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ITALIANI DI RAZZA EBRAICA

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Italiani di razza ebraica Le Leggi antisemite del 1938 e gli ebrei di Roma

ltalians of the Jewish Race The anti-Semitic laws of 1938 and the Jews of Rame

a cura cli/curateci by

Lia Toaff e/and Yael Calò

(

PALOMBI EDIT ORI


Italiani di razza ebraica Le Leggi, antisemite del 193 8 egli ebrei di Roma

ltalians of the Jewish Race The anti-Semitic laws of 1938 and the Jews of Rame

14 se ttembre 2018 - 3 febbraio 20 19 / September 14, 2018 - February 3, 20"1 9

M ostra / Exhi bition A

cura di I curated by

Lia Toaff Yael Calò

Progetto deil'tt!!e.,tùnento I lnstallation Designed

Vale ntina Purzolu

Allestimento I

Ringraziamenti I Acknowledgments Per aver concesso i prestiti I For loaning exhibits:

Catalogo / C atalog

Archivio Storico <lella Comunità Ebraica di Roma "Giancarlo Spiz.z.ichino"; Marcello, Sandra, Giovanna e Federica Narri; la fam iglia Amadasi - Levi Dell a Vida; G iusep pe Calèi; Fab rizio De Leon; la famiglia Di Cori - D i Veroli ; la famiglia Kahn; la famiglia Piacentini - l.evi Della Vida; Laura Supino; la famiglia Toaff; Pacifica Zarfati .

A

lnstallation

Falegname t"ia Marcella, Gavignano (Ro ma)

Assicurazioni I !nsurance AXAART

Filmato I Video Arch ivio Storico lscirnco Luce

cura di I

curated by

Lia 'loaff Yael Calò

Fotografie I Photographs Giorgio Benni

Ti"/lduzioni I

Translations

N urir Rode<l

Per La col!tthorazione siamo grati a I For their gracious help :

Silvia Haia Anconucci, Giorgia Ca.lii, Alessa ndra Di Castro, Rina Di Porto, Gabriella Yael Franzone, Alberto La7.7.ari , Isabell a Lu zi, Olga Melasecd1i, Alessand ro e Francesco Palombi, C laudio Procaccia, Armando Romito, Lama Supino.

L(I reaLiz:wzione del catalogo è stata possibile grazie ai contributo di I The realization of the catalog has been possible thanks to the support of:

Posteitaliane

Ricerche e mont({ggio filmato I Research and Video Editing

Desid eriamo rin graziare

Da miano Garofalo

il Rabbino Capo cli Roma Riccardo Di Segni,

Responsabile segreteria 01gani=ttiva I Organizing Secretariat

Irit Le\1'

Responsabile Comunicazione e Ufficio stampa I Communication and Press Office

Danicl Funaro

Grafica de/L'allestimento I Exhibition Graphic Design

G ioia Fiaccadori

Stampa materiale de!!'tdlestirnento I Graphics Production Print Operator

Fabriz.io ArEL Calò

Fotografi."e I Photographs Giorgio Ben ni

il Presidenre della Comunità Ebra ica di Roma Ruch Dureghello, l'Assessore al Museo Giann i Ascarelli, l'Assessore alla cultura e ASCE R Giorgia Calò. Uno speciale rin graziamento a tutto lo staff del Museo Ebraico di Roma/ We wou/d like to thank the Chief Rabbi of Rome Riccardo Di Segni, the President of the Jewish Community of Rome Ruth Oureghello; the Assessor at the Jewish Museum of Rome Gianni Ascarelli; the

Assessor at the Cultura/ and ASCER Giorgia Calò; Special thanks go to the staff of the Jewish Museum ofRome.

La mostra è stata possibile ,grazie al contributo di I

© 2018 Tutti i diritti spettano a Diano Libri srl Via Pietro Giardini, 186 41 124 Modena www.palombiedirori.i t Progettazione, realiuazio ne grafìca e assistenza redazionale a cura de lla Casa Editrice

The exhibition has been possible thanks to the support of:

Posteitaliane

Nessuna parre di questa pubblicazione pub essere memorizzata, fotografata o co munq ue riprodotta senza le dovute autot"izzazioni

Traduzioni I Translations Nurir Roded

ISBN 978-88-6060-8 19-2


Sommario / Summary

Saluti / Openi ng Remarks Riccardo Di Segni Rabbino Capo deL/,a Comunità Ebraica di Roma /

4 Chief Rabbi of the Jewish Cammunity af Rame

Ruth Durcghcllo Presidente della Comunità Ebraica di Roma/ President of the Jewish Community af Rame

6

Gianni Ascarclli Assessore al i\4useo Ebraico di Roma /

8 Assessor at the Jewish Museum of Rame

Introduzione lntroduction

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lO ·1

!

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h a Tociff,· rùeL Calò

Gli anni dell'Emancipaz ione e il Fascismo degli anni Venti The Years of Emancipation and the Fascis m of the Twenties

12 l'.ì

LA FAMIGLIA ALATRI / ALATRI FAMILY

20

Il concetto di razza e la propaganda antiebraica The concept of race and anti -Jewish propaganda

26

Le Leggi razziali itaJiane ltalian Racial Laws

28 29

ITALIA DEL MONTE FUNARO

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GUIDO LEVI DI LEON

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FAM IGLIA SUPINO/ SUPINO FAMILY

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Occupazione, deportazione, clandestinità· Occupation, deportation , c landestinity

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FAMI GLIA VIVANTI -ZARFATI / VIVANTI-ZARFATI FAM ILY

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5.5


A distanza di tanti anni dalle leggi razziali , qu est'anno a cifra tonda, ottama, potrebbe sembrare ridondante e inutile un'ulteriore ricerca su eventi che sono stati oggetLo di approfrmdite 1iccrche e rappresentazioni. In realtà questo è un tema che non smette mai di interessare e interrogare per la combinazione di elementi che lo caratterizza. Non è solo un'isolata vicenda storica, ma qu alcosa cli più grande e complesso; è stata l'anticamera e la preparazione dell a persecuzione sanguinosa che ha fatto poco dopo migliaia di vittime; è stata la crisi dei fondamenti egualitari dello stato italiano nato con lo statuto albertino; ha posto i sudditi di religione ebraica e allora considerati appartenenti a una razza diversa, inferiore e pericolosa, davanti ad una micidiale crisi di identità, oltre che a problemi elementari cli sopravvivenza. La riflessione sull a portata di questi eventi, tra gli orrori del fascismo, è stata una dei motori che hanno ponato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma cli sovranità, da monarchia a repubblica e in quesLO cambio, l'ombra del tradimen to del re verso una parte di suoi sudditi fedeli ha contribuito non poco a discreditarne l'immagine. La persecuzione razziale con le sue minuziose leggi separava e isolava vergognosamente i sudditi/ cittadini ebrei dalla compagine nazionale, ma non faceva al mom ento morti (a parte isolati casi cli suicidi disperati); per questo rischia sempre di passare in secondo piano rispetto agli orrori successivi. Riproporre invece all 'attenzione con una serie cli esempi eloquenti - lo scopo di q uesta mostra - le storie di quelle leg_gi e le devastazioni che hanno provocato nelle vite, negli studi, nelle carriere, nelle difficoltà economiche quotidiane, nel sentimento di tradimento e di onta subita, è un imperativo morale per capire i possibili cedim enti di ogni società, anche quelle che si vantano o presumono di essere le più avanzate, in ogni mom ento, compreso l'oggi. E per il pubblico ebraico ital iano, che da quel triste settennio uscì dimezzato, e an cora ottanta anni dopo non se ne è rip reso, è una continu a sollecitazione a riflettere sulla propria storia, sulla propria condizione, sull a vanità delle illusioni e sulla priorità dei suoi progetti cli vita. Riccardo Di !:>ègni R abbino Capo deUa Comunità Ebraica cli Roma

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This year, atter eigh ty years, so many years atter the racial laws, further research on events that have been the subject of extensive study and representations may seem redundant and unnecessary. In realty this is a subject that never ceases to interest and questions never cease to be asked due to the combination of elements that characterizes it. lt is not just an isolateci historical event, but something bigger and more complex; it was the precursor and the preparation for the bloody persecutions that soon atter claimed thousands of lives; it was the dilemma of the egalitarian foundations of the ltalian state established under the Albertine Statute; it placed its subjects of the Jewish fai th , considered as belonging to a different race, inferior and dangerous, in front of a lethal identity crisis, beyond the basic problems of survival. Reflection on the significance of these events, among the horrors of fascism, was one of the driving forces leading to the foundation of a new ltalian society, in iifììGQ the form of sovereignty changed, from monarchy to republic. With this change, the shadow of the king's betrayal of a part of his faithful subjects contributed to discrediting his image. The racial persecution with its thorough laws shamefully isolateci and separateci Jewish subjects/ ci tizens from their fellow nationals, but initially did not bring with it any deaths (apart from isolateci cases of desperate suicides) ; this is why it always.risks being overshadowed by subsequent horrors . \1\/ith a series of poignant examples, the aim of this exhi bition is to highlight the stories of those laws and the devastation that they caused in lives, studies, careers, the daily economie difficulties and the feeling of betrayal and shame. lt is a moral imperative to understand the possible fai lings of every society, at every moment, even today, even those that boast or presume to be the most advanced. And for the ltalian Jewish public, that was halved in those seven years, and that has stili not recovered atter eighty years, it is a constant urge to reflect on its history, its condition, on the futility of illusions and the priority of its life projects. Riccardo Di Segni Chief Rabbi of the Jewish Community of Rome

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Gli ottanta anni dalla promulgazione delle Leggi razzisLe non sono semplicemente una ricorrenza. Ricordare a ottant' anni quella vergogna tutta italiana è il segnale di un impegno che anno dopo anno si è rinnovato. Nei testi più sacri dell'ebraismo ,,i ene ripetuta spesso una frase "ledor vador" : di generazione in generazione. D al 1938 ad oggi sono nate nuove fam iglie, alLre pu rtroppo hanno visLO in terrompere la loro storia, altre ancora hanno percorso un cammino per riconcili.arsi con la storia del proprio Paese, alcune hanno abbandonato l'Italia definitivamente. Con il passare degli anni è progressivamente e radicalmente mutata la narrazione di quel periodo, che è iniziato con l'avvento ciel fascismo e ha avuto il suo culmine nella deportazione e nella Shoah. Sempre cli più si avverte il bisogno di conoscere anche se, come diceva lo stesso Primo Levi, comprendere è davvero impossibile. Per conoscere nel 20 I 8 grava su di noi una responsabilità e l'impegno di proseguire quell a narrazione e cli manlenere sald a la memoria. M olei sono figli e nipoti della Shoah e possono 1icordare attraverso tes limonianze e m emorie cli famiglia, ma non possiamo tralasciare il fatto che le nuove generazioni, il foturo , non avranno questo legame diretto con ciò che è staLO. È dunque necessario trovare nuovi approcci per trasmettere la J\ll emoria e la consapevolezza della storia ebraica del secondo Novecerno. La mostra Italiani di razza ebraica: le Leggi antisemite del 1938 e gli ebrei di Roma cerca di rispondere a questa esigenza . Allestita nel Museo Ebraico cli Roma, si lega cronologicamente al p ercorso del Museo che termina con il Ghetto. Ini zia con l'Emancipazione degli ebrei e con l'avvento ciel fascismo n egli anni Venti, per poi giungere al razzismo e alle Leggi vere e proprie. La scelta di basare l'esposizione su un excursus storico così deLtagliato è di grande importanza : le Leggi razziali non furono un "fulmine a ciel sereno", ma l'epilogo cli un percorso storico impernialo su ideologie e con obìetlivi e finalità chiare dagli albori, i cui segnali furono ahimè ignorati o meglio non compresi. Attraverso la mostra si a\.Tà la possibilità cli cercare cli capire invece non solo ciò che è accaduto a seguito delle Leggi razziali , ma ciò che realmente sì era perso, cioè quei diritti che gli ebrei italiani avevano ottenuto con l'Emancipazione e che sarebbe potuto definitivamente scomparire se il vile progetto si fosse realizzato. Un approccio altamente didattico che inquadra le L egi;,ri razziali in una concatenazione cli eventi, e non com e avvenimento ci rcoscritto che spesso appare come un tabù, cristallizzato; rendendolo più concreto e defi ni to agli occhi cli chi guarda. Primi destinatari della mostra sono ovviamenLe gli stu denti, le nuove generazioni, che intraprenderanno questo percorso con uno degli oggetti che più gli sono familiari, per provare a intendere cosa le Leggi abbiano significato realmente. L'immagine guida della m ostra è la pagella cli una bambina delle elementari, segnata chiaramente con una grafica fasc isLa e la scritta "razza ebraica". Si raccontano attraverso documenti originali della nostra collezione e frutto cli prestiti, che sono la voce dei protagonisti della storia, gli umori le contraddizioni , le in certezze e l'umiliazione di una comunità che sarebbe dovula sparire. Un'umanità che vuole farci in terrogare ben olLre il libro cli testo e rìfleLLere sul passato per meglio giudicare il presente e affrontare il futuro . Questa mostra rappresenta quindi un p1imo tentativo di adattare la narrazione ciel fascismo e delle sue consegùenze sull 'ebraismo italiano all 'epoca contemporanea, inclirizzandosi a coloro che non banno avuto la possibilità cli accoglierne il testimone cliretto. Un'esposizione dall'alto valore educativo e un contributo importante al nostro impegno più caro, un impegno che la Comunità Ebraica cli Roma non intende disattendere per rispetto della memoria e dei tanti che a causa cli quanto accaduto non ci sono più. R uth Dureghello Presidente della Comunirà Ebraica di Roma 6


The eighty years since the promulgation of the racial laws are not simply an anniversary. Remembering this ltalian shame eighty years later is a sign of a comm itment that has been renewed year after year. In the most sacred Hebrew texts the phrase "ledor vador'', from generation to generation, is often repeated . From 1938 to today new families have been born, others, unfortunately, have seen their stories interrupted, others have gone a long way to reconcile with the history of their country, some have abandoned ltaly definitively. With the passing of the years, the narrative of that period, which began wi th the advent of fascism and culminated in deportation and the Shoah, has progressively and radically changed. More and more we feel the need to know even if, as Primo Levi said, understanding is really impossible. In order to know in 2018, we have a responsibility and a comm itment to continue the narrative and to maintain a solid memory. There are many children and grandchildren of the Shoah who remember through testimonies and family memoirs, but we must not forget the fact that the new generations, the future, vvill not have direct ties with this past. Il is therefore necessary to fi nd new approaches for transmitting the Memory and the awareness or Jewish history of the mid -20 th century. The exhibition ltalians of the Jewish Race: the anti-Semitic /aws of 1938 and the Jews of Rame seeks to respond to this need. Organized in the Jewish Museum of Rome, il is chronologically linked to the museum 's prog ram which ends w ith the Ghetto. The exh ibit beg ins with the Emancipation of the Jews and with the advent of fascism in the twenties, and then arrives at racism and the racial laws. The decision to base the exposition on such a detailed historical excursus is of great importance: the racial laws did not pop up ''out of the blue", but were the epilogue of a historical path based on ideologies and with clear goals and objectives from the outset, whose signs were unfortunately ignored or rather, not understood. The exhibition provides the opportunity to try to understand not on ly that w hich happened as a result of the racial laws, but that which was really lost, that is, the rights that the ltalian Jews had obtained with the Emancipation and which could have definitively disappeared had the vile pian succeeded . The approach is highly educational and contextual izes the racial laws in a seq uence of events, and not as a defined incident that often appears as a taboo, frozen; rendering it more concrete and defined in the eyes of the beholder. The main beneficiaries of the exhibit are obviously students, the new generations, w ho will undertake this journey with an object most familiar to them, in an attempt to understand what these laws really mean t. The guiding image of the exhibit is the report card of an elementary school giri , clearly marked by a fascist symbol and the words: "Jewish race" . The stories are told through originai documents on loan and from our collection, they are the voices of the historical protagonists, the moods, the contradictions, the uncertainties and the humiliations of a community that wou ld have been wiped out. A humanity that begs us to question well beyond the textbook and reflect on the past in order to better judge the present and face the fu ture. This exhibition is therefore a first attempt to adapt the narrative of fascism and its consequences on modern day ltalian Jewry, addressing those who did not have the opportunity to receive direct testimonies. The exhibition has high educational value and is an important contribution to our dearest commitment , an obligation that the Jewish Commun.ity of Rome does not intend to disregard , out of respect to memory and for l he many who are not here because of these events. Ruth Dureghello President of the Jewish Community of Rome 7


Le leggi antiebraiche italiane del 1938: alcune riflessioni

L'antigiudaismo presente nell.a società spagnola, prima e dopo l'espulsion e degli ebrei del 14-92, si trasformò in poco tempo in una vera e propria ossessione. Alla fine del XV secolo apparivano infatli gli "statuti di purezza di sangue" (Lùnpieza desangre), che, per la prima volta interpretavano l'ebraicità in Lermi ni ascendenti oltre che ereditari. Erano così affermate in occidente le prime leggi "razziste", rivolte contrn gli ebrei e certificale dall'atteggiamento assunto dalla C hi esa. \ifa, guardando a ritroso, già Agostino di Ippona, più cli mille anni prima, aveva pre-stabilito che il popolo ebraico dovesse rinunciare alla fede dei padri e convertirsi al c1istianesimo; gli ebrei potevano sopravvivere solo come testimoni della passione di Cristo (De Civitate Dez): questa la premessa ideologica di Lu tto l'antigiudaismo successivo. Pochi anni dopo i provvedimenti spagnoli, gli ebrei romani solli-irono per trecento anni la reclusione nel "ghetto"; né valse, in coerenza ai moli e uropei del 1848, la ribellione ai vincoli che li tenevano barbaramente rinchiu si. Per breve tempo, ne derivò la luminosa esperienza de "la R epubblica R omana", mentore soprattutto Giusep pe Mazzini, forse il più grande tra i padri della pat1ia. Ma la contro-riforma di papa Mastai costrinse un 'altra volta gli ebrei entro le mura del ghetto, liberali, stavolta definitivamente, solo dall'irruzione a Roma, nel 1870, dell ' Esercito Italiano. Se andiamo a vedere le leggi cli cui si avvalse quel Papa dopo "la Repubblica Romana" e le meniamo a confronto con le successive leggi antigiudaiche del 1938, solo novanta anni dopo, la simili tudine è evidente .. . Punto per punto, così da entrare radicalmente anche nella vita delle famiglie. " I Provvedimenti p er la difesa della razza italiana", ovvero le leggi. razziali italiane, promulgate nel 1ovembre del 1938, solo ottanta anni fa, hanno tali antecedenti che denunciano perciò un clima mai sopito e forse prevedibile. Giovani e professori fuori dalle . cuole e dalle Università; manager di azienda cacciati dalle loro importami cariche; militari che avevano contribtùto, nelle varie Armi cli a ppartenenza, alla vittoria nella guerra 'l 5-' l 8, via dai loro Comandi; professionisti cancellati dagli Ordini, commercianti costretti a cedere la loro attività. La monarchia dei Savoia, che, con gli Statuti Albertini, aveva consentito agli ebrei i cliritti degli altri concittadini italiani, si fa complice del governo controfirmando queste leggi vergognose. Purtroppo è stato troppo facilm ente confuso l'antigiudai~mo originario italiano - che abbiamo tranquill amente ritrovato nell e scuole e nell e università ciel dopo guerra (perché, come è noto, nessuno dei redattori di quelle leggi fu epurato dai successivi governi democratici) - da quello tedesco, nato so tto l'asseclio (almeno psicologico) ciel bolscevismo e in ossequio a una interpretazione ideologi ca-politica totali taria, cli ben altra ongme. A Praga è stalO 1iallestito, in una Sinagoga trasformata, q uello che rimane dell'obiettivo nazisLa: " il museo della razza estinta". Programma fortu natamente, ma solo parzialmente, fallito . Gli italiani avevano mille p revenzioni sugli ebrei: le centinaia di anni cli loro o;minalizzazione come "deicidi" erano sempre nell'aria. Solo dopo l'ultima ,guerra, con un altro clima, e soprattutto attraverso il dibattito nel Con cilio Vaticano II le cose cambiarono: ma fino a quando? O ggi c'è Israele, piccolo paese che Lenta di progredire in tutti i campi clifendendosi da attacchi diversi e da ogni dove. Nell.e U niversità italiane Israele non è ben visto: boicoLtiamo i suoi prodotti; inquisiamo la sua politica. Oggi c'è il BDS, domani cosa ci sarà? Gianni Ascarelli Assessore al lvfusrm FbT(àw di Roma 8


The ltalian anti-Jewish laws of 1938: some reflections

The anti-Judaism present in Spanish society, before and after the expulsion of the Jews in 1492, q uic kly became a real obsession . At the end of the 15111 century the "statutes of blood purity" (limpieza de sangre) appeared, which, for the fi rst time, interpreted Jewishness in terms of ancestry as vvell as genetic. The first "racist" laws, against ihe Jews, and endorsed by the Church, were thus affirmed in the West. , _____.However, looking back, more than a thousand years earlier, Augustine of Hippo had already established that the Jewish people should renounce the faith of their fathers and convert to Christianity. The Jevvs survived only as w itnesses to the passion of Christ (De Civitate Dei). This is the ideolog ica! premise of ali subsequent antiJudaism. A few years after the Spanish provisions, the Roman Jews suffered three hundred years ot imprisonment in the "ghetto"; it didn't bring great advantage, consistent with the European movements of 1848, the revolt against the bonds that kept them barbarously confi ned. The illum inating experience of the "Roman Republic" resulted from this, by was short-lived, and led by Giuseppe Mazzini, perhaps the greatest of the country's forefathers. But the counter-reform of Pope Mastai pushed the Jews back behind the walls of the ghetto, to be freed, this time definitively, only after the ltalian army's invasion of Rome in 1870. lf we examine the laws used by that pope after "the Roman Republic" and compare them vvith the successive anti-Jewish laws of 1938, just ninety years later, the similarity is evident. Point by point in such a way as to comp letely penetrate the lives of families. "The laws for the defense of the ltalian race", or rather, the ltalian racial laws, promulgated in November of 1938 Qust eighty years ago) had such predecessors that expose an atmosphere that was never dormant and perhaps predictable. Young people and professors were kic ked out of universities; company managers were expelled from their important roles: soldiers who had contributed, in various corps, to the victory of the war of 1915-1918, were kicked out of their commands; professionals stripped of their ranks, traders were forced to stop their business ... With the Statuti A/bertini (Alberti ne Statute), the Savoy monarchy allowed the Jews the same rights as other ltalian c itizens, but by countersigning these shamefu l laws became accomplice to the government. Unfortunately, the originai ltalian anti-Judaism that was found in schools and universities in the post-war period (because, as it is well-known, none of the authors of those laws were removed by successive democratic governments) was too easily confused with the Gerrnan one, born under the siege (at least psychological) of Bo lshevisrn and in obedience with a totalitarian ideological-political interpretation, of quite a d ifferent ori gin. In Prague, w hat remai ned of the Nazi objective was organized in a transformed synagogue: "the museum of the extinct race". Fortunately, the project fai led, but only partially. The ltalians had thousands of prejudices about the Jews. The hundreds of years of criminalization of Jews as committers of deicide was always in the air. Only after the last war, in a d ifferent cl imate, atter the meeting of the Second Vatican Council dici things change: but far how long? Today there is lsrael , a small country that tries to progress in ali fields, defending itself from different types of attacks and from everywhere. In ltalian universities lsrael is not looked upon highly: its products are boycotted; its policies investigateci ... Today there is BDS, tomorrow what will there be? Gianni Ascarel/i

Assessor at the Jewish Museum of Rame g


Introduzione

A mlant'anni dalla promulgazione delle Leggi amiebraiche ilaliane, il Museo Ebraico di Roma ha deciso di ricordare il 1938 ideando una mostra che avesse lo scopo di fornire ai suoi visiLatori, molti SLranie1;, ma p1;ncipalmente scolaresch e, il racconLo di queste vicende dedicando maggiore attenzione all'aspetto didallico. Si è immaginato un percorso che potesse 1;spondere alle esigenze dei gruppi che vengono in visiLa al ·M useo, raccontando il susseguirsi degli eventi storici, inseriLi all'interno delle vicende particolari di alcuni protagonisti. Gli aspetti generali legati a lla promulgazione delle suddette Leggi e alla loro applicazione sono abbastanza noti, tuttavia la mostra si propone di far fare un passo in più al ,~sitatore, ovvero q uello di cogliere gli aspetti più singolari legati a vicende biografiche. Si è dunque cercato di scegliere un panorama cli storie ch e fosse il p iù variegaLo possibile: dal professore universiLario, alla commercianLe, al venditore ambulante, al Tenente Colonello della ì\lfarina. Per.sone diverse p er celo cultura, istruzione e rdi,giosiLà, accomunate solo dallo stesso destino cli sofferenza, allonLanamemo e poi persecuzione fisica, a cui ciascuno cercherà cli sopravvivere in modo differente: ci sono coloro che eia soli riescono miracolosamenLe a trovare rifugio; quelli che vengono a iutati dai concittadini ; quelli che vengono arrestati , perché denunciali e che poi moriranno nei campi cli sterminio. Le leggi razziali italiane hanno colpito drammaLicamenle decine di migliaia cli person e. Se ci trovassimo ad analizzarle una per una ci renderemmo conlo che, anche in si Luazioni similari, ogni vicenda è diversa dall'ailra: è il caso cli Guido T,evi cli Leon , 'frn ent.e Colonnello della Marina che viene posLo in congedo assoluto e che racconta la sua soHerenza attraverso una raccolta rne6colosa e quotjdiana di ciò che sLa vivendo, per lasciarne testimon ianza a suo lìglio; sit1,iazione affine quella cli Paolo Supino, anche lui di famiglia borghese, ingeg11crc e Ufficiale cli alto grado dell 'Esercito, la cui vicenda è raccon tata attraverso documenti e oggetti prestati dalla figlia Laura, la quale ci dà una testimonianza legata al 1icordo di lei bambina che aiuta il padre a costruire clandestinamente una radio; quella raclio che permetterà alla sua famiglia cli essere sempre informata cli ciò che stava accadendo nel mondo. ln LuLlÌ questi anni di lavoro all'interno ciel Museo, ci si è resi conto della necessità cli approfondi re alcu ni aspeLlÌ della macrostoria attraverso le microstorie di persone realmente esistite, in modo eia agevolare un maggior coinvolfirimento e interesse da parte degli studenti. Abbiamo quindi scelto cli contestualizzare le Leggi razziali all 'interno del percorso museale, partendo dal periodo dell'Emancipazione degli ebrei lìnalmeme liberi dopo anni cli reclusione nel ghetto e che entrano a far parte della vita sociale e poli6ca del nu ovo Regno d 'llalia; per passare alle reazioni che ebbero di fronte al fascismo nei suoi p1imi anni; al 1938 con le Leggi anliebraiche; per concludere con il pe1iodo cli occupazione, clandestinità e deportazione. La mostra è slara possibile grazie ai prestiti della preziosissima documentazione conservata presso l'Archivio Storico della Comunità Ebraica cli R oma e alle numerose famiglie che hanno voluto condividere con il l'v.Iuseo i loro 1icordi conservali gelosamente per diverse generazioni; si è scelto, inoltre, cli esporre oggetti, foto e documenti fi-ulto di donazioni slraorclinaric che negli anni il ÌVluseo ha ricevuto e che non fanno parte dell'esposizione permanente. Infine, desideriamo ringraziare per il supporto, la pazienza e l'al1e lto dimosrratoci, turto lo staff del ?vluseo Ebraico cli Roma: dal Dirertore Olga Melasccchi; all'ex D ireuore, Alessandra Di Castro che ha credulo subito nel progeLw; a Lurti i nostri colleghi con cui ogni giorno ci confrontiamo per cercare di migliorare il servizio da oIIìire ai nostri visitatori.

Lia 'Toqff YaeL Calò 10


lntroduction

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......____ /

Eighty years after the promulgation of the anti-Jewish laws in ltaly, the Jewish Museum of Rome has decided to participate in remembering 1938 by designing an exhibition that aims to provide the narrative of these events to its visitors, many foreigners, but mainly schoolch ildren, paying close attention to the didactic aspect. We tried to imagine a path that would respond to the needs of the groups that come to visit the museum, recounting the sequence of historical events, through specific events in the lives of our chosen protagonists. The generai aspects linked to the prom ulgation of the aforementioned laws and their application are quite well known, however, the exhibition aims to make the visitor take one more step, to grasp singular moments linked to biographical events. We tried to choose a panorama of stories as varied as possible: from the university professor, to the trader, to the street vendor, lo the Navy Lieutenant Colonel. People seperated by social class , culture, education and religion, uniteci only by the same fate of suffering, banishment and then physical persecution, to which each wil l try to survive in a different way. There are those w ho, alone, manage miraculously to find refuge; those w ho are helped by fellow citizens; those who are arrested after being reported and then die in extermination camps . The ltalian Racial Laws dramatically affected tens ·of thousands of people. lf we were to analyze them one by one we wou ld realize that, even in similar situations each story is different from the other. This is the case with Guido Levi di Leon, Navy Lieutenant Colonel who is placed on permanent leave and tells of his suffering through a meticulous and daily collection of his experience , to leave a record for his son. The situation of Paolo Supino is similar, also from a middle-class family, an engineer and an army officer of high ranking, whose story is told through documents and objects on loan by his daughter Laura, who recounted the memory of her as a child who helped her father to clandestinely build a radio. The radio allowed the family to stay informed of what was happening in the world . In all these years of work inside the museum, we realized the need for an in depth examination of some aspects of the macro-history through the micro-histories of people w ho actually lived it, in order to facilitate greater involvement and interest on the part of the students. We have therefore chosen to contextualize the Racial Laws w ithin the museum 's itinerary, starting from the period of the emancipation of the Jews, finally free after years of imprisonment inside the ghetto and becom ing part of the social and politica! life of the new Kingdom of ltaly; moving to the reactions to fascism in its first years; to 1938 with its anti-Jewish laws; concluding with the period of occupation, clandestinity and deportation. This exhibition was made possible thanks to the precious documentation on loan from the Historical Archives of the Jewish Community of Rome and the numerous families that shared their memories, that were scrupulously kept for generations, w ith the museum. We have also decided to exh ibit objects, photos and documents resulting from extraordinary donations that the Museum has received over the years and do not make up part of the permanent exhibition. Finally, we would like to thank all the staff of the Jewish Museum of Rome for their support, patience and affection, from the Director Olga Melasecchi; to the ex-Director, Alessandra Di Castro who immediately believed in the project ; to all of our colleagues with whom we work every day to seek to improve the service that we offer to our visitors. Lia Toaff Yael Calò

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Gli anni dell'Emancipazione e il Fascismo d gli anni Venti

Il 20 senembre 1870 la breccia di Porta Pi a segnò contemporan eamente la fìne del potere temporale dei papi, l'abolizione definitiva del ghetto e la completa equiparazione degli ebrei romani agli altri cittadini. Nonostante l'Emancipazione componi forni mente una piena acqu isizione dei diritti , gli oltre tre secoli di ghetto, con le sue forti limitazioni sul piano giuridico, economico e sociale, ebbero conseguenze sulla vita degli ebrei della città. l primi decenni cli libertà, infatti, furono tulL'alt:ro che facili: pochi avevano i m ezzi per accedere agli studi universitari, per esercitare professioni fino ad allora precluse o per aprire i primi negozi al cli fuori del ghelto e si trovarono in forte ritardo rispett0 alla borghesia italiana in ascesa. La maggioranza degli ebrei continuava a svolgere i mestieri legati alle attività sorte da secolari imposizioni: piccoli commercianti, venditori ambulanti e rigattieri. ln questi stessi anni, si viene via via formando un nuovo gruppo dirigeme composto da avvocati, medici, ingeg11e1i e grandi commercianti, appartenenti a poche famiglie illustri in grado cli guidare le scelte della Comunità, cli mediare con il mondo esterno e cli aiutare le fasce più deboli. Alla fìne del XIX Secolo, sulla base ciel nuovo piano regolatore cli una Roma ormai capitale del nu ovo Regno d'Italia, venne demolito l'antico ghetto e, nel 1904, fo inaugurato il Tempio iVfaggiore visibile da tutti i punti panorami.ci della città . L'ebraismo romano offrì una nuova immagine di sé e, nel 190 7, la capitale ebbe un sindaco ebreo di grande prestigio, Ernesto Nathan. Ne! 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia, Lutti gli ebrei maschi in età di leva, partecipano alla 12

Grande Guerra con fone slancio patriottico. :Molti muoiono per la patria e per la casa regnante, mollissimi vengono insigniti cli m edaglie al valore e onorificenze. Con l'ascesa al potere cli \tfussolini e del fascismo, nel 1922, si viene via via delineando una dittatura caratterizzata da un sistema repressivo e antidemocratico. Una delle caraLterist:iche del governo fascista è la costan te ricerca ciel consenso da parte della popolazione, ottenuta attraverso m ezzi disparati, primo fra tutti quello della propaganda. La politica anticbraica non si manifesta già nei primi anni Venti.: molti furono infatti gli ebrei che aderirono al fascismo e si iscrissero al Partito; il consenso all'ideologia fascista fu proporzionalmente simile rispetto a quella del resto della popolazione. Tuttavia, non mancarono anche ebrei antifascisti: famoso il caso dei fratelli Carlo e Nello Rosselli. onostante fìno ai primi anni Trenta, all'interno del Partito siano presenti esponenti, anche cl i . picco, che palesano atteggiamenti antisemiti, il regime fa ·cista non ha ancora una chiara posizione nei confronti degli ebrei. In eflètti, in questo momento, i rapporti tra le comunità e il governo sono costanti e molti sono ancora quegli ebrei che ricoprono ruoli di prestigio all'in terno della vita sociale e culturale italiana. In questo contesto nel 1930, con la Legge Falco, il Regime riconosce uflìcialmente l'organo clcU'Cnione delle Comunità Israelitiche Italiane, inclividuando quindi gimidicamente un interlocutore ebraico a livello nazionale.


The Years of Emancipation and the Fascism of the Twenties

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On Septem ber 20, 1870, the breach of Porta Pia simultaneously marked the end of the tempora! power of the popes, the definitive abolition of the ghetto and the complete equality between the Roman Jews and other citizens. Despite the full acquisition of rights brought by the emancipation , the more than three centuries in the ghetto , with its severe legai, economie and social limitations, had consequences on the lives of Jews in the city. In fact, the first decades of freedom were anything but easy: few had the means to access university studies, to practice professions hitherto forbidden to them orto open the first shops outside of the ghetto and they found themselves lagging behind the rising ltalian middle class. The majority of the Jews continued to carry out jobs tied to those that had been imposed on them for centuries: small traders, street vendors and secondhand dealers. In those same years, a new ruling class gradually form ed composed of lawyers, doctors, engineers and traders , belonging to a few illustrious families able to guide the community's choices, and act as an intermediary with the world outside and help the more vulnerable groups. At the end of the 19th century, on the basis of a new town pian for Rome, now capitai of the new Kingdom of ltaly, the ancient ghetto was demolished. In 1904 the Great Synagogue was inaugurateci, a building visible from all lookout points of the city. Roman Judaism had a new image and, in 1907, the capitai had a highly prestigious Jewish mayor, Ernesto Nathan. In 1915, with ltaly's entry into the war, all Jewish males of conscription age, participated in the Great War with a strong patriotic impulse. Many dieci for their homeland and for the royal house,

many were awarded medals of honor and valor. In 1922, with the rise to power of Mussolini and of fascism, a dictatorship characteri zed by a repressive and anti -democratic system gradual ly emerged. One of the characteristics of the fascist government was the constant search for consensus of the people, obtained through diverse methods, overal l through propaganda. Anti-Jewish politics hadn't yet manifested itself in the early 1920s. In fact , there were many Jews who supported fascism and joined the fascist party; acceptance of fascist ideology was proportionally similar to that of the rest of the population. However, there were also Jewish anti-fascists: like the famous case of brothers Carlo and Nello Rosselli. Even though up until the early 1930s, there were representatives of the Party, even prominent ones, who explicitly expressed anti-Semitic opinions, the fascist regime stil i dici not have a clear position towards the Jews. In ·fact, in that moment, relations between the communities and the government were constant and there were stili many Jews holding prominent positions within ltalian social and cultura! life. Within this context , in 1930 with the Legge Falco, the Reg ime officially recognized the authority of the Union of ltalian Jewish Communities (Unione delle Comunità Israelitiche Italiane - UCl0, thus identifyi ng a Jewish representative at the national level.

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Trnm agine del Tempio I\faggiore di Roma appena edifìcato {1904 circa). È visibile la demolizione del ghc[to e il riasse tto ciel nuovo q uartiere. Archivio Storico della Comunit::i. Ebraica di Roma lmage of the new ly built Great Synagogue of Rome (c. 1904). The demolition of the ghetto and the reorganization of the new neighborhood are visible. Historical Archive of the Jewish Community of Rome

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Siddiìr (libro cli preghiera) della Scola Castigliana deLl 'anno ebraico .1'.>84 ( l 824). L'attaccamento dell a lllaggioranza degli ebrei all'Ttali a e ai Savoia era forte e convinta, espre a anche allraverso la benedizione al re e a lla casa regnante; in questo caso la troviamo aggi unta a margi ne del testo. Archivio Storico della Colllunità Ebraica di Rorna Siddur (prayer book) from the Scola Castigliana in the Jewish year 5584 (1824). The devotion of most Jev,,1s to ltaly and to the Savoy w as strong

and committed, il was also expressed tl1rough blessings to the king and the royal house; here added in the margins of the text. Historical Archive of the J ewish Community of Rome 14


Ern e~to Nathan (1843-1 92 l), nasce a Londra da fam iglia ebraic;i; mazziniano e repu bblicano, sosteni to re della laicità dello Stato, viene eletto sindaco cli Roma dal l 907 al 19 1:l . Lascerà un'imp ronta indelebile sulla città graz ie alle sue grandi doli di amministratore, a ttento alle esigenze dei ci1.1.adini. Roma, Archi vio personale Piacenti ni - Lev i D ell a Vida Ernesto Nathan (1845-192 1), born in London to a Jewish fam ily; prolvlazzini and republican, supporter of the secular state, elected mayor of Rame from 1907 to 1913. He left an indelible mark on the city thanks to his great skills as an administrator, and attention to the needs of the citizens. Rome, Persona! archive of the Piacentini - Levi Della Vida family

Quaderni utilizza.ti d ;J Clio 'foaffnegli anni Venti, durante i suoi ~LUdi al Coll egio Rabbinico. Roma, Archivio personale famiglia Toaff Notebook~ used by Elio Toaff in the 1920s, duri ng his studies at the Rabbinica! College. Rome, Persona! arc hive of the Toaff fam ily

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Cartolina di Giuli a llannau, 191 7. Roma, Archivio personale famigli a T(ahn Postcard by Giulia Hannau, 19 17 . Rome, Persona! archive of the Kahn family

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Giacomo Kahn con tre dei suoi figl i (Aldo, Giulio e Angelo) nei primi anni TrenLa. A destra il piccolo A.Ido con il braccio alzaLO, fa il saluto fascisLa; il fratelli no, sul lato opposto, fo quell o rnili Lare. Roma, Archivio p ersonale famigli a K a hn

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Giacomo Kahn with his three childre n (Aldo, Giulio and Angelo) in the early 1930s. On the right, Aldo with his arrn raised in a fascist salute; his little brother, on the opposite side makes a military salute. Rome, Persona! archive o f the Kahn family

"f oto di classe con la divisa da balill a; il p1~rno in basso a partire da destra è Angelo K ahn. Roma, Archivio personale fa migli a K a hn Class pl1oto v,;ith fascist youth uniform; the first on the bottom right is Angelo Kahn. Rome, Persona! archive of the Kahn family

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Quaderno cli Giulio Kahn , Napoli, 1935. Roma, Archivio personale fam iglia Kahn Notebook of Giulio Kahn , Naples, 1935. Rome, Persona! arc hive of the Kahn family

COM UNI TA. ISRAE LITI CA DI ROMA Al NOSTRI AM!A'i' I i'RA'I' ELLl ,

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t l.H tl rhpoa &r o, 1 c:ol l oro s aoriti clo • oo J lo ro u.J'.lgu e c o1uac u . ro no l&. Vi! ~o:h .

Ogg i. varai an !l i d ~po , la Patria c:lhm.1. 1. :'lOO!a 1 suo i !igli a ru• c e lt a . Oi;:· i l ' ha lia. impegna t • io .i n c i..ou oi:ora. et oh il t&, s i \'I d a a,aedh,u. d all 'à l',!' t.n in:omprec&ioce , e coloro~~• r:e!l• c 11. : rH1 & u1llo &i, ir i t o po r:ano i mp r uai i ugoi in:hlit b i l l d,lh 11: 1.urr a d ttori o u, dirigono la. ao o71. guerra , la H ,OU, 11:i.: 1P rr• d1l l ' ln di pcn d on1:.a t1aon ordc1 dwlh Nuion e . B ooma nwll9 guerra p 11 l 'iod i pead aa :ui. urri\o rialo 811 li1t :1.11ltti ~oo f11ra no a ac ond i nel .aaoritioto di unr,t1 8, ç o .;l os:81 :1011 .:i~'!i~ o no u ,• s(Hi:i o zaoi: 3 p.r;1,nno uoolldi a ella reailiton a ,11. ll o iniq uo o :i :: i o ni , F atolli e So relle I ll ·u ni r ;n;i n o t,} d o·•·en c b • o r:P;,l h . P•t.f a oi 1Ld.d.ita, co, tit ll.i ra>b 6e i u.:H ffl o rno no n :;o l t.11-nto di !to!l te P.E"li .ic mini , ;u, anche al co a:.i • no d e 1 S i g n or , ! He~s u ao :li vo i p a n a i : Il mi o norit1cio e inutile, pucht t:o p p o moi!o s. t.o I ?,h Ja.:ch. c g:ic ri o t uo i i s11.cri!ioi ;onibili r a t titt · ,;1 '.lè il h ~oto do-1111 ,:uim;i d ' la. li a ai oppooga icltu.ogibfla all ' i gnomioioao uud1 o. Manne .::io 1 tl d.r.t i 1' 01 tti tigli g dai l'Uni 1;011 combattono conirO l ;i b&tbad& dl un popolo i 1H1i•ile . ! t. t& 1nche Yoi 11 'f Ol!.tro !l.o·;ere. Tani. p ovr.t rl e r i cchi, p ota te !a ra mo lt o. [11: tanto, b o. 1:d1~ e 6al!e l'OHte e ua 1 pr o d o tti struiu i; rullt.2.o.t l · o gni -poui bih aoo~o m1& ; a daa. d.t.H1 o ro a ll a Pau i 1. I llh1por.1d eta t1!la::1~i. a ll '• ppell o c:!ao vi r hoo l gia.mo atiobe 1 11.oi:1& d81 Coni a i s: li o l rt ll t.. ::io i;.t;o. Ooru an i a. , D:rte i vou~ f ::.o r.ili, an ch e i pU. o a dl Oa l o h vo atre fo d l n'Uti a li 1 1'1 d i n:q :p h !lo , aorallt Cf. liil , oh e il ;ogli eu df.l dito l ' a.c.o llo con Il q u :1 h l a uUg:iaru, il; 1 OO?I U 0 11.~o i:! voa:r-o ma nllonin , oo,:i;uirà pe r vo i o ci YE!lto 1ar:ri!icio: ma :aa.to ;iiì:: be ll o e ttr•rl it o a Dio ~ar à il TOa' t ro. a: ;o , .q l.! an:t o p i >l "'u1:1 to 6 i o i; o op a 11. 0 12 i u &o mj ra, E l 11. ben ed. i· :donfl dh i ru,, r:,llo !I J.!l i:!ro o &a, j.a r \Toi no] uor o Tom p i o l a pr i mo. 4 111 .11. di H'anu~cli, qu11.r.lfo - do s, o &70 t p ra g:at a i:tlJ i Gmo •neon 11 11 & vo i tll ;io; l a Tittori1. d'It a. lla . d et.!À Uhutno. t o i l e i mbo li co c. n.ollo d ' 11,ooi11.i O, Ti dco:ipnaor~ l :1. tga.:1e11.t11 dò l don o clu, avre!a (&HO oon op i 'r i 1o d i lat i ti a , ••

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La Comunità Israelii:ica cli Roma invita gli ebrei a clonare oro alla Pat1i a, in occasione della guerra di tti opia, 4 dicembre 1935. Archivio SLori co dell a Comunità Ebraica cli Roma

CerLifìcato rii.asciato a Enrichella Di Vero li p er aver clonato oro all a Patria, Roma, 18 novembre l ~)35. Museo Ebraico di Roma, clono cli Rosella, Fabio e M.ichela Di Cori, 20 I O

The Jewish community of Rome invites Jews to donate gold to

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t11e homeland, to help w ith the vvar effort in Ethiopia , December 4,

the homeland , Rome, November 18, 1935 . Jew ish Museum of

1935. Historical Archive of the Jewish Community of Rome

Rome, gift of Rosella, Fabio and Michela Di Cori, 201 0

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G iorgio Levi Della Vida (l 886- l 96ì ) ( l ), nel l 9 11 sposa ìvfirnì Campanari con cui ha ?, fìgli: Giorginia, Carlo e Giuliana . Insegm1 p rim a Ebraico e Lingue Semitiche comparate, poi Islamistica, all 'Università cli Roma. f\el 19?, l , di fronte alla richiesta di prestare giuramento al fascismo ('.2), si rifì uta ('.5-4) e per quesro perde la cattedra (5}. ln . eguito, per mantenere la famiglia, lavora a ore presso la Biblioteca Vaticana. Nel 1939, a causa delle Leggi razziali, decide di emigrare in America, a Philaclclphia, dove insegna arabo alla Pennsylvania. Lniversity. 1 cl 19-1-5 rientra a Roma ed è reintegrato all 'U niversità. Roma, Archivio persona.le Amaclasi - Levi D ella \ iida

5 Giorgio Levi Della Vida (1886-1967) (1 ), married Mimi Campanari in 1911 , they had three children : Giorginia, Carlo and Giuliana. First he taught Hebrew and Comparative Semitic Languages, then lslamic Studies, at the University of Rome . In 1931 , faced w ith a request to take an oath to fascism (2), he refused (3- 4) and for this he lost his teaching post (5). Later, in order to support his family, he took an hourly job at the Vatican Library. In 1939, because of the raci al laws, l1e decided to emigrate to Philadelphia, in America. where he taught Arabic at Pennsylvania University. In 1945 he returned to Rome and w as reinstated ai the University. Roma, Persona! archive of Amadasi - Levi Della Vida

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GIDVENTU. ITALIANA DEL LITTDAID

'l'e ssere fascisrc della Giovernù Ital iana del Li ttorio, della Confcclcrazionc fascista dei comm ercia nti , dell a Confederazione fascista agricoltori, dell'opera nazionale dopolavoro appartenute a Fiorina Bondì, Aure lio Abbina. e Michele Sabatello. Archivio Swrico dell a Comunità Ebraica cli Roma

CONFEDERJ\ZIONlì lì\SCISTA Dm COMMERCIANTI A.XX

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Fascist membersl1ip cards of the ltalian Youtl1 oi the Lictor, tl1e Fascist Confederation of Traders, the National Fascist Co nfederation of Agricu lture and the National Recreational Club, belonging to Fiorina Bondì, Aurelio Ab bina and Mic hele Sabatello. Historical Archive of the Jewish Community of Rorne

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PROFILI BIOGRAFICI: LA FAMIGLIA ALATRI

LA FAMIGLIA ALATRI è tra le famiglie illustri che nei primi anni dell'Emancipazione riesce ad accedere a cariche importanti nel nuovo Regno d'Italia e partecipa attivamente alla politica e allo sviluppo della Comunità ebraica. La fortuna della famiglia inizia già nel periodo del ghetto, con la creazione della ditta cli tessuti fondata da Sabato Alatri. NeL l820 l'azienda passa aJacob, padre di Samuele, quando Sabato si trasferisce in Toscana, dove il governo em piil tollerante con gli ebrei. Fino al 1870, Samuele tenne i rapporti fra l'Università Israelitica e il Papato operando pe1·cl1é le disposiziGn.i antiebraiche fossero mitigate. Dal 18,0 al 1887 fu consigliere comunale, ricoprendo anche la carica di assessore al'le Finanze. Nel 1874 fu eletto deputato, e nel 1876 fu nominato presidente del Montle di Pietà. C0n le 'Leggi razziali, la ditta di famiglia viene intestata ad un pa,rente cattolico, pTendendo il nome di Vestilia. Il 16 ottobre del 1943 Lionello Alatri, nipote di Samuele e membro della Giunta dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, sarà arrestato insieme alla moglie Evelina Chimichi e al su0<;:ero nella loro casa cli via Piemonte. Eugenio Eµa Chimi.chi anziano e ammalato morirà durante il viaggio in treno; Lionello e la moglie verranno uccisi all'arrivo ad Ausohwitz-Birkenau. THE ALATRI FAMILY was among the eminent families that were able to access important positions in thè years following the EmanGipation in the new Kingdom of ltaly and actively participated in politics and the development of the Jewish community. The family's luck began in the ghetto period, with the creation of the textile company founded by Sabato Alatri. lfl 1620 the business was passed down to Jacob, father of Samuele, when Sabato movea to Tuscany, where the government was more tolerant of Jews. Until 1870, Samuele rnaiAtained the relationship between the Jewish community and the Papacy working to mitigate the anti-Jewish regulations. Fmm 1870 to 1887 he was a councilor tor the locai government. also holding tne office of Finance councilor. In 187 4 he was electea deputy, ar;i(l] in 1876 he was appointed president of the Monte di Pietà. With the establishmeflt of the raoial laws, the family business was registered in the name of a Catholic relative, taking on the name Vestilia. On Oetober 16, 1943 Lionello ~ latri, grandson of Samuele and rnember of the Union of ltalian Jewish CommuITTities (UCJD, was arrested alcmg with his wife évelina Chimichi and father-in-law in their home in Rome on Via Piemonte. Et:Jgenio Elia Ghimichi, sickly and elderly, died during the train journey; Lionello and his wife were killed upon arrivai a1! AuschwitzBirke171au.

Ritratti di Sabato eJacob Awtri, miniature, tempera su cartoncino. Roma, Archivio Personale :Marcello Alatri PortraHs of Sabato and Jacob Alatri, miniatures, tempera on cardstock. Rome, Persona! archive of Marcello Alatri

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BIOGRAPHICAL STORIES· ALATRI FAMILY

Atto di fondazione della ditta j acob Alati-i, 1820. Roma, Arebivio Personale Marcello Alatri Establishment of the Jacob Alatri company, 182(). Rome, Persona! archive of Marcello Alatri

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sei mesi dal ghetto, 1834. Roma, Archivio Persona!~ Marcello Alatri

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Permission granted to Mr. Alatri fo leave the ghetto for

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PROFILI BIOGRAFICI: LA FAMIGLIA ALATRI

Centenario della ditta.Jacob Alatri, 1920. Roma, Archivio Personale Marcello Alatri Centenary of the Jacob Alatri company, 1920. Rame, Persona! archive of Marcello Alatri

A partire da sinistraJ acob, Samuele, Giacomo e Lionello Alatri. Roma, Archivio Personale Marcello Alatri From the left: Jacob, Samuele, Giacomo and Lionello Alatri. Rame, Persona! archive of Marcello Alatri

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BIOGRAPHICAL STORIES: ALATRI FAMILY

Fascia clonata dalla famiglia Alatri alla Scola Nuova; medagliette cli consigliere comunale e provinciale cli Samuele e lVfarco Alatri. / costituiscono parte

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Oggetli preziosi che

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tesoro clonato clalla . /(' l l famiglia Alatri ( · \ / ' i' I. l alla Comunità ~~ ebraica. \__ Museo Ebraico cli Roma, clono cli Renzo Alatri, 2007

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Binder donated by the Alatri family to the Scola Nuova; municipal and provincia! councilor medals belonging to Samuele and Marco Alatri. Precious objects that make up part of the treasure donateci by the Alatri to the Jewish community. Jewish Museum of Rome, gift of Renzo Alatri, 2007

Prima pagina de "Il Popolo d'Italia", quotidiano fondato eia Mussolini, in cui si riporta l'approvazione delle L eggi razziali. Lionello Alatri, abbonato al giornale, custodisce questa copia che annuncia l'evento clrammatico. Roma, Archivio personale Sandra Alatri

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Le leggi per la difesa della razza approvate dal Consiglio dei M.inistri

The front page of "Il Popolo d 'Italia", a daily newspaper founded by Mussolini, in which the approvai of the racial laws was reported . Lionello Alatri, a subscriber to the newspaper, preserved this copy that announced the dramatic event. Rome, Persona! archive of Sandra Alatri

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PROFILI BIOGRAFICI: LA FAMIGLIA ALATRI

UKIO!!E !IA2IONALB UfPICIA11 IN CONGEDO D'ITALI,1.

FOGLIO D'ORDINI E BOLLETTINO D' INFORMAZIONI

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Lettera de1l'Unione degli Ufficiali in Congedo d'Italia indirizzata a Marco Alatri, in cui gli viene comunicato che non può più far parte della loro associazione in quanto Ufficiale di razza ebraica, 14 luglio 1939. Roma, Archivio p'érsonale Sandra Alatri

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CHIESA DEL S.S. SALVATO RE A l MONTI VI A DELLA MADONNA DEI MONTI N . 39

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Letter from the Union of Officials on Leave in ltaly addressed to Marco Alatri, in which he was told he could no longer be part of their association, being an Officiai of the Jewish race, July 14, 1939.

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Rome, Per.sanai archive of Sandra Alatri

Foglio d'ordini e bollettino di informazioni dell'Unione degli Ufficiali in Congedo d'Italia, marzo 1939. Roma, Archivio personale Sandra Alatri Command paper and informatio111 bulletin from the Union of Officials on Leave in ltaly, March 1939. Rome, Persona! archive of Sandra Alatri

Certificati di battesimo di Andrea Alatri. Gentile concessione di Giovanna Alatri Baptism certificate of Andrea Alatri. Courtesy of Giovanna Alatri

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CHIESA DEL S.S. SALVATORE Al MONTI VI A De.llA MADONNA DEI MO NTI N - 39


BIOGRAPHICAL STORIES: ALATRI FAMILY

Lettera della Prefettura di Roma in cui si comunica a Giacomo Alatri che è stata accolta la sua richiesta cli discriminazione. Q uesta è estesa anche alla moglie Valentina Segre e ai figli Paolo, Andrea e Franca, 17 maggio 1939. Le decisioni. relative alle ruscriminazioni generalmente venivano prese con arbitrarietà ed erano insindacabili. FuTono caratterizzate dalla corruzione e potevano essere ritirate in qualunque momento. Gentile concessione di Giovanna Alatri

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Letter from the Prefecture of Rome in which Giacomo Alatri was informed that his request for preferential treatment was accepted.

lt was also extended to his wife Valentina Segre and his children Paolo, Andrea and Franca, May 17, 1939. Decisions relating to preferential treatment were generally made arbitrarily and were incontestable. They were characterized by corruption and could be w ithdrawn at any moment. Courtesy of Giovanna Alatri

Carte da lettera con intestazione della rutta Alatri e Vestilia. Roma, Archivio personale Sandra Alatri

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Evelina Chimichi. Arclùvio personale :Marcello Alatri Evelina Cl;iimichi . Persona! archive of Marcello Alatri

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Il concetto di razza e la propaganda antiebraica

Nel corso dei secoli gli eb rei erano stati perseguila Li p er motivi ge neralmente legati alla religione; le vessazioni erano spesso sfociate in violenti pogrom, ghettizzazioni o esp ulsioni. Più in generale i sentimenti che caratterizzavano qu esti atteggi amenti erano legati al prq;,riudizio secondo il quale gli ebrei avevano travi sato il messaggio divino, non avendo riconosciu to in Ges ù il ::\1fessia e venivano accusati cli cleicicuo. L' unica "salvezza" possibile era quindi la conversione. A partire dall'Ottocento, al pregiuclizio di matrice religiosa si sosti tuisce il conceuo di "razza", basato su criteri biologici e cli sangue che affondano le racuci nella modernità. Avviene quindi una fusione tra i vecchi pregiuclizi e i nuovi: all'ebreo vengono date le colpe cli tutte le disgrazie sociali, economiche e storiche. Si sviluppa, prin cipalmen te in Germania, la paura del predominio clcll'clcmenlo slraniero, fondata sull 'idea razzista cli estr anei tà intrinseca degli ebrei. D a qui la contrapposizione tra la cosiddetta ''razza ariana", portatrice di cLdtura e di salute, in eterno confliuo con quella ebraica, considerata invece biologi carnenle inferiore. Da questo momento non è più sufficienle converlirsi per essere "salvi", la "macchia" è legata al sangue e non può essere rimossa. La Germania nazista comincia a rappresentare gli ebrei come parassili, che si cliffondono con la stessa velocità dei bacilli contagiosi all'interno cli corpi di alui popoli. Tutto ques to CLùminerà con la fantasia di un complotto ebraico mondiale e bolscevico, con lo scopo cli infondere timore nella popolazione, alimentato con una propaganda tale da arrivare a considerare come traclitore da condannare pubblicamente chiunque "appoggiasse" un ebreo. Con l'ascesa di Hitler al potere, nel 1933, l'anlisemitismo diviene dottrina di Stato, vengono negate l'emancipazione e l'equipa razione dei diritti gi.uriclici; gli ebrei sono quincli esclusi dalla vita sociale ed economica. Tutto questo porterà nel settembre del 1935 alla 26

promulgazione delle Legf,ri di -"lorimberga. Da questo momento vi ene fa.tta una netta distinzione tra cittadini "ari ani" e non , p1ivando qu esti ultimi dei diritti civili; vengono vietati i matrimoni misti e le relazioni sessuali, tra ebrei e ariani, sono severamenle punite. Nel 1936 viene sospeso il sussidio per le famiglie ebraiche numerose, viene vieLaLo agli insegnanli ebrei di imparli re lezion i private ai non ebrei; nel 1937 diventa impossibile conseguire il titolo accademi co di Dottore; nel 1938 viene ritirata ai medici ebrei l'abilitazione, poi estesa ad altre libere professioni; gli ebrei devono dichiarare i propri patrimoni se superiori a 5.000 marchi e sono imrodolLÌ sui clocumemi d'identità, accamo ai prop1i nomi, quello cli "Sara." per le donne e quello cli "Tsracl" per gli uomini; sui passaporti deve comparire una 'T' di ''.Jude" (ebreo) rossa, ecc. Il 9 novembre del 1938 la situazione degenera in un pogrom comro gli ebrei, la cosiddetta "notte dei cristalli" . L'uccisione di Ernst vorn R aù1, fun zionario dell'ambasciata tedesca a Pari 6ri , ad opera di un giovane ebreo che voleva protestare per l'espulsione cli 17. 000 ebrei cli nazionalità polacca dalla Germa1ùa, clivi.ene il pretesto per una "vendetta": le sinagoghe vengono date alle liamme, mollissimi ebrei sono arresLa1j, ucci~i e maltrattati, i negozi e le abitazioni delle famigli e ebraiche sono devastati . Questo pogrom diede sfogo agli istinti primordiali, spesso rivolti verso i propri vicini cli casa, persone che si conoscevano. Gli ebrei sono mortificati e umiliati, quasi 30.000 tra qu es li sono rinchiusi in Lre diversi campi di concentramento in Germani a. T/ urgente necessità delle famigli e ebraiche di scappare, visto l'aggravarsi dell a situ azione in Europa, si viene vi.a via scontrando con una progressiva chiusura delle frontiere da parte di altri paesi che avrebbero potuto accoglierli. Alia normali va anliebraica tedesca si aggiungono legislazioni perseculOrie anche in a.I tri paesi, come la Romania, l'Cngheria, la Polonia e l'Ausui a (dopo l'Anschluss). TI "problema ebraico" cliventa quincli sempre più un fenomeno europeo.


The concept of race and anti-Jewish propaganda

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Over the centuri es, Jews were generally persecuted for reasons relàted to religion . The harassment often resulted in violent pogroms, ghettoizatio_n or expulsion. More generally, the feelings that characterized these altitudes were tied to the idea that the Jews had distorted the divine message, by not having recogn ized Jesus as the Messiah, and were accused of deicide. Therefore, the only possible "salvation" was conversion. Starting from the nineteenth century, the religious prejudice has been substituted by the concept of "race", based on biologica! criteria and lineage rooted in modernity. Thus, a fusion between old and new prejudices occurred: the Jew became guilty of all social, economie and historical misfortune. Mainly in Germany, fear of the predominance of the foreigner was based on the racist idea of the intrinsic strangeness of the Jews. Hence the contrast w ith the so-called "Aryan race" , bearer of culture and health , in eternai conflict with the Jewish one, considered biologically inferior. From this moment it was no longer sufficient to convert to be "saved", the "stain" is linked to the blood and cannot be removed. Nazi Germany began to present Jews as parasites that spread at the same speed as a contag ious disease within the bodies of other populations. AII this culminateci in the JewishBolshevik conspiracy theory, with the aim of instilling fear in people, fomented by such propaganda that anyone who "supported" a Jew was seen as a l rai tor deserving public condemnation. Already vvith the rise of Hitler to power, in 1933, antisemitism became a state doctrine, emancipation and equal legai rights were denied and Jews were therefore excluded from social and economie life. AH this led to the promulgation of the Nuremburg Laws in September 1935. From that moment a clear distinction was made between "Aryan" citizens and non, depriving the latter of their

civil rights; mixed marriag e was prohibited and sexual relations, between Jews and Aryans, were severely punished. In 1936, subsidies for large Jewish families were suspended. lt was forbidden tor Jewish teachers to give private lessons to non -Jews . In 1937 it became impossible to obtain the academic title of Doctor. In 1938 licenses were taken away from Jewish doctors, then extended to other liberal professions. Jews had to declare their assets if over 5,000 marks and special identìfication was added to documents, next to their names, ;;Sara" for women and ;;lsrael" for men; a red "J" for ;;Jude" (Jew) had to appear on passports etc. On November 9, 1938 the situation degenerateci into a pogrom against the Jews, the so-called Kristaflnacht. The killing of Ernst vom Rath, an officiai at the German embassy in Paris, by a young Jew protesting the expulsion of 17,000 Jews of Polish nationality from Germany, became a pretext ·for "vendetta": the synagogues went up in flames, many Jews were arrested, killed and mistreated, the shops and lìouses of Jewish fam ilies were destroyed . This pogrom was an outlet for primal instincts, often aimed at one 's own neighbors , people who knew each other. The Jews were mortified and humiliated , almost 30,000 were imprisoned in three different concentration camps in Germany. The urgent need of the Jewish families to escape, given the worsening situation in Europe, confronted a steady closure of the borders of other countries that could have received them . In addition to the anti-Jewish German legislation, persecutory legislation reached other countries, such as Romania, Hungary, Poland and Austria (after the Ansch/uss). Therefore, the "Jewish problem" had become more and more a European phenomenon.

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Le Leggi razziali italiane

! cl 1935 -1 936, con la conquis la iLaliana

dell'Etiopia, si pal esa la scelLa razzista del Regime. Tuttavia, non è da considerare automatico che la persecuzione si sare bbe es tesa d alle popolazioni africane agli ebrei. Tì·a i fattori che innescano questa nuova politica sono essenziali le dinamiche internazionali: la partecipazione alla g uerra civil e spagnola e l'aggressione all'Etiopia, paese membro della SocieLà delle Nazioni , avevano segnato un distacco dell'Italia dalle potenze democratiche. La pol itica imperiali sta italiana, le sanzioni e l'es lromissione dalla Società delle az10m, creano una polarizzazione d ei rapporti europei: da un lato l'avvicinamemo dell 'Italia alla G ermania nazisla, dall'alLro l'Inghil terra con la Prancia. L'Italia si sen le in giu stam ente punita dalle potenze "plulocratiche e corrotte". In un paese alla ricerca di un capro espiatorio, gli eb rei erano visti come il nemico interno legato all e potenze democratiche, parte auiva di questa "cospirazion e internazionale". Le norm e antiebraiche presentano una diffi.coltù maggiore rispetto a queUe razzi. te emanate nei con fronti dei neri e dei meticci; gli ebrei erano parte del tessuto sociale, economico e culturale italiano. L' escl usione di una parte dei cittadini italiani, gli ebrei, che fino a quel momenlo aveva goduto di pari diritti , doveva quindi essere compresa e accettata da l res to della popolazione, che avrebbe altresì dovuto considerarli una minaccia per la azione . Quegli stessi con cui i conrntti erano slali fìno a questo momento proficu i e costanti, diventano dei nemici. II 14 luglio 1938, sollo l'egida del M inistero della Cultura Popolare, alcuni scienzi ati produssero il documento denominato Ilfascismo e i problemi deUa raaa, meglio conosciuto come "l'vfanifesto della razza". Il test0, curato da Niussolini stesso, era inconsistente dal punto di vista scientifico e fu redatto a scopo propagandistico, per dimostrare '.,W

che il "problema ebraico" avesse un fondamento biologi co, non più so lamente religioso o filosofico. D a q ui la rielaborazione giuridica del concetLo di "ebreo": si passa dalla secolare dislinzione ossimorica di ebreo-cristiano a quella di ebreo-ariano. In questo modo ci si accosta alla concezione nazista cli "razza". Tuttavia, la dottrina uCJì cialc in Italia, manteneva comunque delle ambiguità di fondo: il concetto bio logi co e razziale, non riesce a sostituire completamente la precedente visione legata alla religione e alla spiritualità, tamo che ques L'ultim a ri appare spesso nell'iconografia e nella terminologia antisemita. T,a popolazione ebrai ca italiana, il 22 agosto l 938 , è costretta a dich iarare la propria ap p artenenza a ll a " ra zza ebraica" : un vero e proprio censimento; tutti quelli che avevano almeno un genitore ebreo, dovevano aulnd enunciarsi. l'\ cl scttcm bre ciel 1938 l 'I tali a fascista dispone l'espulsione totale dalle scuole di ogni ordine e grado di insegnanti e studenti ebrei, vietando poi agli stessi la possibilitù di diventare assisLemi universitari e d i co ns eguire l' abi li tazion e all 'insegnamento. Il 7 settembre vengono poi varate dell e norme che p revedono l'espulsione degli ebrei stranieri: oltre l 0.000 persone non possono più risiedere in Italia e nei suoi possedimenti , entro sei mesi tutti dovevano lasciare il paese compresi coloro che avevano ottenuto la cittadinanza ilaliana dopo il I O gennaio 1919 e che quindi la perdono e tornano ad e. sere considerati slranicri. Tl 6 ottobre 1938 viene compil ata la cosiddetta "Carta della razza", in cui vengono delineati gli aspetti fondam entali e costitutivi dello Stato fascisla razziale cd evidenziate tutte le direLLive fondamenlali della legislazione antiebraica, che di lì a poco avrebbe raggiunto la sua pien a affermazione. Viene resa esplicita la defìnizion e cli "ebreo": 1. È ebreo colui che ha entrambi i genitori di razza ebraica anche se professa altra religione;


ltalian Racial Laws

In 1935-1 936, with the ltalian conquest of Ethiopia, the regime 's racist choice was revealed . However, it was not guaranteed that persecution 1Nould have been extended from the African population to the Jewish. lntern ational dynamics is one of the factors that triggered this policy. ltalian intervention in the Spanish Civil War and the aggression tovvards Ethiopia, a member of the Leag ue of Nations, marked ltaly's separation from the democratic pov11ers. ltalian imperialist policy, sanctions and the exclusion from the League of Nations, createci a polarization of European relations: on the one hand, the closer cooperation between ltaly to Nazi Germany, on the other England with France. ltaly felt unjustly punished by the ''plutocratic and corrupt" powers. In a country looking for a scapegoat, the Jews were seen as the internal enemy linked to the democratic powers, an active part of the "international conspiracy" . The anti-J ewish laws presented a greater difficulty than the racist ones issued against blacks and Mestizos; the Jews were part of the socia!, economie and cultura! fabric of ltaly. The exclusion of the Jews , ltalian citizens, who unti! then had enJoyed equa! rights, therefore had to be understood and accepted by the rest of the population , who likewise would have had to consider them a threat to the nation. The same people with w hom contact had been profitable and constant unti! that moment, became enemies. On July 14, 1938, under the auspices of the Ministry of Popular Culture, some scientists produced a document called // fascismo e i problemi della razza , better known as the "Manifesto of Race" . The manifesto, ed ited by Mussolini himself, was inconsistent by a scientific viewpoint and was drafted for propaganda purposes, to demonstrate that the "Jew ish problem" was founded in biology, and was no longer only religious or philosophical. From this moment there was a juridical re-elaboration

of the concept of "Jew": from the age-old oxymoronic distinction of Jew-Christian to JewAryan. In this way we approach the Nazi concept of "race". However. the officiai doctrine in ltaly, stili maintained some fundamental ambiguities . The biologica! and racial concept, was not able to completely replace the previous vision linked to religion and spirituality, so much so that it often reappears in iconography and anti-Semitic terminology. On August 22, 1938 , the ltalian Jewish population was forced to declare itself the "Jewish race": a real and true census. Al i those who had at least 011e Jewish parent, had to incriminate themselves. In September of 1938, fascist ltaly ordered the total expulsion of every rank and grade of Jewish students and teachers, forbidding tl1em to become university assistants and to obtain teaching qualifications. On September 7, laws were passed that provided for the expulsion of foreign Jews. Over 10,000 people could no longer reside in ltaly and its properties, within six months everyone had to leave the country including those who had obtained ltal ian citizenship after January 1, 1919 who therefore lost it and were considered foreigners once again. On October 6, 1938, the so-called "Race card" 1,vas drawn up, outlining the fundamental and modifying aspects of the fascist racial state and highlighting ali the fund amental guidelines of the anti-Jewish legislation, which would soon reach its full affirmation . The definition of "Jew" was made explicit: 1 . He who has two parents of the Jewish race, even if he himself professes another religion, is a Jew; 2. He who has one parent of the Jewish race and one foreign parent is a Jew; 3. I-l e who hç1s a mother of the Jewish race and unknown father is a Jew; 4. He who has ltalian parents, only one of whom is of the Jewish race, but professes himself of the Jewish religion and is 29


2. È ebreo colui che ha un genitore di razza ebraica e l'altro straniero; 3. È ebreo colui che ha la madre di razza ebraica e il padre ignoto; 4- . È ebreo colui ch e ha i geni tori italiani e uno solo dei due di razza ebraica, ma professa religione ebraica ed è iscri tto ad una Comunità Israelitica o abbia fatto manifesta zione di ebraismo. Il l 7 novembre 1938 con il R egio D ecreto n. 1728 vengono emanate le Leggi razziali , con le quali agli ebrei è vi e talo: possedere aziende che producano mate riale b e llico o superin o i 100 dipendenti; prestare servizio nelle Forze Armale; possedere te rre entro una certa estensione; avere al servizio domestici "ari ani"; iscriversi al PNF (il che determina automaticamente l'esclusione da quei lavori per cui è obbligatorio essere iscrilli); non possono più essere impi egati in banche, assicurazioni, ammin istrazioni locali o nazionali. Forti sono inoltre le limitazioni patrimoniali ; sono vietali i matrimoni tra ebrei e "ariani " così come Lra gli itali ani e le popolazioni africane. Le Leggi razziali sono fìrmate dal re Vittorio Emanuele TU di Savoia. Negli anni successivi vengono aggiunti altri provvedimenti vessatmi: non possono professare più l'attività di noLaio; essere impiegati come fattorin i o negli alberghi; come lavorami di oggetti preziosi; non possono fare i portieri; possedere apparecchi radio;. fare annunci sui giornali; praticare la macellazione rituale; fare pubblicazioni; tenere con làenze; figurare con il loro nome sugli elenchi telefonici; sono vietale luLLe le attività nel settore dello spettacolo; non possono frequentare località turistiche; sono esclusi dalle associazioni culturali e non possono accedere alle sale studio di Archivi cli Stato e nelle biblioteche pubbli che; i pittori e gli scultori ebrei sono esclusi dalle esposizioni; vengo no sostituiti i n om i delle vie e delle località intitolate a ebrei; so no espulsi dalle associazioni sportive: ccc. Giornalisti, medici , farmacisti, veterinari,

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ostetriche, avvocati, ragionieri, rngegncri , chimi ci, periti agrari e industriali, agronomi , geometri ecc. vengono iscritti in elench i sp eciali e possono praticare la professione solo a favore di altri ebrei. 'luL Li questi provvedimenti co lpiscono una popolazione ebraica che ammontava a circa 4-7.000 p ersone, vale a dire 1'1,1 per 1000 della popolazione italiana e componarono una definitiva e piena rottura con il paLto di eguale cittadinanza sancito dal Risorgimento. Con l'entrata clcll'ltalia in guerra, il 1O giugno 194-0, viene attuata una politica di internamento degli ebrei stranieri: una misura arnisemiLa, motivata dal pre testo che cittadini nemici (tali erano anche gli ebrei tedeschi, seppu r la Germania foss e un paese allealo) avrebbero potuto dann eggiare le sorti clell'llalia in guerra. Sono imernati anche tutti quegli ebrei italiani riten uLi "peri colosi" . Molti furono qu elli che cercarono cl i essere "discriminati", esentati quindi dalle Leggi , ma pochi (anche lra coloro che avevano ricevuto in passato benemerenze e riconoscimenti cli g1.1erra) riuscirono ad ottenerla.


registered in the Jewish community or has made an expression of Judaism, is a Jew. On November 17, 1938 with Royal Decree n. 1728 the racial laws were issued, with these the Jews were forbidden to: have businesses that produced war materials or exceeded 100 employees; serve in the Armed Forces; own land with in a certai n size; have "Aryan " domestic servants; register in' 1he-·National Fascist Party (PNF) (which automatically excluded them from jobs that required it); they could no longer be employed in banks, insurance companies, locai or national admi nistration. Marriage between Jews and "Aryans" was forbidden as well as between ltalians and the African populations. The racial laws are signed by King Victor Emanuel lii o f Savoy. In the following years, other oppressive measures

With ltaly's entrance into the war. on June 10 , 1940, an internment policy of foreign Jevvs was implemented: an anti-Sem itic measure, motivateci by the pretext that enemy citizens (such were also German Jews, although Germany was an ally) cou ld damage ltaly's fate in the war. AII ltalian Jews who were considered "dangerous" were also interned. Many were those who tried to be "exonerated", thus exempted from the law, but few (not even those who had received merits and honors of war) managed to get it.

were added: they could no longer practice as notaries; be bellhops or work in hotels; work with precious objects; they could not be porters; own radios; put advertisements in newspapers; perform ritual slaughter; make publications; hold conferences; have their names in telephone directories; all activities in the entertainment sector were forbidden; they cou ld not frequent tourist resorts; they were excluded from cultu ra! associations and they could not access the study rooms of state archives and public libraries; Jewish painters and sculptors were excluded from exhibitions ; the names of streets and places named after Jews were replaced ; they were expelled from sports associations. etc. Journalists, doctors, pharmacists, veterinarians , midwives, lawyers, accountants, engineers, chemists, agricultural and industriai experts, agronomists, surveyors, etc. were reg istered on special lists and cou ld continue to practice their profession, only among Jews. AII these measures affected a Jewish popu lation that amounted to about 47,000 people , that is to say 1 .1 per 1000 of the ltalian population and entailed a definitive break of the equa! citizenship pact ratified after the unification. 31


~

rllft 11, 'X.!!1

~ DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO

Le decisioni sulla razza

Le leggi per la difesa della razza Proibizione cki ll"1fflc11i miJti - Tr,ttu,uto 9i~ridi1;0 degli ebrcl i11 kali, - U-.m nc di .ttìvilè e di diritti • Enti dtt: non pouorio n ere c bu:i aUc proprie drpcndcnn - Divido ~gli cbtt:i di avac domdii.i uiani • Coordintintt1to dc-Mc norme 1c:ol,1stic:hc:

Divido deai malrirr11:1nl con clc:mc-nti non u iani - I diptndcnti dcDo St,to nOft polleno .sp oa,c ~t.u nicrc • Eccuioni al Or:u clo di cspubian c desii ebrei str,.,.ie,i . Oi.Jc.riminuk,nc per le: f1 mj, ~e cbn!dic il1!1'11.c- dic humo be.ncmcrcnic 11uiou~ - Limiluion i ai diritti e , fl', ttrvili dt::,li ebrei Eni non potr•ru, o pn:Jt, rc Knirio m~it,rc - l ,1 pcnsionc •i dimessi d, lfirnpit.go • !~t1hn.ionc di $tuolc mcclìc: cbuid-ic · Controllth immi!'".atianc di c\irci europei in .lcunc zone ddl'Etiopit

Un ordine del giorno che esprime la fierezza della Nazione per l'opera risolutiva del Duce nella crisi euror,ea ,:

La seduta notturna

.".'."'::::-_,.....;:-..i":"_:Un v i~·o1·oso disc•{h,o -ri!f~ di {'hnmhcrlnin. ......... neeolto

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f f"1 ALIO ,\ SI"1 ISTR.-\ / TOP LEFT :

Prima pa 0 ·ina de " TI ì\/les aggero" in cui vengo no annuncia[e le decisioni sulla razza, 7 ollobre 1938. Roma, Arch ivio privato

ROBERTO FARINACCI

Front page of "Il Messaggero" where the decisions on race ,vere described, October 7 1938 .

1

Rome, Private archive I.\ ; ALI'O ,\ DCSTR A / TOP RIGHT:

Prima pagina de " ll .:VIessaggern" con la desoizione delle Leggi per la difesa della razza del I 7 novembre l 938. A.r chivio personale Sandra J\laLri

#LA CHIESA E GLI EBREI

First page of "Il Messaggero" describing the Laws for the Defense of the Race, November 17, 1938. Persona! archive of Sandra Alatri

O puscolo antise mita "La Chiesa e gli ebrei" di Roberto Farinacci, 1938. l\1Iusco Ebraico di Roma, clono cli ?vfassimo Ca rafa .Jacobini, 20 12 Anti-Semitic pamphlet "La Chiesa e gli ebrei" by Roberto Farinacci, 1938. Jewish Museum of Rome, gift of Massimo Carafa Jacobini, 2012

32

.


GIOVANNI PRE ZIOSI

COME OSMAN BEY

IL

GLI EBREI

GIUDAISMO

ALLA CONOUIST A DEL MONDO '·

HA PREPARATO LA

GUERRA BI BLl ùtE-CAY'ELLA D I FES A DEl LA Risti.mpa dell'oth1.vo ed.il.. pubbli.~a n@l 1880 L ~PP.elli, Ed.it~ · & fogna - 1939-XVtl

• TUMMINELLI & C . •

ROMA · MILANO

Libri d i propaganda amisem ita, 1939. Roma, Archivio personale Giuseppe Calò Anti-Jevvish propaganda books, 1939. Rome, Persona! archive of Giuseppe Calò

Copie della 1·ivista razzista "La Diresa della razza" . Tn qu es ti anni si intraprende una massiccia ca.mpagn<1 di stampa, con lo scopo di dare una accezione credibile e convincente alle teorie filosofiche, "scientifiche", politiche, economiche, giuridiche e storiche definite con il razz ismo. Le immagini (~ il linguaggio utilizzati sono immediati, volti ad abbracciare la cittadinanza a 360 gradi: dal bou.egaio, al profrssore, al portiere ccc. ì'vlusco Ebraico di Roma, dono di Dcn.isc e Simonetta Di Castro, 2006 Copy of i he racist magazine "La Difesa della razza". In these years a massive press campaign was undertaken, 1ivith the goal of giving a credible and convincing sense to the philosophical, ''scientific" , political, economie, juridical and historic t l1eories defined w ith racism . Tl1e images and language used were immediate, intended to encompass citizens at 360 degrees: from the shopkeeper, to th e teacher, to the porter, etc. Jewish lv1useum of Rome, gi~ of Denise and Simonetta Di Castro, 2006

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AGGRESS!ON8 Al CONSOLATI

La propaganda razzista toccava ogni a petto della vita quoti diana. Anche sul retro cli un quadern o utilizzato dagli sLUdenti troviamo quesLO genere cli linguaggio. Archivio personale famiglia Toaff

L.;athtcco contro il Consolato Italiano ftl Oondar conferm.n il movimoato xenofobo in tuttll l'Afrlcn contro la r.az:za bianca, movimento confermato dal dtscond nltiisc,.., mmlJ del Re dei Re. Le pace, i trattati, l'incolumità d11:i consolati, gli edil• ti contro I.a sct1!avltù, t-nranno $empre cose vane per il ..., popolo abi:s:Jino. La dominazione abi8frinll nello regione et!oplc.e ha Impoverito vaste regionL tI biElllcO, mCS$itgg:Cr0 dJ clvii· tfl, che tent~ di ~plorere e di ports.re in quelle ricche

ma trascur1.1tc terre la aua lo.boriosa esperienza civiliz:za- ~ trl ce, fu bnrbaramente trucidato. <i'te. oJmi la bandiera> otitD.lilllle, che sventola sulle terr~ bagnate dal Mar R~ao> <e dall'Oceano Indiano, è simbolo di evoluzlo11e e di, · <otprogtel!!IO; ~ monito di potenza fascista; b nome che> -

Racist propaganda touched every aspect of daily life. This kind of language is even found on the back of a notebook used

t'@lgnifica artl:mento e glust)zla; elle esslta nel suo giusto>

by the students. Persona! archive of the Toaff famil y

n•alorc il prtstigio e la forza di un popolo: MU-S$òlini.,

N? .Dichiaraz ione cli razza cli Angelo Di Veroli, della moglie Letizia Calò e del fìglio Carlo. A seguito del R ..D.L. ciel 17 ~ovembre 1938, gli ebrei devono tare dichiarazione dì appartenenza alla " razza ebraica" che doveva essere menzionata su t.uLLÌ i ceri.ifìca ti e libretti di lavoro. Musco Ebraico di Roma, dono cli Amedeo Di \ holi, 2012

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GOVERNATOHATO DI ROlV[A IV Rll?J\RTIZ10NE

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and son Carlo. Jews had to declare themselves as part of the "Jewish

or Rome,

gift of Amedeo Di

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Veroli, 2012

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34

lllticìo dello stato civile

PRESEN T ATO

Following tl1e Royal Decree oi November 17, 1938, the race" and it had to be mentioned on ali certificai es and

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a quesl' Ufficio, in data odierna, la diclliara:uone di appartenem:a alla razza ebraica, prescritta dall'art. 9 dei R. D. L. 17 1101.Jembre 1938-X Vii

Declaration of race of Angelo Di Veroli, his wife Letizia Calò

work papers. Jewish Museum

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La popolazione ebraica italiana viene registrata. Informazio ni anagrafiche e di domici lio di ogn i cittadino ebreo, sono a disposizione ciel .Mini:·tero e dell e varie QuesLU re. Copie di questi regisui sono con crvati anche presso la Comunità. i\1-d1ivio Storico d ella Comunità Ebraica di R oma

Lists of the lta lian Jewish population we re compiled . Persona! informatio n and the address ot every Jewish citizen, were available a l Ministries and various police headquarters. Copies of these lists a re kept by the community. Historical Archive of the Jewish Community of Rome

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PROFILI BIOGRAFICI: fTALIA DEL MONTE FUNARO

ITAUA DEL MONTE nasce a Roma il 21 marzo 1896 da Le0ne e Belladonna lvlieli. Sposa Samuele (detto Eugenio) Flill.aro con cui ha dei figli. Italia è c0mmerciante e p0ssiede due Tilegozi di pelletteria e valigeria. Abita a R0ma, in Via rv1ontesanto rn,1lil1lero 2. Viene arrestata il 19 novembre 1943 nd suo negozio di Via deille Convertite, in seguito alla delazione da parte di mm delle sue dipendenti . Rim,;hiusa nel carcere di Regina Cocli, è trasferita rnel campo di eo11centramento e di ttamsito di f ossoli cli Carpi (rvfodena) per poi essere deportata, il 5 aprile del 1944, ad AuschwitzBirkenau. Ncm farà ritorno. Dalla prigioiùÌa invia, per vie traverse, alla famiglia una serie di 35 lettere, che çostituiscono un doomnento impressionante della vita e dei sentimenti di una donna catapultata all'i!inprovviso in una situazione da incubo. Da F0ssoli partorno anche altre lettere del cognato, Vittorio Funaro, con cui [ej riesce ad incont:ran,i prima di pa•r tire per Auschwit z. rvfuseo Ebrairn di Roma, don0 di Rosella e :Mirella Funaro,

2006

36

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PROVVEDIMENTI PER LA DIFESA DELLA RAZZA ITALIANA DENUNCIA d elle aziende di cui alla letter a e) dell'art. 10 del R. decr eto--!egge

17 novembre 1938-XVIl, n. 1728 (1) (AZIENDE I N DUSTRIALI O COM ME RCIALI)

Gc,u:ralil-1 t omplei.1!- dtl lit.o!.a,1'6, gMtore o

6ocio a rupons11~iliM illi11~itaro (coplofl~, nome. pt.ltcJ"1u'.t.1, fo o:,o II data di ttaacùa)

La denuncia comprende n.

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aziende. Agli effe t l;i degli ar t. GI e 52 del R. D . L . O feb -

brnio 1930- XYll, n . 126, si dichiara di voler co!JScr varo gli attuali diritti nei riguardi dell e

L .:;:-_.z.._ . ___________ ______· · · ······· ··--·-·-··· -···. -. . . ._

aziende de,mri tt.e m denunzia. coi nn. d'ordine .. Le aziende donate o che si intende donare ai sens i dell' art.

6 del

K D. L. 9-2-1939-XVII, n. 126,

sono quelle descrit te a.i numeri d' ordine -·-- ~ ~-----------·-··--········-·--·.. --·- ·· ·-·-··- ·····--·· TI t itolare, gestore o socio a responsabilità. illimitat a delle aziend e donunci~tc con la pre.sente, ritencn· dosi nelle (.."Ondizioni r ichieste per ott-enero il provvedimento di disorimin azione d i cui all' ar t. 14

R. D . L. 17 novembre 1938-X VII, n. 1728, ha p resent ato la rclat i"a. ist anza in da t a ··-- ···"·

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BIOGRAPHICAL STORIES: ITALIA DEL MONTE FUNARO

ITALIA DEL MONTE was born in Rome on March

She was locked up in the Regina Coeli prison, and

21, 1896 to Leone and Belladonna Mieli. She married

was transferred to the concentration and transit camp

Samuele (called Eugenio) Funaro with whom she had

Fossoli di Carpi (Modena) then deported to Auschwitz-

children.

Birkenau on Aprii 5, 1944. She did not return.

Italia was a business owner and had two shops

From prison she sent a series of 35 letters to her

that sold leather goods. She lived in Rome, on Via

family, which are an impressive document of the !ife

Montesanto number 2. She was arrested on November

and feelings of a woman suddenly catapulted into a

19, 1943 in her shop on Via delle Convertite, after being

nightmare.

informed on•by one of her employees.

Other letters also arrived from Fossoli written by her brother-in-law, Vittorio Funaro, with whom she managed to meet before leaving for Auschwitz. Jewish Museum of Rome, gift of Rosella and Mirella Funaro, 2006

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PROFILI BIOGRAFICI: ITALIA DEL MONTE FUNARO

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$1$ \'O L KTl:i CH:!:: LA CORRJSJ'O,!,.'O.ESZA ARRIV I .\ DT,~ TD.,\ Z IO!Ht

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no ne c:Wi li l .iminool.. Q.1~11i.u i..m!.Uo:r.to ~1 ::;j,'0=,.5.J:::lot,o , cr.ir.iOl'.:c!uta .:la

PJ1;vor.oe1 U>, 1 1 quo l e di e a !lpOGSO c:he , gl:. ebro l JJll 1 e stero

t1lcun1 c?nel1gicnJ).r1. , h.; ~usr- ! 1:at o ur: z i

"non dormono " , a presto sapranno rhcndicare t;li !ntarcfloi è . i ~

1J or:uo d! do l oro;;i1ai 1Q;>: t. !.upci r o 9d. i'ia farl to voret..eu-

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Vi é enc ho u.n tAle , aopra m:J.o min1Jt o, Fich e ttc , nccsni t o con~ro la

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Ge-r1.0.u..niil e c on~ro l ' l 'telia , il qu..'ll8 dice che ve:-:>:~ tctt:.po 1:f'

cu1 11 ::·uscisco pHghe r à tutte le aJ1.g!lé r ie e i scp:rai(Hi , 1:1 ùu.o d i r ~ el ~ israeli t i .

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QUB!'\ T ORE

G li ebrei inizia no ad es ·ere considcrari cospiraLori e potenziali nemici della PaLria e del fascismo. Il Questore di Roma chiede acce rtamenti al DirigenLe clell'l.:tficio cli Pubblica Sicurezza di Campitclli , 1939. }.,fusco Ebraico cli Roma in deposito daJl 'Arclfrvi.o SLOrico della Comunità Ebraica cli R oma

Let.Lera in cui si e\.icl en1.a aJ Presidente deWCn ionc delle Cornun i[à Israelitiche h a liane, D ante AJmansi , lo sLUporc e il dispiacere per delle acc use infondate e paradossali rivolte nei confronti degli ebrei , 1940. :-fosco Ebraico di Roma in cleposit.o dall'Archivi.o Swri co della Conrnn iLà Ebraica cE Roma

The Jews begin to be considered conspirators and potential

Letter to the President of the Union of ltalian Jewish

enemies of the homeland and of fascism.

Communities, Dante Almansi, in which the astonisl1ment and

The police commissioner of Rome requests investigations from

sorrow for unfounded and bizarre accusations against the

the Head of the Office of Public Security of Campitelli , 1939.

Jews is l1ighlighted, 1940.

Jewish Museum of Rome on loan from the Historical Archive of

Je,vish Museum of Rome on loan from the Historical Arcl1ive of

tl1e Jewish Community of Rome

the Jewish Community of Rome

39


i upp/~rn an.lo w dinario a!ta ,, G;, zz..:tt,, Ull/d a(e,. n, 29(/ JJ 2& J iut1t6ri! 1939..XVIII

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Plml'ì[DJMfllll 'fH lA Dl!i!I m mHUA nAllAIIA

-" lN1STl1 RO DELLE COH l'O li AZIONI

BlE 1933-Xlll, N. 1728, llllAlll'E Al Llllm DI P!OPRIETA' IIIMOBIJ.LIRE E DI Amll!A' INDUstRlAJ.f E CUIIIIER!lAU: PU I m uom ITALIANI DI RAZZA _ERRA ICA

CONS l è l.l O PRO \'IN' CIALJi. DEL LE CORPO R AZIO NI D ( ROMA

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L\ ; ALTO A STN ISTRA: Gazzett a UHiciale con l'elenco delle aziende inclusu-iali e commerciali appanenenti a ciLLadini italiatù cli " razza ebraica", 26 dicembre 1939. i\ rclùvio Storico della Comu1ù tà Ebraica di Roma TOP

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Ordine del Giorno

Lffr: Officiai notice with a list of industriai

and commerciai businesses belonging to ltalian citizens of the "Jewish Race", December 26, 1939. Historical Archive of the Jewish Community of Rome

I2 Settembre I 938 XVI e intelliaente Opera

ProvvedirnenLi per la difesa della razza italiana e norm e cli attuazione e cli integrazione ciel suddetto R .D. L. l 7 novembre 1938. Archivio Storico della ComuniLà Ebraica di Roma Provisions for the defense of the ltalian

race and regulations on the implementation and integration of the above mentioned Royal Decree, November 17, 1938. Historical Archive of the Jewish Community of Rame

e riafterma/~

oome 1 dimostrai 1 com atten , 1 ca,h2ti , 1 n,utilati della guerre d ll indipendenza gi.

I\ell'orcline del giorno, il Consiglio della Co111u1ùtà Israelitica cli Roma ri afferma il proprio attaccamento e la propri a fedeltà alla PaLri a e al Regime, 12 seuernbre l 938. Archivio Storico della Comunjtà Ebraica cli Roma On the agenda, the Council of the Jewish Community of Rome reaffirms its devotion and fi delity to the f1omeland and the Regime, September 12, 1938. HistoricaJ Archive of ttie Jewish Community of Rome

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e della Vite.

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olle 81 rie ae

dei provvedimenti nei r1gui,rd1 degli

ione ebraice colpiti negli afhtti più cari ver, verso' le Patria. , oommieeione di e l I ita af~'1.1>.che oorra lig1onar1.l!'asc1st1 , oo O!ùattent i , t1lat1 e eooreti el Vslora e felldglie di caduti si rendano erprete i

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ntre prende atto dell instanoabbile el suo Presidente vivamente lo ri.n;!rl<zia

1°) il p p o ato/coamento alla Patrie e a tutte le sue iotitu~

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LA PICCOLA ITAL I ANA

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Diplomi rilasciati a Enrichetta D i Verol i per i suoi meriLi scolastici , 1933. J\ fuseo Ebraico d i Rorna, dono di Rosella, .Fabio e lVIiehela Di Cori, 20 I O Certificates awarded to Enricl1etta Di Veroli for her scholastic achievements, 1933. Jewish lv1useum of Rome, gift of Rose lla, Fabio and Michela Di Cori , 20 1 O

Enrichetta Di Veroli , l ~34 Rom a, Arch ivio personale famiglia Di Cori - Di Veroli Enrichetta Di Veroli, 1934. Rome, Persona! archive of the Di Cori - Di Veroli fami ly 41


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Pagelle cli Giulio e Silvia Supino con su sni tto "razza ebraù:a" .

Report cards of Giulio and Silvia Supino w ith the words

I due, insieme alla sorella Laura, frequenteranno la scuola

"Jewish race". The two, together with tl1eir sister Laura ,

elementare PestaJozzi, in Via fvlontebcllo che, dal 1938, avrà ima sezione ebraica pomeri diana. RcHna, Archivio personale Laura Supino

attended the Pestalozzi elementary scl1ool, 0 11 Via Montebell o w hic h, from 1938, had an afternoon session for Jevvs Rome, Persona! archive of Laura Supino

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Con le Leggi razzial i, gli studenti ebrei vengono cacciati dalle scuole di ogni 0t-dine e grado . .In alcune scuole pubbliche sono istimite delle sezioni speciali "ebraiche" (nella foto una classe della scuola Felice Venezian), ma per evitare promiscui tà ranno lezione in oraii differenti rispetto ai loro compagl1Ì "ariani". A..rchivio Storico della Comunità Ebraica cli Roma Witl1 the Racial Laws. Jewish students were driven out of schools at every level. In some public schools, special "Jewish" sections were set up (in the photo a class of the Felice Venezian school), bui in order to avoid promiscuity the lessons were done at different tirnes than those of their "Aryan" compan ions. Historical Arcl1ive of the Jewish Community of Rome

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School records from tlìe Jewish school on Via Celimontana, Scientific high school, year 1942-1 943. Among tlìe names of the students is that of Giacometta Limentani (1927 -20 18), a well -knov,m writer and l ranslator. With the Racial Laws, Jewish secondai,; schools were allowed to be established, under the con trai of an Aryan commissioner, appointed by the lv1inistry of Public Education. Thus, in the cities w here the number of Jewislì students was quite subsi antial, ''special" schools were creaied by the Jew islì community In Rome, in the villa of Via Celimontana, the Jewish secondary school was organized in less than two months. In this short period a Gymnasium-High School, a Teaching School and a Technical School vo,1ith a concentration in business were established . Jewish teachers who had lost the ir teaching positions following the Racial Laws \,Ve re appointed. Historical Archive of the Jewish Community of Rome

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Registro scolasLico dell a scuola ebraica di Via Celi rnomana, Liceo sciemifìco a nno 1942- 1943. Tra i nomi degli studenti quello di Gi,icometLa T,irnem a ni (1927-2018), nota scrittrice e traduttrice. Con le Leggi ra zziali, fu concesso di istituire delle scuole secondarie per ebrei, sotto il controllo cli un Commissario ariano, nomjnalo dal i\-1inistero della Pubblica Istruzione. Così, nelle r:i uà dove il numero degli ailjevi eb rei era abbastanza consisten Le, rurono create de ll e scuole "speciali" da parte deUe Comunità hi·aeli tiche. J\ Roma, nel la villetta di Via Celimontana, la scuola secondaò a ebraica fo organizzata in meno di d ue mesi. In questo breve periodo furono istituiti un Ginnasio-Liceo, un Istituto Iviagistrale e un Istituto Tecnico a indirizzo commerciale. Come insegTianti rurono nom ina1j quei proressori ebrei che avevano perso la catted r·a a seguito de lle slesse Leggi razziaJj_ 1-\rch.ivio Storico de ll a Comu ni tà Ebrai ca di Rorna

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Calendari o scolasl.ico del novenibre 1940. A tutti gli istiLu Li scolastici, a nc he a.Il e scuole ebraiche, vengono segnal ate le ricorrenze principali, molte delle quali legate agli anniversari ciel Regime. A..rch.iv:io Storico della Comun ità Ebraica di Roma School calendar of November 1940 . lmportant events were communicated to all scholastic institutions, even Jewish ones, many of w hich ,,vere tied to the anniversaries of the Regime. Historical Archive of the Jew ish Community of Rome

43


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Un'insegnante di religion e ebraica chiede aiuto alla Comun iLà dopo ave r perso il lavoro, 1 agosto 1941 _Archi vio SL01ico della Comuni Là Ebraica cli Rom a A Jew isl1 teacher asks for assistance from the co111munity after having lost her job, August

1 , 194 1 . Historical Archive of the Jewish

Il ProvvediLo ra Lo agli studi cli R oma comunica al P residente della Comunità Israeliti ca che lo Stato, econclo il R.D.L. del 15 nove mbre 1938, provvederà a prendersi carico delle sp ese per le sole scuole pri ma rie, 24 oltobre 1940. Archivio Storico della Comun i Là Ebra ica di R oma

Il Presiderne della Cornun it.ì. Israeli1jca di Roma invita gli ebrei a presentarsi, in divisa militare e fas cista, a lla cerimonia in ricordo dei caduti durante la Prima Guerra IVJ.ondiale, 2 novembre 1938. Archivio Storico della Cornunilà Ebraica cli Roma

The educai ion offic es of Rome

The President of H1e Jew ish Community

Community of Rome

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commun icates to the President of

of Rome invit es Jews to present

the Jew ish community that the state,

themselves in military and fascist

according to the Royal Decree of

uniform at the ceremony in memory of

November 15, 1938, w ill o nly cover the

those who fell during the First World

costs of primary educatio n, October 24,

War, November 2, 1938. Historical

1940. Historical Archive of the Jewish

Arch ive ol the Jewish Community of

Community of Rome

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Copia della circolare, inviata a tULti gli lsLituti cli credito delle P refetture, riguardante il blocco dei be ni appartenenti agli ebrei, 28 febbraio 1944. Archivio Storico della C omunità Ebraica cli R oma Copy of i he notice , sent to ali credit institutes in the prefectures, concerning the blocking of property belonging to Jews, February 28, 1944 . Historical Archive of the Jewish Community o f Rome


BIOGRAPHICAL STORIES: GUIDO LEVI DI LEON

GUIDO LEVI DI LEON nasce a Napoli nel 1894 da famiglia ebraica. Gwdo sposa una donna belga cattolica, Irene De Fourny, con cui ha un fiìglio, Leonetto. Entra in Marina nd 1913 , negli anni successivi viene promosso a Tenente Colonnello e prosegue la sua carriera con diverse destinazioni. Nel 1939, mentre presta servizio a apoli, a seguito delle Leggi razziali viene radiato dal servi.zio milita.re e collocato in "congedo assoluto" . Non avendo mai professato la religione M UN I CI PIO D I N AP OLI ebraica e avendo battezzato suo figlio, CF F ICIO fi l ST A T O CIV ILE verrà colto alla sprovvista dalle Leggi e ( dalla loro applicazione. In questi anni raccoglie giorno per giorno ~ bstraUo cfo i t-egist ri deg li att i di N"a~c:it<l con costante meticolosità una dettagliata deJl '«nno l Quorti,·t·e~,;J I 7lJ e sofferta tesl"imon.ianza in due grandi album (300 pagine), conservati poi gelosamente da Leonetto. Nel 1940 rientra con la famiglia a Roma dove, a partire dall'autunno del 1943, è costretto a vivere in clandestinità, riuscendo più volte a scampare per miracolo agli arresti. Dopo la guerra viene riammesso .in servizio e riceve numerosi incarichi di prestigio. Muore all'età di 85 anni. J. I present.e e.strallo pC'l· )·i r,sstm1o, 1·!l:1!--(·]:tto i 11 i.!OJ lr"nniii l n

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GUIDO LEVI DI LEON was born in Naples in 1894 to a Jewish family.

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Guido married a Catholic Belgian womar;i,

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Irene De rourny, with whom he had one son, Leonetto. He joined the mavy in 1913 and in the following years was i;iromoted to Ueutenant Colone! ana c@Alifll!led Mis career with various destinations. While seFVing in Naples in 1939, as a result of the racial laws he was removed from military service ano placed on "permanent leave". Having never practiced Judaism ano having baptized his son, he was caught off guard by the laws and their application. In those years he meticulously collected painful ana detailed aecol!lnts day by day in two large albums (:300 pages), carefully kept

Atto di nascita di Guido Levi cli lLeon, 4 marzo 1894. Oensingen (Svizzera), Archivio personale FabriziQ De Leon

by leonetto. In 1940 he returneol with his family to Rome, where he had to gG into hiding starting in the autumn of 1943, miraculously

Guido Levi di leon's birth certrricate, MarGh 4, 1894.

repeatedly succeeding to escape arrest.

Oensingem (Switzerland), Persona! archive oi Fabrii?:io

After the war he was readmitted to service and received numerous

De Leon

prestigious p0sitions.

l=le dieci at age 85. 45


PROFILI BIOGRAFICI: GUIDO LEVI DI LEON

Certificato di matrimonio di Guido Levi di Leon e Irene De Fourny, 15 dicembre 19 19. O ensingen (Svizzera), Archivio personale Fabrizio De Leon

Conld.bùto slampati L. 1C

Marriage certificate of Guido Levi di Leon and Irene De Fourny, December 15, 1919 . Oensingen (Switzerland), Pe~sonal archive of Fabrizio De Leon

UFFICIO DT STATO CN !LE

CERTIFICATO DI

Il sot toscrillo Ufficiale dello Stato Civile CE R TIF I CA

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Controspalline di Guido Levi di Leon. Oensi.ngen (Svizzera), Archivio personal.e Fabrizio De Leon Epaulette of Guido Levi di Leon.. Oensingen (Switzerland), Persona/ archive of Fabrizio De Leon

Paesi.a scritta dal piccolo Leonetto al padre il 7 agosto del 193 6. Oensingen (Suizzera), Archivio personale Fabrizio De Leon Poem written by the ch11d Leonetto to his father on August 7, 1936. Oensingen (Switzerland), Persona/ archive of Fabrizio De Leon

46


BIOGRAPHICALSTORIES: GUIDO LEVI DI LEON

Cartolina postale inviata da Guido Levi di Leon al figlio Leonetto durante uno dei suoi viaggi. Oensingen (Sviaera), Archivio pmonale Fabri?.::ioDe Leon f'ostcard sent by Guido Levi di Leon to his son Leonetto during one of his trips. Oensingen (Switzerland), Persona/ arr::hive Qf Fabrizio De Ler;:m

Q,uadretto confato e medaglie di Guido Levi di Leon. La fato venne scauata nel novembre 1938, appena 1icevuta I.a notizia della messa al bando. Oensingen (Svi.aera), Archivio personale Fabrizio De Leon Picture with photo and meda/s of Guido Levi di Leon. Tne photo was taken in November 1938, after receiving news r;;f the oan. Oensingen (Switzerland), Persona/ archive of ~abrizio De Leon

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PROFILI BIOGRAFICI: GUIDO LEVI DI LEON

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Album in cui Guido Levi di Leon raccoglie e conserva una preziosa testimonianza degli anni della persecuzione. Museo Ebraico di Roma, dm10 di Fabrizio De Leon, 2015 Album in which Guido Levi di Leon co/lects, preserves and bears witness to the years of persecution. Jewish Museum of Rome,

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gift of Fabrizio De Leon, 2015

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Tessera dei trasporti militari rilasciata a Guido·Levi di Leon, 8 giugno 1966. Oensingen (Svizzera), Archivio personale Fabrizio De Leon Milrtary transpGrt card issued to Guido Levi di Leon, June 8, 1966 . Oensingen (Switzerland), Persona/ archive of Fabrizio De Leon


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(1) at,'ere al

Custodire diligentemeF1te la P.resente, costituendo la prova della presentazio'ne della denuncia.

Richiesta cli discriminazione di Aurelio Abbina al \'finistero degli Interni, in cu i souolinea il suo essersi d;i :empre distinto per se111jmen 1j italiani e fascisti, i5crivendosi al Partito già nel 1922. Archivio Sto1ico della Comunità Ebraica cli Roma Request for preferential treatment by Aurelio Abbina to the

Aurelio Abbina viene prer.et.Lat.o, in quanto ,tppartenente a lla "razza ebraica", aJ lavoro obbligat.ori o, 6 giugno 1942. D alla primavera di quell o stesso anno, in fa tti , centinaia cli ebrei maschi dai I 8 ai 5.5 a nn i sono costretti ai lavo ri forzati. A Roma ad esernpio sono obbligati a lavorare sulle sponde del fiume Tevere. Arc hi vio Storico della Comunità Ebraica d i Roma

Ministry of the lnterior, in which he highlighted his clear ltalian and fascist sentiments, having joined the Party as early as 1922.

Aurelio Abbina, belonging to th e "Jewish race", is condemned to

Historical Archive of the Jewish Community of Rome

forced labor, June 6, 1942. Since Spring 1942, hundreds of Jewish

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men between 18 and 55 were required to perform forced Labor. In Rome, they had to work on the shores of the Tiber river. Historical Archive of the Jewish Community of Rome

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MoterniliJL.Sa!:l.a.1:e.l l O.i ..E •Dolo di noscila . ..1.1/6/19.01.. luogo di naseitoilb.ll!:l.9 .. :li~., Residenu V, Filipp.0.-C.ll.ij~

Doto del riloscio2.1/J.2/..!9#:.t

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Tessera del ;,..f ovirnento P;i rtigiano di Aurelio Abbina . Archivio SL01ico dell a Comunità Ebraica cli Roma Partisan Movement Membership Card belonging to Aurelio Abbina. Historical Archive of lhe Jewish Community of Rorne 49


Giuseppe A.micoli viene internato a Fena ndina perché cli-sidente, l 4- settembre l 940, ìvruseo Ebraico di Roma

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Giuseppe Anticoli was interned in Ferrandina because he was a

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dissident, September 14, 1940. Jewish Museum of Rome

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~i s ere1 molto ,Ol'"~to :è\e t u p-otess,1 co tcsam~mte e s.utorevo1c::0n:;e in"te:tO !l fJe. rti -=ier C!UOO~s nrat i c-e e fa e9prim-:, l e mie ecu.se µe:r .il fa s "ti.di o eh.e ti do,e il mio :J evo-co

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TI T 1io Lescano fo un trio vocale popolarissimo in It.alia negli anni del E1. ci..,mo. Era composto dalle sorelle

The Trio Lescano was a very popular vocal trio in ltaly during the

ungheresi AJc.,'{andra,Judi t.h e K.itly Leschan , che anivate in Italia nel 1935 italianizzarono i loro norni in Alessandra, Giuditta e Caterinetta. Ortennero la ciuadinanza italiana dopo molte difficoltà perché fìglie di madre ebrea. Nei documenti qtù presentati le (re non vengono riconosciure appanenenti alla razza ebraica. Se fossero state 1iconosciute ebree, in seguiw alle Leggi razziali sarebbero s\..c1.le espulse dall'Italia. Furono ÌJ1terpreti di canzoni di successo per il Regime come A1aramao perché sei morto, /Via le /!,ambe, Pippo non lo sa, Tùhpan. Nel l 943 caddero in disgrazia, e forano arrestate con l'accusa d i spionaggio: si pensava infatti che con le loro canzoni mandassero messaggi in codice al nemico. Nel dopoguerra si trasferirono in Sudamerica. ~foseo Ebrnico di Roma, clono cli Franco Di Castro, 2006

Judith and Kitty Leschan. who arrived in ltaly in 1935 and ltalianized

.50

years of fascism. lt was made up of Hungarian sisters Alexandra, their names to Alessandra; Giuditta and Caterinetta. They ob tained ltalian citizenship after mucl1 difficulty since their mother was Jewish . In the documents presented here the three are not recognized as belonging to the Jewish race. lf they had been recognized as Jews, they 1.,vould have been expelled /rom ltaly following the racial laws. They performed popular songs for the Regime such as: Maramao perché sei morto, Ma le gambe, Pippo non lo sa, Tulipan In 1943 they 11vere dogged by misfortune, and arrested after being accused of espionage. Their songs were thougl1t to send coded messages to the enemy. Af1er the war they moved to South America. Jewish Museum of Rome, gitt of Franco Di Castro, 2006


COMUNITÀ ISRAELITICA DI ~wn i!!; ~ln• • •

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Ai '\188 , consiglieri della comunit à foraelit ioa di

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L' Unione delle Comunità I s raelitiche Ita liano ha aosunto, dopo lo s cioglimento del cesoa to Comitato Assi s ten za Ebrei in Ita lia, il co mp ito di provved~con l a r apidità ohe l ' urgenza r ichiede, ed aes i otere i profughi correlig ionari s tranieri d i trans ito dal Regno,avvie?ldo contatti e ra pport i con le competenti Aut orit à Gove r native per u.'l

graduale defluoeo di cootoro vers o poee i ohe possano accog lierli . Il .ig , CO !!U'! .,\VV, Le lio Vittor i o Valobra, r.m bro di Giunta della

Unione s t c saa, ò otato delega to oer 1 1organi2 za zione di t a le branco a oai s tcnziale, al cui f unziona c,c11t o, in pieno a ccor do con il Governo, è giunto e doveroso che contribui s cano in tutt e le Comunità tutti co-

loro che hanno una qua lche pooaibilità di erogare ooccoroi, Le comunità di .lilono o di Genova .(e qua ot 1 ultit1a in f ore a pratioa, nobile e oo ml!IOvente) hanno f inora oootanuto il carico di que s ta opera benefica; e sea va continuate fino a che quei d isgraziati abbiano raggiunto loca lità e s tera ove s i ano in grado di l avorare e di vivere , Pertanto,

A

tele inizia tiva dell' tJnione, noo tro maeo imo organis mo

ldficiale ra pprea entaUvo e coa diuatore ui ogni at t ività dell ' ebrais mo nazionale, deve i mmedia t aoento aruiare il ca l do cons eru..o e il fervido concors o dei correligionari , A Voi, cari colleghi, 11 compito di d iff ondere tale appello, di esortare e riunire e raocog liore fondi da far convergere preoao la Comunità, di far sentire tut ta l'iOll!cdia t ezza e l a delicatezze di ques to problec a di Carità . Informate ci dei rioultati dol Vos tro nobile e affettuoso l avoro

e

abbiateVi i pi~ vivi ringra 2iaCTenti , e e r dial i saluti ,

L'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane (UCll) assume il compito cli provvedere ai problemi degli ebrei stranieri, a iutare e assistere i pro lùghi per il tempo in cui sono in Icalia per agevola rn e l'emigraz ione ver. o q uei paesi che possono accoglierli, lO ottobre l 9'.19. Successivamente questo ruolo cli assiste nza e soccorso per gb ebrei prorughi in Italia verrà gestito dall'UCTT a ttraverso la DE l .AS EM (Delegazione Assistenza Emigranti). Durante il periodo di occupazione e con la RSI la DELASEM è coslreu a a operare in clanclesLinità e ad aJJa rg<1re il suo a iuto anche agli ebrei iLa liani , obbligati ormai a na.scondersi per sopravvivere. Archivio SLorico della Comunità Ebraica di Roma

The Union of ltalia n Jewish Communities (UC/1) assumes the responsibility of assisting with the problems or foreig n Jews, helping and assisting refugees while in Jta ly, faci litating emigration to countries that could receive them, October 1O, 1939. Subsequently this role of assistance and aid to Jewish refu gees in Jtaly was managed by the UCII through tl1e DELASEM (Delegation tor the Assistance of Jewish Emigrants). During the occupation period , together with tl1e RSI (ltalian. Socia! Republic), the DELASEM was obligated to operate underground and to extend its help to the ltalian Jews, who at that point were forced to hide to survive. Historical Archive of the Jewish Community of Rome 51


PROFILI BIOGRAFICI: FAMIGLIA SUPINO

PAOLO SUPIN O nasce a Pisa il 25 novembre 1893 da famiglia ebraica borghese. Nel 1912 si iscrive alla facoltà di Ingegneria e durante gli studi intraprende la carriera militare, partecipando alla Prim a guerra mondiale e a una u·asferta in Libia l!ra il 19 J 9 e il 1921 . La sua sarà una carriera brillante: grazie ai suoi studi e alle sue competenze tecniche lavorerà come Ufficiale del Genio anche nel campo delle telecomunicazioni, raggiungendo il grado di Tenente Colonello. Nel 1929 sposa Emma Esdra, figlia del primo medico radiologo cli Roma. Da questo matrimonio nasceranno tre figli : Laura, Giulio e Silvia.

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la figlioletta Laura, per non destare sospetti, in un negozio in Vìa Nazionale che vendeva materiali di scarto elettrici, con la scusa di utilizzare quei fili di rame per costruire dei giocattoli "autarchici". La bambina aiuta qtùncli il padre, con le sue dita sottili, ad avvolgere parte dei fili e con grande ingegno Paolo riesce a costruire la radio (2), dalla quale fino alla fine della guerra riusciranno ad ascoltare segretamente radio Londra. egli amri cli occupazione la famiglia Supino è costretta alla clandestinità e i due coniugi devono procurarsi dei documenti falsi (3-4-). Emma, sulla sua nuova carta di identità, dovrà cambiare foto (5), perché la sua espressione non era abbastanza "da sfollata". Dopo la liberazione, il 12 luglio 1944, Paolo cercherà di recuperare la sua vecchia radio (6) senza successo. Riprenderà la sua carriera e nel dopoguerra raggiungerà ruoli di spicco, quali Capo di Gabinetto del :Ministero della Guerra, Segretario Generale del lVlinistero della Difesa, Comandante Territoriale a Roma e Comandante della Scuola di Guerra.

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Gli oggetti e i documenti fanno parte dell'archivio personale di Laura Supino, Roma

La sua conoscenza delle lingue lo porta nei primi anni '30 in Germania con il ruolo di ffìciale di Collegamento nelle manovre militari italo-tedesche, incarico non confermato ncl 1935 probabilmente perché le aut01-ità tedesche non gradivano la presenza di 11n ufficiale ebreo. Nel 1937 diventa Comandante di Reggimento a Fire=e, ma l'anno successivo le Leggi razziali bloccano la sua carriera e viene costretto al congedo. Comincia quindi un triste periodo in cui per la prima volta i suoi tre .figli, ancora bambini, vedono il padre sempre più a casa e con abiti civili. Con le leggi del 1938 tra i diritti che alla famiglia Supino e agli altri ebrei vengono negati, vi è quello di poter possedere una radio: la ~oro AHocchio Bacchini verrà requisita il 22 ottobre 1941 (1) presso la loro casa di Roma, in Via Olona, dalla Polizia del Commissariato Salario. Paolo decide quindi di costruirsi una piccola radio a galena in modo da poter continuare ad avere informazioni su ciò che stava accadendo. Il mate1-iale di cui aveva bisogno non era facilmente reperibile in periodo di guerra, deoide quindi di mandare

52


·

BIOGRAPHICAL STORIE$: SUPINO FAMILY

PAOLO SUPINO was born in Pisa on November 25, 1893 to a

denied with the 1938 laws was that of owning a radio. Their

middle-class Jewish family.

Allocchio Bacchìni was confiscateci (1) frorn their heme in Rame,

In 1912 he enrolled in the Faculty of Eragineering and during his

on Via Olona, by the police, on October 22, 1941.

stt:Jdies he began his military career. He partecipated in the i=irst

Paolo therefore deoided to build a small crystal radio receiver s0

World War and went on assignment in Libya between 1919

that he could continue being informed on what was happening.

and 1921. His career was stellar; thanks to his studies and his

The materials he needed were not easily available in wartime,

technical expertise he worked as Engineering Officer, also in

so in arder to not arouse suspiciorn, he decided to send his

the field of telecommunications, reaching the rank of Lieutenant

daughter Laura, to a store on Via Nazionale that sold electrical

Colone!.

waste, with the exeuse of using the eoJ'.)per wires to builtJ

•

\

In 1929 he married Emma Esdra, daughter of the fir~ ra'diologist

"homemad@" toys. The giri then helped her father, with rier tiny

iA Rome. Three children were born from this marriage: Laura,

fingers, to wrap part eif the w ires and w ith great ingenuity Paol0

Giulio and Silvia.

managed to construct a rad io (2), with which they secretly

His knewledge ef languages led him to Germany in the early

listened to Radio London until the end of the war.

193Cls as Uason Officer in ltalian-German military operations, an

During the years of occupation the Supino family was forced

assignment ttiat was unconfirmed in 1935, probably because

into hiding and th e two spouses had to obtain false documents

the German authorities were not pleased with the presence of a

(3-4). Emma tiad to change the photo on her new identification

Jewisti officiai.

card (5), because her expression wasn't "displaced" enough.

In 1937 he became ~egimental Commander in Florence, but

After the liberation, on July 12, 1944, Paolo tried to recover his

the following year the Racial Laws blocked his career and he

old radio (6) , without success . .

was foreed to step dewn. Thus began a painful period in which,

He resumed his career ;;md in th@ post-war pe,iod he reached

for the first tim@, his three children, stili young , saw their father

prominent positions, such as Chief of Staff at the Ministry of

more and more at home and in civilian clothing.

War, Secretary Generai of the Mirnistry of Defense, Territmial

Among the rights that the Supino family and other Jews were

Commander in Rame and Commander of the War Schoeil.

5

The objects and documents are pari of the persona! archive of Laura Supino, Rome

3

l2/""1I/l?4..; Ir. ~ll~a. 22 ottobra l'9·H T~n.n! obbligAt,o , '1U i,r,vito di codesto 1,lfrieio, fl ,ci;;inc ~e1nare in &Dpar-ec~hio re.tlio rleevl!l nto A.!.lo.;!ohli;;i j?acchini t.i"'O :.i. 5.:.1 jl-rodu1: . 15:J )' do!: ·1111.lo:-e, uttualo di ::;rea L. 10. 000, •(H ~., d!\Olç!,111L1~) "r:.o ne fu rila:i;~l..a.\.a ri.• eTut1i - di eul .._Jleco çopis. conf'on.oe • c:on diclit~r-.ii.r:ibe cl e l ' appe.r~cchio era enuto 111 eul!ltod111. pr~:i•-.i c:;,deoto :;occiae&da tl) , ?ri'!o!len-!.llto1ni i•,i li!.cuni. i;lorni o:- e.ol'lo ptt t"h!!.l:"fH'o irs posnsui;;i :i.9ll ' a:pptt "' ·~c.cl,io d~· mia p!'oprh.tèi , Q:l è 1:1t 11. t,o d,:,!t.o eia. un implogae.o di:,l -Con~:d,-~41,rir!ili;;i, co11 !~eiroa l!l :ift\l r ie11[& 1 .::h'! dl!lll ' apparoec-l.~o l'l~:'l a\ sacl!IYB. T'.!:l..,:irito o molto 1H.t!'!,<!iln1<1nte, n6 ll•rei pot1,to rientrerl!I !. , tOS6l!l"!l80 . · ii ' 111i<> ir"!endbento , 111!11 eu:o che dot't-• lnrcmuion'!'l 1116. et1-11t1:&., c!i t'.11"6..c.:UOVl!I"' re e.:.lor.e loga..lo pai· rifu• ion"}IH dn,nnt ~ei co11fro:i~.1. doll 'All:,hiil;fraz iou.· ·c1..1111to• dfi " !'esponaabl.li, . r,,rtnci.g p:-ego cod9sto ·:cmnie!!l&.!'i.11.to di l'Ohm1 ,cb,ro, '!IIJMLl"ionto n;:thia aullu 30rt" lr.~i:in~~t,~ daill'"l>Pllrni:et.lo radio in o s.~c Ho , I:1.~. ?1ullo SL?1W) l.:ol,.,:,m;~llo !!o!I!. G1."1~io{5 . ;J.) ln 5.1-'.li. '/jn Oi~ria n• .)

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4 53


Occupazione, deportazione, clandestinità

T1 23 luglio del 194:1 .Mussolini viene messo in minoranza dal Gran Consiglio del Fascismo e successivamente arrestato; il re e il nuovo Primo l\.1inislro, Pi etro Badogli o, firm ano segrelamerne un armistizio con gli A..l lcati che già sLanno avanzando dal Sud della Penisola. La resa viene firmata il 3 settembre, ma diffusa solo 1'8, in modo da permettere al re e al governo di fuggire nel Ìvieridione. La reazione dell 'ex alleato, la G ermania nazista, non si fa anendere: la parte centro seltentri onale dell'lLalia, Roma compresa, viene occupata dai tedeschi. In seguilo, Hiùer fa liberare ì'vf ussol ini con cu i si accorda per creare una nuova R epubblica, che verrà poi denominata R epubblica Sociale I tal iana (RSI), assoggettata alla Germania nazista e con capitale Salò . In Alto Adige e Friuli ·venezia Giulia l'amministrazione poliùca e militare sarà direttamente appann aggio dei tedeschi. Fino al settembre del 1943, gli ebrei in Italia eran o stati discriminati, ma non ancora inclusi nel piano di sterminio; dopo l'occupazion e n azista le cose cambiano. La prima grande retata itali ana co involse la comunità ebraica romana: a ll 'alba di sabato 16 ottobre 1943 SS e poli ziotti a ustriaci e tedesch i irrompono nelle case degli ebrei costringendoli , in 20 minuti, a prepara rsi per u n lu ngo viaggio . Famigli e intere con bambini , anziani e moribond i non posso no res tare indietro . O ltre I 000 persone sono arrestate in una sola mattinata e condotte al Collegio ~lili tare, in cui restano per due giorni p rima di essere deportate. Il 18 ottobre, dalia Stazione Tiburtina, parte il convoglio che da Roma ha come destinazion e il complesso di campi cli concentramento, lavoro e sLerrninio cli Auschwitz-Birkenau. Il 23 ottobre ci sarà la "selezione": vengono immatricolati nel campo solo 149 uomini e •}7 donne; più dell'80 per cento delle persone verrà ucciso all'arrivo. Solo in 16 lornerann o dopo la guerra, 15 uomini e una donna. A questa seguiranno altri arresti 54

e retate in diverse comuni tà ebraiche italiane. li SO novembre 1943 13uffarini Guidi, 1-f inistro d egli Intern i della neon ata RSI , emana l'o rdi na nza p er cui tutti gli ebrei presenti nel terri torio italiano, devono essere arrestati e in carcera ti n ei campi di co ncentram ento provinciali, in attesa di essere riuniti in appositi campi nazionali. Da quesLo momento in poi quindi , le villirne sarann o arresta.te e fatte Lransitare prima nei campi provinciali, poi nel campo nazionale di Fossoli di Carpi (MO), per poi essere deportate. Ini zia così la collaborazione cli mollissimi italiani che denunceranno e arresteran n o centinaia cli ebrei. La popolazio ne ebraica, ormai costretta alla clandestinità , vive di espedienti e riceve aiuti disparati da parte dell a cittadinanza italiana e di numerosi conventi, che aprono le porle e danno accoglienza. Aci incidere sulla fase della persecuzione delle vi te, va riconosciuto ch e le L eggi razzial i eb bero effe lli concre ti. I nfatti, gli elenchi anagralìci fì,irono cli grande utilità per l'arresto e la deportazione degli ebrei. Inoltre, le Leggi avevano provocato eia un lato l'impoverimenLo delle famiglie ebraiche, quindi la dilìico ltà cli emigrare, di procurarsi docum enti falsi o anche solo di vivere in clandestinità; dall'altro il loro isolam ento ri spetto al resto d ella popolazio ne italiana, rendendole sicuramente più vuln erabili.


Occupation, deportation, clandestinity

On July 25, 1943 Mussolini was voted out by the Grand Council of Fascism and his arrest followed . The king and the new Prime Minister, Pietro Badog lio, secretly signed an armistice with the All ies who were already advancing from the south of the Peninsula. The surrender was signed on September 3, but only made public on the sui, allowing the king and the government to flee to the south . The former ally, Nazi Germany, did not hesitate: northern centrai ltaly, including Rome, was occupied by the Germans. / Later, Hitler freed Mussolini with whom he 1 agreed to create a new republic in ltaly, which would be called the ltalian Social Republic (RSI), subject to Nazi Germany, w ith Salò as its capitai. In South Tyrol and Friuli Venezia Giulia, military and politica! administration would be German appanage. Before September of 1943, the Jews in ltaly were discriminated against, but not yet included in the extermination pian; things changed after the German occupation. The first great ltalian roundup involving the Roman Jewish community: at dawn on Saturday, October 16, 1943 SS officers and Austrian and German policemen burst into Jewish homes forcing them to prepare for a long journey in 20 minutes. Whole families with children, elderly and the dying were not left behind . Over 1000 people were arrested in one morning and taken to the Collegio Militare, where they stayed for two days before being deported . From Tiburtina Station, on October 18, the convoy from Rome made its way towards its destination: the concentration, work and extermination camps of AuschwitzBirkenau. The "selection" was made on October 23: only 149 men and 47 women were registered at the camp; more than 80 percent of the people were to be killed on arrivai. Only 16 returned after the war, 15 menandone woman. Other arrests and roundups in various ltalian Jewish communities followed . On November 30, 1943 Buffarini Guidi, Minister of the lnterior of the newborn RSI, issued the

order that all Jews on ltalian territory must be arrested and jailed in provincia! concentration camps, while waiting to be brought to specially designated national camps. From this moment onwards, the victims would be arrested and forced first into provincia! camps, then the national camp at Fossoli di Carpi (MO), to then be deported. Thus began the collaboration of many ltalians w ho reported and arrested hundreds of Jews. The Jewish population, now forced into hiding, lived hand -to-mouth and received help in various ways from ltalian citizens and numerous convents who opened their doors . Weighing upon· the phase of persecution in daily life, it shou ld be recognized that the Racial Laws had a concrete effect. The registry lists were very useful for the arrest and deportation of the Jews. Moreover, the laws had, on the one hand, caused the impoverishment of the Jewish fami lies, and therefore the difficulty of emigrating, of obtaining false documents and even living in hiding; on the other hand, isolateci them from the rest of the ltalian population , making them even more vulnerable.

55


IVlarrice d i una ricevuta dell'oro consegnato da Aurelio Abbina ai nazisti, sencmbre 194:l. Archivio Storico delJa Com un iLà Eb raica di Roma

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Abbina to t11e Nazis, September 1943. Community of Rome

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Arthur Greenleigh o f the American Joint Distribulion Committee w rote to the Allied Contrai Cauncil abaut the unsuccessful repeal of the racial laws, September 1944. Histo rical Arc hive of the Jewisl1 Cammunity af Rame

GazzeLLa U flì ciale del 20 oLLObre 1944, in cui si evidenzia l' urgenza di reintegrare gli ebrei nei diritti antcccdemi la legislazione razziale. Roma , Archivio person ale Sandra Alatri Offic iai Gazette of October 20, 1944, in which th e urgent need ta reintegrate the rights af the Jews to those prior ta the Racial Laws is highlighted. Rame, Persanal archive of Sandra Alatri

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PROFILI BIOGRAFICI: FAMIGLIA VIVANTI-ZARFATI

EMMA ZARFATI (9) nasce a Roma il 17 genmaio 192 [ da Vitale (3-4-8) e Elisabetta Moresco (1). Sposa Vito Vìvanti il 3 novembre 1940 (1-6) e con lui ha, l'anno successivo, una bambina: Fortunata (2). Emma e la piccola Fortunata sono arrestate, neUa loro casa di Via degli Specchi, durante la retata del 16 ottobre 1943. Con loro lo stesso giorno, viene catturata anche la mamma di Vito, Forlillnata Spizzichino (1). La nonna e la nipotina vengono uccise aU'arrivo ad Auschwitz-Birkenau; !Emma viene immatricolata e inserita nel campo per i lavori forzati. Qui muore qualche mese dopo. La madre (1 ) e ere sorelle di Emma: Milena, Rinai (5) e Silvana saranno arrestate a seguito di una delazione, il 21 febbraio l944. Passate per il campo di transito di Fossoli di Carpi (MO) verranno deportate ad Auschwitz-Birkenau. Solo Milen.a e Silvana sopravvivranno. Vito, scampato aUa retata del 16 ottobre, verrà arirestato con il suocero Vitale (3-4) e il cognato Settimio (7) il 16 aprile 194-4. Arrivato ad Ausclnvitz-Birkenau sarà in1matricolato con il r.iumcero A-J 5838. Sarà liberato a Mauthausen, in Austria, il 5 maggio 19,45. Tornato a Roma, apprenderà cli aver perso sua moglie e sua figlia,e solo anni dopo si risposerà.

EMMA ZARFA'tl (9) was born in Rorne on January 17, 11921 to Vitale and Elisabetta Moresco (3-4-8). She married Vito Vivanti on November 3, 194Q (1 -6) a1,1a tfle following year she gave birth to his daugflter: fortunata (2). i;mrna arid little F'ortunata were arrested, in their hol1ile on Via degli Specchi, during the raid on OctQber 16, 1943. Wrth them on the same day, Vito's mother, FGrtunata Spizzichino (1) was also captured. The gra1,1dmother and granddaughter were killed upon a1rival at Auschwitz-Birkenau; Emma was registered and entered into a forced labor camp. There sne diea a few months later. l::mma's mother (1) and tnree sisters: Milena, Rina (S), and Silvana were arrested after a tip off, on February 21, 1944. They passed through the Fossoli di Carpi (MO) traAsit camp after which they were deported to Al!lschwi1z-Birkenau. Only Milena and Silvana sul'Vived. Vito, having avoided the raid on October 16, was

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BIOGRAPHICAL STORIES: VIVANTI-ZARFATI FAMILY

arrested with his father-in-law Vitale (3-4) and his brother-inlaw Settimio (7) on Aprii 16, 1944. Upon arrivai at Awschwitz-

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Birkenau he was registered with the number A-15838. He was liberated at Mauthausen, in Austria, on May 5, 1945. After returning to Rome, he learned that he had lost his wife and daughter and only years later will he remarry.

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PROFILI BIOGRAFICI: FAMIGLIA VIVANTI-ZARFATI

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BIOGRAPHICAL STORIES: VIVANTI-ZARFATI FAMILY

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Ketubbà (contratto cli matrimonio) cli Vito Vivanti e Emma Zarfati, 3 novembre l 940 (2 Cheslwan 5 70 l ). Roma, Archivio personale Pacifica Zarfati

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Ketubah (marriage contract) of Vito Vivanti and Emma Zal'fati, November 3 , 1940 (2 Cheshvan 5701 ). Rome, Persona! archive of Pacifica Zarfati

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ORGANO. DEL PARTITO · CqMUN I DOMENICA 29 APRILE l !

ANNO XXll (Nuova serie) N. 101

Mussolini fucila_ lo I

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I cada~eri d·ei traditori giustiziati: Pàvolin) Liverani, Porta, Gatti, Coppola, Daqua~rtc , Hintermayer, Petacci e Bombacci ·. e.spo::

Anche Starace e' stato giustizi

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La- scarica del plotone di eseouzione si è · abbattuta gitL~tizie:ra sul traditore immondo e sui suoi complici più immediati. L'Italia, pe1· viltù dei partigiani e dene popo1wom del nord, ha 1avato col sangue del suo ventennale ca.rnefice la ve1·gogna di un p_as.sato ~he non potrà mai più nnnovarsi. . . , Una nuov8'. gTande. gioia è ne_l· l anI.lllo degh 1ta ham, una g,ma che prorompe irresistibile dal ricordo delle sofferenze, delle per: secuzioni, delle tortu1·e che venti anni cli fascismo hanno impres· so nelle cami del nostr o popolo. In nna pubblica piazza, circondato 4ai suoi miserabili luogotenenti ~ ~ t i di pama e ~alle non più llllbel!ettate pl'Ostitutc che aV~\'.a.no a:iheta,to le .s~e brame s enili, Beu1~ Mus~olm1 ha fi. mto la _su~ carl'le:·a cli c1:1m_male.

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ROMA, 29 - Ra.dio Milano Libera ha comunicato starna- 11 q\lale tut_ii sono ne: Benito Mussolini è stato giustiziato stanotte. Con lui Pavoli~ • zerb"ino, B ar1•acu, M ezzasoma, L IVeran " • R uggero . Romano, roiunti siepe umana gli t DI, I, riesc~o a Coppola, Scorza, Bombacci, Daquanno, Petacci ed altri cosid- g,ruppo _dlei cadav,', • · • • • • · • . • • furore st eggono • detti gerarchi dl mmore rmportanza. sono stati fucllati dopo un ti. Ùna donna se, · daVall t·i a} T ri"bUlla}e deI p 0p0I 0. cadavere M\ , prOCeSSO SOmmariO colpi di dirivoll, V Anche la sinistra coppia Osvaldo alenti e Luisa Ferida ha •assassmati Questi pe-r i m' • • , ». pagato COn }a vita le SUe atrocita. Al ritorno dall:

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. . , . l\U~ANO, 29. - Ra.dio lllilaDaquanno. Ernesto! direttore no Libertà a lle ore 12 ha tra- del!'<( ~genz_m Stefa.~ i »; smesso: Nudi Mario, presidente della <( Ieri 28 corrente patrioti ita• fodera7ione fascista a.gricoltori; liani alle 01·0 16,10 hanno giuCa.saJnuovo Vito, colonnello stizia.to in località Mulino ili della guar(lia nazionale repub· Mezzadro, Remezzìno, provincia blicana; di Como: J\lussolini Benito e PeSaJustri Pie tro, capitano pilotacci Olaretui. ta personale di M:ussoliui; Gli stessi patrioti alle ore Hintermayer, pubblicista; 17,25 dello stesso giorno hanno Petac.ci Marcello del servizio successivamente giustiziato me- di spionaggio; cliante fucilazione nella schiena Bombacci Nìcola, supertradiin località Dongo, provincia di tore. Como, i seguenti cdmina.li cli I cadaveri di questi uemioi del

N1>1 Mnh1lo rlnc:,-h1t:d~n1P·~ ~n-, .--·---

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menti che si. ra/ l folli? dicono che : enorm". che af:tluisce in Pfazza XV,nu!o non basta: (J1 Mal'tm. La moltitudine si pigia el pevoh ancora i st ra la,·go a forza di gomiU, ao. 1!!lla scovare ed , , bandonando anche la bicicletta " Alle edicole gr 1 senoa paura di. furti. Oggi fut~ simi di genie si .~ la_ popolazione e una g-rand~ fa. µrare i giornali :··: m,gtia. e Io scopo di giusiizia per si cli notizie.

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VOCI CO)JfDAD, DJTOR' I

!. Nessuoa offerta i;•rosa~ I\ I,, - - - - - - I( ''

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L'Italia saluta nel Tribunale

del Popolo il primo organo di vera giustiziai

ITALIANO

Prima pagina de

"L'C nità" in cui viene riportata la notizia dell a fucilazione di ì'vfussolin i, 2g april e 1945. Archivio personale Sandra Alat ri

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Una copia L. 3 - Arretrata L. 6

The fi rst page of "L' Unità" on w hic h the news of t11e

presso ·Como f

Barracu, Mezzas9ma, ~omano Nudi, Castelnuovo, Salustri, ti su .una piazza di Milano •

Piazza dei

D ID t

è troppo J)l'eoccupa[endendo la m.i soprag.. avedere il L'odio e il rol lo di tut -

l~Js!r!r:,~i }~J!m~ m~~~r~~ m rn~li~m n~m~·llf l~

Pubbticìt.iamo it Lesto del discorso nizzazione. Oi un ità. deinocra.tica., a contrn il MI LANO, 29. - ( Ah.sa) , Radìo l\,liHn; cinque lano Li b eta annuneia che a va - pronuncl ato ier i o Ra<ho Roma da di entusiasmo cost1:utlivo. L a dit~oo~~~.~~i:zj~n!~=s~i ~e~~~1: gridando: re-se sono stati giustìziaLi i seguen ti Palmiro Toglin ttf:

cinque ..figli fasci,s.ti: Sa.votgnan . Prefetto: Ga,elia:rdi. commissario federale e co-

azza i com - mandan te delle bri.rea ie neTe: Bel gono t.ra la !uom o. Commissario di P. S. ; Z3:mnio è avve- bon . capitano d elle b ri gate nere~

1i sono i coJo, che bisoinare. ~ numerosislcano a com i sono ansie-

Pnrroni, dell'Uff1cio politico in vesii :rn tivo: Avan ti e ~Ialna. Li; Conti. C(Jstelletti e Mignai. autor i eo n fessi di nwnerosi assassinii. Sono stat! fi!lo ra operati inoltre più à i tremila a r res ti.

SULLA FINE DELLA GUERRA

1uartedella Germania •

....

'I

Cittadini ilalianl, non è soio per mandal'e un sà luto, a nome del Partito comunista, alle popolazionì liberale dell'Ita lia. settent1·ionale. che prendo oggi la pa r ola davanti a questo niìcrotono_ Oserei dire che aHa fo t·malita del saluto pot rem m o à.nche ri n uncia 1·e, pc r chè sa ppiamo ch e il nosfro P ad it.o è prese n~ te con le sue fon;.e miglio r i sul campo di battaglia, nelle campa.. gne e 1'1.elle città, nelle formaz\o . ui d e ì Volonta,·i della Libertà e n e i loro comandi , dal più ba.S$O al J>lù a lt o, ne i Comitati d i Libe1'azior1e ch e h a.uno lancialo la parola della m~urrez.ione naz io na le, che. banno d iretto la insuLTezione, che l" hanno pol'la ta alla v itt.ol'ia, ch e oggi sono g li organi di pote1·e nelle regioni setlent:donali libe~ rate.

~:z!.~~:

aòeguat'e a 4 uc...:;i.o g r a n de esempio. Questo non si deve cercare da nessuna. parte d 1 itn pedirlo e no n po l L·it essere in1pedito del te. s t o da n essun e:ordone di ncssu ...

na specie. Prendete 1m <!QSO <:oncreto, q uel io d i Mussc,lini e degli altri t r isti fl gu 1·i eh e hanno tradito

l'ItaJia , dopo avel'nc fatto la ro ... vi na. Qu i, dopo il 25 luglio, que,t;ta ba nda di malfattori non ven• ne SP.l'Ìameute distm·bata : e io nu• tre fot·te il Gubbio che se fossero

stati ai-resta ti qu[, aon sare1nmo !;fuggiti al processan e scandalisti ... co, con .sfoggio cii oratoria. da. pa.r""' le di a,·voca t i e g iuristi e magi ... s l l'atL ln tenb a, di..ln ostra1·e o at .... l enti a sen tirsi dil'c ch e il fa..'"ICfo sm o, in fondo. non fll poi q u~ua•. c:osi bru tta cosa. o che i e--· . . St.a.io non sj 1)o~so110 ~oU· giudizio come cleJinquen f sca mni. poi. con le.!?.ei ,

execution of M ussolini 11vas re ported, Aprii 29, 1945. Rome, Persona! archive of Sa11dra Alatri


Fini to cli stampare nel mese di settembre 2018 Diano Libri Sri Ylodena


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