STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO Ufficio Storico
VITTORIO LESCHI
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI TOMO Ili
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO I E AL TOMO II
ROMA 2000 STABILIMENTO GRAFICO MILITARE GAETA
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2000 © copyright UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
IND ICE LA REPUBBLICA DI GENOVA E LA REPUBBLICA LIGURE AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO I E AL TOMO II CAPITOLO ID
GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLiçA LIGURE l. Le Istituzioni militari della Repubblica di Genova aristocratica e democratica ..................................................................................
Pag.
3
2. I Cadetti della Truppa, degli Ingegneri e di Artiglieria ............
18
3. II Collegio Militare della Divina Pastora o degli Ussari della Divina Pastora e il Collegio Militare, detto dei Soldatini ........
31
-
Il Collegio Militare della Divina Pastora o degli Ussari della Divina Pastora ........................................................................
31
Il Collegio Militare, detto dei Soldatilli ...................................
37
4. Le Istituzioni per la formazione degli Ufficiali alle Fortificazioni .................................. ...................................................................
46
-
-
La Scuola deJJ'Architettura Militare ........................................
48
-
La costituzione del Corpo degli Ingegneri .............................
54
-
I provvedimenti legislativi per la qualificazione professionale degLi Ingegneri militari ...................................................
59
L' Accademia Ligustica di Pittura, Scultura, Architettura Militare e Civile e l'Accademia Ligustica di Pittura e Ornato, Scultu~a, Architettura Civile, Ornato e Militare ........
62
Il Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio .............
73
-
-
5. Le Istituzioni per la formazione degli Ufficiali di Artiglieria
78
-
Le Scuole dei bombardieri e dei bombisti ..............................
78
-
La costituzione del Corpo de Cannonieri o di Artiglieria
81
-
La formazione degli Ufficiali della Compagnia cannonieri, bombisti e del Corpo di Artiglieria ................................
82
IV
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'IE E DI FOR\1AZIO~E PER UFAC"IALI r.cGU STATI PRI:.t..NITARI
CAPITOLO III
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE doc. l
Piano d'educazione per Ii Figlij de Soldati, ossia metodo per esecuzione del Progetto (30 giugno 1784) ................ Pag. 89 92 doc. 2 Regolamento del Collegio Militare (l settembre 1801) doc. 3 Regolamento del Collegio Militare decretato dal Magistrato di Guerra, e Marina da sostituirsi all'esistente (30 marzo 1804) .........................................................................
107
doc. 4 Proseguimento del Regolamento per il Collegio Militare (1804) .................................................................................................
119
doc. 5 Costituzione della Scuola del Genio o Corpo dì Giovani alunni della Scuola del Genio (18 giugno 1801) .......
148
doc. 6 Regolamento Per gli Allievi del Genio ( 1801) ................ doc. 7 Stralcio del Regolamento per il Corpo del Genio (stampato nel 1803) ....................................................................
150 152
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l PRESENTAZIONE ...................................................................................... RINGRAZIAMENTI .................................................................................. AVVERTENZE ............................................................................................. INDICE GENERALE ................................................................................. INTRODUZIONE........................................................................................
157 157 157 158 161
CAPITOLO I Gli istituti militari di educazione e formativi nel Ducato di Savoia e nel Regno di Sardegna- Le origini della Reale Militare Accademia............................................................................................
161
CAPITOLO Il
Gli istituti militari di educazione e formativi nel Regno di Sardegna - le origini della Scuola di Applicazione ....................
172
CAPITOLO III
Gli istituti militari di educazione e formativi nel Repubblica di Genova e nella Repubblica Ligure ....................................................
195
CAPITOLO TV (ex III)
Gli istituti militari di educazione e formativi nel Repubblica di Venezia ........................................................................................................
197
INDIC E
v
CAPITOLO V (ex IV)
Gli istituti miFtari di educazione e formativi nelle Repubbliche Cisalpina, Italiana e nel Regno d'Italia ................................................ . Pag. 242 CAPITOLO VI (ex V) Gli istituti militari di educazione e formativi nel Ducato di Modena, Reggio e Mirandola ........................................................................ ..
246
CAPITOLO VII (ex VI) Gli istituti militari di educazione e formativi nel Ducato di Parma, Parma, P iacenza e Guastalla .....................................................................
250
CAPITOLO VIII (e.x VII)
Gli istituti militari di educazione e formativi nel Gran Ducato di Toscana ........................................................................................................
251
CAPITOLO IX (ex VIII)
Gli istituti militari di educazione e formativi nello Stato Pontificio .................................................................................................................
254
CAPITOLO X (ex IX)
Gli istituti militari di educazione e formativi nel Regno delle Due Sicilie .......................................................................................................
260
CAPITOLO XI (ex X) Considerazioni Conclusive ........................................................................
282
FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE ....................
284
APPENDICI...................................................................................................
289
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO II INDICE ALLEGATI
293
CAPITOLO I Ducato di Savoia e Regno di Sardegna - Accademia MÌlitare ....
294
CAPlTOLO II Ducato di Savoia e Regno di Sardegna - Accademia Militare ....
294
CAPITOLO III
Repubblica di Genova e Repubblica Ligure .......................................
295
CAPITOLO I V (ex III) Repubblica di Venezia.................................................................................
295
VJ
GU ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E 01 FORMAZIOI'lE PER UfHCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
doc. 7 Terminazione del governo del Collegio MiUtare di Verona Fatta stampare dali' Illustrissimo, ed Eccellentissimo Sig. Mare' Antonio Priuli 1° Savio di Terra Ferma alla scrittura Li 28. Settembre 1771. Approvata dali 'Eccellentissimo Senato li 5. Ottobre susseguente ..................... Pag. 295 doc.
Quesiti da farsi (per ora) agli Uffiziali aspiranti alle Cariche di Sergente Maggiore e di Capitano Tenente nel Reggimento di artiglieria ( 1781 ) ..............................................
302
CAPITOLO V (ex IV) Repubbliche Cisalpina, Italiana e Regno d'Italia ..................................
304
CAPITOLO VI (ex V) Ducato di Modena, Reggio e Mirandola .............................................. doc. l Dissertazione su la Militare Architettura recitata, e consacrata alle Altezze Loro Serenissime e il Serenissima Signora Principessa ereditaria di Modena ec. da D. Giuseppe Da Via[ .. . ] con alcune annotazioni del Signor Capitano D 'Abadie ingegnere di S.A.S., e d ' altro autore (8 giugno 1762) ..........................................................................
304
304
CAPITOLO X (ex IX)
Regno delle Due Sicilie .................................................................................. doc. 2 Stralcio deiJ 'Ordinamento dell'Esercito napoletano su la fine del XVI/l secolo prima dell'invasione francese .....
364 364
doc. 5 Ordinanza del Re delle Sicilie che servir dee D ' istruzione, e di regolamento a' Cadetti, Souobrigadieri, Brigadieri ed Uffiziali del Battaglione Rea! Fe rdinando Formata per alto Rea! comando ( 1° dicembre 1772) ....
369
doc. 13 Regolamento per le Scuole Teoriche della Reale Artiglieria e del Rea l Corpo del Genio ( 13 luglio 180 l) .....
632
CAPITOLO
III
GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E I'ORMATTVl NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA liGURE
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l. LE ISTITUZIONI MILITARI D ELLA REPU BBLICA DI GENOVA ARISTOCRATICA E DEMOCRATICA
La Repubblica di Genova protesa sul mare, al quaJe dovrà la sua potenza e la sua ricchezza, nel corso di tutta la sua storia pose più cura alla sua flotta mercantile e militare che alle truppe di terraferma. Le componenti fondamenta! i deJI 'esercito della Serenissima, ancora nel XVJil secolo, non erano rette e controllate da un unico organo politico bensì da più figure istituzionali sottoposte ai Serenissimi Collegi (l)_ Gli organi esecutivi erano rappresentati dai magistrati : il Magistrato di Guerra, responsabile delle truppe permanenti , delle milizie e dei bombisti; il Magistrato delle Fortificazioni, con g iurisdi zione sulle fortificazioni in genere e sui confini; il Magistrato dell'Artiglieria, con autorità sul personale dei bombardieri e la responsabilità dell' ispezione sui materiali; il Magistrato di Veditoria, sovrintendente alla parte ammi nistrativa, che provvedeva aJ soldo e al mantenimento delle truppe; il Magistrato di Corsica, che assommava le attribuzioni del magistrato di g uerra e di veditoria nei confronti delle truppe regolari di stanza ne i presidi di Bastia, Ajaccio, Calvi e Bonifacio e delle milizie dell'isola. Ai magistrati, in virtù de lla legge costitutiva, competeva procedere manu Regia, et more militari (con potere regio e secondo le leggi militari ). La consuetudine di assoldare reparti e soldati stranieri, peraltro comune nel Settecento ancora in molti Stati europei, sarà sempre conservata dai rettori della repubblica aristocratica convinti che, per il mantenimento del suo equilibrio politico interno, fosse essenziale realizzare nell'ambito dell 'esercito se non proprio un equilibrio almeno un contrappeso tra le varie nazionalità: normalmente un terzo di oltramontani, un terzo di liguri e italiani delle varie regioni , un terzo di corsi.ll presidio della capitale, in particolare, era costituito sempre da un 'aliquota consistente di soldati oltramontani . A differenza di altri Stati, retti da reg imi assoluti o da oligarchie, Genova non era costretta a mantenere in tempo di pace un esercito
(l) li governo della Repubblica aristocralica (Leges Nova e del 1576) era esercitato dal
Doge affiancato dal Senato o Collegio dei Governatori. Altro Consiglio, che con il precedente formava i Serenissimi Collegi, era quello dei Procuratori, con competenza essenzialmente economica e finanziaria. Potevano rivestire cariche pubbliche o far parte del Maggior Consiglio solo gli ascritti agli Alberghi, consorteria di famiglie facoltose con almeno sei case aperte in città, sorte spontaneamente per realizzare essenzialmente iniziative imprenditoriali di carattere economico-mercantile o finanziarie nel terrilorio della repubblica e nelle aree extrametropolilane.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONI; I'ER UFFICIALI NEGLI STATI PREUP..ITARI
consistente poiché poteva contare su una pronta e larga disponibilità di soldati corsi, combattenti nati per indole, antica tradizione, circostanze storiche, e oltre a tutto facilmente reclutabili data la loro condizione di indigenza. I reparti, in tempo di pace, erano chiamati ad assolvere essen~ialmente compiti di presidio di posti fissi: delle mura, dei castelli e delle fortezze della Dominante, della Terraferma e delle isole di Corsica e di Capraia. L'impiego delle unità di fanteria , alabardieri e fucilieri, cosl come quello degli artiglieri, cannonieri o bombardieri e mortai sti o bombisti, non veniva mai attuato con carattere di unitarietà, ma frazionato, con conseguenti iflconvenienti di comandabilità e di coesione, quindi di carattere disciplinare. La truppa regolare genovese, denominata anche Soldatesca pagata, era affiancata nel Dominio di Terraferma , in caso di guerra, da un corpo di milizie scelte e ordinarie. Nel Cinquecento, a Genova, come in altri Stati italici e anche in talune città italiane, sul solco della tradizione delle antiche fanterie comunali, esisteva una milizia territoriale sussidiaria formata dalla massa dci cittadini. Questa, in occasione della ricorrenza delle feste di S. Giorgio (23 aprile) e dell'Unione (12 settembre) partecipava alla monstra o rassegna generale delle truppe. Gli Ordini, E privilegi Militari , così de' Scelti, come delle Milizie ordinarie dello Stato di Terraferma <2>pubblicati il 10 ottobre 1628. sancivano l'istituzione di un Colonne/lato o Commissario preposto al comando delle unità e all'arruolamento degli individui d'età superiore ai 18 anni e minori di 70 abili e disoccupati, da trarre uno per casa. L'ordinamento prevedeva la formazione di due distinti Corpi: gli Scelti, da costituire per una quarta parte con individui d'età compresa tra i 20 e i 60 anni, inquadrati in compagnie di circa 200 fanti l'una (40 picchieri, 60 archibugieri e 100 moschettieri) e le Milizie ordinarie, formate con individui d'età maggiore di 18 e minore di 70 anni abili nel maneggio delle armi e inquadrati «come gli scelti in Compagnie di 200 fanti o circa l'una». Il capitano e gli ufficiali, nominati dal commissario, dovevano essere degli stessi luoghi dei militi. Ogni compagnia era composta da due centurie. ciascuna inquadrata da un capitano, un luogotenente, un alfiere, un sergente e quattro caporali,
(2) BUG. 4. BB. VIII. 31(5).
OLI ISTITUll Mll.ITARI DI EDUCAZJONE E FORMATIVI NELLA
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REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
articolate in squadre organiche di individui risiedenti in una stessa località. Eccezionalmente alcune potevano essere destinate a completare gli organici delle compagnie delle località viciniori. A ognuna era assegnato un soldato stipendiato che «havrà carico di addestrare, e disciplinare li soldati di essa, e renderli ben esercitati, e prattichi nel maneggio deli' arme». Nell'anno 1692 furono chiamate a nuova leva le Compagnie scie/te, «erette in considerazione di avere Gente di rinforzo atta all'armi, e disciplinata, da potersene valere nelle occorrenze di pubblico serviggio» ovvero «per munire il recinto delle nuove mura, e per la pronta guarniggione della presente Città in qualsisia occorrenza». Alla fine del 1697 l'organico era fissato in 3.000 individui, cui si aggiungevano 50 stipendiati incaricati dell ' addestramento delle milizie e 20 ufficiali intrattenuti. Il 14 luglio 1716 (3), si riproponeva la costituzione di «Compagnie scielte, di nuova leva delle Riviere, e di là da Giovi (' Oltregiogo'), come delle Compagnie scielte dei cinque Colonellati, o sia delle tre Podestarie e fra le vecchie, e nuove mura» formate da personale selezionato e in grado di svolgere «tutte quelle fonzioni, che sono solite di soldati pagati, donde avessero il campo di amaestrarsi nella scuola militare, et abbilitarsi ad un buon serviggio in ogni occorrenza, che convenisse valersene». La Corsica disponeva di una propria organizzazione militare: affiancate alle guarnigioni genovesi dei Presidi tradizionali dj Bastia, Ajaccio, Calvi e Bonifacio vi erano le milizie locali. Il regolamento, a stampa, gli fnstituti, e Ordini Militari da osservarsi dalle Truppe della Serenissima Republica di Genova del 1710, ristampato nel 1722 <4 > costituì non solo il fondamento normativo per ridisciplinare le istituzioni militari di allora, ma anche per quelle futu re. Ali 'inizio del Settecento, pur non esistendo nell'ambito de Il 'esercito genovese unità a livello reggimento, ma solo compagnie sciolte, in calce alla Parte III di entrambi i sopracitati documenti era inserito il Regolamento per la Disciplina, e buona Direzione de Regimenti. Presentato dal Colonnello Erchisia. e approvato dal Magistrato Eccellentissimo di Guerra li 3. di Febraro 1710.
(3} ASG, Sala Senarega. Le Compagnie di nuova Leva, fs. 200. (4) BFG. lnsriruti. et Ordini Militari da osservarsi dalle Truppe della Serenissima Republica di Genova. Militarium.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Diverse saranno nel corso del '700, a seguito di avvenimenti politici-militari, le riforme organiche tendenti a ridurre l'aggravio economico per la Cassa statale che la Repubblica attuerà e che troppo spesso incideranno non solo sulle spese militari, ma anche sull'efficienza operativa delle truppe. Le fanterie genovesi erano rappresentate dalle compagnie oltramontane, con reclutamento tedesco o svizzero; di fortuna, composte da italiani non sudditi della Repubblica; paese/le, con personale reclutato in Liguria e pertanto destinate quasi esclusivamente al presidio delle fortezze locali; corse, formate esclusivamente con gli isolani. Nel 1697 l 'entità delle truppe era stata fissata in 3.000 uomini <5>. L'organico dell'esercito, nel 170 l , prévedeva 5 compagnie o/tramonta ne ( 1.004 uomini), 5 di fortuna (500 uomini), 4 paese/le (400 uomini ), 8 corse ( 1.000 uomini) e un centinaio di abitanti soldati con residenza fissa nelle fortezze di Calvi, Bonifacio e Ventimiglia. Di massima il reclutamento delle compagnie veniva effettuato con il metodo detto dell' alberazione, che rappresentava per il capitano un investimento, ma anche un onere finanziario e talora un rischio economico <6>. Il servizio delle oltramontane era regolamentato dalle capitolazioni che avevano una validità quinquennale, rinnovabile, ed erano stipulate tra il Governo e i capitani comandanti . . Ancora nel 1765 molti comandanti di compagnia, anche nazionali, ne erano i proprietari e il comando delle stesse tramandato da padre in fi glio. Il designato alla successione poteva ricoprire tale grado anche senza aver esercitatato le funzioni dei gradi inferiori: era sufficiente avesse fatto qualche campagna all'estero in qualità di volontario. Qualora quest'ultimo fosse un minore, in attesa di maturare l'età di anni 20 prescritta per ricoprire l ' incarico, il comando del reparto veniva assegnato a un capitano esperto, ricompensato con paga ridotta {7)_ Dalla proprietà della compagnia il comandante, com'è possibile desumere da molti atti ufficiali, traeva un lecito utile pecuniario speculando sul costo dell ' uniforme e degli oggetti di equipaggiamento venduti ai dipendenti o abusando della
(5) R. Dellepiane e P.G. P1ana, Le le1•e corse dello Repubblica di GenO\'a. Studi e Documenti di Storia Ligure, pp. 430-2. (6) R. Dellepiane e P.G. Piana. op. ci t., pp. 436-8. (7) ASG, Militorium, Archil•io Segre1o. 29 Genaro 1765 Sentenza dell'Eccellentissima.
e Magnifica Deputazione delle rifom1e. fs. 2927; Sala FoKiietta. Proggetto de Ili quattro Regimcnti per il vestiario della Truppa, fs. 340.
GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA liGURE
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propria autorità, facendosi pagare dai soldati per esentarli dai servizi. Per rifarsi delle spese sostenute talora vendeva anche il grado d'ufficiale subalterno. Con gli Ordini, e Regolamento da osservarsi da tutti gli Ufficiali, Bassi Ufficiali, e Soldati de' Battaglioni della Serenissima Repubblica di Genova stabilito dall'Eccellentissimo Magistrato di Guerra Commissionato da Serenissimi Collegi, approvati il 1O ottobre 1738, il Governo si prefiggeva, all'atto dell 'incorporazione delle compagnie sciolte in unità di ordine superiore, di definire <<la buona regola, per la direzione, e disciplina de' suddetti Battaglioni» <8>. Nel 1738 la forza complessiva delle Milizie ammontava a circa 6.000 uomini, non inclusi gli Stati maggiori e gli organici della compagnia di Palazzo, suddivisi nei IO battaglioni <9>. Nel 1748 questi assumeranno la denominazione di reggimento. La Serenissima, nel corso della guerra di successione austriaca, nella primavera del 1745 si schierava a fianco della Spagna e della Francia contro le forze imperiali, ma subiva, nel 1746, in Corsica una nuova sollevazione antigenovese e l'umiliazione dell'occupazione austriaca della capitale. Alla conclusione del conflitto, dopo la firma della pace di Aquisgrana (1748), il magistrato responsabile veniva sollecitato, per esigenze di ordine finanziario, «di pensare alle ulteriori riforme da farsi nel Militare à soll.ievo del pubblico Errario».
(8) BUG. 2. S. V. 47. L'organico del bauaglione prevedeva: colonnello, sargente maggiore, aiutante maggiore; quello della compagnia: capitano (il capitano aggregato), tenente, alfiere, sargentc, sotto sargente, caporali, forieri e avantaggiati. (9) ASG. Sala Foglietta. fs. 336. L'organigramma era il1.eguente: Compagnia di Palazzo (presumibilmente formata da: colone/lo, tenente, alfiere, tenente dei granatieri, alfiere graduato, 1° e 2° sargente,forriere, sargeme graduato. 19 caporali, 32 granatieri e 50 allabardieri. 5 tamburri e piffari); 2 Battaglioni Oltramontani (colonnelli Andergassen, Griggionc) costituiti da Stato maggiore (composto dal colonnello. sergente maggiore, aggiutante, foriere maggiore) e da 5 compagnie di 160 militari (ciascuna su: capitano. tenente, alfiere, l o e 2° sergente, foriere, 6 caporali. 18 sono caporali. 125 communi, 5 tamburi e pifferi), in totale 1.600 uomini: 6 Battaglioni Italiani (co lonnelli Arnaud, Varennc. Geraldini, Restori, Negretti. Finochio) costituiti da Stato maggiore (composto come l 'oltramontano} e da 5 compagnie di 120 militari (ciascuna su: capitano, tenente, alfiere, l 0 e 2° sergente, 4 caporali. capo dei granatieri. 12 granatieri, 2 l'antaggiati, 94 comuni, 2 tamburi), in totale 3.600 uomini: 2 Bauaglioni Corsi (colonnelli Giacomone e Roccatagliata) costituiti da Stato maggiore (compos to come l'oltramontano) c da 6 compagnie di 105 militari (ciascuna su: capitano, tenente, alfiere. l 0 e 2° sergente, 4 caporali, capo dei granatieri, 12 granatieri. 2 \'Ontaggiati, 79 comuni, 2 tamburi). in totale 1.260 uomini: Compagnie franche. in totale 600 uomini.
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GLI ISTI11JTI MILITARI DI EDUCAZIOI\E E I'ORMATIVI N[l.LA RI!PUBBLICA DJ GENOVA E NF.LI.A REPUBBLICA LIGURE
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Alla data del 5 ottobre 1748 nel piano di riforma risultavano esistenti i reggimenti De Franchi, Bembo, Varenne, Lorenzo Cretler (o Cretteler), Pier Paolo Cretler (o Cretteler), De Franceschi, Vincenti, Vico, Giacomone, Falcone. Gazoppi (o Gasoppi), Humbracht (o Umbrach), Galeazzini, Real Palazzo per una forza di 5.267 uomini. Lo Stato Generale della Truppa del l o dicembre 1749 sanciva lo scioglimento dei reggimenti Bembo, Falcone, Gazoppi, Humbracht, Galeazzini (IO>. Il 29 marzo 1749, il magistrato nella relazione sul1e riforme <11 >, proponeva per ovviare alle pubbliche angustie economiche, «dopo le grandiose riforme già fatte nell'anno scorso», di ridurre drasticamente la paga degli ufficiali dei vari gradi giubilati. Si riservava nel prosieguo di provvedere il di più con altre relazioni. A seguito del decreto del serenissimo collegio del 21 gennaio 1750 con allegata la relazione dei Coadiutori, il magistrato di guerra presentava le sue meditate proposte inviando, il 17 febbraio 1750, una nuova relazione <12>. Esordiva ricordando quali fossero le esigenze per la sicurezza dello Stato, il loro stato di attuazione e il risparmio già realizzato per la Camera, ammontante a due milioni circa di lire, che la riforma sino allora realizzata, in iziata al termine del conflitto, aveva portato «il piede di questa Truppa all'incirca di 5000. Uomini. compresa la Compagnia del Real Palazzo, qual piede era minore di quello tenevasi à soldo prima della detta passata guerra, e poco si scostava da quello tenevasi anche ne primi anni del corrente Secolo, tutto che per altro in quel tempo fossero minori li impegni della Repubblica nelle proviste de postamenti. e guarniggioni della Città, e di lei Stato. giacche non possedeva allora il Finale; assai più ristretta era la guamiggione, che abbisognava alle due fortezze di Savona. e di Gavi, state in appresso accresciute di nuovi lavori, e fortificazioni; erano in minor numero i Posti da custodirsi nelle due Riviere; soli 500. Uomini venivano impiegati in tutta la Cor~ica; la guarniggiooe istessa della Dominante esiggcva minore numero di Truppa. perche minore era quello de Posti, che da essa si armavano, e particolarmente alle nuove mura, ovc appena si tenevano pochissimi Soldati vecchj. cd inabili, e non aveva l'impegno di provedere, oltre la guarniggione delle Galere anche quella delle Barche, e Sciabecchi armati al Corso. che pure impiegano all'occorrenza una qualche quantità di Truppa: che
(lO) ASG. Sala Foglietta. fs. 339. {Il) ASG, Sala Foglietta, Relazione dell'Eccellentissimo Magistrato di Guerra a Serenissimi Collegi circa le Riforme. fs. 339. ( 12) ASG, Militarium, Archivio Segreto. fs. 2927; ASG. Sala Foglietta. Relazione dell'Eccellentissimo Magistrato di Guerra a Serenissimi Collegi circa le Riforme. fs. 339.
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oltre i sodetti effettivi Armamenti vi erano altre)} da considerarsi tutti quelli altri eventuali, che possono occorrere or in una, ed or in altra parte dello Stato per regola di buon Governo, de quali l'Eccellentissimo Magistrato non poteva fare specifico dettaglio, dovendo essere della superiore considerazione di Vostre Signorie Serenis!>ime. ò del minor Consiglio. Che ben sapeva esso Eccellentissimo Magistrato, ed era assai ovvio à comprendersi, che con minor numero d'Ufficiali potrebbe aversi lo stesso piede di Truppa, come seguirebbe, se ogni Battaglione venisse ridotto dalle dieci à sei sole Compagnie. e queste aumentate dalli sessanta à cento Communi per ciascheduna, mà doversi ancora considerare, che oltre il miglior serviggio militare risultante dal maggior numero degl i Ufficiali, massime nella Truppa della Repubblica. che quasi mai vengono distaccate in Corpi intieri. distribuendosi per lo pii) in piccole divisioni, non potrebbesi ciò conseguire senza la perdita di un buon numero de migliori Ufficiali, che nelle passate contingenze hanno sostenuto con ammirazione anche degli Esteri il credito della Truppa, ossia cbe la riforma si volesse regolare secondo l'anzianità, ossia che senza avervi considerazione si facesse ancora cadere sopra li più antichi nel serviggio. i quali peraltro non avendo allra eccezione fuori quella dell 'età consumata nel serviggio med esimo, sembrava poter meritare in ogni tempo qualche particolare riguardo, tanto più se la detta restrizione di Compagnie dovesse estendersi anche à i due Regimenti Corsi, mentre verrebbero à perdersi, ò li Ufficiali di miglior serviggio. e di valore, ò quelli, che nelle rivoluzioni del Regno, hanno date le maggiori pruove di fedeltà. e per conseguenza. sia in un modo, che nell'altro à sempre pii) disanimare i seguaci della Repubblica; ollre di che aumentandosi le Compagnie alli cento Communi. non potrebbesi allora fare il risparmio, si và ora facendo à misura, che mancano li Alfieri, giacche troppo necessario sarebbono trè Ufficiali ad ogni Compagnia in tale numero di Communi. Che ciò non ostante non lasciava di dubitare, se in questa idea potesse ritrovarsi la supposta economia. mentre non potendosi tanto pensare al presente, che non abbiasi anche una qualche vista all'avvenire rifletteva, che con l'attuale piede, occorrendo un nuovo bisogno, ò per Corsica. ò per Terraferma, si sarebbe potuto in ogni tempo aumentare anche con siderabilmente la Truppa. senza formare de nuovi Corpi, e nemeno creare de nuovi Ufficiali sempre dispendiosi. e di poco buon serviggio per le condizioni si richiedono dagli offerenti. come è accaduto nella passata guerra: condizioni, le quali si farebbero fors'anche piìì gravose all'occorrenza dopo il danno, e la disgrazia sperimentata da Riformati».
Rammentava inoltre che la relazione di giugno aveva avuto la superiore approvazione e il Piede di Truppa stabilito in 8 battaglioni oltre la compagnia di Palazzo. Seguiva una particolareggiata dimostrazione contabile del1e spese, la quale gli consentiva di affermare che l 'assegnazione dei fondi aUa Cassa Militare era sufficiente per mantenere un organico rappresentato dalla compagnia di Palazzo e da due soli battaglioni . A fronte della precisa necessità di ridurre le spese obiettava: «Per ciò eseguire si è in primo luogo fatto presente il bisogno. e lo stato attuale della guarniggione non meno di questa Capitale, che delle Fortezze, e Posti di Terraferma, cd
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hà osservato, che cominciando da quella di Genova vi vogliono n° 2143: communi. ad effetto di tenere la Truppa al terzo giorno di guardia, con ore sei di sentinella à tutti i Posti, fuori che alle nuove mura, età qualche altri Posti fissi, c ad effetto ancora di avere in pronto la guarniggione di due Galere. e della Barca, c Sciabecco armati in Corso, senza aggravare all'occorrenza di simili armamenti la Truppa sodella; la quale peraltro al dl d'oggi si trova essere in detta Cinà di Genova in n° di 2413 trà Ufficiali, bassi Ufficiali, c Soldati, non compresi però li Ufficiali dello Stato Maggiore...
Nella relazione l'impegno della truppa, quantificato in 4.443 uomini oltre agli ufficiali dello Stato maggiore, era stato quindi dettagliatamente specificato: a Genova 2.41 3, nella fortezza e nella città di Savona 514, rispettivamente 120 per la fortezza di Gavi e 145 per Novi, a Finale e nei distaccamenti di Querzi e Verzi 240, nel castello di Ventimiglia 50, nel forte di Santa Maria 70, tra Sarzana e Sarzanello 80, tra i castelli di Lerice, Portovenere e Portofino 30, a S. Remo 25, per tutti i posti dei Giusdicenti ('Giudici') delle due Riviere e al di là dei Giovi compreso Campofreddo 196, in Corsica 560. Considerando che in tempo di pace i presidi delle fortezze servivano unicamente per la custodia delle medesime, proponeva di ridurre la guarnigione della Dominante, portandola a 1.941 «Communi, oltre li Ufficiali, bassi Ufficiali e Frazzi, con valersi di Soldati invalidi, ò sian giubilati per la Guardia di alcune Polveriere, alle quali oggidi s'impiegano n° 44 Soldati attuali, e senza tenere alcuna riserva per l 'armamento di dette Galere, ò altri Bastimenti quali però occorrendo, siccome altra straordinaria spedizione, sarà indispensabile aggravare la stessa guarniggione con metterla al secondo giorno di guardia, ò à più ore di sentinella secondo il bisogno», di diminuire drasticamente quelle delle fortezze e dei castelli di terraferma, mediamente dimezzandoli, conservando però invariati i presidi del territorio rivierasco e infine riportando a 500 uomini quello della Corsica, con un impiego globale di 3.382 militari. Proponeva di: ridurre da dieci a sette il numero delle compagnìe nei cinque reggimenti italiani e nei due corsi, da sette a cinque nell 'oltramontano; limitare, a fattor comune, a sessanta unità il numero dei comuni in organico nelle compagnie; gli alfieri a tre per ciascun Corpo; abolire l'incarico di foriere maggiore. La forza complessiva dei reparti di fanteria, esclusi gli Stati maggiori, sarebbe dovuta assommare a 3.900 uomini, di cui 3.430 soldati, e precisamente: la Compagnia di Palazzo (formata da colonnello, tenente, alfiere, tenente dei granatieri, alfiere graduato. l o e 2° sergente, foriere, sergente graduato, 5 tamburi e pifferi, 19 caporali, 32 granatieri e 50 alabardieri); i
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Reggimenii Italiani: l 0 Po/cevera (già Yarenne), 2° Bisagno (già De Franceschi), 3° Savona (già De Franchi), 4° Albenga (già Pier Paolo Cretler), Sarzana (già Lorenzo Cretler) e, i Reggimenti Corsi: 1° Bastia (già Vincenti), 2° Ajaccio (già Giacomone), ordinati su Stato maggiore (composto dal colonnello, paggio dello stesso, maggiore, aiutante maggiore) e 7 compagnie, ognuna costituita da capitano, tenente, alfiere (solo in 3 compagnie), l 0 e zo sergente, tamburo, 3 caporali, 60 comuni; il Reggimento O/tramontano (Kinik) composto come i precedenti da uno Stato maggiore e 5 compagnie formate ciascuna da capitano o capitano aggregato per capitolazione (2 in eccesso), tenente, alfiere (solo in 3 compagnie), l oe zo sargente, foriere, tamburo (uno in eccesso), 3 caporal i, 60 comuni. In alternativa, al fine di conseguire un'ulteriore risparmio, proponeva di ridurre da dieci a sei il numero delle compagnie nei reggimenti italiani e corsi, da sette a quattro neU' oltramontano. In tale caso però si doveva elevare il numero dei comuni a settanta unità e nel contempo, per esigenze d'inquadramento e per motivi disciplinari, soprassedere alla riforma degli alfieri. 11 magistrato non trascurava di affrontare i l problema morale: l 'estremo disagio per gli ufficiali colpiti dalla contrazione dei quadri, ponendo giustamente in luce nel s uo scritto «che la riforma sodetta non potrà non essere s trepitosa, e sens ibile per tanti Ufficiali anche di merito, e la maggior parte nazionali, e Corsi, sù i quali dovrà necessariamente cadere» e in particolare per gli alfieri, «Che dopo aver consumata la loro più fresca età per giongere à questo Grado colla speranza di ulteriore avanzamento, si vedranno tutto ad un tratto delu si, e disimpiegati, quasi tutti senza sapere ove potersi rivolgere», e per gli uffic iali giubilati . Sugger.iva, per ovviare all'inconveniente di dover riformare tanti ufficiali, di mantenerH in servizio diminuendo però a tutti l 'entità dello stipe ndio, per un periodo limitato di tre anni, «giacche è certissimo, che ogn 'uno per il timore di restar compreso ne lla Riforma, si accomoderebbe volentieri à servire per qualche tempo con minor soldo, piuttosto che restare del tutto disimpiegato, e fuori dal serviggio». L a supplica sottoscritta da alcuni tenenti dei bombardieri riformati, di cui si riporta solo breve stralcio, rappresenta un chiaro esempio dello s tato d'animo determinato dal provvedimento: gli «Ufficiali riformati fanno presente à Vostre Signorie Serenissime l 'esatta servitù prestata à questo Serenissimo Governo con la maggior fedeltà, ed attenzione, non tanto come Persone di servitio, quanto come fedeli Concittadini. quali ne
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hanno data tutta la pruova in più, e più occorenze, con essersi sempre trovati pronti à sacrificar la vita, il sangue, e le sostanze, ed indefessi al servitio per la conservazione di questa Serenissima Dominante, come ne fanno pruova l'attestati copiosi dall'innata bontà di Vostre Signorie Serenissime». Questa era situazione militare della Repubblica nel 1750. Alla data del 4 novembre 1763 lo Stato generale della Truppa esistente allo Servigio della Repubblica Serenissima attestava l'esistenza dei reggimenti: Real Palazzo, i nazionali Polcevera, Bisogno, Savona, Albenga e Sarzana, i corsi Bastia e Ajaccio, l'oltramontano Kjenij o (Kinik). La forza complessiva era pari a 4.519 uomini 03>. La riforma del 1764 veniva approvata con il Dettaglio, ò sia Tabella del nuovo Piano Militare adoltato da Serenissimi Collegi con Decreto de 26 Settembre 1764; in qual Dettaglio vi è lo Stato attuale di tutti i Regimenti colli nomi, ed anzianità degli Uffiziali, come ancora degli Uffiziali per il giro delle Piazze, e degl' lngegnieri, che sono all' auuale servigio, el numero di quei devon intrattenersi <14>. L'organico prevedeva ora sul nuovo piede: il Regimento delle Guardie, il Regimento O/tramontano, due Regimenti Nazionali, ò sia Italiani, un Regimento Corso; 8 Uffiziali per il giro delle Piazze (4 sergenti maggiori ossia colonnelli, 2 aiutanti maggiori, un sotto aiutante della Piazza, un aiutante del generale, oltre un tamburo maggiore, 3 cappellani e 3 chirurghi per le fortezze di Savona, Gavi e S. Maria), 8 Uffiziali lngegnieri per le Fortificazioni, e Confini (un colonnello, un sergente maggiore, 2 capitani, 2 tenenti e 2 aiutanti; successivamente 2 brigadieri, 2 capitani, 2 tenenti , 2 sotto tenenti). Nel 1765 la Truppa era rappresentata da soli 2.500 individui ( t5): il Reggimento della Guardia costituito da Stato maggiore, l compagnia alabardiera, l compagnia granatiera e 3 compagnie fucilieri; il Reggimento
(13) ASG, Sala Fogliella, fs. 1209. ( 14) ASG. Militarium, Archivio Segreto, fs. 2927. ( 15) ASG, Militarium, Archil•io Segreto, fs. 2927. lJ Reggimento della Guardia ordinato su Stato maggiore (colonnello, aiutante maggiore, foriere, uditor di Ghemina (0 ), cancelliere, cappellano, profos o sottufficiale
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[l Con.nglio di Guuro, presieduto da un maggiore e composto da 5 capitani, era istituito ne trambilo del reggimenlo per amministrare sommariamente la giustizia.
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O/tramontano (Kinik-Thonnardt o Thonard) costituito da Stato maggiore, 1 compagnia granatiera, 4 compagnie fucilieri; 2 Reggimenti Italiani (Savona e Sar:ana) costituiti da Stato maggiore, l compagnia granatiera, 4 compagnie fucilieri; il Reggimento Corso, formato come l' italiano; gli Artiglieri erano rappresentati dalla compagnia dei bombisti e dalla compagnia dei cannonieri. Per quantificare l ' impegno delle truppe di stanza in Genova per i quotidiani servizi di guardia, rapportandolo con l 'entità numerica de li 'esercito, si riportano gli elementi essenziali tratti dalla Distribuzione di 2500 Soldati da tenersi à Stipendj frà Genova, Corsica, Capraja, e Riviere (Tabella generale dell'armamento delle vecchie, e nuove mura al 3° giorno ad ore 6. di sentinella 1764 .26. novembre-Posti, che s'armano in Città dalla Piazza d'armi). Il conteggio era computato per tre giorni e vedeva vincolati presso i posti principali e secondari il seguente numero di soldati: nella Capitale 1.092, nelle Riviere 887, in Corsica e alla Capraia 250, per complessivi 2.229 individui. Dei 271 rimanenti, 200 erano impiegati in Genova «per gli Uffiziali, Sargenti, Tarnburri, Oboisti, Ospitale, Carcerati, Ordinanze, Paggi de Collegi, e Capitani del Real Palazzo, cd altri frazzi e 71 per una Galea, per un maggior numero da tenersi in Finale». Il documento specificava dettagliatamente anche il numero dei
(segue nora 11. 15) addetto alla sorveglianza dei militari prigionieri, 8 oboisti), l compagnia Alabar· diera (capitano, tenente, l o e 2° sergeme, 4 caporali, 4 sotto caporali, piffero, 2 tamburi, 70 comuni), l compagnia Grallotiero (capi tano, tenente, sotto tenente, 1° e 2° sergente, 4 caporali, 4 sono caporali, piffero. 2 tamburi, 84 comuni), 3 compagnie Fucilieri (ciascuna su capitano, tenente, alfiere, l 0 e 2° sergente, 4 caporali, 4 solto caporali. piffero, 2 tamburi, 84 comuni); il Reggimelllo 0/tromolllollo ordinato su Stato maggiore (colonnello. sergente maggiore, aiutante, foriere), l compagnia Gronariero (capitano, tenente, sotto tenente, l 0 e 2° sergente, 4 caporali. 4 sotto caporali, piffero, 2 tamburi, 80 comuni). 4 compagnie Fucilieri (ciascuna su capitano. tenente, alfiere. 1° e 2° sergente. 4 caporali, 4 sono caporali, piffero. 2 tamburi, 84 comuni): 2 Reggimemi Italiani ordinati su Stato maggiore (colonnello, sergente maggiore, aiutante, foriere), l compagnia Granatiera (capitano, tenente, sono tenente. l 0 e 2° sergente. 4 caporali, 4 sotto caporali. piffero. 2 tamburi, 80 comuni), 4 compagnie Fucilieri (ciascuna su capit.a no, tenente. alfiere. l o e 2° sergente, 4 caporali, 4 sono caporali, tamburo, 86 comuni); il Reggimento Corso, ordinato come l'italiano; le compagnie degli artiglieri: compagnia dei Bombisti (capitano, tenente, sergente, 2 capi. 20 comuni, barcarolo) e ~mpagnia dei Cannonieri (Genova: capitano con il titolo di colonnello, IO tenenti, 60 comuni: Riviera: 5 tenenti, 2 forieri, 30 comurti, barcarolo).
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soldati impegnati per i singoli posti di guardia in Genova (Ponte reale, Mercanzia, Darsina, Molo vecchio, Cava di Carignano, Acquasola, Real Palazzo, Porte di Città, Porte delle Nuove Mura, Bisagno, Posti fissi) e per quelli fuori Genova (16)_ Negli organici del Settecento non fig ura l 'esistenza di alcuna unità di cavalleria. Esistono agli atti solo delle proposte: nel 1737 la leva di una compagnia di Dragoni; nel 1762 la costituzione in Novi di una compagnia di soldati a cavallo di l 00 uomini (capitano, tenente, sotto tenente, alfiere, aiutante, 2 forieri, cancell iere, 2 sargenti, 4 caporali, 6 cadetti, 2 suonatori di tromba, 78 comuni), denominati Carabinieri Reali e assimilata a reparto della milizia 0 7>. Nel febbraio del 1767 veniva promulgata la Nuova legge della Cassa Miliwre, stabilita dal Magistrato di Guerra per dieci anni che fissava la disponibilità di f. 805.500 per lo stipendio di 3.063 teste. Escludeva la possibilità «d 'ora in avanti di accrescersi in alcuna guisa il numero e piede della Truppa» (18) _
(16) ASG, Sala Foglietta, fs. 1209. T posti di guardia principali e secondari di Genova elencuti erano: Pome reale (Porta, Ronde e Pat!uglia, Pome Spinoli, Ponte Legna, Loggia grande, S.Giorgio, Locoli): Mercan:ia (Porta); Dorsino (Porta e Pattuglia. Bocca. Scaleua di S. Tommaso, Pona di Carbonara); Molo vecchio (Porta, Porta S. Maria. Piauaforma. Ponta del molo); Cava di Carignano (Porta e Ronde, Carignano): Acquoso/a (Porta, Ronde, Pattuglie, Portello); Rea/ Palazzo (Gran Guardia, Primo rastello, Doge, Torre, Nan. ti là Torre): Porte di Ciuà (S. Tommaso. Arco); Porte delle Nuo1•e Mura (Lanterna, Passo nuovo, Entro la Lanterna avanzata, Porta del Molo. Pona S. Lazaro); Bisogno (Porta Romana avanzata, Porta Pila avanzata); Posti fissi (Porta Angeli, Porta Granarolo, Polveriera Granarolo. Porta S. Bartolomeo, Porta S. Bernardo. Sperone. Diamante. Pattuglia del Casone. Panuglia della scaletta del Principe Doria, Lazareno, Darsina per le Galee). T posti fuori Genova: Corsica ossia Bonifacio, Capraia, Savona Fortezza e Città, Finale e Castelli, S. Remo, Fonezza di Gavi, ovi, Castello di Portofino, Spezia Fortezza e Lazaretto, Sarzana e Sarzanella, Lerice, Portovenere. Levanto. Chiavari, Bracco. Varese, Recco, Rapallo, Bisagno, Polcevera, Sestri di Ponente, Voltri , Sassello, Pietra, Albenga, Pieve. Alassio. Porto Maurizio. Taggia, Ventimiglia Città e Castello, Voltaggio e Ovada. ( 17) R. Dellepiane, U.1 Compagnia di Soldati a Cavallo di swnw a Novi tra il XVII e XVIII Secolo. ( 18) F. Dellepiane./1 Collegio Militare di Genol'a dal 1789 al 1805. p. l l: BBG. ms. n° VTI-5- 14. Leggi e Decreti concernenti/' instituzione e facoltà dell'Eccellentissimo Magistrato di Guerra della Serenissima Repubblica di Gl'IIOI'O.
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~) Stato Generale della Truppa del 1763 Archivio di Stato di Genova
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Nel periodo 1776-1781 esistevano 5 reggimenti: Rea/ Palazzo, Sal'Ono, Sarzana, Corso, Desser (già Thonard) 0 9) e con il piano approvato
nel 1787 i reggimenti: Rea/ Palazzo (6 compagnie), Savona (9 compagnie), Sarzana (9 compagnie), Corso (9 compagnie), O/tramontano o Rasrrumb già Desser (5 compagnie), Marina (2 compagnie), Arriglieri (2 compagnie), oltre a reparti minori quali: Detti del Corpo vecchio, Invalidi, o Giubilati per posti fissi nella Dominante, Veterani (2 compagnie aggregate ai due reggimenti nazionali), Scelti (l 2 compagnie) <20>. Al tramonto della Repubblica aristocratica, da una replica del magistrato di guerra ai serenissimi collegi emerge un interessante spaccato sulla reale situazione militare. li documento, oltre a confermare lo stato di profonda crisi in cui versava 1'esercito, rappresentava una precisa denuncia della responsabilità dei politici, primaria rispetto a quella degli ufficiali, che avevano dedicato la propria vita all'istituzione. Al decreto dei serenissimi collegi del 14 ottobre 1796 era allegato il biglietto di Calice che si trascrive: «Serenissimi Signori La Truppa è poca. ed è in pessimo stato sl dalla pane degli Ufficiali, come de' Soldati: l primi non esperimentati. Dragonanti, Giovanotti faui nelle nuove Compagnie per appalto, c per farsi un Vitalizio: l secondi poi composti d'ogni sorta di Nazioni. di Banditi, Ladri consegnati per delilli, e Diserzioni, ed una infinità di Vecchj, cagionevoli. ammogliati. e frazionanti essendo questi quelli che non disenano, c formano il fondo dc' Reggimenti, e l'utile de' Capitani, c delle Casse de' Reggimenti. Conviene adunque. che l'Illustrissimo Magistrato di Guerra anche per mezzo di una Commissione di due Soggetti prenda in considerazione questa imponante Prattica per indi rifferire quali ripari possano darsi daVostre Signoric Serenissime, ed anche dal Minore Consiglio.>• il Magistrato di guerra, il 17 novembre <21 >, replicava: «non ba tralasciato lo stesso seguendo l'indicazione di Vostre Signorie Serenissime di farne Commissione opponendo alla di loro Savia Considerazione quanto ha l'onore di rappresentarle. È innegabile. che anche nello Stato della più perfetta tranquillità la Truppa attuale non sia bastante. cosicché in proporzione delle Circostanze ne cresce vicppiù il bisogno. l sconcerti, ed i disordini gravissimi indicati nel sopra citato Biglieuo sono purtroppo veri ma a quc:.ti ve ne sarebbe una quantità non indifferente da aggiongere, che sì tralasciano per minor oja di Vostre Signorie Illustrissime non omettendo dì pomc alla loro Considerazione uno dci principali. qual'è quello (sotto per altro ollime Pa1crne Viscere) di provvedere
( 19) ASG, Sala Senart>ga, fs. 342. (20) ASG, Sala Senarega, fs. 346. (21) ASG. Sala Foglietta, Diver~orum Collegi, Relazione ai Serenissimi Collegi, fs. 408.
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così frequentemente alle instanze dei Magnifici Nobili, quali senza la minima Cognizione di militar Servigio vanno ben presto ad occupare se non tutto almeno il maggior Numero deii'Ufficialità; oltre di che questi Magnifici Nobili non intendono, e spesso non vogliono comprendere quella cieca Subordinazione, che purtroppo è necessaria nel militare Servigio, c ben di frequente occorre all'Eccellentissimo. ed Illustrissimo Magistrato di occuparsi più per i disordini i più scandalosi in ogni aspetto cagionati da questi, che dagli altri Ufficiali. che per via di Servigio militare coprono le di loro Cariche. Ad ovviare tanti, e si gravi disordini resta impossibilitato l'Eccellentissimo, ed Illustrissimo Magistrato di formare un Piano, il quale possa adeguare intieramente le saggie viste di Vostre Signorie Illustrissime, se prima le Signorie Loro Serenissime non forniscono il prefato Eccellenti~simo, ed Illustrissimo Magistrato di uno, o più idonei Soggeui intelligenti. ed esperimentati nel Militar Servizio. Con buoni Capi si occuperà incessantemente sono la di !or scorta l'Eccellentissimo, ed Illustrissimo Magistrato di formar que' Piani. che possano esser coerenti prima per il bisogno necessario della patria Diffesa, quanto già per la quantità della Truppa, ed in secondo luogo per sistemare questa nelle giuste Regole, quali poi approvata da Vostre Signorie Serenissime debbano essere di un'immutabile regolamento troppo neccessario per chi desidera di avere della Truppa ben disciplinata. »
2. J CADETTI DELLA TRUPPA, DEGLI INGEGNERI E DI ARTIGLIERIA <22> Il 9 novembre 1738 il magistrato di guerra, gli Jnspettori e il Sargente Generale convenivano sulla necessità «al buon serviggio delle Truppe d'inlrodursi i Cadetti» e conseguentemente di definire «con quale regolamento, ed instruzione possano ammettersi i Cadetti». La figura del cadetto veniva introdotta nell 'esercito genovese il 15 dicembre 1736 con l'approvazione del Regolamento per i Cadetti che recitava <23 >: «Avendo deliberato l'Eccellentissimo et Illustrissimo Magistrato di Guerra con decreto di questo giorno sulle rappresentante de Magnifici lnspettori di introdurre nelle Truppe i Caderti ad oggetto di animare i Giovani di buona nascita al militare impiego, e colla lusinga di essere indi promossi ai gradi d 'Ufficiale abbiano campo senz'accomunarsi ai
(22) ASG, Sala Foglie/la. Rolli di milizie, Cadetti liguri, fs. 301. Il Corpo dei Cadeui ( 1747- 1797) non apparteneva a tale categoria; le Ordinanze , ossia Capitoli del Corpo Volontario de Cadeui lo definivano: « formato Lì 17 genaro 1747, nel qual giorno in numero di Quindeci con Unifforme cominciò ad agire in divisa per serviggio, e Diffcsa della Patria». La compagnia era composta da cittadini volontari di età e di condi7ioni sociali diverse o come recitano i Capitoli, ossia Ordinan:e per la Fondazione, Disciplina, e buon regolamento del Corpo d'Onore de Cadetti Volomarj: «in detto Corpo possano ascriversi Soggetti di qualunque Impiego. quali non possano obbligarsi dali i rispettivi Impieghi, ed Arti ad arolarsi in altra Compagnia». (23) ASG, Sala Foglietta. Guerra e Marina. Elezione ed lstrutione Ispettori ( 17351744). Per i Caderti, fs. 335.
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soldati semplici di rendersene capaci, ed esperti coll'esercizio di Cadetto, si è perciò dal prefato Eccellentissimo er Illustrissimo Magistrato divisato. e stabilito il seguente Regolamento per loro istruzione. l. I Cadetti si ammetteranno dal MagistratO" Eccellentissimo con cinque voti almeno previa la cognizione che dovrà prendersi l'Illustrissimo Sargente Generale pro tempore intentendosi col Magnifico lnspettore, e Magnifico Colonnello rispettivamente del genio, attività, e disposizione che poss'avere al militare servigio chiunque si presenterà per Cadetto, dovendo essere o Figlio, o Fratello di Ufficiale o Persona delle migliori del suo Paese, la cuj casa non professi arte vile ne meccanica, non del tutto sprovveduta de' beni di fortuna. 2. L'età di chi si presenterà per Cadetto non dovrà essere minore d'anni sedici ne maggiore d'anni 22 <24 ). 3. Il numero de Cadetti si stabilisce per ora di sei per ciaschun Battaglione. 4. Non avranno altro soldo che quello de semplici soldati solo che in vece del pane giornale saranno loro abbonate lire cinque il mese prezzo dello stesso pane, dovendo i restanti soldi venti rimaner in cassa del battaglione, come è stato divisato per i soldati. 5. Dovranno vestire un poco meglio de i semplici soldati con divisa simile al battaglione, dovendo il di più della spesa essere a carico de' stessi Cadetti. 6. Dovranno servire in tutto come i semplici soldati cos'io guardia che io sentinella di notte e di giorno, ed intervenire alle reviste, parate ed ogni qual volta si raddunerà la rispettiva Compagnia restando loro espressamente proibito di pagare la propria fazione ('servizio di guardia'), e di sostituirvi altri in qualunque modo. 7. Sarà loro permesso di portar spada, e_loro si accorda, quando saranno di guardia, il dormjre nella stanza del Capitano, o del Subalterno. 8. Non saranno soggetti a pene vili, ma bensi a quelle, con le quali si procede contro gli Ufficiali. 9. Marciando qualche corpo o distaccamento del Battaglione per alcuna esecuzione militare, o altro vi saranno destinati tutti i Cadetti, dovendo essere sempre questi alla testa della Truppa. IO. Non sarà permesso a Cadetti di ricorrere al Magistrato Eccellentissimo per ottenere Titolo, o graduazione di Ufficiale, e si proibisce a Ministri della Cancelleria d.i ricevere e leggere al prefato Eccellentissimo Magistrato memoriali de suddetti Cadetti che tendano a tale instanza. Il. La loro prima promozione sarà di Alfiere <25 ) in piedi; prima però di esservi eletti dovranno aver servito per mesi dieciotto continui nella qualità di Cadetto e presentare al Magistrato Eccellentissimo attestato dal Magnifico Colonnello, e Capitano rispettivamente di aver esattamente servito.
(24) Gli lnstituti et Ordini Militari da osservarsi dalle Truppe della Serenissima Repu-
blica di Genova, stampati nel 171 O prescrivevano che i giovani, per essere arruolati in qualità di soldati doveranno essere di statura decente, di età non maggiore d'anni trenta; nella ristampa dell'omonimo documento del 1722 invece doveranno essere di statura decente, di età non minore di anni 20. (25) eli'Esercito genovese il grado di Sotto-Tenente e di Alfiere erano equipollenti: il primo figurava quale terzo ufficiale nelle compagnie granatieri, il secondo in quelle fu ci l ieri.
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12. Nel concorso ad alcun Posto vacante di Alfiere secondo le rispettive nazioni riportando un Cadetto voti sufficienti a passare, non si sottoporrà alcun altro non Cadetto ali 'esperienza de voti, salvo pero se vi concorresse qualche Ufficiale graduato prima del nuovo Regolamento, o qualche sargente il quale si fosse segnalato in alcuna azione o avesse un merito del tutto distinto, che esiggesse particolare riguardo, da dichiarsi prima della colazione della carica tale qualità, e distinzione di merito dal Magistrato Eccellentissimo.>>
Da quanto consta da alcuni atti antecedenti a tale data, gli aspiranti alla carriera di ufficiale erano denominati con appellativi diversi, probabilmente con uno status giuridico simile a quello previsto poi per i cadetti. Sin dagli inizi del 1700 questi giovani venivano indicati con la voce di: soldato, volontario <26> nel caso dei figli degli ufficiali arruolati nello stesso reparto del proprio padre comandante-proprietario, vantaggiato <27>, cadetto <28><29>. La presenza dei cadetti nelle compagnie oltramontane <30> tendono ad avvalorare tale tesi. Nel l 'organico del1748 dei reggimenti Bembo, costituito da uno Stato maggiore e da 13 compagnie e del Warrenne, formato da uno Stato maggiore e da 2 battaglioni (il primo su 8 compagnie, la Colone/la e 7 compagnie, e il secondo su 6 compagnie), oltre alla figura del cadetto compariva anche quella del paggio <31 >. Solo talune compagnie dì questi reggimenti annoveravano uno o a volte due cadetti, ma quasi tutte un paggio, in particolare quelle del secondo reggimento generalmente due.
(26) ASG, Sala Senarega, Per il Capitano Gio. Giorgio Gazoppi (/722), fs. 207. (27) ASG, Sala Foglietta, Per Capitano Paolo Francesco Parpo- avantaggiato Giovanni Ampogniani ( 1713), fs. 1187 e Organici dei Battaglioni (1738 ), fs. 336. Gli Avantaggiati detti anche Forieri erano soldati. remunerati con una paga superiore a quella dei commilitoni, che avevano il compito di assistere agli affari della Compagnia, sotto nome di Agenti, senza però essere esenri dalla fazione di Soldato. Nel 1710 erano previsti nella misura di due per Compagnia; nel 1738 erano invece solo due per Battaglione (in quelli italiani e corsi) e uno per Compagnia nel Bal!aglione oltramontano. I Passavolanti erano dei civili che sostituivano, dietro modesto compenso. i militari nel servizio di guardia indossando uniformi dismesse. l ?anbianchi o anche Arti~ti erano i militari autorizzati a eseguire dei lavori di utilità per la truppa e pertanto a essere sostiLUiti nel servizio di guardia. (28) ASG, Sala Foglietta, Riforme Regimenti Bembo e Warrenne, fs. 339; ASG, Sala Senarega, Diversorum Collegi, Per Capitano Gio. Batta de Bressan (l 716), fs. 200. (29) ASG, Sala Foglietta, Tenenti, ed Alfieri rifom1ati in seguito del nuovo Piano nel Militare-cadetto Felice Vandersi (1734), fs. 1209. (30) ASG, Sala Senarega, Diversorum Collegi, Per Nicolò Langlad (1731 ), fs. 219. (31) ASG, Sala Foglietta, fs. 339.
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Nel Bembo risultavano in totale 6 cadetti e 13 paggi, nel Warenne 4 cadetti e 18 paggi. In quest'ultimo, in particolare, i paggi precedevano nell'ordine di graduazione gli stessi cadetti. Non è dato conoscere quale sia stato il fine dell'istituzione dei paggi, si ritiene che fossero dei giovani figli del comandante o di qualche ufficiale della compagnia, prossimi a maturare l'età prescritta per Ja nomina a cadetti. Nonostante il decreto istitutivo dei Cadetti si proponesse di animare i Giovani di buona nascita al militare impiego, cioè i «Giovani d'onore, e di buona nascita, che non servano per la miserabile paga di Soldato, che accecca, ma per genio di farsi onore, e di servire il loro Principe naturale», questo fine veniva spesso eluso, come si desume dal biglietto de Calici del minor Consiglio del 24 luglio 1739 (3 2) che denunciava il perdurante verificarsi «che le persone d'onore, e di buona nascita stentino ramo à trovar luogo nelle loro Truppe, destinate invece dalla fatalità ad essere 1' asi lo di un buon numero di gente dell'ultima condizione». L' 11 aprile 1744 il magistrato di guerra e il sargente generale Francesco Maria della Rovere affrontavano il problema «delU Cadetti che sono presentemente ne Battaglioni, e della facilità, colla quale si vanno amettendo indistintamente le Persone, che si presentano per Cadetti», constatando «Che per quanto si vede io pratica la maggior parte di detti Cadetti non corrispondono nel serviggio ali 'Idea che si ebbe nella loro Instituzione» <33). Veniva conseguentemente avviata un'indagine per «riconoscere il numero de Cadetti, che si trovano ammessi ne Battaglioni, e di riflettere se vi sia luogo di stabilire qualche metodo, e fissare il numero di detti Cadetti». Nella Relazione veniva posto in evidenza che nonostante il Regolamento prevedesse l'esistenza di sei cadetti per ciascun battaglione, questi erano presenti fra li sei battaglioni italiani, e i corsi in numero di 34 e che «per mezzo di Ufficij si vedono introdotti per Cadetti ne Battaglioni de Giovani che non solamente non hanno alcuna attività ne dispos"izione al militare, ma ne meno hanno le qualità ricercate dal
(32) Biglietti de Calici erano dette le denuncie anonime, che i cittadini imbucavano in appositi siti. Nel Palazzo Ducale ne esistono tuttora due: nell'ingresso a sinistra Avisi per /'Illustrissimo Magnifico Straordinario per le Fideicomisarie e nel cortile a destra Avvisi Ag/'11/ustrissimi Supremi Sindacatori. (33) ASG. Sala Foglietta, Relazione dell'illustrissimo Sargente Generale riguardo i Cadetti, fs. 335.
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sodetto Regolamento, e particolarmente quella della nascita». In conclusione si proponeva di stabilire un nuovo organico che limitasse il numero dei cadetti a due per ogni battaglione, ponendo particolare cura nella loro selezione, trattenendo però quelli in attività di servizio. Il 30 maggio il magistrato di guerra, a conclusione del colloquio avuto con il generale e dopo aver letto il rapporto così si esprimeva: «Si delibera, che lasciando per ora ne rispettivi Battaglioni quei Cadetti che in oggi vi si ritrovano ammessi et eletti dall'Eccellentissimo Magistrato, non possa ìn avvenire crearsi o sia elegersi maggior numero di detti Cadetti che due per ciascun Battaglione, ìn modo che nessun Battaglione possa avere più di due Cadetti, i quali debbano essere delle qualità prescritte dal Regolamento. Inoltre si dichiara che nessuno possa essere ne dalla Veditoria, ne dalla Piazza considerato per Cadetto, se non sarà per tale stato eletto dall'Eccellentissimo Magistrato)). Nel 1758 veniva pubblicato, per buon regolamento, e per miglior servigio delle Truppe, un nuovo testo delle Ordinanze Militari <34>, «essendo le antiche in qualche parte mancanti, o non uniformi a più decreti, fatti in diversi tempi, e in altra parte non adattabili all'uso presente». n documento prendeva in esame gli argomenti «del regolamento, e buona disciplina per gli Ufiziali, e per i Soldati: dell 'esercizio, e maneggio d'Armi: del servizio delle Truppe nelle Città, o Piazze: e di qualunque altra regola militare in genere; riserbando ad altro volume quello, che riguarda più specialmente il servizio delle Truppe in campagna». Il paragrafo che ridefiniva la figura del cadetto recitava: «Regolamento per i Cade/ti l.
II.
Per animare la Gioventù di civile condizione, e buona nascita al militare colla lusinga poi di essere promossi al grado di Ufiziale, si sono per ora fissati due Cadetti per ogni Reggimento, secondo la rispettiva Na~ione, saranno eletti colle seguenti qualità: e regolamento. Si eleggeranno dal Nostro Magistrato di Guerra col concorso almeno di cinque voti favorevoli, previa la cognizione, che il Nostro Generale dell'Armi ricaverà in voce da i rispettivi lnspettori,
(34) BBG. Sezione di Conservatione e Raccolta Locale, Ordiname Militari fatte. e sta· bi/ire dall'Illustrissimo, ed Eccellentissimo Magistrato di Guerra e successivamente appromte da' Serenissimi Collegj, pp. 48-52.
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e Colonnelli del genio, attività, e disposizione delli Ricorrenti, i quali dovranno essere di buon aspetto, e di buona figura a proporzione della loro età. Questa non dovrà essere maggiore di anni ventidue, né minore d'anni diciassette; e trattandosi di figli di Ufiziali basteranno anni sedici, purché sieno in i stato come sopra, e da cominciare a fare il loro servigio. lii. Non si ammetteranno per Cadetti figli, o fratelli di semplici Ufiziali di fortuna, i quali non sieno giunti al grado almeno di Capitano, e tutto al più di qualche Tenente, che avesse lungo servigio, o merito particolare, rimanendo esclusi i figli, o fratelli di Forieri, o di Sargenti. IV. La loro paga sarà la stessa di semplice soldato, e si darà loro tutta in contante, restando a loro carico il provedersi l'Uniforme, Armamento, e il vestirsi. Qualora non siano figli d'Ufiziali al servigio, dovranno a fine di poter vivere con qualche decenza far constare di avere dalle loro Case un sussidio mensuale corrispondente almeno al loro mensuale stipendio. Il detto uniforme sarà lo stesso del rispettivo Reggimento; ma bensì di qualità inferiore a quello degli Ufiziali, e migliore de i semplici Soldati. Potranno portare spada, e dormire alle loro case, accordandosi loro, essendo di guardia, il dormire nella stanza del Capitano, o degli Ufiziali subalterni. V. Dovranno i Cadetti servire di notte, e di giorno, sì in guardia, che in sentinella in tutto come i semplici Soldati, intervenendo alle riviste, e parate, e ovunque si radunerà la Compagnia, o il Reggimento, non essendo loro permessò di fare da altri supplire per la loro guardia, a fine di apprendere in tal modo il servigio, ed assuefarsi a i disagj della vita militare. VI. Non saranno soggetti a pene vili, ma solamente a quelle, colle quali si procede contro degli Ufiziali. Non potrà e leggersi per Cadetto chi abbia moglie, e chi la prenderà dopo essere stato eletto Cadetto, rimarrà ipso facto privo della sua carica. Vll. Proibiamo espressamente a' Cadetti, sotto pena di essere amossi dal loro impiego, il dragonare da Ufiziale non ostante qualunque ordine, salvo se dal nostro Magistrato di Guerra: potranno però ciò fare nel solo caso, che il bisogno lo esiga, ove si trovi scarso il numero degli Ufiziali, e dopo che avessero già servito per diciotto mesi <35>.
(35) Nel Regolamento per i distintivi di grado, stabiliti dall'assemblea del Reggimento Corso nel 1775, risulta che di fatto i Cadetti erano distinti in due categorie: Cadetti ordinari e Cadetti dragonanti, facenti funzione di ufficiale.
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VIII. Marchiando qualche distaccamento, dovranno sempre esservi destinati, essendo di loro onore, e di loro profitto l'avere a ritrovarsi nelle azioni, ove potersi distinguere, e farsi merito, e marchieranno alla testa di tal distaccamento. TX. Dopo aver servito anni tre, dovranno essere promossi al grado di Alfiere, o di SottoTenente che fosse vacante in una Compagnia, previa la cognizione de i loro costumi, diportamento, abilità, e valore, che il Nostro Generale dell'Armi dovrà prendere in voce da i rispettivi Inspettore, ed Uftziali Maggiori del Reggimento; nè potranno prima di detto tempo ricorrere per avanzamento, nè da' nostri Ministri riceversi qualunque ricorso, che essi presentassero, salvo quanto in appresso. X. Qualora i Cadetti si fossero segnalati, o distinti in qualche fatto, e azione, potranno essere promossi anche prima degli anni tre: così ancora, se, applicandosi all'Architettura Militare nella pubblica Accademia di questa Città si fossero meritato ne l concorso de ' premj il premio della prima Classe fra tutti i Concorrenti, salvo sempre di avere dato buon saggio di se stessi nella loro condotta, e diportamenti; e in tal caso siccome ognuno dovrà essere promosso nel propio Reggimento, saranno quindi resi capaci alla promozione in un altro Reggimento, bensì della loro Nazione, qualora nel proprio non fossero vacartze. salvo se a quell 'altro Reggimento non si trattasse di qualche Ufiziale Aggregato, Riformato, o Graduato, oppure ancora di qualche Sargente, che, essendosi segnalato in qualche azione più particolare, potesse meritare un qualche riguardo, e rimunerazione.»" Dallo specchio Tenenti, ed Alfieri riformati in seguito del nuovo Piano del Mi/irare <36) del 1764, che riportava a fianco di ognuno dei nominativi compresi nell 'elenco la servitù prestata dall'assento di grado in grado e gli anni di servizio, si desume che i cadetti per conseguire il grado di alfiere o di sotto tenente prestavano da un minimo di uno a IO anni di servizio e per quello di tenente da 9 a 23 anni; un soldato invece da 2 a 31 anni per essere nominato alfiere, da 8 a 36 anni per la promozione a tenente. Negli organici dei reggimenti oltramontano, italiani e corso, stabil iti nel 1765, i cadetti non risu ltano inseriti nell'ordinamento dello Stato maggiore e neppure in quello delle compagnie alabardieri, granatieri e
(36) ASG. Sala Foglieua. fs. 1209.
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fucilieri. Tuttavia presso i reparti ne esistevano, come risulta dal prospetto del documento allegato al Proggetto del/i quattro Regimenti per il Vestiario della Truppa del 23 novembre 1765 (37)_ I serenissimi collegi sensibilizzati da un biglietto de Calici, che denunciava la scadente istruzione impartita ai cadetti, il 26 maggio 1781 facevano convocare una commissione per dibattere sul loro ammaestramento. li 18 giugno il Generale delle Armi consegnava un Promemoria sopra li Cadetti <38> al magistrato di guerra e questi il 28 giugno lo presentava ai collegi. 11 documento, dal carattere ufficiale, consente di ricostruire con esattezza l'excursus storico de i caderti e di desumere tal une notizie e ottenere alcune conferme sulle variazioni organiche avvenute nell'ambito dell'esercito genovese. Come detto, antecedentemente all'anno 1738 le Truppe di linea non erano ancora inquadrate in unità a livello battaglione o reggimento: esistevano le Compagnie sciolte i cui capitani erano anche i proprietari e pertanto il comando delle stesse veniva trasmesso da padre in figlio. I reparti rappresentavano il patrimonio di alcune famiglie, «motivo per cui non vi era luogo al concorso di più Aspiranti ad attenerlo per mantenere una lodevole emulazione fra Ufficiali di questo nostro militare». «Mà dopo quell'Epoca introdottosi un nuovo ordine di cose, si stabilirono de ' Cadetti in c iasc un Regimento, o Baltaglione, i quali si scieglievano con molta rine~sione, come av viene in rutti i nuovi Stabilimenti, finché dopo pochi anni si cominciò à rallentare, indi à scemare una tale esatezza, al che fors'anche contribuirono le nuove Leve che si fecero per rinfo rzare l'Armata Spagnuola di Lombardia nel 1746, onde è che dopo le Riforme del 1750, si pensò a rimettere nel primiero vigore la scielta de Cadetti, come ricavasi dal Regolamento inserito alla pagina 48 del Libro delle Ordinanze Militari. c ne l 1758 stampato. Ma g ià eransi a quel te mpo ritirate non poche delle più Civili Persone. che preso avevano Servizio in qualità di Uffi7iali. perché disanimate dal vedere all 'occas ione di rimpiazzare gli Impieghi vacanti, che s i riarnmettevano dei Riformati, ovve ro 5i promovevano dei Sargenri. Quindi per Cadetti non as piravano in poi che Figli di Ufftziali attuali. »
Il Promemoria proseguiva presentando con impietosa sincerità e amarezza lo stato dei quadri ufficiali, come avvenisse il loro arruolamento, la loro formazione e quale fosse la loro condizione economica:
(37) ASG. Sala Foglietta. Ro ll o d e lla Compagnia N. . Regime nto bre 1765, fs. 340. C38) ASG, Diversorum Collegi. fs. 342.
.N. Pe r il Mese 9
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ORDINANZE M. I L I TAR I Fatte, e fiabilite DALL' lU.USTRISSIMO, ED ECCE,LLENTISSIMO
l\1AGISTRATO DI GUERRA E SUCCESSIVAi~fu~TE APPROVATE
DA' SERENISSIMI COLLEGJ ..
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P~~ifo Bernardo T arigo , in Callllete • Frontespizio delle Ordinanze Militari del 1758 Biblioteca Civica Berio di Genova- Sezione di Conserva:ione e Raccolta Locale
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«La brama di sollevare questi ('gli ufficiali') dal peso di numerosa Figliuolanza. fece dimenticare 1aluna di quelle condizioni nel Regolamenlo prescrille, e l'essere questi Figli di Ufficiali fu motivo di non ricercare la più importante. che negli altri si vuole, vale a dire la Pensione dalle rispettive Famiglie, alla Paga di Cadel!o corrjspondente, e ciò à norma di quanto si esigge nelle Regie Truppe de Principi più ragguardevoli di Europa. Di qui avvenne l'essersi poi ristrella la scieha de Cadetti fra i soli Figlioli dci Militari, li quali né possono educarli. né ammaestrarli convenientemente, dovendo mutare domicilio dopo di un anno, e talvolta nemeno inviarli alle Pubbliche Scuole della Cinà. Non è dunque à stupire. se tanti de nostri Giovani cresciuti in balia di loro stessi, e dalla adolescenza loro avvezzi a una vita inapplicata, pervenuti pescia ad essere Ufficiali in grazia della loro anzianità, non sappiano distinguersi per li loro talenti, e coltura. come conviene a chi professa il Mestiere delle Armi, anzi restino umiliati dal sentimento della propria inferiorità al ritrovarsi nella buona Società, o in compagnia di Ufficiali Stranieri. Il peggio poi è, che se ad alcun di loro accada di ritirarsi dal Serviggio, forza è precipiti nella indigenza, per non sapere à quall'altra professione appigliarsi, lo che se vero sia, lo dimostra lo stato abietto di tanti degli Ufficiali Riformati nel 1765. Che se al Serviggio del Principe si volga lo sguardo, chi non vede, quanto ei debba soffrirne, specialmen te alla guerra, mentre se l'ignoranza a nulla mai giova, molto piCI è dannosa in un Ufficiale, che per servire con distinzione, e comandare con buon successo, abbisogna di tante e sì rare prerogative di Cuore, e di Spirito. Una tale verità penetrato avendo in ogni parte di Europa, comprt-sero li Sovrani la necessità di preparare una educazione Marziale ai Giovani destinati aJle Armi, e però rivolsero à ciò la maggiore attenzione, e à questa dobbiamo, quegli utili Stabilimenti. che tanto illustrano il nostro Secolo.»
L'autore, dopo aver elencato alcuni dei principali istituti militari allora esistenti in Europa e in Italia, formulava delle proposte per risolvere concretamente e con criteri di economia il problema della educazione e dell'istruzione dei cadeui di linea e delle armi speciali: <<Le somme considerabili di denaro. che importano cotali lnstituzioni bastevolmente dimostrano, che alla Pratica della Guerra deve precedere lo studio Teorico, che non si apprende già con fare semplicemente Servizio di Piazza in una qualche Guarniggione. Simili Esempj, si dirà, non sono imitabili da Noi. siccome la perfezione in questo genere non lo è neppure per i piccoli Potentati d'Italia: Ma si traJascierà perciò di giungere. fin dove li mezzi che si ànno in nostro potere permettono di aspirare? Senza denaro poco in vero si può pretendere, e poco conseguire. pur tuttavolta senta questo si può benissimo introdurre, purché si voglia efficacemente e con un diverso metodo. la Subordinazione, l 'insegnamento. la gara frà i Cadetti di queste Truppe, avvezzandoli di buon 'ora à ben usare del tempo, a fuggire l'oziosità, e à preggiare soltanto la buona condona, e l'acquisto delle utili cognizioni. Si previene, e si vince l ' inerzia con una continuata serie di occupazioni analoghe alla professione di Soldato; si assicura il progresso nell'ammaestramento per mezzo di esami, e si desta una lodevole emulazione, con far dipendere da quelli, e non mai dall'Anzianità, la promozione al grado di Ufficiale. L ' esercizio Militare, la Tatica, le Lingue Tedesca. e Francese, l'Aritmetica, le lnstituzioni
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Geometriche, l'Architettura Militare. la Scherma. il Ballo, l'Equitazione, e la Musica sono le occupazioni frà quali ripartire si dovrebbe la giornata dei Cadetti <1>. Mà per meglio riuscirvi, utilissima cosa, e sommamente desiderabile sarebbe di ridur! i à convivere insieme, come una Camerata di Collegio, e di qui nasce la neccessità di trasportarli tuili nella Compagnia Alabardiera di Palazzo, per iv i fare le Guardie, alloggiare, e dimorare, senza poteme uscire da se soli. Che se non fosse modo per ora di destinare loro una oppiù camere per la notte. bisognerebbe allora permenergli di ritirarsi alle proprie case alla sera, e ritornare alla mattina à ricominciare i loro Esercizj. Una camera à sufficienza spaziosa basta in questo caso, e in fatta di altra più adattata servir potrebbe la CappeiJa dei Soldati, lo che non parrà disdicevole, poiché nelle Sale delle Pubbliche Scuole, si insegna ne' dl feriali. e ne' festivi vi si fanno Congregazioni. Per ciò riguarda li Studj accennati, noi abbiamo per l'Aritmetica la Scuola di abaco nel Collegio de' Scolopj; Per la Geometria un dotto Professore aU'Università in Via Balbi; E per l'Architettura Militare le Pubbliche Lezioni alla sera nel Palazzo dell'Accademia Ligustica. L'ajutante maggiore del Regimento dovrebbe essere tenuto d'insegnare l'Esercizio, e gli elementi di Tatica, lo che ridondercbbe à suo grandissimo proffitto per divenlare un buon Maggiore. f1 Capellano poi per le Lingue Straniere, cioè Francese, e Tedesca, e con queste và necessariamente unito lo studio della Grammatica Ilaliana. Tuttociò si può ottenere senza aumento di spesa. ma per le Arti Cavalleresche non è cosl; Una qualche somma di denaro si richiede al pagamento de' Maestri; Per la qual cosa si fa rifleltere, se meglio convenga à supplirvi di riformare la carica di ajutante del Generale affatto superflua (2) e rimpiazzato in uno dei trè Regimenti llaliani l'Ufficiale, che ora la cuopre, rivolgere lo Stipendio di Lui in quest'uso unicamente da riscuotersi dal Reverendo Cappellano; ma a disposizione del Colonello, e deii'Inspettore, quanto all'impiego da farsene. La Paga de Cadetti è cosi tenue da non poter supplire alla spesa della Tavola, e a quella del Vestiario, laonde dovendo essi fare l'ordinario insieme, nel Vino. per quanto frugale si voglia, verrà impiegata intieramente, benché li Cuochi di Bottega, servano à prezzi assai discreti. Si potrebbe pertanto rimediare à un tal diffetto, riccorrendo al Senato Serenissimo, acciò si degni con opportuna derogazione di assegnare annue f.. 800 sopra le Lire mille Legato del quidam Eccellentissimo Gian Giacomo Grimaldi lasciato ali' Accademia delle Belle Arti, in vista di sostenere la Scuola di Nautica iv i già introdotta, ma non mai per fme primario di arrichire una Accademia, che dopo il moltiplico de' suoi avvanzi per anni trenta, più non rischia di vacillare. Con questo Sussidio di i. 80 annue à ciascuno dci dieci Cadetti, si darebbe la forma al Regimento di mantener! i di Vestiario, e quindi à nulla più sarebbero tenuti di provvedere li Parenti Loro, dopo le prime spese d'ingresso, circostanza assai valutabile à poter presciegliere frà glj Aspiranti que'Giovani, che mostrano una maggiore Capacità, e disposizione, siccome per quelli che fussero Figli di Ufficiali morti al Serviggio del Principe, e da considerarsi perciò siccome abbandonati alla Carità Pubblica. Con queste viste si è esteso la Minuta di un Supplemento al Regolamento stampato, acciò incontrando la sorte d'essere approvato dall'Eccellentissimo Magistrato, possa indi proporsi e raccomandarsi da Lui alla Superiore Approvazione del Serenissimo Trono.» (l) Les Superieurs des dits Colleges se cbargeront de loger Ics Eleves cbacun dans une chambre separl!e. de Ics nourrir, de les habitter d'un habit uniforme , de les cnseigner I'Ecriture; les langues Françoise. Latine, Allemande, J'Histoire. la Geographie. les Mathemauques, le Dessein, la Danse,la Musique, I'Escrime en fait d'Armes &c. ordonnance des Ecoles Militaires Art. 6° . ... E quanto agli Studj. li già >~abiliti Professori di Manematica. di Tanica. di Disegno, delle Lingue Latina, e Italiana, di Lingua Francese, di Caval lerizza. e di Scherma. sarnnno le Persone destinate all'ammaestramento giornaliero de Cadetti. Leggi lnstitutive del Collegio Militare di Verona Pag. 61. (2) Nel Piano Economico del 1774 già fu fi~sato di sopprimerla allora quando venga à vacare.
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REPUBBLICA DI GEI'OVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
Nel testo erano poi riportati gli articoli delle Ordinanze Militari edite nel 1758, che si omette di trascrivere, relativi al Regolamento per i Cadetti (già stampato e in vigore). Faceva seguito, a titolo di proposta, il Supplemento da aggiungersi al predetto Regolamento: «L'lllustrissimo, ed Eccellentissimo Magistrato di Guerra avendo riconosciuto, che il bene del Pubblico Serviggio esigge una maggiore Tnstruzione nei Cadetti di queste Truppe; E volendo procurare loro la forma di acquistarla. è venuto in se ntimento di adottare il seguente metodo, che si dovrà osservare esattamente, ed averà la stessa forza, e vigore, come se fusse inserito nel Regolamento stampato alla Pagina 48. delle Ordinanze Militari: l 0 • Li cadetti che in avvenire si eleggeranno saranno arrollati nella Compagnia Allabardiera del Regimento della Guardia del Reale Palazzo, ed ivi faranno il Servizio di semplici Soldati, ne altra esenzione avranno, che dai giri di fatica, e dal vestire l'abito Svizzero. Saranno riuniti per fare l'ordinario, e Camerate sotto la Condotta, ed Inspezione di un Ufficiale Saggio, ed instrutto à scielta del Colonello, sù del quale si riposa l'Eccellentissimo Magistrato, per la cura da aversi circa la condotta, Costumi, e insegnamento dci Cadelli, cui dovrà invigilare, poiché sarà questa la Scuola degli Ufficiali, che in avvenire comporranno li Regimenti. 2°. Per conseguire col migliore successo questo punto imponantissimo di sopraintendere, come si è spiegato, reputa Egli si possa trarre un ajuto efficacissimo dal CapeUano del Regi mento, per coadiuvare con più immediata assistenza l 'ispezione del ColoneUo, siccome pure per insegnare le Lingue Tedesca, e Francese, e lo scrivere di buon carattere, ne giorni feriali; E li principj della Religione nei dì festivi. Godrà pena:nto la gratificazione di annue .f:.300 per la provvista di Penne. Carta, Inchiostro, Grammatica, ed altri Libri Elementari ad uso delle sue Lezioni. Il residuo di !.444, porzione delle L744, che riscuoterà in Camera Eccellentissima. lo serberà per pagamento de Maestri, secondo gli ordini verranno a Lui dati <3>. 3°. L 'Elezione dei Cadeui si farà al solito dal Magistrato Nostro sopra la nomina, in iscritto di due Aspiranti almeno, che presenteranno ex officio li Colonelli Comandanti dei Corpi, forniti di quelle qualità, che specificate si leggono nel Regolamento, e tante volte ripeteranno le loro nomine. quante volte sarà vacato l'Impiego di quelli che furono da Essi nominati. 4°. Vestiranno i Cadetti l'uniforme del tutto simile a Soldati. La qualità del Panno, siccome il gallone degli occhietti sarà quello de' Sargenti, e toccherà al Regimento di provvedergli di alto, e basso Vestiario ('uniforme di gala e di servizio'), mediante la gratificazione di !.800, sopra la quale verificandosi un qualche avvanzo, nulla si corrisponderà in Contante, ma ~i serberà in Cassa fino alla Promozione del Cadetto Creditore. cui allora si salderanno li Conti. 5°. Dovranno passare per tutti li gradi di Basso-Ufficiale prima di giungere à quella di Ufficiale; Ne poneranno il distintivo, e ne faranno il Servizio siccome Sopranumerarj per trè mesi continui, da cominciare dopo aver ottenuta la Bandiera, o Sotto Tenenza. 6°. 11 solo Capitano della Compagnia, oltre il Colonello, ed il Maggiore, sarà autorizzato a punire con arresto, prigione separata &c. le mancanze dci Cadetti; E se alcuno frà Soldati oserà di offendergli in parole, o con fatti, sarà punito doppiamente, che se fusse verso di altri Soldati. Si esortano adunque gli Ufficiali. tutti a trattargli quali Compagni fuori Servi1io. {3) Questa Somma è lo stipendiO dcll'Ajutante del Generale delle Anni.
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7 °. La loro Paga sarà di !.20 al mese per ciascuno, e tuua in Contanti secondo il solito. 8°. Li Cadetti non monteranno mai di guardia fuori di Palazzo, ne comandati .saranno per alcun Distaccamento. se non compito il Corso di trè anni dopo della loro Elezione. Accadendo il caso. che alcuno di Essi fusse graduato Alfiere, o graztato di dragonare da Ufficiale, pnrna di esserlo realmente. dovrà uscire irnmantinente dalla Compagnia Allabardiera, e ripigliare il suo Posto nel Regi mento del Colonello, da cui fu nominato, ove godn la Paga di semplice Fuciliere dj quel Corpo ma senza partecipare alla gratificazione, pel Vestiario de· Cadetli numerarj, assegnata. go. Niuno sarà ammesso Ufficiale al Servizio della Repubblica. sì di Fanteria, che di Artiglieria, e Corpo del Genio, che non abbia servito come Cadetto negli Allabardieri, à meno che avesse fatta Carnpagna in un Serviggio Straniero. l 0°. Dovranno intervenire alle Lel.iooi di Aritmetica, Geometria. Architettura Militare, e di quelle Arti Cavalleresche, che mano à mano saranno Loro prescritte. Si incarica pertanto il Magnifico Colonello di rendere conto in ogni trimestre, insieme al ragguaglio, che dovrà dare de' suoi Ufficiali, all'fllustrissimo Generale dell'Arme. della Condotta, e de' progre'\Si che faranno. Il 0 • Alla fine di ogni anno Scolas tico si faranno gli Esami da rispettivi Maestri su tutti gli Studj, in presenza del Gencralc,Inspcttore, e Stato Maggiore del Regimento. Dietro poi ai meriti di quell'anno notati à Libro. e da presentarsi da Maes tri, e confrontarsi colle Cane rima~te presso gli Alunni sarà deciso il Premio à favore dc' più meritevoli in ogni Scuola, c on s icurezza di eccitar bensì la emulazione, non mai il rancore per pretesa ingiustizia. Consisterà il Premio in un qualche Libro, in una Medaglia, ovvero in un Attestato onorifico, ed anco in un qualche Distintivo sull'abito, al compimento de Srudj. e non prima; Il tutto à scelta del Personaggio, che assisterà alla Funzione; E accioché da Maestri si faccia un Saggio pesato, e giusto de· progressi di ogni Cadetto, per evitare il sospetto di predilezione. l'errore, il disgusto degli Studenti nelle decisioni , la Regola da osservarsi immancabilmente sarà la seguente. Dovranno di tratto in trauoproporre de' Problemi, Quesiti, Themi, Composizioni da farsi in Carta à loro Studenti: Scielte le migliori Soluzioni, e operazioni, soscriveranno di proprio pugno la Cana à Studenti, perché la conservino presso di se, e noteranno in un Libro da tenersi dal Maestro, alla panita d'ogni Studente il merito, che per quella operazione giustamente gli competesse. Li Premiati in seguito di questi Esami, giunti al grado di Cfliciale, avranno in ricompensa. che la data della Loro an ziarutà, dal dl deii'Eiezionedi Cadetto si debba computare. Questo Regolamento dovrà ottenere l'approvazione dei Serenissimi Collegi, ne per questo s'intenderà rec ato danno , o pregiudicio alcuno agli attuali Cadetti. e solamente risguarderà coloro, che non dragonano per anco da Ufftciali, e quegli altri , che in seguito si eleggeranno.»
Il 16 novembre 1781 i serenissimi collegi, dopo aver esaminato il Promemoria e l'annesso Supplemento, autorizzavano il magistrato di guerra ad «approvare il suddetto piano e regolamento con rimandame l'esecuzione aJ prefato Illustrissimo Magistrato; e per fine di consultare il Serenissimo Senato à derogare al testamento dell'ora quidam Eccellentissimo Gio Giacomo Grimaldo in quella parte che riguarda l'assegnazione fatta per la scuola di Nautica».
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REPUBBLICA DI OENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
Diversa sarà, nel tempo, la prassi per la formazione degli ufficiali degli ingegneri e dell'artiglieria: i primi dovevano sostenere, a iniziare dal 1789, degli esami per essere ammessi al Corpo in qualità di cadetti ed essere indi riesaminati per ogni successiva promozione, sino al grado di capitano; i cadetti di artiglieria invece, in virtù dei Decreti (non reperiti dall'autore in alcun Archivio), avevano la possibilità, qualora possedessero un'anzianità di almeno tre anni e avessero ricoperto in questo periodo, con zelo e attenzione, i gradi di caporale e di sergente per più di 18 mesi e superato un esame sull 'aritmetica, geometria, balistica o artiglieria di venire, in caso di vacanza, nominati ufficiali <39>. Dagli atti risulta che nel caso di più candidati concorrenti la promozione veniva concessa con priorità ai più anziani e non a quelli dotati di una migliore preparazione. li decreto del 22 luglio 1797 del Governo Provvisorio della Repubblica Ligure, che riorganizzava la Truppa di linea, ali 'art. 38 stabiliva: «Non vi saranno Cadetti in alcuno delli nuovi Battaglioni» <4 0>. Il 18 giugno 1801 Anno V con l'istiruzione della Scuola del Genio o Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio venjva ripristinata la figura dell'allievo ne II 'ambito del Corpo del Genio <41 >.
3. IL COLLEGIO MILITARE DELLA DIVINA PASTORA O DEGLI USSARl DELLA DIVINA PASTORA E IL COLLEGIO MILfTARE, DETTO DEI SOLDATINI
Il Collegio Militare della Divina Pastora o degli Ussari della Divina Pastora Una atipica e originale scuola militare fu il Collegio Militare della Divina Pastora detto poi, per accentuare il suo carattere particolare, Collegio Militare degli Ussari della Divina Pastora. Riprendendo la definizione della Dellepiane e un breve passo stralciato da una relazione
(39) ASG, Sala Fot;:lietra, Piani per il posto di Sotto Tenente degl'artiglieri, fs. 408. (40) ASG. Sala Foglietta, fs. 409. (4 1)
Genova ms. Collezione privata. Registro del Burò del Genio dell'Anno 1801. anno V. Decreto della Commissione di Governo per la forma di un Corpo di AllllUÙ della Scuola del Genio.
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sull'argomento <42>, fu eretto al fine, «di sottrarre i figli dei militari ed i fanciulli poveri ad un' educazione incerta, per inserirli in un gruppo scolastico da indirizzare alla carriera delle armi», «dove ('i giovani ') fossero Militarmente Educati, ed lnstruiti neJJe principali Scienze, ed Arti, per formare col tempo dei Cittadini utili a se stessi, e vantaggiosi alla Patria». Tale istituzione scolastica ancorché non preposta specificatamente alla educazione e alla formazione dei quadri ufficiali pur tuttavia, nel panorama non esaltante dell'istruzione pubblica e militare ligure del periodo, specie dopo la soppressione deJJe scuole gesuitiche, assunse una particolare importanza perché tal uni, in virtù degli studi fatti, poterono conseguire il grado di ufficiale, percorrendo nel corso della loro vita i vari gradi gerarchici. La tradizione delle scuole preposte alla preparazione dei giovani orientati sin dall'infanzia ad abbracciare la vita e la carriera militare non costituiva, come emerge chiaramente da quanto esposto nei vari capitoli di questo libro, un caso eccezionale, bensì la norma per gli Stati italici ed europei. I profondi mutamenti politici del periodo 1789- 1805, che contrassegnarono e condizionarono gli ordinamenti statuali della Repubblica dì Genova, non solo non inci sero negativamente su li ' esistenza del collegio, ma accentuarono invero la sua validità e nel contempo l 'interesse del Governo, che gli riconobbe particolare importanza. Primo effetto fu l 'attribuire alla scuola militare una connotazione pubblica e conseguentemente la sua soggezione alle normative del Governo, che intervenne per la sua sussistenza con il finanziamento pubblico al fine di sopperire alla mancanza delle private contribuzioni, sino allora legate al mecenatismo deg li aristocratici. L'istituto sotto l'egida della Repubblica Ligure non solo conseguiva pienamente i traguardi perseguiti, ma assolverà compiutamente la propria funzione di scuola militare: a taluni dei suoi migliori allievi verrà conferita la nomina a ufficiale C4 3). Merito di tale realizzazione va indubbiamente ascritto alt 'opera illuminata, appassionata e pertinace di padre Giuseppe Fortunato Handreich o Andreich, genovese di nascita, ma di nazionalità tedesca, cappellano <44> del reggimento oltramontano Thonard.
(42) F. Dellepiane, op. cit., Introduzione; ASG, Prefeuura Francese, Prospetto del Collegio Militare, fs. 9. (43) F. Dellepiane, op.cit., pp. 92-4; ASG, Sala Foglietta, Decreti, fs. 187 e Pratiche Diverse, fs. 4 Il. (44) Nolo anche con il nome di frate cappuccino Fortunato da Genova, nel 1772 abbandonava l'abito francescano per quello di sacerdote.
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n 3 marzo 1784 il reverendo presentava il suo Piano d'educazione per li Figlij de Soldati, ossia metodo per esecuzione del Progetto; il 4 maggio i serenissimi collegi ne approvavano i programmi suggerendo per sede un «quartiere della Cava, ò Carignano che fosse in oggi disoccupato»; il 30 giugno il senato accordava al Piano, con i temperamenti ritenuti necessari, la sua sanzione <45 ). Nel documento, articolato in 11 punti, si precisava che: vi erano ammessi i figli dei soldati appartenenti a qualsivoglia Nazione , ò Reggimento e i fanciulli designati dai benefattori per il loro mantenimento, con l 'impegno del pagamento anticipato della retta per un anno, d'età non minore di 7 e non maggiore di 12 anni, salvo casi particolari. Alla scuola venivano ammessi i fanciulli su «instanza del Padre, ò della Madre vedova, ò abbandonata», ma «affine di prevenire i capricci de malaccorti Genitori» agli stessi non era lecito ritirarli dalla medesima senza prima rifondere la spesa sino ad allora sostenuta per il loro mantenimento e senza l'approvazione del Generale delle Armi . Per il sostentamento di un fanciullo erano preventivate lire 200 annue. La responsabilità della direzione e dell'amministrazione della Casa di educazione e deU 'istruzione era attribuita al reverendo Andreich, che aveva la facoltà di avvalersi, per le attività scolastiche e per la sorveglianza degli alunni, della collaborazione di uno o più veterani non più in servizio e inoltre quella «di ricusare quei Postulanti, che fo ssero perversi à sua notizia, e conseguentemente per mali esempi pericolosi agli altri , parimente potrà licenziare gli incorrigibili qualora non bastino a correggere le punizioni usate da Maestri qualsivogliano sopra li proprij Scolari , il tutto però con previa intelligenza da Eccellentissimi Commissionati». L'attività didattica doveva tendere essenzialmente a consentire agli alunni di «imparare à Leggere, Scrivere, la Dottrina Cristiana, e per quanto sarà possibile una professione secondo la naturale disposizione, e Talento. Nelle ore poi di ricreazione l ' Esercizio militare, il tamburro, e il piffaro». L'orario giornaliero feriale di massima prevedeva la sveglia alle 5, orazioni e studio del catechismo sino alle 6, scuola di leggere, e scrivere (dalle 6 alle 7), poi prima colazione e Messa, 4 ore e mezza di lavoro al mattino (dalle 7.30 alle 12), un intervallo per il pranzo e laricreazione, 5 ore di lavoro al pomeriggio (dalle 14 alle 19), cena e ricreazione o passeggio secondo le stagioni, alle 20 dopo le oraziooi serali il (45) ASG, Sala Foglietta, Pratiche pubbliche. fs. 505- Allegati al cap. III. doc. l.
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riposo notturno. Nelle festività le operazioni giornaliere fondamentali rimanevano invariate, ma era detto «non vi sarà Scuola, ne Lavoro, e si darà in avere quel tempo agli Esercizij del Cristiano, ò del Soldato». Il direttore, qualora lo ritenesse opportuno, poteva variare la distribuzione delle ore. l giovani giunti ali 'adoloscenza dovevano abbandonare la Casa di educazione per arruolarsi nelle truppe in qualità di tamburini e quando raggiungevano l'età prescritta nei fucilieri. Potevano chiedere di essere posti in congedo assoluto, dopo aver prestato servizio in tale incarico per 6 anni. I serenissimi collegi decidevano di consentire l'apertura dell'istituto e di sperimentarlo per la durata di un biennio, assegnandogli quale sede iniziale il monastero di S. Stephano e per il suo sostentamento l 'apporto finanziario del lascito di Gian Giacomo Grimaldi. Solo nel l 788 il magistrato delle fortificazioni concederà in uso alla scuola un locale presso il Posto dell'Arco, contiguo alla cinquecentesca muraglia della Porta dell'Arco, dove un tempo erano state alloggiate le vedove indigenti dei militari, sito che si dimostrerà angusto, malsano e inoltre inadeguato per la indisponibilità di spazi, soprattutto per la pratica degli esercizi e delle evoluzioni militari <4 6>. L'attuazione del Piano veniva definitivamente sanzionato il 29 marzo 1789 con l 'assegnazione dei locali e l'apporto finanziario di Paolo Girolamo Grimaldi, che disponeva con atto testamentario di mantenere cinquanta fanc iulli, accogliendone però inizialmente solo 15 <47). L'anno successivo il numero dei frequentatori saliva a 50. Vestivano una uniforme, che «era direi quasi, come quello della Croazia Militare panno caffè grossolano, ed un berretto di cuoio con una padelletta alzata sul davanti alla tedesca» <4 8>. A completamento delle cogn izioni più elementari impartite inizialmente agli alunni, nel convitto venivano insegnate diverse discipline scolastiche quali l'aritmetica, la scrittura mercantile, la geografia, l'architettura, la musica strumentale, la lingua tedesca e le arti del sarto e del calzolaio. La conoscenza del tedesco era ritenuta indispensabile per
(46) F. Dellepiane, op.cit., pp. 42-7; ASG, ms. 448, Manoscrifti Grimaldi, Testamento di Paolo Gerolamo Grimaldi. (47) ASG, Sala Foglietta, Fortificazioni- Relazione dell5 marzo 1790, fs. 1244. (48) L. Grillo, Abbo:zo della Strenna pei dil•oti e per gli antiquari dell'Archidiocesi di Genova, Anno l, 1867, p. 169.
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poter un giorno prestare servizio nel reparto d'élite, il reggimento alemanno presso il quale era d' uso esprimersi in tale idioma. Dellepiane nella ricostruzione storica della vita del collegio scrive: «L' impegno dei docenti era rivolto a valutare le attitudini degli allievi, differenziate secondo funzioni proponibili nell'ambito degli studi o delle attività artigianali, con particolare attenzione al singolare talento, che poteva essere riconosciuto per l 'indirizzo a studi superiori. Non trascurabile l 'aspetto pratico di alcune materie del programma formativo, analogamente a quanto praticato nelle Scuole di arti e mestieri promosse da Maria Teresa d' Austria» <49>. L'ordine e la disciplina nell'istituto era regolata sui principi della subordinazione gerarchica. Gli allievi erano divisi per compagnie, avevano i loro ufficiali e graduati, la bandiera e la musica. Ai frequentatori venivano assegnati gradi e qualifiche per merito e taluni a rotazione, il più elevato era quello di capitano. I galloni attribuiti a fini educativi non avevano valore alcuno al di fuori dell'istituto. Il magistrato di guerra, a seguito di una specifica richiesta formulata dal direttore Andreich a favore delJ'alunno col Distintivo di Capitano Niccolò Sietti per essere riconosciuto alla Piazza ('soprannumerario') col titolo di Tenente , o almeno di Sottotenente, precisava che non si poteva conferire diritto a staccare alcuna patente dell' esercito ai graduati della scuola militare <50>. Il 21 maggio 1795 padre Stefano Soldati, che per sei anni aveva insegnato la lingua tedesca nel collegio, su designazione dello stesso Andreich, da tempo sofferente per gravi disturbi di salute, veniva nominato coadiutore e alla morte del fondatore, avvenuta il l 2 dicembre l 795, ne assumeva la direzione. A seguito di un biglietto di Calice, il 2 dicembre 1789 si proponeva di destinare alla scuola alcuni altri locali si ti nello stesso baluardo, più propriamente «il quartiere detto della Galea capace di oltre settanta Alunni , situato precisamente al di sopra di quelle stanze ove oggidì si stallllo, secondo la non esaggerata espressione del citato Biglietto, affastellati l 'un sopra l'altro, i Ragazzi di quella accademia, riparate à dovere dall 'intemperie dell'aria, ventilate, ed avente l'accesso siccome li siti odierni, dalla parte superiore delle Porte deli' Arco» <5 1l.
(49) F. Oellepiane, op.cit., pp. 60-1.
(50) F. Dellepiane, op.cit., pp. 6 1-2; ASG, Sala Foglietta, Pratiche Diverse, fs. 407. (51 ) ASG, Sala Foglietta, Fortificazioni, fs. 1244.
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Il collegio avrà una sede adeguata solo nel l 797 in esito a una Petizione, inviata il 5 luglio ai Cittadini Municipali dal direttore padre Soldati. Dopo aver riassunto le vicissitudini della scuola così concludeva: «giova qul ramentame il profiuo, perché son publiche le prove: pensiamo solo, che sarebbe ancora maggiore, se le angustie del luogo non fossero d'inevitabile ostacolo, e non avessero rallentato alcuni de momentanei maestri, cui recava nocumento l'aria quasi mefitica, che ivi necessariamente si respira. Di questa verità, oltre l'auestato. che in aJLio foglio può legersi soscritto dal medico di detta accademia, potete voi assicurarvi dai cittadini componenti il comitato di publica beneficenza, i quali singolare degnazione hanno onorato di loro pre:.enza la detta accademia, da viva voce di questi più assai, che la misera nostra penna saprà descrivervi le accennate critiche circostanze, e muovervi generosi ad un conto, ed opportuno provedimento togliendoli da un luogo, che più adatto sembra a Sepolcro di quei. che furono. che ad abitazione di quei, che sono,..
I deputati del magistrato delle fortificazioni, dopo aver effettuato un sopralluogo, attestavano che «numero 60 circa bravi fanciuLli della detta Accademia condannati in un meschino ed angusto corridore del Quartiere alla Porta de li ' Arco, destano compassione nel cuore del cittadino sensibile. Il tetto di questo corridore infuocato sempre dai raggi del sole, una quantità spaventosa di insetti, ed un aere finalmente mefitico e micidiale: la loro educazione fisico e morale vergognosamente contrastanO>> <52>. In attesa di occupare la sede definitiva nella Casa degli Esercizi dei Gesuiti a Carignano, nell'autunno del 1800, l' istituto verrà provvisoriamente trasferito nell'antico Convento di S. Stefano, nelle adiacenze del baluardo dell'Arco. Con la caduta della Repubblica aristocratica, a seguito della rivoluzione democratica del maggio 1797 (53), l'istituto veniva a beneficiare dei
(52) ASG, Repubblica Ligure. Petizione dell'Accademia Militare degli Ussari della Divina Pastora a Cittadini Municipali; Esposizione dei Lie Deputati alle fortificazioni. fs. l l l. (53) Dopo l'istituzione del Governo provvisorio rivoluzionario c con la promulgazione (fme novembre 1797) della Costituzione repubblicana. il 7 gennaio 1798 nasceva la Repubblica Ligure democratica retta da: un Direttorio di 5 poi 7 membri, rappresentanti il potere esecutivo; dal Consiglio dei Sessanta o dei Giuniori e dal Consiglio dei Seniori (30 membri), ai quali era affidato il potere legislativo. La sua esistenla si concludeva il 4 giugno 1800 con l'occupazione di Genova da parte delle truppe anglo-austriache. Al Governo Provvisorio instauratosi il 26 giugno l 800 (dopo la rioccupaz.ione francese avvenuta il 24 giugno) subentrava il 2 luglio 1800 il reggimento Liansitorio della Repubblica Ligure, affidato a una Commissione Straordinaria di Governo composta da: un Direttorio E~ecutivo di 7 membri e da una Consulta di 30 membri presieduta da Gian Francesco Dejan (controllata dal rappresentante francese), che rimarrà in carica sino al 30 luglio 1802 (alla fine del mese di giugno era stala promulgata una nuova Costituzione). Anche l'ultima Repubblica Ligure (francese), retta da Girolamo Durazzo. avrà una vita breve, dal 10 agosto 1802 al 6 giugno 1805. allorquando verrà armessa alla Francia.
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sussidi del Governo. I freq uentatori della scuola militare come si desume dal Rollo degl' Ussari della Divina Pastora del l o dicembre 1797 risultavano essere 74, invece da quello del 24 gennaio 1798 ( 54) ne figuravano 79.
Il Collegio Militare, detto dei Soldatioi Nella seduta del l 0 febbraio 1799 il presidente del direttorio esecutivo Luigi Corvetto sottoponeva a discussione il nuovo Piano dì Regolamento del Collegio Militare. In tale circostanza, tra le problematiche affrontate alla luce del nuovo indirizzo politico repubblicano, veniva acceso il dibattito sulla riforma dei programmi, l'assetto dell'istituto e sull'opportunità di adottare per il convitto la nuova denominazione di Collegio Militare, detto anche dei Soldatini, argomento peraltro già affrontato nella precedente riunione del 15 gennaio. I giovani erano ora dotati di una nuova divisa: «all'uniforme ('marsina') grossolano se ne sostituì altro più fino di panno verde, quasi all'Ussera, con in testa un alto berretto di cartone fasciato pure di verde dalla cui sommità pendeva una specie di sacca terminata con fiocchi, che si avvolgeva attorno al berettone, ed i fiocchi penzolavano su !l'o mero» (55). Neli' ambito della riorganizzazione scolastica statale veniva promulgata la legge del 22 ottobre 1799 che sottoponeva la gestione del collegio al controllo del Comitato di Pubbliche Beneficenze «per la migliore amministrazione del medesimo e profitto di chj vi è ammesso, avendo cura speciale che non vi sia ricevuto chi non ha le qualità prefisse dagl'Institutori o dalla legge» (56) . III 0 settembre 1801, con decreto del comitato, veniva pubblicato un nuovo Regolamento del Collegio Militare <57>, che lo riordinava. II documento, elaborato con la collaborazione dei deputati dell'istituto nazionale e dei deputati del collegio, era composto da una premessa e da 10 paragrafi (Doveri degl'Inspettori, e Direttori; Incombenze dell'Amministrazione;
(54) ASG, Sala Foglietta, fs. 187. (55) L. Grillo, op. cit., p. 170. (56) F. Oellepiane, op.cit., pp. 82-3; Raccolta delle Leggi e Alli del Corpo Legislativo della Repubblica Ligure, to. TV. n. l1 t, Genova. Stamperia Franchelli, 1799, anno Ili. (57) F. Dellepiane. op.cit., pp. 95-8; Raccolta delle Leggi e Atti, Decreti e Proclami pubblicati dal Senato ed altre autoricà costituite nella Repubblica Ligure, to. Ili, n. 123, Genova, Stamperia Franchelli, 1803, anno VTI. - Allegati al cap. TII, doc. 2.
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Doveri del Padre spirituale, e degli Assistenti, e dell' lnstruttore militare; Delle Condizioni, che si esigono per l'ammissione degli Alunni; Delle Arti, e Scienze che si insegnano nel Collegio Militare ; Del Regolamento giornaliero degli Alunni; Della Polizia, e della Civiltà degli Alunni; de' Castighi; Della Cura degli Ammalati; Disposizioni Generali.) per complessivi 152 articoli. Regolamentava nel dettaglio gli aspetti organizzativi, amministrativi, funzionali e disciplinari della vita del convitto, in particolare: negli articoli 1-7 erano defmiti gli scopi del! ' istituto, «Il Collegio Militare è una riunione di Fanciulli destinati a ricevere co' sani principj della Religione una sufficiente cultura negli Studj, e nelle Arti più utili, onde possano un giorno provvedere di per se al proprio sostentamento>>, e la composizione degli organi preposti alla sua supervisione; nei successivi 8-18 i doveri degli organi preposti a sopraintenderlo; negli 19-29 le competenze degli organi esecutivi e amministrativi. negli 30-36 i doveri degli educatori e degli istruttori; negli 37-49 i requisiti per l 'ammissione, ovvero età compresa tra i 7 e i 12 anni , attestata dalla fede di battesisimo e corredata della fede di buoni costumi del proprio parroco. le condizioni amministrative per il mantenimento dei giovani e gli impegni del! 'istituzione ne i loro confronti; negli articoli 50-60 l 'ordinamento didattico del collegio, con particolare riferimento ali 'insegnamento delle materie di studio (la lettura e la scrittura, l'aritmetica, la scrittura mercantile, la geometria, l 'architettura, il disegno. la lingua francese) e delle arti o attività professionali (del sarto, del calzolaio, del cappellaio), all'educazione musicale, impartita al fine di fornire gli strumentisti alla banda del reggimento oltramontano, al maneggio delle armi c a qualche principio di fatica militare, vi era però esplicitamente prevista la possibilità di estendere nel tempo la gamma delle discipline scolastiche in relazione al numero degli alunni e alle rendite future del collegio; negli 61- 103 le disposizioni relative alla vita interna del collegio e alle attività giornal iere degli alunni, rigorosamente programmate e cadenzate a suono di tamburo: negli l 04-118, 119-129 e 130-134 rispettivamente: le norme relative alla cura della persona, al comportamento dei singoli e alla resa degli onori militari alle autorità; i provvedimenti di carattere disciplinare nel caso di mancanze leggere, gravi c gravissime; le previdenze a tutela della salute; infine negli articoli 135-152 le disposizioni di ordine generale non inserite nei vari paragrafi. Le regole interne dell '.istituto erano improntate al rispetto delle norme per la vita e i servizi interni di Caserma e ai canoni della disciplina militare, i quadri erano tratti dagli stessi allievi e gli alunni, ripartiti per numero ed età, inquadrati in plotoni. Vi figuravano: il capitano, l 'aiutante,
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il tenente, il sottotenente, il porta bandiera, il capo banda, il tamburo maggiore, il sergente maggiore, il l 0 , 2° e 3° sergente, l 0 , 2°, 3° e 4° caporale e naturalmente i comuni, tra cui due tamburi. Tutti gli allievi a conclusione dell'anno davano un pubblico saggio del proprio rendimento negli studi o nelle arti e negli esercizi militari; all'età di 16 anni erano sottoposti a un pubblico esame alla presenza degli amministratori, benefattori e parenti. La permanenza dei frequentatori nel collegio era limitata agli anni 18, salvo casi eccezionali. Il Comitato era rappresentato da: Presidente del Comitato di Pubbliche Beneficenze, ed lnspettore al Collegio
Giambattista Ayroldi
Vice-Inspettore
Luigi Giovanni M. Boasi
Deputati del Comitato suddetto
Tomaso Giacinto Molinari e Antonio M. Luxardi
Deputati dell'lnstituto Nazionale
Pietro Rei e Francesco Carrega
Direttori
Francesco Moro e Giovanni Giacomo Cattaneo
Cancelliere del Comitato
Patrizio Borzini
Poiché la citata legge del 1799 aveva attribuito al comitato le prerogative di vigilanza e d'ispezione sul collegio al fine di «procurare per ogni mezzo l 'avanzamento degli Alunni ne Ili Studj e nelle Arti, e nella Cristiana Civile Educazione», questo, ritenendo che per attuare tale direttiva fosse necessario organizzare un Potere amministrativo, decretava, il 4 febbraio 1802, con il Suplumento al Regolamento del Collegio Militare (SS) la soppressione delle vecchie norme del regolamento poiché non più rispondenti alle finalità dell'istituzione. Il documento, costituito da un preambolo e da 18 articoli, statuiva la creazione: di una deputazione di cittadini, cui era devoluta la nomina del direttore del convitto, la vig ilanza sull'esecuzione delle disposizioni del Regolamento e sulle deliberazioni particolari, emanate per disciplinare la sussistenza , per l' istruzione, e l'educazione degli Alunni; degli organi preposti all'attuazione delle disposizioni relative al vitto e al vestiario, alla puntuale attuazione delle norme interne, alla gestione della cassa e della tenuta della contabilità, agli studi. Tali incarichi erano affidati ai cittadini Claudio Oneto,
(58) ASG, Sala Foglie/la, Corpi Volontari, fs. 301.
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GLI ISTTTUTI DI EDUCAZIO'ffi E DI FORMAZIONE P€R UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
deputato per le proviste e Sussistenza, Luigi Boasi, deputato per la Polizia del Collegio, Francesco Moro, deputato all'Azienda, e Giovanni Cattaneo, deputato alli Studj e mestieri. Furono designati in qualità di insegnanti: il capitano del genio Domenico Revello per l 'insegnamento del disegno (la richiesta di assegnazione rivolta il 21 gennaio 1801 daUa Commissione Straordinaria di Governo al ministro di guerra e marina, veniva accordata con immediatezza), il capitano della truppa Calcidonio Zuareb per le istruzioni militari (già in servizio alla data del 17 gennaio 1798, confermato il 23 aprile 1801), Claudio Pollini per il corso di educazione (confermato il 27 marzo 1803). In ottemperanza all'articolo 5° della Legge organica del Magistrato di Guerra e Marina e con la deliberazione del senato del7 novembre 1803, la direzione del collegio militare e le attribuzioni accordate al comitato venivano ora devolute al magistrato di guerra e marina, che decideva di provvedere a individuare i mezzi e le direzioni necessarie per il di lui miglioramento e conseguentemente di dare l' avvio alla stesura di un nuovo complesso di norme <59>. Il regolamento e il nuovo metodo per le Scuole del medesimo venivano approvati dal magistrato il 30 marzo 1804. Le disposizioni del precedente regolamento restavano confermate limitatamente alle parti non in contrasto con quelle del Regolamento del Collegio Militare decretato dal Magistrato di Guerra, e Marina da sostituirsi all'esistente <60>. Il testo era composto da 28 articoli e da un allegato. Le modifiche più rilevanri vertevano sulla figura del Senatore Deputato, delegato del magistrato con compiti di supervisione sull ' istituto, e sull 'organizzazione amministrativa. Di quest'ultima facevano parte il direttore, quale responsabile dell 'educazione, istruzione, disciplina e conduzione del convitto nel suo complesso, e due amministratori, sottoposti all'autorità del direttore, preposti alla gestione amministrativa dell'istituto e alla tenuta della contabilità. Nell 'organico erano previsti: un padre spirituale per gli offici del culto e la cura delle anime degli alunni; due inspettori, sacerdoti , alle dipendenze del direttore per l'esecuzione di varie incombenze e deputati a insegnare ai fanciulli a leggere e a scrivere, ed eventualmente un
(59) ASG, Sala Foglietta. fs. 30 l. (60) ASG, Sala Foglietta, fs. 30 l; Raccolta delle Leggi ed Atti. Decreti, e Proclami puh· blicati dal Senato ed altre aworità costilllite nella Repubblica Ligure. to. l! l, n. 122, Genova. Stamperia Franchelli. 1803, anno vn.- Allegati al cap. 111, doc. 3.
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terzo destinato per le scuole e in grado di sostituire il direttore o i maestri nel caso di una loro indisponibilità; un istruttore militare per il maneggio delle armi e per gli esercizi militari; i maestri per le varie materie d'insegnamento; due ajuranti, scelti tra i giovani in procinto d'essere dimessi per età dal collegio e dotati di particolari qualità personali, da impiegare per un periodo massimo di quattro anni nell'incarico di coadiutori del direttore per l 'inquadramento degli allievi; il personale per i servizi generali. Era annessa la ripartizione del corso degli studi nelle diverse classi d'insegnamento: «Metodo per le Scuole 1 Scuola Classe di Leggere, e scrivere. 2 Classe d'Aritmetica inferiore il)clusa la regola del tre semplice. Classe di Grammatica Italiana, e stile Epistolare. 3 Classe d'Aritmetica superiore, e Bel carattere. Classe di Lingua Francese, di Geografia, e Sfera. 4 Classe di Scrittura doppia Mercantile. Classe di Geometria Piana, e Solida. 5 Classe del proseguimento della Matematica, e sua applicazione. All'arte di rilevare i piani. Alla Fortificazione. All'Artiglieria. Alla Nautica. Questa Classe comprende l'Algebra fino alt 'equazioni di secondo grado per lo meno; la Teoria, e l'uso de logaritmi. Trigonometria rettilinea, e Sferica. 6 Classe di Disegno. Classe di Tattica Militare.» Le varie classi oltre a scandire, con l 'adozione del criterio di gradualità, i vari livelli di conoscenza da far acquisire ai giovani ne di stinguevano i diversi gradi di apprendimento. Tale allegato è la testimonianza più evidente della nuova e più qualificata impostazione scolastica del collegio cd esemplifica il grado di preparazione culturale che potevano conseguire gli allievi intellettualmente più dotati aspiranti alla carriera militare. Particolare accentuazione veniva data alle discipline matematiche e militari, materie dal carattere essenzialmente professionale.
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Il 28 maggio 1804 il senato, su proposta del 2 maggio del magistrato, fissava in 120 il numero degli ammissibili al collegio militare dei soldatini: 80 a spese dei parenti o dei benefattori, soggetti all'autorizzazione del magistrato, e 40 mantenuti a cura della Nazione con il medesimo trattamento delle truppe di linea, di cui almeno 30 figlj di stipendiati al servizio Militare della Repubblica, scelti con decisione del senato. Tutti i 52 allievi a carico del Governo presenti vi sarebbero rimasti in tale posizione amministrativa sino alla sortita dal convitto, precludendo però l 'ammissione di altri fanciulli sino alla permanenza di tale eccedenza <6 1>. Al fine di «mollo contribuire ad assicurare, c accellerare il progresso degli Allunni», si ravvisava la necessità di attuare un coordinamento nell ' insegnamento delle varie branche delle matematiche, adottare un metodo didattico comune, impartire ai giovani sim ultaneame nte più lezioni attinenti alle discipline matematiche per «essere prontamente introdotti à detta scienza» ed essere quindi destinati, superate le classi inferiori, «pi uttosto ali' Arte Mi litare, che alla Marina». Il 19 giugno l 804 veniva approvata la nuova normativa per Le Scuole di Matematica, e Nautica nel Co/Jeggio Militare, ed e/lezione de ' Professori <62>, che recitava: «Decreta. Vi sarà nel Collegio Militare un Professore, Direttore di tutte le Matematiche, e delle Arti dipendenti. Esso sarà incaricato d'insegnare Geometria, Algebra colle altre pani di matematica pura. e della direzione delle sc uole per le arti. Vi saranno inoltre due altri Professori, uno per le ani Militari , Artiglieria, Fortificazioni, e Dissegno; l'altro per la Navigazione. Questi anderanno di concerto col PTofessore Direttore delle Matematiche, tanto rapporto all'ordine delle Materie, quanto rapporto al metodo di trattarle. È eletto in Professore, Dirertore il D. Girolamo Maria Badano il di cui onorario è stabilito dal Magistrato da cavarsi però dalla Cassa del Collegio. In Professore delle Arti Militari d'artiglieria, Fortificazioni, c disegno sarà destinato uno degl'Ingegneri della Repubblica à giudizio del Scnator Deputato. In Professore di Nautica si elegge il Cittadino Zefferino Accame, il di cui onorario si stabilisce in f. 350. annue dà cavarsi pure dalla Cassa del Colleggio. e resta ellctto esaminatore de' Capitani, e Padroni de' Bastimenti Liguri alla prima vacanza decretando, che in avvenire saranno sem pre uniti l'impiego di Esaminatore con la Cattreda di Nautica del Colleggio Militare.»
(61} ASG, Sala Foglieua, fs. 30 1. (62) ASG, Sala Foglietta, fs. 301.
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Il Prospetto del Collegio Militare <63>, che traccia un sintetico excursus storico dello stesso sin dalla sua fondazione, e il Proseguimento del Regolamento per il Collegio Militare <64 >, che definiva la sua natura precisaodone gli studi e le arti oggetto d'insegnamento, le condizioni e le disposizioni di carattere generale nonché le regole e il regime discipli nare che dovevano scandire la vita quotidiana degli alunni, consentono di completare il quadro dell 'organizzazione generale dell'istituto nel momento della sua espressione più alta. Nel prospetto erano riportate le informazioni relative aJJ'alimentazione dei convittori , alle rendite e allo stato economico dell'istituto, al personale impiegato a vario titolo. In particolare era scritto: «Il loro vitto giornale, sufficiente, e modico, tende particolarmente ad acostumarli fino dalla Loro fanciullezza ad una vita frugale, e consiste io una razione di pane di libbre 2 ('circa 680 grammi') per testa, una buona coppa di Minestra, a pranzo, ed un Companatico a cena ed un Bichiere di vino adacquato mattina, e sera. Le feste poi, ed i Giovedì, una Piattanza, avuto sempre riguardo nelle porzioni, ai più grandi.». L'organico, a seguito dei provvedimenti del 30 marzo e del 5 aprile, era costituito da: «Impiegati nel Collegio Militare
Direttore Amministratori Ispettore delle Scuole e maestro di lingua italiana, di stile epistolare ed aritmetica inferiore Jnspettori e Maestri di leggere e scrivere Medico Farmacista Chirurgo Esattore e Scritturale Dispensiere Aiutanti
Stefano Soldati (sacerdote) Claudio Oneto e Gio Batta Fabiano Francesco Compiano
Giuseppe Drago e Andrea Cuneo (sacerdoti) Lorenzo Marengo Bartolomeo Denegri Antonio Besio Paolo Dellepiane Tomaso Brusoni Giuseppe Salvago e Vincenzo Cademartori
(63) ASG. Prefeuura Francese. fs. 9 c Sala Foglieua, fs. 301. (64) ASG. Sala Foglietta, n. 19 Progelto per il Collegio de' Soldatini. fs. 301. - Allegali al cap. lll, doc. 4.
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GLI ISTITIJTl DI EDUCAZIOl'oE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Professori e Maestri di Geometria di Nautica
Federico Pedemonte vacat col posto di esaminatore dei Capitani Marittimi di Architettura Civile e Militare Francesco Pedemonte ingegnere di Lingua Francese, Geografia e Sfera Giovanni Sforzaumana di Scrittura doppia e Mercantile Giovanni Bonfiglio di Aritmetica superiore e Bel Carattere Gerolamo Rolla di Musica l nstrumentale Lorenzo Lasagna e Gio Batta Gallo de Sarti e Maestro di leggere e scrivere Antonio Rivera de Calzolari Giuseppe Morasso
Inservienti Portinajo Cuoco Cameriere Servitori
Andrea Gullaro Giacomo Mercllo Angelo Dellepiane Francesco Careseto e Giacomo Ghiglionc
Maestro di biancheria» Le prescrizioni, che facevano seguito alla redazione del proseguimento del regolamento, erano compendiate in 103 articoli ripartiti nei paragrafi: Delle Scien:e, ed arti, che s'insegnano (7 articoli), Condizioni Che si esigono per l'Ammissione degl'Alunni a pagamento ( 14 articoli), Del regolamento Giornaliero degli Alunni (37 articoli), Della Civiltà e polizia degli Alunni (17 articoli), De Castighi (Il articoli), Disposizioni Generali (17 articoli). Al convitto erano ammessi i fanciulli di buoni costumi, di sana costituzione fisica e privi di difetti fisici d'età compresa tra i 7 e i 12 anni. I giovani vi potevano permanere sino ai 18, salvo casi speciali sanciti con decreto. I parenti e i benefattori dei pensionari dovevano versare un congruo anticipo. dotare l'alunno di una serie di effetti letterecci, di oggetti di cancelleria, libri, strumenti c sottoscrivere un· impegnativa no tari le per il pagamento della retta. La decisione di avviare i singoli giovani allo studio delle scienze o all'apprendimento di un'arte era devoluta esclusivamente al direttore c ali' ispettore delle scuole per quelli mantenuti a carico del Governo e ai
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parenti o benefattori per gli altri, tenuto però conto delle loro inclinazioni. Nessun alunno poteva applicarsi alle arti se prima non avesse imparato a leggere, e scrivere, e le prime operazioni dell'Aritmetica. Era prevista l 'introduzione dello studio della storia e qualora ci fossero le opportunità anche di altre arti. oltre a quelle del sarto e del calzolaio. Gli alunni erano obbligati a parlare familiarmente Toscano, a usare nei rapporti interpersonali maniere urbane e rispettose e ad appellarsi con il voi. L'anno scolastico si concludeva i primi di agosto con l'effettuazione degli esami finali, le prove di abilità nel maneggio delle armi e la distribuzione dei premi. L'impostazione militare prevedeva l'esistenza di un ordine gerarchico interno, la ripartizione degli allievi in tre sezioni , in base al numero e all 'età, e queste in plotoni. Erano specificati nel dettaglio le modalità di effettuazione delle varie operazioni giornaliere e i compiti delle singole figure istituzionali, peraltro analoghi a quelli contemplati dai regolamenti militari. L'orario di massima prevedeva: veglia legata alla stagione, vestizione e riordino del posto letto, dopo mezz'ora orazioni e Messa in Cappella, svolgimento delle operazioni di pulizia personale e colazione, avvio agli impieghi giornalieri di studio o di laboratorio, una breve ricreazione dalle undici e mezza sino all'ora del pranzo, poi altermine dello stesso in marcia, ò in Capello, ò nella ricreazione secondo che è stabilito nell'orario, quindi nuovamente impegnati nello studio o nelle arti, indi la cena e la ricreazione serale, infine le preghiere in Cappella prima del silenzio. Particolare attenzione era posta nel controllo, mediante riviste quotidiane o periodiche, della cura e pulizia della persona, delle vesti, degli oggetti, del mobilio dei giovani e dci locali da essi occupati. A coloro che commettevano degli atti riprovcvoli erano comminate pene diverse a seconda della gravità delle mancanze, l'adozione di una o dell'altra veniva decisa a vari livelli gerarchici: per le colpe leggere «mandare in ginocchione, privar del vino, o punire con si m il sorta di penitenza à giudizio del Direttore», per le gravi «l'arresto, la prigionia, ai ferri, la degradazione militare se sono Ufficiali», per le gravissime «le sferzate alla militare, mandargli alla casa di correzione, licenziarli dal Collegio». L'elencazione dei divieti e delle perrnissioni concesse agli alunni concludeva il documento. È stato possibile desumere il numero dei frequentatori da più fonti , che però come spesso accade in questi casi non sempre concordano. Durante
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GLI ISTIT1JTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO NE PER UFFIC IALI NEGLI STATI PREUNITARI
il periodo del blocco (decreto del 5 maggio 1800) erano presenti 44 allievi a carico de li 'amministrazione di guerra e marina, ai quali era riconosciuta la retribuzione del soldato; nel ruolo del 16 ottobre dello stesso anno 135, ai precedenti se n'erano aggiunti 91 a carico dei parenti e dei benefattori; dal Rollo del Collegio Militare del mese di Febraro 1801 i frequentatori figuravano essere 94, di cui 48 alunni mantenuti dalla Nazione con paga e la consueta razione e 46 con la sola razione (96 nel mese di aprile); negli anni successivi si conteranno: 86 nel 1802, 107 nell803, 112 nel 1804, 113 nel 1805, di cui 62 a spese della pubblica amministrazione (65>. Con il decreto del 15 messidoro anno Xrii (4 luglio 1805) l' istruzione pubblica, dall'insegnamento primario all'universitario, veniva radicalmente riordinata. Il regolamento del collegio, designato ora ad accogliere 300 fanciulli appartenenti a famiglie degli uomini di mare morti al servizio dello Stato, era in parte modificato e veniva conferito un indirizzo marinaro al corso degli studi. 11 26 novembre 1808 con la fusione del Collegio Militare e dei Collegi Durazzo, lnvrea e Soleri si dava vita al Collegio Imperiale, la sede di Carignano veniva occupata dal neo istituito Liceo <66>.
4. LE ISTITUZIONI PER LA FORMAZJONE DEGLI UFFICIALI ALLE FORTIFICAZIONI La storia militare della Serenissima Repubblica non può vantare la creazione di istituzioni per la formazione specifica degli ufficiali delle armi dotte di particolare rilevanza, che siano poi assurte a scuole di pensiero o sperimentali in qualche misura paragonabili a quelle coeve esistenti in altre Nazioni italiche ed europee. È lecito quindi porsi l'interrogativo sulla ragione di tale carenza in uno Stato di non trascurabile importanza politica, ancorché impegnato. specie nel corso dell'ultimo secolo della sua esistenza. a sostenere solo delle guerre a fini eminentemente difensivi. Non è certamente possibile, in questa sede, affrontare questo argomento complesso, esaminarlo con cognizione di causa e dare una risposta
(65) F. Dellepiane, op.cit. , pp. 86-7,91: ASG. Sala FoRliella, Decreti, fs. 187 e Collegio Militare, fs. 324. (66) F. Dellepiane, op. cit., pp.II6-7 e 120: ASG, Sa la Fog lie/la. Collegio Militare, fs. 324.
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corretta. Da una sommaria e superficiale ricostruzione storica della politica statuale della Superba nel campo dell'istruzione, limitata al periodo dello scorcio del Seicento e nel Settecento sino alla caduta della Repubblica aristocratica, emerge che i magistrati responsabili non seppero valutare l'importanza della nuova e rivoluzionaria realtà culturale. Neli 'ambito della politica scolastica, la cura del Governo rimaneva costantemente rivolta a valorizzare soprattutto gli studi umanistici, giuridico-notarili e pur anche teologici, indubbiamente fondamentali per la preparazione dei giovani destinati a reggere le sorti della Repubblica e a dirigere le attività da cui la comunità aveva da sempre tratto le sue fortune, trascurando però di estendere l'insegnamento alle discipline che il mondo scientifico allora dischiudeva: rifiutando la cultura intesa nella sua accezione più ampia, ne disconosceva l'importanza e la forza propulsiva, prima nel mondo delle idee che nel campo delle tecnologie, della conoscenza delle scienze fisico-matematiche. Genova sino agli anni settanta del XVIII secolo non aveva una pubblica Università degl i Studi (6?} o qualificate scuole pubbliche o collegi-convitto per nobili, affidati alla Compagnia di Gesù o ad altro Ordine religioso, che fossero propedeutici per l'accesso alle facoltà universitarie delle scienze pure o applicate esistenti al tempo in Italia, ma solo collegi per gli studi di teologia, filosofia, giurisprudenza e medicina. Questo era il quadro, nel Settecento, della situazione dell'istruzione scientifica e quindi della cultura ligure. È ben vero che sin dalla seconda metà del '500 i padri ignaziani introdussero dei corsi di studi superiori a carattere squisitamente umanistico, in armonia con il loro modello scolastico organizzativo e didattico codificato nel 1606 con la pubblicazione del Ratio atque lnstitutio Studiorum Socieraris lesu, ma questi non rispondevano affatto alle esigenze dello Stato, a differenza di quanto era accaduto in altre parti d 'Italia, in particolare a Parma dove il duca aveva preteso e ottenuto che nel Collegio dei nobili l'impostazione del corso degli studi fosse aderente ai suoi intendimenti, includendo discipline mi litari e arti cavalleresche. Anche se dal 1664 ai gesuiti veniva affidata la lertura di matematica, istituita con il lascito di Ansaldo Grimaldi (1536), l'insegnamento delle materie scientifiche e in particolare fisico-matematiche
(67) R. Savelli. Dai Collegi al/" Università. pp. XXII-XXIX e LXIV-LXX!X.
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OLI ISTrrtm DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOI\E PER umCIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
fu del tutto inadeguato se non misconosciuto. li legato testamentario doveva consentire l'istituzionalizzazione e il mantenimento di alcune cattedre pubbliche, in particolare: instirura ossia diritto canonico e civile, matematica, filosofia e morale. Pur tuttavia le cattedre Grimaldi non costituirono, com 'era auspicabile, il fondamento per la creazione dell'Università pubblica. I padri controriformisti, ancorché in permanente conflitto con i serenissimi collegi, conservarono di fatto, sino allo scioglimento della congregazione (1773), il monopolio dell'istruzione. Solo nel 1779 tra le letture universitarie veniva introdotta la lettura di chimica a indirizzo medico-farmaceutico; nel 1784 veniva proposta l'istituzione di alcune cattedre per l'insegnamento delle materie scientifiche (algebra, geometria, idraulica, fisica sperimentale e, inserita nel programma di matematica superiore, l' astronomia). Queste saranno attivate solo a cominciare dal 1788. Non deve pertanto destare meraviglia sia la difficoltà che dovette superare l 'organizzazione militare, priva di vere e proprie scuole militari, per reclutare tra i giovani istruiti nelle scuole pubbliche gli elementi indispensabili per creare i quadri delle sue armi speciali e sia la consuetudine delle famiglie aristocratiche o più facoltose di inviare i loro figli , nel Sei-Settecento, a studiare ali 'estero nei Collegi e nelle Università delle città italiane e straniere.
La Scuola dell ' Architettura Militare La Repubblica di S. Giorgio, agevolata dalla particolare morfologia della Liguria e della Corsica, aveva da sempre affidato la difesa delle sue città e dei suoi territori principalmente alle opere della fortificazione permanente. In particolare, non solo Genova era una ci ttà murata, ma anche il territorio adiacente che la inglobava, dal Polcevera al Bisagno con vertice il forte Sperone, era protetta da una c inta bastionata, la grande muraglia genovese ( 1625- 1633), che si estendeva senza soluzione di continuità per oltre dodici chilometri, integrata, successivamente, da fortificazioni esterne. Altra città piazzaforte era Savona. Sin dal 1667 il magistrato d i guerra, che si era posto il problema di disporre di un primo ingegnere nazionale a cui devolvere la soprintendenza alle fortificazioni e alle altre attività militari connesse, aveva intravisto l'esigenza di costituire una scuola per la formazione di ingegneri militari. Questa intuizione trovava origine dalle difficoltà incontrate nel
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reperire degli specialisti, di sicuro affidamento per la sicurezza dello Stato, professionalmente qualificati per conoscenze tecniche e possibilmente per esperienza diretta acquista sul campo di battaglia. L'idea di una scuola di architettura militare riprendeva corpo in un ricordo eli Nicolò Grimaldi del maggio 1678, che proponeva di «far fare la scuola da uno o due buoni capi Ingegoieri e periti neiJe fortificazioni» <68>. Allorché nel 1692 veniva assoldato l'ingegnere Giovanni Bassignani (o Basignani) nativo di Pontremoli, già al servizio dell'Imperatore d'Austria e della Repubblica di Venezia, per la quale aveva servito in tempo di pace e in guerra, la Superba si poteva avvvalere per ben venticinque anni ( 1692-1716) di una gu ida di riferimento per l'approntamento, il perfezionamento e la manutenzione delle sue difese, per il governo, la sistemazione e il rilevamento topografico del suo territorio, per lo sviluppo della cartografia. Il Bassignani nella sua qualità di primo ingegnere fu, senza dubbio alcuno, investito della responsabilità dell'organizzazione militare di pertinenza in senso lato e quindi anche dell'attività didattica e formativa nei confronti dei suoi sottoposti. Ciò non è solo arguibile, ma ce lo testimonia Alberto Medoni, che partecipò nel 171 O, quale «sotto ingegnere del Primo Ingegnere e Quartier Mastro Maggiore delle truppe di Sua Maestà Imperiale», alla campagna militare in Piemonte. 1n una lettera del l 711 ricordava che ali 'età di 17 anni, nel 1703, si era applicato nello studio della «Scienza dell 'Architettura Militare, o sia Fortificazione, per lo spazio di sei anni consecutivi, sotto la direzione del Gio Bassignani, primo Ingegnere di Vostre Signorie Serenissime» (nella supplica del 1715 dichiarerà che gli anni di apprendistato con il Bassignani furono dodici ). 11 primo ingegnere dal 1706, a detta del postulante, si era dedicato anche aH' istruzione di Matteo Lagomaggiore (69). Nel 1713 il magistrato di guerra proponeva la formazione di una Scuola di architettura militare e rivolgendosi ai serenissimi collegi così si esprimeva: «Considerando sempre più le urgenze, che per aventura potessero insorgere di avere più numero di persone capaci dell'architettura militare, non hà perciò tralasciato di fissare il pensiere à quelle
(68) M.Quaini, Per la Storia della Carto~?rafia a Genova e in Liguria. Forma:ione e ruolo degli ingegneri-geografi della vira della Repubblica (1656-1717), p. 253. (69) L.C. Forti. Fortifica:ione e Ingegneri Militari in Liguria ( 1684-1814), p. 75 Nota 32, lettera datata Torino 15 giugno 1711: ASG. Sala Senart'ga. Diversorum Collegi. fs.l9 1 e fs. 198.
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forme, che si potessero qui rinvenire con farne ammaestrare qualcheduni che dimostrano genio in tal essercitio per non haver' occasione di cercarne altrove anche col maggior risparmio della Camera~~ <70>. L'idea si potè concretare non solo per la presenza del Bassignani, che ne fu certamente il direttore, bensì per merito e per le capacità professionali del suo primo aiutante. il fiammingo de Langlade. L'istituzione della scuola veniva approvata il 13 dicembre e probabilmente nel gennaio 1714 cominciò la sua attività. Non se ne conosce però con precisione la data d' inizio. Al fine di ricostruire la storia di questa istituzione, ancorché in maniera approssimativa e frammentaria, si riportano degli stralci di alcuni reperti archivistici. La prima citazione significativa relativa all'istituto, che accenna alla sua organizzazione almeno nelle linee generali, figura nel documento, datato l 0 agosto 1713, Esposizione del Magistrato di Guerra circa la Scuola dell'Architettura militare (? t ) che tra l 'altro recitava: «Si ritrova à questi stipendi in qualità di Sotto Ingegne re Gio. Gh erardo de Langlado. di nazione fiamenga, venuto sin l'anno 1710 dopo che si era essercitato per più Campagne ('nelle Fiandre, in Polonia e in Portogallo') nella preaccennata architettura in serv iggio de Prencipi Stranieri &otto la direzione anche del Padre et Ascendenti tutti fondati nello s tesso esserci tio, quale nel decorso di detto tempo hà sempre fallo conoscere in tutte le occorrenze la sua esperimentata periti a in dello genere con più prove falle della di Lui capacità, potendosi di questo sperarsene un 'ottima riuscita[ ... ] stimarebbc il Magistrato che per maggiom1ente animarlo à perseverare à questo servigg io. s i po tesse accrescere il sold o allo s tesso con obligo però di stabilire Scuola in questa Città di qualche persone che hanno idea nella detta architcttuta militare ad effe tto di abilitare questi tali , e fondare li stessi in tal professione; Apprende il Magistrato che questa potesse stabilirsi da dieci sino in dodeci persone frà le quali sei in otto bombisti, e granatieri della Compagnia del Capitano Gazzo, che al presente sono à soldo. e di quattro figli di Ufficiali che si ritrovano à questi stipendij con insperansire si gli uni, che gli altri con qualche soldo maggiore, conosciuto che si sarà il loro profitto con imentione anche di promuover! i à qualche grado od' Insegna od al1ro che vacasse doppo il corso di otto o dieci anni che si fossero applicati à detta Scuola. e che si ritrovassero abili, e capaci nella predetta architettura militare sperando con questo di avere col tempo soggetti esperimentati, e proveui senz.a aver obligo di cercarne altrove al le occorrenze. Che questa Scuola che doverà giornalmente da farsi per quelle ore che si destinassero. debba essere in luogo publico cioè nell'ultima stanza dell' Amlaria ('armeria') perchc po~sa essere sotto gli occhi non solo d'ognuno di Vostre Signoric Serenissime mà anche dell'Illustrissimo Se rgente Generale per tutte quelle visite, che di tanto in tanto stima&se
(70) ASG, Sala Senare~a. Diversorum Collegi. Per Capitano Langlade. fs. 200. (7 1) ASG. Sala Senarega. Diversorum Collegi, fs. 195.
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proprio di fare per riconoscere. se effeuivamente il detto Langlado compisse per intiero alle sue parti con quelli ordini che gli fossero preftssi; onde quando Vo~tre Signorie Serenissime apprendessero il pensiere et inclinassero prescrivere la Scuola di questo esserci zio. il Magistrato Eccellentissimo c Illustrissimo stimarebbe che si potesse accrescere il soldo di detto Gio. Gherardo ora Sottoingegniere sino a f.. 80 al mese da pagarseli dal giorno che si sarà principiata detta Scuola. e col trattamento da Capitano sperando che egli in tal forma si affettionerà tanto al buon serviggio di Vostre Signorie Serenissime, quanto ad'erudire con più fervore li sudeni, quali con l'ottima capacità dell'istesso si crede che faranno riuscita da potersene far capitale alle occorrenze con risparmio dell 'errario pubtico.>>
Sempre in merito alla Scuola, nella Relazione del Magistrato del 27 marzo 1715 <72), in esito a una supplica del Medoni, è deno: « ... anche in questa Città nella Scuola ultimamente imposta d'ordine di Vostre Signorie Serenissime con qualche buona aspettativa del suo valore come è stato assicurato dall'Ingegnere Bassignani, e siccome vari sono quelli che si vanno essercitando alla detta Scuola da potersenc far capitale alle occorrenze, massime con la mira che si è av ula di abil itare qualche nationali in detto essercitio per non essere soggelti a cercarli altrove con dispendio del publico erra rio, stante le continue indispositioni del Bassignani sudetto, tanto più che non lasciano di incontrarsi qualche difficoltà per h averne altrove come è seguito li anni passati o pure si è in obligo di pagare per essi somme di consideratione come è stato ultimamente preteso».
Il Langlade, a seguito di una sua specifica supplica datata 12 maggio 1716, veniva promosso il 15 dicembre dello stesso anno al grado di capitano con il titolo di Ingegnere «con obligo di stabilir scuola d'architettura militare in questa Città, come hà fatto, e và in essa essercitando chi inclina, et applica à tale professione [... ] colla condizione però sempre. che debba continuare in questa Città la detta Scuola di architettura militare di già stabilita» <73>. Dalla relazione del magistrato di guerra del 2 agosto 1717 <74> in risposta a una supplica del tenente Gaetano Lorenzo Tallone, che avendo frequentato con diligenza il corso per tre anni chiedeva gli venisse attribuito il titolo di sono ingegnere, peraltro accordatogli perché non implicante spesa alcuna, emerge invece il parziale fallimento dell'istituzione, dovuto alla defezione della quasi totalità dei suoi frequentatori: «Che il deno Talone supplicante da che Lor Signorie Serenissime incarricarono il detto Langlade ad aprir qui Scuola di archiletrura militare, e che dall'lllustrissimo Diputato dell'Eccellentissimo Magistrato le furono assegnati otto figli di questi Ufficiali per
(72) M. Quaini, op.cit., p. 263; ASG. Sala Senarega, Oi,·ersorum Collegi, fs. 195. (73) ASG, Sala Senarega, Diversorum Collegi, Per Capilano Langlade, fs. 200. (74) M. Quaini, op. cit., p. 263: ASG. Sala Senarega, Oiversorum Collegi. fs. 201.
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esercitarsi nella medesima, l'hà sempre continoata (quando gli altre sette l'abbandonarono), e con applicazione e studio particolare, et hà profittato in tal Ministero con lasciar speranza di far riuscita à giudizio del medesimo Langladc, e che lo stesso supplicante mosso dall'ambizione di avanzarsi in detta professione ha ricercato di seguitare, come hà fatto, il detto Capitan Ingegnere Langlade in tutte le missioni, che hà havuto per fuori, per occorrenze di publico serviggio, come consta dalla Veditoria.».
Anche Matteo Vinzoni, nel marzo dell715, veniva ammesso alla scuola, dopo anni di apprendistato col padre in qualità di cartografo. Dalle suppliche inviate al magistrato dal Tallone e dal Medoni il 13 luglio 1722 (75), tendenti a ottenere l'incarico di direttore dell a scuo la di architettura militare e matematica, si desume che questa, in tale data, doveva certamente ancora esistere. Si stralciano alcuni periodi pertinenti, tra i più significativi, tratti dalle loro suppliche: «Pertanto, e per le raggioni adotte, e per avere secondato la mente publica in ogn'occasione, pronto non diffida ottenerne Favorevole il rescritto dalla Somma clemenza, e generosità delle Vostre Signorie Serenissime obbligandosi, come Capitano secondo Lngegnere ('Tallone'). ali'Aministrazionc della Scuola della militare Architettura, che al sopra nominato Suo cognato Langlade era appoggiata, con l'instruire il Figlio maggiore à Suoi Tempi nella professione del Padre, et 'altri Figli d'Ufficiali, che si volessero applicare al la sudetta. in conformità degli ordini delle Vostre Signorie Serenissime, ... »; « ...e siccome giorni sono è seguita la morte in persona de l già fu lngegnero Langlados, il quale aveva la direzione della publica scuola di Fortificazione, et Matematica sta ta istituita da Vostre Signorie Serenissime col fine di produrre, qualche giovane nationale nella professione di ingegniere per poter con il tempo servirsi dei propri suditi senza essere obligati a cercarne altrove d i forestieri [... j in sentimento che debba continuarvisi detta scuola questa direzione sarebbe dovuta al sudetto lngegncro Medoni per esser il medemo il più anziano di tutti».
Non sarà data loro risposta alcuna. I documenti reperiti dopo tale anno tacciono sulla esistenza de11 ' istituzione. Sulla vita della scuola le testimonianze d 'archivio sono rappresentate per lo più da suppliche tendenti a ottenere riconoscimenti o incarichi, corredate dal parere del magistrato di guerra. Non è stato, finora, reperito un regolamento <76> o documento alcuno dal quale si possa ricostruire la
(75) L. C. Forti, op. ci t.. p. 76 e Nota 36: ASG, Sala Senarega. Diversorum Collegi. fs. 207. (76) Esistono peraltro numerosi documenti militari del primo '600 quali per esempio: Capitoli Generali per la Scuola. ò Compagnia de Bombardieri del 1627 (ASG, Sala Foglie/fa, Milirarium, fs. 1128) e a stampa Ordini, E privilegi Militari, così de' Scelti, come delle Milirie ordinarie dello Storo di Terra ferma del 1628. BUG, 4. BB. VIU. 31 (5).
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sua organi zzazione, i programmi di studio, la durata e le modali tà di attuazione delle lezioni. Sarebbe stato indubbiamente estremamente interessante acquisire su questo corso di architettura militare qualche notizia più dettagl iata e in particolare: quali fossero le discipline impartite a integrazione degli argomenti specifici di architettura militare, quali quelle connesse e quali le complementari attinenti all'artiglieria, agli esplosivi e in particolare a lle mine e alle contromine. Questi insegnamenti. come hanno dimostrato inequivocabilmente tutte le Scuole militari per le armi speciali del tempo, rappresentavano il complesso delle materie fondamentali per la progettazione e la ristrutturazione non solo delle fortificazio ni permanenti, ma anche per l'esecuzione di q uelle campal i. Certam ente veniva svol to un programma di geometria pratica ovvero d i topografia e di disegno architettonico . Resta indubbiamente diffic ile affermare che questa sia stata una Scuola di Matematica e Fortificazione, come s' intende com unemente e correttamente. Nella proposta istitutiva era prescritto venissero istruiti da dieci a dodici giovani, otto bombisti e granatieri della compagnia del Gazzo e quattro figli di ufficiali, ma sin dagli inizi del corso c i fu una massiva rinun zia da parte degli allievi: degli otto ammessi all a frequenza so lo il Tallone, parente del Langlade, continuò a seguire le lezioni. Deg li altri successivamente ammessi non si conoscono né i nomi, né quale impiego abbiano eventualmente ricoperto a conclusione del ciclo didattico. Si rimane perplessi sulle modalità attuative dell'istruzione qualora si tenga presente l'intensa attività e spesso fuori Genova, peraltro importante e impegnativa come si desume dai copiosi documenti d'archivio, portata a compimento sia dal primo ingegnere Bassignani sia dal Laglande, nella loro specifica qualifica, nel periodo di svolgimento delle scuole. È da ritenere pertanto che tale istituzione rappresentasse un tentativo indubbiamente innovativo e anticipatore, la cui realizzazione però, per motivi di ordine economico ovvero per indisponibilità di un corpo di docenti a totale disposizione dei discenti, ricalcò, di fatto, la metodica dell'apprendistato già sperimentata dal Bassignani. Prova ne sia che gli ufficiali posti a capo degli ingegneri militari continueranno, come nel passato, a essere reclutati tra i più qualificati tecnici stranieri disposti ad accettare l ' incarico. Tale tesi sarebbe attualmente avvalorata anche dall' inesistenza archivistica di un regolamento, di testi, appunti e programm i di studio.
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Nazionali saranno invece la gran parte degli ingegneri-geografi, come definiti da alcuni autori ovvero i cartografi al servizio della Giunta dei Confini, che annoveravano: Alberto Medoni , Matteo Lagomaggiore, Gaetano Lorenzo Tallone, Matteo Vinzone, Domenico Carbonara e il genovese Francesco Gallo. Tra i cartografi militari della seconda metà del Settecento personaggio di spicco sarà Gerolamo Gustavo.
La costituzione del Corpo degli Ingegneri Ai fini d ' una mig liore comprensione dello specifico argomento della formazione dei cadetti delle armi dotte è forse opportuno aprire una digressione sulla situazione dei quadri e sulla costituzione del Corpo degli Ingegneri. Alla morte del Bassignani, avvenuta nel maggio del 1717, subentrava nell' incarico di primo ingegnere Pietro Morettini , svizzero di Locamo, che aveva acquisito la sua maggiore esperienza servendo dal 1693 al 1697 quale ingegnere ordinario nell 'esercito olandese di Guglielmo Ill d ' Orange. Nel 1698 aveva ricevuto la nomina a direttore delle fortificazioni, partecipando sino al 1702 ai lavori delle fortificazi oni di Bergen-op-Zoom, Grave e Nimega. La disponibilità di ingegneri e di personale tecnico qualificato non risultava essere ottimale. Il Morettini a conclusione del suo rapporto del 28 febbraio 1718, a tre mesi dalla assunzione ne ll ' incarico di primo ingegnere, lamentava «di non aver avuto in Genova disegnatori , che mi abbiano allcgerito nel mettere in netto li progetti avendone sbozzati molti per scegliere li migliori, oltre che l 'esercizio di copiare disegni e fatica che non s'adatta più alla mia età, stillandosi dagli Ingegneri di dare li progetti à giovani praticanti, e di emendarli quando questi li mettono in netto e però prego Vostre Serenissime ad assegnarmi qualche disegnatore che sono à stipendij della Serenissima Repubblica acciò che possa valermene in tale occorrenze» <77>. Carente era anche la presenza di esperti minatori: il 16luglio 1717 l'ingegnere· Laglande aveva caldeggiato, non si sa con quale esito, la costituzione di una Compagnia di minatori provvedendo ali ' istruzione dei quadri e della truppa di una Compagnia di fanteria <78 >; nel 1726 ne
(77) L.C. Fon i. op. cir.. p. 68 e Nota 48; ASG, Sala Foglima. Memoria del Magistrato di Guerra ai Serenissimi Collegi, fs. 1228. (78) ASG. Sala Senarega, Diversorum Collegi, fs. 201.
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dovevano essere assoldati diversi del Canton Ticino, per aggregarli poi come complementi nella Compagnia oltremontana (?9)_ Per l 'esecuzione dei lavori si doveva, in seguito, dal 1728 al 1744 avvalere della collaborazione del sotto ingegnere irlandese Patrizio Geraldini. Ali' inizio del 1734 nel no vero degli ingegneri al servizio della Repubblica figuravano: con il grado di colonnello Pietro Morettini , solo buono per opere ingegnere; tre ingegneri con il grado di maggiore Matteo Vinzoni, ingegnere con graduazione di Maggiore, lo straniero Patrizio Geraldini, Ingegnere, e militare nello stesso tempo, Geronimo Marchelli, Ingegnere destinato al giro della Piazza, (questi ultimi con compiti più militari); i tre capitani Alberto Medone (o Medoni), Gaetano Tallone e Domenico Carbonara, li detti Ingegneri si suppongono buoni nella loro Professione, che però non ha saputo come esaminarli l'Eccellentissimo Magistrato, e i sotto ingegneri o aiuti Lagomaggiore e Agos6no Sibilla (80) _ Dal 1740 a capo dell'organico degli ingegneri della Repubblica furono posti i colonnelli Vinzoni, Geraldini e Marchelli. Nel1745 venivano arruolati il francese Pierre de Cotte (Decotte o de Coté), che era stato al servizio dell'Elettore di Baviera, affiancato al Yinzoni (o Yinzone), e Jacques de Sicre (Sycre o Sikre), già al servizio dell'esercito spagnolo, che verrà posto a capo dell'ordine gerarchico. Nel 1756 subentrava al de Sicre con il grado di brigadiere Antoine Frédéric Flobert di Parigi, che però rimarrà a Genova solo due anni e mezzo. Il 9 aprile 1756 il Flobert sottoponeva aJ magistrato delle fortificazioni uno studio per l'istituzione di un Corpo degli l ngegneri. Considerava urgente porre sotto la direzione e a esclusiva disposizione del magistrato (la testa) un gruppo autonomo di tecnici, rappresentato da un nucleo di ingegneri bene addestrati (le braccia), e almeno 30 operai specializzati per «veder sempre chi stia in attenzione de ripari e de travagli che possino occorrere nelle Fortezze di Vostre Signorie Serenissime in vista massime della situazione della Repubblica più bisognosa forse del! 'accrescimento e conservazione delle rispettive fo rtificazioni, e per
(79) L.C. Forti. op. cit., p. 68 e Nota 48. (80) L.C. Forti, op. c it., p. 69-70 e Nota 52; ASG, Sala Senarega, Diversorum Collegi, fs. 225 e Sala Foglietta, fs. 1240.
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIOSE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREllt'ITARI
conseguenza di un buon numero d'ingegneri che ne abbiano la cura, che dell'aumento di Truppa» (8t>. Il progetto formulato dal Flobert veniva ripreso dal magistrato che inviava, l'Il gennaio 1757, ai serenissimi collegi la Relazione dell'Eccellentissimo Magistrato delle Fortificazioni in ponto al dover stabilire un Corpo d'lngegnieri <82). In sintesi le proposte erano le seguenti: «Nel lempo islcsso, in cui da Vostre Signorie Serenissime fu tramandata all'Eccellentissimo Magistrato delle Fortificazioni l'incombenza d'informarsi dell'abilità ed esperienza di Domenico Policardi, che hà assistito alla redificazione del Bastione S. Carlo in Bastia, si compiaquero pure di trasmettergli l'incarico d'esaminare quali providenze potessero essere opportune per meltere sopra d'un buon piede il Corpo degli Ingegnieri, cosi necessario nella posizione dello Stato della Repubblica, e tanto miserabile per la morte prima d'ora seguita di qualcheduno, e per l'età avanzata di qualch'altro, ridotto detto corpo a poco meno che alla moltiplicità di varj capi senza braccia, che possino agire all'occasione. Esaminatosi per tanto questa pratica e sent itosi più volte anche il parere del Magnifico Brigadiere Flobert, i di cui lumi, e cognizioni puonno certamente contribuir assai al pubblico vantaggio, stima il Magistrato Eccellentissimo umiliare anticipatamente a Vostre Signorie Serenissime lo stato presentaneo di tutti gl'ingegneri, acciocche vedutone il rispeuivo impiego possino passar all'esame delle riflessioni e sentimenli del Magistrato medesimo per indi prendere qualche determinazione, che giudicheranno.»
Lo Stato maggiore del corpo sarebbe dovuto essere costituito: dal maresciallo di campo de Sicre, dal brigadiere Flobert e dai colonnelli de Coté e Vinzoni, «sopra di cui niun fundamento può farsi in genere di serviggio delle fortificazioni giacche come pratico de Confini è interamente additto a quell'Eccellentissima Giunta»; da quartro capitani: dei quali il Medoni era «quasi inabile al serviggio per l'età sua avanzata e per essere quasi cieco», il Tallone «impiegato nella custodia, e distribuzione de quartieri della Città poco o nu lla accudir può all'assistenza de travagli che fuori d'essa fossero ordinati, il Vinzoni della di cui capacità nulla può di re il Magistrato Eccellentissimo e solo deve aggiungere che essendo anch 'egli unitamente al Padre altrove impiegato non può pressumer esso contarsi frà gli ingegneri», il Codeviola «la di cui abilità, e buon genio lo fanno da tutti riguardare come un acquisto vantaggioso al pubblico buon serviggio» e infine dali 'aiutante Lagomaggiore «da cui fuori di qualche copia di disegno nulla si può aspettare».
(81) L.C. Forti. op.cit., pp. 148-9. (82) ASG. Sala Foglietta. Serenissimi Signori. fs. 1240.
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Il magistrato faceva presente che il brigadiere Aobert, considerata la situazione, aveva proposto di assegnare ai due principali ingegneri de Siere e de Coté, rispettivamente, l'incarico di ispettore generale dei progetti delle fortificazioni e di direttore delle costruzioni; al colonnello Vmzoni il titolo di ispettore con il compito di redigere le opportune relazioni sulle fortificazioni dello Stato e al capitano Tallone la responsabilità della soprintendenza dei quartieri della città e di tutte le altre fortezze dello Stato, assegnando a ognuno un aiutante; al capitano Codeviola, oltre alla lettura nell'accademia per la formazione di qualificati soggetti, affiancandogli però un professore aggiunto di matematica e di disegno con il rango di tenente, la custodia dei disegni, l'alzamento e rettificazione delle piante, profili e stati generali e particolari delle fortificazioni; a due ingegneri le fortificazioni della capitale (per ricoprire uno di tali incarichi era designato il caporale Gustavo); inoltre altri quattro: uno per le fortezze di Savona, Vado, Finale e San Remo, uno per Spezia e Sarzanello, uno per Portofino e un altro ancora per Gavi; per la Corsica l'ingegnere Policarpi, professionalmente capace e conoscitore del paese, da promuovere al grado di capitano, ispettore, soprintendente alle costruzioni delle fortificazioni dell'isola e supervisore per le attività connesse, con sede a Bastia. e degli ingegneri ordinari con il grado di tenente, uno per Calvi e Algajola, uno per Bonifacio e un altro per Ajaccio. Sottolineava che «Vi sono sufficienti soggetti per l'idea e indirizzo de piani di fortificazione, che da Vostre Signorie Serenissime si volessero ordinare, e solo si manca assai di chi pensa essere alla direzione neli 'eseguirli, tanto più se più di un lavoro si vien a fare in una volta, dovendosene in tal caso lasciar la cura a maestri capaci bensì della materiale costruzione, ma inesperti di quell'arte militare, che per altro è indispensabile». formulava delle proposte d'impiego degli ingegneri disponibili e concludeva: «Per gl i restanti due posti, si potrebbe cercar fra gli ufficiali di Truppa regolata, o frà i figli di qualche capo d'opra che frequentino con applicazione l 'accademia, se vi fosse chi volesse entrar in questo corpo, meg lio sempre essendo di poter confidare la gelosa assistenza delle fortificazioni a gente nazionale che a qualche forestiere, il quale nemmeno si troverebbe a simil prezzo limitato». Per ragioni economiche e per carenza di soggetti idonei le vacanze nei quadri dell'organico proposto erano solo parzialmente ricoperte: nel maggio 1757 venivano arruolati i subalterni Antonio Ronco e Giuseppe Ferretto (o Feretto) e nel dicembre dello stesso anno Giacomo Brusco; il caporale Gustavo otteneva la nomina a sottotenente.
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Alla relazione era allegata la Proposizione del stato di un Corpo d' lngegnieri souo {Autorità, è la Suprema Direzzione dell' Eccellentissimo Magistrato delle Fortificazioni (83). Il programma per l ' istituzione del Corpo del Genio, adottato dal Governo nel 1757, si presume sia stato già elaborato nel periodo ottobre-dicembre dell'anno precedente. Un nuovo piano militare veniva adottato con il decreto del 26 settembre 1764. Dal Detaglio, osia Tabella Uffiziali ne' Regimenti Uffiziali per il giro delle Piazze lngegnieri per le Fortificazioni, e Confini <84> risultavano appartenenti al Corpo del Genio gli:
(83) ASG, Sala Foglie/la, fs. 1240. «Proposizione del stato di un Corpo d'Ingegneri sotto l'Autorità, t la Suprema Direzzio· ne dell'Eccellentissimo Magistrato delle Fonificazioni: lngegnereé inspeuore generale delli progelli delle Fortificazioni
L'illustre Maresciallo di Campo il signor Giacomo Sicre
Direuore delle oonslnllzioni é delU appah1 delle FortifimKmi
Il Magnifico Collonello il signor de Cotte
Visitatori é Relatori dello stato delle FortifiCUJoni. quanieri é Ecllfizij militari Un·AJUtante coo gndo di Tenente
nMagnifico Collonello il signor Vinson ('Vinzoni') ll Capitan Talon ('Tallone') Il
Professore deli'Academia di Matematica con mcanoo speciale della guardia. alzamento. reuificazione delle P1ante, Profili, Dissegni, é stati generali é particolan delle Fortilicaziom Un'Ajutante é souoprofessore di Malematica 6 Dissegno col grado di Tenente
UCapitan signor Mx:hele Codeviola
Due Ingegneri ordinarij per li De1agli occorrcn1i delle Fortifica· zione Capitale é dipendenze col grado di Tenenli Un'ingegnere ordinario col grado di Tenente (Savona, Finale. Sanremo) Un'mgegne~ ordinario col grado di Tenente (Spezia é Sananello) Un'mgegnere ordinario ool gndo d1 Tenente (Ponolino) Un 'ingegnere ordinario col gndo di Teoenle (Gavi)
nCaporale Gerolamo Gusta ve ('Gustavo') u
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Corsica Vi~itatore, Relatore. é Preposito alle Construu1001 delle Forti· L'Ajutante ingegnere Domenico Policardi ficazioni é Ripari delle Piazze dell'Isola, col spec:1ale incarico della guardia, alzamento, Renificazione delle Piante, Profili, Dissegni é stati generali é panicolari delle Fortificazioni. col grado di Tenente é poi nel corso dell'anno prossimo di Capitano Un'ingegnere ordinario col grado di Tenente (Calvi. Algagliola é Il Tenente Cristofaro Aach Dipendenze) Un'mgegnere ordinario col grado di Tenente (Ajazzo ('Aiaccio') Il é dipeodenze) Un'ingegnere ordinario ool grado di Tenente (Bon1fac10 é d1peodenze) Il»
(84) ASG, Militarium, fs. 2927.
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- Uffiziali per il giro delle Piazze sul nuovo piede: brigadiere Petralba, colonnelli Grimaldi, Gazappi, Asereto, Matra, Spinola, Bracelli, Partenopeo e Butero (da riformare 5), aiutanti maggiori Piaggio e Baliano (da intrattenersi), sotto aiutante Fresco (da intrattenersi), aiutante del generale Fassari (da intrattenersi); - lngegnieri per le Fortificazioni, e Confini sul nuovo piede: colonnelli Vinzoni e De Cotè (da riformare l); sergente maggiore Codeviola (da intrattenersi); capitani Medone, Tallone, Vinzone, Gustavo e Ferretto (da riformare 3); tenenti Ronco e Policarpi (da intrattenersi); aiutanti Brusco e Lagomaggiore (da intrattenersi). fl nuovo organico sarà formato da: il brigadiere Matteo Vincenzi, il maggiore Michele Codeviola, i capitani Geronimo Gustavo, Giuseppe Feretto, i tenenti Antonio Ronco, Domenico Policardi , il sottotenente Matteo Lagomaggiore. l provvedimenti legislativi per la qualificazione professionale degli Ingegneri militari
Era opinione dei magistrati di guerra e delle fortificazioni che agli ingegneri militari genovesi, per ricoprire i gradi più elevati e conseguentemente le cariche più importanti, mancasse soprattutto l 'esperienza militare diretta o di guerra viva. Nella seconda metà del Settecento, per formare e preparare professionalmente i quadri degli ingegneri militari verranno attuate, in ordine di tempo, diverse iniziative: la fondazione nel 1751 de li 'Accademia Ligusrica di Pittura, Scultura, ed Architettura Militare, e Civile, di cui si tratterà più diffusamente nel prosieguo; l'invio ali' estero degli ufficiali e dei cadetti del corpo degli ingegneri per il completamento o il perfezionamento della loro istruzione tecnico-professionaJe, provvedimento del 1778 dei serenissimi collegi; l'accesso dei cadetti nel corpo degli ingegneri e la promozione degli ufficiali, dopo l'approvazione del decreto del 1789 che ne regolamentava i criteri di selezione. Nelle disposizioni testamentarie del patrizio Gian Giacomo Grimaldi, figurava un lascito che assegnava a due giovani del Corpo degli ingegneri, in servizio nei ranghi della Repubblica, una borsa di studio per frequentare un corso, a carattere triennale, di perfezionamento sull'Architettura Militare ed Artiglieria in Accademie estere <85>. Il fondo consentiva l'invio
(85) L. C. Foni. op.cit.. Documento delr Il giugno 1778, pp. 192-3; ASG, Sala Foglietta. fs. 1244.
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di due ufficiali per due trienni successivi, uno per ciascun triennio, con un intervallo di vent'anni tra una serie e la susseguente. Alloro rientro in patria, dopo aver dato «conto del proffitto ricavato nelle Classi Matematiche» avrebbero potuto godere dello stipendio previ sto per un capitano ingegnere. Approfittavano di tale opportunità e quindi vennero comandati presso la scuola per ufficiali e cadetti de i Battaglioni della Reale Artiglieria e del Corpo di Artiglieria di Strasburgo <86), l'alfiere del reggimento corso Agostino Menici (1779) e il cadetto del Corpo deg li ingegneri Francesco Pezzi ( 1782). l candidati prescelti erano stati preventivamente sottoposti a un accertamento sul loro grado d' istruzione e sull' idoneità ali 'apprendimento delle discipli ne fisico-matematiche. Nel 1781 il magistrato di guerra, al fine di poter disporre in futuro di ufficiali qualificati, definiva, con la Copia di Regolamento approvato dal Magistrato Eccellentissimo di Guerra con la Minuta di Quesiti per l'Esame degli Aspiranti a servire nel Corpo del Genio, le cognizioni di carattere tecnico e scientifico che dovevano essere sicuramente possedute da un ingegnere militare. Tale atto verrà tramutato in decreto e inviato al magistrato delle fortificazioni solo il 14 maggio 1789. Nel Promemoria era precisato che «La Professione d' Ingegnere Militare richiedendo non ordinario talento accoppiato a uno studio indefesso, non può dubitarsi se al Pubblico Servizio convenga che la scelta degli Aspiranti a entrare nel Corpo del Genio debba anzi decidersi da un esame imparziale, che dal favore, e dagli Ufficj commendatizj». La promozione ai gradi superiori pertanto non doveva essere più soggetta, come per il passato, a motivi diversi da quelli meritocratici. L'accertamento consisteva in due prove d'esame, i cui argomenti erano scelti tra i sottospecificati (87): «Per la Matematica
Quesito primo sull'Aritmetica, e sua applicazione ali ' uso civile. 2.do Sugli Elementi di Algebra almeno sino a quel segno da poterla applicare alle seguenti materie. 3.o Sugli Elementi di Geometria piana, e solida. 4. Sù la Trigonometria, e l' uso de' Logaritmi. 5. Sù le Sessioni Coniche. 6. Sugli Elementi della Sfera, e Geografia.
(86) Vedasi cap. li. Le Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria (AA. e VV. al Tomo I, pp. 174-9). (87) ASG, Sala Foglietta.
.0 221. 1781. fs. 1244.
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Sù la Teoria dì Livellare, e misurare i terreni, e rilevare dissegni di una Città, di un Territorio, dì una Provincia, e di uno Stato, dando conto de' migliori stromenti indicandone l' uso, e i dìffetti. 8. Sugli Elementi della Mecanica. 9. Sugli Elementi dell'Idraulica, e di tutto ciò che riguarda la Scienza delle Acque. 10. Sù i Prìncipj dell'Architettura Civile, massime in quella parte, che riguarda la solidità come resistenza de' Muri, spinta de' terreni, di Archi, di Volte, ecc. 11. Sù i Principj dell'Architettura Militare, esponendo i migliori sistemi, e più accreditati riguardo alle Fortificazioni, all'attacco, e difesa delle Piazze, e tutto ciò che hà relazione necessaria con quest'Arte. 12. Sopra la Teoria, e pratica dell'Artiglieria, la condotta delle Mine, e Contramine, ecc. 13. Sopra i Principj della Prospettiva almeno quanto è necessario a ben dissegnare. 7.
Per il Dissegno Oltre ad un bel carattere (e questo vario secondo li diversi usi) ed una buona maniera di colorire, e di ombreggiare, dovrà dar saggio di saper copiare Dissegni di Campagna, tradurli dal piccolo in grande, e viceversa; saper dissegnare i diversi terreni piani, e montuosi, gli andamenti de ' Fiumi, la Pianta, lo Spaccato interno, ed il Prospetto degli Edifizj; la Pianta, il Profilo, e la Prospettiva dei Pezzi di Artiglieria sù i rispettivi Carri. Le Batterie, e le altre Machine Militari.» Il regolamento prescriveva che tale esame venisse replicato «anzi qualonque volta si trattasse della promozione di alcuno di già ammesso nel Corpo, ma non giunto ancora al grado di Capitano, e ciò a motivo, che l'applicazione, e prosecuzione delli studj ottennesse ai meritevoli la grazia de li' avanzamento agli impieghi vacanti, e non mai l'Anzianità nel Servizio fuori del caso di parità di voti nell'esame riportati; diversamente cesserà lo stimolo di approfondire li Studj, si dimenticheranno forse gli Elementari, e per lo meno si avranno sempre mediocrissimi Soggetti». La commissione esaminatrice o Gionta di Esecuzione era composta, di massima, dal colonnello ingegnere e da due deputati del Magistrato delle fortificazioni.
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Neli 'agosto 1789 stante la necessità di preparare i futuri i quadri per il corpo degli ingegneri e i vincoli imposti all 'ampli amento dell'organico dalla riforma del 1765, i serenissimi collegi, solJecitati anche da un biglietto de' Calici, invitavano il magistrato delle fortificazioni ad affrontare il problema dei cadetti (88). Nel testo sì faceva presente che degli otto ufficiali ingegneri, cinque erano ordinariamente impiegati: «à tre soli rimangono i restanti il Feretto, il Menici, ed il Peu.i-numero troppo ristretto al bisogno del servizio, ed alle vedute di quei rimpiazzi, che nel decorso del tempo accadessero, e sopratutto ed instruire altri individui in materie di Confini, onde si potrebbe indagare, e rinvenire Giovani capaci, da entrare almeno come Cadetti nel Corpo degli Lngegneri, ove per la Legge della riforma manca la facoltà di aggiungere altri Ufficiali. I Cadetti al contrario con la sola paga corrispondente. che si riduce in circa a quella di un Soldato Granatiere, possono da Serenissimi Collegi essere eletti, e non sarebbe notabilmente lontana una qualche promozione al grado di Ufficiale, stante l'Età avanzata di più Individui. A rinvenire Giovani Capitani d'instradarsi in detto Impiego, i quali dovrebbero nel principio dell'ingresso al servigio aver già qualche cognizione, almen di Geometria, e di disegno, sarebbe del dipart imenro del Magistrato Eccellentissimo delle fonificazioni a rinvenire che fosse addattato al Caso, e per lo men sembrerebbero necessarj per ora due soggetti i quali alli studj fatti dalle scienze Matematiche, si rende necessario di unirvi l'esercizio della pratica la quale non acquista senza esercizio>>.
Come verrà riportato anche nel paragrafo seguente, sosterranno gli esami di amm issione per la nomina a cadetto nel Corpo degli ingegneri: Angelo de Lucchi, ma con esito negativo (1790); verosimi lmente Gio Batta Revell o (tra il 1790 e il 1796); Giacomo Barabino, Francesco Pedemonte e Gio Batta Chiodo ( 1797). Esaminatori erano il colonnello ingegnere Giacomo Brusco e i deputati del magistrato delle fortificazioni Giuseppe Piuma e Francesco Morando. Tale prassi sarà ancora in vigore 1'8 maggio 1797, dopo l'inizio deJla rivoluzione popolare.
L'Accademia Ligustica di Pittura, Scultura, Architettura Militare e Civile e l'Accademia Ligustica di Pittura e Ornato, Scultura, Architettura Civile, Ornato e Militare È stato possibile ricostruire la vita dell'accademia, nelle sue linee principali e per q uanto d'interesse, essenzialmente dal Libro primo Registro d'Atti, Decreti, ed altro dell'A ccademia Ligustica di Pittura, Scultura, ed Architeflura Militare, e Civile ad uso del Principe di essa che finisce tutto Xbre 1787 <89) e dal Secondo Registro d'Atti e Decreti ad uso del Principe dell'Accademia dall'Anno 1788 fino al 1821 6 gennaio (90). (88) ASG, Sala Foglietta. Li Ingegneri Menici e Pez.zi, fs. 1244. (89) ALG. 457. (90) ALG. 459.
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La prima delibera recitava: un «Registro che, premesso il Decreto di Protezione accordata da Serenissimi Collegj all'Accademia di Pittura, Scultura, ed Architettura Militare, e Civile eretta in Genova l 'anno 1751 deve contenere tutti gli atti della, e per la medesima, cominciando da' ricevuti, e stesi per mano del Segretario a ciò destinato, precedentemente all'elezione del Cancelliere». L'Accademia Ligustica di Pittura; Scultura, ed Architettura Militare, e Civile fu istituita con gli atti del 29 marzo e del 28 maggio 1751, decreto di protezione dei Serenissimi Collegi, e la sua sede stabilita nella capitale. Questa istituzione civile era preposta anche alla preparazione professionale degli ufficiali, alfieri, sergenti maggiori, cadetti di fanteria e talora soldati, che aspiravano a far parte dei quadri del Corpo degli ingegneri o solo ad acquisire una maggiore qualificazione. Il riconoscimento ufficiale dello stabilimento verrà posto in evidenza dall'ultimo articolo del citato Regolamento per i Cadetti (9 l ), che decretava i vantaggi di carriera da attribuire a coloro che avessero frequentato con successo il corso degli studi: «Qualora i Cadetti si fossero segnalati, o distinti in qualche fatto, e azione, potranno essere promossi anche prima degli anni tre: così ancora, se, applicandosi al!' Architettura Militare nella pubblica Accademia di questa Città si fossero meritato nel concorso de' premj il premio della prima Classe ('2° anno') fra tutti i Concorrenti, salvo sempre di avere dato buon saggio di se stessi nella loro condotta, e diportamenti;». Il magistrato di guerra con il decreto del 2 marzo 1758 ordinava a tutti i cadetti di stanza a Genova di conseguire l'abilitazione presso la Scuola dì architettura militare con sede nella Casa dell'Accademia. Il 24 giugno 1751 i diciassette patrizi genovesi, promotori e fondatori de li ' istituzione accademica, sostenitori finanziari della stessa, si radunavano nel palazzo di Giuseppe Maria Durazzo, presso la chiesa di S. Marcellino, per nominare il Principe dell'Accademia. Furono nominati: il principe Giacomo Filippo Durazzo di Marcello e il vice principe Gio Francesco D 'Oria (o Doria). Nel mese di ottobre venivano pubblicate Je leggi deli' Accademia, che assumeva per motto Et veteres revocavi t artes (e ripristinò le vecchie arti), che figura, a coronamento dell'arma, quale legenda del sigillo.
(91) Vedasi Nota (34).
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Gli scopi istitutivi della nuova accademia delle belle arti venivano chiaramente definiti nel 1755, come si apprende dal testo che si riporta: «Noi Principe, ed Uffiziali dell'Accademia Ligustica di Pittura, Scultura, ed Architettura Militare, e Civile Intenti Noi a promuovere nella studiosa Gioventù la coltura delle Arti LiberaU, che fan l'oggetto della nostra Accademia, è nostra principal cura di contribuire coll'emulazione, e con gli onori alla maggior loro perfezione, e di agevolare l'intento con associarvi que celebri Professori, che colle opre, e nome Loro puonno accrescerne il Lustro, e coiJ 'esempio avvalorarne i progressi.
Dato dal Palazzo dell'Accademia di Pittura, Scultura, ed Architettura Militare, e Civile lì, 25 gennajo 1755, e dell'erezione di detta Accademla il quarto. Noi Ranieri Grimaldi Principe Abbete Giolfi Segretario»
Alla data del 9 novembre 1751 i sottospecificati ufficiali figuravano designati a ricoprire i diversi incarichi della scuola di architettura militare dell' accademia ligustica di belle arti: Capo, ed Assessore il Maresciallo di Campo, Ingegnere Generale della Serenissima Repubblica, Accademico di merito e Assessore con compiti amministrativi e di organizzazione funzionale
D. Giacomo de Sikre (sino al 1755).
Accademici di Architettura Militare
Colonnelli ingegneri cav. Matteo Vinzone e Pietro Decotte Capitani Alberto Medone e Domenico Carbonara (sino al 1753).
Direttore dello Studio, Assessore (dal 1752)
Michele Codeviola (nel 1757 capitano ingenere) (92 ).
(92) Dimesso nel 1742 dal.la Escuela de Mathematica, y ensenanza de Artilleria di Barcellona con la patente di capace di compiere qua/sivoglia commissione appartenente alla professione di Ingegnere come d' Artigliero e con il grado di tenente di artiglieria dell 'esercito spagnolo di Sua Maestà Cattolica, si offriva al servizio della Repubblica, già nel 1745, in qualità d'Ingegnere , Official d'Artiglieria di Bomharderia e Mine.
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Le Scuole venivano inaugurate ufficialmente, in un appartamento «posto sulla piazzetta degli Orefici vicino ai Banchi», nel dicembre dello stesso 1751. L'elevato numero degli iscritti ai corsi costringeva però il Principe, per dare ali' istituto una sede adeguata, ad affittare, il 30 agosto 1752, l'ex palazzo del marchese Clavesana in via dei Promontorii vicino al Magistrato del Monte di Pietà <93 > dove verrà trasferita nel settembre. I corsi di pittura, scultura e architettura cominciarono da allora a svolgersi regolarmente, iniziavano il 12 novembre e terminavano il 13 agosto dell'anno successivo. Potevano essere ammessi alla frequenza delle lezioni dell ' istituto i giovani in età compresa tra i 13 e i 25 anni Il direttore dello studio di Architeltura Militare, e Civile aveva l'incarico di: comunicare al Generale delle Armi, con due giorni di anticipo e per iscritto, la data di apertura della Scuola; consegnare al Maggiore della Piazza, dopo due giorni dall ' inizio dei corsi, l'elenco dei cadetti che si erano presentati alle lezioni e, periodicamente, con cadenza mensile, la nota degli assenti; informare il Principe dell' Accademia, senza ritardo alcuno, di aver eseguito quanto prescrittogli; rimettere al Segretario, alla fine di ogni settimana, «la nota delle mancanze di tutti i suoi Studenti, e partecipare altresl a Cadetti, e Studenti» le deliberazioni degli accademici, facendo affiggere copia autentica degli atti nella stanza di studio abituale. Per sanzionare con dei provvedimenti le eventuali mancanze dei frequentatori veniva decretato «che ognuno de' Studenti, che per trè volte, o più in sei giorni successivi di Scuola starà assente dalla medesima senza previa Licenza dell'Assessore, cui spetta, resti escluso dall'Accademia ne possa esservi riammesso senza speciale permissione in iscritto del Signor Principe, o Vice Principe». Allo scopo di emendare alcune carenze di carattere burocratico, ma soprattutto organizzativo e pratico, veniva espressa, per l ' avvenire, la volontà «di avere distinte notizie de nomi , e qualità de' Studenti di ciascuna delle trè Scuole, e del tempo, in cui avranno frequentata l' Accademia, di che, rispetto a primi anni della medesima, non resta per iscritto memoria quasi alcuna, e molto meno di quelli che come Cadetti, o altrimenti in servigio Militare della Serenissima Repubblica vogliono essere ammessi, senza ché, come dagli altri, sia da essi portato biglietto,
(93) M. Staglieno, Memorie e documenti sulla Accademia Ligustica di Belle Arti, p. 23. li Forti a pagina 169 del libro citato, rifacendosi alla Guida Ratti colloca, sembra erroneamente, il palazzo in vico della Casaoa.
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munito della Firma dell'Assessore del!' Architettura Militare al Signor Principe deli' Accademia per essere colla di lui sottoscrizione approvato». A tal fine, con delibera del 31 dicembre 1758, veniva istituito il registro delle Ammissioni degli scolari a/l· Accademia Ligustica (94 ) . Si statuiva inoltre «che alcuno degli Assessori, o Direttori delle trè Scuole non debba ammettere, Studente veruno, se non dopo, che avrà riportato un biglietto munito della firma del Principe dell'Accademia, da esso Assessore, o Direttore già prima firmato con data, e col nome, cognome, età, Patria, e professione dello Studente, che desidera, di essere ammesso, e di chi figlio, a sola eccezione, rispetto l'Assessore de Il' Architettura Militare, di chi fosse ali' attuale militare servigio della Serenissima Repubblica de quali basterà, che s~a alla sottoscrizione del Principe mandato biglietto, come sopra, il giorno dopo, che si saranno presentati alla Scuola». I biglietti, sottoscritti dal principe, dovevano poi venire riconsegnati al più presto al segretario per essere opportunamente conservati. Il segretario doveva personalmente tenere un Libro diario nel quale ciascuno studente «di ognuna delle trè Scuole, e separatamente di ciascuna delle classi di esse, cominciando sempre dalle Inferiori, ed ove possa restare segnato, il loro passaggio alle Superiori, ed occorrendo le loro mancanze, e secondo, che regolasse quegli de' Si gnori Accademici Onorarj, cui si desse la sopraintendenza di tale intavolatura, o sia la direzione». In merito ai periodi di vacanza, il 31 dicembre 1758, il direttore delIa scuola di architettura civile e militare faceva presente che dal fù Signor Maresciallo di Campo Sycre era stata introdotta la consuetudine «di dare una vacanza in ogni settimana a Studenti nella Scuola dell'Architettura Militare, e per lo più nel giorno di giovedì, onde i Studenti avessero campo per copiare i disegni», proponeva pertanto di confermare «la consuetudine della vacanza suddetta in ogni settimana, quando però nel decorso di essa non siavi altra festa di precetto». Gli ispettori militari a conclusione di alcune visite eseguite per accertare la validità de! corso frequentato dagli ufficiali e dai cadetti, per specifica disposizione della stessa autorità militare, così si esprimevano: «Gli Eccellentissimi Comandanti puonno assicurare Vostre Signorie Serenissime, che quanto più hanno esaminata in tutte le sue visite, ed approfondita in questa materia, altretanto sono rimasti persuasi della necessità, ed utilità di questo nuovo Stabilimento».
(94) ALG, Ammissioni degli Scolari all'Accademia Ligustica l 758 a l 777, 350 163.1.
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Le lezioni di architettura militare e civile, in particolare, venivano impartite nel corso di due anni scolastici e precisamente: la scuola prima di geometria, et architettura nel primo e la scuola seconda fortifica zione nel secondo anno. Il Codeviola impostava il corso di architettura militare e civile soprattutto in funzione della preparazione culturale dei frequentatori militari e per conferire loro una accentuata qualificazione professionale. Lo Staglieno nel suo libro ne fa particolare menzione sottolineando la scarsa attenzione posta alle lezioni di architettura civile (95): «Affidato l' insegnamento delle due scuole d'architettura, in contrario al disposto delle leggi, ad un solo direttore l'ingegnere militare Michele Codeviola, la parte civile ed artistica era stata quasi del tutto abbandonata, avendo egli rivolto ogni suo studio alla parte teorica delle militari costruzioni. e se prima di far entrare i suoi allievi a tal corso di studii dava loro qualche insegnamento di geometria e le prime nozioni generali di architettura c ivile. queste erano talmente elementari e ristrette, che per l'arte poco o nulla giovavano; per la qual cosa la scuola poco conforme ad uno stabilimento di belle arti, era frequentata quasi esclusivamente da ufficiali delle truppe della Repubblica che allo studio delle armi dotte o scienze militari attendevano, e dagli alfieri dei reggimenti che al grado di ufficiale voleano pervenire, obbligativi dal decreto dell'eccellentissimo Magistrato di guerra. in data 2 marzo 1758.»
Quotidianamente venivano tenute, per la durata di tre ore, delle lezioni di aritmetica, geometria e teoriche di fortificazione e artiglieria; erano previste anche esercitazioni pratiche di rilevamento topografico planimetrico e altimetrico. Nel gennaio 1771 il principe Nicolò de Mari, al fine di correggere l 'impostazione didattica del Codeviola e per porre gli studenti nelle condizion i di eseguire <<meglio i disegni d'Invenzione o sia idee da darsele», istituiva la cattedra di prospettiva e nel contempo dava disposizione di adibire un appartamento della casa dell'accademia «per servire di Scuola di prospettiva, ed Architettura Militare». Per l'incarico di direttore di prospettiva veniva accolta la candidatura di Giuseppe Ri viera professore d'architettura civile, su supplica dello stesso. La classe di prospettiva, nel 1776, verrà inglobata in quella di architettura civile e nel contempo stabilito che a tale corso venissero ammessi solo gli allievi «che avranno studiato la geometria e ne avranno riportato attestato di capacità dal Maestro Maggior Codeviola».
(95) M. Staglieno, op. cit., pp. 31 -2.
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La scuola di architettura militare e civile, all'inizio del 1777, doveva certamente attraversare ancora un altro momento di crisi se il corso risultava frequentato soltanto da due civili e se il principe e il vice principe venivano pregati «a darsi l'incomodo d'eccitare il Direttore Maggior Codeviola per l'ammaestramento dei suoi scolari, con abilitarli a presentare anch'essi opere, o di disegno di fortificazioni militari, o di Architettura Civile, o d'altro corrispondente a loro Studj a somiglianza delle altre Scuole». Il Codeviola l'anno successivo figurava insegnante di aritmetica, geometria, architettura civile, fortificazione e artiglieria. Dalla consultazione dei registri delle ammissioni degli scolari alt' Accademia ligustica <96 ) è stato possibile desumere i dati relativi alla popolazione scolastica, all'estrazione degli allievi e alle vicissitudini della scuola di architettura militare nel periodo 1759-78. Questa facoltà accademica conosceva un periodo poco felice della sua esistenza negl i anni 1764-66, 1768-70, 1772, 1774-76 e 1778. Le presenze dei militari nei vari anni erano molto variabili e discontinue, particolarmente significative quelle del 1759 e del 1773. Vi figuravano: nel 1759, 22 frequentatori tra i quali 2 tenenti, un alfiere e 11 cadetti; nel 1760, 4 iscritti ma nessun militare; nel 1761, 11 studenti di cui 2 cadetti e 2 soldati; nel 1762 solo un alfiere; nel 1763, 2 tra cui un sergente maggiore; negli anni 1764, 1765 e 1766 nessun iscritto; nel 1767, 7 allievi tra i quali un sergente maggiore e un cadetto; negli anni 1768, 1769 e 1770 nessun iscritto; nel 1771 un cadetto e un soldato; nel 1772 nessun presente; nel 1773, 17 tra i quali un alfiere e 9 cadetti; nel 1774 un alfiere riformato; negli anni 1775 e 1776 nessun iscritto; nel 1777, 2 civili; nel 1778 nessun presente. Indubbiamente il decreto del magistrato di guerra veniva, nel tempo, disatteso. Sul grado di preparazione scolastica dei frequentatori del corso è da rilevare che tra i civili c'erano persino dei capi-mastri, talora dei muratori e artigiani. Tra gli allievi dell'accademia di architettura militare sono da annoverare: Giuseppe Ferretto e Antonio Ronco Genovesi (con il grado di tenente ingegnere rifrequenterà il corso nel biennio 1759-60) (9 7).
(96) ALO, Ammissioni degli Scolari all'Accademia Ligustica 1758 a 1777, 350 163.1. e Studenti iscritti alla Scuola dell'architecrura, arte ed ornato (1779-1796), 453 266.2. (97) ASG, Sala Foglietta, AttestalO del Capitaoo Codeviola delli Studenti Giuseppe Ferretto, Antonio Ronco, fs. 1240.
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La separazione dei corsi di architettura civile da quelli di architettura militare veniva attuata nell'anno accademico 1779-80. Il primo, con indirizzo di progettazione architettonica, veniva affidato nel 1779 alla direzione dell'architetto Giacomo Maria Gaggini e il secondo confermato al maggiore Codeviola (98 >. Nel 1784 la scuola di Architettura Civile assumeva la denominazione di Architettura Civile e Ornato, pertanto quella tradizionale dell'istituto veniva modificata in Accademia Ligustica di Pittura e Ornato, Scultura, Architettura Civile, Ornato e Militare. Il professore Paffini riceveva la nomina di direttore della scuola di ornato. Per una corretta interpretazione della ricostruzione storica dei momenti più significativi della vita dell'accademia, si ritiene opportuno precisare che tal uni insegnanti, pur essendo titolari di una specifica branca erano chiamati a svolgere la propria attività didattica anche a profitto dei frequentatori di altre scuole. Nel 1784 per dare una nuova e più adeguata sede all'accademia veniva proposto di affittare il Palazzo del Serenissimo Alessandro Spinola presso la S. Cattarina. Nel contempo, come riporta il Forti nel suo testo, si provvedeva a integrare l'insegnamento delle materie professionali con alcune discipline complementari; «Lo stesso 1784, di pari passo agli sforzi che si concentravano intorno all'Università, un 'altra iniziativa illuminata promossa dali' Accademia Ligustica si muoveva per favorire uno studio ed una scienza tanto utile e vantaggiosa al pubblico, l'insegnamento cioè dell'idraulica, dell' arte di ben livellare e degl'elementi di geometria, di trigonometria, di calcolo, di ottica» <99>. Come si desume dali 'entità delle presenze, dalle numerose nomine di accademici ordinari e onorari di architettura civile, dai provvedimenti di carattere logistico e dai temi d'esame che vennero proposti agli allievi, indubbiamente la scuola di architettura militare visse sicuramente, dal 1779 sino al 1783, un periodo d'intensa attività didattica. Per avvalorare tale asserzione si riportano i dati relativi al numero dei frequentatori degli anni 1779-83 desunti dal registro Ammissioni degli scolari all'Accademia Ligustica 1779-1787. Dal documento purtroppo non è stato possibile desumere, perché non riportati per negligente tenuta del repertorio, alcuni dati di specifico interesse, in particolare le presenze distinte in
(98) R. Savelli, op.cit., Nota 47 di p. LXXV; ASG, Sala Senarega, Senato, fs. 351. (99) L.C. Forti, op.cit., p. 170.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO~l! E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
militari e civili. Gli allievi risultavano: 8 nel 1779, 7 nel 1780, IO nel 1781, l O nel 1784, 15 nel 1783, nessuno nel 1784. Negli anni sopracitati i nominativi degli insegnanti e degli accademici erano: Accademici di Architettura Militare
maggiore Michele Codev iola, tenente Agostino Menici (dal 1783).
Accademici di Architettura Civile
maggiore Michele Codeviola, Simone Cantone (dal 1778), Giuseppe Riviera (dall770), Giacomo Gaggini (dall779), Faustino Rodi (1780), Gio Batta Cervetto (dal 1781).
Accademici Onorarj di Architettura Civile
architetto Andrea Tagli a fico ( 1778), capitano Giuseppe Feretto, capitano ingegnere Gerolamo Gustavo, tenente Giacomo Brusco (dal 1778).
li tenente Agostino Menici, il 3 1 dicembre 1784 e l'anno successivo, faceva domanda per ottenere l'incarico di insegnante supplente, ma «Stanti i pochi scolari che alla stessa concorrono non venne accolta»; figurerà come professore ali' inizio del 1789 OOO). TI maggiore Codeviola alla fine dell'anno accademico 1791-92 veniva affiancato nell ' insegnamento da Agostino Menici , dal 1793 anche direttore della scuola teorica d'artiglieria, e successivamente dal tenente Giacomo Brusco. Il 16 aprile 1795 venivano riconfermati per un ulteriore triennio direttori delle cattedre di Architettura militare e di Architettura civile Michele Codeviola e Giacomo Maria Gaggini, nel 1798 a quest'ultimo subentrerà l'architetto Andrea Tagliafichi. La scuola di architettura civile vedeva accrescere il numero dei suoi accademici: nel 1793 si aggiungevano il pittore di prospettiva c ornato Pietro Caffarena, nel 1795 il direttore d'ornato (1791 -95) Giacomo Pellegrini, nel 1795 Lorenzo Fontana, Carlo Barabino e Antonio Maria Gualtieri.
La qualità di una scuola risulta indubbiamente definita con chiarezza oltre che dalla professionalità degli insegnanti anche dal corso degli studi, quindi dai programmi delle diverse materie e dalla severità degli accertamenti cui vengono sottoposti gli allievi. Si riportano, a titolo d 'esempio, i temi d'esame di concorso assegnati ai frequentatori per suscitare
(l 00) L. C. Fon i, op. ci t., i\ota 23 di p. 209.
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una lodevole gara tra gli allievi, riportati nel citato Libro primo. A seconda del livello del corso era proposto un tema di diversa difficoltà. Al miglior classificato della prima e della seconda classe, a fine dicembre, veniva consegnato un premio, consistente rispettivamente in una medaglia d'oro e una d'argento. Anno 1758, 16 agosto Scuola di Architettura Militare (svolto da 3 allievi volontari): - Recinto di muraglia vecchia forrificata all'antico vicino al Fiume, e ad altura dominante da fortificarsi alla moderna (per la l~ classe corrispondente al 2°anno); - Altro recinto più facile in pianura, e fortificarlo alla moderna (per la 2~ classe corrispondente al l 0 anno). Anno 1781 Scuola di Architettura Civile (presentato da un allievo): - Disegno di un fabrica lo ad uso di Università publica consistente in pianta, spaccato, profilo generali. Anno 1784 Scuola di Architettura Civile: - Pianta, elenca:ione, spaccato di un Magnifico Tempio di forma a Croce greca dedicato a SS. Nome di Maria d'Ordine Corinto Mawzifico d'Ornato al di dentro, con cupola perfeua nel mezzo. ed al di fuori d'Ordine Dorico. La scala sarà regolata sul piede di Francia (l o premio); - Ricavare li disegni del Palazzo dei Serenissimi Pallavicini al Zerbino dello delle Peschiere, cioè il Piano terreno, e Nobile, il Prospetto principale, e trasversale, Spaccato (2° premio); Scuola di Architettura Militare: - Levare il piano del Porto di Genova ,fissare la posizione, siasi se ponti, che de Muo/i, esaminare/' esposizione del medemo. ed indicare il mezzo meno dispendioso, e più facile ad eseguirsi per metter/e al coperto de venti, che lo commandano ( l 0 premio); - Levare il piano del porto di Genova facendo uso del Grafometro. ed indicare in iscritto la Marcia osservata in tale Operazione con i Calcoli stati fatti all'operazione medemo (2° premio). Anno 1786 Scuola di Architenura Militare: - Formar la Pianta del Fronte delle Fortificazioni di Bisagno./1 Rivellino di Porta Piila sino al Rivellino di Porta Romana con il Prospetto della Facciata di detta Porta Pii/a nella maniera che deve essere.
L'elenco dei temi di architettura militare assegnati agli allievi nel periodo 1788-1800 sono elencati nel secondo Registro di atti e decreti. Il Forti affem1a che tra i frequentatori e vincitori dei concorsi annuali figuravano Giacomo Barabino, Francesco Pedemonte e Gio Batta Revello (nel
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Rollo degl'Ufficiali del Corpo del Genio del 16 dicembre 1802 oell 'ordine con il grado di tenente, aiutante e sotto aiutante) (IOl), Gio Batta Barabino, Gio Batta Federici e Angelo de Lucchi (o Delucchi), quest'ultimo, dopo aver frequentato la Scuola di architettura miUtare per più anni (1773-80), nel1790 non riuscirà a superare l'esame di ammissione per cadetto ( I02)_
Per le esigenze didattiche e per l'effettuazione delle esercitazioni pratiche, atte ad approfondire e a consolidare le nozioni teoriche acquisite, la scuola di architettura militare si era dotata nel tempo, in particolare nel giugno 1790, di pubblicazioni, strumenti e ausili vari soprattutto per le importanti donazioni di Giovan Battista, Paolo Gerolamo e Gio Giacomo Grimaldi, in particolare le pubblicazioni e il materiale didattico <103) : - Il Trattato del Vignola (6 copie), l'Edizione del Pa/ladio (i 4 libri), Andrea Pozzo (i 2 volumi), Disegni di Architettura Militare e Civile (48 tavole). - 27 volumi di Architettura Militare, Artiglieria e Tattica tra i quali: du Clairac L' lngénieur de campagne (1757). Cohom Nouvelle Fortification ... (1741). Surirey de Saint-Remy Mémoires d' artillerie (1745). Belidor La Science d es lngéniettrs dans la conduite des travaux de fortification et ar· chirecture civile ( 1722), L'Architecture Hydraulique (1737-39), Nouveau cours de Mathématiques e Oeuvres diverses. Codeviola Trattati di Aritmetica e di Geometria speculativa, e pratica; Descrizione della Artiglieria Antica e Moderna secondo il stile di varie Nazioni , composta dal Capitano Michele Codeviola, Direttore nell ' Accademia Ligustica del Architetura miJjtare, e civile dedicata A S.E. il Signor Marchese Giovanni Francesco Brignole Sale, manoscritto di 25 fogli (1755). Vauban Mémoire pour servir d' instruction dans la conduite des siéges ... e Traité de l'A t· taque des p/aces (1740). Goulon Mémoires pour /'attaque et la défense d'une piace. Marquis de Saint-Cruz Réflections Militaires (Il volumi). Ignoto Nouveau Système des conrremines. - Manuali e tavole per lo studio delle fortificazioni, mappe, trattati di Architettura e Prospettiva (1774). - Strumenti e materiale da disegno in genere (1751 ). - Strumenti per rilevamenti plani metrici (tavoletta pretoriana, bussola magnetica con traguardo d'ottone), altimetrici (livella ad acqua) e carte geografiche (1763) . - Plastico in cartone di una batteria, alcuni modellini in legno di cannoni con i loro affusti, serie di strumenti per caricare e per la manovra dei pezzi (1763). - Moderna tavoletta pretoriana con traguardo a telescopio, un pantografo e due livelli a telescopio, di cui uno acromatico (1784).
(101) ASG, Sala Foglietta, Pratiche pubbliche 1801-1803, fs. 514. (102) L.C. Forti, op. cit., pp. 171 -2 e 195; ASG, Sala Foglietta, Per Angelo Delucchi , fs. 1244. (103) L. C. Forti, op.cit., p. 171 e Note 21-2 di pp. 208-9; M. Staglieno, op. cit., pp. 37-8.
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Sul finire dell'anno veniva acquistato un modello di mortaio in bronzo da bombe, del peso di oltre sette rubbi, completo di affusto e di materiale accessorio. L'esigenza çli trasferire l'Accademia in una sede più idonea e confacente, rilevata già nel 1782, trovava attuazione solo nel settembre 1793. Il trasferimento nel palazzo in Soziglia con ingressi nel vicolo della Neve e in que llo del Fieno, di proprietà dell 'Ospedale di Pammatone, avveniva dopo l'esecuzione dei lavori protrattisi per oltre un anno dalla firma del contratto di locazione ( !04). A seguito degli eccezionali avvenimenti del 1797, il corpo direttivo si dimetteva e l 'amministrazione dell'accademia passava alle dipendenze del Comitato de' Pubblici Stabilimenti. li l o febbraio 1800 la scuola di architettura militare, con decreto di una speciale commissione di riforma, veniva soppressa: era così sancita ufficialmente una situazione di fatto (tOS). L'anno successivo il Governo decreterà la nascita della Scuola del Genio. Il Corpo di G iovani a lunni della Scuola del Genio Dopo l 'avvento della Rivoluzione francese, alla Repubblica aristocratica (1528- 1797) ancora prospera, ma minata dai suoi stessi deboli ordinamenti statuali e scossa da una perdurante condizione di conflittualità interna, succedettero nel tempo, per intervento delle truppe napoleoniche: il Governo provvisorio ( 1797-98), la Repubblica di Genova o Repubblica Ligure democratica (1798- 1800), il Governo provvisorio ( 1800-02) e la Repubblica Ligure (1802-05). Il nuovo Governo si schierava apertamente con la Francia contro le coalizioni degli Stati monarchici europei. n cambiamento della politica genovese, inizialmente neutrale, veniva imposto o più eufemisticamente suggerito dalla situazione contingente, per spirito di solidarietà e per la comunanza della forma di reggimento nei confronti della Repubblica francese, che tuttavia non rinuncerà a soggiogarla (1802), e a depauperarla per sostenere le ingenti spese militari e infine ad annetterla (4 giugno 1805). L'unione della Repubblica Ligure all'Impero Francese veniva sanzionata solennemente il 30 giugno con la visita di Napoleone a Genova.
( 104) M. Staglieno, op. ci t.. pp. 42·3. (l 05) L. C. Forti, op. ci t.. p. 172.
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GLI 1STI1'UT1 Dt EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI I'REVNITARI
All'atto della Restaurazione, il Congresso di Vienna sanciva la fine definitiva dell'antica e splendida Repubblica italica e la sua incorporazione nel Regno di Sardegna. La Commissione Straordinaria di Governo ill8 giugno 1801 anno V decretava la formazione di una Scuola del Genio o Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio (!06). Con tale atto veniva stabilita l 'aggregazione al Corpo del Genio di otto giovani cittadini «aventi almeno l 'età d'anni sedeci compiti e non più d'anni ventidue, e si nomineranno allievi della Scuola del Genio». Condizione per essere ammessi era: ottenere la permissione del ministro della guerra e superare un esame vertente su: «l 0 • Un bello, e distinto carattere di scrivere 2°. I principj della letteratura 3°. L'aritmetica, gl'elementi di algebra, e della Geometria piana e solida. » Gli esaminatori erano i comandanti del Genio, i professori delle scienze dei Corpi del Genio, dell'Artiglieria e della pubblica Università. Gli esami erano tenuti alla presenza del ministro della guerra; al termine delle prove doveva venire trasmesso al Governo un succinto, e fedele rapporto, sottoscritto dagli esaminatori, sulle domande formulate e sulle risposte date dal candidato. La Scuola, posta sotto la direzione del Comandante del Genio, aveva la sua ubicazione «nelle stanze del Corpo del Genio» e l'insegnamento impartito «a favore de' suddetti Giovani, ed anche in vantaggio degl'Uffiziali subalterni del Genio». Il corso degli studi era incentrato su: «l 0 • Gli elementi di Meccanica, e d'Idrodinamica 2°. La Fortificazione, e l'Architettura Civile 3°. La Geodesia, e l'arte di levare i piani, e di formare le Carte Topografiche 4°. Gli elementi d'Artiglieria, ed il calcolo de' tiri delle bocche a fuoco.» II comandante in secondo del Genio era incaricato dell'insegnamento delle varie matet;e, ma poteva ali' occorrenza farsi aiutare o sostituire dagli ufficiali del Corpo non più in serv izio. In merito alla frequenza, era prescritto che gli «allievi, ed anche gl'uffiziali subalterni, che non
(106) Genova. Collezione privata, mss., Registro del Burò del Genio dell'Anno V, cioè del 180/. - Allegati al cap. III, doc. 5 e doc. 6.
GLI ISTITUTI MILITARI 01 EDUCAZIONE E FORMATIVI NEllA
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REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUB BLICA LIGURE
saranno in attuale servizio saranno obbligati di conformarsi intieramente al piano, che per suddetta Scuola sarà prescritto dal Comandante, sarà pure di loro dovere portarsi quotidianamente al Burò del Genio, dove si eserciteranno a copiare ogni sorta di disegni, ed altre Carte relative alle Fortificazioni. Le mancanze saranno punite con uno sino a trè giorni di arresto secondo la gravezza de' casi». Per integrare le nozioni teoriche con delle esercitazioni pratiche, i giovani allievi venivano, a turno, chiamati ad accompagnare gli ingegneri comandati dal Governo per lavori di Campagna. Annualmente, il primo di gennaio, i frequentatori venivano sottoposti dalla sopracitata commissione a un accertamento sul programma svolto nell'intero corso dell'anno. Coloro che non davano prova di aver tratto profitto dalle lezioni o non avevano tenuto una condotta esemplare venivano dimessi dal ministro di guerra. La durata del corso era stabilita in due anni. Allorquando si fosse creata una vacanza di ufficiale nel Corpo del genio questi giovani potevano indistintamente concorrervi: la scelta doveva cadere sul pùì abile. Avevano anche la facoltà di concorrere per coprire i posti vacanti di sottotenente nel Corpo di artiglieria, come previsto dai Regolamenti militari in vigore. L'uniforme degli alunni era simile a quella degli ingegneri, ma portavano «per distintivo una piccola spalletta in oro fatta a forma di triangolo, e sostenuta da due fila di trina parimente in oro»: capello di montatura; cappotto di panno blu a due petti con paramani dello stesso panno, sococcie sui fia nchi, e colletto di vefutino nero; abito di panno blu du roi, foderato di saja rossa (panno sottile e leggero di lana, spinato, ruvido al tatto) con filetti di panno rosso, con colletto di panno blu, bavaresi e paramani di velluto nero filettati con panno rosso, sacoccie. faldini rivoltati alla militare; «Sottoveste, e non Gilecco ('gilet') di panno , o casimiro bianco aperta nel mezzo con piccoli bottoni; Pantaloni senza ricami ossia lisci dello stesso panno, o casimiro bianco>>; stivali a coturno, sino a metà polpaccio, di pelle nera; spada alla francese. l bottoni dell'uniforme erano di lavica dorata con bordo orlato liscio e con impresso a risalto una corazza sormontata da un e lmo a gu isa di trofeo nel campo <107>. Era prevista anche un Basso Uniforme.
(l 07) Genova. Collezione privata. mss., Registro del Burò del Gt>nio dell'Anno V, cioè de/1801. Unifonne degl'Ufficiali del Corpo del Genio.
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GU lSTITVTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PRE\JNITARI
Il 3 novembre 1802 anno VI il magistrato di guerra e marina approvava il Regolamento per il Corpo del Genio, i cui articoli il e VI, il 4 dicembre 1802, venivano parzialmente modificati ( !08)_ Il generale Spinola, comandante delle forze armate della Repubblica Ligure, ne inviava copia il lO successivo, al cittadino Brusco comandante il Corpo del Genio. Il documento, che confermava l' istituzione della Scuola del Genio, era composto da tredici articoli che definivano le funzioni e l 'organico del Corpo, della Scuola, le modalità di reclutamento e di formazione degli ufficiali delle armi speciali, le norme per l ' avanzamento degli ufficiali, i compiti e le norme di servizio del personale. In particolare, relativamente all'organico del Corpo e allo stabilimento scolastico, recitava: «...................................................................................................................................... .
II Il Corpo del Genio è per ora composto di un Comanda nre in Capo. d'un Comandante in secondo, di quattro Capitani, due Tenenti. un Ajutante con grado di Tenente, due Sotto Ajutanti col grado di Sottoteneme, ed 0 110 Allievi.
x Vi sarà una Scuola del Genio insegnata dal Comandante in secondo. Egli potrà farsi supplire in qualche pane della medesima, e per un tempo limitato da un' Uffiziale del Corpo, previa però l'approvazione del Presidente della Guerra, e Marina. S'insegneranno un dopo l'altro gl'elementi dell'Architettura Militare, e Civile, della Statica, Meccanica, Idraulica, e Pirotecnia. i principj del disegno, l'uso della Tavoletla Pretoriana, e l'arte delle misurazioni. Tuili gi'Uffuiali presenti in Genova, meno i Capitani. saranno tenuti di assistervi. Il Comandante in capo visiterà a suo piacere la Scuola, e con opportune questioni si assicurerà dell 'assiduità, e ralento degli scolari. Condurrà altresì alcuna vol ta nell 'anno i suoi Uffiziali, ed allievi nelle Fortificazioni, e nell'aperta Campagna, e farà loro levare quei dissegni, e misura.zioni che stimerà convenienti per loro esercizio, e occupazione.
XJ Gl'allievi del Genio dopo aver assistito assiduamente, e con profitto alla Scuola per il deccorso di due anni, e dopo aver adempito alle altre condizioni del loro particolare regolamento riceveranno un'onorario di f 30 il mese, che dopo altri due anni sarà radoppiato.
.......................................................................................................................................»
A seguito di una specifica richiesta, il 16 dicembre 1803 il Comandante della Scuola e in secondo del Genio Francesco Pezzi venivano autorizzati ali 'acquisto di alcuni libri ritenuti necessari per le esigenze dell'istituto
( 108) ASG, Sala Foglietta, fs. 514. - Genova. Collezione privata, mss., Registro del Burò del Gl'nio dell'Anno V, cioè del/80/.- Allegati al cap. 111, doc. 7.
GLI !STITI.Tll MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBUCA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA UGURE
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e per l'istruzione degli ufficiali del genio e dell'artiglieria. I testi elencati nella nota erano: -
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Esprit de Folard tirè des comentaires sur l' lristoire des Polibe. T reite sur la constitwion et f emploi des troupes legeres. La Science des lngénieurs dans la conduite de travaux de Fortification et l"Architectllre Civile. Chez Barrois l'ainé. Elements de /'art militaire ancienne et moderne par Cugnot. La Fortification de Campagne theòrique et pratique, sutraité de la Science de la construction de la defence et de l' attaque des retranchemens par Cugnot. Teorie de la Fortification avec une nouvelle maniere de construire les places: on y a point la description et l' usage d'une nouvelle piane/rette. Elemens de Fortification par le Blond. NouveUe edition. deux exemplaires. Abrégé des élemens de Fortification par le meme. Dictionnaire der lngenieur par Belidor. Elemens de Fortification par Belair. La chimi e de Fourcroj, in X vol. Demier édition. Elemens de chimiés par Chaptal. Traité elemerztaire de Phisique par Hany deux exemplaires. Description de l'art de Fabriquer /es Canons par Monge. Mémoires d' Artillerie par Sched. Architecture Hydraulique par Prony. Tom 3. Methode de lever les plans et/es cartes de terre, et de mer. Chez Firmin Didor. Mécanique de Bossuc. Nouvelle édition a Paris An X. Chez Firmin Didot. 4 copies par l'école. L' lngénieur de Campagne par Clairac. in 4°. lnstruccion destinée aux troupes legeres, et aux officiers qui serven t aux ava nt postes. redigée sur celle de Frédéric. De la sureté des placesfortis par Maignet. Mémoire pour r attaque et la défense d'une piace par Goulon. in 8°. Traité théorique et pratique de la Guerre par Foissae 2 vol. in 8°. Forcijication de Campagne par Cugnot. Mémoires sur la fortification perpendiculaire par plusieurs officiers du Genie, in 4°. Essai de Tactique par Guibert.
Sulla vita della scuola e sulle vicissitudini degli allievi si banno solo notizie frammentarie anche se significative 0 09 >: il 26 giugno 1801 veniva ammesso al corpo del genio, per aver superato l'esame d 'ammissione, il solo Gerolamo Spinola; alla data del 16 dicembre 1802 figuravano allievi Gerolamo Spinola e Gaetano Grosso; il 30 marzo 1803 Giorgio Vaccarezza di anni 17, che aveva compiuto il corso di studi presso la pubblica Università, superava brillantemente l'esame d ' ammissione. Il 15 marzo 1803 Girolamo Spinola veniva promosso al grado di sottotenente.
(109) ASG , Sala Foglietta, Pratiche pubbliche 1801 -1803, fs. 514.
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GLI ISTITUTl DI EDUCAZIOi''E E DI FORMAZIONE PER LFFICIALI NEGLI STATI PREUNI fARI
5. LE ISTITUZIONI PER LA FORMAZIONE DEGLI UFFICIALI DI ARTIG LIERIA Le Scuole d ei Bombardieri e dei Bombisti Risale al 20 dicembre 1627 la stesura del primo documento, reperito negli archivi, relativo alla creazione in Genova di una Scuola per i bombardieri. Il Regolamento era composto da due parti: i Capitoli Generali per la Scuola, ò Compagnia de Bombardieri e i Capitoli particolari di ogniuno di essa Compagnia, che definivano i doveri e le attribuzioni delle diverse figure della Compagnia: Prima del Cappellano, Del Capo de Bombardieri, Capitoli di Contestabili 0 10), Capitoli de Bombardieri, Capitoli per gl'aiutanti de Bombardieri, Per gli aiutanti del Capo, Per il Cancelliere de Bombardieri, Del Sindico de Bombardieri, Per il Barbiere de Bombardieri Oli), Per il Visitator d' Infermi, Per li Tamburi. T serenissimi collegi approvavano l 'atto il 23 gennaio 1628, che veniva successivamente prorogato nel 1658 e nell665 <112) . Era prescriuo che ai bombardieri fossero impartite delle lezioni teoriche e pratiche dà persona molto perita in quella, venisse svolta una volta al mese la scuola di tiro al bersaglio e sei volte ali 'anno quella in mare. Il corso. che doveva essere frequentato sia dagli ufficiali sia dai loro sottoposti, aveva la durata di due anni, di cui il primo solo per i bombardieri e il secondo anche per gli aiutanti. Era prevista la comminazione di punizioni pecuniarie crescenti in caso di reiterazione diverse per i vari gradi rivestiti dagli individui, ed eventualmente di altro tipo per coloro che non si presentavano alle riunioni. l bombardieri per essere ammessi nella compagnia dovevano prestare giuramento; la norma recitava: «Non è meno geloso l'esercitio di detta professione, come e honoratissima l'i stessa professione, perciò cadauno che doverà esser ammesso in detta Compagnia, frà le altre cose doverà haver prima prestato i l giuramento di fedeltà nelle mani del Priore del! ' Illustriss imo Collegio dei Procuratori».
( l l 0) li comesrabi/e doveva essere in grado di sostituire in ogni circoswnza il capo dci bombardieri, la sua funzione era certamente assimilabile a quella dell'ufficiale. Per esercitare tale incarico era prescritto che, ohre a possedere sufficiente intelligen:a. il candidato doveva aver esercitato per due anni l'incarico di bombardiere. sostenuto e superato un esame alla pre~enza di due deputati del Magistrato, dell'architetto militare, del capo dei bombardieri c di quattro altri contestab ili più an ziani. ( 111) Il barbiere allora svolgeva anc he le mansioni di chirurgo. (112) ASG. Sala Fog/ieua. Milirarium. fs. 1128.
Gli ISTIT1Jll MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI l'ELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPIJBBLICA LIGURE
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Nel paragrafo Del Capo de Bombardieri, in particolare, nei sottoparagrafi attinenti ali 'attività didattica addestrati va, erano precisati i criteri e le modalità per l'istruzione degli artiglieri: «... d'uno che nei concernenti della professione ti ammaestri, et insegni si nell'una come nel-
la altra dottrina, cioè teorica, e pratica. che però il Capo doverà far lettione alli giorni sopra destinati nel modo seguente, cioè alti aiutanti de i principij delle Scienze, e prattica, riconoscimento di pessi, batterie, e modo di coprirle, far gabbioni. blinde, salciccie, e salciccioni, et altre cose spettanti alla prattica suddetta in modo che finita la prima lettione delli aiutanti, essi aiutanti sijno liccntiati dall'lllustris~imi Deputati. et in sua absenza dal Capo. 2° Che debba rispondere ad ogni, e qualunque quesito che piacesse farli dà qualsivoglia Contestabile circa le co ncernenti della sudetta professione, come a dire di lontananza. altessa, profondità, fochi artificiaLi con qualsivoglia instrumenti, modo di condur artiglierie per qualsivoglia luogo. cavalcare ogni pesso, inchiodarlo. dischiodarlo. romperlo. fonderlo. e creparlo in caso di bisogno, di levar balle gettate per forza, ne pezzi, riconoscer le qualità de metalli, di poner in pianta le fortificationi da lontano, e vicmo, e riconoscer le polveri, salnitro, e sol fori, fabricarli, e rafinarli, delli apparati dà Città, e Campagna, e marine, delle misure di essi ferramenti, et ogni altra cosa necessaria, e di tuue queste cose renderne conto secondo le vera Scienza della sudetta professione et in caso di disputa frà essi e detti Contestabili. debba pendere la risolutione dall'lllustrissimi Deputati, ò vero dalrarchitelto militare cbe vi doverà essere.»
Manoscritti senza data, ma di epoca molto posteriore, trattano delle norme e delle direttive addestrative per la compagnia dei bombisti , reparto istituito nell700 con personale civile non retribuito. Nel l 70S l'organico del/i Granatieri Bombisti era composto da: capitano, capitano tenente, alfiere. aggiuranre. sotto aggiutante, foriere, capo maggiore, 4 capi, 2 sargenti, 5 caporali, 94 soldati, per complessivi 112 individui; nel 1730 invece da 3 ufficiali e 42 bombisti con paga, un tamburo, un barcarolo, oltre a 22 volontari che prestavano servizio senza compenso alcuno (ll3).
(113) ASG, Sala roglietta, fs. 365. l ruoli della compagnia bombisti, quali risultano dai documenti d'archivio, sono discordanti: sempre nel 1730, figurano in organico: capitano, capitano tenente. alfiere, sottotenente. alfiere graduato, solto alfiere, 4 aggiutanti, capo maggiore. 8 capi, 3 sargemi. 24 soldati, paggio del capitano (Montalto), muratore. tamburo. chirurgo, bersagere, 34 ~oldati senza paga, per complessivi 84 individui; da un altro ancora: capitano, capitano tenente. alfiere, souo capitano tenente, alfiere graduato. sotto alfiere, aggiutante. 2 sotto aggiutami, 2 forieri, capo maggiore, 8 capi. 2 sargenti, 30+ 18 soldati, paggio, muratore, tamburo, chirurgo, bersagere, 18+22 soldati senza paga, per complessivi 75+40 individui. Nel 1734 il Rollo della Compagnia de Bombisti prevedeva: capitano. capitano tenente. alfiere, alfiere graduato. sotto alfiere, aggiutante. 2 sono aggiutanti. foriere. capo maggiore. 7 capi. 2 sargenti. 34 soldati, 12 soldati con paghetta. paggio, muratore. tamburo, marinaio, per complessivi 69 individui; nel 1747: capitano. tenente, alfiere, so rgente, sotto sargente, aiutante, 2 sotto aiutanti. capo maggiore, 6 capi. 25 soldati, 17 soldati con paghetta, tamburo, paggio, muratore. marinaio, per complessivi 61 individui (9 da rimpiazzare).
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GLI ISnTUTJ DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STAn PREUNITARI
I due testi , redatti dal capitano Francesco Gazzo, comandante della compagnia granatieri bombisti, verosimilmente nel 1730, erano: i Capitoli del/i Regolamenti che devono osservare li Capi de Granateri Bombisti della Compagnia stata imposta dal Capitano Francesco Maria Gazzo per instruire li soldati Bombisti delle loro squadre, stati assignati et ordinati dal medemo Capitano per ben instruire, e rendere provatti li medemi nelle operazioni di Publico serviggio e le Raggioni delle Bombe è Mortari per dover essere maneggiati da mani fedeli e Pratichi, che conoscono i loro Centri sì delia gravità come de loro interni per colpire ne/Li bersagli destinati fedelmente esaminate da/li Ufficiali respetivamente destinati della Serenissima Republica <114 >. Il primo documento, che riprendeva certamente in parte o in toto i paragrafi di regolamenti precedenti, era un ' istruzione per il servizio del mortaio, costituito da 14 articoli e da un richiamo sui doveri dei componenti del reparto, e definiva le modalità da osservare per la messa in postazione dei pezzi , per il loro puntamento e l'esecuzione dei tiri; il secondo risultava essere una disquisizione sulla superiorità de i mortai sui cannoni : in particolare sull'economia conseguibile con l'adozione dei mortai da 300 per la difesa dei porti e delle fo rtificazioni; la loro maggiore gittata (6.000 passi anziché i 1.400-1.600 dei cannoni) ( ll5) ed efficacia del tiro, ottenibi le
( 114) ASG, Sala Foglietta, fs. 365. ( 115) I dati profferti dal Gazzo sono erronei: La velocità iniziale massima conseguibile con le cariche di lancio disponibili nel '700 era di 200 m/sec, corrispondente, in assenza della resistenza dell'aria, a una gittata di metri 4.077. La velocità che si può imprimere a un proietto dipende soprattutto dalla forza della carica di lancio e dall a lunghezza della bocca da fuoco, poi dalla forma e dal peso del proietto nonché da fattori che in questa sede, per brevità di lrauazione e per la complessilà delrargomento, si omette di precisare. JJ Forti, nell'opera ci lata, alla Nota 29) di pagina 209, riporta che la gittata massima del mortaio da 300 libbre corrispondeva, secondo l'opera del Rocca e in base alle misure in uso allora a Genova a 5.946 metri; per il Codeviola a 4.000 passi pari a 2.320 metri. (lunghezza del passo, considerato dall'autore m. 0,58), poiché il passo naturale o comune era lungo due piedi e il piede m. 0,38 il passo corrispondeva a m. 0,76 e conseguentememe la gittata a metri 3.040; per il Forti, utilizzando la scala grafica di una planimelria del tempo, a 2.976 metri (passo di m. 0,744). La diminuizione della gittata del 25-30% per effetto della resistenza dell'aria è da ritenere coerente. considerando che il tiro con proietti sferici, in condizioni ottimali, è lanto più assimilabile a quello nel vuoto tanto maggiore è il peso del proielto e minore la velocità ini ziale (inferiore a 240 m/sec). L'effetto della resi stenza dell'aria, nel caso di tiri effettuali con proietti oblunghi girostabilizzati e velocità iniziali superiori (300-600 m/sec) . può ridurre la gittata sino al 40% di quella 1eorica.
GLI ISTITlTTI M!UTARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
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utizzando bombe caricate con polvere esplosiva, con palle di pietra o con pioggia di pietre, in alternativa alle palle di ferro. Il 5 marzo 1745 veniva approvato il Regolamento per la Compagnia de Bombisti ovvero il «Ristretto di varij Regolamenti stati già altre volte approvati dali 'Eccellentissimo Magi strato di Guerra per la buona disci plina della Compagnia de Bombisti», esteso per ordine del deputato Matteo Franzone; costituito da 14 articoli che defini vano le modalità esecutive da osservare per l'istruzione dei bo m bis ti e per l' effettuazione dei tiri di addestramento (ll6). La costituzione del Corpo de Cannonieri o di Artiglieria IJ problema dell 'accorpamento deJle due compagnie, dei bombardieri e
dei bombisti, dipendenti rispettivamente dalle magistrature dell'artigl ie ria e della guerra, veniva richiamato all'attenzione dei collegi e sollecitato dal magistrato della guerra con gli atti del 25 febbraio , del 18 aprile e del 23 aprile 1750 0 17>. In sostituzione della compagnia dei bombardieri formata da 279 uomini tra ufficiali e soldati e quella dei bombisti costituita da 72 uomini, organico considerato eccessivo per il tempo di pace, proponeva la creazione di un battaglione su quattro compagnie, ciascuna formata da ufficiali , bassi ufficiali e 50 comuni. I seren issimi collegi, con decreto del 13 aprile, inizialmente deliberavano di unire le due compagnie per creare un Battaglione, e un solo Corpo, ma tale decisione veniva revocata con il decreto del 13 maggio, per le eccezioni sollevate dai cannonieri. TI 12 giugno veniva approvato il Progetto per la ridefinizione degli organici e degli stipendi della compagnia dei bombisti, ma a causa (segue nota n. 115)
È da repu1are inesatto anche il dato relaùvo alla gittata dei cannoni genovesi. Il Papacino nella sua opera Uso delle armi da fuoco fornisce per la gittata dei cannoni da 24, 16, 12, 8, 4 i seguenti dali: rispettivamente me1ri 4.380. 3.940, 3.650, 3.250. 2.440; il Colliado (o Collado), probabilmenle effettuando il calcolo sulla media delle artiglierie italiane, otteneva per la colubrina, la mezza colubrina, il sangro, il falcone o mezzo sangro, falconetto, smeriglio ri spettivamente metri: 6.080, 4.560, 4.256. 3.420, 2.280, 684. ( 116) ASG, Sala Foglietta, fs. 365. (117) ASG, Militarium . Archivio Segreto, Relazione dell'Eccellentissimo Magistrato di Guerra per le riforme del 25 febbraio, atto del 18 apri le, Esposizione dell 'Eccellentissimo Mag istrato di Guerra circa la riforma de ' Bombardieri del 23 aprile 1750. fs. 2927.
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNTTARI
dell'acquisizione di altri mortai (43 erano i mortai ora presenti a Genova e nelle altre piazze) tale atto rimaneva disatteso. Solo con decisione del 30 dicembre 1751 <118> venivano ratificate la richiesta di aumento degli effettivi, consistenti in 63 bombisti ufficiali compresi, per riportare l'organico a quello del l 730, costituito da 69 individui (3 ufficiali, 46 tra bassi ufficiali e soldati a paga intera, un tamburo, un barcaiolo e 18 aiutanti con paghetta), e la loro nuova retribuzione. La Scuola pratica dei bombisti doveva aver luogo dall'inizio della bella stagione sino a S. Barbara (4 dicembre). Nel 1768 gli organici della compagnia cannonieri prevedevano: colonnello (Carlo Arata), Il tenenti (di cui 5 fuori Genova), 2 forieri, 79 cannonieri (di cui 29 fuori Genova), per complessivi 93 individui. Fuori Genova gli artiglieri erano distaccati presso le fortezze e i posti di terraferma di Savona, Finale, Sanremo, Ventimiglia, Gavi , Portofino, Portovenere, Lerici, Santa Maria e Corsica. Dopo la cessione di questa alla Francia verrà assegnato del personale alle opere della Capraia e di Sarzana. Nel1788 i cannonieri assommavano a 106 individui: un colonnello, 15 tenenti (di cui 5 fuori Genova) e un tenente graduato, 2 aiutanti , un foriere, 84 cannonieri (di cui 43 fuori Genova), un barcaiolo, un chirurgo 0 19>. Il 7 gennaio 1790 veniva prospeuata l 'opportunità di costituire un Corpo unico che comprendesse gli ingegneri e gli artiglieri <120>. Il Corpo di Artiglieria <121 >, istituito il 4 febbraio 1793, era composto provvisoriamente da due ufficiali di Stato maggiore, da ridurre in seguito a uno solo, e da due compagnie. Era decisa la soppressione della compagnia dei prattici artiglieri e successivamente, il 6 novembre 1793, ne venivano costituite altre due di artiglieri e quindi, ali ' inizio del 1797, formata la quinta compagnia colonnella o dei prattici cannonieri. La forza complessiva del Corpo era portata a 600 individui. La formazione degli Ufficiali della Compagnia cannonieri, bombisti e del Corpo di Artiglieria La formazion e degli ufficiali di artiglieria de lla Repubblica di Genova avveniva nell 'ambito dei reparti operativi, sia presso la Compagnia cannonieri sia presso quella dei bombisti. Non erano previsti né
( 118) ASG, Sala Foglierra, f s. 365. ( 11 9) ASG, Sala Foglieua. f s. 302. (120) ASG, Sala Foglie/fa. f s. 1244. ( 121) ASG. Sala FoJ:/ietta, Per gli Uffiziali de Canoni cri, fs. 408.
GLI ISTITUTI MILITARI 01 EDUCAZJOJ\'E E FORMATIVI NELLA
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REPUBBUCA 01 GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
programmati ad hoc né dei corsi di addestramento specifici. Gli aspiranti alla nomina a ufficiale, analogamente a quanto avveniva nelle compagnie di fanteria, dovevano, nel tempo, ricoprire con valentia i vari incarichi. percorrendo quindi i vari gradi gerarchici a iniz iare dal più umile. Il metodo didattico adottato per la loro preparazione professionale era quello comunemente definito per imitazione. È però quanto meno opportuno e corretto precisare che tale anomalia trovava la sua giustificazione: nella ridotta consistenza del numero delle artiglierie e quindi delle unità; nella diversa dipendenza organica dei cannonieri e dei bombisti, più volte rimarcata, quindi del loro diverso reclutamento e status giuridico; nella lunghissima permanenza degli ufficiali negli stessi gradi, dovuta ai motivi sopra accennati, che riduceva, sino ad annullarla, la necessità di preparare i quadri ufficiali con cadenza regolare. Valgano a titolo d'esempio i casi eclatanti del colonnello dei cannonieri Carlo Arata che permase in tale grado per oltre trent'anni, dopo aver percorso i vari gradi della carriera militare presso la medesima compagnia, e del capitano Francesco Maria Gazzo che comandò la compagnia granatiere bombisti per quasi c inquant' anni. Unica alternativa a questa realtà sarebbe stata la costituzione, a imitazione di una delle diver e soluzioni realizzate dai più importanti Stati italici ed europei, di una Scuola. certamente economicamente onerosa, per la formazione degli ingegneri e degli artiglieri, da attivare con cadenza pluriannuale. A integrazione e in sosti tuz ione dei decreti e degli atti ufficiali, alcune s uppliche degli anni 1722, 1796 e 1797 ci consentono di conoscere i criteri di promozione, adottati nel tempo per gli ufficiali e il loro grado di professionalità. Sin dal primo Settecento gli aspiranti alla nomina a ufficiale erano sottoposti a degli esami per accerrare il livello delle loro cognizioni teoriche e de lla preparazione professionale anche con delle dimostrazioni pratiche di tiro a proietto. Nei documenti d ' archivio sono reperibili ancor oggi numerosi eidotipi riproducenti i risultati dei tiri effettuati dai quadri delle compagnie in occasione delle esercitazioni a fuoco. Tali disegni venivano poi allegati alle suppli che tendenti a ottenere una promozione. Nel 1718, il sottotenente bombista Giuseppe Castagna <122> esaminato tanto in teorica, che in prattica dal comandante della compagnia e dal
( 122) ASG, Sala Foglieua. Capi1ano Tenenle Castagna. fs. 365.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UffiCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
capo maggiore, alla presenza del Sargente Generale e di alcuni Ufficiali maggiori, rispondeva «à tutte quelle (' domande ') da essi fattele con fondamento, e coli 'aver posto in dissegno tutto quello le fù ordi nato, e datone conto con le raggioni» ed effettuando col mortaio due tiri al bersaglio. Gli aspiranti che, alla fine del 1796 e nel 1797 (123), si candidavano per ricoprire le vacanze nell'incarico di alfiere o di sottotenente nel nuovo Corpo de' cannonieri dovevano essere in possesso dei requisiti prescritti dai Decreti citati nel paragrafo relativo ai Cadetti. I temi d 'esame vertevano su vari argomenti inerenti alle materie propedeutiche e a quelle professionali ovvero aritmetica, geometria, balistica e artiglieria. Si citano, a titolo d 'esempio, le tesi della prova sostenuta, il 15 dicembre 1796, dal cadetto dragonante Felice Spinola: per l'aritmetica l'estrazione della radice quadrata di quattro numeri e il metodo per trovare il numero di palle che compongono qualunque piramide; per la geometria: teoremi e problemi vari ; per la balistica e l 'artiglieria: i generi delle bocche da fuoco in uso, loro gittata o portata, la maniera di formare il modello per il getto di un Cannone e la composizione del bronzo, la maniera di formare una batteria d'assedio. La commissione esaminatrice era formata dal tenente colonnello ingegnere Giacomo Brusco, dal deputato del magistrato all 'artiglieria Stefano Pallavicini e dal maggiore ingegnere e artigliere Agostino Meoici. Nel caso di superamento dell 'esame da parte di un candidato, ma in carenza di vacanze nel grado di ufficiale, veniva accordato, come nel caso del cadetto Gio Batta Barabino, il permesso di dragonare da ufficiale. Antecedentemente a tali anni, come risulta dalle suppliche dei capitani Luigi de Ferrari , Francesco Piacentino e Ferdinando Caimi tendenti a ottenere la nomina al grado di maggiore, il tempo intercorrente tra la data di incorporazione nella compagnia dei cannonieri e la promozione a tenente poteva variare dai due ai tredici anni e per quello da tenente a capitano dai cinque ai nove anni. Era più breve per colui che arruolava una compagnia a proprie spese. In merito alla preparazione professionale dei quadri, il Montù <124>, sul fondamento del reperimento di disegni nell ' Archivio di Stato di Genova,
(123) ASG, Sala Foglieua, Esami de Canonieri, Per il Cadetto Gio Batta Barabino, Piano per il posto di Solto Tenente degl'artiglieri, Relazione per i Canonicri, fs. 408. (124) C. Montù, op.cit., vol. II, pp. 1086-7.
GU ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR..""TIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE
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attestava la qualificata istruzione tecnica dei bombardieri e, in particolare, affermava che nel periodo tra il 1788 e il 1794 gli ufficiali genovesi si erano dedicati a studi di carattere scientifico. Una Scuola di teorica e prattica di Artiglieria veniva istituita a corollario della costituzione del Corpo di Artiglieria. IL direttore del corso e responsabile dell ' istruzione nonché compilatore del piano di Scuola proposto ad instruzione del Corpo d' Artilleria era Agostino Menici, con 29 anni di servizio da ingegnere e da artigliere e che nel triennio 1779-82 aveva frequentato a Strasburgo l 'istituto militare francese per la formaz ione degli ufficiali di artiglieria e del genio. Il 17 marzo 1797 veniva proposto per la nomina a colonnello e comandante del Corpo di Artiglieria, succedendo nell'incarico al colonnello Arata <125>. Era prescritto che i corsi venissero svolti cinque giorni almeno alla settimana. Non è stato possibile ritrovare né il Regolamento dell ' istituzione né i programmi d'insegnamento.
( 125) ASG. Sala Foglietta. Per il Magnifico Agostino Menici elello in Colonello del · Corpo degli Artiglieri. fs. 408.
CAPITOLO III
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
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Documento N. l Piano d' educazione per li Figli} de Soldati, ossia metodo per esecuzione del Progetto l o Li figlij de Soldati di qualunque Nazione, ò Regi mento essi siano, saranno scelti da Benefatori, che la pensione alimentaria somministreranno, ovvero per mezzo di chi essi incaricheranno. 2° L'Economia di questo Stabilimento sarà del tutto appoggiata al magnifico Gio. Batta Grimaldi Eccellentissimo, siccome quello, che hà à sue mani 11 denaro per li quei Fanciulli, e che è pronto di accreditare personalmente à questa incombenza. 3° Il rimanente poi della direzione, e dell'ammaestramento principale lo assume per se il Reverendo Capellano esponente, che avrà facoltà di farsi assistere da uno, ò più veterani militari ritirati dal servizio tanto per la Scuola, che per l'accompagnamento degli Alunni. 4 ° Sarà in di lui arbitrio il profittare della insinuazione fatta ali 'Eccellentissimo Magistrato delle Fortificazioni per avere un qualche Quartiere disabitato, ovvero collocare la sudetta Scuola in quell' altra Casa, che mai ritrovasse di sua convenienza per non slontanarsi di troppo dall ' assistenza per lui dovuta à Soldati ne Quartieri, e à quelli che sono malati nello Spedale. 5° Questi Fanciulli saranno occupati nello imparare à Leggere, Scrivere, la Dottrina Cristiana, e per quanto sarà possibile una professione secondo la naturale disposizione, e Talento. Nelle ore poi di ricreazione l 'Esercizio militare, il tamburro, e il piffaro. 6° Non si riceveranno li Fanciulli minori degli anni 7 ne maggiori de 12, quando però non vi concorrano circostanze particolari per recedere da una tal regola. Sarà in facoltà del Reverendo Andreich di ricusare quei Postulanti, che fossero perversi à sua notizia, e conseguentemente per mali esempi pericolosi agli altri parimente potrà licenziare gl i incorrigibili qualora non bastino a correggere le punizioni usate da M aestri qualsivogliano sopra li proprij Scolari, il tutto però con previa intelligenza da Eccellentissimi Commissionati. 7° La Distribuzione della giornata si farà come segue à 5. Ore del mattino levata de Fanciulli à 5. l/4. le Orazioni, indi si Studierà il Catechismo fino à 6. Scuola di leggere, e scrivere à 7. Collazione, e Messa
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GLI ISTITI!TI DI EDUCAZIONE E DI FOR\1AZIO~ PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU~ITARI
à 7. 1/2. il Lavoro, fino à 12. Pranzo, indi ricreazione à 2. Pomeridiana il Lavoro fino à 7. Cena, indi ricreazione, o passeggio secondo la Stagione à 8. le Orazioni dopo le quali il riposo Nelle Feste si osserverà il metodo medesimo, ecceno che non vi sarà Scuola, ne Lavoro, e si darà in avere quel tempo agli Eserciz ij del Cristiano, ò del Soldato. Questa distribuzione delle ore non si propone come invariabile, onde non possa il Direttore fare una qualche mutazione secondo il bisogno, che si sperimenterà. 8° Resta fissato il mantenimento di un Fanciullo in annue f. 200 quali si ripartono cosi f_ 6. Razione di pane N° 2 Soccorso di giorni 31 4.13. Alto, e basso Vestiario 4. Un letto con Lenzuoli 15. f_
Ali 'anno Spesa diverse per utensili , Direzione, e Libri
15. 8.
" 184.16. " 15. 4. { 200.-
9° Gionti i Fanciulli alla Adoloscenza usciranno à gjudizio però del Reverendo Direttore, e coli ' intelligenza come sopra, dalla Casa di educazione per arrolarsi come Tamburrini nelle Truppe della Repubblica, indi ali 'età prescritta passeranno ad esser Fucilieri per dar luogo ad altri compagni di subentrare, e ad altri teneri Fanciulli di esser ammessi nella Casa di educazione. Compito il servizio di Fuciliere per anni 6. saranno in libertà di chiedere l'assoluto congedo, e non prima, giusta cosa essendo, che à prò del Principe ritornino il beneficio della Educazione, che ottennero appunto perche Figlij di Soldati. l
oo Siccome non si ammetteranno à questa Scuola Fanciulli se non à instanza del Padre, ò della Madre vedova. ò abbandonata, cosi neppure à Genitori sarà lecito di ritirare i loro Figlioli dalla medes ima senza prima reintegrare la spesa fatta durante la permanenza, e senza
REPUBBLICA 01 GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
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l 'approvazione del Generale delle Armi, e ciò affine di prevenire i capricci de malaccorti Genitori. 11o Si dichiara à caotela, che sebbene abbiasi di mira la buona educazione precipuamente de Figlij de Soldati non già s'intendono dal pio Stabilimento esclusi quelli altri Fanciulli, che particolari Benefatori gli si afferissero purche si sottopongano all'adempimento delle condizioni sù mentovate. Perciò dovranno li sovenzionatori esprimere il loro consenso nell'atto di inscrivere se stessi per la pensione anticipata in ogni anno, e il nome de Fanciulli, per quali promettono nel libro della Matricola, in cui saranno registrati li modi, e forma che gli Eccellentissimi Commissionati avranno approvati, ò prescritti. L' amministrazione economica resti appoggiata al zelo, e vigilanza del magnifico Gio. Batta Grimaldi Eccellentissimo. 1784. 30 Giugno nel Salotto di Solita Udienza degli Eccellentissimi di Palazzo alla mattina
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GU ISTITI.m DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFF!ClAU NEGLI STATI PREUNITARI
Documento N. 2 (Copia anastatica)
Regolamento del Collegio Militare
N. &13.
REGOLAMENTO DEL COLLEGIO MILiTARE t. Il Collegio Militare è una riuniune di Faacittlli destin~Hi a ricevere co' sani principj d ella Religione una
su tlìcH·nte (;Ultur..t negli Stu lj, e n :!lle Arta ptù utili, oude posuno un gioruo provvedere di p er se al i,rop rio 6ostent..tmento. :1. Gli .llu nni del Collegio Militare sono m antenuti Q dJ Ila Nazione, o da' privati Beuefattori; o finalmente n spt•se dc:' loro Part"uti. · 3· Pr.·sil·ùc: a «jut-sto Collegio il Comitato delle Publ:l:ch~ ll l' n'!liceuu, come d.tlla Le,ge de' 2.1. Ottobre J :-~9· :\uud 3• ( 1) 4· L' ln st itu w N azionale in \' Ì~ila snl Cotlf'gio per t !ltlO cio, che C OUCcrne }' ÌllSlfU Z Ìoue, e Ja educazione, come dal1.1 L ~g~e d··' 5 O uo br~ 1798. ao~ao ~. (l) . 5. li Comu ::!u delle l'ubLlichc Beo \' hcen~e desuna uno d c' SU<II ~l t'mb ri aJ ln sp >! ttore dd Collegio. 6. Scieglie pur\! tl Couu t.Ho un Vice~lnspcttore, uno Direttore ~~nerale eJ altra tre Ductto ri.
( r) Vedi su.fdetta l.tggl nel T . 4· dd Corpo Legislativo c! r.. 111. art . 11 .prg. tS")· ~ ~ ~ Vedi n.l !ett.J L!gfre tld Tomo l . del Corpo Legiflat;r J .;! n. 106. llrt•. 11. p.zg. 143•
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REPUBBLICA DI GENOVA E REPUB BLICA LIGURE
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7· 11 Col1PgJo b:t \nolttfl un P-ldrt- $pirhqalf" ' d~ .. ~ui~tteuu 1 " " UhHtiUùf*' "hh~.tCd • et.l ""• .\•UtUiuhh 4• lo4VU~ •
DOVERI DEGL' INSPÉT fORI, E DISETTORt.
8'. E• dnvf'rè d~ u• in~p~rtore, e Vice-lnsp•ttore di esigf'rt', e promuoHre l' t·sauo adempiUleut\) dd pre• 6t'Ult!
Rt>golcUllt:"htu.
<J · E' com m ss 1 ~~1 Vic ~· lnspPttnre ar~1 cnr.• S;l~CÌ • l~ dc lla music.t , ~ l' ctppro\ala \•.nt: di tutti i i\l.testri c:he l& tiffruu<J d' ius <gnsre gt .HUttanit•utt!. io. Il Dirt'.HCfc ~ g,.u~ral~ io pure incaric Ho sotto 1.1 su il tt'Spons•btllta d · u· éld mpiru ~·uto total~ dd presl'n te 1\t:;?,ulam ~Ho. a t. O~ tn· il vittn ginrn .al t', ,. :1bit.1zion<' n· l Cullf'gio, il Uir.-ttort' g ru t· •alt' h..s l' .1unuo unor•rh• J, ltre qualLror.~tuo b. • p =•~ .t bdt dali.J c:.ctua · d ·· l Coll.-~i"• . l :l L' 1\u).minuj'tta~i~nt" . iocati~ata di ona CUfd sp,.. t.iafe' da ruue lt: SCUfJie, aUt-no la tntlitC •; C••ll1"! 1•ure d' uu.t spt:caale "'gìl.wz • su . h' .o \ru •ld S 1rto, tlr l ~.lho1 j•' ; ~ tlatUitt' qu ·Il ·: ; d1 .· fos:s ·· ro •li 1u•i i .•trvdnttc•.
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• ~. l ue- U•r• um·a hanuu ll !H s o~ i laril r<>srnns tbil idt dt utttu Clù, eh.: ai•tl.tlU...:ue ali~ lvlo attrthuziou i.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I
.
l~CO:\In2NZE
. 311 DELL' Aì\1'ITNISTR .\ZlONE
19. Il Cnlt.·g ;o Militart- h' un a Amministrazione V•c.:-ltup~uorc: c: ù1 ue DJ-
.co1n~ · h• Jdl'l.aipl:'tturc,
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:.t•l. Presi<:>,le atr A rnrn;nist r u!une l' l usp ~: uor~, e in dj l <lÌ .IH~rtz.a Jl VICe· l \il1c:ltUl"t' •
..11 L' :\;n niuistr-•zw.tc s1 r ••lu•ta ordin .triamt-nte una \ ' ·tlr.t l.a a ·triiU l •J, !Hraor•llll -tri IIU ~ nt~ t•crò Oì!-111 volta l' l:asp•·aro r t', o Viçt<-lt~spt<HOl'~ llt! d1a l' iw.
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-~ ' ' ' • t -•·l ·• 1 tllZ' é le~tt l i m' ~l! n~"' precede l' avTi~ -J funn•l · ,JIIUP& ciuqut-, s:- tr~ alm<·uo non v' iurt·r, . .. ":!.·lR'l. c: s - fra q·a.sa twu vi h .t l' lus 1•c:tl•lrt:, o VJCe• Jus 1• lt••rt • :.&l.
L' ~ nmiuastr.tZÌ<•nf" •l ~·c i l~ s se t u : inio _segrt' to ,
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.l6 L' A•n n : u s: nlÌilllt" sce~Jie all' Jssoluta plur.t~ Ji ~ à c) ,:' \'utt e,l1 ullì &.tll d .· l Cullt•t;to, 6t-C •1uJo b ltSlil Ìpl.• ch o:. J ~ Ì• · •· > : ll c.l l ' lr&•lt'lltt •ll'.! hJtlit.H•·: Cf'HS(.i ill>t·l l' tcJ ··;, ··r.: ,-.. li 1 .. 1t.t r.ll• t.J . It tttlt' ll..all' A .nm .. ustra:.r.tuu~ c 'l ·'"'j' "• h a ltt ••..:.·•, .d altrt• J ~ stc s ucc•· s , ive . -1 ~ 1,, c· .,, ,J, ~ •c 1uz•. o olllulssi •'u" .J, cju~h:he Pro·
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f ,, .. r.: -1•) u•l• :> ' J:I. 11 l ·.tt••· c •i ll 1 •1' · s.: le .::ìcuvl~ di ì\1u' 11-: 1, .. U, ·~ 1 J, ~ i ' A n 111 .a;1r ''-' •· •<: n t: l t r .•ppono a l
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REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
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!u DOVERI DEL PADRE SPllJTUAtE, E D!GLI ASSISTENTI, E DELL' INSTRUTTORE MILITARE.
3e: 11 Padre Spirituale spieg:» il Vangelo; confessa g~i Alunni,
e con zelo, e pazienza gli eserci t a iu tutti i gaorni festivi sopra i priucipj della Dottriua CristtanJ: invigi la al buon costume e alla pietà : fi sstl d' accordo coll' Direttor generale i ~ioroi ~t:lle Confnsioui: prov· vede a tutto ciò, c h e concerne le cousuete sacre fu.a-. 2ioni, nulla innovandone, senza la previ4 pantcipazio· ·ne, ed autorità tlell' ArnminjstraztOue. 3 l· Il Pc1dre Spirituale ha uun st-:~nll nel Coll~gio per dormirvi, e dimorarvi qnando )o ,·ogtia , o ve ne aia il bisogno, m a semprt> senza alcun dirict o di \'ilttl. 32· V' hanno 1.\ue Assistt::nti 1' un_, per Jc Scu ole , e l' altro in ajuto del Direttor ~ c ner :dc. B· Gli Assistenti dipendono dagl' lospeuori , e Direttou. 34· E• propria iucombenza dell' lostrottore .Milit<~re tutto ciò cb e apporti ene al man<·ggio t!ellt ano i. 3S. l..' lnstruttore Milit are dipeutie ùalt' Ammioistrazi~ne che a lui assegna le sue speci:·d i au nhuztvni. 36. L' l nstruttor Militare t: ricuuoscimo com~ un capo di qualnnque Corpo Militare.
DELLE CONDIZIONI, CilE SI ESIGONO PER L' Al\1MlSSlONE DEGLI AL UNNI. 37· l Giovanetti che domandano di essere ammessi nel Collegio ù ebl>ono presentare la feùe di buoni co· stumi, fatta dal proprio Parroco . 38. Oltre la morigeuter.za Cristiana, i giovinetti devono avere buona salute senza aknn notJbile difetto corporalP. . Sg. Non si ricevono Alunni prima d eg li anni sette, ne dopo i compiti anni dodici. La loro età è veri!icata dalla fede di .Battesimo, che presenta n o . 40. Gli Alunni, che sono giunti all'età di anni die(:iotto più non possono fermarsi in Colle~io, fuorchè
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01. 1 ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFF!ClAU NEGLI STATI PREUN!TARJ
3t4
per un speciale d ecre to dell' AmmiRÌstra•ione confer~ mato d a l Comitato. 4' · N <'ssu11o degli Alunni pensionarj può essere am.; mes so, &t: prima uoH isborsa a titolo d' ingresso lire cento \'t'Oli f. b. t ff<' ttive; passati quindici giorni di dimora nd Coll .-gio, questa somma non pu ò ripetersi d a l-.. l' Al un nn: sal,. ~ però quelle eccezioni, che l' Amministnioue ~iudich,..rà j?,ÌUste, e convenienti • •p . Coruemp•)rclneamente:: a dette lire 120. d' iol!.resso1 l' Alunno p t: n siunario dee sborsare DI)V:lnta lire simili, che 5•lD•l per antictpazione d'un trime::stre a ra2;ione di lite- tre nta c1l mese, e così di· trimestre in trimestre sempre antlcip.• tameute . . ~3 . Nd caso che no·n ~ia pronta l' anticipazione del detto denaro si riman tla l'Alunno alla pro pria c .•sa. 44· l Parenti , o Benefattori J e ll' Alunno danno ad uno de' Direttori dd Collegio un idonea ~gortà in atti del Not;lro ci C" IIt- Pubbliche Be neficenze. 4 S• l ParPnti , o ll c n t' farori dd l'A l un no, o pt> r essi la si:?ort3, si oLhl i~ ano di pron·1·dere ol•re il denaro rnertto,·ato, tutto cio che è nec<'ss.lrio all' Alunno fino al tempo tli ritorn.tre a casa: segnatamente pc·r ò debl•ono provn•clc rli un mat:trc~sso, un ~u at~c i .Jle, una casHtta, t(U :ttlrn cami cc re t" clu~" paia <li lt'n2luoli, t: :q nanto gl i .1 hh iso !!""d i c., n.•, di p•·une, <li libri , e di strum ·nti ucc e~·u • j .tll..t S.: u •> l·t cos ì d e lle Sric:nz t:. come ddl t: Arti. 46. ~1 uno ele~li Alunn i pension a rj per as-senl-\ dal C0 ll .. ;io pu ;l rtp ~ t c r• ~ sconto alcuno snl dertaro coutri· Luito mt·no il C.I:W eh~ l' ns<>c n ?.a duri tr"! mc>si . ~ 7· In •:.1su d i m .tl au i a d e ll' Al un no il Collegio non . è t r n uto a cosa al cu n a . 4~. l P.!r-·tui , o Bend.ttori, e pPr essi sem p re la ! Ì~or:à ne- snno an·ic. :ll i . l~n.n1dn u !uuo di t'SSÌ \'OJ!,lia J JC" \'t'rio è Il\, n ·~ :tt" ;~ Il' o ~ Jlt' ,l ;\le C O l\\ \! gli A l un n i ll\J nteutlti tLtll.l Nazi1l11,.. pr('\'Ì ;I l,l tl(1tÌ 7. ta n' loro par e nti. 4 'J· l O ir•·uori cld Colk !!- io pro mt'ttono tli mant<'ne• r t' 2- li Alunni di \'ilio, e Vt'Sr itn all 'u so militnn· ; come Jlllr.t cl1 f.lr in s•·guare loro <(nell e Scit'n Zc cd Ani , che '• so ttn auual mutte , e coufonue il prese nte p, l'go la• Jllt.'U tO.
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
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:'3 '5 DELL.E ARTI; ·E SCIENZE CHE SI INSEONANO NEL COLLEGIO MULTARE . .
so.
Le Arti, che .s i insegnano agli Alupni sono pre· · .eentemente q~tella del Sarto, Cals.>lajo, Capellajt), do~ po il legg~re, e .scri.vere s' in.s t' ~na a~li Alunni 1' Ari.. tmetica, la Scritt~u-a mercantile, la Ceom etria, l' Architettura, il dis~gno,,la lin~na Franc~.se, la musica istr~· mentale, il maneggio delle arP.li , e CfUalclle principi9 di •fatica· rpilitare. S1. Le Scienze, e le Arti si moltiplicano a propot• zione d egli Alunni, e delle re~1dite del Collegio • 5!l. Jl mt'to,d o generale, cnn c~i .gl_i Munni· veng9n.o jndrizzati all' in.segn,.qlento ·è il sP.gu ente • 53. Ness uno rlegl' Alunni si applica .a d arte alcuna se prima non sa .l egge re, e scrivere, e le prim e .opera· .zioni dell'Aritm etica. 54. 11 Vicc-Iospettore, e Direttore ~t>~er ~ l e esattJinano. ; e . deciùo.no, ~unndo gli Al.unni so n o istruiti s_uf· fìcientemente in quf'ste nozioni-\tanto necessarie. Previo .quest'esame, e giudizio ciascuno d egl i Alunni si dpplica ad una delle Arti, o scienze suddette : la scelta di quest' Arte o Scienza non dìpen•le dal capriccio degli Al~!lni ma per chi è mnntenuto dalla Nazione ; questa scdt,a ''Ìen fatta dal vice-Inspettore unttamente al Di rettor _genera le, per gli altri, da Pdrenti, o Benefattori. Gç• neral1nente però si dee aver riguudo alla decisa incli nazione, .e disposizione dell'Alanno. SS· Giunto l' Alunn o nll' ~~ta di seJeci anni subisce in presenza dell' Ammin istl'ilZtoue uu pubblico ~same sulle .A,rti o Scienze studiate. 56. l f a réoti , O -fienef.llt<HÌ vengono informati d ~ l . profitto, o della ner;li~enza dell' Alu1Ì119. Quando h n e · gligenza sia grave, l' A m(Jlinistrazioue decide nll' a $S II· luta pluulità de' VtHi sul congedo dell' Alunno. S7. O;!;ni anno, in un giorno determinato , tutti 1!;li Alunni subiscono un pubblico esame su Ile Arti, e Scienze apprese. A quest' es<Hll :! assiste l' Ammini strazion~ previo l' invito del Co(Ilitato di Pu hl>liche Bene· .fì cenze, e de' Membri dell· lnstitnto N azionale , e<l asse gna le pro(Il?Zioai, ~d i prcmj l! egli Al n n n i studiqs~.
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01,.1 LSTITUTl DI I!DUCAZIONE E DI FORMAZI ONE PER UFACIAL.I NEGLI STATI PREUNTTARJ
s ·t 6· 58. Gli Alunni snonatori aono denominati col titolo· di banda. S9 . E' vif'tato rigorosam~ote alla band3 il suonare per lpn lanque motivo a qualunque festa di baJJo, ed1 ai teatri sì. pubblici, che privati. 6c. Ci:!scun tlt·gli A! unni sotto 13 direzione dell'Instruttore Militnre impar3 il m.tneggio dell'armi, e l' e~c:rcizio mditare: nel giorno degli esami ~enerali gli· Alunni danno pro\' e delb loro abilità in codesto eaer~i1.1<7.
DEL REGOLAMENTO GIORNALIERO DEGLI ALUNNI. 6r . In generale il regolamento giornaliero del Col~ ft"gio è alla militare r 61. Gli Alunni si divid.o no in prutoni: le divisioni: dc::' plurnni sono se condo il nnmero e 1' età degli Alunni. 63. In o;:ni pl uto ne, ossi.t ,lavi'iion~ v'ha un Capo. Tutto il Corpo tll'g,li Alunni ha un orùine di u rlìt:i :sli. -t•5. Tra ~li umcia li si dt>stina <'gni giorno a viceuda tt!a u tlìci.tl <! di !!1111 dia, cht> sotto 2:lt ordin1 immediati dd Din ttnr ge;tcr.Jit: iuvit;ila al r~golarueuto giornale dd C o• ll· · ~~" . (.1 \ .' h 1 :tltrc·si tra l!.l\ u4Jiciali un ajutanLe di settim IIIJ ti 1fUJ[c:= in .1)')1.! 11211 dell' unÌciale Ji guarJÌa ne fJ le n'Ci. 6:- E' pHtir.obrP inC\lmh~n7.a tlt·ll' Ajutante di setti· nun a cl' in' i;:il .tr o.: sopra ;l i 111lì c ial i suùahcrni onde
6-..
esq;ni$c .lno qu .111to vi• n l.,ro pn·scritto . ,.,, Vi lt .tuno pure:= cld lt! St!ntindle. che ricevono !!li ord ini clal Dirt:Ltur e"•·· n e r alc, dall' nrlìcial-e di· :-. r•uardi:-1, o ,t J 1r a j ua 111 t t' • 6) l'rim a dd se~uo ti Pila l e\'ata comune n«>ssuno <!r;i • Al un n i si a ha da lett o ; meno 1l caso di urgenz:1,. Ù\.• po di cui ritorna a letto s~nza rnmore. -c. IJJto il se!?.no della levata ciascuno si alza prontJlllf'lltt', e si \'~ste con maùestia, e silt:nzio: indi ag~ ~ lttSt.l il suo letto.
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
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V r. Allo segno della levata succede qut-llo Jelt' o n--. zione, e della messa in Capclla dopo lo spazio di 111ezz' ora • 72. A questo secondo segno tutti gli Alunni si met,. tono all' ordine, e si schi~rano nel luogo destinato .• Quindi al comando dell'ufficiale di guaniia ciascun plutune proceduto dal suo Capo va in Ca.pella per reci-. tar.e le orazioni; e sentir .la messa. . 73. Partiti gli Alunni dal dormitorio l' aj.utante di settimana chiude il rastello, ossia la porta, e con.segna la chiavt- al Direttor generale. 74· La ,preghiera ,comune in .qun1.unque t.empo si fa a coro alterno con vo.c e chiara , mod~rata, e divota, sotto la direzione, e responsabilità del c~spo-plutone, il quale ne rapport~· al Direttor gt-nerale. 7S. L' ufficiale di guarùia , unitamentt: all' ajutante di settimana .• durante il .teo1.po .della preghieu comune, stanno .alla po...rta della -CapdJa per impedire la sortita di qualunque Alunno., e per sapere l' urgenza di chi dee uscire sotto la reciproca loro r.esponsabilità. 76. Fiuità la mP.ssa sotto il comaudo dell' uflìziale di guardia si ritirano i plutoni in marcia al luogo destinato pt:r . pe.tiuar~1, e lavarsi • 77• In questo fratempo l' ajutante ùi .settimana \'Ìsita il dormitori o., per vt'dere S t' o?,ni letto è all'ordine., e ne rapporta al .Diretto:r generi\Je. 78. Contemporaneame11 te ogni capo·plutone d estina fra ~li Alunni chi dee scopar~ il d or mitorio, t d o~ n i altro luogo, che abbisogni di polizia. L' ajutante d i settimana visit.a q.uesti :l uo~~·i e ne rapporta al Din·ttor ge nerale. 79· -Pettinnti, o la v:~ti gli Alunni si cla il segno <id !.l collaz.ione; <' tosto ('lgni pluton e si sch iera nd lu !•J?, O dc>stinato. Quivi si fd il cambio della gua rdia, si l: t;· gono dall' aj uta nte eli settimana ?,li ordiui g;ior n a lier i ,del V-ice·luspettore, e Direttori; .indi ciascun plutone va a pigliare la sua .colla zione. 8v. Dopo la coll.tzione, al comau rlo ù r ll' nffì~ialt> rli g1:1ardia, ciascun plutone torna in schiera, e si portl ,al luogo destinato per le arti, e per lo studi9. Iu ~ ~u::-
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ati lue~gb i è prf'scritto ri~orosamente un motlesto contegtto: t: si C.Jl>tiga chi f.J strepito, o parla più dd necess ., rio. 81. Gli Alunni studiano in pubblico , e l e porte dei luoghi dtstinati allo Studio, ed 3lle Scuole sono in quel tempo &rmpre aperte sotto la respons.11ilità delle aentintlle che le custoJiscono. 82. N i uno può partire dallo Studio: le sentinelle .. .e· chi presiede alla Scuola rispondono dell'urgenza de" caei che possono rendere nec.-ssaria la partenza . 83. Il Direttor~ generale, o l' assistPnte castiga chipnqne degli Alunni va senza permiss1o~e ne' luoghi che non sono ~ella propria scuola . .8-t. All' 3rrivo de' Mllt'Stri partono in silE>.nzio i riepettivi Scolari, e si avvi~no al lu'>go ddtinato per la -!Cuoia, questa finita ritQrnaqo con .pax:.i modestia alino· go ckst i nato .per lo se udio. 85. Alle ore undic i e mena l' uffi ciale di gnnrdia ù.1 il st-g.no ùel fine d( Ilo Studio, ed <Jgniuno riposti i suoi libri, o le sue càrte, si trnttiene in modesta ricr~a zior.e fino all' or~ eli pra:1zo. 86. Dato il se~no dd pranzo ogni plutone si sc hiera nel l uo~o (kst i u<tl o; e sotto il cv ma udo dd l' utfici.lle tli ~u:lf c lia s1 :n ·viano tutti in marcia per il refettorio; .q \llvi giuut 1 cÌ:Is ctlli O aspc>ha l' ordine pc:or sedersi. X7. Nd u:fr- uorio si osser.va il mussimo silenzio: dur:lll:lf~ il pranzo upo fra gli ,t\luntn legge. 88. Il Din·tt o rt> !!-«'ncrale presu· de al pranzo, e~l in·'·i~il<' S•'pratnllo alla polizia dc•f!,li Alunni nd m :! ugi~· r<>. X<;,. fiuito il pr:tnzo n css uu o si alza , eh~ a ll ' ordiue .c omune ùtll' utliu .. lt- tli !!.uarùia; e ciascun plutone si ritira al :;,u o lu · go \lt·s tiu .\lo pc·r la ricreazione. La ri crt..t Zio JJ(' si r., Sl· IIZ:l strepito; e uiuno d c~~ i Alunni può f!'.l.ttocHc , sc1~za la .permissio ,le dtl Dirc:·ttore, o dell' Assistente·. 9'· In tt mpo tli ricrc:tzi one le se ntinelle r ipigli ano il l oro lu ogo per impt>c.l ir e l a sortita d eg li Aluuui, e l.1 CPmunicazione di un a divisione co ll ' altra. 92. L' uflìci ale di f!:uardia, e l' ajut<lnte di st>ttimana st:tnno nel.la loro divis~oJ;le ., e non sid~&&ipano_i~ ,~iv e.r-
,(1.
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Sr9 timen ti; è loro particolare · inc·ornbenza d' in\·igilare , affinchè il buon ordine sia m antenuto. 9-3. E' punito chiunque degli Alunni dice a compa· ~ni de' sopranomi, più àhcora è ir;rcmissibil mente castigato quan<}o in-sulti, o fa~e-ia S(:herl't imlt:centi benehè. minimi·, ·o in al'!a di ·burla. 94• E' rrQibita . agli Alunni 1' apftt'llario·ne reeiproea ~er Tu, tutti fra di lorG si àppostrof...tttu· col pronome di V.oi. · 9S. L'.. ufficiale di guardia ordino il st-~no d ella fine d ella ricreazione' o ben tosto r pltìtoni s·i schierano-, e sotto il comando dell' ufficiale si avviano alla Cappella, indi al )uug,o desti·nat~ per lo studio , e le scu olt>. 96. Mezz' o1·a pri111a della ct-na si schieraao i plutoni, ed al comando del uffiziale di r,uarclia tutti partono per il dormitorio a rifarsi il proprio )etto . ~7· Mezzo lJUarto d' ora prmu de-lla cena r ajutantct di &ettimana visita i letti- rifatti, e ne rappo rti\ al Direuor generale. 9-&.. Dato il segno della cena l' aj-utante di settimana chiude il rastello; i plutoni vanno in re fr>ttori o . 99 La cena, e la ricrea2ione della sera hJnno l' istesso ordine del pranzo, e d e Ha ricreazione della m tttiu :t. 100. Annunziato il fiue della ricreazione i plntuu i sch.i erati r ec itan o- le oralioni· comu-ni;- in<l1 ma rcia-no al dormitorio, ed in si len7.io si pong-ono a lett o . 101. Ritirate tutc e le divi si~·ni nel dormitorio , l ' ufficia le di guardia mezz' ora d o po le vls·ita, e ne r apporta al direttor generale: quindi enu;.unhì del pJri si ritirano. 10~. Nel eorso· della notte il D1rettor general e fa tratto tratto delle sorpnse nel dormitorio per <~Ssicurarsi se tutto ivi è tranq·uillo. Io3. Ogni. segno g.e oerale agli Alunni è dato a suono ùi tamburo:· in parti.cohre, col campanello.
DELLA POLIZIA,, E DELLA CIVILTA' DEGLI ALUNNI. 104. La
polizia delle vesti , e in tutto il contegno
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3ao della persona fa parte della decenu, e contribaiae~ a\ hnon costnme. E sp~c iale d ov ere dt>gli Alunni di osser' ·a rl':! , ed il Dirett~re generale ~ incaricato di esigerla ._con rigorf'. toS. Og~i giorno per tanto schierati gli Alunni per la collaztone, l' a juta n te di settimana in un co' Maestri d ell' Arti, e alla presenza d el Direttor ~ene r ale, visita le S•!a rpe, e le \'esti d e' comp:1gni, e procura, che sia pr o ntamf'nte risucito, e supplito, a tutt~ ciò che è la..cero, o manca nttt. JOf) . Ogni Sabl>ato gli Alunni scupano la c~sa. 107. O~ui Dome nicct gli Alunni mutano la camiccia, e due \'Oltc la se ttim ana li sci nga toj • 'Jc8. Due ,·o lte il mese i Direttori inc:u·ica ti fanuo la re vista <ielle: vesti depos itate n e l vestia rio, e provvedono a tutto ciò, che ne occorre di n ecessario. 109. Sono cnstigati gli 'A lunni, che vanno scalzi per l.1 cusa, o scn z..t l'uniforme di cvst ame . 1 10 Le m:111iere c i,·ili, ed urbane sono l'e sp ressio ni <lell'l mod~stia , e del rispc:tto , e formano uno de' dov eri più import anti tlt>!!:li Alu nni . 111 . Gli Alunni pC'rt.,nto parl ano sempre all' Inspettore , Vir.f'·ln spetto r <.', Direuori, e Maestri, e in ~ ~ ne nie a <lUJ!uuque s npt•rio r e co l cont eg no più grande di somme~~i o llt", t: di ri s petto: est'guiscono i l oro ordini c on pr..,ute zza: :l St:n ltano d)n modestia i l oro rimprov el'i, t' tl ::t\·,·ertimenti : ricevon o i casti~hi C(' n dim ost razion i d t fH'ntim . : n t u, e no n port an o g i <~ mmai alcuna sc us a, o r:~ :; i o ne, cltf: ndl :~ mani t·r:. p~it tra nqu illa, e ri vtrenzia l e. I l ) . Gli Al unni d t' l Coll t: ~ i o nu lit are in sl.'g uo el i riconoscen7. ·', c stina:l JH' r l t~ pe r sone che g, r anutamente cc ntribu isco oo a l ,.:llJ t .:~~ i o , e suss ist e nza ù el Cull t>;!:Ìo, ed a ll <t )or•> cducil zio au: ult r<! !!. Il o nori militari o rdin a ti p t> r tutti li coq;i d.d ComitJto l\Ìili utre sotto li :w. Novembre '797· An. (. , rt'ntl e r:t nn o !;l' infr ascr itti. 1 t3. Per le Autoritit unit e , ch e r •t p p rcscut:tno la Son :~ uith Noz ivn ill c si presenteranno l e anni , cù il t:un· bu ro l> a tt~r:. la marc ia . 1 q. Per l .l Municipalità in Corpo unita col suo P re siJente o Vice-Presidente, qualunque Ministro, ed un
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3.u
c~nerale divisionario sì porteranno l~ armi, ed il tam-~t
buro suouerà .la carica . . 1 1 S• Per qualouque Comitato unito in Corpo col suo Presidente o Vice-Presitleote, lustin1to Naziooal~ col auo PresidentE>, o Vice- Presidente, Amministrazione del Collt·gio col suo lnspettore, o Vicf"·luspettore si por• teranno le armi, ed i l tamhoro suonerà l' appeHo. 116. t.' tnSpf"ttore f o Vice-hlspettor'è f'n-trando· id Collegio ricevt-ranno. dalla guard-ia d' ispezione li stessi ·onori prescritti per il Comandante di Ptatza. · 1 1 7· Tutti li membri del Comitato di Publ'lliche Be.ne6cenze, lnstituto Nationale, e Direttori ù·el Collt-gio riceverauuo gli onori che st fanno a tuui gli ufficiafi. 1 1S• .b' attuale Cal"O Istruttore, a t<·nore del Rego .. la·mento, esst-ndo riconosciuto come nn Capo di qual nn• que Corpo mil itare avrà gli stessi onvri che cotnpetond a tutti i Capi di battaglione nei rispeuivi loro corpi re• stando incaricato a dare le dovute istruzioni per l' ese,. cozione.
DE' CASTIGHI . t 19. Come le colpt:' C(}SÌ i castighi hanno de' grndi; per le colpe lf>ggiere si costuma di m•1 ndar ginocchroni 1 privar della frutta, o punire c<Yn altre sunil sorte di penitenza. no. Le cotp·e gravi si rt>gistrnno d :d Direttor ge... · nerale in uu libro che ba per tit0lo - drgl' lneducati121. L' /Hnministrazione dopo le provP. sicure di una stabile fmf'uda ordi·ua che t.ia cancellata la mc:mori;1 deJ f ,tllt co messi. • 12:1. Colpe gravi' sono ~H alterchi tumultuo si , ?,l! tDS!llti con minaccia, la n:sistf'nza ostinata a' l\Jaestn, o Direttori; e sopra tutto l' inùivozione e l'assenza dagli eserci2j_ di pietà, e Je 'bugie. t:.d. <.:hiunque reo di colpe gra\·i conft'ssa. spontJ ne~Hnente la verita ottienf' una ')nalohe nwÙt'r.:ztoue nel castigo s<•condo la lptalità de' casi. 124. Le colpt• oravissime non h :tnno él lcun<l pen.1 de~ 1•{outamente il reo nelluog,o d' ar· terminata ~ uut messo 4
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GLI ISTITliTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNlTARI
au
rtstn, tf" ne fa rapporto all' lnspettore·, come già pre~
•~risse H Comit.1to. · ll5. Culp~ ~r -•vissime aono il rubhare al Colle~io,
o a~ l i Alunni, r uscire di notte tempo fu ora c.lel Collegio,. l' c·rj!_t>rsi ~d, . o tf Jusubbor c linaziou~, il f.tr tumult.i., o c•,mplutti, lo spH;!.«'r~"', affigere, o ritenere pn:sso di· se scrit ta satirici, o malaziosi; il porta r armi di q.u •lnuque sp~c1t>, l' att entare in qualunqu-e mfHl•• contro l' o•u·scà. 1:16. Appartiene a qu .tluuque Superiore il t"asliga te tutti col'oro, die alla eh lut pr e~:~t' Ul. l si renÙO !to cul~e (·,•li. Il SnpPriore cfle C.Jstiga ne iuformJ qu..1nto prima· il Oirl'ttur ~eoaale. · , 1 ~7· f•h·ir npplic.tzione d e' r.astie.hi ogni Superiore dee s.-~uirc.> la proporzt n nt' clei f.11li, nn CJU.loÙo &l biso1-"" tli pro\·vetlae p_ront<~mente lo esiga, quéllsivoglia Uir~t~ore può proct>dere tiuo aL! -• pt>llil d' arresto; per Uti ulf t' CÌtlCt' ('rUVVi.Ùell~ l Ù 3,CCorJa coll' (uspt!ttore t O V i c e lu s JH' tt o n· •. 1:.!~. L' Alullll•l pnò t>Sse r e COO!!:f'd':tto olal CoiJ"gio, prt-,·i .. l' .o\\' IS•• dr-' P.a r enti, o B.·,:c•f,aori a mott\' O di qn .tl c h ·· ,. j,jo llotc~hil•· comi" Ji furH, gr..a\·e scauJalo, iucqrr .. gibilità t·ù altro suuilt'. 1 J•) r\pp •ni•·nt- .d i' Ammiuistra2.ione il ù.ebberare il congcJo ch · ll' r\lu•n1n v&ztoso.
DF.LL .\ CLRA D~GLl ANl\lALATt. t1o. v· !11 n ·· l Coll*'gitl l' infcrm l'ri•' separata dal dl)cfll · ·,ntl. "" unu 1•111.!. 1 ù dia port t'ri .a . JJ1. Il Oir •·ttor :'"'llt·r,) ... d ··Stlll.l ~'",., "i ,.iorno parf'C• :-1 chi " '•• •n i ·l ·' ri .. p :! ttiVI pluco.ai p .: r l' ..assastcuL.l ll~::' ri· s p :· ui'i Ì·d · · rmt. 13z L' ••jlltJnte ·l i s· ttim :IIHI ,· isi t .l sp.. sso ~\' inft>r· mi, t" r -•pport.J al Du·euor g t> tt~· r.Jle 1,, Sl..lt\t lh ll"" lur 111 ( .. Il i:t . • B Il Dirr. rror ~,.nt•r .~ l t', e tuili· •Id pui i Diret• t Il r i ' l .. i t, ,, •l s rw SStl ~l i Al h n Il i i Il l't l 111 i . 1$ t Gli Altt•llli iuf·~ r1111 rlac si m•n •lano all' O <p.etl l ··, ri•: .. \'•1!1'' tnrti i !»OC..:o r :Si eh~ p t• t·ulettono l~i: rt:n.· dnc Jd Loll •·gi•J.
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DlSPOSlZlONI GENERALI. J 35, Nessuno d t> gli A lurtni può u6cire giammai dal Collegio st>n2a la permissione deu· lnspettòre , o ViceJfisp~tt~!'e, o di altro de' Direuori, ed il prévio 3VVÌSQ al Diretto!'- generale. Jl6. L~ Alntttio che èbiede il pf'rmesso di sortire ne avvisa H Duettor ~eoernle . , anzi spiega il motivo dPJla eua sottita, ed il lnogo dove dee avviarsi. Gli si asseJ?,ria un compagno col qualci di ratoruo sì presenta al Darettol' generale. 137. Chiunque uscen•lo di Coltegio pur anche col do\l'uto pt-rtnt'sso havi:t dal luogo indicato , è punito irremissibilmeote. t38. Si VIeta rigorosamente agli Alnrini rìwg~iori di anni sette H peruotare fuori dd C<) ll t'~i", ~ uiun3 scusa, o pretesto si amme'rte a quE'Sto riguardo ; hteno il caso di malati a, d' alcuno de' lot Pàreoti in prim.J gtado attt'stata co11' fètle dd Parroco . t3g. Quanto agl i Aluuni minon di anni Sf>tte la licen2a di albergar e di uottt- fuor dd Co ll t'!!.lO si concede jn c aso di bis n ~no a g.iu thzio dt>ll' Am mi uistrazionf'. 140. Nnn .si ~~ ccorda af, IÌ A luuni d t pranz nrf'. o ce• nare fuori di Collt·e:,io se non su W in\·ito t!e' lor o P., re nti , o Benefatto ri , nelle loro cas1•, et..l uua sol. vo lt•t a l m• s : l) Ammtnisnazio ne ue· c<~si straurdiua rj può accord .ulo più sp esso • 141 Nd ritorno al Collt>~io i Pare nti, o Be'nd.Jttori acco mp agnano mai Sf: mpre r Alunno ' f' all' orn tissil ta dal Di rt"ttOr l!,f'nerale. L .t tr asg rt'ssi one .jj fptest' articolo è puuita col rifiuto d' ultl'riori lic<· uzf'. 142. Qu tnd(l si prc·senti t .lluuo alla porta df'l C vl lcgio pn p .1 rl .1re cn~li Alunn i , il port w .·.in lo r, rml nt:l primo spazio ch·ll' atrio iuteriore . chi "n•• <:•·' r mpanello l' .ufiizi ale di guardia, e lo r nr, ~ " ~li ~t di chi è ricet·cato. L' uffizi J ie ùi gnardia ne i ufo • m .t ti IJtrt'aoc gen ~t·<~le ed ottt'~nuta l:t Ìice11z.t , l' Alnuao ri~hif>.sto riceve la visita nel ln ogo <l t'st inato , e s~ co'>Ì ,,. ace al Dir'!ttol" g e il ~ r . ile, alt .t p res :.> nZ.t d' n ·t A"siscente . a.f3 . L' Alo nn ~1 ,·isit ,Ho si sp ·disce al piu pr.esto, r~ni~ C\,)11t.;, al Oirettor gen ;,; rctle ll.:; ll.l vi;it.l nc;;vut:t ,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAli NEGLI STATI PREUN ITARI
s.
• 04 . . e s.enzs ), esp ~es~a d'1 l u1. permass1ooe no~ r.tceve., ne da l i b ro~· lt·t tto· ra, ne qualuru1ue altra cosa. 144 ~iuoo clf"'~ll A lu.uui s~nza licenza,
o fuori, 4ei tt>mpì lt1dicJtÌ può 'audar'! in cucciua, in rt·fc:-ttorio, né iu lJ'I ·duc!qu~ ahro lu ogo. che non. appartiene alla sua di\ isione . qS. E' \' Ìrtato 3lle <lonne l' ingrPsSD OPI Collegio, so lt :~nto l' lnsp e tt ot c, o V cce·lnspetwrt-, o alt 1 o dc' Dir e ttori posson o inuoclu .n t: le pe r u~• giusto 1 ~1otiv.o. Chi cl' rssi per~ le iutro.d uct' le a~C04llP.il~~~ .f\uo ~Ha lor Sortita ·. 146. Chiunqnr d P ~li Alunni rompe,. roha -1. O· perde cnsa c.Ia !! :tpp:t .rta~tw al C •>ll"g.i o, ~ a t.duno dt:' compa· g n l l a p a r, a 11 d 111 o cl o .s t · g u t' 11 t't· • •47 · L' artigiano la p a~a <·o'. prrmj, il suou!ltore c-:-Ile quote asst·. ~nl'te \ ali l'. ~ar~tl a : , g_li altri . p• r · ID • zzo Je' loro P arenti. o Br ne:-fiutori, chi finalmente è impott'ute a r .. ·~~· rJ ,, in -dcnua di sudclettf" llldiiÌ f' rt-, subisc e a j!_ Ìu .fiZIIJ dd D1rr ttor :;f'll,..r.de un ~ tlim1nuzione nella <i""lldl .lll.l r .1 21o11e. Qu :J rHin po i 11011 conSt i d i cl1i ha S ll l.HrÌ it', o Ìlofr.lli((l . 11 r uiJbaru ciù c he è J' alr ru i pro}Hlt- tà , il tl.tltt•o è r 1fc uo ù .dl.t mas s.t t •Jt ... lc Ù gli Alun- · u i· ntl rlHHlo SII l rif<· rito . lt8· E' pr od111tt :lf!li Alunui Ji \ CtHh· rsi a \Ìcenda o c .uc ;.:. i 11 ,j l •' co~•· prc •prit • 1 .Y ' J · Cl a :'d ur1ur 111 • 11' J'fi!'So no g.i:nn m ai por tnr e le l '1 r o d • ~IJ.!ft7t' cl1•· ;, J lu~ptli(Ht', o \ \ t't· I IISjtt'~LO rt', o :·d a tro d t.' D 1r•· llot i, o dclt' ll•tllH nl t' all' Ammiui stra7Ì • :. • • Cl,.:_u i l.ocu• 111 :111 Z:t , t' Jl llll ll W r .I7. Ìullt' , • ., • Coll oP" l! Il i , t' <" • ~li • ~ • · ri i- l'li'; ir.1 cu n r 1g.•1rt' (ll " j'tll z iu11 .t! a ;, J caso. qp• · rÌt' lll . tllll o ~l lÌ JJt · ('tS,a tÌ .J <JU .I Ièh r· lllO c\ dÌ Cd ll\1 1 l' 11 ~111 11 1 .• :d l'r' ~· · ntc· l~ · ;!•·l .. m• 11 111, l' ,\ mcn i1 ~! 1 .. 1. 1 u., e "' r , l' p<. rr ·' .d (" m i t :et o d ,.J , ,.. l-' u h b l c h t' Dc-
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Regolamento del Collegio Militare decretato dal Magistrato di Guerra, e Marina da sostituirsi all'esistente
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I
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Documento N. 4 (Copia anastatica)
Proseguimento del Regolamento per il Collegio Militare
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFIC IALI NEGLI STATI PREUNITARI
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Documento N. 5
Costituzione della Scuola del Genio o Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio 18 giugno 180 l anno V La Commissione Straordinaria di Governo Decreta
È formato un Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio ne' modi seguenti l 0 • Saranno aggregati al Corpo del Genio otto giovani Cittadini aventi almeno l'età d'anni sedeci compiti, e non più d'anni ventidue, e poi si nomineranno allievi della Scuola del Genio. 2°. Per conseguire la detta aggregazione sarà necessaria la permissione del Ministro di Guerra, e il successivo esame sulle seguenti materie. l 0 • Un bello, e distinto carattere di scrivere 2°. I principj della letteratura 3°. L'aritmetica, gl'elementi di algebra, e della Geometria piana e solida. Gli esaminatori saranno i Comandanti del Genio, ed i Professori delle suddette scienze nei Corpi del Genio, e dell' Artiglieria, e nella pubblica Università. 3°. Gli esami si terranno alla presenza del Ministro di Guerra. 4°. Sarà trasmesso al Governo un succinto, e fedele rapporto firmato dagl'esaminatori delle dimande fatte, e delle risposte avute dal Candidato; Il Governo provvederà sù questo rapporto. 5°. Sarà stabilita nelle stanze del Corpo del Genio una scuola sotto la direzione del Comandante dello stesso a favore de' suddetti Giovani, .ed anche in vantaggio degl ' Uffiziali subalterni del Genio. S'insegneranno in questa scuola l 0 • Gli elementi di meccanica, e d'Idrodinamica 2°. La Fortificazione, e l'Architettura Civile 3 °. La Geodesia, e l'arte di levare i piani, e di formare le Carte Topografiche 4 °. Gli elementi d ' Artiglieria, ed il calcolo de' tiri delle bocche a fuoco .
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6°.
Verrà a tale oggetto adottato un corso di studj. Il Comandante in secondo del Genio resta principalmente incaricato dell'insegnamento de' medesimi, e potrà ali' occorrenza farsi aiutare, ed anche supplire da quello, o quegl 'Uffiziali del Corpo, che stimerà i quali non saranno in attuale servizio. 7°. I suddetti allievi, ed anche gl'uffiziali subalterni, che non saranno in attuale servizio saranno obbligati di conformarsi intieramente al piano, che per suddetta Scuola sarà prescritto dal Comandante, sarà pure di loro dovere portarsi quotidianamente al Burò del Genio, dove si eserciteranno a copiare ogni sorta di disegni, ed altre Carte relative alle Fortificazioni. Le mancanze saranno punite con uno sino a trè giorni di arresto secondo la gravezza de' casi. 8°. Nel caso, che qualche Ingegniere sia dal Governo spedito fuori in Campagna, uno di questi Giovani dovrà accompagnarlo per esercitare colla pratica i principj avuti nella Scuola. 9°. L' Uniforme di questi Giovani alunni sarà simile a quella degl 'Ingegnieri. Avranno per distintivo una piccola spalletta in oro fatta a forma di triangolo, e sostenuta da due file di trina parimente in oro. 10°. In caso di vacanza di qualche posto nel Corpo del Genio potranno suddetti Giovani indistintamente concorrervi, ed il più abile sarà prescelto. Potranno altresì concorrere ai posti vacanti di sotto Tenente nel Corpo di Artiglieria secondo il prescritto dai Regolamenti Militari. Il 0 • Ogni anno il dì primo Gennajo saranno esaminati sù quanto avranno imparato nella scuola. Gli esaminatori saranno i già detti al l 'articolo 2°. Non facendo detti Alunni constare del loro avanzamento negli studj , e della loro savia condotta il Ministro di Guerra potrà ammoverli. C a Carbonara Presidente C a De Ambrosijs Segretario per Copia conforme Chiodo sotto Ajutante
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAl..l NEGLI ST ATI PREUNITARl
Documento N. 6
Regolamento Per gli Allievi del Genio È formato un Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio ne'modi seguenti
l. Saranno aggregati al Corpo del Genio otto Giovani Cittadini aventi almeno l'età d'anni sedici compiti, e non più d'anni ventidue, e poi si nomineranno Allievi della Scuola del Genio. 2. Per conseguire la detta aggregazione sarà necessaria la permissione del Presidente di Guerra, e il successivo esame sulle seguenti matterie. l. Un bello, e distinto carattere di scrivere II. I principj della Letteratura III. L'Aritmetica, e gli elementi di Algebra, e di Geometria. Gli esaminatori saranno i Comandanti del Genio, e i Professori delle suddette Scienze nei Corpi del Genio, e deli ' Artiglieria, e nella pubblica Università. 3. Gli esami si terranno alla presenza del Presidente di Guerra. 4. Sarà trasmesso al Magistrato di Guerra, e Marina un rapporto sottoscritto dagli esaminatori delle dimande fatte, e delle risposte avute dal Candidato. Il magistrato di Guerra, e Marina provvederà sù questo Rapporto. 5. I detti Allievi saranno obbligati ad assistere ogni giorno alle Scuole del Genio, e ad esercitarsi nelle camere addette a detto Corpo nel copiare ogni sorta di disegni, ed altre carte relative àlle Fortificazioni. Le mancanze saranno punite con uno sino a trè giorni di arresto secondo la gravezza de' casi. 6. Nel caso, che qualche Ingegnere sia dal Governo sped ito fuori in Campagna, uno di questi Giovani dovrà accompagnarlo per esercitare colla pratica i principj avuti nella Scuola. 7. L' Uniforme sarà simile a quello degl'lngegneri. Avranno per distintivo una piccola spalletta in oro fatta a forma di triangolo, e sostenuta da due fila di trina parimente in oro. 8. In caso di vacanza di qualche posto nel Corpo del Genio potranno suddetti Giovani indistintamente concorrervi, ed il più abile sarà
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA UGURE
151
prescelto. Potranno altresì concorrere ai posti vacanti di sotto Tenente nel Corpo di Artiglieria secondo il prescritto da Regolamenti Militari. 9. Ogni anno il dì primo Gennajo saranno esaminati sù quanto avranno imparato nella Scuola: gli esaminatori saranno i già detti nell' Articolo 2. Non facendo i detti Alunni constare del loro avanzamento negli Studj, e della loro savia condona; il Magistrato di Guerra potrà ammuoverli. Per il Magistrato di Guerra, e Marina C a Serra Presidente C a Assereto Segretario
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UfFICIALI NEGU STATI PREUI>ITAIU
Documento N. 7
Stralcio del Regolamento per il Corpo del Genio Regolamento (Ricavato dagl'ordini, e regolamenti del Magistrato di Guerra, e Marina stampati nel 1803, sotto il n°. 2) l. Le funzioni del Corpo del Genio sono la costruzione, la conservazione, e la riparazione delle Fortificazioni, delle Caserme, e Quartieri dello Stato, le Carte topografiche, e i piani, e disegni militari; in caso di Guerra la direzione dell'attacco, e difesa delle Piazze, e la condotta delle mine, e contromine. Vi sono altresì comprese le strade pubbliche, i Ponti , gli acquedotti, gl i argini de' fiumi, i moli, la cura dei Boschi Nazionali ; la direzione de' lavori in caso d' incendio, o inondazione. 2. li Corpo del Genio è per ora composto di un Comandante in Capo, d'un Comandante in secondo, quattro Capitani, due Tenenti di prima c lasse, altrettanti di seconda, due sotto Tenenti, e otto Allievi. 3. Non vi è diritto di anzianità in questo Corpo, se non che a merito eguale. I sotto Tenenti sono eletti fra gli Allievi, o fra coloro che provassero avere studiato nelle Scuole forestiere del Genio per lo spazio almeno di trè anni. 4. Per giudicare del merito si daranno ad ogni vacanza di grado gli esami a concorrenti. Presiederà il Magistrato di Guerra, c Marina. Esaminatori saranno, oltre i Comandanti del Genio, il Comandante dell'Artiglieria, i Professori di Scienze Matematiche all ' Università, e i Direttori delle Scuole di Disegno, e di Architettura delle belle arti. Ogni esaminatore metterà in iscritto, e sottoscriverà il proprio parere. 1O.
Vi sarà una Scuola del Genio insegnata dal Comandante in secondo. Egli potrà farsi supplire in qualche parte della medesima, e per un tempo limitato da un Ufficiale del Corpo, previa però l'approvazione del Presidente della Guerra. e Marina. S'insegneranno un dopo l'altro gl 'elementi dell'Architettura Militare, e Civile, della Statica, Meccanica, Idraulica, e Pirotecnia, i principj del disegno, l 'uso della Tavoletta Pretoriana, e l 'arte delle misurazioni. Tutti gli Ufficiali presenti in Genova, meno i Capitani, saranno tenuti di . .
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE
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assistervi. Il Comandante in capo visiterà a suo piacere la Scuola, e con opportune questioni si assicurerà dell'assiduità, e talento degli scolari. Condurrà altresì alcuna volta nel! 'anno i suoi Ufficiali, e Allievi nelle Fortificazioni, e nell'aperta Campagna, e farà loro levare que'disegni, e misurazioni, che stimerà convenienti per loro esercizio, e occupazione. 11. Gli allievi del Genio, dopo aver assistito assiduamente, e con profitto alla Scuola per il decorso di due anni, e dopo aver adempito alle altre condizioni del loro particolare Regolamento riceveranno un 'onorario di lire trenta il mese, che dopo altri due anni sarà radoppiato.
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO I
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
TOMO I
Corrige
E"ata pag. rigo
PRESENTAZIONE m
13 14 31
"Storica" "stati" "per Uf-"
"storica" "Stati" "per uf-"
RINGRAZIAMENTI VII
11
"Firenze, di Mila-" "Biblioteche Estense"
"Firenze, di Genova, di Mila -" "Biblioteche Civica Berio, Fran zoniana, Universitaria di Genova, Estense" 15 "Comunale di Verona" "Comunale di Modena e di Verona" 24 e 25 "documentarie, al Dott." "documentarie, al Dott. Alfonso Assini di Genova, al Dott." 25 "Modena, alle Dott.sse" "Modena , alla Rag. Rina Baschieri della Biblioteca dell'A ccademia Militare , alle Dott.sse" 27 "Venezia e alla Dott.ssa" "Venezia, alfa Dou.ssa" 28 "di Verona." "di Verona e alla Dott.ssa Laura Fagioli dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, alla Dott.ssa Francesca Dellepiane e in particolare al Dott. Riccardo Dellepiane, che con impagabile disponibilità d'animo mi ha suggerito fonti archivistiche e messo a disposizione importanti documenti peraltro introvabili." 13 e 14
AVVERTENZE IX
x
13 16 27 l 3 8
Inserire Inserire Inserire Inserire Inserire Inserire
"allegato "classe "italiano "paragrafo "seguente "volume
ali." cl." l t." par." sg." vol."
J58
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
9 Inserire "Accademia Ligusrica di Belle Arti di Genova " Archivio Comunale di Modena
ALG ACM"
12 Inserire "Archivio di Stato di Genova
ASG"
19 Inserire "Archivio di Stato di Trieste
ASTS"
23 Inserire " Biblioteca Civica Berio di Genova
BBG"
30 Inserire "Biblioteca Franzoniana di Genova
BFG"
36 Inserire " Biblioteca Universitaria di Genova
BUG"
XI 2 Inserire "Accademia Ligustica di Belle Arri :
Prot. N. 31058
20.03.2000"
5 Inserire "Archivio di Stato di Genova
998.V/9.00
21.03.2000"
12 Inserire "Archivio di Stato di Torino Archivio di Stato di Trieste Archivio di Stato di Venezia
2145/IX.4.1 1393/X.l 1047/V. l2
03.04.2000 17.03.2000 13.02.2001,
17 Inserire " Biblioteca Civica Berio di Genova:
BC214
21.03.2000"
21 Inserire "Biblioteca Franzoniana di Genova : Biblioteca Nazionale di Napoli
9198/IX
11.10.2000 04.07.2000"
25 Inserire " Biblioteca Universitaria di Genova:
1192/IV
20.04.2000"
INDICE GENERALE TOMO I XlV
XV
26
"del Genio"
"del Corpo Reale del Genio"
32
"di Sperimento" "di Sperimento e la Scuola Complementare"
33
"Armi dotte"
l
Inserire nell'Indice del Tomo I il nuovo
"Armi dotte e i Corsi Speciali"
159
AGGIUNTE E VAR1ANTI AL TOMO l
"CAPITOLO III
GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIGURE l. Le Istituzioni militari della Repubblica di Genova aristocratica e democratica .................................................................................. Pag. 167 2. I Cadetti della Truppa, degli Ingegneri e di Artiglieria ............
182
3. ll Collegio Militare della Divina Pastora o degli Ussari della Divina Pastora e il Collegio Militare, detto dei Soldatini ........
195
Il Collegio Militare della Divina Pastora o degli Ussari della Divina Pastora ........................................................................ II Collegio Militare, detto dei Soldatini ...................................
195 201
4. Le Istituzioni per la formazione degli Ufficiali alle Fortificazioni .....................................................................................................
210
-
-
La Scuola dell 'Architettura Militare ........................................ La costituzione del Corpo degli Ingegneri .............................
212 218
-
I provvedimenti legislativi per la qualificazione professionale degli Ingegneri militari ................................................... L' Accademia Ligustica di Pittura, Scultura, Architettura Militare e Civile e l'Accademia Ligustica di Pittura e Ornato, Scultura, Architettura Civile, Ornato e Militare ........
226
-
Il Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio .............
237
223
5. Le Istituzioni per la formazione degli Ufficiali di Artiglieria
242
-
Le Scuole dei bombardieri e dei bombisti .............................. La costituzione del Corpo de Cannonieri o di Artiglieria
242 245
-
La formazione degli Ufficiali della Compagnia cannonieri, bombisti e del Corpo di Artiglieria ................................
246"
Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Capitoli aumentandoli di una unità 16 Inserire - La costituzione dei Corpi degli Ingegneri e degli Artiglieri" XVID 13 Inserire "2. Estrazione sociale e recluramento dei Cadetti e dei Soldati nobili ......................................................................................................... " Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Paragrafi aumentandola di una unità
160
GU ISTmm DI EDUCAZIONE E DI I'ORMAZIONE PER UfflCIALI NEGU STATI PREUNITARI
TOMO II XXIII 30
Inserire nell'Indice del Tomo 11 il nuovo "CAPITOLO III
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE doc. l
Piano d'educazione per li Figlij de Soldati, ossia metodo per esecuzione del Progetto .................................................... Pag. 237
doc. 2 Regolamento del Collegio Militare ..................................... doc. 3 Regolamento del Collegio Militare decretato dal Magistrato di Guerra, e Marina da sostituirsi all'esistente doc. 4 Proseguimento del Regolamento per il Collegio Militare doc. 5 Costituzione della Scuola del Genio o Corpo di· Giovani alunni della Scuola del Gemo ...........................................
240 255 267 296
298 doc. 6 Regolamento per gli Allievi del Genio .............................. 300" doc. 7 Stralcio del Regolamento per il Corpo del Genio ........... Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Capitoli aumentandoli di una unità Inserire a pagina XXIV, riga 16 (nell 'Indice del Tomo II - nuovo Capitolo IV ex III) il titolo del nuovo documento n. 7: "doc. 7 Terminazione del Governatore del Collegio Militare di Verona Fatta stampare daJl'Illustrissimo, ed Eccellentissimo Signor Mare' Antonio Priuli 1° Savio di Terra Ferma alla Scrittura Li 28. Settembre 1771. Approvata dall'Eccellentissimo Senato Li 5. Ottobre susseguente" Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti di una unità e delle pagine relative Inserire a pagina XXVI, riga 25 (nell'Indice del Tomo II - nuovo Capitolo VI ex V) il titolo del nuovo documento n. 1: "doc. l Dissertazione su la Militare Architettura recitata, e consecrata alle Altezze Loro Serenissime il Serenissimo Signor Principe e Serenissima Signora Principessa ereditaria di Modena ec. da D. Giuseppe Da Via [... ] con alcune annotazioni del Signor Capitano D ' Abadie ingegnere di S.A.S., e d' altro autore" Variare conseguentemente la numerazione progressiva di una unità degli altri Documenti e delle pagine relative Inserire a pagina XXIX, riga 12 (nell'Indice del Tomo TI - nuovo Capitolo X ex IX) il titolo del nuovo documento n. 2: "doc. 2 Stralcio dell ' Ordinamento dell'Esercito napoletano su la ftne del secolo XVIU prima dell'invasione francese"
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
161
Variare conseguentemente la numerazione progressiva di una unità degli altri Documenti e delle pagine relative Inserire a pagina XXIX, riga 15 (nell'Indice del Tomo II - nuovo Capitolo X ex IX) il titolo del nuovo documento n. 5: "doc. 5 Ordinanza del Re delle Sicilie che servir dee D'istruzione, e di regolamento a'Cadetti, Sottobrigadieri, Brigadieri ed Uffiziali del Battaglione Rea! Ferdinando Formata per alto Rea! comando (l 0 dicembre 1772)" Variare conseguentemente la numerazione progressiva di due unità degli altri Documenti e delle pagine relative Inserire a pagina XXIX, riga 34 (nell'Indice del Tomo II - Capitolo X ex IX) il titolo del nuovo documento n. 13: "doc. 13 Regolamento per le Scuole Teoriche della Reale Artiglieria, e del Rea! Corpo del Genio (I 3 luglio 180 l)" Variare conseguentemente la numerazione progressiva di tre unità degli altri Documenti e delle pagine relative
INTRODUZIONE 6
2
"permanenti e"
8
18 16
" Mìlano, Padova," "eccezionali"
33
"evidenziare"
"permanenti, l'erezione di opere della fortificazione e" "Milano, Verona, Padova," "eccezionali. È da ricordare inflne quella particolare consuetudine, in vigore in taluni Stati, che prevedeva la compravendita del grado di ufficiale." "considerare"
CAPITOLO l
13
13
16 26 e 27
14
39 5
"militare, istituzione"
"militare (mediante prelievo quantitativo sui feudi, Comuni e parrocchie), istituzione" "mercenario 8 reggimenti" "mercenario dei reggimenti" Depennare le righe 26 "Con l'editto di Vercelli del 28 e 27 e sostituir/e con dicembre 1560 il duca decideva:" Nota l) "Istruzioni"
"Nota l) Istituzioni"
"Stati italiani. Con Carlo" "Stati italiani. Le forze militari ducali venivano ordinate su due linee: truppe da battaglia, milizia paesana e feudale : le prime formate con soldati mercenari di professione nazionali o stranieri,
162
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
riuniti in compagnie; le seconde con sudditi dello Stato. Ai fini del reclutamento della milizia paesana il territorio dello Stato era stato suddiviso in zone, ognuna corrispondeva a un colonnellato. Inizialmente queste furono quattro (Ivrea, Asti, Piemonte, Nizza), successivamente le province del Piemonte diverranno 8 e queJle della Savoia e Bressa 4. L'esercito era composto da: la Casa Militare (che inquadrava la l i compagnia Archibugieri a cavallo, la 2! compagnia Arcieri, la 3~ compagnia Alabardieri del Serenissimo Principe, la compagnia di Gentiluomini d'arme della Casa di Sua Altezza), la Fanteria e la Cavalleria d' ordinanza, la Milizia paesana di Fanteria e di Cavalleria, la Milizia feudale di Cavalleria (dopo il1585). Con Carlo" "nostro servizio>>." "nostro servizio». 16 Con gli elementi di questa milizia paesana scelta, detta anche milizia quotizzata, vennero formati 5 reggimenti su quattro compagnie di 400 fanti. Nel 1618 il Piemonte fu diviso in dodici territori, corrispondenti alle città di Torino, Susa, Pinerolo, Saluzzo, Savigliano, Cuneo, Mondovì, Ivrea, Biella, Vercelli, Chieri e Asti, ognuno dei quali, in proporzione al numero degli abitanti, doveva formare delle compagnie di 300 uomini, composte da appartenenti alle .diverse classi sociali. A queste si aggiunsero i Reggimenti di Sua Altezza Serenissima, costituiti da volontari piemontesi e savoiardi." 17 "Il processo storico" "Le disposizioni del 2 settembre 1615 stabilivano che i reggimenti piemontesi e savoiardi fossero costituiti da l O compagnie e che dovessero ritenersi costantemente in servizio, salvo per il periodo delle licenze invernali. Il processo storico" Nota 2) Depennare le ultime due righe "La milizia .......................... -1631)." 3 "feudale di cavalleria." "feudale di cavalleria. 15 Nel 1687 erano esistenti i seguenti reggimenti di fanteria d'ordinanza: 1° Guardie, 2° Savoia (già Challes-Chablais), 3° Aosta (già Senantes e Ch.allant), 4° Monferrato (già du Cheynez, Boydanid, Pianezza, Livorno e Du Coudray o Condrè), 5° Piemonte (già Catalano Alfieri, piemontese Catalano e Magliano); 6° Nizza (già Filippo di Savoia e S. Damiano), 7° Croce Bianca, go Saluzzo (già Bagnasco e Masino), 9° La Marina, 10° Chablais." Lasciare l' interspazio 17 "milizia provinciale." "milizia provinciale. Lasciare l' interspazio L'esercito piemontese, dopo il 1751, era formato da 31.603 militari, così ripartiti C2 bisl: 10 reggimenti d'lnfanteria Nazionali (Guardie, Savoia,
AGGIUNTE E VARJANT! AL TOMO l
163
Monferrato, Piemonte, Saluzzo, Fucilieri, Artiglieria, La Marina, La Regina, Sardegna), i primi sette composti da 2 battaglioni, ciascuno su IO compagnie, con l'eccezione dell'Artiglieria costituita da 2 battaglioni di 8 o 7 compagnie, i rimanenti tre da 1 battaglione su l O compagnie; 3 reggimenti d' lnfanteria Stranieri (Monfort, Zieuen, Bremps) su 2 battaglioni, il primo reggimento di 8 o 7 compagnie, i secondi due con i battaglioni su 6 compagn ie ciascuno; 5 reggimenti d' lnfanteria Svizzeri (Kalbermaten, Iseharner, Fatio, Sprecher, Meyer), i primi due su 3 battaglioni, i secondi due su l battaglione e mezzo, il quinto su l battaglione, tutti con battaglioni di 4 compagnie; IO reggimenti Provinciali (Chablais, Tarantaise, Aosta, Nizza, Torino, Vercelli, Asti, Mondovì, Pinerolo, Casale) su un solo battaglione, ciascuno di 8 compagnie; le compagnie Franche su l battaglione di IO compagnie; le Guardie Svizzere su 2 compagnie; le Guardie della Porta su 2 compagnie; le Compagnie delle Galere su l battaglione di 4 compagnie; l battaglione di Invalidi; l compagnia di Guardie del Vice Re; l compagnia di Guardie della caccia; 3 reggimenti di Cavalleria (Guardie del Corpo, Savoia, Piemonte Reale) le guardie su 3 compagnie, gli altri due su 10; 5 reggimenti Dragoni (del Re, di Sua Altezza Reale, di Piemonte, della Regina, di Sardegna) i primi quattro su 10 compagnie, l'ultimo su 2." 37 "esercito attivo." "esercito arrivo. L'ordinamento del 25 ottobre 1831 prevedeva l'esistenza di una forza militare, pari a 37.901 uomini e 5.568 cavalli, che inquadrava: la brigata dei Granatieri Guardie (reggimento Granatieri Guardie su 4 battaglioni, ciascuno composto da 6 compagnie, l scelti e 5 granatieri, reggimento Cacciatori Guardie su 2 battaglioni, ciascuno di 6 compagnie, l carabinieri e 5 cacciatori, l reggimento Cacciatori Guardie), 9 brigate di Fanteria ovvero le brigate di Savoia {1°e 2° reggimento), di Piemonte (3°e 4°), di Aosta (5°e 6°), di Cuneo (7°e 8°), della Regina (9°e 10°), di Casale ( Il 0 e 12°), di Pinerolo (13°e 14°), di Savona (l5°e 16°), di Acqui (17°e 18°), reggimenti formati da 3 battaglioni, ciascuno su 6 compagnie ( l granatieri, 4 fucilieri, 1 cacciatori); 5 reggimenti di Cavalleria (Cavalleggeri di Piemonte, Piemonte Reale Cavalleria, Cavalleggeri di Savoia, Dragoni del Genevese, Dragoni di Piemonte), ciasuno su 6 squadroni ; 2 reggimenti d'Artiglieria (l oe 2°) di 3 battaglioni ciascuno, il l 0 su 5 compagnie (l maestranza, 4 da piazza), il 2° su 5 compagnie (l artificieri, sostituiti nel 2° reggimento da l pontonieri, l a cavallo, l da posizione, 2 da battaglia), · il 3° su 4 compagnie (2 da piazza, 2 da battaglia); l battaglione Genio su 6 compagnie zappatori e l minatori."
l 64
GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
40
Inserire la Nota 2bis
"3) l dati sono stati desunti dall'Etat Generai des Troupes du Roi de Sardaigne conservato a Milano, presso il Museo del Risorgimento."
Modificare conseguentemente il numero progressivo delle Note successive aumentandole di una unità 16 14 "indomani del 1848." "indomani del 1848. A seguito del riordinamento del 30 dicembre 1850 l'esercito permanente risultava composto da: i Carabinieri Reali; la brigata Guardie (J 0 , 2°, 3° reggimento Granatieri e reggimento Cacciatori), 9 brigate di Fanteria ovvero le brigate di Savoia (l 0 e 2° reggimento), di Piemonte (3°e 4°), di Aosta (5°e 6°), di Cuneo {7°e 8°), della Regina (9°e 10°), di Casale (l l 0 e 12°), di Pinerolo ( l 3°e 14°), di Savona (l5 °e 16°), di A cqui ( 17°e 18°), reggimenti format i da 3 battaglioni, ciascuno su 5 compagnie (l scelta o cacciatori, 4 ordinarie); 4 reggimenti di Cavalleria o di linea (l o Nizza, 2° Piemonte Reale, 3° Savoia, 4° Genova), 6 reggimenti Cavalleggeri o leggiera (5° Novara, 6° Aosta, 7° Saluzzo, 8° Monferrato, 9° d'Alessandria, 10° Sardegna), ciascuno su 4 squadroni attivi e l deposito; 3 reggimenti di Artiglieria ovvero 1 reggimento Operai su 2 brigate ( l Operai, l Pontieri), l reggimento di Piazza su 2 brigate, ciascuna di 6 compagnie, l reggimento da Campagna, ciascuna su 7 brigate di 3 batterie, con l'eccezione della prima su 2 a cavallo; l reggimento Zappatori su 2 battaglioni, ciascuno di 4 compagnie (l minatori, 3 zappatori); Corpo Veterani e In validi, Cacciatori fran chi, Bersaglieri , Treno di Provianda. Le riserve erano costitui te essenzialm e nte dalla Guardia nazionale e dalla Milizia ordinaria, rimasta per tradizione." 18 36 "cap. VT." "cap. vu." 20 16 "mane della" "maneggio della" 24 Figura "I o maggio 186 l" "Io maggio 1681" 25 14 "Istituto»(24l." "Istituto» <24>. Secondo tal uni, l 'ufficio di direttore dell'accademia reale nel periodo 1678-80 fu ricoperto inizialmente dal citato insegnante e successivamente dal cavaliere Chiapaz." 26 16 "al barone di Poutrincourt," "al barone Charlcs di Poutrincourt," 18 "maneggio" "maneggio. Il marchese di San Germano conferiva al barone anche l'~ncarico di direttore."
AGOIUN!l! E VARIANTI AL TOMO l
27
8
28
13
"delle vita deiJ'istituto e gli studi" "del governatore, del"
165
"della vita dell'istituto .e degli studi"
"del governatore cavaliere Alberto Gandolfo di Ricaldone, del" "vari servizi. 32 30 "vari servizi." Riportava la stessa data la Copia d'Istruzione pei Maestri Letterarj dell' Accademia Reale ed al Governatore della medesima, ed altri Uffiziali suballerni (37 bis). L'istruzione era rivolta ai maestri letterari , ma anche ai ripetitori delle varie discipline insegnate in accademia e all' università. Il testo, preceduto da un cappello che richiamava alla memoria degli insegnanti l'importanza del loro compito e le loro responsabilità morali, così recitava: «Sono le prime massime, cd i primi lumi d'Istruzione, con cui si rischiara la mente, e si forma il cuore della Gioventù, che servono per lo più di base, e di regola di tuu.a la vita, e di tutte le azioni dell 'Uomo. in quella guisa, che il temperamento di esso, si forma dalla qualità del latte, e di quei primi nutrimenti, a cui ancor tenero si avvezza. l Maestri letterarj sono quelli, al cui senno, probità, diligenza, e discrezione viene dalla Reale Provvidenza appoggiato l'impanante carico di somministrare alla Gioventù più qualificata de' suoi Stati questi primi alimenti dello Spirito. Saranno dunque non solamente attenti, puntuali, e solleciti all'esercizio del loro dovere neU ' ammaestrare i Giovani, che loro saranno confidati, ma anche sovra se stessi nel regolare i loro ponamenti, in modo che più ammaestrino coU'esempio, che con la voce».
L'attività didattica degli insegnanti era subordinata al giudizio preventivo del Priore, tempestivamente informato sugli argomenti e sul testo delle lezioni, e nel contempo doveva venire svolta con perfetta intelligenza rispettando «il modo, e sistema d' insegnare, in modo che una scuola faccia grado, e passo all'altra, conducendosi tutta la serie di essa su medesimi principj, co' medesimi mezzi, ed al medesimo fine». I docenti dovevano vegliare sul grado di apprendimento dei discenti e sulla loro applicazione negli studi, seguendoli nel tempo dello studio libero, senza peraltro manifestare preferenze per l'uno o l'altro scolaro o peggio «introdurre, o ricevere alcun accademico nelle loro camere particolari, atTme d'evitare ogni sospetto di parzialità, o predilezione». Era fatto obbligo di usare con gli allievi una delle tre lingue consentite: la latina, la toscana e la francese. A tutti i docenti si richiedeva spirito di collaborazione, sostituendo i colleghi quando necessario, coadiuvando il priore neJI 'espletamento delle più diverse attività, in particolare quelle di coordinamento, e nel controllo dei subordinati e dei giovani. l maestri, pur vedendo loro riconosciuta l'autorità per la loro funzione e quindi il rispetto degli allievi. dovevano avere «altresì tutta l 'attenzione d'usare di maniere dolci, civili, e discrete co' nobili loro scolari. [...] Useranno di avvisi, di correzioni, e non mai di quei gastighi, di cui si vagliano i
166
GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Pedanti», ma qualora le ammonizioni e i rimproveri non avessero avuto effetto dovevano informare il priore e lo stesso sovrano per più efficaci provvedimenti." 40 l nserire la Nota 37 bis "39) AST, Istruzione Pubblica, Accademia Militare (già Reale Accademia) 1730-59, ma.l, n. l."
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Modificare conseguentemente il numero progressivo delle Note successive aumentandole di due unità 25 "conte Gabaleone" "conte Francesco Giacinto Gabaleone" 7 "Accademisti." "Accademisti. Nuovo governatore era il conte Giuseppe Saluzzo della Manta." 15 "delle varie anni" "del maneggio delle varie armi" 17 "tutte le attività della truppa" "le attività, previste nelle più diverse situazioni, della truppa" 18 "ufficiali. Tutta" "ufficiali. Scarsissimo rilievo veniva posto aJI'istruzione e alle pratiche religiose. Tutta" 27,28,29 e 30 Spostar/e a fine pagina, prima delle Note
39
37
39
"n. 6 e n. 8."
"n. 6 e n. 8. ASTS, Cesarea Regia Suprema Imendenza Commerciale per il Litorale in Trieste ( 1748-1776). b. 98, fase. 111 , Aera die Neustadr errichtete Militar Academie 1752-9 gennaio 1952."
Modificare conseguentemente il numero progressivo delle Note successive aumentandole di due unirà 20 "delle armi." "delle armi. Nel 1762 veniva data alle stampe la pubblicazione Esercitazioni di Architettura Militare ad uso degli Allievi della Reale Accademia, relativa alla fortificazione regolare e irregolare. (48 bis)" Inserire la Nota 48 bis "51) BAM, Museo storico." Modificare conseguentemente il numero progressivo delle Note successive aumentandole di tre unità 5 "frequente." "frequente. Governatore nel periodo 1761-66 era Benedetto Cravetta di Casalgrasso."
AGG IUNTE E VAJUANTI AL TOMO l
28
167
"accademisti. "accademisti. Eliminare l'imerspazio Le Memorie del" 30 "dalla datazione incerta "(1777 e 1778), che facevano segui1777 o 1778, rappresen-" to al Piano citato, rappresentavano la necessità di trasferire le classi inferiori, sino alla logica inclusa, nel collegio dei nobili, e d'iniziare conseguentemente i corsi dell'accademia con la fisica. All'università il corso quinquennale per gli accademisti cominciava infatti con tale scienza, il cui studio, come peraltro sostenuto già nel 1775, era giudicato particolarmente importante per i militari. Allo scopo di contenere le spese sostenute dalla reale accademia, ritenute eccessive, oltre a proporre l'aumento della retta per i convittori del primo appartamento, veniva prospettata, con l 'attuazione dei provvedimenti suggeriti, una radicale riduzione del personale. 11 nuovo ordinamento doveva prevedere: un governatore; tre dei professori già effettivi all'accademia (un reggente degli studi, un ripetitore di rettorica e di umanit~ un maestro di grammatica) e un ripetitore di logica, per la branca degli studi; un maestro di casa da porre eventualmente alle dipendenze del controllore dell' amministrazione deJI ' accademia, attualmente in organico alla scuola dei paggi, e ripetitore di filosofia; un cuoco, un garzone e due s guatteri per la conduzione della branca economica e logistica. I tre professori e i domestici eccedenti, per la loro particolare qualificazione, potevano essere rei m piegati nel collegio che, con l ' acquisizione delle classi inferiori de li ' accademia, avrebbe potuto fare sicuramente assegnamento sull'iscrizione di un sufficiente numero di allievi." 31, 32 e 33 Depennare le ultime tre righe 44 4 "Verdina subentrava" "Verdina di Saint Martin subentrava" 49 40 "concorso." "concorso. L'uniforme, come si desume dal citato programma di accettazione, era composta da: cappello dall'orlo guarnito con passamano nero, di foggia militare, capietta (garza) d'argento e coccarda turchina; sopravveste (frac) di panno turchino scuro per la stagione fredda; vestito di panno tutto del medesimo colore con fodera simile, bottoni di metallo bianco, stretto alla vita e abbottonato sul davanti dalla gola alla cintura alla foggia militare; pantaloni di panno dello stesso colore; camicia di tela bianca di lino e cravatta doppia di seta nera; sopra calze (ghette) di panno ambrosetta nero, da allacciare con bottoni di metallo bianchi, lunghe dal piede sino al ginocchio; scarpe. La tenuta da fatica comprendeva il berretto di panno turchino scuro (bonetto di fatica) guarnito in bianco, della forma in uso tra i militari; per la stagione fredda 43
168
GU ISTlTUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
giubbone e calzoni dì panno grigio (carmagnola), per la buona stagione invece giubbone e calzoni larghi di tela bianca vergata di turchino." 50 4 "Giovanni B attista" "Giovan Battista" 5 "comandante." "comandante (dall6 febbraio 1816 all2 fe bbraio 1821)." 52 17 "i professori di "i professori di studi militari: uno studi militari:" per la storia militare," 18 "un professore per Depennare la storia militare," 30 "di corso." "di corso. Più specificatamente la Regola così recitava: «IO. Tutti gli studi si compiono con gli esercizi della memoria, con quelli del disegno, delia calligrafia, della declamazione e con la pratica dell'insegnare e delle operazioni campali, e finalmente colle conversazioni studiose e militari. L'arte d'insegnare si esercita abitualmente dagli allievi i più distinti di ciascuna scuola, li quali sono deputati, sia dai Professori, sia dal Comandante, a ripetere ed esporre ai compagni gli addottrinamenti scolastici. Le conversazioni studiose servono all'esercitazione degli allievi degli ultimi tre anni, discorrendo, per modo di famigliari colloqui, sopra le materie d'insegnamento. Le conversazioni militari consistono nelle esercitazioni degli allievi del nono anno di corso, che si radunano a ragionare delle cose della milizia in casa del Comandante generale ed in presenza, tanto dei superiori, quanto di altre persone chiamate da esso, ad assistervi. l L n novennio di tirocinio è diviso in rredici corsi. l corsi sono di sei mesi pei quartro primi anni di lettere, di un anno per i rimanenti. Religione, lettere, esercizi di memoria, disegno, calligrafia durano per l'intero tirocinio. Gli studi matematici speciali per gli Allievi che si destinano all'artiglieria e al genio principiando col quinto anno: gli srudi militari propri col quarto. l corsi sono continui nei vari tempi dell'anno. Le lezioni seguono un libro di testo. 12. Degli esercizi fisici, il nuoto comincia col secondo anno. il ballo e l'equitazione col quarto, la schem1a col settimo; gli esercizi militari cominciano col primo anno. Gli "esercizi di ricreazione" sono o ginnastici o di istruttiva curiosità e "si raccomandano alcune pratiche d'arti, sia buone, sia meccaniche". come incisioni, opere di modello e di tomio e ceni esercizi particolari. come il tiro dello schioppo e della pistola, lo sdrucciolo sopra il diaccio coll'uso di pattini, i salti di varia maniera. i giuochi delle palle, del pallone, del maglio e simili.»"
60
31 57 36
Depennare le righe 31, 32 e 33 22 "speciale(Vll)" "speciale (VII)" "riportare" "trascrivere"
61
6
"anni speciali»."
"anni speciali».
Lasciare l' interspazio Nell 'incarico di comandante subentrava il 17 novembre 1828 il maggior generale Cesare Saluzzo di Monesiglio, già direttore generale degli studi dal 6 novembre 1815 e comandante in 2° dal 29 gennaio 1818."
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
23 e 24 "Cesare Saluzzo, già comandante della scuola, ma adottati"
63
5
"da sotto tenente."
26
27
"generale cavaliere Masino" "S. Orsola"
37
Inserire la Nota 77 bis
169
"Saluzzo. La riforma veniva attuata dal nuovo comandante maggior generale Giovan Battista Faussone di Germagnano (dal 14 novembre 1838), ma adottata"
"da sottotenente. L'uniforme prescritta per gli allievi rimaneva quella stabilita dal Regolamento sopra il Corredo, la Montura, e le Divise delle Armate di Terra e di Mare e delle Amministrazioni e de' diversi Servizi Militari del dì 25 di giugno 1833 m bis) «Se non che l'abito sarà incavalcato su l petto, ed abbottonato con due file di bottoni equidistanti Le mostre alle maniche dell'abito saranno di panno chermisino come la goletta e la rivolta delle falde. I bottoni saranno di metallo bianco, improntati della corona Reale, e col motto attorno Regia militare Accademia.»" 17 "pagine 86 e 87)." Modificare la numerazione in funzione delle AA. e W. "generale cavaliere Giacinto Masino di Mombello (dal 18 aprile 1841)" "S. Orsola (dal 22 settembre 1841)"
"81) U regolamento prescriveva: «Gli allievi vestiranno l 'abito co rto, porteranno il schakot, secondo il modello speciale stabilito per essi loro. E se fregiati del grado di Sottotenente, ne avranno i distintivi; vestiranno l'abito lungo; e saranno armati di spada.>> La speciale divisa del personale militare dell'Accademia si distingueva per «l bottoni di metallo bianco senza impronto. La go lella, il soppanno, le rivolle alle falde, come ancora la pistagna, o la banda a· pantaloni, di panno chermisino. Le mostre alle maniche di panno bianco.»"
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di quauro unità 73 75
22
76 78
8 30
9
"Ginnastica." "Ginnastica." "calcolo"
"Ginnastiche." "Ginnastiche." "Calcolo"
"Chiesa."
"Chiesa. L'attuazione dei nuovi programmi era portata a termine dal colonnello Federico Della Chlesa di Cervignasco, dal 24 gennaio 1843 nuovo comandante."
170
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
" precedente <86>."
" precedente <86>. Nel1848l'uniforme degli allievi era composta da un kepì con gallone d'argento e coccarda azzurra fissata da un cappietto dorato, nappina di lana bianca con pennacchio di piume ricadente in avanti; giacca lunga blu scuro con colletto e paramani cremisi, pantaloni azzurri con banda cremisi; cinturino di buffalo bianco porta arma; sciabola di fanteria." 80 3 "della scuola inviava" "della scuola maggior generale Antonio Faà di Bruno (4 marzolO giugno 1848) inviava" "generale 5 Alfonso" "generale Alfonso" 81 l "militari, dai" "militari, in particolare dal maggior 6 generale Luigi Fecia di Cossato, dal 1° luglio 1849 comandante del!' accademia, dai" "aritmetica;" "aritmetica." 82 23 "sciplina, e la" 92 "sciplina avvenuti sotto il comando 33 del maggior generale Carlo De Candia (dal 7 settembre 1856), e la" "103 nuovi" "102 nuovi" 100 11 "a 105, veniva ripor16 "a l 07, veniva riportato con delle tato con delle nuove nuove ammissioni a 190." ammissioni a 180." 16,17'18 "Mediamente la forza "Gli allievi delle armi speciali funumerica degli allievi rono in questo periodo ripartiti delle armi speciali dapprima" fu in questo periodo di 175 unità, ripartita dapprima" 101 27 "Modena." "Modena. Il periodo 1858-60, caratterizzato dall'adozione di una congerie di riforme istituzionali che avevano sconvolto gli ordinamenti preesistenti, vide l'avvicendamento dei comandanti dell'accademia succedersi a breve cadenza: il 25 marzo 1858 al De Candia il maggior generale Ignazio De Genova di Pettinengo e a questi dal 23 aprile 1859 il maggior generale Pietro Actis, .che porterà a compimento la riorganizzazione delle scuole militari." 35 "cap. V." "cap. VI." 79
2
171
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
QUADRO numerico degli Allievi della R. Accademia dal riordinamento del 1816 alla proclamazione del Regno d'Italia ( 1861 ).
Numero
d "ordine del Corso
l
2 3 4 5 6 7 8 9 10 Il
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23
Numero
ANNO di
Allievi
ammissione
ammeui
1816 1817 1818 1819 1820 1821 1822 1823 1824 1825 1826 1827 1828 1829 1830 1831 1832 1833 1834 1835 1836 1837 1838
96 44 23 IS Il
8 19 33 19 21 26 26 21 24 29 40 22 25 33 27 41 34 37
d "ordìne del Cono
24 25 26 27 28 29 30 31 32
33 34' 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46
ANNO di
AllieYi
ammis,lo.ne
ammessi
1839 1840 1841 1842 1843 1844 1845 1846 1847 1848 1849 1850 1851 1852 . 1853 1854 1855 1556 1857 1858 1859 1860 1861
8 14 13 25 39 36 34
39 44 34 31 33 28 33 29 50 47 46 59 67 103 83 66
Annuario della R. Accademia e della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio An n no Scolastico 1940-1941 - XIX
172
GLI ISTITUTI DJ EDUCAZlONE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
CAPITOLO Il
"combattimento" "conflitto" "militare peraltro di limjtata rile" militare di limitata 106 rilevanza di cui si abvanza e dalla vita piuttosto breve O> di cui si abbia notizia fu la bia notizia, ma dalla vita piuttosto breve O>, Schola Militaris fondata" fu fondata" "furono: quella eretta nel 1624 "furono quella reale" 23 da Albert von Wallenstein in Austria, scuola che non sopravvisse al suo fondatore, quella reale" "quarantacinque anni "quasi trent'anni 29 (1739-1765)" (1720-1765)." l 07 2 Depennare dalla riga 2 alla riga 19 comprese Inserire "le seguenti scuole: in Francia, temporalmente antecedente al 1720, le cinque Écoles d' Artillérie reggimentali stabilite a Metz, Strasbourg, Grenoble, Besançon, la Fére (3), nel 1747l'École des Ponts et Chaussées e nel 1748l'École Royal du Génie di Mézières, indi nel 1751 l'École Royal Militaire; nel 1739 nel Regno di Sardegna le Regie Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria per artiglieri e ingegneri, precedute nel 1726 da una primitiva analoga istituzione la Scuola per la Teorica pratica dei cannonieri, bombisti e minatori, che diverranno nel 1755 Regie Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione; nel 1741 in Inghilterra la Royal Military Accademy a Woolwich per la formazio ne degli ufficiali di artiglieria e in un secondo tempo del genio; nel 1745 nel Regno di Napoli e Sicilia la Real Accademia e Scuola di Matematica non solo per gli artiglieri, ma anche per gli ingegneri , preceduta nel 1736 dalla embrionale Escuela para el exercicio de fuego del cafi.on, y Mortero; in Spagna nel 1751 la Escuela de Mathematica con el titulo de Artilleria di Barzellona e Càdiz <4> per gli artiglieri e gli ingegneri, che riprendeva la tradizione della Escuela de Mathematica, y ensenanza de Artilleria, istituita nel 1731 a Barzellona, Pamplona, Badajoz e Càdiz; in Austria nel 1752 la Militiirakademie von Maria Theresia di Wiener Neustadt principalmente per le armi di linea (5). A Vienna nel 1717 era stata fatta erigere, voluta da Eugenio di Savoia, la lngenieurakademie, istituzione a carattere privato e rimasta tale sino al 1851 (Genieakademie), per la formazione di ingegneri civili e militari, erede della scuola fondata nel 1624 da Richthausen von Chaos <6>;" 105
34 20e 21
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
26
"Semonovskij"
173
"Semcnovsk.ij (pr. Siemjonovskij)"
l nserire la Nota 3) a pagina l 08 con la denominazione di Nota B) 32 "delle scienze Bélidor," "delle scienze Bernard Forest de Bélidor," Note4),5),6) Rinumerarle rispettivamente in Note 3), 4), 5) 108 l " Ingegneri istituita a MOdling Depennare (Vienna) dopo il 1717; (7)" "anni <8>. " anni (7); nel 1764 in Russia, 4 a Pietroburgo, il Corpo dei Cadetti Imperiali <8>. L' istituzione dell'accademia di Wiener Neustadt, nata per la formazione prioritaria dei quadri delle anni di linea rispetto a quelle di artiglieria, sembra essere apparentemente in contraddizione con quanto appena affermato. Si deve però considerare che l'Austria, neli 'ambito delle grandi nazioni, costituiva un 'entità atipica poiché era formata da un coacervo di nazionalità e di etnie: tedesca, cecoslava (boema, morava, slovacca), polacca, rutena, magiara, italiana, slovena, croata, serba, rumena nonché altre meno importanti e perciò questo istituto non poteva che rappresentare nel panorama europeo una specificità. L'imperatrice Maria Teresa nell'ambito della riorganizzazione dell 'ordinamento statuale in tutti i suoi aspetti (1747), nello spirito dei principi informatori dell'Illuminismo (A ufklarung), ritenne preminente la creazione di una scuola militare che desse un ' impronta e una preparazione comune ai suoi ufficiali appartenenti a popoli tanto diversi. In particolare era previsto per i cadetti lo studio, oltre che della lingua ufficiale tedesca, di quella francese, usata in ambito internazionale, e di almeno una tra le lingue magiara, italiana oppure slave. La formazione dei quadri dell'arma. del genio era completata con la frequenza .della lngenieurakademie di Vienna. Gli aspir~ti e gli ufficiali di artigl ieria dal 1744 perfezionavano la loro preparazione nell ' ArtillerieCorps-Schule di Bergstadtl a Budweis (Budèjovice). A seguito di successive riforme, che ne scandiranno l'evoluzione, nel 1786 l' istituto assumeva la denominazione di k.k. Artillerie-Hauptschule o Artillerie-Lyceum." Nota 3)
Nota 7)
" U. Sbardellati, Amon Maria Lorgna " M. Rittcr von Brunner e H. Kerufficiale della Repubblica Veneta, chnawe. 225 Jalzre Teclznische p. 3. L'asserzione non è confennata Militorakademie 1717 bis 1942. da alcuna fonle probante." F. Gani. Geschichte der k.k. lngenieur und k.k. Genie-Akademie 1717-1869. F. Gani e A. Edlen von Obermayer. Geschichte des k.k. Bombardier-Corps, der k.k. Artillerie-Hauprschule und der k.k. Artillerie-Akademie 1786-1869."
174
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E Dl FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNJTARI
Note 7), 8) Rinumerarle rispettivamente in Note 6), 7) Nota 8) Diventa la Nota 3) di pagina 107 Nota 9) "lll, V, VI e Vll." "IV, VI, Vll, Vlll e X."
109 26 32,33 e 34
"con ordinanza" "con l'editto" "con l 'editto del 20 "Con la patente ducale del 20 luglio 1625 agli ufficiali e ai luglio del1625 il duca bombardieri del! ' artiglieria venideliberava che «il personale dei bombardieri» vano concessi dei privilegi e in virtù di questi gli artiglieri, riuappartenesse alla milizia; con esso formò una niti in una compagnia, entrarono compagnia bombardieri, infine a far parte della miJizia. cui fu" Alla compagnia bombardieri fu"
110
5
"Solo nel"
"Con lo Stabilimento de/li Ufficiali dell'Artiglieria et altri, cioè Bombardieri e Minatori e Maestranza del 16 maggio 1691 e con l'editto del 14 giugno 1692 si provvide a perfezionare ulteriormente l'organizzazione dell' artiglieria, ma solo nel"
111 17
"scienzie"
"scienze"
"cap. In."
"cap. IV."
34
115 33 Inserire rispettando la spaziatura "Il 26 giugno 1738 il colonnelJo d'artiglieria Giuseppe Dulacq consegnava al re il Progetto del Signor Dulacq per un nuovo Stabilimento dell'Artiglieria di Sua Maestà, e di Regolamento per le Scuole del Battaglione della medesima Unitamente ad un ristretto del Regolamento vigente in Francia in questa parte militare. L'ufficiale, che aveva svolto un'indagine sullo stato deU' Artiglieria nel paese transalpino, riassumeva le informazioni raccolte (ordinamento e regolamentazione deli ' Arma, organizzazione deUe Scuole, materiali in dotazione, ecc.), nel Detail Précis du Reglément de l'Arti/lerie de France, nel Supléement au Sujet des Fontes des piéces, integrate daUe Reflexions sur l' Establissement de l' artillerie de France. Le proposte suggerite nel Projet pour un nouvel Etablissement de l' artillerie de Sa Majesté e il Projet de Reglément pour les Eco/es, du Battaillon de l' artillerie ( !9 bis) ricalcavano, in linea generale, le esperienze d'oltralpe. In particolare, il progetto del colonnello per l'istituzione di una Scuola militare per l'artiglieria sabauda, che peraltro considerava provvedimento
AGGIUNTE E V ARLANTI AL TOMO l
175
indispensabile, riproponeva l'esempio francese sebbene con alcuni temperamenti. Per una esposizione puntuale ed esauriente della proposta si ritiene all'uopo indispensabile o quanto meno opportuno sintetizzare, per quanto d 'interesse, il documento Detail Précis du Reglèment de l' Artillerie de France e anche, per chiarire compiutamente il pensiero del relatore, trascrivere un ampio stralcio, del Projet de Reglément pour /es Ecoles, du Battaillon de l' artillerie . In Francia, erano state stabilite per l'istruzione del personale dei battaglioni della Reale Artiglieria (1 9 ter) e del Corpo di Artiglieria delle Scuole a Metz, a Strasbourg, a Grenoble, a Besançon e a la Fére. Tutte e cinque erano sottoposte ali ' autorità e alla supervisione del Direttore Generale delle Scuole, ma ognuna retta e affidata alla responsabilità e al comando di un luogotenente d'artiglieria con il rango di colonnello che si avvaleva di un comandante in seconda e di uno in terza con il grado di commissari provinciali, ovvero di tenenti colonnelli di fanteria dell' armata. L'organico prevedeva per ciascuna di esse un proprio maestro di matematica per la teoria. Vi s ' impartivano ai discenti nozioni di carattere teorico e pratico. L' istituzione assolveva alla funzione di qualificazione professionale non solo nei confronti dei cadetti inquadrati organicamente nelle Compagnie d'artiglieria, ma anche degli ufficiali subalterni della reale artiglieria, degli oficiers p ointeurs e dei volontari del Corpo di artiglieria. La frequenza delle scuole pratiche, in particolare, era estesa anche agli artiglieri e verosimilmente, ancorché non citati esplicitamente nel testo, a coloro che assolvevano le funzioni di sottufficiali. Gli insegnamenti venivano impartiti con le seguenti modalità: quelli di teoria, nella sala di matematica, nelle giornate di mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 8 alle 11 del mattino; le esercitazioni pratiche invece nei rimanenti tre giorni della settimana, cioè il lunedì, martedì e giovedì per l'intera durata dell'anno, qualora il tempo e la stagione le avessero permesse. I frequentatori erano tassativamente obbligati ad assistere a tutte le lezioni di teoria nonché a sottostare agli esami previsti~ senza eccezione alcuna; alle scuole pratiche invece il personale designato era comandato a turno. Il comandante, in qualità di presidente, presenziava alle attività didattiche teoriche per accertarsi che il maestro di matematica fosse seguito con attenzione e rispetto dai discenti. Aveva la facoltà di punire gli ufficiali e i soldati della reale artiglieria e del corpo di artiglieria. Agli ufficiali che si assentavano dalle lezioni senza giustificato motivo venivano comminati gli arresti e nel caso tale provvedimento non fosse risultato sufficiente
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GLI IS:rmm DI EDUCAZIONE E D1 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
questi potevano subire l'onta del carcere. I comandanti in seconda e in terza erano incaricati dell'istruzione degli ufficiali volontari d'artiglieria e dei battaglioni della reale artiglieria e obbligati ad assistere a tutte le scuole di teoria e di pratica. Il luogotenente d'artiglieria seralmente dava le disposizioni per gli insegnamenti da impartire il giorno successivo. Un capitano del battaglione era comandato giornalmente per assicurare il mantenimento dell'ordine. Le materie d'insegnamento di teoria erano quelle compendiate nella pubblicazione Cours de Mathématiques à l' usage de l' Artillerie et du Génie del Bélidor (19 quater) realizzata in veste tipografica per esplicita volontà del re al fine di evitare che, nel prendere appunti, i frequentatori meno diligenti incorressero in errori e, inoltre, per poter disporre anche in seguito di un testo di consultazione, e molto probabilmente anche di parte delle nozioni riportate nel testo Le Bombardier françois, ou nouvelle Méthode de jetter les bombes avec precision. Il metodo didattico adottato era il seguente: il professore indicava una proposizione del libro oggetto della lezione del giorno e nel c01·~tempo designava l ' ufficiale o il cadetto che doveva leggerla ad alta voce, disegnare la figura dell'enunciato con riga e gesso su una grande lavagna, infine eseguire la dimostrazione. Successivamente il docente incaricava un altro ufficiale o cadetto di ripetere la medesima, quindi chiariva e se era il caso rispiegava il quesito a chiunque lo richiedesse finché non fosse ben compreso da tutti. Poiché accadeva sovente che i cadetti giovani della reale artiglieria e i nuovi volontari del Corpo di artiglieria avessero bisogno di ulteriori precisazioni era stata istituita la figura del ripetitore, che al termine della scuola si poneva a disposizione dei meno dotati. Erano inoltre previste due classi per i differenti livelli di conoscenza. Quando il corso era completato lo si ripeteva. I più qualificati potevano approfondire ulteriormente le nozioni. impartite avendo a disposizione, a tale scopo, il professore stesso. Il comandante della Scuola completava l 'istruzione dettando le sue mémoires sull 'attacco e sulla difesa delle Piazze, sulla formazione dei dispositivi (equipages) per l'attacco e per le operazioni di Campagna, sulla costru zione di ponti , à fus (sic!), delle Piazze, dei carriaggi, dei pontoni, sul riordino delle munizioni nei magazzini, negli arsenali e nei parchi, sugli artifici da guerra e su tutte le manovre di forza concernenti l'artiglieria. Quale maestro delle scuole pratiche era preposto il maggiore d'artiglieria, sottoposto agli ordini del colonnello che sopraintendeva alle operazioni concernenti le manovre con le artiglierie, al servizio del pezzo, al
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO I
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maneggio e al puntamento delle bocche da fuoco e che dirigeva le esercitazioni di tiro a proietto con i cannoni, i mortai e le petriere. Istruzioni complementari erano le evoluzioni militari, gli esercizi di fan teria, il servizio di guardia nelle guarnigioni, l 'amministrazione e la contabilità dei reparti. Ogni quadrimestre i frequentatori venivano interrogati dal professore e dai due comandanti in sottordine su tutte le nozioni apprese in tale lasso di tempo. Al termine degli accertamenti gli esaminatori compilavano per ogni allievo una relazione, da inviare al direttore generale delle scuole, sulle capacità intellettive, sui talenti personali e sul grado di applicazione. Oltre ai citati esami periodici erano sottoposti, a fine anno, a uno rigoroso accertamento sull'intero programma svolto sia dalla scuola teorica sia da quella pratica, cui presenziava, a turno nelle diverse Scuole, il direttore generale. A conclusione questi redigeva un rapporto da rendere pubbljco sull'applicazione e sui meriti di ciascuno, atto che veniva rimesso al sovrano. Si riporta, di seguito e in lingua originale, la parte più significativa del testo del progetto di regolamento proposto dal Dulacq per le scuole del battaglione d'artiglieria: «TI faudroit un bon maitre de Mathématique quj ne fut point du Corps, parce que s'il étoit du Corps, l'Envie et la parcialité. émpéchéroint le progrér de J'Ecole, et luj-méme s'attachéroit plus aux uns quàux autres, au lieu qu'un professeur quj n'a rien à pretendre dans le Corps, n'aura point d'autre gioire n'y d'autre merite à attendre, que celuj de se faire de bons Sujets, et des habiles oficiers. Il faudroit aussj un Commandant d 'Ecole. on peut le laisser dans le Corps. ou le détacher du Corps, ainsy qu'il plaira à Sa Majesté. Mais il faudroit qu'il eut authorité et qu 'il n'eut point d'autre service n'y detail que celuj là. Sa Majesté, pourroit faire mettre deux Cadets par Compagnie avec une meilleure paije, a fin d'avoir une pepiniére pour foumir aux émplois vaquants. La difficulté dans !es établiessemens, ordinairement c'est de bien commencer, et la plus grande quj se rencontre icy, est de trouver tout à coup le nombre de Sujets pour remplir tous !es émploits.le moyen d 'y reussir seroit, d'y introduire des jeunes gens de bonne famille. !es écoles !es auront bien tot formés et en moins de trois ans, ils seront en etat de la bien servir pour la pratique, et du moins on pourra conter, sur leur Probité, et sur leurs valeurs dans les occasions, et dans la suite !es écoles les rendront des habi les gens, et pour la Théorie et pour la pratique. D'aillieurs les oficiers du Batai.llon quj pourrorient étre accomrnodes dans !es places, seront toujours dans le service de Sa Majesté; et cette augmentation de nouvaux oficiers ne diminue pointle nombre des vieux oficiers, dans le comrnencement de l"établissement, et au comraire en peu di tems, augmentera par l'école le nombre des bons. Les écoles se tiendront tros fois la semaine pour la Théorie, ettrois fois pour la pratique, Ics fetes on en fait point. On peut fai re !es éxamens quattre fois l 'année, et tous les ans en dresser un rapport fidéle à Sa Majesté, cela donneroit de l'Emulation.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Les émplois subalternes d'artillerie dans !es places seroient pour !es oficiers quj ne s'apliquent pas dans !es écoles, ou quj n'ont pas de Talens pour parvenir au commandement, et serviroint à purger le Corps, et à former des Sujets, qui seroint suffisamment capables pour le remplacément des oficiers dans !es places. Dans les écoles de Théorie, on enseignéra les fortifications , !es attaques, le deffenses d'une piace, et le cours de Bellidor comme en France. Le Commandant de l' Ecole donnéra ses mémoires eo hyver dans le tems que l'on ne peut pas fai re les écoles en Campagne à cause de la mauvais saison. Les deux premiers jours de la semaine, destines ordinariement à l 'école de pratique, il fera dicter ses mémoires, sur l'attaque, la deffense des places, sur les feux d'artifices sur tes équipages, constructions, et dimentions des piéces d'artillerie, telles quélles sont dans les Etats de Sa Majesté. Surtout la construction des ponts, charrois, pontons, et à fus, formation d'lnventaires ét équipages pour la Campagne, pour !es siéges, ou pour une piace &c. Le troisiéme jour de la semaine, desti né à l'école de pratique pendant la mauvaise saison, illeur dictéra les manoeuvres de forces mouvantes, concernantl'artillérie, et sj le tems le permei, il fera en meme tems, executer, dans !es magazio en leur presence, les manoeu vres qu'il aura dicté. Dans !es écoles de pratique on commencera à faire faire en blanc, c'est à dire sans charger, et sans tirer, la manoeuvre en forme d 'Exercice, pour charger, le canon, le mortier, et le pierrier. Ensuite on s'apliquera dabord aux forces mouvantes, pour le chargement, déchargément, et transport de l' artillerie. On dressera énsuite une grande Bune bien faitte; a fin qu'élle subsiste longtems, celle de Grenoble dure depuis l'institution de l'Ecole, il suffiroit que Sa Majesté établis un fonds de quatre mille livres, dont le Commandant de l 'Eco le seroit conrable, pour !es faux fraix, comme Butte, Gabion, fassine, Blindage, Batérie, Plateforme &c. que le Commandant fera faire. Quand !es Canoniers commencéront à savoir pointer, on dressera énsuite un poligone, dans le quart des mesures, et l'on fera les attaques de poligone en forme, on y etablira les bateries qu' o n do it faire dans un siége, pour la defense ét pour l' attaque, o n y fera tous tes logemens qu'on a accouwme d'y faire, ces écoles d'attaque, commenceront depuis le mois de septembre, jusqu 'au vingtiéme octobre. Les Mineurs y feront leurs mines, et leur foumaux, ils !es chargéront de sable prets à donner le feu, l'on y fera des contremines pour la defense, et pour l'attaque d'une piace. Ces occupations se rendront agréables par la maniére gracieuse du commendemant, avec la quelle on !es fera faire, et se rendront peu penibles, par le peu de tems qu'on y retient !es travailleurs. Sj Sa Majesté, vouloit énsuite porter ses vues plus loin, pour le bien de ses Troupes, elle pourroit ordonner à tous !es Regiments de la Garnison de la piace, où se tiendra l 'Eco le, de s'y rendre dans les tranchées de l'attaque, pour l'y éxercer, dans tous les mouvements de la guerre. Là on féroit une éspéce d 'Eco le milita ire, pour !es oficers et pour les soldats, dont les trou pes tireroint de grandes lumiéres. Ces écoles militaires de pratique, seroient genérales pour toutes les parties de la guerre, pour J' attaque, défense des postes, des places, des retranchements, et des tranchées. Un jour, par éxemple, on y introduit un secours dans la piace attaquée, la piace fai t tout ce qu'il faut pour le favoriser, l'assiéyeant tout ce qu'il faut pour l'empecher, et le secours quj veut s'introduire toute la disposition pour y reussir.
AOGIUNTE E VARIA.NTI AL TOMO l
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Un autre jour, par éxemple, c'est un assaut generai que l'on donne, l'on fait toute sa disposition, et les mouvemens necessaires pour le repousser de pan et d'autre, un autre fois, c'est une surprise de piace par Stratageme, la piace fait ses dispositions, pour l'empécher, et y remedier dés qu'élle s'en appercoit. quelquesfois elle repousse l'ennemilà, l'on voit la disposition de la retraite, quand l'entreprise a échoué, et la disposition de la piace pour Ics repousser et les chasser. Une autre fois c'estla piace qui succombe au Stratageme, on voit l'ordre et la disposition de la troupe, pour sa sureté, dans les comrnencemens de I'Entreprise, pour s'emparer du gouvernement des postes, des ponts, des pones des placcs d'armes, de Clochers, des Tours, des batéries, des Quartiers, des Magazins, et des Arsenaux &c. L'on féroit énfm naitre tous Ics lncidens de la guerre. l' artillcrie. y apprendra ses fonctions dans tous les cas, l'lnfanterie, et la Cavalerie les siennes, et chacun sauroit son Role dans quelche occasion quc la guerre puisse faire naitre et rien ne pourroit plus étonner, il n'y auroit d'autre difference à faire, quel celle des Blessérs et des mons.»"
34
35 39
"dal colonnello di artiglieria Giuseppe Dullaq, rap-" Depennare la riga Inserire la Nota 19 bis Inserire la Nota I9 ter
"dal Dulacq (o Dulach)"
"20) AST, Materie Militari, Intendenza Generale d'Artiglieria, ma.2 add. n.3, Alessandria 1738 26 giugno." "21) L'organico del battaglione della reale artiglieria era costituito da un comandante, tenente colonnello, da 8 compagnie di cannonieri, ciascuna su 2 capitani, 2 tenenti, 2 sottotcnenti, 2 cadetti e 70 soldati, rappresentati da genieri o zappatori, cannonieri, bombardieri o mortaisti."
Inserire la Nota 19 quater "22) n tern1ine matematiche, alquanto generico, comprendeva, come emergerà anche in seguito, una gamma di discipline anche attinenti o non alle scienze matematiche, come la fortificazione, la balistica, la topografia. l'arte milit.are, ecc."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità 116 l "artiglieria, e la rivalità" "e la rivalità" "proposte del" 4 "proposte dal" "instituite" 8 "istituite" " Bertola di Exilles <22)" 16 " Bertola <22>" 26 "1784 capitano D ' Antonj" "1748 capitano Alessandro Vittorio Papacino D ' Antonj" " Bozzolino" "Ignazio Bozzolino (o Bossolino)" 21
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GU IS11TUTI DI EDUCAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UFfiCIALI r."EGU STATI PREUNITARI
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l
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3 8
121
21 36
"capitano Gerolamo Blavet" "luogotenente Gaspare Tignola" " paga che si è loro in detto bilancio sta bi Uta, ed una" "assigoato" "assegnato" "professione»." " professione.» Era inoltre precisato: «Per altra parte quelli che durante il Corso degl 'insegnamenti non daranno saggio di riuscita, di progresso, e di buona condotta, dovranno essere senz'altro licenziati dal Corpo, perchè possano intraprendere con maggior loro vantaggio altra carriera.»" "operativo, cosa" "operativo, soluzione" "tomo II dell'Aritmetica" "tomo fi Dell'Aritmetica"
122
4
" idrauljca.»
IO 18
"capitano Blavet" " luogotenente Tignola" "paga [ ... ] ed una"
"idraulica.»
La pubblicazione della scuola di applicazione di artiglieria e genio, citata nella nota 13, riporta i frontespizi di alcuni dei libri di testo manoscritti dai cadetti delle regie scuole di artiglieria e fortificazione: - Del/i Ellementi D' Euclide Libro Xl e Xli Per le Regie Scuole d'Artilleria e fortificazione Torino. Anno 1757; - Elementi Dell'Algebra Ad Uso delle Regie Scuole D'Artiglieria e fortifica zione Anno 1755: - L·Architeuura Militare ad uso delle Regie Scuole d· Artiglieria, e Fortificazione; - Memorie per gli Artiglieri in Tempo di Pace; - Memorie per gl'Artiglieri in Tempo di Guerra."
lOe Il "Addizione al Regola"Addizione al Regolamento o Admento di costituzione dizioni del/i 16 luglio 1755 falle delle scuole del 1739 <2W al Regolamento del1739, per le quali si accrescono gl'insegnamenti da farsi nelle Scuole, e se ne suddivide la Direzione Generale in due particolari. <26>" 14 "dazione." "dazione. L' istituzione assumeva la nuova denominazione di Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione."
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
25
27 39 123 31 124 9 18 33
"capitano Quaglia 2°," "Gianneui"
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"capitano Nicola Quaglia 2°," "Gianetti"
"manoscritti si userà D'Antonj." "manoscritti, si userà D'Antonj."
" intorno" " italiano» <28>". "degl 'ingegneri"
"concernente" " italiano»." "degl' Ingegneri" Nota 28) "il D'Antonj... Rana)." Depennare la Nota 28 (da riga 33 a riga 40) Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di due unità 125 9 " in aula." "in aula. L' 11 settembre 1755 avevano inizio le scuole, distinte in due classi: dell a prima facevano parte gli 11 cadetti del 2° corso promossi sottotenenti nel 1754 a cui si aggiunsero, per l ' interesse destato dalle lezioni, altri 17 ufficiali tra i quali 3 capitani; della seconda i 36 cadetti del 3° corso, iniziato nel 1754." 10 "Lagrange, unita-" "Lagrange (Tournier), unita-" 11 "maestro di matematica" "professore di matematica Carlo Andrea Rana" "Principi" "Principj" 13 "algebraica, delle curve e Del" 15 "algebrica, delle curve e Del" 16 "e integrale)." "ed integrale)." 18 "coniche;" "coniche, senza far uso del calcolo infinitesimale;" 21 "integrale)." " integrale." 22 "Meccanica" "Meccanica (memoria sul metodo dei massimi e dei minimi e lo studio delle applicazioni di tale metodo alla dinamica e ali' idrodinamica)" 126 19 "utilizzazione." "utilizzazione, come si desume dalla lettera inviata dalla Segreteria di guerra al conte di Borgaro, in data 19 marzo 1780 (3 2 bis>. Gli allievi delle scuole teoriche, nelle ore da.definire a cura degli insegnanti, dovevano essere addestrati anche in tre delle sette manopere composte, che costituivano l ' intero corso delle istruzioni pratiche:
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
«E siccome essi Allievi sono attualmente occupati allo studio dell'attacco e difesa delle Piazze, senza che abbiano finora acquistata la conoscenza dell ' uso dei Mortari da Bombe, e da pietre, cosl Sua Maestà approva che nel prossimo aprile se ne dia loro una sufficiente idea alla batteria del Fonino con farvi sei in otto esercitazioni nei giorni che meglio converranno. avuto riguardo agli insegnamenù teorici per essi Allievi, nel qual caso alme di agevolare la loro istruzione, si faranno intervenire a ciascuna esercitazione venti Bombisti compresi quattro Bass'Uffiziali.»
Gli ufficiali delle scuole teoriche erano designati quali insegnanti anche per le citate istruzioni pratiche di campagna." 33 "studio dell'algebra" "studio della geometria, dell'algebra elementare e" 35 "langragiani" "langragiani, e fra quelli di fisica la dinamica, l'idrodinamica nonché «la Teoria delle macchine meccaniche, considerate nello stato del!' equilibrio ed anche nell'atto del loro maggior effetto, allorché sono in movimento»." 37 Inserire La Nota 32 bis "35) C. Montù, op. cit., vol. IV, p.l799 AST Sezione IV Artiglieria, Carte antiche ( 1780-1785).voi.V, f. Il."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità 39 "(1751-1769) vol." "(1751- 1769), vol." 128 19 " tudio." "studio. In particolare nei paragrafi 11 , 26 e 27 del documento il direttore generale così si esprimeva: « Il. La sperienza avendo dimostrato in varj riscontri, che i Professori puramente teorici. per quanto s i vogliono esimj, non conoscono ne la strada, ne il modo di applicare la loro dottrina all'uso di guerra, è stato necessario per rendere proficue le divisate addizioni di regolamento di cercare Soggetù militari. i quali conoscendo e la strada, e i modi sudetti, fossero in caso di darne una giusta, e chiara idea agli studenti, ai quali è inoltre necessario di dare un educazione militare, per cui tutte le loro operazioni sieno dirette ed animate dal vero punto d'onore. 26 . ... Le materie insegnate in questo Corso sono le medesime già spiegate nel Corso precedente a norma delle addizioni del 1755; con questo divario però che siccome i trattati matematici formati da' due diversi Soggetti (§ IO H) quantunque esimj in se medesimi, erano fra essi slegati a segno, che hanno non poco imbarazzato gli Studenti, così il Direttore generale ha per questo corso rifatti essi trattati, di modo che nell'escludere ogni diramazione non necessaria alla professione d'Artigliere, c d'Ingegnere, ha procurato di condurre gli Allievi, per la strada più breve, e facile all'acquisto di quelle notizie, che per essi sono indispensabili.(H) I sostituti Celoniati, e La Grangia hanno composto i trattati matematici.
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Considerando il Direttore che le molte cose edite intorno la fortificazione e l' Artiglieria trovansi troppo sparse, ha creduto di doverle riunire in due Corsi, il primo de' quali sotto nome di Architettura Militare è stato diviso in sei Libri, ed il secondo col nome di Artiglieria pratica è stato diviso. in due. Il Libro 2° dell'Architettura Militare è stato composto dal Capitano Bossolino, ed il 4° dal Professore Rana. li LuogoTenente Tignola ha composto il Libro 1° dell'Artiglieria pratica, ed ha riveduto i dieci Trattati fatti dal Direttore. Sua Maestà ora felicemente regnante si è degnata di esaminare nel 1758, e di approvare il Libro 3° dell' Archltettura Militare, il quale in seguito è poi stato stampato.(X) II talento sublime del sostituto La Grangia, che con tutta ragione lo ha collocato fra i primi Accademici d'Europa, non le ba permesso di sminuzzare i rudimenti a noi necessarj, onde hanno giudicato rettamente coloro, che nell'altro corso ne hanno censurato i trattati per essere troppo elevati, meta fisici, difusi in materie estranee, e mancanti d'applicazione alle professioni d 'Artigliere, e d'Ingegnere. Ma se taluno pronunciasse lo stesso giudizio sulli insegnamenti fatti in quest' ultimo corso, si dimostrerebbe digiuno in queste materie. 27. La sperienza avendo pure fatto conoscere nel precedente corso, che l'autorità degli Uffiziali è assai più efficace per rendere attenti e studiosi i Cadetti, di ciò sia il credito de' professori non militari, è stato ordinato in decembre 1769 valersi degli Uffiziali non solo per gli insegnamenti militari, ma ancora per i Matematici, ed i Fisico-meccanici. Questo ripiego è esimio per il Rea l Servizio, poiché produce non solo un profitto assai maggiore fralli studenti, ma abilita inoltre al maggior segno i Maestri, essendo notissimo che, per ben impadronirsi di una scienza, che già si è studiata, convien insegnarla agli altri. ... »
Il panorama delle attività didattiche svolte dalle scuole, sin dalla loro costituzione, e le vicissitudini dei vari corsi può essere così sintetizzato." 32 "anni." "anni. I cadetti nell763 venivano promossi ufficiali e assegnati ali ' artiglieria, al genio, alla fanteria e alle fregate." 36 "nel 1776." "alla fine di agosto del1776." 129 13 Depennare le righe 13,14,15,16 e sostituirle con il seguente testo "A tal fine nello stesso anno veniva avviato l'allestimento del R. Laboratorio chimico, detto anche Laboratorio dei bombisti, unitamente a quello del laboratorio per gli studi di metallurgia e delle scienze connesse, del museo di mineralogia e della biblioteca per la raccolta di tutti gli studi su tali argomenti compiuti nei diversi Stati europei. Ispettore generale della Scuola, Museo e Laboratorio mineralogico era nominato il cavaliere di Robilant, direttore e custode il capitano Ronzini, 3 sottotenenti quali maestri e 8 cadetti destinati a impratichirsi specie nel servizio delle miniere (37)." 37 "37) V. Ferrone, op.cit., p. 452." "37) N. Brancaccio, op.cit., parte Tl."
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
131 30 31
"studi" "studj" Depennare le righe 31 ,32,33,34,35,36 e sostituir/e con il seguente testo: "mevano la qualifica e lo stato giuridico di allievi
«delle accennate Scuole colla mezza paga rilevante a f. 136. 16.9 all'anno, la quale trovasi bilanciata per li Cadetti Sovranumerarj d 'Artiglieria, e che fissiamo a ciascuno d 'essi Allievi per tener luogo della loro paga ordinaria, comprensivamente all'importare del Vestiario compito nel corso d ' un anno, oltre ad una razione di pane al giorno, ed il bosco, e Letto sul piede de' Sergenti. Ed in tal qualità vestiranno tali Allievi in panno fino l'Uniforme del Corpo Reale d'Artiglieria, da voi comandato, senza distinzione de' galloni; Useranno della spada come i cadetti; E sebbene debbano essere subordinati ai Bass' Uffiziali del suddetto Corpo secondo che lo erano i Cadetti a termini del Regolamento delle sudivisate Scuole dei 16 aprile 1739; saranno però considerati come Soggetti in carriera di divenire Uffiziali, come cadetti Effettivi.[...] Per vieppiù animargli allo studio, continuiamo a lasciar sussistere le venti piazze di f. 264. 16.9 all'anno per ciascuna portate nel Bilancio militare per li cadetti effettivi d'Artiglieria; Ed a queste piazze, le quali terranno luogo di alta paga, si faranno passare in fine d' ogni anno di Scuola alcuni di quegli Allievi, che si saranno dimostrati per preferenza meritevoli di questo particolare riguardo»."
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Depennare le righe l e 2 e sostituir/e con il seguente testo: "La promozione a sottotenente poteva essere anticipa-" "vi fossero" "si fossero" 3 5 "sei anni." "sei anni. Gli allievi erano effettivi alJe varie compagnie del Corpo, ma venivano comandati alla scuola per la loro durata. «Affinché poi vi sia anche chi abbia cura non solamente di ammaestrare i nominati Allievi in tutte le funzioni militari, che essi hanno da praticare fuori della Scuola, ma altresì di invigilar davvicino sulla loro disciplina, condotta ed economia, e sull'aria e portamento esteriore» vennero posti alle dipendenze disciplinari di un sottotenente d'artiglieria all'uopo incaricato. La formazione professionale degli ufficiali non si esauriva con il completamento del corso degli studi. Il regio viglietto del 15 ottobre 1785 stabiliva anche l'obbligo, per tutti gli ufficiali del Corpo reale, di acquisire «le cognizioni coll' esperienza neccessaria per eseguire colla dovuta esattezza gli contemporaneamente emanati Reali Provvedimenti per le Fondite delle Artiglierie di Bronzo, e per la Colaudazione dei Metalli, che vengono provvisti per il Regio Arzenale. A tale oggetto sono stati eletti trà Capitani, Capitani Tenenti, e Subaltemi gli Uffiziali per la metà del numero, che non sono ancora stati istrutti nei gradi Primo, e Secondo del Regolamento di detti Reali Provvedimenti, i quali Uffiziali compiranno di quest'anno a questo loro prescritto assunto, e gli altri Uffiziali, che rimangono a venime istrutti, verranno, a suo tempo, parimenti destinati. n Primo grado di detto Regolamento consiste in specie, nel formare i predetti Soggetti atti ad intervenire con piena cognizione pratica di causa, nei Saggi, e Sperimenti nel medemo Regolamento prescritti.
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Il Secondo grado delle Istruzioni consiste nell'insegnar loro un Corso Teorico pratico di Chimica, comprendente tutte quelle notizie, che s'appartengono immediatamente agli Artiglieri onde i medemi sieno nel caso di collaudare con piena cognizione di causa quei generi, di cui fà provvista l'Azienda, e che dalla Chimica dipendono, come sono il Zolfo, il Piombo, l'Acciaio, la ferramenta, ecc. Per le Istruzioni relative a questa Scuola, è stato destinato un Capitano con un Tenente per suo Assistente, Maestri, i quali hanno dato segni di aver acquistate le opportune cognizioni ed esperienza sotto gli insegnamenti del Signor Capitano Tenente Cavaliere Napioo nell'Anno or scad uto; E loro è stato ingionto di comunicare agli Uffiziali instruendi gli acquistati lumi mederni col Corso di Chimica lasciato ìnscritti dal divisato Cavaliere. Pendente questa Scuola occorrendo Getti di nuovi Cannoni d.i Bronzo colla fondita di Metalli composti, si deverrà dagli Uffiziali Maestri, ed instruendi, che la compongono, ai debiti procedimenti colle Analisi, e Calcoli per accertare l'esito della Lega la più approssimante quella ritta prescritta di Campione col Regio Viglietto 20 Aprile 1760 per la formazione delle Artiglierie; Ed ad un tal fine si farà eziandio una deputazione di altri Soggetti dei più istruiti nel precedente Corso, per concorrere al megliore contesto di essa Lega. Questa Scuola si è principiata gli ... di Aprile nel Regio Laboratorio debitamente a ciò disposto; Si è prosseguita nei giorni feriali senza interruzione, e si è terminato gli .... Gli Uffiziali per la medema stati eletti, nominati sono nella Tabella generale delle Desti. nazioni.>> (39 bis)."
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"armi."
"armi. La sua scienza fu condensata in numerose pubblicazioni e posta a disposizione degli ingegneri e degli artiglieri degli Stati italiani ed europei. Scrivono Borgato e Pepe (39 ter), che «In effetti i libri di testo predisposti in pochi anni per massima parte dall 'Antoni, con collaborazioni di Tignola e Bozzolino per le Scuole d'artiglieria costituirono un tut-· to organico di notevole pregio che posero le scuole di Artiglieria diTorino ali 'avanguardia in Europa e diversi di questi volumi furono tradotti in francese, in inglese ed in tedesco. » A completamento dell 'argomento si riporta un elenco di libri di testo tratto dal Catalogo de' libri elementari per le Scuole d'Artiglieria e di fortificazione di Torino, riportato in appendice alla pubblicazione specificata nella nota (desunto da P. Balbo, Vita del Commendatore d' Antonj): - Nuove istituzioni di Aritmetica pratica, composte da Pietro Di Martino, professore di astronomia nella Università di Napoli. Torino, MDCCLXII, nella Stamperia Reale; - Aritmetica Pratica esposta e con numeri, e con lettere dell' alfabeto da Giovandomenico Maria Vayra Capitano de' Minatori nel Reggimento d'Artiglieria. Torino, MDCCLXXII, neUa Stamperia di Giambattista Fontana; - Degli elementi della Geometria piana, composti da Euclide Megarese, tradotti in italiano, ed illustrati da D. Pietro Di Martino, libri Vl; seconda ediz.ione, riveduta ad uso della scuola militare. Torino, MDCCLXXXV, Briolo; - Della Geometria Pratica di Gaspare Tignola, nella Stamperia Reàle (senza data); - Della Geometria dei Solidi e delle Sezioni Coniche. Torino, MDCCLXXVlll, nella Stamperia Reale;
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GU ISTITUTI D1 EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFtCIALI NEGLI STATI PREUN1TAR1
Del/i Elementi d'Euclide libro Xl e Xl/ per le Regie Scuole d' Artil/eria, e fortificazione Torino 1751, Manoscritto; Della Geometria speculativa d' Euclide. Manoscritto; Elementi dell'Algebra. Torino, MDCCLXXVI, nella Stamperia Reale; Elementi dell'Algebra ad uso delle Reggie Scuole dell' Artiglieria, e Fortificazioni l'anno MDC CL V, Manoscritto; Principj di Matematica sublime. Torino, MDCCLXXIX, nella Stamperia Reale; Principj di Matematica Sublime esposti dal Cavagliere Alessandro Vittorio Papacino d' Antonj Direttore generale delle Reggie Scuole d' Artiglieria, e fortificazione, Manoscritto (l'opera verteva sullo studio delle equazioni algebriche, della geometria cartesiana, del calcolo differenziale e delle curve, in particolare il metodo per la detemùnazione dei. punti di massimo, dj rrunimo, di flesso, ecc., del calcolo integrale, con un'appendice relativa al metodo inverso delle tangenti, equazioni differenziali, e del calcolo delle quantità logaritmjche ed esponenziali); lnstituzionifisico-meccaniche per le Regie Scuole d' Artiglieria, e Fortificazione dedicate alla Sua Sacra Reale Maestà da AJessandro Vittorio Papacino d' Amonj Direttore generale delle medesime. Torino, MDCCLXXTII, nella Stamperia Reale; lnstituzionifisico-meccaniche per le Regie Scuole d' Artiglieria, e Fortificazione. Tomo secondo. Torino, MDCCLXXIV, nella Stamperia Reale; Del/" Artiglieria Pratica per le Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria, e Fortificazione, o sia incumbenze degli Artiglieri negli Arsenali, e nelle Fortezze in tempo di pace. Libro primo dedicato a Sua Sacra Reale Maestà da Gasparo Tignola, capitano, e Maestro in esse Regie Scuole. Torino, MDCCLXXIV, nella Stamperia Reale; Dell' Artiglieria Pratica per le Regie Scuole d' Artiglieria, e fortificazione, incumbenze degli Artiglieri in tempo di guerra. Libro secondo dedicato a Sua Sacra Maestà dal Cavaliere Alessandro Vittorio Papacino d' Antonj Direttore generale delle medesime Torino, MDCCLXXV, nella Stamperia Reale; Del maneggiamento delle macchine d'Artiglieria del Commendatore Alessandro Vittorio Papacino d ' Amonj maggiore generale di Fanteria, aiutante generale dell'Armata e Direttore Generale delle Regie Scuole Teoriche e pratiche d'Artiglieria, e Fortificazione: Torino, 1782, nella Stamperia Reale; Esame della polvere dedicato a Sua Sacra Rea! Maestà da Alessandro Vittorio Papacioo d' Antonj Direttore delle Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria, e Fortificazione. Torino, 1765, nella Stamperia Reale; Dell' uso dell'armi da fuoco del Commendatore Alessandro Vittorio Papacino d'Antonj per le Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria, e Fortificazione. Torino, 1780, nella Stamperia Reale; Dizionario istruttivo di tutte le robe appartenenti all'Artiglieria. Trattato di fortificazione Regolare. Manoscritto; Dell'Architettura militare, per le Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria, e Fortificazione, libro primo, in cui si tratta del/a fortificazione regolare dedicato a Sua Sacra Reale Maestà dal cavaliere Alessandro Vittorio Papacino d ' Antonj, brigadiere di Fanteria, aiutallle generale dell'Armata, e direttore delle suddette Scuole di teoria e pratica. Torino, 1778, nella Stamperia Reale; Libro secondo. in cui si tratta dell'attacco e della difesa delle Piazze regolari dedicato a Sua Sacra Reale Maestà dal Cavalier Ignazio Andrea Bozzolino, tenente colonello nel Corpo Reale d'Artiglieria col grado di colonello di Fanteria, e Direttore particolare di esse Scuole. Tori no, 1779, nella Stamperia Reale;
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
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- Libro urzo, in cui si comengono le regole della fortificazione difensiva e delle mine per le pia;;e di guerra dedicato a Sua Sacra Reale Maestà da Alessandro Vittorio Papacino d' Antonj. Direttore delle medesime. Torino, 1759, nella Stamperia Reale; - Libro quarto. in cui si traua della Fortificazione irregolare del Commendatore Alessandro Vittorio Papacino d'Antonj, brigadiere di Fanteria, aiutante generale dell'Armata, e Direttore delle suddette Scuole di teorica e pratica. Torino, 1780, nella Stamperia Reale; - Libro quinto, in cui si conrengono le regole fisico-marematiche, che alla soda, ed insieme economica costruzione delle fortificazioni conducono del Commendatore Alessandro Vittorio Papacino d' Antonj, maggiore generale di Fanteria etc. Torino, 1781, nella Stamperia Reale; - Libro sesro, in cui si rraua de' modi di auaccare e difendere qualsi1·oglia recinto presidiato, e si danno le regole per ideare le fortificazioni campali, assalirle. e difenderle del Commendatore Alessandro Vittorio Papacino d' Antonj. maggiore generale, etc. Torino. 1782, nella Stamperia Reale."
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Inserire la Nota 39 bis Inserire la Nota 39 ter
"43) AST, Repertorio dal/71 l al 1814, reg. Vl (30 1-2), 1787 Aprile Memoria del Cavaliere Ravichio." "44) M. T. Borgata L. Pepe, Lagrange a Torino (l 750-1759) e le sue lezioni inedite nelle R. Scuole di Artiglieria, fase. 2, pp. 4 e sgg."
Modificare conseguentemente la numera:ione delle Note successive aumentandole di cinque unità Riportare sul retro della prospettiva dell'ingresso del Palazzo la figura del Cortile dell'Arsenale 134 28 e 29 "(trenta dai 13 ai "(nove di 13 anni, quindici di 14, 15 anni e quaranta sei di 15, quattordici di 16, quindai 15 ai 19 anni)," dici di 17 e undici di 18)," "delle scuole teoriche "della scuola teorica era dal 1786 138 13 brigadiere d'armata," il brigadiere nelle regie armate," 33 140 "capitano Danna" "capitano Danna e capitano tenente Chiabrera (sostituto)" 141 l Depennare la riga "capitano Zino" "capitano Zino e capitano tenente Chiabrera (sostituto)" 3 Depennare la riga 13 "gran mastro. "gran mastro. Gli allievi erano riLe interrogazioni" partiti in cinque squadre, ognuna composta da dicci individui, a loro volta s uddivise in due aliquote, comprendenti «ugualmente soggetti di maggior talento e più studiosi con i meno abili». Il giorno d 'esame delle
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
diverse squadre era designato mediante sorteggio e ugualmente si procedeva per stabilire quale mezza squadra dovesse essere esaminata al mattino e quale al pomeriggio. Il gruppo d'esame estraeva una tesi o quesito, delle dodici normalmente predisposte per ciascuna materia, che veniva dettata agli esaminandi. Questi quindi, «disposti alli tavolini in maniera che l' uno non possa recar disturbo o servir d'aiuto all'altro», si predisponevano a «rispondere alle quistioni verbalmente o per iscritto a seconda che sarà richiesto». Le interrogazioni" 32 "effettivo." "effettivo. Dalle citate disposizioni zioni del 17 agosto 1789 si può verosimilmente ritenere che dei nuovi ufficiali 36 venissero assegnati ali' artiglieria." "Zino e" 143 17 "Zino (dall792) e" 144 14 "franco-piemontese." " franco-piemontese <55 bis). Il Regolamento per le Scuole Teoriche; Riparto insegnamenti; e Destinazione Maestri da/1 ° luglio a tutto agosto 1796 del 30 giugno 1796, a firma del direttore tenente colonnello Zino e del gran mastro Gabaleone di Salmour, stabiliva «Si farà la Scuola alla mattina dalle ore 8 fino alle IO 1/2, ed al dopo pranzo dalle 4 1/2 sino alle 6. Resterà con ciò interinalmente sospesa la solita mezz'ora di ricreazione della mattina». Per i frequentatori era previsto, al mattino, l'insegnamento della geometria speculativa (luogotenenti Rollet e Tallaro) , a iniziare dal primo libro, e al pomeriggio della fortificazione irregolare (capitano Gianotti) per gli ingegneri e della prima parte del! 'uso delle armi da fuoco (maggiore Capel) per gli artiglieri. ll capitano Chiabrano era designato quale insegnante supplente per le materie militari. 1l Riparto insegnamenti; e Destinazione dei Maestri per i medesimi per l'Anno 1796 in 1797, datato 7 dicembre 1796, prescriveva, sempre al mattino, la continuazione della spiegazione della geometria speculativa: il 5° libro nel mese di dicembre, l' 11° e il 12° libro (luogotenenti Rollet e Tallaro) nel mese di gennaio. L'insegnamento delle matematiche doveva proseguire con gli elementi di algebra (luogotenente Tallaro e capitano Chiabrano), cominciando dal capo 2° della 2'! parte, e, completato l 'argomento, con la geometria dei solidi (capitano Chiabrano e luogotenente Tallaro), infine con Le sezioni coniche (maggiore Capel e capitano Chiabrano) sino al termine dell'anno scolastico. Nel dopo pranzo, a cominciare dali ' inizio del mese di gennaio, doveva vano aver luogo le lezioni di geometria pratica denominata da tavolino per proseguire poi, con l'inizio della bella stagione, con quella di campagna.
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
Torino - Ingresso principale del palazzo deli' Arsenale Attuale sede della Scuola di Applicazione d'Arma
189
190
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E Dl FORMAZIONE PER UFFICIAIJ NEGL.I STATI PREUNITARI
Il Riparto provisionale dei Studi nell' apertura dell' Anno scolastico 1797 in 1798, del 7 novembre 1797, prevedeva, al mattino, la continuazione della spiegazione delle sezioni coniche e, al pomeriggio, la ripetizione della teoria dei solidi (capitano Chiabrano e luogotenente Tallaro) sino alla fine del mese di novembre. Faceva seguito al precedente documento il Riparto insegnamenti; e Destinazione Maestri per l' Anno scolastico 1797 in 1798, datato 28 novembre 1797, il quale precisava che al mattino, dalla metà di novembre sino, orientativamente, al 20 di febbraio dovevano essere completate le lezioni sulle sezioni coniche; successivamente, sino alla metà di luglio, insegnata la matematica sublime (luogotenenti Tempia e Rollet) e dalla metà di luglio a tutto agosto la statica (l 0 luogotenente Sappa e capitano Chi abrano). Al pomeriggio, dal 16 novembre sino alla data dell'esame, ripetizioni di algebra e sui solidi e dall'esame (dicembre) sino alla metà del luglio 1798 effettuazione di esercitazioni di disegno: artiglierie, carreggi, macchine relative, fortificazione d'ogni specie {1° luogotenente Sappa per gli artiglieri e capitano Gianotti per gli ingegneri); dalla metà di luglio a tutto agosto corso di fisica (maggiore Capel e luogotenente Rollet). Il Riparto insegnamenti; e Destinazione Maestri per l'Anno scolastico 1798 in 1799, in data 15 novembre 1798, sta tu i va che dalla metà di novembre a tutto il mese di gennaio, al mattino, fossero impartite lezioni di fisica (maggiore Cape! e capitano Delmelle o del Melle) e invece al pomeriggio, sino alla metà di dicembre, ripetizioni di matematica sublime; dalla seconda quindic ina di dicembre, dopo gli esami, doveva venir proseguito lo studio della fisica (l o luogotenente Sappa)." 21 "Francia, a Cagliari , con "Francia, a Cagliari il l 0 sede n eU' arsenale venivano" aprile 1806, con sede ne li' arsenale, venivano" 22 "Emanuele I, nel 1806, le" "Emanuele I le" 35 Inserire la Nota 55 bis "61) C. Montù, op. cii. , vol. IV, pp. 1835-44. AST, Reperrorio dal 1711 al 1814, reg. XXIV (121, 131-2, 152 e 166)."
145
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di sei unità 18 "d'artiglieria nel quale" "d'artiglieria, di cui facevano parte e presso il quale"
A\ru[UNTE E VARIANTI AL TOMO I
191
147 21 e 22 Correggere il testo delle due righe come sottospecificato: "un direttore delle scuole pratiche
148
maggior generale, colonnello comandante del corpo reale d' artiglieria Giovanni Quaglia"
3L
"il capitano d'artiglieria "i capitani d'artiglieria Luigi Luigi Paoletti del Melle" Paoletti del Melle, Filiberto Appiano, Benedetto Marchetti e Giacinto Fava"
32
Depennare la riga
l e 2 Depennare le due righe "i capitani degli ingegneri Amedeo Tempio e Carlo Cochis"
3
"il capitano degli ingegneri Amedeo Tempio"
4
Depennare la riga
5
"il capitano degli ingegneri professoreTommaso Cisa Gresy"
6
Depennare la riga
10
"determinazione."
21 22 23 25
"ufficiali" "ufficiali" "scuole addette»." "teoriche, dell'aiutante"
149
24
"del Genio"
"del Corpo Reale del Genio"
150
2
"Pilo Boyl"
"e direttore della scuola (dal 1819) Pilo Boy!"
"i capitani degli ingegneri professori universitari Tommaso Cisa Gresy e Luigi Nuitz"
"determinazione. I quadri insegnanti erano stati, per la maggior parte, allievi della settecentesca scuola teorica e pratica d'artiglieria e fortificazione, eredi quindi di quella tradizione scientifica e culturale, arricchiti dalle esperienze di guerra." "uffiziali" "uffiziali" "Scuole suddette»." "teoriche (che dovevano «Secondare costantemente il metodo degli insegnamenti e de!l'educazione militare stabilito dal Direttore Generale, e nello stesso tempo condurre sulle stesse traccie gli altri maestri secondari ivi destinati; concorreranno anch'essi sotto la presidenza del Direttore, a stabilire e perfezionare li insegnamenti, e discutere le nuove scoperte o questioni delle scienze.>>), del! 'aiutante"
192
151
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DJ FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
25
"occupatÒ»."
"occupato».
Lasciare l' interspazio Nel 1824 subentrava nella direzione deli' istituto Agostino Chiodo (sino al 1830)." Lasciare l' interspazio 20 "usi ne, memorie" "usi ne ('officine'), memorie" 154 28 "mineralogia. Il direttore" "mineralogia, «una sala contenente tutti li modelli di forti ficazione, d'affusti, e di macchine di artiglieria, non che li relativi disegni.» Il direttore" 37 " intelligenza." "intelligenza. · Direttori furono il maggior generale Filippo Appiano ( ... -1833) e successivamente il colonnello Francesco Omodei ( 1833-1835)." 155 5 "di S perimento (64 )" "di Sperimento e la Scuola Complementare (64}" 7 "istituita, a titolo" "istituita il 17 gennaio 1834, a titolo" 156 4 "studi e datato" "studi, datato" 25 "scuola complementare" "Scuola Complementare" 27 "maggiore." "maggiore, provenienti dali' accademia, e quelli nominati di rettamente dal re per meriti particolari. " 157 l "Ar mi dotte" "Armi dotte e i Corsi Speciali" Depennare le righe 24, 25, 26 e sostituir/e con il testo sottoriportato "Il quadro permanente degli insegnanti nel periodo 24 1840-1848 era formato da: direttore generale degli studi ( 184043) ed daJ 1843 direttore speciale della scuola
barone Giovanni Plana, astronomo e professore universitario di analisi e membro della R. Accademia delle Scienze
direttore degli studi daJ 1843
cavaliere Sebastiano Vassalli
professore di artiglieria nel 1840
tenente colonnello Giuseppe Da Bormida
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO!
193
professore dì artìglìerìa ( 1841-47) e dì balìstìca nel 1848
capitano poi maggiore conte Paolo Ballada di Saint-Robert
professore di artiglieria dal 1840
capitano, poi maggiore Giovanni Cavalli
professore di balistica e meccanica applicata (1840-47), di ar-chitettura e costruzioni (1844-47), dì meccanica applicata alle macchine nel 1848
capitano, poi colonnello nobile Luigi Menabrea professore universitario e membro della R. Accademia delle Scienze
professore di fortificazione (1840-42)
maggiore Vincenzo Molina
professore di architettura e costruzioni (1840-43)
capitano Giuseppe Tecco
professore di disegno e architettura civile (1843 -47)
architetto Angelo Marchini
professore di costruzioni e architettura ci vile e militare nel 1848
capitano Giuseppe Pozzo
professore di fortificazione nel 1848
luogotenente Augusto Dufour
professore di ponti militari nel l 848
capitano Cesare Ricotti Magnanì
professore di metallurgia e chimica applicata ( 1844-47)
maggiore Marco Picco
professore di topografia e geodesia dal 1840
dottor Valerio Giovanni Oliveri
professore dì geologia (1840-47) e di mineralogia e metallurgia nel 1848
dottor Rocco Regazzoni socio corrispondente della R. Accademia delle Scienze, membro del Consiglio delle miniere
professori straordinari onorari
luogotenente Cesare Ricotti Magnani (1845-46), luogotenente Agostino Porrino (1845-48), ingegnere di 1~ classe Gioacchino Regneri (dal 1846) e Antonio Francesco Brignone, Giovanni Battista Baruzzo, Celestino Sachero, Giorgio Bernardi (nel 1848)."
194
GLI ISTITUTI DI .EDUCAZIONE E 01 FORMA210:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
159
22
"campagna."
"campagna. Anche gli allievi degli ultimi due anni dell'Accademia furono assegnati ai Corpi dell'artiglieria e del genio per formare le deficienze organiche, con il grado di ufficiali soprannumerari." 24 "architettura o studenti" "architettu ra o patentati alla scuola centrale delle arti e mestieri di Parigi e gli studenti" 32 "i corsi per dar l'avvio" "i Corsi Speciali di Applicazione per dar l'avvio" 160 4 e 5 " Alessandria." "Alessandria. Gli artiglieri frequentatori furono ripartiti in due aliquote: la prima costituita dai 15 luogotenenti dimessi dall'accademia e da alcuni subaltemi provenienti dagli ingegneri; la seconda dai 18 luogotenenti soprannumerari meno anziani e da 5 luogotenenti delle armi di linea dei corsi d'accademia."
Lasciare l' inrerspazio 5 " ufficiali di artiglieria" "ufficiali" "accelerato (5 gennaio primi 7 " accelerato del 1850:" di dicembre 1850, esami compresi):" 12 " biennale (1850-51)," "biennale (5 gennaio-luglio 1850; l o agosto 1850 -luglio 1851)," 19 e 20 "ubicate a Torino e "poste alle dirette di pendenze Alessandria e poste del comandante del corpo reale alle dirette dipendenze del genio, ubicate la prima a del comandante del Torino presso i l comando del corpo reale del genio," Corpo (costituita da 16 luogotenenti di cui l proveniente dall'accademia, l dal genio marittimo, 13 dai laureati in i ngegneria e architettura e l sottotenente già studente di architettura) e la seconda ad Alessandria nella sede del comando del reggimento zappatori (formata da 18 luogotenenti di cui
AOOIUNTE F VARIANTI AL TOMO l
25
"piani."
195
2 del genio marittimo e 16 ingegneri e architetti)," "piani. Lasciare l' inlerspazio
162
28
I comandanti dei corsi degli anni 1850-1851 furono: per l' artiglieria il maggior generale Faustino Como, per quelli del genio i maggiori Carlo Gerolamo Ribotù e Alessandro Rocci." Depennare le righe 28,29,30,31 ,32 e 33
22
"1859. "
"1859. Il numero dei frequentatori delle scuole fu estremamente variabile e talvolta alquanto esiguo: compreso tra un mini mo di 2 artiglieri (biennio 1841-43) e di l geniere (bienni 1843-45 , 1846-48 e1853-55) e un massimo rispettivamente di 38 e 34 ( 1850-51), con una media per i vari corsi superiore a 9 artiglieri e a 5 genieri. Gli artiglieri e i genieri dimessi dai corsi a cultura completa furono rispettivamente pari all '83 e all'8 1 per cento." 163 26 "delle due Sicilie <7 1>. "delle due Sicilie (71 >. Il 30 aprile" Comandanti del la scuola complementare furono gli artiglieri: maggiore Alessandro Della Rovere (dal 185 J ), tenente colonnell o Alessandro Corporandi D' Auvare (dal 1855), maggiore Cesare Ri cotti Magnani (dal 1856) e tenente colonnello Giovanni Quaglia (dal 1859). Lasciare l' interspazio
Il 30 apri le" Inserire il testo del nuovo CAPITOLO III
GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI GENOVA E NELLA REPUBBLICA LIG URE
!96
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
QUADRO numenco degli Allievi che frequentarono la Scuola compiementare e la S cuola di Applicazione d'Artiglieria e Genio dal 1838
BIENNIO SCOLASTICO
1838-39: Cono unico . 1840 18 41-43 1842- 44 1843-4S 1844-46 . 1845-47 . 1846-48 . 1850- SI : 2° Corso 1852-53 1852-54 1853-55 1854-56 1855-57 . 1856-57 . 1857-58 . 1858·60 1° Cono Corso mi>to Corso Novara ed Emilia 1860-61 . 1861-62: Corso Collettivo Nunz.• ing . e Son'Utf. Artiglieria . Corso Accad. Nunz.• 1861-62: Accademia e Ingegneria Stud. matem. e Accad. 1863 . 1863-66 . 1864·66 . 1866·67 Accademia 1866-68 () Ingegneria 1867-69 1868·70
ARTIC~···· Amm. Usciti U~eiti Scuola
.u.
ido Dei
4 3 2
l 2
9 9 13 8
4 38 IO 6 8 5
4 19 8 29 56 18 71
5 4 IO 7 4 35
4 2
4 3 3 3 l 2 3 l 34 l 2 l 5 5 12 6
4 5 3
3
9 6 8 5 4 19 6 27 56 18 58
Usciti idonei
Uaciti non
idonei
--- - - - - - -
2 2
9
38
2
45 85 31 31 44 94
36 78 25 24 41
8 7 6 7 3
56
81
20 29
Il
4 3 3 3 ·l 2 3 l 23 l 2 l
Il
5 5 Il 6
l Corsi si svolsero a Cua]e
13
9
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Amm. alla Scuola
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40
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l Il
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16 31 13 18 23 40 12 20 16
13
3
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IO 14 23
3 4
28
24
16 IO
4 6
"Annuario della R. Accademia e della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio Anno Scolastico 1940-1941 - XlX"
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
197
CAPITOLO IV (ex Ifi)
Nelle Note dove compare la dizione "Allegati al cap. lll" correggere in "Allegati al cap. lV" (pagine 175, 190, 200, 203, 206, 208, 209, 21 O, 215, 217, 222, 224) 167
10
"efficiente. Il governo"
"efficiente. Pertanto la Dominante, per garantire la propria sicurezza e il presidio dei punti strategici di Terraferma e d 'Oltremare, era costretta a fare affidamento su una politica improntata alla neutralità armata. n governo" 15 " mestiere era" "mestiere (milizia regolata) era" 16 "reclutato nelle terre di " reclutato in Italia, oltralpe e conquista. L'occupazione" nelle terre di conquista. In particolare nel 1724, la fanteria con l'attuazione della riforma Regola universale dell'lnfanteria dello Schulenburg, che faceva seguito alle precedenti del 1620 e del 170 l , veniva ad essere costituita da 18 reggimenti di lnfanteria Italiana (con soldati arruolati, per la quasi totalità, nelle regioni settentrionali italiane) e da 11 di Infanteria Oltremarina (per gran parte croati, detti comunemente schiavoni, ma più propriamente dalmatini o dalmati e dai cimariotti, dal nome della città di Chimara, greco-albanesi della costa dell'Epiro). L' ultimo reclutamento degli oltramontani (sguizari o svizzeri, todeschi o tedeschi e anche francesi) era avvenuto nel 1716 per sostenere la difesa di Corfù. I reggimenti di fanteria erano ordinati su 10 compagnie (compresa la granatieri), ciascuna aveva in organico: un capitano, un tenente, un alfiere, un sergente, due caporali, un tamburo (e un piffero per le sole compagnie graduate), 80 uomini in tempo di guerra e 50-60 in tempo di pace. La brigata era formata da due reggimenti. La cavalleria era alquanto composita sia per l'esistenza di diverse specialità sia per i vari tipi di reclutamento, infatti coesistevano reggimenti di: corazze (cavalleria pesante); cavalleria leggera italiana; dragoni veneri (fanteria a cavallo); stradioti (dal greco stratiotai, belligero, guerriero), cavalleria leggera (originariamente greca della Morea, ma anche albanese, dalmata e istriana); cappelletti (cavalleria balcanica di nazionalità serba, croata, morlacca e di altre etnie minori). L'artiglieria, inizialmente rappresentata dal primo nucleo stanziale ( 1757) denominato Reggimento veneto all'Artiglieria e successivamente trasformato nel Reggimento Artiglieria ( 1770), costituito da 12 compagnie dislocate sull'intero territorio della repubblica: 3 in Terraferma, 3 in Dalmazia e 6 nel Levante e nel Golfo.
198
GLI ISTITUTI DI EDUCAZJONE E DJ FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
11 Corpo degli ingegneri (1770) era composto da soli ufficiali, che prestavano servizio nelle diverse sedi similmente ai loro colleghi di artiglieria. Inserire di seguito le righe a iniziare dalla 7!! sino alla 17!! di pagina 168, tenendo conto delle aggiunte e varianti specificate nei riferimenti di pagina 168 righe 9, 15 e 16. Spostare a pagina 167 anche le Note l) e 2), la Nota 3) va depennata . "Nell759 ..................................................................................................... sedici». L'occupazione" 20 "schiavoni (croati), ma" "schiavoni, ma" 21 "stradioti, soldati di caval- "stradioti che" leria originariamente albanesi che" 23 "craine o" "craine (crainich) o" 168 6 "pubblico servizio." "pubblico servizio. I reggimenti presidiavano gli obiettivi sensibili di loro competenza distaccando le compagnie anche in Riparti (Levante, Dalmazia, Italia, Golfo) diversi da quelli stanziati. Per evitare malumori tra la truppa, il tempo di permanenza dei reparti nelle sedi d'impiego e nei vari presidi erano stabilite da regole precise, l'avvicendamento veniva disposto con ordini detti Marchie." 9 "fanteria e 4 di cavalleria." "fanteria (3 ) di cui 18 italiani (Michiel, Ularà, Bavois, Benedetti, Verona, Palla, Molari, Padova, Rovigo, Ferro, Cappadoca, Rigo, Kepner, Treviso, Ganassa, Tartaglia, Zicavo, Duodo), in totale 8.827 teste, I l oltramarini (Burovich 1°, Rizzo, Burovich 2°, Macedonia, Marcovich, Gelich, Sergna, da Mestre, Bachilli, Minotto) con 5.027 teste, 621 reclute di fanteria (594 italiane e 21 oltremarine) da spedire o spedite e 5 reggimenti di cavalleria (Cimariotti Gini, Dragoni Gualtieri, Corazze Rizzi, Crovati Contarini, Crovati Succhia) con 1.542 teste. Oltre la citata truppa regolata figuravano, per un totale di 1.601 individui tra cui artiglieri, artisti, minatori, serventi sopra i Bergantini (brigantini), Leventi di custodia alle Linee, Risanotti e Crivosciani, Caicchieri, Paesani a solo pane, e la Compagnia detta Leva. L'esercito era dislocato per circa i 2/5 nel Levante, 1/3 in Dalmazia e Golfo, !stria, il rimanente in Terraferma e al Lido." l 5 e 16 "(''servizi di guardia")" depennare 17 "nobile veneziano." "nobile veneziano. Lasciare l' interspazio Il Piedilista Generale di tutte le Pubbliche Truppe esistenti nel giorno Primo Marzo 1781 (3 bis) riepilogava la situazione organica della forza
ACìOIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
199
combattente nelle diverse unità dell'esercito e la dislocazione delle forze nelle varie guarnigioni e nei presidi dei 4 Riparti tradizionali: del Levante: Corfù (Guino, Leftimo, Lazareto, Bwinero , Potamò, Manduc.o), Parga, Paxò, S. Maura (Amaxachi), Prevesa, Vonizza, Cefalonia (Argostoli, Caroleo. Lixuri, Fortezza), Asso (Feachi), Zante, Cerigo (Forte S.. .., Publiche Fabriche); della Dalmazia: Zara (Nona, Novegradi, Obrovazzo, Dracevas, Zemottico, Bertcovas, Ostrovizza, Zegar). Arbe. Pago, Sebenico (Cossovo, Stermizza, Pagine, Chutagne, Bilibrigh), Knin, Dernis (Verba, Verlica), Spalato (Salona, Clissa), Traù, Singh o Sinj (Naan, Trigl o Trilj. Koncislap, Bazana), Almusa (Duares), lmoschi, Macarsca (Vergoras, Narenta), Brazza (Lesina), Curzola, Cattaro (Risano, Perasto, Trinità), Budua (Maini), Castel Nuovo (Gutalina, Linea al Confin, Pub/iche Fabriche); d 'Italia: Capodistria (Pinguente, Saline /stria, Po/a), Lido di Venezia, Chiazza, Padova, Vicenza (Montebello, Bassan), Verona (Peschiera , Castel, Ma/cesene, Monte Come, Ossenigo, Tormini, Villa Nova, Sega, Caldier, Legnago, Monzambano, Cà de Capri), Salò (Desenzan), Brescia (Orzi Novi. Asola, Palazzolo, Ospedaletto, S. Marco), Bergamo (Marinetto, Cavenago, Fojan), Crema, Palma, Udine, Treviso, Rovigo (Publiche Fabriche); del Golfo: Bocche di Cattaro.
Il Servizio terrestre inquadrava 18 reggimenti di Fanteria Italiana: Veneto Rea/ (Col. Giuliano A/berti), Col. Michiel Bo), Col. Giovanni Berenini, Col. Giovanni Daniel Palla, Col. Filippo Gagliardi, Col. Teodoro Volo, Col. Pietro Gasparo Petrovich, Col. Antonio Marchi, Col. Andrea Pacmor, Col. Gasparo Murari, Col. Giacomo Saroti, Col. Giovanni Casanova Orezza, Col. Giovanni Batta Galli, Col. Girolamo Despin, Verona (Col. come Orazio Brognoligo), Rovigo (Col. Francesco Muzio), Treviso (Col. Gregorio Sarmede), Padova (Col. Paulo Gazo), in totale 6.202 teste; 11 reggimenti di Fanteria "Oltremarina: Col. Andrea Macedonia, Col. Nicolò Scuttari, Col. Marin Dandria, Col. Mare' Antonio Bubich, Col. Pietro Craina, Col. Pietro Allacevich, Col. Giacomo Cernizza, Col. conte Demetrio Bua, Col. AnTonio Gallevich, Col. Francesco Bellafusa, Col. Zuanne Arnerich, con 3.595 teste; 4 reggimenti dì Cavalleria: Crovati (Sop.te conte Simon Begna), Crovati (Col. conte Brisson Gregarino), Corazze (Col. conte Giulio Santonini), Dragoni (Col. Mare' Antonio Theri), con 1.193 teste; reggimento d'Artiglieria: Col. Marc'Antonio Castelli, con 663 teste; Fanti Corfìoti: Col. conte Zuanne Trivoli con 95 teste, per complessivi ll.750 militari ìrreggimentati, 387 reclute (269 italiane, 71 oltremarine e 47 artiglieri) e 24 oltremarini da ripristinare. I reggimenti di Fanteria Italiana così ripartiti: nel Levante il 3°, il 6°, 1'8°, il 9o, 1' Il o (con 3 compagnie in Italia), il 12°, il 13°, il 14° e il 17°; in Dalmazia ill 0 , il2°, il4°, il10°, ill5° (con l compagnia in Italia), il 16° e il 18°; in Italia il 5°e il 7° e Oltremarina ripartiti: nel Levante il l 0 , il 2°, il 3° (con l compagnia in Dalmazia), il 5° e il 9° (con l compagnia
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GU ISTITIJTl DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOI>'C PER UFFICIALI !>'EGLI STATI PREUNITARJ
in Italia e l nel Golfo); in Dalmazia 1'8° (con 4 compagnie nel Golfo), il 10° (con 2 compagnie in Italia) e l' 11 o (con 3 compagnie in Italia e 2 nel Golfo); in Italia il4° (con 2 compagnie in Dalmazia) e il 7° (con 2 compagnie in Levante e 1 nel Golfo); nel Golfo il 6° (con l compagnia in Dalmazia) prevedevano nel loro organigramma: l colonnello, l tenente colonnello, l sargente maggiore, che comandavano le rispettive compagnie, 6 capitani, l capitano tenente (che comandava la compagnia colonnella), 9 tenenti (non in organico negli oltremarini), 9 alfieri, 6 cadetti, 9 sergenti, 18 caporali, 18 tamburi e pifferi , un numero variabile (225+450) difazioneri. I reggimenti erano costituiti da 9 compagnie, ognuna inquadrata da un capitano o capitano tenente, un tenente (non in organico nell'oltremarina), un alfiere, un numero variabile di cadetti, un sergente, due caporali e composta da 25750 fanti. rn totale esistevano 261 compagnie di fanteria, 162 italiane e 99 oltremarine. l reggimenti di CavaJleria così ripartiti: in Dalmazia il 2° reggimento con (2 compagnie in Italia); in Italia il l 0 , il 3° e il 4° (ciascuno con 2 compagnie in Dalmazia), su 8 compagnie eccezion fatta per le Corazze su 6, per complessive 30 compagnie erano ordinati su l colonnello, l tenente colonnello, l sargente maggiore, 6 capitani , 1 capitano tenente, 8 tenenti, 8 cornette, 6 cadetti, 8 sergenti , 16 caporali, 8 tamburi e pifferi, un numero variabi le (25+45) di cavalieri. Il reggimento d'Artiglieria, su 12 compagnie (ripartite: 4 e l /2 nel Levante, 3 in Dalmazia, 4 e l /2 in Italia), era formato da l colonnello, l tenente colonnello, l chirurgo, l cappellano, 2 sargenti maggiori , 8 capitani, 4 capitani tenenti, 12 tenenti, 12 al.ficri, l ajutante, 48 sergenti, 72 caporali, l tamburo maggiore, 12 tamburi e 12 pifferi, 540 cannonieri; ogni compagnia inquadrata da un capitano o capitano tenente, l tenente, l alfiere, 4 sergenti, 6 caporali, l tamburo e 1 piffero, 45 artiglieri. Il reggimento di fanteria Corfiota (Reggimento Corfù di San Marco) nel Levante, composto da 2 compagnie. aveva in organico 1 colonnello, l tenente colonnello, 2 capitani tenenti, 2 alfieri, 2 sergenti, 6 caporali, 2 tamburi e pifferi, 45 fazonieri. li Servizio marittimo ( 0 ) era rappresentato da 1.627 uomini, il personale degli equipaggi era così ripartito: nel Levante 619 italiani, oltremarini e 0
Nel 1770 l'aliquota fondamentale dell'Armata de mar era costi tuta da: '"Armata GroBa Nave Capitania, ave Almirante. Nave Patrona, 11 , 21 , 31 , 41 , 51 Fregata, 11 , 21 Fregata leggera, 1°,2° Siambeco ('Sciabecco") Armata Sotil Galera Prod. d'Arma, Galera Cap. di Golfo, Galera Gour. Conti, 11 , 21, 31 , 41 , 51 , 61 • 71 , 8'. 9•. lO', Il' Galera." (
)
AC<liVNTE E VARlANn AL TOMO l
201
artiglieri in 5 Navi, 3 Fregate, 5 Sciabecchi, 6 Galere, 3 Feluche, 12 Bergantini, 2 Galiotte, l Caichio (pr. caicio); nella Dalmazia 175 uomini in 1 Galera, 5 Gagliotte, l Fregata, 2 Feluche, 2 Bergantini, l Caichio; in Italia 420 uomini in l Galera, l Fregata, 2 Sciabecchi, 2 Feluconi, 8 Feluche, l Galiotta, l Nave; nel Golfo 413 uomini in 4 Galere, 4 Galiotte, l Felucone, 4 Feluche. Le Publiche Commissioni erano costituite da 111 uomini.
Lasciare l' interspazio Dal piedi1 ista del 1789-90 figuravano sempre esistenti: i 18 reggimenti di Fanteria italiana (Veneto Rea/ o Alberti, Treviso o Cortese, Verona o
Larize, Rovigo o Muzio, Padova o Dondirol, Berti, Giò Marin Conti, Guidi, Volo, Galli, de Soda/i, Pacmor, Marco Conti, Covi, Toffoleui, Stemula, Sarotti, Gilli), in totale 7.182 fanti; i 10 oltremarini (Cernizza, Scuttari, Dandria, Barbarich, Bachi/i, Zulati, Medin , Mida, Nina, Betricevich) con 4.062 teste; risultavano costituite: le Compagnie scolte (Medin, Matutin ), con 456 fanti, la Compagnia ai Confini del Levante, con 158 fanti, e la Compagnia equipaggio Sciabecco Agile, con 94 teste: i 4 reggimenti di Cavalleria (2 Crovati, Gregorina ed Emo, Cora:zieri o Santonini, Dragoni o Thery) per complessivi 1.221 cavalieri; il reggimento d'Artiglieria (Castelli) con 750 artiglieri; inoltre fuori Corpo i 145 Invalidi delle fazioni del mare disposti nelle Piazze e i 205 Invalidi pervenuti d 'oltremare, per un totale di 14.085 uomini."
Lasciare L' interspazio 24
26 36
"soldati."
"zionali per"
"soldati. Le prime regole vennero emanate s in dall'inizio del Cinquecento, riepilogate organicamente nel 1593, nel 1703 e infine nel 1734 con il Ristretto degl'
Ordini, e Regole peri' Ordinanze della Terra Ferma." "zionali (ordinanze) per"
Sostituire la preesistente Nota]
"3) l reggimenti erano conrrassegnati dal nome del rispettivo comandante o da quello del circolo di reclutamento più importante."
Inserire la Nota 3 bis
"4) ASV. Senato Mìlitar. anno 1782, fi 104"
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di una unità
202
170
GU lS1TJVI1 DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 'fEGLI STATI PREUNITARI
7 28
"relazione" "dell'arma."
"relazioni" "dell'arma. Non era infrequente, come risulta da un ruolo degli ufficiali proposti per rivestire il grado di Sargente maggior di battaglia del 15 febbraio 1784 m. v. ( 15 febbraio 1785), che conco1Tessero alla promozione a generale anche i colonnelli provenienti dai soldati. Nel medesimo quadro di avanzamento vi figuravano, accanto a questi ufficiali giunti all'età dell'avanzata vecchiezza (75-76 anni) con una longevità di servizio eccezionale (58-59 anni), dei giovani colonnelli (43-44 anni) che avevano iniziato la loro carriera con il grado di cadetto o di alfiere e con un 'anzianità relativamente modesta (26-27 anni)." 173 25 "immota e per" "immota (soltanto ora salda) e per" 177 31 e 32 "prolungamento della "prolungamento a otto anni della permanenza dei giopermanenza dei giovani in accademia," vani ad anni otto," 182 28 "nè un inizio facile nè" "né un inizio facile né" "alla Scrittura" 184 9 "alla scrittura" 37 "Militare»." "Militare». Nell759, il numero dei cadetti mediamente presenti nei reggimenti era di 6 unità, ma variava da un minimo di 3 a un massimo di IO." 186 l "Brescia, e nella" "Brescia, e nella" "reggimenti" l 87 l "Reggimenti" 3 "conte Giovanni Maria "Johann Matthias von Schulenburg (Schoulenburg o Schulemburg)" von Schulemburg 4 "formazione. Non" "formazione. Quinto Cenni, il celebre disegnatore che riprodusse le uniformi militari italiane e straniere valendosi di documenti autentici d'archivio e di biblioteca, in un appunto accenna alla sua istituzione. nel 1776, per la formazione dei quadri della fanteria e degli oltramarini. Non" 5 8 20
"della notizia dell' "novembre" "dell'aritmetica, geometria"
41
Sostituire la Nota 39 con "40) ASV, Senato Militar, anno 1784.
"delle notizie sull '" "dicembre" "dell'Aritmetica, Geometria"
fi . 112."
Modificare la numerazione delle Note successive aumentandole di una unità
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
188
18
203
"contesto le materie d'insegnamento" " di Verona»."
"contesto quali dovessero essere le materie d'insegnamento," 25 "di Verona». La proposta del savio alla scrittura era stata originata dal rapporto del 20 settembre 1783 del provveditore generale in Dalmazia e Albania Paulo Boldù (39 bis), che sin dagli inizi aveva visto con estremo favore la creazione di una Scuola militare e che, constatato il profitto che i giovani nel corso del tempo traevano dalla frequenza, appoggiò incondizionatamente l'iniziativa destinando all'istituto l'uso della Sala di S. Rocco, provvedendolo di tutto il necessario e fissando le regole per disciplinare la vita e l'attività degli studenti. Per ottenere un qualificato giudizio sull 'utilità di tale istituzione e sull 'opportuilltà di concentrare in Zara tutti i cadetti del Riparto d'oltremare aveva incaricato il sergente generale Sali mbeni di riconoscere l'andamento della Scuola Militare. li governatore dell'armi, il 14 settembre 1783, così scriveva: «Affine però che fondata, e precisa sia la informazione su l'utilità di questa instituzione. e s'ella è corrispondente a salutari oggetti per gli quali è diretta, hò voluto occularmenre vedere ed esaminare alla presenza di molti Uffi.ziali le applicazioni di questi Giovani. Eseguirono essi con molto brio il maneggio dell"arrni, li vari fuochi nel Libro Militare prescritti. e comandarono con molta esattezza le alternative; Esaminati da me poscia su le regole dell'Aritmetica, su i principi di Geometria, e Fortificazione gli hò trovati (con quella proporzione che corre dai maggiori ai minori talenti, e dal più o meno tempo in cui si esercitano) lodevolmente instruti di maniera che danno a spemre con tutta ragione che sortir abbiano da essi de distinti Uffiziali. Merito egl'è questo del Capitano Giovanni Antonio Carrara che con mollo zelo e bravura si presta all'instruzione di questi Giovani, e corrisponde perciò alle provvide intenzioni di Vostra Eccellenza. Grande Eccellentissimo Signor Provveditor Generale è il benefizio ch'ella impartì a Cadetti e Figli d'Uffiziali di questo Presidio con instituire una Scuola, in cui vengono lor dati i buoni principi della MiJitarc profes~ione, e volesse Dio, ch'un tanto bene diffonder si potesse su tutti gli Cadetti, e Figli d'Uffuiali che sono in questo Ripano; ma sarebbe d'uopo ch'ella facesse uso della sua Autorità. perchè dotata questa Scuola fosse d'un qualche tenue provvedimento per supplire aiJc ~~ di carta, inchiostro, righe, compassi e cose simili, spese che quantunque picciole sono incompatibili con la modica paga di Cadetto. o di Fante.»"
26 37
40 41
"del Savio Vendramin e" "del Vendramin e" "Militare." "Militare. Un particolare riferimento è riportato ali' inizio del paragrafo seguente." "custodite neli' archivio di Corfù." "andate distrutte." "41) ASV, Senato Militar, anno 1784, Inserire la Nota 39 bis fi. 112."
Modificare conseguentemente la nu.mera:ione delle Note successil'e aumentandole di due unità
204
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PRElJN!TARI
"formazione" "rini oltre che per la Scuola da Mar d eli ' Armata. " 32 ·'caserme." "caserme. Tale esigenza era in realtà sentita da tempo. Su questo argomento il Concina così scrive <4 1 bis>: «Leprime indicazioni esplicite in questa direzione (' istituzione di un Corpo e di una Scuola per gli ingegneri militari ') risalgono intorno al 1725 e trovavano corpo nella relazione sullo stato dell 'esercito veneziano presentata nel 1728 da Giovanni Maria von Schulenburg». Per il maresciallo, la necessità di formare dei quadri ingegneri militari scaturiva essenzialmente da due esigenze: fornire una preparazione scientifica agli ufficiali, poiché diceva: «non bastano le evoluzioni , gli esercizi delle milizie ed altre cose peculiari di simile instituzione, ma conviene che g li ufficiali siano documentati delle matematiche militari onde abbiano ad operare con ragione e fondati princi pi ed intendendo l'effetto delle cause»; non disperdere le esperienze recenti acquisite nell ' ambito de lla riorganizzazione del territorio a seguito dei rivolgimenti politico-territoriali in Dalmazia e nel Levante, originati dal trattato di Carlowitz ( 1699) e dalla pace di Passarowitz (l 718), che posero fine ai conflitti contro .la sublime Porta ( 1714-18). Proponeva quindi l' istituzione di una scuola militare e il perfezionamento delle capacità già acquisite da un piccolo gruppo specializzato di ufficiali che «allevati dalle fortifi cazioni di Corfù e da me formati si sono resi abili nel disegno e promettono maggior profitto». Nello stesso periodo presso l'Università di Padova, neiJ ' anno accademico 1729-30, il professore della cattedra di matematiche Pier Giovanni Poleni svolgeva un corso di architettura militare su l tema Principia militaris archirecturae explicabit. Lo riprendeva nell 'anno 1737-38 con Geometriae elemento, variosque eius ... usus , praesertim vero in tractanda architectura militari e ancora nel 1741-42, 1751 -52, 1752-53 e l 755-56. Riporta ancora il Concina: « in questo medesimo arco di tempo il Pubblico matematico Bernardino Zendrini, Sovrintendente al Magistrato alle acque, risulta incaricato di esaminare per conto del Savio di terraferma alla seri ttura, responsabile de Il ' organi zzazione deli' ese re it o veneziano , i candidati al servizio della Repubblica sopra tutto ciò che concerne l'incombenze d'un militare ingegnere e specialmente sopra quanto appartiene alla fabbrica, misure, difesa ed oppugnazione delle piazze, compresi i disegni ... di ... diverse Piazze munite di varie fortificazioni ... [e) tutte le \'arie specie di opere esteriori, con le difese ben adattate a ciascun sito.» 189
l 3
'"formulazione" "rini."
AGGIUNTE E VARIANTI AL T0\10 l
205
n problema dell'istruzione dei cadetti, in particolare per la formazione dei quadri ufficiali del genio e dell'artiglieria, veniva affrontato nuovamente nel 1755: il savio all a scrittura Giovanni Grimani e il suo successore Sebastiano Foscarini si facevano sostenitori di un progetto per l'istituzione di una Scuola militare in Terraferma, da stabilire in tre sedi diverse e precisamente a Verona, Brescia e Palmanova. Il senato optò invece per la proposta più qualilificata del tenente generale comandante delle armi della repubblica William Greeme (Greem o Graham) che per motivi di carattere disciplinare e organizzativo riteneva opportuno fosse ubicata a Verona in Castelvecchio. In merito a quest' ultimo aspetto esprimeva l'opinione che «non gli sarebbe discaro che se ne cercasse il modeJJo dalle scuole istituite da altri Prencipi per quest'oggetto medesimo». Veniva pertanto sollecitata un'indagine conoscitiva, effettuata dai diplomatici veneziani a Parigi, Torino e a Vienna. Diverse erano ovviamente anche le opinioni sui programmi di studio, talora molto distanti, e le soluzioni proposte: Federico Renier, che si era consultato con il comandante de li 'armi e con il sergente generale delle fortificazioni Rossini , proponeva che, al termine dello svolgimento dei corsi sugli insediamemi di carattere fondativo e di fortificazione «sia regolare che irregolare, o nell'ortografia lineare o de ' profili», le lezioni di polemica (attinente alla guerra), tattica, castrametazione, architettura civile, geografia, disegno, «il maestro della II classe, cioè degl'Ingegneri, sarà tenuto non solo di far in modo che gli scolari quali saran posti sotto la sua direzione approfittino veramente delle scienze su espresse, ma inoltre diriggerli colla più seria applicazione nelle teorie delle matematiche e particolarmente della trigonometria, deli 'algebra, delle sezioni coniche, de lla meccan ica e statica, d eli' idraulica, nei vari individuati sistemi di fortificazione e finalmente della artiglieria.» Il generale Rossini invitava a valutare l' opportunità di far frequentare agli aspiranti ingegneri dei corsi tenuti dai professori del! 'Università di Padova. Il Greeme più pragmatico affermava: «Non pretendo già di dare qui un sistema dettagliato del corso di sntdi loro, ma di raccomandare quelle parti di matematica che io conosco indispensabilmente necessarie per formare un buon ingegnere e che sono spesso proficue per ogni buon ufficiale. Deve presumersi che il sistema che il signor Belidor ha formato per uso delle scuole militari in allora stabilite in Franc ia sia buono e proprio a seguitarsi; poiché l'autore era un buon ingegnere, un buon matematico ed è quello al quale Luigi XIV affidò la principale direzione delle scuole medesime.»"
206
GLI ISTITUTI DI EDUCAlJO!I.E E DI FORMAZIONE PER UF'FICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
39
Inserire La Nota 41 bis ~'44) E. Concina, Conoscenza e imenemo
nel Territorio: il proge11o di un Corpo di Ingegneri pubblici della Repubblica di Venezia 1728-1770. pp. 153-6 1; A. Favaro, l SI/C· cessori di Galileo nello studio di Padova fino alla caduta della Repuhhlica veneziana: ASV, Senato Militar, Terra Ferma. fi. 10. fi. 1756 (30 dicembre 1756), fi. 1758 (2 1 luglio 1758), fi.l769 (16 novembre 1764); Secreta, Archivi propri-Zendrini, b. 31.4 ( 173139)."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità l 90 7 "del capitano" "del conte Gianni Andrea Giovannelli capitano" "delle armi Giovanni Rossi, con" 8 "delle armi, con" "un maestro di "un maestro di matematica e dal 191 14 matematica" maggio 1760 capitano ispettore" "Zorda" "Giordan" 19 "anni, con" "anni, ma in realtà dai quattordici 25 ai sedici, con" "facile, come" 29 "facile considerato l'esiguo numero di docenti e come peraltro" "disegno. Veniva, "disegno: l'alfiere Antonio Mario 194 35 Lorgna, quale insegnante di matematica, e l'aiuto ingegnere Domenico Rosselli con il doppio incarico di maestro di disegno e di francese. Veniva," "la terminazione o decreto-pro195 19e 20 "le terminazioni o gramma del 29" decreto-programma del 20" 20 "iniziava ad" "poteva iniziare ad" 197 24 "Zuanne Querin" "Zuane Guerin" "generale Greem. (50)" 25 e 26 "generale Guglielmo Greem comandante delle armi della serenissima Repubblica Veneta. (SO)"
40 4 21
"Marciano 11." "24 <53> aspiranti'"
"Marciano. Il."
"24 aspiranti" 200 "Pedrinell i <56>." "Pedrinelli <56>. Come si deduce dalla Relazione ragionata dessunta dal Processo formato di commissione, ed alla
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
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presenza dell'Illustrissimo, ed Eccellentissimo Signor Marcantonio (' Priuli ')primo Savio alla Scrittura uscito, e da molte altre indagini, e cognizioni da Sua Eccellenza raccolte nel proposito del Militare Colleggio (56 bis), datata 2 J febbraio 1764 m. v. (2 1 febbraio 1765), a firma del savio alla scrittura Zan Batta Corner, la cagione del disordine era da imputare a tre ordini di cause. Il primo, di carattere squisitamente disciplinare, derivava dal contrasto tra il direttore e l'ispettore: il Pedrinelli estremamente condiscendente con gli alunru e incapace di imporre la benché minima disciplina, al punto di giustificare persino le sortite notturne di alcuni allievi suoi protetti, provocava volontariamente e irresponsabilmente il loro diretto coinvolgimento nella contesa con il Benoni impegnato sì, come suo preciso dovere, a farla osservare, ma anche aduso a interferire nelle altrui incombenze. A ciò si aggiungevano: da parte del caposquadra Calderari l'inadempienza dei propri compiti, il cattivo esempio e l'eccessiva familiarità del tratto verso i sottoposti e l 'assoluta mancanza di autorità -e di prestigio goduta dell'alfiere Giordan; comportamenti e situazioni questi quanto meno tollerati dall'ispettore. Il secondo propriamente didattico dovuto ali 'incapacità dimostrata dal Pedrinelli come docente e nella veste di responsabile della direzione degli studi: anziché stimolare nei giovani la gioia dell'apprendimento, prbfondendosi in spiegazioni atte a facilitare nei discenti l'assimilazione delle nozioni impartite, si limitava a dettare gli argomenti della lezione e inoltre, per gelosia, a ostacolare e a vincolare la qualificata attività d'insegnamento del Lorgna. Il terzo determinato dalla norma, abolita solo con le Regolazioni del 28 novembre l 764, che prevedeva il ripianamento, sessennio durante, delle vacanze create da cause di morte, da dimissioni d'autorità o volontarie e che aveva avuto dei riflessi estremamente negativi sulla funzionalità dell'istituto, ma soprattutto in ordine all'aspetto pedagogico, culturale e anche disciplinare. Per comprendere appieno le conseguenze di questa realtà e per una visione più approfondita del fenomeno è opportuno esaminare lo stato delle presenze. La ricostruzione del numero dei frequentatori del collegio del primo corso non è stata agevole: si è ricorso all'esame comparalo dei nominativi degli allievi degli anni 1759-1765, desunti dai Rollo della Scuola Militare in Castelvecchio, peraltro non tutti disponibili. Qualora si consideri che l ' immissione di nuovi allievi avveniva per i più svariati motivi e in ogni periodo dell'anno scolastico, persino in quello precedente alla sortita dal corso, e che la tenuta dei registri non sia da ritenere propriamente
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GLI IST1TUTI DI EDUCAZIO'ffi E DI FOR MAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
esemplare, non si esclude affatto che i dati possano essere affetti da qualche errore. n 20 agosto 1759 figuravano iscritti 24 studenti; 25 allievi alla data del 23 giugno 1760. Nel corso dell 'anno erano avvenute le seguenti variazioni : 3 espulsi e 4 ammessi, in tempi diversi; il 30 novembre 1761 erano pre enti, verosimilmente, 26 allievi ( t deceduto e 2 ammessi); ancora 26 il 2 ottobre 1762 (l dimesso e l ammesso); 23 1'8 maggio 1.763 (l deceduto, t dimesso, 3 espulsi e 3 ammess i); 24 probabilmente nel 1764; 21 il 13 marzo 1765; nel contempo erano ammessi per la frequenza del 2° corso 12 aspiranti, ai quali venivano aggiunti 3 dei frequentatori recentemente introdotti nel collegio, considerati meritevoli. Il savio alla scrittura, valutando che «È sensibilissima cosa di scorgere, alunni di cui fomiti di bei talenti, e prossimi a sortir dal Collegio doppo quasi un sessennio mantenuti ed educati, mercè la pubbli ca munificenza, senza che abbiano terminato il corso dei loro studj tanto necessarj al mestiere delle armi , ed abbiano avuta la disgrazia di non essere stati coltivati à dovere» e «perché non sentono più il freno della subordinazione, e della disciplina; perché alla maggior parte di essi mancano mes i sette al compire del sessennio; perché non possono terminare qualunque parte di studio che principiassero, ed essendo tutti contaminati non si ha dai medesimi più che sperare di bene», sottoponeva nello stesso mese i 21 alunni a degli esami, sostenuti di fronte a una speciale commissione composta dal sergente generale Francesco Ferro, don Gaetano Marcegaglia, Francesco Ventretti e Giuseppe Torelli. per accertare il loro grado di preparazione professionale. Il 16 marzo veniva sottoscritto il verbale d'esame: 3 erano giudicati capaci, 9 sufficienti e 9 insufficienti. In particolare, del gruppo originario, ammesso nel 1759, 8 allievi furono promossi (4 ingegneri, 3 artiglieri e l battaglista) e 7 dimessi; dei rimanenti 9 entrati nel collegio negli anni successivi (1760-1763), 4 dei cinque più anziani, entrati negli anni 1760-61, furono promossi (2 artiglieri e 2 battaglisti) e 2 dimessi. I rimanenti 3, non compresi tra gli esaminandi, erano stati rimandati alla frequenza del corso successivo. Gli esaminati risultavano carenti in diverse materie considerate fondamentali per degli ingegneri, qual i: l'architettura civile, l'ottica, l'idrostatica, l'idraulica, la castrametazione e la tattica. Con decreto del savio alla scrittura del6 maggio, gli allievi assegnati nei ruoli degli ingegneri e degli artiglieri venivano promossi al grado di alfiere e inviati: i primi in Dalmazia affinché, sotto la direzione di esperti professori, si perfezionassero negli studi e nella professione con l'applicazione
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
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pratica delle nozioni acquisite; i secondi nella Dominante per esercitarsi nel/i studj, e nella pratica d'artiglieri, sono la guida del brigadiere San Marco, presso il reggimento veneto dell'artiglieria, nell'arsenale e nel magazzino dell'artiglieria. I battaglisti invece erano nominati alfieri soprannumerari nei reggimenti di fanteria italiana in attesa di occupare le prime vacanze."
Lasciare /' interspazio 23
37
ota 53)
Depennarla
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di due unità Inserire la Nota 56 bis "Nota 59) ASV, Deliberazioni del Senato Militar. fi. 53. anno 1765 e Savio di Terraferma alla Scritrura fi. 178, Registro Decreti e Lettere- Collegio Militare di Verona, fi. 263 e fi. 264, Verona Collegio Militare 1763-1796."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità 201
19
"generale."
"generale. Si faceva cenno anche a un 'assegnazione di una divisa da parata agli allievi, decisione g iudicata «dall'Eccellentissimo Senato convenevole al proprio decoro, come alla voluta decenza ne Giovani, il somministrar loro l 'Uniforme, da Parata, ad ogni triennio», senza che peraltro ne fosse specificata la composizione, la foggia e il colore. Ciò oltre la già descri tta, citata nelle Regolazioni, piccola montura o uniforme di casata. Nel 1764 la divisa consisteva in una «Velada <56 tcr) di panno blò carico, camisiola ('gilet'), bragoni e mostre de gabbani di panno cremese, crespi n cremese per la fodra delle suddette velade [... ]cinturini di seda cremese, spalari d 'oro, cappelli con bordini d'oro per gli alunni, 6 bottoni d'oro per la velada e bottoni piccoli.»" 37 Inserire la Nota 56 ter "60) Voce veneta che designava un tipo di giacca ampia e lunga, stretta ai fianchi. che scendeva fino a una spanna dal ginocchio, da pori are aperta."
202
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di quattro unità 23 "Giobatta Carlo "Jean- Baptiste Charles de Joure" de Jouvè" 24 "Peiata" "Ovata"
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE Il DI FORMAZIONE PER UFFICIAI,.I NEGLI STATI PREUNITARI
25 e 26 "di grammatica e "di grammatica, lingua latina e cappellano" cappellano" Inserire "un assistente cappellano don Giuseppe Maggi" 27 " Bozzoni" "Bozzoni (dal 1763)" 28 "Bortolo" "Bortolamio" 29 "Gioacchino" "Gioacchin" 38 e 39 "già insegnante titolare "qualificato insegnante veronese." nel collegio veronese."
40
"fi. 263"
"fi. 263 e fi. 264."
Eliminare la pagina non numerata riportame l'elenco intitOlato "Nota dei libri ... nel settembre 1765" " iJ ] 0 di" 203 5 e 6 "nel mese di" 6 "nove." "nove. Benché l'aumento del numero degli alunni da 24 a 36 da suddividere in tre squadre di 12 individui, ciascuna posta sotto la responsabilità di un alfiere caposquadra, fosse già stato proposto nel 1763 e previsto dalle Regolazioni del 28 novembre 1764, il savio alla scrittura chiedeva al serenissimo principe di soprassedere sino al mese di ottobre alla decisione di attuare il provvedimento, dopo aver portato a compimento le necessarie incombenze. In attesa dell'inizio del nuovo corso (21 ottobre) i 15 allievi presenti in collegio iniziavano gli studi sotto la guida dell'insegnante di matematiche capitano Lorgna, dell'aiutante ingegnere Rosselli per il disegno, di don Lugiato per la grammatica e la lingua latina, del maestro di spada Ovata per la scherma e dell'ufficiale d'inquadramento alfiere Barban. L'aumento degli allievi, per mancanza di alloggi convenienti nel castello, non veniva posto in atto e quindi definitivamente cassato." 7 Lasciare l' interspazio e inserire "Nel settembre del 1765, nella Biblioteca del Pubblico Militar Collegio di Verona risullavano esistenti i libri sotto elencati: Osanam. Wolfio. Bélidor. Deidier Decidier Varignon Bélidor Galileo Reyneau Leaureat
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Cours de mathématiques. Tomi 5. COIIFS de marhématiques. Tomi 3. Cours de marhématiques a l' usage de l' artillerie er du génie. Tomi L Mathématiques. Tomi 3. Mécanique générale. Tomi 2. Mécanique. Tomi 2. Hydraulique. Tomi 4. Opere mrie. Tomi 4 L' analyse démomrée. Tomi l c Analyse. Tomi l. Traité de perspective. Tomi L
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
Thailor Didier Vignola F. Dedier Rusar B1on Raschini Vauban Goulon Blon
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Saint-Remy Bélidor Bionde! Bigot Vitruvio Duhamel Cendrini Al berti Rondelli Blond Bouguet Palladio Guglielrnini Varignon Al beni Folard Puysegur Dell'Tsle Clareni Rollin Bossuet
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Essai de perspective linéaire. Tomi l. Perspective. Tomi l. Prospectiva. Tomi l. Le Parfair lngénieur. Tomi 2 (2 esemplari). Forrification avec tables. Tomi l. Elemenri di Fortificazione. Tomi l. Forrijicazione. ( 16 esemplari) Attaque des places. Tomi l e Défense des places. Tomi l. Attaque des placcs. Tomi l e Défense des piaces. Tomi l. Attaque des piaces. Tomi l, Défense des piaces. Tomi l e Tra1·a1Lr de Mars. Tomi l. Mémoires d'artil/erie. Tomi l. Le Bombardier français, ou nouvefle méthode de jeuer les bambes avec precision. Tomi l. L'an de jetter les bombes. Tomi l. Essai de l' application de forces de la poudre à canon. Tomi l. Architeuura. Tomi l. Architettura navale. Tomi l. Corso delle acque. Tomi l. Ingegnere civile. Tomi l. Trigonometria. Tomi l. L'Arrillerie raisonnée. Tomi l. Traité du navire. Tomi l. Archite/lura. Tomi l. Natura dei fiumi. Tomi l. Moto delle acque correnti. Tomi l. Misure delle fabbriche. Tomi l. Polybe. Tomi 6. Ane della Guerra. Tomi 22 (4 copie) e Dictionnaire Militaire. Tomi 4. Atlante. Tomi 2. Geografia universale. Tomi l e Histoire de l'Eglise du Jappon. Tomi 2. Hisroire Romaine. Tomi 12, Gramatiche Francesi. Tomi 24 e Dictionaire François. Tomi 12. Hisroire Uni1•erselle. Tomi 4."
Lasciare /' interspa:io
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18
"matematiche."
"matematiche, poiché nel contesto del piano l'autore precisava «Questo è il piano che m'ànno saputo in ristrettezza di tempo suggerire le scarsissime mie visite»."
36 15
"Marciano lt. Vlll913"
"Marciano. lt. VII, 1913"
"si succedettero nel "si erano succeduti nel tempo Fortunato" tempo il colonnnello Andrea Ercoleo ( 1766-1775), Fortunato"
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Gli ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
18 "sergente maggiore" "sergente generale" Spostare le righe 15,16,17,18,19 di pagina 207 a pagina 215 riga 22 "Nel governo ........................................................................................... ( 1778-1779)." Lasciare l' interspazio
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"apportate."
"apportate. Il 16 giugno 1769 in occasione della visita ispettiva del savio alla scrittura Marcantonio Priuli, effettuata nel corso del quarto anno del sessennio, gli insegnanti titolari del Collegio militare presentavano al governatore colonnello ingegnere Andrea Ercoleo, subentrato nel l 766, il programma degli studi svolto relativo alla propria materia d'insegnamento, le modalità didattiche adottate, i risultati conseguiti e gli argomenti principali delle materie da svi luppare in prosieguo di tempo <61 bis>. Delle relazioni dei principali insegnanti si riportano in stralcio i passi più significativi poiché consentono di approfondire la conoscenza del grado effettivo di preparazione culturale e professionale acquisito dai cadetti del 2° corso nel periodo della loro permanenza a Castelvecchio. n maestro di matematica Francesco Ventretti elencava le nozioni di matematica, algebra e geometria impartite e si esprimeva sul grado di apprendimento degli allievi: «... Comecché la premura mia, e del mio Collega Signor Capitanio Antonio Lorgna è sempre stata sollecita in dar contrassegni veraci al Principe Serenissimo del nostro fervor in istruire questa gioventù, ci siamo adoperati concordemente a darle il primo anno tutti gli insegnamenti deU' Aritmetica rispetto al legger numeri, ed eseguire le quattro indispensabili operazioni tanto de' numeri interi, che delle frazioni: le regole del Tre semplici e composte; quelle di una e più posizioni false; il modo di estrarre le radice quadrate, e cubiche, ed in generale ancora quelle d'ogni altra potenza, con la cognizione. e il maneggio de' logaritmi; e nel tempo stesso li primi rudimenti del calcolo letterale e simbolico; e in tune queste cose è stato particolare il profitto d'ognuno. È ben vero, che avendosi incontrato ne' talenti de' giovani della disuguaglianza, è stato necessario il secondo anno distribuirli in due classi. a fine che con istruzioni appropriate alla capacità degl'ingegni, ognuno partecipasse il più, che potesse delle scienze fondamentali, e di lutte quelle, che in proseguimento, e dentro i confini del tempo, prescritto, da noi si conoscessero atti ad apprendere, e per cui fossero disposti a terminare da per se i loro studj anche fuori di Collegio. Quindi però in esso anno secondo quattordici alunni componevano la prima classe, e dieci la seconda. A questa si fece ripetere le istruzioni aritmetiche apprese nell'anno avanti; entrambe furono ammaestrate negli elementi deUa Geometria. che piana e solida fu appresa dalla prima classe, e dalla seconda la piana solamente, avendo poi appresa la solida nel terzo anno: e ambedue sono state esercitate in risolvere buon numero di problemi aritmetici non meno che geometrici, ed algebraici. Nel terzo anno feci fare alla prima classe la ripetizione di tutti gli elementi di Geometria piana e solida, e fu istruita nella teoria aritmetica di Euclide, e intorno alla natura delle
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quantità irrazionali. n mio Collega le insegnò la Trigonometria, e le Sezioni coniche di che già egli medesimo darà contezza ali" Eccellenza Vostra. lstessamente la secodda classe fece la repetizione degli elememi della geometria piana; e nel tempo medesimo le insegnai la geometria solida; indi la cognizione, c il maneggio de' Logaritmi; avendola tenuta esercitata in risolvere varietà de' problemi attinenti a queste scienze, e agli studj già fatti. In unione poi con gli altri maestri, cioè di matematica e disegno, si è insegnato a tutti gli alunni, prendendoli otto per volta, le operazioni pratiche in campagna, cioè di misurar terreni, rilevar le loro figure in disegno, facendo uso della tavoletta pretoriana, Bussola, e Traguardo. e livellarli ancora per la condotta delle acque, inservienti alle loro irrigazioni; avendo anche fano vedere a· medesimi gli usi di altri strumenti matematici li più comuni. Accresciuta di un alunno la prima classe, e destinata allo studio della Fortificazione. e di Artiglieria. renderà como di essa in quest'anno quarto il prefato Signor Capitanio Lorgna, e rispetto alla seconda, ridotta al numero di nove giovani. questa fu da me esercitata nel ripeter la Geometria de' solidi di Euclide; di poi l'ho ammaestrata nella Trigonometria piana. e nell'uso delle Tavole trigonometriche, facendo anche risolvere una quantità di problemi intorno agli angoli sì nelle figure piane che solide, dove è stato frequente l'uso de' Logaritmi. Presentemente insegno le Sezioni coniche, che procuro di render piane e facili, dettando Le dottrine delle proposizioni e corollarj dell'autore, che è stato scelto da spiegarsi, con espressioni in astratto, che vengano intese. e conservate in memoria senza le figure. Occorrerà buona pane dell'anno venturo per terminare le Sezioni coniche: dopo di che insegnerò sino al termine del sc!>sennio le materie medesime, e con l'ordine stesso, con cui sono state insegnate dal mio Collega alla prima classe. cioè le Meccaniche prima, poi l'Idrostatica, l'Idraulica: abbenché in union con La prima classe sarà condotta la seconda a riconoscere le Opere di Fortificazione. che chiudono il recinto di questa Città. onde in pratica abbiano cognizione materiale della Militare Architettura; e similmente ancora riguardo all'Artiglieria. Tolta la gioventù è bene istruita nelle scienze fondamentali Aritmetica. Geometria, e Trigonometria; e particolarmente sei alunni della prima classe promettono una riuscita non ordinaria. perchè banno indole, talento, e genio indefesso per le scienze matematiche, onde siano per corrispondere con tutto il decoro e vantaggio al fine della publica sovrana munificenza: e siccome succede, che in progresso qualche buon intelletto sopito si svegli, e manifesti: così due alunni ancora della seconda classe danno speranza di buona riuscita; onde a norma della sovrana intenzione si ritragga e da quelli e da questi un ottimo servigio di bravi Ingegneri: e li restanti poi siano tutti proficui in qualità di buoni Uffiziali.... »
D capitano Anton Mario Lorgna, responsabile dell'insegnamento delle scienze matematiche e militari, integrava con il suo scritto !'-esposizione del collega fornendo alcune precisazioni sui provvedimenti di carattere didattico e pratico presi: «... Pertanto come la base fondamentale di tutti questi studj è l'Aritmetica, e la Geometria, nel primo anno mi sono impiegato di concerto coll'altro Collega Signor Francesco Ventretti nell'instruire ad uno ad uno tutti questi giovani in ogni sorta di Calcolo Aritmetico, cioè nelle operazioni comuni, nell'estrazione delle radici, in tutte le regole semplici, e composte. e in ogni sorta di rotto. Facevo intanto coll'Aritmetica passar di concerto anche l'Algebra insegnando loro a vicenda l'Algoritmo di essa, e tune le opera.tioni analoghe, sì che apprendessero a far uso indifcrentemente a de numeri, e delle Lenere.
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Come non tutti potevano con egual prontezza afferrare tutte quelle no1ioni. ritenerle poi. maneggiarle, e risolvere i Problemi cotidiani, che andavamo lor proponendo, cominciarono sin da allora a nascere da per se due Classi di Alunni, una delle quali avea bisogno, che si tornasse a ripetere le stesse cose, e l 'altra. che più fervida. e pronta anelava di proseguire. Di fatto nel secondo anno abbiamo divisi gli Alunni in due Classi una di dieci, e di quatordici l'altra. A tutte due si cominciò in comune a insegnare la Geometria, ma a quella dei dieci si ripigliarono anche in aggiunta le cose del primo anno. sì chè dovendo essa attendere a doppio studio, andò per conseguenza più lenta nella Geometria dell'altra. Si proseguì pertanto tutto l'anno lo studio e della Geometria, e di tutto ciò, che ad essa ba rela1ione, applicandola aJia pratica, risolvendo una grande quantità di Problemi, e continuando lo studio dell'Algebra sino all'equazioni di secondo grado. Quanto più crebbe la difficoltà degli studii, tanto più confermassi la divisione degli Alunni in due Oassi, non essendo dotati tutti di egual capacità. Quindi è, che nel terzo anno mentre ai meno avanzati si continuò la Geometria, e buona pane delle cose degli anni scorsi, ai più provetti spiegai la Trigonometria, applicandola alla pratica, col maneggio delle Tavole, e dci Logaritmi: quindi presi a spiegar loro le Sezioni coniche; risol uzione delle equazioni di terzo, e quarto grado con un metodo mio particolare, c infinite altre cose da questi dipendenti. Si passò poi in Campagna a prender in Disegno i terreni, e tutti gli Alunni fecero quest'esercizio. ono per giorno. così pure si fecero molte. e molle livellazioni per addestrargli in quest'importante operazione: e in fine mostrai loro la co~tru7ione e gli usi de' principali strumenti matematici, oode servirsene al caso. A principio poi del presente, e quarto anno scolastico fatta la scelta per la scuola da me diretta de' migliori al numero di quindici, gli altri nove rimasero al Signor Venrreni, per i quali renderà egli conto in sua appartata scrittura all'Eccellenza Vostra. E quanto a me in quest'anno mi sono unicamente occupato a spiegare ai miei le Meccaniche, l'Idrostatica, l'Idraulica, e qualche parte più essenziale dell'importante materia dc' Fiumi, e attualmente sto in così fatti studii versando. Questo è in ristretto il Prospetto degli studii passati, non tutti i Giovani sono egualmente riusciti, ma tutti presteranno un ottimo servigio al Principe, perchè pieni d'lnstruzioni, quantunque gradatamente a proporzione del rispettivo talento. Quello, eh 'è certo, Eccellentissimo Signore. e che conforta le fatiche nostre si è, che più di sei tra questi Alunni riusciranno egregiamente. e per sagacità e per volontà, e per indole veramente studiosa Nel venturo anno penso di spiegare a questi quindici Giovanj per disteso la Militare Arehitenura, l'attacco e la difesa delle Piazze. e tutto ciò che ha con questa parte immediata connessione. Oltreche saranno instrutti a pane a parte de' principali sistemi. che vedranno in Pianta, e Profilo. gli condurrò ad esaminare tutte le Opere di questo Capitale Recinto. onde riconoscere minutamente, e riscontrare in atto le cose disegnate. Anche gli altri nove Alunni potranno trascrivere la Fortificazione, c saranno anch ·essi condoni cogli altri a riconoscere le parti principali della Militare Architettura, sopra i Bastioni della Città, perché non siano privi di quelle cognizioni di nome, e di sito, che convengono ad ogni Uffìziale. Nell'ultimo anno poi di questo Periodo insegnerò loro la costruzione, direzione, ed uso delle mine, e farò il corso dell'Artiglieria esponendo a parte a parte la costru,~;ione, e le misure de' Pe1.zi di ogni genere tanto riguardo a· Pezzi medesimi, quanto a' loro letti, e strumenti di servizio. nonche l'uso, ed esercizio loro, riserbandomi alla fine dell'anno far loro tirar la Bomba in questo Campo Fiore. e maneggiar il Cannone nel consueto Bersaglio....»
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n maestro di disegno Gio Batta Bertolini, che aveva definito il suo programma in collaborazione con i professori di matematiche, così scriveva: «... Essendo stato mio scopo principale, ed unico il dare segni esatti al Principe Serenissimo del fervoroso mio impegno nell'istituzione di questa Gioventù nel disegno d'Ingegnere mi sono adoprato il primo anno, in cui non si è insegnata la Geometria dalli Signori Maestri di Matematica, nell'iniziare questi giovani al disegno ammaestrandoli nelli Caratteri necessarj, e soliti praticarsi daUi Disegnatori Ingegneri. Furono questi li letterali, li numerici arabi, nonche romani. Fatte loro osservare, ed eseguire le varie spezie, e forme di essi, e le più acconcie temprature delle penne gli ho denaro un'istrullivo compendio intorno agl'Ornamenti dell'Architettura Civile ('modanature ') per ritrarre da essi un 'utile doppio esercizio. In queste pratiche è stato grande il profitto della maggior parre. Nel second'anno destinato agli studj della Geometria ho rinovato di quando in quando gl'esercizj delli Caratteri a quelli, che ne avevano di bisogno, ma singolarmente mi sono impiegato nel dare a tutti li primi rudimenti del disegno, e nell'incaminarli ad un sufficiente avanzamento. Per tanto ho loro esposto gli strumenti li più comuni per li disegni, instruendoli della perfezione di essi, del farne l'esame, e dell'uso. Insegnate poi le semplici operazioni del disegno si geometri che, che meccaniche, passai a far loro eseguire la descrizione deiJi poligoni regolari, e dell'Ellissi. Di poi ho dato loro un'idea generale delle diverse spezie e proprietà delli disegni utili, e spezialmente delli più necessari da eseguirsi dall ' Ingegnere. Gli ho però prima esercitati in rilevare qualche semplice pianta d'Abitazione, eseguirla secondo il costume, farne l'Ortografia, o sia l'inalzato, di più lineare i corpi regolari secondo una prospettiva a cavaliere, dando a ciascun Alunno una diversa posizione di essi, ed insegnando a ritrovare le piante, e le altezze delle loro più stravaganti posizioni. In fine poi gli ho dirozzati nel manegg iare li bistri, o siano acquarelle dando loro una cognizione generale del chiaroscuro. Cominciò ad apparire qualche contrassegno d'abilità, e d'industria maggiore in molti de ' Giovani nel corso del terz'anno. In questo con sei sopraluochi farti unitamente alli Signori Maestri di Matematica si sono dimostrate agi' Alunni le operazioni pratiche in campagna di delineare, misurare, e livellare li terreni e l'acque. Esercitati poi da me in progresso presi otto per volta in tal i, e simili operazioni per il corso di quasi due mesi, gli ho istruiti nell'eseguire li disegni concernenti, cioè nell'inalzare corpi, ed abitazioni di campagna topograficamente, delineare, copiare, unire, e tradurre li· disegni, e specialmente quelli de' terreni, contrassegnare monti, scogli, ed allri umili ogget.ti di natura, che a questa appanengono. Di poi insegnai loro a conoscere, meschiare, ed usare le varie tinte che per consuetudine s'adoprano in questi; feci loro disegnare, e colorire li disegni delle livellazioni di terreni, e dell'acque; in fine gli ho ammaestrati negli aggiunti ad essi disegni, cioè Cartelli. Alla metà circa dell'anno ho fissato un sistema nella scuola (perchè troppo si rendeva difficile insegnare a tanti ad un tempo) di prendeme soli dodici per ogni lezione; questo tortora si conserva sperimentandosi utilissimo. Comechè le opere, in cui ba parte non tanto l'ingegno, quanto la mano richiegono non solo disposiz ion di natura, ma ancora lungo esercizio, affmchè si possa conoscere l'abilità de' giovani, così il corrente quart' anno assicura di una buona riuscita nella masima parte de' medesimi. Si sono rinovati per tanto al principio di questo gli esercizj di copiare, e colorire li disegni de ' terreni. indi bo fatto disegnar loro una pianta d'un'opera molto composta col suo spaccato, e prospetto tutti, e due ortograficamente. di poi gli ho insegnate le determinazioni dell'ombre sl nelle piante di opere grandi, che nelle loro ortografie, e ciò geometricamente, assuefacendoli in tal maniera a segnarle anche d'avviso con qualche
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precisione. Insegnerò loro in appresso nel corso di quest'anno le leggi di macchiar di dette ombre facendole loro metter in pratica dando le massime più difficili da eseguirsi concernenti all'arte di dar rilievo a i disegni. Essendo necessario di coltivare ne' giovani la facoltà fatta l'anno scorso sopra le operazioni pratiche in campagna rinoverò loro l'uso della tavoletta pretoriana, del traguardo, e bussola prendendo qualche luogo in disegno per farlo poi da essi Loro perfezionare. Nell'anno venroro stabilito per gli studj della Fortificazione insegnerò agl'Alunni ad eseguire li disegni concernenti, cioè ad esporre, macchiare, e tingere le piante, e li profili delli sistemi, le piante, e spaccati de' sorteranei, delle galerie, delli Fornelli, delle mine, e contromine facendo metter qualche disegno di simil materia in prospettiva: il tutto in uniformità delle lezioni, che saranno date agl'Alunni dal Signor Capitano Lorgna. Nell'ultimo anno in consonanza al Signor M aestro di Matematica insegnerò a Giovani l'esporre in disegno i pezzi d'artiglieria d'ogni genere, i loro Letti, gli strumenti da servizio, li parchi, e le batterie, instruendoli ancora a rilevare in disegno a vista. Potendosi poi farò loro disegnare gl'ornamenti dell ' Architettura Civile....»
Il rapporto del capitano Nicolò Foscarini, ispettore, istruttore di addestramento formale e armi, insegnante di regolan1enti e arte militare, così recitava: << ••• Li hò prima ammaestrati al portamento di Vita, ed a ben marciare senza Fucile, insegnando loro cosa sia Riga , Fila, Dritta, Sinistra, Fronte, Coda, Ali, Centro, giro semplice, e composto, nonchè fatti sentire tutti li tocchi di Cassa. acciò avessero a conoscerli, ed intenderli all'occasione. lndi dato ad essi il Fucile li hò istruiti negli Esercizi del Fucile, Granata, Sargentina, e Picca, facendo loro rimarcare li tempi, acciò ne restino in possesso, e siano capaci di poter anch'essi istruir altri al caso. Hanno in seguito apreso tutte l'Evoluzioni Militari, li Fuochi del Dettaglio, colle loro alternative tanto in teorica, che in pratica, ed a qual uso servono li medesimi; in qual distanza si fà fuoco in fronte all'inimico, e per ciò imploro dall'Eccellenza Vostra farmi somministrare almeno libre 150 di Pol vere al mese, per li tre mesi di Primavera, e per li tre di Autuno, solito tempo in cui si esercitano le Truppe, onde renderli provetti, e bene assuefati a far fuoco vivo; l'uso delle diferenti marcie, e centri vuoti, tanto a piedi fermo, che in marcia, il tutto attaccato al Libro del fù nostro Maresciall.o di Schulembourgh. Hanno trascritti, ed appresi sin dal giorno d 'oggi li doveri, principiando dal Soldato, si n al Sargente Maggior di Brigata, quello degli Ufficiali di Guardia, come si ricevono, e si fanno le diferenti Ronde, come si custodiscono li Posti in caso d'Allarme, o sorprese, come si occupa un Bastione, Cortina, o altra Opera per difenderla al caso fosse attaccata, la maniera di estendere una Linea di circonvalazione, que!Ja di dettagliare un Reggimento, o Brigata, il conoscere il loro posto nelle parti d'un Reggimento in tutti i gradi, ed in fine tutto quello concerne per ridurli Ufficiali provetti, e degni del loro Adorato Serenissimo Principe. Nel tempo veniente farò ad essi conoscere, come si marcia da un Pressidio all'altro, sì in occasione di pace, che di guerra, e quali precauzioni si rendono necessarie; il guardarsi dalle imboscate, il farle, il fare una sortita, il portar soccorso a una Piazza assediata, l'assaltar una Trincea, l'uso di fonnarla alzando terreno a fronte dell ' inimico, il passaggio d' un Ponte, ed impedirlo, l'uso di accamparsi in attesochè alla pratica mancano li necessarj apprestamenti ed in fme tuttociò, che dal mio debole talento spinto, per loro comrnunicare per sempre più meritarmi gli effetti di clemenza dell'Augusto mio Serenissimo Principe....»
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Il colonnello Ercoleo, a completamento delle citate informazioni, presentava un suo promemoria per illustrare altri aspetti dell'istruzione e d eli' educazione dei cadetti nonché argomenti di carattere generale, amministrativo e infrastrutturale: << ... Per quello riguarda la lingua Latina, e francese, preferibile sarà sempre da qui inanzi
la coltura della propria lingua nativa, e ciò per il commercio civile, e particolarmente per saper con ordine, e chiarezza estender le Publiche Comissioni nelle quali a suo tempo verranno impiegati per il Publico Venerato Servizio, basterà che nella latina non siano ignari, e che nella francese intendano i libri della Professione, essendo sin 'ora in queste due lingue (chi più, e chi meno) molto bene incaminati, e cosl nella scherma, esercizio tanto necessario in un Ufficiale di cui fà professione. Non saprei poi abbastanza lodarmi del! 'habilità, e zelo con cui i Signori Maestri delle Matematiche, del Disegno, dei Esercizij Militari, e Spirituali communicano le loro virtù, e Scienze ai suoi scolari, della buona indole di questi, e volontà d'imparare, dell'occhio attento ch'anno i Uffiziali Capi Squadra sul loro contegno dentro, e fuori di Casa nelle ore di qualche passeggio in giorno di vacanza; distinguendosi poi particolarmente l' auenzione al buon governo, e coltura il capitano Ispettore Foscarini, et in quanto alla mia Sopraintendenza a tutto ciò, ha ella per scappo principale una visita giornaliera alle Scuole per ogni buon ordine, e regola. [... ] Terminata vedrà l'Eccellenza Vostra la Fabrica del Quartier dei AJunni nel suo terzo ordine, e nuova aggiunta, con che ogni AJunno abbi la propria Camera, con quella deli'Uffi ziale Capo Squadra in testa d'ogn'uno dei trè Corridori, sicome libere restino le Camere laterali alle due Sale ad uso deiJe Scuole in tempo d' Inverno, e per deposito di Materiali, ed !strumenti matematici, ed altro.... »
Il documento Materie su cui furono esaminati gli alunni del publico Militare Collegio di Verona nel fine dell'anno quarto scolastico MDCCLXIX riepiloga in sintesi gli argomenti, suddivisi per classi d'insegnamento, che formarono nei giorni 14, 15 e 16 settembre oggetto d'accertamento del livello di apprendimento dei frequentatori: «MATEMATICA Prima Classe (0 ): Nelle Meccaniche: Intorno ai moti equabili, ed accelerati. Sopra i moti composti. Sopra le Macchine semplici e composte. Sopra il moto de' proiettili. Sopra la percossa. Sopra il moto dei pendoli. Sopra le resistenze de' Solidi. Sopra l 'Idrostatica: Delle pressioni, ed equilibrj de' fluidi. Della gravitazione de corpi specificatamente più gravi ne' fluidi men gravi. Della gravitazione de corpi specificatamente più leggieri ne' fluidi più gravi. Seconda Classe ( Sopra li logaritmi, e loro calcolo. Sopra la trigonometria piana, e suo uso per misurar altezze, e distanze inaccessibili. Sopra le Sezioni Coniche. 0
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DISEGNO Sopra gli esercizi fatti intorno al copiare, e colorire li disegni delli terreni. Sopra il delineare le piante di opere molto composte. Intorno agli spaccati ortografici, e profili di esse. Intorno agi i ortografici loro prospetti. Sopra li vari casi delle Projezioni dell' ombre si riguardo alle Piante, che alle Ortografie. Sopra le massime più esenziali dell'arte di dar rilievo, e grazia alli disegni. Sopra l'esecuzione di esse, e di quanto si è accennato superiormente. Sopra Io specchiarsi degl'Oggetti nell'acque. Sopra le operazioni della tavoletta con la bussola, e traguardo, e sopra l 'uso della livella. LINGUE Italiana e Latina: Prima Classe:
Intorno all'esercizio di lettere italiane. Sopra la spiegazione dei Paradossi di Cicerone. Seconda Classe (0 ): Intorno all'esercizio di lettere italiane ad imitazione del Bonfadio. Sopra la spiegazione di Cornelio Nipote. Sopra La spiegazione dell'Epistole familiari ad imiTerza Classe: tazione di Marco Tullio Cicerone. Sopra lettere italiane ad imitazione delle suddette. Lire françoise, et expliquer. Ecrire françois sous la Francese: dictée italienne. Composer des lettres sur différents sujets donnes sur le moment. Interrogations sur les principales difficultés de la Langue. ARMI
Esercizi Militari:
Scherma:
(
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)
Maneggio d'Armi, Sargentina, Picca, e Granatta. Sopra li Raddoppi, Fuochi, Centri vuotj, Marcie, e Conversioni. Doveri, dal Soldato al grado dì Capitanio. Diversi quesiti di Esami vocali dei diferenti gradi, sino a quello di Capitanio. Botte diritte, rovescie, e finte, cavazioni, controcavazioni, ricavazioni, e principio d'Assalto.»
I cadetti della prima classe erano 15 e quelli della seconda 9.
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Lasciare l' interspa:io li 28 settembre 1771 venivano ammessi 24 nuovi allievi e il l 0 novembre iniziava il corso. Il 5 ottobre il senato approvava la Terminazione del Governatore del Collegio Militare di Verona <61 •er) fatta stampare dal savio alla scrittura il 28 settembre. Con tale deliberazione veniva confermata al colonnello Ercoleo, la massima autorità e autonomia decisionale sui provvedimenti da adottare nei confronti del personale dipendente e su quanto ritenuto opportuno per il loro buon governo nonché conferita la facoltà. per quanto concerneva la direzione dell'istituto, di proporre nuove regole e di attuare, con l'approvazione del responsabile politico, tutte le innovazioni necessarie nel campo degli studi e della didattica per una più razionale organizzazione scolastica. In sintesi il documento, nel tratteggiare le attribuzioni di tale figura istituzionale, ribadiva che «l'armonia, la concordia, la disciplina, gli studj, la quiete, l 'economia, e la buona riuscita di questa Scuola Militare, restano principalmente alla vigilanza sua appoggiate». Il governatore però non poteva esimersi dali 'informare mensilmente, come prescritto, il suo diretto superiore, rendendo in iscritto un conto di tutto esattissimo. Alla terminazione era aJJegata la Distribuzione delle Ore ne' giorni di studio per il corso Scolastico dell'Anno nel Pubblico Militare Collegio di Verona. Come peraltro tutti gli orari allegati agli atti analoghi , anche questo era riferito esclusivamente al primo anno del sessennio, pertanto questa lettura non può che tradire la realtà didattica e culturale del collegio, che si sarebbe potuta ricostruire più esattamente qualora si avessero a disposizione gli specchi di distribuzione delle ore relativi all'intero corso degli studi. Le principali varianti, rispetto a quella edita nel 1765, possono essere così riepilogate: suddivisione dell 'anno scolastico in due periodi raggruppanti, rispettivamente, i mesi di novembre. dicembre, gennaio e febbraio il primo, quelli di marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre il secondo. nel periodo autunnale e invernale erano previste le seguenti istruzioni: al mattino due ore di matematiche e al pomeriggio, a giorni alterni, disegno (due ore e mezza) oppure lingue (un'ora e mezza) e parte degli alunni a scuola di spada (un'ora) e parte a studio; in quello primaverile ed estivo al mattino venivano svolte quotidianamente le lezioni di matematiche (due ore) e di lingue (un 'ora e mezza), al pomeriggio invece il disegno (tre ore) e la scherma (un'ora}, l'aliquota che non vi partecipava continuava a frequentare il corso di disegno.
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il catalogo delle ferie scolastiche prevedeva: il rispetto delle feste di precetto; le ricorrenze di alcuni santi (S. Lucia, S. Antonio abate, S. Antonio da Padova e S. Rocco); il l 0 agosto; i nove giorni delle ferie di Natale; gli otto giorni delle ferie dì Carnevale, i sette giorni delle ferie di Pasqua; tutti i giovedì, qualora una festa infrasettimanale non cadesse nei giorni di martedì, mercoledì o venerdì; i due mesi delle vacanze autunnali (dal 12 settembre all'll novembre)." 207 26 "Francesco Priuli" "Mare' Antonio Priuli" 40 Inserire la Nota 61 bis "66)ASV,SenatoMilitar,anno 1769,fi.61." Inserire la Nota 61 ter "67) ASV, Savio di T.F. alla Scrittura, Collegio Militare (1763-1796), fi.264. Terminazione del Governatore del Collegio Militare di Verona- AUegati al cap. IV, doc. 7."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di sei unità Modificare conseguentemente nelle Note , alla voce Allegati, il numero progressivo dei Documenti di una unità 208 10 "conferenti.» "conferenti. Lasciare l' interspazio I programmi per il IV, V e VI anno (62 bis) del corso di studi di disegno del collegio prevedevano: le levate speditive, i rilievi con la tavoletta pretoriana, le rappresentazioni di attacchi e di difese delle piazze, i disegni di macchine e di artiglierie. Quali esempi significativi di tale attività didattica si possono citare: la riduzione in quarto del grande disegno topografico dell'Albania Veneta (1771), richiesta dal capitanio del Golfo al senato, le carte idrauliche compilate per la sistemazione nel padovano del corso del fiume Brenta (1777), l 'esecuzione di estesi rilevamenti topografici nel Polesine. La costituzione dei Corpi degli Ingegneri e degli Ar tiglier i Oltre al particolare interesse che indubbiamente desta l'argomento, peraltro complementare, si ritiene opportuno aprire una breve parentesi sulla costituzione dei due Corpi poiché questa consente di evidenziare taluni problemi e aspetti del momento storico, ma soprattutto il grado di preparazione, nel campo professionale, dei cadetti usciti dal collegio veronese comparato con quello di parte degli ufficiali ingegneri e artiglieri di diverso reélutamento nonché taluni aspetti relativi alloro futuro impiego.
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Lasciare l' interspazìo Il Corpo degli Ingegneri Già nel 1734, per volontà dello Schulenburg <62 ter) venne creato un Corpo degli Ingegneri in nuce con la costituzione di una Compagnia formata da 12 ufficiali ingegneri. L'anno successivo il responsabile militare propose l'aumento del!' organico a 30 unità, distinte in capitani e aiutanti, arruolando anche nelle province straniere gli abili e capaci per impiegarle nei riparti della Terraferma, della Dalmazia e del Levante. Il numero dei componenti venne però portato, a titolo sperimentale, a 24 «per prender norma colla di lei riuscita alle successive deliberazioni per il maggior numero di 30, suggerito dall'esperienza del Generale Maresciallo Schoulenburg». In merito alla figura e alla preparazione tecnica degli ingegneri pubblici, come il maresciallo li definiva, così si esprimeva: « ... L'Arte di Ingegnere si chiama per antonomasia Arte di genio, cioè di profondo studio e meditazione sopra l'infinite sue parti, le quali cosi facilmente non si circoscrivono. Tutti gl'Ingegneri devono in vero saper quanto in generale accennato. Ma supposti questi primi principu, ogn'un di loro si deve applicare conforme i loro talenti e in quelle parti de li' Arte, che si sentono più inclinati e capaci. Le parti di questa Arte le più essenziali sono non solo le Fortificazioni e con esse le Costruzioni di mura di qualunque genere, ma gl'attacchi e diffese di Piazze, gli contrattacchi e contradiffese delle medesime, la cognizione delle Mine e contramine; quella dell'Artiglieria, dei Campamenti, delle Valazioni ('valli, trincee, opere della fortificazione difensiva in genere') e contravalazioni, passaggio e pontonatura de' fiumi, cognizione pure fondata dell'intero terreno di una Provincia e simili moltissime altre incombenze. Or, come gli uomini carissimamente nascono di così eccellente genio e facoltà di possedere tante diverse cose fondatamente, così giova più tosto ad una o due parti appigliarsi e rendersi capace... »
A completamento deJla preparazione teorica degli ingegneri pubblici, s uggeriva che questi in tempo di pace fossero impegnati nelle più diverse attività pratiche della professione e inviati «a veder la guerra in ogni parte, che venisse fatta come volontarij, osservando et apprendendo a costo altrui, per rendersi capaci di servire poi in guerra il proprio Prencipe». Il piano istitutivo della prima compagnia di i.ngegneri, fallì per carenza di ingegneri e per motivi economici. Nonostante la inderogabile esigenza di attuare l'organizzazione del Corpo e di creare i quadri di minore livello, tali problemi saranno compiutamente affrontati e risolti soltanto decenni più tardi. Nel 1764 veniva ripreso in esame il vecchio progetto con il Piano sopra il quale dovrebbe esser formato il preposto Co1po degli ingegneri.
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Il 30 dicembre 1768 il savio alla scrittura Mare' Antonio Priuli con la sua relazione inviata al serenissimo principe (6 2 quarer) rappresentava che: «Lo stabilimento di questi Corpi diviene più urgente per lo collocamento atteso al Loro uscire de Cadetti della Publica Scuola Militare, che di già correno il quarto Anno del Loro sessennio, sopra dei quali sono incaricato col Decreto più volte citrato de 26 novembre 1768 a riferire quanto fù in addietro ordinato sin da 28 novembre 1764 regolativo del Colleggio medesimo. Commandò Vostra Signoria che dei Giovani che ne usciranno al terminar dei Studj, abbiano a formarse trè Parti, una delle quali venga assegnata al Corpo degli Ingegneri, un'altra a quello degli Artiglieri, e la terza passi in nutrimento dei Reggimentali. Con ciò resterà preveduto all'impiego delle due prime parti di que' Giovani; ma rimarrà la terza a pubblico peso, se, come fù disposto resteranno descritti Alfieri soprannumerari; e non vi si provederà in tempo, vietando l'ultimo Anno del loro corso dei Studj ogni Promozione al grado di Alfiere nell' universale della sua lnfanteria.»"
208 li depennare le righe 11, 12, 13 e sostituirle con le sottoriportate "Il decreto del 23 novembre 1769 confermava «la Massima presa di formare i due Corpi d'Ingegneri, e di Artiglieri» in conformità ai piani presentati dal colonnello Matthew Dixon e dal sergente génerale Jakob Patisson. Il 5 ottobre 1770 veniva-" 21 "specifico esame." "specifico esame. Il decreto del 5 settembre 1770 <62 qulnque) definiva l'organico del Corpo degli Ingegneri, costituito da l Capo Comandante e da 28 ufficiali (l colonnello, l tenente colonnello, 2 sergenti maggiori, 8 capitani, 8 tenenti e 8 alfieri). Stabiliva inoltre «la designazione dell'Ufficiale Comandante in Verona, dieci Uffiziali nella Terra Ferma, 20. in Dalmazia, ed Albania, ed 8. in Levante. Che il concarnbio di questi da Provincia in Provincia succedi ogni triennio, che l 'Uffiziale Comandante nè disponi il giro, onde proporzionatamente partecipino de' loro stipendj nelle misure correnti ne' diversi Riparti.» Lo scopo di tali avvicendamenti era quello di far loro «riconoscere li Siti più importanti appartenenti alla guerra, le strade, li confini, le Piazze, le Fortezze» oltre che per ragioni di buon governo del personale. Nel corpo degli ingegneri le promozioni dovevano «farsi per anzianità congiunta all'abilità, ed alle Fedi di Subordinazione». L'abilità doveva essere riconosciuta dal capo comandante, le fedi di subordinazione invece redatte dai Graduati o Direttori, alle cui dipendenze avevano prestato servizio, e confermate dal suaccennato comandante. La documentazione veniva quindi presentata alle Prime Cariche e da queste inviata al senato che sanzionava la promozione. Il decreto del l 0 dicembre 1770, sollecitato dal colonnello Dixon, sanciva la copertura delle vacanze nei gradi dì colonnello, tenente colonnello
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e capitano, sospendeva per due anni quella dei maggiori, e definiva la nuova distribuzione del personale: 7 ufficiali in Levante, 7 in Dalmazia e Albania, i rimanenti nella Terraferma." 22 "dei decreti del 5 settembre "dei citati decreti" e 1° dicembre 1770" 29 "de' Maestri»." "de' Maestri». Era però sta bilito che la promozione a tenente «potrà non essere attesa, se non sia secondata dalle attestazioni del loro costume, della loro abilità, e del loro servigio prodotto». Al crearsi della prima vacanza di capitano i tenenti erano, dagli lnspettori nominati dalla sovrana autorità, sottoposti a degli esami. In base alla graduatoria di merito veniva stabilita la nuova anzianità dei tenenti e il primo classificato promosso al grado superiore. Trascorsi sei anni, ovvero al termine del corso del collegio militare, i subaltern i sostenevano un nuovo accertamento per la rideterminazione dello stato dell 'anzianità, valevole questo per un altro sessennio. Analogo criterio doveva essere seguito per la promozione da capitano a sergente maggiore. Per il passaggio dal grado di maggiore a tenente colonnello venivano invece prese in considerazione le <<attestazioni le più precise, e dettagliate del Sopraintendente, e Colonnello del Corpo, e quelle da Tenente Colonnello a Colonnello a seconda dell'anzianità rispettiva de' due tenenti Colonnelli, accoppiata alla più solenne, e circostanziata attestazione del Sopraintendente». Il Piano regolatore studiato dal Dixon prescriveva che «esaminati fossero nei meriti loro, e non solo g li Uffiziali già titolati come Ingegneri, ma gli altri ancora da inserirsi nel Corpo medemo». Poiché a seguito degli esami e delle prove cui furono sottoposti i candidati si constatò che solo uno possedeva i requisiti di idoneità richiesti gli sperati aumenti organici non ebbero luogo. Il capo comandante, amareggiato per le indecisioni, le lungaggini e la trascuratezza frapposte a Il' attuazione del suo piano, chiedeva l' esonero dall' incarico, il 28 gennaio 1772 gli subentrava quale sopraintendente il tirolese colonnello Moser von Filseck dell'esercito austriaco. Al fine di compendiare le leggi sino ad allora emanate e per dare agli ingegneri militari un complesso di regole statutarie, nel l 775, il senato commetteva al sopraintendente e al colonnello del genio la compilazione del testo de Le lnstiruzioni, Leggi, e Doveri del Corpo regolato degl' Ingegneri Militari della Serenissima Repubblica di Venezia (62 sex) che
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veniva redatto, sembra interamente, dal Lorgna. Era composto da un preambolo e sette capitoli (Della Formazione, Divisione, e Uniforme del Reggimento degl'Ingegneri; Degli Studj a' quali dovranno applicarsi gl' Ingegneri; Dell' Ottazione degli Uffiziali Ingegneri; Del rango, e diritti degl'lngegneri, ... ). Il capitolo I. tratta, in particolare, della variante organica degli uffic iali superiori (due tenenti colonnelli e un sergente maggiore anziché un tenente colonnello e due maggiori), delle sedi di serv izio e delle norme per l'avvicendamento degli ufficiali. Lo Stato Generale e il colonnello avrebbero eletto la loro residenza nel sito ritenuto più opportuno; i 3 Graduati dovevano essere dislocati uno per Provincia (Italia, Dalmazia e Levante); 4 capitani, 4 tenenti e 4 alfieri in Italia; 2 capitani, 2 tenenti e 2 alfieri in Dalmazia; 2 capitani, 2 tenenti e 2 alfieri in Levante. Il cambio dei riparti era triennale: gli ufficiali ingegneri con il loro Direttore Graduato passavano dalla Dalmazia in Levante; quelli del Levante in Italia; 2 capitani, 2 tenenti e 2 alfieri d'Italia in Dalmazia (la prima volta i meno anziani, successivamente quelli rimasti in Italia al primo tur.no). Ogni ingegnere permaneva sei anni in terraferma e sei nelle terre d'oltremare. Tutti gli ufficiali appartenenti a uno stesso riparto erano concentrati, sotto la direzione del proprio graduato o direttore, nello stesso luogo: quelli d' Italia in Verona, della Dalmazia in Zara, quelli del Levante in Corfù. In Italia, ne lla Dominante, alle immediate dipendenze del sav io alla scrittura erano però destinati un capitano, un tenente e un alfiere; nella Dalmazia, per le esigenze particolari de ll'Albania, veniva distaccato a Cattaro un tenente. Inserire di seguito le righe a iniziare dalla 13g sino alla JJt! di pagina 209 tenendo conto delle aggiunte e varianti specificate nel riferimento dì pagina 209 righe 13,14 e 15 " Il capitolo Il ............................................................ importanza militare." Lasciare l' ìnterspazio Dal dicembre 1770 agli ingegneri destinati a una piazza veniva imposto l'obbligo di redigere una Relazione sulla qualità e sullo stato delle infrastrutture e su quanto di diretto e indiretto interesse militare con lo scopo di delineare, tramite gli atti raccolti dai direttori delle province, la reale situazione generale. Nel maggio 1772 faceva seguito un ordine tassativo per cui «qualunque Fabbrica, e lavori di Fortificazione non meno che Quartieri, Caserme, Ospitali, Arsenali, Magazzini , Elaboratorj, Tezzoni, Ricoveri di Truppa, Munizzioni da bocca, e da guerra. abbiano ad essere eseguiti dagli Uffiziali del Corpo del Genio».
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Come denunciava il brigadiere degli ingegneri, nel 1779 il corpo degli ingegneri militari con l'organico ancora molto carente, il sopraintendente «Occupato nelle generali riviste per tutto lo Stato, il Colonnello Ispettore, costante e necessario al Collegio Militare di Verona, esercitato per di più ben di frequente in molteplici e varie commissioni» non era in grado di metter mano per far fronte, specie nei territori d'oltremare. al «lo stato di desolazione di tutte le Caserme, Opere interne ed esterne di Fortificazione, Ospitali, Magazzini, Depositi , Cisterne ed altro». La rovina del presente era talmente grande che era ormai tardi per rimediare agli errori del passato. Il Corpo degli Artiglieri Antesignana del Corpo di Artiglieria veneto fu, senza dubbio alcuno, la Confraternita dei Bombardieri o Confraternita di S. Barbara, creata nel 1500, ma con dei precedenti di un secolo anteriori. Inizialmente era un sodalizio religioso-militare, con il carattere di Arte, successivamente si laicizzerà divenendo fraglia o corporazione, mantenendo pur sempre i suoi compiti istituzionali ovvero la cura delle artiglierie di terra e di mare, la vigilanza per la sicurezza delle polveriere, l' intervento in caso di incendi. I bombardieri de tera e de mar, quadri e truppa, erano reclutati tra i cittadini veneziani del ceto medio che superavano le prove prescritte conseguendo la patente, a firma del Provveditore all'Artiglieria. A cominciare dal 1533 regolarmente, ogni l 0 marzo e nella prima domenica di settembre aJ Lido e a S. Alvi se, avevano luogo i Pallii, un concorso fra tutti i bombardieri. Nel 1551 l'Arma di artiglieria era organizzata in maniera definitiva in tutto il territorio della Repubblica, con certezza dal 1622 vestivano un 'uniforme. Nel 1781 il tenente generale comandante delle armi Alvise Frachia Magnanini così si esprimeva sul Corpo degli Artiglieri Urbani che aveva raggruppato le Compagnie venere di bombardieri: «Corpo istituito da tempo immemorabile, che fù governato da Uffiziali, che hanno. servindo eccellentemente, e nella Pace, e nelle molteplici Guerre fatti i loro corsi d'avvanzamento sino ai Gradi di Sergente Generale. Egli è composto d'una materia pura per educazione, e Costumi, non di miserabili vagabondi senza onor mansuetto all'obbedienza. ed attento ad imparare le istruzioni del Superiore. Evvi in presente che lo copre, emulo de buoni esempj de migliori, che lo hanno preceduto il Sopra intendente Gasparoni, non materiale, ma che possede per studio le Theorie Scientifiche, per la pratica di quanto appartiene ad ogni parte dell'Artiglieria, Uomo, èhe giornalmente opera. e serve con integrità, e con nobile passione a tutti i suoi doveri».
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È da ricordare che dalle cerne, milizia che ammetteva solo i sudditi più genuini della Repubblica (erano esenti i capi-famiglia e non veniva descritto più di un soldato per nucleo familiare), erano esclusi i servitori, i girovaghi, i condannati ed i galeotti mentre i soldati di mestiere accoglievano «tutti gli oziosi ed i vagabondi che dalla terraferma st" spediscono in castigo nelle provincie di oltremare, per cui cresce la massa dei vizi e delle corruttele nella truppa, e sono cagione della poca disciplina e del fisico deperimento di essa». Nella seconda metà del '700 quasi tutte le compagnie venete di bombardieri risultavano fortemente anemizzate poiché molti non più motivati si sottraevano al servizio personale obbligatorio pagando la tansa <62 septem) individuale. I bombardieri veneti ormai dedicavano al la loro arte soltanto un tempo limitato della propria giornata, di malavoglia o facendosi sostituire da persone niente affatto raccomandabili. I vari conflitti, inoltre, avevano posto in evidenza la notevole importanza assunta in campo tattico dali' Arma di artiglieria, per L'evoluzione della sua tecnica d' impiego e per lo sviluppo tecnologico delle bocche da fuoco, e quindi la necessità di dare agli artiglieri un più accentuato addestramento. Nell757 veniva costituito il primo nucleo del Reggimento veneto all' Artiglieria, i cui cannonieri erano reclutati con i metodi in uso per le milizie di mestiere, che rappresentava l'unico corpo stanziate dell'arma: provvedeva ad assicurare il buon servizio delle piazze forti di terraferma e d'oltremare e assolveva le funzioni di reparto d'istruzione per gli urbani e per i bombardieri o cannonieri territoriali. Le riforme dell'artiglieria veneta furono iniziate dal brigadiere Tartagna, proseguite dal brigadiere Saint-March (o San Marco), ma attuate soprattutto per merito del Patisson. Il Reggimento di Artiglieri Regolato formato, nel 1770, da 12 compagnie. che verranno distribuite nel Levante, in Dalmazia e in Italia affinché «in tante parti possa supplire agli oggetti tutti del Servizio di Mare, di Terra», per ristrettezze economiche non comprendeva nel suo organico, come sarebbe stato quanto meno opportuno, una compagnia di artisti e una di minatori per battaglione, stante che il corpo del genio non disponeva di truppa. Poiché all'atto della formazione del reggimento non era stato possibile reperire «nel Corpo de Militari Regolati numero sufficiente ('di ufficiali ') d'adempir a tutte le circostanze delle Prove formali , e Canoniche per l'Artiglieria» e «dotati almeno de principj di quelle Scienze, che appartengono al Servizio de li' Artiglieria», al Lido, si istituì per gli ufficiali,
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bassi ufficiali e comuni un corso di lunga durata. «destinando la prima ('settimana del mese') per le Lezioni Theoriche, la seconda per la Tattica cioè esercizj di Fucile, e di Cannone, e Tiri di Bomba, e la terza aJ Laboratorio per apprendere l'Arte di compone re Fuochi Artificiali, come parte della Pirothecnia , e cosl successivamente alternando», ritenendo che il livello di assimilazione delle cognizioni da parte dei quadri sarebbe in tal modo risultato sicuramente apprezzabile. La direzione e l'insegnamento delle varie discipline vennero affidati allo Stratico, comandante esperto ed emerito studioso. Per contro obbligare gli ufficiali a un'attività intellettuale da autodidatta, non tenendo in debita considerazione la scarsa vocazione allo studio di gran parte di essi, la dispersione delle compagnie nei vari riparti territoriali e nell 'armata marittima, la lontananza dei comandanti di minore livello dai loro ufficiali superiori, sarebbe equivalso a dare un ordine ineseguibile. Si era cioè dell'opinione che «con questi semi di dottrina e di pratica» gli ufficiali avrebbero tratto più vantaggio che non studiando le «Dottrine trattate per principj, e per Raziocinio dal celebre Monsieur le Blond Maestro di Matematiche della Famiglia Reale di Franzia». L'esigenza di stabilire un metodo per regolamentare le promozioni ai gradi di capitano tenente e di sergente maggiore neli 'ambito del reggimento d'artiglieria !>i era rivelata già nel 1780 allorché fu ritenuto opportuno coprire la vacanza creatasi nell'incarico di maggiore promuovendo il capitano più anziano. Era convinzione della sovrana autorità che il decreto del 3 giugno 1773, che statuiva le modalità per gli avanzamenti degli ufficiali deUe Milizie d' lnfanteria, e di Cavalleria, non fosse applicabile né all'artiglieria né come si è detto al genio. Nel 1782, venutasi a creare una situazione analoga a quella citata a seguito della morte di un sergente maggiore, il tenente generale comandante delle armi Magnanini unitamentc al sergente maggiore di battaglia conte Stratico e al colonnello Lorgna venivano incaricati di prendere in esame «alcuni punti relativi alla materia, lasciando ciascuno di essi in libertà di porgersi in separato scritlo il loro sentimento». Il savio alla scrittura Francesco Vendramin il 29 novembre 1781 (62 octo) con una puntuale esposizione sintetizzava al sercnisimo principe e al senato le opinioni espresse dagli ufficiali interpellati sull'adozione di un Metodo per le promozioni nel Reggimento d'artiglieria: «... E cominciando dalla relazione suggettataci dal Tenente Generale predetto rilevasi per la medesima, come egli reputa di somma utili là le prove i~tituite:.i per le Truppe d"lnfanteria. e Cavalleria. e conviene, che una tal massima fil eziandio adottata per il Reggimento Artiglieria con li Decreti 3. Dicembre 1770, e 27. Maggio 1780. Suppone non
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agevole però ad appianarsi la difficoltà dell'unione degli Uffiziali nel caso di effetluarle, quella di sciegliere Ispettori proprj a pronunziame fondato giudizio sopra l'abilità de' provanti, e fmalrnente quella di ottenere li mezzi per gli sperimenti Campali, Si diffonde innohre in varie utili rinessioni, estri nseche però all'affare in quistione, e finalmente conehiude, che le promozioni a' Carichi predetti si possono verificare col solo fondamento dell'anzianità. TI sentimemo del Lorg.na si è il seguente. Conviene egli sulla necessità delle prove; ma però aggiunge , che non essendosi per anche pubblicato un Trattato che abbracci, e individui il sistema proprio di questo Governo in tutte le pertinenze della Scienza Artigliera, e quanto insieme può ragionevolmente adottarsi da' sistemi altrui, non possono effettuarsi le prove, che superficialmente, e in maniera così vaga. così indeterminata, che ne risentirebbe minor discapito il Pubblico Servigio (per l'adito. che si darebbe a' clamori, e querelle de' concorrenti) a promuovere gli Uffiziali per loro ordine di anzianità. Allorche poi gli Uffiziali abbiano per base della loro istruzione le istituzioni predette d'Artiglieria, crede doversi obbligare alle prove tutti gli Uffiziali, che per la Legge di Ottazione hanno titolo all'avanzamento, sinchè arrivi la conoscenza a verificarsi tra quelli dello Stato subalterno, tutti educati nel Pubblico Collegio Militare, ed a quest'epoca, dietro le prove sull'Artiglieria segnatamente, sotto il giudizio de' Maestri di Matematiche, e di Tattica confermato dal Direttore delle Scuole, abbiano ad ottare con la loro anzianità sino al grado di Capitanio inclusivamente, e sieno poi stabilite le prove e Campali, e Verbali per il solo Carico di Sergeme Maggiore. Crede egli, che la Dominante, come piìl a portata de· mezzi, sia il luogo anche il più opportuno per effettuare le prove. Crede sufficienti tre soli Ispettori; cioè un Ufftziale dello Stato Generale Sopraintendente all'Artiglieria, o altri del medesimo Stato egualmente fondato sulla materia; il Direttore generale delle Scuole MÌlitari, che dev'essere inteso sempre della Teoria, e pratica di quella Professione, ed il Maestro, che sostiene le Scuole di Matematiche, e di Artiglieria nel Collegio Militare. Sopra la qualità delle prove Campali, e Verbali quando sia concertato l'apposi to Libro: l'Ispettore avrà per una pane limiti prescritti, tanto per le azioni Campali, che per le ricerche Verbali, c cosi il concorrente saprà sopra quali doveri sarà chiamato a rispondere, e quali cognizioni dovrà possedere superiormente, per essere agli altri preferito.
n Brigadier Stratico come quello cui fù addossata la direzione del nuovo Corpo degli Aniglieri in qualità di Colonello sino dalla sua istituzione, espone, che le dificoltà di osservare li usati metodi nelle prove per la Milizia non sono di obbietto a verificarle, in modo bensì diverso, ma forse piìl sicuro per il sudetto Corpo. [...) Circa gl'Ispettori. propone un metodo, per il quale assicura, che il Padre stesso sarebbe necessi tato a posporre il proprio Figlio a qualunque altro, che gli fosse di abilità superiore, e però non si fà riguardo di comprendervi gli stessi Graduati del Reggimento uniti ad altri del medesimo Grado tolti dal Corpo del Genio, li di cui Studj hanno stretta convenienza con quelli dell'Artiglieria. 1...] Passa egli a render conto. che l'Eccellentissimo Senato sino dalla prima istituzione di ques10 Reggimento ne comandò la di lui istruzione, e come nell'anno 1773. prescrisse che i di lui Srudj seguissero sopra l 'opera d'Artiglieria del celebre Monsieur Le Blond, e sopra la prima pane delle Istruzioni, scritta dallo stesso Brigadiere, ed approvata dall'Eccellentissimo Senato: Opera questa non ridotta al suo compimento per difetto de' mezzi non solo perche ancora per cinque anni continui fù egli obligato da straordinarie
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commissioni a impiegarsi nel riordinamento delle cose dell ' Artiglieria nelle Provincie Oltremare, innoltre nell 'anno 1775. furono pubblicate le Ordinanze Artigliere da esso parimenti estese, ed approvate dall'autorità di Vostre Eccellenze, nelle quali vi sono in genere indicati gli Studj analoghi a quest'Arte, e furono piantati gli Elaboratorj, e spedite nelle Provincie Oltremare, e in Terra Ferma Artiglierie, ed attrezzi per le pratiche nell'uso d'ogni sorta d'Artiglieria;= Che nella stazione di due anni al Lido ebbero campo gli Uffiziali Artiglieri di osservare alcune pratiche intorno il riconoscimento della forza delia Polvere, e delia resistenza de' Pezzi nuovamente fusi, e nella costruzione delle batterie de' Mortari; Che però in forza de' prestatigli soccorsi, e per mezzo delle prenominate Opere. e delle pratiche, delle quali avevano dovere d'impossessarsi, cred'egli, che si abbiano a chiamare a render conto del profitto da essi fano nella professione nel corso di undici anni, che servono in questo Corpo =. Riflette in seguito, che adottandosi la massima di promuovere per ordine di anzianità. anche sino a tanto, che sia compiuta l'opera d'Artiglieria comprensiva tutte quelle istruzioni, che abbisognano per formare un perfetto Artigliere, oltrecchè sarebbe essa direnamente apposta a quella adottatasi con Li Decreti 1773., e 1780., gli Uffiziali si abbandonarebbero in seno all'ozio e all'ignoranza nel contemplare lontano il caso del loro avanzamento, e ne risentirebbe indicibil svantaggio il Principato. ignorando le Vostre Eccellenze di chi fra gli detti Uffiziali elleno potessero con più fiducia servirsi agli incontri. Chiude perciò inculcando, che anche nella presente occasione sia utilissima cosa il riconoscere fra li Capitani il più avanzato nelle cognizioni. per averlo a promuovere a Sergente Maggiore, onde li suoi subordinati possano per di lui mezzo giungere. sennon più. a quel medesimo grado di cognizione, cui egli stesso fosse pervenuto. Quanto ai Capitani Tenenti; egli si conforma a un dippresso alla proposizione del Colonello Lorgna.»
Dopo aver valutato attentamente le opinioni dei qualificati relatori il savio alla scrittura scriveva: « Riflettendo noi pertanto, che se per la mancanza del guerreggiare. o dei campeggiamenti fitizi, che somministrano occasione all'Estere Truppe d 'impossessarsi dell'Arte Militare, furono dalla virtù. esperienza del fù Signor Maresciallo di Schulembourg, dalla cognizione di riputati Cittadini, ed alla maturità dell'Eccellenze Vostre considerate le prove. per li Corpi d'Tnfanteria, e di Cavalleria, come il solo spediente per alimentare l'emulazione fra gli Uffiziali, e per renderli possibilmente addottrinati nella lor Professione, crediamo che abbiano a riuscire utili egualmente le prove, che fossero per stabilirsi per il Corpo degli Artiglieri; anzi indispensabilmente necessarie, sendo le loro pratiche fondate sopra Teorie non comuni, e conseguentemente non a portata della universale intelligenza.»
Conveniva sulla indilazionabile necessità di compilare un trattato completo sull'artiglieria, quindi al completamento dell 'opera già iniziata dallo Stratico, concordava sulla necessità che per gli ufficiali candidati alla promozione a capitano tenente e a sergente maggiore «abbiasi a far un saggio dell 'abilità loro in quelle misure soltanto, che possono permetterlo il momento, e le circostanze; accordando ad essi nullameno in presente lo spazio di un anno per prepararsi alle prove» sino a quando
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tutta la categoria dei subaltemi sarà costituita dagli alunni provenienti dal collegio militare e «Si potranno allora fissare le prove per il solo grado di Sergente Maggiore, e stabilire l 'ottazione de' Subalterni stessi per ordine di anzianità sino al grado di Capitan Tenente inclusivamente, in quel modo, che lo suggeriscono d'accordo lo Stratico ed il Lorgna». Concludeva proponendo «Che la Ispezione sia composta del Sopraintendente Generale dell'Artiglieria, o in mancanza di esso di altro Uffiziale dello stesso rango avente cognizione dell'Arte; di un Uffiziale Ingegnere, e di un altro Uffiziale Graduato del restante della Truppa, che avesse dato saggi di fondate cognizioni sull 'argomento, e in mancanza di questo di un Graduato del Reggimento Artiglieri; Che il metodo degli esami sia quello stesso che viene indicato nel foglio inserto nella Scrittura Stratico segnato A.»" 208 30 Depennare dalla riga 30 alla riga 38 comprese 40 Depennare la Nota 63 Inserire la Nora 62 bis "69) E. Concina, op.cit., p. 163; E. Barbarich, op. ci t., pp. 20-1, 65·6";
Inserire la Nota 62 ter
"70) E. Concina, op. ci t., pp.l59-60; ASV, Senato Militar, Terraferma, fi.lO, scrittura 9 aprile 1735 e 26 maggio 1735. Pregadi; ASV, Senato Militar, Terraferma, fi.62."
Inserire la Nota 62 quater "71) ASV, Senato Militar. fi.60, anno 1769."
Inserire La Nora 62 quinque "72) BCV, Fondo Lorgna, b. 10.2. Summario di Decreti riguardanti il Corpo del Genio, principia 1764. 28 Novembre , e . , termma
Inserire la Nota 62 sex "73) Riportare la Nota 64 )" l nserire la Nota 62 septem "74) Le tanse o tasse militari erano il prezzo di riscatto del servizio dovuto dalle ceme. li fondo era destinato ad assoldare altretlanti mercenari."
Inserire la Nota 62 ocro
"75) ASV, Senato Militar, fi.IOS, anno 1782; .BCV, Fondo Lorgna, b. 10.2, Parere - Allegati al cap. IV, doc.?."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tredici unità Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di undici unità
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209 Depennare dalla riga 1 alla riga 12 comprese 13, 14 e 15 Depennare le righe 13,14 e 15 e sostituir/e con la seguente: "Il capitolo Il. riporta le disci-" "Dell'Ostia (?)" "Dell'Ostia" 210 28 29,30e31 Correggere con le sottospecificate righe "maestri di grammatica cappellano don Andrea Lugiato italiana, latina e belle e don Giobatta Capobianco" lettere maestri di disegno Zan Batta Bertolini e Michiel Angelo CasteUazzi (dal l 0 marzo 1770)" "Giobatta Carlo deJouvè" "Jean-Baptiste Charles de Joure" 32 "don Nicola "dottor Nicola Bongiovanni 211 4 Bongiovanni" (dall770)" "anni." "anni. Il l o novembre iniziava il 36 nuovo corso per i 24 cadetti ammessi il 29 settembre 1777." "4°anno:" "4° anno:'' 19 212 7 "articoli (6 )." "articoli <67). 215 21 Lasciare l' interspazio Inserire le righe 15, 16,17,18,19 di pagina 207 "Nel governo ................ .................................................................. (1778-1779)." 23 e 24 "Cicavo governatore del "Cicavo (o Zicavo) governatore collegio ( 1779-1780), del collegio ( 1779-1780), il l 0 " succeduto a] sergente generale Zuanne Salimbeni, il 1°" "Istituto (71)_ " "Istituto <71 ). 217 15 Il savio alla scrittura Francesco Vendramin il26 giugno nel presentare al Doge il documento del Lorgna così commentava (71 bis): «Apparisce aver il detto benemerito Ufficiale conciliato in quest'opera i riguardi turu sì della Scolastica educazione, che della mora! Disciplina: di aver provveduto alla conservazione, e perpetuità dei metodi pel tempo avvenire; combinando coll'aspiro degli Uffiziali; che vi si vanno educando per avervi a rientrare in qualità di Professori; assicurata la successione dei Direttori delle Scuole, ed Ispettori ne' Professori emeriti e sperimentati del luogo; così pure disposta la serie degli studj, collegata, e rivo lta ad un 'effettiva pratica ed immediata nel Publico servigio in tutte le diramazioni dell'Arte Militare; e finalmente contemperati in una ben intesa distribuzione eli ore durante tutto l' anno gli studj della mente cogli esercizi del Corpo.>>"
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARl
39 Inserire la Nota 71 bis "83) ASV, Senato Militar, fi.l77, anno 1785." Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di dodici unità 218 23 "sei anni." "sei anni. II 1° novembre 1785 iniziavano il corso i nuovi 24 allievi." 34 "Anton Maria" "Anton Mario" 221 17 "già citati." "già citati.
Lasciare l' interspazio Con decreto del 3 marzo 1785 il savio alla scrittura Francesco Vendramin era stato incaricato dalle pubbliche autorità di svolgere un esame generale, particolarmente approfondito, sullo stato del Militar Collegio al fine di poter adottare tutte quelle provvidenze, le più utili, per migliorare viepiù l 'educazione degli allievi. [] 26 giugno presentava al serenissimo principe una relazione dettagliata <73 bis)_ Del testo, per brevità, si stralciano solo le parti più significative. Al preambolo di prammatica facevano seguito il sommario degli argomenti trattati e i risultati dell'ispezione conoscitiva, in particolare sul grado di preparazione culturale degli allievi, suli 'andamento delle Scuole con riferimento alle qualità professionali e alle capacità didattiche degli insegnanti, alle figure chiave non docenti dell'istituto e sui compensi da assegnare loro, sulla sostituzione del personale giubilato, sul governo e sull'amministrazione del Collegio: <<Comprenderassi nel primo la Scolastica educaz.ione; nel 2.do l'economica amministrazione degli assegnamenti per il buon mantenimento del luogo; nel 3.zo la disciplina, che vi si osserva; nel quarto le misure dei premj da assegnarsi ai Maestri in grazia dell ' utile prestato servigio; nel quinto la sostituzione di altri Maestri a quelli che si fossero resi incapaci, a fungerne l'Uffizio; nel sesto la scelta di persona atta ad ammaestrare gli Alunni negli Studj della Sfera, e della Geografia; nel 7.mo la necessaria prevista di Libri, Strumenti, e Modelli relativi agli Studj a' quali s i applicano gli Allievi; nell'8.vo la minorazione di paga da farsi agli Allievi medesimi; nel 9.no la Guardia da stabilirs i al Collegio per la dovuta custodia; e fmalmente un qualche cenno sopra il Direttore Spirituale, ed i Capi Squadra; sendomi determinato di trattare in altra particolar Scrittura, che pur in oggi presento ai publici riflessi, l'importante articolo, che riguarda il Codice, e il Piano degli Studj da verificarsi nella prossima muta degli Allievi, esebitomi dal Colooello Governatore Lorgna nella mia stazione in Verona, e da esso esteso relativamente al preaccennato Decreto. Cominciando pertanto dal primo argomento ho creduto dover separatamente conoscere la educazione degli Allievi nella parte intelletruale, e nella fisica. Quanto all' intellettuale furono essi chiamati in mia presenza agli esami generali sopra i varj rami di Studj stabilitisi nell'attuai Piano, ed ebbi la compiacenza di scorgerli pronti, e sicuri nelle risposte, e nelle risoluzioni dei problemi, e interrogazioni, che furono lor fatte intorno l'Aritmetica, l'Algebra, la Geometria, e sopra ogni altra parte delle Matematiche
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semplici, ed applicate, non menchè sul Disegno, su li' Artiglieria, sull'attacco, e difesa delle Piazze, sulla Tatica, Castramentazione, Fisica, Sistema mondiale, e sulle Lingue Italiana, Latina, e Francese. Indi per maggiormente accertanni delle capacità di essi Allievi li sorpresi con inaspettate visite nelle ore delle Scuole, e in tali incontri ebbi occasione non solo di confermarmi nella concepita buona opinone; ma di conoscere inoltre, che li Maestri tutti si prestano col più desiderabile fervore e diligenza, e con facile comunicativa alla instruzione de' respettivi Scolari. Perlocchè asserir posso a Vostre Eccellenze, che il Militar Collegio trovasi presentemente fornito di abili, ed attenti Maestri per opera dei quali in così breve numero di Al lievi si possono contarne pure in questa Muta parecchi, che a distinzione degli altri promettono la più felice riuscita, e avanzamento sollecito nelle respettive professioni. Li conobbi in appresso molto bene ammaestrati nella moderna Ginnastica, li di cui esercizj non solamente rendono il Fisico degli adolescenti sano, e robusto, ma contribuiscono eziandio a ridurre essi Allievi vieppiù disposti a sostenere i pesi della carriera dell'Anni. Passando ali 'Economica amministrazione de l Collegio, ho riveduto il maneggio delle due Casse, l' una di Deposito affidata al Governatore, e l'altra appoggiata all 'Ispettore per gli giornalieri bisogni, ed ho per verità rimarcata la più desiderabile esattezza in entrambi gli Amministratori Suddetti. In più d'una volta presente eziandio alla Tavola degli Allievi, e la vidi lodevolmente preparata, e fornita di Cibi sani nelle misure corrispondenti al Contratto stabilltosi con l'Economo; e pegli esami fatti a parte a parte agli Alunni, non mi resta alcun dubbio sul loro giornaliero buon trattamento. Colla dovuta decenza, e con pari attenzione mi comparvero mantenuti anche li Dormitorj, e li Vestimenti di que' giovani. L'ottimo metodo dunque con cui procedono le cose nel Militar Collegio, il profitto ne' Studj fatto dagli Allievi, la decorosa franchezza con cui eglino mi si presentarono innanzi, sono altrettante irrefragabili prove per farmi vedere, che un tal complesso, non sia stata l'opera di pochi giorni, in grazia della nota comparsa del Savio alla Scrittura, ma il prodotto bensì di un ben immaginato, ed immutabil sistema; il che risulta a merito singolarmente del Governatore Colonello Lorgna, non che dell'Ispettore, e de' Maestri. [...] Mancando alla perfezione di questo Militar IstiiUio una Scuola apposita di Sfera e Geografia, e chiamata la mia persona dal Decreto 3. Marzo sudetto a provedervi convenevolmente, mi sono rivolto al Direttore delle Scuole per rinvenire un Soggetto capace a soddisfare le Publiche intenzioni. Le notizie però, che ho da esso ritraue intorno all 'abilità, ed il costume dell'Abate Don Agostino Vivorio Vicentino fanno, che non mi trovi perplesso nel proporlo alla Signoria Vostra per la suindicata Scuola. Fece egli li suoi Studj sotto lo stesso Direttore Lorgna per diversi anni, e continuò in appresso a coltivarsi, come due Libri da esso pubblicati lo manifestano chiaramente, e si applicò nell'educazione di gioventù nobile prima in Venezia, indi in Vicenza, e Schio finalmente; perciò qualora dalla Signoria Vostra ne sia approvata la scelta, crederei convenirsegli Ducati 16. al Mese.>>
Dopo aver preso in esame i problemi attinenti agli arredi e alle infrastrutture e alla loro custodia, si soffermava sulle necessità di approvvigionare l ' Istituto di nuovi testi di studio, di materiali ed equipaggiamenti didattici per rendere sempre più efficaci le istruzioni e distinto il profitto degli alunni: «Rispetto poi ai Modelli, Libri, e Strumenti incaricai il ColoneiJo sudetto a rendermi dettagliatamente informato tanto sopra li gradi del dispendio, che sulla qualità degli acquisti.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Mi riferì egli pertanto, che con l'assegnamento di Ducati 24. al Mese sarà possibile nel corso di un sessennio di allestire li Modelli pill necessarj di Fortificazione. d'attacco, e di fesa delle Piazze, e Mine, di Architettura Civile, e di Mecanica, e finalmente d'Artiglieria; non menchè formare gli Armaj per contenere la raccolta dei Libri bisognosi alle istruzioni degli Allievi nelle diverse Scienze; ed aggiungere ai pochi esistenti la compreda possibile d'altri più occorrenti a forma di Libreria indispensabile, e decente per l'Istituto; al che pure non vi andrà disgiunta la provista d'ottimi Strumenti, che mancano per le usuali operazioni da praticarsi dagli Allievi io Campagna ne' tempi destinati a questo esercizio. [...] Devo aggiungere innoltre, che trovandosi l'Instituto mancante di que' Pezzi d' Artiglieria, che servir devono alla pratica istruzione degli Allievi nel maneggio di siffatti Strumenti, ed essendo per tal motivo astretti i medesimi a passare dal Collegio al Bersaglio con loro sommo incomodo, con distrazipne, e con notabile perdita di tempo, crederei util cosa, che la Signoria Vostra volesse commettere al Savio alJa Scrittura d' intelligenza col Magistrato all'Artiglieria la somministrazione all'Instituto dei Pezzi, ed anrezzi occorrenti»
Al documento era unito un disegno ad acquerello raffigurante l'uniforme di panno color turchino cupo degli allievi costìtuta da: caschetto con placca semicircolare in ottone riportante in rilievo il leone di S.Marco, gabbana, velada con colletto, paramani e fodera cremisi e 10 bottoni di metallo dorato, camisiola (gilet) con 12 bottoni dello stesso metallo, camicia bianca e colm·ino di pelle blu (con grappe d'ottone), bragoni al ginocchio, srivaletti (ghette) neri alti sopra il ginocchio, con un cinturino bianco, allacciati esteriormente con dei piccoli bottoni, scarpe di vitello dello stesso colore, tracolla (pendon) porta taschi di cuoio bianco e giberna, cinturino pure di cuoio bianco con fi bbia d'ottone e fodero porta baionetta nero. L'armamento individuale era rappresentato dal fucile con baionetta a ghiera. Giuseppe Gradenigo, per i savi del consiglio, il 24 novembre sanzionava con atto formale tutte le proposte presentate dal Vendramin. Alfine di far fronte agli aumenti di spesa conseguenti alle decisioni approvate, la paga degli alunni veniva «ridotta dalle mensuali Lire 30 alle Lire 24, per impiegarne venti nelle giornaliere decorrenze, e lire quattro riservate in deposito per la provvista della loro uniforme al sortir del Collegio.»
Lasciare l' interspazio L'istituto sin dalla sua fondazione, come risulta dalla riportata nota dei libri esistenti nel settembre 1765, disponeva di una apprezzabile biblioteca che veniva arricchita nel tempo dai governatori e dal corpo docente con i libri più famosi, soprattutto di arte militare, di autori italiani e stranieri. Nel novembre 1767 da Zara gli eredi del colonnello Manonich inviavano in dono al collegio i seguenti testi:
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Uniforme degli allievi del Militar Collegio di Verona ( 1785)
Fotoriprodu:ione eseguita dalla Sezione dell'Archivio di Sraro di Vene:ia su concessione del Ministero per i Beni e le Auività Culturali (Atto di Concessione n. 7/2001)
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZTON"E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARl
- Architetlura Militare del Capitan Francesco de' Marchi Bolognese, libri quattro del Signor Don Vicenzo Gonzaga, in foglio con figure (0 ). Riflessioni Militari, e Politiche del Marchese S.Cruz de Manenado, tradotte dallo spagnolo, in go (2 copie). La grand'Arte di Artiglieria del Signor Casimiro Siemienovich, in foglio con figure. Prattica Manuale dell'Artiglieria opera /storica, Politica, e Militare da Luigi Coliado, in 4° grande con figure. - Arte Militare Terrestre, e Marittima secondo la ragione ad uso de' più valorosi Capi· tani Antichi, e Moderni dà Marzio Savorgnano, in foglio con figure. Novi metodi per fortificar le Piazze, e come rimediare alla debolezza delle amiche dà Giovanni Antonio Dherdort, in 6° grande con figure. Architetwra Militare l'Arte di fortificar le Città, e d'un ristretto di Geometria del Ridan Giuliano, in 6° con figure. Assaggio ]Q : la Fortificazione, o sia esame delle cause della grande superiorità deii'Auacco sulla difesa, in 6° con figure. Nuovo sistema ]!! :la maniera di difender le Piazze, per mezzo delle contramine, in 6° grande. Nuovo metodo di fortificare le più grandi Cillà del Signor della Sonchen, in go con figure. Trattato della sicurezza. e conservazione di Stati per mezzo delle Fortezze dal Signor Maigret Ingegner in Capitano Cavalier dell'Ordine Reale, e Militare di S.Luigi, in 8°. Trattato della costruzion, e del/i principali usi degli / strumenti di Matematica del Signor Nicolò Pinè Ingegnere del Rè, in 4° grande con figure. Joannis Buttonis Delfinatini, opera Geometrica, in 4° con figure. Del modo di dividere le superfici del Signor Federico Bagdadino, in 6° in quinternetto. Tavole de Sinus, Tangenti, e Secanti, e delli logaritmi de Sinus, e de Tangenti, in 6° grande. Parallelo dell'Architettura antica, e della Moderna da Palladio, Scamozzi. Serlio. Vignola, e va1j altri Autori, raccolta in foglio con figure. L 'Architettura di Andrea Pa/ladio, in foglio con figure. L'Idea dell'Architettura Militare di Vicenzo Scamozzi, in foglio con figure. Li dieci Libri d'Architettura di Leon Battista degli Al berti fiorentino, in 6°.
(
0
)
In tutto lo Stato Veneto esistevano solo due esemplari de l libro.
A integrazione del!' elenco si citano solo alcuni dei titoli che compaiono, in tempi diversi, in vari documenti: - Strategematicon Libri IV di Frontino. Histoire di Turenne. Mémoires d' Artillerie di Surirey de Saint-Remy. Gli aforismi bellici di R. Montecuccoli. Il Capitano filosofo di P.M. Doria. Commenta ire ou un Corps de Science militaire di Folard. - De Officiis di Cicerone. Limen grammaticum ovvero soglia della Grammatica di F. Porretti. - Grammatica della lingua Latina di F. Porreui.
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Compendio delle Sezioni Coniche d'Apollonia di G. Grandi. lnstituzioni meccaniche di G. Grandi. Traité élémentaire de mécanique statique et de dinamique di C. Bossut (1763). Degli elementi di Euclide gli ouo libri geometrici a cura di A.M. Lorgna, F. Ventretti e G.B. Bartolini (1766). Tavole trigonometriche, con w1 compendio di trigonometria piana, e sferica, teorica e pratica di G. Toaldo (1769) (20 copie). Essai général de Tactique di J. A. H.Guibert (1772). Nuova Geografia di A.F. Biisching (1774). Elémems d' Algébre di J. Bemoulli ( 1774) con additions di Lagrange (24 copie). lnstitutions physico-mécaniques di Papacino (1777). Nuove pratiche di Geometria di F. Ventreni (1 778). Atlante novissimo illustrato ed accresciuto di A.F. Busching ( 1779). Le pizì importanti pubblicazioni edite per le Regie Scuole di Artiglieria, e Fortificazione del regno di Sardegna (vedasi l'elenco riportato nel Cap. n, par 3.).
Nel 1769, come risulta dalla Notta degl' istrumenti matematici pervenuti dall' Inghilterra per pubblica commissione per esser impiegati ad uso degl' ingegneri, furono fatti acquistare dal Lorgna per le esercitazioni topografiche degli allievi, per i rilevamenti da effettuare al fine di provvedere alla regolazione dei corsi d'acqua e per vari usi militari: un telescopio, una tavoletta pretoriana corredata della relativa bussola e di un semicircolo con telescopio, cordelle metriche e vari tipi di parallele. Era la premessa per la costituzione di un gabinetto scientifico. Nuovo impulso per l'acquisizione di un sempre maggior numero di testi di consultazione oltre che di studio, nonché dei modelli e degli strumenti didattici essenziali per un più facile apprendimento e conseguente rapida assimilazione da parte dei discenti delle nozioni impartite, veniva dato dal savio alla scrittura Zustinian, su suggerimento del Lorgna. Questi ausili erano ora più che mai estremamente indispensabili poiché il corso di studi era stato contratto. A titolo esemplificativo si riporta la «Nota de' Modelli, Macchine, e Libri provveduti da me sottoscritto dal primo Novembre 1785, sino al di primo Settembre 1786 per uso del Publico Collegio Militare giusta il Sovrano Decreto del di 24 Novembre 1785 (731er)_ l. Leva spezzata con quattro pezzi di pietra. 2. Macchina per la caduta dei gravi senza rotelle e senza i due pesi. 3. Macchina delle forze centrifughe. 4. Tavola con due e/astri per il moto composto 5. Macchina del conflitto dei corpi. 6. Apparato per le varie combinazioni delle carrucole. 7. Leva obliqua, e leva a rettangolo. 8. Asse del centrocchio.
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GLI lSTITUTl Dl EDUCAZJONE E DI FORM.AZ!ONE PER UFFJCIAL! NEGLI STATI PREUNJTARJ
9. Macchinetta con efastro per provar le resistenze degli allargamenti. 10. Macchina con ruota per le attrazioni. 11 . Macchina con due rotelle per il moto composto, e due cilindri per gli attriti. 12. Macchina con tre occhielli di ferro per il moro composto. 13. Leva con peso a rettangolo per dimostrar la costruzione delle leve. 14. Leva per misurare ad un tempo il peso e la forza dell'uomo. 15. Macchina funicolare. 16. Apparato per provare la coerenza dei legni. 17.· Cicloide COILCava,e convessa. 18. Corde del circolo. 19. Parabola variabile. 20. Piani inclinati. 21. Leva di ferro. Zecchini 300.22. Altri minuti pezzi, il tutto comperato dal Professore Cosciali per portare detti Modelli da S.Nicolò in Collegio Militare. 12.23. Cinque grandi Modelli di Architettura civile fatti costruire 474.dal Signor Professore Cerato a Padova. Portatura de' Modelli medesimi da Padova a Verona compreso il Dazio 26: l O 24. Modelli de' primi corpi solidi regolari della geometria al 30.Signor Palamidese. 25. Grande Mulino d'acqua al Fabbricatore Perbelino. 132:15 26. Per un ponte senza file a N° Amonio Pallavicini. 60.27. Per wz ponte di Guerra, e 28. Per un Modello di un coperto a N° Antonio Palla vicini. 96.29. Per due grandi globi ad uso della Sfera. e Geografia comperati dal Signor Conte Stratico. 137:10 30. Per libri, come nel Catalogo seguente: l. Nuovo Libro per imparare la lingua Francese di Michele Ferri. 2. L'Art de la Guerre. 3. Trigonometria de' Rettilinei di Tomaso Moretti. 4. Trattato di Fortificazione del P. Guarino. 5. La Fortificazione du Sieur Antoine de Ville. 6. Les Principes de la Fortification Moderne. 7. L' Architecture Mi/itaire ou /'Art de fortifier /es Vii/es. 8. Le Capitaine de Jerosme Cataneo. 9. De vegerii Renati Comitis aliorsumque aliquot veterum de Re militari. IO. Dell'Espugnazione e dijfesa delle Fortezze. 11. L'Art universel des Fortifications. 12. Fortificarion ou Architecture Militaire par Samuel Mardois. 13. Artillerie ou vraye lnstruction par Diego Ufano. 14. De Re icnographica. 15. L' Architecture Militaire oula Fortificatiorl nouvelle par Adam Fritach (2 copie). 16. La vera militare disciplina antica e moderna del Capitano Cinuzzi. 17. Vita del Principe Eugenio. 18. Nuovo Metodo di disegnare di Cerato Vicentino Tomi 2.
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19. l Commentarii di Giulio Cesare. 20. Trigonometria plana et spherica da P. Cavalerio. 21. L'Arte Militare del Cataneo. 22. La nuova Architettura civile, e Militare del Capra - Tomi 2. 23. Ma/et l'arte della Guerra- Tomi 2. 24. A/berti lngegner civile. 25. Lorini Fortificazione. 26. Zonce nuovo Teatro. 27. Colfiado Pratica Manuale. 28. Fortification Demonstrée. 29. Architettura civile del Cerato. 30. Libri di Geografia, e Cronologia del Salmon.
Importo io turri 275.Più per la loro uniforme legatura 30:15 Somma Totale Zecchini 1574: IO
A.M. Lorgna Governatore» Il colonnello Foscarini «Compose un intero corso di Tattica, sì per l 'Infanteria che per la Cavalleria, e le parti sublimi d'essa Tattica, che riguardano la Castramettazione, gl i ordini di Battaglia, e li movimenti delle armate, e ciò per istruzione degli Alunni del Collegio Militar». Su proposta del capitano Castelli, insegnante di tattica, venivano successivamente richieste per la Scuola di Tattica le ordinanze dell'esercito prussiano, al fine di approfondire la conoscenza e lo studio degli ordinamenti e delle organizzazioni militari."
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Lasciare l' inrerspazio Inserire la Nota 73 bis "86) ASV, Senato Militar, fi. 117, anno 1785."
Inserire la Nota 73 ter
"87) ASY, Senato Militar, fi. 122, anno 1787."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di quattordici unità 222
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"concionare i soldati".»"
"concionare i soldati".»
Da un appunto intitolato Stato della Scuola di Tattica datato 7 febbraio 1789 m. v. (7 febbraio 1790), a firma di Alessandro Magnanini professore di tattica, si possono desumere gli argomenti del programma trattati durante il corso <74 bis >: «Furono esercitati i giovani nel servizio giornaliero delle Piazze e nelli seguenti capitoli della Castrametazione: 1° della Castrametazione, rro delle Osservazioni sopra la formazione del Campo, III 0 degli intervalli che si devono lasciare alle truppe che compongono l'Armata, IV 0 del
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GU ISTITUTI 0 1 EDUCAZIONE E DJ FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR.I
gran Prevosso dell 'Armata, VII 0 degli Ospitali, vrno del Quartier de' Viveri, e si proseguirà al compimento di questo studio.»" 22 "1778 m.v. "1788 m.v. (1° febbraio 1789)" (l 0 febbraio 1779)" 38 Inserire La Nota 74 bis "89) ASV, Savio di Terraferma alla Scrit· tura, fi. 264."
Modificare conseguentemente La numerazione delle Note successive aumentandole di quindici unità 224 28 "Anton Maria" "Anton Mario" "matematica, fisica e idraulica" 31 "matematica" "Delanges" 34 "Delangej" 225 3 "Urbano Cariolati" "cadetto del Collegio Urbano Maria Cariolati (nel 1785 Michiel Castellazzi)" "Guillaume" 6 "Guglielmo" Il "Botolamio Carenzi" "Bortolamio Lorenzi" 13 "Causbergh (Causberg)" "Lausbergh (o Lausberg) (nell785 Francesco Ovata)" 14 "Causbergh (Causberg)" "Lausbergh (o Lausberg)" "Bemardi" 15 "Bernardini" "dottor Nicola" 16 "don Nicola" "Gregorj" 17 "Gregori" 22 "(nel 1785 Francesco" "(nel 1785 Mare' Antonio Bezzo, Carlo Comendù, Francesco" "Delanges" 32 "Delangej" 34 "Marini." "Marini. Il 30 ottobre 1787 moriva il sergente Stellio Karadinò" 226 Depennare le righe l, 2, 3 e 4 " TI 26 agosto .................. "Il 25 agosto 1791 <77 bis) venivano ........................... cadetti." promossi e dimessi ventidue all ievi: 8 erano assegnati al corpo degli ingegneri, 8 all'artiglieria, dei quali 3 soprannumerari, e 6 con la qualifica di battaglisti soprannumerari. l cadetti Filippo Emilj e Luigi Scotti erano stati espulsi il 12 settembre 1790 «per sfrenata licenz~ ed indisciplina», per aver irriso «le leggi le più sacre dì subordinazìone» arrivando a configurare con il loro comportamento «tutti i connotati eccessi coll'uso dei modi i più irriverenti , ed arditi». Il 29 settembre erano ammessi ventiquattro nuovi cadetti. I Requisiti, e Condizioni a regola de' concorrenti per Alunni nel Collegio Militare di
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Verona, per la sua nuova apertura, che sarà nel giorno 12 novembre 1791 prescrivevano che la metà degli ammessi fossero figli di ufficiali e l'altra di cittadini nobili delle città di Terraferma, Dalmazia, Albania, Levante e de !l'ordine della Veneta Cancelleria e che questi aspiranti avessero un 'età non inferiore ai 12 né eccedenti i 14, privi di infermità e di difetti organici, perfettamente istruiti nel leggere e nello scrivere. I requisiti dovevano essere attestati con le fedi del consiglio dei nobili, di battesimo, di medici-chirurghi e dagli esaminatori ed essere presentati all'Uffizio alla Scrittura. li documento riportava un Inventario de' Mobili, che dovrà portare ogni Alunno nel suo ingresso nel Pubblico Collegio di Verona, nel quale, oltre alle masserizie e agli effetti letterecci e di arredo richiesti, erano elencati gli oggetti di vestiario da cui è possibile ricostruire la foggia deli' unifom1e degli allievi: velada di panno blu con collarino di panno cremisi, fodera di Roè cremisi e bottoni di metallo dorato lisci, braghe di panrro cremisi e brache bianche di Cervetto, camisiola lunga fin quasi al ginocchio e provvista di due tasche, stivaletti neri di vitello per uso di cavallerizza, veladone (cappotto) di panno blu simile alla velada con una sola bottoniera e bottoni conformi a quelli del vestito, cappello con due fiocchetti alle parti e inoltre altri oggetti d'ornamento quali fibbie per scarpe, cinturini di metallo liscio dorato e colletti lustri di vachetta veneziana." Lasciare l' interspazio 7 e 8 "entravano in Verona." "si presentavano sotto la porta di San Zeno di Verona e il l O luglio entravano in Castelvecchio." 10 "Salimbeni." "Salimbeni. Il2luglio 1796 questi ne assumeva il comando interinale, autonominandosi vice governatore, affidava l'incarico di direttore delle scuole e degli studi al capitano Bertolini." 17 "scaligero. L' istituto" "scaligero e il24 luglio veniva ordinato che coloro i quali fossero già in età prescritta dalla legge per prestare «pubblico Militar servizio» venissero incorporati nella Milizia con il grado di alfiere. Tre furono assegnati ai reggimenti di Cavalleria Crovata , e Dragona, due nel reggimento di artiglieria e gli altri diciannove soprannumerari nella truppa. La gran parte degli ufficiali (tra i quali il Salimbeni e il Bertolini), dei sottufficiali e degli insegnanti del collegio rimasti a Verona presentavano domanda di dimissioni per i più diversi motivi sollecitandone l ' accoglimento. L'Istituto"
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GLI ISTITUTl DI EDlJCAZIO~E E DI FORMAZIONE PER UFAClALI i'OEGLI STATI PREliNITARI
34 "ricalcavano quelli" " ricalcavano, di massima, quelli" 36 e 37 "l 'ex alfiere soprannu- "gli ex allievi soprannumerari, merario, promosso promossi" "Bidasio nominato" 37 "Bidasio lmberti nominato" 38 "il professore di mate- "Giovanni Zanardini professore matica Luigi Cagnoli." di fortificazione." 39 Inserire La Nota 77 bis "93) ASV, Sa~·io di Terraferma alla Scrittura, fi. 263 e fi. 264." CAPITOLO V (ex IV)
Nelle Note dòve compare la dizione "Allegati al cap. IV" correggere in "AIlegati al cap. V" (pagine 235, 241, 243, 247. 253, 261. 262, 268. 271, 274, 281, 283. 284, 286, 288, 289, 296)
229 230
27 20
"della" "un quinquennio. L'esercito del Regno italico, nel 1811, era costituito da: la Guardia Reale (che inquadrava la Guardia d'onore su 5 compagnie con personale a cavallo e a piedi, 1 reggimento Veliti Reali su 12 compagnie, l reggimento Fanteria della Guardia su 2 battaglioni di 5 compagnie ciascuno, i Dragoni della Guardia su 2 squadroni, l'Artiglieria della Guardia su 2 batterie a piedi e 2 batterie a cavallo, treno di artiglieria, 1 reggimento coscritti della Guardia su 2 battaglioni); 7 reggimenti d' Infameria, ciascuno composto da Stato maggiore, 4 o 6 battaglioni su 6 compagnie (l granatieri, 4 fucilieri, l volteggiatori) e l battaglione deposito su 4 compagnie; l reggimento d' Infanteria Dalmata su 4 battaglioni; 4 reggimenti d'lnfanteria leggera e battaglione Coloniale; 4 reggimenti Cacciatori a Cavallo (l 0 Rea/ Italiano, 2° Principe Reale); 2 reggimenti Dragoni (Regina e Napoleo ne); la Gendarmeria Reale (che inquadrava 3 Legioni per complessive 24 compagnie, l deposito d'istruzione per La Gendarmeria), l reggimento In validi e Veterani su 3 battaglioni (l di invalidi e 2 di veterani); 2 battaglioni 1ì·asporci Militari; l battaglione Guardie della Città di Milano su 6 compagnie; la Guardia di Venezia su 2 battaglioni e l compagnia cannonieri; le 22 compagnie di Riserva dipartimentali; l reggimento di Artiglieria a piedi composto da 2 battaglioni ciascuno su lO compagnie, l battaglione di Supporto su 7 compagnie (3 pontonieri, 3 operai, l armaiuoli) e l compagnia deposito; l reggimento dì Artiglieria a Cavallo; Treno dell'Artiglieria su 2 battaglioni, uno di 6 e uno di 7 compagnie "della" "un quinquennio."
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO!
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compresa la deposito; i Cannonieri Guardiacoste su 7 compagnie; l battaglione Zappatori; il Treno del Genio su 2 compagnie. Una forza complessiva di 44.000 uomini, 6.000 cavalli e un parco d'artiglieria di 120 pezzi.'' 231 13 "guardie d'onore, scuola" "guard ie d'onore, più precisamente il Reggimento Veliti Reali (l 0 battaglione Granatieri e 2° Carabinieri), scuola" 234 22 "mocciglia sulle" "mocciglia ('bisaccia') sulle" Spostare la figura di pagina 248 dopo la pagina 255 249 22 "Bidasio (3 2>." " Bidasio Imberti (3 2>." 255 28 "subiti» C45>." "subiti» <4 5>. Nel 1812, erano previste per gli alunni della scuola due divise: la gran tenuta costituita da un un cappello a due pun1e, un cappotto grigio-ferro con mostrine rosse, un 'uniforme verde con risvolti, bottoni e fodera bianchi, collo e paramani rossi, giubba e calzoni bianchi; la piccola tenuta da un abito a serrò verde con colletto rosso e calzoni verdi." Lasciare /' interspazio 262 12 "corpi." "corpi. Nel documento era inoltre precisato che il concorso era aperto «per quella gioventù che dotata delle necessarie qualità, e cognizioni aspira alla carriera degli studj militari.»" 275 32 "(2 settembre 1801)." "(2 settembre 1801). Ingegnere e ispettore centrale del Corpo del Genio ( 1799). capo della direzione Genio del Ministero della Guerra ( 180 l), dal 1791 era socio accademico della Società Patriottica per gli studi di idraulica, nel 1812 diverrà membro del Reale Istituto delle Scienze, lettere c arti del Regno d'Italia."
282
31
"cordarlo»."
"cordarlo». L'articolo 2° del regolamento di disciplina, concernente la divisa dei frequentatori, così recitava: «L'uniforme degli allievi è lo stesso che viene prescritto pei due Corpt dell'Artiglieria, e del Genio dai relativi ordini del giorno del Ministero della Guerra in tutto ciò che è comune fra di loro, i rovesci, ed il colletto sono di velluto nero con filetti rossi, i paramani del color verde dell'abito. J boltoni di metallo bianco portano in giro le parole Scuola Militare, e nel mezzo il motto Auacco, e Diffesa: portano i distintivi del grado di sotto Tenente. che la legge loro accorda.»"
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN!TARI
"Lavori sull'Artiglieria" "Fortificazione" "giugno. L'uniforme degli alunni, come si desume da un disegno (8 4•bis), era costituita da cappello a due punte di colore blu scuro, guarnito con frange d'argento alle estremità e, sul lato sinistro, una nappina bianca con pennacchio verde-bianco-rosso, quest'ultimo colore prevalente sugli altri; giubba lunga, della stessa tinta del cappello, a due falde con colletto alto, chiusa da una pettorina con due serie di sei bottoni bianchi, spalline d 'argento, paramani e tasche ornate con tre bottoni, foderata internamente di panno rosso, colore delle filettature del colletto, della pettorina, dei paramani e delle falde; camiciola, gilet e pantaloni bianchi; collare nero; stivali al ginocchio neri; spada con impugnatura e dragona d 'argento e fodero marrone. " 288 19 e 20 "lavori sull'artiglieria" 20 "fortificazione" 28 "giugno. "
35
Inserire la Nota 84 bis
"85) ACM, Cronaca Rovatti 1798."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di una unità
296
"di tenuta. I frequentatori, nel 1807, indossavano una uniforme costituita da un cappello, da una palandrana e un surtout a un petto di color blu e stivali lunghi come quelli di fanteria; successivamente, con provvedimento del 22 agosto 1811 lo schako sostituirà il cappello, l 'abito a un petto quello con rovesci di velluto, gli stivali corti con risvolta e quelli alla scuderia verranno adottati al posto di quelli lunghi." 23 "Henri conte di" "conte Heinrich von" 307 8 "(27 agosto 1801)" "(27 agosto 1800)" 312 6 "di Veterinaria." "di Veterinaria. Un provvedimento del l 0 febc braio 1811 definiva per gli allievi dell'istituto la composizione dell ' uniforme: cappello a tre punte con asola e bottone, abito verde a un petto e 9 bottoni bianchi riportanti la denominazione della scuola, paramani verdi e colletto scarlatto, giubba bianca, calzoni di pelle alla scuderia, cinturino e sciabola della cavalleria pesante. Gli ufficiali e i sottufficiali frequentatori che indossavano l'uniforme del loro reggimento di appartenenza al maneggio, per le istruzioni, usavano gli stivaIoni e i guantoni." 4
"di tenuta."
AGGI UN1E E VARIANTI AL TOMO!
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Uniforme degli allievi della Reale Scuola d'Artiglieria e Genio ( 1805) Archivio Comunale di Modena
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OLI ISTillJTJ DI EDUCAZIONE E DI FOR\1AZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREliJI,ITARI
14
"dell'esercito»."
"deU' esercito».
AIJa data del 13 giugno 1814 la scuola assolveva ancora pienamente i suoi compiti." 25 "ventitré'' "ventitrè" CAPITOLO VI (ex V)
Nelle Note dove compare la dizione "Allegati al cap. V" correggere in " Allegati al cap. VI" (pagine 331,332,337,339,347,351,360, 361) 319
5
"comprendente un regolare" "comprendente 5 reggimenti di fanteria nazionale (Reggio, Modena, Mirandola, Frignano, Garfagnana) e uno svizzero (De - Gros), un regolare" 28 "armi austriache. "armi austriache. Era" L'organico dell'esercito era rappresentato dalla Guardia nobile d'onore, dal Corpo reale dei Dragoni, dal battaglione Estense d' infanteria costituito dall834 su 6 compagnie portate successivamente, prima del 1848, a 8 e da una deposito; l'Artiglieria, inizialmente composta da una compagnia cannonieri, nel 1839 ne aggiungeva una seconda; nel 1831 era stato istituito il Corpo dei pionieri. Era·· 320 l "l'editto del" "l'editto sovrano del" 3 ",integrata con il volonta- " per coprire le vacanze del reriato (2) _, clutamento volontario <2). Ogni Comune aveva l ' obbligo di fornire un contingente annuo di giovani dai 20 ai 26 anni compiuti , reclute volontarie o coscritti, da assegnare ai di versi Corpi militari nella misura per ciascuno stabilita. L' ordinamento generale del 1849 comprendeva nell'esercito permanente: la Guardia nobile d'onore; il reggimento Estense di linea formato da 2 battaglioni (il l 0 di linea e il 2° cacciatori), il cui organico, nel 1852, verrà portato, a 4 battaglioni fucilieri, ovvero 3 operativi e l quadro, ciascuno su 4 compagnie (l granatieri, 3 fucilieri) e l battaglione cacciatori su 4 compagnie cacciatori; la l g compagnia di Artiglieria montata e le ricostituite 2D e 3ll compagnia a piedi, su 4 cannoni di bronzo (da 6 libbre) e 2 obici di bronzo (da 7 libbre di Vienna); 2 compagnie Pionieri; lo Stato Maggiore delle Piazze (addetto alle fortezze di Modena, Reggio, Massa e Carrara, Guastalla, Finale, Rubiera, Sestola); inoltre il Corpo reale dei dragoni parte a cavallo e parte a' piedi, esistente sin dal 1814, portato nel 1848 da 2 a 3 compagnie e successivamente, nel 1851, a 4.
..
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
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A capo delle truppe era posto il Supremo Comando Generale che in caso di conflitto assolveva la funzione di Ministero della guerra." 13 "progesso." "progresso. A seguito del decreto dell' 11 settembre1854, a cominciare dal l 0 gennaio 1855 la coscrizione veniva estesa a tutti i cittadini dai 19 ai 27 anni d'età con l'obbligo di prestare il servizio militare per la durata di anni 8, di cui 6 di ferma e 2 nella riserva." 15 "circa 13.000 della riserva" "circa 13.000 (3 reggimenti di fanteria, pari a 15 battaglioni per complessive 99 compagnie) della riserva" 21 "generale Benedek" "generale Ludwig von Benedek" "1912, p. 332. Decreto di Francesco IV 30 "1912,p.332." del 5 aprile 1849."
322 33 "Monsieur Vauban, la"
"Monsieur ('Sebastian Le Preste Marchese di') Vauban,la"
323 35 "Dissertazione Matematica Militare" "Dissertazione su la Milirare Architettura recitata , e consecrata alle Altezze Loro Serenissime il Serenissimo Signor Principe e Serenissima Signora Principessa ereditaria di Modena ec. da D. Giuseppe Da Via- Allegati al cap. Vl, doc. 1."
Modificare conseguentemente nelle Note, alla voce Allegati, il numero progressivo dei documenti di una unità "Matematica" 38 "maternatica"
329 16 Depennare le righe 17, 18, 19, 20, 21, 22 e sostituir/e con il seguente testo: "Come peraltro è stato detto, sono sconosciuti i programmi di studio dettagliati dell'accademia-conferenza di architettura militare. Si può però verosimilmente ritenere che gli argomenti fondamentali, che costituirono l'oggetto degli insegnamenti impartiti dal Da Via, venissero da lui compendiati nella citata pubblicazione, la Dissertazione sulla Militare Architettura. Tale tesi è peraltro confermata dalla lettura del testo e delle note nelle quali si fa esplicito riferimento allo sviluppo dato nel corso delle lezioni ad aspetti costruttivi particolari, a dettagli tecnici, a quesiti e a soluzioni da adottare coerentemente. L'autore pone in particolare rilievo la inderogabile necessità, per coloro che «giugnere specialmente volessero alla Scienza delle Militari cose», dell'apprendimento delle discipline matematiche e della fisica sperimentale.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
Estremamente polemico con gli autori dei libri oltramontani di fortificazione, posteriori al Vauban, affronta il problema della progettazione delle opere affermando «che Ja Militare Architettura può essere Matematicamente trattata; e che generalmente così esposta libererà ogni Nazione dal dover ciecamente ubbidire, e fidarsi» di quanto esposto con saccenteria, soprattutto dai francesi. Analogamente a quanto si era da sempre attuato nel campo de li 'architettura civile fissando a priori i moduli estetici, iniziava con il definire i criteri, non artistici bensì ossidionali, da osservare nella scelta e nella determinazione delle unità di misura. Queste dimensioni erano ritenute vincolanti e pertanto da attribuire non solo ad alcune parti fondamentali della fortificazione, ma anche ai rapporti intercorrenti fra i suoi elementi costituenti. Valgano a titolo di esempio: la gittata del moschetto, che condizionava la linea di difesa, ovvero la lunghezza dei lati esteriori della struttura difensiva, detta cortina o fianco (distanza intercorrente tra due baluardi); il valore angolare talora tendente all'angolo ottuso, maggiore possibile, del baluardo e del rivellino nelle piante a forma poligooale e talaltra all'angolo retto o anche acuto delle lunette (tenendo sempre presente che i tiri d'artiglieria più efficaci, ovvero più perniciosi, effettuati contro i fianchi sono quelli incidenti normalmente alle strutture); la statura media delle persone per la definizione dell'altezza dei parapetti degli spalti. Attenendosi rigorosamente a quanto esposto dal grande ingegnere militare di Francia e non già alle asserzioni dei suoi epigoni affermava che «per iscoprire le Teorie, che hanno guidato alla determinazione di tali misure il Maresciallo, bisogna venire a formarne un'Analisi, e scoprirne le proporzioni, e giudiziosamente indagare i motivi, dai quali egli può essere stato particolarmente spinto piuttosto ad una, che ad un'altra determÌnazione. Egli certamente non ha preteso, che si giuri su la sua parola.» Presentava quindi delle soluzioni geometriche in grado di risolvere, fissati alcuni determinati presupposti, il problema fondamentale del dimensionamento delle varie strutture di una piazzaforte. Giungeva conseguentemente a fissare le misure e i rapporti soprattutto nell'ambito della fortificazione regolare prescindendo dai vari sistemi metrici in uso. Tale metodo con gli opportuni temperamenti poteva però venire esteso anche a quella irregolare. «Per le quali cose, oltre le regole quì sopra accennate, e nelle mie Lezioni più difusamente esposte, potrannosi costruire tavole universali, che regolate dalle Trigonometriche, potranno somministrare ad ogn 'uno pratico modo di poter qualunque piazza con vero, e fondato raziocinio progettare.»
AGGIUNTE E VARlANTl AL TOMO l
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Certo è che la sua accademia di architettura militare si limitava ali 'esame della progettazione teorica del modo di fortificare, ossia delle sue regole, senza peraltro entrare nel merito della costruzione vera e propria, argomento questo da luì stesso definito da capo mastro. Nel 1760 la scuola era sicuramente attiva, come si può arguire dallo stralcio del testo che si tra-" 330 2 e 3 "Vostra...», testimonierebbe "Vostra», confermerebbe l'esil' esistenza dell'accademia" stenza del! ' accademia ovvero del corso universitario." 4 "Probabilmente alla fine" "Alla fine" 333 36 " in italiano." "in italiano. Nel capoverso Vestiario era precisato: «Gli Alunni avranno una sola specie di uniforme che loro servirà pel servigio e per la Gala, ma avranno due sorta di calzoni lunghi: bianchi cioè per i giorni di Parata, e grigi per ogni giorno. I primi attilati, gli ultimi a campana. Avranno eziandio due qualità di stivali, cioè stivali alti, pei giorni di Parata, e stivali corti per ogni giorno da sottoporsi ai pantaloni grigi. Per Casa, alla Cavallerizza, alla Sala d'Armi, e di Ballo, porteranno un abitino co1to di panno. In qualsiasi altro incontro vestiranno costantememte l 'uniforme.» Da una nota del 1822 (3J bis) si desumono maggiori particolari sulle divise dei cadetti dell'accademia nobile, la dotazione consisteva in un': «uniforme alla tedesca di panno celeste colle mostre orange con bottoni gialli di metallo, pantaloni attillati di casimiro bianco per gala e corti per le feste di corte, pantaloni a campana con bottoni di metallo giallo per ogni giorno dell'inverno, elmo, stivali, piccola uniforme ossia abito di panno misto per casa e per la cavallerizza e berretta dello stesso panno con visiera di corame per la medesima occasione e per il passaggio in tempo di villeggiatura a Scandiano»." 42 Inserire la Nota 31 bis "32) M.D .. Dagli Eserciti preuniwri all' Esercito italiano, p. 87."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di una unità
340 30 Depennare le righe 30 e 31 e sostituir/e con il seguente testo: "prestavano giuramento di fedeltà. Vestivano la divisa dei pionieri, cioè Kepì di feltro nero con fregio in metallo, nappina blu-chiaro e pennacchio di piume verdi di gallo ricadente sul davanti; tunica turchino scuro a doppio petto con colletto, paramani e filettature in velluto cremisi, bottoni di metallo giallo, pantaloni grigio ceruleo con filetto cremisi, ma confezionata con un panno più fine. Una bandoliera e una budriere porta arma di cuoio nero e la sciabola (couteaux de chasse) con dragona di
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GLI ISTITUT I DI EDUCAZIONE E Dl FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREUNIT ARI
seta completavano l'uniforme. Indossavano in casa una giacchetta (specie di spencer) con maniche e pantaloni di tela o di fustagno bianco con piccole righe blu e fuori casa la montura." 348 5 "cadetti e pertanto" "cadetti, in quanto tali vestivano una speciale uniforme, e pertanto" 354 14 "Olmutz" "Olmlitz (Olomouc)" CAPITOLO VII (ex VI)
Nelle Note dove compare la dizione "Allegati al cap. VI" correggere in "Allegati al cap. VII" (pagine 369, 379, 382, 386)
367 25 "casata dei Farnese." "casata dei Farnese. Lasciare l' interspazio II duca Filippo di Borbone nel periodo del suo regno si impegnava neJla ricostruzione dell'esercito, che assumeva un'entità notevole relativarpente al numero di abitanti del ducato. L'organico era rappresentato da: la Compagnia degli Arcieri, la Compagnia Alabardieri Reali già Compagnia franca Irlandese, la Compagnia delle Guardie del Corpo a cavallo, il Reggimento di fanteria Parma, la Compagnia dei Rossi, il Corpo degli Invalidi e i Reparti provinciali. Dopo la sua morte molti dei Corpi e dei reparti verranno sciolti." 30 "eccezioni. L'incorporamento" "eccezioni, con l'obbligo di prestare il servizio militare per la durata di anni 8, di cui 5 di ferma e 3 nella riserva. L' incorporarnento" "in Piacenza. 35 "in Piacenza." Carlo III riorganizzava e potenziava l'esercito permanente: la forza effettiva che alla fine del 1849 era di circa 2.000 uomini , nel 1852 ammontava a oltre 3.800 militari. I reparti erano rappresentati da: le Guide del Comando a cavallo, già Drappello delle ReaLi Guide; le Guardie del Corpo del Valtarese, già Corpo delle Guardie d'onore, su 3 compagnie a cavallo; la compagnia Al.abardieri; la Brigata di fanteria su 5 battaglioni di campagna ovvero 1 battaglione di Guardie reali su 4 compagnie (2 granatieri, 2 moschettieri), 3 di linea, di cui il3° di riserva, su 6 compagnie fucilieri, e l di cacciatori su 2 compagnie delle 4 previste; il Corpo d'artiglieria composto dallo Stato maggiore e dalla batteria da campagna su 8 cannoni e 6 obici; il Corpo del G,enio dallo Stato maggiore grande e piccolo e da l compagnia
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
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zappatori, dallo Stato maggiore delle Piazze (di Parma, Piacenza, Pontremoli, Borgo S.Donnino, Borgotaro, Forte di Bardi, Castel S.Giovanni); inoltre il Corpo di Gendarmeria su 4 compagnie, parte a cavallo e parte a piedi." 368 22 "armo 1858 invece a" "anno 1858, riportati dalla citara Rivista Militare Italiana del 1906, invece a"
23 e 24 "(vds. nota (3) del cap. V)." Depennare l O "spada, musica." 385 "spada, musica. Nel luglio del 1853 il maggiore Angelo Gasparotti subentrava nel comando della Scuola al magg iore Pides." 388 38 "maggiore" "maggiore Ferdinando Donati" CAPITOLO VIII (ex VII)
Nelle Note dove compare la dizione "Allegati al cap. VII" correggere in "Allegati al cap. Vill" (pagine 40 l. 405, 406, 407, 4 1O, 412, 417. 421)
395
4
"e lorenesi."
"e lorenesi. Il piccolo esercito, posto al comando del generale barone von Breitwitz, era costituito da truppe regolari rappresentate da: il reggimento delle Guardie fo rmato dallo Stato maggiore e da 3 battaglioni che inquadravano fanti svizzeri e tedeschi; il reggimento di Toscana, dali 'analogo organico, con fanti paesani e dal 1748 anche da l battaglione di Marina; un piccolo Corpo di bombardieri che nel 1740 diventerà battaglione d'Artiglieria su 4 compagnie; inoltre dalle milizie irregolari ovvero il Corpo delle bande, che comporranno, nel 1744-45, nel corso della guerra di successione austriaca, i reggimenti di Lunigiana, di Romagna e delle Maremme della milizia nazionale, e del reggimento Corazzieri na:ionali." 8 "armonica. Con la "armonica. A seguito della riforristrutturazioma de113 settembre 1753, attuata dal conte De Salins, il reggimento Guardie veniva denominato ] 0 Reggimento di fanteria, formato da Stato maggiore e da 3 battaglioni che inquadravano complessivamente 14 compagnie (2 granatieri, l2fuci/ieri); il reggimento di Toscana diveniva 2° Reggimento di fanteria, con il medesimo organico; il battaglione di Marina costituiva il 3° Reggimento di fanteria su Stato maggiore e 2 battaglioni, ciscuno su 5 compagnie (l granatieri e 4 fucilieri); si costituivano: il reggimento rea/ Corpo dei Dragoni su Stato maggiore e 9 compagnie (l granatieri e 8 dragoni); il battaglione d'Artiglieria del real Corpo d'Artiglieria su 2 compagnie; il Corpo del Genio composto
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOrffi E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
da ufficiali, cadetti e personale tecnico; 3 Compagnie presidiarie (di Grosseto, Portoferraio e del Giglio). La forza totale ammontava a circa 6.300 uomini. La milizia nazionale veniva sciolta. Con la ristrutturazione" lO "dell'esercito." "dell'esercito. Questo era ora composto dalla Guardia del Corpo, dal l o reggimento di fanteria di linea Rea! Toscano, da un piccolo Corpo di Dragoni Toscani, due compagnie franche, una dozzina di compagnie di truppa civica presidiaria e, nelle principali città, da alcuni reparti bombardieri." "volontmj" 397 6 "volontari" 26 "d'Italia." "d'Italia. Alla data del 31 dicembre 1849 l'organico dell'esercito toscano era costituito da: il reggimento Imp eriale e reale Gendarmeria; il reggimento Veli ti; il l o reggimento di Fan teria, già reggimenti rea/ Ferdinando (n° l) e rea! Leopoldo (n° 2), su 3 battaglioni operativi e l deposito; il reggimento reali Cacciatori a cavallo; il reggimento d'Artiglieria; il battaglione Guardacoste inSjl/are; il Corpo d'Ingegneri militari; per complessivi 8.000 uomini circa, e inoltre dal Corpo dei Cacciatori volontarii di costa e frontiera. A seguito del decreto 13 maggio 1852, attuato a cominciare del l o luglio dell'anno successivo, la fanteria veniva inquadrata nella l~ e nella 2~ Brigata di fanteria, ognuna composta da 4 battaglioni, di cui 3 formati con i rimaneggiamenti apportati ai reparti preesistenti: il l o battaglione conservava la denominazione di ve liti mentre i rimanenti quella di fanteria di linea, ciascuno era ordinato su Stato maggiore, Stato minore e 4 compagnie; con il disciolto reggimento cacciatori a cavallo veniva formata la divisione reali Cacciatori a cavallo su Stato maggiore e minore e 2 squadroni; il reggimento d 'artiglieria diveniva rea! Corpo d'Artiglieria composto da un'Ispezione generale; una divisione d'Artiglieria su Stato maggiore e minore e 2 compagnie, una da campo (batteria di 6 cannoni da sei libbre e 2 obici da ventiquattro) e una da piazza (presidi di Livorno e Portoferraio); 2 battaglioni Cannonieri guardacoste continentali e l battaglione Cannonieri guardacoste insulare, ciascuno su Stato maggiore e minore e 4 compagnie; il Corpo d'Ingegneri militari; pari a circa 6.900 uomini." 39 "anno 1858, figuravano" "anno 1858, riportati dalla citata Rivista Militare Italiana del 1906, figuravano"
402
Spostare l'illustrazione da pagina 402 a pagina 404
AOOIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
404
32
"degli orari."
253
"degli orari.
Lasciare /' interspazio L'uniforme di servizio dei cadetti era costituita da un copricapo nero a caschetto con bordure d'oro, un cappotto aperto sul collo, da indossare sopra la divisa anche in caso di pioggia, da un abito lungo a un petto con falde, entrambi di colore blu, paramani, colletto e interno rossi, bottoni bianchi, collarino o corvatta nero, giacca e pantaloni bianchi, ghette nere con bottoni di metallo e buffetterie (cinturino, tracolla porta cartucce, cinghia del fucile) bianche; la piccola uniforme da portare fuori servizio era formata dagli stessi capi di corredo, ma con il tricomo al posto del caschetto, le calze bianche di seta e le scarpe nere con fibbie dorate in sostituzione delle ghette, la spada con dragona portata al cinturino." 406 27 "Che corsi i 40 giorni" "Che scorsi i 40. giorni" 28 "del Corpo.»" "del Corpo.» Lasciare l' interspazio J cadetti erano alloggiati in uno stabile della Fortezza da Basso, ogni stanza adibita a camera era occupata da due individui. Per esercitare sugli allievi una costante vigilanza coabitavano, in locali separati, un ufficiale e un sotrnfficiale. Le disposizioni disciplinari e penali dei regolamenti vigenti erano applicabili anche ai cadetti, «sempre nella forma, e con quei riguardi che si convengono a giovani iniziati nella Carriera di Uffiziali», con il dichiarato intento di eccitare e incoraggiare il giusto amor proprio e il sentimento dell'onore e non già il timore per il castigo in coloro che avessero mancato. Allorché dimostravano scarso attaccamento al servizio oppure si rivelavano negligenti e trascurati negli studi o pertinaci in una condotta reprensibile venivano proposti per la dimissione. Ciascuno doveva essere dotato, a cura della propria famiglia, di due tipi di uniformi: quella di gala composta da schako con fodera d'inceralO, cappotto d'uniforme, giubba, pantaloni di panno celeste oppure bianchi per l 'estate, stivali o tronchetti, spada con dragona e inoltre della piccola tenuta." 407 14 "Armi» (18l. " "Armi». La scuola dei cadetti era ubicata nel forte di S. Giovannj Battista con l'ingresso posto a tramontana, presso la porta detta del Soccorso. <18l" 30 e 31 Depennare la frase "La scuola dei ................ del Soccorso." 41 O "generale De Laugier" "generale Cesare Dc Laugier"
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411
GLI ISTITUTI DI EOUCAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UFFlCJALI NF.GLI STATI PREUN!TARI
8
"tufficiali. In servizio la loro uniforme era in tutto simile a quella della truppa, si distinguevano per il guasco (basco) bordato come i sergenti, e per la sciabola e la dragona; fuori servizio erano autorizzati a indossare una divisa confezionata con panno fine." 414 24 "privi di benL" "privi di beni. Dalla nota degli oggetti di corredo dei cadetti si può desumere che la loro uniforme ordinaria fosse costituita da guasco, cappotto, giacchetta e pantaloni di panno, camicia e goletto di raso turco, guanti di pelle di daino e quella da fatica da berretto di polizia, tunica, soprabito di tela grezza, pantaloni di rochendock, tronchetti e per l'equitazione pantaloni di panno con pelle, tronchetti con speroni." 424 26
"tufficiali."
Lasciare l' interspazio "Pietro Actis"
"Cesare Actis"
CAPITOLO IX (ex VIII)
Nelle Note dove compare la dizione "Allegati al cap. vm" correggere in "Allegati al cap. IX" (pagine 436. 441. 449, 455, 456. 461, 465) 429
15
"generale Enea Caprara" "generale conte Enea Caprara"
16
"colonnello Francesco de Paolo"
"senza disciplina» <4>. Nel dicembre del 1796 l'esercito pontificio era costituito da un Comando generale, dalla P e dalla 2il Legione che inquadravano il reggimento Guardie, il reggimento Colonna, il l 0 e il 2° reggimento Romagna, il reggimento Civitavecchia, il reggimento Marca, ognuno su 2 battaglioni, dal battaglione dei Corsi, dal battaglione di Artiglieria, dal battaglione Guarnigione, da un reparto di Cavalleria e dai comandanti della Cavalleria, dell ' Artiglieria e del Genio." 30 "volontariato." "volontariato. AIla data del 1° gennaio 1822 l'organico dell'esercito era rappresentato da: 2 reggimenti Carabinieri (Gendanni) composti da 6 squadroni e 14 compagnie; 2 battaglioni granatieri, 2 battaglioni leggeri, 5 battaglioni fucilieri, ciascuno su 6 compagnie; l reggimento Dragoni su 6 compagnie; 1 reggimento d'Artiglieria su 8 batterie, di cui 2 montate da campo e 6 da piazza e costa; ufficiali del Genio; l battaglione Veterani su 4 compagnie, per un totale complessivo di 11.391 uomini. Nel 1820 era stata riorganizzata anche la truppa provinciale, formata da 19 reggimenti di fanteria di due o pù battaglioni per complessivi 20.000 individui <4 bisJ." 430 22
·'senza disciplina» <4>."
"colonnello barone Francesco de Paolo"
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
34
"i cadetti che proponevano"
38
Inserire la Nota 4 bis
255
" i cadetti e i sottufficiali che proponevano"
"5) P. Dalla Torre, Materiali per una storia dell' Esercito pontificio, p. 20. I reggimenti portavano il nome delle province di reclutamento: I 0 e 2° Ferrara, I 0 e 2° Bologna, 1°, 2°c 3° Romagna, l 0 e 2° Urbino, 1°, 2°e 3° Marche, l 0 e 2° Umbria c Patrimonio, l 0 e 2° Lazio e Sabina, l 0 e 2° Marinima e Campagna."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di una unità 431 "sottotenente (Notificazione" "sottotenente, a quello di tenente i sottotenenti che ne presentavano altrettante, a capitano il tenente per 100, inoltre chiunque ne avesse consegnato al Comandante della Guernigione 100,200,600,800, 1.600 idonee avrebbe conseguito nell'ordine il grado di tenente, capitano, maggiore, tenente colonnello e colonnello (Notificazione" 2 "G. Ugolini" "Giuseppe Ugolini" 432 28 "cosmopolita» <7>. Solo "cosmopolita» <7>. nel 1860 però, con" Nel 1854 l 'organico prevedeva Stati Maggiori e Intendenza, 4 legioni di Gendarmeria su 16 compagnie; 2 reggimenti di Fanteria Indigena composti da 2 battag lioni, ciascuno su Stato maggiore grande e piccolo, 8 compagnie (l granatieri, 6 fucilieri, l volteggiatori) e 1 fuori di rango, inoltre l battaglione cacciatori con il medesimo ordinamento; l reggimento di Fanteria Estera su 3 battaglioni ovvero 24 compagnie; 2 bartaglioni Sedentmj ognuno s u 8 compagnie e l fuori di rango; l reggimento Dragoni su Stato maggiore grande e piccolo, 5 squadroni e l plotone fuori di rango; l reggimento d'Artiglieria su 8 batterie (quattro cannoni da 6 o da 8 e due obici da 24), di cui 2 da campo montate e di una sezione fuo ri di rango; ufficiali del Genio (Ispezione principale; Direzione generale; Direzioni territoriali di Roma, Civitavecchia, Ancona, Bologna e sotto Direzioni di Perugia, Forlì); Stato maggiore delle Piazze (di l@classe Roma, fo1te S.Angelo; di 2~ classe Bologna, Ancona, Civitavecchia, Ferrara; di 3! clas e Forli, forte S.Leo, Macerata, Spoleto, Civita Castellana, Paliano; di 4 1 Classe Rimini, Pesaro, Perugia, Foligno, Narni, Terracina, Benevento); compagnia Invalidi e compagnia di Disciplina. La forza complessiva ammontava a circa 13.500 uomini, secondo il Dalla Torre 15.547. Sotto la pressione degli avvenimenti politici, nel 1859, il riordinamento dell 'esercito veniva affidato al generale francese Christophe Juchault de la Moricière (o De Lamoriciére) che avrebbe dovuto aumentare gradualmente gli effettivi sino a conseguire, entro la f ine del 1860, il traguardo di 28.000 uomini. Solo con"
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GLI ISTlTlTTI DI EDUCAZIONE E DI FORMi\ZIONE PER UFFICIALI l'EGLI STATI PREUNTTARI
"dell'esercito, aJJa data dell 0 luglio pari a circa 22.000 unità, con l"' 31 "provvedendo" "provveduto" 33 " A iniziare dal" "A causa del disastroso esito della campagna delle Marche, conclusasi con la sconfitta di Castelfidardo ( 18 settembre 1860), che aveva visto più che dimezzati gli effettivi. pontifici, nel 1864 veniva proposto un nuovo piano di riorganizzazione. A iniziare dal" 33 "Cristophe de Lamoricièr" "barone Hermann Kanzler" 433 30 "Nel J 8 14, dopo" "Il rilascio della patente di al fiere, che prima della riforma Caprara era concessa dal pontefice a qualsiasi persona di distinzione che ne facesse richiesta, facendosi opportunamente raccomandare dai responsabili religiosi delle tre amministrazioni militari pontificie, richiedeva ora l'esborso di emolumenti alla Segreteria delle Armi. Questa conferiva g rado e rango nell'ambito di un precisato reparto, ma raramente un posto nell'organico e una retribuzione. A cominciare dal15 dicembre 1792 veniva abolito il titolo di alfiere soprannumerario, la promozione ad alfiere effettivo veniva riservata ai oli cadetti che avessero servito con merito e senza paga. Verosimilmente nel 1793, in margine alla citata riforma, un anonimo trattava compiutamente con il Piano ragionato per una nuova costituzione militare nello Stato ecclesiastico (IO bis) il problema della fonnazione dei quadri ufficiali. Poiché i nobili ambivano a ricoprire solo le cariche militari prestigiose e ben remunerate (Governatore delle Armi e di Sergente Maggiore delle Milizie) senza peraltro aver sentito l'impegno morale e avuto l'umiltà di percorrere tutti i gradi della carriera militare per acquisire una specifica competenza, suggeriva di riservare tali uffici di alta responsabilità solo a coloro che avessero prestato un lodevole servizio nella truppa viva. Sosteneva la inderogabile necessità di istituire, in Roma, un'Accademia militare per istruire i cadetti e i giovani ufficiali destinati a costituire la futura classe dirigente dell'esercito. Premesso che il merito dovesse sempre far premio sull'anzianità, gli all ievi dovevano essere valutati in base agli attestati di frequenza e di profitto rilasciati dal presidente, cittadino di uno Stato estero e professionalmente altamente qualificato, gli ufficiali più anziani invece tenendo conto delle liste di condotta su cui dovevano venir annotate «le azioni lodevoli, ò non lodevoli degl'Uffiziali, se bene, se mediocremente, se male si sono disimpegnati nelle commissioni, che loro sono state ingiume». Nei giudizi si doveva comunque tener conto dell'idoneità fisica, dello stato di salure e dell' abilità dimostrata in piazza d'armi, anteponendo sempre il bene pubblico al merito dell'ufficiale. Con la creazione di 30
"de Il' esercito con l"'
AGGIUNTE E VARIA1>'11 AL TOMO l
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un fondo per le giubilazioni, inoltre, gli ufficiali avrebbero acquisito il diritto a godere di una rendita che liberasse loro «dal timore di dover mendicare, allorché si è reso inutile al servizio» e nel contempo consentire ai numerosi soprannumerari, da anni in servizio senza paga in attesa di assegnazione di una piazza morta (con la paga del soldato in organico, ma non arruolato), di poterla ricoprire o nel caso più favorevole di concorrere per qualche piazza d 'ufficiale resasi vacante. In particolare l ' articolo 8 del citato documento, che esaminava la condizione degli ufficiali pontifici, così recitava: « .......................................................................................................................................
Le cariche dei Governatori deU'armi, e de' maggiori della Milizia urbana, e così pure le castellanie, sono ~empre state e attualmente sono occupate da persone per nascita..... Resta dunque a procurare cbe siano di uguale condizione i Capitani, i Tenenti. gli Alfieri, che dovranno preseegliersi: e che li stessi Cadetti, dai quali debbono scegliersi gi'Uffiziali, siano anch'essi di famiglia nobile, cd abbiano le indispensabili qualità fisiche, cd intellettuali, dalle quali possa sperarsi ottima riuscita . ••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• • ••• •• •• ••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• )>
Le proposte dell'anonimo autore concernenti la formazione dei cadetti e dei giovani ufficiali, mediante un corso di studi, vennero disattese dalle riforme del 1793 e del 1797. Per il reclutamento degli ufficiali si optò sì per l 'istituzione della figura del cadetto, ma questi vennero assegnati direttamente ai reparti dove ovviamente non potevano che ricevere un'istruzione difforme e del tutto careme. I cadetti giuridicamente erano dei soldati semplici che prestavano servizio volontario senza paga e permanevano in tale posizione in attesa di veder loro assegnata una piazza vacante di alfiere. Gli aspiranti appartenevano ali 'aristocrazia o al ceto borghese, la loro nomina a cadetto e successivamente la loro promozione al rango di ufficiale era subordinata alla decisione dal Comando Generale. Di norma, erano impiegati con l 'incarico di caporale o di sergente dragonante. Il giudizio sulla loro idoneità veniva espresso in base alla condotta, all'abilità e al rendimento in servizio, potevano essere dimessi per demerito o a domanda. Con disposto del marzo 1795 veniva concesso loro di portare uno specia le distintivo al taschetto, la sciabola da sergente e il distintivo del grado che effettivamente ricoprivano, fuori servizio indossavano l 'uniforme da ufficiale, ma non la spada. Dopo il 1794 veniva decretata la limitazione nell 'organico delle compagnie del numero dei cadetti (una o due unità), da reintegrare con degli aspiranti solo in caso di vacanze determinate da promozione al grado superiore di tal uno degli effettivi. Il Comando Generale, con rescritto, consentiva anche alle persone di <<nascita civica e buona educazione» di essere accettate in qualità di volonrari per svolgere il servizio da comune
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'ffi E DI FORMAL.IOM PER liFFlCIALI NEGLI STATI PREI.NITARI
Nel periodo dicembre 1792 dicembre 1796 furono arruolati più di 200 cadetti (di cui 44 nel reggimento Guardie, 27 nel battaglione Castello, 47 in quello della Marca, 20 dei Corsi, 16 dei Turchini di Civitavecchia, 15 dei Turchini in Cornetto poi disciolto, 16 nella Cavalleria). Nel 1814, dopo" 35 "anno 1858, pressoché" "anno 1858, riportati dalla citata Rivista Militare Italiana del 1906, pressoché"
39
Inserire la Nota IO bis
"12) V. TI ari, l tentar i vi di riforma dell'
Esercito pomijicio dal1792 a/1798 asperri giuridici e sociali della vita milirare, pp. 222-8. ASR, Ministero delle Armi, b.708."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di due unità "militari." "militari. 434 7 In merito alla loro uniforme l'ordine del g iorno del 13 giugno 1814 precisava: «Il distintivo dei Cadetti sarà due controspalline di panno turchino con un galloncino attorno, a piè delle quali un solo granone, e la travetta sarà di panno bianco... » ." 438 12 "a cavallo." "a cavallo. Le divise dei cadetti pontifici dovevano essere uguali a quelle prescritte per i dragoni e l 'elmo, della forma che costumasi dagli Uffiziali dei Dragoni, con criniera nera. La piccola uniforme, d' uso g iornaliero, era composta da: ferraiolo rotondo color mischio chiaro con collo amaranto e quattro bottoni bianchi sul davanti; uniforme di colore celeste cupo, con il collo, le filettature e le granate, riportate sulle falde che giungevano sino a metà coscia, amaranto, bottoni bianchì con sopra impressa una granata, spalline dì squamme bianche di metallo con frangia di filo dello stesso colore e sopra le stesse un giro di frangia d'argento; pantaloni color mischio piuttosto chiaro con striscia amaranto sopra le cuciture laterali e sottopìedi di pelle nera d'inverno e pantaloni bianchi d'estate: stivali a mezza gamba (coturni) dì cuoio color dante (la tinta della pelle di daino) con speroni dì ottone al tacco; porta squadrone (porta sciabola in cintura), sostenuto da una linguetta di panno foderata della stessa tinta della divisa e fermata sul davanti da una placca di metallo; tracolla con fibbie di metallo giallo e giberna con cantoniere, anelli e granata d'identico metallo. L'uniforme da parata era di colore amaranto con collo, bavaresi, pistagnine, fodera e filettatura celeste scuro; i rimanenti capi di corredo erano que lli previsti per la piccola uniforme. I cadetti a cavallo contale montura portavano un pantalone celeste, con due strisce di panno
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
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amaranto lungo ciascuna delle due cuciture laterali, sopra i coturni e guanti corti color dante. La sciabracca di panno sopra sella era di color amaranto, il faJpalà e le granate, poste ai due angoli posteriori, celesti. Gli allievi quando prestavano il servizio a piedi dovevano indossare calzoni lunghi bianchi con le ghette, nere d'inverno e bianche d'estate. I cadetti a piedi disponevano del cappotto o soprabito di colore celeste scuro con collo amaranto e due bottoniere bianche e del berretto tondo della medesima tinta del pastrano con filettatura amaranto, visiera, gallone di filo giallo e granata bianca sul davanti. L'armamento individuale era costituito dallo squadrone (sciabola di cavalleria pesante o sciabola conforme a quella della fanteria per i cadetti a piedi con fodero nero, impugnatura, guardamano e guarnizioni di ottone, cordone con fiocco color dante) e da un moschetto, alto quanto quello dei pompieri, con lunga baionetta. La bardatura del cavallo era quella in uso nel reggimento dragoni, ma con la sciabracca di pelo scuro e falpalà (gala) amaranto." 441 IO "d'alloggi capo" "d'alloggio capo" 11 "d'alloggi" "d'alloggio" 17 "cavallerizzo" "cavallerizzo capo" 444 6 "elevabili a 13 (le compagnie" "elevabili a 13 <21 bis) (le compagnie" "24) N eU' organico deli' anno l 844 39 Inserire la Nota 21 bis figuravano presenti 16."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità "barone Theodor Wilhelm von 445 32 "barone De Kaltermatten" Kal bermatten" 462 "Gli allievi erano inquadrati" "Gli allievi, pari a 30 unità, erano inquadrati" 464 21 "gli ufficiali." "gli ufficiali. Lasciare l' interspazio In servizio, l'uniforme prevista per i cadetti era la stessa dell'arma cui erano stati assegnati ovvero della fanteria, dei dragoni o deli 'artiglieria; per fuori servizio invece, ma in un secondo momento, venne prescritta una divisa analoga a quella degli ufficiali di linea (fanteria), ma con due mozzette d 'argento (spalline prive di frange) al posto delle prescritte spalline, con il cinturone della tenuta giornaliera e con il gallone superiore dello schako alto solo un centimetro." 467 34 "nell863." "nel 1863, anno di chiusura dell'istituto. "
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UffiQALI NEGLI STATI PREUNJTARI
CAPITOLO X (ex IX)
Nelle Note dove compare la dizione "Allegati al cap. lX" correggere in "Allegati al cap. X" (pagine 474, 478, 485, 512, 513, 521, 533, 547, 555, 556, 560, 568, 581, 587,594,602,604) 471 6 e 7 " nazionale. Con tale istituto" "nazionale. Al fine di amalgamare le truppe spagnole con i contingenti autoctoni istituiva, con le ordinanze del 25 novembre 1743, 12 Reggimenti Provinciali. Con tale iniziativa" 15 "dell'artiglieria (2)." "dell'artiglieria (2 ).
Lasciare l' interspazio Nel 1768 l 'esercito napoletano era costituito da: le Reali Guardie Italiane e Svizzere, 7 reggimenti Veterani (Re, Regina, Rea/ Borbone, Rea! Farnese , Real Napoli, Real Palermo, Rea/Italiano), 8 reggimenti Nazionali (Rea! Campania, Puglia, Lucania, Sannio, Messapia, Calabria, Agrigento, Siracusa), l reggimento Estero (Rea! Macedonia), 3 reggimenti Svizzeri (Tschoudy, Wirtz, Jauch), 4 reggimenti Valloni (Hainaut, Namur, Borgogna, Anversa) di Fanteria; 4 reggimenti Cavalleria leggera (Re, Rossiglione, Napoli, Sicilia) 4 reggimenti Dragoni (Regina, Tarragona, Borbone, Principe); il Corpo d'Artiglieria; le Truppe leggere. La forza nominale era di 35.000 uomini circa." Lasciare l' interspazio 472 9 Depennare le righe 9,10,11 ,12,13,14,15,16,17,18 e sostituirle con le righe 31,32 e 33 di pagina 525 e le righe l ,2,3,4,5,6,7,8,9,10, 11 di pagina 526. Inserire, a capo, il seguente testo: "Dopo il 1788 l 'organico dell'esercito era rappresentato da: 5 Divisioni di Fanteria, di cui una estera, costituite ciascuna da 2 Brigate, ognuna formata da 2 reggimenti, e precisamente la l~ Divisione (l~ e 2~ Brigata) con i reggimenti Re e Regina, Rea! Borbone e Rea! Farnese, la 2~ Divisione (3n e 4~) con i reggimenti Rea/Italiano e Rea! Campania, Rea/ Napoli e Rea! Palermo, la 3~ Divisione (5~ e 63) con i reggimenti Puglia e Lucania, Sannio e Messapia, la 4~ Divisione (7~ e 8~) con i reggimenti Calabria e Agrigento, Siracusa e Borgogna (dichiarato nazionale), la 5~ Divisione (91! e IQJ!) con i reggimenti l oe zo Estero (in sostituzione di quelli svizzeri), l 0 e 2° Real Macedonia; le 2 Divisioni di Cavalleria (aboliti i dragoni) ovvero la l ~ Divisione (l!! e 2~ Brigata) con i reggimenti Re e Regina, Napoli e Sicilia, la 2~ Divisione (3a e 4i) i reggimenti Borbone e Principe, Rossiglione e Tarragona; il Corpo Reale formato dai reggimenti Re e Regina (su proposta del 26 dicembre 1788 del! 'ispettore della reale artiglieria, il brigadiere René de Pommereul, l'Artiglieria era stata riordinata, sul modello francese, e fusa con il Genio); i Corpi diversi.
AGGIUNTE E VARIANTI AL T OMO l
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Ogni reggimento di fanteria era composto da una Piana maggiore e una minore e da 3 battaglionifucilieri, i primi due su 4 compagnie fucilieri, il terzo su 2, e 2 compagnie granatieri; quelli di cavalleria da una Piana maggiore e una minore e da 4 squadroni attivi e mezzo di riserva; il reggimento d'artiglieria da una Piana maggiore e una minore da 2 battaglioni su 4 brigate e mezza, ciascuna brigata su 4 compagnie (le due mezze formavano la brigata Minatori). Complessivamente gli effettivi ammontavano a circa 42.500 individui, cui si aggiungevano 15.000 uomini delle milizie provinciali, cioè 120 compagnie, di 125 uomini ciascuna, inquadrate in 11 reggimenti: Terra di Lavoro (Sessa e Aversa), Principato Citra (Campagna), Principato Ultra (Montefusco), Basilicata (Matera), Calabria Citra (Amantea), Calabria Ultra (Reggio), Bari (Bari), Otranto (Lecce), Capitanata (Lucera), Abruzzo Citra (Chieti), Abruzzo Ultra (L'Aquila)." Lasciare l' interspazio "delle due Sicilie." "delle due Sicilie. 473 14 Lasciare l' interspazio L'esercito murattiano del Regno di Napoli, ne11813, era costituito da: la Guardia Reale che inquadrava Jo Stato maggiore, l compagnia Alabardieri, l reggimento Guardie d' Onore, 2 reggimenti Granatieri, 2 reggimenti Veliti (Cacciatori e a Cavallo), l'Artiglieria a cavallo, il Treno d' Artiglieria, l reggimento Cannonieri dell'Artiglieria di mare, l compagnia Artefici, la Gendarmeria scelta; 12 reggimenti fanteria di Linea (Re, Regina, Principe Reale, Reale Sannita, Reale Calabria, Napoli, Reale Africano, Principe Luciano, 9°, 10°, 11°, 12°), formati da tre battaglioni ciascuno su 7 compagnie (1 granatieri, 5 fucilieri , l volteggiatori); 4 reggimenti fanteria Leggera {1 °, 2°, 3°, 4°); 14 Legioni Provinciali (Napoli e Provincia, Terra di Lavoro, Abruzzo Citra, Abruzzo Ultra ] 0 , Abruzzo Ultra 2°, Principato Citra, Principato Ultra , Molise, Capitanata, Bari, Otranto, Basilicata, Calabria Citra, Calabria Ultra ); 2 reggimenti Cacciatori a cavallo; 2 reggimenti Cavalleggeri; 2 reggimenti di Artiglieria a piedi su due battaglioni ciascuno di lO compagnie; Treno d'Artiglieria su due battaglioni ognuno di 7 compagnie, 2 compagnie Operai, 3 compagnie Armaiuoli, 1 compagnia Pontonieri, 12 compagnie Cannonieri del Litorale; l battaglione Zappatori e Minatori."
Lasciare l' interspazio "piemontese. "piemontese." 20 Il reclutamento era attuato con la coscrizione, con l 'arruolamento volontario e con il prolungamento della ferma o ringagxio. Il servizio di leva imponeva 1'obbligo del servizio
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOSE PER UFFICIALJ NEGLI STATI PREU:-IITARI
attivo per cinque anni e altrettanti nella riserva, in cavalle ria otto anni di servizio attivo come per i volontari. l limiti d 'età per questi era compresa tra i 18 e i 30·anni. Era consentito, dietro pagamento e con regolare contratto, il cambio o rimpiazzo per coloro che non volevano fare il soldato. I cambianumeri esercitavano queste sostituzioni per mestiere, dovevano servire ininterrottamente per otto anni oltre ai cinque prescritti, essere celibi o vedovi e avere un 'età non superiore ai 32 anni. Il 25 luglio 1817 il sovrano, «Convenendo mantenere ne' nostri dominj una forza sedentanea destinata al buon ordine e alla tranquillità interna in tutte le occorrenze», aveva promulgato il Decreto organico de reggimenti di milizie provinciali. Ogni reggimento era composto da tanti banaglioni quanti erano i distretti della propria provincia e ciascun battagl ione da tante compagnie quanti erano i circondari del distretto: Napoli (escluso il distretto di Napoli) dai battaglioni Casoria, Castellamare, Pozzuoli; Terra di lavoro: Capoa, Nola, Gaeta, Sora, Piedimonte; Principato citeriore: Salerno, Sala, Campagna, Vasto; Basilicata: Potenza, Matera, Melfi, Lagonegro; Principato ulteriore: Avellino, Ariano, S. Angelo de' Lombardi ; Capitanata: Foggia, Sansevero, Bovino; Bari: Bari, Barletta, Altamura: Otranto: Lecce, Taranto. Brindisi, Gallipoli; Calabria citeriore: Cosenza, Castrovillari, Paola, Rossano; 2° Calabria ulteriore: Catanzaro, Monteleone, Nicastro, Crotone; Jf! Calabria ulteriore: Reggio, Gerace, Palmi; Molise: Campobasso, Isernia, Larino; Abruzzo Citeriore: Chieti, Lanciano, Vasto; 2° Abruzzo ulteriore: Aquila, Solmona, Città-ducale, Avezzano; l~ Abruzzo ulteriore: Teramo, Penne. Ognuno dei 52 battaglioni doveva avere una compagnia scelta o mobile a pieno organico (20 tra ufficiali e sottufficiali e 70+ 130, soldati). Le 496 compagnie erano classificate di l~. 2~. 3~, 4" classe a seconda che avessero in organico 130, 110, 90 o 70 soldati. Nell848l 'ordinamento dell'esercito comprendeva: 3 reggimenti di fanteria della Guardia reale (2 Granatieri e l Cacciatori); 13 reggimenti di fanteria di Linea, ognuno su 2 battaglioni di 6 compagnie ciascuno; 4 reggimenti Svizzeri, reclutati con particolari capitolazioni; 9 battaglioni Cacciatori; 2 reggimenti Ussari della Guardia reale; 3 reggimenti Dragoni; 2 reggimenti Lancieri, ciascuno su 4 squadroni; 2 reggimenti di Artiglieria a piedi, ciascuno su 4 brigate di 4 compagnie e l compagnia deposito e da l batteria a cavallo; l battaglione del genio Zappatori e uno Pionieri, formati da 6 compagnie ciascuno, e l compagnia deposito; l brigata di operai militari su 3 compagnie (l armieri e artefici, 2 pontieri); l battaglione del Treno su 6 compagnie e l deposito. La Circoscrizione militare era suddiv isa nelle quindici province situate al di qua del Faro e nelle sette valli nei domini al di là del Faro (Sicilia), a capo di ognuna vi era un Comandante delle Armi."
AG(HUNTE E VAR IANTI AL TOMO l
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3 "abitanti (9). Nonostante"
"abitanti C9l. L'esercito napoletano nell860 era costituito da: la Guardia reale rappresentata da 2 reggimenti Granatieri, l reggimento Cacciatori, l reggimento Fanteria di Marina, 1 battaglione Tiragliatori, 2 reggimenti Ussari; 15 reggimenti di Linea (JORe, 2° Regina, 3° Principe, 4° Principessa, 5° Borbone, 6° Farnese, 7° Napoli, 8° Calabria, 9° Puglie, 10° Abruzzo, 11° Palermo, 12° Messina, 13° Lucania, 74° Sannio, 15° Messapio) su 2 battaglioni di 6 compagnie ciascuno; 16 battaglioni Cacciatori; 3 battaglioni Carabinieri leggieri esteri; 16 compagnie Provinciali; 3 reggimenti Gendarmi; 2 reggimenti Lancieri; 3 reggimenti Dragoni; l reggimento Cacciatori a cavallo; l reggimento Carabinieri a cavallo, ognuno su 4 squadroni di 4 plotoni ciascuno; l squadrone Guide; 2 reggimenti di Artiglieria a piedi, ciascuno su 8 batterie montate, parte da campagna e parte da montagna, e 1 a cavallo, di 8 cannoni ciascuna; il Genio composto da l brigata di Artefici e Pontieri, l battaglione Zappatori-Minatori, 1 battaglione Pionieri; l reggimento di Real Marina dell'Armata di Mare. Nonostante" 474 32 "In merito all'estrazione sociale"
Sostituire con
"2. ESTRAZIONE SOCIALE E RECLUTAMENTO DEI CADETTI E DEI SOLDATI NOBILI In merito ali 'estrazione sociale"
Modificare conseguentemente la numerazione dei Paragrafi successivi aumentandoli di una unità 36 "Italiana, 1906 e coincidono" "!raliana del 1906 e coincidono" 475 Il "preposta per accertare" "preposta ad accertare" 476 10 Lasciare l' interspazio e inserire "TI capitolo secondo, Del Governo e Amministrazione interna dei Corpi, di un documento non datato e privo di intestazione, intitolato dal conservatore Ordinamento dell'Esercito napoletano su la fine del XVlfl secolo prima dell'invasione francese< 13 bis), ridefiniva le figure militari del cadetto e del soldato nobile. Gli argomenti, di più diretto interesse, posti in evidenza dai vari articoli erano: Della nomina dei Cadetti, Condizioni che si richiedono per essere nominato Cadetto, Avanzamento dei Cadetti, Dimissioni dei Cadetti, Cadetti rimandati dal Servizio, Punizioni
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI'E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PReUNITARJ
delle mancanze dei Cadetti, Della ammissione di Soldati nobili, Condizioni per essere nominato Soldato nobile, Distinzione dei Soldati nobili, Avanzamento dei Soldati nobili, Congedi dei Soldati nobili, Trattamento dei Soldati nobili, Punizioni dei Soldati nobili, Dei ritiri dei Cadetti, e Soldati nobili. La nomina dei Cadetti dell'esercito era di pertinenza del Ministro della guerra. I genitori che desideravano situare i loro Figli in deua qualità dovevano inviare le loro suppliche direttamente al ministro. I colonnelli dei reggimenti nei quaU si trovavano delle piazze vacanti per cadetti potevano proporre di rimpiazzarle con i figli dei propri uffici aH, qualora questi ne avessero avuto le qualità richieste. In tal caso le proposte del comandante venivano inoltrate tramite gerarchico e «postillate dal Brigadiere e dali'Inspettore, il quale ne darà conto all' Inspettore in Capite». Per avere la nomina a una piazza di cadetto bisognava attestare l'appartenenza alla nobiltà, di godere di una condizione economica decorosa provando di poter disporre <<di sua Casa un 'assegnamento almeno sei ducati al mese» oppure d'essere figli di ufficiali, «che non siano nati nobiH Gentiluomini, ma che abbiano il grado di Capitano, ò grado Maggiore». Non era ammissibile in fanteria alcun cadetto d'età maggiore di anni 13 e in cavalleria dei 14, eccezion fatta per coloro che provenivano dalla Reale Accademia militare. In cavalleria non erano accettati i giovani troppo deboli, ò troppo delicati. Non appena erano in grado di farl o, i cadetti dovevano prestare servizio come bassi ufficiali; erano a tutti g li effetti trattati come tali, ma alloggiati con i soldati. Qualora fossero posti «sotto l' immediata ispezione di qualche Ajutante, Porta Bandiera, o Porta Stendardi del Reggimento» oppure se «il loro Padre, o qualche Parente abitasse nel Quartiere dei Soldati » potevano mangiare con loro. I cadetti che commeLtevano delle mancanze contro l'esattezza del servizio venivano sospesi dalle funzioni di basso ufficiale per 15 g iorni , per altre mancanze messi agli arresti in Castello, secondo la natura dell'infrazione , e nei casi più gravi sottoposti al Consiglio di Guerra formato di Sorgenti, ma puniti solo con le sanzioni previste per gli ufficiali. Veniva rimandato dal servizio il cadetto che mancava «di condotta di buona volontà, di zelo, di talento, ò di costumi, ò finalmente di spirito di disciplina, e di obbedienza verso i suoi Superiori» e «qualunque Cadetto che pervenuto ali 'età di 18. anni, ò più non sarà in Stato di esercitare le funzioni di Basso Ufiziale à capo di sei mesi che sarà giunto al Corpo». L'età e l'antichità di servizio non dava diritto alcuno all'ascenso dei cadetti , ma solamente lo zelo, l'applicazione, i costumi e i talenti . In caso
AGGIUNTE E VARlANTI AL TOMO l
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di vacanza di una piazza d'ufficiale, il colonnello richiedeva a ciascun capitano del reggimento il Certificato della Condotta per ognuno dei suoi cadetti, ne formava uno Stato o riepilogo con annotate le preferenze che rimetteva al brigadiere e questi «ali 'Inspettore, il quale ne darà conto ali ' Inspettore in Capite, e questo al Ministro». Un «Gentiluomo che non sarà bastantemente comodo per essere ammesso come Cadetto» poteva essere ingaggiato come Soldato nobile. Al pari dei soldati era «sottoposto in tutti i punti alla disciplina, e contegno degli altri, senza che ciò possa nuocere nè al suo stato nè alla sua fortuna». Qualunque basso ufficiale o soldato arruolato in tempo precedente alla promulgazione di tale ordinamento, in condizione di provare autenticamente la sua nobiltà, poteva essere ammesso a godere di tale stato. Per essere nominato soldato nobile bisognava avere l'età e la statura prescritta per i soldati: 5 piedi e l pollice per la fanteria (circa m. 1.41) e 5 piedi e 2 pollici per la cavalleria (circa m. 1.44). Nel caso i loro padri fossero stati ufficiali, bassi ufficiali o soldati nobili presenti al reggimento potevano essere ricevuti in fanteria all'età di 13 anni, in cavalleria a 14 e con statura inferiore alla stabilita, in questo caso ricevevano l'ingaggio solo al compimento del 16° anno. Non erano ammissibili più di due soldati nobili per ogni Compagnia fucilieri e uno per Squadrone di cavalleria d'età inferiore ai l O anni. Il soldato nobile di fanteria portava per distinzione una sciabola e «un piccolo gallone di lana bianca, ò gialla che orlerà il bavero della sua montura». Per le mancanze lievi venivano puniti come i bassi ufficiali, per quelle gravi erano sottoposti al Consiglio di Guerra del grado che occuperanno e puniti come ufficiali subalterni, tranne nel caso in cui la legge prevedesse una pena infamante: dopo esser stati degradati dalla nobiltà potevano subire la sanzione prevista. In merito all'avanzamento, i soldati nobili «la Condotta dei quali sarà irreprensibile, e che annunziano Talenti, ò uno zelo distinto, potranno essere proposti come i Cadetti, ed in Loro concorrenza, alle Piazze vacanti di Ufiziale. E quel1i che avranno meritato di essere nominati a qualche Piazza del piccolo Stato Maggiore, ò a quelle di Bassi Ufiziali, potranno aspirare à preferenze». La prassi per dichiararvi il tempo, ed il merito dei Loro Servizj e l ' iter burocratico per l 'avanzamento erano analoghi a quelli prescritti per i Cadetti." "Ufiziali" 24 "Uffiziali" "14) BNN, sz. ms. Curiosità e Manoscritti 37 Inserire la Nota 13 bis diversi XIV F 35, ms. 295, XlX. 39- Allegati al cap. X, doc. 2."
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di una unità Modificare conseguentemente nelle Note, alla voce Allegati, il numero progressivo dei Documenti di una unità 477
23
481 35 e 36
"Accademia o Scuola "Accademia e Scuola di Matematica" Matematica" Depennare le ultime due righe e sostituir/e con:
"- Nuovi Elementi delle Sezioni coniche Del testo di Appollonio illustrati, e Composti per uso della Regale Accademia Militare l'anno 1759 del fù Regio Precettore, e Maestro di Matematica Niccolò di Martino. Presentati a Ferdinando IV ostro Augustissimo Regnante Dal tenente aggregato, e Nipote Giuseppe di Martino; - Nuovi Elementi della Meccanica Tomo IT Composti per uso della Regia Accademia Militare da Niccolò Di Martino primario Professore della medesima; - Nuovi Elementi dell'Idrostatica Composti per uso della Regale Accademia Militare dal primario Professore della medesima, Niccolò Di Martino.
A completamento dell'argomento, si riportano per notizia anche i titoli di altri opuscoli redatti dal medesimo autore non esplicitamente destinati ad uso dell'istituto, ma dei quali quasi certamente si avvalse per le sue lezioni <21 ): -
-
-
Dissenazione intorno al caso irresoluto dell'equazione cubiche; Trattaro delle mine (Sz. I: Della Forza della Polvere: Della Legge con cui si dilata la Polvere accesa ne' Luoghi aperti, Della Legge con cui si dilata la Polvere accesa ne' Luoghi ristretti, Della forza della Polvere, e del modo col quale ella agisce; Sz. U: Della Figura delle Mine, e del modo come esse agiscono, Della Formazione della Mina propria per l'effetto, che si desidera, Del Metodo, che si pratica in formare le Mine ne' Ripari delle Fortezze); Sezioni geometriche Composte ad Uso di Ferdinando lV Nostro Augustissimo Regnante dal fù Niccolò di Martino, Reggio Precettore, e Maestro di Mattematica, Date alla luce da suo Nipote Giuseppe di Martino; Delle quamità logarirmiclze, ed esponenziali e de/loro uso nel Calcolo integrale; Hydrostatices Elemento auctore Nicolao De Martino in Neapolitana Academia Mathematurn eximio professore; Optices Elemema auctore Nicolao De Martino; Statices Elemento auctore Nicolao De Martino; Mechanices Elemento auctore Nicolao De Martino."
482 1,2,3,4,5,e 6 Depennare le prime sei righe. 35 "mss. Miscellanea, 83." "mss. Miscellanea 62, 64, 83, 85, 87, 89, 90, 91, 92."
494
12 "Giombatta Emanuele" "Giambana Emanuele" 13 e 14 Depennare le due righe e sostituir/e con "Gli effettivi del battaglione assommavano a 5 capitani (compreso sua maestà il re), 10 tenenti, 2 abbandierati, 10 brigadieri, 240 cadetti effettivi (20 sottobrigadieri e 220 cadetti) e 15 cadetti aggregati senza soldo."
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
16
"colonnelle anche"
18
"gadieri con quelle"
31
"l'originale"
Nota 32) "BNN, col. 140.0.36."
267
"colonnelle (capitano sua maestà) anche" "gadieri (scelti tra gli allievi) con quelle" "l'originaria" "BNN, col. 140.0.36- Allegati al cap. X, doc. 5."
Modificare conseguentemente nelle Note, alla voce Allegati, il numero progressivo dei Documenti di due unità "pratico, definibile codice etico 499 14 "pratico venivano" per gli ufficiali, venivano" 16 "disciplina, alle istruzioni" "disciplina, all'azione di comando, alle istruzioni" "impartire. 16 "impartire." Era posto l 'accento anche sulla necessità di temperare il carattere dei giovani, sottoponendoli alle abituazioni di corpo, instaurando abitudini di vita così compendiate: «dovrà esser cura degli Ufiziali di far vivere i Brigadieri, i Sottobrigadieri, e i Cadetti nella lor vita privata sempre con quella compostezza, che non senta de· comodi, e delle dilicatezze proprie ad una educazione femmi nile: ed oltre a ciò dovranno a poco a poco avezzargli a soffrire i cocenti raggi del sole, l'umidità della stagione, il freddo del!' inverno, il sudore, la pioggia, e le lunghe marce con quei pesi addosso, che per costituzione del Nostro presente esercito i semplici soldati debbono sostenere." 500 17 "di artiglieria." "di artiglieria. L'uniforme di gala degli allievi era composta da cappello da parata con coccarda di pelo scarlatto (per i granatieri berettone con piastra e granata), giamberga <32 bis), giamberghino, camicia con cravattino da parata, calzoni con fibbie, scarpe con fibbie, bandoliera con giberna, cinturone e spada; la tenuta da casa da cappello diario (per ogni giorno), sciarò per l'inverno e per l'estate, calzoncini. l'armamento individuale principale era rappresentato dal fucile con relativa baionetta." "34) Voce spagnola che designava una Inserire la Nota 32 bis giacca lunga con due falde aderente al busto e che dalla vita in giù si allargava fino al ginocchio, con colletto e paramanj alle maniche. detta anche marsina. Si accompagnava a una sotto giubba o gilet (giamberghino) e a pantaloni corti al ginocchio."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di due unità
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
501 Nota 35) "BCM, R.Majolo, op.cit., pp. 43-108"
"BCM. R.Majolo. op.cit., pp. 43-108. -Allegati al cap. X. doc. 6"
Modificare nelle Note, alla voce Allegati, il numero progressivo dei Documenti di due unità 509 31 "Domenico Troise" " Domenico Troise (o Troisi)" 510 1,2 e 3 Depennare le righe l, 2, 3 e sostituir/e con le seguenti: "don Salvatore Mollo e don Giuseppe disegno di figura Sciabas, cadetti don Antonio Melluso, don Donato Ripet, don Michele Cornè, don Taddeo Romeo e don Carlo Borrelli subrigadiere don Luigi Bardet disegno di mappe" 6 "La Roque" "La Roque e cadetto Giambattista Corbjons" 11 "Navar" "Navar (o Navarro) e cadetto don Nicola Tortora'' 511 39 "e i ventuno" "e i ventuno. Lasciare /' interspazio n citato documento era corredato di un Piano per una vera Scuola Militare ed Economico che prendeva in esame il costo economico di una Compagnia. Per completezza di trattazione si riporta solo la proposta di organico della Compagnia, che doveva essere formata da quattro classi per un totale di 166 individui. Ciascuna classa era costituita da un ufficiale o un sottufficiale (un capitano nella l~, un primo tenente nella 2~. un secondo tenente nella 3il e un sargente nella 4~), da un primo, un secondo, un terzo caporale e da trentasei comuni. Vi figuravano, inoltre, un piffero e tre tamburi nella prima classa, un foriere e un sotto chirurgo nella quarta." Lasciare l' interspazio 43 5 15 2 "1786 < > si è" "1786, a firma di Francesco Pignatelli <43>, si è" 516 2 "cadetti, dei quali" "cadetti (43 bis), dei quali" 12 "Pasquali" "Pasquali aiutante" 19 "straordinario don Michele" "straordinari don Michele" "46) I cadettj provenivano dai reggi38 Inserire la Nota 43 bis menti nazionali di fanteria di linea (Re Fanteria, Regina Fanteria, Rea/ Borbone, Rea/ Campania , Rea/ Farnese, Rea/Italiano . Rea/ Napoli, Rea/ Palermo, Agrigento, Calabria, Lucania, Messapia, Puglia, Sannio. Siracusa), di cavalleria e dragoni (Cavalleria del Re, Dragoni della Regina, Drago ni del Principe, Dragoni di Borbone. Cavalleria di Napoli. Cavalleria di Sicilia) e da quelli esteri (Rea/ Macedonia, Borgogna, Amberes. Anversa, Hainaut, Namur, Wirtz, Ca valleria di Rossiglione. Dragoni di Tarragona)."
AGGi lJNTE E VARIANTI AL TOMO l
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Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità
525 526
31
535
5
Depennare le righe 31,32,33 (Vds. p. 472). l Depennare le righe l ,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11 (Vds. p. 472). "1787 assumeva" "1787 veniva rìfondato e quale isti13 tuto di reclutamento per ufficiali delle varie armi assumeva" "ufficiali, scelti tra" "ufficiali (Saverio Macrì, Pignatel526 28 li di Cerchiara, Bruni, del Re, Genzano, Roxas, Serrano) scelti tra" 29 "inviati in Francia" "inviati nel 1782 in Francia" 32 "1785." "1785. Contemporaneamente altri ufficiali d'artiglieria, tra cui Tommaso Susanna e Filippo Castellano, si perfezionavano negli studi di matematica a Bologna nella Scuola del celebre Girolamo Saladini."
"allievi."
"allievi. L'uniforme degli alunni per uscire, come risulta dall'articolo Vili, era composta da cappello, uniforme bio intero, camicia con crovattino di pelle nera, calzoni con fibbie e calze di seta bianchi, scarpe nere con fibbie; quella da casa invece da cappello, abito da casa per l'inverno e per l'estate, calzoni, scarpe; stivali per l'equitazione." 537 21 "tuale." "tuale. Il programma degli studi, ripartito tra i vari anni era il seguente: «L Nella Prima Classe s'insegnerà il leggere, numerare, ed i primi rudimenti della Grammatica Italiana. II Carattere di Scrittura. Il Disegno di Figura. TI. Nella Seconda. La Grammatica Italiana ragionata. L'Aritmetica pratica. La Lingua Francese. II Carattere di Scrittura. Il Disegno di Figura. III. Nella Terza. La Lingua Latina. La Lingua Francese. L'Aritmetica pratica. Il Carattere di Scrittura. IV. Nella Quarta. L'Arte di scrivere Italiano. L'Esercizio sulla Lingua Latina, e Francese. L' Aritmetica ragionata. La Geometria piana. Il Disegno di Delineazione.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I
Nella Quinta. L'Algebra finita. La Geometria solida. La Logica, e Scienza de' Doveri. Il Disegno Geometrico. VI. Nella Sesta. Le Sezioni del Cono. Il Calcolo Differenziale, ed Integrale. La Trigonometria piana unita alla Geometria pratica. Storia Politica, e Militare. Il Disegno di Situazione. VII. Nella Settima. La Meccanica unita alla Fisica Sperimentale. La Stereotomia. La Geografia Matematica. Il Disegno di Macchine. L'Arte di Modellare. VIII. Nell'Ottava. L'Architettura Militare. L'Artiglieria teorica, e pratica. La Chimica. II Disegno corrispondente a tali Scienze. Il Disegno, e spiega di Architettura Civile. L'Arte di Modellare. V.
lX.
X.
Nella Nona. L'Attacco, e Difesa delle Piazze, e l'Arte di progettare. La Tattica. L'Architettura Idraulica. ll Disegno corrispondente a tali Scienze. Il Disegno, e spiega di Architettura Civile. L' Arte di Modellare. Nella Classe estraordinaria. La Geometria, e Calcolo Sublime in tutta l'estensione.»"
541
37 e 38 "Erano inquadrati in tre plotoni agli ordini dei capitani Giuseppe Galileo Pasquali e Andrea Colnago."
542
2e3
" un sacerdote per la cura spirituale e successivamente un medico,un chirurgo e un pratico."
"Erano suddivisi in tre plotoni (costituiti da 23, 20 e 17 allievi) agli ordini dei capitani Giuseppe Galileo Pasquali e Andrea Colnago e inquadrati il primo da due brigadieri e due su brigadieri, il secondo e il terzo ciascuno da un brigadiere e da un sottobrigadiere scelti tra i più anziani e quaJificati." "il rettore della chiesa della Nuriziatella don Filippo Stanziola per la cura spirituale e successivamente per quella del corpo il medico Giuseppe Tommasini, il chirurgo Giuseppe Moaevo e iJ pratico Giovanni Follero."
AGGIUNTE E VARlANTI AL TOMO l
545
36 36
"p. 69." "vol. T. p. 170). l'ar-"
271
"pp. 65-9." "vol. l. p. 170). Si trau.ava della Scuola teorica della Reale Artiglieria e del Rea/ Corpo del Genio, l' ar-"
546 24 e 25 "Firenze (1805) e la conseguente rioccupazione del regno di Napoli da parte delle truppe francesi l'accademia" "matematiche." 547 18
"Fi renze (1801) e la conseguente rioccupazione del regno di Napoli da parte delle truppe francesi (1805) l'accademia" "matematiche. L'ordinanza era costituita eta dieci capitoli: 1° Della Costituzione Generale del Corpo Reale (77 articoli); II0 Della Disciplina, e Polizia interna delle Truppe del Corpo Reale (38 articoli); ill0 Dell'Amministrazione di tutt'i conti, ed interessi relativi alle Truppe del Corpo Reale (76 articoli); rvo Del Servizio in generale del Corpo Reale (26 articoli); V0 Del Servizio di Piazza del Corpo Reale (84 articoli); VI 0 Del Servizio del Corpo Reale nella Scuola Teorica (31 articoli); Vli 0 Del Servizio del Corpo Reale nella Scuola Prattica (36 articoli); VIII 0 Del Servizio del Corpo Reale in Campagna (95 articoli); IX 0 Del Servizio del Corpo Reale negli asse dj ( 46 articoli); xo Del Servizio della Compagnia degli Artefici negli Arsenali (61 articoli )." 21 "corso degli studi." "corso degli studi per gli aspiranti ufficiali."
37
"XlV, fs. 30."
"XIV F 30."
550 lO Lasciare l' interspazio e inserire "L'uniforme, comune per tutti gli appartenenti al Corpo reale, consisteva in una giamberga e giamberghino con le maniche tagliate alla granatiera e le tasche con la patta a traverso, calzoni di panno blu con fodera, pistagna, mostre e cordoncino rosso, scarlatto per gli ufficiali e di panno rosso per i soldati. Le bottoniere erano di color d'oro simili al modello in uso nel Reggimento di Artiglieria. In estate erano permessi le sottovesti e i calzoni bianchi. «Gli Yolontarj nobili porteranno al Collaro ed alla Giamberga un gallone d'oro.... Gli Distintivi de' vari gradi saranno[ ... ) pe' Cadetti una spalletta d'Alfiere orlata d'un cordoncino di seta rossa.»" Lasciare l' interspazio 35 "civile e militare ." "civile e militare. Da quanto si desume dal citato Regolamento l'organico della Scuola teorica era costituito dalle seguenti figure:
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Personale d'inquadramento Direttore Generale Capitani Comandanti Capitani Tenenti
presidenti delle Scuole teoriche
Personale docente sacerdote Don Gennaro de Concil iis l o Professore di Matematica padre Don Gennaro Minzele 2° Professore di Matematica Don Salvatore Ronchi Professore di Chimica Professore di Fisica sperimentale Don Giuseppe Casselli un ufficiale d'artiglieria e) Professore di Artiglieria teorica Don Francesco Bonelli Professore di Architettura civile e di idraulica, di fortificazione e di guerra sotterranea Don Carlo Borrelli Maestro di disegno di figura Maestro di disegno di Architettura Don Gio Batta Panes ('Pacces') civile, e militare Maestro di disegno di Artiglieria un ufficiale d'artiglieria (0 ) (
0
)
scelto dal Oirettor Generale tra quelli stimati più idonei per assolvere tale incarico."
37
"86) BN , sz. ms., Fondo Provinciale, Miscellanea 66."
"89) BNN, sz. ms., Fondo Provinciale. Miscellanea 66.- Allegati al cap. X doc. 13.
Modificare conseguentemente nelle Note, alla voce Allegati, il numero progressivo dei Documenti di tre unità Modificare la numerazione delle Note successive aumentandole di tre unità 551
6
"pomeriggio e dovevano" "pomeriggio per quattro giorni alla settimana e dovevano" "Al direttore generale era devo15 e 16 "Era prescritto che alla luta sia la scelta dei trattati teoria dovesse far seguito l'applicazione per le diverse Cattedre sia la facoltà di autorizzare la stampratica del mestiere." pa di nuovi testi qualora se ne fosse presentata la necessità. Inoltre il direttore, con la collaborazione dei professori, doveva accertarsi «che di tutte le teorie, che si impiegheranno se ne additi l'applicazione alle pratiche del mestiere». Il corso doveva avere pertanto un carattere eminentemente applicativo."
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO I
16
"A tal fine «l Professori saranno obbligati" "vedute de' Paesi».
273
"A tal fine i docenti erano «obbligati" 24 "vedute de' Paesi». Allo scopo di evitare che si civerificasse l'inconveniente, lamentato dal dismesso Corpo Reale, di far mancare alle Scuole teoriche i mezzi opportuni per il conseguimento degli obiettivi didattici, il nuovo regolamento statuiva l' istituzione di un fondo annuale per coprire le spese, in particolare: «la somma di ducati dugento il mese, de' quali centoquaranta serviranno per gli onorarj, e per le gratificazioni de' Professori, nel modo sopracennato, e sessanta serviranno per le spese giornaliere delle Scuole teoriche, e per provvederle di macchine, modelli, strumenti, e d'altro che sia bisognevole>}." 35 "Gli esami" "Ogni anno ciascun tenente o aspirante, nel tempo della rivista d'ispezione generale, doveva presentare al direttore «due disegni di diversa specie firmati di propria mano di chi li abbia fatti e dal Professore, sotto di cui abbia studiato nella Scuola di disegno». Gli esami" 552 9 "Real servizio" "rea! Servizio" Il ~'de' Capitani»." "de' Capitani». Sino a che la Reale Artiglieria non avesse definito, con un 'ordinanza, gli argomenti e le modalità di svolgimento delle conferenze per i maggiori e i capitani, il direttore generale poteva «provvisionalmente far per le medesime, tutti quei regolamenti, che stimi convenienti, come al tres i per la Scuola de' misti, e per le Scuole teoriche degli Artiglieri, Artefici, Pontonieri, Zappatori, Pionieri, e Minatori.» Nel documento infine si faceva riserva di emanare con altro dispaccio le sovrane risoluzioni sulle Scuole pratiche della Reale Artiglieria e del Real Corpo del Genio." 557 26 "Zanoni" "Zannoni" 30 "nella scuola" "nella scuola. I candidati per essere ammessi dovevano aver compiuto 14 anni e superare un esame di cultura generale, a seconda dell'esito dell'accertamento venivano assegnati alle varie classi." "Matteo" "Matthieu" 558 3 559 25 ''di settembre." "dì settembre.
274
GU ISTITUTI DI EDUCAZJO'<F E DI FORMA7.10NE PER UFFICIALI "EGLI STATI PREUNITARI
Lasciare t interspazio Nello stesso mese il ministero della guerra inviava un Rapporto a Sua Maestà il Re di Napoli, e di Sicilia avente per oggetto «Sur le retablissement d es Ecoles de l' Artillerie, et du Genie dans l' Ancienne Accademie M ilitaire)) per sottoporre al re una nuova proposta, formulata dal generale Parisi, inerente alla costituzione dell ' istituto. Erano pres i in esame, sinteticamente, i tre aspetti essenziali: il Personale (l 'organico avrebbe dovuto prevedere un comandante, un direttore delle scuole di matematica, quattro ufficiali di assistenza, due ufficiali per il consiglio di amministrazione, un aiutante maggiore, dodici professori , un bibliotecario, un aiutante bibHotecario, cinque uscieri del corpo degli invalidi, un ufficiale addetto al deposito de' Piani , e modelli di Fortificazione, per un totale di 30 persone; il numero di allievi, anche se la decis ione era lasciata all'arbitrio del re, si riteneva opportuno fosse di 60 unità) , il Sistema de' Studj (le materie d ' insegnamento prospettate e la loro ripartizione nell'ambito del quinquennio erano quelle che verranno poi sancite, senza modifica alcuna); la Contabilità (il preventivo di spesa risultava essere di 400 ducati, coincidente con l ' importo del previsto stanziamento). Lo stabilimento doveva essere soggetto alla vigilanza del generale ispettore del genio." Lasciare l' interspazio 37
"Excerpta, n. 569."
"Excerpra, n. 569 c ali."
560 12 e 13 "de Rita. Gli allievi sareb- "de Rita. Gli allievi, destinati arbero dovuti essere inquami del genio e deli' artigliedrati militarmcnte" glieria, sarebbero dovuti essere inquadrati militarmente e avere una divisa secondo un modello. La fogg ia era quella tipica francese: cappello nero a due punte con coccarda tricolore e nappina dorata con pennacchio rosso; giubba a falde color blu scuro con pettorine nere a doppia fila di bottoni, colletto, filettature e fodera rossi, spalline dorate con la frangia posta solo sulla spalla sinistra; gilet e pantaloni bianchi ; stivali neri ripiegati alla bulgara; spada con impugnatura e guardia d 'ottone e dragona gialla, fodero di cuoio nero con puntate di meta llo. Era precisato inoltre che gli ufficial i, i sottufficiali e i soldati «ammessi a studiare nelle suddette Scuole vestiranno l ' uniforme dell'arma in cui servono.))" 564
6e7
"sette. Eliminare l' interspazio
"sette. Alla concl usione"
AGGfUNTE E VARIANTI Al_ TOMO l
Uniforme degli allievi della Scuola di Artiglieria e Genio (1806) Archivio di Stato di Napoli
275
276
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER liFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
10
"istituto. Erano invece" " istituto. Risultavano aver conseguito il giudizio complessivo: di grande 61 giovani delle classi l~. 2ll e 3ll, di mediocre 67 e di poco 25, i non esaminati erano stati 21; delle classi 4j, s~, 6ll, 7~ e 8~, invece, 81 la valutazione di grande , 46 di mediocre e 53 poco , 44 i non esaminati. Erano" 566 "Teodosio Carrelli" 3 "professore Teodosio Carrelli" "Michele Pagliari " " Michele Pagliani " 17 19 "e tenente Vaca" . "e Giuseppe Caradonio" " De Angelis e tenente Vaca" 20 "De Angelis" 21 "Arroyo" "Arroyo e Antonio Melluso" 3 "di sergente. 572 "di sergente." Era previsto che i frequentatori avessero in dotazione una grande montura, una piccola e un abito per casa. La grande uniforme era costituta da schako blu scuro con visiera, treccia e fregio riproducente lo stemma reale dorati , nappina celestegiaJla su coccarda giallo-rossa, pennacchio bianco; giubba di color celeste con pettorine (a due file di bottoni) e le falde bordate di color rosso spento, collo alto (con alamari dorati) e paramani blu scuro, colletto, spalline e paramani bordati in giallo; pantaloni bianchi; stivali con bottoni; tracolla porta giberna e budriere bianche, giberna e fodero della sciabola di cuoio nero, quest ' ultimo con puntale d' ottone. Il fucile con baionetta lunga a ghiera e la sciabola di fanteria costituivano l'armamento individuale." 575 9 "militari. " "militari. L'ordine di precedenza della scuola politecnica nell'ambito della gerarchia delle varie armi era sancito con il provvedimento del 16 marzo 1815 che precisava: gli allievi «faranno parte della Guardia Reale ed avranno la dritta su ogni altro Corpo»." 28 e 29 "Francesco" "François" "Carlo" 578 18 "Charles" 37 "(vedasi cap. IV) ." "(vedasi cap. V) ." 599 26 " facoltativi , lasciando" "facoltativi (Corpi del Genio, de li ' Artiglieria e del! 'Ufficio Topografico), lasci-ando" 600 "di seguito." 6 " di seguito. Con tale artificio, utilizzando il medesimo lasso di tempo, si poteva impartire agli allievi un ' istruzione pratica più accentuata."
AOOIUNTE 6 VARIJ\NTI AL TOMO l
Uniforme degli allievi della Scuola Reale Politecnica e Militare (1811) Archi1•io di Stato di Napoli
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREU!'IITARl
15
"accolto. La constatazione che, riducendo il numero degli al lievi da ammmettere, si sarebbe dovuto necessariamente diminuire il numero delle piazze franche e, nel contempo, aumentare l'entità dell'assegno di quelle a pagamento per non avere dei pesanti deficit di bilancio dava adito a una maggiore rincssione. Poiché le spese di carattere generale rimanevano pur sempre costanti, il limite minimo ritenuto economicamente sopportabile, per non avere dei riflessi estremamenti negativi per le casse d eli 'istituto, doveva essere pari a l 00 unità. Considerando''
601 34 602 3
28 30 603 IO
"accolto. Considerando"
"scelto" "scelto" "rendevano la confessione" "del servizio di piazza" "alle udienze."
"eletto" "designato" "rendevano la confessione" "sul servizio di piazza" "alle udienze.
Lasciare l' interspazio 11 personale docente per i diversi gruppi di discipline era il seguente: Materie letterarie, umanistiche e religiose maestro Delia maestro Martuscelli professore Gaglione professore Tonti
professore professore Carlo Rocchi professore Alessandro Ferrari cappellani
Calligrafia Calligrafia Rudimenti di Grammatica italiana e latina, elementi di Storia patria Rimanente della Grammatica colla spiegazione di Giulio Cesare, compendio di Storia universale. Lingua francese Eloquenza, Geografia locale Filosofia razionale e morale, Logica, ripasso di Geografia locale Catechismo e Bibbia
Materie matematiche e scientifiche professore Giuseppe Avolio Aritmetica ragionata c Algoritmo algebrico Geometria piana e Algebra fino all' professore Carlo D'Andrea equazione di secondo grado professore Giovanni Rodriguez Algebra dopo l'equazione di secondo grado, Geometria solida
AGGIUNTE E VARIAJ'ITI AL TO\iO l
professore Gaetano Alfaro professore Luca Maresca professore Francesco Paolo Tucci professore Fedele Amante
professore Gaetano Palermo
professore Valpes professore Salvatore De Angelis
279
Geometria descrittiva e sue applicazioni Trigonometria rettilinea, Analisi a due coordinate Analisi a tre coordinate, Calcolo Sublime Trigonometria sferica, Geografia matematica, Geodesia e costruzione di Carte Principi teoretici di Topografia applicati alla branca militare, Disegno corrispondente Fisica, Chimica Meccanica
Materie professionali e militari maestro Delia Disegno di figura maestro Gambacorta Disegno di figura professore Venditti Disegno di Architettura civile; teoria di Architettura civile, Disegno corrispondente capitano Raffaele Niola Artiglieria teoretica, Disegno corrispondente; Artiglieria pratica , Disegno corrispondente tracciati di Fortificazioni, rilievi in capitano Luigi Scarambone terreni orizzontali, Costruzioni in generale, Disegno corrispondente; Attacco e difesa, Guerra sotterranea, Fortificazione di campagna e defilamento, Disegno corrispondente Regolamenti sul Servizio di Piazza e aiutante maggiore Campagna, Amministrazione militare professore Alessandro Ferrari principi di Tattica e di Strategia Auività Ginnico-sportive ed Esercitazioni militari maestri Ballo, Scherma, Equitazione ufficiali d ' inquadramento pulizia delle armi, delle buffetterie e bardature, montaggio e smontaggio del fucile
280
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE. E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
ufficiali designati aiutante maggiore
Evoluzioni ed esercizi militari Manovre di fanteria"
Lasciare l' interspazio 21 "Dallo Stato" "Dal Rapporto Annuale- Stato" 27 "nel 1834." "nel 1834. In merito alle località di provenienza invece 45 risultavano nati a Napoli e 15 in Campania, 17 a Palermo e 8 in altre città della Sicilia, 10 in Calabria, 5 in Abruzzo, 3 in Puglia, 3 nelle isole Jonie, l in Basilicata, 1 a Vienna, l a Biella." "terza classe." "terza classe. 604 6 Tra i nominativi degli alunni del collegio presenti nell'anno scolastico 1834, che verranno ricordati dalla storia patria per i loro meriti , vi figurano Giuseppe Salvatore Pianell e Carlo Mezzacapo (allora studenti della 7~ classe), Errico Cosenz (della 4~). Carlo Pisacane (della 3~)." l O "fine anno." "fine anno. Lasciare l' interspazio Come si desume da un disegno dell'epoca, nel 1837 l'uniforme da parata, di color blu scuro, era composta da: kepì con treccia e fregio dorati , nappina e pennacchio rosso vivo; giubba a un petto e fila di bottoni di metallo giallo con il colletto alto (e alamari dorati), i paramani (e tre bottoni), gli spallini all'attaccatura delle maniche, le filettature dei bordi , delle tasche e dei risvolti delle falde (con fregi dorati) pure di color rosso vivo; pantaloni allargati al fondo, bianchi per l'estate; scarpe nere; tracolla e budriere bianche, giberna e foderi per sciabola e per baionetta di cuoio nero, questi ultimi con puntale d'ottone; sciabola di fanteria con impugnatura e guardia in metallo giallo e dragona rossa. l'armamento individuale era completato da un fu ci le con relativa baionetta. " 607 32
"ottava classe."
" ottava classe. Nello stato nominativo dei professori del Collegio militare figuravano i capitani: Antonio Recchia e Pasquale Mayer del genio, Antonio Castellano d'artiglieria, Ferdinando Ceci del reggimento Rea! Marina, Andrea Bartolomasi del ruolo sedentario." 608 21 "militare." "militare. L'uniforme degli allievi subiva nel tempo alcune modificazioni di non accentuato rilievo, in particolare nell855 si nota: la forma tronco conica del kepì con il fre -
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
281
gio sormontato da una corona con serti di alloro dorato, il sottogola di cuoio, le filettature e la nappina senza pennacchio rosso vivo; la sosti tu zione degli spallini ali ' attaccatura delle maniche con spalline di color rosso sulla giubba blu; i pantaloni invernali di color celeste e bianchi per l'estate rastremati in fondo; la scomparsa del fodero per baionetta." 27
"a Maddaloni."
"a Maddaloni.
Lasciare /' interspazio Nel documento Notamento delle materie da esporsi dagli Alunni del Rea[ Collegio Militare per l'esame di concorso dell'anno 1855 <132 bis) a firma del colonnello ispettore Carlo Picenna, datato Napoli 21 luglio 1855, le discipline d'esame elencate, per una non specificata classe ma verosimilmente l '8", erano le seguenti: Geometria piana nei soli riportati dall'autore. Geometria solida. Algebra sino all'equazione di 2° grado, e logaritmi. Trigonometria rettilinea. - Analisi a due coordinate: nelle sue parti le più essenziali. - Calcolo sublime. Analisi a tre coordinate: nelle sue parti le più essenziali. Geometria descrittiva. - Meccanica razionale. - Fisica e Chimica: nelle teorie le più coerenti alle conoscenze necessarie per gli Uffiziali di Artiglieria e del Genio. - Trigonometria Sferica e Geodesia. - Topografia. Meccanica applicata. Geografia. Catechismo di perseveranza. " Lasciare l' interspazio 37 Inserire la Nota 132 bis "136) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 706, ex 541, inc. 5."
Modificare conseguentemente la numerazione delle Note successive aumentandole di quattro unità
612 30
"radicalmente.»"
"radicalmente, e così sperare per gli anni futuri, essendoci il tempo di vedeme i risultati.»"
282
GLI ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
Nota 138) "T.Battaglini, l'Organizzazione militare del Regno delle due Sicilie. Da Carlo III ali' i mpresa garibaldina, p. 89."
"S.PiaoelJ. Lettere del Generale Piane/! e Ricordi familiari, p. 65."
Capitolo XI (ex X) 618
2 12 23
620 623 625 628
629
630 636 637
24 28 36 18 17
19 5 18
8 2 8 18 19
20 21 23
" Cateau-Cambrésis" "ottenebrata."
"Citeau-Cambrésis" "ottenebrata. (vedasi le Appendici n. 1 e 2)" "stretta, fruttuosa colla- "stretta e fruttuosa collaborazioborazione tra" ne, tra" "aJJora, unitamente" "allora, unitamente" "Torino divenuta" "Torino, divenuta" "avrebbe dovuto" "sarebbe dovuta" "a cui" "alle quali" "morale, fisica, "morale e fisica, allo sviluppo intellettuale" intellettuale" "componenti, umanistica" "componenti umanistica" "delle due Sicilie" "di Napoli e Sicilia" "Savoia, la Scola" "Savoia, la Scuola pontificia dei bombardieri di Castel S. Angelo, la Scola" "dizione" "denominazione" "Càdiz" "Cadice" "delle due Sicilie" "di Napoli e Sicilia" " impartita agli" "impartita per formare anche gli" "nella Reale" "nelle Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e F ortificazion.e del Regno di Sardegna (1754-63), nel Collegio Militare della Repubblica Veneta ( 1785-90), nella Reale" "(1807) e nella" "(1807-14), nella Scuole Politecnico-Militari (1810) e nella" "(1811)" "(1811-14)" "percorritrice" "precorritrice"
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO l
Uniforme degli allievi de l Real Collegio Militare (1855) Antonio Zezon Litografo
283
284
GLI ISTITUTI DI EDI.>CAZIO~ E DI FORMAZIONE PER LFFICIALI l'EGLI STATI PREU:-IITARI
FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE FONTI BIBLIOGRAFICHE
644
23
Inserire "BITOSSI Carlo
"BORGATO Maria Teresa e PEPE Lui gi
La R epubblica è vecchia; Patriziato e Governo a Genova nel Secolo Settecento C. Bitossi, Politica e Istituzioni nel Settecento; G. Assereto, Repubblica Democratica e Periodo Napoleonico; C. Fari nella, Dal Collegio Gesuitico all' Università 1st. St. Ital. (studi di Storia moderna e contemporanea)" Lagrange a Torino (1750-1759) e le sue lezioni inedite nelle R. Scuole di Artiglieria, in «Bollettino di Storia delle Scienze Matematiche», VII, fase. 2 ( 1987)."
32
Inserire "BRUNNER (Ritter von) Moriz 225 Jahre Technische Militii.rakademie e KERCHNAWE Hugo 1717 bis 1942, Wien, Druck Elbemtihl A.G. IX, 1942." 645 l 4 l nserire "CENNI Quinto Storia delle Uniformi Militari Italiane raccolte, disegnate e descritte, sopra autentici documenti d'Archivio e di Biblioteca, e cronologicamente d isposte dal pittore Quinto Cenn i d ' Imola, Mi lano
1908-9." 20
Inserire "CONCJNA Ennio
646 18 l nserire " DELLEPIANE Francesca
Conoscenza e intervento nel Territorio: il progetto di un Corpo di Ingegneri pubblici della Repubblica di Venezia 1728-1770, «Atti della Società Ligure di Storia Patria» N.S. vol. XXVII (Cl), fase. I." Il Collegio Militare di Genova dal/789 al 1805, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Genova - Facoltà di Scienze Politiche, Anno Accademico 1992-93."
AGGIUNTE E V ARlANTI AL T0\10 l
285
DELLEPIANE Riccardo
La Compagnia di Soldati a Cavallo di stanza a Novi tra il XVfl e XV/11 Secolo, <<Novinosrra, Rivista della Società Storica del Novese» anno XXIX n. 4, t 989."
DELLEPIANE Riccardo e PIANA Paolo Giacomone
Le leve corse della Repubblica di Genova. Dalla Pace di Ryswick al Trattato di Utrecht ( 1697- 171 3). Studi e Documenti di Storia Ligure. In onore di Don Luig i Alfonso per il suo 85° genetliaco. Genova MCMXCVI Palazzo Ducale."
647
6
"FAVERO"
"FAVARO"
7
"vol. III, 1886."
"vol. III, 1886. l successori di Galileo nello studio di Padova fino alla caduta della Repubblica veneziana, in «Nuovo Archivioveneto», N .S. XXXII."
17 Inserire "FORTI Leone Carlo
21 Inserire "GATTI Friedrich
GATTI Friedrich e OBERMAYER (Edlen von) Albert
24 "ILARI
Inserire Virgilio
Fortificazione e Ingegneri Militari in Liguria (1684-1814), Compagnia dei Librai, Genova 1992." Geschichte der k.k. lngenieur und k.k. Genie-Akademie 17 l 7-1869, Wien, k.u k. Hof-u Universitats-Buchhandler, 1901. Geschichte des k.k. Bombardier-Corps, der k.k. Artillerie-Hauptschule und der k.k. Artillerie-Akademie 1786-1869, Wien. k.u k. Hof-u Universitats-Buchhandler, 1905." l tentativi di riforma dell'Esercito pontificio dal 1792 al1798- aspetti giuridici e sociali della vita militare, estratto «Studi Storico militari 1987», S.M.E. Ufficio Storico."
286
GLI IST!TIJTI DI EDUCAZIO.'I'E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
648 8 Inserire "MELEGARI Vezio
Armi e Uniformi di tutti i tempi e di tutti i Paesi, vol. III. Compagnia Generale Editoriale, Milano 1980."
12 Inserire '·MINISTERO DELLA DIFESA Dagli Eserciti preunitari all' Esercito italiano, Fratelli Palombi, Roma 1984." MINISTERO DELLE ARMI
649 7 Inserire "PIANELL Salvatore
19 Inserire " QUAINI M.
650 7 Inserire "SAVELLI Rodolfo
27 Inserire "SIMIONI Attilio
30 Inserire "STAGLIENO Marcello
Modificazioni e Aggiunte apportate al Piano Organico dell' 11 giugno 1850 tanto per i quadri di forma zione dei differenti Corpi costituenti, Tipografia Rev. Camera Apostolica, Roma 1852." Lettere del Generale Piane/l e Ricordi familiari, Napoli, R. Tipografia Giannini e figli 190 l." Per la Storia della Cartografia a Genova e in Liguria; Formazione e ruolo degli ingegneri-geografi della vita della Repubblica ( 1656- 1717), «Atti della Società Ligure di Storia Patria» N.S., vol. XXIV (XCVIII fasc.l)." L'Archivio Storico dell' Università di Genova; Dai Collegi all'Università, «Atti della Socie tà Ligure di Storia Patria» N.S., vol. XXXIII (CVU)." L' Esercito Napolitano dalla minorità di Ferdinando alla Repubblica del 1799, Stabilimento Tipografico Luigi Pierro e figlio , Napoli 1923." Memorie e documenti sulla Accademia Ligustica di Belle Arti, Tipografia dell ' L R. Sordomuti, Genova 1862."
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO!
287
FONTI DOCUMENTARI E
651 22 l nserire "ACCADEMIA LIGUSTICA DELLE BELLE ARTI DI GENOVA
652 l Inserire "ARCHIVIO DI STATO DI GENOVA
654 14
"anni 1740, ... 1757, 1759," "1768, 1771 ," " 1781, 1783," "l58e263"
16 17 21 655 l Inserire " BIBLIOTECA CIVICA BERlO DJ GENOVA
457/3 l 0 e 2° Registro d'Atti, Decreti, ed altro dell'Accademia Ligustica di Pittura, Scultura, Architettura Militare, e Civile ad uso del Principe dell'Accademia; 350 Registro: Ammissioni degli scolari all'Accademia Ligustica 17581777." Militarium Archivio Segreto fs. 2927; Sala Foglietta fs. 187, 301, 302, 324, 326,329,335,336,339,340,365,366, 407,408,409,411,505,514,990, 1128,1187, 1191,1209,1210,1228, 1240, I 244; Sala Senarega fs. 191, 195, 198,200,20 1,207,219,237,342, 346, 351; Repubblica Ligure fs. ll1 , 246; Prefettura Francese fs. 9, 22; Manoscritti 448. Raccolta delle Leggi e Atti del Corpo Legislativo della Repubblica Ligure, to. lV, n. 111, Genova, Stamperia Franchelli, 1799, anno ill; Raccolta delle Leggi e Atti, Decreti e Proclami pubblicati dal Senato ed altre autorità costituite nella Repubblica Ligure, to. Ili, n. 122 e 123, Genova, Stamperia Franchelli, 1803, anno Vll." "anni 1735, 1740, ... 1757, 1758, 1759,"
" 1768, 1769, 1770, 1771," " 1781, 1782, 1783," "1 58, 178,263, 264" Ordinanze Militari Fatte, e stabilite dall' Illustrissimo, ed Eccellentissimo Magistrato di Guerra e successivamente approvate da' Serenissimi Collegj. In Genova MDCCLVIII. Presso Bernardo Tarigo, in Canneto."
288
GLI ISTITUTI DI EDUCAZJONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
40 " 1762 (l); Museo Storico."
"1762 (l). Annuario della R. Accademia e della Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio - Anno Solastico 1940-1941XIX, Tipografia Lorenzo Rattero, Torino 1941. Esercitazioni di Architettura Miltare ad uso degli Allievi della Reale Accademia, da' medesimi dedicate a Sua Altezza Reale Vittorio Amedeo Maria Duca di Savoja, in Torino nella Stamperia Reale. MDCCLXII. Museo Storico."
657 l Inserire "BIBLIOTECA FRANZONIANA lnstituti, e Ordini Militari da osservarDI GENOVA si dalle Truppe della Serenissima Republica di Genova. Registrati per ordine dell'Illustrissimo Signor Pietro Maria Gentile Generale_, e Commissionato dall' Illustrissimo & Eccellentissimo Magistrato di Guerra dal Colonnello Lorenzo Maria Zignago. In Genova, 1710. Nella Stamparia di Antonio Scionico. Nel Vico del Filo. Con licenza de ' Superiori. lnstituti, et Ordini Militari da osservarsi dalle Truppe della Serenissima Republica di Genova. Stabiliti, e deliberati dall' Illustrissimo, et Eccellentissimo Magistrato di Guerra, et ancora approvati da Serenissimi Collegi. Per loro Decreto de' 22. Genaro 1722 formati dal Colone/lo Lorenzo Maria Zignago. Stampati l'anno 1710. , e di nuovo ristampati l' anno 1722. In Genova, Per Cio: Battista Casamara , Nella Piazza delle cinque Lampade. Con licenza de' Superiori." 7
"XIV fascio 30;"
"XIV F 30; sz. ms . Curiosità e Manoscritti diversi XIV F 35, ms. 295, XIX. 39."
AGGfUNTE P VARIAI'<'TI AL TOMO l
289
658 17 Inserire "BffiLIOTECA UNIVERSITARIA Ordini, E privilegi Militari, cosl de' Scelti, come delle Militie ordinarie DI GENOVA dello Stato di Terraferma. 10 Ott. MDCXXVl/1. Ordini, e Regolamento da osservarsi da tutti gli Ufficiali, Bassi Ufficiali, e Soldati de' Battaglioni della Serenissima Repubblica di Genova stabilito dall' Eccellentissimo Magistrato di Guerra. Commissionato da Serenissimi Collegi. In Genova 1738, Per Paolo, & Adamo Scionico. In Scurreria. Con licenza dc ' Superiori." " Bernoulli"
668 22 e 26 "Bernouli" 34
669
"Lobaeevskij "
"bacevskij"
APPENDICI
Appendice colonna
2
3
Inserire (prima della Repubblica di Venezia) una nuova Colonna intestata "Repubbliche di Genova e Ligure" Allineando i nominativi sottoriportati alla colonna degli anni, inserire:
"Giacomo Maria Brignole
Direuorio
Gian Francesco Dejan. Girolamo Durazzo
1793-1798, 1798-1800
1800- 1802
1802-1805"
3 3
5
Inserire nel riquadro vuoto il nominativo di "Antonio allineandolo con gli anni 1727-31 1727-1731"
8 9
"Carlo Ili"
14
Spostare la linea di divisione Carlo III Carlo N in corrispondenza dell'anno 1788
2/2
"Applicazione: (J )"
"Francesco Il"
"Carlo di Borbone" "Francesco II (()''
"Applicazione. (J)n
Inserire (prima della Repubblica di Venezia) una nuova colonna intestata " Repubbliche di Genova e Ligure"
290
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNtTARJ
Inserire gli schemi sinottici sotroriportati allineandoli alla colonna degli anni: 1713
Scuola di Architettura Militare 13 dic. 171 3
7 ? ? Accademia Ligustica
1722 1751
24 giu 1951 1788 1789
Collegio della Divina Pastora 29 mar. 1789
Scuola di teorica e prattica di Aniglieria
1793
? ? 1793
?? ?
Collegio Militare, detto dei Soldatini
1799
l 0 feb. 1799 1800
1° feb. 1800 Scuola del Genio
1801
18 giu. 1801 1805
4 Iug. 1805
? ?
?
4/2 "glieria e del Genio" 5/1 "Estense (Z)n
"Estense. (Z)n
5/2 " Istituto dei Cadetti Matematici
" Istituto dei Cadetti Matematici Pionieri; <3>
Pionieri, Scuola Miltare dei
"g1ieria e del Genio."
Scuola Militare dei Cadetti. <4 )
detti <3> "
5
"23 ago. 1823"
" (3) 23 ago. 1823"
"<3>24 nov. 1835"
" (4 ) 24 nov. 1835"
6/2 " Regia Scuola Militare" 7 "R. Liceo Militare"
9/ l
9/2
" Regia Scuola Militare." "R. Liceo Militare."
"Accademia"
"Accademia."
"ca e Militare"
"ca e Militare."
"re <6)"
" re. (6)"
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO II
AG<ilU!Io'TE E VARIANTI AL TOMO U
293
TOMOU lNDICE ALLEGATI 30 Inserire nell'indice del Tomo Il il nuovo
V
CAPITOLO ID
"REPUBBLICA DI GENOVA E REPUB BLICA LIGURE doc.
Piano d 'educazione per li Figlij de Soldati, ossia metodo per esecuzione del Progetto .................................................... Pag. 237
doc. 2 Regolamento del Collegio Militare .....................................
240
doc. 3 Regolamento del Collegio Militare decretato dal Magistrato di Guerra, e Marina da sostituirsi all 'esistente
255
doc. 4 Proseguimento del Regolamento per il Collegio Militare
267
doc. 5 Costituzione della Scuola del Genio o Corpo di Giovani alunni della Scuola del Genio ...........................................
296
doc. 6 Regolamento per gli Allievi del Genio ..............................
298
doc. 7 Stralcio del Regolamento per il Corpo del Genio ..........
300"
Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Capitoli aumentandoli di una unità Inserire a pagina VI, riga 16 (nell' Indice del Tomo 11 - nuovo Capitolo IV ex III) il titolo del nuovo documento n. 7 "doc. 7 Terminazione del Governatore del Collegio Militare di Verona Fatta s tampare dall'Illustrissimo, ed Eccellentissimo Signor Mare ' Antonio Priuli 1° Savio di Terra Ferma alla Scrittura Li 28. Settembre 1771. Approvata dali ' Eccellentissimo Senato L i 5. Ouobre susseguente" Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti e delle pagine relative l nserire a pagina VIII, riga 25 (ne Il 'Indice del Tomo JJ - nuovo Capitolo VI ex V) il titolo del nuovo documento n. l "doc. l Dissertazione s u la Militare Architettura recitata, e consecrata alle Altezze Loro Sere nissime il Serenissimo Signor Principe e Serenissima Signora Principessa ereditaria di Modena ec . da D. Giuseppe Da Via [ ... ] con alcune annotazioni del Signor Capitano D ' Abadie ingegnere di S.A.S., e d ' altro autore"
294
GLI ISTITU'I1 DJ EDUCAZIONE E DI FORMAZIO~E PER UFACIAU NEGLI STATI PREUNITARI
Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti e delle pagine relative l nserire a pagina XI, riga 12 (nel l ' Indice del Tomo II - nuovo Capitolo X ex IX) il titolo del nuovo documento n. 2 "doc. 2 Stralcio dell'Ordinamento
dell'Esercito napoletano su la fine del XVIII secolo prima dell'invasione francèse" Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti e delle pagine relative l nserire a pagina XI, riga 15 (neli ' Indice del Tomo II - nuovo Capitolo X ex IX) il titolo del nuovo documento n. 5 "doc. 5 Ordinanza del Re delle Sicilie che servir dee D' istruzione, e di regolamento a' Cadetti, Sottobrigadieri, Brigadieri ed Uffiziali del Battaglione Real Ferdinando Formata per alto Real comando (l 0 dicembre 1772)" Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti e delle pagine relative Inserire a pagina XI, riga 34 (nell ' Indice del Tomo ll- Capitolo X ex IX) il titolo del nuovo documento n. 13 "doc. 13 Regolamento per le Scuole Teoriche della Reale Artiglieria, e del Rea! Corpo del Genio (13 luglio 180 l)" Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti e delle pagine relative CAPITOLO l 89
12
"artiglierria"
"artiglieria"
19
" meccaniche,"
"meccaniche" ,"
143 14
"uscire del"uscire dell'Accademia"
l'Accademia" CAPITOLO Il 190 12 21 26
"guerra (Al-" "bisogno. [ ... ]" "spedizione)."
"guerra. (§ 4) (Al-" "bisogno." "spedizione. [ ... ]"
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO LI
32
295
" tutti. [ ...]"
"tutti. (H) I sostituti Celoniati, e La Grangia hanno composto i trattati matematici. Considerando il Direttore che le molte cose edite intorno la fortificazione e l 'Artiglieria trovansi troppo sparse, ha creduto di doverle riunire in due Corsi, il primo de' quali sotto nome di Arcbùettura Militare è stato diviso in sei Libri, ed il secondo col nome di Artiglieria pratica è stato diviso in due. n Libro 2° deli' Architettura Militare è stato composto dal Capitano Bossolino, ed il 4° dal Professore Rana. Il Luogo Tenente Tignola ha composto il Libro l 0 dell ' Artiglieria pratica, ed ha riveduto i dieci Trattati fatti dal Direttore. Sua Maestà ora fel icemente regnante si è degnata di esaminare nel 1758, e dì approvare il Libro 3° del li' Archi tettura Militare, il quale in seguito è poi stato stampato."
191
192
235
12
"materie."
"materie. [ ... ]"
22
"Servizio."
"Servizio. (L)"
37
"2. del 1770"
"2. ('gennaio ') del 1770"
6e7
"(' i sostituti ... matematici ... ')"
"(§ lO H)
13
"indispensabili"
"indispensabili. (X)"
16
" , onde coloro,"
",onde hanno gi udicato rettamente coloro,"
41
"pubblico, sembra" "pubblico(§ 4), sembra"
Inserire il nuovo CAPITOLO ffi
REPUBBLICA DI GENOVA E REPUBBLICA LIGURE CAPITOLO IV (ex III)
310
Inserire il nuovo
"Documento N. 7 (copia anastatica)
Terminazione del Governatore del Collegio Militare di Verona Fatta stampare dall'Illustrissimo, ed Eccellentissimo Signor Mare' Antonio Priuli 1° Savio di Terra Ferma alla Scriuura Li 28. Settembre 1771. Approvata dall'Eccellentissimo Senato li 5. Ottobre susseguente"
296
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE Il 0 1 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEOU STATI PREUNTTARI
TERMINAZIONE DEL
GOVERNATORE
MILITARE P A T T A
DI ~
D~L~ /~l!U.tTkr.r.r., lf'D
VERONA
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SAVIO DI TER.RA FERMA ALLA SCRITTURA L
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Fotoriproduzione eseguira dalla Sezione dell'Archivio di Srato di Venezia su concessione del Ministero per i Beni le Affività Culturali (Atto di Concessione n. 7/2001)
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-'GGIUNTF. E V-'RIANTI AL TOMO Il
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~~;,~3;~'~biU'èa· dalL' EeceHentiffim p Se; nato la, Sc..uo~. ·1a . Militar~ p.e r IL oggetti. .intereffançi que"fip P.u'bblico fèliciffi.mo Govemo· e ~~ S~o, ed enwut'e tutr:e 14 R.~g9h:~. ; e Precetti per r c: nd.eda. \nconcucra nella -fui fonda zione, e progrefia, ha pur-e pr~fc.ri tto, c~e alla direzion~ ., e coma ndo dj qu.dla [$lfo defiinata p.erfona qualificad di meri ti , decorata di Gradq dHHn to nella Pubblka Truppa , e di abilità fp.erimc.n.t'lta· Jle' ·differen ti Servigj all' occafione pre!1ati • · Ri cooof:ci utà fi pel·ciò nelf~ Ptrfona d.et SigJlor Colannel1~- Iogegner Anèirea Ercolea: t ut te k condizio.ai ·, e qua.,. ii tà pre<iette, rdlò effo pre fcielto ed inveftitQ d-ello fper zio(o Caratt<:re ·dÌ Gc:wern.atòre.: della Scuola Militare. In virtù della· pr.efente pert.anto gli viene dem anda ~::J tutt'a Ya ut6rit-~: tt~edelfuia, perchè vengal'\O imrn ~ nc:abil mente efeg\.H t~ le ·L egg i Sratutarie del predetta Colle.. gio, ferve ndofi di tutti que' modi, e me~zi , che crede(fe opportuni, dipendentemente dal Savio alla Sc-r ittura, al quale dovrà di Me fe in Mefe rendernc in ifcritto un <:onto di tutto efartiffimo. Egli
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OLI ISTITUTI DI BOUCAZlONE S DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
44· Egli avrà dunque l'.intiera facQltà di fofpendere dal proprio e fercizio, ed incarico qualunque perfona , e figura di qual fi voglia grado; e condi:1.ione, che avelfe impiego, ed incombenza nel Collegio predetto, o con fofpenuòne di Paga, o Arrefio, chiunque Jl}anc;;affe di rifpetto, fubordinazionc , ed ubbidienza , o non adempilfe a' proprj doveri , al qual effetto . rifcudterà di Mefe in Mefe dalla Camera le loro Paghe unitamente à quelle degli Alunni, con una fola Bolletta, per farne poi la particolare voluta difpofizione. A vr~ l' amminifirazione della Calfa del Depotito formato dalle Lire S. ·M enfualj, che verrà fempr.e da Lui cufiod1ta, mentre l' .altra .dellç rdlanti Lire u., deClinata per le ufuali occorrenze !di Cadetti farà dal ~~te 0 Coldnnell~ Ifpertore aml:llinifirata ·come nel Capitolo 5· de' fuoi doveri • Potrà cambiare Serventi', che non trova!fe per i coftumi, e diligenza , idonei al Servizio , fofiituendone altri in loro luogo, come anco·ra.. 'il Ba!fo Uffiziale che mal li di porta ife nella efecuzione de' fuoi doveri, e mancalfe delIa dovuta attenzione, e fubordinazione. Se il cafo di grave mancanza; e delitt$1 lo ponelfe in neceffità di paffare a maggiori cafiighi, raifegnerà quella all'Offizio per la cognizione del Savio alla Scrittura, dal quale gli verrà fenza indulgenza in quel cafo t utto accordato. Potrà in oltre, fuccedendo qualche inconvenie.nte , o
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AG<illli\'TE E VARIANTI AL TOMO Il
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tHf<>rdine non· preveduto d·alle Leggi di co{Htuzion·e regofare il metodo·, O· fiftema di- detto Collegio pro interim,, tifferen.do i. fuoi penfu:ri , e ripieghi al Savi_o alla Scri~ tura per la lor-o approva'Zione • Deciderà ogn' i!tanza , che gli veni!Ie faua riguardo. ~gli aggravj-, che fi profef!aifero da cad·auna 6gura della Scuola, e farà che- il tutto fi efeguifca alle ore defrinate fecondo le rd'pettive ftagioni. Rilafde-rà unicamente ai· MaeO:ri, ed- al Tene~,: çol?nnello Ifpettere gli- atteO:ati d.' onore come diedi nella Termi-nazione· Statue aria della Scuola, col fondamento de' quali potranno ottenere gU Alunni que' Premj, che dalla Pubblica Munificenza· fono a tal oggetto ftab~liti. Dipenderà dalla fua volontà e prudenza il de_terminare le giornate per le Prove fi Particolari, che Generali. Sarà a fuo carico il far regifrrare i cartighi inferiti a' Scolari, gli ordini , e Decreti che nafceffero, le ulteriori regolazioni che ricercaffe il bifogno, ed ogn' alrra cofa importante . Li Fabbifogni· per gl1 Attrezzi" Militari, Artiglierie, e tutto ciò, che· gener:llmente· occorreffe ad ufo del Collegio, dovranno da lui e{fere fotto fcri cti, e fpediti al Savio alla Scrittura . Veglierà al buon· trattamento de' Giovani coll' offervare, che l' Economo adempia gl' impegn i col Pubblico Contratti , e procurerà di togliere il difordine nella difparità di Letti, ed Utenfili, che [eco portano i Conyir~ tori~ rimettendofi quella parte di non poca importanza alla
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GLI ISTITUTI DI I:.Dl:CAZIONE E DI fORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
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alla fua prudenza, ed a quella de( Tenent~Colonnello Ifpettore, onde ti · poifano fiabilire quelle P.ragmatiche, che trovaffero più congrue a mantenere Ja defiderata eguaglianza. E finalmente,. come l'armonia, la concordia, la difci .. plina, gli fludj, la quiete' r economia, e la buona riufcita di - quefia Scuola Militare, reftano principalmente alla vigilanza fua appoggiate, cos) !i eccita a contribuirvi il fuo maggior findio, e fervore, affinchè il felice progreffo di quella poffa procurargli gli effetti del Reale aggradimento dalla Pubblica Sovrana grandezza ec. Data dall' Offizio alla Scrittura li 28. Settembre 177t. ( MARC' .&NTONJO PRJULJ 1.0 S.AY/0 ALLA SCR.lT·
GiD: ~ntonio, Vio/4 R.Ag.. DHt.
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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GLI IST11U11 DI EDUCAZIONE E DI FOR.\1AZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNIT... RI
312 30 Inserire di seguito il nuovo Documento "Quesiti da farsi (per ora) agli Uffiziali aspiranti alle Cariche di Sergente Maggiore e di Capitano Tenente nel Reggimento di artiglieria. Segnati S. da risolversi in iscritto Segnati V. a voce Quelli Segnati P. praticamente Segnati V. P. a voce, e praticamente N° l Sopra le prime quattro regole del!' Aritmetica; sopra le frazioni; sopra le radici Quadrata e Cuba, e sopra le regole del tre diritta e inversa ............................................................................... S 2 Sopra li sei primi libri XI, e XII della Geometria .......................... S 3 Sopra la Trigonometria piana .................................................................. S 4 Sopra l 'uso delle Tavole Balistiche per li tiri orizontali, ed obliqui ............................................................................................................. S 5 Sopra la proprietà della Parabola, relativamente ai tiri di Bomba ........................................................................................................ S 6 Sopra l 'uso della tavoletta Prettoriana, e sem icircolo per prendere distanze, altezze et ................................................................... P 7 Sopra la costru zione, e sopra l' uso della sagoma d ' Artiglieria ............................................................................................................ S P 8 Sopra li varj generi, e Calibri della nostra Artiglieria ................. V 9 Come si prendano le misure d'un pezzo d'Artiglieria per farvi un letto da nuovo: ovvero per trovargli fra i molti, o il proprio, o altro letto atto al maneggio di esso .............................. V 10 Quali sono gli apprestamenti presentemente usati presso di noi per Servigio della Artiglieria Navale, Murale, e Campale .......................................................................................................... S 11 Quale il numero de' Cannonieri per il maneggio de' varj pezzi d'Artiglieria ....................................................................................... S 12 Quale il modo di maneggiare ogni nostra Artiglieria .............. V P 13 Quale il modo di cavalcare sui letti, e scavalcare le Artiglierie .......................................................................................................... V P 14 Quale il modo di numerar le Palle, le Bombe, e le Granate, unite in Piramidi o in altre figure ......................................................... S 15 Come si debbano disporre le cose spettanti all'Artiglieria sopra i legni armati al caso di combattere ........................................ V
!IOOIUNTE E VARIANTI Al. TOMO U
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16 Sopra la portata delle varie Artiglierie indicata dal Sopraintendente Sora nelle sue istruzioni de ' Bombardieri ................. V 17 Sopra le cautele da osservarsi nel maneggio della polvere ne ' Depositi , sui legni armati, e nel tradurla da luogo a luogo ............................................................................................................... V 18 Come si formino le Rochette ad uso de' segnali, le candelle ardenti ad uso delle minute Artiglierie, e come s'apparecchino le Spolette a Bomba ad uso de' cannoni, de' mortari, e degli obusieri ........................................................................... S 19 Come si misura il tempo in cui una Bomba percorre un dato spazio .................................................................................................... V P 20 Come la durata delle Spolette a Bomba ......................................... V P 21 Intorno gli Esercizj, e campali Evoluzion i del Reggimento giusta le istruzioni Stratico relativamente ai gradi di Capitan Tenente e di Sargente Maggiore ................................................. V P Più per gli aspiranti al carico di Sergente Maggiore
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Sopra g li elementi della Statica, e della Meccanica ............................ S Come si conosca se un pezzo d' Artiglieria sia in stato di resistenza ali 'uso, e se abbia essenziali diffetti ................................................ V Quale il modo di conoscere la forza della polvere col mezzo del mortaretto ................................................................................................... V P Intorno le disposizioni da farsi per servire le Artiglierie nelle Batterie Campali .................................................................................................. V Dei varj modi di trasportare da luogo a luogo le Artiglierie, ed i generi , e attrecci ad esse inservienti, nelle Piazze, in Campagna, e sui Bastimenti ......................................................................................... V Sopra li fabbisogni per corredare le Artiglierie di ogni Pubblico legno da guerra .............................................................................................. S Intorno la conoscenza delle opere di fortificazione, e per quanto riguarda la disposizione, e il maneggio delle Artiglierie .............. V Annotazioni al Foglio de'
Quesiti da farsi agli Uffiziali aspiranti alli carichi di Capitan Tenente, e di Sergente Maggiore nel Reggimento d'Artiglieria, fatte da me infrascritto, in ubbidienza a' comandi dell'Eccellentissimo signor Savio attualè alla Scrittura
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOMi E DI fORMAZIONE PER UFFICIALI l'EGLI STATI PREUN!TARI
Quesito N° l Aritmetica dell'Abate Guidograndi N° 2 Geometria del Padre Andrea Iacquet con le note del Whiston
N° 3 Trigonometria dello stesso autore N° 4 Calcolo Balistico dell'Abate Marzaglia N° 5 Sezioni Coniche dell'Abate Guidograndi N° 8 Sora Istruzione per li Capi e Bombardieri
N° l Instruzioni Meccaniche di Guidograndi N° 6 Si darà a ciascun Uffiziale provante un Piedilista di tutti li generi, e attrecci inservienti al corredarnento di ogni Pubblico legno, perchè abbia a segnarvi di pria mano l'occorrenza.
N° 7 Intendasi, essere indispensabilmente necessario, che tutti gli Uffiziali Artigl ieri sappiano la denominazione, e conoscano la forma di qualunque Opera di Fortificazione; l'oggetto della lor situazione e fig ura; quali Opere, ed in qual parte si debbano guernire con Artiglierie, e di qual Calibro, relativamente alla s ituazione, e g(andezza delle opere stesse. Conte A Stratico Sergente Maggiore di Battaglia" Variare conseguentemente la numerazione progressiva delle pagine CAPITOLO V (ex lV)
5 J2
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"regolamento"
"Regolamento•·
CAPITOLO VI (ex V)
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Inserire il nuovo ''Docume nto N. l (copia anastatica)
Dissertazione su la Militare Architettura recitata, e consecrata alle Altezze Loro Serenissime il Serenissimo Signor Principe e Serenissima Signora Principessa ereditaria di Modena ec. da D. Giuseppe Da Via[. .. ] con alcune annotazioni del Signor Capitano D'A badie ingegnere di S.A.S., e d ' altro autore"
AGOIUN"rl! E VARIANTI AL TOMO Il
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N. .. DISSERTAZIONE
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SU LA MILITARE ARCHITETTURA RECITATA, E CONSECRA TA
.ALLE ALTEZZE LORO SER ENISSIME
IL SERENISSIMO
SIGNOR E
PRINCIPE
SERENISSIMA
SIGNORA PRINCIPESSA EREDITARIA Dl MODENA ec. D A
D.
G l Ù S E P P E
DA·VIA
l'n i di Scozia, Coa tc d ' A llaoad , V,(contc di Moincdy , Buone ia Perch.a ; ' hlarchele m Lit uaoua, Senatore di liolo~ua , Grn r.luomo A ten ie di Camera 1 (ì~c ralc nelle 'l'nappe, l ufpettore .vcnc rale delle Fortificu ioai, Col?ll• J&<llo 11el D oJ>llr\lm<JIIO d ell' Art~g!ocroa tlo S. A. S. ol Sogno r DUCA da MODE l'. A cc. , ~o della l\ulc A 'c:adtm11 l'armuA:, di 'l." •U. dcii lq Uotuto de lle Sc•c uzc d • .llologua, ll elt.. Jtom...u di Sa L ...,, dc&l' 1po<undtl><i d, Ketg•o , e degli l::rraati • go à Ralfroata ti , do ~ermo , l'llbOlico Profcfforc d i Matcma tiu, cd E fpofitore della Militare.Archi· lettura ncU' l lluvcrlità di Modua;
CON ALCUNE ANNOTAZIOI"l DEL SIG. CAPITANO D' ABADl~ l NGEGNER.E Dl S. A. S. , E D'ALTRO A.UTORE.
,~ ·· , M ODENA MDCCLXIf,:___ _ -~.,-t·r-&~ll:-.E:=-re-d:':'i-::di Butolomeo Sollani Scampatori Duçali • • Ctn Jiççn~n dr' S11ptri~ri •
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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ALTEZZE SERE N I S SI M E.
D
4i· griiJJ fetnpb ilfirltr4'14. il Ji tft fe-~ toJÌ !m:timAtQ~ rht. mi p Jw•
5iiiiiiiii~
font4.{ft f/411~/n pn- ~ ~~ili:.} ,J ìnjittM, ~a tongiuntura , ptr 14 qua/t mi fi apr;g; il t-ampo tli poterJ i p;JJi Voflri., ALTI , E.. SE&~
NISSIMI PRINCIPI) tOJijtt:rart psJhliul!llhtl ' :miti pi~
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 'iEGLI STATI PREUNITARI
più tlt1Jjli fentimtnti, in contrafffgno delf e[atto mio rifptt· "'
o
to, e dd/' off·quiofo mio ben dovuto rironofcimrnto per ~ tanti, 1 sì pregievoli monumenti dalla imMta Voflra {o• -
l
'Prana magnanimità in me prod:'gamente verfati. Ecco, cb~ ·~~~- 11nco in ciò le mi~ ecceffive ~bbligaz)oni
'llrrfe ~~ umaniffiTT!i foft, i .J'u~diti, - __, ·~urfti' con il. folito g~. nerofo, r gentil~ animo foro, verfo la mia pç:fona troppo
'llantaggiofamente prevenuto , me ne additarono cortef~mente il cammino. A _1!!!}!g ro~ , eq~}~cnlta 9razione, con
(a tJUale ]limttl mro~er~ alle pt~b~liéb/~ie ~;;.;;;[a. re principio, rondecorato in· quefla dotta Uniterfità Vo-
ftra {t un11 Cattulra dal {empre glorio[o Voftro demmtiffi· rnò Genitore, nrm folo COJI una, quafi dir~i, gentile forpre . f~· 'Dollero li più i~lu#ri·, e flrmui S oggétti; che q11rjla
.P'rfe ti LetterariA, ''Politica, ç Militare.l?..epubblica compongmz~) m 1ZOn fçarfo ntnne(O (OIJ{Orrert çon /a rifpettabi/e IJJmi.
,
AGGIUNTE E VARIANTI AL T0\10 LI
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.
.
vollrro ·di ·talmèjzte -grad1rla, cb' io ~; tkt~rmin~i ·di efibir-
/a al 'Pubblifo~· :Non ommettendo.: dun~~~: .~uefta ·J1 fal!fÌ~ ouafione.ili potere in .me, ~~ ~i~flo ·dtjit/!r~ '11ppagarrf· tç•
com{tl Voft,i ·pitdì, 'Al;tiSSIM{ - ~RINClPI ·,; ·per.
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·o·tte,ure da Voi di pottrvi trihutare qttefla mia·' ·be.nrb~
piccio/ijfimti fatica. Si = trattano. Milita;L faço/tà 1i f/fM~
. . " fla Differ.ta~.Jont, M-q11ale nrl do_vçrjj.:dari .alla)it!ft·? ·ba, ~
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rii~kiàto~hpmnf"D .Ji fol ma j prrntkm/q;.ptrti3:·tp~!!t· tJfPtt~ to, che dovendofi da una Cattedra, fenta ahttfarfi di f&u·
.
wrrbio dtlla fofferen~a di çbi ~fcolta, reritart, non potei~ 'cet·tamente avere •.. TrattAndofi dunqllt. in effa di ~~1/irbr ... __. ..._
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·difcipline·,. per /~ quali Voi; geJJerof~, e magnanimo PRIN•
è IPE , ·ognuno fi·qrnrnto di gmio nel Jloftro (uore .·. ~a1q_ rofo profotulamentr nmriate j fper". bt.ne, rbr alle ~antr, e
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·SÌ rPggua ra~to!i' gra'{ie >(On le ~u11!,i .·~ì \freqtltntetne~J , .
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GLI lSTIT\rrl DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNJTARI
é~ora!J.t · ~ggiugn~r~ . 'Vr Jegntrete ancor qutfl~ , ~i· v~lere -~:tle ..niiP ·pitçìpl?. ·tribllto.· tlementementt riguitrdare • 'IY.)
·i(poL é~rtà,~mJe_t~mir~ ~·di .eff;rtper apveptura rìmprovt• .rAto. di mal ' ·p.rQpofiFP {o'!!p~rtarmi, Je _qu~fta Bdliço-m.a• ·~'?'!.!ftil~.mdm~tio~~.i/i .preffnlafe ~tdifca ·l pi(di .Vqfl.d
'4ncorP ,-;SERE~SSlMA·-~Rl~CrP~SSA·, com~~ f~J •
o
"' · V .;.·~r- P9ffa tal ·dono ~Bere in pregi~ , e. - o1 'non ...ik)b.4 ~M'Pmlr.r .._·_s~~Q· il _7JQ/g~ potrrhhe .:r} fatt{lmente ·p~nfare ;
.t io~ì dl[rorttxe 1a potr(66~-ltff ;.~~ fortt akrmo vi foffe ,
-~:gW( iJlJ, 'fAre V~Hrè dqti;.t.Jiagdlarì:·virt~ n~n ave[.
.fe rontt~~;; m4 -chi ·v/è m~i). a rui g~unta non 'fi~ ÌIZ fariia 'Ji"que~ "Uirilt, milg~an~tilo, ~ vnlor(,fo criore, cbt ·,~1J' ,JJI!gaftq. ~ojlrq ·:[en? {plfqdiqa"!ehte ~[tg!fortfj)a? 'Per
lo 911ab.'Vi fi ·~refr~l~rapnò /! .Mflr\~~li. 'tofe,. non in queJf orrido; (trttfe;~erri~ile>-.ll[pe;tp. ). Jottò (Ili dalla .m~ggior .parte çbe t1 ~e l ftffo ·.'f.~P.Ipont .. fgg !i9no efferè.. unifJtr/alment.t . ~
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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-•bborritt. ~ .A cpi;poi.ÌJ"llfi:.ig~ot{tl'.pr.o[Q_pdo·J~ofl!~ .fa ptrt, sì. -i~_,quelk./for~;~ di·fllrO.Itìt; ./( .q!Jali ·n9ì Jot~~. :~'-~' r111 di .belli.Lettue diflittgÌiiiWio;l rQm6t~r~ .;{~~,!~
lt -milfftrfA:, ton la ~~~~lr J,i.Vo.i,)~~ li.b.~~izli .4!/~!:~iaJf·
tiolmtnu.fi.ProfoffanoJ i J~ tptte· lt~~:DiJintf!x~.)/. ~~u~ tjualé ·jinr .co;ì efullentr?. ~ Era tanJ.i fregi~ dt.N4 · pro[~~ . ..,
tlil Voflra 'd~ttr;na_, forf~ [11rà.':tl4 €O~t4rfi_,)/. .t11i/JD~t·~L~~ l
pure ·t .JÌ· rjguardttDo!t )~tìoi t.it~ttlligtn'(~ lkt:·j1)Jt~::#,!~
tflwt, liìg~~tJ..tll·.1JIRJn Ò1c lll~lr.IT(f!.iJ.'A :f.~
ni , oltrt il far conofcere q11anto .fiat: ndla Latina) . !.
Italiana Poefia fondatamentt 'Vtrfatll, infegnate p~ì..,tt~4.' tlio, come la [or'{a dd noflr~ be/Jiffimo Idioma adattare t/fhha·per foflrnere qudla degli Efleri traduundo. J on
forfe .guefle sì rare, e·glorìofe prerogativ~ 'di co.rì poco pr4 .
.
iÌo, che duhitare fi dfbha di putert con .ragione ~n(o 1\
.
più fub/imi ed aflruf~ Matematkbt Opere a Voi ~ililr ;~ ,;.
312
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNJTARI
in trihuto ? Ben ficuro effendo, rbe Voi, magnnnimi, e dottijfima PRINCIPESSA, non folo con laJovranJZ. Vo~
flra generojità gradirete fimi/i cmaggi j ma della lrttura, e del faggio Voflro difcernimento, c perfpit'ace giudizio au~ torevo/mente le ònorarete. Per la qual cofa, c/rmmt'iffi·
mi, eri alti PRINCIPI, tli hen.ino e gener.ofo o~chio _dc· gnatevi 4i riguardare, e di accettare que{lo picciolo ~onu• mmto Jelt umile . animo mio, ed offequiofo, e _profeguite vi ft~ppliç-f, ~e cDn:tinuarmi il fovranr> Voftro .auto.r~vole Pa·
trotiniO, implòrando il quale umilmente a' piedi V,òfi.ri mi ··proflro '··
ALL'
AGGIUNTE E VARIANTI Al- TOMO n
313
ALL' APER TU R. A DELLA SCUOLA
DI MILITARE
ARCHITETTURA D lSSE l{ TAZIONE. pr::j~a.=!J~M! Al Clementiffimo, Gloriofo, ed Invitto nollro So..
vrano, fempre behefico, e generofo, e fempre fu la comune felicità, e pubblico bene vigilante, ed indefeffo, non fo io per qual deClino, tanto a me -piò propizio, ed onòrevole , quanto da me meno afpettato , e meritato, eff.endo io fiato prefcelto , .. e deClinato per Conduttore, e Scort!l a que' diligenti , e valorofi Giovani, li quali per lo cammino delle Ma tema~ riche difcipline giugnere fpecialmente voleffero alla Scienza delle Militari cofe, non che aH a intelligenza di tante altre· facoltà , ed iri p'a-rticolare della Fifica efperimenrale; e dovendo io in queft' oggi per la prima volta d~ quc:fio ~t;nin~nte fublim~ luo&a pubbli· can:tente fayelfare; f~ a G1ovam Mdttan, 'O ad altrt miea Afcoltatori il mio Difcorfo doveffi. folamente dirigere, dopo aver loro di~ A mofirato , (t) Il Sig. Marche re Da·Via fino dall' anno xn6. fi trasferl ad abiwe in Mode· na, e non vi elfendo allora pr'Ovvifione in contruio, e deftderando egli al rifpetta· bile ed autoreVQle grado Se11atotio , che occupa nella fua P.1tria., un ire altri preti che lo potefi'ero rendere più applicato, accefo di quella brama che anmdarfi do· vrebbe in ogni animo nobile, di fervirli di que' comodi , che Cogliono alla nobiltà de'natali andar uni ti 1 per impier;ar il tempo con fua gloria , e con altrui profit.to, ~ttenne d i di'ere in quefto Militare, ed m quella Corte gradu~to; e cen tali onori
ne refta egli mede limo 1 ed anco il Sena-: torio ampliffimo grado fplendidamente onora to. N è li dee credere , che perfou alcuna cosl (ciocca vi lia , cbe in ciò non convenga- .Anco b Porpora Eccleliaftica nelle Rapprefeutanze e minifterii più chia· ra, e lumtuofa apparifce. Fu in queft' m· no 176z. conferita da S. A. S. uu Cattedra nella Univer fità di Modena al fuddet· to Cavaliere, perchè ivi le Matematiche , e la Militare Architettura efponef!'e, il che diede a lui occafione di recitare parte di quelta Dilfertatione all'Apertura della Scuola,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
mo~rato, fecondo it detto di Cicerone ( 2) che in un ot~imo .Ca-
pitano ed in un uomo di ~uer~a quattro ~ofe de~bono nnvemrfi , la Scilnza delle Militari cole, ti Valore, Il Credtto, e la Fortuna, tafciando le ultime, eh~ dall' ani m~, d~ Ila cond~tta, e ?alla provvid::nza affolutamente dtpendono, ,e n:fi.ngn.endoma a.lla .pnma! }a quale f1.. può con lo fi~dio '· e coll apphcazt<~ne conlegutre, mt accinge rei ad infervorare 1~ bnllan~e loro. ddìderto. a. gc:~erolamrn: te intraprendere, e. ~d!o mtraprelo fiabtlmc:nte pro{e~utre. -. l~ preverrei della fa{hd101.1 fiuc~hevolt:zu , che ful bd pr~?Clpto ·S incontra, 11ella quale, per ~n~ ve .tempo però., tutta la pau ~errn_a foffcreoza fi efige, e che po! l uttle, ed_ t l .dtlettevole al fa~1~10io prontamente (uccedono. Ne ommetteret·dt finceramenèe dtptgner loro quelle: difficoltà, che. t.rovan~ ~d pr?~reflo, all' incontro. delle quJii non devono effi avvthrlì ~ ne: n~utrarh; ma f.ula da v~ n, ge· nerofi Campioni,. nel peno· ~e ~uali a_ugume~tare Ci fuole al Mar~ zia le valore a m1tura che pau nlevann, e dtfficohofi crefcono gh ofiacoli, che alle Militari gloriofe loro intra'prefe fi oppongono. l~ ,onfiglierei anco~a i miei giov..mi Difcepoli a non voler dare afcolto al fo\ito r,iovanile . tro_ppo fcr%~~ b._!io., ~ pcnfarc di--poter .i~ pochi giorni addottrinaru , , o .l adi~ài .c:lferc ·in 'poche- ~zioni bafiantemente ammaelirati, nè voler pure contentarli di effere pu· rame me Mecanici, c Manuali, dand~Cì a libri femplicementc pra·. tic i. E fopra tutto inlìnuerei loro feria mente l' evitar di cieca~ mente fidarCi . nello fcorrere, e vagare per que' tanti ( 3) Di~~ona·
li:
ru, (~) Cicero l)ro>l~lllllb. E,to Alli tra :fc' txiftir»o qu.iluor ·in. oprimo JJtt:trarort mtf{t o;orrtrt; Stitntia rti Mi· lirari1, llirrus 1 Authritcls, Ftliciras . 11
riempire~ c per colrét;r; imbottire, :mzi
che fornure un2 libreri2, la qUJle poi , per :vero dire , fe folTe tutta, ·o in gno. pute di t;tli opere formlta, uon potrebbe Valore dìrcnlle dJlle afte:ioni dell' ~ni· c[er d' ufo fe non a quelli che fanno ~ì ~ mo, c dal!o ~ccoftunutfi iu meno ai pe- le cofe, li qUJii ti~ volta in qualche di rliricoli, cd è quello che chiama Cicerone colti 5' incoatrano, o per equivoco, o 1'i"'"'· L' Autorit~ ne n è che il Credito, per flUnClnz.t di memoria; li quali po:r~ \\ (\ualc cou l.ttondou~ fi acquifta. b Fe· unno cofa cercare, c come cerc.uc . No a lichi, o lialm Fortuna dipende dalb Pro- nunca però chi di uli zibaldoui non polfa ;vidcnu di Dio; che per altro, come ogn' fare tal ufo, non fapeado nelle -loro ditliàt~ò (t\ c d~e credere, è ancor:a dell' al· ~oltì co~a ccrure., nè come; elf.:ado U• tre du'c rrcrogativc il difpcuutore' co- lt Volumt allora buoni, cd atti, c ~omodi ·me lo fui :anco della prim3, cioè delb a coloro, che· vogliono dar ad intudcrc Sci~IIZ;t delle cofe Militari, q1ulunque di fa pere . Il che dimoltr:a apertamente, volta con lo ftudio, e con l' applicuiolle che ~ali Opere atte nosa fono a<l.imepurc ad ;zcquiOarb fi coucorra. a dn uosa fa, e vuoi apptudcre, anzi, ( 3 ) Si cocdanna l' abu(o orti intro- come .ouùnamexue, ·d~.tiJi · ludic:i parba· dotto di lludiuc orni ~ou per Vll di Di- do ,dtce un ~octa: lJ.,.,U ikJJ! igiiQrtJ»t.s aiourii, dci qui i 1i p11ò iA poco tempo 4filì 4lrri IUt~ftlne ~
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AGGIU!\IE E VARIASTI AL T0\1011
J rii, de' quaJi .oggidì. in ogni materia 'di fovverchio abbondiamo, nt volcrè lufingarfi, negletto ogni metodo, c:d ordine di, coltivare le Scienze, poter poi con la leggi tura de' meddimi crud.irfi, o po· ter apparire fra i Dotti, fodatbente eruditi " Non- v' ha dubbio, c.~e tàli volumino~e Opere a Sog.getti di ~~ nello:'fiu~io ~onfuma tt, e ·che provertt fieno nelle Se~enze, enc:r poff.tno dt un non. tc:g· gierè follievo. Poffono quefii, come ingegnolè api , da tali O(r:rt:1 ktterario alimento prudente mente fucchiare; ma poi univerf.tlinc:n· te parlando, effe negli animi della gioventù quella incollanu , e \'O)ubilit~, alla quale pur troppo ella è tnclinara, alimentano, e con la varierà, e molti plicit~ delle cofe, che vengono d.1 t :t h Volumi indicate, nelle ancor tenere menti confufione, e dilòrdine c.t. giona no, con rimarchevole danno, s't dd la percezione, come dd l~: memoria, e finalmente. poi, ciò che rendefi alfolucamc:nte iniòffri·bilc in tali Opere, egli ~ che in vano altro metodo ricer.:aadofi1 fuori .di . quello, che · dall'Alfabeto ad effe prefcrivefi,. ( . metodo. cos't çoinodo a gl! !èi~Ji ·, ed a coloro, che vogliono impoRurac.e .) nel. ,vano · petulante 'fpirito di cotanto folto, fcioperato, e tcm~.:u. rio gregge, che delle altrui fatiche abufafi, fomentano poi la. sfac-1 ciataggine, e tracounza, per la quale a lvantaggio , e fomma ingillria de' ~eri I;>otti, e Letterati, Ja turb& in6nita degl' ignoranti' a lor. crede,. ed applaude. In tali efortazioni dunque, ed in con· figli cos) rilevanti , come fare per l' appunto fi JuoJe in s) fatte còngiunture, me la paffarci oggi con Ji miei DiféepoJi, ft con efi"o. loro aveffi · io' fofam!lrr~ ragtorrare, e mi farci a trauenerli con fimi! e difcorfo preventiva mente preparato. Ma dal !:l generofa bont~ , e ~enrilezza, la quale brilla ne' ben fatti Modcnefi cuori, da. pi(} d' un lufiro a fpcffi rilevanti favori, c g_r<lziofe difiinzioni di gù accollumato, prevedeva ben io il pregievo)e fublime onore, il qua le da molti riguardevoli, eruditi , ed autorevoli Soggetti, con la prefc:nza loro, in quell' oggi voluto fi farebbe a me benigna.. "!ente impartire: e ,quantunque tale afpettativa, {e io fu lo fcarfo mio mc: rito, e . fu la fiacchezza del mio talento difappaffionatamen.. ca riflc:ttea, .alla mia mente rapprefentavafi collo come vana, e profontuofa Ju6nga; n~lladimeno poi in \lera, c ben fondata ere· dtnza can~iavafi, fe all' umana voflra maniera, gc:ntilifftmi , cd iotegerrian~ Modc:odì, di penfare troppo vanraggiofa in mio riguac·J do gratamente riftett~a. Ed ecco, che io non ingannato nel ptef vedere , mi fcorgo appunto gloriofamcnte anorniato d! f~elfo·, A~ .
cofpi··
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO''E PER UFACIALI NEGLI STATI PREUNITARI
co[~ icuo, frequente fiuolo di Perfo_na&~i, li quali P.er la dott.rina ~· autorità e virtù loro da me oont ptu efatto, .e rafpettofo nRdfo giu!lame~te cfigono; , Fra v~i ~ dif~in~iffi1~1i. ~i~i Alèolratorì, nel rifpetcabrle. uero de Pro~effon. Colleght mtet m quella dor~a , ed efimia Untverfità fra gh alrn nfplendere. decoro~amente 10. veggio il Sacen1ote Dottor Francefco Va~~ellt . ( 4 ) ~l qual~, f~ pure in me c' è qualche fcinrilla di erudizione., _e di domma .m~or no alla Militare Architettura ( la quale fcmttlla quanto ptcctola ella fia io ben conolè:o ) di ciò e[endone ad e[o lut debiror:: , da me non che riconofcimento folo , ma eziandio-.. riverenza, ·ed offequio merìramenre rikuoter deve. Egli fi_ngolare per_ l~ P.r~fonda iua domina, e per mille altre bdle quahtà, le qua h l ammo fuo adornano, pregievolifiìmo, e già pubblicQ E(pofirore di Militare Archittetura in Bologna , inflancabile poi nell: erudirmi~ fpecial· mente in tutto ciò, che a derra facoltà appartiene , proiegul con fomma diligenza , e con indefeffa cordialifii ma attenzione a colti-: vare nell' animo mio que' Geometrici femi, li quali in effo, pat:. fato avendo io appena il primo lufiro della mia In fanzia, erano fiati dottamente, ed ingegnofamente fparfi dal. non mai abbafianu lodato vofiro Con"cittadino ( s·) Monfignore Leprotti , .efìmio Pr~ fdfore onoratiiftmo Politico, religio!ìffimo Crifiiano, il quale, mentre (.~) Il Si~ Dottore D. Franccfco Y.1n· t o fen·irli. Nou ordinuia lode s • è acqui· dciii CittJdino ,\fodcn..fc, d in qucfll fl .1W cun !.t coftrut:un Architc:ttonica d:a Uui,·crlir:ì {"ubbli\:o Profc:florc di ì.bte· lui ide3U, e- progettata, c che fi va or3 ra~tica fu per qUll~ ~ M-etro di efe~ùeud.-. dclblfltncrii, c ,s\ ton:roverfa Fortific:uio11e nel Collegio di.S . .EtaaceC· Chtufa, o fia Softcgno fisaalefe, comwte· co Snerio, derto com•neme11te ~e'· No mente· detto Zocco del Muo. Fu qucfb bili , fotto li PP. dclb Com~n~ di Gc· da molti protcttau ~ c da non pocbi te n• sù in Rolo~, e ficcomc iv1 con)·iveva il t:~tJ, e lì11o d' Inghilterra venne chi f pacSig. Marcllefc Da·Vi.t ebbe J' ·occaiione e iandoli per lvbtem3tico, volle in opra di ftudiue fotto tl dono Proftlforc Il ulc i11tromctlcrfi, ma da dro alt ro coflcolt.:i. 11 fuddetto poi Si~. D_. Fnu~f· il rutto ncn fi potè ric:rvari:, che la prattco YJndelli fu anco d~l Senato ·promoffi> ca di alcune Trombe, o fWio p,,.Ft l draJ,. Profclfon: p11bblic:o dtlb mc~c6rru f.acol- licbt, molto p11litamentc cfeguire, m1 che t.:i 1:cll' lntlituto di Eologu, r dove per iR fatti ~ono tutti i _Yafcelli p~aticate . \"lfii :m ni la efpofc con fomina lode, fin Q!acfb. Fabbnca dal Stg. Vandellt li ridll• t:mto eh fu poi richiam:ato alla Patria per cc alb pcrfezio11c; c coulidérude la macivi fervi re S. A., ed il Pubblico iu qua· ftria, collcatenaziollc, ed armenia del b. li:i di l\utcrr.atico . ù ful cfpertCJUa nd voro, non réfia 'l~&ogo a dubitare nè della tcgobmc11to delle acqJ~e si dc' Fiumi, c fua ~ulliftcnz.t, nè ~cl fuo buono, c fiQ t orrenti, co~ne degli altri fcoli delle Mo- ora t n darnò branuto dfctto. dcncfi CaJnp:tVIC, e nel rcftc, che all' A(s) Moufignor A11tonio Leprotti d'.uat grimcufuu, e all' ldrollatica appartieac diftinta Famitlia di Correggio, Citbdino l' ba refo nccc[.ario ad· altti Pttncipi, li Modencfc, appua termiuato il corfo di qua\i di lui twmo iu varie occafioRi volll' 4i fùoroSa, c M•liicw • c:~ a41i<H~
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AGGIU/1<1
c E VARIAl\"TI AL TO~O D
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tre io memore di quanto per s'l grande incomparabile beneficio gli debba, di lui faccio mènzione, nel grato mio riconofcente cuore te• neri feniimenti riiveglia. Ed oh potefs' io, già che da quella Celc:fie·· Divina ~rov~idenza, che tut~o ordina, e ~irige~ fono ~n o&g~ defiinato ad Jn!lru~re nelle meddìme facoltà G1ovam Conctttadim a sì dotti M adlri rui~i, pot~fs' io, dico, e nella· diligenza , e nel fapere _cmul~rlJ, c.h.e al~ora felice !Di fiimer~i , e fort~naro. Ma voi, m1ei n1pettabJllffifl1t Afcoltaton, ben rn1 compaurete veden·domi conre:tro a darmi per. vinto in paragone del profondo ' loro ·f~pere, contentandomi folam~nt~ ~ella dilig_e nza, e. nel zelo di p~· n:g~iarli. In <JUello vofiro s1 d1llmto, e nfpetrabtle .Confeffo, 1n cl,ll fra tanti , chiarifi~mi Perfonaggi, bafi :diiMag~llrati, dfcoro della Co1 te, follegni della Letteratura , ·e delle Scienze, ·onore della Milizia, fplendore della Nobiltà, ornamento de' Cittadini, difiinguonfi da me h:minofi Soggetti di quella Società re! igioia ( 6) dalla quale il di più che m;mcavami a compie.r;e; il corfo delle Ma'tematichc facoltà fummi ·_graziofament~ comunicato, e verfo la quale per ci~; e per mille . alf.ri . fingo l:! ri di le:i pregi· d' integrit~, dottrina, ed efi... mia pietà , avrò fcmpre la più obbligata fiima , e la più fincera i nahcr.~blle divozione. Tale , e sì cofpicua numerofa Raguanza, btnc.ht in me 11è timore, nt pufillanirnità rifvcgli, fa pendo. ben ·io, che tonto nella Upiverlili di Bologna, palsb novcrafl. Il Sig.leprotii poldai.Pon~elicc: ad cfier Medico del .:elebre, ed accredi· Clemente XII. fu prefccfto f!r Medicct UIO Cardinale n...via. ialip• II.Oil D\CIIO Poati6cio, cd elcnto a· qua gradi; dc• per la morigerJtezza, che per 13 uu Dot- quali tale impiego fuol effer fregiato; ne~ I rinJ. QEcllo degno P orp<'rlto . prcfo: l quali gudi Jiccfè egli fcmpre fa~~io, DOli cohivarc: nella I:rudizione l' an1mo del {obmcntc d' incompaubile dottmu, na gioYine Lcprotti 1 allo ft udio d1 dovera ancou d' una Ì11tcgcrrinu onoratczza, e inclinato, il quJie uniumente al detto di una Relìgioliffima viu, in copio(e, e Cardinale iuftrul l' Autore negli Elemen- frequenti elemoline fpcndcndo il f.ro, e ti di Euclide, e nc.-11.: .\ritmetiche d ifci· mollrando cosi di uutrire un Criltiao et• pline non folo, ma ;mcora in qu1lcbe par- r i:Jtevole cuore vcrfo li Poveri. te dci!J Filica Efpcrimenule; quantunque (6) Acccnu qu\ li PP. della Complfoire egli nell' età JCcennat~ nella Difli:r· gnia·di Gcsll, ' coa J_i quali' nel fopradJC!. tuione , couofcendo bcD eglino qu~nto to Collegio convivendo, dopo dì l vere potevano prometterli dal fuo raro talen· ftudiato le moderne Filofo6e fuori dì dét· to . In compagnia del Nobile giovinenu lo Conforzio, profegul il corio delle Ma..anco b Signou Marchcfa Laura Sentivo· te matiche 1 fotto la direzione del riuoma· glio Da Via di lui' Geuitnce, iu que' lem· to P. Marchcuti 1 Profcfforc di Materna· pi dimorante appo i1 fopra celebrato Car· tiche nel Collegio de' detti Padri, il qia. ciinale , d.al mede fimo S1g. Lcprotti ftudiò le P. Marcheuti, effendo :~1 fecole Cl va· h Matcnuticl, e la Filofofia, c riufc\ poi li ere Piacentiu~, fu lUCO l'01"io ~i .L~ti oelle mcdeli~ne così eccellente, e fpcc1al· il r.unde, ed IJ1 tale occ01lione D tfcepOTò mente nelle Analili cos\ profondamente def Sig. di Variguon, c del cbiarilimo ùUtrutta , che merita fra le puì ill uflri Don· Marchcfc clcU' Ofpitalc ~~~aMiic'1 illli· ac dcl11olllo fc~:olo circa diftil tl lllCiltC all• f;lli.
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Gl..l ISTITVT1 01 EDUCAZIONE E DI FOR\1AZIO:-IF. PER UFFICIALI lloEOU !>'TATI PREUNITARI
eh~ dove .erudizione' e d?ttrina. alberga ' con erra sentile~~a' ~d
~ffabilit~ {empre camp~ggta ? m1 ~uove. co~ tutto CIÒ a. pm fe~u! c ~a turi riAdii , per h qualt pc:nfan~o ro ~~ non dovervr ~ co~p1cm miei Afcoltaton trattenere come Dlfcepoh , ma potere to pmtto·no confultarvi dome Maefiri; di comunicarvi mi determinai per ·ciò come io intorno alla Milicare Architettura la penfi; riducendovi pnmieramcnte alla. memoria, come. fiata ella fi~ li n ad or.a da eu cri a torto Mec~amcamente, e Praticamente come una ferVI· le Arte trattata; e facendovi po• fecondariamence vedere come lì poffa ella M~tematicamente efp~rre_, e folidam~ntc d1mO~rare, con lale .Ragionamento trattenendov•, i pero con nunor d1fagto· palfc:re·e voi quello tempo, il quale per onorarmi avete voluto generof~· Jnente impiegare. Non lì vede corfo alcuno di Matematica, nel quale non apparifca, dirò quafi, inc:!llrato un particolare Trattato fu la Militare Architettura, e fpecialmence tu quella parte di lei, la quale diedi volgarmente Fort1ficaz10ne ( 7) Vogliono effi fra le Matemati_che. ..Scienze annoverarla , nè v' è poi Autore , o Ingegnere al• cuno; it quale dell' Arte~ e modo .di fortificare ·e(pon~a· le regole; che non ' tenti dipingercela una parte ·deUe · Màtemattche, e eh~ non fi sforzi di ufurpare, e millantare di Matematico pompofa· mente il nome , quando che poi quella Marziale Profc:ffione 4a elfo loro. viene cos) limitatamente, praticamente, e quafi fc:rvilmén. te trattata , che ne ella ha di Matematica una bcnchè menoma fattezza, e che elfi più di Capv· Mallri, e Oifegnarori, che d' ~gegncri, e. Matein~u~ ,fana·o n~ ·Volumi loro .figura. '( 8·:) · ~Ila f~a· le Matematiche facolt~ da coftoro fcioccamente comprendefi per certi foli; e cos) · frivoli motivi, che per li medefimi mille Manuali, Meccaniche, e fervi li Arti dire potrebbbonfi an eh' effe parti (7) Il Volfio, l' Oun1m, il T o(ca, e Aftronomia, e limili, ch'altro non fono cent' a\tti, che hanno fano· corti Materna· che parti della Fifica ridotte ad effe re cal-· tlci, v' hlllno frappolto la Fortificaxione . colate, ed efpofre M.ttematicamcnte, pc:r Er:li ~ cot\antiffimo , che · di vere parti la qual co(a qualora poi una Facoltà. uon: è~la Mat~matitil non evvi che 13 Geome· f~a Matematicamente efpoih , fa etJi vede-; tm p Tr•gonometria, Sezioni Coniche 1 re , che nè meno Matenutica fpuria: fi : c~ altro di que~o genere; coslle Ariime- p11ù chiupue • · 11che, l;lumcnca, e f(lcziofa. L' altre fouo eh limate Matematiche fpurie, .-on . (8) Di fatto l.t Fortificazione efpofta aven~o effe altro .di Matenutico, elle l' d~ e!Ti con Tavole, le quali l'Autore chia· éii"cre Matematicameute tr2itaté .' Tali fo- ma fpecie di TariJfe.llOU. ~uò dirli. efpofta ~~~ . la S!~~ita, l' Id!o_l)~tica, _l' 9eti_ca, )a m~te~atiqme.nte, e P.er<aò ucppure MJ. l>1optnca, la Catoptttcà; la ·Mufica, l' t(.lt}atlça . fP.IIh~ ~
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
~!atematiche
~ià
~uè'
parti delle Difcipline. E' ·certamente éhe in loro Trattati di Militare Architettura nulla di Geometrica Teori:1 rinvièn~fi., nè rilpetto all' prdine, nè rifpetto .. alla univerfalità delle. aff~riigni,, nè fina.lmente r.ifpego alla 'dimoflrabilit~:: dello affento; coni~ poi volerla fare d~ Matematici? Sono pur ·quefli ·effenzialif~ fimi, e4 ìndifpenfabili requ•fiti: d' una Pr.ofellìone, .perchè dicaft c,on giu!bzia Matematicame,nte efpofia; e. molt'o piit qualora .neJle ~atematiche fi vorrà inferit~. Qualche femplice Geometrica · pra-. tjca, l' ulo de Ila Riga, dello Squadro, e de' Compaffi , per potere. fiendere cwi difegni, ne' quali la pulizia confondefi con 1' :impofiura, dalla qu4le_ 1(ieoe p_er ·Io · più 1' elàttezza defraudata, bafierà· forlè pe~ pater chia~ar_c: l' Arte di .Fortificare· così facramente efP.ofi~, facoltà Mare~atica? ·Potrà .dirli ·Marèmitico; o almen Geo- · metra un. rale, quantunqt.te · fia abile, pulito,. e graziofo Difegna•. tore? ( 9) Se battaffe , per · poterfì ·vantar.'Matematico, e· Geome~ tra\ :far~ jl mifie_riQfc;> con ~doprar Righe per tirar linee,. Squadre· per elevare perpendicolari, Selle per mifurare, dividere, e com- . p~~t~r;, :Compaffi .pe~ c_onduccircoli ·., ·oh di· quartti Matèmatici ·il Mondo abbonderebbe, e quante viliffime Arti, quanti plebei ab· bietti Mefiieri potrebbonfi il titolo di Matematici giufiamente ap.t propriare. Il F~rrajo, il Legnajuolo, lo Sc~rpellino, il Muratore,: il Vetr.ajo ,..e m~lle altri Artifii anco più volgari, potrebbonfi Ma·• tematici chiamare, ed i loro Me(lieri come ,parti ·delle Matemati·: che eU:e.r p_c;>trebber9 Jlleritamente reputati. E pure chiunque! 4çl• le·.Geometriche·tdifcipJine non è digiuno, non ignora co~e la ~a;.~ tematica fempre in afiratto va fpeculando, e confiderando la quan-· tità, e la eftenGone fepararamente dalla materia, c; prefcinde dal Meccanifmo di fimi li pratiche, ed ifiromcnti , che per ajuco . folo. della nofira troppo debole fantafta, e per gli ufì manuali 6 .adoprano. Duerni di grazia, Uditori m1ei gentiliffìmi, ·te mai per a v.· ventura fotto i perfpicaci occhi vofiri capitati vi fieno fitnili Trat. tati di Militare Architettura; ne avete ·voi · forfe fra · tanti, e ~ì ampiamente efidì ritro.vato alcuno, che JHÙ dica, e p'rt:lcriva di quello, che. pu~ competere dìrfi, e pn:fcriverfi a fuoi Lavoranti
·
da un
( 9) Al giorno d'oggi ognt Arte, ogni -a chiarofcuro, e 'bei colori 1 fi giudica per Profeffione 1 cd ogni Scienza è tià conta· ottimo , · e : p2ffa il Delineato re per ws minata dal Lufi"o, e dalla Impoftura. Uu guad' uomo 1 • e per un Vl\cnte Ingegn~ Difegno fatto anco' fenza regola, e fenza re. U u. difefnO n.on colorit.o 1 fatto co~ ngione 1 col f~mofo termine ifatto apprtJ- lince grolfc 1 ma efatto 1 c: ben Ultcfoi.... Jò a po'o~ baili che fi4 tinto ton linee 6ue rtbbe molto miglioxc • .
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZ10:-'E PER UFl'lCIAU NEGLI STATI PREUI\ITA RI
8 da un Maftro· di. Bottega, alli quali egli da~ n_on dee ragione del· fu o operare, corr.e fa !' Arc~ic~uo al TagJJapte~re ', al Murarore? · M~ {i p:r:ne~ta ;;,;-, ~on. fu q!.!~ un_ paralello. a~a1 plU vulga_re; ~a
che fpie~herà megho quanto 10 dtco. In. ptcctole tavole c~ fi pre~ . fcrive che: ranco fi deve fiendere la Com na, tanto la faceta, tan· t o il fianco e così l' altre parti per farne il compofio d' un i Pol~ go no, o d' dna Fortificazione. No~ altra~ente fa il Med"ico, qu~ndo. in una ricetta prefcrive allo ~peztale la.· dof~ per la compofizton~-. d' un medicamento. Altra dtfferenza non v1 corre, fe non che Il Medicq dark. ragione· della limitazione, e della qualità di ci~ eh~: préfcive; ma dal nofiro canto· poi nelfuno finora è fiato cos) be·m;;. gno di volerei fondatamente dar ragione, e dimofirarci la verità· della condotta loro in fortificare; ficchè dunque o hanno operato, fe non a cafo, almeno come dir fi. fuole, a tentone, o ci hanno· voluto imporre, e farla da Mifieriofi col non volerei in tutto am-· maefirare, e le loro idee, e raziocinii a noi chiaramente comuni· care. . Di fatto nella Selva di tanti Autori, s) nofiri come oltra· montàni,· fieno p~r eglino rinòmati quanto fi voglia, qualcuno d~' noflri Italiani, e più antichi , fi eftende a' dar qualché remota ·'a· gione di quello che fa, le quali ragioni per altro fono per lo pi~ obbligate , e limitate: a çerte particolari circofianze; ma poi fra gli altri neppur uno fin ora m' è caduto fra le mani , che nulla di più faccia, che, com' io diffi, da Mafiro, e Padron di Bottega , li quali ordinano a' loro Lavoranti, che di tante braccia fi ·cagli qucl.l~· tavola., che fi. zjduca, e. fi . ricalchbqucl tal. ferro-, che·· tà· 'i -incolli, qu) ·s' inchi6di, quella cofa · fi allunghi, qu~ll' altra. fi acçorci. E che fan·no mai di pi~ li nofiri Precettori della Militare Architettura~ Ci preferivano, come diffi, che quello ft ·tenga tan- . to lungo, che quello fi conduca in tal foggia, che il ul angolo fi fc~ccia della tale ampiezza; che fe di tal dofe cercalfe alcuno per avventura la ragione , in vano ne' loro Volumi la cercherebbe·· m~ qud1 ch' è ,peggio·, difficulto ~oltiffimo, c~e fr~: .tutti loro po: eh•, e forfe ne pur \lO O fe ne r~troverebbe, ·JI quale: nella mente. f~a .avèffe di. ciò· che' ?per~ la dimofi_~azione_ conc_epita , regolandofi P'~ toft~ tu tu, come 10 d1ffi, da varn parttcolan incadenti, e d..: flc:ffi, da' quali c~ndot.ti fono a prati_came.nte delineare. Ci efpon· gono effi la Forttficazaone come da alcunt fi tratca la Gnomonica efprimendola in certe Tavole, per mezzo delle quali Ji conduc~ no
AGGIU:\TE E VARIA.'-'TI AL T0\10 Il
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no praticamente quadranti , toRo che fe ne abbia la chiave, ed un qualche barlume fu la Sfer~ Armillare: Vero è, ~be. coloro, eh~ rali Ta vole
compofero da fondamenti ,. e da otttme ·Tc:orCc arlronomiche le traiiero, che poi per lo conw.rio i noflri Aurori con particolari , e capriccicfi re.zio:.ir.ii ce fe formaror.o. Q uindi è che quelle ridurr~ Ci po n~o, ed a.n.zi fono . fra }or·o uniformi , ove . quefie poi fono l une: ali. altre dalcrepantt, e molte volte conrra~ rae; e da quefia dafcrepJnza , e contrarietà nafcono poi que' canri' fìfiemi, che faòno tanto fracaffo nel Mondo , e che dtverfificano ciò, che pure dfc:r dovrebbe dii per tutto collante , ed uniforme. Che 10 quanto alla generalità, ed univerfali tà ranco propria ~ e necdlaria pc:r cara ttenzzare fre le Matematiche una facoltà; non Ci rinviene fra quelli che pur uno con generali afiratti princapii, c ben fondate univerfali Teorie. ptoceda, e .con metodiche be: n direue, e l' une dall' altre fuccc:ffivamente dedotte dicAofi~a zioni di fe al Pubbltco adequaramente rifponda. Poichè tal uno . con qualche comodo capricciofo co.mpartimento di alcuno de lati rc:gola la proporzione degli altri lati (!) gli .altri poi 'tutti ferìvendo, come diiTt, da fervili C~po • Mafiri, non già da Geometri. per ufo de' rifpc:tti ...-i loro Paefì, qua !i ttunnc:gp;i.1no gli alrrt, con · obbhgarh così a dovere riconofcere l~ loro . p.uticolari Naz•on-1li mifure, obbhgandoli fpecialmente ad avere · fempre per le mani la Tc:le di Franc1a (z) avendo io con mio fommo roiTore intc:fo a fran~ c~ m e ~ re rinfacciarmi , che la mifura Francefe , c i~ la Tefc:, ed· il Piede erano fatti a polla per le· Fortificazioni., e che lenu tali mifure pareva, che non fi potc:!fe operare nell" Archmecura Militare:. ~~ dul mai petulanza m"'ggiore ? Vi farà c:glt Funcefe di vaglia fra tanti de' qualt abbonda quella Nazione, tl quale {i ~ c<r s't affafcanato dall' amor della Pacria, che ofi prorompere. in .fimilc millanteria ? E noi pigri, e pufìllanimi, !JICiandoci così .vilmente condurre, fiando, o credendo al fatto, ed al detto altrui confdliaB mo (I) Il comparti re capricciofamentc:, fe nza darne rlgionc ' · il fc:rvirli di parti· coLui mifure t non è farla d~ &Utematici, e da Geometri , ·ma· da Meccanici , e da fervi li Artifti. Di fatto un Capo Maftro, per cfempio t ordina la tJI Porta lungl t:uue buccia t c b rgJ tante , Ja ta l mura· tli~ prc:fcii ve dove1.. ;~ve: re la t~r gfofl'c:z::1; qucftJ nt>U è farb 1h ba<.1Ù · Inget;nc· ;i' nè da G~Onltiri . Il VCO:!l::n rr~ ·
fcinde dJ ogni particolarità ; c quand!J c'li , pt L' e'f.: mpio, dice che (i debbJ di~ VJdcrc unl lintl iu eftrcma, c mcdil r.t• giouc , non pn!a di uJU Iiuu p i !l . tolto lullj;a ùuc braccia, che uuo. ( 2) Non è già che gli Autori Fnllcci ci vogliauo <br ad iu:cndc:rc , cbc agir noÀ fi pofi2 fent.\'le loro mifurc ; mJ elli aone (c ritto per u loro Nazione: to"a poi a ~ :>: lo fcrh·c:re per l~ noJb,·~
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GLJ ISTITUTI DI EDUCAZIO!'IE E 0 1 fO RMAliO' 'E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITA RI
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mo ~llafi vilmente, che fe qualche luogo fortificar doveffi~o ;-llul· . h. dt buono fareml!lo per eleguirc, fenza :tVere prevennvamencet. delle Prancefì milùre quilche contaza: E_glin_o P?r. l.1 loro ~l·; zione fcrilfero, cd in cib all' obbli~o dt ve n Ctttadm.t , ed ~Ile t n~: conibenze dc' loro impieghi ce~um_::nte corrifp?ffc:ro; _m l non ad~~·' piron:>, o non vollero a;icmptrc ti dovere dt __b:~~m M.tte~ l~ICl ,~ come alcuni voglion c_he. p_~i fì :reda. ~i _fla~thfca~o c~ vcn t~ne g.tl>ih, e generali pnn:tpu, ~ _lu .quellt et_ dtm:>ilr_tno l. oper.1to, e· M:mmatici e non Meccam:;t dtlcgnaton da not fi nputcr.tnno ~ Ma quali f~no quefte Teorie? Q:uli qudli principi i, de' quali pof_. flamo per avvc.:ntUra univerfalm~nte lervirci? Evvi forfc: alcuno·. fra loro, il qualt evidentem::nte dimoflri innegabile , co~cludentc ·' e ben fondar a 1.\ parricolare lu~ maniera di penfue, cd- il proprio luò fiflema ? Chi fra loro ditnolluci l~ proporzioni, che: a' lati, ed agliangoli a!Tcgnano? Chi in fofl.mu. parlaci da Matematico?· ùiura ognt uno nc:lb paroiJ dd Mactlro, chi fu quella dd Sig. de la Ville, chi fu qucll.t di · F rirach , chi lÌ.t quel la di P.aga n, chi fu quella del· MarciCiaiJo di. Vauban, c cos'l . di. mille: altri Autori, li quali ancor cffi; o· n'o n tè ppere· penetrare nell1-. materia, di . mcxio ctte potelfero poi rendere Scientifica quei\: Art~; .o. pure: non .vollero gh arcani'·di Jei, ad df1 fode ben cogn'iti·, al-Pubblico propa~arc per b:n dovuti politici nfieffi, cib che 1o~ ben· fondatamente ·fofpetto del impareggia. bile Marefciallo di V JUban.; Contentanlì perciò di notare, ed ac. cufm: . diffetti, c daAoÙii pregiudizii. negli altrÙi lillcmi ( j) fi re· ftringono a proporvi· il rimedio , a· mill.lntarne l:t correzi.one, me n· tre clJgerano àncoraìl ~ltamente'Jl~ ~fczione nei loro. ~ fi sforzano d~ùarc~o .a:> ere~~~ mP-alni po~- fra · tant~, loro malgrado , nuovr, sbllgll', cd crtO'n m cft't pure rttronno • Ella t: cofa veramente mtrabile il vedere -come effi dalle medefime n1a0ime c:lfen.· do concordemente condotti, fiano poi fra loro nella elccuzione co.· tanto (3) Chiunque di tutto ciò voglia ve· A.uto~e r:-ull;l fi trovcri intorno a qucfti tillcmt d• .d•tnoftuto, comc ·ne: l:nt:ati d t Mute dt ì\t:anc:lion M:alct 1 il qualt ci de' 'mede limi Autori noai•fi ritron·. Cri.· cfpouc un:a ÌJIWlliti di opinioni, c di fi. ftiaao Vollìo Uomo• coll cèlebrc, e cbè. flcmi di Autori 1 fac:(ndo fopu i mede/i· acll' efattcua del dimollrare .è fcirfc tiO~ mi i ncct!urii calcoli, per \'tnirc alla co- po appuntato, quantunque nella TC'Ora.a gnitionc della mifuu di tutte le [IUti del· dcll.' A.~chitettuu Militue pit\~1~ altri le fortificazioui 1 fecondo llliftcma di eia(· abbta }'tnc:tuto 1 nel Tr:attarò' d1 for• c uno. Cosi 11.1 fitto il Dedic:r ati. fuo per· tificutonc non ha per iltro!. · feguito' fctto Ingegnere t dove li ·ritro\'ano :altri con b flll folita atcuntcm tlL rvbtcm· 'ftcmi dopo quelli che.il Muchi acce no~ tiQ argo~cAWioac ila t1ut~ c:[ctfi citronti. E·ncU' uno, c ncU' <ro cl~ re t c pt~carc i_l \'ero t legga i .Tr~\'~li
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AGGIIJl'<IE E VARIANTI AL TOMO U
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tanto feparati, e difco~vcnienti, Reca poi meravig~ia maggiore i~ riOet.tere come uno ftefio Autore fia a fe medeGmo dlfcordc, e con., traddicente. Per le mani di ogni anco pi~ principi~nre Difcepolo corre un certo libro, in cui dall' Ab. di Fray, e dal Ca,v; di Canv bray . pretendefi di cfporre la vera, e genuina maniera di fomfiJ care, fecondo il metodo dello efimio , firenuo , lopralodato Mare: fciallo di . Vauban ( 4 ), Fra le maffime, che fi fiabilifcono, trovafi B1 Ja de. (4) Ou\ il noflro Profclrorc intende fillcmlt ed elrcrc quelle Me:nori: de~ot pnbrc del l1bro in:itolato"": l'tritn~lt 111t1· te d1lb ·fu1 manie n di fortificuc. Oltre nitrt Jt fort~'itr tlc Mon(.lc Pauban 1 011 l' d t ciò vedo IUII) frelro librct d1l Cavaliere ~~~. uoir tic quc.'J~ Mal,o.t; o11 ft fm a:tio11,.. di Ctmbray dltO in luce fotto il titolo di dh,,j tn Frana eo•1r In Fortifir.lli''' tln Pia· M.tnitrt dt {ort.i/itr de M. l!aub.in., 011 l' oiJ w . Lt fOlli "''l (11 :or.frt rar Mr. l' Abhr voi t dt qrullt mltln.k ·,n ji fin •llhllrJbiJ .f11 Fr:n, & lt Cht!lnlirr de C!:.zmbt r. )J nou· m f,.anct pour la Forti/ie.JtÌo• .it1 P14CU :·c!lt Editi011 corrìsh, c:;' tm:umt~~!it rlt In tant Rlt:ulurn, qut Ir~tl{ulitrtl, · t/J q~i m~iril. 'fomt prtmitr lÌ A•~fttd,zm 171~. ttttt mÌth'~ dift,.t tltt a11trn . A vie M Nel qu:.lc: alb ('J~. ~- li lc:gt;c:: La lÌJ(IIt Traiti dt Gtnfllrit 1[11' 011 4 mi, d la tifJ fc.Jifol}( nt ,faJt ~~ ttrt ·pJut grande fUl po~r'ar•oir: wnt parfaitt intt/Jigtnci Jt, fo,.. :it uo., o;1 llf. Tcifi,-, pnrttljut la f''"'it" ri/irat"on1 1 lt torJt mis n• orlrt'par Mr.' le d(i-MD<!f,•it: "' :•11 (a: rfus hin· aute t}ftt. Chtu41itr tlt CambraJ. A AmfltrJarn cbns U,u,.:n u frt?t cont•·r ca nxiomt hrs qu' il Pitrrt M,,,;,, 1689. In qudo uon litro.· ~it, , ~-,• t:.r J tllt ;,,.r,lo11~,,, dc IJo. ToiftJ 1 n. nè il fopr~ccitJto :1\'vcrtimcnto, n~' la \;)' Gcor.:çt Pn{cba 'J!II crort ~Il' ti t thit (tre fopunnc.tat:l .A pprOYUillaC:' nel. vi li rià· !o,gm d~ IJV. ~elh mlllìma, o liJ que- viene: tutto quello che nell' ~ltro t con:cllo Afliom:~ ,.~ bcuillìroo, e goncr.tlmentc nuto fotto u dlvilionc lli Tomo primo·, ft dice anco d~ VitrU\'ÌO, che UIU Torre nel quale fpecillmente dalb rtg. H · fiuo dall' l ltu de\'c· eO"cre lonuna al ~pill ua .alh 81. è cfprclra, fc:col\dO v.1nt~, h. v.. tir;).,4t .f~cccia; rcr b qull c:ofa, nlbilito ra manien di fnrrilicarc: di M r. Vaiib.t11; il tit'·i"<fi fucile, 1i !.b..lulifcc n'o .b lin~ lic:ch~ qualunqnc: clb lhli 11 rifpettabile .di difc:fa . ·Con tu,(to ciò nota con verità Approvuioue di lui, ella-cade, può.ef. il nt,f!ro· Scritlorc b contr~ddizionc in fcrc, forn ciò che cou:icnc:: quetto pri· dc:ti .\utori 1 che etlcuJono la lincl 1ti di· mo Tomctto. Com: c\un'}uc a,l unl cofa fd:~ cou:ro ciò 1 che hanno prclèritto, c ap{lrO\'lla da dc t t'> grlnc\" l:omo, flrnc po) condauu1~o in :lhn, tn.a molto piw dc: l· po• fegu ir un' altu, che .alrolutamentc d~ le r:o. T eli. Con tutto quefio i fuddttti lui nou potrebbe efiere approvau t ed Ù· Autori cominci:ano dopo il bel frontifpi· le fp~lle di un Uomo tanto infttuc voler zio 2 dire , che non in" vauo fi nou tal di fpropofiti, c:d inezie i_mpiur;uu un ~p· fron~ifpi.zio '.o l nome pregic:vule ~di' C· lume? In f1tJi t fc: pur' fia vero t che q~,tan· grcgtu ~tr., da Vaub;an, c: pofcia ne por· to è coutcuuto in detto primo Tometto uno l' apprO\"ltÌCille di !u,,. cd .eccola; fiano Memorie: e~ fuddetto. MuefcilllO, .Ap?rob~tioll dt .\lo".[.~ Vaub:an, lJ~~ttrllallt J\On dc: termina egli b li ne;, di d1f.:fa nè a ~~n~ral .fu .A_rml~s J" Roy b'c• .Cr ptiit no, nè a llS· Tcfi; ma alla pomta del !J...-utt.f l.e Fortificamn nr contitnt.rirn t qui fucile, nè li alregn1 d2 lui qu1uto n 'er m foll tonformt à c~llts qui fo pratiguult polfa di cRc&ilioru:, D ice dunque: Lu 641· i!ans lt1 l'lacts. du RtiJ. Fai t J Puu l t 2. lu tlo M't'.fiuttJ trttctnt MÌIJ J' air ltl1i· M.t~·s 17oz. 1/a~obnn. Sc:lllbtlmi c:b~ quello gnu tlt lkje11jt, don t la j-lus mndut a fiOit' non fu altro , c:he u11..ittcUato C.'le nel fuji· Jon~uc:.~r fa po,Ptlt dt wtt Arn.è. uondt detto ltbrQ altro non fi;coiUengl, fe 110n ficéome cgh dice:, che b pi'G c:llefa llll'a fc ciò,. che lì prAticl nelle ·fo!1~~cutoni di difcfa·n.ojl deve cifcre ''u$]'or~lftn1· del Re di fuuc!,1; non.di5-S i!"])flréfèbllo ro del j,fo(C"heuo, uon.dice ~~, che: di ~au0.111 appro\·~rc c~r ·,Jl!cllo"ì("flto .-.'!ltlcdl tiro "del fuéile' Jì.dcb . d,Ptute
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GLI ISTITùll DI EDUCAZIO'<E E DI FOR'.IAZIO:-IE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREU'IITARI
l~ · Il •r 1 Ja decimaquinta, nella <{Uale prefcrivefi con _guene pr:ctae ~aro e, de l.s linea Jj Jifeftl 11011 dcbbfl paffnre ad euere maggtore. J. no, 0 .tli ·n~ Tefi, pcrdJ~ l.s porfllta del Mofcbetto n~ •tM p1l• ~onr~no· ton effmo • HoUano pecca muto qu~flo affioma, g•?cch.~ lt{U dJcc., fhe fi pu~ ejlendere fino 4 cento cimJuanta Teji, e .Gtorgto Pa[ctS , ~~ IJU41t crede cb' ella po!Ja e/Jer fu,,g, centotrl!'tafe• . Te.fi •. D~ dem Autori fi fu ppone, che il Mofchetto., o li~ 1l F~ctl~ ordtnarto non
porti più !ungi di no Tefì, e perc1~ la hnea dt d1fefa, che a ta· le portata effer deve: eguale, fì preCcrive di no Tefi anch' effa. Fatto tale, e s) rigorofo ben giulto divieto·, e d~po aver condan. nati coloro, che te ne abufano, e fp:cialmente l' Holdano, che a ·1 so Tefi la porta, poche p~ gioe dopo fi decermin.t erTa al t>e.nta· gono di I 31 , al Efagono 1 36, al f;ptagono I 3~ 3 , al Ottagono 137 3, al Nonagono q8, al l>ecagono Il), al U11decagono 135t al Duodecagono finalmente J 37. E' poffibile cecità p1ì1 grandt: di condannare nno di una cofa, e poi inciampare nello flelfo , che ttfiè per diffeuofo aecufolli? C'ln quale sfacciatagine p:>i condeco. rare la fronte di tal libro con il rifpettabile nome iiell' impareg-. giabile Marefcia\lo .di Vauban? Quefto efimio, e . ftrenuo Ing.::goe· re nulla ha egli mai dato al Pubblico , e folamente altri per lui lo hanno efeguito; ma di vero, e genuino null' altro fuppoDelì , fuorchè l' Att4cco, e Difofa delle PiazZ!, Opera m'llto metodica, e molto ben raziocinaca; che del rellò per li fuoi metodi di fortificare per llliu~a di dife(J; ma bensì che 9usza.. vigore mco di U dlllttS1. T eli , fecQndo ào l'i voltlre fu~ 111u gran linea dr d1fefa, che le canne .o le ?olveti fo~ao di maggioaoll debba elU oltrepalruc il tiro del·fll· re, o ~iuorc .att~v•ti. Tenendo però egli·. cile. Di fatto il Mofchetto deve dal fian· la fua huea d1 dtfef'l fiR'a rag$D2gliatantell· co arriv:tr a bltterc il cammin coperto. te a IH· T eli; dalle quali m1fure per al· ç~mdi è , che per determinare la linea di tro egli femprc: prefaade 1 come vedra!i chref3, li dovr~ dctcrmiuare quanta parte in feguito. In fatti alla p2g. 36. nel medel tiro del fucile,fi d~:bba pre ndere . 01· delimo Voluf(l~tto li dice: On fm~fit Jet tre di ciò, fele mifurc: , che: li affegnano 'Vìllu, 011 fortifil ltt Camps, on Nnftruit Delle ci t~ te Tavole • iu tal Libro efpofie, Jei fqrts [r1r lts paffogrs, pttr totlt OJJ obftr• fono di Piazze 1 o Poligoni c:oftrutti dal ve lts r4tf1!ts m.rintu. L• principale efl, Ma~tfciallo di Vauban, egli è fegno, d1e p' il '" do it 1 avoir aunm tndroit tlans J• vcdeudo in elfe variata la eltenfione della tnuintt 6' unt Fortifttation ne foit ~~~ . lhiea ·dj diféfa, fapcva bene 1 che il liro de flanc, i:1 tUfmtlu dtl Mou qutt: ilont ltJ del fucile àon er:a limitato a uo. Teli, e e,orth tft ltpuiJ no. julfu' I.JO. 0 ., xso. perciò iluoftro Si~. Cavaliere, c Aba· l'oifis, ,• tji J' armt J jm do11t }1 fir11ke te craJramcnte c• •m~ogono, e coadaa- tft. lt plus prontpt. Dat che i -conferma JWIO l' Koldam, cd Il Pafca a torto • U cbiarame~ate qu11110 di fopra li efpofe • llOftro Sig. ~rchefe. Da Via alfcrifcc a~ che l' invitto Marefcial dt Vallbau cap\ vcr.fano vu ie efpe!ieoz.c.coo fucili or~ i- beAt, che la pomta del fucile li cftcnde. ll.llnl ~ t.d ~vere evldeutemcotc COilOfcn&• YUKO pii o&uc dcUc '"'~c vcati Tci, to, clic ti rtro 4cl filale è acl filo 'o""
'0";
Si,.
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AOOIUNTE E VARIANTI AL. TOMO n
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fica re egli veruno fcritto non ha mai pubblicat() ; n~ ha mai Ìaro ragione, nè conto ad alcuno della fua condotta, e delle prudenti fu c rjfic:fiìoni • Egli è però da credere, che sì grand' uomo, non con il. compaffo folo , ed a tencone, come pare che molti fatto abbiano, fanrafbcamenre progertaffe, e determinaffe le ftie mifure, li fuoi com puri, e proporzioni, nè che ·a ciò fare da incerto , e vago razioetnio foffc: egh meccanicamente diretto. ( S) E' impoffibile, ch' egli non fi foffe formate alcune generali Teor{e, Je quali poi fo rfc, per non lprezzablli riflcffi, abbia egli creduto di dovere al Pubblico cautamente celare . Di foggetto così raAAuudevole, da n.:n confonderfi con la carc'rva di tane' altri non è da fupporfi diverfamenre (6J, e coloro, che cercano di tfporr~ la di lUI .maniera dt fortificare, quando. non vogliono far altro, che accennarci Je mifure, dd le quali egli fi è fervito, nulla a noi di vantaggio reçano, ed a sì grand' uomo pare che facciano Eort~, ed ingiuria; fe ca:. (s) .A.vd il Martfciallo fuddctto :avu· to ccrumeate particc>lari motivi, qu:~ndo alla pagina 42. del. mede limo V <>l umetto ( qu~nno rurc fil ••rerJ fua) C(ISl feti Ife:
!ne 22. Tcfi, al Pentagono 2S·, all' Efa· gono 27., all' Eptagono 27., all' Ottagouo 28., al Noaugono 32., al Declgono 36. 1 all' UndecJgono 37·, al Duodecagono fi· P.,ur traetr un c~ti d' Eraxont , on tirt n3lme11te 41. Dal che fi conclude, che, G f Ctor bafi un~ lignt octt•ltt, 1111 etti dt Poly· le prime Teorie , e putiche contenute xont, qtt' 011 nomt ji mpltmrnt Polygoru, nel primo T ometto fono f;~lfe, c non fo• dt ISo. Toifis ,fuit•a71t J' trbtllt 1 gu' 071 ft no del Marcftiallo di Vauban, o le coll• firot faitt. Au militu du Polygont 1 on rlt· tenute ·ntl fecondo Volume fon efl"e le llt une ptrptndiculairt dt fa buititmt ptzrtit falfe, · giacchè le une contraddicono -evi· p_our lt 9uarrt tlt fafipti~m.t _PtZrtit )l~ur J' dcntemente all'altre. In quanto a me foa Era~071 1 i:f J!Ortr tout lrs at•trts Polt",{ontt di p2re:rc, cbe le T nole, fiano Tariffe eu J~ffi•t · Par In t.rtrouitcz ,1,. Poli'X~•u 1 nel fecl)ndo Tomo· efp<>ftt, fieno cav:atc l:f tlt fa ptrptnrlic.. Jairt 1 011 tract Jw t' li· da alc~uc m1f~re ~e ah , cmt le qu1li i\ Sig. gntt, qui font lig,~s d~ <lt(tnfi, 0 71 mnrq'.'' Canlu:re, e •' Ste;. Ab:\ t t hanno trovato firr cìacunt dts lixurs dt lrjtn{rdtur ftptw effe re tlate c<>nfirulto: le Piazze in Franci.t, mts partiti du PolJJ:Ont porrr lts {tuts. Egli il che combiua ottimamente con l'.Appr:odunque determina all1 perpendrcolare ~el v~~ione di fopra cit:1ta. Per la qual cofa quadrato la ottava parte del l~to elleno· non li può determinare l' ottavo, il fetti· re, a quella del Pcnta~on~ b f~ttim~ pa~· .mo , eli il. felto :alle dette perpendicolui, te, c poi la fefta a tutt1 gh alt n P<>hgoar; come pretendono quelti due Autori 1 che ficch~ fupponendo il lato cfieriore: in tut· per ciò cadono in patenti, cd innegabili h fifi'o di x8o. Tcfi, dovremmo avere per affurdi, e contraddizioni. il quadrato la perpendicolare lunga Teli (6) Per ifcoprire le Teorie, che haa• 22. ~ Per il Pentagono la perpendicolare no guidato alla determinazione di tali mi· fu re il Marcfciallo, bifogua venire a for• fati di 2S·!. Per l' Efagono e gli altri ~ar~e Wl'~~li~, e fcopr_irne le p~opo!" , ' . :ttout , !! g•udJZIOfamcntc mdagare s mott• Poligoni dovrà eftere di 30. T eli i ma il vi, dai q.Wi egli può effe re ttato partU:o· nofiro bu'ln Sig. Cavaliere, e l'ottimo Si· brmeote fpiato .p•uttofto ad u111 , é:hè' ad gnor .Ab1te nufcherando, e coatrafacen· un' altra determ•uuione • Egli certamtll• do deformemente il retto penfarc del Ma· te non ba prctcfo • dlc ti psui fl·l& f~Wt
o
l'efciall~>, di ~l quaJrato per pcrpc111ii<:~·
parQl&! .
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GLI IST11'UTI DI EDUCAl.IONI! E DI FORMAZIOI\E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAJU
~e ·~!priccipfamente, e con contraddizioni_ efibifcono per una f~ta mal· dedotta dottrina. Sarebbe flato neceffano eh e~ avetTero p1ù de n.· iro - ~netr~to , cercando le Teor{e, da~le quah ~~rà forfe ~refo J\i)tm'a il fuddetto· gran Marefctallo. D1 fatto fi dtmollra chtara:. mente' eh<! qualu~que volta la linea di .difefa li _limitaff~ a ~l.~ ~efi in neffun .Po!tgof!O, e nel Quadrato tfteffo mat, e pot m~t .tl lato dleriorc etfere non potrebbe di 180 Tefi. ( 7 ) Vaie a dtre, non può la linea 4i difefa e{fere al lato ell~riore in ragione di z, a 3• .t:lla è. còfa da...tutti accordata, ed ~ un vero affioma, che in una fortificazione ·le parti più difefe debbano effe re più etlefc di quello, che ~o fiano le meno difefe , e fiancheggiate. ~indi è, ch-e 4 Co'rttl)a cffer deve .della f-lccia più lunga , perchè la faccia è di lontano da un f9l fianco difefa; che poi la C:mina è da due adja· .centt .fianchi . travagljata. ( 8) l'er la qual co l'a, fe 1.1 linea di di· 'fefa AB diaG con. illaco 'efleriore AC, farà vero', che ,fç li tiri· no li due archi G D X, H BX ( Fig. 6. ) gli cttrem1 delle Cortine cader dovranno in dc:r_ri archi, come in D, ed in B; e cos) poi -li efiremi eziandio delle faccie fi fhbiliranno o in dette ctrconfe· ·rerize',''é:5)_!lÌe. in :_~, cd in l, o dt:Atro 1' Area di detti archt, co.mc ne' punti: ·M-N ·. gi~ che fe li ·eftrémi delle Co.rtine cadeffèro :fuori ·delle circonferenze, e dell' Aree fuJdettc, non difenderebbe· :~;o più' gli angoli fianche~giaci A C perchè farebbero di là dalla ·efienfione della linea di difefa, come lo fueb bero anco li eflremi _L, ed l dcJie ·rac.cie, fe fuori ddle Aree , e di là dalle 'notate circonfcren~e caddfero, Porto dunque ciò, fc: fupp..>rraffi la linea di ::difefa. A 8 a!. lato erlerio.re, AC, come ·uo a :.180.., o. come l a 3 ~ • 2 ,1-'V.femo AH ;:: AB :z: 3 dt A C, e così C G AB C D •
dt AC, dunque AG
=7' AC
ed HC
=7' AC
= = =i
dunque AG= HC;
H=--,
2 d' AC e perc1'ò A G-+- H C -- -1 A C, dunque G dunque an3 3 'ora AG =: G H := :H C •. Ma la Cortina D B mmore farà di G H·
farà· '
T (7.): sf ~Ira alla· dintonr.nioue d' 11n. (8) .L' atJioma in cui fi fQnd.t dettoTco~o'r~~ t ç~e fa )ledere.fallif!inu 'ù do t:· rema c!' ~èr f~_- ftetro· c'hi~-ro·, _peidu: ft in fr l~a. d1 co19F9 , , c:he ·i)lood, voluto darc1. UIU ForhficattOne fotrcro pill cfiefe le par· a~ 'jltenderc ,, .chc,u.o ~òli~ono ·può a\'crc· ti déboli, .e ~eno dtéffle:.forti' la }'jaz. f.n ~~~ d'~e.ra9r.e. d_t HO~.Tefi., :;(otto.:w~a· z.a u_te~be pl_ll~abboadante di pml debo· f~.lh.·-·· 1 \ ~fa_di,.BO.; .Cl~·la ; hnea .dLdl- lt.ché dlforu ,·e .farebbe' perciò più dc bo~·• ,.,.~,~ u'lltcrzo mèno del lato c!l~io!c• .lc:chc:~fotte:.·
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AGG IUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
..• ' farà dunq~e ·; mmore : ancora .d•r . A'G !: m;a A G -c! · m•more di ''fS A r· dunque. la: -Corti na D B·è minore della ·#ccia:·A I,:· ovvero CV~ Ma: _queft~: è un affur.do., gi~ che I_a Sort_ina ~eve ·effere maggiore dc::~la . ,facc1a • Dunque la h ne a d1 d1fefa; non può effere al' liito ~tt~~~ore, come 2 a 3, fenza fare difftttofa . ~d.. eqonea: -~ · :f:oì-tifi.; ~àzioJ:~e , Ed · è qudto appunto, che ·coftrmge à' iliutarft poi ·qi fentimento nel conftruire; i:nolto più volendo~ in ·ogni Poligono· fif. fo il lato efleriore' che pere l~ con iflravaganza:·totale . bi fogna ·ri1ii· t~ re, . ed altc:rnare il ti~o .gìufto' e la por_tata (:lél fucil~,- . che non Ji può., é non fi de v~' variare.. Do"endofi per- :que~o appunto, non .proporzionare la linéa di difefa al lato e~erio!e:; éffen4o quella fiffà, inalterabtle; ma 'jJ, lato efièriore alli -linéa di difefa poèo impor.tando_. ~h e {i a lodldTo: in. tutti ' li ~oligoni; .ma··Ìmportan·do moltif. ~mo., . (he: in: ·rutti li Poligo~i. la hrtea di· diftfa ·tJa per fèmprc .eguale aJ.:tiro del fucile-.. ( 9) N~n ·:oftante ~he affurdi , contraddj.. zio.n.i, ·ed errori cos) mafficci ne'. moderni, ed antichi pratiéi Scrié.i. tori di;.Fortificazione frequentiffimi fieno,. n!>i .tutti. a.lle lor.o , dirò c.os1~·:Meccanjchè, manuali Tariffe, 1énza .efaminarle vilmente ci fotiò_mmettiùno, ·quafì .che, mafiimament'e noi Italiani, non doveffi. mo ·vergognarci di confeffare di dfcre agli Efieri debitori di avere da effo loro tutto affolutamente apprefo; quando noi dagli· Efteri dovremmo t~rto ciò .ch' è il fondamento d1 quel fapere che ofleri· tano, giuflamente ripetere, come cofe., le quali da noi per. lo paffato apprèfero, e forfe foverchiamente rap1rono ( J ) cib che con
tutto
( 9) si \'t dc chiar~mente l che quel'to T core m~ 1 o ftmilc do:triuJ t r l not:. Jl Muefciall o di v,.ubau, ,·ero cllè:ndo , che fieno fuoi ' li fopnddctti precetti nel primo T omo efpofti d SII' Abbate di Frey 1 mentre dice: come fi è veduto nel tetto Franccife, che per li ellremi del Voligouo ' · e delb fua perpendicola.r e fi tirano due'linee, che fono linee di difefa, e fi 'fcgn2:1o fopra ciafc.una delle -li~ee di difefa due fettime puti del Poligono per ' lè · facci~'- c pei fegue: D' un a71)llt d' E)Jtrult 011 'txtrtmiir tk fart, com17t't' ctntrt, C" dt .J' inttrva!lt .dt J' Epa1Jt ti1; Bnflion oppq[t, onfait u'n J1.rc, gui coupt I<J Jignt dt diftr([t, Con tiò non acteruta'cgli, co~ f!le 1\ vede, che .Ja ')inca di difefa abbia fJa elfere di I:io. Tefi; ma (uppon~n.dol~ !'IO~to maggiore , . va con uu t~ftru~tOlle tlldtpendentemente . (~) hl collfermuiollt di qumto fidi-
ce, bafb leggere· quanto h!'ciò fcritto il MJrchefe Sc•pionc Mafl'ei nel Tomo lli. della fua Verona illuftrata p~g. :lOl.·, Fa egli vedere, che qu;antunquc ti: tratti la Fortificazione come una Scienza cfteÌ'a, el.la nulla di meno ha avuta )a.. fua origine da noi altri ltali;~ni; e non fobmente l' origine dimoftra egli elfer nata' fra noi;~ ancora ogni · fu o' progréff'o, e riforma·; e dall e medefiniè voci, çon lé quali li no:minano le differenti parti , ed opere di Fortificuione~.fa ~gli conofcere, elreudo di Etimologia ~tto lt~ iana, che: gli 01· tnmontani altr~ n~n hanno fatto, noG che adottarle. Nol)'lina una gran ferie di_ quelti'Autori~ a cui fo!tituifce un'altra d~', :nofiri, molro ~~ e!fi anteriore, e dai .qul" }i prova, .eh~ gli Oltramonrani, non ~ cettumdo pure il Marefciall~i Vaupaxa, tutto abbW!o: prcfo _. c che Uho ~ f~ teMi plagiarii •
te
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'IIE E DI rORMA.GJONE PER UFFICIALI 'IIEGLI STATI PREUNITARI
tut~: il rifpetto, che profetro ai chi.ari~mi, e pregievoli Soggetti i àdli quali abbond ano le c:fle~e. Naztom , . non poffo .ce rtamente ta. cere. Ed in qua neo alla Mtlttare ArchiCe~tura, c~1 non ~a qua n. to rare ftenfì refe le Opere del t~no~attffimo mto Co.ncntad.mo Marchi ( z) lnaegnere ne' fuoi tempi chtanlruno? Degh Efien la gelofia fece ( g1~1la ciò che comuneme~te fi decan~a) n~n erfendoJc b•llaro il caracare ( penfando per d1r tl vero alfa1 puenlmente ) la final lettera del fuo nome di accento , norandolo in vece di Marcha Mareh} per farlo apparire nome non Italiano , fece, dico , che mclte copie delle rimarcabili fuc Opere fi perddfero , forfe anco di darle alle: fiJmme non rifparmiando. E che non può fuggerire· le gelofìa nel cuore .d• clu vuoi apparire il folo dono'· ed ~:rud~ro, e di chi vuole altru1, fenza al..:un fondamento fvvv~rclllare, ed tm• pollurarc? Se ne foffrono pur, troppo rurto giorno le trifle,. e .deplorabili confegucnze; e cht c ver.1mente dotto, e non fa 1m· pollu(2) Fr:mcel'co Marchi Cittatiino Bolo- altrui invenzione. Ql}clli poi che. vog)io· gnefe, e Nobile Romano 1 1n~cl'nere, che no provare il MJrch_i clferc ltato ti prtm? fior l al priacipio del Secolo X V1. , diede inventore dt tutto CIÒ, che ucl dettn W• alle Stampe un' Opera i a Foglio Reale, bro conticnli, alferifcouo, che a mtfura che fu una vCIIta fola llampata iu 'Brefcia che il Marchi andava inventando, e ti ife· l'anno 15.99· Apprelfo Comino Prefl!r;ni, gnando 1 faceva parte agli Amici , e Dilct· ad iflanza di G~fpJro dall' Oglio, doude tanti delle fuc produzi<tni 1 o quetti glielt nafce in parte b rarit:l di tal Oper:1 , la c:trpl\'<1110 di mano, e però ne :tnd:tv:tno a q uale per ahro non lafcia di elfere cagio- torno pt.ì copie; il che cag,oa ù, che alcu· nata aneo da ciò che li dice. Lo tlefro A p· ui f.: ne apprnpnarono l' in,·en.:ionc 1 dep ollolo Zeno nelle Note ~1 Fout;mint ne· fr.lu,bntinn..: ti vero, c legitti:no Autore; conta , che alcun• Ingegneri dì frJpcia c ,,ò che ptù glt dìfpiacque, ne gua naro· (fecondo il parere del P. Corazza Olive· no le figure 1 con agg.ungcrvi, dimiuuir· Uno) avendo i1wolate mole. ;Menzioni vi 1 od alterarvi di loro capo alcune pie· del Marebi, e avtndofele appr<>priate 1 fe ciole cofe. Dice il Zeno, c..hc dJ Il' Ogli1 ae procacctarouo quanti efemplari han po- Bolor;nefe , amico del Marchi 1 il qu tle fi tuto, affine di poter più facilmente naf· prcfe l' alfunto di fJr impnm<!rc l' Oper; c:ondcrc: il loro furto , e da ciò li confcr· di detto Autore, ne dedica Ife copie al Du· ma derivare r._iù eh-: da altro la fingolarc ca di Mantova, c ciò va beuiffimo · mJiic· ful rarità . ~elt' Opeu contiene 161. come dice ancora , che nclb Bibli~t(ca di Tavole in umc, tutte nd. Libro terzo di- S. Marco ve: 'n'hl uu cfcmplue dedicato fttibuttc, ognuna delle quali ha prelfo h aiiJ Sertniflima Repubblic.:a dt Venezia ill fua dtchiaratiCine . Egh è ancora mdecifo, Novc:mbre 1599., c che la Dedic:t lh e n· fe tutti i Dtfcgni dd Marchi fieno fuc tro un mJgtllfico freg1o int~~liato dn Lio· puticolari mven7.toni , ovvero fe fra ctli ne Pahvicino, c fie come l' cfempbrc eli· ve ne ftcno di ritrovati d<~ alt n. Alcuni fto:ute nelb fcclta copiufa LibreriJdel Sig. d!C()nO, che altri fuoi cout~mporanei ab· Gcneule Da Via hl h Dc:.!tca. in U tiuo btan~ .battuto .ne' medefim1 fc:gni, dove al Duca di ,'vhutovJ inc.llhata nel mcdcfi· batte 1\ Mareht, anzi vogltono, che. ve ne mo fontuofo ftcgio del Palaviciai; pe rciù fieno d' anteriori a lui. U citato .1\lbrchc· li può credere 1 che il dall'· Oglio do:di· fe Maffei è di qud1o fcutimento 1 dal che c.tll'e a Vlrii que1t' Opera·nello dell'o .:anno, fi deduce , che il Mucht poffa 3\'cr~ rac- e li fen:ilfe del medefiiJlO fregio per COli· col~ • c re.giltrat;t nel fuo Ltbro qualche tor11unc: le Dcdiç~e •
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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pofiurare, e. per lo più porrollo a chi non lo è, m~ fa ~are ad intendere d1 c:fferlo • Cos1 premea troppo a quegh Efien , ~he nel voluminofo Libro di tale Autore, e nel copiolìffimo numerQ de' fuoi particolari fìfiemi, a varie occorrenze· laggiameote adattati, fi rinvemffero poi tutti que' fifiemi, che ciafcuno di tanti Scrittori fi è refo propria particolare invenzione, ed ha voluto i'~ nder• lo poi univerble , ed idoneo a tutti li cafi • Ogn' uno di uuelli ·fifiemi o è a diritrura copia to, o poco d1formato da quelli dd nofiro Marchi; il quale per altro, coltone l' aver prepofte akune preliminari rifieff10ni, ha egli pure praticamente, e m.tnualmente parlato . Se quale h' uno ac~ercare vorraffi, chç rc:al menre gli Efteri Aurori di nuovi fifiemi iono tanti plagiar;, e che tutto hanno dal noflro Marchi tolto; col Perfetto Ingegnere del Dediere con li Travagli di Marre, dd Male t, e con altri Jibri, che inediti fo. no, ma che vanno per le mani di tutti, e che contengono li va. rii fi ftemi dei detti Autori, li confronti t~tti con quei difegni, che ({pongono le invenzioni·, c i fiflemi del Milrchi nelle rariffime fue Opere, nelle quali in moltiffime Tavole tutte diverfe diftinramente !i fcorgono. Chi poi con più diftinzione e chiarezza analizzare. vorr~ li tuddetti fillem1, porc~ndofi per avventura in Bolog~a, po~i trà a fuo piacere confiderarlì tutti ad uno ad uno fepara~amente , in_ rilievo 1 e mbdellaci efattamente in Jegno. Dì quefii modelli fono decorofame~re coperte nCl Palazzo dell' Inilituto ( 3) delle Scienze: le C pareti · (3) Fra 1' altre coft, cfle rendono te· per l' Optic~t per !:t Statia, ed Idrofta; lcbrc: b Citt:ì di Bolor,na, oltre la cofpi· t ica, per la Notomia, nella qu:~le in cera < Ul 1 cd antica Univcrht;Ì, c n-i l' Acca· v~~gonfi effigiate e fcultc le. parti umlne.. dcmil dell' Inllituto d~lle Scieu:te , ed il Vi fono molte Camere dci\inatc alb FiloPallzzo, dov' ella li rad una. Ebbe que- fofia Naturale, nelle quali abbondlnO le fto lnllituto il fuo cominciamento dal fa· qualiti dei Mumi, i Minerali 1 i Foffili, i mofo Gtnenle Marfilli, P.:nrizio Bolo- Bit umi, e tutto ciò, cb~ a queite Claffi è gnefe di Clfa SeR:~toriL E' difiribuito iu fpe:t;mtci come poi in altre Camere altre varie itanz.e, a varie Scienze, ed Arti dc· varietà di Legni, d' Erbe, d' Animlli , d' ftinate. Clemente XI. vi erelfc un'Acca- Infetti, di Petci, di Reprili, e di Ucceldemia per li Diftg&l<ltOri del nudo, per li. L' Aftro11omia s' iufegna neUa famofa la quale evvi un decorofo Anfiteatro, con· Specob , elegllltemeute , e comodam:ute tigua al quale :~perta vedeli una GJllerial eretta pe r uio delle Aftronornìchc Olfer• ove fono in Geffo le migliori Statue da vaziom. N!ln è da ommettere la Libreria, 'Rollla formate fu gli fteffi originali, h mag- b quale è così abbondante 1 che quantu 14• gior parte delle quali fu mandata iu dono .que il fuo Vafo fia d' una firaordiuari.a dl Benedetto XIV. ln altra ume;a vi s' ampiezza, e capaci t~, non è per altro fu.fiufcgna l'Architettura Civile, b Profpcr- ficiente a contenere tutti i Libri, de' quat il •a, e l'Ornato. Evvi wmcroa per l'An- li. ella è fta~ provvift~ da vat ii Soggetti 11quari.1 1 e vvi Scuola per la ChimiC3., ve ngn:.~rdevoh, e fpee~almente - dal fopra n'è pe'r l' Auaflica, l'•~ r b Milit:t:'e Ar· mtntovato Pontefice Benedetto XIV., il chit.:tt~;~ra. , 1:. Fi!icl Efp<rirolc.:ntalc, quale ha p1u provvedl4ta e la Sc:uoi. del•
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GLI ISTmJn DI EDUCAZIOJ\E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI !\EGLI STATI PRElJNITARI
r8 pareti di quelle· Camere alla Militare Archit~ttura de~inate ; nel-: le quali detta Bellica fa~o.ltà dal Co: Gregono Cafah, emulatore. de' pregi, ( 4) e delle virtù, con le quali fra gli altri l' ampliffi •. mo ed Eccelfo Senatore fuo Parire nfplende, dottamente fi efpo.·, ne.' Q!1efto dotto Cavaliere, tanto frefco d' anni, quanto provet-: to nella Dottrina, cd Erudizione, Pubblico Profeffore di Matema· tica nella Bolognefe Univc:rfità, con tanto poi di energia, fonda· mento, e profondità di fa pere della Militare Architettura il più fublime nello Inllituto pubblacamc:nce efpone, che quantunque egli fra bellici Marziali cimenti non abbia avuto occafione di fegnalat:~ fi, e ~rei~ non abbia potuto dall' efercizio, e dalla attuale prad-. ca apprendere, offcrv.trc, ed cfeguire; con turco ci~, il più .e(p~ rimentato Ingegnere nulla di p1ù ,\ e nulla di meRlio pùÒ a fuoi Difcepoli comunicare . L' intrinfichezza con la quale da così dot• to, e raro Cavaliere onorato io fvno , mi procura il poter con r: illuftre fuo nome ( 5} qudb mia Diffecc~~ione decorofamente fregiare. Nè vorrei però 10 dfere per avventura della confueta ma~.. chi a tacciato, d~l_la quale: fi.&~~~· f?~ici ~oi Bolognefi d' elfere co~u riemente ·accufata, com: affalclll'.&u .dalL amor~ della .noftra Patna, la quale e ma~iore;: ~ ·piò _'d~t~&u~.\, e pregie~9le di· .quç.llo che di fatto id altri meno appc1ffi. m.m raffembra , noi reputando, per la bocca l:r Fiftèl Elpc:rimcntale, facendo d111' o. guerc a parte a pute anche· il pregio d l . bnd~ venire tutte le nccelfanc M1cc~ia~ · qJ.dJ, per ~li efperimc:nti, co.n: paa r.: cc nt' 31· tr'e cofe ad lltre Cl me re: necclruic. Q!! c: (-4) Il Sig. Co: Gregorio CafJii, Pri· ~o cf1mio Pontefice, vero decoro DOia ·( o- ttruj!;elllt~ del s~natore Cafa\i. e pubblic() braesitc della ful 'l":itma-i· mrctt futta la' Pr6fclfore di:Mlteautica.llella Univerfità Criftwut1, i\ qu\e c per U fomma fua di Bologna. Egli è Dottore iu~Fik>folil. dotiriaa, e per h f~ra morigcratezu 1 e e Profelfore di·A.rcbitettura Miliurc uell' f:;ntit;i tli collumi 1 credito, venernioue, Inft.ituto delle Scieuzt. S?lt,iene ume quce rifpc:tto h3 faputo cfsterc a11co dai pill ftc lll~omben:~ con gravtta, :affid~&ità, e atroci nemici della Chieb ltoml!U; q~fto dottruu. F.gh fu fuccrffore nell' Are h~ . Sommo l'on:cficc:, dico, fcmpre inh:suo all' tcttura Militare al foprammc:Jltovato Dot· Q11Q'ICnto letterario nella 1'1.1.1 113tri3, 1crelfe tore D. Frinccfco Vudelli. im'Ace:~demil, che <bl fu.o 11ome chiamali •.:Bcìu:dcttÌn:\ oCOmpolb di alcu.ui Soggetti ( 5) Non avrebbe cerumc:nte potuto l' ,. fcdti d:tl uumc:rò degli Accademici- ùcll' Autore iA altri tempi contar per raro que· lJtftituto·. Il fopraddctto l'alano mofiuli fio Cavaliere fra la Nobiltà Bologufe • . a~ Fnuflicri come 1.:~ Galleria timofa di fi- J!Oichè il Ceto Nobile DOil fobme11tè, ma it:m:c, c tè l"abbricbe, e oallesi( di Ro· si Senatorio ncora rra . abboadcvolt di ·l'l'Il; m:a liccome fu dfo difiercuteQ'ltnte ~ogtctti Letterati~~ dotti. O~ per dire ÌII(Cituatò, bifognercbbe, che quelli, cbc si nro par che P•" ae abbonds il Corpo YÌ prclic:dono prelldelfcro altre: auafu re, de' Cittadiui , qiWitunqu Don cosl proy. {'Cf rt'ndcrlo pÌ11 lumino(o t C fijftalltO ~ti ved11ti dalla furtuua di tuni q~&c' ,omod.i, or.chi de' for:lftieri , che l'altre fuagolarl· dlc a&U 11dU fo~a ac'Ci~Wi • ti d ' ltali.l :tmlnit"aAdo , ·potc1fCfQ Qijtia•
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO D
~~,
bocca ift. ·ogni · ·luogo· e tempo· avere la ·noftri. Bologna; · e l no~.. firi Bolognefi, e le particolari no{he coflumanze•· lo lodo il Mar"' chi, il çafali, perchè li flimo di lode meritevoli.., non pereM fie-: no miei Concittadini. La mia maniera di Filofof.ue, qualunque dla. fiafi, belliffime fole:, e chimere l' amor della Patria, . li . efl~tti del fangu·e giudicando, lafcia agli Epici, e Tragici.Poeti .co~ì fatte idee; oltre di che le mie ben note circoftanze mi liberano da così incomodo, e ridicolo fana~ifmo •. Ctò non ollante: però.fJranno fçq~pre . e~ iiandio del me cele6rati quei fublimi lurninofi Soggetti, dalli quali" la nofha Bolognefe ·Scuola, ed Accademia viene gloriofamente illu:. firaca, nè loderolli . per il titolo di miei Concittadini; ma _folame.n· te riguardando' que, loro fingolari pregi, per li ~uali lcl"Bolognefe· Scuola ed Accademia fra le più celebri d''. Europ.l è tlata fin ora giuftamente . annoverat_a. Con lo fte[o imparziale animo ~h' iò. ·rj Manfredi ( 6) il Be(cari,- il Molinelli,Ji.Zan~tti, il Baldi, li Poz· zi, il Monti, il Galeazzi, il· Fantol)i., il · Mateucci; . e la .:efimia dottiffima B·a.ffi col fuo Conforte Ve'ratti, _il Montefani, if Cora.zza; il 'Mardcotd ;·'il Baffi , ed il rinoma.to Co: S.alvioli, vera delizia c2 'dell~ · ~ o
o
(6) Li Manfredi • Noti fono per fc di, che incominciano dove termiu~o.quel• · t o della loro Patria, e dcill loro famiglia, Balbi 'eli mio Profelroré di Mcdicin2, della qulle c:liftouo ancora il Profelforc Notomia, nella iiualé ~ 'éelet:ierrinio. · d' Idrnlbtica, ed un f11o Fi~lio Segreta· ., Poi zi dve ottimi, e lingobri .Medici.) rio del Seuto. · ,' . Profclfori cntrasnb~, per altro di di:V~rf~ Beccari. : Pubblico Profclfore di Medi: F11mi"lia, il.pitl giovi.11e dc' qulli è Figlip 'ci m, Medico 'dé' JlÌ.l 'accreditati d' Eu: dèl fiiUlOmato · Poizi, Profelroré di 'Me· roru, l'rofdforc di Chim;c3 nello Inllit~tto. diciiU, gund'' A!Utomico, gtln Filofofo' • z~noui Fntclli, e ~~ p<lt c. Il Canoni- e bravq Poeta non men gra\'e, che lepido. co celebre Poet~. Gio: Ptetro unifcc al Moziti Profeff'ore di Medicina, efpone ·11regio di valoNfo l'ittore quello ~ucou nell' .ln!rituto la Filofolìl Naturale, elfen• di climio l:'oeta. Gio: Franccfco Segréta· do fucceduto al fuo Genitore ~ ecc:ellen• f ÌO delle fuddette Accademie, oltre la ti!limo in dette Profcffioui. · l'odia, fa ,·edere nei Volumi delle Me· Galem:i Profelt'Orc pure di Médicin~ mo1·ie delle dette Accademie qlunto li1 nella Univcrfiti, c di Fific:a Bfperimenta• il fu o fa pere 1 fpccialmentc nelta clcg~~~o- le nell' bftituto. · ·. , • dclb Latiullmgua 1 non meno ché·nel· Fantoni'Cauouicò della Collegiatl di S. le filofnfichc difciplitte, delle quali egli è Petronio, ·commendabile \'cr fa fu1 dpt• •Pubblico Profeff'orc . · trÙla e religione, Dottore m filofofia, re. .Molinclli. E' cns l cognito 1 tutta' l'Eu- fo ancora più edebre per r;li eccellenti ropa 1 e t:orfc an.c:ou t:uori .di efra il meri- f11oi. S~ritti !ntorno all' acque, che aftlig· to,e fnbhme fapere d1que!to ftrcltuoSog- gono tl Bologocre .-· ·. gcn.o iu.~utt? il .pitl afi ruro ~clb ~édicìna, M1tteucci Dottore in Filofofia , ~ella ed 1l p111 dtflicile nella. Ch•rurg1a, che .fi quale," come nelle lyhtemlticbe è vc'rl). faJebbc a lui torto il.farne (ju \. puo!~. · · tiffimo ; ·uuo dc' più chiari Accademici•Jé. Eufhchlò Figlio di Gio: ·J:>ictro J!ubbli- . ncdettini, efpertiffimo aAcor.l neU' Aft(oco Profcfiòrc d1 Filofofia, infcgna l' A.ft'r'o· ·no mia .• ~ .. ' ' . : · ~outia ~ cd ·ç ~clc:brc pér le fuc E d'e meri- ' Laliia 'Maria B:illi.oiuamcnto e·ilcl il&t mede r. mi qucfti illuftri Soggetti, ornamen; le del fu Eaftachio ·M1nfcc:di.
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GLI ISTITUTI DI FDUCAZIONE l! DI FORMAZIONI> PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
de~~ Mufe e tanti altri valeiui uomini) da'qtnli vien~ 1' antico onore della Bolognefe dott_rina fofte_nuro:. co~ lo. i~te~o difintere~at~ animo lodcrb mai fempre h V~~d~lh (7) h ~tardtna ~ ·~ Fontaae~h, ~l Taff~ ni il Correfi il Valent•m, 1l Manzoh, ti Ton, 1l Moreah, gh AraldJ, il 'Marcfcoui, ii Groffatefta, il Lofchi, il Vicini, ii.Renzi, iJ Rom, lo Spezzani, il Gabardi , con li due E!lc:ri fuoi douillìmi Co~pa. gm, f'cll'll, c dtllloftro fecolo t la qiUIC f~ VC• del quale ili tutte le nuterie ~ già <:~ai dc re cb' 31ltO le Douuc, QIUndo V"lklf.:ro t:1 a tutti, uè abbifogn1 d' altri elogi t. Co: Tri"oAi Modencfc Generale delle 1 c1ò, ·cbe 11 vero orn~mento riguuda, 11teudcrc, cd ommettcn: il di pill che i11 Pe>ttc: di S. A. S. , Cavaliere di erudi:ioc:oi'c v:mc le tengono occurut:, :mi\•ercb- RC dillinta, vcrfatifftrM aell~ Poetica r~ 'bero alb perfezione d'ogni Sctcu;l, in coli~, c. fre~;iato d' lltre belle Dottrì11t~ quella guifl che può j\Crvenirc un uo· c be io rewiC>QO il protoupo d' IUl vero C&· mo. Èlla profdfa Filofofia • nellA qUlle è valiere • Laureata 1 t: le lezioni di quelh Scìenu . l Marcbcft Cortc!i P.tdrc e Figlio, a""' rendonl\ ndu bocC.l di Ici p!>\ chine t:J bo cultori delle belle lettere, occup.tQO ch:~ti, (piegate in un1 tcrfa c fcehitli- eh grm tc:Olpo il PriJlcipltO in quclb Mo· ma-l..atioitì. lnfpira manvi~;lia c ltupore dcuefe .tccadcmia, clfenJo il Figliò f~~e·· i 11 chiWlqtle o {eco fi port.t .t ugiolllre • ceduto al Padre. ovnro concorre alle domcftichc f~&e ·Le· Valentini I'IWlto Qudiofo • ed lpplicato sioiU,'"fc"'ite da' é:otidian! èfperimcnti, alle bcUc lettere, ed alb cogu.itionc delle JICllL rifpumiaudo ella fat\c:a. c dìfpcndiG .Scicuc, per le ctuli r~ maggior~ntc ri? per erudire i fuoi Difccpoij. 1!\eadue la ~iue.ua dc' fuoi. l~llli , cf. Veutti Profc:trorc di Mééiiciua , noto fen'd() egli d' una Farn.i~li:t delle pitl amiper li fuoi ftlldii di Ekttricit3. cbc, e privilc~iate di Modt11a, ·Montcfani Dottore in ambe le leui, Co: 1\hnaolr ~odcncfc: :noito dedito 1· Bibliotecario dell' ln!tituto , ANvocato gli ltudii, c f~cialmcute aUe M.Hemati-dc' pitl celebri nd f oro Bolognc:fe, U o- che, ucllc q :.a li h2 dato un fag~io· del fu a rno d' incllimlbile crudi tione:, e merite- f3pc:rc: ncll.l corlr11ttun ch'ci fa d'una 'vole d' occupJre un ul pollo, cfig.eudo McridiJua in uu di coterlc: Chic: Ce di .'vi oquella infigllc Biblioteca un VaJcntoomo d~, qu~~ ha pur d.1to nut\0 il y. ofuo pl'ri. -p~tau d Ab:ldte - ~rc di-S..·A. S. Vinccnto Corana, éhe i~r dcru Bib\\oLi due Germani "GrardiGi • Genriluorn.itcca :dflfte a\ {hPta mentov:ato chiariflimo ai Modeceli • il primo Commiff:~rio GeSogg.:ttò. Egli è molto vcrf.1to in ciò, uerale dell' .Artiglieri.t di S. A. S, graa che applfticne all' Erudi:z:ione, c molto M.Jtematico, che alh Teoria ha faputo 11• d'petto ancora nella Civile Architettura. nirc b iutic:a .ell.endo ancol3 ottam.o Ar. Muc\cot:i_l-ilofofo, Profelf.,re di _NJu· tefiec '·ed ~pcr~tore, fpccialmente nelle t1ca ncll llll!ltuto • vJJcnte M~rc:mat1co. cofc d1 OptJca, m cui 6 rende fc~n1bto • fcrd im?~o .lbffi pcrfou.1 pic:Aa d' infi.. fir la cottruttun di ottimi Microlcupii • ·Iuta Erud1~1o~, c hnrolarc adla Filofo- _1 ~ec<?ndo, M2aiore aell.l fuadetta Arfia, c: Stom Naturlle. t•guerta, poffiede picoamer.tc le MatcnuColltc S2lvioli ii dìftinguc fn i mode-rm tiche, e accrcfce luftro a fc ftelfo con r' Poe~i Bologneli per c~ ree C:mzoai, nelle orn:unento d' ogni forte di Letteratura. qualt moftundo uao fti.Jc tatto fuo, e par· 11 Canonico Tori Gentiluomo Moc~aac ttcobre, c _fparfeadovi .i femi de.lb J?ill (c, Pllbblico Profdfore di Filo!~~ Ad fcclra dottruu s è .acqwltato 11n IDIU\tto q_~alefarcbl)c defiderabilc che Lt flllàtc cor· crc~t?, c procacctata uaa lode fincer.t, nfpondcft'c alla Scierw, percW poteii'c ed uruverf~e • . cou tutte le f11e foru ap~rc pienamcsa.( 7) _Mu~h. Fo11~dli Reggiano, Com· te la COIDlUle afpcttativa • ,._tniJiano G~ucralc dt ~m [>tr S.~: S., Li Vaa~elli. Del Dottor Frmcefco fi • ':Pctfonargzo, ~ dottnaa d ct~dl.llQIC fUl"o àì {opr~ • .Noti (oao pi .Uri 4aC
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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~n i , ~ ~olri alt~i del letterario ~ode~~fe. moderno fplendore chia.
nffinu ll1uftraton. E fiendendom1 fuon dJ quefia, come pottei io trattenermi dall' encomia!'( il celebre Paradiu di Reggio, dal l~ aFuteIli dottillimi 'Pfofell":>ri. Uno Medico cennare , ch' egli è , come intelligente :apprefl'o S. A.l'altro l!rofelfort: io Padov2. degli antichi cantieri, Cultode d' un parQ!!_el1i !11 un figlio di gnnde afpet11li VOI , ticobrc Ducale Archivio. Egli poffiede, e Cembra che lo ftudio , e l' erudiz:ionc oltre la Lttina 1 e Greca liugua 1 a pc:'rfc• fieno ili quella Fam1glil ereditui • %ione aoco l' Ebraica, ed alÌ re Orientali • Il Moreali ~:vteJicl) celeb-errimo 1 che li è La contimn fu a lpplicuioll( aumenta fem· refo ancora più chiuo per le Acque fub· pre in lui le cogniz:ioni. L' efempio di amue, nelle C1mp~guc Mo len.:li ritrova· lui è fcguito dal Figlio, il qiUie benchè te, c d t grand' ufo nelb Medicilu, come ancor.t Mila più fr(fca- adolefcenu, ~oi pare per il fuo Slle, da effe eltr.ttto 1 liede ~ G reca, c Latina lingua , ed c da· molto più fempfice 1 ed egualcne~ttc: atti- to da do vero aUo ftudio, c::~mminando ia vo di quello, c be comuuemeate dicefi d' tutto fu le tracce Olloratc, e luminofe del Inghilterra . . Egli è auco Jingobre per l' PJdre. \l(o del Mercurio in alcune infermità , Vici~i , uno de' più celebri Rimatori vi· nelle quali fiu ora da pochi 1 o da nelf". venti , Poeta Primario di S, A. ti è refo ao eu 1tato puticato. chiaro p;r molte f11e opere • Vc~fi la Araldi due Futelli ,ed un loro Nipote, fua belhtlima Raccolta dì Tradux10U1 ulti· 11110 RettQrc' piiffimo di una di quette Par· mamente ftampata in Venezia, fra le qua· rocchìe di Modena , il quale alla facra do t· l i il Tempio di Gllido Opera applaudi· trin:~ 1 di cui munito eifcr debbe nel f11o tiffiiTll . Avvocato Rem~i, Giurifconfulto Afre(. Minitlero, aggiunge an co ~tn genio p:tr:ico· l.m: per l' erudizione , e per le Filofofi· fore del Tribunale della Giurifdizionc , 'he, e Matematiche rlifcipline, delle qua· Perfonag_t;iodi fomml erudizio,qe, ed uno lì è rtato· P~tbblico i>rofcllore. L: altro il- de' mighori Poet1_di Modena. Rofli , Profelfore Pubblico di Medicilu!lre Medico, e'di Medicina Profdl'orc nella U1tlverfità di Modena, viene 'nella m 1 refofi celebre per ave r nel Ducale meddima accompaguato d:~l gìoviue fuo Giardino cgltruito un Orto di Semplici, Nipote quivi pur Profelfore , ed in en- ovc efpone anco la Bottanic.t • Ottimo trambi in meno ad unJ fiugol:ue vi\·;lcid Poeta elfo pure. Spcnani Dottore in Medicina; e Chi• e pronte :tu brilll un profondo fa{><!tt. MJCefc()t~i Medico , e Chirurgo 1nligne, rurgo _Primario dell' Ofpiulc, Giovin~ che fi difiinfe ne' fuoi ftudj, dJ lui f.atti d' anm, ma d' indole rara , e molto de· nella Univerlità di Bologna. Egli è Pro- ditQ agli Studi , il che lo rende di nolt felforc Pubblico, e Medico del1i Serenif· ordinaru afpettazione • Gabardi della Cocnp:~gnia di Gesù, Cat· fimi Principi, diltinuflimo particobrmen· te nella Chirurr;ia, e nell' eftruione de' pigiano, Precettore ~ella Serenift. Prin· cipelt1 Maria 1 uno de' Com~gni del Pa· Feti . Groffatefta Medico ancb 1 egli !ingoiare, dre Zaccaria Bibliotecario della Bibliote· ed ottimo Profelfore di Chirurgia. Nell' ca Efteufe 1 éfpertiffimo nelb lingua Gre· afpettuione de' fuoi ftudj vorle compi~r- ca, ed eloquentiffimo nelb Latina, ed ' l · , ne b c;uricra pall'ando da Modena a Pari- taliana, non meuo che in altre varie facol· ~i ,donde ritornò poi ornato di q11ci lumi, ti profondamente verfato. Di fimile cache lo diftingucno nella fua Profeffione • rattere, e prero,;ative fono il detto PaSegnabfi .auch' eifo nelb eftraz.ioae d~' dre Zaccaria 1 e il P. Troilo altro Compa· Feti, e nelle pill fcabrofc Chirurgiche o- gno di elfò. Qel primo fuperftua coCa (arebbe il farne parole, ell'endo bafteval· per.uioui • · Lofcbi . Chi volefl'e encomùre deg11.1· mente noto per le fue Opere. Il feconmente l' alto fapere di quefto ~oggetto, do poi, -oltre l' indefell'a apP.licuioae ali• bifP[nerebbe in molte p2~ine ftend~rne altre facolt~ , è ancora dotttJimo nelle · i-l~auegirico; mi coutcntcr~ cl1U1quc 4i ac· loiofiÙf, c Mitcmticùt du~pliae.
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GL-I IST!1U11 DI EDUCAZIONE E DI FOR.;'<!AZIONE PER UHICIALI NEGl i STATI PREUNITARI
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le fenza dubbio con fublime fp1endore illuflrafì il Secol. noflro cori· le poetiche fue Compofizioni? A coddlo degno Caval.rere fiedono accanto non pocht alcrì Letterari, fra quali il ~alandn, eh<! l'A c.' cademia R.eggtana alla qual~ voll~ro effi ~raz10famence agg~egar· mi) compongono, tl nome de qu~l~ fi è g.rà refo per cute~ l. l ca:-. ·Jia foprammodo gloriofo. E con 1 rfleffo ~rfinterdfe ~d ltahanr, e<l Olrramontani faranno fempre da me lodau, qualora to creda, che di lode fien degni • .Non farò però mai ~osl vile ~i vol7r ce.de~e agli Efieri qu~lla glona, c.he credo co_nvem.r poiTa a nofln Ita.llam; nè vorrò m.u foggettarmt alle parttcol.m olrramontane mrfure; abbandonando le noftre. Sarei ridicolo, fe dovendo operare in Parigi, fervir mi voi dii del braccio Modenefe, come fe ad.mar non mi fapeffi alle Francefi mifure; non lo farebbe poi chi ripu· diaffe ne' noflri Paefi le no!he? Ma ritorniamo là, onde ci fia.· mo alquanto divagati . Avendo noi dunque fuccintamt:nce offerva~ to, come la Militare Arcbirettura, e fpecialmente la Forrificazio· ne, fia fino ad ora fiata meccanicamente, e lt:rvilmente trauau, volendoJe nulladimeno fare il fcieutifico Matematico nome impro:. · priamente · ufurpare; .rinovatemi, vi prc~o, Auditori pregievoli~· mi, la cortefe· voftra attenzione, mentre paffc:rò a farvi fcorgere, ed <?lfervare il manifdlo torto, con il quale Ci è fin ora quefia s~ ~~nerofa Marziale facolt~ tu~pemente gravata, facendovi .io conilare, come polfa ella fcrenttficamente elporfi , e demofir.wvamerite razrocicarfi, ed elfer~ anch' cffa fra le Marcmauche difcipline menrevolmente annoverata. · .. P~oprio_ ç della.SGienza,-o fia.della Matematica (giacchè quefio Grectfmo ·cfprime appreffo :poco lo fieffo ) ·da femplièiffime , e d~r~ quafi puerili nozioni nella ragionevole umana anima da Dio dopo la prim~ caduta mi~encord i~famence bfciate, il potere, e fa pere d~dur CIÒ, che pe~ 1· avann ? ~on. lì fa pc: va, o di fa pere non fi nfleueva, e . da CIÒ ad ~lt:rron p~ù profonde n~tizie graduatamc:nte condurci. Pc:r quelh fuccdiìv1 concatenati mezzi noi col _no.firo razioç.inio d.11le. mimme , e .per fe_ note cofe alle più fubhmr e nafcoOtffime fdcrlmente , ed mfalltbrlmente arriviamd. l~ 9u~flo metodo d! raziocinare; abbracciatofi dalle Marema.t,i4e dtfc1plm.c:, .fi fonda tl ~crbo, e .la forza dell~ .loro in.nega bili· ~.i n:tofirazrom • In poch1ffimo. tempo· dalla coonrz10ne dt cofe :chtanflìme. ~ qu.elle di cofe ofcuriffime elleno ao~volmente ~conduconh. SemphctffiiUl, e faciliqìmi principj' fi. fi.1bihfcono_,- qqali -ri~{fun
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AGGIUNTE E VARIANTI Al. TOMO LI
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ragionevole può diffentirc; nu!la poi fi dJ'erirce, e pronunzia; ~be da quelli con iofc~llibile concatenato raziocinio non fia dedotto; e con quella ammirabile concatenazione fi paffa dì Teorema in Teorema, di Probl~ma in Problema, che con una incredibtfe certe1oo za v.1nno l' un dall' alrro fuccef(lvamente derivando. Bllogna dunque olfervare , fe nello fieffo modo fu la Militare .Architettura procedere noi poffiamo. Mancano forfe in quella fa.. coltà princ·il'ii femplid, per fe noti , ed innega~ili? Confifiono queRi in Difinizioni, ed Affiomi; per quelle noi concepire faccia• mo la chiara idea delle cofe; quelli poi fono nozioni femplici , e per fe medefime nore, che , concepita l' idea delle cofe , a dirit· tura piil con offervazione, che con raziocinio ci fi prefenrano au• intelletto, come noce, ed innegab1li confeguenze dalle Difinizioni òireuamente dedotre. Mancano forfe coie nella Militare Archi. tettura, le quali non fieno difinite, o dinnir non fi debbano l Il punto Ila in difioirle propriamente , ed adequ.uamente; che poi quelle Afferzioni, che fotto il nome di Maffime ci fi rapprefenta• no , cofa mai fo~o altro; che puri, meri, e per fe fieffi noti Af.. iìomi, che dalle Oifinizioni a diritrura provengono~ E, vag!Ja il vero, ficcome dalla idea concepita della quanti• tà ~r mt:zzo della fua Difinizione, offerviamo tollo, e fiamo ·con• vinti, che fe ,da due quanti.rà eguali., quantità e~uali fupponia~o, ne avremo ne rdidui quanm~ egualt ; e ficcome per mc:zzo della Difinizione, concepita che avremo l' idea deJI~ Jrnea retta, noi conchiuderemo toRo, che due re tre Jinee cbiudére ' non polfono fpazio veruno; non altrimenti per mezzo di ad~quara , e chiara J),finizione, che ci fpieghi, cofa fia fortificarli , e cofa fia dif~n derfi in un luogo, conc.ludercmo tollo, che br fogna a' Nemici opporre tali oRacoli, che e per la loro materil , e per la loro forma , e coflruzione rcfifiano agli urti de' meddimi , e non diano loro o apc:rtura , o af1lo alcuno ficuro, e non difefo. Di dove ne nngono poi fucceffivamerire e la idea, e neceffità dél fiancheo.. giarfi , e la limitazione della linea di dtfefa , e la preferenza d'c:' fianchi più efit:fi alli meno eRdi, e quella de' più ampli Bafiion.i alli me n ampli; ed in follanza la maggior parte di quelle maffi· me, che fi ftabililènno, potendo poi per mezzo di quelle le altre effe re ridotte a Teorc:mi, e Corollari, il metodo Gc:ometrico fcuv pre fcvera mente profeguendo. Oh quanto pregievole, c vantaggiofa cofa fu ebbe il poter aver~
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GU ISTIT\ITI DI EDUCAZIOI-'E E DI FORMA710'1E PER UF~lCIALI NEGLI STATI PREIDITTARI
av:! tali femplici principj, per conlìderar~ quelli A-nalogia, e ~i m·
mctria di parti, dalla quale fi cofbtulfce al bello nella decorazton~ della Civile Architettura f Eppure , quantunque ella_ fia da tali principj del tutto ddlituta, e fprovv1fia, e che per caò damofirare <:ofa alcuna non ci fta poffibile, nulladimeno è fiata efpofb con umverfal1 regole per mezzo del . Modulo Archtt:tconi~o, ~è v~run? / ea . . JJc Archttetto cos\ vile fu d1 volerfi a parucolan nazaonah mlfurc foggettare; co') che da ogni e qualunque Popolo, e Nazione fopra una prefcritta bafe, e ad una data a~cezz~ potraffi qualu.nque richiefb decorazione progetc~re, e. cofirutre, fen~a ~lfere fch1a.. ve, ed obbligato a doverfi femre piUttotlo del Braccto, che del Palmo, o dd Piede, o di qu.1lunque altra ltmitaca mifura. ~e dunque la C1vilc {8) architettura, nella qualé fi deffilerano 111 vano ( t) Per qu2nto fiafi fin ora Jffl ticltn l' C<'t!:ni~ioni 1 che fe non nrinlfero 2 rif· vmaoo iogcgno nell' ind ~g~rc le Uf toni 1 chÌun toulmtllte la matcr11 , bJhrcbbe· per cui il bello appnifcc bello , c p • ~cco ro :.d aprir Llllu~ ad ultcr • ro prt:greffi . l e agli occhi , a nelruno è riufc•l<• fi n c>r:t Q!'Jn tun ~ ut del betlo litllc Dn• rnio· di c:oglierc nel (egno . Nella Civile Ar· ni nc•n f1 d•:~ u~i(luc :~le una ut:i' erf.1le 1 chitmuu, cd in quella Farle di lei che aulbdimeuo ne c ulmeutc: tun.:Hl b co· ch i~mafi Dcco ntÌCIIIe , una Colonna deve i\nu.ione, elle: co11 univerfalit~ di l"' pM· eire re di t111ti diametri , uu capitello , cd zioni,nou limitate a vcruna puticllluc: na· una b~fc devono avere una t~l ngi <'IJC :~. iouale m1fuu, Ile rifulta il bello , (d c• con la colonna : il pic:dcfbllo 11t dc \·c tf. legan te, il qu~lc può c:lfcrc ritronto. in fcrc 1 per cfc: mpio, Il tc:ru pntc ; lJ cur· qtulu nq uc P3cfe 1 e ce>o qtllluuque mi fu· Dice 1 frc{!io. ed Arcb•tu,·e prcfi 1nfi~ me u, ti che, tlante b m3n •eu, con cu1 la ne devono clferc Il q~Ur ll 1 c cos l alt 1e M ht;~rc Ardutc!tuu è l! Jil f:n ora tr:ll· fim1lt mì(urc 1 c Cl'mp;nti fi lbbil ifcc•no l~!l 1 \ .fCo,!f> fine :tllt r l L 1!,· Il « l · lll · per fvrmn iJ bello delb Dc:cornwne. :Si che regole 1 ftnza grlnc.ìdfiuc •n.b.. t:.zzo fa • eh~ delineando ,·c fabbricando tonta· fembra , ch' ella ,lt$)U pc•lfa efcguire: 11cr ti propo{:io'ni ne Tifu\ta il bello; ma•il la qu:~.l coCa, ficcomt tl Modulo Civile re· perth~ poi nclr11no è arrivato ftn ora a gola l' univerfale prcpen.:it-nJii t~ t'elle comprenderlo. Sembra però che di t li IlO Dteo rJZ ioni 1 cc d pue che il nc:>ltro .Au· ciò elrcr vi dcbbJ b fuJ ugioue. \ 'ar u toro: n Ja cc:rcJndo UJU fpecic di Modulo 5uggcni hanno cc1 cato d i addurla . mJ Mdn ue. o almeno uniHrflh rroporz:io· aoo ct hanno cou\ln ti. \ ',ve 10 BolòP.'tiJ ni per rcr;obre b Fort•fica:•onc. N clb pcrfoaa t b q u:lt c«'mc rhc 111cna d1 lÌ n· Mif1tarc A1lhlltttur:~ non (, rictrcJ ti !>d· t olar mcrtiO 1 fircbbc ddidcrabllc , cl-t lo , CI(IC: pro porz.10o i uon (i ncerCJnt• J al· 1 foi'e p•ù comoda , pul tunquJib J c r ·ll le quali ne n tulti il bello. Pocc• ID1('0 rU ftimala. Crede quella cou uu lungo ltu· ch' cJ!.l pi:.ccia o non pi Jcci~ 2ll' t•cchio'; lliio fallo fu l' Architcttuu Ci\·ilc J~ crc !'cercali lolamcnte in dfa il ,.,~orofo, ~!i; tlDtO di lume ricavato d:~ poter alrcrirc ti furti:. Quello forte e , igMufo dipclt• quali licuo le ra giC?m • ~ quali i pm•c•pu, de appunto eia l coufidcnrc •n cbe ·roofi· che uc1b DtcMUI One condur p(Jil'ano al llcr deb~J .1.1 fo n:t, ed 1l ,·,gore. ,Oa.Uc bello. ll fuo luturatc· fiucero, c lo11:ano olfcrv;u:t(\QI e conlluuc cfpericnze fi ~ da o~i impo!lun, c b fua r.-.ra efpcrien· oll'c r~to in 1che cootilb u più ·hanga 'refi· u mt fanno, uon ftnza fond3mcuto ere· lleou t e fu uli oll'crnzioni fe · ne foao dc:rc, che ~· egli folTe uu po piJ afliftito dU!a for!uw, c: meglio conofctuto aella ~~bditc mJffirr.e, quali Affiomi ,· che fono e per fc'atoti-"priittipii, fofn l'~tm, d~r potrebbe al Pubblico tali lutontuft.abili, pu i qu~i fondu li p11ù l:l Teona, elle.
AGGili!'.IF E VARIA'\TI AL TOMO Il
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1)
vano pnncrpJ , e fondamentt chiari , che conducano alla Demo· firabilit~, co~ univcrfali l~ggi, e regole trattata , ha fcoffo il giogo d' ogni fervile parcicolamà, pcrchè .poi non potr~ la Militare crge~e gloriofamente il capo , fondata ne' fuoi noti principj, cd apparire: co' bei pregi .di dimofirabile, ed univc:rf.tle Difci plina? Di fatto, prc:mc.ffe le Ddìn izioni, c poi feguitando 1it le maffirne, o fiano Aff10rni, io pafio ai Teoremi, e l'roblemi, .feJ!l: pre da veruna •panicolaru~ non dipendendo. Giacchè fiffàromi in mente, che tutto 1' artifizio d' una Linea maefirale confìfte in talmc:ncè· diriggerla, che ne poffi.tmo avere ottimi angoli finchcggiati; buoni, dh:ri, e ben diretti fianchi, hafiioni ampli, e fpazioft , e di gole non angufte, faccie minori delle Cortine, n:golandofi tutte da. una data lipea di difcfa, che rapprefenti il tiro del Fucile; e: fia.bilico poi in· una Teorema pet · mezzo delle regole ·, e leggi fiatiche effc:rfi da anteporre agli angoli acuti quello che ~till, s' :1ccofta all' angolo retto negli angoli fiancheggia,ti, dai quali.poi efcludo ancora ogni a;1golo di ·foverchio ottufo, . per varj inconvenienti,. a1 quali dimollro effcr foggetto. OfTervo, e ricavo da tutto ci~, che per confeguire un angolo fiancheggiato ragionevole in ogni Pol igono, ciò afiolutamente dipende dal poter dc:rc:rminare in ciafcun Poligono l' al'golo diminuito, il quale perciQ deve augu· menrarfi a mitura, che fi augumenta l'angolo ne' Poligoni. Per la qual coCa dovtndorì determinare Ja mifura di quefi' angolo diminuito dalla -perpendicolare, che fi eleva dalla met~ del lato del Poligono, che diedi lato elleriore, effendo tale perpendicolare feno di detto di-: minuto angolo; paffo a riflettere, che detta perpendicolare deve per· CIÒ d fw: pamcolarc in 06ni Poligono. E ficcome tale perpendicolare dc: ve ave: re qualc he r.ip [>orto alla proporzione, che correr dee fra il la to enerior:e) e la lmel d.lta di difefa' ciò che dimofiralì di mano in mano; quindi è che tùtto poi mi fi riduce a) cercare qual proporzione fi debba dare in una dara Linea di difefa al lato efie. riore, e poi quale ne venga alla perpendicolare, Ja quale· variandofi in ogni Poligono, ci da~ poi ancora in ogni Poligono una dtfferent.e .proporzione fra il lato efieriore, e la linea di difefa, dalla q~al P.roporzione fi deve la perpendicolare fopracennata de· durre. · .PQfto dunque, che la ragione della linea di difc:fa al la· to cfieriore .c~er non poffa di due a tre, e molto meno po1 di D quelta
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conduce al forte nella Militue Architet· fu flle ncolrà Geometriche Le:ioni, eli· tura; c perciò l ' A"torc, il quale ha ftcfc bifce qul delle mcdelimc il compendio.
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OU ISTITL'TI DI EDUCAZIONE E DI FOR\1AZIO'IP. PER UFFICIALI NEGLI STATI PRElNITARI
qu~fta ragione. m_inore; pa~o a dim.ofirarc , ch' el!.l no~ può effe-
re tampoco à1 ctnquc a ie1, per~hc ne a v_rdlìm~ faccae, e gole pic.ciule, e per conkguenza Ball~ont angufi1) ~ dtftrrofi: Pc: t la qual cofa io, fuppollo un Jac~ c.h un_d;no· Pollgono ( F1g. 4·) co· me f\ B, e divi lo in tre paru c:guJh ~D, DG, G ~ ~ conclu_do che la J1nca di difefa deve effw: -m.1gg10re ~~ U ~, caoe la ragtone dc: ll.t ltnea di ddd'a al lato cllc:norc deve cfltre maggiore di qudJc~ di D B ad AB. L?i~ll a po1 per. metà la porzione A D in :x avremo A X= X l), CIOt: u~ual1 c.talcune alla fdla parte del lat~ dleriore BA; e da quanto detto abbtarno di iopra, concluderemo , che la hnea di dtfcla deve effcre . minore di X B, ~ìoè deve col lato c:llcriore AB avc:r mmor rag10ne che X 8 egualt a cinque lc:flc paru dd lato c:ltenore. . Oimollrato ciò con vari Tcoremi, fe ne deduce, che fra gli cflrem1 X l) deve comprc:od.crli la limnntone della linea d1 difc:fa rappono al lato clleriore, così che cllcl Csa fempre maggiQre di D B, e fc:mpre minore d1 X B, augumentandofi però in c.1gni Poligono a proporzione che ft aui!umentano gli angoh di lui • Per la qual cofa confidcrando ao, che in ogni . Poltgono a mifura de. ' gli angoli che fi :aumentano,,.crc(ce la differenu ·, fra il raggio del circolo, al qnalc può confide'rare inferito il Poligono, .rif. . petto alla metà del l.uo dlcriorc; così per avere la mifura della linea di àifda, aggiUngo alla porztone O B, ch' è di due terze parti del !aro c:llwore AB, una p.ute dt X l) felh parte di lui, come pu t:lempto Z D, che: fia a turra X D, come la d1fkrc:nLa fudd,rra al loodeuo r•gg1o • C9) ~la dunque d lato dlcnorc (Fig.
u
(9) lugcguora·, c ben·fondlt:t ~ quefta Tconl , m~utre dovenJof1 ncg 1 ~ngo h riù u: tu h prcu~c re d t dii mJggior por· Zt<~nc, per .an:rnc poi un ln~o lo dtmiuuito , che C l d.J .m~oli fia ncheggi~: i mc· no ottufi tb: h:t p d iiJilc, c quelli angoh dc'. l'oltgoni aumcutJudoh ( di numero, e di 201pie:r:u 2. mifuu che ft aumeuuno i lati loro, cJ aurr.entludoft nel lCClpS> illclfo la ditlè:rcn:r:2, cou b quJie il ug~:io futiCr:t h mcti del bto etleriorc, rtgob ('Ct\.tÌ> da que!U propouioue ilnollro ./\u· t on: Il propo~onc dd bro citeriore al· b li.PcJ di difcfa; d.ùb qual proporz ÌOIIC dcmOflr.l dipcndc1t l' l:lljlÌC.U.il dd!' all· , oto lìanchcuu:o. Ciò per altro UOil bJih, fecondo bTeoria prefilfa; poi che: l' A11torc VltOlc RoA i.l
lato cftcriore fiffo cd immutlbile nu bct~ ~ 1 i a linc;a dt ~ifcf.1. ~tnÙ1 c! che, trova-
tl b pro p_ll T~H>nc , che correr dee fr.t la lu1ca d t ~ifefl, e tl!;a:o eflcr~ o rc in r,ene· rale, p41fil per u1u Ecgob 1h t:ufJ pol~.tw· ne a t covarla 111 uu ufo puticobrc. Suppone fcmprc A~ bro d'un quJdrr t~, cosl palra a coftrum: Copra quc:tto il t1manentc, eh~ Ot_corrc per avtre b linea RUcltralc, c perc•Ò li può intcRdere l' auou~iuio~t _dd Problem.t cotl •. Sia data La hnea dt d1fcfa B Z ( FìK. 8.) e fiati tro• nto il lato elleriore dt lc1 AB corrifpon· dente per UD. qu adrato determinare 141 porzione della pcrpcudicolarc O L • dalb qua· le ~ lbbilifca il collveniente angolo dtnù• llUI!O,
.
•
Di çi~ aon 1bbifogna qul dimoftrui~
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AGG IUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
( Fig. :.:.) AB. d' · ~t:l quadrato, l' angolo del quale al centr; fi.a A I B, ed il raggio fia .A l= B l , fia djvifo il lato AB per metà in L ·, ; ~ condotta fia l L, che: far~ per:pendicolare a~ A.B.• Si· di.vid.a·· di nuovo 1! lato AB .in tre parti eguali A D., .:DC, CB, e la P.artc A D fi divida per metà in X. Dal punto X fi ·tiri X~ ·p_aralclla al rdgi',IO A I; poi f.ttro centro in A con intervallo ,A L temi laro clkriore, li -prenda A r..J. =A L, ed :wremo in diffe-renza H L . Cos't fatto cc:ntro in X coll' intervallo .X D, fi prcn· da X G =X D; dalli punti HG {ì abb.1ffino le prrpendicolari H E, .G Z. La porzione G Z è la linea d1 difci'a, che fi dove a prendere con le Jopr adetie: ci rcofta nze. Giacchè el evando dal .pun ro D la perpend~col~re D N,,.ayrcmo li ttiangoli . A l L, ·A H E, XN O, X G Z limi li fr~ loro; Nlde faue le necelfarie Analogie, :.a,vrem,o 1\ H : H .l : : X G: G N : : XZ : Z D ; e pe,rci~ A H : H l :: X Z : -~ p; lìcchè_dunque alle: duf.: terze parti DC+.CB=B P 6_è -aggiunta la p_<,>rztonç_Z D.. quuta proporzionale fra A H femilato H l ditfc:renza;, _ed. XZ porzione del feguente X D, iefta parre dc:l lato elte: r.ìo~c: A,B. Si è tro vato ora qu.ll ragione correr debba fra il lato efie~iore A B, c la linea di difcta B X; c come: fi è veduto, la linea di ,41fc:l~ fi è adanata.al latp efteriore.; quand<? noi ne abbia_mo biforl')o ,. :VQI~n.do fiffa, cofta_nte., ed :immut_abile_,· .come lo deve effe. re , la lirwa _di difc:(a: in ogni . P~ligoJlO t dobbiamo non proporzionar~ ! la :lil)~.a ;di -difefa 6fl'a ·al lato .citeriore muç~bi!e; -ma il lato .efte,.rJore -:variabile alla linea di difefa filfa, e coft.lnte. Dtl praticato però, krvc:ndofc:nc come di una falfa. fuppofizione, ne ricaD 1 veremo
1
r
ne Jlcunl, eliendo per f.: medtfimo pl· b qu:ale A F fi aumenta a mi(ura c:hc fidi· et! clli:n.iofi :tnco di foprl dimo- mi~u1fce D C t li dovrà perciò torre ùn Unto; prevc:ucrulo però il Leggitore1 che punto dì mezzo 1 dove re Ili D C: A F •. procellece volendo cort l;a più .!liti(! nll· l'alfa perciò alla foluzionc del l'roblc• tc:matic~ rigideu.a t tutto dimofira l' Au· mi t DOil cosi facile: e triviale: da fciogHc'r· torc nelle fue Luioui, li, come uluno fi è mill.tlltato di fare, l'Ila Palfa_egli all:a coftruttur1 d' uno lfrro- {e ne afpetta ancora la foluz.ione; non ba· mento per fcioglic:re il d.no Problema t ft.ando a fcioglierlo il brio, e la vive~a &iaccM :molti vogliono. piuttoft~ ;alla .!tfa· di fp;acciarc la propria abilità ;a chi raoa t ica ciecamcRte iudiri:Jarli 1 c:he col lume intende:, : C di coltrriite con qucfta 'in a a della Teoria procedere. anno ciò, elle in giorni 1 e al più iu fe~iEUa è cofa infalli.b ile, che daJ .mtggiorc m:mc: 'li può operare; ma richicdcndo~i al minore volendo paffue.nci'C3fo noJlro, qu:tlchc .PII} d t ftuclio, c: di ~pplic:uione fi dovri per forza inciampuc: nell' eg11a- alle Geometrie, ed alle Analilitc gii che le; perciò etfenòo DC (Fig.8.) quando . è fiato fc:iolto, come fi vede, IJ .~rolileroa, è in·una certa dilbnza di Z Y mag;giore di fe ne p~pone. un .a!tro. In gpelto li cir· À F, ed c:ffem.lc> poi h ttcffJ D C I}Ulndo coli che fi t~l rallO m M ( f,~. 3·} fQno ,~ ÌJI altra_ dittaa~;u da .l Y miaore d1 tl2, fuppofti. di r~gi fra lc:ao ~g~i, e perciò tc~<<c,
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GLI LSTJTUTT DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFlClALl NEGLI STATI PREUNTTAR l
zS vere mo ci~ che bramiamo. Se dunque fia data una linea di dife fa llabilita fiffa, che noi nominiam_o per efempio .M, t~fto .che f.lppiamo per l' operato la. ragione d~ BZ trovata ltnea d1 dtfefa proporzion:m. al lato e!tenore AB d1 un quadra~o, ba~e~à trovare la quarta proporzionale fra ~ Z, ~ B, e la hnea ~~ dtfefa da. ta, che quello farà il lato elleno re ricercato, fopra d quale cofiruir dovralli il dato Poligono, come nel cafo noflro un quadrato. Fatti dunque· ( Fig. 8.) centri in A, _e B, ~on l' intervall~, di difefa trovata~ BZ, fe fi conJurranno h Archt Z O, Y O, m detti Archi caderanno, come fi dtmoflrò di fopra , li e!lremi della <::ortina,· e delle faccie, e!Tendo BZ A Y eguale alla linea di difefa. Ci rimane ora il determinare una porztone della perpendicolare OL, che ci dia ii competente angolo diminuito , per avere l' angolo fi.mcheggiato. Ella è cofa infallibile, che ficcome le linee tirate fra le dne circonferenze O Z, O Y para id le ad Y Z , fi accorceranno fempre quanro più fi accollano al punto O d' interfecazione, e che per lo contrano poi le rette tirate. dalli eflremi AB alle circonferenze fi allungano quanto più grande fanno l' angolo con AB; cos\ ·fi potrà trovare nel ·Arco Z O il punto F, per il quale tirandoli dallo eflremo A la retta A C, fino alla cir· conferenz.1 delt' Arco O Y, e dal punto C tirata C D paralella ad AB, abbiamo DC=AF. Nd quale cafo poi noi avremo la per· pendicolare LP, c:he ci darà l' am~olo diminuito C AB, dal quale ci fi determ ina una Corcina D C uguale alla faccia A F, il che farebbe d1fc:ttofo, e perctò da quella perpendicolare , che io chia.. mo la maffima, ne dovremo cavare la vera, e propria al propofio
=
d <hnno li fegm~nti alterni cgu1li fra lo· · prcfenti • Oltredichè avendo nelle fue Le· ro; mJ ciafcuno minore del fegmento B C zioni it noftro ProfefT"ore citate le dette di mezzo. Ora li prnpcne di trovue, co· propolizioni fecondo il metodo fuo , e mc ft~prl, la rettJ VS eguJic ad AB, quJ· nou fecondo quello di Euclide, plltreb· lora fieno li circoli, che fi ragliano in M bero tali· citazioni non clfere'intcfc da chi c.ondutti con raggi difugu1li, dimodochè non ba veduto le fue Lezioni Matcm2ti· lt fecment! alterni AB CD no~ fi.:uo fu che, le quali li_da~anno alla luce. Sempre loro eguah;. m1 che l'1:r alt ro ctafcuno d' l'Autore fcgutt.a ti metodo afe prcfcritcffi fil maggtore del fegmcnto d t mezzo t o, che come li vede, coDfiftc in cercare DC; cd in quefto cafo avremo due rette il medio vero tra gli eltremi viziofi. CoV S differenti 1 come ognuno \'ed e. Del sl tra il zero e la maffima viziofa perpen• Problema fi ~ d~ta h Soluzione Sintetica, di colare,, p:afT"1 egli a ricercue b vera, b perch~ llb PraticJ più confacente. qual. regola poi dalla proporzioniche corNelia dimo~rl~ioue ft o~mette di cit:.t· re fr~ certi lati nel Pol1goao dato 'conii· le propofiztotu Gcometncbe 1 fecondo derata, per aumcntu fem~re a mifura che al mctod? Euclideo, cfT"tndo effe trivi1li, li augumentano le loro dilfcrenze, anco l' ~ comuut, c li Citp~llne che ogounCI, che angolo diminuito, come è nece!fuio per mtenda quctb Protdlion~:, aver le debba avere un augo!o tiam:hc,j;iato, ben rego-
:e
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TO~ O 11
fio Poligono • Io dùnqtte ho ritrovata la foluzione del Probt!~a i che mj d'a la maffima perpendicolare LP, ed eccola. La primà è pratica per difegnare femplicemente. Si prepari uno firomento ( Fig. 1. } come L E CF, che non è altro fuorchè un comune ftromento da tirar parai elle, con que!la diferenza però, che il -}a. to A D deve elfere talmente poflo, che li centri di moto D, A fiano nel lato D A, il qual lato io divido più minutamente che polfo, cominciando a numerare la divifione dal punto. A. Divido poi, o per dir m~glio, prendo fopra il lato A G corrifpondentc a' centri di moto G A un numero indefinito di parti eguali alle pre· fe fu la riga D A , e comincio a numerare que!le da A v.erfo G; e ficcome io, come di!ft, e come farò vedere , in tutti Ii Poligoni mantengo fempre la flelfa linea di difefa inalterabile; fuppongo pc:rciò, che il beo DA fia, o rapprefenti fempre la mia linea di difefa: onde trovato, per efe mpio , il lato D B efleriorc corrifpon· dente alla fiffa .linea di . difefa D A, come ft è dee co, _e tirati con il raggio D A, che rapprefenta la detta linea di difefa, li : foliti da noi praticati archi. Collocato lo firomento col fuo centro di moto in D, fi vada aprendo fino che in D K fì fegni il numero fidfo di parti, che li avrà in C A, e noti la maffima perpendico-: la re OR. Sebbene que!la Mecanica foluzione polfa baflare alla pratica di difegnare; non ·è però che fi fia fciolto il Problema Geometricamente, c mi fembra perciò dovere, per mantenermi nel propo-: fico di ·matematicamente fempre procedere, l' efporne qui in for'\ ma la Sìnrerica foluzione, e la fua dimo{hazione. Sia data la retta A D ( Fi~. 3· ) in tre parti, o fiano feg. menti A B, B C, C D talmente divifa, che li due e!lremi AB, C D fiano fra loro eguali, ma che ciafcuno di loro fia del medio B C minore; e pqi effendo fatto centro con l' intervallo A C= DB
ne,
lato , r: (orte • Si p~fi'a poi 2 proporre il modo di formare un conone univerfalr: per ·mezzo delle re~ole tri~onometriche, c di quelle fopra fp1egate, tl qual conone efprelfo iu tavole particolari per ogni an· golo da quello da go. gradi in fu t cioè dall' angolo del quadrato inclulivamente pafrando ad ogni altro angolo di mano in nuno 1 fi comprenderanno cosl non folo li angoli tutti delli Poligoni rrgolari; ma ancora altri angoli che potranno :~ccadere nelle date ìmtobri figure. E coa q~te;
fio mcuo fi compierà 2gevolment c :1 quan· to pofra occorrere sl 11ella regobre, come nclu irre~obre Fortificazione, fenza aver bifogno dt conofcere le Oltramontane mi• fu re t e con trattare cos l la Fortificazione non Praticamente, e Meccanicamente; ma Geometricàmc:nte, c Dimoftrativamente; fcopo il quale s'e prefifro nelle fuc: L.:· lioni il noftro Autore, nelle qualì tutto. ciò li efpo11c mctodi~amcatc 1 c dilfllf#·
mente,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
·ni~unti :A, e D r. fiano tirati gli archi, che fi ugliano ·MB N,
M CN, t~varc nell' arco MB , il punto R , pe~ cui p_afbn~o
.AS.,'che parte dallo e{heroo A, t termtna m S_ lu la Cl_rconferenza dell' altro arco M C, e che dal punto S ttrat.l fia S V pa· takì;a ad A D, refh A R ugliaca ugu~le S V. . La collruzione pc: r nfol vere t ale l)roble ma ~ntett~amente, -co. sì fi conduce:. Si compia il Ctrcolo MB N, c ì1 diVlda B C per mc:tà in O, Si produca pot A D in F, di modo che AF Cta quar. ta proporzionale ad AB: A O:: A D: A F. Dal pllnto F alla. rct• t a ·J \F .ft abbaili la perpendicolare FG, che fia mezza proporztona• "le· fra AC, ed AE. Si cin AG, e fu qudl.l Ci prenda AH ugua· ·le ad AF per avere la loro dtffc:renza H~ . Prdo fin,.lmentc: HG per ra~gio, e rano centro in A, fi tagh l' Arco BM, il punto R d' mterlecnione è il ricercato. Per dunollrare .poi che ctò fia , come fi affc:rifce , c:cèo come li raziocina. Si produca AS in Q, ed VS in T. Gtacchè AR+
= AG, farà AR ,.... 1AFx AR +AF _ .· · .. . l
AF
( -
2
..
.l
- -,
_
,
AG ~- AF..,.
-
.,
FG.~.; :~fi~ch~. Jev~~o. H. CQ(Jlune ..quadrato AP :, rdlerà AR..,.
sAFxAR.::=FG 1 • Ma noi abbiam~ quefta analogia _AG :FG.:: . ,--·FG: AE; dal che poi ne fcf,UC, clw FG J ACxAE. Laon,de J
r-
, ----,
-· '
AR+ 1AFxAR ==ACxA E.
Di pitJ abbiamo AR : AE :: AC;
AR+l AF; dunq~e moltiplicando gli antecedenti per AQ, c-li .confegue~ti ·per·~A~..;·r!c~vér~mo AWQ:'AExÀB:: ACxAQ: . - . ~--, , - ----, ARx AB+1AFxAB. Sicchè dunque cffcndo AKxAQ -AExAB ,--~ ~-----, farà ancora ACxAQ=:ARxAB+zAFxi\B. Quindi è, che ef· fendo AB : AO : : AD : AF; fu1 ancora AB a '2AO, ovvero a tutta AD : : AD : 1AF ; e per confegu::nza zAFx AB==
···-
,
t
'
r--, ,------..._
r- - - ,
:
~~~.::__pun~~ASXAQ ASxAQ==ARx~q_""'~?xAQ; . ma ARxAQ AExAB , AD 1 _, AC2; dunqne ACxAQ:-~~xAB 2 •AD 1 AD.:._AC+RSxAQ. Di dove levato il comune. ADz,
rcfia ARxAB.=.AS~AQ-Aè2. M.t KsxAQ
"
AS+SQx~ ==AC.
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AGGIUNTE E VARIA Vl1 AL TOJ-10 Il
31'
r---'1 ~~-~ ,_~ :=::AC+SQ.xRS=:ACxRS~Q.)(RS; ed· ACxRS ~
r:----
A:CxAs_
,--.......---.
AR::=AGxAC -AR; cos) aggiungendovi comun~mente. il retr t l . tangolo ACxAR, ne avremo ARxAB-t-"AR.xAC==ARxAD~ , ,-.---., SQ..xRS. Ma SQ"<KS=:.sTxSV. Dunque perchè VT è paralella ad AD, ed il Semidiamerro DT è uguale al Semidiametro .AS,, far~ ST .:=A O, e per confeguenza poi STxSV==.A Ox~V. Dunque ancora ARxAD==SVxAD; c perciò. AR.:=SV come fi. ~ vea dimoflrare. Trovata dunque quella maffima perpendkolare·, dalla medefi•. ma rica \ 'O la vera, e competente al. Poligono. dato; . giacchè dimo. fi rando come in ogni _Poligono ule m.tffima perpendiGolare. fi au·· Rumenra a mifura, che fi augumenrano Ji angoli del Poligono; co-' s"1 , e_ lfc ndo d la viziofa, t d.a fug~ire; perchè in luogo .~i dare u_na Coruna maggiore delle f.ccte, la d!!. uguale; perciò deve -la vera in ogni Pohgono accoflarfi a quella , ma elfere fempre minore • P<r. la qual cofa flfieuendo, che in ogni _Poligono a· mifura , che crc:fcono gli angoli , d femil~to fi dim1nuifce lempre , rifpetto al femidia mc:uo; pc:rciò fiabilif::o, che la maffi ma perpendicolare dc· ve clfere alla vera, come il raggio, o fia femidiamerro de~ P~ gono più il fcmilato dtl!riore Ila al Semidiarnctro medefimo. Per la qual cofa la maflìma perpendicolare K 9 :fiar deve alla V$ra per• pendicolare come il . raggio AC+ÀO femilato , e: cir.tndo Ja. per.: pendicolare inferiormente in X di modo che fia AX AC. fe~ diametro, e poi prodotta in P, di modo che fia A~-AO femi• lato, fì ririno d~ ll ì dlremi P, cd X per h dhtmi K ed O rette PZ; XZ, che fi taght:ranno in Z, fi uri AZ; e pcrch~ PX; e K.O fono perpendicolari ad AF, faranno paralelle fra loro, e cos) KO rc:fierà divifa in Y nella Oetfa ragione, che PX lo è in· A; fi"hè brà XP : XA : : OK: OY, cd OK maffima perpendicOlare alla vera ·oy, come XA+AP, cioè come il Semadiamerro XA più il Se. milato AP al SemidiaMetro medefi mo XA, come mi era propofio. In qoefia maniera dunque data una" linea di difefa, fi trova il fuo proporzionato lato cfieriorc di un propofio Poligono, e poi ritto. vafi la perpendicolare a lui corrifpondente; fenza avere ricorfo a particolari mifurc, cd alli altrui non dimoftrati riparti efpreffi ·in IittercUe, alle quali netTuno obbligare ci poo fenza fomma nof4a vtltà, e vituperio di cicçamentc ubbidire ; feoza che pria no~ =c:oe -~
'
t:--~
,~
'apra~
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
ca::iccio_fi mi!leri, ma con ben f?n~ati, e aedotti ra~iocini~ ~e fii a-mo della veri1à pienamente convmu. In. un colp? d occhto fi of. ferverà che prendendo il femidiametro per ragg10, o fia feno Co· tale ed il femilato cfieriore AO per feno della metà dell' Angolo centro ANO , lì profeguirà per le reg~le ~ntepoll a cofiruire un Canone, o fiano Tavole, dove ad ognt Pohgono nella. regolare Fortificazione efpreffa. vcnghi l~ proporzion~ , càe co~re~ deve fra una data linea di d.fefa , ed tl lato efienore, e pot c1 affegni la corrifpondente perpendicolare: Di mo~o che per mezzo o delle prime lineari operazioni, o per mezzo dt così fatte Tavole ciafcuno, anche fe fia Megelanico, Iraguefe, o La pone , p~r poco Geometra che fia , potrà unire ad una cofiruzione di una .li-nea ma~firale ben condotta, dopo avere con efperienze fiffata la mifura, e l' dlenfione della lua linea di difefa ;)e tuuo ciò efegnirà fenza avere di btfo~no di avvilirli vergognofamence a dover fcrive re a Parigi, per n trame dì là fe rvilmente le Francefi mifure ; ciò che an·olutamenre rider farebbe que' dotti_, ed egregi Sog· getti, di cui quella perfpicacc e viya Nazione copiofameme ab-. benda. - ; :- ,. Di pi \l :a·ncora ,ofo arferir.vi.;'~be ·non tolo quefia· .s\ fatta ma· nicra di operare, e le mie propofie Tavole al.a regolare Fortifi· cazione fe rvi r poffono; ma le dett~ T avole perchè efienderfi pon· no ad ogni dato angolo, potranno perc tò fe rvire ancora alla ( I ) irregolare Fortificazione , qualunque volra la lunghezza de' lati poffa dalla data linea di d&la cflere appunto di dìfcfa, e quando o non fiano angoli acuti da fo rtificare.,- vhe allora fi affegnano ri.· ~ieghi ragionati ; _o ' quando forfero' ad.dis;enti due: angoli. molto di~ 1crepanti , come farebbe un angolo retto, ed un altro eft remamente ottufo . Ne' quali .cafì , non mi fcofiando però dalla mia Geometrica maniera. di operare, più ragionevoli ripieghi dt:termi· no, che appunto m1 conducono Ron appofiatamente nelli varii fi.._ ficmi , li quali da ciò conofco adattabili in particolari fpecialiffime circoftanze • Non mi pare di potermi difpenfare, Auditori rifpettabili dal darvi conto come io mi conduca in diriggere il fianco, e mun'irlo, o_cçor-
AN ;l
(t) _All'egna un' altra fpecie d' Irrego· li lati d' una data figura, o fia Poligono ,
l;m ta 1l no!t ro Autore llelle-fu e Lezioni, fono maggi~ ri di quello che importa Ia lo• olt re a quella, che procede dalb difugua· ro proforz10ne ftabilita con Il linea di Qio< g~iantl de' lati , o degli Angoli, o d:tlla fef:t, i che a-ccenna qu \ di 1'affa;gio .
d1fugu3gi1WU d' ambidue ; ed è allo r che
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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occorrendo," dell' Orrecc h ione. E ficco me dimoftrafi, anzi fi~ ~uò tc:nere per mero affioma, che il fianco, come .la pane più gelofa della Fortifilòazione, dalla qual parre ella trae tutta la fua dtfcfa, deve perciò erTer egli il più copcrro, che poffibil fia dalli tiri più efficaci, e veementi delle batterie nerriiche; così e(fendo fra rmti li tiri i più perniciofi li perpendicolari, io dirigo talmente il fianco, che da dwi tiri perpendicolari rdli per mezzo dell' .a.neolo fiancheggiato dell' adjacence Baft10ne coperto. ( 1) Perciò trovaro alla linea .di difefa AN il lato eftcriore FA di un dato. Ppligono; e poi trovata vi la · perpendicolare corrifpondente Za eretta it11a metà dell' dli:riore lato per l' ellremo a , dalli efhemi dd lato efleriore A, e F fi tirino le rette AN, FY. ciafcuna eguale alla linea di difefa con la linea FY di difc:fa, fi tiri l' .arco BK, che taglierà la l mea di difefa AN in D • Pre fa poj la di lui porzio.: ne KD DY, ·(i tiri la corda. K Y, che taglier~ la linea di difefa A N in E, la porzione EY è il fianco ricercato, come fi era pro~ pollo . . .;. La ragione lì è , che effendo condotta FD d~L ~entro F al punto D metà ddl' arco KY, la qfal rerra DF taglia KY in h, etrc:ndo an co Kb =bY J".irà EB perptndico!.m:: dunque poi F E non 1Jrà perpendicolare, nè per un alrra retta potrà COQdor~ .perpendicobrc al fianco L Y E da quelli punti fuori del termme della faccia . e percrò il fian~.oo rdla coperto' dall' angolo F. fiancheggiato comt io voleva • · · ~Quafì · ruhi li OltrlJ.montani ( 3.) conducono. il fianco, face~ do ccnrro nell' angolo della Cpalla oppollo, e pr~ndendo per raggi la rtt[.l} eh;; ur.tre ft può da fp ,tlla a rpalla l cioè la di fbnu G!), e por tJgllando quclt' arco la lrnea di drfc:fa in qu~k~e pun. t o, d::tt:rrninano il fian'o . Ma ficcome per determinare li angoli della l'palla, . bi fogna ch' dii abbiano .determinate ]e. faccie, quin· di è che poi il punto .della interfc:zione, dal quale lì derermina la · E linea
=
· ( 2) Si d~ ora cnnto del modo, con cui fi dirige il fianco, e tutto lo fco'po , che pare prefiggafi confilte in condurre il fian· co di modo, che r.:lli coperto d2 tiri per· pcnd1colui, cioè che il nc~nico coltruir 11011 pnfT1 bJtteria alcuna, d31b quale ca· dcndo i tiri foj1r1 il Fianco , fieno a que· fio perpcndico ui, come che pitl danilofi; Per la q~ul ct>fa li copre il fianco dell' an· golo fiauthcggi4tO dell' oppofto bafiioue .
(3) PlfTa a far vedere l'errore di mol ti. Autori , , fpcci~lrnente Oltramontani , li quali anco per queft~ capo hnuo variare la linea di difefa pe! illabilire le faccie. S.uebbc meg_lio d.alla line,1 di d1fefa rego· lare l' eltenlton~ delle f~ccie. Vogliono effi 1 che determinate le facc1c F G, A D ( FiK·7·) li flccia ceutro per efempio Ìll C., c con l'intervallo G D f1 tiri Ull arco, che ugJic'rà l.t linea di difefa F Y in q11al• che punto 1 ~he· farà indet~r~to ~
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI'oE E DI FORMAZIONE PER UFFIOALI r>.EOLI STATI PREUNITARI
34 di di(efa, e .Ja cortma . è po1. mcerto . linea , ed ecco che 'dt' nuovo riefce variabile Ja linea di d1fcfa. Sono forfe quefte cofe da tol'! Jeu.rfi in coloro , che vogliono a ciafcuno .perfcr1~er legge, ~d a! Mòndò inf~gnarc: ? Si tollererebb~ro . qu.t:fil ,erron appena ne p~n Geom~rri elementari. La linea dt d1fc:la deve e!Ic:re coftante m. tutti • regolari Poligoni, giace h~ il fucile non tira più lontano in un Poligono, che in u~ altr~. . . .1 ~·glior cofa., e p1ù .rag~onev~le fa~eb~e {-4-) d far ce~tro tn D ed tn ·G punu determ1nau dalh arch1 ttratJ, come ho dt fopra fiabilito, èon il raggio eguale alla linea di difda, da_j.er[ici ddli angoli del Potigo no per centro ; più ragionevole, dico, farebbe·, fano cen'tro in D e G, prendere per raggio la difianza DN, ov~ vero GY, e condurre un arco, la cui corda può erfere un ottimO. fianco, qualora rdh da tiri perpendicolari delle batterie nemiche cautamente ficùro. Nè io fu ci~ ancora lafcio di fare le mie dovute riftc:ffioni nel corfo cbe efpongo di Militare ArchiteHura. Per la formazione poi dell' Orccchionc, qualunque volta fi fij. inj necelfatio, ( s)·è cofa ben particolare, e qu.lfì fira vagante · il · vole·r: det~rminarc: la di .lui' groffezt.a dalla efienftone del 6anco·: . qnafichè ·in un..ftanco pi~ éfiefo, ~ovciJe effere maggiore la · refifienza ddl' Orecchione, di quello , che doverfe c[er in un mino· re, o !ìa men efiefo ; ficcbè poi fe ne debba prendere fc:mprc un terzo, od un (JUarto. H~ forfe più forza il cannone contro un Orecchione, ~al quale ~oprir debba!: un fianco di venti cannoni, o contro un Orecchione il quale copra un fianco di fei? Un fanciullo rifponderà (orriiiendo, ·éhe ·la ·forza del cannone è fempre la · ( -4) Se per' lo contrario r 'ni , ~vendo
( S) Ancora nella formuione dell' o·
r.i:ì determiu.1ti d.tlla line-1 di difefl i pun· recchioue cond.tnnlfi la maniera preferir·
ti G D 1 che prc:fcrivCino la menoma etten· taci fin or:a. Molti dicono, che l' orec· fionc: dcii~ facci:a 1 li f:.cc:ll'c in efii centro, ~hione dal fopr.a mcntovlto ,\hrcht folTe ' c pref~ p~ r ra~~io 1.:1 difi.anz:t G V, fi con· Inventato; ma pare da quanto {i legge ne'_, duccll"éro- arch1 , che ci dell'ero le faccie già citati luoghi del Marchefc .rlafi'ci, pja cftefe di A D , F ~ 1 il fianco loro fa- t h' egli du voglia tal pregio ~d un \'C: JCbbe la ciirda di detti archi; Ma bifogn~ ronefe. Comunque però. fu li b cofa , pt,i•of'crvarc, fe detti fianchi rectinodall' nè l' uno 1 nè l' allro, fecondo èimolt~ · . oppntlo b1Rionc balbntemcnte coperti da' l' Au.torc: ! pu .ch'abbia colto nel fc:~o , ; 1\CI'IItCi tiri r.erpc:ndicobri. ~~li per affi· mentre glt Anttclli .anco b metol deQian·: Cllnrli di CIÒ nelle fue Lczioau tira dlll' co occupavano per l' orccchiou !lclla ;ngoln fuucbeggi:ato come F oppofto ~l ri· grade ~mpieua del quale, foft'e rr:r. trtl\'ato punto c<>me E una retta 1 alla quz· ta, ? c.lrcolne, efponevano poi'alcuui , fe abò1ffia d.1l pun10 Y, che determina la pena d1 Cannone , berfa&lio per lo pul ' llaea di difcfa, una perpendicolare, fopu dell' .Artiglacria ucm&çaj de fa, ilmcntc 1t ra retb E F, c quel~ è il batto coperto UaOAUn.
ella
COIDC ' \"'lc\'lU.
AGOlUNTE E VARJM'TI AL TOMO Il
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. 35 Ja fieffa. ~ P~r··Ja ·qual cofa··confiderando•io dunq~e, che J' Orc:ç. chion~ no"n -è altro, che il Parapetto avanzato, e prolung~to della faccia, il quale- rc:fla poi ifolato da tre de' fuoi lati, dal qual P~ rapetto. fi copre il . fian.co da colpi del·.cannone nemi.co, c.he inf~l tar pretenda ·l' artiglieri.a nel fianco difporla; e dovendo il Puapetto refi fiere do.vnnquè a... colpi di deu~ nt·mic.a artiglicri.t, e dipendendo la fua rdìtlenz,a dd l• Jua aq1piezza, o fìa groffezz:t; fe la fua groffezza per tuuo il fuo corfo intorno alla Piazz~ è. fcmpre lupporla capace ~ i. relHlere , pcrchè poi non potrà tale · am· piezza dfcre rc:lìtlente anco nell' Orecchione ? Q.u.Liunque volta avremo dunque fiabìlita. la groffezza del Parapetto, avremo an..;o. ra fiabilita quella dell' Or('cchione. Ma p~~chè '· per rcfiar efip_, come · fi. è detto; ·quafi ifolaro, non ballerebbe tale gt:offez~a, fe dalla cir;n.1. fino ai fondamen~i folTe collante p_er. reggerfi; quif1: di .è che alla fu a bafe interiore dar. lì ·dovr~ : più . di ampi~zz~ per averne il neceffa rio piede a fotlenerlo •. . ·.. · .. ·lo· dunque lo conduco .abbaffando d~Jia cortina Y ·al lato ~~e· riore la perpendicolare .YR, che taglia i p P. Ja ljnea di dJ.fc:fd AN : prc:f:l poi fopra PY la porzione PS eguale alla groffezza del Parapwo, aggiungendovi una terza parte ( 6 ) di .detta ~roffe~za; ,pet il punto S all' angolo fiancheggiato F riro la rer~ ·FP tino .al p~n~. co E Y ritrovato, e prend~ndo lopnt: SF Id porzione SQ ugu1le ad SO, chiudo ·l' Orecchione com<: d.1 tutti fi f.o1, P..rendc:ndo per rag-: gio la . e~emità :di elfo, _e,f.accndo. inrerfecar cia:cQli .entro i.J - ~~uo Orecéhione ~-e poi f.lcett'fo fui punto dell.i. inrer(~ca.zionc ç~n~ro. con lo fldTo intervallo, conduco per il punto Q l' arco, che determi· na l' Or~cch i onc: • •• ! F.atto .qudto:, ci manca· a.ncora -la maniera di. J',Uidare il ~~.n co concavo, o fia curvo. (;7..) . Onde avendo SY porzione gel ~a neo·. reno . gt~ . ritrovacp, . ~widafi quefla S Y. per metà .m M , ç per il ,punto M fi·. ekvi -~ ad :SY la perp.en9jcolare S..n:, c~e a ("cl~ :-J t E 1 ' · gione l
(6). Per coprire il fianco da quc' tiri, re del fianco conc:wo; poich~ . colui, che c'be cfanneigia'r ~o· pn.trclibero per l' afp_et· it~\·ent.ò" gli ·orecchi_o~u ·; . per u~celli:à in· t'o bcnchi! obbhquo; che mottra •a cat;IO· ctampu uel filuc:o r1t1rato, 0\"C fi p<Jncv:r-" ne ò~lla Cua otiutità., · necelfari.l fopu;Ja uo b:ltterie ~~Ife dagli Anticht c:hi.un:itC. Cortilu ,. determin~ ·egli uua p~rte dcl·fuo • G:~fenutte ;. c'li.è .vero, che q11:tti cranÒI prolun~tJmento d:tlb )' erpendicobre Y N, retti , come retti cr:mo e gli Otccchioui_,e da cu•' li determina l' aipett<! Optìco di le dc ne .b.:ztterie .a ~af2m1t tl; m1. noa ·~~ detta ·apertuu. · ' · ·. . quello nmtCl UO ne no · n Aut nn ltaliiiu · {?) Sitèomc nè: il Mucfciallo di Vau· illiancn cnÌlc3v·~~, e curvo, li M.uc:!ti.'ce hln, nè .vcrun altro Oltr.l tucmtano fu .)' ne dà un' idu iu vuii fuoi.difepai, che. ilwcntore degli urccchioui, uon lo fu pu· fu poi da altri efeguita . .. :· _ · . .
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GU IST!Tt..ll DI EDUCAZIOt'OE E DI FORMAZIO:-ffi PER UFFICIAU NEGLI STAT I PRElf'IITARI
p.io~~ dell' angolo acuto SYF u nlicrà la linea di difda YF in un ;unto com'c N. Fatro centro N, lì tiri un arco con l' interval1
lo ny . Per. . hè Mn perpcnd1colue , ed è comune ; e perchè SM= Y~l avremo ancora Yn =~n, dunque l'arco, che paffa per y comlorto dal centro N , pali era ancora per il punto S, e ci dà perc1ò la circonf~renza dd fi~nco concav.o • Quelta circ.onferenza inf.. lhbllmcnte gaacc dttntro l area del carcolo YD maggaore, con· rlNto dal cent ro F angolo fianch<ggwo oppoflo, con la linea di . dakfa prefa per raggao; onde, come ogn' uno vede le rene, ~he. da dc.uo fianco concavo putiranno, faranno tutre alquanto mm~ ri della linea di d1fcfa, onde li tiri daf~nderanno la faccia .oppo· {la come dovtaft fJrc. · In guefb manie ra dirigendo il mio fianco retto, e . da. quell~, ricav.wdo ancora la direz10ne ( 8) del concavo, fe nza d1cluararmt p1ò tofto ( 9 ) per chi vuok il fianco alla linea di difefa perpen· ·. d1cola.re, o per chi lo d~termana alla Cortina medefimamente perpendicolare, e finalmente per chi perpendicolare lo conduce al- . la faccia, per aver poi l' angolo di Cortina acuto, e perciò trop· 'po coperto, fcoprcndofi poi troppo neW uno, e non avendo buona direzione nell' altro, come contraftano inlìeme gli Autori, pretèin· d ~:ndo dunque dai loro litigi, credo, e dimoftro di avere ·' nello accennato modo comportandomi ;un fianco ben ficuro, e non mol· ro elpoflo, ancorchè J, Orc:cchtone non coperto, ed un fianco dal quale: la comfpondence fJ W J fòrremeore d1fendJfi; e dal quale per hne, ed d fòflo, c: la f1rada coperta, ed anco la campagna fi bat· t a con buon efito, fen;a ~fporre l' ·artiglieria di cui è guernito ad dfere da batterie nemiche battuta , .ad dl'o paralelle, di modo che i tiri , che ·da dfe ne ve.ngono non poffano mai cadere al mio fianco perpendicolari. Il volere che un fianco domini , fcopra, e batta la ca mpagna, e che poi da effa non fia dommato, fcoperto e bauu ro, è domandare una chimera, e ricercare un Ircocervo '•.
{t) ( 8) Egli è necelruio , come fi è vedu· gu1ci, e Difcepoli. Gli Olandefi lo vo· fo, per condu1 re l' orccchione non meno gliono in .un modo, i Funzefi , come p,._~ ch.e ti fi1nco couovo, aver priml deter· p a, la V 11le 1 Fagan, ed Jltri in un alJro, muuto , e condotto il filnco re tto, e per· come fi accenn1. Sembu, cbe Vaa&au, ~ ~ò dice dipendere dalil di rezione del Coloun, ed altri, li qu1li JIÌÙ dei primi !wtco retto quella d.:l coDcavo coperto avranno cc:rtlmente ftudiah , ed intelì i dall' orccchioue. · noftri l bli;ani, fi fieno moftrati iodifferen· (9) Più Juco ra de' noftri antichi I talia· ti fopra il detc rmiuu piuttoio llll ango• 111 fono pui fbh difcordi nella direzion~ lo, che un altro~ · · d~l f..mco gìi OltralllOol.lni , e i-1Qro fe~
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AGCI\Jl\IE E VARlAI>'TI AL TOMO Il
3 Se da un punto · G pu~, o fi deve 'tjrare una retta ad u altra, anco ·da quefio rì potr~ al primo ricondurre la ficffa retta • Pa re ·per alcro da ciò che leggeri in varii Autori, che quello co~\ tritto affioma non abbia. loro fatta, fpecie alcuna~ e che perciò abbiano lludia.to di ricercare degl' impoffibili, volendo la campagna dal fianco fcopc:rta, e quello poi non dominato dalla campagna. Nulla per ora avanzo fopra il ritiro della Co.rtina in VBY. . Se ne parlerà più abbalfo. Voi avrete , pregiabiliffimi Afcoltatori.; ottimamente comprefa, e fpero, che ciafcuno di voi , come. v~rf~tiffimo m quefte materie, farà refiato evidentemc::nte perfuafo, poté~fi la linea maefiu le in qualunque Poligono dipendentemente .da· un·a data ' linea di difefa geom.etricamente condurre, Ma poi a prima vifia non fe.mbreravyi· forfe cos) agevole il poter prefcindere · dalle già filfe o ·an.. tiche, o olt.ramontane mifure nelle fopr;mominate tavole, qualor~ della larghezza del foffo della fua profondi~à, della bafe, ed èlevazione da darfi al Parapetto, e. bancheçce di quella che dovrà avere il ram paro, dell' ampiezza del cammino coperto, e finalmente dell' altezza, ~flen fione del fuo Parapetto vorraffi trat• tace. Mi lufingo però, fe di nuova attenzione mi degnerete, rèn·. dervi anco fu ct~ pìenamente perfuafi. E' ben vero, che dimoflrato abbiamo, che dall' ampiezza, cd eflenfione del fianco non devefi regolare, e . determìnare quell.il deIl' Oreychione; ma e dallà efienfione .del fianco; e. dalla grò!fez· za dell' Oreccbione fi cfeve bene ftabilire· la . larghe~za del rom~. (l) E chi non fa dovere il folfo ritrarre dal fianco tutta affatto la
!
( 1)
fua (1) Se d al punto A (Fig. 4.) tirar fi be indifeu, e difcttof1ffinu • onde qu\
di
deve al punto B una retta, ella c! cofa c· meftrafi una delle maniere condur il v hlcntc, 4: he dal punto H li potrà ancora folfo 1 che nelle Lezioni li c(pongono, nel• condurre per la medefim:~ traccia AB la le qu1li la perpeadicolare .A X. elevata O• retta BA . Cosl il tiro , che viene d1 A a ra all' 3Jir;olo fìancbcggi.tto_A li elen :~H' B', potrà partirli da B ad A . P uò per al· aagolo cella fp11la E, e poi déterminl to· tro clfuc, che come la re tta {Fig. aJ ca- il punto b nello ftetro mOdo , li tira dal da il tiro , che pute di H in E pcrpendi- punto G · per lo pUAto h una retta , alla colare all' oggetto A L; ma che poa il ti·, quJit fatto centro ill 'A, li conduce un' r o , che parte da E, c cade in H non fia .arco a lei tangente; in vece di condurre perpendicolare all' oggetto A l, e che no.a un.1 tngente all'arco gii cond otto , come. vi fi polfa tirare alcun colpo perpcudico- s'è fatto i11'quéfto cafo. Vui~ quctta co.. larc da alcun punto di detta relta per la ftruttu ra, come alcune altre , pcrchè b io ter polizioue a i qualche corpo , come nel fcmP.re in mira, che il punto a..uda:deJl-;t cafo ~cr quelu del Baftione. tro 1l Poligono eftcriore, c nella· p.éf:pe:a( 1) Il fianco non (olo d ife nde la Corti· d icolue Z~a, 'che (e cadete fuori-, ..come nHadiaccnte, e la facci1 oppofta, m1 di· lo fa nella figura, farebbe dif~nofo.,-ilchc fende il foffo, perciò fc ta f u1 ampiezza nellç Luioni fi dimoftri. · fo(fe m~ggiore di quelb del fia.Aco fucb· · ·
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOSE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI ~EGLI STATI PREUNTTARI
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fua difc:fa?. ·La groffezza dunque dell Orecc aone, e anco· quella del Pu~petto ddla fA;cia, .dove fi. unifce a quella del fi~nco, a~O:. lut~ente fmioulfce l amptezu dt c:ffo; la quale perct~ comm· eia .dall' angolo. form.aco inc~riormente dalle ban~hette, c~ e s' in~ centrano nell' angolo della (palla, e va a termmare nell angol.o della Cortina. Per lo che dall' cflrc:mo G del fianco retto GN G tiri GX indefinita (- Fig• .7• ) paralc:lla alla linea di difcfa AN-=. Dall' angolo fiancheggiato A Ci elevi alla faccia AE la perpendicO. lare AX, che. taglier~ perpendicolarmente ~ncora GX. a _lei par~:-, le: Ila •. . Sopra XA fi· prenda Xh u~uale ad EO ma~g1or ~roffezza. dc:ll~ ..Orecchione ; fe pure vi è; che fe non vi foffc: , fi prenda Xh: \Jguale aHa groffezza dd Parapetto, più d' una terza parte di effo;p.oi fatto cenrro in A con l'intervallo Ah, fi tiri dall' angolo dellà: fp~lla G la tangente Gh, ed avremo in Zhg la direzione del foffo;~ i,J quale Ci prcnderà,la fh:ffa per ciò che fpc:tta all' altra metà avanti la facci.a G F.· · Mi. uoiformo, come ognuno vede, in quefla mia coflruzioné 3lla .mallìma di cyloro, che non vogliono il fofio alla faccia paralello· p.er· :molti. motivi, li quali fanno anche . a . me caro·; e fpecialmenre= poi -q~ello iii poter: bauére .da' 6inchi ·.]a contrafcarpa di roveldo ; per danne~giarc: quafi di fronte la difcefa nel. foOo, qual ora ten• tifi ~al .nemico. E perciò nel fianco concavo prolungando l'arco OY i p B, di modo che · YB fia eguale ad un arco, la cui corda fia eguale ad EO, grofiàza dell ' Orecchione, conlc:n:o t:d porziom: di Parapetto YB per aprirvi una Cannoniera, o fic1 Trincea, eh~ oc.: c:.orrcndo...ba~ta ,a mitraglia il'.foffo a.lei. dirimpetto, come dimofira la retta Ba. ·. Sicchè dunque ecco. tirata e la linea macflrale L elV iÌ folTo Geometricamente, come poc' anz.i vi dicc:a . Con lo il~ art di zio cc-n· d~co_ tutte: le e~c:riori ~ortificazioni , adppcrando fcmp re Ja. Jmea di dlfc:f~ , O porZIOne dJ effa p~~ 1~. dìfia~ze de' fianchc:ggiJmcnti .: Per ti qu_al fine ·' fa ce~ do .centro nel l. ' angol~ fianc~eggiati, prendendo per raggto la lmea d.t .d1fc:fa , facc1o archt tfitnori, e cos't con lo fteffo intervallo né conduco e dalla metà delle: Cortine c dalli ano:. goli ~ella fpalla; onde da v.arie po~~ioni di quelli cin.:oÌi nafcc· \lDi' eftworc: Circo n f~r~nz_a, conrro la q~a le deb,bono pc: rciò c.1dcrc ;.tutte quelle: opere elle non, che dalla c1rconfc:rc:nza della Piazza o lì a daJJa linea maeltrale ritrar debbono_la difdà; ( 3) e dovc:nd~ in ta· le li(J) Se ~;, •1'u ì 'fi ·,·olclrc d.:ail' Auture come condur le opcre,tflerìorì , m'n nno'
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AGGIUNTE E VAIUAI'o'TI AL TOMO U
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le linea, o :<l,çntro l' area da léi .ferrata cadere li 6ànchi di quelle e-: !leriori opere, che da fe, o da altre. fiancheggianfi • ._Ed inquanto alli an~oli di quc!le nelle mezze: Lune, o Riv.ellini , Lunetce, e. Gçmrraguardie io procuro di: mantenere l' :.tngolo del triangolo ( 4 ) equilatero per lo meno, cercando di .accollarmi , per quanto fia poffibrlc, all'angolo rec·to. Per quello poi che ·fpetta alle altre opere a coda di rondine, ·ed a tanaglia fc:inplice, . fe tonò nél fofso, mi regolo con le linee di d1fc:fa della Piazza; e per le ta· naglie fiancheggiate , opere 'a corno, a corona, e coronar~, conduco, mtro , come le fofsero lati . di tanti dati Poltgoni, comportandomi prefso poco in quelle parti, come in tutto il corpo della i>iazza. Circa poi l: àltezza, che :sila circonferenza della mia fortifica.. zione llabilifco, io la vado ricercando c.ol rifh:tcere alle feguenti maffime, ed ofservazioni. Egli è incorùefiato ,.che trattandofi. delle lin~e .di difefa, o fia direzione de' tiri nel piano efpreffi, quello che farà radente, o per dir · meglio, quello che s' incorporen quafi con la re_tta, efprimente l' oggetto ditefo, farà da anteporfi, e più effjcace è conofciuto de' tiri ficcanli j :e JlC Viene poi , che quanto più li tiri lì accollano, quantunque ficcanti, al tiro radente , il quale nop può effere fc: non un lolo , tanto più a tiro, e dannoft f~ranno per il nemico. Laonde cercare bifognen anche ne' tiri, o linee di difefa, che efprimonfi ne' profili', e· che io chiamo verticali, Ja lleffa prerogativa; e fpccialmente in· quelle , che part~ P.Q.'fal 6anco, e vanno. a dtfendcre .J.a faccia, n'ella quale aperta· f~ffe per avventura la breccia, .e•gih difpollo fofse l' attacco, an~ Zl che già afsalita re!lafse da uno , o più nemici battaglioni, fuctdlivi uno gli altri. ( '}) E certamente quella linea di difefa, che più fi accollerà all' orizzontale più efficace farà, perchè infilare po~ trà fquarcio di Dilrertazione ; ma un Libro due terzi dell'angolo retto. B1fbntemtn· intiero ci vorrebbe. Ne accenna pérciò te efpo!to ciò, che al piano t o lia pianu fuc~iutamcntc il {uo penfiero, e conduce d' uua fortificuiolie r1purda , li palr:a a e~h a forza d' intertècuioni di Archi , proporre come difcgnarne il profilo. E(porzioni di circuii, tutti di raggio eguale primefi perciò il· modo, e le rifteffioni , alla. linea d! difefa' prcfi per ccutri ri. an- che: ttar debbono avanti agli occhi dell' toh della hnea magiltralc, conduce, dtCOt lngegnero. per determinarli ad uua idola curva, nella qu.tle cadollo le eftremità nea altezu uel circuito cfteriore della alle opere citeriori • F iuza. ( s) Egli è evidente, che la linea, che (.~) Dalla maffinu gcaerale bbilitat dc:termma l'ampiezza degli angoli in quelte udclfc il terreno farebbe il tiro pi~ elfi. opere eltcrie>ri t <:<'sl fi vogliono pitl che cace che pritctfc dare contro li Aggref. fi potfa vicini all' augolo retto, e almeno fcr ! . Ne v1ene po• da ciò per coa(tgllen· dell' ampit.tu dell' angolo del triangolo za, che il tiru che !)tÙ. fi potrà all.t oriz.• equi~tcto , ugll~C cffc:udo egli fe111pre a ~on~c: aççunue, far~ il pitl cime: •
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GLI ISTITUTl DI EDl:CAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU~ITAJU
40 . cò una .riga intier..t dell' aggrdsore. bat~ag~10ne •. Data dunqu~ la linea onzzonrale da dafefa Fl ruuo,1 l arufiz10 lb m fa per determanarc !\angolo CFI, formato dalla detta linea di difefa orizzontale: lF, e dalla verticale CF, per avere po• l'altezza CI della no.flr~ .cir: conf,.renza , comprelovi il Parapetto, dal quJie , partono h m~ dt difdj. ( 6) Egli ~ certamente mantfeOo, che le MG fofsc: l al.: r~uJ prdso a poco d' un uomo, la vemcale CF rapprefenterebbe un uro, dal qu.1le una riga .dr lolda~i fchi.erati _fopr~ FG per alfa.. lare la breccia, farebbero d1 fi.mco mfilau tutti ; caò che non fucc.ederebbe, fe in vece dell' altezza lC aveffimo lB, come vedere lo fa la verticale BF. Non lono però io cos't fcrupolofo, che vo-. glia determinare MG all' .tngolo della fpall.t dell' altezza d'un uo. rno , . llabilendola a prn~enza; ma bens) alli duc: terzi in ca rea del~ }J faccia, mcommcaando a contare dall' angolo fiancheggiato, fia~ · bi!lf;o una prudentcmente prefiOa altezza d' u:>mo, e pc:r la di lei cfirc:mrtà dall' angolo fi.1ncheggiaco conducendo una Tecca, ci darli. la tetta MG , e l' altezza IC. Suoldì per lo paù in detti due terzi aprire la breccia nelle grandt due faccie, lalc1ando l' altro ter.. zo per fi~nchegg•arfi qu.llor.l montare fi dehba. In quefb maniera adnnque ftabalifco, c ritrovo l' altezza Cl , nella- qltale com· prendo ti PArapwo. Se quJ)cuno vorrà fupporre la lrnea ·di · di. fefa di piedi · dd Re 900. ( 7) cioè di tefi 1 so., la fa~.-cia . di piedi 30. , e li due rcrza di Jet per confc:guenza· d1 pacdi 10. , e Habifi; raffi l' ahezza di un uomo di piedi 4•, e mezzo ; J.aca la regola come lì accenna con le linee, a vremo un alcezu d1 pac:dt zo., é: mezzo, comprefovi il di fuori del. Parapetto, ch' è appunto prcffo poco quelli che ..~i· danno le mifure Frantefi·, qualunque volta vogliamo avere la linea di difc:fc1 come comunc:mentc: fi ula da loro, dopo averlcl condann.ua. M' è fcmbraco bene accennarvi qu) que-
llo (6) l)~ c:iò dunque (.,ffi dipendere tut· to 1• arÙ!ì~io di determinare qu.ll aug<'lo polra formare la liue:i di difcfa verticale cou la.liuu di difcfa ori:Ìzontalc, Ed cc· c:o t che 2nche qu\ rcmotam<:utc fi vede quauto.n<cclfuio lia upcr bèu fccgliere P!u:!etne'?e'!~c l:t convc:ne\·ole porzione dt !"''~ dt <'l .l!fl {•rinonta;e per condur· re •l p•uo • t•a~laè .qudt.t ~ (cm ('Ire 111i· !l' re ~clb \'c:tllulc , .clfendo <)IIC:tla UIU
quanto nuggiorc fari l' altezz~ , tanto maggiore: far.:l b dttl(rcnz:a dt:ll:a linea \'c:t• tio.alc di difcfa fopr:a b orizzonulc . (7) Suppolb l' apertura dd!:~ breccia a due terzi delll faccia. comiucilndoli· .a contare dall\.angolo fi:a~tcheg~iato; ~ re un paulcllo del buon c:ltcuo dcil• a!egulta coftruttuu, prelig!(cli unl dalle mi· fu re detèrmialtc da' Fuu::h, faceaclo \'c: derc 1 che co.n tali t en:rau ·rnioclni opc-· tpot(Jtu(a • c qu.:~l~ ua.- catc~o d1 uu trian· rudo un Fraazcfc , Mll molto fi fciJlle-' g?lo rctt~ugtoiO, l alt &~ della Fonifica· rcbbe d.&llc ritrontc mifurc. a• OJie compo~~ndollc l'. ~tro lato. Cos l
AGOIUI>TE E VARlANTI AL TOMO Il
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flo compu~q, pe.r farvi ofTervare , che la mia coflruzione , be~~hè generale , applicata poi con le mifure Franzefi, non fi fcofia molto da effe, come vi all'c n i alrrt volte. Che fe fuppo nc!ftmo la linea di dtfefa di 110. tdì , ponendo l' altezza dell' uomo all', angolo della. fpalla, fuppolta la faccia di telì so, avremo per l' ahezza ricer. cara piedi 16, pollici 1,, c linee 4· in circa·. Ma perchè io c~ fiumo non cOcrc: cos't fcrupolofo in quella regola , e che nelJa irregolare fortificazione, dove mi venlflcro da adoperare le lin~e di difefa , che fiano porzione della già prefi[a , c che in quel cafo fegu i[l il recinco della Piazza fem pre dell' altezza rttrovaca da tutta la linea di difda ;·. perciò accenno ancora quale effetto avrebbe quefla mia regola nella decantau linea di difefa di I zo,., tefi; rapporto ad una faccia di so, cd un lato eficriore di 18o, come fi vuole, e fi pretende da alcuno pocerfi dare ( 8) e ft è p~rò fu~ pcriormente impoffibile dimofirato. ~u quefio particolare mi potrei ben io più efic:ndere; m.1 non è quello il· tempo , rifer~ando mi di farlo nelle mie Lezioni. Ed intanto prefilfa fupponendo l' al~ezza di rutto il di fuori della fortificazione, vc:niamo a cc:rcare l' elevazione e bafe del Pa· rapctto, e delle banche: tec: . Vediamo ( 9) éome il ParapettO defini· re G porf.1, e ci accorgeremo t'ubico quanto efTer debb1 egli alto, é quanta effer debba la di lui groflezza ~ lo dunque flimo .doverfi il pa· rapeuo così dc:finire. Egli è un~ elevazione, .o lìa argine:. di terra e!c:v.ata !ul!'.~~~rior pa~te del. ~a~p~ro, eJ~guira per coprire 4a' ~ol~i d~l .ne,mtco cannone i,dlfenfon, eh~ fopra ,r rampar~ ~ono ~lluggta.tJ,. perche poffino operare, e dietro 1l medefimo argme far f~oco, c: ben dirigere i loro colpi al piede di qllellc: opere , che devonfi da cffi nomtnare. Ecco dunque che il Parapetto deve effere d' una groffezu ta~ le, che poffa .relìllere ai colpi dell' artiglieria nemtca.. Il_ determinarfi quefia da uno , che non conofca , o ( I) generoiamente . F fogger(8) Già di fopra dimoftrolli im11offibi· aver bifogn2 riguardo al perchè ella f11 le , che Ul\ lato ettcriore di qual li fil Po· ccrcatl 1 1l che cfprimefi nella dilì~tiz ionc . (x) La grolfezu del P.trapetto deve ligono polf1 avere con la lirica di dif~fa la proporzio~c di t8o. a Ilo., o fia di tre a due:, c perciò fi coucluderà ancorJ impof· ftbilc, che UIU T1cèi1 ftia alb liuu 'd1 di· fefa , come so. a uo. , c p.:rciò noD 6 potrà m1i a\'crC l' altezu difettofa, cotnc Ulll ul proporzione putorirebbc. (9) E' cofa cert.t, che perchè qualun· q~tc opera produca il filO ~uou çtfctto ,
clfer u le, che relitter polfa ai colpi di caDnonc. .lblta quct1o anche 2 un l ndiaoo , perchè r1gioa)1· c poi 11e dcduc..1 la grnffezu che du 11 debbc al Pu1pc tto. Di fmo gli antichi noltri Autori l talilni :~gli altri MJe!tri h l MO per qullche fccolo fabbrioto Parapetti , fc11u c:onoftete il pu! di f ra11cia • ·
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GLI ISTmiTl DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI I>"EGLI STATI PREUNlTARJ
fo~~tt~r n?n {i . v~glia alfe !lr~nic_re mifu re, di~e~de dt ,PiÙ pru..
<lenti conCiu-:rJZJOOJ, e dalla l peru:n.za ... e COF,nJZtone ~erto Ingc-, gnere, fe.:ondo che il .~ito d,it~~:mim~nro gli d~rà-. In qu~s"nto a m~· credo di dire molto ptu cos1 gen~:r.dm~nlc, dt quèllo· che non ·dt· r:ì aO,gn.1ndo .18 piedi Franzeli alla .di_ hu gro~l~zz.l, mentre fa... \'d! ,f!i con eh t ·non. aveffe apprclfo d1 le tal mdnra. In quanto alla ft.a elevJzione , ndla difìoizione fi :1rfc:rifce, ch' egli e deve c?prire !i di~enrori, -~ d~~e yoi ~~r~r.~ di modo coHrutto, che quelh poffano ~;o loro tan d1tcnuc:r~ rl prede delle ope.· re, che da elfo trar devono la loro difcla. ( 1) Tiufi dunque da deno pied<" per la fommità dell' altezu già ritrovata una 'r~tra, c per detta fommit1t tirifi una par.tlella all'orizzonte, fu la quale- fi' de· terminerà 1.1 ritrovata lar~hèzza, o fia grotTèZZ.l dd Parapetto ; e dall' cflr ~ mo interiore della medefima fi elt:\'Ì a ·lei una perpendicolare, che taglie(à Ja g1h condotta retta dal piede fu.ddetto per. la dlremità dtJl' 1thizi-a; e da · queflo punto abbaffo fi prenda 1;10a giufla _altezza d' uomo., come lopra, con qualche cofa di · pi~ prudentemente fiabilito, ed avremo l' altezza interiore del Par~ petto.: Se per queflo efiremo inferiore fi tirerà uila oriuontale,. & determìnerì l'· aluz~ del umparo. Ma ficcome lì è poi nella difinitione fuddetta prefcritto dover Ja truppa de~li Aggreffòri far fuoco, o fi~ far tiri di dietro al Parapetto ( 3) eu endo dfo aneo qualche cofa più alto della loto· flatura • ~rindi è che ne vic:n tolto la neceffità di farvi uno , o: duè gradinr, che fono appunto- quelli' che diconfi banchette , altezza , e larghèzza delle qua-1i eiafctino può da fe con facilìt~ c&O· moda mente- O."~bi\irc, -atuo- .J\<m" vi · occorrendo, che- regolarfì :in· modo , che agevolmenre fi polfa fcaricate dalla 1oldatefca fchierata· d1ctro l' interior. bordo del Paràpetto. Il ra mparo poi , non ~ ahro, che un groffo argine di ter· ra ralmcnr~ diHefo fupe riormente, ( 4) che fchitr1te foldatefche ed artiglie ria si di cannoni, che di mortari comodamente, e dìfiin ... t~t~entc c~llocar vi fi ~offa, di modo che .nè fi tonfondano, · nè · s mcomodmo fra loro 1n qualunqu~ operaz1one che occorre di efe-
r
guire. (:) ~on ahrmentc fì dirà dclu (LU e• (1) Nello ftc!To modo ft p.o.tlit,/eter· l~rJ_.ione , che dc\·c coprire un uomo, minuc Je altezze delle bauchCtt_s.,èvcadCl.
qu1l P.1cfe del .Moudo non vi fu3 riguudo :~1 fcrvi:lio c:be .dcb~pretbm.. ( 4) E d:.l fcrviJ:io cbe prcbf dc\·c :co-. Jlr uJco:c , . cht. potb giudic:~rc, ed 2p1>li• ITIIlcbmeutc 1' aru f~pc:nozcAkl filn.P_a1.9 m l1 per b ciuit~ ~ltcu.t 4' W& uomo? GQYWii ~llcll.a~t\al1l1Ut.. . · l:J
111 UOJ mifur1 pnticobre, cd um tefb cos\
AGGIUNTE E VARIAllm AL TOMO D
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guir~. Difini~o
dunque cosi il ramparo, faravvi forfe _bifogn:tcr determinare- la fuperiore fu1 ampiezza ricorrere alle ul,,e, alle tt'• {i, ai trabucchi, o pure porrà il buono , ed efpcrimentato lnge· gnere fervidi delle milurc del proprio paefe, giudicando·. con pru· denza, riflettendo con atren?.ione, ed operando con efattezza~ Non è qnefio un grand' arcano, non un difficile problema. Per quello, che dar lì dee a quefi'..opre , ed a.' loro rivdli· menti di le arpa, o · di pendfo, c~e comunemente diedi tall'Sd, l' dì mio, ed impareggiahlle Bdidor ( 5) v'ha. Geometricamente: pen· lato, e forfe anc~e troppo fottilmeme raziocinato, fe pure ~t'Ile noflre fcienze dir Li poffa cond:mnabile fottrgliezz.1 .il raziocinar~~ rigorofamcnte, ed in~etligare con precìfionc ogni cafo, ed ogni cir· coflanza. Q.ualéhc errore a queflo grah4' ·uomo, che m!ghor for· tuna meritava ( ma eh~ no~ pu~ r Invidia!) è certaq1~nte dt:!!,: ~ito in qualche calcolo ; ma ciò non ofçura; nè atterra il bcU~ della fua opera, ed il forte .del fuo fiflcma: ·Molto fi potrebbe dire ora, palfar dovendoli a favellare . del forfo, l' ampiezza dtl qu~Jc s' è di g~ determinata, retlando ora d~ llabilirfi la fila profonditi. Ma fu ciò poco mi ct!enderò, dfendo quello :~pprcfio tut<i poco piò, po::o meno Jo Hdfo. (6) Ba-. fiera ~vere rifldfo, che dal foffo cavar fi deve )a terr~, con la qu~Je ~ rampari, e parapettt, c le altre opere fi deb~?no cofirui._ re: ; cd .elevare. lo per altro fos:w di parere, che il foffo - ~on dcf>. b~3ifç.re. .p~i di .cos\-. poca - profondit~ , come molti .fi. danno ali if!!~ndcre; ~d in _quanto a ·me lo.pratichere~ f~rDpre un quarto pià . fondo di quello, ch' è atto il circuito della Piazza , comprefovi l' e(leriorc dd Par.1pc:tto, c: così ra~guaglìatamentc poi nelle opere efieriorj, nelle ~uali confc:rvando kmpre .. la u.cdetima altezza, e gro[ezza al Par~petto., come Ja dna nelle interiori, per· le ragio-: ni ,_~he ogn' uno può a dirittura capire, dfc:ndo fempre del Para· petto lo fic:ffo ufo, fì dovrà prudentementè tlabilire fecondo il bi. {ogno l' area fupcriore dd ramparo. ·. ·.Per la elevazione di quefie opere, qualunque volra io · termi· F 1 nato .
.
.
· (~) Iraoa mli ·lo,hto ablnftanu Beli-
dor nè ben egli fcofbto ··dal ciec~mente giunre f11 la p:m)b 2hrai. Lo fa ~li chia· nmcntc vedere nèlb fui Sc:ieaau degl'In· terneri ·fu q11ci\o particolare . t 6) :Da qunto fio ou fi è detto, chi 11011.coaofçc, c Ttdc a dirittura per qua·
.
li! ftnda li -può perYeair poi a det.ermioJrc b profoalfitA del foll"o, gixchè lhbilita né abbiaDIO di fopn la la'"'buu. l ri· flcfli, che fi ptoJ!OD~OAO qultilccintameatc, c che: nelle Letaoni fono poi fuccellivamcntc: di=OJb'ati foao fdcicnti.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
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nato ne abbia il piano , e fiabilita ch' .io abbia l' altezza del P~\.;. rapetto dd cammino coperto , ~on l,c tu: banchette, la .quale c fc:mpre cofl.wrçmente la meàc.:lnn.t \ 7 ) ro t1ro ~alla fommttà elleriore del Para petto della PiazzJ una retta al pr.ed~ dd la banche t· ta del ca mm ino coperto, e mre. opere . eHeno\' hanno ~a lor~ altezza, cioè voglio, che la tummHà rntenorc:: de par~pem delle' mie eileriori opere non oltre palli mai tale linea, che dall' ~rio eflc:riorc del Parapetto della Piazza alla banchetta del cammn~<> (operto fi condurre; dirigendo la inclinazione de' loro Para peni efleriormente fempre al piede di quelle opere, che debbono da effe· fucceffivamente effe.re [coperte, e comandate. . . J n quella maniera poi, con la quale io determino, e derermi-· narc fì può, l' ampiezza fupcriore de' ( 8) ram pari s) nell' intrinfeco della Piazza, come nell' efirinfeco delle opere di fuori; deter-' mino ancora, regolandomi dall' ufo da cui fi deve fervire, del cam-: mmo copcno pc:r .la. di lui ampiezza. L' efpericnza cc ·lo infe· gna • . Quelto poi, come diffi, io circondo di ?ar.tpetto della 'fielf~. altezza di quella della Piazza, ma che elteriormcnte va · a morire nella ca mpa~na con una lunga inclinazione, e que(la aicono bafe del cammino coperto. Prima d' inolrrarfi fu cib, è necerfario ch'· io ·vi riduca alla memoria, che a quella altezza, dove il Paraperto·fopra il ramparo incombe, fi vuole efieriormcnte condurre un ornamento , che può elferc un cordone, o lifiello. Ora da quello lificllo , o cor.: <Ione tira ta un.1 .retta per la efiremità dd PJrapetco dd cammi· no c.op~no v~rfo l~ camp~gna, fi determina poi la di lui baie. · .. Q.u't ~ì che:. H-.o~a~ontatai' l' ·hanno -farr~ da ·0ivinità, nunzrando fu · la nitfura dt tal bafe un oracolo, ed una legge., fenza dar poi nt: fpiegazione, nè ragione di quanto fiabilifcono. {9)
J:
pro·
n·.
(i) Sicco:ne k opere in:erior i devono fenza le Franzcfi , o al~re mifure cftere • Òot:Ji11..u e di nuno iu n'!lno fuccellhamen· ogni più efatta mifuu nel fortificare. Sak le c:ficriori, bJ!ta certJmcate quefb co· rebbe ben mifcro q uell' Ingègnero, cbe 1lruttur3 per determinare l' al tczz;a. andaffc ptr fortificare uclla Chìna, e per. . (8) Dall' ufo che dee/i fu dc' Rampa· viaggio perd'cffe il piede di Francia , (c r! delle cllcri.,ri opere, fu le quali mino· ~r t.tl ,Pcrdiu fol!'c poi ·incapJce di . ~ r~ pezzi d' .lrtiglieria, per la flcili:à di tcr col3 operJre. · miurli , t miuor numero di gente halli a ' ( 9) Ma :~l meno fi foff'ero gli tA:c;fi' Leloc;lre, fi Jlotr.l detcrmin;~r la fpaziolit:l gis1atori nel pronunziare ì foro ·~eteri; fu~rwrc eli' arce de' R:unpari per le c le loro rletcrminuioni, fon~r, e re_. opere citeriori; c cos\ dall' ;~ vcr quefti gola! i fu quelle teorie, le quali poteffero·· ri9e!li, · ~ può' beniffimb Aa ciafcuno rica· poi condurli a poter .dare ragione di ciò;. nK t.111to di lucnç da poter dcterminue, çae ftabilifçOAo •. Ml Cuòlc per lo pil4 <t~
AGGIU)I.'TE E VARIANTI AL TOMO TI
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4)
n p~ggio è,· che pare aver. effi capricci~famente operato; e . fra.
bilito , (enza avere alcun nfleffo alla vcrlt~, cd alle Geometnche Vèdi amo nelle lor tavole cfpreffo la bafe dello fpalto do. vt~ effe re per tutto Jclb fiefTa ampiezza, èd efienfione , cioè di refi 36. Ma come mai. determinare quella collante per tutto , e f~ nza alterazione, qualunque volta ella debba prendere la fua di. rttione dal cordone del rivefiimento della Piazza, il qual rivellimcnto non ~ mai paralello al parapetco del cammino coperco , e perchè oltre le opere efreriori , che ne alterano di gran lunga la diflanza non fi conduce il foffo paralello alle faccie ; e fe ancora a <]udlo pa ralello lì conduceffe, non lo farebbe alla Cortina , dall.a quJie poi fi è ancora il cammino coperto più difhnte. che non lo è nella maggio r di(hnza delle faccie·. Concludiamo dunque quella noflra Differtazione con preganri ad otfervare per mezzo della -( Fig. 5· ) la faHìtà, e la impoffioi~iù ( 1 ) dello fiabili to dagli Oltramontani. Sia Aaaa un pezzo dt circuito della Piazza la cui bafe fia Bbbb; fia poi Mmmm la iommità dd Parapetto del cammino coperto , il cui piede fia F 3 Nnnn.
lt:nai.
qllc rc ~coloro , li quJii :altro fcopo non b1ul!l nel lo ro pcufa re fc: non fe iu q~UI fi ,.llQita m1niera rendcdi necelrarii t o per mc61:1) di re ce rc3no di du ad intendere c! i clfer t3li t , fuolc; dico, a tal ·forte· di ~~ o:e accader.:, ch'..cfli li ofl'ufc.a no , e ere· dono; che o per la. famJ loro t o per quella' delle Societ.lt ~Ile quali nnt~uf1 aggre· g~ti , o per il grid<~ della loro N azione t o~::nuno dcbbl loro, fenza Jlcun prcven· t ivo efJmc t e r if!cffioni dar pie11.1 fede a qull:to dicono. ( r) Il c1mmino coperto col fuo P ara· pc: w fcn·c a loc.ue qualche pc:no di ar· :igiicril , c qua lche truppa avanuta ; ma pcrchè il fuo parapetto cfteriormente fc:r· \ 1rer~ton pofr~ di puapctto rovefcio t o lia a; trincea al ne mico , quindi, è che {i protl uce la fua inclina ta fommitd all a cam· pagna t volendo ch' cl l;a ,. incorpo ri col pilnC della mede lima . E perchè ule pa· npctlo deve' coprire il riveftimcnto t o fia il re ci nto· della Piazza fino al cordoue, così fe" ne prende dall' altczt3 del corda· n e b fua di~ezion~ . Q!!1lun~ue principiante Geomctr;a comprcndeu tollo, che l'c il par;apetto del c~mmino coperto fof· (e condotto .da per tutt n p~nle llo al cir· cuito deU~ Fiuz:~, fareb8~ aucora d :l per
tutto cfuale b fua inclinuione, e b (a:a bafc ancora; fe poi da per tutto foffe pa· rimc:nti il t erre110 allo fteffo l ivello . Ma egli è altrctunto chiuo a chi abbia avanti agli occhi le Geometriche prime regole • che non .nuntenendofi il par;alcllifmo fra la Piazza t ed il C3mmino coperto t e fu o patJ petto , non p otri elfo aver m.1i una colbnte inclin.uionc , cd una immutJbile bJfc. li che: G c:ometr ic:tmc:ntc: d~l noiho Autore fi dimoft u t e ft fpiega come con· durlo. n~ quefto li può fu uafccre .Uil graziofo Problema t d;a duli p oi a fcio· ~liere a qualche vivo ingegno prevenuto 1n f.z\·orc della fob (ua NuioJie , ed è • D.zti li due p iani A aB b; M m N n per· p endicolari fopr;a un piano B b N n, e forma ti da linee paraleflc t come ;aA, bB • cd m M , n N t ma che detti piani poi a A bB, mM nN non fi;ano fra loro paralclli, fu.Ppofio, che li tirino per le loro ellre· mttà tante liaee ret te: t come A M, a m, che fieno infinite, e che vadano a te rmi· rurc ne' punti C, P, e fimi li fopra l' or izzontale piano cercuc qual h uca _venga fegnata t e determiruu da detti pi:llli , fc retta t o curva; c fc cu rn, q tule fpecic di curn p ofi clfcrc . · ;
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GLI !STM'UT! O! EDUCAZIONE E Ol FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STAT I PREUN lTARl
N~~n ., Sa1·anno orizzonta!l bnX, bntl., bnc BNp. Suppoflo poi: 1
il cordone dfc:rc Aaaa ,. e r altezza del Parapetto del cammin~ ·. coperto Bbbb, la di· l4i '_inclinazione fi prenderà per mezzo delle r~ue AMp, a mc, amd., .amX . Dunque fe folfe vero quanto ci . ·Jì comanda da' Signori. Oltramontani, dovendo elfere le balì dello ; lpalto, cioè Np, ne, nd, nX eguali fra loro, o per dir meglio , it:mpre la fie!fa ampiezza dovendo avere la bafe dello fpalco, ·a-,: vreffimo pe~ciò eguali. le rette Np, nç, nd, nX. Vediamo o~a_; fe ciò :_ija;· poff~ile .qualora il Parapetto del cammino copértQ·: Mmmm.,. -Nnnn ·noi'! Ga paralello al rivefiimento Aaaa, Bbbb .;, S.e fo!fero le rette l\1p, mc, md, _mX uguali fra loro, ne ver- . r~bbe ~ <.he una ·rett.a • che paffaffe per li punti p, c, d, x, fa. , rebbe paralella alla retfa Nn: ma CI,Ò. non può effere; perchè ne triangoli NN p, mne, mnd, mnX, avendo per. la fuppofìzione li . lati Mn ~ .rnn ---:-: l_Jln -:--. m~ mn ; e voJendo ancor~ . Rq · . nX, ed effendo li angoli MNp, mnc·, :. N p ==.f!c mnd ~ mnX retti a.!Jcq~a li triangoli Mnp,. mnc, mnd, mnX fa. ra.llJlo_ fra - lçr.Q ~u~li_,: . _e :l_ç lo.ro . ipot~n_uf~ Mp, . mc s md, mX. ugu~!Lfra_loro. Ora fuppofio tut,to·çjò, perchè il cammino coperto Nn fi accofb pitl alla faccia Bo all' angolo B ~anc~eggiatn , che· all' angolo b della fpalla, e b della Cortina, farà perciò Bn all' a11golo della CorrinJ. Dunque producendo indifinitamentc Bn, potremo avere BC ==be, BD :=:: bd. E tirando AC, AD, avre· mo Ii triangoli BAC bJc, BAD -:-- ·bad. Prendendo poi. nJ?- nd, pc ==~c'· ~ tir_a~d<? le ·pe~pendicolari pm, nm, avremo· li. tti~ngo~i pm~-:-:;;,gll1e.;.~:. ,z:;~~:r;> : 7>t!!tlsi ~lYla:ID!.t.!?l .Prerenfìone. abbiamO:..Np.!!::::.nc·nd., ,·dunq.ue avremo ancora Np==pc==nD, e per confeguenza Mp mC== mD ; ed avremo li anaoli NMp . pm.C ==nmD, ma_ perch~ AB, MN , mp,mn tutte f~no· perpendt~olan a. BO f~no tra loro paraleHe, e per conieguenza: av remo h angol1 BAP- N.Mp; B~C==pmC; BAD ==mno·: Ma la pretenftone pmC nmD NMp, dunque anche BAP =:::::· BAC ' BAD, ciò che è un folennifiìmo affurdo; ed è, dunque fa lfo, che alla bafe dello fpafto dare fi poffa da per tutto la fleffa ~fienfione, ~-a_lora ~ v~glia, che la direzione venga ;-dal. cordone , Aaaa·, e. p alli. per l altezza collante Mmmm . nòn ~ara.. lel1.1 alla· f-accia, ~ Jl10ito meno alla Cortina. · : ,Con ..qual diritto . dunque, e con quale. (on.dament.o,ibnporci s).i fatta )legge?- Oltre di:che, fe il terreno rapp~~fe~t~t_cf· per B~}:
==
==
·==
J
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no~· --.
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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non fof~e.J'.dz.zontak, ed a livello, · o d:r. per. tutt.o , o in qualche· Jnogo inclinato, com~ deter1ninare fiffa, e collante-fempre la bafe ddlo fpaho ? Sarà dunque mc:glio affer~r~ , c~m· -~o affet:if~o,. cb~ tale direzione provenendo dal cordone'· fì deve ne profili m varu punti, pitt fpeffi che fia poffl~ile, far paffare pe~ la .efire~ità fupe~ riore dd Par<~petto d'el cammmo coperto, ç po1 der:erm1i1are c;ost di mano in mano la bafe, e l' efienor çi~conferenza dello fpalto ~ Io fono, e lo protdlo fin cerarne~ te , pieno di rifpetto per gualunqnc Nazione, ma dì maggior rifpetto fono poi ancora dotno per la verità: é -volentieri fu tutte quelle cof~, che non dalla ReiJgwne ed eviden'za roi ~ prelèntino, foglio pria di pre!brci fede lt:riamc:nte raztocinarvl. ~on ~u~ir~, , che. anc~e nelle Oltramontane Nazioni', éosi rifpettab.ili, non fia , per troy:u in çi~_. a me compagni, li quali giurar non vogliano .fu i titoli, e lç ererogari; ve de' Matfhi, ma che: con fondati raziocinii ind.tgar tentino· la nrìù di ciò che ad effi fi vuoi dare dift>oticamente· a credere. E Dio vole!Te , che la vivezza del penfare di molti {i limica[e fola· mente nel findrcar certe cofe, c non voldfe ne' reconditi dc' pi~ facri pcnttrali dd la Religione prefontuofamenre inolt~arfi, facend~. in pazzi, e firanganti {ì[tt'mi apparir.c la. lo.ro.. legger.~Z~Jl AL~n·.. fare, con la quale cercano d' ingannar fe , m~deflmi ,, per adaor~ me mare con fimi! i fonniferi la lo~o cofcienz.a , l~ ql!al.e cade poi.. finalmente in un deplorab~lc dannofsffi~o letargo, il quale .da :efii. nominafi falfamenre· col bel tirolo di tranquillità d' anuno, c . di; quiete interiore; abbandonati alla quale, p1eni di ridicole, e !loi.ti!rime idee vrvono f.:orrettamente a loro capriccio. Ma pomamo om.u fine alla n9Br.a_J~dfertazione , n~ ulteriormente abufiamoci ddla vofira condi1Cendenza, Au~itori miej .fiimatiliimi, li quali fpe r~ io d' aver bafiantemente perfuafi , die.· non bene condoni li precetti della Mrlitare Archicet~!a, furono poi vani li sforzi di coloro, che la vollero a.llc Matematiche, così fauamente trattata, mcorporare • Non dubito per .a ltro, che voi fare ce nd mio f~:ntim;:nto d1fcdi, con meco unirvi a p.enfare, : che la Militare Architettura può ellere Matematicamen.re trattata;; e che gcntra~men;e così elpolta liben:rà. og11i Naziqno ~al dove~ ciecam<:ntt: ubbtdtre , e fidarli a qu.1nto qualc.he p.micolare i~ con poca rifidiiune , e raziocinio efpollo di. ctò , che pare: .~.r. noi' Italiani abb1ano effl per lo avanti apprefo, e che con altç,(arlç>,, e: foggeuo render lo a dunofiratì affurdi ) ,çe lo ~reiçnta~~lp 1'.come .
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GLI ISTITilll DI EDUCAZJOSE E DI FOR \1AZIO'IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUI\ITARI
. 4~ 'l' l l' • ,. \ h . . r. • C'. • fuo • Dj oovè poi eone Ulo n e, c e con uno t 1pwmenro 1atto del tiro· giuflo del fucile fi può dec~rminare un~ linea di difefa pru. dentemenre, e da quella cavarne 1! lato efienore, per la perpen· dicolare e tutto ciò ch' è neceffario per condurre una linea mae. firale ; quanto Ga poi neceffario congetturare alla defcrizione· d' un pi~no, o pianta di fortifi~azione fia regolare, fia ìrregolarmen~·. te regolare, o fia d~l tutt? me gol are, e .quanto ~ccorrere poffa · per la elevazione àe profilt. Per _le qn~lt. co_fe, _oltre le reg_ole qu\ di fopra accennate, e nelle m1e Lez10m p1ù dtfufame~te elpo. fie~ potrannofi cofiruire tavole univerfali, che regolate dalle Trigonometriche, potranno fomminifirare ad ogn' uno pratico modo di poter -qualunque piazza con vero, e fondato raziocinio progettare. Per la qu·al cofa, pregievoliffimi miei Afcolratori, avanzo a voi le mie più fervorofe fuppliche, acciocchè meco vi uniate ad eforta r~ que' giovani, a' quali piace Intraprendere lo !hidio della Militare Ar· chirenura, ad apprendere volentieri li Geometrici, ed Aritmetici fiudii, al ·mio metodo indifpenfabilm~nte neceffarii. E qudte Mate;'Ilatiche·;rpplicazioni 1_1on ferviranno poi fola~ente. alla percezione della Militare (c.ie~·u ,: ~ :facoltà, ·ll:\a -a -m9lte · altre letterarie :difcipl e apriranno èlleno·1;1arlo-,e 1icuro tamminò~; e "fpecia1mente agevoleran· no il c~rfo a coloro, da' quali intraprendere fi voglia lo fiudio -de Ifa efperimentale Fifìca nelle recenti utili, ed infieme gioconde, e dolci Filofo6e; dalle quali la Peripatetica, che ne' fuoi barba~i, mifieriofi , c portentofi termini,nè·da' Pre,ettori,nè da' Dilcepoli imefi,e nelle fue inutili meditazioni nojofi!ftme, e- feccagginofe in volta, c mafcherata ;--p~r · lo·paffatç -ingiu~amente tiranneggia.va~· edcimponeva da.lle Cattedre baccante-a· fuC1·p1acere·, è· fiata :l'oi ora ·rurpemente elimina. ta, rifuggiandofi e!fa nelJe tenebra te Scuole di coloro, i quali tenterebbero vole.ntieri, che ad ogn' uno notre fì face~e a vanti fera ,- per far campeggtare da per rutto le loro .da~nolìffi~1e Ft~ofofiche impofiure. Per la qual cofa coloro ancora, nell an1mo de qual! f~roce Marziale brio non bolle; ma generofamente pacifici alla vera Filofofia ed alla cf-· perimentale Fifica dare da dovere fi vogliono, potranno aÌie Ma tema· tiche ~ie L~zioni degnarCi di accorrere, ~(fntrc in quelle ed agli uni; ed a gh al m procurerò, per qulnto vaghono le mie forze diligentemente foddisfare. · Rimanemi ora, gentiliffimi, e rifpetcabili miei Uditori· di éhiu· dere quello mio Difèorfo , col i~n~ervi p.i~niffime graziè pé; Ja gencrofa bon~ 1 çon Ja quale degnau Vl fictc di onorarmi-quefl'·oui della dcco·
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ACGJUNTE E VARlANTI AL TOMO D
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dccorofa vo'tlra prefcnza , fupplicandovi a voler profeguire. a gra.ziar.; m i in ogni congiuntura , del. p~egi abi le vollro. gentil favore; mentr~ 1 dal canro mio leriameote l_>romettendovi d~ non illancarmi in affatica. re ..pèr la vofha Patria·; lél quale ·, già che in effa godo ed onori, ·e qui.: te , ciò ch' è tutto il bene, che fu la terra defìdt:rar poffo, giudico Patria ancora ~i. 'nje !Wfo; e perciò nè per. e.ffa, nè per la educa.: zione della fua rifpetcabile, e fervoro fa gioventù afficurandovi di non rifparmiare nè incomodo·~.nè fatiéa, cerché~~ di c'osJ darvi un certo, ben.: hè picciolo , faggio dell' animo mio verfo di voi giu!lamente gra~o, e riconolèente , -fperando poi con ciò, che ficcome nel clementif. fimo no~ro Sovrano mi fi p·refèntaho ·~onti~ue occ·afion! 'di venerare; ed ammar.trc '''! : ~f4cfivfo·; ·Au!;uno,-tn~efeiJ,n fautore;: e promotore delle S_cien~e; porrò ·p!JÌ a'ncpr~a i~ V~i .tq~t~_, umaniffimi · miei A.f.. colta tori , chiar:1mente 'riconofcc:re , e celebrare tanti ge.ntiJi, c çer. tefiJlimi Mecenati. ··
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GU ISTITlm DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFHCIALI NEGU STATI PREUNITARI
NOI REALE ACCADEMIA DI PITTURA, SGlJL TURA , E .ARCH-JTETTURA.
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Oofenti~mo .con piacçr~, ~ onor no~ro al 1\l.obtr tlotno n- ~lg~chcf-c , Ge~~erale, e Senàrore Da· :\f'ia di PC?terfi valere
del nome d( noftro Accademìco d' onore, e delle l"nfegne del noftro lnftituto nella Ed1zione di - una fua dotta Qiffertazione Matematica Milita(e, molto a Noi commendata da due Noflii . Accadem~i, ki:Gnei- è~imatori, a' quali ne abbiam comme!fa la revifione. Dato a Parma dalla nofi:ra Refidenza quefi:o gior.. no ,8. di GiHgao.1I.J.9'ì.·~,~: ~- ~· .. , ___ . . \.:
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AGGlUNTB E VARIANTI AL TOMO Il
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFIQALJ NEGLI STATI PREUN!TARI
CAPITOLO X (ex lX)
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Inserire il nuovo "Documento N. 2
Stralcio dell'Ordinamento dell'Esercito napoletano
su la fine del XVIII secolo prima dell'invasione francese. Del Governo e Amministrazione interna dei Corpi Capitolo I
Capitolo ll
Dei Cadetti, e Soldati nobili Articolo Primo
Della nomina dei Cadetti 1. Riserviamo a noi la nomina dei Cadetti in tutto l'Esercito; ed i Genitori che desiderano di situare i loro Figli in detta qualità, daranno le loro suppliche direttamente al nostro Ministro della Guerra (si veda il modello n. o li).
2. Proposte dei Colonnelli alle Piazze vacanti di Cadetti nei loro Reggimenti. Li Colonnelli nei Reggimenti dei quali si troveranno Piazze vacanti di Cadetti, potranno proporre per rimpiazzarle i Figli degli Ufiziali dei loro Reggimenti, quando ve ne siano che abbiano le qualità che si richiedono; le proposte del Colonnello saranno posti il ate dal Brigadiere, e dali 'Inspettore, il quale ne darà conto ali 'Inspettore in Capite, e le rimetterà al Ministro della Guerra (si veda il modello n. 0 12). Articolo Secondo
Condizioni che si richiedono per essere nominato Cadetto 1. Bisogna esser nobile. ~er poter essere nominato ad una Piazza di Cadetto, bisogna pr'ovàré che il Padre è nobile, e che vive con decoro; lo che sarà attestato da quattro nobili Gentiluomini del1a Sua Provincia, e verrà certificato dal Magistrato, ò Governator politico del Luogo (si veda il modello n.0 13).
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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2. Figlio dì Ufiziale. I Figli di Ufiziali che non siano nati nobili Gentiluominj, ma che abbiano il grado di Capitano, ò grado Maggiore, potranno esser ammessi alle Piazze di Cadetti. Gli altri nò. 3. Assegnamento dei Cadetti. Dovrà ogni Giovane, per essere ricevuto Cadetto, provare che tiene di sua Casa un'assegnamento almeno di sei ducati al mese. 4. Età dei Cadetti. Non sarà ammesso neli'Infanteria alcun Cadetto dell'età maggiore di 13. anru, e nella Cavalleria al di sopra dei 14. qualora non sorta dalla Rea! Accademia militare. 5. Cadetti di Cavalleria. Non saranno mai ammessi nella Cavalleria Giovaru troppo deboli, ò troppo delicati; poichè l'Arma della Cavalleria ed il suo modo di combattere esige forza, e salute; e se già ve ne fosse alcuno la di cui costituzione, ò salute non abbia preso la necessaria consistenza, sarà situato nell ' Infanteria, ò rimandato alla sua Casa. Articolo Terzo Avanzamento dei Cadetti 1. Diritti dell'avanzamento. l 'età e l 'antichità di servizio non darà di-
ritto alcuno all ' ascenso dei Cadetti ma solamente lo zelo, l'applicazione, i costumi, ed i talenti. 2. Certificati. Allorchè vacherà una Piazza di Ufiziale, il Colonnello domanderà a ciascun Capitano del suo Reggimento un Certifi cato della Condotta di ogni Cadetto della sua Compagnia; ne formerà uno Stato che rimetterà al suo Brigadiere, e vi contrassegnerà quello che stimerà meritevole della preferenza. Il Brigadiere vi farà le sue note, e rimetterà questo Stato ali 'Inspettore, il quale ne darà conto all 'lnspettore in Capite, e questo al Ministro (si veda il modello n. 0 14).
3. Doveri dei Cadetti. Dovranno i Cadetti fare il servizio come Bassi Ufiziali, subito che siano in stato di prestarlo, alloggeranno con i Soldati, saranno soggetti alle chiamate come g li altri Bassi Ufiziali. 4. Maniera di vivere dei Cadetti. I Capi dei Corpi avranno cura che i Cadetti mangino con i Bassi Ufiziali di quelle Compagnie alle quali sono essi addetti; oppure che stiano sotto l'immediata Inspezione di qualche Ajutante, Porta bandiera, o Porta stendardi del Reggimento,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNHARJ
e mangino con esso. Se peraltro il loro Padre, o qualche Parente abitasse nel Quartiere dei Soldati, o molto vicino sarà ad essi permesso di mangiare seco Lui. Articolo Quarto Dimissione dei Cadetti l. Formalità da osservarsi. I Cadetti i quali vorranno domandare la lo-
ro dimissione, dovranno osservare le medesime formalità prescritte per gli Ufiziali al Capitolo I Art. 9. 2. Rimessione delle suppliche. Li Capi ai quali saranno state rimesse le loro suppliche, ne renderanno inteso il Padre dei Cadetti, o li Parenti, se da qualcuno di essi dipendono, prima di inviarle ali 'Ufiziale sotto gli ordini del quale essi Capi si trovano; e non le faranno pervenire al Ministro della Guerra per gli Canali indicati, se non che con unirvi le risposte del loro Padre, o Parenti. Articolo Quinto Cadetti rimandati dal Servizio 1. Caso di degradazione. Se un Cadetto manca di condotta di buona volontà, di zelo, di talento, ò di costumi, ò finalmente di spirito di disciplina, e di obbedienza verso i suoi Superiori, il Capitano della Compagnia ne farà rapporto per scritto al Maggiore del Battaglione, il quale lo rimetterà al Colonnello, e questo dopo aver verificato il fatto vi porrà la sua approvazione, e lo rimetterà al Brigadiere il quale vi metterà ugualmente il suo Visto Buono, e lo invierà ali 'Inspettore che lo farà passare al Ministro della Guerra, il quale prenderà i nostri Ordini, e spedirà lettere di richiamo al Cadetto, ò se il caso lo richiede ordinare che sia tenuto un Consiglio di Guerra. 2. Motivi per rimandare un Cadetto. Qualunque Cadetto che pervenuto all 'età di 18. anni, ò più non sarà in Stato di esercitare le funzioni di Basso Ufiziale à capo di sei mesi che sarà giunto al Corpo, verrà riputato nel medesimo caso di quelli che non devono essere conservati nel Corpo. 3. Formalità da osset-varsì per rimandare un Cadetto. Il Colonnello farà una Memoria rappresentando ove raguaglierà le ragioni per le quali il Cadetto non è da confermarsi nel Corpo, e la manderà al Brigadiere, che la postillerà e la spedirà all'Inspettore, e questo la rimetterà al Ministro della Guerra, con dame conto ali ' Inspettore in Capite.
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Articolo Sesto Punizioni delle mancanze dei Cadetti l. Sospensione, e deposizione dei Cadetti. Li Cadetti che commetteranno delle mancanze contro l'esattezza del Servizio, saranno sospesi dalle funzioni di Basso Ufiziale, e faranno il servizio di Soldato per 15. giorni. 2. Arresto, o prigione al Castello per i Cadetti. Per le altre mancanze saranno messi in arresto, ò in Castello secondo la natura della mancanza. 3. Consiglio di guerra per i Cadetti. Se la mancanza sarà grave verranno posti in Consiglio di Guerra formato di Sargenti ma non potrà esser pronunziato contro loro se non che gastighi comunicati agli Ufiziali. Articolo Settimo Della ammissione di Soldati nobili l. Gentiluomo ammesso come Soldato. Un Gentiluomo che non sarà bastantemente comodo per essere ammesso come Cadetto potrà essere ricevuto come Soldato nobile. 2. Riceverà l'ingaggio. Qualunque Soldato nobile riceverà l'ingaggio come gli altri Soldati, e sarà sottoposto in tutti i punti alla disciplina, e contegno degli altri, senza che ciò possa nuocere nè al suo stato nè alla sua fortuna.
3. Antichi Bassi Ufiziali, ò Soldati che sono nobili. Qualunque Basso Ufiziale, ò Soldato ingaggiato precedentemente come Soldato, il quale potrà provare autenticamente che egli è nobile, potrà essere ammesso a godere dei vantaggi addetti a questa qualità. Articolo Ottavo Condizioni per essere nominato Soldato nobile l. Età, e statura dei Soldati nobili. Bisogna che abbino l 'età, e la statura prescritta per li Soldati (' 5 piedi e l pollice per la Fanteria e 5 piedi e 2 pollici per la Cavalleria, rispettivamente pari a circa m. 1.41 e m. 1.44 ')nel caso peraltro che i loro Padri fossero Ufiziali, Bassi Ufiziali, ò Soldati nobili presenti al Reggimento potranno esser ricevuti nell ' Infanteria all'età di 13. anni, e di 14. nella Cavalleria, e al di sotto della statura stabilita; ma in questo caso non riceveranno ingaggio che quando avranno compito l'età di 16. anni.
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GU ISTITUTI DJ EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 1\EGLI STATI PREUNITAJU
2. Numero dei Soldati nobili. Non si potranno ammettere più che due Soldati nobili per ogni Compagnia di Fucilieri ed uno per Squadrone di Cavalleria che siano al di sotto dell'età di 10. anni. Articolo Nono Distinzione dei Soldati nobili l. Congedo assoluto di Diritto ricomprando. La sola distinzione della quale graderà un Soldato nobile sarà quella dì poter prendere il suo Congedo assoluto alla rivista annuale del mese dì Ottobre mettendo nel suo luogo due Uomini dì buona estrazione, ò pagando dieci ducati per ciascuno degli anni che gli restano per finire il suo ingaggio ma per godere dì questo diritto dovrà provare che egli è nobile per mezzo dì certificato di quattro Gentiluomini della sua Provincia, visto dal Governatore politico, ò Presidente della Provincia, e quando sia Forestiero dal Magistrato del Luogo. 2. Distin zione sulla montura. 11 Soldato nobile avrà al di più la di tinzìone neii' Jnfanterìa di portare una sciabola , e di avere un piccolo gallone di lana bianca, ò gialla che orlerà il bavero della sua montura. Articolo Decimo Avanzamento dei Soldati nobili l . Possono essere proposti per Ufiziali. I Soldati nobili la Condotta dei quali sarà ìrreprensibile, e che annunziano Talenti, ò uno zelo distinto, potranno essere proposti come i Cadetti, ed in Loro concorrenza, alle Piazze vacanti di Ufìziale . E quelli che avranno meritato di essere nominati a qualche Piazza del piccolo Stato Maggiore, ò a quelle di Bassi Ufiziali, potranno aspirare à preferenze. 2. Certificato dei Capitani e Capi del Corpo. Li Capitani e Capi del Corpo daranno per i Soldati nobili gli medesimi certificati che per li Cadetti, con dichiararvi il tempo, ed il merito dei Loro Servizj. Articolo Undecimo Congedi dei Soldati nobili l. Trattati come Soldati. Li Soldati nobili saranno trattati per quel che riguarda tutte le specie di Congedo come i Bassi Ufiziali, e Soldati.
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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2. Distinzione nell'enunciazione dei Congedi. La sola distinzione che verrà usata nelli Congedi dei Soldati nobili sarà quella di darsi loro la denominazione di Signor Don tale Soldato nobile. Articolo Dodicesimo Trattamento dei Soldati nobili
Articolo Decimoterzo Punizioni dei Soldati nobili l. Mancanze leggiere. Per le mancanze lievi , i Soldati nobili saranno
puniti come i Bassi Ufiziali. 2. Mancanze gravi. Per le mancanze gravi saranno posti al Consiglio di Guerra del grado che occuperanno, e verranno puniti come se fossero Ufiziali subaltemi sempre che la legge non richieda pena infamante, nel qual caso, dopo esser stati degradati dalla Nobiltà, saranno puniti come semplici Soldati. Articolo Decimoquarto Dei ritiri dei Cadetti, e Soldati nobili
Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti di una unità e delle pagine relative
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Inserire il nuovo "Documento N. 5 (copia anastatica)
Ordinanza del Re delle Sicilie che servir dee D'istruzione, e di regolamento a' Cadetti, Sottobrigadieri, Brigadieri ed Uffiziali del Battaglione Rea/ Ferdinando Formata per alto Rea/ comando."
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GU 1S11TUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
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RE DELLE SICILIE CHE SERVIR DEE '])' ijlruzione , e di regolamento a' Cadetti Sottobrigadieri, Brigadieri , ed U./fiziati. del Battaglioue R ea! Ferdi·nando
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A jòm1na importa11za della dìjèiplina nzilitare , riguardata i1z tutt' i tempi per ••,'Al,~ ifi~~ lo pit't fido {o11da1ne1Jto dell' Arte della gtterra, determinò il Nojlro Rea/ Ani.,no 11ell 'anno pa.ffato ad u11ire i11 U1J Battaglioue i Cadetti fielti da ttttti li reggime11ti de' Nojlri. Reali Eferciti ; colla 1nira di [or1narne fotto la Nojlra Real Cura paterna tanti 1nodel/i di perfetta educazion 'JJtilitare da poter flrvire di ~(e,npj per l'ejùtta o.lfcrvanza delle rigidiJ!ìme regole della difciplimz medefi1na, e da potente i11jùnze 1nantenere i 1J1etodi , e gl'ifhtttti in tutti gli altri Corpi, col loro pafla.Jgio a gradi di Ufiziali di
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GLI ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
JHtt 1111 C011Jo dt qttcjla .fpccie dovea
r11:cr Ìc foc Ordi11a11ze , che vi Jn'efèrivef Jà·o co:J !ipecialitÌl i do'veri, e le obbliga.zio;/i ; p.?itbè q11elle, che riguarda1to il ge11era/c de' Nojlri Rea!i Eferciti, 11011 tocca110 i ptt1iti di ec!11cazione, e qr~el/e, che 11cl 1 737. furono fatte tradttrre per Sovrano Reo/ co!luu:do del RE Cattolico Nojh·o Aug11jlijfìnto Padre , c Signore, e che poi ftJ1.0ilO fatte da 1Voi nnJjJIIare 11el I 76o. , 1'Ìg uardaJJO la .fola parte di tlifèiplina , cbe 1·itc11er dee la Nojlra ftrtppa da qtte, delitti, cbc iiOJJ t!ebbo11o pre}~1netji 11e' Cadetti, e cl'e gli gajliga co11 fjtlelle pe11e, che alla 'IJobi!tà della lofo co11dizio11e 11011 conve11go11o. Ci jìa1no pc1·ciò tleter11tùuito a jlttbili'J'e per ijlrttziotJe di ttttti gl' /;u/ivid~ti del Battag!ioile 1JJCdl!J~ÌI1o il prejè11te regola111Cilto , il q!Ja!e (/bbiaJJJO gùtdicato ta11to jJÌÌt 1/Cc~(fàfio , cbc dovea jèt·virc per dar
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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nor111a ad tt7t Corpo militare totabnente dagli altri dijfcrc11te ; poichè è flato ejJo da Noi [or111ato con tlifèg11o tale , che poteffi far le veci di una he11 ordùtata fitto/a 111ilitare pe' giovttni dejidcroji di .applicarji al 1ncjliere delle ar1ni , e che poteffi iuferne Jèrvit·e di vivijjitna forza tattica 11e' rùtc011tri più difficili della gue~- ,.a , 11e' cui citne11ti fi foJ!e da .Noi colla fPerienza Jlejfa potttto for111tlr tt11 gitJdizio certo de' g'radi del profitto , ·del coraggio , e del valore de' fooi a/lievi : per poterglt poi proporzi01ta're agl' i?npieghi de' Nojlri Reali ·Efe1't'iti flcondo la lo1·o rittjèita. A qttejlo jì11e ci è piaciuto di prejèrivere 11el/e prejè11ti ijlrttzioni qttel 111etodo , t:he abbia1no gittdicato il più propio a for?nate l'i11te1Jdùnc11to de' giova11i Cadetti aJ.. /'ejàtto razioci11io, e ad illt1111i11arlo di ttttte qt~elle teorie foeJJtijiche , e rijl~ffio11i ~(lorh'b~ ~
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GU ISTfiVll DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI "EGU STATI PREUfi.ITARI
~rìche , che 11e debboìto fonnare
i princiPi , e che fou;ininijlrar debboJJo i critel'j, che 1Jec~f!a;j foHIJ a rile-vare dalle circojlanze de' tellzpi, dal/te oppoJi~ion delle forze, e d:tlle qflalità de' !tl?gbi i reqtttjiti per lr: de!ibr:ra::i!J!IÌ ue' fatti . E ci è piaciuto di ?netterei alla tejla del Battaglione ·111C· de.fmo , e di fregiat-!o del N~(lro Rea! 1\7oi11e , con ijlabilirlo jòpra tt11 piede , 11el quo!e gli Cjfiziali , che lo co1JJandano , tn.:cfsero potuto ejègttire ; ptecetti della L'uona JJJorale per ijlillare 11e!J' a11i1no de' fofJi conpoi!enti la perfetta prude11za , e per td'itHare i11 eJlì, co;J le (ode f·egolc dell' arte ?JJilitare, la h1'avr1ra ?te/ jòjle11ere , la _(raJJcbezza 'nell'operare, e la rob11jlezza nel 1·cji(Jere , oJJde ji rent!ejfero foperiori alle dijjù:olt à Jlejfe, ed a' difogi. Per la qual cojà abbia1no giudicato coJJ'L'CJJicnte t!i dividere
il 11t11nero de' Ca-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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detti u1utt ·;11 qttejlo f'..7ojlro Rea! Corpo i1J dieci C01npag1tie , ciafchedtt1Ja di 24. propietarj, coJnpreji dtte Sottobrigadieri , che [t~nno da Caporali, regolati da tt11 Brigadiere , che fa da Se1-ge11te , e da u 11 Tenente , che fa da CapD Jùbordinato ad un Capita1JIJ , che ha fitto di se il comando di due d~l/e Compag11ie 111edejùne: ed abbia1no parimente deternzinato, che ogni Compag11ia [o.Ife flrvitle da un Tambttro, e da 1111 Piff ano , per la partico/ar jùa ijlruzio11e 1zeg!i eflrciz.j, e da fi:i Trabauti, e da ttno Schiavo per l ' i11ter11a pulitezza : e che tutt' i giova12i infine fo!fero ijlruiti i11 ttn' Accade.. 111ia 11el Corpo 1neclejimo jlabilita. L'ù11portanza dell'educazione , da Noi Jlef!o regolata, ed i pericolo/i cimenti , cui quejlo N~(lro Rea/ Corpo ji dejlina, ce la fie riguarda1·e con particolarità tale , cbe &i ha fatto rijòlvere a dijli11gtterlo con ttJtte •
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFI'TCIALI NEG LI STATI PREUNfiARI
te le 4-~raztc ,_ouori , privilcgj , e preeJJti.. J1C1JZe, co1ne og11'altro di Nojlra cafa Reale , e vogliatno che effittit'a1nC1Jte Jia per tale confitlerato : Ed ordi11iamo che leprefl11ti Nojlre picciole ijlrttzio11i jie1zo iJJvio.. labilmente offervate , co111e Nojlre Reali Leggi, che debba11o jèrvire di regola pegl' i?npieghi del Rea/ Battag!io11e medeji1Jto 11el dij111jJegt1o de' loro prù1cipali doveri, rijèrha1uloci di atJJpliarle a foo te1npo , perchè 11011 111a1Jchi dete1,·111inazio11C alctt11a per lo
t'a1Jtaggio di elfo.
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AGGIUNTE E VARJANTI AL TOMO Il
I~IBRO
P R I 1\1 O
ISTlt U ZION E P E' C A DET'"fi, SO TT O B R I G A D I E R I , E 13 It I (~ A~ DIERI DEL BA'fTAGLIC)NE REAL FERDINANDO . ·
Obbligo de' Cadetti.
A
Mmelfo , che far;.Ì nn (~ad~tto . nel N oftro R ca l l-~:l.t~•1 gli one , dovrà eflcr fubito !i!t:t~) !!l un·:t delle fquadrc , nelle qu~li le con1p4·!gn!e 1ono divife , c dovrà in clE1 Jirendcrc dJILl iftruzionc , c d~tll' erdint~ di qud Sottobriga.dicre, che in11nediar~uncnt~ Lt co1n~liH.~a : il qu~1lc dovrJ n1.cttere in pratica tutta l' attenzione poGbilc per I.
i!b·uirlo nelle parti più cncnzi~lli della ·difciplina JuilitJrc , con1c fono i punti più importanti , che riguardano la fubordinazione, gli obbligh.i da oifervadì in qu~1rtierc ed in fèrvizio ~ c l'abito a' movimenti più ncceiEuj d~gli Efercizj. i\
2. S:1r~1
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICI.ALI NEGLI STATI PREUNITAR I
Sarà il Cadetto tncdeftn1o prefcntato nel rcn1po fiefio al n1acflro della (~~ttedra di Geometria dell' 1\ccademia tia Koi nel n1enziona t o Noltro Re<ll Datt.tg1ione fiabilita ; ,lffinchè Jia da cffo cbn1inlto riguardo a' fiudj antccedentctnentc fatti : c con ordine del Colonnello-Governatore f:1rà notato in quclJa li Ha, che appartiene alla claffe, in cui farJ giudicato di doverfi illruire, e dove interverrà ne' giorni , ed ore , che faranno affcgnate. 3. N on li permetterJ a neffun Ca.. detto di effcre impiegato a fare il fcrvizio d'armi , che gli appartiene , fc prim~l non faprà a perfezione quale fia l'obbligo della fentinclla, con qual' aria, e bizz~ria debba n1arciarc, come debba mancggi1rc le armi , c con qual prontezza dcbha f1r fuoco. 4· E' l~ofrra R.cll volontà , che dal pri1no punto , che un Cadetto entra a ièrvirc in quello Nofi:ro Real Corpo, 2.
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ed in tutte le ifiruzioni , che gli fi daranno in feguito , fi metta ogni fiudio per fargli intendere a pcrfèzione , che il valore , la prontezza nell' ubbidire , e l' cfattezza nel fervizio , fono gli oggetti , che non debbono pcrderii n1ai di vifi:a , cotnc tali , che formano il vero fpirito della profcilìon militare. ;. I Cadetti di quefl:o Nofl:ro l~cal Corpo dovranno eHcre fubordinati a tutti gli Ufiziali dc' Noftri Reali Efcrciti , c con particolarità a <.luci del propio Real Battaglione , ed in fcgno della loro fubordinazione ufcranno vcrfo de' detti Ufiziali tutti quegli atti di rifpetto , e di venerazione , che fono i più efficaci a ditnol1:rarne al pubblico l'' interna difpofizione dell'animo loro. E perciò 1è ci s' incontreranno per i!l:rada , preverranno loro il faluto , e fc s'imbatteranno con effì in qualche converfazione , cederanno loro il luogo, i\ 2 c gli
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAliONE PER UI"FTCIALI NF.QII STATI PRI'UNITARI
c gli dill:ingncranno fopr~t tutti gli al ... tri. E ·con ifpcci~dità dovranno dimoflrarlì offct1niofì vcrhJ i N ofi:d Generali , vedo i qu1li dovr:tnno <.]WHlrarfi , (j ti:l ndo l;l' i ncontrcr~1nno per iitrJ.da , . e t.lo\T~!nno ftlr col c~ppdlo bafio fino a tanto, che far&lnno p~1n~ui , nè fi lèderan ... no ~n ·anti di cfii in convcrfàzionc, fcnza loro pcnnc1Iò: c Io fietlò tratto vogli~ nìo , che ofièrvino \'erfo i Capitani, e ' 'cri{> tutti gli altri Uhz iali di maggior grado del propio R.c.1l Battaglione . 6. ' ' cgli~1mo in oi tre, che i Cadetti n1cdcfimi oilèrvino le regole della civiltJ , c della buona n1oralc verfo qualun<]UC altro , fecondo la fua condizione, prevenendo il faluto a quei, che fono decorati de' primi itnpicghi nello Stato, c t1ccnJo potnpa dell' urbanit~t , e della gentilezza vcrfo gli uguali , cd inferiori . E Yogl iamo che nel trattar con elfi non ofino di pretender cofa indebita fotto l' on1hra di (-11:d potere, eh~ l'uni.~.
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forme , di cl1i fono riveR~ ti , rifvcglia nell'altrui opinione ; poi eh è il n1ilirare non dcc giamtnai dimenticarfi di eilère en uomo d'onore da Noi prcfcelto pe' fuoi clifl-inti n1eriti , cd abilità al Noflro Rea l fervi zio, per la confervazione dello Stato. 7. Dovranno i Cadetti o!fervare ancora con el~1ttczza le regole della buona morale in ·ciocchè riguarda la loro propia condotta : c perciò dovranno afl:enerfi da' giuochi , c da ogni altro ecceffo condcnnevole , c dovranno !:1pcrfi ben governare riguardo :1' loro intcrefiì , con1portandofi con una econo mia così lodevole, che non !ìeno obbliglti di far dcbiro sulla loro nla/Titta . Che fe 1nai .... il contrattaifero , c foilè di fotnma taln1cntc eccedente " ch'dii non potc!fero in breve tempo ·Iibcrarfenc ; lo fèontcLlnno sulb;naffùui n1eJ~fima, con rima- . ncr prcfi trattar:tto nel quartiere. 8. N on dovranno i Cadetti di queflo
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3
Nofl:ro
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N ol1ro Real Corpo per qualunque pre~ te Ho ·port3r fopra di se altro vefiito, che l'unif<;rnlc, che loro fpctta, del quale do\T~nno rcnerc una p~trticolar cura : per Io cui c~~-ètto abbian1o defi:inato un 1·rabanrc per con1pagnia, che efercicar dee l' uhzio di Jàrtore , per rimendarne in cgni urgenza le rotture. Solamente pernìcttÌJtno i calzoni, e le camiciuole bianche ii1 tctnpo di cfi:à, che dovranno effcr di n1~1glia, o di tela bianca. 9· Dovr~111no i Cadetti medefimi aver ancora un tal penficro del loro letto, e (~ella loro biancheria , che per difattenzionc non deteriorino . 1\1a dovranno tener conco fi:pr,uturto del loro arman~ cJHo, c del 1oJ o cori ame: c perciò do\Tacr:o dal prin1o entrare in1pararfi a conol(:erc tutt' i pezzi , che compongot~ o il fuci]c, il loro nome, il ]oro giuoco , le loro perfezioni , e' loro difetti , 1c 1rg(ìle per monrarlo, e per [montarlo, c per ailcfr~rvi bene la pietra: do-
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vendo refiar pcrfuaft , che dalla perfezione , e mantenimento delle armi , e dalla pratica , e valore nel fapcrlc impiegare nafce la vittoria. 1 o. E come tutte le enunciate diligenze non potranno mai da' Cadetti o!lèrvadi colla debita attenzione , fe non (i pron1uova ndl' anirno loro l'affezione al n1ellicre, eh~ prcfdfano ; perciò voglian1o , che nella educazione , .che fi dovrà dare ad cffi in quefro N ofiro Rea l Battaglione, fia principalmente indirizzata la n1ira a promuovere l'amore verfo la profcllionc tnedclin1a, e ad avvalorarne i motivi colle ragioni le più valide, e coll'allontanamento di tutte le occafioni , che poHàno in qualche 1nanier ~1. fmorzarnc l'ardore. I 1. Proibiamo perciò fotto le più. rigorofe pene rifèrba te al Nofiro Rea l arbitri o tutti quei difcorfi , co' quali fi cerca di fcoraggia re i giovani , tnettendo in rifalto le f1 ti che sulle fcienze , e A 4 sulle
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Gtl ISTl1UTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER U~F!CIALI NEGLI STATI PREUNITARI
sulle pratiche del mefiiere , e' di faggi , . che fono dal rnedefimo infeparabili : alle c.1uali f.nicbe, e difaggi è Nofi:ra Real \ r olontà, che i Cadetti rcfiino talmente ~bitu~lti, che poi nel! c can1pagne rifèn tino in !oro medefi1ni il po!fcflò di tutti (1uc' principj , e qualità , che loro· bi fognano. 1 .:!. E proibf:1n1o p~rimcnte tutti que' difcorfi, con cui fi cerca di criticare la ri gidczza dd i' ii1ituto , o l' irregolarità negli ~VV&Uli;amenti, fenza intender quelle ragioni politiche , che hanno deternlinaro a ciò fJre la Noflra Sovrana Rca l 1\,lcntc : con riflcttcrfi , che fimili d!l~oriì inf~nfibilrncntc producono una ct:rtt inrcrnll 1ègreta fvogliatezza verJo qucJie utili appJicazioni , daJle qua• li ti forn1ano gli ottimi UffiziaJi. r 3· Sotto Jc Hcfiè pene proibiamo an-: cera a' 1\oftri C~dcni le converfazioni di gente ignobile, c Ji cattivi fentimenti , <.blL1 quale non polfono effi altro
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apprendere che maffime di viltì , e di Jèoftumatczza : e per la ll:e1fa ragione proibiamo loro la frequenza dc' caffè, e de' malvagi ridotti di gente sfaccenda-ta , la quale per fJr paflàre inutilme:1te qud prcziofo tempo, che dovrebbe impiegare a dirozzarfi, lo fpreca in vani, c pericolofi cicalecci. Il pcrchè ordiniamo) che )e converfazioni de' Nofiri C2detti fieno fètnpre di edificazione al pubblico, dal quale vogliamo, che fi f1cciano ammirare fin anche nell'aria , c contegno · loro , che corrifponder dee alla bizzaria militare, ed alla nobiltà della loro ~ducazione • 14. ~tanto fi.- -è da Noi finora prefcritto , e quanto farà in apprcffo determinato è Nofrra Real Volontà che fi olfcrvi a puntino da' Noftri Cadetti, !è fi vogliono render degni della N oHra Sovrana Real Grazia, e fe amano i loro celeri avanzamenti . Ed affinchè non pofiàuo addurre caufa d' ignoranza
voglia·
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GLI lSTITUTT DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN ITAR I
vogliamo che in ogni mefe fi leggano loro le prcfenti ifrruzioni , con· affiHcn~a dc' propj Capitani , o , in lo.ro ·atfenza , di chi comanderà le loro compagnie. t 5. Voglian1o , che il fervi zio , che i Noftri Cadetti faranno, abbia due ri· guardi per interamente apprenderli a perfezione : dovrà farli ne' loro quartie.. ri , c dovrà farfi nell'impiego dd te ar.. n1i. E per quel, che riguarda il primo, con1e abbiamo fiimato di dividere ogni compagnia in due fquadre; nella cufl:oJia di ognuna di eflè dovrà effere un quart~'!,liere, il quale invigil~rà, che non 1i pofla ef.lrarre fuori del quartiere mcdcfimo arn1a alcuna fenza l'ordine pofttivo dell'tJffizialc, del Brigadiere, o del Sottobrjgadicrc, che l'appartiene. Dovrà anche invigilarc il quartigliere a non far giuocare i Cadetti in effo quartiere a giuoco .veruno, ancorche di divertimento , a non far coricare alcuno nel letto altrui , a far fare e rifc1rc i letti da'
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Tr~banti , cd a far efferc i detti quartieri ben illumi~ati , durante l' ofcurità
della notte • 16. Riguardo poi al fecondo , fi dO.. vrà efi1ttamente otfervare quel che ficgu\:. Q!.aando un .Cadetto fi ritroverà sulle .armi , terrà un profondo filenzio , non ft feparerà mai dalla fua riga , nè dal fuo pofro fenza pofirivo permc!fo di chi. lo comanda , e fiarà fopra lli se, fcnza far movimento alcuno inutile nè col piede, nè colla mano, nè rafchbndo, nè falutando alcuno. SoJal!lente nel cafo che qualche Capo del fu o Corpo, o qualche Generale de'Nofiri Reali Eferciti paffaffe per avanti di lui, girerà la tefta verfo del medefimo, e lo guarderà con atto di rifpetto • 1 7· Si proibifce a qualfivoglia Cadetto dì ·fcaricar la fua arma fenza ordine di chi lo comanda , eccettuati i cafi , che in apprefiò fi preverranno per le fentinelle.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFfi CIALI NE.GLI STATI PREUNITARl
8. Quando un Cadetto monterà di guardia , vifiterà con anticipazione la !!1a arma , e munizioni , per. afficurarli fc i dicci cartocci , che dovrà portare , tieno in ottimo fiato , fe la pietra 1ia bene atfefiata , e fe abbia q~ella di riferba . E fe a1la vilita , che farà il Scrtobrigadicre prima di condurlo alIl parata , ritro ver~ì qualche n1ancanza ; farà a proporzion di quella m~r tificato. 19. Senza pcrtne1fo di chi comanda la guardiil , niun Cadetto potrà fepararii ddll n1edeiìma: e folo in cafo urgente , c~c dovrà clfcrc molto di rado , potr:t dimandarne da chi comanda il permcffo pcl canale del Sottobrigadicrc. 20. In fcnt irfi dall'Uffizialc, dal BrigaJierc, o d~ l Sortobrigadierc la voce all'ar11Ji ; dovranno tutti i Cadetti con prontezza , e filen~io prenderJe, formarli, e ripoftrc fopra di effe, pronti ad cfegui~ 1
AGGIUZ..ìE E VARIANTI AL TOMO U
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re quaHivoglia ordine, che farà per dare il loro Superiore. 2 1. Quando li dovrà fpedire un Cadetto dalla Guardia per dar qualche rapporto in ~fcritto, o a voce ; marcerà fempre coll'arma in ifpalla, fin che giunga alla perfona, alla quale dovrà fare, o confegnare il rapporto . E fe la perfona è di grado tale , che )a fcntinella debba prefentarglicla ; alla di!lanza di un palfo gliela prefenterà , e confegnerà o farà il fuo rapporto: e dopo di aver ricevuto l'ordine, che farà per darft dalla perfona medefima, porrà l,arn1a in ifpalla , nel cafo che la tenga prefcntata, e facendo un mezzo giro a diritta , ritornerà al fuo pofio . 1.. .2.. La forza di ciafcuna guardia , che dovrà dare quello N ofiro Re al Battaglione, dovrà regolarfi a C]Uattro Cadetti per ogni fentinella ; affinchè il numero delle fazioni , che ognuno di eili dovrà fare, corrifp-<>nda .alla quarta parte delle
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DJ FORMAZIONE PER UFFICIALI l'ffiOLI STATI PRF.UN ITARI
delle ventiquattr'ore. In tal n1aniera una quarta parte della guardia Ltrà fempre impiegata, e dcl~e altre tre quarte P'~r ti , una dovrà rimaner fempre vigilante fuori del Corpo di guardi,l per quel; che potrà occorrere, e le altre due .dovranno ripofar1i . Con avvertenza , che la quarta parte , che .rimJnc vigilante di riferba , in cafo di troppa rigidezza di freddo , o di pioggia , potrà ritirarti nel Corpo di guardia col permefio di chi la comanda , il quale dovrà in ciò regolarfi da ctuel , che gli detterà la prudenza , fecondo le cìrcoll:anze del tempo, c del luogo. 23. Il Cadetto del Nofl:ro Rcal Battaglione, che dovrà entrare in fcntinella, quando fJrà chiamato dJ l Sotto brigadiere di guardia , o da chi fa le fue veci, fi metterà il fuo fucile in ifpalla dopo di averlo vilitato , e lo feguir:t. l n giungere al pollo , che gli toccheréi, 'osì egli come l' altro , che fta attuai-
AGGIUNTI! E VARIANTI AL TOMO TI
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mente in fentinella , ambedue prefente~ ranno le arm~ , e quel che dovrà ufci... re {piegherà coa tutta la dHHnzione a-ll' altro , che dovrà entrare , la confegna particolare &i quel pofl:o: ed il Sottobrigadiere , o chi fa le fue veci , fiarà a fentirlo con tutta 1' attenzione, per correggere gli errori , che potetfero mai nella confegna medefima commetterli : la quale terminata eh~ farà , il Sottobrigadiere , o chi fa le fue veci avvertirà il Cadetto , ch' entra in fentinella di efeguir con diligenza quanto nella confcgna gli è fiato comunicato, ed oltre a ciò quanto è fiato da Noi . prefcritto di doverfi dalle fentinelle generalmente offcrvare. 14. Ogni fentinella farà obbHgata di
fJr rifpettare la: fua perfona. E fe tal uno volelfe infultarla ; lo avvertirà del fuo dovere • E fe mai non ubbiditTe ; chiamerà il Sottobrigadiere , affinch~ ne dia parte al Comandante della guardia.
Ma
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GU ts·rnuTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOr-.'E PER UFFICIALI NF.GU STATI PREUNITARI
Aia fe il Sottobrigadierc non giungerà a rcn1po, e .trattanto quello, che lo infui t l , eccede fiè ~no a sforzarla; fard ufo delle fuc armi. 2 5· Il Cadetto, che fi troverà in fenti nella , non potrà elfer gaftigato, o ri..; prcfo da neffuno con paroJe rifentitc , ancorchè fia dal propio Uffizinl di gwtrdia : c non permetterà ·, che a villa fna fi faccia chiaifo, fi attacchi briga, o fi commetta azione indecente. :! 6. LJ fentinclla non fi metterà a difcorrere con nclfuno, durante la fua f1-· zione, ancorchè fieno Cadetti della fleffa guardia ; dovendo dirigere tutta la fua attenzione alla cuftodia del fu o pofio. Non potrà federe , dormire , mangiare, bere, fumare , nè potrà far altra cofa Jifdicevole alla ferictà, ed importanza del fuo impiego. Potrà fola mente pa!feggiare, fenl a allontanarli però più di. diece paili dal 1uogo aifegnato , c fenza perder di villa jl fuo pollo, e quanto appartiene alla fua
AGGiliNTE F. VARIANTI AL TOMO U
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confegna; ed in cafo di trafgreffione fC\rà feveramente gafiigato. · 27. Per ne[un motivo lafcerà la pro.. pria arma, dovendola fempre tenere o in ifpalla , o ripofato fopra di elfa, poten,. doli fervire dell' una e dell' altra fttua... zione , cioè , della prima per paifeggiarc , e della feconda per ifiare a pia fermo: coll'avvertenza di allontanare da ~ gen.. te unita. 28. La fentinelta deGinata all' armi avrà fomma cura, che le medefune non fiano riconofciute , nè che fe ne tolga alcuna dal fuo pofl:o, è fl:arà attenta, che la gente non vi paffi così da vicino, che le poffa urtare . 19. Qualfivoglia fentinella , in ifcovrire un U ffiziale, farà obbligata a fl:ar ferma, ed a comporli còlla fua arma in ifpalla: e .fe folfe nella muraglia, guarderà la campagna: e fe alla porta, o ad altro pofio d'una piazza, o quartiere, guarderà l'Uffiziale rnedeftmo • ·~tfendo pc:rò la perfona,
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che
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che palfa di tal carattere, che fe le debbano prefentare ),armi; lo efeguirà egual.. mente che la guardia, di cui è parte. · 30. Rirrovandofi una fentinelta alla porta d'una piazza d'armi, in ifcovrire da lontano truppa armata , o una frot.. ta di gente, che venga verfo la piazza medetima; chiamerà fubito il Sottobriga.. diere : ed a proporzione , che la gente 1i anderà approflìmando, continuerà a gridare. E nel cafo , che non folfe inte fa, o che quc' fi avvicinafiero con tan. ta cderità , che non datTero tempo al Sottobrigadiere di giungerç ; farà dell, obbligo della fie.flà fcntinella di chiudere la barriera, o la porta, e di comandare a q~clla gente di fermarli : e fe difubbidienti a tal ordine feguiteranno ad avanzarli; difenderà il fu o pofio col fuoco, e col. la _bajonerta, fino a perder la vita. 31. Se una fentinella oflerverà perfona mifurare la muraglia , iJ follo, . il cam. mino ~ov~rto, o la fpi2.aata deJJa forti-
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6cazionc con paffi , corda , pertiche , o in quaHivoglia altro modo: o farne sulla carta con penna , o lapis appun- · tazione o àifegno; ne darà fubito avvifo al fuo Sottobrigadicre. E fe la perfona, che avrà prefa la mifura , o fatta la. ricognizione , vorrà andarfene; · le .ordinerà di fcrmarfi : e fe al terzo comando non obbedirà ; le farà fuo .. co . E dovrà praticar lo freifo con quelli , che tcntaflero di riconofccre l'artiglieria, e le mine, o che fc,llalfero la muraglia, o che facdfero alcun danno agli fieccati. 32. Se mai vedefiè · incendio, fentHfe colpi di fucile , o!fervaffc riffe, o quaHivoglia altro difordinc; farà obbligata di darne fubito avvifo al Sottobrigadiere E fe frattanto , che il mcdefi1no giunge, può rimediare , o arrefrar qualcuno ; lo farà, fempre che non fi debba allontanare dal fu o po!to . 33· Dovrà fempre la fentinella ricev-eB 2re #
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GLI ISTITUTI DI EDUCA710NF E DI FORMAZJOJ\E PER UFFICIALI KEGLI STATI PREUNITARl
re gli ordini pel canale del fuo Sottobrigadiere . Ma fe l' Uffiziale gliene con,unicaffc alcuno da se; farà obbligata di obbcdirlo , e lo terrà fegreto quando fiJlc così incaricato. 34· Non dovrà mai la fentinella colnunicare gli ordini, che tiene, fe non al Sottobrigadierc , o al Comandante (l ella guardia, allorchè ne farà da efii richiefla: cd al primo dovrà tacere que', che dal fecondo le faranno con riferba dati , come fi è detto di fopra. 3s. La fentinella non li farà cambiare fcnza eilèrci prefente il Sottobrigadicrc: e dur.antc la fua fazione , non entrerà ne11a garitta nè di giorno , n~ di notte , pur che non venga obblig~tta da pioggia , o neve , o che il Comandante della guardia per Ja forza del caldo permetta in alcune ore fiabilite di potervifi ricoverare : dovrà però fempre tenere i portclli della medefuna aperti •
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36. Sarà cura della fentinella di avvertire anticipatamente la guardia, vedendo appreffarfi alcun Superiore del corpo, o altri , cui corrifpondano onori • 37· Le fentinelle di qualfivoglia piazza d' armi , o rill:retto , che poifono tra loro fentirfi, dovranno ogni quarto d'ora, dalla ritirata fino alla diana , paffarfi Ja parola in quella forma : fcntitzella all'erta: che dovrà cominciare dal luogo , che farà aifegnato . 38. Ogni fentinella fituata nella muraglia , o in luogo d' importanza, dalla ritirata fino aUa diana , domanderà a tutti que' che a lei fi avvicineranno chi vive? e rifpondendo: Napoli: domanc.lerà : cbe pcrjò11a è ? e fe foife in campagna: di che Reggi1J1C1Jto? Ma fe colui, o coloro , che faranno domandati-; non rifpondeffero, o rifpondeffero male ; replicherà il chi vive per due altre volte, ed in cafo che le avvenga lo fleifo , chiamerà la guardia per arrc~argli • Ma fc · B 3 frat...
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAli NEGLI STATI PREUNlTARI
fratta nto li da lfero in fuga ; farà loro fuoco fopra , come pcrfone fofpette. 39· Sen1prc che al chi vive della fen.. tinella firuata sulla tnuraglia, fe le ri[ponda: Rouda d' lfpezio11e, Ro11da Maggio .. 1·e, Ro11da , CoutrtJrmula, o Ro11da volatJte; l'ordinerà di t:tr alto, e ne darà avvifo al Sottohrigadicre, acciocchè fia ricevuta co11a dovuta formalit?t: e lo fl:eifo faranno le fentinelle in campagna·, fe al domandare: che Reggùne11to? fi rifponda: Generale , o Uf!izia/e di giorttata. 40. Q!1ando palferanno Je ronde , le fcntinelle prefcntcranno le armi: e fian .. do sulla muraglia, faran fronte alla campagna: e fe in altro luogo, aiJa perfona, che va di ronda • 41. Se mai li flalfe accampato ; le fentinellc lì tua te a' fianchi, e retroguardia del Nofiro Rea l Battaglione pernletrcranno a, foli Generali , ed Uffi. ziali di giornata di palfcggiare a cavallo
per le 1lrade , che formano le compa·
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gnie , nel_le quali non faranno entrare pacfani, foldati, fèrgenti, o caporali, fenza cfprefià li ccnza del Capitan di picchetto. 42. Le fentinelle del campo non lafceranno la notte entrar perfona non conofciuta nelle tende fenza permerfo dell' Uffizialc, che con·1anda la guardia: c fe qualcuno vi ft accofterà , ne da· ·ranno immediatamente avvifo alla guardia, perchè fia riconoièiuto. 4 3· Similmente non pern1etteranno, che da' Battaglioni accan1pati fortano fold1ti pc' loro pofii fenza il pcrmcffo in ifcritto del Capitan di guardia . 44· Le fentinelle pofl:ate ful ricinto d'una piazza , o in campagna non fa~ ranno di notte avvicinarfi perfona ol tre i quaranta o cinquanta paffi, nella qual difranza P obbligheranno di fermar fi, e di dire fc è amico , per poternc ltue parte alia guardia e per farlo riconofcerc pri· ma di darle il patfo. B 4 4S· Quan·
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GLI IST1TU11 01 EDUCAZIONE E O! r-QRMAZIONE PER UFFlCIAI.I 'IOEGLI STATI PRE\11\!TARI
45· Quando piove , la fentinella ri-
volgerà Il fua arma nella maniera fpiegata nel trattato degli Efercizj. 46. Q!taHivoglia Cadetto o in pace, o in guerra, che dovrà far' ifranza, o querela , dovrà farla pcl canale del Sottobrigadiere della fua fquadr~ : e potr~ ricorrere al Brigadiere , o l Tffiziali nel folo cafo , che la querela fia contra di alcuno dc' detti fuoi immediati Superiori, o. che non gli fia da effi fiata fatta giufri-
Obbligo del Sottobrigatliere.
J
L Sottohrigadicre dovrà C1perc gli obblighi de' Cadetti, fpiegati nell' antecedente titolo, per poteri~ infcgnare a, mcdefimi , c per poterne da effi rifcuotere un cfatto adempin1ento: c do1.
vrà oltre a ciù fa pere, ed cfattam~nte o1fcrvarc ciocchè ficgue.
AOOLUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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Ogni Compagnia dovrà cffer divifa in due fquadre , ed ogni fquadra dovrà avere un Sottobrigadiere alla tefra ; il quale, fe mai venHfe a mancare, farà fupplito da uno de' Cadetti, che il Capitano dovrà nominare come il più capace a farne in tanto le veci, e che l' eferciterà precedente Nofira Real ap1.
.
....orovaztone .
3· Per e!fer promoffi ad occupare le vacanti di Sottobrigadieri faranno femprc notninati da' Capitani delle Compagnie quei Cadetti delle Compagnie medelìme , che avranno antecedentemente dato fufficienti pruove di fcrietà, efpertezza , ed attenzione al N ofiro Real fervizio, fenza riguardo alcuno alla loro nnzianità . E di tali rcquifiti ce ne afficurerà il Colonnello Governatore, dopo di aver mefiò in opera le più efatte diligenze così per informi; ch'egli ftimerà di prenderne , come per efami , che di fare di quei , che faranno giudicherà . . nominati. 4· Che
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO~'E PER UFFICIALI '!EGLI STATI PREUMTARI
4· Che fe mai vi farà in altre Com. p:-~gnic qualche Cadetto, che avelfc da.
to pruove tali della fua ferietà, abili.. tà , cd attenzione , che fi fofiè refo commendevole nella pubblica approva.. zione ; è N o!tra Real volontà , che in tal cafo fia quelli preferito ad ogn'altro nelle vacanti di Sottobrigadieri. S· I Sorrobrigadieri, come i Superio. ri più immediati a' Cadetti , faranno da ~ffì rifpettati come tali , ed in cafo di mancanza di efecuzione a' loro ordini, fpettanri al Nofiro Real fervizio, faranno trattati come mancanti di fubordj.. nazione: c concediamo a' Sottobrigadieri la porcllà di mandargJi prefi , con darne immediatamente parte al Briga· di ere di quella Compagnia, nella quale il Cadetto fia incardinato; affinchè que.. fii ne paffi la notizia agli Uffiziali di
c1fà. 6. Sarà obbligo principale de' Sotto-
br igadicri di ifpirare nel cuore de' Ca·
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
detti della loro fquadra l'amore al Noftro Real fervizio , e la fomma efattezza pe' doveri militari : e perciò L1ranno effi fcrj nel comandare , piacevoli nell' iltruire, c mifurati nell' efpreffioni, ancorchè fiano nel cafo di dover riprendere i Cadetti, afienendofi da quegli fcherzi, che facilmente degenerano in avvilimento ttel propio car3ttcrc , ed in difprezzo dell' altrui : quindi è che non dovranno far ufo de' fopprannomi, nè dovranno permettere , che alcuni dc' Cadetti della loro fquadra chiami altri con fopran• nomi , o gli parli con termini poco de• centt. 7· Offerveranno con fomma diligenza, che i Cadetti della loro fquadra non eccedano in affcttaturc nel veflire , e nel pcttinadi, e che mettano tutta la loro attenzione nel mantenere in ottimo fiato le ]oro armi, cd a fa perle maneggiare con perfezione: c perciò dovranno fa pere, 'd infrgnar loro i nomi ,. e l' ufo di tutti •
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pcz-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
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i pezzi, che compongono il fucile , il loro giuoco, i loro difetti , la maniera co1nc afièfrarc la pietra, ·ed i giulli mctodi per col p ire con palle. · 8. Per la pulitczza , e confervazione ddl' armamento vi dovranno clfcrc in ogni fq uadra due brunitoj , due morlette , due fvitatoj , e due martellini : e q ucfri generi fi confegneranno in ogni giorno .dal Sottobrigadiere al Quartiglicre di giornata, cui fi farà notare l'ottimo flato, in cui fono nell'atto della confègna , per efigernc conto nella confcgna del giorno filifeguentc. 9· Sarà obbligo pari mente de' Sottobr igadicri d' illruire i Cadetti della loro 1~J uadra a formare il paifo corto , il regolare , l' obbliquo , il circolare , ed il paifo di fila , con aria , e difinvolrura Jn:Irziale : e quando gli avrà perfezionati in quef1:o ìrnportante efercizio , gli pat'ferà al maneggio delle armi , ed a' fuochi, fecondo i metodi prefcritti nel crattato degli Efercizj.
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t o. Sarà
umilmente obbligo de' Sottobrigadieri di fl:arc con tutta l' attenzione, che i quartieri del ripartimento della loro fquadra fiano mantenuti con tutta la pulii:ezza, e propietà poffibile , e che i letti , le armi , e quanto in effi fi cuftodifce, fiano a' loro luoghi , e . nella maniera , che. fi conviene : come anche che i Cadetti nel tempo, che rimangono ne' quartieri medefimi , vi dimorino con quelJa decenza , che fi conviene a gente ben nata, e ben educata. 11 . Perciò farà obbligo di ogni Sottobrigadiere di far la vifita , in ogni mattina nell'ora aff"egnata, alla fua lquadra , badando alla decenza nel vefl:ire, e nelle pettinature de' fuoi Cadetti , la quale fe troverà poco conveniente, con maniera gli avvertirà , ed in cafo di recidiva li correggerà con arrefii , de'quali darà parte al propio Brigadiere : indi pafferà alla vHita delle armi , che ricono.:.
fcerà ad una per una, per aflìcnrnrfi fe fiano
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GLI ISTITUTI DI EOUCAZ!Ol'ffi E DI FORMAZ!Ol'ffi PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
liano lituate ne' loro luoghi , e fc fiano pulite, ed in ill:ato di prontamente adoperarli; ed in cafo che non le trovi in illato , piglierà quegli efpedienti , che giudicherà i più adattati, e de' quali darà anche parte al fuo Brigadiere. 12.. N elle ore del definare , e della cena farà obbligo de' Sottobrìgadieri di m~ntenerc il buon'ordine nelle tavole de' Cadetti della loro Squadra ; aainch~ olfervino le regole prccettate dal decoro , e dalla pulita maniera di vivere, infinuando Io1·o l'obbligo , che vi è di fervirfi fcambievolmente con quella gentilezza , che la buona morale precerta • J 3, Sarà parimcnte obbligo precifo di ogni Sottobrigadiere di badare, che qua n· do i Cadetti fono fuori del quartiere , trattino con perfone della lor condizione , e non frequentino quei luoghi, che non fanno onore al propio carattere, ed al propio Corpo • Quindi è, che fe mai
incontraifero qualche Cadetto per ifrrada
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in compagnia -di perfona di vile condi.. zione, o in luoghi indecenti, come fono i pubblici cafè, i ridotti di gente haifa, j partcrri de' teatri piccioli di quella Capitale; dcvranno fubito condurgli in arrefio al quartiere., e ne dovranno dar parte al Capo della guardia. 1 4· Sarà obbligo de'Sottobrigadieri di vifitare fpeilo i Cadetti infermi della loro fquadra, dimollrando loro quella amorevolezza , ed attenzione , clie fi conviene a gente bene educata : e dello fiato de' menzionati Cadetti infermi, ne faranno efatta relazione al propio Brigadiere. x5. Sempre che una fquadra prenderà le armi lì a per rivifl:a d' Ifpczione, rivHla di Con1me!fario, guardia , difl:ac~amenro , cfcrcizio , o altro; il Sottobrigadiere di eilà la formerà preventivamente in ala , le farà armare la bajonetta , le farà porre la bacchetta in
canna , .e le farà far arma al fronte : indi .
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CLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO!'oc PER UFfiC'IALI li-eGLI STATI PREL"'ITARI
indi cftn1incrà con attenzione ciafcun' anna per ollè:rvarc, fe nell'interno della canna vi li a corpo cll:ranco, o fuccidwnc, guarderJ fc la bajonctta rimanga ben affi curata nella cin1a del fucile, fc le n1oll i , c balefirc fieno correnti, fc l' acciarino fia ben temperato, e fe la pietra buona , c ben ailcftata : terminata la v ifita delle armi r~lllèrà alla viftta delle munizioni, cd a quella del vefi:ito, c del corian1c . E fc mai incontrcnì qualche 1nancanza , che pofii fubito rin1cdiarft , lo f~u~ì con prontezza efeguirc , cd in .c do contrario lo f:u·~t in apprc!fo colla
n1:1ggior poffìbilc follccitudine. 16. Nel giungere il Brigadiere della propia Compagnia farà obbligato il Sottohrigadiere di dargli conto del numero effettivo de' Cadetti, che fi ritrovano sulle arn1i, del notnc, c (lei dcfiino degli •tflènti, dd lo flato, nel quale fi ritrova P annlnlcnto, il vcièiario , c co~"ianlc; dovendo per ciò avere preifo di
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fe un piè di lilla dell' anzianità della fua fquadra, un altro della ftatura , ed un1 efatta nota dell'armamento ( difl:in. ro per numero , e marchio) , de, generi del vefiiariJ , de'letti , e delle biancherie. 16. Dovranno i Sottobrigadicri riconofcere i Brigadieri. per loro immediati Superiori , come i Brigadieri dovranno riconofcerc per loro itnmediati Superiori i Tenenti , cd i ,..rcncnti i Capitani . E perciò è N oftra Rea l Volontà , che di tutto ciocche appartiene al Noftro Rcal fervizio i Sottobriga,{Lcd ne debbano prima Ji ogni altro dar parte al loro Brigadiere; affinchè da ello fe ne pafii il rapporto al Tenente, che ne infortni il Capitano. I 7· Permettiamo a' Sottohrigadicri dì poter ricorrere al Tenente, o al Capitano addirittura nel folo cafo di gravezza, che doveffero efporre per ingiu-
frizia ricevuta dal loro Brigadiere , o dal Tenente, a' quali vogliamo che pafC fino
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GLI !STlTUTI DI EDUCA710NF E DI FOR\1AZIONE PER UFFICIALI >~EGLI STATI PREIJJIIITARJ
:fino ~nteccdentcmcnte quelle convenienze , che fono propie del rifpetto , il quale non mai deve fepararfi dalla .fu.. bordi nazione. 18. I Sottobrigadicri riceveranno gli ordini appartenenti al Nofl:ro R.cal fcrvizio da' Brigadieri, tenendo il cappello in mano, nè fi copriranno , fe non se dopo di eifer terminato l'ordine a darft . E fe i Sottobrigadieri dovranno comunicare gli ordini medefimi all~ loro fqu~1d ra ; è Noltra Rcal Volontà , che ]a (onnino in cerchio per dir loro quel, che conviene , e che nell' attù, che ciii cotnunicano i detti ordini, i Cadetti lo :llicno ad udir col cappello levato , cd abbaifato, con profondo filenzio, e con t urta quell' attenzione , che fi deve ad un atto così fcrio. I 9· Sarà anche obbligo de' Sotto· brig<ldieri di comunicare l' ordine ricevuto dal loro Brigadiere agli U ffiziali dclJa loro Compagnia colle armi afficu-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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rate: e dopo di aver intefo quel, che l' Uffiziale , cui comunicherà l' ordine, dovrà dirgli; farà mezzo giro a diritta, e li ritirerà . 2o. Sempre che i Cadetti piglieranno le armi , i Sottobrigadieri dovranno fl:are con attenzione , che i movimenti, o fia maneggio di effi fia efeguito con et1 ttczza , e con aria marziale , e che nella marcia , c fonnazioni com-
parifca la· buona difciplina apprefa .
Quando le fquadre fi ritirano dagli cfcrcizj , fe alcuno de' Cadetti ar· diffè di [caricare la fua arma; il Sottobrigadiere dovrà dargli l' an·efio , e dovrà darne parte al Brigadiere, affinchè da quefio fe . ne p~lli la notizia al Capitano. E fe il Sotto brigadiere trafcuraf.. fc in tal cafo di dar l'arrefl:o al Cadetto; ( lrà il Sottobrigadiere medefimo fe2 1.
vcramcnte gaGigato . 2 2. In ogni formazione o che riguar-
di gli Efercizj , o le funzioni di guerC 2 ra,
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIAU NEGLI STATI PREUNITARI
ra , in mancanza del Brigadiere il pri.. tno dc' Sottobrigadieri prenderà il fuo luogo , e porterà in tal cafo Je armi affi curate. 2 ~. Qualunque Sott'obrigadicre farà nell' obbligo prccifo di mantenere con cfatta offcrvanza della rigida difciplina · militare Ja truppa, che avrà fotto i fuoi ordini: ed in ogni cafo di mancanza, o difetto a qudta preci fa obbligazione, farà il Sottobrigadicre 1èvcran1cnte gaftigato. 24. Ogni Sottobrigadiere , che ·tolleraffe nella fua fquadra , o in quella porzione di truppa, che comanda, mormorazioni contro il N ollro Real fervi .. zio, o difcorfi poco rifpettoli verfo ·gli Uffiziali, che la comandano, o ogni al~ tra azione , che fentiilè della mancanza di fuhordinazione ; farà privato della fquadra. 25. Ogni Sottobrigadicrc , cbe co. manderà una guardia , partita , o difiaccamcnto , marcerà alla tefia della medelima colle armi affi curate.
AGGIUN1"E E VARIANTI A.L TOMO Il
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16. La notnina del fcrvizio , che dovrà dare ogni fquadra pcl giorno fcgucnte, fi dovrà fare da' Sottobrigadieri nella fera , -che precede : e farà loro precifo dovere di offcrvare in clfa le regole della giuflizia ( <.Ii cui faranno rifponC1bili ) nel dcfiino , che daranno a ci,tfchcduno dc' C~H.letti , i cui nomi pubblicheranno nel circolo di ordine della propia fquadra , foggiungcndo tutti quegli avvertimenti , che giudicheranno i più propj per la buona condotta de' Cadetti n1cdcfiini, c per l'elàttezza al Nofl:ro Real fèrvj~io. 'J-7. La guardia , ch' entra li fot·mcrà alla fronte di quella , che cfcc : e dopo che le due guardie fi Eu-anno in tal maniera fonuatc, il Sottobrigadicre della guardia, chl! entra, chiederà permeffo al Brigadiere , o ad altro Uffizialc fuo i1nmediato Superiore, fc vi è in ctl~1, ed indi pailèrà a nun1erarvi i Cadetti , -:t C 3 prrn-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I
prcnJcrfi la con fcgna del pofio ( con no.. t:1rc in cffit confegna i parz.iali pofii d'im .. portanzl ) , ed a catnbiarc le fentincllc. 2 8. N el dcfl:inarc le fentincllc i Sottohrigadieri dovranno aver riguardo a fccglicrc, tra fjUC' dd quarto, i Cadetti di rnaggior abilità pc' pofii di tnaggior i1nportanza, cd i più agili per ordinanze. 29. Il Sottobrigadierc, ch'entra di guar~ dia, li avvicinerà 3. quello che n'efce, gli dom:1ndcrà il numero delle fentinellc, che dovr:utno tencrfi giorno, e notte, indi chiarncr:t i Cadetti, che dovr~nno entrarvi nella prirl1a •nutl, ed atnbeduc i Sottobrigadieri Lnarceranno unitamente per elfa colle armi :1fficurate, otfervando il metodo fpiegato nell'arricolo 2 3· titolo 1. di quefto tratta· t o: con avvertenza che, durante la marcia fino al pollo deiJa prima fentinclla , il Sottobrigadicrc, ch'efce di guardia, comunicherà a quello che entra, la confcgna del poflo 1nedeftmo; affinchè ill:ruiti ambedue poil~no accorgerfi , fe in quell'atto
AGGIUNTE E VARlANTl AL TOMO U
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fì cada -in el'rore : e lo ficifo fi dovrà intendere della muta di tutte 1'.altre fentinelle. 3o. Se la guardia farà com pofia di dt!le Sottob~·igadieri ; il primo avrà . P incarico del corpo di guardia , de' mobili, della pulitezza ·del pollo, e degli ordini particolari, che 1nai vi poteffero effere, e che egli , col permeifo del fuo imInediato Superiore, fi confegnerà, ed il fecondo farà incaricato della muta delle fcntinclle , ·nella quale, fe mai ve ne foffcro tnolte , e diftanti , l' ajuterà il
primo. Ed in tal cafo fi avverta, che ter· tninata la muta , dovranno ambidue i Sottobrigadieri dar parte di aver cambia.. to le fentinellc , e di qualunque altra . novità, o mancanza , che potefiè effervi occorfa , e di aver, cfattamente il tutto cfeguito : ed il primo di effi darà parte oltre a ciò di eflèrfi confegnato il pofl:o. E mancando di adempire a queilo d~ vere, faranno fottopofl:i alla pena cor-. C 4 rifpon-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
ri fpondente alla trafcura ggine , ed ommillione. 31. E fe faranno in una guardia due Sottobrigadieri , dovrà fempre uno di dii trattenerfi vicino alle armi, altern~n .. do col fuo compagno: e l'altro dov~J fiare con tutta l'attenzione , che veruno de' Cadetti fi allontani dal pofio, e che ciafcuno ofièrvi l' efattezza, e la decenza nel tratto. 32. Sarà obbligo di ogni Sottobrigadiere di guardia, che le fentinelle ftieno vigilanti , e che adempifcano efattamente agli ordini ricevuti : come ancora che fteno efeguiti tutti gli ordini, e confegnc , che fi ritroveranno fcritti ne' corpi di guardia. 33· Ogni Sottobrigadiere, elfendo di guardia, dovrà prevenire alle fenrinclle dopo la confcgna particolare , comunicatale nell'atto deUa muta, che olfervi c!àttamente gli ordini generali fpettanti alle fentincUe medefimc.
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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j4· Quando un Sottobrigadiere farà di guardia , dovrà ilare con vigilanza ta-
le all' ade~pimento , che ognuno dovrà J:1rc della. fua obbligazione, che dovrà · fervire di confidenza, e di ripofo del fuo Capopofio . .· 35· I Sottobrigadieri nel condurre i Cadetti , · ch' en~rano in fentinella , e nel ricondurre quei , che ne efcono, lo f1rà fempre colla maggiore formalit(t. n perchè prima di marciare dal pofio d~lle armi con quei , ch'entrano in fentinella·, otferverà fe le armi medcfime fono cariche , cibate, ed in i!l:ato da poter fervire, n~ partirà dal detto pollo, (e prima non abbia dimandaro permclfo al fi1o Capo di guardia , e lo fiefiò farà colle fcntinelJe , che entrano. 36. La muta di quattro fentineltc fi condurrà in una riga: quella di fei fino a otto li condurrà in due righe : c quella di nove fino a dodici in tre : e nel tnarciare il Sottobrigadiere andrà un poco. avantl
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OLI ISTITUTI DI EOUCAZIO~E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NI::OLI STATI PREUKITARI
avanti del centro della prima ,riga coll' :::nua allicurata, e fiarà con fomma attenzione, che la truppa, che lo fiegue, oflèrvi filenzio e buon ordine. 37· Se il Sottobrigadiere fo1fe Capopofro di una guardia, in cui faranno oltre della fcntinella delle armi altre feparatc, e diftanti; affifierà egli fielfo a quella delle armi , e manderà un Gadctto, che egli fiimerà il più capace, a cambi~rc le altre, fenza che una tale incutnbenza lo efenti dalla fua fazione , ncJia quale farà ob~Jigato di entrare nell'ora , che gli toccherà; refrando in arbitrio del Sottobrigadiere il defi:inare altro Cadetto capace per la muta. 38. Le fcntinelle fi cambieranno iu ogni due ore : c foltanto per caufa dell, tccctlivo fì·eddo, o caldo .fi potrà cambi .tre il filtema ad arbitrio di chi cotnanda. 39· Sarj obbligo precifo dc' Sottobri!S 1dicri nell'acro, che faranno di guardia
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AGGfUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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in guernigione, o in piazza , di vifitare di giorno con frequenza le fue fentinelle, e di notte in ogni mezz'ora • A quefi<:> fine il . Capopofto gli darà un fegno ;. che in feutirfi. d~lle ·fentinelle in com- · petente difl:anza , effe riconofcano . effer la vifita del Sottobrigadiere di guardia, o dell' Uffiziale Capopofio • Ed affinchè le guardie immediate non l'ignorino, e. le loro fcntinelle non abbiano motivo di maravigliarfene; i Capi del1e guardie contigue fi comunicheranno fcambievol~ mente i fegni • 40. Ogni Sottobrigadicre effendo di guardia , dopo di e!ferfi confegnato il pollo , riconofcerà le armi , e munizio.. ni de fuoi individui, ed avrà tutta l'attenzione, che fiano · in perfetto ftato : e terminata che avrà quefl:a vifita, farà arritnar le arn1i al luogo· aifcgnato, for· n1edt in cerchio la fua guardia· , e lcgg~rà ·, o farà leggere i doveri generali delle fentinelle, è gli ordini , e prevcn-
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GU ISTITUTI DJ EDUCAZIONE E DI FORMAZ10NE PER UFFIC IALI NEGLI STATI PREUNITARI
zioni particolari ricevuti nella confe• gna del pofio , e che giudicherà di do. . verli comunicare aUe fentinelle ; rifer.. bandoli gli altri , che dovrà cufi:odire con fegretezza , per efcguirli a 1ùo tem~
po.
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41. Se un Sottobrigadiere fi ritrover~ comandando un pofto; manderà un Cadetto a) l' ora , e luogo affegnato pel' prendere l' ordine • Ma fe il fuo po...· fto fof(e dipendent~ da altro comandato da Uffiziale , o Brigadiere ; manderà in elfo il menzionato · Cadetto a. prendere l' ordine. 42.. In toccar la diana il Sottobrigadiere di guardia comander~ alla met1 de' Cadetti di clfa , che non fono in fentinella , che fi pettinino , e che fi pulifcano , e darà loro per tal' effetto una mezz'ora di tempo, dopo la quale gli vifitcrà per vedere fe fono propj , ed ordinerà alP altra metà, che facciano lo .ficlfo, come anche a quei, che fono in
ACGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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fentinella , dopo che faranno ufciti di fazione. 43· l Sottobrigadieri di guardia ufe~ ranno ogni diligenza, che il corpo di guardia, e fuo circuito reili ben pulito · in ogni mattina . 44· Se il Sottobrigadiere 1i ritrova1fe Comandando una guardia t n~l fentire, o. vedere fegni di tumulto t o difordine., che accadeffero mai fuori del fuo pofio; farà in1mediatamente pigliar le armi alla fua gllardia, e metrerà in pratica tUt· te quelle precauzioni , che fiimerà neceifarie per mettere in ficurezza la guardil tnedefi,na: c r~nzl perdita di tempo fpedirà un Cadetto per darne parte a voce al Colonncllo·Governatore t ed in· di gliene manderà altl·o , per informar..
lo più minutamente con fuo rapporto per ifcritto, nel quale gli darà parre di quanto fo!fe mai accaduto . E fe la guardia foffe di quartiere , ed il di.. fordipe di c~nfeguenza t~e, che met·i·
tatfc
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONC E DI FORMAZIONE PER UFFICIAli NFGII STATI PRI:UNJTARJ
cafo . ordine. . rà al le compagnie di prender le armi, c di frar pronte ad ogni ordine , che Làrà loro per darfi. 4 5. Se un Sottobrigadiere CapopoR:o vcde1ie approflimarfi truppa · armata , o quantità numerora di gente ; dovrà a cautela fitr mettere la fua guardia sulle armi ; e far riconofcere la qualità della gente , fe non è di fua conofèen.. za : n è farà entrare . alcuno nel propio Guartiere fenz' ordine del Comandante, fc pure la guardia non fo!fe di quartie.. re , e ht truppa del propio Battaglione; ufcira per fare gli cfcrcizj, o. altra comnlil1ionc. 46. Se un Sottobrigadiere fi ritrovalfe capo di una guardia di quartiere, o di piazz~ , per la quale doveffcro in efiè entrare carri coverti , o carriaggi di altre fj1ccic, cd i tempi fo!Ièro fofpctti ; nelJ,cntr~nc che f:1ranno detti carriaggi, il ~ùttobrjgadil'rc ordinerà ad un numero t alfe pronto riparo; in tal
AGGIUNTE E VAIUA.'ITI AL TOMO Il
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di Cadetti , ch' egli flimerà conveniente, di frugargli per afiìcurarfi , che non vi fia cofa, che pofià dar luogo a fot·prcL1. E lo fiefio farà con ogni pe1fona, che non foife Uffiziale delle N ofire Reali truppe , o nazionali conofciuti pel loro inlpiego . Ed in ogni cafo di dubbio farà accompagnare la detta perfona in ca... fa del propio Comandante , che ne farà quell' efame , che giudicherà conveniente.
un Sottobrigadiere capo in una ,guardia avanzata , fe gli fi prefenta.lfe tamburo o trombetta dall' inimico;. gli farà fubito bendare, e gli lnander~ di pollo in pofio al Comandante, ordinando a chi gli conduce di non farli fermare nel cammino, nè p3rlar~ con alcun~, fin che fi prefentino al Coman4 7. Effendo
dante medefimo . 48. Se un Sottohrigadicre comanderà una guardia del campo ; ia farà Ha re fcn1pre colla faccia al nemico, ancor ehè la
Noftra
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DJ FORMAZIONE PER UFI-1CIALI N!:GLI STATI I'REUNITARJ
N o!tra Real Perfon a pafiàlfe per dietro di eJfa , ed in tal fituazione dovrà fatci gli onori , che ci fpettano . E Io fleffo dovrà intenderli degli onori da farli ad ogni altra perfona, fecondo che faranno da Noi flabiliti. 49· Dopo battuta la ritirata· fino allo fpuntar del giorno ·, dovrà fempre girare una Rmzda f./ofa~te , che dovrà portar. fanale, o n1iccic1 accefa, per affi eu.. rarfi della vigilanza e deila attenzione d' ogni fentinella, cui nel paifare incaricherà l' efatto adempimento del loro dovere. so. Se le fcntinelle di una guardia d:tranno avvifo , che viene la Ro11da d' ((jezio11e, o la Ronda Maggiore-; il Sottùhrigaclicre ne renderà fubito avvertito il fuo Capopofl:o : c quelli ordinerà ad effo Sotrobrigadierc ·, o nl llrigaJiere, fe vi è nella guardia, che paffi con quattro Cadetti a riconofcerla. Ma fc il Sottobrigadiere è egli fieffo il Ca·
AGGIUNlll E VARIA.'!TI AL TOMO Il
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popollo; fa t·~ fortire due-Cadetti, il phl antico de' quali farà da Sottobrigadiere, e l'ifiruirà efattamente, che per riconofccre la detta Ro11da debba farli dare il contraffegno nell'atto, che l'impugna verfo il petto il fucile annato di bajonetta. 52. Dopo che il Sottohrigadiere , o Brigadiere, o pure il Cadetto più antico , di fopra efpreffo , avrà riconofciuto la Rotzda d' lJPezioue , o la Ronda Maggiore ; ne darà fubito avvifo al fi1o Capopofio, il quale la farà avanzare alla dillanza di dieci paffi dalla fua guardia mef1:1 fopra le armi, ed effo Capopofi:o darà il fanto, e contraflègno alla detta Ro11da Maggiore o d' I[pczio11e, per afficurarla dell'efatta difiribuzione di ordine : indi farà cfercitar tutte quelle vifite , che competono al carattere di quello, che va di Ro11da. 53· Che fe quella che dee rice· \"crfi , fo!fe R011dte Ordi11a1·ia , oCo11trarronda; in tal cafo, al P nvvifo delle fenti· J) neli~,
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GU ISTITlJII DI EDUCAZJOI'E E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGU STATI PREU:-.ITARI
nelle, il Capopofio farà ufcire .il Sotto.. brigadiere con due Cadetti alla difian.. za di dicci paffi dalla guardia , e que.. lli, dopo di averla riconofciuta, con farG dare il fanto c contrafiègno nell' atto che le tiene la bajonetta impugnata al petto, la introdurrà nel corpo di guardia per la firma , e per la confegna della marca , fc il pofio mcdefimo è deil:inato a . riccverla. E fe il Sottobrigadierc è Capopofio, 1~ farà riconofcerc da due Cadef~ ti nella m~ niera di fopra prefcritta. 54· Chi comandl una guardia fi dovrà 1èn1pre firuarc alla te!la di ctfa , o che quel1a Ji fonni alla diritta, o alla finifira, 55· Incontrando!i sulla marcia due truppe una che va , e l' alrra che vi~ ne in un a il: rada , che fta capace pef ambedue; l'una piglierà fempre la finiltra dell'altra: e fe ]a fi{ada non è capace di ricevere ambidue ; dovrà fcmpre quella , che fi ritira dar luogo a
quella, che cfce: come ancora una trup-
AGV!Ul>TE E VARlAl'fTl AL T0\10 Il
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pa , che marcia fenz' arn1i , . dovrà fèmprc cedere a t]uella, che cammtna armata : ed una truppa, che non ha bandiere, nè frendardi , dovrà fempre cedere a quella, che le conduce fcco. 56. N elle marce il Sottobrigadicte .C1rà fempre tenuto di render conto, fe un Cadetto della fua fquadra fi allontani da effa, o fi mifchi in un'al tra . E nel cafo che qualche Cadetto ave!fe prccifo bifogno di allontan~ufi da una fi1uadra ; il Sottobrigadiere non dovrà dargl iene il permcflò, r~ prinla non glie l'abbi\1 ottenuto da chi comanda la com. pagn1a. 57. Se qucfio Nofiro Rea l Battaglione, o porzione di elfo giungerà in un luogo dcfiinato a pernottare ; i Sottobrigadieri di ogni fquadra riceveranno da' rifpettivi Brigadieri le bullette de-' gli alloggiamenti appartenenti alle loro lquadre, e di quefie fceglieranno per se le migliori , e faranno cfl:rar per forte
D
2
le
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GLJ ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
le altre cla'Cadetti, fecondo la loro anzianità : c farà loro precifo obbligo di vifitare tutti li detti alloggiamenti per offervare, fe vi fia il comodo fufficiente , e per infegnare a' padroni di effi il luo:. go della fua dimora , affinchè fappiano in ogni cafo di ricorfo, dove debbano indirizzarfi . 58. Sarà pari mente obbligo del Sottobrigadiere di aflègnare a'Cadetti l'ora, nella quale debbano ritrovarfi nella fua cafa velli ti, ed armati, per paflàre Ia vifita di pulizia , ed armamento , quando lo Himerà neceffario : come anche l, ora , nella quale debbano ritrovar/i avanti il luogo della fua abitazione, per dover partire, e profeguire la marcia: con avvertenza che l'ora, che il Sottobrigadiere aflègncrà a' Cadetti per èovcrfi unire nel giorno, che debbono partire, dovrà fcmpre e1ferc un poco anticipata ; affinchè egli fi ritrovi con tutta la fua fquadra nell'ora debita al luogo de!Hnato , per unirli con tutto il tefio •
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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Ohhligo de' Brigadieri.
I
Brigadieri avranno fotto il loro immediato comando , ed iftruzione le due fquadre, nelle quali ogni compagnia è div ifa, e gl' infervienti di effe: e perciò farà di loro precifa· obbligazio· ne di fare cfattamente adempire quanto fi è da N oi preferitto riguardo a' Cadetti, ed a' Sottobrigadieri, ammaefl:randogli fopra ciafcun punto, e ricevendone efatto conto, fenza impedirgli nella efecuzionc de' loro doveri . 1. Per cfièr promoffi ad occupare le vacanti di Brigadieri faranno fempre no~inati da' Capitani delle. compagnie tre Sottobrigadieri del Nofiro Real Battaglione, ne' quali concorreranno le circoilanze della ferictà , della efpertezza, e della attenzione al N ofiro Real fervizio, comprovate dalla pubblica opinioD 3 ne:
x.
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GLI IST!TUTI DI EDlJCAZIOSE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREUNITARI
ne: nè (i avrà riguardo alcuno alla loro anzianità , fe non nel folo cafo che con eiTà vada inlie1ne accoppiata l' abilità, il coflutne, e l'applicazione. E della verificazione di tali rcquifiti ce ne alli curerà il Colonnello~Governarorc, do .. p o di aver melfo in opera le più cfatre diligenze per informazioni prefe, e per efami praticati • 3. I Brigadieri come i Superiori li più immediati de' Cadetti ,. e dc' Sottobrigadieri ; faranno da clli rifpettati come tal i : ed in cafo di malleanza di cfccuzionc a' loro ordini , fpettanti al Noflro Rcal fervizio , faranno trattati come mancanti di fi1hordinazione , e concediamo loro l'autorità di rnandarli prefi, con darne parte a' rifpettivi Tenenti delle compagnie, o al Capo della guardia, cui dovrano {piegare i motivi, che hanno avuto per arrefi,trli; affinchè da quefri fe ne paffi la notizia a chi appartiene • 4· Dovranno i Brigadieri efercitare il loro impiego con molta ferietà, ma con
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO li
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piacevolezza infieme : nè dovranno mai entrat:.C in quella confidenza, e familiarità co' loro fubordinati , che per ordinario nafce da' frherzi difordinati , e tal volta incivili , e dalle azioni indecenti; dovendo far fempre pompa di un caratte· re ameno; e nel tempo fl:effo ferio. S· Non dovranno i Brigadieri diffimularc qualunque azione, che direttamente, o indirettamente apporti detrimento alla buona educazione , ed al Nofl:ro l~eal fcrvizio. E perciò non dovranno foffrire verun difcorfo indecente, o difonefio, nè fentimento alct:Jnò, che raffi·eddi il zelo tanto neceffario alla difciplina militare, ed alla fuhordinazio ... ne . E farà loro principale obbligazione di ammonire quello tra' Sottobrigadieri, o tra' Cadetti, che contravenHfe a tali pun... ti: ed in ogni cafo , che conofcano di poco profitto la loro ammonizione, ne dovranno dar fubito parte al loro imD 4 me-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNlTARI
mediato Superiore, fe il Cadetto, o Sottobrigadiere è della propia compagnll1 , o al Capo d~lla guardia , fc è di altra. 6. N elle ammonizioni , che i Briga.. d ieri farnnno a' Cadetti, cd a' Sottobrigadicri, che faranno fotto i loro ordini , non fi ferviranno di parole afpre , ed offcnfivc , anzi piuttofto di termini ob-bliganti; facendo fcmpre pompa di quella gentilezza di tratto , che fi conviene a gente ben nata. · 7· Sarà obbligo principale di ogni Brigadiere i l !:1per difienderc )c filiazioni per una recluta , ed il mantener corrente il libro, che al loro regifiro ti appartene nella pro pia compagnia, fecondo Je iflruzioni , che ne riceverà dal fuo Capitano. 8. Sarà obbligo parin1ente di ogni Brigadiere il L1per ben ripartire il prcjl , cd il f:1per diligentemente efcguire quanto gli verrà ordinato dal fuo Capitano, riguardo all' amminiflrazione delle 1naJ!ite
della compagnia : .come ancora iJ fa per
AGGilJ"'TE E VARJANTl AL TOMO n
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fare la (iijlribuzi011e menjila/c, fecondo le regole , ed in conformità dell, efcmplare, che farà foggiunto , ed il metodo, con cui dalle dette dijlrihr1zioni debba formarne i conti ·per regHl:rarli ne' li~ri maefrri : e farà obbligo fuo finahnente il faper proporziona.re i ratizzj sul veJliario per poter regolare i conti de' Cadetti , che entreranno al N ofrro Real fervizio , o che ne faranno licenziati. 9· Dovranno i Brigadieri faper formare i ptè di lifla per la Rivijla menfoa!e colle corrifpondenti alte , e baffi, i· quali prè di lifla dovranno cilèr <;li ottimo carattere, cd uno di cffi fottofcrit· to dal propio Capitano . 1 o. Sarà obbligo precifo di ogni Brigadiere , quando non è impiegato nel Nofiro Real fervizio d' armi , di vifitare la pro pia compagnia tre volte al giorno , e fpecialmente la mattina nel-
l' atto della vifita del Sottobdgadiere, o poco
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GLI ISTITUTI 01 EOLCAZIOt;E E 01 FORMAZIONE PER UFFICIAJ.I NEGLI STATI PREUNITARJ
poco tempo dopo , il mezzo dì , e Ja fcra dopo l' ordine : cd in ognuna di effe dovrà badare con tutta l' attenzione, che fiano efeguiti i Noll:ri Reali frabilimenti ne' titoli antecedenti preferirti , e dovrà efigere un efatto conto da' rifpettivi Sottobrigadieri di tutte )e novità , che vi ttranno , delle quali dovrà farne un dillinto rapporto in ifcritto al picchetto, e darne efatto ragguaglio a voce al propio Tenente, dal quale dovrà paffarfene la notizia al Capitano. 1 1. Dovrà ogni Brigadiere trovarft nel quartiere all'ora dell'ordine, e dovrà tener preflò di se un libro di carta bianca di quella forma, che farà dc- . terminata dal Colonnello-Governatore, nel qual libro dovrà fcrivere fotto la data del giorno corrente per lo feguentc, alla dettatura di ello Colonnello-Go''crnatorc, o di altro Uffizialc defrinato, il fanto, indi la difrri_buzion del fcrvizio,
AGGIUNTE E VARIANTI Al TOMO J1
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ed al di fotto gli ordini generali del corpo : e que!l:i libri dovranno eifcre da tempo in tempo efaminati dal Colonnello-Governatore medefimo per afiicurarfi dell'attenzione de' rifpettivi Brigadieri , e della loro abilità. 1 2. Al toccare , che farà il tanlburo del picchetto , all' ordine , ogni Brigadiere dovrà prefentarfi avanti del picchetto medefimo , e dovrà prender quel luogo nelJa riga di efli Brigadieri, che fpetta all'anzianità della propia ·compagnia, ed in tal' atto fl:arà 1otto al con1ando del Colonnello-Govern·arore , o dell'Uffiziale defiinato, per quei movimenti, che faranno nccefiJrj, e che fono dal libro degli efercizj fl:abiliti per l1 formazion del circolo, ed attitudine comoda per cavar fuori il libro, cd il calamajo, c per metterfi a fcrivere : con avvcrtenzl che fe mai venilfe a mancare alcuno de' Brigadieri, dovrà fubentrare a far le lite veci il Sottobri gadicrc
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GU ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
re di giornata , il quale in quell' atto dovrà dragonare da Br~gadiere , e d~ vrà occupare quel luogo· , che per an. zianità farebbe fpcttato al Brigadiere mancante. 1 3· Difciolti i Brigadieri dall' ordine dovranno comunicar fubito l' ordine 1nedcfimo a' Sottobrigadieri , cui daranno ancora i corrifpondenti rapporti per gli Uffiziali della propia compagnia, affinchè glieli rechino : indi nell' ora della vilita il Brigadiere f:1rà chiamare da' Sottobrigadieri il piè di lijla delle propie fquadre , e dopo il rapporto cfatto , che quefri avranno loro fatto degli affenti, dc' mancanti, e de' prcfenti co' motivi delle mancanze, ordinerà a'Sottobrigadieri medefimi, che comunichino la difi:ribuzion del fervi zio, e l' ordine appartenente alle loro fquadre. 14. Nel cafo che alcuno degli Uffi .. zi~1Ji di qualche compagnia fotfe prF~ funte in c!fa, o nella piazza. del qu~r-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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tiere; farà obbligo precifo del Brignd-iere di dovergli comunicare a dirittura l' ordine, tenendo l'arma affi curata, ed il cappello baffo in atto di fubordinazione ~ per attenderne quelle difpofizioni , che da lui fi daranno per _lo buon or:Hne, e regolamento della compagnia medefima. 1 5· Sarà parimante obbligo prccifo del Brigadiere di doverfi in ogni fera, dopo la ritirata , e dopo l' ultima vifita, prefentare al Colonnello-Governatore, o alP U ffiziale defrinato a far le fue veci , e di dargli conto della gente effettiva in Hlato di fervire , che tiene nella compagnia , e con particolarità de' legittimamente affcnti , e dc' mancanti , riguardo a' quali avvertirà , fe fono recidivi in tal difetto: e gli darà conto ancora degl' infenni, riguardo al cui frat-o lo informerà con difiinzione, fecondo che gli farà cofiato dalle vifite, che dovrà fpclfo frequentare. E dal Colonnello-
Governatore fi darà parte di tutto immedia-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFACIA.LJ NEGLI STATI PREUN ITARI
nletli:tt~nncntc a Noi ,
che vogliamo cf.. ière in ogni giorno cfattatnentc infornJato del vero ftato di quefio Nofiro l~cal corpo . 16. Sen1pre che la compagnia pren(lcrà le anni, il Brigadiere fì dovrà tro''arc nel luogo aflègnato per la pri... rnl formazione in ala , e fe i Sottohrig~tdieri non avranno ancora termi.. n~tta la vifi.ta alla loro fquadra , gliela fuà terminare, e poi riceverà un efatto conto da ciafchcduno di cHi del nutncro dc' Cadetti prefcn ti , del loro dcfii no, c del loro fiato: indi paflèrà a far l.t vifita egli fl:cifo ad atnbcdue le fquaJrc , che cotnpongono la compagnia medefitna, cd cttminerà con fomma attenzione l'armamento , cd il veftiario , di ciafchedun Cadetto; c di qualfivogl ia mancanza , che troverà , ne farà carico al corrifpon dente Sottobrigadiere, il quale , durante la vilita , lo fèguirà, t~ncndo le anni afiicuratc , cd il cappel-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO li
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lo baffo, e terminata la mcdclima , andrà a fituadi alla diritta della fua fquadra: in fine il Brig<ldierc comanderà ad ambedue le fquadre di f.1rc an11i ùz ifpalla , c di fonnarji per conzpag11ia i11 ala per alt11ra, o per a11zia11ità, fecondo gli ordini antecedentemente ricevuti :c fatto tutto ciò, la fJrà ripofart! fopra le armi, e prenderà il luogo , che in etTa gli fpetta, per attendare i fuoi U ffiziali . 17. Quando il Brigadiere vedrà, che il Tenente fi avvicina alla fua comp:tgnia ; ufcirà otto , o dieci palli al fi·ontc per riceverlo , e per darli notizia dello fiato di eilà , del nutnero de, prcfenti, ed a!fcnti, e de' loro norni, e defiino : e fc il Brigldicrc non farà prefentc; adempirà a quefio dovere il Sottob~iga?iere . Il T encnrc paffcrà a fare ]a fi~H~1 vJtita '. ~urantc ]a qu~1lc il Urigada~rc lo fegtura coll'armi atlicurare c col cappello batTo , e gli darà conto' delle n1ancanzç, che vi faranno, delle qu~11i
farJ
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER VFFICIAU NEGLI STATI PREVNITARJ
f.1rà egli tenuto , nel cafo che, poten.. do , non abbia dato pronto riparo. 1 8. I Brigadieri faranno tenuti di tntrc le on1miHioni , inoifcrvanze , e negligenze dell' cfàtta diièiplina , che n1ai foflèro trafcuratc dalla truppa in fcr\'izio fotto i loro imn1ediati ordini: c faranno parimcntc tenuti di ogni difordinc , che potcffe tnai dalla n1edefifna commertcrfi . , E fc in tali caCi i l~rigadieri non giull:ifichcranno di aver rncHo in opera la più efàtta di! igcn· za per evitarli ; faranno , con1c colpevoli rigorofàmentc gafiigati. 19. E perciò dovranno fiarc con fom-nll vigilanza sul pollo, che, cffcndo in f<:rvizio, 1arà loro fpettato, c dovranno con forntna cfattczza offcrvare cfli prima i loro doveri ; per infinuare col loro efcn1pio quel zelo , che fJ ]a ficurczza dd Noflro Re,1l fervizio, e che formerl l-1 pitì V3lida raccomandazione per ac· ct.:h:rarc i loro avanzamenti .
AGG IUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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Se il Brigadiere effendo. di guardia, non farà Capopofl:o; dovrà per fua precifa obbligazione vifitare JpeHò le fentinelle: tra le quali fe ve ne foffc alcuna diftante , e di poca importanza ; ne potrà dare l' incarico al Sottobrigadiere. Ed acciocchè di notte polià effcr dalle medefime riconofciuto fènza il chi viva , fi prevalerà del contra!Iègno particolare del pofro ; a.ffinch~ da <;lifiante le renda avvertite di eflèrc egli , che le vifita. 21. E per poter efeguirc le dette vifite cvn tutta l'attenzione, dovrà, nell'atto di confegnarfi il pofl:o, diligcnten1cnte in.. f<H·martì d.i tutti gli ordini, che vi fono, c ddl' orà, c luogo, in cui fi diil:ribuifcc l' ordine , per ifpedirvi il Sotto brigadiere, dopo che ne avrà chiefio permcffo al P U ffiziale Capopofl:o : e nel ritorno del medefin1o, ( che dovrl ci: fere colla po!libilc celerità) fe ne renderà informato, e per maggior ficurczza ne E darà 20.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E Dl FORMAZIONE PER UF'FICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
darà parte per ifcritto all' Uffizialc Ca.. popofro, al quale comunicherà il fanto fotrovocc all' orecchio. 2 2. Se un Brigadiere come Capopo.. fl:o condurrà una guardia; dov1·~ mar... ciare alla tcfla di efi3. nella prefcritta d.i fi:anza coll'arma aflìcurata: e, durante la mcdcfima, dovrà avere tutta l'attenzio.. ne , che i .Cadetti marcino colle armi ben fituate in ifpalL1, con aria marziale, con profondo filep.zio, con unione, c col paffo regolare·. E colla mede. Jima attenzione li ricondurrà dalla guar<lia , quando efce dalla medefima: cd in competente difianza dal poflo , farà loro rivoltar le armi , e feguirà la mar. eia con pafio raddoppiato fino al luo.. go dcfrinato per licen~iarli,
3· Oltre a' Brigadieri delle com.. pagnic ve ne dovrà cffcre uno incarica.. to del dettaglio , c che perciò comince~ rà ad c1èrcitare i primi gradi degl' im.. pieghi della Pia11a Maggiore ; e la. 2
ACìCiliNTE E VARIANTI AL TOMO U
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fua obbHg3zione li efl:enderà a quanto viene prefcritto negli articoli feguenti. 24. ·Dovrà il Brigadiere di dettaglio confegnarfi i quartieri dall' Ajutante in ciafcheduno di effi affegnato , e dovrà riconfegnarceli ogni volta , che il Nofiro Real Battaglione vi entra, o n' efce, per feguitare la Nofira Rea l Perfona: e nel confegnarli , e riconfegnarli do-vrà olfcrvarc , fe in effi Yi bifogni accomodamento alcuno, o rifazione , per darne parte al Colonnello Governatore , affinchè fi dieno le difpofizioni , che convengono. 2 5. Dovrà egli correre colla dijlribtl· zio11e del pane, e delle legne appartenenti a' Trabanti, a' Tan1buri, a' Guafratori, cd agl' infervicnti : colJa diflribttzio11e del .. l' olio , che farà neceffario per tenere illuminate le fl:anzc , eJ l qulrticri di qucfio Nofl:ro Rcal Corpo : c col dettaglio de' letti , e di ogni altra cofa, E 2. ch'
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GU ISTITUTI DI EDUCALJONt E DI FORMAZIONE PER UFflC!AU NEGLI STATI PREUNITARI
ch'entra nell' ufo comune di etfo. 2 6. l)erciò ne' giorni fl:abiliti dovr~ formare le p:pellette, e far cacciare da, rifpcttivi ajficutj il pane , le legne, e l' olio , che corrifpondc al numero di quc' , cui fi appartiene , ed all' am.. piczza de' quartieri ; dovendo conferire di tutto col Portabandiera di fetti· mana per afficurarfi delle alte , e haf fl . In ogni fine di mcfc poi tirerà i con ti co' ri fpettivi a.ffie1Jtj , c ne fi)r .. mcrà i totttli , dc' quali farà in obbli.. go d' inforn1arne il Colonnello-Governa.. tore; affinchè quelli offervi, fe efiò Brigadiere di dettaglio , ed il PortabJn.. dicra tengcno i loro regifl:ri , come il do,·ere richiede : ed in ogni cafo di errore gli c1nenderà , per illruirli delle più purgate pratiche , che fi debbono ofiervare nel rcgohunenro de' Corpi Inilitari , ai cui fine princip~tlmen tc fono diretti gli ammaefrramenti, che N oi int~ndiamo, che fieno dati per efercitare
,
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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con pro6tto gl' individui di quelto N o1lro Real Corpo. Ed in fegno dell' efamc , che farà paffato per fotto gli occhi del Colonnello-Governatore , vogliamo, che i conti menfuali fieno corroborati del fuo V ijlo Buo11o, prima di confegnarfi all' affiento. 2 7. Sarà obbligo del Brigadiere di dettaglio di vifirare almeno due volte al mefe tutti li letti , giuochi d' armi , ed ogni altro , che appartiene al mantenimento , ed ufo comune di quefio N ofi:ro Real Corpo, e di diligentemente o!fervare , fe fieno in ottimo fiato , e ben mantenuti , e fe abbiano di bifogno di riparazione: e di tutto ne darn parte al Colonnello·Governatore , dal quale riceverà gli ordini di quel , che debba farli . 28. Sarà parimente obbligo del Brigadiere di dettaglio di tenere in fuo potere la fiala dj ftrvizio giornaliero
di tutti gli Uffiziali, Brigadieri 1 e Sot•
E 3
tobri~
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUMTARJ
tobrigadicri di quello Nofl:ro Real CorjJO , c di appuntarvi le nomine del lèrvizio di ognuno di ellì per lo giorno fegucntc, fecondo le ifiruzioni , che riceverà Jal Colonnello Governatore , cui le andrà a riferire ogni mattina, con 3ifcgnarcene la ragione: ed in ogni cafo di errore dovrJ elfo Colonnello Governatore correggerlo , cd informarlo dd le regole più efatte; affinchè non tnanchi cognizione alcuna per intendere a perfezione i doveri di tale impicgho. 29. In ogni fcra dovrà il Brigadiere di dettaglio prefcntarfi al Colonnello Governatore dopo di aver vifitato il q uartierc , e dopo di effcrfi informato di tutte ]e novità , che vi fono ; e fa .. rà fuo dovere d'informarlo di tutto minuratnente, c di accompagnarlo nel N ofiro Real Palazzo , dove l' afpetterà , finchè fia da Noi fpedito col fanto , e cogli ordini da darfi per lo giorno fe-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMOU
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guente , e che ~omunicher_à al. Briga: diere medefimo, Il quale gh fcnverà dt buon carattere in un libro da portare in tafca, notando prima il fanto , indi la mmina del fervizio , e poi tutti gli ordhi a darfi: e quando il Colonnello Governatore non vogliéi andar di , perfona ·a difl:ribuirli, lo farà il Briga.. diere f~ilò col metodo prefcritto , e colla naggiore efattezza , dopo la vifi.. ta delle due ore della notte .• 3o. [n ogni mattina farà obbligo del Brigadere di dettaglio di trovarft nel quartiere alle fette , e mezza di Spagna , e d' informarfi dal :Brigadiere di guardia ( che fa le veci di Sergente di picchetto ) di tutte le novità occorfe nell'antecedente notte: e fe mai occorrerà di dover dilucidare qualche circofl:anza dl fatto accaduto , che rimaneife sul dubLio nel rapporto dato ; chiamerà a fe i Brigadieri delle corrifpondcnti compagnie , ~ ,fi farà dar E 4· ton4
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMALIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUMTARI
conto minutamente da cffi delle circJ. . filnzc tncJcfime, affinchè bene informato, paffi a darne conto al Colonnello-Governatore dopo la fj)edizione delh parata. 3 1. Informato che farà il Bdgadicrc (li dettaglio di tutte le novità, itrà toc.. care la bt~1Jdiera , ed a r,tl fegoo unirà nel piano del quartiere la conpagnia, che d.o\'rà montare di picchetto la quale farà pritna vifirata , fecondo è fiato prcf~ritto, e poi, unita in panta , col pcrmedò del Capitano, e del Colonnello-Governatore , fc vi è prefente , f:1rà fpedita: e fc il Colonnello· Governatore 1100 vi è prefente, farà fubito in fua cafa per darli parte di tutte le novitJ, c della parata mcdcfima già fpedita. 32. Dovrà in oltre il Brigadiere di dctt\lglio prefèntarfi nel corfo dc,Ja giornata al Colonncllc-GoYcrnatore per vedere , fc abbia ordine alcuno da comunicadi, .che dovrà efcguire colla maggiore
at.renzzone ,
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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LIBRO SECONDO REGOLA~!ENTO D E' DOVERI . .
DEGLI UF.FIZIALI INC.ARICATI DEL BATTAGLIONE REAL
FERDINANDO.
1·
Oubligo de' Portabt1iJdiere.
N quefio Nofl:ro Real Ba~tagJio .. ne faranno due PortabanJicre , i quali ay-rlnno l' impiego di portlr\! nelle funzioni militari le due bandiere del corpo medefimo : e perciò non dovranno eifere nominati di guardi~1 , di difiaccamento, o di altro terv.izio . A quefto impiego è Nofrra Re,ll \ Tolont~t, · che afcenda il Brigadiere di dettaglio per poter poi da elfo palfare a gradi di U.ffiziali del Battaglione n1edetitno. 2. Oltre al fuddetto impiego f~ranno i Portabandiere. incaricati ancora per fettimana di quella porzion di dett4lglio , che riguarda la tneccatJifa , e pu1.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO:-IE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 'lliGLI STATI PREUNITARI
pulizia de' quartieri : e perciò dovrà <]Ucl1o, che farà ~i fcttimana, in ogni marrina vcrfo le i erte, e mezza di Spa.. gna rirrovarfi nel quartiere medefuno, e dovrà vifitarlo per offervare , fe fi mantiene colla dovuta pulitezza , e fe i Brigadieri , i Sotrobrigadieri , e' Ca.. {letti convivono tra loro con modefl:ia c decenza , e fe otfervano quella nobiltà di tratto , che conviene alla loro nafcita , ed alla corrifpondente educa.. zione , della quale una parte principale è la propietà nell'abitazione. 3· Sarà anche dovere del Portabandiera di fettimana d'informarli, fe nella notte antecedente è accaduto difordine alcuno, c fe i Cadetti hanno offervato le regole, che la buona morale prefcrive : ed in ogni cafo di mancanza dovrà dare quei ripari , che la prudenza gli detta , con darne parte al Colonnello Governatore : il quale fe mai ri· trovaife da correggerlo nelle difpofi·
AGGIUNTE: E VARIANTI AL TOMO Il
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zioni date ; emenderà quel , ch' egli ha determinato, per infinuare nel fu o animo le giufie regole di prudenza, che dovranno far diftinguere gli allievi di quefto Noftro Real corpo ne' gravi impieghi militari , a' quali faranno un giorno deftinati • 4· Sarà anche obbligo del Portapan.. dicra di fettimana di vifitare in tutte le mattine i Cadetti infermi, per informarfi dello flato di loro falute , e della maniera come fono affifiiti : e di tutto ne darà parte al Colonnello Governatore.
5· Oltre a ciò dovrà il Colonnello Governatore incaricare quefi:i Uffiziali dell' informazioni giuridiche :. e perciò dovrà principiare queflo efercizio dal far loro formare de' procelli efiragiudiziali, e dovrà in effi far loro offervare tutte 1e regole il:abilite dal Dritto· , per rendergli pienamente ifirutti di tal materia. 6. Fi-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOSE E DI FOR..\1AZIO:<E PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
6. Finalrnentc dovranno avere i Por.. rabandicrc l'impiego di rivedere in ogni mcfe le librette di 1·ivijla, e d' informar.. fi pienamente di tutte le pratiche ne... cefiàrie da f:1perfi per lo co11[ro11to menfualc . Dovranno ancora rivedere tutti
li piè di lifla , flati , e relazio11i , che dovranno formarfi dal corpo pe~ le Rivifle d' Ijpezio11e , riguardo a' quali fa.. ranno pienamente informati dal Co.. ~onnello-Governatore delle ragioni di tutte le pratiche dalle Nofirc Reali Or.. dinanzc pre1critte, per intendernc pro.. fondamente il piano.
I
Obbligo de' TeneJJti.
Tenenti di quefi:o N ollro Real Battaglione faranno gli Uffiziali incaricati della immediata educazione de' Cadetti , Brigadieri , e Sottobrigadieri in tempo di pace , e dcii' immediato loro regot1mcnto in tempo di guerra. 1.
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Do\'ranno perciò fa per ben form1re il loro cofiume , infinuando nel loro animo la profonda fubordinazione , e rifpetto ,·erfo i loro Superiori , l' oiTequio verfo le perfone di alto affctre, l' urbanità ,·erfo i cittldini, e la piacevolezza, e buon tratto Ycrfo gl' inferiori, c dipend~nti. E doYranno fa per gli ammae.. flrare nelle fode maffime del meftiere , ed abitu:trc alle yi\·aci azioni di diftinto ,·al ore , e di coraggio. :. A tal fine do\·ranno faper i Tenenti cfàtcamente l'obbligazione prcfcritta a ciafcheduno di ctli ·, e la fcienza del meil:icre : e dovranno inculcarla con gli a\·\·ertimenti, e molto più coll' efempio • Il perchè è Noil:ra Re~l \ i olonrà che in qucfH Umziali ti an1miri l'amore per lJ rettitudine, cd il iommo zelo per la virtù mili t .tre . l· Do\·ranno inoltre eflèr perfuafi, e tcnc:-n: lèoìpito nel loro cuore, che l'onora· tezza, il buon coilume, la condottl re-
golare,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZJON!i E DI FORMAZIONE PFR UFFICIALI NEGU STATI PREU:-.'ITARI
gol~re, e )'applicazione all'adempimento
de'pro~j dov~ri fono. i ficuri mezzi per renderh grati a Not , e per meritare
quegli avanzamenti , i quali non dovranno altrin1cntc fpcrare dalla fola an.. zianità nel fervi zio, o dalla vana qua.. Iità della nafcita. 4· Dovranno i Tenenti di quello N ollro Real Battaglione difl:inguerfi nel.. l' amore, rifpctto , _c fu bordi nazione verfo i Capitani della propia compagnia , cotnc a loro itnmediati Superiori , cui Jovranno perfonalmcnte dare un efatto, c verace conto di tutte le novità , che. nella compagnia 1ncdefima occorrono, e delle pronte provvidenze da cffi date; acciocchè , informati i Capitani, poffano prendere qucg1i efpcdicnti, che giudicheranno i più opportuni. 5· Sarà obbligo Ùc' Tenenti di faper diftintamente i no1ni , c la condizione dcgP individui della loro compagnia , e Jo flato dc' loro intcrcffi ; c perciò
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ciafcheduno di efii porterà fem pre in tafca due piè di lifta della compagnia. r.1cddima , uno col notne , cognon1t: , patria, età, e ftatura dc' menzionati individui, ed un altro col folo nome, co-
gnome , generi· di vejliario , ·ed avan~o o debito della loro 7nt'.f/ìtta , fc~ondo che dimofl:rcranno gli anneffi ctè mplari. 6. Dovrà inoltre ogni Tenente effcrc eflttarnente informato dell'applicazione , condotta , e cofrumi degl' inJividui mcdcfin1i della propia comp~1~nil: c dovrà con ogni attenzione vigalare , . "" che effi convivano tra loro con (jt?.:ila perfetta unione, c fcatuhierolc ,· ilOrevolezza ., che fi con vengono ~ ~en te ben nata , cd· al vantaggio di.! i NO· firo Rcal fervi zio, · 7. Dovranno i Tenenti cfatuinare ancora con particolarità la condotta dc' Brigadieri , e de' Sottobrigadicri , così tra loro, come riguarda a, Cadetti : e fe gli trattano con quella gcntill·z:ta,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOSE PER UFFICIALI '<EGU STATI PREU ... ITARJ
lczza, ch' è fiata d,t Noi prefcritta. Ed in o1_;ni cafo di trafgreliione dovranno d~r quei ripari, che giudicheranno con. . vcnicnti , con :t!TII!lonire, riprendere, e g~1Higarc i trafgrcflori con quelle pene, ch'dìi giudicher:tnno le più adattate per rinv.!ttergli ~l dovere. 8. l)ovranno in oltre i Tenenti fapere la f(>ria delle propie compagnie con diilinzione di quei , che fono prefenti , dc. . gl' in1piegati , c àegl i aHènti ; affinchè don1andati fàppiano dar ragione di quan. . to 1ì app~rticne a qucfio particolare . 9· Sarà loro obbligazione il viiitlre 1pet10 le particolari franze de' Ca.. detti , per offervarc fe fieno mantenute c<.:Ha èovuta pulitczza, e fe il vcftiario, il leno , c Ja [;ianchcria fieno in or.. t:hno fiato • Cotne anche ft1rà loro obLl igazione Io n!Iìfierc fj1cflò al pranzo, u.i ~1Jh1 cena Ji cflì, per afiìcurarfi, che
ii
~Hcrvano
le ·tegole della decenza
t.U Ì.~ oi raccomandate.
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Nelle vifite , che i Tenenti f.tranno , dovranno f~r rifleilione ancora suJle fquadre, e sulle anni , per ailicurarli fe le prime fieno ben fituate , e le feconde ben collocare : e dovranno fpecialmente una volta per fettitnana cfJminar le dette armi , per ai1icurarfi fe fieno correnti , e pulite, fc le 1nolle, c balefl:re fcattino con puntu~lli .. tà, fe vi fieno tutte le viti, fc l'acciarino abbia bifogno di temperatura, fe la pietra fia perfetta , e ben meffa , e fe ciafcheduno dc' fucili abbia il tùo cappone, zap~1tiglia, e fpiUonc: e riconofè.:erà parin1entc, fc i cJ.rtocci licn0 nel numero corrifpondentc , e ~n buono fiato, c fc ciafcheduno dc' Cadetti abbia la fua pic.tra di rifcrba. 1 1. In quefra vifita , che faranno i Tenenti , dovranno afliltcrc i Ca"lccti delle corrilpondcnti fquadre , c i nenti do\Tanno intcrrogargli fopra lo fiato del loro armamento, ed c{àtninarF' gli 10.
·-:rc-
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GLI ISTIT\JTl DI EDUCAZIONE E DI FOR.\1AZJ0)\'E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUXITARI
gli su i pratici modi di riconofcere le anni n1cdcfime, e di farvi riparare i Jifctti , e sulle ragioni , per le quali con sì fatti ripari li riconducano alta dovuta perfezione: e in ogni cafo che i CaJetti non rifpondclfcro a dovere, . f.1rà loro cura d' ifiruirgli, e di render. gli intelligenti su tal materia. I 2. Dovranno i r-renenti una voJ. tl per fettimana çhi:unare nel quartie· 1 e rutti i Cadetti delle propie compagnia , a' quali , formati poi in cerchio, faranno leggere dal Brigadiere in Jo. ro prcfcnza , e fotto gli ordini del Capitano , che vi dovrà anche inter. vcn1rc, un l porzione de• titoli del pri. mo , c terzo libro di quefte Norl-re Rea. li Q, dinanze, ripartendoli con proporzione tale , che in quattro·.' fettima. ne ne 1ìa terminata la lettura: ,c, tcrmin~ta che farà ognunJ di c1ie , il T e. ncorc dovrà far, loro una breve ainmonizionc fopra i doveri in efii titoli pre..
AGGIU~ E VARIA.'ITI AL T0\10 Il
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fcritti, fopra l'importanza dell' t:fartezza della vita militare, e fopra le principali maffime del melliere della guerra , le quali dimoftreranno loro effer d'accordo con quel, che la buona morale prefcrivc ad ogni uomo ragionevole. 1 3· Sarà parimente un obbligo precifo de' Tenenti il vifitare in ogni f~ttimana i Brigadieri , Sottobrig,,dicri , e Cadetti infermi delle propie compagnie : e ncl1e vifite, che loro faranno, s' informeranno con diuinzione dello frato , in cui fieno, e de' bi fogni , che loro poffano occorrere , e gli anlmoniranno sulla pazienza , c coraggio, che dt.: bbono in tale H~.ro dimoitrarc, pet• rendcrfi degni Jel mefiicrc, che hanno abbracciato ; e di tutto dovr~nno poi perfonaln1cnte dar parte al propio Capitlno. _ 14. Oltre dell'obbligo, che avranno
i Tenenti di qucfto Nofrro Real Barr~ 2 taglione
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
raglionc d i <ltr pcrfonaln1cn te parte a• loro propj Capitani di tutte le novità accadute ·~elle con1pagnie , e dello fiato degl'- infenui , dovranno ancora fi·cqut!ntc&ncntl! aflìflergli per informarli del cozn portJtnento di ciafcheduno de' Brigadieri, dc: Sottobrigadicri , c de'Ca..
d'.!tti , delle inclinazioni , che avranno in ctli difcovcrtc , ddle loro paHìoni tlon1inanti , della loro docilità nel Iaièi~rtì condurre , c Jella loro applica ... .:zionc così alle teorie , come alle pra.-ichc del mcfticre , al fcrvizio , c a tutto ciò che abbraccia la difciplina 1nHirJrc, pcrchè poilàno i fuddetti Capitani formar difiinta idea dell'cifer lo.. ro, c congetturarne con probabile giudizio la riufcita .. x). Scm.prc che la compagnia dovrà prendere le armi , vi fi troverà il Tenente pritna che tocchi /' njfcn:blca, e terminata che avrà il Brigadiere la \"ifira .della fua gente , la ripalferà egli
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fictfo con fon1ma attenzione, efaminando Ja propietà dc' Cadetti, lo flato di ciafcun' anna, e la munizione ; e di ogni mancanza, che ritro\·crà, ne farà carico ~l 1uddcrto Brigadiere : con avvertenza che nella vilita della munizione dovrà otlèrvare con cfattezza , che i cartocci fieno con palle, fe i Cadetti dovranno montar di guardia , e che fieno di fola poi vere, fe dovranno efcire per gli efercizj a fuoco; nel qual cafo dovrà anche Yifitare colla fl:elfa efattezza i fucili , per afficurarfi , che fieno [carichi. E terJninat~ che avrà la detta vifita, dovrà rr~lttencrfi avanti della compagnia medelima per arrendere il propio Capitano, c per dargli pàrte dello fl:ato di cfià :~ di tutte le novità , che vi fieno , del nutncro de' prefcnti , e aifenti , colla difiinzione dc' propj nomi , e defrini ; e per aflificrlo nella vifita, ch'egli vi farà. 16. Ma la fpecial cura , che i Tenenti di qucfi:o Nofi:ro Real Corpo do-
F 3
vranno
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GLI ISTIT\iTl DI EDUCAZIOI>E E DI FORMAZIONE PER UFFlClAU NEGLI STAn PREUNITARI
vranno prenderfi dclJa educazion mili.. rare , e dclJa difciplina delle propie comp3gnie , non dovrà efimerli dall, attenzione , che generalmente L1ranno obbligati di avere fopra i Cadetti di tutte la· altre compagnie in ciocchè ri1guarda il buon nome , e credito del N ofl:ro Rea l Corpo mede fimo : perloc... chè, incontrando qualche Cadetto in compagnia <H perfona di baffa cfir~zio ne, o in pubblici ridotti, c fenza quel .. Ja propicrà, e quel portamento, che fi è ranro raccomandato, dovrà riprenderlo, o arreflarlo, con darne immediatanlente parte : e, in cafo di trafgretlione, faranno mortificati i Tenenti medefimi, come tali, che non s' intereffano
per l'onore dal propio Corpo .
Obbligo de' Capita11i. Capitani di quefio Nofiro Real Corpo dovranno fapere quanto
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMOU
ii è frabilito in quelle Nollre Reali Or.. dinanze , qu~1 nto è prcfcritto nelle Ordinanze Generali, e le principali teorie delle cofe Militari nella T attica dinloflrarc, per infegnarle , e farle oflerva· re alle propie compagnie, e ad ogni altra truppa , che poiia mai eflère fotto i loro ordini : e dovranno efaetamcnte offervare quanto farà ordinato in quel,
che fiegue.
·
Sarà principal cura di ogni Ca.. pitano il governo 1 c la difciplina delle due compagnie, che gli fono frate af. fidate , e le. quali regolerà con atten.. zione, cd amore; invigilando che da'Cadetti fino a' Tenenti inclufiv~ fi Etppiano , c ft adcmpifcano da tutti i do.. veri prefcritti, e foftcnendo l'impiego di ciafchcduno . E perciò dovrà fare o.llèrvare la maggior uniformità nel regola... me nto delle fquadre, e la m~ggior efa t ... tezza nelle illruzioni, che fi daranno a' Cadetti di frefco ammeffi : dovrà far efe.. 2.
F
+
guirc
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GU ISTITUTl DI EDUCAZIOI'.E E DI FORMAZIONE PER liFFICIAJ.I NEGLI STATI PREUNrTARI
guirc colla maggior puntualità il fervizio, in quella forma, che da quelle Notlre Reali Ordinanze vicn prefcritta, fiando con tuttl l' attenzione, perchè l'armamento fia fcmpre mantenuto in ill:ato di perfezione , come anche il vell:iario, ed il corrcamc : e principalmente baderà che il cofiurnc , il tratto , e fpecialrnentc la fub.ordinazione , e tutte le altre virtù, che compongono la rigida difciplina-militare , refl:ino fermamente impretfe nelP animo di ognuno , cd efatramcnre olfervate . Sarà in fomma obbligo del Capitano di reggere le fue compagnie con giu{lizia , e prudenza tale , che induca tutti gl' individui di effe a convivere tra loro con reciproco amore , ed urbanità, e con interna foddisfazione , c ad elfer ficuri di ot• tenere quanto è fiato loro promefiò, di elfer trattati con equità, e di rice~ vere in ogni cafo di aggravio quella ~iufiizia, che loro fi appartenga, in ma-
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·niera tale che non cada mai nel loro animo alcun difgufiofo motivo di querela. E qucfio farà quel principal requifito , che doy·rà formare il carattere più difi:intivo del fuo difimpegno , e che fcrvirà re' fuoi 3Yanzamenti di una raècomandazionc tnolto più valida , che i titoli dell' anzianità , o le prerogative della nafcita. 3· Per poter mantenere un Capitano di quefio Nofiro Real Corpo in buon ordine le compagnie, di cui è fiato da Noi incaricato , avrà la fl:effa obbligazione per rifpetto ad ctfc , che un Colonnello in ri !guardo a·tutto il Reggimento ; e perciò dovrà tenere àue libri in foglio, per trafcrivere in ciafcheduno di effi le filiazioni di quegl' in· dividui , che refpertivamente le compongono ; e i detti libri dovranno
efièrc formati col feguente metodo • N ella feconda carta faranno notati i nomi , i cognomi 2 e le patrie dcgli
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UfFICIALI NEGLI STATI PREÙNITARI
gli Uffiziali, che appartengono alla com.. pagnia medcfima, colla data del giorno in cui fieno frate fpcdite le loro nomine' e patenti, e del giorno, in cui abbian~ prcfo pofièffo dell'in1piego: indi in fegui-· to faranno notate in cgni pagina le filia.. zioni de'Brigadieri, de' Sottobrigadieri, e de' Cadetti, fecondo gli efcmplari , che Jì foggiugneranno in fin.e del prcfcnte trattato , e ad ogni filiazione fi dovrà foggiugnerc per note le graduazioni , gi i avanzamcnti , i paffaggi , le licen.. zc per ritirarfi , e la. morte , fc mai intervenga ad alcuno di effi , col di.. flintivo del giorno , ed anno , in cui le dette cofe Jieno addivenute. In fondo di ciafchedun libro, e in una quanti cl di fogli lafciaci appollaramentc , ft trafcrivcranno Jc filiazioni dc' 1 'amburi, dc' Piffani , e dc',.frahanti di ogni compagnia ; e a dette filiazioni fi foggiugneranno per note i ringaggiatnenti , Jc d~ fcrzioni ; c i paflàggi in altri corpt, fempre che vi acca&tno.
AGGIUI'TE B VARIANTI AL TOMO n
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4· Avrà .oltre a ciò il C3pitJno un
libro fegreto , nel quale dovr~' diligentemente notare fotto· IJ data del propio giorno , il comportamento de' Brigadieri, de' Sottobrigadieri, e dc' Caderti ne' farti intervenuti loro nel co·,~fo dell' anno, fpiegando iu dette annotazioni fotto il non1e di ogn:uno di effi con particolari ti le vere . circo!lanze , che fono loro cofl:ate in onore e in cofcicnza datJc diligenti ed efatte informazioni prcfc, c dalle quali vengono ad c!fcre i mcdcfi1ni caratterizzati. E in conferma dell' efatta cognizione , che i Capitani debbono avere de' veri caratteri de' Brigadieri , de' Sottobrigadicri , e dc' Cadetti delle propie compagnie , dovranno notare in detto libro fotto il nome mcdefimo di ognuno di effi le loro inclinazioni , le loro paffioni dominanti , la loro docilità nel lafciarfi çondurre , la loro sp-
plica..
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GLI ISTITUTI DI EOUCAZIO'IE E DI FORMAZIO:-<E PER UFACIAU NEGLI STATI PRt;UMTARJ
plicazione , e la condotta loro, preva.. lcndoli così delle relazioni , che ne faranno loro fatte di tempo in te m.. po da, Tenenti delle compagnie medefinle , come delle propie diligenti of.. fcrvazioni. E quello libro· dovrà loro fervi re per la formazione dell'altro, che riguarda la vira, cd i cofiumi, e che dovrà farfi in fine dell'anno da ogni c ,tpitano per ciafcheduna delle fuc compa. gnic in quella forma , che l' efcmplare din1oilra, e che dovrà rin1etterfi fuggelJato al Noltro Colonnello-Governatore, perchè ce ne inforn1i. 5. Dovrà avere ancora ogni Capitano due Jihri maeftri, uno per ciafcheduna con1pagnia , e dovrà in effi regifinire i conci del prejl, e della majjiita dc' Cadetti , de' Trahanti , c de' Tam. buri , e Piffani delle compagnie medctime , fecondo quel metodo , che fi vede cfprefiò nell' efcmplare foggi unto in fine del prefente trattato: ed il duplica-
AGGIUNTE E VARIANTI Al. TOMO n
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Ji ognuno de' nominati individui farà· regiilrato jn libretti a ciafcuno di effi appartenenti, e vi far~ coto de' conti
piato con ef3ttezza tale , che rifcontri appuntino c on quello del iibr.o .maeflro così nelle partite parziali, come ne' totali: c così l'uno, come l'altro de' detti conti dovà efièr formato per quadrimeR:ri ~olia fofcrizione del Capitano , c convalidazione del Colonnello-Governatore. 6. Dovrà oltre a ciò tenere ogni Capitano un altro . li~ro , nel · quale fa ... ranno regifirati gli ordini generali, che ri (guardano il governo , la difciplina, e la 1JJeccaiJica di quefio Nofl:ro Real Bat.. taglionc : e quello libro ·dovrà leggerlo una volta al mefc a, Tenenti, Brigadieri , e Sottobrigadieri delle fuc com pagnie ; e quando egli ft affenta , il lafcer~ al Tenente più antico con. ordine, che fupplifca in ogni mcfe le fue veci nel-
la compagni-a , che gli appartiene , c che poi lo pafii all, altro Tenente , affinchè
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GLI ISTITUTI DI F.DUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UfflCJAU NFGLI STATI PR EUNITARI
fin eh è- lo ltgga a, fuoi Brigadiere , e Sottobrigadieri • E IJr~ anche una oh.. bligazione fpeciale del Capitano di aver cura che i Brigadieri tengano il libro tli ordine corrente , c fcritto di buon carattere. 7. Dovrà finalmcnt~ og-~i Capitano tenere oltre a ciò tre piè di lifla, uno dc' qnali dimofrrcrà la fl~tura di tutti i Cadetti di ciafcheduna delle 1uc compa. . gnir. , l' a~tro l'anzianità nel fervizio, c un terzo i generi di vefriario , ed il uun1cro di ciafcun fucile. E con tale rcgi!ho, che mantiene il piede del buon . ordine nelle compagnie , vogliamo che ogni Capitano le regoli, ed amminifiri. 8. ~~la Ja principal cura , che ogni Capitano dovrà avere nel regolare Je fuc compagnie, dovrà eflèr qucll~1 di efarninar Jiligentcmentc çosì d,l se, come per mezzo dc'fi1oi U ffiziali , lo fiato, in cui cjaft:heduno dcgì' individui a se fubordi. nati fi ritrovi rifguardo all' cfcrci~io, che
AGGIUNTE E VARlANTJ AL TOMO Il
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dovrà infegnare a' Brigadieri, a' Sottobrigadieri, ed .a'CaJet~i delle medefime compagnie con perfezJonc .tale, che lo fa p-piano magiil:ralmcnre ~o!nandar~, ed efe... guirc fecondo il metodo da Noi ·ftabilito in quclto Nofiro Kcal Dattaglione. Per.ciò dovrà egli , cd i fuoi U ffi~iali fa .. perlo fare, infegnare, e comandare, fe'ondo il menzionato metodo, in tutt~ le 1iH~ principali parti , che fi riducono a fapt:r caricar bene e . prontamente, fenza in1harazzar le righe , e le· file , ~d itnpo!lar bene, c far fuoco colla maggior ficurczza de' fuoi , c i.lanno degl'in imi ... ci, a confe1·vare la formazion della truppa , e ad efcguire con prontezza, e buon ordine le marce, e 11JtltJioper.e prevenute da chi comanda : ed in qucfie principali parti dell' cfcrcizio il Capitano unitatnente co' fuoi Ufiziali metterà tutto lo ftudio fuo, perchè gl'individui delle fu c con1pagnic vi riefcano con perfezione. Nè tralafcerà d' ifpirare la fomma coniìden~l,
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAI..l NEGLI STATI PREUNITARl
fidenza, eh, effi debbono avere nel van. . taggio , ,he fi ricava dalla fua difciplina, nella quale farà fpecialmente notare Ja fuperiorità, che rifulra dalla unione, e dalla lièurczza delle maniopere 1 ancorchè coll'inimico a fronte. 9· Sarà parimcntc un precifo dovere de' Capitani d, informarfi da' loro Uffiziali della cura , che ciafcheduno individuo tiene della fua arma , del rifpctto , ed ubbidienza , che porta a' fuoi immediati fu peri ori , e dell' efattezza , che otferva in tutto ciò , che appartiene al N ofl:ro Real fervizio : delle quali notizie effi dovranno prevalerfi per conofcere fe ognuno dc, loro individui abbia dell' atnorc per la vita militare intrapre[1 ' nella quale non gli dovrà condurre lo flimolo dell' intercilè, c del P ambizione, tna quel dell' onore, e della gloria . 1 o. E per alli curarli femprc più ogni Capitano di tutto ciò, frequenterà coll~
fuc vifirc le fuc con1pagnie. Perciò, fem-
AGGIUNTE E V AlUANTI AL TOMO rJ
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pre che le compagnie mcd:fimc pr~nde: ranno le armi, farà fuo obbltgo prectfo d1 portarfi anticipatamente nel luogo, dove, come li è detto , faranno formate in ala , a le efaminerà con attenzione , così rifguardo all' armarqento, come rifpetto al veftiario; e, fe vi ritroverà cofa da riprendere, ne farà carico al Tenente, il quale, durante la vifita fu ddetta., dovd! feguitarlo con attenzione, e rifpctto per ricevere quegli. ordini, che da lui gli faranno dati . Ma dovrà vifitare con ifpecialità i cartocci , quando quefro noflro Real Battaglione dovrà ufcirc a far 1' efercizio a fuoco , per afficurarfi fe fieno fenza palle; e con ugual diligenza dovrà in tal cafo vifitare i fucili, per accertarfi che fieno fcarichi . Indi formerà ciafcuna ·di elfe compagnie a tre di fondo , fecondo che il terreno lo permetterà, c le farà condurre da ciafcheduno de' ~renenti
al luogo afiègnato per la prima formaG zionc
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GLI ISTITUTI DI E DUCAZIONE E DI FORMAZIONE P!:R UFFIClALl NEGLI STATI PREUNITARI
zionc in battaglia, dove le prefenterà al Nofiro Colonnello-Governatore, per far.. le paffare ancora fotto la fua .ifpezione. 11. Sarà anche obbligo del Capitano di vifitar le fue compagnie mede{Ìlne inafJ)ettatamenre , c foprattutto la notte, per oilèrvare fe gl' individui di effe lì ritirino nell'ora aHègnata, e fe offervi... no il buon ordine ne' loro quartieri. 12. L' inefattezza , che mai fi o[erva!lc negl' individui di una compagnia fopra i punti negli antecedenti articoli prcfcritri , fcnza che fe ne fia paffata a ·Noi notizia alcuna a voce , o per ilèritto , addirittura , o per mezzo del CoJonncllo-GoverntJtore, farà fegno fuf.. ficicnte della poca attenzione , e della poca abilità del Capitano nel rcgolamen... to di c{ia ; il quale per ciò non mcrire.. rà avanzamento alcuno a pofiì maggio.. ri, come ·quel, che non fi è faputo difimpegnare a dovere in impieghi di minor confegucnza •
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N on farJ parimcnte degno di avanzamento qu~l Capitano , che per debolezza di fpirito, o per principj falli di onore non abbia faputo ritenere i fuoi fubalcerni nell'adempimento dc' loro propj doveri ; o che abbia tlimato fua obbligazione di nafconderci le noti1 3·
zie delle loro mancanze, le quali notizie fono troppo neceffarie per la N ofira Alta Sovrana intelligenza ; o che, chiamato a duello da uno de, fuoi fubalcerni per rlprenfione fattagli , o per altri punti attenenti al Nollro Rea) fcrvizio , non gli abbia dato fubito l' arrell:o alle bandiere , con darcene parte per via del Nofiro Colonnello-
Governatore , affinchè da Noi fi foffe proceduto a que' gafHghi , che fono dalle N ofi:re Reali Ordinanze fiabiliti • 14. Per lo mantenimento delle compagnie dovrà il Capitano riceverfi perfonalmente il prejl in ogni ·principio di mefe , c come fedele depofitario , G 1 ed
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GU ISTITUTI DI EDUCAlJONE E DI FORMAZIONE PER UFACIAI.I NEGU STATI PREUNITARI
ed amminillratore ne farà la difiribu.. zionc in quella maniera, che giudicherà la più propia . . 1 5. Sarà anche ùn obbligo precifo tlcl Capitano di far valere unicamente il merito negli avanzamenti per gl'impie.. ghi , che fi1ranno per vacare neUe fue compagnie: e perciò nominerà per Sot.. tobrigadicrc quel Cadetto di ciafchedu.. na di effe , che fia adornato di maggior capacirl , e che abbia dato faggio di migJ ior condotta , ferietà, ed attenzione al N o!lro Rea l fervi zio • Come anche nominerà per le vacanti di Brigadierc tre [oggetti della claffe dc' Sottobrigadieri del Nofiro Real Corpo, che avranno dato faggi tali nell' adempimento de' loro doveri , che ficnfi meritata la pubblica approvazione : e , fatta la terna , Ja rimetterà al Colonnello-Governatore , il quale col fuo informo Ja dovrà pa1fare alla Noftra So· vrana intelligenza.
AGG IUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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t6. Nel principio d' ogni mefe il
Capitano porterà perfonalmeote al Colonnello-Governatore una relazione da Jui 6rmata della forza delle fue compagnie , e delle alte, e baffi occorfe nel mefe antecedente , con efpritnervi i nomi, e motivi , che le. hanno caufate: e lo .informerà · appieno di quantQ occorrerà.di faperfi rifguardo alle ·compa-· gnie' mcdefinìe' cercando perciò l'ora di ritrovarlo in cafa , fenza far c3fuale un tale incontro • 17. Sar~ .ancora un obbligo precifo 4el Capitano lo ·aver cura . della fa:lute de' fuoi Brigadieri , Sottobrigadieri , e Cadetti ; e perciò non trafcurerà mezzo alcuno per mantenergli in ottimo fiato , badando con attenzione che non facciano fervizio nell'a tto , che franno infermi , e che , elfendo convalefcenti, non lo facciano fino a che non fienfi perfettamente riftabiliti.
18. Bader~ anche principalmente il Cì 3 Ca-
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GLI ISTrnrn DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO:ffi PER UFFICIALI NEGLI STAn PRI'l 'IITARI
Capit3no che i fuoi Brigadieri, Sottobrigadicri , c Cadetti fi mant<..ngano colla Jovuta pulitczza, e pro pietà così ne'quartieri , come nelle loro perfone ; e percib faranno atlègnati fei Trabanti per ogni compagnia , uno de' quali dovrà efièr fattore, c tre parrucchieri • 1 9· Dovrà ogni Capitano tener con etl ttczza i conti di majfitta , c dovrà aggiufiargl i ogni quattro mefi , fecondo il n1crodo nell' cfcmplarc dimofira~o; i quali conti dovranno etfcr corroborati dal Colonnello-Governatore •
Se patlàffè a miglior vita un Ca.. detto, Tarnburo, Pitfano, o Trabante, il Capitano aggiufrerà il fuo conto , e coll' inventario della roba, che avrà lafcìato, il pallèrà pel Tenente della comp~tgnia al Colonnello-Governatore, perchè dia fubiro l' ordine; affir1ch~ quel, che ri tn~tnc libero in fa vore d~l morto , fra confcgnato al fuo erede : il quale , fc n1ai farà lontano dal luogo mede20.
AGGIUNTE E VARlANTI AL TOMO 1J
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.
fi 1110, dovrà cffcr obbligo dc) Capitano che ne venga avvertito , perchè dcfi:ini
perfona , a cui fi potfa con1cgnarc il dcnaro. E nel folo cafo di ·non aver congiunti .in grado di fucccdergli, fi confegnerà al Cappclla~o, perchè ne celebri mcffc in fuffragio dell'anima del defunto. E' morendo alcuno degli anzidetti individui allo Spcdalc, dovrà frare attento il Capitano a ritirarnc tutta )a roba, fcnza pagar veruna fomma per lo rifcatt.o di eila . 2. 1. Sortendo un Cadetto dal Rcal Battaglione, fia per afcenfo, fia per Rcal congedo, il Capitano aggiuficrà · i fuoi conti , e gli manderà per elfer riconofciuti , e vifati dal Colonnello-Gover.. natore . E lo ficlfo dovrà praticare co' Trabanti , Tamburi , e Piffani , che pafferanno a godere il beneficio degl'Inva) idi , o che otterranno licenza per
ritirarfi dal fervizio.
G 4
· Ob..
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OLI ISTilVfl DI EDUCAZIONE E DI FORMA.liONE PER UFFICIALI NEOLI STATI PREUNITARI
Obbligo del Co/ouJtello-Governatore. 1. ~·· L Secondo Capo d<:l Nofiro Real _ Battnglionc , a Noi immediatamcn re {()ttopollo , farà il Colonnello... (;ovcrnatorc; il quale, cllcndo Noi pre... f~ntc, dovr~t dipcndr..:te in tutto da' NoCeri ()rdini, e nella Noftra affenza avr~ l' intero conìanclo del Corpo. : . Le (1ual~tJ, che dovranno adorna... re 1a pedona , che L1f~t da Noi fcelta ad occupare un tale impiçgo, faranno le frgul·nti : robutlczza per la fttìca, profi)ndità nclJe fcicnzc n1ilitari, elpcrtezza nel fcrvizio , nelle pratiche di camp:1 gna , e ne) governo econotnico dd la truppa , fermezza nel comando, prudenza nella condotta , cofranza nell' ~tpplicaz ione, e vaghezza c.l' innalzarfi a un merito da parer degno a Noi di g~·adi , e impieghi maggiori. 3· II Colonnello-Governatore dovrà fapcrc perfettamente quanto fi dimofrra nell' inrcro corfo dc11c fcicnzc miJirari,
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così riguardo alle precognizioni, come alle cognizioni principali del mefiierc, quanto ii contiene nelle prefenti Ordinanze, e nelJe Ordinanze Generali per tutte )e claffi dell' Efercito; colle ulteriori Noftre Reali detern1inazioni rifaIute per punti generali, c dovrà perfettan1cntc intendere, ed efeguire gli efercizj militari in tutta la loro ampiezza: e colle menzionate qualicà dovrà fare quel , che ficguc . 4· Dovrà tenere un cf:·ttto regifl:ro del corpo , c perciò tanti libri in foglio , quante fono le compagnie del Nonro R.cal Battaglione, ciafcheduno de' quali dovr~t ctlère fonuat<> nella fcguente maniera • N ell~1 prima carta dovrà effere notato il nome di effe compagnie, e nella feconda ·j nomi , e cognomi de' Capitani , ed Uffiziali delle compagnie medefime colJa data delle patenti , e nomine de, loro impieghi , e del .giorno del poffetfo, e dovrà fpie-
garvifi
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GU ISTITVTI 01 EDUCAZIONE E 01 FOR\1AZI0SE PER UFFlCIAI.I I'FGLJ STATI PREU'IIrTARI
garvili per note appiè di margine, colla difiinzione dtl giorno, ed anno, quanto occorra di f.1pcrli rifguardo a' loro avan. zamcnti, gratiuazioni, ed ufcite: e in fe. guiro in ci afe hed una delle pagine feguen. ti faranno trafcritte le filiazioni delle piazze propietarie de' Cadetti : farà rifcr.. bata una pic~iola quantità di fogli in fondo di ciafchcdun di cffi libri, per trafcrivervi le filiazioni dc'l·amburi, de'PHfani;
c de'Trabanti: cd in dette filiazioni dovrà fpiegarli per note appiè di margine tut.. to quello , che meriti di rimanere alla memoria circa le a(te, e hajfe, ed altro, che loro accada , perchè ci fien fubito paffare in ogni tempo quelle notizie, che pott anno mai efler da N oi richielle. S· Dovrà o1trc a ciò tenere un libro, nel qual farà trafcrivere le filiazioni de' Cadetti fopran.numerarj , e Je quali poi pafierà al libro de1Ie rifpettive comp&ignie , fecondo che j detti foprannumerarj palferanno ad occupare le piaz. . ze proptctane •
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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6. E dovrà tenere un altro libro ,
nel quale faranno ·efattamente copiati gli o~dini ,. che da Noi fi daranno per regolamento, e difciplina di queR:o Noflro Real Battaglione, e i quali col. tratto del tempo dovranno fervirc per l' ampliazione da farfi alle prefcnti Ordinanze. 7· Dovrà ancora ·portar fempre in tafca una efatta notizia della forza effettiva di qucfto N oftro Real Corpo , per potercene dar conto all' iJlante, che ne fia da Noi richicilo , e per -poterei afficurare del numero , che potremo mettere fopra le armi per efercitarlo, o per impiegarlo dove L1rà da Noi giudicato. 8. Sarà principal cura del Colonnello-Governatore di tenere un efatto conto dell' ammiflione de, Cadeai in quefto N ollro Real Hanaglione , rifguardo alla quale , ficco me li trol' a da N oi antecedentemente fatta la grazia a' giovani delle famiglie nobili di potervi 1ervire a lo-
ro
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI JIIEGLI STATI PREUNITARI
ro fpefc in qualità di foprannumcrarj, dopo effere flati prima ammeffi in qualità di Cadetti in qualcuno de' Reggimenti de' Nofiri Reali Eferciti , e ficcarne ne' rncdcfimi vi fono ammeffi ancora per Cadetti i figliuoli degli U ffizi:tli delle Nofrre Reali truppe; così è Nofira Rcal volontà che il Colonnello-Governatore da ora in avanti fi regoli nella maniera, · che fiegue . 9· V cncndo a vacare le piazze propietarie, faranno rimpiazzate da' fopranumcrarj entrati fino al primo Settembre del 177 2. e rifguardo agli altri !òprannumerarj entrati dopo del detto giorno, C1ranno con alternativa propofli una volta cfii Soprannumerarj , ed un' altra volta i Cadetti de' l~cggimenti de' Noilri Reali Efcrciti, figliuoli di Uffiziali , precedenti fuppliche degli uni, o degli altri , che lo richieggano : con avvertenza che i requiliti di nobiltà dc' Soprannumerarj è Noftra Real vo-
AGGIUNTE E V ARIANTJ AL TOMO Il
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Iontà che fieno di bel nuovo efaminati dal Colonnello-Governatore , per potergli caratterizzare ne' fuoi regifl:ri : ed è parimcnte NoCtra Real volontà che il Colonnello-Governatore mcdefimo verifichi ancora l' atTegnan1ento, fecondo gli ordini antecedentemente dati ; per potere informar poi di .tutto Noi, com~ Capo Supremo del Corpo. I o. E, affinch~ il Colonnello,Go:vernatore oficrvi cfattamcnte le regole della giull:izia , e. della imparzialità nel proporci i Cadetti figliuoli di U ffiziali, che fervono ne' Reggimenti , dovrà offervare l'anzianità di detti corpi, e l'ordine della loro clafiè, di cui terrà un regHl:ro particolare, e che in tali occafioni ci fJrà prefcnte ; affinchè fi pofiàno- da Noi dare gli ordini, che convengano. 1 1. Il ·Colonnello-Governatore nella propofta , che ci farà de' Cadetti di qualunque claflc , e condizione che fieno ,
dovrà fempre efattamente offervare il re-
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GLI iSTITlm DI EDUCA7.10N'E E DI FORMAZI01'E PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
rcquifiro del buon coflume, e dell'app licazk,nc , che gli dovrà collare per i nfornJazion.i prefe da gente pro~a , e di credito; e dovrà anche diligentemente afficurarfi , che coloro, i quali richh:ggono di entrare ' fieno della natura di cinque piedi e tre pollici , e di robullczza da poter foifrire )c fatiche ddLt guerra: ùe' quali rcquititi c' inforn1crà con difiinzionc addirittura, per potcrgli N oi convalidare con altre infornlazion i , che fiinteretno di richiederne per 1~ vi~1 ordinaria a, Colonnelli de, riJjJcttivi corpi. 1 2. !\el P arnmcttcrfi i Cadetti dovrà il Colonnello- Governatore cfattamente informargli del fifietna d\!llc Nofl:re pre.. fcnti Ordinanze , e dovrà ammonirgli fopra la rigidezza della vita , che vanno ad intraprtndcrc , la qual non atnmcrte riconlpcnfJ' fc non in r~guito di quel mcrito, che nafce d,tl collurne irreprcntibile, dall'amore alla fatica, dalla fcienza del me-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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flierc, dall'cfpertezza nelle pr3tiche, cd efercizj , e dal fommo rifpt:tto , e ubbidicnz,l a' fupcriori : indi lHl:erà cia-
fceduno di cffi a quella cl aife teorica, che giudicherà , dopo un rigorofo efJrne fattogli fJre dal corrifpondence Pro-
fcflòre dell' Accadetnia ~1ilirarc , t a quella clatlè pratica, che p•trimcnre ri1ultcrà da altro cfamc, ch'\!gli mcdefitno gli farà rifguardo agli eferizj: invigilJn· do, che fian<;> iftrutti con qucll'attcnzio.. ne, che fi conviene . 1 3· Dovrà ancora il Colonnello-Governatore avere un' cCttta cura Jc' ~ rt·a h~lnti, 1'nmburi, e Piffi1ni , e dc' Gua.fiatori , e lnferv ienti ; pc' quali dovrà pro porci quc' , eh, egli fl:imcrà i più ad:ltrati, così tra' paci:u1i, con1e tra quei, che ci fervono in al cri corpi, precedente rigorofa infornlilzione prefa d. 1 gente prob.1 , cd intelligente , così rifguardo ali a loro abilit~l, cotnc ri fgnardo al cofiume 1 di cui ci atlicurerà .i alfinehè da ~oi
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UfFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I
Noi li dicno quegli ordini , che fi fii .. Jncranno convenienti . 14. I Trabanti , Tamburi, e Piffa. ni , Guaftatori , e Infcrvienti nuova... rneure entrati faranno ammoniti dal CoÌonnello-Governatore su gli obblighi della vita militare, e faranno pienatnente informati de' loro doveri in quefl:o Nofiro Real Corpo : e f.1tto ciò , faranno defiinati ad occupare le piazze ilabilire nelle compagnie; nelle quali fiar~nno fotto la difciplina, e regolamento de Capitani , cd U.ffiziali di effe ; e dipenderanno particolarmente da' Capitani rifguardo al prezzo dell'ingaggiamento , e ringaggiatncnto , che a fuo tempo loro appartenga, c che fi paghe.. rà loro dall'A bHitato del Corpo con ri· ccv uta del Capitano medelimo, corrobora cl dal Vijlo Bti0110 del ColonnelJo-Govcrnatorc. E rifguardo alle vi fire , che in ogni fettimana è folito farli , faranno immediatamente fottopofii al Bri . .
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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gadier~ della .compagnia n:t??efin1a , il quale Jn un gtorno ; che Ltrà dal Colonnello-Governatore fiahilito, avrà l'incarico di vifitare le loro armi , e mucciglie, di offervarnc la pulitczz~ , c di far loro leggere la picciola Ordinanza delle leggi penali, ricapitolata pe' faldati dc' Nofrri Reali Eferciti. 15. E riguardo agli cfercizj del fucile , e alle molfe , che i Guafl:atori , c Trabanti dovranno fare, allorchè qncll:o Nofiro Rcal Battaglione fi cfcrciter~ì, ne farà dal Colonnello-Governatore mcdefitno dato l' incarico a uno Òl!' Brigadieri , che L1rà da lui fl:in1ato il più atto ad ammaefi:rarvigli . 1 6. Sarà un obbligo precifo del Colonnello-Governatore lo invigilarc, che ciafcheduno adempifca gli obblighi ddl' impiego , che efcL·cita in qneit~J l~ofrro RcJl Corpo , con quella diligenza , cJ efJttezza , che fi ·ri{:hicde Ja Ha rigida difcipiina militare : c in ogni cafo di II n1an-
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GLI ISTilV!l DI EDUCAZIONE E DI FOR\1AZIO'fE PER U11'1CIAU 'fEGLI STATI PREUKITARI
n1ancanza gli concediamo l> autorità di arrcflarc in cafa i Capitani di quello N ofiro Jteal Corpo , di arrefiare alle bandiere i Tenenti, i Portabandiere, c BrigaJicri, c · di rHlringcrc in un cameri.. no, che fi dcllinerà per luogo di carcere, i Sottobrigadicri, e Cadetti; coll' obbli-
go bensì di darne parte immediatamente a !\oi, e di r~pprcièntarci con dHHnzionc, c fcnza palliamento alcuno le vere circoflanzc della mancanza commcfià, cd i n1orivi , che l'hanno determinato a dar tali arrclli. E fe mai egli per compiacenza rrabfdallè di correggere 11 altrui nlancanl ~l, c di prontiffituamcnte rin1ediarvi, flrà tenuto di darne a N oi firettiffimo conto, fc non per altro, pel cattivo cfcmpio dato co11a fu~1 tolleranza, troppo pregiu· dizialc al fervi zio militare. 1 7. Dovrà per tale effetto invigilarc
che i Capitani, e gli V Hiziali delle loro Compagnie adetupilèano con ogni diligenza 1' e1ècuzione dc' loro doveri , man ..
ACGIUJI,TE E VARIANTI AL TOMO Il
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tenendo le rifpettive Compagnie con quell' ordine , e con quc' tnctodi , che fono fiati da Noi ftabiliti, e fomminiftrando a ciafcheduno quel tanto, ch' è fiato loro da Noi alfegnato, e liberato. Il perchè farà tenuto di vHitarvi i rcgiil:ri fpeffo, e di efaminarvi gli efcrcizj ifiruttivi per afficuradi fe l'arman1ento, i quartieri, e ogni altro fia in tutto mantenuto e regolato a tenore delle N ofi.re Reali determinazioni , e di badare fpccialmente fe i Cadetti fieno educati con fentimenti di onore , fe trattino tra loro con gentilezza , e decenza, e fe fieno ben atiifiiti : e farà tenuto oltre a ciò di paflàrc i conti di ;1utjfitta ogni quattro tnefi , afcoltando con attenzione i ricorfi , che in quell' atto gli faranno da chi fi lènte gravato prodotti , e detern1inando t.luel, che ftin1erà giufl:o. Con avvertenza bensì che , fè mai le determinazioni fatte da efiò Colonnello-Governatore in
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queU•
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GU ISTITUTI DI EDt;CAZIO~E E DI FOR~IAZIONE PER UFFICIALI !>'EGLI ~IATI PREliNITARI
quell' atto non fieno per contentare i ricorrenti, far~t in loro libertà di poter.. fcnc richiamare a N oi, dopo di avergliene chi ello il pennellò in atto di luborJinazione . · 1 8. Dovrà anche il Colonnello-Governatore invigilare con particolare attenzione sull'altra parte della educazion militare, che rifguarda l'intelligenza del mcfriere ; il perchè dovrà avere fot.. to i Noll:ri imtncdiati Reali ordini la direzione ddl' Accadcn1il di fcicnze, c pratiche n1ilirari, ch'è fiata da Noi mcf... fa in piedi p<.:r fcguitar da per tutto fetnprc qucfio Nofrro Rcal Corpo, e per cf.. fèrc unican1ente addetta alla ifiruzione dc' Brigadieri, dc' Sottobrigadieri, e Cadetti, lècondo quelle leggi , che faranno nel feguentc libro fl:abilite . Quindi è ch' egli ci dovrà çlare fl:rcttHiìluo conto dell' cfatta cfccuzionc delle leggi mcdcfime , c ftrci prefcnti tutti q uc' progetti , ch' egli giudicherà i più
AGOIUNTB E VAR IANTI AL TOMO D
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vantaggiofi a promuovere le utili co ... gnizioni dell' Arte-militare , c proporci tutti · que' foggetti , ch' egli fl:imerà i più adatti ad efcguirgli , per riceverne da Noi quelle determinazioni, che giudicheremo le più convenienti, c le quali egli dovrà notarfi nel fuo libro di regolamenti, per poterne a fuo tempo am· pliarc le prefcnti Ordinanze. 19. Dovr.1 perciò il Colonnello-Go.. vcrnatore invigilarc con tutta la pof.. ftbile diligenza che i llrigldieri , i Sottobrigadicri , e Cadetti allìftano nelle ore fi:abilitc alle b~io n\ , e che , non per un atto di forn1,1lità , ma per vaghezza di · profittarné prcllino tutra l'attenzione agli ammacfrramenti , che loro li . daranno da' Profcilòri delle fcicnze ; applicandofi a il:udiarlc COil quell' impegno , che nell' anilno di ogni uomo di onore rifvcglia l'amore all' adempimento de' proprj doveri • Ed af.. finchè ii Colonnello-Governatore poffa
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c;on
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE F 01 FORM.A210l'>E PER UFFICIALI 'EGLI STATI PREUNITARI
con cfàttczza foddisfare alla prefcritta obbligazione , gli concediamo in ajuto un I fpettore di eifa Accademia, che abbia fotto i fu oi ordini un 1'\j utante Maggiore, i cui doveri fpicgheremo nel Libro 'I 'erzo di quelle Nofi:re Reali Ordinanze. 2 o. E' N oO:ra Rea l Volontà che il Colonnello-Governatore ci paffi ogni mck una dillinta relazione del profitto ricavatofi dalle lezioni fpiegate , c ci rr nda avvertiti , in ogni cafo di alcun rirJrdo inrervcnutovi, della caufa di elfo, per porcdi da N oi dare quei pronti provvcdinlcnti , che faranno giudicati i più propj: c in ogni fine di corfo accademico, che dovrà terminare alla fine di dicembre, ci dovrà paffare una piena, e circoftanziata notizia dello fiato, in cui f.i ritrovino i Brigadieri, i Sottobrigadieri, e i Cadetti di quefio Nollro Real Corpo rifguardo a tutte le parti , che compongono la difciplina militare. E perciò ci rapprcfen-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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terJ con diil:inzione il profitto, ch' effi avr~tnno fatto in tutto il corfo dell' anno nel cofiume, nelle cognizioni, nell_'efercizio, e nel fervizio-militare, in formandoci minutamente delle loro inclinazio· ni, delle loro paffioni dominanti , dc' loro difetti , e de' loro talenti , e della
docilità nel lafciarfi condurre alla dovuta perfezione. Con avvertenza bensì , che di quanto li alferirà nella riferita informazione ne rcfierà talmente incaricata la cofcienza , e l' onore di elfo Colonnello-Governatore, che ogni fculà , o palliamento , che li lludialfe mai d' indurvi per nafcondere alla N ofira Reale intelligenza gli altrui difet... ti , indocilità , o mancanze , Jarà da. Noi riputato per la maggior difa~ten zione, che poffa egli con1mettere nell' cfcrcizio del fuo impiego. ·. 21. Sempre che il Battaglione prcn· dcr~ì le armi, fi dovrà trovare il Colon... nello-Governatore con anticipazione al H 4 luogo
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
af1ègnato per la fua prima· f<H·inazione , e dovrà rivifitarvi con ogni diligenza le compagnie , che gli 1~1 ranno prcfentatc ; e riceverà da' ri~ {ìctri vi (~apitani cCuto conto del numero dc' prcfènti , del dcflino degli alfenti , c del . nome de'mancanti : c indi ordinerà che fieno collocate ne' luoghi, che loro corrifpondono. 2 2. Sarà ohbl igo del Colonnello-Govcrn~norc di portarfi ogni mattina nel N oHro Rcal Palazzo per partecipa rei addirittura le novità occorfe, e per ricevere <b N o i gli ordini , che ci degncrcnlo di dargli: e fiinilmcnte vi fi porterà t1 fcra per prendere il fitnto, gua le da oggi in avanti dovrà ricevere da Noi medelì lllO, co1ne dHlintivo de' Corpi di N oflra Caf1 Reale; e, in c~1fo di fua affenza , o infcrn1irù, fìabentrer:t a prcndcrlo il primo tra' CJpitani del Corpo , che fono preluogo
fl:nti .
3· Il prin1o giorno d'ogni mefe dovrà confegnarc a N oi una relazio11e del2
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO O
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la forza del Battaglione, nella quale per nota fpecifichcrà i nomi _de' Cadetti , che, per efferc fiati promoffi a y ffizial i, dovranno paffarc a fervi re ne' rifpettiv i Reggimenti, e de' Cadetti, che per m~ lattie croniche fieno inutili al N oftro I~ ca l fcrvizio : e· noterà pari mente il non1e de' Guaflatori , Tamburi , l>iffani , c 'I'rabanti, che domandino il congedo per aver terminato il tempo del loro impegno, o eh~ fi debbano licenziare per effèrc inutili , o incorrigibili, o per pafiàre a fervire nel Battaglione degl'Invalidi. 24. In aver ricevuto il ColonnelloGovernatore da No i il pcrmcffo di dar la licenza ad alcuno dc' fopraddetti individui per ritirartì dal Nofl:ro Reat fcrvizio, la dovrà dare in intero foglio, nella parte fupcriorc del quale fia itnpreifo lo feudo delle Nof.l:re Reali Anni, c nel lato fin iil:ro della parte inferiore il frgiUo fuo, c dovrà fofcrivcrla colla fo-
la f ua 111ezza- jir111a . •
:z.s.Sc
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREUNITARJ
2)·
Se mai accadcllè alcuna difpu-
ta , «.htUa qual fcgai;fè morte , o fe.. rita , c in qucJJa ii troyailèro mifchiati jnJividui del Noflro I~eàl Battaglione; in giungerne la notizil, il CoJonnelIo-Governatorc nominerà immediatamente un Ufiziale per formarne colla maggior poflihile diligenza l' informativo, Jll:t fenza paffarc alla ripetizione , e alLt confrontazionc de' rcllitnonj : pcrch2 su di elfo il fuddt:tto ColonnclloGovcrnltore c, informi, a fin di poter Noi JJrc gli ordini , che ll:imercmo più giu!li. ~ 6. Sarà cura del Colonnello-Govcrn:uore che la gr~uificazionc di uoInini da Noi alfcgnata pc, Tamburi , Pirh1ni , l~rahanri , c Guafl:atori fia uni. . . . cuncnte nnptegata per tngaggrare , o ringaggiare tali individui , e pc' danni , eh, ef1i porr~1nno mai cagionare per caufi1 di diferzione , non dovend.o farne invertire la più picciola fomtna in altre fpefe : ed ogni fci n1elì dovrà prcfcntar~
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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a Noi· uno fiato , nel quale fi ditno!l:ri il denaro ricevuto, quello difl:ribuito, e quello rimafr~ da depofitarfi in caffa per conto di detto fondo . 2 7. ·Dovrà perciò il CÒlonnello.. Governatore aver fotto i fuoi imntediati ordini un Abilitato , il quale , Jopo di aver rifcoffi gli ~huoJJC01Jti menfuali dalla Noflra Rea l Teforeda, o d'altronde, e dopo di averne fatto le corrifpondenti dHl:ribuzioni , gliene produrrà un bilancio, o fia fiato , che dovrà elfer documentato a tenore de' Nofiri Reali Ordini antecedenti ; c del foprappiù ne dovrà far depofito in una caff~ , che fi terrà in ca fa di elfo Colonnello-Governatore , e che farà chiufa con due chiavi , una delle quali farà in fuo potere , ed un~ altra in potere di quel Capitano , che farà da Noi dell:inato. E ogni fci meli dovrà l'Abilitato medefimo formare gli Aggitljli , e fopra di effi totalizzare i ·detti conti di catfa, ripartendo il denaro efatto
e de-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZJOI;E E DI fORMAZIO'fE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU!"ITARI
e depofitnto tra' fondi di gratificazione di uomini, c tra gli altri defiinati per .1' ac.. comodo dd le armi, c per l'Accademia. 2 8. Do\·rà finaltncnte il Colonnello .. Govcrnatcre aver fotto i fuoi in1media.. ti ordini un Segretario di conofciuta probitù, cd cfpcrtezza, che farà d~1 Noi fcdto , <.: Jcfiinato fecondo la no1nina, che ci prcfèntcrà il Colonnello- Governatore mcdefimo ; ed avrà cura del rcgirlro gctlcralc di quello Nofi:ro Rcal Corpo , a tenore di quanto è fiato da Noi Habiltto in quefl:o titolo , ed avrà parimenrc l' incarico di formare qualfi .. voglia fiato , che farà da N oi ric~rcaro, c di fonn,lrc , e tener conto degli Eflr-atti delle rivifle mcnfuali , e dc' re.. . . giflri, che rilgturdano il piano di Ca!Ià, e il piano Accademico • E perciò do .. vr1 Cr?;li ... tener correnti tutti i libri di lopra il:abiiiri , i piè di lifra , ed ogni
altro, che a dette incumbenze appartiene.
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
LIBRO TERZO l
REGOLAMENTO PER L' ISTITUZIONE SCIENTIFICA, E PRATICA DE' BRIGADIERI, DE' SOTTOBltiGADlERI, E DE'CADETTI DEL BA fTAGLlONE REAL FERDINANDO.
E
Gli è troppo certo, e dalla continuata fpcricnza confermato che le regole le phì efatcc per dctcrm~nare il fervizio Inilitare , e le abitu:1zioni le mc~Jio coltivate per efe- . guirlc, non faranno 111ai di quella utiHtà , che fc ne dcc fpcr~uc , fc non fi sa intendere la conncflìone di tutte le parti, che compongono il fifictna milita.. re, c fc non fi S(l valutarnc l'in1ponanza, e 'l pcfo: ed egli è paritnente certo che non fi può altrimenti giungere alla valutazione n1edcfima , fè non mediante que' principj , e quel raziocinio , che non 1.
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GLI ISTITUTI DI i;.OliCA710:-o:' E DI FORMAZIONE PER lJFFIC!Al.l NEGLI STATI PREUNHARI
non· da aJrra parte deriva , che dal.. le fole fcienzc militari. QuinJi è che per rendere l' ifi:ituzione ·di · quell:o No.. Hro Real Corpo in tutte le fu e .par.. ti perfetta , ci fiamo determinati di accoppiare all' ifl:ituto Ji una pratica di fervizio , fiabilito fecondo le regole , un altro , che fveli e dimofl:ri la ra-. gionc delle regole fl:clfe , c 'l fifl:ema generale di qucO:a difficile profeffione. 2. Vogliamo perciò che in que~o No.. flro Rcal Battaglione vi fia permanente un'Accademia, che contener dee l, intero corfo di fcienze nece1farie per ben' intendere , con tutta chiarezza , c difiinzionc i principj , da' quali dipende la cofiituzione di ogni cfercito , e 'l fi. fiema , che ,,j neceflita per perfczionarlo, ed impiegarlo. 3· Sono le cole milit~ri dipendenti in parte da certe teorie infegnatc nelle fèienze In~ltcinarichc , ed in parte da certe altre teorie nelle fcicnzc filo-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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fofiche. dimofi:rate; e da _quefii principj s'intende per rag·io_ne quanto nelt1 Tat.. ti ca fi pr(efcr~ve. Per la qual co fa da quc' , che oggidì riflettono a dovere , fi determina fenza . efitazione alcuna che per la buona ifrituzione de' giovani militari fia ncccilària la precognizione di quelle -tali teorie matematiche, e fi .. lofofiche ; quando fi voglia veratnente render profonda la loro intelligenza per rifpctto alla Tattica: e che fia neceffàrio ancora di .abituar nel tempo fielfo la loro mente all' efatro raziocinio , e a quel criterio, di cui ci ha bifogno per f~tpcr difiingJuere ne'fatti i requifiti , che fi richicggono per le azioni; quando fi voglia coltivare in effi la ragione. Il pcrchè , clfendo Noi rifoluto di educare i Brigadieri , i Sotto brigadieri , c i Cadetti di quefro Nofiro Real Corpo nella maniera la più propia, ci fianto determinato di fl41bilire in elfa Accademil alcune cattedre, che contengano le teo•
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
ric clcllc fcienzc di prccognizione ; ed al tre, che ne contengano l'ifi:ituto prin. . ci pale : c vogliamo che i Profe~ori , 11cll' atto di fpiegarc i corrifpondenti trattati, fieno attenti a rifvegliarc nell' animo dc' loro fcolari la rifleffione, il raziocinio, c tutte le altre facultà, che 'f(nlo ncccfi:1ric per rcndergli adatti ad intendere con profondità quanto ndla Tattica fi dimofira , e pronti a di{tingucre le circofranze ~e' f:1tti, e a <.ldibc:rarvi le operazioni. 4· ~1cfio nofiro iftituto accademico, fcj_>rl principj tanto fodi fiabiliro, lo coniidi~tmo in CJUanto all' efccuz-ione al Colonncllo-Gov{;rnatorc di <]Ucfl:o Noflro Rcal Battaglione , perchè lo regoli fotto la Nofrra in1mcdiata direzione , coll'obbligo di darci minuto , ed efatco conto di quanto accada, per attcndenlc le Nofirc Reali determinazioni. Quindj è che gli concediamo tutte le fJcultà nece!i~1ric per Io. buon regola..
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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n1Lnto di detta Accadcmi.1 , con ordine a' Profe!fori, e a tutti gl' lndivillui, che la compongono , di obbedire a quanto farà loro nel No!l:ro Real NoÙte da effo ordinato: e gl' incarichiaiUO
principalmente di èf:1minarc con tutta accuratezza i trattati delle fcienze ac.. c•lÙc-tniche per afficurarfi , ch' effi fieno formati , fecondo che faranno da Noi in quefl:a . No!l:ra Real Ordinanza prefcr.i rti , e che per una p3:rte i Profclfori c1èguano per l'appunto tutti gli efcrcizj ronducenti a pro1nuoverc le facultà intellettuali de' loro fcolari , c per l'altra i giovani aHillano con amore alle lezioni , c che fi lafcino con docilità guidare. 5· Avrà il Colonnello-Governatore fotto i 1ùoi imn1ediati ordini in ciocchè riiguarda la dir~~~done accaJclnica un lfpettore, il qual dovrà in vigilare, c fopr~ntendcre così al regolamento delle fcienze , -e f1cultà ,- che fono in I e~a
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
cffa cla infegnarfi , come all'ordine , di.. fegno , ed c1ècuzione di tutte le prati. . che, che fono da farvifi , e all' efecu.. zionc di tutte le macchine , cd iflru.. menti , che faranno con Nofira Reale approvazione giudicati necetfarj per la cotnprova fperimentalc delle teorie , e per l' efercizio delle pratiche medefime: e dovrà aver cura della condotta , e procedura così dc' Profeifori, e Maefrri, che infcgnano , come dclP affifl:enza , e profirto degli fcolari, che imparano • E perciò dovranno fl:ar fubordinati all'1fpet.. torc medelimo tutti _gl' Individui della N oftra Reale Accadc1nia , c con ifpe.. cialità un Ajutante Maggiore di cifa Accademia , il quale coll' 6lffifl:cnza della propria pcrfona attenderà a quella fcuola , che il Colonnello-Governatore determinerà. L' Ifpettore avrà ancora la facultà, precedente Nofrra Reale appro.. vazione, di nominare altri Ajutanti Drago1li , per a!lifrcrc alle altre fcuole,
AGGIUNTE E V ARIA ~TI AL T0\10 Il
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quando ce lo dimofiri necelfario per l' efatta efecuzione , e buon . ordine dea codi accademici . 6. Dovrà tutto l' intero corfo ·durare per lo fpazio di anni otto, ne' quali i Brigadieri , i Sottobrigadieri , e i Cadetti dovranno paffarc per tutte le claai così teoriche , come pratiche , che appartengono così alle fcienze di precognizioni , come a quelle di cognizioni principali del mefriere della guerra • Con avvertenza, che fe qualcuno di effi nel corfo degli otto anni fo1fe promoffo al grado di Uffiziale , e volctfe con tutto ciò profeguire i fuoi fl:udj fotto l'ifiruzionc dc' medefimi Maefrri , a' quali avcff~ dato pruove fufficicnti di fua abilità, ed applicazione ; ce ne umilierà fupplica, per determinarli da N oi quel , che fe ne fiimerà conveniente. 7. Le cl affi , nelle quali i Bdgadieri, i Sottobrigadieri , e· i Cadetti, che attualmente efifiono in quefto Noilro Real I :z. Corpo 1
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GLI ISTI11JTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFHCIALI NEGLI STATI PREUNITARI
Corpo, dovranno effer divifi , faranno dctcnninatc dalJa loro abilità , c dalle cognizioni, di cui fieno in po1fclfo, del che dovranno Jar fi1ggio o per via di cfatni , o in ogni altro modo , che ha. fii ad a!Iicurarnc il Colonn~llo-Gover. nato re . N è pon·anno pailàre da una c1at1è all' altra , fc non precedente efa. n1c da farfi , in prcfènza del Colonnel. lo-Governatore tncdciìrno, da t}Uel Pro.. fcfiòre, fotto cui ciafcun di effi ha fiudiato, c coll'intervento dell'altro Pro. fctiòre, fotto cui dcc andare a profeguirc i fi1oi Huùj ; poich~ conviene che il ProfcOorc Jclla cla!fc futlèguenre fia nrTic.:urato delia fr,lnchczza , con cui il nuovo 1èolarc pofficde le dottrine dell' antecedente fcicnza, c le abituazioni delle ftcultà intellettuali , che li richieggono per intendere a perfezione le fcicnzc appancncnti alJa fua clafiè . Quindi è che I'oi richicdi~n1o il confcnfo del detto fl;condo .Profcliorc' da doverci ef-
AGGIUNTE E VARIA'ITI AL TOMO Il
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fcr propoilo dal Colonnello.. Governatore; perchè con ordine Nofiro i Brigadieri , i Sotrobrigadieri, c i ·Cadetti paffino da claffe a cl atfe • 8. Saranno le c.laffi principali di que.. fia N ofira Reale Accademia div ife in quattro, che corrifpqnder debbono alle quattro Cattedre , che Noi vi fiabilhuno. Una di effe farà defiinata per Ja Sintefi , un'altra per l' AnalHi , un'altra per le Forze, e Refifl:enze , ed una quarta in fine per la Tattica. 9· La Cattedra dellinata per la Sintcfi dovrà fpicgarc i princi pj della Geometria Piana, e della Solida con i noti teoremi di Archimede , c un breve , e giucliziofo trattato delle Sezioni Coniche. Ed è N ofrra l{eale intenzione , che la. Geometria Piana, e Solida fieno una fedele traduzione del puro tcfio di Euclide: e 'l trattato delle Sezioni Coniche un giudiziofo compendio di quello di 1\pollon"io Perge~. Con avvertenza che in l J <-}UCfii
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GLI ISTTTtrr! O! EDUCAllONE E 01 FORMAZ!O'IE PER UF'F!CIAL! NEGLI ST~TI PREU~!TAIU
q ucili trattati fieno olfervatc tutte le re. gole dalla buona Logica prefcritte, per poter fervire di norma a formare il perfetto raziocinio : c 'l Profelforc , che farà dcftinato a fpiegargli do. vrà mettere ogni fuo fludio per far diftinguerc a' fuoi fcolari le note contenute nelle diffinizioni , le parti , in cui debbanfi diftinguere le enunciazio-. ni de' teoremi, e i raziocinj , con cui fono dimoll:rati : c dovrà parimcnte efercitargJi a ridurre i teoremi in problemi, c vicevcrfa; pc:rchè con tali cfcr.. cizj egli formi , ed abitui la loro mente a ben ragionare : nè tralafcerà di ri. fchiarar tutto con efempj palpabili , cd cfprefiivi, per avvezzare la loro mente a formarli un'idea 'dHHnta di quanto ad ciii infcgnerà. 1 o. Proibiamo perciò nella N oftra Reale Accademia il falfo metodo di fare i mparare a memoria le teorie delle fcicn· zc, fcnza che vi entri la ragione , cioc-
AG<Oili1-'Tll P. VARIA'<ìl Al. T0\10 Il
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chè chiamafi efercizio della memoria pue.. rilc : in vece del quale efercizio fi dee furrogare l'altro di far riunire le teorie, dopo che fono frate intefc per via di dimofl:razioni, fotto. i loro corrifpondenti generi, e fpecie , fecondo quelle determinazioni , che l' Arte di ben penfarc infegna .; e in vigor delle quali le teorie ·medefime fi riducono a principj pratici , di utilitd grandiffima all' ufo dc' mcfrieri , che fi profeffano. 1 t. Proibiamo ancora a' Profe1fori medcf:mi di rendere i loro difcepoli talmente fempre dipendenti dalla loro fpiegazionc , che non fieno mai abituati a rcggcdi da loro nelle letture dc, libri appartenenti alle fcienze • Il perchè VO• gliamo che i Profctfori d'ogni clatfe frac... chino i giovani a poco a poco dalla fuggezione della loro voce , con mettergli in ifl:ato di poter da loro fieffi leggere i libri del melliere . E per avvez-
zargli a quella abituazione dovranno I 4 pri·
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GLI ISTmJTl DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAl..l NEGLI STATI PREUJI.'lTARI
pri1na fpingergli a rivederfi anticipatamen.. te quakhc Jczionc da per se, indi a. riJolvcrc ljualchc poblctna dipendente dalle t<.: oric a ntcceòcntclncnte fpicgate , e in fine ad efpCJrre qualche corfo di teorie non efpn:fiè nel trattato , che fi fia attualtnuuc fpkg~ndo , ma da e!fo dipendente, c con f1rlo portar difl:cfo per i1l:l itto ùa' giovani mcdelimi. J 2. Col prcfcritto metodo vogliamo che fi regoli ancora l'altra Cattedra adllcrta all' Analili , c al trattato del Cat.. colo Speciofo , che oggidì forma il Jin .. guaggio univcr(1lc de' matematici : nd la C]Ualc Cattedra fi {lovrà fpiegare un bic\'C trattato di Arirm·cric,l , c un trattato di Algebra, che venga ·ad effcre un rifiretto giudiziofo dcll' ulcitna ufcita alla luce in Bologna. Dovrà neila Cattedra mede.. fin1a fpicgarli un trattato di l'rigonometria l'iana, a cui dovr&ìnno aggiungerli tutte le Pratiche Jj Can1pagna così geon1etriche, cotnc trigonon1crrichc, c i inctodi di cal-
AGGIUi'IE F VARIAI'o'TI AL TOMO U
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colarle. Se non che, come neJI'antecedente Cattedra fi è efcrcitato dal fuò Profefiòrc P intelletto de' giovani alla formazione dtl raziocinio, così in qucfia ii dovrà efercitare · l' intelletto medcfimo all' ufo da farfene per la foluzionc analitica de' problemi : riguardo al qual efercizio fi dovranno dal Profelfore far notare a' Jùoi fcolari i metodi , dc' quali debb:tno prcvalcrfi per ridurre i poblcmi a' loro giull:i principj , e per ritrovare gli artifizj d' invenzione , col cui mezzo i problemi fi conducono alla richicfra foluzione . Con avvertenz~t che gli fcolari di quella claiiè fi debbano indifpenfabiln1cntc tutti cfcrcitarc · fino allo fcioglin1cnto de'problen1i di fecondo grado; ma farà in loro arbitrio di paffarc a' problen1i di grado fupcriore , e al Calcolo Infinircfitnalc. 1 3· La C,tttcdra dc:frinata per le F orze e Refill:enze dovrà lpicgare un trar... tato , che comprenda le cognizioni cof-
molo-
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GLI ISTI1'UTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
mologiche, fili che, e fifico-matematichc fpettanri al moto, e conducenti alla ra-:gion delle cofe tattiche • Il perch~ è Nollra Reale intenzione, che in q~efio trattato fi dimoll:rino le più alte teorie di effe Forze e Rcfiflenzc generalmente confiderate • Da quefl:i principj fi dovranno ftr derivare le particolari teorie di1uofi:rate neJia Meccanica , Statica, ldraulica , ldroll:atica , e Aeromctria , inficme colle corrifpondenti pratiche del.la cotnpofizione , e ufo delle macchi'"' ne, delle li veli azioni, e delle fornlazioni di mappe. Vogliamo ancora che per le teorie medcfime fi dimo!lrino le parziali mifure degli atteggiamenti , po~ zioni , e naturali forze dell' uomo, e delle befiie per rilevarne le capacità , c limitazioni deJlc loro azioni nello fiato di placidczza , e ne' trafporti di pafiioni , c che fi dimollri. la mifura della forza della poi vere accefa
conJiderata in se ftcifa , e ne• varj fuoi
AGGIUNTE E VARIAN'Il AL TOMO 11
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accidenti , e la mifura delle reftfienze de' legni , delle pietre , de' metalli, e delle calcine , e de' compofii di cfiì. E come tutte le menzionate teorie debbono fervire di principj certi a quel che f.trà per ditnofirarfi nella Tattica, così vogliamo, ch' effe fieno fernpre dedotte dagli fperimenti fili ci, ~ chimici, c che dagli fperimcnti medefimi vengano ad effere confermate. · 14. Ordiniamo che il Profetfore Impiegato a fpiegare quello trattato , troppo ncccfiàrio per Ja profonda intelligenza dell' Arre· militare , metta tutto lo fiudio per far concepire con nettezza a' fuoi difccpoli tutti gli accidenti della forza naturale , della quale qucft' Arte non fa altro , che modificare , e combinare infieme i prodotti nella cofiituzione dell' efercito , per proporzionargli poi a' fini cui tende. E perciò farà Io·ro intendere quali fieno i metodi , de'
quali debbano prevalcrfi. per faper confultare
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GLI ISTITUTI DI èDUCAZJOl'E E DI FORMAZIONE PER IJFFICIALI NEGLI STA TI PREUNITAJU
fult:1rc con profitto , e con .certezza la natura dd le cofe, c quali le precauzioni, che debbano mettere in opera , per non cadere ntl vizio delle ipotefi t1Jfe, ed ideali, che ricfcono di troppo grave prc... giudizio in un Arte, su della quale fta appoggiata la ficurczza della Nollra Sovrana Real Pcrfona, e della pubblica Salute. 1 s. Sanì fiJJalmcntc un altra Cattedra int<.:ra1ncntc Jcfiinata all'l Tattica, intcfa fecondo il fcnfo più an1pio . E perciò vogli~u110 che in qucfio. trattato , che dovrà adcrnpirc il fine principale di tutto l' i!lituto , 1ieno din1oll:rati i principj generali dell'Arte militare adattabili alla n1anicra di guerregiare degli antichi , dc' fccoli di mezzo, e de' moderni: indi fi Jia una cfatta cognizione delle profonde teorie dell'Artiglieria , e fi dimofirino i principj d'invenzione per le Armi olfcnhvc: in feguito li efpongano le teorie c gli artiflcj d'invenzione per le :~rmi difenfive , e i vantaggi , c dif-
AGGIW<IE E VARIANTI AL TOMO Il
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vant3ggi di ·tutti i principali ftfiemi dedotti dalle regole gener61li tnedefime, e nella Fortificazione dimofirati ~ e finalmente fi paffi a far vedere . in che maniera. dall' e[enza delle armi ·fiabilire fi determinino le regole per· mctterle in giuoco , c fi rilevino le mifure delle loro parzi3H forze per l' ufo da farne nelle guorre otfcnfivc, e dif(nfive, .fecondo la divcrfa condizione de' luoghi, e delle circoil:anze, nelle quali ft adoperano ..E vogliamo che le teorie di tutto quefl:o gran fifl:etna fieno femprc convalidate dalle rifleffioni fopra i fatti d'armi ne' varj tempi accaduti , da.' quali come àa altrettanti fpcrimenti t~tt tici fi compruovi quel, che la ragione fl:abilifce, e dimofi:ra . 16. E' Nofl:ra Real intenzione che li gettino da tetnpo in tempo, e c~me il bifogno richiede , i fondamenti di "}llCfia fèicnza fopra le più fode teorie dcfunte dal Dritto di Natura , dal · Dritto
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONI' F. DI fORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
to ddlc Genti , e dJlla vera Politica per icrvir di criterio infiemc, e di guida nel determinare le regole dell~ Tattica Politica, c nel prclcrivere i doveri
di ogni individuo , che cotnponcr dee l' int·icro cfcrcito, confiderato con1e una lòcictà militare , di cui {i faranno · conofccre le leggi , c i regolamenti. 17. Gli eièrcizJ che il Profctfore a qucfia Cattedra defrinato dovrà fare , faranno i più 1i1ccofi , e difficili ; poich~ li debbono proporre a giovani già intcramcnre fonnari alle fcicnze. Ma dovr~t egli principaln1cnte efcrcitare i fuoi fcolari a far loro rifol vere con franchezza i problen1i tattici, la cui utilità fi rileverà con maggior JHl:inzione da <Iuel, che faremo per dire nel Titolo fcguente, alJorchè parleremo dell' lftituto Pratico. 18. Le clafli ripartite in quelle quattro principali Cattedre faranno con ordine tale dill:rihuire , che i fcolari ,Jovranno e[er prima perfezionati nella
AGGIUNTE E VARJ ANTI AL TOMO li
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Sintefi per poi palfare all'Anali li, dopo la quale dovranno innoltrarfi allo Hudio delle. FQrze e Refiflenze, c 4a quello alla Tattica • Anzi in ognuna di quefie claffi i fcplari dovrannq effer liHati prima nella Geometria Piana , indi n·ella Solida, e così di mano in mano in tutte le altre fcienze con quell' ordine fielfo, ch' cfie fono !late nelle prefenti Nofl:re Reali Ordinanze nominate. E faranno le claffi medelime da' rifpettivi Profcilori iftruite per un' ora in ogni giorno , e~cettuatc le domeniche , c i giovedì , quando nel corfo della fettimana non vi fia altra giornata feftiva: e dovrà efferc la detta ora: trasferita nella mattina , o nella fera , fecondo che farà da Noi giudicato più conve• ntente. 19. Oltre a quell' ora principale dovrà effere impiegata un altr'ora al giorno per l' cfcrcizio, ed iftruzione di al-
tre facultà , che da Noi fi flimano nccef-
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GLI ISTITVTI DI EDUCAL.IO~ E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 1\EGU STATI PREUNITARJ
ncccffiuic per condurre i giovani allo fiato di perfezione . H.iguardar debbonq i mc nzionati cfercizj le cognizioni ifio. riche , c le pratiche del difc:gno. 20. E per quanto li appa'rtiene alle cognizioni ill:oriche vogli~mo, che, oltre a'trattati di fopra deferirti, fe ne fonni un altro, che comprenda la Geografia, ed Ifl:oria-militare. Dovrà c!fcr quefi:o trat.. tato dificfo per lezioni , nelle CfUaJi fi c.lovranno prima fpianarc i principj nccefftrj per l' intc1Jigenza di ambedue quefre flculri ; c perciò fi daranno le djf... finizioni , c le teorie conducenti alla cognizione dciLt Gcografia-ifl:orica per 11na parte. , c per t· altra le principali prccognizioni cronologif.:hc, c critiche, che riguardano l' lilcria: indi fi dovrà
venire a dcfi:rircrc le principali divi· lioni del globo terrcl1:rc , c la difpcrftone dci genere u:nano fino alla coflj.. tuzionc dd le Monarchie, e degl' Itnpc1j, di ciafchcduno de' quali fi f:trà cono-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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fcere la fede , e le principali parti : indi li defcriveri con eJàctezza , e precifione il loro Gato di cognizioni , la maniera ·di, vivere, il cotlumc , e le mafftme di .governo : e fi fard vedere in fine 1' elezione, ch' effi fecero di certe fpecie d' armi '· la co{lituzioile de' loro eferciti, il loro metodo per rnantencrgli , per educargli, e per impiegargli, i teatri delle )oro guerre, .le principali azioni ch'eRi ·vi operarono, e i val~nt' uomini , eh~ per li talenti militari ; e pel yalorc tra efii fi Jifiinfcro. N è fi tralafcerà di far notare da quali principf nati fofferò i loro tra fcorfi , ed in qual modo dalla loro inefattczza fotTe . originata quella ntancanza di potere , che poi fu cagione della loro perdita ' e rovina nello flato freffo , che fi credea di maggior coltura : onde il potère medefimo per forza di quel fottiliJiimo nodo, che tiene frret-· t:1tncnte unite le cagioni a' loro effetti, fiJ , per alta difpofizionc della divina K Sapien-
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01..1 I$1'1TUTI DI EDUCAZIONE l! DI FORMAZIONE PER UFFJCIAL.I NEGLI STATI PREUNITARJ
Sapienza, pa!fato da nazione a nazione, ed abbia dal feno ftelfo della barbarie prodotto il prefcnte fiftema , di cui fi faranno conofcere i principj ftatifl:ici , e li faranno analizzare le principali ope.. razioni militari . E' Nofira Real inten. zione , che quello trattato ifiorico··dog.. matico ferva a rifvegliare l' attenzione ne' giovani per faper difringuere la con.. neffione ne' fatti , per fomminiftrare le convalidazioni alle teorie tattiche, e per ravvifare l' arte nelle operazioni , e le caufe ne' loro etfctti.
Vogliamo che quello trattàto fia {piegato in due giorni per fertimana , ed in una fecond' ora per nove feme· flri , che dovranno cominciare dal fecondo della claffc della Geometria Piana, in fino alla fine del quinto anno del corfo fcicntifico di quella Nofira Rea l Ac· caJemia, come dimofrra l' anncfia tavola: 2 1.
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AC'.OI\.NTE E VARIANTI AL TOMO Il
T
v o L A
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Che dimqflrt~ il Orfo accademico di otto tntni pe' Brigadieri, Sottobrigadieri, t Cadetti del Batta_glione Real FERDlN..dNDO. s~~~~~~IO.IOIIO.,..IO.~~~\é!N.I\~~~~~
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ANNO 1.
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~•• , Pratiche f:comctric~ )1(. • Pradch~: lltomcrrich-;::-:~ y Ort pr.1tirllt • • ••• , • di c"mpasaa • • • • • • •••• di campagaa ••• •:~
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ANNO ~·
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Di"lt(ftO • • • • • • § • • • • • §
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Pratiche di livclluiolli , •• , Opcr~zioni llJiliwi •• ·§ c di Cormuioai di mappe. )(• •••• d1 camp&Aaa. ••• •§
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ANNO 8.
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FOR \fAZIOI'IE PER UFFICIALI NEOU STATI PRI:;UI\lTARI
e ci rifcrbiamo di darne l'incarico a quel Profc1lore , che farà . da N oi giudicato il più propio a difimpegnarlo. v·ogliamo nel t cm po illeifo, che nella fccond' ora de' n1cnzionati due giorni per fetthuana, corrifpondcnti al primo fctnefrre della Geometria Piana , dal Profeffore della Sintcfi fieno inf<;gnate a' fuoi fcolari per fcn1plice pratica le quattro operazioni aritnu. tiche, per prevaler:ene ne' rifchiaratncnti, ch'egli dovrà fare fopra gli Elementi Piani, e per prcparargli aJl' i\rit· n1ctica teorica , che poi li dovrà loro fpicgare dal Profeuore dell' Analifi nel primo fcme.fire del terzo anno. 22. E per quanto li appartiene allç pratiche del difcgno , vogli:tnlo che in qu~r.a Nolèra Rcal Accademia vi fia un Juggctto abile delHnato per Maeftro del t1•cdcfimo . VogJiamo che quelli ab .. hia fotto di uno o due A jutanri , fec o11do che li ll:imerà dal ColonncJJo.. Governatore, c che nella fccond'ora òc' re-
le
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO D
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fianti giorni della fettimana, non impiegati nella Geografia ed Iftoria , eferciti per claffi que' tra, Brigadieri, Sottobrigadieri , e Cadetti , che vi faranno defHnati da elfo Colonnello-Governatore,in efecuzione degli ordini che Noi al mede fimo comunicheremo; infegnando loro a tirare in linee, ed a lavare i difegni così di femplice delineazi.one geometrica , architettonica , e di campagna, come i difcgni perfpcttici: e dando loro le regole per rapprafentare le macchine, e i corpi totali colle parziali pofizioni delle parti , onde vengono ad effcr compolli , e cò' loro fpaccati , e profili .. Con avertenza che nel tempo fteffo infegni loro i metodi appartenenti al maneggio degli firumenti n1atemateci da tavolino, e di tutte le pratiche, che co' medefimi fi po!fono efeguire. 2 3· E' N ofira Real intenzione che ciafcheduno de' quattro Profetfori delle accennate Cattedre , come anche il K 3 Mae...
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<.iLI ISTITl.!TI DI EDUCAZIO!-.E E DJ FOR\1/IZIQ).E PER UFFICIJ\IJ SEGLI STATI PREV,1TARI
~1acllro dcflinato al difcgno, e ciafche._
duno dc' fu oi A jutanti abbia afiègna.. fa una porzione di fcolari , che for.. tnar c.lce una clalfe di pratica, e che farà determinata dalla loro abilità, ed applicazione : e tutte le menzionate claffi, <.:o n N ofiro Rea l ordine comunica.. to al Colonnello-Governatore , faranno (le fii nate in ogni dopo pranzo , che qucfio Nofiro Rea) Corpo non fta in1picg~tto neJl' efercizio del fucile , ad
cfcrcitarfi alla campagna fopra l'intero <:orfo di effe pratiche, fecondo che fa. ranno Je medcfìn1e nelle corrifpondcnti Jcicn:tc preccrratc . Dovranno i fcolari abiruarfi ad uno ad uno colle dette le:lioni a n1aneggiare da loro gl' iltrumenti con franchezza , cd a rifolvere c calcolare tutti gli applrtencnri problemi con una prontezza così magifiralc , che ficfì ficuro delle operazioni, ch' cffi do\'fanno poi efeguirc. E vogliamo, che in
qucfic Hlruzioni pratiche , che faranno
AOGILJNTE E VARIANTJ AL TOMO Il
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le prime, e le più femplici di tale Hl:ituto , fi o[ervino le più efatte regole dal metodo prefcrirte ; in maniera che fempre ti cominci dall' efame, e dal maneggio degl' ifirumenti per poi proceder1i all'ufo, che fe ne dovrà fare : e che nell'ufo ft cominci dalle pratiche più · femplici , e non fi paffi ulteriormente , fe non fiefi afficurato della franch~zza, con cui le prime fi poffeggono. 24. Quando i Brigadieri , i Sotto· brigadieri, e i Cadetti faranno giunti al fefro anno del corfo accademico ; dovrà il Colonnello-Governatore, col!a Nofl:ra Rcal intelligenza , fare fperimento del loro profitto : e queO:o dovrà confill:ere in afiicurarfi della forza del loro intendimento, acquifl:ara co' fiudj antecedentemente facri , di cui ne farà un fegno non equivoco la franchezza, c0n cui maneggeranno le teorie delle fcienze , e le facultà fuperiori della loro menK 4 te.
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GLI lSTlT\m Dl EDUCAZlO'lF E DI FOR\IAZIONE PER UFFlCIAU !'>EGLI STATI PREUNITARI
re . Quindi è che per fare tali fpe .. rin1rnri dovrà il Colonnello-Governato.. re mcdelimo , precedente Noftra Real approvazione , chiamare uno per uno j lcolari , ch' egli flimcrà i più abili, fecondo le note ch' egli ritroverà ne' fi.1oi libri fegrcti , c dovrà fitrgli mon.. t~ re in Cattedra, e parlare allo 'nlprov.. vifo fopra l'oggetto di qualche fcienza antecedentemente fl:udiata , e fopra il fificma delle teorie nella mcdefima di .. JnoHratc . Dovr~l ancorJ fperi•ncnrarlo con dar Joro a rifolvcre qualche problema difficile dipendente dalle fcicn~e già Hudiarc , o qualche punto appartenente alla Storia antica o moderna, o qualche punto che riguardi la corrifj)ondenza tra l'antica e moderna Geografia, e che fia d'importanza per intendere i fatti d'anni delle .antiche nazioni ; c le rifoluzioni, che faranno di tali punti <liJlìcili , dovrà farle dimoftrare in pubblico fupra la Cattedra • Come anche
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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àovrà d.tr loro ad cfarninare qualche li .. bro nuovo ufciro fopra n1aterie analo~hc a quelle, delle quali effi hanno dato 1aggio, c dovrà obhligargli a darne un efarto conto fopra la Cattedra , con n1cttere in veduta l'oggetto, che l' Autore fi ha propofio , e'l metodo Ji cui fi è fervito, su 'l quale dovrà fare le fuc rifleflioni, e le fue critiche, con dimofl:rare i principj di errori, fe mai accedeffe, che l'Autore abbia prefo degli abbag1 i. 15. A tal fine vogliamo che il Colonnello-Governatore tenga corrifpondcnza, a fpcfe dell' Accadetnia, colle parti cui te di Europa, per aver notizia di tutte le nuove opere, ch' ufciranno alla luce riguardo alle materie , che in effa. li fiudiano, e con ifpecialità dc' nuovi trattati dì Artiglieria, di Fortificazione, c di Tattica; per potcrgli commettere, a conto di effa, così pe'lopraddetti fperimenti , come per le aggiunte, e modilìcazioni da farli a' trattati compofii per
ufo
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GLI ISTlTUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
t
ufo dell' Accademia medelima· : i quali ' trattati vogliamo che contengano tutte le ultime invenzioni fpettanti all'Arte della guerra ; affinchè non manchi noti. zia alcuna, che poffa effer utile a' No. firi Allievi • 26. Vogliamo inoltre, che il mede.. fimo Colonnello-Governatore colla Noflra Real intelligenza faccia formare da eccellenti artefici tutti gli fl:rumenti m~ tematici così per ufo di tavolino , co. me per ufo dt campagna , che faranno giudicati necelfarj per tutti gli accen• ..nati efercizj pratici : che unifca in.. lieme un aifortimen ro di tutte le macchine fifiche , chimiche , anatomiche, c pirorecniche , che faranno necetfarie per dimoftrare l' efperienze regi~rate nella fcienza delle Forze e Refifrenze : e che faccia formare i modelli de' principali iftrumenri, macchine, eJ armi, che faranno necetlarj per far offervare in cili la loro collruzione, ed ufo. Sa-
AGGil>;o.ITE E VARIAr-.TI AL T0\10 Il
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rà anche cura del Colonneli~Governa tore di far formare ,, precedenti i Nofiri ordini Reali, un intero treno di artiglieria colla medefima proporzione de' modelli , che fi formeranno pt;r rapprefentare i metodi per fortific.1re, e per attaccare e difendere ; affinch~ colla ifpezione oculare ·fi faciliti l' intelligenza de' No1lri Accademifti , i quali con tali ajuti poffano agevolmente formarli una idea difi:inta di tutto cioccha )oro ~ infegnerà ne' corrifpondenti trattati : poi eh~ la N oftra Real intenzione è determinata a non far mancare comodo alcuno a' Nofiri Allievi , percb~ giungano a quella perfezione dell' Arte-militare , alla quale abbia1no dirette le Nofire Re~li mire . 17. Tutti i trattati , che dovranno leggerfi in quella Nofrra Reale .Accademia , è Nollra Real volontà che fieno compolli tra lo fpazio di anni due, i quali dovranno decorrere dal giorno
della
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GLI IS1TI1J11 DI EDUCAZIONE E DI FOR\IAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUS!TARI
della puhhJic,tzione della prefente No.. Hr;t Reale Ordinanza: e faranno da Noi dcrlinati i fuggcrti, che fthneremo i più adatti a poter ananl1Jre ad effetto co11 tur t t la do vuta per fez ione i piani da l\l oi (.li foj ,.·a deferirti . VogJ iatno però che i tnanofcritti , che li fonncranno dc' trart;lti n1cd\.:fimi , fieno prima efa.. tuinari dJI Colonnello-Governatore, per allicurarfi ch' effi corrifpondano per lo appunto alle Noll:rc Iteali idee ; affinch~ precedente relazione , ch'egli ce ne ftrà , c prt:ccdentc Nollra Reale appro-
\.,1zione, !Ì pofiJno pubblicare alle ftampc.
IJ!itllto P1·atico •
Opo che fi è da· Noi fiabilito _ <Jucl che li debba fare, c quel rh e fi debba oflérvare in qucfro NoO:ro 1. ] )
l{cal Battaglione per introdurre ne'Brig.Hlicri, ne' Sottobrigadicri, e ne' Cadetti le abituazioni alle fcienzc delle cofc
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO tl
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militari., al cofiutne , ed -alht. pràttcl degli etèrcizj e del fervizio ; conviene di educargli alla prudenza-militare, o , ch'è lo ficffo, conviene di abituargli a faper con proiuczza tale· operare , che !ien lcfli nell' adattare contro le for:~.e initniche i mezzi i più propj per fupcrarle, e per coglierne )a vittoria. Q!.tindi è che fi debba infcgnar loro a praticare i Jetti mezzi, ed a liberargli da tutti qucgl' impedimenti, che potrebbero mai opporfi alla riufcita . · 2. Nafcono tali impedimenti daf di . . fctto di quella robuficzza di corpo, r.:hc nccefiita per foilrirc i Jifaggi, dall' cf(-rci~io del meftierc infeparahili: nafcono dal difetto , che per ordinario fi fuolc per forza di prcgiudizj introdurre nella propia contlotta: c naJcono in ti ne dal difetto Ji cono1cirncnto pratico ne'cafi dati, e dalla incfpcrtczza nell'operare. Quindi è che per ridurre i Brigadieri , i Sottobrigadieri, e i Cadetti a quella perfezione,
che
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GU ISllTUTI DI ED~CAliOSil t DI I'ORMAZJOJ',c PER UFFICIALI !\EGLI STATI PREUNITARI
che la prudenza-militare richiede ; con.. viene che gli Ufiziali, i quali fono da N oi de!l:inati per educargli , gli rendano abituati a quella robuficzza di cor. po, che neccffita per e{crcitare il me. fiicrc delle armi : gli rendano abituati a quelle favic maffime di condotta , in vigore delle quali c'diventano abili ad ogni difficile intraprefa : e gli rendano pert~tti in quel conofcimcnto pratico , cd in quella franchezza di operare, che sa rncttt·rc a pro htto tutte le fi1vorevoli circollanze, e che sa liberar le con vantaggio da ogni improvvifo accidente. 3. E per quanto fi appartiene alle ahicuazioni di corpo , dovrà etlèr cura degli Ufiziali di far vivere i Brigadie· ri , i Sottobrigadicri , c i Cadetti nella lor Yita privata fcn1pre con quella compoflczza , che non fcnra dc' comodi , e delle dilicatczze propie ad una educazione femminile : cd oltre a ciò do\'flnno a poco a poco avezzargli a fof-
AGGil•NTE E V,\RIAr-.TI AL TO\fO Il
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frire i cocenti raggi del fole , l'umidità della fragione , il freddo dell' inverno, il fudorc, la pioggia, c le lunghe marce con quei pefi addoffo, che per coftituzione del Nofiro prefente efercito i femplici foldati debbono fofienere. 4· E come farà N ofira Real cura il contribuire all'acquifio di tali abituazioni per · mezzo degli efercizj del fucile , allorchè gl' ifiruiremo in quefio riguardo; così dovrtL ctlèr per al tra pttrte obbligo di tutti i menzionati N ofiri U ffiziali di continuare le abituazioni medefime nella vita privata, e nelle lunghe marce, che dovrà fare quefl:o Nofiro Real Corpo , allorchè dovrà fcguire la N O· flra Reale Pcrfona ne' NoHri Reali Siti; affinchè con tali abituazioni efercitati , fi continui fempre fenza interruzione alcuna il fillema medcfimo; di vivere • Quindi è che quante volte il Nofi:ro Rcal llattaglione dovrà feguitarci , gli U ffiziali dovranno obbligare i Sottobrigadieri,
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OU ISUnm DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO'<E PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUMTARJ
gaJicri, e i Cadetti di marciare a piedi c col fucile c mucciglia in ifpalla. ' 5· Ma il Corpo avczzo a' difagi non li ritroverà pronto a quel , che fi dee impiegare , fe per altra parte le maffi.. mc fondamcntal i , che riguardano la condotta della vita , non concorrano a pcrfuadcrc , ed a convincere i Nofl:ri Allievi; pcrche fieno internamente de.. tcnninati a quella prontezza, ch'è troppo nccdlària per efeguire quanto farà loro ordinato : e fe nel tempo llelfo non fi {vegli per via di llimoli un certo ar.. dorc , che gli cof~ringa c gli obblighi :1Hc azioni grandi , alle quali per una i n ~erna fl·grcra n1ollc fi lèntano fpinti :l .l cfcguir q tunto debbono, col difprezZl) fì n anche della vÌtél • Perciò fa di mcfiicri, che i ~oHri Uffiziali unaniman1cntc concorrano, ciafcuno per la parte cLc gli fp\!tr~t , c fecondo le faculrà in (jllefic Nofit·c l( ~Jii Ordinanze concedure , a formare ncll'anitno loro tali maf-
AGGTUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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fin1e, cd a deftrarc ne' lor petti lo fiimolo dell' ardore , che gli trafporti alle (J'rand' opre con determinazione così fcrma, che giungano fino a difprezzar la vita. 6. Abbiamo in tutti gli .antecedenti libri femprc inculcata la fubordinazione, <.ht doverti colle perfuafive , c cogli cfempj infinuare da'Brigadieri a'Sottobrigadieri , c così di mano in man.o da tutti gli U ffiziali a que' , che fono loro immediatanlcnrc fottopofii ; poichè realmente una tal virtù militare . è di tanto rilievo· al fifrema di quefto mefiierc , che ne forma il principal fondamento. Ora que.fl:a virtù militare non potrà mai perfettamente cfeguirfi, fe fperfettamentc non s' intenda ; c perciò conviene , che gli Uffiziali fi fiudjno di farla ben' inten-
dere , per farne ben' cfcguire i doveri. Quindi è ch' egli debbano anche per pratica far' comprendere a' giovani da Noi fotto la lor cura commeffi , ch' efL
· fa
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GU lSTITtrTJ DI EDUCAZIQ'iE E DI FORMAZIO:-.'t PER Ufl'lCIALI 'iEGLl STATI PREU'iiTARJ
/:1 coniifte in quell'interna c.tifpofizion d' animo , che per . amore e per gloria fpingc ad cfcguir con prontezza, c~f a fi>flcner con fermezza quanto vien prcfcritto, ed ordinato di doverli oper,1r~ in o~ni maniera colle armi, e quan.. ro conterifce in quaHìvoglia modo al con.. fcgui1n~:nto della vittoria. 7· Su t~tl principio appoggiati dovran. no gli Ulfiziali far capire a' Brigadieri, a' ~ottohrigadicri ' cd a' c~ulctri coll' <:fèznpio de' cali particolari, che in (!llanrc 1nanierc fi opera contro la pron~ez za , c .contro Ja fcrn1czzl di tali ope.. razioni , cd in quante maniere lì va dircttarncnP6 , o indirettarrtcnte ad indebolire <JUCJI' ~unore , che n' è lo flitnoJo ; in altrettante maniere fi difetta in <rucl1a ,,irttì , o, ch' è Jo fieilò, fi com.. Jrac.ttc una 111ancanza (li fubordinazicne• .E perciò J:u:1nno loro intendere , che l' inoficrvan1.a di tutto ciocchè fi preferire nelle Nofl:re Rc,lli Ordinanze , c
AGGIU"'TE Il VARIA]\ìl AL TOMO Il
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Ji tutto ciocch~ fi ordina da' rifpettivi loro Superiori, fpettante al NoH:ro Re al fcrvizio, e la trafcuratezza o tiepidezza nell' efeguirlo, è una n1,1ncanza di fubordinazione , che turba la bafe fon· da mentale del fervi zio~ 8. Saranno queil:i cfempj prima c.li ogn' altro indirizzati a prevenire i Noflri A l lievi contro quelle critiche, con cui taluni fon foliti di trattener )c convcdàzioni, con grave pregiudizio di quefla fonòan1cnral virtù-n1iJ itarc: dandofi a credere con tutto ciò , che non fieno per apportarle detrin1cnto alcuno. Quindi è, che alcuni {ì faccian lecito di dire , che nell' ordi11e degli ttva,;za1Jit.'llii i101J .fi ~/}èr ~·ù1o le 1·egole della gi11jJizia: che il_fò!do,
il prejl , ed il p1111e {rc11o jèarji : che il 'i-'efliario ji'te tli cattiva contlizio11c , c i. tj:tllrticri ÙJCOJJiodi. ~1indi è ancora , che altri pc1· picciolo difgufio , che rifcnrano nel loro an:mo , c che talvolta cffi 1ncdc;in1i fì hanno proccurato da' loro L
-. .,
S""'{''''' ..
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GU ISTITUTI DI l!OUCALIO'IE E DI ~OR\IAliONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PRf.l,MTARI
Superiori. co'loro tra~c~rfi , pror~mpano a dire , ch' e.f!i Supef1or1 no11 fopptano far /mo11 tifò del comando , o che ahujno di fjttella autorità, che Noi ahhiatno loro concedttta . E quindi è infine che alcuni altri, con tutto ch'e' fieno del tutto (provveduti di raziocinio , e di que1le profonde cognizioni , che fono unicamente ncceHaric per rifolvere le difficili quifi:ioni appartenenti al mefl:iere , per una certa punta di fpirito fi vantino di cenfurarc la celerità , co11 cui oggi dì p 111011eggÌOI10 le armi , e ji formano f CVO• /::zio11i, c le 111arce: la qt1al celerità e' afjdr((c01to, che jia tanto foperiore alla factJ!tà ntlturale de/IJ ttomo , che la trtljJpa 11011 poffa ~(egttirla [enza riceverne tt11 iltcoJnotlo pojitjvo: oppure ardifcono di ?nette'"c ilt rifàlto la difliplina della truppa ini7nica, /' i1ztelligenza tle'fooi Capi, la perfezione del foo artna1ne1tto ec. Per opporfi <lunque ad inconvenienti tanto pregiudiziali al Nofiro Rea l fervizio, gli U ffi-
AVGJU)o.'TE E VARIA.'ITI AL TOMO n
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ziali di quello NoR:ro Real Corpo dovranno far conofcere a' N ofl:ri Allievi , che sì fatte critiche, dette in pubblico ed in prefenza degli altri , non folamente non fleno per recare vantaggio alcuno al Real fervizio medefimo ; che anzi gli apportino una pofitiva lefione: poich~ intiepidifcono l'amore, che forma la molle principale della fubordinazione. 9· Perciò dovranno effi dimoftrare a' Brigadieri , a' Sottobrigadieri , ed a' Cadetti , che impari~o a rifpettare i fiabilimenti militari ; poichè da' mede· fimi fi forma la bafe del regolamento delle N ofl:re Reati truppe : -efièndo avvedutamente determinati da que, principj della Tattica Politica , che fo .. no fuperiori alla comune intelligenza. E dovranno inftnnar loro a venerare il con1ando de' loro Superiori , che ne forma l'attuale efecuzione ; sulla ficurezza che i Superiori militari fono L 3 gente
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GLI ISTITUTI DI JlDUCAZJO:'<E E DI FORMA4JONE Pl:.R UFFICIALI NEGLI STATI J'REUNITARJ
gcnrc di Jiflinta probità , ed intelligen~
za d.t Noi fcelti per l' attuale impiego delle arn1i . E perciò dovranno avez~are ognuno di effi a dimoftrare un:t efitttezza tale nell' cfocuzione di quel che loro fi prefcri v. e , o fl ordina , ch' e' non trafcurino nè diligenza , nè tempo , nè circollànz' alcuna per venirne a capo. Ed in tal modo gli abitueranno a far pompa di quel carattere d'amore al Nofiro Real fervizio, Jal quale nafce il co!htnte. defiderio di dar faggi tanto più eerti de' loro talenti, c della loro fermezza, quanto far,lnno di maggior rifchio e di fatica n1aggiore Ie occafioni , che 1i prefenteranno.
Da tali tnafTitne dovranno i Nol1:ri Uffiziali far loro concepire di quanto, e di qual pregiudizio fieno quelle fcufe, che fogli ono per ordinario addurli . di lùppofia malattia , o di aggravio nella fcaJa di fervizio , o di priviJcgio di 1 o.
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corpo , ~ di preferenza di pollo , o di mancanza di avvifo , o di altra qualunque caufa. , colla quale fi cerca .di nafcondere , di celare , e d' inorpcllare il ritardo , o ..la· tiepidezza nell' efe.. guir quel che viene da' N ofui Reali fl:a.. bilimenti determinato , o da'Superiori militari ordinato: le quali (cufe non faran.. no mai valev.oli a falvare quella. mancanza di fubordinazione , che .turb.a così elfenzialmente il fifiema delle cofe militari, che per effa i mancanti fono .da ri.. putarfi .p.er inetti al mell:iere dcUc armi. E p~rciò daranno loro delte ifl:ruzioni , colle quali gli ammaeftreranno, che fe mai nel deftino del fervi~io li fentHfero per qualunque caufa gravati ; debbano con. tutto ciò co.lla medefima prontez.za ed amore efeguirne il prefcritto, ancor.. eh è Don fia di lor Qbbligazi.one , ·con riferbarfi di portar.ne le ~doglianze .a fuo tempo a chi fpetta. 1 1. E .da tali maffime .dovra1111o a.n~ L 4 che
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE 1:. DI FOR\1AZIONE PER UFFICIALI 'IEGLI STATI PREUNITARI
che dimofirare quanto fia detefi:abile quel ,·izio, ch' è fuggerito dalla propia malizia .ad alcuni , i quali effendo nella rifoluzione di trafcurare i loro doveri; allora folamente fingono di efeguirgli con efattezza, quando fon ·offcrvati da chi ha rapporto, e relazione a' Superiori Il_lilitari., o a Noi: ma quando all' oppofto fi veggono liberati da tal fuggezione , fono così trafcurati , che fi gettano al partito di confultare unicamente la propia comodità , ed il propio interdfe. 1 2. E quindi dovranno far anche avvertiti i N ollri A.lJievi di un altr~ dctcllabilc vizio , comunemente abbracciato con graviffimo pregiudizio della luborJinazione ; poichè alcuni , per ifcufar la propia negligenza , fi danno a. credere di dover diftinguerc ne) ·N ofrro Real fervizio i tempi di guerra da quei di pace; fotto il mendicato prctefro, che in tempo di · pace non abbiano l, inimico a fronte. Il perchè dovranno far loro ri-
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levare, che l'importanza degli affari militari è fe1npre in ogni tempo uguale ; non potendo alcuno comprontetterfi dell' efito, ch'è per addivenirne: e perciò dovranno ammaefrragli a far fempre con efattezza le incombenze , che al Real fervizio mcdefimo appartengono • E quando non fia per altro , dovranno far loro riflettere, che la negligenza abituata · in effi · colla inefattczza -continuata in tempo ·di pace; inavvedutamente gli trafporterà poi ad operar colla· negligenza medefima , e con graviffimo difvantaggio delle Nollre Reali Armi, anche in tempo di guerta , quantunque fi abbia l' inituico a fronte. 13. Perlaqualcofa affinchè gli Uffiziali di quello Nofuo Real Corpo avezzino i Brigadieri , i Sottobrigadicri , e i Cadetti all' efatta ofièrvanza di quanto loro fi prefcrive; oltre alle mallime che dovranno filfare nel loro animo, ce gli dovranno abituare ancora per pratica : e per-
ciò
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Gt.l ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UI'H C!At.l NEGt.l STATI PREliNlTARl
ciò dovranno flare attenti , ch' etli faccia.. no il loro fervizio con tutta l' efattczza poflibile , e con amore . Il perchè ri.. lèuoteranno un' efatto conto fin de' minuti di tempo , e delle tninimc circo.. !lanze , che oflèrvar debbono, per corrifponder a quella diligenza , che neceflica, per efeguir a dovere qua.nto l~ ro fi prefcriverà : ed offerveranno ancora con ogni attenzione , fc il difimpcgno della loro obbligazione nafce dal menzionato principio di amore, oppure da una 1inoderata ambizione, e da intcrclfe; de, quali vizj dovranno con tut-
1' impegno correggere in effi il progrclfo , cd cfatcamente · inform4!rne la Noflra Reale intelligenza , per poterne Noi formare il carattere, che conviene. 14- Dalle maflime medelimc dovranno i N otl:ri U ffiziali ifiruire i Brigadieri, i Sottobrigadieri, c i Cadetti su f) metodo, Ji c.ui debbono prevalerfi nel conlando-militare, per fofrcnel'e quella fcrn1czto
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za , che la fubordinazione richiede; per... chè paffando e1li a gradi di U ffiziali , 1appiano in maniera tale regolar quella porzione di truppa , che avranno fotto i loro ordini , che fia pronta ad efeguire colla ftetfa diligenza , ed atnore , quanto da eili fe le comanderà .• Quindi è ch' e' dovranno far loro intendere, che quando un Uffiziale fi tnctte alla te!l:a di cffa, debba ifpirarle col fuo efetnpio, colla giufi:izia , e con un zelo così efficace la prontezza nell' cfcguire, e la fern1czza nel fo1tenere, che rell:i impreffo nell' aoiino di ognuno il difprezzo di ogni t}Ualunque rifchio. Ed all'oppofio il difetto di tali circofl:anze f:'lrà fempre pruova de' pochi talenti di chi comanda , qualunque fia la fcufa, che Ji cerchi di addurre per ifcolparfi. Tanto vicpiù, che fe il difetto delle n1enzionate circofl:anz~ è originata dalla troppa fati .. ca, o celerità, che li vuoi efigere da ef-
fa truppa, o da fimili motivi; può cbi coma n-
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OLI fST!TtTrl DI eDUCAZIONE E DI f'ORMAZJONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUJiiiTARJ
comanda formarne dalle rapprefentanze ragionate , e convincenti , e rimettcrle addirittura . IJ. E su tali motivi gli Uffiziali di qucfro N oftro Rea l Corpo renderanno interan1enre perfuaft i Noflri Allievi alla lor cura da Noi comn1cllì, che per · adempire i lor doveri, e per aC<.Juifiarfi il buon concetto e la frima dc' loro Superiori, e la N ofira grazia ; debbano, così nel comandare , come nell' efeguire quanto appartiene al Nofiro Real fervi zio, far rilucere l'amore, e l'ambizione di dill:inguerfi nelle azioni di mag.. gior rifchio e fatica, per dar faggio della profondità de' propj talenti, e di una efficace volontà fèmpre pronta, e ferma nell' efeguire : nelle quali circollanze la fubordinazione confifte. t6. Ma la fubordinzzione non farà di nefiun1 utilità fe và difcompagnaca dal valore ; e perciò è di fomma im· portanza , che gli Uffiziali di quello
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Noflro Real Corpo con uguale imp~ gno ne f:1cciano intendere a' Brigadieri, a' Sottobrigadieri , ed a' C.tdetti , con efempj pratici ne' cafi particolari, il vero fenfo : perchè nelle. occorrenze ne po!Iàno far l' ufo, che convie:1e. Ma prima di ogn' altra c~fa dovranno far ]oro concepire , che il vero valore con:fifi:a nell'aver l'animo libero dal timore, allorchè ne' tempi e co' modi, che fono loro dalle Nofire Reali Ordinanze , e dalle difpofizioni de' Superiori militari prefcritti, in1 piegano le armi col fine di abbattere le forze initniche. Il perchè farà cura de'Nofiri Uffiziali di far loro nettamente intendere, che un tal fine è quello, che rende la loro intrepidezza, nell' intraprendere e nell' efeguire le azioni valorofe, degna di ricompenfa , e di lode: c quindi f1ranno loro difcerncre gli abufi , che per ordinario fi fà di una tal virtù , con oltrcpaffarnc i limiti dalla ragione prefcritti . J 7· Di
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CU ISTITUTI DI EDUCAZIONE f' DI FORMAZIONE PER UI'FICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
7· Di tutti i n1enzionati abufi il più con.denncvo)e è quello, che li chiaJna /icetJza 111ilitare , la qual' è divenu• ra ormai di tanto abborrimento, che il folo nome ne fa orrore ; poich~ in vigore ~i etlà i 1nilitat·i fi fJnno lecito di pretender di legge queJ che per ogni principio è vietato , e ch' effi audace"!nlenrc credono dovuto al potere del:... l' armi . E perciò farà un principal dovere degli Ufiìziali di quefl:o Noftro 1{ca1 Corpo di far intendere a' N ofiri A Il i cvi , che i doveri de' militari fon <.JUC, mcdefimi, che dal Diritto .di N arora fou precettari all' oneft' uomo, che JJlle regole della buona Morale fon adattati all' c!lcr fuo, e che dalle Noftre l{eali Ordinanze fono flabiliti. E debbono inculcare , che le armi, di cui i xnilicari debbono far ufo, fono indirizzate a fuperarc la forza initnica, c non già a caJpefia!e i dritti ,)c' propj concittadini , in difefa de'quali fon effi da Noi chiamati. 1
AOGTI.."ITE é VARIANTI ...L TOMO Il
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E fopra tale aifunto dovranno gli U'ffi:thtli medefimi incaricar loro con particolarità l' amore alla giufrizia , e l' amenità nel tratto : qualità tutt~ , che inHuifcono con efficacia ugualmente comc in ogni altro, cos} ancora n\!l comando-militare 1 in ct1i l'ingioltizia ed il difprezzo producono de' difgufii, da' quali poi deri vano fefioni graviflime al N oftro Real fervizio.. Come di fatto fi offerva , che fpefiè volte daJlo fcoraggiame~to, e dallo frra pazzo, che gli U ffizi1li fanno fperimctJtare a' foldati delle propie tompagnie 1 ne nafcono delle difèr:t ioni, che poi ci riefcono di gr4tviffimo danno. x9· Non è mano (!ondennabile l' altro abufo , che ft ritrova troppo auto~ rizzato nella truppa, e che nafce dalla fai fa idea di onore 1 che per lo più fogliono i milìtari affumere per matlìma fondamentale della loro condotta ; in vigore della quale è fi: reputano obbligati d, impiegar male a propofito qge} giuoco 18,
ftetfo
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAL.I NEGLI STATI PREUNITAR I
flelfo delle armi , che N oi defi:iniamo con. . tro i nctnici , per difefa di un tal fantaf.. ma , c per cui fi rendono pericolofi al tratto , e gra,·i alla focietà civile. Perciò fard obbligo de' Noll:ri Uffiziali il medi .. care la corruzione di tali principj nell, anin1o de' Nofiri Allievi , ed il far loro conofccrc , che il vero onore di un ottitno Uffiziale nafce dall'cfatta oifervan.. La Ji quei doveri , che dalla Rel}gionc non n1cno , che dalla ragione, c dalle Noilrc Reali Ordinanze fon prccettati: coll, .olfervanza de' quali il buon militare , mediante la morigeratezza de' fuoi collumi, li rende grato a Dio , a Noi cd alJa foci età. Ed infifl:endo fopra tale aifunto dovran far loro concepire da tali principj , che l' U.ffiziale veramen . . te onorato è quello , che per zelo ed amore è port:tto ad ill:ruirfi con perfezione di tutt'i principj, da' quali dipende l' adcmpin1cnto delle obbligazioni , che fono dalle cariche-militari infcpara..
AGGIU'ITE E VARIA.'ITJ AL TO~O U
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bili , sulla idea di adempirne i dovcrt da uomo ragionevole : e con tal condotta faranno nel cafo di rifcuotere dal pubblico quell' interno rifpetto , che dalla ragione fidia ~· riferbato alla fola
.
' vtrtu.
Ed oltre a ciò faranno anche intendere a' Nofl:ri Allievi, che al carattere dell' uomo di onore conviene di non pretender carica alcuna, nel difimpegno della quale non fiefi abilitato colle fue lodevoli fatiche ; c così renderanno più veementi nel animo loro i motivi , che dovranno indurgli ad abbracciare con pazienza, e con piacere il travaglio necelfario per l' acquifl:o de' talenti, co'quali gl'impieghi fono fofl:enuti: alla pretenzione de' quali vengono tacitamente a rinunciare que' , che trafcurano di abilitarvifi. In maniera tale che le prctenfioni degl'inabili fentiranno di temerità; ed in cafo di ripulfa per gl' impieghi medelimi e'faranno privi del dritto di M que20.
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GLI ISnTUTI DI EDI:CAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREU:'>ITARJ
querelaru d' ingiufrizia: giacch~ pe' prin. cipj del Dritto di Natura, e della buona Polirica il Nofl:ro dovere ci chiama a proporzionar le cariche al merito , ed a mifurar H merito colla capacità , coll' abilità , e col buon cofiume, 2 1. Con ugual impegno dovranno i Nofrri Uffiziali ifiruire i Brigadieri , i Sottobrig,ldieri , e i Cadetti alla lor cura commeffi fopra i punti d' onore , che riguardano la regolare condotta , che ognuno dee aver ne, fuoi intercili ; ri· fpetto a' quali ognuno è nell' ob1iga· zionc di fapcr maneggiare con economia tale Jc fue rendite , che 1' efito non ne fuperi le forze : dall' ino.lfervariza della quale obbligazione forge poi Ja neceffità di prevaJerfi delle fufianze altrui , c di volcrlc di legge, in forza di quella lit·en. za 111ilitarc, che abbiamo condcnnata. E quindi faranno loro nettamente intcn... dere , che l' uon1o d'onore è quello, che non eccede in tutte le fu e azioni i li"
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AGGIU:-oTE E VARIA.''Tl AL T0\10 Il
ra
miti del dovere ' e che perciò moder:lre i fuoi paffi colla mifura de' fuoi averi, e fecondo il genio di quella protèfiione , che ha abbracciata. RiguardQ al qual aifunt~ dovranno gli Uffiziali ~e dclìmi ammacfirare i Nofrri Allievi , e dovranno infinuar lorq di rinunziare alla vita fafiofa, come totahnente difconveniente al mefi:iere dell'armi , che dee contentctrfi della femplicità e del trava: g\io , per effer a portata di foffdre i difitgi , e di fchivare i ricchi cquipag-:gi , i quali rendono gli eferciti di grave pefo , e. di poca agilità. 2 2. Con ugual impegno dovranno ammaefirargli sulla veracità, che debbono offervare nella lor condotta , con far loro vedere quanto disdi.ca ~d un uomo di onore il mentire, e l'operar contro i tinceri fèntimenti dell'animo, ancorchè fi;l in circoil:anze di fatto , che rivengano con_n·o di se. E perciò dovranno avvezzargli . ad operar ed a parlar fempre cpn
M
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ve-
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GLI ISTn"UTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFRCIALI NEGLI STATI PREUNlTARI
verità , e fecondo gl' interni fentimenti dell'animo, fenz' alterare circofranz' al.. cuna , nè pure con parole palliative e di doppio fenfo . 2 3. Vogli amo che i N oflri Uffiziali :fieno attenti a riferirei con efattezza per mezzo del Colonnello.Governatore quel ch' cffi rileveranno da tali ifiruzioni, e ad informarci del carattere di ciafcuno òe' Brigadieri , de' Sottobrigadieri , c de' Cadetti con qucl1a .veracità medefima, che N oi inculchiamo con tanta efficacia da doverfi abituare ne' Nollri AIJicvi ; pcrchè fi poffa da Noi formare la giufia idea di ciafcheduno di effi, e per po. tergli poi proporzionar con certezza a <]uegl' impieghi , ne' quali faremo ftcuri che porteranno del vantaggio al Nollro Rcal fervizio. 24. Con quelli fentimcnti dunque di fubordinazione , di onore , e di ''alor militare intendiamo , che gli Uffiziali
di quello Nofiro Real Battaglione edu-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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chino i Nofiri Allievi alla lor diligcn• za fidati: ficuri che coll' ajuto de' veri fentimenti dell' enunciate virtù abituate con una continua , e ben intefa pratica , fieno per allontanarli dal lo· ro animo i pregiudizj comunem~nte abbracciati; fia per re.nderfi la lor volontà fempre ugualmente collante nell' adempimento degli obblighi de' loro impieghi; e fia per eccitarfi ne' lor petti un ardore così vivo , ch' e' giungeranno ad operare fin col difprezzo della propia vira. In maniera tale che quando fi ritroveranno al cafo d' in1piegar le armi; le ~irige ranno contro gl' inimici folamente , e fecondo .n fenfo di quegli ordini , che fono loro dalle Nofue Reali Leggi , e da' Superiori militari precettati: nell'efecuzione de' quali ordini dimofireranno vaghezza tale di dHHnguerfi , che daranno de' faggi , i quali non fi debbono d'altronde fperare fe non fe dalla nettezza de' loro lumi , dalla profondi.~ .~ tà
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GU ISTmm DI EDUCA710NI: E DI FORMAZIONE PER UFFIC'IAU NEGLI STATI PREIDIITARI
tà de' loro talenti , e dalla rettitudine del loro cuore. · 25. 1\1a allora faranno i Nollri Allievi in tali circoO:anze, quando fapran'no congiungere alla robuftczza del cor~ po , cd alla faviezza delle maffimt l' efpertezza nell' operare , o , ·Ch' è lo ficflo, quando fapranno ad una occhiata dHlintan1cnte conofcere nella nat-ura delle cofe militàri la veri6cazion di que' requiGti , che fon fuppofii nelle al te teorie della T attica, e quando vi fa .. prnnno contrapporre quelle forze, che da, precetti fcentifici vengono determinate. Quindi è, che per ellèr Noi ficuro, . che ne' fatti d'armi i Nofl:ri AHievi fieno per riportarne quella vittoria, che da que.fio N ofrro gran fifl:ema di educaziottè li dee attendere ; dobbiamo principalmente infi~cre a perfezionare in effi il conofcimento , e la rifoluzione praticà nelle azioni-militari. z6.
Per abituar dunque i Brigadie...
AGGIUNTE E VARIANTI Al. TOMO Il
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ri , i Sottobrigadieri , e i Cadetti alla menzionata pratica , bi{ogna prima di ogni al tra cofa infegnat loro i metodi, de' quali dovranl)o prevalcrfi per formare una idea dill:inta delle azioni-militari med~fim'e ;.e perciò bifogna irifegnar loro a fap·er analizzare elfe azioni con di-.iderle in quel. che loro precede, in quel che le coilituifce , ed in quel che da e[e fie· gue : bifogna far loro conofcere dove negli atti pratici di dette azioni deb• bano. princip~tmente diriggere la loro riflefiione , per intender dalle qualità de' ]uoghi ,. dalla condizione de' tempi, e da certe procedure e fegni le intenzioni dell' inimico , e per ifiabilir fopra le concepute circofi:anze il partito da prendere, e 'l vantaggio da cogliere : e bifogna finalmen~e render in effi con repetite lezioni così fermi tali importan• tifiimi abiti • che non fieno per efitar punto nel deliberare , e che operino con tutta la franchezza in ogni c~fo M 4 dato$
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIOl\c E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREUNrrARI
dato ; poichè le azioni-militari fono di natura tale, che il vantaggio per lo più dipende da certi minimi iftanti, i quali una volta trafcurati , non po1fono più rimetterfi in avvenire. z7. L' importanza di qucfta parte del N ofl:ro Real lfiituto ce la fa riguardar con tale attenzione , che vogliamo ch' e!fa dipenda dalle N ofrre immediate Real iftruzioni , al cui efcgui.. mento è N otlra Real volontà , che intervengano ugualmente gli Uffiziali di quello Nollro Rcal Corpo, e i. Profelfori e Maeftri deiJa Noftra Real Acc;tdemia co' loro fcolari divifi in partite, fecondo li è di fopra ftabilito; poi eh~ eile contener debbono l' ufo di quelle fcientifiche teorie , che fono nell' Accademia medcfima dimoflrate , e che debbono eifer applicate coHo fielfo metodo ftfiematico , che procede dalle pratiche più facili alle più difficili, c dal-
le più femplici alle più con1pofic . E
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con tal metodo refi:eranno i giovani fempre preparati ad apprendere fenz1 difficoltà veruna i doveri de' Generali , dopo di eflèr abituati ad efeguir que' che fono propj degli Uffiziali particolari : giacchè non lì_ polfono ben intendere, e molto meno cfeguir gli uni fenza degli altri. Ed è Nofi:ra Rea l volontà che con tal dimofi:razionc pratica refi:i abbattuto quel perniciofo pregiudizio di taluni, i quali elfendo sulla ferma credenza , che tali prati~he fieno a' foli Gener~li · riferbate ( i quali impieghi fHmano .da' loro lontanilli1ni ) ; ne trafcurano ogn' ifiituzione, ed in tal maniera fi precludono effi-fiefiì 1a via per renderfene degni , fcnza la fperanza però di potergli un te1npo ottenere, an.. corchè fenza merito veruno • z8. E' Nofl:ra Rcal intenziGne dunque che pritna · di ogni alera cofa fi perfezioni ne' Noftri A.llievi ·il colpo di occhio , il quale nel .tempo fi:effo che
forma
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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFIClAU NEGLI STATI PREUNITARI
f(}rma il principio pratico più gèì1erale, c più· neceflario per ogni Uffizia!e , ha di bifogno di un cfercizio lungo, affi.. duo , e non mai interrotto per porerfi condurre alla dovuta perfezione. E per promuovere l' acquifio pratico di elfo bi fogna dividerlo ne' requiliti , da' quali nella 'rattica fi dimoll:ra , ch' e' fia con1pofio ; perchè ft potfano i gio.. vani condurre feparatarnentc alla fran• chczza di ciafcheduno di effi requi .. firi , e pcrcbè fi poifa far rilevare con nettezza in ogni efercizio l' applicazione delle regole frabilite dall'Arte di Oilèrvare c di Sperimentare , nella fcienza delle Forze e Refiftenze fpiegate. 29. Il primo requifito del colpo di occhio riguarda la qualità de' luoghi, ne, quali le diverfe forze tattiche debbono difienderli, cd operare; e perciò la pritna lezione , che gli Uffiziali c Proieflòri dovranno dare a' N ofiri Allievi
AOClUNTE E VARIANTI Al... TOMO Il
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farà indirizzata a far loro orfervare co' propj occhi, ed a tar rilevare per mezzo delle teorìe la differente condizione de, luoghi Getlì, ed il diverfo metodo di offendere e di difenJerfi coll' enunciate forze , dalla condizìone medcfim1 dipendente. 30. Il fecondo req uifito del colpo di occhio riguarda l' efi:cnfione de' luoghi ; e perciò· gli ulteriori efercizj pratici, che i Nofiri Uffiziali e Profeffori daranno a' Brigadieri , a' Sottobrigadieri , cd a' Cadetti , fecondo le iftruzioni che Noi faremo loro pervenire per mezzo del Colonnello-Governatore, faranno diretti n faper formare colla femplice ifpezione oculare i giudizj approffimanti al vero della eftenfione dc' luoghi particolari coJl'·ajuto delle regole ottiche e meccaniche , e' giudizj dell' ampie~za delle regioni , e delle provincie còll' ajuto delle carte toppgra6che e corografiche 1
in qael modo e con quelle precauzio.
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GLI ISTITUTl DI EDUCAZIO'l' E DI FORMA710:-IE Pl'R UFFICIAU 'IFGU STATI PREUI'ITARI
ni , che fono ftate nella fcienza delle l:'or:te c Rcfifl:cnze , ·e nella Geografia.. militare. precettace; per conchiuderne le derenninazìoni delle pofirure , ed operazioni poflibili delle diverfe forze tattiche. 3 1. Il terzo requifico del colpo di occhio riguarda la connellìone de' diverfi luoghi ; e farà Nofrra Real cura di far pervenire p~r mezzo del Colonnello-Governatore a' Nofl:ri Uffiziali e Profeffori i piani , de' quali dovranno prevalcrfi per abituare i N oll:ri Allievi a formar colla ifpezione oculare le nozioni dillinte deUa vicinanza e contiguità de' divcrfi luoghi : per determinare i vantaggi o difvantaggi , che potranno mai dalla lor condizione ed ampiezza ritrarre in forza ddla contiguità medefima : per faper profittare delle difefe naturali , per coprire il debole , per afficurarfi le fpalle , e per prendere que, ripieghi , che Ill fla diverfità de' cafi fono flati ncJJa Tattica precettati • E
AGGIUNTE
c VAR IANTI AL TOMO IT
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su tal propofito dovranno i Nofl:ri Uffiziali e Profeffori avanzare le loro ifl:ruzioni pratiche riguardo a11e cognizioni , che fi debbono avere delle firade , riguardo all' ufo che fi dee fare de11e guide e delle fpie , e riguardo ali, ufo infine che dee farfi delle carte geografiche , e delle notizie generali ifl:oriche-geografiche, da comprovarfi colle p<Irticolari notizie de' luoghi fieffi , e colle carte topografiche formnte dagli Architetti-militari con quelle avvertenze , che le teorìe dimoflrano ; perchè non manchi circofranza alcuna degna di avvertirli per la difiinta cognizione de' luoghi medefimi, dalla quale in gran parte dipende l'efattezza , che fi richiede nelle azioni-nliJirari. 32. Dopo che i Nollri Uffiziali_ e J>rofelfori avranno avvezzati i ].\~ofiri Allievi alle finora divifate pratiche, che riguardano la. ftimativa de' !ttoghi ; dovranno
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GLI ISTITUTI DI EDUCA410Sii li DI FORMAZJOKE PER UFFICIALI N'FGU STATI PREI.JNITARI
''ranno fpingcrgli con ugual metodo al~ 1.1 Jccerminazione delle forze tattiche rilj>ctto a' luoghi n1cdefimi, a tenore di 'Judle ifiruzioni che Noi fiuemo per conlunicar loro per mezzo del Colonnello-Govcrnatort! • E perciò dovranno abituargli fopra i n1ctodi pratici, ch' effi dovranno offcrvare per faper con franchezza combinare infieme effe forze di divcri:1 fpccie, con1e a dire , la Fantaria, la Cavalleria , c l' Artiglieria , in n1an iera tale che nella cotnbinazione flcib non {i venga a contraddire nè a' prlcctti <.le He leggi tattiche-univcrlàli, nè alla condizione di quc' luoghi, che fono fotto i loro occhi . Anzi dovranno Hlruirgli con p~trticolarità fopra le pratiche da offcrvarfi per determinare con defirczza le particolari difpoJizioni d,t dare alfe forze tattiche combinate , rclacivan1cntc alle difpofizioni inin1ichc ; pcrchè ne rifulti quel grado
dd la forza con1pofl:a, che fi renda fcm ..
AO<liUI\"rE E VARIANTI AL TOMO Il
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pre fuperiore alla forza inimica, dal CJUal grado in fine dipende ~a vittoria. Quindi è che i Nofiri Uffiziali e Profcifori dovranno far loro collJ atto pratico riflettere fopra l'importanza di tali abituazioni, che formano in fonuna /.1 Jli1nativa dçl/c forze-tattiche di oj;pojizio1Jc, c perciò l' ultimo requifito del çolpo ti' ocì:bio • 33· Quando i Nofiri Uffiziali, c Profcfiori conofceranno , che i NoHri Allievi abbi;1no profittato a dovere delle lezioni pratiche date, e che non incontrino più difficoltà alcuna nel formare francamente colla ifpczionc oculare i giudizj dcJJa flit,-.,,tti'l)a dc' lttoghi , e delle forze-tattiche di oppoflzwJJe ; gli fpingeranno col dj viiàto n1etodo a far tutte quelle offervazioni, che convengono per rajfi11are in cfii il colpo d'occhio. 11 pereh è è N ofirn Reale intenzione , che promuovano le difficoltà , che tal vol-
ta nafcono dalle collifioni, che fogliono . t neon-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
in contrarli tra' giudizj jlilntllit'i delle forze-tttttiche di oppojizio11e , c tra' giudizj jlùJJalivi dc' /uQghi . Ed in tll cafo vogti:tnlo che i Nofhi Uffiziali e Pro. . fcffori fpianino le dette difficoltà, e facciano lor vedere quale fia il partito , ch' cffi dovranno prendere col maggior Yanraggio , c quali i ripieghi per l' ottitna riufcita delle azioni . 34· Sarà anche partico]ar cura de' N ofiri Uffizial i c Profeffori il far of!" fcrvare a' Nofl:ri 1\.llievi in che maniera dovranno accrcfcere i graài delle forze combinate con alcuni particolari ufi , che potranno ritrarre dalle forze di difcft naturale , le quali vogliaino che facciano ]oro o!ferva re con particolarità ne' luoghi, che Noi loro dclHncremo come i più adatti per le otfervazioni mcdefirne, c di gran vantaggio per lo 'rajfitta1JJeJJto del colpo d' occhio: ed in che maniera debbano promuovere il conofcimento pratico sull' ufo , che do-
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vr1nno fare delle difefe artificiali , c rifpetto a' metodi de' quali debbono prevalerfi , cosl . per mettere in carta con precilione e nettezza le olfervazioili fatte , i giudizj formati , t gl' ideati progetti , come per r3pprefentare in difegno con tal dHl:inzione le concepute idee , che fieno per dimoilrar agli occhi intcJligenti i veri caratteri delle cofe , c l'ordine delle azioni propofle . 3S· E' Nofira Real volontà che nel corfo delle lezioni pratiche i NoA:ri Uffiziali e Profeffori non tralafcino di fiimolare con ragioni più intereffanti l, amore all' applicazione nel cuore de' loro fcolari ; e che perciò facciano lor avvertire la neceffit~, ch' effi hanno nelle pratiche di far un ufo continuato delle teorìe apprefe nelle due principa1i fcienze delle Forze e Refifi:enze , e
della Tattica , le quali in fuilanza formano le cognizioni effenziali delle . cofe militari , . convalidate da' fatti. nella N Storia
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMA/10:-IE PER UFFICIAU .:-fEGLI STATI PREUMTARI
Storia regillrati : la neceffità , ch' eflì hanno per l'ufo medefitno, del raziocinio abituato nella Sintefi ed applicato ncll• Anali ti : c la neceflità in fine) ch'elfi banno, dell' Artc-di..offervare per efier al poffeffo di un colpo di ot·chio raffinato, e per poterfi .con vantaggio e con certezza fervire delle cognizioni teoriche, le quali altrimenti rimarrebbero ifolate e di neffuna utilità • Ed oltre a ciò fa. ranno lor notare, che le azioni militari con tali priocipj determinate, corrifpon. dano per l'appunto a' NoO:ri difegni : e che fe talvolta accada, ch'effe non riefcano; un tal difetto nafce o da errori commeffi ne'raziocinj e nella lor applica.. zionc, o da mancanza di quelh1 parte di difciplina, che perfezionar dee )o [viluppo di una data forza : per la cui mancanza vacilla H coraggio richicfio a fofiener l'azione, o vien meno l' e.. fattezza in efeguirla • E con tali ri· flcffioni vogliamo , che ii aumenti l' a.
AOOIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
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more all' applicazione delle core militari nel cuor de' giovani; il qual' amore liam ficuri , che dalla perfezione del n1etodo , e. dallo ftimolo dell'onore era già fufficicntcmente nel lor animo fon1entato.
36. Avanzate che faranno le cogni-.
zioni de' Nofiri Allievi al divi fato punto , farà Nollra Real cura di condurle ad un maggior grado di franchezza col.. le pratiche , che promuoveremo nelle azioni-militari le più femplici ; percbè col continuo operare le abituazioni li rendano più facili , e' fcolari perfet· tamentc attivi . Saranno tali pratiche cfercitate in una marcia di un Batta,. glio1Je , riguardato come una parte di una colonna di efercito in marcia , nel trajporto di 1111 t011voglio , e nella condot-
ta di u11 foraggio. 37· E per quel che riguarda la 1/larcia di 1111 Battaglione, contiderato in una colonna di efercito ; dovrà quefra farli N 2 cfer_
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01..1 ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DJ FORMAZIOI<E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
efercitare da' N ofiri U ffiziali a' Briga.. dieri, a'Sottobrigadieri , ed a'Cadetti fopra la marcia del Noftro Real Corpo, ali orehè feguitandoci ne'N oR:ri Si ti Reali, dovrà trasferirfi in effi. Quindi è che quella azione dovrà efeguirfi fotto gli ordini del Colonnello-Governatore, il quale avrà la cura di render antecedentemente avvertiti i Nofl:ri Allievi dell' applicazione, ch' effi dovranno far alla detta marcia, delle teorìe tattiche , che riguardJno l' efecuzione delle marce di eferciti , di cui il detto Real Battaglione è una parte . E perciò dovrà far lor offcrvare, che con fi.derandoli una colonna di efercito in marcia come un mobile compofl:o di parti, che percorre un dato fpazi<> in un dato tempo, per trasferirfi fenza oppolizione e fenza impedimento alcun~ da una in un altra pofi tura; affinchè l'azione riefca per l' appunto, tutto lo ftudio confifier debba a confervare l'equabilità dello fl:eifo moto in ciafcuila delle
AGGIUNTE E VARIANTl AL TOMO Il
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parti , e la licurezza ed agilità nel paffare alle differenti pofiture. E da tali principj dovrà infinuar loro i metodi , che fono i più confacenti ad ottener l' equabilirà nel moto, e la facilità nelle formazioni, per trovarfi pronto il Battaglione ad efeguire ogni ordine , e per non ritardare la colonna intera co' fpeffi alti , che nelle marce medefime faticano inutilmente la truppa • E quindi farà lor vedere in che maniera dal metodo nafca l' equabilità del moto, e dal colpo di occhio la facilità nel formarli • 38. SaPà dunque cura del Colonnello-Governatore d' infegnare a' Nofl:ri Allievi , che nel marciare il Nofiro Real Battaglione, ciafcheduna delle compagnie debba mantenerfi unita fenza mifchiarfi colle altre: che gli Uffiziali con i loro cavalli, dove vanno , non debbano ritardar le righe : e che l' intiero ~eal Corpo avanzar debba col medeftmo paffo, c;he dee corrifpondere al grado di veloN 3 cità
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GU ISTITUTI DI EDI,;CAZIO'IIE E 01 FORMAZIONE PER I,;'FFIC'IALI "EOLI ~TATI PREL'IIITAAI
cità di tutta la colonna. E quindi farà )or notare in che n1odo da . tali principj nafca il tnetodo , dal 9uale . poi vie·n derermi.. nato l'ordine delJa marcia del Rcal Corpo medeGmo. Il perchè dovrà fl:abilire, che gli Ufiìziali debbano mantenerfi fopra uno de' lati, che riefce loro di maggior con1odo; ma fempre in vicinanza dc, Juo .. ghi , che loro corrifpondono , e da' quali non fi debbono per neliùn conto fèparare : e che tutti n1arciar debbano inccffantementc col paifo corrifpondentc alla velocità del moto dell' intiera colonna, che , fecondo Ja cofiit:uzione de' Nofl:ri Reali Eterei ti, è il regolare , per poter percorrere in ogni ora 72oo.pie.. di parigini ; a qual fine fi dovrà far marciare alla tcfla il Cadetto più fermo alla formazione dc' paffi , per fervir di regolamento a tutto l'intiero Rcal Cor-
po. 39· Ed affinchè non fi frapponga oppofizione alcuna , che ritardi l'ordine
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deHa marcia ; fi determinetà parimente che ne'. luoghi angufri , e ne' mali paffi gli Uffiziali avanzino per altra parte o tra' fpazj, ma fempre con tal dilingenza che non inducano menomo ritardo: e che nefiuno de' Sottobrigadieri o Cadetti fi sbandi per bere. A qual fine quando il Colonnello-Governatore incontrerà per ifirada luoghi abbondanti di acqua, e quando lo fl:imerà conveniente; con un alto permetterà a tutti di bere, e di riunirfi toflo, per trattenerfi il minor tempo poffihile , che poi potrà rimettere. E con quefl:o efempio pratico dovrit il Colonnello-Governatore rifvegliare la rifleffione de' Brigadieri, de' Sottobrigadieri , e de' Cadetti , e dovrà far lqr notare in che maniera dell' effenza di quefi:a fempliciffima azione-militare nafca il metodo , e da elfo l' ordine da offervarfi per mantener l' equabilità del corfo della marcia : che in fomma confifie a liberarlo da tutti gl' impedimenti
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interni al Real Corpo fieifo , che potrebbero ritardar!o . . 40. E quindi paiferà a promu~vcre ulteriormente ]a )or riflefiìone per ren.. dergli perfuafi della licurezza ed agilir~, che dee mantenerfi nelle formazioni, in vigore della pratica del colpo d'occhio, che fi richiede in ciafcheduno di que', che ne regolano le parti; affinchè lo fpazio, che la colonna occupa nella marcia, non diventi maggiore di quel , che cor·rifponde al Battaglione in ordine di bar.. glia , ed affinchè il fronte fia i l più grande , relativamente alla larghezza del luogo , nel quale fi marcia : le t}Uali circoftanzc il Colonnello-Governatore farà rilevare di ellèr conformi a' precetti delle teorìe tattiche, di cui farà vedere l'utilità nel regolamento del1c pratiche più triviali , che per l.t ftelfa loro facilità ft rendono le più adatte a rifchiare l'intendimento de' giovani, ed a convincergli sulla ftretta corri-
AGG IUNTE E VA RIANTI AL TOMO Il
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fpondenza, che vi è tralle pratiche medefime le piit baffe , e le più fublimi teonc. 41. Preparato che farà l, intendinlen• to dè' Nofrri Allievi coll, ufo , ch' effi debbono fare del conofcimento pratico, e de' metodi di applicazione ; conviene d'inalzare il loro intendimento medefi.. mo al gràdo d' invenzione nelle cofc militari. Vogliamo perciò ch'c' s' introducano alla foluzione dc' problemi tattici ed nlla loro applicazione , per far lor vedere in che maniera debbano ridurre all' ufo i . rifultati della fòluzione già fatta , e per rendergli pienatnenre per.. fuafi della corrifpondcnza tralla teorìa , c la pratica . Quindi ~ che tali efcrcizj vogliamo , che fi comincino da' ph1 facili , come fono quc' che riguardano il traJPorto di 1~11 co1rvoglio , e· che poi fi avanzino mano mano a' pi~ difficili • Sarà perciò Noll:ra Real cura di fl:abilirc i luoghi , da'quali .Jec partire un convoglio, \
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GU ISTITUTI DI FDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER llf'F'ICIAU 'IEGLI STATI PREUNITA RI
glio, c quc' per li quali li debb3 trafpor.. rare una quantità di generi di munizione di data qualità: e di determinare il nu.. mero, e la fpecie di forze tattiche, che ne formano la fcorta ; fulla idea che gl'initnici fieno in una data fituazione e difpoftzionc, c di un dato numero e qualità di forze. 42. Propofl:o un tal problema, dovrà il Colonnello-Governatore darlo a ri.. folvere a que' tra' fcolari di pratica, ch' cgl i giudicherà in Hlato, e' quali perciò egli conofcerà di ctfere al polfeffo dell' in ti ero n·arrato delle Forze e Refill:enze, di quelle teorìc tattiche che fono neceflàrie per la foluzione medefima , e di un Colpo d' occhio talmente rajfotato ch' c' fieno in ifi:ato di poter determinare la jlin1ativa dc' lt1oghi, e delle firze t# oppojizio11e, c che abbiano inficme cfercitate qHellc facoltà della n1ente , che neceffitano per potcrfi reggere nell' invenzione . E vogliamo che a tali gio-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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vani il Colonnello-Governatore tncùcfimo affegni quc' tra' Nofiri U.ffiziali e Profeifori , ch'egli con N ofira Real approvazione giudicherà i più adatti a promuovere in effi gli artificj d'invenzione. 4 3. Con tali· preparazioni dunque , c con tal tnetodo vogli amo , che il CoJonnello-Governatore promuova i Nofi:ri AccademHl:i dal grado fcentifico a quello d' invenzione nelle cofe appartenenti all' Arre-militare ; perchè poffano profittarnc a dovere. E gli efercizj, che i Nofiri U.ffiziali e Profelfori daranno perciò a' giovani, che fono di tal claffe , dovranno eifer diretti a far loro difl:inguere i dati, e i quefiti n~l problema : e dovranno contenere quelle riflefficni , che fono necefi:1rie per far loro concepire , che una delle gravi difficoltà , che s' incontra nelle cofe tattiche), confifi-a nel fapcrfi rapprcfèntare i dati fecondo la realtà delle cofe ; poichè ipe1fo accade in fimili faccende, che
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI>E E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
che per abbagli prefi nell' ollèrvare , le cofe fi rapprefentino diverfamente da quel che fono, e fotto certe ipotcfi alie.. ne dalla natura ; in vigore delle quali operando poi, fi cade i~ errori, che fi tiran dietro graviffimi prcgiudizj: i quali allora fi manifeftano , quando fi viene all' attuai condotta delle azioni-militari . 44· Dovranno dunque gli Uffiziati e Profdlòri efercitar molto i giovani per avvezzargli a quel grado di efattezza, che necefiica per potcrlì formare la vera idea de' dati ; e perciò riguardo al problcJna propofro infegneranno loro prima di ogni altra cofa ad informarli con difiinzione della quantità , e della qualitì de' generi, che fi dovranno trafportare, per abituargli al vero metodo di ridurre in pratica i pefi a forze di hefiic da trafporco , fecondo le teorìe di .. tnofrrate nella fcienza della Forza e Refificnza, e per determinare da ciò il nu·
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO n
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mero de' carri , e delle bellic da foma , ·lo fpazio ch' effi octuperanno, cd il 1JJetodo nella marcia : e gli avvertiranno a porre mente con particolarità alla qualitd de' detti generi , per poter prendere quelle precauzioni , che fi debbono , in cafo che vi fia polvere, o altra materia . accendibile. 45· Fatto ciò dovranno i Nofiri Uffiziali e Profefiori condurre i detti gioveni fopra i luoghi fiabiliti , e dovranno guidargli nelle otfervazioni da farvi , per formar i giudizj ./li1nativi così dj ejJi luoghi , come delle .forze-tattiche di oppojizione , fecondo le fituazioni e le difpo.fizioni fiabilite nel problema ; per poter indi determinare con particolarità il corfo di quefl:' azione-militare, e' metodi con cui fi debba calcolar la velocità, il tempo, e le oppofizioni poffibili relativamente alla condizione , eftenfione , e contiguità de, luoghi , cd alla quantità , qualità , e dif~ofi-
zionc
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GLI ISTITIJTI DI EDUCAZIO!I.c E DI FOR\'IALIOXE PER UFFICIALI NEGLI STATI PllElJI'<ITARI
:tione delle forze nimiche : le quali co. gnizioni ridotte che faranno a tal dillin· zio ne; gli U.ffiziali, e Profeffori infegne. ranno loro in che maniera, e con qual ar. te .debbano riferirle al fine dell'azione-mi.. litare nell'problema richiefro, ed alle ap. partcncnti teorìe nella Tatcica dimollra. te : coll'ajuto delle quali in fomn1a ri. fòhreranno il problema , con ritrovare il . metodo di cui dovranno prevalerfi , per trafportare nel minor tempo poffibile, c colla maggior ftcurezza i dati generi ù~11l' uno all' altro luogo nel problen1a <.Ietenninato , c con quella previdenza, che forma il fa per militare,. 46. D al fine dunque c da' dati, per mezzo delle teorìe tattiche e del raziocinio, i N ofl:ri Uffiziali e Profefiòri efercitcranno i fcolari della lor claffe alla foluzione del menzionato probletna. Ma prima di paffar oltre vogliamo che gli Uffizic1li e Profc!fori medefimi facciano notare a' Noftri Allievi quale fia l, ufo,
AGGIUNTE E VARIANTI Al. TOMO II
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ch' effi debbano fare del raffinaiiJCIItO del colpo d' o;chio, con far l or oifervare , che la foluzione del problema mcdefimo polfa am1nettere molte fpeciali modificazioni, di vantaggio graodiffimo al confeguimento del fine medefimo , mediante un particolar ufo, che fi può fare de'dati; e faranno lor notare, che tali rifoluzioni fon quelle , che hanno con lode grandiffima di!Hnti i valentuomini nell'Arte .della guerra . Ed oltre a ciò faranno lor vedere in che maniera debbano ridurre la foluzione fatta alla pratica nell' efeguirla , riducendo} a in un dettaglio che · dovrà fervir poi per propio regolamen· to, 47. E da ciò rifultcrà la fallacia di coloro i quali credono • che chi comanda un convoglio debba di vi dere la fcorta in tre parti , c debba lafciarne un terzo per la vanguardia , un terzo per lo centro, ed un terzo per la retroguardia, e che con tal tariffa, per dir così, debba con-
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GLI ISTITUTI 01 EOUCAZJO'iE E 01 FORMAZIONE ""R IJFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI ~
condurre quella azione-militare; quando all'oppollo fi olfcrverà dalla foluzione di divcrli problemi di tal genere, che mano mano d <t Noi li proporranno , una varietà grandiiiìtna nella difpofizionc delle propie forze, e ioprattutto fc fi voglia far ufo
di un colpo d'occhio raffinato. 48. Fatto ciò dovranno gli Uffiziali
e Profelfori infegnarc a' Nofiri Allievi i l 1netodo, di cui dovranno prevalerfi per ridurre la foluzionc fat~a al regolamento ifl:ruttivo, che dettaglia l'azione; c perciò far•lnno {or vedere, in che maniera della foluzione medefima venga a ricavarfi , che il Capo debba principalnlentc bJdlrC a tener con gran fecre .. rczza il giorno della,:. partenza , per evirare ogni fentore, che polfa mai pervcnirn' agl' inimici : ad aver cfatta no· tizia per mezzo de' paefani , e per n1czzo di partite avanzate c comandate da Uffiziali di fua confidenza , delle moffe
elle r iniinh:o farà ; ptfr poter prendere
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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le precauzioni neceffaric : a fapcr combinare le partite medefime con tal proporzione tra cavalleria , e tra fanteria, ch' effe poifano effer in ill:ato da refill:ere in ogni occorrenza, che ua mai per accadere in tutto il tratto della lor marcia: ed a fa perle difporre con avvertenza tale, ch'elfe non poffano eifer tagliate; che pofi:1no partecipar ogni novità, fopra tutto negl' incontri de' bofchi , delle cafe , e delle !b·ctte ; c che poffano proteggere contro ogn, infulto la n1arcia del convoglio dalle alture, che fi faranno fatte o!Ièrvarc ne' luoghi frabili ti , fc mai paflàfiè per una valle. 49· E dovranno dalla foluzione medeftn1l tàr lor oifervarc, che tutto l' impegno del Capo debba confifterc a condurre il convoglio colla n1aggior pofiìbilc celerità: e che perciù e' debba prender tutte le neccifaric precauzioni per far riparare i cattivi pafii da' travagliatori, che debbono efièr nella fcorta ; perchè () i car-
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GU ISTI'llJTI DJ EDUCAZIONE B DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NeGLI STATI PRE.UN11'ARl
i carri non incaglino : debba far in. vigilare, che i carri medefimi e i muli marcino di feguito , che i carrettieri e i mulatticri non fi prendano la libertd di ftr al t o a lor fancafia, come fon foliti di fare per ripofarfi; e che in ogni cafo di difgrazia di qualcuno de' detti carri, il loro carico fi riparrifca fubito fopra gli altri : e debba evitar in fine ogni altra caufi1 di ritardo , come a dir per efem· pio, che ne' ripofi le cucine fieno de. fiinarc in tal fituazione, che non fi pof. . fa attaccar fuoco a' tnenzionati carri, c cofc fimili .
so. E da' principj medefimi faranno rilevare , che il Capo debba eiler nella derenninazione di evitar in tutte le tnaniere ogni formale attacco coll' inin1ico. Per lo cui effetto, fe con tutte le precauzioni metlè in opera il Capo vegga, che feguirando la firada fiabilita , debba ncceffitriamcntc venir alle mani ; dovrà
jn tal cafo prcvalcdì della cognizion
AGG!U~ E
VARIANTI AL TOMO Il
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de' luoghi, e cambiarla: ancorchè coa maggior difpendio di tetnpo , c con in"'!' commodo maggiore . 5 1. Che fe mai con tutto ciò fard inevitabile di venir alle mani ; dovranno i N ofl:ri Uffiziali e Profeffori far notare con particolarità a' loro fcolari, quali fieno i luoghi più vantaggiofi , per poterfene prevalere in ogni cafo di attacco : come debbano faper combin,lre le dJtc forze relativamente a'luoghi medefirni: come debbano fapcr]e fituarc per at1icurarfi le fpalle, e' fianchi colle difcfc naturali, ed in che maniera debbano faperlc aumentare co1le difefe artificiali, come a dire, con tagliate di alberi , con Hl:eccati , con foffi , e co' carri fl:efii, che fono nel convoglio. 51. Che fe mai accadette di eff'erc attaccato in qualche luogo, ch'effi colla ifpczionc oculare faranno lor not~rc di eiterc fvanraggiofo ; in tal cafo dovrà
il Capo prender uno de' due partiti : o O 2. dovrà
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GU ISTITIITI DI EDUCALIONI! E DI FOR\1AZIOXE PER UFFlCIALJ NEGLI STATI PREUI\ITARJ
dovrà unir la fua truppa , ed attaccar con inrrepidezza l'inimico, lafciandofi i carri e i muli alle fpalle: o dovrà.formare i carri in quadro o in cerchio, ch'è la figura di maggior capacità, e dovrà far Ja più valida <lifefa ; mantenendofi egli con una rifcrba nella miglior fituazio.. ne , per poter accorrere dove il bifa.. gno richiede. 53· Ed in tal maniera rc!lcrà rifoluto il problema propoflo dal fine che :li ha in mira nell'azione , e da' dati clte fi fono llabiliti; da' quali per mcz.. zo del raziocinio viene ad eflèr determinata 1a varietà dc, cafi , che forma la previdenza in ognuno , che fi ritrova in qualità di Capo al regolamento di qualunque porzione di truppa. Con av.. vertenza , cbe da Noi fi proporranno de' problemi di fimil genere, con va. riarne i dati e le loro circofranze ; finchè faremo afiicurati dal Colonnello-Governatore , che i N ofiri Allievi faran-
AGGIU!'.'TE E VARIANTI AL T0\10 11
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no giunti al punto di rifolvergli con tutta la franchezza, per poterfi poi paffar ulteriormente • 54· Sarà dunque in tali circo!tanze la Nollra Real cura diretta a proporre in feguiro de, problemi di maggior difficoltà, come fon que'che appartengono alla colidotta de'foraggi. Quindi è che ne proporrclno di diverfe fpecie, cominciando fem... pre da'più facili, e procedendo mano mano a' più difficili, per efcrcitar fempre viepiù le t1cultà fuperiori de,Nofiri AIlievi, c per -rcnderle atte a ricavar con fi·a nchezza dal fine dell' azione , e da' dati propofl:i la foluzione , e da quefra il 111etodo pratico , che dee condurgli a formar le appartenenti ijlrt1zioni. 5S· Subito che i Noftri Uffiziali
c Profetfori defiinati alla claffe d' invenzione conofceranno i loro fcolari avanzati in tali efercizj ; vogliamo che gli avvezzino a faper mettere in carta le ijlrozio11i , che rigua-rdano il dettaglio O 3 della
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZTO'fE E DI FOR\IAZIO"'E PER UFf.lCIALI "F.Clll STATI PREU:SITARI
della t'OtJdotta tlel/'azioiJe da efeguirfi ne'de.. terminati luoghi, e con dimofrrarne il pia.. no in difi·gno, fecondo che abbiamo di fopra ftabilito :così per efcmpio, nc'problc.. 1ni che da Noi fi proporranno per la condotta de' foraggi, dovranno ifrruttivamente dettagliare dalle !pccic di effi foraggi, da' luoghi ne' quali li debbono efeguire, e da' fiti e difpofizioni delle forze ; la quantità e qualità della fcorta , il corfo, l'ordine, il ten1po, e le precau.. .zjoni da ufarli: i luoghi, e' metodi per difpicgar la catena e' foraggiatori, e' n1e· todi per ritir(}rgli, e per ricondurgli. ;6. E vogliamo che in quefto util' efercizio i N oflri U ffiziali e Profef fori rendano perfcttnmente illrutti i loro fcolari a feguirar il filo dell' azione mcdefima in tutte le parti , ch'
e1fenzia1mentc la cofiituifcono , fenza perder mai di vifta il fine principale: ed infegnino loro a faper analizzare tutti gli accidenti , che po1fano mai accader
AGGiill>'TE E VARIA..,, AL TOMO U
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in ciafcheduna di effe parti , ed a faper.. ne rilevare colle parole le più precife , cd cfpreffive l' importanza , fenza divagarfi in cofe inutili , che fpefiè volte fanno trafcurar lè circofianze le pid necelfarie. E così per efempio , 1 iguardo a' foraggi faranno l or notare, come debbano aumentar le precauzioni per lo riconofcimento de' luoghi fofpetti , e le cautele per evitare ogni forprefa nella efecuzione del foraggio; e perciò le corrifpondenti difpofizioni, che riguardano Je anticipazioni di pattuglie , di partite di cavalleria, e delle fentinelle: gli obb1ighi che riguardano la catena , e le particolari fcorte, i fegni per la riu.. nione ne' luoghi di maggior vantaggio, e così del retl:o. 57· Dopo che avremo formati i Noftri Allievi alle pratiche, che abbiamo giudicate le più utili riguardo alle armi di offefa, e di difefa campale; rivolgeremo la Nofi:ra Rcal cura ad abituargli alle alO 4 tre,
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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGU STATI PREUNITARI
tre , che rifgu~rd~tno le anni di ditèf~ permanenti , cioè a dire , le Piazze di ogni fpecic : rifpetto alle t.}Uali procederemo coH' ordine medcfin1o , per perfezionare ne' N ofiri Accade1nifri il colpo d'occhio , ed il gi11dizio Jlilnativo dt·llc forze di tal ge11erc. 58. Per poter dunque procedere ad un tal importantiflìmo cfercizio con vant~g gio ; vogliamo che il Profefiòr di Tatti.. ca della N ofira Real Accademii.l prepari i fu oi difcepol i per elfo: e che perciò, dopo di aver loro fpiegato quella parte (li detta fcienza, che dimoflra le regole della Fortificazione, e i principali ftjlc111i di cll:1; tnctta loro in veduta i principj d'invenzione , con cui i tnenzionati jijlelJJi fono itJti formati; fàcendo lor _notare, ch' ciTi altro non fieno che una combinazione diverfa delle forze clenlenrari ,ti ,Iifc{à , c per~iò una diverfa npplicazionc dalle regole Hc1fc , dctermill:lte da, due generali principj , con
AGGIUNTE E VARIANTI AL T0\10 LI
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uno d<.:' quali fi garantifcc la ficu1:eZZ\l Jdla <ruarnigione in vigore della tnac... b l ~ cellibilità della Piazza , e coll' a tro h garantifce l'attività nell'azione delle armi in vigore della difpofizione delle parti.
59· Voglian1o inoltre che il Profeffore n1edefimo nell' atto fleflò , che dà quello efercizio , faccia avvertiti i fuoi difccpoll a riflettere, che il gran nume-
ro de' jijle11tj di fortijicazioJiC finora im . . maginati fi poiTano ridurre a picciol nu ... mero di claffi , in ciafcheduna delle quali farà ofièrvare il vantaggio , cd il difvantaggio, dopo di aver fatto lor conofccre le vere proporzioni delle tre principali linee della cinta di una Piazza . E con tali utili efercizj la diverfità delle teorìe di quefia parte fi ridurrà al medefuno punto di veduta , in vigore del quale l'intelletto de' giovani fi rende atto a comprender il ftfl:ema ; e così fi prepari all' invenzione. 6o. Vo-
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZJOJI.F P DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
6o. Vogliamo inoltre che il medefi._ mo Profeffore di Tattica avvezzi l' oc.. chio de, fuoi difcepoli medeGmi a for.. rnar colla fcmplice veduta il giudizio approffimante al vero delle mifure delle parti di ogni opera di difefa ; e che perciò dopo di avergli efercitati aUe dinlofirazioni pratiche fopra i modelli, che fono neJia Noftra Real Accademia, faccia l or defcrivere sul terreno la linea rnagi!l:ralc di ciafcheduna di dette opere, ed abirui Ja lor veduta all' ampiezza delle vere mifure di effe. 6 1. Dopo che quefra claffe di Accadenli!li farà con tal i efercizj preparata; è Nofira Real volontà , che paffi a1la cJaìle di pratica , nella quale vogliamo, che fotro gli Uffiziali c Profe.lfori defrinati da Noi , fi eferciti per partite
a coftruire delle opere di difefa in que' luoghi , che determineremo: e voglia.. n1o che sulle coflruzioni medelime dagli Uffiziali e Profe!fori fi promuova la
l
l
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rifleffione de' giovani riguardo alle mifu. re di eife opere , e rifpetto a' git1dizj
Jli1nativi delle forze di dififa. 61.. Quando i menzionati Uffiziali e
Profelfori conofceranno , che le partite di Accademifii di tal clalfe fieno al poffeilo di tutte le anzidette pratiche; vogliamo che gli conducano in alcuna delJc Piazze fortificate, che da N oi fi de.. fiinerà, e vogliamo che in effa gli efercitino a formar colla fen1plice ifpezion oculare un giudizio diftinto della fua forza, così riguardo alla fua fituazione, come rifpetto alJa qualità, quantità, difpofizione , e proporzione delle parti, di cui la fua cinta è compofia : dalle <JUa1i cofe infegneranno loro ad efaminarne colla femplice veduta medefima le dimenfioni , e' difetti , ed a determinarvi la claffe , i vantaggi , e' difvantaggi, per abituar in effi il colpo d'occhio , e'
gitttlizj Jli1nativi delle forze di difèfa . 6 3· E tofro che gli vedranno avan-
zatt•
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GLI ISTIT\Tll DI EDUCAZIO'E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
zati nelle divifate cognizioni ; gli fpin.
gerànno a far lor oflèrvar l'artiglieria, con cui la Piazza mcdefima è .armata: infegnando loro con particolarità a perfezionar il colpo d' occhio 11e' giutlizj, che dovranno dar da' fegni ell:erni , e da quelle diligenze , che ful f:1tto fon folite di praticarfi, delle fue qualità~ del fuo fi:ato , c delle fuc aderenze , così rifpetto a'. giuochi d' armi , con1e riguardo alle piramidi di projetti , preparati per n1etterla in opera. Indi gli eferciteranno alla foluzionc de' problcn1i , che riguardano la detcnninazion della quantità., e della qualità di efs' artiglieria , con cui la Piazza debba armarli in cafo di" af{èdio : ed alla formazioh del girJdiziojli111ativo del tenljJo, che probabilmente poffa refifiere ; per poter poi determinar la q·uantità e qualità di munizioni, con cui debba reflar provveduta , per effere in ifrato di valida difeL1 , e gli appartenenti metodi che riguardano l'ordine
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AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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ed il mantenimento delle munizioni mede1ime. E vogliamo che i fcolari di tal claffc fi trattengano alle foluzioni dc, problemi del divifato genere , finchc gli Uffiziali e Profeffori , che gli guidano , fien ficuri, ch' e, fieno p~rvenuti a rifol vergli con tutta la f:1cilità. 64. }l'atto ciò, gli condurranno fuori di effà. Piazza , e ne' luoghi n1edefin1i", da' quali gl 'inimici potranno oifcrvarla; gl' ifrruiranno sulle regole pratiche, che dovranno 1netter in opera , per formar in virtù di dette regole la fua pianta, c su di effa il gir1dizio flùnativo del fuo forte e del fu o debole, c i metodi per afièdiarJa formalmente, co'corrifpondcnti dettagli delle ar111i e della trtppa, che debba in tal azione ìmpiegarfi, in efccuzione di quanto nella Tattica fi preferì ve. Ed oltre a ciò faranno lor vedere in pra· tica , come fi debba procedere per invefl:ir la Piazza medefima , come fi deb~ ba formar l' accan1pamento nel luogo
di
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GLI ISTITUTI DI EDLiCA710'1F !' DI fORMAZIOJ\"E PER UFFIClAI.l KFGI.l STATI PREUNITARl
c.Ji co~correnza ; con qual
ordine e fi .. Jcnzio li debbano condurre i travaglia. . tori , ed in che maniera fi debba in vi. . gilare per avanzar le opere , finchè gli affedianti fien coverei : nel qual cafo fa.. rnnno lor vedere come la guardia della trincea debba montare nell'ore fiabilite, c con qual metodo fi debba avanzare fino all'attacco del cammino coverto , e con quale intrepidezza debba falcarvi la truppa per cacciarne l'inimico, dopo le [cariche f1ttc fecondo le regole; e così di mano in mano gli condurrano fino al punto ddJa refa di effa Piazza • Ed è N oHra l{ cal volontà , che gli Uffizil· li c Prof~tfori defiinati a tal cfcrcizio fi1c· cian ripccerc a' lorf fcolari le dette lezioni , fin che fieno giunti allo fiato di fi·,tn· chczza , del quale fiato dovranno elfi farci pervenire per via del Colonnello-Governatore le vere notizie ; perchè Noi pofliam poi avanzargli alla foluzionc de' problemi tattici di ordine fuperior.e.
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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65· Dovranno effer i detti problemi que' propiamente, che per loro indole hanno la lor fede nella Tattica-politica , e nella Tattica- fublime , e che ri .. {guardano perciò la JPeciaJ coftitt~ziolle di un efercito, e le fue operazioni, ovvero lo fiabilimento delle Fo'rze di u;1o Stato , e i fatti-d'-armi dalle Forze medefime eftguiti. E poichè le folu.. zioni de' problemi del prin1o genere dipendono unicamente dalla meditazione; perciò ne ritnettiamo 1' efcrciz.io al . Profelfor della Tattica : riferbando per la N oHra H..eal cura que' del fecondo genere , ne' quali fi richieggono le determinazioni de' luoghi , de' tempi, e delle occafioni , per porerft procedere da' giudizj jlitnativi delle forze oppofte di offefo , e di difefo alla loro foluzione ; indi alla individuazione de' nzetodi , e del loro efeguimento . Quindi è che ne faranno da Noi mano n1ano comunicati i temi al Colonnello-Governato-
re,
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI K>RMAZIONE PER UFFICIALI !\EGLI ST1\TI PREUNITARI
re , per doverfi proporre a que' tra' N ollri Accadcmifti , che faranno giunti sul fine del corfo teorico, e che avranno dati faggi di perfezione nell'lfl:ituto pratico. E dovrà eflèr un obbligo degli Acca.. dctnifH di tal cla·ffc non folo di rifolvere i detti problemi; ma di difl:enderne i pro.. getti ragionati , e di rifchiarargli cogli appartenenti difegni. 66. Saranno quefi:i problemi di due fj'ecie ; poichè o effi riguarderanno i particolari fotti-d' -armi da efeguirfi o con una porzione d' efercito , o con tutto l' c{crcito in una p~trticolar funzione : op.. pure riguarderanno il feguito di molti fatti-d' -a·rmi , ovvero il piano di varie can1pagne , e perciò il fiftema di una
guerra da cfeguir{i in date regioni, e provincie: ciocchè forma la previdenza di un Capo regolatorc di effo efèrci to . Qucll:c fpccic di problemi dunque faranno quelle , che da N oi fi proporranno a rifolvere, per ridurgli in pro-
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO H
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getti , i quali vogliamo che 1ìeno fo .. fcritti da, loro autori , c che vi fieno fortnati di lor mano i corrifpondenti difegni • Ed. è Noilra Real volontà che in tal maniera ci fieno prcfenrati dal Colonnello-Governatore, per poter olfer· vare co' propj occhi lo fiato del profitto de' Nofl:ri AlJievi; sulla idea di cfcguirne il contenuto , quando giudichcrerno le foluzioni tuedefimc di tal profondità , che fi rendano degne della Nollra Rea l attenzione . Il perehè ne rifcrbcrcmo in tal cafo l' efeguin1ento pe' catnpi di piacere ne'luoghi medcfin1i, che J(HlO flati nel problen1a determinati ; o pe' di vertilncnti militari fin1ili a que', che per lo addietro abbian1o con profitto eteguiti ne' NoH:ri Reali Siri, c che ripetcrexno , quando gli fl:itueremo vantaggiofi per formar i giovani , che ci fiam propofi:o di educar all' Arte-tnilitarc . 6 7. Vogliamo inoltre che il Colonp
nel-
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GLI ISlTTUTI 01 EDUCAZIONE F. DI FOR\tAZIOl\c PER UFFICIALI "EGLI STATI PREl"'IITARl
nello-Governatore defuma dal corfo del. l' Hloria-milirare i piani delle guerre ac• . cadute negli antichi tempi , e ne' fecoli di mezzo con eferciri di una coflituzionc tutta differente da, noltri ; e co' dati de' luoghi , e delle circofranze nelle Illoric deferirti, li riduca in problen1i da dovcrfi rifolvere, e da doverfene formare i progetti ragionati , relativamente alla cofiiruzione degli eferciti prefenti : per far o!fervar a' giovani quanto fia diverfa la procedura de' [atti-d-ar1ni con eferciti di coilituzione diverfa; ancorche efeguiti ne' 1uoghi mcdefimi , e tra Ile fieflè circofl:anze. E quindi vogliamo, che il Colonncl!o-Governatore faccia lor notare 1' ufo , che dovrà [ufi delle memorie ifioriche, e degli efempj delle cofe accadute per adattargli a' progetti militari, ed a' fatti-d-tlr11Ji de' tempi prefenti. 6 8. Dopo che i Brigadieri , i Sottobrigadieri , e' Cadetti di qucfl:o Noftro Real Corpo avranno terminato il corfo
AvGILNrt: t: VARIA~TI AL T0~1011
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Accademico , e l' UHtuto pratico ; vogliamo che il Colonnello-Governatore con Nofl:ra Real approvazione proceda ad un rigorofo efame ; per afficurarfi del profitto , ch'elfi avranno dalle ifl:i-· tuzioni mcdefime confeguito . E vogJ iamo che ci dia una dHl:inta relazione de' talenti di ognuno, e che in ctfa noti con particolarità chi tra loro abbL1 dato prove non equivoche di una riufcita fu periore ; poichè è N ofi:ra Rea l intenzione , che tali fuggerri {i lafe i no continuare nella Real Accademia mcdefi•na , per profeguire i loro fl:udj fopra gli Autori claffici così antichi , corne moderni dell'Arte-militare , fotto la guida de' medelimi Noflri Uffiziali e Profeifori; co1la idea, che, intieramenre perfezionati nelle profonde cognizioni dell'Arte n1edefima, fieno defl:inati nd intraprender a Nofl:rc fpefc un viaggio, per offervar i varj teatri di guerra, e la difciplina·mUitare delle diverfe Nazioni cuip 2 te
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Gli ISTITLTI DI I'DliCA710r-c E DI FORMAZIONE PER UFFlCIAI.l NEGLI STATI PREUNITARJ
te europee : per poter poi impiegar fimi. . li Juggetti a perfezionar fempre viepiù ne'Noltri Stati quella difciplina medeftma dalJa quale nafce ogni vantaggio al No~ firo Real fervizio.
Conchiujìo11e. I.
E
D eccoci nl fine di quefie No-
fire Reali Ordinanze, nella cui forn1azionc abbia1no impiegata la Noftra }{eJl cura per regifl:rarvi que' precetti , che abbian1o {timati i più eft1caci a protnuovere la perfetta difciplinaJnilitare ne' Brigadieri , ne' Sottobriga.. di eri, c ne'Cadetti del N o!tro Real Battaglione; per fargli con tal mezzo divenire orti mi U ffiziali de, No!l:ri Reali Eferciti. E poichè la difèiplina-milirare non fi può in altra maniera innalzar al grado di perfezione , che col perfezionar in· lieme il giuoco e Ie azioni delle armi, dalle quali elfa viene ad etfer cotn..
AGGIUNTE E VARI ANTI AL TOM O Il
605
polla; perciò abbiamo in quelle Nofire Reali Ordinanze precettati tutti que' metodi da efeguirfi nelll Ifl:ituto di queA:o Nofiro Real Corpo, che da Noi fono fiati giudicati i più adatti al confeguimento di tal i importantiffime qualità. 2. Abbiamo perciò nel medefimo promo1fo alla perfezione il giuoco delle armi con un fiftema tale di teorìe e di pratiche, che per effo fi fofiè coltivata la ragione, e diretto l' intendimento colle regole più certe a fpiare ne' fegreti della Natura le forze e le refifl:enze , per prevalerfene poi con Arte nella formazione di armi , le quali foffero fornite delle richiefte proprietd , e gradi : e che per effo fi foffero fapute proporzionare, com· binar infieme, e metter in opera dove il bifogno richiede, relativamente al tempo, a' luoghi , ed alle circoftanze ; le quali cofe ci fiamo fiudiato di far teoricamente intendere , e praticamente conofcere. P 3 3· Ab-
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GU ISTITUTI DI EDUCAZION'E E DI FORMAZIONI:. PER UfFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
3· Abbian1o in queA:o Noflro Real lllituco condotta a perfezione l' azione delle armi col mezzo delle abituazioni che abbiamo giudicate le più propie pe; l' acquifi:o di quell' agile robuR:ezza di corpo, e di quelJ a perpetua coftan2a di volontà, che da N oi fono frate giudicate neceffarie alla celerità , con cui le azioni medefime debbono fviJupparfi , ed alla fermezza , con cui deb. bono fofienerfi per lo confeguimento del fine. 4· Confiilendo dunque la perfezione della di!èiplina-militare nel pofièffo di tali conofccnze , e di tali abiti ; abbiamo fcriamcnre riflettuto , ch' effi non potevano in altra mlniera introdurfi ne' giovani , che per via dell'educazione. E perciò abbiamo meffo tutto lo ftudio, che l'educazione medefima fi fo1fe in quello N ofi:ro Real IH:ituto con tal Arre regolata, che fotfe frata valevole a ri1èhiarar l'intelletto , a determinar la
AGGIUNTE E VARJANTI AL TOMO Il
607
volontà , e ad abilitar il corpo de' gio.. vani militari ; perchè fi accoftumaifero ad efcrcitar con vero zelo d'amore il mcfiierc dell' Armi • A tal fine abbiamo mdfo tutta la Noflra Rcal cura per ifvelar i principj, le maffime 1 e le rngioni dell' lfiicuto con dHlinzione tale, che ognuno degli Uffiziali, de' Profeffori, e de' Maefl:ri di quell:o NoG:ro Real Corpo foffe al cafo di perfettamente inten.. dere il fine da doverfi prender di mira, c'mezzi come poterio confeguire ; affinchè in tutti foife fi:ato unico il metodo, ed unico l'impegno di confeguirlo colla educazione freifa: e quindi fi foffe rifveglia.. to nel cuore degli Allievi quello amore alla virtù , onde avetfe prefo vigore la vera forza-militare ; che da una difciplina così ben intefa dovea nece(fa.. riamente effer prodotta . S· Con quella forza-militare dunque liamo fie uri , che il Nofl:ro Re al Corpo fi renda adattato a quc' pericolofi cimenti, p 4
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZlONE E DI fORMAZIONE PER UFACIALJ NI:GLI SlATI PRJ,.Ul\ITARI
tnenti, cui Io defl:iniamo : e che perciò .poffiamo certamente prevalercene nelle azioni difl:inte , con opporlo agl' inirni. ci di forza fuperiore , e con dellinarJ0 a' pofri di maggiore importanza, ed alle azioni le più ferie ; sulla ftcurezza, che i Noltri AJiievi con tal educazione for.. 1naii fieno per intraprender le azioni n1edefime , e per foHenerle con quella fcienza , e con quella virtù , che fon loro dettate dalla difciplina-milirare: la qual farà di una fermezza tnaggiore fe verrà avvalorata da quel' eterne, immura. bili , puriffitne leggi, dalle quali la vera fe.. }icità àe' mortali nafce e deriva. E quin.. di forgerà certamente nel cuore de'No... firi i\llievi quella fiducia, che fi1rà valevole a raflicurargli ne' cimenti medefi.. mi, e che farà loro unicamente fperare dal Dio degli Eferciri la felice riufci.. ta ne' cafi di dubbiezza rnaggiore: propietà tutte che non polfono da altro principio derivare , che dalla flretta·
AGGIUNTE E \'ARIAI'<TI AL TOMO Il
609
dette virtù-militari colla Reli. gtone. unione
6. Quindi ~ , che per innalzare le menzionate virtù ad un maggior grado di perfezione, N oi ordiniamo al Colon· nello-Governatore, che nel tempo fieffo che invigilar dee alla efatta efecuzione di quanto vien da N oi prefcrit· to ; attentamente badi a promuover con efficacia tutti que'puri atti, ch'egli giudi.. cherà neceffarj a fiffare nel cuor de'N ofiri Allievi i fentimenti i più conformi alla N ofl:ra Sacrofanta Religione : per.. chè il fommo ed Onnipotente Fattore fia fempre propizio alle N oil:rc Reali
Armi. 7· Quanto ~ fiato da Noi in que-
fie N ofire picciole ifiruzioni ftabilito non riguarda, che la fola parte di educazione, adattata al particolar lfl:ituto di quefl:o Nofiro Real Corpo: e per quanto fi appartiene all'ufo, che intendiamo di fame, con impiegarlo come una vivHlima
forza-
6JQ
GLI ISTITUTI DI EDliCAZIO';E E DI FOR.\1.\ZJO"'E PER lJFFI(."IALI "''GLI STATI PRElJ'\11 ,\RI
forza-tattica ; ci rimettiamo a quel che ii ricrova fiabilito nelle No!lre Reali Ordinanze Generali , e nelle Nofl:re Re.. al i Ordin~tnze particolari di Cafa Rea... 1e ; quali vogliamo , che da quefio N altro Rea l Corpo mede fimo , e ri... guardo nd elfo fi oflèrvino in tali ca.. fi, come fè formalfero una feconda par. te di quelle Nofire prefenti Reali Ordinanze n1edcfimc . 8. EJ e1fendo Nofira ferma Real volontà, che quanto vien in quelle difpoflo, fi efcguifca per l'appunto; comandiamo a tutte le perfone così politiche, come rnilirari, cui appartener poffa, che ognuno nella parte che loro fpetta adempifca , e faccia ef:1ttan1entc adempir le medefirne in tutto il lor contenuto fcnza replica , e fcnza eccezione alcuna : mori vo per cui abbiamo ordinato di 1pcdirfi la prefcnre flrmatl dalla N ofira H.eal .Nlano , munit,l col Suggello delle Nofi:re R.cali Armi , e convalida·
AC<ìiUNTE l! VARIANTI AL TOMO 11
6 11
ta colla firma del Noflro Con figi ier , e Segretario di Stato , e del Difpaccio delia Guerra , e Marina •
Data in Portici al primo Dicembre 1 772.
IO IL RE. ( L. S. )
ANTONIO DEL RIO .
6 12
GLI ISTITUTI Ol EDUCAZIONE E Ol FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STA
n PREUNlTAR l
AVVERT-I MENTO Se qttalcuiJO de' piè di lijla , ç!Je ji f1J/ervano tle'flguenti efemplari, ji Jqveffe tnai formare, per preflntarji al Colonnello-Goventatore, jècondo qt1el che vien diJPojlo in ljt~tj/e Reali Ordinanze; dovrà fcriverfi in foglio.
613
AG<liUNTB E VARIANTI AL TOMO D
T
v o L
A
A
Che dimqflriJ #l Q;rfo accademico di otto am:i pe' Brigadieri , Sottobrigadieri , e Cadetti del Battaglione Real F ERDlNANDO .
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ANNO 7•
ANNO 8.
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•••• • • Tattica •••••• ~
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• • •• ,
D'" §§ 11e~no • • , • , , •••
Oper~zio11i
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614
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO!'ffi PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
-
.. .
( III )
BATTAG. REALFERDINANOO a
a
t. o~COMP.
---------------------
1. o 2. Squadra
Piè di lilla. che contiene per claffi, e per anzianità di fervizio , i nomi e' cognomi degl' individui, che appartengono alla menzionata Squadra •
-
Sottobri5- ..D. N. N... .. ............... ... ...... ·l Cl,detti., •• D. N. N.. ...........•.... •• .......... r D. N. N .. ....... .... .......... . .... . . t D. N. N.............................. t D. N. N.. ... . .... .... . .. ........... .. I D. N. N....... .•. ...•...... .......... t D. N. N.............................. I D. N. N ..•....•.....•... ....... ...... t
D. N. N............................. t
D. N. N ................•............. :t D. N. N ....•........•.••............. 1 D. N. N..••••.••••••................. r
-
Cadetti •••}D. N. N•••• •••••••••••• } fopran.n.. D. N. N ..••.. .• •••••• .. 1 D. N. N................ 1 6 D.N.N... ~············• ········· D. N. N .•... ........... 1
D. N. N.............••.
1rotale••••.•••.••.......•• s8 A11Wf'timt11to.
a
2
615
AGGIUJ\'TE E VAIUAJI,II AL TOMO Il
( v) BATTAGLlONE REAL FERDINANDO
•
4
Pllg, 3Z· §. 16. a
1.0~ COMP.
a a J. o 2. Splltlr11.
Piè di Jifta , che dimoftra la ftatura di ciafcheduno degl'individui , che appartengon alla Squadra di Copra efprelfa. Stllttn'll
Cltzffi
Nomi t Cc,nomi
Pittli
Pollici
9··· .... D..N.N. N.......................... ............... ................ ...•.• D N ......................... . D.D.N.N. N N........................... ........ •....... .......................... ...... .. ....•.... ..•
Sottobrig••• D.. N. N•••••••••••••••••, ••••• ••• S•••••• •• 8. •• Caùetti •• ••• D. N. N••• •••••••• ••••••••••••••• s........ 8 •••••• •6••• D. N. N•• •••• ••••• ••••••••••••••• f ••••••••f••••• ··1· ·•
1>. ~.~.........•.•.•..•.•.•••.••••.•••.• •·••·••• •••
D. N. N •••••••••••••••••• •••• ,... • •• •• ••• •••• •• •• •••
D.D. N.N. N.......................... ................ ........ .. ... N.......................... . . . . . . Cadetti.• ·}D. N. N•••••••••••••••••••••••••• •••••.•••• ' ••••• • •• D. NN.......................... ........ ..... ... ... opran.o." D. N. N•••••••••••••••••• , ....... •••• •••• •••••••• ••• D.N. N.......................... ........ ........ ... D. N. N••••••••••••••••••• •• •••••••••••••••••••••••• ~
D .N. N.......................... ........ ... D. N. N•••••••••••••••••••••••••• ........ ....... . • ••
A11fUJ'timtnto. IJ pi} Ji JijiA pn /11 jlmM111 , tk DJIÙ Clpit_, tmtt tke , a tnwre Ji ~~~~ rbt fi è fl11hi/iro 111/a pag. 9+ §. 7• dtt t/t'l fonik nJ prt/tnte : fo no11 rb: 'iutllo dtt conttnn i nomi ~i . tutti ,r inJivitlui {tWIIitJ f orlliM tit/111 jl1r• lllf't: mrtirfima, t fmz.t~ '" JIVi/Hfl itllt /9.111tit:.
(
VI l
0'1
BATTAGLIONE REAL FERDINANDO
PII,. 3l. §. 16.
Nota de' generi , de• quali dee elfer compofto !•armamento, il veftiario. ed i.l letto di ciafcheduno degl• individui, che compongono il menzionato Real Battaglione •
l
l
c~,m·i., "~'fUAii )CM~poflo,. armn"!tniO Gmn·i , dt' 'i/114/i f.compoflo il vcfli~~rio Gtnni, llt' fwdi ~ t'OWI/'O}Jo il uno.
Fucile completo,e bajonetta com-} Giamberga completa numero •..• 1 Pancbette di ~rro nWDero ••••••• :. pagna, dtflinti col corrifpon- 1 Giambergbino completo numero. t Tavole per lo pianodcllcnonum. J dente numero , e n1.uchio .. .. Calzone completo numero.•...... 1 Coreggia da fucile numero..• •.... 1 Cappello da parata numero ...... t Saccone numero •••••••••••••••••• 1 Zapatiglia, e tapponc numero..•. 1 Cappello per ogni giorno numero.t Matera1To numero •••.•••••••••••• t Ccnturone numero •••... .• •• ...... 1 Coccarda di pelo fcarlatto numero. l Coperta di lana numero. ••••••••• 1 Spada completa nwn~ro... ... . .... 1 Calzoncini paja nwnero.•... ••..• 2 Coperta bianca numero •••••••••• 1 ]>atrona colla portal'~\trona com-).1 Camice numero.•••••••••....•.••. J Scarpe paja numero ... ...... .... . 1 Sopra-coperta numero •••••••• •••• 1 pagna, numero •• •. • . .•. . •... · .J Cartocci con palle numero .••... t o Fiboie di fcarpe , e di calzoni paja Lenzuola numero •••••••••• •••• ••• 4 n~ero .•....••..•.••••.....•••• a Pietra di riferba numero.......... x Guanciali numero••••• ••••• •••••• • :. .{:Accetta numero . ••.• . 1 Cravattino <.la parata numero..•.• 1 Pe'Grana~ ~rretrone numero ... 1 Fibbia di cravattino numero.••• • 1 Foqere per detti guanciali num•• 4 Sciarò per inverno numero ...... 1 Lacà pc~ mcddimi numero. ••••••• z Ptallra,e\._ d' GranauJ 1 ottone n. x Scia.rò per cfiate numero•••••••• , 1
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617
AGG IUNTE E VARIANTI Al. TOMO n
( lX. ) t
l'.;g. s6. §. R
:o 2:COMPAGNIA N.
1\-lESE DI
177
Di.llribuzione di pane, prdt , e mallitta corrifpondenti al fuddetto mefe
Ra-:i~,.,;
cJ,,ffi
G'iumut~
Ji
di Nomi ~ Cogn. Pnt:r Duc.Gtia C.1v. Sptdalit.>
---------Sorrobrig•• D. N. N.... • •• 6... . ••• • ••••• •
NOTE
Altro ...... D. N. N.... . .. 6............. . Cadetti.;.. D. N. N ... .... 6.... .... ...... .. . D. N. N.... • .. ~·... .. .. .. • .. • .. ...(pajj'b ptr Sor~mmtt n!'/ Rrg. D. N. N.... ... 6.... .... ... . .. • •• '-di N.a'16. dtl co"mu. D. N: N ....... 6............ .. D. l~. N .... . . . 6. ..• .• . • •••••• • .• n. N. N.... • .. z... • .. .. ~ . .. ..lO• ..{ enh·~J ~Ilo [p~dilli agli (!. D. N. N. . • • .. . 6. • • • • • • • • .. .. • • • • d~/ rorrtlllt . D. N. N ....... 6............... .. D. N. N.... . .. ·1- ............. t o. ..{!orti d.:/Jo [ptdJJt a& li 11. 1). N. I'~.. . . .. . 6.... . .. . • .. . . . , .. dt:l correntt • D.N.N...... . 6................ . D. N. N .... ... 6.... ............ . D. N. N ....... 6..... .. ..... .... . D. N. N.... • .. 5.............. -{tnrr'b ntllofp~d.a~n. ~Jortl D. N. N ... .... 6.... .... ...... ... tJ,t/mrdt/i'mo.lt7.dtJro,·r. D.·N.N....... 6.... ......... . 1). N. N. .. • .. . 6.•• : ........ .. D. 'N. N.... . .. 6. ... . . . . . . . . . . . .. D. N. N... . .. . 3.. .. •.. • .. .. •• .. ./" entr'b a profJÌtrario ùlluogo D. N. N....... 6.... .... ...... ... \.. diD.N.N.4'16.dtl corrmre.
s..
D. N. N....... 6............ . . D.N.N. ...... 6... . . ...... ... .. . Pi[\no....... N. N .. .. ~o... Tamburo..... N. N.... 1o... z.... ........ ..ro.. ·{ tntr'b n~llo fp~rllllt 11 ~r.
3·... .... ...... ...
Trabanti ..... N . N . ... ~o... 1.... so... .... .. . .. tkJ com-nt~. N. N .... u ... o....6o... ...... • .. fi limn.ib 11'1). dtl corrmu. N. N .... ~o... t ....so... ... .. . . .. N . N ... . oo.. . o....oo... ......~o... t>fifl~ wtllo fpttMt. N. N .... 30. .. r.... 5o... . .. .. • .. . N. N ..•. )O... f ....so... .. .. .. .. . Tot~tlt. ......t8o .. 142.. 6o....o ... . 75·· .
a 5
Maffitta
618
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN!TARI
(x) ~1affitta. Clnffi
-
Nomi t Cognomi
---...
Dut. CL C4~
Riporto del l'rell ... 14z..6o ••• o .. Sotrohrig. D. N. N.········ i n contante . •.. · · · • · • • · • •• · • · •• • •• • • ••• •• • •• in contante .... ··· ... • ....... · · ..••
....
Cadetto. · D. N. N.. •• ••• ..
'l':un buro.. .. N. N .. •· ••• .. (carpe nuove ... ····~····.· • · · · · · · · · • Tribante .... N. N. ••••••• . calzette nuove un paJo. • • • • • • • • • • •• •• c~riçbi in mnunt'
••
Somminillrato ;~Ilo Schiavo in queflo mefe.................... ••• •.: et cct. - . ......... --.. Totale eli to ... ··.·.· • · · · · · •· • • · · · · •• · •· •• Si fono ricevuti ... . •.. •· · · · · · •· · • · · · ·•
---
Aranzo ' o devo. . . . . . . . . . . . •. . . .
---
. .. . •
Lmgo della firmt~ del Brigt~dim._
AGGI UNTE E VARIANTI AL TOMO 11
61 9
( .XI ) •
Napoli ""
a
1.o2. COMPAGNIA N.
Porricl
)..a'
Cafi:n&J
.Pill· ~7· §. 9• l
77
Piè di ljfta della menfual rivifla paffata oggi • giorno Clnlf~
Nomi~ Cognomi
della data Num.
Not1 tltgli A{fenti
Capitano. D. N. N .......... ........ P. T enente .. D. N. N .. ... . .. .......... P. Brigadier. D. N. N ................ c. P...... .. infmno ùz c~tfo. Pitt'ano. . . . .. N. N .... .. ..... ... .. ..
r·
Ta.rnburo . .. N. N.••.. . ..... . ..•.• . . p.
Sortobrig.D. N. N ..... ... ...... p.... t A ltro .... D. N. N ..... . . . ...... p. .. . I
Calletri •• D. N. N .......... .. c.p . •.• 1• • • • •• • infermo ntllo ftmln/1. D. N. N.... ... .. ..... P· ... I D. N. N......... ... .. p. .• • 1 D. N. N.. ...... . ..... p...• I D. N. N...... ... .. ... p. •• • 1 D.N. N .............. p.••• t D.N.N.. ............. .... o .. Rr11/~ licm':'.ll in N. Ftet tt{. D. N. N ...·..... . ..... p. .. . I tltl/11 m:tltfimR #l 1. iltl COTrtiltr·.
{ con
D. N.N.. ... .. ..... .. p.... r D. N. N.............. p.. .. r D. N. N ... . . .... . . ... p. ... I D. N. N .. .... ...... c. p ... . r...... infermo nrl IJIIilrtic;-t. D. N.N....... . ... ....p. . .. r D. N. N . .•.. ... . ..... p. ••. r D. N. N .............. p.••• x D. N. N .... .. ..... ... p.. •• r D. N. N . . . . ....• ... .. p.... t D.N.N.............. p.... r D. N. N .. . ............p...• t D. N. N ... ....... .... p. ... r D. N. N ......•....... p.... x Cadttti. D. N. N ...... •• .. · ....p.. •• 1 fòpraJmJD. N. N............. ··l'.... o . . D. N. N•..•• ••••• •• •c.p•••. o ••••• • mftli11t> ntliju~~tt~rrt. D.N. N .. .. .. ... ..... p. . •. o D. N. N ........ . ... .. p• •• •o D. N. N... .. ........ . p. •.. o D. N. N..... . ..... ... p. ... o
Totalt .. . .. .... 2.~ a 6
620
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
( Xt I ) Trabanri N. N ......... ..... p.... 1 N. N .. .......... C.p.... l ...... prtfo lJtl Clllllho./ft~ •. N. N .............. p.•.. t N N .... . ........ ·l'· . . . r N. N ............ c. i'· : .. 1 ; ... .. prtfo nei sua;·tim N. N•........... . . p. ··: t Totale••.••. . . . 6
Alce , e baffe occol'fe in queHo mefe Pe' CmJmi propittari.
-.llltt B,1J[t
.v. N. N. da (o.prannumerario , ch'era della t. o z. Comp. N.N}
p.,r~;, a JHoprietario Ì il qntfla a, 2.0. del meie proffimo palf~to ·" 1 • • • " " D. ~J. N: ~ Cadetto ,_cf)' aa _nel ,Reggimento N. paf!:ò a pro-} .. x....... l':ct:tno m quef:a C<'l 'l p:t~llla a 5· del ccrrent~ ............ .. Il s•• trobrisad. D. N. N., t:h'era di quefh Comp. pa(sò a Brigad.} dcila 1. o z. Ct~mra::;ni a N. :.'zo. ùel mde profsimo pafiato. .. ....... r Il CaJetto D. N. N. ratsò a $ottenente nel Reggimento N.~
a• S· del corrente ... .................. ......... .... ... .. .. ... •.J • ········l
--
Totale .•.......... 1 •• • • • a Pt~ Pijfimi, T 1tm6~oi'i, t Tra!lanti. Il P i ila no N. N. fu reciuwo a' 16. del mcfe proffimo pafi"ato ....... I ...... ; 11 T amburo N. N. pa1 sìJ d:t.l Re~~imento N.1n quella Compagnia al pritno del corr.:nrt! ...• ..... . ••.•••••..•. ••.••. . ••••••.••••••••• 1 ••• • ••• Il Tr:tballlc . N. N. cfa loldaco , ch'era nel Regg. N. pafsò a"'l.. I ....... Trabante 111 quella al 1. dd corrente...................... ...J 11 Pitlano N. N. tu licenziato a' z5. del proffimo palf.'\tO mefe ............ 1 li TambL:ro N. N. I11Nl a' :. del corrent~ .... ...... ...................... t Il T ro~.uante N. N. p:JI~ò nel Barra~. degl'Invalidi a' 9· del corr......... .. 1
Totale............. j . . ... 3 Nota D. N. N. ch' era C.werro r.el Reggimento N. fu nmmelfo come fopranm:n;cr:trio in quella Comp;H:nia , c prete roffeiTo a' ....................... . 1>. N. N. <!:t Cadetro lèlpr;~mlume<ario, ch'cm eli quella Compagnia, pafsò .t propi~tario nc:U;~. J. o 2. Comr;tg. N. a' .............................. ..
621
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO fl
(-XI l I ) Pq. o;S. §. S· a
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t. o~. COMP.
HATTAG. REAL FERDINANDO
Piè di lifta , in cui fi fpecifica la puria , l' età , e la ftatura di ciafcun individuo della. menzionata
Compagnia.
-Er4
C/Jjfi
Nmti t Cognomi
P~~tria
.Bri~adiere ... l). N. N. ···········.·.··· ..•
sorrobrig ... D. N. N.· · .. •· .. •·· .... •• ••• Altro . ...... l>. N. N....... .... ...... ... . Cadetti .... . J). N. N... ................. • 1). N. N. ................... . D. N. N....... ...........•.• D. N. N..... ... ...•......... D. N. N.... ................ . D. N. N... .....• ...........• D. N. N........ .... ........• D. N. N....... .. .... ....... . D. N. N........... ....... ..• D. N. N.. ... . .... .... ...... . D. N. N....................• l>. N. N..... .. ... .... ......• D. N. N ....... .. ....... ....•
D. N. N..... ........ ....... . D. N. N ....................•
D. N. N........ ............ . D. N. N ................. . ......' D. N. N.. .... .... ........... . D . N . N ........ ..... .... ... • D. N. N ...................••
D. N. N...... .... .. ........ .
. ).D. N.N.................... . C f :ulettt.. • D• N. N.... ... . ..... ....... .
opraitn. ••., D. N. N. ...................•
D. N. N ................. . .... . D. N. N ... ....... ..... .....• D. N. I~ . . ....... . ........... .
D.N.N .... , .. ....... .. ....•
St11tur.1
Anni Pi1tli Poi/id Lintt
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622
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI
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AOOilfNTE h VARIANTI AL TOMO Il
623
( XVll )
Fi/iasiow di un Cadetto. D N. N. fiJ;lio di D...................................... ...... ... C. A. R. 'Naturale di.•••••• in Provincia'di ....... di anni•• flatura ~icdi .• •poli..• lin~~ •• • cominciò ~ fervire in ~u&lità di Cadetto oclR.esgtmento.N: pafsò in
~QC{lo BattaslaOJIIe Reale a •.•.• ••.•••..••••..•.•••.••••... ~ .•.•••••••• · · • ~.
Pa{sò a Sottobrigadiere di fiueAa -
Com~ a' ............ .. ............. . Pafsò a Briaadiere di ~ueflà Compasnta a' ... .................. ........ . . .. Pafsò a proresllire il fuo merito in qual~ di Sottenente nel Ressimmrn N. a' ...•.•.••...•.............•..••. •........ -···---·········-····· Ottenne l' &IBrtsazione di Sottenentt nel Battaglione clasL' Invalidi a'••••• , • • ••••• • ••• per,•••• ( fiÙ fi tUt ,.., "' ti1Ufoll). et cetera.
Filiazitme di PijfatlfJ, o di Tambro, di Guaflat. odi ;Irab.. N. N. figlio di ........ ...... .........•..... ....... ........ ......... C. A. R. Natucile di. •.•... . in Provincia di •••.•••• di anni ... ila tura pied... roll... linee ••• occhi. ... ci$1ia..... nafo. •••• ca~lli . .... vifo. ••• • con una cicatrice ·: .... tadato da y&J?Oio, e ,Pieno di !Xuba.: co.~incib a f~rvire yolontanamente per amu c1~ue a ......... ...... e follttero: ha ncevutt pc:r f110 ingagsiamento. ducati ••••• ali fono 1\ate lette le Reali Ordina112e. Nott.
Si rin~aggiò per anni cint}ue (pi~) elle cominciano dat. ........ .
medWtte ducati ..... di rinsaniarnento. S. riklnuji 11 rin811UÌII'It fi porrà 11lr111 110111 fimi/t . Difettò a•............... e fi portb via. ...... (qM) lì tl16~no not11r1 con tlijlùl ... zion• i,; 4Wl ri~ 61 wftùrio, 11//, 6itmcb1rill, t:J ltTmll1nrnto. Si rdlitw con chiefa , o/nrr.~~ a, ......... ....... e riportb•• u . . . . . . . . . . ( g:'ì li th•~otte 1101/lr# ton iliftinV#nt i gmtri riportmi) • Morl Jllllo f~t di N. a., ....................... ..... ........... .. ••..•• 0/'ptrr'# Pafsò a sodefe il bene6ciodegl'lnvalidi daSola.,daSnt.&c.a'........... opptm Si licenziò dal Real fervi-zio pw iiiMii/1, o pn: i11(017igi#il1 • o P" IIWI f'>Jlo 1111 , . , . ~ f• IMJo, o pn II'Uir t,.,W,. il tmiJ'O tltl fo~ im~t~no a .....
ton•
A'VI.Itrtimmto
St il Piff1111D o T~tm6uro, t il Gu11jùztorr o Tr11!11ntt p11.ffwiJ tP IIICMn/Rtgç,_~nlt1110 11 /tt"Virt in qutPo Rttt/ B11n4g/iont ; fi porrà ntl tlifl~fo tltl/11 ju.:~ jJJ~ , e 11l IMogo tlwt li tltttrmin~~ iJ p1incipio tltl fuo jlrvi,.jo , nri/a m11ni~r11 cbc fut• : cominciò a fervire volontariamente per cinq\Je" anni nel Reggimento N. a,...............•iNdi [~&IUtà il rt}lo dtllll ftlùn.iont ,. nel modo tk ji è timo di fOJirll. Not11
-
Jlafw a fcrvlrc in CJueflo Rcal &ttaslfone a, .............................. ~
624
GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFlClALI NEGU STATI PREUNITARJ
(XIX)
·
h Brig7oi) Sottob}oilCad~D.N.N.della Comp~ N .N. suQi ~erviz.j,e circ~st~ 1ino a'a1D.icemb~177
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·- -· b-:ualtht,'aivili .t'~ ~ #
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t.a?lt~O'Ite. ......
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if~e --··..····--·· •fta/17...................
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625
AGGIUNTI! E VARIANTI AL TOMO U
( XXI ) Paz. 9:. §. S· t P.tg. ro:. §. 19. Due. Giia C.n;.
~ottobrigadiere o Cadetto ]). N. N. 1
Suo ayere di prefr e nuffitta dal t. Gennaio a tutto }
=-
30 ••• 6o. ~ va.nza del pa{fato ... •.....•.•..•.••.•. .•.. ... ........ ........•. 6... oo... o. Aprlle li? .. .. ...................•.... . ................
l
- - - - -
Totale......... 36... 6o••• o.
Di/conto
-
Gennajo Per 30. giorni di prell ............. ,. 6, ••oo••• o. febbraio Per rs. giorni di prell................ , ... oo... o. Importo degli altrt t~. siorni di } " f,edalità a srana 13 il piorno : ••• oo... o. Marzo... Per ~o. siorni di prell ............... 6 ... oo... o. Aprile... Per ~o. giorni di prell ............... 6 ... oo... o. Dati in contante. . • •••• . • • • ......... z ... 40· .• o.
+
:6... sz... o.
Per varj carichi in comune .......... r ... u ... o. A v:1nza ••.•.• ••• t o••• o8... o. Gli fi dl in contante................ 4- .. oR. .. o.
---
Rimangono per fondo ............... 6.. . oo... o. Luoso dtlla firma dtJ C~tpìttmO
Nor11 r. Ntl cnfo ebt fi tiOT.Jtjfm ~gçiufl•f'l i conti finali d~' Sottch/gatlitri , o dt' C11• dttti ; fi tiOT.Jrll1nW /itUAr m tffi lt tnzrtite , d t> provmgo11o d11/ r11rit~o pre• tettPtO al/a pag. S6• §. 8. t tDt ji d011ramJO rrgo/nr ~o/ metodo cht fogue, I • fi dawà far la fomma dtl pt'n:.'QJ dt' Jl-gumti generi J'ÌC:'IJttti ne/i' ultimo -vtfli~~rio, eio~ dire, di ~ paia di tnlz.o;;cini, di m cnmict, t tlì U1l p.zio tli fearpt: %. ljutfl.z d011rà dÌ1/idtr/ì pt>l numtro de' l+ mefi, ne'quali fi è {lllbìliro , eht i dmo vrflinrio dtbht dtmrrr: 3· il quo~imt1 dawà mol~ tiplk~~rft ptl ntmtm de' mefi, elu rtft,Nano ti,t fmft, pe;· compir i '''' 1111.. nt, d11f Sotto6rigadiel~, o dal C11dllto, cbe fi limr:).,: e 4- il prodotto for• mmì la partita, cbe dovrà enriciiTfi in dttti comi jiiJ.tli. Con ilV11tl't:rr._..: cht ; fop1annomim1ti grmri dO".;I'amJo npp:~;tmt'l al Sorto~rigadim, o al C11dttto , ebr fi limzua; t' l'tfl.mti centri , tfc' tJ1fllli il t•4/.:.J;·io vim compoflo , apptll'trrr.mno al Ca.imo jòprmmmnnnrio, ch' cJJirll: r:ta jì d011r~ anrb1 nbhonul't /.t pnrtitn 'lt~t~ll'/ima t r:be fi ~ enrir:11111 Ili limw.iato • E con IIVIJtYttn'ZII .mCOI'If , cbr tmlle partite de' tlij'r:onri fi ti01Jrmmo fo111111 lr rimm:laturc degli unifomti, qnando la /or detei'ÌfiY•IZJÒIIt 6 .folta e11r{11111 d11 lo1 difomnurme.
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l-!$11 l.
Nel cll{o ehe fi dovtlftro atgitrflllre i ronti finali d~' Pi!Ttmi t Tamburi, 6 de' Gunflatori t TrJbanli ; }i d011r.> ofli:rvm·t il ml'drfom mrtotlo : jè 11011 c!Jt Ìtl t;~~tflo eafo I. 11/ prra.o de' grntri ji tiOT.J,.~ nggiunBer 'f..ltrllo de' c;•mmini di ttlll: ~ d11l prodotto tltttrminnto n~/111 notA 1. num. 4-, jl dwr/J togliere il nu· mtro de'mt/i, nt' 'iuali la pÌIIZ.'r.ll ~ rimafta 'VII(antt: t 3• ai nuovo intlivid11o, tb' tntrll' ntl ttmpo fltjfo rbt fi tiiiTà ab~ntrà di tlettll pll'ltita '.fi dwt~ f,r,· il &lltico titl prt-z-::o tltllt iillnç/mitttdel/eftnrpe•tht d011r.~~mo (Ompr11rji ptrtf)i.
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626
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ
{ XXI I I )
!ATTAG.• REAL FERDINANDO
•
Pag. tor. §. 16.
a
a
r.o: .COMP. N.
Relazione, che contiene la forza effettiva della fuddetta Compagnia. nel giorno deJJa data: e le alte e baffe occorre nel mefe profi,mo pafTato • Nomi t Copnanù
Cltzffi
Capitano..•..•.•. D. N. N....•............•.....•.. ... ........ ....P Tenet1te.••. •••.•. D. N. N.............. .. ... ..... ... ..............P Erigadiere....... . D. N. N.. ... .......... .......... .. .... .. .... ....P Sottobrigadieri, Cacfet·ti propietar · • · · • · · · '• •• · · · · · · ••• · · · · • · •• · •• · ·······P· •· •z l Cadetto propiet •• infermo in queflo nofiro fpedale...... c.p..... x Altro ............ infern1o nel quartiere ......... .... ..... . c.p..... 1 Altro ............ Con Real Hc. di:. mefi in N. di cui fece"\_, 1 ufo al 1. del pro!funo paffato mefe •
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.r·P·" ..
Totale......... %4
Cadetti foprannum .......... . · · · ·. · · · · · ••· · · · · · · · · · · · ······ ·P··· •· S Altro ........ . .. . infermo nel quartiere. .••..•........ •.•.. c.p..... 1
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Totale .......... 6 l'iKano .....••.••.•. •. .•• ..••.. ... •. · •. •· •• · •· · •• · •· ••• ••• ••• P· · · · • l Tamburo....... .. intermo nello fpedale di N........ ..... q ,..... 1
Traba.nti ...... , ...................... · · · •••· · · · · · · · ·· •····· ·P..·· •· 4 Altro ..... .. . ... . prefo nel quartiere........ .. .. . .•. ...... c.p.... . r Altro •. .. .....•• . mfermo nello fpedale N..... .. ..........c.p.. · .. 1
Totale..... .... . 6
-
Napoli"\
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177 .A'VfJn-timmro.
Rii_Uiftlo 11llt alte e bafi'e , tht fi tMituTIIJ pum qpiè tltllil
i"'P"'' rtlll'r.i0111;
Ji if1tlr~ o.fftrtJitr lo fltOo mttodo , tbt fi lllfllltto 1111 pii di lifl• dtll• ,._ lui rwifl". Vedi p. xt. e 1.11.
627
AGGIUI'ITE E VARIANTI AL TOMO Il
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De· Lihri, L
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, q,• titoli. ;t.t.
B
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I
D
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J.
Che contiene le iftruzioni ~·çadetti , pe~Sottobri ·gadieri, e pe•Brigadieri'w.del: Battagliqne · Real Ferdinando a e che··prefcrive -· L' o1/bli.go de• Cadetti pag. I L' obb/i.go de' Sotlobridadi~ri 24 L' ob"bli.go de' Bri.gatlieri 53
L
I
B
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O
11.
Che contiene il regolamento pe'doveri degli Uf.fiziali del Battaglione Real Ferdinando , e che determina. L' oblili.go de' Ptwta1Jandier6_ 73 L' obbli~o de' Tnrenti 76 L' obbli.go de' Capitani 86 L' obbli.go del Colonne1lo-Governalor6 104
L
I
B lt O
Il I.
Che contiene il regolamento pet l* iftittlZioqe · fcientifica e per la : iftituzione pratica - de' Brigadieri, de' Sottobrigadieri • e de'Cadetti del Battaglion~ R.c:al ~ Ferdinando. e che ftabili~ce
L' ~ituto AcclldemictJ L' !Jlituto pratico
~" concbiujioM
-
628
GLI lSTITlTTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI "'EGLl STATI PREUNITARI
BRRORI E CORREZIONI Errori ContrarondtJ 1~22 .11.6. l· 24. tit. obbligo del Sot· tobrigadiere f .26.v. I 5. concediamo a'Sottobrigadieri f.6I .v.8. parimante p.82.v.12. compagnia p.83.v.22. oltre dell'obbligo p.87.V.14. e le quali
Correzioni OJntrarrondtl obbligo de' Sottobrigadieri concediamo loro
1·94·'U.t· Brigadiere p.103.v.8. E' morendo p.I S7·V.l )• dilaggi p. x6o.v.2 I. che gli fpetta
Brigadieri
p.2o8.v. 14. della foluzione
parimente compagnie oltre all'obbligo le quali E moreudo difagi che loro fpetta daJla foluzione
Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti di una unità e delle pagine relative
AGGIUNTE E VARIANTI AL TOMO U
629
"Della Costituzione" 5 "Costituzione" " "3 18 Ogni Uffiziale, Soldato, o Individuo de' detti Corpi soppressi continuerà il suo servizio, e le sue incombenze, e conseguir lo stesso soldo, che attualmente gode, fintantocchè non si determini la situazione di ciascuno nel Corpo Reale, o non gli si dia altra uscita.
1088
4 Il Corpo Reale sarà composto di due Reggimenti, una Compagnia di Artefici, e di un numero di Uffiziali, fissati ne' seguenti articoli.
9 De' due Reggimenti del Corpo Reale, l'uno si chiamerà Reggimento del Re Artiglieria, e l'altro Regina Artiglieria. [... ] Ogni Reggimento sarà diviso in due Battaglioni, ciascuno composto di nove Compagnie di Artiglieri, e di uno di Minatori in tempo di Guerra; e in tempo di pace di otto Compagnie di Artiglieri, e di una di Minatori Zappa tori. Ogni Battaglione si dividerà in due Brigate, ognuna delle quali verrà composta di quattro Compagnie di Artiglieri, e le due Compagnie di Minatori formeranno in tempo di pace una mezza Brigata intiera compresovi l'aumento delle due Compagnie di Artiglieri. 1090
2 "teorie" 18 "ed un" 22 ,,
"Teorie" "ed un '" 77
L'uniforme degli Uffiziali, e de' Soldati del Corpo Reale consisterà in Giamberga, Giamberghino, e calzoni di panno Blù con fodera, pistagna, mostre, e cordoncino rosso, intendendosi, che sia di scarlatto per gli Uffiziali, e di panno rosso pe' Soldati. Le tasche saranno colla patta a traverso guarnite di tre bottoni grossi. La Giamberga sarà guarnita di dieci bottoni grossi, e tre per parte in ciascuna delle colonne. Le maniche saranno tagliate alla granatiera e guarnite di tre bottoni piccioli con due simili alle spallette, ed una al cappello . I calzoni avranno quattordici bottoni piccoli, e tre grossi, e la sottoveste ne avrà venti piccioli. Le bottoniere saranno di color d'oro simili al modello, che si usa ora nel Reggimento di Artiglieria.
630
OLI ISTIT\JT! DI EDUCAZIONE l! DI FORMAZIONE PER UFFlCIAU NEGLI STATI PREUNITAR I
Si permetteranno le sottovesti, e calzoni bianchi in tempo d ' Està . ... Gli Volontarj nobili porteranno al Collaro ed alla Giamberga un gallone d'oro .... Gli Distintivi de' vari gradi saranno [... ] pe' Cadetti una spalletta d'Alfiere orlata d ' un cordoncino di seta rossa. " 24 "Del Servizio di "Deli' Amministrazione di tutt'i conti, Amministrazione" ed interessi relativi alle Truppe" 1091 24 "Tenenti , o i Cadetti" "Tenenti, e i Cadetti"
35 ".
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"5
Ogni Professore formerà il piano dell'Istruzione: da lui già indicata conveniente a praticarsi ne l principio dell'anno, e lo comunicherà anticipatamente al Comandante della Scuola, affinchè questi possa accennargli gli oggetti, che con maggiore particolarità si debbano prendere di mira, ed a misura che giudicherà, che questi diversi punti d ' Istruzioni risultino più convenienti al bisogno degli Uffiziali, e al nostro Real Servizio, il Professore nel trattarli dovrà impiegare una cura maggiore. 6
Sarà in piena libertà il Comandante della Scuola di cambiare le ore, in cui dovrà tenersi il genere delle istruzioni , essendo obbligo di ogni Professore d'impiegarsi per tal 'effetto tre, o quattro ore al giorno. Appartenerà altresì al Comandante di determinare a che ore la scuola si debba incominciare, interrompere, darvi di nuovo principio, e terminare. 7 Sarà particolar cura de' Professori di farsi, che le loro lezioni teoriche succedono il più spesso, che sia possibile a tutte le applicazioni, che potranno farsi alla pratica, ed insistere essenzialmente sopra le medesime." 1092
IO " .. . . . . . . . .
12 l Capitani Presidenti delle Scuole teoriche della mattina invigileranno anche a quelle del giorno, restando a loro carico di rendere conto al Comandante delle scuole del progresso di ciasched 'un Uffiziale." 22 " . o
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16 Quando l' Ispettore passerà la rivista, ogni Tenente, e Cadetto del Corpo Rea le, sarà obbligato di presentargli due di segni di diversa
AOGI UNTE E VARIANTI AL TOMO D
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specie, firmati di sua mano, e accompagnati da un Certificato del Professore corrispondente, che assicuri essere loro travaglio. Se l 'Ispettore lo giudicherà conveniente, potrà disporre, che nella Scuola si occ upino a disegnare oggetti, eh ' Egli stesso additerà a tenore della scala da determinarsi da lui a pieno suo arbitrio; e nel caso che i detti disegni sieno tali, che possano esser utili a servir di norma per formare a poco a poco una collezione da inventariarsi, rimarranno per uso della Scuola, restando sotto la custodia del Professore per servirsene nel bisogno." 1093 36 " . . . . . . . . . ." "22 Gli Uffiziali Superiori de' Reggimenti del Corpo Reale quanto più spesso sarà possibile interverranno a tutte le differenti [struzioni per iscorgere il progresso de' loro Subaltemi, ed osservando ne le disposizioni, e i talenti, impiegarli nelle occasioni di maggior profitto." 1094
18 " . . . . . . . . . .
28 L'Ispettore farà ogni anno coli 'assistenza de' Professori l'esame de' Tenenti, e de' Cadetti del Corpo Reale, e ne ragguaglierà il Ministro della Guerra. . . . . . . .'' ''6 1095 6 lo ogni istruzione pratica non saranno impiegate, che due, o tre ufficiali al più per ciascheduno degli oggetti, che la compongono, e quei del Battaglione di Scuola, che superino il numero necessario, saranno principalmente impiegati nel prender piante, gli uni coli 'ajuto del grafometro; gli altri colla planceua, e colla bussola, occupati nelle livellazioni."
1098
35 " . . . . . . . . . . ." "26
Alle applicazioni, a cui secondo viene prescritto negli articoli precedenti, dee esser tenuto qualunque Uffiziale del Corpo Reale debbano unirsi altresì quelle della formazione de' progetti. 11 Comandante della Scuola impiegherà la migliore diligenza a fargliene fare, estendendoli a tutti quegli oggetti, ne' gli attcsata natura delle loro funzioni possano essere impiegati, e negli ordini, che darà loro su tali assunti, userà di tutta la possibile varietà, senza uscire esso, né permettere loro di uscire dai limiti delle funzioni, alle quali sono destinati.
632
1099
GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI
l
Inserire il nuovo
"Documento N. 13
Regolamento per le Scuole Teoriche della Reale Artiglieria, e del Real Corpo del Genio" l. La Scuola teorica della Reale Artiglieria, e del Real Corpo del Genio si farà in tutti i giorni, che non sieno festivi, di quei mesi de li 'anno, in cui i riferiti Corpi non sieno impiegati nella Scuola pratica. 2. La Scuola teorica sarà formata dalle seguenti Cattedre cioè Di Matematica Di Chimica, e Mineralogia Di Fisica sperimentale Di Artiglieria teorica Di Architettura civile, ed Idraulica Fortificazione, e guerra sotterranea Di Disegno. 3. Nella Cattedra di Matematica vi saranno due Professori, per potersi impiegare in due classi diverse, in cui secondo la capacità saranno divisi gli Aspiranti, e Tenenti. Si terranno queste Cattedre la mattina dalle otto alle dieci di Spagna. 4. Per la C himica vi sarà un solo Professore, che farà le sue lezioni dalle dieci alle undici, destinando egl i i giorni in cui farà le sperienze nel laboratorio chimico, che a tal uopo dovrà essere fornito da' fondi della Scuola di tutti gli strumemi, ed utensili nccessarj. 5. La Cattedra di Fisica sperimentale si terrà da un solo Professore, dalle undici alle dodici, destinando i dal Professore i giorni per le sperienze di farsi colle macchine, e strumenti di cui la Scuola dovrà esser fornita. 6. Le Cattedre di Artiglieria Teorica, e di Architettura civile, ed Idraulica, di fortificazione, e guerra sotterranea, saranno pomeridiane, e dovranno tenersi in ciascun giorno di Scuola lo spazio di un' ora, e mezza ciascheduna. 7. Le sopracitate lezioni si faranno per quattro giorni della settimana. Negli altri due giorni si farà, cosi la mattina, che il dopo pranzo la Scuola di disegno. Accadendo delle feste si toglierà un giorno dalle lezioni del disegno, ma non mai dalle lezioni di Scienze. 8. La Scuola di disegno si dividerà in disegno di figura, di Artiglieria, e di Architettura civile e militare.
AOCIUNTE E VARIANTI AL TOMO Il
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Ne' due giorni della settimana destinati al disegno, i Tenenti, e gli Aspiranti assisteranno detta Scuola per lo spazio di due ore la mattina, e di due ore il dopo pranzo, essendo per altro libero ad essi di potervi rimanere a disegnare per queU 'altro tempo, che lor piaccia. 9. Tutto ciò, che occorra pel disegno sarà somministrato dalla Scuola, ad eccezione de' lapis, penne, e pennelli di cui ognuno dovrà provvedersi da se. Gli Aspiranti ne saranno provveduti dal proprio Comandante sulla loro cassa di economia. I rispettivi Maestri di disegno dovranno conservare i generi necessari pel disegno, e dar conto del consumo al Consiglio di Amministrazione de li ' Arsenale, con documenti visati dal Comandante della Scuola. l O. Il Di.rettor Generale stabilirà i trattati da spiegarsi nelle varie Cattedre, e qualora si debbano comporre nuovi trattati , dovranno pria di stamparsi essere approvarti dal Direttor Generale medesimo, il quale insieme co' Professori baderà, che di tutte le teorie, che si impiegheranno se ne additi l'applicazione alle pratiche del mestiere. Il. Ogni mese si faranno gli esami de' Tenenti, e degli Aspiranti , da 'rispettivi Professori, alla presenza di tre Ufiziali superiori, che il Direttor Generale destinerà volta per volta, ed i quali potranno ancor essi esaminare i detti Ufiziali, ed Aspiranti. I loro rapporti si conserveranno riservatamente dal Direttor Generale. Alla fine dell'anno scolastico il Direttor Generale farà fare un esame generale sopra tutte le Scienze, che ciascuno abbia studiato in quell'anno, e formando una Giunta composta da lui come Presidente, e di sei Ufiziali superiori di Artiglieria, e del Genio, interverrà coJia medesima al detto esame, e stabilirà le caratteristiche di ciascun Tenente, ed Aspirante, per tenerne conto nelle occasioni di doversi fare delle promozioni. 12. Per turno di servizio saranno nominati un Capitano Comandante e due Capitan Tenente, per assistere a tutte le Scuole, ed invigilare che vi si mantenga il buon ordine, e la dovuta decenza. A questo medesimo fine non lascierà .di assistere almeno uno degli Ufiziali addetti alla cura degli Aspiranti. Il Capitan Comandante dovrà ogni sera far rapporto al Direttor Generale di que' Tenenti, o Aspiranti, che siano mancanti, e di quelle novità che sieno occorse. 13. L'obbligo che hanno tutti i Tenenti di assistere alle Scuole teoriche
non deve esentarli dal prestare il servizio, che loro spetti. Allorché per qualche lezione, ed avessero bisogno di sentire la spiega dal Professore questo sarà obbligato di farla ad essi separatamente.
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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREUNITARI
14. I Professori di disegno saranno obbligati di formare un Corpo completo di Piante, Spaccati, e Profili, di tutte le macchine per servizio dell'Artiglieria come ancora i disegni relativi alla fortificazione, ed all'Architettura civile, Militare, ed Idraulica, affinchè possa venh di modello agli Ufiziali, ed Aspiranti. Il Professore del disegno di fi gura sarà ugualmente tenuto a formare una raccolta di figure, ornati, e paesaggi, da servir di studio per la maggiore intelligenza delle regole del disegno, e per levar con proprietà le Piante topografiche, e Militari, e le vedute de' Paesi. I Professori avranno la cura di mantener queste collezioni, che formeranno la dote della Scuola di disegno. 15. Rispettivi Professori avranno il carico della distribuzione delle righe, delli squadri, delle carte, de' colori, e di tutto ciò che sarà necessario per la Scuola. Saranno risponsabili al Consiglio di Amministrazione dell'Arsenale di tutt'i generi, che prendano per detta Scuola, regolandosi circa gl' Inventari, e stati d'introito, e debito de' suddetti generi, nella guisa medesima, che si pratica per quelli di Artiglieria. 16. Ogni Ufiziale, ed Aspirante avrà un tiratoio nella Scuola del disegno, numerato, e chiuso a chiave, per riporsi tutte le carte, e strumenti ricevuti pel disegno, ed i rispettivi Professori a tenor, che ne faranno la distribuzione, ne passeranno la nota ne' registri, che ne faranno la distribuzione, ne passeranno la nota ne' registri, che terranno a tal uopo, segnalandoli alla margine colla parola ricevuto, e colla firma di colui a cui li abbiano consegnati, affinchè gli utensili, come righe, e squadre, che si diano e consegnino agli UfiziaJi, ed Aspiranti, sieno rimpiazzati a loro spese, nel caso, che li perdessero. 17. In ogni anno da ciascun Tenente, ed Aspirante, nel tempo della rivista d' ispezione generale si presenteranno al Direttore Generale due disegni di diversa specie firmati di propria mano di chi li abbia fatti e dal Professore, sotto di cui abbia studiato nella Scuola di disegno, si dovranno provvedere a mantenere tutt' i modelli necessarj, cosi pel disegno della figura, come per quello di Architettura civile, e Militare. l 8. Nella Scuola teorica de' Corpi facoltativi sarà permesso che vi frequenti qualunque individuo Militare, o pagano, che desideri studiare, per poter meritare di essere scelto per Aspirante. Tali individui però dovranno essere muniti di un permesso per iscritto del Direttor Generale, il quale non dovrà darlo, che a persona di buoni natali, ottimi costumi, di talenti distinti, e che promettono gran progressi nelle
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AGGIVNTE E VARIANTI AL TOMO U
scienze, e nella milizia. I suddetti individui mentre frequentino la Scuola, dovranno mantenere la più esatta buona condotta, e lor sarà interdetta la Scuola quando diano al Direttor Generale de' motivi di doglianza, cosi riguardo a' costumi , che al poco profitto. l
19. Allorchè un Tenente abbia fatto tali progressi, che il Direttor Generale giudichi non aver il medesimo verun bisogno di frequentar la Scuola teorica, e che ciò sarebbe pel medesimo una vera perdita di tempo, che utilmente impiegherebbe il real Servizo, potrà detto Direttor Generale dispensarlo dalla Scuola teorica, obbligandolo però ad intervenire alle conferenze de' Maggiori, e de' Capitani. 20. Nell'ordinanza della Reale Artiglieria sarà distintamente prescritto tutto ciò, che riguarda alle suddette conferenze de' Maggiori, e de' Capitani. Intanto il Direttor Generale potrà provvisionalmente far per le medesime, tutti quei regolamenti, che stim i convenienti, come altresì per la Scuola de' misti, e per le Scuole teoriche degli Artiglieri, Artefici, Pontonieri, Zappatori, Pionieri, e Minatori. 21. Sua Maestà destina per primo Professore di Matematica il Sacerdote Don Gennaro de Conciliis, delle di cui profonde cognizioni, ed ottima morale, si hanno sicure pruove, accordandogli l'onorario di venticinque ducati al mese, e per secondo Professore di Matematica il Padre Don Gennaro Minzele lettore di questa Scienza nelle Scuole Pie, e soggetto noto per la sua condotta, e per le opere da lui pubblicate. Egli avrà venti ducati il mese. 22. Il Professor di Chimica sarà Don Salvatore Ronchi coll'onorario di venti ducati il mese. 23. Don Giuseppe Casselli, che attualmente è lettore nell'Accademia di Marina sarà Professore di Fisica sperimentale coli 'onorario di venti ducati il mese. 24. L'Artiglieria teorica sarà spiegata da un Ufiziale di Artiglieria, da scegliersi dal Direttor Generale, tra quelli che si stimi più idonei a tal disimpegno, e il quale goderà durante quest' incarico la gratificazione di dieci ducati il mese. 25. Don Francesco Bonelli spiegherà l'Architettura civile, ed idraulica, la fortificazione, e la guerra sotterranea, ed avrà oltre la sua paga attuale, la gratificazione di quindici ducati il mese , durante quest'incarico, ch 'eserciterà finchè il Direttor Generale lo stimi conveniente, e senza lasciare l 'esercizio delle altre sue incombenze.
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GLI ISTITUTI O! EDUCAZIONE E O! FORMAZIONE PER UFF!C!All NEGLI STATI PREUN!TAR!
26. Finalmente nella Scuola di disegno sarà Maestro del disegno di figura Don Carlo Borrelli, colla gratificazione di dieci ducati il mese. Di quello dell ' Architettura civile, e militare Don Gio Batta Panes (' Pacces'), colla gratificazione di dieci ducati il mese, durante questo incarico, e di quello dell'Artiglieria altro Ufiziale, che destinerà il Direttor Generale, e che goderà la stessa gratificazione mensuale di dieci ducati. 27. Siccome nell'Articolo 60 del Capitolo l 0 dell'ordinanza del dismesso Corpo Reale fu prescritto, che per non farsi mancare alle Scuole teoriche di Artiglieria i mezzi opportuni per conseguire la necessaria istruzione in ogni sua parte si dovesse stabilire un fondo annuale per le spese delle medesime, e pe' soldi de' Professori, cosi non essendosi si nora ciò eseguito, sarà fi ssata per quest' oggetto la somma di ducati dugento il mese, de' quali centoquaranta serviranno per gli onorarj, e per le gratificazioni de' Professori, nel modo sopracennato, e sessanta serviranno per le spese giornaliere delle Scuole teoriche, e per provvederle di macchine, modelli , strumenti , e d'altro che sia bisognevole. 28. Questa somma sarà puntualmente pagata alla fine di ogni mese, dal fondo del Ramo Militare al Consiglio di Amministrazione dell' Arsenale, il quale ne terrà conto separato, non facendo verun esito se non in virtù di ordini del Direttor Generale, cui alla fine di ogni mese darà il bilancio delle spese erogate per lo indicato oggetto. 29. Finalmente si faranno note con altro Reale Dispaccio le Sovrane risoluzioni circa le Scuole pratiche della Reale Artiglieria, e del Real Corpo del Genio. Sua Maestà per Segreteria di Stato, e Guerra ba approvato questo regolamento, ed ha ordinato che si mandi ad effetto da chi convenga. Napoli 13 luglio 1801 Gio Batta Colajanni."
Variare conseguentemente la numerazione progressiva degli altri Documenti di tre unità e delle pagine relative
FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI APRILE 2001