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L’ESERCITO ITALIANO

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STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO UFFICIO STORICO


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PRESENTAZIONE '

l 4 maggio l'Esercito celebra l'anniversario della sua nuova denominazione, formàlizzata con la "nota ufficiale" del 4 maggio 1861, a firma del Generale Manfredo Fanti, Ministro della Guerra, con la ·quale la vecchia Armata Sarda Sabauda assumeva l'appellativo di "Esercito Italiano", diretta conseguenza della solenne proclamazione del Regno d'Italia avvenuta a Torino il 17 marzo precedente. Con questa semplice "nota" si era inteso sottolineare come fosse nato un nuovo esercito. Un esercito che si innestava su l robusto tronco delle tradizioni militari delle truppe piemontesi, protagoni ste - con i volontari delle prime guerre del Risorgimento, un esercito che era anche, al contempo, un qualcosa di più, un qualcosa di diverso rispetto atl'esercito del vecchio Piemonte. Era l'esercito del nuovo stato, della nuova entità poli~ tica, che, senza rinnegare - ed anzi valorizzando - il passato della sua componente militare più valida, quella dell'Armata Sarda, intendeva essere l'esercito di tutti gli Italiani. E così era già nel 1861, quando, oltre ai soldati - coscritti o volontari delle diverse regioni che componevano allora il nuovo regno, l'Esercito Italiano schierava anche volontari - veneti e romani - delle altre regioni che ancora non ne facevano parte. Con questo volume si è voluta tratteggiare attraverso testi, documenti, disegni e foto, la storia di quest'esercito di tutti gli Italiani, la storia di quest'istituzione nella quale hanno prestato servizio, fino ad ora, con divise turchine, grigio - verdi o cachi, milioni di nostri compatrioti succedutisi attraverso le generazioni in tutti questi anni. L'.Esercito, specie nel periodo iniziale, è stato anche il crogiolo dell'unità nazionale, in una nazione nella quale gran parte delle reclute non aveva mai perso di vista il campanile del proprio villaggio e per le quali il servizio militare avrebbe rappresentato l'unica occasione per incontrare econoscere italiani di altre regioni. Attraverso le scuole reggimentali, l 'Esercito cercò anche di combattere la piaga dé'll'analfabetismo, equesto fu un suo grande - anche se poco conosciuto - merito. In questo volume, seguendo lo scorrere del tempo, le pagine rievocano i primi, difficili anni del nostro Esercito, aggravati dal tragico fenomeno del brigantaggio, cui seguono la campagna del 1866 e la riunione di Roma all'Italia, attraverso la breccia di Porta Pia. Le riforme militari, che caratteri,zzarono il periodo successivo, e le campagne coloniali di fine secolo ci portano ai primi anni del Novecento, all'ammodernamento delle armi e dei mezzi, che sono utilizzati sul campo per la prima volta nella guerra di Libia. C'è poi la prova, durissima, della Grande Guerra, con milioni di soldati in grigio - verde che nelle trincee e sulle montagne combattono e vincono - dopo tre anni e mezzo - quello che era, allora, il tradizionale nemico, l'impero d'Austria - Ungheria. La fine della guerra non risolve certo tutti i problemi dell'esercito della vittoria, forse il migliore che l'Italia abbia mai avuto. Il ventennio successivo, che lo vede impegnato in Etiopia, Spagna ed Albania, è anche un ventennio di profonde trasformazioni organiche. C'è poi la tragedia della Seconda Guerra Mondi ale, inizialmente combattuta fuori dai confini nazionali, in Grecia ed in Libia, in Russia e in Africa Orientale, nei Balcani e in Tunisia, fino a quando l'Italia non diviene, essa stessa, un teatro di guerra, dalla Sicilia

I


al Po. Se l'armistizio dell'8 settembre 1943 causa la perdita di gran parte dell'Esercito, la Guerra di Liberazione lo vede progressivamente impegnato a fi anco degli Alleati sino alla primavera del 1945. Seguono gli anni della ricostruzione dell'Esercito, prima quello detto "di transizione", poi quello "del trattato di pace", sino all'esercito degli anni della Nato. L'organizzazione militare muta più volte, a cominciare dal 1975, sino alle ultime, più recenti ristrutturazioni, derivanti dalla variata situazione politica internazionale, che ha visto la fine della minaccia sovietica e la nascita del terrorismo internazionale. La mutata situazione mondiale ha visto anche l'intensificarsi delle missioni militari italiane all'estero, che / non hanno rappresentato certo una novità, visti i precedenti di Creta e Cina. Certo, però, queste missioni si sono intensificate e le nostre truppe hanno operato, per la tutela della pace e per il soccorso delle popolazioni, in Libano, Regione irachena a prevalenza curda, Somalia, Mozambico, Albania, ex Jugoslavia, Namibia, Timor Est, Afghanistan ed Iraq, e qui, a Nassi riya, un attentato ci ha causato le maggiori perdite subite dalle nostre Forze Armate dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Tutte queste missioni di pace all'estero, così come gli interventi sul territorio nazionale, per la tutela dell'ordine pubblico e per il soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali, come inondazioni, terremoti o nubifragi, sono ricordate nel volume, che si conclude con le pagine dedicate all'Esercito del XXI secolo, alla sua organizzazione, alle sue armi, ai suoi corpi. IL CAPO DELL'UFFICIO STORICO

Col. Massimo Multari


• 2 giugno: la trad izionale sfilata militare a Via de i Fori Imperiali .


- -1fRICURSORI

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REGNO DI SARDEGNA

nche se, anagraficamente, l'Esercito Italiano assume questa denominazione soltanto il 4 tnaggio 1861, facendo seguito - di poco - alla proclamazione del· Regno d'Italia, avvenuta a Torino il 17 marzo dello stesso anno, la storia delle unità che lo costituiscono risale ben più addietro nel tempo , traendo origine dai primi reparti permanenti costituiti dai Duchi di Savoia nella seconda metà del XVI secolo. Alcuni dei reparti ancor oggi esistenti possono van tare una continuità reggimentale vecchia di oltre tre secoli, come i Granatieri di Sardegna che discendono direttamente dal Reggimento delle Guardie creato nel 1659 da Carlo Emanuele 11, ed un'anzianità relativamente minore hanno gli attuali reggimenti di cavalleria Piemonte e Savoia.

A

NO DI FRANCIA

L'Italia preunitaria. 1815

Tutti i reggimenti sabaudi -· tranne quello di Sardegna - vennero disciolti nel 1798 allorché il Piemonte venne occupato - e poi annesso - dalla Francia rivoluzionaria. Progressivamente, poi, l'intera Italia continentale venne a gravitare nell'orbita napoleonica ed i suoi soldati parteciparono a tutte le guerre dell'Impero, distinguendosi dalla Spagna alla Russia, dalla Germania alla Dalmazia, inquadrati nei reggimenti francesi, oppure in quelli napoletani di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat oppure in quelli - per la prima volta definiti ufficialmente "italiani" - appartenenti al Regno d'Italia, di cui era sovrano lo stesso Napoleone, contraddistinti - per la prima volta - da quelli che sono ancor oggi i tre colori nazionali. Con la Restaurazione del 1814 l'Armata Sarda - questa era la denominazione dell'esercito piemontese - ricostituisce i suoi vecchi reggimenti e questi partecipano nel 1848 alla Prima Guerra di Indipendenza insieme a reparti volontari ed a truppe regolari degli eserciti degli altri Stati italiani pre-unitari (soprattutto dello Stato Pontificio, del Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie).

~~ Reg66{ielle Due Sicilie. Capitano del Corpo Reale del Genio. 1860.

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Durante il "decennio di preparazione" e fino alla campagna del 1859, che vede la liberazione della Lombardia, l'Armata Sarda incorpora nel suo seno ufficiali e volontari provenienti un po' da tutte le regioni i taliane, cosicché nei mesi successivi sarà a essa possibile amalgamare - pur se con una certa fatica - assieme ai soldati lombardi, "restituiti" dall'Austria, anche i reparti orga. nizzati dai governi provvisori dell'Emilia, l'esercito toscano e, poi, l' "esercito meridionale" di Garibaldi ed ufficiali e soldati già appartenenti alle forze armate delle Due Sicilie. Regno d i Sardegna. Caporale del reggimento Aosta Cavalleria. 1838-'42 .


Ussaro della Guardia Reale Napoli, 1814_.

A de.rtra: Regno di Sardegna. Sergente dei Cacciacori della Regina, 1814.

Regno Italico. Ufficiale del reggimento Granatieri della G uardia Reale. 1813. A destra: Repubblica Romana. Volontario della Legione Italiana di Garibaldi. 1849.


IPRIMI ANNI

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a Nota n. 76 del 4 maggio 1861 che introduceva la denominazione di Esercito Italiano rappresentò l'atto di nascita del nuovo esercito. Una nascita, tutto sommato, abbastanza rapida e tumult uosa, che aveva visto l'innesto sul robusto tronco dell'Armata Sarda di apporti provenienti dalle forze armate regolari ed irregolari di ogni regione del nostro paese. In poco più di 18 mesi aveva così visto la luce un esercito che contava, ora, 8 Reggimenti di Granatieri, 62 di Fanteria, 36 battaglioni di Bersaglieri, 17 ~eg~imen~i ?i Ca~alleria, 9 di Artiglieria, 2 del Genio, 3 del Treno e 12 compagnie Qi!J;:,-,r,:f d1 Ammm1straz1one.

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IJIW1/.~;}È- Questa era l'intelaiatura, si trattava ora di dar vita a questo esercito, si tratta·- ·::--, va di organizzare, addestrare, rifornire, armare ed acquartierare questi reparti, ciò che costituiva un insieme di problemi la cui effettiva soluzione avrebbe richiesto diversi anni, i primi anni di vita, appunto, dell'Esercito Italiano, coincisi anche con un periodo di difficoltà finanziarie. L'iniziale adozione dei regolamenti e degli ordinamenti sardi facilitò l'edificazione del nuovo organismo. Ciò che ne risultò fu, però, qualcosa di diverso, di nuovo, anche se l'elemento piemontese detenne ancora per parecchi anni - pur con qualche isolata eccezione - il predominio tra gli alti gradi. Il problema dei quadri, cresci'uti tumultuosamente per far fronte alle necessità contingenti del triennio 1859 - 1861, fu risolto assai lentamente grazie anche alla riorganizzazione delle scuole militari. L'altro grande problema, ugualmente legato al fattore umano, quello del reclutamento e dell'addestramento, richiese anch'esso molto tempo per essere risolto. La renitenza alla leva e le diserzioni legate nelle regioni del Sud al "brigantaggio" - diminuirono gradualmente con il consolidarsi dello stato unitario e con l'accettazione della coscrizione obbligatoria. L'altissimo tasso di analfabetismo venne parzialmente ridotto grazie anche agli sforzi delle "scuole reggimentali". La lotta al "brigantaggio" meridionale costituì poi - soprattutto per la Fanteria - l'ostacolo maggiore ad un razionale addestrament o ed im piego dei reparti coinvolti, ed in taluni periodi si trattò di quasi la metà delle unità operative. Impreparate alla guerriglia, perché di questo si trattò soprattutto nei primi anni, suddivise in distaccamenti di consistenza spesso inferiore alla compagnia, impiegate in modo estremamente faticoso contro un avversario abile e sfuggente, queste truppe pagarono un pesante prezzo, dovuto soprattutto alle malattie, senza avere né il tempo né la possibilità di prepararsi ad un conflitto di tipo tradizionale, quale sarebbe stata la campagna del 1866.

186 1. Sorruffìcia le del 1° Rg r. dei Granatieri d i Sardegna 11 destr,t: Ufficiale del 6° Reggimento Fan teria (Brigata Aosta).


Scuolà di compagnia 2• CLASSE , L ettura - CO'uoscenza delle -vocali e delle consonanti - Sillaba:,ione - Lettura, facile delle parole. Nel corso dell' auno scolastico 1863-64 ed in tutti quei corpi in cui le scuole hanno potut.o aver luogo vi furono 12,513 giorni di scuola per questa classe, nei quali g iorni si: sono date 11,232 lezioni di lettura e 1823 di alt.re matérie. Il movimento avvenuto nella scuola è il seguente: Gli Allievi erano al principio del corso 36025 Nuovi ammessi al corso d'istruzione 8432 Avuti da altre classi 74

44.531 Trasferti alla classe superiore Cessati per altri motivi

2781 5811

8592

35939

Restano

Dichiarati idonei negli esami finali per essere trasferiti nella classe superiore 1994.

1 • CLASSE - Lettura - Leggere proposizioni semplici - leggere un periodo con facilità e franchezza - Scrittura - Formazione delle delle lettere sulle lavagnette - copiare da appositi modelli parole e cifre numeriche - Aritmetica- Numerazione parlata e scritta - scrivere sott.o la dettatura numeri iritieri e decimali. 12142 Numero dei giorni di scuola

Numero delle lezioni di lettere di altre materie

10689 1829

Erano gli Allievi al principio del corso 20327 Nuovi ammessi durante il corso 4381 Avuti dalla classe inferiore 2685

Passati alla ola~e superiore . Cessati .per al tri . motivi

27393 18801 5342 3462(

22051 Restano Di questi furono dichiarati idonei ·negli esami fi.uali per passare alla classe superiore 1332.

Scuole reggimentali /

Scuole Reggi-mentali. - L e s cuole dei corpi si distinguono in: scuola di compagnia;° scuola di reggimento. La scuola di· compagnia ha luogo in ciascuna Compagnià Il piccolo Stato Maggiore si con· sidera formare una compagnia distinta. Le scuole di reggimento sono comuni a tutto il corpo e si dividono in: scuole inferiori; scuole speciali; s~wla e si divide in due classi.

superiore. La Scuola inferio,e di Reggimento si ripartisce in due : scuola dei sotto-u{fiziali suddivisa in due classi ; scuola dei caporali e soklati suddivisa in tre classi. Le scuole speciaÌ1 sono tre, e constano eiascuna di una sola classe. Una 3cuola di calligrafia; 1ma di c,mtabilità; una di

monitori: I corpi che ne hanno opportunità possono anche instituire nna scuola speciale di li11g11a francese. Il regolamento annesso al Regio Decreto 24 ottobre 1858 provvede e dà le più .minute norme circa l' audamento <li dette scuole. E perchè il lettore anche estraneo alle cose militari possa apprezzar meglio qual progresso si faccia nelle scuole reggimentali, credo che sia pregio dell' 011era., prima di parlare dei singoli risul tati che se ne ottennero, promettere succintamente qmili -siano le materie che nelle dette Scuole s'insegnano. E cominciando dalla pii1 elementare, dirò ohe la scuola di compagnia si divide in du~ classi, nelle quali la istruzione è uel modo qui appresso ordinata.

1861. Zappacore del Genio.


- ~ ~I fRIMI ANNI· · - - ~

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1866. Volontari napoletani del Reggimento Guide .


detla forza del'/;Esercito sotto le armi e dei malati negli ospedali al 1° ottobre 1863.

S1TUAZ10NE

DIPA.RTIMENTI

II

FORZA.

AMMALA.TI all O ottobre

dell'Esercito al 1° ottobre

1863

1863

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1• dipartimento.

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2376

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1209

3422

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215 12443

272146 (3)

Ufficiali del Reggimento Genova Cavalleria e del Reggimento Lancieri di Monrebello.

Riassunto della situazione numerica dei militari dell'Esercito distinti per Provincie al t.0 luglio i862. ....

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PROVINCIE

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BASSA FORZA _,/"....

sotto le armi

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seconde congedo categorie illimitato

Antiche Lombardia Parmensi. Modenesi. Romagne. Toscane . Umbria e·Marche . Na~olitane Siciliane . Ignote.

6,945 1,873 490 .335 5::31 1,280 170 2,236 440 . 77

Veneti. · Romam

730 203

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168 22 104

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EMIGRA TI {

STATI -B8TERI

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42,076 29,634 3,010 1,916 4,677 4,137 4,337 2,459 . 4,272 »

20,767 14,474 178 70 29 53 33 1,532 20 »

32,260 15,016 2,215 2,024 4,983 853 2,151 386 289 »

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16,593 8,305 2,840 1,175 1,603 9,126 1,506 64,092 3,791

110,692 67,429 8,243 5,185 11,292 14,169 8,027 68,469 8,372

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generale

117,637 69,302 · s,733 5,5~0 11,823 15,449 8,197 70,706 8,812 77

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5,003 1,671

206 39

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216 ,40 96

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114,026 307,971

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Totale genePale

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Totale

60,177

62


_ _ _I fRIMI ANNI~ - ~ la renitenza alla leva della classe 1863 Renitenti - Gl'inscritti dichiarati ren itenti in questa leva furono 13476 nella proporzione cioè del 5, 80 per cent o sul numero totale degli inscritti (232,154) sulle liste di · estrazione. Sensibili&sima è la differenza che si riscontra fra la leva di cui parliamo e quella antecedente sui nati nel 1842, giacchè in qµest'ultima sopra 223,734 inscritti sulle liste di estrazione, si ebbe la esorbitante cifra di 25,749 r enitenti, nella proporzione cioè dell'll,51 per cento, mentre, come abbiamo detto qui sopra, n ell'attuale lev a la p ropor. zione dei renitenti sugli inscritti n on fu che del 5,80 per cento. Questo fatto dimostra evidentemente come lo spirito militare vada propagandosi rapidamente in tutte le provin cie italiane. I circondari che died ero un maggior numero di r enitenti furono: Napoli 34, 36 per cento 34, 30 per cento Chiavari 26, 37 Orvie.to 20, 44 Cittaducale l!,ermo 22, 53 22, 40 Camerino . » 22, 32 Fuligno 2 1, 58 Catania • 20, 26 Pozzuoli " 19, 54 Spoleto J)

Statuta degli inscritti di leva. - In questa. leva credei opportuno di modificare la tabella dimostrante la statura . 9.egli' inscritti divisa coiue gli altri prospetti per circondarii, m~ questi riuniti per depositi di leva, con la proporzione per cento · di ciascuna misura, sia sul numero totale degli inscritti, sia su quello soltanto degl'inscritti misurati. -Dall'esame di questo quadro il lettore potrà scorgere come i circondarii in cui si verificò un maggior numerù d'inscritti della statura inferiore a metri 1, 54 furono i segùeiiti: Catanzaro, nella proporzione del 47,88 per cento Lanu.sei » 42,86 Ariano » 37,08 Matera » 34,08 Patti 31,49 Castrovillari 30,75 n Brindisi 30,.61 Cerreto 30,18 , , Girgenti 29,69 , , , .Fétmo 29,39 , , Alt.a.mura. Il 29, 10 , , Gerace Il 28,82 , , " I Lagonegro 28,73 , , Nuoro '27,79 , , ,• · Nicosia 27,42 ))

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Si p uò nota re come i circondari con il maggior numero di renicenci comp rendano zone cosciere (N apoli, Chiavari, Pozzuoli, Cacania) con giovani assenci per imbarco o per emig razione e zone di confine con lo Scaco Poncificio (Orvieco, Cicca- . ducale, Spoleco) che rendevano agevole l'espatrio.

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Situazione numerica dell'Esercito al 31 gennaio 1865 l'lFF' E'tTIVO

sotto le armi

DESIGNAZIONE DEI CORPI

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7,997 149,608 Fanteria (80 reggimenti) 887 17,591 Bersaglieri. . . . . . . 1,076 18,449 Cavalleria . . . . . . . 16,136 985 Arti~lieria. 456 3,360 Gemo . . . 219 4,158 Treno d'Armata . 3,039 156 Corpo d'amministrazion e . 95 2,944 Cacciatori franchi. . . . . 63 582 Corpo moschettieri (Reclusione) 555 t20,448 Carabinieri. . . . . . . . . . 237 810 Istituti JPe1:'so~ale addetto . )) 3,042 Allievi . . . . . . m ilitari . ( Casa militare di S. M. - Guocdie del Corpo - Ufficio suPersonali p~riore di ~tato ma$d. e ,, g1ore de1 dipar time nti e divisioni militari - Corpo sanitario. e Corpo far)) 865 . ceuhco . . . . . .

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congedo generale illimitat.

89,867 10.353 9,619 14,809 3,510 3,994 2,844 )) )) )/ )1

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'247,472 28,831 29,144 31,930 7,3"26 8,371 6,039 3,039 645 21,003 1,047 3,042

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Casa Reale invalidi e Compagnie veterani d'Asti. . , . . . . Casa Reale invalidi e .Compagnie veterani di Napoli . . . . . Altci personali in servizio sedentario

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Com,ndi di Ci,connario e fortezze Guardie Reali del Palazzo - Veterani d'artiglieria e genio Totale .

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4,403

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1,784

15,0991246,738

134,996

396,833

Caporale e soldato del 9° Reggimento Fanteria. (Brigata Regina). Ufficiale del 3° Reggimenco Fanteria. (Brigata P iemonte).


-~~~-Il BRIGANTAGGIO~---

ISTRUZIONI E NORME PF,:R L,\

REPRESSIONE DEL BBIGANTAGGJli NifU.~~ ~A\ll,,Aì~lU~

--\Slt\U?\otU E RORME ,._,ELl E CA.LABRlE '

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PER LA. REPRESSIONE DEL BR

'nato al Comando . . to mi ha desti . l a me aftì.1e del VI.o D1part1me:ro :Missione -princ1pa e Ca\abrie,

in~!r~;;at!~!:tIJifa:: !!~~~ar;.!! ::li::e~e:~\~!i;~:}~fI~:~~i f~{i~~t 1==:::::::::::::::::::::::::::::::::::::= data si e a n danno uon heve . uno. vasta super c1e iun(Tere \o scopo, producend? u l ndrini sparsi su di d' lieve momento; a ragg dal\' abnegazione I gere astuti roa\ ~erreno non è o~era : vuol' essere av~a\orata ossia dietro una tura st~ssa de e la ferme1,1,a dei C~p nza del\' insegu1me~t~ '. risultati; ritengo \' iote.\hgenza . chè solo dalla cosa o pretendere dec1s1v1 azioni saranno dei so\da~i' o(Tni natura si ~osrn tempo le militari oper l~olo sull' otlivita di d1sag i "· breve spa1,10 ' h . so di poter far ca non l>er tanto nc~~~~\eto successo, pere e . . ·1 far l)aro\a di precorona~e. da ~ neste Trupl)ere uto cosa inutile i ·o Pae~e debbono roo sp1r1to d1 q enerale concorso . .P \' amore del propri . tentato ed o. .A.d ottenere ~n ~ e della 1>and1era, .· e alcun mez1:o in r abitanti mf e di casti.gb1; ~a~te so\dati, a, n?n l~~~;[o per restituire ag I s ingere tutti, lJ e_ anzi a quals1as1 sac_ er teatro Jfon indietreJ;gte ~~;~ta, sicurei:-a yub~~~: in varie Comitiv~i:: &ei banditi delle Calabr1e ~ pdi queste prov1uc1e, as~ai estesa; consuetuda uno nel\' alIl brigantaggi~ . una 7,ona di terreno '. ~i11cia nell' altr~: Truppe erano de\\e sue grassaz.1~r; di passare ùa un~ p~~ in quella loca\lta 1:rvato dai roalCa\abresi fu g.ue do che in ques ~· . uesto sistema ~s.s . entre che tro Circond~no, s~::nti di l>erlustra1.1one '. operazioni ro1_\J~r1, s:egata dai impegnate in roo;1 passato poco frut!uose dispetto dell' attm a d. segnare delle viventi r ese. per ~ furono gli scontri ' a er tal motivo rari . . ende opportuno i as. sere unifortversi ~ista;.c~~et~iroile inconven\_ie;~ep:~.: della Tr_uypa P;~tt!:e di Catanper r111\C ia d' te le qua I d \la Divisione norme generali, me _1~fmiti del Comanùoll e seguente Circolare, me e simultanea nei sono contenute ne a . iaro. \e dette norme

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ln ,t!to: Maggior generale dell'esercito.

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64.

Molti Comandanti di Battaglione seppero attribuire alla guerra del brigantaggio quell'apprezzamento che le compete; quindi essi si svincolarono dalla stretta osservanza dei Regolamenti in tutto ciò che, senza essere un danno per la disciplina fondamentale dei Corpi, poteva focililnre la riuscita delle operazioni militari: altri Ufficiali superiori invece più schiavi delle prescrizioni regolamentaric, non seppero fare distinzione di tempo e di luogo, epperò si videro andare drappelli in perlustrazione con trombe e tamburi, quasichè si movesse a guerra regolare, o per gli esercizi d' istruzione. La persecuzione brigantesca non è una passeggiata militare sulla strada regia; essa invece ha per .teatro i luoghi alpestri ed inaccessibili, i folti boschi nei quali è assai difficile di penetrare; risulta quindi di assoluta necessità il doversi modificare tal une prescrizioni, conciliando le cose in corrispondenza delle circostanze locali; dispongo perciò che le truppe in perlustrazione 141.Jt;I, facciano uso di trombe e di tamhuri; che gli Uffiziali lascino le proprie sciabole per provvedersi di revolver o di fucile, a loro piacimento; che infine per segni convenzionali si faccia uso del fischietto, mentre l'adoperare i sopra en,unciati istrumenti sarebbe il mezzo sicuro di non più incontrare banditi.


lA CAMPAGNA Dll 1866

a prima prova sul campo del nuovo esercito, la Terza Guerra d'Indipendenza combattuta contro l'Austria, fu abbastanza sfortunata. La mancanza di un Capo di Stato Maggiore in grado di imporsi e le rivalità tra i vertici militari portarono all'adozione di un piano di guerra che prevedeva la separazione dell'Esercito in due masse di manovra: una, più forte, agli ordini del Generale La Marmora, doveva operare sul Mincio, contro le fortezze del "Quadrilatero"; l'altra, agli ordini del Generale Cialdini, schierata sul basso Po, doveva operare nel Veneto.

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Appena iniziate le ostilità, il 24 giugno 1866, a causa anche di un'insufficiente ricognizione del terreno da parte della Cavalleria, l'Armata del Generale La Marmora si trovò improvvisamente addosso gli Austriaci dell'Arciduca Alberto che avanzavano. Approfittando della sorpresa e, soprattutto, delle deficienze del comando e del mancato coordinamento tra le divisioni italiane, l'Arciduca Alberto si trovò ad avere la superiorità locale su quattro delle divisioni italiane che, dopo una giornata di aspra lotta, dovettero cedere. La battaglia aveva rappresentato per gli Austriaci, che pure avevano riportato perdite superiori a quelle italiane, un successo tattico; la ritirata al di là del Mincio - e poi al di là dell'Oglio - ordinata dal La Marmora, contro il parere del re, ne fece una vittoria, resa ancor più manifesta dal mancato passaggio del Po da parte del Generale Cialdini, retrocesso addirittura sul Panaro per coprire Firenze.

-=-----~-=---..;..;...________

La vittoria degli alleati prussiani a Sadowa obbligò gli Austriaci alla ritirata, cosicché fu possibile inseguirli nel Veneto mentre Garibaldi con i suoi volontari avanzava sull'estrema sinistra e, dopo, poteva minacciare Trento, quando, sopraggiunto l'armistizio di Cormons, ricevette l'ordine di fermarsi .

.,.•

La successiva prova sul campo - la presa di Roma il 20 settembre 1870 - ebbe un grande rilievo da un punto di vista storico, unendo Roma all'Italia, completando così la prima fase dell'unificazione e, al contempo, facendo cadere, con il millenario Stato Pontificio, anche il potere temporale della · Chiesa. Da un punto di vista militare la sua importanza fu, però assai minore. Si trattò di un'operazione militare svolta e portata a termine perfettamente, ma il cui esito non poteva in alcun modo essere posto in dubbio. L'avversario, pur se bene armato, con moderni fucili a retrocarica e con una parte delle truppe - quelle straniere - fortemente motivate, non era comunque in grado di opporre una prolungata resistenza a forze assai superiori per numero e, per di più, ben motivate anch'esse. Inoltre Pio IX, dopo che i suoi comandanti avevano disatteso la precedente disposizione di alzare bandiera bianca dopo i primi colpi di cannone, ordinò di trattare la resa non appena fosse stata praticata una breccia nelle Mura Aureliane. Ciò che fu eseguito, ma proprio mentre i primi bersaglieri entravano in città attraverso la storica breccia. Regg imento Fante ria. (Brigate Re e Corno).


Le due fasi della battaglia di Custoza

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MOIIOA IIIA

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~ -li CAMPAGNA OEl 1866- -~~--~

Nella foto di fondo: Batterie Jraliane all'assed io di Borgoforte (MN). Sopra: Gli effetti del cannoneggiamento. , Sotto: Ufficiali dello Scaco Maggiore di una Grande Unirà. Sulla descra, seduco, il Principe Umberto, allora Comandante della 16a Divisione.


snuaZlona dalle Ione awarse I in campo dopo la banauHa di eustoza. '

lii A lfl:

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Legenda -

ITALIANI AUSTRIACI

Ufficiali del Reggimento Usseri di Piacenza. A destra: Ufficiali di artiglieria.

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lA PRISA 01 ROMA 1810,I

Roma nel settembre 1870,

Nella foto grande: Porta Pia e la celebre "Breccia" in una foro successiva di poch i giorni al 20 seccembre.

Nef!ct pagina a fianco: Copia della capicolazione di Roma.

20 Se1lembre 1870 sewndo~ del tempo


- ~TRA '800 EJOO- .,

['ETA' UMBERTINA I

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~r~nncg::~~~~;~a d~Ja1c:7~e;~~~is: aEnu;~i~oa~lf, del predomm10 europeo nel mondo, con l'accrescersi ed il consolidarsi del colonialismo in Africa ed Asia. In questo lungo periodo, tra Ottocento e Novecento, l'Esercito Italiano ampliò e consolidò la propria struttura, sia pure con fasi alterne, legate alla difficile situazione finanziaria ed all'insufficiente sviluppo industriale. A cominciare proprio dal 1870, grazie all'opera del Generale Ricotti, _l'eser, cito venne ristrutturato per tutto quanto atteneva al reclutamento ed alla mobilitazione, secondo criteri che rimasero quasi invariati fino alla seconda guerra mondiale. Alla riforma Ricotti risale l'istituzione degli ufficiali di complemento, dei distretti e, da questi, dei primi reparti alpini. Ad un periodo immediatamente successivo risalgono la costituzione dell'Istituto Geografico Militare e l'istituzione, in tempo di pace, della carica di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, con competenza sulla pianificazione della mobilitazione e delle operazioni. Primo Capo di Stato Maggiore fu Enrico Cosenz, ufficiale napoletano, difensore di Venezia nel 1849, con Garibaldi a Napoli nel 1860, e Tenente Generale nel 1862. A lui si deve un primo aggiornamento della dottrina d'impiego dell'Esercito. L'ultimo decennio del secolo fu un peri'odo difficile. A parte le ristrettezze in cui si doveva dibattere per la scarsità di mezzi finanziari, l'Esercito venne largamente utilizzato con mansioni di ordine pubblico per il contenimento e la repressione di moti di protesta sociale, compiti cui era poco adatto e che dovevano qlienargli le simpatie di parte della popolazione.

3 Allievo dell'Accademia militare in cenuca da marcia. 1881. Fig. 2: Particolari del chepì completo. Fig. 3: Giubba d i un allievo soccocapoclasse, un solo galloncino sulla controspallina.

V


5

Sergente Capo Fanfara dell'Artiglieria da Campagna. 1885. Fig. 2: granata da gualdrappa, fìg . 3: spallina da soccufficiale, fìg. 4: modello della troinba per musicanti d'artiglieria, fig . 5: chepì da sottufficiale musicante, fìg.6: giberna da soccuffìciale.

6

------- • -- -·1 -

2

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~ -TRA '800 E'900--==--

Quadro sinottico dell'evoluzione dell'Esercj FA!'iT'ERIA ORDINAlt'ENTO

I,Eoos

CoRPI

che lo sanzionò

di armata

1872

7 cow.andi

CC. RR.

DIVISIONl

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legioni lttri• toda1i Il!gione allievi

IO

generai!

1

<li linea

ber,aglleri

80 reggimenti (dascuuo dì 3 bat·

i~ reggimcn ti (ciaS<UDO di 4 bat· taJlion.1, 16 com,

taglioni, 12 com· pagnie, I depoto)

g e, 1· <lepos1to:

RICOTTI . . .: . . • . .. legioni tenitori.a.li teglouc allievi

11

I,egge 30 settembre 1873

Il Principe Victorio Emanuele in uniforme da Tenente Generale.

1891.

I,egge 22 marzo 1877

1

IO

C. d'A.

MEZZACAPQ . . ....

I,egge 6 dicemb. 1877

----- -

Legge 29 giugno 1882

FERRERO, •. . . .. . • I,egge

12 più

8 luglio 1883

I

2•

comando

mmtare

della -Sardegn:,

Legge 23 giugno 1887

Regio decreto 6 novembre 1894

Regio decreto 22 I ugllo 1897

I2

Regio decreto • dicembre 1897

OTIOLENQHI .... .

21

Legge luglio 190:a

_ _,_ _ ____ --- -----1-- --- - ----I,egge xs luglio 1909 8PINQARD1 .. . ... .

1-- - - - -- -1-- -- - 1-Legge r7 luglio 1910

- --- 1--- - -

25 piil 3 <li cavolJcrin

?6 reggimenti (ciascun~ di 3 ba t .. taglioni, 12 <.-Ompagnie, 1 deposito)

tz reggimenti (daséun9 di 3 bàt tnglioni, 12 com pagnie, 1 depo sitò)


attraverso i successivi ordinamenti adottati dal 1872 al 1913 ARTIG,I, IER TA CAVAI,I,ERIA alpini

1; <'O mpagnle (4 riparti)

da aimpagna

20 regglmentl (ciascuno di6 s qua•

DISTRETTI

I

n reggimenti. -

droni, 1 deposito)

a cava1Jo

·1

da costa

da montagna

!pesante campale

Di essi il

1• avc..-va 9 compago.le pontieri. 2 compagnie treno ed I deposito; gli altri 10 erano dnscuno ,s u 4 compagnie da piazza, 9 batterie da battaglia, 3 compagnie treno, 1 !)attaglione deposito)

numero indeterminato di compagnie da costa, di operaj. e vetcn.nl di artiglieria

10 reggimenti . (ciascuno di 10 bai· terle, 3 compagnie treno, t deposito)

~• compagnie

' (1 riparli che al 1• gennaio 1S75 vennero chiama· ti battaglioni)

da fortezza.

~

.4 reggimenti (tiascu.uodi ISCOJU •

pagnie ed posito)

I

30

de-

·c ompagnie zappatori, trenoJ 1 deposito

1

compagnla

62 con , 76 compag

pcrmaneuti

reggimc.n ti (ciascuno su 4 compagnie pontieri, 16 ·. compagnie zappatori, 3 compa gnie treno, r deposito)

I

74

-------11--- - - ---1--- - - -- -- ---·---- -1-- - - ---.,...-1- -- - - ---'---- -- -- - - - -- -1---- - - -- - - - -- - 2 reggimenti zappatori (totale: 28 coms reggimenti (totale: 6o compagnie da 2 brigate 6 reggimenti u reggimenti u reggime-oti " p,gnle, 4 compagnie t.r eno, 2 depo(totale: zo b;ltta-

glioni, 72 com pagnie, 6 depo· siti)

7 reggimenti (totale : 22 battn· glioni, ?5 compagnie)

(ciascuno di 6 squo.•

droni cd sito)

I

depo-

24 reggimenti (ciascuno di 6 squa• droni ed I depo.. sito}

(ciascuno di xobatterie. 3 compagnie treno, t deposito)

reggimenti

24

(ciascuno di 8 batt eri<:, r compa.·

guia treno, 1 <le posito - xzreggimcn ti con 2 com-

costa o da fortezza e

(·I batterie)

s depositi)

(2 reggimenti cou una brigata di 4 l>..'lt· tcrie d'artiglieria. da mo o.lagna )

*

5 compagnie operai

r co mpagnfa veterani

1 reggimento (6 batterie, 4 compagni<:: treuo, 1 deposito)

1

S reggimenti

1'> e 2° (tdtalc: 28 compagn ie z.appatoriJ 4 compagnie treno, 2 depo$iti)

1 Teggimcnto (9 batterie e<\ 1 dc· "posito) ·

(2 su 16 compag-uie ed t deposito, 3 su u tcorupagnic ed 1 deposito) 5 compagnie operai 1 co.ru~agnia veterani

3'> (4 compagnie zappatori, 6 compa•

1 reggimento (1; batterie ed , de-

u brigate da. costa e fo rtc2za (to tale: 76 compagu.ie) 5 compagnie operni

1° e 2° (totale: 2-4·compagnie zappatori, 4 compagnie treno, .2 depositi) 3• (12 compa gnie telegrafisti o zappato-

goie telegrnfìstl, 4 compagnie fer• rovieri, 2 compagnie treno, r deposito) · 4° (8 compagnie pontieri, z compagnie lagunari, 4 compagnie treno, I depO!'lito)

pagnie treno cia-

scuno)

' ·24 reggimenti

(185

batterie da. campagna, I batteria da moutatagna, 36 com gnie treuo, :24 de· poslti)

oitl) reggimento pontieri (totale: 8 compagnie pontieriJ 2 coropaguie lagunari, 4 compagnie treno, 1 deposito) reggimento misto (totale: + compagnie ferrovieri, 6 eompagn.ie telegrafisti, 4 compagnie zappatori, 2 compagnie treno, 1 deposito)

1

posito)

. ri. 2 compagnie specialisti, 2 compagnie treno, 1 deposito} 2 compagnie lagunari, 3 compagnie treno, 1 deposito) 5° ( 12 compagnie minatori, 1 compa· gnia treno, 1 deposito) x brigata ferrovieri (6 compagnie) 4° (8 cowpaguie pontieriJ

,2

1.

I 8 reggimenti

/

88

(soppresse le e pagu.ie pe, ueotl)

1 reggimento, I brig. del Veneto (totale IS batterie ed I deposito)

(totale: 78 compa~ ie, 8 depositi)

brlgo:te da cos ta e tortaza (tota~: 78 compagnie) 5 coinpagnie operai

I

reggimenti brigata per la 3 regghnenti Sa,degna) (totale 25 brigate, 78 compagnie. 6 depositi) 5 compagnie operni 3

1

a reggimenti

•9 rcggW:.cnli (t otale: I45 squadroni, 29 dep.)

(24 batterie, 2 de•

positi)

36 reggimenti (193 btr., 36 com-

pagnie treno, 36 dep., •• bàttcdc deposito)

1

r eggimento

(8 battt1'ie, ·1 compagnie t rcuo 1 11lc-

posit<>)

10

reggimenti da fortezza ( 18 gruppi e 55 C01J1pagnie da fortezza, 15 grup pi e 43 compagnie cla costa, 10 depo• siti)

2 reggimenti { 20 batterie, 2 depositi)

1'> e 2° zappatori' (z4 compagnie ·za ppa·

tori 1 4 compagni.e treno,

2

depositi)

3° tclegratisti.(15 compagnie tel egrafo;ti,

compagnie treno, 1 deposito) 4° pouUeri (8 co mpagnie pont.icri, 2 compagnie ldguna ri, . 3 rompagnie treno, I deposito) 5° minatori ( u compagnie minatori, 1 compagnia. treno, I deposito) o° Cerrovicri (6 compagnie ferrovieri, 2 comp.:,gnie n.utomobilisti, t depo· 2

1

sito) bnttnglionc spc:cinlisti (S comp;Jgnh: speciRlist i, i: sezione rndiotclegraficR, J sea:ione fotograflca, 1 sezione

aviazione,

1

compagnja treno)


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MINISTRI DEllA GUERRA DAL 1860 Al 1914 Luogot. Gen. On. Presidente del Consiglio Luogot. Gen. »

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Magg. Gen. Luogot. Gen. >

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Contrammir. Ministro Mar. Magg. Gen. Contrainmir. Ministro Mar. Ten. Gen. >

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On. Presidente del Consiglio Ten. Gen. Vice Amm. Ministro Mar. Ten. Geo. )>

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Senatore Ten. Gen. >

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Magg. Gen.

Manfredo Fanti Bettino Ricasoli (ad interim) Alessandro Della Rovere Agostino Petitti-Bagliani di Roreto . Alessandro Della Rovere Agostino Petitti-Bagliani di Roreto . lgnazi91 De Genova di Pettinengo Efisio Cugia Genova Thaon di Revel Ettore Bertolè Viale Giuseppe Govone Cesare Ricotti Magnani . Luigi Mezzacapo Giovanni Bruzzo Cesare Bonelli · Gustavo Mazè de la Roche Cesare Bonelli Ferdinando Acton (ad interim) . Bernardino Milon Ferdinando Acton (ad interim) . Emilio Ferrero . Cesare Ricotti Magnani . Ettore Bertolè Viale . Luigi Pelloux Stanislao Moce~i ~are Ricotti Magnani . Luigi Pelloux Alessandro Asinari di S. Marzano Giuseppe Mirri . Luigi Pelloux (ad interim) Coriolano Ponza di S. Martino . Costantino Enrico Morin (ad interim) Giuseppe Ottolenghi Ettore Pedotti Luigi Majnoni d'Intignano Ettore Viganò .. Severino Casana . Paolo Spingardi . Domenico Grandi Vittorio Zupelli .

22 gennaio

1860

12 giugno

12 giugno 1861 28 settembre 1,861 6 marzo 1862 8 dicembre 1862 28 settembre 1864 30 dicembre 1865 22 agosto 1866 4 aprile 1867 27 ottobre 1867 14 dicembre 1869 7 settembre 1870 25 marzo 1876 24 marzo 1878 19 ottobre 1878 19 d~cembre 1878 14 luglio 1879 .

28 settembre 1861 6 marzo 1862 8 dicembre 1862 28 settembre 1864 30 dicembre 186.5 22 agosto 1866 4 aprile 1867 27 ottobre 1867 14 dicembre 1869 7 settembre 1870 2.5 marzo 1876 24 marzo 1878 19 ottobre 1878 19 dicembre 1878 14 lugliò 1879 13 luglio 1880

13 luglio

1880 1880

27 luglio 20 marzo

1880 1881

1881 1881 1884 1887 1891 1893 1896 1896 1897 1899

4 aprile

1881 1884 1887 1891 1893 1896 1896 1897 1899 1900

2? luglio 21 marzo 4 aprile

23. ottobre 4 aprile 6 febbraio 15 dicembre 9 marzo 14 luglio 14 dicembre 14 maggio 7 gennaio 7 aprile

27 aprile 14 maggio

1902 1902 3 novembre 1903 24 dicembre 190.5 27 maggio 1906 29 dicembre 1907 4 aprile 1909 24 marzo 1914 I I ottobre 1914

23 ottobre 4 aprile 6 febbraio 15 dicembre 9 marzo 14 luglio IO dicembre 14 maggio 7 gennaio 7 aprile

27 aprile 14 maggio

1902

3 novembre 1903

24 dicembre 27 maggio 29 dicembre 4 aprile

24 marzo ottobre ' 4 aprile

II

1905 1906 1907 1909 1914 1914 1916


Cappello da tenentè del · 2° reggimento alpini. 1880-1910.

Ufficiale del 60° Reggimento Fanteria con lo spencer. 1887 (Brigata Calabria). A fianco: Fig. 1: Soldato del la compagnia di sussistenza. 1.885. Fig. 2: Berretto di panno per la tenuta d i servizio e di fatica. ·. Fig. 3: Chepì completo da soldato della sussistenza.

Berrerco da colonnello di fanteria fuori corpo. 1903.


TRA '800 I '900

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In alto: Fig. I: Capicano del Reggimemo di Cavalleria Lodi (15°).

J:iig. 2: Tenente del Rcggimemo di Cavalleria Genova (4°). Fig. 3: Tenente de l Reggimento di Cavalleria Monccbello (8°). 1880.

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Grafico dellw forza organica e della forza bilanciata dell'Esercito dal 1884 - 85 al 1914-15

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In alto a destrr.1: Sottufficiale, ufficiale cd alpino 1879. 220

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Soldaco del genio 1880. fìg.2: Borsa porca sciabola da fanteria

mod. 43,

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fìg.3 : fregi per le fode ri ne dei chepì per zappatori e pontieri, fig. 4 : cinturino con baionccca, fìg.5 : nappina auurra per specialisti, nappina arancio per celegrafìsci, fìg . 6: Giberna, fig. 7: fuci le mod. 1870.

2


_ _CAMP.AGNI D'AfRICA- -

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'

espansione coloniale dell'Italia ebbe inizio, con un grandissimo ritardo rispetto a quello delle altre nazioni europee, sol.tanto nel 1855, con lo sbarco delle prime truppe a Massaua, sul Mar Rosso.

Lentamente la zona sotto il dominio italiano si accrebbe estendendosi sull'altopiano fino a comprendere tutta quella che oggi è l'Eritrea, attra\!erso una serie di scontri con gli Etiopici (Saati, Dogali, Coatit, Senafè) e con i Dervisci (Agordat e Cassala). Dopo un periodo di pace seguito al trattato di Uccialli (1889) le ostilità con l'Etiopia vennero riaperte e le truppe italiane occuparono il Tigrai fino , all'Amba Alagi. Poi la preponderante pressione etiopica portò alla ritirata ed all'infausta giornata di Adua (1• marzo 1896). L'espansione italiana in Somalia fu invece più lenta e più cauta. Nel 1911, viste le esperienze precedenti, non vennero lesinati uomini e mezzi per le operazioni belliche che portarono al riconoscimen to della sovranità italiana sulla Libia e sul Dodecaneso. Firmata la pace con la Turchia, l'effettiva occupazione italiana venne estesa alla Tripolitania ed al Fezzan, ma lo scoppio della Grande Guerra ridusse i nostri presidi alle città della costa. Dopo il conflitto la riconquista di tutta la Libia, compresa la Cirenaica, si protrasse fino al 1931. Nelle tre colonie italiane vennero reclutati ed impiegati numerosi reparti di soldati indigeni, gli ascari.

Cavalleggero in tenuta da marcia con mantellina 1885. A sinistra: Capitano dei Bersaglieri in tenuta da marcia 1885·.

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Il Generale Saletta e g li uffic iali del suo comando. 1885.

li Generale Barattieri con ufficiali e ascari del suo comando. 1895.


~ -GUIRRA 01.llBIA- - - ~


Ferico ad Henni. Da sinistra: Soldaco del 1° Reggimento Granatieri, Generale di Divisione, Maggiore dell'84° Reggimento Fanceria Venezia.

A destra: Sergence dei bersaglieri in uniforme di mobilitazione, 19 l. 1.

/

Sezione mitragliatrici della fanteria moocaca.


INIZIO SECOlO EAlBORI DEllA MOTORIZZAZIONE

e

on il nuovo secolo l'Italia conobbe una fase di relativa prosperità e di questo clima favorevole poté giovarsi l'Esercito che dal 1908 iniziò progressivamente, la distribuzione di una nuova uniforme, grigio-verde, colore questo che contraddistinse poi il nostro Esercito nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale. Al fucile mod. 1891, entrato in uso negli ultimi anni dell'Ottocento, si aggiunsero le prime mitragliatrici e si posero le basi di quello che sarebbe divenuto il Servizio Automobilistico. Tutte queste innovazioni, cui si affiancò il mezzo aereo al suo esordio per fini bellici, ebbero una prima, massiccia utilizzazione nel 1911, durante la guerra contro l'Impero Ottomanno, che portò alla sovranità italiana sulla Libia e sul Dodecaneso. Il Capo di Stato Maggiore, Generale Alberto Pallio, la figura militare di maggior rilievo di questo periodo, non fu soltanto un innovatore ed un organizzatore ma anche uno studioso di storia militare di notevole spessore.

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In tJ.!to a sinistra: Soklaro del 24° Reggimento di fanteria "Brigata Como". 1911. Soj,ra e nella jJtJ.gina et JÌcmco: Grandi manovre, due aspetti della nascente mocoriziazione. 1908.


Alpino in tenuta da guarnigione, 1909. Tenente del 200 Reggimento di Fanteria "Brigaca . Brescia" in cenuta d, servizio, 1908. Soldaco del Reggimenco di Artiglieria a cavallo, in tenuca da · 19]· l · guarn1·g1one.


~ -li GRANDE GUERRA~ -

a grande guerra è la prova, durissima, cui venne sottoposta l'Italia a poco più di cinquanta anni dall'unificazione. Anche se oggi il ricordo di questo conflitto si è un po' appannato per il passaggio del tempo e delle generazioni e per il sopraggiungere della seconda guerra mondiale, che - a differenza della prima - vide maggiormente coinvolte le popolazioni civili, si trattò senza alcun dubbio del maggiore sforzo mai affrontato dall'Esercito. Sulle Alpi o nelle trincee del Carso, lungo l'Isonzo e sul Piave, ma anche in Albania, in Macedonia, in Francia e in Palestina prestarono servizio 4.200.000 uomini, cui se ne devono aggiungere altri 840.000 mobilitati. La trincea, il reticolato, la mitragliatrice, i gas, l'ondata umana, che va all'assalto seguendo l'avanzare del fuoco di appoggio dell'artiglieria, ed anche, pur se in misura minore, l'elmetto metallico, tornato in uso dopo secoli insieme alle corazze, l'aereo, i primi carri armati e le prime pistole mitragliatrici, questi sono gli elementi materiali che caratterizzarono questa guerra e che si sono voluti riproporre magari sotto forma di foto o di modello. Quelli, come l'interminabile permanenza nelle trincee, il freddo, l'umidità, l'attesa, la paura possono essere soltanto raccontati o, meglio ancora, immaginati. • . L'esercito che nel novembre del 1918 concluse vittoriosamente la ·~i1 guerra fu con ogni probabilità, nel suo complesso, il miglior esercì.· .· -' to che l'Italia abbia mai avuto, un risultato, questo, ottenuto gra·: ~ 1· zie alla tenacia, all'abnegazione ed al .sacrificio di un'intera gene. razione: 680.000 morti e 1.050.000 mutilati e feriti. . •.. ) Le due mete più importanti, Trento e Trieste, vennero raggiunte anche grazie all'apporto degli "irredenti", sudditi austriaci che rivendicarono la loro italianità, sfidando la morte in caso di cattura, e militarono volontari nelle file del Regio Esercito.

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Caporale del 21 ° Reggimento fonceria (Brigaca Cremona)


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sinistra:

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IL FRONTE DELLA GRANDE GUERRA 1915

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li GRANDE GUERRA- ~

Alpini sul Monte Nero.

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1915 - 1918 PRIMA GUERRA MONDIALE

GRANDI UNITÀ MOBILITATE Maggio 1915

Novembre 1918

Comandi di Armata

4

9

Comandi di Corpo d'Armata (cli cui 1 d'assalco)

14

24

Comandi di Divisione di fanteria

35

59

Comandi di Divisione cli bersaglieri

1

Comandi di Divisione d'Assalto

2

Comandi di Divisione di cavaJleria Comandi di Brigata (cli Fanteria, granatieri e Comandi di Raggruppamento alpini

bersaglieri)

4

4

75

104

1

9

(lombarda cb trinc;ea.

Sergente Maggiore di Aniglieria.

Porcacrici carniche.


- -li GRANDE GUERRA- - -

Posto di sgom bero per ferici A fianco: Colonnello di Staro Maggiore.

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LH I LEVJ.\ LA CHERA fi fJORE

Cuscodia per maschera antigas.

Riparo in t rincea.

Tenente aucomobilisca.

Un ponte di barche sull'Isonzo.


- -lA GRANDE GUERRA-----.

Da sinistra: Caporale del Genio Cappellano Barelliere della Sanità. Sotto:

Sottotenente di Artiglieria.

................

F!?ONTf ALL '/.lil!liO 0ft, LA 8ATTAOL!A .

o L3 battaglia del Pi.-·c (giugno 1918)


Jl Re ed il Generale Diaz.

Fanti della Sassari.

Ufficiale pilota del Genio.

Mirr~ liad ice sul Piave.

Artiglieria verso le prime linee.


li GRANDE GUERRA

Vi ccorio Veneto e la victoria finale.

La Cavalleria accraversa il Torre.

l!M


Si prepara un ponte di barche.

Caporal Maggiore d i Fan · "B .· . · tena rigata Liguria".

Ard iti.


a smobilitazione, la crisi economica ed il nuovo assetto da dare all'esercito vittorioso furono i problemi che dovettero_essere affrontati negli anni immediatamente successivi alla fine della Grande Guerra. Una serie di ordinamenti provvisori si succedette fino al 1926, quando, scartato l'esercito "scudo e lancia" di ridotte dimensioni proposto dal Generale Di Giorgio, venne approvato un nuovo ordinamento - detto "ordinamento Mussolini", visto che era allora lui il Ministro della Guerra - che prevedeva una forza bilanciata sotto le armi di 250.000 uomini. Un esercito che guardava più alle esperienze della guerra passata piuttosto che agli sviluppi di una guerra futura, forte di 3 Reggimenti Granatieri, 87 di Fanteria, 12 di / Bersaglieri, 9 di Alpini, 12 di Cavalleria, 45 di Artiglieria e 15 del Genio delle varie specialità.

l

Micragl iacrice Fiac 14.

Negli "anni venti" - e fino al 1931 - venne portata a termine la riconquista della Libia, con l'utilizzo prevalente di truppe indigene, eritree e libiche. Soltanto con gli "anni trenta", smaltito, almeno in parte, l'intasamento dei quadri - conseguenza della guerra - si cominciò lentamente ad apportare qualche modifica all'organizzazione dell'Esercito, come la costituzione delle Divisioni Celeri (miste di cavalleria, ciclisti, motociclisti e carri armati leggeri}, come l'organizzazione della difesa contraerea e della Guardia alla Frontiera, come l'introduzione di nuove armi di accompagnamento (fucile - ~-mitragliatore Breda '30, mitragliatrici Fiat '35 e Breda '37, mortaio Brixia '35). Assai più lenti e quantitativamente insuffi cienti furono i progressi nel campo della motorizzazione, in quello dell'ammodernamento delle artiglierie e, soprattutto, in quello delle truppe corazzate, equipaggiate prevalentemente con carri leggeri. Ad interferire con il programma di ammodernamento sopraggiunsero poi la guerra contro l'Etiopia e l'intervento italiano in Spagna. Contro l'Etiopia vennero impegnate 8 Divisioni dell'Esercito, 6 Divisioni e 2 Gruppi di Camicie Nere, 2 Divisioni Eritree, 1 Libica e le truppe della Somalia, supportate, una volta tanto, da un'efficiente organizzazione logistica, ciò che permise di raggiungere Addis Abeba il 5 maggio 1936, dopo otto mesi di guerra. Venne così posta ufficialmente fine alla campagna, anche se durarono ancora per molti mesi le operazioni - definite "operazioni di grande polizia coloniale" - dirette ad ottenere l'effettivo dominio del territorio, debellando la resistenza locale, operazioni che gravarono soprattutto sulle truppe indigene. L'intervento italiano in Spagna a fianco dei nazionalisti del Generale Franco, tra il 1936 ed il 1939, comportò l'invio di circa 40.000 uomini, organizzati nel Corpo Truppe Volontarie, e l'invio di armi e materiali (quasi 2.000 cannoni, 10.000 armi automatiche, 150 carri armati ed oltre 6.000 autoveicoli), armi e materiali che sarebbero mancati nella guerra che stava per sopravvenire. Maresciallo del Genio 1924.

Tenente medico 1926.


Capicano dei Granatieri - 1923 .

Alpino - 1924.

Trombettiere del Reggimcm o «Piemonte Reale Cavalleria» 1925.

ORDINAMENTO ALBRICCC (R. D. n. 2143 del 21 novembre 1919) ORDINAMENTO OlAZ (O. L. o. 12 òcl 7 gennaio 1923) 102

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GUERRA ITAlO·ETIOfICA- ~ Bastone e spa llina del Maresciallo d 'I calia Em ilio de Bono

Carr i L3 sul fronce somalo .

ORDINE DI BAITAGLIA PER -LA CAMPAGNA DI ETIOPIA (APRILE 1936)

Zona Bassopiano occidentale Zona Bassopiano orientale Zona territoriale

Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio Gen. Melchiade Gabba Col. Azolino Hazon ,en. Emilio Ga ravelli :ien. Aventino Caffo Gen. F idenzio Dall'Ora Col. Edoardo Giordano Gen. Ruggero Santini Gcn. Italo G:iribo!di Gen. Luigi N egri Gen. Enrico Riccardi Gc.n. Alessand ro T raditi Gcn. Pietro Mara,·igna Gcn. Nino Villasanta S.A.R. Adalberto di Sa"oia Gen. Giacomo Appiotti Gen. Ettore Bastjco Gcn. Francesco Bcnini Gcn. Domenico Siciliani Gcn. Ezio Babbini Gcn. Adolfo Olh•ctti Gen. Attilio Tcruzzi Gcn. Umberto Somma Gcn. Alessandro Pirzio Biroli Gcn. Gustavo Pcscnti Gcn. Rcn:z:o Dalmazio Gcn. Amedeo Couturc Col. Giuseppe Malta Gcn. Alderico Redini

Forze Annate della Somalia Divisione fanteria Peloritana Divisione fanteria Libia . 6• Divisione cc. na. Tevere Settore Somalia occjdenta!e Corpo indigeni

Gcn. Gcn. Gen. Gcn. Gen. Gen.

Comandance Superiore A. O. Capo d i S. M. Comandante Superiore carabinieri Comandante Superiore artiglieria Comandante Superiore del genio Intendente A. O. Delegazione Intendenza Somalia I Corpo d'Armata Dh·isione fanteria Sabauda Di\'isione alpina Pusteria Divisione fo ntcria Assicctn 4 ' D i"isione cc. nn. 3 Gennaio Il Corpo d'Armata Di"isionc fanteria Ga,·inana Sasso Aprile

Marzo Di\'isione fanteria Cosseria .5 Di,·isione cc. nn. 1 ° Febbraio 2' Di"isione cc. nn. 28 Ottob:e ·I· 2•

D i\'isiopc eritrea Dh·isionc eritrea

Tenente dell'84 ° Regg im enco Fanteria "' Venezia"

Rodolfo Graziani Sisto Bertoldi Guglielmo Nasi Enrico Boscardi Carlo Geloso Luigi Frusci


Artiglieria sulla strada di Adua.


~ -INTERVENTO IN S·PAGNA~ - -

Gruppo d i Ufficiali del Corpo Truppe Volontarie Inverno 1937/38 .

Pe:a o da 6 5/1 7 .


Capitano dei Carristi io tenuta estiva.

Sergente delle "Frecce Azzurre".

Pezzo da 37 in azio ne .

Gruppo di Ufficiali. Il primo da siniscra e quello al cencro, apparcenenti ad uno Scaco Maggiore di Brigaca. I:ultimo a dema, è un ufficiale dei Reali Carabinieri.


- - AlBANIA 1939_

l

Elmetto della Guardia Reale Albanese.

'

occupazione dell'Albania, che già gravitava nell'orbita politica italiana, realizzata nell'aprile del 1939 senza quasi incontrare resistenza, fu l'ultimo impegno dell'Esercito prima del secondo conflitto mondiale. Vittorio Emanuele lii Re d'Italia e Imperatore d'Etiopia divenne anche Re d'Albania. L'esercito albanese, che già negli anni precedenti era stato organizzato, istruito ed armato dagli italiani, entrò a far parte del Regio Esercito, che si , accrebbe così di sei battaglioni e quattro batterie albanesi, oltre ad unità della Milizia e a un battaglione della Guardia Reale, dislocato a Roma e dotato di pittoresche uniformi di gala.

Preparativi d i sbarco.

I

I


Sulla banchina d'i Durazzo.

Carri leggeri. 13 a Durazzo.


- -AllAVIGlllA DEllA·GUERRA- -

ORDINAMENTO 1934 (BAISTROCCHI) (Decreto n. 1723 dell'11 ottobre 1934) 100

Bilancio: 2.661.000.000 circa Forza bilanciata: 269.750 uomini Ferma: 18 mesi

89

_J ' :

I_

Jl:_ Fucile micragliacore Breda 30.

36

31

31

30 21

C O M A N D. I

REGGIMENTI

ORDINAMENTO P ARIANI (Decreto n. 2095 del 22 dicembre 1938)

_I:

Bilancio: 6.706.000.000 circa Forza bilanciala: 300,593 uomini Ferma: 18 mesi · .,

51

28 21

16

Geniere della Guardia alla Frontiera. 1938. Caporal maggiore degli Autieri. 1939.

COMANDI

I 100

100

REGGIMENTI

16

,,


Tenente Colonnello de i Carristi - l 9 36. 1\ de.rtrt1:

Mirragliacrice Fiac '35 su supporto per ri ro conrroaerei.

Sotto: Aurocarro SPA D ovLinque 37 eg u ipaggiaco per l'uso di aggressivi chimici.

Colonnello Comandan te del 55° Regg imento Fanteria "Marche". 1935.


---AllAVIGlllA DEllA GUERRA

Lanciafiamme.

Soldato del Reggimenco Cavalleggeri d i Monferrato - 1938 .

..,..


/

D,i sinistr,i: Tenence d i Com missariaro in un iforme esciva. 1936. Maggiore dei Granatieri in uniforme da visi ca. J. 93 7. Capicano di Artig lieria in u niforme estiva da eq ui tazione. 1938.

Autoambulanza su SPA 38 .

Mo rcaio Brix ia da 45 .


li SECONDA GUERRA MONDIAlE-

-

differenza della Grande Guerra, che aveva visto lo sforzo militare italiano concentrato quasi esclusivamente tra lo Stelvio e l'Adriatico, la Seconda Guerra Mondiale vide, fino al 1943, · l'Esercito proiettato all'esterno. L'Africa Orientale e l'Albania, la Russia e la Libia, la Iugoslavia e la Francia, la Grecia e la Tunisia videro l'impiego, con vicende alterne, dei nostri soldati.

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La campagna contro la Francia si concluse nel giro di pochi giorni senza apprezzabili risultati; assai più lunga, oltre sei mesi, quella contro la Grecia, combattuta in difficili condizioni climatiche e con un sostegno logistico inadeguato. Di breve durata fu pure la campagna di Iugoslavia, solo pochi / giorni, ma seguirono poi oltre tre anni di guerriglia. Dopo una fase offensiva iniziale le forze italiane in Africa Orientale, formate prevalentemente da truppe indigene, si posero presto sulla difensiva, resistendo per circa un anno. Un anno e mezzo durò la partecipazione italiana alla guerra contro l'Unione Sovietica; dopo la fase offensiva attraverso l'Ucraina fino al Don, alla fine del 1942 l' ARMIR (Armata Italiana in Russia) venne travolta da forze superiori in mezzi ed uomini. In Africa Settentrionale a un'iniziale puntata su Sidi el Barrani le forze del Commonwealth risposero con una controffensiva che le portò all'occupazione della Cirenaica. Seguì una serie di avanzate e ritirate culminate nell'estate del 1942 con l'avanzata italo-tedesca sino ad El Alamein, a 70 Km da Alessandria. Dopo tre anni di guerra l'armamento delle truppe italiane - che all'inizio del conflitto era, tutto considerato, non inferiore a quello degli altri belligeranti, tranne che per i mezzi corazzati - era divenuto superato sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. La prova venne ad El Alamein, a novembre, quando i cannoni e i carri armati britannici aprirono la strada alle loro fanterie, tenacemente ma inutilmente contrastati da Italiani e Tedeschi quasi privi di mezzi corazzati. Dopo El Alamein, con gli sbarchi alleati in Algeria e Marocco, le sorti dell'Africa Settentrionale erano segnate: la prima Armata italiana, attestatasi in Tunisia, riuscì a resistere fino al maggio del 1943.

Modello in scala di Carro Armato .M14/4l.

La guerra aveva ormai cambiato il suo corso: a luglio gli Alleati sbarcavano in Sicilia e, nonostante la resistenza incontrata nella piana di Catania, raggiungevano Messina per poi passare in Calabria. In quei giorni si era giunti a stipulare un armistizio, rimasto per il momento segreto, con gli Alleati, che lo annunciarono l'8 settembre, quando i comandi non erano ancora stati messi al corrente dell' imminente cambiamento della si tuazione. E' noto quel che accadde allora ai reparti, lasciati senza istruzioni adeguate. L'Esercito reagì al fulmineo attacco delle truppe tedesche, a Roma, a Cefalonia, a Corfù, in Montenegro, in Dalmazia, nell'Egeo, in Sardegna ed in Corsica ma, tranne che in questi ultimi due casi, la resistenza venne superata e, ad ottobre, quel che restava in armi dell'Esercito era concentrato in Puglia, Basilicata e Sardegna. Nell' Italia occupata dai Tedeschi ufficiali e soldati, scampati alla cattura e alla deportazione, passarono alla lotta clandestina, sia formando bande partigiane in montagna che agendo in città con compiti di sabotaggio e di informazione. Per valutare l'apporto dell'Esercito alla lotta partigiana basterà qui ricorda-


re i nomi del Generale Raffaele (adorna, Comandante del Corpo Volontari della Libertà, e quello del Colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, preposto al fronte clandestino militare di Roma, torturato e poi f ucilato alle Fosse Ardeatine. Al Sud, con i reparti rimasti e con i volon tari che erano riusciti a sottrarsi alla cattura e ad attraversare le linee, era costituito il Primo Raggruppamento Motorizzato che ent rava in azione a Monte Lungo l' 8 dicembre 1943 e restava poi in linea sino all'aprile del 1944 quando, divenuto Corpo Italiano di Liberazione con una forza di circa 30.000 uomini, poteva partecipare all'offensiva estiva alleata nel settore Adriatico. Le truppe italiane erancipoi ritirate dal fronte per essere riorganizzate su sei Gruppi di Combattimento, addestrati, equipaggiati, armati e vestiti all'inglese.

Cappello da bersagliere con celino grigio-verde.

Sotto: G iugno 1940. Le truppe esultano alla notizia dell'armistizio con la Francia

Quattro di questi Gruppi (vere e proprie Divisioni che però gli Alleati non volevano chiamare con questo nome) entrarono in linea nei primi mesi del 1945 partecipando all'offensiva finale ed entrando, con qualche reparto, a Bologna insieme alle prime truppe alleate. La causa alleata si giovò inoltre dell'apporto delle "Divisioni Ausili arie", addette ai servizi nelle retrovie e, in taluni casi, anche in linea. In quasi cinque anni di guerra l 'Esercito aveva avuto, sui vari fronti , oltre 246.000 morti e dispersi e centinaia di migliaia di mutilati e feriti.


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Lan( ieri di Milano


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Land<:ri di Montcbello

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Ca\'.tllcggcri di Saluzzo

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Cavalleggeri di Ales1.lndria

C3valleggeri di Lodi

Cavalleggeri di Luoc:1

Cavallegscri Guide

Ca\1allc::ggc::ri di Palermo

Cav:1llcg.sçri di S:irdcgn:1

Scuola e dep. di Cavalleria

Cav. Coloni~lc

Aniglicria

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An. Div, Motoriuate

Ari, paracadulista

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Aniglicria Costiera

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I FORMAZION E DI Gl.iERRA DELLA DIVISIONE :\L1TOTRi\SPORTABILE DI FANTERU TIPO :\. S. (1940)

SITUAZIONE NUMERICA DELLE DIVISIONI IL xo .GIUGNO 1940 E L'8 SETIEMBRE 1943

Com3ndo di diYhionc. 2 reggimenti di fanteria, ciascuno su 3 b:ict:iglioai. l compagnia mottai da 81 e 1 batteria d'accompagnamento da 65/ 17. 1 bawigJionc complementi. batt3gHonc mitraglicri. batt:iglionc carri L (eventuale). c-o mpagnia motocic1isti. compagnia cannonl da 47/32 contcocarri. reggimento di artiglic.ria su 2 gruppi d:i 75,127, l gruppo da 100/17 e 2 bat~ tt~rie da 20 e.a. 1 battaglione misto del genio. Servili (1 sezione d i sanità, 1 sezione di sussistenza, 1 autosezione mista).

Divisioni di f~mcria tipo 4 3 Divisioni di fan teria tipo 4 T

6

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Oi,·isioni ai pinç

Divisioni celeri Divisioni motociz.utc

Comprcnde,·a: 453 ufficiali, 594 sottufficiali, 9.931 truppa, 9.025 fucili e mo• schctti, 262 fociii miuagliatori, 232 mitragliatrici, 11'1 mortai da 45, 12 mortai da 81, 16 pez,i da 20, 8 pezzi da 47/32, 8 pezzi da 65/17, 24 pezzi da 75/27, 12 pezzi da 100/ 17, eventualmente 46 c~n:i L. 398 automezzi, 249 motomezzi, 36 trattori, 180 biciclette.

Oi,·isioni motoriz.i.ate tipo A. S.

f>ivisioni auto:rasport.:ibìli

FORMAZ IONE DI GUERRA DELLA DIVISIONE CORAZZATA (GIUGNO 1940)

Oi\·isioni :i.utotrJspOrt.:abili tipo A. S. D\\•i$iOni i:xir3cadutisti

Comando di d ivisione. l reggimento d i fanteria carrista, su 4 battaglioni. 1 reg gimento bersaglieri, su 3 bactaglioni (di cui 1 motociclisti e 2 autoporcaci), comp-agn.ia pezzi d a 47/32 e 1 autorcpar:to. 1 reggimento di artiglieria, su 2 gruppi da 75/27 e 2 batccric da 20 e.a. 1 compagnia mjsta del genio. Servizi {1 se;d o nc di sanità, 1 sezione di sussistl.!n7.a, 1 aucorcp:irto misto).

19

So

73

Comprendeva : 273 ufficiali, 484 sottufficiali, 6682 truppa, 5102 fucil i e moschetti, 76 fucili mitragliatori, 410 miuag1iatrici, 16 pezzi da 20, 1S4 cacci 1 e 184 pezzj da 37,. 40, 8 pc/.:r.i da 47/32, 24 pezzi d a 75/2ì, 581 automezzi, 11 70 motomezzi, 48 trattori. 39 hiciclcctc.

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FORMAZIONE DI GUERRA DELLA DIVIS10 1'E MOTORIZZATA (1940) Comando di divisione. 2 rc:ggimcnti di famecia, ciascuno su 2 batt~glion i, 1 comp:tgnia mouai d:i. 81, compag nia pc»i da 47f32 e 1 (o più) autorcpacto.

U)lfUnd!) d i di~isio1t( . 2 rc,qgirr.enti di f:ll'lt(ri;,, d1-, 1• r;t:I. 1.r.uno su J b11t11glK);"li, I eo111· fl:'IRni1 rnomi ds 8 1 e 1 bu• :crl1. d '-i«O•l'IPJ8•umen1Q d, 6S/17 2~ rtf.

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. 1 reggimcnro bersagHcri , su 3 battaglioni {di cui 1 motociclisti e 2 aucoponati), compagnia pezzi da 47/32 e 1 autoreparto. 1 battaglione mitraglieri . I reggimento di artiglieria, su 2 gruppi da 75/27, l gruppo da 100/17 e 2 batterie da 20 e.a. l battaglione misto del genio. Servizi (1 sezione d i sanità, 1 sezione di sussistenza con squadra panettieri, autoreparto misto) . Comprendeva in cifra tonda: 10.500 uom1ru circa, 168 fucili miccagliator!, 90 mi!ragliatrici, 56 mortai da 45, 12 mortai da 81, 16 pezzi da 20, 24 pezzi da 47/32, 16 pezzi da 75/27, 8 pezzi ,di 100/17, 531 automezzi, 11 70 motomczzi, 48 trattori. FORMAZIONE DI GUERRA DELLA DIVISIONE CELERE (1940) Comando di d ivisione. 2 reggimenti di cavalleria, ciascuno su 2 gruppi squadroni a cavallo e 1 squa· drone mitraglieci. 1 reggimento be1saglieri, su 3 battaglioni, 1 compagnia motociclisti e I compagnia cannoni d a 47/32 controcarri. 1 gruppo carri L. 1 reggimento di artiglieria celere, su 2 g ruppi motorizzati da 75/27, I gruppo • cavallo da 75/27 e 2 batterie da 20 e.a. l compagnia mista del genio. Servizi {1 sezione di sanità, 1 sezione di sussistenz.a, 1 autoreparto m isto).

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~ -~~Il fRONTE GRECO·AlBANESE~-~

Magg iore degli Alpini aggregaco allo Stato Maggiore

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Trasporto cli un ferico

Sciatore porta-ordini ed ufficiali d i un comando battaglione alpini. A sinistra: Artigliere. A lato: Mitrag liere della fanteria.

Sotto: Bersaglieri all'attacco.


Il fRONTE JUGOS1AVO

Autocarro blinda[O usato per la prorezione delle autocolon ne dai partigiani. Sotto: Carabiniere. ln basS<J et destra: Camicia nera della milizia fascista albanese e scudetti da braccio della stessa milizia.


Da .rinistra: Caporale del 73° reggimenco Fanteria "Lombardia". Cavalleggero addetto al traffico (moviere). Sotto: Bersaglieri motociclisti.


-

Il fRONTE DEll'AfRICA·ORIENTAlE-

Nelle foto in alto: Ufficiali ed ascari degli squadroni indigen i a Cassala. Sopra: Postazio ne difensiva nel Somalilancl. A sin istra: Capicano del LXIV baccaglione coloniale.


Buluc Basci capo del XLVI battaglione coloniale.

Il massiccio dell'Amba Alagi.

.Muncaz dell'XI battaglione arabo-somalo.

Granaciere della d ivisione

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Colonnello Comandante dell'80° Reggimeoco Fanceria "Roma" .

Cavalleria nella steppa.

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----~~-Il FRONTI RUSSO~ ~ SECONDA BATTAGLIA DIFENSIVA DEL DON ( DICEMBRE 1942) LE FORZE CONTRAPPOSTE NEL SETTORE DI ROTTURA

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Seconda baccaglia difens iva del Don (dicembre 1942).

Art ig lieria a Cavallo att raversa un corso d'acqua su un ponce di barche del Genio.


Alpini sciacori del battaglione "Monce Cervino".

Lanciafiamme dei Reparti d'Assalto della Fanteria.

Fanteria in azione nel bacino del Donez.

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Il fRONTE DEll'AfRICA SETTENTRIONAlE-

Aurocolonna di rifornimenti. Paracaducisca del 186° Reggimento "Folgore".

RRANCO

le offensiVe italo-tedesche e britanniche tra il 1940 ed il 1943

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GRAZI.ANI settembre 1940

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Carri medi italiani. A sinistra: Soldato libico del VI battaglione in grande uniforme.

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Caporale libico dei Meharisti.

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A letto: Caporale Artificiere del Genio. Nelle foto a destrct: Soccorso a un fe rito. In trincea.

Sotto: Guascacore all' assalco.


~ Il fRONTE INTERNO ESIClllA-

Siscema di difesa contraerea con fasc i luminosi per l'individuazione di aeromobili nem ici. Primavera '43: è cadma la Libia (JJumifesto a destra) e si intensificano i bombardamene i (mrmifesto r.1, sinistra,).

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NORME

n1 eafllCDO cltlla popolatioue ciJile In caso dl ~danne aereo,


Dopo un bombardamento: carabinieri ed elemenci <lell' "U .N .P.A." (Unione Nazionale Proceàone Antiaerea).

Sotto: Lo sbarco allea co in Sicilia e le pri me operazioni.

INVASIONE DELLA SICILIA ( LUGLIO• AGOSTO 194~

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- -l'OTTO SETTEMBRE 1943

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Nelle jòto accant() e in quel/et nel!,i J1agina et ficmco: Tre momenti della Resist enza italiana ai tedeschi a Roma , presso Porta S. Paolo, 10 secccm bre 1943. In hano: L'annuncio dell'A rmistiz io .

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Il messaggio di Badoglio /

· Eeeo U ~ letto ·1er1 Nl'll alla Radio alle ore, 19.42 dal Muaciallo Badoglio :

"li Governo italiano, ricono,ciuta l'impos · •ibilità di continuare l'impari lotta contro la aoverchiante pot.ensa avversaria, nell'inwnto di ruparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Na.ione, ha chie1to un armistizi.o al gen. Euenlwwer, comandant.e in capo delle Forze alleate angl.o-americane. ''La richie,ta è atata accolta. Conseguen· temente, ogni atto di ostilità contro le /orze angw- americane deve ce,,are da parte delle jo,w italiane in 08'" luogo. Bue, però, reagiranno .ad eventuali att(Jcchi ~a qualaiaai altra provenienza,,.


- -li GUERRA DI llBERAZIONE_~

Giu bba del Colonnel lo Giuseppe Cordero Lanza di Moncczemolo, che fu a capo del Fronte Mili care Clandestino, ucciso alle Fosse Ardeati ne. 24 marzo 1944.

Fante del 1° Ragg ruppamenco Motorizzato.

Linea invern.ale (&mard} Margine anter. posi~. della "Linc.a Gotic.a"

Li.ne:a di putenu offcnsiv2 di prim.21.·cr.1

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Av:anzate delle Armate Alle.ate in Tu.Li.a Av2nut.a ddl'.Escrc. hai. di l.ibcrn.

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Paracadmisci della "Nembo" ne lle Marche, escare ciel 1944 .


1943-45 GUERRA 0 1 LIBERAZIONE

P.ò!; 4 IO li 26 Se.t embre 1943

di pr ot.

ço~tì t uz i one 1 • llaggruppemento l~otorizzat Ò. -

I RAQQRtJPPAMENTO MOTOR)ZZATO (8 dicembre 1943): 67~ res._c,imento fanteria su 3 btg. dei qual i uno dello stesso 67°. uno del 93° ranteria. LI bersa~licri (d.istrozione A.U.C.); reggimento artiglieria mmoriu.ato su 2 gr. da 75/1 8 dell' l 1° aniglierla. CCCXIV gr. da 100.122, Xli gr. da 105/28. btr. da 20 ~m. dell' l J•; V battaglione controcarri, una compagnia mista genio, una sezione carabinieri, servizi.

I RAGGRU PPAMENTO MOTOR IZZATO (febbraio 1944): 68~ reggimento fanteria su 2 btg.;

A confer.ma or dini vei:ba1i dat i questa :mane ai comande.Dt i de l le d ~vi9 i oni 11Piceno11 e 11 Legnano~1 r esta s ta~il i t o quant o in appresso :

reggimemo bersaglieri su XIX e XXXIII btg.; banaglione paracadutisti, battaglione alpini con btr. someggiata, battaglione arditi~ immutati reggimento di artiglieria e repani del genio.

I.- So::l::l:o le: dat a del 28 e t>rr. , deve c ostituirsi i l " 1 • lle.ggruppamento )!o -

t orizza't o11 con le s eguenti Wli tà :

a )- Comando di r aggruppament o (S. M. e Q. G.); ·.. b ) - Un rgt . di ftr. motori z~eto, su:

- comando di . rgt . ( i l come:òdo 67 rgt . f anter ia); -un bt g . di f tr . motori zz ato (1/67 );

- un btg.ber.s agli eri mot orizzato ( 51 • btg . -UD

d' is_tr uzi one ); .

btg . di ftr. (1/93)

-una compagnia f uciloni "S" da 20 ( 2s o· );

CORPO ITAU '.)NO PI J JBERAZIONE (C.J.L.) (dal 17 aprile 1944): comando; Divisione '''Nembo" su: 183° e J84° reggimento (a formuione binaria). reggimento an:iglieria (su 2 gruppi), banagJione guastalOri, compagnia motociclisti, compagnia morrai da 81. compagnia minalOri, compagnia collegameriti. ser"izi; l Brigata: 4" reggjmenio bersaglieri (X IX e XXXIII btg.)1 4° reggimento alpini (b1g. Piemonte e t-.·1onte Granero), CLXXXV btg. paracadutisti. gn1ppo aniglieria someggiata da 75/ 13; Il Brigata su: 68° reggimento fanteria (su 2 btg.). battaglione marina " Bafilc". IX rcpano crassaJ. to. groppo aniglieria someggiata da i 511 3: n~reggimento aniglicria {su 5 gr. ed una ò1r. da 20 mm.): un &'T\lppo da l 49il 9. LI banaglione mis10 genio, sc.n ·izi.

-una sezi one salmeri e ;

e )- Un rgt . art. Dotori zzat o s u : - comand o di rgt . {il ~omando 11° rgt . art. d . a . "Mantova") ;

- due gr . ,da 75/18 T. Ll. '(del rgt : art . d. a • ."Llant ove. " ) ;

-un gr . da 100/22 T.ld. (·i l CCCXIV); - un gr . da

- una btr .

105/28 ( i l XII); da 20 e . e. . ( del r gt . ,

- 2 e . p . da 47/32 (16· e 56° ) ; -5· · ep .• c arri L 35 J.. f . ; e ) - una c p . ,mista d e.l genio , con un pl ototae · ar'tieri,un pl otone t~legràfi sti ,

"FOLGORE": rgt. paracadutisti "Nembo", rgt. marina "S. Marco", un rgt. artiglieria. CLXXXIV bt,g. misto genio, servizi; "LEGNANO": 68° fan1eria (con il btg. d'assalto "Col. Moschin"}. rgt. fanteria Speciale (sui btg. alpini "Piemonte" e "Abruzzi". btg. bersaglieri "Goi<o"), li° aniglieria, L1 btg. misto genio, serviti~ ..MANTOVA ..: 76° e 114e. fanteria, J)~ artiglieria, CIV b1g. misto ger,io. servizi;

"PICENO": 235• e 236• fanteria, 152° aniglicria, CLII btg. misto genio. servizi. Il gruppo a$sume k funzioni di Ccntr0Addestramen10 Complementi per f orze Italiane di Combattimento e nel febbraiol946 si scioglie per dare vii, alle Scuole Centrali delle Varie Armi. lnoltre, 5 "divisioni" inserite con mansioni preminentemente logistiChet nelle Annate 5° americana e 8° britannica. operano sia in prima linea sia nelle retrovie - con altre minori unità anche esse dinmamente di;,tndenti d.ai :omandi alleati - con un totale di 200.000 uomini.

un pl otone ~rconis t i ; f )-una sezione CC . RR .; g}- Servizi:

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" FRICLI": 87° e 88° fanteria (quest' uhimo cot1 un btg granatieri), 35° artiglieria. un btg. misto

genio. servizi:

art. e .a. "Jllantova ") ;

d) -V btg. contro ea.rri su: - coma.odo di btg.;

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GRl iPPI DI COMBATTIMENTO (dal settembre 1944): "CREMONA.": 21• e 22• fanteria, 7• aniglieria. CXLIV BTG. misto genio, ser\'izi:

nucleo su s s i 9te nz a

L'ord ine di costiruzione del (26 settembre 1943).

1. 0

Raggruppamento Motorizzato

Lo sviluppo del la partecipazione dell'Escrcico alla Guerra di Liberazione.

Monte Lungo, 8 dicembre 1943.


- -li GUIRRA DI llBIRAZIONI

Artiglieri apprendono l'impiego delle nuove armi.

Sotto: Soldato dei Gruppi di Combattimento in tenuca estiva.

Postazione d i morcai a sud di Comacchio


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Fanti del Gruppo di Combattimento "Cremona". A destra: Tenente d 'artiglieria del Gruppo di Combattimento "Folgore" .


-

l'ESERCITO DEllA REPUBBllCA-

a guerra perduta, la definitiva caduta del fascismo e l'epurazione, il referendum istituzionale che vide prevalere la repubblica su lla monarchia, una difficilissima contingenza economica e le clausole restrittive del trattato di pace segnarono i primi anni della ricostruzione dell'Esercito. Nonostante la diversa opinione del Generale (adorna, Capo di Stato Maggiore tra il 1945 ed il 1947, si preferì tornare all'esercito di larga intelaiatura. Fino al 1949 ed all'adesione dell' Italia al Patto Atlantico, l'assestamento fu piuttosto lento e l'esercito di campagna poteva contare in quel momento su sette Divisioni di Fanteria - due delle quali motorizzate - ed una Brigata / Corazzata, incomplete nella forza e nei mezzi. L'assistenza americana, che sostituì quella britannica, permise di superare le difficoltà e nel 1953 l'esercito di campagna disponeva di 10 Divisioni di Fanteria, 3 Divisioni Corazzate e 5 Brigate Alpine, oltre ai supporti tattici e logistici. Proprio nell'estate di quell'anno, il timore di un colpo di mano iugoslavo su Trieste ancora "Territorio Libero" sotto l'amministrazione degli Alleati - portò al richiamo alle armi di un limitato contingente e ad un potenziamento dello schieramento sulla frontiera orientale. L'anno successivo, comunque, la questione di Trieste era risolta ed il 26 ottobre, sotto la pioggia ed aprendosi a fatica il passaggio tra la folla scesa nelle strade per festeggiarli, i soldati italiani tornavano nella città giuliana. Il 4 novembre veniva festeggiato con una grande parata alla presenza del Presidente della Repubblica, Einaudi, che conferiva al gonfalone della città la Medagli a d'Oro al Valor Militare. La difesa della frontiera orientale - la cosiddetta "soglia di Gorizia" - era, nell'ambito della NATO, la priorità assegnata all'Esercito e tale rimase fino agli inizi degli anni '90. Negli anni '70, per far fronte ad una lenta ma progressiva perdita di efficienza dello strumento militare, si procedette ad una prima ristrutturazione, che l'ordinamento del 1975 sancì riducendo la forza di un terzo. Questa ristrutturazione, che incise prevalentemente sui reparti operativi, si rivelò insufficiente cosicché si dovette procedere a dei tagli verso la metà degli anni '80 e ad un adeguamento nel 1990-91, abolendo le divisioni ed autorizzando al contempo, con sempre maggiori facilitazioni, l'obiezione di coscienza. Tutto questo mentre iniziavano le missioni all'estero, sotto la guida della Forza di Intervento Rapido, missioni che si sarebbero poi susseguite dopo il collasso del blocco sovietico, così da rendere sempre più necessario un nuovo modello di difesa, che si è cercato di realizzare passando gradualmente da un esercito di leva ad un esercito di mestiere.

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Personale del servizio sanitario presta soccorso ad un ferico.

Esercizi di "salto dal celo" di fanti del Reggi mento "Sassari" di stanza a Trieste.


Nucleo di rilevazione radiazioni ato miche della scuola N.B.C.

lstruzion i presso il centro tecnico delle crasmissioni.

La folla fescante accogl ie l'ingresso delle eruppe dell'Esercito Italiano a Trieste ne ll'ottobre 1954.

1

Antiche bandiere di guerra e labari sull'Altare della Patria

...-


-~~_ ESERCITO DI TRANSIZIONE- ~

e truppe italiane dell'Esercito di Liberazione erano, alla fine del conflitto, ripartite in tre categorie a seconda della dipendenza e dell'impiego e consistevano in: ITI-ITI su tre divisioni di sicurezza interna e truppe di comandi ed enti interni; BR-ITI ripartite in cinque gruppi di combattimento e cinque divisioni amministrative; US-ITI suddivise in un comando equivalente al corpo d'armata e due divisioni amministrative. Un complesso di circa 320.000 uomini, 180.000 dei quali andarono in congedo entro la fine del 1945. Il 14 novembre 1945, su disposizione del quartier generale alleato in Italia, l'Esercito tornò sotto l'autorità del Governo italiano. / In attesa delle clausole del trattato di pace di Parigi, l'ordinamento dell'Esercito di Transizione venne concordato tra i rappresentanti della Military Mission of the ltalian Army ed il Ministero della Guerra italiano. Esso prevedeva un comando centrale (Ministero e Stato Maggiore Esercito); una organizzazione militare territoriale, basata sui Comandi Militari Territoriali, i distretti e i depositi; truppe per la protezione delle frontiere, le quali oltre ai gruppi di combattimento ed al Reggimento "Garibaldi", dovevano includere almeno due gruppi alpini, da costituire; truppe per la sicurezza interna, comprendenti tre divisioni e una brigata territoriale; scuole per addestramento, cioè l'Accademia Militare ed il Centro di Addestramento di Cesano; unità varie dei servizi. La consistenza dell'Esercito di Transizione fu stabilita in 140.000 uomini. La ridotta forza numerica e la povertà degli armamenti limitavano di molto le possibilità operative dell'Esercito, in grado tutt'al più di garantire la sicurezza interna e l'ordine pubblico. Nel gennaio 1947 la struttura operativa dell'Esercito italiano era basata su cinque divisioni di fanteria binarie, dieci reggimenti di fanteria autonomi (di cui tre alpini, uno bersaglieri e uno granatieri), cinque gruppi esploranti di cavalleria, tre brigate di fanteria oltre a undici Comandi Militari Territoriali, undici centri addestramento reclute, scuole ed enti vari.

l

Trasporto di reduci di guerra verso i ceneri di accoglienza.


DISLOCAZIONE PRINCIPALI UNITÀ NELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA Legenda: xx §J : Dlv, c:0t. xx (gJ : Dlv, f.

D :

Accademia MUitare

~

: SCUO,a RII. UN. Compi.

~

: Scuota RII. SottuffldaU

(?s3 , rg1.1.

m:

LJ: ~

gr. a. mon.

gr.a.

: cp.g.

Picchecco di alpini del ricoscicuico Esercito 1caliano. XX

(gJ CIVITAVECCHIA

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r-,.U,,.,

.... ~

XX

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i=,

Personale del corpo vecerinario in una infermeria q uadrupedi . Sottocenence armaco con p iscola americana Cole .Ml 91 l..

Assistenza ai reduci di guerra che rimpatriano.

Bersaglieri armaci di m icra Thompson fornico dagli Inglesi.


-

l'ESERCITO OEl TRATTATO 01 PACE-

e clausole militari del trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 prevedevano, tra l'altro: lo smantellamento di tutte le fortificazioni alpine ai confini con la Jugoslavia e la Francia e di quelle costiere in Sardegna e nelle isole della Sicilia; il divieto di possedere e sperimentare armi atomiche, missili, razzi e cannoni con gittate superiori ai 30 km; la limitazione all'impiego di soli 200 carri armati; una forza effettiva massima di 250.000 uomini alle armi per le tre forze armate e i carabinieri. Nella ricostruzione dell'Esercito, il Governo italiano preferì adottare la formula collaudata e tradizionale del servizio ob/ bligatorio di leva, con una ferma di 18 mesi, anziché seguire gli orientamenti alleati, che auspicavano la creazione di un esercito volontario. Nel 1948, alla vigilia dell'ingresso dell'Italia nella NATO e sull'onda della crescente tensione interna ed internazionale, l'Esercito aveva assunto la seguente fisionomia ordinativa: cinque divisioni di fanteria binarie, due divisioni di fanteria ternarie, una brigata corazzata, dodici reggimenti di fanteria autonomi, sette gruppi di artiglieria autonomi, undici comandi militari territoriali, novantacinque distretti militari, undici centri addestramento reclute, cinque centri di addestramento avanzato, sedici scuole oltre all'Accademia di Modena, alla Scuola di Cooperàzione Varie Armi e al Corso di Stato Maggiore di Civitavecchia. La deficienza di organici e la mancanza di moderni mezzi da combattimento compromettevano l'efficienza operativa dello strumento, che non risultava adatto all'impiego bellico in un moderno scenario convenzionale.

l

Riparaz ione d i cingoletta Universal.

A destra: Istruz ione formale con fucile Enfìcld di orig ine bri cannica.

Bacceria d i obici d i p rovenienza ing lese da 88/ 27.


Obice da montagna da 75/1 3.

Esercitazione a fuoco con mortai inglesi da 51 p resso il 5° Centro Addestramento Reclute.

Cannone concrocarri da 5 7/50 apposcaw nei pressi di Triesce.


~ -ADESIONE AllA NATO--_~-___

N

Bersaglieri d i Lln Reggimento corazzaro in addescramenco g innico-sportivo.

el 1949, l'adesione dell'Italia al Patto Atlantico aprì una nuova fase di sviluppo. Grazie all'incremento delle spese per la difesa e al piano di aiuti militari varato dagli Stati Uniti, che comprendeva anche notevoli commesse all'industria bellica italiana, l'equipaggiamento e l'armamento vennero sempre più ad avvicinarsi ai livelli quantitativi e qualitativi degli altri paesi dell'Europa occidentale. Per quanto riguarda la struttura organica, venute di fatto a cessare le limitazioni stabilite dal trattato di pace, i nuovi programmi previdero un esercito costituito da: dieci divisioni di fanteria su formazione ternaria; due brigate corazzate da trasformare in divisioni; cinque brigate alpine oltre a , numerose unità di supporto di vario tipo. Al l'istituzione dei comandi integrati NATO di scacchiere fece riscontro la ricostituzione di grandi unità complesse a livello corpo d'armata destinate ad inquadrare i reparti dislocati nelle regioni nord-orientali, le più minacciate dal blocco sovietico. La trasformazione delle grandi unità elementari, basata sull'adozione del materiale di modello statunitense in sostituzione di quello di origine britannica e sulla graduale adozione di procedimenti di impiego di tipo americano, fu attuata negli anni immediatamente successivi, mentre restarono sostanzialmente immutati il sistema dei comandi territoriali e l'organizzazione addestrativa. Il progetto di ampliamento dell'esercito si rivelò però sovradimensionato rispetto all'effettiva disponibilità di uomini e di mezzi e all'esigenza primaria di non far scadere il livello qualitativo delle unità. Fu giocoforza perciò rinunciare al completamento delle unità schierate nel centro e nel sud, che restarono quasi tutte ad un grado di approntamento inferiore al previsto. L'inizio della Distensione portò ad una ulteriore contrazione dell' organico dell'esercito, che alla vigilia della ristrutturazione del 1975 era così strutturato: cinque divisioni di fanteria parzialmente meccanizzate, due divisioni corazzate, cinque brigate alpine, una brigata di cavalleria, quattro brigate di fanteria, una brigata missili oltre ad unità di supporto e dei servizi.

Reggi memo di Cavalleria corazzaca montato su carri M47.

Modello in scala cli Carro Armaco .M .47 della Divisione Corazzata "Ariece"


Carristi schieraci al termine di Llna esercitazione.

Generale passa in rassegna una Compagnia di Fanteria.

Cannone contraerei da 90/50 ad asservimento rada r.

Muli dell'artiglieria da montag na sfilano ai Fori Imperiali.


~~---RISTRUTIURAZIONI Dll 1915-

I

Ponce gallegg iante tipo Krupp Man cli un battag lione p ionieri.

Squadra di Bersaglieri sbarca da un cingolato da Lrasporto truppe VCC-1.

ntorno alla metà degli anni '70, sorse nuovamente la necessità di ridurre l'ordinamento dell'esercito allo scopo di devolvere maggiori risorse alle spese di potenziamento e ammodernamento dei materiali, rese indispensabili dall'apparire sul mercato di armamenti sempre più sofisticati. La ristrutturazione del 1975 comportò: l'abolizione del livello reggimentale; la contrazione organica di un terzo delle unità operative; l'adozione del modulo standardizzato NATO di brigata; l'incremento della capacità di fuoco controcarro, ottenuto con la ridistribuzione di materiali già in linea e l'immissione di nuovi; l'accentuazione della mobilità mediante l'integrale meccanizzazione e motorizzazione delle grandi unità. Il riordinamento fu , accompagnato da una legge promozionale che destinò ingenti risorse finanziarie all'acquisto di nuovi armamenti ad elevato contenuto tecnologico, in gran parte prodotti dall'industria nazionale. L'organizzazione operativa comprendeva: tre corpi d'armata, due divisioni corazzate, due divisioni meccanizzate, tredici brigate meccanizzate e motorizzate, cinque brigate corazzate, cinque brigate alpine, una brigata missili, una brigata paracadutisti oltre a reparti di supporto e servizi. L'organizzazione territoriale era formata da sei comandi militari territoriali di regione, il comando militare della Sardegna, sedici comandi militari di zona e sessantadue distretti militari. La ristrutturazione comprese anche dei provvedimenti per migliorare le condizioni di vita dei militari negli accasermamenti, realizzando una più razionale utilizzazione delle infrastrutture, l'adozione di nuove norme sulla disciplina militare (nel 1978) e l'istituzione dell'organismo delle rappresentanze militari, come strumento di saldatura tra lo spirito di disciplina e i principi democratici della nostra Costituzione. Si trattava, quest'ultimo, di un provvedimento innovatore di rilievo che f ungeva da raccordo tra i vertici ordinativi e le varie componentJ della Forza Armata, compresi i militari di truppa, su questioni inere ti· Ca gizione militare.


Carro armato Leopard-1 in dotazione alle un ità d i Fanteria Carrista e d i Cavalleria.

Sotto: Lanciamissili concrocarri fì loguiclaco Tow in pc>scazione sul poligono del CeJi ina-Med una.

LE GRANDI UNITÀ DALL'ESERCITO DI TRANSIZIONE ALLA RISTRUTIURAZIONE DEL 1975 A NNI

DIVISIONI di F.

8RIGATE di F.

CREMONA FOLGORE FRIULI LEGNANO MANTOVA

Semovence d'artiglieria .M109G da 155/23 in cooperazione con un elicottero AB206.

8RIGATEALP.

BRIGATECOR.

DIVISIONI COR.

NOTE

ESERCITO DI TRANSIZ IONE

1946

AOSTA CALABRIA REGGIO

(I) gjàGt.di cbl. (2) gjl Divisioni S.I.

(2)

(I)

RIORGANIZZAZIONE DELL'APPARATO

1948 1948-51

CREMONA FOLGORE FRIULI LEGNANO MANTOVA AOSTA AVELLINO GRAN.DI SARD.

JULIA

/

/95 / -53 CREMONA

(3) sciolta oel 19S8 ARIETE CENTAURO POZZUOLO DEI FRIULl(3)

IULIA TRIDENTINA TAUR!NENSE CADORE OROBICA

FOLGORE FRIULI LEGNANO MANTOVA AOSTA AVELLINO GRAN.DI SARD. PINEROLO TRIESTE 196 1-62 CREMONA FOLGORE LEGNANO MANTOVA GRAN.DI SARD.

ARIETE CENTAURO

FRIULI AOSTA AVELLINO PINEROLO TRIESTE FOLGORE(5)

JULIA TRIDENTINA TAURINENSE CADORE OROBICA

POZZUOLO DEL FRIULl(4) lii B.MISSILI (6)

ARIETE CENTAURO

(4) c~tin1ita ne.I

1957 come B. Ca,•. ($) 8. par.costituiL3

nel 1953 (6)oosti1uiro. ne.I 1959

RISTRUTTURAZIONE

1975 MANTOVA FOLGORE

BRESCIA GORIZIA ISONZO TRIESTE LEGNANO 3 3 GOITO 8 3 GARIBALDI GRAN. DI SARD. FOLGORE (7)

CREMONA ACQUI FRIULI PINEROLO AOSTA

JULIA TRIDENTINA TAURINENSE CADORE OROBICA

323 MAMELI 132aMANIN 3J'CURTATONE VITTORIO VENETO POZZUOLO DEL FRIULI 33 AQUILEIA (8)

ARIETE CENTAURO (7) B. pat. (8) B. msl.


CADUTA OEl PATIO .DI·VARSAVIA~

el periodo della Guerra Fredda, il compito principale dell'Esercito era chiaramente definito: la difesa della frontiera orientale col concorso delle forze armate alleate americane e portoghesi. La paventata invasione delle forze del Patto di Varsavia dominava la pianificazione operativa italiana e quella della NATO. La minaccia del ricorso ad armi nucleari, batteriologiche e chimiche in caso di conflitto tra i due blocchi contrapposti era considerata molto reale. L'Esercito era struttur'ato per operazioni belliche difensive ad alta intensità da condursi ai confini con l'Austria e la Jugoslavia, sostenuto da un ben organizzato dispositivo logistico ad immediata disposizione nelle retrovie. , Nel corso degli anni '80 la situazione cominciò a mutare, prima con la missione di pace in Libano, poi con la nascita della FoPI, su base della brigata "Acqui", col compito di concorrere alle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità, per giungere alla costituzione della FIR, unità interforze caratterizzata da elevata mobilità tattica e strategica per l'intervento immediato contro minacce interessanti l'intero territorio nazionale. La caduta del muro di Berlino e la dissoluzione del Patto di Varsavia hanno determinato un completo cambiamento di indirizzo operativo, che ha proiettato l'Esercito italiano verso tipologie di missioni umanitarie e di mantenimento della pace a carattere internazionale in paesi lontani anche migliaia di chilometri dalle basi di alimentazione logistica della Madre Patria. In campo ordinativo, scomparsa la minaccia di invasione del territorio nazionale da parte di potenze straniere, si è proceduto a notevoli riduzioni organiche, che hanno interessato sia la componente operativa che quella territoriale e logistica. Nel 1986-1987 sono così scomparsi i comandi di divisione ed i comandi militari di zona, tra il 1989 ed il 1991 sono state sciolte sei brigate, poi ulteriormente ridotte fino alle attuali tredici. Nel 1992 un nuovo provvedimento di carattere organico ha ripristinato il livello reggimentale, seguito dalla costituzione del Comando Forze Operative Terrestri, con lo scopo principale di uniformare l'addestramento e la pianifica. zione e assicurare unicità di indirizzo alla preparazione e all'impiego delle grandi unità in attività operative. Recenti innovazioni a carattere organico sono state la costituzione del Comando FOP, poi tramutato in Comando di Corpo d'Armata delle Forze di Reazione Rapida e dei Comandi di Brigata di Supporto Tattico e Logistico.

N

Addestra mento al combattimento .

Esploracori d i un g ruppo squadroni d i cavalleria appoggiaci da un blindato Fiac 66 14.


Carri Leopard-1 equi paggiati di simulatore di ti ro Hoffman.

••


ARMAMENTI ED EQUIPAGGIAMENTI ANNI '50 E'60

ino all'adesione dell'Italia alla NATO, l'Esercito italiano era armato ed equipaggiato come quello inglese, con alcune dotazioni del vecchio esercito monarchico, risalenti al secondo conflitto mondiale. L'ingresso nel Patto Atlantico comportò la fornitura da parte americana e canadese di ingenti quantitativi di armi e materiali d'ogni sorta, che consentirono di sostituire quasi integralmente, nel giro di pochi anni, le dotazioni d'origine britannica. Così dal moschetto Mod. 91, dal MAB, dal fucile Enfield si passò al Garand ed alla carabina Winchester, come dai fucili mitragliatori Breda Mod. 30 e Bren si passò al Bar americano. La pistola d'ordinanza rimase, invece, la Beretta Mod. 34, mentre alla mitragliatrice Breda Mod. 37 si affiancarono le Browning da 7,62 e 12,7 mm. Il mortaio da 81 italiano rimase in dotazione accanto a quelli americani da 60 e 107 mm. Come armi controcarro giunsero in quantità lanciarazzi Bazooka e cannoni senza rinculo di vario calibro, che presero progressivamente il posto dei cannoni a traino da 6 e 17 libbre inglesi. L'obice da 25 libbre fu sostituito dal 105/22 statunitense, sia nella versione a traino che semovente: nel settore delle armi contraerei ai cannoni da 90/53 si affiancarono i 90/50 americani ed i 94/50 canadesi. Tra le artiglierie rimasero in linea vari pezzi di provenienza italiana come gli obici da montagna da 75/13, 100/17, 105/14 e gli obici pesanti da 149/19 e 210/22, accanto a materiali di nuova introduzione come il 155/23 e il 203/25 anche di tipo semovente. Le forze corazzate furono equipaggiate prima con carri medi Sherman e leggeri Stu'art, cambiati in seguito con M24, M26 ed M47. La fanteria meccanizzata passò dalle cingolette inglesi ai semicingolati Half Track, mentre l'artiglieria ricevette vari semoventi cacciacarri M10, M18 ed M36 oltre a mitragliere e cannoni contraerei (da 12,7 - 20 - 40 mm). Nel 1951 si costituì il primo reparto d'aviazione per l'esercito dotato di aerei leggeri da osservazione, in seguito affiancati da elicotteri tipo AB.47 e AB :204. Gli anni '50 e ' 60 furono caratterizzati anche dalla costruzione ai confini orientali di una imponente rete di capisaldi di forti ficazione permanente, armati con cannoni, mitragliatrici e mortai, che avevano la ~ funzione di imporre una prima battuta d'arresto all'eventuale ·invasore e di incrementare la capacità di ~ • resistenza di t re principali linee difensive appog' · giate in pianura ai fiumi Isonzo, Torre e Tagliamento.

F Mortaio su semovente A.106 della fanteria meccanizzata.

Rampe lanciamissili concraeri Hawk sfilano a Roma il 2 giugno.


Uniformi dell'esercico degli anni '5 0.

Carro armaro M60al della Divisione corazzata "Ariete".

Discesa da elicoccero AB204 dell'Aviazione Leggera dell'Esercito.

Veicolo corazzato da trasporto eruppe M l 13.

Caricamento di cannone

M59 da 155/45.


1•1NT1 ID IQUIPAGGIAMINTI INI 10, 80 I'90

ll'inizio degli anni '60 l'armamento della fanteria italiana venne quasi completamente rinnovato, con l'adozione di una nuova generazione di armi portatili, mortai e missili controcarri, ·in gran parte prodotti in Italia su licenza straniera. Il munizionamento delle armi leggere venne unificato al calibro 7.62 mm NATO impiegato dal FAL BM59, dal fucile Garand ricalibrato e dalla mitragliatrice bivalente MG42/59 utilizzabile, quest'ultima, sia su bipiede, che su treppiede che a bordo di mezzi corazzati ed elicotteri. Vennero introdotti nuovi mortai da 81 e 120 di concezione francese, impiegabili anche su semovente corazzato, missili controcarri filoguidati SS11, Cobra e Vigilantes per l'impiego da terra o su camionetta e bombe da fucile Energa. La fanteria iniziò a dotarsi anche di veicoli corazzati da trasporto truppe completamente cingolati tipo AMX12 ed M113, in grado di accompagnare su ogni tipo di terreno i carri armati. Sempre nel corso degli anni '60, l'artiglieria rinforzò la propria componente semovente, eliminò tutti i vecchi materiali di origine nazionale risalenti alla seconda guerra mondiale, introdusse il cannone contraerei da 40/70 ed awiò l'acquisizione dei primi sistemi missilistici contraerei Hawk e terra-terra Honest John. Negli anni '70 ed '80 le truppe corazzate hanno completamente rinnovato il proprio parco mezzi, standardizzato sui carri M60A 1 e Leopard 1, realizzati su licenza in Italia. E' continuato il processo di meccanizzazione della fanteria con nuove versioni più protette dell'M113 e l'adozione del blindato d'assalto anfibio LVTP7 per i lagunari, al posto dell'LVT.4 mentre le difese controcarri sono state sensibilmente rinforzate con l'entrata in servizio dei sistemi missilistici della seconda generazione tipo Tow e Milan. L'artiglieria ha introdotto in linea i semoventi M109 ed M107, l'obice-cannone FH70 ed il missile tattico su rampa cingolata Lance. La com ponente di volo dell' ALE si è notevolmente ampliata con elicotteri t ipo AB.205 , AB .206, AB.212, A.109, CH-47( ed aerei leggeri SM1019. Gli anni '90 hanno visto l'àdozione della pistola Beretta Mod. 92, del fucile d'assalto AR?0 / 90, della mitragliatrice leggera Minimi, dei lanciarazzi controcarri Folgore e Panzerfaust-3, di fucili a pompa e di precisione, di blin dati ruotati Fiat 6614, VM90P, Centauro, dei semoventi d'artiglieria M109L e M110A2," del lanc·arazzi da saturazione d'area MLRS, dei sistemi issilistici contraerei Sti ger e Skyguard-Aspide, del semovente contra dam, degli elicotte AB.412, A.129 ed aerei Dornier 0022 e Piaggi

A

Carro Pionieri Leopard 1

Bersag liere armato di fucile d'assalto 13ererca AR70/90.

Un iformi dell'Esercito degli anni '70.


Fucile-mitragliatore Minimi calibro 5,56 mm .

Lanciamissili contraerei a corea gittata Stinger.

Souo: Elicottero d'attacco A 129 Mang usta. Lanciamissili concrocarri fi loguidaco Milan munito di visore a camera termica.

.,.,.


MISSIONI DI PAGE All'ESTERO, INTERVENTI IN ORDINE

Alpino della Brigata "Taurinense" nel corso dell'operazione "Albatros" in Mozambico.

".

'

Italia, appena completata la prima fase del suo processo di Unità nazionale, sentì immediatamente la necessità di inserirsi in quello che allora si chiamava il "concerto delle potenze", quell'architettura di sicurezza, informale ma effettiva, che riuniva le più potenti nazioni europee nella seconda metà del secolo XIX. Contribuire alla sicurezza e alla stabilità è stato un elemento costaAte della politica italiana, dal concerto delle potenze passando per la Lega delle Nazioni per finire alle attuali missioni su mandato dell'ONU o della NATO. Dal 1896 ai giorni nostri, infatti, le Forze Armate italiane, hanno partecipato attivamente a numerosi corpi di spedizione multinazionali. Tranne qual, che eccezione, come la missione per sedare la rivolta dei Boxers in Cina nel 1900, queste forze militari internazionali hanno avuto il-compito di riportare la pace e la stabilità politica e sociate-tn territori stranieri in preda a guerre civili o a lotte interne-ovvero di ridurre la conflittualità tra nazioni belligeranti., Le missioni di sicurezza internazionale vengono generalmen te orchestrate eia organismi sovranazionali, i:>revto -accordo t r,a i contenden. 1 vedono ~intervento di forze armate provenienti da tti i continenti del globo. Le più importanti operazio. di questo genere, cui ha preso part~ l'Esercito ita·ano, sono state quelle di Crèta t1896 - 1897), clel ìbano (1979 - 20,04), della Somalia 1 ( 1949 - 1959 e 992 - 1994), della Namibia (1989 - 1990), del Mozambico (1993 - 1994), dell'Albania (1997, 1999 - 2004), di Timor Est (1999 - 2000), della Bosnia (1995 - 2004), del Kossovo (1999 - 2004), del~a Macedonia (1998 - 2004), del Ruanda (1994), dell'Afghanistan (1989 - 1990, 2002-2004) e dell'Iraq (2003 - 2004). Alcune più recenti missioni di pace all'estero, come quella in Kurdistan (1991) ed in Albania (1991 1993), hanno avuto carattere esclusivamente umani1:ario per prestare soccorso a popolazioni civili soffeenti della guerra, della fame e della miseria. 'Esercito italiano ha partecipato, sovente, anche a ptccole missioni di osservatori per supervisionare il rispetto di accordi di cessate il fuoco tra eserciti contrapposti ed a commissioni internazionali per la delimitazione dei confini di stato (Serbia - Bulgaria 1885, Tessaglia 1897 - 1898, Vilnius 1920 - 1922, '2 Tracia 1925, Kashmir 1949 - 2004, Medio Oriente 1958 ;:..-2004, Li bano 1958, Yemen 1963 - 1964, India - Pakistan 1965 " - 1966, Iran - Iraq 1988 - 1991, Iraq - Kuwait 1991 - 2002, Iraq 1991 -·2004, Sahara Occidentale 1991 - 2004, El Salvador 1991 - 2002, Cambogia 1992 - 2002, Mozambico 1991 - 1992, ex Jugoslavia 1991 - 2004, Kossovo 1998 - 2004, Congo 1999 2004, Etiopia - Eritrea 2000 - 2004). Tra le missioni di sicurezza internazionale sono da annoverare anche quelle meno note svolte in: Cina • nel 1937 - 1938, per mantenere il controllo delle le-

l


fUBBllCO ECAlAMITÀ NATURAll IN ITAllA

Paracadutista della Brigata "Folgore" nel corso dell'operazione "Vespri Siciliani".

Morivazione della decorazione dell'Ordine Mil itare d' Italia confcrirn alla Bandiera del Conringente Italiano in Libano: "/nvùru, in ,erm libanese ,ull'nmhilo ,li ,ma farz11 1111t!ti1111zùm11/e di p,zcr., d,w11 mimbile prova di cffitit:nm militare t di s11/d11 diJfi.. p!iun, prodigmulosi, per dicùtsse11e mesi_, iu rompleJSe opern.zitmi per In protezione dei ,wmpi pnlrstinesi minacciati di sterminio ed in multiformi, inctJJllllf.i attività unumita.rie, assistenziali t di pnc~/ìraziom.· in 111lnrt11 di cruellli scontri fot opposrc fazioni. Promo ad ogni sacrificio, 1criveva fm dù11gi, insidie e pericoli, 111ut fi,{eJdn p,1gi1111 rii generoso ,t!1n1ismo, di nrdimemo e nb111g,1zio11e imponendosi al rùpetto dei cbnu,ulemi e .msci11mdo l'nmmimzio~ "' rlt:i 1'1usi nllenti impegnati II Bti,·ur t del mout!o intero·:

Beirut 26 serrembrc 1982 - 26 febbraio 1984

gazioni dei paesi occidentali a Shanghai; prevenire atti di forza giapponesi; a Fiume nel 1922 - 1923, per garantire la sicurezza della città fino all'entrata in vigore degli accordi di Roma; a Rodi nel 1919 - 1921, per assicurare l'ordine pubblico in attesa dell'esecuzione degli accordi di Parigi; in Palestina nel 1918 - 1921, per la sorveglianza del Santo Sepolcro e della Legazione d'Italia, oltre a quelle svolte nell'immediato primo dopoguerra, miranti all' occupazione di territori delle potenze sconfitte degli Imperi Centrali. Terminate le operazioni belliche nel novembre 1918, diverse unità italiane si trovarono, infatti , ad esercitare il controllo di porzioni di territori, quali il Tirolo, l'Anatolia, la Bulgaria, la Dalmazia, la città di Costantinopoli, delle nazioni che avevano perduto la guerra, spesso in applicazione di trattati di pace o di accordi interalleati. Altre operazioni, come quella in Ruanda, in Etiopia e in Somalia, hanno avuto lo scopo di evacuare cittadini ,n'azionali a rischio, sorpresi in paesi in preda al caos, sconvolti da cruente lotte intestine o quello di garantire la libertà e la sicurezza del vot o in numerosi plebisciti, che definirono l'Europa uscita dalla pri ma guerra mondiale (Teschen 1920, Allenstein e Marienwerder 1920, Klagenfurt 1918 - 1921, Alta Slesia 1921 -1 922, Sopron 1921 - 1922, Saar 1934 - 1935). Da ricordare infine le missioni di addestramento impegnate nell'assistenza e nell'istruzione delle forze armate e di sicurezza di paesi amici e alleati (Macedonia 1904 - 1911, Cile 1909 - 1911, Grecia 1909 - 1923, Albania 1918 - 1920, Cecoslovacchia 1918 - 1919. Romania 1918 - 1919, Polonia 1919 - 1922, San Marino 1921 - 1936, Albania 1925 - 1939, Malt a 1973 - 2004, Marocco 1977 - 1990, Somalia 1983 - 1990, Afghanistan 1989 1990, Kuwait 1990, Albania 1997 - 2004) .

.,.•.


CONCORSI DEll'ESERCITO AllA SAlVAGUARDIA DElll

A lflto: Paccugliamenro scradale da parce di paracaducisci della "Folgore". Nelle d11e foto i11 bflJSO a si11istra: Guacdia a un punro sensibile in Sicil ia. Operazione Tescugginc: vigilanza al confine con la Slovenia.

PIEMONTE

Moti di Torino (1864).

TERRITORIO NAZIONALE

Proteste contro la tassa sul macinato (1868-1869).

ITALIA MERIDIONALE

Campagne militari contro il brigantaggio (1860-1870).

EMILIA ROMAGNA

Moto contadino della Boje (1884).

TERRITORIO NAZIONALE

Moti anarchici (1893 -1894).

TERRITORIO NAZIONALE

Proteste contro la fame (1898).

TERRITORIO NAZIONALE

Scioperi contro la guerra (1914).

PIEMONTE

Manifestazioni contro la guerra a Torino (1917).

TERRITORIO NAZIONALE

Agitazioni socialiste (1919).

TERRITORIO NAZIONALE

Agitazioni fasciste (1921 - 1922).

SICILIA

Contrasto al banditismo (1920 - 1930).

TERRITORIO NAZIONALE

Tumulti contro la guerra (luglio-agosto 1943).

SICILIA

Rivolta contro il governo Badoglio (1944-1945).

ALTO ADIGE

Ordine Pubblico, dal 15 giugno 1961 al 31 dicembre 1968.

CALABRIA

Ordine Pubblico, dal 15 ottobre 1970 al 28 marzo 1971.

LAZIO

Vigilanza alle installazioni TLC di Acilia, Avezzano e Palo Laziale, dall'8 dicembre 1975 al 28 febbraio 1988.

LAZIO, TOSCANA, EMILIA, ROMAGNA

Vigilanza a linea ferroviari~ (tratta ChiusiFirenze-Bologna), dal 30 aprile 1975 al 3 maggio 1976 e dal 25 settembre 1978 al 30 giugno 1979.


llBERE ISTITUZIONI (ORDINE PUBBllCO ECONJROllO DEl TERRITORIO)~ ~

Vigilanza ad un palazzo di giustizia nel corso dell'operazione "Vespri Siciliani".

Sotto: Fame dell'82° Reggimento Torino per le vie di Gela. Posto di blocco durante l'operazione Vespri Siciliani.

LOMBARDIA, LAZIO

Servizio di vigilanza agli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, dal 12 giugno 1975 al 1O ottobre 1976.

TERRITORIO NAZIONALE

Emergenza per il sequestro dell'On. Moro - controllo del territorio (1978).

TERRITORIO NAZIONALE

Emergenza profughi albanesi, dal 12 luglio 1990 al 30 agosto 1991.

TERRITORIO NAZIONALE

Concorso alla protezione di obiettivi civili di primaria importanza (guerra del Golfo), dal 15 gennaio al 3 maggio 1991.

SARDEGNA

Esercitazione "Forza Paris", dal 15 luglio al 22 settembre 1992.

SICILIA

Operazione "Vespri siciliaoi",, dal 26 luglio 1992 al 25 giugno 1998.

MARCHE

Vigilanza all'aeroporto e alla raffineria di Falconara (AN), dal 18 marzo 1993 al 30 aprile 1995.

FRIULI

Operazione "Testuggine" (frontiera italo-slovena), dal 16 agosto 1993 al 28 febbraio 1995.

CALABRIA

Operazione "Riace", dal 2 febbraio 1994 al 15 dicembre 1995.

CAMPANIA

Operazione "Partenope", dal 14 febbraio 1994 al 15 dicembre 1995, e dal 14 luglio 1997 al 30 giugno 1998.

PUGLIA

Operazione "Salento", dal 1O maggio al 3 novembre 1995.

TERRITORIO NAZIONALE

Operazione "Domino", dal 12 ottobre 2001, protezione obiettivi sensibili (guerre in Afghanistan e in Iraq).

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PRINCIPAll INTERVENTI SUl TERRITORIO NAZIONAlE INTERVENTI DAL 1861 ALLA 1A GUERRA MONDIALE

1861 Violento incendio ad Ascoli Piceno. 1863 Incendio della stazione ferroviaria di Porta 1865 1866 1867 1868 1869 1870 1872 1873 1876 1878 1879

1880 1881 1882

Nuova a Milano, Crollo di un edificio a Napoli. Salvataggio di minatori in Sicilia. Epidemia di colera nelle Province Meridionali. Gravi inondazioni in Lombardia e nel Polesine. Inondazione di Pisa Terremoto in Provincia di Cosenza. Inondazione di Roma. Eruzione del Vesuvio. Inondazione per lo straripamento del Po e dell'Arno. Terremoto in Provincia di Belluno. Alluvione a Reggio Calabria. Ricostruzione del paese di Bersezio, distrutto da un incendio. Inondazione in Piemonte, in Lombardia e nel Polesine. Eruzione dell'Etna. Incendi a Novara, Taranto, Borgo Ticino e Cremona. Tempesta di estrema violenza a Reggio Calabria. Terremoto a Ischia e disastro di Casamicciola. All gamènto di Verona e grandi inondazioni nel ~ net6. 1 83 Nuovo maggior disastro a Casamicciola. 1884 Nuova epidemia di colera. 1885 Caduta di valanghe sulle Alpi. 1890 Inondazione del Reno. 1893 Inondazione del Tanaro. 1894 Terremoto nelle Calabrie. 1898 Terremoto a Rieti. 1900 Inondazioni in Provincia di Cuneo, in Liguria e alluvione a Roma. 1901 Inondazioni in Piemonte e in Lombardia. 1903 Salvataggio di minatori in Provincia di Caltanissetta e di operai a Reggio Calabria. Alluvioni a Cosenza. 1904 Valanghe in Piemonte e incendio a Piacenza. 1905 Alluvioni a Bari, nel Veneto ed in Lombardia. Terremoto nelle Calabrie. 1906 Grande eruzione del Vesuvio. Nuovi terremoti nel--i le Calabrie. Inondazioni nell'Italia Settentrionale. 1907 Terremoti nelle Calabrie e inondazioni in Piemonte, Lombardia, Veneto e Roma

1908 Gravissimo terremoto calabro-siculo. 1910 Terremoto in Irpinia. Alluvione sulla cos 1911 1913 1915 1918

amalfitana. Inondazioni in Valtellina. Terremoto in provincia di Cosenza. Grave terremoto nella Marsica. Terremoto in provincia di Arezzo.

INTERVENTI DAL 1919 ALLA r GUERRA MONDI LE 1919 Terremoto nel Mugello· 1920 Grandi alluvioni nel Friuli. Terremoto in Garfa1921

1922 1923

1924 1925

1926

1927 1928

1929 1930 1931 1938 1939 1944 1945

gnana ed in Lunigiana. Incendi a Belluno, in Istria, in Alto Adige. Terremoto nell'alto Lazio. Nubifragio a Bressanone. Scoppio del Forte Falconara (La Spezia) e frana a Acquedolci in Sicilia. Grave incendio a Ivrea. Crollo della diga del Gleno (alto bergamasco). Nubifragio sulla costa amalfitana. Alluvioni nella regione del Lago Maggiore. Il Genio sostituisce per sei mesi i pompieri di Napoli. Incendio nella galleria Umberto I a Napoli. Alluvioni nell'Alta Italia, nelle valli d'loria, del Vipacco e dell'lsarco, ed in Toscana; straripamento dell'Adige, inondazioni a Bari, disastro ferroviario a Fortezza, incendi a Portofino. Alluvioni in Valtellina ed in provincia di Messina. Terremoto in Carnia. Eruzione dell'Etna: Nubifragio a Palermo. Laguna di Venezia sotto i ghiacci. Terremoto del Vulture e nelle Marche. Rottura della diga di Ovada. Scoppio dello spolettificio di Colleferro. Disastro ferroviario nel Friuli. Ricostruzioni stradali in Calabria, eruzione del Vesuvio. Ricostruzioni di ponti e strade in Liguria.

INTERVENTI DAL 1945 AD OGGI 1945-47 Ricostruzioni in varie città d'Italia devastate dalla guerra. 1946 Invasione di cavallette in Sardegna. 1949 Alluvioni nel Beneventano, nella Pianura Padana, nel ferrarese, in Toscana. 1950 Costruzione del ponte del Redentore a Venezia. 1951 Alluvione nel Polesine, in Italia settentrionale ed in Sardegna. 1952 Alluvioni in provincia di Modena. Crollo galleria a Montelungo. 1953 Frane e crollo di un ponte sul Trebbia. Alluvione di Reggio Calabria.

Terremoto d i Messina del 1908 . Trasmettitori riparano una linea telegrafìca.


IN SOCCORSO DEllE POPOlAZIONI COlelTE DA çAlAMITÀ NATURAU~~ 1954 Grandi nevicate in Abruzzo. Alluvione a Salerno. 1956 Eccezionali nevicate nell'Italia centro-meridionale. 1957 Alluvioni e frane in Piemonte e in Valle d'Aosta. Montaggio di ponti in varie parti della penisola.

- - ~~~--:1960 Tempesta di estrema violenza in Val Camonica. 1961

Valanghe sulle Alpi piemontesi. Incendi in varie regioni.

1962 Terremoto in Irpinia. 1963 Disastro del Vajont. (comune di Longarone - Belluno). 1965 Grandi alluvioni nell'Italia nord-orientale. 1966 Grandi alluvioni in Italia settentrionale, centrale e a Salerno. Costruzione di ponti. 1967 Costruzione dell'aeroporto civile di Lampedusa. Incendi in Piemonte, Liguria e sul Carso. 1968 Terremoto nel Belice e alluvione in Piemonte. 1969 Incendi in Friuli , Piemonte, Lombardia. Montaggio di ponti. 1970 Gravi incendi in Toscana. Alluvione a Genova. Tromba d'aria a lesolo. 1971

Valanghe sulle Alpi. Disastrosi incendi sul Gargano. Alluvioni in Sicilia e Sardegna.

1972 Terremoto di Ancona. Grandi nevicate in Piemonte. Nubifragio in Val Seriana. 1973 Incendi boschivi gravi in varie regioni. Colera in Campania.

Valtellina 1987. Incervenco dell'E.I. durancc l'alluvione.

1974 Alluvioni in Calabria. Gravi incendi in varie regioni. 1975 Tromba d'aria a Portogruaro. 1976 Terremoto nel Friuli e inquinamento ambientale a Seveso in Lombardia. 1980 Strage alla stazione di Bologna. Terremoto i n Campania e Basilicata. 1984 Sisma nelle provincie di Perugia, Frosinone e L'Aquila. 1985 Svuotamento accidentale del bacino artificiale di Stava in Trentino. 1986 Frana in Valtellina.

Novembre 1994. Bersag lieri del 2° Reggimento soccorco no le popolazioni delle zo ne alluv ionare del Piemonte.

1987 Alluvione in Valtellina. 1990-91 Sisma nella provincia di Siracusa. 1992 Eruzione vulcanica dell'Etna e nubifragio a Genova e Savona. 1994 Alluvione in Piemonte, Lombardia e Liguria. 1995 Emergenza neve nell'Italia centro-meridionale. 1997-98 Sisma nelle Marche e nell'Umbria e smottamenti a Sarno in Campania. 2001

Eruzione dell'Etna.

2002 Sisma in Molise ·ed eruzione dell'Etna. 2003

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firenze 1966. Ci ngolaco anfìbio mette in salvo g li al luvionati.

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MISSIONI ACRETA; IN CINA, AlTA SlESIA, SAI, COREA

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insurrezione della popolazione di origine greca del 1896 e la successiva guerra turco-ellenica, inducono nel 1897 le potenze europee àd intervenire con un corpo di spedizione a Creta per separare i contendenti cri stiani da quelli ottomani e svolgere un'opera di mediazione tra le due nazioni in conflitto. Il 24 aprile il primo contingente di pace dell'Esercito italiano, costituito da un battaglione di fanteria e da un battaglione di bersaglieri sbarca a Creta. La forza multinazionale resta nell'isola fino al 1906, quando l'ennesima insurrezione dei greci ed il riac cendersi della guerriglia spingono i governi europei a ordinare il rimpatrio di tutte le proprie truppe. A seguito della rivolta xenofoba dei Boxers scoppiata in Cina contro i civili cristiani, nel maggio 1900, le potenze occidentali decidono di inviare truppe a Pechino per difendere le proprie rappresentanze diplomatiche. Il 5 luglio il Ministro della Guerra italiano dispone la costituzione di un corpo di spedizione composto da circa 1.800 soldati, in maggioranza fanti e bersaglieri, che giunge in Cina alla fine di agosto. La maggior parte delle truppe italiane rimpatria entro l'estate del 1901 dopo aver sedato la rivolta dei Boxers e subito la perdita di un centinaio fra soldati e marinai. In base alla conferenza della pace di Versailles, nel febbraio 1920, si insedia nella regione dell'alta Slesia, contesa tra Germania e Polonia, una Commissione Interalleata, col compito di assumere temporaneamente la sovranità del territorio in attesa dello svolgimento di un plebiscito popolare. Per il mantenimento dell'ordine viene messo a disposizione della Commissione un contingente militare, al quale partecipano anche tru ppe dell'Esercito italiano della forza pari a 4 battaglioni di fante ria ed un gruppo di artiglieria. Il corpo di spedizione fa ritorno in patria nel 1922, dopo aver perso in scontri a fuoco oltre una ventina di uomini. Nel 1934 la Società delle Nazioni stabilisce lo svolgimento di un plebiscito per l'annessione della regione della Saar alla Francia o alla Germania. Per il mantenimento dell'ordine pubblico durante lo svolgimento delle votazioni viene schierato un corpo di spedizione internazionale. Il contributo dell'Esercito italiano alla missione, che dura dal dicembre 1934 al maggio 1935, si estrinseca in un reggimento granatieri, un battaglione di carabinieri reali e uno squadrone carri leggeri. Nel corso della guerra di Corea l'Italia contribuisce allo sforzo bellico delle Nazioni Unite con un ospedale da campo, mobilitato nell'agosto 1951 e rimpatriato nel gennaio 1955.

In ctlto: Personale di Sanità dell'Ospedale 68 in Corea. Il Generale de .Marinis presso il comando alleato a Oppelin io Alca Slesia.


Nelle foto in alto: Ufficiali. icalian i e russi durame la spedàione in Cina. Parata del Corpo di spedizione italiano nella Saar.

Sopra: Prelevamento di medicinali dalla farmacia dell'Ospedale 68 in Corea. Comandanti del presidio incernazionale a Creta. Cartolina ricordo della m issione in Cina contro i Boxers del 1900. Postazioni difensive italiane sul fiume Oder in Alta Slesia.


- -MISSIONI IN S.OMAllA- ~ -

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Discincivo per il Corpo d i Sicurezza Somalia.

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Satta: Distribuzione di viveri alla popolazione soniala.

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al 1950 al 1960 l'Italia ha retto l'ammini- ~~ strazione fiduciaria della Somalia su mandato delle Nazioni Unite. Le truppe italia- \ ne sono state chiamate ad assicurare l'ordine in- ~ terno e ad addestrare le forze armate locali nella fase di transizione verso l'indipendenza. Il Corpo di Sicurezza dell'Esercito raggiunge una forza massima di -~, circa 4.000 uomini e viene sciolto nel gennaio 1956; il personale somalo ed i mezzi vengono assorbiti dal Corpo di Polizia, che continua ad operare fino a termine del mandato. , Tra il 1992 e il 1995 l'Italia è stata chiamata tre volte ad operare nel · Corno d'Africa per la risoluzione della crisi somala scoppiata a seguito della defenestrazione del dittatore Siad Barre. Il contingente italiano Ibis partecipa alla missione dell'ONU Restare Hope in Somalia dal 13 dicembre 1992 al 21 marzo 1994. Si avvicendano nell'ex colonia italiana varie unità dell'Esercito, incentrate inizialmente sulla Brigata paracadutisti Folgore, sostituita nel settembre 1993 dalla Brigata meccanizzata Legnano. Le prin~ cipali attività svolte dal contingente italiano alle dipendenze del comando Unosom sono quelle di sostegno umanitario alla popolazione e contributo alla ricostruzione del tessuto sociale ed istituzionale del paese sconvolto dal banditismo e da guerre tribali. Nel corso della missione perdono la vita 11 militari italiani ed una infermiera della Croce Rossa: Tenente Giulio Ruzzi, Sottotenente Andrea Millevoi, Maresciallo Capo Vincenzo Licausi, Sergente Maggiore Roberto (uomo, Sergente Maggiore Stefano Paolicchi, Caporale paracadutista Giorgio Righetti, Caporale paracadutista Rossano Visioli, Paracadutista Pasquale Baccaro, Cavalleggero Tommaso Carrozza, Paracadutista Jonathan Mancinelli, Paracadutista Giovanni Strambelli, Crocerossina Maria Cristina Luinetti.

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.M ilitare del concingencc Ibis per le vie di Mogadiscio.

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Mogadiscio, 1 aprile 1950. Cerimonia del Corpo di Sicurezza Icaliano.

Nelle foto ctccanto: Prima pagina del settimanale del Comando del Corpo di Sicurezza Italiano in Somalia. D i guardia al Comando del Cont ingente Ibis.

In basso: Blindo pesante Centauro del "Reggimenco Gu ide" in Somalia.

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MISSIONI IN llBANO, KURDISTAN, MOZAMBICO

a prima missione di pace in Libano dell'Esercito italiano si svolge dal 23 agosto all'11 settembre 1982. Su richiesta del governo libanese, viene inviato a Beirut il 2° battaglione bersaglieri Governolo, per garantire il ritiro delle milizie palestinesi dalla città e favorire il ristabilimento della sovranità e dell'autorità del governo libanese. In seguito ai massacri nei campi palestinesi di Sabra e Chatila, l'ONU twia un contingente multinazionale come forza di interposizione tra le fazioni in lotta e per assicurare l'incolumità delle popolazioni civili. La missione si sviluppa nel periodo dal 24 settembre 1982 al 6 marzo 1984 e coinvolge numerose unità dell'Esercito della forza di una brigata. Il contingente italiano /, ltalcon subisce una sola perdita a fronte di 275 americani e 87 militari francesi uccisi. Dal 1979 opera ininterrottamente in Libano uno squadrone di elicotteri dell'Aviazione dell'Eserci to, nell'ambito della forza di pace UnifH dell'ONU, dislocata al confine tra Israele e Libano. I compiti dell'unità sono quelli di ricognizione, collegamento, ricerca e soccorso, trasporto sanitario. Il 3 maggio 1991 prende il via la missione Airone con l'invio di reparti paracadutisti della brigata Folgore nel Kurdistan iracheno, col compito di agevolare l'intervento delle organizzazioni umanitarie a favore delle popolazioni curde in esodo dalla repressione del regime Saddam Hussein. Partecipano alla missione Provide Comfort circa 1.500 militari italiani, che garantiscono fino all'estate la sicurezza e l'assistenza sanitaria ai campi profughi. Il nuovo aggravarsi della situazione politica internazionale costringe a far permanere in Turchia fino al 9 ottobre circa 200 uomini come forza di pronto intervento in funzione anti irachena (missione Airone 2). A seguito degli accordi di pace siglati a Roma tra il governo del Mozambico ed i ribelli della Renamo, l'ONU, il 16 dicembre 1992, dispone l'invio di una forza di pace nel paese africano per garantire rispetto degli accordi. L'Italia contribuisce all'operazione ONUMOZ dal marzo 1993 al maggio 1994 con una forza di circa 1.000 uomini, forniti dalle brigate alpine Taurinense e Julia. Un reparto di sanità ha continuato ad operare in Mozambico anche dopo il ripiega-. mento del grosso del contingente

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Bersaglieri del Governolo appena sbarcaci in Libano.

Albatros. Autocolonna del contingente Albacros in Mozam bico.


- ~MISSIONI IN AlBANIA- - ~

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Operazioni di scarico cli sacchi cli farina da un elicottero CH-47C nel corso della Missione Pellicano.

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Bersagliere di vigilanza ar porto di Valona durante l'Operazione Alba

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seguito dell'esodo massiccio cli civili albanesi verso l'Italia, nel settembre 1991 prende il via l'operazione Pellicano. Le truppe italiane e.li !tal/or ~perano disarmate per portare assistenza, cibo e medicine alle popolazioni albanesi bisognose. L'operazione, condotta dai battaglioni logistici Carso e Acqui, è conclusa nel dicembre 1993. Nel 1997 il disordine civile ed istituzionale in Albania ha assunto di nuovo proporzioni preoccupanti, rendendo necessaria l'evacuazione dei cittadini italiani e stranieri dal paese delle aquile, in preda all'anarchia. L'operazione è continuata con l'intervento della FMP (Forza .Multinazionale di Protezione), affidata all'Italia su mandato ONU, allo scopo cli ricreare in Albania condizioni di sicurezza e normalità istituzionale. Alla missione di pace internazionale Alba, durata quattro mesi, l'Esercito italiano ha contribuito con 2.800 uomini di tutte le Armi e Specialità. , Per dare soccorso ai profughi provenienti dal Kossovo, in fuga dalla pulizia etnica serba e dai bombardamenti aerei della NATO, tra l'aprile e l'agosto 1999, è stata condotta la missione Allied Harbour. L'operazione ha visto la partecipazione della forza multinazionale NATO, denominata Albanian Force. Ad essa l'Ttalia ha fornito un contributo di 2.300 uomini, basato essenzialmente sulle unità della brigata Taurinense. Ad A-for è succeduto il Comando della Zona delle Comunicazioni Ovest (CONTMZ - W'.) per garantire il sostegno logistico delle brigate NATO schierate in Kossovo. Attualmente si trovano in Albania 500 soldati italiani del NATO Head Quart.er - Tirana.


Sbarco di un aucocarro da un C.130 dell'aviazione italiana a Tirana. Ambulanze indiane a D urazzo (Missione Pellicano).

Imbarco di civili albanesi a bordo di un elicottero dell'AVES.


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MISSIONI NElll El JUGOSlAVII-

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Lezione sulle m ine e ordigni esplosivi tenuta ai bambini bosniaci.

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l primo intervento di pace italiano nella ex Jugoslavia risale al 1991, con la partecipazione alla ECMM (European Communities Monitor Mission). Nel 1992, un elicottero dell'Esercito italiano con a bordo ufficiali osservatori italiani e francesi viene abbattuto da un aereo da caccia serbo. Nel 1995, la NATO invia una forza di pace in Bosnia-Erzegovina finalizzata all'attuazione degli accordi di Dayton. Alla missione /for partecipa anche l' Italia con la Brigata Bersaglieri Garibaldi. La cessazione completa delle ostilità tra le fazioni croata, serba e bosni aca, consente la riduzione delle forze NATO in campo. Tramutata in Sfor nel 1996, la missione Joint Forge , ,è ancora in corso, con un raggruppamento tattico, fornito a rotazione da diverse brigate dell'Esercito. Nel dicembre 1998 si costituisce in Macedonia l'Exfor, forza NATO per la protezione ed eventuale estrazione degli osservatori dell'OSCE, dispiegati in Kossovo. Alla missione Joint Guarantor partecipa prima un gruppo tattico, poi l'intera Brigata Garibaldi. Nel giugno 1999, nell'ambito dell'operazione K-for, truppe italiane provenienti dalla Macedonia entrano in Kossovo per sorvegliare il riti ro delle truppe e proteggere il rimpatrio dei profughi di etnia albanese. Una forza di dispiegamento della NATO è tuttora schierata nella regione contesa tra Albania e Serbia. Il conti ngente dell'Esercito Italiano dell' operazione Joint Guardian, forte di circa 2.000 uomini, è inserito nella brigata multinazionale sud-ovest. Tra l'agosto e l'ottobre 2001, la NATO ha inviato in Macedonia un nuovo corpo di spedizione denominato Task Force Harvest. L'Esercito itali ano partecipa alla missione di pacificazione della regione e disarmo delle milizie filo-albanesi con un gruppo tattico basato su l 152 • Reggimento di Fanteria Sassari. Al t ermine dell'operazione Essential Harvest, è rimasto in Macedonia un bat taglione multinazionale della NATO a garanzia della stabi lità del paese balcanico. Alla missione Amber fox ha partecipato un raggruppamento tattico itali ano. Nel dicembre 2002 ha avuto inizio la missione Allied Harmony, cui è seguita nel 2003 l'operazione Concordia guidata della Comunità Europea. Attualmente si trova in Macedonia - Fyrom un reparto di supporto logistico al contingente nazionale di K-for.

Graduat0 del Reggimento Serenissima in Bosnia .


Dall'ctfto:

Cingolato VCCl del Contingente IFOR a Sarajevo.

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Blindato Fiac 6614 cli g uardia ad un ed ifìc io serbo-orcodosso in Kossovo. Autocolonna icaliana in soccorso ai profughi albanesi in Macedonia. Posco di controllo di bersaglieri a Sarajevo.

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Paracadutisci all'aeroporco d i Kigali.

Sotto: Attività di pacc uglia a Timor Est.

al marzo 1989 all'aprile 1990, uno squadrone elicotteri Helitaly ha fatto parte della missione Untag in Namibia, paese dell'Africa australe, per il controllo del ritiro delle truppe ·cubane e sudafricane dalla nazione. Nel marzo 1994 si è svolta in Ruanda l'operazione Ippocampo, volta al recupero e al trasferimento in Patria dei cittadini italiani presenti nel paese africano sconvolto dalla guerra civile tra l'etnia hutu e tutsi. Nel giugno dello stesso anno viene organizzata una seconda missione del genere in Uganda, denominata Entebbe, per il salvataggio di profughi ruandesi in fuga. / Tra il settembre 1999 e il febbraio 2000 un piccolo contingente dell'Esercito ha partecipato all'operazione Stabilise a Timor Est, inquadrato nella forza multinazionale dell'ONU denominata lnterfet. L'intervento umanitario in questa isola dell'Oceano Pacifico, distante 16.000 Km dall'Europa, è stato determinato per proteggere la popolazione cattolica dall'aggressione delle formazioni paramilitari filo-indonesiane di religione musulmana. Dopo aver partecipato tra il 1989 e il 1990 all'addestramento di personale locale addetto allo sminamento, l'Esercito Italiano è nuovamente intervenuto in Afghanistan nel dicembre 2001. Il contingente italiano, forte di circa 500 uomini, fa parte della Isa[ (lnternational Security Assistance Force), che ha il compito di tutelare il nuovo governo afgano insediato a Kabul, dopo la sconfitta del regime talebano in ottemperanza agli accordi di Bonn. I soldati italiani, dislocati nella capitale, prowedono alla sicurezza del comando della missione e svolgono attività di bonifica da ordigni esplosivi. Nel corso del 2003 ha operato nella provincia di Khost anche Task Force "Nibbio" su base prima della Brigata alpina "Taurinense" e in seguito di paracadutisti della "Folgore", impegnato in operazioni di lotta al terrrorismo a fianco delle truppe americane.

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Paracadutisti tra la popolazione civile a Timor Esc. A destra: Personale dello squadrone elicocceri H ditaly in Namibia. Sotto: Pattuglia lungo le vie di Kabul.

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- -MISSIONE INIRAQ- ~

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Militare di "Antica Babilonia" fraternizza con un bambino. Nella foto in alto: Bcrsaglieri della "Garibaldi" in Iraq.

l Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione n. 1483 del 22 maggio 2003 ha sollecitato la comunità internazionale a contribuire alla stabilità e sicurezza dell' Iraq e ad assistere il popolo iracheno nello sforzo per l'opera riformatrice del paese, dopo la cacciata del dittatore Saddam Hussein ad opera della coa lizione anglo-americana. In questo contesto, quindici nazioni, tra cui l'Italia, hanno offerto agli Stati Uniti dei contingenti di forze mili tari da impiegare per favorire il transito dell'Iraq verso la democrazia e contribuire alla ricostruzione economica del martoriato paese. L'Italia ha inviato un corpo di spedizione interforze, della forza di circa 3.000 uomini, nella provincia di Ohi Qar, sotto la responsabilità della divisione a comando britannico. L'operazi one "Antica ' Babilonia", iniziata nel luglio 2003, ha il compito di: garantire sicurezza e concorrere all'ordine pubblico nell'area di competenza, supportare l'attività di sminamento e bonifica di ordigni bellici, effettuare rilevazioni biologiche e chimiche, fornire assistenza sanitaria, sostenere l'attività delle organizzazioni di cooperazione internazionale, ripristinare le infrastrutture pubbliche essenziali. Il contingente dell'Esercito Italiano è strutturato su: un comando di brigata, una unità di manovra a livello reggimento, un battaglione genio, un reparto di supporto logistico, una unità dell' AVES recentemente giunta, una compagnia NBC, assetti CIMIC. Il comando Brigata meccanizzata "Garibaldi" è stato avvicendato da quello della "Sassari". La Marina ha contribuito alla missione con una nave da sbarco, un reparto di elicotteri e con una compagnia anfibia del reggimento "San Marco". Una componente aeronautica assicura le capadtà di trasporto aereo in teatro e di elitrasporto. In Iraq agisce anche un reparto Carabinieri a livel lo MSU.

VJVI90 cli pattuglia nella zona cli Nassiriya.


Addestramento al tiro con armi individ uali in Iraq.

i Operazioni di controllo ad un posto cli blocco. Bersagliere di pacmglia per le vie di Nassiriya

Rilevamento radiologico da parce di personale del 7° rg c. NBC.


ARENTATO ANISSIRIYA

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l 12 novembre 2003, alle ore 08.40 ora locale, la base "Maestrale" della Multinational Specialized Unit dell'Arma dei Carabinieri è stata coinvolta in una attentato terroristico suicida a ·mezzo di autobomba. Nell'attentato sono stati uccisi 17 militari e 2 civili italiani. E' stata la più grave perdita in vite umane subita dalle Forze Armate italiane nello svolgimento di attività operativa all'estero dal 1945. Le salme dei caduti giunte dall'Iraq sono state esposte a Roma presso il Sacrario delle Bandiere all'Altare della Patria, dove hanno ricevuto l'onore di decine di migliaia di cittadini. Il 18 novembre 2003 si sono svolti nella Capitale i solenni funerali di Stato delle vittime. Partite dal Sacrario del Vittoriano su dieci autocarri, scortate dai corazzieri e dai carabinieri motociclisti, le bare hanno / attraversato la Capitale fra due ali di folla per giungere alla basilica di San Paolo. Qui il cardinale Ruini ha officiato il rito funebre. In contemporanea, alle ore 12.00 in 500 caserme dell'Esercito Italiano e nei teatri di operazione all'estero, si è osservato un minuto di silenzio, cui hanno partecipato oltre centodiecimila militari. I caduti dell'Esercito: Capitano Massimo FICUCIELLO, Maresciallo Capo Silvio OLLA, Caporalmaggiore Capo Scelto Emanuele FERRARO, 1 • Caporalmaggiore Alessandro (ARRISI, Caporalmaggiore Pietro PETRUCCI.

I caduti dei Carabinieri: Sottotenente Giovanni CAVALLARO, Sottotenente Enzo FREGOSI, Sòttotenente Filippo MERLINO, Sottotenente Alfonso TRINCONE, Maresciallo Aiutante s. UPS Massimiliano BRUNO, Maresciallo Aiutante s. UPS Alfio RAGAZZI, Maresciallo Capo Daniele GHIONE, Brigadiere Giuseppe COLETTA, Brigadiere Ivan GHITTI, Vice Brigadiere Domenico INTRAVAIA, Appuntato Horacio MAIORANA, Appuntato Andrea FILIPPA. I caduti civili: Dottor Stefano ROLLA, Signor Marco BECI.


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o STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

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ORDINE DEL GIORNO ALL'ESERCITO Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e Soldati! La Forza Annata si stringe, colma di dolore e solidarietà, attorno alle famiglie dei Caduti nel vile attacco perpetrato contro una delle basi del contingente nazionale a An Nasiryah, in Iraq. Possa loro essere di conforto la consapevolezza che l'impegno profuso dai loro Cari non resterà vano. li Loro ricordo continuerà a vivere non solo in coloro che Li hanno direttamente conosciuti n1a anche in quanti, uo1nini e donne dell'Esercito, giornalmente, in Italia e all'estero, operano nel rispetto di quegli stessi valori e di quelle stesse regole su cui Essi avevano deciso di fondare la propria vita e la propria professione. Il nostro più sentito cordoglio vada anche ai famigliari dei Carabinieri e dei civili vittime dello stesso scellerato attentato. Ai militari rimasti feriti giungano i più fervidi voti augurali di pronta gua1igione, nella speranza che possano al più presto rientrare nei ranghi dei rispettivi reparti. In questa amara e luttuosa giornata, rivolgiamo il nostro pensiero a quanti, in un ambiente operativo di inusitata difficoltà e di indubbio rischio quale è quello iracheno, si adoperano quotidianamente, con chiara professionalità, nell'arduo compito di pacificare una terra martoriata. La Forza Armata tutta si ·adopererà per assicurare il necessario sostegno agli uomini e alle donne della Brigata <<Sassari» e del 6° reggimento trasporti, colpiti dalla triste perdita dei loro commilitoni. L'Esercito Italiano proseguirà ad adempiere, con fermezza, determinazione e dignità, in osservanza a quanto deciso dal Parlamento nazionale, i propri compiti nell'ambito dell'Operazione «Antica Babilonia» in Iraq.

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Roma, 12 novembre 2003

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l'ESERCITO DEl DI SECOlO

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a revisione della strategia e degli obiettivi dell'Alleanza Atlantica, conseguenza immediata del crollo dell'Unione Sovietica e della dissoluzione del Patto di Varsavia, hanno avuto come contraltare anche la riorganizzazione dell'Esercito al fine di consentirne l'adeguamento per fronteggiare nuove esigenze. La riforma dei vertici militari, l'introduzione di nuove figure professionali fra i sottufficiali ed i volontari in servizio permanente e a ferma breve, l'istituzione del volontariato femminile sono tra i prowedimenti legislativi più significativi che caratterizzano l'Esercito all'inizio del nuovo secolo. Completato il programma di professionalizzazione, il nuovo Esercito compren/ de forze destinate ad assolvere, fuori dal territorio nazionale, compiti di sicurezza nell'ambito di operazioni di supporto della pace o di gestione delle crisi locali; forze preposte a garantire la dissuasione secondo la strategia aggiornata della NATO mediante l'impiego di unità ad elevata prontezza d'impiego ed infine forze per la sorveglianza dei confini nazionali, per il concorso al mantenimento dell'ordine pubblico o per l'intervento in caso di calamità naturali. L'Esercito è divenuto in tal modo uno strumento operativo quanto mai flessibile, con forze "pronte", sempre adeguate a fronteggiare esigenze operative diversificate e meno prevedibili rispetto al passato, idonee ad essere impiegate e integrate con forze multinazionali. Il volontariato femminile, da tempo in vigore presso numerosi eserciti, ha in Italia alcuni precedenti che si richiamano vagamente alle vivandiere ed alle eroine delle campagne risorgimentali ed in epoca più recente alle "portatrici carniche" che costituirono, nella prima guerra mondiale, un vero e proprio corpo di ausiliarie. Al servizio di depositi e magazzini dislocati a valle, le portatrici con le loro gerle portavano i materiali agli uomini in prima linea sulle impervie vette alpine; per il loro impegno, alle eroiche "soldatesse" è stata concessa l'onorificenza dell'Ordine di Vittorio Veneto. Successivamente, nel corso della .Guerra di Liberazione è stato in vita dal 1944 al 1947 il Corpo Ausiliario Femminile (C.A.F.), con compiti di assistenza ai militari nei posti sosta e ristoro, biblioteche, spacci e foresterie. Soggette alla disciplina militare, le "cafine" disponevano di una propria uniforme ed erano moralmente equiparate al grado di sottotenente. Sulla scia di tali precedenti, oggi, l'Accademia di Modena, la Scuola Sottufficiali di Viterbo e i reparti operativi, sono aperti al reclutamento volontario femminile. E' un segno di nuovi tempi, segno di progresso al quale anche l'Esercito non si è voluto sottrarre per consentire quell'uguaglianza già raggiunta in altri settori del convivere sociale . 0

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~-BANDIERA DEll'ESERCITO ITAllANO -

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Festa:

4 maggio - anniversario della denominazione dell'Armata Sarda in Esercito Italiano (1861).

La Bandiera: è stata conferita il 3 novembre 1996 in base al decreto presidenziale in data 6 marzo 1996.

Rkompense: Croce di Cavaliere 0.M.I.: Zone varie, 1861 - 1996 (decreto 20-5-1997).

Croce di Cavaliere 0.M.I.: Albania, 3 marzo-12 agosto 1997 (decreti 23-10-1997 e 29-1-1999).

Croce di Cavaliere O.M.I.: Libano, Somalia, Mozambico, Iraq Settentrionale, Balcani, Timor Est, Afghanistan, 1982-2002 (decreto 28-5-2003).

Medaglia d'Oro al Valor Militare: Italia (1861, 1866, 1870), Eritrea (1887, 1896), Libia (1911-1912), territori interessati alla prima guerra mondiale (1915-1918), Africa Orientale (1935-1936), territori interessati alla seconda guerra mondiale (1940-1943), Italia (1943-1945) / (decreto 23-10-1996). /

Medaglia d'Oro al Valor Civile: territorio nazionale, 1861 / 1966 (decreto 30-10-1996) Medaglia d'Oro al Valor Civile: Marche-Umbria, 1997-1998 (decreto 4-3-1999) Medaglia d'Argento al Valor Civile: Sicilia, 1992-1998 (decreto 19-3-1999) Medaglia d'Argento al Merito Civile: Avellino-Salerno, 1998 (decreto 27-4-2000)

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l'ESERCITO ITAllANO NEl 2004~

Esercito sta attraversando una fase di profonda trasformazione eh.e lo porterà a breve ad essere costituito interamente da personale professionista maschile e femminile. Questo processo di professionalizzazione e relativo ridimensionamento numerico porterà la Forza Armata ad avere al 1° gennaio 2007 solamente 112.000 unità. L'eliminazione della leva, infatti, ha determinato un miglioramento significativo del livello di prontezza operativa e del grado di addestramento, al prezzo però di dolorose contrazioni organiche dello strumento operativo. In tempi recenti sono state soppresse due brigate, mentre altri provvedimenti di scioglimento di reparti sono previsti a breve termine, che riguarderanno in particolare la componente addestrativa. E' previsto anche uno snellimento dell'organizzazione di vertice con l'eliminazione degli ispettorati e la riduzione di alti comandi territoriali ed una ulteriore razionalizzazione e semplificazione dell'organizzazione logistica. Attualmente sono operative undici brigate di manovra e cinque di supporto,. oltre a quattro comandi proiettabili di grande unità complessa, con i quali l'Eserci to partecipa a varie forze multinazionali di pronto intervento della NATO, dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite. Migliaia di militari dell'Esercito sono schierati nei continenti europeo, africano e asiatico nel contesto di missioni umanitarie di sostegno alla pace, di osservazione e monitoraggio, di controllo di cessate il fuoco e accordi di pace, di cooperazione e assistenza militare. I compiti assegnati alla Forza Armata sono: la difesa degli i nteressi vitali del Paese; la salvaguardia degli spazi euro - atlantici; la gestione delle crisi internazionali; il concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e lo svolgimento di compiti specifici in circostanze di pubbliche calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza.

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Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercico in visita ad nn concingenre in Iraq.

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Veicolo da combacci mcnro per la fanrerijl "Dardo" , recentemente encraco in servizio nelle unità bersaglieri.


La Legge n. 380 del 20/10/1999 ha aperco la carriera m ilitare alle donne, qui un'A llieva Ufficiale dell'Accadem ia d i Modena.

Bandiere dei paesi rapp resentanti presso un Comando NATO in Italia.


STRUTIURA DI .VERTICE CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

COMANDO DELLE FORZE OPERATIVE TERRESTRI

ISPETTORATO LOGISTICO DELL'ESERCITO

ISPETTORATO PER LA FORMAZIONE E SPECIALIZZAZIONE Scuola di Guerra

Brigata Artiglieria Contraerei

Reparto Coordinamento e Supporti Generali

Brigata Genio

Dipartimento Tecnico

Brigata Logistica di Proiezione Comando 1 ° FOD

Dipartimento Amministrazione e Commissariato

Scuola Sottufficiali dell'Esercito

Comando 2 ° FOD

Dipartimento Sanità e Veterinaria

Scuola Militare "Nunziatella"

Comando Truppe Alpine

Dipartimento Trasporti e Materiali

Scuola Militare "Teuliè"

Comando Corpo d'Armata di reazione rapida

Direzione di Amministrazione

Scuola Lingue Estere dell'Esercito

Comando Aviazione dell'Esercito

Istituto Geografico Militare

Scuola Interforze Difesa NBC

Comando C4-I EW

Regione Militare Nord

Scuola di Fanteria

Regione Militare Sud

Scuola di Cavalleria

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Scuola di Artiglieria

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Brigata Artiglieria

Scuola di Applicazione Accademia Militare

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Scuola del Genio

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Scuola delle Trasmissioni ed Informatica Scuola Sanità e Veterinaria Militare Scuola Trasporti e Materiali Scuola Amministrazione e Commissariato Centro Addestramento e Sperimentazione Artiglieria Controaerei Raggruppamento Addestrativo RSTA

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Centro Addestramento Ginnico-Sportivo dell'Esercito 5 Reggimenti Addestramento Volontari

In alto: L'ingresso dell 'Accadem ia Militare di Modena, una delle sedi più prestig iose della Forza Armata. A sinistra: Sguadra di fante ria della Brigata Aeromobile Friuli.


Al lievi del!' Accademia Militare di Modena e rifornimento di bombe da morcaio da 120.

Sotto: Alp ino in addescramenco all'elicrasporto.

ISPETTORATO DELLE INFRASRUTTURE DELL'ESERCITO Comando Infrastrutture Nord

ISPETTORATO PER IL RECLUTAMENTO E LE FORZE DI COMPLETAMENTO

Comando Infrast rutture Centro

Comando RFC I Nord

Comando Infrast rutture Sud

Comando RFC I Centro Comando RFC I Sud Centro Selezione Reclutamento Nazionale dell' Esercito


-~~ORGANIZZAZIONE OPERATIVA- CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

COMANDO FORZE OPERATIVE TERRESTRI: Brigata Artiglieria Brigata Artiglieria Contraerei Brigata Genio Brigata Logistica di Proiezione

Militare 1raliano a Timor Est .

COMANDO 1 ° FOD:

COMANDO 2 ° FOD:

COMANDO TRUPPE ALPINE:

Comando Divisione "Mantova"

Comando Divisione "Acqui"

Brigata Corazzata "Ariete" Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli"

Brigata Meccanizzata "Granatieri di Sardegna"

Comando Divisione "Tridentina" Brigata Alpina "Taurinense"

Brigata Meccanizzata "Sassari"

Brigata Alpina "Julia"

Brigata Paracadutisti "Folgore"

Brigata Corazzata "Pinerolo"

Centro Addestramento Alpino

Brigata Aeromobile "Friuli"

Brigata Bersaglieri "Garibaldi" Brigata Meccanizzata "Aosta"

Brigata corazzata "Pinerolo"

Brigata meccanizzata ttSassari"

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Brigata meccanizzata t'Granatieri di Sardegna" Brigata paracadutisti •tFolgore"

Brigata meccanizzata t'Aosta"


Carro ar maco Leopard 1 A5.

COMANDO CORPO D'ARMATA DI REAZIONE RAPIDA: Brigata Trasmissi oni

COMANDO AVIAZIONE DELL'ESERCITO:

Raggruppamento RISTA IEW

Raggruppamento Aviazione Esercito

Raggruppamento C4 Infrastruttura

Raggruppamento Addestrativo Aviazione Eserci to

Raggruppamento C4 Proiezione

Brigata cavalleria "Pozzuolo del Friuli"

Brigata bersaglieri "Garibaldi "

COMANDO C4-IEW:

Brigata

Brigata alpina "Julia"

132' Brigata corazzata "Ariete"

aeromobile "Friuli " Brigata alpina "Tauri nense"

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ARMA 01 fANTERIA

a origine dai primi reggimenti della fanteria sabauda, ordinati stabilmente nel 1664. L'Arma base dell'Esercito, nota anche come la "Regina delle battaglie" comprende oggi: 2 reggimenti granatieri, 7 reggimenti di fanteria, 9 reggimenti bersaglieri, 8 reggimenti ed 1 battaglione alpini, 4 reggimenti paracadutisti, 1 reggimento lagunari. I nominativi delle unità addestrative hanno perso il riferimento all'Arma o alla Specialità.

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Festa:

24 maggio, anniversario dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915-1918)

Patrono:

San Martino (11 novembre)

la Bandiera:

è stata concessa con decreto presidenziale in data 23 marzo 1982

Ricompense:

Croce di Cavaliere O.M. I.: territori interessati alla prima guerra mondiale, 1915-1918 (decreto 5-6-1920).

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Squadra d i bersaglieri in addestramento.

Croce di Cavaliere O.M.I.: guerra italo-etiopica, 1935-1936 (decreto 27-1-1937). Medaglia d'Oro al Valor Civile: val Padana, 1994 (decreto 25-111996) .

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Granatieri in parata in uniforme storica.

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Fanteria

Granatieri

Nel corso dei secoli la cosiddetta fanteria di linea ha assunto varie denominazioni basate sui mezzi di trazione in dotazione o sulla dipendenza organica. Oggi tutti i reggimenti sono meccanizzati, tranne uno elitrasportabile.

Sono la più antica Specialità. dell'Esercito, discen dente dall'antico Reggimento delle Guardie dell'Armata Sarda creato nel 1659. Il personale si distingue per la particolare prestanza fisica.

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5° Reggimento Fanteria "Aosta"

Festa:

9° Reggimento Fanteria "Bari" 62 • Reggimento Fanteria ''Sicilia"

1° Reggimento "Granatieri di Sardegna"

66 • Reggimento Aeromobile "Trieste"

2° Reggimento "Granatieri di Sardegna"

82 • Reggimento Fanteria "Torino" 151 ° Reggimento Fanteria "Sassari" 152° Reggimento Fanteria "Sassari" Esistono, inoltre, unità preposte all'addestramento dei volontari e dei soldati di leva e centri incorporazione leva, che ereditano le Bandiere di Guerra di reggimenti di Fanteria e Alpini. 1° Reggimento "San Giusto" 16 • Reggimento "Belluno" (Alpini) 17° Reggimento "Acqui" 18° Reggimento "Edolo" (Alpini)

18 aprile, anniversario della costituzione della specialità (1659)

Bersaglieri Costituiti nel 1836 su proposta del Generale Alessandro La Marmara, con il compito di svolgere servizio di esplorazione e missioni di carattere ardito. Ottimi tiratori, dal fisico agile e scattante, in passato hanno avuto in organico reparti ciclisti. Oggi hanno assunto la fisionomia di truppe meccanizzate.

Festa:

18 giugno, anniversario della costituzione del corpo (1836)

28° Reggimento "Pavia"

1• Reggimento Bersaglieri

47° Reggimento "Ferrara"

2 • Reggimento Bersaglieri

57° Battaglione "Abruzzi"

3 • Reggimento Bersaglieri

60 ° Battaglione "Col di Lana" 78 ° Reggimento "Lupi di Toscana" 80° Reggimento "Roma" 85 • Reggimento "Verona" 91 • Battaglione "Lucania" 123° Reggimento "Chieti"

6• Reggimento Bersaglieri 7° Reggimento Bersaglieri 8° Reggimento Bersaglieri 11 ° Reggimento Bersaglieri 12 • Reggimento Bersaglieri 18 • Reggimento Bersaglieri

157° Reggimento "Liguria" 231 ° Reggimento "Avellino" 235 ° Reggimento "Piceno" Volontari del 66° Reggimento Fanteria inquadrato nella Brigata Aeromobile Friuli.


~ -ARMA DI fANTERIA- ~

Alpini

Paracadutisti

Nati su progetto del Capitano Giuseppe Perrucchetti per la difesa dei confini alpini, costituiscono truppe specializzate per le operazioni in montagna. Nei loro 130 anni di storia hanno, comunque, dimostrato di sapere operare in ogni teatro operativo ed in ogni ambiente naturale.

Specialità della fanteria che trova sviluppo nel corso del secondo conflitto mondiale per operazioni di assalto aereo. Le loro tradizioni sono legate soprattutto alla battaglia di El Alamein, combattuta contro gli inglesi nel deserto egiziano.

Festa: Festa:

15 ottobre, anniversario della costituzione del Corpo (1872)

23 ottobre, anniversario della battaglia di El Alamein (1942)

Patrono: S. Michele Arcangelo (29 settembre) Patrono: San Maurizio (22 settembre) 2• Reggimento Alpini

9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin"

3° Reggimento Alpini

183 • Reggimento Paracadutisti "Nembo" 186• Reggimento Paracadutisti "Folgore"

5° Reggimento Alpini

187° Reggimento Paracadutisti "Folgore"

6 · Reggimento Alpini 7° Reggimento Alpini

8· Reggimento Alpini 9° Reggimento Alpini 14• Reggimento Alpini Battaglione Alpini Paracadutisti "Monte Cervino"

Lagunari Moderna specialità anfibia dell'Arma di Fanteria, istituita nel 1951, cui sono state affidate le tradizioni marinare dei "Fanti da Mar" della Serenissima Repubblica di Venezia.

Festa:

25 giugno, anniversario del riconoscimento ufficiale della specialità (1984)

Patrono: San Marco (25 aprile). Reggimento Lagunari "Serenissima".

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Le due foto Sopra: : Alpini armati di f;c ile d'assalco AR 70/90. A destra: Paracadutista della Ifor di g uardia a Sarajevo. Nella pagina a fianco: Sbarco a cerra d i una pattuglia d i Lagunari.

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ARMA DI CAVAllERIA- -

rae origine dalla Cavalleria sabauda, nella quale i primi reggimenti d' ordinanza "Dragoni di Sua Altezza" e "Dragoni di Madama Reale" furono organizzati già nel 1668. Abbandonato il cavallo dopo ·il 1945, la Cavalleria è oggi equipaggiata con mezzi corazzati cingolati e ruotati. Nel 1999 l'Arma di Cavalleria è stata organizzata in tre specialità: Cavalleria di linea, Carristi e Cavalleria dell'Aria. Nel 2003 la Cavalleria dell'Aria è tornata a chiamarsi Aviazione dell'Esercito. Attualmente l'Arma comprende 8 reggimenti di Cavalleria di Linea e 6 reggimenti di Carristi.

T Festa:

30 ottobre, anniversario del fatto d'arme di Pozzuolo del Friuli (1917).

Patrono:

San Giorgio (23 aprile).

La Bandiera:

è stata concessa con decreto del 23 marzo 1982.

Ricompense:

Croce di Cavaliere 0.M. I.: guerra italo-etiopica, 1935 - 1936 (decreto 27 - 1 - 1937) Medaglia d'Oro al Valor Militare: territori interessati alla prima guerra mondiale, 1915 - 1918 (decreto 17 - 9 - 1933)

Carro armaco "Ariete" della Cavalleria Carristi.


Cavalleria di linea

Carristi

È costituita da reggimenti che ereditano le tradi zioni di reparti cavalleggeri , cavalieri, dragoni, usseri e lancieri. Svolge i tradizionali compiti di esplorazione, ricognizione, sicurezza, retroguardia.

Traggono origini sul finire del 1918 per l 'impiego del carro armato, apparso per la prima volta sui campi di battaglia della grande guerra. Entrati a far parte nel 1919 della Fanteria, nel 1927 vengono riconosciuti ufficialmente come specialità dell'Arma di Fanteria, per poi transitare nel giugno 1999 nell'Arma di Cavalleria.

Reggimento "Nizza Cavalleria " (1 °) Reggimento "Piemonte Cavalleria" (2 °) Reggimento "Savoia Cavalleria" (3°) Reggimento " Genova Cavalleria" (4 · )

Festa:

1 ottobre, anniversario della costituzione della specialità (1927).

Reggimento "Lancieri di Novara" (5· ) Reggimento "Lancieri di Aosta" (6· ) Reggimento "Lancieri di Montebello" (8 °) Reggimento "Cavalleggeri Guide" (19 °)

1• Reggimento Corazzato 4 • Reggimento Carri 31 • Reggimento Carri 32° Reggimento Carri 131 • Reggimento Carri 132 • Reggimento Carri

lancieri d i Montebello in uniforme storica.

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- - -ARMA DI ARTIGllERIA~ ~

e origini risalgono al Corpo Reale di Artiglieria dell'Esercito piemontese, costituito nel 1774. Ha il compito di assicurare il sostegno di fuoco a tiro indiretto ai reparti dell'arma base. In passato [''a rtiglieria ha inquadrato varie specialità: campagna, a cavallo, montagna, pesante campale, pesante, fortezza, da costa, ecc. A partire dal 1999, l'Arma di Artiglieria comprende due sole specialità: artiglieri terrestri e artiglieri contraerei. L'Esercito schiera attualmente: 4 reggimenti artiglieria contraerei, 12 reggimenti artiglieria terrestre (semovente, da montagna, alpina, paracadutisti da acquisizione obietti vi, a cavallo, lanciarazzi), 1 reggimento specialisti. Il 7° Reggimento NBC "Cremona" assicura l'intervento specialistico in caso di contaminazione da parte di agenti nucleari, biologici e chimici.

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Festa: 15 giugno, anniversario della battaglia del Piave (1918) Patrono: Santa Barbara (4 dicembre). la Bandiera: È stata concessa con decreto 23 dicembre 1900 Ricompense: • Croce di Cavaliere O.M.I.: guerra italo-etiopica, 1935-1936 (decr. 27-1-1937) • Medaglia d'Oro al Valor Militare: campagna 1849 (decreto 13-7-1849) • Medaglia d'Oro al Valor Militare: Libia, 1911-1912 (decreto 19-1-1913) • Medaglia d'Oro al Valor Militare: guerra 1915-1918 (decreto 5-6-1920) • Medaglia d'Argento al Valor Militare: campagna 1859 (decreto 16-1-1860) • Medaglia di Bronzo al Valor Militare: Goito, 1848 (decreto 7-6-1848)

Nucleo N.B.C. impegnato nella rilevazione campale di agg ressivi chimici.

Nella foto in alto: Semovente lanciarazzi da saturazione d'area M.L.R.S.

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Reggimento Artiglieria Terrestre (montagna) Reggimento Artiglieria Terrestre "Vicenza" (pesante - alpina) Reggimento Artiglieria Terrestre (montagna) Reggimento Artiglieria Terrestre "Superga" (lanciarazzi) 7° Reggimento N.B.C. "Cremona" 8° Reggimento Artiglieria Terrestre "Pasubio" (semovente) 21 • Reggimento Artiglieria Terrestre "Trieste" (semovente) 24 • Reggimento Artiglieria Terrestre "Peloritani" (semovente) 33° Reggimento Artiglieria Terrestre "Acqui" (semovente) 41 • Reggimento Specialisti Artiglieria "Cordenons" (SORAO) 52° Reggimento Artiglieria Terrestre "Torino" (semovente) 185 • Reggimento Artiglieria Terrestre "Folgore" (paracadutisti) (acquisizione obiettivi) 132° Reggimento Artiglieria Terrestre "Ariete" (semovente) Reggimento Artiglieria Terrestre "a Cavallo" (pesante - campale) 5° Reggimento Artiglieria Contraerei "Pescara" 4 • Reggi mento Artiglieria Contraerei "Peschiera" 17° Reggimento Artiglieria Contraerei "Sforzesca" 121 • Reggimento Artiglieria Contraerei "Ravenna"

Lanciamissili concroaerei Skyguard Aspide.


- ~ - ~ARMA DEl GENIO

al 1775 l'Arma del Genio assicura il supporto tecnico alle unità combattenti nel campo della viabilità, della contromobilità e delle fortificazioni. Nel corso della sua storia ha avuto alle dipendenze numerose specialità: pionieri, pontieri, zappatori, ferrovieri, guastatori, telegrafisti, teleferisti, lagunari, minatori, ecc. Oggi comprende: 8 reggimenti e 1 battaglione Guastatori, 1 reggimento Pionieri, 1 reggimento Ferrovieri, 1 reggimento Pontieri.

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festa: 24 giugno, anniversario della battaglia del Piave (1918). Patrono: Santa Barbara (4 dicembre). La Bandiera: è stata concessa con decreto 23 dicembre 1900. Ricompense: Croce di Cavaliere O.M.I.: guerra italo-etiopica, 1935 - 1936 (decr. 27-1-1937); Medaglia d'Oro al Valor Militare: campagna di guerra 1915 - 1918 (decr. 5-6-1920); .,,. Medaglia d'Argento al Valor Militare: Libia, 1911 - 1912 (decr. 19-1-1913); Apparat() cercami ne magnetico.

Sotto: Ponte galleggiance PFM.

Medaglia di Bronzo al Valor Militare: fronte greco - albanese, 1940 (decr. 31-12-1947); Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito: Friuli, 1976 - 1977 (decr. 18-5- 1977); Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito: Mozambico, 1993 - 1994; Bosnia, 1995 - 1996 (decr. 28-11-1996); Medaglia d'Oro al Valor Civile: Val Padana, 1994 (decr. 25-11-1996); Medaglia d'Oro di Benemerenza: terremoto, 1908 (decr. 5-6-1910). 2° Reggimento Genio Guastatori

11 ° Reggimento Genio Guastatori

3° Reggimento Genio Guastatori

21 ° Reggimento Genio Guastatori

4° Reggimento Genio Guastatori

32 • Battaglione Genio

5 ° Reggimento Genio Guastatori

Guastatori "Taurinense"

6 ° Reggimento Genio Pionieri

2 • Reggimento Genio Pontieri

8 ° Battaglione Genio Guastatori "Folgore"

Reggimento Genio Ferrovieri

10° Reggimento Genio Guastatori

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Reggimento CIMIC (NATO CIMIC Group South)


- -ARMA DEllE TRASMISSIONI--~~-

asce nel 1883 come Specialità dell'Arma del Genio per assicurare i collegamenti via filo e via etere tra le forze combattenti. Arma autonoma dal 1997, nel giugno 1999 viene articolata su due specialità: specialisti in telematica e specialisti .in guerra elettronica. Vi sono oggi 7 reggimenti trasmissioni (4 di proiezione, 3 di supporto infrastrutture), 2 reggimenti di sostegno TLC ed un reggimento guerra elettronica.

N

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Festa: 20 giugno, anniversario della battaglia del Piave Patrono: San Gabriele Arcangelo (20 settembre). la Bandiera: è st ata concessa con decreto 30 giugno 1998. Ricompense:

Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito: Roma, 1953 - 1993 (decreto 25-5-1993).

1° Reggimento Trasmissioni 2 • Reggimento Trasmissioni 3 ° Reggimento Trasmissioni 7° Reggimento Trasmissioni 11 • Reggimento Trasmissioni

ACM 90 equipaggiato con Shelter delle trasmissioni. Sotto: Sistema di trasmissioni satellitare in dotazione all'Esercito Italiano

(1918)

32 ° Reggimento Trasmissioni 33 ° Reggimento IEW 44 ° Reggimento Sost egno TLC 46 ° Reggimento Trasmissioni 184 ° Reggimento Sostegno TLC


ARMA DEI TRASPORTI EMATERIAll

rae orìgìni dal nucleo dei militari addetto alla condotta delle automobìlì a benzìna costìtuito nel 1902 presso la Brìgata Ferrovieri del Genio. A seguito della costituzione dell'Ispettorato Logistìco dell'Esercìto, ìl Corpo sì trasforma, il 1° gennaio 1998, ìn Arma dei Trasportì e Materìalì. Esìstono oggi 1O unità trasportì e di manovra, oltre a varì repartì comando e supporto tattico-logìstìco.

T

Movimentazione di container presso un reparto logistico d i contingenza.

Festa:

22 maggio, annìversario dei primì grandì trasporti automobilìsticì di unità nella battaglia degli altìpianì (1916 ).

Patrono:

San Crìstoforo martire (27 luglìo).

La Bandiera:

È stata concessa con decreto 7 gìugno 1938

Ricompense:

Medaglia d'Argento al Valor Milìtare: Afrìca Settentrìonale ed Orientale, Albanìa, fronte russo, guerra di lìberazione, 1940 1945 (decreto 5-3-1949). Medaglia dì Bronzo al Valor Militare: guerra ìtalo-etìopica, 1935 - 1936 (decreto 1-2-1937).

In basso:

Croce dì Guerra al Valor Mìlìtare: Trentino, 1916 - Piave, gìugno 1918 (decreto 26-12-1963).

Colonna di autocarri pesami a pianale scarrabile APS.

Medaglia dì Bronzo al Valore dell'Esercìto: Province della Campanìa e della Basilìcata, 1980 - 1981 (decreto 11-12-1981). Croce d'Argento al Merìto dell'Esercìto: Albania, 1991 - 1993 (decreto 19-5-1993). 1° Reggimento Trasporti 6 ° Reggimento Trasporti 8° Reggìmento Trasporti 8° Reggìmento Trasportì "Casilina" 10° Reggimento Trasportì 1° Reggimento di Manovra

l

6° Reggimento dì Manovra 10° Reggìmento dì Manovra 24 ° Reggimento di Manovra Reggimento dì Manovra Interforze 11 ° Battaglione Trasporti "Flamìnìa"


-~-AVIAZIONE DEll'ESERCITO- ~

S

pecialità della Forza Armata di recente istituzione, si ricollega idealmente ai primi voli di guerra nel mondo compiuti in Libia nel 1911 - 1912 da aerei italiani. Il primo reparto si costituisce nel maggio ·1 951 presso la Scuola di Artiglieria con compiti di osservazione aerea del tiro, collegamento, controllo e guida di unità a terra.

Festa:

10 maggio, ann iversario della costituzione delle prime unità dell'Aviazione Leggera dell'Esercito (1951).

Patrono: Madonna di Loreto (1Odicembre). 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Antares"

2° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Sirio" 4° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Altair" 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Rigel"

7° Reggimento Aviazione dell'Esercito "Vega" 1° Gruppo Squadroni "Auriga" 2• Gruppo Squadroni "Sestante" 21° Gruppo Squadroni "Orsa Maggiore" 28 ° Gruppo Squadroni "Tucano" Elicottero AB412 in Bosn ia-Erzegovina.

Gruppo Squadroni SOATCC


~~-CORfO SANITARIO DEll'ESERCITO~~~

I

l Corpo Sanitario dell'Esercito si costituisce il 1° gennaio 1998 per accorpamento delle componenti Sanità e Veterinaria.

Festa: 4 giugno, anniversario della costituzione del Corpo di Patrono: San Camillo dè Lellis (4 giugno). la Bandiera: è stata concessa con decreto 17 ottobre 1920

Sanità (1833).

Ricompense: Medaglia d'Oro al Valor Militare: Africa Settentrionale ed Orientale - Albania - Fronte russo - Guerra di Liberazione, 1940 - 1945 (decr. 12-7-1950). Medaglia d'Argento al Valor Militare: Libia, 1911 - 1912 (decr. 19-1-1913). Medaglia d'Argento al Valor Militare: guerra 1915 - 1918 (decr. 5-6-1920). Medaglia di Bronzo al Valor Militare: guerra italo-etiopica, 1935 - 1936 (decr. 1-2-1937). Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito: Beirut, 1982 - 1984 (decr. 7-5 -1 987). Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito: Province della Campania e della Basilicata, 1980 - 1981 (decr. 15-12-1 981). Aerotrasporco d i ambulanza su meccanica VM90.

Sotto: Soccorso sani tario ad un civile somalo nel corso dell'Operazione IBIS.

Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito: Province di Avellino, Salerno e Potenza, 1980 - 1981 (decreto 15-12-1981) - (al Corpo Veterinario dell'Esercito). Croce d'Oro al Merito dell'Esercito: Albania, Somalia, Mozambico, 1991 - 1994 (decr. 10-2-1995). Croce di Bronzo al Merito dell'Esercito: Somalia, 1992 - 1994 (decreto 28-71995) - (al Corpo Veterinario dell'Esercito). Medaglia d'Oro di Benemerenza: terremoto 1908 in Calabria e Sicilia (decr. 27-5-1911). Medaglia d'Argento di Benemerenza: terremot-o calabro-siculo 1908 (decr. 5-6-1910) - (alla Scuola di Applicazione di Sanità Militare). Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica (decr. 11-6-1922). Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica (decr. 8-1 1-1974) - (al Servizio Veterinario Militare).

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CORfO01 AMMINISTRAZIONE ECOMMISSARIATO OEll'ESERCITO

l 1 ° gennaio 1998 è stata sancita l'unificazione dei ruoli del Corpo di Amministrazione e del Corpo di Commissariato e la formazione del ruolo del Corpo di Amministrazione e di Commissàriato dell'Esercito. Il Corpo si costituisce sotto la stessa data.

I

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Festa:

19 novembre - anniversario della costituzione della Intendenza Generale di Guerra dell'Esercito Sabaudo (1816)

Patrono:

San Lorenzo Diacono e Martire (14 dicembre) - (Corpo di Amministrazione). Beata Vergine Maria della Divina Provvidenza (sabato precedente 3" domenica di novembre ) - (Corpo di Commissariato).

la Bandiera: è stata concessa con decreto 3 luglio 1998. Ricompense: Medaglia d'Argento al Va lor Militare: seconda guerra mondiale e guerra di Liberazione, 1940 - 1945 (decr. 15-2-1949) - (al Servizio di Commissariato).

Distribuzione del rancio in zona cli operazioni.

Sotto: Cucina da campo.

Medaglia di Bronzo al Valer Militare: Africa Settentrionale ed Orientale, Albania, fronte russo, guerra di Liberazione, 1940 - 1945 (decr. 27-5-1952) - (al Servizio di Amministrazione). Croce di Guerra al Valor Militare: Libia, 1911 - 1912 (decr. 26-3-1963) - (al Corpo di Commissariato). Croce di Guerra al Valer Militare: guerra 1915 - 1918 (decr. 26-3-1963) - (al Corpo di Commissariato). Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito: Province della Campania e della Basilicata, 1980 - 1981 (decr. 11 -12-1981) - (al Corpo di Commissariato). Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito: Province della Campania e della Ba ilicata, 1980 - 1981 (decr. j , -6-1985) - (al Corpo di Amministrazione).


CORPO DEGll INGEGNERI DEll'ESERCITO

rae origi ne dai Servizi Tecnici formati nel 1910 (artiglieria), nel 1930 (motorizzazione) e nel 1960 (chimico-fisico, genio, geografico, trasmissioni). Il 1 ° gennaio 1998 il ruolo del Corpo Tecnico ha avuto la denominazione di ruolo normale del Corpo degli Ingegneri dell'Esercito, i cui ufficiali svolgono la loro attività nei settori ricerca e sviluppo, revisione, mantenimento dei materiali in servizio.

T

Festa:

9 ottobre, anniversario dell'unificazione dei Servizi Tecnici (1980).

Patrono: Beato Francesco Faà di Bruno (24 giugno).

Posto di comando per bacceria lanciamissili concraerei Hawk.

Sotto: Lanc io di razzo da un semovente .M.L.R.S.


--~ - --~ INDICE~~~--

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__,.... .,,.-

I PRECURSORI I PRIMI ANNI IL BRIGANTAGGIO LA CAMPAGNA DEL 1866 LA PRESA DI ROMA 1810 TRA '800 E'900 CAMPAGNE D'AFRICA GUERRA DI LIBIA INIZIO SECOLO EALBORI DELLA MOTORIZZAZIONE tA GRANDE GUERRA TRA LE DUE GUERRE GUERRA ITALO-ETIOPICA INTERVENTO IN SPAGNA ALBANIA 1939 ALLA VIGILIA DELLA GUERRA LA SECONDA GUERRA MONDIALE Il FRONTE GRECO-ALBANESE Il FRONTE JUGOSLAVO Il FRONTE DELL'AFRICA ORIENTALE Il FRONTE RUSSO Il FRONTE DELL'AFRICA SETTENTRIONALE Il FRONTE INTERNO ESICILIA L'OTTO SETTEMBRE 1943 LA GUERRA DI LIBERAZIONE L'ESERCITO DELLA REPUBBLICA ESERCITO DI TRANSIZIONE L'ESERCITO DEL TRATTATO DI PACE ADESIONE ALLA NATO RISTRUTTURAZIONE DEL 1915 CADUTA DEL PATTO DI VARSAVIA

pag. pag. uau. uau. pag. pag. pag. uau. uau. uau. pag. uau. uau. uau. uau. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag, pag. pag. pan. pag. nau. pag. pag. uau.

4 6 14 16 20 22 30 32 34 36 46 48 50 52 54 56 64 66 68 10 14 18 80 82 86 88 90 92 94 96


ARMAMENTI ED EQUIPAGGIAMENTI ANNI '50 E'60 ARMAMENTI ED EgUIPAGGIAMENTI ANNI 10, 80 E'90 MISSIONI DI PACE All'ESTERO, INTERVENTI IN ORDINE PUBBLICO ECALAMITÀ NATURALI IN ITALIA CONCORSI DELL'ESERCITO ALLA SALVAGUARDIA DELLE LIBERE ISTITUZIONI lORDINE PUBBLICO ECONTROLLO DEL TERRITORIOJ PRINCIPALI INTERVENTI SUL TERRITORIO NAZIONALE IN SOCCORSO DELLE POPOLAZIONI COLPITE DA CALAMITÀ NATURALI MISSIONI ACRETA, IN CINA, ALTA SLESIA,SAAR1 COREA MISSIONI IN SOMALIA MISSIONI IN LIBANO,KURDISTAN, MOZAMBICO MISSIONI IN ALBANIA MISSIONI NELLA EX JUGOSLAVIA MISSIONI IN NAMIBIA,TIMOR EST,AFGHANISTAN MISSIONE IN IRAg ATIENTATO ANASSIRYA L'ESERCITO DEL XXI SECOLO BANDIERA DELL'ESERCITO ITALIANO L'ESERCITO ITALIANO NEL 2004 STRUTTURA DI VERTICE ORGANIZZAZIONE OPERATIVA ARMA DI FANTERIA ARMA DI CAVALLERIA ARMA DI ARTIGLIERIA ARMA DEL GENIO ARMA DELLE TRASMISSIONI ARMA DEI TRASPORTI EMATERIALI AVIAZIONE DELL'ESERCITO CORPO SANITARIO DELL'ESERCITO CORPO DI AMMINISTRAZIONE ECOMMISSARIATO DELL'ESERCITO CORPO DEGLI INGEGNERI DELL'ESERCITO

pag. 98 uau. 100 uau. 102 pag. 104 oao. 106 pag. 108 pag. 110 pag. 112 pag. 114 pag. 116 pag. 118 uau. 120 pag. 122 uau. 126 pag. 128 oao. 130 pag. 132 oau. 134 pag. 136 pag. 140 uau. 142 pag. 143 uau. 144 uau. 145 uau. 146 pag. 141 oau. 148 pag. 149


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COOQDINAM'-NTO: TEN.COL. ROBERTO DI ROSA TESTI: BRIG. GEN. FRANCO DELL'UOMO,MAGG. FlllPPO CAPPELLANO,DOTT. PIERO CROCIANI

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PROGITTO GRAFICO: ANTONIO NACCA STAMPA: LITOS •ROMA FINITO DI STAMPARE NEl MESE DI APRILE 2004


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