STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO STORJCO
ORESTE BOVIO
L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO UN SECOLO DI STORIOGRAFIA MILITARE
ROMA 1987
PROPRIETÀ LETTERARIA Tutti i diritti riservati Vietata la riproduzion e anche parziale senza autorizzazione © Ufficio Storico SME - Roma 1987
Scabilimento Tipografico Julia-Roma - Via dei Granatieri, 39
PRESE -TAZIONE
Il professor Piero Pieri - eminente storiografo militare - tracciando anni or sono un bilancio degli studi di storia militare concludeva allora : « .. . se la storiografia militare non ha avuto e non ha in Italia l'importanza di quella relativa ad altre forme dell'attività pratica dello spirito, se presenta manchevolezze e lacune, mostra tuttavia i segni, per quanto isolati, di un promettente risveglio: spetterà alle nuove generazioni di non lasciare appassire e perdere questa nuova fioritura» 1 . Dallo scritto traspare - per un'attività spesso negletta - una nota di ottimismo che, con quella, appare insieme un auspicio. Entrambi questi caratteri - ottimismo, da identificarsi in un impegno di lavoro serio rigoroso e documentato; auspicio, a sua volta configurantesi nel progressivo estendersi d !l 'esame ai diversificati campi d 'incidenza della storia militare - hanno da sempre improntato l'attività dell 'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Basti pensare ad alcuni di coloro che - storici militari per essenza e metodo e non soltanto da classificarsi storici in quanto militari hanno scandito le tappe salienti dell'attività dell'Ufficio: da Carlo Corsi a Niccola Marselli, da Valentino Chiala a Cecilio Fabris, da Enrico Barone a Cesare Cesari, da Adriano Alberti a Nicolò Giacchi, da Luigi Mondini a Ferdinando Di Lauro. Diciamo allora che se, come affermò il professor Pieri, la storia militare - intesa quale componente della storiografia generale e nori ristretta alla concezione purtroppo largamente diffusa e limitativa dell'«histoire bataille » - appariva al grande Maestro trascurata, questo può accordarsi, ma principalmente per l'ambiente «laico» od accademico mal attagliandosi invece all'opera dei militari, i quali sempre hanno documentato, talvolta con dei ritardi, quanto mai plausibili a ben ved re, talvolta «sul tamburo» invece, incorrendo quindi in comprensibili imprecisioni, peraltro puntualmente rilevate all'esterno da critiche che, se da una parte non hanno tenuto in debito conto l'addossarsi dell'esame ai fatti ed al quadro descritto, 1
Piero Piei-i, La Storia Militare in: «La storiografia italiana negli ultimi vent'anni», voi. II, Milano 1968, pag. 1351-57.
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non hanno dall'altra neppure r iconosciuto la tempestività dell'informazione . L'Ufficio Storico esprime pertanto la sua gratitudine all'Autore di quest 'opera c he comprova la fatica e l'ones tà di quanti ci hanno preceduto e dimostra all'esterno ed a i nostri Quadri quanto l'Istituzione ha fatto e fa per la sto ri a militare poiché è da essa, dalle s ue es perie nz , che prendono le mosse l'evolversi dell e dottrine e degli ordinamenti, della logistica e dell e procedure di Comando e da essa ancora, sopratt u tto ed in ogni c ircostanza, deve trarsi l'umiltà nel servire. IL CAPO DELL'UFFICIO STORICO
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TRODUZIONE
LA STORIA MILITARE
Oggi l'ufficiale medio - mi si consenta la banalità dell'aggettivazione - termina di massima la Scuola d 'Applicazione con il radicato convincimento che la storia militare sia una materia da studiare e non da capire e non se ne occupa più per il resto della carriera, a meno che non frequenti il Corso Superiore di Stato Maggiore. L'idea che la storia abbia un'importanza marginale perché priva di un diretto collegamento con il presente, inoltre, è abbastanza diffusa tra tutti i Quadri, certamente più diffusa dell'assioma di Marcel B loch: «comprendere il presente mediante il passato, comprendere il passato mediante il presente». Eppure la storia è mutamento ma è anche contin ui tà. La conoscenza de l passato permette di comprendere meglio quegli aspetti del presente che rappresentano una sopravvivenza del passato e di apprezzare nel giusto valore i mutament i in atto nella società. Un maestro della storiografia italiana, Gioacchino Volpe, ha scritto: «L'interesse, la ricerca del passato può essere, da parte di noi viventi, uno spontaneo moto naturale, un impulso vitale. Ma può essere anche qualche altra cosa. Non è escluso, anzi sempre avviene, che l'uomo - e lo storico che assolve questa specifica funzione - abbia un motivo concreto che lo spinge, diverso da epoca ad epoca, e anche da momento a momento, da storico a storico. Egli si può proporre, per esempio, come in certi tempi si è proposto, di ammaestrare i suoi simili, i suoi concittadini, o magari i suoi figliuoli, se si tratta di Memorie domestiche, mostrando ad essi da quali azioni è nato a lui o alla famiglia o alla più larga collettività a cui appartiene il bene o il male; ed ecco, in forma dimessa, la Historia magistra vitae degli antichi, che è poi concetto sempre ricorrente. Egli si può proporre, egualmente, di mettere sotto gli occhi del lettore lo spellacolo delle infinite miserie umane, della vanità delle cose terrene, per coltivare nelle anime la vocazione della vera vita, che è ultraterrena. Così, certi storici medievali. Si può proporre, in
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altre e diverse età, dì dilettare il lettore o ascoltatore, oppure distribuire glorie agli uomini eccellenti, narrando in bel latino sonante le gesta dì questo o quel condottiero, signore, re: una gloria più duratura di quella che può dare il bronzo o il marmo, cose caduche. Così avviene al tempo dell'Umanesimo, al tempo cioè che gli individui o l'individuo irrompono con prepotenza sulla scena della vita, dando a noi il senso di una storia fatta dagli individui. Oggi, noi tendiamo invece a vedere nella storia un me zza per conoscer l'uomo, tutto l'uomo e l'umana società e le particolari società nel loro sviluppo; un mezzo per intendere il presente, per intuire quel che approssimativamente e concretamente possa essere il domani, vuoi a scopo puramente conoscitivo, vuoi anche a scopo pralico. Insomma, ritorna la Historia magistra vitae, non nel senso che essa possa ammaestrare i viventi portando esempi o additando precedenti di bene o di male, ma sì che possa educare negli uomini il senso di orientamento della vita, che è perenne innovazione, l 'intuito dì ciò che è rispondente o no ai tempi, opportuno o no, possibile o no. E questo è senso storico, quasi sesto senso. Deve ritrovarsi nello scrittore di storia; dovrebbe ritrovarsi in ogni uomo che tratti la politica, in ogni uomo di governo, del quale spesso suole dirsi, a sua lode o biasimo, che ha o no il senso del limite, il senso del tempo o del momento e relative possibilità o impossibilità, in rapporto a determinati problemi da porre o no, da risolvere in un modo o in un altro, al di fuori di ogni costruzione ideologica. Nel politico questo sesto senso è un dono o un fiuto istintivo; ma è o può essere aiutato da una approfondita riflessione sul passato, da una illuminata storiografia, quale ogni tanto, e specialmente nelle epoche o fasi gravi della vita dei popoli, appare » 1 . La causa primaria di questa «incompre nsione» tra l'ufficiale e la storia militare risiede probabilmente nell'incompleto insegnamento della materia presso le scuole militari, pressate deJ resto da una amplissima gamma di discipline, a carattere umanistico ed a carattere tecnico, che l'ufficiale di oggi deve assolutamente conoscere. Queste pagine sono state perciò pensate e scritte per i Quadri più giovani dell'Esercito, non hanno alcuna pretesa di originalità ma soltanto l'ambizione di essere facilmente comprensibili e di riuscire di qualche utilità a coloro che vorranno riavvicinarsi alla storia militare, chiarendo natura e scopi della materia. 1
G. Volpe, Historia m.agistra vitae, riportato nel n. 23 di «Intervento », Roma 1976. pag. 48.
INTRODUZIONE
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La separazione della storia militare dalla storia, quella generale senza aggettivazione, è abbastanza recente; è possibile infatti stabilire l'inizio della frattura ai primi anni del diciannovesimo secolo, quando Antonio Enrico J omini cominciò a pubblicare le sue opere. Naturalmente anche prima erano esistiti storici che si erano occupati di questioni militari; essi però non sapevano di appartenere alla categoria degli storici militari, credevano ingenuamente di essere semplicemente storici! Per tutti si possono citare Senofonte e Polibio, che non vengono appunto classificati dai sapienti come storici militari; tuttavia senza le loro opere le istituzioni militari dei Persiani, dei Greci e dei Romani ci sarebbero quasi sconosciute. Dopo le guerre napoleoniche Jomini, comunque, distinse addirittura tre diverse forme di storia militare: una prima forma, più semplice, si estrinsecava nel racconto analitico di una battaglia, racconto molto dettagliato fino a seguire, momento per momento, gli spostamenti sul campo di battaglia anche dei piccoli reparti; una seconda forma, detta poi storia operativa, consisteva nell'analisi di una battaglia o di una campagna per ricavarne alcune costanti che, opportunamente depurate dai dati contingenti, avrebbero permesso di enucleare alcune norme di validità generale per la condotta delle operazioni, i famosi principi dell'arte della guerra; una terza forma, infine, esaminava la guerra nel modo più ampio, associando i fattori militari a quelli politici, sociali ed economici ed assumendo così i connotati di una vera e propria storia politico-militare. Anche Clausewitz distinse il puro racconto dei fatti, dal quale possono emergere soltanto le relazioni superficiali tra causa ed effetto, dall'esame critico di essi. Nello studio della storia militare Clausewitz individuò tre fasi successive: l'accertamento dei fatti nella misura consentita dai documenti disponibili, la ricerca delle relazioni tra cause ed effetti, il giudizio sulla convenienza dei mezzi impiegati raffrontati allo scopo che si voleva conseguire. E proprio in quest'ultima fase egli pensava fosse racchiuso il valore pedagogico della storia militare. L'infhJenza delle idee di Clausewitz fu decisiva per indurre lo Stato Maggiore prussiano a ritenere che la storia militare avesse una funzione preponderante non solo per «insegnare la guerra durante la pace» ma anche nella formazione del carattere. Chi studia un fatto d'arme non deve approfondire soltanto _se le operazioni siano state condotte nel rispetto dei principi dell'arte della guerra ma anche chiedersi che cosa egli stesso avrebbe fatto nelle medesime circostanze.
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Sulla base di questi presupposti nel 1862 la Sezion storica dello Stato Maggiore generale del Regio Esercito Prussiano pubblicò La campagna d'Italia dell'anno 1859, scritta dallo stesso Capo dello Stato Maggiore, Mo.ltke. Nella prefazione egli scrisse che il volume tendeva a: «conoscere il più esattamente possibile quanto avvenne nell'Italia settentriona le durante quelle poche settimane piene di eventi, a studiarli in relazione alle cause - in breve, a fare quella critica oggettiva senza la quale i fatti stessi non danno il vantaggio di una istruzione efficace» . La storia della campagna d'Italia è un modello di questa critica positiva. Ad ogni fase lo scrittore si pone alternativamente nella posizione di uno dei comandanti avversari ed espone in modo chiaro e conciso le misure che sarebbero state, secondo la sua opinione, più opportune. Negli anni successivi il Grande Stato Maggiore generale pubblicò La campagna del 1866 in Germania e la Relazione della guerra franco-germanica, scritte sempre con il criterio di ginnasticare la mente e di fortificare il carattere degli ufficiali . L'Ordine per l'insegnamento nell'Accademia di guerra, diramato nel 1888 a firma di Moltke, fissa inequivocabilmente lo scopo finale degli studi di storia militare: condurre alla conoscenza delle «condizioni invariabili sulle quali si fonda l'arte del buon generale nelle sue relazioni con le forme tattiche variabili». Una valida teoria di guerra poteva essere acquisita, secondo lo Stato Maggiore tedesco dell'epoca, soltanto attraverso studi storici condotti con metodo critico. I programmi dell'Accademia di Guerra prevedevano, infatti, tra le materie di carattere militare la storia militare, insegnata per tre ore settimanali nel primo anno e per quattro nel secondo e nel terzo anno di corso, mentre la storia politica, compresa tra le materie non militari, occupava durante tutti i tre anni del corso tre ore alla settimana. È necessario considerare che all'epoca non esisteva quel complesso di Istruzioni, Regolamenti, Norme Generali, Direttive che costituiscono oggi la «normativa », croce e delizia di tutte le forze armate, e, quindi, con la narrazione critica delle guerre passate si istruivano i futuri comandanti sul modo di effettuare i movimenti, realizzare la cooperazione tra le tre Armi (fanteria, cavalleria e artiglieria), impiegare le Grandi Unità, ricercare le informazioni, ecc., ecc .. L'insegnamento della storia militare sostituiva perciò quello che oggi viene insegnato da altre discipline: tattica, logistica, servizio informazioni .
IN TRODUZIONE
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Per quanto riguarda l'Italia le opinioni sull 'argomento non e rano molto difformi. Alla Sc uol a di Gue rra l'i n segnamento della storia militare, co nsidera to però comune s ia a l gruppo de lle materie professiona li s ia a quello dell e mate r ie c ul turaìi, ven iva impartito nell' a rco de ll ' intero corso plurie nnal e per 340 ore con l'ord inamen to del 1888, scese a 330 con l'ordinamento d el 1894, a 320 con que ll o de l 1899 ed, infine, a 270 con quello de l 191 1. Anche nel nostro Esercito em in e nti Comandan ti si disLin se ro nel campo della storia militare, basti citare Enrico Coscnz e Alberto Pollio, a utore qu es t 'ultim o tra l'alt ro di Custo za, un saggio che rapprese nta a n cora oggi un mod e ll o di storia milita,·e tecnica per l'intelligenza e la dottrin a del l' a u tore, il suo sfor7.0 d'obiettività, il vigore di penetrazione, la sagacia dei giudi zi. Verso la fine dell 'Ottocen to Hans Delbriick cominciò a d approfo ndire gli sc ritti del Cla u scwitz ed i lega mi c he in tercorrono tra guerra e po li tica. L'opera de ll o studioso tedesco è ancora oggi di importanza fondamen tal e non so lo per aver indi v iduato le due forme fondame nta li dell a s t ra tegia , quel la di a nni e ntamen to e que lla di logoramento, e per aver m eglio definito la stra tegia stessa 2, ma anc he pe r aver conferi to alla sto ri a militare dignità accademica ed averle dato un co mpito b e n prec iso, q ue ll o di indagare come l'inte lle tto umano adatti le co ndi zion i economico-socia li e della tecnica a llo sviluppo di un determi nato modo cli gu erreggiare e come l'in te lli genza ciel co ma ndante cerchi di giun gere a lla vittoria. In a ltre p arole, il De lb r i.ich r iteneva che, pu r tenendo sempre p resenti le influenze economiche, sociali, politiche ed i mutamenti della tecnica, occorresse st udi are lo s pirito ch e, nel cor so dei secoli , ha an imato strategia e tattica. La gu e rra, in sin tes i, non rappresenta la pura e sem plice so mmatoria elc i la tecnica e delle risorse di un popolo, ma è la risultante dell 'uso inte lligente ch e si è saputo fare cli ciò c he s i aveva a di s posizione. Due n azioni, infatti, economicamente e cultura lme nte qu asi ug uali possono espri mere due stru m enti bel li ci di b en diversa qualità cd e fficienza . li d iverso strum ento ed il d iverso impiego cli esso influiscono poi, a loro volta, sulla sorte de i popoli e della loro c iviltà no nc hè sull'ulter iore svi luppo dello strumento stesso e del suo impiego. S ul momento però la lezione contenuta ne ll a m onume n ta le S1o2 Clausewitz ave va de finito la strategia come «l'idea d i1-e ttrice che p res iede a ll 'impiego delle forze nel teatro d'operazio ni », Delbrikk ide n tiri cò invece la s trategia nel la direzi one del co nflitto e la de finì pe rciò «l'i dea dire tl iva che p resiede alla condou.a dell a guerra ».
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ria della Guerra 3 non fu da tutti compresa e, almeno in Italia, la storia militare continuò ad avere una veste prevalentemente tecnica e ad essere coltivata quasi esclusivamente da militari. Tra gli autori che più si distinsero è doveroso ricordare almeno Marselli, Corsi, Zanelli, Guerrini, Nava, Cavaciocchi. el periodo tra le due guerre mondiali la pur legittima esaltazione della guerra combattuta e vinta sconfinò, talvolta, nel trionfalismo e costituì un ostacolo ad uno studio critico del conflitto appena terminato4 . Enfatizzando il pericolo che lo storico, troppo coinvolto nei fatti sui quali doveva indagare, potesse essere guidato più dalla passione che dall'intelligenza e sopravvalutando le inevitabili lacune della documentazione allora disponibile, la storia militare ufficiale stimò più conveniente rimandare l'esame degli avvenimenti troppo recenti. Non solo negli istituti di formazione ma anche alla Scuola di Guerra, invece di approfondire gli aspetti negativi della guerra, che pure non erano mancati, si preferì talvolta continuare l'esame delle campagne napoleoniche, nella convinzione che dallo studio dei conflitti del passato fosse ancora possibile estrapolare talune regole elementari di condotta, sempre valide purché la loro applicazione fosse opportunamente adattata alle circostanze di tempo e di luogo, alle caratteristiche topografiche del terreno ed ai rapporti di forza . Nelle Scuole di Reclutamento poi l'insegnamento della storia militare fu largamente utilizzato come fattore educativo, in un quadro generale di concezione della guerra come fatto volontaristico. Sia pure con le limitazioni di cui sopra, il periodo non fu però infecondo per la storia militare, che anzi uscì dal ristretto ambito degli istituti militari e si fece conoscere dal grande pubblico anche attraverso fortunate iniziative editoriali. Meritano una citazione almeno tre collane: La guerra e la milizia negli scrittori italiani d'ogni tempo, a cura del generale Francesco Graziali e di Gioacchino Volpe e pubblicata dalle Edizioni Roma, comprendeva tutti i principali scrittori italiani, da Machiavelli a Blanch, da De Cristoforis a Guicciardini, da Vegezio a Foscolo, da Cesare a Bonamico; La storia dell'arte militare moderna da Federico II ai nostri giorni, a cura del generale Aldo Cabiati e pubblicata dall'editore Zanichelli, compren3
H. Dclbri.ich, Geschichte der Kriegskuns t, 4 voli. editi tra il 1900 ed il 1920 e ristampati nel 1964. Non esiste una traduzione dell 'opera in lingua italiana. 4 Cfr. G. Rochat, La prima guerra mondiale, in AA.VV . «La storiografia militare italiana negli ultimi venti anni », Milano, Franco Angeli 1985.
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dente tra l'altro alcuni ottimi lavori del generale Vacca Maggiolini sulle guerre napoleoniche, del colonnello Ravenni sulle guerre d'Oriente, dell'ammiraglio Po sulle guerre marittime, di Mario Toscano sulla storia diplomatica della grande guerra; la Collezione italiana di Diari, Memorie, Studi e Documenti per servire alla storia della guerra nel mondo, diretta dal colonnello Angelo Gatti e pubblicata da Mondadori, comprendente opere di militari (De Chaurand, Brancaccio, Cadorna, De Vecchi, Caracciolo, Bompiani, Caviglia, De Rossi, Tosti), di politici (Salandra, Giuriati, Meda), di diplomatici (De Bosdari, Vercesi), di pubblicisti (Malatesta, Manfroni, Bravetta) e persino di medici come il Boschi . Non è possibile valutare globalmente la produzione storiografica militare del periodo, le varie iniziative editoriali furono, infatti, molto diverse tra loro per tema, impostazione, scopo, ampiezza ed anche nell'interno delle singole collane gli autori si mossero con molta indipendenza. I lavori migliori comunque furono quelli dedicati ad avvenimenti più lontani nel tempo e condotti secondo il collaudato metodo della storia militare tecnica. Il clima generale dell 'epoca 5 non era del resto favorevole ad una storia militare fortemente critica, privilegiava piuttosto un insegnamento apologetico-propagandistico, tendente più ad educare che ad is tru ire. onostante tutto non mancarono però ottimi lavori cli critica militare sagace e coraggiosa, come il Saggio critico sulla nostra guerra del generale Roberto Bencivenga apparso in più volumi dal 1930 al 1937, di cui ci sembra opportuno riportare un brano della Premessa: «L'indagine critica è l'unico mezzo per trarre insegnamenti dalla Storia. Troppo spesso l'adulazione servile, o la polemica a scopo partigiano tendono a deformare la verità; a sostituire la leggenda alla realtà; a nascondere errori; ad ingenerare false idee sulla formazione del pensiero operativo. 5 Al i-iguardo si ripm·ta, come esempio emblematico, la frase finale con la quale Piero Pieri, s tudioso indubbiamente equi librato, concluse il capitolo introduttivo alla Campagna d 'Italia de{ 1706 del Principe Eugenio di Savoia: «Oggi c he il sentimento politico e lo spirito militare dcgl'Ttaliani appaiono tanto rinvigoriti da una guerra e da una rivoluzione vitto1·iose e che il nostro Paese s i trova avviato a nuovi più alti destini, non sarà inopportuno ricordare queste glorie passate, e cercare di conoscere e valutare sempre meglio ciò che rappresenta la nostra più fulgida tradizione guerre-
sca»_
Il volume ci tato apparve ne lla collana La guerra e la mili zia negli scrittori ila liani di ogni lempo .
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Ciò non solo non contribuisce alla preparazione spirituale degli uomini , cui domani il Paese dovrà affidare la guida nel compimento del proprio destino; ma neppure all'educazione delle masse popolari , ogni giorno più partecipanti alla vita della Nazione. Bisogna che il popolo sappia, che incertezza ed errori sono insiti alla natura umana; affinché non su bi sca crisi di demoralizzazione, quando vedrà da vicino i suoi capi all'opera, con tutte le loro debolezze ed i loro difetti, quali esseri umani cioè, non già come i semidei consacra ti dalla leggenda. È d el resto, noto l'aforisma: in guerra vince chi fa m eno errori. Ed errori commisero anche i più grandi condottieri che vanti la Storia». Da segnalare, infine, alcune opere memorialistiche di ampio respiro, tra le quali si citano: La guerra alla fronte italiana e Altre pagine sulla grande guerra del generale Cadorna, Note di guerra e Per la verità del generale Capello. Il carattere tota le ormai acquisito dalla guerra, con tutte le implicazioni di natura economica, finanziar ia, ind ustriale che ne derivavano, aveva a ltresì fortemente impressionato molti ufficiali che rifiutavano perciò l'idea che dalle guerre del passato si potessero trarre ancora ammaestramenti, o comunque spunti di riflessione, validi per il futuro. Al riguardo può essere citato, come esempio emblemat ico di una certa critica corrosiva nei confronti della storia militare, quanto il generale Giulio Douhet scriveva nel 1928 sulla Rivista Aeronautica: «L'esperienza del passato è molto opportuna per preparare l'a vve nire e nel passato si trova tutto ... Basta adattarlo . Spesso si rischia di fare qualcosa di simile a quello che ca pita quando si usano i vecchi a biti del nonno defun to per rivestire i nipotini. Spesso capita di trovarsi, allo scoppio di una guerra, preparati a combattere non quella, ma la precedente. Ma ciò non ha alcuna importanza: c'è lo Stellone. Poi, finita la guerra, se ne distillano a ltri insegnamenti che, in definitiva, non rappresentano altro che la cons tatazion e degli errori commess i. Applicando questi insegnamenti, ci si prepara come se si dovesse combattere ancora quella guerra. E quando vie ne la nuova, si è preparati per la vecchia. È curioso che, fra tutti i distillatori degli insegnamenti delle passate guerre non ve ne sia uno che abbia distillato questo, l'unico forse: che guardando indietro non si va avanti ». Del resto non furono solo i militari a dubitare dell'utilità della «loro » storia. Come sempre avviene dopo una grande catastrofe, e la prima guerra mondiale lo fu in modo esemplare, tutti si interrogarono sul come e sul perché questa fosse stata possibile e come sempre
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alla storia fu addebitata parte della colpa. In quegli anni, ad esempio, Paul Valéry, u scendo per la verità dal suo campo, in Regards sur le monde actuel scriveva: «La storia è il più pericoloso dei prodotti che la chimica dell'intelligenza abbia potuto elaborare. Le sue proprietà sono ben conosciute: fa sognare, ubriaca i popoli, fa sorgere in loro dei falsi ricordi, esagera i loro riflessi, mant iene in vita le loro vecchie piaghe, li tormenta senza requie, 1i porta al del i rio ed al la persecuzione e rende amare, superbe, insopportabili e vane le nazioni. La storia giustifica quello che ci fa comodo . Essa non insegna assolutamente niente, perché contiene t u tto e dà gli esempi di Lutto». La storia militare cominciò così a scadere nella considerazione dei Quadri dell 'Esercito, specie tra i più giovani, e l'a ndamento disastroso della seconda guerra mondiale, interpretato come dimostrazione inequivocabile che i fattori spirituali e morali sono impotenti di fronte alla superiorità tecnica, confermò la tendenza. A questo proposito sembra utile accennare ad una polemica discussione sull'utilità della storia militare sorta quando ancora la seconda guerra mondiale era in pie no svolgimento. Nell'april e del 1943 il generale Edoardo Scala, già in segna nte di storia militare a l.l a Scuo la di Guerra ed autorevole scrit tore, sostenne su lle colonne della Rassegna di cu!lum mili1are che «fino a quando dell'effici enza degli eserciti i fattori più importanti saranno quelli intellettuali e spirituali .. . la Storia costit ui rà ancora la base necessaria ad ogn i nostra preparazion e cu lturale e, prendendo in esame il passato, servirà a meglio prepararci per l'avvenire ... » tanto più che essa «riesce ancora feconda cli utili insegnamenti ritrovando le leggi, illustrando i principi dell'arte della guerra rimasti immurnti nel lempo e pertanto essa deve considerarsi , nella preparazione clegl i ufficiali, non soltanto come nece sario complemento cultu rale ma anche come importante materia prnfessionale» 6 , provocando l'opposizione del colonnello Emilio Canevari che, a l termine cli un lungo artico lo, categoricamente affermava: «l) una Scien za della guerra può eone pirsi, e cioè esistono nel fenomeno bellico alcune uniformità, ma non si tratta di principi immortali estratti con metodo empirico e antistor ico, bensì di r ipeti·- zioni di alcune parti dei fenomeni stessi, dissociati analiticamente; 2) ad ogni modo, la constatazione di queste uniformità ha uno 6 E. Scala, Gli s ,udi storici mili/ari nella preparazione dei Quadri, «Rassegna di cu ltura militare», 1943.
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scopo di pura conoscenza, esattamente come avviene nel campo della scienza politica, e pertanto non si può ripercuotere direttamente sull'azione. Una teoria generale della guerra è impossibile; 3) si possono però concepire delle dollrine di guerra e cioè delle norme di condotta. Ma esse sono limitate a un brevissimo periodo, dipendente dalle condizioni politiche, sociali, scientifiche dell'epoca e sono legate agli obiettivi politici e all'ambiente geografico di quella guerra che si considera. Esse non sono che utili indicazioni per i casi medi e più probabili, nei gradi inferiori ove i problemi tattici sono più semplici: possono valere come punti di riferimento per l'addestramento, ma non possono legar~ obbligatoriamente la libertà di azione e la responsabilità del comandante in guerra; 4) l'arte della guerra non consiste nell'applicazione dei famosi principi, bensì nel risolvere i problemi tattici e strategici mediante un insieme contingente di espedienti e di provvedimenti, nell 'adattare reciprocamente scopo e mezzi basandosi sulla realtà esistente. Essa non è la manifestazione sublime di un presunto «genio » ma la estrinsecazione di quelle virtù di colpo d'occhio, di energia, di coraggio fisico e morale che sono innate - se affinate in parte dall'esperienza e dallo studio - nelle forti personalità atte al comando. Tutto il problema consiste nel far emergere queste personalità e non già gli eruditi di storia, e tanto meno di attendere il sovrumano «genio» e, meno ancora, di riporre le speranze in un regolamento dottrinario perfetto, compilato dagli uffici in tempo di pace e da applicarsi fedelmente in guerra; 5) il Corpo degli ufficiali non è un Corpo di tecnici: l'ufficiale deve essere anzitutto un capo e poi un educatore. La guerra non è una costruzione per cui occorra un corpo di ingegneri dotati del Manuale del Colombo, è un dramma terribile che può essere dominato solo da personalità dal ferreo carattere e che sentano fermamente nel loro animo il diritto al comando; 6) come educatore, l'ufficiale non deve insegnare i sacri principi, deve invece anzitutto instillare nei dipendenti queste decisive forze morali: la disciplina, l'onore miliiare, il sentimento del dovere, la fedeltà alla bandiera, il cameratismo. Per questo, deve possedere tali doti in altissimo grado; 7) inoltre, come educatore, l'ufficiale deve insegnare ai suoi dipendenti a fare la guerra e ciò mediante un addestramento pratico, sul terreno, duro, ripetuto, continuo, geniale, in modo da costituire quelle unità solide e manovriere che, sul campo di battaglia potranno impiegarsi, non già sempre nello stesso modo regolarmente, ma
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anche nei modi più svariati che le circostanze esigano, senza che sia turbata nelle truppe, la fiducia nei capi. A tale scopo, anche qui l'ufficiale deve possedere a fondo il mestiere della guerra. Il quale consiste fondamentalmente: nella conoscenza perfetta delle armi e del loro impiego e cioè nella tattica; nella conoscenza sicura del servizio in pace e del servizio in guerra. Nient'altro ,/. Nell'immediato secondo dopoguerra la storia militare fu trascurata e sottovalutata, sia nell'ambiente militare sia nel mondo accademico. I militari, nel ricercare le cause profonde della sconfitta, spesso misero sotto accusa la storia militare, imputata di aver inculcato negli animi e nelle menti una eccessiva fiducia nei valori spirituali e di aver trascurato di insegnare quanto importante sia, nell'economia generale di un conflitto, una adeguata preparazione logistica. Soprattutto per coloro che avevano duramente combattuto e molto sofferto non era facile ricono scere che la sconfitta era dovuta anche a gravi carenze dell'azione di comando e all'inferiorità di una obsoleta dottrina d'impiego, era più tollerabile insistere sull'inferiorità dei mezzi e sull'arretratezza del sistema industriale. Perciò nell'immediato dopoguerra l'approccio ai problemi militari fu visto soltanto con ottica economico-sociale e tecnico-scientifica, l'insegnamento della storia militare fu addirittura bandito dall'Accademia e dalle Scuole d'Applicazione. Significativi al riguardo i numerosi articoli apparsi sulla Rivisia Militare nel 1948 ad opera del tenente colonnello commissario Gaetano La Rosa, tutti incentrati sui problemi dei servizi logistici tanto sottovalutati durante la gue rra, ed un volume del generale Paolo Supino, comandante della ricos tituita Scuola di Guerra, nel quale si afferma: « ... Le precedenti considerazioni inducono ad attribuire una effetti va importanza ai valori morali nel campo militare ma deve essere ben chiaro che riconoscerne una ovvia importanza non autorizza ad avallare il principio, in verità assai pericoloso, che su di essi si possono basare in modo esclusivo o quanto meno preponderante la forza di un esercito e le sorti di una nazione, in giuoco sulla bilancia del successo o dell 'insuccesso bellico. Nulla è più indomabile ma anche tanto caduco guanto il morale 7 E. Canevari, Gli studi storici militari, «Nazione Milita re", fasci colq Aprile-Maggio 1943 , pagg. 268-272 .
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de i combaltenti a seconda che sia soslenuto da element i concomitanti e consistenti di ordine maleriale o che m a nchi di tale sostegno. on è discono scere il pregio de i va lo ri de l lo spirito affermare ch e è indebito, e p rat icamente è pericoloso, parlare di valori morali a uomini male armat i, mal nutriti e peggio equipaggiati il cui morale, anc he se in izia lmen te elevato, è dest ina lo a cro llare sotto la dura lezione dei falt i. È un e rrore decantare come gloria militare le unifor mi lacere e le scarpe rotte dei combat te nti, dim e ntichi che è disonorevole pe r un paese mettere i propri soldati n e ll e vest i di mendicanti, co me è avventa to di p arl are di r icostruzione di forze armate e d i rinascita di · valori sp ir itua li se i quad ri sono sfiduciat i e le armi superate e insuffi c ienti . I va lori moral i non sono mai sta ti il s urroga to della preparazione, nè il succedaneo di armi effic ie n ti e di un equipaggia mento adeguato: di soli to sono le vittime della carenza di preparazione, di arm i e di equipaggiamento e l 'asserzione è più vera ogg i che ne l passato. La dis ponibili tà di mezzi che ponga sicuramen te le forze arma te all' altez;,.a delle prove che le atlend ono è una nece s ità inderogabile che non ammette sostituti di ordine esc lusivamente morale» 8 . Anche il gi udizio conclusivo su lla storiografia militare italiana fino a l 1940 del generale Moscardelli, insegnante di storia m ilita re a lla Scuola di Guerra dal 1949 a l 1952, fu molto severo. Sotto il titolo Necess i tà d i una storiografia critica eg li scrisse infatti: « .. . Ognuno gi udi chi e modifichi il quadro che siamo venuti [in qui disegnando come meglio crede. Quello c he noi vogliamo segnalare alla vostra attenzione è che non c i è stato poss ibile rinvenire nella n ostra le tteratura mi litare di c irca novanta anni apprezzabil i tracce di una di agnos i s ull 'Eserc ito ita liano. sistono lavori, in perenne r ielaborazione e rinnovamento, sul lo svi luppo degli ordinamenti giud iziari, degli ord inamenti scolastic i, su ll e attività co mmercia li, industrial i, a rti stiche, sportive, e via dice ndo .. . Ma sul manifestars i in Ital ia dell 'attività militare terrestre non trovere te nulla, o quasi, di consegu en te, di o rganico, di critico. Non al tro c he storiografia limitata a manifestazioni meramente operative e condotta - salvo eccezion i - con procedimen ti formali, fra il cronac hi st ico ed il precelt istico. 8
P. Supino, Aspetti della guerra moderna, Edizioni de ll a Rivi s ta Militare, Roma 1952, pag. 85.
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Sicchè - per mancanza di robusto filo conduttore che leghi passato e pr sente sul nesso degli svi luppi organici, tecnici, disciplinari via via ass unti da l nostro Esercito dal 1860 ad oggi - tutto produce, di generazione in generazione, sorpresa e smarri mento; non è difficile, a distanza di decen ni, sentire gli stessi pensieri, le stesse paro le, le stesse vane querimonie come pensieri parol e quer imon ie nuov i ed originali . .. . L'indagine che noi abbiamo qui ratta è stata sommaria: sviluppata - ed è necessario che più di un o, presto, si dedichi a ta le sviluppo - potrà dar vit a, in ogni cam po della no s tra attività, ad un'ampia storiografia critica che costit uisca intelligente e vivo ausilio alla ricostruzione in at to ... » 9 • Anche ]'ambiente universitario si dimostrò in quel periodo poco interessato al la storia militare, tanto c he i capi dell' fficio Storico riusc irono ta lvolta a far se ntire la loro voce so lo nell'ambito dei congressi dedicati al la storia del Risorgimento . A parte la prod Ltzion e dell 'Ufficio Storico di cui si tra tterà diffusamente più avant i, la storiografia militare dell'immediato dopogue rra fu poco consistente e, quas i sempre, polemica e giust ificativa. Esempio tipico i due vo lumi del colonnello Canevari , La guerra italia11a. R etrosce na della di sfa tta, da consultare con estrema ca utela per l'assoluta man canza di se re nità nel giudizio e per la tendenziosa tes i di parte che l'a utore vuole dimo s trare: la sconfitta in gran parte dovuta al boico ttaggio de lle al te gerarc hi e militar i c he avrebbero così annullato la lun gimirante politica milita re di Mussolini. Deludenti poi le memorie d egli a l ti comandanti, da Badoglio a Graziani da Roatta a Vi sconti Prasca, ad eccez ione <li due ottim i volum i del Maresc ia llo Messe, Come finì la guerra in Africa e La guerra a l fronte russo e dell 'interessante lavoro del generale Raffael e Cadorn a, La riscossa. Da segna lare, inoltre, du e volumi, dovuti rispe ttivam e nte a i generali Carlo Favagrossa e ·mberto Spigo, Perché pe rdemmo la guerra. Mu sso lini e la produzione be lli ca e Premesse tecniche della dis fcuta, ricchi di notizie per quanto att iene al probl ema degli armamenti e dell 'industria be ll ica, e due volumi del generale Francesco Rossi, .Mussolini e lo Stato i\llaggiore. Avven ime nti del 1940 e Come arrivammo all'armistizio , condotti con molta serenità e rigore. Il miglior prodotto della sto riografi a militare del per iodo, comunque, è forse il volume di Guido Gigli La seconda gue rra mondia9
G. Mosca rdel li, Caltedra ed An 1ica11edra, Roma, Regionale, s.i .d., pag. 337 - 338.
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le, per la grande chiarezza, l'acutezza e la dottrina con le quali sono esaminati i grandi problemi strategici affrontati durante il conflitto dai maggiori belligeranti. Poco alla volta, con l'andar del tempo, il «clima » divenne comunque più mite, soprattutto per merito di Piero Pieri, un valoroso studioso fervido interprete del pensiero di Hans Delbrilck, autore di numerose opere molto diffuse anche fuori dell'ambi to specialistico 10 ed autorevole relatore in moltissimi congressi e convegni storici. Pieri rivendicò sempre la dignità della storia militare, che «affonda le sue radici nella struttura economica, sociale e politica di uno Stato, e può essere un utile e forse necessario complemento alla storia politica . Milizia e guerra non sono però un epifenomeno dell 'economia, nè il loro studio una branca della sociologia o della politica: economia, politica e guerra sono simultanee manifestazioni di un unico più profondo processo. Gli svolgimenti politici infatti modificano i sistemi di reclutamento e il progresso tecnico favorisce la riunione di masse e il loro spostamento, e fornisce armi sempre più perfezionate. Ma è pur sempre l'intelligenza dell'uomo di guerra che sceglie guanto il progresso tecnico gli offre per adattarlo ai suoi scopi, e a volte ne sollecita o provoca i perfezionamenti; e strategia e tattica, ossia movimento di masse e combattimento, non costituiscono solo un problema tecnico, di numero, di spazio, di tempo, ma sono nella loro intima sostanza arte, ossia intuito; ché l'azione di guerra è azione di uomini, che hanno passioni e desideri, coraggio e timore, necessità fisiche e morali; e, come disse e ripeté il Clausewitz, la guerra è solcata continuamente e in ogni senso da motivi di carattere morale, sui quali il calcolo matematico non può applicarsi. Per questo la storia militare ha un campo suo, che non è per nulla soltanto tecnico, e richiede, come ogni al tra disciplina, preparazione e attitudine» 11 • Il fecondo insegnamento d el Pieri ed un rinnovato interesse per le Forze Armate, dovuto peraltro a strumentali dibattiti politici almeno all'inizio, fecero si che a partire dagl i anni sessanta la storia militare ritornasse ad essere un orticello adeguatamente colti vato, anche in ambito universitario. Oltre ai lavori dello stesso Pieri - che costituiscono sempre un 10
Tra i lavori più significativi si citano: La crisi mili care i1aliana nel Rinascimen10; Guerra e policica negli scrittori iialiani; Storia militare del Risorgimen10. Guerre e insurrezioni; Le forz.e armate ne/l'elà della Destra; La nostra guerra Ira le Tofan e. 11 Dalla prefazione dell a già citata opera del Pieri: Storia mi/ilare del Risorgi men-· co. Guerre e insurrezioni, Torino, Einaudi, 1961.
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esempio magistrale di scrupolosa utilizzazione delle fonti, di accurato esame dei fatti, di conclusioni sagaci e rispondenti, di giudizi equilibrati, lontani da infatuazione nazionalistiche e da furori antipatriottici - si citano: la Storia della guerra civile americana di Raimondo Luraghi; La battaglia di Caporetto di Alberto Monticone; L'esercito italiano nella Triplice Alleanza e La politica militare italiana fra le due guerre mondiali (1918-1940) di Massimo Mazzetti; La guerra libica di Francesco Malgeri; i numerosi lavori di Giorgio Rochat; L'esercito italiano da Vittorio Veneto a Mussolini, Militari e politici nella preparazione della campagnia d'Etiopia, L'Italia nella prima guerra mondiale, Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1943 (in collaborazione con Giulio Massobrio). Tra le opere dovute ad a utori di estrazione militare si segnalano: due accurati studi di storia militare operat iva dovuti al generale Mario Puddu Tra due invasioni (campagna d'J1alia 1943-1945) e Lo sbarco e la battaglia di Anzio; alcun i pregevoli volumi del generale Emilio Faldella Lo sbarco e la difesa della Sicilia, L 'It alia nella seconda guerra mondiale. Revisione di giudizi, La grande guerra ; due lavori, stringati ma esaurienti, del generale Carlo Baudino Una guerra assurda. La campagna di Grecia e Eserciti e guerre nel mondo; alcuni interessanti volumi di memorie di Paolo Caccia Dominioni e cli Giuseppe Mancinelli. aturalmente molti contributi di grande validità ed interesse, dovuti a studiosi militari e civili, si trovano in numerose pubblicazioni periodiche: Rivista Militare, Nuova Antologia, Storia contemporanea, Rivista storica italiana, R evue d'histoire de la deuxième guerre mondiale, Nuova rivista storica, Clio, Rassegna storica del Risorgimento. Da non trascurare, infine, alcune opere collettanee - la Storia dell'artiglieria italiana, la Storia del Piemonle, la Storia delle Truppe alpine (1872-1972) - che contengono molte notizie e saggi interessanti. L'idea che occuparsi di storia militare potesse in qualche modo significare una qualche adesione al militarismo, p eraltro esistito in Italia solo nelle strumentali allucinazioni di taluni orecchianti, ha tuttavia pesato a lungo sul mondo accademico italiano se ancora in anni molto recenti uno studioso, nella prefazione ad un suo organico studio sulla cultura della guerra nel Medioevo, ha sentito il bisogno di precisare: «Parlare di guerra è sempre, sulle prime, un po' imbarazzante. Essa appartiene a quell'ordine di argomenti che non si possono affrontare, o almeno così sembra, senza aver preso da loro le dovute distanze e tracciato loro intorno il rituale cerchio
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magico. Ci si aspetta sempre che chi parla di guerra, sia pure a livello storico, cominci col dire che la condanna ... non è certo cinico l'affermare che la guerra ha coperto nella storia un ruolo di primiss imo piano dal punto di vista sociale, politico, economico, tecnologico, religioso, addirittura lettera rio e art istico : se per assurda ipotesi decidessimo di parlare di storia, di scienza o d 'arte senza mai alludere a va lori che in un modo o nell'altro richiamino il concetto di gue rra, rischieremmo l'afasìa »12 . Eppure già molti anni or sono un sagace storico mili tare di estrazione inglese, Charl es Oman, aveva scritto che «uno può provar avversione per la gue r ra allo stesso modo in c ui prova avversione per le malatti e; ma screditare la necessità di studi arla ... sarebbe altrettanto assurdo che minimizzare la necessità della ricerca med ica perché s i prova avv rsione per il cancro o la tub ercolosi »13 . Oggi la s ituazione è molto diversa, lullav ia la s tori a militare, anche se in qualche mi sura ha ottenuto di gn ità acca dem ica 14 , soffre ancora di una grave c risi di identità, avvert ibile soprallutto nell'ambito universitario. Del resto lutta la storiografia soffre di una profonda cris i di identità, in bilico lra du e asp iraz ioni contraddittorie: il rinnovato interesse per la storia politica e per la stori a come narrazione e gi udi zio e la propensione ancora viva per una storia «intensamente sociale». Come ha rilevalo Giuseppe Galasso 15 la crisi cli ident ità d ella nostra epoca si manifesta con la crisi dell a storiografia. Taluni studiosi ritengono che la storia mi li tare si debba soltanto occ upare dell'organi zzazione, de ll a gestione e della condotta de ll e forze a rmate sopra llutto durante i conflitti, s ia pure tenendo presenti le condizioni sociali ed eco nomiche de ll a nazione alla quale le forze armate in argomento appartengono. Altri pen sa no che la storia militare abbia un a sua di gnità di scienza solo se s tudi ata nei s uoi rapporti con la politica. Studiosi a ppa r tenen ti ad una terza scuola sostengo no cbe la storia militare non deve essere considerata una s loria minore, ma un modo di scrivere la storia - a l pari della storia diplomatica, economica, religiosa, poli t ica - a patto però che pr ivi12
F. Cardini , Quell'a ntica fes ta crudele , Firenze, Sansoni, 1981. "C. Oman , A His lory of the A r/ of War in the Middle Ages, Boston-New York 1924 . 14 elle facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche, rispe tt ivamente ne l raggruppamento di materie di storia moderna ed in quello di storia delle dottrin e politiche sono state in t rodotte «s to r ia e tec ni ca mili tare » e «s toria de lle is tituzion i militari ». 15 G. Galasso, Bra ude/ o Croce? In « li c:orrierc della sera » del 26 marzo J 986.
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legi nei suoi approfondimenti il binomio forze armate-società. Secondo altri ancora una storiografia autenticamente militare dovrebbe, invece, esaminare tutti gli aspetti della vita nazionale in una prospettiva funzionale allo sviluppo della difesa e delle forze armate. Non va poi dimenticato che per altri studiosi non avrebbe senso parlare di storia militare o di storia della medicina o di storia ecclesiastica in quanto esisterebbe solo la storia. La posizione dei militari al .-iguardo è molto più pragmatica. Essi ritengono che oggetto della storia militare siano le Forze Armate in pace ed in guerra, esaminate anche ne i loro rapporti con la società. Rientrano perciò nel campo della storia militare tanto la condotta delle guerre (tattica e strategia) quanto la preparazione ad esse (reclutamento, addestramento, equipaggiame nto ed armamento) . Un lavoro di storia militare, pertanto, può riguardare solo problemi di carattere operativo (tattici-logistici) come lo studio di una campagna, oppure problemi di natura amministrativa come l'esame del reclutamento, oppure problemi di natura economica come la formazione del bilancio militare, oppure problemi di natura industriale come l'approvvigionamento di un sistema d 'arma ed a ltri problemi ancora, ma deve sempre e comunque considerare le interrelazioni esistenti tra la società civile e quella militare. Naturalmente le categorie di studi sopra indi cate non si escludono a vicenda, anzi un lavoro di ampio respiro prenderà in esame contemporaneamente tutti o quasi quei problemi . Gli storici di estrazione militare, inoltre, hanno sempre attribuito alla sto ria militare un valore utilitaristico per il contributo che essa può offrire alla formazione professionale dell ' ufficiale e ritengono che tale funzione non sia ancora esaurita, a patto naturalmente di non pretendere dalla storia militare ricelle buone per tutti gli usi . Come ha scritto il generale Rovighi «i fenomeni be llici e soprattutto quelli stretta mente operativi, a tutti i livelli, non sono riducibili a model! i matematici e non sono governati da leggi esatte. Essi lasciano largo margine sia al caso sia ai valori spiri tua li ed intellettuali» 16 . In al tre parole, la guerra è un fenomeno sperimentale che tuttavia non può essere sperimentato; l'esame critico delle guerre già avvenute può quindi servire ad arricchire un futuro comandante di quelle necessarie esperienze che nè i giochi di guerra, nè le esercitazioni con i Quadri, nè l'addestramento con le truppe potrebbero dargli. 16
A. Rovighi . Perché la Storia Mili1are', «Rivista Militare », VI 1975, pagg. 70-80.
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Naturalmente perché dall'esame delle guerre passate si possano trarre conclusioni ed ammaestramenti validi, occorre che essi non siano stati distorti da un esame strumentalizzato degli avvenimenti, occorre cioè che la storia militare non sia stata trasformata in un mezzo di lotta ideologica e politica. L'utilità effettiva della storia militare è condizionata - ripetiamo - dall'accertamento il più accurato possibile delle cause e dei fatti e dalla volontà del ricercatore di effettuare un'analisi quanto mai rigorosa e di pervenire a considerazioni pertinenti e significative. E proprio da questa es igen za nasce la cautela nei confronti di determinati autori che spesso nell 'esame degli avvenimenti assumono posizioni radicali ed usano la pubblicistica storico-militare come strumento della lotta politica quotidiana. L'insegnamento della storia militare non è soltanto un mezzo per mo! tiplicare le esperienze, esso tende anch e alla formazion e morale dei futuri comandanti. Citiamo ancora il generale Rovighi: «l'ufficiale deve abituare la sua mente ed il s uo cuore ad aff rontare, al livello di collaboratore in Stati Maggiori e in momenti successivi a livello decisionale, problemi ed avvenimenti politico-militari di importanza decisiva per la collettività. L'ufficiale, fino ad allora abituato ad eseguire e a comandare in ambito ristretto, deve essere posto in grado di saper valutare correttamente importanti avvenimenti politico-militari. Egli deve percepire il peso e la responsabilità delle decisioni alle quali potrebbe concorrere, intendendo: natura d ei problemi; caratteri d i fattori in gioco; principi e criteri di controllo. Lo studio storico è valido mezzo, l'unico mezzo, che può preparare moralmente il futuro Capo ad assumere gravi decisioni per la vita dei complessi e degli uomini che gli saranno affidati, in nome del bene del Paese» .
CAPITOLO
I
L'UFFICIO STORICO DELLO STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO
ORIGINI E SUCCESSIVO SVILUPPO
L'Ufficio Militare del Corpo Reale dello Stato Maggiore dell'Esercito del Regno di Sardegna, da cui trae le proprie origini l'attuale Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, fu istituito dal Comandante Generale del Corpo il 16 luglio 1856 come risulta dall'ordine del giorno n . 712, dal titolo «Istruzione sull'Ufficio Militare del Reale Corpo di Stato Maggiore e sull 'ordinamento dell'Archivio del medesimo ». Tale documento, a firma del Comandante Generale del Corpo, fu redatto in Torino il 1° luglio 1856 e quanto in esso disposto conserva, a distanza di oltre 130 anni e nonostante modifiche e vicissitudini di ogni genere, la sua piena attualità. Il primo dei dieci articoli dell' «Istruzione » stabiliva infatti che le attribuzioni dell'Ufficio fossero que!Je di «raccogliere ed ordinare i documenti e le notizie atte a presentare una conoscenza esatta e completa dello stato dell'Armata e delle istituzioni militari del Regno » e di «compilare dietro documenti autentici, raccolti nell'archivio del Corpo od altrove, la storia delle campagne e degli avvenimenti militari del Paese, oppure anche memorie relative alle guerre contemporanee ». Al particolare compito era destinata la Sezione «Storia militare », terza delle quattro in cui l'Ufficio era articolato. Il materiale documentario di competenza era costituito essenzialmente dai carteggi relativi alle campagne del 1848-1849 e alla guerra d'Oriente (Crimea), dai rapporti che i vari Comandanti compilavano dopo i diversi campi d ' istruzione, da un certo numero di monografie redatte da ufficiali incaricati di studiare le varie regioni d'Italia ed infine da tutti quei periodici ai quali era abbonato il Reale Corpo di Stato Maggiore . L'Ufficio, come si vede, nasceva «moderno». Se di marca sentimentale era il proponimento di acquisire testimonianze destinate a
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collocarsi ne lle migliori tradizioni patrie, s i inquadrava in vece nella logica del pos itivismo filo sofico ]'esigenza, nuova, di preparare testi risponde nt i ai canoni della scienza sto ri ografica, non solo per puntualizzare, e ove il caso ri stabili re, la verità, ma anche pe r consentire che dagli avvenim enti trascorsi potessern ricavarsi ammaestramenti per l'avven ire. Si ra ancora, giova ri levarlo, nel c lima della prima gue r ra d'indipendenza, la cu i conc lusione in fa u sta, ma non certo di sonorevole, aveva pu r insegnato che l'uni tà di It a li a era un di segno tu tt'altro c he irrealìZ7.a bile, so lo ch e agl i entu siasm i si accompagnasse un severo rea lismo in ogni campo: politico, mili tare, diplomatico, ideologico, cospirativo. A ca po de ll'Ufficio fu destinato il co lonnello di Stato Maggiore Enrico Giustiniani, a utore di pregevoli pubblicazioni di carattere tattico 1• L' ordina mento dell 'Ufficio, c he in r ea lt à accentrava con vantaggio degli studi tecnici e storici un materiale così importante, rimase p erò in vigore quattro ann i oltanto perché il 25 marzo 1860 furono istituti i cinque Grandi Comandi di Dipartimento i quali ebbero rispettiva mente sede a Torino, Alessandria, Brescia, Parma e Bologna; e presso ciascuna di queste sedi si costi t u irono parti co lari Arch ivi, indipendenti da quell o militare pr incipale. Così a Torino, presso l'Archiv io dell 'U fficio mi lita re del Reale Corpo di Stato Maggiore, r imase que l tanto che era sta to fino allora raccolto, accresci u to da una parte del carteggio r iguardante la cam pagna del 1859, ma ven nero a mancare i documenti cli quel periodo intere sa ntissimo della nostra storia militare che si riferivano al 1860-61, cioè i rapporti, le relazioni, gli ordini del giorno, le corrispondenze dell 'esercito toscano e dell'esercito della Lega dell'Italia Centrale. Ne l 1861 fu istituito il VI Gran Comando a Napoli e nel l 862 il VII, a Palermo, e nei rispe t tivi Archivi fu custodito il carteggio dell 'esercito meric.lionalc . In Roma capitale l'Ufficio poté cenlralizzare la documentazione che si trovava sparsa in sette dipartimenti e procedere alla sua raz ionale sis temazione 2 . I carteggi manoscritti, iconografici, a starn1
Le principal i opere del Giustiniani sono: Essai sur la tact iqu e des 1rois armes, Co nsidé rations su r les re1raites des années, Mémoires sur fa guerre des montagnes, Sialistique militai re des Jc.talS Sards, No zion i elemeniari di stralegia. 2 In effetti la sistemazione dell 'an.: hivio non è stata opera di po<.:o conto. Il lettore tenga presen te che la di slocazione dell'archi vio da l 1872 al 196 2 è mutata be n nove vo lte (Palazzo Cini, Palazzo Giustin ian i, Pilo tta, dipendenza di Palazzo Salviati, Pa lazzo Esercito, Pa lazzo Baracc hini , Orvie to, Palazzo Eserci to, caserma Nazario Saurn).
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pa si sono arricchiti nel tempo con incessanti acquisizioni di Memorie Storiche e Diari Storici , compilati dai reparti dell 'Esercito - con cadenza annuale le prime e bimestrale i secondi - rispettivamente in pace ed in guerra, ed anche grazie al dono di molti «fondi »: si è costituito in tal modo un Archivio prezioso ed irripetibile nei contenuti, oltre che imponente nelle dimensioni . In questo archivio vi sono però dei «vuoti», in parte perché durante il secondo conflitto mondiale non sempre le Grandi Unità potettero far giungere i diari storici all'Ufficio, in parte per le vicissitudini d I periodo 1943-1 945. Nel 1943, infatti, in relazione all'andamento della guerra e all'intenzione del Governo di dichiarare Roma «città aperta», venne adottato il provvedimento di sfollare dalle città numerosi enti militari . Fra questi fu compreso anche l'Ufficio Storico che, destinato alla «sede di campagna» di Orvieto, vi si trasferì nel mese di maggio, al completo del suo per onale e del suo archivio che costituiva un carico di circa 120 tonnellate. La ripartizione dell'ufficio in Orvieto non fu facile . L'archivio fu sistemato nel Museo del Duomo, l'Ufficio e la biblioteca interna, fra il palazzo Faina, il Circolo Momicchiòli ed altri locali . Al voluminoso carico del materiale portato da Roma si aggiunsero poi i continui arrivi mensili della documentazione di guerra. In questa situazione sopraggiunse l'armisti zio dell'8 settembre. Fu allora cura immediata del personale dell 'Uffic io, prima di darsi alla clandestinità, di impedire che si disperdesse o cadesse in mano dei Tedeschi il materiale storico. Fu provveduto ad una rapida selezione di documenti di particolare riservatezza e più delicati come quelli riguardanti le campagne in Africa settentrionale e in Russia che vennero riportati a Roma ed occultati, per tutto il periodo dell'occupazione tedesca, nel Vittoriano, grazie alla sensibi lità, al coraggio ed al patriottisimo dei professori Alberto M. Ghisalberti3 e Emilia Morelli . Altro materiale che poteva destare specifico interesse nell'ex alleato (carteggio relativo ai fronti comuni nell'ultima guerra mondiale; carteggio del Comando Supremo relativo a determinati eventi della 1 a guerra mondiale; carteggi6 dell 'inchiesta su Caporetto) fu 3
Il professor Alberto Maria Ghisalberti (1894-1986), già valoroso combattente della prima guerra mondiale deco ra to di una medaglia d'argento a l valor militare, fu richiamato con il grado di tenente colonnello durante la seconda e destinato a prestar servizio all'Uffic io Storico. Per l'opera svolta durante l'occupazione nazista di Roma gli fu conferito un encomio solenne.
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murato, chiuso in casse, nei sotterranei del Duomo di Orvieto ove venne ricuperato, intatto, dopo la Liberazione. Nel novembre 1943 un esponente dell 'esercito della Repubblica di Salò costituì un nuovo ufficio storico che ebbe per prima dotazione il materiale reperibile in Orvieto stessa. Il nuovo ufficio nel gennaio 1944 fu trasferito da Orvieto a Trescore (Bergamo) con un viaggio, in parte per ferrovia in parte per via ordinaria, disastroso per i documenti che giunsero danneggiati e in condizioni di profondo disordine per manomissione o rottura degli imballaggi . Vicende varie fecero sì che nel novembre 1944 un'aliquota di materiale, notevole per mole e per importanza, poiché si trattava in grande prevalenza di carteggio del Comando Supremo relativo alla guerra in corso, fosse trasferita da Trescore a Villa Novara-Ardizzano (Verona) . Malauguratamente questa aliquota di carteggio fu danneggiata da un incendio che ne distrusse una parte rilevante, mentre altri documenti furono dispersi dall'inesperienza e dall'incuria di chi intervenne a sedare il fuoco. Non è facile determinare quale dei due danni sia stato il più grave, sta di fatto che sono andate perdute, tra l'altro, anche copiose raccolte di allegati al diario storico del Comando Supremo. Parte del materiale, inoltre, fu preso dai Tedeschi . Contemporaneamente, nel sud, e precisamente a Lecce, era stato ricostituito presso lo S.M. dell 'Esercito un Ufficio Storico, che se pure molto ridotto come organici e possibilità, era comunque tale da permettere la raccolta delle documentazioni riguardanti le Forze Armate regolari e - soprattutto - il Corpo Italiano di Liberazione, nonché di garantire una continuità del servizio storico. Roma fu liberata dagli Anglo-americani il 4 giugno 1944 ed il personale dell'Ufficio Storico primitivo riprese senza indugio il suo posto. Non era possibile, per forza di cose, esplicare una intensa attività: il personale era scarso, mancavano i locali, vi erano ostacoli amministrativi e procedurali, ma l'Ufficio riprese ad esistere ed a riordinarsi con alacrità. La situazione ebbe un notevole miglioramento nel luglio 1944 quando lo S.M. dell'Esercito da Lecce si trasferì a Roma e quelle che praticamente erano due «sezioni » storiche, si fusero, restituendo all 'Ufficio gran parte della sua fisionomia e la sua normale attività. Nel 1967 il Governo degli Stati Uniti d 'America restituì al nostro Paese dopo averlo firmato e fotocopiato, tutto il materiale catturato dai Tedeschi che era stato, a sua volta, catturato dalle truppe statu-
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nitensi in Germania nel 1945. Ecco perché nelle pubblicazioni dell'Ufficio non vengono citati i microfilms della Collection of Italian Military Records custoditi nel National Archives di Washington. Il materiale restituito è citato, infatti, nello stesso modo di quello che mai ha lasciato l'Ufficio. È necessario pe1-ò segnalare che l'archivio dell'Ufficio Storico non è il depositario di tutti i carteggi ed i documenti del Ministero della Guerra, ma solo del materiale documentario che si riferisce alle unità dell'Esercito in pace ed in guerra. Ne sono p ertanto escluse le documentazioni di carattere politico, amministrativo e matricolare. Anche per quanto riguarda il carteggio degli addetti militari, presso l'Ufficio ne è archiviata solo una parte, quella di più stretto e contingente interesse militare e, di massima, anteriore al
1925. I limiti di consultabilità della documentazione esistente nell'archivio sono quelli previsti dalle leggi vigenti (L. n. 1863 del 17-121962 - D.P.R. n. 1409 del 30-9-1963). La richiesta di autorizzazione alla consultazione dei documenti deve essere inoltrata all'Ufficio e contenere, oltre all'indicazione del materiale da visionare, anche gli scopi della ricerca. COMPITI E STRUTTURA ATT ALI
I compiti principali che le vigenti disposizioni assegnano all'Ufficio sono i seguenti: elaborazione di studi storici e relazioni con Enti culturali esterni all'Amministrazione; raccolta della documentazione interessante ai f ini storici di tutti gli Enti dell'Esercito; catalogazione e conservazione della documentazione introdotta; elaborazione di studi relativi a vessilli, drappelle, stemmi e motti araldici e preparazione dei decreti di concessione. Compiti tutti che implicano una molteplice attività e che in molti casi richiedono anche un coordinamento esecutivo . Si deve provvedere prima di tutto alla tenuta e all'aggiornamento del materiale documentario, sulla cui importanza e delicatezza è perfino superfluo soffermarsi. Di non minor rilievo, per i suoi aspetti congiuntamente programmatici e creativi, è poi la preparazione di opere storiche, sempre preceduta da attente ricerche, anche comparate. Vanno infine considerati i rapporti esterni tanto con enti milita-
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ri, accademici e culturali, quanto con privati, siano essi autori o docenti universitari, oppure semplici studiosi che attendono alla stesura di testi e articoli, e che ricevono assistenza in tema di reperimenti bibliografici e di accesso a fondi consultabili. Circa i rapporti di lavoro con Istituti ed Enti nazionali l'Ufficio, socio vitalizio dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e della Società Geografica Italiana e membro dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, è sempre disponibile a stabilire fecondi rapporti di collaborazione con tutti i sodalizi che si occupino di storia militare con spirito di ricerca imparzial e con fede s incera nella verità. L'Ufficio interviene, inoltre, a congressi e convegni relativi alle scienze storiche in Italia ed all'estero e talvolta se ne assume anche, in parte o totalmente, l'organizzazione. Il rinnovato interesse da parte dell'Amministrazione della Difesa ha consentito infatti negli ultimi decenni un a diretta partecipazione degli storici in divisa dell'Esercito e numerosi convegni, tra i quali si ricordano: «Primo convegno nazionale di storia militare » (Roma, 17-19 marzo 1969); «La prima guerra mondiale ed il Trentino » (Rovereto, 25-29 giugno 1978); «Il pensiero di studiosi meridionali di cose mili tari in epoca risorgimentale » (Caserta - S. Maria C.V. - Napoli, 12-15 ottobre 1978); «Il problema dell'alto comando dell'Esercito italiano dal Risorgimento al Patto Atlantico» (Padova, 18-19 settembre 1982). È poi da segnalare la partecipazione dell'Ufficio ad alcuni comitati di studio istituiti dal Ministro della Di fesa in questi ul timissimi anni: quello per «lo studio della figura e dell'epopea militare del generale Giuseppe Garibaldi» (decreto ministeriale del 20 luglio 1981) e quello «le Forze Armate e la guerra di Liberazione » (decreto ministeriale del 5 maggio 1983), costituito quest 'ultimo con il compito di approfondire gli aspetti storici e le componenti socio-politiche che determinarono la ricostituzione delle Forze Armate e Ja loro partecipazione alla Liberazione nella campagna di guerra 1943-1945. I due Comitati hanno avuto tra i loro membri il Capo dell'Ufficio Storico, come segretario un ufficiale dell'Ufficio e la sede, infine, presso l'Ufficio stesso. Entrambi questi Comitati hanno promosso ed organizzato interessanti convegni di studio, dei quali l'Ufficio si è assunto l'onere della stampa degli Atti, operazione per la verità ancora non completata avendo visto la luce soltanto gli Atti relativi
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ai Convegni internazionali «Giuseppe Garibaldi, generale della libertà» (Roma, 28-31 maggio 1982) e «Otto settembre 1943. L'armistizio italiano 40 anni dopo » (Milano, 7-8 settembre 1983), i volumi entrambi curati, con sagacia e pazienza ammirevoli, da Aldo Alessandro Mola. Per quanto riguarda le relazioni internazionali, l'Ufficio intrattiene da sempre cordiali rapporti con gli Uffici similari delle principali nazioni europee e degli U.S.A. e con la Commission lnternationale d'Histoire Militaire, per conto della quale ha anche realizzato nel 195 l il n. IO e nel 1978 il n . 39 della «Revue Internationale d'Histoire Militaire ». Dal 1975, inoltre, ha sempre partecipato agli annuali colloqui di storia militare organizzati dalla Commission Internationale. È anche compito dell 'Ufficio procedere, in seconda istanza, agli accertamenti relativi all 'attività operativa degli ex combattenti ai fini della concessione dei benefici previsti dalle leggi. Conseguentemente l'Ufficio è articolato in tre sezioni: una per la pianificazione e lo sviluppo dell'attività editoriale nonché per la partecipazione ai Congressi; una pe r le ricerche e la documentazione comprendente l'archivio; una terza infine per i benefici di guerra. Fanno parte dell'Ufficio Storico, inoltre, anche due grandi biblioteche specializzate, sulle quali si ritiene quanto meno opportuno fornire alcuni cenni sommari. La prima è la Biblioteca Militare Centrale, ricca di circa 200.000 volumi, che trae la sua denominazione dal decreto del Ministro della Guerra gen. Pelloux in data 27 settembre 1891. Ma sarebbe un errore considerare questo decreto come l'atto di fondazione della biblioteca, la cui storia è più lunga e va fatta risalire al 1814 anno in cui il governo del Re di Sardegna istituì a Torino la «Biblioteca del Corpo Reale dello Stato Maggiore e della Topografia». el 1854 il generale Alfonso La Marmora dispose la fusione della Biblioteca dello Stato Maggiore con quelle dei Regi Corpi di Artiglieria e Genio: il nuovo istituto fu denominato «Biblioteca delle armi speciali », poi (nel 1859) «Biblioteca Militare». Il decreto Pelloux del 1891 dispose, infatti, solamente l'unificazione della «Biblioteca Militare » con quella del Ministero della Guerra e con quella del Distretto Militare di Roma. Il nuovo istituto ebbe la denominazione, che conserva ancora oggi, di «Bib]ioteca Militare Centrale». Successivamente, con decreto del 31 gennaio 1893, vi fu annessa la biblioteca dell'Ispettorato di Sanità Militare. Questa aggregazione di opere a carattere specialist ico e di opere
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a carattere generale si riflette nell'ordinamento in «categorie », dovuto inizialmente a Temistocle Mariotti , che fu direttore della biblioteca dal 1887 al 1896. Tutto il materiale librario è infatti collocato in venticinque sezioni: I - Arte Militare, Strategia; Il - Organica, Disciplina, Uniformi, Servizio informazioni; III - Fant ria e suo armamento; IV - Artiglieria, Balistica; V - Genio, Fortificazioni; VI - Cavalleria, Carri armati, Motorizzazione; VII - Aeronautica, Guerra nucleare, Missilistica; VIII - Marina; IX - Geografia, Esplorazioni, Guide; X - Diritto; XI Politica, Economia, Statistica e Finanza; XII - Scienze e tecnica; XIII - Medicina, Farmacia; XIV - Art , Archeologia; XV - Letteratura; XVI - Miscellanea; XVII - Enciclopedie e Di zionari; XVIII - Periodici; XIX - Storia Generale; XX - Storia Militare; XXI - Colonie; XXII Filosofia, Religione, Psicologia, Pedagogia; XXIII - Libri scolastici; XXIV - Sport, Giochi; XXV - Atti parlamentari. Ogni sezione ha una propria classificazione interna. Ad esempio, la sezione I (Arte Militare, Strategia) è così articolata: 1) Arte militare in generale. Insegnamenti di guerre e campagne. Guerra (storia, evoluzione, principi, forme) . Guerra futura . Guerre immaginari e. Dottrina militare . Strategia. Strategia e politica . Piani operativi. Tattica (storia, evoluzione, regolamenti). Logistica (storia, evoluzione, regolamenti, organizzazione e funzionamento dei servizi di campagna). 2) Difesa nazionale in genere. Difesa dei diversi Stati. Teatri di operazione. 3) Addestramento (esercitazioni con i Quadri e con le truppe, manovr , campi di istruzione, regolamenti). Stato Maggiore (storia, servizio di S.M .). Manuali per ufficiali e sottufficiali. La Biblioteca è anche ricca di periodici : comprende oltre 1000 testate per un totale di circa 25 .000 volumi. Si tratta di una consistenza notevole che in parte trascende il campo specialistico . È possibile individuare alcuni gruppi fondamentali: 1) riviste militari: tra quelle italiane sono da ricordare Antologia Militare ( apoli, 1835-1854), e Astrea (Torino, poi Roma, 1863-1876); tra quelle straniere (numerosissime): Journal Militaire Officiel (Parigi, 1790-1918), Armee Verordnungsblatt (Berlino, 1868-1920), Organ des Wiener Mililii.rische Zeitschrift (Vienna, 1808-1914 ), Jahrbii.cher fiir die deutsche Armee und Marine (Berlino, 1871-1919); 2) riviste storiche (quasi esclusivamente italiane); 3) riviste di economia e statistica; 4) riviste geografiche (tra cui Mitteilungen aus Justus Perthes ' geographischer Anstalt, Gotha, 1857-1922); 5) riviste mediche; 6) riviste illustrate (notevoli geograficamente quelle inglesi , americane e francesi del 1915-1930). Tra i gruppi meno cons istenti è utile far menzione delle
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riviste italiane sulle colonie. La seconda biblioteca dell'Ufficio Storico è quella denominata di Artiglieria e Genio, perché originata dalla «Biblioteca d'artiglieria e fortificazione» formatasi a partire dal 1729 in Torino, in concomitanza con le «Scuole tecniche di artiglieria e di fortificazione» istituite da Carlo Emanuele III. Tra i molti volumi di pregio che vi figurano citiamo: le opere fondamentali del grande matematico Niccolò Tartaglia (Della Nova Scientia , edizione del 1537; Quesiti et Inventioni diverse; edizione 1537; La travagliata inventione, edizione 1551; Ragionamenti sopra la travagliata inventione, edizione 1551 e due opere del Vauban (Traité de l'attaque et de la défense des places e Traité des sièges). Anche que sta Biblioteca suddivide il materiale librario (60.000 volumi circa) in sezioni, per l'esattezza 29. A titolo esemplificativo si riportano i dati relativi a due di esse: IX Sezione: Artiglieria. Si suddivide a sua volta in sei sottosezioni: istruzioni, regolamenti ed opere riflettenti l'artiglieria italiana in generale; id . dell'artiglieria dei principali eserciti stranieri; balistica, tiro, armamento, tattica e storia dell'artiglieria; materiali; polveri, esplosivi, stabilimenti di artiglieria; miscellanea di artiglieria. X Sezione: Genio. È suddivisa nelle seguenti sottosezioni: istruzioni, regolamenti ed opere riflettenti il genio militare, l'automobilismo e l'aviazione italiani; id. per gli eserciti stranieri; storia, ordinamento del genio militare, composti esplosivi, esperienze; costruzione e stabilità degli edi fici militari; stabilimenti del genio militare. Entrambe le Bib lioteche, forn ite di cataloghi per autore e per materia, possono essere frequentate anche dagli studiosi civili. Per completare l'argomento si segnalano anche altre biblioteche militari che non sono organicamente comprese nell'Ufficio Storico ma ugualmente aperte agli studiosi: trattasi delle Biblioteche Presidiarie di Novara, Milano, Verona, Padova, Bologna, Napoli, Palermo e Cagliari nonché delle biblioteche dell'Istituto Geografico Militare di Firenze, della Scuola d'Applicazione di Torino, dell 'Accademia Militare di Modena e della Scuola di Guerra di Civitavecchia. Nel loro complesso queste istituzioni custodiscono un patrimonio librario specializzato nelle scienze militari di notevole valore, ricco anche di manoscritti e di opere antiche, che supera di molto il milione di volumi e che continua ad ampliarsi ogni anno per nuove introduzioni. c10
Per concludere, infine, queste scarne note biografiche dell'UffiStorico dello Stato Maggio re del l'Esercito si citano i nomi di
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coloro che lo diressero a partire dalla sua collocazione in Roma capitale perché, a causa dell'ordinamento gerarchico della struttura, la personalità del capo ufficio ha avuto sempre, positiva o negativa che sia stata, una determinante importanza: Carlo Corsi (1872-1877), Niccola Mar e lli (1877-1880), Valentino Chiala (1880-1882), Cecilio Fabris (1882-1901), Enrico Barone (19011906), Alberto Cavaciocchi (1906-1910), Carmine Ferrari (1910-1915), Cesare Cesari (1915-1919), Adriano Alberli (1919-1924), Francesco Zingales (1924-1925), Nicolò Giacchi (l 925-1932), Luigi De Biase (1932-1933), Anacleto Bronzuoli (1933-1935), Luigi Chiolini ( 19351937), Francesco Biondi Morra (1937-1944), Ugo Marchini (1944-1945), Luigi Mondini (1945-1949), Giorgio Memmo (19.49-1950 e 1951-1953), Giuseppe Giammarino (1950-1951) , Italo Traina (1951), Riccardo Rocca (1953-1959), Ferdinando Di Lauro (1959-1962), Giovanni Broggi (1962-1965), Sergio Longo ( 1965-1969), Vittorio De Castigliani (1969-1972), Rinaldo Cruccu (1972-1980), Oreste Bovio (19801982), Pierluigi Bertinaria (dal 1983).
CAPITOLO
Il
LA PRODUZIONE EDITORIALE
PREMESSA
Questo capitolo ed i successivi non rappresentano una bibliografia critica delle opere edite dall'Ufficio in oltre un secolo di attività nè sono un catalogo più o meno aggiornato 1 . Si vuole, invece, offrire una guida, senza dubbio rapida, ed un orientamento, si spera valido, a coloro che, non particolarmente esperti nella materia, intendono accostarsi a ll a produzione editoriale dell'Ufficio per conoscere e comprendere la realtà Esercito italiano un po' meno s uperficialmente di quanto hanno imparato a scuola. In questo capitolo sarà pertanto fornita una indicazione sommaria della produzione storiografica dell'Ufficio, utile per una prima presa di contatto, prendendo in esame solo le pubblicazioni ritenute più significative; nei capitoli successivi saranno esaminate più analiticamente le opere di carattere generale - quelle cioè che hanno per argomento l'Esercito i tali ano nel suo complesso o anc he un suo aspetto settoriale, esaminato però per lunghi periodi - quelle relative alla prima guerra mondiale e, infine, quelle relative alla seconda. PROD UZIONE EDITORIALE FINO ALLA
1 a GUERRA MONDIALE
La prima pubblicazione rea lizzata dall'Ufficio Storico fu il Ricordo Pittorico Militare della Spedizione Sarda in Orienle negli anni 1855-56, «pubblicato d'ordine del Ministro della Guerra per cura del Corpo Reale di Stato Maggiore» a Torino nel marzo 1857. Si tratta di un album di grandi dimensioni che inizia con una bellissima litografia rappresentante «il ricevimento dei Generali in Capo degli Alleati all'Osservatorio Sardo li 31 di agosto 1855 » e disegnata dal «Cav. Stanislao Grimaldi capitano di cavalleria», continua con alcune pagine sulla campagna e sull'ordinamento del Corpo di Spedizione e 1 Recentemente l' Ufficio ha pubblicato un Ca1alogo bibliog rafico delle opere edite dall'Ufficio Scorico , completo ed esauriente, aggiornato sino al 31 dicemb1·e 1985.
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termina con 24 tavole, alcune su pagina doppia o tripla ripiegata, contenenti 11 «piani dei campi e stabilimenti », 8 «panorami», 5 «operazioni militari». Una nota nel frontespizio assicura che « le tavole furono composte, disegnate e litografate negli uffizzi del R . Corpo di Stato Maggiore» . Tutte le tavole sono di notevole pregio per la nitidezza del la riproduzione litografica e per l'eleganza del di segno, tra esse spiccano tuttavia, per la tonalità sobria ma intensa del colore, 6 panorami «disegnati da più punti di vista dal vero, dal signor Girolamo Induno ,,2. Un vero e proprio libro d'arte, insomma, la cui realizzazione contrasta con le francescane abitudini della burocrazia s ubalpin a e che lascia trasparire la soddisfazione del piccolo Stato per essere stato accolto come alleato da Grandi Po tenze ed aver avuto l'opportunità, nella battaglia della Cernaja, di rialzare il prestigio del s uo esercito compromesso dall'infausta giornata di Novara. La prima vera opera storica e laborata dall'Ufficio apparve però molti anni dopo e fu la Relazione della campagna del 1866, opera del colonnello Carlo Corsi, che resse l'Ufficio fino all'anno 1877. La relazione fu scritta negli anni 1868-69 ma fu stampata assai più tardi (il primo volume nel 187 5 dopo essere stato visionato dai generali La Marrnora, Cialdini e Della Rocca, il secondo nel 1895). uovi studi e nuovi documenti portarono successivamente alla pubblicazione, avvenuta nel 1909, di due altri volumi, ad integrazione dei due precedenti, sotto il titolo di Complemento alla storia del 1866 in Italia. Altre opere frattanto erano state impostate a partire dal 1877, anno in cui al colonnello Corsi era succeduto nella direzione dell'Ufficio Storico il ten. colonnello Niccola Marselli . Gli studi si protrassero per molti anni, parallelamente alle ricerche condotte negli archivi pubblici e privati allo scopo di accrescere il patrimonio documentario, e finalmente tra il 1898 e il 1912 videro la luce: Gli avvenimenti militari del 1848 (2 volumi in tre tomi: due ad opera del colonnello Cecilio Fabris e il terzo a cura del col. Enrico Barone); La campagna del 1849 nell'Alta Italia (un volume); Relazioni e rapporti finali sulla campagna del 1848 nell'Alta Italia (3 volumi); Relazioni e rapporti finali sulla campagna del 1849 nell'Alta Italia (un volume); La guerra del 1859 per l'indipendenza d'Italia, in cinque volumi (due di narrazione, due di documenti, uno di schizzi cartografici a cura di 2
Girolamo Induno (1827-1890), esemplare figura di art ista impegna to nelle battaglie del Risorgimento, s i arruolò volontario nell'armata sarda per partecipare alla spedizione in Crimea .
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Carlo Rocca e di Alberto Cavaciocchi); La battaglia di Castelfidardo di Eugenio Barbarich. A partii-e dai primi anni del nuovo secolo l'Ufficio pubblicò una serie di puntuali studi monografici di carattere poli tico-militare, aventi per argomento i principali Paesi nord-africani ed i possedimenti coloniali cli alcune Potenze europee . Si citano tra i molti: La Tunisia, L 'A lgeria, L'Africa Orientale Tedesca, L'Islamismo e la Confraternita Senussita. Da segnalare, inoltre, che nello stesso periodo iniziò una notevole attività di traduzione in lingua italiana di opere straniere di storia militare per favorirne una più ampia conoscenza nell'Esercito, attività che dura ancora ogg i. L'influenza dell 'alleanza che allora univa l'Ese,-cito italiano a quelli degli Imperi Centrali si faceva sentire: il primo volume tradotto fu, infatti, Corrispondenza militare - Guerra del 1870-71 di Carlo Bernardo Mo! tke. Nel 1902 il Ministro della Guerra, generale Giuseppe Ottolenghi, «sollecitato da a u torevoli membri del Parlamento», si rivolse al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Tancred i Saletta, per essere informato sui lavori dell 'Ufficio. Approfittando della circostanza, il generale Saletta presentò una de ttagliata relazione al Ministro, dimostrando come il personale e i mezzi a disposizione fossero asso lu tam nte insufficienti. Lo stesso documento, inoltre, faceva un raffronto con le condizioni, di gran lunga migliori, nelle quali operavano gli uffici storici delle maggiori nazioni europee. Il ministro Otto] nghi, persuaso dalle dichiarazioni e dai raffronti contenuti nella relazione, dispose che a ll' Uffic io fosse concesso un allargamento dei locali, per poter a lmeno ordinare le carte di archivio, ed un ampliamento dell'organico: da tre a cinque ufficiali. Qualche anno più tardi il numero degli ufficiali aumentò, fino a raggiungere la «cospicua» cifra di sei ufficiali presenti in sede, compreso il capo ufficio, e tre ufficiali distaccati, comandati presso le sedi degli archivi di Stato di Torino, di Milano e di Napoli. A Torino, presso la IV Sezione dell'Archivio di Stato, fu comandato dapprima il capi tano Nicola Brancaccio, poi il capitano Vittorio Gianotti. A Milano si avvicendarono i capitani Aristide Arzano e Luigi Giglio per studiare i documenti del periodo napoleonico in Italia. A Napoli , ove l'Archivio cli Stato era depositario di molte carte del Regno delle due Sicilie e dell'esercito gari baldino, fu distaccato il capitano Guido De Maya.
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Il risultato di tale lungo e paziente lavoro di ricerca fu veramente cospicuo, l'Ufficio pubblicò direttamente L'Esercito del vecchio Piemonte (1560-1859), opera in tre volumi del Brancaccio, la Relazione sulla guerra di Crimea del colonnello Cristoforo Manfredi, Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana (1537-1860), opera in quattro volumi del generale iccolò Giorgetti . Sulla base degli elementi raccolti e delle ricerche effettuate, inoltre, alcuni ufficiali dell'Ufficio elaborarono molti studi, comparsi sulla Rivisla Militare - si cita per tutti l'imponente lavoro del capitano Tito Battaglini sull'esercito borbonico La fine di un esercito - e su un periodico trimestrale edito dallo stesso Ufficio Storico, come di seguito si vedrà. Appartiene infatti alla produzione del periodo precedente la prima guerra mondiale una serie di studi monografici, raccolti in fascicoli trimestrali che presero il nome di Memorie storiche militari. Il Capo dell'Ufficio, l'allora colonnello Alberto Cavaciocchi, nella prefazione al 1° fascicolo espresse molto chiaramente lo scopo delle Memorie: «Accade spesso che nel fare studi o ricerche storiche s'incontrino documenti che, pur non trovando posto nella trattazione di un avvenimento d'importanza principale, abbiano invece un interesse di curiosità o si prestino ad essere illustrati a parte come episodi secondari. Può anche accadere che, dopo aver compiuto sui documenti disponibili un lavoro organico quale sarebbe la narrazione di un'intiera campagna, altri documenti vengano alla luce, i quali avrebbero, se conosciuti in tempo, rese opportune varianti od aggiunte al lavoro stesso. Affinchè dunque questo materiale non vada disperso, si è pensato di raccoglierlo in speciali fascicoli , cui si è dato il titolo di Memorie storiche militari . Questi fascicoli, che non saranno pubblicati.a data fissa, ma solo di quando in quando allorché se ne presenti l'opportunità, accoglieranno anche le notizie, basate esclusivamente su documenti e di natura simile a quelle contenute in questo primo fascicolo, che ufficiali volenterosi avessero modo di raccogliere frugando negli archivi dello stato, dei comuni o dei privati, tanto ricchi in Italia di cose preziose ed inedite. Siccome lo scopo che si prefigge l'ufficio storico è quello di diffondere la cultura storica nell'esercito, assegnando alle proprie pubblicazioni il minimo prezzo possibile, così è in debito di dichiarare che fa assegnamento soltanto sulla collaborazione gratuita» .
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La pubblicazione ebbe inizio nel gennaio 1909. Allorché fu sospesa, alla fine del 1914, l'intera collezione aveva raggiunto l'entità di 23 fascicoli raccolti in 11 volumi e contenenti in totale 82 monografie, redatte da valenti studiosi militari e civili, e che si possono dividere in tre gruppi a seconda degli argomenti trattati. Al primo gruppo appartengono gli studi relativi al periodo napoleonico ed a qualche avvenimento anteriore e meno noto della storia militare italiana; al secondo gruppo quelli sul Risorgime nto ed al terzo i contributi sulla nostra espansione coloniale. Fra i vari saggi pubblicati nelle Memorie meritano di essere particolarmente segnalati per la ricchezza delle informazioni: Gli Italiani in Russia nel 1812, Gli Italiani in Germania nel 1813, Gli Italiani in Spagna dal 1808 al 1813, Milizie estensi dal 1814 al 1859, Milizie dello Stato Romano dal 1600 al 1797. Tra gli autori sono da ricordare Adriano Alberti, Nicola Brancaccio, Alberto Cavaciocchi, Cesare Cesari, Eugenio De Rossi, Giulio Del Bono, Giuseppe Ferrari, Domenico Guerrini, Luigi ava, Carlo Rocca, Pompilio Schiarini, Attilio Vigevano. PRODUZIO N E EDITORIALE TRA LE DUE G "ERRE
Dopo l'interruzione dovuta alla prima guerra mondiale iniziò per l'Ufficio un periodo di intenso lavoro per documentare l'operato dell'Esercito nel corso del conflitto, lavoro di cui riferiremo esaurientement e in un capitolo successivo. Contemporaneamente l'Ufficio dette però vita anche ad altre iniziative di notevole valore. Il colonnello Vittori Adami reali zzò una imponente Storia documentata dei confini del Regno d'Italia in cinque volumi, opera ancora oggi di fondamentale importanza e di sostanziale validità, nonostante le dolorose mutilazioni imposte al territorio nazionale dal trattato di pace di Parigi del 194 7. Dal 1922 al 1927 fu pubblicata La campagna di Libia, dedicata alla guerra italo-turca del 1911-1912. L'Ufficio Storico, che già nel 1913 aveva documentato «a caldo» l'azione dell'Esercito in quel conflitto con uno svelto volumetto, con quest'opera ponderosa in cinque volumi - i primi quattro dedicati alla narrazione delle operazioni e quindi ricchi cli fotografie, ordini di battaglia, schizzi e carte, l'ultimo riservato all'apparato logistico-amministrativo - ha offerto, invece, uno strumento veramente completo per lo studio di quegli avvenimenti sotto il profilo militare, carente peraltro per quanto riguarda l'inquadramento politico-strategico. Nel 1926 vide la luce La spedizione italiana in Cina (1900-1 901),
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agile e puntuale monografia dovuta alla penna scorrevole di Amedeo Tosti con la quale si volle documentare con precisione la parte avuta dal contingente italiano nella famosa spedizione internazionale comandata dal generale tedesco Waldersee; nel biennio 1935-1936 furono poi pubblicati i tre volumi della Storia militare della Colonia Eritrea, nel 1938 uscì Somalia, voi. I: dalle origini al 1914, opera completata poi nel 1960, quando vide la luce il II volume Dal 1914 al 1934. Da segnalare che in questo secondo vol ume è compresa un'Appendice sul Corpo di Sicurezza Italiano che ha operato in Somalia nel secondo dopoguerra nell'ambito dell 'amministrazione fiduciaria italiana per conto dell'O.N.U .. Sempre nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale fu anche ripresa la tradizione affermatasi con le Memorie storiche militari dell'anteguerra, la cui formula tuttavia fu modificata, essendo sorto frattanto un nuovo periodico, Esercito e Nazione, che avrebbe dovuto ospitare anche articoli e saggi di storia militare. Ebbe perciò inizio nel 1926 la pubblicazione del Bollettino dell'Ufficio Storico, bimestrale, con carattere di più spiccata attualità, tale da fornire ag li studiosi anche una serie di elementi bibliografici riflettenti soprattutto gli ultimi avvenimenti. La pubblicazione aveva, inoltre, lo scopo di promuovere fecondi rapporti culturali t ra l'Ufficio ed Enti accademici e di cultura ed era perciò aperto alla collaborazione di studiosi civili, tra i quali si segnalano i nomi prestigiosi cli Piero Pieri e cli Walter Maturi . Il Bolle1tino, articolato nella sua veste definitiva in quattro parti - Articoli; Profili; Musei, biblioteche, istituzioni varie storiche e militai-i; Rubrica degli studiosi e risposte ai quesiti - ebbe un notevole successo editoriale ma non una lun ga vita. Scomparve, infatti, nel 1934, quando fu vittima di uno dei tanti e periodici «riordinamen ti» della pubblicistica militare. L' esigenza di narrare le vicende relative all 'immane conflitto appena concluso non distolse, tuttavia, l'attenzione dell'Ufficio dall'epopea risorgimentale, anzi nel periodo in trattazione videro la luce alcune pubblicazioni molto accurate e pregevoli : - La campagna delle Marche e dell'Umbria, del colonnello Attilio Vigevano, studio documentato ed esauriente della breve campagna condotta nel 1860 dal generale Fanti contro l'esercito pontificio del Lamoricière; - L'assedio di Gaeta e gli avvenimenti militari del 1860-1861, del colonnello Cesare Cesari, in pratica continuazione del lavoro precedente con identici pregi; - La campagna di Garibaldi nell'Italia Meridionale (1860), stu-
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dio molto accurato edito nel 1928 e dovuto al colonnello Cesari, rappresenta il primo riconoscimento ufficiale che la conquista del Regno delle Due Sicilie fu una vera guerra combattuta da due esercì ti e non una confusa lotta insurrezionale; - Garibaldi condottiero, volume edito nel 1932 in occasione del cinquantenario della morte dell'Eroe. Si tratta di un'opera collettanea nella quale vengono esam inate tutte le campagne garibaldine, dai primi combattimenti nell'America Latina alla guerra francoprussiana del 1870. aturalmente i vari saggi non sono tutti dello stesso valore, sono tutti però contributi molto validi per la puntualità delle notizie, per l'ampiezza della narrazione, per l'equilibrio delle valutazioni. Il volume documenta ampiamente le grandi capacità militari del generale nizzardo e rappresenta ancora oggi un valido strumento di lavoro ed una base sicura per qualsiasi studio sull'argomento. PRODUZIO NE EDITORIALE ATTUALE
Durante il secondo conflitto mondiale l'Ufficio non restò inoperoso. Pur molto impegnato nella raccolta del materiale documentar io, che affluiva copioso dagli Alti Comandi dei vari scacchieri operativi, furono completate alcune pregevoli ini ziative editoriali e fu anche iniziata la stesura della monografia relativa alla breve campagna del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali. Nel 1942 videro la luce infatti la magistrale traduzione del Vom Kriege di Karl von Clausewitz - recentemente riappa rsa con grande successo editoriale, su licenza dell'Ufficio, nella fortunata collana «Oscar» di Mondador i - ed una Guida bibliografica di cultura militare, dovuta in gran parte al professor Alberto Maria Ghisalberti, all'epoca richiamato alle armi e destinato a prestar servizio presso l'Ufficio Storico. La Guida fu articolata in dodici sezioni: Storia dell'arte militare; Organica, educazione, p edagogi a e disciplina militare; Armi, tiro, fortificazione, guerra aerea e protezione antiaerea, chimica e guerra chimica; Addestramento, arte del comando tattica e strategia; Logistica, funzionamento dei servizi in guerra e in pace; Autarchia e rapporti del fenomeno guerra con i fattor i economici della Nazione; Opere riguardanti in modo particolare: Marina, Aeronautica, Reg ia Guardia di Finanza, M.V.S.N.; Geografia fisica, politica e militare, topografia; Colonie e impero coloniale, Medite rraneo e politica mediterranea e orientale, arte e storia mi litare coloniale; Storia militare e principali trattati di
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cultura storico-militare; Guerra mondiale 1914-1918 con particolare riferimento alla guerra italo-austriaca 1915-1918; Leg islazione militare, diritto amministrativo militare, diritto di guerra, convenzioni e usi internazionali di guerra, codici cavallereschi; Biblioteche militari, periodici militari, dizionari linguistici militari italiani e stranieri. Come è scritto nella Premessa, la Guida abbonda «nella citazione di pubblicazioni (specialmente di quelle più recenti) di carattere storico, geografico, economico, politico e sociale, perché la cultura dell'Ufficiale non può e non deve irrigidirsi nel solo tecnicismo professionale, specialmente in questi nostri giorni, nei quali è così viva e profonda l'interdipendenza tra i vari settori dello scibile» ed è, quindi, ancor oggi utilissima. Terminato il conflitto, e superate le iniziali difficoltà per la sua ricostituzione, l'Ufficio riprese una regolare attività editoriale, incentrata sulle vicende b elliche che avevano visto impegnato l'Esercito per circa un quinquennio. Iniziò così, già nel 1947, la pubblicazione di una nutrita serie di monografie, ognuna dedicata all'esame di un'intera campagna oppure di un ben definito ciclo operativo, serie che al momento non è ancora ultimata. Per quanto, come apparirà più chiaramente in seguito, le varie monografie siano di taglio, ampiezza e valore non uniformi, la loro impostazione generale è però comune : una prima parte narrativa ed una seconda documentaria. Nella prima sono analizzale tutte le tematiche concernenti le operazioni militari: precedenti della campagna, analisi dell'ambiente operativo e delle forze co ntrapposte, s o lgimento delle operazioni, perdite, ecc. Nella seconda sono riportati integralmente, o in ampio stralcio: ordini di operazione, quadri di battaglia, verbali di conferenze tra alti comandanti, di rett ive del Governo o del Comando Supremo. Naturalmente non tutti gli studios i approvano questo metodo di lavoro . Qualcuno, infatti , ha osservato che la riproduzione de i documenti, non potendo ovviamente essere totale, implica una scel la a monte che svuoterebbe in gran parte l'apparente garanzia di obiettività, tanto più che i lettori non conoscono la consistenza reale dei fondi ed i criteri posti a base della selezione. L'obiezione è valida in linea di principio, purché naturalmente non venga rivolta soltanto alle pubblicazioni dell'Ufficio Storico ma estesa anche alle raccolte di documenti diplomatici curate dai Ministeri d egli Affari Esteri di tutte le Nazioni più importanti. L'opinione dell'Ufficio, comunque, è che la pubblicazione anche parziale di documenti costituisca un notevole contributo alla migliore comprensione dei temi trattati ed
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un utili ssimo strumento di lavoro per coloro che desiderano approfondire ulteriormente qualche particolare problema. Altri appunti, meno pretestuosi, sono stati mossi relativamente all'aspetto formale ed all'impostazione generale di alcuni lavori nei quali si è rilevata la mancanza di indici analitici e di organiche bibliografie. Per antico costume l'Ufficio non ha mai replicato alle critiche ed ai rilievi, recepiti anzi con serenità e giudicati uno stimolo necessario per fare sempre meglio e così le più recenti pubblicazioni sono completate con estese bibliografie, indici dei nomi di persona e di località, elenchi analitici dei reparti operanti e comprendono anche un'ampia documentazione fotografica, quasi sempre inedita. Tutte le monografie sono poi corredate da un'abbondante cartografia che permette anche ai «non addetti ai lavori» la visual izzazione d eg li schieramenti e dei movime nti delle unità. L'esame delle varie campagne operative, di cui si parlerà di ffusamente più avanti , non ha esaurito però l'attività dell'ufficio che, specialmente nell 'ultimo decennio, ha molto ampliato il tradizionale settore di interesse dando vita a numerose nuove iniziative edi toriali. Da rilevare, inoJtre, che a partire dal 1948 si sono succedute molte ricorrenze cent narie che hanno offerto all'Ufficio l' occasione di ulteriormente contribuire all'approfondimento di taluni aspetti delle vicende r isorgimentali e di tracciare un bilancio de lla vita stessa dell 'Esercito. L'Ufficio ha quasi sempre saputo resistere alla suggestione della facile commemorazione encomiastica ed ha prodotto anche per i «centenari » opere di rilievo, tra le quali si segnalano: - Il primo passo ve rso l'Unità d'Italia 1848-1849, sobrio ma completo lavoro collettaneo dovuto ad una equilibrata équipe di studiosi militari e civili: Francesco Graziali, Carlo Geloso, Albe rto Maria Ghisalberti, Mario Caracciolo, Cesare Cesari, Rodolfo Corselli ; - 1859 - L'Armata Sarda a San Martino, vo lume molto documentato e ricco di belle immagini dovuto al genera le Ferdinando Di Lauro; - Scritti sul 1860 nel centenario, opera coilettanea, molto lodata dal Pieri, con notevoli contr ibuti di critica storica a d opera di va lenti studiosi militari; - L'Esercito italiano - Dal 1° tricolore al ! 0 centenario, buona sintesi della storia dell'Esercito ad opera de l general e Ferdinando di Lauro, più tardi ristampata come primo vol ume di un 'o pera più ambiziosa, peraltro non ancora terminata perché la ristrutturazione
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dell'Esercito degli anni 70 ne imporrebbe una radicale revisione: - L'Esercito ed i suoi corpi - Sintesi storica; - La battaglia del Volturno, dovuto ad un pronipote del Generale, Giuseppe Garibaldi junior. Nella prima parte del volume viene analizzata la battaglia, nella seconda sono racco lti numerosi scritti ed articoli di giornali dell'epoca che rappresentano il naturale complemento della parte testimoniale del volume; - Il Generale Giuseppe Garibaldi, edito nel 1982 costituisce il contributo più rilevante dell'Ufficio alle manifestazioni indette per il centenario della morte del Generale. Il volume ripropone quello edito ne l 1932, che conserva il suo valore sostanziale sul piano scientifico, rivisto però con sagace attenzione da Vincenzo Gallinari ed arricchito da un notevole corredo di indici e di schi zzi topografici; - Garibaldi e l'Europa, il volume, opera di Angelo Tamborra, pone il grande nizzardo al centro di valutazioni, giudizi, introspezioni dovuti a numerosi studiosi europei, m e ttendo così in risalto il ruolo europeo di Garibaldi dovuto alla sua attenzione per la libertà e per l'indipendenza di tutti i popoli. Altra iniziativa editoriale di recen t issima realizzazione: la ristampa di opere di storia militare non più reperibili sul mercato e che rivestono notevole interesse sia per gli argomenti trattati sia per il valore ed il prestigio degli autori. Ogni volume, presentato in una dignitosa veste editoriale, è preceduto da un preciso profilo biografico, dovuto a Vincenzo Gallinari, che senza nulla concedere all 'agiografia informa sulla personalità, sulla carriera militare e sulle altre opere dell 'autore. Nella collana sono già stati pubblicati: - La guerra del 1866 ed altri scritti, del generale Edoardo Scala. Allo studio sulla terza guerra d'indipendenza, lucida e completa sintesi degli avvenimenti, sono stati aggiunti altri saggi aventi per oggetto l'utilità della storia mi li tare, la diffusione delle armi da fuoco negli eserciti medievali, l'evoluzione dei procedimenti tattici delJa fanteria tra le due guerre mondiali, la difesa della Sicilia nel 1943; - Storia dell 'arte militare moderna, d I generale Pietro Maravigna. L'opera originale fu pubblicata in quattro vol um i - l'ultimo dei quali, dedicato a lla prima guerra mondiale, in due tomi - ed un atlante per complessive 3600 pagine e 126 tavole illustrative. L'Ufficio Storico la ripropone in un'edizione più agile, limitatamente aile parti che rigua rdano le istituzioni militari ed i mezzi di lotta ed escludend o la prima g uerra mondiale. Ciascuno dei tre tomi è cor-
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redato da un indice dei nomi che agevo la I ricerche ed i riferimenti; - I grandi capitani dell'età moderna, del colonnello Enrico Barone. Nel volume sono illustrate le imprese di Gustavo Adolfo di Svezia, del maresciallo Turenne, del principe Eugenio e di Federico II di Prussia, i quattro condottieri più illustri cioè del periodo che va dalla scoperta dell'America alla rivol u zione francese. Per ciascuno di essi l'autore analizza alcune campagne traendone originali e sagaci osservazioni s ul modo di condurre la guerra; - La vita del reggimento, del generale iccola Marselli. Il volume raccoglie le impressioni che l'autore riportò nel periodo in cui ebbe il comando di un reggimento entrando così a diretto contatto con tutti i problemi materiali e spirituali della vita militare. Molte delle osservazioni e delle riflessioni conten ute nel volume mantengono anche oggi, ad un secolo di distanza, la loro piena validità. Almeno un accenno merìta poi un'altra collana editoriale in iziata dall'Ufficio per valorizzare la partecipazione militare a vicende di carattere politico-diplomatico. Negli anni che vanno dal Congresso di Berlino alla prima guerra mondiale, infatti, molti ufficiali italiani furono particolarmente presenti - come addetti militari, membri di commissioni internazionali, delegati a convegni, in servizio presso eserciti stranieri s ulla base di precisi accordi internazionali - in quell'area danubiano-balcanica verso la quale maggiormente si indirizzava la politica estera italiana, ufficiali dimostratisi dì una preparazione politico-diplomatica , oltre che professionale, sicuramente non infe riore - se non superiore - a quella dei diplomatici di professione. Alla ricostru zione di questa vasta e non secondaria attività l'Ufficio ha dedicato finora le seguenti opere: - Note e rela zioni di viaggio nei Balcani, raccolta di alcune tra le più significative relazioni dettate dagli ufficiali italiani membri delle commissioni militari costituite per delimitare i confini degli Stati balcanici dopo il Congresso di Berlino del 1878. - Documenti italiani sulla guerra russo-giapponese (1904-1905), trattasi della parzial e pubblicazione di due carteggi molto interessanti, quello dell 'Addetto Militare a Pi e troburgo e quello del Tenente di Vascello Filippo Camperio, ossen1atore militare presso le truppe russe. - Momenti di storia balcanica (1878-1914). Aspetti militari, nel volume viene rivisitata la stra tegia diplomatico-militare italiana nei Balcani utili zzando le relazioni, sempre interessanti e puntuali, degli addetti mili tari.
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In Russia tra guerra e rivoluzione. La missione militare italiana 1915-1918, esame accurato dei rapporti inviati in patria dalla Missione dai quali traspare evidente da un lato la simpatia per le correnti liberali operanti all'epoca in Russia e dall'altro le gravi carenze dell'apparato militare e statale della Russia zarista. Tutti questi volumi sono corredati di un corposo saggio introduttivo e di puntuali note critiche a cura del professor Antonello F.M. Biagini. Dal 1977 è stata inoltre ripresa, con cadenza annuale, la pubblicazione delle Memorie storiche militari - dal 1984 intitolate Studi storico-militari - rinnovate però nell'impostazione. Suddivise, infatti, in saggi, profili biografici, testimonianze, ricerche, queste nuove Memorie vogliono offrire un ampio panorama degli studi in corso e sono pertanto apertissime anche a contributi di studiosi, italiani e stranieri, estranei all'Ufficio . Tra questi ultimi si citano: Antonello F.M. Biagini, Umberto Corsini, Piero Del Negro, Mariano Gabriele, J ohn Gooch, Raimondo Luraghi, Massimo Mazzetti, Fortunato Minniti, Giorgio Rochat, Stanislaw Sierpowski. Nel 1979 fu presa la decisione di pubbl'icare una serie di volumi sull'attività giudiziaria del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, durata dal 1927 al 1943. L'opera, attualmente giunta al sesto volume comprensivo delle sentenze emesse nel 1932, è un valido strumento di ricerca in quanto presenta due notevoli vantaggi rispetto a guanto già stampato sull'argomento. Il primo vantaggio è determinato dal fatto che l'edizione dell'Ufficio Storico non riporta soltanto gli estratti delle sentenze emesse dal Tribunale, ma anche quelle della Commissione Istruttoria e del Giudice Istruttore nonché, quindi, indistintamente i nomi di tutti gli imputati denunziati alla Procura Generale del Tribunale Speciale. Un secondo vantaggio è costituito dal fatto di riportare anche i provvedimenti di clemenza applicati, con l'indicazione delle pene espiate «in concreto» dai condannati e, per tutti i casi esaminati dalla Commissione Istruttoria, anche i rinvii al magistrato ordinario, per il giudizio ai sensi delle disposizioni penali comuni, quando non veniva ravvisato nel reato commesso l'estremo del «pericolo per l'ordine pubblico e per la pubblica tranquillità». Ultima iniziativa editoriale assunta dall'Ufficio è l'organica pubblicazione di una raccolta di documenti integrali relativi alla seconda guerra mondiale per agevolarne la conoscenza e la consultazione agli studiosi italiani e stranieri. Per il momento è pressoché ultimata la pubblicazione dei Verbali delle riunioni tenute dal Capo di Stato
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Maggiore Generale - di cui sono già stati editi tre volumi dei quattro previsti, comprendenti i verbali delle riunioni tenute dal 26 gennaio 1939 al 31 dicembre 1942 - mentre è stata iniziata quella del Diario Storico del Comando Supremo, il cui primo volume, già pubblicato, arriva al 31 agosto 1940. Un cenno, infine, ad alcuni volumi non direttamente legati ai conflitti sostenuti dall'esercito itali ano, ma rientranti comunque nel grande tema de.Ila storia militare: - Cesare dice ... , una piacevole rilettura del De bello gallico di Giulio Cesare, avvincente come un romanzo e densa di acute osservazioni sull'arte della guerra, dovuta al generale Giuseppe Moscardelli, sagace cultore di storia militare ed apprezzato insegnante alla Scuola di Guerra negli anni cinquanta; - Un'immagine insolita del Risorgimento, memorie di un ufficiale savoiardo che prende parte, con perizia e con coraggio, alle campagne del 1848-1849 pur dissentendo completamente dagli ideali del Risorgimento. Traduzione da.I francese, saggio introduttivo e note a cura del generale Luigi Mondini; - L 'arte militare di Flavio Renato Vegezio, nuova traduzione annotata de l maggiore Antonio Angelini, con annesso testo latino. Nei cinque libri del trattato sono presi in esame tutti i temi dell'arte militare in termini molto pragmatici, che riflettono naturalmente la mentalità degli antichi romani con sorprendenti sprazzi di piena attual ità, in particolare quando Vegezio affronta i problemi addestrativi e quelli di ordine spirituale, considerati componenti irrinunciabili per la saldezza di un esercito; - La metropoli difesa, volume dovuto ad Amelio Fara, ufficiale del Genio ed architetto . L'opera illustra con abbondanza di particolari e di notazioni critiche i sistemi di fortificazione edificati a Torino, Firenze e Roma e ne approfondisce, con un 'accurata ricerca originale, sia gli elementi tecnico-milita r i sia quelli artistico-architettonici, realizzando così un testo di cultura urbanistica di grande interesse. SGUARDO CONCLUSIVO
Giunti al termine di questo rapido excursus sulle realizzazioni dell'Ufficio Storico in oltre un secolo di vita sorgono spontanei alcuni interrogativi: quali opere, pur necessarie, non hanno mai visto la luce? in quali settori si debbono constatare importanti lacune?
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È necessario ammettere francamente che nella produzione dell'Ufficio vi sono talune carenze così come, per la verità, vi sono anche talune ridondanze . Ci occuperemo soltanto delle prime, più rilevanti, e lo faremo esaminando il lavoro svolto dall'Ufficio per periodi. Negli anni precedenti il primo conflitto mondiale, almeno fino al 1906, la produzione di opere storiche fu caratterizzata da cadenze assai lente. Al riguardo è significativo quanto ebbe a scrivere Eugenio De Rossi , assegnato all'Ufficio nel dicembre del 1900: «Fabris [il capo ufficio], come tutti gli speculativi, non aveva alcun senso pratico d ella vita e del valore del tempo. L'Ufficio perciò non produceva nulla, pur avendo per capo un o storico di vaglia. Da anni si trascinava la compilazione della Campagna del 1848-49 senza ven ir mai alla conclusione, perché Fabris poco scriveva e quel poco cancellava e rifaceva continuamente. Ogni tanto una sollecitazione venuta dall'alto galvani zzava l'Ufficio, poi si ricadeva nella stasi »3 • L'assegnazione all'Ufficio quale capo dell'allora colonnello Alberto Cavaci occhi migliorò la s ituazione: dal 1909 al 1914, come si è visto , furono pubblicate molte opere importanti ed anche la realizzazione delle Memorie Sioriche Militari fu un segno che l'Ufficio aveva acquistato una mentalità più dinamica. on può ragionevolmente essere fatto alcun addebito all'Ufficio per non aver sentito la necessità di analizzare il comportamento delle unità impiegate nella lotta al brigantaggio o nei conflitti <li lavoro. Scopo della storia militare era all'epoca esclusivamente quello di offrire ammaestramenti validi per un futuro conflitto, allora immaginato possib ile solo in teatri e uropei e condotto secondo i principi classici . Quale importanza potevano avere allora piccoli scontri con briganti e predoni? D'altronde, anche presso gli altri maggiori eserciti dell'epoca i cultori della «piccola gu erra» o della «guerra per bande » - nella cui corrente si possono collocare le operazioni condotte dall'esercì to per estirpare il brigantaggio - erano molto poco considerati. Tra il primo ed il secondo conflitto mondiale la produttività dell'Ufficio fu notevole ed il fatto di aver trascurato le operazioni in Libia durante la grande guerra e negli anni della riconquista deve essere attribuito ad una obiettiva mancanza di tempo e non certo ad una determinata volontà di non considerare cicli operativi particolari . 3
E. De Ross i, Lavica di un ufficiale italiano sino alla gue rra, Mondadori, Milano,
1927, pag. 150.
LA PRODUZIONE EDITORIALE
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Il periodo successivo alla seconda guerra mondiale presenta alcune situazioni di intensa ed altre di minore attività . Inizialmente, dal 1947 al 1955, l'Ufficio dette vita ad un buon numero di monografie relative a singoli cicli operativi, sostanzialmente valide, anche se offrivano degli avvenimenti analizzati una visione quasi esclusivamente tecnica ed alcune opere di carattere più generale, attinenti comunque al conflitto appena terminato. Contemporaneamente vedevano la luce anche i tomi 2°, 2° bis e 2° ter del volume IV della Relazione uffi ciale sulla prima guerra mondiale, la Campagna austro-serba del 1914 (agosto-dicembre) d alcuni lavori minori. Successivamente l'attività dell 'Ufficio rallentò notevolmente, ebbe una certa ripresa nel biennio 1959-1961 con 1'uscita di alcuni pregevoli volumi sul Risorgimento e di una buona monografia sulle operazioni in Africa Settentrionale dal settembre 1942 al febbraio 1943, si affievolì nuovamente fino al 1974 con uno sprazzo di vitalità nel 1967 quando, sessanta anni dopo gli avvenimenti, furono pubblicati i tomi 3° , 3° bis, 3° ter del volume IV della Relazione sulla guerra 1915-1918 con l' analisi puntuale e rigorosa della sconfitta di Caporetto. I motivi della stasi debbono essere prevalentemente ricercati nell'organizzazione interna dell'Ufficio e nelle carenti disponibilità di fondi. Non appena, infatti, fu possibile disporre di una migliore intelaiatura, allargare la cerchia dei collaboratori esterni e fruire di più abbondanti risorse finanziarie la produzione editoriale riprese con ritmi decisamente più veloci e ad un livello qualitativo più elevato. on può peraltro escludersi del tutto che, nel periodo in argomento, l'Ufficio abbia avvertito una certa qual indifferenza nei confronti del suo lavoro da parte del mondo accademico ed abbia reagito negativamente, rinchiudendosi nel lavoro di routine, per altro sempre notevole. In effetti le pubblicazioni dell'Ufficio, pur a liene da fatui sciovinismi e da retoriche rivendicazioni, hanno costantemente attinto la loro ispirazione morale nel rispetto del sentimento nazionale - non del nazionalismo, ripetiamo - e nella convinta partecipazione agli ideali del Risorgimento, sentimenti che le due scuole culturali predominanti nell'Italia del dopogu rra, quella cattolica e quella marxista, hanno sempre negletto in quanto entrambe estranee, di fatto, alle tradizioni risorgimentali. Anche il grande pubblico non nascondeva all'epoca un certo qual disinteresse per tutto ciò che ricordava troppo da vicino la guerra. Nel 1964, ad esempio, nella Prefazione ad una fortunata storia della seconda
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guerra mondiale fu scritto:« .. . Anche di avvenimenti che ci riguardano da vicino, interessa più il loro sviluppo politico-militare che la loro descrittiva tattica (di qui l'indifferenza con cui sono generalmente accolte le pur dotte compilazioni degli uffici storici degli S.M ., consultate solo dagli specialisti) ... » 4 . Dovuto soltanto a ristrettezze materiali oppure anche ad un certo disagio morale, il momento di stanca fu comunque presto superato ed a partire dal I 975 furono pubblicate le monografie operative ancora mancanti ed iniziò, inoltre, il rifacimento di quelle edite nell'immediato dopoguerra, ormai invecchiate e non sempre esaurienti. A partire dallo stesso periodo si pose mano, con maggior decisione di quanto fatto nel passato, al completamento della Relazione sulla prima guerra mondiale ed alla stesura di opere nuove, non più dedicate esclusivamente alle vicende dell 'Esercito nei periodi bellici, ma rivolte ad analizzarne la vita anche in tempo di pace. Naturalmente il lavoro da compiere è ancora lungo. Per quanto riguarda le vicende belliche la guerra italo-etiopica del 1935-1936, le grandi opera7ioni di polizia coloniale, le operazioni del Corpo Truppe Volontarie nella guerra civile spagnola, l'occupazione della Grecia dall 'aprile 194 1 al settembre 1943, le vicissitudini dei reparti schieratisi dopo l'armistizio al fianco dei partigiani jugoslavi e greci sono tutti temi che ancora debbono trovare uno svolgimento, mentre altri, non meno importanti, sono stati svolti in modo non del tutto adeguato e si avverte perciò la necessità di rivederli e · di completarli . Per quanto attiene, infine, ai grandi temi di carattere generale l'Ufficio è consapevole di non aver ancora messo mano ad alcune necessarie opere di sintesi sul reclutamento e la gestione del personale, sull'addestramento dei quadri e della truppa, sulla scelta e sulla produzione cli armi e materiali mentre, come si vedrà nel capitolo successivo, sono già a buon punto le attività editoriali rivolte allo studio del pensiero tattico e strategico ed al rinvigorimento delle tradizioni militari . Per finire un riconoscimento doveroso agli Autori, un folto gruppo di studiosi chierici e laici 5 , non sempre citati6, che hanno • G. Gigli , La seconda guerra mondiale. Laterza, Bari 1964, pag. VIII. 5 Modo scherzoso pe r indicare i cultori di storia militare a seconda che siano ufficiali o professori. 6 Specie nel passato s i usava non pubblicare il nome dell'autore delle monografie operative per sottolineare che lo studio era il prodotto di un'attività condotta nell'ambito dell 'Ufficio.
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lavorato, isolatamente o in équipe, con risultati spesso eccellenti. Si citano solo alcuni nom i: Adriano Alberti, Enrico Barone, Ambrogio Bollati, icola Brancaccio, Emilio Canevari, Valentino Chiala, Carlo Corsi, Ferdinando Di Lauro, Cecilio Fabris, Vincenzo Gallinari, Alberto Maria Ghisalberti, Raimondo Luraghi, Edoardo Scala, Angelo Tam borra, Amedeo Tosti.
CAPITOLO
III
OPERE A CARATTERE GE ERALE
Ogni qual volta gli storici che si occupano di storia militare si riuniscono in congresso si alza altissimo un grido di dolore sulle lacune della storiografia militare, in particolare sull'insufficienza degli studi finora pubblicati circa le relazioni esercito-società in tempo di pace e sulla mancanza di adeguate opere di sintesi sulla vita dell'Esercito e sul pensiero militare. Grido di dolore legittimo, ma molto difficile a tacitarsi, a lmeno in tempi brevi. Prima di tutto gli storici, come già si è detto, non sono tutti concordi nell'indicare con chiarezza di quali argomenti si debba occupare la storia militare, in secondo luogo prima di scrivere opere di sintesi è necessario disporre di molti lavori di analisi, che non sempre esistono nella quantità e della qualità che pur sarebbe auspicabile. Da molti anni l'Ufficio è decisamente impegnato a contribuire ad un generale miglioramento degli studi di storia militare, proponendosi come punto d'incontro tra storici militari e storici civili ed offrendo a questi ultimi la possibilità di accedere all'archivio e di collaborare direttamente con assoluta indipendenza di giudizio critico. Con legittima soddisfazione è possibile affermare che il livello di collaborazione oggi in atto tra l'Ufficio e le Università ha già superato parecchi antichi pregiudizi e che molte difficoltà burocratiche si sono attenuate. aturalmente il legame dell'Ufficio con la ricerca universitaria può stringersi maggiormente, a condizione che sia sempre salvaguardato il pluralismo della ricerca per evitare una possibile eventuale strum ntalizzazione degli st udi esterni. A parere dell'Ufficio il pluralismo deve essere, infatti, non solo mantenuto ma ancor più valorizzato, per migliorare il livello della produzione storiografica e per ottenere un'effettiva partecipazione intellettuale e spirituale di tutte le forze esistenti nella società italiana. Forze Armate e Università possono collaborare con pienezza di risultati, nel rispetto delle reciproche autonomie, perché sono due entità «attraverso le quali la nazione sovrana esprime rispettivamente la sua volontà di essere e di difendere la propria esistenza ed
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identità, e definisce la sua concezione dell'esistenza» 1 . L'Ufficio, pertanto, con la collaborazione di numerosi studiosi laici, ha già messo allo studio; ed in parte anche realizzato, un vasto programma di adeguati lavori di ricerca per ricostruire alcuni aspetti de ll a vita dell'Esercito in tutta la sua storia centenaria. DOTTRI A E ORDJNAME TO
L'Esercito italiano dall'unità alla grande guerra (1861-1918), pag . 513, edito nel 1980. Volume collettaneo comprendente quattordici saggi, dovuti a dodici s udiosi di differente scuola metodologica e di varia impostazione culturale, che pur d edicati ad altrettanti temi formano nel loro insieme un testo organico sulla storia di pace e di guerra de ll'Esercito. Alcuni dei lavori presentati erano già apparsi in riviste specializzate; la loro ripubblicazione è giustificata peraltro dall 'interesse dei saggi e dal fatto che essi contribuiscono a conferire al vol ume quel carattere unitario di cui si è detto. I vari saggi sono proposti in successione cronologica: Dagli eserciti preunitari all'esercito italiano (M. Mazzetti); 1 primi quindici anni (V. Gallinari); Esercito e politica da Porta Pia alla Triplice Alleanza (F. Minniti); I piani di guerra contro l'Austria dal 1866 alla prima guerra mondiale (M. Mazzetti); Da Assab ad Adua (S.A. Bellassai); Il caso Ranzi e il modernismo militare (D. De Napoli); L'Esercito nel periodo giolittiano 1900-1908 (M . Mazzetti); L'Esercito nel periodo giolittiano 1909-1914 (R. Cruccu); La campagna di Libia 1911-1912 (F. Malgeri); La preparazione dell'Esercito e lo sforzo militare nella prima guerra mondiale (L. Mondini); Le operazioni dell 'esercito nella prima guerra mondiale (O . Bovio); I Militari e la politica iraliana nei Balcani. 1875-1912 (A.F.M. Biagini); La leva militare dall'Unità alla grande guerra (F. Del Negro); Inciden za delle spese militari nello sviluppo economico italiano (L. De Rosa). L'importanza del volume, a parte l'intrinseco valore dei singoli saggi, consiste nella novità dell'iniziativa, primo concreto esempio di ampia ed effettiva collaborazione tra mondo militare e mondo accademico. La storia della dottrina e degli ordinamenti, opera prevista in tre volumi. Nel 1981 l'Ufficio, considerando ormai decisamente avviato 1 A. Marte), Armée et Université, comunicazione presentata al Convegno «Tradition et changement dans les sys temes militaires occidentaux», Sorèze luglio I 977.
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alla conclusione il programma editoriale relativo alle monografie operative delle campagne 1940-1945, giudicò fosse giunto il momento di ampliare il suo tradizionale campo di indagine. Fu allora dato al generale Filippo Stefani, eminente figura di soldato e di studioso, l'incarico di ricostruire storicamente l'evoluzione della dottrina d 'impiego e degli ordinamenti dell'Esercito italiano, dalla sua costituzione ufficiale (4 maggio 1861) ai giorni nostri. L'Ufficio, e naturalmente anche il generale Stefani, era consapevole che la scienza militare è rigidamente unitaria e che, quindi, strategia, tattica ed organica sono tre facce dello stesso prisma, tutte condizionate da una quarta faccia, la logistica, che determina braccio e durata delle operazion i. Ma questo primo tentativo di sintesi del pensiero militare italiano non poteva abbracciare - pena un allungamento intollerabile dei tempi di elaborazione - tutto lo scibile militare, quello che scherzosamente è stato sovente denominato il «quadrivio » (strategia, tattica, organica e logistica) delle discipline operative al quale va aggi unto il «tr ivio » dell e discipline ausiliari (pedagogia, storia e geografia militari). L'unitarietà della materia tuttavia è stata, almeno in una certa misura, salvaguardata in quanto, come si vedrà meglio nel successivo esame dei singoli volumi già pubblicati , nella narrazione sono compresi anche sostanziosi cenni sullo sviluppo degli armamenti e degli equipaggiamenti. Inoltre a ll'esposizione - cronologica e critica - della dottrina d 'i mpiego si accompagna una larga informazione sulle circolari e sulle norme riguardanti la preparazione professionale dei Quadri e l'addestrame nto delle Truppe . Anche l'evoluzione degli ordinamenti è stata trattata in modo ampio, comprendendovi le norme che regolano la leva ed il reclutamento. L'Autore, infine, ha sentito l'esigenza di elencare tutte le pubblicazioni ufficiali riguardanti la logistica (organizzazione e funzionamento dei sen1izi, impiego tecnico delle armi e dei mezzi), facilitando così in modo considerevole il lavoro di chi in futuro vorrà farsi carico di esaminare nel dettaglio i criteri ispiratori e le norme esecutive che hanno regolamentato il settore logistico. Un'ultima precisazione: nel lavoro sono presi in esame esclusivamente regolamenti e circolari ufficiali, l'Autore stesso, infatti, ha scritto nell'Introduzione all'opera: «Le fonti delle - quali ci siamo serviti per esporre la tematica tattica e addestrativa sono state le pubblicazioni ufficiali edite dal ministero della guerra, dal corpo di stato maggiore e dallo stato maggiore dell'esercito. Di proposito abbiamo evitato di estendere l'esame ai commenti ufficiosi che di
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molte di tali pubblicazioni vennero fatti di vo lta in volta sulla Rivista Militare, ed ai dibattiti, invero rari, che si svols ro anche su altre riviste con intenti apologetici o critici. Abbiamo omesso persino di rileggerli per nostro conto, non certo per presunzione - non ne abb iamo nessuna - ma perché il nostro intento è stato quello di far parlare di rettamente i testi ufficiali , chiosandoli quando ci è parso necessario, od opportuno, o quando ne siamo stati capaci, sia pure con il senno di poi, ma non senza confrontare il pensiero militare delle regolamentazioni ufficiali coeve degli altri eserciti europei (francese, tedesco, russo, austriaco). Il nostro intento, così procedendo, è stato duplice: offrire direttamente al le ttore, ora riportando alla lettera i testi originali, ora riassumendoli con fedeltà al pensiero espresso, un 'a mpia antologia della regolamentazione d 'impiego e di tecn ica d'impiego dell'armata sarda e dell'esercito italiano, analiticamente bastevole per trarne giudi zi personali (magari diversi dai nostri); raccogliere in ordine cronologico e logico ciò che è sparso nelle mo lteplici pubblicazioni (oltretutto difficilmente reperibili fuori dell'ufficio storico dello stato maggiore dell'esercito) dei vari per iodi in modo da facilitare chi volesse compiere uno st udio critico più approfondito dello sviluppo del pensiero militare ufficial e sul l'impiego nella battaglia'delle forze aeroterrestri». Di seguito il rapido esame dei primi volumi pubblicati.
La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano. Vol. I - Dall'esercito piemontese all'esercito di Viltorio Veneto, pagg. 722. Ed. 1984. Questo primo volume prende in esame principalmente - avverte il generale Filippo Stefani e si è detto sopra perché - la dottrina d ' impiego e gli ordinamento dell'esercito piemontese e poi di quello italiano, dal 30 maggio 1815 al 4 novembre 1918. Il motivo della scelta di tale arco cli tempo è ovvio: l'eserc ito italiano è nato da quello piemontese - ne ha conservato a lungo infatti le caratteristiche genetiche e fisionomiche - ed i suoi primi regolamenti furono quelli piemontesi. La trattazione dell'argomento segue il criterio cronologico e non è limitata all'analisi critica degli innumerevoli regolamenti d'impiego e delle tantissime tabelle organiche che il Ministero della Guerra e lo S tato Maggiore hanno sempre pubblicato nel corso dei decenni con encomiabile operosità. Il volume dedica infatti molto spazio anche alle campagne che ]'armata sarda prima e l'esercito italiano poi hanno combattuto, perché il giudizio obiettivo ed equanime sulla
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rispondenza e sulla validità di una dottrina e di un ordinamento può essere ricavato solo dalle esperienze di guerra, dal raffronto tra teoria e pratica. In ogni capitolo dell'opera, corrispondente ad un periodo storico ben determinato, l'Autore esord isce dappr ima con un quadro della situazione politica internazionale e nazionale per presentare successivamente le modifiche e le applicazioni delle correnti nel nostro pensiero militare ed i conseguenti provvedimenti ordinativi, peraltro così spesso negativamente influenzati dall difficoltà di ordine politico ed economico. Quanto avveniva nell'Esercito italiano è sempre confrontato con la situ azione dei grandi eserciti possibili alleat i od avversari: l'Esercito austro-ungarico, quello francese e quello germanico, «modelli» studiati e spesso imitati ma con misura e discernimento per adottare soluzioni adatte alle specifiche esigenze italiane. Seguono quindi le valutazioni dei risultati consegui ti nelle campagne di guerra al fine di pervenire a considerazioni, riflessioni e giudizi, espressi con animo forte e lontano da ogni ipocrisia, scavando anche impietosamente per ricercare le vere motivazioni delle deficienze di uomini, dottrine e strutture. A questo proposito si riportano i capoversi del capitolo II, che esamina il periodo cruciale della prima guerra d'indipendenza: le cause delle disfatte di Custoza e di Novara, l'insipienza politica, l 'imperizia strategica, l'impreviden za logistica, l'incidenza della tattica, l'insufficienza dell'addestramento, gli ordinamenti tattici, giudizio conclusivo. Non a caso l'Autore in sede di Introduzione scrive che la storia militare «conta più per quello che insegna a non fare che per quelo che suggerisce di fare». Naturalmente valutazioni e gi u dizi espressi nel volume sono personali, l'Autore lo dichiara più volte, ma il volume fornisce con estrema onestà tutti gli elementi necessari per mettere in grado ogni lettore di giungere ad una sua valutazione.
La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano. Val. II, Tomo 1 ° - Da Vittorio Veneto alla 2a guerra mondiale, pagg. 684. Ed. 1985 . Nel primo tomo del secondo volume, seguendo ancora la metodologia adottata per il primo, il generale Stefani analizza con il consueto rigore intellettuale le varie dottrine d'impiego ed i molti ordinamenti che furono adottati dall'Esercito italiano nel periodo tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda.
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Come è noto gli eserciti europei, entrati in guerra, a partire dall'agosto 1914, con una dottrina che privilegiava in sommo grado la manovra, si ritrovarono all e soglie dell ' inverno immobilizzati nelle pastoie di una guerra di posizione che doveva praticamente logorarli fino all 'autunno del 1918. Dopo il conflitto perciò si aprì, in Italia ed all'estero, un dibattito intellettuale quanto mai vivace e fervido per trovare un qualch e rimedio che restituisse alle operazioni terrestri la mobilità perduta. L'immane conflitto testé concluso aveva naturalmente determinato anche un'evoluzione strategica, si era ormai giunti alla guerra totale, di qui un altro grande dibattito, non meno vivace e fervido, sulla necessaria riorganizzazione totale delle forze terrestri e marittime e sulla creazione d Ile forze aeree. Tali dibattiti provocarono il sorgere di numerose scuole di pensiero, da ognuna delle quali originarono nuove dottrine d 'impiego e nuovi ordinamenti. Nel periodo 1918-1926 l'Esercito italiano fu coinvolto, o meglio sconvolto, da una raffica di continui mutamenti organici (ordinamento Albricci, ordinamento Bonomi , progetto di nazione armata Gasparotto e Di Giorgio, ordinamento Diaz, ordinamento Mussolini), si assestò per qualche anno ma nel 1934 fu assogget tato ad un altro ordinamento, seguito nel 1938 da quello Pariani, un terremoto addirittura. Anche la dottrina di impiego subì molte vicissitudini, le Direttive per l 'i mpiego delle grandi unità nell 'attacco e nella difesa, pubblicate nel settembre-ottobre 1918, furono sostituite nel 1928 dalle Norme generali per l 'impiego delle grandi unità, a loro volta abrogate nel 1935 quando videro la luce le Direttive per l 'impiego delle grandi unità. Nel marzo del 1939 uscì una nuova edizione dell'Addestramento della Fanteria che - unitamente al regolamento per l'Impiego delle unità carriste, edito nel dicembre precedente, e ad altre circolari per l'artigli eria e per il genio - modifi cò sostanzialmente, alla vigilia dell'entrata in guerra, le concezioni operative dell'Esercito. Di ciascun ordinamento, di ciascuna pubblicazione dottrinale l' Autore compie un'analisi accurata, mettendone in evidenza con franchezza pregi e difetti senza «forzare la mano » al lettore, anzi invitandolo continuamente alla riflessione personale. Nel periodo tra le due guerre, inoltre, l'organizzazione militare della Nazione fu radicalmente trasformata e di conseguenza le leggi, le direttive, le circolari attinenti la regolamentazione adde!,trativa, l'organizzazione di comando e la logistica in tutte le sue implicazioni furono moltissime.
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Un pregio non secondario del vol ume è quello di commentarne molte e di citarle tutte con estrema esattezza, mettendo così a disposizione degli studiosi una bibliografia completa ed attendibile.
La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito ilaliano, Val. II, Tomo 2° - La 2a guerra mondiale (1940- 1943), pagg. 998, 86 schizzi cartografici. Ed. 1986. Questo secondo tomo del II vol ume si discosta nettamente dai precedenti. L'Autore, infatti, interrompe l'analisi dell'evoluzione dottrinale ed organica dell'Esercito italiano e dedica le circa mille pagine del testo alla narrazione delle operazioni condotte dall'Esercito dal giugno 1940 al settembre l 943, inquadrando le sempre nel contesto generale di tutto il conflitto. Motivo della lunga digressione addotto dall'Autore: solo esam inando le varie campagne condotte dall'Esercito italiano, autonomamente o in cooperazione con le forze tedesche, è possibile rilevare dove, come e perché la dottrina tattica uffici ale si palesò inadeguata alla realtà della guerra ed accennare ai correttivi introdotti durante il conflitto dai Comandanti di grado più elevato per adattare dottrina ed ordinamenti alle mutevoli situazioni contingenti. In conseg uenza a tale impostazione, il generale Stefani ha articolato il tomo in tre parti sostanziali: le operazioni condotte dalle forze italiane autonomamente (campagna delle Alpi occidentali, ciclo operativo dal giugno 1940 al febbraio 1941 in Libia, campagna greco-albanese, operazioni in Africa orientale); quelle condotte unitamente alle truppe tedesche (seconda fase delle operazioni in Africa settentrionale, partecipazione alla campagna di Russia, difesa della Sicilia e della Calabria) e, infine, i combattimenti contro i Tedeschi subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. L'analisi, puntual e e rigorosa, delle operazioni relative alle singole campagne è sempre conclusa da un convincente paragrafo di considerazioni finali, ricco di pertinenti notazioni critiche eiettate da una spiccata indipendenza di giudizio e da grande onestà intellettuale. um erosi schizzi cartografici, di esemplare nitore, aiutano considerevolmente a comprendere con immediatezza disegni e manovre operative. Naturalmente la motivazione dell'Autore è opinabile; ad oltre quaranta anni dagli avvenimenti lo svolgimento delle operazioni poteva essere dato per conosciuto, bisogna tuttavia riconoscere che aver r iunito in un solo volume il contenuto essenziale delle tante singole monografie riguardanti le varie campagne è stata un 'iniziativa di grande utilità e di ampio respiro. L'Autore, infatti, analizza
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brevemente - ma non in modo sommario - anche quelle campagne operative nelle quali l'Esercito italiano non è stato coinvolto e, quindi, il racconto delle operazioni militari è adeguatamente inquadrato nel contesto politico-militare mondiale . Naturalmente una ricostruzione degli avvenimenti così attenta al quadro strategico complessivo mette impietosamente a nudo le gravi carenze di vertice del nostro Paese. Scrive, a ragione, l'Autore: «L'Italia, delle tre potenze del Tripartito, fu quella che entrò in guerra più impreparata, non solo sul piano dell'inadeguatezza numerica e qualitativa della potenzialità bellica, ma anche su quello delle concezioni strategiche e tattiche e dell'organizzazione delle forze e d el comando. La mancanza di una visione aggiornata della guerra moderna, l'assenza di una pianificazione operativa consona a garant ire la sicurezza delle comunicazioni marittime ed aeree con la quarta sponda, l'incompresione dell'interdipenden za fra terra, mare e cielo, quasi ognuno dei tre ambienti avesse un'esistenza autonoma, la superficiale approssimazione con la quale venne trattato il problema di Malta, l'assenza nella fase iniziale della guerra di un Comando Supremo, tutti tali fattori negativi pesarono nella prima fase della guerra prima e più della stessa inferiorità quantitativa e qualitativa dei mezzi e dei materiali ». Si è quindi ben lontani da certe comode tesi difensive, spesso adottate dai protagonisti militar i dell'epoca, tendenti a scaricare su l solo vertice politico la responsabilità de ll'i mpreparazione alla guerra. Il generale Stefani sottolinea anche la mancanza da parte degli Stati Maggiori, conflitto durante, di un tempestivo aggiornamento della regolamentazione d'impiego e degli ordinamenti, aggiornamento che le negative esperienze del campo di battaglia pur imponevano . Soprattutto in Africa Settentrionale l'iniziativa dei vari Comandanti, spronata dalle dure lezioni ricevute dall'avversario e dall'emulazione nei confronti dell'alleato, portò tuttavia ad una autonoma rielaborazione della dottrina difensiva, sostituendo al concetto di difesa a fascia continua quello di difesa a caposaldi, che costituì un sa lto di qualità nell'evoluzione del pensiero militare italiano. Anche i nuov i procedimenti d'attacco adottati, rapidamente assimilati dalle unità, migliorarono il rendimento operativo ma sarebbero stati necessari - nota ancora l'Autore - anche nuovi materiali per modificare sensibilmente una situazione tanto compromessa.
Il pensiero militare italiano dal primo al secondo dopoguerra, pagg. 790, 34 fotografie in bianco e nero. Ed. 1985. Opera dovuta al tenente colonnello Ferruccio Botti ed al profes-
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sor Virgilio Ilari. el periodo tra le due guerre mondiali ed in quello immediatamente successivo alla seconda il dibattito sui problemi politico-militari fu particolarmente vivace negli accenti e fervido nelle proposte. Il volume - nato dalla collaborazione di due st udi osi di diversa scuola culturale e metodologica che hanno però saputo integrarsi, pur nel rispetto della specificità di ciascuno, in un lavoro omogeneo - costituisce un tentativo di analisi di tutta la vasta letteratura militare del periodo 1919-1949 ed il primo esempio organico, nel dopoguerra, di una «storia dell'idee ». Merito indubbio dello studio è anche quello di aver saputo cogliere gli e lementi di continuità del pensiero militare italiano, superando la cesura artificiosa che molto spesso stabi li sce ne l 1945 il limite tra passato e presente, tra storia e cronaca. Il volume, inoltre, integra e completa nel modo migliore la Storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano in quanto esamina quella pubblicistica militare esclusa dall ' analisi del generale Stefani che si è occupalo, come si è detto precedentemente, solo dell 'elaborazione dottrinale ufficiale. L'opera di Botti ed Ilari naturalmente non restringe l'esame ai problemi dell'Esercito, allarga il suo campo d'indagine anche alle tematiche riguardanti la Marina e l'Aeronautica, presentando il pensiero militare nella sua unitarietà ed ana lizzando i problemi della difesa con approccio glob ale. Va infatti tenuto presente che dal 1919 in poi, dopo la comparsa dell'aviazione da combattimento, la difesa nazionale assume un 'accentuata dimensione interforze che investe prima di tutto la teoria strategica, come fin dall ' ini zio degli anni venti compresero Douhet, Pentimalli ed altri autori, noti e poco noti. Un cenno sintetico sugli argomenti trattati può servire ad indicare con immediatezza al lettore l'importanza del volume nell'ambito degli studi di storia militare: difesa nazionale, nazione organizzata e comando unico (1919-1925); guerra integrale e domin io dell'aria, il pensiero di Douhet e i suoi riflessi sulle dottrine di guerra delle F.A. ; verso la guerra di rapido corso: meccanizzazione o motorizzazione? (1931 -194 1); le dottrine di gu erra delle tre F.A. nel giud izio dei protagonisti (1939-1 940); cultura militare e cultura guerriera (19251943); le forze armate italiane di fronte alla guerra partigiana (1934-1945); l'apoliticismo delle Forze Armate tra epurazione antifascista e democratizzazione (1945-1948); difesa e forze armate alla Costituente (1946-1947); il dibattito sul modello di difesa nel secondo
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dopoguerra, sistemi di reclutamento, personale e studi militari (1945-1949); il dibattito sull'alto comando (1945-1951) . Completano molto opportunamente il volume due interessanti Allegati: Gli scrillori militari italiani nel CHI È del 1940 e la Bibliografia di arte e storia militare, pubblicata da Amedeo Tosti nel 1943. TRADIZIONI E S IMBOLOGIA MILITARI
Tra i compiti dell'Ufficio vi è anche quello, non certamente secondario, di custodire e tramandare le tradizioni dell'Esercito, prezioso patrimonio spirituale costituito dal ricordo di innumerevoli gesti di eroismo, di sacrificio, di solidarietà compiuti dai soldati italiani nel corso dei secoli, sempre nel rispetto di un mai smentito senso dell'onore e di una indiscussa fedeltà alle istituzioni. Lungi dal costituire qualche cosa di statico, di inutilmente conservativo, la tradizione rappresenta uno stimolo capace di rafforzare nell'animo dell'Esercito la determinazione ad operare avendo come unico scopo il bene della comunità nazionale. Alcuni avvenimenti di questi ultimi tempi, inoltre, dimostrano quanto sia sempre più evidente il riemergere di uno spirito nazionale o, quanto meno, l'esigenza di un'identità nazionale che serva come fattore di aggregazione in una società in cui sono presenti forti spinte centrifughe. Un recupero dell'identità nazionale ha riflessi di natura e di dimensioni ben più ampi di quelli riferiti alla sola difesa; costituisce, infatti, la necessar.ia premessa per un recupero del senso de llo Stato e della solidarietà nazionale, fondato sulla percezione di una comunanza di interessi e di cultura. In tale azione di recupero Ja vessillologia e l'araldica, materie che non sono certo essenziali per lo sviluppo del pensiero strategicomii itare e che sono quindi considerate dai pensatori puri di scarso interesse, espl icano una funzione di primo piano . Bandiere e stemmi araldici sono i simboli più evid nti della tradizione, ed a questi simboli l'Ufficio ha dedicato due volumi:
Le Bandiere dell 'Esercito, pagg. 240, 30 tavole e 20 illustrazioni a colori, 2 a edizione 1986. L'Autore del vo lume, generai Oreste Bovio, illustra con rapidi ma esaurienti tratti la nascita e l'evolversi, nel tempo, delle bandiere: argomento che consente, come non è generalmente noto, di verificare la immagine storica, culturale e socio-politica dei singoli popoli.
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Le prime insegne - in genere aste sormontate da figure simboliche - furono distintive del potere di importanti personaggi, di casate gentilizie e di comunità. Nell'epoca romana si dotarono i reparti militari di insegne complete di un drappo colorato, insegne che inizialmente rispondente a fini tattici, e poi sacralizzate, divennero espressione celebrativa non solo dello spirito di corpo, ma anche della tradizione comune dell'intero popolo quirite. Con Carlo Magno le bandiere pr sero a simboleggiare l'autorità imperiale e feudale. Dopo il Mille l'uso delle bandiere - di varia foggia ricevette un enorme impulso per lo sviluppo della navigazione e soprattutto per il moltiplicarsi di eserciti praticamente sempre sul piede di guerra. La rivoluzione americana e quella francese determi narono nei secoli più recenti, con le loro ripercussioni ideali, la formazione di una coscienza nazionale nei vari popoli, che nella bandiera identificarono, e identi ficano, la propria indipendenza e la propria dignità. La materia cui abbiamo fatto cenno è proposta nella parte iniziale del libro, in una vasta inquadratura integrata da una precisa a ppendice terminologica. La descrizione è quindi rivolta, in sei successivi capitoli, alle bandiere degli eserciti italiani dei periodi preunitario, risorgimentale, regio, repubblicano odierno. Il lettore rivive alcuni secoli di storia patria e, in tale ambito, una serie di vicende che, menzionate esplicitamente o anche inespresse, e mergono da un contesto espositivo reso con una prosa lucida, piana e accattivante. Opportunamente l'Autore cita una riflessione, più che mai attuale per il suo significato didascalico, che Massimo d'Azeg lio dedicò alle giovani generazioni: «Sia sentimento di tutti che la bandiera rappresenta l'Italia ... La bandiera non si abbassa, non si macchia, non si abbandona mai ... Piuttosto si nrno-
Il volume è corredato da due Appendici: la prima contiene gli es tre mi di tutte le leggi, i dec reti, le disposizioni che attengono alle Bandiere in dotazione ai reparti dell'Esercito; la seconda e lenca le decorazioni concesse a tutte le bandiere dei Corpi in vita e di quelli discolti.
L'araldica militare, pagg. 234, 54 tavole e 6 illustrazioni a colori. Ed . 1986. I criteri che hanno guidato l'Autore, generale Oreste Bovio, nella stesura del testo sono esplicitamente indicati in una Nota che apre il volume: - offrire ai Quadri più giovani dell'Esercito una guida all'inter-
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pretazione degli stemmi ara ldici degli Enti militari. A tale scopo ad una prima parte dedicata alla trattazione dei principi generali che sono alla base dell'araldica, ed in particolar modo dell'araldica militare, segue nel volume una seconda parte, dedicata all'illustrazione di alcuni stemmi araldici, scelti con l'unico intento di chiarire ulteriormente quanto detto nella prima parte mediante un'esemplificazione che si spera non sia giudicata inutile dal cortese lettore; - affermare che gli stemmi araldici dei Corpi de ll 'E sercito non sono una banale espressione di vanagloria e di indiscriminata autoesa ltazione ma un'autentica traduzione in simboli di vicende storiche vissute dall'Esercito italiano talora con fortuna e talora no, ma sempre con onore; - contribuire a sfatare la diffusa opinione che l'araldica, esclusivamente legata a situazioni sociali ormai sorpas sate, non sia più meritevole di studio. L' araldica mili tare, che ha saputo es primere nel passato le ideologie, le aspirazioni, i costumi dei Corpi mili tari, costituisce, invece, una parte s ia pur piccola della storia dell 'Esercito e ne consente, quindi, una più approfondita conoscenza. Il volume è completato da un glossario dei termini araldici più comuni e da una aggiornata bibliografia.
U IFORMOLOGIA I mutamenti nel tempo dell'abito militare sono dovuti essenzialmente a due ordini di motivi: in primo luogo l'adattamento dell 'uniforme all' evoluzione delle armi e degli ordinamenti, secondariamente l'inevitabile collegamento con il costume civile . Anche l'uniformologia, quindi, costituisce una parte della storia dell 'Esercito e l'Uffi cio ha perciò programmato la pubblicazione di una serie di volumi per documentare le uniformi adottate dall 'Esercito nelle sue tappe maggiormente significative: le origini, la cos tituzione, l'epoca umbertina, la prima e la seconda guerra mondiale. Caratteristica comune ai singoli libri: la rigorosa documentazione mediante la riproduzione fotografica dei regolamenti dell 'epoca. Di seguito un cenno sui volumi già pubblicati .
Le prime uniformi dell'Esercito italiano, pagg. 164, 21 tavole a colori e 54 in bianco e nero. Ed . 1979. L'opera, dovuta a Giorgio Cantelli, offre un quadro preciso dell'evoluzione dell'uniforme del nostro esercito usando quali mezzi, di estrema efficacia in realtà, non dei semplici figurini ma rigorose
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ricostruzioni basate su prescrizioni ufficiali e su tutta una vasta serie di tavole originali d'epoca tratte dal Giornale Militare Ufficiale. Dopo un interessante studio sull'uniforme militare quale fenomeno intimamente connesso agli sviluppi della società l'autore inquadra storicamente il periodo cui appartengono le uniformi presentate. Seguono 21 tavole a colori raffiguranti uniformi di vari corpi alcune corredate con particolari dell'armamento, del vestiario e dell'equipaggiamento disegnati a lato; a fronte di ogni figurino una scheda fornisce le notizie principali sulle sue caratteristiche e variazioni. I particolàri che corredano le tavole sono i più svariati: dalla giberna alla nappina, dal fregio alla fibbia, e così via. A queste 21 tavole ne seguono 54 in bianco e nero che a ltro non sono che quelle, interessantissime, del Giornale Militare comprendenti uniformi e particolari di uniformi per ufficiali, le armi bianche, le buffetterie, i copricapi, i materiali di selleria e gli accessori che vanno dalle dragone ai galloni, ai bottoni, alle fibbie, ai fregi, alle mostrine. A questa parte centrale dell'opera seguono brevi descrizioni con foto a colori dedicate ad alcuni esemplari un ìci di parti d 'uniformi originali, precisamente per i generali e per le Guide. Chiudono l'opera alcune tavole di disposizioni sulle uniformi della truppa completate dalla descrizione, con foto a colori, di un esemplare di tunica da caporale furiere dei Lancieri di Milano . Da segnalare infine che il lavoro di r icerca e di studio di Giorgio Cantelli non si è fermato ai documenti ed alle descrizioni ma sono a lui dovute anche tutte le 21 tavole a colori delle uniformi: un lavoro non facile ma eseguito con grande accuratezza. L 'uniforme grigio-verde (1909-1918), pagg. 205, 25 tavole a colori e 50 in bianco e n ro. Ed. 1984. Il volume, opera di Andrea Viotti, prendendo le mosse dai primi esperimenti uniformologici del «plotone grigio», rappresenta uno «spaccato» attinente la prima guerra mondiale, un conflitto che vide sparire le sgargianti e suggestive divise della «fin de siècle» - salvo per una breve fase iniziale e soltanto per l'Esercito francese - per far posto a indumenti di tinte povere e poco appariscenti, «uniformi », malinconiche sotto certi aspetti, che richiamano tuttavia le tonalità del fango - adattandovisi - ed i tristi paesaggi solcati da
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trincee dove la lotta si condusse. La trincea, il reticolato, le mitragliatrici, la cruenza divenuta legge, le perdite catastrofiche, l'avvento di una nuova etica di battaglia, la «guerra del materiale»: ecco cosa richiama in mente il primo conflitto mondiale, un realtà desolante - quanto meno rispetto ai variopinti e geometrici schieramenti operanti nei secoli precedenti - a cui non poteva che corrispondere una uniforme disadorna nei colori e nella foggia, un primo approccio al «mimetismo », divenuto ineluttabile necessità politica e psicologica. L'opera, articolata in quattro parti - l'adozione, la guerra, truppe e servizi speciali, volontari e militarizzati - si suddivide in ventuno capitoli ed è corredata, oltre che di una estesa bibliografia, di venticinque figure a colori a tutta pagina, opera del Viotti, e di cinquanta tavole in bianco e nero, tratte da bollettini e giornali ufficiali. Il libro è quindi una documentazione precisa ed organica di un periodo che vide mutare il modo di combattere Ja guerra. VARIE
L 'Esercito p er il Paese (1861-1975), pagg 515 . Ed . 1977,
Attualmente la legge di principio sulla disciplina militare assegna alle Forze Armate il concorso «al bene della collettività nei casi di pubbliche calamità », ma l'Esercito ha operato da sempre, anche in assenza d leggi specifiche, a favore delle popolazioni in occasione di terremoti, incendi , alluvioni, epidemi e. Le pagine scritte da Edmondo De Amicis per ricordare l'attività generosa e fattiva del so ldato italiano in Sicilia nell'epidemia di colera del 1866 possono anche essere considerate stucchevoli e propagandistiche - magari mettendole in contrapposizione allo stile ... asciuto e rigoroso di Igino Ugo Tarchetti - ma l'operato dell 'Esercito, in quella come in tutte le altre infinite circostanze, rimane una relatà inconfutabile . Il volume presenta una panoramica scarna ma completa di ta le attività, scandita anno per anno e tratta dalle Memorie Storiche dei reparti. Fotografie militari, pagg. 130, 173 fotografi e in bianco e nero. Ed . 1980.
Il volume, opera del maggiore icola Della Volpe, vuole ricostruire l'uso che l'esercito fece della fotografia e anche la storia delle
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innovazioni tecniche che i militari italiani apportano alle apparecchiature fotografiche, a cominciare dalle ricerche che il generale Ignazio Porro iniziò fin dal 1847 per l' applicazione della fotografia alla geodesia . Molto interessante e anche signifi cativo è il fatto che il primo periodico fotografico italiano, «La camera osc u ra», nacque grazie a ll 'ini ziativa di un ufficiale, il colonnello Ottavio Baratti, nel 1863. E fu ancora un altro militare italiano di estrazione asburgica, il colonnello Giuseppe Pizzighelli (già direttore della sezione fotogra fica del Comitato militare di Vienna), che fondò nel 1889 a Firenze la Società fotografica italiana, che aveva come suo organo periodico ufficia le il «Bollettino della Società fotografica italiana ». Il lavoro di Della Volpe prende in esame i diversi tipi d ' impiego del mezzo fotografico (per esempio la nascita della fotografia aerea che nacque abbinando l'osservazione dall'alto fatta dall'aerostato alla macchina fotografica) , la costituzione della Sezione fotografica dell'eserc ito, mentre in a ppendice l'ultima parte è dedicata alla fotografia militare nell'arco di tempo che intercorre dalla prima alla seconda guerra mondiale . Il libro è corredato cli una buona scelta cli immagini di grande interesse, da quelle della campagna del 1866, la terza guerra d'indipendenza, alla prima campagna d'Africa , alla g uerra di Libia, ecc . Molte di queste fotografie, oltre a l valore documentario e alla qualità tecnica, offrono una buona resa anche da un punto cli vista più propria me n te estetico.
L'Esercito italiano nell'arte, pagg. 153, 21 tavole a colori, 25 in bianco e nero. Ed . 1977 . Opera dovuta a Giovanni Floris, poeta e scrittore di notevole temperamento, immaturamente scom parso. Scartata di proposito l'idea di preparare un 'antologia iconografica di capo lavor i ispirati all'Esercito, l'Autore ha scavato a fondo in una realtà spirituale vigorosa e intrisa cli notazioni umane e in una prospettiva del tutto nuova e originale ha saputo evidenziare l'esistenza cli un mondo artistico in gran parte ancora da scopri re, le cui occasioni creative sono collegate agli in numerevoli aspetti dei quali è fatta la vita del soldato. Non solamente, quindi, rievocazioni solenni di battaglie, di eroismi, di sacrifici, ma anche rappresentazione di momenti apparentemente modesti ciel servizio militare. L'opera è soprattutto rivelatrice di una verità che a troppi sfugge: quella del rapporto, intenso ed esaltante, che è costantemente in atto tra soldati e società, tra cittadini e Forze Armate.
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Cartoline militari, pagg. 204. Ed . 1983. Il volume, opera del maggiore Nicola Della Volpe, indaga uno dei «campi meno ufficiali, ma che comunque attengono alla vita dell'Esercito in tutt i i suoi riflessi e nelle sue influenze nel mondo esterno, al quale è indissolubilmente legato perché parte integrante di esso», ed è dedicata a quel «veicolo sociale» che ha sempre avvicinato la Forza Armata alla sua estrazione, che è il Paese stesso. Non esiste infatti famiglia italiana alla quale non siano giunte cartoline militari, custodite spesso come autentici cimeli. Nel tempo le cartoline militari hanno subito gli influssi del gusto artistico delle rispettive epoche: così, si è passati dalla dominante agiografia del secolo scorso alle finezze del Liberty nel primo Novecento, e quindi al realismo, non scevro di misurata retorica, del periodo della prima guerra mondiale, e infine allo stile rude e incisivo degli anni Trenta e seguenti. Dal punto di vista estetico diremo che nella vastissima produzione di cartoline militari si alternano impostazioni ora ingenue ora di sicuro valore artistico. Ad immagini altamente espressive pur nella sobrietà del tratto, si avvicendano altre confuse, sovraccariche di emblemi, colori, figure . Ma tutte hanno un significato che non può sfuggire: nel loro complesso raccontano la storia stessa dell'Esercito, e nella loro individualità ci ricordano quello spirito di corpo, che dell'Esercito ha sempre costituito una forza vitale.
L 'Esercito italiano, pagg. 288. Ed. 1982. Il volume, opera redazionale dell'Ufficio, esamina le origini e le vicende dell'Esercito Italiano, dalla sua costituzione ai giorni nostri . Vi sono riportati dati e cifre di interesse notevole non soltanto per il profano - cui il volume è principalmente diretto - ma anche per lo specialista che dalla mole delle notizie riferite può derivare occasioni e spunti per ricerche e trattazioni monografiche più approfondite. La storia dell'Esercito è ricostruita attraverso la descrizione degli ordinamenti che si è dato nel tempo, e delle guerre nelle quali è stato impegnato. L'opera, è articolata in undici capitoli: dopo avere puntualizzato al 4 maggio 1861 la data ufficiale di costituzione dell'Esercito italiano, presenta un quadro del periodo e delle battaglie risorgimentali; quindi viene rievocato con abbondanza di particolari il primo conflitto mondiale. Sono poi ricordate le campagne coloniali dell'altro e di questo
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secolo. Vengono quindi sviluppati, nell'ordine, questi argomenti: l'Esercito tra le due guerre, il secondo conflitto mondiale, l'Esercito nella lotta di liberazione, il trentennio 1945-1975, l'Esercito oggi, i suoi rapporti con il Paese, la stampa e pubblicistica, le linee cli sviluppo. Diversi capitoli si chiudono con biografie di noti comandanti. In una Appendice sono riportate le decorazioni collettive conferite a lle diverse armi e servizi, nonché a reparti. Tutti i temi sono affrontati con rigore e precisione di riferim enti. Per quanto attiene agli anni più recenti viene dato risalto all'opera prestata da Unità dell'Esercito in soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali. È pure evidenziata l'istituzione delle rappresentanze militari e si sottolinea, infine, il fenomeno della osmosi costante fra giovani alle armi e società. Va aggiunto che l'opera si arricchisce di un vastissimo corredo iconografico, che le conferisce una forte carica di suggestione. Per concludere il capitolo un cenno su un'iniziativa editoriale congiunta degli Uffici Storici delle tre Forze Armate: la realizzazione di una serie di vo lumi sulle decorazioni al valore, al merito, commemorative e sugli ordini cavallereschi del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana. Per ogni decorazione vengono riportate le disposioni originali di istituzione, una sintet ica descrizione delle caratteristiche della decorazione stessa, il disegno del modello originale e del relativo nastrino. Della serie sono già stati pubblicati i seguenti volumi, tutti dovuti a Costantino Scarpa ed a Paolo Sézanne:
Le decorazioni al valore dei Regni di Sardegna e d'Italia {1793-1946), pagg. 419, 27 tavo le a colori, 43 fotografie in bianco e nero. Ed. 1976; Le decorazioni al valore della Repubblica Italiana, pagg. 119, 7 tavole a colori, 12 fotografie in bianco e nero. Ed. 1981; Le decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia. Le decorazioni commemoralive. Vol. 1, pagg. 293, 14 tavole a colori, 28 fotografie in bianco e nero. Ed. 1982; Le decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia. Le decorazione commemorative. Vol. li, pagg. 360, 47 tavole a colori, 80 fotografie in bianco e nero. Ed. 1985.
CAPITOLO
IV
PRIMA GUERRA MONDIALE
IL LAVORO PREPARATORIO
L'impegnativo lavoro di ricerca, raccolta e riordinamento delle fonti - soprattutto per quanto riguarda quelle austro-ungariche iniziò subito dopo l'armistizio di Villa Giusti. In un primo tempo fu raccolto e ordinato il materiale documentario originale proveniente dai comandi e dalle unità dell'Esercito. Parallelamente, ad opera della Missione militare italiana a Vienna, si poté trarre da quell'Archivio di Guerra i documen ti più importanti per la storia delle nostre operazioni. A una prima acquisizione di materiale documentario relativo alla battaglia del Piave, si aggiunse negli anni successivi altra non meno importante documentazione, fra cui la Relazione austro-ungarica sulle operazioni del secondo semestre del 1917. In seguito, in esecuzione del trattato di Saint-Germain. fu stipulata nell'aprile 1922 in Roma una convenzione, divenuta operante nel 1924, per la quale all'Ufficio Storico furono assicurati gli atti del Comando Supremo austro-ungarico relativi alle operazioni svoltesi sul fronte italiano e quelli delle unità fronteggianti il nostro Esercito (diari, carte, schizzi, fotografie del teatro d'operazione, schieramenti e apprestamenti difensivi, relazioni sulle principali battaglie, i rapporti giornalieri del Comando Supremo all'Imperatore). Vennero anche in nostro possesso i diari dell e unità ungheresi e germaniche che avevano opera to sul nostro fronte. Sulla base di tali documenti, fu possibile procedere quindi alla ricostruzione degli avvenimenti e di tale attivi tà l'opera cardine è la relazione ufficiale L'Esercito italiano nella grande guerra 19151918. Nel corso della sua elaborazione, si sono ad essa affiancate numerose altre pubblicazioni di carattere sussidiario e integrativo. Si tratta complessivamente di 120 volumi 1 . 1
Cfr. elenco in appendice B.
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L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
LA PRODUZIONE EDITORIALE 1. L'ESERCITO ITALIA o NELLA GRA 1DE GUERRA 1915-1918 (Rela-
zione ufficiale). Sugli scopi che la Relazione si riprometteva il Maresciallo Pietro Badoglio scrisse nella Premessa: «L'Ufficio Storico, dopo aver vagliato con il più coscienzioso rigore tutti i documenti, si limita qui a narrare i fatti, allegando però alla sua esposizione i documenti stessi. arra, dicemmo, e non commenta. Lascia, cioè, ai cultori delle discipline storiche l'arduo compito del commento: pago di aver potuto fornire ad essi questa preziosa raccolta di materiali, scelti ed ordinati con la cura più scrupolosa». Molto probabilmente il Maresciallo intendeva esorcizzare il timore, manifestato da mal ti, che non fosse possibile una ricostruzione serena ed esatta cli avvenimenti tanto recenti. Il pregiudizio che la storia si debba occupare solo di «avvenimenti di cui non ci sono più testimoni oculari » era allora vivissimo, e non è morto ciel resto neppure oggi. Ma la storia, ha insegnato Benedetto Croce, è giudizio di qualità, tutta giudizio da capo a fondo e pertanto non è possibile esporre un fatto senza darne, anche implicitamente, un giudizio. E così gli estensori della Relazione superarono il concetto di narrazione asettica degli avvenimenti e, specie a parti re dal volume dedicato alla dodicesima battaglia dell'Isonzo, la Relazione è ricca di considerazioni critiche e molto attenta anche nei confronti di eventi non strettamente operativi ma comunque influenti sull'andamento delle operazioni. La materia è ripartita in 7 volumi, di cui il primo tratta dei precedenti del conflitto, i successivi quattro sono dedicati alle campagne di guerra 1915, 1916, 1917 e 1918, gli altri due comprendono le operazioni fuori del territorio nazionale e le direttive tattico-operative del Comando Supremo. I volumi sono suddivisi in tomi, contenenti rispettivamente, di massima, la parte espositiva, i documenti e la cartografia illustrativa. Dei 7 volumi, articolati in 37 tomi, previsti dal piano editoriale, sono stati finora pubblicati 34 tomi . a. L E FORZE BELUGERA TJ
Voi. I (Narrazione: pagine 316 e 14 carte). Voi. I bis (Allegati: n . 71 ). Sono esposti l'evoluzione ordinativa dei due eserciti; gli avveni-
PRIMA GUERRA MONDIALE
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menti bellici dell'esercito austro-ungarico che precedettero la nostra entrata in guerra; le caratteristiche del teatro delle operazioni . In particolare sono molti interessanti i cenni sulle istituzioni mi li tari italiane dal 1861 alla vigilia della guerra 1915-18, sull'organizzazione difensiva della frontiera orientale e sulla mobilitazione e radunata dell'Esercito.
b. LEOPERAZIONIDEL 1915 Voi. II (Narra zione: pagine 614 con 14 schizzi entro testo). Voi. II bis (Documenti: n. 252). Vol. II ter (Carie e schizzi: n . 45). Tratta dell'evoluzione dei piani di guerra formulati dallo Stato Maggiore italiano dal 1866 al 1915 e delle operazioni belliche svoltesi durante il primo balzo offensivo su tutto il fro n te e durante le prime quattro battaglie dell'Isonzo. I modesti risultati territoriali conseguiti non corrisposero ai sacrifici compiuti, ma l'az ione militar dell'Italia portò, nel quadro generale della guerra, un contributo di valore considerevole alla causa dell 'Intesa, vincolando alla nostra fronte gran parte del.l'esercito austriaco. c . LE OPERAZIONI DEL 1916 Voi. III - Tomo l 0 : Gli avvenimenti invernali (Narrazione: pagine 432 con n. 42 schizzi e tavole). Voi. III - Tomo 1° bis (Documenti: n. 263). Avvenimento di rilievo la quinta battaglia dell'Isonzo, mirante a impedire l'eventuale concorso di forze austriache in Francia, ove era in atto la poderosa offensiva tedesca contro Verdun. I violenti combattimenti svoltisi anche sul fronte montano raggiunsero l'intento di tener agganciato il nemico . Voi. III - Tomo 2°: Offensiva austriaca e controffensiva italiana
in Trentino. Contemporanee operazioni sul resto della fronte (maggio-luglio 1916) (Narrazione: pagine 334 con 3 schizzi entro testo). Voi. III - Tomo 2° bis (Documenti : n . 115). Voi. III - Tomo 2° ter (Carte, panorami e schizzi: n. 58). Dura, cruenta battaglia ne lla quale s i prodigò il meglio delle forze di entrambi g li eserciti. Sotto l'impeto avversario le truppe italiane furono costrette a ripiegare, ma ben presto l'offensiva fu contenuta, costringendo gli Austriaci a ritirarsi sotto la pressione de lla nostra controffensiva. Con ampia disamina è dimo strato che non fu l'offensiva «Brusi-
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L'UFFICIO STORICO DELL' ESERCITO
lov » in Galizia a causare l'arresto dell'offensiva austriaca nel Trentino. Voi. III - Torno 3° : La battaglia di Gorizia. L'offensiva autunnale. Contemporanee azioni sul resto della fronte (agosto-dicembre 1916) (Narrazione: pagine 318 con 6 schizzi entro testo). Vo l. III - Tomo 3° bis (Documenti: n. 249). Vol. III -Tomo 3° ter (Carte, panorami e schizzi: n. 54). Sorpresa pienamente riuscita per la rapida, abile e tempestiva manovra per linee interne concepita dal Cadorna mentre l'offensiva austriaca nel Trentino agonizzava. In tre giorni (6-9 agosto) la testa di ponte di Gorizia fu e liminata e le truppe italiane, varcato l'Isonzo, occuparono la città; sull'altipiano carsico il nemico, perduto il San Michele, fu costretto a ripiegare oltre il Vallon e di Doberdò. Durante l'offensiva autunnale - 7a battaglia dell'Isonzo (14-16 settembre), sa (9-12 ottobre) e 9a (31 ottobre - 4 novembre) - ulteriori progressi furono conseguiti sul Carso e nella zona tridentina. d . LE OPERAZIONI DEL 1917
Vol. IV - Tomo l 0 : L'ampliamento dell'Esercito nell'anno 191 7. Gli avvenimenti dal gennaio al maggio (Narrazione: pagine 324 con 32 schizzi entro testo). Vol. IV -Tomo 1° bis (Documenti: n. 344). Vol. IV-Tomo 1° ter(Carte, panorami e schizzi: n. 41). I principali provvedimenti tendenti a conferire maggiore efficienza all'Esercito trovano larga esposizione unitamente alle vicende operative. Avvenim ento preminente di questo periodo la 10a battaglia dell'Isonzo che ebbe il duplice obiettivo, in fasi successive, di espugnare il sistema difensivo a nord e ad est di Gorizia e cli conquistare, sull'altipiano carsico, il bastione d ell 'Hermada. Tangibili i successi conseguiti nel settore di Gorizia, ove venne conquistata la cortina Kuk-Vodice, non così sul Carso, perché i notevoli progress i compiuti a Hudi-Log, a Castagnevizza, a Fiondar e sull'Hermada furono annullati dal nemico in seguito ad un poderoso contrattacco. Questo tomo offre, infine, un quadro generale dell'attività politico-mil itare interalleata, mirante a definire, mediante le conferenze e i convegni susseguitisi dal novembre 1916 all'aprile 19 17, una più coordinata ed efficace condotta della guerra. Vol. IV - Tomo 2°: Gli avvenimenti dal giugno al settembre 1917
PRIMA GUER RA MONDIALE
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(Narrazione: pagine 460). Voi. IV - Tomo 2° bis (Documenti: n. 366). Vol. IV - Tomo 2° ter (Carte, panorami e schizzi: n. 37). È dedicato alla battaglia dell'Ortigara (10-26 giugno) ed a quella della Bainsizza, l I a battaglia dell'Isonzo (17 agosto - 12 settemb re) . L'attacco sull'Ortigara ebbe inizialmente successo con la conquista del monte (19 giugno), sul quale le truppe italiane si mantennero per più giorni resp ingendo contrattacchi e subendo gravi perdite. Il 25 il nemico, ricevuti rinforzi , prevalse, impossessandosi nuovamente della contesa posizione. Maggiore fortuna si ebbe sulla Bainsizza. Superato d'impeto l'Isonzo, le truppe italiane infransero le prime linee di difesa dell 'avversario e poi, con abile manovra, abbatterono i capisaldi difensivi sull'altopiano, spiegandosi fin quasi sull'orlo di esso dominante il Vallone di Chiapovano. La mancata azione dell'ala sinistra, la stanchezza delle truppe, la scarsezza di riserve pe rmisero all'eserc ito austriaco, che aveva ricevuto rinforzi , di arrestare la nostra avanzata. Anche in questo tomo sono riportate le conferenze e i convegni interalleati tenuti nel periodo dal giugno al settembre 1917. Voi. IV - Tomo 3°: Gli avvenimenti dall 'ottobre al di cembre (Narra zione: pagine 748). Vol. IV -Tomo 3° bis (Do cum enti: n . 248). Voi. IV - Tomo 3° ter (Carte e panorami: n . 32). È dedicato all'offensiva austro-tedesca, alla manovra di ripiegamento al Piave ed a lla prima battaglia d'arresto. L'attacco austro-tedesco iniziò il 24 ottobre l 917 e nelle prime ore del mattino la 12 a Divisione germanica, sboccata da Tolmino, sfondò la linea italiana. L'attacco, condotto con metodi nuovi e con grande spregiudicatezza, fece cadere rapidamente le difese italiane ed il 27 ottobre il Comando Supremo ordinò il ripiegamento generale prima al Tagliamento e poi al Piave, ripiegamento che ci concluse il 9 novembre. Già il giorno successivo il Comando austriaco decise di proseguire ulteriormente l'offensiva. Iniziò così la vittoriosa battaglia di arresto italiana, svi luppata in due fas i: dal 10 al 26 novembre e dal 4 al 30 dicembre . Su un fronte notevolmente ridotto, ]'Esercito italiano potè riprendersi con rapid it à e fermare definitivamente l'avversario. Anche in questo tomo sono riportate le conferenze ed i convegni interalleati. e. LEOPERAZIONIDEL 19 18 Vol. V - Tomo 1°: Gli avvenimenti dal gennaio al giugno (Narra-
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L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
zione : pagine 803). Vol. V -Tomo 1° bis (Documenti : n . 212). Vol. V -Tomo I O ter (Carte: n. 39). In questo volume sono trattate: la situazione alla fronte italiana agli inizi dell'anno; l'opera di riorganizzazione e cli potenziamento de ll'Esercito; la battaglia del Piave. La narrazione degli avvenimenti precedenti la battaglia e della battaglia stessa costituisce il nucleo centrale del volume. L'offensiva austro-ungarica iniziò il 15 giugno con grande violenza, ma trovò la difesa italiana ben preparata a ricevere l'urto. La lotta fu violentissima, ma il dispositivo di difesa - profondo, elastico, sostenuto da una fort riserva e da un potente e tempestivo fuoco di artiglieria - ebbe ragione d ell'attaccante che fu costretto a retrocedere e riportarsi in fretta oltre il Piave là dove il fiume, al primo impeto, era stato superato. La battaglia era vinta ed il Comando Supremo italiano ordinò alcuni combattimenti controffensivi locali, tendenti alla conquista di posizioni tali da rafforzare il dispositivo in vista di una successiva offensiva generale. La narrazione degli avvenimenti è, come sempre, suffragata da un'ampia documentazione raccolta nei tomi: 1° bis (Documenti) ed I O ter (Carte).
f.
LE ISTRUZIONI TATTICHE DEL CAPO DI S.M. DELL'ESERCITO
Vol. VI - Tomo 1 °: Anni 1914-1915-1916 (pagine 354). Voi. VI-Tomo 2°: Anni 1917-1918 (pagine 515). Agli studiosi di discipline militari non può sfuggire l'importanza di questo volume che consente, grazie alla copiosa documentazione riportata, di seguire nella sua progressiva evoluzione la linea di sviluppo della dottrina tattica italiana dall'immediato ant guerra fino a tutto il 1918. Si offre così agli studiosi la possibilità di una migliore intelligenza, sotto il profilo tecnico, degli avvenimenti operativi che costituiscono oggetto della relazione ufficial e. g. LE OPERAZlONl FUORI DEL TERRITORIO NAZI O ALE
Voi. VII - Tomo I 0 : Il corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente (pagine 138 con 28 allegati e 22 schizzi e tavole). Alle vicende del piccolo Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente (luglio 1918 - aprile 1920) si è ritenuto di dedicare un intero tomo per meglio inserire la partecipazione militare italiana nel più vasto quadro della comune azione interalleata.
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Sono poste ampiamente in luce le finalità politico-militari che indussero l'Intesa alla costituzione di un nuovo fronte orientale contro le Potenze Centrali, soprattutto per opporsi all'opera di penetrazione tedesca in Russia e in Siberia che, dopo la pace di Brest-Litowski, segnava un ritmo accelerato destando gravi e giustificate inquietudini. È messa a ltresì in rilievo l'opera di soccorso prestata alle truppe ceche in Siberia. Vol. VII - Tomo 2°: Soldati d'Italia in terra di Francia. (Narrazione: pagine 419). Vol. VII - Tomo 2° bis (Documenti: n. 243). Voi. VII - Tomo 2 ° ter ( Tabelle, carte e schizzi: n. 51). Il concorso dell'Esercito italiano in terra di Francia è ampiamente illustrato in questo tomo . Alle operazioni condotte dal II Corpo d'Armata (40 .000 uomini) dal luglio al novembre 1918 nella valle dell'Ardre, nella Argonne, nella zona dell' Aisne, allo Chemin des Dames, nella zona di Sissonne e sulla sinistra della Mosa si assomma il contributo dato dalle T.A .I.F. (Truppe Ausiliarie Italiane in Francia - 60 .000 uomini) che in massima parte attesero ai molteplici lavori di sistemazione difensiva al fronte e delle quali aliquote furono spesso anche impiegate come unità combattenti. Vol. VII - Tomo 3°: Albania - Macedonia - Medio Oriente. (Narrazione : pagine 396). Vol. VII - Tomo 3° bis (Documenti: n. 164). Vol. VII - Tomo 3° ter (Carte e schizzi: n. 27). L'opera illustra avvenimenti che nella storiografia sul primo conflitto mondiale raramente sono stati trattati in un quadro organico e scientifico: colma pertanto una innegabile lacuna conoscitiva, in chiave r igorosamente documentale. Il tomo dedicato alla narrazione si suddivide in tre parti. Nella prima sono ricostruite le operazioni, offensive, difensive e di presidio, con le quali reparti dell'Esercito italiano controllarono la maggior parte del territorio dell'Albania dal 1915 al 1920. Nella seconda parte sono descritte le vicende del fronte di Macedonia, sul quale gli Eserciti Alleati di Oriente - in cui erano riunite truppe di sei nazionalità: francese, inglese, serba, italiana, greca e russa - combattevano contro il robusto schieramento bulgaro-tedesco. L'Italia era presente con una bella Unità, la 35 a divisione, che si distinse in vari cicli operativi, e soprattutto nella epica «tenuta » della mitica quota 1050.
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L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
Nella terza parte è ricordata la partecipazione di un corpo italiano (bersaglieri e carabinieri) alle operazioni in Palestina, ed è ricostruita la presenza, con compiti particolari e di una certa delicatezza, di contingenti italiani in altre aree del Medio Oriente. 2. MONOGRAFIE RELATIVE A PARTICOLARI OPERAZIO I2
Si tratta di pubblicazioni complementari della relazione ufficiale, miranti a illustrare aspetti ed episodi particolari della guerra nonché lo sforzo sostenuto dal Paese. Un gruppo di monografie riguarda singoli avvenimenti scelti fra i più importanti e significativi dal punto di vista operativo (Gorizia, Col di Lana, Plava, Sabotino, Pasubio, ecc.) oppure aventi particolari caratteri di difficoltà ambientali o di speciali condizioni d 'impiego delJe unità (operazioni in alta montagna, invernali, ecc.). Altre monografie pongono in rilievo il cospicuo apporto dato dall'Italia alla comune vittoria dell'Intesa e correggono anche alcuni giudizi erronei e talora non obiettivi di scrittori stranieri sull'azione dell 'Esercito italiano. Fra queste offrono particolare interesse L'azione militare italiana nella prima guerra mondiale e le due monografie L 'Italia e la fine della guerra mondiale e La lotta sul Grappa, le quali combattono criticamente la tesi che a Vittorio Veneto sia stato battuto un esercito già disfatto e che, comunque, l'azione italiana abbia avuto una scarsa influenza sulla vittoria finale dell'Intesa. 3. DATI ORDI ATIVI SULLE GRANDI U ITA E CEN I STORICI SU CORPI 2
I due volumi sulle Grandi Unità contengono i dati riguardanti le successive formazion i e trasformazioni degli Alti Comandi e delle Grandi Unità (costituzione della Casa Militare del Re, del Comando Supremo, dei Comandi d'armata, di corpo d 'armata, dei corpi speciali, dei corpi di spedizione, delle divisioni di fanteria, delle divisioni speciali, delle divisioni di cavalleria, delle divisioni d'assalto e delle forze alleate in Italia). Particolare ricchezza di dati offre il secondo, che riporta la struttura ordinativa d elJe nostre divisioni durante la guerra. Gli undici volumi riguardanti i Corpi contengono copiose notizi e sulle brigate e sui reggimenti di fanteria, sulle unità bersaglieri e alpini, illustrandone l'attività operativa e riportandone le ricompe nse collettive e individuali. Contengono inoltre l'elenco degli ufficiali caduti in combattimento e di quelli deceduti per ferite o in prigionia; 2
Cfr. elenco in appendice B.
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dei decorati di medaglia d'oro al valor militare e dei decorati dell'Ordine militare d'Italia con relativa motivazione; dei comandanti di brigata, di reggimento, di battaglione. Per ciascuna unità è indicato il periodo di attività combattiva in linea e di permanenza nelle retrovie nonché il riepilogo delle perdite.
4. I DECORATI DI MEDAGLIA D'O RO AL VALOR MILITARE 3 L'opera, Guerra italo-austriaca 1915-1918 - Le medaglie d'oro, comprende quattro volumi, uno per ciascun anno di guerra, riportanti le fotografie di tutti i decorati. Carte, schizzi e vedute panoramiche delle zone più importanti illustrano il teatro delle operazioni. I singoli atti di valore che hanno dato origine alla concessione della massima ricompensa sono stati inquadrati in una sintetica narrazione dei principali avvenimenti svoltisi sulla nos tra fronte sì da costit uire una vera e propria storia della guerra.
5.
R ELAZIONI UFFIC IALI ED OPERE STRANIERE S ULLA PRIMA GUERRA MO N-
DIALE3
Per una più larga conoscenza degli avvenimenti de lla prima guerra mondial e si ritenne ut il e di tradurre e pubblicare le relazioni ufficiali austriaca e tedesca oltre alla parziale pubblicazione di quella ungherese e britannica, nonché alcune opere di condottieri deg li eserciti in lotta (Hindenburg, Falkenhayn, Gurko), proponendo a que ste ultime un profilo degli autori. Nella relazione ufficiale austriaca la materia è trattata oltre che con criterio «puramente tecnico», anche, per una migliore intelligenza degli avvenimenti militari, con riferimenti politici, economici e sociali . Quella tedesca ricostruisce gli avvenimenti essenzialmente su documenti u fficiali e si avvale anche di altre fonti (personalità private, uffici governativi, le tte ratura di guerra). Gli avvenimenti militari sono espos ti a grandi linee e a parte sono trattati la mobilitazione, l'incidenza delle condizioni economiche sulla condotta della guerra, il concorso della tecnica alle operazioni, l'apporto dei civili allo sforzo bellico. Trattata a parte, e in modo riassuntivo, è anche l 'opera del Comando Supremo. Di non minore importanza sono le opere dei condottieri, il contenuto delle quali offre larga messe di esempi di condotta operativa, di considerazioni re lative alla dottrina militare, all'azione di comando, alla situazione poli tico-militare. 3
rfr ,.]eneo in appe ndice B.
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L' UFF ICIO STORICO DELL'ESERCITO
6. OPERE VARIE
4
Le relazioni dei Capi di S.M. della Triplice.
Il volume, dovuto al generale Adriano Alberti ha la sua genesi nelle Convenzioni militari con la Germania e particolarmente nell'errata ipotesi, formulata dal gen. Fa lkenhayn, circa l'asserita promessa del gen. Pallio di in viare in caso di guerra un'armata sul Reno. La campagna austro-serba del 1914 (agosto-dicembre 1914).
Saggio critico, dovuto a l generale Carlo Geloso, che analizza con grande rigore la campagna austro-serba del secondo semestre del 1914, campagna che ebbe carattere di guerra di movimento . Riassunto della rela zione ufficiale auslriaca sulla guerra 1914-1918 e Riassunto dei primi olla volumi della rela zione sulla guerra mondiale 1914-1918 dell'Archivio di Stato germanico .
Trattasi di due opere di grande utilità soprattutto per coloro che, non conoscendo il tedesco, non avrebbero la possibilità di consultare le relazioni originali. La mobilitazione e lo sviluppo dell'esercito germanico durante la guerra mondiale 1914-1918.
L'opera ha finalità strettamente tecniche e mette in evidenza gli ordinamenti di un esercì to ricco di secolare esperienza. Testimonianze straniere sulla guerra italiana 1914-1918 .
. el volume sono raccolti giudizi di grande interesse - espressi da capi militari, personalità politiche, giornalisti ex alleati ed ex nemici - sulla condotta delle operazioni itali ane e sul comportamento di Quadri e gregari. Il generale Falkenhayn.
Svelto, ma accurato profilo biografico del condottiero tedesco dovuto all'agile penna del generale Adriano Alberti . L'esercito italiano nel primo dopoguerra 1918-.1 920.
Il volume, opera di Vincenzo Gallinari, esamina la smobilitazione dell'esercito italiano dopo la guerra e le soluzioni ordinative adottate nel periodo immediatamente successivo. Trattasi di un saggio che conclude logicamente, pur non facendone parte, la Rela4
Cfr. e lenco in appendice B.
PRIMA GUERRA MONDIALE
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zione Uffìciale. In particolare i nuovi e più vasti comp1t1 unposti all'Esercito dalla mutata realtà per promuovere la ripresa della vita sociale ed economica nelle zone liberate e per mantenere gli impegni internazionali, derivanti dall e clausole armistiziali o da precisi accordi, sono ben delineati. L'occupazione della Dalmazia, delle isole adriatiche e di Fiume, l'intervento in Carinzia e nella penisola Balcanica, l'occ upazione dell 'Albania e del Montenegro, gli sbarchi in Anatolia e il progettato intervento nel Caucaso vengono attentamente st udiati dall 'Autore che non manca di sottolineare la crescente e indiscutibile divaricazione fra compiti e ampiezza dello strum ento militare. L'esigenza di ridurre nel 1920 il bilancio determinò, nei vari ministri della Guerra (Caviglia, Albricci, Bonorni, Rodinò) e nei vertici militari, la ricerca di un nuovo e più adeguato equilibrio che contemperasse le due es igenze di efficienza e di economicità. L'analisi dei contemporanei progetti di riordinamento dell 'Esercito e dei due ordinamenti Albricci (regio decreto 21 novembre 1919, n. 2143) e Bonomi (regio decreto 20 aprile 1920, n. 431), pubblicati in Appendice consente all'Autore di dimostrare come, in conclusione, abbia finito allora per prevalere l'immagine e l'intelaiatura dell'esercito pre-bellico.
L'industria italiana nella grande guerra. La pubblicazione è un documentato contributo ad una più approfondita conoscenza degli aspetti sia organizzativi sia produttivi dello sforzo industri a le italiano. L'autore, Massimo Mazzetti, sulla base di una documentazione in gran parte inedita, esamina anche le ragioni del repentino smantellamento dell'industria di guerra dopo la fine delle ostilità.
L 'esercito italiano nella prima Guerra Mondiale - Immagini. Il volume contiene un breve saggio introclullivo sulle operazioni condotte dall'Esercito italiano durante il conflitto e circa 300 fotografie, per lo più inedite, accompagnate da scarne ma puntuali didascalie. L'interesse del volume è dovuto alla scelta delle immagini, volte a documentare non tanto l'andamento delle operazioni belliche quanto l'ambiente e lo stato d'animo dei combattenti. Saggio introduttivo e didascalie sono in cinque lingue: francese, inglese, tedesca, spagnola e, naturalmente, italiana.
Le truppe italiane in Albania (1914-1920 e 1939). L'opera, uscita qualche anno prima della pubblicazione del
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L'UFFICIO STORICO DELL' ESERC ITO
volume della Relazione Ufficiale dedicato alla Macedonia, apporta un interessante contributo alla conoscenza di vicende diplomaticomilitari ancora poco note e chiarisce alcuni aspetti della politica balcanica italiana prima, durante e dopo .la prima guerra mondiale. Il volume, dovuto al generale Mario Montanari, si caratterizza per la forma scorrevo le e per l'abbondanza dell a documentazione. Sono da segnalare, infine, numerosi saggi pubblicati sul Bollettino dell'Ufficio Storico dal 1926 al J 934 e sulle Memorie Storiche Militari dal 1977 al 1983. L'elenco completo è riportato nell'appendice B, di seguito i contributi più ponderosi: Pietro Maravigna: La Guerra mondiale nella sua essenza e nelle sue forme operative (B.U .S. 1926); Amededo Tosti: La Storiografia italiana della guerra 1914-1918 (B.U.S . 1927); Adriano Al berti: Sernaglia (27-28 ottobre 1918) (B.U .S. 1928); Piero Pieri : La Storiografia italiana nel 1927(B.V.S. 1928); Piero Pieri: La Storiografia italiana nel 1928 (B .U.S. 1929); Walter Maturi: La Storiografia italiana nel 1929 (B.U.S. 1930); Walter Maturi: La Storiografia italiana nel 1930 (B.U.S. 1931); Vincenzo Gallinari: Il Generale Alfredo Dallolio nella prima Guerra Mondiale (M.S.M. 1977); Massimo Mazzetti: Note all'interpretazione interventista della grande gue rra (M.S.M. 1979); Umberto Corsini: Guglielmo Pecori-Giraldi Governatore Militare del Trentino, Ampezzano e Alto Adige (M.S.M. 1979); Antonello F.M . Biagini: La Missione miliiare italiana in Russia e la propaganda durante la prima guerra mondiale (M.S.M. 1980); Salvatore Loi: L'azione dell'Esercito a favore delle popolazioni civili in Albania durante la prima guerra mondiale (M.S.M. I 981); Antonello F.M. Biagini: Russia (1915-1916); politica interna e politica es tera nel carteggio della Missione mili tare italiana (M. S .M. 1981 ); Mario Montanari: Italiani e Serbi in Balcania durante la prima guerra mondiale (M.S .M. 1982); Giorgio Rochat: I Reparti d'assalto esistenti al 15 giugno 1918 (M.S.M. 1982); Salvatore Loi : Il fronte di Salonicco nei suoi retroscena politico-diplomatici (M.S.M. 1983).
CAPITOLO V
SECONDA GUERRA MONDIALE
GENERALITÀ
Al termine della seconda guerra mondiale l'Ufficio venne a trovarsi in condizioni di naturale disagio a causa dei danni sofferti dal patrimonio documentario già in suo possesso, della dispersione dei carteggi di guerra delle unità combattenti e della totale assenza di ogni documentazione ufficiale per taluni periodi del conflitto . Non si poteva però tardare ad informare il pubblico italiano e straniero sull 'operato dell'Esercito nei vari fronti. Fu necessario, pertanto, rinunciare alla pubblicazione della Relazione ufficiale, che avrebbe richiesto almeno un decennio di lavoro preparatorio ed altri due per la redazione dei vari volumi, e si ritenne più rispondente all'esigenza di una sollecita e documentata informazione pubblicare separate monografie per ogni ciclo operativo, ultimando nel contempo la Relazione ufficiale sulla prima Guerra Mondiale e continuando a pubblicare a l tre opere dedicate ad altri argomenti, come il già citato secondo volume sulla storia militare della Somalia. Prima di esaminare nel dettaglio le singole monografie occorre accennare ad alcune altre opere edite dall'Ufficio nello stesso periodo e molto utili per un inquadramento generale sul tema.
Cronologia della seconda guerra mondiale. Pubblicata nel 1948, comprende anche gli avvenimenti politici e militari precedenti al conflitto che in qualçhe modo lo determinarono ed è completata dagli indici dei nomi geografici, dei nomi di persona e di quello analitico per materia, nonché da 27 schizzi cartografici che illustrano gli avvenimenti militari più importanti. Divenuta introvabile, ne è attualmente in corso di preparazione una seconda edizion e.
Bollellini di guerra del Comando Supremo (1940-1943). Edito nel 1970, il volume raccoglie tutti i 1201 bollettini emanati dal 12 gi u gno 1940 ali '8 settembre 1943 dal Comando Supremo;
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L' UFF ICIO STORlCO DELL' ESERCITO
comprende un indice analitico, quello dei nomi geografici e un repertorio delle unità e dei complessi di forze dell'Esercito, delle unità navali ed aeree, delle persone citate.
Saggio bibliografico sulla seconda guerra mondiale. Si articola in sette volumi, il primo dei quali edito nel 1949, ed è stato esteso, a partire dal quinto volume, anche ai conflitti sorti nel dopoguerra. L'ultimo volume è stato pubblicato nel 1976 e comprende opere edite fino al 197 4.
Bibliografia della seconda Guerra Mondiale. Pubblicata nel 1980, comprende tutte le opere di una qualche importanza edite sull'argomento in tutto il mondo dal 1945 al 1975. Il volume permette di accedere alle opere citate attraverso sia il titolo sia l'autore.
L'Esercito italiano tra la prima e la seconda gue rra mondiale novembre 1918-giugno 1940. Edita nel 1954. L'opera fissa i vari ordinamenti e le norm e d'impiego adottate dall 'Esercito in un ventennio, p a r a lle lamente all o sviluppo degli armamenti ed al mutare della politi ca dello Stato.
L'Esercito italiano alla vigilia della seconda Guerra Mondiale, pagg. 360 di narrazione, 58 documenti allegati, 8 organigrammi, Ed. 1982. Il volume esamina la situazione dell'Esercito aJJa vigilia del conflitto mondiale e durante il primo anno di guerra durante il quale !'Italia mantenne la non belligeranza. La mate ria è trattata sotto tutte le angolazioni possibili - struttura ordinativa del comando c delle truppe, materiali, dottrina d'impiego, direttive di governo, apprestamenti difensivi nel territorio metropolitano e nelle colonie, piano di guerra - ed il quadro che ne risulta è veramente completo. L'opera costituisce quindi la premessa essenziale per tutte le monografie di carattere operativo dedicate ai vari fronti .
L 'Esercito italiano nella seconda Guerra Mondiale - Immagini . Edito nel 1976, ampia galleria di fotografie che offrono soprattutto una vigorosa testimonianza delle condizioni ambientali ed umane nelle quali operarono i nostri reparti . Le immagini, prece dute da un breve saggio riassuntivo delle operazioni, sono suddivise per fronti (Africa Settentrionale, Russia, Balcani, ecc.) accompagna-
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te da sobrie ma precise didascalie in cinque lingue (italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola). FRO TEOCCIDENTALE
La battaglia delle Alpi Occidentali - giugno 1940, pagg. 123 di narrazione, 66 documenti al legati, 16 carte topografiche. Ed. 1947. Trattasi di un lavoro d'indagine, coscienzioso ed obiettivo, di utile consultazione anche oggi, ad oltre trent'anni dalla redazione, ma limitato all'esame della documentazione italiana ed al le vicende operative.
Le operazioni del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali, pagg. 250, 28 documenti allegati, 5 carte topografiche, 28 fotografie . Ed . 1981. Il volume, opera di Vincenzo Gallinari, è frut to di un più ampio spoglio di documenti e del confronto di pubblicazioni italiane e straniere. Alla narrazione completa e critica del breve ciclo operativo, si accompagnano l'analisi del ruolo avuto dalla frontiera occidentale nel quadro della strategia italiana e l'esame dei preparativi al conflitto di entrambi i contendenti . AFRICA ORIE TALE
Sull'argomento nel 1951 è stata pubblicata la monografia La guerra in Africa Orientale, pagg. 358, 3 carte fuori testo. Basato sulla documentazione italiana e sui rapporti dei comandanti inglesi (Wavell, Pl att, Cunningham) il volume è suddiviso in tre parti: la prima si riferisce al periodo tra la conquista dell'Etiopia e l'inizio della seconda guerra mondiale; la seconda alle operazioni del 1940, cioè alle operazioni di frontiera ed all'occupazione del Somaliland britannico; la terza, che è la più consistente, è dedicata all'offens iva britannica dal gennaio al novembre 1941 ed è art icolata in capitoli relativi alle operazioni nei vari settori . L' opera, ricca di a llegati, corredata di 36 schizzi cartografici e di tre carte topografiche, è dovuta al colonnello Ugo Leone ed è ancora oggi sostanzialmente valida. L'U fficio, tuttavia, ha ritenuto opportuno dedicare all'argomento un 'altra monografia nella quale, oltre a tener conto di quanto pubblicato in materia dal 1951 ad oggi, si dia più ampio spazio al q uadro politico e strategico nel quale va collocata la difesa del!' Africa Orientale Italiana .
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L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
L'opera è in uno stadio molto avanzato di stampa. AFRICA SETTENTRIONALE
Dal 1949 al 1974 sono state pubblicate sulle operazioni condotte in Africa Settentrionale otto monografie, per un totale di 3069 pagine, 206 schizzi cartografici, 472 documenti riportati integralmente. Come già segnalato in precedenza, le otto monografie non costituiscono otto volumi di una sola opera, ma sono otto diverse opere scritte da diversi Autori e quindi , pur tratteggiando nel loro complesso la storia documentata e pressochè completa di quel lungo ciclo operativo, non costituiscono un'organica trattazione dell 'argomento. L'Ufficio Storico, pertanto, ha già dato avvio alla loro rielaborazione che sarà realizzata edito r ialmente in quattro volumi, dei quali i primi due sono già stati pubblicati. Accenneremo ora alle singole monografie, vecchie e nuove, seguendo l'ordine cronologico degli avvenimenti trattati e non quello di pubblicazione. In Africa Seltenlrionale - La preparazione al conflitto. L'avan zata su Sidi el Barrani (ottobre 1935 - sellembre 1940), pagg. 260, 55 allegati, 14 schizzi cartografici . Ed. 1955. Redatto sulla base dei Diari del Comando Supremo e del Comando Superiore Forze Armate Africa Settentrionale Italiana, il volume tiene conto inoltre del memoriale difensivo di Graziani, che tra gli allegati riporta anche la relazione compilata dal generale inglese O'Connor durante la prigionia in Italia, e della relazione Wavell. Dopo un'ampia capitolo iniziale, che offre un resoconto approfondito e veritiero dello stato di preparazione dell'Esercito italiano al conflitto, il volume prosegue con un'attenta esposi zione delle operazioni compiute fino al settembre 1940, illustrata da una rispondente cartografia. Da segnalare, peraltro, che la monografia accetta la valutazione molto esagerata delle forze britanniche fatta all'epoca dal Servizio Informazioni Militare. La prima offensiva britannica in Africa Settentrionale (ottobre 1940 - febbraio 1941). Tomo I, narrazione e allegati, pagg. 398, 32 documenti allegati - Tomo II, 24 schizzi cartografici. Ed . 1964. Anche questa monografia utilizza fonti italiane e straniere,
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soprattutto britanniche. Le vicende operative, incentrate su quattro ben distinti episodi: Sidi el Barrani, Bardia, Tobruk e Beda Fomm, sono accuratamente narrate.
La prima controffensiva italo-tedesca in Africa Settentrionale (15 febbraio - 18 novembre 1941), pagg. 407 , 32 documenti allegati, 22 schizzi cartografici. Ed. 197 4. Il volume, opera del generale Giuseppe Mancinelli, illustra con grande equilibrio di giudizi la brillante offensiva italo-tedesca, inquadrandola sempre nelle vicende generali della guerra. Da rilevare la documentata partecipazione italiana alle operazioni, non sempre riconosciuta da ex alleati ed ex nemici e l'interessante capitolo su Malta ed i problemi del trasporto navale. Seconda offensiva britannica in Africa Settentrionale e ripiegam ento italo-tedesco nella Sirtica Orientale (18 novembre 1941 - 17 gennaio 1942), pagg. 247 , 35 documenti allegati, 24 schizzi cartografici . Ed. 1949. Nel volume, dovuto al generale Ferruccio Manzetti, sono prese in esame le operazioni dall 'inizio dell'offensiva britannica in Marmarica fino al raggiungimento della linea di massimo ripiegamento delle truppe italo-tedesche ed alla caduta dei capisaldi dell'Halfaya, presidiati dalle truppe della Divisione «Savona ». L'opera si raccomanda per l'estrema obiettività, anche se risente del fatto che all'epoca della sua pubblicazione non erano disponibili molte fonti brita nniche e tedesche che oggi chiariscono meglio alcune vicende operative.
Se conda controffensiva italo-tedesca in Africa Sette ntrio nale da EL Agheila a El Alam ein (gennaio -novembre 1942), pagg . 432, 70 documenti allegati , 26 schizzi cartografici . Ed. 1951. L'opera, scritta dal generale Giovanni D'Avossa, esamina il periodo più complesso e più favorevole, sotto il profilo militare, della campagna in A.S. L'importanza e la complessità delle operazioni, le divergenze di vedute ed i conseguenti contrasti tra comandi italiani e germanici, le frequenti interferenze politiche ed i personali interventi di Mussolini e di Hitler, conferiscono al volume un particolare interesse, specialmente in relazione a taluni affrettati e spesso tendenziosi apprezzamenti sulle operazioni condotte da parte italiana.
Terza offensiva britannica in Africa Settenzrionale. La battaglia di El Alamein e il ripiegamento in Tunisia (6 settembre 1942 - 4
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febbraio 1943). Tomo l 0 , narrazione, pagg. 518, 53 documenti allegati - Tomo 2 °, 53 schizzi cartografici. Ed. 1961 . Argomento della monografia, dovuta anch'essa al generale Giovanni D'Avossa, sono gli avvenimenti riguardanti la preparazione della battaglia di El Alamein, lo sviluppo della battaglia stessa ed il successivo ripiegamento delle unità italo-tedesche fino al Mareth. Basato su fonti documentarie non sempre complete - il sistema del Maresciallo Rommel di far ricorso ad ordini «sul tamburo» non ha sempre permesso di ricostruirli con sicurezza, inoltre il carteggio delle unità italiane andò disperso durante la ritirata - il volume si segnala per l'assoluta obiettività dell'esposizione e per la scrupolosa aderenza ai fatti .
Operazioni italo-tedesche in Tunisia (11 novembre 1942 - 13 maggio 1943), in due tomi. Tomo 1 °: «La 1 a Armata italiana in Tunisia », pagg. 484, 42 documenti allegati, 27 schizzi cartografici nel testo e 13 carte in busta allegata. Ed . 1950. Tomo 2°: « Il XXX Corpo d 'armata ilaliano in Tunisia», pagg. 31 O, 34 documenti allegati, 8 schizzi cartografici nel testo e 19 carte in busta allegata. Ed. 1952. I due to.m i non costituiscono le monografie operative, non ancora elaborate dall'Ufficio, ma sono le relazioni sugli avvenimenti redatte all'epoca dai rispettivi comandanti, maresciallo Giovanni Messe e generale Vittorio Sogno. Tali atti, adeguatamente dotati di carte e di schizzi topografici, costituiscono tuttavia un serio e documentato contributo, non limitato esclusivamente ag li avvenimenti militari. Le varie controvers ie sorte tra It aliani, Francesi e Tedeschi, i rapporti tra i comandanti, le diverse valutazioni tedesche ed italiane sugli scopi da conseguire attraverso i combattimenti difensivi sono trattati, infatti, con molta chiarezza. Specie nella relazione Messe non mancano, inoltre, efficac i spunti tattici ed acute osservazioni di carattere ordinativo e dottrinale.
Le operazioni in Africa Seltentriunale. Val. I Sidi El Barrani (giugno 1940 - febbraio 1941), pagg. 702, 69 documenti allegati, 20 schizzi cartografici nel testo, 11 carte topografiche fuori testo, 24 fotografie . È il primo di una serie di quattro volumi che analizzerà, organicamente ed alla luce di nuove accessioni documentali comparate, le operazioni in Africa Settentrionale dal giugno 1940 al maggio 1943.
S ECONDA GUE RRA MONDIALE
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Nel volume, opera del generale Mario Montanari, viene descritta la penetrazione italiana in territorio egiziano fino alla linea di Sidi El Barrani, condotta con slancio ma secondo canoni operativi sorpassati, e la successiva offensiva britannica, che costrinse le truppe di Graziani al rovinoso ripiegamento sotto la pressione di un avversario ampiamente dotato di mezzi corazzati meccanizzati e ruotati e, soprattutto, che operava con moderna visione dei procedimenti tattici da usare nel deserto. Ampiamente documentato, opportunamente completato eia un ricco corredo cartografico e dagli indici d ei nomi di persona, delle località, dei comandi e delle unità, ricco cli notazioni critiche il volume si raccomanda per l'esattezza dell'informazione e pe r la completezza del racconto, non limitato alle vicende operative.
Le operazioni in Africa Settentrionale. Voi. I I Tobruk (marzo 1941 - gennaio 1942), pagg. 766, 32 documenti allegati , 81 schizzi cartografici nel testo, 8 carte topografiche fuori testo, 20 fotografie. Continuazione del volume precedente, dovuto ancora al generale Mario Montanari. Il ciclo operativo descritto - iniziatosi con l'afflusso delle unità tedesche in Libia e con una vigorosa ripr sa dell'ini ziativa da parte italo-tedesca - segna la fine della guerra «parallela» e si identifica con il secondo «pendolo » della campagna nord-africana . Nella narrazione sono infatti inclusi i vittoriosi combattimenti sul fronte di Sollun (operazione «B revity » e «Battleaxe» secondo la denominazione britannica) e la riuscita offensiva britannica (in codice «operazione Crusader») che obbligò le forze dell'A sse ad abbandonare nuovamente la Cirenaica e ad attestarsi in gennaio sulle posizioni di partenza abbandonate nel marzo precedente. Come la precedente anche questa monografia è poi completata da comodi indici dei nomi di persona, delle località, dei comandi e delle unità. Basata sulle relazioni ufficiali cl Ile componenti militari del Commonwealth (inglese, neozelandese, sudafricana, indiana ed australiana) e su quella tedesca, sulla documentazione archivistica d ell'Ufficio, sulla larga messe di pubblicazioni italiane ed estere apparse finora, il volume ha non comuni pregi di obiettività e di completezza, costituendo un punto fermo nella storiografia mili tare delle operazioni in Africa Settentrionale. FRONTE BALCANICO
Le operazioni delle Unità Italiane in Jugoslavia (1941-1943), pagg.
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L'UFFICIO STORICO DELL' ESERCITO
51 O, I 09 documenti allegati, 20 schizzi topografici, 38 fotografie. Ed. 1978. Opera per più aspetti rimarchevole. Si tratta, infatti, della prima monografia operativa affidata dall'Ufficio ad uno studioso non militare, il professor Salvatore Lai, ed anche del primo lavoro che non analizzi esclusivamente operazioni regolari. Scritta nel 1977 ma a lungo meditata dall'Autore, esperto di questioni balcaniche e buon conoscitore del serbo-croato, la monografia è basata su lungh e ed accurate ricerche d'archivio e su un attento confronto delle testimonianze nonché cli quanto pubblicato all'estero sull'argomento. Il volume si articola in: un'an1.pia e lucida Introduzione dedicata agli antecedenti politici e diplomatici del conflitto italo-jugoslavo; una Prima Parte in otto capitoli ricostruttiva della breve campagna (forze contrapposte, terreno, operazioni sul fronte giulio, operazioni sul fronte albanese, operazioni delle truppe tedesche ed ungheresi, organizzazione dei territori occupati, evol uzione del quadro poli t ico durante il conflitto); una Seconda Parte in cinque capitoli, dedicata all'occupazione del territorio jugoslavo, nella quale viene ricostruita una complessa e controversa realtà, puntualizzando le diverse vicende del presidio italiano della Slovenia, della Dalmazia, del Monten egro, del Dibrano, del Kossovano e dello stato indipendente di Croazia; un a Terza Parte, infine, dedicata al le perdite ed ai decorati dell'Ordine Militare d'Italia e di medaglia d 'oro al va ler militare. Monografia quindi molto informata, non limitata agli aspetti tecnici, di ampio respiro. Indubbiamente l'Autore, partecipe degli avvenimenti, li ha rivisitati con viva partecipazione riuscendo a penetrare nell'intimo di intricate situazioni politico-militari e di contrastanti stati d 'animo. Il giudizio espresso sull'opera in sede di Presentazione dal generale Rinaldo Cruccu, allora a capo dell'Ufficio, sembra quindi ancora pertinente: «Non esiste in Italia un 'opera che abbia descritto nelle sue reali proporzioni e nella sua effettiva incidenza il ruolo svolto dai nostri soldati in Jugoslavia, in un quadro ambientale intricato e difficile, e contro avversari coraggiosi e decisi. Con queste pagine, redatte con criteri r igorosamente scientifici, si intende fornire un contributo obiettivo e documentato alla conoscenza di avvenimenti sui quali si è steso finora il velo del silenzio. Come per tutte le altre monografie, l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito è fiducioso di essersi attenuto ad una regola ben precisa: rendere un servizio alla verità ed onorare il ricordo dei tanti connazionali che seppero battersi con lealtà ed ardimento nel più difficile e tormentato fronte di g uerra».
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Dalmazia. Una cronaca per la storia (1941), pagg. 1175, 133 documenti allegati, una carta geografica fuori testo . Ed. 1986. Si tratta del primo volume di uno studio organico ed approfondito sull'occupazione italiana in Dalmazia, dovuto ad Oddone Talpa. Nella Pr fazione Renzo De Felice ha scritto: « .. . È una ricostruzione delle operazioni militari in Dalmazia dal 1941 al 1944, ma lo è in una prospettiva, con un taglio diverso, assai meno tecnico di quelli adottati nelle altre opere edite dall'Ufficio Storico dell'Esercito. Tra le quali, del resto, già ne esiste una, quella di Salvatore Loi dedicata alle operazioni militari in Jugoslavia nel 1941-43, edita nel 1978, nella quale le operazioni in Dalmazia hanno già avuto una prima adeguata trattazione. E, per di più, le operazioni militari sono solo uno degli aspetti della ricostruzione del Talpa e, tutto sommato, neppure il più rilevante a ben vedere. Para ll e lamente ad esso infatti il Talpa affronta tutta una s rie di altri aspetti connessi all'occupazione italiana della Dalmazia durante la seconda guerra mondiale, da quelli economico-sociali a quelli amministrativi , da quelli giudiziari a quelli scolastici, ecc., a quelli - a i quali tutti i singoli aspetti affrontati in maggiore o minore misura si ricollegano - più propriamente ed immediatamente politici e "politico-diplomatici", da lui visti - come scrive nella premessa a questo primo vo lum e - avendo come sfondo "l'ambiguità e l'instabilità dei rapporti fra Roma e il Governo di Zagabria, i contrasti nelle valutazioni fra i Comandi militari italiani ed i nostri rappresentanti diplomatici a Zagabria, l'equivoco di un alleato-nemico (i croati) e di un avversario-amico (i serbi), le stragi commesse dagli us tasc ia, la reazione armata degli ortodossi, gli obiettivi dei cetnici , il movimento partigiano". E, dulcis in fundo, i sempre più difficili rapporti tra Roma e Berlino. Una prospet tiva, un taglio che, pur cercando l'autore di tenersi il più possibile ben saldo al suo tema, la Dalmazia negli anni 1941-44, non gli permettono ovviamente di circoscrivere sempre il suo discorso né alla sola Dalmazia né al solo periodo in questione e lo inducono ad allargarlo per singoli aspetti all'intera rea ltà jugoslava degli anni della seconda guerra mondiale e talvolta anche all'indietro, sia in relazione sempre alla realtà politica jugoslava sia per quanto concerne le relazioni italo-jugoslave ... un contributo storico importante, per taluni aspetti prezioso, e che bene, dunque, l'Ufficio Storico dell'Esercito ha fatto ad inserire tra le sue pub bi icazioni ... » . Il volume è opportunamente completato dalla cronologia dei principali avvenimenti riportati e dall'indice dei nomi di persona. È in elaborazione il secondo volume che completerà l'opera con la narrazione degli avvenimenti fino al 1944.
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La campagna di Grecia. Tomo 1°: narrazione, pagg. 965 - Tomo 2°: 336 documenti allegati riprodotti integralmente - Tomo 3°: 176 schizzi cartografici e 51 fotografie - Tomo 4°: indici dei nomi di persona, dei nomi geografici, dei comandi e delle unità. Ed . 1980, 1985 perii tomo 4°. Questo impon ente lavoro di ricostruzione e di documentazione storica, dovuto al generale Mario ·Montanari, tratta nel modo più completo possibile il conflitto italo-greco combattuto, tra l'autunno del 1940 e la primavera del 1941, prevalentemente sulle aspre montagne clell' Albania meridionale. Il tomo relativo alla narrazione si art icol a in tre parti: i precedenti (prodromi del conflitto, scacchiere operativo, piano operativo italiano, piano operativo greco); la guerra (offensiva italiana, controffensiva greca, battaglia d'arresto, battaglia di Berat, battaglia di Tepeleni, controffensiva italiana in val Deshnices); la conclusione (operazioni sul fronte albanese-jugoslavo, battaglia clell 'Epiro, sforzo logistico, attività dei tribunali cli guerra, considerazioni conclusive). L'opera segue, con grande scrupolo cli informazione e di documentazione, l'andamento dei combattimenti ma dedica altrettanta attenzione alla debolezza dell 'apparato logistico italiano e all'atteggiamento incongruo del Comando Supremo di Roma che non seppe opporsi al la decisione politica di attaccare la Grecia e che, quindi, divenne corresponsabile di una ini ziativa tanto disastrosa. Al riguardo il giudizio critico dell'Autore è perentorio, suffragato peraltro da fatti inconfutabili. La monografia, in definitiva, è uno strumento di lavoro di grande util.ità e di estrema serietà, una fonte preziosa ed imprescindibile per la storiografia futura, un'analisi obiettiva e completa di una dell e pagine più amare della storia militare italian a . FRONTE RUSSO
Alle operazioni delle Unità italiane sul fronte russo l'Ufficio ha dedicato negli anni 1946 e 1947 due brevi monografie, sostanzia lmente precise nella descrizione e nella valutazione dei fatti, anche se necessariamente incomplete in quanto all 'epoca l' fficio non di sponeva della documentazione relativa alle forze tedesche, russe, romene ed ungheresi . L'Sa Armata italiana nella seconda battaglia difensiva del Don (11
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dicembre 1942 - 31 gennaio 1943), pagg. 70, 2 documenti allegati, 15 schizzi cartografici. Ed. 1946. Le operazioni del C.S.I.R. e dell'A.R.M.I.R. dal giugno 1941 all'ottobre 1942, pagg. 211, 5 documenti a llegati, 37 schizzi cartografici . Ed. 1947. In tempi più recenti, 1975-1978, l'Ufficio ha ripreso l'argomento su più ampie basi documentarie, fornendo agli studiosi una versione dei fatti in eccepibile e completa con la pubblicazione dei volumi qui menzionati:
I servizi logistici delle Unità Italiane al fronte russo (1941-1943), pagg. 436, 108 documenti allegati , 31 schizzi cartografici, 47 fotografie, 10 grafici. Ed. 1975. Monografia dovuta ai tenenti co lonnelli Costantino De Franceschi e Giorgio De Vecchi. L'opera descrive compiutamente l'organizzazione, l'impianto e il funzionamento dei servizi logistici nello scacchiere operativo. Il volume è d i particolare in teresse perché la presenza delle forze italiane su quel fronte richiese un impegno logistico p artico larmente complesso e delicato. Lo imponevano una serie di circostanze, quali la lontananza dal la madrepatria, la necessità di inserì rsi in altri dispositivi, la saltuarietà e la irregolarità delle comunicazioni, l'ampi ezza del teatro operativo, che sono accuratamente docume ntate.
Le operazioni delle Unità Italiane al fronte russo (1941-1943), pagg. 746, 126 documenti allegati , 43 schizzi cartografici, 32 fotografi e. Ed . 1977. Monografia dovuta ai tenenti colonnelli Costantino De Franceschi e Giorgio De Vecchi . Un'esauriente sintes i della guerra combattuta sul fronte orientale apre la monografia e consente di collocare nella giusta luce e nella reale incidenza il ruolo che in quello scacchiere svolsero le Unità dell'Esercito italiano. Il testo si articola quindi in cinque parti. Nella prima vengono tratteggiati i fattori di indole politica che determinarono l' invio in Russia di nostre truppe; poi è descritto il terreno operativo e sono delin eate le caratteristiche delle forze avversarie. La seconda e la terza parte sono dedicate ai grandi fatti d'arme - i balzi offensivi, le battaglie d'arresto, il ripiegamento - che videro impegnati dapprima il C.S.I.R . e successivamente l' A.R.M.I.R.
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Nella quarta parte viene affrontato un argomento inedito: l'attività dei Tribunali militari di guerra istituiti dai nostri Comandi nelle zone occupate; quindi viene illustrata l'assistenza religiosa prestata anche a favore delle popolazioni del luogo in quei territori. La quinta parte tratta le perdite sofferte dalle Unità italiane e le considerazioni conclusive.
L'Italia nella relazione ufficiale sovietica sulla seconda guerra mondiale, pagg. 453, 8 schizzi cartografici, 21 fotografie . Ed. 1978. Trattasi della traduzione dal russo per scopi di critica, di parti della «Storia della Grande Guerra Patriottica dell'Unione Sovietica 1941-1945», edita a Mosca in sei volumi dal 1963 al 1965. Sono stati tradotti i brani che riguardano la presenza di nostre Unità sul fronte russo, ed altri sono stati riassunti in modo più o meno esteso ma tale da delineare lo sviluppo concettuale di tutta l'opera. A questo riguardo in appendice al volume è riportato l'intero indice analitico. TEATRO ITALIANO
Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio-settembre 1943), pagg. 540, 13 documenti riportati in allegato, 30 schizzi cartografici nel testo, 4 carte fuori testo, 15 fotografie. Ed. 1983. La monografia, opera di Alberto Santoni, è basata su una vastissima documentazione conservata presso gli Uffici Storici delle Forze Annate italiane, presso il Public Record Office di Londra e presso l'U.S . National Archives di Washington. La ricostruzione degli avvenimenti, affrontata con metodo rigoroso e con grande scrupolo, è articolata in tredici capitoli. Dopo una presentazione geotopografica dello scacchiere nelle sue varie componenti, vengono esaminati con naturale consequenzialità i progetti ed i piani degli Alleati, le valutazioni dell'Asse, le forze contrapposte ed, infine, lo sviluppo delle operazioni dallo sbarco anglo-americano in Sicilia all'avanzata inglese in Calabria. Le considerazioni finali dell'Autore tendono a sottolineare che la difesa della Sicilia era in partenza un'impresa senza molte possibilità di successo, non solo per la superiorità delle truppe anglo-americane ma soprattutto per il loro assoluto dominio del mare e dell'aria. L'Autore non manca di rilevare, comunque, l'abilità con cui oltre centomila soldati italo-tedeschi riuscirono ad abbandonare l'isola dal 3 al 17 agosto, evidenziando anche alcuni limiti anglo-americani
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di fronte alla capacità tedesca di utilizzare mirabilmente il terreno per battaglie difensive e di contenimento, ribadita successivamente a Cassino e sulla linea gotica. L'opera è corredata di una vasta bibliografia e degli indici dei nomi delle persone, delle località, dei comandi e delle unità terrestri, navali ed aeree. LA GUERRA DI LIBERAZIO E
Le vicende dell'Esercito dopo l 'armistizio non sono state oggetto di una sola organica opera, ma narrate in più monografie, a mano a mano che la documentazione acquisita permetteva la trattazione sufficientemente approfondita di un argomento. Per quanto l'Ufficio non consideri terminato il proprio lavoro nel settore, ed anzi abbia in elaborazione a ltri volumi per colmare lacune e chiarire punti controversi, è possibile tuttavia affermare che l'apporto determinante dell'Esercito alla guerra di Liberazione sia stato, almeno in una prima analis i, sufficientemente documentato. Esso si svolse attraverso quattro attività di base: - reazioni opposte dalle Forze Armate alle intimazioni e aggressioni tedesche subito dopo la proclamazione dell'armistizio, nel territorio metropolitano e all'estero; - partecipazione di unità delle Forze Armate alla guerra in Italia, a fianco delle Armate alleate operanti sul suolo della Penisola, e impiego di unità ausiliarie italiane a favore degli Anglo-americani; - partecipazione alle azioni della resistenza italiana con le formazioni partigiane; - resistenza degli internati mili tari nei campi tedeschi di prigionia . Nell'attività operativa delle unità regolari ed in quella delle formazioni partigiane, va inserita poi la silenziosa e poco conosciuta, ma non per questo meno importante, azione dello Stato Maggiore Generale italiano per lo sviluppo del movimento di liberazione. Di seguito qualche cenno sull e singole monografie. Cefalonia, pagg. 128, 1 schizzo geotopograf ico. Ed. 1945.
Il secondo conflitto mondiale non era ancor terminato quando l'Ufficio Storico dette alle stampe questo volumetto sulle drammatiche vicende della Divisione fanteria «Acqui » che nel tragico settembre 1943 presidiava le isole di Cefalonia e di Corfù. L'importan za dell'episodio, come testimonianza di totale ades ione del soldato
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italiano ai sacri principi dell'onor militare e dell 'ubbidi enza, è grandissima. Questi principi sono, infatti, la quintessenza del costume morale di ogni Soldato ed assurgono a virtù quando, pur di non tradirli, si è disposti ad affrontare una lotta senza scampo ed a pagare il prezzo più alto, quello della propria vita. La riscossa dell'Esercito, pagg. 357, 10 schizzi cartografici. Ed. 1948 1• Pubblicazione dovuta al generale Edoardo Scala a carattere divulgativo, ma rispettosa nella sostanza della realtà, che l'Ufficio pubblicò per dare alla Nazion e una prima informazione sulle vicende dell'Esercito prima dell'armistizio e durante la Guerra di Liberazione. Nel volume, coerentemente con il titolo, è sostenuta la tesi che 1'8 settembre 1943 segnò il punto finale di una catastrofe dalla quale l'Esercito seppe rinascere a diretta difesa del territorio nazionale e del diritto del popolo italiano di esistere. Le operazioni delle Unità Italian e nel settembre-ottobre 1943, pagg. 765, 34 schizzi cartografici. Ed. 1975 . Il volume, opera del generale Mar io Torsiello, si apre con una trattazione degli antecedenti, reca in chiusura una densa appendice documentale, ed è articolato in tre parti. Nella prima sono narrate le operazioni svoltesi sul territorio nazionale, nella seconda quelle avvenute al cli fuori, dalla Slovenia al Montenegro, dalla Corsica alla Grecia. Ogni parte è suddivisa in capitoli, intitolati ciascuno alle vicende di una Armata o di un Comando autonomo. La terza parte è dedicata agli internati, alle perdite, alle ricompense, al contributo che il risorgente Esercì to, in concomitanza col suo impegno nella Guerra di Liberazione, diede al movimento clandestino de lla Resistenza. Trattasi di uno studio non definitivo in quanto le relazioni stese dai vari comandanti dopo gli avvenimenti non appaiono talvolta vagliate con criteri sufficientemente rigorosi. L'a zione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del Movimento di Liberazione, pagg. 191, 24 tavole f. t. Ed. 1975. el maggio 1945, pochi giorni dopo la conclusione della guerra in Italia, l'Ufficio Informazioni dello Stato Maggiore Generale i-ias1 A titolo di curiosità si not a che la copertina del volume è, per la prima volta nella nroduzionc dcli' fficio, illustrata .
SECONDA GU ERRA MONDIALE
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sunse in una relazione d ensa di fatti e di cifre l'attività che il nostro massimo organo militare aveva svolto a sostegno del movimento partigiano nei territori occupati dai T deschi. La relazione, pubblicata dall'Ufficio nel trentennale d ella Liberazione, documenta un'attività poco conosci u ta e che servì a sostenere materialmente e moralmente le formazioni partigiane che agivano nell'Italia occupata. Essa si concretò nell'invio di ufficiali di collegamento, di istruttori, di esperti di sabotaggio e di telecomunicazioni, e nel rifornimento accuratamente programmato di armi, munizioni, vestiario, medicinali, mezzi finanziari e di propaganda.
Il I Raggruppamento Motorizzato italiano (1943-1944), pagg. 21 J, 56 documenti allegati, 11 schizzi cartografici, 5 fotografie. Ed. 1949 . Volume dovuto al colonnello Salvatore E rnesto Crapanzano . È la storia, ampiamente documentata, della prima unità regolare dell'Esercito entrata in linea contro i Tedeschi. L'attività operativa del Raggruppamento si può s in tetizzare e riassumere in due nomi: Monte Lungo e Monte Marrone, combattimenti minori se visti nel quadro della seconda guerra mondiale, ma di grandissima importanza per la ripresa morale dell'Esercito e della azione . Lo studi o risent peraltro, sotto l'aspetto dell'inquadramento politicostrategico, della carenza di documentazione esistente all'epoca. L'Ufficio ha perciò pubblicato una seconda monografia sull'argomento.
Il Primo Raggruppamento Motorizzato, pagg. 329, 38 documenti riportati in allegato, 12 schizzi cartografici, I carta fuori testo, 16 fotografie. Ed. 1984. Il volume, dovuto a Giuseppe Conti , ricostruisce con rigore scientifico le vicende dell'unità che può essere riconosciuta l'antes ignana del nuovo Esercito. Alla ricostruzione puntuale dei fatti d 'arme - Monte Lungo e Monte Marrone - l'autore fa precedere un'attenta e profonda analisi dei difficili rapporti creatisi dopo l'armistizio fra il Regno del s ud, che ricercava una cobelligeranza attiva, e gli Alleati , che a questa guardavano con sospetto. Di particolare ri levanza appare infatti la sagacia - documentariamente confermata - dell'analisi dell 'atteggiamento nei nostri confronti degli Alleati i quali, attraverso la volontà punitiva degli In glesi e il «benvolere dist ratto » degli Americani, denotavano una sostanziale volontà passiva intesa a impedire agli ex nemici di acquisire titoli da far valere al tavolo della pace. Il libro infine, come
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L' UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
sottolinea Renzo De Felice nella prefazione, ha anche il merito di costituire un ponte tra la storiografia militare, tradizionalmente considerata esclusivo retaggio degli studiosi in uniforme, e quella «laica» che con sempre maggior interesse si dedica a questi studi.
Il Corpo Italiano di Liberazione (aprile-settembre 1944), pagg. 340, 68 documenti allegati, 22 schizzi cartografici, 8 fotografie. Ed. 1950. . Volume dovuto a l colonnello Salvatore Ernesto Crapanzano. Anche questo volume è la storia rigorosamente documentata di un corpo di truppe italiane, il C.I.L., che operò con successo a fianco degli Alleati e che scrisse a Filottrano una bella pagina di storia militare. Le vicende del C.I.L., narrate sempre con obiettività, chiariscono bene il clima di incertezza dell'epoca e forniscono un contributo determinante alla conoscenza del periodo.
I Gruppi di Combattimento, pagg. 548, 82 docum e nti allegati, 24 schizzi cartografici, 33 fotografie. Ed, 1951. Volume dovuto al colonnello Salvatore Ernesto Crapanzano. ell a monografia è contenuta la narrazione delle vicende di cui [urano protagonisti i Gruppi di Combattimento (Cremona, Friuli, Folgore, Legnano, Mantova, Piceno) che l'Esercito potè mettere in campo contro i Tedeschi so lo dopo tenaci insistenze e laboriose discussioni con gli Alleati. Dopo alcune note introduttive su ll a genesi dei reparti, la narrazione prosegue articolata in sei parti, ognuna delle quali è dedicata ad un Gruppo di Combattimento . Opera molto accurata e scrupolosamente documentata, è fondamentale ai fini di una sicura informazione sull'attiva partecipazione delle truppe italiane alla Guerra di Liberazione.
Le unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione, pagg. 307, 54 documenti allegati, 20 fotografie. Ed. 1977 . Volume dovuto al colonnello Luciano Lallio . Il volume tratta delle Unità lavoratori del nostro Esercito che vennero impegnate dagli Alleati nella guerra di Liberazione. Se ne descrive l'opera apparentemente oscura, ma il cui rilievo si manifesta in tutta la sua evidenza sol che si rifletta sul peso che nel contesto delle guerre moderne ha il fattore logi tico. Nel caso particolare poi l'attività delle Unità ausil iarie - che ripararono strade e ferrovie, porti ed aeroporti, comunicazioni telegrafiche e telefoniche, ripristi narono servizi sociali, bonificarono vaste zone minate - agevolò
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pure la ripresa e la normalizzazione della vita civile, con benefici notevoli per l'intera popolazione.
La Brigata d 'assalto Italia 1943 - 1945, pagg. 327 con 29 fotografie ed una carta fuori testo. Dovuta a Salvatore Loi, profondo conoscitore delle vicende belliche e del va riegato mondo balcanico, l'opera illustra la poco conosciuta attività svolta, a fianco dell'esercito di liberazione jugoslavo, dalla Brigata Italia, grande unità formata da militari italiani sottrattisi alla cattura dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 . Il volume riporta integralmente il diario storico della Brigata, messo a disposizione dell'Ufficio dall 'ultimo comandante, il sottotenente dei Bersaglieri medaglia d 'oro al valor militare Giuseppe Maras. Il libro costituisce una testimonianza di singolare importanza e l'inizio di un lavoro documentato e serio che l'Ufficio intende portare avanti p e r analizzare l'ope rato dei reparti italiani in Balcania dopo l'armistizio.
La Guerra di Liberazion e - Scritti nel trentennale, pagg. 223 , 25 tavole f.t. Ed. 1976. La pubblicazione riunisce gli articoli apparsi sull a Rivista Militare nel 1975, opportunamente completati con stralci degli interventi effettuati dall 'Ufficio a vari Convegni di studio sulla Resistenza. La narrazione inizia rievocando la cronaca dei contatti che culminarono nell 'armistizio di Cassibile e mettendo in evidenza, con riferimenti ad una vasta documentazione, la gravità dell'equivoco sulla ~ata dell'armistizio. Il volume procede in seguito con l'esame dell'apporto delle Forze Armate a ll a lotta per la Liberazione, incentrando l'indagine su quattro argomenti: reazione opposta alle intimidazioni ed alle aggressioni tedesche, immediatamente dopo l'armistizio, nel territorio metropolitano ed all'estero; partecipazione delle nostre Unità alla guerra in Italia a fianco degli Alleati; contributo dello Stato Maggiore Generale e partecipazione dei singoli mili tari alla resistenza nell'ambito delle formazioni partigiane; resistenza degli internati nei campi di prigionia tedeschi.
L'armistizio con l'Italia in base alle relazioni ufficiali anglo-americane, pagg. 107. Trattasi di un ampio saggio di Massimo Mazzetti, inserito nelle «Memorie storiche militari 1978 », che analizza con grande rigore,
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L' UFFICIO STORICO DELL' ESERCITO
sulla base di pubblicazioni ufficiali anglo-americane spesso sconosciute in Italia, la genesi delle dure clausole dell'armistizio.
L'Esercito italiano di fronte alle persecuzioni razziali, pagg. 12. Sobrio ma esauriente saggio di Salvatore Loi, che documenta in maniera inoppugnabile la generosa e fattiva azione di salvataggio svolta dall'Esercito italiano, durante il secondo conflitto mondiale, a favore degli ebrei. Teatro di questa azione poco conosciuta furono le zone occupate dalle truppe tedesche ed italiane, in particolare la Francia e la Jugoslavia, dove Comandi ed Unità si rifiutarono di consegnare ai Tedeschi, nonostante tassativi ordini in proposito, intere famiglie di ebrei salvandole così dalla deportazione che equivaleva purtroppo alla morte. Lo studio è inserito nel n. 39 della «Revue Internationale d'Histoire Militaire», edito nel 1978 a cura dell'Ufficio. CONDOTTA STRATEGICA DELLE OPERAZIONI
Il complesso rapporto tra vertice militare e vertice politico, in effetti la condotta strategica del conflitto 1940-1943, non è ancora stato sufficientemente studiato, anche per la mancanza di una documentazione completa e affidabile. I Verbali delle riunioni tenute dal Capo di Stato Maggiore Generale (nell'ordine Pietro Badoglio, Ugo Cavallero, Vittorio Ambrosio) ed il Diario Storico ·del Comando Supremo costituiscono gli strumenti più significativi per ricostruire il processo di formazione delle principali decisioni militari, correlate a quelle che furono le direttive politiche - in quanto compito del Capo di SMG era quello di coordinare le attività degli SM di Forza Armata alla luce delle decisioni del Governo - e per seguire l'andamento del conflitto giorno dopo giorno. L'Ufficio ha deciso, pertanto, di procedere alla pubblicazione integrale dei Verbali e del Diario per consentire agli studiosi italiani e stranieri la loro agevole consultazione. I documenti, tratti dai fondi d'archivio dell'Ufficio, sono riprodotti fedelmente e con limitatissimi interventi di carattere formale. Per quanto riguarda la pubblicazione dei Verbali l'intera serie si articolerà in quattro volumi, nell'ultimo dei quali sarà compresa un'Appendice relativa al funzionamento dello Stato Maggiore Generale durante la guerra ed una serie di profili biografici dei massimi esponenti militari del periodo. Al momento sono già stati pubblicati i
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seguenti volumi:
Ve rbali delle riunioni tenute dal Capo di SM Generale. Voi. I (26 gennaio 1939 - 29 dicembre 1940), a cura di Antonello F.M . Biagini e del colonnello Carlo Mazzaccara, pagg. 14 7. Ed. 1982; Verbali delle riunioni tenute dal Capo di SM Gene rale. Voi. Il (1 gennaio 1941 - 31 dicembre 1941), a cura di Antonello F.M. Biagini e del maggiore Fernando Frattolillo, pagg. 142 . Ed. 1984; Verbali delle riunioni tenute dal Capo di SM Generale. Val. III (1 gennaio 1942 - 31 dicembre 1942), a cura di Antonello F.M . Biagini e dei maggiori Fernando Frattolillo e Silvio Saccarelli, pagg. 936. Ed. 1985. Il Diario sarà integra lmente pubblicato, con tutti gli Allegati che sono stati ricuperati, in una serie di dieci volumi , ognuno dei quali sarà suddiviso in due tomi, il primo riservato a l Diario vero e proprio, il secondo agli Allegati . Al momento è stato già pubblicato il primo volume :
Diario storico del Comando Supremo. Val. I (l 1. 6. 1940-31.8.1940), Tomo 1° Diario, Tomo 2° Allegati, a cura di Antonello F.M. Biagini e del maggiore Fernando Frattolillo , pagg. complessive 800, 19 documenti allegati. Ed. 1986 .
APPENDICI
A - Elenco delle pubblicazioni principali relative al Risorgimento,
alle guerre coloniali e ad argomenti vari. B - Elenco delle pubblicazioni relative alla prima guerra mondiale.
C - Elenco delle pubblicazioni relative alla seconda guerra mondiale.
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APPENDICI
Appendice A
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI PRINCIPALI RELATIVE AL RISORGIMENTO, ALLE GUERRE COLONIALI E AD ARGOMENTI V ARI
1. OPERE RELATIVE AL RISORGIMENTO
Gli avvenimenti militari del 1848-49. Voi. I e II. Relazioni e rapporti finali sulla campagna del 1848 nell 'Alta Italia: Vol. I, II e III. La campagna del 1849 nell'Alta Italia. Relazioni e rapporti finali sulla campagna del 1849 nell'Alta Italia. La spedizione sarda in Crimea nel 1855-56. La guerra del 1859 per l'indipendenza d'Italia: Voi. I e II. 1859 - L'armata sarda a San Martino. La campagna di Garibaldi nell'Italia meridionale (1860). L'assedio di Gaeta e gli avvenimenti del 1860-1861 nell'Italia meridionale. La battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860). La campagna delle Marche e dell'Umbria. La campagna del 1866 in Italia: Vol. I e II. Complemento alla storia della campagna del 1866. La Legione Ungherese in Italia (1859-1867). Il generale Giuseppe Garibaldi. Il primo passo verso l 'unità d'Italia. 1848-1948 - nel Centenario. Scritti sul 1860 nel Centenario. Un 'immagine insolita del Risorgimento. Manfredo Fanti. La battaglia del Volturno. Garibaldi e l'Europa.
2. OPERE RELATIVE ALLE GUERRE COLONIALI
L 'azione dell'Esercito italiano nella guerra italo-turca (1911-1912). Campagna di Libia (1911-1912): Vol. I, Il, III. IV e V . Manuale di storia politico-militare delle colonie italiane.
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L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
Guerre coloniali - Medaglie d 'oro del R. Esercito. Storia militare della Colonia Eritrea: Val. I, II, e II bis. Somalia: Vol. I - Dalle origini al 1914; Val. II - Dal 1914 al 1934 (con appendice sul Corpo di Sicurezza italiano nell'ambito dell'A.F.I.S.). La campagna 1935-36 in A.O.: Vol. I - La preparazione militare. L'impresa di Massaua - Cento anni dopo.
3. OPERE STORICHE VARIE
Gli italiani in Russia nel 1812. Gli italiani in Germania nel 1813. Gli italiani in Illiria e nella Venezia (1813-1814). Documenti italiani sulla guerra russo-giapponese (1904-1905). Note e relazioni di viaggio nei Balcani. Momenti di storia balcanica (1878-1914). Aspetti militari. L'esercito del vecchio Piemonte 1560-1859. Sunti storici dei principali corpi. L'esercito del vecchio Piemonte. Ordinamenti: Parte I (1560-1814), Parte II (1814-1859). Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana (1537-1860): Vol. I, II, III e IV. I confini di Stato nella legislazione internazionale. Storia documentata dei confini del Regno d 'Italia: Vol. I - Confine italo-francese; Vol. II - Confine italo-svizzero; Vol. III - Confine italo-austriaco; Val. IV - Confine italo-jugoslavo. L'organica militare tra le due guerre mondiali 1814-1914. La manovra napoleonica di Ulm (1805). Guida bibliografica di cultura militare. La spedizione italiana in Cina (1900-1901). Saggi di storia etico-militare. Fotografie militari. L'Esercito italiano nell 'arte. L'Esercito per il Paese. Cronache militari e marittime del Golfo di Napoli e delle isole pontine durante il decennio francese (1806-1815). Gli ufficiali di SM caduti in guerra.
APPENDICI
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L'Esercito italiano dal I Tricolore al I Centenario. Cesare dice ... L'arte militare di Flavio Renato Vegezio. Storia dell'osservazione aerea dell'Esercito. L 'Esercito italiano dall'Unità alla grande guerra (1861-1918). Tribunale Spe ciale per la difesa dello Stato - Decisioni emesse nel 1~~1~&1~~1~~1~L1~2
Le decorazioni al valore dei regni di Sardegna e d 'Italia (1739-1946). Le decorazioni al valore della repubblica italiana. Le decorazioni del regno di Sardegna e d'Italia - Le decorazioni commemorative: Vol. I e II . Le prime uniformi dell'Esercito italiano. L'uniforme grigio-verde (1908- 1919). Cartoline militari. La metropoli difesa. L'Esercì to italiano. La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito italiano: Voi. I e II . Il pensiero militare italiano dal primo al secondo dopoguerra (1919-1949).
Le Bandiere dell'Esercito L'araldica militare.
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L'UFFICIO STORICO DELL' ESERCITO
Appendice E
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI RELATIVE ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE
1. L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA 1915-1918 RELAZIONE UFFICIALE
Vol. I. - Le forze belligeranti (Narrazione). Vol. I. bis - Le forze belligeranti (Allegati). Voi. Il. - Le operazioni del 1915 (Narrazione). Vol. II . bis - Le operazioni del 1915 (Documenti). Vol. Il. ter. - Le operazioni del 1915 (Carte e schizzi). Vol. III. - Le operazioni del 1916. Tomo 1° Gli avvenimenti invernali (Narrazione). Tomo 1° bis: Gli avvenimenti invernali (Documenti) . Tomo 2°: Offensiva austriaca e controffensiva italiana in Trentino. Contemporanee operazioni sul resto della fronte (maggio -luglio 1916) (Narrazione). Tomo 2° bis : Offensiva austrica e controffensiva italiana in Trentino . Contemporanee operazioni sul resto della fronte (maggio-luglio 1916) (Documenti) . Tomo 2° ter: Offensiva austriaca e controffensiva italiana in Trentino . Contemporanee operazioni sul resto della fronte (maggio-luglio 1916) (Carte, panorami e schizzi). Tomo 3° : La battaglia di Gorizia. L'offensiva autunnale. Contemporanee azioni sul resto della fronte (agosto-dicembre 1916) (Narrazione). Tomo 3° bis: La battaglia di Gorizia. L'offensiva autunnale. Contemporanee azioni sul resto della fronte (agosto-dicembre 1916) (Documenti). Tomo 3° ter: La battaglia di Gorizia. L'offensiva autunnale. Contemporanee azioni sul resto della fronte (agosto-dicembre 1916) (Carte, panorami e schizzi). Vol. IV. - Le operazioni del 1917. Tomo 1°: L'ampliamento dell'Esercito nell'anno 1917. Gli avvenime nti dal gennaio al maggio (Narrazione). Tomo 1° b is: L'ampliamento dell'Esercito nell'anno 1917. Gli
APPENDICI
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avvenimenti dal gennaio al maggio (Documenti). Tomo 1° ter: L'ampliamento dell'Esercito nell'anno 1917. Gli avvenimenti dal gennaio al maggio (Carte, panorami e schizzi). Tomo 2°: Gli avvenimenti dal giugno al settembre 1917 (Narrazione). Tomo 2° bis: Gli avvenimenti dal giugno al settembre 1917 (Documenti). Tomo 2° ter: Gli avvenimenti dal giugno al settembre 1917 (Carte, panorami e schizzi). Tomo 3°: Gli avvenimenti dall'ottobre al dicembre 1917 (Narrazione). Tomo 3° bis: Gli avvenimenti dall'ottobre al dicembre 1917 (Documenti). Tomo 3° ter: Gli avvenimenti dall'ottobre al dicembre 1917 (Carte, panorami e schizzi). Vol. V. - Le operazioni del 1918. Tomo 1° : Gli avvenimenti dal gennaio al giugno 1918 (Narrazione). Tomo 2°: Gli avvenimenti dal gennaio al giugno 1918 (Documenti). Tomo 1° ter: Gli avvenimenti dal gennaio al giugno 1918 (Carte). Voi. VI. - Le istruzioni tattiche del Capo di S.M. dell'Esercito. Tomo 1°: Le istruzioni tattiche del Capo di S.M. dell'Esercito negli anni 1914, 1915, 1916. Tomo 2°: Le istruzioni tattiche del Capo di S.M. dell'Esercito negli anni 1917 e 1918. Vol. VII - Le operazioni fuori del territorio nazionale. Tomo I 0 : Il Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente. Tomo 2°: Soldati d'Italia in terra di Francia (Narrazione). Tomo 2° bi s: Soldati d'Italia in terra di Fran cia (Documenti). Tomo 2° ter: Soldati d'Italia in terra di Francia (Tabelle, carte e schizzi). Tomo 3°: Albania - Macedonia - Medio Oriente (Narrazione). Tomo 3° bis: Albania - Macedonia - Medio Oriente (Documenti). Tomo 3° ter: Albania - Macedonia - Medio Oriente (Carte).
2. MONOGRA FIE RELATIVE A PARTICOLARI OPERAZIONI
La conquista del Monte Nero. La conquista di Gorizia.
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L'UFF!CIO STORlCO DELL' ESERCITO
La conquista del Col di Lana. La difesa del Pasubio e del Corno Battisti. La conquista del Passo della Sentinella. Come si giunse a Monte Nero. La conquista di Plava. Sabotino. Monte Pasubio. La guerra sul ghiacciaio 1• La battaglia d'arresto sull'Altipiano di Asiago. Con la 4a Armata alla prima difesa del Grappa. La 65a divisione (15 luglio - 31 ottobre 1917). La conquista delle Alpi di Fassa. Dal piede alla cima del Col di Lana. La Zolla sul Grappa. L'Italia e la fine della guerra mondiale (Villa Giusti). L'azione militare italiana nella guerra mondiale. Esame critico di giudizi s tranieri. Deus et su Re 2 . D'inverno in trincea 3• La brigata Tevere dal Carso al Piave. Davanti a San Martino del Carso con la Brigata Pisa4 . Coi legionari italiani al fronte italiano e in Slovacchia. Con 1'82° fanteria sul Piave. La sorte di una bandiera 5. Dalla Bainsizza al Piave al comando del XIV Gruppo cannoni da 105.
3.
DATI ORDINATIVI SULLE GRA DI UNITÀ E CEN i l STORICI SUI CORPI
Le grandi unità nella guerra italo-austriaca 1915-1918. Vol. I. - Casa militare di S.M. il Re - Comando Supremo - Armate Corpi d'armata - Corpi speciali - Corpi di spedizione. 1 Riporta esempi di operazioni in alta montagna con particolare riferimento ai combattimenti sull'Adamello (dal 1915 al 1918) e al la conquista de l Corno di Cavento (15 giugno 1917). 2 Riguarda l'attività operativa della Brigata Sassari durante i quattro anni della prima guerra mondiale. J Tratteggia episodi caratterist ici della guerra di trincea nella zona isontina, da Pia va a Gorizia. 4 Riguarda l'attacco austi-iaco del 29 giugno 1916 condotto con l'impiego di gas asfissianti. 5 Si riferisce alla partecipazione della Brigata Reggio alle operazioni sul Piave e ricorda le fortunose vicende della bandiera del 46° reggimento fanteria durante il ripiegamento dell'autunno 1917.
APP E NDICI
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Voi. II. - Divisioni di fanteria - Divisioni speciali - Divisioni di cavalleria - Truppe alleate in Italia. Riassunti storici dei Corpi e Comandi nella guerra 1915-1918.
Voi. I - Brigata granatieri - Brigate di fant eria: R e, Piemonte, Aosta, Cuneo, Regina, Casale, Pinerolo, Sa vona, Acqui.
Vol. II. - Brigate di fanteria : Brescia, Cremona, Como, Bergamo,
Vol.
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Voi.
Voi.
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4. l
Pavia, Pisa, Siena, Livorno, Pis toia, Ravenna, Bologna, Modena, Forlì . III. - Brigate di fanteria: R eggio, Ferrara, Parma, Alpi, Umbria, Marche, Abruzzi, Calabria, Sicilia, Cagliari, Val1ellina, Palermo, Ancona, Puglie. IV. - Brigate di fanteria: Lombardia, Napoli, Toscana, Roma, Torino, Venezia, Verona, Friuli, Salerno, Basilicata, Messina, Sassari, Liguria, Arezzo, Avellino. V. - Brigate di fanteria: Udine, Genova, Piacenza, Mantova, Treviso, Padova, Emilia, Macerala, Chieti, Sp ezia, Firenze, Perugia, Lazio, Benevento, Campania, Barlelta. VI. - Brigate di fanteria : Bari, Catanzaro, Tarant o, Catania, Caltanissetta, Trapani, Novara, Alessandria, Milano, Ivrea, Lucca, Sesia, Tanaro, Lambro, Taro e 165° reggimento fanteria. VII. - Brigate di fanteria: Bisagno, Pescara, Arno, Tevere, Volturno, Sele, Ionio, Etna, Rovigo, Campobasso, Lario, Piceno, Grosseto, Pesaro, Teramo, Cosenza, Siracusa. VIII . - Brigate di fanteria: Girgenti, Pallanza , Massa Carrara, Porto Maurizio, Veneto, To rtona, Murge, Elba, Gaeta, Lecce, Caserta, Aquila, Po tenza, B elluno, Vicenza, Foggia e 313° reggimento Fanteria. IX . - Bersaglieri (divisioni, brigate, reggimenti, battaglioni). X. -Alpini. Parte I: Divisioni, raggruppamenti, grup pi. Parte II : R eggimenti e battaglioni. DECORATI DI MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE
Guerra italo-austriaca 1915-1918 - Le Medaglie d'Oro. Le Medaglie d'Oro - Volume primo: 1915. Le Medaglie d'Oro - Volume secondo: 1916. Le Medaglie d'Oro - Volume terzo: 1917.
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L'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
Le Medaglie d'Oro - Volume quarto: 1918. Le Medaglie d'Oro - Appendice.
5.
RELAZION J UFFICIALI ED OPERE STRANIERE
Archivio di Stato germanico: La guerra mondiale 1914-1918. I. - Le battaglie di frontiera nell'Ovest. II. - La liberazione della Prussia Orientale. III. - La campagna della Marna. Dalla Sambra alla Marna. IV. La campagna della Marna. La battaglia. V. - La campagna autunnale (I parte). VI. - La campagna autunnale (II parte). VII . - Gli avvenimenti dell'inverno 1914-1915 e della primavera 1915. Vol. VIII. - Gli avvenimenti dell'Ovest in primavera e nell'estate 1915. Nell'Est dalla primavera sino alla fine del 1915. Vol. IX. - Le operazioni del 1915. Gli avvenimenti nell'Ovest e nei Balcani dall'estate sino alla fine dell'anno. Voi. X. - Le operazioni dell'anno 1916 fino al cambiamento del Comando Supremo. Vol. Vol. Vol. Vol. Vol. Vol. Vol.
Ar chivio di guerra di Vienna: L'ultima guerra dell'Austria-Ungheria 1914-1918. Vol. Vol. Vol. · Vol.
I e I bis. - L'anno di guerra 1914. II e II bis . - L'anno di guerra 1915, sino alla fine dell'estate. III e III bis. - L'anno di guerra 1915, dalla fine dell'estate alla fin e dell'anno. IV e IV bis. - L'anno di guerra 1916. Gli avvenimenti dal gennaio alla fine di luglio.
Archivio Storico ungherese: La guerra mondiale 1914-1918 con particolare riguardo all'Ungheria ed all'azione svolta dalle truppe ungheresi. Voi. I. - Sguardo retrospettivo. Lo scoppio della guerra mondiale. Avvenimenti al fronte russo fino al 20 agosto 1914. Ufficio Storico britannico: Storia della grande guerra sulla base di documenti ufficiali e sotto la direzione dell'Ufficio Storico del Comitato per la difesa imperiale. Vol. I e I bis. - Le operazioni militari in Egitto e Palestina dall'apertu-
APPENDICI
ll 1
ra delle ostilità con la Germania fino al giugno 1917.
Gen. Gurko: Memorie della guerra e della rivoluzione russa. Gen. Hindenburg: Dalla mia vita. Gen. Falkenhayn: Il Comando Supremo tedesco dal 1914 al 1916 nelle sue decisioni più importanti. Gen. Falkenhayn: La campagna della 9a armata contro i Romeni ed i Russi (1916-1917).
6. OPERE VARIE Le relazioni tra i Capi di S.M. della Triplice . La campagna austro-serba del 1914 (agosto-dicembre 1914). La mobilitazione e lo sviluppo dell'esercito germanico durante la guerra mondiale 1914-1918. Il generale Falkenhayn (Profilo). Testimonianze straniere sulla guerra italiana 1915-1918. L'Esercito italiano nel primo dopoguerra 1918-1920. L'industria italiana nella grande guerra. L 'Esercito italiano nella prima guerra mondiale. Immagini . Le truppe indiane in Albania (1914-1920 e 1939). Riassunto della relazione ufficiale austriaca sulla guerra 1914-1918. Riassunto dei primi otto volumi della relazione sulla gue rra mondiale 1914-1918 dell'Archivio di Stato germanico.
7. SAGGI APPARSI I OPERE PERIODICHE O MISCELLANEE
a. Dai Bollettini dell'Ufficio Storico (1926 - 1934): Damiano Badini - Una unità tedesca alla nostra fronte. Luigi Castagna - Le relazioni ufficiali della guerra navale 1914-1918. Cesare Cesari - Gli archivi di guerra in Europa. Pietro Maravigna - La Guerra mondiale nella sua essenza e nelle sue forme operative. Ersilio Mìchel - Bibliografie francesi della guerra. Ersilio Miche! - Una nuova bibliografia italiana della guerra. Ersilio Miche! - Bibliografie inglesi della guerra. Guido Speckel - Le relazioni ufficiali della guerra mondiale degli Stati Maggiori francese, inglese e tedesco.
112
L' UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
Amedeo Tosti - I documenti storici sulla nostra guerra tratti dagli archivi esteri . Gaetano Zoppi - La riconquista di Monte Val Bella. Fulvio Zugaro - L'albo d'oro dei morti per la Patria nella guerra mondiale. Pietro Badoglio - Premessa alla Relazione Ufficiale della Grande Guerra. Ersilio Miche! - Bibliografie americane della guerra. Ersilio Miche! - Bibliografie tedesche della guerra. Ersilio Miche! - Bibliografia belga della guerra. Attilio Ravenni - Il Corpo di spedizione interalleato in Murmania. Amedeo Tosti - La Storiografia italiana del la guerra 191 4-18. Amedeo Tosti - La battaglia di Gorizia in una polemica austriaca. Adriano Alberti - Sernaglia (27-28 ottobre 1918). Sirio Bertinatti - L'Aeronautica e la sua mobilitazione industriale durante la guerra italo-austriaca. Ersilio Miche! - Bibliografie della guerra. Piero Pieri - La Storiografia italiana nel 1927. Ufficio Storico - Bibliografia essenziale della guerra 1915-18 . Ufficio Storico - Le. perdite degli ufficiali tedeschi in S.A.P. durante la guerra. Ufficio Storico - Le ricompense militari nell'ultima nostra guerra. Piero Pieri - La storiografia in Italia nel 1928. Attilio Ravenni - Di alcune vicende del feld maresciallo Boroevic. Cesare Cesari - I primi carri d'assalto nella Grande Guerra. Cesàre Cesari - Cifre eloquenti della nostra guerra. Attilio Ravenn i - I gas da combattimento alla fronte italiana. Luigi Susani - Bibliografia riguardante la battaglia di Verdun. Luigi Susani - Bibliografia riguardante le operazioni nei Dardanell i. Luigi Susani - Bibliografia riguardante la battaglia di Tannenberg. Luigi Susani - Bibliografia sulla battaglia della Marna. Cesare Cesari - Apprensioni austriache per la difesa de l Tirolo. Walter Maturi - La storiografia italiana nel 1930. Amedeo Tosti - Guerra d'alta montagna nelle Alpi Tridentine. Ufficio Storico - Studi sulla guerra mondiale del 1914-18: Dalla guerra di movimento alla guerra di posizione m Francia nel 1914; I lineamenti della battaglia di Arras (ottobre 1914); La contropreparazione d'artiglieria alla battaglia del Piave; La 4a Armata inglese alla battaglia della Somme (luglio 1916);
APPENDICI
I 13
A proposito del combattimento di Pozzuolo del Friuli (30 ottobre 1917); Il passaggio della Sava e del Danubio degli Austro-tedeschi (ottobre 1915); I. Joffre, Gallieni e la battaglia della Marna; L'occupazione di Mahenge (1917); Lord Kitchener (profilo); Sintesi della campagna del Camerun; La campagna del Togo (agosto 1914); Parenzo durante la guerra. Emilio De Nigris - La difesa di Passo Buole (30 maggio 1916). Ettore Miraglia - La conquista del Cauriol (23-27 agosto 1916). Angelo Ravenni - L'attacco austriaco sul Tonale (13-14 giugno 1918). b . Dalle Memorie Storiche Militari (1977-1983): Salvatore Loi - I prodromi di tante guerre: mezzo secolo di politica balcanica. Vincenzo Gallinari - Il Generale Alfredo Dallolio nella prima Guerra Mondiale. Massimo Mazzetti - Note all 'interpretazione interventista della grande guerra. Umberto Corsini - Guglielmo Pecari - Giraldi Governatore Militare del Trentino, Ampezzano e Alto Adige. Rinaldo Cruccu - Battisti alpino. Antonello F.M. Biagini - La Missione Militare Italiana in Russia e il rimpatrio dei prigionieri di guerra (1915-1918). Salvatore Loi - L'irredentismo all'inizio del secolo in atti di Archivi ufficiali e privati . Antonello F.M. Biagini - La Missione militare italiana in Russia e la propaganda durante la prima guerra mondiale. Salvatore Loi - L'azione dell'Esercito a favore delle popolazioni civili in Albania durante la prima guerra mondiale. Pasquale Amato - Il generale Domenico Grandi . Antonello F.M. Biagini - Ru ssia (1915- 1916); pol itica interna e politica estera nel carteggio della Missione militare italiana. Mario Montanari - Italiani e serbi in Balcania durante la prima guerra mondiale. Piero Baroni - Il generale Vittorio Luigi Alfieri. Anita Italia Garibaldi - Dal Piave alla Mosa . Adolf Sloninka von Holodow - I nostri fucilieri imperiali. Giorgio Rochat - I Reparti d'assalto esistenti al 15 giugno 1918.
114
L'Uff!CIO STORICO DELL'ESERCITO
Salvatore Loi - Il fronte di Salonicco nei suoi retroscena politico-diplomatici. c. Dagli Studi storico-militari (dal 1984) Antonio Brugioni - Piani strategici italiani alla vigilia dell'intervento nel primo conflitto mondiale . d. Dal volume Saggi di Storia etico-militare del generale Ferdinando Di Lauro: 1916- Strafexpedition; La battaglia di Gorizia; 1917. Un sogno: Carzano; L'anno di Caporetto; Vittorio Veneto. Valore e significato. e . Dal volume miscellaneo L'Esercito italiano dall'Unità alla Grande Guerra (1861-1918): Massimo Mazzetti - I piani di guerra contro l'Austria dal 1866 alla prima guerra mondiale. Luigi Mondini - La preparazione dell'esercito e lo sforzo militare nella prima guerra mondiale. Oreste Bovio - Le operazioni dell'Esercito nella prima guerra mondiale .
115
APPE . DTC!
Appendice C
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI RELATIVE ALLA SECONDA GUERRA MO DIALE
1. OPERE DI CARATTERE GENERALE
Cronologia della seconda Guerra Mondiale. Saggio bibliografico sulla seconda Guerra Mondiale - Volumi I, II, III e IV.
Saggio bibliografico sulla seconda Guerra Mondiale e conflitti successivi. Volumi V, VI e VII. Bibliografia della seconda Guerra Mondiale. Bollettini di guerra del Comando Supremo (1940-1943). La riscossa dell'Esercito. L'Esercito italiano tra la prima e la seconda Guerra Mondiale. L'Esercito italiano alla vigilia della seconda Guerra Mondiale.
2. MONOGRAFIE
La battaglia delle Alpi Occidentali. Le operazioni del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali. In Africa Settentrionale - La preparazione al conflitto. L'avanzata su Sidi el Barrani (ottobre 1935 - settembre 1940). La prima offensiva britannica in Africa Settentrionale (ottobre 1940 febbraio 1941). La prima controffensiva italo-tedesca in Africa Settentrionale (15 febbraio - 18 novembre 1941). Seconda offensiva britannica in Africa Settentrionale e ripiegamento italo-tedesco nella Sirtica Orientale (18 novembre 1941 - 17 gennaio 1942). Seconda controffensiva italo-tedesca in Africa Settentrionale da El Agheila a El Alamein (gennaio - novembre 1942). Terza offensiva britannica in Africa Settentrionale. La battaglia di El Alamein e il ripiegamento in Tunisia (6 settembre 1942 - 4 febbraio 1943). Operazioni italo-tedesche in Tunisia (11 novembre 1942 -· 13 maggio 1943).
116
L 'UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
Le operazioni in Africa Settentrionale. Vol. I · Sidi el Barrani (giugno 1940 · febbraio 1941) Le operazioni in Africa Settentrionale. Voi. II - Tobruk (marzo 1941 gennaio 1942). Le operazioni delle Unità italiane in Jugoslavia (1941-1943). Dalmazia. Una cronaca per la storia (1941). La campagna di Grecia. L'Ba Armata italiana nella seconda battaglia difensiva del Don (Il dicembre 1942 · 31 gennaio 1943). Le operazioni del C.S.I.R. e dell'A.R.M.l.R. dal giugno 1941 all'ottobre 1942). I servizi logistici delle Unità italiane al fronte russo (1941-1943). Le operazioni delle Unità italiane al fronte russo (1941-1943). L'Italia nella Relazione ufficiale sovietica su lla seconda Guerra Mondiale. Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio -settembre 1943). Cefalonia. Le operazioni delle Unità italiane nel settembre-ottobre 1943. L'azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del Movimento di Liberazione. Il I Raggruppamento Motorizzato italiano (1943-1944). Il Primo Raggruppamento Motorizzato. Il Corpo Italiano di Liberazione (aprile-settembre 1944). I Gruppi di Combattimento. Le unità ausiliarie dell'Esercito italiano nella Guerra di Liberazione. La Guerra di Liberazione - Scritti nel Trentennale.
3. OPERE VARIE
La notte più lunga. La Brigata d'assalto «Italia». Verbali delle riunioni tenute dal Capo di Stato Maggiore Generale: Vol. I (26 gennaio 1939 - 29 dicembre 1940) - Vol. II ( l gennaio 1941 - 31 dicembre 1941 ). - Vol. III (l gennaio 1942 · 31 dicembre 1942). Diario storico del Comando Supremo: Val. I (11.6 .1940 - 31.8.1940) Tomo I Diario - Tomo II Allegati.
APPENDICI
117
4. SAGGI APPARSI I OPERE PERIODICHE O MISCELLANEE a. Dal volume Saggi di storia etico-militare del generale Ferdinando Di Lauro: -
Sardegna, settembre 1943; Errori strategici tedeschi nel secondo conflitto mondiale.
b. Dalle Memorie Storiche Militari (1977-19 83): Rinaldo Cruccu - L'Italia e la Corsica nella seconda Guerra Mondiale. Ugo Branca - Ricordi d'Albania. Franco Dell'Uomo - La Divisione d'Africa. Massimo Mazzetti - L'armistizio con l'Italia m base alle relazioni ufficiali anglo-am ricane. Gabrio Lombardi - Il Generale Umberto Utili nella Guerra d i Liberazione. Rina ldo Cruccu - Il contributo delle Forze Armate italiane alla resistenza all'estero. Stanislaw Sierpowski - Il contributo dei polacchi alla liberazione dell'Italia. Renato Magliavacca - Gli artiglieri della «Folgore» nel combattimento di aqb Rala (Alamein 24 ottobre 1942). Fortunato Minniti - Gli aiuti militari italiani alla Finlandia durante la guerra d'inverno. Teodoro Zurlo - Emergenza «E». Alberto Santoni - Il duello tra le risorse informative italo-tedesche e l'Ultra Secret britannico durante la guerra nel Mediterraneo. Giorgio Calderini - Relazione sulle azioni svolte dal 11/27° rgt.f. in A.S . dal 20 al 23 novembre 1941. Lanfranco Fiore - L'Esercito italiano di fronte alla guerra di Liberaz10ne. Vincenzo Gallinari - L'Esercito italiano ne ll a Campagna di Tunisia. Aldo Giambartolomei - Campagna di Russia 1942-1943: la guerra del 6 ° Reggimento Bersaglieri. c. Dagli Studi storico-militari (dal 1984). Dorella Ferrari - Il piano segreto di Balbo. Giuseppe Adami - Relazione sul ripiegamento del 5° reggimento a lpini dalla linea del Don (15-31 gennaio 1943). Luigi Weiss - La 2a batteria del CL gruppo da 149/13 alla caduta di Tobruk.
118
L UFFI CIO STORI CO DEL L' ESÈR Crro
S ilvio Saccarelli - Note e considerazioni sulla battaglia di El Alamein . Andrea Graziani - R itorno dal Montenegro: il rimpatrio. Antonio Basso - L'armistizio de ll'8 settembre in Sardegna. Mariano Gabriele - La forza d i spedizione brasiliana nella campagna d'Italia.
INDICI
INDICE DEI NOMI
ADAMI Giuseppe .... .. 117 ADAMI Vittorio .... .. 37 ALBERTI Adriano ...... 3, 32, 37, 49, 78, 80, 112 ALBRICCI Alberico .. .... 56, 79 ALFIERI Luigi Vittorio ...... 113 AMATO Pasquale ...... 113 AMBROSIO Vittorio ... ... 98 A GELI I Antonio ...... 45 ARZANO Aristide ...... 35 BADINI Damiano . ..... I 11 BADOGLIO Pietro .... .. 17, 70, 98, 112 BALBO Cesare ...... 117 BARATTI Ottavio .. .... 65 BARBARICH Eugenio ...... 35 BARONE Enrico .... .. 3, 32, 34, 43, 49 BARONI Piero .... .. 113 BASSO Antonio ...... 118 BATTAGLINI Tito ...... 36 BATTISTI Cesare .. .... 113 BAUDINO Carlo ..... . 19 BENCIVENGA Roberto ...... 11 BERTINARIA Pierluigi ... ... 32 BERTINATTI Sirio .. .... 112 BIAGINI Antonello ...... 44, 52, 80, 99, 113 BIONDI MORRA Franco ...... 32 BLA CH Luigi ...... 10 BLOCH Marce! ...... 5 BOLLATI Ambrogio ...... 49 BOMPIA I Giorgio ...... 11 BONAMICO Domenico ...... 10 BONÒMI Ivanoe ...... 56, 79 BOROEVIC Svetozar ...... 112 BOSCHI Gaetano .. .... 11 BOTTI Ferruccio ...... 58, 59 BOVIO Oreste ...... 32, 52, 60, 61, 114 BRANCA Ugo ...... 117 BRANCACCIO Nicola ...... 11, 35, 36, 37 , 49 BRAUDEL Ferdinand ...... 20 (nota 15) BRAVETTA Ettore .. .... 11 BROGGI Giovanni .... .. 32 BRONZUOLI Anacleto ...... 32 BRUCIO I Antonio ...... 114 CABIATI Aldo .... .. 10
CACCIA DOMI IONI Paolo ...... 19 CADOR A Luigi ...... 11, 12, 72 CADOR A Raffaele ...... 17 CALDERINI Giorgio ...... 117 CAMPERO Filippo ... ... 43 CANEVARI Emilio ...... 13, 15 (nota 7), 17, 49 CANTELLI Giorgio ...... 62, 63 CAPELLO Luigi ...... 12 CARACCIOLO Mario ...... 11, 41 CARDINÌ_ Franco ...... 20 (nota 12) CARLO EMANUELE III ...... 31 CARLO MAGNO .. .. .. 61 CASTAG A Luigi ...... 111 CAVACIOCCHI Albe r to ... ... I O, 32, 35, 36, 37, 46 CAVALLERO Ugo ... ... 98 CA VIGLIA Enrico ... ... 11 , 79 CESARE Caio Giulio ...... 10, 45 CESARI Cesare .. .. .. 3, 32, 37, 38, 39, 41 , 111, 112 CHIALA Valentino ...... 3, 32, 49 CHIOLINI Luigi ...... 32 CIALDINI Enrico ...... 34 CLAUSEWITZ Carlo ...... 7, 9 (nota 2), 18, 39 CONTI Giuseppe ..... . 95 CORSELLI Rodolfo ...... 41 CORSI Carlo ... ... 3, 10, 32, 34, 49, 119 CORSINI Umbe rto ...... 44, 88, 113 COSENZ Enrico ... ... 9 CRAPA ZA O Ernesto ...... 95, 96 CROCE Benedetto ...... 20 (nota l 5). 70 CRUCCU Rinaldo ...... 32, 52, 88, J 13, 117 CUNNINGHAM Andrew ...... 83 DALLOLIO Alfredo ...... 80, 113 D' AVOSSA Giovanni ...... 85, 86 D'AZEGLIO Massimo ...... 61 DE AMICIS Edmondo ...... 64 DE BIASE Luigi ...... 32 DE BOSDARI Alessandro .... .. 11 DE CASTIGLIONI Vittorio ...... 32 DE CHAURAND Felice .... .. 11 DE CRISTOFORIS Carlo ...... 10 DE FELICE Renzo ...... 89, 96
122
L'UFFICIO STORICO DELL' ESERCITO
DE FRANCESCHI Costantino ...... 91 DEL BO O Giulio ...... 37 DELBRUCK Hans ..... . 9 (nota 2), I O (nota 3), 18 DELLA ROCCA Enrico ...... 34 DELLA VOLPE icola ...... 64, 65 , 66 DEL NEGRO Pietro ...... 44, 52 DELL'UOMO Franco ...... 117 DE MA YO Guido ...... 35 DE NAPOLI Domenico ...... 52 DE NIGRIS Emilio ...... 113 DE ROSA Luigi ...... 52 DE ROSSI Eugenio ...... 11, 37, 46, 46 (nota 3) DE VECCHI Cesare ...... 11 DE VECCHI Giorgio ...... 91 DIAZ Armando ...... 56 DI LAURO Ferdinando .. ... . 3, 32, 41, 49,114,117 DI GIORGIO Antonino ...... 56 DOUHET Giulio ...... 12, 59 EUGENJO di SAVOIA .... .. 11 (nota 5), 43 FABRIS Cecilio ...... 3, 32, 34, 46, 49 FALDELLA Emilio ...... 19 FALKENHAY Eric ...... 77, 78, 111 FANTI Manfredo ...... 38, 103 FARA Amelio ...... 45 FAVAGROSSA Carlo ...... 17 FEDERICO II ..... . 10, 43 FERRAR! Carmine .... .. 32 FERRAR! Dorello ...... 117 FERRAR! Giuseppe ...... 37 FIORE Lanfranco ...... 117 FLORIS Giovanni .. ... . 65 FOSCOLO Ugo ...... 10 FRATTOLILLO Fernando ...... 99 GABRIELE Mariano ...... 44, 118 GALASSO Giuseppe ..... . 20, 20 (nota 15) GALLIENI J oseph ...... 113 GALLINARI Vincenzo .. .... 42, 49, 52, 78, 80, 83, 113, 117 GARIBALDI Anita Italia ...... 113 GARIBALDI Giuseppe ...... 28, 29, 38, 39, 42, 103 GARIBALDI Giuseppe Jr. ...... 42 GASPAROTTO Luigi ...... 56 GATTI Angelo ...... 11 GELOSO Carlo ...... 41, 78 GHISALBERTI Alberto Maria ..... . 25, 25 (nota 3), 39, 41, 49 GIACCHI Nicolò .. .... 3, 32 GIAMBARTOLOMEI Aldo ... ... 117 GIAMMARINO Giuseppe ...... 32
GTANOTTI Vittorio .. .... 35 GIGLI Guido ..... . 17, 48 (nota 4) GIGLIO Luigi ...... 35 GIORGETTI iccolò ...... 36 GIURATI Giovan ni ... ... 11 GIUSTINIANI Enrico ...... 24, 24 (nota I) GOOCH John ...... 44 GRANDI Domen ico .... .. 113 GRAZIANI Andrea ...... 118 GRAZIANI Rodolfo ...... 17, 84, 87 GRAZIOLT Francesco ...... 10, 41 GRIMALDI Stanislao ..... . 33 GUERRINI Domenico .... .. 10, 37 GUICCIARDINI Francesco ...... IO GURKO Vassili ...... 77, 111 GUSTAVO ADOLFO di SVEZIA ...... 43 HINDENBURG Paul ...... 77, 111 HITLER Adolf ...... 85 ILARI Vi1·gilio ... ... 59 I DU O Girolamo ...... 34, 34 (nota 2) JOFFRE César Joseph Jaques ...... 113 JOMINI Ant onio Enrico ..... . 7 KITCHENER Herbert ...... 113 LA MARMORA Alfonso ...... 29, 34 LAMORlCIERE C.-istophe-Leon ..... 38 LA ROSA Gaeta no .... . 15 LEONE Ugo ...... 83 LOI Salvatore ...... 80, 88, 89, 97 , 98, 113, 114 LOLLIO Luciano ... ... 96 LOMBARDI Franco ...... 117 LONGO Sergio .. .... 32 LURAGHI Raimondo ...... 19, 44, 49 MACHIAVELLI Niccolò .. .... 10 MAGLIAVACCA Ren ato ...... 117 MALATESTA Alberto .... .. 11 MALGERI Francesco ...... 19, 52 MANCINELLI Giuseppe ... .. . 19, 85 MANFREDI Cristoforo ...... 36 MANFRONI Camillo .. .... 11 MANZETTI Ferruccio ... ... 85 MARAS Giuseppe ...... 97 MARAVIG A Pietro ...... 42, 80, 111 MARCHI I Ugo ..... . 32 MARIOTTI Temistocle .. .... 30 MARSE LLI Nicola .. .... 3, 10, 32, 34, 43 MARTEL André ..... . 52 (nota l) MASSOBRIO Giulio ...... 19 MATURI Walter ...... 38, 80, 112 MAZZACCARA Carlo ... ... 99 MAZZETTI Massimo ...... 19, 44, 52, 79, 80, 97, 113,11 4, 117 MEDA Filippo ...... 11 MEMMO Giorgio .... .. 32
INDI CI; DEI NOMI
MESSE Giovanni ...... 17, 86 MICHEL Ersilio ...... 111, 112 MINNITI Fortunato .. .... 44, 52, 117 MIRAGLIA Ettore ...... J 13 MOLA Aldo Alessandro ...... 29 MOLTKE Carlo Bernardo ...... 8. 35 MONDINI Luigi ..... . 3, 32, 45, 52, 114 MO TANARl Mario ...... 80, 87, 89, 113 MONTICONE Alberto ... .. . 19 MORELLI Emilia ...... 25 MOSCARDELLI Giuseppe ...... 16. 17 (nota 9), 45 MUSSOLINI Benito ...... 17, 19, 56, 85 NAVA Luigi ...... 10, 37 O'CONNOR Richard ...... 84 OMAN Charles .... .. 20, 20 (nota 13) OTTOLENGHI Giuseppe ...... 35 PARIANI Alberto ...... 56 PECORI GIRALDI Guglielmo ...... 80. 113 PELLOUX Luigi ..... . 29 PENTIMALLI Natale ...... 59 PIERI Piero ...... 3, 3 (nota 1) 11 . (nota 5) 18. 18 (nota 11), 38, 41, 80, 112 PIZZICHELLI Giuseppe ... .. . 65 PLATT William ...... 83 PO Guido ..... . 11 POLIBIO ...... 7 POLLIO Alberto ... ... 9, 78 PORRO Ignazio ...... 65 PUDDU Mario .... .. 19 RA ZI Fabio ...... 52 RAVENNI Angelo .. .... 113 RAVENN I Attilio ...... 112 ROATTA Mario ...... 17 ROCCA Carlo ... ... 35, 37 ROCCA Riccardo .. .... 32 ROCHAT Gio1·gio ...... 10 (nota 4), 19, 44, 80, 113 RODINO' di MIGLIONE Giulio ...... 79 ROMMEL Erwin ...... 86 ROSSI Francesco ...... 17 ROVIGHI Alberto ...... 21, 21 (nota 16), 22 SACCARELLI Silvio .... .. 99, 118 SALANDRA Antonio .... .. 11 SALETTA Tancredi ...... 35
123
SA 'TONI Alberto ...... 92, 117 SCALA Edoa1·do .. .... 13. 13 (nota 6), 42, 49, 94 SCARPA Costantino ...... 67 SCHIARlNI Po mpilio .... .. 37 SENOFONTE ...... 7 SEZANNE Paul ...... 67 SIERPOWSKI Stanislaw ...... 44, 117 SOGNO Vittorio .... .. 86 SPECKEL Guido ...... 111 SPIGO Umberto ...... 17 STEFANI Filippo ...... 53, 54, 55, 57, 58, 59 SUPT O Paolo ...... 15, 16 (nota 8) SUSANI Luigi ...... 112 T ALPO Oddo ne .... .. 89 TAMBORRA Angelo .... .. 42, 49 TARCHETTI Ugo Igino ...... 64 TARTAGLIA Ni cco lò ...... 31 TORSIELLO Mario ...... 94 TOSCANO Mario ...... 11 TOSTI Amedeo ...... 11, 38. 49, 60, 80, 111, 112 TRAINA Italo ...... 32 TURENNE Henri ...... 43 UTILI Umberto .. .... 117 VACCA MAGGIOLINI Arturo ..... . 11 VALERY Pau l ... ... 13 VAUBAN Sebastìan ... ... 31 VEGEZlO Flavio Renato ...... 10, 45. 103 VERCESI Ernesto ...... 11 VIGEVANO Attilio ...... 37, 38 VIOTTI Andrea ...... 63, 64 VISCONTI PRASCA Sebastiano ...... 17 VOLPE Gioacchino ...... 5, 6 (nota I), 10 VON HOLODOW Adolf Sloninka ... ... 113 WALDERSEE Alfred ...... 38 WAVEL Archibald ...... 83, 84 WEISS Luigi ...... 117 ZANELLI Bonaventura Severino ..... . 10 ZINGALES Francesco .. ... . 32 ZOPPI Gaetano .. .... I 12 ZUGARO Fulvio ... ... 112 ZURLO Teodoro ..... . 117
INDICE GENERALE
Presentazione
pag.
3
Introduzione Capitolo I L'ufficio storico dello Stato Maggiore dell 'Esercito Capitolo II La produzione editoriale Capitolo III Opere a carattere generale Capitolo IV Prima guerra mondiale Capitolo V Seconda guerra mondiale
pag .
5
pag. pag. pag. pag. pag.
23 33 51
Appendici Appendice A: Elenco delle pubblicazioni relative al Risorgimento, alle guerre ad argomento vari Appendice B: Elenco delle pubblicazioni alla prima guerra mondiale Appendice C: Elenco delle pubblicazioni alla seconda guerra mondiale Indice dei nomi Indice generale Illustrazioni Aggiornamenti
69 81
pag. 101 principali coloniali e pag. 103 relative pag. 106 relative pag. pag. pag. pag. pag.
115 12 1 125 127 145
ILLUSTRAZIONI
I. Il Generale Carlo Corsi, primo capo Ufficio Storico ( 1872-1877).
2. Personale de lla sezione de ll 'Uff ic io S tor ico distaccata
a
Su segana, 19 17.
3. Sala cli let tura della Biblioteca Militare Centrale, 1986.
4. Una sa la de ll 'a rchivio de ll 'Uffi cio S torico, 1985.
DELLA NVOVA
D I S -C I P L I N A &
VERA ARTE MILITARE DEL
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Ne"quali oltre la piena ìoformatione di tal orte, con brcui regole, per commodiri de" Soldati; fecondo i precetti di CE S A R E; chiaramcurc fi dimofrra, con quanta facilità, & poca fpefa , polfa ogni Prcncipc difenderli, combattendo in campagna con le fole fue forze da qual fi voglia potentifsimo effcrcito.
Con la maniera facile d'n/falire, & 'Vincere con le proprie militie tutte le nationi. CON P R I V I L EGI.
IN VENETIA,
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Preffo Aldo.
p. XXCV.
5-6-7. P reziose cinq uecent in e c ustodite dalla Biblioteca Militare Centra le.
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Et l'Ordine come J{ debbano /are gli Alloggi!men;i Campali'; ~ · · & fo,rmare le Battaglie, · Et nel_l'vltimo l'clfamioe de' Bombardieri , &. di far fuochi arteficiati . . ,.:· .... -, .. · .,~ J.,. <ì I R O L A M O C A T A N E O N O V A R E S E~ ' . . . . . ' ,
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7.
COH' GRATIA
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ET
PRIVILEGIO,
8. Tavo la "r icevimento all'osservatorio sardo" dall'album Ricordo pi11orico militare della spedizione sarda. in Crimea., edito dal Corpo di Stato Maggiore a Tor ino nel 1857.
9 e seguenti . Attività editoriale clell'UfTicio Storico. Alcune cope rtine e.li volumi pubblicati negli ultimi anni.
STATO MAGGIORE ESERCITO UFFICIO STORICO
MARZIANO BRIGNOLI
RAFFAELE CADORNA 1889 - 197 3
'
10.
DGCUMENTI ITALI~NI
SULLA GU·ERRA RUSSO-GIAPPONESE (1904 -1905) a cura di Antonello F.M. Bfagini
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Rom.a, 1977-
11.
GIO\' ,\>,:~l FLORTS
L'ESERCITO ITALIANO NELL'ARTE
' ST, TO .MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO STORICO
12.
STATO MAGGIORE ESERCITO
UFFICIO STORICO
GIORGIO CANTELLI
LE PRIME UNIFORMI DELL'ESERCITO ITALIANO _
13.
STATO MAGGIORE DELT.J ESERCITO UFFICIO STORICO
MJ\SSIMO MAZZETTI
ROMA 1979
14.
FERRUCCI BOTII
VIRGI LI O ILARI
IL PENSI ERO MILITARE ITALIANO DAL PRIMO AL SECONDO DOPOGUERRA
l5 .
LE
DECORAZIONI
DEL REGNO
DI
SARDEGNA
E DEL REGNO D'ITALIA LE DECORAZIONI COMMEMORATIVE Volume I
_, ~:l'i.
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16.
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