era stato capo ufficio segreteria di Cadoma nel '15 e capo di ·tato maggiore di due armate nel ' 16 e nel '17), ma con esperienze di comando in linea sia a livello di brigata che superiore; insomma una buona scelta. Apparentemente. Già, perché in eia ·cuno degli incarichi che aveva ricoperto nei tre anni precedenti , il potentino (era nato 54 anni prima a Rioncro in Volture) Giu. eppe Pennella . i era . empre distinto per il . uo caranere a dir poco intrattabile, e per una certa rigidità mentale appena temperata da un 'energia e da un coraggio fisico innegabili. La . tes. a pos. ihilità di diventare l'unico comandante italiano della guerra a comandare un'annata interalleata fuori del territorio nazionaJe era stata pregiudicata dai suoi feroci scontri con !'ugualmente sanguigno comandante in capo a Salonicco, il francese Sarrail. Anche nel periodo di servizio aJ Comando Supremo il uo carattere l'aveva portato a contrapposizioni durissime con altri ufficiali , cui peraltro il clima del corpo di stato maggiore con le sue consorterie più o meno pale i era propizio di suo. A quell 'epoca risaJiva però anche l'amicizia stretta con l'aJlora maggjorc Antonino Di Giorgio, anch'egli nel ' 15 in servizio a Udine, e che aJ momento della costituzione deU 'S• Annata ne comandava il XXVII Corpo. La fiducia e l'amicizia trd un comandante d'annata e uno dei ·uoi sottoposti sono ottima cosa per il corretto funzionamento delrintern uniti,, e d'altra parte il siciliano generale Di Giorgio em reputato uno dei migliori e più energici comandanti di corpo d'armata dell ' intero esercito. Ottima cosa dicevamo. se non che l'altro subordinato del generale


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Pennella era una sua autentica bestia nera . TI generale Asclepia Gandolfo, comandante dell'VUJ Corpo d ' Annata, era un ligure ''distinto e intelligente", che pur proveniente da una famiglia dell'antica nobiltà di Oneglia aveva scelto la carrier.i del troupier e non que lla dell'ufficiale di stato maggiore, e che ciò nonostante aveva spesso e volentieri fono mangiare la JX>lvere, culturalmente e carrieristica.mente, ai pupilli della Scuola di Guerra . Finché, nel tragico ottobre del '17 si erd macchiato di que lla c he agli occhi del generale Pe nnella era stata evidentemente una colpa incancellabile: aveva ostituito iJ disgraziato generale Alberto Cavaciocchi, amico personale del uo superiore, alla teta de l IV Corpo d ' Annata appena fallo a pezzi dagli austro-tedeschi a Caporeno. Per Cavaciocchi era slala la line ingloriosa di una buona carriera, per Gandolfo la promozione ad un comando (quello di corpo d ' armata) mramente as ·egnato a ufficiali provenie11ti daJle forze combattenti. Vedremo come questa combinazione di tre uomini. due dei quaJi amici tra loro e il terzo "outsider" rispetto aJle reaJtà dei primi e avversato ferocemente dal più potente dei lre ebbe ripercussioni non secondarie sulla condona delle operazioni. Ma procediamo con ordine, completando il quadro d'insieme prima di narrare co. a avvenne il 15 gi ugno 19 18. li di. positivo dell'Annata si strutturnva gro omodo su tre componenti: linee difensive. truppe (in linea e in riserva) e masse d ' artiglieria "di manovrd". Vediamole una per volta. Le linee difensive (FIG.1), limitatamente all'area del Montello che ci interessa, si articolavano u: Linea MarKinale, lungo il greto del Piave. in teoria poco più c he una linea di avamposti; Linea della Corda. corda appunto dell 'arco descritto verso nord dal Piave in punta al Monte llo, detto . aliente di Falzé, e che costituiva nelle intenzioni dei comandi la rcaJc lfoea di prima re. i. ten:ta per quanto riguardava quel tratto di fronte: Linea di Corpo d 'Armata, che si estendeva dietro tuua la Marginale (e. in corrispondeni.a del sa liente di falzé, poco dietro la linea della Corda) ed era considerata linea di re. istenza a oltranza. A queste vanno aggiunte cuna una serie di traverse (trinceramenti che collegavano tra loro le linee sopra citate), delle quali la più imponante ai fini della nostra narrazfonc è la tra-

versa del Cavalletto o linea di Chiusura, che prolungandosi nella linea di Povegliano colle-

Fig. I

gava la linea di Corpo d'Annata alla più esterna tra le lince difensive del campo trin-


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cerato di Trevi ·o . Inoltre, c'era appt11110 il l·ampo 11 im.:crato di Treviso, i c ui trinceramenti si irradiavano a tergo ddk :11111atc Xa l' .h. l' divcr.-.c linee;: di contenimento a tergo del comples ·o d'Armata . ddk quali la /111,'" di Vene.l(az:iì (Treviso-caposaldo di Collesel Val dell'Acqua ) era fu1uio11alc a fronteggiare uno sfondamento nella zona ddla Priula (o del salicnlc di Fal,c) e la linea di Caerano (Collesel Val dell ' Acqua-linee dell 'Asolano al conii ne con la -la Armata) a bloccare eventuali attacchi shoccanti dalle Grnvc di Ciano). Il rn1m.w ldo di Co/lese/ Val dell'Acqua. oltre che punto più allo del Montello, faceva dunque anche da perno de lle difese a tergo dcli' Annata . Al di là de lle linee trincerate , un' ahra carallcristica del fronte sul Montello era il particolare apparato viario. C irconva llato da una strade detta pedemontana , il complesso colJinarc era . oleato da hen 2 1 "prese··, strndelle che correvano da nord a sud tutte paraJlclc tra loro. E. se erano state numernte progressivamente da est a ovest dai comandi italiani, che tale numerazione utilizzavano negli ordini. Le truppe (}~IG. 2) erano articolate , come già accennalo in precedenza . in due corpi d 'armata (VW e XXVII) ciascuno su due divisioni . L' Vlll Col'JX) d ' Armata del generale Gandolfo pre ·idiava le po izioni della Priula (48•). Divisione) e de l saliente di Falzé (58· Divi ione). os. ia la metà destra del fronte detr Arrnata. n XXVII Corpo d ' Armata del generale Di Giorgio aveva invece la re. ponsabilità de lla metà sinistrn de l fronte. con , da c. t a ove. t, la 5 t• e la 66· Divisione. Ciascun corpo d'armala aveva proprie riserve. que lla d ' armata essendo co. tituita dal 2° Reggimenlo Bersaglieri e dal XXVII Banag lione d ' A salto accantonati prc.. o Vedelago . Vi era inoltre. a tergo dell ' Armata e appartenente alla riserva del Comando Supremo, un altro corpo d'annata su due divisionj , il XXX del generale Umberto Montanari. Passiamo ad analiuare ne l deuaglio lo schieramento delle fanterie nel settore di no tro intere se, quello della 58· Divisione c he pre idiava il saliente di Falzé . Come tutta la prima linea dell ' Armata . il territorio della 58" Divisione era suddivi o in sottosettori e sezioni. I primi erano due , e ciascuno coordinava due delle seconde (ciascuna d i nonna guarnita da un battag lione). Da ove ·t a esr vi erano dunque il sottosettore Fontane . posto a inizio giugno sotto la rcsponsabili1l1 del 164° Fig . 2


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fanteria/Brigata Lucca (len. col. Eugenio Di Bernezzo), con le sezioni A e 8 ; e il sottmìettore Nervesa controllalo daJ 163° fanteria/Brigata Lucca (col. Gaetano Buelli), con le sezioni Ce D. L'intern prima linea ern dunque presidiata da truppe della Brigala Lucra , guidata dal colonnello brigadiere Pietro Valerio Papa, un piemontese uscito dalle fila dei hersaglieri . L'altra brigata della divisione, lai Tevere. si trovava in riserva, parte nella wna di Selva ai piedi del Montello (216° fanteria del ten . col. Teodoro Alessi) e parte più a sud sulla Linea di Povegliano (215° fanteria, col. Giuseppe Boschi). Comandava la hrigata Tevere il colonnello brigadiere Augusto Zirano, un lroupier come il collega della lucra , ma a differenza di quello proveniente dalla fanteria . Il comando della 58· Divisione era tenuto daJ maggior generale Roberto Brussi , un faentino dall'aria mefistofelica . Stremo personaggio. il generale Bru si: un ufficiaJc di cavalleria che nell 'agosto del ' 16, visto che le unità montate raramente avevano occasione di menar le mani in quella guerra tutta trincee e mitragliatrici, aveva chiesto di poter passare a comandare un 'unità di fanteria; e che in poco più di un anno era passato dal guidare una brigata di redute a comandare una divisione. Le masse d'artiglieria "di manovra" (FIG. 3), ossia direttamente dipendenti dal comando d'Armata e costituite da calibri mcdi e pesanti e da batterie d 'assedio, erano quattro: le tre di minore consistenza erano dislocate a nord-est di Montebelluna, tra Arcade e Spresiano e nel triangolo Comuda-Castelcies-Asolo; la quarta e più poderosa era "arditamente portala nell'apice del saliente prospiciente a Falzé di Piave, da Giavera a Nerve. a", o. sia nel sellore della 59" Divisione. Molto si è serino sul posizionamento di quest'ultima mru sa d'artiglieria. giudicandola prevalentemente come troppo azzardata, dislocata in violazione delle regole di buon scn o tattico che volevano le aniglierie pe. anli a tergo della linea di resistenza a oltranza delle fanterie . Qui però veniamo al nocciolo del " problema Montello": Ja forza naturale delle posizioni difensive nel settore rispetto al resto del fronte del Piave, rendeva altamente improbabile nelle valutazioni dei comandi italiani l'eventualità che l'avversario scegliesse il Montello come settore di sfondamento. Non si spiegherebbe altrimenti, d'altronde, l'ordine del generale Brussi che disponeva iJ cambio delle truppe di prima linea nel saliente di Falzé neUa notte tra il 14 e il 15 giugno. quando l 'eventualità di un 'offensi.va austriaca erd oramai più che concreta. 1 timori , per lo meno in ambito 8· Armala. si concentravano sulla 1.ona delle Grnve di Ciano (a ove l del saliente di Falzé, nel territorio del XX VU Corpo) e su quella dei Fig . J


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ponli della Priula (a e t di Ncrw:-.a • ..tX· I>" i, ionc/VIII orpo). o sia ai fianchi e non al vertice deJ Montello. Basla d ' altrondc un 'tll'.d1iata al tracciato delle linee trincerate nelle retrovie dell'armala e alla di,po,i,ionc lungo e a tergo di esse del XXX Corpo d'Armata. per not:.tre , omc il lullo :-.ia predisposto in vista dell'arginare penetrazioni dai fianchi e non dal centro dclr Armata. In quest'ottka, la di. posizione della ma.~sa principale d'artiglieria di mano ra al vertice del saliente di Fal,.é appare ugualmente funzionale allo scopo. Si trattò in. omma, e parlo tanto della concezione strategica quanto della dispo:-.i1ione tattica. di un azzardo calcolato. pienamente lecito in guerra. Quel che non è lecito. è che alla deci ·ione dell'azzardo faccia seguito una condotta sostan1.ialmente chizofrenica e irresponsabile. e aggnivata da antipatie trn i responsabili della situazione, nel caso l'azzardo stesso si riveli errato. Risuonano i dodici rintocchi di qualche orologio a pendolo, rimasto ad aspettare il ritorno dei proprietari nell'edificio requisito per ospitare il comando detr8· Armata . È il 15 giugno 1918.

2. Lo sfondamelllo. Dalla mezzaootte a mezwgiomo del 15 giugno Ore 2.45 L' ufficiale di ·ervizio della 4· armata comunka: "Verso le ore 0 .30 tra Val Ccsilla e M. Pertica i sono presentati due disertori che hanno preannunziato che l'inizio del hombardamento nemico avrà luogo alle ore

3.." Alle 2.45 del 15 giugno 1918 il tenente colonnelJo Teodoro Alessi, comandanle del 216° fanteria Tevere , lascia il comando reggimentale posto in una cascina tra Selva e Volpago per raggiungere iJ suo nuovo posto di comando di prima linea. a dolina Enza sul Montello. Lo accompagnano l'aiutante maggiore capitano ScaJamandré, l'ufficiale addetto ai gas sottotenente Giardino, un manipolo di portaordini e ciclisti del comando reggimentale. Mentre il gruppetto si incammina sulla . Lrada pedemontana in direzione della strada 7 del Montello, il colonnello Alcssi rimugina fm sé e sé sull ' incarico che va a svolgere, e che non lo convince gninché. Il suo reggimento, fino alle 16 del giorno precedente accantonalo in riserva sta andando a dare il cambio in linea al 164° fanteria Lucca nel sottosetlore Fontane, ala sini. tra del fronte divisionale. L'ordine, firmato daJ generale Brussi, prevede che tutta la prima linea venga avvicendata: oltre alle truppe del sottosettore Fontane, anche i battaglioni che presidiano il sottoscrtore Nervesa verranno sostituiti da altri reparti della Brigata Lucca. 11 comandante del 216° fanteria ripassa mentalmente le consegne che lui stesso ha impartito ai suoi subordinati . Il I battuglionc del maggiore Ferlisi andrà a sostituire iJ J/164° nelle trincee della sezione B (trn le strade 4 e 6 , il vertice dell ' ansa


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del Piave nella quale è inscritto il promontorio del Montello); il li battaglione del maggiore cavalier Mario Vcndramin prenderà invece in con. egna dal UU I 64° la sczjone A. aJla sinistra della 8 e a contatto a destra col XXVII Corpo d'Armata. Il .W battaglione del capitano di complemento Samo infine, i sistemerà in riserva dietro la linea della Corda. Nulla di maJe, se non che né lui né i suoi uomini banno idea del terreno e della linea che gli è stato ordinato di occupare. Aie ·si aveva manife ·tato i suoi dubbi in proposito al ·uo superiore colonnello brigadiere Zirano, quando quest'ultimo gli aveva mandato a dire di prc. cntarsi a Dolina Enza solo poco prima del passaggio di consegne col 164°. lì. sato alle 8 del mattino successivo. Pareva che la scarsità di ricoveri alla dolina Enza inducesse il tenente colonnello Di Bemea.o del 164° a solJecitare un arrivo il più po ticipato possibile del suo succe. sorc. A lessi aveva replicalo che . arebbc andato a ricono ·cere la linea ben prima dell'alba. e.i sarebbe mancato altro. Benché sia al comando del 216° Tevere da poco più di un mese, dopo la morte del prcdcccs ore colonnello Fumari, il tenente colonnello Teodoro Alessi è infatti tutto fuorché un novellino remissivo. Comandante di battaglione nella hrigata Granatieri già nel '16 sulle halze infernali di O. lavia. era stato il protagonista della re istenza aJl ' attacco austriaco del 2930 marzo. Era stata una brutta faccenda, quella. Com'era già successo nel gennaio di quell'anno. le pattuglie d 'assalto avversarie si erano infiltrate nella posizione e avevano tagliato fuori parecchi reparti , compreso il comando di battaglione. Alessi era caduto prigioniero, ma nel giro di poche ore era riu. cito a sfuggire alla sorve-

An:amp«menlo sul Montello


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glianza, a radunare i suoi granai ieri'-' ak,1111 rqlarl1 di fan li e a condurli tutti al contrattacco, ristabilendo del 1u110 la linea e ca pmolgcmJo una situa.tione che si tava facendo dnunmatica . li lullo con un hraù·io lraca:-.:-.alo eh gli pendeva maJamente medicato daJ collo. L'allor.a comandanll· ti ·Ila hrigt1la Granatieri generale Giu eppe Pennella aveva avuto per il giovane maggiore Alc:-.si parole di caldissimo elogio. Ha un cattivo presentimenlo il colonnello Ale~:-.i. scarpinando sulla pedemontana appoggiato aJ suo inseparabile :-.hx:co. Che il nemico stia preparandosi ad attaccare non è un mistero per nessuno. Poco prima di partire ha apulo che i suoi comandanti <li battagJionc hanno riccvulo ordine (probabilmente dal colonnello Di Bernezzo, ancora a) comando del so11osc1torc almeno fino aJl'alba) di affrettare al massimo le operazioni di cambio. perch ' il nemico avrebbe attaccato. Farsi sorprendere da un 'offensiva in quelle condizioni. su terreno ignoto e con i reparti ammucchiati nei punti di ritrovo o in affluenza lungo le strade, senza collegamenti e al buio sarebbe un incubo. Per fortuna, pen ·a il colonnello Alessi, fin'ora non ci . ono segni d ' attività oltre .la massa scura del MontelJo. Uno sguardo aJ quadrante fosforescente deU'orologio, .le 3 io punto. Lo schianto del primo proiettile austriaco non tarda che pochi secondi . Ore 3.04 L' VTn Corpo d ' Armata comunica che il bombardamento nemico iniziato aJJe ore 3 precise, violento sulla sinistra , è forte sul Montello e meno forte nella pianura. Ore 3 ./0 Il comando d'artiglieria d'armata comunica che gli osservatori hanno annunciato l'inizio del nostro tiro di contropeparazionc. Ore 3 .45 L'ufficiale di servizio dcJla 4· Annata informa che altri disertori presentatisi sulla loro fronte a~seriscono che l'attacco delJe fanterie avverrà alle ore 6. Maschere! urla il colonnello A lessi sentendo di. tintamente in mezzo al fragore degli scoppi quello inconfondibile delle munizjooi caricate a " liquidi speciali". Il gruppetto del comando 2 I 6° fanteria arrnnca uUa strada n. 7, raggiunta dopo mezz'ora buona di cammino daJl'inizio del bombardamento. Camminare in salita indos ando una maschera antigas è faticoso oltre ogni immaginazione. e infatti ogni poche centinaia di metri il colonnello è co ·treno a ordinare l'alt e concedere a sé e aj suoi qualche istante per respirare liberamente. Ciò è po. sibile perché, grazie aJ cielo, i gas paiono essere semplici lacrimogeni. AJe si, gli occhi appannati dalle lacrime e le vie respirntorie in fiamme , non sa inceramente cosa pen are, a parte che è essenziale finire di percorrere quei dannati cinque chilometri che Jo sepanmo dal comando del solloseuorc al più presto. Si rimette la maschera, da' ordine di ripartire e anraverso le lenti e la cortina di bruciore agli occhi vede quaJco a che non avrebbe volulo vedere. Sulla slrada si av:m1.a in enso inverso un reparto del 164°. una ci nquanl ina di uomini in tutto. Fennato l'ufficiale che li


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guida, tale sollolenente Manzi , il colonnello si toglie la maschera che gli da· l'apetto di quei mar.dani che . i vedono in certe illustrazioni di romanzi d'avventurn e chiede spiega.1.ioni . Sotto il bombardamento, con l'auacco au. triaco chiaramente imminente, risulta che quelli ritenevano di dover come se nulla fo ritirarsi dalla linea per preparare gli accantonamenti al resto del reggimento. Imprecando e ~golandosi per farsi sentire in mezzo al tuono continuo del bombardamento Aie · i gli fa invertire la marcia e li ri pcdisce in avanti, verso la linea , non prima di aver tirnto (IUalche colpo di ba tone ai meno convinti, e continua la marcia col ·uo sparuto gruppetto in direzione della dolina En,a. Oltrepru . ata la deserta linea di Corpo d'Armata, e ono ormai le 3.45, poco prima di raggiungere quella della Corda il colonnello Aie si e il suo comando incontrano altri uomini del 164°. stavolta del I battaglione. Orn. 4ud reparto dovrebbe già e sere a quell'orn al Rus del Gat, una dolina ben di ·tante dalla strada n . 7 . Come era chiaramente prevedibile, il bombardamento avversario sta scompaginando i repani in movimento. Il sentore che tia accadendo il peggio si tramuta in certezza poche centinaia di metri dopo. quando il comandante dd 216° trova . parpagliate ulla strnda armi , muni1.ioni e materiale vario con i contrassegni del I hallaAJione, 164° fanteria.

Ore 4 .45 li XXVII Corpo d' Am1ata comunica che per ora i danni del bombardamento ono quasi nulli .

Ore 5.40 Pervengono dall ' VIU Corpo d ' Armata le novità delle ore 5 dalle quali ri ·ulta che il tiro nemico iniziato i alle ore 3 su tutta la fronte è esteso a tutte le linee difensive ma in ispecial modo sulle linee arretrate . Verso le ore 4 il tiro è andato diminuendo e fino a quell 'ora non è tato segnalato ne. sun accenno ad azione di movimento del nemico. Due ore nette. tanto c'è voluto. Finalmente, alle 4 .45 il colonnello A lessi e i . uoi avevano raggiunto la dolina Enza. sede del comando sottosettore Fontane. Dopo aver consegnato al comandante del 164° le armi e i materiali del suo reggimento raccolti lungo la trnda , ancorn meu.o accecato dai lacrimogeni e tossendo come un forsennato Alessi aveva affiancato al comando il colonnello Di Remeuo. che da ordini ricevuti e in ogni ca.\<> per maggiore anzianità avrehhe mantenuto la re. pon abilità del ·ottoseuore fino alle 8 . Il comandante del 216° per prima co a si informa della situazione, che dalle notizie fino ad allorn pervenute alla dolina non pareva e sere dopotutto troppo preoccupante. IJ maggiore Ferlisi dalla sezione 8 ha da pochi minuti fatto sapere che ul uo fronte nulla stava accadendo di notevole, e allo te ' SO A lessi il telefonista del battaglione Vendrnmin (sezione A) ri ponde che il uo comandanle è appena uscito dal ricovero per impartire di po izioni alle compagnie giunte in linea. La maggiore preoccupazione del colonnello Alessi rimane quella del terreno, ruttorn sconosciuto a lui e ai uoi uomini, e dei problemi


che que. to stato di cose avrehhc sicuramcnl · c reato . Quindi, d ' accordo col Di Bernezzo, invia uomini in collcg:1m ·nto al po~to di corrispondenza n. 4 (al bivio tra la strada n. 7 e il sentiero che conduce alla dolina) per indicare ai portaordini e ai lenti provenienti dalla prima linea la via per il comando e il post.o di medicazione reggimentale. Inoltre i due colonnelli affiancano a ciascun ciclista e staffetta del 216° uno del 164° . così che gli uomini della I .ucca possano far da guida ai commilitoni della Tevere. Ma altre informazioni dateg li dal collega non piacciono affatto ad Alessi. Ad esempio. la sistemazione della linea marginale: le compagnie di fanteria concentrate in doline o anfratti riparnti sì. ma ciechi e distanti quasi un chilometro l'uno dall'altro, mentre a collegare e tenere insieme il sistema sono solo le compagnjc mitraglieri con le loro armi non tutte però incavernate, e quindi solo parzialmente immuni al bombardamento. Sperando di potersi fare almeno un ' idea complessiva del terreno, Alessi si fa accompagnare daJl 'ufficiale di collegamento d'artiglieria all'osservatorio del comando. poco anti tante la dolina. Vana . pcranza, dalla postazione si può osservare soltanto un angolo visuale limitato alle immediate adiacenze, e ove dovrebbe esserci la linea marginale tenuta dai suoi due banaglioni si . taglia soltanto un'immensa nube di fumo . Fumogeni, stanno u ando i fumogeni, pen. a Alessi . Può . ignificare solo una cosa: che se le pattuglie d'a salto austriache non sono già lì, ci . aranno nel giro di pochi minuti . Ore 6 .15 Perviene una comunicazione telefonica dal capo di stato maggiore della 58a divisione (colonnello Balsamo Crivelli) dalla quale sembrn che il nemico ha operato il passaggio del filone principale sulla fronte del 164° fanteria . Sono stati dati ordini per l'inten. ificai.ione del tiro di sbarramento e il generale Brussi ha ordinato l'occupazione della linea della Corda da parte delle riserve . Ore 7.15 Si comunica all'VJU Corpo d'Armala che il comando d ' armata ha fatto concentrare il fuoco di IO batterie ul . ito ove il nemico tenta di passare il Piave. Attaccato al telefono, nel baraccamento comando della dolina En:1.a, il colonnello A lessi nemmeno sente più il bruciore che ancora gli tormenta gli occhi e la gola . La rnbbia e il scn o di impotenza sono troppo forti . Sono le 6 .45 , da tre quarti d 'ora la sezione 8, il battaglione Ferlisi, non da' segni di vita, e il telefonista del battaglione Yendramjn per l'ennesima volta avverte che il tiro dell'artiglieria è troppo lungo, i colpi cadono sull'opposta sponda del Piave e gli austriaci sono già passati. Tanto Ales i quanto lo stesso ufficiale di collegamento d'artiglieria hanno telefonato pit1 e più volte al comando superiore dicendo di smetterla con la contropreparazionc e concentrare il fuoco immediatamente davanti alle sezioni A e R, senz.i risultato. Le taffette che sono state inviate al comando di Ferlisi non h;mno fatto ritorno . né quelle mandate alle 6 né la seconda coppia, partita onnaì da un quarto d'ora . Suona di nuovo il telefono, è il telefoni-


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sta di Vendramin. Dice che gli austriaci hanno sfondato la linea marginale. pattuglie d ' assalto sciamano già attorno alla dolina Astico, aJ comando di bauaglione, poi la linea cade e non si riattiva più. Alessi guarda Di Bernezzo, Di Bernezzo guarda Alessi . La prima linea è andata, completamente o meno non è dato sapere. lmmecUatamente i due colonnelli spiccano le staffette verso i battaglioni di riserva , i due delJa Lucca ritirati. i poche ore prima dalla linea e quello rimasto della Tevere: il lllil64° del tenente colonnello Polverini dovrà portarsi sulla linea della corda e senza fermarsi contrattaccare in direzione della Marginale; il 1/164 del [ .. .J Chiampo, il battaglione i cui reparti Alessi ha già incontrato sulla strada 7 , dovrà andare a guarnire la linea della corda a tergo dell'unità di Polverini; il ffl/216° del capitano Samo si schiererà anch' esso sulla linea della corda a lato del battaglione Chiampo, completando il dispositivo di contenimento della penetrazione avversaria. Altri portaordini vengono mandati alla ricerca del maggiore Ferlisi , nella speranza che almeno la sua unità sia ancora integra, benché non dia notizie di sé ormai da oltre un'ora. Poi compare il sottotenente Grazioli, aiutante del maggiore Vendramin. È distrutto, in preda all ' agitazione , boccheggiante per la corsa. Da quel che riesce a capire. il colonnello AJcssi ha la conferma che il battaglione Vendramin non esiste più. Grazioli mcconta che mentre lui. e il suo maggiore tentavano disperatamente di riannodare le fila della loro unità sono stati circondati e che lui è riuscito a sfuggire alla catturn aprendosi la strada con la rivoltella in pugno. Del maggiore cavalier Mario Vendrclmin dice che l' ha viso cadere, null ' altro. E intanto si sono fatte le 8 , il colonnello Di Bernezzo cede definitivamente il comando e parte sulle orme delle staffette diretto al comando di settore a riferire in persona della situazione. Alessi, rimasto solo alla dolina Enza , spicca i suoi ufficiali a verificare che almeno i tre battaglioni di riserva stiano eseguendo gli ordini: il sottotenente Lazzari del 164° dal maggiore Chiamp<>, Giardino e Grazioli rispettivamente da Polverini e Samo. Poi il colonnello Alessi fa l'unica cosa possibile: aspella.

Ore 827 L' VnI Corpo d'Armata comunica che l' attività dell'artiglieria nemica è ancora intensa e che la sua artiglieria continua iJ tiro di contropeparazione a malgrado le pessime condizioni di visihilità. Ore 9.00 Il capitano Rovere (di collegamento presso il XXVII Corpo) comunica: " È giunta notizia che il nemico è riuscito a palòlsarc sulla riva destra del Piave sulla fronte della 58· Divisione, però non si sa se sia in forze . . . Sono in corso dei contrattacchi e di ciò è stata data notizia alla 51 a Divisione .. . "

Ore 920 U comando dell'VlTl Corpo d ' Armata annuncia che nuclei nemici sono riusciti ad infiltrarsi sulla strada marginale del Montello e precisamente tra strada IO e Falzé occupando gli sbocchi delle strade 7 e 8 .


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Ore 10.15 Si ordina aJl'VIII Corpo d'Armala J, rn:.in:ian: in g iornata i nuclei nemici passati sulla destra del Piave.

Ore 11.05 Il capitano Rovere. d 'ordine del gcn ·raie Di Giorgio, telefona al comando 8a Armuta. " Il generale Di Giorgio ha parlalo col generale Gandolfo il quale gli ha riferito che pare che la linea della Corda ceda ..... Il primo a tornare è il . ollotenenlc ,rm,ioli . Nes ·un repano del battaglione Samo si lrova alla linea della corda trn le strade

6e7 . Poi il sottotenente Lazzari: il maggiore Chiampo è comparso, inghiottito dalla terra parrebbe, del suo battaglione è stato possibile rintracciare . olo il plolone zappatori e un reparto della prima compagnia , almeno quelli ono ora . ulla linea della corda. Il . olloLenente Giardino non torna . A lessi decide di andare di persona sulla linea marginale. si volta per dirlo aJ capitano Scalamandré suo aiutante maggiore, e vede che c'è di nuovo il colonnello Di Bernezzo. Ha un ordine del hrigadiere Zirano: Aie . . i a. sumedì il comando della linea Marginale, il comandante del 164° quello della Corda. Perfetto, pen a Alessi: ZirJno pur visibilmente ignornndo che probabilmente non esiste più alcuna linea marginale, a parte le unità di Ferlisi che tuttora latitano, da· il suo placet a che lui si tollga da quel buco di dolina per andare a guidare di persona i suoi ragazzi. Almeno quello. Stretta la mano al colonnello di Bernezzo, il comandante del 216° parte col capitano Scalamandré e il sottotenente Grazioli . Dopo qualche centinaio di metri , come que. t'ultimo aveva già reso noto, appare evidente che a presidiare la linea della corda non c'è anima viva. Alessi spedisce il capitano Scalamandré alla ricerca del battaglione Samo. che come tutti gli altri stamattina embra e. sersi volatili1.1ato, poi prosegue in avanti , seguendo sempre la dannata ·trnda n. 7 . Cento metri . Duecento metri . Poi tutto accade in una manciata di secondi . Crepitio di armi automatiche alle spalle, sulla linea della Corda da pocni minuti oltrepassata. Il colonnello non fa in tempo a pensare che è proprio là che ha rimandato Scalamandré, che anche alla sua sinistra esplodono raflìche di mitragliatrice. Alessi fa prendere posizione alla sua piccola scorta. qualche soldalo e il sonotencntc Gr.uioli . e il pugno di uomini apre a sua volta iJ fuoco. Ecco. pensa il colonnello. che fine ha fatto Ferlisi: . e gli austriaci ooo lì anche il suo hallaglionc è anda10. e da ben prima delle 7 quando di certo ha sparato gli ullimi ~·olpì (.1uc llo del povero Vendrnmin . Imprecando con tro il suo solloposlo che non è ).!alo c.ipacc nemmeno di mandare una semplice staf-


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fetta a rendere nota la situazione, che a questo punto è più che drammatica, Alessi spara assieme ai suoi . Gli austriaci rallentano il fuoco , nel giro di qualche minuto paiono essersi ritir.1ti . Dopotutto. forse, era solo una pattuglia in avanscoperta, non tutto è perduto. TI colonnello fa segno d 'avanzare, ed è in quell'istante che e piodono le bombe a mano. Alcuni dei . oldati che accompagnano Aie si vengono sbalzali via, altri crollano al suolo contorcendosi. lo ste. so colonnello cade a terra stringendosi una mano squarciata da una scheggia. Que te arrivavano da dietro, da dietro pcrdìo. Ma Alessi non è un semplice colonnello, è l'eroe dj O ·lavia, è già stato prigioniero una volta e non ha alcuna intenzfone di ripetere l'esperienza. Si rialza, corgc alla sua sinistra un gruppetto di fanti che alzano le mani e gli si precipita addosso mulinando il ba~tone con la mano sana, colpisce a destra e a manca urlando di sparnre, di resi. tere. Tre ungheresi delle truppe d'assalto gli ·ono addosso, lo schiacciano al suolo, immobilizzandolo. Sono quasi le 11, le nubi minacciano pioggia nel ciclo di giugno. sopra la spes. a coltre dei fumogeni. Sono quasi le 11 , e anche se Afessi ancora non può saperlo non sono solo i suoi tre battaglioni ad essere scomparsi: tanto nel settore Fontane che in quello Nervesa, entro poche decine di minuti, non ci sarà più una sola unità organica in grado di arginare l'offensiva. Di rauo , già attorno alle 11 , la 58· Divisione ha per tre quani cessato di esistere. Nel fronte si apre una voragine di dieci chilometri d'ampiea.a.

3. Sull'orlo del disaJtro . Da meu.ogiomo alle 15 del 15 giugno Ore 11.20 Nella centrale telefonica del Comando Supremo ad Abano Terme, il colonnello Cavallero risponde ad un apparecchio che squilla. All 'altro capo della linea, il generdle Pennella comandante 1'8· Armata. ''Alle I0.15 l' VlU Corpo d'Armala mi ha informato che il nemico favorito dalla nebbia e dal fumo è riuscito a prendere pit!de sulla linea marginale del saJiente di Falzé, nei pressi di Casa Bolzanello lrn le strade 7 e 8 (faccia ovest del aliente) a Ca' Saccardo e a Nervesa. Truppe nostre (specie della Brigata Lucca) ripiegano per le strade 7 e 8. li comando dell'VTIT Corpo ha ordinato di rinforzare Ja linea della Corda. Ho posto a disposizione dell'V111 Corpo il battaglione d'assalto, il reggimento bersaglieri e tre squadroni che faccio concentrare a Selva ... Compito loro è di arginare e contrattaccare ma occorre, per far presto ciò, che cote ·to comando invii autocarri già richiesti. [ ... ] È indispensabile e urgente che cotesto comando mi autori7.zi a servirmi del XXX Corpo per poter occupare con forze adeguate le lince principali di difesa del MontclJo.


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L'intenzione del nemico di impa<lmnin,;i <ld Monte llo è ormai evidente e bisogna impedirlo ma occorrono fori.e ." L'intenzione del nemico è om1ai cvi<l ... ntc. dice Pennella, ma la situazione che presenta al Comando Supremo è tutt 'altro eh ~ veritiera. O meglio, è irrimediabilmente pregiudicata dal collasso <l "Ile comunicaL.ioni tra prime lince e comandi superiori , e dalla lentezza con la quale tutti i comandi dal Corpo d'Armata in su i sono mossi dur.mte tutta la mattina del 15 giugno . La telefonata delle 11 .20 riporta una situazione risalente a oltre un'ora prima. e già di per se in ritardo sulla reale situazione. Pennella crede che la linea marginale sia solo par1.iaJmente intaccata, e che quella della Corda sia "da rafTor,.are". nel presupposto che Brussi disponga ancora di tulle o quasi le sue truppe: e anzi assegnando al comandante la 58· Divisione il battaglione d 'assalto, il 2° reggimento Bersaglieri e i tre squadroni dei Lanccri Firenze ritiene di aver rimpolpato più che a sufficienza l' unità. Convinzione che nessun evento della giornata varrà a modificare. Ore 11 35 Il capitano Astengo, ufficiale di collegamento del Comando Supremo presso la 58· Divisione, trasmette al comando 8 Annata. "Situazione ore 11 : Sulla sinistra la Brigata Tevere comunica che il nemico si è inr.Jtrato in molti punti della 1inea della Corda ... il comando di brigata lbrigadiere Zirano l non ha nessun contatto con i suoi battaglioni . 11 comando di detta brigata non appena vi ·ono state delle infiltrazioni si è portato dietro la Linea del corpo d ' armata dov 'è tutt' ora. U generale Valerio Papa comunica che la brigata Lucca non ha più la 193· compagnia mitragliatrici che è stata catturata sulla Linea della corda; detto generale non sa più nulla dei s uoi battaglioni; ha riunito quello che ha potuto riunire cioè due compagnfo del genio (3• e 551 ) e le ha messe a presidiare parallelamente la strada n. 3 verso Colle el Caslelviero, mandando la 27· compagnia ad occupare La linea di Corpo d 'Armata. Nel frattempo si apprende che anche sulla linea di Corpo d ' Armata, in qualche tratto, fr.t le strade 4 e 5 vi sono infiltrazioni nemiche. Il generale Brussi sta prepar.mdo l'ordine per l'arrivo dei bersaglieri. Nel frattempo sono arrivate notizie di sbandati sui quali ha dato ordine che l 'artiglieria tirasse a shrapnel.,·. TI genenùe Brussi è sempre al comando tauico e domanda se il XXVIl Corpo non potrebbe concorrere con lui per migliorare la. situazione." Con que ·to fonogramma, finalmente la reale situazione appare in tutta la sua drammaticità: le truppe di prima linea della 58· Divisione (i tre quarti del suo organico,) sono scomparsi, ingoiati , triturJli dall'offensiva avversaria. Di tutta l'unità rimangono soltanto il 215° fanteria in riserva di Corpo d ' Annata (a parte un battaglione inviato in mattinata a . ostituire quello del colonnello Polverini spedito in prima linea da Alcssi, che ora :-.i t1u v..1 :-.ulla linea di Chiusura all'ahezza della pedemontana del Montello) e il gruppo tanico di rinforzi (bersaglieri e arditi) guidato 1


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dal colonnello Giacchi che è ancora lontani. simo dal Montello (i suoi accantonamenti si trovano tra Castelfranco e Istrana). In tutto sette battaglioni tutti ancora da portare in po. izione (e di que. ti . olo 3 a immediata portata di mano), a fronte dei nove già persi e delle tre compagnie del genio con le quali il brigadiere Valerio Papa tenta un ' impossibile difesa della Corda, re. a già inutile dalla totale scomparsa degli uomini di Zirano alla sua sinistra. Da un biglietto urgente dello te so brigadiere Valerio Papa, pervenuto al comando divisionale sempre attorno alle 11.35, ri ulta chiaro che anche il nucleo dj artiglierie posto sul Montello è andato perduto, o lo arà a breve. DaJ suo po to comando tattico sulla Caponiera. Valerio Papa vede distintamente gli artiglieri fuggire precipito ameote, privi ormai della necessaria protezione da parte della fanteria. La situazione, ben chiara ormai a Bru i e a Gandolfo, dovrebbe essere tale anche per il comandante dcli' Armata dopo il fonogramma del capitano Astengo. Invece il generale Pennella da' il primo egnale di quella che sarà per tutte le ventiquanr·ore ·uccessive la sua linea d 'azione: ignorare e sottovalutare del tutto la di ·perata situazione dell'VID Corpo d ' Armata per concentrMSi sul XXVII. Il Corpo d'Armata Di Giorgio, dopo la notte di bombardamento e la mattinata di battaglia nella quale non è stato coinvolto. è ancora perfettamente integro e runica preoccupazione (peraltro più che giustificata) del generale siciliano è per il suo fianco de. tro, che comincia a venir molestato da pattuglie austriache provenienti dall'adiacente sonosettore Fontane. È infatti in tal senso che a me~ogiomo il comandante del XXVU corpo avverte il comando d ' Armata di aver spo lato due

Nen•esa la costruzione di nuove trincee subito dopo la 11ostra rioccupazione ( Mu.feo del Cenrdl',çe di Vittorin Vl'lletn).


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battaglioni della propria riservt1 nrucndoli a disposizione della 5 J• Divisione, la quale sta costituendo con questi e con akuni spt1ruti resti della 58· ritiratisi sulle sue posizioni una linea provvisoria fronte ad c~t . Pennella ordina immediatamente (alle 12 .15) a Di Giorgio di prepararsi a manovn1re controffensivamente imperniando la manovrn sul caposaldo di Collcsel Val dell'Acqua in direzione est. per " mantenere ad ogni costo la linea di Corpo d ' Armata". Per que. l'azione mette a disposi.tione del XXVIl Corpo d' Annata la Brigata Udine, appartenente a quella divisione (50') del XXX Corpo d ' Armata che ha richiesto al Comando Supremo di poter utilizzare. Nel frdttempo è giunto al comando d 'armata un messaggio che sarebbe preoccupante, e che invece passa quasi inosservato: il capo di stato maggiore della 48· Divisione, colonnello Marciante. avverte che la sinistra della sua unità è campata per aria in seguito al colla~. o della 58· Divisione e che il suo comandante generale Salazar ha ordinato un contrattacco. Sard il primo di una lunga serie. Ore 13.00 Forse colto da un fugace duhhio , alle 13 Pennella ordina al XXX Corpo d ' Armata che la sua altra divisione (]a 47., ancora vincolata come riserva del Comando Supremo) " tenga ad ogni costo la linea di Vcncgazzù tenendosi in stretta relazione coll'VTTI Corpo d'Armata." E manco a farlo apposta, pochi istanti dopo che è stato diramata questa disposizione arriva un 'altra doccia gelata. Stavolta è il colonnello Carletti, capo di stato maggiore dell ' VUI Corpo d'Armata , a telefonare al comando 8· Armata. " .. .Tutta la linea della Corda è in mano aJ nemico. n nemico dopo essere penetrnto in Nerve a ha proseguito lungo la strada Sovilla - Bavaria, dilagando verso la pedemontana del Montello riuscendo ad infiltrarsi, da sud verso nord , sulJa linea della Caponiera. Alcune delle hatterie colà dislocate sono state circondate e paralizzate. Situazione suJJa fronte della 48• divisione: a sud della strada Sovilla - ferrovia di S. Andrea la situazione è normale. Finora nessun elemento avrebbe passalo la linea di chiusura. li comandante della 48· Divisione [tenente generale SaJazarl ha opportunamente disposto due battaglioni ad Are.ade pronti a manovrare. sulla destra mantiene un battaglione di riserva. U generale Brussi (comandante la 58· Divis ione) attende rinforzi per il progettalo contnmacco ... ". Contemporaneamente, sempre dal comando vm Corpo, arriva la comunicazione cbe di almeno quattro batterie da campagna e due da assedio si sono perse le tracce , confermando se ce ne fosse stato bisogno un dato di fatto del tutto logico: una volta collru sala la prima linea, se artiglierie vi sono direttamente alle sue spalle, anch 'esse sono da considerarsi perdute, per l'impossibilità degJi artiglieri a fare anche il mestiere dei fanti . Perviene anche un messaggio del generale Montanari (XXX Corpo), il quale afferma che il nemico ha iniziato a tirare qualche sparso colpo sulla inistra li ·Ila li11c._1 lii Venegazzù, ossia ul tratto immediatamente dietro le posizioni della fu 58· Division •.


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Ore /3 ./5 TI generale Pennella ordina al telefonista di meuerlo in comunicazione col Comando Supremo. Raccoglie la chiamata iJ sottocapo di stato maggiore dell'e. ercito in persona, generale Pietro Badoglio. " ... Perduta la Corda, infiltrazioni nemiche da Nervesa verso Giavera e infiJtrazioni ulla linea di Corpo d'Armata. In sostani.a sfondata la 58· Divisione e aldo il XXVU Corpo e la 48 Divisione. Una brigata della 50" Divisione (Udine) seguita l'occupazione della linea Biadene-Collesel Val dell ' Acqua cd è a disposizione del XX Vll Corpo iJ quale concorre con un contrattacco per ripristinare la linea di Corpo d ' Armata. Urge che entro stasera . ia ripreso il perduto e sia ristabilita la situazione sul Montello. Richiedo come co. a urgentissima che la 47· Divisione ·ia me a a disposizione del Corpo d 'Annata per la difesa cd evenruali contrattacchi fino a che la situazione ... ·• Questa telefonata ha dell ' incredibile, e gena , ulJ 'operato di. Pennella un'ombra inquietante. Infatti è lampante come il comandante dell'Armata abbia finalmente cbiarn la ·ituazione: lo sfondamento c'è cd è in corrispondenza del settore affidalo alla 58· Divisione. Ciò nonostante , pur dopo aver personalmente e pochi minuti prima ricordato a Montanari di tenere ben fissa sulla linea di Venegazzù la 47· Divisione, ne richiede l'utilizzo di ·crezionale al Comando Supremo. E c'è quel "Corpo d ' Armata" privo di specifiche, a far temere che anche la seconda Divisione del XXX Corpo possa seguire la con ·orella verso le posizioni del XXVU anziché deU ' VW Corpo d'Armata, nel mimggio del conlrauacco che dovrebbe ristabi lire la situazione. Non è un concetto di base sbagliato, in tutti i regolamenti è prescritto il contrattacco sui fianchi della penetrazione avversaria. Ma la situazione, e PennelJa lo sa, è dnunmatica al punto che uno spostamento della 47· Divisione (oltre a esporla all'essere colta a sua volta sul fianco daJJ ' avanzata austriaca, dal momento che si trova leggennenle a destra della breccia e per unirsi al XXVII Corpo dovrebbe portarsi alla sinistra della stessa) lascerebbe tra il nemico e Trevi ·o in tutto e per tutto due reggimenti; e lascerebbe l'altro lato delJa breccia, quello tenuto dalla 48a Divisione, insopportabilmente debole . A bloccare quello che potrebbe essere l'errore decisivo della giornata ci pensa però Badoglio, che nel giro di un quarto d'ora fa rispondere al comandante dell'8• Annata che la 47• Divisione non si sposta da Venegazzù, e che potrà essere utilizzata solo "in casi assolutamente estremi". Ossia, se il nemico dovesse definitivamente sfondare quel poco che resta deUa 58· Divisione. Un uomo che invece si rende ben conto della situazione è il generale Gandolfo, che alle 13.40 esponendo la situazione qual'era a mezzogiorno ribadisce che "potrebbe diventare grnvissima" e richiede per lo meno una Brigata fresca da far avvicinare a Selva e alJa pedemontana, zona nella quale si sta portando il 215° fanteria nel tentativo di mantenere almeno l'integrità della linea di Chiusura. Il fonogrnmma in risposta del generale PenneUa merita di essere riportalo integralmente: 1


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" ... Allaccare e contntttaccarc con vigore lìno a ristabilire la situazione sul Montello. I meui dati al Corpo d "Armala !'>ono più che sufficienti per raggiungere gli scopi e altri mezzi non possono cs!'>cn.: messi a disposizione del Corpo d ' Armata. Sua Eccellenza fPenne lla s i esso I ricorda di fare presto e bene e che senza contrattaccare non si vince." Da questo momento, per quanto continui giustamente a insistere per ottenere rinforzi , il generale Asclepia Gandolfo ha la certezza di avere alle spaUe un nemico forse più determinato, certo più sconsiderato di quello che ha di fronte . E che dovrl contare olo . ul pugno di uomini rimasti a Brussi e sulla per ora intana ma quasi interamente impegnata Divisione Salazar per impedire il disacnro. Ore 1350 Il generale Pennella telefona personalmente aJ generale Di Giorgio. "Senti Di Giorgio tu cono. ci qual è la situazione e quindi bisogna as olutamente riprendere il Montello; bisogna riprendere la linea della Corda e soprallutlo Nervesa. Per questo ho dato gli ordini che ti giungeranno ora .. Ti raccomando di far pre 'lo e con vigore; fammi il piacere melliti bene d 'accordo con Gandolfo e studia bene come rifare questa situazione sul Montello. Ora non c'è da pensare ad altro che a ristabilire la situazione, hisogna contrattaccare, contrattaccare e non bisogna stancarsi . Ti ripeto, mettiti presto d'accordo con Gandolfo e fate presto e bene: tante grazie e addio caro." Privato (con ogni prohabilità provvidenzialmente) della facoltà di utilizzare la 47 Divisione, il comandante dell '8a Armata punta tutto sul generale Antonino Di Giorgio e sul suo Corpo d ' Armata, rinforzato appena possibile dalla 50" Divisione. I problemi che però si frappongono tra il comandante del XXVII Corpo e i de ·ideri del suo superiore sono più d' uno , e Di Giorgio è un ufficiaJe troppo esperto escafato per non rendersene conto. Innanzitutto le due divisioni del Corpo d ' Armata sono, come la 48· Divisione davanti ai ponti della Priula, vincolate dalla sorveglianza di un lungo tratto di fiume con relativi punti sensibiJi, ad esempio la zona della Grnve di Ciano dalle quali per tutta la mattina si è temuto scaturisse un' altra puntala avversaria. Infatti quel poco che si è potuto racimolare , due battaglioni del 45° fanteria Reggio, sono già da ore sulla destra della 51 • Divisione . ln secondo luogo la 50- Divisione , che nei voti di Pennella (ma ancora non ci sono ordini chiari in proposito) dovrebbe essere interamente impiegata nel contrattacco, è in parte (Brigata Aosta) ancor.-. ferma in pianura a presidiare la linea di Caerano alle spalle della 66 Divisione; in parte (Brigata Udine) è . parsa tra i suoi accantonamenti deJJa notte precedente e le strnde 13 e 14 del Montello. E anzi da oltre un'ora il colonnello Baffigi del XXX Corpo d'Armata sta cercando inutilmente ili capire dove quest' ultima brigata esau amente si trovi. riuscendo soltanto a riferire che il 96° fanteria , che marcia in lesta . dovrc htx! essere da qualche parte in pro ·sirnità del fianco destro del XXVII Corpo. Insomma il con1ra11acco, e lu ~i vuole " pn::sto" , potrà in ogni caso essere c flc ttuato al massimo con la Udine e non prima di molte 1

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ore. Di Giorgio lo sa, ma intuisce anche co. a . tia succedendo nella mente del suo superiore, e decide di reggere il gioco ru sicurandogli che i movimenti ordinati sono in pieno svolgimento, che l'azione controffen. iva non tarderà . Nel frattempo Gandolfo e i uoi due divisionari Brussi e Salazar tentano di fronteggiare una situazione che, e nessuno dei tre si stanca di continuare a farlo presente aJ comando d'Armata, sta precipitando. Come abbiamo già visto. la 58· Divisione di Brussi è ridotta al 215° fanteria del colonnello Boschi e ai quattro battaglioni (il XXVTI d'as ·alto e i tre del 2° bersaglieri, più tre squadroni di cavalleria) del gruppo tattico guidato daJ colonnello Giacchi. Per di più, di queste forze il gruppo Giacchi è ancora di là da arrivare sul campo, ma Brussi non si perde d ' animo e progetta di impiegarlo , una volta giunto , in un contrattacco da sferrare di concerto con la 48· Divisione di SaJazar. Quesr"ultimo, già impegnatissimo a evitare che gli austriaci sbucati da Nervesa gli prendano sul rovescio l'intera divisione dopo aver malmenato il battaglione della brigata Piacenza che stava a contatto con la 58· al mattino, sta raggruppando dietro la ferrovia Treviso-Conegliano il 270° fanteria della brigata Aquila e un battaglione del genio, sue uniche riserve. L'obbiettivo che si pone il comandante della 48• è quello di riprendere Nerve a e la Caponiera. Quel che rischia di compromettere qualsiasi tentativo di resi tenza e controffesa è però il fatto che tra l'ala sinistra della 48· Divisione (111 ° fanteria Piacen:a) ancora sul Piave, il 270° fanteria ad Arcade e i reparti della 58· Divisione trd Selva e Cu ignana ci sono dei gro. i spazi vuoti, nei quali i gruppi1 d'ru . alto avversari minacciano di infiltrarsi. In realtà iJ varco peggiore, quello più ampio, è alla sinistrn della 58·. tra questa e il. XXVU Corpo, ma di quello gli austriaci paiono disinteres ·arsi, puntando piuttosto dritti a sud, dritti verso la linea di Chiusura sulla quaJe per ora si trova il solo 215° fanteria. li suo comandante colonnello Boschi riferisce trn le 14 e le 14.15 che le prime pattuglie avversarie hanno già impegnato fuoco di armi leggere con il ·uo battaglione centraJc, schierato sulla linea di Chiusura trn le strade 4 e 5. in corrispondenza di un ' accentuata porgcnza nel tracciato della stessa. Il saliente della Madonnetta.

Ore 1420 Il generale Pennella ha appena posalo il telefono, dopo aver ripetuto aJ generaJe Gandolfo quanto già dello a Di Giorgio rnezz 'or.t prima (con la leggera differenza che al comandante dcli 'VTTI Corpo ha ribadito anche che non avrl un uomo in più di quelli che ha già), che gli viene porto da un ufficiale di stato maggiore un fonogrclffima dello stesso Gandolfo. Nel documento . i ribadisce ''la necessità di avere almeno una divisione per rinforz.are l'imba~titura della linea di Chiusura del Corpo d'Armata e di avere in mano un nucleo assolutamente nece. sario per la contromanovra". L'esperto comandante dcll'Vlll Corpo sa bene che non li avrà, ma nel caso si verifica~se il disastro che teme, agli atti ci sarà che lui. Gandolfo, aveva ben chiaro cosa stava succedendo e aveva richiesto adeguati rinforzi. E infaui, aJmeno stando ai documenti del comando 8· Armata, Pennella non si perita nemmeno di ri ponderc al fonogramma .


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Poi sul campo di battaglia piomha . a,,,cmc a un lcmporalc. una calma provvidenziale per gli uomini dell'8· Annata . (ìli a11,1riw..: i. anch ·essi duramente provati e per di più nella nece sità di far :-.q:uirc ai gruppi d'a~sa lto il grosso delle truppe attraverso i pas ·aggi sul fiume tempc:-.tati da artigl ieria e aviazione italiane. sostano . L' unico punto caldo resta Ncrvc,a. dove ~i fronteggiano la brigata Piacenza della 48· Divisione e gli austriaci penetrali nel pae:-.e . su l cui po 'sesso contano per poter gettare un ponte e accresce re più rapidamente le proprie forze. Le pattuglie che si . cambiano raffiche con gli uomini di Boschi <lavanti al saliente della Madonnella , per ora, ripiegano.

4 .. Contrattaccare. romraltaccare S( 111pre! Dal pomeriggio alla me:.za,wue del 15 K,ÌIIK/10 1

Ore 17.30 Finalmente! bona il genernle Pennella nel ricevere comunicaLione che i battaglioni del Gruppo Giacchi sono alla fine riusciti a raggiungere le linee della 58• Divi ione. e che quindi il conlrallacco potr:t ora cattarc . E . arebbe ora. pen ·a il comandante dcll ' 8• Annata. La manovra doveva p:utirc alle 15.30 , poi Gandolfo e Brussi avevano rimandato e rimandato, attaccandosi alla mancanza di quei quattro battaglioni . Ma ora, pensa Pennella, non hanno più scuse per non agire. Ore llUO Aniva al t.:omando d' Armata una comunicazione del capitano Sozzani , in collegamento presso la 58· Divisione. " Il bauaglione arditi e il 2° bersaglieri sono tutti giunti da circa mezz'ora e sono stati avviati verso Giavern dove vi sono due compagnie di ardili (di una compagnia non si ha notizie e . embrn sia stata catturata). LI comando della 58· Divisione intende assicurare il po. sesso della linea di Giavcra e poi procedere all'assalto della Caponicra al quale prenderanno parte oltre gli arditi e i bersaglieri anche il 45° fanteria e truppe della 48· Divisione. È nece ario avviare truppe." Ore 18.30 Il generale Gandolfo non sa più che pe ·ci pigliare. I rinforzi tanto attesi , i ber ·aglieri e gli arditi, sono già impegnati fino all'ultimo uomo da qualche parte attorno al paese di Giavera , dove gli au. triaci paiono voler sfondare definitivamente. Persino i tre squadroni di cavalleria e alcune autoblindo sono state lanciate verso il dannato paesello. conquistato il quale il nemico avrebbe definitivamente speaato in due l'VUI Corpo. E non è tutto. li genernle Salazar fa present.e che da Nerve. a continuano a uscire avvcr ari che gli martellano il fianco destro della divisione. Al primo messaggio inviato oltre cinque ore fa ne sono seguiti molti altri, ma Gandolfo non sa che farc i a parte incitare il suo divisionario aJla resistenza e inviare al comando d ' Am1ata l'e nnc~ima 1ichic:-.ta lii ri11foni . Sfondata ddinitivamente quel poco che resta della 58· Di visione e rovesciata la 48· sarebbe tullo perduto, per


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quanti contmttacchi potesse sferrare Di Giorgio. Possibile che lassù non se ne rendano conto? Posi ibile che l' unica sia sperare in quel pugno di battaglioni ormai scomparsi nel fumo che circonda Giavera?

Ore 19.00

li capitano Rovere può finalmente trasmettere al comando s• Annata la dislocazione della Brigata Udine. L'unità , che dovrebbe essere la masse de deci.vion del contrnuacco del XXVU Corpo, si trova col 96° fanteria schierato ·ulla Traversa di S . Martino, un trincerdmento che corre dal capo aJdo di Collesel Val dell'Acqua all'estremità sinistra della Linea di Povegliano, insomma almeno quattro chilometri dietro al 45° fanteria ala destr.:i del XXVLI Corpo; il 95° addirittura è ancora in marcia, si pera possa schierarsi accanto al reggimento gemello soltanto verso le 22; e in ogni caso lo schieramento che assumerà la brigata è difensivo, di contenimento nell'ipotesi che la linea dovesse cedere. Per Pennella non sono notizie troppo sgradite: già più di un'ora prima il generale Di Giorgio ha comunicato che contrattaccherà in ogni caso. lanciando avanti i due battaglioni del 45° fanteria già in pos izione, e lui stesso ha appena emanato un ordine per "l'azione tendente aJla riconquista del Montello nel caso l'azione in corso non ristabilisse la s ituazione" . Nel ca o , il comando deUe operazioni s11ll'inten.1 fmnte sarebbe affidato al comandante del XXVII Corpo d' Armata, Antonino Di Giorgio. Ore 19.05 Il colonnello Carletti capo cli stato maggiore delJ ' VIU Corpo comunica che iJ contrattacco è stato sferrato: elementi del XXVU Corpo da Ca' Marseillc in direzione e t, il Gruppo Giacchi e il 215° fanteria dalla zona di Giavera in direzione nord, elementi della 48· Divisione da Ca' Olivotto verso ovest. Cono ccndo la situazione, si tratta al massimo di dicci battaglioni quasi tuui già impegnati dal nemico fin dal primo pomeriggio. I tre gruppi che partono al contrattacco lo fanno da tre angoli di un triangolo scaleno vertice a ·ud, sen:,.a collegamenti l'un con l'altro. Sembra un esempio da manuale di come non debba essere eseguito un movimento offen ivo. E un prigioniero austriaco afferma che sul Montello ormai c'è un'intern divisione avversaria.

Ore 1920 Pennella telefona nuovamente a Di Giorgio. " Ho saputo che il nemico sta gettando un ponte su Nervesa e a questo abbiamo provveduto perché verrà fra poco una squadriglia di aeroplani da bombardamento oltre le azioni delle artiglierie; ho ·apulo anche che hanno fatta prigioniera una compagnia di nostri arditi , ad ogni modo sono s icuro che le cose andranno bene lo stesso. Ma nella previsione che non andassero bene io voglio mettere alla tua dipendenza tutta la 50" Divisione avendo dovuto constatare che i nervi non ono completamente a posto ... tu mi l:apisci ... va bene. Con tale divisione devi evitare a qualunque co ·to lo sfondamento da parte del nemico e servirtene per ricostituire


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la linea sul Montello, la situazione primiti a che ~crvirJ a ricacciare l'avversario al dj là del Piave. TaJc divi. ione la mcllcrù alla tua dipenden1..a non appena si sarà chiarita la situazione; intanto ho voluto dirtelo . così tu fin da orn possa dare ordini a Fabbrini Icomandante della 50'1 in pmpo~ito e fare capire a tutti che assolutamente dobbiamo giungere alla situazione che ~peri.uno: nel medesimo tempo tu dovrni studiare subito un contrattacco a fondo .. . ·· Non un accenno agli uomini dclrVlll Corpo. né al contrn.ttacco in corso. Solo quell'accu ·a, i " nervi" che sarebbero saltati a Gandolfo e a Brussi , e che invece è il comandante delJ'Armata che inizia seriamente ad avere fuori controllo. Ore 19.40 Gandolfo comunica che da interrogazioni dei prigionieri risultano al di qua del Piave elementi di quattro djvisioni avver arie, che le forze a sua disposizione non potranno mai ristabilire da sole la ·ituazione, che la 48· Divisione continua a operare con un fianco scoperto e rischia di essere travolta da un momento all 'altro . Tutto molto vero, tutto molto giu to. Ne una ri po ta .

Ore 2035 Finalmente, dopo un'orn e mezza, si viene a sapere qualcosa dell 'esito del contranacco. È il solito capitano Sozzani a riferire, direttamente dal comando della 58· Divisione. "(;li arditi e i due battaglioni bersaglieri che attaccarono il Montello dal bas o verso l' alto Ida sud verso nordJ hanno fallo sensibili progressi liberando anche qualche artiglieria. Dall 'alto Ida nord-ovest] il 45° fanteria non si è mo · ·o e il battaglione bersaglieri che doveva agire con tale reggimento è stato perciò trnnenuto. 11 generale Fiorone 151 • DivisioneJ infonnato dal generale Brussi del fatto ha tolto il comando del reggimento aJ colonnello comandante il 45° fanteria . Data l'ora tarda si è ordinato a tutte le truppe di rafforzarsi sulla linea del Cavalletto [linea di Chiusura]. lnfiltrnzioni nemiche si sono avute in tale linea nel . aliente frn stnada n. 4 e n. 5 [ ... ] Uno squadrone di cavalleria dei Lancieri di Firenze venne inviato verso le ore 18.30 daJ genernle Brussi su Giavera ove erano segnalale truppe nemiche. Lo squadrone portatosi nella località predetta ha caricato con buon effetto liherando alcuni prigionieri dalle mani del nemjco," La realtà è che gli uomini dj Brussi si sono upcrati non tanto nell'andare all'a~salto del Montello. cosa che non potevano fare a fondo pena la distruzjonc, ma nel mantenere, difendendola e contrauaccando, la linea di Chiusura, nella quale l' unica infiltrazione significativa è avvenuta al saliente della Madonnetta cd è stata peraltro immediatamente arginata. n ferreo gener.:ile romagnolo ha impiegato tutto ciò che aveva sottomano: emblematico è l'episodio (che entrerl nell'epica della battaglia del Solstjzjo) dello squadrone di cavalleria mandalo alla carica nelle viuzze di Giavera; ma anche i bersaglieri e sopranuno il XXVII ballaglione d'assalto (che si è spinto fino alle artiglierie perdute al mattino, prima di ripiegare) hanno dato il massimo, e apparentemente senza appoggio alcuno cl.I p.1rtc de i due gruppi laterali. Del 45° e della sorte del suo


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di graziato comandante si legge nel rapporto di Sozzani, mentre dei banagJioni deUa 48• Divi ione attorno a Nervesa non si hanno notizie. Venti minuti fa è passato dal comando 8· Annata diretto aU'ospcdale un ufficiale ferito , espressamente incaricalo dal comandante della 58· di riferire che il mornle deUe truppe è buono, e che entro la notte pera di poter ristabilire del tutto la situazione. AJla faccia di voialtri , si intravede tra le righe esclamare il cavaliere prestato alla fanteria Roberto Brussi. Chapeau. Ore 20.45 li colonnello Cartelli capo di stato maggiore dell ' Vlfl Corpo ripete a1 comando d'Annata più o meno quanto ha già comunicato Sozzani. Aggiunge che Gandolfo ha dato ordine di sospendere i contrattacchi e rafforzarsi sulla linea. È l'unico ordine . en. ato e pos. ibile, con la notte che arriva e le truppe che hanno già fatto miracoli. Dal comando 8· Annata si ribadisce. as ·urdamente, che l'obbiettivo del contrattacco è la riconqui ta del Montello. Non contento, dieci minuti dopo Pennella trasmette personalmente: "Ri. ulta che le truppe abbiano avuto l'ordine di fennarsi . Ebbene Sua Eccellenza il generale PennelJa intende che l'attacco deve andare a fondo per dirsi tale ; la cosa non è ammi.ssibile. Dia ordine perché la mia volontà sia tradotta in atto e mi dia assicurazjone". Ore 21 .15 li capo di stato maggiore dell ' Vlll Corpo comunica al comando d'Armata. " Il generale Brussi infonna che la Linea di chiusura corrispondente al ·alienle della Madonnetta è occupata dagli au triaci ; il battaglione d'assalto venne impiegato per ricacciare gli austriaci e riprendere il saliente della Madonnella. TI generale Brus. i infonna che taJe operazjone ha decimato il battaglione d 'aqsaho; in conseguenza il comandante dell ' VIU Corpo ha dato ordine al generale Brussi di impiegare battaglioni bersaglieri per riprendere il saliente della Madonnella e appena presa questa proceda immediatamente avanti." Di più non i. può fare, è quanto dicono Gandolfo e Brussi quaqi a replicare alle minacce del loro superiore. Ed è già rantissimo, tantissimo da chiedere a dei oldati che hanno combattuto per ore su un terreno ·conosciuto e dopo aver marciato tutto il giorno. Tantjssimo. eppure gli ordini vengono eseguili da tutti, t1no all ' ultimo ardito e bersagliere. Inutile, al comando 8· Annata c 'è un uomo che ha co cientemente deciso di ignorare la realtà. "Non intendo far tante parole; che si attengano agli ordini e li eseguano. Ritengo come una disobbedienza ad un mio ordine il non pretenderne l'esecuzione.'· Detto da un uomo che nulla rimprovera al generale Di Giorgio sotto la cui respon 'abilità ·ono gli unici reparti che al contrattacco non ci ono andati. ma che in compenso ordina aJ generale Montanari del XXX Corpo di "difendere ad ogni co. lo la linea di Venegazzù guardando specialmente le provenienze da Giavera''.


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Ore 22.00 Gandolfo raschia il fondo del barile c ~i gitK:a le uhimissime riserve, nel tentativo di conservare la linea di Chiusura l."hc scricchiola sempre di più. Per le ore 23. comunica ai ·uoi due divisionari e al colonnello Boschi del 215° fanteria, afnuimnno in linea "i battaglioni complementari delle brigate Pim:enw e Lucca (for,..a approssimativa 500 fucili) e cinque compagnie del genio dei battaglioni XXXl e LXXIX (forza appro ·simativa 500 fuc ili)". I genieri andranno a riempire il vuoto tra 58· e 48· divisione , che il 270° fanteria della brigata Aquila non riesce a colmare da solo; a Boschi , nominato comandante della dife a della linea di Chiusura andranno i complementi. Ora non c ' è proprio più nulla che iJ comandante dell ' VOT Corpo po. sa fare per innuire sulla battaglia. E da Nerve. a, dai battaglioni della 48a divisione che ono andati aJ contrattacco, ancora nessuna noti1.ia.

Ore 2225 lJ generaJe Brussi lra'ìmelle al suo superiore Gandolfo: "Come da ordine ricevuto da codesto comando ho rinnovato le disposizioni per l'attacco. Reputo però opportuno informare che le compagnie del battaglione bersaglieri che eseguirà il contrallacco nel seuore di Giavern per la esiguità della forza in seguito alle azioni precedenti non sono nemmeno in grado di tenere le linee contro il nemico fattosi numeroso e baldanzo o . li nemico come è già stato rappresentalo ha oltrepas ·ato la linea di Corpo d'Armata tra strada 9 e IO." 11 varco tra XXVTl e VIIl Corpo, che per tutta la giornata è rima lo incustodito.

Ore 23./0 Quel che doveva succedere è successo. Giungono notizie dalla 48· Divi. ione , e Gandolfo le Lmsmelte immediatamente al comando 8· Armata: " . .. La Brigata Piacenza ha dovuto ahhandonare Villa Berti lil caposaldo ai margini di Nervesa al quale era . tata aggrappata tullo il giorno] e ha avuto parte delle ue forze tagliate fuori e ha perduto delle compagnie mitragliatrici . La situazione è sempre più critica e neppure nuove truppe varrehhero a ristabilirla .'· Dicci minuti dopo aggiunge che anche i bersaglieri a Giavern sono stati re pinti , oome del resto aveva previsto Bru. si . Intanto altre pattuglie austriache tentano di aggirare la sinistra delle truppe di Bo. chi . passando allraverso il varco tra VILI e XXVU Corpo. Neppure nuove truppe varrebbero a ristabilire la . ituazione, ha scritto Gandolfo, e infarti nuove truppe ooo intervengono. Sono quelle in linea da ore e ore che con un ultimo, furibondo colpo di reni re. pingono le inftltrazioni sulla destra e , mantenendo il capo ·aldo di Rotonda Bidasio, impediscono il collas. o della 48· Divisione. AIJe 23.45 il comandante dell'VIII Corpo d ' Armata può trasmettere al comando Sa Annata l'ultima comunicazione della g iornata: " . .. La penetrazione ncmic::1 da Ncrvcsa è stata pcl momento contenuta.''


Ore 21.50 In seguito alle infiltrazioni nel varco tra i due Corpi <l'Armata, che seppur re pinte rimangono come una spada di Damocle sospesa su entrambe le grandi unità, il comandante del XXVII Corpo d' Armata di. pone che le truppe della 5 , .. Divisione si ritirino dalla linea marginale sulla riva del Piave per attestarsi a mezza costa del Montello. In pratica , Di Giorgio ordina che la destra del suo Corpo d'Armata arretri fino a saldarsi con gli uomini del colonnello Boschi all'intersezione tra linea di Corpo d'Armata e linea di Chiusura. "La riuscita dell'azione della SO- Divisione [ci] ridarà il possesso dcli ' intiera riva dc tra" , scrive a Pennella. Ci vomumo otto giorni di battaglia, e forze ben maggiori di quelle a dispo ·izione del genernle Di Giorgio, perché ciò accada.


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CAMIU,0 DE ( 'AKLO IL PRIMO AGENTE AD OPEKAKE nn:TKO LE LINEE NEMICHE di

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Dopo il ripiegamento dietro la linea della Piave da parte delle unità della 21 e della 3· Annata e conseguente ai trngici av cnimcnti di Caporeuo, grazie anche alla favorevole conclusione della cosiddclta .. h.maglia d·arresto" o prima battaglia della Piave, tutti gli Stati Maggiori a lulli i li velli ordinativi furono colti da una ·orta di panico per l'impossibilità di acquisire infonnazioni sul ne mico. L' ampiezza del leuo del liume, infaui . rendeva pre. soché impossibile acqui. ire infonnazioni di qualsiasi genere. anche quelle di modesto valore Lallico e che potremmo definire " locali" , dovute essenzialmente alla quotidiana osservazione della linea nemica e dovute, anche, all 'interrogatorio di prigionieri e disertori . li Piave, ancorché sia un corso d 'acqua a carattere torrentizio e stagionale, si presenta nel suo corso medio, dalla Stretta di Quero a Ponte di Piave, con un letto ampio che in alcuni tratti raggiunge anche i 500 metri, per lo più privi di vegetazione. Questa situazione impediva, obiettivamente, anche il distacco di pattuglie da ricognizione giacché la natunt del greto del fiume , per lo più ghiaioso, avrebbe non solo reso difficoltoso il movimento, ma lo avrebbe reso particolarmente rumoroso, sen7.a cioè alcuna possibilità di portare a termine il compito con un minimo di skure1Y.a . La possibilità di acquisire infonnazioni esi ·teva. però, nel tratto tenninale del fiume dove il leuo si restringeva notevolmente e , conseguentemente, il livello dell' acqua si alzava. Ancorché la velocità dell'acqua fosse maggiore, non erano infrequenti le diserzioni di eleme nti , per lo più czechi . c he pa'isavano nelle nostre line chiedendo di combattere contro l' I.R. Esercito. Le notizie che questi disertori potevano fornire erano, però, limitate al tratto terminale del fiume che, peraltro, si presentava con un fianco a mare. Troppo poco per un esaustivo apprezzamento della situazione generale e quindi per poter definire serie ipotesi operative. Si rendeva necessario quindi escogitare nuovi sistemi in grado di consentire l'acquisizione di informazioni a più ampio raggio ma. soprattutto. di acquisirle prima dell'arrivo deUa buona stagione quando gli au triaci , riordinate Je forze e ripianate perdite e consumi, avrebbero intrnpreso quelle grandi operazioni offensive in grado di concludere a loro favore il conflitto. Esperimenti d'impiego delraviazionc con compiti informativi non avevano dato soddisfacenti risultati nel senso che la nascente aerofotogrammetria evidenziava sì l'andamento delle linee avversarie e la presumibile nature\ degli apprestamenti


14.l

difen. ivi ma non fomjva indirio alcuno circa la consistenza dei presidi c. oprattutto , la qualità delle forze. Di qui l' idea del Col. Ercole Smaniono, Capo Ufficio Informazioni Truppe Operanti del Comando delJa 3• Armata, di inviare fiduciari nelle terre inva e. LI Comando dell ' Armata. del Duca d ' Ao ta, dopo il ripiegamento si era ridi locato a Mogliano Veneto nelJa Villa Stuky mentre il . uo Ufficio In formazioni aveva trovato si. temazione nella locale Villa Favier all'interno della quale era stata realizzata una capanna, un vero e proprio "ca onc", e cioè una capanna reaJizzata in canne come i pescatori ne realizzavano tante nella laguna di Carole. c he veniva famigliarmente chiamata "Isba" e che era il vero cuore operativo dell'organizzazione informativa. Per la verità già durante il ripiegamento aJ Piave al Col. Smaniotto era venuta l'idea di lasciare nei territori che di lì a poco arebbcro stati occupati dalle fort.e austro-germankhe-ungheresi alcuni agenti per i quali stava studiando u111 particolare cifrario prendendo a base il catalogo del 1917 del! 'Orticola Van de Borre di Treviso. Non ci fu tempo di portare a termine il progetto ma questo non , coraggiò il Col. Smaniono né il suo vice, il tenente Manacorda. Tutti coloro che riuscirono a scappare dai campi di prigionia au ·tro-ungarici c tutti coloro che tagliati comunque fuori dalla rapida avan/,ata nemica riu ·cirono a ripiegare, una volta rientrati ruetro le lince misero giustamente in evidenza l'aiuto ricevuto daJle popolazioni locali e, in modo particolare dai sacerdoti, tr.J i pochi esponenti della vita sociale rimasti ai loro po ti nonostante l'occupU/ione. Le parole di viva riconoscenza di questi militari nei confronti delle popolazioni locali suggerirono al Col. Smaniotto di intraprendere una difficile ma certamente audace iniriativa per la quale l'aiuto delle popolazioni locali era a.. olutamente inruspensabilc.

/nfomwtori

Il Col Hrc:ole Snumiottn, rapn ufficio informoziofli del Com(lndo tiella J /ln11<1ra . Suaft, l"idet1 di imiwt' i11/m111111111i nei territori i11m~i


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In una ua relélL.ione al Comanllo Supn:mo d ·I I X luglio 1918 a oggetto "Organizzazione del Servi/io lnfonu.1/ioni ,ul n ~mico nelle regioni invase'' Smaniotto criveva: "nè pochi né lievi erano le d,flì ·oltà da superare per l'organizzuione di un taJc ervi,do e i primi a"aggi fatti fecero dubitare della po · ·ibilità di attuarlo. La grande . orveglian;,a ncmka ,ulla fronte den amcnte presidiata, la vigilan;,,a attivissima della gt!ndarmeria au~trian , nei territori inva. i, i . i. lemi di comunicazione e delle . cgnala/ioni . la ~celta delle pcn.one atte alJa generosa e pericolo. a mi .. ione. l'approntamento dei mcui per arrivare nei centri di vita dell'e ·ercito nemico rnppre. entano altrettanti aspetti ,otto i quali il comples o prohlema doveva e .. ere affrontato e uperato" '. La ratio seguita da Smaniollo per la pianificaL.ione delle missioni organiz1.ate e reaHzzate dall'Armata, prevedeva l'avvio di una approfondita valutazione del problema operativo dari olverc: "il trnllo della fronte del quale maggiormente intere ·sava conoscere la situazione dellt! forze nemiche era quello settentrionale, a nord della ferrovia di Ponte di Piave inquantochè la mancan/,a assoluta di contatti, che si prolungava da mesi. avrebbe potuto riserbarci qualche doloro a . orpresa. Pertanto . i ritenne neces ario iniL.iare da quel settore il servizio e particolarmente di tabilire un f'entm lnformnzioni a Vittorio e nella zona di Pordenonc ... ".2 Ma perché. dunque, venne deciso di in. tallare due Centri lnfonmv.ioni a Vittorio (che ancora non aveva aggiunto il predicato ·'Veneto") e a Pordenone? Leggiamo ancora dalla relazione di Smaniotto: "queUo di Vittorio Veneto. centro di vita principaJi , ·imo del nemico e sede di numero. i ed elevati Comandi, ci avrebbe perme. so oltre eh.e di conoscere la situazione periferica deU'avversario nel settore a cavallo della Priula, di osservare tutti i movimenti attrnverso la stretta di Serravalle entro la quale ·i svolge la grande via di arroccamento lrà lo scacchiere montano e quello della pianurn veneto-friulana. Il Centro nella zona di Pordenone avrebbe pennesso di sorvegliare gli ammassamenti fra Livenza e Tagliamento e i movimenti lungo l'importante arteria, stradaJe e ferroviaria, Udine-Casarsa-Conegliano··1

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Vale la pena ricordare che a Vittorio, nel 1918, era . ta nziato , tra gli altri , anche il Comando della 6· Armata a.u . e viri icdeva lo . tes. o arciduca Giuseppe, palatino d 'Ungheria e responsabile del fronte del medio e ba. so Piave . Tornando ai progetti in elaborazione, il Col. Smaniono ipotizzò l'organiL:l..éUione di diversi Centri Informazioni ·econdo il seguente criterio: Udine. per il controllo dei nodi ferroviari provenienti dalla regione dei Tauri e daJ tarvisiano; Ca arsa e Portogruaro, per controllare i due più importanti passaggi . ul Tagliamento; Spilimbcrgo, per controllare gli eventuali ammas amenti di truppe c he , discc. e dalla Pontcbbana, dirottassero su Gemona per poi invadere la pianura friulana; Caorle, per fruttare alcune fonti informati ve con le quali l'Ufficio di Smaniotto era già in contatto. Tutta una cric di nuclei dovevano, poi. e · ·ere predisposti lungo le fa cc dei fiumi Li venza e Tagliamento per integrare, anche in periferia , l'azione dei Centri. I nuclei dovevano essere costituiti da almeno una coppia di informatori e per la loro costituzione erano state indi viduate le segue nti locaJità: - fa ·eia della Livenza: Sacile. Brugnern. Portobuffolè. Medusa di Live nza. San Stino di Livenì'.a e S . Elia; - fascia del Tagliamento: Spilimbcrgo. Valvasone, San Vito al Tagliamento, Morsano e Latisana.

Isba pre:.:.a il Comnndo della J• Armato dnve s, Jomwvono ,:li injornwtori alrnni dei quali indossano abiti da contadini.


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Trn le due fa cc dovevano c~~Crl' l'.Ol> lllu ll , tk1 .. punti di rnccordo" nelle località di San Foca, Pordenone, Tieno e Po rtogruaro. I collegamenti tra i Centri , i nm:lci e l' Uflil:io del Col. maniotto, dovevano e. St!re mantenuti mediante l'invio e.li colomht. l·o n ...egnala.lioni a mezzo "len,wola . tese ad asciugare" , lancio di pallonc ini e mcM,agg i conte nuti in bottiglie. Come ·i può vedere non tutti i siMc mi apparvero congrui data la loro aleatorietà e questo ·uggerì a Smaniotto e a Manm:orda di prevedere l' installazione di due potenti stazioni radio da installare una ~ulle pendic i meridionali del M . Cavallo (nord di Pordenone) e l'allrn nella w na lagunare di Villaverla mentre la tazione capo-maglia doveva, necessariamente . essere ~iste mata aJ di qua della Linea del Piave. Due po. ti di corri ponden,.a dovevano e~sere impiantati in località Santa Margherita di Caorle e alla foce del Tagliamento in località Punta Sdobba. Mezzi idonei al tra ferimento degli informatori nelle aree ulle 4uali avrebbero operato, vennero individuati nei velivoli , idrovolanti e motoscafi della Regia Marina. Circa le aree di atterraggio dei velivoli. queste vennero individuate nelle campagne di Pavia di Udine e Bicinicco per gli agenti destinati ad operare nell'udinese; nella brughiera dclJa Comina per le aree di Casar ·a. Spilimhergo e Pordenone. Per l'impiego di idrovolanti esistevano due ·ole aree: il CanaJe dei Lovi e il Canale Nice ·olo nella laguna a nord di Caorle. Per l'impiego dei motosl:afi vennero individuate due zone rivierasche: la spiaggia a oriente di Santa Margherita di Carole e la pineta destra alla foce del Tagliamento. Nella . ua relazione un capitolo a parte Smaniotto lo dedicò al personale aJ quale affidare le rni~~ioni : "per quanto riguarda il personale cui affidare la delicata nùssione si seguì il principio di scegliere persone dei luoghi che, oltre a riunire le necessarie doti di cornggio, di fermezza e di riservatezza avessero nei paesi ove avrebbero dovuto andare a svolgere la loro attività. larghe aderenze e fedelj amici/.Ìe. Vennero pertanto pre ·celti: - per il Centro di Vittorio Veneto il tenente di cavalleria Camillo De Carlo . ...".4 Sugli AJtipiani. intanto, si era consegnato un ufficiale c~co che parlava di una imminente offen iva in grnnde tilc pianificata dallo Stato Maggiore austro-ungarico ma non apcva dire di più. Ocl:orreva, dunque, cercare informazioni più preci e e bi. ognava cercarle presto, prima che la manovra nemica si manifestasse. Smaniotto conosce un ufficiale in ~ rvi,io al Comando Aeronautica della 3• Armata che pur non c~~ndo nati vo di Villorio aveva rrri corso in quella città tutta la sua giovinea .a.


Smaniono sa che que to ufficiale ama l'avventura , lo contatla e gli fa la propota che viene subito accolta . Si tratta del tenente di cavalleria Camillo De Carlo che non dovrà agire da !.olo. ma in coppia con un altro combanente che lui stesso si sceglie~. Scrive nel suo "Diario di un fante'' il tenente Luigi Gasparutto, futuro mini. tm della Guerra del primo governo Mussolini. che iJ 29 marw 1'8° reggimento bersaglieri, comandato daJ colonnello Alessandro Pinio Biruli , ·i trovava sçhierato davanti alle po ·izioni au ·t:ro-ungheresi dell'isola "Ca-.erta" nelle Grave di Papadopoli. Fu pre · ·o questo reggimento che De Carlo e Gasparotto designarono il ber. agliere Giovanni Bouecchia. cugino del più noto Ouavio, quale secondo del Dc Carlo. Ha scritto nel suo diario l'on . Gasparollo: "il Col. Smaniollo e il Tcn. Manacorda ( ... )stanno organiz:,.ando un piano audace: lanciare al di là del Piave in aeroplano giovani ufficiali , vestiti da contadini, che . orveglino il nemico e preparino le popobzioni alra:,ione ( ... ) assumerà un nome che è una bandiera: Giovine Italia. Coloro che si offrono volontari arrischiano la forca. Ma la storia di un popolo ha bisogno anche di questo. Non v'è grandeaa . enza dolore .. .''f•. La parten,.a dei due venne fissata per il 30 maggio a mezzo di un velivolo tipo .. Voisin", pilotalo dal capitano Umberto Gelmetti. Scrive ancora Gasparono: " un Voisin pilotato dal Cap. Gelmeui è partito dal campo di Marcon . Aveva a bordo il Ten. Camillo De Carlo di Vittorio. il bersagliere Bonccchia dcll ' 8° reggimento e una gabbia di piccioni . L'aeroplano ha pa'I. alo il Piave. ha puntato su Conegliano e Sacile ed è sce ·o ad Aviano''7 •

Ten . Cumillu Gia<:()mu Ve Carlo, decorato di M .O .VM.

Cap. Carlo Boxa commlllame del Posto Tappa a.u . di

Te11 . Cesall Pa1<11i11i responso-

Vittorio

Vitturiu dopo /'all0111anamen10

bile del Posto Tappa di del capitano Raxa


247 In realtà l'aereo di Gelmctti . avrchhc d()vuto prendere te rra nella prateria denominata " Le forcate·· . tra Rovereto in Piano e Fontanafredda ma mentre ·i accinge all ' auerrnggio viene centrato da un foro. Gelmeui riprende suhito quota non trovando di meglio da fare se non puntare ul vicino aerocampo di Aviano che pcrù ... è occupato dall'aviazione au. triaca anzi. mentre il " Vois in" di Gelmeni si accinge .ad atterrare due velivoli con le insegne austriache erano in decollo, forse allertali dal pre. idio della Comina. I velivoli au ·triaci con il rumore dei loro motori coprivano il rumore del vdivolo di Gelmetti . Una volta a terra i due informatori s i dire~~ro ver o le ciminiere di Samne, guadando la Livenza a Polcenigo c. raggiunto a Caneva il vecchio roccolo dei Chiaradia • . i liberano delle uniformi per indo).~are sdruciti indumenti da contadini . A giorno fallo e dopo una marcia e tcnuante i due raggiungono Fregona, località viciniore a Vittorio e dove ahitava la sorella di Bonccchia . Dc Carlo manda a chiamare il suo vecchio fattore, Pietro , con il quale. dopo un attimo di reciproca commo.1,ione, concorda quali amici contallare e coinvolgere nella mi ione . I primi giorni De Carlo e Bottecc hia li trascorrono a Fregona per tudiare la

Ufficiali informatori. ,lo ,1111,tm 1/ Ca11 l',mm. 1/ S 'fr11 . llomaha. il Tr11 . Nico/oso e il S.Ter, . I a11,/111"


. ituazione mantenendo i ufficientemente di ·tanti dal vero ohieuivo che è, appunto, Vittorio. Tramite conoscenze a De Carlo, per interessamento del segretario comunale di Vittorio, tale Labano Brunoro, viene rilasciata una auswei.'ilwrte cioè un lasciapa sarc valido u tutto il territorio comunale e inte. lato a tale Antonio Pandin di Segu ino, di profe ·ione bracciante agricolo. Forte di que to documento De Carlo 'i fa più audace e l'audacia lo porta ad entrare a Vittorio, rnggiungere la sua casa che nel frattempo era stata requi ita, da un comando au ·triaco ed er.t presidiata da sentinelle. Rivolto alla vecchia domestica che lo guarda allibita Dc Carlo. inveendo contro i padroni, co·l impreca: "4uei ladri , scappati coi danari lasciando in abbandono la povere• gente". L' invettiva di De Carlo ri. pecchiava una ituazione reale giacchè la città ern stata abbandonata da 4uanti , grazie a crediti e. igibili u tutto il territorio nazionale, potevano permettersi di sfollare dietro la linea del Piave lasciando in città soltanto il ceto più basso. Le sentinelle davanti al Palazzo Minucci-De Carlo che udirono l'impreca/.ione del nostro informatore non capirono il ignificato di quelJe parole ma guardarono quel contadino con curiosità mi ·ta a sorpre. a . Frattanto ul Piave ha inizio la cosiddetta "battaglia del Solstizio" e cioè quella battaglia che nelle intenzioni dello Stato Maggiore au. tro-ungarico avrebbe dovuto co tituire il colpo d 'ariete in grndo di far cedere le difese italiane. La battaglia del Solstizio venne combattuta dall'esercito italiano gnizie anche alle informazioni che De Carlo riuscì a far pervenire alJo Stato Maggiore della 3· Armata che le elaborò e le estese al Comando Supremo per una vaJutazione più gener.tJe della situuiofk!. Carnillo De Carlo aveva ricevuto mollo materiale relativo a questa offensiva degli austriaci e l'aveva ricevuto proprio da quel Labaro Brunoro che gli aveva fatto rilasciare il laqciapassarc e davanti a tanto ben di Dio di notizie l'informatore è colto dal dubbio che quelle notizie gli siano ·tate comunicale ad arte e quindi che si trattru se di controinformazione. De Carlo mene alle strette Brunoro e viene a sapere che le infonmu.ioni gli sono state fomite dal capitano Carlo Baxa, comandante del Posto Tappa di Vittorio. L' ufficiale, i triano di Abbazia, ern di forti sentimenti italiani e , a conflitto concluso, ammetterà di aver fatto avere quelle notizie a Lahano Brunom con la peranza che il segretario comunale vittoriese fo ·se 'lato in grado di farle giungere oltre Piave. Tranquillizzato De Carlo compila il relativo mes. aggio in due copie che affida, per sicurezza, a due piccioni con la perani,a che almeno uno raggiunge se le colombaie di Mogliano. La battaglia del Solstizio dopo un iniziaJe ucce ·so degli austriaci . i conclude


con il ripristino deUa situazione operativa antcccd ·nte all'offensiva e così Dc Carlo considera conclusa la sua missione. Affida all ' ultimo piccione di cui dispone l'ullimo messaggio dalle terre invase: "li lupo è stanco di camminare" che dccodilicato voleva dire ..fra tre notti Gelmetti [il pilota I si trovi alle ore 03 .00 alle Forcate per riprenderci". U piccione, purtroppo, non giunse mai alle no. tre colombaie e cosl De Carlo. dopo aver atte. o invano alle Forcate , toma a Frcgona e in quei boschi continua ad aggirar i a icme al fido Bottecchia sino a quando non incappano in una pattuglia di gendarmi austriaci . Ne segue una collullazione. De Carlo rie cc a fuggire mentre Bottecchia viene catturato. TI servizio informazioni austriaco intanto, ha motivo di dubitare della lealtà del capitano Baxa ma non ha prove sufficienti per incriminarlo e allora lo trasferisce a Gemona. Gli suhentra il Teo. Cesare Pagnini, un avvocato triestino anche lui di forti sentimenti italiani . Grazie a Pagnini, Bottecchia viene fatto evadere poco prima che la corte giudicante si riunisse per procedere contro di lui. De Carlo, intanto, trova rifugio presso tale Maria De Luca, madre di sei figli che divide con lui il poco pane di cui poteva disporre togliendolo dalla propria bocca e da quella dei suoi figli . Ma De Carlo é risolutamente deciso a rientrare dietro alle linee. Con una fascia nera al braccio recante la scritta "Leherer" cioè maestro, e con il figlio maggiore di Maria De Luca per mano, Dc Carlo, un giorno, si dirige verso Caorle. Durante il viaggio i due incontrano un gruppo di prigionieri eva.c:ii ma uno solo si unisce a loro: si tratta del sergente Italo Maggi di profe siooe barcaiolo . I tre, a tappe. raggiungono Caorle e Il De Carlo i presenta al sindaco Tessarin al quale si rivela e daJ quale il quale ottiene una barca con la quale, nottetempo e grnzie alla voga del sergente Maggi, raggiungono Cortellazzo, territorio del Regno d' Italia. Verosimilmente, ma si tratta solo di una ipotesi , a De Carlo, in sede di accordi iniziali, era . tata prospettata la possibilità di rientrare aJle linee italiane via Caorle nel caso non fosse stato possibile, per qualsivoglia motivo , il rientro con il .. Voisin" di Gelmctti . Probabilmente il Sindaco Tessarin era un punto di contatto del Col. Smaniotto. A Dc Carlo, a conllitt.o ultimato. viene conferita la massima decorazione al Valor Militare mentre a Giovanni Hottecchia. che attende a Fregona la conclusione del conflitto, viene concessa una Medag lia d ' Argento al Valor Militare.


NOTE

Noce DALLA BAlTAGLIA D' AIUCl':\. TO ALLA BATrAGLIA DEI. SOl.'•il'IZIO ,1, Murw Montanan I GIARDINO G;,et.ano: RirHH·(l-:.,on, r rifl<'~!lwm d, Gue"a. M!Wklmon , Milano. 1929. 11. p. 11 . 2 CAl.)()t(NA l.uig, Pt1[ltn<' pulc•m1th<'. G;arLllllll. t•,111ano. 19:'IO. pp 249-256 1 OR I.A '00 Vinoriu Emanuele M=rir ( 1915 /9/9), R,uoh . Mil.m(1. t•Jt',O. Pf'. '101 'i(ll cfr. L. CadumJ. l'<IJIIM pnlrmidie. cii. pp. 187-19J (nota del generale Raffoelc: C:Kluma). 4 . LLOYL> Cìt-1 >RGF O:ivid. M r m(>rir d i ,l(,u,rrc,, Mooo.alori. Mil..no. 19]:'1. li. p. 4:'14. :'I AIDRO NOI MARC:S('(Yrll Luigi G11crrn d111lvmu11,u . Mond.llon. Milano. IQ17. pp. 1.W-145. Sull'csoncm d1 Caùoma dr. Alberto l.um~. C,m/t«' Cupi ne/lc, f<H711e111a,. ,l11fH1, inelli , Milano 19J2 . 6 O RI .ANI)() Vinono Ema11uele:Me1111,ri, c1ta10. p. 2()9 7 G IARDINO Gaewoo Hi"''<k-0.}011i r rif/<'ss,om cl, i(IIC'rru . c11.. I. p. liii< 8 lb1Jem. I. p. IHI 9 SETH Konald Capore1111, Gartanll. Milano. 1966. ('fr. Aldo ½lori L,, ll"<'"U i111/o-aur1rium 19H /918. Zamdtelh . Bologna. 1920. pp. 421 --42J. IO FULLE.R J.F.C. u hartaJl/it' tll't'iS11't' ,ll'I numclu U(C/1/enralr r lom 1n/l11rn.s1 rnl/c, S1<>rill , UITk m Stnn<.-o S.M .F .. Roma , 1988. li i. p. "197. 11 t'ADINI France~" CufHJrt'flo dc,1/a p<mr dd ,·im \ialld"\:h1. hren,re , l'J74 , pp. 404 4Q6. 12 SCIIWARTE M. la cura) />,,r <imfSI' Krt"K /9/4 /91 8 . U..uth. Lcìp11~ 1922. V. p. 450. 13 KRAIVI Hm l>H J .MF.NSINGEN Kocir.1J. Ver /)unlm11h um IMm: 11. S1.1llini;. O IJemhul'lt 1921! . p..\~. Cfr Erich Ludcndorff / mir, r,n,n/, cl, Gu.-rra /914- /IJIH. Trcvcs. Milano. 1920. 11 . p. 72. 14.US ME L'Csrn-uo lfillia,111 nt'/111 ,v antk l(Ui'rm . V. I.Omo I b1,. Koma . tloc. 41 15 SEGATO Lu1g1 l ."l wli11 n,•llu 111,erru mllfldiulr . V;allant1. Milano, 19\5, 111. p 297 16 Sulrar,omcnro cfr. M:til,imo Mauetu l.'ind,isrrw 1tc,/wn11 nr/111 pnmu 11urrro n1111ulmll'. IJS<;MF Rumi, IQ71) 17 GIOLITrt Cììovanni M nn11m• dellu m,a ,·ifa, <ranam, , Milano. 1%7. p . 337 IX MF.I OGRA NI Pic:ru Swrw />0/11110 tll'llo gm11i/1 l<'"rra , L.lleru.. Um. lw.cl. p. 511 . 19 lllNOI;., OURG \.flO l':ml /)a//11 miu 1·1111. US ME. Roma. 192:'i , p ?21 20 SI..GA I O I.mg,/ 'flolw ,ie//<1 1vundr ,:uem1111 .• lii. P(I 165 172 . 2 1 I J.OYO GEORGC D-o1v1d . Memflril' di [IUl'rrtl Cli .. m. pp 165-172 22 USSME L ·cMn ira italiano nrlla l(mn<II' g11l!rm 01 .. V. tomo I ht,. doc . :'10 2.l lb,Jem . Joc 51

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otc 1,"1''..'i..:KlTfO I TALlANO ALLA Vl GII.I A 1>1-:LLA BAlTAGLIA DEL SOI STI Z IO ,li Amom,w llllT""" I Regio E.~1-ci10 lllil1ano - Cmn:mdo Supremo. l,1 bt,uu,:/m del l'w,·e. <"uggmni , Roma. 1920. p. 9 . 2 o.e, quali: !6~.0011 (>l'll!tonicrì . l0 .000 feriti. 10.000 morti. J501UI handmi e diSCftori all ' interno. A tah cifre~ anco rada aj!giungcn: quelle relative ai 111al,1t1. u1 nco•croi11 nei luoghi Ji cura e alle pentite nei pnmi giorni dopo la riLirata -ulla de1-1ra ,lei P1a\e. 1 J\mc:lio Dupont. LA hafla11li" di'/ Pu:11·"· Librena Jel Lmnno. Knma. 1929, p 56 4 Ml:. - lJN1cm Sronco. L ' ~ l!nllu //11/,un o nrlla 11randr 1111erra I /Y/5 /91 8). volume V, /.,I' flfl('ra.i11111 dl!I 19111. lomo 1•. Ciii m-.·,n,mrf111 dlii !(C'nnaio Cli R"'.~ "" (na"a._ù111r) , Rom,'1 , JQ • p SI. :'I Nel me,;c di giu~oo 1918. per il -.olo 1m,pono di proietti J ",1111i:-hena al tmmc (..cn1,1 tener w nto Jellr Cllnchc di l3ncl()) ~'Of'leTO oon meno di l:'141rrcni di 40 vrtture c1a.-,cuno. Le armate vennero rifornile con ollre 20 milioni d1 oolpi d "an,glie na. 6 Comp«'."l' le 311.iwiene Jella riserva gcnemlc. l"Escn:ito Ita liano Jì.,"JXlf'CV3 d1 l.892 bocche da fUlll.'tl Cllmpah. l . 141 d"a scJio. 524 conuuacrec e 2.4CJO homb:lrdr. 7 L:i rJdunata delle tmppc alleate in ltaha M eITell~l fru il 10 onobrc e rs dicembre: r Armata francese. forte di 6 divi ioni. afllul nella zoo.i di Bre~1a-Vemn.a, quella llnrnnnica (5 divi;.mm) ndlu Tona Cremona-Mantova Monta~'llmlu. O h alleali entmrono in linea 11 4 d icemhre \Ili Pia\e e precil>iirrienlr 11 XXXI Ccwpo francese nel seth.n Tomba-Monkncra: il XIV britwmico in quello del Momello. Nei mel>.i <.h mur,rn e apnlc 4 di\'1~ioo1 fr.u1<.-c~, e 2 Jivi,i<lni hri1annichc fccrro ritorno al fronte occidentale. Sul finire di lul!lin giunse in Italia un reggimento -.tiuuniten,;c che en1rò p0n.ialnie111c in linea 111 .cllcmhre ul fronte Jc:I Piave. i:. mfine. da acccnn:irc alla div1~1otic CC\.t,i,k1vacc-..i, fonn11111 da ex prigionien . c0Mit111t.1 nel giugno 19 18 ed e ntr.lla 111 linea sull'Alti'l!>imo nel ~ucmbre. 8 M. l~ncnghi - G. Rochar, Lu Grnndr Gur"a IIJ/-1. /9/X , La NU0\3 ltahu. Milano. l(NIII, p. 441. 'I t-. Cappellano B. Di Manino - A. (ììonfrida , Un t'len 1to/uf'1!.tllln nrllr mn,-,.,.. , ·emhu.11mr ltlflic-a del/'t..,t'rriw l wlit111u nella .i:ronde ,:11,rra, Cìa.,;pan . Udine. 2008. p. 249. 10 - 1..:i jtucml irreale e fanatica cornbaltut.l ,ul ( ·aN'I e sulr l.MlflZO uvev;a '--reato la diffidcn1.a tra I<- lmrfl",. il C',11n.,ndo L:.i ra •ione principale stava negli onlini d'opo:rJ.L1onc. che pmcllr.l\'ano gravi penl11e i,ent.1 m uhau tang1hili. Quasi tutti gli uffi-


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ciali degli alti comandi non a\evano comandato rc();1n1 ,. un,1,1 ..ul CJ'"' c wll ' I"""" e non eono"'--evano la g,ucm per pcriena din!lUt. [ ... ( Le troppe e il Comando non ,k-hhono .:,....·re Jue Uf}?Jlll\tnt antai::01mltc1 od avvc~i . dillidcnri runo delrahm; dchhnno C.',scrc una wla cosa. un"''" oq;anl\rno. ,,cum J, 'C' e dd valore delle sue varie parti. Quam1o la fiducia reciproca m:rnc:1 . 13 l.'Olp;a è ùel Comando.- (l::nnco C':1v1ilrn , /"' ltl" INmo,t,e del Pim·e. Mond:dori . Mìl11110. 111:W. p. 411). 11 Gli ufrictah P non OO\evaoo occup.,r.i 'iOhanto di wilupp.irc uro propaJ:anda moderna. m11 anche di miglior.tre ras i..tenl.l alle lnippc e dJ con1mllame il morale. con ruJ>pur11 pcnod..:1 m1<1a11 d1rcnamcn1c al Comando Supremo. Venivano doè a co-1iruirc una Struttvr:i fX1111llda alla gerJl\.'.hia d1 ,·ornando. d,c lom,va allo 1:110 Maggiore infom1a1.ioni dì prima mano e una possibilit di cuntrullu l.lella J.'CSOOOC delle tmppc J., parte dei <.'tH1131"1anll al fronte . 12 Le fudl:vioni furono 45 nel dicembre 1917. 18 nel 11,ar,..o (unJ1h piu che nclf'oonhre 11117), 29 r,cll'~le e c,uè in~, nei quali non ~i ebbero cornbatti1m.'llli. 30 nel i1up111. ru~tungendo m (l._,o n~ la punta ma.,,,ima die ero ,tata raggmnla in pra.'edetua whantu nel )!iui::no 19161n OCOL~ionc dcli. ,-ri,i dovula allJ StrafeApediuon austriaca m Tremino. I.e di~r noni .Jl'inremu r.1i::_g1un-.cm ti ma,simo proprio alla vigilia ùella b.dtaglta del S0ls111m. nel maggio 111111. Fucilazioni e diser7Nlflt d 1m111uimno inVOCX' i n ~ misurJ dal luglto IIJ I!I t IO luc1lv10111 m luglìo, 7 in ag~o. 5 in !>Clternbn:). per effeuo della vtnona del Pi:i~e e: ddlll )CQ'w.LÌone diffu.<w1 che ,i ~:iva andando a grondi p:&',i ven.o la fine del oonflino. 1.3 ln pm.'eùena. nel oovcmhrc 11117, Oia, aveva pmvveduru alla nco,,,u11u1one del ('ornando Superiore dei Carobinicn Reali. che era sia10 <.eiollo da Cadoma alla rine del 1915. Il comando a~cva le fun1i011i di or-g:1110 con~ukn1e e ~pc:ui~o del Comantlo Supremo per quanto auenev11 uJrimpiego dct rq,ani C11rnhinicri mobili111ti (Filippo C.1ppellaoo - M aYKl Carbone. I Ct1rabi11irri Reo/i ul/mnte nl'lla Cirano, U11t'rra , in I/ soldt1tt1, la 8'"'"a r 1/ risthio di mnn". a cur,1 d t Ni ola I .abanca e G,~io Knchal. lln1COplt . Mil.1no. 2006. pp. 184 185). 14 "I.a lon selezione negli ufficiali MJperiuri e i;enerJlì , fallii durante l'aspra guem:i sul Car..o e , ull'lsonm. aveva pnnato alla te.Mli delle uniw. dal rei::,:1menti w coq,i d'am1ara , degli uomini che. :.ahu 41ualche a ·lJe/K>nc. erano sta11 m:incllati dalle più d ifrK'1li e dure pnwc. Per~ i la guerra d ifensiva \UI Piave er.i ull 'acqua dt rose, nspcun I quella del peri-OJu ~-ui"11lttno; onde non v' era più bisog,10 di sele11one ." (Enrico t'a"iJdt.i, np. , il.. p . 47). 15 In gennaio era Mmo <.'Oi,u1ui10 l'hpeltOf'lllO delle Milraglia1rici. 16 Le d1Vt1'Hllll d ' a_,-.afto - formate d1 ardili. bcr1.1glieri, Cicl~t . 111't1Wtcna >011\C~tahlle, cavalleria, auloblindo, 11l040Ctdi~lt e gemo - rn.ppre<.enta•1U10 un3 m:tssa d ' urto a •ile e pn111lll nei n1,1u:m:tì della raptdi1. di impiego. clbti<:a dei n µuardi Jclla eomandabilità e della i,ciolreu.a di marnwra. l'cr favorire la manovrabilità e la speditcwi d'im piego. le eomflOOCnlt logi\tiche e di artiglieria et:100 ridotle ali '~"'- Tait .,mmdi unità non tmvarono 11lcun coni~peni~o 111:i;li CM:rci1i alleali e ncmtet e ~1i1111irono la pnlk.;pale noviia Of?ntCO e tan ica in1rodooa dall ' E5t'Cl;lu llahaoo 111:lla prima j!UCrra mondiale (R~ ilio 01 Martino - nlippo ( 'appellano, / repani d 't1swltu italiani nt'llo 1!,randt' !l"""a //YH- /IJIHJ . USSME. Roma . 2007). 17 I : impiego fono dai k:dcsd1i di l:lnL\ bui fmnte occidcn1nlc fece temere un ricofso a tali 11uuv1 i.lrumcnll dt Juua anche da parte au~unganca. Nel m.u7.o-aprilc 111111 fùmno oosl emanate dal Comando Supremo due cirt.-olari . i<pir:nc ad analoghe ii.ll'IUÌOlli britanmchc. sulla dìf~ contro catTi . l ii C'urlo Moolù , t<Hia tlt'lla 11rti11lif'rw 110/icma. p;ine IV, /)a/ IY/4 al /1,12JJ . volume Xl . dal 1917 al 1920. Ri vista di An iglieria e Genio. Roma. 1948. pp. 179-11111. In ma,70 si dcci'iC la ~ ituZJOtie dei l.'Olnandi di arti1tlieria divi~ic11laJc. 19 Cin..'(Jlare n. 11150 in <.Ima 20 m.u'lo 19 111 del Comando Supremo Mille oorme per l'a7K111C difensiva. Sempre III marm fumnG1 diramate nnchc nuove disposiLioni ~ul rin, di i.banumenm e wl nm concroooncria. 20 Complessivamente nel giugno 1918 erano di."flO"thilì. compresi quell i fm~i e ingki,i. 676 "elivoli. 37 acnmati e 4 d irigibili. 2 1 Enrico l'ino. / ,n rt'gl'laml'nm:.iool' lflllim ciel Rt'l(IO Esf'n-,w 110/inno" lo .,un ,.,.0/11:;i,m, 11t'll'ultinw c,n110 ciel nm/11110. in an i del convegno A/ d, q11c, te,/ d, là dl'I PiCtw. L 'ultimn t111n1111,.11,. Grmwlr G11t'rm, a cura di Giampidru Berti e l"lcm Del Negn,. Fr.1m.'O Anj!eli. Milano. 2001 . 22 In p;artit.·olarc. fu adott:110 per 11111c le lfllJ>l>c com bauenli un nuoYo upo dt resptrarnrc inglcc,c in sostituzione delle pra.-edcn1i m&.'IChcrc amiia~. Ah ,~ predi~iLiw,i ni;uartl:arunt, la difes.i con1m l'iprilc il cui impiego andava diffondcndmi pn:i.~ gli Imperi Ce111rali. (F. Cappellano - B. l>i Manino. / ,n g11,.rm clei gaJ.. arm, chimich" suifronti i1alian<1,. 0t·riclt'nt11lf' nr/lo ,:rcmdt ,:uerra. Ko,.-.ato. VaJdagoo. 2006). 2.1 t,,milio 1-aldclla . /,11 !(rande g""rra d<1 CC1pt1rf!flu al Pim·f' { 1917- 19/X). 2" volu mc. l .onganes, . Milano. p. 352 . 24 M ruio Monranari . rulitirn r :irrarl',:io in umo anni di itt1lia,u,. ~olume li . I/ pt!riodo lilKralf'. tomo 2• . ILI (irand,. Gurrra. SME-Ufficto S1orico. Roma. p . tffJ. 25 Al comando mtcrullcam di Foch rim,1sc un d iritto di ~'fVUIOOC ;,ul fmntc 1lllhano e la poss1hili1à di u1iJizzarc il leatn, d' upcrviooi italiano per la rcaliuuiooe dei Mt\.lÌ piani !>lr~ic1. "'J)r.llluno nel ca~ in cui le circosran.Le ave~ imix11>10.

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Note lL CONCORSO DELLA MARINA Al .I .A RATrAGU/\ DELSOLSTlZIO. L·AZIONE DI PRIO:MUl>A di Franu.,ro IJ>nflO I <'fr l..a ma n na 11alian:i nclln Gr:111dc Gucn., . VII , S1 lvH1 S.1l1J, ~tn11 fu l'lfl,,r,a ,omm il Wflml<''1(ibile, Fin:nt:c. Valle(.'Cht. 1940, pp. S45-589; Fabiu Andn olJ , lut)!t k.11111. R utnJ . lllfk111 Srunrn (k-11., farina Milirare. 20(X), pp. ~ - 11 3 . 2 11 Com ando Supn:mo aui,.11'\l-UflJ!J"'-" JW• ., ,~1,•111111, dk· 1., ,111111., na,Jk JnhuJ>."'C! l'aH:icl."tllc1TcMre, nclln <peroni.a c he una viuoria per mare 1n0111,..r 1~"11.-.11111.·111.: 'ltl t1M•r.1lc <lclk tmppc dic dc1,cY.1no :u~larc :11f'a...,aho e deprime~ 1 difensori . Cfr Ricu,11ntu d,dlt1 Helll:wm· 11/Ju u1I, \,,,,,,.,, 11 ,111/11 I/Il•,.,, /'Il I /',l/l< (0-.lt.'lTCÌ<..it Ungam, l..ctLl.-r Kricg 11114M,,1'f""'' I"'"'"'· 1'>4f1 p 4<~ 1111 !I), a cura di A lloll:u, . Rl11nJ. l llla10 '""'"' 3 C(r. ~L'Amm,r.t_j!IMJ I lorth) r.a .. 1111., ~"''"' 111 , mh• ,I., R .,, .,.. ,h h.1111 /111r,m:lh . 111 I '/ I"" (I del 17 i.cllcmhrc 11119. I ~

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l>lll!J!Ì ~'lii allwc: Honhy emno le ostruzioo.i di reti e i.bam pn-d1~po,,le per o-tllrolan: cvcnruah incun.ori italinni alraheL.lll della ~tro77Mllra di l'unta Cristo. che facevano faucu a lasciare il alla llocta au triaca. Flotta che, canmùn fa..-.:nJo.ebbe 3.0Che altri inconvenienli che ne ritan.l.anM'lO ultcnormcntc la navig.u.iooc. fa\orendv l'inwntru con il MAS d1 lh77o: poco dopo aver lw.ciato .-ola. infatti . un cuscìncrto della S:.enl l,tvan ,,j era ..unii,caJdato, imponendo un rallcn1111nc1110 ddla velocità dì cmcìcra da 16 a 12 nodi . velocità portala poi a 14 nodi. b •1dcn1cmcnrc, se la fom:iazione avesse 111an1mu1u 1 1emp1 e la velocità programmati. l'incontro con Ki:r.zo non sarehhc mai avvenuto.

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4 n rappurtudi Riuo hulra7Jonc di Pn:muda è conscrv:110 nell'An:hìvio dell' Ulficio S1oric1Hlclla Marina Milirare, RIM'CO!ra di Bu.-.e, U~qa 121 l. :'i l":irc che Manfredi ia finito cai.uulmmle hul MAS l:'i. m quanto avrebbe accolto l'irooicu invito a seguuio che Ki77o gli aveva rivolto aJ momento della parten,.a, dopo averlo visto gironwl:m,. .ulla b;ux:hìna auomo al MAS I 'i . Gori, in\'cce, era .iato -.,..cgn:uo al comando dello slesso MAS da appena 10 giorni . 6 C"fr. Luigi Rino, L'affo,ld«ml'nlo dl'llu Santo Stefenn, le sw mn(l'gu('n:J' mìlìwr, "poli1idU', Tipogr.ifia Moderna M. Susmel & c .. Tric le 1927. p. 6 . 7 In i.eguito I denigratori di Kino acccntuarooo la oompooenle -ca.-.uule" delk1 .contro d1 l'rcmuc:13 , per minuimr roroggio emcnri. 8 Cfr. Zing~lli. aniculu dtato. 9 Cfr. intcrviMa di Kizzo alla Rivi<m Nau1iro n. 8, 15 prik 1939. 10 Pan,at:t l'cuforui per il grande MICCCSSO di Premuda. lo Slalu Maggiore della Regia Marina volle ape-ire uo·iochieMa ul mancato !,OOf>pio del , iluro di ~iniMra lancilllo li.a Aon7o. In 1ieguì10 ad una richiesta di chiruimen1i indirùata al Com:ando Militare Mariuimo di Ancona in d:da 2X luglio. il Comandante , CotUrarruniraglio Leoo1em Galle1111i. incaricò kl g so Riao di rJCooglicre ~con le dovute forane e coo la ,~ima ei.alleua le noli7ie nchicstc". Rino presentò la propri.a relilLlooe 1'8 agcxto e due giorni pii) tardi Galleani potè riferire al Comandi in Capo del Dipartimento Mruiuimu di Vene,t:ia che ..o,mr V.E. rikvt'rù w1 Ju11u è ,·,muro a delinrarsi, r d,,> la fHJs. ibili1à clu, unu de, baffi del/ 'accit1nnn fn.ur wtn ffU<'no a pusw. Nonostanu lr iNlngini pi,ì nrruratr non è Motu 1x1uibilt' cltld11·m1rr tu qu,.t m /11110 ad""'' t'stiunr11te ron,·lioUJM , ma dm ro,11pg,u, St'rbt11u J.,I Sall(J('UfJ(I Ft'u" dallt' m, rrric,n;., è min part'f'l', rondfriso mwhe ,k,I Cumantkmlt' R,...,ll. ,he il baffo ,wnfo~ u pcmo al nwmema del laMin. p,,. il ronrt'gno poro linuro serbaw dtll Feo in qllt'sta cirr,mmtZJJ ho ifll'O· ric<11a il Comandmur lo Sqwldrigli,1 M!.S li />Unirlo t·on la dm·utu St'l't'rità,. , 11 La pellk.-ula dell 'affondame1110 della S:rm lsrwm fu trovata da •li lt.&liani dofx• la fine della guerra negli arduv, dcli' Ancnatc: di Pota. P. sa venne poi moorara coc1 altre ,;cene girate ~...i hoc" ~~,ivnmcnt '. trn Ancooa e Poltl. nei pnmi mesi del 1923. coo n:IC2ZÌ me i a dispo.,.i1.1une dalla Regia Manna e la P3rtccipazione dello stes~ Riu.o. 12 Cfr. inlcrv~la a RÌU-11 alla H;-.,;_qa Nt1uti('(J, anic:olo citalo. I) lbid,m. n altro appas.,;ionato l'llC000tO di Ria.o è dtato d;i Albeno l-'ucc1 e Enrico Man:uni nel libro .. Luigi Riuo", CaJlflClli, RoloJna, 1938. alle pp. 99/101 : «P ,rcon.<ren'OT'P la p,/1(', r (Jffl(' dirsi . ,. non 1·u,1.wgnarr al nnmco, ,wsm M~. do1't'ft1100 fu" 'f'Wllv eh, in 1(t'l'J(O marinaro .fi rlliama "il girotondo", t'ÌiN girurr 1'00ti111wflll'ntt' f't'' t'l'Ìtarr di nvrr v,rmMJti ( .. •/ p,.,. qwll, ixpirozù>fli rht' si hanN1 ""i momt't11i estremi in cui si dtt ùh un 'aziDM, t'Of/1/Hmmn l<t monm·ra fJt'r n<H fHÙ ~untaggima: qu,1/a di and,,re it1CtH1tm al MflllC'O , 1twc·ando rutto P" runn, trnw111f<t di mt'llerri poralldommlt' o a/,m·MJ sullu s,1(1 M'U.1 ( •• •/ I tiri di cannoni. JWr nostro j,JrTuNJ, dato la 1irin<11t:JJ tkl benoglio, aant, troppe., lun,:hl. Noi e, li ~nrframn passa" ,ullu t,sta. O,:nl colpo ,ra fYlffll' Ull(t s,rmll "' ruorr-. Cosl Riuo. Ma, più elfic;acemente. uno dct mannai che cm ooo lui , il mo,,1nese Lcttcno Donato, racconrcril ad un giom31ista: «Paria un ltunt, .r1,:nori. un I/uni rh, s "bbintm~, .r1Jpro d, 11w•. Cioè: •.vmbram 11n IC'Ont', sign<H'f', u11 lt'CHU' c·h, s U1"l'f'ntm'U su di noi•. li " Icone", però, non era un caccìa, couic m.'Unkr:. Riuo. ma mTorpediniera 76. conlilDl.lata li.a un Ulfldalc a,q,urgico dal nome italiani imo: il TCJ11!111t: di Va.'4.ll:llo Giu-.eppc Prwta 14 Cfr. RUJ:l.b'Cffl U' Ondcs, l.uigi Riw, /',,ffi:w.lntOll'. Spes. Milau..o. 1%5. p . 100. 15 <'fr. Alhcrto Rnganti, Oltrr le nub, ,I snrno. Nuo,o SludKl 'locna. Roma, 1994 (second:J cdi.tione), p . 48. Ri~·onb Rriganri che: "Qualdlll lt!1npu lk,po il Com:mdantc Ki1__zo, divcntato un eroe n.'ILionale. i114,so11tr.mdomi bi rivobe a mc chiamandomi ·'quello delle due ciminiere". 16 Cfr. Luigi Miv.o. opera citata . 17 In quei mcsJ si vtntìlò anche un' ulteriore CO!bCl,'UCflZII dclrimpm;a di Rino: infani il 22 giugoo 1920 il ljootkliano romano L 'Epoca riprn;.- una notizia li.al LI Joornal d'Qri,nt secondo cui la i.quadr,1 di I lorthy t.arebbe Mlltll dircltll. dopo lo sfoo· dumento d1 Otranto. anche a ~ l'esercito mrco nel Mar Nero. Un SOL~'Of'SO concordluo già nel 1916 e c he aveva portato due divu ioni nircbc sul frOLlle galiziano dopo lo hfondamento ru~,ao. I l! Cfr. Albeno Pucx:i, Enriç,, Marcuai. opera citata. PI"· 108/109. 19 In cai;,., d.i ~ , o dell 'offen.\iv1 , il Com.1odo Supremo austro-ung•u.:o avrd>be voluto poter conlllrc . ui trasporti via mare fra Tncsrc e Venezia , ma l'Alllllliraglio llorthy. lk,po il fallimento della sortita e la perdita della S:vnt l l11·un il IO giugno, propose tante e tali obieàoni d..., le tr.tllalivc tr.1 l-:<ierc'ÌIO e Mari113 continuarono seua apprud;lre II nulla i.ano ul 24 giuano. quando I capi dell'l.!sercito, onnaì in ritirata, dcci..cro di troncarle. 20 0-.tli fomiti dal ( 'ornando in Ca.po di Venezia. cfr Sala. up. d t.. p . 627.

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Noce IL REC<.IMENTil MARINA SAN MAllCO di M"rì(lno C.wrielt' I. Le divii,c adnctatc per i reparti dcstin:lli II collaborare 0011 l'&en-ito reotv11110 " i pantaloni strcni al polpaccio. tipo cavalleria, le fa..'iiCC molleitierc, le arpe chiowtc e l'elmetto. Kimancva tradi7ionalc il can1i.~-cio di fOQia 1 1 ~ 1..-00 ~tellette di tel l>lu applicale dircttam,ule agli angoli Chlemi del ri,.volto del colletto. M1glione aocoUaco e bcrreuo lloM·1u 1..-00


253 la M:tllll ·1teg111 Mnnna·. Fanolcno notru e l"tm.lonc h1J1l<.o <'f'Jtto m,.-na11 alle umfomu <la parata. che comunque rirnane~ano 'iC-1171 il -olino anurm~. M. Our.1CXh1J. /JJ M111im111 \h,,·.11,. I 11.:11,c. Poml'-"omoh . 1994, p. 159. 2. In Archivio ddl"Ufr.cK• Smnco dcllll Mari1t.1 Mohlan·. hioJo d1 8a'4.', hu,ta 1166 J . In 41.lel,La localnà , na l-4 km ad owM Jetrauualc t,rade., m,,h', ~11·m1emo ddl'ulltma ansa del Piave prima della co:.w. erano conccmrare le b:meric aUMro-unJ.!llrlChc e h<· hauc, m,o 11 o,cllclll:. 4. Fn esaltato " l'wmmrevolc ,.lanc,o della (1• Coi111);.lg111a lk"'4J.!hcn. del Hanaglione Bafilc. io :.~;w modo della 2" C0tnpagnia. lle)!h Arthu dì Marina , della Co1111>,1)!111a hai I qual, . ficmmentc -,,inti Jall"urgoglio di as,;olvcre in modo de)!no il loro compito hanno da tir.ivi camcr.111 c.•m1ltulo hnllanle .uion<! che I numemsi morti e feri ti rendono n l l l ~nle meritoria~: anche il Datlllglionc Ciolamc110, pm1ag1M11,1:1 -con onore e ,tancNl- delle 02-iooi del lanlo pomeriggio, aveva la Ml.I parte di ek,g1. Ma un mocivo cmcrgevu ~ugh ahn: l'a,ionc '°hdalc dei reparti oomb.lllenli e dei loro Comandi. che i erJno -enuti gcncrosamcn~ a vicenda nel mr,,o d, 1u1Ln l'(lf><•m11one. ciò che rnollvava pienamente -il vivo coi1lpiai..'immto del Rcggimrnto Marina... per avere 001 lr:uctt, e hr:',vi l"llllll'F.lti dell"E.scrcuo oomr iuto coo onon: oper.i per ìl pac::sc-. Rapporto del capilll110 di frcµca Sìriannì al (:cncrale CIM11aJlda111e la lii Rrigata Bersaglieri. 6 luglio 19111, Archivio tJctrUfr.cio Storico della Marina Mifaare. r•ondo d1 Ba...c, hu,ta I 166. 5. Riconosciuto chc le pcrJile CT,lllO state scnsìhili, foo,e ma"ion di 41JC!llc ~uh11c dagli 11hri Rgl della Brigala. veniva tuttavia Wtolincale l,iie non avevano .. rcr null.i diminuito 1":alto vigore della gcnrc... 6. 1 nlllrln.u a,evano V'l""uto e lavOr.110 ..coì <'0t11p;tµn1 lkll"CliCrcito in piena fratellana". U principale merito di quesro risultato cm anrihuito dal capitano di fregllla Sinanni al gcncmle che comanJava lu lll lJrigaui Bcr.aglicri, il quale . "per aver vi~ suco lungamente. in hde e in scvCTC concingcnze di carri\.-rJ. tr.i gli umili ancfici di lavoro e di sacrificio. ha 1'3()Uto trovare per 11 marinaio e per i , uoi Capi , in ogni uc.:a.-.ione. lu parola hoona che giunge all'animo. die lega e rrascina. O-altra l)Qfte. quando ncll"asprn azionc inwata 11 2 luglio, iiungcva a noi l'annun,io della brillante opera che compiva nel cuntii;uu i.ctL1>rc il I ~ Bers:ialieri, il più vivo godimento e il più puro cntu~ia.-.n10 cr.mo in ooi ruui. prova vera e pakl>C del oen1imcn10 di anuu irnbik o.:amerati.,mo che unisce i trc Rcg(:imenli della lii Bngata Rcrsaglieri". An:hivio dell"Uff1<:io Storico della Marina Militare. Fondo di Basc. blbla 1166. Note L'AVIAZIONE ITAI.IANA NELLA BATTAGLIA DEI . SOISTIZ IOJ, Bruiliu D i MuniMJ I Comundo Supremo. Comando Supi.'Tlon: d , Acrunautka. Rapp,n,., "u"""'"" dt!lht u11fr/1ù CU'rt'a sulla MJ.flrafro,trt' dt!lla ,:iumata di'/ l5<iiut1"" IY/8. n. 1011 18 SJ. dcl 16 j!Ìugno 1911!. 2 li numcm di 553 \elivoli ì: riporu1t11 dal ~ ncralc Felice Porro nel MIO documentato lihm In f(uem, nell'ari" /9/5-19/H. P. mgiooe\Ole riferirlo al tOlalc delle macchine in LOOa di guerrJ. 1ndipcndcntc01ente dalle loru ~vndiLioni di cffk1C111a. Ai wli velivoli pmnn all"impicgo è inveQ: relalivo il numcm di 'J(i7 , indìcato in pm:._-werua. .l Sul fmn1c i1ali:1no si trovavaoo 65 Plìegcrlm111pagnicn (Aik ) con 623 vdi\oli: 31J5 caccia. 191! ricoJnitori. 30 bombanlieri. l).ica la cri i dei rifomimeou e le Jifftooltil dell'industria 3CfUllaUtica.,.. put"\ ragionevolmente ritellCl"C die l'cfficien7.a media fO'\SC inferiore a 14uella 1talilll13. li Gruppo Annate Coor.M.l. lr.i gh alnpta.nì e il Grappa aveva 5 flil divi~ionali. equivalenti alle MfUadnglie d1 corpo d'ar111a1.1 italiane. 2 da ricugni;,.ionc e I d.1 cacc1.1 coo la IO' Armala. 10 divi~ionali , 2 da ricOJniLiooo: e 4 da caccia coo I' 11' Lungo il Piave il OrufllW) Rorocvic. sch ieravu 12 Pl1k d1vis10Mli e I! da caccia con la 6" Armata e 13 diVlsiooali. J Ja ncopni,ionc e 5 da caccia con la 5'. Il gm,so delle fnnc acroc, 41 Aik , gravitava JWllfue in pianura. 4 Comando Supremo, Comando Superiore di Acrurntutica. lspcttllf1lto Squadriglie da C~1a. n. n del 5 giugno I 918. A SSMA. l,pct100110 Squadriglie d.l Cacda. l>in:nivc e ~la7iooi. 5 I posti di segoal.uione per l'avviW1mcn10 di velivoli avven.ari ~ul fmntc In r Astico e il mare c:r.mo 5 nel settore della 6' Annaua (M. l'fir.tOm. 1\.1 . C'orno. Montagnola. M. Coi,,•olin. M. Zan7a), 3 nel SCIIOf\> de.Ila 4• (Col C"arnpcggia , M. Grappa. Cu.scra Poggiot1), 8 nel ..:llure llell"8' (Cascina Avogadro. Asolo. M. Salder. Pcdcrwa. c·a~ma f ruscio, Susa delle RaM. Arcooc . Sala di Cump;igna). 5 nel scnon: dcll:i l ·(l .ovadirru. Var.iJIO. S. lJ1~10 dì Collaho, angolo Mllk,~t Canale l"os.,;ctta. Trevi:wJ. Cum.mdt1 Supremo. <'ornando Superiore di Aemnautica . l'flCUorato Squadriglie da Caixia. n. 6.51 del 12 giugno 1918. AUSSMA , I pcnon1to Squadriglie da Caccia. Uircnive e rclazioo.i h C'amando SujRmo. C0tnando SUJJ<.--riorc di Aeron:1111ica. lspeuurato Slfwadni:hc da< 'aocia, l strwz,OIH' proi·,·iwrio di impv1<" J,d/,. sq11adri,:llt' da rm-ria del f\ giugno 19 I8. AUSSMA. hpctlOOllO Squadriglie da Caccia. Direuive e rclvioni. Per r o molop.vi<MJC dJ una vittoria erano ncc~ almeno due oonfcrmc di ossc:rvatori a terr.t o di drachcn, in casi CCQ:Liooah potevano hasrnre le dichi:u.u.iot11 di wln piloti che 1vcssero panccipalo al l,"Ofllbatlimcnro. 7 Cont.'llldo Supl'Cmo. Comando Supcnore di Aeronautica. bpetlor.tto Slfuadriglic da Olccia, n. 73 del 6 giugno 19111. AIJSSMA. bpeuor.no Squadriglie da Caccia, Direuive e relazioni. 8 Comando di Aeronautica 3' mllll:I. n. 197 Riservali. imo del 14 ;iui:,no 1918. AlJSSMA,3' Armata 1918. Varie. 9 Comando di i\erooauli4.:a dctrlt' Ann.1rn . J>irr1111-r d 'A:.iOIH'. n. 405 ()(,. del 4 giugno 1918. AUSSMA. Kacc. 212, L'avi=iune ncllu Bana,;lia del Sol~•i,io. IO Comando d, Acrooautic-a a Oi,1l0\i11rnie. <JH1·n ·11:in11i ,ul 11 .301 Op. del 5 giugno 191K. AUSSMA , Comando d1 Acron.,utidi a DiSf)O\inonc:. ()ru1111 d1 op,.-r.111<>111 .- rd:11""" · piu •ni, 1918 . 11 Coo1ando 6' Annata. llfli.:10 crnnaul1<'1•. P1111, ,.,, ..., ,lt1/l 'on,111Cwtia111rllr 111H'ra:J1mi Jt'lla 6" Anna/a durmllt' l'offt'11 m ·a ausrri,1"a di ,tiu,110 IIJ/8. 11 .itl'i Op Jcl ~ I i,:1upn" l'>IK. i\ SSMA. Rac.-.:. 212. L"av,:vionc nella Batta&lia del Sol<.1i1io. Questi nunM!n J,ffrn-...,>1111 d., ,1ucll1 11p11n.111 11d Ha111,.,,--,.. r111om11111, della a11i1 i1,ì 11rrt'll :iullu ,ws/ra {ronll' lll'lla ,:iomolD fk.l f .1 Git,,,,., /Yll'.1. d...-11<:1 I., Il' i\1111.,1.,. l111111.11.111ie111,· .1, 11-.c111 .ere, 1lJha111. nfl(ll'la un cotale dì 15 ca;da e 17 ricognitori. rifere1klo-1 pero l ,111 11111., .11 "'" "''""" ,·Il" ,cm,.

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254 12 f"nlL Weber. Luji,w 1/i "" t'sercito. Mur;ia, Milano l1Jk9. J)3g. 190. IJ ( "orn.mdo d1 AeronauLiaa 4• Annala. E11i,ud1 ueromw11ci, n . 4~7 del 21 luglio IIJIK. AI JSSMA. Ròll.-c. 212 . L"av1:uioiie nella Ramaglia del Sol<1i1io. 14 ~ l o il detiaglio delle vinoric immcdi:11amc:n1C confcnnalc. sec:ondo il H.apporto ritl55unti,v dt'llt1 t11tin1ù llt'rra Slf/1(1 M .crrafrontttddla l(iornoru del 15 giugno /9/8: 1encn1e Lombardi (77" Squadriglia). ITII S . Bi14gioeOlmo. ten.:atc 5.tmbuoet (77' Sql.13(jngfia) , nei prei,.,i di Cimaoolmo. tenente Mara.u.ani 177" Squadriglia). 5U Candclù. marcscialkl Cubruna (77• Squ3(!riglia). w Teuc. sonotcncn1c Alla~ia (!I' Sc7Ìonc SVA). ~u f"111111gu. ~ri,-eate lkllaria (5• Sezione SVA), su Collalhngn . ..ergente Riuulto (77" Squ3(!riglia). su Gm,;saga . capi1ano Serafini (77' Squadriglia). ~u Fag.arè. 1,oUolcrientc Carabclli (77" Squadriglia). su S. Kanokunal. tenc:ntc Bar-'C\:hiru (81 " Squ:.1driglia). JnSSO MOfiago. tcncnlC Ran1.a e -cri;cnre Oli"eru (91 ' Squ3(!riglia). sulle Grave di Papadopoli. 1cOC11tC Toffoleu1 . i.eri:enll Ciolli e Reali (79' Squadriglia). a nord di Fan. maggiore 6=-a e <IC:lleflle Alipcn,l (91' Squadriglia). sulla nva ~tra del t>iave ad e~l d.i Salcllo e a San Bi.agio • ..agcn1c maggiore kimaj.'tari (78" SquaJriglia). su S . Giovanni. tencme Olivieri e <;crgemc Reali (79" Squadriglia) w MoMugo. Quote: le ahrc: tcncn1 Scarom e t.Oltntcnentc Mid1ctli (76· SquaJrii;Jia). a -.ud di Mori ago. poi confcrmarn , capitano Mavuccn. caporJle Olh-cui e caporale Astolli (81" Squ.'ldrigh3) ~ulla conca d1 Alano. MJttotenente Gioo Allegri (3' Sezione SVA) w t.u.,tlaJ!.O. tenente Bar.iccbini e capilaoo Ma.u.tk.--co (81' Squ:idrigli:t) ,ul Mon1clkl. poi confermata. tenente Benùu (2' S.:Lioilt' SVA) wl Monte Pcthca. ~ri:cntc M1111ino1ti e wlùalo Caminada (83' Squadriglia) . ,u Val Maron . capii.ano Riva e renenn: M~ui (78' Squ."'1riglia). su <"imadolmo. poi confermata. l,apll.mo Ruffo di Calabria (9 1" Squoorigli.a), ,ullc (iravc d1 P-.ap;a,Jopoh . poi 1.-oofcnnaca . serge,ue Reali (79" Squlldrigha), su I-ami. Le ntto viuorie bnlaJJJJidle furono oncnutc tre Ml t'cltrc. una w ..on,.a.-c1, una ,u MeUl™:l~a. un.i w Susegana . una in Voi d . As.~ e unii sul moncc (lrappa. a npnwa del fallo c he il IS giugno gli squ,uJron della RAi.: operarono inmuuilullo nel i.cli~ moulWlO del fro nte. I S Rw.tki. dato iniLialmentc per dispcr.,o. era :incrrnto fuari campo nelle V1Cinanze di Va:,,;on. ,fobl.:iaudo il MJO ~livolo dan ncJ!,g1a111 m mmbatumenlu. e ~ rientr.lto al reparto il giorno dopo. Anche 11 ritardo del lenente Silvio &.iruiu della 76' Sqtl:tdriglia cau<ll quakhc p,co1xup:u.ione. ma l"ufficiak. cwn:tto d.i una piantata motore 9d ancmrc net prcN d1 Arcade dur.ante la sc:cooda sonita del mattino, ~i f)l"Cl'Cnlò a <":t,;oni m -.er.ilil. 161 18 caccia e 16 nwgnitori lanciarono in rutto SI granate da IO cm e p:11mrono IIIJNICI colpi di mitr.agha~. 17 Joncs H.A .• Th, ~br i11 thl' Air.O"'fo«J aod Clan,ndon Pn:s~. 1937. f.>31· 284. lii Comando di Acrorututico a Di5PO izionc. Ordine di U~ro:.ioM N J 9, n 3S3 RR . Op. dd IS giusnn 1918. AUSSMA . Comando dj Aeron.,utica a n1~i1ionc. Onlini d1 oper.wuoe e rel.aàom . giug1KJ 191 8. 19 COIJWldo di Aeruo1au1ica a Di.,,.~iziooc, Rl'lfd1111, mlii' ,rjoni di h<imhardamtmto t'.ft!Jlllitl' il xiorno 15 cornmlt'. n 357 RR . Op. del 17 giupno 1918. AUSSMA . Comando di Acmn.,utica a Dis posi7ionc. omini di opcra7jonc e rel:L1Jom. j.'lugoo 1918. Le due fomia1innì i.ganc1amno 72 gr.uiale-nun:a da 162 mm. 108 gran:ale-torpedini dello IC\SO calihro e '6 granate Bauguollcl, da 240 111111. per un 1ocale di !1.812 chilogrammi . 20 Ue1 4uauro ,ebHJli del IV Gruppo. partiti alle 23 . 2.'\ e Hllti armati con 12 gr.anatc-torpedini da 162 mm . tn: ~ntrarooo rcgolarmcnre alle 24. !IO e il 4uarto cappottò in atterraggio sfasciandosi senza danni per l"cquip.,ggin. 21 Comando Raggruppamento Squadnglic i.la Bomhartlamenlo . fonq,,'Tllll1J 11.1 a matlQ n . 102S del 15 giugno 1911:1, ore l.'i. 30. AUSSMA. Cnu1ando di Aeronautica a Dis~i7iooc , On1im d1 opcr.monc e n:lvioni. giut,'110 1918. 22 COll\3lldn XIX (ìruppo Aeroplam. /mpil'/W t a1111·iru tldlt u,,wdnrtlit' tli/H'ru1fflti dum111, la h.ma,t lia dm 15 al 13 ,:iul(no , n 4,.'i Ri~. Op. del 2.'i giugno IIJIK. AUSSMA. Rai:,·. 212. L'avianooe 11dla Bauag lin del So1~i1io. 23 Comando 8' J\ml3ta, Comando di Acronau1ica. n. 477 del 16 !liugno 1918 . AUSSMA. lspclloratO Squadri,glie da Caccia. l)in:tuve e n:l:umm. 24 I 12 vcti\·oh del XIX <iruppo ~gandarooo 175 bombe autiperwoalc e i.parruono 2 .750 colpi di mitragharncc. i J•> del XV lanciarono 52 onlignj Ja IO cm e pam,ooo altri 7 .IJCK) 1."tllpi Ji mitr,lJZliatriu:. 2.S Conmndo di Ac:ronautk:a a Disp<XiLione. Onlirw di 0/H'md on, N.40 . n J54 RR. Op. del 16 i:iugno 1918. AUSSMA . <"ornando d1 Aemnaucic.i u Di.,,po;.itione. Ordini di operaziooc e rcl:uioni . giugno 191 K. 26 Comando Supremo, Comando SllJICÒon: di Aemnauuca. Rt1ppurto rims,,nth~, ,ldlt1 11ttfri1à /Jt'rt11 111/0 nmrm frrmtt' tlellu ghw,ww del /6 Giugno /9/ IJ, n. 111112.'I S.l . del 17 giugno 19111. Le ~iuo~ ill!l\.-e furono rhendicate dal ceocni <>t1v1Cn della 7'1' SquaJrii;li,1, fr.1 Man.tre e S . Lucia. dal tenente Lombardi della 77' tra l'en:un di Melma e Va.-.oon. dal ..crgenic Aprà della sJ• ..u V;ildobbùidcnc. dal Lenente f"u1;im della 78' cl~ r~ ieclamò ben Ire. la prima in collahoranonc con il capitano Riva della stessa <i(!uadriglìa IJll M:ilhor-J:hcuo e h11111go. la i.a.onda 11e1 pre,..1 di Pilooecto , la terza tra Ncrvc'la e Uavuria. e l'uhima dal M:ll,'Cnlc Codeghini, pure dcli:. 78'. davan11 a Ncrvcsa. 27 i.:rir, Wchcr, op. cii.. pag.208. 28 Corn:uxlo uprcmo. Comando Superiore di Acm1Wutiw. bpelt.l1111lo SquaJriglie da Caccia . Rd11j OIII' dt'llt' Of't'r{rjo,1i del ~iorn,, 17 i:iugnu 1918. n. 10 del 18 giugno IIJIK, AIJSSMA . l~pcttonitn &juadnglie da C,K,·da. Dimti,e e n:luiom . N Il capicaoo Pompe() Vo1L, _ i dèlla 82" S;juadnglia , rnuiunto da una fucilata al hraccio dcslJO. aucnù a Quinlo d1 Trcvoo scn1.1 danneggiare il velivolo. e lo Me'-"> fece ~ul 1.11mpo di Gauo if capitano Ernesto Scqui della 70'. ferito alla guancia destra . mentre il tenente ("amitto Sommanva della 72". pr.a\cmcnie fenlo alla le:.ta. ponò a I.e rra il ~uo velivolo~Ml Mot:liano Venetu. 1,.-..1~1 wule po1é nelle vicinanze di C":a 1clfranco, ,a 111.m: scn1a :.alvm: il ~oo Nicupun Ni I 7. il tenente Mano Ohv1CT1 della 7''f'. anch"egli fento. li teJJente Camillo Somrnariva non si riprese e mori il 19 giugno nel ,1K1 leuo di ~ a i e. Ricntrnrono invece whito al rcpano due piklll delliA 7S'. il Mlldato Mwtlio Mau.olini. anem110 §C1U..1 danni presso Cavancrc. e il c8(1(l1111e Rolando Spuri. !14leso ~ul 1.:.unpu J1 Gauo. Entrambi avevano smruTito la roll!a per l:1 omwa "i~ibifaàdie a~c:~a fauo vivere una brutta avvcnturn anche al ~nte Mario o ·ur:,o. dclla 91 " Squadriwia. lngaggiatocom

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255 bauimenlu i,ul Pia,c coo un AlbatlO'. cm , 1,110 1r.1.,. ,11,1h>,1.,lk H<nkl.. ,ldl11 "'"""'n, lkn all"mtcmo dc.I territorio occup.a10 c. ~mam10:.1 rra le llll\Ole . ave,J \a~.tlu a lunro -..·n,., "'"·"'" 111111111h nlcnmcn111 lmché ormm al limite ddl'autonom,a" era ~lo ,ul campu Jd Lwo dì Vcnc11a 30 Il pilota . tenente Gm.scppc Alfom1. lcntu al l>r.1H10 c JIIJ ' Jl.ill.i ,k,11 .1. uu-.c, JÙ .tllcrr.1re nelle hnoc irnlir,nc, frac;t,~ do 11 bipoMo nui la!,Ct:indo indenne l'o,..-..:r\,Uon·. .._,,1111J1111 hwk M," ''' · ullictalc m çomando del V Gruppo . .li <·ornando R11W11pp:uncutu StjUòlllnphc 1!;1 Homh,ml.1111<:1110, Hd11 wm• ,ul/"a:i,mr dr/ 17 g,ugno 1918. n. 2.16 IC'i. Op del 17 giugno 1918. A SSMA , ('omandt, di AmH1.1ulKJ ., 1)1'fl'"'"'lllo:· Ordini d1 l.ll)lT.lLIOM e n:lvioni, giu!!no 191 8 Que,10 l'e11uipagii,o del ('a 5 . C('llltradtfo,hntu d.tllJ C".1 11 ~'"' 1c11cn1c w looncllo Am1a.ni.1Cnen1e Ridolii . ~r\atorc M>lllllcncn1c Cu1c llo, milraghal: çupor.tlc Cantun1111 12 Nelle 42 MlflJle di attucco al ,uok> foro11t, ,par.th •15CNI rntp, ._. laoc,arc 244 bornb.: ~fcndic da IO <.m . 33 Com.mdo upn:mo. Comando Supcnorc d1 AcnmJUll<..J . l, 111:t111r.,10 '>quadnglu: Ja CIM.-cia . Rl'lll:.io,w delle <if>t'r<r.Joo• dtd ,:wroo IH 1ti11~,w IW/1, n. 15 del 18 J.!IUl,!110 11JIX. Al ISSMI\ , 1'pclloralo Squadnghc da Caccia , Din:IIÌ\C e n:latJORI. Le qua11m villOl'ie furono mcn<.lru llc dal ~ l<llcnenrc Lconard1 dcll ' l!O' ~uadn!!ha. dal sergente Rcah della 71f'. alle 16 , 15. \ul l\'tflCe della Priula . <131 1cnc111c Comandom. Jcll'X!'. alle 17. 1,. od ciclo d1 Ù:'™"1. dal capitano Rn:glia , dcll'82'. alle 18. 20. tra N,wcnra e Don In 50 ,urt1le d1 ana<..-..:o rii ,1K1lo furono ,p.tr.tll 21 .1.0J colpi e lanciate SI gr.lltale J:i IO cm. (.luci gioroo la n ~ J.a c.,u:1a contava W \ Clivoli . 71 Jc, 4ual1 dficicn11 . e 69 pi_loci . 14 All' appello rnaocò WlChc 11 velivolo del capornlmagj!mrc SahJ11no l .cmm1 dcll' 83' SquadnJ.!ha (6' Armala) che il pilota. &raven-.enle fenlO ncll"a/1onc di mitr.1gliamcn1u del pomcngiiio. riu..\C1 a riport..re nelle lince 1lllhanc <fasciamlolo in un a&lcrr.tl(l:Ì<l di emergenza nel >ellut'e ddl'XI ('orpo d' Aml.lia. 'l5 Comando RaggJVppamcnto Squ*1n&li..- da Bomb.anlamcnlO. Rrla:.,mu~ )111/'a :.Jtmc del Ui ,:i11,:nt1 19/X. AUSSMA. Comando di Acmnau11ca a n,sposiLiooc. Onlmi d1 1,pcra1iooc e reluiooi. g1ugoo 19 IR. l..l d1vcri.a capaci1à di cuneo a\e\a ~ignificato un carico ,li\en.o d1 bombe, il ( 'a 5 cn \l(II O am1a10 coo 6 gr.ma1e-mma . IO grnnt11c-torpedini e 4 i111.-endianc d3 162 mm . i Ca 3 con 2 panale l!angnollcs. 4 grnn:ue 111111a e 6 j..'Tllll.&lc-1orpcc.hn1 d.1 162 mm 'l6 Comando d, Acmnau11ca a Oi~1Lionc. Orrlme di Opt'm:.im,,. N.13, n l70 RR . Op del Ili giugno 1111 8. AUSSMA. Comando d1 Acron:1111ica a Di~1LJOoe. Ordm, di orcrarionc e n:l:wuu . J.!IU)lno I'' I Il. 17 <'ornando d1 Aerunaulx:a a 1)1~111onc. R<'ltJ-.mm• mll"ll:.1011e dì btm1l>nrdm1,ea111 ,lrl xiomo 18 m rr.• n 39K Op. Ri~a ,;.._,;,.,., ll<,I 21 ciu,no 1918. AIIS..<;MA . C'om:mdo di Acronau1ic:111 o;,.,.,.,_,,,<me, Onhni d, operazione e n::l:vioni , giugno 191 8. li lenc:nle tll,.scrvatnrc Bcni!!m, dcll'8' SquaJrii:ha. fu fon10 cl.1 una ,;chcggia al ginocchio clcSfm. 38 I OCOJ,<nilon del IX r ::m1rooo 3.(X)() colpi Ji m11r.iglia11icc e lanciarono 100 i;r.matc ~fcnchc da IO cm. i ril.-ogni1on e 1 Cllecrn del X V 1ocalizur(Htu 1m«-e 7 .8CMI rolp, d, mi1raglia1m.-c e 105 vrd1i:m ;mnpcNll'lalc. W Comando 8' Annat.i. Comando di Acroru1u1il'a. Rela;:wne rianunrit-,1 dt'l/"a1111·11ti urtl'o dumnte la bo11aili" ,Jr/ M ooJel/u d<1/ 15 ol 14 llS<;MA, Racc 2 12. L'avi:vKIIIC nella R:magha Jet S..,l,lltio. 40 11 lloppmw r111t.I111t1i1·u tiri/o 111111·11" llt'tl'a s11/ r,orrm fronte 11<!/o ,:wrnuw del 19 (;,,,Il"" 1918 (Comando Supremo. Comando Supc110te d1 Aerun..ulica. n. IOl l!W SJ. del 20 gtugoo) nportll 11 numero di 94 M>rtile, ~'Cificand<1 ché lO vcli~oli cffcuuaruno p1u \oh. 11 ché porterebbe 11 totale a 124. Le n:la110111 del XIX e del XV Gruppo pmpongono invece altn dal!: 3 1 ,om~ 3Jll'lllnlO per il XIX Gruppo ( 14 JlL'1' scrvmo d"anighcna. 4 p,:r i.enrLm d1 fanteria, 13 per bombardamento e m1traghamcn101 e 79 per al XV ( lii JIC1' ncogni,ione, 31 per crucicr.t. .corta e ullam'IC, 27 per mitrngliamento e bnmh:mtamenro, 3 per -.en tLIO w fan tcna. a 'UflllOl'10 del XIX Gruppo con I t>om,ho della 13<>'). Lii d1!>Cord,.uw1 puc) c~scrc s(licg11111 ipociuando che Mann '>llltc coo1cuia1e ixr l'annata anche le son11c della 79" SquadnghJ. agiircga1a alla mas-.1 cb cacciil. 1pntc,i rcahç1ica d.11 momento che rl Hap/K>rttl riaHu111i1·0 riporta per le Mjuadn)lhc a d1ç~i1ione di Piccio wltanlo 7 "Il'· tilc . a fronte delle 13 mdx.:atc nella n::l:v,onc giomalier.t JcU ' hpettor.tto delle Squadri!!he da CU1.~1a. 41 Nelle loru 14 ",n'~ gh aviatori francei.i ,pilf'.tmno JJIIMI colpi 111 m1tr..1gliJ1ri..:c. 1.1ucU1 bnLannic1 m 2 1 ne ,p;1r.uott0 2.800 e l1111C1amno 7 1 hombe da IO ctul01,•nunmi . 42 ( 'ornando Raggruppaniento Squ.idri)llic da Komoord:unenlo. Rdu:.ion, .,u11·a::1m 1r del IIJ R"'II"'' 1918. n. 238 del 19 giugno 1918. J\USSMA. Comando d1 Ac rooaurica a Dhpoi,i1.1one. Onh111 d, orcrnrione e n:l:11iotu. p1u1tno 19111. 43 In n.ivK.-ella cm 11 comandante della :.Ct.KJOe. C',tpitano Oiovann1 Ab~.n Jruu . ,be,, ...tlvè, con 11 panicadule. 44 Comando Supremo. Corn.indo Superilll"C d1 Acron:1u1ica . lsJICllor.atu Sljuadnihc da Coccia . Rt'lllziunt' dt'llc opem:.ioni dr / ttiornv /9 g1uJ111u l'JIR. n. 2.i del 19 gmgno 1918. AUSS!'.tA. hrcttoraro SqUlklni tie da C..a·,a. L>in..1.tivc e rcla,ioo.i. 45 Comarxlu Supremo. Comando Superiore d1 Acrunauuca. R"f'P''"" mw111111rn della <1nll"ità a,"a <11/ n(l~tro fm11tt' nrllt1 ,:itJnlOtll dr/ IIJ (iiul(no IIJ/8, n 1011 59 SJ . del 20 gmgno 11118. 46 <"ornando IV Gruppo Acmpl.m1. Rt'lt1:.i1111r 11111"0:.,om • dr/ mam11t1 del 1/J 1tiu11110 or, IJ, 111. n. 674 R.S.. AUSSMA , IV Gruppo A1.m,plam . Kcl.t1Klm 1'118. e Comando XIV Gruppo Acrnplam , Rel,1. 11n,e ~11// 'ù:.ì<me del 20 '"""· .,,.,. 9 . n. 608 del 26 i;iuJrno 19111, AllSSMA, I' Guem, Mondi.tic. XIV (iruJlllO, Rclarn>m 191 8. 47 ~<o la ,cuoia di ~olo dt l·, ~1a tra 11 211 "''"'111h11· l<l 17 ,. I' 11 nm cmhn: 19111 furono addcMrJli 111 pilotllgj!IO dei Caproni 457 ufrici.tli ,1a1umlc1N dei qn:ih , pr11111 I Il"'"' Jmnu .ti fronte tlurnntc la BanJglia del SolMi110. per ~'iCrc asse gnati IO al IV Gruppo e K :d '<IV P11111.1 ll..-11., fui.· tldk , ...1,li1J -.ir..t,l~m arrivali Jl n:pan, da homh:trd:lmcn10 del Re~io l.:....ercito e della St:17H.>llt' 1.h r,'!!J.!111 Rcn.,11, 11 tldl.1 R,·~·1.1 M.1rn1J ,1ltn .i11 ulli. ,ah p1lou 48 Comando d, Acr\tnaul1'.J J 1>11/111, d, ( >J""' '"'" -I \. n ll!1 RR Op del 20 g1ui:no IIJIX . AlJSSMA . t• Goorra Mondiale. ( 'on1Jndo ti, A,·11111.1111i. ,1 u 1>" 1"'"'""11." <>r.111111h n:l.l/10111. i:•ui:no l',1111. 49 Comando I.li Aen>OJur"a ., n,,,11"11111,w N, I,, 111111 11ill" "'"' 1/d /N""' n~t:'" d..t :!O ,:111xm1. n l•.1'> ( )p. R1..cr\a1b,,imo Jet 20 ~iui:no 11>111. All \',Mi\ ( '1>111.111,lu ,h '"'""·"'•" ·',, I h , I" ""'"'"'· 011.lm1 th op,:r.t/lOOC e rcla/ioni . giugnu 1918.

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256 ~I Ccnrm MIICC.lOltt F.x- Prigionicri Italiani di Non:intola, Rda:.iOffl' su/In mllum ,11'1 Tr,w111r f'mq11i~111 Eugc-nio. 24 novembre 19 18, AUSSME, Rep. F- 11 Racc. 1318, Commissiooe in~ra.-.: prigionieri di i;~rrJ 11aham. 5 I L'.uìooe dell'*ronaul~ dell'S• Armatll è Qlllllltificabile. sulla ba__-.c delle n:l:umnr òc1 Juc J!Nppi . in 9 ,oniie per 'ien,i· 1ìo d 'aniglicria, 2 per scrvbio di fanteria, 1 di alttcco al oolo per il XIX Gruppo, 14 1>cr nn:>t;ni,_ionc, 2 per S1YVi1io di fanteria. 7 di anooco al suolo e 36 per crociera. scona e allannc per il XV, per w11oeak di 7J. 52 Cumando Supremo. ClMtl.lndo Suproure di Aerunau1J01. l~pc:uor.uo Slfuaun,.:h.: Ja ( 'au:1a, Htlazi<>M dtllr oprrudoni d,I Riortto W RiURM /9/X, n . 32 del 20 giugno 191K. AlJSSMA. l<pcttoraio Squadriglie d;i <'accia, Dm:nivc e n:117IOIIÌ . La JNS..~ da caccia conlllv11 quel &iorno 111 velivoli . 84 dei quali ctr1<:icn1i. e 86 piloci Dal momcn10 che le o;onirr rotali furo no 108 (25 di 1Ulllecu al )uulo. 68 per 1.nidcr.i. 15 pcrt.,....."Cia. intendendo t.'Oll lflll."MO le partcRLc hU allannc) è cvidm.l e che diversi piloti furono impegnati in più vioni. Nelle viom d1 anaoco al suolo le "1110tlng.lic di Piccio sparnmno 11 .000 colpi di mitragliarricc e lanciarono I<> granate antipersonalc. S3 Rela:.wnc- 1ul M!r>'i:.iu JJN'~/alU d11ll11 24" SquodriKli11 in cuml,u iklle f11n1erie d11r11111e l"c,zi(HI(' difensi~v e vffensim dal 15 ul 2J ,:iu,:tt0. 25 giU),'ll<> 1?18. AUSSMA, ltacc. 212 . L' avuuione nella liat~ha del Solsii,io. 54 ( 'ornando d i Acrona111ica • l)i~i1_ionc, OrdiM di 0J"Jt'ra:im1t' N.46, n 196 RR . Op. del 21 giugno 1918, AUSSMA. Comando di Aerooaulica a Disposi.-jCN1e. Ordini di opm1Liunc o: n:luiooi . giu11nu 1918. 55 Per le "4.lui.dnglie dell'8' Amnilil i rapponi rì~..untivi dei gruppi parfllllO d i 14 Mwtilc . 9 per scrvi,io d'aniglicna e 5 per scrvi7.10 d1 fanteria. per 11 XIX <iruppo, e di~ per il XV, 111 per ricognl7ionc, 2 per ~rvi7io di fanteria , 2K per caccia. cmcicra e scorta , 13 per mi1ragli11menco e bombllrdamenio. per un t(l(ale di 68. Nelle 13 ~ile per alt.lCCO al suolo furono pa rati 2.500 colpi Ji mi1r.1gl~ e lanciale 45 gr.111a1c ~reridic. 56 In quc_'ìle a71on1 si contarono 2.YIU colpi dì mitragliallicc e 2 granare per gli aviatori della 4' Armat_a, !L'i(ICI colpi dì milragJiatricc e 56 granate per quelli della 6'Anna1a. 870 colpi di mitr.igliatricc e 16 bombe per i britannici . 57 Comando Supremo. Comando Superiore di Ae:runautica. hpettor.llo SQUlll.lrìglic ùu Cau:ia. HeluunM drllr ,,,wra:ioni del ,:wrno 11 Riugno 19/R, n . 33 del 21 giugno 191R. A SSMA. I pcuoraro Squadriglie da Caccia, l>ircrnvc e n:la:Tioni . La mas.~ da caccia contava quel giorno 106 velivoli , dei quaJi 82 effk~li . e 80 piloli . Alle 15 sortite per mitragliamento. con 9.500 colpi spar.iti . se ne aggiun!,CIU 82 per k!TVWO di uucier.a. d1stribui1e in 31 p;tlluglic di due o Ire velivoh . e 13 per t.-· eia. di."1ibuite in 4 pauuglie. per un totale di Hlh. SI! Comando Supremo. Comando Superiore di Acmnautia. Ra1,,,,.r10 rid~;umi,.> dt'lla a/lÌl'ÌIÒ au, a .oJla nmlra fmnl<' dt'llo giommo tlf'I 21 Giugno 19/X. n. 101183 S .I. del 22 giugno 1918. 59 Le 3 bombe spnciarc u Castelfranco non fecero danni e non mollo di più oe1e11neru i 30 ordigni che colpiroou Mootebellun.a. mcnlrc i 3 i.:aduli presso Villa <>noti ferirono 4 i.oklau di cavatlleria e a .,olilioma 20 bombe Cltll"8lll00 un mono e otto fcriri . Per quanto riguarda i campi di .vi117ionc. nc~tn danno a quc_llo di Fos..'illlunga e su quello di lsrrana , bombardato a più ripttSC. , i ebbe solranto un principio di incendio nella baracca del comando, subilo domalo. 60 Ai due ~eti~oli. Ca 233 1 e Ca 2334. il ~omandanle ddh, ~ualriglia, magg,ure Golbriele o·AnllWILiu. aveva fauu lOJ!IÌere le tenaglie per i s iluri e rimontlln: i pnnabomhe pcr poecrli impiegare contro obicuivi tcm:stri . 61 Comando di Aeronautica a OiSf)OSi1ìonc. Rei~ sul bombflnJnmL,modelln lklV'HH' ,I, CIHH'gliano (2216118). n4133 RR . Oi>, del 23 aiujµll) 1918. AUSSMA , Comandodi Aeronaulic.i a ~ . onlini di uper.uiooee rduium. 1:,'Ìu.,'00 1918. 62 Comando Supremo. Comando Superiore di Acmnautica. lspcuoraro Squadriglie da <'accia. R,la:.iOM drllt' 0(1t'razi<>ni dr/ ,:iornn 21 gìugn<• /9/ll , n . 35 del 22 giugno 19111, AlJSSMA , 1 ~ 1 0 Squadriglie da Caccia, Oircrtivc e rcla1ioni . Nelle 9 sonite effettuate furono sparati 3150 colpi di mi1r.11liatricc. A qucs1:1 ridotta attivilà di atlllCCO al suolo. proieuata nelle retruvic dcll 'avvenariu. M conlr.ippo!IC una ben tnlll!giore 111tivi1:1 per serviLio di t.-n:>eierJ e di alh1nM . cnn IO') sonile di..nibu1te in 35 pattuglie che pommno a I IK il totale della giom.a ia per i cacciarorl di PìccJo. I.a massa da caccia contava quel giorno 106 velivoli, 80 dei quali ctricicn6. e 90 pikMi. 63 Comando Supmnu. Comando SuperitR di Aeronautica. bpeuor,110 Squadriglie da Cacci.i. Orrlinr d 'O~rtrj<Hlt' N .15. n. 40 del 221:,'ÌUl:,'ll<> 1?18. AUSSMA. Ispettorato Squadnghe da Caccu1, l>in:ttivc e n:lvionì. M Per quamo riguarda nr Armata , il XIX Gmppo totali11ò nella g.i omara 8 sortite per servizi di ricogniziooc d·aniglieria e di fanteria e 41 il XV. con 9 ricognitioni e 32 sunite dei ca.x:iaturi ~ "I' scuna. crucier.11: allanne. Le .SO sortite dcUa J• Armalll el'llOO il mullato della Mffllm:t di IO sonite per scrvi7il) d'artiglieria. 4 per ricogni1.ioni fotografiche e a vista. 1 per SCl'Vl7IO di fanteria e 35 per crociera, seona e allarme, incluse le 20 del primo mattino a pro4erionc dei Caproni u Coocgliano. 65 Squadrigli.l. RiroJlnizjOM el·e,:11ito il 23 ,:iu,:tt0 19/8 oollr orr 12 11/lt' Qrt' /3 , 5(). AUSSMA. 87' Sljuauri~lia. 66 lnJiiemc a 7 hlposto del XIX Oruppo, che~ 1vvenlilr(WW\ w qua-'unquc movimcnro a 1cm parando 550 colpi d1 mitragliatrice e l1BCiando 99 granate del ripo an1ipersonalc. si sussc&uirono su questi obicuivi 12 caccia e 4 ricoani1ori del XV. con altri 2.700 colpì di milr.iglialrK:c e 45 gròlll:tle. 35 velivoli dellw 4• Armata. con 4.JOO colpi spar.&li e 58 bombe lanciale. 23 caccia dcli• 6·. con una statistica dì :l.HIC)colpi di m1tragharricc e 12.~ gnnwe, 5K hrit•nnici (52 Sopwith Carnei e h hiin, sto M.f:.I!), che conteggiarono 5 .970 colpi di mitragliatrice e 2.520 chilogrammi di bombe. 67 Le squadriglie della 3' Annala n:gisl.r arooo il 23 giugno un lOtalc di 641,()!'liW (IO per i,erviLiu 1.l'aniglxria. 3 per culle· gamcnw wn la fanteria . 2 per riwgniaone. 17 di illlllL-co al ,uolo.t.'Oll 2 .850oolpi di mitragliatrice spanr,ti e 130 gnuwe sferiche lanciate. e 32 per caccia, crociera e scona). quelle dcll't!" Anna11 69 (4 per servizio d ' anigliaia. 3 di colJeiamenro OOfl la fanrrria . 14 per ricognizione, 23 di attacco a.I suolo. 25 per caccia, crociera e scuna). 68 Coma.o do Sup,cmo. Comando Superiore di Acronau1ica. lspettora10 Squadriglie da Caccia. RekdUtW' Jellr ClfKl'U:.Ìuni J,./ gionw 23 gÌUJlfHI / 918. n . 47 del 23 giugno 1918. AUSSMA. li,pctlofUlo Slfuadriglie ùu Caccia. Uirctlive e relaLJ<111i. Le

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M.1111!0:: tkdk'alc all'auacco al suolo dalle S4.1U:Kl11glil' a h 11nlìn1 eh PM:CHl tumno qumdi non più di 30. *1 opcr• di 7 palluglie d1 quattm o cinque velivoli. con un bilaocio d1 7 .720 colpi d, n111r:1glialrk'C e '6 gran ,e ~fcrichc da IO cm, a fmnle delle 96 eseguii per se:rvi1i di cmcicn e di albrmc. 1.:s ma....:, da l.11i.-c1a M:hter.ava a 'ludla c:wta 108 velivoli. 77 dei quali efficienti , o:: 83 piluci. fi'I <'ornando 8" Armalll. Comando di Aerunautk'.11 . R,•l«:,rmt' musumnv ,/,.ff'a11fri1iJ a,rrn durOJUt' la lx1"af(lia dt!I Mrm1ello 1/<1/ IJ 11/ 24 giugn,>. AllSSMA . Racc. 212. L"avuwooc nella Ua11agha dl:I Sol~iJ.io. 70 Comando 8" Armai.i . Staro Maggiore, llll-.cio lnfonn:111001 . &>llt'llinn !t/ 0 /2 (Sl'ril' V.) del 21 lui:lio 1918. C«rll' dt'/1'«1 1M1à atrt!a nonica dal J• al 14 giug,w,. dal 15 gi11g110 t1I 12 l11ttlio , AUSSMA, Uffici lnfo111\112ionì delle Annate.~ avia1ionc nemica. 71 Comando 6° Am1a1a . Uftìcio lnfom1.111ioni, Trad11;.io11t' ,t,N'Ulllt'nm nl'miro (Norme' ptr la difesa cvntrv lll'llÌ dit ,'Q/1100 a ba.ua quota Op. N° 99.652 dd/'8 agru10 /918). del 18 sencmbre 1918. 72 I piloci \lalunite1l\i dal 20 g1u~'ll0 1918 alla line .k:llc ~tilità ~ pane a 60 a1iooi di bombardamento 1ocaliu1mdo 277 sonitc e mcrilllndo una medaglia d"om e una d "a~cntn al vak,r mihlare. ulla memoria dei tcncnli Colcman Oc Win e Jamo::~ L. Duhl. caduti in oomb3nimcnto il 22 ottobre 1918 ,;opra Revinc. n COOl:lndo d1 Acronauttca a l>i.-.pmiL100e. lando di nionifes1ù,i. n. 293 Op. del 4 giugno 1918. AllSSMA . ( 'Offllllldo d1 Aeronautica a Disposi1ionc. ordini di opc1111ionc e rcla7ioni. giugno 191 . Dur.mti.- la batlll •.lia rurono lanciali questi quanlitativi di stampati: 54.000 il 15 giugno, 35.000 il 17. 81100 il IK . 55111X> il 19. 30ml il 20. 160.000 il 21 . 18.000 il 22, \101100 il 2J. 74 Questi numeri ~ in linea con il tncalc di 107 indk'lll4J per il periodo dal 15 al 25 &iuano dalla rcla1ionc con cui il Comando Superiore di Aeron3utica accompagnò nel dopogucm la pmpost.a di un"alta ricompc~ al valur militare per il C'orpo Aeronautico. Luigi Coollm (l 'uvia;.iont' i1uliana in guerre,. Marangoni , 19:W) fomi!itt la cifra di 72. lenendo~mihilmentc oonto delle sole vitt<lric iralianc. 75 11 numero di 9 velivoli è quello comuncmcnre ripoftllto (lld e.,;cmpio in M1111lio Molre)C. L 'm·it1UQM du r,mgnh ion,, ila liana nt'l/11 ,iullra t'IOVJH'a . Commi~atod' Aeronautica, 1925. c l : t'snr ilO iu,liano nt'lla Cirand11 Cìut"a. Voi.V. Tomo 2 . Ullkìo Storico Swo Maggiore bscrc1to. 1980) e figur• .m.:be in un documento del Comando Superiore d" Acmnaurica del 28 giug_no 1918. Nel dcnaglio i rnma di un Hanriot della 1.5' Squadriglia il 15 giugno. un Ni.17 do::lla 79' cd un P.E della 131° il 17. un llunriot .k:11' 82' il 18, un SAML della 39' cd uno SPADdclla 91 • il 19, un C"a.l . della 3". un SIA70 dcli~ 36" ed un llanriot do::11 ' 1• il 20. Il totale può però essere fano lcginimamcn1c ~lire a 12 oon u:n Haruiot dell'80' ~w;lriglia il 15, un altm Hanriot dcll"83' il 18 ed un SP.3 della 23' il 19 giugno: in tutto 7 caccia. 4 ricogniton, un homhanlicrc. fra gli equipaggi bi ebbero l piloci cd un morti. 6 pikxi feriti . 7 p1lou . 3 ~atori ed un mitr.aglierc dispersi . In inci· denli di volo e di atlerr.l.&&io lr.i il 15 cd il 25 giugno furono mc\! i fuon u.~ 54 velivoli (39 ricognitori. 12 i;accia. 3 born-

~~,ore

hardìcri).

Nule L'ULTIMA OFFENSI VA Dt~1.1: t:sto:1tt:m) AUSTNO.IJNGAIUCO NEL GIUCNO 1911. 1 COMBA1TIMENTI DEL XXJV C.D.A. UL MONTELW dì Kurt Millert'r I Cfr. Petcr Fiala, Dw ,,,,~ Off<'nsfrr 11/tvst,rrrir hs. flihrwng.rpmh/mll' und l-iihrt'n't'ranrwortlid1Jcri1 IH!i der O'"" lr ltisch-unf(arisdim Offt'nJh'f' in l'elK'IÌl'n. Juni 19/8, in .. Mili1argcschichdichc Studien-. hrsg. MilitiiJJ;=:hkhtlicben rorschungsamt. 3. BoppanJ wn Rbein 1967. pp. 14 ~ 2 Cfr. Manfred Rauchcnqcincr, T>,r Tod dt'.f l )opfll'/adl11r., . Osr,-rrt!ir h-Ungarn und du Erslc K'tllkrieg , Graz-Wicn-Kòln 1993. pp. 569 s. J C'fr. Hugo Hanbch. Vii' Gesch,chtr Ostt't'Tl!idis. Il . Gr.u-Wrc:n- K6ln 1994, pp. 533 •. 4 Cfr. Edmund Gl.iisc von H~cnau hrsg., ifot'rrt'ich-Un,:anu LLt:rr Krit'I/ 1914- /918. vorn Os1crreichischcn Bundesmini tcrium ftlr Landcsvcnicidigung und vom Kricgsarchiv. VII. Wien 1')38, pp. 235 » . 5 l>el,4.TIUi \.'Ori grande eff~i:a in Fiala. Ursm:hl!n tlrs M iut'rfolgr:s, in f>it' lt'tù' Offt'n.ti1·t' . cii .. VIII. pp. 1061,.,. 6 C'fr. Anron Wagncr. /)111 lt!t;.t' Off11n.ri1·11 dt's Osttrrt1ichisch-111tgar1sdwn Hurr~ . Dm ~idt'rYlili8" Krllftvt'rhiilrni, im Summer 19/8, in l>f'r Erslt' Wellui,g F..in Rlirlc u,rUrlc. Wicn 1981. pp. 33<) ~7 Cfr. ~id1hd1es Statabar\.iliv/Kriegi,archiv (An:hivio di Stato e Archivio della <lucmi au.Wiaci) (KA). mllOOS\.Tilli incdìrì in: Kricg~wi. ~m.chatlthchc Manu:..Jtripte mm Kric1,,e 1914-1918 (Manoscriui perla sciclll.ll della guerra 1914- IYIK). Allgcme.inc Serie (Sene gc~-rali), Serie llalicn (Serie Italia). 1/191 16. fmlt . Ludwi11 Goi&inger, Dir Piw·e Fof'C'it'rung und dit ErstUmu"'g dl'~ Mo111dltJ Ju11i /918, p. 6 . (/I foriJJmt'nto d,I Pim't'" la conqui11a dt'I Monll!llo - ,:iu,cno /918) K Cfr. Hoo-1cnau lm.g .. 6stt11Tt'ich-Un,:urns. cii.. pp. 48 .. i veda anche Frnnz Schubcn , f>i, f:r.~ hiipfung in dl'r Ma11~·hoftsrrgli1WU18,. in n;,. Tra,cikli, d;,r 1'.rsr hiiP.fun,: . in MilillìN"i~n--d1aftliche Mineilungco, hrsg. Vom Osterreichi cben BundesminiSlerium filr Het'IWC~n. Hclì ~/6 , Wìc n IYl I , pp. S4(} s~. <J Cfr. Hurlilenau hn.g .. Os1crrr1ch U11 , arm. cir .. p. 4' IO Cfr. Rauchcnstc1ncr. /){'r fod dt•l />,1f111dml/1n , .:11 . PfJ. 5.50 ~Il Crr. Fiala , Di,. fet:., Offn,m <'. di.. l)tl . I :!" 12 l>relìe i n ~ al ~mo. rn llc 111n,: h l)r1111111,: I. , ;,.,, ,•rl111/1,• ll111i:m1>11ir ""'rr fì1<N'ht' . Frankfun am Mainz. Berlin 1989. pp. 246 . . 13 Nr. Fiala. 0.:-r A,,.f,,""" I, m J,mu,Jl, " "', mul ,l,n / 11111, t M, ,,,..,, ,l,·r \ },rht•n •illmR, m /);,. lrt;., Offrn.rfrr. cii .. pp. 74 s. 14 Cfr. Rauchcn_\fc rll("f . f>n ll\1(/,·11/11,,ul 111 I,, , ,,., J, , I '"l'fH hulf, " . n l.. pp. ~ , .


_.,.., 15 C:fr. Osr.cm:ichiscbcs Smta.tsarchiv/Kricgsarchiv (KA). AOK-Op.Abtlg. ~1... 11• Ak an AOK del l"Nl/1918. aol.-Op. n" 142 174. fase . S77. 16 Nuovi urg-.mjçi e ua.~f0ffl\&7ioni della fanteria in: Hoc-sicnau hrsg .. ()31errrich-Un,:arns. c1t .. fil'. 56 s., .. si veda inolrrc ;mche Christian Haagcr, Die MjMslien,ng . &t.'qffnun,: und S<hi,}Jml$blldung drr 77mlr, K"iJerjliger . in Dir 1irvlrr Ka~rjilger. Dir Gr.u-hid11e dttr Tirol Elilttrtt,:i-n1er. <irùndung - f:J,ujj1u AMsru.llung. lm,g. Vllfl ChriMiilll Haager. Paul llolTmann. r:r.im Huter. Ebcrlwd Lang, Anioo Hcin1 Spiclmann . lnnsbrud,-Cremona 1966. pp. 1911 s.~. 17 Cfr. KA. t-mlt. 1..odwig Goìgingcr, Die Pime-Fun:irnmg und di, Erniirmun,: d,., Momrllo Juni IY/8. cit .. p . 2. IK Cfr. Horstcnau. &•1ri1<·h1ungf'n - Die Ursocl,,n dtts MijJnfnl~"·'· in hrsg.• Oslt'rreid, Ur1g,1rno. . c it .. p. 352 s~.; ~i ~eda anche Fi:ala. fkr J\Jtfmarsch v,r Junioffr,uil', und das Zuriid.blt'ilKn der Mlrberri1un,: . in Uit' tm., (Jff,nsil't' , cit .. pp. 76 s., .. in particolare !ICI $ . 19 Questo <.t1ppono si rivelò non molto effi~-e il giorno dcll'attacoo. Sì veda a riguardo: KA . Fmlt . Ludwiv Cìo1gingeT. Dir Pio,·" Fwl'ierMng. cit .. p. 13: ~11 Mlppul'to da pane dei due ('.d.A . vicini (U e XVI) non fu molto clT1ca:c . in 'lu:.Jlto il pnmo poteva conUlrc Ml una do«a7ionc dì munizionamcruo minjma e il ~ aveva già con,umato gran pane del wo muni1.ion amento fin dal primo giorno di battagUa". 20 Cfr. sempre KA. fmh . Ludwig Cìoigingcr, /)i, Pim•, . ,..orrimmg , pp. 8 . 21 li lira e molla sul piano di opcn1Tìooi e la djscu ion ulla sua versiooc rmak in Fiala. IJi, l,n, OJ!,nsi1·, . cii. , pp. 68 ~. 22 Cfr. " Angriff$bcfchl <Ics HCìKdos. Op. o• I IO<VIS9 voo 5 Juni- in ÒSkrreichi~ Stat.atsan:hiv/Kriegsarchiv (KA). manoscritti inediti in: Krieaswissenschafltlìdie Manu._.J:ripcc 7um Kricgc 1914-1918, Allgcmcinc Seri.:. Serie halien. 1/1918/18. GM An.ton RittCT von l"itrcich, Tcil Il, f)ir Pio~'f'sd1/ach1 . pp. 43 s.; si veda inoltre KA. Fmlt. Ludw,g Cio1gingcr, l>it1 J'ia,,, . ,.nrri,rung, p. 9. 2J Cfr. KA . Fmlt. Ludwig GoiginJCJ. Dif' l'ia,'tl·Forri11run,: . pp. 9 ~. 24 Cfr. f"iala. Dit Schlacht. 1Ji11 Pio,•11forrit1rung ìm Momellogebkt. in Dir lrlZt' Of/t'nsivt1. cit .. pp. 89 i..~. 25 Cfr. KA . f'ffllt. Llldwig Gnìgingcr, f)i11 Pio•'f' Forr:irrung. p. 9 . 26 OstcrrcichischeJ Statatsarchiv/K.ricgsarcwv (KA). manoscritti inediti In: Kricgswisscnschalltlichc Ma.i1UYJip11: LUm Kriege 1914-1918. AJlgemeine Serie. Serie ltlllicn , 1/ 191K/III. GM Aruoo Ritt. \\Mi Pitn:ich. Tdl 11. Uir k.u.k. J'ia1'efr<m1, p. 52. 27 ( ' fr. Pero Bwkovic. Dir St·hltlC?II um Muntt'llu - Erslt'rs Kampftog: l5Ji.lYl8 , estratto da Mii dt'tl & .rniaJ..m un Wrltkrit'g . in Schriftcnrcihc dcr Landesvcrtcld1gungsakadem1e Wicn. lJd . 2. Wicn 2tlll. pp. 71! ~. 21! Cfr. HOl'Slcnau . Chu Fesl.Jrtun dt's lc.u.Jc . XXIV. Korp., auf dt'flf Monrrlla, in brsg .• 6s1ern,id1-Ungurns. cit .. pp. 2fJO ~. in partÌl.10l11R p. 262. 'J.<) C'fr. H~a.u. l>ru Fntst'lu n dt':J /,..uJ . XXIV. Kurps auf drm Monlt'llo. in hrsg., ihtrrrl'irh-Unganu . cii .. pp. 263 . 10 crr. Rudolf Kisz.ling . Di<' Durr:hbruch.uchlachtt'n on dt'r i10Jirni.rr hl'n Fron1. Rlk-udw" und Erlcrnnmuu flir di<' 7.,u lumft. in Ò..lem-ichiscbcs Sllltat.'W'Chlv/Kricgsarchiv (KA). manoscritti inediti in: Kric~wiSt1COSChafltlichc Man11Slmptc tum Kriei:c 1914-1911l. Allgcmcinc Serie, Serie llalicn, 1/1918/21. pp. 36 ~. 31 ('fr. f>stcm:ichisches Statatsarchiv/Kricgsardliv (KA). mwxl<'iCrilti inediti in: Kricgswi <.cnschafltlìchc M.1nuslripte LUm Kticgc 1914-1918. AJlgemeine Serie. Serie llalicn. l/191K/ll!, GM Anton Rin. Voo Pìtn:id1. Teil IJ . Uit' l'ia,·<'« hloc/11. pp. 67 ~: ~i veda anche (kkar Rcgclc, Obtlr dit' Rrstrvrn1·er.·t'nd1tnf( in dtr Schlochl un drr Piove 1918. in Milltiirwi scnschaftlichc Mincilungcn. hrsg. ¼Ho O:.tc:rreichisd1en Bundc.ffllini"1Crium fdr Hccrwescn, Hcft In. W'ien 1931 . pp. 47 32 Cfr. l kntenau. Dif' Kiimpft' oufdt1m Montl'llo am 17. ""'' 18. Jum , in hrsg .. 6~lt'rl"t'Ì<'h- Un,:arn5. cil.. pp. 2'>5 s._, .. in par· 1icolarep. 29fl . ·n Cfr. Rcgclc:. OIH-r dit Rr~rrveni·rn·t'ndung. di.. pp. 51 s. 34 Cfr. fiala. Di" lm.t Offtn.,frt, cit., p. 103. 3S Cfr. Cìoigini;cr. Di, Piaw•· F,>rri,rung unti ,Jìr Erllurmung dr> Mont,llo - Juni /9/8. KA , cii. p. 19. 36 <:fr. scmrirc Fiala, n;, lt'lu Of!t'nsfrr. cit .• p. 104. :n IJldjcazioi1i in Ostc:rreichii,c;h:s Stlllat."*1:hiv/Kricg""rci'liv (KA). manoscritti inediti in: Kncg:.wiMen!oehaOtlichc Mao~pte tnm Kricgc 1914- 19111. Allgcmcinc Serie. Serie hnlicn. 1/1918/16. fmlt . Ludwig Unigingcr, Dic Piave furcierung und dic Erst.Urmuna dcs Montello - Juoi 1918. p. 20. 38 Cfr. HOC"Stenau ~11 .. Ò..lerreich-Ungarns. cii.. p. 359.

Fon/i LA 8A1TAGUA SUI. MON'n:1.1,0 ( IS-23 GIUGNO 1911) di 0,ro Nurdt'rttr Edmund Glah,e voo Horstenau hrsg .. 01ft'rr,ich -Ungorns uizu Krieg 1914- /918. vom l'>srtcrrc1chi-.chcn VII . Wicn 1931l. • Os1crrcichischcs Ounoomini,tcrium fUr Landcsvcrticidigung und vom Kric~hiv. Stata1sarchiv/K1icgsarchiv (Archivio di Staio e An:hivio della (i11Crr1 I\U triaci) (KA). manoscriui ineditj in: Kricgswisscnscbafltliclle • M110u.wipte .wm Kricgc 1914-19111 (Manoscritti per L, ienz.a della guerra. 1914- 1918). Allgemcinc Sene (Serie generali). Serie lralicn (Serie llalia), 1/1918/16, Fmlt. Llldwig Goi1,'Ìn1,~. /)('r Vurbruch.n,,rsut'h dn on,rr,it-hi:Jrl, 11ngurr.w:ht'n Heeres ìm Juni /918. nwtOS4<Titto noo 11.at.ato. • Idem. fmlt . Ludwìg Gnigingcr, l)cf Piavc-Forcic.rung uod die Erstiinnw1g dei. Montello - Juni 1911<, manoscrino. Grn 1929. lrmganl fllngcr1 , /)i_, /,uftlclin,pf, Ubrr dt'm Mon1ellu Di" Trudition drr Flir,:,rrrupp, , Wicn 19KK.


259 Note I Cfr. l::dmund (ilai~ voo Hor.ten:m hr~g . ow.,rr,·1th l/11,am, l.n:n l.rtt'f< IY/./ 1918, vo111 O h.:m:ichii,d1en Rundcsmin~erium filr Lande~.,ertteKli11unµ uoo ,·1,m l< rici-.an:h1v, VII . W icn 19"\8, p. 184: ··1comb,lllenti ricevevano :appcJJ.a 500 gal giorno 1.h pane. pmdotto per lo piil coo forina di mctlio ""lore .. C lu tav-.a ul fronte nccvev11 poi nel migliore dei CllS J 1611 g di carne, gli altn soldati che appartencv111JO :itre~n. 110 ~ , o non ne ncc,cvaoo affatto. Invee\: di vt.."l'\llll'l: c.:ongclatc. che non venivano quai.i mai d1 tribuile. c 'l"rJJMI f;mn;i e -.cmob di mai,. opp11re le odiate · .,cnlun, i,ccche·." 2 Cfr. lloo.to:.na u br..g .• Ostt'rrt'ich-1/n,:amf. c11.. 18-1 I115 3 Cfr. O:.terreichischc S1arnt<.11n:hiv/ l<riegSM1..'lliv (J\rclm,m J1 lato e An.i11vm della (iocrra austriaci) ( KA ). 111-'Tllll incdirì in: l<ric~wis-.enschrultliche Manui.lntJll: 1.um l<nq:c IIJl4-IIJII! ( Man<'6Critti per la scie1W1 Jo:.Ua l(uemi 1914-I IJIK). J\llgemcine xrie (Sene irenerali). Serie ltalicn (Serie lrnli~ ). I/ 1918/16. Fmh. LuJw1g Goi~m~'l!'l'. />,r /)urhrurlts1·t'rsu,,·h dt'J. iistt'~1t:hisrh·U11J1arivh,n HHrrs im luni /9/8 , ni:tnt'IM:rillo non ti.italo.

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'oce lLRUOW E L'A1TIVITÀ DELLE TRUPPfo: IJN( :m :u :s, NELLA BATIACU A DEL PIAVF. 1Jfo:1.<:11JG'IO 1911 di 1ibur Balla I CTr. K rieg~i1iv Wien (d 'or.i III pot l<A ). maOOSCT1111 (d 'orn in poi M ) . Prima guerra moooiak. lllllia IIJ IK. n• l2. JIP. 2· 1 1. 2 Cfr. l:dmund 0 1:usc-Horstcnau-Rudolf Kiszli11g hr~g .. O.rtt'ffl'llh·Unxarn.., l 11v,r Kri,11 /Y/4 /918 . Vll. Do~ Knt'Jll}ahr fYIH. Vcrlag dcr MiJiwv,,isscn\Cllilfilid1en Mitkilun,tcn. Wic n l9lK. JIP. 222 223. 3 Cfr. KJ\ . MS . ltalta 1.918. c li .. p. 13: Olai..c-H~cn, 11-Kiszling , O,tt'"ni-h -Un,arns. cit•. p. 261. allegato 11 . 4 C fr. Mal?8ior <lcnc:ralc Anton Rinc r von Pi1n:id1 . D,e A..uJ. . l'to1'efronr. KA . MS, Itali.a 1918. n• 18. p. 39: Glau,.t·· Horstcnau- l<iszling . O.rtem-u:h-Unxams. cit. . .tlle,taln 14. 5 Cfr. Glaise Horste nau- Kh.clinµ. 0 ,flt'ITt!irh- tlngan u. cii.. p. 206-207. 6 Cfr. Peter riala . /Ji, fn:., OJf, nrfrr Altùstrrrridu. Fiihnmg1problrtnt' und I 11hr,n·,rannmnlirhlu-it bt-i ,lrr ihtu.-un,:<1r. ()Jf,,ufr, in V,n,tirn /11111 /9/8. llar.ill Bolt Vcrlaµ . Bopp;mJ um Mhcm 1%7, fl(I 80,8"\ . 7 Cfr Glai:,e-llootc11.1u- K1.\dini. Ostt'moirh-lln11anL,. ci1., allegati 11 , 18. Brondoloi Karulovk 0.zkar. A ma11\'f1mk n ,·ild xhobt>ruban (Ciii 1m,:hut'<i nrfla G11rrm mo11dit1/e). in ··Magyar Katonai KflLl<iny"' (Miv,~ia militare unghere.~l. 1925. pp. ll42-K5«'1. La pe~-cntualc dei ,;oldati unghcw.i nei Reggimenti ddk i.m~ole l)J.,j_..ion, Cflì b scgucmc: 3t • Divisione Ji fantmu 7692~; 17" Divisione di fanteria 8 -84'.t: 11 • l)ivi.\ionc d i cavalleria Hmwld 15 84'l: 33• Div1i.1one di fanteria !'i2-Kll'J-; M· Divi\Ìoti.: di fantena Hnn véd M- 7K'J-: 711" Oivisionc di fa nt.e ria Hun,·cd 37-52«;{: 14• L>ivisionc dì fanteria 14 82':f : I' l.>iYtl>ionc d i cavai lena 79-'W.f . Si vcda KA AOK Reparto Oper.11:ìoni 191 k. ()p. n• I09110. 8 Cfr. Fml.J. Ludwig Goiginger. Dit' l'iawfmrierun,: ,md dit' fjm,rma1111 dr Mt1nlt'llt1 J,in, / 918. KA. MS. Italia 191H, c,r .. n• 16, p. IO. Eme~ Oauer. Ucr U»,'I' m m l.t nnz,1. f ',ldmmY.'5 ''1111/I S1·elu:J.,r Banwnc dt' /Jojna. Vcrlag Styna. (ira7· Wtcn Ki.ìln 1985. p. 97 . 9 l<A , MS. lt.1lia 1918, cii., n• 32, p. 29. IO Secondo fCHlli uffictah gh acre, 11ahan1 ~ganc1amno wi ponti di ban:be, i pontoni e le .wne d1 pnma retrovia 0111,tro-ung:i ric1 67.000 lA J, bombe. S t veda Magg.Gcn . della Riserva. llugo Sdliifer. Ò.rtt'rrrirlu ~t1/hi>IK"h mm Welt!neg. Verlai; MaAA.( lcn. della Ri",Cf\n Fran7 Schubett, Wicn 1934. p. 323. 11 Cfr. Fiala . Dit' lrt:Jl' Offen.111't', di.. pp. 89,.90. 12 KJ\ . MS. Italia 191 . cii .. n• 32. p. 24 . 13 C'fr. ~treich. />i, k.u..l. Puwe/mn1, KA . MS. Italia 1918. cii.. o• IR. p. 56: KA . MS . Italia 1918 . cit .. n• 32. p . 41. 14 Cfr. R:mcr, Ckr /..Jrnt' . cit.. p. 99. 15 Cfr. Fiala. D,,. let:Jt' Off,n.ffrt' . cit.. p . 9 I . 16 Cfr. Fiula. Vil' ll't:Jl' Ojfl'n.til:r , cit .. JIP. 91 -92: Beneze UsLlo. 1\ f',m•,.. f, mnt (lf /mm, tlf'f P i111·r). P:iktum Nyonxl.tipari T:iNL"-'g (Pa~lllm editore). Budapest 2003 , p. 135. 17 CTr. Fia la . D1t' lt'l:Jl' Offen.111·t' • .,.,, .. p. •)2 e lkne7c. A Pim·, -Front. c it .. p. 136. 18 Cfr. fiuta . L>it' let.:;Jl' Offr,nn't'. cit.• pp. 91 92. IIJ ( 'fr. Fiala. lt'tJe Offn,.1n-t'. cii.. p. 93. 20 l<A. MS, ltnJia 1918, c ,1.. 11~ 32. p. 27. 2 1 Cfr. fiala . Dit' /et::Jt' Ojft'n.ffrt'. c li .. pp. ~ ll!'i . 22 Cfr. H :da, Vi, /,r:.,, Offrn.ifr, . c il., p. 95. 2.1 (.'fr. Rcnctt, A Pim·c- Fmnt. c1t .• p. 139 e Ftala. Ui, ll'l~II' Offt't1\ll't' , c li .. p. 96. 24 KJ\ , MS . Italia 1918. cii .. n• 32. p. J I : Fiala. Di, lt•/Jt' O!Jemli·e . cit • pp. 96-1)7 e Benc,c . A Piaw -F:mnl, cii .• p . 140. 25 KA . MS . Italia IIJIK . c 11 .• n• "\2 . p 4'l 26 <'fr. t>itrcich. A.uJ. P11m-fn1111. KA . MS . l1ah;1 11>1 K. c1t., n• IK. p. K6. KA . MS . Italia 1918. cii.. n• 32. pp. 32-3.l. 27 CTr. Fmla , le1:11 Offcm11Y. ut.. 28 Cfr. riula. u,e fer:1, Oflt'II\Jl l', l ii • Ili' .,., lllO 29 KA . MS. lmha IYIK u t . n P p -Ml 30CTr. Pitttich. D1l'A11J. / 11111,/n.,11. ... . M, . 11 .,11.1 l'IIK. , 11 0 ° IK . p W hala. l>1cln: 1c<)j)emfr,.c11 .. pp. lO"\. l04 . .'I CTr. Rcnc1c . A l'llll t' I mlii , ·11 11 I I I,. h ,11.1 l>u I, t 1, tl/11 " "". <ti p 14~ 32Cfr. Fiala. D1t'/f't::tt Of/,n,11, . , 11 1'1' IHI lii\ 1'111,·1d1 1>11 411). / '1m «/m111 . ... . MS . lt,1ha l'JIH . cir., n• 111 , p 100.

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.U C"fr. Fiala , f>1t' l<'l:.I<' Offr,i:,i,·<'. cii.. p. 105. 34 Cfr. Glai~-1l ~enau-K i.v.ling. (fo,."rfr·h-llnl(ttm~. cii .. pp 339-340 35 Tr.t il 15 e 11 2.5 giugno le lntppe completate da ungh.:re.'>1 de.I Gruppo t.1·e-.c~"1lo Homcv,c ehhcro le pcrd11e <ocJIIC'.nti: la 17" Oivi ione imperi.il regia 403 morti. 3157 feriti. 601! malati. Y06 dispcl'5i; la 41 ° Oivi~i<Hie 110111·,·d 213 moni. 1597 renri, 673 malati . 308 di,pen,i : la J I" J>ìvi.,mne impcrial-rcgia 4 IO morti. 2663 feriti . 418 maiali. l 16J d1,per.i: r Jl • l)tv1~100C d11.:.ivallcna ll<Hn'id 162 moni . 706 feriti , 109 111a~11i. 239 \11.'>p..'fl>l: la 33• u,~hlOOC 1mpcnal-n:gia un muf'li . 900 ferii i, "l52 maiali, I IYI dispersi : la 70' Oivi\iocie 1/um'id 1187 moni. JJ26 tèriu. 2117 m.1la1 i, I 148 dispersi ; la 64• Divisione //un1·,·d 370 morti. 2875 feriti . 146 malati. 1523 di.<~1; la 14• Divi~ionc un~rial regia 484 morti . 2550 feriu. 253 malati. 82.'i di.<pen1; la I' D1vi,,ione d1 ~vallena imperml regia 342 morti . 1524 fenl1 . 469 maiali, I022 dii.persi . ('tr. KA, MS, ltalin 19111, cii.. n• 13, n• 18, allegato 8. xl'Ofldo uhn: fonu le penlilc gcncr.ih della 6" Armata impcrial regia e dcll'/\rmata ddl'bocuo ammontarono COlop~i~ainente a 7CJ.470 uomini . I.a d1ffcrcn7.a dcri~a dal fallo che le perdite llella 6" Annaui a."iemc Vl!Ogono date ~ teme a ~uellc del XV <"clff)C) t1·Am1.,1a e dal 14 al 25 giugno. Cfr. Gla1~Hon,teruw-K1'7hng. OsJl'fTt'il"h· Un,:llrn., . cit., p. 35Y. J6 ('fr. Goig_in&Cf, Die Pi1mfurr.'ierun11 . KA . MS. ltalìa 11111<. c,r., n• 16. p 20. 37 Le pmlite gener.&li dcll'cscrcno au 1ro-11ng:inco nella balta&lia ò1 giu1,'llt.l arnmontam11<1 per 11 pcnodn dal 14 al 2.'i giui:l'Kl a 142_'\50 oom1n1 ( 11 .643 rnoni . 80.852 fcnti. 24.475 pnJ.'Ìllnien. 1072 di~pcrs1 e 24 _<;()8 malati). La difes:i dal nostro uuacco co<Jò ag_li itali3ni in 111110 84.8.10 uomini. Ili cui KOJO mort.1. 211.991! ferii i e 47 .802 dispec~i. L' aviu1011c a~w1garica inferion: I.li numero abbatté 43 velivoli nemici e ne pcrdcne 31 di propri . Si ~eòano Fiala. Uie lt't;J' (>/ft'n.tfrt'. cn .. pp. 121 - 122: Gla,- Hor.tcn u-Kiiuling, bMerrt'ich Un11um~ . cit.. p. 338: Bauer. /kr w ..,<'. eh .. p. 104. 311 C'fr. fiala. Dic letz1e Offensivi'.' . cit.. p. 90. 39 Cfr. Baucr. Der Uiwe.cit.. p. 104; KA. MS. 11:ilia 1918 . cii .. n• 32. alkgato 32; Goiginj!er, D1e Piavefon:icrunp . KA, MS. Italia 1918. cli .. n• 16, p. 11 . 16, 20. Note LA PARTFDPAZIONE FRANC•:st-: Al.I.A KA1. l'/\GI .IA DEL SO~'TIZIO I S.lS GIUGNO 1918 ,1, EnKJneutlle llmud

I Jeao Bap1isle D ROSEU..U. CUmmrt'au n /'lwlit' in I A's f'ì'lnt1<Hu mire la Fr,111,·e et l' fta/ie 1wndlln1 I.a Prnnit'rr <iucrrr ,mmdwlt'. rnlloqu<' /ranrn-itulirn. Grcooblc. 28 30 se1>1e111bre 197-'. 2 Le, pou~om, dc coonlination du général Foch , (.'Ommandan1 01 chef dc:lt tntupe~ frolffl,:.aii.e~ et ani:Jai'I!~ dcpu,~ avril 111111. Mml renfon.'é<i cc étcndu à ramiée itnlieniie à partir llu rom~ de mai (confén."T!Cc d ' Ahncvillc). "l Sur le relarion. entre le hauH:ommanòement françats et le front ,rnhcn cn 1918 . voir la ct1111111u11ica1ioo de Guy Pl!DRONCI I pm,cllltt !on. du collnque fr:moo-italicn , t,P.L'tl. 4 Télé)!TamfflC dc ( '.lmillc Rarrère pour le 111ini!>lre ~ Affairei. étranj!i!n:-. (en "'Oflic pour le généml Fochl. n• 1128, R0tne. 1~ juin 1918 (SHD/GR , 15 N 47). 51.Ls 11rmet:ljronru1:,es dcms la Cirandt> Gurrrr. tome VI, 2c ,olumc. chapir~ Xl. · Le~ troupe~ frJ.11\-.tlse~ en llahe cn JUm et ju1IJ.:1 1918. Offcmivc au,tro-hooi;,roi..e òu 15 juin•. Pari~. lmpnrome nauonale. 1934. ti Le <.aillan1 dc Capitello Pennar t'Ulnpo.,nait un ouvra~c dc ~1!00 (00\Tllgc Rrutu~) 11u ccmrc duquel -.e truu~ait un ubl.avaioi~. 7 CllJ)ita.ifK" HtKllil:.MtT, ' "'' tmt1/H'.</ra11r11il<'l en /tu/i, fX'nd11111 Ili Gmndt: (iu1t,n, JI orwbrr IY/ 7-4 n,11·r11ibrt> /t,1/R in Ht'l 'Ut' militoir,, fra11f11i~, tome troisième . j:mvk.,--ma11> 1922. pp. 25 à 47. 8 I .c., dcu, r.tppocb 4·ités ici pruvicnrient dc., an:h1,·c~ du ...:rvicc dc wreté dc, Force\ françai~ en ltalic (l"A) 1..-orue~m au S<.'TVk-e h1.'>tonquc de lu L>éfcn..c soo.~ la COI.e SHl)JGR. 19 N 1935 4) l+I. htat-majc-,r. servicc dc ~Ol'l'lt Rap1,.,r1 a 'un in>fN'<-f<'IIT au ,ommiuairt' <pkial. '14 juin /t,1/H. ubjl't: llflJ moro/ do troti('t's /n111rt1iS<'l et ilttlienrit'l (SII D/GI!.. 19 N 191k). IO FA . fut · lllilJUI', i>è!rvi"-e tk ,On:té. Hap/1t>rr du Z4 j11111 /t,1/H. 01,""·11. Il m . tull-llllljnr. M:.TVicc dc ~ùrCJé. R,,p/>Url du 21 ju111 19/8 (SllD/GR. 19 N )4)35).

Note I BRITAl'lo'NIC'I Al.I.A KA'n'/\GllA DI MEZZO G I G 'O d, Marwno (illhril'lt> I. J . e E. Will,,. n,.,. British Army in //ttly. /917- 1918. l:larmlcy (South Yorl.~hirc), I .co Coopcr, 1998. pp 68 75. 2 . Archivio dell'Ufficio Stonco-Stalo Maggmn: l:.scrc1to (mdteato in seguilo con AUSSME). E 2. bui.ta 91 . J . E. Gathomellan.ly. Da Capttrt'tt<J a Vitwrin Vt>nt'ln, ,n ('o..-chin, Pìm't', Munt1rnn<1, Tt1,1clit1m('n/o. Du.~~> del Grappa. l'nnccton. JWII. pp. 10·11 . "l . W. AJlen, Sc11'-'I" in,ile~i di ttddurramenio. in l'ccchin, l'it., p. 29 4. Cfr Il . Ile~. dt'll'Aqui/lJ bidpitr. in AA .VV.. Al d, quo CLI di lii dt>I f'1m·e. u curJ Ili O. Beni e I'. J>cl epn. Miluoo. 1-ranco Angeli. 2001 , p . 131. Mini~tcro della GUC'TTJ. Hiassumo della Hl'lttzio,~ uffidalr oustrimw. a C'l.lr.l dj A. Kotla11 . ROOl3, Uffteio tori o-Stato Maggiore &en.:ito . 1946. p . .u.4 . 5. 6• /\nn;ua. Diorw dt1I 1• ,:iu,:nn IV/H al .Il luKli" IYIH. AUS ME, B I . 15 e 16 iiu,110 e allegato n. 7. 6.L>t.llrio dì ~"""a dt'/1 ' 11• An11<11i1 austro w,guri.rn dal I " "I 3011iu1100 1918. AUSSME. E 12. huslll Jtia. fa.<;c. l , 15 giugno. 7 .t,• Arm313, Diario, t'n·.. cit.. alleg. 32. 8. Gathome-llardy "-oofenna che il -15 giugno ini1iò l'attacco au'ltriaco ... A dispeuo delle dcllagliutc: mfonmv.Kmi avule in anticipo, tnle all3Cl.-O e~ un (.'UlbiJerevole ,IJ(.=s.,;o ìn111 le. Sull':iltipi. no di Asi, go il fronte fu rull o nelle VK.malU.e òi Ce:.unu. Tr.&"4.-.:inem pan.x.-chic ore d'an~ia prima di poter ivi l'blabili~ la prima linell'·. in Cec1.1lin. t'Ì/., p. 11 .

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261 9. Dcluw. LudmdorfT lo definì - - i dolorow- ~n:hc non avc,a ""'"o 11 problema dd fruntc ituliano e si limitò ad annotare che .. il l!tCOCralc Arr_ intendeva ripetare l'aUIIC<-'fl m au111nno.. IO. Rrlfl.imu.- dr/ ,"(rnen,/e u>rd l'amn ( '1N11m11/a111,• 1/ C11r,H1clt Sf'('dt: ume hrita1111im in l1t1/i<1 ,u/le <•1wm:.illni miliwri dt,J I O ffNltr:.o ul 14 .~ rtembrr IYIH. tm messo al Mini>1<!111 della (iucrrn mglc-e dal Quartier Gener.ile Hritannioo in Italia . 14 M:ttcmbre (sulla tradu1iooc ~ indicato t!rroneamentc 11 14 ma170) 1918 La 1Kima l)ilrte del rappono riguarda il tm~fmmen10 delle tmppc britanniche dal Montelk, all' AlhJll:rno e r a11iv1tà Jd CllfJ)U m 'lUCMll i.ctton: del fronte . dove ei.eizuì. tra il 25 m:1no ,e il 14 l>t!tlernbrc. ·1,cn 41 mlpi d1 mnno t'Oli c~Jlo rd1cc .. e - rurnno canurati 87 I prigiowen e 24 m11T:1gfo11rici . .dati che tribuumo per se -tci..\ i un elogio per le truppe che vc nn..'ffi m1ric~'ltc-. AUSSME. [: 11 . hu$1!l 76. 11. Vedi gli interrogato,-i di uffk:1ah e so ldati rfigionicri della 23" <' ~ · d1vll,iOOC hntanniche, eseguiti il 18 e 20 ~iugno. KAW. W<'O cii .. 927. 635: 9 .13 . 6.16: 941,644: 9S2. 653. 12. Wilu. cli . pp. 1H - 1lf'I. C'fr nchc His111r_v a/ GretJI War. XV. Milm,n· Oprru/u>n~ in lw/\- /9/5- /IJIY. oompil:nori J. E. l:dmond,. D. I.ili. H. R. Davio. Loodon. IIMSO. 1'>4'J, (Mc l111i<ine bn1an11K·a1. pp. 194-220. n . Ministero della Dife:.a. Staio MaJllli.orc dcll'~rcito . Ufficio tonco. l.'l--'ff'n-i111 italimw nella Gmnd, <iut'm1 ( /9H 19/ 8) CRduione italiana). voi. V. tomo I . pp. 430-31 . /4 . /)ia rin dr/ X COff/O d' Annata dal t• dicrmbr, IIJ/ 7 11/ Il lu11/w /9/8. AUS MC:. lJ I. 6° Armata , voi. 4. anuadio 6. i.e7. 2 R, 19 h: Fonoxro1mnt1 giunJo dalla /'1" dfri.cimi, a/lt• or, Il , /O a firma Jl.t'llrrolr Mm1t'r1 . ibidem . allcg. S. 15. Rel:woue italiana. . lol11(1 I ht~. doc. 13. 16. Rimsu/1/o tkllf' qjf"1W1..i<Hu di', />rigwnit'n inJ!./n;/ e fro1,r,.ri rn11urr111 Ml w rw dl'/l 'cma«o ,uwriaro tkl 15.6.' lii. mlauo in data 2., giugno 191 8 dall' UlflOO infmnll7ìoni dcli' Il • ArmMn impenale t! l'Cj!la. -.cmprc a firma coogiuma k.'\Jei.ca e au...macu. I singoli verl>alJ d'inle~al<lnO sono in chiave coi, quanw nferim nel doc1.lllll.."1lto. Risulta che gh ufriciah inquil'Cllli hanno dTl!ltuak, l'L'iC()Qln e controlli (comt. ad es.. i è già rictwdato. in un \crlxlle venne rilcv-.ito die le dJChianviooi di un prigioniero \Jella 24° div1S100C francese conoordvaaoo CtXl lfUCllc dì (1rigionicri irafoni dell.l bng;,ta Pi1H"ml11). Sembra d.1 OOlal\! die gh in,:le~i CMtumti dichiarino di truvare naturale oomhclncrc in re.111.po di guerra e che ciascuno di loro 11pJXtia rK-ru lklla pmpna divi IOne. dr ~uisideru ottima JlCT adclc<;;iramento e capa1:itl wmhalllva (qualcuno dcll:1 2)9 rm1unenta che perfino i nemici tcdo,._·bi l'hanno cillltl come panlOO!annc·nh: v-.ilid.a dir.inie una hraltaglia delle F1andn:1. ~Alla l)OS.'Jhllitil che l'Inghilterra vmJr.i ridotta alla fame non cn:de IIL"-'llllO... In un Mllo CNl il vcmilc sembra in cuotrotenden,a agh alrri: l'in1cm:,gato p.aia d1 i.tanchc7.7a dclL, ~UL'fTII. di pcnuna 1.h Vl"cn m p,)lria. di odio 11e1 la Clct1111U1ru 11u1t.110 d.dla Mampa e nnn <iCfltito dal p(JflOlo. ma solo dalle ciao . i alte. Si lr3tta J"-"'N d1 un 1.-annonicrc ferito dal fl!Ol."O :unitv. rei- del tr.m.a.mcnto ricc~'Ulo in un ~ allgriaco; e poi anche lui conferma l'et'.CC!lcn7a del vino al froni.:. il buono i,llllo d1 <:illllc e la validità dcll'addei.tr.unento. Sulle questioni pol1licl'II!. m i,:ncr.tlc. i (1rigionicri non ha1mo molle idee: dicono che alla "re-titu1iof1e J.:U' AL...uia•l..llf'Cm gli inglesi non atlribui~~IOO alcun valore. ma cuo..,Kkr.mo una 4.fUCSlKlnC d'onore battersi ~.,. ci.:.a r1111.,1ié i fr~i msi'-1000". Gli italiani i,,ono citati 1n due ~ li: dd primo Il Hiassumn npcu: qu11~i lencr.almcnll! il leMo. nel SCl.'tllXlo etlL"llo che " in1:lesi e fr.1111..-ei.1 hanno b_..ci:110 14' loro Oivil>1001 111 lllllia per nw.tmre agli italiani cosa i,ia la d1l,c1plina. Vengono mandai, ~ ufrac:1ah 11ll11ani dagli i11&lesi ad Ol,.l,C'IYMl'IC le cscrciwioni. Si fanno aa-.tie volcnlJeri esercitare le tn1ppe ingb1 nelle vic1nann: dì quelle icnliane. in ruuJo die quc,,&c ultime 11nparino-. ~ Mhiv. W1C11 . 1 fA -AOK eviden.t.bure.au o.b C.encral~ 1914 1918. lt 1917- 19 18. k.u.k. 11' Annata, Br. n. 688 CHia.uunm del 2.~ eiugno): verb;ili n. '171. 660 e 'T7 I. MS del 21 giugno. . 666 del n :'J1<9, 673 del 23 g.ÌUJPIU 1918. La Rclvionc brit111111ica (pp. 194-218) nnn reca clementi urili m più. oé nrUa narrvionc dei comba11irneoli. oé nella ncm:a di ancnu.'\llti pc, il pit,"''Olo !oCIICUJ whi10 dalla 48" divis.ione lo nl.llltllil del 15 j!lllgno. 17 . La loc.ilÌLlllLionc del dc~ito muni:ùoni ad I landley Cross. V1c1no alla o;trada principale d1 comun1ea,ioni. fu un mvre. come kl fu la rrcvi ione che il fronte \Jella divisione non urcbbc srato atllk.-..,llo. e i,ì poteva forse prevcden:. appendendo 1 cavi dei tclcfooi ai 11Ulll de~li alhcri , che al primo bombardamento \CnO le lince , i '311:bberu inh:rrutte . V1 tu qu.,k:he inccnc.u..a e qualche nlllTdo ncll';vionc del Cumaooo. non bene mtorm:1110 d1 q uel che 3'.:l·adeva per 11 mo1ivo appen:i eSl)Ol,to: i Wilks cit:ino l'im~~iooe d~ flllll,hawe non ..jllOC~ se un molo forte per Jelenninarc gli eventi- . Quanto alle aucnuanti, mnlti uomini non erano ancur.i J,'UaTÌti del runo da q uella "afTuiooc febbri le" che è ricord:ita ne.i verba.lì d ' intermglllorio dei prigionieri lkll' 11 • Annata imperiale e regia; inoltre la d1v1:.K11lC non aveva ptrienni Ji terreni~, m mo111agn:1: improprio parrebbe invece chiamatt a discarico k deticien7.c delle trincee ereditale dagh italiani. poiché i trattava di hnee scavate nella roccia e condi,ionate dall'undamcnto del terreno Ancbe al fauo che c1 ~, prcp:u:is,;c ancuru ad unu offcn~iva per il 18 giugno. ~ spic~a pcn."hé alcun i cannoni fosseru ~au p111t1 in avanu , non ane.nua I' unperfelta prcrarn7ione alla difensiva. CO!btder.mdu che le 1n1en1K1t1i geocrali J.:I ncrn1cu er,lllO ahha.'ilanl..3 noti'. Cfr Wilk.., . di.. pp. I IO- I S. 18. Cfr <)j.fir ia1 Hiuf"1 of 1/1" ll~r. VI (Il . A. Jonc.~. nv ~r i111hr Atr). Ouunl. Clarendon Pr~ . 1937 . pp 284-86.

N04c POLEMICHE TRA V1 C'l'MKI: u : Kt\(; IONI ASCOSTE UI IJN Slll'l't:sSO di Paolo l'n::::.om I Cfr. l\lan Clan: . / somari. l..onganc<i. Milano 1% 1. 2 Cfr. Seb.L\lian Haftncr-Wollang Venolu . /)m ll'1111J,·r "" J..r M111111 Rr l.mo1rol..1m11 ,lcr 1-:111.,-,,,.i,1tm11w·hl11<·h1 dr~ Erstrn Wrlrkriirgc, Vcrfag Lllbhe 1982 'l Gli interventi di G1,;nhno l'l:.-Ujl:Hl<> una p:1n,· non t1~1.... urah1k ,lcl kc11<---nono H ~ odio ,te~"' AUSSMI~. 4 Si vt:da ud C><.'mJlln Ci1:mn, H.11 M ,i. ,irK•. U111 11110 /'JJS. ( ',!fh,i...it> , 111:uw, 19.\..1 . p. 22 1: " l)a Abano alle 10.45 il Sottocapo. i111~, Kw1.110 per <jllJllh• IJ h \1111.,1.1 r h h,, 11k111t• ,l«'lkk'TI: Jd 1101:ntc della Kn•ntra. telefona al Comando della • •: ··cu,nt! la'"' '.""'

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6 In AUSSME. qui dilli.a l.ll!rù ncll.i rupia comcrvala il Centro di documenta7ionc ,ul Monte (irnJlPI d, ( '=pano del <ir.ippa. 7 Cfr. la lcrter.a dello te~ Scgre del 6 aprile 11111 *1 Amelio, al~ato alla R,/11,Jrmt'. 8 Cfr Gaewoo Gimlino. /5 xiuf(nt:• 1918, u rnl"ullo del Bn•nw . Gl,,r,u" ~vn :whlati del Crt1/J/J'1, Torino, SchtorJIO. lii]] . 'I ( "fr. 11:iJ-MllClltlCI, ( ii1111n11 /9/8. Cli . IO Clr. F.dmund m a, -HOl"'itcnau, l>ir Juniw·hlllrht IYIX in \~"""""· 1n M~'khwarte hn;~ .. /Nr f(rt,fk Kr,eg /914 1918. V, ~r ihtem'ith,.,,:h ·11111,'Urucht" K.rit"g, Joh:lnn A,nbrosius &rth. Lcip7ig 1922, pp. 4117-:111>. qu, Jl. SOS: ··11 fmoo: dell:i 21• L>ivi.1one ili fantena all'iAlleua di Bas'-lno venne~ 1mpro1"l-·1-mr lllljimu.·t111r11.'rllt1II.' (clX\iVO ll<blro(: il fuoco di ""3rrnmcnto iultano lo tagliò moltrc toori dalle Mie rii.crvc. Mentre alcum n:pani reM,tellem con 1:alma e lom.uut\O 111didro !.Olo quando "i videro abbandonaci , altri veunero presi dal panico e ripiegarono \icloccmcotc vc,-,;o not"d con pesanti pcnJì1e.l l Le el>pre ,wm MJflO dello le)SO Gtardmu 12 Il p:idrc dt Alfredo, ti futum comandante mtltlare del C'LNAI nella i.a."Olld;a 1,!UtTTU mundiak. i eni ..em~ dis tinto per un' interpretazione adamantina dei propri doveri militari . Mentre comhancva ull' AltofliatKl dei Selle Comuni uJ 1."UITWlOO del 39* Rgt. artii;hma da campagn.i. a chi gli c01nu11ica'Va d1e ti figlio. ginvanc soctotenentc dei bersaglieri era di~pcr,o e Jlfllhah1lmcntc Jl'll.l!Ìomem. mJ!Olldcva che quello cra il momento d, pen= ··all 'onore e alla '3.lvcnn del Reggimento··. Anche l"esoocro. ullito mentre cm al comando dclL1 Rrigau1 Risa~""· era dipcc;o dwla voklnllÌ di non mandare i propn uonuni a 11t0r1,: 1."Crta e inutile. Nel dopoguerra. al gion'31ista c he lo ll\'Cva accu~110 di malvcr-a1iooi nella ltquida71onc dei matcnuti residuali dt !!UCTrJ m,pnsc <.'<in una ~fida a duelkl. S1 puu dire dle al - din: il fal,o". wprollullo su una questione di questo pcl>O e che oltretutto tornava tuna a suo vantMggio. avn:hhc tranqutllamcntc pn:fcrilo rinuJK:i~ alla cwricr.&. 13 Si trJlla'Va Jci i,cguenlt ufficiali: Cui. Oli~ero. c.le ,I 25• Rau,upyx1mcn10: Col. Campana , c ,te del M " Rauruwamcnto: Col. (ìcncrale. e.te del 4° KagJ.TJU(lpalllCnlo: Col. Crii.llani. e.Le dd 41 " Raggruppa111c111u; Col. Asscrero. e .te del 689 R11ggrupramcn10: C"ol. Rargn<.~i del 42" Maggrupramcnto. <'ol . Mmtoci Albamonlc del 1• Ra&l!Jllpp;imcmu ~ l e campa le. Col. ntoniclli dd 2" cornando 011 . a di,posizione: Col. Nobili . e te l"ar11gticria del X lii ( '.dA.: Oen. Man.-iano. 1:.le artts;I icrui dcl XX C .J .A. 14 Cfr. Gianni Raj-Mocario. (iiugru, IYIH, cit., p. IVI . 15 'dia wa rdaziooe Amelio non manca di [)()(:tre rot11e B~lio non avesse né confcm1ato. né ~mentito la versione offerlu da ~,c dt,11.·ul~ui '"""~"',i al w111.11ttlu lk,ll~ (,' A1111atu e"'"' tu ..te."" uMIIUHdu di Ahòmo. 11 Tcn.Col. Tullio Marchetti è pcrò muhu c,,phctlo nel riwnlan., )Ìil la ~hiUOC" 1:011 cui ero \ U!ll 1xcvista dai l>CJ'\IÌZÌ inform.vioni della I• c della ti• nnata, lcl!-all da >,(Jl!tta collahonmonc e fmtcma amK"tlta . l'tnll.lV dcll"offem.i "a e la ~u.i Jclimituione sugli Altopiani , ;,,a l"intcn:, ...e 1.·00 1.'lli R:Kloglio :i~cva a,.,._,)110 raie 1101i1i11 , conlorlll3ndoV1 peli le p,clJlfic decisioni. C-fr. Gc!n. Tullio M ..u-dw:tli . Y.>ntt11tu llnni Ml lt'rt·hiu i11form«ziuni miliwri. M = Tn:n1ino del Ri5,(Kgiment o e della lona per la tihcrtà, Trenro 19611. JlP. 154-.\~S: ··L·am,co ..-in7i mi aveva awcrttto che di'l:nun e ~ue pattughe di :,vvÌl.:inantt:nlu il.Ivano oonie qu:1'i certo l'i· ni7io dcll"otlèn~iva per il giorno 15 . Tenendo conto dì runo l'a<stcmc oo e mio. il piccolo dellagliu :,uprJ ~ (ci<w: il forte movimento di fanterie verso le prinie linee u una tr.lda dcli" Altopi:100 dcì Sette Comuni che gh aus1nac1 •!!rxintv:mo C$>erc Mli.lo o,.se~l!Lioncl .c,l>Uru,c ad imporuuw1 capilalc: ne ~~• lii coru.eguen1..a che l'attacco ncmtCO sarebbe incominciato al m umo~ 10 del 15, p,cx:cduto dall"immancahtlc Jll"CPilfVtOOC con inten."° Lim delle artiglierie ... NutiLia coofer mala da un di.enorc. sonufficiale di artiglieria. il quale a.'I.Seriva che i cannoni avrchbcm ìncomincìa10 11 ··i-tare- c,n:a alle due della OOlle."' Lo ~lCl>"-l Badoglio noo aveva del re,,to mancato , all" indomani della fine del cooflìtto , di ringrviarc i nn-.ln scrvi7i mfnnnviom per il M.'TVÌ7Ì<l da krm n:so al Comando . upremu nell'unent.are fin Jall' ini,.iu In bauaglia: cfr. l'articolo a firma Raffaele Garinci su ··11 Secolo- di Milano, in data 11 diccmhn: 111111. 16 Sia t..,:itu a riguanlu il rimandu a Paolo Pua.ato. Il n,olo dt./ GrnpfJ(I r lr oprmJ01ti dt'/111 4" /lrmlJtfl nt'l/a "'1nll,ilia di Virmrin Vt'nt'ln . m AA .VV.. A.I dì q,m, al dt lo di'/ l'tDl"I'. L u/nmoortn<J ,lrltu Grafl<lt! Franco ngeli , Mil:100 2001 , JlP. "\41 'llil!, quip. 151.

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Nut.c LA DL\fENSIONE (NFORMATIVA DELLA BA1TAGUA DEL S()U,TIZIO <lì A.lrSS111tdru M(J.UÌfln,,ni I Cesare ~uorclli l..alatta, ITO. Nutr di un l"llf}()dd ser,·1Ju i,iformll_wni d "cmoolll (lll/5- 111/H}, Oiaoomo A1,-nelli. Milano.

1931.p. 184.

2 ..-mppo (' ppcllano, / ,'/mprrial rt',:i11 1-: fl'rrito aimm-un,:arim <ul front, italiano ( /915 -19/8). Do, dot·ulPU'nli dd M"r,·1 :.io inft1rm1,Joni dt'll"l'St'fl"ito iwlia110. Rovereto, Mu'ìCO itAliaM della gucmi - Stai.o maggiore esemlo. 2002 . p. 124. ) Tullio Mardietti . Vt'nlOIIO anni al stn·iziu informu:.:ltlni mili1ari, Muse() del Riso,gimcnlo, Tronto, 1'1611. P-"'13. AJK:he ()(Jomjo Marehelo. // .'1t'n'ì;:Jo infar,na:)nni drfl"I-.Mrrim ltolìoNJ nl"lla Gron,Jr Gu""" · Tip. Regionale. Roma. 19]7. 4 Aus~me. Diario Storico Scrvi,io I Se1ionc M , noti1iario A 7 12 del 12 ottohn: l'IIK. 5 L"UCI (Ufficio 1.'l.'lllnlk di inv~igwunc) fu l.Tt:ato nel 1915 dal ministero dell"lntcmo con c:omfli1i di coormspion~in 1.:he M :,uvr~vòlllO a quelh del :,erv1L1V !Allalui;o Jell"e..cn-110 e lnldiLionalnientc foncmcme incentrato \ull"npcra dei ('amhinicn. ma la dì fuon delle 1onc di opc1'11ionc. In 'iCguirn la '°vntpp<1i,izictnc i.ar:i ano.:urJ più marcata. 6 Nino Saks, Mi.»wni lfKt"Ìuli 1lrltt1 TrrJJ t1rmal'1, Udine . lEA. 19-10. Ra tercbhc citare un agente divenuto nl()llo noto C\H'IX man,re irmlenlo. Nlllllrio Saum (Krhtjan Kne.t. Nu:t1r10 Sauro. Il martirr c·upcKfotru,1111, in: Fi11f1N'. Rivist" di studi odriotiri. XX , 2101, n. 1-6, pp. 91 - 114). 7 F. Cappellano. /."/"'l"'rtul rr1tit1 F.snr i,,, "'""" un1tc1rico 111/ i1aliar,o. p. 130. 8 Comando upremo, Nomi<' [(t'fll'rali prr i s,n•i:.i d "in,/;1tifll', di propt1gan.da "di rontrorpionallJl/a fra lr rrup~ o,wranti r lr pupola:it1111 r di propo,:undt1 $UI nt'mim Roma. Cum.indo del Corpo di Stato maggiore, 1111 K.

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263 lì Au mc, -0rg11nizzazione del k"TVlLÌO infonmuioni sul nemico nelle regioni invase", a firma colonnclk, Smaniotto. 18 luglio 1918. Smaniutto è lL\loal meno noco di l'clnn:ll i 1..alana e di Tullio Marchetti . Noo wpr.avv1w;e allll gucmi. mori stortuna.~ -ntc d1 netrire nei giorni dcll 'offcn iva di Vinorio Veneto. IO Ncll cancagio del Comando supn:mo s.i possono leggere com,;pondcn7e che inducono a r i ~ c he sfor1unat.urimtc anche in 411Cl4o dcli,.110 campo fos.,;c ri.q,ccchiat11 questa abitudine ualiana. 11 Comuni.lo dcll;a 3• armata. -cenno ,;chcmatico s ugli argomenti dclii: confcn:na intorno al Scrvi7io informll7iooi" del 19 -.cuemhtc llìl 8. Ringrazio Filippo Cappellano per avermi fornito Il documento in parola declassificato. 12 Archivio Museo tonw dcl Trentino. Mindo Marchetti, R21 , Comando supremo. ufficio Mtuaòone. n . 24718 del 25 oovcmbre 1917 - Scrvi1io mfonnvioni.. , a firma G iardino. IJ Cesare Pcnorclli l..al:ma, rro. Note' di un cupo del st!rvi:io infnrma:,ioni d "ar1N11(1 ( 1915- /918). cit .. pp. 201 -3. 14 Pllolo Fcrr.ui. Gt, 1nglt!M in Italia. wurlling Puper, ringnuio l'amico Paolo per queste puntuali infom1.1Li0t1i . 15 Aus.i.rnc.132. ro111.ec. I.30. Comando ~uprcmo. Ufficio collcgamcn&o annata r ~ . " Rapporto c irca il tl"llltamcnto dei f!Ò· j!ionicri da parte della X armMa fm110e5e", del 4 gc,maio 1918. cioè -.obito dopo l'attacco al monte Tomba. 16 ~ aniuazionc del sen,iLio infonruuioni sul nemico nelle regioni invase-. 18 luglio 1918. a fimia Smaniotto. 17 NotiLic sui riuniom dc, ~cncruh austriaci e tedeschi e proposito dcll 'olTcru.iva in Tullio M.an:bcui. Wntouo anni al s,n,;. :io infomw:i,•m militari, cii ., p. 347. Non erano IIOOl:l,-'>UrÌamcnte mìr,1.te a questa offcn.çiva, per la quale il comando suprc mo au.ç1naco emanò gli ordini operativi il 29 nwrw 1918. Succei..~ivamcntc n e l ~ dei colloqui con il comnndu SUpn'.mo tedesco a Spa. a latcn: dclla "Cunos.-.agang" dcll'impcratoo: , I .udc:ndorff ttrcò di ottenere una (.'O(k.'OIDÌllilLta tcmpor.tlc con rulTcn!>iva del 27 maggio in Francia. Ili Archivio Museo stOrico del Trentino. Man:hcui. Bfl. Comando 1• armata, Ufficio infonnniooi 1• armata. Noti2_iario 15 - C'aleguria A " Movimenti di truppe e noti1ic varie dal Trentino e lirok," lici 4 lllilf!gÌO 1918. La Kclazionc ufficiale fa ru.alire k: J!Òmc notÌ7ic addirinum la marzo. v. l 'Est!rc:llo 1taliww MIia Grandi! GNl!"a, voi. V, I L t"/(>"ra:zioni d,I IYIX. tomo I . Nan'87ionc. Gli Cll'\'C-nirMnti dal f(t'nnaio al ,:iu,:n<,. Koma. tJs~mc. l~I. p. :116 19 Archivio Musco ~Lurico lici Trenlmo. funi.lo Man:hctti. K22. lcltcra a Pic1ro BadoglÌQ del 12 settembre 1949. 20 An;h1vio Mw.oo storico del Trentino, fondo Man:hctti. 86, Notiàario n . 24. l.'.lllegoria A. 5 giugoo 191 li. 21 1; 1-:._~rri10 italic11H1 nr lla Grandi! Gurrru. voi . V. i.I! Ofl('razioni dt!I /9/8. tomo lh1s l>ocumcnti . G/i awmitMnt1 do/ fJl'II · ,wio ul 11iuxm,. Ruota, lJ"uic, 1980. ùoc. 69. p. 197 . 22 Archivio Mu.loCO storico del Trentino. Man:hcui. B6. ( 'ornando l ' armara, Ufficio infonn:uioni 1• amiat;1. Notiz iario 27 - Catcgtlria A ··Movimenti dì truppe e noti1ic varie dal Trentino e lirolo" lici 13 giugno 1918. 2] . l 'l:iurr'ito italiano rtrlla Gmlllt,, G~rm. voi. V, i.I! Q(Jt!razioni dr/ /9/8. lumo I . (ili aw,ni,,.,nti dal grn1111io al giugllO, Roma, Ussme, 1980. Documenti . due. 100. pp. 296-7. 24 C . Peuon:lli Lal.auu. /1'0. cli .. p. 264-:'i . 25 Amdio Dupoo1. IA banailio di'/ Pim·,. Roma, L.i brcria del Linorio. 1928. pp. 74-5. 26 ( 'ornando t,• armata. Ufficio infonnuioni. Nutl! sul/'ojfrn.tfra aJHtriara tkl 15 giug,w /9/H uili altipiani. l'arte Il: artiglierie. luglio 1918. p.7. 27 Ci:rcostwua riferita non soltanto da Tullìo Man:heni ma coc1fem1ata altrei.l llllllll Rcluione ufficiale, cfr. 1; 1-:.rrrrito illl· liano n,/lt1 Grf111tll' Gwrra, voi . V, <Jpc'razionl dc-I /918. tomo I . (ili a,·w•nimrnti do/ gl'flnaio al giugno, Roma, Ussme, 1980, ,,. 318. 28 Aus:sme. E2. r.icc. 86 . Comando J• armata sezione opcra1ioni al Comando supremo. n. 6582 del 30 aJ,'tlslo 1918, " Mc1.1i nM.liotelc,:rufici... 29 Comando della J . annata, Stato maggiore. I. i,ezìone opcr.izioni. llllt'gn<lml!riti iklla ll<11111glia dift!rufra ,kl Piavt! 15-U g1ug,w /9/ll.1:irrolare a i.tamp;a. lugho llìlK. pp. 56-K . .30 Prtcr Schubcn. Dii! Tiilìttlu-it dl'!J lt.i,Jc. Mili"1rt111n,11b in lhrn -..iiJlrt!nd du J::rstl!n Wt!llkrit!Jll!S. Oi.nabr11ck . ffiblio, 1980, pp. l:'18. 2JI. J I T. Marchetti . Wn1011u anni. dt.. p. 370. Per tutto il mci,c di agosro le noti1ic iOI ican1i raggiunsero i venici italiani. i,cmprc ~1111.."llllle ilalla 1• annata che connnuava ad avvalersi in deroga alle dis~umni lii un :,uo l!CJViLio nelle rermvic avvcrq,. rie &.'-'lai cflìcicn1c . 321\:ter Schuben . Dii' Tutiglu-it dt's lt.11.Jc. M1/itiira11uchh in H,rn wahmtd tks Ers1ni Wrllltriegl's. Osnabrilck. Diblio, 1980. pp. 158-9 . 33 Ardùvio mcio Storioo dcli' Arma dei Carabinieri (AUSAC). Mi11ii.tero dell'lnlemo. Oin:7Jonc generale di PS . del 14 gennaio llìl8 ...nhcnori rimpa.trillli dalla Sviu.en" . J4 Gian Lui&i Gatti . Dopo Cupnrmn. (ili uffecit1fi P nl'llo Grande G,u,"a: propaf(anda. asslnen;:u. ~·i,:ilan:11. Oori1Ja. &lil!Ìl.,e GoriLiana. 2000. p. 121. 35 A. Pcth/$. / srn,i.j Jrg,.,.ti drll'A1u·tn(I Unf/hrrm. cit.. pp. 193-5. 36 Comando 6• armnta. Ufficio mfomlilJ'10111 . Noie ,ull'ollcm1va au.-tn3C3 del 15 g iugno 1918 s ugli altipiani. Pane Il: artiglierie . luslio 1918 . p. 12.

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N<.YfA SULl..E FONTI I,,\ BATTAC:l,IA ut•:l , l\tONTt:1.1 .0 . l ..1 •ioma,;add l'i giugno 191 8\b park, italiana di Jun,pu lurt!tr:tn1 I . Triru:·C't', Fc11111 e Gni,•n,t, /., " l,11 ""'""'",Idi ., ,\1111,11,, 1• 1 11H•11 '""'1111l1m11 USSME. L' ll...:rc110 hJ hano ncll,1 I i1 .11kk·

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264 AUSSME, 81 , Oocumenli allegati al diario dctr8· Armalll giugno 1918 . AUSSME. B I. Documcnli allegati al diario della :W Oìvi~ionc giugno 19111. Le infonrnuioni biogr.tf1d:ie i,ui generali l'cnnclla . Gandolfo. Di Giorgio. Dru i. Valerio Papa e Ziraoo ou sono Sllllc cortc~mc nrc fom11c dal dntt. Paolo l'ou..ato. 2. Lo Sfondamt'nto · tJnllo m,u.onnttt' a mt:i t>Ri<Jr"" dr/ 15 ,:iu.l(no. AUSSME, BI . Docu01en1i allegati al diario dcll'I!• Arm.'lla giugno 1918. AUSSME. BI . IAA.'\ID~nli allegati al diario VU1 Corpo d ' Ann:na giugno 191K. AUSSMF.. RI. l)ocvmcnti allcglltÌ al diario della 58• Divi iori.: giugno 1918. AUSSME. Fl I . 45, 3455 • dcposi1ionc del tcncnlC oolonnello lcodom Al~~i . G . l'enndla. l.Jodid Mrsi al Cumt,noo tkllo Brig"'" Cm,,a/ieri Voi. I, Roma. Tipografia del Senato, 1923 . J . Sull 'Orlo d,I Disastro - da mn .r.n~ionw ullr 15 dr/ 15 ,:ìugno. AUSSME. R I, Oocumen11 a llegati al diario de.ll' ll' Armata giub'OO 1918 . AUSSME. BI . Docurllt'nli a llegali al diario VIII Corpo d' Armm giugno IIJllt AtJSSMH. B I. l)ocumfflù allegati al diariu XXVII Corpo d ' Atma1a giugno 1918. AUSSME. 8 I. Documenti allegllli al diario della 58' Divi~HJOC l,'1Ub'Dll 1918. 4. CCJlllroJIU('C'CUf', Con1rn11m·c·u"' &mpre! - dal pomt'riggìn allo m,w,nmr, d,I 15 ,:iu,tno. AUSSMI:. BI . l>lx·wnenli allegali al diario de.11'8' Ann.-.1a giugoo 1918. AlJSSMF.. BI . Documenti allegali al diario VIU Corpo d ' Annata giugno 191 8. AUSSME. BI. Documenti allegati al diario XXVII ( 'Ol'JlO d ' Armata giugno 1918. AUSSMé. DI . IAA..-umenti allegali al diario della 58' Dìvisionc giug,no l'JIK.

NOTE:CAMILLO DE CARI.O Il. PtclMO AGF.N'l'E AD OPERAl l DIETRO LE LINEE NEMICHE di Cudrddu I. lJSSMI::.: L.'l:.urrlto italiano nello GraNk Gucrru Roma. 19 8, voi . V tomo 2his, doc. 96 2 . USSME l '&rriw iwlì11no n,llo (irandt (i~rro Roma. 19 . ~ol. V lomo 2bis, doc. 96 3. USSME l 'urmtu i10/iano MIia Grande C111'rra Roma, 198K. voi. V tomo 2bis , doc. 96 4 . lJSSMI::. l'tJtrr/10 italìllno nrlla Grane/ce Gwrru, Roma, 1988 , voi. V, tomo 2bi • doc. 96

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5 . 00 CARLO Giacomo Ounillo di Marco e di l'a.ola Morpurgo ,-iquc a Vene,;• il 6 aprile 1892 e morl • Vin:orio Veneto il 2'J mar10 1968. Assolti gJi obbli1,'1li di leva eotne vulontario di un anno nel reggimento ··Geoova Cavalleria- . nel lllllr7.0 del 191 2 ~-eone nominato Qlot:cncntc di complemento nel reggimcntu - 1...11nderi di ri~n.te" dal ru ~10 in congedo nd gennaio dd 1913. Richiam:uo nel gennaio del 1915 per mobiliu11ionc . fu inviato al 11(9 reggimento aniglicria da cu.mp;ti!na, Dnpn la dicbi:m&Tionc di gucnu all'AuSlnl. il 1° giu;no 1915 p:u1l per il fronte con la 18' colonna muni1ioni. Tcncnsc dal dicembre dello stesso anno, nel mam> del 1916. a domanda . pa.'™l al OatlllglHJOC Scuola Aviaturi dove coosqul il brc~eno di pilota d ' aeroplano. Assegnato alla 2.~· 11quadriglia aeroplani " Vnisin". per gli effielk:1 i;erviLi infonuaùvi re~i ~'UO audaci impm;e ~ul dclo =ko. in breve tempo si meritò beo due ollC'Cbglie d'argento al valof militare e una di hmnw. l>al 1° .-goto 1917 prestò scm1io al Comando Aenll\illllica della 3' Armai.a c . dopo il ripiegamento al Piave , oclb 23' squadriglia. Il 25 aprile 1918, l'Ufficio lnfOf'llllltioni della J• Armata lo inc-,co di una pcricott..a mi,.,.,iooe ioformatiYll oltre Il Pi:tff, io 11uclla parte di krri1oriu ~"CupalD dal nemico aV\lalcndosi della sua perfetta CC1110M:Cn1J1 dei looghi e del dialc«o avendo-.., vl-....uto pr.tticumcnle dli i,empn: e deUa linaua ledcsca. Accettato YOlontaria.mcorc l'incarico, nella note del .l I maggio venne IJ'Mfcrito, con un velivolo pìlot.a lo dal capitano Gclmcui . nel CilltlpO di aviuione au lri:lco di Aviano unilamente al sergente Giovanni Bot:tccchia dcll'8" reggimento bersaglieri e nauvn di m:gona, l<JC<.tlilà viciniore a Viuorio Veneto. Tr.t~U"SC la (ICffllWICIIJ.a ncll'~a dove dovev.a oper.tn: spos1andosi frcquen1e1nente 1n1 campi e ~ i riur.«ndo, in tn: mesi. a IIC(IUi,in: uo not:cvolc numero di infonnvioni che invii, alle colombaie dì Mogliaoo Veue10 a 111c:Lt0 piccioni viaggiatori . Al lcgiendariu ufficiale venne confcrt.a la M .0 .V.M. con 11 ~gucntc mntiv1Tione: " lo un momenlo gr.1vc e dedi..ivo per le wni d ' Italia. offriv~ per primo. con sublime ardimento, per faflli tr.L~arc. di noltclem(IO, in oompluno al di lit del Piave. per i,;coprirc din:11.amcnte quanto il ncmi<..'O maccbioaslle ~u quel lembo di Patria strappatoci e accural3mcnrc celato agh altri ordinari mezzi di informa7ionc . Per qua_~i tre mesi , sostenuu, dal vtb'llc affcuo delle popoluioni. ma sospettato e ricffcato dalla politi.11 oemi..,ai riusciva. vivendo vira di leggenda , a manda.n: prc1io!;c tnfnnnvioni e ad nq;aniu.arc un cfftc.:a(..'C M.'J'Vi1io. 1-'alliti i ICnllltivi di ritorno per vi.i aerea, -ise 11ue1Ja di mare, rientrando per riferire di persona e olTriflli nucwamcntc al ri~ioso cimento. Pulgìdo esempio di valore e .auda,.,a rinoova,a imprese che aià, nei ternpi tristi della r.ranicm tirannide. avevano fatto tremare gli oppressori e a pcno b via alla rodcn1ionc. Fmnle del Piave, giugno-rag~ 191:r . 6 . GASPAROTI'O L . Diario dì unfim1r Nordprc , Chiarì , 2002, p . 170 7 . Ibidem , p. 172.


265

Gli Autori

Teo.Col Tibor Balla, Ufficio Storico dell'Esercito ungherese Col. Giancarlo Barbonetti , Capo dell'Ufficio Storico delrAnna dei Carabinieri Teo. Emanuelle Brou, Ufficio Storico delrEsercito francese Col . Lorenzo Cadeddu, Presidente Centro Studi "Piero Picri" Col. Basilio Di Martino, Stato Maggiore dcli' Aeronautica Prof. Mariano Gabriele, UniversitĂ La Sapienza di Roma

Dou. Jacopo Lorenzini , Ricercatore C.V. Francesco Loriga, Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Marina Gen. Luciano Luciani , Direttore Museo Storico della Guardia della Finanza

Dou. Alessandro Mru . ignani, Centro interuniversitario studi e ricerche StoricheMilitari sulla Grande Guerra Col. Kurt Miuerer, Ufficio Storico dell ' Esercito austriaco Gen. Mario Montanari, Pubblicista Militare Col. Otto Nardercr, Ufficio Storico dell ' Esercito austriaco Prof. Paolo Pozzato. Pubblicista Militare CoJ. Antonino Zarcone, Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore delJ' Esercito


266

Sigle e abbreviazioni

A. AUSSMA AUSSME AUSSMM Btg.

BWM Cap. Col. cp. C .A. FAST Gen. Magg. MSGdF

MSMB rgl. S.Ten.

SWM Ten . Col. Ten. USAC

Armata Archivio Ufficio Storico Stato Maggjorc Aeronautica Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Marina Battaglione Britis<.:h War Mu eum Capitano Colonnello Compagnia Corpo d ' Armata Foto Archivio Storico Trevigiano Generale Maggiore Museo Storico della Guardia di Finanza Museo di Storia Militare di Budapest Reggimento Sottotenente Salzburger Wehrcschice. Museum Tenente Colonnello Tenente Ufficio Storico Arma dei Carahinieri


267

Indice dei nomi Ago. rictro. 199. :!04 Albricc i. Albm~o. 26. 199. 204 Aldmvandì Marcscon,. 2.'50 Alessandrini. Giovanni, 255 Akl,i.i . Tt.'UÒuru. 220-229. 264 A lfonsi. Giu_-.cppc. 255 Alipcrta. wr11en1c. 254 All&ia, Michele. 97. 254 Alk:gn. Gioo. 254 Allen . Warrcn. 1112. 260 Amici . Annando. 165. 175 Aooriola. Pabio. 25 1 Annalom. Salvaron: , 4l Anrooielli . coloimdlo. 262 Aoo,o. G i ~. 43. 45 . 46. 49.252 Annam. A .. 100. 2.~5 Anu'\O. carabiniere. 154 An Sttr.t~!>C:mburg.Arthur von . 21. 127. 12'}. 1114. 261 A<iCOlt . colonnello. 204. 2Cl5 As..,;cre10, colonnello, 262 rutengo. 1.'.api1W10. 229. 230 !wolfi. capor,dc. 254 Boociglio. Pictru. 187. 197. 198. 201. 212. 232. 262. 263 liaffig ,, oolooncllo, lJj Oafi~. Andrea. 53 . 54 . 56 , 58. 59. 60. 63, M , M. 25J Hagn,ato, mncc,;co. 43 Baistrocchi. Fcdcnro. 201 Duj -Macanu. Gianni . 197. 198. 201 . 202. 2t>I, 262 lhklim. caralnntcn:. 154 Baracca . Fmnccsoo. 117. 126. 254. 256 Baracd,ini . Flavio Tun:llu. 86. 93. 95 . 254 Dar,::~,i . colonnello. 262 Raricani. Guido. 76 Barnaba. Mllk>ten •. 247 0al'1"Ì!rc. Camille. 144. 145. 260 Haucr. t-;mcQ. 2.W. 2t,O Raxa . Carlo. 246. 248. 249 lku:antin.i. Anwnio. 176 IJcllìpanni. Viuorio, I t,2 Rclow. 0110 von. 14 Behr:imo lli. Mario. 87 Bene.te. ui.vJ(,. 259 Rcnlni , 1cncn1c, 2.~ Bemardini. Enri-.-o. 61 Denhcmct. capiwno. 260 IJcrti. (iiampidm. 2.~ I . 2'10 Rcrtucci. Eraldo, 43 Oencvìc1,y voo Oercevica . Oélu. 13 1. 132 Hla_~kovic. l'cm. 2.~ Rocca. Ermenegildo. 80. 249 Bollati . A .• 25 1 Dompiani. G .. 100 ltona:77i. t'cmando. 1(..1 Bomani . Albeno. 2™ Doroevrc von lk•JIIJ. ' H'h11,ir I\ I 'i hO lii I lll'i. 11~1. IIJ. 114. 116-11'1. t:!I l :.'7 1-,,1 110 1111 111 11 ' l "i11 196. 2.,.1. 2.'i9. 2Nl Rom:llo, camh ini,·11." 1

ll<Khi. (l111..-.cppc, 205,220 . 2.14, 2.15, 2.l9. 240,249,264 ~lii . Paolo, 17 . 17 1 Bosio, .:api1aoo, 87 Ootteu:tua. Giovanni. 246. 247. 24'), 264 "'1ftcga, carahin,crc, I~ Breglia, capitano, 255 Drellla. G1au1mo, 90 Kripnti. Alheno, 49. 2.~2 Rron7uoli. Anacleto, 197. 20 I, 202. 203

Brunoru. Labaoo. 248 Uru.,~i. lh)hcno. 220 . 22 1. 22.~. 229-23 I. 233-235. 237 239, 26-t Duelli . Guctanu. 220 Uur.u:h,a . M .. 253 Bu1io. Alcs.~ro. 93 Cabiall. Aklo. 2()1 <'ahruna. EmcSlo. 91 , 93 , 154, 155. 254 Cadoma. Luigi . 9-12. 17. 27. 28. 30. 38. 170. 17 1. 207. 212.2 17.250.25 1 C"'allipari. Giovanni, 43 Calo1.2i, tcn di va-.ccllo. 52 CaminaJa. 2S4 Campana. colonnello. 262 Canlarutu . caporJle. 255 C apello, I .uig,. 1% Capi~io. &\I, 91 Cappellano. ,·okwuiello. 157 Capp!ll11no. Filippo, 2.'iO. 2.51. 262. 263 Carabell, . SOIIOlcnenlc. 254 Cara.:.:iolo. Mario. 199 C:arhonc. colonnclln, 157. 2."i I Carlcni , colonnello, 23 1. 236. 238 C.uiol.imper..llOh'd'Au~rna.14. 21.109.113 . 114. 11 7 . 127. 12'). 139 <·ana. C'ostanrino, 164 Carusi. Angelo. 95 Cau~in. Luigi . 155 Cavac1ncchi , Alheno, l'Ki, 2 111 Cavallero, Ugo, 228 Caviglia. Enrico. 9 . 15. 191 . 206. 251 Cm.tu,. Marnale. 93 <1uampo, maggiOl'C, 226 , 227 Otiri . Antonio. 97 Cioui. M!JJ.,'Cnlc. 2.'4 Clarl. , Alan , 1%. 26 1 Ckmcncuu . gcorgcs. 143. 144. 181 Cwcghmi. On: le. 86. 90. 254 ( 'omandoni. tenente. 255 Conrad . ~on Hoetandon Fr.1111 , 13- 15. 17. 105. 109. 116118. 12 1. 159. 1"6. 197. 199. 253 Contini. Luij!i. 257 ( \W"ani .camhinicre. 1.54 Cor11. Carlo. 86. 90. 172 Cmllam . ,·olonncllo. 21\2 ( 'mclii . ttal'3mo, !l"i C,11·"''"' "'"

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268 D"Amdw. Mariano. I~. 20l , 204 . 262

o·Annun7io. <i:thriclc. 39. 162. 176. 256

Hml 111

ff F.m<lO. colonnello . 63

Galaù . Roberto . 203

D'OiJde.-. Ruia,'Cf'O. 252 D"Uri.o. Mario. 2.'14

<ial lc3Jli. Lcon icro. 252

Dall'Acqua , rìctro, 107. 164 Dall 'Olio. Affredo. 18 Dalma.uo. colonnello, 144

IJantcli. lcncJIIC, 87 Davic , Il. R.. 261 De 81w.c. "''Olonnclln, 20! De Bono. Emilio, 197 Oc Carlo, Camillo. 241 . 24.5- 249. 264 Dc Fano. GnL..q,pc. 43 De Luca, Maria, 2.t9 dc Ma '>igoac, maggiore. 187 Oc Maneis, GiovilllDi. 93

de Midieli!,. Eno, :'lii. :'19 dc Rovid . Maxon.5 1 dc Sainte-BatH:. Ch;mes Augu.~tin, 1% Del Negro . .-iem. 251, 260 l)enticc dì Fr.l! so, Alfredo, 53 l>i Rcmczzo. Eugmio. 220. 222-227 Di Giufgiu. Antoni1M1. 217 , 219, 227 .230. 231 . 233. 234. 236. 2.lK. 240, 264 Di Martino. Ba ilio. 100. 250. 251. 253 Oi:11 Ammndo, 12 . 13. 16. 111. 21.22 . 27 , 29, JO, 12, 18, 143 145 , 147. 149. 162. ll!I. IK2. IK7 , 207, 213,214. 217. 25 1 IJnnadio. Augusto. 95 llrimmcl . llei11rich. 257 Dupont. Amelio. 213. 2.'iO, 2{,] C>un.-lle, Jcan Kapti'llc, 260

Gandini , Lino. 90 Gandolfo. A:,depfa. 2111. 2 19, 227, 230. 232-235. 237-239. 264

(ivinci . RafTaek:. 262 G~10. Luigi. 246. 2M Glllhomc-H:m1y, 181 , 260 Oaui. Cìian Luigi, 2<>3 Gelmcui . Umbeno. 246. 247. 249,264 Gema. ,;ergcncc. K6 Clcnulli . R .• 100 Giacchi , 1.'0IU1111ello. 2JO. 234-2.1 6 GianlirMl. Gacrano. 9 . 12, 197 200. 202-206. 226. 2.50. 261-

263 nlioo, SOIIOICOC'DIC. 221. 227 u10hui. G1ovwmi . 19, 2.~I Gionfrida . A le sandro, 250

( ÌÌ

Giuseppc,arciduca. <,0. 11 7.12 1. 126. 110, 167. 244 Glaisc-lloo.tcnan. &Jmund. 202, 211J. 257 . 258. 259. 200.

262 Goigingcr, Ludwig. 103. 108. 11 0.114. 121. 12."i, 127. IJO. 131. 138. 140. 142. 257-260 Gori . Arrnando, 43,2.~2

Grassi. Carlo. 177 Gr.ujani. .lcanC'c.<òiar, 145, 146. 181 . 182.187 <in7ioli . sonotmenre. 226. 227 Gullinu. Giui,eppe. 160. 161 H:t:igcr. C'hrisrian, 258 Hahcrmaun YUII r'ffllinand. IJI IlaO'ner. Seba.'llian, 261

Edmood!>. J. E.• 261

Hant_..ch. Hugo, 257

Emanuele Filihcnn. nuca d "Aosta, Il . 91 , 134. 1.53, 242

Hcgedus. Paul . 131 lk:i . IL 260 lltndmburg. lkncclrcndoff Heibet1 •U11. 2 1. 250 Hoìfmann, Paul , 258 Homc. Afotair. 196 lflntenau, 202, 203, 2"i7-260, 262 Horthy, Nicola , 40 42. 44. 4 5. 50. 251. 2.52 Hudsoo. tcn . col.o oncllo. lKIJ Hutcr. Fr.uu. 258

Fahbnni, generuJe. 237 Fabroni , Gioo. 80 r!Klini. mncc~. 2.~ l'"aldclla , Emmo. 251 Fanshavc.~enn:dc, 190 ra.\S ÌO. Scoondn, 89 l'ayollc. F.milie-Maric, 181 Fedele. fl'3l1l'es4,-u. 95. 1.51, 160

Feo. 1..Ann.w. 43.252

Ioni , A .. 100

l'er1i~i . capi1:mo. 221, 224-227 Ferrati . GilllqlpC. 200. 263 Ferrano. f r ~,u . % Fiala. l'elcr. 2~7. 2.~11. 259, 260 l'"in1j , (vedi l'cttorclli-Lalalla). 204. 2 IO, 262 Villunu, 237 ruh.Feniin:md. 13. 22. 38, 143 147. 181.182. 213. 251 .2t.O Nlf'f'lagiari. Gualiclrno. 83 . 2.54 Foschini. Antonw. 53

lsnenghi .

rlOIOllC.

Fraticelli. Umhcno, 110 rrcihcrr. Sch:lri7.cr voo Rény Georg. 13 I. 132 Frcihcrr, von Wun11 Went.cl, 130, 13 1 Frctk'.h. fohn. 196 h lCtDI. Mano. lit.I. IJ7. 254 Fuller. John t'rcdcric ("barles, 14. 250

l\0--JDd.i,

Manu. 2.50

,·on lwanina Artur. 131

J ~. H. A .• 100. 2.54. 261 K i,qJing. Rudolf, 258 260 YOll Dcl111COMi11gen. Konr.td, 14, 2.~ Krau~ . Alfn:d.14, 15 , 1%

Kraffi

l..11 Pona . Ernesto, 84 Lang. I lebahanl. 258

Laria. Swnc. 1611 Lanari . sonotcncnte. 226. 227 Lemm, , sw,ino. 255 l..eonardi. S01tote111:ntc. 255


269 Lepore. AlflO, '.lii Letterio. Oonato. 43, 252 Lleb, Josef. 130 uu. o .. 261 IJoyd. ( ìcorgc, David. l l . 250 l.ocarclli . Amooio. 88. 92. 1.16 LoJi. Guore. 90 Ludcndorlf, F.ric, 14, 2 1. 22 . 250. 261. 263 I .umbroso. Alberto. 250 Macken..;;cn . Augu_q ,on. 174 Maggi. llalo, 249 Magne1ti. Gi~ppe. 95 Magnucco. <l1u.,;cJ1PC, 177 Malaparte , Currio. 157 Manacun.la. tenente. 242. 245. 246 Mancro1. Co,.ma. 154. 1.,.~ Manfredi . F.milio, 43. 2S2 Manzi . soU\Jkncnte. 224 Maru.aani. tenente . 2.'W Marchetti , Odoardo, 262 Marchetti. Tullio. 204. 208. 2 12. 213. 2 15. 2<,2 , 26J Marciante. 1..•olonncllo. 2J I MarcuT.11. Enrico. 2.,2 Martelli . Achille. 202 Martino111. ~ t e. 2.'W Mv.Ti , capilllno, 52 Mau,olini. ManlÌC\. 2.'W Mv.7UCCO. capitano. 254 Mccoui. tenente. 254 Meda. 1-ilippo. IM. 171 Melograni. Piero. 250 Messi. Ercole. 255 M il.iicui . MlUOlencntc. 2.'W Mimr:i. Mohcrt . 203,205 Minteci Albamonte. ~ulonnclk,. 262 MOl.·dlin . Albino. 154 Molfcsc. Manlio. 2.~7 Molino, Pielro. 88 . 93. 173 Moltke. Carlo Bem;m!o Hclmuth von. I% ~ ,. generale. 1116. 192. 261 Montanari , Mario, I Montanari . Umberto. 21'). 2.1 1. 232, 2."ll! Montù. Curio. 25 1 Montuori. l .ucJI. 145 , 180 184. 187. 197. 202. 204 Moci, Rachele. 95. 263

Mlll'J)Uri;o. Man.:o. 264 Morpurgo, Vìttorio, 80

Mucaria, An10t1io, 160 Mussolini. lkmtu. 197. 246 Multi . Onorino. 97 Nardini. seq;ente. 93 Nava. AnlcN1io, '.lii Nicolnso. rcncntc, 247 Nobili . colooncllo. 261 Olivcro. colonnello. 2~ . 2t,:? Olivetti, caporale. 2.~ Oli~ic, i. Ma11u. 8.?, .?"-' Omiuolo. Mano. 1.10

Onn", colonnello. 187 Orlando. Vìttono l:.manuclc, IO. 11 . 16 18. 144. 148. 17 1. 2.~

ragnini . Ce,-.ire. 246. 249 P..tlo.a. l'IClm, 1)(1 l'aricani. carabiniere. 154 l'andin . Antonio. 24R P..m~rl. lrmgard. 2.~tl l'aolcltl, tcn dì vascello. 52 Pnp;i. Pietro Valeno. 220. 229. 2.10, 2M P-~m;i. l!ugemo. KIJ. 256 l'uvan . capitano, 247 !\."'COii Giraldi . Gu~lidmo. 197, IW. 200. 201 . 202. 203.

204 l'cdmncin,. Guy. 260 l'cnnclla, Giu~ppc. 132. 217. 21R . 223. 2211-236, 2.l8. 240. 264 Pemncllo. maresciallo. 178 Pélllin. Hcori f'hilippc. 148 Pcth(ì, " ·· 263 Pett~lh Lalatm. Cc.-.an:, 204,2 10.2 15. 262. 263 l'iccÌC\. Pier Ruggero, 69. 70. 77 . 80. 81. RJ. 114. 1!7, W . 94. 98. 255. 257 Pimnatte1. Kodolfo. 1,11 l'ino. Enrico, 2.5 1 Pirzio Biroli 2..i(; Pinoni . l'aolo. 203 Polvenm. lencntc ,-oklnncllo . 226 , 229 l'onn. t-clicc. 100. n Pona, Giu~ppc. 252 f\)llillU. P.-.1t1kl. 262. 264 ~Jn,IU . l'., 1(10

l'rev~ . capo <klla gendanncria. 2 I I

Pucci.

lt-:rtu. 252

Magnini, Francesco. 160 Rauchcnstciner. Manfred. 257 Reali. Antonio. 90. 93. 'l.'i. 2.~ . 2.'i5 Regelc. Osk:ir, 258 Rcnnclla. Cosimo. 90. 97 Ridolfi. tenente. 25.5 Ri11er von Pitreicll, Anton. 258. 259 M1va. capuano, 254 Rino, Luigi . 39. 42-47. 49. so, .51 , 67 , 176. 177. 2S I. 252

R0t·hat. Ciiorg10. 2.'\0. 2.'i I t"mncesco. 95 Ros i , Luigi. 43 Rovere. capilllOO. 226. 227, 2'6 RulTo di ( 'alahria, capitano, 254 Ru~tici. Augusto. 76. 254 l(os_\1 .

Salv..ar. Antonio dc Oliveira . 23 1. 233-235 Sallagar von. generale. 200. 202 . 20.I Sal,a. ilvio. 25 1. 252 Sarnhunct. Gmuho. X7. 2.\.1 Sant.in!lli. Rmno ••n ',;:11110. capllano. 222. 226 . 227 '-;1rr.11l. )!Cncr.ilc . 2 17 'i:1um. N,v.iriu. 2h:? \J ~ 1111 . C.1110. X7


L. IU

~-alamaudd. c-.-piuanu. 221. 227 Scanxl1. Silvto. 93. 254 Scarpelli . tenente , 178 Schafer. llui:o. 259 Scham.-.chula \OO Simonromny. Rudolf. I '\4 Schuhcrt , Fram , 257 , 259, 263 Schwane. M.. 202. 203. 250. 262

Segato, Lu1g1 . 250 Scgrc. Rohcrto, 191 . 197-206. 261 . 262 Seide. Rudolr. 131 Seiu. Enrico. 49 Sequ1. t:.me.,to. 15-i. 254 Serafini , Filippo. 87 . 254

Serda. Jo,,ef \OO . 51 Scrh. Konald. 2.'iO Simonini . tenente. 84 Siria.noi . Giuseppe. S4 . 56-58 . 60. bi . 64. 253 Slllden. gener.llc:. 190 Sman10110, Ercole, 21W. 211 . 242 246. 249. 263 Soling.Ili, GiovannL 90 Sommariva. Ca.milio, 254 Softani. Ottavin, 91 Sonani, capitano, 235 . 237. 238 Speciale . .:ap. Jì 1..uveua. 59 SllfClmann. Antoo Hcin7 . 2.'i8

'1117. tenente di vru.ccllo , 46, 47 Toffokui. Giuvambauii.ta. 90. 9 3. 2S4

Tutru1t. UJ:11. 43 Tuhcnini , Giuseppe. 79 Tur. Vinorio. 65 lJrhan1. Aldo. KO Urbin.,ri. Italo. I S4

accari. <iiu~. 85 V11CCaroS~i. r ompco. 2.54 V1111:heua, G,~iu. 43 ;anale. ...• I00 Vcndmmin, Mario. 222. 224 227 Venier. Sewnoo. 97 Venohr. Wolfgang, 2M Vitton<> Emanuele lii, 12 Vulcano, carabiniere. 1.54

Wagncr. Anton. 2.'i7

Spuri , caporale. 87. 2.54

Waklstlinen. Alfn:d vuo . 127 Waller. b"ffler.de. 194 Wardmp. 1?Cncralc. I K6 Wchcr. Fritz. 2.54 Wills. (!, d. 187. 191. 194. 260. 261 Wibon. Hcnry. IKI

Slllrita. Pìetru. 52. 53 Stende . Fulullelcc!>ény rr.&nL. 131. 133

Xa11-'13 . Stc tano, 160

Tandura. <OIIOICIICRIC, 247 Tedeschi, Gliluoc. 97 TctleM;u. Sil•io. Il')

Tc~s:ann. 249 Tc"a di Marciano. 197. 203 . 262 Thaoo di Rc•d. Pllolu. 43. 50

Youug. M. Clarence. lì') 2.ingarelli. Italo. 42. 251 . 252 Zmmo. Augusto. 220. 222. 227 . 22'>. 2JO. 264 Zoppi . (òaetano. 15.'i


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