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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI VOL I

Page 1

STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO Ufficio Storico

VITTORIO LESCHI

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI TOMO I

Roma 1994 STAB ILIMEN TO GRAFICO MILITARE G AETA


1994 © copyright UFFICIO STORICO DELL 'ESERCITO


PRESENTAZIONE Questa opera si inquadra nell'ampio filone relativo alle Istituzioni militari e vede la luce in virttì dì un ampliamento e di una diversificazione dei settori di interesse documentale che caratteriz:a sempre più marcamente la produzione editoriale dell'Ufficio Storico. La ricostruzione storica, portata a compimento dall'autore con cerrosina pa:ien:a, tratteggia la nascita e /'evoluzione degli Istituti di educa:ione e di forma:ione per gli ufficiali dei vari Stati italici sino al raggiungimento dell'unità nazionale, con l'eccezione della Repubblica di Genova. Essa colma. anche se non in misura esaustiva, un vuoto documentale nel panorama storiografico della realtà militare: quello appunto degli istituti di formazione dei Quadri. La ricerca Storica, ancorchè incompleta e pur tuttavia notevole per l' ampie:za del periodo storico ed il numero di stati considerati, non poteva avere che un carattere essenziale, prendendo in esame soltanto alcuni aspetti dei vari istituti. anche se estremamente significativi. Tale ricostruzione, che data la limitata esisten:a di studi precedenti sia a carattere generale sia di interesse particolare, è certamente suscettibile dì approfondimemi ma è senza dubbio caratterizzata e sorretta dalla certezza della documentazione di archivio, talvolta anche in discordanza con quanto affermato da altri autori. Ad integrazione e a completamento degli stra/ci riportati nel testo, il secondo tomo raccoglie i documemi pià importami, che hanno tracciato le vie maestre delle varie scuole, dando così a/lettore la possibilità di consultarli con immediatezza per una migliore e più approfondita conoscema degli argomenti. L'impostazione dell'opera rispecchia sostamialmente lo spirito muratoriano: lo storico si dichiarava pago di "conoscere come sono andate le cose" attraverso la lettura dei documenti d'archivio e delle notizie desunte da fonti coeve, senza tentare di pervenire a sintesi interpretati ve dall'esame dei fatti. L'autore, infatti, con la sua opera non si è prefisso/' obieuivo di valutare criticamente la storia degli istituti dì educazione e di formazione per Ufficiali, ma ha perseguito soltanto lo scopo di illustrare le vicissitudini nell' arco della loro esistenza. Il Capo Ufficio Storico (Col. a.s. SM Stefano ROMA O)


..


AVVERTENZE Per una migliore consultazione e lettura il libro è stato articolato in due tomi: il testo, corredato di quattro appendici, e i documenti. Le abbreviazioni che compaiono ne l testo dei documenti originali sono state sciolte. Le congiunzioni sono seguite dalla lettera d solo nel caso di parole omofone; esempio: e avevamo, ed eccezionalmente; o altrimenti, od omettendo. t

l

Gli stralci dei documenti o delle lettere oppure i testi integrali compresi tra virgolette riportano fedelmente l'originale, compresi la punteggiatura, gli errori di ortografia e l' uso delle lettere maiuscole.

Abbrevia:ioni dei documenti d'archivio: addizione busta

add. b.

capitolo

cap.

cartella codice collocazione dispensa documento fascio fùza

ca r. cod.

fascicolo foglio incartamento inserto inventario legajo manoscrirto mazzo miscellanea opuscolo

col. disp. doc. fs.

fi. fase. f. in c. ins. in v. le g. ms. ma. mise. opusc.


X

Gl, l ISTITUTI 0 1 EDUCAL.IONE E DI FORM AZIONE PER UFFICIALI NLGLI STATI PR EUt-.'ITARI

registro rubrica titolo tomo serie sezione supplemento

re g. r.

ti. t o. se.

sz. suppl.

Abhrevazioni delle fonti documentarie: Archivio Segreto Apostolico Vaticano

ASAV

Archivio di Stato di Cagliari

ASC

Archivio di Stato di Firenze

ASF

Archivio di Stato di Milano

ASMl

Archivio di Stato di Modena

ASMO

Archivio di Stato di Napolì

ASN

Archivio di Stato di Padova

ASPD

Archivio di Stato di Parma

ASPR

Archivio di Stato di Roma

ASR

Archivio di Stato di Torino

AST

Archivio di Stato di Venezia

ASV

Archivio storico della Fondazione Collegio S. Carlo di Modena ACSC Archivo Generai de Simancas Valladolid

AGS

Biblioteca Apostolica Vaticana

BAV

Biblioteca Comunale di Verona

BCV

Biblioteca del Collegio Militare di Napoli

BCM

Biblioteca dell'Accademia Militare di Modena

BAM

Biblioteca della Scuola di Applicazione di Torino

BSA

Biblioteca dello Stato Maggiore Esercito

BSME

Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma

BSR

Biblioteca Estense e Universitaria di Modena

BEUM

Biblioteca Marucelliana di Fi renze

BMF

Biblioteca Nazionale di Napoli

BNN

Biblioteca Nazionale di Torino

BNT

Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia

BNMV

Biblioteca Patatina di Parma Biblioteca Reale di Torino

BPP BRT


Xl

AVVERTE!'IZE

Estremi delle awori::a:ioni alla pubblica: ione: Archivio Segreto Apos10lico Vaticano Archivio di Stato di Cagliari Archivio di Stato di Firenze Archivio di Stato di Milano Archivio di Stato di Modena Archivio di Stato di Napoli Archivio di Stato di Padova Archivio di Stato di Parma Archivio di Stato di Roma Archivio di Stato di Torino Archivio di Stato di Venezia Archivio storico della Fondazione Collegio S. Carlo di Modena Archivo Generai de Simancas Valladolid Biblioteca Apostolica Vaticana Biblioteca Comunale di Verona Biblioteca del!' Accademia Militare Biblioteca della Scuola di ApplicaL.ione Biblioteca Estense e Unjversitaria di Modena Biblioteca Nazionale di Napoli Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia Biblioteca Patatina di Parma Biblioteca Reale di Torino

Pro t. N. 24. 684

data l 0.07. l 993

l 983/TX.4.2

18.06.1993

4248/X.I

28.07. 1993

4174/ IXA.I

17.06.1993

4320{V.9

l 1.10.1993

5892/XI/CR/Vl-111. 1

5.02.1994

2862/X/ 1

12.10.1993

1612/V.9.3

4.06.1993

4009/X.I

12.06.1 993

4666/1X.4.1

23.06.1993

4861/V.9

22.06.1993

458.5

18.10.1993

44

14.01.1994

223/P

9.06.1993

1690/VI-2

20.12.1993

31/03/Sg.

2.06. 1993

3/2248/3 12

8.07.1993

BE 804-BU 243

15.06.1993

5105/IX

16.06.1993

1774/XC

8.06.1993

1594

31.05.1993

812/61

02.07.1993

l documenti archivistici utilizzati sono evidenziati nel testo e la loro collocazione preci ata a piè pagina: sono inoltre riepilogati nelle Fon ti bibliografiche e documentarie alla voce dei singoli Archivi di Stato e delle Biblioteche, unitamente alla indic1zione delle buste, cartelle, fasci, filze, fondi, manoscriui, mazzi , raccolte e registri consultati. Le riproduzioni dei documenti riportate nel tomo T (testo) e nel tomo II (allegati) sono state eseguite dalle sezioni fotoriproduzioni degli Enti possessori.


INDICE GENERALE TOMO I

INDICE DEL TESTO PRESENTAZIONE ........................... .................................................. .

pag.

III

RINGRAZIAMENTI ....................... .

VII

A YVERTENZE .......... .................................... .......................................

IX

INDICE ..................................................................................................... .

XIII

INTRODUZIONE .................... .................. .............................................

3

CAPITOLO I

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE MILITARE ACCADEMIA (1678-1860) l. Le Istituzioni militari del Pjemonte .............................................

13

2. L ' Accademia Reale ....................................................... .................... - Il nuovo Collegio de' Nobili o Regio Collegio detto di Savoia .................................................... ................................ .......... - L'Accademia Reale o Cavallerizza Reale............................. - La riforma del 1730 ....... .............................................................. - Le modifiche al Regolamento del 1769 ................................ - Le modifiche al Regolamento del 1778 ...............................

18

3. La Reale Accademia Militare o Regia Militare Accademia - La riforma del 1839 ..................................................................... - Le modifiche al Regolamento del 1842 ................................ - Le modifiche all'indomani della prima guerra d 'indipendenza ......................... !'.......................................................................

20 22 29 39 43 48 61 71 79

4. Il reclutamento sussidiario degli ufficiali per le Armi comuni e dotte ............. ........................................ ...............................................

85

5. Le norme provvisorie del 1857 e le modifiche successive

91


XIV

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIQ!I.E E DI FORMAZIO'<E PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUI'ITARJ

CAPITOLO II

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (l 739- 1861 ) l. La formazione degli ufficiali dei Corpi di Artiglieria e degli

Ingegne ri ...............................................................................................

l 05

2. Le Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione ......................................................................................

lll

- La Scuola per la teorica pratica dei cannonieri, bombisti e minatori -L'Accademia d'Artiglieria ............................... - Le Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria - Le Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione - la riforma del 17 55 .................................... 3. Le Regie Scuole teoriche di Artiglieria e Fortificazione e le Regie Scuole Teoriche e pratiche di Artiglie ria e Fortificazione del I815 ............................................................................ - Le Regie Scuole Teoriche, d ' Artiglieria e Fortificazione - La riforma contingente del 1793 ............................................ - Le Regie Scuole teoric he di Artiglieria e Fortificazione di Cagliari ................................................................................. - Le Regie Scuole teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione del 1815 .....................................................................

112 l 13 122

127 127 l 42 144 146

4. La Scuola di Applicazione per gli ufficiali del Genio e la Scuola Teorica di Applicazione ad uso degli ufficiali del Corpo Reale di Artiglieria .................................. .................................... - La Scuola di Applicazione per gli ufficiali del Genio .... - La Scuola Teorica di Applicazione ad uso degli ufficiali del Corpo Reale di Artiglieria .................................................

149 149

5. La Scuola Complementare di Sperimento, la Scuola di Applicazione per le Armi dotte e la Scuola Complementare per gli ufficiali d'Artiglieria e Genio .................................................. - La Scuola Complememare di Sperimento ........................... - La Scuola di Applicazione per le Armi dotte ..................... - La Scuola Complementare per gli ufficiali d ' Artiglieria e Genio ............................................................................................

155 155 157

151

161

l


INDICE

xv

CAPITOLO III

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA l. Le Istituzioni militari della Serenissima ....................................

167

2. L' Accademia Delia .......................................................... ...............

171

3. L'Accademia de' Nobili alla Giudecca, il Collegio de' Nobili di Padova e il Collegio de' Nobili di S. Zeno in monte - L'Accademia de ' Nobili alla Giudecca ................................ - Il Collegio de' Nobili di Padova e il Collegio de' Nobili di S. Zeno in monte ........ ................................... .........................

175 176 180

4. I Cadetti della Truppa, i Collegi dei Cadetti di Zara e di Corfù - Il Collegio dei Cadetti di Zara o Scola Militare di Zara - Il Collegio dei Cadetti dì Corfù .................................... .........

183 186 188

5. Il Militar Collegio di Verona ............................................. - La nuova terminazione statutaria del Collegio del 1765 - La riforma del 1777 .................................................................... - La riforma del 1785 e le successive modifiche .................

189 200 2l0 217

CAPITOLO I V

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA, ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA l. Le Istituzioni militari nel periodo napoleonico ................ :......

229

2. Il Collegio Reale degli Orf~ni militari ........................................

232

3. La Regia Scuola Militare di Pavia ............................................... - Il secondo periodo di vita della Scuola Militare e il suo sviluppo ...........................................................................................

235 249

4. La Scuola Nazionale o Militare del Genio e dell'Artiglieria e la Reale Scuola Militare d'Artiglieria e del Genio .............

260

- La Scuola Nazionale o Militare del Genio e dell' Artiglieria ............................................................................................... - La Scuola Militare d'Artiglieria e Genio ............................. - La Reale Scuola Militare d'Artiglieria e Genio ................

260 274 288


XVI

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE F DI FORMAZIONE PER UFI-lCIALI NEGLI STATI PREUNITARI

5. Il Progetto per l'istruzione elementare degli Uffiziali d'ogni Arma, la Scuola teorico-pratica di Artiglieria del Poligono, le Scuole di Equitazione militare e la Scuola di Veterinaria

297

- Il progetto per l'istruzione elementare degli ufficiali di ogni Arma ....................................................................................... - La Scuola teorica-pratica di Artiglieria del Poligono ..... - Le Scuole di Equitazione militare .......................................... - La Scuola di Veterinaria ...........................................................

297 30 l 306 312

CAPrTOLO

v

GLI ISTIT UTI MILITARI Dr EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA, REGGIO E MIRANDOLA l. Le Istituzioni militari estensi.........................................................

319

2. li Collegio de· Nobili o di S. Carlo .............................................

320

3. L 'Accademia e Conferenza di Architettura Militare ..............

327

4. L'Accademia Nobile Militare Estense (1821-1848) ..............

330

5. L ' Istituto dei Cadetti Matematici Pionieri (1824- 1848) .......

339

6. La Scuola Militare dei Cadetti ( 1835-1855) .............................

344

7. L'Accademia Militare Estense ( 1852- 1859) .............................

346

8 Le origini della Scuola Militare di Modena ...............................

358

CAPITOLO VI

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA , PIACENZA E GUASTALLA l. Le Istituzioni militari parmensi .....................................................

367

2. Il Collegio de' Nobili convittori di Parma ................;......... ..... - L'Accademia degli scelti ..........................................................

368 373

- La riforma del marchese Guglielmo Du Tillot e le successive ............................................................................................... - Il Collegio dei Nobili dopo la Restaurazione .....................

376 380


IN"DICE

3. Il reclutamento degli ufficiali, la Scuola Militare e la Regia Scuola Militare ................................................................................... - La Scuola Militare ...................................................................... - La Regia Scuola Militare .......................................................... - Il riordinamento della Regia Scuola Militare .....................

XVII

381 382 384 386

CAPITOLO VO

GLI ISTITUTI MILITAR I DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA l. Le Istituzioni militari del Granducato ........................................

395

2. Il Collegio de' Nobili di Siena e l'Accademia de' Nobili di Firenze ........................................................................................... - Il Collegio de' Nobili di Siena ............................................... - L'Accademia de' Nobili di Firenze ......................................

398 398 399

3. L 'istituzione dei Cadetti .................................................................. - L'Istituto de' Cadetti del Reggimento Reale di Toscana

400 401

4. La Scuola del Rea! Corpo d ' Artiglieria, la Scuola di Architettura Militare e la Scuola dei Reali Cadetti nelle Regie truppe del Granducato ..................................................................... - La Scuola del Real Corpo d'Artiglieria e la Scuola di Architettura Militare ......................................................................... - I Cadetti dei vari Corpi di Truppa ......................................... - La Scuola dei Reali Cadetti ..................................................... 5. Il Liceo Militare Arciduca Ferdinando e il Regio Liceo Militare - Il Liceo Militare Arciduca Ferdinando ................................ - TI Regio Liceo Militare ..............................................................

405 405 406 406 411 411 420

CAPITOLO VIU

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO l. Le Istituzioni militari pontificie ...................................................

429

2. I Cadetti delle armi di linea ........................................................... - La Compagnia dei Cadetti pontifici ......................................

433 435


XYfll

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STAT I PREUN ITARI

3. Le Scuole di Artiglieria e del Genio ........................................... - La Scuola dei Cadetti del Genio ............................................ - La Scuola dei Cadetti di Artiglieria ......................................

446 447 45 l

- L ' Accademia esperimentale dei Cadetti del Corpo del Genio e d eli' Artiglieria ............................... ...... ....................... - La Scuola speciale o pratica di Artiglieria .........................

454 456

4. L ' Istituto per i Cadetti delle truppe pontificie ......................... - Le modifiche del 1858 e le successive .................................

460 465

CAPITOLO IX

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE l. Le Istituzioni militari del Regno delle due Sicilie

471

2. Le origini della Reale Accademia Militare ....... ....... ............... - Le Accademie di Artiglieria e degli Ingegneri .................. - La Rea l Brigada dei Cadetti di Artiglieria ........ ................. - La Reale Accademia Militare .............. ...................................

476 477 482 484

3. Il Battaglione Rea! Ferdinando e la Reale Accademia del Battaglione Real Ferdinando ......................................................... - Il Battaglione Rea! Ferdinando ........... .......................... ........

49 1 492

- lncorporazione della Reale Accademia nel Battaglione Rea! Ferdinando ........................... ...... ......................................... - La Reale Accademia Militare del Battaglione Real Ferdinando .............. ...............................................................................

500 508

4. Il Collegio de ' Nobili , il Regal Collegio della Nunziatella o Regale Accademia, il Real Convitto Fernandiano o Ferdinandiano ................................................. ................................... - Il Regal Collegio della Nunziatella o Regale Accademia

520 520

5. La Regale o Reale Accademia Militare, il Real Convitto Militare, la Scuola Teorica e la Scuola Prattica ...................... - La Regale o Rea! Accademia Militare .................................

525 526

- Il Real Convitto Militare o Convitto di Orfani Militari e la Rea l Accademia Militare ...................................................... - La Scuola Teorica e la Scuola Prattica ................................

540 546


XIX

INDICE

6. La Scuola di Artiglieria e Genio, le Scuole Politecnico-Militari ..................................................................... .................... .............. . - La Scuola di Artiglieria e Genio ............................................ - Le Scuole Politecnico-Militari .............................................

552 556 560

7. La Scuola Reale Politecnica e Militare .................................. .. - La Scuola Reale Politecnica e Militare .................... .. ....... . - Le Scuole di Applicazione di Artiglieria e Genio ......... .. - Le Scuole Militari murattiane ............................................... .

568 568 577 578

8. Il Real Collegio Militare della Nunziatella

579

- TI Rea! Collegio Militare, la Reale Accademia Militare, le Scuole Militari .........................................................................

581

- Il Real Collegio Militare, la Scuola Militare e il Battaglione degli Allievi militari ...................................................... - La riforma del 1823 .......... ........................................................ - Le modifiche successive .. ................................................. ...... - Le Scuole di Applicazione di Artiglieria e Genio ............

587 594 599 609

CAPITOLO

x

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE l. Osservazioni di carattere generale ...............................................

- Evoluzione storico-politica ...................................................... - Evol uzionedell'artemilitare ......................................... ......... - Evoluzione delle scienze .... .................................................... .

617 618 621 624

2. Riflessioni sugli Istituti mil itari - Panorama educativo-scolastico civile e militare ..............

626 626

- Le peculiarietà dei principali Istituti militari di educazione e formativi ...................................... ..........................................

629


XX

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI S'fATI PREUNITARI

FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE - Fonti bibliografiche

643

- Fonti documentarie

651

APPENDICI Cartine storico-geografiche d ' Italia ................. .

661

- Quadro sinottico dei regnanti degli Stati preunitari italiani e dei principali Stati d 'Europa ........................................................

663

- Quadro sinottico delle Scuole militari per ufficiali negli Stati italiani ......................................................................................

665

- Sintesi storica essenziale dello sviluppo delle scienze fi s ico matematiche .....................................................................................

667


XXI

INDICE

TOMO II

INDICE ALLEGATI INDICE

pag.

Ili

CAP ITOLO I

DUCATO DI SAVOIA E REGNO DI SARDEGNA MILITARE

ACCADEMIA

doc.

Bando redatto in latino preannunciante l'apertura della Reale Accademia del l 0 settembre 1677 ..........

doc.

2 Nuovo stabilimento della Reale Accademia di Torino, che per informatione della Nobiltà degli Stati di Sua Altezza Reale, e della forestiera , che desiderasse frequentarla, ed esservi ricevu ta (28 settembre

doc. doc.

1685) ······················································································· 3 Regolamento per la Reale Accademia di Torino (13 ottobre 1697) ........................................................................

4

6

Notizie, od Istruzioni per quei, che vorranno esser ricevuti ne li ' Accademia Reale di Torino (7 settembre 1730) .......................................................................................

12

5 Istruzione a Voi, Cavalier Tana, Governatore della nos tra Reale Accademia per l'accertato Governo della Medesima (8 novembre 1730) ........ .............. ......

22

doc.

6

Istruzioni (20 novembre 17 30) ......................................

29

doc.

7 Stralcio di alcuni capitoli dalla Vira di Vittorio Alfieri scritta da esso ........ .............................................................

56

doc.

doc.

doc.

4

3

8

Regolamento per l'Accademia Reale di Torino ed istruzioni per coloro che vorranno esservi ammessi (l o novembre 1769) ......................................................... .

63

9 Regie Patenti portanti lo stabilimento in Torino di un convitto col titolo di Reale Accademia Militare (2 novembre 1815) .......................................................... ..

74


XXII

Cl.l ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI f0R \1AZIOXE PER UFFlC'IAI. I ''ECU STATI PRI!UI':ITARI

doc. 10 Stralcio della Regola della Reale Accademia Militare (2 novembre 1815) e della Disciplina delle persone e Disciplina delle cose (31 marzo 1816) ............. . doc. Il

85

Prospetto degli studi e degli esercizi della Regia Militare Accademia ( 1816) ................................................. .

92

doc. 12 Provvedimenti sovrani portanti alcune modificazioni all ' ordinamento della Regia Militare Accademia (4 maggio 1839) ................................................................ .

93

doc. 13 Istruzione dalla Guida dei Cadelli del Regio Esercito negli studi sopra i quali devono essere esaminati (5 luglio 1824) ................................................................

130

doc. 14 Norme provvisorie per l'ammissione nella Regia Militare Accademia ne li ' anno 1858 ..................................

134

doc. 15 Regolamento per l 'esecuzione del Reg io Decreto 13 marzo 1860, sull'ordinamento provvisorio della Regia Militare Accademia e dei Corsi suppletivi alla medesima .........................................................................

138

CA PITOLO II

REGNO DI SARDEGNA - SCUOLE D1 APPLICAZIONE doc.

Regolamento di ciò che si deve insegnare nelle Scuole per la teorica pratica dei cannonieri, bombisti c minatori (20 dicembre1726) .................................

147

2 Progetto del Commendatore Bertela per la Scuola Militare di fortificazione, e Ragionamenti sopra l' Architenura civile. e Disegno (6 aprile 1736) ...............

150

doc.

3 Stralcio da Tecnocrati militari e .scien:iati nel Piemonte dell'antico regime alle origini della Reale Accademia delle Scienze di Torino ..............................

159

doc.

4

Regio Yiglietto del 16 aprile 1739 c l'annesso Bilancio per le spese annuali delle Scuole di Artiglieria. e di Fortificazione, ed altre per una volta tanto state approvate da Sua Maestà .......................................

162

Regolamento da Sua Maestà prescritto pel Battaglione d'Artiglieria. e per le Scuole in esso instituite (16 aprile 1739) .............................................................

164

doc.

doc.

5


!N'DICE

doc.

XXIll

6 Addizione al Regolamento sulle Regie Scuole teoricheepratiched'Artiglieria(16luglio 1755) ............

175

7 Siste ma del Corpo dell'Artiglieria rimesso in mani di Sua Altezza Reale il Signore Duca di Yorck li 2 marzo 1764 ..........................................................................

187

doc.

8 Stralcio dell'Informazione rassegnata a Sua Maestà dal Direttore Generale delle Scuole d'Artiglieria D' Antonj, nella quale si descrivono i motivi dello Stabilimento di dette Scuole, le addizioni fatte in seguito al primiero Regolamento ( 17 ottobre 1776)

190

doc.

9 Osservazioni per combinare un corso d'Artiglieria ( 1777) .....................................................................................

194

doc. l O Disposizioni provvisionali per le Scuole teoriche d'Artiglieri a e Fortificazioni in dipendenza del Regio Viglietto delli 18 ottobre 1787 ...............................

202

doc.

doc. l t

Determinazioni di Sua Maestà relative al nuovo corso de ' studi d'Artiglieria e Fortificazione che si deve aprire a norma del Regio Vigliello del 20 dicembre 1792 ................................................................................

211

doc. 12 Disposizioni per gli insegnamenti cd instruzioni da farsi agli allievi del Corpo Reale d'Artiglieria (14 novembre 1793) ..................................................................

214

doc. 13

Regolamento per l' instruzione generale teorica, e pratica tanto degli uffiziali che dei bass'uffiziali e soldati del Corpo Reale d'Artiglieria (27 ottobre 1831)

2l9

doc. 14 Scomparto degli studi e programma delle materie d'esame per gli uffiziali che sono alla Scuola d'Applicazione per le armi dotte presso la Regia Militare Accademia (27 ottobre 183 L) ........................................

228

CAPITOLO III

REPUBBLICA DI VENEZIA doc. doc.

Matematiche disc ipline per uso della illustrissima Accademia Delia di Padova ( 1665) .............................

237

2 Deliberazioni relative alla costituzione del Collegio Militar di Verona (2 settembre 1758 e 3 marzo 1759)

242


XX[V GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOl'E PER I..FFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

doc.

3 Per la pubblica Scuola Militare di Verona solennemente aperta nel giorno 3 di settembre 1759 ............

245

doc.

4 Terminazione statutaria del Collegio Militare di Verona fatta estendere dali' Illustrissimo, ed Eccellentissimo Signor Marc'Antonio Priuli [0 Savio di TF. alla Scrittura uscito (28 novembre 1764 - 7 marzo 1765) - Libro de' Doveri per il Collegio Militare di Verona - Terminazione institutiva del Governatore del Collegio Militare di Verona ........................

259

doc.

5 Piano generale degli studj da farsi in un sessennio nel publico Collegio Militare di Verona e Lettere sulla riforma del Collegio Militare di Verona (1765)

294

6 Distribuzione delle Ore ne giorni di Studio per il corso Scolastico dcii' Anno nel Pubbli co Collegio Militare di Verona ( 1765) ......... ......................................

309

7 Parere scritto dal Lorgna in merito all'adozione di un Metodo per le promozioni nel Reggimento d'Artiglieria (2 settembre 1781) ............................................

31 O

8 Capitolo Il. Degli studi a' quali dovranno applicarsi gl'Ingegneri delle Istituzioni, Leggi, e Doveri del Corpo regolato degl'ingegneri Militari della Serenissima Repubblica di Venezia ( 1775 ) ........................

313

doc.

doc.

doc.

doc.

9

Leggi institutive e statutarie pel Collegio Militare di Verona rinnovate pel riaprimento delle Scuole nell'anno 1777 ......................................................

315

doc. 10 Articoli di provvidenze da aggiungersi alla Terminazione statutaria del Collegio Militare di Verona approvati dal Sovrano Decreto 6 dicembre 1777

359

doc. Il

Leggi del Collegio Militare di Verona esposte dal cav. Anton Mario Lorgna (3 marzo- 23 dicembre 1785) ....................................................................................

361

doc. 12 Progetto di riforma del Collegio Militare di. Verona (1789) .....................................................................................

424

doc. 13 Articoli di providenza da aggiungersi alle Leggi Statutarie del Collegio Militare di Verona inerenti al Sovrano Decreto 19 marzo 1791 ..................................

436


INDICE

xxv

CAPITOLO TV

REPUBBLICHE CISALPINA, ITALIANA E REGNO D' ITALIA doc.

Decreto di fondazione della Scuola Militare di Pavia (7 luglio 1805) .. .. .. . .. ... ..... ... ...... .. ... ..... ........ ... ... . .. .

doc.

2 Stralcio della lettera inviata dal comandante in secondo Rodriguez al governatore della Regia Scuola Militare di Pavia colonnello Psalidi (13 magg io

doc.

doc.

1806) ······················································································ 3 Regolamento Di ciplinare per i Signori Professori e Maestri della Regia Scuola Militare di Pavia tratto nella maggior parte dal Regolamento dell ' Imperiale Scuola Speziale di Fontainebleau .................................

443

447

453

Piano d'istruzione permanente per gli Allievi della Scuola Reale Militare di Pavia (10 febbraio 1807)

457

doc.

5 Regno d'Italia - Ministro de li ' Interno - Avviso del 20 marzo 1806 ....................................................................

463

doc.

6

Regno d'Italia- Ministero della Guerra- Avviso del 23 luglio 1808 .....................................................................

464

doc.

7

Allegato alla lettera inviata dal governatore Bidasio al ministro della guerra nel gennaio 18 l l - Istruzioni ........................................................................................

468

8 Decreto del 22 nevoso anno VI (11 gennaio l 798) preannunziante l'apertura della Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria ...................................................

48 l

9 Atto che sanzionava la costituzione del Corpo del Genio e l 'organizzazione della Scuola Militare del 23 ventoso anno VI ( 13 marzo 1798) ..........................

482

doc. IO Repubblica Cisalpina- Ministro della Guerra- Proclama del 3 me s idoro anno VI (21 giugno 1798)

487

doc.

doc.

4

doc. l l

Discorso recitato nel giorno della solenne apertura delle Scuole Militari per l 'Artiglieria e la Fortificazione (23 sette m brc 1798) ...............................................

488

doc. l 2 Repubblica Cisalpina - Legge del giorno l l germile anno VII ( l 0 apri le 1799) ................................................

502

doc. 13

Repubblica Cisalpina - Ministro della Guerra - Proclama del 24 termidoro anno IX (13 agosto 180 l )

503


XXVI Gl.l ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

doc. 14 Rapporto della Commissione delegata all'esame del Piano della Scuola Militare di Modena del 31 luglio 1802 ........................................................................................

504

doc. 15 Quadro sinottico comparativo tra il Piano proposto dal ministro della guerra e quello conforme alla Legge del 23 ventoso anno VI .......................................

517

doc. 16 Repubblica Italiana - Ministro della Guerra- Proclama del l 0 novembre 1802 anno I ............................

521

doc. 17 Repubblica Italiana - Vice Presidente - Legge del18 novembre 1803 anno II ....................................................

522

doc. 18

Repubblica Italiana - Dipartimento della Guerra Notificazione del 28 luglio 1804 anno III .................

523

doc. 19 Regno d' Italia- Ministero della Guerra- Notificazione del l O gennaio 1807 ...... ........................................

524

doc. 20 Regolamento concernente la formazione delle Scale parziali e loro risultante in cui collocare per ordine di Merito gli alunni ed allievi della Regia Scuola Militare di Modena (maggio 1807) ..............................

525

Regno d 'Italia- Ministero della Guerra- Notificazione del22 dicembre 1810 ...........................................

528

doc. 22 Regno d'Italia - Ministero deHa Guerra e MarinaNotificazione del 12 dicembre 1812 ............................

529

doc. 21

CAPITOLO V

DUCATO DI MODENA, REGGIO E MIRANDOLA doc.

Chirografo di Francesco IV relativo alla istituzione dell ' Accademia Nobile Militare Estense (24 di cembre 1821) ......................................................................

532

doc.

2 Oggetto dello Stabilimento (1822) ...............................

544

doc.

3 Orario pei Signori Cadetti dell ' Accademia Nobile Militare Estense (19 giugno 1826) ........................ .... ...

550

doc.

4

Lettere di Francesco IV indirizzate in data 23 agosto e 5 luglio 1824 al comandante del Corpo dei Pionieri e lettera indirizzata dal duca al marchese Luigi Rangon i ministro della pubblica economia e istruzione in data 3 settembre 1823 ............................

551


INDICE

doc.

xxvn

5 Supplemento all"Ordine del Giorno del 16 agosto 1852 ........................................................................................

558

doc.

6 Piano Organico dell'Accademia Estense ( 1852) ......

559

doc.

7 Lettera inviata dal colonnello Giovanni Battista Guerra a Francesco V (5 settembre 1855) ...........................

567

8 Lettera inviata a Sua Ecce lle nza il Presidente del Consiglio dei Ministri- Firenze ( 13 settembre 1859)

574

doc. doc.

9

Comando in Capo delle truppe della Lega dell'Italia Centrale - Notificazione (5 o uobre 1859) ..................

588

doc. 10 Comando Generale delle truppe della Lega dell'Italia Centrale - Notificazione (8 marzo 1860)

591

CAPITOLO VI

DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA doc.

doc.

doc.

doc.

Regole et Ordini de l Collegio de' obili Conviuori di Parma eretto da S.A. Serenissima sotto la Sua protettione (28 ottobre 160 l ) ..............................................

597

Istruzioni dettagliate per !"universale Regolamento del Collegio Reale di Parma - Articolo Terzo - Studio (4 novembre 1789) .....................................................

605

3 Decreto Sovrano risguardante al riordinamento della compagnia de' figli di truppa, e alla nuova denominazione data ad essa compagnia di Scuola MHitare (22 dicembre 1836) ......................................................

611

Decreto col quale è riordinata la Regia Scuola Militare e Regolamento per la Regia Scuola Militare (26 ouobre 1855) ...............................................................

620

2

4

CAPITOLO VII

GRANDUCATO DT TOSCANA doc.

doc.

2

Regolamento per J'Instituto de· Cadeui del Reggimento Reale di Toscana da stabilirsi nella Piazza di Li v orno (l O giugno 17 69) ...............................................

637

Argomenti trattati nei testi pubblicati a Livorno a uso delle Scuole Militari ( 1830 e 1831 ) .....................

667


XXVliJ GLI ISTITU11 DI EDUCAZIONE E DI FORMAZJONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

doc.

doc.

3 Sovrane disposizioni emanate col venerati simo dispaccio dei 30 ettembre 1833 e successive dichiarazioni espresse nel veneratissimo rescrino del dì 13 novembre 1834 relative ai Reali Cadetti e non derogate dalle nuove istruzioni del dì 27 maggio 1844 Disposizioni approvate da Sua Altezza Imperiale e Reale con veneratissimo dispaccio del dì 27 maggio 1844 e relative ali" ammissione, istruzione, ecc. dei Reali Cadeui nelle regie truppe del Granducato

675

5 Decreto del 2 luglio 1854- Cadetti Militari - Istituzione, e regole per l 'ammissione a questa classe

683

doc.

6 Regolamento per il Liceo Militare Arciduca Fe rdinando ( 13 settembre 1849) ..... ........................................

685

doc.

7 Rapporto del comandante superiore generale conte Luigi Serristori inviato al mini stro della guerra a conclusione dell'anno scolastico 1850-51 .................

70 l

8 Norme per l'ammissione del Regio Liceo Militare, decreto del Governo della Toscana del 3 novembre 1859 - Stato N° l Regio Liceo Militare ...................

706

doc.

doc.

4

670

CAPITOLO VIII

STATO PONTWICIO doc. doc.

2

doc.

3

doc.

4

doc.

doc.

5

6

Regolamento Organico dei Cade tti Pontificii (22 novembre 1832) .................................................................. Brevi osservazioni sopra la Istituzione della Compagnia dei Cadetti Pontificj, creata dal Sommo Pontefice Gregorio XVI lì 22 novembre 1832 ................. Regolamento per la Scuola de' Cadetti del Genio Militare (29 giugno 1835) ............................................... Progetto per completare l'istruzione dei Cadetti del Genio e dell'Artiglieria e per stabilime il metodo da tenere nell 'ammissione di altri Cadetti ne' Corpi medesimi (27 novembre 1838) ...................................... Regolamento della Scuola speciale, o prafica di Artiglieria, e per l'ammissione dei Cadetti in detto Corpo ( 16 luglio 1839) ............................................................ Regolamento del Ministero delle Armi per i Cadetti ( 18 marzo 1855) .................................................................

717

731 735

737

740 764


doc.

L'IDICE

XXIX

7 Modificazioni da apportarsi al Regolamento pei Cadetti, emanato il 24 marzo 1855 - Disposizioni transitorie in appendice alle modificazioni da apportarsi al Regolamento pei Cadetti - Specchio de li ' Insegnamento che si dà nel!' Istituto Militare dei Cadetti Pomificj e Scuola di applicazione del! ' Artiglieria ( 18 gennaio 1858) ..............................................................

788

CAPITOLO IX

REGNO DELLE DUE SICILlE doc.

Stralci dei Dispacci del 25 gennaio 1756, del 14 marzo e del 17 settembre 1777 ......................................

doc. doc.

2 Ordenanza de Napoles 1745 (10 settembre 1745) .. 3 Ordinanza ed Istruzione di Sua Maestà per la Reale Accademia Militare (l O maggio 1770) ....................... 4 Addizione alla Rea! Ordinanza del Battaglione Real Ferdinando (l 0 settembre 1774) .................................... 5 Piano del! ' Istituto Scientifico-pratico da stabilirsi nella Reale Militare Accademia (settembre 1785) 6 Memoria annessa alla Nota de' Professori, che si

doc. doc. doc.

doc. 7

doc.

doc.

8

9

doc. LO doc. 11 doc. 12

stimano atti a disimpegnare gli incarichi, che si propongono nel Piano dell'Istituto Scientifico-pratico della Reale Accademia Militare assegnati secondo le diverse Classi ( 1785) ...................................... Trattato di Artiglieria proposto nel Piano del! 'Istituto Scientifico-pratico per uso del!' Accademia Militare ( 1785) .................. .......................................................... Piano della Regale Accademia per la primaria e distinta nobiltà nella Casa de lla Nunziatella (25 luglio 1769) ...................................................................................... Ordinanza per la Re gal Accademia Militare (Il marzo 1798) ............... .......................................................... Stralcio dell'Ordinanza del Corpo Reale (26 dicembre 1788) ............................................................................... Decreto sulla formazio ne dell'Accademia Militare (9 agosto 1806) ................................................................... Decreto istitutivo della Scuola di Artiglieria e Genio(5settembrel806) .....................................................

803 807 818 893 949

954

968

976 979 l 088 1099 1103


xxx

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALJ NEGLI STATI PREIDIITARI

doc. 13 Progetto di un regolamento provvisorio per le Scuole politecnico-militari (15 gennaio 1807) ..................

1106

doc. 14 Legge per lo stabilimento in Napoli d 'una scuola reale poli tecnica, e militare (13 agosto 1811) ..........

1111

doc. 15 Decreto o rganico degl'instituti di educazione militare (1° gennaio 1819) ......................................................

1129

doc. 16 Regolamento per gl'instituti della educazione militare (4 gennaio 1819) ........................................................

1139

doc. 17 Decreto organico per gl' instituti militari de' dominj di quà del Faro (7 settembre 1821) ..............................

1152

doc. 18 Decreto con cui approvasi un regolamento per la riorganizzazione degl ' instituti militari e Regolamento per gl 'instituti di educazione militare ( 14 marzo 1823) ............................. ............................................

1170

doc. 19 Orario scolastico del Real Collegio Militare datato l o novembre 1830 ....................... .......................................

l 189

doc. 20 Decre to prescrivente che l 'attuai collegio degli aspiranti guardie marine s ia fuso nel collegio militare e Regolamento per la fusione del collegio degli aspiranti guardie marine e del collegio militare in un solo istituto, e per le discipline da osservarsi ne lla scelta di venti alunni del collegio riunito da addirsi alla carriera di mare (20 settembre 1841) ...................

l 192


x~,.~.,,..,·~.:.,.~ -r..i...Vr..u<YIM'fù.vr...

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INTRODUZIONE


INTRODULIONE

3

INTRODUZIONE Negli eserciti moderni, e in particolare in quelli basati sulla coscrizione, gli ufficiali rappresentano l 'elemento professionale fondamentale per eccellenza. Per cultura e per la funzione che essi svolgono possono dirsi i degni depositari delle tradizioni militari in seno alla società civile. Da loro dipendono la potenzialità dell'esercito, l'istruzione, l'educazione militare e anche civile dci gjovani alle arrnì. poiché continuano l'azione formativa della famiglia e della scuola. Perciò è stata sempre avvertita l'importanza e quindi l'esigenza di dare ai futuri quadri dirigenti militari una adeguata formazione morale. culturale e professionale. Questo libro, per certi versi singolare, si ripmmette di presentare nei suoi aspetti più significativi e caratterizzanti l'excurcus storico della formazione degli ufficiali: dall'introduzione nell'ordinamento della figura del cadetto, al sorgere e al fiorire dei collegi-convitto di educazione (scuole militari ante litteram). delle scuole teorico-pratiche, dei collegi militari c delle accademie nel XVIII secolo, alla creazione delle accademie militari moderne. L' itinerario ripercorre le tappe fondamentali degli istituti di educazione e di formazione militare degli Stati preunitari con particolare riferimento alle scuole del Ducato sabaudo. tra le più antiche e di maggior rilevanza storica, sino alla costituzione del Regno d'Italia. Poiché gli istituti formativi d eli 'esercito ital iano derivano senza soluzione di continuità da quelli del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna sorge lecita la domanda se ci fosse, al d i là di una auspicabile completezza di trattazione, una ragione valida per considerare anche le origini e l'evoluzione di quelli degli altri Stati preunitari italiani. Se per la Scuola Militare di Modena si può facilmente trovare un legame e quindi una tradizione che perpetua gli istituti del Ducato estense. sia per la presenza, all'atto della sua costituzione. nel corpo insegnante di professori civili dci vecchi stabilimenti militari e di ufficiali in essi formati sia per la collocazione della scuola in una città già sede della Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria e del prestigioso Istituto dei Cadetti Matematici Pionieri. ciò non è altrettanto vero per le altre scuole. Per contro, non è possibile. e sarebbe oltremodo ingiusto, disconoscere nel neocostituito esercito italiano la presenza e l'influenza di ufficiali provenienti da esperienze scolastiche e formative di altre regioni della penisola che non solo trasmisero agli italiani e ali' ist ituzione stessa la loro tensione ideale e il loro patrimonio morale, ma diedero anche


4

GLI ISTITI:TI DI EDliC'A710NE E DI FORI>lAZIO NE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU:> ITARI

un fondamentale contributo culturale, organìzzatìvo, dì pensiero e di sangue cementando l ' unità della Patria con l 'esempio de ll'abnegazione ben più significativo dì ogni atto o parola. Si è ritenutO pertanto doveroso e indispensabile esaminare, soprattutto per avere una visione comparativa c completa, anche gli istituti formativi della Repubblica di Venezia, delle Repubbliche Cisalpina, Italiana e del Regno d'Italia, del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, del Granducato di Toscana, dello Stato Pontificio e del Regno delle due Sicilie. Quest'ultimo, in particolare, merita attenzione per l' indiscussa importanza, per l' illustre tradizione. per il livello delle sue scuole e per le qualità intellettuali e militari degli ufficiali che ha formato, alcuni dei quali di eminente s picco. Queste semplici osservazioni hanno suggerito l'opportunità di considerare nel solco della tradizione l 'apporto di tutte le componenti che nel nostro esercito sono confluite. Anche perché se è vero l'asserto che una scuola si identifica con i suoi docenti, similmente si può dire che un esercito è l'espressione dei suoi quadri. La presente ricostruzione storica delle origini e delle trasformazioni delle strutture scolastiche militari preunitarie è basata quasi esclusivamente sulrutìlizzazione di documenti cuciti con note e plicatìve e dì raccordo. Vuole quindi essere una cronistoria documentata degli avvenimenti così come risulta dalla ricapitolazione delle notizie e degli elementi acquisiti dagli atti, memorie, epistolari e carteggi dei protagonisti e dei testimoni , corredata dì brani più o meno ampi, tratti dalle fonti d'archivio c talvolta integrali riportati negli allegati. Un'opera non letteraria, del genere storia-descrizione o storia-narrazione, ma pubblicazione atta a privilegiare i documenti reperiti e in cui la rinessione critica e relaborazione concettuale sono pre soché assenti. Poiché non sempre è stato possibile appurare quando una deliberazione ufficiale abbia trovato realmente applicazione o in che misura sia stata tradotta in pratica si è ricorso, quando possibile, alla mediazione della testimonianza o al commento di contemporanei, di autori e di studiosi. Ciò anche in considerazione di quanto sia fondamen tale conoscere i fatti non solo da come essi risultano dalla documentazione ufficiale, ma anche da come siano stati giudicati dai coevi, in un'ottica diversa e talora non conforme al nostro modo di interpretarli e di valutarli. Caposaldo del libro rimane tuttavia il documento d'archivio. talora persino emblematico per evidenziare particolari aspetti contingenti. per caratterizzare un'epoca o per precisare una svolta fondamentale nell ' evoluzione di un istituto.


INTRODUZIONE

5

Il criterio posto alla base della prima fase della ricerca è stato quello dell 'individuazione degli elementi che consentissero di cogliere l 'essenza del fenomeno scuole militari. Ciò poiché è possibile comprendere compiutamente un qualsiasi processo storico soltanto se si riscoprono le origini, le fasi iniziaJi, che rivelano le cause del suo sorgere, le tendenze e, talvolta, le direzioni di sviluppo. Dal panorama degli istituti militari , intesi nel senso moderno, esistenti in Italia e in Europa nel Settecento è emerso che la loro nascita era da attribuire esclusivamente alle esigenze di preparazione dei soli quadri, in particolare ufficiali, delle armi dotte o facoltative o speciali (artiglieria e genio) e non di quelle di linea o di truppa (fanteria e cavalleria). Questa teoria-guida, per la costanza con cui si ripresenta, non può essere considerata solamente una ipotesi di lavoro arbitraria. Essa ha inoltre consentito di articolare l 'argomento non solo per singolo Stato, ma nell ' ambito dello stesso anche per funzione delle diverse scuole e quindi di delineare con maggior chiarezza l'evoluzione storica delle accademie militari. Prima di affron..tare nel testo partitamente l'evoluzione storica degli istituti militari nei vari Stati italiani non è forse superfluo introdurre l 'argomento, peraltro alquanto complesso, con qu·alche cenno storico esplicativo. L'esigenza di istituire delle scuole speciali atte a preparare i giovani destinati ad assolvere le funz ioni di comando nelle milizie non è certamente nuova nella storia dell'uomo, ma affonda le radici sicuramente sin dai tempi antichi. Nel medioevo, con l'avvento degli Stati a regime patrimoniale. la cui tipica espressione era rappresentata dal feudalesimo, le cariche pubbliche venivano sempre attribuite per censo alle persone più ricche, che accentravano nella stessa persona il potere militare ed economico. Con l'edificazione dello Stato moderno legato all'impersonalità del potere sovrano, dove colui che deteneva il potere pur avocando a sè la prerogativa del l 'indirizzo generale di governo decentrava le funzioni a un apparato burocratico sempre più articolato e diretto da personale professionalmente preparato, scompariva l 'esercito feudale e con esso i privilegi dei nobili e delle città. Gli eserciti che sul finire del secolo XV erano costituiti dali 'elemento feudale e dal mercenario tenderanno a inserime sempre più un terzo, il nazionale, che sovrapponendosi ai primi due li sostituirà gradualmente.


6

GLI ISTI'rU'fl DI EDUCALIOI\E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITA RI

L'aggravamento fiscale necessario per sostenere l'apparato statale permetteva nel contempo anche il mantenimento di milizie permanenti e la creazione di arsenali per la costruzione delle costose artiglierie che il progresso tecnologico militare consentiva. L'adozione degli eserciti stanziali, che richiedevano la disponibilità di ufficiali particolarmente preparati per le armi di artiglieria e del genio, aveva come logico corollario l 'istituzione di scuole teorico-pratiche, collegi e accademie militari. Da qui l'accentuata professionalità degli ufficiali dei corpi facoltativi e il progressivo indebolimento dell'egemonia militare degli aristocratici generalmente destinati, sino allo scorcio del Settecento, all'esercizio del comando nelle armi di linea. Infatti lo sviluppo e il perfezionamento delle artiglierie e il diffondersi della fortificazione con la realizzazione di piazzeforti e di sistemi fortificatori, a iniziare dal Cinquecento, determinavano l'inserimento nelle milizie di quadri ingegneri, architetti, chimici, matematici, ecc. di estrazione civile, dapprima assimilati agli ufficiali, quindi nel Settecento riconosciutj come tali.

·soo

Nel Seicento, precedute nel da esperienze singole ed effimere, sorsero principalmente a Milano, Padova, Venezia, Bologna, Panna e più tardi a Modena, Siena, Firenze, Torino i Collegi dei Nobili e le Accademie cavalleresche che provvedevano, i primi all'insegnamento a vari livelli delle materie scolastiche fondamentali, le seconde essenzialmente all'istruzione delle arti cavalleresche e delle scienze matematiche, entrambi all'erudizione dei giovani in talune cognizioni militari. l collegi, volti a preparare culturalmente i giovani nobili destinati ad assumere le funzioni politiche e militari di maggior rilevanza, assumevano precisi connotati didattici solo ali' inizio del 1600. Nel corso della seconda metà del secolo vedranno inseriti nei propri programmi di studio quelle discipline definite arti cavalleresche. l collegi di educazione oltre a soddisfare l'esigenza di conferi re un'adeguata formazione al ceto dominante contribuivano anche a preservare inalterato il ruolo sociale e politico dei nobili e la loro identificazione con la classe dirigente. Nella prima metà del '700 si assisterà in Europa al fiorire di vere e proprie scuole militari simili alle attuai i. Tale evoluzione era determinata essenzialmente dali 'esigenza di formare per gli eserciti nazionali, come già detto, gli ufficiali delle armi del genio e d eli' artiglieria. Tra le molteplici esperienze scolastiche adottate per la formazione dei quadri, dopo vari esperimenti, furono ovunque privilegiati quale modello i convitti, quelle particolari istituzioni che per la loro perfetta rispondenza alle


INTRODUZIONE

7

necessità educative rappresentavano la soluzione più aderente per plasmare i giovani avviati alla caniera delle armi. La nascita delle accademie militari , come struttura scolastica non fu quindi un fenomeno originale. Poiché, inizialmente solo talune e successivamente quasi tutte, ricalcavano l'organizzazione dei collegi-convitto è lecito affermare che ne rappresentarono, indubbiamente, un momento evolutivo. Tale particolare istituzione, ordinata com 'era da regole interne che prescrivevano tassativamente e minuziosamente le attività quotidiane e l 'esistenza di un rapporto maestro-allievo rigidamente autoritario e gerarchico, si contrapponeva alla struttura universitaria improntata ali 'autogoverno. Tale peculiare impostazione organizzativa, didattica e disciplinare del convitto molto spesso si riconosceva nella istituzione educativa dei gesuiti, caratterizzata da un modello pedagogico fortemente centralizzato, autoritario e asservito aH' ideologia aristocratica. Questa concezione venà conservata nel tempo e trasferita nelle accademie militari. I collegi dei nobili che ai loro inizi seppero dare ai giovani anche una sufficiente istruzione militare in prosieguo di tempo si dimostrarono inadeguati. La formazione degli aspiranti alla carriera militare pertanto venne assunta esclusivamente dalle accademie militari, che peraltro in diversi Stati non soggiacquero al decadimento della scuola pubblica. Alla consuetudine de!Ja nomina a ufficiale attribuita (ancora nel 1600 e nel 1700) ai nobili per concessione sovrana, spesso senza merito alcuno e talvolta assegnata solo in virtù di vecchie consuetudini, subentrava negli ordinamenti militari l 'istituzione della figura del cadetto, che dopo un periodo di tirocinio veniva promosso al grado di ufficiale. I cadetti provenivano, per legge, dal ceto aristocratico, di norma dalla piccola nobiltà. In determinati e particolari momenti storici o per specifici impieghi, in alcuni Stati, si assisteva all'ammissione di figli di ufficiali e di giovani di estrazione sociale ricco borghese. L'accesso alla carriera militare dei figli della piccola borghesia sarà, nel tempo, generalmente accettata, a iniziare dal periodo napoleonico. L'educazione e la formazione militare degli ufficiali assumevano, nelle singole nazioni e nei vari periodi, le forme più varie: prestavano servizio in una compagnia in qualità di cadetto o di nobilu.omo ovvero di guardia del corpo del capitano oppure cominciavano la carriera come volontari al seguito di un colonnello o di un generale, talora frequentavano a seconda dell 'età collegi o accademie. altre volte venivano inquadrati in un reparto ad hoc agli ordini di un ufficiale, che ne curava la preparazio-


8

GLI ISTITI..II DI EDl'CA710r>E E DI FORMAZIONE Pl:R L~HC.:IALI tl<l:GLI STATI PREUNITARI

ne tecnica e profe~sionale, o ancora nel contesto di una scuola teoricopratica e infine organicamente inseriti in un bauaglione delle armi. In questo ultimo caso pur prestando il servizio nelle file dei soldati godevano di speciali privilegi. Nella generalità dei casi però mentre i cadelti di fante ri a e di cavalleria venivano ammessi come allievi ufficiali nei reggimenti. dove attraverso la pratica quotidiana acquisivano una s ufficiente preparazione professionale, quelli destinati a divenire ufficiali di artiglieria e del genio dovevano frequentare apposite scuole teorico-pratiche. In tempi più recenti era posta quale condizione necessaria per la nomina a ufficiale la frequenza di scuole, talora a carattere comune per i cadetti appartenenti alle varie armi. Accanto a questa forma di reclutamento e di formazione degli ufficiali, che prevedeva sempre una istruzione di carattere generale oltre che militare, si riscontrava il conferimento del grado a militari di truppa o sottufficiali, quale riconoscimento di meriti eccezionali. Interesse, anche se in parte marginale. rivestiva in passato l'istituzione dei figli di truppa adottata da molti eserciti a favore dei figli dei militari, ufficiali compresi. Sorta nel '700. prevedeva il mantenimento, l'eduéàzione e l 'istruzione a spese dello Stato dei figli maschi, di età superiore ai cinque anni, ritenuti idonei al servizio militare. Erano inquadrati in reparti speciali oppu re nelle compagnie delle varie armi. Non prestavano alcun servi zio e di massima ali 'età di quindici anni. unitamente ai genitori, dovevano dichiarare se volevano essere dimessi o continuare a rimanere in servizio. in tal caso al compimento del diciottesimo anno venivano arruolati. Questa regola. che alleviava i padri di parte delle preoccupazioni economiche familiari, assicurava all'esercito un gettito di reclute già compenetrate dei suoi ideali e garantiva vieppiù la fedeltà del genitore nei confronti del sovrano. L'istituzione dei figli della truppa costituì nell 'arco di quasi due secoli una fonte, talora non trascurabile, di reclutamento per ufficiali. A conclusione di queste brevi note orientative si ritiene opportuno chiarire i motivi della scelta di evidenziare solo alcuni tra i molteplici aspetti, tutti ugualmente significativi, della vita degli istituti militari. Infatti l'esposizione è stata focaliz:ata essenzialmente s ull'ordinamento, sul reclutamento (riferito ali 'età. all'estrazione ociale, al numero e ai requisiti fisici e culturali richiesti agli aspiranti) e sui programmi di studio


INTRODUZIONE

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perché da soli in grado di evidenziare il valore e l'importanza di una scuola. La decisione è risultata indubbiamente limitativa poiché il quadro della realtà dei singoli istituti non risulta essere compiutamente ricostruito. Diversamente la -trattazione ne sarebbe risultata oltremodo complessa. Ciò nonostante l 'argomento fa emergere, sebbene occasiona! mente, anche la storia della società italiana. Attraverso la ricostruzione delle tappe salienti della vita delle scuole militari infatti è possibile rileggere da un particolare punto di vista ausiliario la storia, e non solo militare, degli Stati preunitari. Le accademie militari legate alla nascita degli eserciti moderni sono come quest'ultimi un prodotto dell'evoluzione scientifica e tecnologica e un fenomeno non solo militare, ma anche politico, economico e sociale. Esse furono correlate inizialmente al progressivo consolidamento delle monarchie nazionali, sorte dalla civiltà feudale, e successivamente al nascere dello spirito nazionale e di elementi ideologici.


CAPITOLO

I

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE (1678-1860)


GLI IS'nl'UTI t-ULIT ARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA- LE ORIG INI DEllA REALE ACCADEMIA MILITARE (1678, 1860) .

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l, LE ISTITUZIONI MILITARI DEL PIEMONTE Stretto tra le mire espansionistiche della Francia e della Spagna, potenza allora dominante in Italia, il Ducato dì Savoia, sin dal tempo di Emanuele Filiberto, poteva sopravvivere solo in virtù di una politica lungimirante e dinamica sorretta ,da un efficiente, solido e sicuro strumento bellico. A tale scopo il duca di ferro si impegnava nell'arduo compito della ricostruzione del suo Stato e del suo esercito, «mentre gli eserciti nemici erano ancora accampati sul territorio del suo paese e tenevano guarnigioni in piazza e fortezze per sorvegliarsi a vicenda e per tenere in soggezione il paese occupato»( 1). Forse memore degli scritti del Machiavelli, oltre che delle esperienze personali, il sovrano aboliva le soldatesche feudali e ripristinava l'obbligo generale del servizio militare, istituzione che, già esistente in embrione nello Stato savoiardo sin dal tempo del primo duca Amedeo VIII, era rirnasta nel tempo dimenticata. Affiancava pertanto all 'esercito mercenario 8 reggimenti provi nciali costituenti la Milizia paesana, instaurando così la tendenza a ilmmettere con gradualità neli ' esercito l' elemento nazionale, cioè il popolo, attribuendogli il compito della difesa della propria provincia, sens ibilizzando quel naturale attaccamento alla propria terra insito nell 'animo umano, ma particolarmente spiccato in quello contadino e montanaro. Il provvedimento suscitava di fatto un sentimento di solidarietà fra i sudditi e il principe e costituiva, nel contempo, la base per la connessione tra le istituzioni militari e il corpo politico-sociale: presupposto fondamentale per l'affermazione e lo sviluppo di uno Stato moderno. Con l 'ed itto di Vercelli del 28 dicembre 1560 rappresentante di fatto l'atto di nascita del!' esercito nazionale, il duca decideva: «di stabilire una mi lizia de' nostri propri sudditi, persuadendosi che essi saranno più fedeli a noi c meno molesti agli altri nostri sudditi. Oltreché non serviranno come mercenari per allrui , ma in caso proprio p-e. la defensione e conservazione del natura! principe, della patria, della moglie, de' figliuoli, de' parenti. degli amic i e case loro, Per questo ab biamo creati un numero di capi e colonnelli e capitani ed allri uffiziali necessari per lo governo c maneggio di detta milizia e per fare la scelta di tutta la gente che sarà più atta ali 'esercizio delle armi, alli quali abbiamo compartito le provincie e i luoghi nelli quali hanno a fare la elezione e descrizione delle persone più abili all'arte mi litare, con ordi ne di non ammettere alcuno che s ia minore di 18 anni nè che passi l'età di 50 anni, li quali saranno qua lificati, ordinati ed armati come sarà loro dichiarato da' suoi superiori e

l) L. Mondini. Le Istruzioni milituri nel Piemonte nei secoli XVT·XV/1, da «La Monarchia Piemontese nei secoli XVI-XVII», p, 35,


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GLI ISTITIJTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

acciò che ognuno vi concorra più volentieri, spinto da onorato zelo e dal comodo che gliene avrà da risultare. >>

Da ciò si evidenzia il ruolo importantissimo svolto dalle milizie piemontesi nel corso dei secoli, specie nel XVIII, a differenza di quello espresso dalle forze armate degli altri Stati italiani. Con Carlo Emanuele I l 'esercito, che comprendeva l 'elemento nazionale rappresentato dalla milizia paesana normalmente in congedo( 2 ) e quello mercenario permanentemente in armi, era impiegato con il criterio di affidare alla prima la difesa territoriale in posto e all'altro gli interventi e le operazioni entro e fuori i confini del ducato con compiti spiccatamente offensivi. In seguito, con l'Ordine in forza di legge perpetua concernente i privilegi. decreti e stabilimenti della Milizia paesana del 15 maggio 1594, veniva decretato l'obbligo per tutti i cittadini di accorrere alle armi in caso di invasione e istituita una milizia generale con le caratteristiche già definite e una milizia scelta o regia pronta a «marciare in ogni occorrenza dove li sarà ordinato, per il nostro servizio». Il processo storico evolutivo della milizia, che avrebbe portato alla realizzazione dell'esercì to nazionale permanente non mercenario, proseguiva con la costituzione dei reggimenti nazionali di linea d 'ordinanza formati con ufficiali e soldati mercenari e sudditi sabaudi mantenuti permanentemente in armi. Il criterio medioevale di trarre i quadri dall'aristocrazia veniva sostituito in parte con quello di tener conto, oltre che della nascita e del censo, dei valori intrinsechi degli individui. Il conferimento dei gradi, fatto dal principe, diveniva ora subordinato ai servizi resi, al valore e all'esperienza acquisita dal soggetto. Con l'editto del 15 luglio 1669 Carlo Emanuele Il creava il Battaglione Piemonte e perfezionava i reggimenti nazionali di linea, che ora portavano i nomi di regioni e città sabaude. Il battaglione, che non aveva il significato odierno, comprendeva alcuni dei migliori reggimenti della milizia. Quest'ultima quindi, in base a particolari selezioni, era suddivisa e

2) Al tempo di Emanuele filiberto, per l'addestramento.Je squadre venivano riunite <<tut te le feste od almeno la domenica dopo la messa>>, le centurie ogni due settimane. le compagnie (o bande ) men silmente <<Od almeno di ogni mese, una volta, l'ultima domenica», i colonnelli (o reggimenti ) «per le quattro tempora>>. tutta la milizia per Pentecoste e per San Martin o << in battaglia generale». La milizia paesana era costituita da reparti di fanteria e di cavalleria. A essa si aggiungeva la milizia feudale di cavalleria (periodo 1585-1631 ).


GLI ISTITUTI \11LITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGIN I DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE ( 1678-186())

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articolata in milizia ordinaria (da costituire con tutti gli abili richiamati), milizia scelta o battaglione Piemonte, cavalleria di Stato e milizia feudale di cavalleria. Un nuovo ordinamento attuato da Vittorio Amedeo li, dopo la pace di Utrecht, prevedeva la partecipazione di un 'al iquota dei reggimenti provinciali alle operazioni di campagna de li 'esercito permanente. Questo risultava pertanto essere costituito da truppe d'ordinanza nazionali e straniere, dalla milizia nazionale, che comprendeva i reggimenti provinciali derivati dalla trasformazione del battaglione Piemonte, e dalla milizia ordinaria o generale. Cessavano di esistere la milizia feudale di cavalleria e la cavalleria di Stato, i cui elementi costitutivi venivano incorporati nei nuovi reggimenti d'ordinanza. Era consentito il passaggio di ufficiali dei reggimenti provinciali ai reggimt:nti di linea e l'adozione per loro degli stessi criteri seguiti per il reclutamento e la formazione degli ufficiali dell'esercito permanente. In sintesi si attuava un frammisch iamento d'impiego, peraltro non ancora organico, fra l 'esercito permanente e una parte della milizia provinciale. Carlo Emanuele III e Vittorio Amedeo III mantenevano e perfezionavano con successive riforme la linea evolutiva delle istituzioni militari sino alla completa unificaz ione delle truppe d'ordinanza con quelle provinciali attuata da Vittorio Emanuele I. L'affidabilità dell'esercito piemontese quindi , al pari di quella dell ' esercito prussiano a cui per certi versi poteva essere ricondotto, era da attribuire a molti fattori: ai solidi legami dinastici, ali ' accentuato patriottismo sorretto dalla peculiare saldezza morale tipica delle popolazioni del regno, alla disciplina che rifletteva il rapporto di obbedienza esistente tra la classe dirigente, costituita dai nobili, e le masse contadine, in un ducato non travagliato da accentuate tensioni sociali e alla lealtà incondizionata delle milizie nazionali. Nel periodo successivo alle guerre napoleoniche il reclutamento acquistava un carattere più ordinato e venivanb definiti i diritti e i doveri degli arruolati. L'organizzazione dell'esercito del Regno di Sardegna assumeva un carattere singolare perché, nel solco della tradizione sabauda, veniva adottato un ordinamento intermedio tra quello francese e quello prussiano. Si contemperava, anche se non proprio felicemente, la presenza di una grossa aliquota di volontari a l unga ferma con un contingente di soldati di leva a breve ferma, che rappresentava la riserva dell'esercito attivo. A seguito della riforma degli ordinamenti voluta da Carlo Alberto e da La Marmora, nel periodo 1849-1860, l'esercito si adeguava al modello


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GLI ISTITUTI D I EDUCAZIO NE E D I FORMAZIONE P ER UFFICIALI NEG LI ST AT I I' REUNITARI

francese assumendo la fisionomia di un ' armata re lati vamen te piccola e agile, ben armata e addestrata, composta da professionisti a lunga ferma tratti dal volontariato e dalla coscrizione per sorteggio annuale tra gli iscritti nelle liste di leva(3>. Per quest'ultimi era ammessa la surrogazione o sostituzione dietro pagamento. Veniva riportata in auge anche l 'antica istituzione militare, abolita alla fine del 1815, dei reggimenti provinciali inquadrati in caso di guerra da ufficiali di carriera e solo in parte da ufficiali provinciali (ufficiali di complemento). L'esercito sardo si accingeva così, non solo a divenire l'espressione del sistema sociale, ma a identificarsi con lo strumento che doveva realizzare i sogni risorgimentali delle élites della penisola anche mercè l ' afflusso di ufficiali e di volontari degli Stati italiani, che si arruolavano spinti dagli ideali unitari o a seguito delle epurazioni poliziesche avvenute negli altri eserciti ital ici ali ' indomani del l 848. Nel 1858 lo Stato piemontese poteva disporre in tempo di pace di una forza militare pari a 49.533 uomini e 7.562 cavalli, in caso di guerra di 112.135 uomini e 18.757 cavalli su una popolazione di circa 5.000.000 abitanti. Per quanto concerneva la formazione dei quadri ufficiali del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna il Brancaccio affermava <4>che «le attribuzioni gerarchiche, sino allora poco definite, incominciarono ad avere una migliore sistemazione nel periodo di pace che seguì all'anno 1712. Da questa epoca infatti si iniziò l 'abitudine di conferire i gradi in relazione agl'impieghi tenuti e si delinearono i confini tra la classe degli ufficiali e quella della truppa» e, inoltre, «dal 1726 poi vennero ammessi nei reggimenti di fanteria ed in quelli di cavalleria i cadetti, i quali erano come allievi-ufficiali che facevano la pratica delle armi nelle file dei soldati. Non avevano grado, ma godevano di speciali riguardi»C5l. Lavoce cadetti d'artiglieria appariva invece ufficialmente solo nel 1739, nel regolamento che istituiva le scuole mi l itari teoriche e pratiche di artiglieria e fortificazione.

3) Nel 1854 era prescritta la ferma di 5 anni per una parte del contingente di leva. l congedati permanevano nella riserva per altri sei. 4)

. Brancaccio, L'Esercito del vecchio Piemonte - Gli ordinamenti , parte I (dal 1560 al 1814), p. 235.

5) N. Brancaccio, op.cit., p. 236- cap. 11. nota (23).


GU ISTITUTI MILITARI DI EDliCA710NF. 6 FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E 'I EL REGNO DI SARDEGNA - LF. ORIGI'II DELI..A REALE ACCADE~IIA \11 LITARE <167K-1860)

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La categoria degli ufficiali nei secoli precedenti era rappresentata, soprattutto nei gradi di rilievo, dai nobili, tranne qualche rarissima eccezione. La predesignazione del grado era infatti in stretto rapporto, più che con la cultura militare posseduta dai singoli, con la gerarchia nobiliare e pertanto era un diritto acquisito e inalienabile. Le cause, in ugual mi sura determinanti, dalle quali conseguiva l'esigenza di disporre di un gran numero di ufficiali attraverso la creazione di istituti di reclutamento possono pertanto essere individuate: nella crescente incidenza della potenza delle armi da fuoco e in particolare delle artiglierie, che riportarono in auge l'arte milirare e quindi l 'articolazione degli schieramenti nel sen o della fronte e della profondità; nel! 'esaltazione della manovra che vedeva lo sforzo offensivo esercitato essenzialmente con criteri e modalità diversi scanditi nel tempo e nello spazio, da cui la necessità di un ' azione di comando tempestiva e in quanto tale impostata sull'iniziativa personale e pertanto in te li igente; nella dilatazione degli eserciti permanenti avvenuta nel secolo XVIII, a seguito della loro graduale trasformazione e nei quali ai due elementi costitutivi, il feudale e il mercenario, si sovrapponeva prima e si sostituiva poi l'elemento nazionale; nello sviluppo delle artiglierie e della fortificazione; nella costituzione di reggimenti a carattere permanente non più a opera degli ufficiali appaltatori (colonnelli proprietari del reggimento), ma del sovrano, che, rafforzato il suo potere, provvedeva in nome proprio al reclutamento e alla amministrazione dei quadri e della truppa pur sempre mercenaria, ma arruolata nel! 'ambito nazionale. Quindi al sistema sino allora adottato dai duchi di scegliere i colonnelli e questi i capitani e gli altri ufficiali, si sostituiva quello del Sovrano che avocava a sè la nomina dei colonnelli e di tutti gli ufficiali. Fintanto che il grado fu legato a privilegi o a favori cortigianeschi le scuole militari poco poterono contribuire a foggiare gli ufficiali e a dar lor~ una preparazione adeguata alle esigenze della professionalità. Pertanto, per un oculato impiego delle artiglierie o per la esecuzione delle attività connesse ali 'arte fortificatoria, si ricorse al reclutamento di ingegneri già in possesso delle necessarie basi culturali o specifiche, che inizialmente fu rono considerati tecnici civili a disposizione dell' esercito o della milizia, indi assimilati a ufficiali, infine tali a tutti gli effetti. La disuguale severità degli studi che distinguerà nel tempo per la di versa preparazione militare gli ufficiali delle armi speciali, denominate anche dotte o facoltative, da quelli delle armi comuni darà origine a un profondo divario di mentalità prima che di cultura. Si riscontrerà questo inconveniente non solo nel regno di Sardegna, ma in molti alrri Stati.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI P.REUNITARI

2. L'ACCADEMIA REALE L'apertura dell'Accademia Reale, preannunciata dall'editto dell 0 settembre 1677, avveniva il l o gennaio f 678. Madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, reggente dello Stato in nome del figlio Vittorio Amedeo, concretava con questo evento l 'idea del defunto marito il duca Carlo Emanuele II. I criteri di base per la fondazione deU 'istituto erano stati infatti formulati nel 1669. Aveva fatto seguito nel 1675 l'inizio della costruzione del palazzo riservato a ospitarlo, progettato dall'architetto conte Amedeo di Castellamonte <6>. L'autore del progetto nella s ua relazione precisava essere destinato per «uso di una nobile Accademia nella quale saranno alloggiati, oltre li Paggi di Sua Altezza Reale la nobile gioventù della sua Corte e fo restieri, ove saranno ammaestrati negli esercizi d'ogni sorte d'armi, de' cavalli, delle danze, delle matematiche e delle belle lettere»< 7l. L'accademia reale infatti, secondo le intenzioni del suo fondatore, avrebbe dovuto consentire che i giovani «dovessero ricevere la morale e studiosa educazione che disponevano agli uffizi della milizia». Verosimilmente l'accademia nelle sue linee generali avrebbe dovuto ricalcare l'impostazione dei collegi dei no bi l i e in parti col are quella del Collegio de' Nohi!i Convirtori< 8 l di Parma fondato nel 1601 da Ranuccio I Farnese, famoso per l ' istruzione nelle discipline cavalleresche, istituto che aveva assunto nella seconda metà del secolo anche un carattere militare. Secondo il Brizzi era invece conformata all 'Académie Roya!e des exercises de guerre voluta nel 1636 da Richelieu( 9>. Più probabilmente s "i spirava a entrambi. La nascita dei vari istituti scolastici nel Ducato s'inquadrava nell ' ambito di una politica di sviluppo urbano. culturale, commerciale e militare o per usare le parole pronunciate nel 1668 da Carlo Emanuele II in

6)

La prima pietra del fabbricato. edificio dalle facciate prospicienti su vasto cortile c impreziosite da due ordini di gallerie cadenzate da archi sovrapposti sorretti da coppie di colonne, fu posata l'li marzo 1675. La costruzione, completata nel 167ll, fu occupata dagli allievi ne l 1680. Era ubicata nell"area compresa tra il teatro regio. il palazzo degli arc hivi di Stato del Juvara e il giard ino reale. •

7) C. Montù, Sroria deii"Arriglieria lraliana. vol. IV. p. 1672. 8) L·argomemo Collegio de" Nobili Convirrori è trattato nel cap. VI. 9) G. P. Brizzi. Lajorma1ione della classe dirigeme nel Sei-Setletenro. p. 285. nota (389).


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GLI ISTITUTI M ILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL D UCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARD EGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMI A MILITA RE ( 16?8- 1860)

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occasione di un consiglio: <<a far luogo al popolo cresciuto in modo da non poter più capire nella cerchia auuale; nobilitare la capitale colristituzione di accademie, collegi di nobili e pubblici alberghi per l 'esercizio de lle Virtù ad effetto di attirarvi artefici. negozianti e banchieri e altri virtuosi, e renderla città insigne e comoda. come posta al principio dell'Italia, ed uno dei più avvantagiosi passaggi di quanti provengono da Francia, fatta forte di più con la fondazione di nuove mura a seconda delle vere regole militari»( IO)_

L'editto del l 677 diramato in tutte le corti d'Europa, era redatto in italiano, latino <tt ) e francese e notificava che nell'istituto si sarebbe insegnato tutto quanto ritenuto necessario per formare lo spirito e sviluppare il fisico nei. gentiluomini e particolarmente in coloro che volevano dedicarsi alle armi. Le discipline cavalleresche e militari impartite erano enunciate testualmente: «Si insegnerà a montar a cavallo, coner all' Anello, alle Teste. e al Fach i no, a Ballare, far di Spada, a volteggiare, l 'Eserciti o di Guena, et evolutioni Militari, le Matematiche, e il Disegno: Quivi s' insegnerà anche il modo d'attaccare Piazze, e diffenderle. Il che si tradurrà in prattica coll'attacco e difesa d'un Forte, che si farà costruer a quest'effetto. S'aggiungerà inoltre a tutti questi Esercitii lo studio deli' Historie, quello della Cronologia, Geografia, Blasone, e delle lingue, e in particolare del! ' Italiana, e Francese». L'impostazione educativa del! 'accademia era caratteristica di quella tappa significativa dell'evoluzione storica del fenomeno militare, conosciuta sotto il nome di modello aristocratico-feudale, peculiare dell'Europa prima della rivoluzione industriale. «ln questo modello le èlites civi li e militari appaiono socialmente e funzionalmente integrate; in concreto una classe aristocratica esprime indifferentemente nel suo seno competenze civili e militari e le considera fungibili; vi è una rigida gerarchia e una bassa specializzazione (la professionalizzazione dei militari è minima); i valori di base e le ragioni dell'impegno nel combattimento sono assicurati dall'appartenenza al gruppo sociale dominante»<12>.

IO) G. Bragagnolo, E. Bettazzi. Torino nella storia del Piemonte e d'Italia, vol. Il. p. 315. Il ) E. Ramella, Trecent'anni dell' Accademia Militare ( 1678- 1978). p. 5 - Allegati al cap. l, doc. l . 12) G. P. Prandstraller, La professione militare in italia, p. 47 (modelli corrispondenti a determinate condizioni di sviluppo della società occidentale moderna delineati da M. JanowitZ).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E D I FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREUN ITAR I

Il nuovo Collegio de' Nobili o Regio Collegio detto di Savoia L' impostazione scolastica della reale accademia e le discipline ivi impartite emergono chiaramente dalla lettu ra d eli' Informazione et invito per il nuovo Collegio de' Nobili eretto in Torino ne/1679( 13 >. Il testo del documento: «Regio Colleggio detto di Savoia, sotto la cura de' Padri della Compagnia di Giesù et avvalorato dalla speciale sua Protezzione, e della Rea! Casa, ove saranno i Nobili, educati, et ammaestrati nelle lettere, e buoni costumi» infatti. faceva preciso riferimento agli insegnamenti che venivano svolti nell'accademia reale, denominata anche Cavallerizza Reale. In esso era detto: ai giovani «Cavalieri di questi Stati, ma anco a Forastieri di qualunque Natione» sarà concessa l'ammissione in età non minore di nove nè maggiore di «quattordici in quindici» ma per non essere distratti dallo studio i convittori non potranno esercitarsi «agli esercizij della Cavallerizza, cioè al saltare il Cavallo, Maneggi, Tornei, Corse d'annello, Facchino. assalr.o, o difesa di fortini, che distraggono soverchiamente dallo studio. Nè tampoco porranno occuparsi nel manc ·::-:·~· !Iella picca. bandiera. o spada. Riserbandosi ad apprendere con maggior profitto. e vantaggio le accennate Arti subito usciti dal Colleggio nella famosa Academia. o sia Cavallerizza reale, che gloriosamente fiorisce in questa Città colli auspici di Madama Reale. sotto eccellenti Direitori. e Maestri, in ogni genere, col concorso de' più qualificati Signori Forestieri. Potranno però apprendervi gli ahri esercizi propri de' Cavalieri non contenuti ne· precedenti; et oltre alle lingue Italiana, e Latina, anco la Francese, l' !storia. fortificatione, et altre scienze secondo la misura dell'abilità di c iasc heduno. Ma specialmente s'esercitaranno nel comporre con stile proprio, e non affettato, le lettere missi ve. colla maggiore purità di lingua. tanto conveniente alle incombenze de' Cavalieri nel servigio de' loro Sovrani.>>

Il convitto, che aveva sede nel palazzo fatto costruire da madama reale nel 1678 e attualmente occupato dali' Accademia delle Scienze, da quanto si può presumere doveva istruire anche coloro che in seguito avrebbero frequentato l'accademia. 1el periodo compreso tra il 1713 e i l l 720 i programmi di studio del colle-

gio venivano ampliati e modificati. Nel!' Informazione per chi vuoi' esser ammesso nel Reale Collegio di Savoja della Compagnia di Giesù sotto la

13) BRT, P.M. 3994.48. - icola Sossio nel 1572 istituì. con il patrocinio di Emanuele Filiberto, un Collegio dei Nobili, detto di S. Martino, ove si dovevano addestrare i giovani per la professione delle armi. Nel 1578 era frequentato da 120 alunni. e l 1595. a causa della peste, morirono quasi tutti gli allievi. Fu riaperto nel 1602. ma perdendo la sua fisionomia di istituto a carattere militare.


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Prote:ione di Sua Sorrana Maestà il Rè di Sicilia <14>era precisato: «S' insegnano tutte le scien1e di Grammalica. Umanità, Reuorica, Filosofia. Malematica particolarmente Geometria, Geografia. Cosmografia. Fortifica7ione, e Aritmetica, Cronolog ia, lsroria, l'arte delle Divise. ò sia Blasone, e s'istruiscano pan icolarmen te nell'arte dello scriver lettere, con quesw privilegio sopra d'altri Collegj. che avendo i Maestri, in C:tsa. ciascun Giovane è da essi in particolare assistito nelle ore dello Studio privato. oltre il pubblico ripetere a· suoi tempi . Per li principianti v'è un Maestro a parte il Quale spende sett'ore, e mezza del giorno in loro cultura: onde ne siegue, che quei, ch'entrano in età più giovane nel Collegio, se sieno capaci, riescano sodamente fondati. e meglio corri~pondano all'educazione prenesa. Vi è anche comodità d'apprendere la Teologia. le leggi Civili. c Canoniche. lingue Mraniere. Francese. et altre. mà perciò vanno alle Scuole pubbliche ben cusroditi. ò pure stipcndiano à parte ~aeMri Secolari; Benchè quanto alla lingua Francese. essendo assai comunemente usata in questo paese. dà molti ancora s'apprende senza Maestro. E perchè l'cducaLionc !>ia proportionata alla nobillà de' Giovani Cavaglieri. si pcrmeuono gl'esercizi Cavallereschi. c Stromenti Musicali, secondo il genio loro, e de' Parenti; e di tullo danno saggio frequentemente nelle pubb liche Accademie. che si fanno coll'intervenimento di Nobiltà della Real Corte, e de· Rcgj Magistrati , intenta à premovere il vantaggio della nobile adunanza.»

Questo istituto accoglieva nel tempo la gran parte degli studenti appartenenti alla nobiltà, che colti vavano l'ambizione di com piere gli studi universitari. Posto sotto la protezione del! 'autorità sovrana e alla sua immediata dipendenza fu però quasi sempre governato con regole imposte escl usivamente dai gesuiti. Per quanto concerneva l ' is truzione scolastica, nel collegio erano previste: per i più g iovan i, classi inferiori domestiche, dove s'insegnava a «scrivere con buon carattere, e correttamente così in Latino, come in Italiano»; classi inferiori per «li Rettori, Umanisti e Grammatici», che frequentavano i rispettivi corsi presso le scuole pubbliche; classi superiori o universitarie per i convittori filosofi, fisici, logici, legisti e teologi. La pratica degli esercizi cavallereschi era limitata al ballo, alla scherma e alla lingua francese. Dopo la soppressione dell'ordine gesuitico nei regi Stati. la direzione del collegio veniva dapprima affidata a un abate della chiesa metropolitana di Torino ( 1779), quindi trasferita alle dirette dipendenze dell'autorità governativa ( 1786) per essere successivamente assegnata ali' ordine dei barnabiti ( 1791 ) c15).

14) BRT. P.M. 3991.26. 15) F.A. Duboin. Raccolta per ordine di Materie delle Le1u~i cio~ Ediui. Patemi. Mani·

festi. ecc. emanate ne81i Stali d• Terraferma sino a/1'8 dicemhre 1798. vol. XVT. tomo XIV. pp. 857-77.


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GLI ISTITUTI DI EDl CA7101'E E DI FOR.\1AZIO~E Pf.R liFfiCIAl.l 'IEGLI STATI PREUI'ITARI

L'Accademia Reale o Cavallerizza Reale I programmi di studio della reale accademia comprendevano. come detto nel bando, molte discipline tra le quali la pratica dell'equitazione e l 'esercizio con le armi costituivano le componenti fondamental i. Nonostante molti autori nel passato ritenessero che l'impostazione generale di questo istituto rispondesse ai fini di dotare i discenti non solo di una istruzione militare e di una educazione da gentiluomini, ma anche dì una formazione quali futuri quadri della classe dirigente dello Stato e delle gerarchie militari. visto nell'ottica moderna ciò sembra discutibile: probabilmente la scuola era, almeno inizialmente, inadeguata anche alle esigenze del tempo. Della tesi più favorevole è il Ramella<l6) che afferma: «tale serietà nella preparazione militare trovava riscontro nella severità degli studi, giustamente equilibrati tra materie umanistiche e materie scientifiche e impartiti da insegnanti di grido». Anche il Rogier sembra condividere tale convìnzione07l. Di tutt'altro avviso erano, come si vedrà, il Claretta, il Cagnasso e l'Alfieri. Si è ritenuto opportuno accennare ai diversi pareri di vari studiosi sull'istituLìone dell'accademia reale soprattutto perché, come risulta dali· opinione comune, sembra che questa abbia goduto una fama superiore a quella meritata. Considerate le premesse, il compito affidato all'accademia non poteva sicuramente identificarsi con quello di conferire agli allievi aristocratici , ammessi per gradimento reale, un bagaglio cu lturale e militare per assolvere incombenze di alta responsabilità, educandoli nel contempo, a un severo culto del dovere. Senza dubbio il Duboin <18l esprimeva un giudizio equilibrato più rispondente alla realtà affermando: «Precipuo scopo dell'Accademia Reale ne' suoi primordi era la sola educazione cavalleresca e mantenutasi in tale stato or con prospere, or con avverse sorti insino ali 'anno 1730, in cui venne per le speciali cure di Vittorio Amedeo li compiutamente ristabilita». Indubbiamente l'accademia non poteva essere considerata un vero e proprio istituto militare per il reclutamento degli ufficiali, almeno nel primo periodo della s ua vita, poiché nella società del tempo i nobili acquisivano il grado per diritto di nascita.

t6) E. Ramella. op.cit., p. 2. t7) F. L. Rogier. R. Accademia Militare di Torino. Note storiche 1816-1870, pp. 26-7. 18) F.A. Duboin, op. ci t.. p. 791. nOla (l) di pp. 790-1.


GLI ISTITUTI MILITARI DI E Dt.;CAZIONI:: E FORMATIVI l'EL DL'CATO DI SAVOIA 1:: NEL REG NO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DFLLA REALE ACCADE'-11A MILITARE 11678· 18601

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L' indagine storica su questa scuola, astraendo dalle opinioni dei suoi esaltatori o detrattori, verrà ricostruita riportando in sintesi e allegando al testo i documenti atti a delineare oggettivamente il suo excursus storico. Tra i vari manifesti, regolamenti e fonti d'archivio si citeranno ovviamente solo quelli che possano rivestire un preciso o particolare significato neHa storia della sua evoluzione. Non risulta che questo istituto di educazione cavalleresca sia stato istituito con speciale provvedimento sovrano bensì si ha notizia della sua 0 co~tituzione solamente attraverso il bando ducale, del l settembre 1677. La sopraintendenza nonché la direzione della reale accademia erano affidate, con atto del 25 febbraio 1680(19>, al gran scudiere di sua altezza reale. Il primo ad assumere tale carica fu Carlo Ludovico S. Martino d' Angliè, marchese di San Germano. Direttore della scuola figurava il colonnello di cavalleria Salturn (20) _ Il suo nome compare nel verbale d'acquisto di 52 cavalli (dei sessantadue richiesti) per la cavaHerizza dell'Accademia, datato 23 dicembre 1680(21 >. Dalle Notizie sull' istitu:ione dell'Accademia Reale; Elenco di Accademisti; Regolamemo (a stampa) del 1679 (22 > si desume che in quell'anno l'accademia era frequentata da 49 alunni tra i quali 18 sudditi del Ducato e 31 stranieri, provenienti dalle regioni delr Austria, Baviera, Boemia, Lusazia, Moravia, Sassonia, Slesia, Tirolo e dalle città di Bologna e Venezia. Gli accademisti potevano avere a loro disposizione un proprio precettore, dei domestici e dei valletti. II programma giornal iero era così descritto: al primo tocco della campana (verosimilmente alle ore 6.30) i valletti dovevano predisporre quanto necessario per i loro padroni; dopo mezz'ora un secondo rintocco, avvisava il primo turno di maneggio che al terzo tocco (alle ore 8.30) doveva avviarsi alla cavallerizza per gli esercizi di equitazione, contemporaneamente l 'altra metà degli accademisti doveva portarsi nella sala di studio per assistere alle lezioni di geografia e sfera, di cronologia o di genealogia delle più importanti famiglie reali d'Europa. Al termine delle

19) F.A. Duboin, op. cit., p. 792. 20) G. Clareua. Sui primordi dell'A ccademia Militare di Torino. Nora storico-diploma tica , pp. 6 -7. 2 1) AST. Uni1·ersità. Accademia. Collegi e Scuole. ma. l.

22) AST, lstru;ione pubblica. Accademia Militare (già Reale Accademia) ma. l.


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GLI ISTITI<TI m FDl:CA710'1ff F DI FORMAZIONE PER LIIICIALI NEGl-I STATI PRElf:<nARI

lezioni, de!Ja durata di circa un'ora i giovani rientravano nelle proprie stanze per ripetere ciò che avevano appreso, per fare la prima colazione e prepararsi per l 'equitazione o per le istruzioni. Al nuovo suono della campana, tre ore dopo quella d ' inizio delle attività giornaliere (alle ore 10), le due aliquote degli alunni si scambiavano le attività scolastiche. Alle undici suonava il primo rintocco d'avvertimento per la messa, dopo mezz'ora il secondo, e poco dopo, al terzo gli accademisti si recavano alla cappella dove si trovavano anche il governatore e gli scudieri. Al termine della funzione religiosa passavano alla sala mensa dove erano apparecchiati tre tavoli rotondi ciascuno per 17 o 18 persone. Avevano a loro disposizione circa un'ora per consumare il pranzo. Dopo un intervallo conveniente, mentre una parte degli allievi si recava nella sala di matematica dove venivano istruiti, a seconda della lora preparazione, da due diversi maestri, l'altra era impegnata con i maestri d'armi, di volteggio e di danza. Le lezioni dei maestri di blasone, disegno e lingue venivano tenute nella sala delle matematiche, quelle con il moschetto e la picca nella sala d'armi o nel cortile. Tra un esercizio o un'attività e l'altra c·era un intervallo. durante il quale ciascuno poteva assentarsi per andare a fare merenda o per un diverso motivo. Due o tre volte la settimana i gentiluomini effetruavano delle evoluzioni militari con le armi. Il comando del drappello era affidato, a turno. a uno di loro, mentre gli altri eseguivano gli ordini. Alla fine delle esercitazioni i giovani potevano ritirarsi nelle proprie camere per impiegare il tempo a loro discrezione. Alle sette della sera. come per il pranzo. veniva suonato a tre riprese il prcavvi-;o per la cena. Al termine gli accademisti si recavano nuovamente in cappella per recitare. per circa un quarto d'ora. le preghiere sono la guida del cappellano. Un· ora dopo dovevano ritirarsi nelle proprie camere, quindi il silenzio al tocco della campana. La durata degli insegnamenti e delle istruzioni pomeridiane non appare chiara dalla lettura del documento, quasi certamente non doveva superare le due o al massimo le tre ore. Nei giorni di vacanza non erano previste istruzioni. Gli allievi potevano partecipare ai ricevimenti a corte, a cerimonie, feste c divertimenti pubblici. ma non uscire per motivi personal i se non in casi particolari , qualora autoriuati dal direttore. In autunno era prcvbto il loro trasferimento presso un forte per apprendere l'arte di attaccare e difendere una piana, pur osservando per gli allievi tutte le norme di sicurezza.


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Esercitazione di allacco a un fone compiuta dagli al lievi dell'Accademia Reale il l 0 maggio 1861.

Scuola di Applica:ione di Torino


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - L.E ORIGINI DEL.LA REALE ACCADEMIA MILITARE (1 678-1860)

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La validità di una scuola molto spesso è determinata dal valore dei suoi docenti e questi, vengono giudicati a distanza di tempo dai loro libri. Anche se le regole dell ' accademia di Savoia dell679 e del1682 affermavano che lo studio non doveva impedire agli allievi «di frequentare continuamente. per i tornei, giostre. balletti et altre pubbliche feste la Corte giustamente creduta una delle più vaghe d'Europa», dove agli accademici veniva riservato «un sito più ragguardevole e commodo da uno degli ufficiali delle guardie» <23l di madama reale, pur tuttavia non era trascurato l 'insegnamento delle materie scientifiche. Uno dei primi insegnanti nel 1678 fu Claudio Chappuis della Baume che pubblicò un suo Traitè , de géographie à l'usage de L'Academie royale de Turin. «Era un trattarello di ottantasei pagine, contenente un mero compendio dei rudimenti di quella scienza, che pochi anni dopo ritenevasi insufficiente al bisogno d eli ' Istituto» <24 l. Nel nuovo incarico di direttore degli studi subentrava, nel 1684, il professor Giorgio Ponza, autore de La science de l' homme de qualirè. Il Claretta<251 con malcelata ironia faceva notare che sotto quell'ampolloso titolo si celava «un prospetto generale di cosmografia, mitologia e istoria, sacra e profana, con qualche barlume di araldica. Se non si può affermare che inutile fosse la sua fatica; nè si abbia a paragonare il libro ad una di quelle tante operette scolastiche che piovono ad ogni sorger di luna. anche ai nostri giorni, ed in cui han nosi d'ordinario materie abborracciate alla meglio, con dediche rimboccanti di elogi a chi ebbe ad autorizzarle, sollecito più del vantaggio dell ' autore protetto, anziché di quello dei giovani, rutta via. bisogna egualmente ammettere, che giusta la consuetudine, quell'autore non fu scarso di lodi adulatorie ai principi nostri». Analogo parere esprimeva il Cagnasso <26l sul curioso manuale che conteneva «un po' di geografia e di astronomia in cui si imparava che l'empireo è il ciel o dei beati, che il firmamento è il cielo delle stelle fisse, che il sole è un pianeta tra Veneree Marte, che il sistema di Galileo è contrario alla Sacra Scrittura e perciò giustamente è stato condannato. Poi si passava alla politica e s i imparava che l 'Europa cristiana era da

23) F. l. Rogier, op.cit., pp. 26-7. 24) G. Claretta, op. c it., p. R. 25) G. Claretta. op.cit., p. 9. 26) F. Cagnasso. Culwra in Piemonte dal · 500 al "700 , da «La Monarchia piemontese nei secoli XVL- XVlll». pp. 61-2.


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GLI ISTITUTI Dl EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREUNITARI

considerare come res publica dei fedeli che hanno un medesimo interesse di vivere in buona armonia per arrivare al fine ultimo, la salvezza deli 'anima. Ma molte notizie si imparavano sulla situazione politica degli Stati europei, e poi sulla nobiltà, sui blasoni, gli stemmi, gli ordini cavallereschi». Il 28 settembre 1685 veniva pubblicato un manifesto, a cura di Giovanni Sinibaldo stampatore di sua altezza reale e della camera, sul Nuovo stabilimento della Reale Accademia di Torino, che per informatione della Nobiltà degli Stati di Sua Altezza Reale e della forestiera , che desiderasse frequentarla, ed esservi ricevuta(27>. Con questo bando il gran Scudiere di Savoia annunziava la scelta di nuovi accreditati maestri per l'istruzione degli allievi, l'importo delle rette, le prerogative accordate ai frequentatori, le scienze e gli esercizi che si insegnavano. In esso si faceva cenno a non precisati docenti scelti tra «i più versati, e i più esercitati Soggetti in ogni sorte d.i Scienza, Professione, ed Esercitij Militari», al barone di Poutrincourt, già scudiero ordinario nella grande scuderia del re di Francia, e a un altro espertissimo cavallerizzo come aiutante di maneggio. In merito alle materie e agli esercizi oggetto d 'insegnamento veniva confermato quanto proposto nel passato con l'aggiunta delle lezioni di fortificazione. Infatti così recitava il manifesto: <<ln deua Accademia s'insegna con esattissima applicazione a montar a Cavallo, correr all'Anello, et alle Teste de' Mostri, a ballare, far di Spada, volteggiare, gli esercilij del Moschetto. e della Picca. e Stendardo, l'evoluzioni, et ogn'ahro Esercitio Militare; Al che si aggiongono le Lettioni di Geografia, Matematica, Fortificazioni. Dissegno, e Blazone. l Signori Accademisti havranno la profittevole ricrea tione una volta l ' anno d'imparare ad assediare, er a diffendere le Piazze; essendosi a tal fine fatto construer un Forte regolare di cinque Bastioni, e s 'osserveranno in detto divertimento tutte le regole più moderne che s i praticano ne ' verj Assedij, senza che vi possa seguire alcun sinistro accidente, benchè l'Artiglieria. Moschetteria, Bombe, Granate, Carcasse, et altri fuochi si mettano in uso, come se si fosse in un vero Assedio.»

Le continue guerre che infierirono sul territorio piemontese non permisero all'accademia di svolgere il suo ruolo senza soluzione di continuità. Infatti venne chiusa intorno al 1690 (guerra della lega di Augusta l 69097)(28) e poi riaperta il 27 ottobre 1697 con il medesimo programma in vigore all'atto della sua fondazione.

27) F.A. Duboin, op. ci t.. p. 793 - Allegati al cap. l, doc. 2. 28) AST,Isrruzione pubblica , Accademia Militare (già Reale Accademia) ma. l add .• n. 2.


GLI ISTITUTI MlllTAKI DI EOUCAZIO:-<E E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO Dl SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADE.\11A MILITARE ( 1678- 1860)

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Il primo regolamento organico per la reale accademia di Torino che si conosca veniva redatto il 13 ottobre, a seguito del manifesto del 2 agosto 1697 che annunciava la ripresa dei corsi <29)_ Il documento, a firma del gran scudiero Adalberto Pallavicina marchese di Ceva e delle Frabose, ricalcava in linea dì massima, approfondendole, le norme stabilite ne[ 1679. Per quanto concerneva l'orario giornaliero delle attività, l'organizzazione delle vita dell'istituto e gli studi, vi si 'precisava che le istruzioni dovevano avvenire con le modalità dì seguito esposte. Dopo le prime operazioni mattutine mentre gli allievi del primo maneggio, gli ultimi ammessi al convitto, si avviavano alla cavallerizza per montare a cavallo, quelli del secondo maneggio si dovevano radunare in una sala per partecipare alle lezioni sulla sfera, sulla geometria, sulla geografia e sulla cronologia degli Stati sovrani. Al termine del primo periodo i giovani si ritiravano nelle loro stanze per la colazione del mattino. Successivamente mentre gli anziani si recavano al maneggio, dove i più capaci correvano all'anello, gli altri assistevano alle lezioni di geografia. Alle undici d'estate e alle undici e mezzo d'inverno gli accademisti, i loro precettori e i paggi partecipavano alla messa. Seguiva il pranzo. La durata della permanenza a mensa er.a di un'ora circa e un periodo altrettanto lungo era dedicato alla ricreazione. Al pomeriggio erano previsti per i due corsi gli insegnamenti di matematiche e disegno, scherma e volteggi, danza con l'accompagnamento di quattro suonatori, indi eser·cizi di bandiera, con il moschetto e i giochi con la picca sotto la vigilanza del governatore, del sotto governatore e di uno dei cavallerizzi. Terminate le attività pomeridiane gli allievi si ritiravano nelle loro stanze per studiare o chi lo richiedeva partecipava a lezioni su qualche disciplina particolare. Alle sette, dopo la cena, era previ sta la recita delle preghiere serali nella cappella e quindi una breve ricreazione. Alle nove la ritirata in camera e il silenzio. Nei giorni di vacanza i convittori, con l'autorizzazione del governatore de li 'accademia, erano l iberi di recarsi a corte o di attendere ai loro particolari interessi. Negli altri dì non era loro lecito uscire dall'istituto se non in caso di assoluta necessità. I paggi svolgevano le varie attività scolastiche separatamente dagli accademisti, tranne l 'equitazione per ragioni squisitamente organizzative.

29) F.A. Duboin, op. cit., pp. 795-9 - Allegati al cap. I . doc. 3.


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GLI ISTITlm DI EDUCALIONI:: E DI FOR!I<IAZIO:-IE PER UFl'ICIAU "EGli STATI PREUNITARI

È interessante riportare un breve stralcio di un articolo del regolamento relativo alle proibizioni poiché mette in luce alcuni aspetti del costume dei giovani: «Sono espressamente vietati a Signori Accademisti li giochi di rischio, specialmente di carte, per impedire i disordini che ne proven gono», in alternativa erano consentiti altri giochi leciti per i quali la perdita in denaro non doveva superare «la mezza doppia, non essendo in tal caso il perdente obbligato al sopra più, es"~'ldO parimenti prohibito di querelarsi, di bestemmiare. nè proferire alcuni disonesti discorsi, che possano offendere la ripurazione d'alcuno». L'atto, oltre a precisare altre varie regole di condotta per i docenti e per i discenti, definiva le norme amministrative e i doveri dei portinai, che erano definiti nel dettaglio e conferivano agli addetti ampie facoltà di controllo. L'organico prevedeva, oltre alla figura del governatore, del sotto governatore, insegnante di arte m.ilitare, e del cappellano, i maestri delle varie discipline e degli esercizi: il signor Ponza per la geografia, il signor Bertalla per la matematica, il signor Osasco per il disegno, il signor cavallerizzo di sua altezza reale Lindamor e i signori Bonetto e Roman per l 'equitazione, i signori Rousseau per la scherma, Dubois prevosto di sala, Rosseau per il volteggiare, Godon e Fonton e quattro suonatori per la danza. Alessandro per la picca. moschetto e bandiera e infine i due portinai Barberino e Pancaglieri. Nel testo era omesso il paragrafo relativo alle operazioni di campagna di assed io c di difesa delle piazze. L'unica citazione relativa alle attività spiccatamente militari, previste dalle informazioni precedenti, era appena accennata nel testo in francese del manifesto del 2 agosto< 30l. L'accademia sospendeva nuovamente la sua attività nei primi anni del secolo successivo, nel 1703, come rjsulta dai conti dei tesorieri della cassa reale<m, «interrotta per il corso di più anni da torbidi della presente Guerra». La riapertura era annunciata per il l 0 dicembre con il manifesto del 25 ottobre 1712<32>, il cui testo era redatto sulla falsariga del precedente. Questa data veniva però differita al l 0 maggio 1713, come è detto nell'atto del 15 aprile successivo, a firma del conte S. Martino di Baldissero governatore de li 'accademia (33) .

30) F.A. Duboin. op. cit.. p. 794. 31) AST. lstru:ione puhblu:a. Accademia Militare (già Reale A<·cademia) ma. l add .. 2. 32) F.A. Duboin, op. cit.. p. 799. 33) F.A. Duboin. op.cit.. pp. 800·1.


GLI ISTIT UTI MIL ITA RI DJ EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA- LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE ( 1678· 18601

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Nel 1722 veniva pubblicato un nuovo regolamento da osservarsi nell'accademia reale stabilito dal conte Piossasco di None gran scudiere di Savoia e sottoscritto dal citato govematore<34). Era per tutto simile a quello del 1697 se si eccettua il nuovo paragrafo relativo ai cani che recitava: «Essendosi osservato il disordine, che portavano li Cani, che qualcheduno de' Signori Accademisti tenevano particolarmente, o loro servienti, si proibisce ad essi eli tenere in detta Accademia alcuna sorte di Cani, per ovviare alli incidenti, che ne derivano». Figuravano inoltre attuate delle riduzioni all'organico: due erano ora gli addetti al maneggio, il conte Fava e il signor Roncian; non vi comparivano gli incarichi di insegnante di disegno, di prevosto di sala e di istruttore di picca, moschetto e bandiera; c'era un solo maestro di danza, il signor De Barche; sostituito infine l 'insegnante di geografia con il signor D. Falco. Vi compariva il nome del segretario Mangoti. Altra interruzione nel corso della esistenza dell'accademia è da ritenere probabile dal 1729 al 1730, forse per consentire il riordinamento dell'istituto. A differenza degli altri collegi dei nobili così diffusi soprattutto nell'area dell'Italia settentrionale e centrale, contemporanei deli 'accademia reale, lo scopo precipuo di questo istituto, non a caso denominato anche Cavallerizza Reale, era l 'educazione cavalleresca. Peraltro tale finalità era chiaramente definita dall'atto costitutivo e dai documenti riportati o citati. Non è forse azzardato quindi affermare che nel convitto, ai suoi primordi, l 'istruzione dei giovani fosse scarsa e fiacca e indirizzata più a fornire cognizioni generali di limitato valore culturale generale e militare che a formare la personalità degli accademisti.

La riforma del 1730 Il 28 agosto 1730 Vittorio Amedeo II ristabiliva nella città di Torino l'Accademia Reale, che subiva per volontà del sovrano un radicale rinnovamento, portato a compimento dal figlio Carlo Emanuele III subentrato nello stesso anno, a seguito dell 'abdicazione del padre, nella direzione dello Stato. II cavaliere Amedeo Ta~a veniva nominato governatore non solo perché facesse osservare gli ordini del re, ma anche perché provvedesse,

34) F.A. Duboin, op. ci t.. pp. 801-4.


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GU ISTITL'TI 01 EOL"CA710'F E DI FORMAZIONE PER U~TI ('IAU 'l!oGLI STATI PREI.Jl'-ITARI

con la sua autorità, al buon governo dell'istituto. Era pertanto incaricato di redigere un regolamento che definisse la nuova organizzazione dell'accademia e i corsi di studio da attuare per renderla più rispondente alla preparazione dei quadri dirigenti dello Stato. Il 7 settembre dello stesso anno veniva presentato il documento Notizie od istruzioni per quei che vorranno esser ricevuti nell'Accademia Reale di Torino <35 l che riordinava l 'istituzione. L'istituto pur rimanendo riservato ai soli nobili degli Stati di sua maestà, doveva servire non soltanto per l'istru;rione cavalleresca, ma anche per quella universitaria. Vi potevano accedere i giovani di età compresa tra i dieci anni compiuti e i trenta. Per essi era detto: «e per ogni Scienza, ed Esercizio. proprj. ed adattati alla loro età, alloro genio, etalento, troveranno Maestri proporzionati, abili, cd attenti alloro profittO>>. I cavalieri accademisti erano pertanto suddivisi in tre classi denominate appartamenti. Nella prima erano iscritti i gentiluomini che compivano, all'interno della scuola, gli studi cavallereschi ed erano avviati quindi alla vita delle armi; della seconda facevano pane coloro che seguivano presso l'Università gli studi di teologia, di filosofia, di legge; ne li ' ultima classe gli accademisti più giovani che iniziavano gli studi. Frequentavano pure le scuole interne de li' is tituto, formando categoria a parte. i paggi del re. L'accademia era retta da un governatore che aveva «eminente autorità sopra ogni ispezione, ed ogn i genere di Persone, e di Cose», che si avvaleva del maresciallo o sotto governatore «subordinato solo al Governatore, con giurisdizione sopra ogni atto, e sopra ogni materia civile, e cavalleresca» e del priore «COn l'ispezione similmente subordinata sopra qualunque genere di Cose, riguardanti la pietà, e lo Studio di Lettere». Nel primo appartamento o classe delle arti cavaliere che. l 'insegnamento era limitato ali 'architettura militare e specialmente ali 'equitazione, alla scherma, al ballo e al volteggiare. Non si negava però «ad alcuno il comodo di coltivare anche lo spirito con qualche studio di Lingue. d'Aritmetica. di Geografia. di Storia, e d'altri simi li insegnamenti». I convittori, assolti i doveri del cristianesimo e di applicazione negli esercizi prescritti, potevano curare la loro educazione di gentiluomini «con la frequenza delle Persone, o de' Luoghi più onorati c distinti, acquistare le conoscenze, e le maniere più civili, e colte del Mondo, e delle Corti».

35) Scuola di Applica1ione d'Arma. Museo storico -Allegati al cap. I. doc. 4.


G LI ISTITUTI MILITARI D I EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SA VOIA E NEL REG NO D I SARDEG NA - LE O RIGINI DELLA REALE ACCA DEM IA MILITA RE ( 1678· 1860)

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I giovani erano alloggiati in piccoli appartamenti uniformi tra loro, e arredati secondo il gusto dei singoli. Potevano disporre di un particolare governatore o precettore, di un paggio e di più domestici o servitori ed era loro consentito di «andar vestiti di qual colore, e di qual panno, e drappi vorranno; e per comparire o in Corte, o in visite, o in conversazione, adornarsi di quelle fogge decenti, che avranno più in genio». Nel secondo appartamento o classe degli scolari, le materie impartite erano propedeutiche agli studi! universitari «in qualunque delle Scienze, che ivi s'insegnano, dalla Rettorica inclusivamente, sino al compimento del Jus Civile, e Canonico, ed a qualunque Grado e Laurea che i vi si conferi sca». Gli studenti potevano praticare anche due o tre degli esercizi cavallereschi. In merito al metodo scolastico adottato era detto: «Lo Stu dio sodo, e pratico d'una vera Pietà sarà qui vi insinuato, come principio, mezzo, e fine d'ogni vero Sapere; ed alle massime di quello si uniranno documenti, e lezioni metodiche, con Accademie di quella morale Filosofia, o sana Cavalleria, che misura il vivere civile, o nobile con le regole del vero onore». Gli alloggi erano costituiti da appartamenti composti da una piccola camera con accesso diretto in una sala comune a otto studenti. Vestivano abitualmente una uniforme nera «fuorchè si andasse di soggiorno in Campagna; ed all'uscir di Casa solamente, come parte d'abito, e di stintivo di Cavalieri, porteranno la spada». Nel terzo appartamento o classe dei giovanissimi, gli alunni venivano istruiti nei principi della cristiana pietà, previsti per le basse scuole, nella grammatica, umanità, geografia e nelle lingue da «abili, prudenti, e discreti Maestri», senza peraltro uscire dall'edificio. Era inoltre detto che «s ' insegneranno essi principj di Scienze con metodo facile, civile, e particolare, con un'agevole distribuzione del tempo, divisa in que' proporzionati Esercizj, che vorranno imparare, corrispondenti ali 'età, ed alle forze de' soggetti, od in que' trattenimenti , adattati alloro talento, da cui possano anche ricavare profitto.[ ... ]. Gli elementi di quella sana Morale, accennata di sopra, per cui s' imbevono le prime nozioni del vero onore, e s'imprimono le giuste idee del Mondo, s'insegneranno con successive Lezioni, unitamente a ' principj di Storia». L'alloggio e l 'uniforme degli alunni erano uguali a quelli degli studenti del secondo appartamento. I giovani cavalieri che venivano educati nell ' accademia reale, oltre a godere della distinta protezione di sua maestà, qualora avessero desiderato


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GLI ISTITUTI DI EDl:CA7.10'1F F. DI FORMAZIO!\'E PER UFFICIALI !\EGLI STATI PREL'NITARI

abbracciare la carriera militare o quella civile avevano l 'assicurazione che «s'avrà riguardo alla coltura presa da cotanto utile educazione, ed ali 'applicazione, che ciascuno avrà dato , per abilitarsi al servizio della Corona. e dello Stato». I corsi iniziavano per gli accademisti studenti nello stesso anno, allorquando si «aprivano le Scuole all'università, mentre per, coloro che erano avviati agli studi cavallereschi e per i giovani ssimi alla metà del mese di novembre». A completamento delle regole inserite negli allegati veniva precisato, con il vigl ie u o del 14 novembre 1730, che i reali paggi in attesa dell'allestimento dei nuovi appartamenti destinati loro nel palazzo vecchio. dovessero alloggiare nell'accademia senza però avere contatto alcuno con altri accademisti (36>. Carlo Emanuele llll '8 novembre 1730 inviava l'Istru zione a Voi, Cavalier Tana, Governatore della nostra Reale Accademia per l'accertato Governo della Medesima <37l, con la quale impartiva le sue direttive affinché nello stabilimento «la buona coltura della più di stinta nobile Gioventù de' Nostri Stati. dalla cui buona educazione speriamo debba ridondare ad essi sommo vantaggio, e sempre maggior servizio ed utilità alla nostra corona. ed affinchè da questa prima erezione abbia la suddetta Accademia una norma perfetta. durevole, ed ordinata al fine, che ci s iamo proposti». Le disposizioni riguardavano sia gli Accademisri , quindi avevano per oggetto la loro ammiss ibilità, la regolamentazione da prescrivere per i singoli appartamenti nonché la definizione a grandi linee dell ' impostazione educativa, didattica e disciplinare dell'istituto, s ia gli Uffiziali Maestri ed altri Domestici, s tabilendo i rapporti di subordinazione tra le varie figure dell'accademia, i doveri , i compiti e il comportamento degli insegnanti e degli assistenti alle camerate nei confronti degli allievi e infine le norme di carattere generale per gli amministratori, per la tenuta degli atti contabili e per il controllo del personale addetto ai vari servizi. Il cavalier Tana redigeva, attenendosi alle volontà del sovrano, le Istruzioni per il buon governo dell'istituto, che venivano approvate ed elogiate dal re il 20 novembre 1730(38)_Erano costituite da tredici articoli: l. Istruzione per i maestri degli esercizii cavallereschi; 2. Istruzione per i maestri letterari; 3. Istruzione per gli assistenti alle camere;

36) AST, Reperwrio dal 1711 al 1814. re g. l. 167. 37) F. A. Duboin. op. ci t.. pp. 804-9- Allegati al cap. l. doc. 5. 38) F.A. Duboin. op.cit.. pp. 810-29 - Allegati al cap. l. doc. 6.


GLI ISllTUTI MILIT ARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DI.:CATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE (1678-1860)

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4. Istruzione pel segretario; 5 _ Istruzione pel tesoriere; 6. Istruzione pel controllore; 7 _Disposizione delle tavole e delle cucine; 8. Istruzione pel mastro di casa o spenditore degli accademisti studenti e pel credenziere suo sostituto; 9. Regole per i camerieri o servidori particolari degli accademisti in quanto si debbono accomunare alla disciplina domestica dell'Accademia; 1O. Obbligo degli uscieri; l L Istruzioni pei camerieri degli accademisti studenti; 12. Obbligo degli infermieri; 13. Obbligo del porti naro. Il documento, che si dilungava a precisare talora nei più minuti particolari le incombenze e le attività del personale chiave dello stabilimento, ci consente di conoscere il nuovo ordinamento dell'accademia e la sua particolare organizzazione. Le informazioni che si desumono dalla lettura delle istruzioni, pur interessanti, appaiono di minore rilevanza in relazione a quanto già esposto, fa forse eccezione il titolo IV. Personaggi originali nella storia degli istituti di educazione e importanti per la loro continua e costante opera educativa erano indubbiamente gli assistenti alle camere degli studenti, che dovevano essere scelti tra i «talenti fra i più abili e morigerati dell'Università, di quelli, che già fatto almeno il corso di Filosofia vorranno preseguire lo studio di quelle arti, o scienze più colte, per mezzo di cui abbiano in mira di abilitarsi a rendersi Maestri in esse, e Professori nelle migliori Cattedre sì delle Provincie, che delle Città medeme». Seguivano gli accademisti in ogni loro attività e momento della giornata con l'esclusione dei periodi delle lezioni scolastiche, svolte nell 'ambito interno, e degli esercizi cavallereschi_ Tra le curiosità da riportare, che emergono dalle istruzioni, è senza dubbio la composiz ione dei pasti principali , diversi per gli appartenenti al primo appartamento e per quelli delle altre due classi: il pranzo dei primi era rappresentato «da due portate di cucina e una di credenza», la cena «da una sola portata di cucina e una di credenza oltre alle minestre»; per i secondi, invece, di giorno «tre piatti di cucina diversi, in oltre la minestra, la frutta e il cacio», alla sera due piatti di cucina, del formaggio e dell'insalata. La quantità di carne giornaliera prevista per ciascun individuo era di diciotto once (circa 245 grammi) se di vitello oppure di un pollo. Il pollame veniva distribuito tre volte alla settimana. Il 13 dicembre 1730, con regio biglietto, veniva accordata agli accademisti la facoltà di accedere all'università e l' assegnazione di «un posto distinto in ogni scuola, e funzione di detta Università» in banchi separati.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICI ALI NEG LI STATI PREUN TTARI

Con provvedimento del 15 aprile 1734 venivano attribuiti particolari riconoscimenti e privilegi per l 'accesso agli uffici pubblici agli Accademisti Laureati<39)_

Sono estremamente significativi, anche se considerano un periodo ridottissimo, i dati inerenti al numero dei frequentatori del convitto negli anni 1730, 1731 e 1732. In quel lasso di tempo furono accolti rispettivamente 48,44 e 46 allievi<4 0>. La classe del primo appartamento ven iva chiusa dal1733 al 1734, a causa della guerra di successione di Polonia. Da un piano presentato per ristabilire la cavallerizza dell'accademia risulta che alla data del 26 ottobre 1736 esistevano, per più di 25 allievi, 27 cavalli, dei quali però sette non erano da montare e due da riformare. La richiesta sollecitava di portare, con provvedimento immediato, a 40 il numero delle cavalcature, ritenendo peraltro indispensabile disporne di almeno 45 e inoltre si faceva presente che nel periodo 1715-19 esistevano nell'istituto 60 cavalli. In attesa della rimonta si auspicava l'autorizzazione per poter attingere ai quadrupedi della scuderia reale, con carico di restituzione ali' atto deli' approvvigionamento <4 1>. L'ordinamento dello stabilimento veniva ritoccato nel 1738 con la concessione di istituire in esso una scuola per la rettorica minore; nel 1753 con l'emanazione di alcune disposi zioni per la sua amministrazione economica <42>. L' ori_anico o la pianta di tutti gli ufficiali e maestri deU' accademia dell'anno 1740-41 era il sottoriportato<43l: governatore governatore in secondo

conte Gabaleone di Salmour ( 16.4.1734) cavaliere di S. Sebastiano Mons di Roas, subentrato nel 1741 al cavaliere Gaetano Viarigi di Rovascio (12.9.1738)

priore

teologo Borgarello

primo cavallerizzo

Giovanni Michele Capisolo

39) F.A. Duboin, op.cit.. pp. 829-31. 40) F.A. Duboin, op.cit., p. 791, nota ( l ) di pp. 790- 1. 41 ) AST.lsrruzione pubblica. Accademia Militare (già Reale Accademia) 1730-59, ma. l, n. 3. 42) F.A. Duboin, op. cit., pp. 8 1O-l e pp. 832-6. 43) AST, Istruzione pubblica, Accademia Militare (già Reale Accademia) 1730-59 ma. l add., n. 6.


GLI ISTITUTI MJLITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE (167&· 1860)

segretario tesoriere controllore

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Uffiziali subalterni stipendiati Cristoforo Papanti Berta Pietro Bovery (Rachetta)

Maestri da pagarsi dall'Accademia colli causali delle lezioni che daranno a misura, che si esiggeranno dal/i Penzionarj secondo resta espresso nel manifesto primo cavallerizzo Giovanni Michele Capisolo secondo cavallerizzo Pietro Lanciano aiutante di cavallerizza La Piera (Mazzone) primo maestro di architettura militare ten. colonnello Ignazio Bertola secondo maestro di architettura Antonio primo maestro di scherma e Giacinto Rosso volteggiare secondo maestro di scherma e Filippo Rosso volteggiare primo maestro di ballo Antonio Mion Pietro Tommaso Mion secondo maestro di ballo Maestri Letterari stabiliti sopra la cassa delle penzioni o stipendi fissi lettere umane .e ripetizioni di rettorica don Francesco Triveri don Gianbattista Signori! grammatica maggiore e ripetizioni di filosofia don Claudio Gaini elementi di lingua latina e francese geografia, storia e geometria speculativa don Villa d 'istituta e digesti da ripetere ai dottor Gastaldi candidati all'università e leggi municipali in sostituzione della legge comune ortografia e lingua italiana, Cristofaro Papanti supplenze varie primi elementi di filosofia morale ornata poi di dottrina e d'erudizione per gli studenti universitari L'elenco del personale di servizio con funzioni varie, riportato nel documento, viene omesso per lo scarso interesse storico. Nel 1741 facevano seguito aE!e istruzioni del 1730 dei provvedimenti integrativi ad alcuni argomenti: sulle relazioni con i superiori, sulle licenze, sulla cappella e sul refettorio.


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GLI ISTITUTI DI I:DUCALIONli c DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU'<ITARI

Nel 1753 furono condotti degli studi per migliorare rorganizzazione dell'accademia sotto tutti gli aspetti. Infatti, oltre ai citati provvedimenti amministrativi ne venivano attuati degli altri per il buon governo dell'istituto con la Memoria delle Disposizioni particolari, che si credevano necessarie per il buon Regolamento della Reale Accademia e con la presentazione di un Pror:getto di nuovo Regolamento per gli Studi degli Accademisti. Tale impegno è confe rmato dalla presenza agli atti della Relazione del maneggio della Reale Accademia di Neusradr (Relation touchant la nouvelle Académie de Neustadt)<44>. Questo estratto di una lettera da eustadt del 9 settembre 1753 delinea gli aspetti essenziali dell'accademia militare austriaca, preposta all'educazione dei gentiluomini destinati alla carriera delle armi. Il corso degli studi prevedeva l'insegnamento delle matematiche. della fortificazione, delle lingue, dell'equitazione, delle varie armi bianche c della danza. Gli accademisti venivano istruiti ali 'uso delle armi da fuoco portatili e delle artiglierie ed erano chiamati a svolgere tutte le att ività de lla truppa, anche le più umilianti, dei graduati, dei sottufficiali e degli ufficiali. Tutta la cura era volta a fare dei giovani dei soldati, dei cristiani. degli uomini di mondo e dei galantuomini e non già dei monaci. La scuola, che aveva ede nel castello della città, in cui si respirava un'aria di guerra, era sottoposta alla sopraintendenza del generale di fanteria e diretta da un maggior generale che si avvaleva di un tenente colonnello, di un maggiore e di venti sei ufficiali, tra capitani e tenenti, tratti dai vari reggimenti. Al termine del corso erano riservati ai licenziati alcuni posti nei reggimenti in qualità di ufficiali di fanteria (drapeax) o di cavalleria (étendarts) . Questo istituto è citato anche in un documento datato 20 settembre 1755, relativo alla Nobile Accademia Militare di Vienna, eretta per ammaestrare la nobile gioventù nelle arti cavalleresche e nella disciplina militare. All'Accademia e Scuola de' Cadetti di Neustadt accedevano a titolo gratuito i figli degli ufficiali e i nobili (400 cadetti). Gli allievi, in età d'aver assolto gli s tudi , vi apprendevano l'arte dell'ingegnere (fortificazione), la storia, la geografia, le lingue boema, ungherese , italiana e francese, il ballo ed erano addestrati negli esercizi militari, nella spada e nell 'equitazione <45>.

44) AST. lsrru;;ione pubblica. Accademia Militare (già Reale Accademia) 1730-59. ma. l. n. 5 e 5A, n. 6 e n. 8. 45) ASMI. .Wilitare. Scuole AZ. 407.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARD EGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA .MILITARE (1678-1860\

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II l 0 maggio 1755 veniva pubblicato un Regolamento simile a quello del 1730, eccezion fatta per la premessa. Era nuovamente concessa ed estesa l 'ammissione a qualunque persona nobile ancorché non appartenente agli Stati di sua maestà<4 6)_ Considerazioni non positive su questa nostra celebre istituzione emergono dagli atti d'archivio. Una copia rimessa da un anonimo il 20 dicembre 1757 al conte Bogino perorava la riforma della reale accademia e tra l'altro recitava: «L' istituzione degli Accademisti del secondo e del terzo appartamento è diretta principalmente à formare una pipiniera di nobile gioventù nelle facoltà di Teologia, di Legge e in quelle primarie e principali nozioni scientifiche che sono indispensabili agli Militari, affinchè mediante questa si abbia un fondo di sogetti per rimpiazzare i posti che vacano fra la gente di Toga e di Spada» <47)_ Dal progetto d 'un nuovo regolamento per gli studi degli accademisti destinati alla carriera militare, verosimilmente del 1759, (Noveau Règlement sur les Sciences, et !es Arts, aux quels devront s'appliquer Messieurs !es Académistes qui voudront embrasser la profession des Armes)<48>si desume che l'accademia nata nel 1730 con l'intento di educare i nobili dovesse d'ora in avant.i essere obbligatoria per coloro che volessero attendere al mestiere delle armi. Nel 1759 il governatore cavaliere Francesco Maria di Villa conte di Villastellone emanava delle regole particolari per gli allievi del secondo e terzo appartamento, dalle quali si arguisce che il grado di educazione posseduta dai giovani convittori non doveva essere rimarchevole e comunque inferiore alle aspettative del rettore<49). Si citano solo alcuni passi significativi: <<4. È proibiw indistintamente, ed in qualunque tempo andar a balli, ridotti. giuochi pubblici, bettole, botteghe di caffè, ed a qualsivoglia altro luogo dove non istia bene d' andare a persone onorate e di qualità. [... ] 6.

La civiltà, e buona creanza non soffre, che alcuno si porti alla Cappella, o vada a vanI i de' Superiori, senza essere vestito decentemente, e che neppure esca d i sua came-

ra. e mollo meno di camerata in abilO di libertà. e di camera. [... ) 9.

In quanto poi alla ricreazione dopo il pranzo. dopo la cena. ed in qualunque altro tempo ognun sa ch'ella ha per fine l'onesto sollevamento del corpo, e del lo spirito

46) F.A. Duboin, op. cit., pp. 836-41. 47) AST. Istruzione pubblica. Accademia Militare. (già Reale Accademia) 1730-59, ma. l, n. 16. 48) AST. lstmzione pubblica. Accademia Militare. (già Reale Accademia) 1730-59, ma. l. n. 16. 49) F.A. Duboin. op. cit.. pp. 848-50.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI ST ATI PREUNITARI

insieme, e che non è istituita per alzar le grida, per far dello strepito di sordinato, per motteggiare o beffar alcuno. per eccitar contese, e per altra si mil cosa: il che si vede fare talvolta dalle persone rozze e mal disciplinate. [.. .] 12. Gli altri poi, che hanno le loro scuole entro dell'Accademia, sappiano, che è lo ro dover tener ne lla scuola il posto che verrà assegnato a c iascuno: starvi con silen zio, e con attenzione, e prestar ubbidienza, e rispetto a' lor professori, e non uscir mai di scuola senza la permissione di essi. [... ] 15. Essendo la Chiesa casa di Dio, e luogo d ' orazione, dove molto più, che altrove egli sta disposto ad asco ltar le preghi ere deg li uom in i. ragion vuole che vi si entri. e vi si stia con quel silenzio, rispetto, e riverenza, compostezza e raccoglimento di spirito. che si conviene alla sam ità del luogo. [... ] Non si giudica necessario dar avvertimenti intorno ad altre cose, per esempio, all'aver la dovuta cura degli abiti: al tener la persona pulita, netta, e con proprietà; al conversare cogli altri Cavalieri con maniera civile, e con gentilezza di tratto, e ad altre si mil i cose. Imperciocchè dovendo servire questa Rea! Casa solamente per l'educazione de· Giovani nobili, e di buona aspettazione, sarebbe far loro un pic-colo torto, quando nulla, o molto poco si vo lesse dare ai buoni ammaestramenti, che avrà ciascuno ricevuti in casa propria da ' suoi Genitori, e Maestri, ed ai sentimenti d'onore, che suole instillar natura a chi è nato di sangue ill ustre . Ben è vero però, che, ove lo richieda il bisogno, si daranno a tempo, e luogo gl i opportuni provvedimenti.»

Un 'idea più precisa sul funzionamento dell 'accademia nel periodo 17581766 e sull'iter scolastico si evince dali ' autobiografia di Vittorio Alfieri. Certamente il suo spirito caustico e dissacratore è da ritenere non del tutto obiettivo, pur tuttavia gli stralci che si riportano negli allegati (50) possono essere considerali una testimonianza attendibile. Da quanto si può capire dal testo il passaggio dal terzo appartamento agli altri era subordinato al superamento delle classi previste. L'accertamento dell'idoneità alla frequenza della classe successiva avveniva mediante esami, sostenuti alla fine de li ' anno. Ciò implicava pertanto, secondo il metodo didattico gesuitico, l 'aver raggiunto una prestabilita progressione negli studi. Le tappe erano rappresentate, per il terzo appartamento, dalle varie classi allora tradizionali : la grammatica, l 'umanità, la rettorica; per il grado superiore o secondo appartamento la filo sofia o logica, la geometria, la fisica, l'etica, la storia e la geografia. Gli allievi di questo appartamento dovevano assistere alle lezioni dell ' uni versità e quindi decidere l ' indirizzo del successivo corso degli studi. Era previsto, per coloro che aspiravano alla laurea in legge, l ' insegnamento del diritto civile e canonico, corso della durata di quattro anni. Sicuramente, a fattor comune nei vari anni, era prescritta la·frequenza delle lezioni di lingua francese e facoltativa quella di musica.

50) V. Alfieri, Vita di Vittorio Alfieri scrirra da esso. pp. 23-45 - Allegati al cap. l, doc. 7.


G LI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMAT IVI NEL DUCATO DI SAVO IA E NEL REGNO D I SARDEGNA - LE O RIGINI DELLA REA LE ACCA DEMIA M ILITARE (1678-1860)

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Dal terzo appartamento dopo cinque anni era possibile passare al primo. La permanenza in quest ' ultimo, dove lo studio era un'attività del tutto marginale, era di tre anni. U curriculum scolastico dell'Alfieri da quanto è dato sapere doveva in verità costituire se non un'eccezione sicuramente un caso non troppo frequente .

Le modifiche al Regolamento del1769 Il nuovo Ref!,olamento per l'Accademia Reale di Torino ed istruzioni per coloro che vorranno esservi ammessi del l 0 novembre 1769 <5 1>, fatto pubblicare dal governatore cavaliere Emanuele Ignazio di Campilione dei conti di Luserna, si differenziava dal precedente essenzialmente perché mentre nel documento del 1755 era detto testualmente: «Nel secondo appartamento si riceveranno gli Accademisti di quella classe di Scolari. che vorranno proseguire gli studj all'Università in qualunque delle Scienze, che ivi s' insegnano, dalla rettorica inclusivamente, sino al compimento del Jus Civile, e Canonico , ed a qualunque grado, e Laurea, che ivi si conferisca» ora era scritto: « el secondo appartamento si riceveranno non solamente gli Accademisti di quella Classe di Scolari, che vorranno intraprendere il corso delle Scuole militari, ma anche coloro, che vorranno proseguire gli studj all'Università in qualunque delle scienze, che ivi s'insegnano, dalla Rettorica inclusivamente , sino al compimento del Jus Civile, e Canonico, ed a qualunque grado, e Laurea, che ivi si conferisca». Era pertanto previsto per i militari un corso di studi che contemplava una gamma di insegnamenti comprendenti discipline umanistiche, scientifiche e mi litari. Tale innovazione di rilevante importanza per la modi fica sostanziale che introduceva nei programmi scolastici deli' accademia, di fatto doveva essere stata apportata sin dal 1759. In tale anno, infatti, era stato già pubblicato lo stesso orario per gli allievi de l secondo e terzo appartamento<52>. La distribuzione delle ore per gli accademisti era la seguente :

Primo appartamento Dall'inizio di novembre alla fine d'aprile: Alle sei sveglia e preghiere, alle sette ballo, alle otto cavallerizza, alle dieci la messa, alle undici cosmografia e geografia, alle dodici pranzo.

51 ) F.A. Duboin, op. ci t., pp. 839-46 - Allegati al cap. l , doc. 8. 52) F.A. Duboin. op. cit.. p. 50 nota ( l).


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GLI ISIIJUTI DI EDUCAZIO:O.E E 01 FOR \I ~ZIO~'E PER LFJ ICIALI NEGU STATI PREU'IITARI

Al pomeriggio: alle due e mezzo scuola di scherma. alle tre e mezzo aritmetica, geometria. architettura militare e civile, alle quattro e mezzo stu dio libero e alle sette e mezzo cena. Nei giorni di vacanza la messa veniva celebrata alle nove. Dal primo maggio a fine ottobre: Alle sei sveglia e preghiere, alle sette ballo, alle otto cavallerizza, alle nove la messa, alle undici cosmografia e geografia. Dopo il pranzo: alle due e mezzo scuola di scherma, alle tre e mezzo studio libero, alle quattro e mezzo aritmetica e architettura militare o civile, alle sette e mezzo cena. Nei giorni festivi la ritirata era prescritta per le ore ventidue e trenta. Secondo e terzo appartamento Dal primo novembre al primo maggio: Alle sei svegli a, alle sei e mezzo orazioni, quindi studio per gli studenti di lettere e cavallerizza per coloro che vi erano destinati, alle sette e mezzo la messa, il ballo e la prima colazione, alle nove lezioni ali" università o in sede. Per i militari: cosmografia al pri mo anno, geografia al secondo e storia al terzo, alle dieci aritmetica e geometria speculativa al primo, geometria pratica in carta e su l terreno al secondo e prospettiva e disegno mi l itarc al terzo anno. Gli alunni delle scuole letterarie invece assistevano ad alcune lezioni in accademia, ad altre all 'università. Alle undici e tre quarti pranzo e ricreazione. Al pomeriggio era prescritto per i militari: la fortificazione regolare (per il primo anno); l'irregolare (per il secondo); l'attacco e la difesa delle piazze ed esposizione dei sistemi c lassici e principi di tattica (per il terzo). Alle tre iniziava la scuola per gli universalisti e alle tre e mezzo la scuola di scrivere e studio per i militari, alle quattro e un quarto merenda e ricreazione, alle quattro e tre quarti terza parte del rosario e studio libero, alle sei e mezzo ripetizioni per i letterari e lingua francese per i militari, alle sette e tre quarti cena e ricreazione, alle nove preghiere e alle nove e mezzo spegnimento dei lumi. L'orario per le feste di precetto ecclesiastico prevedeva: la sveglia alle sei e mezzo, alle sette pregh iere e studio libero, alle otto e mezzo congregazione c colazione, alle dieci e mezzo studio, alle undici e tre quarti pranzo e ricreazione; al pomeriggio: alle due catechismo, (dottrina cristiana alla domenica e orazioni in cappella nelle alt re festività), alle tre e un quarto ricreazione o passeggiata, alle quattro e mezzo merenda. alle cinque terza parte del rosario e studio, alle sei e mezzo ripetizioni , alle sette e tre quarti cena e ricreazione, alle nove preghiere e riposo.


GLI ISTITUTI MILITAR I DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE (1678-1860)

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Nelle feste non di precetto le varianti al precedente orario erano minime: alle otto e mezzo colazione, alle nove la messa e lo studio sino alle dieci e mezzo, indi ricreazione; al pomeriggio dopo il pranzo: ali 'una studio, alle tre ricreazione, quindi la distribuzione delle occupazioni era analoga a quella stabilita per le festività religiose. Nei mesi di marzo e aprjle erano previste delle modifiche a quanto detto. Dali ' inizio di maggio sino alla fine dell'anno scolastico l'orario veniva mutato in funzione della convenienza e della stagione. Nel documento apparivano alcune innovazioni: l'introduzione nell' organico della figura del sotto-priore con le stesse incombenze del priore; il carattere di albergo assunto dall' accademia per cui un convittore poteva avere con sè un compagno di viaggio; l'impegno scolastico richiesto ai giovani ammessi con gradimento reale per «occupare le prime cariche dello stato ecclesiastico, militare, o civile». In particolare era sancito che quelli del primo appartamento non sarebbero stati proposti dal governatore a godere le grazie del sovrano qualora agli esami non avessero dato «saggio de' loro studj, e di soda applicazione a' loro doveri in riguardo alle scienze e alle arti cavallesche». Con il manifesto Sys1ème prese n/ de l' Académie Royale de Turin senza data, ma anteriore al 1766<53>, era fatto preciso obbligo agh allievi della prima classe di coltivare la mente con qualche studio delle scienze. La decisione del potere politico, a iniziare dagli anni quaranta, di coinvolgere la nobiltà nella vita e nella gestione dello Stato affidando le alte cariche della nazione a coloro che conseguivano la laurea, vedeva un incremento degl i studenti universitari appartenenti alla nobiltà. Sui registri universitari dell753 appaiono per la prima volta i nomi di nobili provenienti dai tradizionali istituti scolastici degli aristocratici cioè dal Collegio de' Nobili e dall'Accademia Reale. La presenza diventerà di assoluto rilievo per i primi a partire dal 1760 e per gli altri dal 1770<54 >. Gli alunni provenienti dal collegio e dall'accademia godevano della dispensa di un anno del corso unive rsitario di teologia e di legge. Dalla risposta del conte Michele Pignatelli, ministro di sua maestà il re di Napoli presso la corte di Torino, alla lettera del 22 febbraio 1768 indirizzatagli dal cavaliere consigliere caporuota Francesco Vargas Macciucca, .in cui chiedeva «come vengono in cotesta Capitale governati i

53) F.A. Duboin, op. ci t. , p. 842 nota (l). 54) Bollettino sto ri co-bi bliog rafico Subalpino LXXVI, 1978, Ricerche sull'Università di Torino nel Seuecenro (estratto) .


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 f ORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU"'rTARI

Collegi , o Accademia di nobi li Convittori, così perciocché riguarda la coltura dello spirito nella pietà, e negli Studj , come altresì nel loro manteni mento ci rca il vitto, ed esercizi cavallereschi», si ha la conferma che l 'accademia continuava ad assolvere il compito di fo rmare i quadri dirigenti dello Stato e gli ufficia li per le sole armi di linea. L'ambasciatore riferi va<SS) che l'istituto era diviso in tre classi o appartamenti , godeva della generosità reale ed era dal re protetto e, particolare curioso, la scuderia reale forniva quotidianamente i cavalli da maneggio agli accademisti. Poneva in particolare risalto che «Si mani fes ta quasi per Statuto in beneficio degli accademisti i quali giunti ad una certa età da prender Stato, e dove per irregolar condotta non abbiano demeritata la grazia del Governo, vengono premo i a decenti impieghi secondo la loro inclinazione, ed abilità, e coloro che bramano d'incaminarsi per la Carriera militare, escono dall'Accademia impiegati nell'Eserc ito o come Alfieri, o come Cornette». In merito alle modalità di svolgimento delle lezioni informava che «le comunità dell'Accademia, e quella del Collegio delle Provincie <56) vanno ne' giorni. ed alle ore stabilite ali 'Univer ità de' pubblici studj , Edificio poco distante dalle rispeltive dimore, ad imparare le scienze, secondo le diverse Classi, ed applicazione de ' giovani, all'infuori di quelle che comprendono le prime Scuole, le quali s i esercitano in Casa». E infine metteva indireltamente in rilievo la considerazione in cui era tenuta l' accademia, come traspare dalle seguenti righe: «Vi è in questa Capitale anche il Collegio de· obil i, governato, e retto da Padri detti della Compagnia di Gesù, di cui non credo di dovermi far carico in questa Relazione; principalmente perché egl i corre a gran passo alla sua decadenza, prefcrendosi dalla obiltà la Regia Accademia, e poi perché le Regole, e Discipline di esso sono quelle s tesse di tutti gli altri Collegi sotto il governo gesui~co » . Alla citata lettera era allegato il regolamento dell'accademia.

55) ASN, Casa Reale Antica. 1314. 56) ln merito ai collegi sulla lettera è ancora detto <<un 'altra o pera pubblica pe' i due stati inferiore c quello della Nobiltà; opera degna di tutto l'a pplauso non meno per la sua Savia istituzione. che per l'u tile grande, ch 'ella produce 1ra sudditi; Ella è quella del collegio detto delle Provincie, eretto sotto gli auspici élel re Vittorio Amedeo )... ]Il principale oggetto di questo Collegio. e che la sua primiliva istituzione si fù in vantaggio di 100 Alunni da nominarsi da tutte le Provincie di questi Stati Cisalpini col concorso di tuili quei requi siti. si chiesti dalla Reale Tstruzzione. da mantenersi. nutrirsi. istruirsi nelle scienze, e nelle arti senza dispendio delle proprie famiglie. ma della munificenza del Sovrano.>>


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA ~11 LITA R E (1678· 1860)

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Le modifiche al Regolamento del 1778 La situazione scolastica e dell ' educazione degli aristocratici in questo periodo storico e gli inconvenienti derivanti dall'esistenza di più istituti erano delineati dal Piano ragionato per la distinzione degli Studj fra le due Case di educazione, la Reale Accademia, ed il Collegio de' Nobi/i (57>, documento di un estensore anonimo, forse del governatore, e privo di datazione. Le proposte presentate con questa memoria costituiranno peraltro l'oggetto delle modifiche apportate nel 1778 al regolamento dell ' accademia. L'autore del piano, che esordiva con la premessa: «Non essendovi un gran numero di giovani Nobili che si applichino negli Studj nella Reale Accademia, e nel Collegio detto de' Nobili», riteneva necessario prendere in considerazione J'opportunità di fondere le due istituzioni, considerati lo spreco di denaro pubblico, l ' impossibilità di stimolare una generosa emulazione tra gli studenti nell'impegno scolastico e l'esistente gelosia tra i due corpi insegnanti. Inoltre il provvedimento avrebbe consentito di disporre, senza ulteriori oneri, di rinomati docenti. Vi era formulato il suggerimento di attribuire al collegio il compito d'i struire gli scolari nella grammatica inferiore e superiore, nell'umanità e nella rettorica, corsi d'insegnamento questi che erano attuati già da quattro anni. Ciò avrebbe permesso di ovviare all'inconveniente della coabitazione in un unico istituto di giovanissimi e di studenti universitari e quindi di eliminare la fonte di disordini e di altri incidenti. Terminato il primo ciclo scolastico gli allievi sarebbero stati avviati ali 'accademia per la prosecuzione degli studi. Questa nuova impostazione, assicurando ai frequentatori un miglior profitto nell'apprendimento, avrebbe, secondo l'autore, garantito l ' iscrizione di un maggior numero di accademisti. Le Memorie del Governatore dell'Accademia per diverse provvidenze relative alla medesima (5 8) dalla datazione incerta 1777 o 1778, rappresentavano la necessità, già sostenuta nell775, di introdurre ali 'inizio del corso quinquennale del secondo appartamento l 'insegnamento della fisica, la cui conoscenza era ritenuta particolarmente importante per i militari.

57) AST, IsTruzione pubblica. Accademia Militare (già Accademia Reale) 1677- 1778, ma. l add., n. 9. 58) AST, Istruzione pubblica. Accademia Militare (g ià Accademia Reale) 1677-1778, ma. l, n. 20.


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GLI ISTITUii DI EDLCAZIO;-.;E E DI 1-0RMAZIONE PER l.fH CIAU !'."EGLI STATI PREU:"'ITARI

11 redattore del documento ribadiva inoltre con fondate e chiare argomentazioni l'inconciliabilità, ai fi ni educati vi, della convivenza dei piccoli con i grandi, causa la rimarchevole differenza d'età. TI 15 agosto 1777 al governatore in secondo cavalier Vittorio Verdina subentrava il cavaliere Pietro Francesco dei conti Valperga di Rivara, già allievo dell 'accademia. Questi pubblicava il 15 febbraio 1778 un nuovo Regolamento dell'Accademia Reale di Torino<59> che dal punto di vista innovativo avrebbe avuto scarso rilievo, qualora si sottacesse l'importante provvedimento di ridurre da tre a due gl i appartamenti, conseguenza della soppressione della terza classe. La riforma finalmen te accoglieva le proposte più volte presentate. Condizione per poter essere ammessi all'istituto era pertanto l 'aver compitJtO gli studi preparatori per l ' università. Nel testo era speci ficatamen te detto che «nel! 'uno e nell' altro appartamento si potranno prendere lezioni di geografia, storia, aritmetica, geometria, disegno, architettura militare e civile, e di diverse lingue, e vi sarà un tempo fissato per gli esercizi del maneggio, delle armi e del ballo»<60>. Il Duboin in merito agli ultimi anni di esmstenza dell ' accademia scriveva: «Sebbene più non si abbiano dopo l'anno 1778 provvedimenti sul governo dell'Accademia Reale, tuttavia non può dubitarsi che essa esistesse nel 1797, giacchè con Patenti dell'li luglio di tal anno nominavasi Carlo Filippa a cavallerizzo e capo del maneggio e scuderia della predetta Accademia »C6t>. La chiusura dell'istituto avverrà a segu ito degli avvenimenti del 1798. Per completare il quadro globale della realtà storica dello stabi limento si giudica interessante proporre commenti e informazioni complementari e di carattere generale tratti da varie fonti. Nonostante la presenza qualificata nella popolazione scolastica di nobili dei vari Stati europei, non sempre i giudizi sulla validità delle materie di insegnamento impartite per la formazione degli allievi e s ul regime disciplinare fu rono estremamente positivi . Di particolare significato, a tal proposito, sono le citate descrizioni e osservazioni che l' Alfieri

59) F.A. Duboin, op. cii., pp. 852-6. 60) F.L. Rogier, op. cit., p. 40. 61 ) F.A. Duboin, op. cii., p. 791.


GLI ISTITUTI ~ULITARI DI ED(;CALIONé J: FORMATIVI !\'EL DLCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEG~A - LE ORIGII\1 DELLA REALE ACCADEMIA \1JLITARF ( 1678- 1860!

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ci ha lasciato nella sua Vira e quanto si evince dai regolamenti e dalle affermazioni del segretario della legazione francese a Torino, ai tempi de li 'astigiano, Sainte Croix che nella relazione sul Piemonte affermava<62 >: «La rèputation que cette Accadèmie a pu mèriter autres fois y attire encore aujourd'hui un assez grand nombre d'ètrangers. d'Anglais surtou t, qui y sèjournent un ou deux ans avan t de continuer le voyage d'ltalie. et pour les quels elle n'est qu'une honnéte aubcrge ou le soin de leur éducation est le moindre object du gouvernement.»

Singolare e per certi aspetti interessante è il contributo di pensiero di un religioso agostiniano e tra neo ali ' accademia, ma non alle cose terrene. In una raccolta di suggerimenti ani a conferire all'istituto una funzione più incisiva e adeguata aiJe esigenze del tempo formula idee e proposte che precedono di molto i tempi. Si riporta la bella si ntesi scritta dal Rogier<63 >: «Ii manoscritto che ha per titolo: Sistema per la educazione militare dei Paggi ed Accademisti, dedicato a S. M. Virrorio Amedeo Il/ re di Sardegna dal P. Agostino De Le1·is. agostiniano; porta la data dell'anno 1784 c quest 'epigrafe: "Discat miles in otio quod proficere possit in bello. Animos subito ad arma non erigunt nisi qui se ad ispa idoneos. praemissa exercitatione, confidunt. Dia/. 12. ex Cassiod.". Premesso che il genio per lo stato militare è la passione dominante dei giovani per gli onori e per la considerazione che vi sono annessi. l'Autore osserva che i giovani presumono di sè non ricordando che l'abito non fa l'ufficiale. che il sapere le evoluzioni militari. il sapere di scherma, il sapere cavalcare. il sapere infinite altre consimili cose non basta ali 'ufficiale che intraprende la carriera militare coli 'idea di rendersi un dl utile insieme e glorioso. Egli si propone di "Segnare le facoltà necessarie per l' istruzione dello spirito degli Accademisti e Paggi ed i corporali esercizi nei quali addestrare s i devono i loro corpi. La guerra sarà il centro a cui

62) G. Clarena, op. ci t., p. 5, nota ( l ) - Miscellanea di S10ria italiana , tomo XVI. 63) F.L. Rogier. op. ci t., pp.~ 1-2 - BRT. Fondo Salu::o, 52 e Levr) (de) Agostino, Educa: ione militare, 284. Il progetto di educazione militare è articolato in due pani: l. Delle facoltà necessarie gli accademisti e pagj: dello Studio. delle lingue. della rettorica, della storia, della geografia, del disegno. della scienza. de' numeri, del la geometri a, della filosofia; Il. Corporali esercizi: delle forze del co rpo, della g innastica, del camminare e correre. del gittarsi a ferra. e rialzarsi, del saltare. del sal ire. e discendere, del nuotare. l! libro manoscritto. datato 1784. era dedicato a Vittorio Amedeo 111. ella prefazione riportava i seguenti versi: «A obiltà senza valore accade Quel che sempre accader suoi alla vite che s'olmo non la regge. a terra cade>>.


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GU ISTI11JTI DI EDU<.:i\.LIO:-IE E DI K>R\1AZIONE PFR UFFICIAU !\EGLI STATI PRhlJNITARI

tenderanno le molteplici linee che si andranno descrivendo ... E comincia col dimostrare la necessità dello studio. trovandone un argomento anche in ciò che Nobilior studio fit quoque nobilitas. Poi si scaglia contro lo studio del latino c propugna quello del francese, tedesco e spagnuolo, perchè con quei popoli il Piemonte è chiamalo a poter essere alleato in guerra: •·prima di tutto si deve pensare a ciò che è necessario, t uno il di più non serve che ad ornamento". Della retorica vuoi che s'insegni quanto occorre per le varie forme d'eloquenza militare, che deve essere caratterizzata da "sublimità di concetti. bontà di sentimenti . chiarezza d'esposizione··. Vuole perciò che s'insegni a descrivere non "'il vivo fonte che cristallino 1ampilla alla radice d'un alpestre monte e di là. mormoreggiando se ne scorre ad innaffiare la valle olez7ame". ma un campo di battaglia, una marcia militare. ecc. La storia deve essere, dice, lo studio principale del mi litare, e per esso è sussidiario lo srudio della geografia. Occorre inoltre es~crc abilitati a formare carte topografiche, c perciò a sapere disegnare. ma "non siano pittori, nè scultori. nè architetti. nè ingegneri. siano atti alle applicaLioni pratiche del disegno alla guerra"'. Dal disegno deduce la necessità di conoscere la scienza dei numeri e la geometria e vuole che l'insegnamento di questa sia fatto da un ufficiale per mantenerlo sempre vicino alla pratica. Vuole infine che l'accademista faccia un corso di filosofia. E queste sono le materie di ~tudio occorrenti all'ufficiale: di esse c poi degli esercizi del corpo parla diffusamente il padre agostiniano, con molto amore c con una relativa competenza che non può essergli tuua venuta colla sola meditazione nella sua cella solitaria. Comunque ~ ia, anche al frate sol itario era giunta la convinzione che nell"indirino degli studi coi quali si andavano preparando gli ufficiali di quei tempi vi fosse qualcbe cosa da modificare Maccandosi dalla vecchia strada battuta. Le ~uc proposte andarono sepolte in una biblioteca. l'Accademia continuò ad essere ciò che per più di un secolo era stata; ma non per molt i an ni ancora. »

Da quanto i può ancora desumere dai regolamenti dell'accademia i programmi che vi venivano svolti non furono adeguati a conferire una suffic iente preparazione ai quadri per l'artig lieri a e per il genio, né più in generale per ricoprire incarichi di vertice nell'ambito dell'amministrazione militare. L'aristocrazia non era peraltro disposta a sottoporsi a degli studi severi e impegnativi come traspare dagli scrilli del Pinelli<64 >. Estremamente significati vo a tale proposito è lo stralcio che si riporta e che per taluni aspetti assume il valore di un giudizio storico: «Come tutti i gentiluomini di Francia. di Germania e delle altre parti sedicenti incivilite di Europa, rette a governo a~soluto, e nelle quali vigevano militari i~tituzioni, erano i nobili piemontesi onorati e valorosi oltre ogni dire: ma in punto di letteratura e di studio non ne volevan sapere: quando un giovinotto arrivava tanto bene che male a saper scarabocchiare. c ciò ancora in lingua francese, ben inteso. un bigliettino amoroso alla sua bella. egli pen sava sapemc quanto occorreva: esigere di più da lui era barbarie: preferiva le mille volte battersi che un libro aprire. - Niuna meraviglia adunque se il progetto del commendatore

64) A.F. Pinelli, Storia militare del Piemnme. vol. l ( 1748-1796). pp. 40-1.


<JLl ISTITUTI lliUTARl DJ EDUCAZIONE E FORMATIVI :-<EL DUCATO DI SAVOIA E l'EL RECI\0 DI SARDEGNA - LE ORIGI'II DELLA REALE ACCADE\1JA \111.1TARF C167M· Ig6())

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andò in fumo<1>. Ciò intendasi però per le generalità dei nobili. che fra essi poi ve ne erano di quelli che altamente onoravansi di possedere erudizione c dourina. e la possedevano di fatto. Tali erano un Angelo Saluno. un Nicolis di Robilant, un conte Napione, uomi ni tutti chiari per nascita e di tale sapere da far desiderare a qualunque armata di accoglierli nel suo seno, senza parlare poi dc' tanti altri chiarissimi, ma e~trane i alla milizia.>> Nota ( l ) 1778 «Bellissimo proge11o invece fu quello presentato due anni dopo dal commendatore di Chatillon per l'istrutionc delle truppe leggicre e specialmente degli ufficiali. In esso sono con molla avvedutena consigliate le matematiche elementari. la fonificazione passeggiera e la topografia. suggerita la fondazione di una biblioteca; prescrille poi con somma peritia le istruzioni pratiche che gli ufficiali possono da loro stessi procacciarsi per la giusta estimazione del terreno c del tempo necessario per percorrerlo; per la conoscenza dei luoghi e per gli essenzialissimi doveri di servizio d'avamposti c tli combau imenti in ordine sbandato. Ma tutto il merito del commendato re non va lse a far aggrad ire il :.uo progcllo. perchè vi s i scatenarono cont ro tutti i nobi li, che temevano che quando l'esperienza falla sugli ufficiali delle truppe leggiere avesse dimostrato l'uti lità dello studio, si volesse anche esigere da loro una cosa così contraria alle loro inclinazioni.»

È però da sottolineare, per dovere di obiettività, che sino allora l'accademia non aveva avuto la presunzione di preparare gli ufficiali delle armi speciali. Con Carlo Emanuele III aveva inizio un corso di studi teoricopratico per formare i genti luomini e i cittadini nella scienza dell'artiglieria e dell'architettura militare (1739). Le tappe significative che portarono al riconoscimento dell 'artiglieria e del genio quali corpi militari e l'esame del l 'evoluzione delle specifiche scuole di educazione e formative sono trattate nel capitolo successivo. A conclusione di questa parentesi critica, è opportuno riportare parte della dedica, indirizzata al re Vittorio Amedeo III , da Papacino D ' Antonj, che introduceva la summa da lui scritta sulla fortificazione (1778) per le Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria, e Forrifica:ione <65J. «La necessità di aver fonezzc giudiciosamente disposte. e ben costruile. c munite. donde dipende la sicurezza. e la tranquillità de' popoli. trae scco quella di aver nello StatO ~oggclli capaci a difenderle. Tali debbono quindi essere formati dallo studio della difesa delle piazze forti: ma questo studio. che per l'addietro non occupava se non gli Allievi de' Corpi Reali dc ii ' Artiglieria, c degl' Ingegneri. viene ora per uti lissimo provvedimento di Vost ra Maestà a dilatarsi, e d iffondersi non solamente fra i suoi Paggi d'onore. ma altresì fra gli Alliev i della Reale Accademia. Quest'Opera adunque. che è indirizzata ad istruire gli uni c gli altri in un oggeuo di sì gran momemo. e conseguentemente ad accrescere col tempo il numero de' valorosi difcn~ori della patria, tutta alla Vostra Maestà appartiene.>>

65) A. V. Papacino o· Amonj. Dell" Architettura Militare per le ReJ?ie Scuole Teoriche cf' Artiglieria. e Fonifica:ione. libro l.


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GU ISTITUTI DI FDt.:CAZIOSF. E DI FORMAZ!Ol"E PI:R l.FFICIALJ !"EGLI STATI PREIDIITARI

L'adozione del pregevole testo di studio, avvenuta peraltro nel! 'ambito della riforma del 1778, concorreva. unitamente all'introduzione dello studio della fisica, ad accentuare l' indirizzo culturale e a improntare a una maggiore severità il corso delle scuole militari del secondo appartamento.

3. LA REALE ACCADEMIA MILITARE O REGIA MILITARE ACCADEMIA Le esperienze di guerra del periodo napoleonico lasciavano traccia profonda anche nel campo delle istituzioni delle scuole militari. Il 1815 vedeva costituita la Regia Militare Accademia, che si attribuiva, con visione moderna, la funzione della preparazione e della formazione degli ufficiali di tutte le armi. Le Regie Scuole militari reoriche e pratiche di Artiglieria, e Fortificazione, che sino ad allora avevano foggiato gli ufficiali di artiglieria e del genio, con opportuni addattamenti e modifiche divenivano le Scuole di Applicazione per le armi dotte. Vittorio Emanuele l, ripreso il possesso del suo Stato, il 2 novembre 1815 firmava il decreto di costituzione della Reale Accademia Militare, che con ervava la tradizionale sedcC66l. Alle Patemi difonda:ione seguivano il Programma dell' accetta:ione degli Allievi del 30 novembre <67 >e la Regola dello stabilimento, approvata, per la prima parte, il4 febbraio 1816.

66)

ei locali dell'accademia aveva avuto sede anche il Liceo di Torino (capoluogo del Dipanimento del Po), istituito dal governo francese il 27 novembre 1804. Era reno da un proviseur e da un consiglio di amministrazione. ell 'istituto si impartiva alla gioventù piemon1cse, accanto a una buona istruzione letteraria, una severa educazione militare, la~ciando al secondo posto le scienze matematiche e fisiche che trovavano il loro naturale ambito nelle scuole speciali. A norma del decreto del 19 frimaio anno Xl (IO dicembre 1802) c del 21 pratile dell'anno successivo ( 11 giugno 1803) gli studenti erano divisi in compagnie formate da 25 alunni c direue ciascuna da un sergente e da quattro caporali. scelti tra gli allievi in base all'età, al profi11o e alla buona condotta. La scuola era organizzata come una caserma e nel contempo come un seminario. l giov;mi non godevano di alcuna libertà individuale e la libera uscita. prescritta nei giorni di giovedì e di domenica, vedeva il passeggio degli studenti inquadrati per compagnia. Questo liceo. che provvedeva a fornire ufficiali ali'Armée, cessava di esistere nel 1814 con la fine de lla dominazione francese.

67) Scuola di Applicazione d'Arma. Museo srorico- Allegati al cap. l. doc. 9.


GLI ISTITUTI MlLITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVT NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGIN I DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE (1678-1860)

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N eli 'atto istitutivo era posto in evidenza il fine del Convitto, tra l 'altro così vi si recitava: <<Noi abbiamo ravv isa to. siccome uno dei mezzi più atti a riparare le funeste conseguenze delle passate vicende quello di pensar seriamente alla morale, e studiosa educazione della gioventù; c siccome, per naturaltalemo, buona parte deg li abitanti degli Stati nostri si dispongono di preferenza ag li uffizj della Milizia, così Ci piacque di rivolgere in primo luogo le nosrre mire a creare per essi uno Stabilimento di pubblica educazione, il quale dovendo essere per la presente, come per le future generazioni un perenne monumento delle nostre paterne sollecitudini. e Real munificenza, assicuri alla patria, ed alle famiglie tutt i quei vantaggi. che s'han no ad aspenare dalla conservazione della morale religiosa riunita all'influenza delle scienze, e delle ben dirette umane cognizioni sopra ogni maniera di oneste, e lodevoli costu manze.»

L'istituto, diretto da un generale comandante, era posto alle dipendenze del ministro di Stato primo segretario di guerra e marina. Nel programma, riportato unitamente alle Regie Parenti, era detto, segno deli' evoluzione dei tempi, che si consentiva l' ammissione non solo agi i appartenenti alla nobiltà, ma a «che sia di no bi le, o d i civ il nascita». Gli allievi erano distinti in Pensionarj del Re (alunni) o Pensionmj per conto proprio, o dei Parenti (convittori) nella misura rispettivamente di 25 e di 50 posti o piazze portati successivamente, a seguito della pubblicazione delle regole, a 75 e a 125. Erano ammessi con nomina sovrana di preferenza gli orfani di entrambi i genitori o di solo padre e comunque figli di caduti in guerra o morti in servizio oppure appartenenti alle varie categorie benemerite dello Stato. Coloro per i quali la nomina non era disposta dal re erano sottoposti a esame di concorso. Gli accertamenti vertevano sui rudimenti della dottrina cristiana, inoltre il giovane doveva dimostrare d ' «essere esercitato alla sciolta lettura della lingua Italiana; alla sufficiente lettura del Francese, tanto sul la stampa come sul manoscritto; e finalmente di essere bastevolmente ammaestrato nella pratica di formare i caratteri alfabetici ed aritmetici, e nella lettura di questi>> . La regola precisava che «l 'aspirante maggiore di nove anni deve avere certezza delle materie di studio corrispondenti possibilmente ali ' età sua» e inoltre dimostrare l'abi lità di «una spedita lettura dei numeri. Gli aspiranti, «di comp ~essione , sufficientemente robusta, e non difformi per nessuna parte del corpo», dovevano avere un 'età compresa tra i nove e i dodici anni compiuti; per la prima ammissione il limite massimo era esteso ai quattordici anni . I giovani, sudditi di Sua Maestà e di rei igione cattolica, erano assegnati alle varie classi di studio in base al grado di preparazione dimostrato in sede di esame di concorso.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA7101\E E DI FOR\IAZIONE. PER UFFICIALI NEOU STATI PREll!'lfTARl

La stesura della Regola era opera di Filippo Antonio Asinari marchese di S. Marzano e del cavaliere Cesare di Saluzzo di Monesiglio<68 >, quest'ultimo destinato a dirigere gli studi nell'istituto alle dipendenze del maggior generale conte Giovanni Battista Nicolis di Robilant. primo comandante. L'accademia doveva preparare gli ufficiali per tutte le armi del l 'esercito. Gli allievi che frequentavano il corso di studi , della durata di nove anni, erano nominati cadetti nell'ottavo anno. Ultimato il nono, quelli destinati alla fanteria o alla cavalleria, completati gli studi, raggiungevano i corpi col grado di sottotenentc; gli assegnati alle anni dotte, cioè stato maggiore, artiglieria e genio, pur ottenendo le promozioni rimanevano ancora nella scuola per completare la loro cultura matematica, quindi raggiungevano i loro corpi con il grado di luogotenente. Le notizie che si riportano relative alle regole, sono desunte dal citato libro del Rogier completate dai commenti del l 'autore in sostituzione del testo integrale dell'originale non reperito <69>. Il documento era costituito da una Introduzione comprendente gli ordini generali, da una prima parte intitolata Amministrazione esteriore e una seconda, pubblicata il 31 marzo 1816, inerente a la Disciplina delle persone e la Disciplina delle cose. Gli ordini generali specificavano che il generale comandante aveva la suprema direzione de ll ' istituto, posto però alle dirette dipendenze del ministero, e pertanto tutti coloro che vi prestavano servizio erano sottoposti alla sua autorità e. inoltre, tutti gli atti amministrativi dovevano essere compiuti in suo nome. Il personale che doveva professare la religione cattolica, era distinto in ufficiali di governo e d'istruzione. r primi erano suddivisi in due categorie: il comandante e i consultori (direttore generale degli studi, direttore generale dello spirito, tre professori decani), detti an.che di prima classe; i prefetti militari, il secondo direttore dello spirito, il segretario-ragioniere, il bibliotecario-archivista, l'economo-cassiere. i cappellani, gli aiutanti militari, i medici e i cerusici costituivano la seconda classe. Erano ufficiali d'istruzione i professori, i ripetitori c i maestri. A tutti era attribuito un grado militare.

68) Il padre come Giuseppe Angelo Saluzzo. già governatore dell'Accademia Reale ( 175355). aveva fondato nel 1757 unitamente a Luigi Lagrange e a Giovann i Cigna una società privata scientifica. denominata successivamente Accademia delle Scien:e. 69) F.L. Rogier. op.cit., pp. 13-22 - Allegati al cap. l. doc. 10.


c;u ISTinJTI MILITARI DI EDUCA.liONE E ~ORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO

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DI SARDEGNA - LE ORIOI!'-1 DELLA REALE ACCADB 11A MTLITARF ( 1678·1 8601

li numero degli allievi, di età compresa tra i nove e i dodici anni, era stabilito in 200 dei quali 125 convittori e 75 alunni (25 a pensione intera e 50 a mezza). Ai fini disciplinari erano inquadrati in tre brigate, composte rispettivamente dai primi tre corsi, dai cinque successivi e dali 'ultimo corso, a loro volta articolate in squadre di venticinque alunni e queste ultime in drappelli. Alle brigate erano preposti dei prefetti militari, alle squadre un aiutante, ai drappelli sergenti e caporali allievi. Gli allievi rimanevano in accademia nove anni senza interruzioni di vacanze; dopo l'ultimo anno venivano nominati ufficiali in ordine di merito. I paggi per ordine del re precedevano tutti in graduatoria ed erano promossi direttamente al grado di capitano. I cadetti, che aJ principio dell' ultimo anno superavano l'ammissione alle scuole di artiglieria e genio, avevano diritto a percepire lo stipendio da sottotenente e alla fine dcii 'anno almeno quattro di essi, risultati idonei per il secondo corso delle scuole per le armi dotte, erano promossi tenenti. Inoltre per i migliori erano previsti dei viaggi d'istruzione. Neli 'amministrazione esteriore era delineato I' ordinamento d eli 'istituto e i compiti dei singoli e degli organi collettivi. Le figure chiave preposte essenzialmente ali 'educazione, all 'istruzione, alla preparazione fi sica e militare erano le seguenti: il comandante generale la giunta consultiva

il direttore generale degli studi i direttori dello spirito i prefetti militari

responsabile dell'intero andamento dell' accademia, nelle riunioni mensili deliberava i provvedimenti per ottenere il massimo profitto dagli allievi e da tutte le attività connesse, sopraintendente all'organizzazione e al controllo del!' atti vi tà scolastica, promotori della pratica dei doveri cristiani e insegnanti di religione, deputati alla disciplina, all'educazione, agli esercizi ginnici e militari;

i professori di lettere:

un professore di filosofia un professore dì storia un professore di belle lettere

per l'insegnamento della logica, didattica, metafisica ed etica, d'Italia e del regno, di corografia dello Stato e dei paesi limitrofi, per la rettorica, la poetica, la mitologia degli autori classici greci e latini,


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GU ISTITUTI DI EDUCA7 10NE E DI ~OR\1AZIOXE PER UFFICIALI NFGII ST ATI PRfUNITARI

due professori di umanità tre professori di grammatica

i professori di scien:e: un professore di fisica

per le lingue italiana, latina, francese e storia universale, due per la grammatica italiana e latina, elementi di geografia e mitologia, uno per quella francese; : per la storia naturale, la fisica generale. la fisica-chimica, la geografia fisica,

un professore di meccanica e idraulica, un professore di calcolo differenziale e integrale, un professore per le applicazioni de Il' algebra alla geometria, un professore per la teoria generale delle equazioni e la trigonometria sferica, un professore per le progressioni, i logaritmi, la geometria descrittiva e la trigonometria piana, un professore di geometria. algebra elementare e aritmetica; i professori di s1udi militari: un professore per la storia militare. uno per le istituzioni militari. uno per la tattica, uno per la fortificazione, uno per l'ippologia e mascalcia; i professori di disegno uno per il disegno di paese e di topografia, uno per il disegno del corpo umano, uno per r architettura civile e militare, uno di costruzioni militari, di calligrafia, lingua francese, tedei maestri sca. inglese, nuoto, ballo. equitazione. scherma;

i ripe t itori (otto). [l testo accennava al metodo didattico da seguire per la ripartizione delle materie d'insegnamento e degli esercizi fisici nel novcnnio di corso. Gli studi militari iniziavano con il quarto anno e quelli matematici e scientifici al quinto anno per gli allievi destinati alle armi di artiglieria e genio. La lingua italiana era «la lingua propria della Casa tanto nelle scuole quanto nei colloqui famigliari e d'ogni specie».

La seconda parte delle regole definiva nel dettaglio l'organizzazione dell'accademia, le norme per le varie attività. le punizioni disciplinari previste per gli alunni, le pratiche religiose e le attività militari.


GLI IS11TUTI ~ULITARI DI EDUCAZIO'Ie E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA t;: r-EL REGI"O DI SARDEGNA LE ORIGI'Il DFLLA REALE ACCADE:I.fiA \IILITARI , Cl67ti-1~601

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Fondamentale, per la particolare rilevanza, era l'adozione del principio in virtù del quale almeno per l'avvenire. non dovevano essere più promossi ufficiali nell'esercito coloro che non avessero ricevuto la necessaria preparazione in un apposito istituto o che non avessero percorso i gradi inferiori della gerarchia. Se la preparazione intellettuale dei futuri ufficiali era assicurata da un corso di studi completo per contro non erano state previste e considerate precise modalità per verificare il profitto degli allievi chiamati ad assimilare un così gran numero di discipline. Le regole infatti non parlavano di accertamenti regolari. né stabilivano procedure dettagliate per l'effettuazione degli esami. Solo gli allievi delle armi speciali dovevano essere assoggettati a una valutazione finale di una commissione esterna. Tale carenza verrà parzialmente emendata solo in segu ito. Nei giomi 22 e 26 marzo 1815 si tenevano nell ' istituto gli esami d'ammissione. L'accademia militare iniziava i corsi il l o aprile 1816 per trentasei alunni. Nel 1968 l'Accademia Militare di Modena. riprendendo la vecchia tradizione, ripristinava la consuetudine di numerare i corsi dall' anno di fondazione. Il Prospetto degli studi e degli eserci:i della Regia Militare Accademia(10> . che faceva seguito alla Regola, stabil iva le discipline d'insegnamento nei vari anni. Il piano era articolato in Studi di letlere, di matematiche e di scienze fisiche, militari propri, in Esercizi della memoria, vari nonché in Avvertimenri, riportanti note di carattere generale, esplicativo e d'impostazione didattica. In particolare, la ripartizione annuale era la seguente: l 0 Anno: prime regole della grammatica italiana, lettura e ortografia francese; principi di storia sacra; prenozioni di geografia; prime operazioni con i numeri; disegno geometrico e delle varie parti del corpo umano. 2° Anno: grammatica italiana, prime regole gramm ati cali della lingua francese; elementi di storia profana, di geografia universale e di mitologia; operazioni con i numeri frazionari c regola del tre; disegno di costruzioni meccaniche. 3° Anno: grammatica italiana e francese, prime regole grammaticali della lingua latina; prosecuzione dello studio della storia e della

70) BRT. Fondo Salu::o. Mi\cellanea, F 1990- Allegati al cap. l. doc. 11.


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GLI ISTITUll DI EDuCAZIO NE E DI FORMAZIONE PliR UFFICIALI 1\EGLI STATI PREUNITARI

geografia; operazioni sulle regole delle società e dell'allegazione con risoluzione di casi e problemi relativi; geometria piana; disegno di costruzioni meccaniche e di oggetti naturali. 4° Anno: proprietà ed eleganze della lingua italiana e della lingua francese. grammatica latina; storia dalla creazione del mondo sino alla dominazione di Augusto: geografia storica corrispondente al periodo considerato; algebra e problemi algebrici; geometria dei solidi; principi generali di architettura civile, militare e di fortificazione; disegno di costruzioni architettoniche. 5° Anno: il medesimo programma di lingue del quarto anno: storia dalla dominazione di Augusto alle crociate; geografia storica corrispondente; mitologia degli autori classici greci e latini; progressioni, logaritmi, teoria dei livelli, operazioni di geometria pratica, geometria descrittiva; teoria delle combinazioni e delle permutazioni (l imitatamente ai prescelti per i corpi dell'artiglieria e degli ingegneri); fortificazioni campali; disegno topografico, di architettura militare, di artiglieria. 6° Anno: lingue come per l'anno precedente, primi precetti di rettori ca e di poetica; storia dalle crociate al 1700; geografia storica corrispondente; elementi di logica, di dialettica, di metafisica e di etica; inoltre teoria generale delle equazioni , applicazioni dell'algebra alla geometria. trigonometria rettilinea e sferica. uso degli strumenti per i soli alunni delle armi dotte, invece esercitazioni sulle nozioni già impartite e trigonometria rettilinea, per gli allievi di fanteria e cavalleria; fortificazioni murali, a salto e difesa di luoghi muniti: disegno di paese e continuazione del programma dell'anno precedente. 7° Anno: precetti di rettorica e di poetica, corso generale di belle lettere (prose italiane, francesi e latine); storia dal 1700 ai tempi contemporanei; geografia storica e politica corrispondente; approfondimento delle discipline fi losofiche iniziate nel quinto anno; cosmografia matematica, calcolo differenziale e integrale per gli artiglieri e gli ingegneri, mentre agli altri venivano impartite nozioni di storia naturale; prosecuzione e completamento del corso di fortificazione; esercitazioni di disegno di paese e topografico, di architettura mi\.itare e di artiglieria.

go Anno: approfondimento degli insegnamenti di rettorica e di poetica; lingua tedesca per i soli allievi di fanteria e cavalleria: storia particolare dell'Italia, degli Stati del re e dei reali di Savoia; geografia politica degli Stati del re; statica, fisica generale e


GLI ISTITI,;II MILITARI DI EOI.-CAZIO' E E FORMATIVI t--c l Dt:CATO DI SAVOIA E NEL REG:-10 01 SARDEGXA I..E ORIGINI DELLA REAI..E ACCADEMIA MILITARE (1678 1860>

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geografia fisica; per i soli artiglieri e ingegneri meccanica razionale e fi sica-chimica; istituzioni militari e di artiglieria, tattica particolare e grande: disegno come per l ' anno precedente. 9° Anno: il programma di lingue dell'ottavo anno; studio facoltativo della lingua inglese; storia militare; topografia militare degli Stati del re e dei paesi confinanti; ca trametazione e amministrazione delle armate per i soli allievi delle armi di linea; mascalcia e teoria della cavallerizza per i cavalieri; disegno di armi diverse e dei singoli congegni, d'artiglieria, delle parti del cavallo, di meccanismi vari. Le esercitazioni di calligrafia, che comprendevano lo studio della stenografia, proseguivano per l 'intero ciclo di studi impegnando gli allievi anche nel campo applicativo, in particolare nella compilazione di tabelle, stati. libri, registri e pratica di cancelleria. Gli esercizi militari, cui si accompagnavano quelli ginnici del nuoto, del ballo, dell'equitazione e della scherma, comprendevano la scuola del soldato, della squadra, del plotone, del battaglione. le passeggiate militari, le fazioni del servizio interno dei quartieri, l'assistenza alle esercitazioni della mi lizia d'ordinanza e le operazioni campali.

La pianificazione del corso degli studi riservato ai frequentatori delle armi dotte, come risulta anche da un esame superficiale, presentava delle carenze. Quantomeno il tempo a disposizione per l'insegnamento e per l ' assimilazione di alcune discipline era del tutto insufficiente per forn ire ai discenti una preparazione approfondita nelle materie scientifiche e tecnico-professionali. Non desta meraviglia pertanto che tale programmazione venisse modificata all'atto della diversificazione dei corsi. Il 24 novembre 181 9 il primo ministro della guerra e marina marchese di S. Marzano informava il comandante dell'istituto conte di Robilant0 1l che il sovrano aveva accordato ad alcuni giovani d'età superiore ai quattordici anni d 'essere aggregati all"accademia, dopo aver sostenuto un esame per accertare le loro cqgnizioni e per acquisire quindi dei giudizi di merito per la loro assegnazione ali 'anno di corso più consono. Dalla deliberazione del consiglio d'istruzione e disciplina del 29 marzo 182202> si desumono l'articolazione delle varie classi e alcune

71) BSA. Archivio storico, anno 1819. 72) BSA. Archi1·io storico. anno 1822. Ordini particolari perle Scuole, pp. 139-43.


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GLI ISTITl:TI DI EDUC'A7101'E E DI FO RMAZIO"' E PER I'FFICIALI l'EGLI SlATI PR I'lNITARI

singolari procedure adottate per il passaggio degli allievi da una classe alla superiore. Il 30 marzo aveva inizio per tutte le classi del primo corso ordinario (composto dalle c lassi T, II, TU, IV e dalla straordinaria provvisoria) l'anno scolastico accademico, corrispondente a quello civile del 1822. L'anno precedente infatti avevano «avuto fine le classi del Corso detto straordinario» che nel passato aveva avuto diverse interruzioni. Le diverse classi, nel numero di otto erano raggruppate in trecategorie in funzione degli studi e precisamente: di lettere, di matematiche e militari. La classe superiore, cioè la quarta, era composta da due sezioni: una per gli allievi destinati agli studi di artiglieria. genio e stato maggiore, l" altra per quelli predesignati per il servizio nelle armi comuni. Gli al unni al termine dell'anno scolastico in funzione del rendimento negli studi. venivano distin.ti in tre categorie: la prima comprendeva i promossi definitivamente, la seconda i promossi per esperimento indefinito, che potevano frequentare la classe superiore se entro due mesi non veniva espresso parere sfavorevole dal professore della classe stessa, la terza i promossi per esperimento limitato a un mese, entro tale termine se l'insegnante non presentava specifica richiesta di conferma nella classe in cui erano stati temporaneameme e condizionatamente ammessi venivano rimandati alla inferiore. Inoltre, al fine di consentire il ricupero degli alunni non idonei. presumibilmente molto numerosi. era prevista anche l 'istituzione di una classe fuori d'ordine provvisoria (raggruppante la prima e la seconda classe), che consentisse, qualora avessero dimostrato applicazione e profitlo il loro reinserimento. La promozione corrispondente ali 'età per costoro avveniva a seguito di esami al termine di tre mesi di corso. su richiesta degli allievi sentito il parere dei professori. I programmi di studio non subivano mutazioni. Con il disposto del 19 agosto 1823<73> veniva prescritto che gli allievi delle armi dotte fossero sottoposti annualmente a «un esame sui trattati >> e alla fine dell'intero ciclo scolastico a uno finale sulle «principali materie dell'insegnamento di tutto il corso medesimo». La commissione doveva essere composta da un ufficiale superiore di ciascuna delle tre armi scientifiche, il più anziano dei quali assumeva la presidenza, dal direttore generale degli studi e dai titolari delle discipline oggetto d'esame. La graduatoria dei cadetti era sempre determinaia «dalla maggiorità de' suffragi degli esaminatori». l destinati allo stato maggiore generale

73) BSA. Archi l'io storico . anno l R23.


Gli ISTITliTI MILITARI DI EDL.CA.liONI:. E ~ORMATIVI !\EL DUCATO DI SAVOIA 1:. NEL REGNO DI SARDEGNA- LE ORIGI!\1 OI:.LLA RI:.Alé ACCADE\liA MILITARE 1167R·t860)

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riconosciuti idonei venivano ammessi al corpo con il grado di luogotenente, quelli di artiglieria e del genio, qualora ci fossero delle vacanze, godevano degli stessi vantaggi dei precedenti, altrimenti conseguivano solo il grado e l'anzianità, ma con la paga da sottotenente sino alloro inserimento organico. Al biglietto era a llegato uno specchio delle lezioni datato 20 agosto 1823.

«Specchio delle le:ioni per gli alliel·i della Regia Accademia Militare aspiranti al sen·i:io delle armi dotte. e per gli anni del corso comune tra le tre categorie. Corso comune per le tre categorie /

lctlere:

0

anno del corso speciale {VI)

precetti della composizione, e dello stile, cronologia, storia, geografia dei tempi di mezzo;

matematici e fisici: trigonome tria rettilinea, geometria analitica. geometria descrittiva: militari propri: esercì tazion i:

disegno topografico, operazioni sul terreno per l 'agrimensura e le livellazioni, disegno di geometria descrittiva, esercitazioni dello stile, evoluzioni di fanteria (scuola del battaglione).

2° anno del corso speciale(VJI) lettere:

precetti della composizione, c dello s tile, cronologia, storia, geografia dei tempi moderni:

matematici e fisici: introduzioni al calcolo, calcolo differenziale, geometria descritti va, istituzioni di fisica, geografia fisica: militari propri:

istituzioni dell'arte di guerra (l 0 trattato), fortificazione transitoria seguita dall'attacco e difesa corrispondenti:

esercitazioni:

Ut supra, più esercizio del cannone, levate a vista. riconoscenze militari sul terreno.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN ITARI

3° anno del corso speciale (VIli!) lettere:

lezioni di letteratura generale; storia dei principi, corografia degli Stati di Savoia.

matematici e fisici: calcolo integrale, is tituzioni di meccanica ( l 0 trattato) istituzioni di fisico-chimica ( l 0 trattato), geometria descrittiva; militari propri:

fortificazione permanente c oppugnazione e difesa corrispondenti (l o trattato); istituzioni d'artiglieria (l o trattato), batterie, strade e ponti di guerra;

esercitazioni:

Ut supra, più manopere di forza dell'artigl ieria. 4° anno del corso speciale (IX) storia dell 'arte militare, lingua tedesca;

lettere:

matematici e fisici: militari propri:

istituzioni dell ' arte di guerra (2° trattato), tattica e strategia, istituzioni d 'architettura civile ( l 0 trattato);

esercì tazion i:

Ut supra, più disegno d'architettura civile.

5° anno del corso speciale (X) lettere :

Ut supra;

matematici e fi s ici: militari propri: esercì tazioni:

Ut supra. Corso particolare per ciascuna categoria

Artiglieria 4° anno del corso particolare (IX ) matematici e fisici: meccanica (2° trattato), balistica ( l o trattato). militari propri: esercitazioni:

5° anno del corso particolare (X ) matematici e fisici: macchine, balistica (2° trattato), istituzioni di fisicochimica (2° trattato):


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZlONE E FORMAT!Vl NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI OELn. A REALE ACCADEM IA MILITARE (}678- 1860)

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militari propri:

istituzion i d'artiglieria (2° trattato);

esercitazioni:

applicazioni della geometria descrittiva, esercizio delle bocche da fuoco. Genio 4° anno del corso particolare (lX)

matematici e fis ici: meccanica (2° trattato), balistica ( l 0 trattato) , archi tettura civile (2° trattato). militari propri: esercitazioni: S 0 anno del corso particolare (X )

matematici e fisici: volte , spinta delle terre, e argini; militari propri:

fortificazione permanente (2° trattato) e oppugnazione e difesa corrispondenti e fortificazione sotterranea;

esercitazioni:

disegno d 'architettura civile e militare, applicazioni della geometria descrittiva.

Stato Maggiore generale 4° anno di corso particolare (IX)

matematici e fisici: trigonometria sferica; militari propri: esercitazioni:

so anno di corso particolare (X ) matematici e fisici: geodesia e costruzione delle carte; militari propri:

riconoscenze militari, castrametazione, statistica militare; amministrazione militare, diritto di guerra;

esercitazioni:

uso degli strumenti, disegno delle carte, stenografia.»

L' obbligo di sostenere gli esami finali veniva esteso agli allievi delle armi comuni solo nel 1827. A completamento di questa sommaria e frammentaria descrizione della storia dell'accademia miJitare ai suoi inizi, vista sotto il profilo organizzativo, ordinativo, educativo e didattico si riporta una pagina del Rogier0 4>.

74) F.L. Rogier, op. cit., pp. 90-1.


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GLI ISTITVll DI I:DUCAZJO!\E E DI FOR\1AZIONE PER t;FFICIALI NEGLI STATI PREU~rrARI

Nel febbraio di quell'anno (1827) si stabilì «un Corso speciale prepara10rio per le promozioni nei Corpi di fanteria c cavalleria. Es0 e 2° del corso speciale medesimo detto delle armi comuni c che comincia alla fine di marzo». Gli esami finali di detto corso avevano lu ogo innanzi a Commissioni minis1eriali. Per esaurire l'argomento, agg iungeremo che "per essere ammesso al primo di detti anni di corso. oltre alle generali condizioni dell'età ( 16 anni) e della morigerata condotta. era condizione ~peciale la conoscenza dell'aritmelica teorica e pratica. della geometria piana e solida. la corretta lettura e la sufficienza nella versione dal francese e il correuo deuato in italiano''. , ei due anni di corso poi venivano insegnate le seguenti materie: "Catechismo - Storia ecclesiasti ca - Aritmetica, geometria e trigonometria -Storia e geografia- Lcllc rc italiane, elocuzione- Tattica, strategia, fortificazione, servizio di campagna, veterinaria". Questo corso spect:lle, nel quale avrebbe dovuto compiersi l'istrulione professionale d~gli ufficiali delle armi comuni. richiede. come si vede, una coltura preventiva as sai mode~ta e dovendo perciò supplire, almeno in parte, a codesta deficienta. riesce certamente assai ristrcllo per un conveniente sviluppo degli insegnamenti speciali militari. La modestia dei programmi scolastici dell'Accademia corrispondeva all'immediato e più diretto scopo dell'istituzione di essa. il quale era di somministrare al l'esercito giovani ufficiali atti a disimpegnare bene gli uffici modesti di subahemo. che cioè a quel tanto di cognizioni scientifiche generali e professionali indispensabili nella loro limitata sfera d'aLionc accoppias~ero le qualità dell'animo ed il vigore fisico necessario per il comando dei minori reparti di truppe. A ciò era indirizzata l'educazione impartita dall'Accademia a quei g iovan i che, in parte almeno. vi erano ricevuti bambini e dovevano fisi camente c moralmente temprarsi e in tutto modellarsi secondo quella forma speciale che è necessaria in chi deve dare e richiedere obbedienza pronta. atti vivaci ed energici. forma che quei tempi domandavano con più spiccata, appariscente caratteristica. La tempera fisica ~i otteneva col sistema, piuttosto spartano. adottato fin dall'apertura dell'Accademia, di far vivere molto gli allievi all'aria aperta, di permett ere c provocare i giochi più vivaci, quasi violenti. neJJa ricreazione. e di dedicare giornalmente parecchie ore agli esercizi del corpo. Lunghe e frequenti passeggiate militari allenavano gli allievi in modo che nei viaggi autunnali le tappe giornaliere avevano percorsi molto ragguardevoli; i<.truLioni militari prolungate indurivano la loro sensibilità aJJa rigidezza delle intemperie.>> ~o durava due anni, penuhimo e ultimo del corso generale, l

Nella Storia militare del Piemonte del Pinelli (?5) appare un giudizio globale riferito a questo particolare periodo d eU' esistenza de li' istituto, che si ritiene opportuno riportare: «Ed cziandio in quell'anno venne aperta la Regia Accademia Militare già fondata con decreto dciii 29 novembre 18 15: istituto difettoso sin dal suo nascere, se vuolsi. perché inaugurato c retto da quello spirito di aristocrazia allora dominante, e pcrchè lasciava molto da desiderare circa all'istruzione degli alunni: ma è però innegabile che lo stabilimento di quel collegio fu un vero benefizio per l'esercito, il quaie. mercé la bellicosa natura dell' adolescen7a subalpina. si arricchl ben tosto di molti ufficiali che accrebbero

75) F. Pinelli, op.cit.. p. 41.


GLI ISTITL:Tl MTLTT.~RT DI F.DlJCA7101\E F FOR \1ATIVI NEL Dl:CATO DI SAVOIA c NEL REG:-<0 01 SARDEG~A - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA \11LITARE (167&· 18601

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grandissimo decoro alle armi piemontesi. Fu primo direnore di quell'istituto il conte di Robilant. uomo eminentemente acconcio ad instillare in quelle tenere menti i sentimenti tutti di quell'aristocratica intolleranza e petulanza che reputavasi allora indi visibile dalle qualità di gentiluomo. Colla fondalione di questo collegio cessarono i cadetti d'artiglieria e di genio formati nel 1814, e dai qual i uscirono molti gagliardi ingegni che pervennero col tempo ai primi gradi ne lle armi speciali».

Con la pubblicazione delle Patenti veniva sancito di fatto il passaggio al modello democratico dell 'evoluzione storica, nel quale l'ordinamento civi le e quello militare si differenziano nettamente accentuando la loro separazione e di tinzione per cui le élites politiche controllano quelle militari imbrigliandole entro precisi limiti di potestà. Per contro si accentua la professionalità degli ufficiali per effetto de Il' ammissione alla carriera militare di giovani non aristocratici, che identificano nello svi luppo di carriera la loro principale motivazione(76 l.

La riforma del 1839 L'ordinamento scolastico, che era rimasto pressoché inalterato nella sua essenza durante la reggenza di Vittorio Emanuele l e di Carlo Felice. subiva delle sostanziali modifiche nel corso del regno di Carlo Alberto. Particolare rilievo assumeva nella storia della regia accademia militare la sanzione dei Provvedimentf<77) del 4 maggio 1839, voluti da Carlo Alberto, che modificavano, a partire dal l o luglio, il complesso delle norme che disciplinavano gli studi e la vita dell'istituto. Erano il risultato di studi approfonditi, ini ziati nel 1832 e condotti a termine dal generale Cesare Saluzzo, già comandante della scuola, ma adortati con diversi anni di ritardo a causa di innumerevoli contrasti tra l 'estensore e il primo segretario di Stato per la guerra e la marina, generale Pes di Villamarina. l provvedimenti. introdotti da una premessa che precisava lo scopo dell'istituto e la sua dipendenza organica, si articolavano in quattro capi, undici sezioni e cinquantasette articoli. 11 capo primo o def?li allievi prendeva in esame il numero deg li allievi e la loro ammissione, l'insegnamento, gli esami e le promozioni, la scuola di applicazione; il secondo o del personale addetlo all'accademia la composizione del personale, le

76) G.P. Prandstrallcr. op.cit.. p. 47. 77) Ministero della Guerra. Le~.?t?i Militari. anno t839- Allegati al cap. I. doc. 12.


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GLI ISTITUTI DI E"Dt:CAZIO!>E E DI FORMAZJOI"E PER UFFICIALI 1\.EGLI STATI PREl 'IITARI

attribuzioni, le paghe, i vantaggi e la divisa; il terzo trattava lo scompartimento e disciplina degli allievi, il consiglio d'istruzione e di disciplina; il capo quarto le disposizioni generali e transitorie. Il numero totale degli allievi non doveva eccedere quello di 200, dei quali 125 convittori e 75 alunni, cioè pensionari del governo. Questi ultimi potevano essere a pensione intera (venti cinque) o a mezza pensione (cinquanta). I requisiti principali richiesti ai candidati erano: essere di nobile o civile nascita, avere una costituzione sufficientemente robusta e un fisico adatto alla milizia, non avere un 'età inferiore ai quattordici anni né superiori ai sedici. professare la religione cattolica. L'i struzione necessaria doveva essere quella primaria e l'idoneità alla frequenza dell 'istituto essere accertata mediante esami di ammissione, che vertevano in particolare sui principi fondamentali della re ligione e della morale, sulla capacità di leggere e scrivere correttamente la lingua italiana e di <<tradurre correttamente in lingua italiana uno squarcio di prosa scelta latina tratto dai commentari i di Cesare o di altro pari autore, ed a comporre in lingua italiana due temi su due diversi soggetti, cioè la narrazione in iscritlo di due fatti precedentemente esposti verbalmente da un Professore» e inoltre s ulla conoscenza dell'aritmetica, del calcolo e degli elementi di geometria piana. Al termine di ciascun anno scolastico gli allievi dovevano sostenere, dinanzi a delle commissioni nominate dal consiglio d 'istruzione, g li esami su tutte le discipline impartite durante il corso; per le prove finali del quinto (armi comuni) c del sesto anno (armi dotte) erano previste apposite commissioni di nomina regia. Tutte le materie d 'esame prevedevano esami scritti ed esami verbali, quelli verbali dovevano servire per accertare, in particolare, la conoscenza «dei principii e delle teorie in generale». TI risultato di ciascuna prova era l 'espressione, a maggioranza assoluta, della valutazione segreta di idoneità dei membri della commissione. «La condotta degli allievi dal canto della religione e della morale» doveva essere tenuta in debita considerazione soprattutto nel caso di ris ultati d'esame dubbi e per stabilire l 'anzianità da ufficiale. Salvo spec iale grazia un al lievo non poteva ripetere più di una volta la medesima classe, eccezion fatta per i frequentatori del 6° anno delle armi dotte ai quali veniva offerta la possibilità di essere trasferiti con il grado di sottotenente nelle armi comuni. Era altresì concesso in casi particolari. per gli allievi dotati di capacità non comuni, di compiere gli ul timi due anni in uno solo, previo accertamento a metà anno scolastico. Al termine del secondo anno, dopo gli accertamenti annuali, il consiglio


GLJ ISTITUTI MILITARI DI EDUCALIO:-;~ E fORMATIVI .:-~EL DUCATO DI SAVOIA E 1\"EL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGI:-11 DELLA REALE ACCADHIIA MILITARF (J678·1S60)

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d'istruzione proponeva i nominativi di coloro che possedevano maggiore attitudine per le scienze fis ico-matematiche per assegnarli alle armi s peciali. La scelta era però definitiva solo al termine del quarto corso. A decorrere dal quinto anno questi ricevevano la paga da cadetto di fanteria e dal sesto quello da sottotenente. Ultimato il corso degli studi gli allievi destinati alle armi di fanteria e di cavalleria andavano ai reggimenti con il grado di sottotenente. mentre quelli dello stato maggiore. di artiglieria e del genio, superati gli esami del 6° anno e promossi luogotenenti, completavano, nel corso di due anni. la loro preparazione scientifica e pratica presso la Scuola di App/ica:ione. L·assegnazione in tali corpi e l'attribuzione dell'anzianità erano condizionati dal superamento degli esami prescritti. Coloro che non riportavano l'idoneità potevano ricominciare il corso degli studi oppure transitare nelle anni d i l ine a. Sia i primi paggi che i paggi d'onore assegnati alle armi comuni o alle speciali conservavano i privilegi concessi nel 1835 (le norme sono riportate alle pagine 86 e 87). Con la costituzione di due istituti per le armi dotte, l'Accademia Militare e la Scuola di App/ica:ione. che adottavano un iter colastico a carattere verticale unitario, aveva inizio l' attuazione di un ciclo formativo per gli ufficiali in cui le due componenti didattiche, teorica e applicativa, erano egualmente considerate. Veniva trasferita alla nuova realtà l'esperienza delle Regie Scuole teoriche e pratiche di Artiglieria e fortificazione del secolo precedente. L'organico d eli' accade m ia era rappresentato da: un comandante generale

generale caval iere Mas ino

un comandante in 2° direttore generale degli studi

cavaliere Alberto Gugia di S. Orsola

Per l' instruzione militare ed il governo degli allievi un prefetto anziano

tenente colonnello Perret d ' Angloz

quattro prefetti

capitano Sillano e Pio Cavalli

un capitano instruttore

capitano Leotardi

un luogotenente instruttore un aiutante maggiore quattro luogotenenti di sezione dodici aiutanti militari


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GLI ISTITUTI DI EDl.CAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER liFFICIALI NEGl l STATI PREUNITARI

Per il servi:io spirituale e l' instru:ione reli~:iosa un primo direttore dì spirito

cavaliere abate Bono

un secondo direttore di spirito

don Bianco

quattro cappell ani

Per i vari rami d' instru:ìone due direttori degli studi, di cui uno specialmente per le materie fisiche e matematiche

cavaliere Giovanni Plana e Sebastiano Vassalli

un professore d'analisi e meccanica

cavaliere Giovanni Plana

un professore di geometria descrittiva

professore Cecco

due professori di matematiche

professori Agodino, Argentera, Tarditì, Oliveri, Corsi

un professore di fisica. di chimica e statica

professori Besio, Regazzoni, Panelli

un professore aggiunto al medesimo un professore di fortificazione un professore dì topografia e geodesia

professore Marchini

un professore d'arte e di storia militari

capitano Brignone

un professore di storia e di geografia

professori Facelli. Bossi, Tintori

un professore di disegno professore Bonino due professori aggiunti al medesimo un professore di belle lettere italiane

professori Cavassa, Bigliani, Robìolà. Verrà

un professore di lingua francese quattro maestri, per il ballo, la scherma, la ginnastica, e il nuoto otto ripetitori

professori Perron. Paul Louis

un macchinista per la conservazione delle macchine e per aiutare il professore di fisica negli sperimenti


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NliL RI!GNO DI SARO~.G,._A - I l; ORIGI~I DEI..LA REALE ACCADEMIA MIUTARE C1678·1860)

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Per il serl'i:io sanitario un medico ordinario un medico consultore un chirurgo ordinario un chirurgo in 2° un chi rurgo dentista

Sen'i:io inferiore un capo infe rmiere due infe rmieri

Per (amministrazione, la contabilità e per gli altri servizi vari un tesoriere un economo un segretario arc hivis ta un bibliotecario

capitano Luigi De Bartolomeis

due aiutanti di contabilità tre scrivani

Seni:io inferiore un ispe ttore del servizio famigliare un guarda-corredi un distributore un capo cuoco un capo portinaio quattordici came rieri, compreso quello proprio degli allievi paggi alcuni bass' uffi ziali tratti da corpo dei veterani ed invalidi per fare i servizi d'ordinanze e di piantoni tre portinai due aiutanti di c ucina quattro tamburini quattro garzoni di c ucina sei scopatori ed ill uminatori


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GLI ISTITUTI DI EDt'C'A7IONE F DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUKITARI

Per la scuola di cavalleri:za un cavallerizzo uno scudiere sedici palafrenieri compreso un appuntato trenta cavalli Gli allievi erano ripartiti in quattro sezioni, ciascuna affidata a un prefetto coadiuvato da un luogotenente di sezione: la prima comprendeva il 5° anno di corso, la seconda il4°, la terza il 3°. la quarta il 1° e il2° anno. Ogni sezione era articolata in squadre costituite da venti o venticinque alunni ciascuna, e ogni squadra in due mezze squadre, comandate, rispettivamente, da un sergente e da un caporale tratti dalla classe degli allievi. I provvedimenti prendevano in particolare in esame: i gradi e le regole per gli ufficiali di governo e gli aiutanti militari; la corrispondenza di alcune cariche con i gradi militari; le regole speciali per i professori. maestri e ripetitori: le attribuzioni dei responsabili delle varie attività della vita accademica. Le disposizioni relative alt 'applicazione dei nuovi programmi di studio venivano attuate solo con l 'inizio del nuovo anno scolastico (l 0 ottobre 1839), dopo la pubblicazione dello «Scompartimento degli studi e degli esercizi». Scompartimento degli studi e degli esercizi per i vari anni del corso accademico per le armi comuni e per le armi dotte<78l: Primo anno

Classe preliminare: scuola del soldato regolamento disciplinare complemento d'aritmetica algebra fino alle equazioni del 2° grado grammatica francese disegno lineare ballo, scherma, nuoto ginnastiche proprie, esercizi militari

78) l programmi relativi alla Scuola di Applicazione sono riportati nel cap. II.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE e FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - l. E OR IGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITA RE (1 678- 1860)

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Secondo anno Classe preliminare: scuola di plotone codice penale militare complemento di geometria lingua francese lettere italiane disegno di figura ballo, schem1a, nuoto, ginnastiche esercizi nùlitari Terzo anno

Classe d'armi comuni:

Classe d' armi dotte:

algebra, cioè equazioni algebra trigonometria rettilinea e del 2° grado sferica teoria delle progressioni e dei logaritmi trigonometria in compendio geometria descrittiva con applicazioni, in compendio le prime parti della scuola di battaglione regolamento per il servizio nelle piazze e nelle divisioni regolamenti e provvedimenti vari per l' amministrazione militare, ecc. lingua francese lettere italiane disegno di figura ballo, scherma, nuoto, ginnastiche esercizi militari Quarto anno

Classe d'armi comuni:

Classe d' armi dotte:

topografia e statistica fisico-chimica e statica

applicazione deli' algebra alla geometri a descrittiva l ~ parte fisica

le tre ultime parti della scuola di battaglione istruzione da bersagliere scuola del soldato e del plotone a cavallo e dello squadrone


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GLI ISTITUTI DI EOUCAIIO'it: E DI FOR~L.u!Or->E PER UFHCIALI NEGLI STATI PREUNITARI

regolamenti e provvedimenti vari per l'amministrazione militare, ecc. geografia storia antica e media lettere italiane disegno di figura e di paese ballo, scherma, nuoto, ginnastiche equitazione, esercizi militari Quinto anno

Classe d'armi comuni:

Classe d'armi dolte:

fortificazione artiglieria arte mi litare

geometria descrittiva 2~ parte

calcolo differenziale e integrale nozioni sulle evoluzioni di linea regolamento per il servizio delle regie truppe in campagna regolamento e provvedimenti vari per l'amministra7ione militare. ecc. storia moderna e patria ippiatrica lettere italiane

disegno topografico e di paese ballo, scherma, nuow, ginnastiche equitazione, esercizi militari Sesto anno

Classe d'armi doue: meccanica razionale meccanica applicata alle macchine chimica analisi applicata alla geometria a tre dimensioni topografia cosmografia e nozioni d'astronomia fisica disegno topografico e di paese ballo, scherma, nuoto, ginnastiche equitazione, esercizi militari


GLI ISTITUTI MlLITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA c NF-L REGNO DI SARDEGNA- LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MIUTARF. (1678-1860)

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Il sopra riportato programma generale delle discipline per i vari anni di corso e indirizzi di studio, inviato al ministero il 31 maggio e approvato dal re il 22 giugno 1839<7 9), rappresentava la stesura definitiva, come risulta dal dispaccio inviato dal generale di Villamarina al comandante dell'accademia. Teneva conto degli emendamenti proposti e dell'inserimento del!' insegnamento, per gli ufficiali delle armi di linea, dei regolamenti relativi all'amministrazione, al servizio, alla contabilità militare e ali' ordinamento dell 'armata. L'applicazione di questi provvedimenti determinava un riordinamento generale, soprattutto nella costituzione delle nuove classi. L'ammissione degli allievi alle classi corrispondenti alla loro età e alla loro preparazione veniva accertata mediante esami. Neppure tre sessioni d'esame però valsero a definire l'assegnazione degli allievi alle varie classi per cui furono costituite delle classi straordinarie per pori i in grado di imparare: «l 'aritmetica pratica; elementi ristrettissimi di geometria, quali già si richiedevano ai soldati di distinzione; le lettere italiane, quanto basti per scrivere una composizione con grammatica e ortografia; la lingua francese, quanto basti per parlare con mediocre facilità e scrivere una breve relazione in questa lingua; nozioni brevissime di storia naturale, di storia patria e di geografia politica; le nozioni elementari di fortificazione campale e nomenc latura della fortificazione stabile; i regolamenti militari per gli esercizi e le evoluzioni della fanteria e della cavalleria; per il servizio nelle divisioni e nelle piazze; per il servizio interno, per il servizio in campagna, per l 'ammi nistrazione e la contabilità, ecc.» materie già insegnate «distesamente nella loro interezza». Completato il ciclo di studi aH' età di diciannove anni, gli allievi che avevano frequentato l 'accademia prima della riforma e che si trovavano al di fuori dei nuovi regolamenti potevano sottoporsi agli esami e, se superavano il corso, conseguire il grado di sottotenente, ma non lo stipendio nè l 'anzianità. In relazione al risultato degli accertamenti, comparato con quello profferta dagli allievi delle classi regolari, veniva definito il posto in graduatoria di ciascuno. Tali disposizioni erano state emanate in considerazione che <SO), <<nell'accademia non hanno potuto, o non potranno in avvenire, allorchè 79) Ministero della Guerra, Leggi Militari , anno 1839. 80) Ministero della Guerra, Lexgi Militari, anno 1840, dispaccio del1'8 febbraio 1840.


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GLI ISTITUn DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGI. I STAn PR EUNITARI

avranno aggiunti i 16 anni dell 'età loro, S!Uperare con maggioranza di voti lo sperimento degli esami di ammessione prescritti dai sovrani prov vedimenti del 4 di maggio 1839, articolo 56; e che perciò quali incapaci a seguitar il corso regolare di studi determinato dai provvedimenti ora detti, debbono o dovrebbero essere rimandati alle famiglie loro>>. Era inoltre precisato che «gli allievi attuali della regia militar accademia, che, aggiunta l'età di sedici anni , non possono, o d'or innanzi non potranno sostenere l'esame d ' ammessione, prescritto dai sovrani provvedimenti del4 di maggio 1839, articolo 56, non saranno classificati nel corso regolare degli studi; ma verranno scompartiti in classi straordinarie, alle quali saranno dati ammaestramenti particolari». Dal verbale dell ' adunanza del consiglio d ' istruzione del 30 dicembre 1841 ris ultavano ancora esistenti, oltre alle sei classi previste, la l ~. 2g e 3~ straordinaria e la l ~ e 2~ preparatoria. Indubbiamente il livello di preparazione degli alunni prima della riforma non doveva essere eccessivamente elevato. Tali mutamenti, unitamente alla maggiore severità imposta nel campo disciplinare, detenninavano dei riflessi negativi sul comportamento dei discenti. Ciò non deve stupire qualora si consideri che il sentimento aristocratico di superiorità e il grado di nobiltà posseduto potevano far dimenticare frequente mente agli allievi gli obblighi della subordinazione nei confronti degli ufficiali non titolati. Dal verbale della riunione del consiglio d ' istruzione e di disciplina del 5 marzo 1840, indetta per deliberare l'adozione dei libri di testo, risulta che il sovrano, con foglio ministeriale n. 1251 del 29 febbraio 1840(8 1), aveva, in deroga all'articolo IV, n. 3 dei provvedimenti (conoscenza della lingua latina di cui dovevano dar prova gli aspiranti), dispensato gli allievi esistenti in accademia dall'essere sottoposti agli esami di latino, ma il superamento della prova diventata facoltativa avrebbe comportato l 'acquisizione di un titolo di merito. Coloro che mostravano il desiderio o fossero stati sollecitati a proseguire lo studio del latino ne avrebbero avuta la possibilità frequentando dei corsi particolari.

81) BSA, Archivio storico, Registro per le deliberazioni del Consiglio d'istruzione, e di Disciplina, 17 luglio 1839 - 26 novembre 1843, pp. 34-40.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE ( 1678-1860)

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Le modifiche al Regolamento del 1842 Il consiglio, con l'adunanza del 15 fe bbraio 1842<82l, proponeva al ministro di far sostenere agli allievi gli esami finali ministeriali solo sulle materie insegnate nel corso del l 'ultimo anno. Si considerava un'inutile sciupio di energie e uno sforzo mnemonico inutile, oltre che tempo sottratto alla preparazione specifica degli alunni l ' accertamento su tutte le materie. Era detto chiaramente che dando prova di conoscere una disciplina si dimostra implicitamente di sapere le nozioni anteriori propedeutiche. Nell'ambito di una revisione generale dei programmi accademici il primo segretario di guerra e marina richiedeva alla scuola la formulazione di eventuali varianti. Il consiglio d'istruzione e di disciplina nella riunione del 15 settembre 1842 <83l approvava alcune proposte, in particolare: la soppressione dell'insegnamento della statistica e della geologia ritenute di scarsa importanza, considerata la possibilità di fornire gli elementi essenziali rispettivamente in arte militare o in geografia politica e in mineralogia; l 'eliminazione dal corso delle armi comuni della geometria descrittiva e della chimica e dal sesto anno delle armi dotte della cosmografia e della meccanica applicata, per inserire quest'ultima nei programmi della scuola di applicazione; l'abolizione dell'algebra a favore della geometria e dell'aritmetica al primo anno e della logica al terzo. Erano infine prospettati dei temperamenti al piano degli studi affinché gli allievi ritenuti non più idonei a seguire i corsi delle armi dotte potessero inserirsi senza difficoltà alcuna in quelli delle armi di linea, senza bisogno di particolari istruzioni. Con il dispaccio dell'8 ottobre 1842 <84l venivano approvati i nuovi programmi unificati che dovevano entrare in vigore a iniziare dall'anno scolastico 1842-43, validi sia per gli allievi che frequentavano l'i stituto sia per gli aspiranti esterni. Si riporta, di seguito, lo specchio dei programmi relativi all'esame di ammissione ai vari anni del corso accademico per le armi comuni e per le atmi dotte nonché le disposizioni generali e le discipline che

82) BSA, Archivio storico, Registro perle deliberazioni del Consiglio d'istruzione e di Disciplina. 17 luglio 1839-26 novembre 1843. pp. 98-99. 83) BSA, Archil'io storico, Registro per le deliberazioni del Consiglio d'Istruzione. e di Disciplina. 17 luglio 1839-26 novembre 1843, pp. 149-55. 84) Ministero della guerra. Leggi /11/iliwri. anno 1842.


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Oli IST ITUTI DI EDUCAZ IONE E DI FORMAZ IONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

costituivano materia di esame d 'uscita o di promozione. La disposizione generale relativa agli studi della religione e della morale, l 'esposizione scritta dei regolamenti militari presi in esame e le attività fisiche s viluppate nel corso dei vari anni scolastici consentono di ricostruire con buona approssimazione quale sviluppo e quale influenza avessero le singole componenti educative fondamentali nella formazione degli allievi. «PROGRAMMI GENERALI PER GLI STUDI DEGLI ALLIEVI DELLA REGIA MILITARE ACCADEMIA Scompartimento degli studi per essere ammessi allievi nella regia militare accademia, e per i vari i anni del corso accademico si per le armi comuni, sf per le armi dotte.

Per essere ammessi allievi: Catechismo. Grammatica, e rettorica italiana. Grammatica latina. Aritmetica ragionata. Geometria piana, l ~ parte.

I candidati dovranno superare l'esame di queste materie dinanzi una commissione ministeriale. In particolare i programmi verteranno sulle seguenti materie e argomenti: religione e morale: principi fondamenta( i della rei igione cattol ica e della morale; lingua italiana: elementi del discorso, sintassi, ortografia, pronunzia, rudimenti di rettorica e applicazione; lingua latina: elementi del discorso, sintassi, applicazione; aritmetica; geometria piana: linee, rette e poligoni. PRIMO ANNO essendo ammessi allievi (classe preliminare) Religione. Aritmetica. Geometria piana (l ~ e 2~ parte). Lettere italiane, elocuzione (P parte). Grammatica francese (1 ~ parte). Scuola del soldato. Scuola del pelottone. Disegno della figura, o di paese . Ballo. Scherma. Nuoto. Esercizi militari.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE .E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE (1678-1860)

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SECONDO ANNO

Religione. Algebra sino all ' equazione di 2° grado, progressione, e teoria de' logaritmi , ed uso del le tavole (P parte). Geometria de ' solidi. Lettere italiane, elocuzione, suo complemento, e storia della letteratura (2~ parte). Lingua francese (2~ parte). Regolamento di disciplina. Codice penale militare. Disegno della figura, o di paese. Ballo. Scherma. Nuoto. Esercizi mili tari. TERZO ANNO

Armi comuni Religione. Nozioni di trigonometria rettilinea. Lingua francese (3~ parte). Geografia fisica e politica. Storia antica, e media. Servizio dello spedale, e regolamento delle leve. Prime tre parti della scuola di battaglione. Disegno della figura , o di paese. Ballo. Scherma. Nuoto. Ginnastica. Esercizi militari. Armi dotte Religione. Algebra 2~ parte. Teoria generale delle equazioni. Trigonometria rettilinea. Lingua francese (3~ parte). Geografia fi sica e politica. Storia antica e media. Servizio dello spedale, e regolamento delle leve. Prime tre parti della scuola di battaglione . Disegno della figura, o di paese. Ballo. Scherma. Nuoto. Ginnastiche. Esercizi militari. Q UARTO ANNO

Armi comuni Religione. Fortificazione campale, e permanente.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Storia moderna, e patria. Tre ultime parti della scuola di battaglione. Istruzione da bersagliere. Servizio delle truppe in campagna. Servizio nelle piazze, e divisioni. Disegno della figura, o di paese. Ballo. Scherma. Equitazione. Nuoto. Ginnastiche. Esercizi militari.

Armi dotte Religione. Trigonometria sferica. Applicazione dell'algebra alla geometria. Geometria descrittiva (l~ parte). Storia moderna e patria. Fortificazione campale, e permanente. Tre ultime parti della scuola del battaglione. Scuola da bersagliere. Servizio delle truppe in campagna. Servizio nelle piazze, e divisioni. Disegno della figura, o di paese. Ballo. Scherma. Equitazione. Nuoto. Ginnastiche. Esercizi militari. QUINTO ANNO

Armi comuni Religione. Fisica, cioè nozioni di statica, dinamica, e idrostatica. Topografia. Regolamento di contabilità. Nozioni di evoluzioni di linea. Artiglieria teorica e pratica, ed arte militare. Scherma. Equitazione. Ballo. Nuoto. Ginnastiche. Esercizi militari. Ippiatrica, per gli allievi destinati per la cavalleria. Armi dotte Religione. Introduzione al calcolo. Calcolo differenziale e integrale. · Geometria descrittiva (2!1 parte). Fisica. Topografia. Regolamento di contabilità. Nozioni delle evoluzioni di linea.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEM IA MILITARE ( 1678 · 1860)

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Artiglieria teorica e pratica, ed Arte militare. Scherma. Equitazione. Ballo. Nuoto. Ginnastiche. Esercizi militari. Ippiatrica, per gli allievi destinati ali 'arma di cavalleria. SESTO ANNO (Armi dotte)

Religione Meccanica razionale. Analisi applicata alla geometria a tre dimensioni. Chimica. Scherma. Equitazione. Ginnastica. Esercizi militari. DISPOSIZIONI GENERA LI Alla fi ne d'ogni anno scolastico gli allievi tutti sosterranno esame delle materie studiate nel l'anno nanti una commissione di professori dell'accademia, nomi nata dal consiglio d'istru zione . Le classi poi de l 5° anno armi dotte. ed armi comuni, e 6° d'armi dotte, dovranno sostenere l'esa me definitivo di promozione o d'uscita sulle materie qui sotto descritte; e qualora gli all ievi del 5° an no. armi comuni, supereranno tale esame, verranno essi promossi a sottotenenti con anziani tà nei diversi corpi di fanteria , o cavalleria del regio ese r· cito, e quelli del 5° anno, armi dotte, continueranno con simile grado, paga ed anzianità a rimanere nell'accademia per far passaggio nel 6° anno di corso, e compiere così i loro studi. onde ottenere il grado di luogotenente nelle armi special i, per quindi essere destinati alla scuola di applicazione. Gli allievi del 5° anno. armi dotte, che non superassero l 'esame definitivo di tale anno, potranno rifare il corso dell'anno per presentarsi un 'altra volta all'esame; oppure entrar sottotenenti nelle armi comu ni, qualora bensì abbiano nell'esame fatto prova di sufficiente idoneità. Gli allievi del 6° anno, che non superassero l'esame defin itivo di tale anno, non potranno continu are il corso per le arm i done senza una particolare sovrana disposizione; bensì sarà loro offerto di entrar sottotenenti coll'anzianità loro in un corpo d'armi comuni (art. 11 sovrani provvedi menti de l 4 magg io 1839).

ESAMI D'USCITA O PROMOZIONE 5° ANNO (A rmi comuni)

l ° Fortificazione campale, e stabile, comprese alcune applicazioni di geometria, e di calcolo. Disegni analoghi. 2° Fisica. 3° Topografia, ed appositi disegni. 4 o Arte militare, ed artiglieria. 5° Lettere italiane e francesi. Storia e geografia.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

6° Scuola del soldato, e di pelottone a piedi, ed a cavallo, del battaglione, e dello squadrone secondoché l'allievo sarà destinato per la fanteria o cavalleria. Nozioni di evoluzione di linea.

r Regolamento disciplinare. Codice militare. Servizio di piazza, e di campagna. Regolamenti diversi per la contabilità, ed amministrazione. 8° Disegno della figura, o del paese. 5° ANNO (Armi dotte) 0

l Introduzione al calcolo. calcolo differenziale ed integrale. 2° Geometria descrittiva, P e 2§ parte. 3° Fisica. 4° Topografia, e disegni analoghi. 5° Arte militare, ed artiglieria. 6° Lettere italiane e francesi .

r Storia e geografia. 8° Scuola del soldato e pelottone a piedi ed a cavallo del battaglione e dello squadrone. 9° Regolamento disciplinale. l 0° Disegno di figura o di paese. Il ° Fortificazione campale e stabile; con applicazione di geometria e

calcolo. 6° ANNO (Armi dotte)

2° Meccanica razionale. 3° Chimica. 4° Analisi applicata alla geometria a tre dimensioni. STUDI DELLA RELIGIONE E DELLA MORALE

DISPOSIZIONE GENERALE Quantunque gli allievi per essere ammessi nella regia accademia militare, debbano far prova di possedere i principii fondamenlali della religione cauolica e della morale (an. 4. § 6 dei sovrani provvedimenti del 4 maggio 1839), tuttavia e~sendo della massima importanza, che. menu·e attendono a fornirsi l ' intelletto delle cognizioni proprie dello istituto accademico, progrediscano eziandio nello studio della religione, prima base d'ogni sapere. e infallibil maestra d'ogni virtù e d'ogni dovere, perciò, in conformità dell'art. 31, § 95 dei suddetti sovrani provvedimenti, si seguiranno le norme qui appresso indicate. ne l darne gl'insegnamenti.


GLI ISTI1' UT1 MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELJ..A REAt..E ACCADEMIA MILITARE ( 1678-1860)

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1° fn tutte le domeniche dell'anno. e negli altri giorni festivi , oltre le funzioni dell'oratorio, gli allievi del l 0 e 2° anno pre liminare studieranno il catechismo stampato ad uso de lla diocesi di Torino. 2° Agli allievi del 3° anno armi comuni ed anni dotte s'insegnerà ne' suddetti giorni un corso di storia sacra. Si seguirà per norma la storia del vecchio e nuovo testamento del signor Royaumont, tradotta dal francese. 3° Gli allievi del4° anno armi comuni cd armi dotte s'applicheranno nel medesimo tempo allo stu dio del la storia della chiesa, secondo il metodo compendiato dal Berti. 4° Gli allievi del 5° e 6° anno armi comuni ed arm i dotte saran no istrui ti sui Principi i d'eTica. 5° Gli anziden i ammaestramenti sono posti sotto la speciale cu ra del primo direttore d i spirito, come è disposto dal l'art. 31, §§ 91 e 95 dei sovraccennati provvedimenti del 4 maggio 1839. REGOLAMENTI Scuola del soldato. Idem de l peloltone. Idem del battaglione. Idem del bersagliere. lo... :.t del soldato e del pelonone, a cava llo, e sq uadrone. Evoluzioni di linea. Regolamento discipl inale. Codice penale mi litare. Regolamento per il servizio nelle piazze e divisioni. idem per il servizio delle regie truppe in campagna. Regolamenti, e provvedimenti varii per l'amministrazione, la contabilità militare, per il servizio deg li ospedali, per le truppe in marcia, ed agli alloggiamenti, la leva militare, il reclutamento. e l'ordinamento dell'armata, ecc. .B. Saranno successivamenle ammaes/rati gli allievi in lillti i regolamemi qui accenna ti, attenendosi esa11ameme. par1ilamente, ed alla distesa a/Testo dei lihri, e regolamenti da Sua Maestà approvaTi, avvertendo, che in ogni anno scolastico dovrà essere fatto dal/' instruttore ricapito/azione. confermazione. ed esame di quelle fra le materie sovraindicare, le quali negli anni precedenri furonTrauate per 11/i allievi medesimi. o di già appartenenti a classi inferiori. o rimasti nella classe istessa.

APPLICAZIONI saranno fatti d agi i al i ievi specchi, tabelle, relazioni riflettenti alla pratica delle norme stabilite dai regolamenti.


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GLI ISTITUTI DI EOUCI\710'1F E 01 FOR\1AZIONE PER UFFICIALI ~'.EGLI STATI PREt;N!TARI

BALLO, SCHERMA. NUOTO, Gl NASTICHE, ESERCIZI MILITARI

Ballo Saranno fatte le lezioni di ballo proporzionatamente all'età, ed alle di~posizioni dell'allievo.

Scherma Saranno esercitati gli allievi nel maneggio della spada, dello ~padone. e della sciabola. nella successione qui vi indicata. Nuoto

Oltre ai principii. cd alla pra1ica del nuotare verranno esercitati gli allievi nei principii e nella pratica di guidare. c condurre barche sui fiumi.

(ìinnastirhe Si succederanno le esercita7ioni ginnastiche progressivamente c concordemente allo sviluppo delle forze fisiche. c della destreua naturale degli allievi.

Eserci:i militari Consisteranno nella scuola pratica del soldato senz 'armi. nella .;cuoia pratica dell'uomo armato a piedi. del pelottone. del banaglione. dell'uomo armato a ca,allo. e del pelottone di cavalleria. servi1io delle varie bocche da fuoco dell'artiglieria dt terra - manopere di forza. Si aggiungerà il tiro al bersaglio col fuci le. colla pislola. c col cannone.»

Con questo corso di studi si conferiva indubbiamente agli ufficiali una solida e adeguata preparazione fisica, intellettuale e professionale. L'inserimento dell'insegnamento della religione durante l'intero ciclo unito alla pratica costante, precisa c minuta degli atti di religione doveva instillare vieppiù negli allievi l 'assoluta fedeltà al sovrano. reggitore dello Stato per diritto divino. Tale educazione. eser... !.ata da una pletora di padri spirituali, era altresì tesa a realizzare un modello di ufficiale pio. L'obiettivo poteva essere perseguito in virtù del potere che il clero piemontese esercitava nell'ambito statale. Ciò era da attribuire all'influenza, peraltro abilmente sfruttata, del ministro degli esteri conte Solaro della Margherita su Carlo Alberto, incondizionatamente devoto alla Chiesa. La particolare attenzione per l'accademia dimostrata in molte occasioni dal re Carlo Alberto trovava coronamento il 13 agosto 1840. Il generale Villamarina consegnava, in nome del sovrano, all'allievo ufficiale più anziano la bandiera con i nastri azzurri della cravatta ricamati dalla


GLI ISTITUTI \11UTARI DI EDUCA710'<ll E FOR\1ATIV1 l\"EL DL'CATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA- LE ORIGJ'I;t DELLA REALE ACCADE,iiA \11LITAR E 111>78- IK(J(IJ

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regina<8 5 >. Il IS marzo 1849 la bandiera rosso-crociata verrà sostituita con il tricolore adottato l'anno precedente<86>. La promulgazìone dello StatUitO, avvenuta i l 4 marzo 1848, e la conseguente affermazione dei diritti civili, doveva avere un ri nesso sul reclutamento degli ufficiali. Si rivedevano i criteri di ammissione all'istituto degli aspiranti e veniva concessa, a determinate classi sociali sino ad allora escluse, la facoltà di accedervi. Per molti anni ancora però il dettame costituzionale che concerneva i diritti deg li acallolici e degli ebrei veniva disatteso.

Le modifiche all'indomani della prima guerra d'indipendenza Mentre l'esercito piemontese era impegnato nelle due guerre d ' indipendenza e durante il periodo a cavallo di esse, la vita sco lastica dell ' accademia veniva più volte turbata per la contrazione del corso degli studi, per la promozione anticipata dei suoi allievi e per il reclutamento straordinario degli aspiranti. Pur conservando l 'antico nome dell'accademia, il s uo ordinamento verrà modificato al punto che a iniziare dal 1860 sarà destinato a preparare ~olo gli u fficiali dei corpi di artiglieria e del genio. fl reclutamento, che dalla data di nascita della Regia Accademia Milita re sino alla partecipazione de l Piemonte all a guerra di Crimea vedeva mediamente un ' ammissione annuale di 28 candidati (valori oscillanti le venti e le quaranta unità), subirà dal18S4 all861 una impennata con un numero di accettazioni medio di 6S aspiranti (l 03 nel 1959). Il 28 marzo 1848 venivano promossi tenenti di artiglieria IS allievi del6° corso e. con il grado di ottotenente, 12 del S 0 anno delle armi dotte, inoltre altri 49 divenivano sottotenenti nelle arrni di linea (rispettivamente 3 delle armi speciali e 12 delle armi comuni del soanno. 11 e 23 dcl4°). Il 16 aprile e il 20 maggio venivano ancora nominati ufficiali prima S alunni e s uccessivamente altri 6. el dicembre erano promossi

85) Conservati ri speni vamcmc presso I"Armeria reale di Torino c il Mu~eo storico dell"Accademia Militare di Modena. 86) La bandiera. in carico al Mu~eo dell'Artiglieria. è attualmente CU\todita. unitameme a quella del 1891 donata dalle d onne modenesi. nel Mu ~eo delrAccademia Militare di Modena.


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GLI ISllTUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOJ\E PJ;R UFFICIALI KEGLI STATI PREUNlTAR I

souotenenti nelle armi del genio e dell 'artiglieria degli studenti universitari<87l. Tale provved imento creava v ivo scontento tra g li allievi. Si gnificativa è la lettera che il comandante della scuola inviava al ministro della guerra il 19 dicembre, della quale si riporta il testo integrale<8 7>: «Per dove re dell'onorevol e comando che mi è aff idato e per que l riguardo che sempre mi è parso necessario ad osservarsi nella milizia a rispeuo delle massime stabi lite. io mi trovo costretto d'informare la Signoria Vostra come le promozioni testè avvenute nei Corpi facoltativi di artiglieria e genio di soggetti non ascritti all 'esercito. con evidente danno di que lli allievi di questa Regia Militare Accademia che per condizione di studi militari sono al d1 d'oggi assai più istruiti che non i nuovi promossi. abbiano fallo una profonda 'piacevole impressione su que· spiriti giovanili, la quale impressione non va purtroppo scevra dai pericoli che accompagnano le eccezio1ù dalle generali regole, pericoli che temo non poter contenere coli•• persuasione c molto meno coi pochi mezzi repressi vi che stanno in mio potere e che sarebbe per avventura intempestivo di porre in opera. stante che gli allievi tengono per fermo di essere assistiti dalla giustizia della loro causa. soprattutto perchè se i loro parenti non li avessero tolti dagli studi un iversi tari, quelli che ora appartegono al S0 anno armi dotte avrebbero conseguito la laurea in luglio ~corso e quelli del 4° anno armi comuni la conseguirebbero col terminare del corrente anno scolastico, epperò sarebbero quanto meno in ugual condizione degli ufficiali in discorso. ''Anche quando negli anni precedenti era stato concesso ai ca11didari esremi di concorrere cogli Accademi~t i. Sua Mael>tà aveva ordi nato che essi venissero sottoposti agli e~ami nella Regia Accademia Militare, e che gli allievi avessero sempre nell'an:ianirà la precedell:a. Ora l'abbandono di siffatta patema massima a detrimento degli allievi, le di cui famiglie sopportano gravi spese, è fatto tale da scoraggiarne l'animo, distorti dalla necessa ri a applicazione ed indurii al malumore che è sempre foriero del disordine. tanto più se è vero che gli ufficiali per ultimo promossi debbano intervenire nel locale destinato per la Scuola di applicazione per essere istruiti nell a fortificazione, nelle istituzioni d'artiglieria c in altre materie militari, sulle quali gli all ievi del 5° Corso già ~upcraron o gli esami e sono al caso di essere esaminatori di quei signori tenenti. E. ciò che più monta. se si ripigliassero le ostilità, gli allievi potrebbero subito emrare in campagna provveduti di sufficiente istruzione militare e capacità nel maneggio del cavallo. de lle quali cose i nuovi promossi sono affatto digiuni, ond'è che la superiorità degli allievi emerge. a parer mio. incontrastabile, massime nelle attuali circostanze, a meno che si voglia ascrivere a loro sfavore l'essere accademisti, contro gli affidamenti stessi del Governo". E concludeva chiedendo la precedenza d'anzianità degli allievi del S° Corso armi dotte sui luogotenenti. e del 4° armi comuni sui sotto tenenti nuovi promossi.»

Dopo ogni sconfitta militare i responsabili della preparazione di un esercito sono indotti ad analizzare e a ricercare le cause possibili dell'insuccesso. Gli alti dirigenti del ministero della guerra sardo, dopo gli avvenimenti del Quarantotto non potevano esimersi da questa logica. L'autocritica, estesa a ogni aspetto, poneva l 'attenzione anche sulla formazione dei

87) F.L. Rogier, op.cit., pp. 16S-6.


Gl.l ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DEI.LA REALE ACCADEMIA \11LITARI! <11>78·1860)

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quadri. In tale contesto nel 1849 il ministro generale 5Aifonso La Marmora si risolveva a riorgani zzare gli istituti militari incaricando una commissione di stendere un progetto di riordinamento degli studi (S8>. Per una più attenta valutazione delle proposte l'anno successivo veniva nominata una seconda commissione, composta dai comandanti delle scuole militari, dai rappresentanti dei corpi dello stato maggiore, dell'artiglieria, del genio e da un professore universitario con il precipuo compito d'esaminare il corpus dell'istruzione militare considerando <<le scienze che per questa sono necessarie, o vi hanno affinità, fare insomma degli alunni buoni pratici. senza innestare nei programmi una congerie di materie che si allontanino daiJo scopo di un istituto essenzialmente militare». Lo scopo era di tendere a perfezionare le istituzion i esistenti senza apportare delle trasformazioni radicali. II problema preliminare, relativo all'accademia militare, che si presentava ai riformatori, era quello di valutare il grado: di istruzione scolastica che avrebbero dovuto avere gli aspiranti , per giungere conseguentemente alla definizione dell'età più opportuna per l 'ammissione, indi decidere sulla ripartizione delle discipline nei vari anni di corso in funzione della maturità degli allievi: della preparazione culturale e delle cognizioni da loro possedute al fine di una migliore assimilazione delle nozioni impartite. L' obbiettivo era, in sintesi. quello di elevare «la militare istruzione a quel grado, che i voti del paese, i bisogni dei tempi e delresercito reclamano». La conclusione portava a prendere dei provvedimenti diversi da quelli voluti dallo stato maggiore, come risulta dallo stralcio del testo che si trascrive: «Veniva ora il turno di dichiarare. se la Commissione intendeva che le condizioni di ammessione fossero uguali e comuni a tuili i concorrenti. riservando la scelta per le armi speciali a favore di coloro. che avrebbero falli i migliori esami ovvero se non fosse più con\enieOie di stabilire diverse condi7ioni di ammessione per le armi diver~e. La maggioranza ritenendo estremamente vantaggioso di avere per le armi dotte giovani ben istruiti e di un'altitudine c capacità ben decisa per le scienze po~itive dichiaravasi per la ~eparazione degli esami. Bisognava ora decidere. se ritenevansi sufficienti gli studi dell'insegnamento secondario, o se non dovevansi esigere dai concorrenti per le armi dotte alcuni anni di corso delle matematiche nella Università. La Commissione considerate le materie insegnate nei primi due anni di corso di queste scienze all'Università, convenne che es~i potrebbero presentare una guarentigia più che sufficiente di buone cognizioni, ma riteneva però il limite dai I 8 ai 22 quale venne fissato

88) BSA. Archil·io s10rico, anno 1850 - Lettera del Ministero di Guerra e Marina del 6 marzo 1850 e Rela:ione della Commissione incaricata di esaminare il progeuo di riorgani::a:ione de,r:li lsri111ri di militare lsrru:ione.


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GLI ISTITUTI DI EOUCAZIO:-IE f. DI FORMAZIOI\E PER UFFICIALI !\EGLI STATI PREI..NITARI

dal progello per l'ammessionc agli studi delle armi speciali. Esprimevasi però il formale desiderio, che questo peri odo d i anni potesse venir mod ificato in quei limiti, che l'esperienza avrebbe dimostrato più conveniente. Emmessi questi due principi. ne veniva la conseguenza di doversi stabi lire la separazione delle Scuole in diversi collegi. Per quanto fosse ardente il desiderio di alcuni onorevoli membri. che si conservasse. per quanto possibile. la riunione delle Scuole nello stesso Collegio. tuuavia considerata la forte ~pro­ porzione dell'età degli allievi: considerato il loro numero, quale si può appro~simamente determinare. come abbiamo accennato più sopra, da un calcolo approssimativo degli Uffiziali, che per merito d'istruzione si richiederebbero a com pletare i quadri annuali e l'insufficienza perciò dei locali attuali per con tenergli: considerata ancora la convenienza, che la Scuola si stabilisca fuori della Capitale, mentre del resro gli studi per le armi speciali non si potrebbero proseguire che in essa per i meai di istruzione che altrove diffetterebbero. la maggioranza della Commissione si trovò d'accordo sulla necessità di ammettere la separazione delle Scuole per le armi diverse.»

Le proposte presentate venivano riepilogate in un quadro sinottico il quale pur molto sinteticamente, ci illustra anche il grado di preparazione posseduto o che avrebbero dovuto avere i sottufficiali ammessi al grado di ufficiale. «Quadro s inoltico del sistema d ' insegnamento proposto dalla commissione consiglio superi or e d ' istruzione militare

Scuole reggimemali Tre classi: la prima obbligatoria, le altre due facoltarive. 1• classe : lellura, scrittura, e le prime operazioni dell'aritmetica; 21 classe : seguito dell'aritmetica. i principii di contabilità e la composizione grammaticale. 3• classe :composizione italiana coi rudimenti del francese, o viceversa. secondo la lingua in uso presso il corpo. gli elementi di storia c geografia, quelli di geometria piana con qualche proposizione della solida e con qualche appl icazione al rilievo de' piani. i rudimenti d 'arte. d'amminisrrazione e di storia militare. di fortificazione, d'artiglieria. «È necessario d ' aver seguìto con vantaggio la 11 classe per acquistar il grado di capora le: la 21 per acquistar il grado di ergente; la 31 per acquistar il grado di sottotenente. oppure far le prove relative».

Scuola di fanteria e cavalleria ammissione per concorso: età: dai 17 ai 20 anni, per i mili tari fino ai 22. se soldati: fino ai 23. se bassi uffiziali; cognizioni richieste al concorso: l'categoria: lingue italiana, francese. latina (non obbligatoria). storia. geografia, storia naturale; 2• categoria: disegno. aritmetica. geome tria. algebra fino alle equazioni di 2° grado inclusivamente, fisica:


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI N"EL DUCATO DI SAVOIA E l'EL REGNO 0 1 SARDEGNA -LE ORIGINI DELLA RE1\LE ACCAI)EM IA I\IULITARE ( 1678-1860)

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durata e narura degli srudi: durata: 3 anni: scienze: complemento d ' aritmetica, nozioni complementari d'algebra con i logaritmi, geometria piana e solida con i luoghi geometrici e le sezioni coniche; trigonometria, prime cognizioni di geometria descriniva, cosmografia, geografia fisica, topografia. fisica, no7ioni di meccanica e di chimica, d isegno: discipline militari: fortificazione, artiglieria. arte. storia e amministrazione militare, eserciti militari. ginnastica; discipline accessorie: storia. geografia, nozioni di stati~tica, di economia e dirino pubblico. organizzazione politica, elocuzione italiana e francese.

Scuola del genio e dell' arriglieria ammissione per concorso: età: dai 18 ai 22. fino ai 25 per i militari aventi due anni di servizio o per i licenziati dalla sc uola di fanteria e cavalleria; cognizioni richieste aJ concorso: tutte le matematiche pure: le cognizioni lenerarie, che si esigono per entrare nella scuola di fanteria e cavalleria; durata e natura degli studi: durata: 3 anni: cor~o comune di 2 anni:

meccanica fisica colle sue applicazioni aJJa balistica. alle macchine ed alla resistenza dci materiali; fisica c meteorologia, geologia, chimica colle sue applicazioni alle arti mili tari. complementi di geodesia e di geometria descriuiva. fortificazione. ponti militari. cosmografia. arte, storia. amministrazione militare, nozioni di scienze politiche ed economiche; corso speciale di l anno: artiglieria: principi che regolano la costruzione e l'uso dc' materiali di essa. corso sulle diverse parti del servizio; genio :corso di costruzione. di fortificazione e di architellura militare e idraulica. corso sulle diver~e parti del se rvizio.

Scuola di stato maggiore generale ammissione per concorso: età: sino ai 25 o avere due anni di servi.do da uffiziale: cognizioni richieste al concorso: le materie che s'insegnano nella scuola di fanteria e cavalleria, oltre ai primi rudimenti della lingua tedesca: durata e natura degli studi: durata: 2 anni: di~cipline: applicazioni del la geometria descrittiva, astronomia, topografia, geodesia. geografia. statistica, artiglieria, fortificazione, arte e amministrazione militare. esercizi ed evolu7ioni delle varie armi, equitazione. ippiatrica. lingua tedesca.»


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GLI ISTITUTI DI EDUCALIOI\E E DI FORMAZIONP PER UFFICIAU NEGLI STA'rl PREUNITARI

Il progetto di riorganizzazione degli istituti formulato dalla commissione non veniva adottato. Il 17 ottobre 1850 veniva introdotto l 'insegnamento della lingua tedesca, esteso l'insegnamento della trigonometria nelle classi d'armi comuni, «corroborato quello delle applicazioni di meccanica, più generalizzato il disegno topografico, richiesta la conoscenza dell'aritmetica e della geometria piana per l'ammcssione, ecc.»<89>. Ali' inizio dell'anno scolastico 1856-57 veniva annunciata la modifica che prevedeva la riduzione a tre anni ·di studi per il corso delle armi comuni, e a quattro per quello delle armi speciali. Provvisoriamente una classe preliminare straordinaria avrebbe sostitu ito l'antico primo corso (3° anno). L'attuazione del nuovo ordinamento scolastico faceva seguito agli studi inizialmente condotti dal comando accademia, ai quali si è fatto cenno, c portati a compimento da una apposita commissione ministeriale. Del Rogier si riporta una chiara sintesi della congerie di provvedimenti adottati dal ministero nell'ambito del riordino e della ristrutturazione dell'istituto<90l: «Già fin da quando nel 1850 si era provveduto per elevare le esigenze nctresame d'ammes~ione alrAccademia. era srato dal Consiglio d'iMruzionc espresso il vo1o che avesse a sopprimersi il primo anno di corso. Srabilili poi dcfinirivamentc nuovi programmi d'ammessione. fu determinato (nel 185 l) che i candidali che superassero deui esami venissero ammessi al 2° anno, che nel 1852 vcni~se così a cessare il primo anno preliminare. e ~i riduces~ero i cor<,i a quatlro per le armi comuni e a cinque per le armi speciali. portando l" età per l'ammcssionc ai limiti fra i 15 anni e i l 7. cl 1854, parrendosi da lla considerazione che la qualità di ufficiali effeuivi negli allievi dell'ultimo corso delle armi douc dava luogo ad inconvenienri non lievi d'ordine disciplinare. il Consiglio di istruzione proponeva che il corso d'armi dotte si riduce~~e allo s rcsso numero d'anni fissato per quello d'anni comuni. ma il Ministero soprassedeva dall'approvare la proposra. e l l 855, su proposta del comandante in 2' maggiore Rocci. il Consiglio di isrruzionc deliberava che. per porre in grado l'Accademia di somminisrrare all'Esercito. e specialmente alle armi di linea. quel numero di ufficiali che le annuali vacanze esigevano. divcnrava necessario ridurre i corsi a tre anni per le armi comuni, rinunziando però al vantaggio di tenere di un eguale numero di anni i cor~i delle armi comuni e delle armi douc. non essendo po~~ibile per que~re ridurre il corso a ~oli tre anni. Il Minisrcro invi1ò allora il Consiglio a srudiare la riduzione a tre anni del corso accademico per friTti gli allievi; c il Consiglio (1856) presenrò un progello per lo sviluppo degli studi di rulli gli allievi in quarrro corsi. sulla considerazione che. fino a quando "non fosse disposro e bene avvia lo un apposito Collegio prepararorio. c si richiedes~e per rammessionc ali" Accademia

89) F.L. Rogier. op.cit.• p. 177. 90) F.L. Rogier. op.cit.. p. 178-9.


GLI ISTIILTI ~ULITARI DI EDLCAZIO:-.'"E E FORMATIVI 1\EL DlCAIO DI SAVOIA E ~I!L REG~O DI SARDEGSA - Lt, ORIGIKI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE t i678· 1860J

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mollo più di quan10 si chiedeva coi programmi fin allora vigenti. si sarebbe incorsi nel pericolo di vedere l'Accademia quasi deserta d'allievi". Il \lf inistero venne allora alla conclusione di ammettere i nuovi allievi coi programmi corrbpondenti al 2° anno. che divcnrava 1° del nuo\'O ordinamento. menrre il 3° antico divcnrava 2° . il4° e 5° costituivano r1 nuovo 3° anno. il 6° il nuovo 4°. Rimaneva una cla~~e preliminare per accogliere i rimandai i dell'anti co 1° anno e i nuovi aspiranti che, non superati gli esami secondo i nuovi programmi. fossero sta ti riconosciuti ido nei per detta classe. \Jel periodo di tempo ( 1850-56) nel quale~ 'erano discusse lungamente c gradatameme attuate le misure suaccennatc per il riordinamento degli Istituti militari. avevano pure avuto luogo altre disposizioni organiche riflettenti l'Accademia.»

Dopo gli avvenimenti militari quarantotteschi, che avevano inciso profondamente nell 'animo dei cittadini più aperti del Piemonte e degli altri Stati italiani. lo spirito liberale incominciava a permeare le istituzioni dello Stato sabaudo. L'azione morale. che nel periodo della Restaura:ione era diretta a inculcare negli allievi l'assiduo e scrupoloso adempimento degli obblighi più chiesastici che religiosi, uniti a una profonda devozione e a una incondizionata lealtà al re e di fedeltà alla corona, era ora rivolta all'onore militare e alla prossima realizzazione dell'unità d'Italia, strumenti il Piemonte e l'armata sarda. L'accademia indubbiamente in questo periodo aveva assolto, e continuerà vieppiù ad assolvere parte del <<grande compito di educare allo stesso sentimento e agli stessi doveri i giovani italiani; perché, infatti, non solo dal regno di Sardegna, ma da ruue le provincie italiane le famiglie che presenti vano i tempi nuovi aveva inviato i loro figli a Torino affinché imparassero a riconoscere in quel sovrano di un piccolo Stato periferico il re - in pectore - della nuova ltalia»<9 1>. 4. lL RECLUTAMENTO SUSSIDIARIO DEGLI UFFICIA LI PER LE ARMI COMU T E DOITE Anche se di un certo interesse, in questa sede, riveste una importanza marginale la trattazione delle forme alternative di reclutamento per ufficiali, previste nell'armata sarda. L'argomento, per completezza, viene pertanto affrontato senza eccessivi approfondimenti. Le disposi7.ioni che regolarono. ini zialmente , l'immissione degli ufficiali provenienti dalle diverse fonti di reclutamento nei vari corpi dell'esercito, erano accennate nel regio viglietto del 23 gennaio 1827 <92> : «Considerato il numero di giovani ufficiali che l'Accademia ha provveduto ai Corpi

91) Il brano citato è stato trauo da un lesto di storia, per di~allenzione non è possibile citare la fonte bibliografica. 92) F.L. Rogier. op. ci t.. nota (l) di pp. 111-2.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONI' PER UFFICIALI NEGLI STATI I'REUNTTARI

scientific i dell'Esercito nel primo novennio trascorso dopo la sua creazione e fana ragione delle maggiori speranze che si devono fondare dopo un cominciamento cosl soddisfacente sul continuo incremento dell"ardore per gl i studi e sul crescente impegno che si manifesta nei Paggi ed al tri allievi ivi educati di giungere per tal via agli onori della dona milizia'' il Re riconosce che "nonostante la pro lungazione del tirocinio accademico e la maggior difficoltà degli esami. la sola Accademia militare potrà abbondantemente sopperire al ristreuo numero di posti che annua lmeme possono aprirsi nei Corpi medesimi", eppe rò: l 0 riserva agli allievi dell'Accademia il collocamento nei Corpi del Genio. dell' Artiglieria e dello Stato Maggiore Generale; 2° deroga alla facoltà fatta dalle Reali Determina7ioni del 26 giugno 1816 (relative all'ist it uzione del Corpo di Stato Maggiore Generale e per le quali gli allievi della Regia Militare Accademia prescelli per lo Stato Maggiore dovevano presso di esso subire un esame che comprendesse il prescriuo pei disegnatori del Corpo) di sonoporre ad e~amc gli allievi prescelli per lo Stato Maggiore; 3° am mette al collocamento in detti Corpi i cadeui che subiscano cogli allievi gli esami per la dotta milizia. Precedenti disposizioni di re Carlo Felice avevano: 1° soMituito alle 25 pensioni intere gratuite il doppio di mezze pensioni "per chiamare a parte di tale benefizio un maggior numero di persone meritevoli per buoni e lunghi servizi c per procurare all'Accademia un più considerevole numero di allievi"; 2° ridotto i l numero dei cade n i nei Corpi per aderi re alle premure del Saluzzo perchè i posti d'ufficiale fossero ri se rv ati agl i Accademisti; 3° stabi lito che i cadelli dei Corpi dovessero avere 18 anni compiuti nè potessero essere promossi che dopo quattro anni di servi1io; 4° fissato che le Guardie del Corpo non potessero essere trasferite nell'Armata che dopo quattr'anni di servizio.»

Agli allievi de li 'accademia veniva comunque assicurato il vantaggio dell'ammissione esclusiva o di precedenza nei corpi: con il Regolamento del 6 ottobre 1831 s i confermava che a l corpo dello stato maggiore generale venivano ammessi solo i tenenti provenienti dell'accademia: con il viglieno del 29 marzo 1832 si prescriveva che nel corpo del genio mi litare «gli uffiziali siano esclusivamente somm inistrati dalla militare accademia»; con le determinazioni del 5 gennaio 1833 si sanciva che «gli allievi della regia Accadem ia Militare che, decorati già del grado di sottotenente. supereranno gli esami stabiliti per la loro promozione ad uffi ziali d'artiglieria, vi passeranno come luogotenenti con anzianità nel COrpo StCSSO». Le sovrane determinazioni del IO marzo 1835 modificavano i privilegi concessi agli allievi che avevano la qual ifica di primi paggi in virtù del viglieuo del30 lug lio 1823 (i primi paggi erano considerati come ufficiali dal giorno della loro nomina a paggi e col locati nell"annuario secondo tale norma, inoltre erano inseriti per primi nell'ordine di promozione del corso cui facevano parte) prescrivendo: « l 0 li primo paggio del Re, nel lasciare l'Accademia, sia collocato ultimo dei tenenti in 2n se in cavalleria, ultimo dei tenenti se in fanteria, e, se nelle armi dotte, sia collocato i l


vll ISTITUTI MJLITARI DI FDUCA7101\E E FORMATIVI NEL Dl..CATO DI SAVOIA E 'ICL Rf.GJ\.0 DI SARDEG!'IA - LF. ORIGII\1 DELLA REALE ACCADEMIA MILITAR F 0678-18601

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primo della sua promozione: 2 ° Il primo paggio della Regina sia considerato, all'atto della promozione, siccome avente da due anni l'anzianità di sottotenente: 3° I paggi continuino ad essere primi della loro promozione, salva la precedenza dei primi paggi nelle armi dotte»<93 l. I privilegi dei paggi saranno definitivamente abrogati solo nel 1853, con la promulgazionc della Legge sull'avanzamento nel Regio Eserciro<94 ). Analogamente a quanto attuato negli altri eserciti europei, potevano accedere al grado di sottotencnte, dopo un tirocinio pre o i reparti , inizialmente solo i cadetti e successivamente anche i soldati dei vari corpi, particolarmente distintisi nel servizio. L'esigenza e l'opportunità di elevare il grado di cultura degli ufficiali inducevano pertanto i legislatori a far cadere il criterio di automaticità tra anzianità di serv izio e promozione, introducendo la condizione del superamento di un esame per accertare il grado di preparazione professionale degli aspiranti. I programmi delle materie d 'esame, inizialmente molto modesti, divenivano nel tempo sempre più completi aE punto da coincidere, nel 1842, con quelli previsti per i corsi regolari de li 'accademia. Estremamente significativa. a tale proposito è la citazione cronologica dei provvedimenti, a iniziare dalla restaurazione. Con le regie determinazioni del 13 marzo 1822 i cadetti dei vari corpi dell'esercito destinati a divenire ufficiali (uno per battaglione di fanteria e due per reggimento di cavalleria) dovevano serv ire per quattro anni in tale stato. Quelli che per buona condotta e per anzianità di servizio erano prossimi a ottenere l 'avanzamento al grado di ufficiale dovevano, dal 1826 (regio brevetto del 19 giugno 1824), essere sottoposti a un esame per dimostrare la loro capacità di assolvere le incombenze del grado «Cosicché possano essere giudicati meritevoli di partecipare ai gradi di Uffiziale nell'Esercito nostro. a omiglianza degli allievi della Nostra Militare Accademia e delle Nostre Guardie del Corpo, per la cui istruzione già fummo solleciti di provvedere».

93) F.L. Rogier. op. ci t., pp. 128-9 e nota (l). 94) F. Pinelli. op. c it.. vol. Ili , nota ( l ) di p. 85. «A porre in chiaro gli sco nci a c ui davano luogo queste stolte preferenze basti il seguente aneddoto: L 'allievo T ...... di nobilissima famiglia e di notoria imbecillità era dopo l'esame dichiarato inabile al grado di sottotenente, c cos tretto perciò a ripetere l'anno, nel quale essendosi re~a vacante la piazza di primo paggio egli la conseguiva, epperciò veniva l'anno seguente nominato capitano di cavalleria; convien dunque conchiudere che lui. riconosciuto inabile ad esser sonotenente, pcl solo contatto della coda del regal manto avesse acquistate t une le cognizioni neces~arie ad un capitano! Qual meraviglia ~e gli ufficiali superiori sardi erano poco iMruni?»


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GLI ISTITUn DI EDUCALIOJ\E E DI FORMAZIONf PER UFACIAU NEGLI STAll PREUI\ITARI

Le materie oggetto dì accertamento inizialmente previste erano: il sunto dell'editto penale militare; il regolamento di militare disciplina per la fanteria o la cavalleria, secondo la milizia a cui apparterrà l'esaminato: il regolamento per il servizio militare nelle divisioni e nelle piazze; il regolamento per l 'amministrazione e la contabilità dei corpi del regio esercito; l'aritmetica: delle nozioni di geometria teorica e pratica; nozioni elementari di fortificazione. L'lstru::ione del 5 luglio 1824C95> precisava nel particolare i programmi d 'esame, che comprendevano: l'editto penale militare. il regolamento di militare disciplina e il regolamento per l 'esercizio secondo la milizia cui il cadetto era destinato (fanteria o cavalleria), il regolamento per il servizio militare nelle divisioni e nelle piazze. il regolamento per l'amministrazione e la contabilità dei corpi del regio esercito, la lingua italiana per tutti e la francese o la tedesca per coloro che dichiaravano dì conoscerla, l'aritmetica, la geometria e la fortificazione. I cadetti sostenevano gli esami prescritti. in accademia, dinanzi a una commissione composta dal generale comandante, da un prefetto e da quattro professori dell 'istituto. Nel 1833 venivano soppressi i cadetti presso tutti i corpi delresercito. Da allora tale grado, che «Sua Maestà si degnava conservare a onore del la sua Militare Accademia e a benefizio degli allievi di essa», veniva attribuito agli allievi all'atto della promozione al penultimo anno di corso. l cadetri già in organico ai reparti verranno di fatto, sostituiti dai solda-

ti distinti<96>. Con il dispaccio del 12 dicembre 1835<97>venivano nuovamente precisate le materie sulle quali erano chiamati a sostenere gli esami i soldati distinti dci vari corpi della regia truppa, prima di essere promossi ufficiali. I programmi erano compilati secondo «le basi di cui nel dispaccio alla Regia Accademia Militare» e cioè: aritmetica; geometria: definizioni c delineamenti, dimostrazioni, problemi; fortificazioni: fortificazione

95) BAM. Guida dei Cadeui del Regi() Eserçito negli studi sopra i quali de1·ono essere esaminati. vol. I- Allegati al cap. l. doc. t3. 96) E. Scala. Storia delle Fanterie italiane. vol. 111. p. 218 «l cadetti erano giovani che si dedicavano alla carriera militare ed erano a~segnati ad un reggimento: vivevano però alle case loro e venivano al Corpo solo per le istruzioni. l soldati distinti invece, vivevano al reggimento ed erano trattati come truppa e non conseguivano il grado di ufficiale, se non erano pa~sau per quelli di caporale e di sergente». 97) Ministero della Guerra, Leggi Militari. anno t835.


Gli ISTITUTI MILITARI DI FDUCA710 '< F F FOR\1ATIVI -:EL DUCATO DI SA VO IA h NEL REGNO DI SARDEGNA- tE ORIGI\il 1>1-tLA REALE \ CCADE \li A MI Lil ARh 1 167 ~ 1~60 1

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campale. fortificazione stabile e murale. attacco e difesa di una piazza forte; generalità sulla storia. storia patria; geografia: della posizione, distanza e diverso clima d'un paese rispetto all'altro in generale, della terra o globo terracqueo e sue massime divisioni, de li' Europa, dei regi Stati sardi; regolamento di disciplina parte l e parte Il; servizio di piazza e di divisione; editto penale militare; servizio delle regie truppe in campagna; lettere: scuole teoriche e pratiche; contabilità. La circolare del 15 febbraio 1840<98> definiva i nuovi programmi d ' esame per la promozione a ufficiale delle varie armi. in aderenza a quanto prescritto dal citato articolo dei Provvedimenri ( 1839). Le materie e gli argomenti oggeuo di accertamento erano le eguenti: lettere: lingua italiana. lingua francese, elocuzione; storia e geografia: storia. storia patria, geografia fisica, geografia politica; matematiche: aritmetica completa e ragionata, geometria completa, algebra, trigonometria, geometria descrittiva; statica e fisica, chimica; topografia: statistica; fortificazione campale e stabile: artiglieria: arte militare; regolamenti diversi. Nel cor o degli studi i candidati dovevano preparare dei lavori da pre'>entare alla commissione ministeriale all'atto degli esami. Altri lavori dovevano essere eseguiti dagli aspiranti alla presenza degli esaminatori. L'8 ottobre 1842 veniva approvato per coloro che «per tratto di speciale sovrano favore ouerranno a tenore dell'articolo 54 de' sovrani provvedimenti relativi alla regia accademia militare del 4 di maggio 1839 di presentarsi agli esami per la promozione al grado di sottotenente nelle armi di fanteria, o di cavalleria» un nuovo programma delle materie di studio e d'esame, analogo a quello già citato previsto per gli allievi dell'accademia. L'esame era sostenuto «innanzi la regia commissione nominata per gli esami d'uscita, e promozione, degli allievi della regia accademia militare>>con le modalità e secondo le norme in vigore nell'istituto. Condizione per sostenere l'esame per la nomina a ufficiale delle armi dotte era l'avere prestato almeno un anno di servizio attivo, quale ufficiale, in un corpo del regio esercito o, qualora non militare, aver acquisito per esame prima il grado di sottotenente nelle arm i comuni e quindi compiuto il servizio di un anno presso un reparto. Gli ingegneri civili o idraulici, di norma. non sostenevano che parte degli esami preliminari che dovevano essere però dati entro un limite massimo di due anni dalla data di incorporazione.

98) Ministero della Guerra. Ll'ggi M ilitari. anno t 840.


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GLI ISTITtJTI DI EDIJCAZIO:-E E DI I<>RMAZJONE PER I,FFlCIALI !\'EGLI STATI PREUNITARI

La legge sull'avanzamento del 13 novembre 1854(99), che avrebbe regolato per molti anni in avvenire la carriera degli ufficiali, sanciva le condizioni richieste e il modo in cu i doveva aver luogo l 'avanzamento. Per quanto concerneva la promozione al grado di sottotenente, ovvero in merito alle disposizioni relative al reclutamento degli ufficiali delle varie armi, decretava che nessuno poteva essere promosso sottotenente se non avesse compiuto il diciottesimo anno di età e se non avesse o servito due anni come sottufficiale in un corpo del l ' e ercito o soddisfatto alle condizioni degli istituti militari stabilite per tale promozione. In ciascun corpo dell'esercito un terzo dei posti vacanti da sottotenentc. era riservato ai sottufficiali del corpo s tesso. Con le modifiche di legge del 29 gennaio 1855 quest'articolo veniva così modificato: «Un terzo dei post i vacanti di sottotenente nell ' armata attiva è conceduto in tempo di pace ai sott'uffiziali dell'armata ri spettiva, ed in te mpo di guerra ai sott'uffiziali del rispettivo corpo». L'Il marzo 18600 00> veniva aperto, come già altre volte nel passato (nel 1848 e nel 1855) un reclutamento particolare e straordinario, senza qualificazione preventiva, per la nomina a ufficiale nei reali corpi di arti glieria e genio. Potevano esservi ammessi laureati ingegneri o studenti universitari che avessero compiuto il terzo anno di corso, superati gli esami relativi , compreso quello di meccanica razionale, purché con età inferiore ai 26 anni. Nominati sottotenenti dovevano compiere l ' istruzione pratica e teorica. La circolare N. 37 del 17 marzo precisava che la «disposizione s' intende naturalmente applicabile non solo ai giovani non militari, ma anche a coloro che già apparte ngono alla milizia, siano essi sott ' uffiziali. caporali o soldati». Il numero dei posti a concorso non era ben definito, ma compreso tra i venti e i trenta, in «ragione delle rispettive occorrenze del servizio». Tra le condizioni di ammissione era l 'essere regnicolo, tuttavia, segno dei tempi. e rano previste delle eccezioni a discrezione del governo. Faceva segu ito la Legge sull' ammessione d'ingegneri civili nei Corpi Reali del Genio e dell'Artiglieria del 5 luglio 1860<10 1>. Al fine di coprire le vacanze veniva offerta un'ulteriore possibilità di colmare i posti da ufficiale ai laureati in ingegneria in possesso dei requisiti prescritti

99) Ministero della Guerra, Giornale Militare. anno 1854. 100) Ministero della Guerra, Giornale Milirare, anno 1860. 101 ) Ministero della Guerra, Giornale Militare. anno 1860.


Gli ISTITUTI MILITARI DI EDLCA7J0Nc E I'ORMATIV! NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGli\! DeLLA REALE ACCADEMIA MILITAR E (1678·1860)

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dal le precedenti disposizioni e di un 'età superiore ai 26 anni qualora «dietro ragguagli del Comandante generale d ' Artiglieria e del Consiglio superiore del Genio militare risultino, per comprovata abilità o per ogni altro rispetto, atti a prestare immediatamente un servizio utile». Era data la precedenza a coloro che avevano partecipato alla recente campagna. 5. LE NORME PROVVISORIE DEL 1857 E LE MODIFICHE SUCCESSIVE Il 14 gennaio 1857 il ministro della guerra e marina Alfonso La Marmora inviava al re la proposta relativa alle Norme provvisorie per l' ammissione all'Accademia per/' anno scolastico 1857-58, approvate nello stes~o anno con decreto del l O ottobre. Il progetto del regolamento provvisorio con i programmi annessi per l 'esame di ammissione era introdotto da una relazione che nella prima parte recitava(l 02 ): «L'ordinamento degli studii e le norme per l'ammissione nella Regia Militare Accademia furono da alcuni anni oggeuo di parziali modificazioni, riconosciute urgenti ed atte a migliorare l'indirizzo di quell' Istituto ed a preparare quelle definitive e radicali riforme. che un generale riordinamento degli Istituti di militare educazione dovrà introd urre nello stesso. Ad un tale generale riordinamento non credè il Ministero della Guerra di addivenire, che dopo maturi e profondi studi i affidati a distinti personaggi versati nelle militari discipline, e sebbene già il 7 dicembre 1854 sia stato presentato al Parlamento Nazionale un relativo progetto di Legge, il Riferente ravvisò ancora necessarii ulteriori studu per rendere più perfetto un s imile progetto, che per anco non sono compiuti. Preme intanto di pensare a rifornire la Militare Accademia di nu ovi Alunni pel vegnen te anno scolastico t 857-58, e di vieppiù accrescerne il numero, come altresì, per essersi ridotti gli anni dei Corsi, di stabi lire che di maggiori cognizioni siano provvisti, e modificati siano i limiti dell'età utile per l'ammissione.»

Condizioni per l'ammissione, da accertare da apposita commissione, erano il possesso di un fi ico sano e robusto privo dei difetti che rendono inabile al servizio militare e una statura minima di metri 1,56 (la balbuzie e la miopia erano causa di esclusione), avere un 'età compresa tra i 15 anni compiuti e i 18 non superati, professare la religione cattolica cd essere regnicolo, salvo le eccezioni che il «governo giudicasse di fare per giovani di paese estero». A norma dell'articolo 45 della legge 19 luglio 1857, gli allievi del collegio militare che superavano gli esami di uscita e risultavano idonei

102) Ministero della Guerra. Giornale Militare. anno 1857 - Allegati al cap. l, doc. 14.


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GLI ISTITUTI 01 EOUCAZIO'II! E DI FORMAZIONE PER UHICIALI t>EGLI STATI PREUNITARI

alla visita medica erano nominati di diritto allievi della reale accademia: gli altri aspiranti, dichiarati idonei, erano ammessi come allievi nell ' istituto secondo l' ordine di classificazione fino all'esaurimento del numero dei posti vacanti. Ciò era giustificato dal fatto che mentre gli allievi del Collegio Militare , al termine del 5° anno, erano sottoposti a esami finali dinanzi alla commissione superiore dell ' accademia militare, gli aspiranti che avevano frequentato scuole pubbliche o private dovevano dimostrare di possedere, in grado adeguato, cognizioni di aritmetica e principi di algebra. di geometria piana, di lettere italiane e di lingua francese (ovvero di lettere francesi e lingua italiana per quelli che avevano fatto i loro studi in france e). di catechismo o dottrina cristiana e di calligrafia. Per la compilazione della graduatoria era attribuito al candidato, per ciascuna materia, un punto di merito espresso in decimi (minimo 5/1 0) e tale valore era moltiplicato per un coefficiente ponderate in funzione della importanza relativa della disciplina. Erano altresì assegnate alcune mezze pensioni gratuite per merito d'esame per l'intero ciclo accademico purché l'alli evo fosse promosso regolarmente ogni anno. se appartenente al corso delle armi speciali. o classificato nel primo terzo, se assegnato alle armi di linea. La durata degli studi era definita in tre anni per gli alunni destinati alla fanteria e alla cavalleria e in quattro per quelli delle armi dotte. l due corsi avevano in comune il primo anno. Per gli allievi del primo corso. che dimostravano maggiore attitudine per le scienze matematiche, era aperto durante l'anno scolastico un concorso per il passaggio nelle armi speciali. Gli allievi dell'uno e dell'altro corso che superavano gli esami del terzo anno erano nominati ufficiali e, mentre quelli delle armi di fanteria e cavalleria venivano assegnati a un corpo. gli altri proseguivano i loro s tudi in accademia. Gli allievi del quarto anno, ritenuti idonei al servizio nelle armi speciali. venivano destinati ai corpi reali dell'artiglieria e del genio e pertanto ammessi alla Scuola Complementare al termine della quale, superati gli esami, erano promossi luogotenenti e inviati ai corpi. Dopo lo scioglimento dci corsi, adottato per grav i fatti attinenti alla di sciplina, e la successiva riapertura dell'accademia (reali decr-eti del 25 febbraio e del 6 aprile 1858)<103> il 26 novembre venivano pubblicate le Norme provvisorie per l'ammissione nella Regia Militare Accademia nell'anno 1859 a firma del ministro segretario di Stato<104 >. 103) Ministero della Guerra. Giornale Militare. anno 1858. 104) Ministero della Guerra. Giornale Militare, anno 1859.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMAnVI NEL DUCAl'O DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MI LITARE (1678- 1860)

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Veniva ora prescritto che gli allievi, al compimento del 17° anno d'età, fossero arruolati e prestassero giuramento. Tale provvedimento, previs to per i militari di leva, ottemperava alle norme stabilite dalla legge sul reclutamento del 1854. Il primo giuramento degli allievi avvenne il 24 aprile 1858. Considerate le numerose innovazioni introdotte nel tempo a modifica delle sovrane disposizioni del 1839, il testo preannunciava la pubblicazione di nuove nonne per il riordinamento definitivo degli studi, che dovevano tener conto delle disposizioni contenute nella proposta di legge del 7 dicembre 1854 e che avrebbero però trovato attuazione solo a iniziare dal 1860. Temporaneamente i candidati, per l 'esame di ammissione, dovevano prepararsi su un programma uguale a quello stabilito dal piano degli studi del collegio militare con l'esclusione della lingua latina, cioè quello necessario per il conseguimento del magistero nell0 anno di filosofia, ma con una accentuata conoscenza delle matematiche e della lingua francese. Gli accertamenti consis tevano in esami orali della durata di trenta minuti per l' aritmetica e per i principi di algebra, geometria piana e solida (coefficiente 5); esperimenti scritti di componimento nonché orali, della durata di venticinque minuti, su istituzioni di letteratura italiana (coefficiente 4) e di lingua francese (coefficiente 3) o prove invertite per i candidati di madre lingua francese; accertamenti di catechismo "(coefficiente 2) dell a durata di dieci minuti. La valutazione di calligrafia veniva effettuata s ugli elaborati. Faceva seguito l'Appendice alle Norme provvisorie per l'ammissione nella Regia Militare Accademia nell'anno 1859 del 30 giugno<lOS)_ Oltre a soprassedere alle innovazioni già programmate poneva 1' accento sull'esigenza dell ' ampliamento dei quadri dell ' esercito a seguito degli avvenimenti bellici e della previsione, dopo la liberazione della Lombardia e in conseguenza del prorompente movimento nazionale, dell ' ormai imminente riunione al regno sabaudo di altre provincie italiane. Le insurrezioni erano s uccedute quasi per effetto della dichiarazione-esortazione rivolta da Mazzini agli italiani, a guerra iniziata, di «allargare, italianizzare la guerra [ ... ] Insorgere; armarsi; combatter l'Austria sulle terre che essa occupa: accettare la direzione militare dell'oggi per questo

l 05) Min istero de lla Guerra. Giorna le Militare, anno 1859.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FOR\1AZIO~ PER UFFICIALI "EGLI STATI PREUMrARI

scopo; mantenersi indipendenti nel resto sino a quando l 'Italia emancipata da tutte le tirannidi straniere o domestiche potrà rivelare il proprio concetto» t 106). Veniva così definitivamente accantonato il proposito di una radicale revisione del corso degli studi. L'appendice precisava che gli aspiranti potevano astenersi dal sostenere l'accertamento sulla geometria solida aggiunta di recente nel programma d'esame. Coloro che non si avvalevano di questa facoltà alla fine del mese di ottobre, cioè ali' inizio del!' anno scolastico, erano ammessi al 2° anno delle armi di linea qualora avessero compiuto. alla data del l 0 agosto, l'età di sedici anni e superato gli esami suppletivi di algebra e composizione italiana. Erano ammessi a concorrere al 2° anno delle armi speciali i giovani che compivano entro la data citata i quindici anni o non avessero superato i diciotto e fossero risultati idonei agli accertamenti previsti per la promozione al 2° anno delle armi di linea e a quelli di algebra e geometria. Infine potevano essere promossi direttamente al 3° anno delle armi speciali i candidati che avessero sostenuto con esito positivo le prove scritte di composizione italiana e orale, della durata di quarantacinque minuti , di analisi finita (algebra, trigonometria rettilinea e sferica, applicazione dell'algebra alla geometria a due dimensioni) e di geometria descrittiva, della durata di trenta minuti. Con il decreto del 27 febbraio 1859, oltre al corso accademico già previsto, veniva istituito un Corso suppletivo alla Regia Militare Accademia <lO?) destinato ad «abilitare giovani di conveniente cultura a coprire, principalmente nella Fanteria, dopo le promozioni degli allievi del 3° anno di corso in quell' Istituto, i posti di sottotenenti vacanti oltre quelli devoluti ai sott'uffiziali». A tale concorso potevano partecipare anche i sottufficiali, i caporali e i soldati. I requisiti richiesti erano quelli già previs ti dalle precedenti disposizioni. a eccezione dell'età che doveva essere compresa tra i 20 (ridotta a 19 con decreto dell3 marzo 1860) e i 26 anni. Gli esami di ammissione parte scritti e parte verbali, consistevano in due prove: una letteraria, che prevedeva accertamenti di lettere italiane e principi di lingua france se (ovvero lettere francesi e principi di lingua italiana per quelli che avevano fatto i loro studi in rrancese) ed elementi

106) G. Manini, Scriui politici ediri ed inediTi, vol. XXXII. p. 233. I07) Ministero della Guerra, Giornale Militare, anno I859.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIG INI DELL.A REALE ACCADEMIA MILITARE (1678-1 860)

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di storia generale e di geografia; una di matematica, comprendente l'aritmetica, la geometria piana e solida, le prime nozioni di algebra e le nozioni elementari di fisica. I giovani in possesso del diploma di magistero ne erano dispensati. Il corso, della durata di un anno, comprendeva istruzioni teoriche e pratiche esclusivamente militari. Coloro che erano ritenuti idonei venivano dichiarati ammissibili al grado di sottotenente e in caso di carenza di vacanze, erano assegnati a un corpo dell'esercito e prestavano servizio con il grado di sergente in attesa della nomina. Qualora si fossero verificate esigenze straordinarie potevano essere promos i anche prima del termine del corso, a seguito di un accertamento. Il corso suppletivo per l'arma di fanteria era svolto presso La Scuola Militare di Fanteria di Ivrea. Tra le condizioni richieste per l'ammissione all ' istituto, soltanto ora dopo la restaurazione, non si faceva più cenno a quella di professare la religione cattolica, nonostante la legge dell9 giugno 1848 avesse già sanzionato che «la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici e alla ammessibilità alle cariche civili , e militari». Le prove di ammissione al corso suppletivo (Norme per gli esami di ammissione al corso suppletivo nella Règia Militare Accademia e programmi relativi del 12 marzo 1859), per gli aspiranti non provvisti di titolo di studio adeguato, comprendeva in particolare i seguenti esperimenti: per la prova letteraria: lettere italiane (esame scritto e verbale) e lingua francese (esame verbale), le prove erano come derto invertite per coloro che avevano fano i loro studi in lingua francese; storia generale; geografia fisica e politica del mondo; per la prova scientifica: aritmetica, nozioni d'algebra sino alle equazioni di 2° grado; geometria piana e solida; nozioni elementari e fisica. L'organizzazione del cor o suppletivo veniva definita nelle sue linee generali dal regolamento per l 'esecuzione del regio decreto del 27 febbraio 1859<108>. Gli allievi ammessi al corso erano inquadrati in un battaglione ordinato su quattro compagnie, comandato da un maggiore. Al comandante della scuola di fanteria erano affidate la sopraintendenza e la direzione dell 'istruzione. I sottuffic iali e i caporali allievi conservavano i distintivi del proprio grado e continuavano a esercitarne le funzioni.

108) F.L. Rogier, op.cit .. pp. 203-5.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZ!Oì'c E DI FOR~AZIO'IE PER UFFICIALI l'EGLI STATI PREUNITARI

Le materie d'insegnamento erano: topografia, fortificazione, operazioni secondarie della guerra, armi e tiro, nozioni delle leggi organiche e della contabilità de li 'armata, regolamenti diversi, scherma di punta e di contropunta, esercitazioni pratiche militari. Il 22 marzo 1859, il ministero disponeva l'effettuazione degli esami anticipati per gli allievi dell'accademia militare del4° e del 3° anno, il 23 aprile venivano nominati sottotenenti di artiglieria e del genio i frequentatori del 4° corso e il 26 aprile anche quelli del 3° corso delle armi speciali e delle armi di linea (7 del4° e 26 del 3° corso). TI 30 giugno, i rimanenti allievi del 3° corso armi speciali e quelli del 2° corso armi di linea in possesso dei requisiti erano, a loro volta, promossi ufficiali (6 d'artiglieria, 2 del genio e 44 di fanteria); i 12 giovani d'età inferiore ai diciotto anni venivano nominati provvisoriamente sotrufficiali0 09>. Dopo la campagna del1859 e i conseguenti plebisciti e annessioni, si verificava una accentuata dilatazione del l 'esercito sardo che passava dalle 5 divisioni (60.000 uomini circa) alle 14 divisioni dell'Ordinamento Fanti (180.000 uominj circa). L'aumento, anzi la lievitazione, dell'armata determinava una ripercussione immedi ata sull'organizzazione dell 'accademia militare. La soluzione attuata per porre rimedio ai problemi contingenti tendeva, inizialmente, a risolvere solo situazioni di carattere organizzativo, con particolare riferimento a quelle infrastrutturali, e, successivamente, a te nere in giusta evidenza le esigenze nazionali portando al di fuori del Piemonte alcuni isti tuti di formazione per ufficiali del costituendo esercito italiano. Si determinava così la scissione della Regia Militare Accademia in tre istituti che prevedevano corsi di studi differenziati sia nelle modalità formative sia nei contenuti culturali e che comportavano conseguentemente un allentamento spirituale tra gli ufficiali nell'ambito di una stessa forza armata. Questo retaggio estremamente negativo perdurerà sino al termine della seconda guerra mondiale. La Relazione e Regio Decreto circa le modifica::ionì necessarie agli Istituti di istruzione miliwre< 110>del 13 marzo 1860 a firma del ministro della guerra Manfredo Fanti dava origine alla divisione dei due corsi tradizionali delle armi di linea e delle armi dotte in tre diversi per sede. ma

109) F.L. Rogier. op. cii., p. 205. IlO) Ministero della Guerra. Giornale Militare. anno 1860.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI S ARDEGNA- LE OR IGINI DELLA REA LE ACCADEM1A MILITARE ( 1678 -1860)

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soprattutto per impostazione culturale . L'incapacità delle infrastrutture di contenere, anche dopo i previsti lavori di ampliamento dell ' edificio scolastico, non più di 260 allievi (contro gli iniziali 210) induceva il ministro a prevedere lo svolgimento di un corso suppletivo della regia militare accademia presso la scuola militare di Ivrea «esclusivamente destinato a somministrare uffiziali per l 'arma di fanteria» e di un altro presso la scuola militare di Pinerolo per «l'istruzione necessaria a quei giovani che desiderano abilitarsi ad occupare i posti di sottotenente vacanti nell'arma di cavalleria>>, infine con sede in Torino, nei locali tradizionali dell'accademia, l 'attuazione di «un nuovo Corso di studii conveniente per l'istruzione di giovani destinati a fornire di uffiziali i Corpi Reali d'artiglieria e del genio militare». Non era peraltro giustificato l 'abbassamento della preparazione scolastica dei futuri quadri delle armi comuni che vedevano i loro programmi ridotti alle sole materie militari e contratto il tempo di svolgi mento del ciclo formativo. Lo stato maggiore risolveva brillantemente il problema della carenza dei subalterni, ma non quello più importante della loro preparazione generale e de li' istruzione professionale. Veniva conservato il rapporto di dipendenza dall'accademia delle due scuole distaccate a Ivrea e a Pinerolo. Contemporaneamente il ministero impartiva al comandante dell 'accademia disposizioni particolareggiate in merito al riordino dei corsi(! l l ) . Per i frequentatori dei corsi di artiglieria e genio l 'intero ciclo scolastico doveva ora avere la durata di quattro anni (la prima classe era detta preparatoria). Pertanto gli allievi del 3° e del 2° anno delle armi· speciali rimanevano nell'istituto per proseguire gli studi sino al compimento degli stessi. Gli alunni più anziani meritevoli di promozione potevano venire nominati sottotenenti, se avevano l 'età richiesta, e assegnati dali 0 settembre dello stesso anno alla seconda classe del nuovo iter scolastico. Quelli più giovani invece passavano nella prima classe. Nel caso fossero riprovati negli esami, i primi sarebbero transitati nella prima classe, i secondi nella preparatoria. Gli allievi del 2° e del 3° anno delle armi di linea, qualora avessero l 'età di 17 anni compiuti, erano invitati a frequentare, dal 1° aprile, il corso di Ivrea o dal 15 aprile quello di Pinerolo per completare la loro istruzione. Gli studenti del 3° anno, se ritenuti idonei e in possesso del! 'età prescritta, venivano promossi sottotenenti entro lo stesso mese di agosto.

Ili) BSA, Archivio storico, anno 1860, tenera n. 1442 del 13 marzo 1860.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMA2JONE PER Ul'FlCIAl.l NEGLI STATI PREUNITARI

Quelli del primo anno erano divisi in due categorie: gli aspiranti alle armi speciali, reputati in grado di superare con successo il corso da una commissione presieduta dal direttore generale degli studi e composta da tTe professori titolari di matematica, rimanevano in accademia e completavano gli studi per essere quindi iscritti in settembre nella classe preparatoria; gli aspiranti alle armi di linea, se possedevano l 'età prescritta, erano ammessi alle scuole di Ivrea e di Pinerolo. Coloro che, per le mutate condizioni dell'istruzione, rinunciavano alla carriera militare venivano sciolti dall'arruolamento volontario. La circolare n. 30 del 28 febbraio e il decreto del 13 marzo 1860 stabilivano che erano consentite nuove ammissioni di allievi al corso suppletivo alla regia militare accademia presso la scuola militare di fanteria di Ivrea e ali 'analogo corso presso la scuola militare di cavalleria di Pinerolo, con inizio rispettivamente il l 0 e il 15 aprile. Le disposizioni che definivano la direzione e l'organizzazione del corso per ufficiali di cavalleria, presso quest'ultima, erano riportate nel primo articolo del Regolamento per il Corso supplerivo alla Regia M ilirare Accademia per/' Arma di Cavalleria presso la Scuola militare di Cavalleria in Pinerolo del 14 marzo 18600 12 >. Il comando superiore e la direzione dell 'istruzione erano prerogative del comandante dello stabili mento. Gli allievi erano inquadrati in uno squadrone alle dipendenze di un capitano della scuola. I sotrufficiali e i caporali ammessi conservavano sia il grado sia le attribuzioni d'ufficio relative. Le istruzioni previste erano: topografia e disegno, nozioni elementari di fortificazione campale e nomenclatura della permanente, operazioni secondarie di guerra, nozioni delle leggi organiche, codice penale militare, regolamenti diversi, amministrazione e contabilità militare per quanto riguarda la compagnia, equitazione teorica e pratica, esercizi pratici e teorici speciali della cavalleria, nozioni di ippiatria, scherma di sciabola. La durata minore del corso suppletivo rispetto a quello sino ad allora in vigore era parzialmente giustificata dal più completo programma d'ammissione di analisi finita (algebra, trigonometria rettilinea e sferica, geometria analitica per la parte finita). Erano ammessi senza esame i giovani in possesso di un diploma di magistero, dell'attestato di maturità o altro titolo di studio equivalente.

112) Ministero della Guerra. Giornale Militare, anno 1860.


GLI ISTITUTI MIL ITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGNA - LE ORIGII\1 DELLA REALE ACCADEMIA ~UUTA RE ( 1678·1860)

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Dal Regolamento per/' esecuzione del Regio Decreto 13 marzo 1860 sull' ordinamento provvisorio della Regia Militare Accademia e dei Corsi suppletivi alla medesima(1 13> si desume che il corso degli studi nell 'accademia per le armi speciali e ra invece costituito da quattro classi di cui una preparatoria. NeUa classe preparatoria s 'insegnava la trigonometria piana e sferica, la geometria analitica per la parte finita; nella l g classe l ' analisi infinites imale; nella 2~ la meccanica razionale e nella 31 la meccanica applicata. Era previsto ino ltre lo studio delle scienze e delle materie militari. Il tempo fissato per compiere gli studi in ciascuna classe era di un semestre compresa la durata degli esami. L' allievo doveva superare annualmente due classi e, qualora altermine del semestre non risultasse idoneo agli esami sulle materie insegnate, doveva ripeterle nel semestre successivo. Ripetuti gli studi con insuccesso gli veniva data facoltà di passare alle scuole delle armi comuni o di completare la ferma. l corsi iniziavano il l 0 settembre 1860. Gli aspiranti, che all ' atto dell'ammissione all ' istituto non avevano completato lo studio dell 'analisi fi nita, erano so u opo ti a esami nel mese di agosto e, se ritenuti idonei , iscritti alla prima classe, in caso diverso alla classe preparatoria. Quelli che ali ' università avevano solo iniziato lo studio dell ' analisi infi nitesimale dovevano terminarla in accademia ed erano assegnati, al termine degli esami , alla seconda o alla prima classe, a seconda de li 'esito degli stessi. Gli aspiranti che invece a ve_vano compiuto lo studio del calcolo infinitesimale dovevano freque ntare la seconda classe (meccanica razionale) ed erano, a seconda dei casi, aggregati a fine semestre alla terza o alla seconda classe. Gli allievi idonei a freque ntare La terza classe erano promossi al grado di sottotenente nell ' arma c ui aspiravano, facevano eccezione coloro che e rano stati ammessi direttamente alla seconda classe. Terminati con successo gli studi del terzo anno potevano accedere al corso complementare, divenendo al termine degli studi luogotenenti. Il l o aprile veniva indetto un reclutamento per i giovani studenti della fa coltà di matematica di una qualsiasi università del regno, salvo le eccezioni che il governo giudicava fare, in età compresa tra i 17 e i 22 anni a cui seguiva uno per il completamento degli organici nel mese di agosto<114>.

113) Ministero della Guerra, Giornale Militare, anno 1860 - Allegati al cap. l, doc. 15. 114) Ministero della Guerra. Giornale Militare. anno 1860. missione nella Regia Militare Accademia.

. 2 1, Concorso per l' am-


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GLI ISTITUTI DI (,OUCAZIOJI.E E DI fORMAZIO'fE PfR UFFICIALI ~\EGLI STATI PREUNITARI

I candidati dovevano superare due prove d ·esame, la prima verteva sulla letteratura italiana, sulla lingua francese. sulla storia e geografia, s ulla fi sica; la seconda sull'algebra, sulla trigonometria piana e sferica. s ul l 'applicazione dell ' algebra alla geometria per la parte finita e sul disegno. Erano dispensati dalle prove di prima serie coloro che presentavano il diploma di magistero, l'attestato di maturità o altro titolo equivalente di ammi sibilità a un corso superiore universitario. I posti di allievo vacanti erano assegnati in ordine di merito tenendo conto del punteggio ottenuto nella seconda serie di prove o di concorso. Agli 82 all icv i rimasti in accademia dopo il30 giugno 1859, si aggiungevano 102 nuovi ammessi ai primi di ottobre . In ottemperanza al nuovo ordinamento fissato dal decreto 15 marzo 1860. 59 allievi venivano inviati al corso suppletivo di fanteria a Ivrea e 19 a quello di cava ll eria a Pinerolo. Il numero degli allievi delle armi speciali rimasti in accademia, ri dotto a 105, veniva riportato con delle nuove ammissioni a 180. Mediamente la forza numerica degli allievi del le arm i speciali fu in questo periodo di 175 unità, ripartita dapprima in quattro classi (preparatoria compresa) e dal settembre 1860, con la soppressione della propedeutica, in tre c lassi. Il sistema dei corsi con cadenza semestrale verrà sospeso nel febbraio 1862. Il ritmo delle promozioni era il seguente: 28 sottotenenti il 28 febbraio 1861 , 6 1 l '8 settembre dello stesso anno e 57 il 28 febbraio 1862(IIS)_ Con l 'armistizio di Villafranca veniva concessa l 'incorporazione al regno di Sardegna del Ducato di Parma e, tramite apoleone TTJ, annessa anche la L ombardia. L' ll e il 12 marzo 1860 i popoli della Toscana e dell'Emilia esprimevano con votazione plebi sc itaria la volontà d'essere uniti al Piemonte. Conseguentemente assumeva particolare rilevanza s ul piano politico e in particolare su quello del reclutamento degli ufficiali la Rela:::ione e il Regio Decrero sulla riunione in un solo e stesso Esercito di quello delle provincie dell'Emilia e defla Toscana coll'Esercito sardo del 25 marzo 1860. Il re Vittorio Emanuele IJ decretava: «L'Esercito delle provincie dell'Emilia e della Toscana così attiv<>come sedentario sono ambidue incorporati, nel modo appunto in cui si trovano costituiti,

11 5) F.L. Rogier. op. cit., pp. 206. 213 c 216.


GLI ISTITL'TI MILITARI DI EDUCA710NF. E FORMATIVI NEL DUCATO DI SAVOIA E NEL REGNO DI SARDEGKA - LF ORIGI'II DFII .A REALE ACCADE~•IIA MILITARf fi67M-IX601

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nell' Esercito ostro, col quale d'ora innanzi si intenderanno fare un solo e stesso Esercito. [ ... ] Gli uffiziali di qualunque grado, i sott ' uffiziali ed altri conservano, ciascuno neHa rispettiva attuale posizione, il grado ed impiego di cui si trovavano regolannente provveduti nel dì dell ' annessione. L' anzianità di ciascuno farà tempo dal dì della nomina.[ ... ] Gli istituti militari così del l 'Emilia come della Toscana sono per ora conservati quali sono, fmchè per via di appropriate disposizioni siasi potuto provvedere ad un ordinamento genera le di tutti gli istituti militari del Regno». Con tale ano gli istituti militari esistenti a Modena c a Firenze, in attesa di un riordinamento di tutti gli stabilimenti militari del regno. continuavano ad assolvere la loro f unzione. A ogni livello di comando dell'armata sarda veniva istituzionalizzata l' apertura anche agli ufficiali non piemontesi. Peraltro già dopo Custoza. durante la seconda guerra austro-sarda, i generali Fanti e Cialdini avevano ricoperto incarichi di rilievo e l'accademia militare aveva, nel decennio precedente, annoverato tra i suoi alliev i dei non regnicoli , provenienti dalle più diverse regioni italiane. TI 9 maggio 1860 con il Regio Decreto sul riordinamellfo della Scuola Militare di Fanteria in Modena veniva <<istituita in Modena una Scuola militare di fanteria ad identico scopo di quella già stabi lita in Ivrea»Ot6>. Il l 0 maggio, a seguito della determinazione ministeri aie dell'8 febbraio 186 I ( 117l , avrebbero dov uto avere inizio i corsi suppletivi dell'accademia militare, a carattere biennale, presso le scuole militari di Ivrea e di Modena, per i giovani che desideravano conseguire la nomina a sottotenente di fanteria e presso l 'istituto di Pinerolo per gli aspiranti alla cavalleria. Con la soppressione della scuola di Iv rea avvenuta nell'aprile dello stesso 1861, prima dell'avvio dell'anno scolastico. gli allievi del corso di Ivrea venivano trasferiti a Modena. Con il Regio Decreto che approm il Regolamento pegli Istituti militari Superiori e Secondari i del 6 aprile 1862 e le Norme per l' ammessione nella Regia Militare Accademia e nelle Scuole Militari di Fanteria e Cavalleria del 28 apri le 1862<118l venivano definite in maniera organica

116) Ministero della Guerra. Giornale Militare. anno 1860 - L'argomemo è trattato nel cap. V. 117) Y!inistero della Guerra. Giorno/e Militare. anno 186 t. 118) Mini~tero della Guerra. Giomole Miliwre. anno 1862. ~uppl. n. 9.


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GLI ISTTn.ITI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUNITARI

le modalità per il reclutamento e per la formazione degli ufficiali di artiglieria, genio, stato maggiore, fanteria e cavalleria. Erano precisati i nuovi programmi di ammiss ione e di studio, la durata dei corsi, prevista in tre anni per le armi speciali e due per le comuni, i limiti di età, compresi tra i 16 e i 20 anni con l 'eccezione per i sottufficiali, caporali e soldati che non dovevano aver superato il 23°. Non era concesso ad alcuno di ripetere più di un anno di corso, ma veniva data la facoltà agli allievi della Regia Militare Accademia di transitare alla corri spondente c lasse delle scuole di fanteria e di cavalleria. Un altro importante provvedimento di carattere ordinativo veniva preso con il decreto dell8 settembre 1865(1 19>. Valutata l'opportunità di fondere le due scuole delle armi di linea, con il citato atto esse venivano riunificate in un unico istituto superiore di educazione e di istruzione militare con sede a Modena, denominato Scuole Militari di Fanteria e Cavalleria. Forse è doveroso concludere il capitolo con una citazione di Massimo d'Azeglio: «li Piemonte anziché opere d 'arte può offrire una galleria di battaglie ora vinte ora perdute, ma le sole che hanno difeso l' indipendenza d ' Italia contro tutta Europa». ln questa galleria di battaglie ora vinte ora perdute ebbero parte non marginale gli ex allievi della Regia Militare Accademia sia come combattenti sia in qualità di alti dirigenti dello Stato.

119) Ministero della Guerra, Giornale Militare, a nno 1865.


CAPITOLO II

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739-1861 )


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOl,A DI APPl iCAZIONE ( 1739-1861)

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l. LA FORMAZIONE DEGLI UFFICIALI DEI CORPI DI ARTIGLIERIA E DEGLI INGEGNERI Un'asserzione ormai consolidata, soprattutto nell ' ambito militare, considera la Regia Accademia Militare di Torino (1815) erede spirituale e diretta discendente della Reale Accademia (1678). Tale tesi, indubbiamente suggestiva e non priva di qualche fondamento , suscita però qualche perplessità qualora si esaminino le cause del sorgere in Europa degli istituti peculiari di formazione per ufficiali. Il consolidamento dei grandi Stati europei (secoli XVII e XVIII) vide l'impiego, sui campi di battaglia, di eserciti sempre più numerosi e, di conseguenza, un ricorso generalizzato all'artiglieria e alla fortificazione. Nello scorcio del Seicento e nel Settecento la condotta dell'offesa e del la difesa veniva rivoluzionata dalle mutate concezioni dell'arte del fortificare, condizionate a loro volta dal progresso delle artiglierie. Soprattutto l'attacco, da sempre unica azione risolutiva del combattimento, doveva conformarsi alla disponibilità e alla potenza delle artiglierie e all ' incrementata capacità difensiva delle piazzeforti, determinata essenzialmente dalla oculata scelta dei materiali, dalla tecnica costruttiva e dalla sagomatura delle strutture architettoniche, la cui articolazione geometrica assumeva nel tempo forme sempre più esasperate. Nelle guerre assumevano conseguentemente maggiore importanza l'arte, l'ingegno e la disciplina che si sostituivano alla violenza, al coraggio e al valore individuale. Si affermava, in sintesi, il principio della connessione e dell'imerdipendenza tra l'impiego dei mezzi bellici e la conoscenza delle scienze in generale mentre in un campo più vasto si assisteva a una razionalizzazione dei confl itri. Dallo sviluppo e dal perfezionamento della tecnol.ogia militare derivava l'esigenza di formare dei nuovi quadri che, oltre ad avere la capacità di sfruttare le caratteris•iche morfologiche del terreno con la conoscenza della topografia e l 'abilità nella progettazione di opere di fortificazione campale, permanente e nell'uso e nelle modalità d'impiego delle bocche da fuoco, fossero in grado di prendere sul campo di battaglia, a ragion veduta, le decisioni originali e geniali necessarie alla risoluzione del conflitto. Corollario di questa realtà era la creazione di scuole idonee a preparare profess ionalm~nte il numero di cadetti necessario alla milizia per tali fini. In particolare, la base dei programmi era costituita dali 'insegnamento delle discipline matematiche, fisiche e chimiche, propedeutiche agli studi di artiglieria e di ingegneria, assolutamente indispensabili per la conoscenza dei principi e delle tecniche


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GLI ISTITUTI DI EDUCI\ZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUI'ITARI

fondamentali per l'erezione delle fortezze (scienza delle costruzioni), per l ' allestimento delle macchine da guerra (meccanica e metallurgia) nonché per la conoscenza della balistica e della fabbricazione degli esplosivi. Questi istituti assolvevano inoltre, in tale contesto, un duplice compito: rappresentare un modello educativo per il particolare indirizzo degli studi e, nel campo sociale, temperare in parte, con il conferimento di una preparazione professionale accentuata, i vantaggi che la nascita e il censo accordavano agli ufficiali provenienti daUa nobiltà. Attribuivano quindi ai quadri delle armi dotte uno status di pri vi legio. Si assisteva così alla creazione deli"Arma savant che tanta parte avrà nel corso di due secoli nel campo dello sviluppo delle nuove discipline chimico-fisico-matematiche e in originali settori di ricerca. Per le non definite competenze specifiche degli artiglieri e degli ingegneri, talora intercambiabili , essa si identificherà in alcuni Stati, come nel regno di Sardegna, con l ' artiglieria, in altri con il corpo degli \ngegneri. Per la formazione dei cadetti delle armi di linea tale necessità non sarà sentita che molto più tardi, con l 'eccezione rappresentata dall a Serenissima. La loro istruzione continuerà pertanto ad avvenire pres o i reggimenti, attraverso gli adele tramcnti e la pratica quotidiani. La prima scuola militare di limitata rilevanza di cui i abbia notizia, ma dalla vita piuttosto breve(ll, fu fondata a Siegen (Nassau) nell616<2) dal conte Johann der Mittle re von Nassau. Altre istituzioni non proprio paragonabili a vere e proprie accademie militari furono quella reale di Richelieu del 1636, in Francia, e le compagnie di cadetti, riunite nel 1716 (o nel 1720) in un solo corpo nel Brandenburgo-Prussia. I più importanti istituti per la formazione degli ufficiali , intesi in senso moderno, e in particolare per i corpi degli ingegneri e d'artiglieria, denominati accademie, scuole, collegi o scuole teoriche e pratiche. compaiono nel limitato arco di tempo di quasi trent 'anni ( 1739- 1765). Qualsiasi fenomeno storico, allorquando si presenti generalizzato in un ristretto spazio temporale ed entro un ' ampia area geografica, jndubbiamente non può non trarre origine da cause, o nella fattispecie esigenze, contingenti.

l) Cambridge University Pre!>s. Storia del Mondo Moderno vol. IV ( 1610-1648). W. Wijn. Le for:e armate e la condoua della Guerra dall610 al 1648. p. 230. 2) Fu soppressa nel 1619, probabilmente a causa dell'inizio della guerra dei trent'anni: secondo il Cecchini invece in quell'anno veniva creata (Le lstitu:ioni Militari·Sintesi storica, Roma. S.M.E. - Ufficio Storico 1986 pp. 58 e 69).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVl NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739-1861 )

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Infatti negli Stati europei, in breve lasso di tempo, venivano create le seguenti scuole(3>: nel 1739 le Regie Scuole Militari teoriche pratiche di Artiglieria, e Fortificazione del Regno di Sardegna, precedute nel 1726 da una primitiva analoga istituzione; nel 1741 la Royal Military Academy inglese di Woolvich per la formazione degli ufficiali di artiglieria e in secondo tempo del genio; nel 1745 la Rea! Accademia e Scuola di Matematica del Regno delle due Sicilie per g li artiglieri e successivamente per gli ingegneri, preceduta nel 1736 dalla embrionale Escuela para el esercicio de fuego del canon, y Mortero; in Francia, temporalmente antecedente al 1731 un'Ecole de Artillerie<4 > e nel 1748 l'Ecole Royal du Génie di Mézières, indi nell751l'Eco/e Royal Militaire; in Spagna nel 1751 la Escuela de Mathematica con el ti tulo de Artilleria di Barzellona, y Cadiz< 5>per gl i artiglieri e gli ingegneri, che riprendeva la tradizione della Escue/a de Mathematica, y ensenanza de Artilleria istituita nel 1731 a Barcellona, Pamplona, Badajoz e Oidiz; in Austria nel 1752 la Militarakademie von Maria Theresia di Wiener Neustadt per le varie armiC6>, nel 1755 ven iva eretta a Vienna la Nobile Accademia Mi litare per «ammaestrare la nobile gioventù nelle arti cavalleresche e nella disciplina militare», preceduta nel tempo da una Scuola Militare per

3)

on è stato possibile trovare conferma della veridicità de li 'esistenza nel 1723 de li 'accademia militare di Pietroburgo, che appare riportata su più testi. Parrebbe smentila dag li s1csori del Cambridge Universiry Press G. David e J. W. Stoye. Gli eserciTi e le f/olfe (op. ci t. alla nola (l), vol. VI, p. 930 «l ram polli delle nobili famiglie. censi li in appositi elenchi che ogni inverno venivano so11oposti ad e~ame, dovevano servire come soldati semplici nelle guardie di Preobranienskij o di Semonovskij prima di ricevere la nomina a ufficiale in a liri reggimenti. Quelli che ai !empi della fanciuUezza di Pietro erano stati i "reggimenti giocattolo" divennero sempre più riservati a elementi scclli: nel 1719, quando fu costituito un terzo reggimento delle guardie. esso fu aulerizzato ad accogliere solo reclute provenienti da buone famiglie».

4) Professore reale di matematica della scuola di artiglieria francese era l'accademico delle scienze Bélidor. autore del notissimo tes1o Le Bomhardier François. ou Nouvel/e Merhode dejetrerles bomhes avec precision (1731); Grand Diclionnaire Universel du XIX• Siècle, Larousse, Paris ed. 1870, vo l. T. VTI, p. 11 9.

5) BRT, Fondo Saluzzo. 351. Don Pera/ (del) Roderigo. 18 de Noviembre l 752. Discurso sobre las incombienres que se signen al servicio del Rey. 6) BRT, Fondo Saluzzo, 218. fase. 8, Apperçu sur l'Eco/e Miliraire érah/ie a Neusradr dans là Basse Aurriche, er ensuite. le Tableau Général de/' Education et des insrructions qui se donne à I'Academie Miliraire du Genie en l'an 1752. ln questo testo si parla di un collegio militare csislente a Stuttgart nel Ducato di Wiirttemberg. aperto qualche anno prima. con impostazione universitaria.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI'E E DI fOR~1A210:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREIJNITARI

Ingegneri istitu ita a Modling (Vìenna) dopo il 1717(7>; nel 1759 il Collegio Militar di Verona della Repubblica Veneta per gli ingegneri, gli artiglieri e in linea subordinata, per le armi di linea; nel 1765 la Kriegsakademie prussiana di Potsdam, costituita da istituti diversi. per le varie armi<S>. Quanto detto nel precedente capitolo e sulla nascita delle più i llustri istituzioni scolastiche militari europee consente dì affermare che la Reale Accademia di Torino difficilmente potrebbe essere annoverata o assurgere al rango di accademia militare. La stessa denominazione peraltro tradiva la sua natura. Quanto ipotizzato t rova infatti conferma, da un attento esame dei piani di studio da essa adottati nel tempo e dalle vicissitudini storiche ed ·evolutive deli ' istituto. La sua impostazione militare era scarsamente rilevante anche se confrontata con alcuni contemporanei collegi dei nobili, allora molto diffusi<9>. Sulla nascita delle scuole militari in Piemonte è forse opportuno riportare l'opinione del Calvetti il quale scriveva(! O): «Il primo corso di Studii Militari stabilito in Piemonte ebbe principio nel 1739. Carlo Emanuele III creò allora 36 piazze di Cadetti. le quali dovevano essere occupate da tanti giovani chiamati ad essere officiali d'Artiglieria o del Genio. Le scuole militari furono due, una per la teoria. l'altra per la pratica. Le scuole di teoria aprivansi alla metà di novembre. e duravano sino al l o di scucmbre dell'anno successivo. La scuola di pratica aveva luogo due volte la settimana. dal primo di aprile s ino all ' ultimo di agosto; ma alla morte del conte Bertola, che aveva gettati i primi fondamenti di questa istituzione. per ordine Sovrano avvennero varie mutationi dimostrate necessarie dall'esperienza. Il cavaliere De Antoni a cui tanto debbono le scienze esatte applicate alla parte militare. pubblicò un corso compito di studi i ad uso delle scuole militari di Torino, che fu tosto adottato a Venezia per le scuole d ' Artiglieria, e consultate nelle scuole militari di Berlino; la Francia e la Spagna lo domandarono prima ancora che fosse stampato: a Lisbona parimente fu desiderato per l' istru zione del Principe del Brasile. l fondamenti della Reale Topografia furono pure iniziati da Carlo Emanuele 111, conoscitore si profondo della tattica militare; e l'Arsenale cominciato da Carlo Emanuele Il venne da lui compito. Il Corpo Reale d'Artiglieria si benemerito della patria e si chiaro per tanti illustri ingegni va debitore a questo

7) U. Sbardcllati, Anron Maria Lorgna ufficiale della Repubblica Veneta, p. 3. L'asserzione non è confermata da alcuna fonte probante. 8) Il Borgatti nella Storia dell'Arma del Genio (citato in U. Sba(Pellati, Anton Maria Lorgna. p. 3) asserisce che l'accademia degli ingegneri militari fu istituita a Berlino nel 1775 e trasferita a Potsdam nel 1778. 9) Gli argomenti relativi alle accademie cavalleresche e ai collegi dei nobili del Seicento sono trattati più diffusamente, nei loro particolari aspetti. nei cap. lll, V, VI e VII. IO) G. B. Calvetti , Cenni biografici di Cesare Saluzzo, p. 77 nota (32).


GLI ISTITUTI MIUTARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI 1\EL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE 11739-IR611

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gran Re de' primordii di quell'alta considerazione, che per tanti modi seppe mai sempre meritarsi, e la Reale Accademia Militare offre tuttodì ne' suoi registri il nome dei suoi Professori più benemeriti traiti dal Real Corpo d'Artiglieria e del Genio. V. De Saluces Alex. Histoire Milita ire du Piemont. Tom. l. Turin 1818 chez Pierre Joscph Pie.»

Tale opinione era condivisa anche da Giovanni Vacca, che così si esprimeva: «l'attuale Reale Accademia Militare trova le sue origini, se non burocratiche, certo naturali, nella Scuola di Artiglieria, fondata nel 1739 e riordinata nel 1755 anziché in quel Collegio di Cadetti (l'Accademia reale) così vivamente descritto da Vittorio Alfieri nella sua autobiografia, come si crede abitualmente» O1>. La Reale Accademia Militare. costituita all'atto della restaurazione e che si perpetuerà senza soluzione di continuità nell'attuale Accademia Militare di Modena, identificava al pari delle Scuole di Applicazione d'Arma le sue radici nelle Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione, raccogliendo in toto il patrimonio culturale e le tradizioni di oltre mezzo sec.olo di vita. Sino alla fine del secolo XVI le costruzioni e il servizio delle artiglierie erano eseguiti, quasi ovunque, da persone estranee alla milizia che, riunite in corporazioni di mèstie re, servivano i diversi Signori solo temporaneamente e per mercede. Analogamente, gli addetti alle costruzioni di carattere militare non avevano vincolo organico con le milizie per cui i principi, tra cui i duchi di Savoia, s i avvalevano, anche in guerra, di architetti e ingegneri nonché di operai e maestranze borghesi, in virtù del pregiudizio che faceva considerare avvilente per il soldato tutto ciò che avesse relazione con il lavoro della terra. Il duca Carlo Emanuele I nel 1603, con ordinanza del 15 giugno, istituiva il Corpo speciale d'Artiglieria, corpo non ancora considerato militare, ordinato su minatori e bombardieri e in seguito anche su cannonieri. Agli artiglieri veniva così data una prima impronta militare, anche se non erano loro concessi tutti i diritti e i privilegi riservati agli appartenenti alla milizia. Con l'edino del 20 luglio 1625 il duca deliberava che «il personale dei bombardieri» appartenesse alla milizia; con esso formò una compagnia bombardieri, cui fu annesso, con il viglietto del 20 maggio 1657, un reparto minatori, cioè il personale addetto al servizio delle mine. Nel 1678 Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, a somiglianza di

Il) BRT, Fondo Saluzzo, 736, Estratto del fase. gennaio, febbraio. marzo 1901 del Bolleuino di Bibliografia e Storia delle Scienze Matematiche.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

quanto già attuato in Francia, istituiva la carica di Gran M astro d'Artiglieria, considerata una delle più alte dignità dello Stato e alla quale venivano destinate persone distinte non per cultura o specifica competenza nei servizi dell' arma, ma per nobili natali. Solo nel 1696, con lo Stabilimento Generale del 26 maggio che costituisce la Magna Charta dell'artiglieria piemontese, Vittorio Amedeo II, duca di Savoia e primo re di Sardegna, a seguito di un importante riordinamen to, promuoveva l'artiglieria a C orp o militare, stabilendo per i suoi appartenenti una uniforme. Durante tale regno, nel 17 Il , anche gli ingegneri militari, con a capo un primo ingegnere, venivano militarizzati e posti alle dipendenze dell'A:ienda d'Artiglieria delle Fabbriche, e delle Fortificazioni. sorta nello stesso anno dalla unione del Reparto Fabbriche, e Fortificazioni con il Reparto Artiglieria (Regolamento del Consiglio dell'Artiglieria del 17 marzo). 11 20 dicembre 1726 gli ingegneri insigniti di grado venivano aggregati allo stato maggiore dell'artiglieria ed entravano a far parte del Corpo di Artiglieria . Nel 1739 lo stesso re il 16 aprile istituiva a Torino le Regie Scuole militari teoriche e pratiche d'Artiglieria e concedeva, il 17 giugno, la Bandiera all'artiglieria. Il 25 maggio 1743 veniva costituito jl Reggimento d'Artiglieria. Il re Vittorio Amedeo III il 27 agosto 1774, sancito con il regolamento del l o aprile 1775, accordava al complesso delle truppe e dei servizi di artiglieria il titolo di Corpo Reale d"Artiglieria o più propriamente Corpo Reale di Artiglieria e Corpo dell'Artiglieria dei Battaglioni. []re Carlo Emanuele III nel 1752, con il viglietto del41uglio aveva provveduto alla separazione dei compiti riunendo g li ingegneri militari in un gruppo autonomo cui dava il nome di Corpo degli Ingegneri, denominato poi con decreto dell'll giugno 1755 Corpo Reale degli Ingegneri. Gli ufficiali non avevano alle loro dipendenze immediate truppe proprie, era però stabilito che i minatori e gli zappatori d'artiglieria passassero alle dipendenze immedi ate degli ufficiali del genio allorquando fossero impiegati nei lavori di assedio. Fu solo con l'annessione del Piemonte alla Francia (1799) che il corpo ebbe truppe tecniche alle dirette dipendenze. · Con la restaurazione si ricostituiva il Corpo Reale degli Ingegneri composto inizialmente da soli ufficiali. Nel 1815 si formava la prima compagnia zappatori e nell ' anno success ivo si aggregavano i minatori. Il corpo da allora, con l'eccezione del periodo 1817-1829, diveniva


OLI ISTITUTI MlLITARl DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEl.. REGNO DI SARDeGNA LE ORIOINl DELI...A SCUOLA DI APPUCAZIONE (1 739-1861)

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definitivamente autonomo. Nel 1816 prendeva il titolo di Corpo reale del Genio militare e civile (nel 1818 il Genio Civile cessava di far parte del corpo) e il 20 marzo del 1832 assumeva la denominazione di Corpo reale del Genio. 2. LE REALI SCUOLE MILITARI TEORICHE E PRATICHE DI ARTIGLIERIA E FORTIFICAZIONE Emanuele Filiberto, conscio delle conseguenze e delle profonde ripercussioni derivanti dall'adozione delle artiglierie negli eserciti europei, ravvisava l'esigenza di dare una preparazione adeguata ai mastri bombardieri, che servivano nella milizia pur senza essere soldati, e pertanto fondava nella seconda metà del secolo XVI la Schola et Compagnia di bombardieri gettando così le basi organiche della futura artiglieria sabauda. Secondo taluni autori il programma di studio adottato dalla scuola all'inizio del XVII secolo traeva origine da quello preparato nel1608 da Galileo Galilei per l 'Accademia Delia di Padova della Serenissima dal titolo Raccolta di quelle cognizioni che a perfetto Cavaliera et soldato si richieggono, le quali hanno dependenza dalle scienzie matematiche02>. Prendeva corpo sin d'allora l'idea che l'insegnamento impartito dovesse essere volto non solo ali' impiego dei mezzi bellici e alla conoscenza delle scienze matematiche, ma anche allo studio della nuova scienza artiglieresca e dell'arte fortificatoria in quanto discipline tra loro interdipendenti. Si ha notizia che già durante il regno di. Vittorio Amedeo I era stato compilato un progetto (anonimo) per la costituzione di una scuola di matematica per formare ingegneri e artiglieri. Il programma di studi comprendeva l'aritmetica, l'algebra, gli elementi di Euclide, la geometria, la trigonometria, la longimetria, la planimetria, la stereometria, la fortificazione, la meccanica e prevedeva inoltre esercitazioni applicative0 3). A conferma di quanto asserito, si riporta un breve stralcio, tratto all'opera del Montù<14>, del Memoriale conservato negli archivi di Torino, privo di data, ma verosimilmente risalente al periodo del regno di Vittorio Amedeo I (1630- 1637).

12) L'argomento Accademia Delia è trattato nel cap. IIL 13) Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio, Dalle Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione alla Scuola d'Applicazione di Artiglieria e Genio , pp.7-9. 14) C. Montù. Storia dell'Artiglieria Italiana, parte!, vol. T, pp. 698-9.


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GLI ISTITUTI Dl EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

«Moyen pour a1·oir bons ingenieurs et artilleurs. Dopo considerazioni generali di carattere pressapoco filosofico sulla vocazione, sul modo di valorizzarla ecc., il Memoriale viene al concreto con una Manière d' erablir une Ecole de Mathematique et de former des hons ingenieurs et artilleurs: Citiamo, lasciando intalta la scorrelta grafia: " Le point le plus essentiel pou r cet éta blissement est de choisir dcs professeurs non seulement tres habilles, mai qui ayent eneo re cet talent necessaire pour bien montrer. Le nombre do lt estre de quatre, des qucls l'un montrera l'aritmetique et l'algrèbe (sic), les deux autres montreront les élèments d 'Euclide, scavoir des traités de géometrie, trigonometrie. longimetrie, planimetrie et stéréometrie, et un traité de fortification; le quatrième montrera les mecaniques dans toute leur étendue''. Qui il Memoriale si dilunga ad illustrare minutamente l'orario dei corsi e infine arriva ali'"Etablissement d'une Ecole paniculière pour I'Artillerie" e spiega: "Parce que l'ont volt rarement un meauvais maistre faire un bon disciple, il faudra, pour faire des bon officiers et soldats d'Artillerie. choisir dans ce corps trois officiers des plus experimentés en ces arts qui seront sous les ordres d 'un directeur etably pour cette école et pou r cette des mathématiques"».

La Scuola per la teorica pratica dei cannonieri , bombisti e minatori - l' Accademia d 'Artiglieria

Solo il 20 d icembre 1726C15l con la pubblicazione del Regolamento di ciò che si deve insegnare nelle scuole per la teorica pratica dei cannonieri, bombisti e minatori. voluto da Vittorio Amedeo Il, veniva definito un programma di istruzioni teoriche e pratiche per i militari delle varie specialità d ' artiglieria e sancito il principio che gli aspiranti al grado di tenente e di capitano de l battaglione cannonieri dovessero riunirsi «davanti il Colonnello Comandante il Battagl ione per discorrere sovra le incombenze e materie dell 'artiglieria». Si introduceva così il princ ipio per c ui l'ammissione ai posti di comando nell'artiglieria era subordinata a p rovate doti di capacità intellettuale e di conoscenza scientifica. non già alla concessione regia, a differenza di quanto attuato per le armi di linea. Il provvedimento era stato preceduto dalla costituzione nello stesso anno dell 'Azienda dell'Artiglieria, e Fortifìcazioni(l 6 ) diretta da un intendente generale, con il compito di controllare la costruzione delle

15) C. Montù, op.cit.. vol. IV pp. 1767-9- Allegati al cap. Il. doc. l. 16) AST, Corte, Intendenza Generale d' Aniglieria. ma. l. n. 28. el 1733, per meglio assolvere le molteplici funzioni istituzionali l'Azienda verrà sdoppiata nell'Intendenza generale d'artiglieria e nell' Intendenza generale delle fabbriche e fortificazioni.


GLI ISTITUTI MIUTARI DI EDUCAZLONE E FORMATIVI NEL REGI'.O DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739·1860

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fortezze, il rifornimento e la manutenzione dei magazzini, la fabbricazione di armi e di polveri e la gestione della prima scuola di battaglione. Quest ' ultima, istituita sull'esempio di quelle del genio francese, volute dal Vauban presso i reggimenti , era aperta a tutti i gradi. Nell'anno s uccessivo venivano ammessi al battaglione cannonieri anche degli ingegneri m il ilari. 11 citato regolamento per il battaglione dell'artiglieria annesso al regio viglietto del 20 dicembre 1726 riportava nel dettaglio gli argomenti oggetto d'insegnamento nella cuoia e precisamente: «Cap(itoli) in theorica per li cannonieri; Cap(itoli) in pratica per li medemi; Cap(itoli) in theorica per li bombisti; Cap(itoli) in pratica per li medemi; Cap(itoli) in theorica per li minatori; Cap(itoli) in pratica per l i medemi». In data anteriore al 1737 queste scuole dovevano però assumere già la denominazione di Academia d'Artiglieria, come si desume dal Trattato di Geometria pratica, Geodesia, Transfigurazione de piani, uso degl' lstromenti matematici, Trigonometria, e Meccanica esposti nell' Academia d'Artiglieria dal Tenente VAC Sinser direttore della medema l'anno 1737<17>. Nella pubblicazione erano sviluppate le seguenti materie: geometria euclidea e stereometria, teoria dei logaritmi, trigonometria piana, topografia, fisica e meccanica. Le Reali Scuole Militari teoriche e prat iche di Artiglieria La guerra del 1733 aveva fatto capire chiaramente l 'esigenza di disporre di ufficiali di artiglieria e ingegneri perfettamente istruiti nella loro professione. Il primo ingegnere del re Ignazio Bertola, conscio di tale indilazionabile necessità, proponeva di istituire una scuola militare che formasse i quadri per un corpo degli ingegneri, particolarmente competenti nel campo artiglieristico. Il 6 aprile 1736 veniva presentato al sovrano il Progetto del Commendatore Bertola per la scuola militare di fortifica:ione, e Ragionamenti sopra l'architettura civile, e Disegno(l8)_

17) BRT, Fondo Salu:zo, 571. el 1739 i capitani Sinser e Pcrsol «furono destinati per Uffiziali primarj nella Scuola teorica».

18) AST. Corre, Materie Militari, Intendenza Generale delle Fabbriche e delle Fortificazioni, ma. l add. n. 18- Allegati al cap. II. doc. 2.


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Gl.l ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOI'OE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Dopo alcune considerazioni di carattere generale sulla necessità di disporre di una milizia disc iplinata e perfettamente addestrata, c itando a sostegno della propria tesi l 'esempio dei Romani che, come scriveva Vegezio «non ram multitudo, et virtus indocta, quam ars, et exercitium solent praestare Victoriam », seppero, pur ridotti nel numero, sottome ne re tanti popoli, definiva le qualità e la preparazione c ulrurale che avrebbero dovuto possedere i giovani da avviare allo studio della fortificazione. Riteneva opportuno che gli aspiranti avessero una sana e robusta costituzione fisica, un ' età compresa tra i 18 e i 24 anni, una buone indole e virtuosi costumi e che appartenessero alla condizione civile o nobile. I precedenti scolastici deg li allievi, corrispondenti agli studi letterari e mate matici, dovevan o assicurare la conoscenza della gram matica, della rettorica, della filosofia, dell'aritmetica, della geometria, delle proposizioni più importanti delle sezioni con iche, della statica, dell ' idraulica, delle meccaniche, dei s istemi di misura e delle principali regole dell'architettura civile. I limiti di e tà fissati per i candidati e rano imposti dali 'es ige nza di consentire ai giovani di acquisire tutte quelle nozioni , specie nelle matematiche «pe r quanto loro basterà a poterle poscia seguit.are per meglio applicarle alla pratica». Le mate rie di insegname nto considerate erano l 'arte del forti ficare, la difesa e l'attacco delle fortificazioni , l ' uso de lle mine e delle contromine. Naturalmente lo studio di tali discipline e ra integrato da ripetizioni sulle ma tematiche. in particolare di quelle parti attinenti alla pratica. dal! ' esercizio del disegno e dali ' apprendimento della topografia e de li ' imbrigliame nto delle acque. L' istituto militare, soggetto alla sopraintendenza di «Que' Ministri, Generali , ò Superiori, come meglio piacerà à Sua Maestà di stabilirvi», prevedeva nell 'organico un dire ttore, due maestri di fortificazione, pe r ovviare all'inconveniente di una eventuale assenza de l titolare, un maestro di topografia e uno di disegno. La scuola, da ubicare in un luogo idoneo appartato dove pote r allestire e collocare i modelli dei dive rsi sistemi di fortificaz ione, i libri e gli strumenti necessari per l'eserci zio della professione, doveva consentire «fuori di disturbo» lo svolgimento delle lezioni. A queste dovevano essere destinate due ore alla mattina c due ore al pomeriggio per ciascun giorno. Il corso degli studi della durata di sei anni, aperto alla frequenza a 40 g iovan i, avrebbe formato i quadri ingegneri per il corpo degli ingegneri, i reggimenti di fanteria, il battaglione di artiglieria, la compagnia dei minatori e le provincie dello Stato. Al termine degli studi venivano


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739· 1861)

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«ogn 'uno di essi applicato ad assistere pel tempo di due anni in qualità. e colla paga da sovrastante alle nuove Fortificazioni , che quà, e là si fanno negli Stati di Sua Maestà, e dopo che avranno atteso à tale pratica saranno distribuiti». Dei 36 ingegneri e 4 disegnatori dimessi dalla scuola i migliori dovevano essere assegnati al corpo degli ingegneri , che nel le intenzioni del Bertola avrebbe dovuto assumere un ruolo più importante e autonomo rispetto all'artiglieria. Caldeggiava nella circostanza l ' istituzione di una compagnia di zappatori che, oltre a quella dei minatori, avrebbe dovuto operare sorto la guida e la dipendenza gerarchica del genio nella costruzione di fabbriche. Gli ufficiali ingegneri dei reggimenti di fanteria sarebbero stati preposti all ' insegnamento della fortificazione nell'ambito dei reparti e a svolgere incarichi di ingegnere nella piazza della guarnigione e negli attacchi e nella difesa. «Gli Officiali sono quelli, che passano poi ad essere Governatori, Commandanti nelle Piazze, e ad avere la principale disposizione del Militare in Campagna». Gli ufficiali appartenenti al battaglione d'artiglieria erano tenuti a prestare servizio presso la compagn ia minatori per essere d'ausilio agli artiglieri . Gli ingegneri provinciali dovevano infine assolvere tune le specifiche attribuzioni nell 'ambito della propria gi urisdizione. Il documento, di particolare interesse storico, ha suggerito a Vincenzo Ferrone alcune considerazioni sui riflessi di carattere ideologico, politico, culturale e quindi sociale che le scuole militari ebbero nel Settecento in Europa, con particolare riferimento al Piemonte. Le argomentazioni di ampio respiro, suffragare da una scelta bibliografia riportata nelle note, lumeggiano esaurientemente l'importanza che doveva assumere la formazione di tecnocrati nel quadro della evoluzione amministrativa, in senso moderno, dello Stato sabaudo. Riconosceva, inoltre, al Bertola una rara sensibilità e preveggenza per aver colto «con grande acutezza del progressivo mutare della società e quindi delle istituzioni pubbliche in rapporto allo sviluppo economico e scientifico»< 19>. L'esperienza di oltre un decennio della scuola d'artiglieria, il contributo di pensiero apportato dal colo nnello di artiglieria Giuseppe Dullaq, rappresentato dal suo progetto per un istituto di reclutamento per ufficiali di

19) V. Ferrone. Tecnocrati miliwri e scien=iati nel Piemome dell" antico Regime alle ori· gini della Reale Accademia delle Scienze di Torino, Rivista Storica Italiana, anno XCVL fase. II. 1984. pp. 447-50 - Allegati al cap. Il, doc. 3.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZ IONE E DI f'OR'lAZION E PER UFFICIALI Nf:.OLI STATI PREUNITARI

artiglieria, e la rivalità tra gli artiglieri e gli ingegneri portavano, il 16 aprile 1739, alla costituzione delle Regie Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria. Esse realizzavano solo parzialmente le f inalità e l'organizzazione delineate nelle proposte dal primo ingegnere del re. Il re di Sardegna Carlo Emanuele Ili con il viglietto del 16 aprile 1739<20>, indirizzato ali' intendente generale di artiglieria e al q uale veniva allegato il Regolamento da Sua Maestà prescritto pel Battaglione d'Artiglieria, e per le Scuole in esso istituite<21 >,definiva il precipuo scopo dell'istituto. Era annesso il Bilancio per le spese annuali delle Scuole di Arti-

glieria, e di Fortificazione, ed altre per una volta tanto state approvate da Sua Maestà .

n documento riportava la composizione del corpo insegnante, parte del quale veniva nominato il2l aprile: direttore generale delle scuole

primo ingegnere conte G iuseppe Ignazio Bertola(22)

un maestro di matematica e artiglieria teorica

professar Antonio Banzes

due maestri sostituti di matematica e artiglieria teorica

ingegnere topografo Francesco D omen ico Michelotti ingegnere topografo Carlo Andrea Rana

due ufficiali per la teorica

capitano Perso! e capitano Si nser

due ufficiali per la pratica

capitano Dansigny, capitano Dulach {1743), dal 1784 capitano D 'Antonf

quattro uffi ciali o cadetti sostituti

capitano Bozzolino

20) AST, Repertorio da/1711 a/1814, reg. l (167) - Allegati al Cap. Il, doc. 4. 21) C. Montù, op. ci t.. vol. IV. pp. 1771 -81 - AST. Sezione IV Artiglieria. Carte Antiche. re g. X VI dal 1731 al 1750 - Allegati al cap. Il , doc. S. • 22) Il cognome gli era derivato a seguito dell'adozione, quello originario era Roveda. Progettò le principali opere di difesa costruite in Piemonte nella prima metà del '700 e, nel campo artiglieresco, un pezzo someggiato da montagna su tre carichi. Per i suoi meriti raggiunse la carica di comandante del genio e direttore tecnico dell'artiglieria.


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GU ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIO'IE E FORMATIVI 1\EL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739·1861)

due ufficiali maestri per le attività di campagna

capitano Blavet

due ufficiali o cadetti sostituti

luogotenente Tignola

un maestro di disegno «disegnatore di figure, di carte, ed altre simili cose»

Filippo Brambilla

un insegnante sostituto

Gioacchino Brambilla

un segretario della direzione generale consegnatario dei libri e degli strumenti.

Giuseppe Gaetano Osellerti.

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Non è noto con precisione quale fosse la prima sede della Scuola Teorica , che secondo il regio viglietto di fondazione doveva essere sita «in questa nostra Capitale e nel posto che verrà destinato». Da una guida di Torino del 1753 risulta stabilita in contrada de li' Accademia a pochi passi dalla Zecca, l'attuale via Verdi, in prossimità dell'Ateneo torinese. Solo più tardi, verosimilmente negli anni ottanta, verrà trasferita nei locali del palazzo de li' Arsenale. La Scuola Pratica, invece, era ubicata oltre il Po lungo la riva destra del fiume, nei pressi del ponte prospiciente la Porta Po (Rubatto). Il poligono d'artiglieria comprendeva la zona della chiesa Gran Madre di Dio, del monte dei Cappuccini e forse di parte della Valsalice. Le scuole erano create con un semplice ritocco al regolamento del battaglione dell'artiglieria. Esse non costituirono né inizialmente né in seguito un organismo a sè stante bensì fecero sempre parte integrante prima del battaglione, poi del reggimento e quindi del Corpo Reale di Artiglieria. Il battaglione dell'epoca era composto da otto compagnie di cannonieri, una di bombardieri, una di minatori, una di zappatori e una di maestranza. Era stabilito che tre cadetti effettivi per ogni compagnia di ciascun reparto, particolarmente scelti, cioè «buoni soggetti di nascita civile, ben morigerati , robusti e sani, che abbino compettentemente studiato, e siano capaci di far riuscita, e d 'es ere a suo tempo promossi al carico d ' Uffiziali, ed a questo effetto avanti d'essere assentati dovranno indirizzarsi al Direttore Generale per ottenere un biglietto d'approvazione», dovevano frequentare le scuole.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA710NE E 01 FORMAZIO'IE PER UfFICIAli M:GLI STATI PREUNITARI

Requisiti diversi erano invece richiesti agli aspiranti cadeui delle armi di linea<23>. Veniva stabilito che i 40 allievi prescelti, dei 36 previsti, «nei mes i nei quali si terranno le Scuole, vengano esimiti dal montar la guardia, e dal servizio ordinario del Battaglione, che possino avere una distinzione nel loro vestiario, cioè di panno bensì dello stesso colore, però più fino. e con differente cordone su ll a spalla. portino spada a luogo di sciabola, godano di un vantaggio di paga[ ... ] ed una preeminenza ai semplici soldati (rimanendo però subordinati ai Bass'Uffiziali) che vivano in ciambrea particolare, ed inoltre che si i loro assegnato un posto separato nelle Scuole di Teorica». In virtù di queste disposizioni i 36 cadetti del bauaglione destinati aJla scuola dovevano, per la maggior parte, diventare ufficiali di artiglieria tranne «Ove nel numero dei suddetti se ne incontrino alcuni che possano rendersi capaci della professione d'Ingegnere, ed essere accettati nel Corpo di essi, dovranno pendente il termine dei loro studi particolarmente applicarsi ad imparare le Regole della Fortificazione e le altre cose re lative ad una tale professione». 23) Le qualità e i requisili richies1i ai cadelli di famcria c cavalleria nonché le modali1à di svolgimemo del loro servizio erano precisai i dal Regio Viglieuo all' uffizio generale del soldo s ul/" acceua:ione di cadetti nei reggimenti di fanteria e cavalleria del 2 luglio 1738, che faceva seguilo a un precedenle analogo ano del 17 giugno 1726. Il documento così recilava:<<(" i cade Ili') dovranno essere figi iuo li di vassall i, o di conosciuta nobiltà. compresi fra que lli da accettarsi. i fig liuoli d'uffiz iali, che ci servono auualmente, o fossero manca1i all 'altuale nostro servizio nelle truppe. d'età essi rulli. non minore d'anni diccisette in dieciotto. di statura grande, ben fatti e capaci d'avvanzarsi nell'inlraprcsa carriera militare. Che venendo, come tali, assentati debbano portare il vestiario uniforme, e fare ugualmente il servi.tio come gli altri soldati. anzi quando trascurassero, o venissero a mancare al medesimo, non possano essere dai colonclli propoMi per il loro avanzamento». Con le successive Regie determma:ioni porta mi nuo1·e pro'''·iden:e riguardo all' acterta:ione di caderri nei re11gimenti na:ionali del 17 agosto 1741 l'ammissibilità veniva accordata anche ai giovani nati civilmente. <<cd essendoci ora stato rappresentato che diverse per~onc nate per altro civi lmeme ricercano pure a servire nelle nostre lruppe, quando vi fossero amm essi come cadetli, al che vi os ta dello viglieuo per non essere vassall i, o figl iuol i di vassall i o d'uffiziali. così noi per secondare non tan 10 la buona dispo~izione dci medesimi che per dare un mezzo a' capitani di detti reggimenti nazionali di compire più facilmente all'aumentazione dc' uomini che loro è stata ultimamente prescritta abbiamo stimato di permettere possano pur anco riceversi come cadetti giovani di tale qualità purché siano come sovra di buone condizione. di nascila civile. della statura penata dagli ordini nostri, ed in stato di mantenersi colla dovuta convenien7a». (F.A. Duboin. op.cit.. vol. XVI. to. XIV, pp. 203 e 205-6).


GLI ISTITUTI \.JJUTARI DI EOUCAZIO"E E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORJGfNl DELLA SCUOLA DJ APPLICAZIO"E 0739·1861)

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Con queste regole le scuole. oltre ad assumere nei riguardi dei cadetti una fisionomia di istituto di reclutamento e di formazione per ufficiali di artiglieria e del genio, esplicavano contemporaneamente la funzione di scuola di applicazione e di perfezionamento per i quadri. L'articolo primo delle scuole infatti recitava «due saranno le Scuole fisse d'Artiglieria per l'ammaestramento degi'Uffiziali, Bass'Uffiziali, Cadetti, e soldati del Battaglione d'essa, cioè una di Teorica, e l'altra di Pratica». Il battaglione continuava ad avere la dipendenza disciplinare, addestrativa e di servizio dal colon nello comandante, mentre per quanto concerneva le scuole, esse erano subordinate a un direttore generale. Pur essendo indipendenti l'uno dall'altro entrambi i responsabili sottostavano al gran mastro d 'artiglieria. La scuola di teorica per i cadetti era suddivisa in una Scuola generale e nelle Scuole particolari. La prima era affidata al maestro di matematica e ai due sostituti che insegnavano la matematica, l 'artiglieria teorica e la fortificazione, al maestro di «disegno di paese, di figure, di carte, e altre cose simili» e al suo aggiunto. Il disegno di artiglieria e di fortificazio ne, era di competenza del docente di matematica. Le seconde. nel numero di cinque, erano rette ognuna da due ufficiali istruttori che erudi vano gli allievi sulle cognizioni relative alla tecnica del bombardiere, del cannoniere, del minatore, dello zappatore e delle maestranze. Quale responsabile di ciascuna scuola era designato un maestro in capo (o un suo sostituto) eletto, tra i più capaci del battaglione, dal direttore generale. La scuola generale di teorica aveva luogo tutti i giorni della settimana, esclusi i giovedì e quelli fe stivi, per l 'interno anno, con l 'eccezione dei mesi di settembre, ottobre e la prima metà di novembre. In particolare, le lezioni venivano svolte al mattino dalle otto alle undici dal 16 novembre al 30 apri le e dalle sette alle dieci dal l 0 maggio al 31 agosto, per tre volte alla settimana. Le scuole particolari di teorica erano tenute con gli stessi criteri, ma al pomeriggio, per tre volte alla settimana, da stabilire a cura del direttore generale: nella prima parte dell'anno scolastico dalle due alle quattro e nella seconda dalle quattro alle sei. Nei rimanenti giorni, non dedicati alle lezioni teoriche, e nei mesi nei quali non erano previste esercitazioni di carl)pagna. gli allievi in ore prestabilite venivano condotti «nelr Arsenale per far loro osservare su i differenti pezzi , istromenti, e macchine d'Artiglieria tutto ciò, che potrà


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE ,PER UFFICIAJ..I NEGLI STATI PREUNITAR1

avere connessione alle lezioni che averanno loro insegnate nelle Scuole particolari, e quanto ai minatori e zappatori i loro Maestri li faranno similmente notare il modo, con cui dovranno nel loro particolare regolarsi secondo le instruzioni ed indirizzi». Due volte ali 'anno, e se ritenuto opportuno con maggiore frequenza, i cadetti dovevano essere sottoposti a degli esami gene rali. Il profitto degli allievi era seguito in modo particolare dal direttore generale. li primo giudizio veniva dato dal maestro d i matematica affinché il direttore potesse giudicare quali fra essi fosse da ritenere ammissibile alle scuole particolari. In funzione del rendimento negli studi veniva definita l'anzianità dei cadetti, venivano concessi premi e riconoscimenti oppure adottati i castighi ritenuti necessari per correggere i negligenti. Agli esami doveva essere data grand e importanza poiché il regolamento dell ' istituto, non solo stabiliva che la promozione a ufficiale fosse concessa di diritto ai cadetti che avessero frequentato il corso, ma persino che si promovesse di slancio al grado di capitano colui che si fosse distinto particolarmente per merito personale e condotta disciplinare, senza tener conto alcuno della sua anzianità di cadetto. Le scuole pratiche erano frequentate dal l o aprile alla fine di agosto per due volte alla settimana, dalle quattro alle sei pomeridiane, nei g iorn i fe riali e in quelli in cui non erano svolte le lezioni teoriche. Le istruzioni avevano Io scopo di far appl icare in campo pratico le cognizioni teoriche. A queste dovevano partecipare anche gli insegnanti di teorica «a fine di far osservare i fon damenti teorici, a cui le operazioni , che in esse si fanno, sono appoggiate». La direzione della scuola pratica doveva essere affidata al tenente colonnello o al maggiore del battaglione e in mancanza di questo al capitano più anziano. Il responsabile poteva avvalersi di un numero proporzionato di aggiunti deputati dal direttore generale. Gli addestramenti vertevano sul «tiro con il cannone, getto di bombe, e scarico di mortari a pietre, vi si ergeranno batterie d'ogni sorta, si formeranno ponti di qualunque genere, e tali apponto, che si dovrebbero costruire nelle diverse occasioni , e bisogni che possano occorrere». Le località di svolgimento dei tiri erano quelle atliacenti alla città di Torino e nelle altre piazze degli Stati del ducato. Le modalità di effeuuazione della scuola di tiro e il numero di colpi da sparare in sede della scuola pratica in campagna venivano, inizialmente, lasciate all'iniziativa e alla discrezionalità del direttore, con il


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCA2[0NE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE ( 1739- 1861)

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viglietto dell'II agosto 1741 <24> vennero invece stabilite in tre giorni alla settimana e in due tiri giornalieri. Alle esercitazioni della scuola pratica potevano intervenire tutti gli ufficiali, bassi ufficiali e soldati liberi dal serv izio che ne avessero fatta domanda, e due volte al mese doveva assistervi tutto il battaglione d'artiglieria al completo. Come affermava giustamente il sovrano nella premessa al regolamento, «le molte cognizioni che debbono avere gli ufficiali di artiglieria si possono acquisire con l'esperienza diretta di guerra non disgiunta dallo studio in tempo di pace». La scuola pertanto rispondeva allo scopo di «porgere agli Uffiziali , bass 'Uffiziali , e soldati del Battaglione nostro d' Artigl ieria quelle maggiori facilità e mezzi che possono efficacemente contribuire a vieppiù abilitarli nella loro professione>> onde evitare che «non si proseguisca, e coltivi colla dovuta attenzione, oppure vadino mancando i vecchi Uffiziali, che più servire non possano d'ammaestramento a nuovi, si trovano questi ultimi, e ben spesso la maggior parte di un corpo intiero, sprovvisti di quelle regole e buone direzioni , che per oprare con aggiustatezza e successo indispensabilmente si richieggono». Conseguenza del criterio informato re sopra esposto era la nascita delle scuole teoriche e pratiche dalla struttura scolastica atipica perché inserita nell'ambito di un reparto operativo, cosa che non troverà in seguito riscontro nel panorama degli istituti di educazione e di formazione europei organizzati invece con un ordinamento autonomo. Come risulta dalle ricerche d' archivio< 25 >: «Molto verosimilmente i cadetti non ebbero libri di testo; le lezioni furono raccolte in trattati compilati e manoscritti probabilmente degli stessi allievi sotto la guida del Bertola, e degli Uffiziali maestri e loro sostituti. Prezioso collaboratore del Bertola, in quest'opera di riordinamento grafico delle lezioni, fu Nicola Quaglia, nominato Cadetto

24) C. Montù, op. ci t., vol. IV, p. 1782. - AST, Sezione IV Artiglieria, Carte Antiche dal 1726 al 1750, vol.ll.j. 158. 25) Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio, op.cit., p. 19; BRT, Fondo Saluzzo, 560, 561, 562, 563: serie di testi, con la seguente dedica apposta sul frontespizio /1 Direttore Generale negl'Jnsegnamenti matematici per le Regie Scuole in Torino dell'Artiglieria, e Fortificazione sotto gl' auspizj di Carlo Emanuele rè lnviuissimo, tomo I Della Geometria speculativa Euclide, anno 1745; tomo II dell'Aritmetica, anno 1747; tomo Uf Della Geometria pratica (logari tmi e topografia), anno 1750; tomo lV Stereometria , anno 1752; Fondo Saluzzo, 566, Elementi dell'Algebra per le Reggie Scuole dell'Artiglieria , e Fortificazione (algebra, progressioni aritmetiche e geometriche, logari tmi).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

nel Battaglione d'Artiglieria ed allievo nelle Scuole nel 1742, il quale raccolse le lezioni del maestro in undici libri, tutti manoscritti, di geometria speculativa, due tomi di aritmetica, di geometria pratica al tavolino e di campagna, di stereometria, di sezioni coniche, un tomo di algebra, uno di artiglieria e uno di idraulica.»

Nel documento non era specificata la durata del corso, con tutta probabilità settennale, era invece prescritto l 'uso della lingua italiana. Le Reali Scuole Militari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortifi cazione - la riforma del 17 55 TI 161uglio 1755 a seguito della morte del generale di fanteria, primo ingegnere Bertola, veniva emanata l'Addizione al Regolamento di costituzione delle scuole del 1739<26>. Il nuovo atto sovrano conferiva alle scuole di teorica e pratica il carattere precipuo di istituto formativo per cadetti, confermando peraltro quanto già delineato nel regolamento di fon dazione. Modificava solo parzialmente le precedenti disposizioni, ma sanciva la scissione delle due scuole. A capo di ciascuna di esse era nominato un direttore, posto alle dirette dipendenze del gran mastro di artiglieria.

Il 3 agosto 1755 venivano nominati direttori i neo promossi maggiori: della teorica Alessandro Vittorio Papacino D' AntonjC2 7>, dotto artigliere; della pratica il conte Birago di Borgaro. Il regolamento prescriveva che il direttore della scuola teorica doves.se essere scelto tra gli ufficiali del reggimento d 'artiglieria, o di altro corpo, particolarmente versati nelle scienze. Oltre che degli statuiti maestri, per l'assolvimento 't! el suo incarico poteva avvalersi della collaborazione di: tre capitani Ratti, Tignola e tenente capitano Quaglia 2°, tre sotto tenenti d'artiglieria Barella, Bossolino 2° e De Buttet, sostituito da Roccati, due sottotenenti degli ingegneri Giannetti e Lovera, sostituito da De Margherita.

26) C. Montù, op. cit., vol. IV, pp. 1783-93.- AST, Sezione IV Artiglieria, Carte Antiche. vol. XVI, 173 1-1750. -Allegati al cap. Il, doc. 6. 27) La grafia corretta del cognome, come risulta dalla firma autografa posta in calce al documento «Informazione rassegnata a Sua Maestà dal Direttore Generale delle Scuole d'Artig lieria D' Antonj, nella quale si descrivono i motivi dello Stabilimento di dette Scuole, le addizioni fatte in seguito al primiero Regolamento, i mezzi, ed i modi adoperati dal medesimo Direttore per conseguire il fine, cui mira tale StabilimeniO, ed i progressi, che ne sono derivati da tutte le disposizioni prese a tale riguardo» datato 17 ottobre 1776, è d' Antonij e non già D' Antoni, D' Antony o D'Antonj. Per semplicità e per conformarsi alla consue1udine, peraltro riscomrabile in molli manoscritti si userà D' Antonj.


GLI ISTITUTI MlL!TARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE ( 1739- 1861)

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Un esteso e articolato paragrafo del documento precisava le prerogative del direttore e le norme di discipina della scuola per evitare conflitti di competenza, stante la singolare fisionomia de li' istituzione_ In particolare veniva attribuita la prerogativa al D' Antonj per regolamento di esaminare i canclidati per accertare se fossero «a portata di imparare le scienze della Scuola» e, dopo aver compilato per ognuno un rapporto, di inviare le proposte alla segreteria di guerra per ottenere la reale approvazione_ 11 giovane nominato cadetto, insieme a una nota scritta, veniva presentato da un ufficiale della scuola al colonnello d 'artiglieria, che lo assegnava a una compagnia del reggimento_ Procedura analoga era seguita nel caso di dimissione di un allievo. Il corso degli studi a carattere speculativo era diviso in tre periodi. Nei primi due le materie d'insegnamento, impartite nel corso di cinque anni, erano comuni per gli artiglieri e per gli ingegneri, nel terzo le discipline erano quelle specifiche della specializzazione professionale. La durata complessiva degli studi era stabilita in sette anni. La fase iniziale, relativa ai primi tre anni, comprendeva la trattazione della matematica pura: l ' aritmetica, l'algebra letterale, la geometria di Euclide con l'applicazione pratica al tavolino, la geodesia, la trigonometria piana con l'uso degli strumenti e l'applicazione pratica in campagna, i solidi, le sezioni coniche, la stereometria; la seconda abbracciava il campo delle matematiche miste: la meccanica speculativa con lo studio della balistica, la statica e centrobarica, l' idrostatica, l' aerometria e i principi generali dell'idraulica. Le nozioni teoriche venivano insegnate al mattino; il pomeriggio era dedicato «al disegno di paesi, figure, tipi, carte topo grafiche, cartocci e altri ornamenti nonché alla fortificazione regolare e al1e massime per l'irregolare con la maniera di adattarvi le mine, l'attacco e la difesa delle piazze con l'uso dell'artiglieria e delle mine». La classe degli artiglieri nella terza fase prevedeva nel1a mattinata la trattazione: della teoria intorno le proprietà e la forza della polvere con la risoluzione dei problemi principali connessi, la maniera di trattare i componenti della polvere, il loro collaudo e il calcolo delle proporzioni; il modo di dotare le piazze, formare i treni d ' artiglieria per le battaglie, per l 'attacco e la difesa delle piazze. Nel pomeriggio i cadetti venivano istruiti nei disegni dei pezzi, dei carriaggi, degli ordigni e delle macchine d'artiglieria. La classe degli ingegneri invece era erudita su: la maniera di conoscere la tenacità dei materiali impiegati nella costruzione delle fabbriche, la qualità delle terre al fine di stabilire le convenienti proporzioni per i


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

rivestimenti delle fortificazioni e dei quartieri a prova di bomba, l 'armatura per le coperture e tutto ciò che comunemente è definito scienza degli ingegneri. Dopo il pranzo gli allievi erano impegnati nei disegni della fortificazione irregolare e nei calcoli relativi a detti .lavori, studio e disegno di prospettiva ed esecuzione di schizzi panoramici. Per la teoria, i libri di testo usati inizialmente erano rappresentati dai trattati manoscritti degli allievi del Bertola, completati con degli appunti del direttore e dei maestri, e da tal uni libri d'autore dell 'università «dopo averli tradotti in italiano»(28). Gli insegnamenti venivano integrati con visite all'arsenale, alla polveriera, al laboratorio dei bombisti, all'interno delle fortificazioni, alla batteria della scuola pratica in campagna. Per maggiore profitto degli insegnamenti teorici alla fine del corso doveva essere svolto «un esperimento generale d'un attacco e difesa di una Piazza, costruendosi a tal fine un piccolo poligono in sito proprio, e capace a potervisi esercitare tutte le manopere, ed incombenze non solo dei Bombardieri, Cannonieri, Zappatori, Minatori, Maestranze, ma altresì degl'ingegneri, e della Fanteria medesima». Il direttore della scuola teorica era incaricato del piano, del calcolo del poligono e dei reparti da impiegare nell'esercitazione. Il profitto dei cadetti era verificato mediante esami trimestrali sostenuti dinanzi al direttore, ai maestri e agli aggiunti. Le votazioni venivano riepilogate a fine anno e gli allievi classificati in ottimi , buoni, mediocri e infimi. Questa classifica corredata da un breve rapporto informativo, compilato per ciascun individuo e riportante in sintesi notizie relative al talento, ali' applicazione, all'indole e alla costumatezza, era inoltrata alla segreteria di guerra per essere rimessa al sovrano. La scuola di pratica era posta sotto la diretta vigilanza del colonnello del reggimento e retta da un direttore coadiuvato da sei ufficiali, capitani o subaJtemi, proposti dal colonnello. Aveva luogo per i cadetti dal l o aprile

28) Il D' Antonj iniziò la compilazione di numerosi trauati che vennero pubblicati e tradotti in varie lingue, dandogli una notevole fama in campo europeo. l più noti erano: Esame della polvere (1765), Istituzioni fisiche· meccaniche (1773), Dell'uso delle armi da fuoco ( 1780 ), Del maneggiamenro delle macchine di Artiglieria, Dell'Artiglieria pratica in due libri (il primo composto dal luogotenente Tignola), il Dizionario istruttivo di tutte le robe appartenenti· all'Artiglieria, Dell'architettura pratica (anni settanta) in sei libri (il secondo composto dal capitano Bossolino e il quarto dal professor Rana).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEG"'A LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIOSE (1739·1861)

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a tutto agosto nei giorni di lunedì e giovedì. Nei pnm1 quattro mesi l'istruzione era dedicata specialmente ai tiri con il cannone, e nel mese di agosto a quelli con il mortaio, sempre però studiando l 'impiego ditali mezzi specialmente nei riguardi della guerra di assedio. L'istruzione su ll ' impiego delle artig lierie in campo aperto veniva svolta presso le compagnie, nel periodo di vacanza della scuola. Erano previste anche esercitazioni di pont ieri, minatori e zappatori dirette dal direttore della scuola pratica su indirizzo del direttore della teorica, al fine di esemplificare le nozioni acquisite durante le lezioni in aula. Con l'atto del 26 settembre 1755 Giuseppe Luigi Lagrange, unitamente a Celoniati, veniva nominato sostituto del maes tro di matematica nelle scuole di teorica di artiglieria. Dell'attività didattica rimane la sua raccolta manoscritta: Principi di Analisi sublime dettati da La Grange alle Reggie Scuole di Artiglieria (costituita da 115 fogli numerati che trattano Della Teoria algebrica, delle curve e Del calcolo D(fferenziale e integrale). Nella prim.a parte trova sviluppo lo studio della geometria analitica elementare e in particolare delle curve algebriche e loro applicazioni nella soluzione di problemi geometrici attinenti alle coniche; nella seconda parte viene preso in esame il calcolo delle differenze, il calcolo differenziale, il calcolo differenzio differenziale o dei differenziali di ordine superiore e il calcolo integrale). Sono invece andate perdute tutte le copie del Corso di Meccanica, menzionato nel testo citato ed esistenti ancora nel 1804<29) (30l. La riforma del1755, che introduceva nuove materie d ' insegnamento, scaturiva dall'importanza assunta da Il 'artiglieria e dalla fortificazione nel corso delle guerre del secolo XYIIl, derivanti soprattutto dallo sv iluppo dello studio della balistica interna ed esterna, e, conseguentemente, dalla necessità di un crescente aumento degli organici e di una migliore capacità professionale dei quadri e della truppa<3 1>.

29) BRT. Fondo Saluzzo. 736.

30) A. Saluces, Hisroire Miliraire du Piémont, p. 443. 31) Per merito di Benjamin Robin creatore del pendolo balistico, che consentiva la misurazione della velocità del proietto lungo la sua traiettoria, nasceva nel 1741 la balistica sperimentale. Lo studio teorico del moto del proiello nell'aria era invece reso possibile da Eulero ( 1753), sebbene con molte limitazioni, facendo ricorso all'analisi infinitesimale (metodo degli archi successivi). Il valore della resistenza dell'aria poteva essere rica vato applicando l'equazione monomia di ewton (resistenza costante e proporzionale alla velocità) oppure quelle di Bernoulli e di d"Alembert (resistenza variabile proporzionale a una potenza n).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ

Solo il 26 settembre 1772 veniva presentato, per l'approvazione, alla segreteria di guerra, a firma del direttore generale D' Antonj, il Piano, e Calcolo d'un tale Poligono insieme al dettaglio delle persone da impiegarsi nello sperimento, e fra queste di un distaccamento di fanteria da comandarsi. Il progetto si riferiva all'allestimento di un piccolo poligono per consentire ai cadetti di trarre maggior profitto dagli insegnamenti teorici e per consentire loro, al termine dell ' ultimo corso, di partecipare, in qualità di attori, a un esperimento generale d 'attacco, previsto dagli articoli 42 e 43 del capo I del regolamento del 1755. Tale esercitazione doveva servire «ancora per abilitare per gli pratici ('insegnamenti') della guerra quelli Uffiziali del detto Corso, i quali presentemente servono in qualità di Maestri sostituiti nelle Scuole» e per l' addestramento degli ufficiali nazionali in servizio presso le guarnigioni. «Si scorge tosto che le operazioni, di cui si tratta, sono indispensabili a sapersi dalla Fanteria, la quale presentemente conta pochi soggetti, i quali abbiano servito nella guerra dell742, e conseguentemente pochi sono coloro in essa, i quali abbiano una giusta idea d'esse operazioni»(32). Il poligono era completato nel 1773 e nello stesso anno iniziava la sua utili zzazione. Il viglietto del 2 marzo 1764 Sistema del Corpo dell'Artiglieria rimesso in mani di Sua Altezza Reale, il Signore Duca di Yorck lì 2 marzo 1764(33) riportava il testo la cui copia tradotta in francese era stata consegnata al principe. Vi era delineata, in sintesi, l'organizzazione del corpo di artiglieria e conseguentemente la fisionomia dell'istituto di formazione per ufficiali di artiglieria e del genio. Dal documento non emerge fossero state apportate modifiche o varianti, ancorché di scarsa rilevanza, ai regolamenti precedenti, ma è possibile desumere alcune precisazioni. Era mutata la dizione delle due scuole, denominate Scuole Teoriche Militari d'Artiglieria, e Fortificazione e Scuole per la pratica, quest'ultime erano frequentate in tal uni periodi dell'anno dai sottufficiali, dai cadetti e dai soldati del reggimento d'artiglieria. Tra gli insegnamenti matematici era compreso lo studio deli' algebra «sublime compresovi il Metodo delle Funsioni , e la Teoria generale delle Curve», come si è peraltro arguito dai manoscrit~i Jagrangiani.

32) AST. ReperJorio da/1711 a/1814, reg.lV (409). 33) C. Montù, op. ci t., vol. IV, pp. 1794-6 - AST, Sezione IV Artiglieria, Cane amiche, ( 1751 - 1769) vol. III, ff. 334-43.- Allegati al cap. II. doc. 7.


GLI ISTITUTI 1\,JlLITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGI'O DI SARDEGNA LE 0RIGI~1 DELI.A SCUOLA DI APPLICAZIO:"'E !17 W- 1861 J

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Al termine del corso gli idonei venivano promossi ufficiali« a diversi gradi a seconda del talento. e profitto che hanno fatto senza verun riguardo all'anzianità di servizio». La maggior parte dei cadetti venivano assegnati al corpo dell ' artiglieria o a quello degli ingegneri, il rimanente alla fanteria. Era istituzionalizzata, come si desume dal testo, la consuetud ine di assegnare alla fanteria un 'a liquota di allievi trani tra i meno dotati dimessi dal corso. L'attuazione di tale provvedimento è confermata dal contesto della dedica del libro del D' Antonj Esame della po!l·ere (1765): «Furono le imenzioni di Vostra Mae~tà ~ì bene eseguite e da' MaeMri prescelti a tale destinazione, e dalla gioventù per grazia sua speciale ammessa alle scuole. che in bteve rempo mirabili frutti se ne raccolsero con vantaggio de' suddiri suoi. e con ammirazione degli E~t~:ri. Quindi trani furono Oli imi Uffi1~iali per l'Artiglieria, per gl' Ingegneri, e per tutte le Truppe; e colle con tinue medi tazioni, ed esperimenti falle si sono varie utilissime scoperte , per cui la Scienza Mili tare notabile accrescimento ha ricevuto.»

3. LE REGIE SCUOLE TEOR ICHE DI ARTIGLIERIA E FORTIFICAZIONE E LE REGIE SCUOLE TEORICHE E PRATICHE DI ARTIGLIERIA E FORTIFICAZIONE DEL 1815

Le Regie Scuole teoriche d 'Artiglieria e Fortificazione Nel novembre del l 769 veniva deciso di ristabilire la carica di direttore generale delle Scuole d'Artiglieria e Fortificazione, il 6 dicembre Papacino D ' Antonj assumeva tale incarico. Direttore della scuola teorica veniva nominato il maggiore caval iere Ignazio Andrea Bossolino e della pratica il maggiore cavaliere Blavet. In merito all'opera profonda svolta dal D ' Antonj c dal predecessore Bertola sia nel campo didattico, sensibilizzando gli allievi a un approfondimento scientifico a supporto della preparazione puramente militare, sia in quello educativo e nei rapporti tra docente e di!:.centi, così scriveva ammirato Prospero Balbo<3 4): «Il sistema di queste scuole teoriche e pratiche e lo spirito di emu lazione ed il genio della vera filosofia, che quindi ne su rscro c rapidamente si propagarono fra i nostri artiglieri. valsero ad accoppiare mirabilmente i solidi vantaggi delle istituzioni scolastiche con quelli delle accademie scienJifichc; imperciocchè, non paghi i professori di rimettere inrero agli allievi il deposiro di domina loro consegnato. si affaticarono con vivo zelo ad

34) C. Momù. op.cit., vol. Il. pp. 1264-7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNTTARI

accrescerlo e sempre di mano in mano lo lasciarono ai successori arricch ito d'assai: attalchè le ricerche di buon accordo intraprese, anzi .a buon termine ponate da molti di questi uomini dotti, possono a buon diritto paragonarsi coi lavori di una vera accademia, quale fu quel la del Cimento, che tutta in comune attendesse allo scoprimemo del vero.»

Uno spaccato ancorché frammentario della storia e dei problemi della scuola dalla fondazione sino al 17 ottobre 1776, emerge dalla lettura dell'Informazione rassegnata a Sua Maestà dal Direttore Generale delle Scuole d'Artiglieria D' Antonj, nella quale si descrivono i motivi dello Stabilimento di dette Scuole , le addizioni fatte in seguito al primiero regolamento, i mezzi, ed i modi adoperati dal medesimo Direttore per conseguire il fine, cui mira tale Stabilimento, ed i progressi, che ne sono derivati da tutte le disposizioni prese a tale riguardo<35 ). Il testo consente di ricostruire il numero dei corsi istituiti, la loro durata, gli inconvenienti deri vati dalle campagne belliche e dal depauperamento degli ufficiali distolti dai loro impieghi istituzionali, i provvedimenti adottati per risolvere l'esigenza di tradurre le cognizioni scientifiche teoriche in applicazioni pratiche ai fini degli impieghi militari e nella scelta dei metodi didattici più rispondenti nonché di quelli ad essi attinenti, come la compilazione dei testi di studio. Il primo corso non nasceva sotto i pill favorevoli auspici: per coprire le vacanze di ufficiali d'artiglieria createsi all'inizio della guerra dell742 numerosi cadetti furono promossi anzi tempo nonostante possedessero una cultura incompleta. «Parecchi di questi Cadetti fatti Uffiziali avendo poi conosciuto sperimentalmente la necessità d'inoltrarsi nelle notizie scientifiche, si sono industriati per acquistarle, ma non tutti hanno potuto avere i mezzi necessari per arrivare al termine, che si conviene». Nel 1745 iniziava il secondo corso, conclusosi nel 1754. Tra i promossi vi erano degli ufficiali particolarmente istruiti nelle tecniche di estrazione e di lavorazione dei metalli. Si delineava così la tendenza ad allargare all'ambito logistico il campo di specializzazione degli ufficiali dell'arma. Nello stesso anno cominciava il terzo corso della durata di nove anni. Dal 1763 le lezioni della scuola teorica venivano sospese per essere riprese il 2 gennaio 1770. In ottemperanza alle prescrizioni del vighetto del 2 marzo 1764 il quarto corso, ridotto a sette anni, terminava nel 1776. Il documento inoltre, descrivendo i prodromi di quella ricerca scientifica svolta nel campo squisitamente militare e aséritta al merito della

35) AST. Corte, Materie Militari, Intendenza Generale d'Artiglieria. ma. 3 add. n. 5. Allegati al cap. Il, doc. 8.


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figura del soldaro-scien:iaro, ricorda peraltro che il germe del futuro sviluppo industriale piemontese aveva avuto origine neli ' ambito della scuola. «A vista di rimediare ai danni come sovra manifestati i ne' Cannoni nella scorsa guerra<36> furono nel L750 destinati per Regio Viglietto alcuni Uffiziali d ' Artiglieria con faco ltà ai medesimi da fare quelle sperienze, che avrebbero creduto conducenti al desiato fin e», veniva creato un centro di ricerca sperimentale per la soluzione di problemi di metallurgia (studio delle leghe per le bocche da fuoco e della loro resistenza al tiro), di balistica interna (comportamenti ed effetti dei gas sviluppati dalla carica di lancio), di balis tica esterna e sulla natura e le proprietà degli esplosivi. In particolare veniva incaricato per queste ricerche il capitano D'Antonj, dal 1748 comandante della scuola pratica. L' istituto per meglio assolvere il compito s i dotava nel tempo di «un laboratorio di chimica, un museo di minerologia, uno srudio di meccaniche ed altre scienze nonché una ricca biblioteca per documentarsi degli studi compiuti ovunque in Europa»(37). A completamento della s intesi si riportano negli allegati alcuru paragrafi dai quali è possibile desumere ulteriori , dettagliate e interessanti notizie non compendiabili. Nel 1777 venivano presentate le Osservazioni per combinare un corso d'Artiglieria <38>. L'autore dello scritto, non individuato ma probabilmente un ufficiale insegnante della scuola (forse il Bossolino), richiamandosi ali 'esempio delle «Nazioni più colte di Scuole particolari ad uso deli' Artiglieria, e sempre conservate con tanto lustro» proponeva la costituzione di uno stabilimento nel quale fossero ammessi solo i soggetti in possesso delle cogniz ioni fondamentali per poter affrontare con il profitto il corso di studi. Sarebbe stato così possibile contrarre la durata del corso , cosa oltremodo utile ai fini di un risparmio per l'erario. Le scuole teoriche e pratiche, in virtù di queste proposte, avrebbero dovuto assumere la fi s ionomia di un collegio, s imile a quello già esistente nella Repubblica di Venezia e anche in altri Stati europei, modello degli istituti di educazione per ufficiali del periodo successivo.

36) Nel corso della guerra per la successione al trono austriaco e in particolare durante l'assedio di Cuneo ( 1744). 37) V. Ferrone. op.cit., p. 452. 38) AST, Repertorio dal/711 al/814. reg. IV (409).- Allegati al cap. ll. doc. 9.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I

Gli aspiranti avrebbero dovuto conoscere le «parti di Matematica, che comunemente s'insegnano dai Professori di Filosofia» (aritmetica, geometria piana e solida, regole del calcolo letterale), essere sottoposti a prove di idoneità fisica per accertare l' eventuale presenza di difetti fisici e costituz ionali, inoltre assoggettati a un tirocinio che ne verificasse l'attitudine militare. Le considerazioni dell'anonimo appaiono estremamente interessanti per l 'acutezza di giudizio, per l 'alto grado di cultura scientifica che traspare dalla lettura del testo e per la conoscenza dei problemi attinenti la didattica e la formazione dei quadri dell e armi dotte. Per la prima volta inoltre vengono indicate precise norme da adottare per l 'ammissione: la definizione dei requisiti scolastici , fisici oltre che morali del candidato e quelli inerenti alla famiglia d'origine nonché la proposta di sottomettere i candidati a determinate prove pratiche valutati ve in fase di tirocinio. Il ciclo degli studi ~n s igliato doveva essere contenuto in un quinquennio seguito da un biennio applicativo e di perfezionamento, riservato esclusivamente agli allievi dotati di p~ticolari attitudini. Dopo aver preso in esame le discipline in grado di dotare gli artiglieri e gli ingegneri delle cognizioni indispensabili alla loro professione, proponeva un programma particolareggiato di studio per i diversi anni di corso. In sintesi nel primo e nel secondo anno scolastico l'insegnamento prevedeva: impostazione e risoluzione di equazioni, sezioni coniche, trigonometria e uso delle tavole tligonometriche (seni, tangenti. secanti) e logaritmiche, meccanica, disegno architettonico (piante, profili e prospettive), geometria pratica a tavolino e in campagna, operazioni topografiche con l ' uso degli strumenti : in particolare erano stabiliti per gli artiglieri la scuola con il cannone, il mortaio e con i fuochi da guerra e per gli ingegneri levare piani, pratica di livellazione, tracciamento di fabbr icati sul terreno e di varie parti di un edificio. Nel terzo anno: fisica e chimica sperimentale, principi fondamentali della fortificazione campale e permanente regolare e irregolare, difesa e attacco delle piazze e di altri siti , inoltre, per gli artiglieri studio della costruzione e della misurazione delle trincee, dei diversi tipi di batterie di cannoni e mortai, caratteristiche e impiego dei vari pezzi d'arti glieria, studio delle polveri e della loro composizione e per gli ingegneri pratica di costruzione delle varie parti di un fabbricato, teoria delle armature e dei ponteggi, delle resistenze delle volte, ecc. Durante il corso del quarto anno era previsto l'approfondimento, mediante esercitazioni applicative, delle nozioni teoriche e pratiche acquisite negli anni precedenti; gli artiglieri inoltre dovevano esercitarsi


GLI ISTITIITI MILITARI DI FDliCA7.10NE E FORMATIVI NEL REG!\'0 DI SARDEGNA

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LE ORI(il" DELLA SCl OLA DI APPLICAZIONE 11739·18611

nei movimenti e negli schieramenti di artiglierie da attuare sul campo di battaglia nelle varie situazioni tattiche e nella costruzione di ponti oltre a visitare infrastrunure militari e prendere conoscenza degli armamenti in dotazione alle varie armi mentre gli ingegneri erano impegnati nello studio dei principi di idraulica, di costruzion i varie e in particolare di ponti. Il quinto anno infine era dedicato alla costruzione di mine e contromine e di gallerie per il loro impiego, di polveriere e depositi, nonché all'effettuazione pratica di quanto già imparato durante l 'intero corso di Studi. Gli ufficiali che si fo~scro distinti avrebbero potuto frequentare i due anni di perfezionamento per apprendere la teoria delle curve e le applicazioni dell'algebra alla geometria sublime, i luoghi geometrici, le equazioni di grado superiore, il «differenziale nel metodo diretto delle tangenti nella determinazione dei massimi, e minimi , il calcolo integrale nella quadratura. e nella rettificazione delle curve, nella misura de' solidi, e loro superficj; nel metodo inverso delle tangenti , e nell'applicazione ai logaritmi; il calcolo esponenziale applicato alle curve di tal genere: il differenzio differenziale ('differenziale secondo') nella determinazione dei punti di flesso contrario alle curve, del raggio osculatore, e dello sviluppamento delle curve. medesime». Con questi mezzi era detto potranno studiare facilmente non solo sui trattati di teoria della pol vere, della resistenza delle bocche da fuoco e degli affusti, ma anche di balistica e di meccanica sublime. on è dato sapere esattamente quale seguito abbiano avute le citate osservazioni. Indubbiamente però, da quanto si desume dal viglictto del 19 maggio 17780 9 > venivano introdotte delle riforme nell'organizzazione interna della scuola c ne l governo disciplinare degli allievi. l 51 aspiranti ammess i alla frequenza del corso che si erano «mos trati idonei a proseguire tali studi con speranza d'ottima riuscita» assumevano la qualifica di allievo e non più quella di cadetto. «Ed in tal qualità vestiranno tali Allievi in panno fino l'uniforme del Corpo Reale d'Artiglieria, da voi comandato, senza distinzione de' galoni; useranno della spada come i cadetti; e sebbene debbano essere subordinati ai Bass'Uffiziali del suddetto Corpo secondo che lo erano i Cadetti a termini del Regolamento delle suddivisate Scuole del 16 aprile 1739; saranno

39) AST. Repertorio da/1711 a/1814. reg.lV (427).


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Gli ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORM AZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITA RI

però considerati come Soggetti in carriera di divenjre Uffiziali , come i Cadetti effettivi». La promozione a sottotenente poteva essere anticipata, al termine del quarto anno, per gli allievi che vi fossero dimostrati più meritevoli per profitto e condotta. Continuavano però a frequentare il corso, la cui durata era stata ridotta a sei anni. Papacino D ' Antonj, promosso nel 1778 brigadiere di fanteria e aiutante generale d 'armata, nel 1783 comandante generale del corpo reale di artiglieria e dal 3 gennaio 1784 gran mastro d'artigl ieria, continuando sempre a dirigere le scuole di artiglieria e fortificazione, moriva nel 1786. Sotto la sua guida l 'istituzione divenne un centro culturale e di studio delle discipline fortificatorie e artiglieresche. La sua opera non fu però circoscritta solo a una ristretta cerchia di ufficiali , ma permeò la massa dei quadri delle due armi. Com'era avvenuto dopo la morte del Bertela anche ora si ripresentava l'opportunità di ripensare il ciclo degli studi delle scuole teoriche. La Memoria concernente il nuovo corso delle Scuole Teoriche la quale fu letta ed approvata dalla Maestà Sovrana la mattina de/li 10 ottobre 1787<40) riportava le opinioni espresse da due ufficiali delle scuole tra i più qualificati sui programmi e sulla durata del corso degli studi, ritenuti necessari per formare un buon ufficiale d'artiglieria o ingegnere. In sintesi, dal capitano Gerolamo Francesco Zino veniva proposta la riduzione del corso a quattro anni mantenendo l'insegnamento delle materie già previste, ma riducendone esemplificandone i contenuti; dal direttore della scuola teorica Bossolino la convenienza di mantenere la durata del ciclo scolastico a sette anni articolando però il periodo a disposizione in due corsi: il primo quadriennale per l 'insegnamento dei trattati teorico-pratici, il successivo triennali per quelli più sublimi. Per entrambi, g li allievi al termine dei quattro anni, dopo aver superato la fase più facile degli studi, avrebbero dovuto essere promossi ufficiali. Il timore che riducendo gli anni di corso le cognizioni si trasformassero nella mente degli allievi in un cumulo disordinato di nozioni, specialmente nei mediocri, e nel contempo si corresse l'alea di demoti vare i migliori a proseguire negli studi più difficili. induceva il cavaliere Casimiro Gabaleone di Salmour gran mastro di artiglieria e direttore generale delle scuole d ' artiglieria a dilazionare la decisione definitiva.

40) AST, Reperrorio dal 1711 al 1814, reg. XVII (67).


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GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739· 1861)

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Da sottolineare 1'esistenza in questo periodo di transizione, come si arguisce dai viglietti del 1778 e del 1783<4 1l che sancivano la presenza nell'ambito dello stato maggiore del corpo reale di 24 cadetti effettivi e 12 soprannumerari, di un duplice reclutamento per ufficiali: dagli allievi e dai cadetti. Gli allievi delle scuole teoriche d'artiglieria e fortificazione avevano la paga, le prerogative e le distinzioni dei cadetti soprannumerari di artiglieria. Erano ancora preservate diciotto piazze di cadetto effettivo, previste dalle Tabelle di formazione del Co1po Reale che potevano venir assegnate alla fine d'ogni anno di Scuola ad «alcuni di quegl 'Allievi, che risulteranno essersi coli 'impegnata applicazione, e colla saviezza della loro condotta resi per preferenza meritevoli di si particolare riguardo». Nella memoria era, inoltre, detto che «a quegl 'Allievi, i quali ad una irreprensibile condotta, accoppieranno costantemente un profitto distinto, si darà speranza d 'essere decorati del grado di Sottotenente, dopo che la Scuola sia giunta alla metà del suo termine; e che infine d'essa sarà regolata la promozione di ciascheduno cogli stessi riguardi, e distinzioni già usati negli ultimi due Corsi». Le scuole teoriche si trasferivano nella nuova sede del palazzo dell'arsenale in un anno non precisato, ma certamente prima del1781 <42>. Nel periodo dal 1770 al 1787, come già peraltro nel passato, le ammissioni dei cadetti avvenivano con cadenza pluriennale: iniziato un corso esso era portato a termine. L'inizio del successivo e il numero di cadetti da ammettere erano decisi daJ re. Tutti i 28 cadetti frequentatori del quarto corso, conclusosi nell'agosto del 1776, venivano promossi ufficiali e assegnati: 19 nel corpo reale d'artiglieria, 9 in quello degli ingegneri. Il successivo concorso per le piazze di cadetto del corpo veniva indetto nello stesso anno e prorogato al 15 aprile 1777<43 ). Dei 75 aspiranti

41 ) AST, Artiglieria. Carte antiche, (l 784-1787). 42) Le Scuole avevano sede nell'Arse nale. l 'imponente edificio, la cui costruzione era iniziata nel 1659. successivamente ricostruito e ampliato su progetto (1737) e sotto la direzione del capitano d ' artiglieria Felice De Vincenti. l lavori cominciati nel 1738. sospesi dal 1742 al 1760, continuarono sino al 1783. Fu completato solo nel 1888 con il gran portone d'ingresso dell'angolo nord-est su disegno del capitano del genio Marullier. Il palazzo dell'arsenale anualmente è sede della Scuola di Applica:ione d'Arma. 43) AST, Corte. Materie Militari, Intendenza Generale d'Artiglieria, ma. 3 add. n. 6, Sta· to de' Soggetti stati presemati al Direttore Generale per essere ammessi al concorso da darsi per le piazze de' Cadetti del Corpo reale deff' Artiglieria. 6 dicembre 1776.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGli STATI PREUNITARI

iniziali 55 erano ammessi agli esami: 13 appartenevano all'ordine nobile, 9 erano figli di ufficiali, 12 figli di impiegati al Reale Servizio, 9 figli di coloro che hanno servito o che hanno Parenti prossimi nel Rea! Servizio e 12 figli di coloro che non hanno Parenti prossimi nel Rea! Servizio. Dal documento <44 ) è possibile inoltre desumere allre notizie quali l ' età dei giovani (otto di anni 14, sedici di 15, tredici di 16, tredi ci di 17 e cinque di 18) e il loro titolo di studio (istituta legale uno, fi sica sette, logica quattordici, rettorica diciassette e umanità sedici). Dei 51 dichiarati idonei alla frequenza 17 pervenivano nel 1782, dopo soli quattro anni, al grado di sottotenente, su proposta e secondo gli intendimenti del D' Antonj al fine di stimolare nei giovani l'emulazione nello studio. Di questi erano assegnati 13 in artiglieria e 4 negli ingegneri. Il sesto corso iniziava il 16 novembre 1787 per gli allievi prescelti tra gli aspiranti che avevano frequentato con successo la Scuola Teorica di Sperimento. Gli accertamenti avevano avuto luogo nei mesi di giugno, luglio e agosto. In tale anno erano stati ammessi agli scrutini per l 'ammissione al nuovo ciclo delle Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria, e Fortificazione 70 aspiranti <4 5J. In base all'estrazione sociale erano così ripartiti: vassali e tito/ati numero 11 ,figliuoli di uffiziali 6,figliuoli d'impiegati 16, coloro che hanno Parenti prossimi nel Rea! Servizio 25, soggetti molto civili, e facoltosi 3, soggetti meno civili, e meno facoltosi 9. Ne erano esclusi per ordine di sua maestà 18 allievi: 10 per essere troppo avanti con l'età, 6 perché troppo giovani (da intendersi nel senso fisico),.l per patrimonio insufficiente e l per particolari motivi di famiglia e di parentela. L'età dei concorrenti oscillava tra i 13 e i 19 anni compiuti (trenta dai 13 ai 15 anni e quaranta dai 15 ai 19 anni), mentre i titoli di studio in possesso degli ammittendi erano: grammatica tre, rettorica venti sei, fisica tre, filosofia sedici, umanità undici, logica dieci, e geometria uno. Successivamente venivano aggiunti altrj due candidati. Dei 54 che superavano l 'esame, tutti gli appartenenti alla nobiltà erano ammessi mentre delle altre categorie sociali erano esclusi nell'ordine rispettivamente uno, quattro, sette, uno e tre.

44) AST, Repertorio da/1711 a/1814 , reg. XVU (271). 45) AST, Repertorio da/1711 a/1814, reg. XVH (29, 30).


GLI ISTITUTI MILITARI DJ EDUCAZJONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA D! APPLICAZIONE ( 1739-1861)

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Il programma dettagliato degli studi per i vari anni prevedeva i seguenti insegnamenti(46): l 0 anno: geometria speculativa (sei volumi), aritmetica, geometria pratica da tavolino e da campagna, architettura militare (l o libro: fortificazione regolare), disegno dì fortificazione. Nell'anno scolastico 1787- 1788. nella mattinata avevano luogo gli insegnamenti di geometria speculativa, geometria pratica da tavolino e geometria pratica di campagna nonchè la l ' parte dell'algebra (qualora possibile): nel pomeriggio aritmetica. architettura militare ( l o libro ed eventualmente il 3°).

2° anno: algebra, geometria dei solidi, sezioni coniche, architettura militare (2° libro: attacco e difesa delle Piazze e 3° libro), disegno di fortificazione. Nell'anno scolastico 1788- 1789, venivano insegnate nel corso della mattina l'algebra, la geometria dei solidi e le sezioni coniche; nel pomeriggio l'architettura militare e il disegno di fortificazione. «Lo studio del Disegno, che s'i nsegnerà al dopo pranzo per alcune settimane sul finire del prossimo anno scolastico, ha per oggetto di esercitare gli Allievi a delineare, e levare li piani di Fortificazione con le ad iacenti Campagne, secondo le regole, senza perder tempo a farvi ornamenti superflui. L 'esito di tale esercitazione dipende principalmente dall'attenzione degli Uffi ziali , che vi sono preposti; E siccome il numero degli Allievi da esercitarsi è considerevole. così non si dubita, che oltre gli uffiziali Maes tri , e Maestro sostituto specialmente affetti a tale incumbenza, li quali devono intervenirvi, ed assistervi assiduamente, vi presteranno pur anche la loro assistenza gli uffiz iali destinati settimanalmente ad invigilare sopra il buon'ordine delle Scuole.»

3° anno: l 0 e 2° libro dei principj di matematica sublime, 3° e 4° libro dei suddetti principj, fisica, statica, dinamica. eli' anno scolastico 1789-90. «La Mattematica sublime s'insegnerà mattina, e dopo pranzo dalla metà di Novembre 1789 a tutto Febbraio l 790, indi solamente alla matti na sino al termine. La spiegaz ione della Fisica al dopo pranzo s ' intraprenderà sul principio di Marzo. La Statica s'insegnerà alla matti na tosto, che sarà terminata la Manematica sublime, e s' impiegheranno per essa alcu ne lezioni de l dopo pranzo, se saranno necessarie, subito che sarà terminata la spiegazione del la Fisica. La Dinamica s'insegnerà mattina, e dopo pranzo, e vi si darà principio subito dopo termiil'ata la Statica, lo che si spera possa essere prima della metà di Giugno. affinchè termini col mese di Agosto.>>

46) AST, Reperrorio da/1711 a/1814. reg. XVII (7. 22, 30) .


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI I'ORMA<:IONE PER UFrlCIALl NEGLI STATI PR EUNITARI

4° anno: Il corso assumeva caratteristiche differenziate per gli artiglieri e per gli ingegneri: a fattor comune: dinamica, idrostatica, macchine; specifica: per gli artiglieri artiglieria pratica in guerra, esame della polvere; per gli ingegneri architettura militare (4° e so libro). Nell'anno scolastico 1790-91, <<la Dinamica si spiegherà mattina. e dopo pranzo principiando alla metà di Novembre 1790. e si procurerà di terminarla in Febbraio 1791. L'Idrostatica si spiegherà alla mattina, 1osto che sarà terminata la Dinamica. e si continuerà in Aprile sino a termine. Le Macchine si spiegheranno al dopo pranzo per tutto il tempo, in cui si spiegherà l'Idrostatica, indi si continueranno alla mattina, ed al dopo pranzo, procurando di darvi termine nel mese di Giugno. Sarà facoltativo al Signor Gianetti di spiegare l'Idrostatica mattina, e dopo pranzo, qualora venga così concertato col Signor Di Malaussena. Siccome a questo punto cessano i studj comuni alle due Classi degl'lngegneri e degli Artiglieri; perciò il metodo per gli insegnamenti sarà il seguente. Per gli Artiglieri per/' Esame della Polvere Si principierà a spiegare alla mattina subito terminate la Macchine. e si continuerà per tuno Agosto. Il rimanente dell'Artig lieria pratica in tempo di guerra si spiegherà al dopo pranzo contemporaneamente alla spiegazione dell'Esame della polvere. Per gli Ingegneri il 5° Libro Architettura militare Si principierà a spiegare alla mattina subito terminate le Macchine, e si continuerà per tutto Agosto. Il 4° Libro dell' Architeuura militare Si spiegherà al dopo pranzo contemporaneamente alla spiegazione del 5° libro suddeuo. Il riparto d'ognuno di questi due trattati si lascia in facoltà de' Maest ri alla spiegazione de' medesimi destinati.»

so anno e sino al compimento degli studi: per gli artiglieri esame della polvere, uso delle armi da fuoco, artiglieria pratica in tempo di guerra e artiglieria pratica in tempo di pace; per gli ingegneri architettura militare (completamen to del 4° e S0 libro). Dalle Disposizioni per il tempo delle prossime vacanze relativamente agli allievi del Corpo reale, ed agli Ufficiali d'Artiglieria già destinati alle Scuole Teoriche del 29 agosto 1788 e del 17 agosto del 1789 si possono desumere i programmi particolareggiati delle attività svolte nel corso delle esercitazioni estive dagli allievi n el l 0 e 2° anno e inoltre la durata del periodo delle loro vacanze, dalla seconda rivista del mese di settembre al 10 novembre<4 7l : 1° anno: <<Gli Allievi dipenderanno dali i superiori immediati delle loro compagnie, o centurie per tutto ciò che concerne la disciplina. Dovranno intervenire alla visita, ed

47) AST, Repertorio da/1711 a11814. reg. XXIV (20, 29).


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ordine della sera, ed indirizzarsi ai rispettivi loro Sargenti per ottenere le licenze di absentarsi, ed al tre simili. Saranno provvisti di schioppo quelli allievi , che per la loro età, e statura si crederanno essere in istato di maneggiarlo, secondo la nota, che ne verrà formata dal Signor Maggiore Conti. In alcuni giorni della settimana, ed in quei siti, e ore, che di tempo in tempo s i assegneranno, dovranno radunarsi gli allievi per esservi esercitati successivamente, cd instruiti dagli Uffiziali e Bass'Uffiziali del lo Stato Maggiore ai medesimi addetti, insieme a quegli altri, che in progresso fosse necessario d'aggiungervi. l 0 A formarsi i ranghi, e file, marciare e fare con ordine ed uniformità alcuni di quei movimenti che sogliomi praticare dalle truppe. 2° All'esercizio dello schioppo proprio degli Artiglieri. 3° Alle istruzioni pratiche elementari d'Artiglieria, c ioè denominazioni ed uso delle Artiglierie ed attrezzi. 4° Alla manopera in bianco del cannone. Quegli all ievi che a cagione dell'età troppo tenera non sono al caso di esercitarsi ins ieme ag li altri, dovranno ciò nonostante intervenire assiduamente alle esercitazioni come osservatori. Li congedi di semestre degli allievi non si daranno se non dopo la seconda revi sta del mese di settembre, e Iermineranno alli IO di novembre. Per ottenerl i dovrà ogni allievo indirizzarsi al Sargente della sua Compagnia, affinchè per la solita progressione glie ne procuri l'opportuno Biglietto, mediante il quale potrà goderne ancorché soggiorni in To rino.» 2° anno:<< 1° A formarsi in ranghi, e file, marciare, e fare con ordine, ed uniformità alcun i di que' movimenti, che soglionsi praticare dalle Truppe. 2° All'esercizio proprio degli Artiglieri, collo schioppo. Coll'avvertenza di separare gli Allievi, che nell'anno scorso sono stati istrutti in questo medesimo esercizio, da quegli altri, che per la troppo giovanile età erano rimasti semplici osservatori. 3° Alle istruzioni pratiche e lementari d ' Artiglieria. cioè denominazion i, ed uso delle Artiglierie, ed attrezzi. 4° Alla Manopera in bianco del Cannone. 5• Alla Manopcra a fuoco del Cannone. Le due prime instruzioni saranno dirette dagli Uffiziali deUo Stato Maggiore addetti agli Allievi. Nelle tre ultime, oltre i medesi mi Uffiziali dello Stato Maggiore, v'interverranno sempre tre degli Uffizial i delle Scuole Teoriche, fra i quali un Capitano.»

Veniva precisato che: <<Le quattro prime instruzioni enunciate nelle disposizioni generali per le vacanze di quest'anno, si faranno nei giorni della settimana, ed alle ore già fissate per l'anno scorso. La Scuola a fuoco si farà nel martedì e gl~wedì delle due ultime settimane, ed in caso di pioggia, od altro impedimento, si farà nel .'g iomo successivo. Si destineranno per la Scuola a fuoco quattro cannoni ordinari da libbre 16 e 2 da libbre 8. In ogni scuola sei degli allievi per ogni pezzo faranno uno sparo, e sa rà cura degli Uffizia li dello Stato Maggiore. che nelle quattro scuole ogni al lievo faccia tre spari. I tre Uffiziali delle scuole teoriche dirigeranno due pezzi caduno.


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GLI IS1'!TUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ

Oltre li Bass'Uffiziali dello Stato Maggiore addetti alle Scuole Teoriche. saranno comandati quattro Sargenti, e tre Caporali della Brigata, e questi saranno applicati ai sei cannoni, alla riserva d'uno dei Sargenti, il quale diriggerà uno dei cannoni di queli'UffiziaJe che in quella mattina comanderà la manopera. Occorrendo, che per la mancanza di qualche Alli·evo, non si avesse il numero necessario per il servizio del 6° cannone, vi si supplirà con altrettanti uomini della guardia del Parco. o del Picchetto comandato alla Batteria, li quali faranno la funzione di terzo servente. Nel giorno in cui gli Allievi faranno la Scuola a fuoco, saranno esenti d'ogni altra istruzione del dopo pranzo.>>

Si riporta l'elenco degli Ufficiali che nel quinquennio 1787-1792 ebbero l'incarico di insegnante nella scuola teorica di artiglieria e fortificazione <48). Direttore delle scuole teoriche brigadiere d ' armata, colonnello in 2° del corpo reale d ' artiglieria Ignazio Bossolino

Anno scolastico 1787-88 Maesrri del corpo reale degli ingegneri: geometria pratica capitano Gianetti capitano De Margherita architettura militare (1° libro) aritmetica e algebra capitano Vassallo Francesco Alziari Di Malaussena geometria pratica capitano Marciotti Maestri del corpo reale d'artiglieria: capitano Gerolamo Francesco Zino geometria speculativa architettura militare (3° libro) capitano cavaliere Giuseppe Danna<4 9) Maestri sostituti del corpo reale degli ingegneri: architettura militare (l o libro) capitano tenente Antonio Ghersi Maestri sostituti del corpo reale d'artiglieria: capitano tenente vassallo Giobatta geometria pratica in campagna, Chiabrera aritmetica e algebra capitano tenente Luigi Capello geometria pratica e architettura militare (1° libro)

48) AST, Repertorio da/1711 a/1814, reg. XXfV (7, 22, 44). 49) Nel periodo napo1eonico per due volte, nel 1807-8 (sedici mesi) e nel 1811 (alcuni mesi), ricoprirà la carica di min istro della guerra del Regno d'Italia nonché, per lungo periodo. di responsabile delle artiglierie.


GU ISTITlm MILITARI DI EDUCA7J0i'IE E FORMATIVI KEL REGNO DI SARDeGNA LE ORIGI'II DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739· 18611

geometria pratica

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capitano tenente Costantino Vayra 2° 0

architettura militare ( l libro) e geometria speculativa

luogotenente Valperga

geometria pratica in campagna

luogotenente Ghigliossi

Anno scolastico 1788-89 Maestri del corpo reale degli ingegneri e d'artiglieria: architettura militare (2° libro)

capitano Gianetli

geometria dei solidi

capitano Di Malaussena

disegni di fortificazioni

capitano De Margherita e capitano Marciotli

algebra

capitano Zino

architettura militare (3° libro) e sezioni coniche

capitano Danna

Maestri sostituii del corpo reale d'artiglieria: algebra

capitano tenente Chiabrera

architettura militare (3° libro)

capitano tenente Capello

geometria e solidi

capitano tenente Vayra 2°

architettura militare (2° libro)

capitano tenente Ghigliossi

sezioni coniche

luogotenente Gaetano Trona

disegni di fortificazione

luogotenente Valperga

Anno scolastico 1789-90 Maestri del corpo reale degli ingegneri e d'artiglieria: statica

capitano De Margherita

principi di matematica sublime ( 1°, 2°, 3° e 4° libro)

capitano Di Malaussena

principi di matematica sublime (3° c 4° libro)

capitano Marciotti

principi di matematica sublime ( 1o e 2° libro) e dinamica

capitano Zino

fi s ica

capitano Danna


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UfFICIALI NEG LI STATI PREUNITA RI

Maestri sostituti del corpo reale d'artiglieria: principi di matematica sublime capitano tenente Chiabrera (3°e 4° libro) principi di matematica sublime capitano tenente Capello (l 0 e 2° libro) capitano tenente Vayra 2° principi di matematica sublime (3°e 4° libro) dinamica capitano tenente Trona fisica luogotenente Valperga stati ca luogotenente Ghigliossi

Anno scolastico 1790-91 Maestri del corpo reale degli ingegneri e d'artiglieria: idrostatica e architettura militare capitano Gianetti (4° libro) maggiore De Margherita architettura militare (5° libro) architettura militare (5° libro) capitano Di Malaussena e dinamica architettura milit?re (4° libro) capitano Marciotti artiglieria pratica in guerra capitano Danna macchine ed esame della polvere capitano Zino

Maestri sostituti del corpo reale d'artiglieria: dinamica capitano tenente Chiabrera artiglieria pratica in guerra capitano tenente Capello architettura militare (4° libro) capitano tenente Vayra 2° macchine e architettura militare capitano tenente Trona (5° libro) idrostatica e architettura militare capitano tenente Valperga (4° libro) luogotenente Ghigliossi esame della polvere

Anno scolastico 1791-92 I sopracitati uffiCÌiili continuavano a insegnare le materie previste per il 4° e per il 5° anno, inoltre: uso delle armi da fuoco capitano Danna


GLI ISTITUTI MILilARI DI I!DUCALIONE l! FORMATIVI 'IEL REG'IO DI SARDEGNA LE ORIGIJ\1 DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739 18611

uso delle armi da fuoco

J4J

capitano tenente Chiabrera (sostituto)

artiglieria pratica in tempo di pace capitano Zino artiglieria pratica in tempo di pace capitano tenente Chiabrera (sostituto) Tra le varie Disposizioni provvisionali per le Scuole teoriche d' Artiglieria, e fortificazione in dipendenza del Regio Viglietto de/li 18 ottobre 1787f50J del 9 novembre vi figurava l 'inserimento nell'organico del maggiore di battaglione Conti e dell 'aiutante maggiore Barili per il diretto controllo disciplinare e del comportamento degli allievi. del servizio interno e del buon ordine delle scuole, e per l 'assolvimento delle incombenze amministrative. Nel documento erano riportate le prescrizioni particolareggiate per l'effettuazione degli esami, che venivano svolti due o tre volte alJ'anno su decisione del gran mastro. Le interrogaz ioni erano condotte dall'insegnante titolare alla presenza del gran mastro, del direllore generale delle scuole, di tutti i docenti e sostituti. L'esperimento dell a promozione anticipata degli allievi non diede i risultati auspicati poiché nella Memoria riferiw a Sua Maestà dal Gran Mastro d'Artiglieria Cavaliere di Salmor in Rela:ione del/i 2 giugno 1790 era detto<51l: «Queste Reali Grazie perché parziali. sebbene con giuslissima dislinzione accordale, non hanno prodotto l" ottimo fine spcralo. giacché si vidde (e ne fan fede tuili gli Uffiziali in allora deslinati per l'istruzione degli Allievi) una ce rta dissipazione in alcuni dei promossi, per cui si rallenlò in essi l"allivilà nello studio; forse perché si sono creduti tanto superiori in abilità ai non ancora promo~si, da non doverne temere in avvenire gli effetti della Iarda loro emulazione, e negli a liri. invece di più animala applicazione, uno scoraggiamento. anzi una costerna? ione. per cui sono sta1e necessarie per sei mesi almeno le cure più assidue. ed amorevoli degli Uffiziali Maestri. per rimeuere lo s pirito oppresso dei giovani allievi. in uno Slato. da poter continuare li studi con sufficiente profino.»

Ciò nonostante a metà del corso, il 16 giugno 1790, i 51 aJlievi che avevano superato il terzo anno venivano promossi sottotenenti soprannumerari: 20 con la paga dì sottotenente effettivo, 20 di soprannumerario e Il di cadetto effettivo. La selezione e l'assegnazione alle armi delegata sino allora al direttore generale, a iniziare dal 5 giugno del 1790, per volontà del gran

50) AST. Repertorio dal 1711 al 1814. reg. XXTV (5).- Allegali al cap. 11. doc. IO. 51) AST. Repertorio dal 1711 al 1814, reg. XVlT (67).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FOR\1AZJOSE PER UFF1C!All 'IEGLI STATI PREUJ\'ITARJ

mastro d'artiglieria, veniva fatta in base ai desiderata degli allievi. La possibilità per i giovani di manifestare la loro inclinazione e i loro desideri non escludeva però che il gran mastro si riservasse di adottare le decisioni più confacenti ne li 'interesse deL!' istituzione.

La riforma contingente del 1793 A seguito delle Determina:ioni di Sua Maestà relative al nuovo corso de'studi d'Artiglieria e fortifica: ione che si deve aprire a norma del Regio Viglietto del 20 dicembre 1792<52>del 31 gennaio 1793. che si riassumono, prendeva l'avvio, nella seconda metà del mese di febbraio, un nuovo corso di studi militari teorico e pratico. TI conflitto in atto dal 1792 tra il Piemonte e la Repubblica Francese imponeva che Io svolgimento dello stesso fosse contratto nel tempo e improntato a un carattere estremamente pratico. Gli allievi per maggior chiarezza erano «diffidati , che dopo la guerra s'intraprenderà un corso teorico in tutta regola, al quale dovranno indefessamcnte intervenire per essere istruiti a dovere in tutte le cognizioni necessarie ali' Artigliere, ed ali ' Ingegnere, e che la loro anzianità dipenderà unicamente dal profitto nei loro studi. e dai meriti che si saranno acquistati in guerra>>. L'ammissione era aperta ai giovani in età «compresa fra 16 e 21, accompagnata dalla necessaria robustezza, e vantaggiosa corporatura» per 18 posti nella brigata d'artiglieria ed eventualmente 6 per il corpo degli ingegneri. Gli aspiranti erano ammessi senza sostenere alcun accertamento preventivo. Gli allievi vestivano l'uniforme trascorsi due mesi dall'incorporazione, dopo aver dato prova di essere in grado di abbracciare con successo la carriera militare. Gli insegnamenti vertevano: « 1° Sulle regole più importanti dell'aritmetica, e sulla nomenclatura, e proprietà della geometria. le quali non si estenderanno però al di là del necessario per fame un applicazione al tavolino, la quale si riferisca sempre alle operazioni principali. che sul terreno, ed in tempo di guerra occorrono farsi più soventi dagli Artiglieri, e dagli ingegneri. 2° Nel conoscere la denominu:.:ione, figura, e qualità delle opere di fortificazione tanto permanenti. che occasionati. 3° Nelle diverse denominazioni, forma, ed uso d'ogni specie d'Artiglieria, careggi, munizioni da guerra. cordaggi, macchine alle medesime relative.

52) AST, Repertorio da/1711 a/1 8 14, reg. XXIV (80).- Allegati al cap. Tl. doc. Il.


GLI ISTITUTI MII..ITARI DI EDUCAZIO'-'l' E FORMATIVI Nl'l.. REG"0 DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIO:"'E (1739· 1861)

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4° Sul modo d'auaccare, e difendere le Piazze a seconda della diversirà delle circosran ze relari ve alle Fonificazioni. od alla Campagna adiacente, e nel medesimo 1cmpo sull'uso parricolarc delle arliglicric, c macchine in simili imprese. 5° Nell'esercizio del Cannone di balleria. dei Monai, obici e Cannoni di Campagna d'ogni specie. e particolarmente in 1ut1c le evoluzioni che occorrono farsi con questi uhimi. Si darà loro inohre una giusla idea delle più comuni. ed imporlanli manopere d ' Arliglieria semplici, e composte, dimaniera che siano i medesimi in caso di dirigerle a dovere. e comandarle con precisione, e fermezza.»

Le lezioni dovevano essere tenute dalle nove alle dodici, compresa mezz' ora di riposo e al pomeriggio dalle tre alle quattro e mezzo di tutti i giorni della settimana. esclu i i giovedì e i giorni festivi. Alla mattina gli allievi venivano istruiti sull'artiglieria<53>, al pomeriggio sull ' aritmetica, sulla geometria pratica da tavolino e da campagna. Erano previste esercitazioni da svolgere nell'arsenale, nei laboratori e alla spianata. Direttore delle scuole teoriche d'artiglieria e di fortificazione era il maggiore Gerolamo Francesco Zino e insegnanti il capitano Severino Cape! , il capitano tenente Mauro Francesco Chiabrano e il maestro Angelo Tallaro. Successivamente, a seguito della separazione del corso degli artiglieri da quello degli ingegne ri , veniva assegnato alla scuola, il 9 gennaio 1794, il capitano tenente degli ingegneri Gianotti. La prima interruzione avveniva alla metà del mese di giugno, dopo solo quattro mesi dall'inizio delle lezioni: il 16 novembre 1793 il corso ricominciava per i 25 allievi. dei quali 17 predesignati per l'artiglieria e 8 per il corpo degli ingegneri. L'assegnazione avveniva il 7 gennaio 1794, a seguito di sorteggio, causa la carenza di aspiranti al genio<54l . Il corso veniva nuovamente sospeso alla fine del mese di aprile 1794. Nello stesso mese gli allievi venivano promossi sottotenenti. Il 1° dicembre riprendevano le scuole, agli allievi si aggiungevano tre soldati volontari per coprire i po ti resisi vacanti e precisamente uno negli ingegneri e due negli artiglieri. Le materie oggetto di insegnamento erano: la prima parte degli e lementi di algebra, la ripetiziorne del primo e del secondo libro dell 'architettura militare, la ripetizione dell'artiglieria pratica in tempo di guerra e il disegno.

53) AST, Repertorio dal 171 l al 1814, re g. XXIV (94 ). - Allegati al cap. Il, doc. 12. 54) AST, Repertorio dal 1711 al l R 14, re g. XXIV (99), Informa ti va.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO NE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

La lettera della segreteria di guerra del l O marzo 1795 disponeva la sospensione degli studi e l'invio dei frequerntatori ai reparti di assegnazione dal l 0 aprile sino al l 0 dicembre, data d'inizio del! 'anno scolastico. Il primo marzo 1796 gli allievi venivano nuovamente avviati «nelle Piazze ed in Campagna». La conclusione della guerra con la Francia, avvenuta nel mese di maggio, poneva il problema della qualificazione degli ufficiali allievi che avevano frequentato le scuole in maniera discontinua, motivo per cui gli insegnamenti erano stati impartiti in «maniera adattata alle circostanze, ma con un metodo affatto contrario alla giusta concatenazione della parte matematica colla militare, ossia dei principi teorici colla pratica»(55). Le scuole erano riaperte il l 0 luglio 1796. Negli anni successivi venivano svolti o completati i programmi scolastici previsti dal corpo degli studi pianificato prima della guerra franco -piemontese. A seguito della proclamazione della Repubblica Subalpina (1798) e con il successivo passaggio del territorio ali' amministrazione francese, nel maggio 1799 le scuole teoriche e pratiche d'artiglieria e di fortificazione venivano definitivamente chiuse.

Le Regie Scuole teoriche di Artiglieria e Fortificazione di Cagliari Durante il periodo del1 'annessione degli Stati sabaudi di terraferma alla Francia, a Cagliari, con sede nell'arsenale venivano istituite da Vittorio Emanuele I, nel 1806, le Regie Scuole Teoriche di Artiglieria e Fortifi cazione. Da quanto riportato dal Montù<56l l'istituzione aveva per fine «l'ammaestramento dei soggetti ammessi alle piazze di Cadetto nel Corpo Reale di Artiglieria e negli altri di Fanteria e Cavalleria». Veniva designato direttore delle scuoae teoriche il capitano marchese don Vittorio Pilo Boy! di Putifigari. Professori erano il direttore stesso e il capitano tenente di artiglieria Ambrogio Capzone. Il cavaliere, ufficiale di artiglieria, Luigi Le Jeune veniva invece scelto quale direttore della scuola pratica. I tre docenti provenivano dai corsi regolari delle scuole teoriche e pratiche. Ispettore delle Regie Scuole Teoriche Militari era il conte di Roburent.

55) AST, Repertorio da/1711 a/1814, reg. XXIV ( 132), Memoria del 26 maggio 1796. 56) C. Montù, op. cit. , vo l. lV, p. 1848.- ASC, Re!iie Prorl'isioni, dal l 0 aprile al 16 ottobre 1806, vo l. 28, n. 128.


GLI 1ST1Tl'T1 MILITARI DI EDUCAZIONE t FORMATIVI NFl REG'IO Dl SARDEGNA LE OR!Git-:1 Ol:.LLA SCUOLA D1 APPLICAZIONE ( 1739· 1861)

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Le materie d ' insegnamento previste sembrerebbero essere state: la geometria pratica, la trigonometria pratica, la geometria di campagna, la resistenza delle armi da fuoco , la fortificazione campale, il calcolo differenziale e integrale. La sintesi illustrativa dell'esistenza e delle vicissitudini della scuola cagliaritana che si riporta è desunta da quanto scritto dal Montù, sulla scorta di documenti limitatamente significativi C57 ). Non è dato sapere quando questa scuola iniziò la s ua attività. Una lettera del 30 marzo 1807 fa riferimento all'invio di due memoriali alla regia segreteria di Stato e di guerra, nei quali venivano indicati i motivi che avevano impedito sino ad allora l'apertura delle scuole teoriche e di quella pratica. Autori erano i due direttori delle scuole Boy l e Le Jeune. Un documento privo di data. probabilmente del 1807, riportava le Istruzioni per gli allievi delle Regie Scuole Teoriche di Artiglieria e Fortificazione, suddivise in 23 articoli, che definivano le norme alle quali g li allievi erano soggetti. La s ubordinazione dei frequentatori era duplice: dal l 0 settembre al 15 novembre dipendevano dal corpo reale d'artiglieria nel quale prestavano servizio, dal 16 novembre al31 agosto erano agli ordini del direttore delle scuole e salvo casi eccezionali erano esenti da ogni servizio. Le lezioni avevano luogo tutti i giorni feriali, eccetto il giovedì, per la durata di cinque ore: tre al mattino e due al pomeriggio. Nelle altre ore, stabilite a cura del direttore, gli allievi assistevano alle scuole pratiche o erano impegnati in esercitazioni. Al mattino dei g iorni festi vi o di vacanza erano a di sposizione dei superiori. Gli esami erano previsti ogni trimestre. Il mancato ritrovamento di un regolamento riportante la durata dei corsi e le di scipline d'insegnamento fa presumere che le scuole ricalcassero, considerato lo stato di guerra e il numero dei docenti, il programma svolto negli anni novanta.

Dallo Stato dell' abilità dimostrata dai signori alliel·i applicati alle Regie Scuole Teoriche Milirari d'Artiglieria negli esami subiti dal primo alli 3 aprile 1811 colla somma degli esami antecedenti risultano i voti riportati in tre materie dagli 8 allievi, cioè nella resistenza delle armi da fuoco , nella fortifi cazione di campagna, e nel calcolo differenziale e integrale.

57) C. Momù. op. cii.. vol. IV, pp. 1853-8.- ASC. Regia Segreteria di S10ro e di Guer· ra. se. II. vol. 950 e 951 ~e. Il.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI t-/EGLI STATI PREUNITARI

Gli esami citati dovevano essere quelli di fine anno come si desume dalLa lettera del lO settembre 1811, inviata dal capitano Pastour comandante del corpo reale di artiglieria alla regia segreteria di Stato e guerra, nella quale viene fatto presente che «li signori Uffiziali allievi dacchè hanno subito l 'ultimo esame nei primi giorni dello scorso aprile, qualunque ne sia la causa non fanno servizio, e sono in una totale inazione». L'anno scolastico 1810-11 doveva aver avuto presumibilmente inizio i pr1mi di luglio. In una lettera datata 15 giugno 1810 infatti si accenna a una imminente riapertura delle scuole. L'istituto, costituito per l'istruzione di pochi allievi concludeva la sua vita travagliata nel 1812. Le Regie Scuole teoriche e pratiche d'Artiglieria e Fortificazione del 1815

Chiusa la parentesi napoleonica, le scuole teoriche e pratiche ven ivano riaperte nel 1815. Le recenti e incancellabili esperienze belliche imponevano come indilazionabile l 'esigenza della riforma dell'esercito piemontese, ma soprattutto degli istituti di reclutamento e di formazione. 11 17 settembre 1814 il colonnello d'artiglieria Giovanni Quaglia, conscio delle deficienze numeriche dei quadri, conseguenza del lungo periodo di guerra, presentava un Progetto di Scuole militari generali per tutte le Armi, e più particolarmente per quelle dell'Artiglieria e del Genio <58>. Proponeva in particolare che le ammissioni ai corsi delle scuole teoriche fossero fatte annualmente in modo da fornire ogni anno un 'aliquota di sottotenenti da assegnare ai corpi. Gli allievi di artiglieria e del genio avrebbero dovuto frequentare un corso di studi della durata di sei anni: i primi due presso l' università per apprendere le nozioni elementari di matematica, a fattor comune con le altre armi; i quattro successivi, invece, per seguire un corso sulle materie militari presso le scuole teoriche d'artiglieria e fortificazione. Le discipline di previsto insegnamento erano: l 0 la geometria dei solidi, le sezioni coniche, la matematica sublime, la meccanica, la chimica e le istruzioni fisico -meccaniche;

58) C. Montù, op. cii., vol. IV, pp. 1753-4.- AST, Sezione 4g Miscellanea, 1814. ma. 15, doc. 21.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR.\iATIVI 'IEL REG'IO DI SARDEGNA LE ORI GI~I DELLA SCUOLA DI APPUCAZIO~E 0739 1861)

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2° gli studi militari di artiglieria e fortificazione compresi nell'artiglieria teorica e pratica, esame della polvere, resistenza delle armi da fuoco, i sei libri di fortificazione, disamina degli autori classici e nuove scoperte di artiglieria e fortificazione. Inoltre, doveva essere svolto un cor o di esercitazioni di disegno per la durata di sei anni. Gli aspiranti alle armi di artiglieria e del genio, superati gli esami universitari, erano ammessi alle scuole teoriche con la posizione giuridica di allievi cadetti: dopo il secondo anno di frequenza, qualora idonei, venivano promossi sottotenenti soprannumerari nelle rispettive armi , dopo il quarto destinati ai reparti e nominati sonotenenti effettivi allorquando si creavano le vacanze nel grado. Con sovrana determinazione del 6 gennaio 1815(59> veniva approvato il progetto proposto dal Quaglia, con la variante della riduzione a tre anni del previsto corso quadriennale delle scuole teoriche, e definito un nuovo ordinamento per il corpo reale di artiglieria. In particolare l' organico della scuola, istituita nell'ambito dello stato maggiore dell'arma, comprendeva: un direttore generale

generale gran mastro d'artiglieria conte Filippo Yibò di Prales

un direttore delle scuole pratiche maggior generale

colonnello comandante del corpo reale d'artiglieria Giovanni Quaglia

un direttore delle scuole teoriche

luogotenente colonnello Severino Cape!

due capitani maestri delle scuole teoriche

capitano d'artiglieria Mauro Chiabrano

un aiutante maggiore

primo luogotenente Vincenzo Morelli di Popolo

un foriere

foriere maggiore Balor

Risultavano inoltre designati quali insegnanti per le scuole teoriche: il capitano d'artiglieria Luigi Paoletti del Melle il capitano d'artiglieria Filiberto Appiano

59) C. Montù. op.cit.. pp. 1754·7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO:-IE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

il capitano d'artiglieria Benedetto Marchetti il capitano d'artiglieria Giacinto Fava il capitano degli ingegneri Amedeo Tempio il capitano degli ingegneri Carlo Cochis il capitano degli ingegneri professore universitario Tommaso Cisa Gresy il capitano degli ingegneri professore universitario Luigi Nuitz il capitano dello stato maggiore Angelo Tallaro Le specifiche attribuzioni, relative ai vari incarichi degli ufficiali delle Regie Scuole teoriche e pratiche d'A rtigli eria e Fortificazione, erano delineate nella citata determinazione. Il direttore generale delle scuole teoriche e pratiche aveva la sopraintendenza alle attività didattiche, addestrative e alla disciplina degli ufficiali, sottufficiali e soldati del corpo reale. Alle sue dipendenze erano posti: il direttore delle scuole pratiche responsabile del! 'istruzione pratica degli artiglieri di ogni grado nelle diverse attività attinenti ali 'artiglieria, alle munizioni, alle costruzioni della fortificazione campale e dei ponti, all'impiego e alle altre operazioni d'artiglieria; il direttore delle scuole teoriche d'artiglieria e fortificazione che aveva !'«immediata vigilanza e direzione sull'educazione e sugli insegnamenti teorici che dovranno farsi agli allievi per formare perfetti ufficiali per i due corpi d ' Artiglieria e degli Ingegneri, ed avrà perciò sotto i suoi ordini non solo tutti gli ufficiali maestri, ma eziandio tutte le altre persone che saranno alle scuole addette». Erano definiti inoltre i compiti dei due capitani maestri delle scuole teoriche, de li ' aiutante maggiore in 2°, addetto precipuamente alla disciplina degli aJlievi, e del furiere di compagnia. Particolare risalto era dato alla figu ra del direttore del laboratorio metallurgico che doveva tenere un corso teorico-pratico di chimica ai nuovi ufficiali d ' artiglieria e «dare i metodi pratici di esaminare e collaudare le materie concernenti l'artiglieria, come li salnitrizolfi, ferro, piombo, acciaio, rame, stagno, ecc. che per insegnare le esperienze, e calcoli da farsi per la preparazione e combinazione dello stato dei metalli semplic i e composti , da proporsi al congresso per la fondita delle nuove artiglierie». Con le regie patenti del2 novembre 1815 che istituivano la Reale Accademia Militare allo scopo di «addestrare giovanetti a divenire col tempo buoni


GLI ISTITVTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI 1\"El RFGNO DI SARDEGNA LE ORIGI:-11 DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE <17W-IK611

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uffiziali», il problema del reclutamento degli ufficiali era affrontato e risolto con criteri più rispondenti ai tempi e al nuovo ordinamento sociale, conseguenza degli avvenimenti dirompenti dell'ultimo venticinquennio. Per effetto di tale provvedimento la funzione di preparare i futuri quadri del rea! corpo di artigl ieria e del genio era devoluta al nuovo istituto. Il l o aprile 1816, giorno d eli' apertura dell'accademia, ve n iva sanc ito anche un nuovo ordinamento del corpo reale di artiglieria. L'articolo xnostabiliva che «terminato il corso attuale non avranno più luogo le scuole teoriche del Corpo reale di Artiglieria». Gli ufficiali di quest ·arma e del genio verranno pertanto scelti fra gli alunni della regia accademia militare. Nel 1819 le scuole teoriche e pratiche esaurivano la loro funzione di istituto di formazione per ufficiali di artiglieria e del genio. 4. LA SCUOLA DI APPLICAZIONE PER GLI UFFICI ALI DEL GENIO E LA SCUOLA TEORICA DI APPLICAZIONE AD USO DEGLI UFFICIALI DEL CORPO REALE DI ARTIGLIERIA Dopo la restaurazione sorgeva la necessità di ovviare ali' inconveniente dell'esistenza, nei corpi del genio e delrartiglieria, di ufficiali con grado di preparazione eterogeneo per corsi di studi frequentati, per diverso livello intellettuale e di conoscenza dei regolamenti d 'arma. Venivano pertanto istituite con tale intendimento, in tempi successivi e con carattere temporaneo, le Scuole di Applicazione. La Scuola di Applicazione p er gli ufficiali d el Genio La prima scuola di applicazione a essere costituita, in ordine di tempo, fu senza dubbio quella per gli ufficiali del corpo reale del genio, posta alle dirette dipendenze del comandante del corpo. La data di fondazione d eli' istituto non è nota, ma dalla determinazione del 5 agosto 1820 si può asserire che in tale anno la scuola era già attiva. Nel contesto, a proposito dello stanziamento di un importo per le spese per l 'anno 1821 relative ali 'acquisto di materiali di cancelleria, pubblicazioni e altro, si legge: «in seguito allo stabi limento da Noi approvato di un ufficio dello Stato Maggiore e di una Scuola di Applicazione per Ufficiali del Genio». È indubbio però che la nascita dalla scuola può essere fatta risalire ali 'anno precedente. In un discorso pronunciato in occasione di una


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PRELfNIT ARI

riunione accademica nel 1824, il comandante del corpo reale del genio Pilo Boyl affermava(60): «Fu nel 1819 che ebbe principio la Scuola di applicazione, destinata a porre a profitto i mesi d'inverno, che il servizio lasciava libero ai giovani uffiziali per perfezionare la loro istruzione, esercitandoli ad applicare le cognizioni teoriche ai casi pratici che possono occorrere nell'esercizio delle molteplici funzioni dell'ingegnere militare. Riunitisi in quel l 'inverno ( 1819) i giovani ufficiali cominciarono le loro occupazioni dallo studio dell'architettura civile e dalla costruzione delle fabbriche; vennero quindi esercitati a rilevare e disegnare i piani dei vari fabbricati, ciocché doveva preparar! i a metter! i in istato di redigere un progetto di fabbrica militare, di cui infatti cominciavano ad occuparsi nell'inverno successivo. »

Con il viglietto del 23 giugno 1824 di Carlo Felice veniva approvato un Regolamento per l'istruzione generale degli Uffiziali del Corpo Reale del Genio a cominciare dal momento in cui vengono ammessi nel Corpo<61 ). Lo scopo di questa istruzione complementare, ritenuta necessaria per perfezionare la preparazione dei giovani ufficiali, era illustrata dal documento: «Gli Uffiziali della Reale Accademia Militare destinati pel Corpo Reale del Genio, oltre agli studi di lettere nei quali imparano a scrivere e parlare le due lingue italiana e francese, ed avere una idea della letteratura delle due lingue, avendo studiata la storia, e particolarmente la storia militare, la fisica generale e la fisica chimica. le matematiche dai primi elementi compresa la geometria descrittiva, sino al calcolo differenziale ed integrale inclusivi, essersi esercitati nelle diverse cognizioni della geometria pratica, della trigonometria, e nell'uso degli strumenti, aver studiato la statica, la meccanica e l'idraulica, l'arte militare, i principi di strategia, di tattica generale e particolare delle diverse armi. aver avuto un'idea dell'artiglieria, fatto un corso completo della fortificazione sì campale che permanente, studiato i principi di architettura civile, ed essersi esercitati nel disegno descrittivo e topografico, ne risulta che i giovani uffiziali entrano nel Corpo forniti di tutte le cognizioni teoriche che devono servire di base alle loro ulteriori istruzioni, le quali ad altro non si riducono che all'esercizio nell'applicazione dei vari casi di principi teorici che hanno imparato.>>

Questo corso integrativo doveva venire svolto al termine dei corsi del l'accademia per la durata di due anni e organizzato in maniera da sviluppare, nel periodo invernale, gli studi di carattere scientifico e in quello primaverile le attività di carattere pratico e applicativo. Lo svolgimento delle istruzioni era pianificato in modo tale che: «Queste esercitazioni essendo indipendenti l'una dall'altra, i giovani uffiziali éhe ciaschedun

60) Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio, op. cit., pp. 52-3. 61) Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio, op.cit.. pp. 53-4.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZiONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE ( 1739-186 1)

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anno sortiranno dall'Accademia potranno senza inconvenienti occuparsi di quelle di cui si occuperanno i loro colleghi sortiti negli anni precedenti, senza che sia necessario di fare vari corsi contemporaneamente, e di fare delle divisioni; occupandosi tutti dello stesso oggetto si otterrà maggior emulazione». Il regolamento stabiliva il programma d'istruzione che comprendeva: l o rilievo dei disegni, secondo i vari metodi e con i diversi strumenti,

del terreno, delle fabbriche, delle fortificazioni, delle macchine, ecc.; 2° redazione dei progetti delle fabbriche d'ogn i specie di cui potranno essere incaricati; 3° esercizi pratici nella confezione dei gabbioni, fascine, ecc., nella costruzione dei trinceramenti, nella scuola delle mine e in un finto assedio. Era altresì precisato che i progetti di fortificazione e delle fabbriche dovessero includere, oltre al lavoro completo di disegno, anche il calcolo del preventivo di spesa. Le norme regolamentari inoltre delineavano i doveri degli ufficiali di ogni grado e sottolineavano l'importanza dello studio per sensibilizzare i quadri. << Per mantenere l'emulazione nel Corpo, tener sempre vivo l'amore allo studio anche in quei che avranno già compiuto il corso della istruzione complementaria ed impegnarli sempre più a perfezionare in servizio, si propongono delle riunioni accademiche da tenersi nella stagione d'inverno, almeno due volte al mese, in cui ciascuno possa far conoscere per mezzo di memorie le invenzioni, le proposizioni, l' esperienze che avrà potuto fare, concernenti le varie parti del servizio di cui si sarà particolarmente occupato>>.

La Scuola Teorica di Applicazione ad uso degli ufficiali del Corpo Reale di Artiglieria

La scuola dj applicazione dell'artiglieria veniva creata solamente in un secondo tempo. Il regio vigl ietto del 28 dicembre 1822 ordinava che «ad oggetto di mantenere negli uffiziali del Corpo Reale d'Artiglieria quella parte indispensabile di scienza di cui debbono essere forniti per maggior bene del nostro servizio» fosse istituita una Scuola Teorica di Applicazione ad uso degli uffiziali del Corpo Reale di Artiglieria. Il regolamento prescriveva che la scuola fosse diretta da un ufficiale superiore agli ordini del comandante generale del reale corpo di artiglieria, coadiuvato da un professore e due aggiunti per le discipline


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO NE E DI FOR\IAZIOXE PER UFFICIALI 'IEGLI STATI PREt,;NITARI

matematiche, da un professore. due aggiunti e tre assistenti per le materie militari, inoltre dagli ufficiali ritenuti necessari per assicurare il servizio e la disciplina degli ufficiali allievi. Stabiliva inoltre che il metodo didattico da adottare dovesse essere rappresentato da conferenze e da scuote<62 >. Le conferenze, alle quali dovevano assistere tutti gli ufficiali superiori e capitani, talora anche i luogotenenti e i sottotenenti e in casi speciali tuni gli ufficiali, erano presiedute dal comandante generale e in sua assenza dal direttore della scuola. Esse perseguivano Io scopo di far conoscere tutti i progressi realizzati nella costruzione delle macchine. delle armi e delle artiglierie, ecc. nell'ambito nazionale ed estero nonché i regolamenti militari. Il corso degli studi invece consisteva in una scuola di matematica e nelle scuole teorico-militari. Alle scuole di matematica intervenivano tutti i luogotenenti e i sottotenenti eccetto quelli che, per provata capacità, ne fossero dispensati dal direttore generale su proposta del direttore particolare. Vi potevano partecipare a titolo di «distinzione, quei bass 'uffiziali che oltre a dimostrare li talenti necessari, verranno caratterizzati da una condotta senza macchia» e gli ufficiali superiori che ne avessero fatta domanda. Questa scuola, propedeutica alle scuole teorico-militari, prevedeva tre classi: due per gli ufficiali, nelle quali venivano insegnate varie materie dalla matematica alla meccanica, e una classe per i sottufficiali. ai quali erano impartite nozioni di aritmetica, algebra e geometria piana. Le scuole tecnico-mi! ilari erano invece divise in due classi frequentate dai luogotenenti e dai sottotenenti e vi si insegnava la fortificazione.)a costruzione delle batterie, i ponti militari , le armi, il carreggio, le macchine, gli artifici da guerra, l'attacco e la difesa delle piazze, l'impiego di artiglieria in guerra, l'istruzione sulle munizioni da guerra. La teoria del tiro. la costruzione di batterie e dei ponti erano insegnate anche ai sottufficiali che seguivano la scuoLa di matematica. Tutti erano inoltre esercitati nel disegno e nelle sue applicazioni agli usi militari, nelle operazioni topografiche e geodetiche sul terreno. Alle lezioni dovevano intervenire tutti gli ufficiali suballerni con l'eccezione di quelli dispensati dal generale comandante, su proposta del direttore. Era data facoltà anche agli altri ufficiali di parteciparvi.

62) C. Montù. op. cii., vol. IV, pp. 1757-9. - Scuola di Applica7ione di Artiglieria e Genio. op. cii., pp. 58-9.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIV I NEL REGNO DI SA RDEGNA LE OR IGINI DELLA SCUOLA DJ APPLICAZIONE 0739· 1861l

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Allorquando gli ufficiali erano sufficientemente istruiti nelle materie della prima classe venivano promossi alla seconda. Al termine del corso i migliori potevano essere ammessi al corso speciale di fisica sperimentale, chimica e metallurgia e agli esperimenti pratici nelle varie officine del materiale. Contemporaneamente pot·evano essere ammessi alle conferenze per acquisire maggiori cognizioni. Il fine precipuo delle disposizioni era di tendere a elevare, quanto possibile, la preparazione professionale degli artiglieri e di abilitare i sottufficiali migliori a rivestire il grado di ufficiale. Nel 1831 Carlo Alberto apportava notevoli riforme nell'ambito dell' esercito sardo e tra queste, con il viglietto del 21 agosto, l'aumento degli organici del corpo d'artiglieria. Con il successivo del 27 ottobre 1831 improntava gli studi della scuola teorica di applicazione a un indirizzo teorico-pratico in contrapposizione al precedente essenzialmente speculativo. Il nuovo Regolamento per l' instruzione generale teorica, e pratica tanto degli uffiziali che dei bass' uffiziali e soldati del Corpo Reale d' Artiglieria<63) stabiliva in modo preciso e differenziato l'indirizzo da dare alle istruzioni per gli ufficiali , i sottufficiali e gli artiglieri. Con tale atto invero le scuole teoriche per ufficiali erano connesse con quelle teoriche e pratiche dei sottufficiali e della truppa ancorché si distinguessero da quest'ultime per avere un organo direttivo definito e suo proprio. Infatti l'istruzione per i subaltemi era assegnata alla scuola di applicazione. Affidava pertanto al direttore del materiale , dal quale dipendeva tutto il servizio di artiglieria, la direzione delle sc uole teoriche e al comandante del personale l 'insegnamento pratico. Era altresì prevista la costituzione di un consiglio superiore d ' istruzione che doveva stabilire annualmente i programmi parziali d ' insegnamento. Grande importanza veniva attribuita, per la preparazione profess ionale dei quadri e per il loro costante aggiornamento, alle conferenze che dovevano essere svolte sia presso i corpi sia presso le scuole. In particolare era stabilito che gli ufficiali frequentatori delle scuole fossero divisi in due classi : nella prima quelli che non avevano seguito un corso regolare di studi, nella seconda quelli provenienti da !l'Accademia militare o assimilati «pei quali l'insegnamento, in vista dell'istruzione

63) Scuola di App licazione di Art iglieria e Genio, op. cit., pp. 61-2. - Leggi Militari. anno 1831, Regio Yiglietto del 27 ottobre 1831. - Allegati al cap. II, doc. 13.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA..liONE E DI FORMAZIONE PER UF!'ICIALI )'.EGLI STATI PREliNITA RI

già ricevuta, potrà essere più s pecialmente diretto verso le applicazioni delle loro cognizioni dell 'artiglieria». La prima parte dell'insegnamento, detta preparatoria o elementare, comprendeva lo studio dell'aritmetica, della lingua italiana, della geometria piana e solida, di elementi di algebra, di geometria descrittiva, di fisica meccanica, della fortificazione. La seconda parte della scuola teorica, con carattere s piccatamente tecnico, detta del servizio proprio di artiglieria, dopo lo studio della parte descrittiva e dell 'impiego dei materiali di artiglieria e da ponte, prendeva in esame le questioni inerenti alla pane specificatamente tecnica del tiro di artiglieria e· problemi connessi, de Ila costruzione delle opere di fortificazione campale e del gittamento dei ponti. Nella terza parte, definita complementaria, g li ufficiali erano avviati alla risoluzione di «quesiti non ancora sciolti sulle relazioni tra le cariche di polveri, il peso dei proiettili ecc., centri di gravità, calcoli delle tavole di tiro, progetti di macchine, di edifizi, ecc.» e a esercitarsi in progetti complessi di impiego delle varie armi nel combattimento. A integrazione dell 'insegnamento teorico venivano effettuate «visite di stabilimenti: arsenali, fonderie, polveriere, ecc. - levate di piante di macchine, usine, memorie re lative, - progetti di costruzione di macchine, di opere idrauliche, ricognizioni militari, levate di piante coi mezzi trigonometrici , ecc.». Complementari dei programmi teorici erano le esercitazioni d'arma in cooperazione o meno con le altre armi e l 'istruzione pratica d ' impiego delle unità di artiglieria. Alle scuole dovevano continuare a essere annesse la biblioteca, in cui erano presenti le principali opere scritte sull 'artiglieria, sull'arte militare, s ui regolamenti e anche le migliori opere di lettere e di storia, il gabinetto di fisica e di mineralogia. Il direttore delle istruzioni era inoltre autorizzato ad avvalersi del laboratorio chimico-metallurgico esistente neli' arsenale. Alla fine dell'anno scolastico il direttore delle scuole teoriche doveva far redigere al consiglio una relazione circostanziata sui risultati ottenuti nelle scuole, corredandola con quelle osservazioni che fossero atte a perfezionare il metodo d'insegnamento, segnalando lo zelo dei docenti e il profitto dei discenti nonché i nominativi di coloro che nelle varie occasioni si erano particolarmente distinti per capacità e intelligenza.


GU ISTITUTI MIUTARI DI EDUCAZ IONE E FOR~ATIVI l'EL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGI'II DELLA SCUOLA DI APPUCAZIOl>E (1739·1861)

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5. LA SCUOLA COMPLEMENTARE DI SPERIMENTO, LA SCUOLA DI APPLICAZIONE PER LE ARMI DOTTE E LA SCUOLA COMPLE MENTARE PER GLI UFFIClALJ D 'A RTIGLIERIA E GENIO La Scuola Complementar e di Sperimento <64) Mentre ancora si svolgevano gli ultimi corsi del la scuola teorica di applicazione veniva istituita, a titolo sperimentale, presso la regia accademia una scuola complementare per i soli luogotenenti di artiglieria. l corsi avevano inizio il 20 gennaio 1834 sotto la direzione superiore del direttore degli s tudi il cavalier Giovanni Plana. Le materie di insegnamento erano: teoria delle macchine di meccanica, idromeccanica, balistica, chimica per la parte che interessa l'arti g lieria, geometria descritti va e descrizione grafica del le macchine. L'ordine del giorno del comandante della scuola riportava le direttive di massima quali la data d'inizio dei corsi, le modalità di svolgimento e lo scopo della sua istituzione. «Sera del 17 gennaio 1834. Il dì lunedì 20 corrente gennaio avranno principio le lezioni della Scuola Complementare, che si praticheranno nella Regia M ili rare Accademia per i signori uffiziali ultimamente promossi dalla stessa Accademia a Tenenti nel Rea! Corpo d'Artiglieria. l Signori Allievi in generale porranno da una tal di sposizione argomen tare sia della paterna vigilanza del Sovrano sopra i progressi dei giovani che s i sono mostrati degni ditali riguardi nell'occasione delle loro promozioni in quell'Arme nob ilissima che tiene un luogo tanto distinto nel Regio Esercito. sia dell · importanza secondo la quale è valutato il compimento delle cognizioni desiderate per maggior lustro di quel Corpo. che da tanto rempo ha fama così grande in tutta l ' Europa. La Scuola si farà nelle sale del Comandante Generale; le Regole disciplinali di essa saranno le stesse per l'addierro praricate nei casi delle allre Scuole Accademiche consimili. Per maggior soddisfazione dei Signori Allievi il Comandante Generale soggiugne, che le persone incaricate per ora per la Scuola di cui si parla. e le marerie di esser rispettivamente insegnare saranno quelle indicate ne l congiunro specchio concertato secondo le Sovrane intenzioni di Sua Macsrà tra il Comandanre Generale della Regia Mi litare Accademia. e il Comandanre Generale del Rea! Corpo di Artiglieria. Il Comandanre Generale sonoscrino C. Saluzzo».

64) Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio. op. cir., pp. 69-72.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

L' orario delle lezioni, i nominativi dei docenti e le materie d'insegnamento risultano dallo specchio, sottoscritto dal comandante generale del corpo di artiglieria conte Filiberto Appiano e dal direttore generale degli studi e datato 18 gennaio 1834. Professori

Avvertenze

Teoria delle ma c- Lunedì e giovedì chine di Meccanica dalle ore 9 alle Il ed Idromeccanica e antimeridiane. Balistica.

Signor Cavaliere Plana

Chimica, per la parte che riguarda 1· Artiglieria.

Martedì dalle ore Il all'l pomeridiane.

Signor Cavaliere Sobrero

Geometria descrittiva e descrizione grafica delle macchine.

Venerdì e sabato dalle ore l 1 all' l pomeridiane.

Signor Maggiore Da Bormida, Signor Tenente Cavalli

Il signor Tenente Menabrea del Rea] Corpo del Genio sarà chiamato, occorrendo, per ripetere le lezioni del Signor Cavaliere Plana Direttore Genera le degli Studi. e per supplire a taluni degli altri Signori Uffiziali incaricati delle varie parti d'ammaestramento.

Materie da insegnarsi

Giom i ed orario

Non è accertato se questa scuola particolare sostituisse o meno la preesistente scuola teorica; quasi certamente quest'ultima rimase attiva per la qualificazione dei sottuffìciali. La Scuola complementare di Sperimento fu caratterizzata da una vita travagliata e incerta, contraddistinta da un funzionamento saltuario. Solo nel 1837 poteva uscire dalla fase sperimentale. Con il decreto del 23 novembre la nuova scuola complementare veniva posta alle dirette dipendenze del comandante della regia accademia militare; vi potevano avere accesso anche gli ufficiali del genio e dello stato maggiore. Il corso di studi aveva la durata di <liciotto mesi, divisi in due periodi, al termine di ognuno di essi gli ufficiali dovevano sostenere i prescritti esami. Le lezioni, tenute durante il primo anno soltanto per i luogotenenti di artiglieria e del genio, avevano inizio il 18 gennaio 1838. Le materie comuni erano: geologia, geometria descrittiva applicata, fortificazione campale, attacco e difesa delle piazze, metallurgia, meccanica applicata, storia e arte militare. Per gli artiglieri era previsto l' insegnamento dei complementi delle istruzioni di artiglieria e per i genieri quelli di architettura e costruzioni. Le lezioni avevano carattere essenzialmente teorico.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIO NE E FORMATIVI J'EL REG NO DI SARDEGNA LE ORIGli'- l DlòLLA SCuOLA DI APPLICAZJOl'E ( 1739· 18611

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La Scuola di Applicazione per le Armi dotte Con i provvedimenti sovrani del 4 maggio del 1839 la scuola complementare veniva soppressa e sostituita con la Scuola di Applicazione per le Armi dotte<65 )_ La frequentavano gli ufficiali dei corpi reali di artiglieria, genio e stato maggiore provenienti dai corsi regolari dell'accademia. La sua creazione era conseguente al riordinamento del corso degli studi della Regia Militare Accademia e alla definizione di un iter scolastico, verticale e unitario. Pur assegnati ai reparti, con riserva di anzianità, i sottotenenti erano comandati alla scuola. Solo dopo aver superato i due anni di corso e conseguito la promozione con maggioranza assoluta d i voti veniva fissata la loro anzianità. Quelli che non erano ritenuti idonei agli esami finali potevano chiedere di ripetere il corso oppure il trasferimento nelle armi di linea, in tal caso conservavano l 'anzianità di grado. 11 primo corso svoltosi nel 1840 durò solo nove mesi, dai primi di febbraio alla fine di ottobre. La scuola di applicazione. po ta alle dipendenze disciplinari del comandante dell'accademia. era retta da un direttore speciale e da un direttore degli studi. Unitamente ai tre professori, due militari e un civile, costituivano il consiglio d'istru~ione cui era demandata la formulazione dei programmi d'insegnamento, che venivano poi sottoposti per l'approvazione al ministero della guerra e marina. Tra gli insegnanti figuravano oltre i citati Luigi Federico Menabrea, Giuseppe Dabormida, Giovanni Cavalli. Giuseppe Sobrero anche Paolo Ballada di Saint Robert e Celestino Sachero. l programmi prevedevano l 'insegnamento, nei diversi anni , delle seguenti discipline: l 0 anno materie comuni: geodesia e levar piani topografici, mineralogia e nozioni di geologia, fortificazione campale e progetto relativo, impiego delle artiglierie nei campi, negli assedi ecc.; per gli ufficiali di artiglieria: nomcnclatura e descrizione del materiale con disegni del medesimo; per quelli del genio: architettura civile, levare edifici militari, stabi lità delle costruzioni; per lo stato maggiore: esercitazioni di disegno di topografia nell'ufficio del corpo, levar piani in campagna con le brigate del medesimo durante i mesi d'estate.

65 ) Leggi Militari, anno 1839 .


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFIC IALI NEGLI STATI PREUNITARI

2° anno materie comuni: fortificazione stabile o murale, teoria delle mine, arte militare; per gli artiglieri: balistica, principi e teorie fondamentali del materiale e costruzioni di artiglieria, progetto di artigLieria; per i genieri: levar fortificazioni, fortificazione murale, arte d 'edificare e progetto relativo; per lo stato maggiore: esercitazioni nel proprio ufficio e levar carte come al primo anno. In data 8 ottobre venivano approvati i nuovi programmi che sarebbero entrati in vigore con l 'anno scolastico 1842-43(66). Lo scomparto degli studi e programma delle materie d'esame prescriveva per:

- gli ufficiali di artiglieria: l o anno: introduzione alla meccanica applicata, mineralogia e metallurgia, fortificazione permanente, combustione della polvere da fuoco, balistica, applicazione della meccanica alla costruzione del materiale di artiglieria, fabbricazione della polvere, degli artifici da guerra e delle armi da fuoco. 2° anno: introduzione alla meccanica applicata, mineralogia e metallurgia, arte militare, ponti militari e passaggio delle acque, costruzione delle batterie, impiego dell ' artiglieria nella guerra, topografia, geodesia, meccanica applicata alle macchjne, nomenclatura del materiale di artiglieria, calcolo delle bocche da fuoco.

- gli ufficiali del genio: l 0 anno: introduzione alla meccanica applicata, mineralogia e metallurgia, fortificazione permanente, corso di costruzioni e di architettura militare e civile; dovevano inoltre seguire le lezioni di balistica di stretto interesse. 2° anno : introduzione alla meccanica applicata, mineralogia e metallurgia, arte militare, ponti militari e passaggio delle acque, costruzione delle batterie, impiego de !l 'artiglieria nella guerra, topografia, geodesia, meccanica applicata alle macéhine; dovevano inoltre seguire le lezioni di nomenclatura d'artiglieria e ponti levatoi, distribuzione delle acque, impiego del calore negli usi civili.

66) Leggi Militari, anno 1842.- Allegati al Cap. 11 , doc. 14.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCALIO!>E E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEGNA LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739-I86I)

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- gli ufficiali di stata maggiore: l 0 anno: mineralogia e metallurgia, fortificazione, esercitazioni di disegno topo grafico neli ' ufficio del corpo e levar piani in campagna con le brigate del medesimo durante i mesi d'estate; dovevano inoltre seguire le lezioni previste per gli artiglieri per la parte di stretto interesse. 2° anno: mineralogia e metallurgia, arte militare, impiego dell 'artiglieria nella guerra, topografia, geodesia, ponti militari e passaggio delle acque, esercitazioni di disegno topografico nell'ufficio del corpo e levar piani in campagna; dovevano seguire inoltre le lezioni previste per gli artiglieri per la parte di stretto interesse. Gli ufficiali allievi dovevano, prima di sostenere gli esami finali, presentare alla commissione regia per gli esami i lavori di carattere applicativo quali progetti , piani operativi, rilievi topografici, ccc., approntati ! durante l' intero corso di studi. I bienni scalastici dal 1842 al 1847 avevano uno svolgimento regolare. Le lezioni a carattere prevalentemente scientifico, con applicazioni a tavolino, si protraevano per sei ore al giomò, scarse erano le attività pratiche. Non era prevista l'equitazione. A seguito della dichiarazione di guerra all'Austria, il 22 marzo 1848 i corsi venivano interrotti e E luogotenenti frequentatori destinati ai reparti del!' esercito di campagna. L' immissione nei quadri, per le esigenze contingenti, di giovani laureati in ingegneria, in architellura o studenti di matematica che avessero superato il 3° anno, determinarono L'istituzione, al tennine della guerra, di corsi intesi a qualificare, almeno in parte, gli ufficiali arruolati con modalità diverse e con grado di professionalità difforme. Nel Quarantanove pertanto, per effetto degli avvenimenti che avevano inciso negativamente s ul regolare svolgimento dei corsi accademici e di perfezionamento degli ufficiali delle armi speciali , venivano adottati vari provvedimenti per attendere alla qualificazione dei quadri. Il 19 dicembre 1849 iniziavano i corsi per dar l'avvio «al compimento della istruzione.del ragguardevole numero di ufficiali ammessi nel Corpo di artigl ieri a in conseguenza della guerra scoppiata nel 1848. i quali non avevano ultimato il pre critto corso di studi matematici e militari».


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORM AZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI

Il21 dicembre dello stesso anno si determinava che, anche per gli ufficiali del genio nominati dal 1848, venisse istituita una scuola analoga. I corsi venivano svolti per gli artiglieri a Torino e per i genieri parte nella capitale e parte ad Alessandria. Le materie di insegnamento impartite agli ufficiali di artiglieria erano, . per il<67): l ° Corso accelerato del 1850: balistica e fabbricaz ione della polvere da guerra, impiego delle diverse armi, fortificazione. ponti militari, chi mica, fabbricazione dei fuochi da guerra, introduzione alla meccani ca applicata e resistenza dei solidi, lezioni teorico-pratiche sulla fabbricazione delle bocche da fuoco e delle armi portatili. 2° Corso biennale (1850-51), con obbligo di esami annuali: nel l 0 anno studio del calcolo e della chimica; nel 2° anno: elementi di meccanica razionale, introduzione alla meccanica applicata e resistenza dei solidi, balistica, fabbricazione e combustione della polvere, impiego delle diverse armi, ponti militari, artifici da guerra, fabbricazione delle armi portatili, lezioni teorico-pratiche sulla fabbricazione delle bocche da fuoco; istruzioni pratiche di artiglieria e di equitazione. I genieri delle due sezioni, ubicate a Torino e Alessandria e poste alle dirette dipendenze del comandante del corpo reale del genio, seguirono un corso che prevedeva l'insegnamento delle seguenti discipline: arte militare, topografia, fortificazione campale, fortificazione permanente, ponti militari, geodesia, attacco e difesa delle piazze forti, nozioni suli 'artiglieria, regolamenti e istruzioni militari, equitazione. Vennero svolte dagli ufficiali allievi anche esercitazioni pratiche sulle levate dei piani. Il decreto del l 0 dicembre 1851 sanciva la cessazione dei corsi speciali. Il numero dei frequentatori delle scuole fu estremamente variabile e talora alquanto esiguo: era compreso tra un nùnimo di 2 artiglieri (biennio 1841-43) e di l geniere (biennio 1843-45) e un massimo rispettivamente di 38 e 34 ( 1850-51 ), con una media per corso di 11 artiglieri e 6 genieri. Gli artiglieri dimessi dal corso a eu ltura completa furono pari al 79 per cento, i genieri invece vennero considerati tutti idonei.

67) Scuola di App licazione di Artiglieria e Genio, op.cit., pp. 78-80.


GLI ISTITIJTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DI SARDEG:<A LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI APPLICAZIONE ( 1739-1861)

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La Scuola Complementare per gli ufficiali d'Artiglieria e Genio Con il regio decreto de li '8 dicembre 1851 (68) erano stabiliti lo scioglimento della Scuola di Applicazione per le Armi dotte e la costituzione della Scuola Complementare per gli Ufficiali d' Artiglieria e Genio. A questa non venivano più avviati i luogotenenti dello stato maggiore, a variante di quanto disposto dai sovrani provvedimenti del 4 maggio 1839. La nuova scuola complementare pur avendo un ordinamento analogo alla precedente scuola di applicazione per le armi dotte si differenziava sostanzialmente dai precedenti istituti perché ora dipendeva dal comandante generale del corpo reale di artiglieria e quindi era autonoma anche sotto il profilo amministrativo. Al governo dell'istituzione era preposto un ufficiale superiore di artiglieria avente la qualifica di direttore e al quale era delegata la responsabilità didattica e disciplinare della scuola. Il ciclo scolastico comprendeva insegnamenti teorici e istruzioni pratiche. Le lezioni di natura scientifica e.rano tenute da professori di nomina regia o da ufficiali scelti, appartenenti alle direzioni e agli stabilimenti di artiglieri a, quelle pratiche da ufficiali qualificati dei reggimenti d'artiglieria e del genio. Il decreto prevedeva la costituzione di un consiglio d'istruzione e di disciplina presieduto dal direttore della scuola e formato dai professori e dai capitani addetti alla direzione. Il consiglio era convocato su decisione del comandante generale di artiglieria per esaminare i problemi dell'istituto e deliberare in merito ali' organizzazione della scuola, discute re le v ari an ti ai programmi d ' insegnamento, proporre le norme per gli esami e quanto attinente alla disciplina degli allievi . La scuola, come già in passato, doveva essere frequentata dai luogotenenti e dal novembre del 1853 anche dai sottotenenti delle due armi usciti dall'accademia. Di fatto però sino al 1855 vi furono ancora ammessi alcuni ufficiali laureati in ingegneria reclutati nel 1848. Gli alli evi venivano promossi al grado di luogotenente solo al compimento degli studi applicativi.

68) Leggi Militari, anno 1851 .


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN ITARI

A causa della partecipazione alla campagna di Crimea ( 1855) del comandante maggiore Della Rovere e di alcuni ufficiali docenti, la scuola funzionò con non qualche difficoltà. Nel 1856 l 'istituto era frequentato anche dagli ingegneri e dagli studenti universitari del terzo anno di matematica nominati sottotenenti dopo un corso teorico-pratico di circa un anno. L'attività scolastica nel periodo 1852-59, nonostante alcune contrarietà quali la guerra d'oriente e l'immissione di ufficiali non provenienti dali 'accademia per far fronte allo sviluppo rilevante del nuovo esercito, si era svolta nel complesso regolarmente. Le materie insegnate in questo lasso di tempo furono(69 l: per gli ufficiali delle due armi: introduzione alla meccanica e alla meccanica applicata; mineralogia e metallurgia; passaggi delle acque e costruzione dei ponti militari; fortificazione permanente (parte l~); costruzione delle batterie; impiego deli ' artiglieria in guerra; per gli ufficiali di artiglieria: nomenclatura ragionata e disegni del materiale di artiglieria, combustione della polvere e balistica; volume e centro di gravità delle bocche qa fuoco;

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per gli ufficiali del genio: costruzioni e architettura militare e civile; fortificazione permanente (parte 2~); geodesia. In previsione della nuova guerra d ' indipendenza la scuola sospendeva la sua attività il 26 aprile 1859. Dopo la pace di Villafranca fu aperto nel novembre 1859 un corso accelerato e un altro nell'ottobre 1860, a Torino per gli artiglieri e a Casale per i genieri. Dal 1852 al 1860 furono dimessi dalle scuole 195 tra artiglieri e genieri. In seguito all'ampliamento degli organiò dell'esercito, 41laureati in ingegneria civile venivano immessi nei quadri dell'artiglieria con il grado di sottotenente. Per questi e per 5 ufficiali dell'accademia militare, il 13 ottobre 1860 veniva istituita la Scuola Complementare provvisoria, nella quale doveva tenersi un corso di un anno (dal 16 ottobre 1860 al 15 ottobre 1861). ' «Nel primo semestre veni va svolto un programma a carattere militare, comprendente le seguenti materie: fortificazione campale e petmanente: costruzione delle batterie: impiego

69) Scuola di App licazione di Artiglieria e Genio, op. cir., pp. 81 -2.


GLI ISTITUTI MILITARI DI FDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REG'IIO DI SARDEGNA LE ORIGINI DFII.A SCUOLA DI APPLICAZIONE (1739·1861)

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detrartiglieria in guerra; arte militare e tattica delle diverse anni; regolamenti militari: amministrazione e contabilità: istruzioni pratiche di artiglieria; equitazione pratica; scherma. Nel secondo semestre venivano insegnate le materie a ca rattere tecnico: balistica: materiale di artiglieria e combusti one della polvere; ponti militari; elementi di fisica, di chimica e metallurgia; equitazione pratica: istruzioni pratiche di artiglieria; scherma. Negl i ultimi quindici giorni di ogni periodo, dovevano aver luogo gli esami sulle materie del semestre. Dal l o al 15 settembre i promossi nei due semestri, dovevano compiere un campo di istruzione nelle Lande di Ciriè e svolgervi le seguenti esercitazioni: scuola delle distanze; scuola di mezza batteria attaccata; passeggiate militari; passaggi difficili: ripieghi che possono occorrere nelle marce d i colonne di artiglieria; occupazione di posizioni, accampamenti delle batterie: tiro al bersaglio con la pistola, col moschetto. colle bocche da fuoco da campo, da muro e da montagna: cos1ruzione di ripari in terra. di batterie. di piccoli pomi sopra fossi, arrnamen1o delle batterie da assedio. Il programma di questo corso si differenziava dai precedenti sia per l'ordinamento semes1rale delle materie dell 'insegnamento teorico sia per l' innovazione del campo d'arma fatto dalla Scuola riunita. quale non era mai stato praticato in precedenzaOO>,,

Dall861 , al fine di dare un indirizzo culturale, tecnico e professionale unico agli ufficiali dalle e sperienze più disparate, la detta scuola, assolveva il suo compito con corsi diversi per durata, materie di insegnamento e modalità di svolgimento. Si tennero così parecc hi corsi contemporaneamente, quasi tutti accelerati, alcuni a carattere orientativoinformativo, taluni con chiara impronta addestrativa. Tali corsi servirono a qualificare, tra gli altri, gli ufficiali dell 'esercito modenese e quelli provenienti dalla Nunziatella e dalla Scuola Ingegneri PonLi e Strade del Regno delle due Sicilie<7 1l. TI 30 aprile 1863 la scuola complementare veniva chiusa. Le riforme apportate alle istituzioni militari con il decreto del 15 agosto 1863 statuivano la nascita della Scuola di Applicazione per le Armi d'Artiglieria e Genio.

70) Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio, op. cii.. pp. 86-7. 7 1) C. Montù, op. cii., vol. IV. p. 1763.


CAPITOLO

III

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA


GLI ISTITIJTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORM ATIVI N'ELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI DELLA SERENISSIMA

Venezia dei secoli d ' oro aveva compreso che la Giustizia e le Armi costituivano il fondamento della Repubblica e che la libertà e l 'indipendenza erano condizionate dall'esistenza di una flotta e di una milizia ben ordinate e addestrate. La diminuzione della disponibilità di denaro, indispensabile al mantenimento delle forze da mare di terraferma, conseguente all o scad imento economico legato alla decadenza politica della Repubblica, incideva, nel XVIII secolo, sulla possibilità di far ricorso alle milizie mercenarie e costringeva lo Stato a rinunciare al mantenimento di un apparato militare efficiente. Il governo della Serenissima però non abbandonò mai i tentativi per dar ordine e vigore alle forze di terraferma avvalendosi, a tal fin e, dei più valenti maestri di guerra italiani e stranieri , nonostante alla classe dirigente mancasse spesso la volontà politica di portare a compimento le possibi li riforme. La milizia veneziana permanente di mestiere era costituita da personale (pro vvisionati) reclutato nelle terre di conquista. L'occupazione della terraferma prima e dei territori d'oltremare poi aveva consentito alla Dominante (Venezia) di disporre di mercenari che, per la capacità della Serenissima di renderseli fedelissimi, potevano essere considerati di fatto come nazionali. Valga per tutti l ' esempio degli schiavoni (croati), ma soprattutto degli srradioti, soldati di cavalleria originariamente albanesi che servivano Venezia perpetuando la tradizione di padre in figlio. Accanto a queste milizie mercenarie si ponevano le craine o krajisnici dal mate o serbe, una sorta di cerne. costituite al fine di difendere gli interessi balcanici della Repubblica di S. Marco, compensate talora con il solo vitto. Tra i mercenari , truppe particolari erano gb oltremarini o fanteria di marina. Nati nel 1507 con la riforma Bembo per servire sulle navi, a partire dalla guerra di Candia vedevano accentuato il loro carattere di unità anfibie: fisionomia questa che per la peculiarità d 'impiego era peraltro riscontrabile a fattor comune nella milizia veneta. Il compito dei provvisionati, nel secolo della neutralità armata, si concretava, per le fanterie, essenzialmente nella guardia delle stazioni commerciali più esposte alle incursioni musulmane, nella difesa di teste di tappa sulle strade commerciali dei traffici veneziani più sensibili e nel servizio di scolta sui castelli maggiormente soggetti a minacce o più isolati. La cavalleria invece era destinata alla sorveglianza dei confini, alla perlustrazione di strade di maggior transito, con appostamenti stabili in


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GLI ISTITCTI DI EDUCAZIONE t DI FOR~IAZIOI\E PER UFfiCI•\ LI !\EGLI STATI PREUNITARI

corrispondenza dei nodi stradali in prossimità di fortificazioni e castelli, alla scorta dei convogli delle privative dello Stato e delle reclute, alla guardia d'onore alle missioni delle alte cariche governative e al servizio di staffetta per la trasmissione di ordini dogali urgenti. I provvi~;ionati assumevano qu indi , spogliati della loro veste di armi combattenti, un carattere di pubblico servizio. Nel 1759 la milizia veneta, come risulta dal Piedilista generale delle Pubbliche Truppe del 30 marzo<O, era composta da 15.396 uomini inquadrati in 29 reggimenti di fanteria e 4 di cavalleria. I reparti erano per lo più incompleti, talora anemizzati e vi si verificavano, sovente, casi di diserzione<2). La forza effettiva era però in realtà minore poiché «da questo numero detraendo giusta li recenti mettodi di regolazione trentasei Cappellani, duecentovintiuno Uffiziali rifformati, trenta Marineri, centotrentaquattro Ragazzi, e Buonegrazie nei nazionali, e settecento cinquantanove graziati figli di uffiziali in età non idonei alle fazzioni (" servizi di guardia"); la forza legittima della Milizia si restringe a teste quattordicimille duecento sedici»<JJ. Le truppe mercenarie erano poste agli ordini di italiani delle province venete o italiane e di ufficiali della stessa nazionalità delle milizie, a eccezione degli stradioti che erano comandati, per una particolare concessione, da un nobile veneziano. La Repubblica di S. Marco disponeva di mercenari nazionali e stranieri e di una milizia propria reclutata con il principio della leva generale degli iscritti, distinti in marinai e soldati. Da queste leve venivano estratte a sorte aliquote da utilizzare per le esigenze contingenti. Le milizie nazionali per le quali era previsto l 'arruolamento volontario od obbligatorio di sei anni erano dette cerne. Le cerne derivate dalle antiche cernide , destinate originariamente a condurre scorrerie o a fornire maestranze alla milizia, erano costituite dali 'elemento rurale dei domini di terraferma c d'oltremare e venivano chiamate alle armi in tempo di guerra o di neutralità con compiti di truppe ausiliarie e di rincalzo ai provvisionati, con. impieghi a carattere offensivo non lungi dai con.fini dello Stato.

l ) ASV, Deliberazioni del Senato Militar. (Secreta). anno 1759. 2)

el Settecento la diserzione era un fenomeno diffusissimo negli eserciti europei.

3) Per piedilista s'imendeva la situazione organica della forza combattente nelle diverse unità dell'esercilo veneziano.


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Le ordinanze di terrafenna venivano addestrate in occasione delle mostre generali e particolari, dei palii e dei mostrini<4 >. Le mostre<5) generali venivano svolte, con l'intervento di tutti gli ufficiali e alla presenza dei pubblici rappresentanti, due volte all'anno, ma sempre con l'esclusione dei mesi di giugno e lugli o, per l'effettuazione dei lavori di campagna, c di dicembre e gennaio per la brevità delle giornate e per il freddo eccessivo. I soldati erano impegnati per un periodo di quattro giorni. Le mostre particolari avevano luogo quattro volte ali' anno, due nel periodo primaverile e due in quello autunnale sotto la direzione dei capitani, dei sergenti e dei capi cento, che dovevano curare l 'e ecuzione degli esercizi. Come unità d'impiego era prevista la centuria. Non poteva essere svolta più di un 'esercitazione al giorno e mai al l'interno delle terre murate bensì nei luoghi all 'uopo destinati. Due volte al mese erano previsti i mostrini durante i quali, sotto la guida dei caporali , le squadriglie venivano addestrate soprattutto al maneggio e alla cura delle armi. I pali i venivano svolti in occasione delle mostre particolari. Le cerne erano inquadrate, oltre il grado dì capì cento, con ufficiali tratti dalle milizie professionali, militarmente più efficienti. Sorprende l'osservatore attento che Venezia, assillata da conrìnue guerre e posta nella necessità di erigere valide fortezze nei punti d' importanza strategica e mura bastionate attorno alle principali città, non avesse sentito l'esigenza di istituire, prima tra le nazioni del continente, una scuola militare per ingcgnerì. E pur vero che Venezia primeggiò nel campo de lle fo rtificazioni e delle artiglierie di schi udendo ali ' Europa la prima scuola con maestri come Michele Sanmicheli e Niccolò Tartaglia, che crearono i primi esemplari di sistemi di baluardi e le più perfezionate armi esplodenti del tempo. E' accertato anche che matematici, architetti , ingegneri, patrizi dediti alle scienze oltre che alla politica, capi di guerra come Giulio

4) ASPO, Milizie della Repubblica Veneta. col. 131. Ordinazioni et Regole prese nel/' Eccellentissimo Consegfio di Pregadi, in materia di Ordinanze del l 593 e Ristrerto de gl'Ordini, e Regole per /'Ordinanze della Terra Ferma . Decretate dall'Eccellentissimo Senaco con fa Legge 1593, & altre posteriori epilogate, e stampate sorto li Il agosto 1703. & in prese111e rino,•ate giusco al Decreco 19 agosto 1734. 5) Mostra era la rivisra militare nella quale a scopo amminisrrarivo. si controllavano il numero dei soldati di ogni reparto, le loro condizioni fisiche e lo stato del loro armamento.


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Savorgnan seguivano con particolare attenzione. spesso in concerto, i progressi dell'arte della guerra promuovendo dibattiti anche sul piano teorico, studiando la costruzione e l 'impiego di nuovi mezzi di offesa o cimentandosi nell'arte dell 'ingegneria militare e della cartografia. Ne fa fede la vastissima produzione, ad alto livello, di opere su argomenti di carattere militare pubblicata a Venezia nei secol i XVI e XV II o rimasta inedita, come le relazione dei capitani , dei governatori, dei provveditori alle fortificazioni e alle artiglierie, delle milizie di terraferma o d'oltremare, presentate su richiesta del governo della Serenissima. Ma è altresì noto che nel periodo dello splendore e dell'inizio della decadenza della Repubblica, i patrizi veneziani, a differenza dei nobili degli altri Stati, non partecipavano alla milizia se non in qualità di Capitani Generali e Capitani, dopo aver percorso la carriera politica. Tradizionalmente gli aspiranti alla carriera delle armi provenivano dalle buone famiglie veneziane e, nel 1700, non venivano ammessi nelle file della milizia con il grado di cadetto se non dopo aver frequentato le scuole regolari e aver compiuto almeno l 'età di 14 anni. Era previsto, inoltre, che potessero conseguire la qualifica di cadetto coloro che provenivano dalla borghesia purché avessero il grado di sergente oppure i militari di truppa dopo sei-otto anni di servizio. Trascorsi tre anni di buon servizio come cadetti questi erano promossi alfieri di fanteria o cornette di cavalleria<6>. La maggior parte degli aspiranti ai vari gradi dcii 'esercito era però rappresentata da soldati che preferivano una carriera molto più lunga (normalmente quarant'anni di servizio per conseguire il grado di capitano) e avventurosa agli studi o ai reparti d'istruzione. I gradi, sino a quello di sergente maggiore (comandante di battaglione) incluso. venivano conferiti nell'ambito del reggimento; quelli superiori erano attribuiti agli iscritti nel ruolo unico dell'arma. Gli ufficiali dell a Serenissima provenivano, quindi, da diverse estrazioni sociali, appartenevano a etnie diverse, prestavano servizio in tempi diversi. nei posti più disparati: nella capitale, nell'entroterra, ma la maggior parte nei domini d'oltremare. Possedevano formazione, istruzione e addestramento professionale differenziati. La fisionomia degli ufficiali veneri inoltre, .specialmente nel '700, era particolare poiché, data la scarsità numerica dei mercenari e la lun ga pace, più che comandanti di uomini erano custodi delle merci acquistate dallo Stato e pertanto assolvevano funzioni prevalentemente

6) Primo grado di ufficiale.


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amministrative anziché tecniche e di comando e, talvolta, persino poliziesche. Le milizie erano infatti impiegate nei servizi di sentinella, di daziere, di guardia confinaria e talora campestre. Faceva eccezione la figura del comandante di compagnia che svolgeva il compito di ufficiale di inquadramento e logisrico, oltre che educativo nei confronti dei propri s ubordinati. Un caso particolare era, a iniziare dal 1765, quello degli ufficiali delle armi dotte. Infatti gli allievi del Collegio Militare. di nobile o civile estrazione, costituivano un gruppo più ristretto, omogeneo, culturalmente più aperto sia per il particolare corso di studi, anche in virtù delle relazioni di carattere se ientifico tenute dali' istituto con l'Universi tà di Padova e per l'indole e la nazionalità di tal uni suoi insegnanti, sia e soprattutto per la funzione che dovevano svolgere nel corso della loro carriera. Tale difformità nel reclutamento, che avrebbe dovuto essere superata con l 'immissione nell 'esercito di ufficiali provenienti esclusivamente dalle scuole militari , non veniva eliminata neanche in segu ito, nonostante la convinzione della necessità di tale soluzione e l 'impegno attento d i qualche Savio di Terraferma alla Scriffuram .

2. L'ACCADEMIA DELIA Prima di affrontare l'argomento delle scuole militari della Repubblica Veneta giova sicuramente ricordare per il particolare interesse storico, l'Accademia Delia di Padova, anche se di fatto non può essere ascritta a pieno titolo tra gli istituti di educazione e formazione militare. In fatti la nobiltà padovana, dopo aver frequentato questa particolare scuola ebbe degli incarichi di comando solo in occasione della guerra di Candia (1644-49)

7) Nell'ordinamen to della Repubbl ica dopo il 1519 il Savio di Terraferma alla Scriuura era il responsabi le polit ico preposto alle milizie di mestiere (stanziali), ;~Ile fortificazioni. alle artiglierie e alle sc uole militari, in pratica il ministro de lla guerra della Serenissima, mentre il Savio di Terra alle ordinanze aveva giurisd izione sulle cerne o milizie territoriali o soldati d'ordinanza nazionali. Entrambi facevano parte del Collegio dei Savi composto da 16 membri (affine al nostro consiglio dei ministri). Il Generale in Capo. detto anche Gowmatore Generale o Centralissimo delle genti di terra. di massima Mraniero. era invece il comandante delle milizie e da lui dipendeva l'impiego delle truppe in guerra sotto la responsabilità dei due Provveditori Generali d'Armata (senatori).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAliONE E DI ~ORMAZIOl'oE PER UFFICIALI NEQLI STAll PREUNITARI

e più in generale nell ' ultimo periodo dd Dogado. È noto che in Venezia la nobiltà di terraferma fosse esclusa dalla politica e da ogni incombenza di governo, monopolio del ceto egemone veneziano. La Serenissima non era mai riuscita a concepire i possedimenti dell 'hinterland come qualcosa di organko con la Dominante e tale rapporto si rifletteva anche nella considerazione in cui i patrizi del dogado tenevano i nobili dei territori successivamente annessi e non iscritti nel

Libro d' oro<8>. Sul finire del XVI secolo e all'inizio del XVII fiorirono , sotto gli auspici di vari podestà e capitani, delle accademie cavalleresche: a Verona (1565), Rovigo (1595), Padova (1600), Udine (1609), Treviso (1610), Vicenza (1626), Brescia (1632) e infine a Venezia (1654). Queste particolari scuole sorsero sia per la presenza di ottimi maestri versati nell 'arte militare e cavalleresca, sia e soprattutto per l'esigenza e la necessità di imbrigliare la esasperata litigiosità e la violenza dei giovani patrizi impegnandoli negli essercitij virlllosi e cavallereschi coltivandoli, nel contempo nelle maniere costumate e virtuose. In questi istituti, sorti per libera iniziativa, ma sottoposti alla sopraintendenza del senato. i gentiluomini venivano istruiti nella matematica, nella scienza delle armi, nell'equi razione, nella scherma e negli esercizi in onore a quel tempo. Sulla loro nascita esistono opinioni parzialmente discordi<9>: <<L 'accademia diventa la scuola nella quale s'apprende a maneggiare abilmente la spada e s'impara a cavalcare con elegante destrezza si da ben figurare nelle giostre e nei tornei, nelle barriere e nelle quintane. Esercizi. oltre che nobilitanti, ani a preparare aJl'ane della guerra, utili ai numerosi cadeni aspiranti ad un decoroso arruolamento sono le insegne di S. Marco o imperiali. Una prospettiva ben presente nelle accademie cavalleresche che includono l'insegnamento delle matematiche finalizzato all'intendimento di questioni squisitamente belliche, propedeutico a problemi di tattica e di strategia. introdunivo alla balistica e all'architetlura fortificatoria,"Degno e buon pensiero" per la Serenissima l'erezione di siffatte accademie. Nei loro riguard i la promozione, l'incoraggiamento. lo stimolo non sono episodica iniziativa d'un capitano o d'un podestà, ma partono da delibere del centro, da istruzioni senatorie. Compito dei rettori vegliare perché ognuna di esse sia ··durabilc", non cada in "declinatione". Valga - a sovvenzione e pungolo - ··1a gabella"

8) Il Libro d'oro fu riaperto nel 1647 e successivamente nel 1684. In tali circostanze furono elevati alla dignità di patrizi famig lie dell'alta borghesia e della nobi ltà non veneziana. 9) G. Arnaldi e M. Pastore Stocchi, Storia della Culwra Veneta - Dalla Comroriforma alla fine della Repubblica, p. 159.


GLI ISTITUTI "IILIT,..RI 01 EDLCAZIO'<E E FOR-\IATIVJ 1\EllA REPùBBLICA DI VE"TIIA

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del lO % sulle "condanne criminali". vale" dire di due ''soldi" per ogni "lira" di pcnalizzazione pccunaria. Dovere. in tal caso, dci rettori ìl controllo scrupoloso del rea le impiego delle somme ''nel trauenimenro di 1111 cal·aflariccio. 1111 maestro da maneggiar Of(ni sorra d'armi et 1111 matematico" . Si !\agoma dietro l'accademia la larva d'un embrionale scuola di guerra. Ci si anende da Ici qualcosa di più che. il semplice diversivo per nobili fannulloni: dovrebbe plasmare la nobiltà di terraferma. suscitare il suo affeuo per la Repubblica. canalizzarlo verso il servizio militare; dovrebbe essere la incubatrice d'un 'ufficialità qualificata. destra nel "cavalcar", abile nell'"armeggiar". culturalmente sgrez7.ata dall'approfondito "studio delle mathcmatiche".»

Queste scuole ebbero di massima una durata effimera, se si eccettua l'Accademia Filotima di Verona una accademia d'h uomini d'arme ( 1565- 1797) e l 'Accademia Delia dì Padova, diretta erede delle accademie dei Gimnosofisti e degli Oplosofisti. Fondata nel solco di que ta tradizione e, come recita l'atto costitutivo stesso dell'istituto, per <<quel nobi l desiderio di sali r per la via del l'Armi, et deg li Studj all a gloria, il quale appresso ogni valoroso Cuore, è d'immensa. et immortal stima, si come fin nella fondazione di questa Illustrissima Città fu altamente radicato ne gl'animi di suoi honorati Ciuadini. così da poi continuatamente di tempo in tempo s'è andato di maniera avanzando c'ha potuto produr effetti maravigliosi. et singolari, et fra questi olt re le scuole d'ogni disciplina ben note al Mondo, più d'uno essercitio Cavalleresco pur passato un chiaro grido. anche a remoti ssime Nalioni. di ciò non solo s'era havuta per l' adietro relatione da mol ti soggetti Illustrissimi. >>

Il 7 febbraio del 1608 sessannadue nobili patavini sì radunavano nel palazzo del patrizio veneto Pietro Duodo, capitano di Padova, per fondare l'accademia cavalleresca Delia Nunc demum immota e per definire la legge istitutiva articolata, in trenta capitoli<IO>. 1125 marzo del l608l'accademìa iniziava con 60 allievi la sua vita, che sarebbe durata ininterrottamente per quasi due secoli. La nuova isti tuzione prevedeva per gli accademisti accanto agli essercitij Cavallereschi anche le bone discipline militari. L'estensore dello statuto dell'accademia prescriveva per la direzione della scuola «un suggetto di valore, et principale nella professione delle matematiche» . Dal testo de li 'atto di fondazione traspare, senza dubbio alcuno, quanto l'orgoglio della nobiltà patavina desiderosa di riscatto morale abbia influ ito e inc iso sull'ambizioso progetto di creare un istituto che desse lustro alla città e al patriziato stesso. Lo stralcìo che si riporta lo testimonia. <<Essendo questa 'obilissima Ciuà fin dalla sua antiqua Origine stata sempre Madre fecondissima d'huomini Valorosi. el di peregrini ingegni. li quali in ogni tempo con molta

IO) ASPO, Fondo Accademia Delia, b. 2601.


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GLI ISTITUTI DI I!I)UCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

s ua gloria sono riusc iti celebri, non meno nelle Armi, che nelle lettere. ornamento principale delle generose ationi: Ne volendo la pre!>cnte Età mostrarsi ponto inferiore alle pas~ate, ne oscurar in alcuna pane il splender della Patria sua, anzi a maggior chiarezza illustrarla. De qui è, che gJ'infrascritti gentil hu omini eccitati a nco dal des iderio c he hanno di riuscir tanto più fruttuosi. et cari al Serenissimo Principe loro, nelle occasioni di suo servitio. et di rendersi maggiormente degni di gratie, et d'honori appresso Sua Serenità: hanno deliberato secondo l'antico costume di questa ben instituta Città eriger una nova Academia di Cavalier i, et di Cav;lleresca disciplina, sperando c he ella sia per haver tan to più felice principio. et augumento sotto i fort u nati auspici degli lllu~trissimi Signori Almorò Zane. et Pietro Duodo Cavalier presenti Rettori prestanrissimi. et Protettori grati osissimi di essa Città.»

In merito all'estrazione sociale degli affiliati era detto «Che ogni Academico eletto, ò che si eleggerà possi quanto alli essercitij d 'arme, delle Matematiche, di Cavalli , ò di persona sustituire uno per lui congionto per sangue fino al quarto grado, et essendo della medesima famiglia, se ben non sarà congionto, dovendosi però far sempre elettione de Gentilhuomini honorati. et come nell'antecedente Capitolo»< 11 >. I delii ricorrevano per la definizione dei programmi di studio a Galileo Galilei. che da sedici anni occupava la cattedra di matematica nello Studio di Padova ed era già noto come studioso di balistica0 2> e fortificazioni per aver pubblicato nel 1593 un compendio di lezioni universitarie sul tema Trattato di fortifica: ioni e Architettura militare. l suggerimenti dati dal Galilei con la famosa lettera autografa, che si riporta, venivano tenuti in debito conto e traspaiono dal corpo delle scienze matematiche applicate all' arte nùlitare. oggetto di insegnamento<13>. << Raccolta di quelle cognizioni che à perfetto Cavaliere et Soldato si richieggono, le quali hanno dependenza dalle scie nze matema tiche.

È primicramente necessaria la intelligenza almeno della parte minore deli'Arilmetica, per l'uso delle Ordinanze degl'Eserciti et di mo lte altre occorrenze. Prattica della Geometria, et Stereome tria; per misurare ogni pianta superficiale tanto regolare. quan10 irregolare; et per misurare tutte le figure et corpi solidi. Cognizione delle Scienze mecaniche; non solo intorno alle loro ragioni, et fondamenti communi: quanto intorno à molte machine, et in sttrumenti particolari. insieme con la re soluzione di moltissime questioni. et problemi. da essa cogni1ione mecanica dependenti.

Il) Che li Signori Accademici 11011 passino essere altri. che Gentillwomini Padcll'ani, ho-

norati. et nati Gemilhuomini. 12) Benché lo s tudi o organi co sul moto del proietto vedesse la luce nel 1634 con Discorsi e dimostra:ioni matematiche i111omo a due 11110\'l' scien:e. il Galilei aveva già dissenato sul tema intorno al 1604 con De motu cAccelerato. 13) ASPO. FondoActademia Delia. b. 2601.


Lettera autografa di Galileo Galilei sulle cogni1ioni che deve possedere un perfetto cavaliere e ~oldato Archi do di Staro di Padol'a


GLI ISTIT\;TI MILITARI DI EDUCAZIONr F. FORMATIVI :-;ELLA RtPLOBLICA DI VE:-;EZIA

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Prauica delle artiglierie, si intorno alle loro differen ze, mi~ure. et proporzioni come intorno alle cause, et ragioni di molti accidenti. che in tale esercizio accaggiono. Cognizione della Bussola, et di altri strum enti per torre in di segno ogni sorte di Pianta: così da vicino, come da lontano. Uso di strumenti da misurar con la vista altezze, distanze, et profondit.à; et per livellare ogni si to. Alcuna regola esatta per disegnare in Perspettiva ogni cosa veduta, ò imaginata. per la quale le fortez7e et tutte le loro parti, come anco ogni machina. et strument o Bellico si possa rappresentare. et porre avanti gl'occhi. Architettura Militare, cioè perfcua cognizione dell'Arte di fortificare ogni sito, et Piazza. lnstru zione intorno alle Castrametazioni. et espugnazioni delle Fortezze.>>

Le discipline. base dell' insegnamento teorico, che venivano impartite erano: la geometria euclidea, le matematiche, la meccanica, la topografia, gli strumenti militari e la bussola, la fortificazione, il disegno, la strategia militare, la geografia e infine i doveri del cavaliere e del capitano. I singoli argomenti sono specificati nell'indice del testo le Matematiche discipline per uso della Illustrissima Accademia Delia di Padova: dove in sei trattati brevemenre si restringono Aritmetica, Geometria pratica, Trigon ometria. Fortifica:ione, Sfera e Geografia di Vateriano Bonvicino, del 1615 <14>. Poiché accanto agli studi attinenti alle scienze esatte e militari veniva svolto l'addestramento g innico-sportivo, l ' accademia Delia si può ritenere una antesignana dell'accademia militare moderna anche se non era sorta per opera e volontà, ma soltanto con il beneplacito, dei governanti della Serenissima. Essa sopravvisse di qualche anno alla Repubblica di Venezia, veniva sciolta 1'8 agosto 180105>.

3. L' ACCADEMIA DE' NOBILI ALLA GIUDECCA, IL COLLEGIO DE' NOBILI DI PADOVA E IL COLLEGIO DE' NOBILI DI S. ZENO IN MONTE Nell'ottica della realtà del Seicento. come già postulato, appare giustificato considerare i collegi dei nobili come istituzioni che concorsero, in linea subordinata, alla formazione di ufficiali del la truppa e in generale dei quadri militari di alto grado. Non è superfluo a tale proposito ricordare che l 'organizzazione statale della Serenissima attribuiva talora, in

14) Allegati al cap. III, doc. l. 15) ASPO. Fondo Accademia Delia, b. 2610.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 t'ORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PR EUNlTARl

tempo di pace, ai podestà il comando delle truppe dislocate nell'ambito della propria giurisdizione territoriale. Nelle grandi città essi sopraintendevano agli affari c ivili e giudiziari, il camerlengo all'amministrazione finanziaria. il capitano alle incombenze militari mentre il castellano comandava i presidi delle rocche e delle cittadelle. Nelle città minori il potere, di massima, era accentrato nelle mani del podestà che, talvolta, aveva il comando militare e in questo caso veniva detto podestà e capitano. Qualora vi fosse una presenz:.a consistente di truppe nell'area giurisdizionale era assistito da consiglieri o divideva il comando con camerlenghi e castellani. I reggimenti più importanti erano invece posti alle dirette dipendenze della Repubblica e retti e governati da patrizi veneti, eletti dal Maggior Consiglio o dal Senato <16>.

L'Accademia de' Nobili alla Giudecca Il 15 novembre 1609 il procuratore di S. Marco Federigo Contarini formulava la proposta di costituire un collegio per l 'educazione della povera nobiltà patrizia. Il successivo 12 dicembre il senato ne decretava l ' erezione e attribuiva l ' incarico della definizione dei programmi di insegnamento ai riformatori dello studio di Padova. L' istituto rendeva <<a dare indi riccio a tanta parte di Nobiltà, che oppressa da povertà, priva di educatione et disciplina resta raccomandata al governo di sè medesima con il solo indiriccio della na tura, et però resta infetta in costumi di ogni brullura et nello male d'ogni cecità, et però inutile oppur anco pcrnitiosa a sè stessa et al publico servitio. che bene instituita apportcria et ornamento et giovam cnto»Ct 7 J.

La politica veneziana tesa a conservare comunque la propria identità e peculiarità, a insti llare nei giovani patrizi la dedizione alla cosa pubblica e alle istituzioni e a rinsaldare, con la solidarietà. i legami tra la nobiltà maggiore e quella minore, creava le premesse per assicurare al ceto dominante, oltre al privilegio di classe, una dimensione culturale08l.

16) A. Da Mosto. L'Archi1•io di Sta(() di Vene:ia. Indice generale. s10rico, descriuivo ed analitico, vol. l. 17) L. Zenoni. Per la storia della cultura in Vene;ia: l'Accademia dei Nobili alla Giu decca . - ASV. Senato Terra . fi. 233, scrinura allegata al decreto 20 aprile 1619. leltera di Niccolò Contarin i del gennaio 1618. 18) G. Arnaldi e M. Pastore Stocchi. op.cit., p. 87.


GLI ISTiiUTI ~ULITARI DI EDUCAZlO'iE E FORMATIVI NELLA RI:PUBBLICA DI VE'IEZIA

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Poichè le famiglie della nobiltà più facoltosa dotavano i propri figli di una educazione degna di loro inviandoli anche in paesi lontani, era giocoforza provvedere affinchè i meno fortunati fossero in grado di succedere nel governo della Repubblica. L'istituzione del collegio, denominato inizialmente Collegio de' Nobili alla Zuecha e successivamente Accademia de' Nobili Patrizzi alla Zuecca o Accademia de' Nobili alla Giudecca avveniva solamente con decreto del 17 agosto 1619, s u sollecitazione del nobil homo Nicolò Contarini . Questo convitto doveva essere in grado di mantenere ed educare per non oltre sei anni o sino al compimento dei diciotto, a spese dello Stato, una quarantina di giovani nobili appartenenti a famiglie esenti dalle impo. te sul reddito , in età compresa tra i dieci e i tredici an ni. I collegiali «oltre il timor del Signor Dio e la bonta de ' costumi» dovevano apprendervi <<leggere, scrivere, abaco, carta del navigare e lettere d'umanità»< 19>. La disposizione, in virtù della quale il rettore, i maestri e i ripetitori dovevano essere «tutti laici et sudditi della Repubblica» venne entro breve tempo abrogata per carenza di precettori e pertanto furono ammessi quali insegnanti anche dei sacerdoti purchè sudditi . Con decreto del 14 settembre 1724, infine, il senato approvava il trasferimento dei padri comaschi al governo e a lla direzione dell ' accademia. Inizialmente gli studi non furono regolati da norme precise o indirizzati a uno scopo definito. Per più di mezzo secolo l'istruzione fu lasciata alla mercé di rozzi maestri più interessati alla sicura mercede che alla loro missione educativa. II piano di studi veniva deliberato solo nel 1719, quindi seguivano delle ri forme parziali fino al 1751. I riformatori, preoccupati che la legge concedesse agli alunni una frequenza limitata che consentiva loro di apprendere appena gli elementi della lingua latina, del! 'umanità, della rettori ca sottraendo li agli studi di filosofia e di instituta, proponevano, e il senato approvava con i decreti del 9 novembre 1720 e 5 ottobre 1726<20>, il pro lungamento della permanenza dei giovani ad anni otto, purchè non vi rimanessero oltre gli anni venti. l convittori potevano dedicarsi allo studio dell'instituta civile e nodaria e filosofia , riservate ai più maturi, solo dopo aver superato la fase propedeutica. La terminazione dell ' agosto 1744 ribadiva tali norme.

19} L. Zenoni, op. cil., pp. 162-4. - ASV, Senato Terra , fi. 235. 20} ASV. Senato Terra, fi. 1563.


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GLI ISTIT\.;TI DI EDllCAZIONE E DI FOR\1AZIONE PrR UFFICIALI 1\i::GLI STATI PRW"'TTARI

È importante rilevare che nei programmi di studio delle scuole pubbliche più qualificate si insegnavano i principi fondamentali delle discipline nautiche. Ciò era dovuto ovviamente ali 'influenza della vocazione marinara di Venezia. debitrice della sua potenza e ricchezza ai commerci sviluppati con i territori d'oltremare del Levante. Il decreto di istituzione del collegio stabiliva che gli alunni dovessero apprendere anche la carta del navigare, mentre un secolo dopo si proponeva che vi insegnasse un «Maestro dotato della Scienza Matematica e particolarmente della Nautica». Solo nel 1733, con il decreto del 30 aprile fu commesso ai riformatori di provvedere a un maestro per l 'accademia. Tale del iberazione fu disattesa. Dal 1739 il capitano Giovanni Siron iniziò a insegnare nautica nell'istituto. La necessità di istituire una Scuola di Nautica teorico-pr01ica veniva ribadita dal nobil homo Girolamo Balbi con la lettera del 19 dicembre l750<2 t), precisando gli argomenti che dovevano essere insegnati: carta idrografica e suoi usi, arte del navigare, manovre e segnalazioni, caratteristiche delle coste e dei venti, tecnica di costruzione delle navi. La scuola di nautica veniva introdotta nel 1751 , abbinata alla cattedra di Matematica. Il convitto diveniva così anche un istituto per la formazione di ufficiali per l'armata. Le scelte abbracciate dai giovani patrizi all'atto della loro dimissione dal collegio emergono dallo stralcio che si riporta<22 ). «Nè dobbiamo da ultimo qui dimenticare il provvedimemo opportunamente bandtto a proposito del sussidio di ducati 50 che con rroppa larghezza era concesso a quei giovani, i quali, compiuli i loro studi neii"Accademia. o andavano in Armara o si avviavano a frequentare lo Studio di Padova. Una Terminazione a dunque 2 Febbraio 1641. dispone che a coloro i quali entravano in Armata fossero dati d' ora innanzi soli 25 ducali. previe fedi giurate sia del Rettore dell'Accademia. attestanti che essi avevano dimorato sei interi anni in essa, sia della Camera dell'Armar. la quale confermasse che "erano stati descri tti per nobili in Armala": i giovani poi avrebbero percepito gli altri 25 ducati al loro ritorno. dopo giuramento del Capo da Marche vi erano stati due anni inreri. e, per conrrario. sarebbero decaduti dall'intero beneficiO se. passati sci mesi dall'u~cita dall'Accademia. non ~i fossero dari alla marineria. Eguale trattamento avrebbero avuto coloro che andavano a Padova. qualora ìl Capitnno di questa ci ttà confermasse con giuramento l 'Ì}lizio dci loro studi: dopo due anni potevano percepire i rimanenti 25 ducati, perdendo invece l'intero sussidio se. trascorsi quattro mesi dalla loro dimora in Collegio, non si fossero recati allo Studio.»

21) L. Zenoni, op.cit.. pp. 181 -2. - ASV. Senato Terra, fi. 2126. 22) L. Zenoni, op.cit., p. 16. - ASV, Riformarori dello Srudio d1 Padom, b. 187.


GLI ISTITUTI \1JLITARI DI I!DlCA.liONli E FORMATIVI l'ELLA REPllBBI IC'A DI VF..l\EZIA

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Negli anni settanta. poiché veniva riconosciuta r esigenza di una generale riforma degli studi nelle pubbliche scuole di Venezia e dello Stato. veniva incaricato del progetto il conte Gaspare Gozzi che, accanto alla sua Riforma degli Studi del 12 agosto 1770, presentava una proposta peristituire a Padova un collegio «che accogliesse un numero di patrici, di cit- · tadini veneri e di Nobili della terraferma dello Stato, per essere ammaestrati sotto un 'istituzione diretta interamente alle leggi e dallo spirito del principato» e, successivamente, nel 1775, un'altra «SOpra il corso degli studi che più convenga all'Accademia della Zuecca in Venezia». Di queta si riporta. a titolo informativo, solo il programma generale.

li corso si articolava in otto classi sotto la direzione di un maestro per classe<23 ): «l.

Leggere. scrivere. clementi d'Aritmetica.

11.

Grammatica Italiana c Cronologia.

III.

Grammatica Latina e Geografia.

IV.

Proseguimento di Grammatica Latina, ed elementi di Storia.

V.

Lascerei questa Classe sola in disparte per la Geometria, c per quelle pani dell'Aritmetica e di Ma1ema1ica che sono inservienti alla Nautica, per quc· soli Allievi che intraprendessero quetrimpicgo.

VI.

Logica Morale confrontata a· fatti storici ed a· caratteri di personaggi descritti dal la Storia.

VII. Precetti di Rettorica cd esercizi fondati sulla Storia e sulla Morale. VIli. lnstituzioni Civili e Statuto VenetO.>>

Il senato però non approvava alcuna riforma. Per completare il panorama colastico del periodo è interessante riportare uno stralcio del Trattato sulla Educa: ione d ' un giovane nobile (ad uso dell'Accademia de' Nobili Patrizzi alla Giudecca) serino da un anonimo verosimilmente nel 1782<24 >. Nel testo erano definiti i fondamenti educativi posti a caposaldo della formazione del ceto dominante che «non deve impigrire nelle questioni Logicali, Filosofiche, Metafisiche», ma saper ben leggere e scrivere, conoscere l'aritmetica, l'algebra, la geometria, la geografia, l'astronomia, le arti e i mestieri, il commercio, l'economia, le forme di governo dei diversi Paesi, la musica, l'agricoltura, la meccanica, le lingue (francese), il codice Giustiniano, la religione, l'etica, la storia e l'anatomia.

23) L. Zenone, op.cit .. p. 197. - ASV. Senalo Terra. fi. 343, scriuura allegata al decreto 13 settembre 1776. 24) B MV. cod. Marciano. h. VII. 1907 (9044), Miscellanea.


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GLI ISTITlm DI EDUCAZIO'IF F DI FORMAZIONE PER liFACIAll l'EGLI STATI PREUJioiTARI

«Tutte le persone Nobili (av uta la debita considerazione) si devono ora riguardare, c sono in fatto s iccome il Capo, la mente, e l'anima di tu no il Corpo c ivi le, politico. Gl'altri che non sono tali si possono considerare (senza far loro onta. c disprezzo in questo sono egualmente necessarj) come le mani, i piedi, e le altre membra di questo Corpo. [... ] Medesimamente un principe mantiene i suoi Stati se procura di essere meno che può debitore alle altre na7ioni; e più che è possibile creditore per tutti que' modi che possono convenire. e che dicemmo: e ultimamente previene diligente. o reprime le ingiurie :.tranicre difendendo dal le scorrerie, e invasioni le Città acciocchè abbia sicurezza, tranquillità, e bene il suo popolo. Per soddisfare a quest'ultima intenzione. c non essere sorpreso alla sprovvista, stipendia Egli Truppe Militari; innalza Fortezze in terra; fa murare. e presidiar le Città: e nel Mare tiene Navi allestite al bisogno; e Arsenali ben provveduti per il lavoro delle Flotte, e altri Legni. Dovendo un giorno decidere della Guerra, e della Pace un Giovane Nobile non deve. nè può ignorare cognizioni così importanti. nè deve trascurare nessuno di quei mezzi che conducono a queste cognizioni. Se Egli le ignora avrà sempre più orecchie che occhi, e dovrà fare quello che diranno e vorranno che sia fatto coloro che lo ci rcondano. e i qual i possono avere privati interessi.>•

L'accademia dopo quasi due secoli di attività cessava di esistere nel 1797, la ciando traccia di sè nella storia della cultura di Venezia. Il Collegio d e' Nobili di Pad ova e il Collegio d e' Nobili d i S. Zeno in monte I risultati conseguiti dall'accademia dei nobili alla Giudecca incoraggiavano i riformatori dello studio di Padova<25> ad appoggiare l'istituzione di un collegio o un'accademia per l'educazione e l'istruzione della gioventù patrizia più abbiente della Serenissima. L'esperienza negativa e la brevissima vita del collegio dei nobili patavino, la necessità di ev itare o di limitare che l'educazione della nobiltà avvenisse esclusivamente in collegi stranieri inducevano i riformatori a proporre la costituzione di un istituto in terraferma. a Verona. Il collegio di Padova infaui sorto nel 1635, frequentato da un numero irrisorio di alunni , a causa di difficoltà di carattere economico e della sua mancata fusione con il collegio de i nobili veneziano, dopo sette anni veniva soppresso. Sulla storia e le vicissi.tudini di questa scuola

25) La competenza di questa Magistratura, costituita nel periodo in esame da tre magistrati. era estesa, oltre all'ordinamento dell'universi tà. alle materie e al metodo d'insegnamento di tulle le scuole pubbliche e private (a eccezione di quelle militari ed ecclesiastiche), anche al campo della politica culturale, dcii 'editoria e alle Accademie di scienze, leuere e arti (A. Da Mosto, op. ci t.).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELI,.A REPUBBLICA DI VENEZIA

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tracciava un quadro generale e completo Gaspare Gozzi nel suo piano sulla R~forma degli studiC2 6) : <<Fu ... fondato (il Collegio) nel 1635, l 7 Luglio, in Padova nelle case de' Gesuiti, abbandonate trent'anni prima per l'interdeuo; ed eretto fu con quelle paterne mire che, trattandosi di patrizi, io non saprei esprimere con più ingenue c veridiche espressioni di quelle de ' sapienti legislatori: "Come il bene di qualunque governo- dicon essi- principalmente consiste nell'esser retto da uomini savi e virtuosi; così le speranze della continuazione dello stesso bene consistono nella buona educazione di quelli che hanno poi ad amministrare il governo medesimo. Alla bontà di questa radice corrispondono le piante ed i frutti. Quivi è riposto il più sicuro fondamento delle prosperità future dello Stato. Per questo da tutte le nazioni, in tutti i tempi, si sono impiegati i principali pensieri nel ben educare i figliuoli, conoscendo, di qua dipendere la buona riuscita, la soddisfazione de' popoli ed il pubblico bene. Ora dovendosi dalla Repubblica nostra con questo necessario riguardo procedere, onde sempre da lei risponder si possa. con merito delle operazioni virtuose, alla grazia del Signor Dio, della sua diuturnità; mentre sono così scarse al presente le occasioni di buon indirizzo per la gioventù; è chiamata la prudenza di questo Consiglio, per l'interesse de' sopraccennati benefizi, e per divertimento de' mali al contrario, a disporre le cose al supplimento di questo così importante bisogno e desiderio". Da così provvida volontà ebbe principio la feconda accademia de' patrizi. Rimasero per essa incaricati, nel 1636, 2 Aprile, gli Eccellentissimi Riformatori e gli Aggiun ti , della elezione de' maestri con la norma seguente: ·'Sia inoltre preso. che rimangano incaricati essi Riformatori e Aggiunti, di scrivere subito alli Rettori nostri di terraferma, ed alli residenti di Milano, Napoli e Fiorenza, acciò da tutti s'usi accuratissima diligenza nel procurare soggetti laici, e preti secolari". Vennero poi stabilite le discipline; che, nel primo anno, furono grammatiche, umanità, rettorica, principii di filosofia: e nel corso dei quattro anni seguenti, vi furono aggiunte aritmetica, geometria,geografia, logica, un esercizio di storia, uso d'arringare pubblicamente; e per ornamento della persona, musica e danza; e scrittura con ben formato carattere. Ma. per isconosciuta cagione, questo così bello ed utile istituto, vegliato con tutta la cura dall'Eccellentissi mo Senato, dalla reggenza di Padova, dagli Eccellentissimi Riformatori ed Aggiunti. non durò più oltre che sei anni; e nel1642. 12 Aprile, ebbe fine. Rimasero da indi in poi le città e lo Stato così privi di buona educazione per li patrizi non solo, ma anche pe' nobili della terraferma, che fu preso lo spediente da ' padri de ' giovani, di mandarneli alle città forestiere.»

L'esigenza di disporre di un collegio o accademia «dove confluir ]avesse il concorso de figlioli Nobil i, cosi di questa Dominante, come delle altre Città della Terra Ferma per la loro più diligente educatione, in ciò, che riguarda le scienze, quanto ali 'altri essercitij Cavallereschi particolàrmente necessarj all'ornamento di un 'animo Nobile» veniva superata scegliendo tra le varie soluzioni «là Città di Verona, luntana questa da quelle oppositioni, che hanno nelle altre Città penetrate, et saggiamente

26) L. Zenon i, op. ci t., pp. 17-8, Nota (l), Scritti di Gaspare Gozzi scelti e ordinati da Nicolò Tommaseo, vol. II, pp. 30&-9.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONI-: E DI FORMAZIOI\E PER L;~I'ICIALI !\ EGLI STATI PREU:-IITARI

espresse nella scrittura letta, et accenando in' oltre e!>servi in detta Città un luogo de Padri Somaschi capace e molto adeguato ali 'effetto, da' quali anco s'intraprenderebbe la diretione del Collegio, con quel frutto, che potrebbe confidarsi ben corrispondente alla già nota virtù di quella Religione»<27>. È significativo il fatto, che nell'ambito delle discipline d'insegnamento venivano per la prima volta introdotti accanto alle tradizionali materie umanistiche gli esercizi cavallereschi <2S>. Questa innovazione non era puramente casuale, bensì generalizzata. È di questo periodo infatti l'adozione, nella qua i totalità dei collegi di educazione. dello studio degli strumenti musicali e della pratica del ballo, della scherma, de li 'equitazione, dei giochi di picca, di moschetto c di bandiera. In alcuni di questi, più tardi, vennero introdotte la trigonometria e lo studio della fortificazione. Nella seconda metà del XYTT secolo peraltro erano sorti nei vari Stati molti collegi a imitazione di quello dei Nobili Convittori di Parma. Il duca Ranuccio II infatti nel 1670 notava « Veggo l 'erettione del Nuovo Collegio di Verona. nè si può dir che ognuno in Casa sua non sia Padrone di far a suo modo»<29>. Con la terminazione del 29 agosto 1669 veniva stabilita «la erezione di un Collegio di Nobili Patrizj Yeneti, di quelli della Terra Ferma, e di Città Estere ancora. Con la stessa restò fissato il luogo di S. Zeno in Monte nella Città di Verona, comperato da' Padri Sommaschi, ed ordinata una Fabbrica capace di buon numero di Convittori»(30). L'educazione dei giovani veniva affidata agli ecclesiastici, ma sottoposta aJia sopraintendenza e alla protezione dei riformatori dello studio padovano, i quali provvedevano a definire le leggi per la disciplina del collegio. Anche questo convitto non aveva nè un inizio facile nè una vita serena soprattutto per le insolvenze di carattere finanziario. li Collegio di S. Zeno in Monte era pertanto costretto, per sopravvivere, a trasferirsi in

27) ASV, Compilazioni Leggi. b. 136/1, Scuola 525 c 532. 28) Gli esercizi cavallereschi vennero inseriti nelle discipline scolastiche: a Milano, nel Collegio di S. Maria dci obili detto di S. Giovanni Evangelista, dopo il 1595: a Parma. nel Collegio dci Nobili Convillori, prima del 161 7: a Modena. nel Collegio dei ·obili di S. Carlo, nel 1626: a Torino, nell'Accademia reale. nel 1678. 29) G. Capasso.J/ Collegio dei Nobili di Parma, p. 47; Archi1·in del Conviuo, leuera del

duca al reuore del 7 luglio 1670. 30) ASV, Compila=ioni LeRgi, b. 136/ 1. Scuola 549.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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una residenza più modesta «nelle antiche case della Religio Somaca in Yerona»< 31 l. La funzione encomiabile svolta nel tempo da questo istituto n eli' educazione dei giovani patrizi era testimoniata dal senato veneto, ma soprattutto dallo stuolo di ufficiali formati dalla scuola.

4. I CADETTI DELLA TRUPPA, I COLLEGI DEI CADETTI DI ZARA E DI CORFU' La prima norma organica del Settecento atta a regolare le Promozioni degli Uffiziali, e Bassi Uffiziali nei Reggimenti Italiani, Oltremarini, Cimariolo, Croati a Cavallo, Corazieri, e Dragoni al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia fu la Legge di Ottazione del 25 maggio 1740, approvata dal senato il 2 giugno. La norma sul reclutamento degli ufficiali della truppa al capo IV così recitava: «L'Alfiere, e Cornetta potrà eleggersi dai Sargenti Attuali. ed Alfieri riformati del Reggimento: ma perchè un tal grado ricchiede qualità personali, e distinte, che raramente si ritrovano ne' bassi Ufficiali, ed è il primo grado Nobile degli Ufficiali di Goletta, dal quale si ascende ai Superiori, così dovranno esser rimessi in ogni Compagnia due Giovini, e non più. iJl qualità de Cadetti, quali si comprenderanno nel numero respettivamente stabilito delle Compagnie, e dovranno essere ò Figli d'Ufficiali benemeriti, ò Nobili, ò Cittadini delle respettive Nazioni, dell'età almeno d'Anni 14, e ciò coll'oggetto non solo d'introdurre nella Milizia Giovini di Nascita Civile, e di Aspettazione, ma perchè possano concorrere Alfieri. e Cornetti doppo tre anni di servizio in difetto di Sargenti, che possino decentemente sostenere questo Grado. Ed ad oggetto, che i Sargenti, che per la loro età, ò qualità personali restassero esclusi dal grado d'Alfiere, non restino arrenati nel loro avvanzamento, potranno concorrere per Tenenti nel loro Reggimento con giusto riflesso al servizio loro.»

In merito a !l'accertamento deli 'idoneità per la promozione al grado di alfiere, i cadetti dovevano essere sottoposti a esami teorici e pratici dinanzi a una commissione. Il testo specificava che le prove di tutti gli esercizi di una compagnia: <<s i faranno col ponerli al maneggio dell'Armi, Picca, e Sargentina, e doppo ciò all'esame, se conoscono, e distinguono i Plutoni, le divisioni, ali, e centro del Reggimento, gli tocchi del Tamburo, e se sanno l'incombenze dei Caporali, Sargenti , ed Alfieri, e quando siano riconosciuti capaci, ed attivi, sarà trà questi scielto sempre il migliore, e però si estenderà la Fede giurata dal Sargente Maggiore del Reggimento in cui fosse la vaccanza, sottoscritta pure dal Tenente Collone Ilo, e Collonello del medesimo, nella quale verano individuate le qualità. e cognizioni del prescielto, particolarmente se fusse instruito nelle matematiche militari, e dissegno. e dovranno indicare i di lui buoni costumi, l'abbilità, l'aspetazione,

3 1) ASV. Compila:ioni Leggi, b. 136/1. Scuola 547.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UFFIC IALI NEGLI STATI PREU1\ITARI

rubbidienza. e subordinazione prestata à suoi Superiori, sopra la qual Fede poi ratificata dal generai Commandante dell'Armi di quella Provincia, e confirmata dal Marasciallo se vi fosse in essa, la Carica Primaria estenderà poi à Tergo la rimessa. »

Le disposizioni furono, come spesso accade, di sattese. Poichè <<ottima fù l ' istituzione per educare la gioventù nel Servizio Militare, ma prestamente corrotta, eccedendosi nel numero, e convertendola in ozioso provedimento» il senato approvava, con decreto del 25 agosto 1756, la Terminazione stabilita dalla Conferen:a dell' Eccellentissimo Signor Savio alla scrittura e dell' Eccellemissimo Magistrato di Rnisori e Regolato,.; alla Scrittura in proposito de' Cadetti<32>. Il documento ribadiva quanto sancito dai decreti del 15 dicembre 1742 e del 30 agosto 1755 e proponeva la riduzione del numero di cadetti, molti dei quali privi di requisiti, richiamando l'attenzione del senato affinché si evitassero in futuro abusi e infrazioni alle disposizioni vigenti. In particolare, contemplava, per gli eccedenti gli organici, purchè «forniti di lodevoli condizioni» la figura del cadetto soprannumerario, per altri, troppo giovani e quantunque figli di ufficiali , il provvedimento di togliere «il Titolo fin a tanto che giungano all'età prescritta, e capace di riassumerlo; anderanno questi occupando immancabilmente le Vacanze avvenire senza fissazione a Reggimenti». In attesa della nomina a cadetto dovevano pertanto servire in qualità di soldato. Condizione necessaria per essere ammessi alla carriera militare era «che li Giovani destinati ad esser eletti Cadetti siano figli di Uffiziali, o di Civil estrazione, non minori dell'Anni quattordici nè eccedenti li venticinque». La deliberazione prospettava, in deroga alla prescrizione che fissava a «non più di due Cadetti per Compagnia. ma sei soli fossero per cadaun Reggimento nell'Jnfanteria Italiana, et in tutta la Cavallaria, e quattro nei Reggimenti Oltremarini, e nel Cimariouo, descritti solamente nelle Compagnie Graduate», l'aumento del numero degli ammissibili a «sei Cadetti nei Reggimenti nazionali e nel CimariottO>>. Sanciva, al fine di evitare che la milizia provvedesse ancora per il futuro a mantenere a proprie spese quei cadetti che si erano applicati con lodevole impegno neg li studi per poi dedicarsi «al Foro, al Chiostro, & ad altri essercizij della Società, ma non confacenti al Publico Servi zio, e forse all'inerzia» anzichè alla vita militare, che non venisse più concessa ad alcuno «fino agi' Anni dieciotto (età capace di entrare ali 'uso delle fazzioni) la permissione di erudirsi negli studj attinenti alla Professione Militare».

32) ASV. Deliberazioni del Senato Militar, (Secreta), fi . 40. anno 1756.


GLI ISTITlfTI MIL.ITARI DI EOUCAZJOr.E E FORMATIVI NELLA RFPUBBLICA DI VENEZIA

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Al compimento del diciottesimo anno veniva tolta loro la paga finchè non si presentavano «alla Compagnia per servire muniti di Attestazioni com probanti il corso fatto per gl'Anni quattro nei studj utili alla Profession Militare; massime delle Publiche Scuole, e di una Fede degl 'Uffiziali di attrovarsi effertivamente al servizio». La disposizione si richiamava alla legge di ottazione che prevedeva «la concorrenza a' posti di Alfiere doppo due anni di servizio da Cadetti, da sciegliersi però solamente tra quelli, che sono nella classe degli attuali, e salvo il mettodo della Fede di subordinazione, che onori la scelta». La promozione a ufficiale era pertanto stabilita per merito e non per anzianità. Infine ordinava «l 'assoluta proibizione a qualunque Carica, ò Auttorità di descrivere nuovi Cadetti. ò aggiungere il Titolo à chi fosse in figura di soldato, finchè non sia intieramente consumata l'eccedenza del numero». Indubbiamente il metodo adottato per la formazione dei quadri ufficiali della truppa non era ritenuto soddisfacente per i molteplici inconvenienti cui aveva dato luogo nel passato. L'esigenza di creare anche in terraferma un i tituto per l 'educazione dei cadetti era non solo sentita dai responsabili politici e militari della milizia, ma da questi ritenuta necessaria. Infatti , a differenza di quanto realizzato nel territorio d'oltremare, per motivi non accertati la scuola dei cadetti «già replicatamente decretata» non e ra stata eretta. Significativi sono a tale proposito gli stralci delle deliberazioni dai quali emerge, con chiara evidenza, quanto fosse provvisoria e inadeguata la formazione degli ufficiali della truppa<33)(3 4 >: «Ha la presidenza nella medesima s1abili1a che riguardano l'educazione della gioventù ne· Studj, cosi resta dichiarito. che abbiano queste ad essere osservate sino à tanto, che ben instituira anche nella Terra Ferma la Scuola de Cadetti; già replicatamente decretata. restando perciò eccitato il benemerito zelo del Savio alla Scrittura, dietro le precedenti comissioni à prestarsi con il maggior impegno. affinchè abbia, e con la maggior possibile sollecitudine. e con le migliori, e più utili regole adempiuto la publica massima al quinto passo nell'Articolo 4° della Terminazione la spiegarà precisamente. che le atteslazioni, con le quali si puta~sero li Cadetti nel corso delle loro Scuole per entrare nell'Attualità del servizio, dimol>trino le conoscenze utili alla Professione Militare.» << In vista pure del zelo di esso Savio la commandata lnstitu zione della Scuola Militare in Terra Ferma, concorre il generale relativamente alla publica stabilita massima, ad ordinare, ch'abbia e lla tosto ad essere nel modo. che si pratica in gene rale instituita in Verona.

33) ASV. Delibera;ioni del Senato Militar, (Secreta), fi. 40. decreto anno 1756, 25 Agosto in Pregadi. 34) ASV. Deliberazioni del Senato Militar, (Secreta). reg. 1755-1757, decreto anno 1756. 20 Novembre in Pregadi.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

sotto la direzzione del Capitano Giubilato Pedrinelli; e cosi pure in Brescia,e nella Fortezza di Palma, colla destinazione di quell'Uffiziale direttore, che s i credesse dal Saggio alla Scrittura il più idoneo, e capace, riferir egli dovendo le misure convenienti di premio, che si dovesse loro assegnare. Quale con ragione lo considera il Savio suddetto degno conoscendosi di provedimento l'arbitrio introddotto di conferire le Bandiere à Cadetti di alieno Reggimento, contro il vero sentimento della Legge d'ouazione; resta fermamente prescritto, che anche la promozione de Cadetti in Alfieri debba succedere sempre dentro il proprio Reggimento. e fondata sù le fedi di giubifazione.»

Oltre alle scuole reggimentali di Verona, Brescia e Palmanova, in località non individuata fu costituita, come risulta da alcuni documenti, una scuola militare anche in terraferma, ma la sua vita dovette essere limitata nel tempo. Dalla corrispondenza intercorsa tra il governatore del Collegio Militare di Verona e il savio alla terraferma (riportata nel! 'ultimo paragrafo), il problema della formazione degli ufficiali della truppa nel 1788 non era stato affatto risolto. Con i decreti del3 giugno e del 7 gennaio 1763 (7 gennaio 1764) (35)(36) i savi alla scrittura uscente e subentrante venivano invitati a definire del le regole precise per la promozione degli ufficiali, riservando delle vacanze nel grado di alfiere, per i cadetti deJ collegio veronese «e per l' ammasso delle reclute». Modificando la legislazione vigente si introduceva il principio di estendere anche ai giovani. provenie9ti dalle fam iglie della originaria Veneta Cittadinanza<37 ) il diritto di essere ammessi tra i cadetti della truppa e nel collegio militare veronese. Il Collegio dei Cadetti di Zara o Scola Militare di Zara Secondo i. l Barbarich la prima scuola militare della Serenissima, denominata Collegio dei Cadetti, fu fondàta dal colonnello Carrara nel 1740

35) ASY, Deliberazioni del Senato Militar, (Secreta), reg. 1763- 1764, col. 24. 36) L'anno amministra1ivo della Repubblica di Venezia iniz iava il l 0 marzo (more veneto). 37) Accanto alla nobiltà patrizia vi era una'altra classe sociale distinta, costituita dai cittadini originari. Essi avevano la capacità giuridica d i esercitare il commercio, taluni solo nella città (cittadini "de intus"), altri anche all'esterno (cinadini "de intus ed extra"). L· Avogadria di Comun . sin dal 1486, at[estava per essi e per i nobili l 'esistenza della prova della civiltà e della legittimità dei natali e dal 1622 certificava anche che il padre e l'avo del supplicante non avevano esercitato l'arte meccanica (''Libro d 'Argento").


Gl..l ISTITUTI MTLITARI DI EDlJCAZ IONii E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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a Zara con il fine di preparare gli ufficiali per i Reggimenti oltremarini di fanteria e per i reggimenti di cavalleria<38>. Certo è che nel 1739 il maresciallo conte Giovanni Mattia von Schulemburg auspicava per i cadetti la creazione di una scuola di educazione e di formazione. Non è stato però possibile trovare conferma della notizia dell'istituzione del col legio negli atti ufficiali del senato militare. Dalla lettera indirizzata dal savio alla scritrura Francesco Vendramin al principe serenissimo il 30 novembre 1783(39), si deduce che solo dal 1781, su iniziativa del capitano Giovanni Carrara, i cadetti della piazza di Zara erano tenuti alla frequenza di un corso di studi. Ciò risulta dal testo della missiva che cita il dispaccio dell' Eccellenrissimo Provveditor Generale di Dalmazia a proposito del! 'educazione dei cadetti e dei figli degli ufficiali, che recita: «Col oggetto essenziale di togliere dall'dzio, e dalla corruttela i Cadetti e figli d 'Uffiziali, e far che possino ammaestrarsi nella Mi litare professione, scelta a tal uopo la Sala di S. Rocco nella Piazza di Zara. e fissate alcune discipline ha eccitato il Capitano Giovanni Carrara ad intraprendere la cura della loro istruzione. Aggiunge in seguito, che assunto dall'abile Ufficiale un tal peso sin dall'anno 1781, fu quegli sempre mai instancabile nell'esercitare la gioventù predena prima nella Tanica, e successivamente nelli studj dell'aritmetica, geometria, di segno e fortificazione, al qual effetto dovette somministrargli alcuni indispensabili mezzi. Concepita però dal Provveditore Generale iudicato dopo una pubblica mostra, e dopo ancora gli esami praticati a qui giovani dall'anenzione del Govemator del!' Armi Sergente Generale Salimbeni la ragionevole lusinga, che quella Scola potesse agevolmente ridursi a procurare al Governo i vantaggi medesimi che si ritraggono dai Militari Collegi. conoscendo disposto il benemerito Carrara a continuare ne ll 'opera intrapresa, propone alla Signoria Vostra, che li Cadetti tutti, e figli d' Uffizia li avessero ad essere raccolti in Zara. onde tutti ugua lmente approfittare avessero della combinazione felice, e finalmente soggetta la necessità di alcune tenui spese indicate nella qui inserta Lettera del Predetto Sergente Generale. La vista di un bene tanto ragguardevole mi condusse a internarmi nell'esame di quanto fu ne' tempi addietro proposto intorno all'educazione dei giovani suddetti. e quali eziandio furono le Pubbliche corrispondenti determinazioni. Osservai quindi. che lo stesso celebre Maresciallo conte di Schulemburg, non lasciando negletto un sì lodevole fine, nel consigliare l'istituzione regolare de' Cadetti nella Truppa rappresentò in apposita sua scrittura l'importanza di non lasciar! i unicamente abbandonati a se medesimi, ed il sommo vantaggio di teneri i uniti, e sotto la disciplina di costumati, ed addottrinati Maestri, ad esempio delle più colte Potenze. Trovai in appresso analoghi alle dette massime li Decreti 23 Maggio 1771, e lO Maggio 1783, il

38) E. Barbarich, Lo decaden:a militare della Serenissima, «Rivista Militare Italiana», anno 1909, p. 591. 39) ASV, Deliberazioni del Sellato Militar, (Secreta}, anno 1783. - Sa1•io di Terraferma alla Scriuura, fi. 263.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARl

primo de' quali rimette ad una Conferenza l'esame della proposta istituzione di due Militari Collegi in Zara, ed in Corfù, o l'aumento del numero presente degli alunni in quello di Verona, e l'altro, che riguarda il sollievo della presente costituzione de' Cadetti , rapporto alla tenuità del stipendio, e loro ammaestramento.»

Nella relazione il sav io Vendramin soggiungeva, considerato: «che li Cadetti sono qui nobili individui, che passando per la trafila de' gradi giungon a coprire i più eminenti posti della Milizia; ch'entrano ben spesso nella difficile Carriera senza altra dote, che quella naturale, stabilito essendosi, che i requisiti essenziali per il posto di Cadetto esser debbano la qual ità della nascita, e l'età almeno di anni quattordici; che assai pochi sono quelli, i quali per le circostanze felici de' loro Genitori hanno la buona fortuna di esse r ammaestrati nel leggere, nello scrivere, e nel numerare; e in molto minore numero coloro, che possono innoltrarsi ne' superiori studj: e quindi mi conviene riflettere, che se la Signoria Vostra riputò necessario il prescrivere, che gl i Uffizial i aspiranti inglobalmente al carico di Sergente Maggiore debbano conoscere le matematiche, la fortificazione, e la tattica, o non potrà avere effetto la Legge, che in assai pochi individui, o è di necessità somministrare agl'iniziati suddetti gli opportuni mezzi per acquistare le volute cognizioni».

Venivano altresì definite in questo contesto le materie d'insegnamento, e precisamente: matematiche, fortificazione, disegno, tattica, castrametazione, doveri della religione e morale, lingua italiana e illirica (croata), gli esercizi cavallereschi nonché le più diffuse istruzioni impartite da «Uffiziali addottrinati in ogni ramo della Militare professione ai due Corpi distinti del Genio, e del!' Artiglieria, ma emettendosi quelle più diffuse istruzioni tanto rapporto alle matematiche quanto alle lingue, ed agli esercizi Cavallereschi, che si usano nel Collegio di Verona». Sotto l'impulso del Savio Vendramin e dell'ammiraglio Angelo Emo, nel 1784 il Collegio veniva riformato e inoltre incrementato il reclutamento degli aspiranti. L'esistenza della Scola Militare di Zara nel 1791 è documentata da un elenco delle spese sostenute dall'istituto, nel periodo gennaio 1790 agosto 1791, per l'acquisto di utensili, strumenti, libri e materiali didattici e dali' assegnazione in bilancio di fondi per lo scorcio del 1791 e per il 1792 sino al l o agosto. Il Collegio dei Cadetti di Corfù

Dal contesto di molti documenti emerge l'esistenza a Corfù di un col legio per cadetti, o forse denominato con termine più proprio Scuola Militare. Non è stato possibile raccogliere notizie relative alla sua origine, alla costituzione, alle forme di reclutamento e ai programmi di studio adottati perché le fonti archivistiche sono andate distrutte. È certo che


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negli anni 1758 e 1759 questo istituto era preposto alla formulazione di quadri ufficiali per la Serenissima. verosimilmente per i reparti oltremarini. Ciò è suffragato dali 'esistenza a Corfù del Comando Generale dell'Armata da Mare del Provveditore Generale da Mar (Grande Ammiraglio). La s ua organizzazione scolastica e ordinativa doveva essere sicuramente buona se verrà presa a esempio per l'impostazione del Collegio Militare di Verona. I documenti, dai quali si possono desumere delle informazioni sulla sua esistenza, sono: la terminazione del 2 settembre 1758, il decreto del 3 marzo 1759 e la lettera del savio alla scrittura Vendramin del 30 novembre 1783.

5. IL MILITAR COLLEGIO DI VERONA Il 3 marzo 1759, con decreto del savio di terraferma alla scrittura, venivano date al capitano reggente di Verona le disposizioni per l 'allestimento di Castelvecchio<40> al fine di accogliere i giovani in aderenza al«la massima di formare una Scuola Militare in Terra Ferma, in cui instruirsi debbano li Cadetti e Figli di Uffiziali nelle Scienze, ed Arti attinenti alla Proffessione loro». Il Militar Collegio di Verona era istituito. con decreto del senato, il l 0 settembre 1759 in previsione della creazione dei corpi degli ingegneri e degli artiglieri, quando ormai La Repubblica volgeva al tramonto e nel periodo di maggior debolezza militare. La nascita del collegio avveniva quasi contemporaneamente alla co·tituzione del primo nucleo stanziale di artiglieria e precedeva nel tempo la creazione del corpo degli ingegneri<41 >. Doveva principalmente dotare le milizie venete di un corpo stabile di ufficiali, tratti dal miglior ceto della società veneta e convenientemente educati, istruiti e addestrati, per provvedere al buon servizio delle piazzeforti di terraferma e d'oltremare, per costituire il nucleo di istruzione degli urbani e dei bombardieri o cannonieri territoriali, per sopraintendere alla costruzione c alla conservazione delle fortificazioni, dei castelli e delle caserme.

40) n castello scaligero, imponente c complessa costruzione in cotto. fu fatto edificare da Cangrande n nel 1354-57 (completato del maschio nel 1375) sulle rovine di un amico fortilizio romano di guardia. 41 ) Il primo nucleo del Reggimemo l't'llt'to all'Artiglieria veniva co~tituito nel 1757, in sostituzione delle compagnie vencte dei bombardieri. Nel 1770 venivano istituiti il reggimento Artiglieria e il Corpo regolato degli Ingegneri militari.


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L'organizzazione del convitto militare, almeno nelle sue linee essenziali , doveva derivare e ricalcare quelle dell'istituto del Levante e di uno preesistente in terraferma costituito, da quanto è dato sapere, su suggerimento e patrocinio di Angelo Emo, come si legge nella terminazione del 2 settembre 1758 e nel decreto del 3 marzo 1759<42>. La pubblica scuola militare di Verona era solennemente aperta il 3 settembre, alla presenza del capitano vice-podestà della città e del sergente generale e governatore delle armi, con la prolusìone del direttore capitano ingegnere Tommaso Pedrinelli. Nel discorso d'introduzione definiva le qualità che devono caratterizzare un Uomo di Guerra e le discipline necessarie per coltivare la mente dei cadetti e porli in grado di apprendere !'Arte Militare, pur privi dell 'esperienza di guerra<43>. <<Per poca riflessione che sopra c iò venga fatta, si s-corge tre essere questi Caraueri. cioè. Militare, Politico, ed Economico. Il Militare ha per oggetto l'Azione; il Politico si aggira intorno al Tempo e il Modo per disporre ed eseguire l'Azione medesima; e fina lmente l'Economico risguarda lo risparmio del Tempo, delle Persone e deg li Effetti, non che la Sussistenza vigorosa della sua Truppa. Quest'Uomo di Guerra, che dev'essere lo scopo delle maggiori nostre applicazioni, si riduce a tre differenti Classi, cioè a quella dell'Ingegnere. a quella dell'Artigliere, e a quella del Tattjco o sia Battaglista. La prima ha per suo principale oggetto l'Offesa e la Dife~a: la seconda risguarda la Costruzione e !"Uso delle Macchine o siano stromentj per offendere e difendere; la terza per ultimo considera le Ordinanze da tenersi in qualunque Azione Guerresca: Classi t une e tre fra se medesime analoghe di maniera da non potersi !"una dall'altra disgiungere e le quali essendo appoggiate all'Aritmetica e alla Geometria, da queste Scienze per ogni passo eziando guidate sono. In principio della nostra Scuola vedremo dunque l' Aritmetica, indi la Geometria sì Elementare, che Prat ica; Pratica al Tavoliere, Pratica in Campagna. Dalla Elementare apprenderete il perché delle cose: dalla Pratica ril everete il modo di eseguirle: e con ciò apriremci l'adito ai nostri divi sati progressi.>>

Le materie d'insegnamento previste erano l'aritmetica numerica e letterale, la geometria elementare e pratica, la prospettiva, l 'ottica, la scienza del moto, la meccanica, la balistica, la scienza de lle costruzioni delle artiglierie, l'architettura civ ile e quella militare, il disegno prospettico, delle costruzioni e topografico. la tattica, la storia e la storia militare, la cronologia, l'astronomia c la geografia. Nell'esposizione veniva fatto anche cenno al programma di massima di studio e ali 'impostazione didattica generale.

42) ASV, Savio di Terraferma alla Scrittura, Registro Decre1i 1753-64.- Allegati a.t cap. ill.doc 2. 43) BCV. T. Pedrinelli, Per la pubblica Scuola Militare di Verona solennemente aperta nel giorno 3 di settembre 1759. R.G.E. t76699. - Allegati al cap. 111 , doc. 3.


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«Tosto che giunti siate a possedere i principj dell' Aritmetica, la giornaliera nostra lezione sarà tripartita. La prima parte verserà intorno alla Geometria Teorica, e vedremo i primi sei Libri degli Elementi di Euclide coll'undecimo e duodecimo, non che i Teoremi più scelti di Archimede, e le Sezioni Coniche di Apolonio. La seconda parte risguarderà la Geometria Pratica, la Meccanica, la Balistica, l' Architettura Militare e Civile, l ' Ottica e Prospettiva, l'Attacco e la Difesa delle Piazze, e la Sfera Mondiale inserviente alla Geografia. Nella Terza finalmente si farà da me un ' arbitraria lezione vocale, nel qua l tempo saravvi permesso di promover dubbj e dificoltà, di fare qualunque ricerca intorno alle cose o in quel dì o negli anteriori espostevi, e sarà mio impegno recarvi su tutto una ben convenien te soddisfazione.»

L'organico del collegio, nel 1759, era rappresentato da<44 >: un comandante e maestro di matematica un maestro di matematica un maestro di lingua francese un maestro di scherma un cappellano un economo tre capi squadra

un sergente soprannumerario tredici inservienti

capitano ingegnere Tommaso Pedrinelli alfiere ingegnere Francesco Benoni capitano Giuseppe Campolin Francesco Ovata don Andrea Lugiato Antonio Caobelli alfieri soprannumerari Daniel Zorda e Zuanne Calderari e alfiere riformato Zuanne Barban Stellio Karandinò

Erano ammessi a frequentare il collegio 24 giovani, in età compresa tra i dodici e i quattordici anni, con una preparazione scolastica poco più che elementare. La loro estrazione sociale, comprovata dalle fedi , doveva essere quella di figlio o nipote di ufficiale o di nobile di terra ferma , considerati «come i più atti a ricevere i segni d 'una buona educazione». Il collegio non doveva avere un avvio facile, come comprensibi le. Da un documento del 25 settembre 1762, redatto dal savio alla scrittura al termine del secondo anno dopo l 'effettuazione degli esami finali previsti dalla statutaria terminazione del 25 febbraio 1758 (25 febbraio 1759), si rileva che l 'istituto aveva «a proporzione degli anni corrisposto in essi il profitto e conseguito quell'essenziale oggetto, per cui fù la Scuola medesima instituita, e t è quello di educare ad eredità del passato persone capaci a rendere alle occasioni un ottimo Servizio».

44) ASV, Savio di Terraferma alla Scrittura, fi . 263.


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GU ISTITliTl DI EDUCAZIO:-IE E DI FORMAZIOI\r PER UFFIOALI t'EGLI STATI PREUNITARI

Il responsabile politico proponeva però che venissero poste «basi più solide per mantenere nella Scuola medesima la disciplina, e promuovere una nobile emulazione sien quel del premio, e castigo», approvava <<l'esclusione data a tre di essi, da quali per indocilità e per disattenzione ai studj sperar non potevasi buona riuscita» e ribadiva la necessità di «usare tutta l'attenzione e vigilanza, perchè ogni cosa proceda regolarmente a norma dei Statuti col portarsi a riconoscere con frequen ti visite come proceda l 'esecuzione delle cose ordinate». Ancora per alcuni anni dopo la sua fondazione la scuola sotto il profilo didattico, organico e d'indirizzo ebbe una vita incerta. Lo conferma la lettera inviata dal savio alla scrittura a l serenissimo principe il 26 dicembre 1762(45 ) che tratteggia la realtà dell'istituto con commenti circostanziati. Gli aspetti più importanti evidenziati erano: li programma di studio svolto dall'inizio del corso: «l'aver essi nello spazio di tre ann i trascorsa l'Aritmetica, Euclide, Archimede. la Trigonometria Piana. e la Mecanica, e l'aver essi fermato in pianta il dissegno originale della Ciuà di Verona. c de' suoi casrelli, che a momemi compariva alla pubblica vista, ed amirazione».

Il grado di preparazione difforme dei cadetti: <<ma non v' hà dubbio ancora, che esso ('l' insegnanre') solo non può essere instrumen10 sufficiente per tuili: esso ha il peso di istruirli tuili d'ogni età, di ogni ordine, e di ogni qualunque ralenlo sieno, tanro quelli che hanno bisogno de' primi Grammaticali precelli. 1an1o quelli che hanno lo spirito adattalo a Scienze più sublimi. e tanto quelli. che hanno necessità di qualche rempo maggiore per approfondarsi in quello, che non hanno appreso e questo tal peso è incompatibile a chi hà da insegnare, ma molto più dannoso a chi deve apprendere».

- L'organico esiguo dei docenti della scuola e la necessità quindi di elevare almeno a quattro il numero degli insegnanti: <<uno porrebbe essere il Cappellano al di cui dovere d'insinuare a Giovani di primi sani, e fondamenti della nostra Religione. si può aggiungere quello d'insegnare il Leggere, e Scrivere. c la Grammatica, giacchè a questo ogni discreto talento è sufficiente; cd ogni tenue assegnamento di più è adeguato; un tal Antonio Lorgna Cadetto di Cavalleria Crovata può essere il secondo. Questi è un giovane di molla aspenazione e di grande capacità; possiede varie lingue specialmente la Francese e le Matematiche. la Ballistica, e le Fonificazioni, e r Artiglieria, avendo occupato in tali studj. quando non lo distraevano gli esercizj; egli è noto, e quasi po~so dire ricercato dallo stesso Capitan Pedrinelli [... [ Servirebbe il Pcdrinelli per terzo, sciolto cja ogni imbarazzo tutto intento alli studj. che possono rendere pcrfelli li Giovan i, ed affatto ripieno di esultanza per la provida deliberazione; al qual Pedrinelli. se volesse Vostra Serenità conferire il titolo di Tenente Collone Ilo [... ] Per quarto è necessario un Maestro di Dissegno. in tal guisa la Scuola sarà posta in queMa parte in qualche miglior sistema: ogni Classe di Giovani sarà aSSIStita, ogni Maestro potrà supplire al proprio dovere, c l'Eccellentissimo Senato ne ritrarrà sempre più un sic uro profitto».

45) ASV. Sm·io di Terraferma alla Scrillura . Regi stro de i Decreti 1753-64.


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L'indirizzo da dare al corpo degli studi: <<alli Maestri duopo è passare alli studj, credo non inutili li Precetti della Geometria elementare, come quelli, che approno l'intelletto, e servono di strada alle riflessioni, ma dubitare non posso, che li Alunni non abbiano da essere condotti a quello più proficuo degli Autori elementari annaloghi alle professioni de li ' Armi. e che hanno scritto per le Scuole Militari, de' quali ve ne sono molti assai stimati ne' tempi presenti. Se li Giovani si eserciteranno sempre ne' primi, si disafesteranno non vedendo, che l'eternità e l'astrusità de· loro studj se passeranno alli secondi, rimarcherano l'applicazione de' principj, e l' analogia di quel lo che apprendono con quello, che hanno un giorno ad eseguire: nel primo caso la Geomerria sarebbe a loro, come un articolo di fede, nel secondo non si troveranno ignari affatto allora quando saranno per passare dalla Teoria alla Pratica. Chi v'è, che non sappia che oggidì tutti li Trattati sono ripieni di dimostrazioni algebriche, di equazioni. e di Analisi, e che Euclide, ed Archimede non hanno trattato nè di Bastioni, nè di Polveri, nè di Cannoni, che solamente a tempi presenti si praticano. S'insegnino dunque anche questi studj, e si scelgano li Autori necessarj: vi è un Lecamy, un La Blond, un Le Chapelle, un Abate Deidier, ed un Malezioux, e molti altri. che hanno trattato di simili cose. Se Vostra Serenità ne prescriverà la raccolta di qualcheduno di tali libri, se ne comanderà un qualche luogo, che si potrà ritrovare per lo studio, e per la conservazione de' medesimi, se dichiarerà anche questi avessero luogo tra li studj che si praticano, non posso non persuadermi, che da simili libri non abbiano da derrivame maggiori progressi>>.

L' opportunità di aumentare di dodici unità il numero degli allievi: «un'articolo poi di qualche riflessione a mio credere sarebbe quello di accrescere il numero di questi Alunni; molte ragioni a ciò persuadono: una prima la facilità di trovar luogo adatto nella Scuola, giacchè dalle relazioni avute tanto dal Brigadiere Ferro, quanto dal Col lonello Conte di S. Marco vi sono appartamenti da convertirsi per abitazione. ed aloggio di maggior numero per sino a dodici di più; e se Vostra Serenità adotterà una tal massima, potrà incaricarne l'Eccellentissimo Rappresentante per il dettaglio dell'occorente, e perizia del dispendio, dispendio, che sarà sempre lieve, o si consideri nel suo astratto. o si consideri per l'oggetto nobile, a cui è destinato: una seconda la facilità, che ne derivarebbe, quamo più il numero è abbondante di conoscere le inclinazioni degli Alunni di adattarne le loro disposizioni, e di applicarne, li impieghi, dal che dipende la buona riuscita d'ogni Giovane; ma può anche aver gran forza la riflessione della necessaria collocazione di questi giovani dopo il termine dei loro studj».

L'impiego dei cadetti all'atto della loro dimissione dalla scuola: << Le leggi Statutarie istitutive di questa Scuola contenute nella Terminazione 25 febbraio 1758 ('25 febbraio l 759') determinano in preferenza d'ogni altro il rimpiazzamento di questi giovani; cosa, che è annaloga al bene di questa Truppa: ad oggetto però, che questa sempre più si assicuri, e si faciliti pure l'avvanzamento di questi alunni, rassegno un'idea alli publici riflessi; Quattro, ed anche più inora si potrebbero estrarre de' più capaci, ed affidarli alla direzione, e disciplina del Collonello Conte di S. Marco, ed essi accordando il titolo. e la paga di Alfieri li accoglierebbe volentieri il suddetto Uffiziale, sì per il sistema, che in Linea d'Artiglieria è per proponere, sì per la Casa. che sufficiente , egli hà. in cui educarli appresso di se, sì per la circostanza. in cui si trova di piantare una Fonderia di Cannoni di bronzo nella Casa dell' Arsenal, ed una pure di ferro ne' Cantoni di Bergamo, desiderando unicamente, che si possa assegnare un tal


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNJTARJ

Capitanio Ingegnere Cristiani senza nissun maggiore assegnamento.[ ... ] Se vi fosse un Offiziale di Fortificazione quattro, e più si potrebbero estrarre. ed affidarli sotto !"educazione di questo, come d i quello d'Artiglieria, e se ogni anno con un tal metodo si anderano o nella truppa con le Leggi della Terminazione, o nell'Artiglieria, o nelle Fortificazioni impiegando i Giovani, che si estrarano dalla Scuola a poco a poco il Corpo Militare s'anderà inestando di Uffiziali abili, e Capaci, se non in Pratica, almeno in Teoria, ed al caso del bisogno l'Eccellentissimo Senato senza dispendio, senza fatica. senza far nota a tutto il mondQ la propria indigenza. come ora succede, avrà un Corpo di Offiziali di Artiglieria. di Fortificazioni, e di Architettura Militare senza accorgersene: in caso diverso non solo questi Alunni perderanno il coraggio non trovando più la Munificenza di quel Principe, che li hà accettati si può dire a ben impiegare li loro anni, e la loro vi ta per avere uno stato comodo, c per istinto d'onore abbracciato, ma perderanno il frutto stesso delle loro applicazioni, essendo questa la conseguenza di queU'o.lio, c di quella libertà in cui caderanno. e quelle. che più importa perderanno lo stesso genio Militare, che delle cose dette si anderà a poco a poco contaminando senza speranza di far rissorgere la Truppa».

- L'estrazione socia le ritenuta opportuna per gli aspiranti: «un'avvenenza però nell'aumento, e nella collocazione di questi Uffiziali stimo necessaria, ed è, che abbiano la preferenza nell'ingresso di questa Scuola primieramente quelli che sono figli di Uffiziali, in secondo luogo quelli, che sono di Famiglie obili della Terra Ferma, per la sicurezza di astraere buoni .Uffiziali più dai proprj Sudditi, e dai proprj stessi Militari. che da qualunque altro genere di figure. a quali manchi. o per nascita, o per continuatione di eredità quell'istinto di onore, che nell'una, e nell'altro si ritrova; in tal modo molte delle Famiglie de' uovi Sudditi della Terra Ferma non spedirebbero al servizio di Pri ncipi esteri i loro figliuoli, o Nipoti, ed alcune Famiglie de' Nuovi Milita.ri aggravati di numerosa discendenza non andrebbero quasi questuando la via di procurare ad essi comodo stato, cose tutte per se stesse note».

La relazione del savio alla scrittura induceva il Consiglio dei Pregadi a prendere in considerazione le proposte formulate dal magistrato, in particolare quelle relative all'impostazione generale dei programmi, all 'aumento de li 'organico dei professori e dei cadetti e a sottoporle quindi all'approvazione del senato. Il decreto 25 agosto 1763 <46> teneva como dei suggerimenti dei due savi, rispettivamente uscente e subentrante, deliberando l ' assunzione di due nuovi insegnanti per le discipline matematiche e per il disegno. Veniva , inoltre, data al savio alla scrittura la facoltà d i far provvedere ali ' acquisto dei libri già propoSti dagli insegnanti e di altri che si rivelassero utili, sino al limite di spesa di cinquemila zecchini. All a costituenda biblioteca erano riservati idonei locali siti al secondo piano del collegio. Considerando anche la necessità di

46) B MV. cod. Marciano.lt. VII. 1913 (9047). Miscellanea Verona. Collegio Militare (1758-65).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE 6 FORMA'tiV I NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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disporre di materiale didattico per l'addestramento degli allievi nella professione di artigliere, veniva affidato al direttore l'incarico di richiedere i cannoni, i mortai e gli strumenti ritenuti indispensabili. In merito all'organizzazione interna del convitto il decreto prescriveva per il buon governo della scuola di subordinare al direttore i maestri, gli alunni e tutto il personale addetto, di far alloggiare nel castello i docenti preposti all ' istruzione o ali ' educazione dei giovani e di «disponere tutti li scolari per la classe con i loro respettivi Maestri, di assegnar agli uni, ed agli altri lì loro studj relativamente ai loro talenti, ed alle loro Classi, e dì stabilire là ove per questi, o per quelli di maniera che dalla predetta ora del giorno sino all ' ultima tanto gli Alunni, quanto li Maestri abbino una norma sicura ed una precisa direzione». Il tenente colonnello Pedrinelli, infine, doveva redigere un regolamento definendo i compiti e i doveri di ognuno, le direttive di carattere generale e presentarlo, tramite il Rappresentante di Verona, ali 'ufficio del savio. Solo con la stesura del Piano generale degli studj da farsi in un sessennio nel pubblico Militar Collegio di Verona a opera del savio di terraferma alla scrittura Alvise Tiepolo, sancito dal senato con le terminazioni o decreto-programma del 20 dicembre l763<47l la scuola iniziava ad assolvere pienamente il proprio compito. Lo scopo e le funzioni della scuola erano così definiti: «Essendo l'oggetro per cui dalla Pubblica munificienza fu istituto il Collegio Militare di Verona quello di trarre da esso esperti e valenti uffiziali di guerra. tulla la educazione, la disciplina e la maniera di vivere, anco nei divertimenti stessi, si deve dirigere a questo oggetto medesimo. Prima però di tullo dovranno gli alunni essere istruiti nel dovere universale di essere cristiani et onesti, indi tra le cose principali che si dovranno avere in vista saranno gli studj per i quali nel corso di sei anni essi dovranno passare».

Di questi, i primi insegnamenti dovevano essere dedicati alla grammatica e il docente, oltre a insegnare con tutta l'attenzione la sintassi doveva: «spiegare qualche autore latino più adatto alla capacità giovanile et alla intrapresa professione. Sarà perciò buono il Fedro, i Comentari di Giulio Cesare e le Vite degli Uomi· ni Illustri di Plutarco. Così si avvezzeranno di buon'ora gli alunni a vedere nei Comentari di Cesare la idea più vera della romana disciplina et milizia: in Plutarco gusteranno con adescamento e si imprimeranno negli animi li esempi più proporzionati al proprio genio degli uomini più famosi di Grecia e di Roma>>.

47) ASV, Savio di Terraferma alfa Scriuura, Registro dei Decreti 1753-64 e Collegio Militare di Verona (1763-97).


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GLI ISTITUTI DI EDUCA710NE E DI FORMAZIONE PER UffiCIALI l'EGLI STATI PREU:-IITARI

Durante il primo biennio si impartivano i primi rudimenti militari e le matematiche pure. Il corso degli studi prevedeva<48l: <<l'aritmetica, la geometria piana e solida, i teorem i di Archimede. le sezioni coniche di Apollonio da Perga, la trigonometria e l'algebra. Programma adunque assai vasto ed arduo, se si considerano la ristrettezza del tempo e la giovane età degli alunni. I successivi quattro anni comprendevano l'insegnamento delle matematiche "miste", insegnate dal ten. col. Pedrioelli, il quale doveva istruire gli allievi nelle "materie più adatte al fisico ed al matematico, specie nella meccanica, nella balistica, nell'idrostatica, nell'idraulica, nell'ottica, nella perspettiva. nella astronomia. nell'architettura civile et militare, nella nautica et infme nella geografia". Anche l'arte militare era classificata tra le matematiche miste. ossia tra gli insegnamenti pratici ed applicati vi, ed era affidata pure al ten. col. Pedrinelli, nell'intento "di rendere più perfetti al possi bile i giovani neiJ"offizio di artiglieri. di ingegneri e di bauaglisri, insegnando loro il miglior modo di guerreggiare degli anti chi, l'uso di accamparsi, la condotta delle mine, l' arte teorica e pratica dell'artiglieria ed il modo di guerreggiare present emente in rapporto con gli antichi". Si univa a codesto corpo di dottrine teoriche ed appl icati ve nel collegio anche l'insegnamento del disegno, affidato all'aiutante-ingegnere Domenico Rosselli, il quale "doveva ben addestrare gli alunni nella icnografia geometrica. nella perspettiva. nella scenografia di tutti i corpi regolari, nella costruzione delle fortifica.:ioni. nell'arte di colorire, ombreggiare et contrassegnare i piani, i monti, i fiumi. i valloni; nella costruzione di cinque ordini di architetrura civile, et, infine, nell'arte di rilevare una fortezza o una veduta•·. Completava infme gli studi l 'insegnamento della lingua francese, della scherma e della religione. La pratica degli esercizi militari abbracciava un'ora soltanto alla setlimana "e non più". mentre l'insegnamento religioso si impartiva quotidianamente, affermandosi in panicolar modo la domen ica con il commento dei Vange li ed il giovedì con la dottrina cris tiana>>.

Interessante e suggestiva è la ricostruzione che fece il Barbarich della vita quotidiana dei conv ittori sulla traccia della distribuzione delle ore<4 9l. La giornata degli allievi doveva trascorrere: «con signorile larghezza. temperata da una severità giusta e prudente. Ai primi colpi della "diana·· battuta dal tamburino del collegio, i bassi uffiziali ''balzavano dal letto", destavano gli ufficiali capi-sq uadra e gli alunni, i quali ultimi dovevano tosto abbigliarsi, ravviarsi i capelli e rassettarsi le vesti con molta cura. ··affine di trovarsi sempre in uno stato polito e decente qual si conviene a persone bennate". Ogni allievo aveva per sè una came retta linda con le finestre rivolte per la massima parte verso l'Adige, bianche le mura. succinti gli arredi che ogni futuro ufficiale doveva recare del proprio. da casa. La cameretta era chi usa da una porta intagliata, da una piccola grata, att raverso alla qua le i bassi-uffiziali ed i capi-squadra facevano spesso capolino, per invigilare gli allievi durante le ore de l riposo diurno e della notte .

48) E. Barbarich, Una Scuola di Artiglieria e Genio souo la Serenissima, <<Rivista di Artiglieria e Genio», 1908, vol. 11, pp. 230-2. - ASY. Sm·io di Terraferma alla Scriflllra. Registro Decreti 1753-64 e Collegio Militare di Verona ( 1763-97). 49) E. Barbarich, op.cit., pp. 234-5. - ASY, Sa1•io di Terraferma alla Scriuura. Registro Decreti l 753-64. Collegio Militare di Verona ( 1763-97).


G LI ISTITUTI MILITARI 0 1 E DUCAZIONE E FO RMATIVI NELLA REP UBBLICA DI VENEZIA

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L'educazione re ligiosa primeggiava in tutte le sue manifestazioni, forte del tradizionale connubio veneto tra armi e chi.esa, il quale aveva suscitato gli eroismi nelle guerre contro gli infedeli. Appena levati e rassettati, gli alunni ascoltavano ogni mattina la messa, e pri ma di codesta funzione si raccoglievano tutti assieme, "per un quarto d'ora di comune orazione, con l'intervento dei capi-squadra e del direttore spirituale". Al segnale della messa dato dal tamburino, gli allievi si raccoglievano nella chiesuola del castello scaligero, servivano nelle funzioni e, dopo di esse, si restituivano alle proprie camere per apparecchiarsi alle lezioni della giornata. Intorno al mezzodl, sempre al tocco del tamburo, si serviva il pranzo ral legrato dalla lettura di libri dilettevoli, fatta per turno dagli alunni. Dopo il pranzo, una breve ricreazione ed un succinto riandare alla meme delle cose scolastiche fatto nelle camerette degli alunni; poi, a seconda della " tabella" oraria, si prati- ' cavano la "scuola di spada". di lingua francese e latina, le ripetizioni e gli esercizi militari fin sotto al vespero. E sul vespero, ultimati gli studi e le lezioni, il tamburino dava i tocchi lenti e solenni delle comuni orazioni, che nuovamente praticavansi alla presenza del direttore spirituale e dei tre capi-squadra, come al mattino. Dopo cena gli allievi si raccoglievano ancora nella chiesuola scaligera, recitavano il "rosario" e si ritiravano alla fine nelle proprie stanze, dove erano visitati, al tocco del tamburo della ritirata, dalla fiammella s altellante della "fiorentina", spona contro la piccola grata dai bassi-uffiziali, che "pure chiamavano ogni alunno a nome accertandosi che ogni lume sia spento".»

Il comportamento disciplinare degli allievi, improntato a eccessiva spregiudicatezza e talora in spregio alle severe regole della scuola, induceva il savio alla scrittura Zuane Guerin, nel maggio 1764, a sensibilizzare il tenente generale Guglielmo Greem comandante delle armi della serenissima Repubblica Veneta.<SO) L'invito a una maggiore vigilanza per porre rimedio ai disordini e agli atti di indisciplina veniva ribadito con i decreti del 23 agosto e del 28 ottobre. Scalpore aveva fatto lo scandalo provocato dali 'ufficiale addetto al governo disciplinare che in più circostanze aveva letto e commentato libri di autori ritenuti corruttori (Machiavelli e l'ultramontano Voltaire). I provvedimenti principali del decreto Collegio Militare di Verona Regolazioni del 28 novembre 1764(5t ) tendevano a instaurare definitivamente l'ordine e l'obbedienza nel collegio. Non si doveva pertanto trascurare l 'educazione morale dei giovani «poichè la principal qualità, che ricercasi in un Uffiziale, è quella di esser Uomo da bene, cioè che sappia ciò che deve a Dio, agli Uomini, ed a se stesso, non potendo esser un

50) BNMV; cod. Marciano It. VTI, 1913 (9047), Miscellanea Verona. Collegio Militare (1758-65). 51) ASV, Savio di Terraferma alla Scrittura, Registro dei Decreti 1753-64.


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GLI ISTIT\J'n DI EDUCAZIO'IE E DI FO RMAZIONE PER LFFICIALI NEGLI STATI PREU'IITARI

Uomo inonesto giammai fedele al suo Principe, o alla sua Patria, per quanto dotato fosse di Spirito, e cognizione, che anzi tanto più perniciose diverrebbero. servendosene come d'Instrumenti al mal fare sempre che credesse di poterne schivare la pena; per questo non dee trascurarsi nell'educazione de così fatti Giovani niente di ciò, che possa loro ispirare l'onestà dc' Costumi. sù quali principj è fondato il vero c tranquillo coraggio. a differenza dell'altro. che nascendo da un passeggiero ed incauto trasporto di passioni, nè può tale chiamarsi. nè apporta alcun utile alla Società, che anzi potentemente sconvoglie, e di strugge.»

La durata della permanenza degli allievi nel collegio era confermata in un sessennio e nel caso «alcuno de Giovani mori sse, si rendesse imperfetto, volesse ritirarsi, o fosse escluso, per mancanza di talento, o morigeratezza, dal Collegio Militare, non dovrà assolutamente, esser rimpiazzata la vacanza, se non al tempo, che entrerà regolarmente nello stesso un ' intera squadra». L'i stituto era aperto esclusivamente ai figli e ai nipoti di ufficiali o ai nobili di terraferma. Prima di essere ammessi i giovani dovevano presentare le fedi della «condizione de loro parenti autenticate queste da alcuna Magistratura, o dal Collonello o Graduati del Reggimento in cui avessero li parenti servito per rassegnar poi le fedi medesime nelle loro scritture trimestri». Erano confermati i limiti di età dei giovani aspiranti, il loro grado di cultura doveva però essere tale che «sappino almeno ben leggere, e scrivere, e siano sufficientemente instrutti degli e lementi Grammaticali, sicchè introdotti nella Scuola possino più utilmente impiegare il tempo ad instruirsi nelle arti, e scienze che formano lo scopo di questa instituzione». Gli alunni accenati erano nominati cadetti con un mensile di trenta zecchini, dei quali ventidue venivano versati in una cassa <<per la piccola montura, ed altro occorrente alla personale loro decenza>> e il «restante formar un deposito col quale all'uscir dal Collegio abbiano essi il modo di provvedersi degli instrumenti, e Libri necessari al mestiere che dovranno intraprendere». I convittori vestivano una uniforme di casata di <<COlore blò, e con la mostra color rosso canonico alla fodera del giustacuore, giubba, ed a calzoni». Dovevano essere tutti egualmente considerati <<cosi che ne nel trattamento, ne nel vestiario, sia in alcuna altra minima cosa vi sia fra loro distinzione o differenza». Poichè «le ispezioni impropriamente addossate agli alunni sopra gli eguali , che ad altro non servono, che ad infrangere la disciplina, e ad introdurre vizi ed inconvenienti», la sorveglianza era ora affidata ai capi-squadra conviventi. Questi dovevano concorrere a migliorare il rendimento negli studi dei cadetti e a provvedere, alla condotta del loro addestramento «negli Esercizj, ed evoluzioni Militari a norma delle prescrizioni del Governatore».


GLI ISTITI.>n \11U TARI DI EDUCAZIO'IE E FOR\1ATIVJ l' ELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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La regola prevedeva altresl un nuovo metodo di esami con «l ' intervento del Governatore della Scuola, e Maestri, come quelli, che soli possono con verità decidere del valore, talento, studio, disciplina, e speranza per il maneggio e pratica continua, che hanno degli alunni» e l 'istituzione di premi per i meritevoli e r espulsione per i negligenti o indisciplinati. Gli allievi che nell'anno si distinguevano negli studi e nelle attività ricevevano dal sav io alla scrittura una «medagl ia d ' oro del valore di quattro zecchini con iscrizione, ed Emblema appropriato». L'indirizzo del collegio assumeva una precisa fisionomia più coerente con gli intenti dei suoi fondatori: la «formazione de Corpo d'ingegneri, ed Artiglieri riconosciuta in ogni rango tanto utile, e tanto più necessari a nelle circostanze presenti» . Era, inoltre, coerentemente stabilito «che questi alunni sian tutti Cadetti niente abbiano in comune co reggimento d ' Infanteria, o Cava lleria, ma descritti siano alloro ingresso in un R ollo affatto separato, che a denominar s'avrà dalla Scuola Militare, e non affetti ad alcun Reggimento». Gli allievi dopo aver completato il corso degli studi, qualora promossi, venivano nominati al fieri del genio, di artiglieria e in linea s ubordinata di fante ria o di cavalleria. Il decreto del 28 novembre 1764, che regolava la destinazione degli alunni dimessi dalla scuola, così recitava<52>: «Ordina sui suggerimenti del Savio alla Scrittura, che i Giovani, che anderanno uscendo da l Collegio Militare di Verona, siano ripartiti in tre Corpi. cioè in quello degl'Ingegneri, in quello degli Artiglieri, e nell'altro della Truppa. E perchè tal ripartizione sia fa tta con equità vuole, che sia appoggiata alle attestazioni del Gove rnatore della Scuola, e de' Maestri, che qualifichino i talenti, ed inclinazioni dei sudetti Giovani». In seguito, nella fanteria e nella cavalleria non transiteranno solo gli allievi che al termine del cors o avevano riportato una classificazione inferiore alla minima ritenuta necessaria per prc tare servizio nelle armi dotte, ma anche coloro che per carenza di vacanze non potevano esservi incorporati (alfieri soprannumerari). Era però data loro la facoltà di Ticoncorrere negli anni successivi, in turno con i nuovi licenziati dali 'isti tuto, per essere ammessi nell'arma a cui aspiravano.

52) BCV. Fondo Lorgna. Summario di Decreti riguardam i il Corpo del Genio, princ ipia 1764, 28 novembre, e termina.


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GLI lSTIT UTJ DI EDUCAZIONE E DI FO!ù\1AZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

La nuova terminazione statutaria del Collegio del 1765 Al volgere della scadenza del primo sessennio dalla costituzione della scuola, allorquando i primi allievi erano in procinto di affrontare le loro responsabilità di ufficiali e i nuovi 24<53 > aspiranti si accingevano a iniziare il secondo ciclo scolastico dell'istituto, il saggio di terraferma alla scrittura faceva pubblicare, il 12 marzo l 765, la nuova terminazione statutaria del collegio, una nuova edizione del Libro de' Doveri, che abrogava quella del 1763, e la terminazione istitutiva del Governatore<54 )(55) . Com'è argui bile i regolamenti, che riepilogavano organicamente i decreti del senato del 28 novembre 1764 e del 7 marzo 1765, erano stati redatti alla luce delle esperienze del recente passato al fine di evitare per il futuro il verificarsi di quei «disordini e scandali introdotti nel Collegio Militare», che avevano ripetutamente turbato la vita dell'istituto, e per «assicurare la buona educazione de' Giovani Alunni, e garantire da nuovi arbitrj, e sconcerti l 'intero sistema del Collegio medesimo>>. Al termine di un severo processo che aveva avuto per obiettivo l 'accertamento delle responsabilità e delle cause dei molti 'e gravi atti di indisciplina avvenuti nel convitto nel 1764, il senato, con decreto del 7 marzo 1765, ordinava la dimissione di diversi allievi e la rimozione di parte del personale preposto alla sorveglianza degli alunni nonché la destituzione dello stesso direttore il tenente colonnello Pedrinelli<56).

53) Non è dato sapere con certezza quando venne attuato l'aumento di dodici allievi nell'organico, già proposto nel 1763 e previsto dalle Regolazioni e dalle norme attinenti ai posti vacanti di cadeuo. Nel 1764 gli alunni presenti erano sicuramente 36, ma in seguito tale disposto fu disaueso. 54) BCY, Terminazione Statutaria del Collegio Militare di Verona falla estendere dall ' lllustrissimo cd Ecce llentissimo Signor M arc 'Antonio Priuli 1° Savio di T.F. alla Scrittura uscito, ed approvata da Sovrani Decreti dell'Eccellentissimo Senato de dì 28 Novembre 1764, e 7 Marzo 1765; Libro de' Doveri per il Collegio Militare di Verona e Terminazione lnstitutiva del Governatore del Collegio Mi tirare di Verona fatta estendere dall ' Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Marc ' Antonio Priuli 1° Savio di T.F. alla Scrillura uscito, ed approvata da Sovrani Decreti deii ' Eccellemissimo Senato de dì 28 Novembre 1764, c 7 Marzo l 765.- Allegati al cap. Hl, doc. 4. 55) Primo governatore era il sargente generai Francesco Ferro, già allievo del Collegio dei Nobili di S. Zello in monte di Verona. 56) ASY, Deliberazioni del Senato Militar, fi. 53, anno 1765.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVl NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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La scuola militare assumeva così un ordinamento più rispondente alle esigenze educative soprattutto in virtù dell 'istituzione della figura del governatore, «persona qualificata da meriti, decorata di grado distinto nella Pubblica Truppa, e di abilità sperimentata 'ne' differenti serviggj all'occasione prestati», responsabile unico del buon ordine con ampi poteri discrezionali. Posto alle dirette dipendenze del savio alla scrittura, cui rendeva mensilmente conto dell'andamento del collegio, aveva in particolare, la potestà di regolare, imporre e richiedere quanto necessario al buon fu nzionamento dello stabilimento. Il libro dei doveri, che di fatto definiva l'organico del collegio, stabìliva i compiti e i doveri del personale d'inquadramento, del corpo insegnante e degli addetti ai servizi generali e, inoltre, scandiva la vita quotidiana dei cadetti. Il testo iniziava con i doveri del tamburo, quindi dei soldati di guardia o serventi (soldati benemeriti o veterani), del basso uffiziale, dell'economo, degli ufficiali capi-squadra, de il 'ufficiale ispettore, del cappellano, dei maestri di matematica, del maestro di disegno, dei maestri di lingua francese, di scherma, del medico e chirurgo, cui faceva seguito, a conclusione, l 'elencazione dei doveri degli studenti in generale. Dalla lettura dei vari paragrafi del libro dei doveri emergono alcune particolari informazioru sui docenti, sulle materie e discipline oggetto d'insegnamento. L'ufficiale ispettore era preposto all'istruzione degli allievi «nel maneggio deli ' Armi, Fucile, Picca, Sargentina, e Granate, nell'Esercizio che fa a piedi la Cavalleria, nei raddoppj coll ' ultimo metodo approvato dali 'Eccellentissimo Senato, nelle alternative dei fuochi di qualsiasi genere, marchie, evoluzioni, ed altro». I maestri di matematiche dovevano sviluppare «quelle parti delle Matematiche, che si conoscono indispensabi lmente necessarie al mestier d'Ingegnere, e proficue ad ogni altro Ufficiale, che voglia distinguersi nel Mestiere dell'Armi, resta alla virtù de ' Maestri la libertà d 'informarli di ogni altra parte, che credesse necessaria, ed analoga all'oggetto medesimoC57>. E come il sistema di Monsieur Belidor, formato per uso delle Scuole Militari in Francia, è buono e proprio a seguitarsi, così faranno, che gli Scolari suffic ientemente provetti nelle Matematiche, si servano di quell'utilissimo Libro».

57) TI termine matematiche, alquanto generico, comprendeva, come emergerà anche in seguito, una gamma di argomenti attinenti o non alle scienze matematiche, come a esempio la fortificazione, la bai istica, la 10pografia, l'arte militare, ecc.


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GU ISTITUTI DI EDIXAZIOJ'E E DI FORMAZJONE PER UFACIAI.I 'I EGLI STATI PREUNITARI

Ai maestri di matematiche come a quello di disegno, che doveva attendere all'«ispezione nelle cose affatto dipendenti dalle Teorie Matematiche ridotte in pratica al Tavoliere», era conferita molta libertà nella definizione dei programmi di studio, di concerto con il governatore. Questa ampia facoltà di impartire quelle nozioni di matematica ritenute indispensabili, consentirà al Lorgna nel corso della sua permanenza nella scuola, con l 'incarico di insegnante prima e di governatore poi, di avviare i suoi discepoli alla conoscenza degli elementi della Matematica sublime (analisi infinitesimale o calcolo integrale e differenziale)<5S>. Da rilevare infme che questi insegnanti, preposti alla preparazione tecnico-professionale dei cadetti, erano nella totalità ufficiali altamente qualificati per esperienze militari e per possesso di titoli accademici. L'ordinamento del collegio alla data del 13 marzo 1765 era costituito daC59):

un governatore un ispettore un maestro di matematica un secondo maestro di matematica un maestro di disegno un maestro di lingua francese un maestro di scherm a un maestro di grammatica e cappellano un economo un medico un ceroico (chirurgo) uno speziale da medicinali tre capi squadra

sargente generai Francesco Ferro capitano Nicolò Foscarini capitano ingegnere Anton Maria Lorgna (dal 6 gennaio 1763) Francesco Ventreui Zan Batta Bertolini (subentrato all'aiutante ingegnere Domenico Rosselli) Giobatta Carlo de Jouvè Francesco Peiata don Andrea Lugiato cornetta Domen ico Bozzoni dottor Bortolo Giuliani Gioacchino Fontana Zan Batta Ugenda tenente Ferdinando Testi, alfieri riformati Zuanne Barban e Alessandro Berta

58) A suffragio di questa tesi è opportuno ricordare !"impronta data dal Salimbeni valentissimo matematico, ex allievo del 1765, e successore del Lorgna nell'incarico di direttore delle Scuole agli studi matematici della Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria di Modena (vds. cap. IV) e l'assegnazione, da lui voluta. della cattedra di Matemarica sublime al professore Antonio Cagnoli, già insegnante titolare nel collegio veronese.

59) ASV, Sa vio di Terraferma alla Scriuura, fi. 263.


Nota dei libri esistenti nella Biblioteca del Pubblico Militar Collegio di Verona nel settembre 1765 Os.~:-.-UL W •.,t.rto. Br.u:>o a.

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Tomi l. .lf i coni'l"< g,'n(role T o mi :!. V~~c~ o~. - Jliconi'(U•'. Tomi :!. B s LmO a. - !druuli'{'•~- T 0mi 4. GA.LUXo. - Optr< rori~ . T omi -t .Scimu. d" cnlc....l. Torni l. R~ti: - L'11nalyu dcmontr~~- Tomi t, REY~&AV. .lnalyu. T orui l. W:•~T. Tmité de p~r,-pccti•Jt. T a mi l. TB.<.Il.OB.. - E4«aÒ df! pa•p•cti ve !i~o irt . T0mi l. OtOIEil. Pt r8peetiw. Tomi l. Vtoou. - Pro,-p,c!iro T 0roj l F&A-..,.çOt9 D&ou:a. Le Porfo it lng-!g n~ur. Tomi :! (2 esemplari). Rc:>.u<. Fortificotion O<'<'t toblt8. Tomi l. BLO~- Elernuvi do f :JTI1.fic4none. T ,,mi l. · Rucscn. - F-.rci ·i ea..-io~. { 16 esemplari). V \ C B.\ S . - A coque du plocu Toaù l. Gono~. Ataq•oe du placn. Tomi l. BLos. - .-ltaque du p lacu. T o rni l. Trov!auz de .\far~. T o mi l. V A l ' BAS. - D</<fl4t -ie• placu. Tomi l. GocLOs. - Dt/<'R8t du piace•· T o mi BLo s. - Dé/t Mt d-:• placco~ . Tomi l. RE:w..t. - .'r!trnoiru d'<ll'till~rit . Tomi l. Bumoa. - Le bomhardiu fro~oÙI. Tomi- 1: BLO~oEt- L'art de jetter lu bombe.. Tomi - ~Btoar. - E u ni d4 l'oppli.cntion du- t~• de la pou&ra ~ conon. T omi L . Vtn cvto. - drcAi tdtwa. Tomi l. DoR.\liEL. - A.rcAiuiN ra norolt. Tomi l. C E SO RISI. c,)f'IO <klle acque. Tomi l. ALIIERTr. - I"gtgntrt ciL-ik. T o mi. 1.. DECJDlEB.. -

Ro:ro&LU. - Trig01tCmUI'i4. To mi 1. Bt.o:ro. - L'.drtilkrie ra u o,.Me. T orni 1. Bocov~ - Trailé d" no~·irt. Tomi 1. P..LI..U.DIO. - .:1. rcltilettura. Tomi 1. •

Gooi.D:I.lrua. - .Votv.ro tki fiumi. T omi 1. VAJUONON. - Jlo1o tkllt acque corrt nio. T omi 1. ALB!tllTr. - J!i,ur& de/ 4 fa/Xoriche. T omi 1. FOLARI>. Polybe. Torni 6.

PoYs.:oOR. - À~ àtllo g-uem;. ~pie -A. Tomi 22. Dictùmnaird Mili loi-1-t. T o10i ~ DJD:.L'Isu:. - J.tlantt. Tomi '!. Ct..a.&Em. - Gtografì.o uniotnolt. Tomi 1. Cr.u.ENT. - Buloire tk l'Eglile du Ja'P'Ptm. Tomi 2. RoLI.I:s- - Hutoire Romain4. Tomi 12. Gramàtidoe Froneui. T orni !!~ Dictitmoore Fro~u. T o mi 1! Bosson. - B u ttJi-1-e Uniotr•t lle. Tomi 1.


GLI ISTITL, ~ilLITARI DI EDUCAZIONE E. fORMATIVI :"'ELLA RE.Pl.:BBLICA DI VE, EZIA

due capi provvisionati per affido Casa un sergente soprannumerario un tamburo dodici serventi

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Stellio Karandinò

Alla scuola erano già presenti quindici cadetti, successivamente, nel mese di ottobre, ne saranno ammes i altri nove. Nella costante ricerca per addivenire a una migliore formazione culturale c professionale dei futuri ufficiali, il savio alla scrittura sollecitava ad alcune persone qualificate un contributo di pensiero. Tale intendimento traspare sia dalla lettura della proposta formulata da un redattore, non sicuramente identificato, sia da quella di Giuseppe Torelli datata 3 ottobre 1765(60). La prima esposizione, manoscritta, potrebbe essere attribuita per lo stile espositivo e per la grafia nonché per la conoscenza delle scienze militari e matematiche ad Antonio Lorgna. Il testo. nel caso di giustezza detripotesi formulata potrebbe essere stata redatto intorno al 6 gennaio 1762 more veneto, (6 gennaio 1763), data di nomina del l 'ufficiale a maestro di matematiche. Da un'attenta lettura del Piano generale degli studj da farsi in un sessennio nel publico Collegio Militare di Verona del primo estensore emergono chiaramente delle concezioni lungimiranti: la necessità di una formazione unica per gli ufficiali delle varie armi, il metodo e le modalità d ' insegnamento. Ancorché i programmi di studio fossero differenziati per le arnti dotte da quelli della truppa, peraltro più che giustificabile per quel secolo, veniva ribadita l'opportunità di un istituto unico per la formazione dei quadri. L ' autore, dopo una premessa nella quale vengono riepilogate alcune norme di base quale la conservazione del tipo di reclutamento, l'impostazione estremamente seria degli studi e la non convenienza di aumentare corso durante il numero di allievi da ventiquartro a trentasei, propone di suddividere il sessennio in due trienni con obiettivi culturali finalizzati. All'inizio del primo triennio consiglia di dividere gli alunni in due classi di diciotto giovani ciascuna e di affidarle ai due maestri di matematiche. In questo lasso di tempo doveva essere vollo un corso di studi

60) BNMV. cod. Marciano li. VIJ 191 3 (9047) (Contarini). Miscellanea Verona, Collegio Militare (1753-64).- Allegati al cap. Ili. doc. 5.


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GLI ISTI11JTI DI EDUCAZIO!IIE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

comprendente l'aritmetica, l'algebra, i logaritmi, la geometria piana e solida, la trigonometria rettilinea e sferica, l'analisi (geometria analitica), le sezioni coniche, la topografia (rilevamenti planimetrici e altimetrici), nozioni di astronomia applicata alla geografia, gnomonica, disegno geometrico, rilevamenti in pianta a scale diverse, uso dei colori nelle piante topografiche, statica, meccanica, dinamica, idraulica, storia (cronologia) e geografia. La lingua latina e quella italiana dovevano essere insegnate insieme. con il metodo più facile, abituando gli alunni a tradurre dall'italiano in latino e viceversa. L'insegnamento della lingua francese doveva essere impartito con analogo criterio senza trascurare le traduzioni a voce e per iscritto nei due idiomi e introducendo dei discorsi in francese. Era prescritto che il mattino fosse dedicato alle matematiche e al disegno, il pomeriggio alla scherma e alternativamente al latino e al francese. Nel secondo triennio le due classi avrebbero dovuto comprendere, rispettivamente: nella prima, gli allievi più scelti, futuri ingegneri e artiglieri perché «ogni Ingegnere debba essere Artigliere, e l'esser un Artigliere anche Ingegnere non è mai danno, e il non esserlo può esser di danno», nella seconda quelli di minori •talenti destinati a diventare battaglisti. In questo triennio proseguiva lo studio della lingua italiana, della latina e della francese nonchè della storia e della geografia. I maestri di lingue e di scherma dovevano essere comuni per le due classi e per il sessennio, mentre quello di disegno avrebbe dovuto dedicare il suo tempo alle nuove classi nel rapporto di due lezioni a uno. Gli ingegneri e gli artiglieri proseguivano la loro fatica nello studio dell'ottica, della teoria della prospettiva, della stereometria, dell'uso dei materiali da costruzione, dell'architettura civile e militare, della fortificazione regolare e irregolare, permanente e passeggera, della di fesa delle piazze, del calcolo e delruso delle mine, inoltre del disegno di costruzioni. di piante e sezioni , di rappresentazioni prospettiche e costruzione di modelli, nonché nella conoscenza delle artiglierie dei vari calibri e tipi, marittime e terrestri, delle loro parti componenti, del loro impiego, infine delle polveri e degli artifici esplosi vi in genere e della balistica. Ai battaglisti doveva essere insegnata la condotta delle forze terrestri attraverso lo studio dei migliori autori di tattica, l'impiego e l'uso delle armi della fanteria e della cavalleria, le loro evoluzioni a tavolino e sul terreno impiegando truppe del presidio di Verona. Per loro era prevista la conoscenza di tutti i regolamenti dell 'armata e tutto quanto di competenza concerneva la fortificazione e l'artiglieria, le imbarcazioni da guerra e le operazioni anfibie. Compito del maestro di disegno era


GLI IST!TUll MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVl NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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d'insegnare a fare i piedilista. disegnare le armi di piazza, i bastimenti, gli accampamenti ecc. A cura dei maestri si sarebbero dovuti costruire i modelli delle parti principali di architettura civile e militare, dei sistem i fortificatori e in particolare di tutte le piazze della Serenissima e, in un secondo tempo, delle migliori d'Europa. Unitamente ai profili delle varie fortificazioni i modelli dovevano essere raccolti nella biblioteca della scuola a disposizione degli allievi. Si consigliava l'approvvigionamento di carte topo grafiche nel maggior numero possibile dei territori dell ' «Italia veneta, della Dalmazia, e del Levante» e più in generale di quelle d'interesse militare. La proposta di riforma del Collegio Militare di Verona del Torelli, nonostante la minore validità, si rivela interessante per rappresentare compiutamente il pensiero contemporaneo di un civile su li 'impostazione da dare a una scuola militare. All'inizio l'autore si di lunga su considerazioni di carattere generale, sulla disciplina, sulla struttura e sulla direzione da dare all'istituto, su li 'autorità che dovrebbero avere il direttore e i maestri, sulla negatività degli esami pubblici e suggerisce infine di prendere esempio dai collegi dei Regolari. Propone inoltre che gli allievi, ammessi con età non minore di quattordici anni, siano in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana, latina e francese. Era fermamente convinto della necessità di limitare l'insegnamento alle discipl ine indispensabili e attinenti al soldato per meglio consentire il loro approfondimento. Nei primi tre anni si doveva insegnare l'aritmetica, la geometria euclidea e d'Archimede, la trigonometria piana e il calcolo logaritmico. A iniziare dal quarto gli studi dovevano essere focali zzati sulla meccanica, e su li 'algebra sino alle equazioni di secondo o terzo grado. I battaglisti avrebbero dovuto esercitarsi solo negli studi già fatti e perfezionarsi nella tattica. Gli ultimi due anni erano riservati essenzialmente ali ' istruzione professionale specifica degli ingegneri e degli artiglieri. Assertore della superiorità della pratica sulla teoria, teneva conseguentemente in nessun conto per i militari lo studio della balistica, delle polveri, della geometria sublime e della scienza delle costruzioni. A tal proposito così si esprimeva «c hi avesse sotto la sua disciplina un giovane per incaminarlo nel mestiere d eli 'armi, e in luogo d'attendere al fatto suo, lo lasciasse troppo invaghire delle specolazioni scientifiche, ed inoltrarsi in quelle, io credo ne avrebbe un effetto affatto contrario alla sua aspettazione; e credendosi di formare un uomo valoroso, ne formerebbe un codardo». Indubbiamente la sua opinione non verrà condivisa dal Clausewitz che invece affermava: «La guerra è una realtà sempre nuova e complessa,


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GLI ISTITl'TI DI EDlJCA710 '<E E DI FORMAZIONE PER I..HlC IALJ NEGLI STATI PREUNITARI

ma la possibilità di conoscenza delle cose, lungi da infondere trepidazione alranimo, dà la forza proporzionata ai problemi e alle situazioni da affrontare» (Vom Kriege). L' impegno scolastico dei giovani risulta dalla Distribuzione delle Ore ne Giorni di Studio per il corso Scolastico dell'Anno nel Pubblico Collegio Militare di Verona del! 'anno 1765C6 n, relativo quindi al primo anno di corso del secondo sessennio, che consente di completare il panorama scolastico sin qui delineato. La sveglia per i giovani convittori nei mesi invernali (da dicembre a marzo) era prevista alle ore otto. subito dopo gl i allievi si recavano a recitare le preghiere in oratorio sotto la guida del direttore spirituale, quindi assistevano alla messa, al termine della quale si ritiravano nelle loro camere per prepararsi alle lezioni del mattino. Dalle nove e mezzo alle undici e mezzo aveva luogo l ' insegnamento della matematica e quindi , dopo mezz'ora dedicata al ripasso delle nozioni apprese, il pranzo. Ali ' una e mezzo pomeridiana, al termine della ricreazione, partecipavano alle esercitazioni di scherma o in sostituzione studio camerale, dalle due e mezzo alle quattro scuola di lingua france e o latina, a giorni alterni, poi dopo un 'a lira ora di ricreazione si recavano a pregare in oratorio e successivamente nella propria stanza per srudiare. Alle otto iniziavano la cena e alle nove si ritiravano nelle proprie camere. Trascorso un quarto d ' ora il basso ufficiale eseguiva il contrappello chiudendo poi le porte dali 'esterno. Nei mesi estivi (giugno, luglio e agosto) la svegli a era anticipata alle cinque, le lezioni del mattino duravano tre ore e mezzo (due ore e mezzo per l' insegnamento della matematica e un'ora per il disegno), indi «nelle loro stanze per riflettere a ciò, che avranno appreso». Dopo il pranzo era previsto un periodo di riposo, quindi riprendeva il ritmo scolastico in atto nella stagione invernale con in più un'ora a disposizione dei maestri per le ripetizioni. Alle nove e mezzo cena e un 'ora più tardi la ritirata.

6 1) Vedasi nota (54). - Allegati al cap. ITT, doc. 6.

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Nell' antico uso italiano le ventiquatlro ore s i contavano a partire dal tramonto del sole e più precisament e dall'Ave Maria della sera. cioè mcu'ont dopo il tramonto. Tale divis ione del giorno. adottata da lla chiesa primitiva, era detta hora italica. L'ora di Francia od lwra gallica, ispirata al giorno civi le dei Romani, considerava il dì compreso tra una meaanotte e l'altra. L'ora di Spagna, in vigore nel Regno delle due Sicilie, corri pendeva all'ora di Francia. Nell'Ottocento il giorno era diviso in 12 ore antimeridiane, a ini1iare dalla mezzanotte. e in 12 ore pomeridiane: rappresentava in durata la media di tutti i valori che il giorno astronomico a~sume durante l'intero anno.


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Nei mesi intermedi l'orario subiva dei temperamenti al mutare della durata dell'arco diurno. Indubbiamente era preoccupazione costante del pianificatore di utilizzare del tutto la luce diurna, in modo particolare per le ore di disegno. Il lunedì era impiegato per le interrogazioni e la ripetizione delle lezioni svolte nella settimana precedente poiché gli studenti avevano potuto usufruire della giornata domenicale per prepararsi. Nei giorni di martedì e venerdì dei mesi da novembre a maggio il primo periodo del pomeriggio era assegnato al maestro di disegno, mentre le medesime ore degli stessi giorni dei mesi di giugno, luglio e agosto erano a disposizione degli insegnanti di lingue e di scherma. Le vacanze autunnali iniziavano nella seconda decade di settembre e terminavano nella prima decade di novembre. Gli allievi erano impegnati durante questo periodo negli addestramenti militari. Nel governo del collegio si succedettero nel tempo il colonnello Andrea Ercoleo (1766-1775), Fortunato Semitècolo, governatore delle armi di Verona (1775-1776), il sergente generale Zuanne Duodo (1776- 1778), il generale Benedetto Pasquah (1778), il sergente maggiore Zuanne Salimbeni (1778-1779). Le ispezioni eseguite con carattere periodico testimoniano la storia dell'istituto. Talune di queste, in particolare, sono indicative per i rilievi evidenziati, che consentono dj valutare l'efficienza e l' attività del collegio, nonchè per conoscere, attraverso le proposte suggerite, le innovazioni apportate. Il documento del 21 dicembre 1771, indirizzato al serenissimo principe e ali 'eccellentissimo savio alla scrittura Francesco Priuli, esponeva vari argomenti: quelli relativi alla scuola prendevano in esame le proposte per l'acquisto di materiale didattico, impartivano le disposizioni per l'approvvigionamento di alcuni pezzi di artiglieria ai fini addestrativi, ma soprattutto sostenevano l'opportunità di introdurre l 'equitazione, come già ribadito in passato, a completamento degli esercizi cavallereschi. Quest'ultimo provvedimento verrà sancito solo con le Leggi lnstitutive e Statutarie del 1777. Per maggiore completezza, si trascrive uno stralcio dello scrittoC62) . «Lodevole comparisce la cura presasi dal Savio sudetto di visitare il Collonello sudetto, ove ebbe la compiacenza di riconoscere in ogni parte adempiuti gli oggetti di sta istituzione, a merito specialmente di quel Governatore, nonchè dell'ispettore Tenente Collonello Foscarini, e de Maestri, e come ri spetto ai studj, in cui si esercitano quei Giovani suggerisce di

62) ASV, Deliberazioni del Senato Militar, (Secreta). fi. 68. anno 1771.


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far compilare due Corsi: l'uno di Fortificazioni, attacco, e difesa di Piazze e, l'altro di Artiglieria, e Mine, onde siano più faci lmen te in grado di rendersi istruiti delle relative cognizioni. Incontra pure li Pubi ici assensi il suggerimento di formare alcuni Modelli necessarj per la più facile istruzione di quegli Alunni, e si commette al Savio predetto di procurarsi nota distinta di un Corpo intiero di Modelli relativi ag li studj, nei quali si vogl iono esercitati, per rasegnarla poi alle ulteriori Publiche disposizioni. In vista pure di esso Savio il punto di adestrare quei Giovani nella Cavallerizza gia altra volta con nobili ragioni ricordata, mentre si lauda il pensiero, si risserva il Senato d i prendere opportunamente sopra tale argomento quelle deliberazioni, che saranno conferenti.»

Il decreto del 22 novembre 1769 confermava «la Massima presa di formare i due Corpi d'Ingegneri, e di Artiglieri» come dai piani presentati dal colonnello Dixon e dal generale Patisson. Il 5 ottobre 1770 venivano istituiti i citati corpi che assumevano la denominazione di Corpo regolato degli Ingegneri militari e Reggimento Artiglieria. I due ufficiali inglesi erano incaricati di riformare, rispettivamente, il corpo degli ingegneri e degli artiglieri. Nei due nuovi enti potevano essere ammessi non solo gli allievi del collegio militare, ma anche altri ufficiali titolari -in possesso dei requisiti voluti dal Senato - riconosciuti idonei, per abilità e per servizio prestato, dai due comandanti responsabili, dopo averli sottoposti a specifico esame. A integrazione dei decreti del 5 settembre e l 0 dicembre 1770 veniva deliberata la norma per il completamento degli organici del corpo degli ingegneri, che riservava «i posti di Alfier per i 8 Alunni prossimi a sortir dal Collegio, e che dopo sei anni possioo esser promossi Tenenti» e inoltre stabiliva «che il posto di Alfier abbia da essere successivamente rimpiazzato dagli altri Alunni che sortendo dal Collegio saranno giudicati più capaci, e sia stabilita la loro anzianità dai Graduati sul fondamento delle Fedi de' Maestri». Pur non essendo stati reperiti dei documenti analoghi relativi agli artiglieri è lecito ritenere che disposizioni simili siano state emanate dal senato nei confronti dei cadetti assegnati ali' artiglieria. II Parere espresso dal Lorgna il 2 settembre 1781, su esplicita richiesta del tenente generale comandante delle armi Alvise Frachia Magnanini in merito ali 'adozione di un Metodo per le promozioni, nel Reggimento d' Artiglieria<63>, si rivela di particolare interesse perché evidenzia taluni aspetti e problemi di quel momento storico e il grado di preparazione nel campo professionale dei cadetti usciti dal collegio veronese,

63) BCV, Fondo Lorgna. b. l 0.2 - Allegati al cap. lll, doc. 7.


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che consentiva loro in futuro di essere sottoposti, in sede di avanzamento, solo alle prove generali per il passaggio dal grado di capitano a quello di sergente maggiore. Si desume altresì che la valutazione delle capacità degli ufficiali dell'arma erano rapportate alla preparazione degli alfieri dei corsi regolari. Non desta pertanto meraviglia che il Lorgna proponesse che la commissione esaminatrice per la valutazione dei quadri fosse composta da tre membri: un ufficiale dello stato generale sopraintendente all 'artiglieria, o «egualmente fondato nella materia», i l direttore generale delle scuole militari, <<che deve essere sempre inteso della teoria, e pratica di quella professione», il maestro di matematiche e di artiglieria del collegio militare. Il capitolo II Degli studi a' quali dovranno applicarsi gl' lngegneri<64>, delle Istituzioni, Leggi, e Doveri del Corpo regolato degl'Ingegneri Militari della Serenissima Repubblica di Venezia del l 775 , riporta le discipline e gli argomenti oggetto della preparazione teorica degli ufficiali ingegneri e per estensione i programmi di studio degli allievi della scuola militare. Le materie insegnate erano l'aritmetica, la geometria piana e solida, l 'algebra sino alle equazioni di quarto grado, la trigonometria rettilinea, le sezioni coniche con particolare riferimento alla parabola, la meccanica, la statica e la dinamica, l'idraulica, nonché la conoscenza di ogni sorta di strumenti e di macchine, il disegno geometrico, prospetti~ co e a mano libera, la costruzione di modelli. Accurata doveva essere l'istruzione sulle artiglieri e, sulla tattica, sull'attacco e sulla difesa della fortificazione permanente e campale, sull'arte di minare e contrarnminare. Lo studio principale era ovviamente focalizzato sull'architettura militare. In ottemperanza ai citati decreti del 1770 gli ingegneri militari erano chiamati a provvedere, in cooperazione o in sostituzione del Corpo degli Ingegneri ai confinif65), con le modalità dettate dalla consuetudi ne, a disciplinare il regime delle acque sia nella terraferma sia nelle terre d'oltremare, soprattutto quando le opere avrebbero potuto assumere importanza militare.

64) BCV. Fondo Lorgna, copia annotata e corretta di proprio pugno dal colonnello Lorgna delle lnstituzioni, Leggi, e Doveri del Corpo regolato degtlngegneri Militari della Serenissima Repubblica di Venezia, b. !0.2. - Allegati al cap. III, doc. 8. 65) Corpo di professionisti dello StatQ preposti in special modo al tracciamento e alla manutenzione della viabilità di frontiera.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUI'IITARJ

La riforma del 1777 II senato della Repubblica nel 1777, «confermata dall'esperienza e dal buon riuscimento degli Alunni usciti dal Pubblico Collegio Militare di Verona l'utilità di quell'Istituto», decideva il rinnovamento radicale che tenesse opportunamente conto degli articoli fondamentali dei decreti e delle terminazioni sino ad allora emanati. Venivano approvate il 6 di cembre le Leggi istitutive e statutarie del Collegio Militare di Verona rinnovate pel riaprimento delle scuole nell777 fatte estendere dall'illustrissimo ed eccellentissimo signor Savio di T.F. alla Scrittura ed approvate dal sovrano Decreto dell'eccellentissimo Senato(66>. Le nuove leggi statutarie apportavano delle modifiche alla durata del corso e ali' organico della scuola. Di particolare rilievo l' istituzione della figura del direttore delle scuole, che unitamente al governatore, doveva dare e darà al collegio nuovo impulso e una migliore e più funzionale organizzazione. I compiti e i doveri dei singoli individui erano ora delineati con molta precisione, ma si lasciava tuttavia spazio all'iniziativa e al contributo di pensiero dei collaboratori . Si riportano, di seguito, i nominati vi del personale chiave in organico al collegio; erano peraltro gli stessi presenti nel 1771, se si ecce ttuano il governatore e i capi squadra ufficiale Angelo Macagnani e alfiere Alessandro Berta. governatore

sargente generai Zuanne Duodo

direttore delle scuole e maestro di matematica

colonnello Anton Maria Lorgna

ispettore all'economia e alla disciplina dei cadetti

colonnello Nicolò Foscarini

maestro di matematica

Francesco Ventretti

maestro di tattica

capitano Nicolò Dell'Ostia (?)

maestro di grammatica italiana, latina e maestri di disegno

cappellano don A11drea Lugiato Zan Batta Bertolini e Michiel Angelo Castellazzi

maestro di lingua francese

Giobatta Carlo de Jouvè

66) ASV, Biblioteca, opusc. 1406. - Allegati al cap. III, doc. 9.


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maestro di scherma e di cavallerizza

Francesco Ovata

economo

cornetta Domenico Bozzoni

medico

don Nicola Bongiovanni

chirurgo

Gioacchino Fontana

speziale da medicinali

Bortolo Masetti

capi squadra

ufficiale Gaetano Palmato, alfieri Baldassar Sacco e Antonio Sacco alfiere riformato Giorgio Perozzi

sergente

Stellio Karandinò

tamburo e piffero due serventi quattordici soldati per il servizio di guardia. A seguito del nuovo ordinamento, il primo insegnante di matematica assumeva la carica di direttore delle scuole, veniva istituita la figura dell'ispettore all'economia e alla disciplina dei cadetti e nel contempo era ridotto a tre il numero dei capi squadra. Comparivano anche un professore titolare di lingua italiana e latina, uno di tattica e un maestro di cavallerizza e di scherma. Tn organico era inoltre previsto il personale di guardia, composto da quattordici persone. Il governatore aveva l'autorità su tutte le persone del collegio, qualsiasi fosse il grado e la condizione dei subordinati. Il direttore delle scuole doveva assolvere il compito del coordinamento dei corsi di studio e aveva la sopraintendenza sui professori, maestri e su tutto ciò che era attinente al! ' attività didattica. L'ispettore aveva due incombenze, la prima di provvedere alle usuali necessità giornaliere degli allievi, la seconda di vigilare sullo stato disciplinare del collegio in ottemperanza agli ordini del governatore e in aderenza alle leggi statutarie. Ai capi-squadra era affidata «la custodia, disciplina e direzione immediata de' Cadetti»; gli ufficiali preposti dovevano esercitare la loro funzione con puntualità, illibatezza ponendosi a modello con l'esempio quotidiano, improntato a onestà di condotta, serietà e massimo decoro. Restava confermata l' ammissione di 24 giovani «Figlioli dì benemeriti Uffiziali, o Nobili a senso dei sovrani Decreti, in età non minore di anni dodici, e non maggiore dì quattordici». La permanenza dei cadetti nel collegi'o era estesa a otto anni.


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AIJ'atto della dimissione dalla scuola veniva loro consegnato l'importo corrispondente ali ' accumulo di otto lire mensili (quota parte delle trenta assegnate a titolo di paga e introitata in una cassa deposito) per l'acquisto non solo di libri e di strumenti utili alla professione, ma anche dell'uniforme. Questa era necessaria e obbligatoria poiché al compi mento degli studi erano tenuti a prestare servizio per almeno dieci anni, nell'incarico cui erano destinati per la naturale predisposizione. Il piano degli studi prevedeva un corso della durata di sei anni a fattor comune, al termine dei quali gli allievi venivano divisi in due classi: i primi dodici classificati costùuivano la prima, i rimanenti venivano assegnati alla seconda. Nel corso degli anni le materie di insegnamento erano così ripartite: 1° anno: aritmetica, algoritmo dell'algebra e disegno; 2° anno: algebra, elementi di geometria piana e solida e soluzione dei problemi mediante l'uso dell'algebra, disegno architettonico; 3° anno: algebra applicata, logaritmi e calcolo logaritmico, trigonometria, elementi di prospettiva, topografia e teoria dei rilevamenti planimetrici e altimetrici, disegno topografico; 4°anno: sezioni coniche, meccaniche, rilievi topografici sul terreno (nei mesi di aprile e maggio), disegno topografico, disegno prospettico; 5° anno: ripetizione delle matematiche già insegnate, l'arte del fortificare (attacco e difesa delle Piazze e tutto ciò che ha relazione con quest'arte), disegno prospettico, disegno di fortificazione; 6° anno: ripetizione delle matematiche già insegnate, rilievi topografìci, gli strumenti e il loro uso, le mìne e le contromine, corso dì artiglieria teorica e pratica (insegnando la costruzione dei pezzi , lenì e macchine d"artiglieria, maneggio del cannone e del mortaio), disegno topografico e disegno dei pezzi dì artiglieria su i rispettivi carri e le batterie (rappresentazioni in pianta profilo e prospettiva); 7° anno: la sfera e la geografia, fisica elementare, disegno prospettico, di fortificazione, di artiglieria e di macchine per la prima classe, tattica per la seconda;

go anno: prosecuzione dello studio della geografia. scienza delle acque ìn generale (idraulica), disegno previsto dai programmi dell'anno precedente per la prima classe, tatLica per la seconda.


GLI ISTITUTI \11 LITARI DI EDt;CAZIO'I/E E ~OR\1ATIVI !\ELLA REPL' BBU CA DI VEI\CZIA

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Per la durata di tutti gli otto anni era previsto l'insegnamento della lingua italiana e latina nonché de Ha l in gua francese, per quest'ultima il grado di apprendimento doveva essere tale da porre i cadetti nelle condizioni di leggere, scrivere, tradurre e parlare corrente mente . Particolare cura era posta neli ' insegnamento delle scienze e dell' arte militare, nelle istruzioni militari, nel maneggio e uso delle armi dei vari corpi (erano previste delle scuole di tiro con le artiglierie), nella pratica della scherma e nell'equit azione. Il metodo didattico introdotto per l 'insegnamento delle matematiche era originale, infatti i docenti di questa disciplina si alternavano un giorno in una classe e il successivo ncll 'altra, pertanto gli alunni assistevano alla stessa lezione due volte con maestri diversi. Dopo i primi quattro anni le due classi venivano riunite per la durata del quinto e del sesto anno e mentre un professore s volgeva la ripetizione generale del programma approfondendo alcuni argomenti e curando le esercitazioni applicative, l'altro insegnava la fortificazione e l'artiglieria. Alla fine di ogni anno scolastico si svolgevano, alla presenza del governaLOre del collegio. del direttore delle scuole e dei rispettivi professori, gli esami pubblici su tutte le discipline studiate . Agli allievi primi classificati venivano consegnate in premio delle medaglie d' oro: le quattro più pregiate, erano assegnate a coloro che complessivamente emergevano nello studio delle matematiche; due. di pregio inferiore, erano destinate ai migliori nel disegno; altre due, di ulteriore minore importanza a coloro che si distinguevano nelle scuole di lingue. Negli ultimi due anni di corso era aggiunta una nona medaglia, del valore di quella di disegno, per la scuola di tattica. L' anno scolastico iniziava il 12 novembre e terminav a l' Il settembre, facevano seguito le vacanze autunnali. Erano pure considerati giorni di vacanza i giovedì purché non vi fossero altre festività infrasettimanali , i nove giorni del periodo natalizio (dalla vigilia al capodanno), gli otto di carnevale (dal mercoledì grasso alle ceneri) e i sette pasquali (dal mercoledì santo al martedì successivo).

L'Orario o sìa la Distribuzion e dell'Ore per il corso Sc;olastico dei primi quattro e degli ultimi quattro anni del pubblico collegio militare di Verona, edi to nel 1777, stabiliva. per il periodo dal 15 gennaio al 15 febbraio la sveglia alle ore sette, che veniva progressivamente anticipata alle cinque e mezzo nei mesi di maggio, giugno, luglio e sino a ferragosto, p~r poi essere nuovamente ritardata. Dopo l'ascolto della messa avevano inizio le lezioni.


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GLJ ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Gli aUievi del primo quadriennio iniziavano l 'attività scolastica alle nove e trenta nei mesi novembre, dicembre e gennaio, alle sette e mezzo in quelli di maggio, giugno, luglio e agosto, con orari intermedi negli altri mesi, assistendo per due ore aUe lezioni di matematiche. Seguiva, limitatamente al periodo primaverile ed estivo, un'ora o un'ora e mezzo di studio camerale, indi veniva impartito per un'ora e mezzo l'insegnamento della lingua latina o in alternativa della francese. Alle dodici e trenta i giovani si recavano a pranzo, quindi fruivano di un periodo di ricreazione. Dopo un lasso di tempo compreso tra mezz' ora e tre ore (15 aprile - 31 luglio) da dedicare allo studio in camera, erano previsti due periodi di disegno per due terzi degli allievi e scherma per il rimanente terzo, poi un altro periodo di ricreazione, di norma di un'ora, le orazioni in cappella, infine ancora studio camerale sino all'ora di cena, normalmente prevista alle ventuno o aUe ventuno e trenta, a seconda dei periodi de li' anno, cui seguiva lo spegnimento dei lumi a distanza di un'ora. Gli allievi del quinto e del sesto anno frequentavano per tre ore le lezioni di matematiche; gli alunni del settimo e ottavo invece vi assistevano per semicorsi, a giorni alterni per sole una o due ore. I rimanenti periodi antimeridiani erano a disposizione dei maestri di tattica, diversi per le due classi; seguiva quindi per tuttj, dopo una eventuale ricreazione, un'ora di lingua latina e in alternativa di francese. L'orario del pomeriggio era analogo a quello del primo quadriennio. Gli alunni dei primi sei corsi, alla mattina dei giorni festivi, partecipavano alle lezioni di tattica, per un 'ora e mezzo, a tavolino o facendo pratica con le armi quindi, dopo il catechismo, assistevano alla messa. Quelli del settimo e dell'ottavo anno invece seguivano anche nei giorni di vacanza scolastica i programmi previsti dali' orario . L'equitazione inizialmente prescritta al pomeriggio della domenica e del giovedì o del feriale festivo, con riprese di dodici allievi, per una durata di un'ora e mezzo, veniva dal l 0 luglio 1778 anticipata al mattino, dopo la funzione religiosa, e prolungata a due periodi da maggio ad agosto. Durante le vacanze autunnali, escluso i giorni di precetto dedicati alla ricreazione e al passeggio, dopo aver assolto i éloveri religiosi, i giovani si esercitavano giornalmente negli addestramenti militari e nella scherma, ciascuno per la durata di due ore, e nel solo mese di settembre anche neli 'equitazione .

.

La vita del cadetto priva di libertà, soggetta a continui controlli, poteva definirsi seminaristica. Le uscite dal collegio erano limitate tassativamente e severamente regolate: i giovani potevano andare a passeggio,


GU ISTITUTI Mll.JTARI DI EDUCAZIOI'-E E FORMATIVI NELLA REPUBBliCA DI VENEZIA

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ma assieme o per camerate (squadre) e solo se accompagnati dall"uffici ale. Era stabilito «Che due volte alla Settimana ne' giorni Festivi escano regolarmente ,li Cadetti, accompagnati da Capi-Squadra, al passeggio alle ore, che crederà di stabilire il Governatore; tre volte poi alla Settimana ne' due Mesi delle autunnali Vacanze. Che negli ultimi giorni di Carnovale, ed altre occasioni straordinarie di Spettacoli Pubblici escano li Cadetti, come, e quando crederà meglio il Governatore, accompagnati sempre dagli Uffiziali, e li portino a vedere in sito decente, e tutti uniLi. Due volte nel fine di Carnovale potrà il Governatore fargli tutti intervenire ali 'Opera nel Pubblico Teatro. e sei volte nelle vacanze autunnali, se vi avesse l 'opera nel Teatro medesimo». Eventuali visite dei genitori, parenti o amici potevano essere ricevute solo nelle ore di ricreazione nella camera della foresteria o nelle corti, ma in presenza di un capo-squadra. Non era «permesso l 'ingresso nel Collegio a figure di Sesso diverso (se non in qualche caso straordinario d' illustri figure , o di prossimi parenti in caso di malattie) neppur sotto titolo di Messa nella Chiesa interna del Collegio». Veniali episodi di indisciplina e taluni inconvenienti riscontrati in occasioni delle ispezioni periodiche e comandate, inducevano il savio alla scrittura in data 30 dicembre 1778, a integrare la terminazione istitutiva statutaria con ulteriori articoli<67>. Il Lorgna, a seguito della morte del sergente generale Giovanni Carlo Paganelli Cicavo governatore del collegio (1779-1780), succeduto al sergente generale Zuanne Salimbeni, il 1° marzo del 1780 assumeva in via provvisoria la direzione deta'istituto. In tale ruolo impostava l'azione educativa affinchè non venissero solo impartite con estrema cura ai discenti le discipline, culturali, sc ientifiche e militari , ma si polarizzasse l 'attenzione dei docenti anche sulla formazione morale dei cadetti. Ne testimonia il manoscritto Preceui pe/ Collegio (68), conservato nel fondo Lorgna, composto dai paragrafi: «Dello Studio. Del Leggere. Dello Scrivere, Dello scrivere Lettere, Della Lingua Latina. Della Lingua Toscana. Della Lingua Francese, Della Lingua Greca, Della Favola, Della Geografia, Della Storia. Dell'Eloquenza. Della Poesia, Della Filosofia. Della Matematica, Del Suono, Della Civiltà, Della Incivil tà, Del Passeggio, Dci Riguardi con i Superiori, e con gli eguali, Della Con versazione, Del Gioco, Della Mensa, Del RispettO a' Geni tori, Della C reanza coi Domestici. Del Rispetto ai Chierici, Della Civiltà con tuili , Conclusione».

67) ASV. Delibera;ioni del St nato Miliwr, (Secreta), fi. 92. ann o 1779. - Allegati al cap. TIT, doc. IO. 68) ACV, Fondo Lorgna. b. 10.2. doc. non datato.


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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI STATI PREUNITARI

Contrariamente a quanto da taluno affermato(69), il testo non fu compilato dal governatore in sede vacante, ma da questi probabilmente richiesto a qualche collegio retto da ecclesiastici per la redazione delle norme interne e di comportamento per i propri allievi. Nel 1782 il savio alla scrittura incaricava il Lorgna di sviluppare e attuare il progetto del Salimbeni in merito alla costruzione a Campo Fiore in Verona di una batteria di mortai e di cannoncini, nonché dello scavo di una galleria con annessi fornelli da mi na per l'addestramento dei cadetti. L'opera del rettore provvisorio della scuola militare veronese, ampiamente apprezzata dal senat?, veniva riconosciuta con la nomina definitiva a governatore accompagnata con l'ammissione pubblica dei suoi meriti . Ne fa fede la lettera del savio alla scritura che recitaC7°>: <<Illus trissimo Signor Collo nello d ' Ingegneri Antorn Lorgna Direttore delle Scuole del Militare Collegio di Verona. Presenti ali '.Eccellentissimo Senato le benemerenze di Vostra Signoria lllustrissima ne' moltiplici incontri di pubbliche occorrenze e il particolare distin to se rvigio da Lei prestato, sin dai suoi primordj nel Militare Collegio di Verona, e segnatamente il merito, che si è concil iato così nella dirrezione di coteste Scuole per molti anni eserc itata. come nel provisionale Governo sostenuto, è venuto in deliberazione di eleggere Vostra Signoria Illustrissima in attuale Governatore del Militare Collegio, con la generale Direzione annessa delle Scuole. Nel! 'atto. che Lei si trasmette in copia il Sovrano Decreto non può dispensarsi questa Carica a cui sono in particolar modo noti i caratteri, che La distinguono di onore, di fede, e di abilità, dal felicitarsi d 'una tale scelta, e del collocamento da Lei ben meritato in un posto sì eminente, in cui non senza fondamento ravvisa assicurato il miglior essere, e l 'incremento di quell'Istituto sì decoroso, e caro al Principato. Si riserva l'Eccellentissimo Senato di dare opportunamente i convenienti riflessi all'esame di Vostra Signoria Illustrissima in ordine al sollievo. ed estrazione dal Corpo degl'Ingegneri, ordinando intanto che non possa esser fatto uso dell'opera sua senza un particolare riflesso; intendendo che abbia ella a concentrare le sue benemerite applicazioni ne' tanti premurosi riguardi di quell'instituzione affidata al di Lei onore c vigilanza. Al giungerle pertanto delle presenti farà ella convocare tutte le Figu re principali del Collegio, e gli Alunni co' loro Capi Squadra, e comunicherà in via Pubblica questa Sovrana deliberazione a cognizione di tutti, ond'essere riconosciuta per Capo, e Governatore con le facoltà, e prerogative annesse a quel Carico, e snabilito da' precedenti Decreti dell'Eccellentissimo Senato.

69) U. Sbardellati, Anton Maria Lorgna. Memorie pubblicare nel secondo centenario della nasc:ira, a cura deii'«Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona», 3/1937, p. 5. 70) F. Jacoli, Intorno alla vita ed ai /a1·ori di Anton Maria Lorgna - Memoria, p. 20; ASV, Registro Decreti e Leggi - Colleg io Militar di Verona - Comincia 28 Novembre 1764 termina 3 Aprile 1797, carta 135.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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Si darà ella in seguito il merito di ricoscere tutti gli effetti pubblici , ch'esistono nel Collegio facendone rinovare gl'lnventarj con l'accuratezza, ch'è propria di Vostra Signoria Illustrissima ricevendone la consegna, e responsabilità; e ne trasmetterà copia a questo Ufficio opportuoemente. Prenderà pu re in consegna, e deposito le Carte Registri, e docu menti tutti attenenti al Collegio, e farà numerato riscontro delle carte tutte tanto del mensuale Ducato, quanto de ' civanzi delle paghe, dandosi merito la puntualità sua di avvanzarmene relazione. Mi formo di questo di Lei stabile collocamento i migliori augurj per l'incremento, e lustro sempre maggiore di quell'lnstituto, dopo di che non mi resta, che raffermarle la mia stima. Venezia 27, Gennaro 1784 More Veneto (' 27 gennaio 1785 ')»

La riforma del 1785 e le suc·cessive modifiche Con decreto del 3 marzo e· J'approvazione del 23 dicembre 1785 del senato militare, venivano pubblicate leJ Leggi del Collegio Militare di Verona esposte dal Cavalier An ton Mario Lorgna Colonnello degl' lngegneri, .Governatore e Direttore di quel/'lstituto(1 1) La parte prima Delle Leggi, e Regole riportava le norme di carattere generale e i doveri delle singole figure del convitto. Era precisato che il direttore delle scuole e degli studi dovesse essere sempre rappresentato dal professore emerito di matematica e nel caso di vacanza nella carica tale incombenza venisse assunta dal governatore stesso. In caso di assenza temporanea del direttore doveva assumerne le attribuzioni il professore di matematica più anziano, mentre l' ispettore doveva venir tratto preferibilmente dagli ufficiali insegnanti del collegio. Era inoltre raccomandato che tutti i docenti teorici provenissero dali' istituto eccezion fatta per quello di tattica, da trarsi invece tra i soggetti di vasta cultura militare e larga esperienza nella professione delle armi. Anche gli organici erano parzialmente modificati per essere adeguati alle esigenze della scuola. I professori di disegno «forniti di cognizioni Matematiche, e di particolare e distinta abilità» erano portati a due ed era previsto un insegnante di geografia e storia. Il personale militare in genere veniva aumentato di un capo-squadra, della guardia distinta, composta da diciotto elementi, di un piffero e di un infermiere. Per tutti coloro che avevano uno stato militare era obbligatorio indossare «l' uniforme turchino cupo e cremisi». Con questa riforma veniva ribadito il ruolo fondamentale del direttore delle scuole, figura cardine del collegio per quanto attinente agli studi. Con la sua presenza, con la vigilanza continua e con interventi diretti,

71) ASV, Biblioteca, opusc. 1407. - Allegati al cap. III, doc. Il.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA710% E DI FOR\1AZIONE PER UHICIAI..I l-EGLI STATI PREt.;NITARI

volti soprattutto a dirigere e ad animare i subordinati, doveva promuovere l 'applicazione dei professori e degli alunni, pretendendo in ogni circostanza l'adempimento puntuale dei loro doveri. Trimestralmente era tenuto a convocare il corpo insegnante per conoscere l'andamento negli studi e i progressi dci giovani e, con tale cadenza, ragguagliava gerar- . chicamente il savio alla scrittura sulla situazione scolastica inviandogl i i saggi degli allievi. Integrava la sua attività organizzativa e direttiva assistendo alle lezioni, accertandosi per onalmente del grado di apprendimento degli allievi e della professionalità dei docenti. Inoltre, nelle ore di minor impegno o di attività di scarso rilievo, convocava singolarmente i cadetti per interrogarli sugli studi fatti e dialogare con loro al fine di «Cercare di scuotere i men pronti, e di aprire il loro ingegno, facendo intanto uno scandaglio dell'indole, e della portata de· varj talenti». Rimaneva stabilita l'ammissione di giovani in età compresa dai «dodici anni ai quattordici compiuti, non attinto il quindicesimo; e si richieggono sani, e senza difetti organici, e non senza qualche preliminare istruzione e cultura propria d'ogni persona di condizione». Gli allievi erano scelti tra i «figliuoli di benemeriti Uffiziali della Truppa, o Nobili dello Stato. o della Veneta Cancelleria, in modo però che i figliuoli degli Uffiziali non sieno mai meno della metà, e non vi :.i ammettano nè figliuoli, nè fratelli, nè nipoti ex fratre di chi avesse ispezione nel Collegio». La durata del corso era riportata a sei anni. Con l'istituzione della figura del capo-camerata allievo. gli alunni assumevano periodicamente degli incarichi di comando nell'ambito della propria squadra. Questo servi zio, svolto a turno quindicinale tra i vari componenti dell'unità, attribuiva ali 'incaricato anche la facoltà di rappresentare ai superiori il pensiero dei colleghi in merito alla vita dell 'istituto. Da q uanto brevemente esposto e da quanto verrà detto in seguito emerge con nettezza l 'esperienza pluriennale del governatore e la sua specifica competenza didattica e culturale, che gli con entì di portare il collegio al massimo livello di efficienza e perfezione(72)_

72) La fama del matcma1ico e fisico, ingegnere Anton Maria. Lorgna può essere compendiata nelle seguenti note: iscritto ali 'Accademia delle Scieme dell'Istituto d i Bologna, socio prima aggregato c poi accademico dell'Accademia di Scie11:e e Belle Lettere dì Mantova, socio dell'Accademia e dell'Accademia dei Ricol'erati di Padova, della Reale Accademia delle Scienze e della Società di Agricoltura di Torino, dell'Accademia di Agricoltura ed Arti di Verona. dell'Accademia Etrusca di Cortona. socio corrispondente dell'A ccademia delle Scien:e di Parigi. Berlino e Montpellier. socio straniero dell'A ccademia delle Scien:e di Pictroburgo. ~ocio della Società delle Scien:e nawrali di Londra e fondatore della Società Italiana delle Scien:e ( 1782). della dei quaranta.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZION'E E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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Nella seconda parte Delle Discipline e Studi delle Scuole veniva in particolare puntualizzato l'indirizzo pratico da attribuire all'insegnamento: «Tutti i Professori avranno attenzione ne' loro ammaestramenti di rivolgere le cose all'uso, e all ' operazione di fatto, e di dirigere le loro istruzioni teoriche per una pratica illuminata, e sicura nel vasto mestiere dell'armi>>. Si ribadiva la consuetudine degli esami solenni alla presenza del governatore, del direttore delle scuole e del professore titolare, al termine di ogni anno scolastico per tutte le discipline, nonché il conferimento di medaglie d'oro di merito ai più degni: quattro erano previste per le matematiche, due per il disegno, e una per la tattica, per la geografia e la storia, per il latino e l'italiano, per il francese. Ai fini della valutazione degli alunni e per favorire l 'emulazione durante l'anno scolastico, venivano proposti settimanalmente ai cadetti, da parte dei professori, dei quesiti di matematica o di altre discipline. L'anzianità di grado e l'assegnazìone all ' arma venivano determinate tenendo conto dei risultati degli ultimi due anni e in funzione del rendimento nelle matematiche e nel disegno.

La distribuzione degli Studi pel corso di sei anni nel Collegio Militare contemplava per i vari anni l'insegnamento delle seguenti materie: «1° Anno - Matematiche in tuua la loro estensione.- Problemi - l quattro primi libri di geometria piaoo. -Tattica: dal ponamento degli alunni al maneggio delle armi, raddoppio e marcia. - Disegno: specie e forme. architettura civile, strumenti da disegno, ordine toscano e dorico. -Geografia: sfera armillare, parti di essa ed usi. - Belle lettere: ortografia, primi rudimenti della grammatica italiana.- Lingua francese: prime regole, pronuncia dei termini e parti. 2" Anno - Matematiche: i due ultimi libri di geometria piana - Geometria solida e problemi. - Trigonometria piana. - Logaritmi. - Maneggio delle tavole. Primi elementi di algebra. - Tattica: maneggio di un bauaglione, ripartirlo, farlo marciare. - Evoluzioni e fuochi. - Disegno: architettura, ordine corintio e composito, lezioni su Vitruvio, Palladio ed altri autori circa la costruzione di logge, archi, templi, case, ponti ecc. - Geografia: meccanica e strutture del globo e delle carte geografiche generali. - Belle lettere: parti dell'orazione e costruzione toscana, temi francesi.

3° Anno: - Matematiche: perspettiva teorica. agrimensura, topografia speditiva, rilievi, algebra sino alle equazioni di 3° e 4° grado, sezioni coniche riflettenti la meccanica e l 'artiglieria. - Tattica: doveri dei soldati e uffiziali, servizio nelle piazze e sui pubblici legni. - Disegno: perspettiva. coloritura, ombre. Geografia: confronti tra l 'antico ed il moderno, storia universale e cronologia. - Belle lettere: principii di lingua latina. - Francese: temi , lettere familiari e conversazioni.

4° Anno: - Matematiche: trigonometria sferica. meccanica, macchine. - Tattica: marcia della cavalleria e se rv izio delle piazze. - Disegno di macchine, artiglierie e levate speditive. - Geografia e storia, seguito degli insegnamenti del 3° anno.- Belle lettere. lingua latina e francese.


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GLI ISTITCTI DI EDUC'A710!'.E E DI FOR~IAZIOXE PER UFFICIALI ' tGLI STATI PREt;NITARI

5° Atmo: - Matematiche, tiro teorico. costruzione dei cann oni, mortai, ecc. - Fortificazione campale e permanente. mine e contromine. - Tattica: castrametazione e trincee. serviti o della fanteria e della cav:lllcria in campagna. - Disegno. geografia e storia.

6° Anno: - Matematiche, auacco e difesa delle piazze forti, costruzione delle batterie. Fisica generale. - Tattica: ordini di battaglia, movimenti degli eserciti. - Disegno. attacco c difesa delle piazze, rilievi con la tavoletta pretoriana. Belle lettere, orazioni ai soldati. - Francese: letture, componimenti e conversazioni. »

Durante le vacanze autunnali (dal 12 settembre all'Il novembre). al fine di non lasciare in ozio gli alunni, erano programmate in un orario apposito tre scuole di eserci:io di corpo: cioè tattica, scherma e cavallerizza. La scuola di tattica, che durante l'anno scolastico veniva svolta nei dì festivi integrata da esercitazioni mensi l i pubbliche sul maneggio delle armi, durante questo periodo veniva svolta giornalmente. In questo arco di tempo anche le lezioni di scherma e gli esercizi ginnici, normalmente previsti durante l 'anno nei giorni non feriali, avevano frequenza quotidiana. Al termine degli esami finali veniva, inoltre, organizzato un saggio pubblico di scherma. Analogamente veniva incrementata anche l 'equitazione, che da bisettimanale diventava trisettimanale. Alle attività citate si aggiungevano. parallelamente e a completamento dell'istruzione teorica svolta nelle varie classi, gli esercizi di rilevamento topografico planimetrico e altimetrico mediante l 'uso della tavoleua pretoriana e della livella. La Tabella oraria per i dieci me·s i scolastici da osservarsi nel Collegio Militare di Verona, pubblicata in allegato alle leggi del 1785, regolava e scandiva il ritmo della vita quotidiana degli allievi con delle cadenze analoghe a quelle già previste nel 1777. Stabi liva in particolare: una lezione di un'ora di scuola di geografia, due di matematiche e, dopo una breve pausa, due periodi di scuola di belle lettere o in alternativa lingua francese. Al pomeriggio erano previste da due (inverno) a nove ore e mezzo (estate) di scuola di disegno: l'equitazione veniva svolta il martedì e il giovedì. Durante i giorni festivi e di vacanza del periodo scolastico gli alunni, dopo «l'ora e mezza della Chiesa, assistevano alle lezioni di esercizi militari o tattica per due ore, quindi, al pomeriggio erano impegnati, per un analogo arco di tempo, negli esercizi d i scherma. Identico programma veniva svolto nei giorni feriali delle vacanze autunnali, della durata di due mesi, con l'inserimento dell'equitazione nel solo mese di settembre, mentre i giorni di precetto erano «destinati alla ricreazione. e al passeggio. adempimi prima i doveri della Religione». Ovviamente la contrazione del corso degli studi. già previsto in otto anni e ora ridotto a sei, doveva comportare una selezione più accentuata


GLI ISTITUTI MILITARI 01 EDUCAZIOINE E FORMATIVI NELLA REPU BBLICA 1)1 VENEZIA

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degli aspiranti e una revisione generale dei programmi, della ripartizione del tempo e delle attività. Incaricato dell'incombenza fu il governatore della scuola, come si desume dal decreto del 3 marzo 1785 nel quale si legge:(73) «Non essendo però adattabile per gli anni sei quel piano di studj che v'era conformato per gl'oliO. il Savio alla Scrittura si rivoglierà alla virtù del Collonello Cavalier Lorgna per quelle regolazioni del piano medesimo che sono necessarie ad una la le alterazione di tempo commettendol i insieme di sugerire per la nuova condotta tutte quelle ulleriori previdenze, che una lunga esperienza potesse avergli dimostrate u1ili per sempre più assicurare gl'oggetti di quel decoroso Istituto.»

Ciò non deve stupire qualora si consideri che molti miglioramenti introdotti anche nel passato furono sicuramente opera del Lorgna e che a lui sono da attribuire la stesura delle Istituzioni, Leggi e Doveri del Corpo regolato degl'Ingegneri Militari della Serenissima Repubblica di Venezia, dell'Ordinanza del Cmpo regolato degl'Ingegneri Civili della Serenissima Repubblica di Venezia e del Metodo per le promozioni nel Reggimento d'Artiglieria già citati. Dopo il 1785, i programmi del collegio di Verona perderanno graduai~ mente quel carattere preminentemente teorico che aveva dominato soprattutto l'insegnamento militare: un (74 ) <<formalismo eccessivo che non 1rovava corrispondenza nella pralica delle cose mililari, e lo rendeva esse nzial mente astratto e dourinario. Il capilano Dell ' Ostia, insegnante di lattica, maestro di esercizi mililari ed ex-ufficiale del Re Federico di Prussia. essendo pressoché seuuagenario fu giubilato nell' anno 1789. In sua vece fu nomina10 il capi1ano Castelli, che chiese ed oltenne dal Lorgna un aumento delle ore da dedicarsi alle istruzioni pralicbe ed applicative degli a llievi del collegio. Il " Mag istralo all'artiglieria", per iniziali va del Savio Francesco Vendramin, inviò alla fi ne dell'anno 1790 alcuni pezzi di artiglieria campale al collegio veronese. per servire al le istruzion i, al servizio ed alle manopere di forza degli alunni. Con i detti pezzi furono spediti dali ' Arsenal e i necessari attrezzi ed i bersagli per gli ese rcizi di tiro.»

Veniva dato pertanto sempre maggiore impulso alle istruzioni pratiche e applicative. Infatti: «nel primo anno di corso si insegnava il maneggio delle armi; nel secondo gli esercizi di un battaglione di fanteria, " il modo di ripanirlo, farlo marciare, evolu zionare e combatlere"; nellerzo si prescriveva di es porre i doveri del soldato. di redigere dei "piedi lista", di ordinare il servizio nelle piazze forti e sui legni armati in guerra.

73) F. Jacoli. op.cit.. p. 20. - ASV, Delibera;ioni del Senato Miliwr. (Secreta). an no 1785. 74) E. Barbarich, op. cir., pp. 404-5.


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GLI ISTITuTI DI EDUCA710NE E DI f'ORMAZIONE PER UFACIALI NeGLI STATI PREUNITARI

ei tre uhimi anni l'allievo doveva applicarsi a studiare l'impiego della cavalleria, i lavori di castrametazione e trincea, gli ordini di banaglia ed i .. movimenti degli eserciti''. Da queste pratiche non era infine esclusa l'oratoria militare, "quale esercizio di parlare su qualche argomento di milizia, in pubblico, e di condonare i soldati".»

Il collegio militare di Verona sin quasi dalla sua costituzione si era dimostrato pienamente rispondente sia nel conferire una adeguata professional ità ai giovani ufficiali sia nell'uniformarsi alle esigenze organiche dei corpi degli ingegneri e del! 'artiglieria. Non altrettanto si poteva dire per i battaglisti, i quali, pur dotati di una elevatissima qualificazione per gli ufficiali di truppa di que ll'epoca, venivano dimes i in numero troppo esiguo per coprire le vacanze di alfieri e di cornette nei reparti di fanteria italìana, oltremarina e di cavalleria. II senato doveva quindi far ricorso al tradizionale reclutamento dei cadetti per foggiare ufficiali per le truppe di terra e dì mare. La creazione di questa Scuola unica per la formazione dei quadri di tutte le armi e quindi dell 'élire militare, anticipava nel tempo, perché probabilmente prima in Europa, l 'evoluzione delle accademie milìtari. Tale idea precorritrice trovava però compiutezza nella mente dei riformatori nell ' accezione più ampia, solo più tardi con la richie ta di uno studio approfondito e dettagliato. Nel 1789 il Lorgna in risposta al decreto del senato del l o febbraio 1778 m. v. (l o febbraio 1779), che prospettava la soppressione dell'istituto dei cadetti della truppa c nel contempo lo incaricava di studiare la possibitità di attuazione di un progetto che consentisse «d'instruire eziandio nel medesimo Collegio tanto numero di Militari studenti quanto è necessario per alimentare di Uffiziali tutta la Truppa Italiana, ed Oltremarina così di Fanteria, come di Cavalleria», presentava il nuovo irer scolastico. II testo integrale mano eritro dello studio per il nuovo istituto si componeva di una premessa, cinque articoli e cinque fogli(75>. In sintesi, nella introduzione il governatore del collegio militare veronese plaudiva al proposito del senato confermand9 l'assoluta opportunità di realizzarlo poiché esso «contempla un oggetto ben più eminente, ed abbraccia vantaggi incomparabilmente maggiori del Collegio attuale. Non può certamente abbastanza apprezzarsi l 'utile, che ne ridonderà al Pubblico Servigio nell'avere dopo un certo giro d ' anni così al comando

75) BCV. Fondo Lorgna, b. 10.2. - Allegati al capitolo III, doc. 12.


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Progeuo di un nuovo Collegio Militare - Calcolo delle esigen?e organiche Bihlimeca Civica di Verona


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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e governo delle Truppe instruttissimi Uffiziali, come le Truppe medesime in quel fiore ed esercizio, che forse non sono mai state». Nel primo articolo considerava le modalità di reclutamento al fine di soddisfare le esigenze organiche, nonché la convenienza di articolare il corso degli studi in bienni. In base agli organici della truppa, l'ammissione dei cadetti doveva avvenire, con cadenza biennale, nella misura di 48 allievi (4 per le armi speciali e 44 per la truppa). Al termine dei primi quattro anni di studi, a fattor comune per tutte le armi, i quattro meglio class ificati del corso, prescelti per essere assegnati al corpo degli ingegneri e dell'artiglieria, avrebbero dovuto completare la loro preparazione professionale per altri due anni, i rimanenti 44 invece promossi ufficiali di fanteria e di cavalleria avrebbero raggiunto i reparti di destinazione. Nel secondo prevedeva una rielaborazione dei programmi di studio in relazione alla nuova concezione e impostazione che ipotizzava la preparazione diversificata dei cadetti. «Vostre Eccellenze ben comprendono che la destinazione degli Alunni Mili tari diretta al servigio nelle Truppe di Terra e di Mare della Serenissima Repubblica dispensa da per sè e dalla qualità e dalla quantità degli studj, che si fanno oggidì nell'attuale Collegio, eh 'è Instituto pel Genio o Artiglieria, non per la Truppa. Al che si aggiunge anche la brevità del periodo di 4 anni bastante pe'militari, che non per la particolare e vasta professione dell' Ingegnere singolarmente. In conseguenza rodierno piano degli studj non ha più luogo». Prendeva successivamente in esame il numero e la qualità degli insegnanti militari «da cavarsi dagli Uffiziali subalterni dal corpo degl'Ingegneri ed Artiglieri, de' migliori che sieno usciti da questo Collegio e da qualificati ufficiali della T ruppa». Negli articoli terzo, quano e quinto analizzava, nell'ordine, l' incremento di spesa annua necessaria per il nuovo collegio, esponeva l'esigenza di ristrutturare i locali allegandone il progetto e, infine, richi amava l'attenzione e l'intervento del savio alla scrittura con alcuni suggerimenti concernenti l 'impiego degli ufficiali neo promossi all'atto della loro dimissione dali' istituto. Nei cinque fogli allegati trattava nel particolare alcuni specifici argomenti esaminati nei vari articoli. La riforma della scuola militare, proposta dal senato e definita nelle sue linee essenziali dal brigadiere Lorgna, avrebbe dovuto essere attuata veros imilmente a iniziare dal 1793, a quattro anni cioè dall 'eventuale approvazione del progetto. Dai documenti reperiti nei vari archivi non ri sulta però che essa sia mai stata realizzata. Con gli Articoli di providenza da aggiungersi alle Leggi Statutarie del Collegio Militare di Verona, del 19 marzo 1791, venivano definiti


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GLI IST!Tù'Tl DI FDllCAZIONE E DI FOR~AZIO~E PER UFT-lCIALI :>/!>GLI STATI PREUKITARI

alcuni nuovi criteri informatori<76>. Al termine del corso «per provvide mire di disciplina e di miglior servizio» i cadetti non sarebbero più stati assegnati, come nel passato, secondo la scala di merito, cioè i primi 8 nel corpo degli ingegneri , i successivi 8 nel corpo degli arti glieri e i rimanenti nella fanteria italiana c oltremarina, ma, sempre rispettando l 'ordine della graduatoria, nella misura delle vacanze neli' anno nelle armi sopraddette. Conseguentemente i programmi di studio subivano una parziale modifica: la scuola di tattica assumeva «il primo Posto dopo quella delle Matematiche, e che le si dia nella Scala dci meriti che decide della collocazione degli Alunni a capo della condotta l ' influenza che deve avere». In particolare nell ' u !timo anno doveva essere posto l' accento sui «doveri del Soldato, Bas i Uffiziali, Uffiziali, e di tutte le Figure attinenti al Militare, nonché delle regole di servizio, e governo della Truppa nelle Piazze, e sui Pubblici Legni a tenore dei metodi in uso, della formazione di Piedilisti, Dettagli , Armi di Piazze, e sui Pubblici Legni , e di tutto ciò in generale che riguarda la pratica effettiva, e giornaliera nell'ordine militare». Veniva, inoltre, attribuita al professore di tattica l'assegnazione di un adeguato numero di periodi di lezione «per ammaestrare la gioventù, a Tavolino, con una Scuola regolare», mentre erano ribadite le disposizioni relative agli addestramenti e alle istruzioni, per cui gli «esercizj della Tattica dovranno essi aver luogo nei giorni Festivi delle Stagioni adattate, e nell'Autunno come precedentemente» . La funzionalità dell'istituto e la continuità didattica nel tempo era assicurata dalla lunga permanenza nell'incarico del personale chiave e del corpo insegnante, come risulta dal raffronto del l 'organico del collegio degli anni 1785 e 1791 <77>. L'ordinamento del 1791 era pertanto il seguente: opraintendente del corpo del genio e governatore

brigadiere Anton Maria Lorgna

direttore delle scuole e degli studi e maestro di matematica

capitano ingegnere Leonardo Salimbeni

secondo maestro di matematica

alfiere Ottavio ~ernardi (nel 1785 capitano ingegnere Paulo Delangej)

76) 8 MV, mss. Marciani. Miscellanea, B 294. - Allegati al cap. Ili, doc. 13. 77 ) ASV, Savio di Terraferma alla Scriuura . fi . 263.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA

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maestri di disegno

capitano Zan Batta Bertolini e tenente artiglieria Coriolano Urbano Cariolati

maestro di lingua italiana, latina e belle lettere

nel 1785 don Zan Batta Capobianco

maestro di lingua francese

Gugliemo Av ril

maestro di geografia e sfera

don Agostin Vivorio

ispettore e maestro di tattica

capitano Antonio Castelli (sino al 1789 capitano Nicolò De li ' Ostia)

cappellano

abate don Botolamio Carenzi (nel 1785 don Andrea Lugiato)

maestro di scherma

Benedetto Causbergh (Causberg)

assistente al maestro di scherma

Alessandro Causbergh (Causberg)

economo

Zuanne Bemardini

medico

don Nicola Bongiovanni

chirurgo

Pietro Gregori

speziale eia medicinali

Bortolo Masetti

capisquadra

Andrea Todesch ini , Angelo Demetrio Zilotti , Giuseppe Bombarda, Giacomo Giacomazzi (nel 1785 Francesco Bertoni e Paulo Marini)

sergente

Pietro Longhi

tamburo e piffero un infermiere tre serventi sergente Gaetano Feltrini, un caporale e sedici soldati per il servizio di guardia Erano stati sostituiti perché giubilati o trasferiti l'ispettore e maestro di tattica Nicolò Del! 'Ostia, il cappellano Andrea Lugiato, il maestro di matematica capitano ingegnere Paulo Delangej, il maestro di lingua italiana, latina e belle lettere don Giobatta Capobianco e i capi squadra Francesco Bertoni e Paulo Marini.


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GLI ISTITIJTI DI EDt..CA210l'F F. DI FOR\1A210~E PER UFFICIAI.I NEGU STATI PREUI'ITARI

Il 26 agosto venivano promossi e dimessi ventidue allievi (8 assegnati al corpo degli ingegneri, 5 aH 'artiglieria e 9 soprannumerari artiglieri e battaglisti) e nel contempo erano ammessi ventiquattro nuovi cadetti. Ormai i tempi nuovi incalzavano, l 'armata di Napoleone, nonostante la dichiarazione di neutralità disarmata, di lì a poco avrebbe calpestato il suolo della Repubblica di S. Marco. Il l o giugno 1796 i francesi entravano in Verona. 11 28 giugno spirava il brigadiere generale Lorgna. che dal maggio 1794 sempre più frequentemente aveva ceduto il governo dell"istituto al capitano Salimbeni. Con la deliberazione del senato militar in terra ferma del 12 luglio 1796, che ordinava di far passare gli alunni alla Dominante accompagnati dal loro maestro di tattica, capitano Castelli e dai capi-squadra «al quale oggetto si rilasciano al Savio di Terra Ferma alla Scrittura le opportune commissioni» aveva fine l 'esistenza del Militar Collegio. Il 16 luglio gli ultimi allievi della scuola lasciavano definitivamente il castello scaligero. L'istituto anticipava con la sua fine il destino inglorioso del la Repubblica di Venezia, il più antico Stato d "Europa. La Serenissima, che nell"ultimo cinquantennio si era ostinata a negare al proprio esercito quelle riforme indispensabi li per adeguare gli organici, l'armamento e l'addestramento alle reali esigenze e renderlo quindi strumento in grado di garantire la sicurezza dello Stato anziché istituto dissipatore del pubblico denaro, vedeva la propria neutralità tramutarsi in resa. Non moriva però la tradizione culturale ed educativa del prestigioso col legio: doveva rinascere e perpetuarsi nella Scuola Militare di Modena, che il Bonaparte aveva voluto per la Repubblica Ci~alpina, fondata. impostata e diretta dali" ingegnere militare Leonardo Salimbeni, ultimo direttore delle scuole e degli studi. comandante interinale dell"istituto veneto. Il 3 messidoro anno VI (21 giugno 1798) formalmente si costituiva la Scuola Militare del Genio e deii'Aniglieria e il2.vendemmiaio anno VI (23 settembre 1798) avveniva la solenne inaugurazione dell'anno scolastico. I programmi di studio ricalcavano quelli del collegio di Castelvecchio. Collaboratori del primo direttore erano l 'ex alfiere soprannumerario. promosso nel 1796, Ruggcro Bidasio nominato professore d'artiglieria e il professore di matematica Luigi Cagnoli.


~GHO D'rrALJA

Ml'UB!Ll<lA CJSALPINA

CAPITOLO

IV

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA, ITALIANA E NEL REGNO D ' ITALIA


GLI ISTITUTI MI LITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPLBBLICHE CISALPINA. ITALIA'IA E J\E L REGNO D' ITALIA

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI NEL PERIODO NAPOLEON ICO La nascita de li ' esercito cisalpino a un osservatore poco attento potrebbe appari re un fenomeno estemporeneo e per taluni versi incomprensibile. Per la prima volta dalla caduta dell'Impero romano, gli italiani, ancorchè di una limitata parte della penisola, si raccoglievano, nel nome d ' Italia, sotto le stesse insegne soprassedendo ali ' appartenenza a entità statali o a provincie diverse, separate da barriere secolari d ' interessi sociali, economici e da pregiudizi tradizionali. La Rivoluzione. che aveva d ' improvviso mutato le opinioni. i costumi e l' aspetto d 'Europa, in Italia segnò il trapasso, negli uomini d'ingegno. dall 'attività speculativa del piano culturale a quello politico, facendoli promotori del risveglio della nazionalità. Certo è che la rivoluzione italiana era avvenuta soprattutto grazie all'intervento francese , che fece dire al Foscolo «Egli ('Napoleone') solo bastò ad animare, a dar loro opinioni , leggi, arm i, sentimento d'indipendenza, desiderio di libertà patria, e soprattutto rapidità tanta di moto, da far ch'ei mostrassero in pochi anni il cangiamento al quale sarebbero bisognate tre o quattro generazioni . Ma egli, nel trasfondere quasi istantaneamente questa attività, la serbava pur sempre in suo arbitrio, e poteva moderarla, accrescerla, estinguerla a sua posta ad un tratto, con la prontezza con che l'aveva comunicata. Però l'Italia, al cadere di Bonaparte, ricadde nell'antico s uo stato di servitù, e fra pochi anni forse non presenterà vestigio alcuno di avere sì potentemente operato nella generale rivoluzione d 'Europa»O>. Alla stagione politica irripetibile, che aveva visto il sorgere di uno Stato italico a carattere unitario e democratico, subentrava uno Stato di rango subalterno. L'esercito cisalpino, sorto inizialmente dalla Legione italiana della Confedera:::ione Cispadana e dalla Legione Lombarda ( 1796), fusesi successivamente nella Legione Cisalpina (1797), dopo i Comi:::i di Lione (gennaio 1802) assumeva un definitivo assestamento. Con la legge del 13 agosto dello stesso anno si e rgeva a simbolo di un'Italia indipendente, ancorché sotto la tutela francese. Rilievo maggiore assumeva però la creazione de li 'esercito nazionale durante il Regno d'Italia poiché, come affermò il Salvatorelli: «Non poca importanza ebbe la creazione di un esercito d'Italia. Anche questo era da secoli un fatto nuovo.

l) U. Foscolo. Pagine Militari . a cura di A. Tosti. p. 139.


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GU ISTITUTI DI ED~CA.llOI\E E DI fORMAZlO:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUSITARI

Furono stranieri a crearlo e ad averne il Comando s upremo, e per gli interessi stranieri (chi non ricorda i vers i de l Leopardi s ugli italiani caduti in Russia?). Esso combattè quasi sempre. Ma i quadri , fino a quelli dei generali compresi, oltreché le truppe, erano italiani; ed esso fu un addestramento tecnico, una scuola di energie, un focolaio (piacesse o no a Napoleone) di sentimento nazionale, un crogiuolo di unità. Non per nulla nei primi anni della Restaurazione gli ex ufficiali dì quell'esercito furono in prima linea fra gli agitatori e i cospiratori per l'indipendenza e la libertà d ' Italia; e ancora nel Quarantotto superstiti di esso agirono per la causa nazionale» (2) . Nei primi anni della Repubblica Cisalpina <3> il reclutamento era essenzialmente a carattere volontario, in seguito, per ins ufficienza di vocazioni, per la costituzione dell'esercito nazionale ( 1798) veniva introdotta la leva obbligatoria per i giovani di età tra i 18 e i 26 anni. Dopo lo scioglimento delle mi lizie, a seguito dell'invasione del territorio della Cisalpina a opera delle forze austro-russe, nel 1800 s ì ricostituiva la Legione italica. L' esercito assumeva una fisionomia più organica solo nel 1802 allorquando veniva fi ssata l'entità numerica de li 'esercito in 24.000 uomini e 4.000 cavalli attingendo dai coscritti in età dai venti ai ventic inque anni, con l ' obbligo del serv izio per un quinquennio. L' esercito italico contò complessivamente ne lle sue file «nei suoi diciassette anni di vita gloriosa ben 217.430 italiani e cioè 165.430 coscritti, 44.000 volontari , 8.000 dalmati-istriani; aveva perduto in guerra, per ferita o malattia, 127.760 uomini dei quali 14.000 in quella dì Russia; aveva combattuto valorosamente in quasi tutti i più importanti fatti d ' arme delle campagne napoleonìche, onde la s ua storia s ì confonde con quella della Grande Armata»< 4 >. «Alla fine del 18 12 l'esercito (non dedotte le enormi perdite faue in Russia e nella Spagna) numerava a 79.522 uomini e 12.824 cavalli »<5 >su una popolazione dì circa sei milioni e settecentomila abitanti. Nel breve arco di tempo dell'intermezzo napoleonico furono creati in Italia diversi istituti militari per soddisfare l' esigenr.a della formazione

2) L. Salvatorelli, Pensiero e a:iune del Risorgimento . pp. 7 1-2. 3) La Re pubblica Cisalpina ve niva cos tituita i19lug lio 1797 e la Repubblica Italiana il 24 gennaio 1802. 4) A . Tosti. Storia delfEserwo ualiano (1861 -1939). p. 8.

5) A. Zanoli. Sulla Mili:ia Cisalpino-Italiana cenni storico·statistici dal 1796 al 1814. vol. L p. 27.


GLI ISTITUTI \11LITAR I DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISAJ..PI'IA. ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA

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dei quadri e dove «i figli de' padri benemeriti e i giovani s tudiosi, trovano in essi asilo, onore, costumanza, dottrina e felice incaminamento per l'ampia carriera delle armi»<6). Ciò anche perché negli Stati costituenti le Repubbliche Cisalpina, Italiana e Regno d' Italia non esistevano scuole di educazione e formazione militare per ufficiali, se si eccettua il Collegio Militare della Serenissima. Nel periodo del Regno d ' Italia e precisamente dal 1805 il reclutamento degli ufficiali, non provenienti dalla truppa o dai sottufficiali per meriti di guerra, avveniva attraverso diverse istituzioni: il Corpo delle Guardie d'Onore (20 giugno 1805), la Scuola Militare del Genio e dell' Artiglieria di Modena (27 luglio 1797 e 22 novembre 1803), la Regia Scuola Militare di Pavia (7 luglio 1805) e il Corpo dei Paggi Reali (1805). Jl corpo delle guardie d 'onore, scuola per allievi ufficiali importante se pur estremamente atipica, era costituito da coscritti appartenenti alle migliori famiglie dello Stato, che, inquadrati nelle cinque compagnie corrispondenti alle regioni de l regno, servivano nel corpo. In tempo di pace prestavano servizio presso il sov rano e ne costituivano la guardia personale, in guerra lo egu ivano militando nella guardia reale. Avevano diritto. senza sottostare al peso degli studi, alla nomina a ufficiale dopo due anni di servizio. Il pagamento di una pensione annua era a carico delle famiglie. Tale corpo garantiva un gettito elevato di sottotenenti. La prestigiosa scuola nazionale o militare del genio e del l 'artiglieria, denominata successivamente Reale Scuola di Artiglieria e Genio, a livello universitario, aperta a ufficiali , militari e civi li, era preposta alla formazione di un numero limitato, ma altamente qualificato di ufficiali delle armi speciali. Dopo tre o quattro anni di corso g li allievi venivano assegnati all'armata con il grado di tenente . La scuola militare di Pavia, inquadrava per lo più giovani appartenent i a famiglie di militari o di fedeli servitori dello Stato e formava degli ufficiali di fanteria, di non elevata cultura, bensì quadri subaltemi s ufficientemente preparati. La durata del corso non era chiaramente definita (due e tre anni). Infine il corpo dei paggi reali composto da giovani di nobile estrazione, che frequentavano il collegio e sotto la guida di ufficiali abbinavano lo studio con il servizio a corte; al termine dei loro studi, di durata non precisata, potevano esser nominati ufficiali.

6) ASMO. Prefeuura del Dipartimemo del Panaro. ti. XVII, fi. 22; Regno d'Italia Ministero della Guerra- Avl'iso.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I

Tra gli istituti militari costituiti nel periodo del Regno d 'Italia assumeva un particolare rilievo il Collegio Reale degli 01jani militari di Milano che dove v a preparare gli orfani per l'ammissione alla scuola m ilitare pavese e in linea subordinata a ricoprire i gradi di sottufficiale o caporale. 2. IL COLLEGIO REALE DEGLI ORFANI MILITARI

L'Orfanotrofio Militare (erede del Collegio degli 01jani fondato dal generale Pietro Teu]iè) istituito con l'ordinanza ministeriale del 15 gennaio 1802 assumeva, l'Il marzo 1807, la denominazione di Collegio Reale degli 01jani militari <7 ), con sede nel monastero di S. Luca a Milano. La scuola era destinata a dare «una educazione gratuita ai figli de' Militari caduti sul campo del!' onore o che hanno reso segnalati servigi allo Stato; ed a quelli pure de' Funzionari civili commissionati dal Governo, rimasti vittime nell'esercizio delle loro funzioni». Lo stesso vantaggio era pure concesso con l 'avviso del 23 luglio 1808 a ogni cittadino che aspirasse ali 'ammissione del proprio figh o al collegio, con pagamento della pensione. L'ordinamento della scuola prevedeva la seguente costituzione:

Stato maggiore del collegio un capo di battaglione governatore

ispettore delle rassegne De Meester

un capitano direttore degli studi, comandante in secondo

capo ragioniere delle fortificazioni Merlo

due capitani o tenenti incaricati capitano Ponce dell'istruzione militare, della polizia e disciplina un direttore di amministrazione (dei dettagli, del vestiario, dell' equipaggiamento, del!' armamento)

capitano Tondelli

un economo

sottotenente Sorgini

un medico

ufficiale di salute dottor Monteggia

un chirurgo e uno speziale

7) ASMI, Minisrero della Guerra. car. 2412.


GLI ISTITUTI MILITARl DI EDVCAZIOJ\'E E FORMATIVI :-<ELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIA"'A E !>'EL REGNO D'ITALIA

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un cappellano direttore de li ' istruzione religiosa

don Antonio Riccardo Bartoli

due maestri di leggere

maestri Germani e Vanni

due maestri di scrivere (calligrafia)

professori Nani e Ferrarotti

un professore di geografia e storia

professor Germani

due maestri di lingua italiana

professor cappellano don Marchi

un maestro di lingua france e

professor Pellico

due maestri di aritmetica

professar Calabretti

due maestri di geometria

professar Alvino

un maestro e un sotto maestro di scherma

maestro San Fiorenzo

Piccolo Stato maggiore un aggiunto dell'economo un incaricato del dettaglio del refettorio con due assi tenti un sorvegliante di cucina e due cuochi un incaricato del dettaglio dell'accasermamento un incaricato del! 'infermeria con due assistenti un mastro sarto un mastro calzolaio un mastro armaiolo una trombetta maestro un tamburo maggiore pre o tra gli allievi ei vedove di veterani e invalidi dell'età di 40 anni (una per compagnia) tre piantoni presi tra gli invalidi o veterani per il servi zio dello stal;>ilimento. L'organico, inoltre, prevedeva un reparto denominato Battaglione Reale degli 01jani militari su 300 allievi a piazza gratuita e 30 pensionari, articolato in sei compagnie, di cui una scelta, ciascuna su 55 alunni compresi gli allievi sottufficiali. 11 numero delle compagnie da formare effettivamente era però definito dal numero dei giovani presenti. Ogni compagnia era divisa in due sezioni , ogni sezione in squadre o camerate comandate rispettivamente da un sergente maggiore, da un sergente e da un caporale tratti dagli allievi.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO~E PER UFFICIALI :-lliGLI SfATI PREUNITARJ

Le condizioni d 'ammissione prescrivevano l'appartenenza alle già c itate categorie nonché il possesso di una sana e ben conformata costituzione fisica, un'età «d i 8 anni almeno e di 14 al più» (7 anni per gli orfani di padre e di madre) e l 'esser nati da un legittimo matrimonio. Nel periodo napoleonico erano considerati orfani anche i figli di genitori viventi, ma di condizioni economiche disagiate. Nell'orfanotrofio veniva impartito l'insegnamento delle lingue italiana e francese, della geografia, della storia, dell'aritmetica, della geometria, della scherma, del nuoto e della musica militare. L'istruzione doveva consentire agli allievi di s uperare gli esami prescritti per l'ammissione alle Scuole Reali di Pavia e di Bologna, qualora fossero giudicati idonei, oppure di ricoprire i posti di sorrufficiale o di caporale nell'armata. Ogni anno negli ultimi giorni di agosto gli allievi venivano sottoposti a un esame generale sugl i studi compiuti nel corso dell'anno e, in base ai risultati ottenuti dai singoli, veniva redatto un quadro o scala di merito. I migliori venivano inquadrati nella compagnia scelta e quindi oltre ad avere un ' istruzione militare in comune con gli altri venivano addestrati al tiro con la pistola, con il fuci le. con la carabina rigata e alla fabbricazione delle cartucce. Durante l'anno erano previste, nei giorni di giovedì e di domenica, delle passeggiate ordinarie e «almeno una volta al mese sei miglia di cammino con fucile e mocciglia sulle spalle completa secondo l 'ordi nanza, ed il loro pane». Nel mese di setlembre, dopo l 'esame generale, avevano luogo, dietro ordine del ministro, le vacanze. Durante tale periodo non era ammesso agli allievi allontanarsi dall'istituto. Dalla compagnia scelta venivano selezionati: i sergenti di sezione e i caporali per le compagnie. i candidati per le piazze gratuite nelle scuole reali militari e i sottufficiali destinati a entrare con titolo preferenziale nell'armata. Gli allievi vestivano un'uniforme e la loro anzianità di servizio militare veniva fatta decorrere dall'età di quattordici anni. L'uscita dall'istituto era prescritta al compimento del sedicesimo anno, ma potevano eccezionalmente rimanere sino ai diciotto «per passare in un corpo di qualunque arma». Dopo l 'esame finale del corso il ministro doveva presentare al governo l'elenco degli allievi in grado di presentarsi per sostenere l'esame di ammissione alle scuole di Pavia e di Bologna, degli ammissibili in qualità di sottufficiali o caporali nell'armata oppure da collocare provvisoriamente come oldati, per essere promossi caporali dopo un anno di servizio.


ll~~mm : il-mGt7·-= Pavia - Palazzo Ohislicri sede della Regia Scuola Militare

Tra/lo da una stampa dell'epoca


GLI ISTITUTI M li ITARI DI EDI.:CAZIO:-<E E FORMATIVI l'ELLE R.EPUBBUCHF CISALPISA. ITALIANA E J\EL REGI'•O D' llALIA

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Gli alunni cons umavano tre pasti al giorno: «A colazione ott'once ('circa 220 grammi') di pane munizione di puro frumento. da cui siansi estratte venticinque libbre ('circa 8 chilogrammi') di crusca per quintale. A pranzo ott'once del medesimo pane. cinq ue once C circa 136 grammi') di carne, una mi nestra, un piatto di legumi , mezzo boccale di vino per gli allievi dell'età d'anni dodici, ed un quarto di boccale per quelli che non sono ancor giunti a quest'età. A cena ott'once del medesimo pane, un piatto di legumi o d'altra cosa, ed un quarto di boccale di vino. Gli allievi al disotto di dodici anni avranno una merenda simile alla colaLione.»

Con la rioccupazione della Lombardia da parte de lle truppe austriache, nel 1814. l' istituto mutava il nome in Imperia/ Regio Collegio Militare in S. Luca (21 settembre 18 14 ). Era destinato ai figli dei militari dei reggimenti lombardo-veneri e aveva per scopo l'istruzione dei giovani per formarne, in seguito, degli ufficiali. Alla fine del 1838 il Collegio veniva sciolto e, in sua vece, costituita la Imperia/ Regia Compagnia dei Cadetti (1° agosto 1839). La sua esistenza si concludeva nel 1848. Con il decreto del 26 agosto 1859 veniva ricostituito in S. Luca, negli antichi locali, il Collegio Militare. L'attività della scuola fu sospesa nel periodo 1869-74, continuò successivamente e ininterrottamente la sua opera. unitamente ai Collegi Militari di Firenze<8 >, Roma e apoli. sino al 1943. 3. LA REGIA SCUOLA MlLITARE DI PAVIA «Vista la necessità indi spensabile di introdurre ne' nos tri Stati d ' Italia una educazione militare nella gioventù che deve, o vuoi dedicarsi alla carriera delle armi », con decreto imperiale del 7 luglio 1805 <9>, veniva is tituita la Scuola militare, con sede nel Collegio Ghislieri o Collegio Na:ionale di palazzo Ghis lieri, in Pavia. Inizialmente creata per la sola formazione degli uffic iali di fanteria doveva, dopo un anno dalla sua costituzione, preparare anche quelli dell'arma di cavalleria. La Regia Scuola Militare di Pavia , per espressa volontà di Napoleone, avrebbe dovuto ricalcare nei suoi elementi costitutivi la Scuola imperiale militare speciale di Fonrainebleau. Primo governatore d eli ' istituto era Filippo Psalidi, capo-battaglione d'artiglieria ed ex ufficiale della Repubblica veneta, che nell'ambito degli istituti militari aveva assolto l'incarico di vice-direttore della Scuola del Genio e dell'Artiglieria di Modena. Personaggio di spicco del nuovo istituto era

8) Soppresso definitivameme nel 1895. 9) ASMI. Ministero della Guerra. car. 24 12.- Allegati al cap. IV. doc. l.


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GU ISTITUTI DI EDUCAZ!Oi'E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI ST ATI PREUKITARl

il capitano Ferdinando Rodriguez, ufficiale del genio dell'esercito napoletano ex allievo della Regale Accademia Militare di Napoli. direttore degli studi e comandante in secondo. L'ordinamento della scuola prevedeva che lo stabilimento fosse retto da un ufficiale dello stato maggiore e costituito dal seguente personale: governatore

colonnello d'artiglieria Filippo Psal idi

direttore degli studi e comandante in capitano del genio Ferdinando secondo, professore in una branca Rodriguez della scienza militare un capitano e due aiutanti sottufficiali

capitano degli invalidi L achowsky sottu fficiale quartiermastro Baglioni

un ufficiale del genio e un sottufficiale

tenente di fanter ia Gasson

un professore di storia e geografia

professor Francesco Lomonaco

un professore di disegno, carte topografiche e fortificazioni

professor Leone Antonini

un professore di matematica applicata

professor Antonio Collalto, sostistituito da Tognoli e Gratognini (1806) e da Antonio Bordoni (1807)

un professore di lingua francese

professor Giuseppe Mantegazza

due professori per la ginnastica militare, il maneggio delle armi da fuoco e da taglio

maestro di scherma capitano Bianchi

un maestro di ammini strazione

commissario di guerra Gherardi

un professore di belle lettere e bibliotecario

professor Bruno Galiano e Filippo Rossi, sostituiti da Giovan Battista de Velo ( 1806)

un cappellano

don Franco Ongaroni

un medico - chirurgo

dottor Carlo Cairol i

un tamburo maggiore e quattro pifferi personale di cucina un sarto e gli operai previsti dalle regole militari


GLI ISTITUTI MILITAR! DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D' ITALIA

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I capitani Ritucci e Moreno e il sergente maggiore Ritucci, erano assegnati alla scuola, ma successivamente trasferiti, prima ancora di entrare in servizio, al costituendo esercito napoletano ClO). Alla scuola erano ammessi, nella misura di 80 per anno (60 a titolo gratuito, 20 a mezza pensione) più i pensionari, i giovani «sani, ben formati di corpo, e di una robusta costituzione, alti almeno quattro piedi, ed undici pollici» (pari a circa metri l ,60), «di età non minore d 'anni sedici e non maggiore d'anni venti». Per decreto potevano essere ammessi quali alunni della scuola: «l 0 I figlj capaci de' militari, che si distinguono nel loro servizio. 2° Gli allievi più distinti dei Licei, e delle Università, i quali avendovi disposizione mostrassero desiderio d'applicarsi alla vita mil.itare» inoltre, con diritto di essere considerati pensionari a metà pensione, «i figlj capaci degl' impiegati civili che si meriteranno i riguardi del Governo per la buona loro condotta ed esattezza nel servigio» e come pensionari «tutti i figlj dei cittadini che abbiano i necessarj requisiti d'età, e studj antecedenti». Il corso doveva avere la durata di almeno due anni. Al termine di esso e sino al completamento delle vacanze i licenziati entravano a far parte dell'Armata con il grado di sottotenente. «Quelli che dopo due o tre anni si saranno più distinti pe' loro diporti, e per le loro cognizioni tanto militari, che scientifiche, potranno essere preferibilmente collocati alunni nella Scuola d'Artiglieria, e Genio di Modena». Secondo il decreto imperiale sei mesi più tardi doveva essere costituita in Bologna una seconda scuola da affiancare a quella di Pavia, ma per carenza di vocazioni non verrà mai aperta. Era prescritto un esame di ammissione per accertare il grado di preparazione dei candidati nell'aritmetica, nei principi di geometria, nella capacità di esprimersi e di scrivere nella lingua italiana0 1l. Inizialmente l 'esame veniva sostenuto alla presenza del direttore della scuola militare, del professore di matematica nonché di uno degli ispettori generali della pubblica istruzione o del rettore del! 'università, successivamente, con decreto del5 marzo 1807 <12>, gli esami potevano essere effettuati in ogni Dipartimento ove esistessero dei licei o università, alla presenza del

LO) G. Rochat, La Scuola Militare di Pavia (1805 -1816), pp. 17-8.

Il) ASMO, Prefeuura del Diparrirnenro del Panaro, ti. XYUI, fi. 22. 12) ASMI, Minisrero della Guerra, car. 2412.


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GLI ISTITIJTI DI EDUCAZIONF E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI '":.GLI S1ATI PRI:.L.Nil'ARI

prefetto o in sua assenza del segretario generale di prefettura e sono la direzione di tre professori liceali o universitari. L'istruzione degli allievi prevedeva l'insegnamento delle scienze militari , della stori a e geografia, delle lingue italiana e francese, della matematica applicata, della geometria pratica, del disegno, della geodesia, della topografia e del disegno topografico, dell'arte della fortificazione, dell'amministrazione militare nonché degli esercizi di ginnastica militare e, in estate, del nuoto, del maneggio delle armi da fuoco e datag lio e delle istruzioni di ar1iglieria. otizie più dettagliate sul programma degli studi e in particolare di quelli mil itari si possono desumere dagli articoli del titolo terzo del decreto di fondazione d eli' istituto. «XIX. [...) Gli allievi faranno gli escrcizj militari col fucile precisamemc di munizione. Ogni allievo sei mesi dopo d'essere stato ricevuto nella scuola, dovrà essere in caso d'istruire quelli che vi verranno po~leriormente nell 'eserci?io almeno del fucile. In capo a due anni debbono sapere la scuola del battaglione. Una volta la senimana faranno i loro esercizj tuili insieme; due volte li faranno separatamente per compagnie, ed una volla al mese faranno gli esercizj a fuoco. ella eslate anderanno al Poligono per turno. e faranno in auiUnno un accampamento, dove eseguiranno durame cinque giorni tutte le evoluzioni di guerra. Tre volte la settimana si addestreranno al maneggio, ed esercizio del cannone di baltaglia. d'assedio, e di spiaggia, di modo che il primo anno sappiano tuno il maneggio, e servizio del cannone di battaglia; nei primi mesi del secondo anno quello del cannone da fortezt:a. e da spiaggia, e negli ultimi mesi tutte le manovre di forza. XX. Il primo anno impareranno la costruzione delle banerie, fasc ine, gabbioni, cavalli di frisa, palizzate, bauerie d'assedio, piallaforme de' mortaj; nel secondo anno verranno esercitati nello scavare le fos~e a zappa, formare ridotti, o trincee d'ogni specie, ed anderanno per turno alla sala deg li Artificieri. Gli Officiali d'Artiglieria. e del Genio saranno particolarmente destinati a far loro fare i differenti esercizj di loro appartenenza. e gli istruiranno negli oggelli ~opra espressi di approvvisionamento, senza che alcun·operajo estero gli ajuti in alcun modo. XXl. Sarà loro insegnato a montare. e smontare il loro fucile. a farvi le piccole ripara7ioni. dirugginirli, cosicché ogni allievo ne abbia almeno ripuliti due; impareranno pure ad arruolare le loro sciabole, e bajonette. XXII. Una volla la seuimana ogni allievo sarà esercitato al tiro di pistolla, di fucile, e di carabina rigaLa. XXlll. Tre vo lte la settimana gli allievi anderanno alla scuola del disegno. dove impareranno a disegnare carte topo grafiche. delinea re, e copiare rutti i sistemi di fortificazione. el secondo anno impareranno sul terreno l'uso de'grafometri, teodoliti, delle tavolene pretoriane: a misurar distanze. ed a fare tulte le operazioni di Geodesia. XXIV. Una volta al giorno anderanno alla scuola di Geografia, ed a quella di Storia. l'oggetto della quale sarà principalmente di far loro leggere nel primo anno le vite de· Generali più illustri, e la storia delle campagne più celebri: alle quali nel secondo anno si aggiungerà la descrizione delle principali battaglie; e nel descrivere ogni fatto militare si


GLl ISTITUTI MILITAR! DI EDUCAZIONE E FORMA T!Vl NELLE REPUBBLICHE CISALP INA, ITALIANA E NEL REGNO D' ITALIA

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avrà cura di far ben comprendere agLi allievi la topografia del terreno dove accaddero, e la influenza che potè avervi la posizione del luogo. XXV. Tre volte la settimana frequenteranno la scuola di Matematica dove saranno esercitati nel calcolo d'uso abituale, nella Geometria pratica all'uso della Geodesia. Un anno dopo la fondazione della scuola vi sarà anche l'esercizio del maneggio per gli allievi destinati al la cavalleria da farsi negli ultimi sei mesi del secondo anno. Il Professore di belle lettere avrà parlicolare cura d'istruire gli allievi nella precisione del discorso, dello scrivere, e nel metodo di fare i rapporti. Quando gli allievi anderanno alle loro passeggiate, si metteranno sempre in sentinella, e le grandi-guardie secondo le regole militari. Nella estate si eserciteranno anche ne ll'arte de l nuotare.>>

Una volta al mese almeno gli allievi dovevano fare una marcia di dieci miglia col fucile, bisaccia e un peso equivalente al pane di quattro giorni. Per l'inquadramento, gli alunni erano ordinati in due compagnie, ciascuna comandata da un sergente maggiore, quattro sergenti e otto caporali, tratti dagli allievi stessi, distintisi per doti intellettuali, capacità e condotta esemplare. Benché il governatore dell'istituto fosse, sin dal gennaio 1806, in possesso del piano di organizzazione e dei regolamenti dell' Ecole Spéciale Militaire de Fontainebleau dell'Il floreale dell'anno X (l o maggio 1801) sulla cui falsariga, per precisa disposizione del decreto costitutivo si doveva conformare la scuola militare di Pavia, la vita d eli' istituto veniva regolata con norme generali provvisorie. La richiesta dei regolamenti di disciplina, d'istruzione, d'amministrazione e di economia della scuola militare di Fontainebleau era stata inoltrata dal Psalidi al ministro il 4 novembre 1805. Questa assenza di una d\rettiva precisa e definitiva doveva protrarsi nel tempo anche perché, avendo i due istituti caratteristiche per molti aspetti diverse, il ministero si riservava di conferire alla scuola un assetto permanente solo dopo maturata ponderazione, confortata da una consolidata riflessione. Tale opinione era espressa dal ministro degli affari esteri al ministro della guerra Domenico Pino (J 3 l «Vostra Eccellenza constaterà facilmente con la lettura del piano d'organizzazione e dei regolamenti, che molti articoli, che circostanze e località peculial'i hanno fatto adottare, non possono essere adottati nella Scuola italiana che il Colonnello Psalidi sta per andare a dirigere; ma la vostra esperienza e la vostra saggezza vi faranno fac ilmente discernere ciò che può con gran successo essere impiegato da noi, da ciò che può non esserlo».

13) ASMI, Ministero della Guerra, car. 24 12. lettera datata 15 gennaio 1806.


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GLI ISTITUTI DI EOU<:AliONI> E DI FORMAZJOI>'E PER l'FFICIAII NFGU ST·\TI PREU:-IITARI

Il governatore Psalidi si rivolgeva il 7 febbraio 1806< 14> al ministro della guerra per lamentare la care nza di personale ritenuto indispensabile per il buon governo e la funzionalità della scuo la. A sostegno della propria tesi elencava «le fi gure più essenz iali, che compongono lo Stato Maggiore della Scuola Militare di FontaEnebleau» mancanti nel proprio istituto, specificando per ognuna d i loro le mansioni sia neli ' ambito dell"organizzazione generale della scuola s ia dell ' insegnamento. In particolare, s i riport a quanto detto in merito nel paragrafo «Profess ore di disegno Tene nte e d ue Sou ' uffizial i de l Ge nio» atto a chiarire un as petto deir insegnamento delle materie militari : «L ' articolo 20 del Regolamento di Fontainebleau indica ri~truLione da dars i agli Allievi sul disegno delle ope re di fortificazione di Campagna, e de ll e Carte Topografic he . non me no c he s ulle costru zio ni de i ridotti , Trincerame mi. Tes te di Ponte, dive rsi lavori d i Zappa ecc. Fissa quind i o ltre ai Professori nominati ed o ltre o q uell o de l disegno che si conte mpla nel Dec re to Vostro Reale, ma c he deve t uttavia no mina rsi. un Capitano del Genio attaccato all a Scuola Mil itare. il quale nel s uo lavoro viene su~sid i ato da due Sou'U ffiziali. Tali fig ure si re ndono parimenti necessarie nell a nostra Scuola, nè bisogna fare il menomo caso deii 'Uffi7iale de l Genio chiamato dal Decre to di Sua A lteua illustrissima a coprire la carica di Dircuore degli Studj. poichè i doveri di quest'ultimo, e le a ttribuLioni sulla dilezione e sorveglianLa generale di tutte le classi, non possono distrarlo a quelli che sono inerenti alle suddeue funzioni. Q uindi sarà pen~o d'uopo che si accordi un Tenente del Genio e due Sou'Uffiziali che potessero coadiuvarlo nella pratica. ed in tu llo ciò c he ha rapporto ta nto alla forti ficazione passeggera cd alla ca~trametaz i one. >>

La scuola mi litare di Pavia veniva ufficialmente aperta il l 0 aprile 1806. il suo avvio non avveniva però senza diffico ltà. Il pressoché ines istente numero di aspiranti costringeva le autorità militari ad ammettere quasi esclusivamente i giovani provenienti dal collegio reale degli orfani militari. Ai 17 provenienti dall 'orfanotrofio militare s i aggiunsero in successione di tempo prima 8, poi 12. infine Il allievi. Secondo il Rochat 14 di essi non divennero effetti vi della scuola per cui il totale dei frequentatori del primo corso fu solamente di 340 5>. Per i primi sei mesi, in attesa dell'inizio del secondo corso. veni va adottato un piano di studi provvisorio per i provenienti dall 'orfanotrofi o di Milano al fine di porli nelle condizioni di affrontare con una sufficiente preparazione scolastica gli impegni success ivi.

14) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2412 bis. leuera dat:lla 7 febbraio 1806. l 5) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2482. - G. Rochat. op. ci t.. p. 24.- G. F. De Pao li. Pm·ia Cisalpina e Napoleonica. p. 217.


GLI ISTITIJTI "'ILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E !'.CL REGNO D. ITALIA

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Un quadro generale della realtà del! ' istituto, nella sua fase iniziale, e gli orientamenti nel campo degli studi appaiono dalla lettera inviata dal capitano Rodrìguez al governatore<16l. Primo atto del direttore degli studi era stato quello di far accertare dai singoli professori il grado di intelligenza e d ' istruzione degli allievi provenienti dali 'orfanotrofio milanese, ammessi per ordine superiore senza sostenere esame alcuno. Rivelatisi deludenti g li esiti delle prove, dalle quali risultava «che la maggior parte degli Allievi sono sforniti affatto di quelle cognrzioni e lementari, che la mente Sovrana ha indicato all 'Articolo XVI del decreto 7 luglio 1805, e che ha gi udicato indispensabili per coloro, che aspirano ad essere ammessi in questa Scuola», proponeva l'adozione di un piano di studi concordato con i docenti, da seguire sino aJl ' inizio del nuovo anno scolastico, che fosse il più possibile adatto alle capacità della maggior parte degli all ievi. Le modifiche, che avrebbero dovuto ottenere l 'autorizzazione delle superiori autorità, erano in sintesi le seguenti. «Non sapendo una buona parte degli Allievi parlare, e scrivere correttamente la lingua ital iana» il professore di belle lettere anziché occuparsi di letteratura doveva insegnare ai giovani la grammatica italiana del Corticelli ed eserc itarli a scrivere con buona ortografia, applicandoli alla lettura di qualche buon libro classico. In attesa della definizione del programma di storia militare e geografia il docente poteva far «loro scrivere giornalmente le lezioni, ed in tal guisa si ritrae un doppio vantaggio, primieramente imparano quel poco, che si può loro insegnare in questo momento di Storia militare, e di Geografia, ed in secondo luogo si perfezionano nel! ' arte di scrivere correttamente, potendo mettere in pratica, quei precetti, che ricevono dal Professore di belle lette re». I testi proposti, ritenuti più idonei per gli alunni, erano quelli adottati nei licei francesi, per la storia militare in particolare quelli della scuola militare di Francia e del Paoli della scuola militare di Napoli. L' insegnamento della lingua francese. condotto con il metodo tradizionale, avrebbe dovuto essere considerato anche un supporto per l'apprendimento della grammatica italiana. Considerati il li vello scolastico degli ammessi e l'importanza fondamentale per g li allievi della conoscenza dell'aritmetica e dei primi" elementi di geometria, era ritenuto opportuno ricominciare l'insegnamento degli elementi fondamentali della matematica. I libri proposti erano l 'aritmetica del Paolini stampata dalla scuola militare di Modena e la geometria di Euclide edita a Verona.

16) ASM I. Ministero della Guura. car. 2412 bis, lettera datata 13 maggio 1806. - Allegati al cap. IV, doc. 2.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA710NE E DI FORMAZIONE PER t:FFJCIALI NEGLI STATI PREUl'ITARI

L' ufficiale prendeva altresì in esame i programmi di disegno, non iniziati per la mancata presentazione del titolare, di amministrazione militare, degli esercizi militari e della scherma.

L'Orario settimanale per la distribuzione delle Lezioni, e degli Esercizi da darsi agli Allievi di questa Rea/ Scuola Militare dal giorno suddetto a tutto settembre prossimo venturo, del maggio 1806 <17), prescriveva: nei giorni feriali, la sveglia alle ore quattro, dalle cinque alle sette studio nella camerata, dalle sette alle dieci geometria o lingua francese e lingua italiana, tre volte alla settimana a giorni alterni; dalle dieci alle undici zuppa e riposo, dalle undici alle dodici geografia e storia. dalle dodici alle due pomeridiane disegno o amministrazione militare, tre giorni alla settimana; dalle due alle tre studio in camerata, dalle tre alle cinque aritmetica, dalle cinque alle sei zuppa e riposo, dalle sei al tramonto alternativamente esercizi e ginnastica, indi ricreazione, ritirata, appello e silenzio alle nove. Nei giorni festivi, la sveglia veniva posticipata alle ore sei ed era statuito lo studio in camerata dalle sette alle nove, quindi rivista di proprietà e ufficio divino; dalle undici alle nove serali parata, guardia, passeggiata militare e ricreazione. L' inizio del secondo anno scolastico, previsto per il l 0 ottobre dall 'avviso del 29 settembre 1806( 18) nell'intento di «procurare ogni facilitazione alli Giovani che amassero di approfirtare de lla Reale beneficienza, da cui furono istituite le Scuole Militari », veniva procrastinato al 2 dicembre. Le autorità e gli esaminatori, al fine di aprire con immediatezza la scuola, oltre a soprassedere a rigidi criteri di selezione degli aspiranti largheggiarono anche nella concessione dei posti gratuiti. Il viceré Eugenio, nello stesso novembre del 1806, interveniva a correggere l 'orientamento instauratosi, che di fatto aveva privilegiato i militari e i funzionari , cioè quanti avevano benemerenze politiche, indirizzando la disponibilità a favore dei figli de lla ricca borghesia delle città e delle campagne. «Il Viceré vedeva nella scuola ci sembra, soprattutto uno strumento per il consolidamento del proprio regime e perciò, più che ai militari, aspirava ad aprirla alla borghesia del Regno. . Contava per questo su li ' opera dei prefetti, vigorosamente sollecitati ad adoprarsi per procurare nuovi allievi alla Scuola nei rispettivi Dipartimenti» <19>. 17) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2412 bis. 18) ASMO. Prejerwra del Dipartimemo del Panaro. ti. XV Il, fi. 22. 19) G. Rochat, op. cit.. p. 23.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUB BLICHE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA

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L'esiguo organico dei quadri, la qualità di taluni istruttori e professori, ma soprattutto la carenza di vocazioni e la superficiale selezione degli aspiranti, che dal 1806 non veniva più effettuata presso la scuola, incidevano negativamente sul livello culturale e formativo espresso dali' istituto in questo primo periodo della sua esistenza. L'afflusso annuale limitato degli allievi e lo scarso numero di insegnanti determinava l'inserimento dei nuovi ammessi nell'unica classe esistente e li costringeva a seguire lo stesso programma dei compagni più anziani per cui solo i più diligenti e preparati potevano seguire con profitto le lezioni. Soltanto per la matematica erano state create due classi e di queste l'inferiore divisa in più sottoclassi <20 l. Dal punto di vista organico, per l'addestramento pratico di fanteria e di artiglieria nonchè per la disciplina, gli allievi erano inquadrati in una compagnia comandata da un allievo con il grado provvisorio di sergente maggiore, articolata in squadre di sei-sette individui comandate da allievi qualificati sergenti o caporali <21 ) . Sin dal momento dell'assunzione dell'incarico di governatore il Psalidi fu costantemente preoccupato per la indisponibilità di regolamenti adatti alla sua scuola, che le consentissero una vita ordinata. Il Regolamento Disciplinare per i Signori Professori e Maestri della Regia Scuola Militare di Pavia tratto nella maggior parte dal Regolamento dell' Imperiale Scuola Spezia/e di Fontainebleau <22>, presentato al ministro della guerra Augusto Caffarelli 1'8 ottobre 1806 e approvato con lievi modifiche il 10 novembre, come espressamente detto nel titolo ricalcava il documento originale francese, definiva e precisava i rapporti disciplinari tra i docenti e i discenti, tra i professori e i maes~ri e il comando scuola, le prassi da seguire nelle varie circostanze, le norme per un corretto funzionamento dell'istituto e quelle relative alla subordinazione degli insegnanti al governatore. Il 1Ofebbraio 1807 seguiva un Piano d'Istruzione permanente per gli Allievi della Scuola Reale Militare di Pavia <23), compilato con tutta probabilità dal Rodriguez con la supervisione del colonnello comandante. 20) G. Rochat, op. cit., pp. 37-8. 21) G. Rochat, op. cit., p. 38 e nota (97). 22) ASM I, Ministero della Guerra. car. 2412 bis. - Allegati al cap. IV, doc. 3.

23) ASMI, Ministero della Guerra . car. 2412 bis, Eco/e de Pa vie l O febbraio I 807. - Allegati al cap. lV, doc. 4.


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GLI ISTITUTI DI EDCCAZIO'<E E DI FORMAZIONE PER UffiCIALI NEGLI STATI PREL,..ITARI

Il documento riprendeva solo in parte quello francese perché gli allievi d'oltralpe erano ammessi dopo aver seguito le scuole «primarie per tre anni, e per altri tre i licei, dove essi hanno imparato le lingue, la geografia, la storia, la matematica, ecc. mentre quelli che entrano alla Scuola di Pavia non sono tenuti che a sapere la matematica, gli elementi di geometria ed a parlare e scrivere correttamente in lingua italiana». Era da tener presente inoltre, che il numero estremamente esiguo degli allievi della scuola pavese, rispetto a quella francese, condizionava l'istruzione militare e la loro ripartizione in classi e che gli studi istituzionalmente dovevano «essere diretti in maniera di renderli suscettibili di essere collegati con quelli di Modena» per quegli allievi che nel corso degli anni si fossero particolarmente distinti e che intendevano aspirare all'ammissione alla scuola di artiglieria e del genio. Secondo il piano il ciclo scolastico intero doveva durare due anni, articolati, ciascuno, in due periodi: il primo con inizio il 1° ottobre, il secondo il l 0 aprile. Il primo periodo er~ «destinato all' istruzione teorica delle diverse classi, nell'addestramento del Soldato e del Plotone, e nelle manovre di artiglieria, e gli esercizi di ginnastica>>, il secondo semestre invece all'applicazione sul terreno delle conoscenze teoriche e alla pratica. «Gli esercizi e le manovre di fanteria per l'intero corso scolastico, consisteranno nell'addestramento del Soldato, in quello di Plotone, ed in quello di Battaglione. Quest'ultimo non potrà essere messo in pratica, che quando il numero degli allievi si sarà accresciuto. Essi consisteranno in esercitazioni di tiro con il fucile. con la pistola e la carabina ad anima rigata; nell'arte di accampare e far muovere un Reggimento; nell'istruzione de l servizio delle truppe io campagna e nelle guarnigioni, seguendo il regolamento del 1° marzo 1768 e quello del S aprile 1792. Per la teoria delle manovre di linea si seguirà per gli esercizi e le manovre pratiche il regolamento del l o agosto 1791. Si insegnerà a montare ed a smontare i fucili. a farci alcune piccole riparazioni, ed arrotare ed affilare le sciabole e le baionette. Essi consisteranno. inf'lne. nell'ane del maneggio e del nuoto.»

L'addestramento militare era completato dall'esecuzione di esercizi e manovre di artiglieria nonchè di lavori di fortificazione che venivano svolti durante l'intero anno scolastico. L'esercizio del cannone da battaglia veniva effettuato nel parco della scuola, quello del cannone d'assedio e costiero e le manovre di forza alla Scuola del Poligono di Artiglieria, con il concorso dei sottufficiali d'artiglieria e dei cannonieri. L'insegnamento delle nozioni teoriche di carattere culturale e professionale comprendeva le seguenti discipline: Matematica: calcolo delle distanze, delle superfici, dei solidi e risoluzione dei problemi relativi; rapporti di quantità di superfici e di solidi;


GU ISTITUTI MILITAR I DI EDUCAZIONE E FORMATIVI l'ELLE REPt:BBLICHE CISALPIJ\A. ITALIA:-IA E NEL REGNO D'ITALIA

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applicazioni pratiche della geometria e della trigonometria pratica per l'uso della geodesia (l ivellazioni , misura di distanze, di superfici piane, stesura delle carte topografiche particolari), uso degli strumenti geodetici e infine l'insegnamento della meccanica geometrica per la conoscenza del fu nzionamento delle macchine impiegate per le manovre di forza e per l 'artiglieria (il comando della scuola richiedeva pertanto<24> l' acquisto di alcuni strumenti necessari per l'istruzione e precisamente: un mezzo cerchio di campagna a cannocchiale acromatico, una bussola a cannocchiale acromatico, una livella a cannocchiale acromatico, un teodolite, una diottra a cannocchiale acromatico per la tavoletta pretoriana, un declinatore e una livelletta a bolla d'aria per orientare la tavoletta pretoriana); Disegno: elementi di disegno di figura e di ornamento, esecuzione di carte topografiche, di posti militari, accampamenti, principali fortificazioni campali; misura di terreni con strumenti e a occhio; Storia: cronologia e studio dei fatti storici più importanti dei popoli antichi (greci e latini) del medio evo e dell'evo moderno; la storia di tutti i grandi condottieri , delle loro più celebri campagne e dell ' influenza del terreno su li ' esito delle stesse: Geografia: studio della geografia astronomica, fisica , storica e politica; Lettere: applicazione nella redazione in forma corretta di rapporti, di descrizioni topografiche di luoghi, di campi di battaglia e insegnamento della retorica; Francese: scopo del corso era quello di insegnare agli allievi a parlare, leggere, scrivere e a tradurre dall'italiano in france se e dal francese in italiano; Amministrazione militare: organizzazione dei corpi; amministrazione e tenuta della contabilità; scelta dei materiali di approvvigionamento, di accasermamento, equipaggiamento; nozioni sulla logistica con riferimento allo sfruttamento delle risorse locali e alle requisizioni. Contemporaneamente alla presentazione del piano il capitano Rodriguez con lettera riservata faceva pervenire al capo della sezione scuole militari, commissario di guerra Barss, copia del rapporto confidenziale da lui presentato al governatore della scuola <25>. Il documento riportava alcune riflessioni su iniziative che si sarebbero dovuto prendere in considerazione prima dell 'approvazione definitiva de l piano presentato. 24) ASM I. Ministero della Guerra, car. 2412 bis, lettere del l 0 aprile e del 16 aprile 1807 della Sezione delle Scuole Mili tari e del Ministro delle Relazioni este re. 25) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2412 bis, lettera Reservé del 15 febbraio 1807.


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GLI ISTJn!TI DI EDl:CAZIONE E DI K>RMAZIONE PER I.FFICIALI NEGLI STATI PREUXITARI

Le osservazioni erano corredate da uno specchio dal quale risultavano la condotta, !"applicazione e i progressi fatti da ciascun alunno nell'ultimo anno scolastico. Nella prima parte (studi, profitto, condotta degli allievi dell'anno passato) proponeva che ogni professore o istruttore presentasse mensil mente al direttore degli studi uno stato dimostrativo sul rendimento generale degli allievi, l'istituzione di esami settimanali e di prove scritte mensili, di ispezioni straordinarie per «surveiller la conduite des Eleves. et le zele des Professeurs, et de verifier la justcsse des opinions de ceuxci sur le compte des premiers» e infine la compilazione annuale di una graduatoria di merito, da affiggere in una sala pubblica dello stabilimento. dalla quale si potessero desumere i meritevoli di premi, di promozioni o di essere rivestiti di grado. Nella seconda parte (studi per l'anno prossimo) le proposte vertevano sulla scelta dei libri di testo e sullo sviluppo da dare ai vari corsi di studio. In particolare per le matematiche obiettava sulla illogicità di condizionare il programma delle singole discipline e il metodo didattico da adottare per uno o due allievi che sarebbero potuti essere ammessi aModena, a scapito di un maggiore rendimento negli studi degli altri. Il commissario Barss che aveva inizialmente inoltrato al ministro della guerra il piano appoggiandolo incondizionatamente, in data 15 febbraioC26> inviava un seguito esprimendo la convinzione sull'opportunità, prima di prendere una decisione, di vedere i risultati conseguiti nelle varie branche dell'insegnamento, sottoponendo gli alunni a un esame alla fine dell'anno. Era convinzione generale che il livello delle nozioni impartite nella scuola speciale francese fosse eccessivo per il grado di preparazione degli allievi dcii' istituto di Pavia, pur tuttavia i tentativi di allineare quest'u_ltimo a quello di Fontainebleau sono arguibili. anche per quanto concerneva g li studi, dalla precisa volontà dei responsabili di ogni livello gerarchico. dal ministro della guerra al direttore degli studi, di adottare, dopo averli tradotti in italiano, alcuni testi soprattutto di carattere militare<27>, quali per esempio il Cours elemenlaire de Fortificatimi à l' usatse des é/è ve de l'Eco/e Spéciale Jmpériale militaire de Fontainebleau, l'l struction sur le service d' artillerie à l' usage d es élève de

26) ASMI. Ministero della Guerra , car. 2412 bis, Scuola Militare di Pa via Istruzioni. 27) ASMI, Ministero della Guerra. car. 24 12 bis, lettera del 23 febbraio l 807 del capi· tano Rodriguez comandante in secondo.


GLI IST ITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA

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/' Ecole Spéciale Imperiale miliraire e il Cours de mathématique à l' usage de l' Ecole Spéciale Imperiale militaire. Veniva inoltrata anche una formale domanda tendente a ottenere tutti i corsi stampati o manoscritti di matematica, di geodesia, di topografia militare, di storia militare, e i modelli elementari e convenzionali di disegno topografico e di fortificazione. Il vantaggio di poter disporre del materiale didattico richiesto ai fini della definizione dei programmi di studio era innegabile e di grande ausilio, così come lo era stata l'acquisizione dei regolamenti intem i dell'istituto francese. Il reclutamento estremamente deludente ( 17 ammessi nel 1806 e nel

1808, 11 nell807) induceva il ministero della guerra a svolgere un ;auiva propaganda per invogliare i giovani a iscriversi alla scuola. Il nm;listro della guerra a tal fine si rivolgeva direttamente ai prefetti, e in particolare a quello çiel Panaro, per sensibilizzarli sull'esigenza per l'esercito di disporre di quadri professionalmente preparati e dotati di quelle cognizioni nell 'arte militare per «la salvaguardia de' soldati loro concittadini contro gli errori ne ' quali può strascinarli, a loro danno il mal diretto coraggio», destinati «a divenire l 'anima dell'Armata, e la Gloria della Nazione Italiana» (28). Gli avvisi pubblicati a cura del regno e dei vari dipartimenti, a firma o su invito del generale Caffarelli, riportavano argomenti affatto convincenti, che facevano sapientemente leva sui sentimenti e sulle aspirazioni dei giovani. Quelli del ministro dell' interno del 20 marzo 1806 e del ministro della guerra del 23 luglio 1808<2 9) , dei quali si riporta un breve stralcio, rappresentano dei ti p ici esempi dell'arte di propagandare la funzione dell'istituto per incentivare le domande d 'ammissione: «Possano adunque utilmente giovarsi della Sovrana beneficienza tutti que' Giovani, a cui la fortuna fu avara di doni bastanti a coltivare i talenti, che ricevettero dalla natura, per vantaggio della Patria e di loro stessi. Approfittino ugualmente di questa concessione quegli altri, a' quali non mancando i mezzi di procacciarsi una scientifica educazione, e però d'entrare pensionarj in questa Scuola, dee parlare efficacemente la voce della Patria, che da' suoi figli esige studj, e discipline atte a formare utili cittadini, abili difensori dello Stato, sudditi fedeli, e zelanti di quel SOVRANO, che specchio d' ogni virtù, come maestro d 'ogni più profonda domina, non altro medita, che di rendere alla azione Italiana l'antica gloria, mercè una migliore educazione all'animosa, e ben disposta Gioventù di questo suolo felice.»

28) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2412 bis, lettere del Ministro della Guerra del 4 e del 13 luglio 1807. 29) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2412, Regno d'ItaLia - Ministero della Guerra Avviso. - Allegati al cap. lV, doc. 5 e doc. 6.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUI'o!TARI

«L'istruzione dell'arte della guerra vi è spinta molto più in là degli elemenli. ed è accompagnata da tanta parte di amene lettere, quanta può servire a mitigare ed ornare la severità delle dottrine esatte. Un grado mi litare aspett a ne' corpi di fante ri a e di cavalleria tutti gli allievi che hanno compiuto il loro corso, e i più distinli fra questi per talento e condona hanno ragion di sperare di usci me ufficiali, come è di già avvenuto. Che se alcuno manifesti singolare idoneità alle scienze più sublimi, gli è concesso di aspirare alJa Regia Scuola d'artiglieria e genio, stabil ita in Modena, la cui ammissione é di sua natura un brevetto d'ufficiale in una di quelle due armi. Una sl chiara e dispendiosa educazione, conducente ad un esito sì onorevole, non puossi gratuitamente pretendere da chichessia: ed ognj giovane nel fiore della sua età, nel maggior bisogno della sua coltura e nelle convenienze dal suo stato (non calcolando le spese occasionate spesso dalJa frivolità e dalla poca disciplina) vale alla propria casa una assa i maggior somm a di quella che costituisce la pensione degli allievi della Scuola Militare di Pavia.»

Dal 1809 veniva introdotto, su disposizione del mm1stero, l'u o dell 'esame pubblico al termine dell'anno scolastico alla presenza del governatore, degli insegnanti e delle autorità civili e militari di Pavia nonché dei due ispettori delle armi faco ltative. Il tipo degli esami che gli allievi erano chiamati a sostenere e lo spiri to che li informavano traspaiono compiutamente dal passo della relazione del governatore della scuola che si riporta<30): «Furono quindi i Signori allievi interrogati dagli astanti su tutte le facoltà che s'insegnano in questo Reale Stabilimento, i quali avendo risposro con precisione. sicurezza. e chiarezza d'idee, hanno fano conoscere all'udienza, non solo il profino da essi fatto, ma lo zelo dei Signori Professori nell'ammaestrarli. Versano la maggior parte degli esami sulla Maremarica. e sulla Storia senza escludere nessun'altra parte. specialmente l'Amministrazione Militare. Terminati gli esami teorici furono presentati i disegni; dopo di che si passò a dare saggio di Scherma, che piacque oltremodo ai Spettatori. Terminati i giochi di Scherma i Signori allievi, col mezzo di un rappello, si sono riuniti nel Parco della Scuola, e quivi alla presenza di tutto l'uditorio hanno comandato, ed eseguite le varie manovre d'artiglieria da campagna, finite le quali si sono presentati di bel nuovo al Pubblico formati in Plotone, per eseguire e comandare le manovre di fanteria, avendo eseguiti a fuoco vivo tuni i fuochi di Plotone, ed altri di Battaglione, compatibili con la ristrettezza del numero, che meritarono l'approvazione generale.»

Gli esami di tattica vertevano, come risulta dal verbale allegato al citato documento<31), sugli argomenti: scuola del soldato1 del plotone, di battaglione; evoluzioni di linea; regolamento del servizio interno, polizia e disciplina, ordinamento per il servizio delle piazze.

30) ASMI, Ministero della Guerra. car. 24 13, Processo verbale degli esami pubblici del 5 ottobre 1809. 31) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2413, leuera inviata dal colonnello Psalidi al Ministro della Guerra. datata 6 ottobre 1809.


Uniforme dell'allievo della Scuola Militare di Pavia

Trauo da una swmpa del primo 1800


GLI ISTITUTI MniTARI DI EDUCAZIOSE E FOR\1ATIVI "'ELLE REPl1lBl ICHF CISAI.PI'IA. ITAUANA E ~'EL REGl\.0 D" ITALIA

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L'indirizzo degli studi era volto soprattutto a dare agli allievi una preparazione essenzialmente pratica. anche in aderenza al le direttive di Napoleone che, nel titolo III del decreto istitutivo, ne aveva definito i traguardi. rn particolare l'addestramento militare che coinvolgeva direttamente g li allievi più anziani in qualità di istruttori, oltre a essere didatticamente valido consentiva loro di di simpegnare le funzi oni proprie degli ufficiali. Costituiva invece problema fondamentale di ordine morale per la scuola il criterio adottato per la promozione a ufficiale degli alunni, che avveniva di massima, senza il diretto intervento del governatore. ma per imperscrutabile decis ione del ministero della guerra. Non sempre i promossi erano scelti tra i mi glio ri e la durata di permanenza degli allievi nell ' istituto variava, nei casi l imite, da meno di uno a quattro anni. Ciò nonos tante fosse prescritta la frequenza «per almeno due anni» e previsto un eguale periodo per lo svolgimento dei programmi. Il ministero, dopo reiterate e insistenti richieste presentate dal Psalidi di es·ere e onerato dalla carica per gravi motivi di salute (era praticamente privo della vista di un occhio). accoglieva l'istanza solo nel dicembre 1809.

Il secondo periodo d i vita della Scuola Milita re e il suo sviluppo Il l 0 gennaio 181 O al colonnello Psalidi subentrava neli' incarico il colonnello di artiglieria Ruggero Bidasio <32>. L'organico effettivo della scuola all' inizio del 181 O era rappresentato da: un governatore

colonnello di artiglieria Ruggero Bidasio

un direttore degli studi, comandante in 2°

capitano Cesare Velasco

un capitano di polizia

capitano deg li invalidi Lachowsky

un sottufficiale aiutante

sergente Papini

un capitano istruuore nel maneggio delle armi

capitano degli invalidi Picca e dal 1811 i sottotenenti Carnevali e Magnani (ex allievi)

32) Dimesso dal Col/e~io Militare di Verona con il massimo dei voli e la promozione a cornetta, soprannumerario di cavalleria, fu professore di artiglieria dal 1798 con il grado di capitano. successivamente capo banaglione ( t 803) e vice comandante (dal 1805 al 1808) della Scuola Militare di Arri~lieria e Genio di Modena.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO"'E 1: DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGU STATI PREUS ITARI

un ufficiale di artiglieria

capitano Mellina sostituito dal capitano Nighersoli (18 11 )

un sottufficiale aiutante

sergente Durant

un commissario di guerra maestro di amm inistrazione e un sottufficiale

comm issario Francesco Barss sostituito da Biaggi (18 11 ) e quartiermastro Baglioni

un professore di storia e geografia

professar Cesare Dones

un professore di disegno e modellatore

professar Leone Antonini

un professore di matematica e un aggiunro

professori Tognoli e Antonio Bordoni

un professore di lingua francese

professar Giuseppe Mantegazza e professar Torti (aggiunto)<33)

un professore di belle lettere e bibliotecario

professar Giovan Battista Ve lo e professar Carpanelli (aggiunto)

un maestro di ginnastica

capitano Bianchi

un medico-chirurgo

dottor Carlo Cairoli

un cappellano

don Franco Ongaroni

un armaiolo

armaiolo di l ij classe Domenico Ranza

Personale dell'amministrazione esterna<34 >: un segretario

don Giuseppe Mescoli

un ragioniere

ragionier Venerando Selicorni

un ragioniere aggiunto

Giuseppe Bossi

un tesoriere

Alessandro Brambilla

un ingegnere

ingegner Antonino Del! ' Oro

un economo

Francesco Cattaneo

un portiere e altre persone di servizio (un casermiere e custode. uno spenditore, un cuoco, un portinaio, quattro camerieri , tre facchini , un infermiere e una donna di fati ca). Una compagnia di 69 allievi (dei 105 del 1809, numero 5 erano stati perduti per motivi vari e 31 promossi sottotenenti).

33) Gli aggiunti erano stipendiati dai professori titolari. 34) G. F. De Paoli, op.cit., p. 215.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUB BLICHE C ISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D' ITALIA

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Nel 1812 l'ordinamento prevedrà anche l ' insegnante di calligrafia e modellatore Viola. L'amministrazione interna della scuola chiamata a gestire «le due masse d'amministrazione ed istruzione e d'alloggio, casermaggio ed accampamentO>>, era retta dal governatore, dal comandante in secondo, da tre capitani e dal commissario. Il compito de li 'amministrazione esterna, costituita da un consiglio presieduto dal presidente del tribunale, era invece quello di sindacare le richieste di erogazione, di effettuare il pagamento delle fatture presentate e di rispondere direttamente al ministero della guerra circa l 'andamento di cassa e l 'esattezza delle scritture contabili <35). La richiesta di assegnazione di un ufficiale del genio, previsto peraltro dall'organico, fatta dal Psalidi veniva rinnovata dal Bidasio che, con la lettera del 10 gennaio 1810(36), rappresentava al ministro che l'istruzione del disegno non poteva «essere completa mancando alla Scuola l'Ufficiale del Genio, che deve fra l'altre sue incombenze assistere il Professore di disegno in ciò che riguarda le fortificazioni». Sollecitava inoltre l 'invio di esemplari di carte topo grafiche di qualsiasi località, necessarie per le lezioni di disegno (richieste il 3 luglio 1809) e suggeriva l 'importanza, quale ausilio per il professore di storia, dell'acquisizione dei piani di battaglia di Castigliole, Rivoli, Marengo, Austerlitz, Jena, ecc., per far intendere agli allievi l'importanza fondamentale del terreno nella condotta di una battaglia. La scelta e la compilazione dei libri di testo, per la loro indiscutibile efficacia didattica, costituirono giustamente la costante preoccupazione del ministero, del direttore degli studi e degli insegnanti . Particolarmente signjficativi..di questa sollecitudine sono due documenti che si riassumono a titolo esemplificativo. Il Rodriguez, a nome del governatore, trasmetteva al ministro «un esemplare de' segni convenzionali relativi al disegno di topografia generale e particolare, di corografia, geografia generale, ed idrografia, e di tattica pubblicati per ordine di Vostra Eccellenza ad uso degli allievi di questa Regia Scuola Militare» <37) . L'impostazione generale della pubblicazione era opera dello stesso direttore degli studi, mentre il professor Antonini l'aveva diligentemente disegnata

35) 0'. F. De Paoli, op. cit., pp. 215-6. 36) ASMI, Minisrero della Guerra, car. 2412 bis. 37) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2412 bis, lettera datata 2 gennaio 1809.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZ!Ol'E F. DI F0R!\1AZI0N"E PER UFFICIALI l'EGLI STATI PREUNITARJ

e incisa. Contemporaneamente sottoponeva ali 'attenzione del ministro l'esigenza di disporre di un incisore per rinnovare in economia i vari esemplari di disegno esistenti nell'istituto e quelli del corso di fortificazione del Leclerc nonché di pubblicare una raccolta di disegni di topografia e di fortificazione campale della quale gli allievi, una volta promossi ufficiali, avrebbero continuato a disporre, analogamente a quanto attuato a Fontainebleau. Il professore di matematica ingegnere Carlo Paganini , incaricato dal ministero di tradurre l 'opera elementare di Bezout ad uso delle scuole militari imperiali di Francia, nel comunicare di aver tradotto il libro di Aritmetica e di essere impegnato nella traduzione di quelli di Geometria, e Trigonometria, informava d 'aver preso visione dei libri che quattro professori della scuola militare di Saint-Cyr avevano pubblicato e di averli trovati più rispondenti (38>. Caldeggiava la proposta di adottare questi testi asserendo: «Questo corso oltre tutti i pregi del corso di Bezout è maggiormente apprezzabile per la maggiore estensione delle cose, per una chiara concisione nella esposizione, e per la scelta degli idonei rami di Matematica tutti utili alla perfetta educazione nelle Scienze esatte del giovin Militare». Allegava alla lettera per migliore intelligenza, una sintesi commentata del corso. Erano citati i nomi degli autori, i professori Allaize, Billy, Puissant e Boudrot, che basandosi su un 'esperienza quinquennale avevano, sotto la direzione del generale di divisio"ne Bellavine direttore degli studi della scuola, compilato i libri di Aritmetica, Algebra e Trigonometria, Geometria, Meccanica. Rimaneva pertanto in attesa delle decisioni superiori sulla opportunità di proseguire nel lavoro intrapreso o di iniziare la traduzione dyi testi citati. Commentando le modalità di svolgimento degli esami di fine anno, attuate sin dal 1809, il Bidasio rappresentava ai superiori che «il metodo per esempio tenuto l'anno scorso è tale che sembra abbiasi avuto di mira più il mettere la Scuola in credito nell'esterno, che il riconoscere realmente il profitto fatto da ciascun allievo, o il far tendere questi esami di stimolo agli stessi allo studio». Il sistema adottato dava soprattutto adito a critiche di parzialità poiché prevedeva l 'esclusione dagli esami di alcuni allievi, con conseguente riflesso negativo per la loro educazione. Chiedeva pertanto l'autorizzazione a iniziare gli accertamenti, pur sempre a carattere pubblico, il 20 del mese di agosto, per la durata di sei

38) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2412 bis. lenera datata 12 giugno 1810.


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giorni, e di condurli interrogando ciascun allievo in tutte le materie «insegnate nell ' anno e nelle varie classi». A chiarimento del metodo che intendeva introdurre allegava gli Articoli che si propongono di norma per gli esami finali (39). Come risulta dall'Ordin e del giorno del(?) Agosto 1810 <40) gran parte delle proposte presentate dal Bidasio al ministro venivano accolte. Gli esami finali avevano luogo dal 3 al 10 settembre nell'oratorio delristituto alla presenza di tuui i professori e dei superiori della scuola. Le modalità di svolgimento erano stabilite con un programma settimanale (dal 3 all'8 settembre), che prevedeva lo svolgimento delle interrogazioni per ciascuna delle singole discipline, i giorni e i periodi (dalle sette e mezzo alle dieci e dalle dodici alle quindici) a disposizione. Ciascun professore poteva fare a ogni alunno una sola domanda sugli argomenti svolti nel corso dell'anno. Al termine degli interrogatori i presenti potevano formulare agli allievi domande su qualsivoglia parte della materia. Il lunedì l O gli esami venivano chiusi solennemente «Con una specie di accademia la quale sarà aperta da un Professore con un discorso che ponga sott'occhio agli astanti il quadro degli studj fatti nell'anno. ed il fine che particolarmente si è avuto di mira nelle applicazioni date in ciascuna classe» alla presenza delle autorità. [n questa occasione gli alunni particolarmente distintisi leggevano le loro composizioni o le soluzioni ai quesiti dati dai professori e che avevano meritato le lodi degli insegnanti. Quindi gli ospiti erano invitati a porre domande sulle varie discipline a qualsiasi allievo. L' esame generale si concludeva con l 'esposizione dei disegni e con una esercitazione militare. Nel gennaio del 1811 , al termine del primo anno di governo della scuola, il nuovo comandante inviava al ministro della guerra, Giuseppe Danna, una dettagliata relazione, lstru:ioni<41 >, che rifletteva le esperienze acquisite, per illustrare i miglioramenti attuati e quelli da introdurre. Tra i provvedimenti proposti per la riorganizzazione dello stabilimento, ma soprattutto per elevare il rendimento negli studi, figuravano l 'adattamento

39) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2413, lettera datata 12 agosto I810. 40) ASMI, Ministero della Guerra. ca r. 2413. 41) ASMI. Ministero della Guerra, car. 2412 bis, lenera datata IO gennaio I8Il, Reale Scuola Militare di Pavia Stato dei Progressi e Miglioramenti sempre tenuti nell'an· no 1810 . e di quelli che SI credono necessari.- Allegati al cap. IV. doc. 7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNJT ARJ

dei programmi di studio alla reale capacità degli allievi, l'ampliamento dì quelli attinenti alla preparazione professionale, la cura della formazione morale al fine di infondere nei giovani il culto dell'onore «conforme allo spirito del Decreto 7 luglio 1805, cavati, generalmente daJ regolamento interno della Scuola di Fontainebleau». Inoltre richiedeva: per il reclutamento l'osservanza della legge per la cadenza delle ammissioni, proposta peraJtro già formulata in passato e rimasta disattesa, l'allungamento del corso a tre anni; il rispetto della graduatoria di merito per la nomina a ufficiale e nel conferimento dell'anzianità; infine che, altermine del terzo anno di corso, chi non fosse stato giudicato idoneo potesse, in alternativa, ripetere un anno o essere assegnato a un corpo con il grado di sottufficiale , caporale o soldato. L'irregolarità nelle promozioni, imposte dal viceré o dal ministro, e l 'anomalia della non definita -durata del corso erano particolarmente gravi per l'incidenza negativa sulla formaz ione morale degli allievi e sulla disciplina. Già il Psalidi aveva lamentato più volte che le nomine fossero attribuite ad alunni non compresi neiJ.e liste degli idonei e con un periodo di permanenza alla scuola inferiore al minimo richiesto dalla legge di fondazione. Tale riprovevole interferenza diventava anzi, con grande scandalo, consuetudine. Tra i moltissimi casi citabili, forse il più significativo è quello dell'allievo Marchetti promosso con soli quattordici mesi di anzianità e malgrado fosse colpevole del reato di diserzione. Per contro con lo stesso decreto vicereale non fu nominato ufficiale il primo della graduatoria del Bidasio. L'altro inconveniente era così esemplificato dal governatore, «poichè i programmi sono completati in 2 anni, chi rimane alla Scuola più di 4 anni sente ogni lezione per la terza volta, quindi la sa già oppure non l'imparerà mai; perciò perde il suo tempo e guasta i l suo carattere e l'ambiente>>(42l. Al fine di stimolare negli allievi l'amore per lo studio per mezzo dell'emulazione e per poter seguire i progressi di ciascun allievo nonché la diligenza da loro posta negli studi, prescriveva ai professori e agli insegnanti l'obbligo di presentare al direttore degli studi un rapporto trimestrale riferito al 1° giorno dei mesi di gennaio,'aprile, luglio e settembre. Definiva altresì le direttive di dettaglio relative alla ripartizione annuale degli argomenti da sviluppare, le modalità di svolgimento dell'insegnamento delle diverse discipline e i criteri di valutazione mediante giudizi di merito e di profitto.

42) G. Rochat, op. cit., pp. 47-8.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI :-.eLLE REPIJBBLICiiE CISALPINA. ITALL~A E :-!EL REG~O D'ITALIA

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L'orario relativo al periodo d al l 0 ottobre 1811 al 3 l marzo 1812 prescriveva (43>: sveglia nei giorni feriali alle ore sei (a disposizione per l'appello e la pulizia personale sino alle sette), dalle seue alle otto geografia e storia, matematica da Ile otto alle dieci, con l 'eccezione del giovedì, quindi zuppa e 1icreazione; dalle undici alle dodici belle lettere (lunedì, mercoledì, venerdì) o in alternativa lingua francese (martedì, giovedì, sabato), dalle dodici alle due pomeridiane amministrazione militare o in alternativa disegno e fortificazioni (con il criterio sopra enunciato), dalle due alle quattro teoria ed esercizi di fanteria (lunedì, mercoledì, venerdì) o in alternativa teoria ed esercizi di artiglieria (martedì) e pulizia degli allievi e dell ' armamento (sabato), indi zuppa della sera e ricreazione: dalle cinque alle sette scherma, ripetizioni particolari, lettura in biblioteca e ricreazione; studio in camera dalle sette alle dieci , quindi estinzione dei lumi. La mattina del giovedì, da lle sette alle dieci , era destinata alle esercitazioni esterne topografiche o agli addestramenti in poligono. La sveglia alla domenica era differita di un 'ora, faceva seguito l'ispezione alle undici, quindi marcia (in determinate condizioni e occasioni sostituita con una passeggiata per Pavia); zuppa serale. tre ore di studio in camera e alle dieci estinzioni dei lumi. Sino al 1811 non solo venivan o ammessi degli aspiranti privi dei requisiti fisici o di età richiesti dalle norme in vigore, ma anche coloro che «conoscevano appena i numeri ed era per loro la Geometria un nome ignoto; ma ciò che è di maggior danno, pochi ssimi conoscevano l'arte di parlare e scrivere correttamente la propria lingua»( 44 >. Il ministro della guerra e marina generale Achille Fontanelli, inoltre, lamentava che i prefetti inoltrassero i verbali d'esame senza indicazioni «de' proposti quesiti, e delle soluzioni, per cui si riduce a semplice parere d ' ammissibi lità. o non ammissibilità dell'individuo che li ha subiti »1 45>. Agli esami finali dell'anno scolastico. il 29 e 30 agol>to 18 12. presenziava l'ispettore generale del genio italiano Giovanni Battista Biancru d'Adda, che nella lettera indirizzata al Ministro della guerra<46l rilevava

43) ASM I, Minis1ero della Guerra. car. 2416. 44) ASM I. Ministero della Guerra. car. 2412 bis, lenera del Bidasio indirizzata al generale Fontanelli, datata gennaio l 8 l l. 45) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2412 bis. lettera del \llinbtro della Guerra indirizzata ai Prefeui. datala IO febbraio 1812. 46) ASMI. ministero della Guerra. car. 3412 bis. lettera datata 7 settembre 1812.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZION"E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNlTARI

la buona preparazione degli allievi nelle scienze esatte scrivendo: «Il Corpo degli studi che attualmente si segue per le scienze esatte oltrepassa i confini cui dovrebbe essere spinta l'istruzione di un ufficiale di fan teria»; presentava inoltre, facendo proprie le proposte formulate dal governatore, di ridurre l'ammissione da semestrale ad annuale, di portare a tre anni la durata del corso, di accettare solo gli aspiranti <<in età non minore di anni 16 e non maggiore d'anni 20». Suggeriva inoltre che gli allievi non ritenuti idonei, dopo due anni di corso, a ricoprire l ' incarico di ufficiale per scarso rendimento negli studi e nella preparazione professionale fossero invia,ti ai corpi con il grado di sottufficiale o anche come comune soldato. In particolare così si esprimeva a commento della relazione sugli esami: per le matematiche: «La precisione che si è riscontrata neli ' applicazione dei teoremi, e soluzione de ' problemi di aritmetica, di algebra sino alle equazioni del 2° grado, e di geometria piana e solida, fa conoscere che questa classe è molto bene coperta dai Signori professori Bordoni e Tognoli. Si sarebbe nullameno desiderato che gli allievi avessero avuto maggior facilità e speditezza nel maneggio del semplice calcolo aritmetico»; per la storia e la geografia: «Questa classe non è coltivata abbastanza. Agli allievi si possono aver date molte cognizioni; ma è da temersi ne abbiano ritenute poche; quello che è certo gli allievi si sono mostrati alquanto imbarazzati nelle risposte e nei racconti che loro furono chiesti»; per le belle lettere: «lntere6sante ed ottima sulla scelta degli argomenti ne ' quali dovevano gli allievi far conoscere il loro profitto nelle belle lettere, ma non troppo fe licemente corrisposero alla aspettazione che una tale scelta aveva fatto concepire loro»; per la lingua francese: «Si assicura dal Signor Governatore che il profitto in molti è stato rapido»; per il disegno: «L'esposizione di cinquanta disegni felicemente condotti parla molto a favore del Signor Antonini che è il professore di questa interessante classe»; per l'amministrazione militare: «L'accorgimento e l'esattezza colla quale gli allievi hanno risposto alle diverse complicate domande che loro vennero fatte mostravano all'evidenza che in questa classe era perfetta l'istruzione»; per la tattica: «Chiarezza di idee nella teoria, e precisione nella pratica furono i pregi che si riscontrarono negli esami del giorno 29 e nelle evoluzioni e negli esercizi a fuoco eseguiti nel successivo 30»; per artiglieria e genio: «Gli esperimenti fattisi hanno dato a conoscere che gli allievi sì avevano molte delle generali cognizioni che interessare possono un ufficiale di fanteria, e


GLI ISTITUTI \11LITARI DI EDLCAZIO~E E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE. C ISALPJ:<A. ITALIANA E :-.eL REG"-0 D' ITAUA

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che erano molto bene addestrati nel maneggio delle bocche da fuoco»; per la schenna: «Pochi sono g li allievi istruiti. nella scherma; ma questi pochi fecero vedere diversi assalti, che ottimo era il metodo d'insegnamento»; per il nuoto: «Non si fecero esperimenti»; per l'equitazione: «Non esiste». Era questo lo spaccato didattico della scuola al termine dell'anno scolastico del 1812. Faceva seguito un nuovo piano di studi presentato dal governatore della scuola con lettera del l o settembre che prevedeva la distribuzione dei programmi di studio in tre anni e la conseguente ripartizione degli allievi in tre classi. Il Rochat così riassumeva il contenuto del piano<47 >: «Nel primo anno, di carattere chiaramente propedeutico, gli allievi dovevano colmare le lacune della loro preparazione c impara re quanto serviva ad un so uufficialc. Pertanto uno dei souotenenti addetti alla Scuola doveva addestrarli nel maneggio del fucile. nella scuola di plotone teorica e pratica cd in quella di battaglione solo teorica, c doveva istruir! i sui doveri del soldato e del graduato. Un maestro di aritmetica c calligrafia teneva poi un doppio corso: rivedeva e completava le nozioni di matematica degli allievi e li istruiva nell'amministrazione di una compagnia. specialmente nella tenuta dci ruolini e dei conti. Un professore di lingua. infine, doveva impartire quelle che noi chiameremmo nozioni di cultura generale. insegnando italiano. i principi del francese, qualcosa della storia dei grandi capitani e delle maggiori bauaglie e le basi della geografia. Il secondo anno. l'altro sottotenente avrebbe insegnato la scuola di battaglione in teoria ed in pratica (come comandare un battaglione in piazza d'armi). nonchè i compiti del sottuffic iale. completando così quanto più serviva ad un ufficiale inferiore. ln aula. l'allievo avrebbe studiato di segno e topografia: l'amministrazione interna di un corpo; la lingua italiana c francese; l'algebra cartesiana e la geometria piana e solida. ln poligono. avrebbe appreso a conoscere il materiale d'artiglieria ed il servizio delle bocche da fuoco. Il terzo anno, il professore di tattica (cioè l'ex istruttore di fanteria) avrebbe imparùto no7ioni più elevate, utili a futuri ufficiali superiori: i principi della grande tattica. lo studio delle più famose battaglie, l' illustrazione delle evoluzioni di linea. la lettura di regolamenti e codici militari. 11 professore d' artiglieria e fortificazione avrebbe continuato gli addestramenti in poligono dell'anno precedente e insegnato i principi della fortificazione. Poi disegno come l'anno precedente, studio dell'amministrazione superiore. studio della storia militare e, col professore <.li matematica, teoria c pratica delle misurazioni geodetiche. Gli allievi inoltre avrebbero inquadrato ed istruito le reclute».

La revisione dei programmi di studio comportava conseguentemente la presentazione di una proposta di riordinamento del corpo insegnante.

47) G. Rochat. op.cit.. pp. 56-7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 0 1 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN ITARI

Poiché la componente umanistica doveva venire sacrificata a favore delle discipline che avevano riflessi più diretti con la professione o con le istruzioni militari, un professore di lingua italiana e francese , un professore di storia e un maestro di calligrafia e di aritmetica (per sopperire alle deficienze della preparazione degli ammessi) avrebbero dovuto sostituire i professori di belle lettere, storia e geografia e di francese. Il piano degli studi, nelle sue linee generali, fu approvato con sollecitudine con l 'eccezione çlella ristrutturazione dei corsi umanistici. Dali 'analisi attenta del prospetto del fascicolo Esami del 1814 (48) emerge un quadro esatto delle cognizioni che gli allievi avrebbero dovuto possedere al termine del corso triennale. La scuola, per merito del Bidasio che si era avvalso della sua lunga e diversificata esperienza, vedeva finalmente approvato un corso di studi adeguato agli scopi che l'istituto si proponeva e la sanzione di quei provvedimenti, ripetutamente richiesti anche dal governatore Psalidi, che avevano, a lungo, condizionato il rendimento scolastico degli allievi. È emblematico che solo a iniziare dall'anno 1812 le ammissioni divenivano annuali, mentre sino al 1810 erano avvenute con carattere aperiodico, talvolta quasi mensile, e successivamente semestrali. Si riepilogano, in sintesi, gli argomenti fondamentali oggetto d'insegnamento delle varie discipline: Matematica

1° anno: 2° anno: 3° anno:

Geografia e Storia

aritmetica; algebra sino alle equazioni di 2° grado, geometria piana e solida; logaritmi, serie geometriche, trigonometria piana e geometria pratica (topografia).

l 0 anno:

geografia generale e fisica, cronologia, storia antica;

2° anno:

geografia astronomica, storia romana, medioevale e contemporanea.

Belle lettere l o anno: 2° anno:

grammatica e rettorica; rettorica e declamazione.

Lingua francese

48) ASMI, Ministero della Guerra. car. 24 13.


GLI ISTITUTI MIUTAR I DI EDUCAZIO'IE E FO RMATIVI 1\ELLI:. REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E l'o'EL REGl'-0 o·ITALIA

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1° anno:

istruzione di un soldato e di un plotone, doveri generali di un soldato;

2° anno:

fonnazioni ed evoluzioni in battaglia di una colonna e di un battaglione;

3° anno:

formazioni ed evoluzioni in battaglia di un reggimento.

Artiglieria e 2° anno: fortificazioni

armi e artiglierie (descrizione, impiego e allestimento delle postazioni);

3° anno:

fortificazione permanente e fortificazione campale.

Tattica

Amministra- 1°, 2°,3° anno: amministrazione di una compagnia. zio ne Disegno

l 0 , 2°,3° anno: disegno di figura, d'ornato e topografico.

Calligrafia

l 0 anno:

caratteri e tabelle.

La pratica del nuoto veniva attuata nei mesi estivi, rimanevano pur tuttavia disattesi l'insegnamento dell'equitazione, con la conseguente mancata formazione degli uffici al i di cavalleria, e la partecipazione degli all ievi alle manovre d eli' esercì to , previsti dal decreto napoleonico. Nel primo periodo della sua esistenza l'istituto, che all'atto della sua costituzione prevedeva un organico di 80 allievi aumentabili a 150, annoverava mediamente una quarantina di frequentatori. Dali 'autunno del 1809 si aveva però un note vo le., progressivo, inc·remento che vedeva triplicato il numero delle preseni e e ciò indipendentemente dali 'abbassamento del livello degli esami e dali 'aumento delle piazze gratuite. L'aumento era da attribuire al consolidamento del regime e alla espansione dell'esercito italico per cui la carriera delle armi appariva più promettente non solo per i-figli degli ufficiali e dei funzionari dello Stato, ma anche per i figli della ricca borghesia delle c ittà e in misura minore delle campagne. L'inizio dell'espansione della scuola coincideva peraltro con l'apogeo dell'impero napoleonico. Il numero delle ammissioni in questi anni furono: 28 nel 1809, 41 nell810, 49 nell811 e 63 nel 1812. L'entità dei candidati alla frequen za negli anni 1813 (15?) e l 814 risentiva ovviamente della crisi politica e militare per cui si riduceva sensibilmente. Per contro l'aliquota delle


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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGL.I STATI PREUNITA RI

promozioni a ufficiale subiva un incremento notevole: alle 95 nomine del periodo 1806- 1812 (pari al 40% degli alunni) facevano riscontro le 70 del periodo 1813-1814 (66%)<4 9>. Dopo la fine del Regno d'Italia la scuola continuava ad assolvere la sua funzione. I primi di settembre 1814 gli allievi rimasti sostenevano regolari esami con modalità immutate. Il l 0 ottobre l ' istituto passava alle dipendenze del supremo comando generale austriacoC50), per preparare gli ufficiali austriaci reclutati nelle province del Lombardo -Veneto, assumendo la nuova denominazione di Cesarea Regia Scuola Militare. In seguito ai decreti imperiali del 12 e 24 agosto 1816, ritenuta non più idonea allo scopo, cessava il 2 settembre la sua esistenza. Dalla scuola uscirono parecchi valenti ufficiali che si distinsero particolarmente, tra questi a~cuni che pervennero sino al grado di generale maggiore nell'esercito austriaco: Paolo Ajroldi, Carlo Biraghi , Francesco Donadeo e Giovanni De Moli(5I).

4. LA SCUOLA NAZIONALE O MILITARE DEL GENIO E DELL' ARTIGLIERIA E LA REALE SCUOLA MILITARE D'ARTIGLIERIA E DEL GENIO

La Scuola Nazionale o Milita re del Ge nio e dell 'Artiglieria Questa insigne istituzione, che «ha poche eguali in Europa, è degna de' voti della più colta gioventù d'Italia», aveva origine con la Repubblica Cisalpina. Il 9 termidoro anno V (27 luglio 1797) il direttorio esecutivo della Repubblica Cisalpina deliberava la costituzione della Scuola Militare del Genio, e dell'Artiglieria in Bologna. Successivamente, soprattutto per motivi di opportunità politica, l'ubicazione dell'istituto veniva stabilita a Modena, in virtù de li 'articolo VI della legge :L4 brumaio anno VI (1 4 novembre 1797).

49) G. Rochai, op.cit., pp. 24-6 e 50. 50) ASMI, Ministero della Guerra . car. 2399, lettera del Commissariato Straordinario di Guerra. datata 8 settembre 1814. 51) A. Zanoli. op.cit., p. 229.


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Modena - Palazzo ducale sede della Scuola Militare del Genio e del l 'Artiglieria; Alluale sede dell'Accademia Militare

Tratto da una stampa del primo 1800


GLI !ST!11JTI MILITARl DI EDUCAZIOI'lE E FO RMAT!VJ Nlll.l.E REPUBBLICHE CISALPINA. IT ALIANA E NEl. REGNO D' ITALrA

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Come sede veniva inizialmente destinato il convento di S. Domenico e successivamente il palazzo ducale. da allora denominato Nazionale <52). Il 22 nevoso anno V l (11 gennaio 1798) veniva promulgata la legge che traduceva in realtà le direttive del Bonaparte <53)_ Il gran consiglio considerava «essere essenziale per la forza, e lo splendore della Repubblica, che i Corpi del Genio e de li ' Artiglieria siano composti di Ufficiali istrutti non solamente delle pratiche, ma ancora dei principj della geometria, della meccanica e di altre scienze, che diriggono le pra6che s tesse delle funzioni dei corpi suddetti ». Con questa premessa cominciava il testo dell'atto istitutivo della scuola. Teneva conto dell'impossibilità di disporre con immediatezza di ufficiali del genio e di artiglieria «che siano tulli fomiti di quel grado di scienza, e capacità, che si richiederà d'ora innanzi per qualunque da aromettersi, o conservars i in qualità di Ufficiale nei Corpi medesimi», conseguentemente la legge autorizzava l 'arruolamento, «per una sola volta>>, di ufficiali francesi nella misura di un terzo dell'organico e per gli altri due terzi cisalpini, italiani e polacchi, con preferenza per i primi. L'ammissione era vincolata a un particolare accertamento, cioè dopo che avessero «dato prova della propria abi lità teorica, e pratica in un pubblico esame istituito da tre soggetti di notoria probità, e capacità da eleggersi dal Potere Esecutivo». Gli ufficiali già in servizio erano obbligati a sostene re l'esame, ma non prima che fossero trascorsi tre anni dalla data di pubblicazione della norma. Dopo la prima formazione dei corpi nessun individuo poteva esservi ammesso, in qualità di ufficiale, se non proveniente dai corsi della

Scuola Nazionale del Genio, e dell'Artiglieria. TI gran consiglio, il 23 ventoso anno VI (13 marzo 1798), sanzionava la costituzione del corpo del genio e l'organizzazione della scuola rnilitare< 54).

52) U palazzo, una delle più belle residenze principesche dell'arte barocca e la cui costruzione venne iniziata nel 1635 per volontà del duca Francesco I d'Este su di segno e sotto la direzione dell'architetto Bartolomeo Avanzini, inglobava il castello fatto riedificare nel 1340 da Obizzo m sulle rovine del preesistente fortilizio di Obizzo II, risalente verosimilmente al 1291. 53) ASMI, Militare. Scuole AZ, car. 407. - ASMO. Prefellura del Dipartimento del Panaro, ti. XV !l , fi. 22.- Allegati al cap. IV, doc. 8. 54) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2398. - Allegati al cap. IV, doc. 9.


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GU ISTITUTI DI EDVCAZIOI'E E DI FORMAZIO'IE PER UFHCIALI \/EGLI STATI PREt:NITARI

Per quanto aveva particolare riferimento con l'istituto ratto precisava le norme per l'ammissione degli aspiranti, lo stato giuridico degli allievi e l'ordinamento della scuola. Gli esami di ammissione consistevano in accertamenti di aritmetica, di algebra fino alle equazioni di 4° grado, di geometria, di trigonometria, di elementi di disegno dì figura e di architettura civile «e per fine l ' arte dì ben scrivere la nostra lingua)>. Era prevista l 'ammissione alla scuola di nove allievi all'anno, per un totale di venti sette nel triennio, successivamente portati. con la legge del 16 germinale anno VI (7 aprile 1798) e il proclama del 3 messìdoro anno VI (21 giugno 1798)<55>. a trentaquattro per completare gli organici dei due corpi. Gli alunni avevano diritto a uno stipendio annuo di mille duecento lire e aJ grado di sottotcncnte; al termine del corso degli studi della durata di tre anni venivano nominati tenenti nel corpo degli ingegneri o in quello degli artiglieri. I giovani cisalpini che. idonei all'esame di accertamento, desideravano assistere alle lezioni, pur senza aver ottenuto la qualifica di allievo della scuola militare, e sostenevano gl i esami stabiliti. in particolare quelli finali, potevano concorrere «agi 'impieghi nel caso di straordinarie vacanze nelle due armi )) . Le materie del primo anno scolastico, a carattere propedeutìco, dovevano essere comuni per tutti i nove alunni. Al termine di questo periodo, in base ai risultati annuali e dell'esame finale, venivano scelti i due designati per servire nel corpo del genio, i rimanenti erano assegnati all'artiglieria. Gli insegnamenti dei due anni successivi prevedevano discipline in parte comuni e alt re di specializzazione. Erano prescritti degli esami finali anche per il secondo e il terzo anno e qualora un allievo non fosse ritenuto idoneo poteva frequentare un quarto anno per perfezionare la propria preparazione. L'anzianità veniva stabilita in furzione della graduatoria di merito. Il direttorio esecutivo era incaricato di provvedere a quanto necessario per iJ funzionamento della scuola. Il licenziato; in possesso di una s pecifica istruzione militare teorica e pratica, era in grado d'essere incorporato immediatamente nella milizia attiva. Di assoluto rilievo, per quei tempi , era il fatto che fosse l'unico istituto d'istruzione superiore

55) Accademia Mililarc- Museo Storico. - Allegali al cap. lV. doc. IO.


GLI ISTITUTI \11LITARI DI EDUCAZlO~ E FORMATIVI l'IELLE REPUBBLICIIE CISALPINA. ITALIANA E 1\el REGI'O D'ITALIA

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completamente gratuito e pertanto tale da consentire l'accesso ai giovani dotati, indipendentemente dalla loro condizione sociale ed economica. Il citato proclama del messidoro, oltre a riportare le modifiche al numero degli ammissibili e a confermare quanto enunciato con il documento costitutivo della scuola, stabiliva l'organico: direttore

capo brigata del genio ingegnere Leonardo Salimbeni

comandante in secondo

capo battaglione Francesco Dorsan (o D'Orsane)

aiutante della scuola

capitano Francesco Brugnoligo

professore di matematica

professar Antonio Cagnoli

professore di fisica e chimica

professor Giovanni Battista Venturi

professore di geometria descrittiva e di idrodinamica

professar Paolo Cassiani

due professori di disegno

professor Gaetano Monti, professar Giuseppe Tramontini

professore di artiglieria

capitano Ruggero Bidasio

professore di fortificazione

capitano Giovanni Zanardini

artista (meccanica)

commissario di guerra Annibale Beccaria

segretario

Imperatori

medico

donor Antonio Boccabadati.

Il Piano del Corpo del Genio. e della Scuola Militare in Modena <56>, a firma del ministro della guerra Vignolle, del germinale anno VI (marzo 1798), redatto verosimilmente a integrazione del decreto, prevedeva due fonti di reclutamento per gli ufficiali del genio: ufficiali francesi, subalpini e veneziani (il punto 4 così recitava: «alla fine del mese venturo sarà qui a Milano fatto un pubblico esame a tutti i Cisalpini , ed ingegneri veneziani che essendo forniti delle cognizioni proprie all'ingegnere militare si presentassero al concorso e quelli che saranno g iudicati capaci di

56) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2398.


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GLI ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREUNITARI

entrare nel Corpo, si concederanno gradi alloro merito corrispondente») e i nuovi quadri ufficiali della costituenda scuola militare di Modena. I giovani cisalpini che desideravano entrare nella scuola si sarebbero dovuti presentare, per sostenere l'esame d'ammissione, il 15 germinale (5 aprile). Gli accertamenti vennero effettuati però, a seguito di una disposizione successiva, dal 15 fruttidoro alla fine dello stesso mese (dal 2 al 21 settembre). La commissione esaminatrice era costituita dal direttore e dal collegio dei professori titolari. Questa direttiva aveva carattere permanente. In base a tale regolamento veniva confermato l'organico dell 'istituto, previsto dal proclama e dalla norma del 22 ventoso. Era specificato inoltre il compito dei due professori Monti e Tramontini preposti all'insegnamento del disegno e cioè «per la figura, acquerello, Architettura civile, militare e Artiglieria». Il numero degli allievi del primo anno era elevato eccezionalmente a venti sette, sei dei quali al termine del primo anno avrebbero ricevuto la patente di sottotenente ingegnere e gli altri ventuno quella di artigliere. Erano ammessi invece ventotto con lo stato di allievi e tre aggiunti. Per quanto concerneva il programma scolastico il Piano degli Studj per la Scuola Militare dell'Artiglieria e del Genio prevedeva: <<Anno primo scolastico

Gli studi saranno comuni per tutti gli AUievi introdotti nella Scuola. Matematiche: Nella prima ora si farà una ripetizione generale delle Scienze Matematiche apprese dagli Allievi avanti di entrare nella Scuola, che sono l'Aritmetica, la Geometria. la Trigonometria, e l'Algebra detta cartesiana. In appresso si insegneranno le Sezioni coniche, il Calcolo Sublime, la Geometria pratica, e l'uso de' principal i strumenti di Matematica. Il metodo d'insegnare sarà questo. Il Professore spiegherà la Scienza sopra un testo, ed i giovani saranno obbligati a far ogni giorno la ripetizione delle cose nel giorno antecedente imparate. Oltre a ciò il Professore proporrà, ed i giovani risolveranno molti problemi alla detta Scienza relativi, affine di rendergliela loro familiare. Disegno: Ripetizione degli studj d' Architenura civile, e di figura, appresi dagli allievi fuori della Scuola. Arte di delineare, copiare, tradurre, e colorire i disegni co' loro accessorj . Si disegneranno varie sorti di Edifizj specialmente militari, come Caserme, Magazzini, Arsenali, Porte di città, e cose simili.


GU ISTITUTI MO-ITARI DI EDUCAZ IONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA, ITALIANA E NEL REGNO D' ITAUA

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Geometria descrittiva: S'insegneranno i principj della Geometria descrittiva<57>, che in quest'anno s'applicheranno alla prospettiva, alla teoria dell'ombre, alla gnomonica, ed alla costruzione delle carte geografiche, e topografiche. Tutti i quintidì, e i decadì vi sarà riposo per le suddette Scuole, ma si profitterà di questi giorni per istruire gli allievi nella Fisica. Siccome però non è possibile, dopo i progressi fatti dai moderni nella Storia naturale e nella Chimica, saper bene la Fisica generale, e particolare senza aver una, bensì succinta, ma adeguata idea di quelle due Scienze; così sarà obbligato il Professore a riunire gli elementi di essa al suo corso di Fisica, e dividerne tutto lo studio in due anni per insegnare una metà nelle vacanze di quest'anno, come superiormente si è detto, e l'altra metà nelle vacanze del secondo anno scolastico.

Nota . Per un mese, e mezzo di quest'anno, e del successivo saranno sospese tutte l'altre Scuole per occupar gli allievi nelle sole pratiche di Geometria, cioè nel rilevar Fabbriche, e Piani, sia a vista, o cogli strumenti, nel misurar altezze, e distanze inaccessibili, nel formar li vellazioni , ed altre simili cose. Anno secondo scolastico Per gli Ingegneri

Per gli Artiglieri

Meccanica: Statica, e Dinamica applicandone lo studio alle più utili macchine, i cui modelli dovranno con tutta diligenza esser eseguiti per uso della Scuola.

lo stesso

Stereometria: Il Professore di Geometria descrittiva insegnerà il taglio delle pietre, e de' legnaro i, e farà agli allievi eseguire le sagome a questo studio relative. 57) La geometria descrittiva o proiezioni di Monge in Francia, sino alla fi ne del secolo, era una materia d 'insegnamento coperta dal segreto militare. Il merito delJ 'introduzione della Geometria descrittiva in Italia va pertanto ascritto alla Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria ( 1798). A causa delle vicende conseguenti all'occupazione della Repubblica Cisalpina da parte delle truppe austro-russe, il Professor Paolo Cassiani, titolare della cattedra. non potè dar corso alle sue lezioni se non dopo il 23 settembre 1800. Giuseppe Tramontini, subentrato nell'incarico, svolse un ruolo importante non solo nel campo dell'insegnamento. portando alcuni contributi originali nelle applicazioni della teoria delle ombre e de lle proiezioni grafiche. ma anche nella diffusione di tale disciplina con la pubblicazione di due opere sui riferiti argomenti (1806 e 18 11).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFTCIAU 'lfGL.J STATI PREliNITARI

Fortificazioni: S'intraprenderà Io studio delle fortificazioni sì permanenti, che campali, e si disegnerà nella Scuola gli abbozzi di piante, profili, spaccati; ed ogni allievo sarà in obbligo di raccoglierli. e legarli insieme per proprio uso in un libro.

Agli allievi di artiglieria si insegneranno le Fortificazioni con un metodo più succinto e compendioso.

Artiglieria: Si mostrerà agli Ingegneri un succinto corso d' artiglieria, ammaestrandoli soprattutto in quelle parti di questa scienza, eh 'essi debbono meglio sapere.

Artiglieria teorica, avvertendo di far disegnare agli allievi nella Scuola gli abbozzi delle costruzioni di tuue le armi da fuoco, e de' loro carretti. Ciascuno dovrà tenerne raccolta, e legarli per proprio uso in un libro.

Disegno: Si formeranno, e coloriranno i più notabili disegni abbozzati nella Scuola di fortificazione.

Si farà lo stesso de' disegni abbozzati nella Scuola d'Artiglieria.

Anno terzo scolastico Idrodinamica: L'idrodinamica applicata specialmente alla materia de' fiumi, ed alla formazione de' sostegni. L'arte del fabbricare, e di collegare i legnami. Modo di estendere scandagli , o piani estimativi per edifizj, o lavori di terra. Artiglieria:

Si daranno agli allievi lezioni pratiche, ed esperimentali sull'arte del fondere, e sulla maniera di formar il salnitro, e tutti i fuochi d'artifizio ad uso della guerra; in appresso si faranno regolarmente eseguire tutti gli esercizj dell'armi da fuoco, e le principali manopere dette di forza.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELI.E REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA

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Fortificazioni: Attacco, e difesa delle piazze. Arte del Minatore. Poi s'istruiranno gli allievi in tutti i dettagli ali ' Ingegnere appartenenti, come nella costnJZione delle poteme, delle casematte, delle palizzate, de' rastelli, di ponti, ed altre simili cose. Disegno: Si formeranno, e coloriranno i disegni d'attacco, e difesa delle piazze, e si continueranno i disegni d 'architettura militare.

Continuazione de ' disegni, e macchine d ' Artiglieria d ' ogni maniera.

Nota . Ne' giorni di vacanza di quest' ultimo anno scolastico si darà un succinto corso di lattica. Aggiunta Cominciando dal terzo scolastico s' intraprenderà ogni anno il simulato attacco di un poligono. tracciando trincee, parallele. alloggiamenti. ed altro. Si eseguirà poi sul terreno della fronte attaccata ora un pezzo di parallela ora un lavoro di zappa, ora una batteria da rimbalzo, o da breccia, ed ora una mina semplice o doppia, osservando di cangiare ogni anno la fronte dell'attacco. La disposizione dell'ora per l'esecuzione di questo piano di studj dipenderà dal Direttore della Scuola. La Scuola dovrà essere fornita di un sufficiente numero di modelli altri appartenenti all'artiglieria, ed alle fortificazioni, ed altri alla meccanica; come pure di un apparato di macchine per la Fisica; di un Laboratorio con gli strumenti atti a comporre i fuochi d'artificio ad uso di guerra, e per fine di alcuni pezzi d'aniglieria co' loro carretti.»

Accanto agli studi di carattere scientifico, tecnico-applicativo e alle istruzioni pratiche erano previste attività di carattere fisico quale la ginnastica, l 'esercizio della spada e della sciabola, della picca o bandiera, del salto del cavalletto, della lotta, del nuoto, della corsa e del maneggio. A sollecitare l'introduzione delle attività di carattere sportivo militare fu lo stesso Salimbeni che in una lettera indirizzata al ministro della guerra scr1veva (58): «Obbliga la Legge 23 Ventoso che dentro tre anni sieno compiuti g li studj degli Allievi; quindi per la molteciplità delle cose che si debbono insegnare in tal periodo di tempo, fa d ' uopo tcnerli occupati al tavolo gran parte del giorno; il che li renderà in progresso mal proprj alle fatiche che incentrasi nella guerra se non si fortificheranno il corpo nell'ore di ozio con vio lenti esercizj fisici. lo giudico pertanto di assoluta necessità instituLre una Scuola di Ginnastica, dove essi apprendano gli esercizj della spada, della sciabola, del cavalletto. della bandiera, della lotta, della corsa, e del nuoto, affine di renderli atti a sostenere tutti i disagi mi litari.»

58) ASMI, Militare, Scuole AZ, car. 407.


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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER IJFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

La nomina di Leonardo Salimbeni a direttore della scuola militare modenese<59>, che peraltro aveva offerto i suoi servizi per dirigerla, fu approvata non solo dalla Repubblica Cisalpina, ma dallo stesso Napoleone. Infatti in un colloquiò con il Salimbeni , invimato a segnalare i nominativi degli ufficiali della Serenissima idonei a essere arruolati nel corpo degli ingegneri, dichiarava: « Voi potreste essere il direttore della Scuola Militare».

La Scuola Nazionale del Genio, e dell'Artiglieria, limitatamente al suo primo periodo di vita, ebbe una impostazione molto simile a quella del Collegio Militare di Verona con alcuni temperamenti e modifiche , dedotti dalle esperienze della Eco/e Polytechnique di Parigi e della Eco/e Royale du Genie di Mézières. Il redattore del piano orig inale degli studi era lo stesso capo brigata del genio. già direttore degli studi e governatore interinale del collegio veronese. A completamento del piano degli studi sopra riportato è da ricordare che gli argomenti e le nozioni fondamentali oggetto dell ' insegnamento nel corso del triennio venivano. unitamente ad alcune considerazioni di carattere politico e morale, chiaramente delineati agli aJlievi e alle autorità presenti dal comandante direttore della scuola con il Discorso recitato nel giorno della solenne apertura delle Scuole Militari per l'Artiglieria e la Fortificazione il giorno 2 vendemmiaio anno VII (23 settembre 1798)<60>. Pur non attribuendo una importanza rilevante a un atto di indisciplina commesso da un'aliquota degli aspiranti neo ammessi, tuttavia si ritiene opportuno riferire l 'episodio, a integrazione degli ani e delle notiziç ufficiali, poiché pone in luce, come emerge chiaramente dal documento, sia la mentalità di una parte dei giovani, influenzati oltre ogni grado di ragionevolezza dagli ideali rivoluzionari, sia quali fossero le regole cardine dell ' istituto. Il giorno d ' inizio dei corsi, alla vigilia della solenne inaugurazione della scuola, una petizione sottoscritta da 14 dei 28 allievi veniva indirizzata ai cittadini rettori per contestare l 'impostazione di sciplinare data dal direttore Salimbeni. Un episodio questo che avrebbe potuto minare l 'ordine e la disciplina dell ' istituto, sin dal suo sorgere e nel contempo turbare il regolare

59) A compimento delle notjzje che delineano la figura del Salimbeni, desumjbili dal cap. ITI, è da ricordare che nel 1786 fu nomjnato tra i Quaranta della Società Italiana delle Scienze. nel 1789 socio dell 'Accademia di Scienze, Lettere cd Arti di Mamova, nel 1790 di quella di Padova e nel 1795 membro dell'Istituto Ila! iano di Bologna. 60) G. Canevazzi. op.cit., pp. 123-35. - Allegati al cap. lV, doc. Il.


GLI ISTITUTI MIUTARI DI EDLCAZIOKE E FORMATIVI 'IELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIASA E NEL REGNO D'ITALIA

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svolgimento degli studi, dilazionando persino la loro data d'inizio. Si trascrive, per migliore comprensione, lo stralcio della istanza del l 0 vendemmiaio anno vn (22 settembre 1798)(6l >: <<l so11oscri11i dichiarando che non hanno niente a ridire sulle disposizioni c sull'ordine spellante agli studj, non possono a meno di non farv i palese il loro aborrimento per la disciplina. che riguarda la condotta morale. Alcuni dettagli di essa vi porranno al fallo della situazione infelice, a cui si vogliono ridurre gli allievi. Essa prescrive a loro di ritirarsi alle sett'ore dopo il mezzo giorno. e per assicurare questa misura. vi sarà l'appello nominale su' le sette ed un quarto; si son per fino costruiti dei Cancelli alle Scale del recinto destinati a rinchiudervi gli allievi, pcrchè non possano sortire. Nelle stanze destinate alloro uso rattuppata di fresco, e che non possono che nuocere alla loro salute, si è chiuso il cammino. che vi era nella maggior parte di esse per impedire loro l'uso del fuoco. A la mattina al suono della campana saranno chiamati alle sei ore per levarsi. e si troveran pronti alle sette per la Scuola. in fine non si potrà mai sorrire dal Palazzo Nazionale che alle 3 ore pomeridiane e restar fuori sino alle sette, tempo destinato al pranzo ed alla ri creazione, cd in cui il Direttore del la Scuola ha intenzione di stabilire i giuochi Ginnastici a spese degli allievi. [... ) Un giogo che si vuolloro imporre conveniente solo ai bambini, anche sotto il dispotismo, un giogo contro di cui le Leggi e le disposizioni del Governo si sono abbastanza dichiarati, per crederlo opera d'uomini privati che non amano la Libertà; questo giogo determina i sottoscritti a ricorrere a Voi Cittadini Direttori, affinchè esaminata la loro situazione, e vogliate rimediare ad abusi, cui essi non sono disposti soffrire>>.

Il presidente del direttorio esecutivo, pur non accogliendo la richiesta dei giovani di essere autorizzati ad alloggiare fuori dal palazzo nazionale, si rivolgeva al ministro Vignolle invitandolo a intervenire «correggendo la pedanteria della disciplina che vi vuole stabilire il Direttore della Scuola». n ministro della guerra incaricava il comandante della piazza di Modena «di mandare a chiamare presso di se tutti gli Allievi. e di testificarli da parte mia il mio dispiacere obbligandoli a delle Riparazioni verso il loro Capo Salimbeni, e prevenendoli che quelli che non vi si saranno uniformati a tale riparazione, non saranno più ammessi alla Scuola». Venivano però apportate, con tempe tività, alcune modifiche alle Regole di Disciplina per gli allievi della Scuola Militare stabilite dal Salimbeni e definiti alcuni articoli di base per la compilazione del Piano di disciplina per gli Allievi. La copia dell'orario in vigore nel mese di sellembre, inviata agli organi superiori dal direttore con i commenti a margine, testimonia l'avvenuto temperamento di alcuni provvedimenti restrittivi.

61) ASM1. Militare. Scuole AZ, car. 407.


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GLI ISTITUTI DJ EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

«Orario della Scuola Militare di Modena nel mese Vendemmia/e (62) Levata

Dalle Ore 6 alle 7. Questo segno dato all'ore sei non dovrà servire che di semplice avviso agli Allievi che un'ora dopo comincieranno le Scuole.

Ripetizione degli Studj di Matematica fatti avanti l'ingresso degli Allie vi.

Dalle Ore 7 alle 8. Questa scuola viene giudicata ne cessaria perchè in questo cominciamento si è creduto conveniente di procedere negli esami con indu lgenza, e di contentarsi della sola altitudine agli Studj deiI'Jnstituto. Dopo quattro o sei mesi cesserà questa Scuola.

Matematica sublime per Cagnoli

Dalle Ore 8 alle 9.

Riposo

D al le Ore 9 alle IO. In quest'intervallo s i darà loro la libertà di uscire dall'lnstituto a far colazione o altro. La Legge di Francia è più rigorosa.

Fisica per Venturi

Dalle Ore l O alle Il.

Matematica applicata per Cassia ni

Dalle Ore Il alle 12. ora che detti tre Professori se hanno nell'Anno presente una sola ora di Lezione ne faranno una seconda nell ' Anno susseguente per i nuovi Allievi permutandos i le Ore.

Pranzo

Dalle Ore l2 alle 2. In questo tempo andranno a pranzo dove più loro aggrada.

Disegno

Dalle Ore 2 alle 4.

Di ve rtimenti e Passeggi

Dalle Ore 4 alle 8. Con questa disposizione d'Ore gli Allievi ne hanno sette di perfetta e intera libertà. l giorni di Vacanza saranno tutti i Quintidì e Decadì .»

Dal Trasunto degli studj nella Scuola Militare nel Secondo Bimestre dell' Anno Settimo (63), a firma del direttore, è possibile desumere la parte del programma di studi svolto sino alla fine della seconda decade del mese di gennaio 1799: Scuola di ripetizione: completamento dell'aritmeti.ca, operazioni di calcoIo algebrico, inizio dello studio del quinto libro di Euclide; Scuola di matematica sublime: completamento del trattato di sezioni ·coniche del Grandi, vari metodi di costruzione grafica delle parabole, ellissi e iperboli, risoluzione di problemi re lati vi alle proprietà delle curve;

62) ASMI, Militare. Scuole AZ, car. 407.- Periodo compreso tra il 22 settembre e il 21 ottobre.

63) ASMI, Ministero della Guerra . car. 2403 .


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Scuola di matematica applicata: studio e impiego di strumenti matematici; Scuola di fisica: studio del trattato di astronomia, compreso il metodo di calcolo delle eclissi, della geografia fisica; Scuole del disegno: completamento dello studio degli ordini architettonici con la rappresentazione di quello toscano «in delineazione semplice ed ortografia ombreggiata» e disegno di parte o di tutto il corpo umano. In merito all'impostazione didattica da dare ai richiami delle matematiche e più in generale agli studi così si era espresso il Salimbeni nella sua prolusione: «Desiderabile oltre a ciò ( 'uso di alcuni libri di testo ritenuli insupcrabili come l'arilmeli· ca pra1ica del Soave, l'algebra del Paoli. la geometria di Euclide vcndu!a a Verona, latrigonomelria del Toaldo') sarebbe slato che i loro precettori si fossero Iuui del solo metodo servili, per cui le matematiche s'apprendono bene dagli scolari; cioè che non contenti quelli di spiegare le verità elementari. avessero a quest i proposti in ogni Scienza una lunga serie di problemi da risolvere, o di 1eoremi da dimostrare, perocchè cosll'abito s'acquista di valersi delle verità sopraddene, e si fonna quello spirito inventore che tanto alla perfezione ed all'avanzamento delle scien?e matematiche, e però anche dell'arti affini contribuisce. Questo metodo che seguito sarà costantemente nell'Istituto, non fu per verità abbracciato da alcuno de' loro instrutlori. ma al difetto noi ripareremo prontamente, esercitando gli Allievi per alcuni mesi in una scuola di ripetizione degli studi già da essi falli.»

A seguito della proposta del Salimbeni di rimandare al termine del secondo anno la separazione degli allievi in due classi distinte, il 7 ventoso anno VII (25 febbra io 1799)~64) il direttorio esecutivo inviava un messaggio, del quale si stralc ia la parte più significativa, al consiglio de' seniori per ottenere l ' assenso: «Appoggia quel Direttore la di lui prima domanda alla natura degli studi del primo anno, giacchè in questo viene limitata l'istruzione alle Sezioni coniche. alla Statica, alla Dinamica, alla Geometria pratica, agli elementi della Geometria descriniva, e ad una parte della Fisica, oltre il Disegno dell'Architettura civile. e della Figura umana, e fa riflettere che nel secondo anno solamente si passerà a trattare dell'Aniglicria, c delle Fonificazioni, e che in conseguenza solo alla fine di questo si potrà fare la loro separazione. la quale cons iste nel mettere in una classe gl'Ingegneri i più capaci alla Geometria descriuiva. dell'Architettura militare, lasciando il rimanente nella classe degli Artiglieri.»

La legge dell' 11 germile anno VII (l 0 aprile 1799), a parziale variante di quella del 23 ventoso anno VI, accogliendo la richiesta del Salimbeni, modificava e integrava alcuni articoli <65>: « l. Lo stipendio degli Allievi della Scuola Militare di Modena è di lire mille e quattro-

centoventi. soldi sedici. denari ouo.

64) ASMI. Militare, Scuole AZ, car. 407. 65) ASMI. Militare. Scuole AZ. car. 407. - Allegati al cap. IV, doc. 12.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE l'ER UFFICIALI N!!GLI STATI PREUNTTARI

2. La separazione degli Allievi nelle due Classi d'Ingegneri e d'Artiglieri non sarà fatta che alla fine del secondo anno del corso Scolastico. 3. l Certificati che gli Aggiunti otterranno dalla Scuola Militare, avranno la stessa validità delle Fedi o Patenti delle Università della Repubblica, onde esercitare la professione d'Ingegnere Civile, o d ' Ingegnere Idraulico. 4. Dopo l'anno VIU, l'età degli allievi non dovrà essere mjnore di anni sedici, nè maggiore di venti.>>

Il direttore della scuola attribuendo grande importanza al materiale didattico e alle esercitazioni pratiche inoltrava, nel tempo, ai suoi superiori gerarchici una lunga serie di richieste. Con la lettera dell' 11 fiorile anno VI (l o maggio 1798)(66) si rivolgeva al direttorio esecutivo affinché provvedesse a richiedere a Parigi «colla massima possibi le sollecitudine le grandi Tavole per le costruzioni d ' Artiglieria. Per quanto è a mia cognizione quest'opera è in tre tomi divisa di edizione in foglio grande; uno de' quali comprende la descrizione di ogni sorte di cannoni, carretti, e macchine inservienti all'Artiglieria, riconosciute mediante lunghe sperienze per le migliori; gli altri due comprendono le fig ure relative». Le tavole erano state stampate a uso della scuola politecnica francese. Con quella del 2 ventoso anno VII (20 febbraio 1799)<67) richiedeva: il denaro per l 'acquisto di macchine fisiche, onde evitare che gli allievi per l'effettuazione degli esperimenti si recassero all'università; l'autorizzazione per acquisire tutte le macchine, libri e prodotti, esistenti in duplice esemplare nelle Scuole pubbliche della Cisalpina; il materiale del museo di Scandiano, inutilizzato sin dalla scomparsa del celebre professor Spallanzani; l ' approvvigionamento di libri militari recenti, poichè nella biblioteca cisalpina vi erano solo quelli antichi; gli strumenti per operazioni geodetiche, artiglierie da battaglia, disegni di posizioni militari; infine rappresentava l 'esigenza di un gabinetto fisico per la «costruzione de' fuochi d'artifizio ad uso di guerra>>. Dal rapporto del 6 ventoso anno VII (24 febbraio 1799)<68) del ministro della guerra al direttorio esecutivo risulta che il Salimbeni, oltre alle citate tavole d'artiglieria, aveva richiesto quelle rigu.ardanti la fortificazione passeggera e permanente e quelle relative alla geometria descrittiva, al taglio delle pietre, alla prospettiva e altre ancora. Emerge inoltre

66) ASMI, Militare , Scuole AZ, car. 407. 67) ASMl, Militare, Scuole AZ, car. 407. 68) ASMI, Militare, Scuole AZ, car. 407.


GU ISTITUTI MILITARI DI EOUCI\ZIONE E FORMATIVI 1\ELLE REPUBBLICHI:. C ISALPINA. ITALIANA E SEL REGNO D' ITALIA

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che, per la dotazione della scuola, il direttore aveva compilato un elenco degli «strumenti ed articoli di Storia Naturale, già pertinenti al Cittadino Cagnoli, al Collegio Elvetico, ed alla soppressa Società patriottica, che non pregiudicassero al Ginnasio di Brera, e che meglio servissero alla Scuola del Genio di Modena». In particolare, trattavasi delle macchine Cagnoli dell'osservatorio astronomico di Brera, strumenti meccanici e pezzi vari appartenenti al museo di storia naturale del collegio elvetico. L'istituto, al pari della Repubblica Cisalpina, doveva avere una vita travagliata. A causa della incombente occupazione della città di Modena da parte delle truppe austro-russe, il comando della scuola del genio e dell'artiglieria riceveva il 26 germile anno VII (15 aprile 1799) l'ordine di trasferimento, per ragioni di sicurezza, nella città di Pavia portando al seguito il materiale più prezioso. Successivamente, non senza traversie, si stabil iva a Savona dove, solo per brevissimo tempo, poteva riprendere la sua attività. Verosimilmente cessò di funzionare nel maggio del 1799. A seguito della vittoria di Marengo (1800) e del trattato di Luneville (1801) il ministro della guerra inviava il 22 messidoro anno IX (Il luglio 180 l ) un rapporto al comitato di governo per sollecitare la riapertura dell 'istituto<69)_ «La riattivazione della Scuola Militare va diventando ogni giorno sempre più urgente. Non ha attualmente la Cisalpina che Novanta Ufficiali di Artiglieria com presi gli Ufficiali Superiori, e questo Numero non v'ha dubbio che all'atto de' nuovi esami, ch'essi de vono subire andrà notabilmcnte a scemarsi. se in virtù della Stipulata Pace tom i un giorno in nostro potere il materiale d'artiglieria, se venga il caso di guarnire le Piazze, e di accrescere il Personale come potrà suppl irsi alla mancanza di Ufficiali, ove il pronto ristabilimento della Scuola Militare non fornisca degli abili allievi? La Consulta Legislativa persuasa della necessità della necessità di tale Scuola, ne ba già colla Legge 9 Nevoso fissata l'esistenza. e stabiliti gli approntamenti tanto degli individui della medesima, quanto de' Professori, ed Impiegati per essa indispensabili, ma resta ancora che la Consulta determini molti altri articoli. che devono avere forza di Legge. L'ubicazione della Scuola è fin'ora indecisa, non si sa se gli Allievi debbano aver grado Militare come in addietro, c quale abbia ad essere, resta a determinarsi il rango ch'essi devono occupare al sortire della Scuola, è d'uopo fissare il tempo, e il metodo degli studi tanto per gli allievi del Genio, che per quelli dell'Artiglieria, l'indenizzazione d'accorda rgli agli individui concorrenti agli esami, e finalmente è necessario stabi lire per quanto tempo agli Allievi che sonono debba incumbere l'obbligo di servire la Patria ne li' Arma rispettiva cui saranno addetti.

69) ASMT, Militare, Scuole AZ, car. 407.


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GLI ISTITUTI DI EDliCAZIO'IF E DI FORMAZIONE PER UFfiCIALI NEGLI STATI PREU"'TARI

Ciò posto io sarei di parere che il Comitato Governativo inviasse in proposi to un Messaggio alla Consulta proponendo l' urgenza di quanw sopra, e progettando un piano per l'attivazione della Scuola di cui si tratta, del quale vi unisco una Modula per vowa norma e contegno.»

onostante il corso degli studi non avesse avuto uno volgimento regolare, la maggior parte degli allievi e due aggiunti furono promossi ufficiali nel 180 l, alcuni ebbero la promozione per merito di guerra. Solo taluni, ali 'atto del trasferimento della scuola a Pavia e a Savona , si dimisero per mal attia o altri motivi. La Scuola Militare d'Artiglieria e Genio Con il proclama del 24 termidoro anno IX (13 agosto 1801) del ministro della guerra veniva annunciato il ristabilimento della Scuola d' Artiglieria, e Genio in Modena e ordinata la sua riapertura per il l 0 brum aio anno X (23 ottobre 1801 )(70). Le modalità per l 'ammissione al corso e le finalità della scuola rimanevano immutate. lnfani venivano confermati i limiti d 'età, compresi tra i 16 e i 20 anni, le materie oggetto degli accertamenti e le modalità d ' esame, mentre il numero degli allievi ammissibili era fissato eccezionalmente per il concorso in atto, in ventisette, ma per l'avvenire, in osservanza alle vecchie disposizioni , limitato a nove. Gli esami dovevano aver luogo nel periodo 15-22 vendemmiale (dal 7 al 14 ottobre). I candidati avevano l'obbligo di allegare alla domanda d 'ammi sione la carta di sicurezza e il certificato di condotta del dicastero o commissario di polizia del proprio com une o dipartimento. Agli allievi era accordato lo stato di sottotenente e lo stipendio annuo di lire mille quattrocento e venti, soldi otto e denari otto di Milano. Dopo essere stati assegnati ai corpi con il grado di tenente in secondo avevano l' obbligo della ferma di almeno sei anni ininterrotti. La frequenza dei corsi era sempre estesa a coloro che non avevano ottenuto la condizione di allievo della scuola con la possibilità, dopo aver sostenuto con successo le prove di abilità, di ricoprire i posti vacanti per ufficiali del genio e dell ' artiglieria nell'esercito c isalpino. Agli aggiunti ritenuti idonei era pure riconosciuta la patente o diploma universitario di ingegnere civile o di ingegnere idraulico.

70) Accademia Militare di Modena. Museo storico.- Al legati al cap. IV, doc. 13.


GU ISTIT1JTI MILITARI 0 1 EDt;CAZIO:-IE E FORMATIVI :-IELL[ REPUBBLICHE CISALPNA ITALIANA E l\tl REGI'-0 D'ITALIA

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I professori nominati con il decreto del 23 termidoro erano invitati apresentarsi a Modena il l 0 vendemmiai o (23 settembre) per «Occuparsi della organizzazione interna, piano de' studi, metodi disciplinari ecc., i quali verranno sottoposti ali 'esame del Ministro, ed ali ' approvazione del Governo entro i primi quindici giorni del suddetto mese» . L'organico della scuola era co tituito da: direttore

capo brigata del genio Antonio Caccianino <71 >

comandante in secondo vicedirettore

capo battaglione d'artiglieria Filippo P salidi

professore d'artiglieria

capitano d'artiglieria Ruggero Bidasio

professore di fortificazioni

capitano del genio Giuseppe Maffei

aiutante maggiore

tenente in 2° Pietro Damiano Armandi

professore di matematica sublime

professar Antonio Cagnoli

professore di geometria descrittiva

professa r Paolo Cassiani

professore di fisica e chimica

professar Carlo Benferreri

professori di disegno

professori Giuseppe Tramontini e Giuseppe Soli

artista (meccanico)

Giovanni Soccini

maestro di ginnastica e scherma

maestro Paolo Bertelli

segretario

Giovanni Generali

medico

Alessandro Vespa

chirurgo

medico militare Tommaso Rima

custode

Domenico Balletti

portiere

Giuseppe Muzzioli

Il commissario di guerra, Giovanni Tordarò emanava a breve scadenza un regolamento integrativo al proclama. Il documento, costituito da tredici articoli, riepilogava le norme per l'ammissione c l'esame; elencava

71) Nominato con decreto del 14 frutt idoro anno IX (2 scnembre 180L).


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GU ISTJTU11 DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARl

le materie d'insegnamento, cioè le sezioni coniche, il calcolo differenziale e integrale, la fisica generale e sperimentale, la chimica, la geometria descrittiva, la stereotomia, la meccanica, l'idrodinamica e il disegno; precisava le modalità per l'assegnazione degli allievi ai due corpi, stabilita nuovamente al termine del primo anno; confermava l 'effettuazione degli esami finali annuali e dell'attacco simulato di un poligono alla fine del secondo anno nonché i criteri adottati in passato per definire l'anzianità degli allievi; riportava, infine, il sistema pre critto per gli avanzamenti successivi al grado di tenente in secondo: in tempo di pace i due terzi delle piazze vacanti erano attribuite per anzianità e un terzo a scelta, in tempo di guerra i rapporti venivano invertiti. I121 ottobre 1801 , la scuola veniva ufficialmente riaperta con il discorso inauguraJe del capo brigata Caccianino, e iniziava l'anno scolastico. Il direttore convinto sin dall' inizio del suo mandato della necessità di riformare l'istituto, al fine di procurare ali 'armata esperti ufficiali, formulava delle proposte che trovavano ampio consenso ne li 'ambito della commissione delegata, nominata dal ministro della guerra. Le fasi dell 'elaborazione del piano definitivo, o statutario atto a regolamentare la vita della scuola risultano da un copioso carteggio intercorso tra il direttore della scuola, la commissione delegata e il ministro della guerra. Dalla lettera del IO luglio 1802 <72> inviata dal Caccianino al ministro si ha la conferma dell'esistenza di un piano provvisorio per il primo triennio della scuola, in attesa della promulgazione della legge che regolamentasse «il modo d'ammissione degli allievi, la distribuzione degli studj , l'economia e amministrazione di quello stabilimento, ed il regolamento di disciplina». In attesa del piano sistematico e forse già prima dell'inizio dell'attività scolastica, il capo brigata presentava il Progetto di un Piano riguardante la Scuola Militare del Genio, e dell'Artiglieria stabìlita nella Comune di Modena <73>. Il documento era articolato in quattro. titoli: «Personale della Scuola; Modo di accettazione degli Allievi, della divisione in classi durante il corso degli Studj e della loro destinazione alla fine del corso; Studio, e metodica distribuzione de ' medesimi; Assegno de' fondi, e

72) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2403. 73) BRT, Fondo Saluzzo, 221, Memorie Militari e Scientifiche. IV. fase. 15.


GLI ISTIT UTI MILITARI 01 EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. IT ALIANA E NEL REG NO D'ITALIA

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relativa loro amministrazione». Il reperto d'archivio, non datato, potrebbe verosimilmente essere stato compilato e presentato al ministero della guerra all'inizio del secondo semestre o alla fine del 1801. La prima parte, che proponeva un ampliamento deli' organico per far fronte alle reali esigenze della scuola recitava: «l superiori della Scuola saranno un Capo di Brigata Direttore e Comandante in primo, un Capo di Battaglione Comandante in 2°, un Capitano o Tenente in primo Ajutante Maggiore presi dai Corpi del Genio, o dell ' Artiglieria. lnoltTe vi saranno un Uffiziale del Genio Professore di fortificazione, ed uno di Artiglieria Professore d ' Artiglieria. Questi due Uffiziali avranno il titolo, e le prerogative di Comandanti in terzo. Vi saranno due Professori di Matematiche, uno per la Matematica sublime, e Mecanica, l'altro per la Geometria Descrittiva, e Idrodinamica; Un Professore di Fisica, e Chimica; due Professori di Disegno. A questo sarà accordato un rango Militare di Capitano, ed un distinto uniforme. Un Maestro d'armi, e di Ginnastica, ed un Maestro cavallerizzo. Un Segretario della Scuola, e suo Consiglio Amministrativo. Un Artista, il quale avendo sufficiente abilità nei lavori di ferro, e d'ottone, onde poter fare almeno delle ordinarie accomodature alle Macchine fisiche, e Geodetiche sia particolarmente buon modellatore in legno.»

Erano, inoltre, ritenuti necessari: un custode per il laboratorio chimico; un custode delle infrastrutture, degli arredi e dei materiali della scuola con il titolo di economo; un ufficiale di sanità militare e due usceri o bidelli. Per quanto concerneva l'ammissione degli aspiranti, oggetto del secondo articolo, il progetto ripo·rtava quanto detto nel proclama di rifondazione deli' istituto. Era però precisato che «Per essere ammessi alla scuola oltre gl'indicati requisiti, e le prove d 'esami dovranno gli aspiranti riportare un certificato da un Uffiziale od Uffiziale di Sanità per ciò deputati dal Ministero della Guerra riguardante l 'idoneità di salute pel Militare Servizio». In merito all'accertamento del rendimento negli studi degli allievi, durante l 'anno scolastico i professori avrebbero dovuto compilare un registro giornale sul quale esprimere il proprio giudizio su ciascun allievo. Erano proposti esami pubblici trimestrali «Sulle scienze ed esercizj coltivati durante il Trimestre medesimo» . Al termine degli esami finali del primo anno si sarebbe dovuta redigere una graduatoria di merito in base alla quale il governo avrebbe decretato chi assegnare al corpo del genio e chi a quello di artiglieria, dando però la faco ltà ali' allievo di scegliere l 'arma sino al completamento delle vacanze. Le scale di merito degli altri due anni di corso sarebbero servite per determinare l'anzianità. Si trascrive integralmente la terza parte del piano perché ritenuta estremamente interessante e indicativa per conoscere le discipline di


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GLI ISTITl:TI DI EDUCAZIOSE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 'IEGLI STATI PREUr-ITARJ

carattere scientifico e militare insegnate, o di previsto insegnamento, e in particolare gli argomenti fondamentali nonché il metodo didattico e l'organizzazione scolastica. Verosimilmente, in attesa di un regolamento definitivo, il direttore dell'istituto orienterà, almeno parzialmente, la vita dello stabilimento in base alla sua visione personale. «TITOLO III Studio, e metodica distribuzione dc' medesimi. Ciascun Profe~sore dividerà il rispettivo corpo di studj in tre anni a un di presso nel modo indicato dai seguenti anicoli. Un Professore di Matematica darà nel primo anno il trattato ~intetico delle Sezioni Coniche, indi l'analitico delle altre Curve, la Teoria dei Luoghi Geometrici per la soluzione dei Problemi indeterminati, e dei determinati del terz.o. c quarto grado; indi intraprenderà le lezioni del Calcolo Differenziale. Nel secondo anno continuerà il Calcolo Differenziale. intraprenderà l'integrale. e ~ 'innoltrerà gradatamente nel Trattato della Meccanica. a misura che gli Scolari avranno acquistato le cognizioni del Calcolo. e della Materna• ica pura. el terz.o anno darà fine al Calcolo integrale, quando non si potesse tenninarlo nel secondo anno. indi tratterà della Trigonometria sferica. dell'Otti ca, e dell'Astronomia applicandola particolannente alla formalione delle Carte Geografiche. L 'altro Professore di Matematica comincierà le lezioni del primo anno coi teoremi d'Archimede, ossia colla Geometria dc' Limiti. verrà in appresso l'applicazione dell'A lgebra alla Geometria, colla costruzione dci Problemi determinali di primo. e secondo grado, indi la Trigonometria piana trattata analiticamente. o coll'uso delle Serie. fmahnente l'uso dei principali Stromenti matematici c Geodetici nella pratica della Geometria, e Trigonometria. el secondo anno darà il Trattato della Geometria Dc~crittiva colla Teorica della Prospettiva. e delle Ombre. e la Stereometria. ossia il taglio delle pietre. e dei legnami; verso la fme del secondo e nel terzo anno l'Idrostatica, l'Idraulica, e la Scienza Generale delle acque, fiumi ccc. Il Professore di Fisica, e Chimica darà nel primo anno la Fisica generale, indi intraprenderà la particolare; nel secondo anno continuerà la Fisica particolare che comprenderà il trattato della Storia naturale esteso particolarmente sul regno Minerale, ed anche vegetale almeno per ciò che riguarda i legnami di costruzione, e la Chimica. occupandosi particolarmente della fabbricazione della polvere. e della metallurgia per ciò che riguarda la fabbricazione delle Armi. Nel terzo anno continuazione, e termine degli indicati trattati. TI Professore di Fortificazione al cominciare del primo anno darà una breve ripetizione della Geometria e lementare d'Euclide la quale consisterà principalmente nell'esercitare gli AJunni alla risoluzione di problemi a quella relativi; indi intraprenderà un trattato puramente elementare sulla fortificazione. che sarà terminato alla fine del primo anno medesimo. Nel secondo anno darà un trattato completo della fortificazione coll'esame dei principali sistemi dietro le operazioni dell'attacco e della difesa. Lo stesso Studio sarà continuato nel terz'anno in cui parlerà della Costruzione delle Fabbriche. ed Ope re Militari d'ogni sorta colla nozione di tutti i materiali, che possono impiegare. e darà i metodi per le stime, cd appalti.


GU tSTITU11 MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICIJE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGSO D'ITALIA

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Il Professore d'Aniglieria comincerà dalla ripetizione d'alcune parti interessanti del l' Aritmetica, e da quella dell'Algebra elementare appresa al Calcolo delle Serie. e dei Logaritmi per mezzo delle Serie, alla formazione, e risoluzione delle equazioni dei gradi superiori. ed all'Algebra degli indeterminati nella quale ripetizione si occuperà particolarmente d'esercitare gli all ievi in problem i relativi. Intraprende rà poi un breve trattato, e puramente elementare dell ' Artiglieria. che sarà terminato alla fine de l primo anno medesimo. Nel secondo anno darà un trattato completo d'Artiglieria Teorica, e pratica, colle costruzioni di tutto ciò che concerne i pezzi. e macchine d' artiglieria ecc. Lo stesso studio sarà continuato nel terz'anno in cui parlerà di tutte le Fabbriche attinenti agli Stabilimenti d'Artiglieria. come itriere. polveriere, fonderie ecc.. e dei doveri del l'Artigliere tanto in Campagna. quanto di residenza nelle Piazze, e Stabilimenti Militari. Un Professore di disegno insegnerà nel primo anno l'Architettura. e gli Ornati, nel secondo anno farà eseguire i disegni d· Architettura Militare comprendendo le piante, e profi li. i disegni delle parti dettagliate. e la loro prospettiva. Nel terzo. continuazione dei disegni d'Architettura Militare e Costruzione delle Carte Topografichc. L 'alt ro Professore di Disegno darà le4ione ne l primo an no di figura, e di paesaggio; nel secondo farà eseguire i disegni di tutti i pezzi, e delle macchine d'Artiglieria. Nel terzo continuazione dei Disegni delle Machine, di tutte le Fabbriche allinent i agli Stabi limenti d'Artiglieria. e relativa Prospettiva. Gli esercizj della Scherma, Ginnastica, e maneggio del Cavallo dovendo servire di sollievo degli altri srudj più scrj, saranno distribuiti in modo. che non abbia ad essere perturbato l'ordine di questi, e che gli Alunni abbiano d'avere cento lezioni per anno tanto dal \ilaestro di Ginnastica, quanto alla Scuola d'equitazione (nel ~uppo~to che sia questa Scuola Militare stabilito nella Comune di Modena). Il primo anno tutti gli Allievi hanno l'eguale istruzione soprattutte le materie, i Professori di Fortificazione. e d'Artig lieria danno le lezioni a vicenda un giorno sì, e l'altro nò. Gli Al unn i si dividono le due Sezioni uguali per lo studio del disegno, così a vicenda stu· diano tre o quattro giorni sotto un Professore. ed altrettanti sotto l'altro Professore, i quali tengono Scuola ogni giorno eccettuati quelli destinati al riposo. Al principio del secondo anno gli Alunni essendo già divisi in due Classi, una destinata pel Corpo del Genio, l'altra per quella dell'Artiglieria. quelli d'una Classe attendono alle lezioni del Professore di fortifica1ione. ed al Disegno sotto di un Professore; quelli dell'altra attendono alle lezioni del Professore d'Artiglieria, e dell'Altro Professore del Disegno. Così il secondo, e terz'anno anche i Professori di Fortificazione, e d'Artiglieria danno lezione ogni giorno. esclusi quelli del riposo. Le due Classi degli Alunni conti nuano ad assistere unite alle lezioni dci Due Professori di Matematiche, e di quell o di Fisica fino al termine dei rispettivi corsi di Studj; e pe r tal modo in tutto il Triennio hanno sei ore di lezione per ogni giorno; cioè quattro lezioni di un ora pe r ciascuna, e due ore per il Disegno. l Professori del Disegno nel secondo, o terz'anno si concertano rispettivamente coi Professori di fortificazione, c d'Artiglieria per l'ordi~e di Studio da darsi ag li Al lievi. l Professori di Matematica, e quello d i Fisica non daranno lezioni nei tre mesi di Luglio, Agosto. e Settembre di ciascun anno. \;ei mesi di Luglio. ed Agosto gli Alunni divisi in varie sezioni sortiranno di buon mattino in Campagna per esercitarsi a levare piani colla bussola. colla tavola pretoriana, e col grafometro, ed a fare delle Jivellazioni non che ad eserci tarsi in tutte le opem.doni pratiche. sia


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PE.R UFFICIALI NEGU STATI PREUNITARI

delrlngegnere sia delrAnigliere. delle quali conviene, che siano instrutti gli Alunni all'atto che sortono dalle Scuole per passare negli indicati Corpi. Ritirati a casa nelle ore calde, e nel decorso della giornata s'applicheranno a trasportare, mettere in nello, e perfezionare il lavoro fatto in Campagna, e per tali opere saranno assistiti dai Professori di fortificazione, d'artig lieria e del Disegno. Questi Professori non daranno alcuna lezione durante tutto il mese di Settembre. Nei primi quindici giorni di questo mese gli Alunni sospesi gli studj più serj si eserciteranno quotidianamente nella Scherma. nella Ginnastica e nel maneggio del Cavallo. Negli ultimi quindici giorni di settembre gli Alunni avranno assoluta vacanza. e potranno ottenere dal Direttore un congedo limitato fino ali" apertura delle Scuole, ben inteso che vi sia una domanda dalle rispettive famiglie, cioè Padri. Madri di ciascun Alunno per ottenergli questo congedo. Gli studj praùci della fortificazione. e le operazioni dell'Attacco. o Diffesa delle Piazze e different i sistemi si faranno sopra modelli. dei quali la Scuola sarà sollecitamente provveduta a misura delle circos tanze, e del bisogno. L'orario per le lezioni av rà semp re principio alle ore sette delln mattina: dalle sette alle nove vi saranno due lezioni, dalle nove alle dieci riposo, da lle dieci alle dodici due lezioni; dalle dodici all'una riposo, dalruna alle tre la lezione de l Disegno. Gli Alunni poi impiegheranno altre ore del giorno nello Studio onde abilitarsi a ripetere le lezioni, erisolvere i problemi, e le quistioni proposte dai Professori. La quantità e distribuzione di queste è confidata alla loro diligenza ed amore allo studio. l Superiori però sono tenuti di fissare il minimum. La Domenica d'ogni settimana è destinata al riposo. alla riserva d'un ora che sarà fissata per la lettura degli Ordini del giorno. ed allre consimili istruzioni. el Giovedì resteranno bensì sospese le ordinarie lezioni delle Scienze, ma dovranno gli Alunni occuparsi nel ricevere le Lezioni di Ginnasti ca. c nell'applicazione pratica deg li Studj, che vanno gradualmente facendo, ed in tutto ciò che i Superiori, ed i l Direttore giudicheranno poter contribuire alla migliore istruzione de' medesimi. Alla Fine di ciascun anno sarann o distribuiti dei premj in rag ione d'un quinto del numero totale degli Alunni ai più abili Ingegneri, ed Artiglieri della Scuola. Chi però si meriterà il premio delle Scienze non lo otterrà se non siasi unito un favorevole rapporto del Direttore sulla di lui buona condotta. l premj del primo anno consisteranno in Libri, quelli del secondo in istromenti matematici. ed in armi quelli dell'ultimo anno. In occasione dei pubblici esami sarà esposta nella Sala una Tabella contenente i nomi di quelli che si saranno distinti nel trimestre antecedente, tanto negli studj. quanto nella buona condotta. Questa Tabella sarà il risu ltato del giudizio di tutti i Superiori. e Professori della Scuola. e sarà dai medesimi firmate.»

Si omette di riportare, scppurc in sintesi, le proposte di carattere amministrativo presentate nella parte quarta perché reputate di scarsa importanza trattandosi di un progetto. Il Caccianino volutamente non aveva inserito invece nel contesto del documento una bozza di regolamento disciplinare poiché non gli erano state «fissate le massime dietro le quali abbia a fondarsi questa Scuola, o Collegio in pianra stabile».


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Il l O luglio 1802 il Cacci an ino inviava una lettera al ministro della guerra Alessandro Trivulzi <74> nella quale, rammentando che l 'attuale impianto della scuola ricalcava l' «originaria istituzione della medesima appoggiata alla Legge 23 Ventoso anno sesto», ricordava che la commissione preposta all'esame del nuovo piano aveva presentato due proposte tra loro connesse per regolamentare lo stabilimento militare. «TI piano, che può chiamarsi provvisorio, o del momento, non deve abbracciare, che il primo triennio della Scuola preso dalla data deli 'apertura del prossimo anno scolastico; l 'altro definitivo, o statutario deve contenere tutte le modificazioni all'impianto attuale. che siano meglio conformi alla qualità d 'educazione; che procurar conviene a giovani alunni destinati a percorrere la Militare Carriera; modificazione che è incompatibile di poter introdurre sul fatto , e senza lasciar trascorrere un primo intiero corso di studj». Richiamandosi all'urgenza di provvedimenti , indispensabili per la direzione e la vita stessa della scuola. sollecitava l 'approvazione del progetto di varianti alla citata legge. presentato dalla commissione, sulle modalità di ammissione degli allievi, sulla distribuzione degli studi, sull'amministrazione dell ' istituto e sul regolamento di disciplina. Riteneva di minore importanza o quanto meno una priorità dilazionabile l'assegnazione di personale ausiliario. In particolare chiedeva l'immediata approvazione di alcuni paragrafi stralciati dal piano organico relativi all'organizzazione degli studi nel trimestre luglio-settembre, e per i mesi venturi di agosto, settembre e ottobre. Proseguiva chiedendo venisse disposta la nomina di una commissione per gli esami di fine anno, che prevedesse la presenza dei due generali ispettori del genio e de li 'artiglieria, e che venisse dato particolare rilievo nel regolamento di disciplina alt 'obbligo della subordinazione e all'articolo 15 della legge istirutiva («Quellì, che non si applicheranno come conviene agli Studj, e coloro, che saranno d'indole incorreggibile verranno licenziati dalla Scuola»). Faceva seguito, in data 31 luglio 1802, il rapporto de La Commissione delegata all'esame del Piano della Scuola Militare di Modena <75> indirizzato al ministro della guerra, in cui erano riepilogate le esigenze peculìari della scuola e rappresentata l'urgenza dell'approvazione, a breve

74) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2403. 75) ASMI. Minisrero della Guerra. car. 2398.- Allegati al cap. IV, doc. 14.


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GLI IS1"1TUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PE.R UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

termine, del progetto di legge «perchè quel Direttore sia munito delle necessarie definitive istruzioni, onde possa continuare il corso il prossimo anno venturo». Il piano della scuola militare di Modena, presentato dalla commissione in forma di progetto di legge il 30 giugno, scandiva come detto due momenti successivi e distinti: il primo per il triennio successivo, l'altro definitivo. Poiché il ministro non si era pronunciato in merito alla proposta e considerata la indilazionabilità di una decisione, i firmatari Bianchi d'Adda, Colfranceschi e Rossi presentavano un promemoria o memorandum che riepilogava gli argomenti essenziali. Preceduto da un preambolo il documento, articolato in cinque parti, sintetizzava i problemi contingenti della scuola e gli articoli da inserire nella legge: 1° titolo: il personale; 2° titolo: il modo di accettazione dlegli allievi, la loro divisione in classi durante il corso degli studj e la loro destinazione alla fine del corso; 3° titolo: gli Studj e la loro metodica distribuzione; 4° titolo: l'assegnazione dei fondi e la loro relativa amministrazione; 5° titolo: il regolamento di disciplina. La relazione ricalcava chiaramente il piano proposto dal direttore della scuola e recepiva anche le sue istanze. Del memorandum, oltre a quanto già noto, è da sottolineare il passo relativo alla difficoltà di instaurare nella scuola, come già peraltro nel passato, un regime disciplinare soddisfacente senza l'introduzione di «quella Disciplina che sarebbe indispensabile per procurare la migliore educazione di una fervida Gioventù limitata nell'età degli Anni sedici ai ventuno, la quale non può ancor tutta essere guidata da quegli stimoli che conduce la gioventù più matura ai più felici risultati». Tra le cause principali era indicato l 'articolo di legge che accordava il rango di ufficiale agli allievi sin dal loro ingresso nella scuola <<tempo in cui non possono meritarlo in un età, in cui generalmente non possono sostenerlo, ed in ci rcostanze, in cui non v'è alcuna convenienza, nè interesse di loro ac- . cardarlo». Il Caccianino a corredo, forse , del suo progetto di piano riguardante la scuola militare, o con più probabilità alla luce delle sue nuove esperienze in un tempo successivo, inviava al ministero un quadro sinottico comparativo riportante il Piano di Studj nel caso che avesse luogo il progetto di Legge proposto dal Ministero della Guerra, il Piano di Studj che converrebbe addottare conformemente alla Legge 23 Ventoso Anno VI in for za del quale s'accetta un terzo degli Allievi in ciascun Anno e le


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Note, ed osservazioni<16>. l due piani riportavano le materie di studio dei tre anni e i professori preposti ali' insegnamento. Nella prima ipotesi , ovvero nel caso di attuaz ione del reclutamento triennale, nel campo dell'insegnamento veniva data molla importanza alle ripetizioni e all'approfondimento delle nozioni oggetto degli esami d'ammissione (a cura dei due c apitani del genio e d'artiglieria), allo sviluppo delle discipline scientifiche, da svolgere nel corso di tre anni e al coordinamento tra i vari docenti. Nella seconda, caso di accettazione annuale, ai candidati era richiesta una preparazione scolastica più accentuata poiché non venivano più prese in considerazione le ripetizioni e lo studio delle scienze matematiche e naturali era ridotto al solo biennio iniziale. A favore della prima soluzione era detto nelle note: «L' accettazione degli Allievi nel caso del secondo Piano obbliga ai più rigorosi esami preventiv i su tutte le materie delle quali parla la Legge 23 Ventoso anno VI, giacché quelle più non si possono ripetere nella Scuola; data questa condizione si può dire con sicurezza, che nessuno, o quasi nessuno sarà accettabile; tale giudizio nasce dal poco spirito, e mezzi d' istruzione. che si hanno nel nostro Territorio per simili Scienze. Nel primo Piano ciascun vede che è più facile ritrovare degli aspiranti accertabili, e che non <;>stante alla fine dei corsi sarebbero più capaci di quello non sarebbero i pochissimi accettabili nel secondo Piano alla fine degli stessi corsi». L'adozione della seconda soluzione, era ancora precisato, avrebbe comportato s ul piano pratico notevoli inconvenienti all ' atto dell'attuazione del piano.

Un altro documento d 'archi vi o che doveva corredare lo studio per una nuova organjzzazione scolastica de li 'istituto, forse anche antecedente alla compilazione del quadro sinottico e a seguito di specifica richiesta della commissione, era la relazione non datata scritta dal Caccianino<77)_ Il direttore suggeriva l 'abolizione dell'articolo 13 della legge 23 ventoso, che prevedeva l'ammi ssione annuale di nove allievi, e in s ua vece proponeva l ' accettazione a ogni triennio di un numero di allievi pari ai bisogni e alle vacanze nei corpi di artiglieria e del genio. Gli argomenti che opponeva a favore della sua tesi erano il rapporto ideale docenti e discenti e l'im pegno nel tempo dei professori, nei due

76) ASML Ministero della Guerra. car. 2412 bis. - Allegati al cap. IV. doc. 15. 77) ASM I, Ministero della Guerra, car. 2398.


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casi esaminati in relazione al loro numero; il carattere di concatenazione delle varie scienze matematiche pure e applicate, di quelle fisiche e chimiche e la natura interdisc iplinare della forti ficazione e dell'artiglieria teorica e pratica. L'afflusso annuale degli aspiranti avrebbe comportato la presenza di professori di tinti per materia e per anno, con un numero di insegnanti triplicato o, con qualche difficoltà, raddoppiato ri spetto a quello previsto dali 'organico, e conseguentemente la necessità di suddividere le singole materie in tanti trattati da svolgere interamente nel corso di ciascun anno. La modalità di ammissione triennale consenti va invece una preparazione più organica degli alunni, quindi superiore, e una maggiore economicità. Il primo sistema era considerato dall'autore utile e applicabile in una università, ma non in una scuola con un numero di trenta o al più quaranta allievi. A ciò si aggiungeva una mig liore utilizzazione del materiale e delle attrezzature didattiche quali gabinetti di chimica e fi sica, macchine e modelli. Tale criterio, ricordava, era tato peraltro già attuato da altre potenze europee, quali a esempio la Serenissima dal cui collegio militare venivano dimessi gli ufficiali a ogni sessennio e che aveva sperimentato anche un ciclo scolastico di otto anni. Concludeva dimostrando l 'i nesistenza di inconvenienti per i due corpi derivanti dalla mancata assegnazione annuale di un numero esiguo di ufficiali e indicando ino ltre alcuni temperamenti da adottare nel periodo di transizione. Con il nuovo proclama del ministro della guerra del l 0 novembre 1802 anno JC78> veniva fissato l 'inizio del nuovo corso di studi al l 0 dicembre dello stesso anno; gli esami di ammissione avevano conseguentemente luogo dal 15 al 25 novembre. Il ministro aveva ev identemente dato corso alle richie te del Caccianino relative alle modalità di svolgimento delle attività estive. L'avviso ridefiniva gli argomenti e precisamente : i quesiti <<verseranno sull'Aritmetica tutta, comprese le frazioni decimali, e, l'estrazione delle radici quadra te, e cube; sulla Geometria retti linea, e del Circolo, piana, e solida, sul di lei uso nella ri soluzione dei Problemi, sull'Algebra finita fino alla risolu zione dell 'equazioni del 3° e 4° grado compreso. il qual limi te richiede la cognizione, ed uso delle progressioni Aritmetica, e Geometrica e di altre serie; sulla teoria dei Logaritmi anche per mezzo delle serie; sulla Trigonometria piana colle formole analitiche relative. e coll'uso delle tavole per la risoluzione de' problemi a questa appartenenti. Gli aspiranti dovranno avere

78) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2398.- Allegati al cap. IV, doc. 16.


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un 'idea chiara dell'Algebra, degl ' indeterminati per la soluzione dei problemi del primo, e secondo grado. e conoscere l'applicazione dell'Algebra alla Geometria per la costru7ione dell'equazioni pure di primo. e secondo grado. Dovranno conoscere gli elementi del disegno di figura, d'ornato. e d'architettura. e saper quindi copiare almeno il contorno d'una testa, una porzione d'ornato a foglie d'accanto. e formare qualunque parte dei due primi ordini d'Architettura civile. Finalmente vertiranno gli Esami sul modo di scrivere con ordine. e chiarezza, con buona logica. ed in buona lingua italiana.»

Erano ammissibili i giovani, in età compresa tra i 16 e i 21 anni, figli legittimi di ci ttadini della Repubblica o aventi diritto alla cittadinanza e di buona condotta morale. Nella domanda doveva essere specificato il corso di studi frequentato, comprovandone la veridicità con gli attestati. Ri manevano in vigore le altre disposizioni sancite con le precedenti leggi. Nel periodo intercorso tra l'apertura della scuola e la promulgazione della norma che riordinava l'istituto, il progetto di legge fu oggetto d 'esame e di varianti. La commissione delegata, neli' assolvimento del proprio compito, i avvalse spesso del giudizio dell'ispettore generale dell'artiglieria Giovanni Paolo Calori. Presero vi ione e apportarono delle correzioni al piano il consigliere segretario di Stato Luigi Vaccari e il capo brigata Salimbeni, interpellato personalmente dal vice presidente Francesco Melzi d'Eri!. È possibile ricostruire l'iter dalla lettera inviata dal generale Bianchi D 'Adda al ministro il 18 lug lio 1803 e dalla re lazione per il ministro della citata commissione, datata 18 ottobre dello stesso anno09 >. Se è di scarso interesse riportare il piano originario e le successive varianti, riveste invece particolare importanza sottolineare la determinazione con cui la citata commissione si opponeva al progetto presentato dalla sezione di guerra del ministero che non teneva conto della proposta di articolare il corso in due bienni. Questa avrebbe consentito allo scadere di ogni due anni di dimettere diciotto ufficiali per l 'artiglieria e il genio e di ammettere altrettanti aspiranti. Il vantaggio economico deri vante dali 'attuazione di questo provvedimento, ma soprattutto la migliore istruzione degli allievi che ne sarebbe derivata, specificava la commi sione, era possibile «rilevare dal ragionamento del Capo Brigata Caccianino Direttore della Scuola, che qui dimettiamo in copia». La commissione infine esprimeva parole di elogio per il direttore e per i professori della scuola che si erano dichiarati in grado di superare qualsiasi difficoltà «quando in quest'anno diasi un doppio corso di Studj nelle Teorie, e da quì a due anni un doppio corso nelle pratiche applicazioni».

79) ASMI, Minisrero della Guerra, car. 2398.


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11 ministero della guerra approvava la proposta di impostare il corso a carattere quadriennale per «assimilare la Scuola di Modena a quella di Francia detta Politecnica, e di Mézières nella prima delle quali s'insegnano per due anni le scienze teoriche e nella seconda per un eguale spazio di tempo si dimostrano le pratiche», rimandando a dopo il termine del terzo anno la differenziazione dei corsi di studio per gli allievi delle armi del genio e deli' artiglieria (80). La legge del 22 novembre 1803 anno n<sn, in deroga alle leggi del 24 brumaio e del 23 ventoso anno VI, stabiliva in 36 il numero degli allievi e dav"a facoltà al governo di aumentare l'aliquota degli ammissibili sino a 40. Con tale provvedimento la durata del corso di studi veniva estesa a un quadriennio. I giovani erano divisi in due classi o bienni: nella prima gli alunni studiavano le scienze teoriche fondamentali per le armi del genio e dell'artiglieria, nella seconda invece, gli allievi, che rivestivano il grado di sotto tenente, erano istruiti neli' applicazione pratica delle scienze apprese nel biennio precedente. Superati i primi due anni di studi a carattere propedeutico e il terzo anno ancora a carattere comune, gli allievi del genio e dell'artiglieria seguiyano nell ' ultimo una istruzione differenziata per le due armi. All'inizio di ogni biennio venivano ammessi alla scuola tanti alunni quanti erano i posti resisi vacanti nella prima classe. La promozione dalla classe di alunno a quella di allievo era preceduta da un «esame di capacità». In caso di malattia o altro impedimento l'alunno della prima classe poteva ripetere l'anno; in caso di incapacità era costretto a dimettersi dalla scuola. Il numero dei posti da ricoprire nelle due armi veniva stabilito dal governo. Per l'assegnazione degli allievi a uno o all'altro corpo veniva accordata la facoltà di scegliere l'arma alla quale aspiravano a quelli di maggior merito, che avevano pertanto il diritto di ottazione (prelazione), «essendo più conducente ad un'ottima r1.uscita in qualunque si asi impiego o professione quanto l 'assecondare il genio, e la naturale inclinazione di coloro che vi vengono destinati»<82).

80) Lettera del 18 luglio 1803 di cui alla nota (79). 81) AS MI , Ministero della Guerra, car. 2398 e 2399. -Allegati al cap. l V, doc. 17. 82) Lettera del 18 lug lio 1803 di cui alla nota (79).


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Al termine del corso, in caso di carenze di posti nelle armi di assegnazione, gli allievi, con il grado di tenente, venivano impiegati con incarichi vari sino alla creazione di nuove vacanze. L' età richiesta per essere ammessi, dopo quatlro anni dalla data della legge, ridiveniva quella prescritta dalla legge istitutiva. Una deroga era concessa a favore dei militari , in grado di so tenere gli esami, che chiedevano di essere ammessi alla scuola. Gli alunni godevano del trattamento economico fissato dalla legge 23 ventoso, gli allievi quello corrispondente al grado rivestito. Gli esami di ammissione per gli aspiranti avevano luogo nella seconda decade di dicembre e l'anno scolastico iniziava ai primi di gennaio del 1804. Poiché non è stato possibile reperire presso gli archivi di Stato di Modena c di Milano il programma originale degli studi si riporta quello pubblicato dal Canevazzi (83):

«1° Biennio (Alunni) l 0 ANNO. Parte scientifica. - Scienze esatte. Matematica analitica, teoria generale delle equazioni delle curve c del calcolo differenziale, geometria descrittiva, elementi di geodesia ecc.

Scienze fisiche. - Principi di meccanica, elettricità, magnetismo, calore, elementi di chimica. Storia e belle lettere. - (Questo insegnamento non vi fu nei primi anni).

Disegno esauo e di approssimazione. Parte militare. - Organizzazione e tattica militare, esercizi pratici di fanteria e di artiglieria, scherma, bersaglio e nuoto. 2° AN o. Parre scientifica. - Calcolo sublime, calcolo delle variazioni, geometria solida. applicazioni alla meccanica e ali 'idrau lica: issoperimetria, equazioni ecc., geometria descrittiva, geodesia, chimica, ecc.

Parte militare. - Maneggio. tattica, strategia, esercizi militari, ginnastica, disegno geodetico ed e atto.

83) G. Canevazzi, op.cit .. pp. 294-5.


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Biennio (Allievi)

3° ANNO. - L'istruzione era quasi tutta militare e limitatamente matematica. La parte militare rifletteva la fortificazione e l'artiglieria. Fortificazione. - Cartografia e ricognizioni militari; castrametazione e disposizione di marcie, attacchi, opere campali, storia dell'arte di fortificare; giornali di assedio, di difesa ecc. Artiglieria.- Nitrì, polveri, armi diverse, balistica, lavori d'assedio, ponti militari, mine, esercizi teorici e pratici ecc.

4° ANNO. Come si disse, in quest'anno le lezioni venivano separate a seconda che i giovani seguivano il corso o del genio o dell'artiglieria; e si facevano pitl minutamente sviluppare agli uni la fortificazione campale e la fortificazione permanente; agli altri la teoria e la pratica speciale dell'artiglieria.» I testi sui quali venivano impartiti i singoli insegnamenti, dal 1802 al 1814, erano: L'algebra elementare del Ruffini, la Geometria descrittiva, la geodesia e le proiezioni grafiche del Tramontini: alcune Appen dici al calcolo del Caccianino; la Meccanica del Venturoli (che era il testo usato nelle Università); la Chimica dell' Henry, la Trigonometria del Cagno! i e del Benferreri, l'Aritmetica del Paolino; i lavori sull 'artiglieria del Gassendi, sulla fortificazione del Gribeauval, del Bonsmard, e inoltre le lezioni manoscritte dal Cremona sul Calcolo e sulle equazioni, del Maffei sulle Fortificazioni, del Bidasio su il' Artiglieria, ecc.» Il 28 luglio 1804 anno III il dipartimento della guerra con una notificazione<84) stabiliva che il nuovo corso di studi avesse inizio il l 0 ottobre 1805. Gli esami d'ammissione dovevano cominciare ill5 settembre per coloro che avevano presentata la domanda come prescritto, prima del 15 giugno. La Reale Scuola Militare d'Artiglieria e del Genio

A seguito dell'incoronazione di Napoleone a re d' Italia (26 maggio 1805) e la designazione di Eugenio Beauhamais a viceré, l'istituto assumeva la denominazione di Reale Scuola Militare d'Artiglieria e del Genio.

84) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2398. - Allegati al cap. IV, doc. 18.


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Se si eccettuano i limiti di età, di massima, nelle varie leggi, avvisi e proclami non erano stati richiesti agli aspiranti altri requisiti per l'ammissibilità. Nella notificazione del lO gennaio 1807 al capo m<85) veniva invece esplicitamente detto: «Non saranno ammessi agli esami fuorchè i giovani nazionali italiani i quali avranno presentate al Ministro della Guerra tre mesi prima del 15 settembre suddetto, vale a dire prima del giorno 15 giugno 1807. le loro petizioni e documenti autentici che comprovino la loro età, il dipartimento al quale appartengono e il comune ove hanno fallo il loro domicilio; altri ricapiti in buona forma sottoscrilli da persone probe e vidimati dalle autorità locali. che comprovino essere essi di buoni costumi; e finalmente arrestati di medici vidimati da un ufficiale di sanità militare, comprovanti la buona loro costituzione, ed atta al servizio militare. Dovranno inoltre esporre nelle rispettive petizioni una relazione del corso degli studj da essi fatto, comprovandone la realtà coi certificati dei rispettivi maestri» e infine al capo VI «A norma dell'articolo Xli della Legge 22 novembre 1803 gli aspiranli sa ranno ammissibili dall'età di sedici anni sino ai ventuno. La statura in essi richiesta è quella stessa che si esige pei giovani alunni o pensionarj delle Reali Scuole Militari di Bologna e di Pavia. cioè di quattro piedi ed undici pollici ('m 1,60 circa').»

Dall'anno 1805 le ammissioni. le date d'inizio degli esami e dell'anno scolastico e lo svolgimento dei corsi di studio avverranno con estrema regolarità. Considerata l'importanza della Scala di Merito , nel maggio 1807<86) si provvedeva alla s tes ura di un regolamento che ne disciplinava la compilazione. Sulla scorta della citata graduatoria veniva definita l 'anzianità di grado degli allievi e conseguentemente l 'assegnazione alle due armi in base ai desiderata. Gli accertamenti scritti erano settimanali e gli esami trimcstrali , secondo un apposito orario: le valutazioni finali avevano luogo inizialmente alla fine del mese di agosto e successivamente nella prima decade di settembre, con carattere pubblico, e venivano svolti con particolari procedure (estrazione a sorte di proposizioni e domande estemporanee formulate dai non docenti) davanti a una commissione nominata dal ministro della guerra. Gli esami vertevano sia s ulle discipline teoriche applicate sia su quelle pratico-professionali. La relazione degli ispettori del genio e dell 'art iglieria del 15 settembre 1807C8 7 l, redatta in occasione degli esami finali sostenuti dagli allievi e

85) ASM I, Ministero def/a Guerra. car. 2398. - Allegati al cap. IV, doc. 19.

86) ASMI , Minisrero della Guerra, car. 2398. - Allegati al cap. IV, doc. 20. 87) ASMI. Minisrero della Guerra, car. 2403.


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dagli alunni, è estremamente significativa per conoscere le particolari modalità degli esami e il grado di istruzione dei discenti. <<Il metodo tenuto in questi esperimenti è stato che ciascuno degli Alunni , allorchè doveva essere esaminato estraeva a sorte una delle domamde o proposizioni contenute nei fogli stampati che ci facciamo un dovere di unire al presente rapporto, e doveva risolverla o dimostrarla. Siccome poi il tempo assegnato per l'esame di dodici Alunni era di tre ore sopra ogni materia, così , se accadeva che dopo la risoluzione o dimostrazione delle dodici proposizioni o domande, avanzasse qualche porzione delle tre ore, venivan essi interrogati o da noi, o dal Direttore, o dai Professori, o fi11almenre dagli astan ti sopra qualche proposizione scelta ad arbitrio di quelle contenute nel foglio stampato. I giorni 5 e 7 sono stati destinati all'esame deg li Allievi Aniglieri ed Ingegneri nelle pratiche applicazioni a norma dello stato che parimenti accludiamo, e sulle proposizioni comprese negli uniti due fogli, e siccome il numero di questi giovani è assai minore di quello degli Alunni, ed il tempo degli esami è di ore sei ripartite nei due giorni predetti, così abbiamo avuto tempo d'inrerrogarli più a lungo c con maggiore dettaglio sop ra gli articoli tutti che riguardano la fortificazione e l'artiglieria. Il giorno 9 è stato impiegato nell'esame di tutri i disegni, e negli esercizi di scherma. Il dopo pranzo dei giorni 5, 7 e 9 fu occupato negli esercizi di Infanreria a fuoco vivo, nelle Manovre di forza, e nel maneggio dei pezzi d'artiglieria in cui questi giovanltutti sono stati ammaestrati: quello dei pezzi di campagna di minore calibro è stato eseguito a fuoco vivo. In generale noi abbiamo trovato che gli Allievi ed Alunni sono ottimamente istruiti e sono in stato di corrispondere alle viste del Governo, ed agli oggetti per cui l' istituto è stato formato.»

I due generali riscontravano un notevole miglioramento nel rendimento degli studi degli allievi e degli alunni rispetto agli esami finali del 1805, per merito di alcuni professori, per una diversa impostazione data agli insegnamenti e, per quanto concerneva la fortificazione e l'artiglieria, per il maggior tempo a disposizione dopo l'estensione a quattro anni delIa durata del corso. La scuola, inoltre, si era arricchita di macchine e modelli di legno, in particolare quelli di fortificazione, di artiglieria, di costruzione di ponti e persino di una macchina per la misura della velocità iniziale dei proietti. Attenzione particolare veniva posta dal Bianchi D.' Adda e dal Calori al rendimento scolastico in generale. Riscontravano infatti in taluni allievi una tale difficoltà di espressione verbale e scritta da caldeggiare l'introduzione di discipline umanistiche nel corpo degli studi. <<Abbiamo infine rilevato che sebbene tutti questi giovani, e segnatamente gli allievi sottotenenti (i di cui esami davano luogo a più lungo discorso) abbi an fatto conoscere di essere in progresso delle materie studiate, pure in qualcheduno di essi si è manifestata una certa difficoltà nell'esprimere i loro pensieri, che in qualche modo è di pregiudizio al pieno sviluppo delle loro cognizioni. Il Direttore della Scuola il quale attribuisce con ragione


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una tale imperfezione alla severità ed aridità degli srudj a cui queUi giovani si applicano nei primi anni c i ha dato noti zia dell'impegno da lui preso per togliere anche questa manca nza, subordinando a codesto Ministero con suo rapporto 29 Luglio scorso la proposizione che gli alunni abbiano per l'avvenire delle istruzioni e degli eserci7.i sulla lingua e sulla Storia. onde abilitarsi non solo ad esprimere con maggiore facilità le loro idee. ma ancora ad esporle con qualche precisione ed eleganza in iscritto.»

Lo spirito di emulazione tra gli studenti era costantemente sollecitato dal direttore che dava loro la possibilità persino di calcolare il proprio merito non solo in senso assoluto, ma anche in relazione con quello degli altri colleghi. Il regolamento prevedeva inoltre l'attribuzi one, a coloro che si classificavano tra i primi, di prem i divers i quali libri, strumenti scientifici e in casi eccezionali una speciale distinzione rappresentata da una spada d'onore. Il Caccianino che non tralasciava di formulare proposte per perfezionare la scuola, nel 1809<88l rinnovava le proposizioni già fatte «sulla convenienza di assegnare una Guardia alla Scuola, e di stabilire una Scuola di Equitazione, e sul vantaggio che si ricavere bbe dali' attaccare alla Scuo la un Di staccamento di Cannonieri ed un altro di Minatori». Solo ne l 18 12 verrà istituita una scuola di equitazione. Tra le richieste figuravano: un insegnante di fortificazione, dis impegnato dal capo banagl ione Giuseppe Maffei nonostante fosse subentrato nell'incarico di vice direttore al Bidasio (1808) (sarà assegnato il tenente del genio Giuseppe Vecchi , nel 1811, in qualità di aggiunto di artiglieria e de l genio); un aggiunto di matematica (verrà assegnato nel 1811 il tenente Paolo Riccardi); un aggiunto di disegno; un capitano di polizia per sopraintendere alla disc iplina degli allievi e degli alunni, scelta caduta sul capitano Giacomo Gerlini (18 LO); uno scrivano addetto alla direzione e un piantone per la guardia ( ouufficiale dei veterani) entrambi accordati; infine la parificazione ai fini amministrativi dei professori della scuola a quelli univers itari. Tra le variazioni ali 'organico è da ricordare la sostituzione de l professor Cassiani, morto nel 1806, con il profes or Paolo Ruffini e neJ 1808 con il professore Gian Francesco C remona; del professor Soli con il professor Geminiano Vincenzi nel 1810; dell ' artista Soccini , morto nel 1802, con Angelo Frigerio; del l 'aiutante maggio re Am1andi con il capitano Luigi Ponzoni nel 1805: dei medici Ri ma e Balletti con Giovanni

88) AS MI, Ministero della Guerra. car. 2398. Quadro sinottico della situazione della scuola nell'anno 1809, privo di intestazione. a fim1a del colonnello Caccianino.


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Battista Tamburini e Antonio Boccabadati; infine l 'attribuzione della cattedra dì lingue e dì storia al professar Generali, segretario e quartiermastro della scuola. Nell'anno veniva soddisfatta dal ministero della guerra l'istanza del direttore per 1'intervento della cassa di guerra per il pagamento delle spese dell' istituto non strettamente connesse con l 'attività scolastica, rimaneva devoluta al consiglio amministralivo la responsabilità della gestione degli acquisti di materiale didattico effettuati con il fondo straordinario. I libri di testo della scuola vedevano la luce in tempi successivi: taluni semplicemente tradotti dal francese, altri rielaborati dai professori titolari di cattedra, altri ancora nella veste dì raccolte di lezioni ampliate e integrate. Si riporta una sintesi del contenuto dei volumi rinvenuti nel corso delle ricerche:

Corso di Matematica ad uso delle Scuole Militari del Regno d' Italia tradotto dal francese per ordine di Sua Eccellenza il Signor Conte Ministro della Guerra in seguito al decreto di Sua Altezza Illustrissima, il Principe Vice-Re costituito da due volumi, pubb[icati entrambi nel 181 O. Nella presentazione era detto «Il Corso di Matematica, che ora si pubblica, è un compendio delle lezioni de' Professori della Scuola Speciale militare di Saint-Cyr». Gli argomenti erano così ripartiti: 1° volume: li0 volume:

Aritmetica ed Algebra; Geometria e Meccanica composto da diversi capitoli, nei quali erano trattati e risolti dei problemi specifici attinenti alla fortificazione e all'artiglie ria, denominati: 1° geometria piana, Il0 geometria solida, IUO geometria descrittiva, 1Y0 della livellazione teorica e pratica, y o trigonometria e modo di levar in pianta, Yl 0 meccanica (statica, dinamica, idrostatica, nozi oni sull 'applicazione dell'algebra alla geometria).

Tale pubblicazione si ritiene dovesse servire essenzialmente per la scuola militare di Pavia.

Corso di Matematica ad uso degli aspiranti alla Sc~ola d' Artiglieria, e Genio di Modena, composto da cinque tomi, che venivano compilati anche a cura degli insegnanti titolari, e pubblicati negli anni di seguito indicati: tomo 1° : tomo ll 0 :

Elementi dell'Aritmetica con breve trana t o delle Misure moderne ed altre utili Ta vole di Paolo Chelucci, nel 1805. Geometria di Euclide e un Saggio sui Limiti applicato principalmente ai Teoremi d'Archimede di P.D. Guido Grandi, nel 1806.


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tomo lll0 : Algebra elememare del dottor Paolo Ruffini, nel 1807. tomo lV 0 Elementi di Trigonometria c Tavole trigonometriche e logaritmiche del cavalier Antonio Cagnoli, nel 1807. tomo V 0 : Appendice all'Algebra del dottor Paolo Ruffini; opuscolo sul Metodo delle tre Coordinate di Giuseppe Tramontini; Elementi di Geografia sferica, i Canoni principali della Trigonometria sferica di Carlo Benferreri, nel 1808.

Delle Projezioni grafiche e delle loro applicazioni. Trattato teorico-pratico a uso della Reale Scuola Militare del Genio, e dell'Architettura come ancora di tutti i giovani architetti, ed ingegneri civili di Giuseppe Tramontini Professore di Geometria descrittiva nella Reale Scuola s uddetta, pubblicato nel 1811. Nella prefazione l 'autore del celebre testo, tra l'altro, scriveva: «tenterò di eseguire in questi libri un pensiere che fu del celebre Signor Monge, e eh 'io presi per norma nell'ordinare la maggior parte delle lezioni da me dettate nella Reale Scuola Militare del Genio, e dell ' Artiglieria». Il volume era articolato in due libri e prendeva in esame nei vari capitoli i seguenti argomenti: Libro J. Parte 11 : Maniera di concepire la generazione d'una superficie. e d'una linea nello spazio: Del punto, della linea, della superficie; Sopra la permutazione de· piani coordinati; Delle intersecazioni. e dei contatti fra linee e superficie, e fra su perfici; Problemi dei circoli osculatori, delle evolute, delle evolventi. Pane na: Della prospettiva in generale; Della prospettiva parallela; Della prospettiva concorrente; Problemi sopra la collocazione più opportuna del punto di vista, e sopra cene condizioni della superficie prospettica; Delle ombre. e degli sbattimenti (ombre projeue. ombre portate); delle penombre. sopra la gradazione dei lumi. Libro 11:

No rme generali per la formazione de ' cunei. in ogni specie di volte; Costruzione d'una piatta banda; Costruzione della vo lta cilindrica detta allrimenti a botte; Costru zione della volta cilindrica a crociera; Costruzione della volta a spicchi altrimenti detta a padiglione; Costruzione della volta conica detta cannoniera; Costruzione della volta emisferica; Costruzione della volla a cupola; Costruzione della volta anulare; CoSlruzione della volta clicoidica allrimenti della a chiocciola.

Dall'esame dei reperti d'archivio (articoli, proposizioni , domande, esami di pratica sui quali possono essere interrogati gli allievi e gli alunni)<89) è stato possibi le ricostruire nella quasi totalità il corpo di studi previsto nello scorcio di vita dell'is tituto (dal 1807 al 1814). Le discipline

89) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2403 e 2404.


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sicuramente insegnate e che di per se stesse qualificavano la scuola prevedevano nel quadriennio: A Jattor comune per gli alunni e gli allievi delle due armi: introduzione al calcolo o ali 'analisi sublime; calcolo o analisi sublime; geometria descrittiva; teoria della prospettiva e delle ombre; stereotomia; fisica (statica, dinamica, meccanica, cosmografia); fisica sperimentale (elettricità e magnetismo); principi sperimentali della meccanica e deli ' idrostatica; idrostatica e idrodinamica; fisico-chimica; chimica; storia naturale e chimica; architettura (materiali da costruzione; ordini architettonici, edificazione dei singoli elementi costruttivi ); carte e riconoscenze militari. castrametazione; tattica (formazioni, evoluzioni, procedimenti d'azione, impiego della fanteria e della cavalleria nonché delle armi); artiglieria (polveri, calcolo della velocità iniziale, esperienze, balistica; manopera ed evoluzioni dei pezzi da campagna, per le artiglierie a piedi e a cavallo; della fabbricazione, conservazione e forza della polvere da guerra; teoria delle mine: teoria dei proiettili); fortificazione (campale, permanente antica e moderna, suo attacco e difesa); storia e storia militare; lingua francese; disegno esatto, di approssimazione e geodetico o topografico. Per i soli allievi di artiglieria di terra e di mare (4° anno di corso)(90>: balistica; servizio dell'artiglieria nell'attacco delle piazze e lavori d'assedio; servizio dell'artiglieria nella difesa delle piazze; u o dell'artiglieria in campagna, manovre di forza;

90) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2412.- Avviso del 23 luglio 1808.


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costruzione delle armi da fuoco e loro mobili; manifattura delle armi da fuoco portatili; manifattura delle armi bianche; arsenali da costruzione, sale d'artifizio, sale d'armi; forni, fucine, fonderie; piazze forti, littorali e forti, ponti militari; teoria dei proiettili; anni portatili e munizioni, loro distribuzione ai corpi e conservazione nei magazzini; contabilità; nomenclatura. Per i soli allievi del genio dell'esercito e della marina (4° anno di corso): architettura militare (fortificazione campale, permanente, sotterranea, edificazione); architettura civile e idraulica; architettura navale (teoria per l 'architettura navale, dell 'alberatura dei vascelli, trattato dei legni, trattato del ferro).

Gli orari verosimilmente in vigore nel 1807 prevedevano <91 >: Per gli alunni, nei mesi da ottobre a marzo e nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato, la sveglia era fissata alle sei e mezzo e l 'appeJlo alle sette e tre quarti. Le lezioni invece erano così distribuite: matematica applicata dalle otto alle nove, matematica sublime dalle nove alle dieci, scherma dalle dieci alle undici, fisica o chimica dalle undici alle dodici, applicazioni della geometria descrittiva dalle dodici ali 'una, disegno dalle una alle tre pomeridiane; successivamente aveva luogo il pranzo e il riposo, dopo la ritirata a !l 'ave Maria due ore di studio privato ed esercizi; secondo appello alle dieci e infine il silenzio. Nei mesi da aprile a tutto giugno le operazioni, con l'eccezione del silenzio, erano anticipate di un'ora. Nella giornata del giovedì e nel periodo luglio e agosto le ore d'istruzione venivano impiegate per una breve lezione di scherma, due ore di scuola e per l 'effettuazione di esercitazioni varie e di pratiche di campagna. Per gli allievi l'orario era analogo. Nel primo anno del corso pratico i due professori di fortificazione e di artiglieria tenevano le lezioni per tre ore ciascuno agli ufficiali di entrambe le armi; nel secondo anno una

91) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2398.


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lezione di sei ore (dalle otto alle undici e dalle dodici alle quindici) di fortificazione agli ingegneri e di artiglieria agli artiglieri. Nei giorni domenicali e festivi gli allievi e gli alunni intervenivano dalle dieci alle undici alla parata di tenuta. Nel mese di settembre erano previste le vacanze e veniva concesso agli allievi e agli alunni di recarsi alle proprie case. Con gli esami d'ammissione indetti per gli anni 1811 e 1813 gli aspiranti dovevano sostenere anche un accertamento di lingua francese. Le notificazioni del 22 dicembre 181 O e del 12 dicembre 1812 recitavano rispettivamente: «conoscere bastantemente le lingue italiana e francese per iscrivere un rapporto chiaro e ordinato»; «e quanto alle lingue, debbono tanto saperne quanto basti rispetto all'italiana, per scrivere un rapporto chiaro e ordinato, e, rispetto aLla francese, per ben intendere e tradurre »<92). Il passaggio del Po delle truppe austriache, in corrispondenza della direttrice di Bologna, determinava il 20 novembre 18 l 3 il trasferimento della scuola a Reggio Emilia e quindi a Parma. Il personale rientrava nella sua sede originaria già il 4 dicembre. A seguito del mutamento della situazione politica e militare venutasi a creare nel 1814, anche a causa della defenzione di Murat, il viceré Eugenio firmava l'armisti zio con gli austriaci. Si concludeva così l 'esistenza del Regno d'Italia. Il 18 maggio per ordine del feldmaresciallo Henri conte di Bellegarde l'istituto veniva trasferito provvisoriament,e a Cremona (31 maggio o l 0 giugno 1814). Alla fine della prima decade del mese di giugno l'amministrazione della scuola passava dalla commissione straordinaria di guerra alle immediate dipendenze del comando militare generale. L'istituzione continuava a essere considerata di particolar6- interesse. Infatti il Caccianino veniva invitato dall'arciduca Giovanni, direttore generale delle fortificazioni e deli' accademia del genio, a redigere una memoria o studio per una nuova organizzazione, al fine di una sua utilizzazione al servizio del governo austriaco. Per quattordici mesi la scuola, dislocata nel Lombardo Veneto, della quale sussisteva solo il nome, continuava a sopravvivere sotto la giurisdizione austriaca. Alla fine del mese di luglio del 1815, con decreto del comando militare, veniva definitivamente sciolta.

92) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2399. - Allegati al cap. IV. doc. 21 e doc. 22.


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La scuola, in tredici anni di vita, istruì 202 giovani dei quali 46 furono assegnati al genio (di cui due a quello della marina), 126 all'artiglieria, 8 ebbero destinazioni diverse nell'esercito e gli altri 22 al principio del 1814 non avevano ancora compiuto il corso di studi (93) . S.

IL PROGETTO PER L'ISTRUZIONE ELEMENTARE DEGLI UFFIZIALI D 'OGNI ARMA, LA SCUOLA TEORICO-PRATICA DI ARTIGLIERIA DEL POLIGONO, LE SCUOLE DI EQUITAZIONE MILITARE E LA SCUOLA DI VETERINARIA.

Il progetto per l'istruzione elementare degli ufficiali di ogni Arma Con la nascita della Repubbl ica Italiana (24 gennaio 1802), il ricostituito esercito cisalpino, con i suoi quadri e i suoi soldati eterogenei, era costretto ad affrontare , pena la sua efficienza operativa, il problema della qualificazione degli ufficiali e, in linea subordinata, dei sottufficiali e della truppa. II ministro della guerra Trivulzi senza indugio alcuno inviava, il 9 aprile, al vice presidente della Repubblica Melzi d'Eri! un rapporto in cui sollecitava l'approvazione della proposta di aumentare il numero dei professori in organico alla scuola militare di Modena al fine di «istruire elementarmente gli Uffiziali d'ogni Arma». Poneva in evidenza che di «tutti li mezzi, che potessero lustro e forza alle nostre Armi» l'istruzione degli ufficiali era uno dei più importanti e prospettava di formare accanto alla Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria , istituita a Modena, un 'altra per la qualificazione degli ufficiali di fanteria e di cavalleria. Concludeva la presentazione del provvedimento con le parole <<Vi piaccia, Cittadino Vice Presidente, rapportar questo tenue sagrifizio alla somma utilità eh 'esso deve produrre , e lo riconoscerete ben poco importante. Gli istruttori, e gli allievi essendo presi dalla Classe de' nostri Uffiziali inattivi, e che con tutto ciò sono a carico della Nazione; non si fa che utilizzar i loro mezzi raccogliendoli assieme, per istruirli a vicenda»<94). Il testo del Progetto per l'istruzione Elementare degli Uffiziali d'ogni Arma, presentato il 12 aprile 1802, era il seguente<95l: «l 0 Alla Scuola Militare di Modena saranno accresciute delle Classi per l'istruzione Teorico, Pratica degli Uffiziali d'ogni Arma.

93) A. Zanoli, op. cii., p. 229. 94) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2399. 95) ASMl, Ministero della Guerra, car. 2399.


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GLI ISTITUTI DI EDCCAZIONii E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 'IEGU STATI PREU!'.rrARI

2° Il Ministro della Guerra nomina gli Uffiziali istruttori: l o Del Genio per la Geometria. Trigonometria Piana. e per gli Principj di fortificazione; l 0 Di Artiglieria per gli Elementi Teorici, e Pratici di questa Arma: l o Di Topografia, per il disegno. c per le riconoscenze Militari; 1° Uffiziale di qualunque Arma per l'Aritmetica, e principj di Algebra; 0 ( D'Infanteria per la Tattica. Teorica, e per le Manovre dell'lnfanteria; 1° Di CavaUeria per la Tanica. Teorica, e per le Manovre della Cavalleria; 1° Per la Storia Militare; 0 ( Per la Lingua Italiana. 3° Questi Uffiziali istrunori, sono sotto la Polizia del Direttore della Scuola di Modena. 4° Una Commissione composta di esso Direttore, dei Professori della Scuola. dell 'Uffiziale Superiore chiamato dall'Articolo 14: degli Uffiliali istrullori stabilisce il Piano d'I struzione, l' Orario, c tullc le discipline per la Polizia delle Classi. 5° Ogni Uffiziale istruttore ha l'intero trallamento di attività de l suo grado, e quell'annua gratificazione, che sul rapporto del Generale Tspcnorc dell'Arma, chiamato dall'Articolo 19. il Ministero della Guerra gli assegnerà. 6~ Ogni Uffiziale istrunore deve fom1are un trattato Elementare della sua Classe: deve

esser scritto in Lingua Italiana, riducendo a voci llaliane li Comandi, e tuili li temlini dell'Arte Militare appartenenti aJia sua Classe. c consultando perciò l'istruttore di Lingua Italiana. Quando questo trattato ottenga l'approvazione della Commissione dell'Articolo 4 del Generale lspellore. e del Ministro della Guerra. lo stesso trattato sarà pubblicato a conto del Governo. e diffuso a tutti gli Uffiziali della sua Arma. L 'Uffiziale il di cui tranato sarà così approvato. avrà dopo tre anni. che sarà stato istruttore, una promozione strao rdinaria. 7° Un Elaboratorio Pirotecnico. un piccolo Arsenale di Artig lieria, ed il Poligono saranno instituiti presso la Scuola Militare di Modena. 8° li Ministro della Guerra vi farà essere ne· 9 mesi di Primavera. di Estate, e di Autunno almeno: l 0 Battaglione d' Infanteria: l 0 Squadrone di Cavalleria; l o Battaglione di Zappatori; 11 Compagnia di Minatori ; l a Compagnia di Artisti; 4 Com pagnie d'Artiglieria a Piedi; 11 Compagnja d'Artiglieria a cavallo per l'istruzione pratica di tutte queste differenti Armi. 9° Combinerà, che li Battaglioni, Squadroni. e Compagnie successivament e si cambino, si ngolarmente per li Corpi dell'Artiglieria. e del Genio, onde tutt i vi ricevano quella particolare istruzione. 10° Si renderanno intanto a Modena onde approfittare della istrulionc Elementare, tutti li Capitani, Tenenti, e sotto Tenenti d'ogni Arma:


GLI ISTinJTI MILITARI 01 EDUCAZIONE E FORMATIVI 'iELLE REPUBBLICHE C ISALPINA. ITALIAl\A E NEL REGXO D'ITALIA

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l ° Che aspeuassero auività ne' nuovi Corpi; e che non fos~ero 2° Che fossero in riforma senta note svantaggiose; altrimenti impiegati 3° Che fossero al seguito de' Corpi: 4° Quauro fra gli più anziani Tenenti di ogni Corpo, che si cambieranno ogni anno con altrettanti, che loro succedono, fino all'ultimo souo Tenente. l l o A tuui gli Uffiziali contemplati da li" Articolo precedente, il Ministro della Guerra rilascia delle Lettere, onde sieno ricevuti in detta Scuola. e non dispenserà dal ridurvisi. se non se quelli, che fossero alt rimenti impiegati, e che per circostanze di salute, e di famiglia non potessero approfiuame. 12° Ogni Uffiziale che passa alla Scuola conserva il trattamento, che gli spena per l'effetto dell'Organizzazione. Gli Uffiziali riformati vi hanno in vece il mezzo soldo dell'ultima Classe del loro grado. Tutti vi ricevono l'alloggio in natura nei Padiglioni Nazionali. 13° Quelli che senza causa approvata dal Ministro della Guerra, si rifiutassero di rendersi a questa Scuola cesseranno dal percepire alcun soldo per tutro il tempo, che dovessero rimanervi. 14° Tutti gli Uffiziali, che s i rendono alla Scuola, sono sotto la particolare direzione, e Polizia d'un Uffiziale Superiore nominato dal Ministro della Guerra. 15° L"Uffiziale Superiore, d'intelligenza col Direuore della Scuola, e col rispettivo istruttore dell'Arma, esamina il grado d'istruzione d'ogni Uffiziale, e gli assegna le Classi cui deve assistere per istruirsi. Può anche far passare alle Clas~i superiori dirette dai Professori della Scuola di Modena quelli che ne fossero suscettibili. 16° Se alcuno fosse dichiarato insuscettibile di alcuna istruzione, il Direuore della Scuola ne informerebbe il Ministro. che lo farà rilevare da chi lo segue in anzianità. 17° Tutti quelli che avranno oltrepassato l'età di 36 anni saranno dichiarati insuscettibili de lla istruzione Elementare: essi però possono passare alle Classi superiori se ne hanno le conoscenze bastanti per esservi admessi. 18° Tuui g li altri regolamenti per la istruzione, e per la di sciplina degli Allievi della Scuola sono comuni anco per gli Uffiziali che anderanno ad istruirvisi, in quelle parti, che non sono determinate dal presente regolamento. 19° l Generali Ispettori con 2 Uffiziali Superiori di ogni Arma si rendono alla fine dcii 'anno scolastico in Modena, raccolgono i voti dell'istruttore, del Direttore, e dell"Uffiziale Superiore sui progressi d'ogni allievo della rispettiva loro Arma, distribuiscono ai più meritevoli due premj per ogni Classe: formano uno Stato graduale in ragion d'istruzione, che presentano con rapporto al Ministro della Guerra. l premj consistono in sciable d'argento di va lor doppio una dell'altra col motto ·'La azione all'istruito suo Difensore". 20° Gli Uffiziali, che avranno conseguito premj avranno un titolo di preferenza nelle promozioni, che appartengono al Governo. 2 1° Intanto li Comandanti de· Corpi si valeranno di questi Uffizi ali, per 1' istruzione Teorico, Pratica de sotto Uffiziali. 22° L 'Ispettore Generale nell"annuo ~uo rapporto, dopo aver consultato il Direttore della Scuola rende anche conto degl'istruttori, sulla loro abilità. attenzione. e condotta. 23° Il Ministro della Guerra è incaricato dell'esecuzione del presente regolamento. che ampiglierà con gli dettagli. che gli appartengono.»


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PEl! UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Il vice pre idente incaricava dell'esame del nuovo piano per la scuola delle varie anni di Modena una commissione composta da ufficiali altamente qualificati, che ill8 luglio 1802 presentavano al ministro della guerra le loro conclusioni. Il giudizio dei membri Bianchi D'Adda, Caccianino, Colfranceschi e Bassi. sulla convenienza e su li 'opportunità di amalgamare tutte le specie d'istruzioni in una sola scuola, cioè di attribuire a un solo istituto la funzione formativa per i futuri quadri delle armi facoltative e dì perfezionamento per turte le armi, era negativo. Le motivazioni addotte, precedute da un preambolo, erano rappresentate da alcune considerazioni di carattere generale, che si trascrivono per completezza di trattazione, integrate da diverse cccezioni(96): «Le scienze, che s'insegnano nella Scuola di Modena sono quelle, che indispensabilmente debbono sapere gli Uffiziali del Genio, e dell'Art iglieria. e queste oltrepassano tuue quel limite di cognizioni. che si richiedono per gli Uffi.dali dell'altre Armi. Queste scienze sono di tale natura, che la loro serie viene distribuita in un corso triennale di studj, diverse essendo le materie che s'insegnano in ciascun anno, motivo per cui gli allievi, nonostante che all'atto, che entrano nella Scuola subiscono degli esami ~ull'Aritmetica. Algebra, Geometria. e Trigonometria. pure debbono rimanere tre anni successivi. Dunque nè per la qualità degli studj, nè per la loro distribuzione possono in alcun modo combinarvisi quelli che sono necessarj farsi dagli Uffiziali delle alt re Armi. Ne viene quindi di naturale conseguenza, che l"unione di queste Scuole in un solo Stabilimento non sarebbe. che di mera apparenza, ma che in ponanza sempre sarebbero marcati i confini delle due Scuole, di maniera a rappresentare due essenzialmente separati Stabilimenti, senza che vi possa essere di comune la più piccola parte.»

Le obiezioni opposte erano di due ordini: necessità di risolvere il pro-

blema alla radice creando dei collegi militari per la preparazione dei giovani chiamati in un prossimo futuro a servire nei quadri delle unità di fante ria e di cavalleria; manifesta inutilità di far seguire dei corsi di studio a ufficiali che avevano già prestato servizio presso i reparti . Questa seconda affermazione era motivata ipotizzando lo scarso profitto che ne avrebbero tratto, considerate l'incidenza dell'età e le difficoltà di adattamento al genere di vita che avrebbero dovuto tenere in una scuola. Concordavano con l'importanza di una maggiore professionalità nei quadri suggerendo di ollecitare i più volenterosi a curare, per proprio conto, la preparazione, pur continuando ad assolvere gli specifici incarichi, facendo indi sostenere loro degli esami dai quali far dipendere, in seguito, gli avanzamenti. Il fine proposto si sarebbe così conseguito sicuramente senza creare nei corpi delle situazioni negative, determinate da assenze tanto numerose.

96) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2399.


GLI ISTm1TI MlLITARI DI EDUCAZIONE E FOR\1ATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIAI'A E NEL REGI'-0 D' ITALIA

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La Scuola teorico-pratica di Artiglieria del Poligono Non è estremamente facile definire esattamente questa particolare scuola di chiara origine francese. Considerati gli scopi che si prefiggeva, la sua identificazione potrebbe essere molteplice: scuola di applicazione per gli ufficiali dci corsi regolari; di formazione per i non provenienti dagli istituti di educazione militare pecifici (in Francia, l 'esempio era rappresentato dalle scuole politecn iche); ente addestrativo per i sottuffi ciali e gli artiglieri; di perfezionamento, preposta cioè allo svolgimento di corsi tecnico-applicativ i e di aggiornamento per ufficiali. Una ulteriore precisazione su lle sue finalità viene data dal Progetto per la Scuola Teorica pratica del Reggimento d'Artiglieria, istituzione primigenia della Scuola teorico-pratica di Artiglieria del Poligono, dell'8 novembre 1804(97) : <<2° Gli oggetti del la Scuola si riducono sostanzialmente a due: L'Istruzione degli Uffiziali che non hanno ancora subi ti i dovuti Esami, e quella dei sotto Uffiziali ammessi alla Scuola Teorica costituiscono il primo oggetto. Il secondo oggetto è di esercitare gli Uffiziali che hanno subiù tutti gli Esami prescritti per rendergli così aver meglio istrutti. e radicali nella Scienza.»

Da quanto emerge dalla lettura dei vari documenti si può evincere che la scuola teorica era riservata agi i ufficiali e a una piccola aliquota di sottufficiali quali ficati, delle più diverse estrazioni, mentre quella pratica, frequentata da tutti indistintamente, doveva conferire una accentuata professionalità ai quadri. Il ministro della guerra, confermando le proprie opinioni, coglieva il suggerimento dell'ispettore generale dell'artiglieria per dare l'avvio alla creazione di una s truttura scolastica in grado di riqualificare gli ufficiali di artiglieria. Il rapporto del 24 ottobre 1802 indirizzato a Melzi d'EriJ<98l cominciava: «Una delle pii) importanti, e necessarie viste, che in una Repubblica si presentano, si è quella di procurare che i talenti venghino coltivati, poi che dalla buona, o mal a riuscita di questi. gli impieghi vengono con onore sostenuti o gli affari languiscono per mancanza di cognizioni. TI Generale di Brigata d'Artiglieria Calori pensò che avvicinandosi il momento della formaL.ione del Reggimento d'Artiglieria, e dello Stabilimento del Poligono faceva d'uopo d'un soggetto profondo nelle Scienze della Matema tica, per istruire. e ravvivare le idee di quelli a quest i studj destinati, che le Campagne, e la guerra hanno assopite . [...] Tuue le Nazioni anche le meno civilizzate hanno scorta questa veri tà, e si occuparono di perfe7ionare i loro Corpi facoltativi, il tempo. e le speranze corrisposero a loro desiderj. »

97) ASMI, Minislero della Guerra. car. 122. 98) ASMI, Minis1ero della Guerra . car. 122.


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GU ISTITUTI DI EDUCAZIOSE E DI FORMAZIO:-:E PER UFACIALI I"EGU STATI PRfU"ITARI

Concludeva con la proposta di nominare insegnante di matematica presso il poligono di Pavia il Collalto, già «pubblico Professore, ed esaminatore degli Allievi di Marina ne li' Arsenale di Venezia», cui era stata offerta una cartedra all'università di Bologna. Su richiesta del ministro Trivulzi il professore presentava, il 5 giugno 1803, un piano per I'istituenda scuola teorico-pratica d'artiglieria. La scuola teorica doveva comprendere quattro classi: «la Matematica e Fisico-Matematica, la Chimica, la Fortificazione, ed il Disegno» <99). Lo sviluppo dei programmi dovevano essere defmiti a cura degli ispettori generali del poligono. Nel caso si volessero iniziare immediatamente le lezioni il professore proponeva<HX>l «il corso di Matematiche pure ed applicate del Signor Bezout, ch'è quello seguito attualmente in tutti i Poligoni Francesi, al meLOdo dei quali voi mi avete pervenuto che volevate cercare possibilmente di conformarvi». Consigliava di seguire il testo anche se non strettamente poiché la «strada più facile e più sicura, in una nuova impresa qualunque, è sempre quella di seguire i modelli di già efficienti». Con il decreto del 27 marzo 1803, unitamente all'ingegnere Giuseppe Marchesi titolare di disegno, il professar Collalto riceveva la nomina per la cattedra di matematica e gli veniva affiancato, in qualità di ripetitore, il tenente in secondo Foramiti. Gli ufficiali di artiglieria italiani, a differenza di quelli francesi tratti annualmente dalle scuole politecniche e quindi in possesso di cognizioni fondamentali , non necessitavano oltanto di richiami ma avevano bisogno di apprendere delle nozioni del tutto nuove. Solo con il licenziamento dei nuovi ufficiali formati a Modena i quadri subalterni d'artiglieria dell' esercito repubblicano sarebbero stati al livello di preparazione di quelli francesi. L'apertura della scuola avveniva il 15 settembre 1803 (decreto del 22 luglio). II cor o di matematica aveva inizio il giorno 21 ottobre, i primi di dicembre avevano luogo gli esami di selezione che portavano, il 7 dicembre, alla costituzione di due classi differenziate:·l'alta o superiore frequentata da 7 ufficiali e la classe inferiore dai rimanenti ufficiali e da 8 sottufficial i. Entrambe erano dirette dal professore di matematica, la prima eguita dal titolare, la seconda dall'aggiunto. In quest'ultima sezione l'insegnamento era limitato all'aritmetica, all'algebra, alle

99) ASMI. Ministero della Guerra. car. 122. 100) ASMI. Ministero della Guerra, car. 122.


GLI ISliTUl l MILITARI D I EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBB LICHE CISALPLNA, ITAl lANA E NEL REGNO D'ITALIA

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proporzioni, alle progressioni e ai logaritmi nonché alle proposizioni di geometria. Il 15 febbraio 1804 gli ufficiali della classe superiore di matematica sostenevano un esame pubblico superando ogni aspettativa. Il programma svolto era ovviamente limitato, sino alle equazioni di 2° grado. Il 26 ottobre, al termine del primo corso, il professor Collalto, interpellato dal s·egretario generale del dipartimento di guerra Salimbeni in merito a eventuali proposte per migliorare l ' istruzione, richiamava il rispetto della legge che prescriveva: gli esami per gli ufficiali di artiglieria e l 'ammissione limitata a quelli ritenuti idonei; l ' introduzione di un succe sivo esame durante il corso; l'aumento del numero delle lezioni , da impartire per quattro giorni la settimana; l 'obbligo della frequenza del corso anche per i capitani; infine l' introduzione dell'avanzamento per esami <I0 1>. Pavia si avviava a diventare il centro dell 'artiglieria della Repubblica Italiana: dopo la costituzione in questa città del l o reggimento d 'artiglieria a piedi veniva progettato anche un poligono. Il decreto istitutivo, datato Milano IO settembre 1804 anno III, che si riporta, delineava l'importanza e i fin i di tale infrastruttura(l02>: «Il Vice Presidente della Repubblica conosciuta la necc~sità di stabi lire un Poligono per l'istruzione degli Artiglieri. Vista l' utilità di situare questo Stabilimento. ove altri analoghi esistono. ed ove avvi la maggiore facilità di procurarsi ulteriori mezzi urili al progresso degli studj dci Membri di questo scelto Corpo: Visto, che la Città di Pavia, oltre avere una posizione geografi ca molto vantaggiosa all'uopo, ha nel proprio seno la Fonderia dell'Artiglieria. un considerabile Arsenale, ed una celebre Università. sopra rappono del Ministro della Guerra Decreta l 0 Sarà eretto un Poligono per l'istruzione degli Artiglieri nel Maneggio delle Artiglierie tanto d'assedio. che di Campagna nelle vicinanze di Pavia. 2° Il Ministro della Guerra sceglierà quel genere d'opere. che troverà più opportune all'uopo, ed è autorizzato a se rvirsi de' terreni Nazionali esistenti presso le mura di quella Città, come pure a prendeme altri, se occorrano sia in via d'affitto, che per acquisto, osservando però in quest'ultimo caso le discipline state prescritte pei fondi occupati. e che vanno ad occuparsi colle nuove fortificazioni. 3° Tutte le spe~e. che a termini delle Leggi potranno occorrere, tanto per istabilire e mantenere il Poligono, quanto per l'esercizio deg li Artiglieri saranno pagate col denaro desti nato annualmen te per le spese del materiale d'A rti glieria. 4° 11 Ministro della Guerra è incaricato della pronta esecuzione del presente decreto, che non sarà stampato. Firmato Melzi Vice Presidente Il Consigliere Segretario d i Stato L. VACCARJ» 101) ASMI. Ministero della Guerra, ca r. 122. 102) ASMI, Ministero della Guerra, car. 122.


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OLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI ST ATI PREUNITARJ

Furono occupati per lo svolgimento delle varie attività dello stabilimento: alcuni fabbricati delle· corporazioni religiose soppresse; il castello, che ospitava l 'arsenale di costruzione e la fonderia (il locale era detto salone); la località denominata campo di marte, per il poligono. Con il rapporto del ministro del novembre 1804, indirizzato al vice presidente, veniva chiesta, in virtù del decreto consolare del 3 termidoro anno XI (22 luglio 1803), l'introduzione dell'insegnamento della chimica e metallurgia «accio possa ('l'ufficiale') distinguere le diverse nature de' Metalli e determinare le proporzioni che debbonsi osservare nelle varie loro leghe». Il 25 novembre veniva nominato professore il padre barnabita Giovanni Martinenghi che oltre a tenere le ordinarie lezioni istituzionali ai discenti era «incaricato anche negli assaggi dei Bronzi , e dei Metalli da destinarsi alla fonderia». TI programma di studio doveva prevedere lo svolgimento di «Lezioni di Chimica e di Metallurgia, e segnatamente delle Teorie delle fusioni dei Metalli e sulle loro proprietà, particolarmente, intorno agli usi, ed ai bisogni deli'Arma» CI03). A completamento deli 'argomento si trascrive l'organico stabil ito dalla citata legge<I04). «Formazione della Scuola d'Artiglieria presso i Corpi deli ' Arma suddetta a norma del Decreto Consolare del 3 Te1midoro Anno XI della Repubblica Italiana e Figure, che devono esservi impiegate: Cariche della Scuola

Da impiegarsi nella Scuola

Un Ufficiale Superiore Comandante

La Halle Colonello

Capitano in 2° Direttore di Parco

Moreno Capitano in 2°

Tenente Sotto Direttore di Parco

Rossi

Tenente in 2°

Un Custode d'Artiglieria Un Professore di Matematica

Collalto

l 03) ASMI, Minisrero della Guerra , car. 122. 104) ASMI, Minisrero della Guerra, car. 122.

Osservazioni Vi esiste attualmente come Presidente del Comitato d'Istruzione


GLI ISTITUTI MILIT ARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICtiE C ISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA

Un Professore di Disegno

Marchesi

Un Ripetitore

(Foramiti) Tognoli

Un Professore di Chimica Meta1lurgica

Padre barnabita Martinenghi

Un Capo Artificiere

Ferraris

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N .B. Nel locale della Scuola non potranno alloggiare, che le sopradette

figure impiegate alla Scuola. Il Generale di Brigata Ispettore Generale dell'Artiglieria Calori» La Scuola teorico-pratica di Artiglieria del Poligono veniva aperta ufficialmente il20 novembre 1804 con l'inizio del nuovo anno della scuola teorica. Le lezioni settimanali, sino a tutto marzo erano tre e dovevano essere tenute il lunedì, il mercoledì e il venerdì; dal l 0 aprile sino alla fine dell'anno scolastico invece, ridotte a due, nei giorni di martedì e di venerdì. Le lezioni del mattino erano dedicate alla matematica, quelle del pomeriggio alla fortificazione, al disegno geometrico ·e alla chimica metallurgica. La durata delle lezioni di matematica era di due ore (dalle nove alle undici) per gli instruendi e di un 'ora e un quarto per i proficiendi (dalle nove e tre quarti alle undici). La scuola di matematica, diretta dal professar Collalto, era sempre suddivisa in due classi: una aveva per insegnante il titolare, l'altra l'aggiunto. Per gli istruendi il corso di fortificazione e di disegno era obbligatorio, facoltativo invece per gli altri; ciascuna lezione aveva la durata di due ore: dalle due alle quattro pomeridiane d'inverno, dalle tre alle cinque in primavera e in autunno, dalle quattro alle sei in estate. Le lezioni di chimica metallurgica iniziavano tre quarti d'ora dopo quelle di fortificazione e di disegno, avevano la durata di un'ora e un quarto ed erano tenute specialmente per i proficiendi. Al termine dei corsi erano previsti degli esami pubblici scritti e orali e in base a questi venivano redatte delle scale di merito o «scala di proporzione nelle abilità», espressa numericamente e in cui il 12 corrispondeva al voto massimo. Dali 'inventario generale redatto a Pavia alla data del 15 marzo 1804 (105) si può desumere la consistenza del parco del poligono e dei materiali didattici esistenti. Vi figuravano: bocche da fuoco, modelli, armi bianche

105) ASMI, Ministero della Guerra , car. 122.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

e da fuoco, giochi d ' armi, macchine, strumenti, cordaggi, generi diversi e biblioteca. Inoltre in tale data erano state avviate anche le pratiche per l'allestimento di un gabinetto di mineralogia. Negli anni a seguire la scuola assolse con impegno il proprio compito. Una lettera del4luglio 1806 lamenta delle difficoltà per l 'attuazione della scuola pratica causa l'oneroso carico addestrativo e la scarsa disponibilità di bocche da fuoco e di munizioni. Negli anni successivi però gli ordini venivano impartiti con maggiore tempestività al fine di non ridurre L'efficienza della scuola pratica. Le esercitazioni pratiche non avevano luogo nella stagione invernale. Per le esigenze dell'addestramento del reggimento d 'artiglieria a cavallo era stata realizzata anche una cavallerizza. Da un documento del 13 novembre 1807 è dato conoscere gli argomenti svolti a completamento della preparazione degli ufficiali provenienti dalla scuola militare di Modena: effettuavano essenzialmente delle esercitazioni pratiche e applicative di chimica e mineralogia(J 06>. Il 14 gennaio 1807 al professor Collalto, nominato titolare della cattedra di calcolo sublime ali ' università di Padova, subentrava il 7 febbraio il professor Luigi Forni di Pavia. Nel dicembre del 1809 il colonnello Bidasio, subentrando al colonnello Guillaume, assumeva l 'incarico di comandante del reggimento d 'artiglieria a piedi, quindi della Scuola teorico-pratica di Artiglieria del Poligono , e di governatore provvisorio della Scuola Militare di Pavia. Da vari atti si ha notizia dell'esistenza di altre scuole, create in tempi successivi, simili a quella di Pavia, quale la Scuola d'Artiglieria del Poligono di Verona (2 dicembre 1808) e la Scuola teorico-pratica d'Arti glieria del Poligono di Venezia (5 luglio 1810), ma non sono stati trovati i documenti d'archivio relativi a queste istituzioni<107l. Le Scuole di Eq uitazione militare

L'esistenza di una prima scuola di equitazione militare nella Repubblica Cisalpina è testimoniata da un opuscolo a stampa, privo di data, intitolato Dell' Istruzione e Piano d'una Scuola di equitazione (l08l. La cavallerizza era ubicata nel palazzo nazionale, nel comune di Milano.

106) ASMl. Ministero della Guerra, car. 122. 107) ASMl, Ministero della Guerra, car. 122 e 123. 108) ASMI, Mini.~tero della Guerra, car. 2366.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D' ITALIA

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Un secondo fascicoletto analogo al primo, reperito nella stessa cartella, datato l o brumaio anno X (23 ottobre 1801 ) a firma d~ l commissario di guerra Giovanni Tordorò, prevedeva che la Scuola, verosimilmente sempre la stessa, sottoposta alla sopraintendenza del generale comandante della cavalleria, fosse ordinata su un capo istruttore, due aggiunti o aiutanti istruttori e sei palafrenieri. La proposta di assunzione nell'organico della scuola di un maestro d'arme, presentata il 9 fruttidoro anno IX (27 agosto 1801) è indicativa sia per quanto concerne il riconoscimento dell'esigenza di ampliare l'istruzione dei quadri sia per risalire, con una certa approssimazione, alla data della sua origine. Gli allievi designati per la frequenza erano tratti dai reparti nella seguente misura: due ufficiali e quattro sottuffic iali per ogni corpo di cavalleria e un ufficiale e due sottufficiali per l'artiglieria a cavallo. Agli effetti disciplinari erano inquadrati da un capitano direttore. Le lezioni erano tenute tutti i giorni dispari per la durata di cinque ore. Era concesso al capo istruttore un periodo di 3- 6 mesi per valutare l'attitudine degli allievi. L' importanza attribuita all'equitazione era chiaramente sintetizzata dallo stralcio di un documerlto del 29 frimaio anno X (20 dicembre 1801)(1°9>, che si riporta: «Siamo convinti, che non basta avere della Cavalleria. che non basta, che ella sia bella alla Parata, ma che è necessario averla buona, e capace di far la guerra. È dunque necessario per prima base, che ogni individuo, che la compone, abbia la facoltà di ben manegg iare il proprio Cavallo, ed esservi così fermo sopra, che il Cavaliere, ed il Cavallo formi una cosa sola. on si ammetta quindi, qualunque ne sia la condizione, in qualità di Uffiziale nella Cavalleria, chi non abbia da prima appreso a montare a Cavallo, e già in istato sia d'insegnare il modo, ed i mezzi ai Cavalieri, alla direzione dei quali ci sarà destinato.»

La funzione della scuola quindi era la formazione degli istruttori di equitazione dei corpi di cavalleria, dell'artiglieria a cavallo, delle compagnie d ' artiglieria leggera della guardia e del treno d'artiglieria (24 piovoso anno X - 14 febbraio 1802). II 26 brumaio anno X (18 novembre 1801) veniva presentato il regolamento per la scuola militare di scherma <110>. In particolare gli articoli VI e VII recitavano : <<Yl. La Scuola di scherma insegna tanto il gioco di punta che quello di contropunta, cioè il maneggio della spada, e della sciabola, e l'offesa e difesa dell'una e dell'altra anna.

109) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2366. I lO) ASMI, Ministero della Guerra , car. 2366.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PE R UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

VII. La contropunta, ossia il maneggio della sciabola non è insegnato che quando lo scolaro conosca sufficientemente il maneggio della spada.»

La scuola di equitazione era completamente organizzata l '8 nevoso anno X (29 dicembre 1801) con l'attivazione dei corsi di scherma e con quelli di veterinaria in procinto d'essere attuati. Indubbiamente la preparazione dei quadri delle armi a cavallo non poteva essere limitata solo ali 'insegnamento delle tecniche dell 'equitazione e dell ' impiego della cavalleria. Per assicurare al particolare mezzo di combattimento ogni cura e la perfetta efficienza, l' istruzione doveva comprendere anche un complesso di nozioni attinenti e complementari. Le scuole pertanto assumevano, nel tempo, una fisionomia organica sempre più rispondente alle esistenze di una migliore qualificazione degli istruttori. In particolare verrà curata la loro istruzione veterinaria. Un progetto di decreto relativo alla creazione di un Istituto militare di Cavalleria, che avrebbe potuto consentire la ricostruzione del quadro evolutivo di questa particolare scuola, per Ja casuale mancanza della data e della firma in calce dà invece adito ad alcune perplessità. Non è stato possibile infatti sciogliere il dubbio sulla effettiva realizzazione dello stabilimento e nel caso la norma di legge avesse trovato, come sembrerebbe, attuazione, appurare se coincidesse con la scuola sopra descritta o con un momento della sua vita, e inoltre se comprendesse, come parrebbe del tutto logico, anche la Scuola di Veterinaria delineata sommariamente nel paragrafo seguente. Per il valore che assume il documento e per gli elementi di giudizio che si possono trarre da esso se ne trascrive uno stralcio(lll ):

«Progetto di Decreto per la forma zione d' un Istituto militare di Cavalleria Titolo l o Organizzazione Art. l o Vi è nella Repubblica Italiana un Istituto mjlitare di Cavalleria, il quale comprende le seguenti Scuole: di Equitazione, d'Armi, di Veterinaria, di Trombetta. Art. 2° L'istituto è composto di:

I Direttore-Capo Squadrone, incaricato del Dettaglio; l Quartier Mastro-Capitano;

l Il) ASMI, Ministero della Guerra . car. 2366.


GLI ISTITUTI MJLJTARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIANA E NEL REGNO D'ITALIA

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l Chirurgo di 2~ Classe; l Ajutante Sottuffiziale. 5 Istruttori: l di equitazione Capitano di l ~ Classe; l d'Armi Tenente di l ~ Classe; l di Trombetta Maresciallo d 'alloggio in Capo; l di Veterinaria teorica; } Tenenti di l~ Classe. l di Veterinaria pratica; 5 Aggiunti: l di equitazione Tenente di l g Classe; l d'Armi Sottotenente; 2 di Veterinaria: l Sottotenente, l Ajutante Sottuffiziale; l di Trombetta Caporal Trombetta; l Custode-Maresciallo d'alloggio in Capo; l Maniscalco ferrajo- Maresciallo d 'alloggio; l Palafreniere in Capo; 8 Palafrenieri; 2 Faccltini. 27 Totale Art. 3° Sono assegnati ali 'Istituto cinquantuno allievi cioè: Tenenti e Sottotenenti 7 Marescialli d'alloggio e brigadi~i 19 Volontarj 25 51» Numero È accertato invece che la scuola di equitazione aveva sede nel Lazzaretto, sito nel Comune di Milano e che per le esigenze addestrative erano stati assegnati 12 cavalli da maneggio. Inoltre, venivano svolte delle lezioni integrative: la scuola d'armi, frequentata da tutti gli allievi, era aperta dalle ore dieci del mattino alle tredici; la scuola veterinaria, probabilmente riservata a coloro che aspiravano alla qualifica di artista sotrufficiale veterinario, prevedeva lo svolgimento di lezioni teoriche e pratiche ed era articolata in modo da consentire agli allievi la frequenza di entrambi i corsi. In base alla selezione che veniva fatta dopo il primo semestre, gli allievi erano suddivisi in due classi: la superiore con un terzo degli allievi, l'inferiore con i restanti due terzi. La scuola di trombetta era invece seguita dai figli di truppa.


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GLI ISTITUTI DI EOUCAZIOI'OE E DI FOR\fAZJONE PER UFFICIALI I'OEGLI STATI PREUNITARI

Ogni tre mesi gli istruttori dovevano presentare un rapporto dettagliato sulla condotta e sul profitto di ciascun allievo. Nel mese di vacanza in cui non erano previ ste le lezioni, venivano svolti gli esami generali sull'intero programma. Con la lettera del 25 marzo 1802 indirizzata al ministro della guerra, il comandante della cavalleria generale di brigata Luigi Campagnola proponeva l 'inserimento in organico, accanto agli istruttori di equitazione, di scherma e di veterinaria, di un maestro di tattica. A seguito dell'autorizzazione l 'ordinamento della scuola, alla data del 22 novembre, era il seguente0 12>: Un dirertore, tre istruttori (di eq uitazione, di scherma e di tattica), cinque aggiunti istruttori (uno di equitazione. tre di scherma e uno di tattica), un capo palafreniere e 8 palafrenieri. La scuola dopo «il fervore dei primi momenti di sua istituzione fe ce sperarne qualche felice risultato, ma sia difetto d'organizzazione, sia mancanza di buona direzione, ia circostanza de' tempi , o di tutte queste ragioni insieme, lo stabilimento non ha offerto quell ' utile che e ne attendeva »<ll3)_ Veniva pertanto proposta dal Salimbeni la sua soppressione e in sosti tuzione della scuola introdotto nei corpi l'insegnamento di alcune discipline. Con il decreto del 15 ottobre 1804 del ministero della guerra veniva ordinata la chiusura della scuola di equitazione di Milano e conseguentemente obbligato tutto il personale a rientrare ai corpi di appartenenza; di fatto veniva però soppressa solo il 24 aprile 1805. La necessità di un simile istituto era innegabile. Il viceré d ' Italia Eugenio, con decreto del l o agosto 18050 14> sanciva la ricostituzione della Scuola di Equitazione per/' Istruzione degli Uffiziali e dei bassi Uffiziali. La scuola aveva inizio il 15 settembre, v i dovevano partecipare in qualità di ali ievi due ufficiali (tenenti e sottotenenti ) e due sottuffic iali per ogni reggimento di cavalleria, un ufficiale e un sottufficiale per lo quadrone di artiglieria leggera e il treno d ' artiglieria. La durata de li ' addestramento era fissata in 18 mesi. La vita e il termine di questa scuola non sono desumibili dai documenti trovati , se non indirettamente. Il regolamento del 7 aprile 1807 attesta la sua esistenza.

112) ASMl. Ministero della Guerra. car. 2366. 113) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2366, Rapporto al Vice Presidente dell'ott obre 1804. 114) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2366.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI ''ELLE REPUBBLICHE CISALPINA. ITALIA.'IA E NEL REGNO D' ITALIA

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A completamento di quanto detto si riporta uno stralcio tratto dal libro dello Zanoli <llS ). «Lo Stato somministrava alla scuola i cavalli per l ' istruzione. In processo di tempo (l 806) fu traslocata ('la scuola') nella caserma di San Simpliciano, ove si edificò una cavalleriu.a. Direuore di essa fu designato il colon nello Damas ed uffi ziali aiutanti Zoppini e Giacchetti, tutti tre chiamati da Torino per adoperarli in questo uffi.do. A questa scuola era unita quella di scherma. el 1807 fu traslocata a Lodi. c ne fu eletto direttore generale il colonnello Grosejan, che usciva dal 3° reggimento di cacciatori francesi. Gli altri rimasero come istruttori. il primo presso le guardie d'onore cd il secondo presso i dragoni della guardia in Milano>>.

La nascita di una nuova Scuola d'Istruzione per le Truppe a cavallo in Lodi, con sede nel locale S. Domenico (30 gennaio 1811 ), era sancita dal decreto del 16 novembre 181 O. Il regolamento veniva approvato il 3 gennaio 1811 e la scuola aperta i l l o settembre 1811 (tl6l.

Il suo organico prevedeva: l capitano (?)direttore; l tenente quartier mas tro o economo; 2 tenenti istruttori; 2 sotlotenenti sotto istruttori; artista sottufficiale veterinario;

l

per l 'eq uitazione, le manovre, i regolamenti pel servizio di pace e di guerra, la disciplina, la polizia, ecc.

l maniscalco; trombetta; brigadiere palafrenierc; 12 palafrenieri; 20 cavalli, 20 cavalli di nuova rimonta e i cavalli degli ufficial i.» I requisiti richiesti agli alliev! erano: avere un'età compresa tra i 16 e i 25 anni, saper leggere e scrivere, essere scelti tra gli individui di buona condotta e di robusta conformazione. avere attitudine militare e «delle disposizioni, e del gusto per l 'arte dell 'equitazione». Venivano comandati per la frequen za del corso, della durata di un anno: due ufficiali (di cui un capitano o tenente e un sottotenente), due sottufficiali e due brigadieri per ciascun corpo di cavalleria: due ufficiali e quattro sottufficiali

115) A. Zanoli. op.cit.. p. 46. 116) ASMI, Ministero della Guerra, car. 2360 e 2367.


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GLI ISTITUTI DI I:DUCAZlONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STA1'1 PREUNITARI

(u n maresciallo d'alloggio dei cannonieri e uno del treno, un brigadiere dei cannonieri e uno del treno) di artiglieria. Dopo tre mesi veniva accertata l'attitudine o meno degli allievi a diventare buoni istruttori. Tra le lezioni erano comprese quelle di zoojatria, svolte per quattro giorni alla settimana, al pomeriggio, seguendo il metodo del dottor Pozzi professore titolare e direttore della Scuola di Veterinaria. Il Zanoli affermava che con decreto del 23 ottobre 1812(1 17> all'istituto di equitazione «fu unita una scuola per l'istruzione dei maniscalchi diretta dal veterinario Cross: gli allievi venivano arruolati volontariamente dall'età dei diciotto ai venticinque anni, ericevevano lo stipendio determinato dalle tariffe dell'esercito per i maniscalchi. e quando era compita la loro istruzione, entravano nei reggimenti dell ' esercito. Alla scuola d'equitazione, cd indi al deposito generale della cavalleria n 'era unita altra pei trombettieri. che aveva il numero occorrente d'istruttori tirato dai corpi dell'esercito».

La Scuola di Veterinaria La Repubblica Italiana che raccoglieva le tradizioni della Cisalpina, conscia della necessità di dover dis porre per la sua stessa esistenza di un esercito efficiente, non mancò di istituire e perfezionare, nel tempo, quelle particolari organizzazioni in grado di istruire il personale di supporto per i suoi reparti operativi. Tra queste merita indubbiamente un particolare cenno la Scuola di Veterinaria per i suoi riflessi sia in campo strettamente logistico sia nell 'ambito civile. Il regolamento di veterinaria del 2 frimaio anno X (23 novembre 1801)<118> prescriveva che per c sere ammessi in qualità di allievi i militari dovessero avere un'età inferiore ai ventitré anni e sapere leggere e scrivere correttamente, erano però accettati anche i civili in possesso dei necessari requisiti. Il numero degli aspiranti era stabilito nella seguente entità: tre per ciascuno dei tre reggimenti di cavalleria, uno per le compagnie d'artiglieria a cavallo e due per il battaglione treno. L'insegnamento veniva impartito da due professori di veterinaria e dfl due ripetitori; le materie avevano per oggetto: «l 0 l'Educazione e le ma lattie del Cavallo. del Mulo, e dell'Asino; 2° la farmacia. la materia medicinale, e la Botanica: 3° la fucina, la ferratura. e le operazioni del piede.»

117) A. Zanoli, op.cit.. p. 47. 118) ASMI. MinisTero della Guerra. car. 2366.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI 'IELLE REPUBBLICHE CISAL..PII'A, ITALIA.'IA E NEL REG'IO D'!TAI.IA

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Alla fine di ogni anno gli alunni sostenevano gli esami generali alla presenza del generale comandante della cavalleria o del più anziano capo di brigata di cavalleria, del commi ssario di guerra, di due veterinari civili e dei due professori della scuola. Il corso di studi per veterinario aveva la durata di quattro anni, al termine dei quali i promossi venivano assegnati ai corpi con il grado di aiutante sottufficiale; di due anni quello per perito maniscalco. Con disposizione del l 0 agosto 1805 <119> alla scuola veniva mutata la denominazione e data una nuova impostazione, la cui attuazione sembra, ma non è accertato, avvenisse con notevole ritardo, forse nell 'agosto del 1807. Due norme importanti venivano promulgate nel 1807, a breve scadenza l' una dall'altra, a riconoscimento del valore degli s tudi compiuti dagli allievi (120): il decreto del 23 marzo, a firma di Eugenio Napoleone viceré d ' Italia, che promuoveva al rango di ufficiali di stato maggiore di reggimento gli artisti veterinari dei corpi delle truppe a cavallo e il decreto del 25 maggio che sanciva il principio in virtù del quale nessuno, a partire da tre anni dall'apertura della cuoia (25 agosto 1807), poteva esercitare la professione di veterinario o di perito maniscalco senza una patente rilasciata dal ministero dell ' interno al termine del corso compiuto presso la scuola di Milano, eccezion fatta per i francesi <121 ).

La Regia Scuola Veterinaria si dotava nel 1807, di un nuovo regolamento022>che le conferiva una fisionomia del tutto particolare: avrebbe dovuto soddisfare le esigenze civili e militari. L'is tituto doveva essere frequentato anche da un allievo per ciascun dipartimento del Regno e uno per ognuna delle seguenti città: Milano, Bologna, Ferrara. Brescia, Mantova, Verona e Padova. I requisiti richiesti per l'ammissione erano: avere un età compresa tra i 17 e i 25 anni, saper leggere e scrivere correttamente e conoscere leprime quattro operazioni de ll 'aritmetica, possedere una sana complessione fisica, e la «buona fede dei costumi».

11 9) ASMI. Ministero della Guerra, car. 2360. 120) ASMI. Ministero della Guerra. car. 2360. 121 ) ASMI, Ministero della Guerra. car. 2360. 122) ASMl, Ministero della Guerra. car. 2361.


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OLI ISTITUTI DI EDUCA710NE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI STATI PREUSITARI

La scuola era posta alle dipendenze del ministro dell 'interno. la direzione della pubblica istruzione era invece incaricata de li' ordine, d eli' orario e della definizione delle materie d'insegnamento. Il corpo docente era costituito da tre professori titolari di cattedra, uno dei quali con incombenze di direttore, e da un professore aggiunto, ciascuno si avvaleva di un ripetitore delle scienze, a nomina annuale, scelto tra gli allievi più istruiti. Le varie discipline, costituenti il corso degli studi, erano insegnate, per la durata precisata, dai sottospecificati professori, che a propria cura dovevano far stampare i libri di testo: professore di anatomia: (corso triennale) anatomia degli animali utili alla economia sociale; conformazione esterna degli animali; conoscenza degli organi, dello scheletro, dei vasi, dei muscoli e delle altre parti; dissezioni anatomiche. professore di patologia e igiene: (corso triennale) infermità del cavallo, del mulo, dell'asino, del bue, delle bestie lanute; teoria delle infermità; sintomatologia delle malattie; metodo curativo d'ognuna di esse; igiene; razze. professore di pratica: (2° e 3° anno di corso) visita animali ammalati; visite; operazioni; medicazioni, ferratura dei cavalli, dei muli e dei buoi; ferrature correttive per malattie. professore aggiunto: botanica, piante foraggere, erbe velenose; farmacia; metodi per costruire e applicare i ferri; preparazione e conservazione di rimedi . Era previsto che gli allievi fossero inviati dove ritenuto necessario, su richiesta dei dipartimenti , per la cura di epizoozie. La scuola veterinaria prevedeva un corso di tre anni, senza intervallo di lunghe vacanze. Alla fine di ogni trimestre venivano redatte delle relazioni sul rendimento di ciascun allievo che venivano trasmesse dal direttore al ministero. L'istituto era dotato di una biblioteca, di una sala anatomica, di una · farmacia, di un laboratorio ospedale e di fucine. L'orario degli studi, che subiva modeste variazioni nell ' anno, prevedeva nel periodo invernale (dal l 0 ottobre al 31 marzo) la sveglia alle sei, le scuole e gli studi pratici dalle otto alle undici , il pranzo dalle dodici alla mezza; al pomeriggio dalle quattordici alle sed ici e trenta scuole e studi pratici, alle diciassette uscita, cena dalle diciotto alle diciotto e trenta. ritirata alle venti e l'estinzione dei lumi alle ventuno. L'attività giornaliera nel periodo e!.tivo (dal l 0 aprile al 30 settembre) iniziava con la sveglia alle cinque, vedeva il tempo a disposizione per le scuole e gli


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studi pratici, del mattino e del pomeriggio, aumentato di un'ora; l'uscita era stabilita pertanto alle diciotto, la cena alle diciannove, la ritirata alle ventuno e il silenzio alle ventidue. La ricostruzione storica della Scuola teorico-pratica di Artiglieria del Poligono di Pavia, delle Scuole di equitazione militare e della Scuola di Veterinaria, che si aggiunge a quella delle scuole militari di Modena, di Pavia e di Milano, è indubbiamente incompleta. Tuttavia si ritiene che i documenti d'archivio reperiti abbiano quanto meno consentito di testimoniare il grado di organizzazione militare delle Repubbliche Cisalpina, Italiana e del Regno d'Italia nell'ambito degli istituti di educazione e di formazione degli ufficiali delle armi e dei servizi logistici.


CAPITOLO

V

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA, REGGIO E MIRANDOLA


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI ESTENSI La riforma radicale degli ordinamenti, promossa nel 1738 «COn il deliberato intento di rendere più sicure e inaccessibili le fortezze dello Stato, di costituire e istruire nuove truppe», dava vita a un organismo efficiente rappresentato da circa 10.000 uomini, comprendente un regolare corpo di artiglieria e anche alcuni ingegneri militari <1). I provvedimenti erano ascritti a merito di Francesco III, uomo d'armi che aveva combattuto in Ungheria, Italia e Spagna, conseguendo distinzioni e gradi elevati nell'esercito austriaco, e che durante tali campagne aveva acquisito una notevole esperienza in campo militare. La riorganizzazione militare del Ducato di Modena, dopo l 'intermezzo napoleonico, aveva avuto inizio nel 1814, al rientro degli Estensi, con la costituzione della milizia estense. Poiché nel frattempo era stata abolita la coscrizione, il primo nucleo di questo piccolo esercito era formato da contingenti volontari del contado e da una parte delle truppe che avevano combattuto con Eugenio Beauharnais. Le milizie erano ordinate in gruppi detti guardie urbane a reclutamento locale, stanziate in loco, e in un battaglione di linea reclutato attingendo dai vari Comuni, con compiti di impiego all'interno e fuori del territorio estense. Un successivo riordinamento operato dal fratello del duca, al fine di conferire un maggior grado di affidabilità allo strumento militare, portava alla esclusione dall'esercito di tutti coloro che avevano combattuto nelle ultime guerre con le armate napoleoniche. Queste misure cautelative, che escludevano di fatto elementi qualificatissimi, incidevano sull'efficienza della milizia. A ciò si aggiungeva l'impronta data alla stessa con l'attribuzione delle ordinarie funzioni di guarnigione, di servizio d'onore e di difesa personale del principe anziché di impieghi peculiari di difesa dell'integrità territoriale, implicitamente affidati alle armi austriache. Era altresì istituito uno speciale reparto di riserva denominato Guardia nazionale forese , che aveva il compito di tutelare l'ordine pubblico e, qualora richiesto, di agire in rinforzo dell'esercito permanente con limiti operativi estesi al di fuori della sua giurisdizione, ma entro i confini dello Stato.

1) ASMO, Cancelleria Ducale. Particolari, B. 1021 (So1iani)- BEUM. Ordini e capitoli militari del Serenissimo signor Duca Francesco 111, Modena Soliani 1738- Ordinanze e regolamemo da osservarsi dai reggimenti nazionali del/i Stati d[ Modena. Modena Soliani 1740- Editto di Sua Altezza Serenissima per le levate, e rimpiazzamenti necessmj per li reggimenti. nazionali. Modena Soliani 1758.


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(;LI ISTITU11 DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUt-.ITARI

Dopo i rivolgimenti politici del 1848 con l'editto del 5 aprile 1849 veniva istituita la leva obbligatoria che prevedeva una fenna o capitolazione di 6 anni (8 per i pionieri e i dragoni), integrata con il volontariatom. Contemporaneamente alla riforma sul reclutamento, l 'esercito veniva ammodernato negli armamenti e l ' addestramento curato per l 'immissione nei reparti di ufficiali provenienti dall'Accademia Nobile Militare estense, dall'Istituto dei Cadetti Matemati ci Pionieri e dalla Scuola Militare per i Cadetti. Veniva però conservata l'istituzione della Mili:ia di riserva non più inquadrata come nel passato da ufficiali eletti dagli stessi militi, bensì designati con decreto sovrano. A differenza di quanto attuato nel campo ordinativo e addestrativo, l'amministrazione militare, al pari di quella della giustizia, non presentava alcun progresso. La milizia ducale nel 1859 assommava a 4.515 uomini dell'esercito, circa 13.000 della riserva e 143 cavalli s u una popolazione di 600.000 abitanti! (3) Dopo l'annessione del Ducato al Piemonte parte delle forze militari. la Brigata estense forte di 3.623 soldati a cui si erano aggiunti degli elementi della milizia territoriale, abbandonarono il territorio patrio<4 >. Il 24 settembre, per ordine dell 'imperatore, questo piccolo esercito veniva sciolto a Bassano dal generale Benedek, comandante in capo dell 'esercito austriaco in Italia. 2. IL COLLEGIO DE' NOBILI O DI S. CARLO Nel Ducato esisteva sin dal 1626, come già per altro altrove, una scuola convitto per l'educazione dei giovani del ceto dominante: era il Collegio de' Nobili della Madre di Dio e di S. Dionigi Areopagita, detto successivamente anche di S. Carlo dalla chiesa attigua, sorto a Modena per iniziativa del sacerdote conte Paolo Boschetti. Lo scopo del convitto era

2) C. Cesari, Milizie estensi. Rivisla Mililare Italiana. disp.ll. 19 12, p. 332. 3) Cinquantesimo anniversario della Rh'isra Militare Italiana. 1906, p. 16: dal Riassunto generale delle for;e militari del/" anno l 858 l'entità dell'organico risulla pari a 7.792 uomini e 350 cavalli alla voce sul piede attule e rispettivamenle a 7.883 e 460 a quella sul piede di guerra. Per I'Anmwrio Statistico Italiano dell'anno 1857-58 deua entità in· vece ammonta a 3.500 uomini sul piede anuale e 14.565 sul piede di guerra. 4) Deputazione di storia patria per le antiche provincie Modenesi, Giornale della Reale Brigata estense, Modena 1977. p. 79.


OU ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE h fORMATIVI :-rEL Dl.:CAH> DI MODENA, REGGIO E MIRANDOLA

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tratteggiato dallo stesso fondatore, nella parte dedicata al lettore, nei Motivi e Capitoli Generafi<5>. I primi due capitoli delineano l'impostazione educativa, in particolare si legge: «La nostra mira è d' introdurre i Nobili si n da' primi anni alla conoscenza di Dio, e di loro medesimi: e di far loro prallicare un'esatta disciplina dell'ossequio, e riverenza, che devono a Dio: della carità che devono al prossimo: della fede, c pietà, che devono a i servigi de i Padroni. e della Patria: e finalmente della cautela, e circonspellione. con la quale hanno da guardar l'anima come Christiani, e da custodir la dignità come Nobili, imprimendo nell'animo loro gli habiti di quelle virtù, che potranno al fine preteso più efficacemente disporgli.>>

Nel capitolo terzo della pubblicazione istitutiva erano specificate le disc ipline umanistiche e matematiche d'insegnamento impartite nonché gli esercizi cavallereschi: «Le discipline, che nel Collegio s'insegneranno, son queste, Scrivere, Abbaco, Grammatica Latina, e Greca. Humanità, Rettorica. Logica. Matematica. Filosofia naturale, e morale, Giurisprudenz.a. E percioche i Gentil'huomini non meno all'operare. che allo speculare son nati: nelle ore disoccupate, accioche anche i tranenimemi siano utili. s'eserciteranno. come per intermedio degli studi i. in qualche virtù Cavalleresca. che ali 'operare avvenevoli. e promi gli faccia: ciò è, nella Musica, nel ballo, nel giuoco della barriera, nel saltar'il cavallo: e se i Padri. ò i parenti havranno gus10. che quando saranno in età, l'arte del cavalcare apprendano. ò altro mestiere Cavalleresco, si vedrà via. che salvi gli eserciti i del Collegio, resti !or tempo li bero da badarvi».

Nel quarto venivano precisati i requisiti per l 'ammissione. Erano accettati i giovani nobili di sana costituzione fisica e in età compresa tra gli otto e gli undici anni. Potevano rimanere nel convitto, qualora avessero attitudine agli studi e mantenessero un comportamento irreprensibile, sino ai diciotto e solo in casi eccezionali era concessa loro una proroga di due anni. Negli altri paragrafi erano statui te le norme amministrative e le regole di carattere generale e di comportamento. L'apertura dell'istituto avveniva il l o novembre 1626. Sugli esercizi cavallereschi praticati nel convitto, il Ristretto delle Regole da osservarsi dai Signori Convittori del Collegio de' Nobili di Modena

5) C. Campori. Storia del Colle_(/io S. Carlo in Modena. Moti1·i e Capitoli Generali del Collegio de' Nobili della Madre di Dio e di S. Dionigi Areopagita .fondato a ModoIlO /' an11o presente di nostra salute 1626. (riprodolto dal librcllo stampato in Modena da Giulian Cassiani nel 1626), Modena 1878, pp. 37-42.


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negli Esercizi che in esso si praticano<6), non datato, il capo primo Del fine che debbono avere i Signori Convittori, tra l'altro, recitava: «In terzo luogo attenderanno ancora con applicazione ad apprendere gli altri Esercizj Cavallereschi proprj del loro Stato, i quali possono loro servire alle occorrenze di mezzo utilissimo per rendersi cari ai Principi, ed avvanzarsi nelle Corti , e se non d 'altro sempre però di fregio della loro nasci ta, e nobile trattenimento per spendere virtuosamente il tempo.» La primitiva sede del collegio si arricchiva nel 1660 della casa Tomasi e nel 1685 di un'altra palazzina. Solo nel 1664 iniziavano i lavori di edificazione della fabbrica del convitto e dell'attuale chiesa su disegno dell' Avanzini. Ne i primi anni della sua es istenza il collegio fu frequentato da un numero esiguo di alunni. Gli allievi del convitto che nel 1664 erano seri amente impegnati «nelle diverse maniere di studi, cioè nella rettorica, nell'umanità, nella grammatica superiore ed inferiore, nella lingua francese, nel comporre lettere e complimenti, nel violino, nel violoncello, nel ballo, nella spada, ne' giochi di picca. di moschetto e di bandiera. infine nell'equitazione», vedevano aggiungere alloro piano di studi, qualche anno prima del 1690. anche il calcolo trigonometrico e lo studio delle fonificazioni: «a quelli delle scienze e delle lettere si alternavano gli studi delle arti e deg li armeggiamenti» (7)(8>. Il collegio di S.Carlo, analogamente ad a1tri is tituti similari dell'epoca, provvedeva alla formazione della classe dirigente svo lgendo un corso di studi sufficientemente ampio e impartendo una educazione mondana e militare, con la pratica degli esercizi cavallereschi. Nel primo Settecento. in panicolare, gli alunn i dei convitti dei nobili. a completamento della loro preparazione culrurale di base, si applicavano negli studi letterari o di legge e nella pratica degli esercizi cavallereschi.

6) ACSC, fi. F V 4, Colll'gio. 7) BCUM, Fondo Campori. li bro 1428. contenente «Varie composizioni Volgari e Latine; la Fortificazione regolare di Monsieur Vauban. la irregolare di Monsieur le Malet con le sue opere esteriori; Trattato de affeetibus. De sistemate Universi et de Elogio et iscriptionibus». L' autore del breve trattato di fortificazione era Narciso Calcagni e !'«insegnante in S. Carlo nel Collegio de' obili di Modena nel 1693 il reverendo signor douor Giovanni Ballista Ricca». 8) C. Campori, op. cit.. pp. 66 e 72.


GLI ISTinrrT MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL Dt:CATO DI MODE.>;A. REGGIO E MIRANDOLA

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Il Brizzi nella sua pubblicazione<9> così sintetizza la funzione dei collegi de li 'epoca ponendo nel contempo in rilievo la rispondenza degli stessi alle esigenze della nobiltà nel campo formativo e culturale: «In questo senso la formula dei collegi d'educazione rappresentò un'alternativa alle accademie che provvedevano ali 'educazione mondana e all'addestramento para-militare dei giovani aristocratici: per costoro il collegio fu strumentale sia per l'acquisizione di alcune nozioni fondamentali di diritto, o per alcune sezioni di es o (solitamente diritto feu dale), che all'addestramento intensivo negli esercizi cavallereschi». Nel considerare il reale significato delle discipline allora insegnate non va dimenticato che sin d allo scorcio del xvn secolo l ' architettura militare, e più propriamente la fortificazione, faceva parte del corpo delle discipline del corso delle matematiche. Significativo a tale proposito è lo stralcio del testo della conferenza del marchese generale e senatore Giuseppe Da Via (Da via) All'apertura della Scuola Mi/icore di Architettura - Disserta:ione <10H 11 >: «Non si vede corso alcuno di Matematica, nel quale non apparisca. dirò quasi. incastrato un particolare trauato su la Militare Architettùra, e specialmente su quella parte di lei, la quale dicesi volgarmente Fortificazione. Vogliono essi fra le Matemati che Scienze annoverarla, ne v'è poi Autore, o Ingegnere alcuno, il quale dell'Arte e modo di fortificare esponga le regole. che non tenti di dipingercela una parte delle Matematiche. e che non si sforzi di usurpare. e millantare di Matematico pomposamente il nome. quando che poi questa Marziale Professione da esso loro viene così limitatamente, praticamente e quindi servilmente tratlata, che ne ella ha di Matematica una benchè menoma fattezza, e che essi più di Capo-Mastri, e Disegnatori che d'Ingegneri e Matematici fanno ne' volumi loro figura.>>

E altresì opportuno ricordare che nel novero delle discipline impartite, a iniziare dagli anni cinquanta, la geografia non veniva trattata come una scienza autonoma, ma il suo insegnamento era svolto o come ausilio agli studi storici o come sussidio per la formazione tecnico-scientifica di

9) G.P. Brizzi. La forma:i one della classe dirigeme nel Sei-Seuectnto, p. 235. lO) BCV, Fondo Lorgna, b. 10.3. - BAM. copia del testo annotato cd edito 1'8 giugno 1762 a cura della Reale Accademia di Pittura, Scult ura e Architettu ra di Parma con il titolo Dissertazione Matematica Militare. li ) La nota (4) di p. 4 dell'opuscolo citato nella ota ( lO) recita: «Il Signor Dottore D. Francesco Vandelli Ciuadino Modenese. ed in questa università ('Bologna') pubblico Professore di matematica fu per qualche anno Maestro di Fortificazione nel Collegio di S. Francesco Saverio, detto comunemente de' Nobili, sotto li Padri della Compagnia di Gesù in Bologna, e siccome ivi conveniva il Signor Marchese Da Via ebbe l'occasione di studiare sono si dotto Protettore la facoltà».


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNlTARI

quanti aspiravano aJla carriera militare( 12>. Essa si inseriva nel contesto degli srudi di carattere tecnico-miJitare poiché i convirtori si addestravano «contemporaneamente nel disegno, nelJa fortificazione, nella geometria, nella prospettiva, nella stessa agrimensura e in esercizi di lettura di carte geografiche». Si cita l 'esempio dei convi ttori del collegio dei nobili di S. Francesco Saverio di Bologna ( I3) che frequentavano le lezioni di fortificazione e geografia; essi «svolgevano in realtà un programma assai vasto: architettura militare e civile, geografia, fortificazione, prospettiva, aritmetica, matematica, algebra e geometria (tali sono infatti le discipline insegnate daJ Vandelli nel collegio bolognese, anche se nelle note di spesa dei convi ttori che frequentavano le sue lezioni veniva registrato genericamente il corso difortifica:ione e geografia». TI programma di studio previsto dal collegio d\ S.Carlo nel 1726 è illustrato sinteticamente nelle Notizie per chi vuoi mettere i suoi figliuoli nel Collegio ducale di Modena< 14>: «La principale premura de l Collegio è di educare questi Cavalieri nel santo timor di Dio, e ne· savj costumi della loro condizione. come pure nelle Lettere, e nelle Professioni Cavalleresche. però s'impegnano tutti que· mezzi. che sono più efficaci per tal'educaz.ione. [•.. 1Non è minore la premura. che si adopera nell'avanzamento loro negli studi da' primi rudimenti della Gramatica sino alla Filosofia, Legge Civile, e Canonica, ed alla Teologia con istruzione propria da Cavaliere. Di più impegnasi Loro lo scrivere Epistole Italiane con buon metodo, ed Ortografia, come pure d'usare l'Aritmetica. Si preme pure che si abilitino nelle Professioni Cavalleresche tanto necessarie a persone nobili. L'Altezza Serenissima del Signor Duca per impiegare anc he questi Esercizj la degnissima sua protezione, concede Loro l'uso dei cava lli della sua Scuderia sotto la disciplina del suo proprio Cavallerizzo, e permette Loro d'imparare il Ballo, la Scherma, ed altre Professioni da' Maestri della Serenissima sua Corte, sicchè possono approfittarsi sotto la disciplina d'ottimi Professori. Per renderli provati, c vivaci si eserciteranno sovente in Accademie di Lettere e d' Armi, in pubbliche Difese al fine dc' Loro corsi scolastici, ed in Recite in occasione del Carnevale, nelle quali funzioni suole con eccesso di bontà l'Altezza Serenissima onorare colla sua preferenza i Signori Convinori. ammenendoli pure alle Feste. c divertimenti della sua Serenissima Corte. el tempo ancora delle Vacanze riserva loro per la Caccia alcune Ville.»

Non desti quindi meraviglia se nel Seicento e ancora sicuramente nella prima metà del Settecento, allorquando sorsero le vere e proprie scuole e accademie militari, entravano nelle milizie, con il grado di alfiere, i giovani usciti daj collegi dei nobili.

12) G.P. Brizzi. op. cii.. p. 245. 13) G.P. Briz.z.i, op. cii., p. 246. 14) ACSC, fi. F V 4, Collegio.


OLI ISTJTtm MILIHRI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODE.''IA. REOQIO E MIRASDOL....

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Giova forse citare, a tale proposito, i nominativi di alcuni allievi del collegio dei nobili di S. Carlo, provenienti da diverse regioni o Stati italiani, che si distinsero ne li 'ambito militare0 5>: conte Cesare Bevilacqua ( 1633)06), comandante della cavalleria pontificia e governatore delle armi nel contado di Avignone; patrizio Gritti Andrea ( 1634), ammiraglio della Repubblica Veneta; patrizio Lazzaro Mocenigo ( 1635), acquistò fama nella guerra di Candia contro i turchi (batraglia navale dei Dardanelli); cavaliere Malagotti Niccolò Felice (1640), generale presso il re di Francia; conte Filippo Guicciardi (1711 ) tenente maresciallo delle armi imperiali, governatore della Croazia e della Schiavonia; marchese Alfonso Vincenzo Fontanelli, (1713) comandante del territorio di Massa Carrara, poi commissario generale di guerra del Ducato di Modena; conte Giacomo Molza ( 1727), tenente maresciallo dell'armata imperiale; marchese Giovanni Battista Ferreri della Marmora ( 1729), tenente generale dell'esercito piemontese; conte Filippo Ferreri della Marmora (1729), maggiore generale dell'esercito piemontese e viceré di Sardegna; conte Enea Caprara ( 1737), generale comandante delle truppe pontificie; marchese Achille Taccoli ( 1738), maggior generale e governatore delle armi della città e della cittadella di Modena; marchese Tommaso Calcagnini (1739), generale comandante della città di Parma; conte Bonaventura Gaetani (1749). generale dell'artiglieria nazionale dello Stato mantovano; conte Luigi Peyri (1773), generale di divisione dell ' esercito del Regno d' Italia; marchese Achille Fontanelli ( 1787), generale di divisione e ministro della guerra del Regno d'Italia.

15) ACSC, fi. A VII 2, Collegio.

16) Le date si riferiscono all'anno d'ingresso in Collegio.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Dali 'elenco degli allievi celebri si può ritenere che il collegio continuò nel tempo ad assolvere anche la funzione di formare i quadri per le truppe. La conferma indiretta per certi versi proponibile a sostegno di questa ipotesi, potrebbe essere data dal suggerimento di revisione dei piani di studio del collegio di S. Carlo, presentato il 4 o 13 brumaio anno V (25 ottobre o 4 novembre 1796), dalla Commissione ed Istruzione Pubblica ed educazione ai cittadini componenti il Comitaro di Modena, nel quale si prospettava l 'eventualità di attribuire al convitto un carattere più spiccatamente militare. Si riporta il paragrafo belle arti e la nota relativa del documento intitolato Idea del Collegio <l7l: <<N. 6 Belle Arti T Maestri di Belle Art i in questo Collegio sono tutti di abilità conosciuta. Vi sarà dunque il comodo onde i Convittori possono apprendere le Arri seguenti. qualora piaccia ai loro Signori Parenti. Cioè il Ballo, la Scherma, il Disegno, la Pittura, la Miniatura, l'Ornato, il suono di ogni sorta d'lsrrumemi, l'esercizio della Picca, della Bandiera, la Geometria pratica, l' Architettura civile. la Militare, la Tattica Militare moderna, l'Esercizio delle Evoluzioni Militari, la Cavallerizza al suo tempo; in fine le lingue Francese, Tedesca, Inglese.

Nota al N. 6 Belle Arti. Qui sono aggiunte alcune Lezioni d'Arti. che in passato non si praticavano. l o cioè l'Esercizio, e le Evoluzioni Militari. 2° La Tattica Militare. Ciò si è fatto per servire ai tempi. Al presente sembra che la Lombardia gusti la Professione Mi litare: ne fa un bel vedere una Guardia Civica, la quale non conosca lo schioppo, ne sa ppia tenerlo in mano; ne sia capace di fare un giro a destra. o a sinistra. Un Uffiziale poi deve intendere almeno i termini della Tattica Moderna. 3° La Cavallerizza di presente non c'è, ma può formarsi in qualche maniera in seguito coi cavalli prestati dai Cittadini. Così fu praticato al nascere di questo Collegio: cosl si è praticato a Bologna, e in Milano, per questo si è detto la Cavallerizza a suo tempo espressione alquanto equivoca, la quale appella alla Cavallerizza da formarsi. ma può anche intendersi per l'età del Convittore più matura.»

Le proposte della commissione trovarono attuazione .come risulta dalle Notizie per chi vuole affidare giovani al Collegio Nazionale di Modena del 1802 al cui capo V be11e arti recitava: «l Maestri delle Belle Arti sono tutti di abilità conosciuta. Quindi i Convittori potranno apprendere la Lingua Greca, Tedesca, Inglese; il Disegno; la Pittura; la Miniatura; il

17) ASMO, Università degli Studi di Modena. Archivio antico, fi. 34. (Miscellanea epoca napoleonica).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATI VI NEL DUCATO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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Suono d'ogni sorta d ' !strumenti; la Scherma; il maneggio della Picca, e della Bandiera per acquistare agilità; la Cavallerizza; l'Architettura Civile, e militare; l ' Ornato; il Ballo si apprende da tutti; e vvi pure una Scuola di maneggio d'Anni, e di Evoluzioni Militari, convenienti al servigio della Guardia Nazionale»0 8 >. 3. L'ACCADEMIA E CONFERENZA DI ARCHITETTURA MILITARE Quando le più importanti nazioni avevano risolto, seppur parzialmente, il problema della fo1111azione dei quadri ufficiali in genere e di quello per il corpo degli ingegneri e d'artiglieria in particolare, si affacciava tale esigenza anche negli Stati minori, la cui forza militare era costituita, di norma, da una modestissima milizia. L'Accademia e Conferenza di Architettura Militare di Modena veniva quindi a inserirsi nell'ambito delle preesistenti istituzioni scolastiche di educazione, a carattere atipico, per assolvere un compito eminentemente ed esclusivamente militare. Il progetto originario di Francesco JII era di istituire una scuola militare in grado di accrescere il livello culturale degli ufficiali. Tale idea veniva recepita e rielaborata dal colonnello Giuseppe Davia, forse ispirato dallo zio cardinale Giovanni Antonio Dav ia ex allievo dell'Accademia Reale di Torino, «il quale avrebbe ordinata e diretta l'Accademia da istituirsi per comodo ed erudizione non solo degli ingegneri e degli artiglieri, ma ancora di qualsiasi ufficiale e di qualunque persona che avesse voluto aspirare ad impieghi militari presso il Duca»0 9 >< 20>. Non aveva quindi la connotazione di un istituto di formazione, bensì di perfezionamento. Era frequentato da ufficiali in servizio, alcuni dei quali scel ti dai corpi, detti destinati e altri volontari. La durata del corso pare fos se annuale, da novembre a luglio.

18) ACSC, fi. F V 4, Colleg io. 19) Giuseppe Da Via o Davi a fu , ne l 1756, nominato dal duca Francesco lll generale nelle sue truppe, ispettore delle fortificazioni e colonnello nel dipartimento dell ' artiglieria. Ne ll'anno 1762 gli venne conferita la cattedra di architettura militare nell' Universirà di Matemalica di Modena. Pubblicò tra l ' altro Dissertazione sulla Militare Archi lettura reci1aw e consacrata all' Allezze loro Serenissime. il Serenissimo Signor Principe. e Serenissima Signora Principessa ereditaria di Modena. ecc. (Dal tomo terzo p. 91 del libro N01izie degli scrittori bolognesi). 20) G. Canevazzi. La Scuola Mi/ilare di Modena (1 756-/914 ), vol. l, p. 65.


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GLI ISTIT UTI DJ EDUCAZIO!<E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 1\'EGLl STATI PREUNITARI

Nonostante Le ricerche non è stato possibile trovare dei documenti che permettessero di presentare una ricostruzione storica dell'accademia- conferenza, si trascrive pertanto quanto riporta nel suo libro su LI ' argomento il Canevazzi <2 L>: «Per gli esperimenti accademici era lasciato al duca di determinare due o più giorni della settimana; per le lezioni il Davia s'impegnava d 'impartirne anche ogni giorno, purchè vi fossero concorrenti ad ascoltarlo. La frequenza a[!' Accademia avrebbe costituito titolo favorevole per le promozioni. L 'Accademia sarebbe incominciata annualmente al principio di novembre, e durata fi no a rutto luglio. Nell'insegnamento avrebbero coadiuvato anche valenti ufficiali d'artiglieria. Per avere un concorso sicuro alle lezioni, rifacendosi alle consuetudini di altre accademie consimili, proponevasi che il duca ordinasse ai reggimenti di cavalleria, fanteria, dragoni ecc. perchè mandassero per ciascun squadrone o battaglione due ufficiali d'ogni classe, ai quali si sarebbe assegnato l'alloggio; che dovessero gli ufficiali trovarsi in città alla metà d'ottobre e rimanervi fino a tutto aprile, nel qual tempo si sarebbero restituiti ai corpi per le esercitazioni militari estive, e se qualcuno di essi non fosse stato assiduo all ' Accademia, si sarebbe rimandato al corpo con nota di sommo demerito. Oltre questi ufficiali scelti, detti destinati, vi potevano essere dei volontari, ai quali però di massima non era dato alloggio. S ' indicava come locale adatto per le lezioni, dovendo essere provvisto di piani, modelli, mortai, pezzi di cannoni, macchine, ecc. una stanza dell'armeria o una sala adiacente, dove potessero essere trasportati quando che fosse gli utensili necessari. L'Accademia sarebbe suddivisa in due corsi, l'uno per gli artiglieri e ufficiali di artiglieria, l'altro per i principianti. Il progetto dovette sembrare al duca pratico ed attuabile, poichè in data 2 marzo 1757 il Conte Alessandro Sabbatini, segretario di guerra, scriveva al generale marchese Alfonso Fontanelli, che Francesco III, aveva stabilito che s'aprisse "una scuola alla quale certo non sarebbe mancato il successo e che senza dubbio sarebbe riuscita vantaggiosa"».

Anche se il Ravaioli <22> fa risalire le origini di questa accademia all ' anno 1756, con certezza il suo inizio è databile al 1757, come risulta dal testo dell 'Ordine del colonnello Giuseppe Davia indirizzato al maggiore Pietro Giardini nel quale si preannunzia l'apertura dell'Accademia Conferenza di Architettura Militare<23> : «ORDINE Signor Maggiore mio Signore

di Casa 28 marzo 1757

Essendo mente del Serenissimo Nostro Padrone, che solecitamente si apri una Accademica conferenza in Palazzo di corte, in una Camera collà per tal uso destinata, qua le accademica conferenza spezialmente composta esser deve dalli uffiziali del mio Corpo, della quale il Protettore apresso il Signor Duca è il Signor Conte Alessandro Sabatini

21) G. Canevazzi, op.cit.. vol. I, p. 66. 22) ASMO, Cancelleria Ducale, Ardtivi Militari (Artiglieria e Genio Q 9). 23) C. Ravaioli, l reduci defl' epoca napoleonica o statisti.


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Lettera autografa di Giuseppe Davia prcannunziaote l'apertura dell'Accademia- Conferenza di Architettura Militare Archi\•io di Swto di Mode11a


(;LI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODE~A. REGGIO E MIRANDOLA

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Segretario di Guerra di Sua Altezza Serenissima, il Direttore è il signor Marchese Fontanelli Comissario Generale di guerra, ed il Presidente son'io, secondo il progetto da me esibito, e coroborato da Sua Altezza Serenissima Padrone. Quindi è. che essendo già in ordine quanto occorre per l'apertura di detta Accademica conferenza; Ordinerà il Signor Maggiore, che domattina giorno 29 del corrente tutti li uffiziali non ne eccentuando alcuno si ritrovino alla Parata finita la quale si radunneremmo nel destinato Luogo per fare il Piano di ciò, che osservar dovrassi in detta Accademica conferenza, dove concorrerà il Signor Marchese Fonranelli; ed il Signor Maggiore è pregato da parte mia a fare le mie più devote istanze al dignissimo di Lui fratello Comissario, che sarà uno dei principali ornamenti, a sos tegno di detta Accademica, purchè si degni anch'eg li di favorirci con la di Lui presenza. ALTR'ORDINE

di Casa 28 marzo 1757

Ordinerà il Signor Maggiore al Quartier Mastro Intendente Vaccari, che da qui avanti senza un mio preciso ordine in iscritto, non dia a soldato veruno ò bassouffiziale il pre o sia paga, ed il resto; se non di cinque in cinque giorni. Giuseppe Colonello Davia»

Si ignora il funzionamento e la durata di questa scuola e quali fossero i programmi di studio. L'esistenza dell'istituto potrebbe, verosimilmente, essere ritenuta coincidente con la permanenza del Davia a Modena (1756- 1762). Secondo il Canevazzi nel 1760 l'accademia doveva svolgere ancora la sua funzione, come si arguisce dello stralcio del testo che si trascrive <24l: «Noi inclineremmo a credere che l'Accademia nel Palazzo ducale durasse qualche tempo, poichè il maggiore Giardini nel 1758 ebbe l'incarico di un insegnamento di matematica e meccanica militare e non sapremmo dove, se non nell'Accademia anzidetta. Certo è che in data ] 0 marzo 1760 il Davia scriveva al conte Gregorio Casali, l'insigne matematico, per raccomandargli un abbate Fantini, che a Modena, aveva studiato sono di lui , e lo raccomandava ancora, come giovane di studio e di talemo, ad Eustacchio Zanoni, a Gabriele Manfredi e a Laura Bassi. e che un mese dopo informava lo stesso Casali di fare scuola ogni giorno dalle 9 alle 11 e dalle 12,30 alle 4, e di tenere alla sera conferenze in casa: <<se non mi faccio serio adesso, notava lo scrivente, dico che il male della razza Davia è inesorabile». Le lettere dunque al Casali. se ci confermano l'insegnamento privato del Davia. sono prova pure che nel '60 l 'Accademia militare esisteva ancora imperciocchè il Davia non poteva io quel tempo alludere ad altra scuola pubblica.>>

La lettera scritta dal Davi a ali 'altezza serenissima il 23 maggio 1762( 2 5), nella quale esordisce: «L'essere occupato cotidianamente nella Scuola non meno che ora neli ' assistere alla Stampa della mia Dissertazione, la quale si l'Altezza Vostra come la Serenissima Ereditaria si è degnata

24) G. Canevazzi, op.cit., vol. l, p. 68. 25) ASMO, Cancelleria Ducale, Particolari, b. 460 (Davia).


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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

ammettere; e vari occupazioni per lo servizio di Sua Altezza mi impediscono il potere personalmente essere ai piedi dell'Altezza Vostra ... », testimonierebbe l'esistenza dell'accademia. Probabilmente alla fine del 1762 il Davia passava nello Stato Pontificio per occupare in senato il seggio del casato resosi vacante a seguito della morte del padre. Nel 1768 rinunciava ali ' incarico a favore del proprio figlio Giacomo, dopo che nel 1766 si era trasferito a Venezia per pubblicare le sue lezioni di Architettura Militare. Presso la Biblioteca Nazionale Marciana esistono le copie manoscritte delle suppliche inviate dal Davia al Doge al fine di ottenere compensi per il corso, da lui svolto, sulla fortificazione. Con l'is6tuzione di una cattedra nell'Università di Matematica , di Architettura militare ( 1762) e di Architettura civile e militare nella riformata università degli studi ( 1772) ven~va risolto nel ducato estense il problema della formazione degli ingegneri militari. Infatti reclutando i quadri del genio dai laureati dell'ateneo modenese potevano essere soddisfatte le esigenze della milizia. l primi docenti erano il Davia, nominato pubblico professore di matematica ed espositore di architettura militare, e successivamente il conte professore extraordinem Angelo Scarabelli Pedocca, docente titolare del corso biennale di architettura civi le e militare<26l'. Quarant ' anni dopo la creazione di questa istituzione, con l ' avvento della Repubblica Cisalpina, per volontà di Napoleone, nascerà a Modena nel gennaio del 1798, la Scuola del Genio e dell'Artiglieria, che tanti uomini illustri avrebbe formato. Le origini e la vita di questo stabilimento trovano la loro logica trattazione nel capitolo Gli Istituti militari di educazione e formativi delle Repubbliche Cisalpina, Italiana e del Regno d'Italia.

4. L'ACCADEMIA NOBILE MILITARE ESTENSE (1821- 1848) Reintegrata la dominazione estense nel ducato di Modena, Francesco IV, con determinazione del 24 dicembre 1821. fondava )'Accademia Nobile Militare Estense, detta anche .l'Accademia dei Paggi<21>.

26) Accademia Militare Comando, L"Accademia Milirare - Nore Sroriche. p. 57, Cosriruzioni per r Università di Modena ed a/rri swdj negli Srari di Sua Alre;za Serenissima. 27) L ·accademia ebbe la sua prima sede nel palazzo Bertacchi, già d" Aragona (oggi Vaccari) e successivamente ( 1824) nella caserma S. Pietro (ora case nn a Fanti, sede del Distretto Militare).


GU ISTinJTI \tiLITARI DI lòDLCAZIO/iE E FORMATI\'! ' EL DUCATO DI MODEl-lA. REGGIO E ~fi'RA'IOOLA

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La restaurazione vedeva così spazzata l 'esperienza della Scuola del Genio e dell'Artiglieria. Gli istitutori dell'accademia, disconoscendo i rimarchevoli risultati ottenuti dalla istituzione napoleonica, non solo vollero ignorare scientemenre quanto in tale campo era stato fatto, ma omisero anche di analizzare i critei:i informatori e il pensiero di coloro che della scuola fecero una ragione di vita, rinunciando, quindi. a perpetuare una affermata tradizione militare. Secondo Francesco Lemmi (La Restaurazione in Italia nel 1814) nel 1821 il colonnello Carlo Cat inelli veniva incaricato di organizzare la Scuola Militare di Modena. Per il Caoevazzi l'istituto cui alludeva l'autore citato non poteva che essere l'accademia soprannominata. Sulla veridicità di tale notizia non s i è però potuto trovare conferma in alcun documento<28>. L'accademia nobile militare estense, dopo 3 anni di corso consentiva al cadetto, sottoposto a una educazione militare e ali ' insegnamento di «diversi generi di discipline, per metterlo in grado di determinarsi a rivolgere tutta la più attenzione a quel genere, che meglio si conviene a' suoi talenti ed alle occupazioni alle quali egli si destina», di entrare nel Corpo delle Guardie d'onore, conseguire un grado di ufficiale nelle truppe, oppure la nomina a qualche onorevole incombenza «in servizio della Corte o dello Stato». L'accademia nobile non aveva dunque finalità puramente militari. ma educava e istruiva i giovani della nobiltà destinati ai vari uffici dello Stato, compresa la carriera delle armi. Nel documento istitutivo infatti veniva detto<29): «vogliamo che sia eretta nella nostra città di Modena una Accademia destinata a compire l 'educazione dei giovani nobili, i quali per la stessa loro condi? ione sono chiamati ad essere la difesa ed il sostegno del trono e della società, ed a cooperare col Sovrano nel promuovere il pubblico bene». In realtà più che un ·accademia militare era un convitto improntato sul modello di vita, educativo e disciplinare di un istituto militare. Nel concetto del duca la disciplina militare doveva costi tuire il cardine sul quale imperniare l'azione formativa poiché «La disciplina militare, conducendo più che tutte le altre a dare alla gioventù una tale tempra, la

28) G. Canevaui. op.cit.. vol. II. nota (2) pp. 3-4. 29) ASMO. Chirografo austro-estense. Segreteria di Gabinetto. b. 337.- Allega ti al cap. V. doc. l.


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G LI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREUN ITARI

vogliamo introdotta in questa Accademia Nobile Militare ed accordiamo ai giovani, che la compongono, il rango di Cadetti, e la permissione di portare una uniforme, che serva loro di onorevole distintivo. Rimane pertanto perfettamente libero ad ogni giovane l'abbracciare quello stato di vita, al quale si sentirà chiamato»(30)_ Nel 1846, venticinque anni dopo la sua fondazione , questo criterio veniva confermato nella proposta di un Piano d'istru zione presentata dal professar Giuseppe Lugli. La pluralità di indirizzi dell'accademia era giustificata dalla creazione, quasi contemporanea, del! ' l stituto dei Cadetti Matematici Pionieri, aperta ai giovani di civile condizione, e, successivamente nel 1835, della Scuola Militare per i Cadetti, destinate a dare una formazione militare, la prima schiusa anche alle carriere civili , la seconda esclusivamente militare.

n duca delegava la sopraintendenza e affidava l'organizzazione dell'accademia al fratello arciduca Massimiliano, mentre incaricato della direzione deJI'istituto era il nobile Luigi Ponziani, guardia d'onore e vice rettore deli' università. Il 27 dicembre veniva approvato l'elenco degli allievi e il 19 gennaio 1822 iniziavano, con la presentazione al sovrano, i corsi a vantaggio esclusivo di otto giovani nobili prescelti. Nel documento Oggetto dello Stabilimento <3 1) che regoJamentava l ' istituto erano definiti i fondamenti e la fisionomia della scuola. Caposaldo del! 'educazione morale era la religione perché «è privo di sicura guida e di scopo retto chi è senza Religione, e la Società non riscontrando in un individuo quell'unica infallibile garanzia non può riporre in lui fiducia alcuna». Era stabilito che gli alunni «eseguiranno quindi tutte le pratiche Religiose con intensa e aperta devozione». La disciplina, l'obbedienza e la rassegnazione erano inoltre considerate «virtù indispensabili a mantenere l'ordine pubblico e la felicità. [ ... ] D' altronde però saper devono che la vita Militare come la più istruttiva dimanda coraggiosi sacrifizj, e alza la rassegnazione, sommissione, l'ordine esatto, il carattere fermo ed il sangue freddo che essa inseparabilmente vuole nei suoi seguaci, sono doti egualmente utilissime a ciasc~n Uomo per intraprendere con felice successo qualsiasi carriera». Il corso degli studi era fissato in tre anni. I giovani ammessi dovevano avere nobili natali, «non essere nel diciottesimo anno d 'età», aver 30) ASMO, Accademia Nobile Militare estense. 3 1) ASMO. Accademia Nobile Militare estense. - Allegati al cap. V, doc. 2.


Gl.l ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZION E E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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compiuto i corsi di umanità, di rettorica e di filosofia, inoltre «aver date prove di applicazione, e profitto, non che di buona morale, e di Religiosa condotta». Prima di entrare in accademia erano invitati a dichiarare la carriera cui volevano principalmente dedicarsi. In merito alle discipline impartite e alle modalità didattiche era detto: «l'Accademia presterà i mezzi ai seguenti studj. Lingua Francese e Tedesca, Matematiche tanto pure, che applicate. Disegno Geometrico e Topografico, rudimenti e principi generali di Guerra, brevi corpi di Fisica, di Chimica, di Storia, di Geografia, alcune cognizioni sulle Belle Arti, corsi di Legge, e di Agricoltura, e di Belle Lettere. Non tutti però gli Allievi saranno obbligati ad app licarsi a ciascuno degl'indicati Studj, i quali verranno opportunamente distribuiti nei tre anni accademici. Gli Alunni prenderanno le lezioni in Casa. e dopo tre. o quattro mesi daran saggio dci loro profitti. I professori nè detteranno, nè leggeranno le Lezioni, ma soltanto ne sarà falla da Essi la spiegazione. Gli Student i però finita la Lezione ove occorra dovranno stenderla in iscritto col soccorso dei libri che loro verranno somministrati sulle istesse materie. Per tali Lezioni sarà fi ssato un orario, come ne verrà stabilito il metodo. Ogni giovane avrà un particolare orario, e le Lezioni saranno distribuite in modo, che ognuno possa du rante il corso Accademico fare la m aggior parte degli studj indicati, e di arrivare ad un certo grado di perfezione in tutti gli esercizj Cavallereschi, e Ginnastici.»

Questi erano: il ballo, il nuoto, l 'equitazione, la spada, la sciabola e il tiro con la pistola. Parti col are cura era posta neli' educare i cadetti a curare e a mantenere un comportamento formale ineccepibile in ogni circostanza. Il paragrafo regole generali , in particolare, precisava l'orario di massima: «Gli Allievi dagli Ognissanti fino al primo di marzo si alzeranno alle ore Sette antimeridiane, e andranno a riposo alle undici e mezzo della sera. Dal primo di Marzo a tutto Ottobre si alzeranno alle sei e andranno al riposo alle undici. L'ora del Pranzo è fissata costantemente alle due pomeridiane, e la C~na si farà un'ora prima di quella stabilita pel riposo». Stabiliva inoltre l'attribuzione settimanale, a turno tra gli allievi, del compito di rappresentare il superiore ogni qualvolta questi fosse lontano o assente (qualora non fosse presente nemmeno l'allievo d'ispezione la responsabilità del comportamento dei compagni veniva assunta dal più adulto) e l'obbligo per gli alunni di parlare semp~J)n italiano. ,~

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Ne ll a prima fase della vita de li 'accadem ia i corsi fondamentali attuati erano due: la scuola fisico-matematica e quella giuridica, conseguentemente due erano anche i piani di studio. I corsi erano ripartiti nei tre anni. Le lezioni venivano svolte nell'istituto e i cadetti ogni tre o quattro mesi erano sottoposti ad accertamenti.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORM AZIONE PER UFFICIALI NEGLI STAT I PREUNITARI

L' orario particolareggiato del 19 marzo 1822 prevedeva la sveglia alle ore sei e mezzo, la messa alle sette e la colazione alle sette e mezzo. Le lezioni avevano luogo dalle otto alle due pomeridiane. Un'ora e mezzo era dedicata al pranzo e alla ricreazione. Nel pomeriggio le ore prescritte per lo studio erano: dalle tre e mezzo alle cinque e mezzo studio libero o studio e lettura dei classici italiani e lezione di eloquenza; ricreazione e poi, dalle sei e mezzo alle sette e mezzo, un'ora dedicata allo studio della lingua tedesca, quindi sino alle otto e mezzo scherma o ballo; successivamente lettura spirituale e conversazione, alle dieci cena e alle dieci e mezzo riposo. Nel periodo della villeggiatura la sveglia era anticipata alle cinque e mezzo, dalle sei alle otto studio alternativo della lingua tedesca o di belle lettere ed erudizione; alle otto la messa e quindi colazione, dalle otto e tre quarti alle dieci lezione di belle lettere, indi nuoto oppure studio liberò. Nelle ore pomeridiane avevano luogo le seguenti attività: dali ' una alle quattro e mezzo pranzo e ricreazione, quindi conversazione; alle cinque e mezzo nuoto (per coloro per i quali non era prevista la lezione al mattino) o studio libero, poi alle sette e mezzo passeggio, alle nove e mezzo cena e alle dieci e tre quarti riposo. Al termine del primo triennio, in base al profitto degli allievi, si constatava la limitatezza dei risultati conseguiti negli studi<3 2 ). L' insuccesso era attribuito soprattutto alla mancata definizione iniziale di un preciso piano di studi e più propriamente dei traguardi del corso a indirizzo fisico -matematico, a cui si sovrapponeva la difforme preparazione scolastica degli ammessi, non tutti in possesso del titolo di studio previsto, e la loro diversa «disposizione d'ingegno». A ciò si aggiungeva l'inconveniente che in sede di programmazione non era stato previsto di concedere agli studenti adeguati periodi a disposizione per lo studio libero. Per ovviare alle incoerenze lamentate veniva ritenuto opportuno «prendere in considerazione tre oggetti distinti: l o la. sostanza del\' insegnamento e il metodo che si deve segu ire; 2° i giovani da istruire, 3° la persona cui è affidato l ' insegnamento». Si auspicava fosse consentito l 'accesso in accademia solo a quei giovani che avessero assolto gli studi filosofici con profitto e, inoltre, venisse istituito un corso di ripetizione

32) ASMO. Accademia Nobile Militare estense, Piano di studi fis ico-matematici conforme alle venerate idee spiegate da S.A.R. l' Arciduca Massimiliano.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR.\>IATIVI Nt;;L DUCATO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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per quelli più deboli nell'aritmetica e nella geometria. l programmi venivano riveduti anche alla luce di una migliore distribuzione dei compiti tra i vari insegnanti. Era in particolare precisato che nel primo anno venissero trattati, per la scuola di fisica matematica, «Fisica sperimentale, e Matematica negli elementi di Geometria e d'Algebra, bastando per quella i.l rinnovare un brevissimo corso, o piuttosto una specie di compendio ai Giovani, cui già tale scienza dev'esser nota, e scegl iendo a traccia per l'Algebra il Paoli autore italiano che unisce chiarezza e brevità», nel secondo anno «Fisica generale, cioè Meccanica ecc. e Matematica alquanto su periore continuando per quest'ultima col Paoli»; nel terzo anno «l principi delle Matematiche sublimi e delle utili applicazioni loro alle scienze naturali». Il corso della scuola di legge prescriveva per il primo anno «Preliminari sull'origine e caratteri delle Leggi Civili , la storia del Civile Romano diritto, introduzione alle istituzioni del Diritto Civile nella quale si parla della Giustizia, del Diritto, della Giurisprudenza, e delle varie spezie del Diritto Romano, Trattato completo delle Persone secondo il Romano diritto ossia Stati di Libertà, di cittadinanza, di Famiglia col confronto del Codice Estense»; per il secondo anno la «Prima parte del Trattato delle cose: della divisione delle cose, dei diritti reali, e quindi del Demanio, delle servitù reali, e personali, delle Prescrizioni, e delle Donazioni con un'appendice sulla Dote e confronto con il Codice Estense intorno alle indicate materie. Delle successioni testate ed intestate secondo il Romano diritto»; per il terzo anno «Delle successioni testate ed intestate secondo il Patrio Codice, seconda parte del Trattato delle cose, ossia dei contratti in generale ed in ispecie col confronto del Codice Estense». A fattor comune per i due indirizzi, verosimilmente svolto da tutti gli alunni, era previsto un corso di eloquenza che comprendeva al primo anno «Parte precettiva dell'eloquenza estesa a tutte le arti», al secondo «Parte critica ossia analitica delle opere di eloquenza poetica>>, al terzo anno «Parte critica ossia analitica delle opere di eloquenza storica ed oratoria» e il corso di storia che esaminava la rivoluzione francese in relazione alla religione (1 ° anno), alla morale (2° anno) e alla politica (3° anno). Era, inoltre, adottata una nuova distribuzione delle ore di insegnamento e di quelle da dedicare allo studio. Nell 'aprile del 1825 veniva presentato dal direttore Ponziani un Progetto di una istruzione trienna{e per i signori Cadetti che dedicansi alla carriera militare cui faceva seguito il Piano d'istruzione di un triennio


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GLI ISTITUTI DI EDl'C\7101\E E DI FOR:'>IAZIOI\E PER UrACIALI 1\EGLI STATI PREU:'«TARI

per la classe dei si~?nori Cadetti dell'Accademia Nobile Militare Estense che si dedicano al militare<33>, riportante anche l'elenco dei libri di testo. che prevedeva per il: l 0 anno: esercizi di geometria e di algebra, fisica e chimica elementare, lingua italiana, storia, lingua tedesca e francese, disegno esatto, proie.lioni geometriche, teoria delle ombre, pratica di geometria, spiegazione del codice e dei regolamenti militari; 2° anno: algebra e trigonometria, fisica matematica cioè meccanica. idromeccanica e ottica. eloquenza. storia, lingua tedesca, geometria descrittiva, prospettiva concorrente e parallela, fortifi cazione, pratica degli strumenti matematici, nozioni di artiglieria e manovra dei pezzi da campagna; 3° anno: sezioni coniche, introduzione al calcolo sublime, cosmografia e astronomia, geografia fisica, storia, eloquenza, geografia storica, lingua tedesca, disegno di fortificazione, di artiglieria, dì macchine ecc., tattica, topografia militare e geodesia con esercitazioni pratiche. nozioni di artiglieria e topografia militare. Nei vari anni venivano svolte attività militari come gli esercizi con il fu cile, ginnico-sportive quali l 'equitazione, la scherma. il nuoto (nel periodo della villeggiatura) e infine i l ballo. Completava il piano d'istruzione un appunto in cui venivano specificati i programmi relativi agli insegnamenti militari: <<Articoli di ArtiKiieria: della natura delle polveri (suoi componenti. suoi effetti). delle varie armi da fuoco, portatili e cannoni (loro portata. penetrazione loro ne' muri e nella terra), modo di servirsi delle fortificazioni (nelle azioni campali. negli assedi), manovre ed evoluzioni delle artiglierie. ponti militari (specie. modi di co~truirli). sale d'artifizj (dei differenti fuochi d'artifizio per l'artiglieria. costruzione e componenti loro). sale d'armi (scelta del locale. costruzione delle rastrelliere. metodi di conservare le armi) Articoli di Fortifica;ione: della fortificazione (campale. permanente), fortificazione campale (rilievi, profili}. metodi per tr<Jcciare le opere (con linea continua e discontinua. a opera chiusa), della baueria loro specie c loro dislocazione (da breccia c a tutto colpo, d'infilata e a rimbalzo), mezzi che si impiegano per aumentare la resistenza dei trinceramenti approfittando di oggeni naturali o costruendone degli artificiali (come acque correnti, paludi, ecc., come cavalli di fri~ia, lagliate d'a lberi, bocche di lupo ecc.}, regole e precauzioni per tracciare le opere su piano irregolare (che dominano e non siano dominate, da elevazioni in possesso del nemico). detrauacco. difesa dei trinceramenti (regolarmente. a viva forza).»

33) ASMO. Accademia Nobile Militare estense.


GLI ISTITUTI Mll..ITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI .'<EL Dt-CATO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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Designato per l'insegnamento delle materie fisico-matematiche era il profess ar Giuseppe Bianchi, per le letterarie il professar Giuseppe Lugli, per il disegno in generale e le proiezioni, la geometria descrittiva e le discipline di carattere militare il maggiore Giuseppe Carandini e il tenente di artiglieria Eugenio Vandelli, coadiuvati da altri istruttori. Il 6 febbraio 1826 per ordine dell'arciduca Massimiliano venivano emanate le Regole alle quali sono pregati di attenersi i Signori Professori dell'Accademia Nobile Militare estense nella formazione delle Scale di Merito per i Signori Cadetti dell'Accademia stessa <34>. Le graduatorie dovevano essere compi late tenendo conto del complesso dei giudizi espressi, con voto numerico, nei singoli elaborati presentati dagli allievi, in funzione anche delle difficoltà degli stessi . Le votaz ioni ottimamente, benissimo, bene, sufficientemente e nulla corrispondevano rispettivamente a 200, 150, 100, 50 e zero. Alla fine di ogni mese e dell'anno dovevano essere compilate le classifiche. A riconoscimento dell'impegno diligente era stabilita l' assegnazione di premi, per i vari gruppi di materie, agli alunni meritevoli. Dali ' orario del 1826 (35) si può rilevare che tra le discipline di carattere professionale impartite figurava solo l 'insegnamento di lezioni di a1tiglieria, voce che probabilmente conglobava le istruzioni e gli addestramenti militari. Durante il periodo della vi lleggiatura, trascorsa di solito nella rocca di Scandiano, avevano parte preponderante nelle attività giornaliere lo studio della lingua straniera (tedesco) e delle belle lettere, il perfezionamento delle discipline annuali, nonché le attività sportive. Nei mesi di agosto e di settembre venivano programmati dei viaggi d 'istruzione nelle principali città e località dell ' Italia settentrionale, al termine dei quali gli alunni dovevano compilare una dettagliata relazione di viaggio. Dopo una breve interruzione, dall' 11 febbraio al 23 marzo a seguito dei moti modenesi del 1831, la vùa della scuola riprendeva con lo stesso ritmo. L'accademia veniva ancora temporaneamente chiusa, per mancanza di allievi, negli anni scolastici 1834-35 e 1840-41. Durante la sua esistenza l 'istituto ebbe un numero di allievi variabicon una media di tre per ciascun anno, da un minimo di uno a un masle, simo di otto. Negli anni scolastici 1822-23, 1825-26, 1829-30, 1830-31,

34) ASMO, Accademia Nobile Militare estense. 35) ASMO, Accademia Nobile Militare estense. - Allegati a l cap. V, doc. 3.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO:O.E E DI FOR~1AZIO~E PER UFFlCIALI !"EGLI STATI PRfU'IIT ARI

dal 1832-33 al 1834-35. dal 1838-39 all840-41 e nell844-45 non vi furono ammissioni per carenza di vocazioni e ciò nonostante i solleciti indirizzati ai convittori di S. Carlo affinché ponessero la loro candidatura <36l. Nel 1846 il professar Lugli indirizzava a l nobil uomo Ferdinando Tarabini Castellani, nuovo diretrore dell'accademia. le proposte per una nuova ristrutturazione del!' istituto con il Piano d'istruzione per le Scuole dell' Accademia Nobile Militare estense <37 l. I programmi di studio, aprevalenza g iuridico-economici, presentati dovevano essere svolti con carattere di corso triennale per l 'estetica, la giurisprudenza (i l primo anno dedicato alle nozioni generali e i successivi due al diritto estense e alla procedura patria), l'economia civile, la storia, le lingue, il disegno civile e militare nonché per gli esercizi ginnici: biennale per la cosmografia e la fisica s perimentale; annuale per l' aritmetica amministrativa. Come si desume dallo stralcio del piano che si riportava veniva suggerita una nuova impostazione generale e in particolare identificato lo scopo dell'accademia con quello: «di formare dei nobili giovani ammessi per un triennio nell'Accademia col rango di Cadeui alunni fomiti di tale cohura. dourina. e erudizione ed esercizio che diano speranza di manifestarsi un giorno. ove la Sovrana Clemenza li chiamasse a pubblici impieghi. abili miniSiri del Potere legillimo . .E stantechè delle cogni zioni raccomandate alcun e si appresentino nel l'aspetto propriamente di base dell e altre, e alcune in quello piuttosto di mezzi che per via diretta o indirett a conducano ad ottenere il pie no effello della Istruzione, ne pare che il Piano possa venire in due Parti distinto. di cui la prima abbia a dirsi fondamentale, e l'ahra ausiliaria pe' meni che sommini~tra. La parte fondamentale comprende le cognizioni che si riportano all'uomo e quella che si riferiscono alla natura: ond'è che le une si denominano cogni.tioni intelleuuali. e le ahre naturali. La parte ausiliaria abbraccia varia sorta di cognizioni e di esercizi. che rendono la mente erudita de' fatti morali e fisici, ed atta a procedere a ncce~sari applicamenti; la mano pronta ad utili operazioni. e la persona stessa accomodata a più spedita attività. Quindi di quanto alla Parte fondamentale del Piano, in ciò che appartenga alle cognizioni intellettuali. si affaccino le seguenti facoltà, l'Estetica cioè la Giurisprudenza e la pubblica Economia. L 'Estetica si occupa di principj del Buongusto, e di spone la mente e il cuore al sentimento del Bello e del Sublime nelle Leuere e nelle Arti. e tende a perfezionare il criterio per giudicar rettamente delle opere degli Scrittori c degli Artisti. La Giurisprudenza viene dapprim a considerata nel complesso uni versale de' suoi dettami, affine di acquistarne le generali nozioni, in seguito è co ntemplata sotto particolari rapporti. second o cioè il Diritto Es tense, e la patria Proced ura. all'uopo di conoscere le norme posi tive legali. Derivazione ri levantissima della Giurisprudenza si è la pubblica Economia. la quale ne scorge ad apprendere gli elementi de ' quali si compone la patria ricchezza e prosperità, e così st:reuamente vincolata collo studio delle leggi. che lo spirito di queste non può in molti

36) G. Canevazzi. op.cit., vol. II. pp. 10-8. 37) BUEM. Fondo Campori. yY 4, 3 (2646-2647).


OLI ISTITUTI MIUTARI DI EDUCAZIO!\E E fORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA. REOOIO E MIRANDOLA

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articoli ben penetrarsi. quando s'ignorino i principi economici. i quali versano sopra tanta parte di bisogni sociali. In ciò poi che si attiene a quelle cognizioni che dicemmo naturali . di esse traua la Co~mografia co~ì pura o didascalica, come applicata. Rispetlo alla Parte ausiliaria del Piano intesa a porgere mezzi che procaccino l'acquisto di t(Uel genere d i cognizioni c di escrcizj, i quali furono rassegnat i SOIIO di essa Parte, ne vengono innanzi i seguenti studj l 0 della Storia e delle Lingue; 2° della Fisica sperimentale: 3° dell'Aritmetica applicata al pratico officio legale ed economico. in oggetti d'amministrazione; 4° del Disegno civile o militare: 5° de' ginnastici e~e rcizj. di ballo. di scherma e maneggio d'armi. di Cavallerizza e Volteggio e di uoto.»

Con tutta probabilità il nuovo progetto non poteva essere preso in coniderazione poiché l 'accademia veniva chiusa definitivamente nel 1848, allorquando la sollevazione popolare costringeva il duca ad abbandonare Modena.

5. L' lSTITUTO DEl CADETTI MATEMATICI PIONIERI ( 1824-1 848) Con gli autografi del 23 agosto e del 3 settembre 1823 e del 5 luglio 1824, il sovrano sanciva la nascita e definiva i lineamenti dell'Istituto dei Cadetti Matematici Pionieri, aggregato ai corpo di pionieri< 38l_ Con la lettera del 3 settembre indirizzata al marchese Luigi Rangoni, mini stro della pubblica economia e istruzione il duca esprimeva il suo intendimento di creare, oltre ai convitti legale per gli studenti di giurisprudenza e medico, per tutti gli st udenti di medicina e chirurgia, anche quel lo per i giovani che si dedicavano agli studi per diventarè ingegneri, architetti o peri ti. Esordiva con fermando le sue conv inzioni: <<Coerentemente al nostro principio stabilito che senza una buona educazione morale, e religiosa unita agli studj questi ric~cono nocivi anzicché proficui alla gioventù. ed avendo educato per esperienza. che per otlenere questi due oggetti insieme il miglior mezzo è di dividere la gioventù Mudiosa secondo le diverse carriere, che essa vuole abbracciare. e di raccoglierla in appositi locali. ed istituti, ove sotto una disciplina adauata ai diversi stati non solo acquisti tutle le cognizioni necessarie al proprio scelto !>lato. ma vi riunisca anche una salutare abitudine di docilità. ed ubbidienza, e venga osservata, conosciuta. ed acquisti una buona educa7ione religiosa, e morale. [ ... ] Considerando che una buona educazione militare è certo la più confacente per questa classe di Uomini. la cui vita ha molla analogia colla vita militare. quindi l'educazione fisica e morale vi dev'essere adattata. abbiamo determinato di aggiungere al nostro Corpo già esistente di Pionieri dei Cadetti addetti allo stesso Corpo, che sotto la disc iplina militare, ed il comando del Corpo stesso dci Pionieri vi ricevano l'educazione, ed acquistino tutte le cogni7ioni necessarie per diven tare buoni Ingegneri lanto Civili che militari. >>

38) ASMO. Supremo Comcmdo Generale Militare estense, cap. VII. Sciemiflco e Arti~tico. Ci. 9- P. Riccardi. Cenni storici sultlstitwo de1 Caderti MatemaTici Pionieri di Modena, pp. 21-7.- Allegati al cap. V. doc. 4.


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GLI ISTITUTI DI EDI.:CA7!0NE: E 01 FORMAZIONE PER UFACIALI NP.GI..I STATI PREUN!TARJ

L' istituto militare si inseriva pertanto nel contesto di una riorganizzazione generale degli ordinamenti scolasti ci a livello universitario. La scuola era posta agli ordini del comandante del corpo dei pionieri conte Clemente Coronini, promosso per la circostanza al grado di colonnello (30 giugno 1824), responsabile della direzione e della conduzione economica dell'istituto e inoltre d ell 'educazione morale e fisica dei giovani . La dipendenza della scuola era pertanto duplice: dal mini tero di pubblica economia ed istruzione per la direzione scientifica c dal comando militare per quella disciplinare e militare. La cuoia veniva inizialmente impostata dal comandante del corpo dei pionieri in armonia con gli indirizzi generali indicati da Francesco JY, espressi nelle lettere inviate allo stesso Coronini e a vari enti; solo più tardi il colonnello poteva di sporre di precise norme, a seguito della pubblicazione del regolamento del 1838 <39>. Nel testo della lettera del 23 agosto erano prese in considerazione le norme amm ini strative, le direttive inerenti agli studi e i vari aspetti di dettagli o relativi alla vita, alla condotta e al governo degli allievi. l corsi avevano inizio il l 0 novembre 1823. J giovani aspiranti, selezionati tra gli studenti della classe matematica (corso filosofico), «di buona statura e sa lute. di buona condotta morale e politica». frequentavano il corso sia presso la propria sede< 40> sia aU 'un iver ità. Inizialmente il numero degli allievi ammissibili per ciascun anno era di 4 elementi, scelti tra i candidati personalmente dal duca; successivamente, dal1824, questo limite veniva aumentato da 5 sino al massi mo di 7. TI numero dei cadetti mantenuti dal corpo non doveva superare le 6 unità e quelli a pagamento l O o 12, in nessun caso potevano essere contemporaneamente presenti nell'istituto più di 16 alunni. I cadetti , pur essendo considerati a tutti gli effetti dei militari, non prestavano giuramento di fedeltà. Vesti vano l ' uniforme dei pionieri, ma di panno più fine e portavano la sciabola con la dragona di seta. Erano divisi in due o più squadre secondo il numero e la capienza delle camerate e posti sotto la diretta sorveglianza di un sergente.

39) Secondo il Riccardi solo in tale anno la scuola ebbe un definitivo rego lamento. No nosrante le ricerche non è stato però possibile rcperirne il testo. 40) La casenna di S. Pietro (Moden a). già mon astero dei benedenini. opportunamente ampliata c ristrutturata ospitava unitamente all'accademia nobile militare anche il corpo de i pionieri e il liceo convitto medico.


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Le punizioni cui erano soggetti comprendevano gli arresti semplici e di «rigore, anche a pane ed acqua», per nessun motivo rimanevano senza cibi caldi per un periodo superiore a tre giorni, e l 'espuls ione dal corpo. Nel periodo delle vacanze il comandante del corpo poteva concedere a qualche cadetto un permesso dì qualche settimana e si no a un mese per andare a casa dai genitori. A iniziare dal 1826, per l'ammissione era d'obbligo sostenere esami alla presenza di una commissione di professori nominati dal ministero della pubblica istruzione. Gli accertamenti vertevano sui eguenti argomenti: quesiti di aritmetica, quesiti di algebra, problemi di geometria e fisica generale. Di norma le prove valutative in queste ultime materie consistevano nella dimostraz ione di un teorema e nello svolgimento di un esercizio applicativo<4 1l. Il corso completo dci cadetti matematici aveva carattere quadriennale ed era preceduto da un corso annuale preparatorio in cui si «ripeteranno geometria, algebra, trigonometria, e conti aritmetici: poi si occuperanno del disegno ed architettura». Il capitano Pelloni era il ripetitore di geometria, algebra, trigonometria e conti aritmetici, il Cavani di disegno e di architettura. Il corso regolare iniziava con lo studio delle matematiche s uperiori: l 0 anno:

introduzione al calcolo. architettura teorica e la prima parte di fisica sperimentale;

2° anno:

calcolo sublime, geometria descrittiva, chimica e la seconda parte di fisica sperimentale;

3° e 4° anno: meccanica. idraulica. cosmografia. architettura applicata. e storia naturale (dall'anno scola tico 1829-30 vi figurava anche agraria). Durante i cinque anni venivano svolti a fattor comune: disegno esatto e ornamentale, tattic;l militare, ginnastica, scherma, ballo e nuoto. Veniva impartita anche «una adattata istruzione religiosa». Nel periodo delle vacanze autunnali gli allievi si esercitavano, sotto la guida di un ingegnere, nei rilievi geodetici. A seconda del corso di appartenenza erano incaricati del tracciamento e della misurazione delle linee. dell'uso degli strumenti geodetici oppure della rappresentazione grafica dei rilievi.

41) BEUM, Carteggio Bianchi. XX 1/2.


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(;LI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO:-I B PER UFACIAL.I NEGLI ST,\TI PREUNI'IARI

Ogni anno scolastico venivano effettuati 120 periodi di lezione per le discipline principali, 60 per quelle biennali e speciali. La durata delle lezioni era di un 'ora e mezzo<·l2>. Ai giovani che avevano lodevolmente compiuto gli studi veniva rilasciata una patente di ingegnere civile e a seguito di una prova speciale, potevano ottenere la laurea in matematica. Acquisivano inoltre la prerogativa di ricoprire incarichi di ingegneri civili e militari o di esercitare la professione di ufficiale dei pionieri. Dall'istituzione della scuola, con l"eccezione di quelli che stavano già frequentando i corsi univer itari, nessuno poteva più a pirare a ricoprire un impiego di ingegnere civile o militare se non proveniva dai corsi dci cadetti del corpo dei pionieri. Le vicende politiche del 1831 troncavano il corso degli studi a non pochi allievi che avevano partecipato alle rivolte carbonare. L"istituto, dopo la forzata interruzione, riprendeva la sua vita regolare s ino al 1848. Con la lettera del comando generale militare estense dal 4 luglio 1831 si sta bi li va che il numero massimo degli allievi presenti in avvenire ncll 'istituto non potesse eccedere quello di venti. A iniziare probabilmente dal 1838 i programmi di stud io venivano parzialmente modificati. come ris ulta dalla scala di merito. ell'anno scolastico 1842-43 le materie di insegnamento previste per i vari corsi erano<43 >: Corso preparatorio: disegno di architettura, matematica elementare, fisica generale, agraria; l ° Corso: fisica sperimentale, introduzione. architettura teorica, geometria descrittiva, disegno di architettura, matematica elementare, fisica generale, agraria; 2° Corso: calcolo sublime, architeuura applicata. fi sica sperimentale, introduzione, architettura teorica, geometria descrittiva, disegno di architettura, matematica elementare, fisica generale, agraria; 3° Corso: cosmografia militare. meccanica, calcolo sublime. architettura applicata, fisica sperimentale, introduzione, architettura teorica, geometria descrittiva, disegno di architettura, matematica elementare, fisica generale. agraria;

42) P. Riccardi. op. cit.. p. Il.- G. Canevazzi. op. cii.. vol. Il. pp. 36-8. 43) ASMO. Commissariato di Guerra Computisteria del De/laglio. fi. 9, Scala di merito generale dei Cadetti Matematici a tutto l 'anno scolas1ico 1842-43.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIO:"E E FORMATIVI NEl DUCATO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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4° Corso: idraulica, cosmografia militare, meccanica, calcolo sublime, architettura applicata, fisica sperimentale, introduzione, architettura teorica, geometria descrittiva, disegno di architettura, matematica, elementare, fisica generale, agraria. L'orario in vigore nel 1846(44> prescriveva: la sveglia alle cinque e trenta, dalle cinque e trenta alle sei e trenta pulizia personale e ascolto della messa, dalle sei e trenta alle sette e trenta studio; dopo la colazione dalle otto alle nove e cinquanta disegno esatto e dalle dieci alle dodici e trenta scuola, indi ricreazione e al pomeriggio dali 'una alle due e trenta ancora scuola; dalle due e trenta alle cinque e trenta pranzo e libera uscita, quindi dalle cinque e trenta alle otto studio e dalle otto alle nove disegno ornamentale; alle nove cena e alle nove e quarantacinque riposo. Il giovedì avevano luogo le seguenti attività: dalle otto alle una pomeridiane risoluzione di problemi, dalle una alle due esercizi di scherma e dalle otto e quarantacinque alle dieci serali esercizi di ballo. Nella giornata domenicale venivano effettuate delle manovre militari, inoltre gli allievi erano chiamati a insegnare ai pionieri la geometria pratica. Durante l 'estate la sveglia veniva anticipata di un 'ora, tale periodo era destinato al nuoto. Nella sua pubblicazione il Riccardi, come si desume dal passo estremamente significativo che si riporta, pone in risalto il grado di preparazione dei cadetti(45 >: <<Un'altra particolarità molto impor tante di questo istituto e che ha prodotto nella istruzione degli allievi i più felici risu ltati, pensiamo consistesse negli esercizi per la risolu zione dei problemi, cui in ogni settimana, e per ci nque ore consecutive venivano sottoposti intorno alle materie insegnate nelle scuole, riportando a seconda della miglior soluzione un certo numero di punti di merito. L ·annua somma di questi punti di merito, unitamente alla somma di quelli ottenuti nelle verbali interrogazioni fatte nelle scuole, determinava la scala di merito degli allievi; ed a vece degli esami finali, sorpassando un determinato limite, costituiva il diritto di avanzamento nel successivo corso. La risoluzione settimanale dei problemi costringeva gli allievi a tenersi sempre al corrente delle materie spiegate nelle scuole, e li esercitava nelle applicazioni di astrane teorie di cui rare volte dagli studenti si riconosce la utilità. Nè si limitavano gli allievi alla risoluzione dei problemi loro proposti dagl'insegnanti, che per amore di sapere a tali esercizi spontaneamente si applicavano: e negli annali del Gergonne e nelle corrispondenze matematiche del Quetelet si riscontrano degli allievi medesimi alcune soluzioni di problemi proposti ai matematici in quelle effemeridi.»

44) P. Riccardi, op.cit., p. 73. 45) P. Riccardi, op.cit., p. 13.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZION E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

L'abitudine di scambiare con i colleghi della Scuola Politecnico di Parigi la soluzione di ardui problemi matematici riprendeva la consuetudine della Scuola di Artiglieria e del Genio delle Repubbliche Cisalpina, Italiana e del Regno d'Italia, alle cui tradizioni in parte l'istituto si richiamava. La scuola, durante il periodo quarantottesco. continuò a esistere anche se per brevissimo tempo, per melito del governo provvisorio e in virtù delle benemerenze acquisite in patria e fuori di essa. Con il ritorno aModena del duca Francesco V, dopo la sconfitta dell'esercito sardo, l'istituto dei cadetti matematici pionieri, altamente meritorio per aver formato illustri matematici, ingegneri, architetti e ufficiali, veniva definitivamente soppresso. 6. LA SCUOLA M ILITARE DEI CADETTI (1835-1855)<46> La Scuola MiliTare dei Cadeui, che aveva sede nella Cittadella, non identificabile con l'IsTiTuTO dei Cadetti MaTematici Pionieri era preposta alla formazione dei quadri del Ducato e a11a riqualificazione degli ufficiali. La scuola, sorta con decreto del 24 novembre 1835, per merito del capitano del genio Giovanni Campilanzi, assumeva una importanza rilevante perché rispondeva alla esigenza di fornire ai cadetti. organicamente previsti nelle compagnie dei vari corpi a eccezione di quello dei dragoni, una preparazione culturale e professionale più accentuata e omogenea. Per rendere compatibili le esigenze delle attività di servizio con lo studio, le istruzioni venivano svolte nel corso di tre anni con due ore di lezione al giorno, meno il giovedì e le giornate feslive. Gli ufficiali erano ammessi come uditori. non erano soggetti a interrogazioni in presenza dei cadetti e partecipavano a particolari conferenze. l programmi di studio avevano per oggetto nel: I 0 Anno: l'aritmetica, l'algebra sino alle equazioni di 3° grado escluse. la geometria. il disegno esatto e approssimativo; 2° Anno: la trigonometria, elementi di meccanica, elementi di cosmografia e di geografia, il disegno esatto e approssimativo; nei mesi d'estate il rilievo pratico;

46) Le notizie sono tratte esclusivamente dall'opem citata del Canevazzi. vol. Il. cap. IV poiché non sono sta ti ritrovati i documenti d ' archiv io.


GLI ISTJTl,TI \IIUTARJ DI EOiiCAZIO~E E FOR\IATI\'1 'El Ol!C.HO DI \IOOI:.' A. REGGIO E MIRANOOL~

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3° Anno: la fortificazione, l 'arti glieria e la riconoscenza militare, il disegno di topografia e di fortificazione; nei mesi d'estate il rilievo pratico. Era previsto, inoltre, l' insegnamento dell'italiano e della storia, dcii 'arte militare antica e moderna. Al tem1ine del corso i cadetti venivan o promossi sottotenenti e in tale veste rimanevano nei corpi di appartenenza. L'i struzione della parte teorica delle varie discipline era impartita dal direttore Campi lanzi coadiuvato per quella pratica da Giovanni Mon ti, esperto disegnatore d eli ' ufficio genio, dal capitano del genio Francesco Vandelli e dal tenente d'artiglieria Licurgo Zanni ni. Si riporta lo stralcio del testo del decreto istitutivo della scuola dei cadetti datato 24 novembre 1835<47 >: «Volendo noi procurare anche maggiori mezzi d'ìstruìr~ì alli giovani nostri ufficiali che volessero approfittarne, nonchè al i i cadetti. che sono in servizio nelie nostre truppe, destiniamo il capitano Campilanzì del genio a far loro nella Cittadella dì Modena due ore di lezione ogni giorno. meno le feste ed il giovedì e le vacanze di fine di carnevale e di certe solennità. e ciò secondo un piano di studio da lui proposto e da noi approvato. Per questa sua particolare incombenza. e finchè durerà, ed esso vi incomberà. gli as~egnamo un aumento straordinario di due zecchini mensili al suo soldo. ed accordandogli l'allogg io in Cittadella. lo nominiamo al tempo stesso come comandante del forte della Cittadella dì Modena ritenendo il suo grado c uniforme al corpo del genio. ma disonerandolo delle assidue incomhcnze di disegno in dcno ufficio, riservandolo però in caso di urgenza apre starsi a tulto ciò che possa occorrere.»

Nel 1838 il corso di studi veni va portato a quattro anni per consentire l'introduzione del! ' insegnamento della tecnica di rilievo di mappe a carattere militare e delle relative esercitazioni e inoltre veniva stabilita l'ammissione con cadenza biennale. A iniziare dal 1845 , con determinazione del 16 settembre, i cadcui potevano segui re le lezioni solamen te dopo aver prestato servizio per due anni, allorquando cioè si riteneva avessero acquisito una sufficieme preparazione mil itare. A seguito degli avvenimenti del marzo 1848 la scuola veniva chiusa per essere riaperta solo nel 1850 dopo la formulazione di un nuovo regolamento. All'inizio dell 'anno, quando il progcuo era già definito nelle linee cssen1.iali , fu decretata l 'ammissione di una cinquantina di cadetti per i vari corpi. I candidati avrebbero dovuto sostenere nel s uccessivo novembre gli esami di selezione e qualora nominati cadetti sarebbero stati assegnati ai vari reparti in attesa di e sere ammessi alla scuola con le modalità in corso di definizione.

47) G. Cancvani. op. cii.. p. 79.


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GLI ISTITUTI Dl EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Con il chirografo del 28 giugno 1850 veniva ricostituita la scuola dei cadetti e nell'agosto dello stesso anno approvato il nuovo progetto, redatto dalla commissione (autore principale il Campilanzi) nominata dal comando generale, per riattivarla. Venivano ammessi, con frequenza biennale, due cadetti per compagnia dei tre corpi d'artiglieria, di linea e dei pionieri. Dopo un periodo preparatorio trascorso presso i propri reparti (un anno per quelli di linea, due per l'artiglieria e i pionieri) e qualora superato l'esame d'ammissione i cadetti diventavano allievi della scuola militare. Frequentavano un corso scientifico di due anni <<per essere istruiti nelle teoriche e pratiche esercitazioni». L'organico previsto era di dodici allievi soltanto, per promuovere l 'emulazione era consentito concorrere anche ai sottufficiali. L'anno scolastico che iniziava il l o novembre 1851, con l'accettazione dei cadetti ammessi nel gennaio 1850 come allievi del 2° anno, aveva termine il 31 luglio, ma si prolungava, per un periodo d'esami, sino alla metà di agosto. Dopo una breve vacanza gli alunni dovevano rientrare il l 0 settembre presso i propri reparti per svolgere le normali attribuzioni. Durante il periodo degli studi erano esentati dai servizi, il giovedì però eseguivano le istruzioni d'arma presso i corpi di appartenenza sotto la guida di esperti ufficiali. Gli allievi nel primo anno avevano il grado di caporale ed erano chiamati caporali allievi, nel secondo anno i due primi del corso erano promossi ad honorem cadetti sergenti. Compiuto il biennio scientifico i giovani promossi ufficiali erano tenuti a frequentare un corso di applicazione di un anno. I cadetti che non frequentavano la scuola o non proseguivano negli studi perché non idonei o non meritevoli restavano ai reparti col grado e con l 'incarico di loro pertinenza. Nell852, all'atto della costituzione dell'Accademia Militare Estense veniva decretata la soppressione alla scuola dei cadetti. Di fatto veniva chiusa solo nel 1855, al termine del corso triennale. Conserverà però inalterata la sua funzione di corso di perfezionamento per subaltemi. 7. L'ACCADEMIA MILITARE ESTENSE (1852-1859) Poiché nel 1848, a seguito dei moti rivoluzionari nel Ducato, l'Accademia Nobile Militare Estense aveva cessato di esistere, Francesco V, nel 1852, si propose di dar vita a un nuovo istituto, che nelle sue linee


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essenziali ricalcasse quello precedente. A tale scopo incaricava una commissione di studio per la stesura di un piano organico. Il comando generale e i ministri dell'interno e delle finanze erano incaricati dell'esecuzione del decrelO di istituzione de li 'accademia. Comandante del nuovo istituto era nominato il conte colonnello Giovanni Battista Guerra, comandante dell'artiglieria al quale era pure affidato il compito di redigere «nel minor tempo possibile il regolamento generale di disciplina, d'istruzione, dell 'econom ia e di servizio»< 48 l. La ricostituita Accademia Militare Estense doveva conglobare anche la preesistente Scuola Militare dei Cadetti ed era aperta non solo ai ciuadini dello Stato, ma anche, in via eccezionale. agli stranieri. Aveva lo scopo di dare agli allievi un 'i. truzione che li rendesse atti alla carriera militare c nel contempo desse loro quelle cognizioni per renderli capaci di assumere un impiego civile. L'educazione militare era prescelta a fondamento per tale fine. Apposite commissioni, diverse a seconda della natura delle discipline d'insegnamento. subordinate alla supervisione del colonnello Guerra. erano preposte alla stesura del regolamento e dei programmi. Un Piano organico redatto dalla commissione istituita dal duca tracciava le direttive generali per l'avvio dell'accademia<49>. Le domande di ammissione ai corsi dovevano pervenire direttamente al sovrano. Erano accettati «i giovani appartenenti di preferenza a famiglie nobili, a figli di ufficiali, ed anche a persone di condizione civile» dalla «condotta religiosa, morale e civile senza eccezione» sani e ben conformati che avessero compiuto gli studi filosofici e fossero in grado di superare gli esami di ammissione. Questi constavano di quattro accertamenti scritti, che venivano svolti in giorni successivi sulle seguenti materie: aritmetica e algebra, geometria, fisica generale, etica. Il tempo a disposizione per lo svolgimento era di sei ore. Il quinto giorno gli a piranti erano sottoposti a un esame orale di mezz'ora durante il quale dovevano dar saggio «della facilità e purezza d 'esprimersi». svolgendo «u na breve propo izione di logica, o di metafisica>>. La commissione, composta dal comandante, dai professori dell'istituto, da qualche ufficiale superiore e da alcuni professori dell'università.

48) ASMO. Alli del Supremo Comando Generale, Ordini del giorno.- Allegati al cap. V. doc. 5. 49) G. Cancvazzi. op. ci t., vol. TI. pp. 88-94.- Allegati al cap. V, doc. 6.


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redigeva al termine delle prove una graduatoria di merito e i dieci giovani primi classificati con decreto sovrano erano dichiarati ammissibili. L'organico prevedeva un numero di venti allievi, ripartiti in due classi, la prima delle quali era denominata superiore. l giovani ammessi avevano il rango e la qualità di cadetti e pertanto erano soggetti alla giurisdizione militare. All ' età prescritta dalla legge erano sottoposti alla coscrizione, ma, qualora portavano a compimento il ciclo di studi, gli anni trascorsi in accademia erano equiparati a quelli prestati presso i corpi. L'istituto, posto alle dirette dipendenze del supremo comando generale, era diretto da un ufficiale superiore comandante, coadiuvato da ufficiali e sottufficiali per il disimpegno delle incombenze disciplinari, dell'attività addestrati va e amministrati va. La durata del corso era di quattro anni, diviso in due bienni. Nel primo, a carattere comune, i giovani erano istruiti «nei regolamenti militari relativi al servizio in genere ed in ispecie nei doveri e cognizioni necessarie nei ranghi inferiori sino a caporale inclusivo; in alcune nozioni sulle armi, la polvere, ecc.», si addestravano «negli esercizj militari e diversi, nella ginnastica, scherma, nuoto e ballo, nonché nei lavori topografici servendo d ' aiuto agli allievi della classe Ji! ed eseguendo con essi un viaggio ed una marcia con scopo scientifico-militare» e attendevano anche al completamento e al perfezionamento degli studi filosofici, in quanto propedeutico al biennio seguente. Le altre discipline studiate erano: la storia, la cosmografia generale e terrestre, la geografia compresa la statistica degli Stati estensi, gli elementi d ' eloquenza, la fisica sperimentale, la geodesia e le cognizioni relative anche pratiche, la calligrafia, il disegno, le lingue france se e tedesca. Al termine del primo biennio i giovani dovevano dichiarare se intendevano dedicarsi alla carriera militare o matematica o civile. Le diverse sezioni avevano delle discipline io comune e altre specifiche. Nel secondo bie.nnio continuavano «lo studio dei regolamenti militari comprese le funzioni , servi zj e cognizioni utili o essenziali agli ufficiali subalterni, come gli elementi di tattica militare e di fortificazione ecc.» e le attività pratiche con gli esercizi militari, l'esecuzione di lavori sul terreno nonché un viaggio e una marcia con scopo scientifico-militare. Le materie a carattere culturale insegnate erano il disegno, la storia, la cosmografia, la fisica sperimentale, gli elementi di chimica, le lingue


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francese e tedesca e inoltre, a seconda delJ'indirizzo di studio prescelto, gli allievi si applicavano alle matematiche superiori, alle istituzioni civili e all'economia civile, al diritto patrio, al diritto criminale, ecc. Al termine del corso quadriennale degli studi coloro che «per grado di merito e per talento, mostrino di essere suscettibili di un perfezionamento sia nella parte matematica e militare sia nella parte legale» potevano chiedere di segui re un corso di studi speciali, rimanendo in accademia. Particolare cura era posta all'istruzione e alla pratica religiosa, in particolare era obbligatorio l'ascolto della «messa giornaliera. nelle domeniche, e in altre feste non solenni».

È da rilevare il coinvolgimento degli allievi della sezione militare in qualità di istruttori. I giovani del 2° biennio esercitavano le funzioni di sottufficiali nei confronti degli alunni meno anziani, quelli del 2° anno, qualora in possesso delle necessarie qualità, assolvevano_ i compiti di sottocaporali o caporali, mentre gli allievi del l 0 anno rappre entavano i comuni, i soggetti dell'inquadramento. Nell'ambito dell'is truzione militare. durante il l 0 biennio i cadetti si addestravano negli esercizi di fanteria sino alla scuola di compagnia, al maneggio delle bocche da fuoco e delle macchine militari. A tal fine il reggimento di fanteria, su richiesta del comandante della scuola, doveva fornire una o due volte alla settimana da venti a ottanta soldati scelti e istruiti; i corpi d'artiglieria, dei pionieri e della reale armeria provvedevano le bocche da fuoco, i materiali , i cavalli, i conducenti e un numero. di volta in vo lta precisato, di militari robusti e istruiti per le manovre. Qualora in possesso delle necessarie capacità, nel l 0 e nel 2° biennio tutti gli allievi dei vari indirizzi di studio potevano militare come soldati o caporali nei ranghi dei battaglioni di fanteria o nella batteria di artiglieria, agli ordini dei comandanti titolari dci corpi. Al fine di accertare il grado di apprendimento conseguito dagli allievi nelle varie discipline, i professori di matematiche, di storia, di fortificazione, di scienze, di etica, d i cosmografia e geografia, di istituzioni civili, di economia civi le, di diritto patrio e diritto criminale, di regolamenti militari e di altri studi , settimanalmente (a eccezione del periodo settembre-ottobre). il giovedì, assegnavano ai cadetti un tema da svolgere nel termine di cinque ore. con possibilità di consultare libri e appunti. Erano previsti inoltre altrettanti interrogatori orali.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNJTAR I

Nel periodo 10-15 ottobre, sulla scorta della scelta espressa dagli allievi, della graduatoria di merito, compilata secondo le risultanze delle valutazioni e delle note formulate dai professori e dai maestri, e delle osservazioni del comandante, veniva «decretata la sortita dal!" Accademia di quei giovani che non avranno raggiunto il grado di merito necessario per gli studj del 2° biennio, il qual grado verrà indicato dal regolamento generale, e secondo il desiderio espresso o verrà accordata loro l'ammissione nelle truppe dello Stato come cadetti comuni, o al più come sotto-caporali». I cadetti la cui valutazione era superiore o pari al «grado di merito» richiesto erano ammissibili alla prima classe superiore con il rango e il grado di caporale nelle truppe attive. Al termine del quadriennio i promossi venivano ammessi nelle truppe, i primi due o tre della sezione militare con il rango di ufficiale, gli altri con il grado di sergente o di caporale a seconda delle rispettive capacità. l sottotenenti e i sergenti erano tenuti però alla frequenza di un corso pratico di un anno presso le scuole dei rispettivi corpi, sotto la direzione di un ufficiale particolarmente scelto. Gli allievi nominati ufficiali nei corpi dell ' artiglieria, dello stato maggiore e del genio potevano sperare di ottenere dal duca di essere inviati all ' estero per un corso di studi speciale di due anni. Mensilmente il comandante dell'accademia doveva sottoporre al sovrano una relazione o prospetto generale ( tramite il comando generale che corredava il documento con note e osservazioni) sull ' operato dei professoii e dei maestri, sul progresso e la disciplina dei cadetti e sul! ' andamento economico dell'istituto. L'accademia era incaricata di costituire una biblioteca militare e scientifica raccogliendo tutti i libri, le carte e gli strumenti di precisione in consegna ai vari corpi e uffici dell'esercito. Il l o novembre 18521 ' accademia militare estense iniziava, nella sua vecchia sede, la s ua breve vita. I cadetti, con l ' eccezione di chimica e fisica tenute all'università, assistevano alle lezioni nella stessa caserma di S. Pietro. Neli 'anno scolastico 1854-55, per consentire ai cadetti di trarre maggior profitto negli studi, veniva introdotto il criterio di assegnarli agli indirizzi di studio prescelti ali ' inizio del secondo anno. I corsi previsti erano due: il Militare-Matematico e quello Civile e Legale. Il colonnello Guerra, preoccupato per l'andamento degli studi e per le difficoltà sorte nel coordinare i vari corsi di studio, connessi anche con il problema della sostituzione degli insegnanti dimissionari per età o per


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troppi impegni con altri altrettanti valenti, inviava, il 5 seltembre 1855, una memoria al sovrano<50l per rappresentare la necessità di provvedere a indilazionabili riforme, tendenti a migliorare la formazione degli allievi. La lettera, ai fini della ricostruzione storica della vita del! 'accademia, assume una rilevante importanza poiché non solo ci presenta uno spaccato della realtà scolastica dell'istituto, ma anche una testimonianza dell'esistenza tra gli ideatori del nuovo ente di contrastanti concezioni sul l· impostazione da dare alla scuola. Ovviamente era prevalsa la volontà de l duca che intendeva ries umare l'accademia concepita dal padre Francesco IV, nonostante questa avesse ampiamente denunciato i suoi limiti. li comandante dell'istituto aveva, sin dall'inizio, proposto e sostenuto la tesi che i corsi di studio ovvero le sezioni fossero: la militare, la matematica militare, la civile c legale; che i cadetti frequentassero le lezioni presso l' università; che il ciclo di studi prevedesse un terzo biennio, detto di perfezionamento, per il compimento degli studi delle facoltà di matematica e legale, permenendo agli allievi di quest'ultimo indirizzo di «studiare con profitto le scienze economiche, amminisrrative. e politiche». Considerato l 'esiguo o quantomeno insufficiente numero di ufficiali qualificati presenri nei reparti, specie dei corpi facoltativi, aveva prospettato anche ropporrunità di consentire ad alcuni cadetti con almeno un anno di servizio attivo, che avessero compiuti gli studi fi losofici di matematica, particolarmente distintisi per condotta, zelo, rendimento e attitudine militare, di seguire i corsi dell'accademia in qualità di uditori. Nel 1854, aveva anche consigliato di ridurre a un anno gli studi comuni per diminuire il numero di classi in atto e di far dichiarare dagli aspiranti nelle domande d'ammissione la carriera che intendevano intraprendere. Con la sicurezza che gli derivava dall'esperienza acquisita. l'autore presentava una serie di suggerimenti o più precisamente riproponeva quanto in altre occasioni aveva g•à formulato. Rireneva indispensabile separare i corsi di studi o della sezione militare, cioè dividere quelli destinati a diventare ufficiali di fanteria (eccezionalmente di cavalleria), che «non hanno bisogno in egua l grado delle scienze mattematiche, bastando ai primi ('delle armi di linea') la cognizione delle elementari onde ben intendere i metodi del rilievo. l'uso e l 'effetto delle armi specialmente

50) ASMO. Archivio Br(((ara Esreme . fi. 74 . .:.. Allegati al cap. V. doc. 7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

da fuoco, e pochi altri problemi di tattica ecc.», da quelli dell'arma di artiglieria, del genio e dello stato maggiore generale. I primi avrebbero dovuto dedicarsi esclusivamente «allo studio dei Regolamenti militari, di Fanteria, all a geodesia elementare, alla geografia e storia militare, alla balistica, alla tattica delle armi, ed alla fortifi cazione elementare ecc., e lasciare che i secondi continuino, in unione alla sezione Mattematica civile lo studio delle mattematiche, per poterli applicare a suo tempo al corso speciale dell'arma cui erano destinati». Al termine del secondo biennio gli allievi della sezione militare di fanteria avrebbero dovuto lasciare l 'istituto con il grado di ufficiale o con altro adeguato al merito, quelli dotati di talento, volontà e doti morali proseguire gli studi e quindi abbracciare carriere diverse, a seconda delle particolari attitudini: «l 0 se inclinati alla vita Militare, quella dei Corpi facoltativi, o dello Stato Maggiore generale; e dovrebbero continuare gli studi di facoltà mattematica, ed altri militari, opportuni al corso seguente teoricopratico nei corpi cui fossero destinati. 2° se amanti di laurearsi nelle facoltà mattematica o legale, quelle relative, per cui continuerebbero i rispettivi studi. 3° se avviati alle altre carriere civili, col dedicarsi allo studio delle Leggi amministrative o di diritto internazionale, ali 'Economia civile, alla Storia, alla Cosmografia, alle lingue.» Per non penalizzare gli allievi della sezione militare del terzo biennio proponeva di promuoverli sottotenenti o in alternativa sergenti con riserva di attribuire loro, al termine degli studi, un'anzianità da ufficiale pari a quella dei colleghi dei corsi di fanteria. Constatati il limitato numero degli alunni avviati alla carriera militare e le difficoltà per i corpi di formare adeguatamente i cadetti, risottoponeva, inutilmente, all'attenzione del duca l'istituzione degli uditori. Per una corretta comprensione della relazione del comandante deli' accademia è opportuno evidenziare il rapporto tra il numero degli allievi e i corsi attuati. I cadetti furono quattro nel 1852, sette nel 1854, cinque nel 1856, due nel 1857 e sette nel 1858. L' adozione dell'impostazione degli st udi, articolata in bienni, aveva comportato l'ammissione ad anni alterni. I genitori, preoccupati di non far perdere ai figli del tempo in attesa dell'inizio dei corsi, chiedevano sempre più spesso al sovrano, in derog.a alle norme vigenti, di accettarli prima che avessero compiuto gli studi prescritti con il risultato d i creare nei cadetti disparità di rendimento.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODEN.~. REGGIO E MJRANDOLA

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Il permesso di far frequentare l'università agli allievi avrebbe consentito di rendere annuali le ammissioni e quindi eliminare il duplice inconveniente della carenza dei professori e della scarsa preparazione di taluni allievi. A seguito delle sopraccitate proposte e di quelle presentate dal comando generale con 1'Elenco speciale di rispettose informazioni e domande che il Comando Generale umilia a Sua Altezza Reale del 13 giugno 1856<51 >, il duca sanciva l'introduzione dell'anno preparatorio per cui la durata complessiva del corso accademico veniva portata a cinque anni. Prescriveva inoltre che nelle domande di ammissione i giovani dovessero specificare la carriera cui volevano dedicarsi per essere avviati sin daJJ ' inizio, dopo il corso propedeutico, agli studi pertinenti all'indirizzo prescelto. La commissione per gli esami di ammissione doveva essere composta dal comandante dell' istituto, in qualità di presidente, e da tre professori. Gli accertamenti per gli aspiranti alla carriera militare e matematica rimanevano quelli previsti dal piano organico, per i candidati alla civile legale gli scritti vertevano sull'algebra e sulla geometria piana. sulla logica, metafisica ed etica, quelli orali (della durata di mezz'ora) su una «traduzione d ' uno squarcio d ' un testo latino di quelli usati in Rettofica» e nella soluzione d ' un quesito o problema d 'aritmetica. L'anno preparatorio comprendeva: l 'insegnamento di stile, di storia patria e moderna unita alla geografia, di fisica sperimentale, delle lingue francese e tedesca, di disegno approssimativo, di calligrafia: la ripetizione delle materie filosofiche cioè le matematiche per coloro che intendevano dedicarsi alla matematica o al militare, e la razionale per gli altri; le istruzioni sui regolamenti, sugli esercizi militari e la ginnastica. Durante la campagna estiva gli allievi dei corsi matematici e militari si addestravano nel rilievo topografico e nella geometria pratica mentre quelli del! 'indirizzo legale civile si dedicavano allo studio della storia, degli elementi di storia naturale, di botanica e di agraria. Non veniva accolta la proposta del comando generale tendente a conferire ai giovani licenziati dall'istituto un titolo o grado accademico. Il duca a tale proposito commentava: l'antica accademia nobile militare «senza produrre dei dottori matricolati diede al Sovrano e allo Stato i più utili soggetti che essa possiede. Finalmente dichiariamo che questa è

5 l) ASMO, Atti del Supremo Comando Generale, fi. 439/ 1.1856.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO' E E DI FORMAZIO'E PER UrFICIAU !\'EGLI STATI PR~l; ITARI

l 'ultima proposta per riforme che accogliamo nulla essendo più svantaggioso che il continuo mutare di piano ed il cercare il meglio quando si ha il buono». 1e l settembre del 1858 al colonnello Guerra. passato temporaneamente

al servizio pontificio, subentrava, in qualità di incaricato della direzione de li 'accademia, il capitano cavalier Adamo Jclleè'k, al quale succedeva nell'ultimo periodo dell'esistenza dell 'istituto il conte Marco Guido di Soragna. L'opera svolta dal primo comandante doveva essere di particolare rilievo se il Cesari così si esprimeva: «L'istruzione di questi quadri era senza dubbio eccellente, specie per le armi di artiglieria e genio per le quali il colonnello conte Guerra impartiva ai suoi allievi molta parte della sua vasta erudizione, curando che ogni anno venissero inviati parecchi suoi allievi di artiglieria ad Olmutz per compiervi assieme agli ufficiali austriaci studi superiori»(52). Nell'anno scolastico 1858-59 i corsi di studio erano il militare, la matematica e la civile legale. I programmi d'insegnamento nei vari anni per coloro che intendevano abbracciare la vita militare prevedevano<53 \: Primo anno matematica: regolamento di servizio e di reparto, regolamento d'istruzione. architettura ragionata, fisica sperimentale, introduzione al calcolo, chimica, lingue tedesca e francese. disegno topografico, ginnastica, scherma, ballo ed esercizi militari; Secondo anno militare matematica: regolamento di servizio l 0 parte, regolamento d ' istruzione, calcolo sublime, geometria descrittiva, storia naturale. lingue tedesca e francese, disegno topografico. ginnastica, scherma. ballo ed esercizi militari; Secondo anno matematica: regolamento di servizio e di reparto, regolamento d'istruzione, fisica generale, fisica sperimentale, logica. etica, lingue tedesca e francese, calligrafia, disegno topografico, ginnastica, scherma, ballo ed esercizi militari;

52) C. Montù. op.cit .. vol. Ili. p. 658. - ASMO. Cancelleria Ducale. Archivio Militare. car. Genio e Aniglieria. T0 ~emestre. 53) ASMO. Atti del Supremo Comando Generale. fi. 489, Storo dimostrante le di1·erse Scuole dei Signori Cadetti della suddetta Accademia nell'anno scolastico 1858·59e Stato dimostrante il merito ottemuo dai qui sottnnotali Signori Cadetti nel 3° Tri· mestre Luglio. Agosto e Se11embre 1858.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR.MATIVI NEL OUC,ITO DI MODENA. REGGIO E MIRANDOLA

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Terzo anno militare: regolamento di servizio e disciplina, contabilità, fortificazione permanente e campale, disegno di fortificazione e topografico, lingue tedesca e francese, economia civile, equitazione, ginnastica, scherma, ballo ed eserci.zi militari; Terzo anno matematica: calcolo sublime, meccanica sublime, cosmografia, economia mrale, lingue tedesca e francese, disegno, geodesia, ginnastica, scherma, ballo ed eserci zi militari; Quarto anno militare: regolamento dì servizio e di campagna, contabilità, fortificazione permanente e campale, disegno di fortificazione e topografico, esercizio di cannone o obisiere, lingue tedesca e francese, economia civile, trigonometria sferica e cosmografia, equitazione, ginnastica, scherma, ballo ed esercizi militari; Quarto anno matematica: istruzione militare generale, geodesia pratica, architettura pratica, disegno, idraulica sublime, meccanica sublime ripetizione del 3° anno, lingue tedesca e francese, equitazione, ginnastica, schenna, ballo ed esercizi militari. Il corso matematico era frequentato dai cadetti destinati al corpo dei pionieri. Le lezion i e le istruzioni di carattere militare venivano impartite nello stabilimento a eccezione di quelle matematiche e scientifiche. Storia naturale, trigonometria sferica, cosmografia, calcolo sublime. introduzione al calcolo, geodesia pratica, architettura razionale, fisica generale, architettura pratica, chimica e fisica sperimentale erano tenute all'università. Si riportano, per notizia, alcuni argomenti di carattere militare svolti durante i corsi: <<Articoli di artiglieria: della natura delle polveri (dei componenti e dei suoi effetti); delle varie arm i da fuoco: portatili e cannoni (loro portata e penetrazione nei muri e nella terra); modo di servirsi della fortificazione (nelle azioni campali e negli assedi); manopere ed evoluzioni delle artiglierie: ponti militari (s pecie e modi di costruirli); sale d'artifizi (dei differenti fuochi d'artifizio per l'artiglieria, la fabbricazione e i componenti); sale d'armi (scelta del locale e costruzione delle rastrelliere, metodo di conservare le armi). Articoli di fortificazione: della fortificazione (campale e permanente); fonificazione campale (rilievi e profili): metodi per tracciare le opere (a linee continue e discontinue, a opere chiuse): delle batterie: loro specie e loro collocazione (da breccia e a tuuo colpo, d'infilata e a rimbalzo); mezzi che si impiegano per aumentare la resistenza dei trinceramenti: approfittando di oggetti naturali (acque corremi. paludi. ecc.), costruendone degli artificiali (cavalli di frisia, tagl iate di alberi. bocche di lupo. ecc.): regole e precauzioni per tracciare le opere sopra terreno irrego lare (domi nate o non dominate da elevazioni in possesso del nemico); dell'attacco e difesa dei trinceramenti (regolarmente o a viva forza).»


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI-IE E DI FORMAZIONF. PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR!

L'indirizzo di studi civile-legale contemplava l'insegnamento delle seguenti discipline: l o Anno: istruzione civile, jus canonico, antichità romana, lingue tedesca e francese, disegno, ginna tica, scherma, ballo, esercizio militare; 2° Anno: pandette, diritto patrio, diritto criminale, economia c ivile, lingue tedesca e francese, disegno, geodesia, ginnastica, scherma, ballo, esercizio militare; 3° Anno: pandette, diritto patrio, diritto criminale, lingue tedesca e francese, disegno, regolamento di servizio e d'istruzione, equitazione, ginnastica, scherma, ballo, esercizio militare; 4° Anno: pandette. diritto patrio. medicina legale, lingue tedesca e fran cese, disegno, equitazione, ginnastica, scherma, ballo, istruzione militare generale, esercizio militare. Le lezioni di istruzione civile, pandette, diritto criminale, storia romana. diritto patrio, jus canonico, medicina legale avevano luogo presso l'università.

L'orario in vigore prescriveva nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato la sveglia alle cinque e un quarto, alle cinque e tre quarti la messa, dalle sei e mezzo alle sette e mezzo studio, indi colazione, dalle olio alle quattordici scuola o studio, quindi pranzo; dalle quindici alle diciassette un 'ora di esercizio militare o di ginnastica e un 'ora di passeggio o cavallerizza, dalle quindici alle venti e trenta scuola o studio, riposo e poi alle ventuno cena e alle ventidue silenzio. Nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle otto alle nove serali venivano svolte le lezioni di ballo. Al giovedì era previsto: sveglia alle sei e mezzo, messa alle sette e mezzo, indi colazione, dalle nove sino alle dodici soluzione di temi, quindi passeggio o visita; alle quattordici pranzo, alle quindici ginnastica, alle sedici passeggio, alle diciassette lingue, dalle diciotto sino alle venti e trenta studio. La domenica invece era dedicata principalmente all'istruzione religiosa, alla recita dell'ave Maria e del rosario, al passeggio e allo studio. Nell'ultimo anno di vita dell'accademia militare estense il corpo docente era costituito dai seguenti insegnanti: istruzioni civili professar Ferdinando Casoli etica professar don Gaetano Ferrari professar Angelo Marchi pandetle


GLI ISTlTl.iTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR.\tArl\1 '\EL DLCATO DI \lODE, A, REGGIO E MlRAI\OOLA

storia naturale

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professar Pietro Doderlein

diritto criminale

professar Marcantonio Parenti o sosti tuto

fortificazione

capitano Filippo Guidugli

trigonometria sferica e comografia fisica generale

professar Pietro Ortali

storia o antichità romana

professar Placido Biondoli

calcolo sublime

professar Pietro Mariannini

introduzione al calcolo

professar Felice Storchi

disegno

capitano Francesco Vandetti

diritto patrio

professar Bartolomeo Veratti

geodesia e pratica

professar Giuseppe Fontana

architettura razionale

professar Antonio Camani

diritto canonico

professar don GioBaua Tarasconi

architettura pratica

professar Luigi Ventura

idraulica ublime

professar Cesare Raziaboni

chimica

professar Alessandro Savani

fisica sperimentale

professar Stefano Mariannini

medicina legale lingua tedesca

professar Giovanni Gandolfi

lingua francese

capitano Adamo Jelleck segretario Paolo Lanzi

economia civi le

dottor Andrea Pililzini

regolamento d 'istruzione e d ' esercizio

sottotenente Alessandro Secchi

regolamento di servizio

un sergente capo classe

contabilità

un sergente capo classe

istruzioni di campagna

signor Vecchi

esercizio militare, sche1ma e ginnastica

un sergente capo classe

cavallerizza

signor Giovanni Scirarini

ballo

signor Achille Tinti

Il 4 maggio 1859 su decisione del duca che affermava «non convenendo nelle auuali c ircostanze di tenere aperta l'Accademia per soli 4 allievi» l'istituto veniva chiuso fino a nuovo ordine. Il 13 giugno cessava per sempre la dominazione estense.


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GLI ISTiìUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMA210NE PER UFFICIALI NEGI. I STATI PREUNITA KI

8. LE ORIGINI DELLA SCUOLA MILITARE DI MODENA II regio governatore delle provincie modenesi Luigi Carlo Farini , il 5 lug lio 1859 emanava, in aderenza alle m utate condizioni politiche. un decreto di scioglimento dell 'Accademia Militare Estense e nominava, nel contempo, una commissione con l'incarico di studiare l'istituzione di una Scuola Militare del Genio, che fosse degna continuatrice della tradizione de lla scuola cisalpina. Il decre to che preannunciava la ricostituzione della scuola recitava (5 4): «IL REGIO GOVERNATORE DELLE PROVINCIE MODENESI Considerando. che l'Accademia Militare Es1en se non risponde nè altilolo che porta nè al concetto proprio di simiglianli lslituti nè alle mutale condizioni politiche di queste Provincie. Considerando, che nel rinnovamento della libertà e grandena Italiana debbono risorgere quelle istitu.tioni. dalle quali la 1'\azione ebbe in passato. c deve nell'avvenire ripromettcrsi grande splendore ed u1ilità. Considerando, che tra queste istituzioni primeggiò in Modena. durante il Regno d'Ita lia la Scuola Militare del Genio, dalla quale uscirono tanti uomini illustri. che accrebbero cd accrescono tutlavia la gloria della comune Patria.

Decreta: ARTICOLO l

L· Accademia Militare Estense è soppressa. ARTICOLO 2

È creata una Commissione incaricata di proporre nel termine di un mese i modi acconci a prontamemc ristabilire e regolare la detta Scuola Militare del Genio, così in accordo cogl'altri Istituti militari de l Regno , co me coi miglioramen ti princi pali della scienza odierna. Il presente Decreto sarà pubblicato nelle fonne volute dalla Legge. Doro a Modena li 5 luglio 1859 IL GOVER:-IATORE

FARI l»

Il timore di una restaurazione armata negli Stati dell'Italia centrale, che facesse segui to all'imprevista e intempestiva conclusione della campagna militare, consigliava il luogotenente generale della Lega dell'Italia Centrale Manfredo Fanti a soprassedere al progetto e a emanare le direttive per la costituzione di una Scuola di Fanteria.

54) Accademia Mil itare Comando. op. cii., p. 125.


Còll ISTITUTI "'ILITARI DI EDl:CAZIO'E E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA. REGGIO E \llRANOOLA

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A tal fine il 13 settembre dello stesso anno il governatore Farini, a nome del Governo Na:ionale delle Prorincie Modenesi, inviava al presidente del consiglio dei ministri del Governo Prov1•isorio Toscano il progetto del generale Fanti in merito alla creazione di una Scuola Militare dell'Italia Centrafe(55l . Stante la difficoltà di trovare un numero sufficiente di giovani ufficiali in possesso d eli' istruzione e della praticavoluta dal loro grado, la scuola militare avrebbe dovuto «fornire un corso completo. benchè elementare, di studi» ai giovani in grado di aspirare alla nomina a ufficiale di fanteria. Le norme, di carattere generale, prevedevano l'ammissione degli aspiranti, provenienti da tutte le provincie italiane. che fossero nelle condizioni fisiche e sanitarie richieste dalla leva militare, in età compresa tra i venti e i ventisei anni, di provata buona condotta morale e civile e che avessero compiuto un corso di studi sino alla rettorica(56 >. L'organico prevedeva un numero di allievi compreso tra i 200 e i 400. I candidati dovevano sottoporsi a «un saggio pratico di Aritmetica e composizione italiana». A parità di merito avevano titolo preferenziale coloro che avevano preso parte all'ultima campagna. i souufficiali. caporali e soldati in servizio nelle truppe dell'Italia centrale, i civi li ammessi per ordine di graduatoria. Le istruzioni che dovevano essere impartite erano le seguenti: regolamento di vari servizi militari, facendo sempre seguire la pratica allo studio della teoria, contabilità di compagnia, scuola teorico-pratica del tiro. topografia e geografia militare, arte e storia militare, schetma di sciabola baionetta e bastone, ginnastica, nozioni elementari di fortificazione. La durata complessiva del corso non doveva superare i sei mesi. Era previsto che le spese fossero ripartite proporzionalmente tra le varie provincie, in funzione del numero dei propri allievi partecipanti. L'organico della scuola, proposto dal governatore delle provincie modenesi era il seguente: «un comandante (ufficiale superiore) tre capitani (di cui uno aiutante maggiore) due luogotenenti o sottotenent i

55) ASF, Governo Pro,•risorio Toscano, fi. 79, ins. 3 HL- Allegali al cap. V, doc. 8. 56) Dal 1849 il corso degli ~IUdi dei ginnasi di prima e di seconda cla~~c del Ducalo. simile a quello parmc~c c t o~cano. era articolalO in sci cla~si: la grammatica o infima. la gramma1ica inferiore, la gramma1ica media. la gramma1ica superiore, l'umanità e la rcuorica.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI':E E DI FORMAZIONE PER U~HCIALI NEGLI STATI PREUNITARI

un ufficiale pagatore un sergente furiere maggiore due sergenti furìeri un sergente tamburo dieci sergenti venti caporali quattro tamburi quattro trombettieri sessanta soldati» Il generale Fanti, assunto nel mese di settembre il comando delle truppe della lega dell'Italia centrale, incaricava il maggiore Giambattista Ruffini, quale comandante designato della scuola militare, di studiarne l'organizzazione e nel contempo, con la determinazione del 5 ottobre 1859 <57), rendeva pubblica la volontà di fondare entro breve termine lo stabilimento. La Notifica:ione ricalcava nelle linee essenziali la precedente proposta presentata al governo provvisorio toscano. Il 21 ottobre il maggiore Ruffini riceveva la nomina ufficiale di comandante della scuola. Alcuni momenti significativi relativi alle fasi che precedettero l 'apertura dell'istituto sono evidenziati dalle lettere inviate dal generale Fanti al Ruffini in data 14 settembre c 2 dicembre<58l. Con la prima si preannunciava l 'arrivo degli ufficiali destinati a far parte del quadro permanente, per il lunedì alle ore otto, presso la sede dei vecchi istituti militari modenesi (la caserma dei pionieri) al fine di procedere nella «compilazione di un regolamento fondamentale di organi7zazione della Scuola, tanto per la parte amministrativa, quanto per la parte disciplinare ed in seguito ancora venire ad un progetto d'istruzione per diver. i rami, contenuti nel decreto d 'istruzione di questo stabilimento». La seconda lettera conteneva giudizi lusinghieri e piena approvazione per «i regolamenti, gli ordini del giorno ed i programmi». L'autore coeludeva: «lo sono convinto che sotto l ' impulso della sa via direzione che la Signoria Vostra saprà dare a codesto Istituto, coadiuvato com 'ella sarà dai distinti ufficiali proposti alla disciplina e all'insegnamento, si raggiungerà senza dubbio lo scopo di formare degli utili e capaci ufficiali pel servizio della patria».

57) Accademia Militare Comando, op.cit., p. 126.- Allegati al cap. V, doc. 9. 58) G. Canevani. op.cit., pp. 122-3.


OLJ ISTITliTI MILITARI DI EDLCAZIO!\ E E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA. REOOIO E MIRANDOLA

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Il personale permanente in organico, per deci ione del Fanti, era «scelto fra i diversi Corpi dell'esercito dell ' Italia Centrale. tanto per gli Uffi ciali come pe ' sottouffic iali, caporali e soldati». Il 2 1 ottobre il maggiore Ruffini provvedeva con la seguente comunicazione a iniziare il reclutamento degli aspiranti C59>: •<Dietro ordine di Sua Eccellenza il Generale d'armata, comandante in capo l'esercito della Lega. ministro della guerra. è stabil ito che tutti quelli che hanno fatto domanda di entrare nella Scuola Militare, costituita in Modena. dovranno presentarsi nel locale alla medesima destinato, già "Caserma Pionieri'', al comando della Scuola, colle norme seguenti: Quelli delle Provincie Modenesi nel giorno 28 corrente; quelli delle Provincie Parmensi nel successivo giorno 30: quelli delle Provincie delle Romagne nel 1° novembre; quelli delle Provi ncie Venete nel successivo giorno 2 novembre. »

L'ammissione alla scuola veniva prorogata dal 20 ottobre al 15 novembre; l'istituto inizi ava a svolgere la sua funzione i primi di dicembre con 429 allievi . Di scarso rilievo erano le differenze tra le norme esposte nel primo progetto della scuola e quelle delineate dalla notificazione. In particolare. il numero degli allievi era fi ssato in 300 unità; titolo preferenziale, a parità di merito, era l'aver pre o parte all'ultima campagna, essere militare, figlio di militari o di civili morti per l' indipendenza italiana in primo luogo, di impiegati militari o civili in servizio o morti in servizio o vittime dei passati regimi. Erano, inoltre, preferiti nel l ' ordine i giovani provenienti dalle provincie parmensi, modenesi e delle romagne, quindi i veneti e quelli delle altre provincie. Il governo provvisorio toscano chiaramente non aveva aderito ali ' iniziativa poiché il liceo militare di Firenze era in grado di preparare adeguatamente i propri quadri. La durata del corso era fi ssato in sei-otto mesi, al termine dei quali gli allievi sostenevano un e ame finale, in base al quale veniva accertata l' idoneità e definita l ' anzianità. Il nuovo ordinamento prevedeva. oltre al comandante. un comandante in 2°, due capitani e quattro luogotenenti o ottotenenti anziché tre capitani e due luogotenenti o sottotenenti. Con la s uccessiva notificazione dell '8 marzo 1860 del comando generale de lle truppe della lega dell ' Italia centrale C60l erano indette, a ini ziare dal 20 aprile, nuove ammiss ioni , principalmente per i corsi di fanteria, alla scuola militare di Modena per i cittadini delle sole provincie dell ' Emilia. li documento era compilato a Torino a firma del generale in capo Fanti.

59) G. Canevazzi. op. c it.. p. 123. 60) G. Canevazzi. op. c it .. pp. 119-2 1. - Allegali al cap. V, doc. l O.


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GLI ISTITUTI DI EDCCAZIOl\li li DI FORMAZIO'IE PER UFFICIALI '\EGLI STATI PREU'IITARI

Gli ammessi al corso suppletivo erano soggetti alle leggi c ai regolamenti di disciplina in vigore e dovevano sottostare alle condizioni prescritte dalla legge sarda del 1854 sul reclutamento dell'esercito. Gli aspiranti non in possesso del diploma di magistero, dell'attestato di maturità o altro titolo di studio equivalente. dovevano ottoporsi a esame sulle seguenti materie: lettere italiane. elementi di s toria generale e di geografia. aritmetica, geometria piana e solida, prime nozioni di algebra e nozioni elementari di fisica. La commissione d'esame era composta da due sottocommissioni speciali, ciascuna costituita da tre membri, preposte a presiedere rispettivamente gli esami delle di cipline letterarie e di quelle scientifiche. Il corso doveva avere la durata di un anno o <<minore in caso di straordinari bisogni dell'Esercito». L'anzianità di grado veniva stabilita in funzione dell 'ordine di merito risultante «d al complesso dei risultati accertati durante l'anno» e l'idoneità constatata con esperimento. Gli allievi approvati che per carenza di vacanze non potevano essere promossi sottotenenti dovevano prestare servizio con il grado di sergente in un corpo deli' esercito in attesa del loro turno di nomina. La scuola. il15 marzo 1860, 1isu ltava ordinata su un comandante e un comandante in 2°, entrambi ufficiali superiori , un maggiore direttore degli studi , quattro capitani comandanti di compagnia, un luogotenente ai utante maggiore in l ~ . un sortotenente ufficiale pagatore e cinque sottotenenti, ai quali se ne aggiunsero al principio del secondo corso altri sette e un cappellano militare. L' i tituto, che nelle linee generali manteneva i criteri fo rmativi adottati nel primo corso, con provvedimento reale di pochi giorni s uccessivo alla notificazione, diventava Scuola Militare di Fanteria: era così chiamato a foggiare per la prima volta i sonotenenti del costituendo esercito italiano. A seguito del regio decreto del 25 marzo 1860 gli eserciti dell'Emilia e della Toscana venivano incorporati ne LI 'esercito dell'armata sarda. La posizione della scuola neli 'ambito de li 'armata era definita dalla Relazione e R. Decreto sulla riunione in un solo e sresso Esercìto di quelli delle provincie dell'Emilia e della Toscana colf Esercir o Sardo del 25 mar:o 1860 C6l >. Ali 'articolo 7 e. sa recitava: «Gli i. tituti militari così dell'Emilia

61) Giornale Militare, 1860.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI MODENA, REGG IO E MlRANDOL~

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come della Toscana sono per ora conservati quali sono, finchè per via di appropriate disposizioni siasi potuto provvedere ad un ordinamento generale di tutti gli istituti del Regno». Il riordinamento dello stabilimento ven iva sancito con il decreto del 9 maggio (62) che ordinava: «È istituita in Modena una Scuola Militare di Fanteria ad identico scopo di quella già stabilita in Ivrea». Era annesso un quadro numerico del personale permanente, che assumeva la seguente fisionomia: un comandante (uffic iale superiore) un maggiore quattro capitani nove ufficiali subalterni un medico di reggimento un furiere maggiore cinque furieri ventun sergenti un caporale maggiore un caporale tamburino dieci caporali quattro tamburini quattro trombettieri sessanta soldati. Sempre a firma del ministro della guerra Fanti faceva seguito la circolare N. 61 del l O maggio (63). La parte essenziale del testo precisava: «La scuola, continuandosi a quella che già esisteva nel! 'Emilia, verrà formata collo stesso personale che apparteneva a quest'ultima, salve quelle variazioni che saranno necessarie onde recarla a numero in conformità del mentovato Decreto; al qual fine io mi riserbo di fare i provvedimenti opportuni tosto che mi vengano fatte le necessarie proposte». La Scuola Militare di Modena, in sede di riordinamento generale degli istituti militari del Regno, si accingeva ad assolvere, inizialmente, un ruolo

62) Giornale Militare, 1860. 63) Giornale Mi/ilare . 1860.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZJOJ'.E E DJ FORMAZIOKE PER UFFICIALI NEGU STATI PREU:-!ITARI

analogo a quello svolto dalla Scuola Militare di Ivrea e, successivamente, a divenire non solo l'unica scuola di formazione per gli ufficiali di fanteria (1861 ), ma entro un breve lasso di tempo anche per quelli di cavalleria (1865). La città di Modena, che nelle occasioni storiche della discesa delle truppe napoleoniche in Italia e dell'epopea risorgimentale si era fatta porta bandiera dell'unità italiana, vedeva riconosciuta la sua fede nella Patria con la riconferma della sua istituzione militare, erede ideale di una ininterrotta tradizione.


CAPITOLO VI

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA


GLI ISTITUTI ~I ILITARI DI W t:CAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI PARMENSI Sin dal tempo dei Farnese l 'organizzazione militare del Ducato assolveva funzioni meramente presidiarìe, di rappresentanza e di scorta anche se all'occorrenza era in grado dì assicurare l'ordine pubblico e di far fronte alle insurrezioni e alle rivolte appoggiate dall'esterno. Come tutti gli eserciti a carattere dinastico dipendeva dalla corte ducale e faceva tradizionalmente capo al duca. Le prime leggi organiche atte a conferire allo Stato una certa solidità politica e militare erano promulgate da Ranuccio l Farnese con l 'editto del 12 dicembre 1594. Ispirandosi alle idee espresse dal Machiavelli ( l) e seguendo l 'esempio di Emanuele Filiberto di Savoia, i l Farnese costituiva la sua milizia rinunciando parzialmente all'esercito mercenario troppo oneroso e obbligando i propri sudditi, con opportuni temperamenti, a prestare servizio militare dando così v ita, per usare le parole del tempo, a: <<l 'esercito et la disciplina, senza gravezza et incomodità di gente strana, rendersi abile et bastante alla difesa et sicurezza propria e del territorio ducale». La milizia, a imitazione di quella piemontese, aveva una organjzzazione territoriale che consentiva la possibilità di non distogliere i cittadini dalle loro normali occupazioni. l coscritti erano selezionati trà gli iscritti nelle liste di leva, reclutati da ufficiali appositamente incaricati e quindi ripartiti nelle varie compagnie, che assolvevano anche compiti di centri di mobilitazione. I capitani pertanto dovevano risiedere nell'ambito del territorio di reclutamento dei miliziani. Tali caratteristiche dell'esercì to parmense rimasero peculiari sino ali ' estinzione della casata dei Farnese. Dopo le vicissitudini del Ducato durate per quasi un secolo, la milizia assumeva durante la reggenza di Maria Luigia prima e dei Borboni poi la fisionomia comune alla maggior parte degli eserciti ottocenteschi europei. La coscrizione era estesa a tutti i giovani diciannovenni, con le previste eccezioni. L' incorporamento avveniva per estrazione a sorte con possibilità di surrogazione per i più abbienti. In caso di aggressione, avvalendosi della Convenzione militare del 14 marzo 1822, il reggente poteva richiedere l'aiuto dell'alleato austriaco, che in virtù di quell'accordo aveva acquisito il diritto di guarnigione in Piacenza.

l ) N. Machiavelli, Discorsi, Il Principe, Arte de/fa Guerra.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FOR.\1AZlOl'\E PER UFFICIALI

EGU STATI PREUMTARI

Nel 1854, come risulta dalla Recapito/azione della forza numerica dei Corpi Militari dello Stato del 28 aprile, l 'entità della milizia ammontava a 3.913 uomini, dei quali 2.653 in servizio, su una popolazione di circa 500.000 indi vidui (2) . 2. IL COLLEGIO DE ' NOBILI CONVITTOR I DI PARMA Ali ' inizio del Seicento si può già parlare de li 'esistenza a Parma di un collegio di educazione e di formazione per certi aspetti anche militare, con caratteristiche simili a quelle degli istituti che saranno costituiti nel periodo successivo presso Stati di maggiore rilevanza politica, tra questi la celebre Reale Accademia di Torino. Anche se non può essere considerato un antesignano nel s uo genere<3> sicuramente figura cronologicamente tra i primi, tanto da precedere di quasi settant'anni, per quanto concerneva l'insegnamento degli eserc izi cavallereschi , l 'accademia piemontese. Infatti per volontà del duca Ranuccio I. il 28 ottobre 160 l iniziava la propria vita il Collegio de' Nobili convittori di Parma. Il fondatore dell ' istituto, principe deli ' Accademia degli l nnominari, oltre che esperto deli' arte militare per essere cresciuto in mezzo alle armi e per aver combattuto

2) L'entità delle forze milirari risuha nell'Annuario Statistico Italiano dell'anno 185758 pari a 4.130 uomini e 247 cavalli alla voce stato auualc, 6.139 e 338 a quella del piede di guerra: nel Riassunto generale delle jor;e militari dell'anno 1858 invece a 3.060 uomini e 402 cavalli sul piede auuale, 4.120 e 596 sul piede di guerra (vds. nota (3) del cap. V). 3) È sroricamcnre accert ato che nella città di Mi lano il4 giugno 1573 l'Arcivescovo Carlo Borromeo. al fine di «sottrarre i giovaneui del patriziaro milanese dall'ozio e dalla lussuria delle loro case. per preparare una generazione nuova nello studio e negli eser· cizi della pietà cristiana» (cardinale li defonso Schuster il Collegio della Madonna dei Nobili in una cedola testamentaria di S. Carlo in Ambrosius 14, 1938. pp. 205·11), fondava il collegio di S. Maria dei obili, dctro dal 1574 di S. Giovanni Evangelista dalla au igua chiesa di Porta nuova. In data non anterio re al 1595, il Cardinale Federi· co Borromeo apporrava ulterio re fama al collegio isri tuendo nell'ambito del lo stesso l'Accademia delle belle lettere. detta de' Perse\•eranti. affinché «i Nobili abbiano a proseguire in tutlo il corso della loro vira in quella cultura delle Scienze, che fu loro insinuata mentre erano ancoro giovanetti». In seguito. con il subentrare dei padri Gesuiri agli Oblari nella direzione del collegio. i convittori potevano essere educali oltre che nelle lettere anche nelle arti cavaliere· sche <<Onde si vede e si ammira in essi le Arti di Cavaliere con le Massime di vero Cattolico». (S. Latuada, Descrizione di Milano. Milano 1738, pp. 288-9 1).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA. PIACENZA E GUASTALLA

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sui campi di battaglia di Francia e delle Fiandre, era persona estremamente colta e amante degli studi e dei viaggi. Il collegio, la cui costituzione seguiva nel tempo e a brevissima scadenza, la instaurazione dell ' università di Parma (1600), si prefiggeva il fine di preparare gli allievi agli studi universitari e nel contempo di costituire una scuola autonoma in grado di dare adeguata educazione ai giovani nobili. Era aperto sia ai gentiluomini dello Stato parmense sia a quelli degli altri regni e principati d ' Italia e d 'Europa. Come sede dell'istituto veniva prescelto il palazzo detto de Bernerii, attiguo alla chiesa di S. Marcellino<4l. Come si desume dalle Regole et Ordini del Collegio de' Nobili Convittori di Parma eretto da S.A. Serenissima sotto la Sua protettione <5 l del 1601 e dall 'Informa zione, condizione necessaria per l 'ammissione era la nobile estrazione «Capaci di una croce di Malta>> ed essere inoltre, timorati di Dio, obbedienti e costumati, mostrare intelligenza e attitudine agli stud i nonché avere età compresa tra i dieci e i vent'anni. Gli allievi frequentavano la scuola pubblica in qualità di convittori del collegio per cinque anni e, all'interno di esso, disponevano di ripetitori . Durante le ricreazioni gli scolari conversando tra loro, dovevano usare la lingua latina. Il collegio dei nobili acquistava nel tempo una f~­ ma singolare tanto da rimanere, secondo taluni , modello insuperato soprattutto negli studi speciali, che allora erano compresi nella denominazione di arti cavalleresche (lingue vive, belle arti, rappresentazionj teatrali, musica, canto, ballo, giochi ginnico-sportivi, equitazione, esercizi d'arme, arte militare, scienza delle fortificazio ni). La scuola ranucciana, a differenza della quasi totalità degli altri collegi-convitto di educazione italiani dove solo a iniziare dal periodo degli anni cinquanta del XVII secolo adotteranno tra le varie discipline d 'insegnamento, gli esercizi e le scienze cavalleresche, prevedeva sin quasi dal suo sorgere dei programmi di carattere militare. Come scriveva lo stesso Ranuccio I ciò era stato possibile poiché l'istituto, pur diretto dai gesuiti, non era dei religiosi bensì del duca.

4) Il palazzo Bernieri nel tempo si arricchiva di costruzioni accessori e e acquis iva aree limitrofe (a iniziare dal 1607 con l'accessione della Casa delle Convertite per proseguire per tu no il Seicento con la costruzione di importanti infrastrutture tra le qual i un teatro, un teatrino e una cavallerizl.a). L'edificio di S. Caterina, com~ era comunemente designato, cessava di essere sede del collegio nel 1833 con l ' abbattimento parziale del complesso. 5) ASPR. Grida rio. b. 17 , gr ida 87 e 88. - Allegati al cap. VI. doc. l.


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GLI ISTITl'TI DI EDUCAZIONE 1: DI rOR \1AZIOl\' E PFR UFFICIALI !\EGLI STATI PRI'UN ITARI

Mentre con l'ordinamento del 1601 il collegio consentiva lo studio «per utile e comodo d i quelli, c he, ò à lettere humane attendessero, ò si applicassero agli studj di Filosofia» con quello del 1603 estendeva il beneficio «di apportare simile comodità a quelli ancora, che studiano leggi», ne derivava perciò la creazione del Collegio de ' Nobili conviuori legisti<6>. Non è accertato se i due collegi fossero uniti o separati , quasi sicu ramente erano due sezioni di uno stesso istituto. fl grado di istruzione probabilmente non era né a li vello di scuola secondaria, né esclusivamente superiore, ma l ' uno e l 'altro insieme. Con la firma dell'accordo del 27 genna io 1604, intercorso tra il du<.:a di Parma e il rappresentante del generale de lla compagnia di Gesù, il governo del collegio passava ali 'Ordirzem. In ottemperanza al capitolo quarto del doc ume nto l'età di ammissione veniva stab ilita in «undeci anni in su, e t quattordec i in giù , e t vi possano stare sino alli venti anni , et non più, e nza nuova dispensa di Sua Altezza et consenso de' Padri». In virtù del paragrafo 7 gli studi venivano riordinati secondo la tradi zione delle scuole gesuitiche. «Che daLI i Padri dovranno essere esaminati, et. governati nelli studii , et distribuite loro le classi come a' Convittori del Seminario di Roma si fa». Il cor o delle lezioni contemplava quindi, oltre agli insegnamenti del grado infe riore, la filosofia, le matematiche, la geologia e legge. Gli alunni convi ll ori dovevano pert anto frequentare le scuole pubbliche de i gesuiti. Agli insegnamenti previsti dalle regole de l 1601 e 1603 si aggiungevano in tempi diversi delle altre discipline: fo rtificazioni , disegno, scherma, giuoco di picca, maneggio della bandiera, salto de l cavallo, far conti. lingua francese, ccc., discipline che «Se rvono a perfezionare un cavaliere» . Importanza particolare aveva «l 'esercizio del cavalcare» tanto c he, per la capacità degli istruttori e pe r l a cavallerizza, il collegio di Pa rma si distingueva fra tutti gli altri d' Europa. Un accenno all'insegnamento delle materie e alle attività di carattere militare compare, in particolare quando s i cita la matematica, nello

6) ASPR. lstru:ione Pubbltca di età fame siano. b. 9 Collegio dei Nobili . 7) G. Capasso. Il Collegio dei Nobili di Parma, pp. 20- 1. - ASPR, Co/lefiiO dt>i Nobili (l 600- 1784 ).istruzione al Padre Carlo De Sandri Provinciale per rifcrirla al Padre Generale della Compagnia di Gesù. - BPP. Memorie Storiche. mss. cod. 561, pp. 209l L O. Smeraldi. De' Principi e Progressi del Collegio dc· :-.:obili di Parma e reno dal Serenissimo Duca Ranuccio l'anno MDCT.


RE GOLE, &

O RDI N I DEL COLLEG I O de'Noblli ConuittorìLegifH di Parma. ERETTO DA S. A. SERENISS. So[(o la fua protettione .

Frontc~pi7iO delle Regole & Ordini dc! Collegio de· :\o bili Convittori Legi;,ti di Parma

Archil'io di Stato di Parma


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E fOR)I!ATJVI NEL DUCATO DI PARMA. PIACENZA E GUASTALLA

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scritto inviato dal duca Ranuccio I al generale della compagnia dei gesuiti Carlo De Sandri<8l: <<Premesso essere il ballo "attione, et esercitio in se stesso bono per la salute del corpo e per la sveltezza della vita et farsi il giovine ben creato et garbato". ed aver egli sempre provveduto a correggere gli errori e impedire le esagerazioni e gli abusi, dichiarava non comprendere come ciò non potesse convenire al collegio, solo perchè diretto da religiosi; senza dire che il collegio non era dei religiosi, ma del duca. E soggiungeva: "Che scanda lo può nascerne, o ne è naio? Posso più tosto dire, che mentre tali esercitij sono stati in Collegio, non solo il Collegio è fiorito molto, ma è stato sempre contento, in pace, senza risse, et discordie. et senza otio, et mentre si trattenevano .in simili esercitij non davano luogo ad altri pensieri più molesti, che sono d'offesa di Dio: perchè alla fine li spiriti svegliati de ' Nobili vog liano occupatione, et occupatione simile alla nobile narura loro". Lo stesso si può dire della scherma, non utile alla salute, ma necessaria alla difesa; "oltre che chi vole portare la spada come li pii! che vengono nel Collegio la portano, sono in obbligo di imparare ad adoperarla per serviti o di Dio primieramente et poi per defesa della sua persona [... ]et se tale esercitio si deve escludere dal Collegio perchè fa li uomini idonei alla diffesa, et offesa legi ti ma, si deve anco escludere la matematica, nella quale si insegna fare le fortificationi, trincee. alloggiamenti, baloardi, altigliarie et simili cose militari et macchine et inventioni male delle quali li huomini si possono servire con peccato contro il prossimo et particolarmente io guerre ingiuste[... ] L'ultimo esercitio è il cavalcare, il quale non era comune al Collegio, ma proprio de' filosofi , et de' più grandi, et quasi premio de' più diligenti; et non si può dire quanti per arivare al cavalcare si sijno avanzati nello studio con riputazione delle scuole. et del Collegio, et quanto adesso languiscano in Collegio li SIUdij maggiori con il mancamento di così onorato esercitio". Perchè si deve negare un tale esercizio ai collegiali. "persone della prima nobiltà d ' Italia'?" E che pericolo può esservi pei collegiali se si recano e si esercitano là dove si recano e si esercitano i figliuoli di lutti i nobili della c ittà ed io vi mando "non solo li miei paggi, ma anco mio figliuolo?" Dunque si ristabiliscano gli esercizi cavallereschi ed io ·'farò si che ogn'uno haverà da grandemente lodare anco li Padri che nel suo collegio habbiano così onorari esercitij per trattenimento, el inforn1a1ione della nobiltà più giovane[ ... ] Se io conoscessi che fosse di servitù del Collegio non lo proporrei, ma perchè conosco che è gran servitio lo propongo et ne fo l'istanza sudetta".>>

La morte del duca (1622), la minore età del successore e le vicissitudini del ducato videro una temporanea decadenza del collegio e in particolare per quanto concerneva l ' insegnamento degli esercizi cavallereschi e dell'equitazione. Un nuovo ordinamento degli studi veniva decretato da Ranuccio II ( 1650), che per la cura profferta in ogni settore a favore del! ' istituto può

8) G. Capasso, op. ci l., pp. 13-5. - Archivio del Convitto.


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GLI ISTITUTI DI EDI.:C~AZIOI'E F DI FOR\1AZIOXE PER UFFICIALI MiGLI STATI PREU:-.IITARI

essere considerato il secondo fondatore. Sono i uoi auspici. come dice il Capasso<9>: «L'ordinamento degli studi ebbe le modificazioni e i perfezionamenti. che la prosperità dell'istituto richiedeva e rendeva possibili in armonia. s' iruendc. con la famosa Ratio Stu· diorum.fondamenro di ogni sn10la gesu ira .»

Dall'Informazione diretta a que' Cawlìeri, che I'Ogliono collocare per educa:ìone i loro signori Figliuoli nel Reale Collegio de' Nobili di Parma<lO> senza data, ma vero!>imilmente degli anni settanta-ottanta, si può desumere il genere d· istruzione impartito nel con vino. Agli ammessi in 1enera età veniva insegnato a leggere e scrivere nonché i primi principi di grammatica. Per i più grandi «in Collegio v'è il comodo di studiare Grammatica fino de' primi rudimen ti, Umanità, Reuorica, Filosofia, Matematica, Geografia, Teologia, ed anche le Leggi (lezioni d 'instituta Civile e Canonica, d 'ordinaria Civi le e Canonica, di pratica Civile, criminale e una straordinaria de Feudìs)». Erano impartite inoltre lezioni di geografia, di cronologia e di storia. In merito agli esercizi cavallereschi era detto: «ll Signor Duca. che non lascia occa~ione alcuna di favorire quc~to ~uo Collegio. e di promuovere in tutto la buona educazione. c l'avanzamento di qucqi Signori in ogni sorta di virtù. dà il comodo di imparare a cavalcare. e correre nella Lina, all'Anello. Quintana &c. dentro il Collegio, e pe' soli Signori Convinori. E perchè questo Esercizio serve ancora di stimolo a studia re, si concede si ngolarme nte a· Filosofi. Leggisti, e Rettoric i del ~ccondo anno, perchè per gl i altri di Scuole inferiori ri· cercasi particolar licenza di Sua Alteua Serenissima. Fra'l giorno, nel tempo solo, che avanza allo studio, e serve per la ricreazione. acciocchè i Signori Convittori abbiano sempre in che occuparsi virtuo:.amcnte, e con utile. loro ~i permette. concorrendovi però l'espresso assenso de' Signori Parenti, l'attendere ad alcuni pochi csercizj Cavallereschi. che perciò non impediscono punto il medesimo studio[... ) Vi :.ono per tanto più Ylaestri. anche dello stesso e:.erciLio. conforme alla moltitudine degli Scolari, di scrivere. di far conti. di Lingua Francese. Spagnola, Tedesca. di Geografia. di :.onare d'ogni sorta di stro· mento col fondamento anche della Ylu~ica. di cantare, ballare all'Italiana, ed alla Francese. maneggiar Arme. Spada. Picca. Bandiera. Moschetto, volteggiarsi sul Cavallo, di· ~cgnare di Fortificazione. d i Figure. di Pro~pettive. dipingere &c.»

Oltre alle cinque ore di scuola giornaliere, i giovani dovevano dedicare allo studio, nelle proprie camerate, due ore e mezzo al mattino e altrettante dopo il pranzo, con possibilità di ricevere delle lezioni private.

9) G. Capasso. op. cir.. pp. 67-9. 10) BRT. P.M. 3991. 10.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI l'EL DUCATO DI l'ARMA. PIACENZA E GUASTALLA

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La riforma degli studi prevedeva anche un ampio sviluppo degli insegnamenti complementari e facoltativi, cioè degli esercizi cavallereschi. Il posto d'onore aveva tra questi, anche in omaggio alla tradizione, l'equitazione. Inizialmente prevista per gl i studenti di filosofia veniva ora estesa anche a quelli di legge e di retorica del secondo anno. A tal fine il duca On: «Ordinò inoltre che dalla sua cavallerizza fosse condolta al collegio "tu !la quella quanti là di cavalli dei migliori'' che occorresse e che desse lezione lo stesso suo cavallerizzo( 12>. Negli ultimi tempi, essendo ammessi a cavalcare quarantaquamo convittori, il duca mandava 26 cavall i. Alla cavallerizza si aggiungevano altri esercizi, come la corsa nella lizza all'anello, la qu inrana, ere. Ma vi erano anche maestri di lingua francese, spaguuola, tedesca; "di sonare d· ogni sona di srromento col fondamento anche della musica, di cantare, ballare al\ ' Italiana, et al la Francese, maneggiar arme, Spada, Picca, Bandiera, Mosc hetto, volteggiarsi sul cavallo, disegnare di fortificazioni , di Figure, di Prospettive, dipingere. etc." Il numero degli insegnamenti, ai quali ciascun alunno poteva ded icarsi contemporaneamente, era limitato a due pei piccoli e a quattro pei grandi, non compreso il cavalcare. Ma un po' perchè la spesa di questi insegnamenti facoltati vi era a carico degli alunn i, un po' perché alcuni, auendendo a parecchi di essi. trascuravano talvolta gli studi "con mormorazione e con poco gusto de' loro congiunti", il duca nel 1686 ordinò che fossero limitati e che. a ogni modo. se ne concedessero ai convittori delle scuole inferiori uno o due al più; e a quelli delle superiori non pjù di quattro, ·'compresovi l'esercizio d'imparar le lingue". Per accertare il profitto dei convittori in questi esercizi e "per aggiungere stimolo a medesimi di attendervi con maggior applicazione", si davano durante l 'anno parecchie accademie pubbliche c private, anche degli insegnamenti cavallereschi.>>

La perm anenza nel convitto verrà più tardi consentita, per coloro che avevano frequentato il corso di legge, sino al compimento degli studi universitari.

L'Accademia degli scelti Nel 1672 il duca istituiva nel! ' ambito del collegio dei nobili una nuova Accademia detta degli scelri0 3)_ L'inaugurazione aveva luogo nel salone

I l) G. Capasso op.cit.. pp. 70-1- Archivio del Convillo, Lettera del Duca al Rettore de l

12 gennaio 1670 e del 26 luglio 1686. 12) Antonio Vezzani, il maestro di scherma, picca, bandiera, nel collegio pubblicava alla fine del Seicento un libro di questi giuochi ed esercizj, che al pari di que· del bai· lo . del pallone, della pilote/la . e del trucco molto influiscono sull'agilità. e sulla snellezza della persono: omamellli, che mmo bene si COn\'engono in ogni tempo a· Gio vani di Condi;ione (0. Smeraldi. op.cit., nota ( 3) pp. 199-200). 13) Era consuetudine de l tem po istitu ire all' interno dei collegi d i educazione un'accade-

mia nella quale venivano ammessi i convittori che si distinguevano per capacità intelleuuali, rendimento negli studi e abilità nelle varie discipline cavalleresche.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

dell ' istituto il 27 febbraio dello stesso anno. Inizialmente il suo ordinamento attribuiva un indirizzo preminente agli studi letterari, nonostante al paragrafo 2 della Tabulae Cereae Statuta del Trium Tabularum fosse esplicitamente detto: «Litteraria eminentes in republica Academiae capaces sunto: Non hinc exclusis, qui equestres inter artes nota distinguuntur insigni»<14l. L'indirizzo generale veniva modificato nel 1678 (17 gennaio), data dalla quale si iniziava ad accogliere nell'istituto anche accademici d'armi. Lo conferma pure il paragrafo Degli Esercizij Cavallereschi dell'Informazione Diretta à quei Cavalieri, che vogliono mettere i loro Signori Figliuoli nel collegio de' Nobili di Parma<15) del1682 il cui testo, che peraJtro attiene alle discipline insegnate nel convitto, è identico a quello riportato nella sopra citata Informazione. La disciplina definita fortificazione non deve indurre in inganno. Più che un testo di fortificazione le Leetioni di F ortificatione ricevute nel Ducale Collegio di Parma imparando dal Signor Giuseppe Ruta, dell701(1 6 l, rappresentano un compendio d'arte militare poiché, oltre ad affrontare compiutamente il tema proposto dal titolo, trattano argomenti di tattica, organica e logistica, come risulta chmaramente dali' elencazione dei capitoli: «Deffinitioni, e Divisioni della Fortificatione (prese da Mallet); Massime generali della Fortificat ione (prese dal K. De Ville e Mallet); Maniera di dividere una linea a piacimento; Modo di ritrovare il Centro ad un Circolo ò per far che un Circolo passi pe r tre punti dati a piacimento; Maniera di dividere un Circolo: Le parti che compongono il Recinto di una Fortificatione sono Cortina, Fianchi, e Faccie; Modo di fare una Tenaglia, per de lineare un loro esagono; Angoli , e parti di una Piazza: Tavola per formare la linea maestra o il contorno di una piazza regolare (Metodo di M. Vauban); Modo di delineare una fortezza di sei Baloardi; Baloardo pieno. Cavallieri , e Garette: Barbette; Speroni; Modo di fare I'Orecchione, Canoniere, Magazzeni; Misure per tutte le Parti del Profilo per le Fortezze; Maniera di fare diverse sorti di Falsebrache, Caponiera e Fosso; Maniera di fa re Srrada, Piazze d'Armi, Cunetta, ed Asda lto; Maniera di fare Rivellino, Traverse, e Coffani, Lunette, Rivellino di Controguardia o Stranlurnette, Rivellino a Cornè, e modo di fa re le Conserve, Ri vell ino con fianchi e Corpo di guardia negli angoli Risaltati. Opera a Corno, di Corona. Della fortificatione irregolare: Massime per l'irregolare . Balloardo doppio uno sopra l'altro, e Treppio, per far passare un fiume: Modo di introdurre un fiume frà due mezzi balloardi; Maniera di correggere gli angoli acuti, e rientranti, con un ripiego per il fosso, e

14) G. Capasso, op.cit., pp. 74-6; Trium Tabularum. 15) ACSC, fi. B VI 7. 16) BRT, Fondo Saluzzo , 521.


CLJ JSTITUTI MILJTARJ DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA

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false brache; Fortificare un luogo vechio circondato da Torri rotonde; Come e quando si debba servir del sito medesimo; Modo di correggere una Cortina lunga; Come si debba regolar incondrando de· Redeus; fortificar un sito senza Balloardi; Maniera di far la Cittadella: Forti da Campagna. Del! ' oppugna tione, Assedio. Diffesa, Evolutioni di lnfanteria. Cavalleria; Dell'Assedio; Degl'Alloggiamenti, Alloggiamenti per la Cavalleria, degl'Attacchi; Delle Trincere, Batterie; Del!' Attacco, e presa delle Fortificationi; Esteriori; Come sostenere, ed impedire le Sortite, Mine, spessore di Controscarpa; Passaggio del Fosso; Ordine degli Attacchi; Della Resa della Piazza; Precauzioni levando l'Assedio; Della Diffesa; Osservationi particolari spe ttanti i Governatori di Piazze. e prima delle loro qualità; Di ciò che dovrebbe sapere; Prime Osservationi del Govematore arrivato a governar la Piazza; Ordini generali, che dovrà dare il Governa10re di una Piazza; Quando la Piazza avrà Abitanti; Cosa deve fare un Governatore rispettando l'Assedio: Ciò che deve fare l'inimico essendo s icuro d 'esser assediato; Osservationi per far tardar gl'Approcci de· nemici; Sortite; Maniera per rompere i Ponti de' nemici; Diffesa delle fortificazioni; Soccorso; Come il Governatore può stimolare i soldati alla Diffesa; Ritirate: Ordine per sostenere gl 'Assalti. Delle Cariche, Officiali, Generali d'Armata e de' doveri di tutte le genti da Guerra: del Soldato, de i Lancie Spezzate, del Caporale, del Sargente di Compagnia, dell'Alfiere, del Luogotenente, del Commissario, del Capitano, del Tamburo, del Foriere, del Prevosto. del Maresciallo deg li Alloggiamenti di un Reggimento, del Maggiore, del Maresciallo di Battaglia, del Maresciallo Generale degl'Alloggiamenti del l'Armata, del Mastro d i Campo, del Maresciallo di Campo, del Generale de· viveri, del Generale de li' Artiglieria, del Generale della Cavalleria leggiera, del Colonello dell'lnfanteria, del Generale. Eserci1j di Moschetto. soliti à farsi da ogni soldato (scriui in lingua italiana. tedesca e francese); Esercitj con la Picca; Delle evolutioni Mi litari; Le evolutioni della Cavalleria; Gli ordi ni di combattimento».

el periodo di maggior splendore l 'accademia degli scelti prevedeva tre gradi o classi: «lettere, armi e specolativa». Era inoltre consentito allo studente ammesso al grado di accademico di lettere di concorrere per quello di accademico d'armi, sostenendo le prove d'armi e di lingue (escluse la latina e l'italiana). La fama del collegio farnesiano varcava i confini d'Italia tanto che nel 1667 vi alloggiavano 170 convittori di varia nazionalità: italiana, tedesca, ungherese, spagnola, britannica e polacca. Nel decennio 1680- 1690, tra essi, figuravano il figlio del principe palatino d'Ungheria, il principe ereditario di Norvegia Leopold Friedrich Delmenhorst e il principe di Zelleren, Sigmaringen Menander Karl Anton von Hohenzollern. Nel 1701 , ricorrenza del primo centenario di fondazione, il convitto, che sul finire del secolo aveva annoverato sino a 300 presenze, contava 285 collegiali<m.

17) G. Capasso, op.cit., pp. 46-7 e pp. 102-3, Orazione in lode di Francesco l Farnese.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI :-<EGLI STATI PREUN ITAR I

A questa fase seguiva un periodo di palese decadenza a causa della riduzione dei finanziamenti, della rilassatezza disciplinare e, conseguentemente, dello scadimento della serietà degli studi. Con l'estinzione della casa Farnese (20 gennaio 1731) terminava il periodo di maggiore rinomanza del collegio parmense dei nobili. La rifo rma del mar chese Guglielmo Du T illot e le successive

Dopo il periodo delle dominazioni straniere l ' istituto conosceva una rinascita per merito del Du Tillot, senza però eguagliare quel peculiare carattere impressogli dai Farnese. La considerazione che il corso degli studi svolto presso il convitto non fosse utile soltanto per la formazione delle Magistrature dello Stato, induceva Filippo di Borbone (1748), appena asceso al trono, a porre l'attenzione e a estendere la sua protezione al collegio dei nobili. Tale riconoscimento era palese nel preambolo del rescritto sovrano, probabi lmente del 1750. Il contributo educativo e formativo dato dalla scuola nella preparazione di numerosi e valenti uomini d'arme era così tratteggiato: <da più celebre, e la più illustre Accademia, che l'Italia avesse giamma i veduta in add ietro, essendo già recente la tradizione !asciataci da' Nostri Padri, che a tut! o l'ultimo secolo concorsero a folla a questo acclamatissimo Collegio li Figliuoli delle più illustri, e più conosciute Famiglie di tutte le Nazion i, anche le più remote dell'Europa, li quali poi rivestiti da ' rispettivi Sovrani di eminenti, e supreme cariche sì in lettere, come in Armi. con le grandi, e strepitose loro azioni fecero in faccia di tutto il Mondo una gloriosa testimonianza di quell'ouima, e perfe ua educazione, che ricevuta avevano in questa incomparabile Accademia.>•

Tra i privilegi confermati dal duca al!' atto della riorganizzazione dello Stato, il primo concedeva «il distintivo Privilegio della Prelazione a qualsiasi carica sì di Toga che di Spada» negli Stati parmensi ai convittori che, dopo aver fatto l'intero corso di studi nel collegio, avessero sostenuto l' «illustre dignità di Principe del!' Accademia degli Scielti>>, purché <<con gli altri requisiti, fosse concorsa parità o maggioranza di meri ti rispetto agli altri competitori». Lo testimonia chiaramente il testo Sua Altezza Reale conferma e di nuovo concede ed amplia li Privilegi al suo R.D. Collegio de' Nobili Convittori di Parma (l8) , sottoscritto a Colorno il 7 settembre 1752 da Filippo e da Maurizio Caracciolo.

l 8) G. Capasso, op. ci t., pp. 139-40. - ASPR. Collegi diversi, 1749-17 52, busi a unica.


GLI ISTlTUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA. PIACENZA E GUASTALLA

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Il programma di studi contemplato dagli ordinamenti del 1768 prevedeva delle discipline di cultura generale quali logica, filosofia, matematiche, fisica, rettorica, storia, mitologia, lingue e letteratura. Secondo gli intendimenti di Du Tillot, allo scopo di rendere possibile la permanenza nel convitto dopo gli otto anni di studi letterari e cavallereschi a coloro che avessero voluto proseguire gli studi, si sarebbe dovuta istituire una Regia Accademia de' Nobi!i< 19>, affinché se ad alcuno «piacerà l'Arc hi tettu ra Civile, e Mi litare, la Nautica, ovvero la Sacra Teologia, potrà ap pre nde r questa, portandos i, accompagnato da uno de' Prefetti del Collegio. o da altra Persona, a questa regia uni versità contigua, in cui sarà ricev uto, e collocato con ispecial di sti nzione; e potrà imparar quelle per mezzo d'tm reale Ingegnere pratichissimo di tali Studj. E perchè i Nobili Convittori abbiano modo di osservare in pratica ciò, che vien loro in teor ia, ed in astratto insegnato; giacché si è compiaciuta la Reale Altezza Serenissima di concedere ad uso, e van taggio della Reale Università quello, che ha servito per la stessa sua scientifica Educazione: cioè le macc hine per la Fisica Sperimentale, gli Strumenti per le Osservazioni Astronomiche, i Piani d'Attacco, e di Difesa· per la Scienza Militare, e le Navi per la nautica; così potranno anch ' Essi godere con l' altra Gioventù studiosa di questa Reale beneficienza.>>

Veniva perciò ordinata nella regia università l ' istituzione di alcune nuove cattedre per le quali furono chiamati famosi professori stranieri. <<Le principali erano: la cauedra di gius pubblico universale con scienza diplomatica. que lla di gius germanico. la calledra di storia, "il di cui Professore non tanto rammemori ordinatamente le epoche c gli avvenimenti, quanto insegn i l'uso opportuno. che di essi può fars i ne ' diversi ufficj della vita e de lla Repubblica" ; la cauedra della "grande e vera e loquenza latina e italiana". la ca uedra "della scienza militare in tutta la sua estensione e quella dell"arte nautica" .»

Si intendeva così dare ai giovani una istruzione superiore e di perfezionamento, ma l'idea non aveva pratica attuazione. Sino al 1798 il colleg io doveva avere solo degli ordinamenti didattici provvisori. Tra le riforme introdotte e i provvedimenti adottati da Du Tillot furono di particolare rilevanza, per l'incidenza che ebbero sull'esistenza del!' istituto: la sostituzione dei gesuiti nella direzione e neli ' insegnamento, a segu ito della loro espulsione, con i padri scolopi e la f usione dell ' istituto della paggeria con il convitto. La riunione delle due scuole avveniva neli 'ambito della riforma generale degli studi del Ducato e realizzava un vecchio progetto del primo periodo borbonico .

19) G. Capasso, op. c it .. pp. 167-8.- ASPR. Carte Du Tillot. ma. C. 16.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEG LI STATI PREUNITARI

li 20 aprile 1768 i paggi, i loro professori e maestri delle arti cavallere-

sche si trasferivano al collegio dei nobili. Poiché il grado di preparazione scolastica e culturale dei paggi era alquanto modesto, nonostante disponessero di insegnanti qualificati,<20) «lo stesso Du Tillot sentì il dovere di raccomandare che si usasse "rutta la indulgenza con que' Cavalieri Paggi, che fossero di scars i talenti, massime se l'età loro fosse già alquanto avanzata". E, sapendo che a molti di essi mancavano le attiLUdini agli studi superiori, suggerì di occuparli ne llo studio della swria e della geografia. o di altre discipline, in armonia con lo stato militare. cui verisimilmente erano destinati.»

Con le Istruzioni dettagliate per l'universale regolamento del Collegio Reale di Parma, del 4 novembre 1789(21>, si veniva a dare all'istituto un ordinamento didattico definitivo, dopo le piccole riforme e gli innumerevoli esperimenti tesi a definire un piano degli studi che fosse il migliore. Il documento era costituito da quattro articoli: la religione, la disciplina, lo studio e l 'economia. Come recita la premessa, questi erano considerati «i sommi Capi da doversi regolare, e sistemare in una Casa d 'Educazione, perchè ella riesca tale da servire di gloria a Dio, di decoro al Sovrano, di vantaggio allo Stato, ed alla intera Società>>. La lettura delle singole parti del testo è interessante e talora sconcertante. TI capo primo è aperto dalla frase «I doveri dell'uomo verso Dio meritano il primo luogo» lasciando chiaramente intendere che l 'azione educativa doveva avere una impostazione più chiesastica che religiosa. Valga il seguente esempio: nei giorni festivi di precetto e di mezzo precetto, oltre ad altri «atti di Religione, e di pietà», gli scolari dovevano ascoltare al mattino una seconda messa. Per quanto aveva riferimento con la disciplina erano precisate laripartizione di massima della giornata dell'allievo e le limitazioni cui erano sottoposti i giovani. In particolare, il giorno era suddiviso, per quanto concerneva le attività, in nove ore di riposo, quattro per le scuole, quattro per lo studio delle belle lettere e delle scienze, le rimanenti erano dedicate agli esercizi di religione, alle arti cavalleresche, alla mensa, al passeggio e alla ricreazione. Nei giorni festivi le ore destinate alle scuole venivano impiegate soprattutto negli atti di pietà, quindi nell ' ordine allo studio, alle arti caval leresche, al passeggio e alla ricreazione.

20) G. Capasso, op. cit.. p. 173. 21 ) ASPR, Collegio dei Nobili (1600-1784), busta unica.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEl. DUCATO DI PARMA. PIACENZA E GUASTALLA

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Le visite del padre o del tutore e della madre erano permesse solo nel parlatorio e alla presenza del superiore del convittore. Il passeggio dei giovani avveniva per camerata, su itinerari di volta in volta stabiliti, con l'accompagnamento del prefetto e del cameriere della camerata, solo eccezionalmente, singolarmente, con i propri genùori o con qualcuno degli insegnanti. I giovani non potevano parlare tra loro in segreto o a bassa voce appartati e nemmeno entrare per qualsivoglia motivo nella camera di un altro, né affacciarsi alla finestra per discorrere con un compagno, neppure nel periodo della ricreazione. Solo i superiori e i maestri avevano libero accesso nelle stanze dei collegiali, che durante la notte venivano persino chiusi nelle loro stanzette. Era vietato ai convittori ritenere alcun libro di evasione, d'istruzione e neppure di religione senza che fosse stato prima visto e approvato dai superiori , con l'apposizione della finna del responsabile all'interno della coperta del libro. Nel capo terzo erano specificate le materie impartite, gli orari e le modalità dettagliate di attuazione dei programmi e degli esami. L' inizio deli' anno scolastico era fissato al 16 ottobre per le scuole basse e al 5 novembre per quelle di cattedra, il termine coincideva con il ferragosto. Le scuole del collegio erano: i primi elementi, la grammatica inferiore, la suprema ossia l 'umanità, la rettorica, la logica, la geometria, la metafisica, la fisica, la matematica, le istituzioni civili e canoniche; le arti cavalleresche invece erano distinte in: scritto, abbaco, disegno di architettura e pittura, suono (non da fiato) , lingue francese, tedesca egreca, spada, ballo e cavallo(22). Con questa riforma il collegio perdeva, nella gamma delle discipline impartite, la componente militare e quindi il carattere d 'istituto di formazione anche per i giovani destinati alla carriera delle armi. È da considerare però che se nel periodo farnesiano gli insegnamenti di carattere militare impartiti nel convitto potevano essere ritenuti sufficienti per i giovani che abbracciavano la vita militare, l'evoluzione dell'arte militare del periodo federiciano richiedeva ora ai quadri. anche di minore livello, una più accentuata preparazione professionale. Du Tillot aveva percepito con chiarezza questa esigenza e fo rmulato la proposta di istituire anche una cattedra di «scienza militare in tutta la sua estensione e quella dell'arte nautica».

22) ASPR- Allegati al cap. VI, doc. 2.


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GLI ISTITUTI DI EDliCAZlONE E DI rORMALIO:-. t PER UFFICIALI M .GI.I STATI PREI.JN ITARI

L'articolo relativo ali ' economia, infine. definiva le direttive e le nonne di conduzione del collegio e i compiti dei singoli operatori e consente altresì di ricostruire l'organigramma del convitto. 11 «numero delle Persone componenti la Famiglia del Collegio» era il seguente: un rettore, un ministro, un terzo uperiore. un direttore di spirito, un accademico. un secondo canonico, un lettore di istituzioni civili e canoniche, un lettore di fisica e matematica, un lettore di geometria e logica, un maesuo di rettorica. uno di suprema ossia di umanità. uno di grammatica inferiore, uno dei primi elementi. un economo o cas ierc, un prefetto per ciascuna camerata, due soprannumeri, un computista, un maestro di casa, un dispensiere, un guardarobiere, un aiuto guardarobiere. un primo e un secondo cuoco. due sguatteri, un fornaio, un aiuto fornaio e cocchiere. un caminiere, un portinaio. un guardaportone, un cameriere per il rettore. un cameriere per ciascuna camerata, un cameriere per l'infermeria, uno scopatore e un custode della villa di Fontevivo. l maestri delle arti cavalleresche pres tavano la loro opera retribuita senza però venir considerati facenti parte dcii 'istituto, alla stessa stregua del medico, dello speziale e di altro personale addetto alla manutenzione dei corredi dei conv ittori. Il Collegio dei Nobili dop o la Resta urazione Durante l'occupazione francese il collegio doveva essere trasformato in un Liceo militare. ma per inettitudine delle autorità cittadine il progello non trovò attuazione. Caduto r impero napoleon ico. con il regolamento del 19 aprile 1817<23), gli studi venivano riordinat i secondo l'antico sistema perdendo però definitivamente la peculiare caratteristica della coesistenza di un orientamento militare. I corsi di studio prevedevano infatti solo l 'indirizzo scientifico e giuridico, propedeutici ai corsi universitari. Per volontà della sovrana Maria Luigia la d irezione dell'istituto veniva affidata ai padri benedettini di S. Giovanni. Erano accettati i giovanetti nobili in grado di saper leggere e scrivere. in età compresa tra i sette anni compiuti e gli undici. (<Si ricevevano soltanto figli di quelle famiglie alle quali la distinzione è concessa dall'entrata in Corte». Nel 1831 l'arciduchessa. con di posizione sovrana del 20 ottobre<24 > decretava la fusione dei Collegi de' Nobili c Lala{{o in uno solo denomi-

23) ASPR. Raccolta d t/le le,~gi del Ducato di Parma. ( 18 15-59>. 18 17, ~- 3 1. 24) ASPR. Raccolta del/l' ll'ggi del Ducato di Parma. ( 1815-59). 183 1, VII.


GLI ISTJnrn \IILITARI DI EOLlCA210'1E F FOR\1~TIVI 'EL Dl.:CATO DI PARM~ PIACF~/A E GUASTALL\

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nato Collegio Ducale Maria Luigia. Vi erano ammessi i giovani di fa miglie nobili e quelli di civile condizione, tra quest ' ultimi i figli di coloro che professavano arti nobili (meno le meccani che). Nel collegio era pre vista l' istituzione di scuole primarie, secondarie, filosofiche. Il metodo d 'is truzione era informato a quello delle scuole pubbliche. Se nei secoli XVIT e XVJII il colleg io dei nobili ricalcò ne lle linee fondamentali l ' impostazione di preparare i quadri pe r tutte le magistrature dello Stato, dopo la restaurazione. con il riordina me nto degli studi , scompariva del ruuo la presenza di un istituto che , sebbe ne in linea s ubordinata, fosse preposto all a formazione di ufficiali. C iò a differenza di quanto avveniva in quas i tutti gli altri Stati preunitari. Solo nell ' ullimo periodo di vita del Ducato tale care nza verrà colmata con la creazione della Regia Scuola Militare. L'assenza di un ' accade mia militare era senza dubbio parzialmente giustificata dali 'esiguo nume ro di ufficiali necessa ri all"e e rcito.

3. IL RECLUTAMENTO DEGLI UFFICIALI, LA SC UOLA MILITARE E LA REGIA SCUOLA MILITA RE In merito alle particolari form e di reclutamento per uffic iali in vigore dopo la restaurazione è accertata l ' esistenza nel 18 16, pe r la prima volta, di ventotto cadetti neg li o rganici di pace e di guerra del reggimento Maria Luigia(25> e la costituzione. ne ll'ambito dello stesso re parto, di una compagnia di figli di truppa. a seguito del sovra no rescritlo del 18 febbraio 1818<26>. Pe r migliorare l 'addestramento delle truppe attraverso una più accentuata qualificazione degli ufficiali sarà adottato, in un secondo tempo. il criterio di appoggiar i alle organizzazioni milita ri di altri Stati. I cade tti delle armi dotte infatti. nel periodo 1849-59, ve rranno inviati regolarme nte a frequentare la Nun ziatella e la Scuola di Applicazione di

25) AS PR. Re~olamento Generale di Amministra: ione Militare per le Truppe Na:ionali del IO giugno 1816. !'\ . 71. 26) ASPR. Raccolta delle ler:gi del Ducato di Parma. ( 1815-59). 1818.

. 21.

Regolamento per una comtJagnia di figli di truppa addeuo al Re,r:gimenro Maria Luigia.


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GL I ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREUNITARl

Artiglieria e Genio del Regno delle due Sicilie. Anche gli ufficiali che avevano la necessità di affinare la loro preparazione tecnico-professionale dovevano superare un corso applicativo all' estero e nel 1852 soldati e sottuffìciali, per analoghi scopi, venivano addirittura incorporati per oltre un anno nei vari reparti napoletani .

La Scuola Militare La compagnia dei figli della truppa negli intendimenti dei responsabili militari avrebbe dovuto costituire un semenzaio per avere buoni sottufficiali e graduati, mentre dai cadetti si sarebbero dovuti trarre i sottotenenti. Sembra che inizialmente, al termine degli studi, i giovani venissero incorporati nelle truppe di linea con il grado acquisito negli anni di permanenza nella compagnia e che il passaggio al grado di sottufficiale cadetto avvenisse mediante il superamento di un esame dinanzi a una commissione per l'accertamento del grado di istruzione dell'aspirante. Con decreto sovrano del 22 dicembre 1836 veniva istituita la Scuola Militare<21l che conglobava la Compagnia de' figli di truppa. La sede prescelta era il palazzo ducale di Colorno(28l. L'organico prevedeva un comandante di compagnia con incarico di direttore, tre ufficiali, un chirurgo, due maestri, ventiquattro sottuffic iali (sostituiti con otto sergenti, otto caporali e otto vice caporali), due tamburini e venti soldati . Il direttore della scuola militare era responsabile dell'amministrazione, dell'istruzione, della disciplina e rispondeva, tramite il comandante delle truppe, al capo dell'ispezione generale delle cose militari in merito ali 'istruzione e al benessere degJj allievi. La compagnia cessava di far parte della divisione di linea. Era previsto il reclutamento di 50 giovanetti prescelti tra i figli dei sottufficiali e dei soldati dei corpi organizzati dello Stato, di 6 figli di ufficiali e impiegati dello Stato meritevoli, di 4 orfani poveri a titolo gratuito e di ISO alunni a pensione.

27) ASPR, Raccolta delle leggi del Ducato di Parma. (1815-59), 1836, N. 233.- Allegati al cap. VI, doc. 3. 28) L'imponente palazzo ducale di Colorno era stato costruito sulla preesistente rocca di Sanseverino al tempo di Ranuccio 11 e di Francesco Farnese.


GLI ISTITIJTI MILITARI DJ EDUCAZIO'-'E E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA. PIACLNZA E GUASTALLA

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L'età per l'ammissione era stabilita dai sei ai dodici anni e la permanenza nell'istituto ino all'età di 18 anni. Dopo tale termine i figli della truppa e dei sottufficiali dovevano prestare servizio per cinque anni nelle truppe di linea, i pensionanti invece potevano scegliere tra la condizione di civile o quella di militare. Il grado di sottufficiale conseguito nella compagnia non veniva confermato all ' atto dell'ammissione nelle truppe di linea. Con determinazione del 5 luglio 1849 la scuola militare veniva ristrutturata<29>. L'organico dell'istituto subiva una contrazione sia nell ' ambito del personale d'inquadrame nto e degli addetti ai servizi sia nel numero degli allievi. L'ordinamento era ridotto a un capitano comandante con il titolo di direttore, incarico assegnato al capitano di 1a classe marchese Antonio Lalatta, un luogotenente, un sottotenente, un ragioniere, un chirurgo, due maestri, un foriere di 2g classe, due sergenti, sei caporali, un tamburino e diciannove soldati. Era altresì ridotto di 30 unità il numero degli alunni a pensione. In ottemperanza al Regolamento per le promo:ioni approvato con il sovrano rescrino del IO dicembre 1839 gli ufficiali dovevano aver frequentato la scuola militare o provenire dai cadetti o dai sergenti delle reali truppe di linea. Terminati gli studi, i giovani in possesso de i requisiti richiesti venivano incorporati in qualità di cadetti. I migliori tra questi, dopo un tirocinio pratico svolto presso i reparti, sostenendo con s uccesso un esame potevano di ventare ufficiali. Tale facoltà era consentita anche ai sergenti, provenienti o meno dalla scuola militare, in servizio presso le truppe come risulta dalle numerose determinazioni sov rane che sanciscono per i cadetti e per i sergenti delle reali truppe la promozione al grado di souotenente. L' idoneità veniva verificata mediante una prova scritta e una orale<30)_ La prima verteva sui seguenti argomenti: descrizione storico-geografica del Ducato di Parma, disegno topografico di una operazione di campagna, saggio di sti le militare; la seconda su: i regolamenti d'istruzione,

29) ASPR. Raccolta delle leggi del Ducato di Parma , ( 1815-59). 1849. 30) ASPR. Amministra:ione Militare - Affi Sovrani. !0 trimestre 1850.

. 270.


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GLI JSTITLTI D I EDUCALIONE E D I FORMAZIO!\E P ER U~HC"IALI 'lf.<ìLI STATI PREl!NTTARI

d'esercizio e d'amministrazione, il codice penale militare, !"aritmetica, il servizio di campagna, la storia patria, la geografia , lo stile militare e gli esercizi pratici. L'anzianità di servizio teneva conrto anche del periodo eventualmente prestafo negli Im periali e Reali Eserciti Austriaci. Nel 1850 con determinazione sovrana del 5 maggio<31l veniva stabilito che nessun giovane potesse essere arruolato nelle truppe di linea in qualità di cadetto se non fosse stato in grado di garantire la disponibilità di un assegno mensile di lire cinquanta. Da tale provvedimento erano esclus i solo i figli degli ufficiali delle reali truppe. Anche i cadetti che compivano la loro quinquennale capitolazione non potevano essere riconfermati in servizio qualora non avessero assicurato l'osservanza dell'obbligazione prescritta. Il reclutamento degli uffic iali continuava a es ere composito, provenivano dai cadetti dei reparti ·O della scuola militare, dai cadetti fre quentatori del Collegio Militare di apoli e dai . ottufficiali. Per molti anni e nonostante il mutare della dinastia non si provvide a una formazione organica e razionale dei quadri del piccolo esercito ducale, né si pen ò di prendere a modello organizzazioni attuate negli Stati viciniori. L'istituto, probabilmente nel 1847, dopo l'assunzione al trono di Carlo n di Borbone, mutava il proprio nome in Regia Scuola Militare. La Regia Scuola Mil itare La scuola nel tempo era impegnata a dare agli allievi un grado d "istruzione più qualificato, come risulta dal documento Pubblico esperimento di studi che offrono gli alunni della Regia Scuola Militare di Parma, anno 1853-54<32 >. Le materie di studio e gli argomenti, di massima. insegnati nelle cinque classi previste dalla scuola militare e rano: Quinta classe: istruzione letteraria. geografia generale, stori a sacra, aritmet.ica; Quarta classe: lingua italiana (grammatica), storia di Parma, geografia del Ducato, aritmetica e geometria elementare;

31) ASPR. Raccolta delle leJu~i del Ducato di Parma. ( 1815-59), 1850, ~- 219. 32) BPP, Miscellanea Colo,l/110. 193.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDL'CAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PARMA. PIACENZA E GUASTALLA

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Terza classe: grammatica, geografia dell'Italia, aritmetica; Seconda classe: grammatica, storia antica e romana, geografia d eli ' Europa, aritmetica; Prima classe: (suddivisa in secondo e primo ordine) belle lettere (rettorica), storia dalla caduta dell'Impero romano d'occidente a Federico II di Prussia, geografia del!' Asia e de li ' Africa, geometria euclidea, superfici piane e loro misura, teoria militare, regolamento di servizio e regolamento d'istruzione, esercizi ginnastici, calligrafia e disegno topografico. A fattor comune: istruzione religiosa, assalto di spada, musica. Luisa Maria, reggente in nome del duca Roberto I , con decreto del 28 aprile 1854 (33) riorganizzava la forza militare dello Stato. Dal l 0 maggio l'esercito parmense risultava costituito dai seguenti corpi: le reali guardie del corpo, dipendenti dal gran mastro della rea! corte; i reali alabardieri e guide, dipendenti dal maggiordomo della casa reale; la gendarmeria reale; il comando brigata; i reparti ed enti: il primo battaglione di linea, il secondo battaglione di linea, la compagnia di cacciatori, il corpo reale di artiglieria e il plotone di operai, la compagnia sedentari, la reale scuola militare, l'amministrazione del vestimento, i comandi delle piazze, dei forti e dei castelli, pÒsti alle dirette dipendenze del comando di brigata. Con la ristrutturazione, negli organici dei vari reparti scompariva la figura del cadetto. Venivano però confermate le concessioni in favore dei giovani inviati al Collegio Militare di Napoli, dei cadetti e degli alunni della scuola militare. Il provvedimento aveva dei riflessi positivi suli' organizzazione scolastica della reale scuola militare. Gli organici, in considerazione di una revisione dell'impostazione generale deU 'istituto, venivano modificati e ampliati; essi prevedevano: un maggiore direttore, due capi tani, un luogotenente, un ragioniere, un maestro di belle lettere, un cappellano, quattro forieri, tre sergenti di l~ classe e due di 2~ classe, otto caporali, otto vice caporali, un tamburo e trentaquattro soldati. Gli allievi ammissibili erano stabiliti in 50 figli della truppa e 150 a pensione.

33) ASPR, Raccolta delle leggi del Ducato di Parma, ( 1815-59), 1854, N. 177.


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GLI ISTITU11 DI EOUCAZIO~E F DI FORMAZIO:-IE PER UFflCIALI NEGU S-TATI PREUMTARI

Il riordinamento della Regia Scuola Militare Nel 1855, con decreto del 26 ottobre, veniva consolidata(3 4 ) la Regia Scuola Militare. La reggente convinta della dipendenza della stabilità e della prosperità dello Stato dal progresso della pubblica istruzione, oltre a ricost ituire !"università degli studi, poneva mano al riordinamento della scuola militare. «La quale, dalla originaria s ua sfera man mano allargatasi finchè divenne altresì Collegio per educazione comune, è Nostro pensiero che in questo duplice carattere raggiunga ogni possibile mi glioramento; e nel formare fedeli e bene istruiti militari, come fu empre ed è suo principaJ fine, offra pure una via facile, piana, economica agli studi necessarii alla privata amministrazione, od al commercio; ed a predisporre anche a scuole maggiori.» Quanto anticipato nel preambolo del documento era precisato nel primo articolo del regolamento che recitava: «La Regia Scuola Militare ha per iscopo di trarre dai figli di Truppa, non che da Cittadini, de' buoni militari conducendoli a vario grado d'istruzione a seconda delle varie Loro attitudini e capacità; o de' buoni Cittadini e non sieno inclinati alla milizia o non debbano servirvi». Gli intendimenti erano originali e innovati vi poiché tendevano a selezionare da un'ampia base di giovanet6 i futuri quadri ufficiali , sottufficiali e in linea subordinata professionisti cu lturalmente preparati o buoni cittadini dediti alle più diverse attività. Venivano sempre ammessi 50 figli di truppa con il vincolo di servire nelle reali truppe per otto anni, di cui lO erano a carico dello Stato come già previsto dalle disposizioni precedenti , 7 ancora mantenuti con i fondi del legato di Maria Luigia e l da una fondazione anonima e infine 132 pensionanti. I figli della truppa potevano essere ammessi ali 'età di sette anni, i pensionanti non prima di otto, nessuno dopo il dodicesimo. Non era precisata l'età d'u cita dalla scuola, non poteva però essere protratta oltre il ventesimo anno. Il ciclo completo degli studi comprendeva un corso triennale parificato alle scuole primarie comunirative, uno assimilabile alle scuole secondarie, articolato in sei classi (la infima, la media, la suprema, la suprema superiore, l ' umanità, la rettori ca), e uno biennale tecnico-militare, a carattere specialistico di livello superiore e universitario. In particolare, nelle

34) ASPR. Raccol1a delle leggi del Duca/o di Parma . (1815-59), 1855, N. 449. - Allega ti al cap. VI, doc 4.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR~1.~TIVI NEL DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA

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primarie s'insegnavano le nozioni fondamentali della religione cattolica e della morale civile, la lettura, la calligrafia, gli elementi e l ' uso della lingua italiana, i principi dell ' aritmetica, della geografia e della storia. Gli studi letterari e scientifici del secondo e terzo ciclo previsti dai programmi, ripartiti fra le varie classi, erano:

Sessennio secondario l g Infima:

lettura, ortoepia ed ortografia, calligrafia, numerazione, catechismo;

2~ Media:

lettura (perfezionamento), calligrafia, grammatica italiana, analisi grammaticale, aritmetica, geografia e storia (primi principi), musica, disegno, doveri sociali, catechismo, elementi di lingua latina (facoltativi);

3~ Suprema:

grammatica italiana, composizioni semplici ed epistolari, aritmetica, geografia e storia speciale dell'Asia, calligrafia, musica, disegno, precetti di civiltà, catechismo, grammatica latina (facoltativa);

4~ Suprema superiore: composizioni, analisi grammaticali e lettura dei

classici, geografia e storia d'Europa, aritmetica, caJligrafia, musica, disegno, catechismo, grammatica latina (facoltativa), lingue tedesca e francese (facoltative): s~ Umanità:

elocuzione e stile, lettura dei classici, geografia e storia dell'Africa, geometria elementare, esposizione storica e filosofica della religione, calligrafia, mitologia, disegno lineare e geometrico di figure piane e di solidi, musica, regolamento di servizio e d ' istn1zione per le truppe, catechismo, lettura e traduzione di classici latini (facoltativa), grammatica tedesca e francese (facoltativa);

6ll Rettorica:

rettorica, analisi di oratori e poeti, geografia e storia d ' America e dell ' Oceania, calligrafia, algebra, esposizione storica e filosofica della religione, ragioneria civile e militare, regolamento di esercizi per le truppe, disegno topografico e d ' architettura, musica, traduzioni e analisi di oratori e poeti classici latini (facoltative), grammatica tedesca e francese, esercizi di traduzione e composizione (facoltativi);

Corso tecnico- militare

r Anno:

logica, metafisica e filosofia morale , fisica elementare, introduzione al calcolo sublime, arte militare, disegno


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GLI ISTITUTI DI F.OVCA710 '<F E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NeGLI STATI PRELt-.ITARI

militare, esercizi di traduzione e di composizione di tedesco e di francese (facoltativi); 8° Anno:

fisica speciale applicata ali 'arte militare, architettura militare. fortificazione passeggera e permanente, artiglieria (nozioni elementari), codice penale e di procedura criminale militare, storia militare, esercizi di traduzione e di composizione di tedesco c di francese (facoltativi).

A fattor comune, durante gli otto anni, gli studenti effettuavano esercitazioni pratiche militari. svolgevano attività ginniche e in particolare la scherma. Al termine di ogni anno gli allievi venivano sottoposti a esami finali alla presenza del direttore della scuola, senza diritto di voto. dei maestri, di due ufficiali e, per tal une classi, di professori universitari designati di volta in volta dal presidente del dipartimento militare. Dopo aver frequentato le scuole comun itative, chi dimostrava attitudine allo studio era ammesso alle scuole secondarie. mentre coloro che avevano disposizione per qualche arte meccanica venivano indirizzati verso le specializzazioni attinenti al genio e all'artiglieria. Gli alunni potevano es ere istruiti, qualora lo desiderassero. nelle lingue latina. tedesca, e francese. Compiuto il corso di renorica i più diligenti e dotati, ritenuti in grado di proseguire con successo gli studi superiori militari, venivano ammessi al biennio. Ali' inizio del quinto anno (umanità) gli allievi pensionanti, con il consenso dei genitori o dei tutori, dovevano dichiarare se intendevano o meno seguire g li studi della milizia. Per favorire lo spirito di emulazione veniva statuita la promozione al grado di caporale effettivo nelle reali truppe per il primo classificato del corso di umanità, uguale grado era riservato al migliore di rettorica. Qualora il premiando aves e già acquisito tale grado conseguiva quello di sergente. Infine l'allievo, particolarmente distinrosi durante il biennio, che superava l 'esame finale e il pubblico esperimento con lode aveva diritto alla nomina a sottotencnte effettivo nelle reali truppe. La scuola dipendeva direttamente dalla presidenza del dipartimento militare. L'organico era costituito dal:

direttore ragioniere

Personale addetro alla dire:ione , al/" amministra: ione e an· insegnamento maggiore sottotenente Federico Adorni


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL DUCATO DI PAR~IA. PIACENZA E GUASTALLA

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medico-chirurgo

dottor Cesare Bacchini

cappellano insegnante di religione e di catechismo

don Luigi Freschi

ispettore delle scuole e maestro di umanità e rettorica, logica, metafisica e filosofia morale

don Antonio Consigli

maestro di lingua latina

Giovanni Gaspari

maestro di suprema superiore

Pietro Marenghi

maestro di suprema

Giuseppe Beduzzi

maestro di media

don Giuseppe Veneziani

maestro di disegno topografico e di architettura militare, nozioni di architettura militare e artiglieria

capitano di l ~ classe Alberto Rossi

maestro di regolamenti di servizio, d'istruzione e d'esercizi per le truppe, lingua tedesca, arte militare

capitano di 2" classe Michele Zamagna

maestro di calligrafia, disegno

capitano di 2~ classe Giuseppe Edel

maestro di matematica elementare, disegno lineare o geometrico di figure piane e di solidi, geografia e storia

primo tenente cavalier Augusto Benassi

maestro di storia militare, codici militari, lingua francese

sottotenente Augusto Corsini

maestro di infima, scherma e ginnastica foriere Guido Panella maestro di fisica elementare, fisica spec iale applicata all ' arte militare, introduzione al calcolo sublime maestro di ragioneria civile e militare maestro di musica

sergente Giuseppe Lanzoni

Personale degli addetti ai servizi speciali agli uffici della direzione

un foriere

magazziniere per viveri e vestiario

un foriere

alle quattro compagnie

due sergenti d i 1~ e due di 2~ classe, quattro caporali e otto soldati


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GLI ISTITUTI 0 1 EDUCAZIONE E 0 1 FORM AZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

portiere

un sergente di 1~ classe

agli addetti

un sergente di l n classe, un caporale, un tamburino e otto ordinanze

all'infermeria

un vice caporale e due soldati

alla cucina e cantina

un vice caporale e quattro soldati

sarti e calzolai

otto soldati

panettieri

due soldati

parrucchieri

due soldati

Il regolamento prevedeva che gli allievi fossero inquadrati in quattro compagnie: la prima doveva comprendere gli alunÌli del corso tecnicomilitare, di rettorica e di umanità; la seconda quelli di suprema superiore e di suprema; la terza quelli di media; la quarta d'infima. Ogni compago ia era posta al comando di un ufficiale e maestro che per l' inquadramento si avvaleva delJ 'ausilio di un sergente, di un caporale e di due soldati. In ciascuna compagnia inoltre, venivano eletti tra i migliori per condotta, studio e attitudine militare sette alunni che assumevano il rango di sergente (uno), di caporale (due) e di vice caporale (quattro) e che nell'ambito del proprio reparto esercitavano, per la durata di un anno, le funzioni corrispondenti al grado rivestito. Con notevole ritardo e quando già si preannunciava la fine che gli avvenimenti politici avrebbero riservato agli artificiosi Stati creati dalla restaurazione, veniva istituita una scuola militare capace di dare ai futuri ufficiali una preparazione di base adeguata e presumibilmente comune per tutte le armi. L'istituto, a seguito degli avvenimenti politici, non potrà avere una vita sufficientemente lunga per dimostrare la sua eventuale validità. Nel Ducato non fu mai presa in considerazione l'opportunità di creare un ente scolastico preposto esclusivamente alla formazione di ufficiali e la cui frequenza desse titolo alla nomina di sottotenente, bensì istituti promiscui, che potevano anche consentire ai licenziati dalla scuola il conseguimento, in tempi diversi, di tale status. Una impostazione non singolare questa poiché un iter analogo era riscontrabile nello Stato Pontificio.


(;LI ISTITITI ~IILITARI DI E0l'CA710' F ~ FOR\1 \TIVI !'>cl Ol:CUO DI PARMA. P1ACFN7.~ E GUASTALLA

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La consuetudine instaurata nell ' ultimo decennio di far frequentare soprattutto ai cadetti e agli ufficiali di artiglieria e del genio corsi regolari e di perfezionamento presso gli istituti militari del Regno delle due Sicilie, qualora estesa anche alle armi di linea, avrebbe egualmente consentito di creare un esercito idoneo, ovviamente entro limiti ristretti, ad assolvere i propri compiti is tituzionali. La mancata instaurazione, nel periodo post-napoleonico, di una solida tradizione militare conseguenza del ritardo posto nella costituzione di istituti militari. gli unici capaci di sopraintendere alla formazione dei quadri ufficiali e sotrufficiali. e i riflessi negativi di tutto rilievo dei moti del 1831 e del 1848-49, che incisero non poco s ulla compattezza dell'organizzazione militare e su quella politica del Ducato pannense, facevano sì che la campagna franco-piemontese, cui seguivano a breve scadenza le rivolte di Massa Carrara e di Pontremoli, determinasse il dissolvimento dello Stato. La duchessa Lui sa Maria il 9 giugno 1859, dopo aver sc iolto le truppe dal giuramento di fedeltà, lasciava definitivamente Panna.


CAPITOLO

VII

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA


GLI ISTIT UTI MJ LITARI DI EDUCAZIOJ\'E E FORMATIVI NE L GRANDUCATO DI TOSCANA

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI DEL GRANDUCATO Nel 1737, dopo la morte di Gian Gastone dei Medici, il Granducato passava sotto la reggenza di Francesco II di Lorena che riordinava la milizia con soldati stranieri e in particolare tedeschi, svi zzeri e lorenesi. Successivamente venivano costituite delle unità organiche con elementi nazionali reclutati con il volontariato e con la coscrizione, ma solo dopo il 1753 l 'esercito veniva radicalmente riorganizzato e assumeva una fisionomia armonica. Con la ristrutturazione del 1767, determinata dall'intendimento del granduca Pietro Leopoldo I di ridurre le spese militari giudicate eccessive, veniva soppresso parte dell'esercito. Il sovrano infatti sentenziava, quasi a giustificazione del suo operato, che «non avesse la mite Toscana bisogno d' altri armati all'infuori di qualche centinaio di birri» (1l. Nel 1814, dopo il periodo reale etrusco e quello imperiale francese , veniva ricostituita la milizia. L'entità, il regime disciplinare e la capacità operativa del piccolo esercito lasciavano dubbiosi sulla effettiva attitudine ad assolvere il proprio compito qualora chiamato a condurre operazioni di guerra. Valsero a poco al riguardo anche la legge dell '8 agosto 1826 e le successive relative varianti che temperarono l 'estrazione a sorte ma non determinarono tuttavia un deciso miglioramento del sistema della coscrizione militare. Allorquando un esercito limitato nel numero (orientativamente 4.000 uomini), costituito per lo più da pochi coscritti e da molti discoli e vagabondi arruolati forzosamente, discolato, deve assolvere funzioni come <<sorvegliare le frontiere quando fossero infestate da banditi o da troppo numerosi contrabbandieri , tenere guarniti ordinari presidi, preservare il granducato da epidemie, accorrere ad estinguere incendi, sedare tumulti o sollevazioni popolari e altri compiti imprevedibili» <2l, che nulla o poco hanno a che vedere con i fini istituzionali, ovviamente non può avere quelle caratteristiche peculiari che si possono riscontrare invece in altri addestrati per condurre una guerra e che della nazione sono l'espressione più viva.

l ) N. Giorgetti. Le armi toscane e le occupazioni straniere di Toscana ( 1537- 1860), vol. Jl. p. 624.

2) N. Giorgelli, op. cii.. vol. II, p. 76.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Il piccolo esercito del Granducato molto spesso nel corso della sua breve storia di fatto resterà «privo di attitudine a guerra, e curato dal sovrano appena quanto bastasse per fare bella figura in solenni funzioni religiose»<3l. Poiché la durata della ferma era di otto anni la surrogazione, ammessa per legge, era diffusa e favorita dalla sicura convenienza economica. Il grado di degenerazione cui aveva dato luogo il provvedimento si rileva dali 'esistenza di sensati di surrogazioni, i quali falsificando gli attestati, riuscivano a far figurare degne persone individui di dubbia moralità. el 1848 i soldati proven ivano dalla leva, dagli ingaggi volontari e dai discoli, che venivano arruolati, anche più volte, forzosamente per correzione. Tale criterio sopravviveva ancora nell852, infatti il decreto granducale del 30 giugno prescriveva: <<Art. l. Saranno sottoposti coatrivamente alla disc ipli na militare quei giovani che per vagabondaggio. vita oziosa ed indisciplinata. per contegno scapestrato e rissoso riescono di peso alle proprie famiglie, di pericolo alla pubbl ica quiete, e contro i qua li siano state esperimentate inutili le ordinarie misure di Polizia. Art. 2 . Non saranno sottoposti al Reclutamento Coauo tutti quei soggetti che sono stati condannati a pene oltrepassanti le competenze dei Tribunali di Prima Istanza, e a qualunque pena per Falsità, Furti ed altri congeneri delitti contro la proprietà ed anche i puramenti diffamati per delitti contro le proprietà, dovendo questa specie di persone restare mai sempre esclusa dal l'onore di militare sono le Nostre Reali Bandiere. Art. 3. l Giovani indicati nell'Articolo primo si riterranno come abil i al servizio delle Armi nel concorso delle seguenti condizioni. l .a Età non minore di diciotto nè di maggiore di trenta anni: 2.a Statura non inferiore di Braccia due e Soldi quattordici: 3.a Sana costituzione fisica: 4.a Stato libero. Art. 4. La sottoposizione coatta alla Mi lizia potrà applicarsi caso per caso. quanre vo lte. dietro le opportune infom1azioni, i Prefetti o i Governatori dei diversi Compartimenti crederanno che una tal misura possa essere reclamata a riguardo di qualche individuo; nel qual caso richiameranno le respellive Autorità Politiche a compilare te relative verificazioni.>>

La debolezza maggiore della milizia era però costituita dagli ufficiali, «la maggior parte deficienti, poco colti, fiacchi, o violenti quando non

3) Circolare del ministro d'Ayala del 3 dicembre 1848.


GLI lSTlTLm MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA

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erano fiacchi, brontoloni e maldicenti, infingardi per incapacità o per poltroneria» .<4> Gli ufficiali provenivano generalmente dalle Guardie del Corpo e dai Cadetti. Poca cura era quindi posta nella formazione e nella scelta dei quadri ufficiali. Sintomatico era l'esempio del reclutamento in uso nel 1817 per gli ufficiali del Corpo dei Cacciatori volontari di Costa, ii cui regolamento del 1834 al capo X recitava: «Gli Uffiziali saranno prescelti fra le persone più facoltose dei Distretti, e che abbiano un'assodata reputazione per la loro probità, buone morale e attaccamento al Sovrano: goderanno le stesse onorificenze e distinzioni attribuite agli Uffiziali degli altri Corpi Militari, e riceveranno la paga in quei casi soli , e nell'ammontare che verrà indicato nel seguito del presente regolamento» <5 >. La disposizione prevedeva la possibilità di attribuire un tale «incarico a tutti i possidenti bramosi di vestire l 'uniforme e di avere un grado e qual· che autorità di comando». Al criterio politico, adottato dopo la restaurazione, di affidare la difesa dell'integrità territoriale del Granducato alla protezione delle armi austriache, con conseguente drastica riduzione delle spese militari, seguiva, dopo gli avvenimenti quarantotteschi, un riordinamento e un poten ziamento dell 'esercito, attento e qualificato, per merito del generale con te Cesare De Laugier e del generale Federico Ferrari da Grado. Questo esercito granducale era riorganizzato con criteri di efficienza, inquadrato da un corpo di ufficiali ristretto, ma ben preparato, che si schierava tra i primi e compatto a favore della rivoluzione nazionale del 1859, al punto da far affe1mare a taluni che i due riformatori dopo il 1848-49 avessero lavorato per l'unità d'Italia. L'entità delle forze armate del Granducato al 31 dicembre del 1859 ammontava a 20.388 uomini <6>su una popolazione di circa un 1.800.000 individui. 4) F. Di Sardagna. Notizie storiche sull'Esercito granducale della Toscana dal 1848 al 1859, << Rivista Militare Italiana», 1905, disp. lX p. 1654, (dal l'Ordine del Giorno del 29 maggio 1849). 5) ASF, Bandi e Ordini, doc. LJ l &34, Regolamemo organico per i Cacciatori volontQ/j di costa. Corpo cost ituito per svolgere in tempo di pace compiti inerenti alla difesa. alla sorveglianza del litorale, alla tute la di pubblica s icurezza e tranquillità e in tem po di guerra per integrare in caso di necessi1à la mi lizia attiva. 6) N. Giorgetti. op. cit. , p. 697. Dal Riassumo generale delle forze militari italiane dell'anno 1858, figuravano in organico 17.286 uomini e l. l 44 cavalli sul piede attuale e rispettivamente 18.417 e 1.58 1 sul piede di guerra. T dati sono pressoché coincidenti con quelli profferti dall'Annuario Statistico fwliano dell'anno 1857-58.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOJ\1: e DI FORMAZ!Olloe PER UFACIA II ' EGli STATI PREUNITARI

Il 25 marzo 1860 le truppe toscane, unitamente a quelle dell'Emilia, venivano incorporate nell'armata sarda. Per commentare !"avvenimento è forse opportuno cedere la parola al Giorgerti «Così le schiere toscane, dopo esistenza modesta, ma tre volte secolare, e più lunga di quella delle milizie piemontesi, durante la quale, fossero formate da popolo od a soldo di principe, avevano combattuto onorevolmente, contro Turchi e Barbareschi in imprese di oltremare, contro svedesi di Gustavo Adolfo re, contro prussiani di Federigo il grande, contro soldatesche della prima repubblica francese, contro Spagnoli. Inglesi, Tedeschi. Russi sotto le aquile napoleoniche, contro Austriaci per la Patria. scomparirono p~r fondersi con le Truppe dell'Italia risorta»m . 2. IL COLLEGIO DE' NOBILI DI SIENA E L'AC CADEMIA DE' NOBILI DJ FIRENZE Il C ollegio de' Nobili di Siena Nel Seicento esistevano in Toscana, come peraltro in diversi altri Stati preunitari, collegi per la formazione della classe dirigente civile e militare. La seconda metà del secolo vedeva l'introdu.lione generalizzata nel corpo degli studi di discipline cavalleresche, che comprendevano esercizi e scienze militari.

Dall'informazione per l'ingresso de' Signori Con vi fiori nel Nohile Collegio Tolomei di Siena diretto da' Padri della Compagnia di Gesù <8>, del 17 l 8, apprendiamo che il convitto, eretto ne li ' anno 1676 sotto la protezione del granduca di Toscana. riceveva giovani la cui «età per l'ordinario non dev'eccedere gl'anni 17. o 18 nè dev'esser minore di 8, in 9>>. La durata della permanenza degli a lunni neli' istituto non era precisata. Per i più piccoli erano organizzati dei corsi per insegnare loro a leggere. a scrivere e i primi rudimenti della grammatica. Nel collegio venivano istruiti i convitrori nei «primi Elementi di grammatica, fino alle più alte Scienze di Rettorica, Filosofia. Matematiche, e Teologia Scolastica, c Morale, e Leggi (Canonica c Civile), lezioni di Sfera e Geografia». Per quanto concerneva gli esercizi cavallereschi era detto: «imparano quivi a Cavalcare. co rrere nella Lizza all'anello. tirar di Pistola, e con la Lancia al Saracino. alle Teste &c. Si permettono tali escrciLj tutt o l'Anno. a quelli soli però.

7)

. Giorgetti, op. cii., voL 111. pp. 7 19-20.

8) BRT, P.M. 3991. l.


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che già sono avvanzati nell'età, e negli studj almeno passato il primo anno della Rettorica. D'altri eserctzj, il solito è concederne soli due alla vo lta: possono successivamente impararsi tutti, cioè la scherma, il ballo. suoni. camo. disegno, volteggiare il Cavalletto. Picca, Bandiera, Aritmetica, Linguaggi , Fortificazione, Geografia &c. Il tempo destinato all'Arti Cavalleresche è quello de ' soliti traltenimenti tra giorno, onde viene. che si spende fruttuosamente anche il tempo della ricreazione, senza verun pregiudizio de ' studj Letterarj i quali devono esser l ' impiego loro primario.»

In merito ai periodi dedicati allo studio «oltre le cinque ore di Scuola ogni giorno hanno io casa due in tre ore di studio privato}). A fine anno gli alunni dovevano sostenere degli esami conclusivi su tutte le materie insegnate. Era precisato che «i più segnalati nelle lettere, e nelle virtù Cavalleresche sono ammessi nell'Accademia detta degl'Innominati istituita per fomentare maggiormente i studj con la gara». Il corso di filosofia aveva uno svolgimento triennale, quello di legge biennale. Ai frequentatori del collegio venivano accordati dal granduca speciali privilegi in virtù dei quali erano «più aggraziati di poterne al fine de' Studj ri portare la laurea Dottorale, con tutti li privilegj soliti delle più celebri Università». L'Accademia de' Nobili di Firenze Tra le scuole atipiche preposte anche all'educazione degli ufficiali si può annoverare l' istituto o casino dei nobili di Firenze, citato dal Regolamento dei Cadetti del Reggimento Reale di Toscana, denominato Accademia de' Nobili di Firenze. L'istituto sorse, il 2 gennaio 1761, dalla fusione di tre precedenti e minori accademie: l'Accademia degli Affinati (13 febbraio 1742), già Casino di S. Marco ( 18 maggio 1689), l'Accademia dei Vaganti detta dei Risoluti (gennaio 1719) e l'Accademia o Conversione di S . Trinità (1640). II casino, adibito ai divertimenti e ai giuochi vari, era aperto soltanto agli adulti nobili, toscani o forestieri. L'accademia invece, destinata all 'educazione e istruzione della gioventù patrizia, ·aveva scuole e maestri posti sotto la vigilanza d ' una deputazione di accademici. I maestri dovevano essere dieci e dodici le materie d ' insegnamento, cioè: filosofia morale, storia, geometria e matematica, geografia, lingua francese, lingua tedesca, disegno, architettura civile, ballo alla francese~ all ' italiana, scherma, salto del cavalletto, giuoco di bandiera e di picca. Le lezioni erano impartite due volte al giorno, alla mattina dalle nove alle dodici e al pomeriggio per due ore, diverse a seconda delle stagioni. Un regolamento speciale era riservato alla scuola di equ itazione e cavallerizza.


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GlllSTITCTI DI FDt'Ct\710'1E E DI FOR\1.\ZIO:'>l:. Pt:R llmCIAII \EGLI STATI PREl:'IITARI

Tanto il casino quanto l'accademia erano posti sotto l'alta protezione del sovrano, al quale competeva dest inarvi un suo direuo rappresentanteC9>. Il 24 gennaio c il 30 marzo 1761, il granduca Francesco approvava gli statuti relativi alle due attività togliendo all'istituzione accademica il carattere privati stico. Successivamente l'istituto, con la sanzione di Pietro Leopoldo de l 28 ottobre 1768, era sempre più inserito nel contesto dell 'organizzazione scolastica dello StatoOO>. «Egli per meglio accentuare il carauere educativo ed istruttivo delr lstituto, separò, anche come sede. l'Accademia dal Casino: stabilì come materie fondamentali d'insegnamento le Scienze. la Geometria. la Fisica generale. la Filo~ofia morale e la Storia: istituì un Lettore di Lingua toscana con l'obbligo di tenere, una volta alla settimana. una conferenza su tema di erudizione. e d'insegnare in casa propria la lingua toscana ai foresti eri desiderosi d 'a pprenderla: soppresse le scuole di picca, bandiera c cavalletlo: stabilì che l'Accademia avrebbe dovuto preparare i giovani nobili agli studi su periori delle Università di Pisa e di Siena. per le qua li assegnava due posti gratuiti e qualche sussidio ai meno abbienti; fissava gli anni dicci l'età minima e gli anni venti la massima per l'ammissione alle scuole dell'Accademia. c l'obbligo di un esame preliminare: stabilì che dopo selle anni di studi, lo studen te nobile ottenesse, previo auestato dci maestri e del Soprintendente. la giubilazione c che questa costituisse il migliore requisito per entrare al servizio di Cone o conseguire gli uffici civili e militari dello Stato: stabiliva infine. che gli insegnanti delle quauro dhcipline suddette fossero economicamente aggregali al ruolo dei professori dello Studio fiorentino.»

L' importanza e la funzione dell'accademia nel campo dell'educazione e dell'istruzione dci giovani nobili con il tempo scadeva; il 20 ottobre 1795 la nuova costituzione prendeva atto della cessazione de li 'attività accademica.

3. L' ISTITUZIONE DEI CADETTI La fonnazione militare del cadetto nel Granducato assumeva nel tempo fisionomie diverse. pure compos ite erano la sua educazione e istruzione sicché si riscontrava la coesistenza di una pluralità di istituzioni. In tale contesto si possono collocare le guardie nobili. Al fine di avere una «scuola, in cui la nobiltà potesse informar l'animo a virtù civili e militari, e rendersi capace di venire più tardi impiegata utilmente, in servizio del Sovrano» t l i) il 28 aprile 1746 Francesco Il riuniva le compagnie

9) E. Maffei, L'Archil·in dt'lrlsriwro o Casino dei Nnbili di Firen:e. estratto dall' <<Archivio Storico Italiano». 1967. disp. IL p. IO. IO) E. Maffei. op.cit.. p. Il. Il ) K. Giorgetti. op. ci t., vol. Il. pp. 19-20.


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dei cavalleggeri e delle guardie del corpo in un unico reparto, detto delle Guardie nobili. Il numero di componenti era ovviamente assai limitato (nel 1753 ammontava a 32 individui). Con decreto 13 settembre 1753 il granduca promuoveva l'istituto dei cadetti, giovani di nobile o buona famiglia arruolati nei Corpi militari per essere nominati ufficiali. Le guardie nobili venivano soppresse nel 1776 con un provvedi mento del medesimo granduca0 2 l.

L'Istituto de' Cadetti del Reggimento Reale di Toscana Nel 1769, nel quadro di un migliore riordinamento dell'esercito, Pietro Leopoldo fondava a Livorno l 'lnstituto de' Cadetti del Reggimento Reale di Toscana con lo scopo di formare gli ufficiali per l'armata di terra. Sede del convitto era il palazzo Mediceo situato nella fortezza vecchia. Il regolamento per la scuola del lO giugno 176903) prescriveva che un giovane per poter aspirare a divenire cadetto nelle truppe di terra e conseguentemente frequentare l'istituto doveva attestare di aver seguito con profitto gli studi di grammatica e rettorica e inoltre possedere determinati requisiti: <<Che sia di famig lia nobile. o prossima ad esser tale.

Che i figli deg li ufiziali di fortuna non potranno essere ammessi come cadetti. ma dovranno cominciare la loro carriera militare come comuni, eccettuati però i figlj degli ufi zia li di stato maggiore. che saranno considerati per nobili, subito che non manchi, e non possa mancare, dopo la morte del padre alcun altro requisito; e se fra i figlj degli ufiziali di fortuna ci sarà qua lche giovane !}en educato, e di talento, che voglia fare gli st udj , che dovranno fare i cadetti, il Generale Comandante, previe le necessarie informazioni, ed esami. potrà ordinare, che sia ammesso nelle scuole dei cadetti. Che non possono essere nè più giovini de ' quattordici anni completi, nè più vecchj de i di ciotto, riservandosi Sua Altezza Rea'~ a derogare a questa precis ione secondo le circostanze dei casi. l cadeui dovranno avere dalle loro famiglie l' assegnamento di lire venti otto il mese; questo assegnamento deve esser loro continuato sin a tanto, che non saranno pervenuti al gTado di capitano, e dovrà esser pagato sei mesi sempre anticipati dalle famigli'è, che sono più vicine a Firenze alla Banca Militare; e da quelle che sono più vicine a Livorno, al

12) N. Giorgctti, op. cit., vo l. IL p. 79. 13) BAY. Regolamento per f'lnstituto de' Cadetti del Reggimento Reale di Toscana da

stabilirsi nella Piazza di Li1•omo.- Allegati al cap. YJI, doc. l .


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Commissario di Guerra medesimo; e ciò solamente durante il tempo, che ;aranno all'instituto. e quando saranno pervenuti al grado di ufiz.iale subalterno, dovranno pensare a pagarglielo dove saranno di guarnigione.»

Era precisato che nello stabilimento non potessero essere accettati , più di dodici cadetti, l 'ammissione degli all ievi aveva pertanto cadenza annuale<14l. Il corso di studi, della durata di quattro anni, prevedeva l'insegnamento della matematica, che negli uhimi due anni comprendeva la conoscenza di un breve trattato di artiglieria e di fortificazione, della geografia. della storia, del disegno. in particolare prospettiva. architettura civile e acquerello, della lingua francese e tedesca nonché esercitazioni di scherma. L'afflusso dei nuovi cadetti avveniva nell ' ultima settimana di ottobre, l'inizio dell'anno scolastico il 3 novembre. Le modalità di svolgimento del corso e l'impegno richiesto agli allievi nello studio delle singole materie risuhano dalla distribuzione delle ore quotidiane. Durante l' inrero anno la sveglia era fissata alle ore cinque e mezzo; dalle sei alle sette ripetizione delle lezioni nella stanza di studio, alle sette messa nella chiesa della fortezza vecchia. dalle sette e mezzo alle otto colazione; dalle otto e sino alle dieci scuola di matematica nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì per la prima e la seconda classe, il martedì c il sabato per la terza e la quarta; nei giorni in cui non era prevista la lezione di matematica, in sostituzione, venivano svolte esercitazioni di disegno. Di giovedì il citato periodo era destinato, per tutte le quattro classi, allo studio della geografia e della storia; dalle dieci alle dodici attività in sala d'armi, dalle dodici alle una ricreazione e, dalle una aJJe due pranzo. Al pomeriggio dalle due e mezzo alle quattro d'inverno e dalle quattro alle sei d'estate, dopo il riposo pomeridiano, scuola di lingua tedesca o francese ed esercitazioni di scherma, con frequenza quotidiana, poi sino all'Angelus passeggio e visita ai cantieri di fabbrica, quindi in chiesa per la recita degli atti di fede, litanie e il de profundis (confessione e comunione almeno una volta al mese); successivamente s tudio sino alle dieci; dalle dieci e mezzo cena, alle undici a letto.

14) BAV. Regolamento citato. numero Il. Piano Economico per lo Stabilimento. di do dici Cadeui del Reggime111o Rea/ Toscano . destinali a~li studj di Mauematica, /storia. Geografia. Disegno . ed altri eserci:j.


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Un iforme del cadetto del Reggimemo Reale di Toscana

Biblioteca Aposrolica Varicana


GLI ISTITUTI MILITARI Dl EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA

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Alla vigilia delle feste gli alunni venivano accompagnati a teatro oppure si dedicavano ai giochi da tavolo (scacchi, tavola reale, dama). La mattina seguente lo spettacolo teatrale la sveglia veniva ritardata. Durante il periodo delle vacanze estive, previste dal 15 agosto al 2 novembre incluso, erano sospese le lezioni di matematica, di storia e di geografia. Questa interruzione degli studi consentiva ai cadetti di applicarsi negli esercizi militari e nelle esercitazioni pratiche presso il reggimento, come per esempio stilare rapporti, svolgere i servizi di guardia e nella scuola di artiglieria. Questi particolari addestramenti li mettevano nelle condizioni, al termine del corso, di disimpegnare senza difficoltà alcuna il loro compito di ufficiali. Annualmente venivano sostenuti dagli allievi degli esami pubblici di matematiche, della durata di due settimane, alla presenza del governatore di Livorno, o del suo delegato, del comandante del reggimento e di quello dell'artiglieria e del genio, di due capitani delle citate armi e del maestro di matematica. Il granduca. al fine di incoraggiare e stimolare i giovani ad applicarsi negli studi, stabiliva che nessumo potesse ottenere l 'impiego di ufficiale nelle sue truppe se non quelli che avessero frequentato con successo il corso di studi prescritto nell'istituto, o avendoli compiuti presso l 'accademia dei nobili in Firenze, avessero sostenuto un nuovo esame presso il corpo dell'artiglieria o del genio in Firenze o a Livorno. I cadetti potevano perfezionare, senza pregiudizio per l'anzianità, la loro preparazione militare prestando servizio presso le truppe austriache. L' anzianità era determinata dal rendimento negli studi. Ultimato il quadriennio e qualora ci fossero stati posti liberi da ufficiale i cadetti venivano assegnati come tali nelle compagnie; in caso di carenza di vacanze prestavano servizio in qualità di cadetti sino alla loro promozione. Il sovrano in tale ottica abrogava, inoltre, l 'usanza della compravendita del posto di ufficiale. L'istituto, inquadrato nel Reggimento Reale di Toscana , era posto alle dirette dipendenze del generale comandante, commissario di guerra di Livorno. L'organico era composto da: un primo ispettore

maggiore da Galasso;

un secondo ispettore

capitano De Bout;


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GLI ISTITUTI DI EDL C AllO' E E DI FORMAZIONF PF.R l l'H C l \LI 'l EGLI STAl i PREL':\ITARI

un maestro di matematiche

donor Pigri (professore di scienze ne l corpo del genio);

un maestro di disegno, di prospettiva, architettura e acquerello

Davide Mibclli di Portoferraio;

un maestro di storia e geografia un maestro di lingua francese un maestro dì lingua tedesca

da scegliere tra i furieri, bassi ufficiali riformati o effettivi:

un maestro di scherma un insegnante di artiglieria c fortificazione

ufficiale del genio designato;

un cappellano

il curato della fortezza;

quattro serventi

un cuoco, due parrucchieri e barbieri, un sarto;

due serventi (a disposizione d eli' is pettore)

da trarsi anche quest'ultimi dagli invalidi.

II regolamento che dettava le norme per la nascita e la vita della scuola trattava gli argomenti principali in maniera di sorganica e incompleta. Emergono invece con chiarezza i compiti del primo ispettore, che avvalendosi del suo secondo, doveva soprattutto curare l 'educazione dei cadetti e quindi «rigorosamente invigilare ai loro costumi, e che si applichino ai loro studj» e in particolare «esser presente più spesso che gli sarà possibile a tuili gli atti di religione. che vengono pre:;critti ai medesimi al capitolo della distribuzione dell"orc. c non meno frequentemente ~tarà a vederli de~inare, cenare. e riconoscere gli studj. che faranno nel loro quaniere. ed a visitare ancora le loro camere. e piccolo equipaggio: e sarà altresì obbligato di andar con loro in tutte le pubbliche funzioni. dove dovranno inte rvenire in corpo, ed alla Parola ancora, non solo dal Comandante della Piazza. ma altrc~ì le domeniche dovrà qualche volta condurli. nell'ora che ci vanno gli altri ufiziali, dal Colonnel lo Comandante del Reggimento, e dopo dal Generai Brigadiere».

Il direttore dell'istituto era responsabile deli' amministrazione dello stesso, oltre che dell'andamento degli studi e del rispeuo degli orari. La scuola dei cadetti militari non aveva però lunga vita. per volontà dello stesso granduca concludeva la sua esistenza verosimilmente negli anni ottanta.


GLI ISTITUTI \.IILITARI DI EDLC.o\ZIONE E FOR\IATIVI ~'EL GRANDlTATO DI TOSCANA

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4. LA SCUOLA DEL REAL CORPO D'ARTIGLIERIA. LA SCUOLA DI ARCHITETTURA MILITARE E LA SCUOLA DEI REALI CADETTI NELLE REGIE TRUPPE DEL GRAN DUCATO

La Scuola del Real Corpo d ' Ar tiglieria e la Scuola di Architettura Militare Dopo il suo rientro in Firenze. avvenuto nella primavera del 1814, Fe rdinando Ili non trascurava di riordinare l'esercito e. in particolare, di provvedere alla preparazione dei quadri . Infatti fonti dive rse testimoniano che esisteva a Livorno, fin dal 18 17, una Scuola del Rea / Corpo d'Artiglieria frequ e ntata da cadetti e da bassi ufficiali, nella quale il ciclo scolastico aveva la durata di tre anni. Nel 1818 a questa fu aggiunta una Scuola di Architetwra Militare i c ui corsi comprendevano varie materie e avevano pure la durata di tre anni. Da un documento conservato nell'archivio di Stato di Firenze si desume l 'esistenza di un «programma del corso di architettura militare, che deve essere frequentato da cadett i e sottufficiali già allievi della Scuola del Real Corpo di Artiglieria ». L'attività dell ' istituto è peraltro testimoni ata da divers i volumi di Opere Militari, pubblicati a Livorno nel 1830 e nel 1831. Dai testi a uso delle Scuole Militari curati dal tenente Ferdinando Biondi Perelli, incaricato della direzione degli studi dei reali cadetti d'artiglieria in Toscana, e dedicati al colonnello Giuseppe Giannetti comandante superiore e dire ttore della reale artiglieria, s i sono desunti i programmi di studio pa rticola reggiati delle materie professionali di questa scuola <15 >. Tale istituto è anche citato in un docume nto a firma del comandante del corpo del genio dello Stato Pontificio, datato maggio 1835, e dal Montù quando riporta un passo del libro del Cors i Venticinque anni in l talia< 16>: «In Toscana l' is tituto dei cadetti. per cura del co lonnello Giannetti d ' Artiglieria, uno degli ottimi ufficiali venuti dal servizio francese,

15) BMF, Corso di Maflemmirhe. compilato dai Professori di Mattematiche Allaizc, Billy. Puissant. Boudrot. voli. l 0 • 2°. 3° e 4°; Corso di Fnnifira:ione del Sabart. voli. 5°. 6°, 7° e 8°: Trauato elementare d'Artiglieria di G. Decker. voli. 9°. 10° e 11 °; Trauato di Pirotecnica Militare vol. 12°; lstru:ione sulla Baltstim del signor Pommet (opusc.). Miscellanea 1424, 13. - Allegati al cap. Vfl, doc. 2. 16) Vedasi cap. Vlll, nota (3 1). - C. Montù. op. ci t.. vol. ITT. pp. 208-9.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICI.'U-1 NEGLI STATI PREUNITARI

era stato ordinato in modo per nulla inferiore ai migliori degli altri paesi, ed aveva dato assai buoni frutti e belle speranze; ma in seguito, sotto altri capi meno abili e zelanti, era venuto scadendo molto». La scuola veniva soppressa all'atto della creazione dell'istituto per i cadetti nella fortezza da Basso in Firenze, a seguito del dispaccio del 27 maggio 1844. I Cadetti dei vari Corpi di truppa

Nell'ambito della riforma del l 'esercito promossa da Leopoldo II, su proposta del generale Fortini, con legge 8 agosto 1826, veniva ripristinata l'istituzione dei cadetti dei vari Corpi di Truppa per migliorare l'istruzione degli ufficiali. Questi erano reclutati tra i figli degli ufficiali o di facoltosi cittadini e militavano nei vari corpi come volontari, a proprie spese o con un sussidio dello Stato. Con dispaccio del 30 settembre 1833, cui faceva seguito il rescritt.o del 13 novembre 1834(17) veniva stabilito: «Che non dovranno esser fatti presen ti per Cadetti se non giovani di Civili, e comode famiglie che abbiano tenuta corrispondente condot,t a morale, di buona salute, di robusta costituzione. e di statura non inferiore di Braccia due. e soldi sedici ('circa m. 1.64'). Che ogni cadetto prima di essere ammesso al se rvizio deva giustificare avanti il Primo Auditor Militare di esser provvisto in proprio, o della Famiglia, mediante valida. e regolare obbligazione, dei mezzi necessarj, per montarsi, di un mensuale libero assegnamento di scudi otto, da tenersi fermo anche nel caso di promozione ai posti di Uffiziale fino a quello di primo Tenente inclusive. Che l'anzianità di servizio dovrà intendersi cominciata a decorrere a favore dei Cadetti dal giorno di nomina, semprechè nel termine di giorni 40 dalla pubblicazione della nomina stessa, abbiano soddisfatto a quanto è prescritto nell'articolo precedente, e s iano sta· ti aumentati al Corpo per il quale sono destinati. Che corsi i 40 giorni come sopra, l'anzianità di servizio non sarà valutata che dal momento de li 'effettiva ammissione su i Ruoli del Corpo.»

La Scuola dei Reali Cadetti

el 1844 veniva approvata, con dispaccio del 27 maggio, l'Istruzione per l'ammissione dei Reali Cadetti che precisava l'impostazione generale e l'organizzazione della scuola, le discipline e le modalità relative alla preparazione dei cadetti. Per effetto di tale provvedimento veniva sancito che «l Cadetti di qualunque Corpo, ad eccezione di quelli dei

17) ASF, Fondo Leggi e Bandi della Toscana . 1844, ins. XXXViii.- Allegati al cap. VII, doc. 3.


GLI ISTITUTI MILITARI 0 1 EOL;CAZIO:-I t E FORMATIVI NEL G RAl'DllCATO DI TOSCAl'A

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Guarda Costa. e dei Cannonieri Sedentari in Portoferrajo, per i quali non è fatta innovazione. devono essere riuniti in un solo Istituto nella Fortezza da Basso in Firenze ed accomunati nelle discipline, e nella Istituzione Scientifica, e delle Armi»(tll>. Le disposizioni relative alla loro ammissione e istruzione(t9) non modificavano di massima i precedenti Ref?Oiamenti e Ordini relativi ai cadetti reali. Il nuovo istituto, che ereditava le tradizioni e forse l 'organizzazione di base di uno preesistente, ne costituiva un momento evolutivo<20>. La scuola, la cui sopraintendenza era affidata al generale comandante della piazza, veniva posta alle dirette dipendenze del colonnello comandante del reggimento di fanteria di guarnigione in Firenze, mentre la direzione interna e disciplinare era attribuita ali 'ufficiale destinato per il comando del distaccamento d'artiglieria di serv izio nella capitale. L'organico dell'istituto prevedeva due professori: uno di matematiche, che assolveva anche le funzioni di direttore degli studi . e l'altro di disegno. Un cadetto scelto per capacità, distinto con il grado di aiutante sottufficiale, era incaricato di coadiuvare il professore ne li' in egnamento deJr algebra e della geometria. Il 24 ottobre veniva is tituito un posto di maestro di lingua francese. uno di geografia e storia militare; il 19 giugno 1848 quello dì maestro di algebra elementare e geometria. Il numero dei cadetti ammissibili era fissato in 26: 5 per il battaglione d'artiglieria, 18 per la fanteria e 3 per il corpo dei cacciatori a cavallo; la loro età era fissata dai sedici ai diciannove anni. Condizioni essenziali per poter aspirare all'ammissione erano una sana conformazione fisica, buone qualità morali e dì educazione, grado di istruzione tale che «siano fondati nelle Lettere Italiane, sufficientemente nelle Latine, e più specialmente ne li' Aritmetica ragionata, e nella Geometria piana» , da accertare in ede d'esame.

l S) La scuola dei cadetti era ubicata nel forte di S. Giovanni Ballista con l" ingresso posto a tramonwna, presso la porta detta del Soccorso. ASF. Fondo Appendice della Se greteria poi Ministero della Guerra. fi. 1745. Registro di consegna del 20 maggio 1849. l 9) ASF. Drirro Patrio Toscano, l 844, vol. X. 20) ASF. Fondo Leggi e Bandi della Toscana. 1844, in<;. XXXVIII, Disposizioni approvate da Sua Ahezza Imperiale c Reale con veneralissimo d i<>pacc io del dì 27 maggio 1844 e relative all'ammi ~sione. istruzione ecc. dei Reali Cadetti nelle Regie truppe del Granducato.- Allegati al cap. VTT. doc. 4.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DJ FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Le lezioni venivano tenute ali ' interno dell'istituto a eccezione di quelle di fi sica, chimica e idraulica che venivano svolte nei pubblici stabilimenti d'istruzione. L'anno scolastico aveva inizio il5 novembre e terminava il5 di agosto. Il corso di studi era di quattro anni e le discipline insegnate erano così ripartite: Primo anno: geometria piana e solida; algebra sino alle equazioni di secondo grado incluse; progressioni, teoria dei logaritmi e uso delle tavole; disegno lineare; geometria pratica; ordini d'architettura civile. Secondo anno: algebra applicata alla geometria; trigonometria rettilinea; sezioni del cono; geometria descrittiva; disegno lineare; studio delle ombre per acquerellare i disegni; metodo per levare in pianta tanto i corpi di fabbrica quanto i terreni e modo di servirsi dei diversi strumenti. Terzo anno: meccanica; fisica; livellazione; metodo teorico e pratico dei lavori necessari per le ricognizioni militari; fortificazione passeggera; disegno lineare e caTte militari «Costituite secondo i metodi più recenti per giudicare dalla ispezione della sola pianta, il profilo e movimento del terreno in qualunque direzione». Quarto anno: fortificazione permanente; chimica; idraulica; teoria e di segno di fortificazione permanente e dei lavori d'assedio, di attacco e di difesa delle piazze.

Nei mesi di agosto e settembre l 'istruzione proseguiva presso i rispetti vi corpi. Al termine degli esercizi autunnali una commissione, presieduta da un ufficiale superiore, esaminava i cadetti «in materia di Armi e di Servizio» e se erano meritevoli potevano recarsi, nel mese di ottobre, presso le proprie famiglie. Alla fine di ogni anno scolastico sostenevano gli esami finali su tutte le materie di studio davanti a una commissione che comprendeva, oltre ai professori del!' istituto, professori dei Pubblici Stabilimenti d'Istruzione. Gli accertamenti, al termine dell'intero ciclo degli studi, vertevano su l 'intero corso di discipline scientifiche e sul disegno. Il superamento di tale prova equivaleva all'abilitazione all'avanzamento. I cadetti di artiglieria erano esaminati anche in fisica, chimica, idraulica e fortificazione permanente, mentre tali prove costituivano menzione lodevole per quelli degli altri corpi che spontaneamente vi si sottoponevano.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA

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A conclusione degli esami erano promossi sottotenenti. In caso di carenza di vacanze nel grado la promozione veniva attribuita loro con un grado onorifico, non godevano cioè del trattamento econonùco. ma potevano disimpegnare presso i corpi, ugualmente, le mansioni e le fun zioni di ufficiale sino al conferimento della nomina effettiva. I posti da ufficiale riservati ai cadetti erano pari ai due terzi delle vacanze, l'altro terzo era destinato ai sottufficiali ritenuti idonei alla promozione. Gli appartenenti alla Rea! Guardia del Corpo, qualora promossi sottotenenti di fanteria dal granduca, rientravano nell'aliquota dei cadetti. I cadetti reali, che per mancanza d'istruzione non potevano accedere al grado di ufficiale, avevano la facoltà di proseguire la carriera da sottufficiali con il grado di sotto sergente o caporale, a seconda delle capacità dimostrate. Il generale Ferrari riferendosi alla scuola ne lamentava l 'insegnamento scarsamente pratico: studi astratti, affermava, che poco servono alle milizie. L'inaccettabile livello addestrativo e d'istruzione tecnica delle truppe, la preparazione troppo teorica degli ufficiali provenienti dall'istituto dei cadetti e carente per la quasi totalità degli altri ufficiali, come risulta da una relazione del citato generale Ulisse d'Arco Ferrari <2 l), consigliava il D'Ayala a imporre, con circolare dell848, dei provvedimenti correttivi: l'imroduzione di esami per l'avanzamemo degli ufficiali e l'inserimento nell'ordinamento di due generali ispettori , uno per le truppe di linea, l 'altro per le armi speciali e per gli istituti di educazione militare. Il D' Ayala sosteneva inoltre l 'esigenza di istituire un liceo militare per provvedere alla formazione di buoni ufficiali soprattutto per i corpi speciali. Tale progetto, «vaglheggiato assai sottilmente(' aveva egli') il pallido pensiero d'un militare Liceo»<22>, verrà realizzato solo dopo le sue dimissioni da mini stro. Aveva sempre combattuto la massima che proclamava fossero l'ardire e la fierezza le qualità necessarie per fare un buon soldato e reputava invece indispensabile, per ogni militare, possedere la perizia scientifica e l' educazione civile.

21) E. Barbarich. Cesare De Laugier e le Armi roscane alla prima Guerra d'Indipendenza italiana, <<Rivista Militare italiana>>, 1895. pp. 580-1. 22) ASF, Fondo Leggi e Bandi della Toscana, 1848, doc. CCCXCVI. vol. 64, letlera inviata dal Ministero della Guerra al Ministero delle Finanze.


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GLI ISTITUTI DI EDliCAZIO'iE E DI FORMAZIONE PER UFI'ICIALI '!EGLI STATI PREL.MTARJ

Il generale De Laugier, succeduto al D ' Ayala, per incoraggiare e migliorare l ' istruzione degli ufficiali, stabiliva, con circolare del 31 luglio 1850, l 'effettuaz ione, a iniziare dal l 0 novembre, di conferenze di presidio dette Conferen:e istruflive per ufficiali o Scuola serale per ufficiali: di fatto erano corsi biennali di studio con esami finali. L'iscrizione alla scuola era facoltativa , ma una volta compiuta assumeva carattere obbligatorio. Le discipline impartite erano:

Primo anno: aritmetica. algebra, geometria. disegno lineare, geografia e storia italiana, fonificazione passeggera, redazione italiana; Secondo anno: fortificazione passeggera, redazioni, fortificazione permanente, attacco e difesa delle piazze. topografia. A completamento degli studi venivano svolte ricognizioni militari, compilate memorie descrittive e redazioni di temi sulla storia militare italiana. Le lezioni avevano una cadenza di quattro periodi per settimana nel semestre invernale. di uno in quello estivo. Ogni anno, alla fine di maggio, avevano luogo gli esami s ugli insegnamenti impaniti (23l. Nell'ambito delle riforme attuate nel 1854 il generale austriaco Federico Ferrari da Grado faceva approvare dal granduca, con decreto del 2 luglio <24>, la sanzione che ripristinava l'istituto dci cadetti, abrogato dal generale De Laugier nel 1849 all ' atto della costituzione del Liceo Militare Arciduca Ferdinando, al fine di consentire un maggior reclutamento di ufficiali «valutata la convenienza di vantagg iarc, nella qualità di soldato, le condizioni di qualche giovine, che distinto per la famiglia cui appartiene o per qualità personali , voglia intraprendere la carriera delle Armi». Questa classe di soldati distinti, non più in età per essere ammessi al liceo. poteva essere incorporata nel numero massimo di quattro per ciascun battaglione di fanteria e di artiglieria e di due per la divisione di artiglieria e per quella di cavalleria. Titolo per essere ammessi erano: l'appartenenza a famiglie di ufficiali o d 'altra onesta c civile condizione, l'idoneità fisica per il servizio militare «giustificata in tutta l 'estensione», ineccepibile condotta morale e politica, età non minore di anni 17 e non maggiore di 25. una sufficiente istruzione «nelle umane lettere, e nell'aritmetica, da sperimentarsi e giustificarsi per mezzo di esame».

23) F. Di Sardagna. op. cii.. disp. IX. p. 1655 e nota (4}. 24) ASF. Repertorio del Drirro Patrio Toscano. 1854, vol. XX.- Allegati al cap. vn. doc. 5.


GLI ISTffi'TI \1ILITARI DI EDUCA710"1f F FOR~1A11VI ~EL GRA'IO\. CATO DI TOSCANA

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La durata della capitolazione militare dci cadetti era uguale a quella stabilita per legge per i soldati, pari a otto anni. La famiglia del cadetto era tenuta a versare alla cassa del battaglione una mensilità di quindici lire ino alla promozione al grado di sonotenente. l cadetti dovevano dormire nelle camerate della propria compagnia in stanza separata oppure dividere l'alloggio con i sergenti maggi ori o gli aiutanti sottufficiali nonché consumare il rancio tra loro o con i sottufficiali. Nonostante le ricerche non è stato però possibile conoscere i programmi di studio né quali fos ero le istruzioni dei cadetti.

5. IL LICEO MILITARE ARCIDUCA FERDINANDO E IL REGIO LICEO MILITARE

Il Liceo Milita re Arciduca Ferdina ndo Dopo gli avven imenti quarantotteschi e l 'occupazione austriaca del Granducato, per merito del generale Cesare De Laugier. veterano de li' armata napolconica, mutavano gli ordinamenti e gli scopi della scuola militare dei cadetti. Con il decreto sottoscritto dal granduca a Napoli il 25 giugno 1849(25) veniva fondato il Liceo Militare Arciduca Ferdinando con sede nel vecchio monastero di Candeli in borgo Pinti a Firenze. già occupato da scuole militari. L'atto di istituzione recitava: <<Considerando come la professione delle Armi quando non ~i faccia consistere nella ~o­ la cognizione delle teorie di ciascun' arma, ma si voglia che ascenda a quella nobiltà in cui è tenuta dalle grandi Nazioni, ha bisogno di aver familiari le scienze esatte c le Arti belle, ond'essa trae sussidio e splendore. Considerando come senza riguardare al bi~ogno di dover recare all'atto i suddetti studj, egli è pur bello c decoroso che la gioventù, la quale si dedica alle Armi. sia messa sulla via di comprendere e pregiare tutto il difficile e sublime che s'incontra da chi debba muovere un ' esercito nei Campi di Guerra. come nell'attacco e difesa delle piazze. Considerando finalmente essere divenuta una necessità dci tempi l'aprire un luogo d'insegnamento militare, ove i giovani che abbiano sortito dalla natura una disposizione alla parte subl ime de lla Mi lizia possano apprendere le scienze. onde l'Arte della Guerra ha bisogno. le quali pu r sempre fieno d'ornamento all'animo c fomento a nobili passioni.»

L'organizzazione del neo costituito istituto, che per taluni versi ricalcava quella di una scuola politecnica ordinata militarmente con caratteristiche

25) ASF, Fondo Leggi e Bandi della Toscana, 1849. doc. CXXXVIII. - Repertorio del Driuo Pau·io Toscano, decreto 28 giugno 1849.


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GLI ISTITUTI DI EDU\AZIONF E DI FORMAZIOXE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU:"'ITARI

interforze, teneva indubbiamente conto delle esperienze acquisite nel corso di quasi cinque anni di vita dell'istituto dei reali cadetti. Scopo di questo stabilimento, creato con fini ambiziosi<26>, «Si è quello non solo di assicurare allo S1ato Uffiziali di ogni arme. morali, fedeli, disci plinali ed is1rui1i. ma ben anco di porre i giovani in grado di percorrere proficuamente la carriera di alcuni impieghi civili come di dare alla Società buoni ed u1ili cittadini. A raggiungere questo scopo vi è impartita l 'istruzione letteraria e scientifica in modo però che la prima sia ristrella nei limiti del puro necessario. la seconda sia più diffusa. come quella da cui immediatamente si traggono le cognizioni indispensabili per la nobile carriera delle armi, tanto per i corpi di Fanteria e Cavalleria. quanto per quelli di Artiglieria. del Genio. dello Stato maggiore generale e della Marina; cognizioni che possono pure valere per l'esercizio della professione di Architetto o di ingegnere civile. di Costrunore navale. di Capitano di mare ccc.»

Il liceo dipendeva inizialmente direttamente dal ministro della guerra, successivamente, con il decreto del 2 luglio 1854, sarà sottoposto al comando generale delle reali truppe toscane. L'organico della scuola era composta da:

Stato maggiore un comandante superiore del liceo

consigliere di Stato generai maggiore conte Luigi Serristori

un capitano direttore degli studi

capitano onorario Cesare Menicacci professore di fortificazione

un capitano

capitano Antonio Bedini

un tenente

tenente Carlo Martini , già istruttore di arte militare dei reali cadetti

due sottotenenti

sottotenente Filippo Guiducci, in sostituzione del secondo ufficiale. e due aiutanti souufficiali onorari, già in forza all 'istituto dei caderti

Stato minore due custodi

da trarsi dai veterani

due tamburi.

26) ASF. Repertorio Militare per le Mili:ie roscane. 1849. vol. l. - Regolamento per il Liceo Militare Arciduca Ferdinando, approvato il 13 ~cnembre 1849. - Allegati al cap. VII. doc. 6.


GLI ISTITUTI MILI1'ARI DI EDUCAZIO:-IE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA

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Corpo insef?nante

un professore di geometria c geodesia

dottor Antonio Ferrucci

un professore di algebra e calcolo differenziale e integrale

sottotenente Antonio Mochi

un professore di fisica e chimica

dottor Leonardo Doveri

un professore di geometria descrittiva, architettura civile, idraulica e navale

dottor Giuseppe Peri, già insegnante di algebra dei reali cadetti

un professore di meccanica e di artiglieria

Gianni Novi

un professore di fortificazione

capitano (grado onorario) Cesare Menicacci

un professore d i logica , filosofia morale e catechistica

canonico Girolamo Carlucci

un professore di nautica un maestro di lettere italiane, geografia e storia militare

Florido Zamponi, già addetto ali' istituto dei cadetti;

un maestro di lingua francese

Leone Des Pierres

un maestro di disegno lineare

Giuseppe Pelzet, già addetto all'istituto dei cadetti

un maestro di scherma, di esercizi ginn ici e di nuoto

Pietro Pallini

un maestro di equitazione

un ufficiale di cavalleria (da designare)

Serventi un cuoco due aiutanti di cucina

da trarsi dai veterani

due ordinanze Poiché l'inquadramento era ritenuto opportuno ai fini discipli nari e mi litari, gli alunni, previsti nel numero di 80, dei quali 40 a retta intera, 20 a metà retta e 20 a posto gratuito, erano ordinati in una compagnia. Il personale preposto era rappresentato da un capitano, un tenente e due sottotenenti appartenenti allo stato maggiore, un sergente maggiore.


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GLT ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFTCIAU NEGLT STATI PREUNTTA RI

quattro sergenti, un caporale furiere e otto caporali, tutti scelti tra gli allievi distintisi per applicazione e condotta. I requisiti richiesti agli aspiranti erano così riassunti: «A. - Toscano ed in età non minore di 14 anni compiuti nè maggiore di 16 da giustificarsi per mezzo delle fedi di nascita <27l; B. - Una complessione fisica sana, robusta e senza imperfezioni da constatarsi per mezzo di visita medica collegiale; C. - Esibizione di un certificato debitamente legalizzato di buona condona religiosa e civile del rispetti vo Parroco e del!' Autorità politica locale; D. - Avere avuto il vajo lo naturale o vaccino>>.

La famiglia era obbligata al pagamento della retta, già prevista per i reali cadetti, limitatamente al periodo della permanenza dell'alunno nella scuola. L'esame di ammissione, che aveva luogo nella prima metà di agosto, si componeva di una parte oral e e di una parte scritta, sia l'una sia l'altra prova vertevano sulle seguenti materie: catechismo, lingua italiana (esposizione in iscritto di un fatto narrato dal professore), lingua latina e rudimenti di rettorica (traduzione di uno squarcio dei commentari di Giulio Cesare), elementi di geografia d'Europa e d'Italia, aritmetica ragionata, geometria piana, le prime quattro operazioni dell ' algebra, disegno di una testa. I cadetti che nell 'atto della pubblicazione del regolamento frequentavano la scuola dei reali cadetti erano ammessi d'autorità al liceo. A parità di merito erano preferiti i figli dei militari di ogni grado privi di beni. L'anno scolastico iniziava il 3 novembre e aveva la durata di undici mesi: dal l o novembre al 15 agosto venivano svolti i corsi teorici e gli esami; dal 15 agosto alla fine di settembre le esercitazioni applicative sul terreno relative alle discipline studiate n eli ' anno. Nelle esercitazioni esterne gli alunni erano guidati dagli ufficiali e dai rispettivi professori. l programmi di studio previsti e la loro ripartizione nei vari anni scolastici erano: Primo anno: geometria piana e solida, algebra elementare, trigonometria piana e sferica, disegno lineare e ordini architettonici, logica e filosofia morale, catechismo, lettere italiane, lingua francese, geografia fisica;

27) Dal marzo del 1850 l'ammissione veniva concessa anche ai non nativi dello Stato. che però non avevano diritto a titolo alcuno.


GLI ISTITUTI MILITARI DI I:DLCA.liO.'i'E E FORMATM f\'EL GRANDUCATO DI TOSCANA

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Secondo anno: algebra superiore, geometria analitica a due e tre dimensioni, geometria descrittiva e applicazioni, disegni relativi , logica e filosofia morale, storia sacra, lettere italiane, lingua francese, elementi di topografia, geografia e storia militare, esercizi di topografia militare; Terzo anno: principi di calcolo differenziale e integrale, fortificazione passeggera, attacco e difesa delle opere di campagna, geodesia e maneggio degli trumenti geodetici, prospettiva, teoria delle ombre, disegni relativi alla fortificazione. alla prospettiva e alle ombre, costruzione di modelli di fortificazione, fisica elementare e sperimentale, geografia e storia militare; Quarto anno: meccanica razionale dei solidi e dei liquidi, fortificazione passeggera e permanente, ponti e mine, disegni e costruzione di modelli di fortificazione, chimica elementare e applicazione alla metallurgia e alla pirotecnica, corso teorico di navigazione. esercizi sul terreno relativi aJ levar dei piani e alla rappresentazione grafica della configurazione del suolo, livellazione, disegni in acquerello di architettura civile; Quinto anno: artiglieria teoretica e pratica. applicazione della meccanica alla costruzione del materiale di artiglieria, disegni del materiale di artiglieria, costruzione pratica delle batterie, attacco e difesa delle piazze. architettura civile, idraulica e navale, mineralogia e geologia, corso teoretico di navigazione, disegni d'architettura, esercizi sul terreno relativi alle scienze studiate. I corsi scientifici dovevano prevedere l'insegnamento delle nozioni necessarie per le applicazioni all'arte militare. Gli allievi erano teoricamente e praticamente istruiti nelle scuole del soldato, in quella del plotone, di battaglione e di bersagliere, nelle evoluzioni di linea, nel maneggio del cannone ed esercitati nella «montatura, smontatura e nettezza del fucile, nella denominazione ed ufficio delle diverse parti del medesimo, non meno che in quelle del cannone». Era prescritto lo svolgimento di attività fisiche quali la ginnastica, la scherma, l 'equitazione c il nuoto. La scuola era dotata di: una biblioteca, che nel 1860 contava 2.500 volumi fra testi di fisica, chimica, matematiche, arte e storia militare, tra cu i una collezione quasi completa degli autori che avevano scritto sulle guerre napoleoniche: una collezione di macchine per le esperienze di fi sica, solo le più complesse assommavano a 172: un osservatorio


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GU ISTITUTI DI EDUCAZIONE è DI FORM..-\ZIOI\c PER LfFlCIALI NEGLI STATI PREUJ\ITARI

meteorologico; un attrezzatissimo laboratorio di chimica per analisi e preparazione di composti; una collezione di minerali e geologica nonchè di materiali da costruzione; una sala di modelli di architettura civile , di fortificazione e di artiglieria e una sala d'armi<28). Per accertare il grado di apprendimento conseguito durante l' anno gli allievi venivano sottoposti, nella prima metà di agosto. a degli esami per il passaggio alla classe superiore . In caso di esito sfavorevole, ali 'alunno era consentito ripetere un anno. La commissione d'esame dei vari corsi era presieduta dal comandante e composta dal direttore degli studi, dai professori e dai maestri titolari e da quelli che avrebbero avuto compiti di insegnamento nel corso dell'anno successivo. La commissione dell'ultimo anno era costituita, oltre che dal comandante e dali 'intero co llegio dei professori anche da un ufficiale per ciascuna arma, nominato dal ministro della guerra. Due mesi dopo aver superato con s uccesso l'accertamento dell'ultimo anno di corso il cadetto si presentava agli esami finali d'uscita, che interessavano le discipline principali dell'intero corso di studi. À coloro che riportavano almeno due terzi dei voti favorevo li veniva rilasciato il diploma in Matematiche applicate. Potevano quindi scegliere se rimanere nella milizia o concorrere per gli impieghi civili. I primi in graduatoria che optavano per le armi coprivano i due terzi dei posti vacanti da ufficiale, l'altro terzo era devoluto ai sottufficiali in attività; in caso di carenze di vacanze venivano assegnati ai corpi con il grado di sergente. li regolamemo prevedeva un consiglio d'istruzione, composto dal comandante superiore, dal direttore degli studi e da tutti i professori, che doveva stabilire al l 'inizio di ciascun anno le basi del metodo d ' istruzione. i programmi di ciascun corso, il numero e la durata delle lezioni e delle ore di studi o per eia cuna classe. Le convocazioni mensili avevano per fine la compilazione del rapporto , da redarsi a cura di ciascun professore per la propria di sc iplina, dal quale dovevano risultare l'indole, l' intelligenza, l'attenzione e il profitto di ogni singolo allievo, e inoltre la stesura della delibera per l 'acquisto di libri, strumenti o modelli.

28) Giornale Milirare, Torino. Il agosto 1860. Rela:ione e R Decreto co11 cui il Liceo militare di Firen:e è riordinato come Collegio d' istm:iOIIl' e di educa: ione secondaria militare.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCt\TO DI TOSCANA

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La libertà degli alunni era alquanto limitata: durante le vacanze autunnali non era loro consentito di raggiungere le famiglie, eccezion fatta per coloro che avevano compiuto diciassette anni; nelle passeggiate di qualsiasi tipo dovevano essere sempre accompagnati da un ufficiale; non potevano ricevere le visite dei parenti che nei giorni festivi, in una sala all'uso destinata, e alla presenza dell ' ufficiale di servizio. La fondazione del liceo rappresentò indubbiamente un'opera fondamen tale per la ricostruzione del! 'esercito toscano. L' istituto traeva frutto dalle esperienze ordinative e didattiche della antecedente scuola dei reali cadetti, ciò nonostante è estremamente interessante rilevare lo stato di organizzazione raggiunto dal liceo dopo soli due anni dalla sua creazione. Significativo in tal senso è il bilancio dell'attività svolta che emerge dal rapporto indirizzato dal comandante superiore generale conte Luigi Serristori al ministro della guerra a conclusione deli' anno scolastico 1850-51 C29 ). Sono specificati nel particolare i programmi annuali svolti, il livello degli studi e quanto «è stato fatto per l'educazione intellettuale, morale e militare degli alunni». Al piano degli studi venivano, nel tempo, apportate delle varianti. Le modifiche, di massima limitate a degli spostamenti di alcune materie nell'ambito dei vari anni di corso, comportavano una riduzione dei programmi di lettere italiane, di logica, di filosofia morale e storia sacra (religione), di mineralogia e geologia, del corso teorico di navigazione e architettura navale e nel contempo l'introduzione di corsi di eloquenza militare, di filosofia morale, di ippologia e di lingua tedesca (facoltativa). L'insegnamento delle materie marinare non venne mai attuato per mancanza di allievi e di mezzi di sostegno didattico. Il prospetto generale delle discipline impartite nei vari anni era pertanto il seguente:

Primo anno: geometria piana e solida, algebra elementare, trigonometria, disegno lineare (geometrico e deli' ornaro), lettere italiane, lingua francese, geografia fisica. elementi di topografia, uso delle biffe, della catena e dello squadro sul terreno; Secondo anno: algebra superiore, geometria analitica a due e tre dimensioni, geometria descrittiva (l~ parte) e disegni relativi, disegno

29} ASF, Repertorio Militare per le Mili:ie roseane, 1851, vol. Il. Rapporto del 29 agosto 1851. - Al legati al cap. VII, doc. 7.


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GU ISTITUTI DI EDLCAZIO'IE E DI FORMAZION E PE:R l.HJ<.:lALI NLGLI STATI PREUKITARI

degli ordini architettonici e di topografia. geografia e storia militare, lingua francese, topografia, u o del grafometro e della tavoletta pretoriana sul terreno;

Terzo anno: calcolo differenziale e integrale, geometria descrittiva (2a parte), teoria delle ombre, prospettiva, taglio delle pietre, di segni e costruzione dei modelli relativi, fisica sperimentale, filosofia razionale e morale, storia militare, disegni acquerellati di architettura e di topografia, livellazione e sua «applicazione speciale al figurato del terreno per mcuo delle sezioni orizzonrali»; Quarto anno: meccanica razionale e idraulica. fortificazione passeggera, attacco e difesa delle opere di campagna, costruzione di modelJi e disegni relativi, architettura civile e idraulica (P parte) e disegni re lativi, fisica sperimentale, chimica e lementare, eloquenza militare, ricognizioni militari, livellazione barometrica, uso del teodolite e del circolo ripetitore sul terreno; Quinto anno: artiglieria tcoretica e pratica e disegni relativi, applicazione della meccanica alla teoria delle macchine e alle costruzioni, fortificazione permanente. attacco e difesa delle piazze e disegni relativi, architettura civile e idraulica (2~ parte) e disegni relativi, chimica elementare e sue applicazioni alla metallurgia e alJa pirotecnica, eloquenza militare, ippologia. La lingua tedesca era considerata materia facoltativa. Alla direzione del liceo militare era preposto, nel primo ordinamento, un comandante superiore, che dipendeva direttamente dal ministro delle armi. a cui era affidata la responsabilità di tutto quanto aveva attinenza con l 'istruzione. la di ciplina, e il retto andamento amministrativo nonché la presidenza del con iglio d'istruzione. compos to dal direttore degli studi e dal collegio dei professori. Posto sotto l'alta vigilanza del comandante superiore, il direttore degli studi era responsabile dell'istruzione degli allievi, dell'attività scolastica c didattica del personale insegnante. della conservazione della biblioteca e degli annessi gabinetti scientifici. Il direttore degli studi e il comandante della compagnia alJievi inizialmente erano indipendenti tra loro per cui corrispondevano direttamente con il comandante superiore in merito alle discipline scolastiche, ali' istruzione militare e alle relazioni con i professori e con gli allievi. Da tale divisione di autorità derivarono inconvenienti e pertanto con il sovrano decreto dell'Il novembre 1853 si provvedeva a riunire in una sola le due autorità, tabilendo. sotto la dipendenLa di un comandante


GLI ISTITUTI MLLITARI DI EDUCAZIOf'IE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCANA

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superiore generale, un comandante in 2°, direttore nel tempo stesso degli studi, e un sotto-direttore degli studi stessi, con l 'incarico di coadiuvare e supplire all'uopo il comandante in 2°, limitando quindi le funzioni del capitano a quelle d'istruttore per la teoria e per gli esercizi militari. Con un successivo decreto del 31 dicembre 1858 <30> le prove d'esame di ammissione venivano parzialmente modificate. Prevedevano un accertamento scritto e orale di lettere italiane, lettere latine, logica elementare, aritmetica ragionata e geometria piana, in particolare:

Parte scritta: componimento italiano in prosa su un argomento assegnato dal professore, traduzione di un frammento dei primi sei libri dell'Eneide di Virgilio, soluzione di un problema di aritmetica; Parte orale : analisi grammaticale e logica di uno squarcio di un classico italiano e precetti di belle lettere con illustrazioni filologiche di altro brano di classico italiano, traduzione di un altro frammento dei primi sei libri dell'Eneide di Virgilio con illustrazioni, elementi di logica, aritmetica ragionata, geometria piana. Nel decennio di vita del liceo , dal 15 novembre 1849 al l5 novembre 1859, il numero degli aspiranti non raggiunse mai quello stabilito dal regolamento. Furono ammessi ai corsi 175 allievi dei quali non completarono gli studi 35, perché ritirati dai parenti per essere avviati ad altri indirizzi scolastici, 27 per motivi di salute, 3 per morte e 5 espulsi per cattiva condotta (la quasi totalità erano provenienti dai reali cadetti). Dei restanti allievi solo 89 superarono gli esami finali o d'uscita conseguendo: 47 la promozione a sottotenente delle varie armi e 34 al grado di sottufficiale; 8 abbracciarono la carriera civile. Dei rimanenti 51 allievi che avevano frequentato le varie classi del liceo 32 divennero ufficiali, nel maggio 1859, per esigenze di guerra. Gli allievi del liceo militare e i cadetti partecipavano il27 aprile del1859 ali 'insurrezione contro il governo arciducale e successivamente alla

30) ASF, Ministero de/1' /ntemo - Governo Provvisorio Toscano, fì. 78, 3190, ins. 256. Disposizioni comenute nel Regolamento del13 senembre 1849 e in altri successivi sovrani Decreti e Ordinanze Ministeriali concernemi l'l. R. Liceo Militare Arciduca Ferdinando e Programmi per l'esame d'ammissione, nella stamperia Granducale, Firenze 1859.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNlTARl

guerra di indipendenza. Molti tra questi ricopriranno in futuro nell'esercito italiano incarichi di ri lievo. A tale riguardo così scriveva al re, il ministro generale Manfredo Fanti: «grato è al riferente, sebbene ripeta cosa alla maestà vostra nota, di accennare come in generale gli uffiziali provenienti dal Liceo di Firenze vadano pregiati nei corpi, sì di linea, come speciali, per le cogni- . zioni e le qualità di cui sono forniti» (31).

Il Regio Liceo Militare All'inizio delle ostilità il granduca Leopoldo abbandonava il paese e Bettino Ricasoli assumeva la dittatura. A seguito della pace di Villafranca, Firenze sottoscriveva con Modena, Parma e Bologna l 'adesione alla Lega militare dell' Italia Centrale . Nel mese di agosto l'Assemblea costituente della Toscana votava l ' annessione al Piemonte e successivamente il governo provvisorio toscano, con la legge del 31 ottobre 1859<32), decretava la sopravvivenza del Liceo Militare Arciduca Ferdinando che mutava però la sua denominazione in Regio Liceo Militare. Il governo nazionale della Toscana, ritenendo che le scuole tendenti a perseguire un duplice scopo, la formazione dei quadri militari e di quelli des tinati ali 'amministrazione civile, non conseguono né l'uno né l'altro e, inoltre, intendendo armonizzare le proprie istituzioni militari con quelle del Regno di Sardegna modificava alcune delle norme del liceo militare allineandole a quelle della Regia Accademia Militare. Il nuovo istituto continuava, senza traumi e senza soluzione di continuità, ad assolvere i suoi compiti nonostante la fine del Granducato. Lo testimoniavano l ' immutata organizzazione, la presenza dei vecchi quadri ufficiali e il corpo insegnante. Sebbene per un breve lasso di tempo, una scuola militare di uno Stato preunitario continuava la sua esistenza per sopraintendere al reclutamento e alla formazione di ufficiali delle armi di linea e delle armi spe'ciali dell'esercito italiano. Degli alunni del vecchio istituto rimanevano: l del terzo anno e l del quarto della classe delle armi speciali; del corso delle armi di linea invece 7 del secondo e 16 del primo anno. Ai 26 allievi ammessi nell'anno

3 1) Giornale Militare, Relazione e R. Decreto dell'l l agosto 1860, doc. cit. 32) ASF, Repertorio Militare per le Milizie toscane , 1859. vo l. V.


GLJ ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEl. GRANDUCATO DI TOSCANA

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1859 veniva imposta la frequenza di un corso preparatorio per adeguare la loro preparazione di base, allivello di quella richiesta per gli aspiranti dell'accademia militare di Torino, per porli in grado di intraprendere il nuovo corso di studi. Il decreto del 3 novembre 1859 e le successive Norme per l'ammissione nel Regio Liceo Militare (33l approvate il 16 novembre, oltre a ribadire quanto già sancito dalla legge istitutiva, fissavano i requisiti richiesti agli aspiranti per l ' ammissione: avere 16 anni compiuti alla data del l 0 agosto e non aver superati i 18 alla stessa data; professare la religione cattolica; essere riconosciuti idonei dalla commissione sanitaria alla visita medica, cioè «sani e dotati di un fisico robusto senza alcuno dei difetti che rendono inabile al servizio militare, e di statura non minore di metri l e 46 se non hanno compiuto i 17 anni. Dai 17 ai 18 anni dovranno avere una statura proporzionatamente sviluppata e tale da promettere che non rimarranno ai 21 anni inferiori a l m, 56. Le balbuzie e la miopia sono cause di esclusione». Le cognizioni che gli aspiranti dovevano possedere venivano accertate mediante pubblici esami, verbali e scritti. Erano prescritti: un accertamento orale di aritmetica, di algebra, di geometria piana e solida (coefficiente 5) della durata di 15 minuti per ciascun argomento; due componimenti in prosa da scriversi sopra una traccia data e un esame verbale di 25 minuti su istituzioni di letteratura italiana (coefficiente 4); un accertamento di pari durata di lingua francese (coefficiente 3) sulla grammatica e sugli esercizi di traduzione nonché una esercitazione di dettato e una traduzione scritta dal francese all'italiano. L'esame su tutto il catechismo (coefficiente 2) era contenuto in lO minuti, mentre il voto sulla calligrafia veniva attribuito in base agli elaborati scritti. L'esame di ammissione aveva già avuto luogo nei mesi di agosto e di settembre, mentre l 'anno scolastico aveva inizio il 3 novembre. La durata del corso normale, aperto a 80 allievi, era definita in tre anni per le armi di fanteria e cavalleria, quattro, per l' artiglieria e il genio. Al termine del terzo anno tutti gli allievi venivano promossi sottotenenti, quelli delle armi speciali proseguivano gli studi in qualità di ufficiali alunni. Al compimento del 17° anno di età erano arruolati secondo le norme stabilite dalla legge sul reclutamento del! 'esercito piemontese.

33) ASF, Repertorio Militare per le Milizie toscane, 1859, vol. V. - Allegati al cap. VII. doc. 8. '


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GLI IST ITUTI DI EDUCAZIONE E DJ FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I

I posti interamente gratuiti erano concessi soltanto ai figli dei militari morti sul campo di battaglia, mentre quelli a mezza pensione, per concorso, ai figli di pubblici funzionari benemeriti dello Stato, con preferenza per i figli dei militari, e agli alunni del liceo segnalatisi per condotta lodevole e per profitto negli studi. Il corso degli studi nel suo complesso prevedeva l' insegnamento delle seguenti materie: algebra, analisi, geometria, geometria descrittiva, meccanica, fisica e chimica con laboratorio, istituzioni di architettura civile, fortificazione, geodesia, storia e arte militare (tattica), artiglieria, filosofia, catechismo e storia sacra, storia, geografia, belle lettere, disegno lineare, di ornato e topografico, lingua e lettere francesi , lingua tedesca, ippologia e inoltre ginnastica e scherma. La ripartizione delle varie discipline non era però definita. Al termine del l 0 anno gli allievi che nel corso de li 'anno scolastico avevano «dimostrato maggiore attitudine alle scienze positive» erano sottoposti a un particolare esame per il passaggio al corso delle armi speciali. L'assegnazione definitiva ai corpi reali di artiglieria o del genio era sancita solo all'atto del superamento del quarto anno. Era consentita la permanenza n eli' istituto oltre i quattro anni. L'ordinamento del liceo militare comprendeva il sottospecificato personale: un comandante e direttore degli studi

maggiore Cesare Menicacci

un comandante in seconda e sottodirettore degli studi

capitano Giuseppe Peri

Per l'istruzione militare e il governo degli alunni

un capitano istruttore e comandante la compagnia

capitano Ulisse Sardi

quattro tenenti o sottotenenti, uffi ciali di inquadramento

tenenti Luigi Pruker e Bruto Bruti, sottotenenti Antonio Pesci e Giuseppe Lami

sei sergenti di inquadramento Per il servizio spirituale

un direttore di spirito

cappellano Francesco Bandoni


GLI ISl'ITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL GRANDUCATO DI TOSCA:-IA

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Per i vari rami d' istruzione<34 ) un professore di analisi e meccanica dottor Giovanni Nov i un professore di geometria descrittiva e istituzioni di architettura civile un professore di fisica e di chimica

dottor Ciro Giannelli

un professore di fortificazione

maggiore Cesare Menicacci

un professore di geometria e geodesia

capitano Odoardo Franchini

un professore di algebra e di artiglieri a

tenente Antonio Mochi

un professore di filosofia, catechismo e storia sacra

don Giovanni Battista Goracci

un professore di ippologia un professore di storia e arte mililitare (tattica)

capitano Giuseppe Peri

un professore di storia e geografia un professore di belle lettere

maestro Florido Zamponi maestro Oreste Smeraldi

un maestro di disegno lineare e di ornato

maestro Giuseppe Pelzet

un maestro di disegno topografico un maestro di Lingua e lettere francesi

maestro Leone Des Pierres

un maestro di lingua tedesca

maestro Giuseppe Reali

un maestro di scherma

maestro Pietro Pallini

un maestro di ginnastica un conservatore delle macchine addetto al gabinetto di fisica e di chimica

34) Gli insegnanti avevano la qualifica di professori di prima classe (analisi e meccanica, geometria descrittiva e istituzioni di architettura civile), di seconda classe (geometria e geodesia, algebra e artiglieria, filosofia, catechistica e storia sacra, ippologia), di terza classe (storia e arte militare o tattica, storia e geografia, belle lettere) oppure di maestri (disegno lineare e di ornato, disegno topografico, lingua e lettere francesi, lingua ledesca, scherma, ginnastica, conservatore di macchine addetto al laboratorio di fi sica e chimica).


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GLI ISTITUTI DI EDUCA7.10'fF f DI FORMAZIONE YER LFFICIALI NEGLI STATI PREU:-;ITARI

Per il servizio sanitario un medico chirurgo

Per l'amministrazione e per gli altri servizi vari un economo (tenente di fanteria) un tesoriere (3° commesso dell'amministrazione militare) un bibliotecario (uno dei professori o impiegati dello stabilimento) un archivista (sergente) due scrivani (caporali o sergenti)

Sen•i:io inferiore un ispettore del servizio familiare (foriere maggiore) un guarda corredi (sergente) un portinaio (sergente) un infermiere (sergente) un cuoco un aiutante di cucina due tamburi ei scopatori o illuminatori sette ordinanze di ufficiali Il governo toscano pubblicava, il 24 gennaio 1860, il nuovo regolamento del liceo militare. Il ministero della guerra piemontese, ritenendo che l' istituto fosse ordinato secondo le norme granducali del 17 luglio 1857 e reputando «opportuno di porre questo stabilimento in armonia con quelli creati col Regio Decreto del 13 marzo prossimo passato05 > e di estendere così agli Allievi del Liceo i vantaggi che le attuali condizioni possono consemire agli Allievi degli altri Istituti Militari su divisati», incaricava il maggior generale Cesare Actis. comandante della regia militare accademia,(36): <<l 0 Di chiamar sin d'ora alla Regia Accademia Militare tuili 4uelli Allievi del Regio Li-

ceo, i quali soddisfacciano al le condizioni vo lute per l 'ammissione. salvochè non essendosi atteso nel Liceo ag li studi di fisica. basterà che si souomettano a fare l'anno

35) Vedasi cap. l. 36) Scuola di Applicazione d'Arma. Archi1•io storico, anno 1860. lenera del 26 giugno 1860 indirizzata dal ministro della guerra al comandante della Regia Militare Accademia.


GLI ISTITUTI MILIT ARI DI EDUCAZIONE E FORMAlWI NEL GRANDUCATO DI T OSCANA

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prossimo venturo un corso straordinario di fisica nelle ore che non saranno dedicate alle altre materie dell'anno scolastico che percorrano, e ne subiranno l'opportuno esame in fine de l Corso. 2° Di destinare alle Scuole Militari di Ivrea, di Modena e di Pinerolo quegli Allievi che avendo compiuto i 17 anni di età non abbiano però l'istruzione necessaria per l'ammissione ali' Accademia. 3° Di ordinare gli studi de l R. Liceo Militare conformemente a quelli dei Collegi d 'Asti e di Milano recando i Corsi fino a porre gli Allievi dell'ultimo anno del Liceo in grado di entrare all 0 anno dell 'Accademia. Per mandare ad effeuo simili disposizioni. ho determinato di affidare a Vostra Signoria Illustrissima ed al Signor Conte Scagnello Comandante del ColJegio Militare in Asti, l' incarico d i recarsi a Firenze perivi esaminare ogni cosa attinente alle 'attuali condizioni del Liceo. dei Professori e degli Allievi, e di farmene quindi rapporto. non senza propormi quelle più particolari disposizioni che ravviseranno opportune per mandar ad effetto il mio divisamento. Siccome nel prossimo mese di Agosto avranno luogo gli esami di quegli Allievi, non occorrerà che la Signoria Vostra si preoccupi della conduzione individuale di ciascun Allievo, riservandomi di determinare a proposi to di c iascuno di essi secondo il risul tamento degli esami. e secondo quelle norme di massima che in seguito alla re lazio· ne della Signoria Vostra sarò per proporre a Sua Maestà. Vostra Signoria metterà in avve rtenza i giovani Allievi del suddello Liceo che. nonostante ali" esame che stanno per sostenere in Firenze al fine del Corso, dovranno per entrare ne lla Reg ia Mil itare Accademia di Torino, assoggettarsi all'esame di ammissione che è stabilito per tutti gli altri Aspiranti.»

Questo documento, non privo di alcune inesattezze, darà origine ai successivi provvedimenti che riguarderanno l'immediato destino del liceo, nell ' ambito di una più ampia ristrutturazione degli istituti scolastici militari del Regno di Sardegna. Nella scuola rimaneva ormai solo una sparuta rappresentanza dei vecchi allievi. Con il decreto dell' I l agosto 1860 il Regio Liceo Militare assumeva la nuova denominazione di Collegio Militare d i Firenze. L' artico lo 2 recitava: «Gli attuali allievi del Liceo Militare che abbiano l'età necessaria per contrarre l'arruolamento volontario faranno passaggio a seconda del loro grado d 'istruzione, alla R. Militare Accademia od alle Scuole Mi litari di fanteria e cavalleria. Quelli che non abbiano l 'età o l'istruzione necessari per l' ammissione agli ora detti Istituti, saranno conservati nel Collegio Militare e classificati in quell ' anno di corso per cui risulteranno idonei.»


CAPITOLO

VIII

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO


GLI ISTITUTI M ILJTARJ DI EDUCAZIONE E F0RMA1'1VJ NELLO STATO PONT IFJCJO

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI PONTIFICIE

L'incompatibilità tra gli ordini ecclesiastici e le gerarchie militari, tipica del governo teocratico, aveva spesso comportato dei riflessi negativi sul! 'efficienza delle istituzioni militari che risultavano trascurate, mal ordinate, scarsamente addestrate e peggio amministrate, eccezion fatta per i reparti costituiti da volontari stranieri. Le funzioni svolte dal!' Armata Pontificia erano, tra l'altro quasi esclusivamente di rappresentanza, di ordine pubblico e di lotta al brigantaggio. Ciò anche perché l'indirizzo politico-militare, sop rattutto nei secol i XVIII e XTX, nonostante la non trascurabile consistenza della milizia, era orientato a ottenere l'appoggio delle grandi potenze straniere anziché alla creazione di un efficiente apparato militare. Dal brano che si riporta, tratto dal libro del Da Mosto, traspare, in estrema sintesi, la fisionomia e l'organizzazione della milizia pontificia dal 1500 alle riforme attuate dal generale Enea Caprara (31 marzo 1793) e dal tenente colonnello Francesco De Paolo Colli (l o maggio 1797) che diedero a !l'istituzione un ordinamento più conforme alle esigenze militanO>: <<Mentre nel secolo XVI vi erano truppe stanziali, quasi esclusivamente nei castelli delle c ittà e attorno la persona del pontefice. nel secolo XV li. s i cominciano a formare dei presidi anche nelle principali città fonificate dello Swto. Tanto le guarnig ioni dei castelli che delle città, fino al termine del l 700. ebbero formazioni molto dissimi li fra loro, in modo da far assumere, a ciascuna di esse, una fisionomia affatto particolare. diversa dali 'altra. Di mano in mano andarono uniformandosi, fin ché, ali 'epoca della rivoluzione francese, tutte le truppe dello Stat.o vennero riunite in battaglioni e reggimenti. di formazione e forze eguali. Al principio del 1600. le truppe in servizio permanente dello Staro romano comprendevano il corpo dei corsi, distaccaLO in varie parti dello Stato, i presidi di Castel Sant'Angelo, della c inà e fortezza di Civitavecchia, delle torri della spiaggia mediterranea, della città e fortezza di Ferrara, della fonezza di Ancona. delle fortezze minori e delkl stato di Avignone.~

A iniziare dal 1793 l'istituzione militare mutava radicalmente il suo ordinamento, in particolare(2): <<Il sistema di costituzione, in unità presidiarie, venne abo lito. e si formarono reggimenti e battaglioni. con ordinamento uniforme. preventi vando la forza complessiva sotto le armi, in 9. 136 uomini.

l) A. Da Mosto, Milizie dello Suuo Romano (1600-1797), << Memorie Storiche Militari >>. 1914. vol. X, p. 209. 2) A. Da Mosto, op. c it., pp. 215-6.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

l fanti, che dovevano essere 7.958, vennero div isi in 3 reggimenti, dei quali due ebbero la formazione su 3 battaglioni fuci lieri e 2 compagnie gra natieri per ciascuno, ed il terzo su 4 battaglioni fucilieri e 2 compagnie granatieri. Ogni battaglione aveva sei compagnie, di 120 uomini !"una, compresi gli ufficiali. 1300 uomini di cavalleria vennero riuniti in due compagnie, di 150 uomini ciascuna, compresi gli ufficiali. L" artiglieria comprendeva appena una compagn ia dj 140, fra ufficiali e soldati, ed il corpo degli ingegneri militari 7 uffic iali. Le castellanìe vennero soppresse concedendo ai titolari di conservarle vita naturale durante. Solo alcune, ritenute necessarie, vennero mantenute, e si decise di destinare ad esse degli ufficiali provetti. ma non più arti al servizio attivo. l soldati dovevano sostituire anche le guardie della dogana e della sani tà, ma, quando disimpegna vano queste mansioni, venivano messi alle dipendenze del tesoriere e del segretario di Consulta. i quali nominavano i capi servizio.»

La ristrutturazione organica tendeva nel contempo a porre ordine nella milizia sia nel campo ordinativo sia in quello logistico e disciplinare, in una istituzione quindi, ove «appena si conosceva la s ubordinazione, nulla l'economia, poco le massime militari , niente la fatica, l'ordine, il concerto, il metodo»<3>. L'opinione degli ambasciatori veneti s ui soldati papalini, sotto il profilo militare, confermava tale giudizio alquanto severo: «veri soldati potevano solo considerarsi le guardie papali ed i corsi essendo gli altri gente collettizia del paese, senza disciplina»< 4>. Dopo la restaurazione venivano varare varie riforme rendenti a trasformare in un organismo moderno quell'esercito settecentesco a carattere stanziale e difensivo. I risultati conseguiti, alquanto modesti , erano tuttavia da imputare, più che ai provvedimenti adottati, al tipo di reclutamento dei quadri ufficiali, sottufficiali e della truppa. Nello Stato Pontificio, nel frattempo, era stata abolita la coscrizione per cui l ' arruolamento dei soldati indigeni si basava esclusivamente sul volontariato. Nella prima metà dell '800, per incrementare il gettito, venivano concessi premi d'ingaggio alle reclute e promozioni agli appartenenti alla mili zia che presentavano giovani abili disposti ad arruolarsi. Nel 1831 i cadetti che proponevano cinquanta reclute venivano promossi al

3) AS R, Soldaresche e Galere, b. 77. - A. Da Mosto, op. cit., pp. 215 nota (3). 4) A. Da MostO. op. cit., p. 211.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONI; E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO

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grado di sottoteneote (Notificazione Sull' arruolamento volontario per le Truppe di Linea del presidente delle armi G. Ugolini datata 7 giugno 1831). Dopo il 1845 si giungeva infine alla leva forzata degli oziosi e a quella dei mendicanti disoccupati oppure al reclutamento mercenario con i fondi dei Comuni versati per le reclute non fornite (sistema dell'estrazione a sorte fra gli atti alle armi). Uno spaccato della situazione della milizia nel 1835, ancorché infirmata dagli avvenimenti generati dai moti carbonari, è riportato da una M emoria riservata del 14 giugno indirizzata, da un autore ignoto, al cardinale segretario di Stato<5): «Il più bel Corpo di Truppa Eminentissimo Reverendissimo Principe, mancante di disciplina, non è che una massa di Briganti, e di assassini più perniciosa che utile. più formidabile agli am ici, che a' nemici. Il Papa esperimentò questa trista veri tà. per la defenzione del 1831. Eppure a quell'epoca la disciplina di nost re soldatesche non era ridotta nello staro di languore, e di rilasciamento, in che trovasi presenremente. [... ) Siano quindi permesse alcune brevi, ed umili osservazioni. che la saggezza di Vostra Emi nenza calcolerà poi per quel che valgono. La forza di un Armata, bellica o pacifica, risulta dalla sua costruzione morale, e dalla scelta dei Capi. Costruzione morale: La nostra indigena assoldata Milizia, è un composto di canaglia. Non abbiamo coscrizione: quindi solo O.ziosi, Discoli, e Vagabondi, pieni tutti di vizi. D'altronde si pretende educarli, e correggere, senza un codice milirare, e con una volub ile perniciosa dolcezza, in luogo di una vigorosa, e gius ta disciplina, mantenuta ed osservata con fermezza, ed energia. Vi vorrebbe subito un Codice. Sono 20 anni che si aspel!a. V'è sempre di far cose nuove. per poi, secondo il soli to. incorrere in mille censure, tornar da capo, e sfigurarle con codici lli. e modifiche. Non sarebbe forse miglior consiglio adottare lo stesso codice delle Truppe Modenesi, o diToscana, che l 'esperienza ha fatto conoscere a que· Governi essere eccellente? Scelta dei Capi: Misericordia!! ! poveri danari buttati! A questo massimo disordine, e difeuo, come rimediare? Forse il tempo potrà provvedervi, qualora si lasci di avanzare a gradi Superiori Borghesi, o Uffiz ial i. che di mesti ero non intendono un 'H, ed invece si prom uova il merito, congiunto alla fedeltà. e fisica energia. anche a preferenza dell'anzian ità, qualità, che isolata è troppo sterile per meritar considerazione: chi nasce tondo non more quadro. Ad un rigoroso imparzia lissimo esame do vrebbero sottopo rsi i candidati, o gli Asp iranti.»

Conclude il redattore suggerendo i criteri da segui re per assegnare il comando generale delle truppe_

5) ASAV. Segreteria di Stato, 1835 , r. 190.


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GLI ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Quale fosse lo stato e la condizione degli ufficiali delle truppe nel periodo 1814-1850 si può desumere anche da quanto scriveva nel dicembre 1850 il capitano di cavalleria Alessandro Coffini <61: «Perchè non avvenga l'inconven iente sommo, che la truppa si renda inutile per difetto di comando, un espediente sembra adoltabi le, ricorrendo a quel mezzo che c'insegnano l'estere potenze, per introdurre nei loro Stati quelle facoltà che non hanno, o per meglio dire non avevano, e che hanno doviziosamente ottenuto. Come queste alimen1ano degli alunni in Roma per imparare le belle art i, potrebbe il Governo pontificio accordare un assegno a quattro, o sei cadetti di nobili e bisognose famiglie facendo li arruolare nelle truppe austriache con l'obbligo di servire nelle armate attive per cinque o sei anni, e percorsa iv i tutta la carriera militare, ripo rtati in essa i distintivi di onore, e quei requisiti che si prescrivessero, rientrassero nello Stato ad occupare i gradi di ufficiali superiori . Sarebbe troppo estendere la stessa misura ali 'Ufficia lità di compagnia, alla quale però resterebbe in altro modo provveduto. come si vedrà qui appresso. Ora quest 'ufficialità si desume metà dal ceto de' cadetti, e metà dagli uomini di truppa quando siano giunti al grado che loro ne somministra il diritto. Per quanto se ne estrae dal ceto dei cadetti, sempre che si tengano ferme le prescrizioni in v igore per le ammissioni, e quando fossero soggetti ad un sapiente comando, potranno avers i discreti ufficia li di secondo ordi ne; ma per gli altri che si traggono dalla truppa una vol ta che questa sia formata dalla feccia della società, come avviene reclutandola per le piazze, e per le bettole, fra quelli che più incli nano all ' immoralità ed all'ozio, qualunque sia il miglioramento sarà sempre relativo. e partecipi della loro primitiva educazione. non saranno mai per loro stessi buoni ufficiali nè goderanno la stima dei loro subordinati.>>

Dopo la fine della Repubblica Romana con successivi provvedimenti veniva iniziata l'opera d i ricostruzione della nuova milizia, che doveva essere «composta di elementi fidati , indigeni ed esteri, avente cioè carattere cattolico cosmopolita» <7l. Solo nel 1860 però, con la crociata predicata dai vescovi, veniva aumen tata sensibilmente la forza organica dell'esercito con l'inserimento di personale nazionale e di quello reclutato ali' estero negli Stati cattolici nonché provvedendo ali ' ammodernamento degli armamenti . A iniziare dal 1865, ad opera del generale Cristophe De Lamoricière l'esercito pontificio si ristrutturava non sol.o in fu nzione delle esigenze di ordine interno, ma anche di quelle relative alla sicurezza dalle aggressioni esterne.

6) ASR, Ministero delle Armi, b. l 143, Cenno STorico imorno ai vari sistemi militari cui fu sortoposta l'Armata Pontificia dal 1814 in poi e Osservazioni sulla Truppa Pontificia del 1845. 7) A. Vigevano, La fine del/" Esercito Pomificio, p. 3.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFlCIO

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Alla data del 20 agosto 1870 la forza complessiva della milizia papale assommava a 13.157 uomini e 1.206 cavalli su una popolazione di circa 3.300.000 abitanti<8). Per quanto concerneva invece il reclutamento degli ufficiali si ricorda quanto riportato sul citato libro Milizie dello Stato Romano (16001797)(9): «Per la nomina degli uffic ia li. nel 1600, non esistevano regole, e , in aggiunta alla robu stezza fisica, si richiedeva che appartenessero ad una famiglia nobile o della borghesia molto distinta, purchè non s i trattasse di persone di eccezionale valore per le quali si passava sopra anche sulla umiltà della nascita. Generalmente si preferivano quelli, che avessero servito antecedentemente, sia nello Stato romano che all'estero. T concorren ti presentavano i loro tito li, e s ulla base di questi e delle informazioni, che si potevano avere sul loro conto, venivano nominati col grado di cui sembravano meritevoli. Gli ufficiali dei bombardieri si sèeglievano fra artisti ed industriali, e, per questa origine popolare, godevano minore cons iderazione. Solo sul finire del 1700, si isti tuirono i cadetti od allievi ufficiali, che dovevano possedere le qualità fisiche ed intellettuali necessarie, essere nobi li o di condizione molto civile, e di età fra i 16 ed i 30 anni. La patente di nomina degli ufficiali, nel 1600 e J700, ora veniva rilasciata dai capitani generali , ora dai commissari generali delle a rmi e de l mare ed ora da l papa. Nel 1796, gli uffic iali per otlenerla dovevano rilasci.are la paga d i un mese, paga che era versata alla cassa militare per suppl ire alle giub-ilazioni e ad altre spese. Tn certi casi occorreva di fare speciali e vistose offerte.»

In un regolamento della fine del XVIII secolo le caratteristiche richieste per gli ufficiali erano così definite 00): «Li ufficiali devono essere nobi li o almeno d i Ltna estrazione molto civile o di qualche altro particolare merito, ed in primo luogo essere timorati di Dio, fedeli al suo principe, prudenti e di tutta onoratezza, valorosi nelle occasioni del servizio del suo principe e di una robustezza e salute capaci per ben servi rlo e devono insinuare tali massime alli suoi soldati. »

2. l CADETII DELLE ARMI DI LINEA Nel 1814, dopo la restaurazione, il governo pontificio istituiva provvisoriamente il Commissariato Generale delle Armi che, nell'ambito

8) Annuario Militare Pontificio, Forza numerica mensile dell'esercito di l g linea. I dati fornit i dall'Annuario Statistico Italiano dell'anno 1857-58 e dal Riassunto gene rale delle forze militari italiane dell'anno 1858, presocché coincidenti, fanno assommare l'esercito a 1.8.360 uomin i. 1.713 cavalli sul piede attuale. 18.573 e 2 .013 s ul piede di guerra. 9) A. Da Mosto, op. cit., pp. 274-5. l 0) A. Da Mosto, op. ci t., p. 274 nota (4).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STAT I PREUNITARI

delle riforme militari, provvedeva a nominare i cadetti (l t l per costituire i nuovi quadri della milizia in sostituzione degli ufficiali che avevano militato nell'esercito napoleonico. Nell'anno successivo, con il ripristino della Congregazione Militare, veniva s.ancita la possibilità anche per i giovani della borghesia di essere ammessi in qualità di cadetti purché le famiglie fossero in grado di assicurare loro un determinato reddito mensile, vincolo non richiesto per i figli dei militari. Il Piano Militare del 1° gennaio 1818 confermava l'istituzione dei cadetti, mentre con il Piano di Riforma, e di organizzazione della Truppa Pontificia, datato 30 gennaio 1822 e sottoscritto dal segretario di Stato cardinale Ercole Consalvi, veniva abolita la figura del cadetto negli organici delle compagnie di fanteria, di cavalleria e di artiglieria. I cadetti presenti, già in forza e arruolati, potevano continuare e permanere, con il proprio incarico, e a servire nei reparti di appartenenza. Era prescritta la loro sostituzione in fanteria con dei sergenti, con dei marescialli d' alloggi in cavalleria e con un sergente ogni due cadetti in artiglieria. Si disponeva inoltre lo scioglimento del Corpo del Genio, gli uffi ciali e i cadetti del genio dovevano pertanto venire incorporati nell' artiglieria con un 'eccezione: i primi due ufficiali e il primo cadetto erano destinati, con qualifica di impiegati civili, rispettivamente all'incarico di scrittore e di aspirante nel Il Dipartimento della Congregazione Militare , (costituito dalle sezioni Genio, Artiglieria e Marina). La promozione dei cadetti o dei sottufficiali al grado di sottotenente veniva altresì sospesa per lungo tempo, sino alla creazione di reali vacanze nel nuovo organico. La Presidenza delle Armi<12 l, creata nell 'aprile del 1828, confermava l 'abolizione dei cadetti e accordava ai superstiti la facoltà di opzione per la «continuazione del servizio, o del ritiro col soldo, che avevano, con la condizione che in quest'ultimo caso sarebbero stati richiamati

Il ) L'istiiUzione dei cadetti veni va introdotta dalle riforme Caprara e Colti. 12) Con Mow Proprio del 17 marzo 1828 il papa Leone XII sopprimeva la Congregazione Militare sostituendola con la Presidenza delle Armi e il Consiglio Economico Militare costituito da prelati, presieduto dal cardinale segretario di Stato e formato dal governatore di Roma, dal direttore generale di polizia, dal tesoriere generale e dal presidente delle armi. Quest' ultimo era coadiuvato da un Consiglio Consultivo o Consiglio delle Armi e composto dal generale comandante delle truppe e da due consiglieri onorari (ufficiali superiori a riposo di provata probità).


GLI ISTITUTI MILITARI DJ EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO

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all'evenienza di vacanze di posti di Sottotenente dopo provveduti quei che avessero continuato a servire»ll3). Tra i provvedimenti eccezionali adottati dal colonnello ispettore Zamboni, con l'assenso della segreteria di Stato, per fronteggiare la particolare situazione politica creatasi a seguito dei moti del 1831, figuravano le nomine di nuovi ufficiali e, in deroga alle disposizioni vigenti, di diversi cadetti per completare gli organici dei corpi da lui costituiti. In seguito anche la segretaria di Stato nominava molti cadetti di cavalleria, genio, artiglieria e fanteria senza vincolo alcuno.

La Compagnia dej Cadetti pontifici La Compagnia dei Cadetti Pontifici veniva creata dal papa Gregorio XVI il 22 aprile 1832. L'organico prevedeva per le truppe di linea la presenza di 134 cadetti; nel1833 ne annovererà 130. L'istituzione era «diretta non solo al miglioramento del Militare, che tanto ne abbisognava dopo il falsissimo modo da vari anni introdotto di fare la scelta degli Uffiziali, e mai per l 'addietro praticato nella Truppa di Sua Santità, ma bene è anche diretta al sollievo delle Famiglie civili e Nobili, che non trovano delle occupazioni per i loro figli , e che non li possano collocare come soldati nella Truppa di linea, senza il rischio di perder! i, per l'acre composizione del Nostro Militare, come pure ad all ontanare dall 'ozio tanti giovani, che l'ozio appunto li fa cadere nelle molte reti che gli si tendanO>>.

Dal Rapporto a Sua Eminenza il Signor Cardinale Segretario di Stato, sopra lo Stato in cui trovansi vari Articoli riguardanri lo Stabilimento dei Cadetti, e di ciò che si è praticato o dovrebbe praticarsi 0 4 > del 23 gennaio 1833 risulta che quale sede per lo stabilimento dei cadetti veniva prescelto il fabbricato di S. Norberto, ubicato vicino alla corporazione religiosa dei gesuiti e in grado di ospitare, dopo l'effettuazione dei lavori di ampliamento e di riattamento, i cadetti e le scuole, con l 'eccezione dei cavalli.

13) ASR, Ministero delle Armi, b. 1281, Giacomo Amadori Piccolomini Discarico sulle istùuzioni dei Cadetti. In contrasto con quanto sa ncito dal Piano citato. negli organici del l 0 e 2° reggimento di fanteria di linea, relativi al periodo 1822-1833 , figura la voce cadeui (Ordine del giorno delle presidenza delle armi del 17 luglio 1828). 14) ASA V, Segreteria di Stato. 1833, r. 190. Miscellanea Cadetti. b. 128/981.


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GLI ISTITUTI DI EDI.!CIIZ10"1E f DI FORMAZIONE PER l.FFICIIILI NEGLI STATI PREWIITARI

L' apertura provvisoria dell'istituto per una parte degli allievi, circa una sessantina, era proposta per il l o aprile. Con l'approvazione del cardinale Tommaso Bernetti veniva pubblicato il 22 novembre 1832 il Regolamento organico dei Cadetti Pontificii< 15 >, con cui «ebbe luogo l'utilissima istituzione del cadetto per i giovani di famiglie nobili e agiate dello Stato affinchè potessero intraprendere la carriera delle armi con più convenienza», e organizzata «una compagnia denominata dei Cadetti pontificii. composta di fanteria e di cavalleria» dalla quale trarre gli ufficiali per la milizia. I requisiti fondamentali richiesti agli aspiranti per l 'amm issione erano: essere sudditi pontifici, battezzati e celibi, di età non minore di 17 anni e non maggiore di 25 compiuti. avere una buona complessione fisica sana e robusta (verificata successivamente dal chirurgo militare) nonché una statura non inferiore di 5 piedi, 2 pollici e 6 linee (circa m. l ,55). Condizione necessaria, oltre ali 'appartenenza a famiglia possidente nobile e civile, era l'aver «ricevuto la loro educazione» e «che non vi sia contro di essi per parte delle Curie Ecclesiastica e Laica». Inoltre, i genitori dovevano assicurare un versamento mensile nella cassa del corpo non minore di sei scudi e provvedere a «ogni sorte di vestiario, fornimenti ed ornamenti, rimanendo alla cassa militare la sola somministrazione dell 'armamento e bardatura, e della provvista dei cavalli». La compagnia era posta alle dirette dipendenze della segreteria di Stato mentre al consiglio de lle armi era devoluta l'ispezione sull'amministrazione dell'istituto, responsabile della quale era il Consiglio di Amministrazione formato dal complesso degli ufficiali della compagnia. Le modalità prescritte per l'ammissione dei giovani e conseguentemente per la loro nomina a cadetti era alquanto rigorosa. Erano previsti: un Consiglio di Ammissione, costituito da un ufficiale s uperiore presidente preposto alla direzione e alla sorveglianza dei cadetti, dal capitano comandante la compagnia, dal tenente o tenente in secondo, dal maresciallo in capo, da un maresciallo e dal capitano aiutante maggiore, con l'incarico di re latore e segretario, con il compito di esaminare i documenti presentati dai candidati e di assumere informazioni riservate integrative sul conto dei singoli; un Consixlio di Esame che, sulla scorta di quanto presentato dall'ufficiale presidente. esprimeva un parere di merito.

15) BPP- Allegati al cap. VIII. doc. l.


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Requisiti richiesti per l'ammissione agli aspiranti Cadetti pontifici

Archivio Set::rero Apostolico Vaticano


GLI ISTITUTI MILIT ARI DI EDUCAZ10NE E FORMATIVI NELLO STATO PONTlFJCIO

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Il cardinale segretario di Stato, ottenuta l'approvazione del papa, sottoscriveva infine il biglietto di nomina. Fondamento dell'educazione degli allievi era ovviamente l'adempimento zelante degli obblighi religiosi, quali il quotidiano ascolto della messa e l'esercizio di tutti gli atti di religione stabiliti. Incaricato della direzione morale dei giovani era i l cappellano del corpo che aveva la facoltà di avvalersi di un altro sacerdote o di affidare questa incombenza a qualche ordine religioso. La preparazione professionale era, invece, affidata principalmente a tre ufficiali, a un professore di veterinaria e a un insegnante di equitazione. Le discipline da impartire dovevano essere: la matematica, la topografia e la geodesia, il disegno, l 'artiglieria, la fortificazione passeggera e la permanente, la geografia, la storia e l'arte militare, la lingua francese, la veterinaria, la mascalcia e la pratica dell'equitazione. Inoltre, come recita il regolamento al capo IX, nel testo venivano specificate le modalità di attuazione del corso degli studi: «Oltre la scuola di teoria. perciò che riguarda le manovre di artig lieria, di cavalleria. e di fanteria, oltre la scuola del comando. la maniera di paccheltare. di saper nominare tutte le parti delle armi, della bardatura ec .. di sapere smontare e pulire le armi, ed ogni parte che forma l'intero equipaggio del soldato; oltre la conoscenza di tutti i Regolamenti Militari in genere, e quelli in specie destinati per la Compagnia dei Cadetti, saranno i componenti della medesima istruiti sul terreno in tutte queste diverse lezioni, comprensivamente a quelle di ben condurre un cavallo, di governarlo e di curarlo. Saranno di più i giovani Cadetti istruiti secondo la loro capacità nello scrivere, fare rapporti. tabellare, nell'aritmetica e nella geometria. Riceveranno lezioni succinte. ma sufficienti. di geografia, istoria ed i principj teorici delle scienze militari nei varj suoi rami; e nelle ore di libertà sarà anche permesso di prendere altre lezioni, (sempre però a carico dell ' individuo) con l'intesa dell'Ufficiale Superiore avente la sorveglianza dei Cadetti, che somministrerà loro a tale effetto il comodo necessario nella caserma. L'individuo destinato alla contabilità sarà incaricato delle lezioni di amministrazione, di aritmetica e di tabellare. L' Ajutante Maggiore, coadjuvato da un'Ajutante sotto-Ufficiale. lo sarà per le teorie, per le manovre di fanteria. cavalleria ed artiglieria, e per la conoscenza dei Regolamenti disciplinali.»

Al fine di migliorare l' istituzione il regolamento prevedeva la convocazione periodica dì un Consiglio d'esame. Costituito dali 'ufficiale superiore, dal comandante della compagnia, dagli insegnanti e dall'aiutante maggiore segretario, era preposto ali' esame dei problemi attinenti agli studi: doveva proporre i correttivi necessari per qualificare l' istruzione, provvedere alla ripartizione delle ore tra le varie materie d'insegnamento e alla disciplina interna delle scuole, e, inoltre, fissare le regole da stabilire per gli esami anche in considerazione dell'importanza di questi, che concorrevano a determinare «distinzioni e avanzamenti».


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GLI ISTITUTI DI F.DliCAZIONE E DI FORMAZIO:\c PlR UFFICIALI '1/ éCLI STATI PREliNITARI

Oltre agli obblighi scolastici, i cadetti dovevano prestare dei servizi d'onore: quelli a cavallo, su richiesta del papa, di scorta al sovrano dopo la guardia nobile in sostituzione dei dragoni; mentre quelli a piedi, pure destinati al servizio della guardia reale, settimanalmente per un solo giorno. presso il palazzo apostolico. Era previsto anche un loro eventuale impiego nel caso di necessità, in particolare, per la difesa della persona del papa. 11 regolamento contemplava l 'adoz:ione di una graduazione di sanzioni disciplinari, talune durissime, per reprimere le eventuali mancanze degli allievi. Tutti gli aspiranti venivano ammessi tra i cadetti a piedi e istruiti nell'equitazione e nelle manovre a cavallo. Da quanto si può desumere dal capo XI verosimilmente il corso completo avrebbe dovuto avere la durata di otto anni. Coloro che durante tale periodo di tempo si fossero distinti per profitto in tutte le lezioni e per condotta esemplare, senza ricevere quindi alcuna punizione, venivano insigniti, in occasione di una cerimonia solenne, di una medaglia d'oro «in una parte della quale si leggerà la iscrizione = Gregorio XVI. pont. ott. mass. istituì 1832. = e nel mezzo = ONORE E FEDELTÀ=, e dall'altro lato due rami. l'uno di olivo e l"altro di alloro. legati insieme, con la iscrizione nel mezzo = CADETTI PONTIFIC II =». Tale riconoscimento costituiva titolo preferenziale per la nomina a ufficiale e, nel caso il cadetto non disponesse del mensile richiesto per l 'avanzamento, gli veniva concesso un assegno mensile straordinario, sino a che era chiamato a far parte dello stato maggiore. I cadetti presenti nei reparti di linea dopo l 'abolizione d eli' istituzione avvenuta nel 1822 e quelli nominati in via eccezionale dalla segreteria di Stato. purché in pos esso dei requisiti richiesti, potevano entrare nella compagnia dei cadetti conservando l 'ordine di anzianità. Era altresì consentita la frequenza del corso o di più lezioni al sottufficiale aiutante più anziano in attesa di promozione a sottotenente. Erano stabi liti due tipi di avanzamento per la nomina a ufficiale. Coloro che aspiravano all'avanzamento nei vari corpi della truppa dovevano disporre. oltre al soldo militare. di dieci scudi mensili, inoltre essere fomiti di altri quattro in aggiunta ai sei previsti e necessari per l'ammissione fra i cadetti. Era infatti statuito che «avendo l'individuo il prescritto assegno, e avendo una lodevole condotta e la necessaria istruzione. ed a cose eguali l'anzianità di servizio, potrà egli essere proposto ed avanzato non solo


GLI ISTITu TI ~IILITARI I)J I!OI,;CALIOSE E FORMATIVI '\ELLO STATO 1'01\IIFICIO

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ai varj gradi nella Compagnia dei Cadetti, ma ancora a sottotenente nei differenti Corpi di Truppa. e potranno essere ammessi al rimpiazzo delle Guardie Nobili quelli, che avendo i requisiti per entrare in detto Corpo, saranno passati sotto l'esame del Consiglio di ammissione del medesimo, e dallo stesso approvati». Allorché si verificava una vacanza nel grado di sottotenente l'ufficiale superiore presen tava al cardinale segretario di Stato una rosa di sei candidati. tra questi i tre migliori venivano sottoposti alla scelta del papa, che nominava il più meritevole. Qualora i cadei! i non avessero avuto, come prescrino, la pos ibilità di fruire della rendita mensile richiesta, potevano optare solo per la promozione nell'ambito della compagnia dei cadetti. Le promozioni venivano sancite osservando rigidamente il rapporto di due cadetti della compagnia e di un aiutante sottufficiale delle armi di linea. Il sottufficiale poteva, però, aspirare alla nomina soltanto se celibe e senza figli, con uno stato di servizio esempl are e se giudicato idoneo dal consiglio d 'esame de m cadetti, dopo essere Lato sottoposto a degli accertamenti teorici e pratici. Il regolamento organico dei cadetti pontifici, indubbiamente. può essere considerato un documento estremamente importante per i riflessi che avrebbe potuto avere nella rifondazione della milizia papale, provvedendo a risolvere il problema essenziale della qualificazione dei quadri delle armi di linea. La lettura dell a premessa delle massime fondam entali dell'istituzione induce però a qualche perplessità. Nei primi tre dei quattro paragrafi è detto: «Sollevare le famiglie nobili e civili, e specialmente quel le che avendo molti individui non trovano ad occuparli», «Apprestare questo sollievo, vantaggioso al particolare, alla società, ed al Governo, senza che quelli che ne godono siano di puro carico, prestando essi cioè un servizio decoroso», <<Occupare una quantità di giovani, a cui l 'ozio si rende tanto più dannoso, quanto è più pericoloso e più influente sull'avvenire il periodo di vita in cui sono» e solo nel quarto, infine, lo scopo fondamentale che da solo legittimava la costituzione dell ' istituto <<Stabilire una riforma salutevole nella Milizia Pontificia, e preparare una messe di Uffiziali per qualunque siasi Corpo di Truppa, educati per l'oggetto a cui essi si destinano, e forniti di quelle nozion i c di quei savj princ ipj, che li facciano a ragione apprezzare da tutti ». In verità, nel panorama delle scuole militari degli Stati italiani, ricorrono spesso nei regolamenti tali asserzioni, quasi che i supremi reggitori della cosa pubblica avessero in uggia l 'efficienza del proprio apparato bellico, che ovunque assorbiva non poca parte del magro


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOJ\'E E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NFCI..I STATI PREUNITARI

bilancio statale. forse per mal celata ipocrisi a o per un mal inteso senso di sensibilità, oppure ritenendo opportuno giustificare l 'esistenza dell'esercito con una sua funzion e sociale , in grado anche di diminuire parte della disoccupazione. A completamento di quanto esposto ne l regolamento organico, si ritiene interessante riportare alcune informazioni particolari. È stato possibile ricomporre, in prima approssimazione, l'organico dell' istituto dei cadetti con !"ausilio di d ocumenti vari: direttore dei cadetti pontifici

generale di brigata principe Pompeo Gabrielli

aiutante maggiore

capitano dei dragoni Savini, insegnante di teoria di manovre d i fanteria, cavalleria e artiglieria

capitano di l! classe comandante della compagnia

capitano don Girolamo Odescalchi

tenente comandante in secondo

capitano reduce pensionato Zacchieri (o tenente dei carabinieri Partoli)

un numero imprecisato di ufficiali, per la topografia e la geodesia, il ditra cui tre tenenti con incarico segno. l'artiglieria, la fortifi cazione, di insegnante l'amministrazione militare. la geografia, la storia e l'arte militare, la lingua francese e l 'equitazione professore di matematica professore di veterinaria e mascalcia un numero imprecisato di sottuffi - per la pratica di manovre di fanteria, ciali, tra cui un maresciallo capo, di cavalleria e di artiglieria un maresciallo e un aiutante sottufficiale, con incarico di insegnante cappell ano del corpo

la direzione morale e l'istruzione religiosa venivano però affidate ai gesuiti

un numero imprecisato di mozzi

personale tratto dalle compagnie dei veterani per il disimpegno dei servizi più umili


GLI ISTITUTI .M ILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL-LO ST ATO PONTIFICIO

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L' organico della compagnia dei cadetti pontifici, secondo Giuli ano Friz, era invece composto da06) : un capitano di l~ classe comandante la compagnia dei cadetti un capitano di 2~ classe aiutante maggiore un tenente di 1g classe tre tenenti di 2g classe un cappellano un aiutante sottufficiale incaricato dell'amministrazione due aiutanti sottufficiali un maresciallo d ' alloggi capo sei marescialli d'alloggi un brigadiere foriere dodici brigadieri un brigadiere profosso quattro vice brigadieri un maresciallo cavallerizzo due trombe due tamburi settanta cadetti a piedi e quaranta a cavallo Il vitto giornaliero dei cadetti prevedeva per: «Colazione: oncie sei di pane (' circa 170 grammi'); Pranzo: numero uno pane, fogliette uno e mezzo di vino, oncie tre di zuppa ('circa 85 grammi'), oncie sei di bollito, un piatto caldo di oncie sei, formaggio oncie una (' circa 28 grammi'), frutta; Cena: pane oncie sei, vino fogliette una, insalata. un piatto caldo di oncie sei, formaggio oncie una.» Si riportano. in sintesi, anche delle note marginali inerenti alla costituzione dell'istituto, quali emergono dal manoscritto Brevi osservazioni sopra la Istituzione della Compagnia dei Cadelti P onr~ficj, creata dal Sommo Pontefice Gregorio XVI lz' 22 novembre I 832, indirizzato dal generale direttore dei cadetti pontifici al cardinale Antonio Domenjco Gamberini, segretario degli affari di Stato interniCL7).

16) ASR , Bandi, p. 204. - G. Friz, Burocrati e so/dari dello Stato Pontificio ( 1800-1870 ), p. 173. 17) ASA V. Segre1eria di Swto, 1833. r. 190. Miscellanea Cadeui. b. 128/98 1. - Allegati al cap. VIU, doc. 2.


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CLJ ISTITUTI DI EDUCA7.10NE E DI FORMAZIONI! PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

La formazione della compagnia dei cadetti non comportava allo Stato pontificio né un aumento del personale di truppa, previsto per l'anno 1833 in diecimila teste, né deli 'importo fissato dalla Congregazione di Previsione per il mantenimento della truppa indigena. La compagnia veniva a costare quanto una di dragoni e infinitamente meno di una di carabinieri poiché il collegio non era esclusivamente a carico dell'erario bensì dei cadetti, i quali provvedevano anche alla loro prima vestizione. Inoltre, gli ufficiali e i sottuffic iali del reparto sarebbero s tati tratti dai corpi di linea dove erano in esuberanza e il fabbricato, adibito ali 'alloggiamento della compagnia, era di proprietà dello Stato. Le spese da sostenere per i miglioramenti infrastrutturali erano peraltro già state preventivate nel bilancio militare. Era sancito dagli organici che ogni compagnia dovesse avere due cadetti. Le compagnie di fanteria, cavalleria e artiglieria indigene erano complessivamente settantaquattro per un totale di 148 cadetti. Nella realtà accogliendo in un unico istituto i cadetti esistenti nei reparti e quelli di previsto reclutamento dai civili, la compagnia sarebbe stata composta da 134 unità, quindi entro i limiti imposti. Dalla minuta dell'ordine del giorno, approvata dal presidente delle armi in data 5 marzo 1833, si rileva che veniva concessa un'ulteriore possibilità ai cadetti meritevoli ancora esistenti nei vari corpi di linea, nel termine ultimativo di 10 giorni, per transitare nella compagnia dei cadetti pontifici e precisato che nel caso fossero rimasti presso le truppe nessuno di essi, avrebbe più potuto aspirare alla nomina a ufficiale. L'ordine del giorno della presidenza delle armi del 29 dicembre 1834 (decorrenza l 0 gennaio 1835)(18), a firma del cardinale Gamberini, sanciva un nuovo riordinamento deli ' istituto dei cadetti e il loro reinserimento nei reparti delle varie armi. L'articolo l O recitava: «Dei diversi Corpi attivi componemi la Truppa indigena faranno parte i Cadciti. Ve ne sarà uno per Compagnia nei Corpi dei Granatieri, dei Fucilieri, e dei Cacciatori a piedi. In quei di Artiglieria, de' Dragoni. c dei Cacciatori a cavallo ve ne saranno due nelle Compagnie che portano il numero dispari, ed uno nelle Compagnie, che lo hanno pari. l cadetti prima di essere promossi aii'Officialità dovranno avere percorsi i singoli gradi su ba!terni ed averne sostenuto il servizio. La metà delle promo.doni alla ufficialità nel totale delle Armi rispettive sarà riservata ai Cadetti. c l'altra ai sotto-Officiali.»

18) ASR, Minis1ero delle Armi. b. 1142 (1816 -1 835).


GLI ISTTTUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO

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Erano ora previsti dagli organici: 8 cadetti per il genio, 12 per l 'artiglieria, 54 per la fanteria e 10 per la cavalleria, elevabili a quindici. L'istituzione della compagnia dei cadetti pontifici, nata sotto i più favorevoli auspici e con lodevoli intendimenti, veniva cassata. Con un provvedimento esiziale si ritornava all'antico. Con il biglietto del 2 dicembre 1835 venivano ridefiniti i requisiti che dovevano possedere gli aspiranti. La nomina a cadetto avveniva solo dietro presentazione dei seguenti documenti: «- Fede di nascita da cui deve risultare la età non minore di anni 16, nè maggiore dei venti. Che sia statista. Certificato sulla statura non minore di 5 piedi e 2 pollici. Certificato sanitario comprovante la buona complessione, e conformazione. Certificato sullo stato libero. Certificato sulla pertinenza ad una famiglia nobile, o civile. Certificato di buona condotta si morale che politica. Obbligazione legale per l 'assegno di scudi 4 mensili. Certificato di studi fatti.» I cadetti che chiedevano il passaggio, a domanda, da un 'arma a un 'altra perdevano la loro anzianità. A parità di data di nomina a ufficiale i cadetti precedevano nell'anzianità del grado i provenienti dai sottufficiali (l9). Il consiglio delle armi, con lettera senza data del 1839 a firma del generale Gabrielli, controfirmata dal presidente delle armi Giacomo Amadori Piccolomini <20>, proponeva: «che nella elezione dei cadetti si avesse una speciale considerazione verso i figli degli ufficiali a preferenza dei borghesi avendovi i primi un diritto acquisito per il prestato servizio militare, ed in riflesso che l'ufficiale non ha altro beneficio nella Truppa mentre il posto di figlio di Truppa è riservato al soldato, e sottufficiale. Inoltre siccome i cadetti per loro vistoso numero hanno una veduta troppo lontana di promozione, si opinerebbe che il loro passaggio al grado di sottotenente in luogo di essere alte rnativo fra un Cadetto e un Aiutante Sottufficiale come ora è stabilito dal Regolamento del 24 dicembre 1834, fosse in ragione di due Cadelli, ed un Aiutante Souufficiale la cui situazione è molto migliore di quella dei Cadelli, tanto pel rapido volo, che lo porta al detto grado, quanto ancora per l'interesse che ne ha risentito lungo il servigio prestato.»

19) ASR, Minisrero delle Armi, Riassumo de ' Reclami avamati da alcuni ufficiali del 1830.

20) ASR, Ministero delle Armi, b. 1281, Discarico sulla istitu;ione dei Cadelli.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITA RI

Il Regolamento Organico-Amministrativo per la Truppa pontificia indigena permanente (2 !) del 16 dicembre 1844, firmato dal segretario di Stato cardinale Luigi Lambruschini, prevedeva negli organici: solo ufficiali per il genio, tra i quali un tenente facente parte dello stato maggiore del reggimento di artiglieria, l o professore per la Scuola de' Cadetti; 9 cadetti d'artiglieria, elevabili a 13 (le compagnie pari potevano avere due cadetti); 54 cadetti di fanteria e IO cadetti di cavalleria, elevabili a 11 (il corpo dei cacciatori a cavallo ne poteva avere tre). A brevissima scadenza, il 20 aprile 1845, il citato cardinale autorizzava la pubblicazione del nuovo Regolamento pel dettaglio Amministrativo della Truppa di Linea indigena<22> che vedeva di nuovo mutato il numero dei cadetti presenti nei vari reparti: un cadetto per compagnia di linea (9 battaglioni ciascuno su 6 compagnie); un cadetto nelle compagnie pari e due in quelle dispari per le compagnie di cavalleria dragoni (l reggimento su 8 compagnie), per il corpo dei cacciatori a cavallo (2 compagnie) e per le compagnie di artiglieria (l reggimento su 9 compagnie). L'età di ammissione per i cadetti, appartenenti a una famiglia «almeno di civil condizione», veniva fissata tra gli anni diciotto e i venticinque. Il passaggio dei cadetti al grado di sottotenente doveva essere «preceduto da esame formale e concorso» e, a parità di merito, veniva prescelto il cadetto più anziano. A completamento del l 'esposizione si trascrive il capo III del regolamento: «Cadetti 55. Sono conservati i cadetti in tutte le truppe di linea in ragione di uno per ogni compagn ia. La loro ammiss ione ed iscrizione sulla si tuazione e ruolo, viene comprovata dall ' ordine del giorno della Preside nza, da unirsi in copia al foglio di .chiamala. 56. Nei corpi di cavalleria dragon i e cacciatori, ed in quello d'artig lieria le compagnie portanti numero disparo hanno due Cadetti, il secondo de' quali è compensato con la diminuzione di un comune, come rimane nel respettivo quadro della forza stabili to. 57. Perchè un indi viduo possa esser ammesso in qualità di cadetto, allorquando ve ne sia la piazza, deve esibire: 1° La fede di nascita. dalla quale costi l'età superiore agli anni 18 e non maggiore di

anni 25; 2° La fede dello stato libero; 3° La fede de' buoni costumi;

21) ASR. Ministero delle Armi, b. l 143 (1836-1850).

22) ASR. Ministero delle Armi, b. 1143 (1836-1850).


GLI ISTITUTI 11-IJLITARI DI EDUCAZIONE E FORI-IATIVI NELLO STATO PONTIFICIO

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4° La fede di non esser stato mai soggetto a pregiudizi criminali e politici: 5° Il certificato sanitario comprovante la sua buona costituzione fisica; 6° Le prove d'appartenere a famiglia almeno di civil condizione: 7° Le prove di possedere una rendita certa di scudi dieci mensili; go I certificati di sufficiente istruzione. 58. La rendita suddetta deve costare con documenti legali, esser costituita da srabili ocrediti fruttiferi di assoluta proprietà dell'aspirante all'ammissione in qualità di cadetto, ovvero del genitore, o di altri che nelle forme legali l'assegnano a di lui favore fino a quando il cadetto ottenga il grado di capitano. Per l'incasso della medesima è a cura della Presidenza, dietro rapporto del capo del corpo, di agire coattivamente ne l caso di morosità. 59. La suddetta rendita deve esser tale che sia esigibile il primo di ogni mese anticipatamente, e versata nella cassa del corpo cui il cadetto è aggregato, e dal la quale, a cura del proprio comandante, viene fatto somministrare interamente nel corso del mese al cadetto stesso in unione al suo soldo, con quella moderazione che ne assicuri il conveniente buon uso a proprio mantenimento. 60. li passaggio dei cadetti al grado di sottotenente, deve esser preceduto da formale esame e concorso, ed a parità di merito viene prescelto il cadetto più anziano.»

Dall'Indice di varie disposizioni concernenti l'amministrazione e il servizio militare (1827-1848)( 23>si desume che il decreto del 28 dicembre 1847 aveva sancito le modalità per la formazione della scala di merito, cioè per ottenere «l'avanzamento a turno di merito» era indispensabile per i cadetti sottoporsi al concorso generale. Per ottenere l 'avanzamento per turno di anzianità era sufficientemente aver dimostrato una sola volta la necessaria attitudine. Coloro che ricusavano di assoggettarsi al prescritto accertamento perdevano il diritto all'avanzamento per turno di merito. Il Piano Organico dell'Armata Pontificia luglio 1850 non prevedeva più negli organici dei reparti i cadetti, così pure le Modificazioni ed aggiunte apportate al piano organico dell'il giugno 1850 ecc. del 31 maggio 1852(24l. Per contro l 'ordine del giorno del 10 giugno 1853 emanato dal proministro delle anni generale barone De Kaltermatten, che regolamentava le caratteristiche delle uniformi per i vari corpi e gradi del! 'annata pontificia, descriveva nel dettaglio anche la divisa per i cadetti.

23) ASR, Ministero delle Armi, b. l 142 (l 816 - 1835). 24) ASR, Ministero delle Armi, b. l 144 ( 1851 -1870).


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN ITARI

3. LE SCUOLE DI ARTIGLIERIA E DEL GENIO La nascita del corpo di artiglieria della milizia pontificia risale al 1792. A seguito della riforma attuata dal generale Caprara l'arma assumeva un ordinamento organico simi le a quello della fanteria. La direzione dei servizi del genio, sin dal Settecento, era invece attribuita, sia in tempo di pace sia in guerra, agli ingegneri e agli architetti militari, preposti a sopraintendere i lavori nei forti e nei fabbricati militari. Mancando nell 'ordinamento del corpo del genio i soldati di truppa, introdotti solo nell848 , esso si identifica v~ di fatto con gli ingegneri militari. Gli ufficiali venivano reclutati generalmente dai cadetti e dai tenenti in 2ll onorari del corpo e solo eccezionalmente dai sottufficiali del genio e dell'artiglieria. Il titolo di studio richiesto per la nomina a ufficiale era la laurea in filos.ofia e matematica<25)_ Per quanto aveva riferimento con il reclutamento degli ufficiali di artiglieria, il comandante del corpo di artiglieria tenente colonnello Carlo Lopez, con la proposta del 19 marzo 1817 inviata alla congregazione militare e ripresentata il 17 gennaio 1818 direttamente al cardinale segretario di Stato, sosteneva la necessità di istituire una scuola militare per la formazione degli ufficiali delle armi speciali. Secondo tale progetto la frequenza del corso degli studi, impostato su li' insegnamento delle discipline militari e delle scienze esatte pure e applicate, «doveva essere obbligatoria per i cadetti dell'Artiglieria e del Genio, e facoltativa per quelli dalle altre armi» (26). La Scuola speciale per l'artiglieria e il genio sorse con sede nel castel Sant'Angelo, ma visse una vita tra vagliata e modesta. I documenti contabili del 1828 (Tariffa de ' soldi) testimoniano l 'esistenza di 42 cadetti di fanteria, di un numero imprecisato di cadetti di cavalleria, del genio e di artiglieria nonché di altri di «minorile età facenti servizio nel genio» e nell'artiglieria. Nel 1832 erano ancora previsti i cadetti aspiranti ufficiali del genio. Con dispaccio del 19 settembre 1831 veniva adottata la procedura di reclutare anche gli ufficiali per il corpo d 'artiglieria dagli allievi della

25) A. Da Mosto. L" Arma del Genio dello Stato Romano durante la guerra per /' indipendema del/ 848-49 . «Rivista di Artiglieria e Genio». 1899, vol. IV. pp. 56-7. 26) C. Mon tù. op. ci t . • vol. l V. pp. 1860-1.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E rORMATIVI NELLO STATO PONTIFlCIO

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scuola pontificia degli ingegneri. Le vacanze da ufficiale erano ripartite tra questi allievi e i sottufficiali o tra i cadetti, con le modalità precisate dalla citata disposizione(27): «11 primo passaggio a Tenente in 2! si prescrive che in avvenire debba essere alternativo fra i Sargenti, Sargenti Maggiori ad Aiutanti Sotto-Ufficiali con gli Allievi della Scuola degli Ingegneri civili, i quali avranno terminato onorevolmente il corso degli studi e che si troveranno senza uno stabile impiego governativo. Qualora non si trovasse nel Corpo dell'Artiglieria verun Sargente. Sargente Maggiore o Aiutante Sono-Ufficiale che abbia i requisiti necessari per meritare il grado di Tenente in 2 3 , sarà sempre scelto il rimpiazzo fra gli allievi suddetti, benché per l'alternativa sopraindicata la scelta del Tenente in 23 cadesse nel turno dei sù nominati sottuffi ciali. Anche li cadetti, se tra essi vi saranno dei concorrenti, soggiaceranno alle medesime condizioni dei sott'ufficiali. Li cadetti però alterneranno soltanto coi medesimi Sotto Ufficiali, non dovendo mai venire in turno il concorso degli Allievi della Scuola degl'lngegneri, ma semp re soltanto alternativo coi Sotto Ufficiali e cadeui. Il passaggio esclusivo per questi Sotto Ufficiali e Cadetti sarà quello ad Aiutante Sotto-Ufficiale ed a Munizioniere. Gli esami per concorrere a questi impieghi si faranno nell'interno del Corpo da una Commissione composta dagli Ufficiali di Stato Maggiore ai quali verrà aggiunto un Capitano ed un Tenente in 11 . Il Comandante del Corpo dell'Artiglieria sar.à il Presidente di questa Commissione e stabilirà il Programma del le cognizioni necessarie per concorrere alli suddeui impieghi. Il Governo Superiore si riserva sempre di promuovere ad un grado maggiore qualunque Individuo del Corpo che reputasse meritevole di avanzamento per particolari casi e circostanze. anche senza il concorso dei soprastabiliti esami.,

Esistono atti che attestano come consuetudinario, per i cadetti d eli' artiglieria e genio, l ' insegnamento delle matematiche, della fisica-chimica e dell'architettura militare (31 maggio 1826?) e l' obbl igo per gli allievi di sostenere gli esami di matematica e fisica presso l' Accademia dei Lincei (1830). I documenti più interessanti reperiti in archivio relativi alla particolare formazione dei cadetti delle armi facoltative, che si distingueva da quella delle armi di linea o corpi di truppa, sono quelli originati per iniziativa del segretario di Stato cardinale Lambruschini, nel 1834, e che portarono ali' apertura, o più precisamente alla riapertura, delle Scuole di Artiglieria e del Genio.

La Scuola dei Cadetti del Genio Sarebbe invero fuorviante considerare le scuole di artiglieria e del genio. di zione che compare frequentemente nell'oggetto dei dispacci della

27) C. Montù, op.cit.. vol. IV, pp. 1863-4.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FOR.\1AZIONE PER l ~HCIAU NF.GLI ST,\TI PREUNJTA RI

presidenza delle armi e della segreteria di Stato, alla stregua di un organismo scolastico tradizionale. L'istituzione, differenziata per le due armi e alquanto atipica, si riprometteva solo di colmare le lacune culturali e professionali dei cadetti impartendo loro, giornalmente, delle lezioni senza peraltro distoglierli dalle incombenze quotidiane. Nel periodo 1833-35 i cadetti del genio e dell'artiglieria furono arruolati senza sostenere alcun esame, ma esibendo solo attestati o titoli di s tudio. II reclutamento dei cadetti avveniva in funzione delle vacanze. Dei 19 allievi che figuravano nella graduatoria di merito dell'anno scolastico 1835-36 otto appartenevano al genio e undici all'artiglieria. La data di ammissione di quest'ultimi al corpo era compresa tra l'agosto 1833 e il settembre 1836, esempio questo estremamente significativo dell'inefficienza costituzionale. Per gran parte degli aspiranti ufficial i del genio la preparazione teorica era oltremodo inadeguata per i compiti che avrebbero dovuto assolvere e faceva dire ai responsabili: «È in falli evidenle che distribuendosi ora nelle Direzioni e sotto Direzioni, come si propone, non potrebbero essi acquisra re che una rozza pratica la quale rimane sempre incerta. ed agisce a caso specialmente allorquando si presentano operazion i non apprese prima praticamente. e quindi rimarrebbero questi giovane!li disgraziati perpetuamente mancanti delle necessarie teoriche, ed inabili a divenire ufficiali degni del co rpo scelto di cui fanno parte. Vano sarebbe altronde lo sperare che ripartiti qua e là e addelti come lo sarebbero agli officj di amanuensi e di contabili potrebbero essi aver tant o di tempo residuale da progredire nella istruzione reorica che loro manca; tanto più eh 'essi non avrebbero. chi volesse o chi fosse in caso d ' istruirli a dovere in tuili i rami che loro occorre di app rendere.»

Il dispaccio n. 29084 del 29 aprile 1835 <28> disponeva la nomina eli una commissione mista di ufficiali scelti del genio e dell'artiglieria e del!' ispettore Giuseppe Venturo li per l' «esame teoretico e pratico dei Cadetti novellamente ammessi nel Corpo del Genio Pontificio, onde convincersi delle cognizioni eh 'eglino possiedono nell'arte che debbono professare e rilevar quindi non solo il servigio cui potranno essi destinarsi sia presso la Direzione di Roma, che in ajuto degli Ufficiali distaccati nelle varie Provincie dello Stato , ma eziandio le Scuole alle quali dovrebbero applicarsi per perfezionarsi nell'Architettura Civile, c Militare a cui sono dedicati nel Corpo stesso».

28) ASA V. Segreteria di Stato. 1835, r. 190, b. 276, fase. l.


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L'accertamento verteva sulla matematica, sulla teoria e sulla pratica di architettura civile e militare e, poiché la commissione riconosceva<29J «siansi tutti più, o meno applicati agli elementi dell'una. e dell'altra Scienza non sono peraltro ancora in istato da destinarsi alla direzione dei lavori, o spedirsi isolatamente nelle varie Piazze, ma che in progresso di tempo porranno riuscire a ciò idonei non trascurando la continuazione degli studj opportuni», veniva ravvisata la necessità di istituire delle scuole di matematica, di disegno e di architettura teorico-pratica. I cadetti dovevano sostenere un esame dopo un anno e un altro nel ! 'anno successivo per dimostrare di essere «in grado di assumere un servigio determinato, ed assoluto nell'Arma». La frequenza delle scuole non doveva interferire con il servizio che i cadetti dovevano prestare nel corpo. Il piano degli studi o Regolamento per la Scuola de' Cadetti del Genio Militare <30), veniva proposto dal professore ispettore Venturo! i e approvato il 29 giugno 1835. Il provvedimento tendeva a istruire i cadetti «senza inviarli alle Scuole pubbliche nelle quali più lenta sarebbe stata l'istruzione, meno sorvegliata, e le ore in esse Scuole stabilite non avrebbero lasciato ai suddetti cadetti alcun tempo pel servizio che debbono prestare». I programmi dei corsi pnù particolareggiati venivano illustrati dal comandante del corpo del genio maggiore Antonio Manzi al presidente delle armi a integrazione del regolamento <3 1). Gli allievi dovevano frequentare giornalmente la scuola, eccettuate le feste, i giovedì e le ferie consuete, dalle ore quattro alle ore due antimeridiane (dalle otto alle dieci del mattino) le lezioni di matematica (insegnante tenente in 2~ d'artiglieria Giobatta Palmie.ri), in una sala di Castel Sant'Angelo insieme ai cadetti di artiglieria, e dalle ore venti alle ventidue quelle di architettura civile e militare (docente tenente in l~ del genio Luigi Bol drini), «in propria casa, affinchè gli alunni conoschino nello studio di questo l 'applicazione delle verità de !l 'altra (' disciplina' )» . Veniva adottato un corpo di libri in parte tradotti dal tenente Biondi Perelli, in uso in Toscana e pubblicati a Li vorno nel 1830 e nel 1831, per

29) ASA V. Segreteria di Stuto, 1835, r. 190. b. 128/279. n. 73 del 19 maggio 1835. 30) ASA V, Se11reteria di Stato, 1835. r. 190, b. 128/279.- A llegati al cap. VITI. doc. 3. 31) AS R, Ministero delle Armi. b. 1297. senza data (maggio o g iugno 1835) e senza firma (comandante del genio).


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le scuole dei reali cadetti delle armi facoltative. II testo di matematica era quello, in quattro volumi, compilato presso la scuola militare di Saint-Cyr e comprendeva, oltre alle discipline dell'aritmetica, dell'algebra e della geometria, anche la geodesia; per le lezioni di architettura militare era stato scelto il corso di fortificazione del Sabart, pure in quattro volumi, «adottando quesr·opera per base d'istruzione null 'altro si ha avuto in mira di dare agli alunni che un insegnamento conciso e graduato, in modo che mettendo] i al più presto possibile in stato di essere padroni delle lezioni dei professori. siano anche in grado di farne da per loro applicazione in qualunque caso occorrebbe, e così corrispondere alle mire economiche del governo. Tmperciocché tali opere essendo dettate senza nessuna presunzione di scienza, altro scopo non avendo che quello d ' insegnare con la maggior semplicità. ed esattezza il puro necessario che bisogna sapersi da un istruito uffiziale ottimamente. vi corrispondono. Perciò è che travas i in esse un collegamento di parti, un modo particolare di sviluppare l'argomenti, una applicazione continua a quanto risguarda l'amministrazione. l'uso degli isrrumenti, quello delle macchine guerresche. la fortificazione. la topografia, che incominciando dalla aritmetica sino all'idrostatica tutto è milizia.»

Erano previste delle esercitazioni pratiche in campagna con uso degli strumenti geodetici ed effettuazione di rilievi planimetrici e altimetrici, degli esercizi di disegno topografico e di architettura, con particolare riferimento alle opere militari e la presentazione di progetti di lavori di costruzione e di riparazione di fortificazioni. Al fine di migliorare l'apprendimento e stimolare nei giovani l'emulazione, il sabato avevano luogo , con delle modalità particolari , delle prove sugli argomenti svolti nella settimana. Erano prescritti, inoltre, accertamenti quindicinali (eventuali) e trimestrali, inoltre un saggio pubblico alla fine dell'anno scolastico. Dal complesso delle valutazioni venivano compilate le graduatorie di merito dei cadetti, valide per la destinazione ai corpi e per gli avanzamenti. Il 6 luglio 1835 il professor Venturoli in un rapporto(3 2 J indirizzato al presidente delle armi, in merito alla parte del programma di insegnamento da attribuire al professor Paolo Volpicelli, suggeriva che ogni giovedì, giorno di vacanza per le altre scuole, venisse impartito ai cadetti per la durata di due anni un corso, articolato in una serie di lezioni di fisica pura e sperimentale, di mineralogia e di chimica, «che servirebbe a compiere la loro educazione scientifica e Ii fornirebbe di cognizioni giovevohssime non tanto ad ornamento e cu ltura dello spirito, ma eziandio in molti casi per I' uso di loro professione».

32) ASAY, Segreteria di Stato, 1835, r. 190. b. 128/279. 6 luglio 1835.


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Trimestralmente gli allievi avrebbero dovuto, mediante saggi, dare dimostrazione del profitto conseguito. Questo corso, unitamente a quello di matematica, doveva essere comune per i cadetti di artiglieria e del genio. In chiusura inseriva il testo di un articolo aggiuntivo al regolamento. li professor Volpicelli ritenendo necessario integrare le lezioni teoriche di fisica e chimica con esperimenti ed esercitazioni pratiche richiedeva l'intervento e l' avallo della presidenza delle arrnj (33)_ L'istanza veniva accolta e quindi consentito ai cadetti di studiare sperimentalmente «alcuni principali fenomeni appartenenti alla scienza di fisico-chimica, mercé l 'uso di istrumenti, e macchine fisiche, e geodetiche, che costituiscono la parte pratica della scienza medesima». Il professore cavalier don Feliciano Scarpellini si offriva di mettere a disposizione degli allievi, un giorno alla settimana, la sua scienza, i suoi gabinetti fisici e l'osservatorio dell'Accademia dei Lincei. La direttiva per tali esercitazioni recitava: «2° Questa Istruzione si darà dai rispettivi Professori dei Corpi facoltativi, e per quello che riguarda la costruzione e l' uso delle macchine stesse viene affidata all'opera del suddetto Professore Scarpellini;

3o Al Signor Comandante del Corpo d'Artiglieria sarà commessa la sorveglianza di tutto ciò che riguarda il buon andamento di questa pratica istruzione dei cadetti nominati.>>

La Scuola dei Cadetti di Artiglieria Il Montù riporta (3 4) che in una relazione il tenente colonnell.o Carlo Stewart, comandante del corpo di artiglieria, accenna «ad un tentativo di collegio militare fatto nel 1832 ('compagnia dei cadetti pontifici?'), che si concretò poi due anni appresso in una scuola militare per i cadetti deJI 'artiglieria e del genio, governate da un regolamento compilato nel 1832 o 1833 dal professar Giuseppe Venturoli, presidente del Consiglio d 'arte, ed approvato dalle autorità governative». Una Scuola d' Artiglieria, per affermazione dello stesso Stewart, si riapri nel 1834; il regolare funzionamento d eli ' istituto avvenne però solo con l'anno scolastico 1835-36, in simbiosi con la scuola dei cadetti del genio.

33) ASAV, Segreteria di Stato, 1836, r. 190. b. 128/278, 30 marzo 1836. 34) C. Montù, op. ci t .. vol. IV , pp. 1864-5


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Il comandante del genio plaudiva alla proposta che di fatto sanciva la costituzione di un 'unica scuola per i cadetti delle atmi dotte affermando: «la qual disposizione non potrà che suscitare una lodevole emulazione, e sopire quello spirito di primato, cui si contendono ambi i Corpi. In Francia è lungo tempo ( 1802) che la scuola speciale d'Artiglieria di Chalon-sur-Marne, e quella del Genio di Metz sono state riunite con gran vantaggio in quest'ultimo luogo». La vita della scuola dei cadetti d'artiglieria si identificava, quindi, con quella dei cadetti del genio. Coloro che frequentavano con profitto il corso di studi acquisivano il diritto di precedenza nell ' avanzamento al grado di tenente in 2;;, che avveniva per esame. Esso verteva sulle seguenti discipline <35J: «l. le matematiche pure nei vari rami, che sono necessari per la esatta cognizione delle applicate; 2. la Fisico-Chimica nella parte specialmente che riguarda i materiali per la fabbricazione delle armi. polveri. ecc.: 3. le matematiche applicate; 4. l'artiglieria propriamente detta tanto teorica che pratica, compreso il trattato di Lamy sulle Batterie: 5. l'Architettura militare nella parte che appartiene all'artiglieria.>) L'accertamento, che doveva verificare se l'aspirante possedesse «tutte le facoltà, che valgano a rendere un Ufficiale d'artiglieria abile a disimpegnare perfettamente qualunque delle sue attribuzioni», consisteva in un esame verbale, in una prova scritta e in un esercizio pratico eseguiti dinanzi alla commissione nominata per l'esame di ammissione dei cadetti. Presentatasi nel 1835 la necessità di arruolare due cadetti d'artiglieria per copr;re i posti vacanti , la segreteria di Stato prescriveva l' istituzione di esami di ammissione. Il tenente colonnello Stewart interpellato sugli accertamenti cui avrebbero dovuto essere sottoposti, rispondeva che i giovani dovessero avere un'età compresa tra i sedici e i vent'anni e «fissata la massima che Cadetto altro non sia che un giovine gentiluomo, il quale impara l'arte della guerra nelle scuole, e nei Licei Militari, per essere poscia promosso al grado di ufficiale, conseguentemente non può

35) C \llontù, op. ci t., vol. TV, p. l R67. Dispacc io della Segrereria di S1aro n. 51293 del 27 nove mbre 1836.


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da lui prendersi nessuna istruzione relativa ad essa. se non quelle nozioni generali che ordinano le idee, ed aprono la via a qualunque applicazione, quali sono i primi studj Rettorici della Lingua Italiana. l' Aritmetica. e l 'elementi del Disegno» <36)_ Nel caso invece si richieda al candidato che «dall'istruzione spec iale del Corpo, apprenda solo !"applicazione delle teorie, e la pratica dell'arte» sarebbe necessario, oltre a quanto sopra indicato, che «Conosca appieno il sistema metrico, l'elementi di Mattematica, e li cinque ordini del! 'architettura Civile, onde possa percorrere nel più breve tempo possibile, quanto occorre ad essere un valente ufficiale d 'Artiglieria». Considerava. soprattutto qualora il soggetto avesse compiuto vent'anni, quest'ultima proposta la sol uzione da adottare «Così con soli due anni d'applicazione, e non altrimenti si avrebbero dei buoni soggetti da servirsene in qualunque bisogno». Proponeva la nomina di una commissione d'esame composta da tre abili ufficiali preposti a sottoporre i candidati ad accertamento verbale su tre tesi o punti estratti a sorte: «uno d'Aritmetica, compreso il sis tema metrico, uno d 'Algebra compresi i logaritmi, uno di Geometria, uno di Trigonometria, uno di Architettura pel Disegno e la definizione d 'un ordine». Inoltre l'aspirante dovev a sostenere un saggio di rettorica italiana, su tema scelto dal candidato in forma di lettera o di relazione. Si doveva altresì accertare se fosse in possesso di eventuali cognizioni elementari di f isica e di chimica . A seguito del dispaccio della presidenza delle armi dell '8 settembre 1835(37>, il segretario di Stato condizionava l'ammissibilità dei cadetti d'artiglieria al possesso di un 'età compresa tra i sedici e i vent'anni e al superamento dell'esame proposto dallo Stewart per avere dei valenti ufficiali entro un brevissimo lasso di tempo, «annuendo altresì all'intendimento espresso di non ammettere alcuno che si asi di portato nel! 'esatto meno che mediocremente». Estendeva la validità di q uesta pras!)i anche ai futuri aspiranti cadetti del genio e della marina, invitando nel contempo il presidente delle armi a definire nel particolare le prove d 'esame. Veniva, inoltre, ribadito l'obbligo per gli aspiranti di produrre gli attestati di irreprensibi le condotta religiosa, politica e morale nonché di essere esenti da difetti fisici non compatibili con il servizio militare.

36) ASA V. Segreteria di Starn. 1835-36. r. 190. b. 128/279. 30 agosto 1835. 37 ) ASA V, Segmeria di Staro . 1835-36 r. 190, b. 128/279.


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L'Accademia esperimentale dei Cadetti del Corpo del Genio e deli ' Artiglieria Le scuole dei cadetti del genio e dell'artiglieria dovevano avere avuto un'esistenza difficile, soprattutto quella d'artiglieria, se, nel 1837, con atto 4471 del 12 aprile veniva istituita una nuova scuola l 'Accademia esperimentale dei Cadetti del Corpo del Genio e dell'Artiglieria al fine di dare agli ufficiali una sicura preparazione professionale. Per difformità d 'intenti dei responsabili e carenze nella pianificazione e neli' attuazione dei programmi i risultati dalle due scuole si erano rivelati deludenti. Da un chirografo del 15 ottobre 1838 non sottoscritto <38), ma attribuibi le all'abate don Tommaso Mazzani, risulta che gli ammittendi ai corpi facoltativi erano giovani scelti tra coloro che avevano dimostrato di essere in possesso di un grado di «istruzione negli elementi di matematica e nella fisica, e chimica». L' autore sollecitava che fosse loro impartito l' «ordine che subito vadano all'Università a studiare nella Scuola di Meccanica, e Idraulica, nella quale debbono impiegare il corrente e seguente anno scolastico». Considerando che l'anno universitario era già iniziato suggeriva l'opportunità di incaricare alcuni ufficiali per mettere i cadetti <dn paro colle lezioni del Professore dell'Università». Egli consigliava, nel contempo, di provvedere aJl' ammissione di nuovi cadetti del genio e dell'artiglieria e cercava, inoltre, di sensibilizzare le autorità proponendo di estendere l'istruzione anche ai cadetti di fanteria e di cavalleria. «E gli è poi del massimo interesse che i cadetti della Truppa siano coltivati in quel genere di scienze e di erudizione che è coerente col loro grado, e coi gradi ai quali sono diretti; e volesse Iddio che vi fossero scuole per tutti questi candidati alle superiori cariche della milizia in tal modo rendendosi migl iore il comando più regolati sarebbero gl'inferiori, e si vedrebbe da se nascere una riforma in tutta la mili zia». Per quanto aveva riferimento diretto con la preparazione dei cadetti sino ad allora attuata allo scopo di formare «istruiti artiglieri, e periti architetti militari» rilevava che «quanto di buono si è stabilito, o che ciò che si era impiantato era intrinsecamente rov inoso, e guasto», infine l'autore lamentava «che se nello Stato Pontificio la milizia non è così facilmen te destinata, ed esercitata nella guerra, pur deve esistere, ed esistere

38) ASR, Ministero delle Armi. b. 1297, Si trarta ilei Cadelfi rimasri nei due Corpi.


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deve colla perizia militare, e poi quanto più è ristretto il numero di posti tanto più si deve richiedere di ragionevoli requisiti, onde sia minore il numero dei petenti assai minore quell o degli scelti, e si faccia fronte agli impegni, che di via ordinaria posponendo il merito, promuovono li più inabili ». Il presidente delle armi, sulla base di questa relazione, presentava al segretario di Stato, a breve scadenza, un piano per il completamento cieli' istruzione dei cadetti delle armi facoltative C39>. Vi si prevedeva la frequenza di un corso teoretico di due anni di meccanica e idraulica presso l'Università di Roma e contemporaneamente presso le scuole di applicazione all'interno dei corpi. Inoltre i cadetti del genio dovevano, sotto la guida di ufficiali, attendere allo studio teorico e pratico della geodesia «applicandoli in campagna al rilievo delle Piante e a disegnare e stabilire profili di livellazione, esercitandoli al maneggio e rettificazione degli istromenti più usilati ali 'uopo, e insegnando loro tutte quelle teorie che hanno maggiore affinità col materiale del genio d 'attingersi nella tanto encomiata opera di Statica e Idraulica del Professor Cavalieri » e poi ancora «imparare i sistemi più accreditati di fortificazione ed esercitazioni nel disegno, formazione di modelli». L'istruzione dei cadetti d'artiglieria doveva essere incentrata «applicando le teorie già date di fisico-chimica a tutto ciò che è riferibile al Materiale di artiglieria e siccome poggiano esse principalmente sull'esperienza, così la loro base dovrà essere una serie di queste eseguite per via di fatto» . l cadetti durante il corso erano esonerati da ogn i altro servizio, con l'eccezione di quelli di artiglieria che dovevano intervenire alle manovre specifiche dell'arma, peraltro non previste nelle ore di lezione. In merito alla futura ammissione dei nuovi allievi dei corpi facoltativi, si concordava che dovessero essere ammessi solo <<que i Giovani che abbiano srudiate le Matematiche fino ali ' int roduzione de l calcolo e appreso nell'Università la Meccanica e l 'Idrau lica, la Fisica sperimentale e la Chimica, dopo ottenurone il grado di bacca laureato. e siano periti eziand io negli elementi del disegno di Architctrura civi le. [...] Quegli aspirant i che riusciranno meg lio neg li esami e nelle en unciate prove saranno prescelti per far parte dei Corpi facoltativi nell'interno dei

39) ASR, MinisTero delle Armi. b. 1143. Progeuo per completare/' istruzione dei Cade11i del Genio e dell'Artiglieria e per stabilirne il metodo da Tenere nell'ammissione di al Tri Cadeui ne· Corpi medesimi, 27 novembre 1838. - Allegati al cap. VIII, doc. 4.


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quali verranno quando ne siano abbisognevoli istruiti nella pratica e specialmente quelli addetti al Gen.io per la parte che riguarda la Geode sia. gli esperimemi di campagna e la conoscenza de' sistemi più accredita ti di fortificazione come si è dello di sopra.»

La segreteria di Stato, con il dispaccio del 15 gennaio 1839, esprimeva parere favorevole al progetto presentato dalla presidenza delle armi, precisando che avrebbe avuto valore soltanto per i cadetti del corpo di artiglieria poiché i nuovi organici non avrebbero più previsto l'esistenza di quelli del genio. La riforma del 1839 conferiva pertanto alla scuola dei cadetti d 'artiglieria la fisionomia di istituto applicativo. L'accademia esperimentale dei cadetti del corpo del genio e dell'artiglieria <40), come si desume dalle scale di merito, annoverava nei vari anni un numero vario di allievi: alla data del 30 dicembre 1836: lO cadetti frequentatori della P classe di cui 5 di 1° grado (un artigliere e quattro genieri) e 5 di 2° grado (quattro artiglieri e un geniere); 9 cadetti della 2~ classe di cui 2 di l 0 grado (un artigliere e un geniere) e 7 di 2° grado (d ue artiglieri e cinque genieri); alla data del 10 aprile 1837: 12 cadetti di artiglieria e 8 del genio: alla data del 12 agosto 1838: 10 cadetti frequentatori della l ~ classe di cui 4 di l 0 grado (tre artiglieri e un geniere) e 6 di 2° grado (due artiglieri e quattro genieri); lO cadetti di 2~ classe di cui 2 di l 0 grado (due artiglieri) e 8 di 2° grado (cinque artiglieri e tre genieri). La commissione esaminatrice era composta dal tenente colonnello di artiglieria Carlo Stewan, dal maggiore Provinciali. dal tenente del genio Luigi Boldrini, dai tenenti in 2~ di artiglieria Giobatta Palmieri e Alessandro Calandrelli e dai professori Feliciano Scarpellini e Paolo Volpicelli.

La Scuola speciale o pratica di Artìglieria Il Regolamento della Scuola speciale, o pratica di Artiglieria, e per /'ammissione dei cadetti in detto Corpo <4 1> dell839, approvato dal cardinale Lambruschini il 16 luglio, prevedeva che la scuola, ubicata in castel Sant'Angelo, istituita per i soli cadetti d'artiglieria dipendesse dal presidente delle armi e fosse diretta dal comandante del reggimento.

40) ASR, Ministero delle Armi. b. l297 ( 1835-1860). 41) ASR. Minisrero delle Armi. b. 1281.- Allegati al cap. Vlll. doc. 5.


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Il regolamento, articolato in cinque titoli (della scuola in generale, dell"ammissione a cadetto d'artiglieria, degli studi, degli esercizi esperimentali, delle promozioni) e ventisei articoli, portava la firma del presidente delle armi Giacomo Amadori Piccolomini. I giovani per essere ammessi in qualità di cadetti, oltre ai requisiti richiesti dalle vigenti norme dei regolamenti militari, dovevano aver compiuti gli studi rettorici e quindi conoscere «le Matematiche pure, e miste, comprensivamente alla Fisica, ed alla Chimica che è quanto gli Alunni dell'Università debbono sapere dopo il terzo Anno di studio nella medesima». l requisiti e il grado di cultura degli aspiranti dovevano essere accertati, mediante esame verbale da una speciale commissione, presieduta dal presidente delle armi e composta dal direttore della scuola, dal professore della materia insegnata, dai due membri del collegio filosofico e dali 'aiutante maggiore con I' incarico di segretario che, al termine del concorso, compilava un rapporto riportante la graduatoria di merito. II 9 settembre erano ammessi 11 cadetti di artiglieria su 27 aspiranti (alla data del I 4 agosto 184 1 f igureranno effettivi al reggimento di artiglieria 8 cadetti). Gli studi avevano per oggetto: « 1o L'applicazione delle Matemalliche e della Fisico-Chimica a tutto c iò che riguarda le

cognizioni dell'Artigliere, cioè avrà per oggetto il calcolo della traiez ione dei proiettili, della resistenza. e forza delle macchine. attrezzi, e strumenti guerreschi etc., nonchè la spiegazione dci fatti, che servono al la Teoria dei fenomeni. relativi alle bocche da fuoco. alle proprietà dei materiali impiegati ne lle cose appartenent i al carradore. all';mnajuolo. al fonditore, al polvcrista. etc. 2° L'artiglieria propriamente detta. giusta il trattato elementare. e pralico di Piobert, aclouato in tutti i Licei militari, col quale si spiegano la fabbricazione delle armi tutte con le loro proprietà, nonchè dei relalivi proiettili, la descrizione, ed uso dei Carri. e Casse. costituenti il traino da Battaglia, d'assedio. e d'equipaggio: l'impiego. e servizio di Artiglieria nelle operazioni di capra, e di forza.»

Le lezioni sperimentali venivano svolte utilizzando gli strumenti del gabinetto del professar Scarpellini, come già in passato, e le macchine e gli attrezzi dell'arsenale del reggimento d · artiglieria. Le istruzioni venivano svolte tutti i giorni della settimana esclusi il giovedì, la domenica e le altre feste di precetto; la durata delle lezioni non doveva essere minore di un'ora. Ogni quindici giorni veniva effettuato un esercizio di ripetizione, due volte l'anno i cadetti davano saggio pubblico dei progressi conseguiti. alla presenza della speciale commissione; alla fine di ciascun anno scolastico aveva luogo un c~m ­ corso per premiare i due più meritevoli.


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GLI ISTITUTI DI EDUC... Z IONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIAU NEGLI ST AT I PREUN ITARJ

All'atto della creazione di una vacanza nel posto di ufficiale nel corpo di appartenenza, i cadetti dovevano sostenere davanti a una commissione un esame teorico-pratico. Il migliore classificato, che desse la certezza di disimpegnare perfettamente qualunque delle attribuzioni richieste a un artigliere, veniva promosso. Il Metodo , e condizioni da osservarsi nell'esame de' Cadetti d' Artiglieria per la loro promozione al grado di Ufficiale, del 1839 a firma dello Stewart, riepilogava e precisava nel dettaglio le modalità per accertare l'idoneità dei cadetti a rivestire i l grado superiore <42l. Queste erano aderenti alle disposizioni contenute nelle costituzioni di Leone XII, comunemente riconosciute dalle parole iniziali Quod di1·ina sapientia, e al dispaccio della segreteria di Stato n. 45768 del 15 giugno 1839, che riportava il Metodo, e condizioni da osservarsi nell'esame de' Cadetti del Genio ond' essere promossi al grado di Ufficiale. L'esame di concorso consisteva in tre prove. L'accertamento verbale verteva su ci nque domande fotmulate, ad arbitrio degli esaminatori, su argomenti attinenti ai cinque punti. elencati nel paragrafo l 0 del documento, che riepilogavano le discipline oggetto d'insegnamento delle scuole; quello scritto invece su due tesi estratte a sorte tra il complesso delle tesi (dieci per ciascun punto) e precisamente una relativa ai primi tre articoli o punti de li ' elenco, e l ' altra agli ultimi due. I candidati, nel tempo di sei ore e senza l'ausilio dei libri, dovevano svolgere i due temi estratti. L'esercizio pratico aveva luogo in campagna e serviva ad accertare l' abilità deli ' aspirante nel maneggio delle artiglierie, della capra e specialmente nel formare una batteria passeggera, eventualmente con l 'uso della tavoletta e del livello. La commi ssione preposta era costituita dal presidente delle armi, dai comandanti dei due corpi facoltativ i, dai professori militari, da due membri del collegio filosofico dell'Archiginnasio romano. Al fine di consentire agli studenti di prepararsi al concorso , un mese prima degli esami la commissione doveva redigere le cinquanta tesi e diramarle agli interessati. L'impostazione della scuola, che non prevedeva una durata definita per i corsi, continuava nel tempo a risentire della mancanza di un preciso indirizzo didattico.

42) ASR , Ministero delle Armi, b. 1281.


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Le lezioni iniziarono nel dicembre del 1839, ma sino all'agosto del 1840 furono impartite solo nozioni di chimica relative alle polveri e al conteggio dei proietti accatastati nelle piramidi di varie forme. Neli' anno scolastico 1840-41 si dettò la teoria del pendolo balistico e del pendolo cannone per la misura della velocità iniziale dei proietti e alcuni paragrafi della storia delle macchine da guerra, tratti dal testo del Piobert. Nel 1841 - 42 fu esposta la teoria del puntamento delle artiglierie e si dettarono delle lezioni sulla teoria generale della resistenza dei materiali e sui principi della balistica nel vuoto. Nell ' anno seguente (184243) fu trattato il moto del proietto nell'aria e si affrontò il trattato di fortificazione del Pagano. N eli' anno 1843- 44 si studiò la penetrazione dei proietti nei mezzi resistenti, i tiri a rimbalzo, la forza assoluta e relativa delle polveri , il rinculo e la velocità dei proietti con varie bocche da fuoco. Nel successivo (1844-45) furono ripetute le teorie studiate nel biennio 1840-42, in quello seguente ancora (1845-46) la teoria delle mine appresa nel 1843-44, e impartite alcune nozioni di meccanica e di fortificazione passeggera, infine nel 1846-47 si affrontò lo studio di alcu ne formule del Poisson , relative agli effetti del tiro sulle differenti parti dell'affusto.

È da rilevare però che l'unico insegnante della scuola, il capitano Volpicelli, era impegnato in moltissime attività, le più disparate, e gli esami annuali non costituivano certamente esempi di serietà<43>. Una relazione presentata nel 1848 alla segreteria di Stato ev idenziava le disfunzioni della scuola. Veniva pertanto interessata la presidenza delle armi affinché adottasse i primi provvedimenti per ovviare alle irregolarità riscontrate: la riduzione del corso degli studi a tre o quattro anni, ritenuti sufficienti per lo svolgimento del programma; l 'esclusione dell ' insegnante titolare dalla commissione esaminatrice di fine anno, confermando la sua partecipazione quale membro della commissione d'esame per le ammissioni dei cadetti; l'obbligo per il professore di presentare, a fine anno e per ogni singola disciplina impartita, una sintesi della materia svolta.

43) C. Montù. op. cit., vol. IV, pp. 1883- 4. - ASR, Ministero delle Armi, b. 128 1. Processo Verbale della Commissione d 'esame della Scuola speciale dei Cadetti d'Artiglieria.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIA LI NEGLI STATI PREUN!TARI

Nel 1844 era stato accordato ai cadetti di artiglieria di accedere all'uni versità in uniforme e spada. Con l'ordinanza del ministro delle armi del 27 settembre 1848 veniva ri s trutturata l ' organizzazione della scuola e riformato il piano degli studi. L'avvento della Repubblica Romana in terrompeva il riordinamento de li' istruzione sia per i cadetti delle tre armi facoltative (artiglieria, genio e marina) sia per quelli delle armi di linea nonché per gli ufficiali del lo stato maggiore. Il decreto del 28 dicembre 1847, aveva modificato parzialmente la legge sull'avanzamento, prescrivendo che per ottenere «l'avanzamento per turno di merito» fosse indispensabile per i cadetti sottoporsi al concorso generale, mentre per ottenere «l'avanzamento per turno di anzianità» fosse sufficiente aver dimostrato una volta di avere la necessaria altitudine. Negli ultimi tre mesi di ogni anno veniva effettuato il concorso generale di tutti i cadetti delle varie armi. ln funzione dei risultati, quelli che si erano particolarmente distinti venivano promossi sottotenemi a mezzo soldo per poi passare effettivi per turno di merito al crearsi delle vacanze. Invece coloro che erano stati riconosciuti semplicemente idonei accedevano al grado per turno di anzianità. Quei cadetti che ricusavano di assoggettarsi al concorso perdevano il diritto ali ' avanzamento per turno di merito. Rimaneva ferma nella promozione a ufficiale la suddivisione in terzi delle vacanze. Era previsto che la prima aliquota fosse Iiservata ai cadetti, la seconda ai sottufficiali e che per la terza, cioè quella a scelta, venisse osservata l 'alternanza di un turno ai cadetti e uno agli aiutanti sottufficiali. In quest'ultimo caso godevano del beneficio quei cadetti che nel concorso generale annuo davano un saggio superlativo di merito e si presentavano con un curriculum di ineccepibile condotta; per i sottufficiali , invece. il merito era definito dall ' anzianità unitamente alla capacità e alla buona condotta dimostrate in servizio.

4. L'ISTITUTO PER l CADETTI DELLE TRUPPE PONTIFICIE Con un ordine del20 maggio 1854, il Ministero delle Armi annunciava la creazione di un collegio per i cadetti delle varie armi. Il fine che lo Stato della Chiesa si proponeva con tale istituzione era precisato nel testo: «Intenta mai sempre la Santità di ostro Signore a dotare l'Armata di utili inst ituzioni ha dovuto conoscere nell'alta Sua Sovrana penetrazione la


Gli ISTITUTI MILI'rARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO

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conveniente necessità di venire di nuovo alla creazione dei Cadetti, per procurarsi così anticipatamente un semenzaio, da dove ricavare in parte ed ali' opportunità di vacanze, educati, istruiti e buoni Ufficial i per le varie Armi e Corpi delle Truppe di Linea». Dopo una serie di vani tentativi, che videro l'insuccesso di tutti gli istituti costituiti, i responsabili militari sceglievano per la nuova scuola un'organizzazione ampiamente collaudata in altri Stati. Essa veniva forse concepita ispirandosi al modello del Liceo Militare Arciduca Ferdinando. La segreteria di Stato e la presidenza delle armi, in passato, erano state attente a quanto veniva realizzato in campo scolastico militare nella vicina Toscana. Lo testimonia la frequente citazione nei documenti dei libri di testo in uso negli istituti militari granducali e la loro adozione. Con l'ordine del giorno n. 13 del 24 marzo 1855 veniva emanato il Regolamento del Ministero delie Armi per i Cadetti<44) delle truppe pontificie. Tale provvedimento, a firma del ministro delle armi Filippo Farina, dava inizio al riordinamento dell'istituto dei cadetti d eli' armata pontificia. Il regolamento composto da ottantasette articoli, era suddiviso in due parti: la prima considerava l'ordinamento, gl i allievi, gli stud i, le disposizioni varie; la seconda l'amministrazione e la matricola. L'istituto di reclutamento per gli ufficiali delle am1i di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio era posto alle dirette dipendenze del ministro stesso. il quale per l'attività ispettiva poteva avvalersi di un generale o di un ufficiale superiore. L'organico prevedeva anche un direttore dello stabilimento, due ufficiali di grado inferiore, un cappellano e un ufficiale medico, un incaricato dell'amministrazione nominato dal ministro, un aiutante sottufficiale e w1 sergente maggiore. li personale di inquadramento, inoltre, era integrato da un sergente foriere, quattro sergenti e sei caporali facenti funzione, tratti dai cadetti particolarmente distintisi per grado d'istruzione, capacità, impegno e per anzianità di servizio. La commissione amministratrice era composta dal direttore, da uno degli ufficiali, designati a turno, e dal l'incaricato.

44) ASR. Biblioteca. Raccolta delle Leui e Rejio/amenti dello Stato Pontificio, F/1 XXXIV. - Allegati al cap. Vlll, doc. 6.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITA RI

Gli allievi erano inquadrati, per il buon governo disciplinare, in due sezioni, ciascuna comandata da un ufficiale coadiuvato da due cadetti con funzione di sergente; le sezioni erano a loro volta articolate in due o tre squadre poste sotto la responsabilità di un cadetto con il grado di caporale. La ripartizione dei cadetti per quanto concemeva gli studi era fatta per classi o anni di corso. Per ottenere l 'ammissione i giovani dovevano avere una età compresa tra i 16 e i 22 anni compiuti e possedere i requisiti previsti dal biglietto del 2 dicembre 1835. Il corso ordinario degli studi era previsto in «tre anni o comunque non minore di due». Alloro ingresso nella scuola i cadetti sostenevano un esame per l'accertamento del loro grado di istruzione e sulla base dei risultati venivano assegnati alla classe e all'anno di corso più rispondenti. Le materie di studio previste erano: « l) Esercizj di alcuni metodi di calligrafia per migliorare il carattere, e l'ortografia, in chi ne ha d'uopo. 2) Grammatica di lingua italiana e buon stile di scrivere. 3) Elementi di algebra, geometria e trigonometria. 4) Disegno lineare. 5) Principj di topografia e di fortificazione passeggera. 6) Elementi di geografia e di storia, e più particolarmente di quella patria. 7) Grammatica e lingua francese. 8) Esercizj militari tanto teoricamente che in pratica di quanto comprendesi (per i cadetti assegnati alla fanteria) nelle scuole del soldato, del plotone, dei bersaglieri, e del battaglione. 9) Istruzione del tiro, della nomenclatura delle armi portatili, maniera di smontarle e rimontarle e metodi per pulirle e conservarle. 10) Istruzione sui vari regolamenti del servizio interno, del servizio delle piazze e del servizio in campagna. Il ) Istruzione su li 'amministrazione e contabilità militare e sul regolamento penale militare. 12) Un compendioso corso di tattica militare. Finalmente per taluni giovani che vi hal1Jilo particolare disposizione e sono designati al servizio speciale della cavalleria, artiglieria o del genio,


GLI ISID'UTl MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NELLO STATO PONTIFICIO

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dovrà loro farsi rispettivamente apprendere la cavallerizza, le matematiche superiori, l 'architettura militare ecc.» Era impartita altresì un'istruzione morale e religiosa. Le lezioni erano tenute parte nell ' istituto e parte nelle pubbliche scuole, licei e università. Compiuto il corso delle matematiche pure e miste i cadetti di artiglieria e genio erano ammessi alla Scuola speciale per i Corpi facoltativi già istituita con i regolamenti e le disposizioni in vigore. Le istruzioni di fanteria, seguite dalle maggior parte degli allievi, venivano svolte all'interno dello stabilimento-militare mentre i designati per i corpi special i erano inviati presso i rispettivi corpi per le esercitazioni d'arma. Era inoltre previsto lo svolgimento delle attività ginnico-sportive che comprendevano la scherma, il nuoto, gli esercizi ginnici e le passeggiate militari in campagna. Queste ultime, improntate a carattere militare, avevano luogo soprattutto nei giorni di vacanza e si proponevano di addestrare i cadetti all'esercizio della stima delle distanze ed erano normalmente abbinate a istruzioni scientifiche. In particolare i designati per la cavalleria e l 'artiglieria effettuavano le passeggiate con il corpo di appartenenza. Durante il corso, su approvazione del ministro, erano ammessi i passaggi degli allievi da un'arma a un'altra, qualora fossero state accertate in loro particolari attitudini e capacità. Annualmente i cadetti sostenevano un esame teorico e pratico dinanzi a una commissione mista composta da ufficiali e da professori: i primi esprimevano un giudizio di idoneità per le materie militari, gli altri per le discipline scientifiche. L'esito degli stessi, unitamente alle note di comportamento e impegno, concorrevano alla formazione di una graduatoria di merito. La classificazione per la scala di merito era prevista soltanto per coloro che avevano compiuto il secondo anno di studi poiché il primo anno era considerato alla stregua di un esperimento. Compiuto il corso degli studi prescritto, i cadetti giudicati idonei venivano assegnati ai corpi, preferibilmente in quelli di stanza a Roma, «per raggiungere le loro cognizioni pratiche alle teorie già apprese». I cadetti destinati a prestare servizio attivo nei reparti esercitavano le fun zioni di sergente o maresciallo d'alloggio, di furiere o anche di sergente maggiore o maresciallo capo, a seconda delle loro capacità. Erano chiamati a svolgere, dopo aver assolto gli incarichi dei gradi inferiori, anche le funzioni di aiutante sottufficiale o di ufficiale.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'f F Ot FOR.\1AZI0"E PER UHt<:t.\Lt 1\EGU STATI PREU ' rt \RI

Quelli del corpo del genio, se giudicati alt i, potevano essere impiegati nella sorveglianza e nella direzione di lavori sotto la guida di un ufficiale. Durante tale periodo rimanevano effettivi alla scuola. Per quanto concerneva le promozioni il regolamento prevedeva che un terzo dei posti resisi vacanti per sottotenente (tenenre in 2° per i genieri) e a disposizione dei cadetti, venisse assegnalo. qualora ritenuti idonei, per turno di anzianità. un altro terzo invece riservato a scelta per co lo ro che si fossero particolarmente distinti negli esami annuali di esperimento. Nessuno poteva essere promosso ufficiale se non aveva prestato servizio per almeno tre anni. compresi quelli trascorsi presso l'istituto. A conclusione della disamina si riportano alcune informazioni di un certo interesse. Ciascun cadetto dal g iorno della sua ammissione allo stabilimento riceveva dal governo un soldo m ensile di sei scudi c trenta baj, che unitamente ai sette scudi e trenta baj a l mese che la famiglia doveva versare anticipatamente ogni trimestre all'amministrazione della scuola, erano devolute per le spese del uo mantenimento. con l'esclusione di trenta bajocchi mensili da ver are alla «cassa di giubilazioni c pensioni pel godimento dei bencfizj, in conform ità della legge relativa del 16 aprìle 1844». Il regolamento prescriveva che i cade !l i fossero soggetti alle p un izioni disciplinari previste per gli ufficiali. Si trascrive, infine, la

«Tabella descrittiva del l'itro giornaliero assegnato ai cadefti DISTINTA DEl GENERI

OSSERVAZIO ' l

COLEZlONE

l 0 Nei giorni nei qua li è vietato l 'uso delle carni. si sostituiranno cibi di magro in proporzione.

Caffè e latte con pane ovvero un pane ed un bicchiere di vino

PRA:'>JZO Mine~tra. variabile

Bollito di manzo con contorno Pietanza, variabile Frutti Vino in ragione di una fogliella per testa Pane nella quantitil occorrente

CE:-. A insalata o 1uppa Un piatto variabile, o anche semplic i salati Vino, una foglietta come la mattina Pane come la mattina

2° ei giovedi sarà ~ommi­ nistrato un amipa~to di salati, e nelle fc~tc o un 3° piatto od un piatto dolce. 3° Nei giorni di digiuno per chi ha compito gli anni 2 1 la co lezione consisteri1 in ~em­ pi ice caffè o mj~chio. c nel la refe Lione della .,era saranno apprestati cibi di streno magro nella quantità per· messa dalla consuetudi ne.»


GLI ISTIR TI \11LITARI DI l:Dlt"·\LIOJI.E E fORMATIVI 'lfiiO ~T\10 PO' TIFICIO

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Le modifiche del 1858 e le s uccessive 1118 gennaio 1858 veniva approvata dal papa Pio IX la riforma al regolamento del collegio dci cadèlli. a firma del cardinale Giacomo Antone lli. Le principali varianti prescritte dalle Mod!flcazioni da apportarsi al Re[!.o/amento pei Cadeffi. emanato i/24 Marzo 7855 <4 5) vertevano sui limiti minimi e massimi d'età, portati rispettivamente a quattordici e sedici anni, sulla durata dei corsi e sui programmi di studio. sulle disposizioni di caratrere generale e particolare attinenti alla vita d eli ' istituto e degli allievi. Il titolo di studio richiesto per l"ammissione era l"equivalente della classe denominata umanità. Veniva precisato inoltre che l 'esame per accertare le cognizioni individuali all'atto dell'ammissione doveva aver luogo solo una volta all'anno, prima dell'inizio dell'attività sco lastica. Il corso format ivo prevedeva un ciclo di quattro anni destinato agli studi letterari, scientifici e teorico-pratici militari, e precisamente: l 0 anno: Storia univer!>ale. geografia e cronologia, algebra e geometria, ane di ragionare. principi di filosofia morale. lingua francese. calligrafia e ginnastica; scuola del soldato. del plotone dei bersaglieri. nomcnclatura delle anni portatili e regolamento per la loro conservazione_ amministrazione. 2° anno: Storia universale , fisica, introduzione al calcolo sublime e principi di calcolo differenziale e integrale, disegno e scherma; scuo la del battaglione. servizio interno (fino al grado di tenente) regolamento ~ul tiro. amm inistrazione. 3° anno: Storia universale. eloquenza, meccanica. idraulica e geodesia. regolamento di giustizia criminale e di'>ciplina militare. disegno. schenna; cavallerizza: servizio di piazza e di compagnia. amministrazione. 4° anno: Storia e geografia politico-militare-civile-religiosa dello Stato pontificio, istruz;ione scientifica sul tiro delle armi portatili, topografia e fortificazione passeggera. disegno: cavallerizza; evoluzioni di l inca o istruzione teorica di cavalleria, tattica militare. A fattor comune. per i quattro anni, erano programmati esercizi pratici s ul terreno.

45) ASR. Ministero delle Armi. b. 11 44. - Allegati al cap. VIli. doc. 7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA7 10-.;E F DI FOR-\1A210" E PER UFFICIALI !>EGLI STATI PRf.l 'IITARI

Le proposte per l'assegnazione dei cadeui ai corpi del genio, dell'artiglieria e della cavalleria venivano fatte dalla commissione di esame sentiti i pareri del direttore d eli' istituto, dei professori e dei maestri insegnanti. Qualora ne avesse manifestato il desiderio, un cadetto poteva con il giudizio favorevole dei professori, essere assegnato alle armi facoltative. l cadetti del genio proseguivano il corso di studi per conseguire la Matricola di Ingegnere, quell i d'artiglieria, al termine del terzo anno, frequentavano la scuola speciale di applicazione che prevedeva un ciclo biennale: 4° anno: Storia dello Stato pontificio. balistica. topografia e fortificazione passeggera, architetrura; cavallerizza; evoluzioni di linea, tattica militare, manovre di artiglieria. 5° anno: Macchinario per le bocche da fuoco, artifizi di guerra; cavallerizza; esercizi pratici di artiglieria, manovre di artiglieria. Sempre al termine del terzo anno venivano scelti i cadetti da assegnare alla cavalleria in base al grado di destrezza dimostrata al maneggio. La graduatoria di merito veniva formata quando i cadetti avevano compiuto l'intero corso di studi previsto per le singole armi alle quali erano destinati, a eccezione di quelli del genio, i quali vi erano iscritti di diritto all'atto dell'ottenimento della matricola. Oltre all'esame finale erano prescriui tre accertamenti annuali: alla fine di aprile e di agosto verbali. su argomenti relativi al programma svolto nel quadrimestre, in dicembre esami scritti e orali a carauere generale. La commissione era formata da un presidente, da quattro ufficiali e da quattro professori. Assistevano alle prove, senza diritto di voto, tuui i professori, gli istruuori c i maestri dell'istituto. Il periodo di permanenza nella scuola non era più valutato come assimilabile a ~ervizio prestato e. poiché erano cons iderati degli studenti, gli allievi non percepivano più il contributo dello Staro per il mantenimento. Pur tuttavia erano elargite delle mezze pensioni (otto piazze) c delle pensioni gratuite (quattro piazze) per gli alimenti a favore dei figli degli ufficiali benemeriti, degli impiegati assimilati al rango di ufficiale e degli orfani appartenenti alle citate categorie. Per quanto concerneva l 'avanzamento al grado di sottotenente (tenente in 2~ nei corpi che per la loro formazione organica non avevano i sottotenenti) i due terzi delle vacanze erano accordati alternativamente a un sottufficialc e a un cadetto. secondo la progressione determinata dall a


GLI ISTITim MTI !TARI DI FOUCA710NF E FOR"'ATIVI '\ELLO STATO PONTIFICIO

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scala di merito, l 'ultimo terzo, devoluto alla scelta del governo, era accordato indistintamente a un cadetto o a un sottufficiale tra «coloro che avevano maggiori titoli di considerazione». In appendice alle modificazioni da apportars i al regolamen to erano allegate le disposizioni transitorie. Stabilivano che i cadetti già iscritti nei ruoli non erano soggetti alle nuove norme e pertanto conservavano la loro anzianità. Inoltre precisavano i correttivi per temperare la parziale retroattività del nuovo provvedimento. Da un registro. ritrovato neWarchivio, è stato possibile desumere le materie d· esame cui erano stati sottoposti i cadetti al termine del corso di studi dell'anno 1862 (46 >: storia universale, geometria, eloquenza, meccanica e balistica, disegno, istruzione teoretica del tiro c principi di fortificazione. topografia, evoluz ioni di linea, tattica militare, scuola di battaglione, regolamento del servizio interno, regolamento de l tiro, regolamento di giustizia, amministrazione militare, scherma. Le discipline impartite non erano riferibili ad alcuna classe di quel le previste dal regolamento, bensì a un ipotetico terzo o quarto anno. l'\el Riassumo generale dimostrativo degli esami del 1862 non figuravano più gli allievi della prima classe. segno che già si pensava di sopprimere la scuola e di inviare i cadetti ai reparti, come infatti avvenne. Dalle Rassegne periodiche (47 > risulta che durante il1862tutti gli allievi passarono a disposizione dell'artiglieria. Dall 'annuario militare pontificio dell 'anno 1865 s i apprende che il co llegio aveva cessato di ricevere gli alunni dopo le promozioni del 16 gennaio 1863. Inoltre una disposizione del 20 gennaio 1863 recitava(48l: «La destinazione data a ciascuno dei cadetti componenti il collegio militare rende inutile la presenza de l per. onale addetto a questo stabilimento. l diversi militari che ne facevano parte riprenderanno perciò il loro po to rispettivo nei corpi a cui appartengono o passeranno in attività di servizio». Il numero degli allievi delle varie armi presenti complessivamente nel collegio nel periodo compreso tra il 1856 e il 1860 assommava mediamente a trenta unità o poco più, con un massimo ne l 1860. Le presenze diminuivano quindi progressivamente nel tempo sino a tredici nel 1863.

46) ASR. Ministero delle Armi. b. l 144 e 1688. Riassumo generale dimostrativo dei punti di merito riportati da ciafCUIIO dei Cadetti nell'esame annua/l'. 47) C. Montù. op.cit.. vol. IV. pp. 189t-2. 4t!) C. Montù. op.cit.. vol. IV. pp. 1890-l.


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Gli ISTITUTI DI tDLCA710'- C E DI FORMALJON~ PER lFFI("I/11 1 i'oF(òl l STATI PR ECK!TARI

L' adozione dell'esperimento della nomina a sottotenenre di artiglieria di giovani non appartenenti alla milizia e la riduzione. al termine della campagna del 1860. dell'entità numerica del! 'esercito pontificio avevano consigliato l'abolizione dell'istituto e l'invio dei cadetti ai corpi . I candidati con la nuova modalità di reclutamento dovevano sottoporsi, come precisato dal Giornale di Roma del 21 maggio e 2 giugno 1860, a un esperimento «sulle belle lettere. di!>cgno di architettura. fisica. chimica. e matematiche pure e miste, onde ba~are le proposte per le corrispondenti nomine». concretato poi in un «esame preparatorio: composizione scritta in lingua italiana. latina ed in qualche lingua straniera. calligrafia. disegno di figura, di paesaggio e lineare; esami verbali: aritmetica, algebra e geometria. elementi di fisica e di chimica, nozioni generali di storia e di geografia». Gli aspiranti in possesso di più vaste cogniz ioni di scienze fisiche, matematiche e arch itettoniche potevano sostenere un esame supplementare. Tal i prove complementari costituivano titolo di merito. Agli idonei veniva concessa una nomina temporanea <>enza hreretro e in tale veste partecipavano alle esercitazioni con il plotone della scuola di artiglieria. con l'obbligo della subordinazione agli istruttori sottufficiali. Il corso aveva la durata di sei mesi. Coloro che superavano le prove teorico-pratiche finali sulle manovre, sui regolamenti e sulle altre materie d'insegnamento entravano nel servizio, gli altri erano obbligati ari petere l'esperimento. L'esercito pontificio, sebbene nel quinquennio precedente al 1870 fosse riuscito a ricostituirsi s ul piano morale e professionale. non era ovviamente in grado di oppors i a quello italiano. Inoltre il papa. incautamente cullato dall'illusione che in caso di necessità avrebbe avuto l'aiuto di eserciti esteri c che comunque lo Stato sabaudo non avrebbe osato porre termine al potere temporale, aveva trasfusa questa speranza nei quadri e nella truppa della sua milizia. Finiva così il potere temporale della Chjesa.


CAPITOLO

IX

GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE


GLI ISTITLII MILITARI DI EOUCA710NE E FORMATIVI 'IEL REG"O DELLE DlE SICILIE

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l. LE ISTITUZIONI MILITARI DEL REGNO DELLE DUE SIClLIE

Dopo due secoli di dominazione spagnola e austriaca il Mezzogiorno riacquistava nel 1734 la sua indipendenza politica. Benché Carlo di Borbone avesse restaurato la monarchia impadronendosi del regno con l' aus ilio delle truppe spagnole e italiane, volle provvedere alla difesa del suo Stato con un esercito co tituito in gran parte su base nazionale. Contale istituto tendeva a rin aldare, se non a formare, una coscienza morale e politica unitaria nei popoli meridionali e a rides tare lo spirito militare.O > La fisionomia del nuovo esercito conservava però di fatto una accentuata impronta ispano-italica. prova ne sia l'Ordinan:a in cui erano prescritte le norme per la costituzione dei vari corpi redatta sulla falsariga di quella spagnola del 1728. Una cura particolare veniva posta nel riordinamento delle forze armate, per la lungimiranza dei provvedimenti di carattere organico e tecnico, nell'allestimento dei materiali e neJia riorganizzazione dell 'artiglieria<2). Con il regale dispaccio del 25 gennaio 1782<3 > re Ferdinando IV, conscio «che ogni cittadino è un difensore nato della sua Patria, e del suo Re; che il suo primo dovere è il prendere le armi contro al nemico dell'una, e dell'altro; e che istruirlo ne' militari esercizi, altro non è che disporlo, e render lo atto ali 'adempimento di questo dovere comune», ripristinava l'antica istituzione della Milizia Provinciale, creata con l'ordinanza del 5 luglio 1749. L'organico della milizia provinciale prevedeva la costituzione di centoventi compagnie, ciascuna composta da centoventicinque uomini. li personale doveva essere reclutato nelle varie provincie, in proporzione all'entità della popolazione, e in ciascuna univers ità in relazione al numero dei frequentatori e inquadrato, a livello compagnia. da capitani; più compagnie erano poste alle dipendenze di ufficiali superiori e l 'intera milizia sotto la respon abilità di un generale. Erano ammessi di preferenza i volontari, non poteva però essere scelto «chiunque abbia l'età minore de' diciotto anni o maggiore de' trentasei; chiunque si trova indiziato, o processato per deli tti; chiunque sia dalle leggi riputato infame per delitto, o per mestiere».

l ) F. Trinchera, Degli Archil·i Napoletani. p. 643.

2) C. 'v1 onrù. StOria deii'Arri!llieria Italiana . pane l. vol. Il. p. 1190. 3) ASN. Reali Dispacci. vol. 7. pp. 166-7.


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GLI ISTITI;TI DI EOlC\/IONF E 01 FOR~IAZIO'>F PFR li'FI('I,\LI l'EGLI STATI PREU'>IT'oRI

II cittadino iscntto nel Ruolo Militare vi doveva permanere per dicci anni: veniva chiamato ~ono le armi per le istru zioni militari, per la durata di otto giorni, in occasione delle rassegne annuali programmate nella stagione meno adalla ai lavori della campagna. l componenti della milizia percepivano durante il richiamo «l ' istcsso Prè<4 >, ed il Pane solito, che viene somministrato ad ogni soldato de' nostri Reggimenti di Fanteria», inoltre godevano, unitamente ai propri familiari e finché rimanevano nella condizione militare, di taluni privilegi. Ne l 1784. l'esercito. c he ammontava a 33.000 armati, era costituito, ol tre che dalle militie provinciali, da reparti di: fanteria con 13 reggimenti italiani, 6 spagnoli e 4 stranieri: cavalleria con una guardia del corpo. 4 reggimenti di cavalleria leggera e 4 di dragoni : artiglieria con 13 compagnie di bombardieri e l compagnia di minatori; genio militare con un corpo di ingegneri composto da soli ufficiali. Su proposta del brigadiere de Pommereul. ispettore della reale artiglieria, il 26 dicembre 1788 l'artiglieria veniva riordinata. sul modello francese, c fusa con il genio sotto la denominazione di Corpo Reale. costituito dai reggimenti re e regina (4 battaglioni). Che i soldati fossero sovenre distolti per compiti non proprio istituzionali emerge chiaramente dal dispaccio dell'8 luglio 1786<5 l di cui si trascrivono alcuni passi significativi: «Considerando il Re, che uno degli efficaci meZLi da conservare nell ' esercito l'esatta disciplina sia questo di tener lontani i soldati dalle occupazioni aliene dal mestiere dell'arme, c di ridurre la loro attenzione in quanto è possibile al punto assunto delle cose guerriere» e conc lude «è venuta Sua Maestà in sovranamente a risolvere, stabilire. e comandare. che da ora in avanti dalla guarnigione non s i concedano a~solutamente salvaguardie. ordinanze, a verun arrendamento, affinatore . o altro soggetto, che anche con tirolo di concessione di contratto, o di qualsivoglia motivo pretendesse, c di averne, e doversene prevalere e mantenere la truppa nel vero suo servizio». La truppa poteva pertanto venire impiegata in compiti non d'istituto «ne' soli casi di urgenza c di necessità, e non partecipi affatto delle funzioni de· Birri. e sostituti : la qual protezione nelle accennate urgenze debba eseguirsi sempre secondo la forma e le regole di guerra, come se fosse parte integrante di militar ~crvi ti o>> .

-l)

Prè o pre1 era il pagamento anticipato. di norma a cinquina. fatto ai ~o Ida ti di una parte del loro ~oldo.

5J AS'-., Rea/ Camera di S. Chiara. Di'>pacci in copia di guert<l, 'ol. 2.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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È però da rilevare, in merito al reclutamento nazionale, l 'aspetto estremamente negativo rappresentato dalla riluttanza dei popoli meridionali di quel tempo ad assoggettarsi al servizio militare sia volontario, sia imposto con la coscrizione, anche perché la diserzione(6l era agevolata dalla larga possibilità offerta ai renitenti di darsi eventualmente al brigantaggio o di fuggire in altri territori del regno. in particolare in Sicilia. Il reclutamento dei soldati, regnando Ferdinando IV, lasciava a desiderare perché «spesso i rei, e di misfatti più infami, si condannavano al militare; e più spesso mutavan in soldati i galeotti e i prigioni, tale era lo stato militare nell'anno 1780»(7) e non mutò in seguito, né con l"avvento di Giuseppe Bonaparte né con quello di Gioacchino Murat. Nonostante ciò non mancarono in verità, nel corso della storia del Regno di Napoli, luminosissimi esempi di condotta valorosa e vittoriosa dati dalle truppe delle due Sicilie. Dopo la restaurazione l'esercito napoletano, se si eccettua la crisi conseguente alla rivoluzione costituzionale, conosceva un periodo particolarmente felice divenendo, nonostante fosse incrinato dalle difficoltà e dalle contradd iz ioni della politica borbonica. per la particolare cura posta nella sua organizzazione e per la sua consistenza numerica, un apparato militare effìciente non inferiore a quello piemontese. Dal 1849 però, sia per il suo impiego in attività repressi ve, che u·asformava un esercito composto prevalentemente da professionisti in un corpo di polizia, sia per l'esodo di molti ufficiali non più disposti a seguire il proprio sovrano che aveva abbandonato la causa nazionale, veniva condizionata la sua capacità operativa. A ciò si aggiungeva la tendenza a trasformare questa organizzazione in rifugio per le masse di disoccupati, di fannulloni, di spostati, «in un grande ente di sussidio per la disoccupazione» <8 l e nell'ambito più propriamente militare a limitare l'addestramento alle istruzioni c alle evoluzioni di piazza d'armi. L'esercito borbonico era ordinato sul modello francese e il suo nucleo fondamentale costituito da 6.000 mercenari svizzeri, austriaci e bavaresi.

6) Nei secoli XVI!T e XIX la diserzione era diffusi ss ima in tutti gli eserciti italici. 7) Nel 1790 su25.000 soldnti nornillali so lo 15.000 erano m il iwi di fauo di~poni b ili. dei quali 7.000 erano wizzeri o macedoni; la Mili:ia provinciale di fallo era priva di al· cuna is truzione mil itare. ( P. Col letta, Stvria del Reame di Napoli dall734 a/1825).

8) P. Pieri. Swria militare del Risorximenw, p. 658.


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uLI ISTITUTI DI EDUC"AZIONF E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI 1'-EGLI STATI PREU:-<ITARI

Nel 1859, aveva in tempo di pace una forza valutabile in circa 98.369 uomini e 10.652 cavalli e in caso di guerra, 143.341 uomini e 22.421 cavalli su una popolazione di 9.100.000 abitanti<9>. Nonostante l'orientamento a impiegare in misura crescente capi e gregari stranieri allorché sì verificavano infiltrazioni ideologiche liberali e progressiste nei reparti a reclutamento nazionale, l'armata, all'atto del suo impiego, non assic urava né sufficienti garanzie di fedeltà né di operatività poiché «un terzo almeno dell'esercito scompariva nelle retrovie o esisteva su i libri paga»< IO>. A conclusione di questa sinte i sull"eserciro borbonico è opportuno riportare i giudizi del generale Edoardo Scala e del gene rale Saverio P ianell che riassumono di fatto la realtà di questa istituzione, con particolare riferimento al periodo ottocentesco0 1>. <<Del piemontese ben diverso - se non per la forza numerica. per gli speciali scopi ai quali doveva servire - era l 'e~ercito napo letano. Nato, infatti, dalla fus ione di due eserciti dive rs i c già seg uaci di due Cause asso lutamente contrarie: riorganizzato. come quello toscano. da un generale au~triaco e con sistemi austriaci. l'eserci10 napoletano, ben !ungi dal potersi considerare naLionale. era esclusivamente dinaMico, destinato soprattutto a sorreggere il trono dei Borboni ed a rispondere, in special modo, alle esigenze della politica interna c de li 'ordine pubblico. Né di ciò si può meravi gliare. ove si pensi alla ben diversa si tuazione geografico-politica del Regno delle due Sicilie rispetto a quella del Regno Sardo cd alla conseguente diversa mi!>)ione storica di questi due Stati nella Penbola.»

Scriveva il Pianell sempre a propos ito dell'esercito napoletano: «L ungo )arcbbe esporre quale fosse l'opera assidua e pote nte del Re Ferdinando Il. il quale. nell'organizzare l'esercito, non ebbe altro fine che di formare una casta a parte nel paese. che dipendesse direttamente ed esclusivamente dalla sua persona, non riconoscesse altro comando che il suo, non avesse altro sentimento che quello di un servite, interessato attaccamento a lui··. L 'esercito doveva essere dedito ed utile a due cose: la prima a schiacciare. per forza numerica e potenza di meui. qualunque movimento interno; la seconda a far bella mostra di sé nelle parate e nelle processioni e talvolta anche sul campo di manovra.»

In merito ali 'estrazione sociale deg li uffi ciali borboni ci del secolo XVIII si cita il dispaccio del 25 gennaio 1756( 12> con cui il re, nel con fermare

9) J da t i sono desunti da l Riassunto 11enerale delle forze miliwri italiane dell'anno 1858

riportati dalla citata Ril•ista Milirare Italiana. 1906 e coincidono con quell i profferti dall'Annuario Statistico Italiano del 1857-58. l 0) G. Rochat -G. Massobrio. Bren• sroria dell'Esercito iwliano dal 1861 al l 943. pp. 21-2. I l ) E. Scala. Storia delle Fanrerie italiane, vol. Ili , pp. 240-1. 12) A. De Sariis, Codice delle Leggi del Regno di Napoli.libro VII. 1. V. pp. 265-7.- Allegati al cap. IX. doc. l.


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quanto già stabilito nel passato, sanciva tassativamente che la condizione di aristocratico era un requisito indispensabile per i cadetti che desideravano percorrere la carriera delle armi nelle truppe in ordine al reparto di assegnazione. Gli appartenenti alla nobiltà generosa dovevano servire nei reggimenti provinciali ossia nazionali, corpi che per tradizione annoveravano alfieri e capitani di tale retaggio; i nobili della nobiltà di privilegio negli altri corpi di fanteria, di cavalleria e dei dragoni; nelle rimanenti truppe, infine, poteva servire la nobiltà legale o civile. Con il dispaccio del 20 giugno 1763 la Rea/ Camera di S. Chiara, quale tribunale competente, era preposta per accertare se i postulanti fossero o meno in possesso dei requisiti necessari per essere considerati membri di diritto della nobiltà generosa e ne riferiva in merito al re, tramite la segreteria di gueJTa. T nobili generosi potevano entrare nei corpi all'età di 8 anni, quelli della seconda classe o della nobiltà di privilegio, che avevano ottenuto la reale dispensa per la loro minore età, ali' età di 14 anni, acquistando da tale data l'antichità o anzianità; per la terza classe o nobiltà legale o civile l'ammissione era prevista a 16 o a 18 anni, a seconda dell'estrazione sociale e sempre che fossero «Cajpaci di meritarla, ritrovandosi adornati della corrispondente buona disposizione, educazione, e costumi». Alcune modifiche e precisazioni in merito alla nobiltà generosa venivano apportate successivamente con i rescritti del 24 luglio 1758 e del 20 giugno 1763. Con dispaccio del 24 febbraio 1779( 13) veniva prescritto che in avvenire nel Battaglione Rea/ Ferdinando ci fossero solamente cadetti «in persona sempre de' Figli della Primaria Nobiltà dei suoi due Regni» e che i primogeniti fossero promossi capitani nello stesso rea! battaglione, mentre i secondogeniti a capitani nei reggimenti nazionali per consentire loro in futuro di diventare colonnelli dei reggimenti. Nel successivo dispaccio del 28 marzo 1779 veniva dichiarato: <<vuole il Re che per fig li de lla primaria nobiltà Napolitana s'intendano solo i figli di quelle famiglie Napolitane, le quali sono ascritte a sedili di questa Capitale. ed i figli de' suoi Gentiluomini di Camara: ed acciochè in successivo tempo su di ciò accada mai alcuna

13) ASN, Rea! Camera di S. Chiara. cartone XXVII (dispacci in copia di guerra) e voli. l e 2.


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GLI ISTITLrl DI l:DL.CA410l'-é L DI FORI\!AZIO:'>E PER UI-FICIAII l'EGU STATI PREU:-IITARI

dubbie.ua. o ahercanto delle ~udde11e due classi. dichiara e vuole pure la Maestà Sovrana che per figliuoli primogcmu non s' intendono già i priminati di qualunque Cavaliere:. ma :.olo i priminati di coloro i quali sostengano e rappre~cn tano il titolo, e Stato feudale della propria Famiglia, o primonati di coloro. che quantunque ~c<.:ondogeniti. per nascita sono pervenu ti poi a :.oste ncrc c rappresentare il titolo. e Stato feuda le di una nuova seconda cosa in tutto distinta e separata dalla prima.>>

Veniva in un secondo tempo stabilita, con dispaccio dell'8 luglio 1786 l 'estensione di tale riconoscimento a tutti i nobili del Regno delle due Sicilie e non più solo a quelli della capitale. ella seconda metà del secolo XVIII gli ufficiali dei sol i reparti nazionali erano reclutati esclusivamente tra la nobiltà e. in particolare, anche quelli delle armi facoltative, a differenza di quanto si verificava nella quasi totalità degli altri e!.erciti italici se si eccettua forse quello della Serenissima. La partecipazione del ceto sociale più elevato del tempo alla milizia assumeva quindi connotati di particolare rilievo. In tale periodo, tuttavia, la presenza di uno sparuto gruppo di ufficiali napoletani nell'armata era da imputare fondamentalmente al ritardo posto nel provvedere alla formazione di un congruo numero di quadri c alla tendenza. generalmente diffusa tra i regnanti non autoctoni , ad arruolare nel proprio esercito reggimenti mercenari stranieri organici. Solo con le disposizioni borboniche del 19 maggio 1800( 14 ) mutavano le modalità di reclutamento per gli ufficiali: «secondo gli ultimi ordini generali, sono abilitati ad ascendere al posro di Uffiziali gli Ajutanti, i Cadetti. i Bassi-Ufiziali. i Soldati privilegiati. cd i semplici Soldati ancora per come si è accennato di sopra perciò conv iene che nella Ordi nanza della suddetta Reale Accademia si stabili sca il metodo come. e quando. e con quale regola di proporzione possano promuoversi ai posti di Ufizial i gli Alunni della Reale Accademia. c gli Ajutanti. Cadeui. Bassi-Ufiziali. Soldati privilegiati. e Soldati semplici dell'Esercito, ed in qual modo. e da chi dehbano farsene le proposte a sua Maestà». 2. LE ORIGINI DELLA REALE ACCADEMIA MILITARE Re Carlo, accingendos i alla difficile opera di costruzione di un esercito nazionale e considerando insopprimibile l'esigenza della formazione dei quadri, in particolare degli ufficiali delle armi di artiglieria e del corpo

14) AS:\. Segrettria antica clt Guerra e Marina. r~. 703.


GLI ISTITUTI M ILITARI DJ EDUCAZIONE E FOR'Vf,\TIVI 1'1;1. REGNO DFL.l.E DCE SIC'TUF

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degli ingegneri militari o del genio, istituiva delle scuole militari nelle quali «la gioventù potesse procurarsi la cultura necessaria ed educare il sentimento del dovere indis pensabile a chi abbraccia la carriera delle armi»< 15 >. Dai Partitari ed altre spese per l'artiglieria del 1737<16> risulterebbe l'esistenza, almeno embrionale, di un'accademia per ufficiali di artiglieria. Con tutta probabilità si trattava della scuola pratica di artiglieria per ufficiali, sottufficiali e artiglieri proposta dal comandante de Il' artiglieria conte Balbasor al reggente del dipartimento della guerra, con lettera del 14 aprile 1736. La costituzione dell'istituto veniva approvata dal sovrano due giorni dopo(l 7): «Scìior Mio, Habiendo hallado por <.:ombeniente se forme una Escuela para e l excrc icio de fuego del cafion, y Mortero. y que en ella concurran los Oficiales. Sargentos, y Arti lleros para su enseiianza y uni formidad, la que se podrà plantificar en el fortin. q ue se halla pasado el Pueme de la Madalena, recosciendose en ellos instrumemos. y municiones de q ue previne al Commandante dc la At1 illeria Don Francisco Balbasor, quien me remitc la adjunta Re lazion que incluyo de la que se neces ita para ello: lo que pondrà V. S. en not• de S. M. par qLle siendo de su Rea! agra. do daré las dispos iciones combeoien tes para su eje<.:ucion. I qu edo al scr0 dc V. S. Rcgdo a Dios Ge lì V. S. m.a. como desco. + Neapo les 14 de A brii de 1736 - El Conde de C harny- Seiior Don Joseph Joachin de Montealegre.••

Le Accademie di Artiglieria e degli Ingegneri La Rea! Accademia o Scuola Matematica veniva istituita a apoli il 10 settembre 174Sll8), preceduta nel tempo daLla citata scuola, ubicata nel quartiere della Maddalena, dalla vita effimera. fl documento che ne decretava la nascita era l'Ordenanza de Napoles, 1745 Instruccion sobre el Pie' en que devera subsistir la Academia y Escuela de Mathematica. L'ordinanza era controfirmata dal segretario di

15) N. Cortese. Il Collegio Militare di Napoli, da Il Me;;ogiorno ed il Risorgimento ita -

liano, pp. 223-41. e in 3/85 de l Quadrirnestrale Nunziatella, p. 7. 16) C. Montù,op. cil.,p.l l 91.

17) C. Montù. op. <.:it.. p. 1189. 18) La data. ne l passato controversa. è conferm ata da un documento senza data e senza intestazione Riposle e Domande: <<Per <.:olmo di tutte le Risposte s i noti che l' Ordinanza dell 'Accademia Militare de l O Maggio 1770 sonosi mode llate sfio rando le ordinanze della stessa Accademia de l O seltembre 1745. quelle de l Collegio Mi litare di Scgovia, e quelle del!' Accademia di Barcellona>> (AS . Segreteria amica di Guerra e Marina. fs. 700 - Scuole: Accademia Militare 1769-1772. anno J 772}.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Stato e del dipartimento di Stato guerra e marina don Joseph Joachin de Montealegre<19 l. Dal contesto dell'ordinanza si evince che la finalità dell'accademia e scuola di matematica era la preparazione non solo dei quadri di artiglieria, ma anche di quelli degli ingegneri. Tale compito era posto in risalto anche dalla lettera, che si trascrive, inviata dal marchese di Salas al marchese di Villarias <20>per informarlo de!l'avvenuta fondazione dell' accademia: <<Haviendo tenido este Monarca por mui preciso, y conveniente a su Rea! servicio e l establecimiento de una Academia de Mathematica, para aplicaz.ion de los Oficiales, y Cadetes · dc sus Tropas, y conseguir assi buenos sugetos principalmente para los Cuerpos de Artilleria, y lngenieros; Remito à V. E. los adsuntos exemplares del es tablecimiento por si gu stare obiervarle. Panici 19 de Octubre 1745.»

Il testo del documento istitutivo dell'accademia e scuola di matematica, articolato in una premessa, quarantaquattro articoli e un'appendice, definiva la dipendenza, l'ordinamento e l'organizzazione della scuola, le finalità e 1' impostazione degli studi, le discipline d 'insegnamento, gli obiettivi addestrativi delle attività pratiche e delle esercitazioni, nonché l'ubicazione dell'istituto e delle località d'istruzione. Del regolamento manoscritto si trascrive, in lingua originale, la parte introduttiva che recitava: <<Aunque por otras nuestras reales Ordenanzas, e lnstrucziones, se haya con espccialidad proveido para dejar pienamente instru idos nuestros subditos, en el honrroso Empleo de la Milicia, con rodo considerando quanto comviene a la conservazion de nuestros Estados al Lustre. y E splendor de nuestras Armas. que el Cuerpo de la Milicia, se mantenga vien disciplinarlo e ins truido aun en la Mathematica; de cuia ciencia prinzipalmente penden los mas felizes suzesos en las Operaziones de la Guerra; nos ha movido a dar tambien en esto la Providencia oportu na. Pues aunque los Ofiziales de nuestros Exercitos se hallen proveidos de Yalor, Amantes de Gloria, inclinados al total desempefio de las importantes comisiones que frequentemente se les encarga: han de menester no obstame estar enterados de una Ciencia que es inseparable de sus respectuios Empleos. para que con solido. y estable fundamento y con el buen orden que se requiere satisfagan enteramen te con e l maior acierto posible su conducta, no menos en los ataque, y dcfensa de las Plazas. que en las demas funciones Militares de Mar y Tierra, e n atenzion de esto hemos resuclto establezer. una Rea! Academia, de Mathematica tan cn la theorica, como en la practica, a fin que por este, medio, se hagan los Ofiziales y Cadetes de nuestras tropas versados cn lo que nezesitan saver. y puedan assi mismo por este medio, y el de una seria panicular ap licaz ion. no so lo aprender las partes mas nezesarias de la Mathematica, sino àb ilitarse mas para entrar a servir en el Cuerpo de lngenieros, o en los de la Artilleria.>>

19) AGS, Guerra moderna, leg. 569.- Al legat i al cap. IX, doc. 2. 20) R. Pilati, La Nunziatella- l' organi:zazione di un"Accademia Militare 1787-19R7, Nota (2) al cap. l, p. 185. - AGS, Esrado, leg. 5845, f. l 13.


GLI ISTITUTI MILIT ARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI .'!EL REGNO DELLE DUE SICIUE

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L'articolo 44 in particolare sintetizzava il compito che doveva svolgere l'accademia e scuola di matematica. << Dandose en esta forma la mano, la thorica con la practica en la Esc uela Esperamos que los individuos del cuerpo. se aplicaran con todo el maior esfuerzo para perfeczionarse en su propia profession, y llegar consecutivamente por este nobil medio a los primereros Empleos de los que se haran djgnos con s u apl icazion y esperiencia, pues el camino de la Virtud, sera el unico que podra condurzilos al logro de sus adelantamenientoS.>>

Al documento era annesso uno specchio dimostrativo attinente ali 'impiego dei fondi destinati ali ' istituto a firma el Marques de Salas, in data 11 settembre 1745. Nello stesso anno la scuola si dava un preciso e armonico ordinamento; due anni dopo il matematico professore principale Niccolò di Martino pubblicava a uso degli allievi un celeberrimo corso di matematica. L'accademia, istituita per i due corpi di artiglieria, era posta sotto la reale protezione, alle dirette dipendenze del dipartimento della guema. Un ufficiale con il grado di ufficiale superiore doveva assumere la funzione di comandante direttore. L'organico prevedeva per il corpo docente civile: un professore principale e un secondo maestro per l'insegnamento delle matematiche e della fisica, limitatamente agli argomenti di diretto interesse per l'artiglieria, un maestro di disegno e un maestro d ' am1i. Neli ' ordinamento erano stabiliti anche altri ufficiali: un ufficiale insegnante scelto tra i più capaci e preparati professionalmente del corpo d ' artiglieria, un capitano, nominato settimanalmente, di battaglione, un commissario ordinario dello stato maggiore della stessa arma addetto al controllo e alla disciplina degli allievi, assistito in ciò da un ufficiale di settimana. Un battaglione di artiglieria era a disposizione della scuola. La preparazione professionale dei quadri doveva essere conseguita con la frequenza della Scuola teorica, a carattere essenzialmente propedeutico, e delJa Scuola pratica. Il corso degli studi, della durata di due anni, era obbligatorio per gli ufficiali e i cadetti dei due corpi d'artiglieria, ma poteva essere frequentato anche da quelli delle altre armi e dalle Personas nobles che avessero superato un particolare esame, che accertasse la loro conoscenza dei primi rudimenti reputati necessari per seguire con profitto le lezioni. Nella sede dell'istituto, sito nell ' edificio della Panatica a S. Lucia. avevano luogo le lezioni teoriche di matematiche, di fisica, di disegno e quelle di scherma, mentre al Molesiglio, nella darsena e nel fo rtino di Vigliena le esercitazioni pratiche.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI'iE E DI FORMAZIO:-lE PER UFFICIALI 1'-EGLI STATI PREUNITARI

Il corso teorico veniva svoho da novembre a tutto giugno, luglio era dedicato alle vacanze. i rimanenti mesi di agosto, settembre e ottobre di ciascun anno erano destinati alla scuola pratica. Dal l o novembre al 30 aprile erano previste lezioni giornaliere durante rutta la settimana, a eccezione della domenica. delle altre feste civili e religiose e del giorno del Baciamano. Qualora non ci fossero state festività infrasettimanali. il giovedì era da considerare giorno di vacanza per cui i giorni di scuola effettivi erano cinque. Dal l 0 maggio al 30 giugno le lezioni teoriche giornaliere erano ridotte a tre settimanali, nei restanti due giorni gli allievi si recavano al Molesiglio per mettere in pratica gli insegnamenti sulla geometria con esercitazioni applicative (topografia). Le lezioni teoriche avevano la durata di un 'ora con una parte dedicata alla spiegazione e un 'altra alle interrogazioni. Il metodo didattico dei docenti doveva consentire un facile apprendimento, limitando l'insegnamento de «los teoremas mas sublimes y elevados que no puedan aprenderse sin un superior diszernimento» agli alunni intellettualmente più dotati e preparati. Al fine di evitare che gli alunni, sotto dettatura. commettessero degli errori veniva sollecitato il professore a pubblicare, entro breve tempo, i testi scolastici. La scuola doveva inoltre essere dotata, a cura del Guardia Almazen, con tempestività di trattati , is truzioni, memorie da introdurre in biblioteca, di sufficienti attrezzature didattiche e di tutti gli strumenti necessari . Per i discenti di scarso talento si doveva limitare l'insegnamento all' aritmetica, alla geometria pratica, alla meccanica, alla fortificazione regolare e irregolare. all'attacco e alla difesa delle piazze, alla pane pratica di artiglieria ed eventualmente alla trigonometria piana. per gli altri invece il grado di conoscenza poteva essere esteso alla geometria piana e solida. ali 'analisi (geometria analitica), alla statica, alla idrostatica, alla parte teorica di artiglieria ed eventualmente agli argomenti relativi alla sfera, al cilindro e alle sezioni coniche. Nei due anni di corso le materie erano così ripartite: l 0 anno: aritmetica, geometria pratica (comprendente la trigonometria piana). meccanica, geometria piana e solida (comprendente la sfera, il cilindro e le sezioni coniche). analisi: 2° anno: fonificazione regolare e irregolare, attacco e difesa delle piazze. teoria e pratica dell'artiglieria, stati ca e idrostatica.


GLI ISTITUTI MILITARI Dl EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SJCILIE

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A fattor comune per i due corsi erano tenute delle lezioni di disegno. Venivano impartite delle nozioni di fisica-chimica relative alle proprietà dei metalli, alle caratteristiche delle leghe, alle composizioni e agli effetti delle polve1i da sparo e degli artifizi esplosivi. Settimanalmente il professore riferiva al comandante sui progressi compiuti negli studi dagli allievi , sul loro impegno e sulle capacità di apprendimento da loro dimostrate. Alla fine di ogni quadrimestre. inoltre, avevano luogo gli esami, sulla scorta dei quali i frequentatori venivano divisi in tre categorie: alla prima erano assegnati quelli distintisi per talento e applicazione, alla seconda i mediocri, alla terza coloro dai quali non era lecito sperare risultato alcuno e che pertanto venivano trasferiti a un reggimento di fanteria o ad altro impiego. La scuola pratica veniva svolta nei due giorni della settimana disponibili del periodo maggio-giugno e negli ultimi tre mesi dell'anno scolastico. Le istruzioni vertevano di massima sulle parti componenti il mortaio e il cannone, sull'uso dei macchinari e degli strumenti; le esercitazioni, invece, sulle manovre con i pezzi, su li 'allestimento delle postazioni con i relativi lavori di carattere campale, sulla messa in batteria dei pezzi. Al tennine degli addestramenti di puntamento in bianco venivano effettuate le esercitazioni a fuoco con tutte le artiglierie in dotazione. Gli allievi inoltre dovevano approfondire la conoscenza di tutto ciò che concerneva l ' impiego tattico dell'artiglieria, in particolare le operazioni da compiere nella difesa e nell'attacco delle piazze e dei forti, la sistemazione delle batterie in terreni di pianura, di montagna e nelle piazzeforti, nonché l'impiego tecnico delle artiglierie, degli artifizi esplosivi e delle mine. Cura particolare veniva posta nel!' esercitare gli allievi alla pratica deli ' insegnamento. Insegnanti della scuola erano: don Niccolò di Martino insegnante principale di matematiche e fisica, un maestro in secondo di dette discipline, don Francesco Petri insegnante di disegno e Carlo Fabri maestro d'armi. L'esistenza di alcuni libri di testo manoscritti a uso degli allievi dell'accademia militare consente di conoscere il livello d'istruzione dei frequentatori e l'importanza della scuola ai fini fonnativi dei quadri. Le opere di Niccolò di Martino reperite hanno per titolo: Nuovi elementi delle sezioni coniche del resto di Apollonia illustrati e composti per uso della Regale Accademia Militare l'anno 1759 del fu


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GLI IST ITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Regio precettore , e maestro di Matematica Niccolò di Martino. Presentati a Ferdinando IV dal Tenente aggregato, e nipote Giuseppe di Martino; Nuovi elementi di meccanica Tomo Il composti per uso della Regale Accademia Militare da Niccolò di Martino; Nuovi elementi dell'idrostatica composti per uso della Regale Accademia Militare dal primario professore della medesima, Niccolò di Martino<2l)

L'istituzione della Scuola speciale o A ccademia del Corpo degli Ingegneri militari avveniva nel 1754. Con la reale risoluzione del 24 novembre 1757 lo stato maggiore e il battaglione di artiglieria sino allora divisi erano riuniti in un solo corpo. Venivano altresì, con risoluzioni successive, pubblicati l ' istruzione teorica e pratica del l 'artiglieria e lo speciale regolamento per il servizio alternativo da prestarsi dagli ufficiali e sul metodo da osservare nell 'assegnazione dei posti vacanti. La Rea! Brigada dei Cadetti di Artiglieria

Tra i vari istituti di formazione per i quadri ufficiali delle armi facoltati ve è opportuno ricordare la compagnia o Brigada dei Cadetti di Artiglieria che veniva creata, su proposta del generale comandante dell 'artiglieria il 20 settembre 1759C22>. L'atto costitutivo firmato dal marchese de Squillaci, nella sua parte essenziale recitava: «Haviendo aprovado el Rey, à proposizion del Commandante Generai de la Artilleria Conde de Gazola, la formazion de una Compania de Cadettes agregada al Cuerpo Generai dicha Artilleria, compuesta de los lndividuos y goze , de sueldo que prescrive la adsunta relazion; teniendose entendidos; que el aumento acordado al Capitan, Tenente, y Subtheniente ademàs del sueldo que perteneze por pianta a los mismos empleo, no se les hà de sanificar la Compaiiia de todos sus individuos lo pervengo à V.S. para su Inteligenza y cumplimiento en la parte que le tocca. Dios guarde a V.S. M0 .A 0 como de Palazio a 20 de Septiembre de 1759 El Marques de Squillaci El Marques de Julia - Queda razon =Montana (Corrispondenza alla Segreteria di Razione Montanaro)»

Con il dispaccio del 31 dicembre dello stesso anno venivano definiti gli organici per cui la compagnia, posta alle dipendenze del corpo generale

21) BN'N, Fondo Provinciale. mss. Miscellanea, 83.

22) ASN, Inventario delle Riviste antiche, fs. 40, Brigara Cadeui 1760-1773.


GLI ISTIT UTI MIUTARI DI EDUCAZlONE E FORMATI VI NEL REGNO DELLE DUE SICILJE

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dell ' artiglieria, assumeva il seguente ordinamento: un capitano comandante, un tenente, un sottotenente, un aiutante, due brigadieri e tre subrigadieri (i sottufficiali erano scelti tra gli allievi) e trentun cadetti, a cui si aggiungevano in seguito un piffero e un tamburo. Anche se non è dato sapere con certezza quali fossero i criteri adottati per il reclutamento di questi cadetti, né quali scuole e addestramenti frequentassero, né soprattutto i motivi della coesistenza di questa compagnia con le due accademie delle armi facoltative si può al pari affermare che il reparto rappresentasse l'unità di inquadramento degli allievi di quest' ultime e che i programmi di studio fossero quelli previsti per i due istituti militari e dal 1770 quelli della reale accademia militare. Accanto·ai nominativi dei cadetti titolari, a iniziare dal 1763, compaiono i nomi degli alunni ammessi in qualità di soprannumerari. L' istituzione della figura del cadetto soprannumerario veniva creata con l'intento di favorire i giovani appartenenti alle famiglie nobili, che ammessi alla scuola a proprie spese, erano in attesa della creazione di una vacanza per divenire cadetti proprietari di una piazza. Le modalità di assegnazione dei posti liberi saranno, nel tempo, più volte soggette a nuova regolamentazione al fine di evitare malcontenti. Quest'ultima categoria di allievi dal 1770, verosimilmente a seguito della creazione della nuova accademia, sarà fortemente presente, tanto da assumere valori prossimi e talora superiori a quelli degli effettivi. Il numero di questi ultimi, estremamente fluttuante, si manteneva nel tempo mediamente su valori superiori alle trenta unità. Certamente in virtù del citato dispaccio del 25 gennaio 1756 i cadetti dovevano appartenere ai vari gradi dell'aristocrazia. Nei documenti d'archivio infatti i nomi degli alunni figurano preceduti dall'abbreviazione nobiliare don. Tra le notizie riguardanti l'istituto è da ricordare che il 3 marzo 1773 il commissario straordinario don Carlo Noni destinato quale 2° tenente alla reale brigata di cadetti di artiglieria veniva invece trasferito al battaglione real Ferdinando e che il professore Vito Caravelli, integrando i suoi studi teorici con i dati sperimentali raccolti dal capitano Francesco Zito della brigata cadetti, pubblicava, sempre nello stesso anno, in due volumi gli Elementi d'artiglieria. La brigata cessava di esistere a seguito della sua fusione, unitamente a quella della Reale Accademia Militare, con il Battaglione Rea! Ferdinando prevista nell'ambito del riordinamento della formazione dei cadetti


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZlONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI !'<EGLI STATI PREUN ITARI

deli' esercito, sancita con l ' ordine reale del 27 agosto 177 4 e con l' ad dizione alla reale ordinanza del battaglione rea) Ferdinando del l o settembre dello stesso anno. L'ultima rivista del fascio d'archivio, che segue le vicissitudini dell ' istituzione, risale infatti ali ' agosto del 1774.

La Reale Accademia Militare Una riforma atta a soddisfare l'esigenza di una più elevata qualificazione culturale e professionale degli ufficiali vedeva la luce, con l' ordinanza di Ferdinando IV, a opera del primo ministro Bernardo Tanucci, solo il 26 dicembre 1769. Considerati la comunanza degli studi di matematica e delle scienze teoriche e applicate nonché i molti punti di contatto tra le due armi, si decideva l'unione delle due accademie nella Reale Accademia Militare . Il testo originale del documento con il quale il re informava il segretario di Stato di azienda di voler riunire le Scuole di Artiglieria e degli Ingegneri, specificando l 'entità dei fondi assegnati per il funz ionamento del nuovo istituto recitava<23): <<Haviendo considerarlo el Rey lo mucho que conviene à su Real servi cio, y à la utilidad de los Individuos de los dos Cuerpos facuhativos de Artilleria. è Ingenieros, che todos èllos continuero sus esrudios en una misma escuela, para inst ruirse en las ciencias Mathematicas. preceptos, y reglas, que cond uzca n al importante desempeiio practico che sus facultades, mediante la reciproca indispensable corre lacion, y alianza, quc tienen las operaciones de los unos, con las de los otros; se ha dignado S.M. determinar, y manda que de las dos actuales Academias de Artilleria, e Tngenieros, se forme desde luego una sola escuela. con el titulo de Academia Mil itar, cn la fo rma, que para su desido efec to, se expresa en la adjunta Pianta, que dc su Rea! orden remito à Y.S .. para su in teligencia, y que se sirva expedir las corre lativas à que por la Thesoreria Genera! se empiezero a librar, y satisfacer prorrateddamente en cada mes al Teniente Don Nicolas de Paulis Abi l. 0 del Est. 0 M. 0 del ( ... ).para desde e l dia primero de Enero del aiio proximo viniente en adeJanle. los dos mi l doscienws y quatro ducados. que resu ltan de la union de las quatro partidas, que cornponen los fondos de la dos citadas Academias, à save r, los mi l y doscientos ducados al ano desti nados para la Academia dc la Art illeria, y los sesenta ducados. que ademàs se le pagan anualmente. para aumento dc la gratificacion de l Maestro de esgrima. los ochocientos ducados al aiio, che se 11bran para la Academia de l Cuerpo de lngenieros, y los ciento quarenta y quatro ducados, 4ue ademàs se paga van anuahnente al difunto Director dc la misma don Nicolas de Manino. Dios guarde à V.S.m. a. como des 0 Palacio 26 de Diziembre de 1769 Seiior Don Juan Asensio de Goyzueta»

23) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina, fs . 700. fase. l bis.


GLI ISTITUTI MILITARI DJ EDUC.'I ZIONE E FORMATIVI NEL REGI'W DELLE DUE SlC ILIE

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L'Accademia aveva sede nell'edificio della Panatica a S. Lucia ed era posta sotto la direzione del brigadiere Luca Ricci. I corsi avevano inizio il l 0 febbraio del l 770, apeni ufficialmente dalla prolusione pronunciata dal capitano ingegnere Alonso Nini, nella tradizionale residenza della Panatica. Dovevano essere frequentati obbligatoriamente da tutti i cadetti e dagli ufficiali di artiglieria e del genio della guarnigione, dai cadetti e da due ufficiali per reggimento (uno per ciascun battaglione), i quali «Siano dei più giovani, ed applicati e della migliore disposizione a trame il desiderato profitto», di fanteria, di cavalleria e dei dragoni di stanza a Napoli e dai due migliori cadetti dei reggimenti delle altre guarnigioni del regno. Si auspicava infine che tutti gli ufficiali, soprattutto i più giovani «ad oggetto di estendervi con ampiezza maggiore le cognizioni cotanto necessarie all'Arte della Guerra» frequentassero volontariamente la scuola. Ali 'inizio del corso ve n ivano ammessi, previo accertamento delle loro qualità e cognizioni, pure «tutti que' Cavalieri particolari, che bramino applicarvisi». Il IO maggio 1770 il sovrano firmava l'Ordinan za ed Istruzione di Sua Maestà per la Reale Accademia Mililare<24), emanata dal segretario di Stato di guerra e marina Antonio del Rio, che regolava la vita dell'ente. Il documento era cost ituito da una premessa e da otto titoli, suddivisi in sessantaquattro articoli. I vari capitoli precisavano in particolare le norme relative alla composizione del personale d 'inquadramento e del corpo insegnante de li' istituto, alle condizioni di a-mmissibilità per la fre quenza del! 'accademia, alla organizzazione del corso degli studi (durata, periodi di svolgimento e programmi), alle facoltà e ai doveri del direttore comandante e delle principali figure della scuola, alle modalità di svolgimento degli esami particolari e di quelli generali, agli esami accidentali per l'assegnazione delle vacanze, all'amministrazione dello stabilimento. Il regolamento ricalcava nelle linee essenziali «le ordinanze della stessa Accademia de lO settembre 1745, quella del Collegio Militare di Segovia, e quella dell'Accademia di Barcellona»(25).

24) BN , Statuti 309. - Allegalo al cap. IX, doc. 3. 25) ASN. Segreteria antica di Guerra e Marina. fs. 700. inc. 322, Scuole: Accademia Militare 1769-1772, anno 1772.


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GLI ISTITUTl DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PR EUNITA RI

L'organico dell'accademia prevedeva: un direttore comandante

brigadiere marchese Luca Ricci

un ispettore

tenente colonnello e commissario provinciale onorario dell'artiglieria don Giuseppe Dias Ramos

un direttore delle scienze

professore don Vito Caravelli

un primo professore delle scienze capitano ingegnere ordinario don Alonso Nini un professore ordinario di fisica sperimentale e chimica

professore don Vito Caravelli

un primo aiutante del professore delle scienze

alfiere don Giovanni Battista Cimino della real brigata dei cadetti d'artiglieria

un secondo aiutante

commissario appuntatore del corpo generale d'artiglieria don Michele Pucci. Multò

un maestro di tattica e di storia militare

capitano commissario ordinario d'artiglieria don Gennaro Ignazio di Sirneone

un primo professore di disegno

tenente colonnello commissario provinciale don Francesco Petri

un maestro di disegno per l'architettura civile e militare

ingegnere ordinario don Michele Borremans

un maestro di disegno per le macchine e gli strumenti d'artiglieria

tenente d'artiglieria don Vincenzo Mini chini

un maestro per il disegno di figura don Francesco Celebrano un primo maestro di scherma un cappellano un tesoriere un custode due secondi maestri di scherma due ordinanze.

don Carlo Fabri


GLJ ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATI VI NEL REGNO DELLE Dl!E SICILIE

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Era specificato in particolare che, oltr~ ai cadetti e agli ufficiali designati per la frequenza del corso già indicati, «tutti gl ' Individui de ' due Corpi dell'Artiglieria, e degl'Ingegneri, che si troveranno di destino in questa Capitale. dovranno indispensabilmente senza eccezion di grado, concorrere all'Accademia; essendo nostra volontà, che soltanto sia permesso agl'Ingegneri in Chef del Corpo degl'Ingegneri, ed a' Commessarj Provinciali dell'Artiglieria il potersene alcuna volta dispensare; nella fiducia, che somiglievole prerogativa, da Noi all' estensione del grado accordata, non sia per indurii a defraudar l'Accademia d eli' importantissimo esempio lorO>>.

L'anno scolastico cominciava il 5 novembre e terminava il 4 luglio; era diviso in due periodi: il primo dal 5 novembre al 4 maggio e il secondo dal 5 maggio al 4 luglio. Si insegnavano: nel primo semestre del primo anno aritmetica e geometria piana, nel bimestre successivo gli elementi di algebra; nel secondo anno inizialmente geometria solida, logaritmi, trigonometria rettili nea, nella seconda fase , le sezioni coniche; nel terzo anno geometria pratica e statica, indi idrostatica e idraulica; nel quarto anno artiglieria, fortificazione regolare e irregolare, attacco e difesa delle piazze. Nel corso dei quattro anni ven ivano impartite lezioni di fisica sperimentale, di chimica, per la parte attinente ali' artiglieria, di geografia, di tattica e di storia militare e in particolare strategia e tattica applicata alle battaglie più celebri della storia. Gli allievi inoltre si esercitavano nel disegno di figura, di architettura civile e militare, di macchine e strumenti d'artiglieria sino a tutto agosto. Nel primo periodo, per tre giorni alla settimana, frequentavano dalle 21 alle 23 dell'ora italiana la scuola di scherma. In maggio e in giugno nei giorni in cui non era prevista scherma, presso il «piano de ' Bagnoli o altro sito adatto» eseguivano livellazioni, levate di piante con la plancetta (tavoletta pretoriana) e la scuola di tiro d'artiglieria. Dal5 maggio alla fine di agosto partecipavano alle esercitazioni militari e alle manovre d'artiglieria. Dal 5 novembre al 4 maggio le scuole avevano luogo dalle otto alle undici e mezzo di Spagna e dal 5 maggio alla fine di agosto dalle sette alle undici. Le lezioni di fisica, di chimica e di elementi di geografia erano previste nel numero di due settimanali per l'intero periodo scolastico. Nei mesi di luglio e agosto, in sostituzione delle lezioni di scienze, gli allievi venivano istruiti sulle Ordinanze militari, sulla tattica e sulla storia militare.


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GLI ISTITtTTI DI EDL'C'A710 '1t E DI FORMAZIONE PFR l'FFIC'I ~U 'IFGII STATI PREID-lTARI

In settembre e ottobre si costruivano opere di fortificazione di campagna e si eseguivano i lavori necessari per l ' attacco e la difesa delle p tazze. Le vacanze duravano dal l 0 settembre al 4 novembre; non erano previste lezioni alla domenica e al giovedì, qualora non vi fosse una festa infrasettimanale. Gli accademisti avevano l'obbligo di assistere alla messa nei giorni di precetto e inoltre alla d omenica a una breve lezione di catechismo. Gli allievi dovevano frequentare puntualmente il corso con «tutta la dovuta subordinazionc, un 'esatta disciplina, ed auenzion rigorosa, come alla serietà degl'insegnamenti conviensi». Era infatti detto che «il non intervenire nell 'Accademia senza causa piucché giustificata, sarà una trasgressione della nostra Rea! volontà, che ripetuta, e comprovata, rende il Trasgressore immeritevole del ruolo del nostro Rea! servizio» . I frequentatori non potevano venire trasferiti per alcun motivo sino al completamento deli' intero corso di studi. L' ordinanza, con la definizione dei compiti, delle facoltà e dei doveri delle figure chiave dell'istituto. introduceva una rilevante innovazione nella regolamentazione delle scuole militari del regno. Le funzioni dei principali responsabili delle varie branche del! 'accademia possono essere cosi sintetizzate. Il direttore comandante, che dipendeva gerarchicamente dal segretario di Stato e della guerra, aveva la potestà su tutto il personale dipendente e l'autorità di diramare le disposizioni integrative ritenute necessarie per il regolare e buon funzionamento dello stabilimento e di nominare il tesoriere, il cappellano, il custode, i due sotto maestri di scherma, le due ordinanze. Segnalava inoltre al sovrano. tramite gerarchico. le modifiche da apportare al documento istitutivo dell'accademia. L'ispettore doveva accertarsi dell'osservanza delle norme e delle direttive, della loro integrale applicazione e presentare mensilmente un rapporto sulle inadempienze nonché sopraintendere agli «insegnamenti pratici degli Esercizj militari, e delle manovre di Artiglieria». In caso di assenza era sostituito dall'ufficiale più anziano presente. Il direttore delle scienze oltre a esplicare l'attività di coordinamento e di docente, era incaricato di provvedere alla pubblicazione a stampa dei trattati di aritmetica, di geometria piana e solida, di algebra, di logaritmi, di trigonometria piana, di sezioni coniche, di geometria pratica. di statica, di idrostatica, di idraulica. di artiglieria teorica. di fort ificazio... ne regolare e irregolare e degli attacchi e difesa delle piazze a uso degli


GLI ISTITUTI MIUTARI DI EDUCAZIONE E FORMATIV I NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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accademisti (la compilazione dei testi di studio sarà però per molto tempo disattesa). Doveva inoltre partecipare alle esercitazioni pratiche alfine di controllare la corrispondenza delle attività applicative alle teorie insegnate. Il grado di apprendimento degli accademisti era previsto venisse accertato sia mediante le conferenze giornaliere e del sabato, considerate esami ordinari, sia con gli esami particolari, stabiliti in coincidenza con il periodo delle ferie pasquali e con l' inizio delle vacanze autunnali. La giunta, in qualità di commissione d 'esame, era composta dal direttore comandante come presidente, dali ' ispettore, dal direttore, dal primo professore delle scienze e dal primario professore di disegno. n primo aiutante del professore delle scienze, nella veste di segretario, era privo del diritto al voto. L'esame, differenziato per le diverse classi, era pubblico e aveva durata variabile. Gli esperimenti relativi alle scienze e alle altre materie impartite venivano condotti sottoponendo gli allievi a una serie di quesiti (problemi, teoremi, proposizioni, ecc.) con un metodo di sorteggio delle tesi estremamente originale e inusitato, impiegando delle carte da gioco. Il giudizio sul disegno veniva espresso su un lavoro presentato dal candidato riportante la firma del compilatore e del maestro, a comprova della regolare esecuzione. I voti di profitto riportati dai singoli esaminandi nelle varie prove sostenute venivano tramutati dalla commissione in un giudizio di merito, corrispondente a ottimo, buono, mediocre; quelli ritenuti insufficienti venivano segnalati per i conseguenti provvedimenti. La giunta assolveva anche compiti di coordinamento e propositivi , quale consiglio d'istruzione. Si doveva a tal fine riunire mensilmente per verificare «quel che più si convenga per l'esatto adempimento de' fini da oi meditati, e stabilire i mezzi, ed i regolamenti, che non si trovino in questa Ordinanza preveduti, e che si reputino più adatti a promuovere la buona disciplina, l'applicaz ione, ed il profitto degli Accademisti, come altresì per estirpar qualche disordine, od abuso, che si fosse introdotto, partecipandosi a noi mercé le sue consulte, le quali ci si dirigeranno dal Direttor Comandante dell 'Accademia per la nostra Reale approvazione, qualora il caso egli sia di un'importanza, che lo richieda». Ogni quadriennio, al termine dell ' intero corso accademico, dovevano aver luogo gli esami generali. Gli allievi vi sostenevano le prove orali , scritte e pratiche su tutte le discipline insegnate nei quattro anni, con l 'esclusione della scherma.


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GLI ISTITUTI DI EDLCAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER UF~lCIALI NEGLI STATI PREU1'-1TARI

La giunta preposta agli accertamenti era la medesima degli esami particolari con l' eccezione della figura del presidente, rappresentato dal mi nistro della guerra. Erano ammessi a sostenere gli esperimenti coloro che negli esami particolari avevano sempre meritato la qualifica di ottimo nelle scienze. I primi quattro in ordine di graduatoria venivano promos i al grado superiore, i quattro seguenti ricevevano una medaglia d'oro e i rimanenti quella d'argento. L'ordinanza stabiliva anche le norme per gli esami accidentali ossia per l'assegnazione delle vacanze nei corpi degli ingegneri e di artiglieria. Gli aspiranti erano sottoposti a un esame pubblico rigoroso con le modalità previste per quelli generali, dinanzi alla medesima commissione. Particolare importanza veniva data alla risoluzione di problemi applicativi, dalla teoria alla pratica, attinenti alla propria arma di appartenenza e inoltre alla fortificazione per gli ingegneri e all'artiglieria per gli artiglieri. Allorquando si creava una vacanza venivano chiamati a concorrervi i tre aspiranti più anziani, in caso di parità di giudizio veniva promosso il candidato con maggiore anzianità di grado. Il documento citato alla nota (18), oltre a precisare i compiti e le prerogative dell'ispettore, definito un semplice aiutante del direttore comandante, pone l'attenzione sugli organi collegiali denominati giunta mensuale e giunta d'esame aventi facoltà superiori. Di chiara e dichiarata derivazione spagnola queste commissioni avevano preminenza sullo stesso comandante. Il testo infatti recita « ... una facoltà superiore al Di rettor Comandante mede imo. il quale altro Superiore non à nell'Accademia, che la Giunta». La prima era preposta, com'è noto, al governo della scuola, la seconda era chiamata a esprimere g iudizi sugli allievi in sede d· esame. L'accademia militare più che un istituto educativo e formativo era una scuola di applicazione e di perfezionamento dove gli allievi in buona parte ufficiali si recavano per seguire le lezioni. Nel piano degli studi non erano affatto previ ste le discipline umanistiche tanto necessarie per lo sviluppo intellettuale e culturale dei cadetti. Pur tuttavia questo stabilimento rappresentò indubbiamente un progresso rispetto ai precedenti perché le discipline impartite costituivano un corso completo e organico. a indirizzo scientifico. integrato con un programma coordinato di esercitazioni pratiche. Inoltre la promozione era ora imprescindibilmente condizionata dal rendimento scolastico e dali 'esito degli esami.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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A iniziare dali 'anno scolastico 1771 veniva introdotto l'insegnamento della storia militare: così si esprimeva l'insegnante alfiere Giuseppe Daniele nella sua propulsione al corso<26>: «merita oggi di esser celebrata per me e innalzata fino al Cielo la provvidenza di Ferdinando IV Signor nostro clementissimo per la nuova istituzione di questa fiorita università di Studj; dove illustri e rinomati Professori, vegghiando al profitto della militar gioventù, vanno servendo agli augusti disegni del Sovrano, che con la coltura delle scienze e delle arti belle, tenta di richiamare in Italia la bellica disciplina alla antica sua eccellenza. Ed acciochè nulla manchi all'adempimento del bel pensiere, ecco ch'io veggo oggi aggiungersi al coro eletto delle altre più severe scienze, ancor la Storia, che per suo regal comando sarà da quì innanzi in questo istesso luogo insegnata.»

La coesistenza e la complementarietà dell 'accademia con il battaglione real Ferdinando, che verrà costituito nel 1772, sono confermate da una relazione e preventivo di spesa per il progetto di ampliamento dell 'edificio destinato per la Real MiLitare Accademia, datato 26 febbraio 1773 e redatto dall'ingegnere Michele Borremans, maestro d ' architettura civile e fortificazione nella stessa scuola, e dal progetto di trasformazione, specificatamente delle aule destinate allo studio delle scienze matematiche e del disegno, presentato dal brigadiere Giuseppe Pietra, comandante generale dell'artiglieria e direttore deli' accademia, al segretario di Stato di guerra e marina Antonio del RioC27>. L'istituzione avrà una vita autonoma sino al l o settembre 1774 quando verrà organicamente inglobata in un nuovo ente scolastico. 3. IL BATTAGLIONE REAL FERDINANDO E LA REALE ACCADEMIA DEL BATTAGLIONE REAL FERDINANDO Se la ReaLe Accademia Militare, pur con precisi limiti, provvedeva alla preparazione professionale dei cadetti e degli ufficiali delle armi faco ltative, in ciò indubbiamente integrata nell'assolvimento del suo compito istituzionale dali ' opera dei quadri della Brigada dei Cadetti di ArtigLieria, la quasi totalità dei cadetti delle armi di linea continuavano a essere formati presso i reggimenti. Diversa pértanto risultava essere la matrice educativa e professionale degli ufficiali delle varie armi.

26) Orazione detta nella solenne apertura della Regal Accademia Militare il dì 7 di No-

vembre MDCCLXXI da Giuseppe Daniele Alfiere nel Reggimemo lnfanreria Agrigento, e socio della stessa Accademia. In Napoli presso i fratelli Raimondi , pp. XV e XVI. 27) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 8, fase. l.


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GU ISTITUTI DI EDIJCA710 '1E E DI FORMAZIONE PER liFFIC IALI 'IEGLI STATI PREUI\ITARI

L'idea di costituire per tutti i cadetti dell'esercito un ·unica entità didattica, che fosse in grado di impartire ai giovani avviati alla carriera militare una preparazione morale e spirituale e un'istruzione culturale letteraria, scientifica e tecnica di base, nasceva dalla constatazione della comprovata incapacità dei singoli reparti di assolvere tale compito. L'esperimento attuato dal corpo dì artiglieria con !"istituzione della brigada, che si presume fosse coronato da successo. suggeriva la soluzione di adottarlo in un ambito più ampio per ovviare all'inconveniente lamentato. Il Batraglione Rea! Ferdinando, creato per adempiere questo specifico compito, dopo un brevissimo esperimento iniziale, aperto solo a un limitato numero di cadetti, sarà ritenuto inadeguato a soddisfare le esigenze fondamentali di una formazione qualificata dei quadri ufficiali. II s uo ordinamento verrà conseguentemente perfezionato con l'istituzione di un ciclo completo e organico di studi, ammettendo tutti i cadetti dell'esercito e ricorrendo alla fusione dei due enti scolastici esistenti: il battaglione e l'accademia militare. Non verrà però posta cura nella preparazione letteraria dei giovan i se non con molto ritardo.

Il Battaglione Real Ferdinando Le origini dell'istituto possono essere fatte risalire al Rea! Ordine del 17 luglio 1771 <28 >, emanato al duplice fine di avviare la gioventù patrizia alla vita militare e a sviluppare in essa «li talenti necessari ali 'istituto militare». Il documento stabiliva la nascita in Napoli di un corpo scelto di cadetti denominato Rea! Brigata costituito «da alcuni ufficiali e cadetti scelti tra le sue Reali Truppe». Amministrativamente i componenti la brigata continuavano a essere considerati pre enti nei reggimenti in occasione delle ri viste mensili e da questi soddisfatti di ogni loro competenza. Con il successivo ordine del18 agosto <29> i cadetti, a iniziare dal 1° settembre 1771 , venivano separati dai rispettivi reparti di appartenenza e assunti nell'organico della brigata. Essi erano scelti dallo stesso re Ferdinando IV con l'intento di avere «tanti modelli d i perfetta educazione militare», che potessero servire d'esempio. in seguito, nella futura veste di ufficiali.

28) R. Majolo. Il Battaglione Rea{ Ferdinando. p. 9. - AS . Scril·ania di Ra;ione , Reali Ordini. 29) R. Majolo. op. cii., p. 9. - AS1 , Scrirania di Ra:zione. Reali Ordini.


GLI ISTITUT I MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICIL!E

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Le piazze da loro lasciate vacanti nei reggimenti erano ricoperte da altri cadetti o soldati. Il sovrano passava in rivista per la prima volta la real brigata, a Portici, il 13 gennaio 1772. L'ordinamento della Rea! Brigata o Battaglion Real de' Cadetti prevedeva(30): Piana maggiore

colonnello comandante

sua maestà il re

colonnello aggregato

colonnello don Francesco Pignatelli di Strongoli

brigadiere del dettaglio

don Vincenzo Rodriguez

segretario della brigata

alfiere don Andrea Ritucci

cappellano

don Angelo Truiller

chirurgo

don Giovanni Krasgren C.R.

sostituto chirurgo

Giuseppe Maria Moavero

tamburo maggiore

Michele Jannelli

trombe da caccia

Giombatta Daniele e Diego Costa

clarini

Guglielmo Hatnaur ed Errico Schwarz

caporale e sette guastatori Compagnie del battaglione <3I )

prima compagnia di granatieri

capitano don Vincenzo di Montalto tenente don Francesco Pignatelli

prima compagnia del colonnello capitano sua maestà tenente don Luigi Capece Galeota bandierato don Antonio Alberto Micheroux seconda compagnia del colonnello capitano sua maestà tenente don Vincenzo Minichini bandierato don Francesco Branciforte compagnia di Montalto

\

capitano don Vincenzo di Montalto tenente don Giuseppe Paveri

30) ASN, Aggiusti dei Corpi dell' Esercito, Riviste antiche. vol. 149. 31) Le compagnie, secondo l'uso spagnolo, prendevano il nome del loro comandante.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PR EUNITARI

prima compagnia di Reggio

capitano don Domenico Reggio tenente don Francesco Russo

seconda compagnia di Reggio capitano don Domenico Reggio tenente don Silvestro Ricci compagnia di Ardore prima compagnia di Gravina

capitano il principe di Ardore tenente don Raffaele Corne capitano il duca di Gravina tenente don Pasquale Petroli

seconda compagnia di Gravina capitano il duca di Gravina tenente don Giuseppe Dusmet seconda compagnia di granatieri capitano il principe di Ardore tenente Giombatta Emanuele Arriola Erano previsti 240 allievi, tra i quali erano scelti 20 sottobrigadieri e 15 cadetti aggregati senza soldo. Ogni capitano aveva il comando di due compagnie, ogni compagnia per l'inquadramento disponeva di un tenente, le due colonnelle anche di un bandierato, di un brigadiere con funzioni di sergente e di due sottobrigadieri con quelle di caporale. I singoli reparti erano articolati in due squadre e avevano in organico un tamburo, un piffero e da quattro a sei trabanti, che saranno elevati in seguito, per tutti, a sei con l 'aggiunta di uno schiavo per le pulizie. Solo con l'Ordinanza del Re delle Sicilie che servir dee d'isrruzione , e di regolamento a' Cadetti , Souobrigad.ieri, Brigadieri ed Uffiziali del Battaglione Rea/ Ferdinando formata per alto Rea/ comando<3Z) del l 0 dicembre 1772, a firma del segretario di Stato di guerra e marina Antonio del Rio, l'ente scolastico, disciplinato da una rigorosa regola.mentazione, assumeva una precisa fisionomia e identità. La sede prescelta per il battaglione era il complesso degli ex conventi francescani di S. Maria della Croce e della Trinità (l'attuale palazzo Salerno), adiacenti al palazzo reale. L'Ordinanza, che sostituiva l'originale denominazione della Rea/ Brigata con quella di Battaglione Rea/ Ferdinando, era costituita da una introduzione, da tre libri e da allegati. Il regolamento veniva ritenuto necessario «per dar norma ad un Corpo militare totalmente dagli altri

32) BNN, col. 140.0.36.


OLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIO NE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICJUE

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differente; poichè è stato esso da Noi formato con disegno tale, che potesse far le veci di una ben ordinata Scuola militare pe' giovani desiderosi di applicarsi al mestiere delle armi». Prendeva in esame nel primo libro, composto da 136 articoli, le istruzioni per i cadetti, i sottobrigadieri e i brigadieri, definiva inoltre i loro obblighi e le norme di dettaglio per l'esplicazione dei servizi interni e in particolare di quello di guardia. Il secondo libro, comprendente 7 l paragrafi, precisava i doveri degli ufficiali, cioè le incombenze dei portabandiera o aiutanti bandierati, dei tenenti, dei capitani e deL colonnello-governatore. Ai tenenti era attribuito l'impegno della formazione morale e dell'educazione dei giovani intesa in senso lato; ai capitani competevano l 'assolvimento delle funzioni di controllo dei sottoposti, la responsabilità dell'amministrazione, del governo e della disciplina delle compagnie nonché la tenuta di un libro segreto con pagine intestate ai diversi allievi, graduati e cadetti, nel quale annotare quanto attinente al comportamento dei singoli nelle varie circostanze. Il colonnello-governatore pe r poter essere prescelto dal re a ricoprire l'incarico doveva possedere specifiche qualità: «robustezza per la fatica, profondità nelle scienze militari, espertezza nel servizio, nelle pratiche di campagna, e nel governo economico della truppa, fermezza nel comando, prudenza nella condotta, costanza ne li ' applicazione, e vaghezza d ' innalzarsi a un merito da parer degno a Noi di gradi, e impieghi maggiori» e in particolare «sapere perfettamente quanto si dimostra nell'intero corso delle scienze militari, così riguardo alle precognizioni , come alle cognizioni principali del mestiere, quanto si contiene nelle presenti Ordinanze, e nelle Ordinanze Generali per tutte le classi dell'Esercito, colle ulteriori Nostre Reali determinazioni risolute per punti generali, e dovrà perfettamente intendere, ed eseguire gli esercizj militari in tutta la loro ampiezza». Quale responsabile del regolare e corretto funziona mento del rea! corpo rispondeva al sovrano d eli ' osservanza da parte dei propri inferiori dei loro doveri e dell'adempimento del suo compito di scrupoloso tutore delle norme e delle disposizioni reali. Il terzo libro o regolamento per l'istruzione scientifica e pratica dei brigadieri, sottobrigadieri e cadetti del battaglione, nei suoi 103 articoli comprendenti anche una conclusione, esaminava parti tamente l' insegnamento scientifico e l'istruzione professionale, ì due parametri considerati essenziali per la formazione degli ufficiali.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Era stabilita la creazione, neJI'ambito del battaglione rea! Ferdinando, di un Istituto accademico o Accademia «che contener dee l' intero corso di scienze necessarie per ben'intendere, con tutta chiarezza, e distinzione i principj, da' quali dipende la costituzione di ogni esercito, e 'l sistema, che vi necessita per perfezionarlo, ed impiegarlo». Il colonnello condivideva la responsabilità dell'istruzione scientifica e pratica con un ispettore agli studi e direttore dell'accademia, che aveva il compito di sopra intendere agli studi e di esercitare il controllo sui professori e sui maestri, coadiuvato nell'incarico da un aiutante maggiore e da eventuali aiutanti dragoni . Della piana maggiore faranno infatti parte 1'ispettore agli studi il tenente colonnello don Matteo Scafati, l 'aiutante maggiore capitano don Francesco Pignatelli di Casalnuovo e alcuni aiutanti dragoni, in particolare il tenente graduato don Giuseppe Parisi. Gli aspiranti, all' atto dell'ingresso, venivano sottoposti dal titolare della cattedra di geometria a un primo esame e quindi, con l'avallo del governatore, assegnati alla classe corrispondente allivello di preparazione scolastica riscontrata con l'accertamento, tenuto conto anche degli studi compiuti. Il passaggio alla classe successiva era condizionato dal superamento dell'esame di fine anno, sostenuto davanti a una commissione costituita dal governatore, dal professore insegnante titolare e da quello del la classe superiore. Al termine del sesto anno di corso, per accedere alla quarta classe, i cadetti dovevano assoggettarsi a un severo esame per dimostrare di aver assimilato perfettamente le nozioni loro impartite. I cadetti potevano essere promossi ufficiali anche senza aver frequentato tutte le classi. In tal caso, qualora lo desiderassero, potevano proseguire gli studi inoltrando al sovrano una supplica. L'insegnamento delle «scienze di precognizione, come quelle di cognizioni principali il mestiere della guerra» veniva impartito nelle quattro classi, ognuna corrispondente a due anni scolastici. Le cattedre principali erano: 12 Sintesi: principi di geometria piana e solida e un breve trattato delle sezioni coniche; 2~ Analisi: calcolo specioso, aritmetica, algebra, trigonometria piana; 3 ~ Forze e resistenze: meccanica, statica, idraulica, idrostatica, aerometria; 4 6 Tattica: principi generali dell'arte militare, teorie del! ' artigl ieria-fortificazioni .


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SlCILIE

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In particolare l' inserto dell'ordinanza Tavola che dimostra il Corso accademico di otto anni pe' Brigadieri, Sottobrigadieri, e Cadetti del Battaglione Rea! Ferdinando specificava le varie attività didattiche che dovevano essere svolte, ripartite nei vari anni scolastici: 1° Anno Semestre 2° Semestre geometria piana esercizi aritmetici, storia e geografia militare, disegno /

per le scienze per gli esercizi

ore teoriche:

0

ore pratiche:

pratiche geometriche di campagna

ore teoriche:

2° Anno Semestre 2° Semestre geometria sezioni coniche solida storia e geografia militare, disegno pratiche geometriche di campagna ]

per le scienze (

per gli esercizi

ore pratiche:

3° Anno Semestre 2° Semestre algebra<•) aritmetica, trigonometria storia e geografia militare. disegno pratiche geometriche e trigonometriche di campagna /

per le scienze ore teoriche:

(

per gli esercizi

ore pratiche:

per le scienze

ore pratiche:

( per gli esercizi

0

4° Anno Semestre 2° Semestre fo rza e geometria pratica resistenza storia e geografia militare, disegno pratiche geometriche e trigonometriche di campagna ]

ore teoriche:

0

0

(*) sino alle equazioni di 2° grado con «arbitrio di passare a' problemi di grado superiore, e al Calcolo lnfinitesimalc>>.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'IE E DI FORMAZIONE PER LFHCIALI NEGLI STATI PREU:-:JTARJ

5° Anno /

ore teoriche:

per le scienze { per gli esercizi

ore pratiche:

0

SemesTre 2° Semestre

forze c resistenze storia e geografia militare, disegno pratiche di livellazioni e di formazioni di mappe 6° Anno /

ore teoriche:

0

per le scienze per gli esercizi

ore pratiche:

SemesTre 2° SemesTre tattica disegno

operazioni militari di campagna 7° Anno /

ore teoriche:

0

per le scienze per gli esercizi

ore pratiche:

Semesrre 2° SemesTre tattica disegno

operazioni militari di campagna 8° Anno /

ore teoriche: ore pratiche

per le scienze per gli esercizi

0

Semestre 2° Semestre tattica disegno

operazioni militari di campagna

L'anno scolastico iniziava nel mese di gennaio e aveva termine alla fine di dicembre. Eccettuate le domeniche e i giovedì. quando non vi erano delle festività infrasettimanali, i cadetti assistevano giornalmente al mattino o alla sera, per la durata di un'ora, alla lezione della materia scientifica; un'altra ora era dedicata agli esercizi o alle istruzioni. La storia e la geografia militare venivano insegnate per un'ora due volte alla settimana a cominciare dal secondo semestre del primo anno sino al secondo del quinto. Nel primo semestre del primo anno, invece. in questi due periodi venivano svolti esercizi applicativi con le quattro operazioni aritmetiche.


GLI ISTITUTI MILITARI D I EDUCAZIOiNE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE S ICILIE

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Nei rimanenti giorni settimanali, non impegnati dali ' insegnamento della storia e della geografia militare, venivano impartite lezioni di disegno. A Il' insegnamento del disegno erano preposti un maestro e uno o due aiutanti al fine di far apprendere agli alunni l' arte «a tirar in linee, ed a levare i disegni così di semplice delineazione geometrica, architettonica, e di campagna, come i disegni perspettici: e dando loro le regole per rappresentare le macchine, e i corpi totali colle parziali posizionj delle parti, onde vengono ad esser composti, e co' loro spaccati, e profili. Con avvertenza che nel tempo stesso insegni loro i metodi appartenenti al maneggio degli strumenti matematici da tavolino, e di tutte le pratiche, che co' medesimi si possono eseguire». Nei pomeriggi , quando non erano prescritti gli esercizi con il fuci le, dovevano aver luogo le esercitazioni pratiche in campagna. Nel capitolo Istituto pratico venivano delineate le direttive inerenti alla formazione morale e militare degli allievi con particolare riguardo alla disciplina, alle istruzioni e alle nozioni di arte militare da impartire. La preparazione pratica professionale, sorretta da quella scientifica, doveva tendere a mettere i futuri ufficiali nella condizione di poter valutare, con metodo razionale, «a colpo di occhio» una situazione e quindi adottare sul campo di battaglia i provvedimenti ritenuti necessari. Questi provvedimenti dovevano quindi derivare da un processo logico o «colpo di occhio raffinato» risu ltante dalla «Stimativa de ' luoghi», dalla «stimati va delle forze tattiche d'opposizione», dai «giudizj stimati vi delle forze di difesa», dai «giudizj stimati vi delle forze opposte di offesa, e di difesa», e dal <<giudizio stimativo del tempo)>. Il colonnello era tenuto a provvedere ali 'acquisizione di nuove opere edite in qualsivoglia parte dell'Europa sull'artiglieria, sulla fortificazione e sulla tattica, inoltre degli ausili didattici ritenuti necessari, come per esempio «tutti gli strumenti matematici così per uso di tavolino, come per uso di campagna», «macchine fisiche , chimiche, anatomiche, e pirotecniche», «modelli de' principali istrumenti, macchine, ed armi, che saranno necessari per far osservare in essi la loro costruzione, ed uso» e «un intero treno di artiglieria colla medesima proporzione de' modelli , che si formeranno per rappresentare i metodi per fort ificare, e per attaccare e difendere». Il sistema pedagogico imposto dal sovrano era imperniato sia sulla proibizione del «falso metodo di fare imparare a memoria le teorie delle scienze, senza che vi entri la ragione» e su quella rivolta «à Professori medesimi di rendere i loro discepoli talmente sempre dipendenti dalla


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loro spiegazione. che no sieno mai abi tuati a reggersi da loro nelle letture de' libri appartenenti alle scienze» sia sulla disponibilità di aiuti sui quali gli allievi «possano agevolmente fo rmarsi una idea distinta di tutto ciocchè loro sì insegnerà nei corrispondenti tratt.ati». I professori di cattedra, entro due anni dalla data di emanazione dell'ordinanza, avrebbero dovuto compilare i libri di testo relativi al le loro materie d'insegnamento. Nel documento non si faceva cenno all"età di ammissione né ai requisiti di nobiltà richiesti agli allievi. peraltro già regolamentati dai dispacci e dai rescritti sovrani e precisati nelle ordinanze generali de li 'esercito, ma solo alla statura, prescriua in cinq ue piedi e tre pollici (circa metri l ,46), e alla robusteua fi sica necessaria per affrontare le fatiche della guerra. J cadetti del battaglione continuavano a essere incardinati in uno dci reggimenti dell'esercito e precisamente: ai reggimenti nazionali di fanteria di linea, di cavalleria e dragoni, ai reggimenti esteri di fanteria. cavalleria e dragoni, al reggimento di artiglieria. I cadetti appartenevano alla classe di servizio e a quella di minorità. il passaggio da quest ' ultima alla prima, che segnava l'inizio dell'amichità o anzianità di grado, avveniv_a au· età di 14 anni per gli appartenenti alle tre classi del patriziato generoso, d i 16 per i figli degli ufficiali e di 18 per i figli dei mercadanti delle arti nobili (lana e seta). Erano ammessi alla frequenza anche i cadetti soprannumerari. Incorpor azione della Reale Accad emia nel Battaglione Real Ferd ina ndo L'ordine reale del 27 agosto 1774(33). che prendeva atto deli 'innegabile utilità di un unico istituto di educazione e di formazione per ufficiali , stabi liva che tutti i cadetti dci reggimenti di fanteria veterana, nazionale di Napoli e di Sicilia, Vallona, di Capitolazione, di cavalleria e dragoni. e del la reale brigata d'a rti glieri a nonché la s tessa reale accademia militare venissero incorporati nel battaglione reale. 11 battaglione rea! Ferdinando in realtà altro non era che un istituto militare allotropo dell'accademia. La differenza so tanziale più importante

33) AS , Scrimnia di Ra:ione. Reali Ordini.


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riscontrabi le, considerata l'identità dei programmi di studio di previsto svolgimento, era la diluizione della durata del ciclo scolastico nello spazio di otto anni. Era quindi naturale che al termine del corso accademico quadriennale venisse emanato un provvedimento che prescriveva l'identificazione dei due stabilimenti in un'unico ente. All'interno di questo peraltro sarebbero potuti coesistere diversi indirizzi didattici o impostazioni culturali. Il notevole incremento di allievi, che da 240 passavano a 810 unità stravolgeva però l'organizzazione scolastica, ma soprattutto comportava l'esigenza di disporre di una sede adeguata. Fu pertanto adottata la soluzione di trasferire i cadetti nel castello di S. ErasmoC34l con l'eccezione dei più piccoli (pupilli) destinati a frequentare il Collegio Militare insediato nei locali della Panatica a S. Lucia, sino allora occupati dalla Reale Accademia Militare. L'Addizione alla Rea! Ordinanza del Battaglione Rea/ Ferdinando(3S) del l 0 settembre 1774, stampata il 13 gennaio dell'anno successivo con una breve aggiunta a firma del segretario di Stato di guerra e marina maresciallo di campo Antonio de Ottero, riordinava l 'istituto. Il documento era formato da una premessa, da cinquantasei articoli e da un'appendice.

L'addizione reale iniziava recitando: «Il Re considerando necessario al mio Real Servigio, ed utile alto Stato, che i Corpi del mio Esercito siano fonnati, e diretti da un Corpo di Ufficiali. i quali, oltre le precise cir<.:ostanze de' natali. e costumi alla loro condizione convenienti, siano istntiri a sufficienza nelle debite cognizioni delle scienze corrispondenti al loro istituto. ed ese rcitati nell'uso. e pratica nelle medesime: E comp rendendo altresì, che questa precisa Istruzione sia del tutto ineseguibile, se non venga acquistata nell'età giovanile per lo stesso fine istruita; Quindi mosso da ciò, non meno, che dalla paterna premura di assicurare la educazione de' giovanetti figli de' benemeriti miei Ufficiali inabilitati a dargliela per difetto de ' mezzi opportuni, mi sono compiaciuto stabilire la riunione al mio Battaglione Real Ferdinando di tutti i Cadetti de' Corpi di Fanteria. Cavalleria, e Dragoni. e della Rea l Brigata di Artiglieria, come altresì la in corporazione dell'Accademia di questa, in quella stabilita nel suddetto mio Battaglione Reale, col metodo. e Leggi, che ne' seguenti Articoli del presente Regolamento si ordineranno. oltre l'espresse nella mia Reale Ordinanza del 1° Dicembre dell'anno 1772. che confermo. e di cui ne impongo la più esatta os.servanza.»

34) Il castello, detto oggi di S . Elmo. è una fortezza con piama a forma stellare circondata da bastioni e fossati che occupa il vertice della collina del Vomero. La sua costruzione risale al 1329; venne rifatto nel 1500 sotto il governo di Pedro di Toledo. 35) BCM. - R. Majolo, op.cit.. pp. 43- 108.


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L'ordinamento della nuova istituzione era definito dall'addizione che, come detto, integrava la reale ordinanza del l 0 dicembre 1772 senza abrogarla. I quadri e il personale costituenti l 'organico del battaglione. limitatamente alle figure più importanti, erano i seguenti(36):

Piana maggiore colonnello comandante sua maestà il re colonnello governatore e direttore brigadiere don Francesco della rea! accademia militare Pignatelli di Strongoli sergente maggiore don Vincenzo Montalto aiutante maggiore don Francesco Russo alfiere abbandierato don Antonio Micheroux alfiere abbandierato don Domenico Sellitti segretario alfiere don Andrea Ritucci cappellano don Angelo Truiller l 0 chirurgo maggiore don Aniello d'Andrea 2° chirurgo don Giuseppe Maria Moavero medico don Francesco Greco tamburo maggiore Agostino Cavallini una banda maggiore di quattro corni da caccia e quattro clarinetti una banda minore di due corni e di due clarinetti un tamburo e un piffero della rea! brigata di artiglieria otto guastatori (un caporale e sette soldati) 94 trabanti. Compagnie del battaglione compagnia granatieri capitano principe di Ardore compagnia colonnella sua maestà il re compagnia Reggio capitano don Domenico Reggio, dal 1776 capitano don Giovanni Battista Emanuele Arriola compagnia Capece capitano don Luigi Capece Galeota compagnia Pignatelli capitano don Francesco Pignatelli di Casalnuovo, dal 1776 capitano don Giuseppe Dusmet 36) R. Majolo, op.cit.. pp. 21-2. - ASN. Aggiusti dei Corpi dell'Esercito, Rivi ste anti che, vol. 128.


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compagnia Paveri compagnia Leonessa compagnia Loffredo compagnia Caraffa

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capitano don Giuseppe Paveri capitano don Domenico La Leonessa capitano don Francesco Loffredo capitano don Vincenzo Caraffa

830 cadetti di servizio (presenti alla rivista) 71 cadetti di minore età (presenti alla rivista) Il battaglione comprendeva OTa nove compagnie di novanta cadetti ciascuna e precisamente una di granatieri e otto di fucilieri, inquadrate ognuna da un capitano, un tenente, un alfiere, due brigadieri e otto sottobrigadieri. Erano inoltre previsti in organjco per la compagnia granatieri e la colonnella (la prima fucilieri) due tamburi e due pifferi, per le rimanenti sette un tamburo e un piffero, ciascuna infine poteva disporre di dodici trabanti per i servizi. l cadetti ammessi da allora in avanti nel battaglione per coprire le piazze create dalle promozioni dovevano, in ottemperanza alle leggi del regno, appartenere alla nobiltà generosa o di privilegio, avere per il loro mantenimento un assegno mensile di almeno sei ducati oppure essere figli di ufficiali con il grado di capitano o superiore. 11 documento precisava le modalità per l'ammissione dei nuovi cadetti e l'iter burocratico. Se il richiedente era paesano dovevano essere presentati al colonnello governatore «i documenti legittimi, ed autentici in valida forma della prescritta nobiltà», la fede di battesimo e dell'assegnamento della rendita; se figlio di militare la fede di battesimo, la patente o copia legale dell 'ultimo impiego del padre nel grado di capitano o superiore e se subalterno la documentazione di appartenenza alla nobiltà. I giovani dovevano avere un ' età non minore di anni 12 se figlio di un ufficiale e di 14 se paesano nobile, era precisato inoltre che «Si richiede però in tutti, che siano di buona disposizione, e che facciano sperare una ottima riuscita». Per quanto concerneva il mantenimento degli allievi era previsto si dovesse provvedervi anche con i fondi a loro destinati e che sino ad allora erano stati assegnati ai corpi aventi in organico piazze di cadetto. Accertati dal governatore e dal maggiore i requisiti richiesti per l'ammissione al battaglione e ottenuta l ' approvazione del sovrano, veniva provveduto alla destinazione o incardinamento del candidato a un reggimento. Era stabil ita dall'organico una disponibilità di due piazze di cadetto per compagnia nei reggimenti di fanteria e di una in quelli di cavalleria e dragoni.


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Gli atti venivano quindi inviati al segretario di Stato per gli affari di guerra per la sanzione ufficiale e per i provvedimenti di competenza. l figli e i nipoti in linea paterna dei capitani c degli altri ufficiali di gra-

do superiore, dci «paesani forniti della nobiltà ordinata>>, che non potevano essere compresi nella classe dei cadetti per carenza di posti. avevano la facoltà di servi re in qualità di soldati volont01j, godendo però delle stesse esenzioni accordate ai cadetti: erano cioè esclusi dalle mansioni più umili o non confacenti alloro ceto; alloggiavano normalmente fuori dal quartiere o, qualora ciò non fosse stato possibile, venivano loro assegnati dei local i separati da quelli dei comuni soldati; erano dispensati dal convivio con i medesimi. l soldati volontari venivano interpellati con l'appellativo don. vestivano l 'uniforme della truppa di panno più fine e portavano la spada. Anche i figli degli ufficiali subalterni s ino al grado di tenente incluso fruivano degli stessi privilegi, ma, a differenza dci primi, non era loro consentito subentrare nella piazza di cadetto nel rea! battaglione in caso di vacanze. Potevano bensì aspirare ali" avanzamento al grado di caporale e di sergente. Poiché la reale ordinanza istitmiva del l o dicembre 1772 non prevedeva l'ammissione al battaglione di tutti i cadetti dell'esercito, ma solo di una minoranza qualificata. l'addizione in aderenza alla nuova realtà, prescriveva delle parziali varianti in merito ali 'istruzione scientifica e pratica da impartire agli allievi.· I temperamenti di fatto differenzieranno i frequentatori in tre categorie. L'istituto accademico come detto nel testo «diretto ad istruire. e formare un ottimo Ufficiale coll'acquisto delle scienze necessarie da s tudiar i pe 'l corso di anni OliO>> non poteva ovviamente trovare puntuale applicazione per que i cadetti di età superiore agli anni venticinque «inabili perciò al conseguimento delle difficili teorie prescritte». Questi venivano perciò esonerati dall'apprendimento delle cognizioni scientifiche, ma era loro richiesta solo la conoscenza delle regole pratiche dell'aritmetica e di tutti i trattati relativi alle reali ordinanze, e cioè quanto necessario per adempiere il proprio dovere. Erano quindi, in particolare, istruiti sui difetti delle armi, sulla loro manutenzione e conservazione e sul loro corretto impiego e inoltre su come addestrare una recluta: preparandola sia moralmente per l'assolvimento del proprio compito sia per la diligente e~ pli cazi one del servizio istituzionale.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILJE

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È da sottolineare il doveroso accenno alla preparazione spirituale del soldato, attività fondamentale e precipua dell'ufficiale. L'addizione si dilungava ancora per diversi paragrafi, che non siriportano per brevità, su argomenti di carattere militare e di vita pratica quotidiana relativi al servizio, che dovevano costituire oggetto di precisa conoscenza. Gli altri cadetti di età inferiore ai venticinque anni, dovevano inoltre «essere istruiti in un piccolo corso militare, che contenga i principj dell ' Aritmetica, della Geometria, della Meccanica, della Fortificazione, coll' attacco, e difesa, e specialmente di tutto ciò che riguarda la Fortificazione di Campagna, e di un compendio della Tattica propriamente così detta». I soli g iovani destinati all'artiglieria e al corpo degli ingegneri dovevano invece «necessariamente istruirsi, nel corso grande, e con tanta profondità, ciascuno nel ramo militare, che abbraccia, che non si possa dubitare della loro perfezione, allorchè si avanzeranno a gradi, ed impieghi d'Ufficiali». Le loro successive promozioni, condizionate dal merito e dalla condotta, non sarebbero state pertanto subordinate ad ulteriori esami. Per gli ufficiali del corpo degli ingegneri (ordinari, straordinari e volontari) e dell'artiglieria (tenenti e alfieri) che non avevano ancora completato il corso scientifico, previsto dalle norme in vigore, venivano istitui te due cattedre, «Situate nel luogo dell'Accademia, nel Quartiere del detto mio Real Battaglione», poste sotto la guida di due professori della reale accademia: don Vito Cara vell i, direttore delle scienze d eli' accademia di artiglieria, e don Alonso Nini, capitano ingegnere ordinario. l due ti tolari di cattedra dipendevano gerarchicamente e per la definizione dei programmi d ' insegnamento dai comandanti dei due corpi facoltati~i, ma avevano l'obbligo di segnalare mensilmente al ministro della guerra il profitto e l'applicazione negli studi degli ufficiali allievi. Questi, al termine del corso, sostenevano un esame conclusivo davanti a una commissione costituita dai comandanti di corpo e da altri soggetti nominati dal segretario di Stato e della guerra. In merito alle prove cui dovevano essere sottoposti gli allievi per dimostrare il loro profitto negli studi e la propria abilità, rimanevano confermate le disposizioni prescritte con l'ordinanza del 1772. Oltre agli accertamenti quotidiani, settimanali, mensili e annuali già stabiliti, quindi da disporre a cura e sotto la guida del direttore o dell ' ispettore e degli aiutanti della accademia. gli esami finali o «saggi d'abilità ne' Cadetti» per il loro passaggio al grado di ufficiale, già regolati dagli


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articoli 65-68 della c itata ordinanza, ora prevedevano: accertamenti particolari per i cadetti delle armi di linea che avevano superato i venticinque anni, sul programma del «piccolo corso» per gli altri e su quello del «corso grande» per gli allievi delle armi faco ltative. Quindi maggiore severità o «maggior, o minore profondità» era richiesta a seconda dell'arma di appartenenza e dell'età degli esaminandi. Della giunta d 'esame facevano parte il segretario di Stato del dispaccio della guerra, i marescialli di campo tenente colonnello don Bartolomeo Falconcini, il conte tenente Marazzani, il marchese Militerni. i brigadieri don Francesco Pignatelli governatore del battaglione e direttore dell'accademia e il duca di Gravina secondo comandante interinale del rea! corpo dei volontari di marina, il sergente maggiore e i capitani del battaglione, l'ispettore deli ' accademia. Allorquando gli aspi ranti artiglieri e ingegneri sostenevano gli esami dovevano far parte della commissione d'esame, in qualità di membri, anche i rispettivi comandanti di corpo. I cadetti delle armi di fanteria e cavalleria frequentatori del corso grande, che si sottoponevano agli esami sull'intero programma di studio, acquisivano il titolo di merito per i successivi avanzamenti e per gli impieghi nella piana maggiore. Gli esami, articolati in orali e scritti , avevano luogo per coprire le vacanze nei corpi. Erano ammessi a partecipare non solo i cadetti abilitati al concorso, ma anche eventuali volontari. L'esame più impegnativo tendeva ad accertare la conoscenza della teoria, la preparazione professionale e l'ingegno dei concorrenti, cioè «riguardare tre principali punti: l'estensione delle teorie di rutte le scienze, che sono nece arie a sapersi, per intendere la ragione di quanto si sa nel Mestiere per cui si concorre, e le teorie del Mestiere medesimo; la franchezza delle facoltà intellettuali , elle son precise per sapersi ben condurre ne' dati casi; e finalmente i gradi d'invenzione, per saper ritrovar quanto occorra nel M estie re~~ . I due esercizi scritti che g li allievi dovevano risolvere in sede d 'esame erano estratti a sorte tra i problemi proposti da c iascun membro della giunta, come peraltro recitava l'ordinanza costitutiva. Al termine delle prove veniva compilata una graduatori a che teneva conto dei voti parziali delle varie valutazioni, delle qualità intellettuali dei singoli e del loro comportamento morale e disciplinare, giudizi questi espressi dai superiori gerarchici. Si teneva conto anche dei precedenti scolastici.


GLI ISTITlJTI MILITARI DI EDUCA7 10NE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SlC!LlE

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Mentre per la promozione a ufficiale delle armi speciali erano proposti i migliori, nel rapporto di due artiglieri e un ingegnere, per le altre armi la nomina veniva attribuita al più anziano, qualora avesse dimostrato di possedere sufficienti cognizioni, anche se posposto nella graduatoria di merito ai cadetti più giovani. Gli allievi delle armi dotte, che sottoposti per tre volte all'esame rigoroso erano giudicati con buono, e perciò superati dai colleghi giudicati ottimi, venivano promossi all'atto della creazione della prima vacanza. Veniva promosso senza esami colui che «terminato avesse interamente il corso Accademico, e dasse alla luce qualche produzione de' suoi talenti. dalla quale si potesse venire in sicuro conoscimen1o e dell'estensione delle sue teorie, e dc' gradi di profondità nel pensare, e delrinvenzione nelle cose Mililari [... ] purchè consti alla Giunta, che una tale produzione sia di quel Cadeuo, e che contenga le sicure note, che dimostrino una perfezione de ' suoi talenti, locc hè deve esaltamente la Giunta esaminare. unendosi co' Maestri, che ne diano il loro giud izio, con obbligarlo a manifestare i metodi di cui s'è servito per compilare una tal opera, e gli artifici di cui s 'è prevalutO>>.

L'appendice all'addizione, a firma del segretario di Stato, pur confermando la composizione della giunta d'esame per la promozione «alle sottotenenze vacanti ne' loro respeui Reggimenti» istituiva una giunta particolare costituita dal colonnello governatore, dal maggiore e da rutti i capitani con il fine di valutare l' idoneità dei cadetti e dei sottobrigadieri a coprire le vacanze di sottobrigadiere e di brigadiere nei corpi. In attesa della definizione del piccolo corso di studi veniva considerato sufficiente che i candidati delle armi dì linea dessero «esatto conto dì quanto nella Real Accademia del medesimo Rea! Battaglione si è insegnato, così riguardo alle Scienze Matematiche. che alle Reali Ordinanze, non dovendo esser privi di ascenso coloro, che profittando dì tutto ciò che se l'insegna, dimostrano applicazione per il Real Servigio». Coloro i quali avevano superato i venticinque anni e i frequentatori del corso grande erano sottoposti ad esami analoghi a quelli previsti per la promozione a ufficiale. Per l'abilitazione era inoltre necessario «che le richieste cognizioni debbano essere sempre accoppiate colla morigeratezza e bontà de ' costumi », soprattutto per quelli incaricati della vigilanza sulla condotta dei cadetti. Con ordine reale del 14 dicembre 1774 il re disponeva che i cadetti in età minore della prescritta, in anesa di essere ammess i al battaglione, dovevano prestare servizio presso i rispettivi corpi.


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GLI ISTITUTI DI ED!;CAZIO:-IE E DI FO R\1,- UJONE PI;,R Lrl'ICIALI NEGLI STATI PREU~ITARI

Nel 1775 con decreto del 13 gennaio veniva istituita la Scuola Militare per la «educazione dei giovinetti figli de' benemeriti ufficiali inabilitati a dargliela per difetto di mezzi opportuni», Da questo stabilimento uscivano cadetti o souufficiali, i migliori dei primi verranno mandati alla Reale Accademia Militare del Battaglione Rea! Ferdinando( 37 >. Con il rescritto del 14 marzo 1777 il re estendeva l'ammissione al collegio del rea l battaglione ai «figli de' paesani dcii 'età di otto anni fino a quattordici compiti. sempre che abbiano li requisiti di nobiltà. assegnamento, e altri che sono necessarj, secondo si trova stabilito per essere ricevuti da Cadetti». La decorrenza dell'anzianità iniziava per loro dal compimento del quattordicesimo anno. Un successivo provvedimento del 17 settembre dello stesso anno regolava anche l'accoglimento degli aspiranti volont01j nella Truppa, in attesa della creazione di vacanze nelle piazze di cadetto nei reggimenti nazionali. Nel 1779 il battaglione aveva in organico 809 cadetti. In merito al titolo di nobiltà richiesto ai candidati per l'ammissione al rea! battaglione si ricordano i dispacci, già citati nel paragrafo introduttivo: del24 febbraio 1779, che consentiva l'accoglimento dei soli «Figli della Primaria Nobiltà dei suoi due Regni», del 28 marzo s uccessivo. che precisava «vuole il Re che per figli della primaria nobiltà Napoletana s'intendano solo i figli di quelle famiglie Napolitane, le quali sono ascritte a sedili di questa Capitale, ed i figli de' suoi Gentiluomini di Camara» e dell '8 luglio 1786, che estendeva tale ricoscimento a tutti i nobili del Regno delle due Sicìlie. La Reale Accademia Milita re del Battaglione Rea l Ferdina ndo Non è stato possibile trovare dei documenti dai quali desumere le informazioni sulle variazioni apportate ai programmi di studio. al ciclo scolastico e all'organizzazione dell'istituzione nel decennio 1774-1784. Si può però affermare che presso il battaglione reale esistessero una scuola denominata Real Collegio de' Cadetti, dove venivano svolti cors i di studi a fattor comune, c delle Scuole di Professione o accademia propriamente detta. Queste scuole avevano indubbiamente finalità diverse ma complementari.

37) T. Argiolas. Storia del/" Esercito Borbonico. p. 322.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEI. REGJiiO DELLE DUE SICli.IE

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Dallo Stato delle Scuole del Collegio Militare del l 0 maggio 1785 (38) si è potuto desumere anche il piano degli studi completo. Il corso della durata di otto anni vedeva impartiti nelle diverse classi i seguenti insegnamenti: l ~ classe:

leggere e numerare. carattere e disegno di figura;

2~ classe:

primi precetti della lingua italiana, aritmetica pratica, carattere, lingua francese e disegno di figura;

3~ classe:

(1 ~e 2~ divisione) grammatica ragionata italiana, lingua latina, aritmetica pratica, carattere, lingua francese e disegno di figura, (3a divisione) esercizi di lingua italiana, aritmetica pratica, disegno di figura e di mappe;

4~ classe:

(l~ e 2~ divisione) aritmetica ragionata e geometria piana, esercizi di lingue e disegno di delineazione;

sa classe:

geometria solida, trigonometria, algebra, disegno geometrico dei corpi solidi, delle ombre e delle prospettive;

6~ classe:

sezioni coniche e geometria pratica, eserci zi di problemi aritmetici, algebra e disegno geometrico;

7~ classe:

(l li divisione) dinamica, algebra e disegno geometrico, (2" divisione) statica, algebra applicata alla soluzione dei problemi, disegno geometrico, (3" divisione) idraulica, algebra applicata alla soluzione dei problemi, disegno di architettura militare e di situazione;

8€! classe:

scuola di architettura militare, disegno di architettura militare e civile.

Gli insegnanti titolari, che talvolta erano coadiuvati nelle attività didattiche da brigadieri e cadetti, erano i seguenti : sottotenente don Gaetano De Sio don Saverio Rodinò don Domenico Troise don Carlo De Marinis e don Michele de Vita

leggere e numerare; primi rudimenti della lingua italiana e aritmetica; carattere; grammatica italiana ragionata, lingua latina e aritmetica;

38) ASN. Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 701, fase. 89.


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GLJ ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

don Salvatore Mollo e don Giuseppe Sciabas don Salvatore Mollo sottotenente don Andrea Colnago

disegno; disegno di figura e di mappe; esercizi di scrittura e aritmetica pratica; principi di lingua francese; esercizi di lingue;

don Giuseppe La Roque abate don Vincenzo Saladini e padre don Nicola Massa tenente don Raimondo Lebbof (o Le Boff) disegno di delineazione; e don Giuseppe Rastelli aritmetica ragionata e sottotenente don Pasquale Navar geometria piana; sottoteneme don Luigi Romeo geometria solida e trigonometria; capitano don Michele Apreja (o Aprea) disegno geometrico dei corpi e sottotenente don Pietro Arroja solidi, delle ombre, prospettiva; tenente don Giuseppe Fonseca sezioni coniche e geometria pratica; capitano don Giambattista Cimino esercizi sui problemi di aritmetica; abate don Guglielmo Silio algebra e algebra applicata alla soluzione dei problemi; capitano don Vincenzo Polizzi dinamica; padre don Luigi Curtis stati ca; padre don Francesco Granata idraulica; capitano don Michele Borremans disegno di architettura militare, civile e di situazione; tenente don Giuseppe Parisi scuola di architettura militare; padre don Ferdinando Ficaroga scuola di logica; cappellano don Filippo Stanziola scuola di etica.

I professori, mediante tabelle, dovevano delineare le caratteristiche degli allievi ponendo in evidenza l'attenzione, il raziocinio, il profitto, la subordinazione e adottare quindi gli opportuni provvedimenti al fine di promuovere in essi le qualità e anche le particolarità peculiari deli' uomo militare. Negli anni precedenti l'organizzazione scolastica doveva essere alquanto complessa e niente affatto ordinata se lo stesore del programma lamentava che «il disordine, nel quale erano involti gli studj del Collegio Militare, non ha permesso di ridurre le Classi de' medesimi al vero


GLI ISTITUTI MILIT ARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILLE

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sistema; la distribuzione però n'è tale, che toglie l'attrasso, e l'intrigo, nel quale i giovani si ritrovavano, e li prepara a poter essere nel mese di Novembre nel vero cammino di un Istituto Accademico Militare». Le prime tre classi ricalcavano il metodo attuato nelle scuole normali con qualche ampliamento e modifica ritenuti necessari alle finalità del collegio militare. A commento della prima divisione della 3! classe era detto «si avezzano i giovani a diventare filosofi , studiando la propria lingua, e s'insegnano la lingua francese , e la latina, rapportandole alla lingua patria». Le divisioni in cui si articolavano talune classi erano giustificate dali 'esigenza di dare più spazio ali 'insegnamento della geometria per i più bravi nelle lingue e di istruire anche coloro che per motivi vari si erano dimostrati scarsamente versati nello studio delle matematiche. L'aritmetica ragionata e l'algebra, analogamente al disegno, si trovavano ripetute nelle varie classi per porre fine al disordine precedente. Le scuole di logica e di etica venivano frequentate dagli alunni a prescindere dalla loro diversa preparazione scolastica. J trattati di matematica utilizzati erano di autori diversi. Veniva pertanto disposto che in avvenire ne fosse approvato uno per ciascuna scienza, evitando l 'arbitrio dei maestri di scegliere i libri a loro piaci mento o peggio di dettare il testo. Nel piano non erano stabilite le Scuole di Professione, a eccezione di quelle del genio, poiché i professori di artiglieria erano occupati in altre incombenze, mentre mancavano del tutto gli insegnanti di tattica di fanteria e di cavalleria, di geografia e di storia. Non deve certo meravigliare l'eccessiva suddivisione di alcuni corsi qualora si ponga attenzione alla differenza di età esistente tra gli alunni di una stessa classe. Non era stato ancora introdotto il criterio basilare di ammettere gli allievi in classi corrispondenti all'età. Valga l'esempio dell'anno 1785 in cui i 180 cadetti erano così ripartiti: prima classe composta da 18 alunni, compresi tra i cinque e i quattordici anni; seconda classe 19, tra i dieci e i quindici; terza classe: Jll divisione 17, tra i nove e i quattordici, 2! divisione 9, tra i quattordici e i quindici; Y divisione 14, tra i quattordici e i venti; quarta classe: l~ divisione 25, tra i quattordici e i diciotto; 2ll divisione 23, tra i dodici e i venti; quinta classe 17, tra i dodici e i diciannove; sesta classe 12, tra i qua ttordici e i ventuno; settima classe: l ~ divisione 7, tra i diciotto e i venti, 2ll divisione 3, tra i diciotto e i ventuno, 3ll divisione 7 alunni, tra i diciassette anni e i ventuno.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Come si desume dal Piano dell' Istituto Scientifico-pratico da stabilirsi nella Reale Militare Accademia, del settembre 1785<39), veniva prospettato un mutamento del sistema di preparazione scolastica in atto escludendo dalla frequenza, su proposta dei professori, gli alunni non idonei a proseguire gli studi. Taluni perché riten uti «come inutili, altri come avanzati in età, e molti per aver terminato al meglio che si è potuto gli Studj, potendo anche alcuni altri che sono in fine de' medesimi, accudire ali ' Accademia per terminarli, senza esser compresi nel nuovo Piano di Educazione, di cui non sono più suscettibili». Il piano prevedeva una nuova ripartizione delle discipline nei vari anni scolastici, proponeva l'introduzione di nuove, conteneva suggerimenti didattici e consigliava l'adozione di alcuni libri di testo. Dalla Nota de' Professori che si stimano atti a disimpegnare gli incarichi che si propongono nel Piano dell'Istituto Scientifico-pratico della Reale Accademia Militare assegnati secondo le diverse classi<40>, si desume che le materie da impartire fos sero le seguenti: I classe: leggere e numerare, primi rudimenti della lingua italiana, carattere, disegno di fig ura; TI classe: grammatica italiana ragionata, aritmetica pratica, principi della pronuncia francese, carattere, disegno di figura; III classe: sintassi italiana e lingua latina, aritmetica pratica, istruz ioni di lingua francese, carattere, disegno di figura; IV classe: l 'arte di ben scrivere in italiano ed esercizi di lingua latina, aritmetica ragionata, geometria piana, disegno di delineazione; V classe: algebra, geometria solida, logica e scienza dei doveri, disegno geometrico, arte di modellare; VI classe: sezioni del cono, trigonometria e geometria pratica, geografia, disegno di situazione; VII classe: meccanica unita alla fisica sperimentale, storia politica e militare, disegno di macchine; VIII classe: architettura militare riguardo alla fortificazione, tattica preparatrice, artiglieria preliminare, disegno corrispondente, disegno e spiega de !l 'architettura civile; 39) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina. fs. 70 1, fase. 90. - ASN, L' Accademia Militare della Nunziatella dalle origini a/1860. pp. Il c 49-53. - Allegati al cap. IX, doc. 5. 40) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina. fs . 701. - Allegati al cap. IX, doc. 6.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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IX classe:

guerra degli assedi e sotterranea, tattica sublime, artiglieria ne !l ' esercizio della guerra, disegno corrispondente, disegno e spiega de !l'architettura civile;

X classe:

architettura idraulica, arte di progettare, disegno corrispondente;

Classe estraordinaria: geometria e calcolo sublime. A integrazione del programma degli studi e delle note era annessa una Memoria con la quale si invitava il professore Vito Caravelli ad ampliare e a modificare alcuni suoi trattati di matematica e di scienze meccaniche, alla luce della nuova impostazione scolastica. Provvisoriamente, per la cattedra di geometria e calcolo sublime, era proposto il professore Nicola Fergola «quando non si abbia altro più rinomato Soggetto d 'Europa. Intanto è da sapersi che non ha l 'uguale in Napoli pel Calcolo, e per la Geometria Sublime». In merito agli argomenti delle materie di carattere militare che dovevano essere trattati, dai documenti reperiti è stato possibile risalire solo a quelli relativi ali 'artiglieria (VIri e IX classe), desunti da Il Trattato di Artiglieria proposto nel Piano dell'Istituto Scienttfico-pratico, per uso d~ll' Accademia Militare, contener deve due parti cioè l'Artiglieria Preliminare e l'Artiglieria nell'Esercizio della Guerra. Ciascuna parte dev'esser compresa in un Volume in 8°, e le Teoriche, e Pratiche che vi debbon esser trattate, debbonsi esporre nella seguente maniera(41 >. Il corso doveva essere impostato sui trattati di Vito Cara velli, Benjamin Robins e Alessandro Vittorio Papacino D ' Antonj. Nel documento erano specificati dettagliatamente i temi oggetto d'insegnamento con riferimenti bibliografici. Delle note, per il particolare interesse che riveste, si riporta la prima: «Nella l"' Parte non si è stimato divisare ne' le dimensioni delle Armi di cui fa uso la nostra Artiglieria, ne· tutte le Macchine, ne' tutti gli strumenti, che sono necessarj per metterle in azione. Imperocche si fatte notizie date per istampa possono in tempo di Guerra esser di lume, e di vantaggio all'inimico. Quindi le Nazioni più accorte usano su quest'oggetto della riserbatezza. Inoltre le suddette dimensioni, e le Macchine sono soggette a cambiamento, come forse avverrà ora tra noi riguardo alle casse de' Cannon i, degli Obuizi etc. Intanto non si trascurerà nella Scuola di Disegno di dettagliarle a coloro. ch'esser debbono Offiziali nel Corpo di Artiglieria, con metodo facilissimo e ragionato. »

4 1) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 70 l.- Allegati al cap. IX, doc. 7.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI f'ORMAZIONE !PER UFFIC IAU NEGLI STATI PREUNITARI

Il profitto degli alunni negli studi e più in generale la situazione scolastica e disciplinare, del penultimo anno di esistenza dell'istituto, traspaiono dalla partecipazione del re datata 27 ottobre 1786<42 l: «Ha veduto il Re con piena sodisfazione quanto il Tenente Generale Don Francesco Pignatelli ha esposto, intorno aJ profitto fatto dagli Individui, che hanno assistito agli Studii della Rea! Accademia Militare per il corso del caduto anno Scolare ed ha rivelato con sommo piacere dal Registro presentato de' Giudizio de' Professori, circa l'anenzione, facoltà di ragionare, profitto, e subordinazione di ogni Cadetto, e Studente intervenuto per quel rempo al Rea! Collegio: che il metodo e il sistema proposto, ed approvato abbia avuto per quella parte tutta l'intera, e più plausibile esecuzione. Nel gradire Sua Maestà quanto ha rimesso detto Generale sù questo assunto, hà avuto luogo di osservare anche nell 'attuale riscontro la diluì somma attenzione, vigilanza, e zelo, impiegati al solito, per procurare il più esatto disimpegno da professori, e dagli Uffiziali addetti alla direzione, ed Istruzione di quella gioventù; Vuole pertanto Sua Maestà, e comanda. che sia manifestato al cennato Generale la piena, e compita sua Sovrana approvazione per tali diluì premure, ed abile Servizio. Nel tempo medesimo è avvenuta Sua Maestà in ordinare, che il Sistema già adottato, ed in uso per ti Studii. sia posto anche in prattica, del tutto reso uniforme nella parte, che concerne l'educazione della Gioventù del Rea! Collegio, onde si osservi la medesima regola, rispetto al buon costume, come allo sviluppo delle facoltà necessarie alla professione Militare. dagli Offiziali à quella direzione addetli, e vi sia unità costante di metodo nel corso di tutta l'educazione Militare; à tal effetto è mente del Re, che dai Capitani del la Compagnia, o Brigata dè Cadetti, si formino relazioni mensuali, ed annuali, rispetto alle facoltà fisiche, e morali degli Individui à loro sottoposti, in somiglianza di quelle già plausibilmente formate da Professori ed à tenore del Piano da Sua Maestà approvato. Conseguentemente à ciò sulle Relazioni, e proposte del mentovato Generale, à Sua Maestà più volte presentate è venuta à comandare, che si formino ora dai Cadetti Convittori nel Rea! Collegio le quattro Brigate dell'Accademia Militare, con ordini anteriori già mentovati.>>

Il metodo didattico adottato dal generale Pignatelli quindi, non solo aveva riscosso l'approvazione reale, ma verrà anche imposto a modello per la costituenda reale accademia militare. Con lo stesso dispaccio il sovrano decretava la costituzione della Reale Accademia Militare, già incorporata nel reale battaglione, in un corpo separato e autonomo. Il personale del comando, d'inquadramento e il corpo insegnante erano tratti per la quasi totalità dallo stesso battaglione. Gli ufficiali e i cadetti convittori del real collegio predesignati per la costituzione del! 'accademia, venivano trasferiti al nuovo ente il 30 ottobre 1786.

42) AS , Scrivania di Razione , Reali Ordini, vol. 150. ff. 96-7.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDliCAZIONE E FOR \1A TI VI .SEL REG!'-0 DIOLLE DUE SICILIE

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Dali 'estratto della rivista mensile fatta dal re al battaglione real Ferdinando il 9 novembre 1786<4 3) si è potuto ricostruire l'organico antecedente alla ristrutturazione.

Piana Maggiore colonnello comandante colonne llo governatore sergente maggiore aiutante maggiore alfiere abbandierato graduato alfiere abbandierato graduato segretario tenente graduato primo cappellano secondo cappellano cappellano in secondo chirurgo maggiore secondo chirurgo medico tamburo maggiore 47 trabanti

sua maestà il re tenente generale don Francesco Pignatelli don Francesco Russo don Stanislao Espin

don Giuseppe Parisi don Nicola Cocozza don Filippo Stanziola don Francesco Palella don Aniello d'Andrea Giuseppe Maria Moavero .don Francesco Greco Agostino Cavallino

e inoltre: quattro tenenti in qualità di ufficiali aggregati tredici alfieri soprannumerari graduati del battaglione di servizio due alfieri soprannumerari graduati del battaglione di minorità un brigadiere soprannumerario tre sottobrigadieri di bandiera tredici cadetti di servizio senza avere ventiquattro cadetti di minori tà un cadetto d 'assegnamento di reggimento Il Battaglione reale era costituito da: una compagnia granat1en. una compagnia colonnella, la compagnia Leonessa, la compagnia Napoli, cinque compagnie, dette \'acante, per un

43) ASN. Agg iusti dei Corpi de/t Esuciro, fs. 197. ff. 783-92. - Scrivania di Ra:ione, Reali Ordini. vol. ISO, ff. 97-9.


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GLI ISTITUTI DI EDUC AZIONf E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI ~GLI STATI PREUNITARI

totale di 2 capitani, 4 tenenti. 2 alfieri, 4 brigadieri , 8 sottobrigadieri, 5 pifferi, 3 tamburini e 539 cadetti, dei quali 44 effettivi al battaglione e 49 di minorità.

L'Accademia Militare aveva in organico: un tenente colonnello

don Giovanni Batti sta Trapani

un maggiore ispettore degli studi don Giuseppe Parisi due capitani

don Giuseppe Cavaliere, e don Giuseppe Saverio Poli

quattro sottotenenti

don Ves pasiano Bcrotti , don Giuseppe Grillo Ruffo, don Antonio Salomone, don Giuseppe Galileo Pasquali i capitani don Carlo Novi , don Giambattista Cimino, i capitani graduati don Michele Pucci , don Vincenzo Polizzi , il tenente don Giuseppe Fonseca in secondo don Michele Borremans. straordinario don Michele Aprea. don Giambattista Mori, volontario don Ferdinando Roberti

corsi di artiglieria

corsi per ingegneri

La Reale Accademia Militare all'atto della sua costituzione era ord inata s u: un comandante

brigadiere don Domenico marchese della Leonessa di Supino ( *)

un secondo comandante ispettore maggiore don Giu eppe Pari si (*) degli s tudi tenenre colonnello un maggiore tenente colonnell o don Francesco Russo capitano graduato il bandierato don quattro capitani Stanislao Espin (*) capitano graduato il brigadiere don Ruberto Mirabelli (*) capitano graduato don Vincenzo Perez-Condè tenente graduato il sottobrigadiere di bandiera don Tommaso Susanna


GLI ISTITUTI MILITARI DI EOliC'A7.10 '11F E FOR\1ATIVI :-.'EL REGt-oO DELLE DUE SICIL IE

serre tenenti

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l 0 tenente il brigadiere don Pasquale Galluzzo (*) l o tenente il brigadiere don Francesco Basset (*) l 0 tenente il brigadiere don Giovanni Trigona (*) 2° tenente don Filippo Cancellieri 2° tenente don Vincenzo Arrnenio alfiere graduato il souobrigadiere don Biagio Torres Aquilca (*) sottotenente il cadetto don Filippo Castellano (*)

sette alfieri

sottotenente don Andrea Colnago alfiere l'aiutante don Giuseppe Galileo Pasquali (*) l 0 tenente il cadetto don Gaetano Ruiz 1o tenente il cadetto di cavalleria don Francesco Sebastiani l o tenente il cadetto don Giovanni Mutto l 0 tenente il cadetto don Vincenzo Conti l 0 tenente il cadetto don Giuseppe d'Ales an dro (*)

un addetto al dettaglio

capitano il tenente don Giuseppe Fonseca

quattro brigate. di 60 alunni c iascuna, comprendenti 165 cadetti (89 cadetti di servizio e 76 di minorità, di cui 26 pupilli). (*) ufficiali già effeni vi alla reale accademia militare del battag li one real Ferdinando.

Nel marzo del 1787 venivano aggregati al battaglione altri 22 allievi di minore età senza averi e senza essere incardinati ad alcun reggimento.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI-E E DI FORMAZIO:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PRElr.'JITARI

All'organico dell'accademia venivano successivamente aggiunti un quartiermastro e due cappellani. In particolare run capitano, due tenenti e sette alfieri o sottotenenti erano chiamati a far parte della piana maggiore, un tenente inoltre assegnato in sottordine al comandante e un'altro all'ispettore, quattro capitani ancora avevano l'incarico di comandanti di brigata o compagnia e tre tenenti quello di subalterni. L'avvio della riforma, che modificava non poco la precedente impostazione. fu piuttosto difficoltoso e si protrasse nel tempo. Lo dimostrano le note in calce ai vari piani, gli tudi e le memorie annesse. Si affrontava così la fase iniziale di attuazione di un progetto ambizioso, che approdava peraltro con qualche ritardo nel quadro europeo. In una nota<44> era detto «L' Educazione è ancora su un sistema incerto, poichè non si era potuto mettere in pratica quanto si trova su questo assunto proposto in una Memoria data neli ' Anno passato<45 >; onde spesso il regolamento scientifico ripugna a quello de li 'Educazione interna». Nei primi mesi del 1787 si cercò di ovviare agli inconvenienti riscontrati a seguito dell'entrata in vigore del piano di studi proposto nel 1785. Si lamentava la carenza di libri di testo: di una grammatica italiana e latina, la mancata stampa della scienza dei doveri dell ' uomo, del cittadino e del militare e del volume di algebra di Vito Cara velli; l 'assoluta assenza di trattati di artiglieria, di tattica, di geografia, di storia militare, di architettura idraulica e del modellare. La scuola non era stata inoltre ancora approvvigionata dei modelli richiesti. L' accademia o Istituto scientifico-pratico prevedeva nei uoi programmi lo svolgimento delle varie attività, scolastiche e applicative. in tre periodi: i corsi teorici da novembre a maggio e da maggio a luglio con gli esami finali ad agosto, quelli pratici dal 1O settembre, con manovre oltre il ponte della Maddalena. Questo particolare è testimoniato da una lettera del comandante Leonessa al brigadiere Acton datata 3 settembre 1787<46): «Dovendosi, secondo il solito. alli dieci del corrente dar cominciamento alle Scuole pra· tiche fuori il Ponte della Maddalena per istruzione de ' Cadetti di questa Reale Accademia

44) R. Pilati, op.cit., pp. 121-2. 45) AS , Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 701.- vedasi nota (40).

46) R. Pilati. op. cit.. p. 21.- AS . Segreteria antica di Guerra e Marina. fs. 701.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZ IONE E FORMATIVI NEL REG NO DELLE DUE SICU.IE

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Militare; potrebbe perciò Vostra Eccellenza compiacersi dar ordini al Corpo Generale di Artiglieria, affinchè venga sommirnistrato tutto ciò che necessita per l'esecuzione delle Scuole medesime, secondo che si praticò r Anno passato, come altresì ordinare al Real Corpo della Marina che si approntassero le lance necessarie per condurre la mattina i Cadetti nel luogo suddivisato.»

Solo con il sovrano ordine del 23 marzo 1787<47>, che peraltro sanciva la soppressione del battaglione dei cadetti real Ferdinando o più precisamente il cambio di denominazione e conseguentemente il suo inglobamento nella Reale Accademia Militare, veniva adottato un criterio unico di istruzione dei cadetti. Il documento così cominciava: «Intento sempre il Rea! Animo a provedere efficacemente alla Educazione della Gioventù Militare, considero conveniente di radunare tutti li cadetti del suo Real Esercito nel Battaglione Rea! Ferdinando all'effetto di farli iniziare, ed istruire unicamente nelle scienze, come il mezzo più proprio a sviluppare in essi li talenti necessari all' istituto Militare.[ .. . ] Si è servita determinare, che cessando ora di mantenersi ragunati li Cadetti diversi dell'Esercito nello stesso Corpo, termini il medesimo di denominarsi Battaglione Rea! Ferdinando, ma si distingua la parte di esso. che rimane già fissata in quattro Brigate, ò Compagnie, col nome di Real Accademia Militare secondo ritrovasi prescritto nel nuovo Real Stabilimento della medesima.»

Sempre con lo stesso atto il sovrano, con l 'intento di proporzionare il numero dei cadetti ai corpi dell'esercito onde consentire ai giovani una più sollecita promozione ai gradi superiori e per premiarli dei meriti acquisiti, decretava la riduzione della popolazione scolastica. I cadetti di fan teria veterana, nazionale e Vallona, in base al la loro anzianità, venivano egualmente distribuiti nei diciassette reggimenti. I primi quattro erano promossi alfieri abbandierati mentre per i rimanenti il re si riservava di assegnare loro, seguendo l'ordine di ruolo, tale grado allorquando i primi fossero stati nominati ufficiali. Anche i cadetti degli altri reggimenti di fanteria del rea! Macedonia e di Capitolazione, quelli di cavalleria e dei dragoni dovevano ugualmente rientrare ai propri reparti di appartenenza per prestarvi servizio. I diciannove cadetti di servizio che si trovavano privi di godimento, di averi e non incardinati ad alcun reggimento dell'esercito venivano destinati ai reggimenti nazionali di fanteria e di cavalleria «per essere ivi tenuti molto presenti negli aseensi».

47) ASN, Segreteria a111ica di Guerra e Marina. fs . 701.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITA RI

4. IL COLLEGIO DE' NOBILI, IL REGAL COLLEGIO DELLA NUNZIATELLA O REGALE ACCADEMIA, IL REAL CONVITTO FERNANDIANO O FERDINANDIANO Nell'ambito della disamina degli istituti di educazione e di formazione militari del Regno delle due Sicilie non era possibile sottacere l' esistenza del Collegio de' Nobili e della Regale Accademia, che ne perpetuò le tradizioni. Nel Settecento negli stati preunitari, come più volte asserito, il conferimento, peraltro eventuale, del brevetto di ufficiale delle armi di linea agli alunni licenziati dai collegi dei nobili costituiva una consuetudine generalizzata. Qualora si tenga presente che nel corpo delle discipline d'insegnamento di questi convitti, accanto alle materie umanistiche e scientifiche, venivano molto spesso inserite l'architettura militare o fortificazione, la tattica e la pratica delle attività ginnico-sportive, quali la scherma e l'equitazione, tale riconoscimento non era così incongruente come potrebbe apparire di primo acchito. L'interesse quindi, che l'esistenza di dette scuole riveste in questo ambito storico, giustifica pienamente un accenno. Il Collegio de' Nobili era sorto a Napoli, per merito dei padri gesuiti, sin dall626 e dal 1757 aveva sede a Pizzofalcone, nell'edificio detto della Nunziatella. Ovviamente le regole e le discipline in vigore erano quelle comuni agli altri collegi retti dall'Ordine. La direzione della compagnia di Gesù sul! 'istituto cessava il 20 novembre 1767, a seguito della espulsione dei religiosi dal Regno<4 8l. Nel campo dell'insegnamento l'adozione di tale provvedimento non sarà del tutto privo di conseguenze: ovunque, in Italia e in Europa, dove avevano avuto il monopolio delle scuole, si erano venute a determinare condizioni di crisi che perdureranno nel tempo. Le traversie del collegio dei nobili napoletano, ne costituiscono un tipico esempio. L'istituto, per riprendere la sua precipua funzione, doveva essere necessariamente riformato. II Regal Collegio della Nunziatella o Regale Accademia

A seguito del rea! dispaccio della segreteria di Stato del 23 dicembre 1767 la giunta del Collegio detto de' Nobili proponeva un regolamento

48) ASN, Azienda gesuitica, vol. 36 bis.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICI LIE

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per l 'amministrazione dei beni e per il funzionamento del convitto<49>. In esso era tenuto presente che il nuovo Collegio Reale doveva rappresentare il luogo «dove possa la nobiltà educarsi, e istruirsi nelle lettere e nel costume». Nell'intento di creare una scuola che rispondesse pienamente alle attese il 22 febbraio 1768 Francesco Vargas Macciucca membro della giunta, consigliere caporuota del Sacro Regio Consiglio e della Rea! Camera di S. Chiara, richiedeva delle notizie riservate sull'organizzazione dei collegi o accademie dei nobili convittori di Torino al conte Michele Pignatelli, ministro di sua maestà nella corte di Torino<50>. Il 20 febbraio 1769 Giuseppe Caravita duca di Turrito, avvocato della corona, formulava una serie di osservazioni sul «piano delle regole, che formarsi dovrebbero per il nuovo Re gal Collegio della Nunziatella»<5 1>. La giunta delle scuole, il 25luglio 1769, presentava il piano della Regale Accademia per la primaria e distinta nobiltà nella Casa della Nunziate!la<52l. Compito precipuo era «d'istruire la nobile gioventù ne' doveri della Religione, di buon cavaliere, e di cittadino». Poiché era detto «il buon costume e la religione è il principale oggetto dell 'educazione» le pratiche devozionali ne costituivano ovviamente il fondamento. Negli intendimenti degli stesori l'adozione di una adeguata metodica didattica, tesa a conseguire il massimo profitto negli studi. e l' oculata scelta delle materie d'insegnamento, certamente avrebbero dovuto conferire agli allievi un vasto approfondito bagaglio culturale. Il programma proposto per il collegio o accademia reale, che doveva aprirsi nel novembre seguente, era così esposto: «Con ordine e metodo proporzionato s' insegnerà loro a scriver bene e corretto, l'abbaco, la grammatica Toscana e Lalina, le belle Lettere, la lingua Greca, come anche la francese, la Tedesca, la Spagnuola e l'Inglese. A misura del profino che faranno si passeranno a studiar la logica, la metafisica, le matematiche, la fis ica, il diritto naturale, la geografia, la cronologia, la storia sagra e profana, il diritto civile ed i canoni; e per quanto sarà possibile si risparmierà loro la pena di scrivere le lezioni proponendosi i migliori libri per ogni facoltà. S'istruiranno nella lettura de' più accreditati autori de lla politica, del commercio e del Blasone.

49) ASN. Segreteria di Casa Rea[e, fs . 1298, fase. l. 50) ASN, Segreteria di Casa Rea[e. fs. 1314. fase. 29. 51 ) ASN. Segreteria di Casa Reale, fs. 1305, fase. l. 52) ASN. Segreleria di Casa Reafe, fs. 13 14 , fase. 29. - Allegati al cap. IX, doc. 8.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZJONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Sarà la regale Accademia provveduta di sufficiente comodo di libreria per uso de' maestri, e de' Nobili All ievi, e di ogni altro mezzo onde non solo meglio accertarsi la scientifica istruzione, ma anche facilitarne i mezzi secondo le più lodevoli moderne usanze. Si eserciteranno nelle arti cavalleresche di ballo, di scherma, di cavalcare. come anche nel disegno ed architettura quanto a ben'educati cavalieri si conviene. A chi si condurrà bene e farà lodevole profitto nelle scienze e nelle belle arti non si mancherà di dare dopo giusti esami marche di gradimentQ e di approvazione, e saranno anche presentati perciò a Sua Maestà.»

L'ammissione dei giovani era condizionata all'approvazione del sovrano. Gli aspiranti nazionali ed esteri dovevano essere «cavalieri nè di età meno di dieci anni, nè più di sedici», potevano entrare nel collegio «facendo costare de' debiti requisiti esaminato che si ne' rudimenti della fede, e della Grammatica Latina». La frequenza e la permanenza nell'istituto erano tollerate fino all'età di venticinque anni «quando si portino bene e con profitto». Vestivano sempre l' uniforme e all'esterno de li 'edificio portavano la spada. I ragazzi dell'età inferiore ai quindici anni dormivano in piccole camerate sotto la vigilanza di un prefetto e disponevano di due camerieri per ciascun stanzone. I più grandi erano alloggiati in stanze singole, un cameriere era al servizio di tre cavalieri. Per ogni galleria era preposto un prefetto. Potevano uscire ogni giorno, tempo permettendo, e praticare attività ludiche, con l 'esclusione del gioco delle carte. Non era permesso loro di villeggiare o di pernottare fuori dal convitto. Il sovrano era particolarmente disposto a mantenere coloro che si segnalavano «Col buon costume, colle scienze e colle arti cavalleresche» sotto la sua clementissima protezione. La regale accademia, eretta sotto il patrocinio del re per l 'educazione della primari a e distinta nobiltà nazionale ed estera<53l, doveva essere «regolata più dalla prudenza e buona condotta del direttore e degli altri uffiziali, e maestri». Le figure principali dell'organizzazione scolastica erano il sopraintendente del convitto e direttore, che doveva essere «personaggio distinto e graduato, e con eminente autorità, e suprema ispezione sopra ogni genere di Persone e cose»; il luogotenente e prodirettore, che aveva la direzione degli studi e di tutto ciò che concerneva gl i stessi, comprese le discipline cavalleresche e l' ispezione del «moseo, delle macchine ed istrumenti matematici»; l' ispettore, da scegliersi tra gli ecclesiastici; il

53) ASN. Segreteria di Casa Reale, fs. 1314, fase. 29.


GLI LSTITUTL Y!LLITARI Dl EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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luogotenente del direttore, che aveva la vigilanza sul costume, la pietà e la religione; il maestro di casa preposto agli alloggiamenti, alla cucina e ali 'economia; i prefetti addetti alla vigilanza della condotta degli allievi. La vita degli alunni era così scandita: alla sveglia recita del salmo «laudate pueri Dominum», dopo le orazioni e la messa, studio in camerata o nelle stanze, quindi le scuole. Nei giorni di giovedì, domenica, nelle altre festività e durante le vacanze venivano svolti gli esercizi cavallereschi. Mentre consumavano i pasti un allievo anziano leggeva o qual che brano scelto dal direttore, tratto da un libro storico, o le gazzette o, il venerdì, il nuovo testamento in italiano. La relazione inviata il 19 ottobre 1770, su richiesta sovrana, da Innocenzo Panicieri al marchese Bernardo Tanucci sull'organizzazione dei Collegi nobili esistenti a Roma< 54l consente di dedurre che la riorganizzazione del convitto era ben lontana dell'essere definitiva, anche sotto il profilo amministrativo. Nell'agosto del 1772 i cinque regi esaminatori formulavano delle nuove osservazioni sul Piano pel Rea/ Convitto della Nunziatella per la stesura di un regolamento, presentato il 15 giugno. Dalla lettura dei commenti al documento originale, che per lo scarso interesse non si riporta in questa sede, è possibile rendersi pienamente conto dell ' insoddisfazione per il progetto presentato. In particolare si lamentava l'assenza della definizione di un preciso metodo pratico per l'insegnamento delle scienze, delle lingue e delle arti nonché di un orario. Era ritenuto opportuno elevare l'età d'ammissione, che era stata nel tempo modificata, dagli otto ai dieci anni, prescrivere la riunione «due volte la settimana di uomini probi e letterati con i più avanzati Convittori per discorrersi di materie letterarie, e di notizie del Mondo» . Il governatore del collegio proponeva l' inserimento, nel Piano delle Scienze , dell'insegnamento della filosofia civile e della filosofia teorica, da comprendere però nel! ' ambito delle materie impartite rispettivamente dal professore di liturgia e degli uffici , e della tattica. Riteneva però superfluo per i giovanetti l 'apprendimento dell'economia campestre e della tattica. Le varianti proposte venivano apportate entro breve tempo, come ri sulta dall'annotazione posta al margine sin istro del foglio scritto dal segretario di Stato di casa reale Tanucci a Giuseppe Caravita: «Turrito

54) ASN, Segreteria di Casa Reale, fs. 1314. fase. 29.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

faccia formar prontamente le istruzioni dagli stessi Esaminatori nell a maniera da essi proposte; e si mandi tra due settimane per approvarsi, e stamparsi. 19 settembre 1772»<55 >. Il collegio adottava così un regolamento analogo a quello del Collegio del Salvatore, istituito nell769. Il regolamento vedeva la luce nel 1773 dopo che il Caravita aveva espresso al marchese Tanucci , il 3 dicembre 1772, il proprio parere sul documentoCS6)_ Rispetto al passato comportava alcune modifiche concernenti l'età d'ammissione dei candidati (dai IO ai 14 anni), il ceto sociale dei giovani (appartenenza alla primaria nobiltà e alle famiglie le più illustri) e le materie d'insegnamento, che vedevano l'esclusione del diritto civile e dei canoni, della metafisica, dell 'architettura, delle lingue tedesca e inglese e l 'introduzione di quella francese e della liturgia. Le scuole previste erano pertanto le seguenti: leggere, scrivere, abbaco, primi rudimenti grammaticali, lingua latina inferiore ossia grammatica, lingua latina sublime, lingua greca, antichità greche e romane, lingua italiana, spagnola e francese, matematica, logica, fisica e astronomia, geografia, cronologia, storia sacra e profana, liturgia, doveri deli 'uomo e del cittadino, catechismo, ballo, scherma, ginnastica ed equitazione. Il convitto era dotato di biblioteca, di un osservatorio astronomico, di ottimi strumenti matematici e di macchine fisiche .

È interessante riportare, a titolo di curiosità, il vitto che veniva distribuito ai convittori per raffrontarlo con quello somministrato agli allievi dell'Accademia Reale di Torino. Il pranzo consisteva in quattro piatti caldi e due per la cena «tutti di generi diversi, di ottima qualità, e bene apparecchiati» e inoltre sempre frutta, formaggi, e dell'insalata a cena. Nei giorni festivi, compreso il giovedì, uno o due piatti venivano sostituiti «con lavori di pasta, vitelle, o altre cose simili» e talora qualche gelato. Il 27 aprile 1778 Ferdinando IV, non avendo trovato il Collegio della Nunziatella corrispondente alle sue intenzioni nominava una deputazione per esaminarne lo stato e per proporre quanto ritenuto opportuno per l' istituzione di un convitto per la primaria nobiltàC57 >.u piano presentato

55) AS , Segrereria di Casa Reale, fs. 1339, fase. l. 56) AS , Segrereria di Casa Reale, fs. 1339, fase. l. 57) AS , Segrereria di Casa Reale, vol. 1480 (ex 841), pp. 661-2.


GLI ISTITUTI MILITARI DI FD1.:CAZ10 '<E E FORMATIVI l'EL REGNO DELL!l D\, E SlClLII:

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per un nuovo e migliore sistema da dare al real convitto per la Nunziatella veniva approvato l '8 agosto 1778 e il 7 ottobre il re restituiva alla deputazione il documento originale, autorizzandone la stampa nella stamperia reaie<58l. Il Nuovo piano di educazione pel Rea l Collegio alla Nunziatella ora derto Fernandiano approvato da Sua Maestà veniva pubblicato nel 1779. Il documento «ragionato e pratico» aveva per oggetto la formazione di «un cavaliere cristiano, un cavaliere costumato e sociabile, un cavaliere ornato, politico. utile allo Stato». L'istruzione prevedeva indirizzi diversi; le materie d'insegnamento erano: leggere e scrivere bene, aritmetica, larino, italiano, francese, rettorica, geografia, storia, geometria, logica, metafi ica, fisica, etica, istituti della legge civile e del diritto pubblico. Altre attiv ità scolastiche a carattere facoltativo e a spese del convittore erano il disegno, la pittura c la musica. Il piano stabiliva, in particolare, gli esercizi fisici obbliga~ tori: il ballo, il maneggio delle armi, l'equitazione, i giochi del pallone, del truccone a terra, del bigliardo e della racchetra. Erano ammessi al collegio i giovanetti d'età compresa tra gli otto anni compiuti e i dodici non uperati. Il 3 dicembre dello stesso anno il rea! convitto mutava la denominazione in Rea/ Con viuo Fernandiano; il suo governo era affidato ai padri somaschi e il possesso alla deputazione. La conduzione dell ' istituto veniva successivamente tolta, il 3 settembre 1787, ai somaschi per essere assegnata ai chierici regolari delle Scuole pie(59l. Con l'assegnazione dell'edificio della Nunziatella a(l'accademia militare il coJlegio si trasferì va nella costruzione del Convitto del Salvatore, dando origine al liceo omonimo.

5. LA REGALE O REALE ACCADEMIA MILITARE. IL REAL CONVITTO MILITARE, LA SCUOLA TEORICA E LA SCUOLA PRATTICA Un profondo mutamento politico, determinato dali 'emancipazione definitiva del Regno delle due Sicilie dall'influenza spagnola, faceva seguito alla destituzione dali ' incarico del Tanucci, che rappresentava tale

58) ASN, Segreteria di Casa Reale. vol. 1481 (ex 842). pp. l 04-6. pp. 197-8 e pp. 282-5. 59) ASN. Segreteria di Casa Reale. vol. 1489 (ex 850). pp. 189-90.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOr-:1:. E DI FORMAZIO:-!E PER UFFICIALI '/EGLI STATI PREUNITARI

tradizionale indirizzo, prima (1776) e di Giuseppe Beccadelli Bologna marchese della Sambuca, sospetto d'esser diventato favorevole alla Spagna, poi ( 1786). La nuova politica estera dello Stato che era orientata ora verso l'Austria, l 'Inghilterra c la Francia, aveva dei riflessi anche sulla stessa organizzazione dell'esercito. La sua ristrutturazione, la cui fase concettuale aveva avuto inizio nel 1780 per merito del tenente generale John Acton, segretario di guerra e marina, veniva avviata nel 1786. Particolare importanza assumevano la trasformazione della cavalleria e della fanteria di linea. la fusione delle armi di artiglieria e del genio (1787) e la rifondazione dell'istituto di reclutamento per gli ufficiali delle varie armi. La Reale Accademia del Battaglione Real Ferdinando per effetto dei già noti ordini reali del 27 ottobre 1786 e 23 marzo 1787 assumeva una nuova forma e la denominazione di Rea/ Accademia Militare. Il battaglione rea! Ferdinando, il real collegio e la regia paggeria venivano pertanto sopprc si.

La Rega le o Real Accademia M ilitare La nuova scuola nasceva dall'esigenza di rinnovare radicalmente l'impostazione dell'educazione militare, movimento di pensiero questo che, peraltro, trovava riscontro in tutta Europa. Agli uomini destinati al comando si richiedeva un elevato senso dell'onore, del dovere e il possesso di una cultura scientifica, in conformità alle teorie illuministe del tempo, non disgiunta però da una formazione classica umanistica. La scuola, detta Istituto Scientifico-pratico dell'A ccademia Militare, doveva dotare l'esercito di ufficiali per tutte le armi. Per concorrere alla definizione di questa nuova istituzione un gruppo di ufficiali, scelti tra i più valenti, guidati dal tenente del genio Giuseppe Parisi erano stati inviati in Francia e in Prussia al fine di studiare in particolare gli istituti di educazione militare e i progressi nel campo dell 'artiglieria e dell 'ingegneria militare. Facevano rientro in patria nel gennaio 1785. A firma Giovanni Acton il 14 gennaio 1787 veniva tilato uno Stato de' Professori della Rea/ Accademia Militare incaricati di disimpegnare quanto è ordinato per l'Istituto Scientifico pratico nella Ripartizione


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGN() DELLE DUE SICILIE

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delle seguenti Classi, colla distinzione de' rispettivi loro averf(60) dal quale si desume la composizione del nuovo corso di studi: P classe: n~ classe: m~ classe: IV~ classe:

leggere e numerare, primi rudimenti della lingua italiana, carattere, disegno di figura; grammatica italiana ragionata e aritmetica pratica, istruzione sulla lingua francese, carattere, disegno di figura; sintassi italiana e lingua latina, aritmetica pratica, istruzione sulla lingua francese, carattere, disegno di figura; arte di ben scrivere in italiano ed esercizi di lingua latina e francese, aritmetica ragionata, geometria piana, disegno di delineazione;

Vi classe:

algebra finita, geometria solida, logica e scienza dei doveri, disegno geometrico, arte di modellare;

VP classe:

sezioni del cono, calcolo integrale e differenziale, trigonometria, geometria pratica, geografia, disegno, arte di modellare;

vn~ classe:

meccanica unita alla fisica sperimentale, storia politica e militare, disegno di macchine, arte di modellare; VIII~ classe: architettura militare riguardo la fortificazione, tattica preparatrice, artiglieria preliminare, disegno corrispondente a tali scienze, disegno e spiega dell'architettura civile, arte di modellare; IX~ classe: guerra degli assedi e sotterranea, tattica sublime, artiglieria nell'esercizio della guerra, disegno corrispondente a tali scienze, disegno a spiega dell'architettura civile, arte di modellare; classe: architettura idraulica, arte di progettare, disegno corrispondente;

xg

Classe straordinaria: geometria e calcolo sublime I professori incaricati de!l'insegnamento delle di verse materie e per le varie classi erano: leggere e numerare professore alfiere don Gaetano de Si o primi rudimenti della lingua ·italiana

professore don Saverio Rodinò

carattere

assistente don Domenico Troise

60) ASN, Aggiusri dei Corpi delt Esercito, b. 197, f. 734.


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GLI ISTITUTI DI EOVCAZIONF F DI FORMAZIO:-ffi PER VFriCIALI NEGLI STATI PREVNITARJ

disegno di figura

assistente don Camillo Celebrano

grammatica italiana ragionata e aritmetica pratica

professore don Michele de Vita

istruzione sulla lingua francese professore don Giuseppe la Roque sintassi italiana, lingua latina e professore don Vincenzo Saladini aritmetica pratica arte di ben scrivere in italiano ed professore don Vincenzo de Muro esercizi di lingua latina e francese aritmetica ragionata e geometria piana geometria solida algebra finita

professore capitano don Giovanni, Battista Cimino e alfiere don Luigi Romeo professore capitano don Michele Pucci professore don Guglielmo Silio

sezioni del cono, calcolo integrale professore tenente don Filippo e differenziale Castellano trigonometria e geometria pratica professore capitano don Giuseppe Fonseca geometria e calcolo sublime

non nominato

meccanica unita alla fisica sperimentale

professore padre don Giovanni e Antonio Gaetano del Mu scio

logica e scienza dei doveri

professore don Michelangelo Grisol in

geografia

professore capitano don Tommaso Susanna

storia politica e militare

professore tenente don Giuseppe Danie le

architettura militare (fortificazione) professore capitano don Giovanni Battista Mori guerra degli assed i e sotterranea

professore capitano don Ferdinando Roberti

architettura civile

professore don Vincenzo Ferrarese

architettura idraulica

non nominato

tattica preparatrice e s ublime

professore capitano don Vincenzo Perez-Condè

artiglieria preliminare

professore capi tano don Vincenzo Polizzi


GLI IST ITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

artiglieria nell'esercizio della guerra arte di progettare disegno di figura

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professore capitano don Carlo Novi

non nominato professori don Carlo Borrelli, don Francesco Celebrano, don Salvatore Mollo e l'assistente don Carni Ilo Celebrano disegno di delineazione e professore tenente don Raimondo Le Boff situazione professore capitano don Michele disegno geometrico e delle macchine Ap rea disegno corrispondente alla forti- professori capitano don Michele ficazione, all'artiglieria e alla tattica Borremans e capitano don Vincenzo Polizzi disegno di architettura civile professore don Vincenzo Ferrarese arte di modellare interinalmente il professore tenente don Raimondo Le Boff e il cadetto don Luigi Bardet I nominativi del corpo docente, per buona parte appartenenti al soppresso rea! collegio, e l'attribuzione degli incarichi ai singoli insegnanti alla vigilia dell'apertura della scuola sono stati trascritti fedelmente dai sopra citati documenti. Le modifiche apportate all'analogo programma del 1785 erano sostanzialmente due: l'estensione della disciplina arte del modellare alle classi sesta, settima, ottava e nona e l'introduzione, nella sesta dell'insegnamento del calcolo integrale e differenziale. Quest'ultima era indubbiamente una innovazione di tutto rilievo. È però doveroso considerare la scarsa preparazione matematjca degli allievi, non ancora in possesso di tutte le cognizioni propedeutiche, e l 'impossibilità di svolgere in un lasso di tempo limitato una branca matematica così impegnativa, ancorché lo sviluppo di tale materia fosse allora limitato. Forse tale ambizioso corso doveva costituire un elemento di giudizio per la selezione degli allievi destinati alle armi facoltative. Per quanto concerneva l'organico dei professori la quasi totalità degli insegnanti era confermata nella propria cattedra. Le eccezioni erano: il secondo professore di aritmetica ragionata e geometria piana capitano Giuseppe Fonseca sostituito dali' alfiere Luigi Romeo, l'abolizione del professore aggiunto tenente Filippo Castellano per l 'algebra finita e del


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIA LI NeGLI STATI PREUNITARI

tenente Raimondo Le Boff per il disegno e l 'arte di modellare, la sostituzione dell'alfiere Luigi Romeo professore di geometria solida con il capitano Michele Pucci, quella del capitano Tommaso Susanna insegnante di sezioni del cono con il tenente Filippo Castellano, del capitano Michele Pucci, docente di trigonometria e geometria pratica, con il capitano Giuseppe Fonseca. Venivano ricoperti inoltre alcuni incarichi vacanti. Sintomo del nuovo corso dell'accademia, dell'iniziativa e dello spirito rinnovatore degli insegnanti, era senza dubbio la richiesta di materiale didattico presentata dagli ingegneri militari capitani Emanuele Ascione e Michele A prea, insegnante di disegno geometrico, autori con l'architetto civile, Vincenzo Ferraresi , docente di architettura civile, del progetto di restaurazione, modifica e ampliamento della Nunziatella. Veniva inoltrata, il 7 novembre 1787, all'Acton per dotare lo studio di disegno di una raccolta di buoni gessi formati su ottimi originali di teste, statue. vasi di proprietà della reale fabbrica di porcellana e di bassorilievi delle famose porte di bronzo del Castel Nuovo, sulle quali erano effigiati accampamenti e fatti militari del periodo storico di Ferdinando I d'Aragona, e altri simili di particolare risalto. Il re approvava la proposta il 9 novembre con insolita tempestività<6 1l. Il Ferrarelli nella sua opera precisava che gli studi erano articolati indieci classi e da una straordinaria: le prime sette comuni per tutte le armi, le ultime tre di specializzazione. «Nella settima classe si decideva quali fossero gli alunni atti a servire nell'artiglieria e nel genio o nella fanteria e nella cavalleria; questi ultimi restavano nel collegio sino a che arrivavano all'età stabi lita ed in classi separate acquistavano le cognizioni, speciali , per servire nelle armi per le quali erano giudicati atti»(62l. La decima classe verosimilmente era riservata agli ingegneri e la classe straordinaria frequentata solo da coloro che volevano pe1i"ezionare la propria preparazione e che pertanto aspiravano alla nomina di professore. Per soddisfare le particolari esigenze infrastrutturali della neo costituita accademia veniva concessa, con dispaccio 28 maggio 1787, la sede già occupata dall'ex Noviziato dei Gesuiti e dal Convitto Fernandiano, l 'edificio adiacente alla chiesa della Nunziatella, a Pizzofalcone. Nonostante i lavori di ristrutturazione nel 1787 non fossero ancora completati, il 18 novembre vi avevano ini zio i corsi regolari .

61) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina. fs. 701. inc. 3. 62) G. Ferrarel li, op.cit.. p. 14.


apoli - Facciata del palazzo. deuo della :-Junziatella, sede della Regale Accademia Militare - Alluale sede del Collegio Militare


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIO NE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE S ICILIE

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Sul portale veniva posta la lapide che recita: «Questa accademia perché nell' arte della guerra e negli ornati costumi la militare gioventù ottimamente ammaestrata crescesse a gloria e sicurezza dello Stato Ferdinando IV con regal munificenza fondò l'anno del suo regno XXIX». La procedura normale per l'accettazione di un aspirante prevedeva la presentazione di una istanza formale detta supplica, cui faceva seguito il parere del Comandante e una relazione alla Segreteria e si concludeva con la sanzione espressa dalla decisione So vranaC63). Ai giovani era richiesto il requisito fondamentale dell'appartenenza alla nobiltà, peraltro stabilito dal mai abrogato dispaccio del 25 gennaio 1756. Gli allievi dovevano avere un 'età compresa tra i 9 e i 12 anni. Le possibilità che l'accademia offriva di una qualificata preparazione scolastica e di una onorata e ambita carriera determinavano un ' elevata richiesta di ammissioni. Poiché questa poteva essere esaudita solo in parte, oltre il completamento delle vacanze nelle piazze in organico fissate in 240, venivano messi a concorso 100 posti per alunni esterni. Tale accorgimento consentiva di superare la limitata ricettività della Nunziatella. Il provvedimento però si doveva rivelare non privo di inconvenienti. Il 26 ottobre 1791 il Parisi, nella sua qualità di ispettore della scuola, chiedeva «che si proibisca l'intervento alle Scuole di grammatica in detta Rea! Accademia, a chiunque non sia Cadetto, o almeno convittore delLa medesima, per le seguenti ragioni, che crede giustificate», elencava quindi i vari motivi di carattere interno concludendo «troppi, di bassa educazione, non traggono profitto, recano offesa al decoro dell'Accademia quando escono dalle lezioni»(64). I candidati erano esaminati da una commissione costituita da tre professori dell'accademia. Il tenore degli esami , difficile da ricostruire, era di verso a seconda dell'età degli aspiranti e della classe alla quale chiedevano d'essere ammessi. li giudizio si fondava sull'accertamento della capacità di ragionamento e sul profitto conseguito dai giovani negli studi già compiuti. Gli allievi erano promossi cadetti solo dopo aver superato gli esami di geometria solida e di algebra come risulta da una precisazione del Parisi del 1796 che affermava: «per le regole dell'Accademia non si nomina

63) R. Pilati, op. c it., p. 123. 64) ASN. Seg reteria antica di Guerra e Marina . fs. 704.


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GLI ISTIT1JT1 DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIO:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Cadeno un alunno, se prima non abbia terminati gli srudj di Geometria solida, e di Algebra, e una si fatta nomina si fa annualmente dopo gli esami che si praticano a tenore delle reali Ordinanze in ogni fine dell'anno scolastico»<65 l. La procedura stabiliva inoltre che «ogn i anno terminati gli esami deesi mandar notamento da quest 'Accademia a Sua Maestà di tutti que' giovani Alunni interni, ed esterni i quali nel corso degli studj si sono distinti, e che meritano di essere promossi a Cadetti»<66l. L'assegnazione degli allievi a un reggimento avveniva dopo la nomina a cadetto. L'anzianità veniva definita a norma della prammatica del 1756, come ribadito dal dispaccio del 31 marzo 1792, cioè: 14 anni per i figli dei nobili, 16 per i figli degli ufficiali subaltemi, 18 per i figli dei funzionari provinciali e dei praticanti delle arti nobili. Per la promozione al grado di alfiere era necessario sostenere invece, con profitto, l'esame nelle Scienze matematiche<67 l. l paggi uscivano dall'istituto con il grado di secondo tenente. Con il dispaccio del 27 ottobre 1786 essi dovevano essere scelti in numero di sedici tra gli allievi di antica nobiltà o figli di alti ufficiali distintisi per profitto negli studi e per disciplina. Il convitto nei suoi primi anni non ebbe un regolamento organico, ma si presume che molte disposizioni, che ebbero in seguito sanzione ufficiale, fossero già in vigore. La vita e l'attività dell'istituto venivano regolate solo a iniziare dal 20 ottobre 1788, a seguito della emanazione degli Stabilimenti da osservarsi nella ricezione di giovani Alunni della Reale Accademia Militare, ma «pur essendovi delle norme, il sovrano avocava a sè il diritto di decidere, che - come si evince dalle risoluzioni - era dettato di volta in volta dall'opportunità politica. Questo orientamento. coll'annullare di fatto la certezza del diritto, legittimava il privilegio. creando pur sempre un precedente, appellabile, per analogia, da altri titolari di diritti»<68J. Dell 'esistenza di questi stabilimenti si viene a conoscenza dalle citazioni che compaiono in vari documenti. Da questi si desume pure che l'accademia era posta alle dirette dipendenze della segreteria di guerra e marina.

65) R. Pilati. op.cit., p. 36. 66) R. Pilati. op.cit.. p. 37. 67) R. Pilati, op. cit.. p. 37. 68) R. Pilati. op. cit.. pp. 27-8.


GLI ISTITUTI \1ILITARI DI EDUCAZIOSE E FORMATIVI :-ffil REG'IO DELLE DUE SICILIE

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È forse opportuno precisare, in merito al reclutamento degli ufficiali , che sino al 1798 gli ufficiali erano di estrazione di versa: provenivano dalle scuole militari, dalla bassa forza percorrendo i vari gradi e permanendo a lungo in ciascuno di essi, o per aver acquistato la nomina. Queste tre categorie erano insofferenti l 'una dell'altra e non si astenevano dallo screditarsi a vicenda. Con l'Ordinanza per la Regal Accademia Militare dell'Il marzo 1798<69) redatta dalla segreteri a, ma alla cui stesura non doveva essere estraneo il nuovo comandante Parisi già ispettore degli studi, si formu lavano, con straordinaria lungimiranza, non solo le direttive per una proficua educazione e istruzione degli allievi, ma soprattutto le non meno importanti linee maestre di un metodo educativo. L'obiettivo formativo da conseguire era triplice e doveva comprendere quello del corpo, quello della mente e quello del cuore affinché la personalità non fosse «mutilata ma armonica>). Il documento originale, nella sua prefazione, esaltava le finalità del collegio il quale «ha fano ben conoscere i vantaggi. che risultano dal promuovere. ed assicurare la buona educazione della Gioventù Militare, onde possa affidarsi la tranquillità, e la difesa della Patria, ad uomini forniti di talento, di cognizioni, e di costumi , a Cittadini coraggiosi, ed animati da vero spirito patriottico». Era articolato in una premessa e tre parti , comprendenti dodici capitoli e sessantanove articoli. La prima parte prendeva in esame l'ordinamento e l'organizzazione dell'accademia, gli obiettivi educativi e le modalità per conseguirli; la seconda le direttive generali e le istruzioni necessarie per il conseguimento degli scopi indicati; l'ultima le disposizioni di carattere economico e amministrati vo. Nella denominazione di Accademia Militare veniva compreso il Collegio Militare, in grado di provvedere all'esercito un numero sufficiente di ufficiali , regolato da leggi proprie e governato da un corpo di ufficiali e da un corpo accademico, costituito da professori preposti all'istruzione scientifico-pratica degli alunni interni e dei non convittori, i quali erano ammessi soltanto per seguire gli studi.

69) Banco di Napoli. ristampa ana~tatica dell'Ordinan;a per la Regal Accademia MiliTare. - Allegati al cap. IX, doc. 9.


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GLI ISTITt:TI DI EDLCA710'1F F DI FORMAZIONE PER l:FFlCIALI !"EGLI STATI PREUNITARI

Veniva conferita la qualifica di allievo solo a colui che era «fornito di quelle condizioni di natali, che trovansi prescritte con Dispaccio de' 25 Gennajo 1756, emanato con forza di Ordinanza per ammettersi un Nostro Suddito a servire nella Truppa in qualità di Cadetto». L'età deli 'aspirante non doveva essere minore di 9. né maggiore di 12 anni, salvo casi particolari, e inoltre «dev'esser sano di corpo, da potersi con sicurezza rendere atto al mestiere della Guerra». Condizione per essere prescelto era infine «che mostri buoni costumi, maggior talento, e più costante volontà di apprendere». Gli aspiranti venivano nominati cadetti solo dopo aver «dato in Collegio pruovc non equivoche de ' loro costume, della loro capacità, e de' loro progressi nelle scienze». La real paggeria era ammessa al collegio militare, ma i sedici paggi non dovevano avere una età minore di 12 né maggiore di 15 anni. Erano scelti dal primo comandante, sentito l'isp ettore degli studi, con i criteri definiti dal reale dispaccio. Venivano, come già detto, ammessi al collegio anche degli esterni. qualora possedessero «le qualità del buon costume, e di una certa abilità per istudiare con profitto», in particolare i «figli di Ufiziali di qualunque graduazione, e de· nipoti di capitani, e di Ufiziali di Stato Maggiore, sieno per linea retta, o collaterali>> e naturalmente tutti gli altri individui nobili del regno qualora vi concorressero «le condizioni di nobiltà di costume, e siano nello stato d'intraprendere lo studio di Geometria». Per l'assegnazione a una determinata classe e per la frequenza dovevano sostenere un esame che ne accertasse il livello di cultura. Indossavano una particolare uniforme e qualora ritenuti degni potevano ricoprire le piazze vacanti del convirto e talora essere nominati cadetti. Il numero degli alunni esterni, che erano sottopos ti alle stesse regole stabilite per i convittori, doveva essere sempre minore di quello degli interni. L'ordinamento dell'accademia prevedeva uno stato maggiore composto da un primo comandante, un comandante in secondo, un maggiore, un ispettore degli studi. un aiutante maggiore, un quarticnnastro, un ufficiale incaricato dell'economia generale e uno stato minore costituito da quartro cappellani. un chirurgo maggiore , un secondo chirurgo. un medico, due pratici di chirurgia, due tamburi. due pifferi e un armiere. Erano inoltre preposti ai servizi venti tra sergenti e caporali del corpo degli invalidi e trenta trabanti.


GLI ISTITt:TI MILITARI 01 l:OI,;CAZIONE E FOR~ATIVI l\EL REG~O DELLE DJ; E SICTLIE

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I 240 allievi previsti dall'organico erano inquadrati. a seconda dell'età, in quattro brigate, ciascuna formata da 60 alunni. l quadri di ciascuna unità erano rappresentati da un capitano comandante. un capitano secondo, un primo tenente, un secondo tenente, da due brigadieri e quattro souobrigadieri, scelti tra gli stessi allievi. Numerosi erano i professori previsti dall'atto costitutivo. e precisamente: «due di carattere di scrittura, quattro di disegno di figura, cinque pel disegno di diverso genere, e per l'arte di modellare, otto di Grammatica, e arte di scrivere, nove di Matematica, tre per l 'Etica, Storia, e Chimica, e quauro per le Scienze, e pratiche militari». Per lo svolgimento delle attività sportive erano designati sette maestri di spada e sette per il ballo. mentre per l'equitazione erano preposti un ufficiale di cavalleria, un cavalcatore, un sergente, due caporali, dieci soldati. La scuderia disponeva di venti cavalli. L'educazione militare era intesa come momento di si ntesi della pluralità delle componenti educative «sviluppo cioè delle facoltà fisiche. e delle intellettuali, connesse colle facoltà morali, cioè col costume in generale, c colla subordinazione, e col coraggio in particolare». La robustezza del corpo. qualità auspicabile per ogni individuo, era considerata particolarmente necessaria a chi si dedicava al mestiere delle armi. Doveva essere conseguita attraverso un regime di vita sano, scandito da ritmi precisi, e con la pratica di esercizi corporali. Le attività fisiche, oltre a quelle spiccatamente militari, erano il ballo, la scherma, l'equitazione, la corsa, il nuoto, il gioco del pallone, del trucco, del mezzo pallone e altri ancora come il maneggio della bandiera e il passaggio su una trave di piccolo diametro, tendenti a conferire agilità al fisico dei giovani. Il vitto giornaliero prevedeva per colazione del biscotto e della frutta fresca o secca; per pranzo una minestra, due piatti di carne e della frutta; per cena insalata, un piatto caldo e della frutta. Il pane era quello di seconda scelta; il vino puro, ma in esigua quantità e «COn riguardo all'età». Nei giomi di giovedì e domenica, nei quali gli allievi erano maggiormente impegnati in attività fisiche, veniva servito un piatto caldo supplementare e della frutta. Premessa la conoscenza del temperamento e delle inclinazioni di ciascuno, l'educazione intellettuale militare doveva avere «riguardo alla maniera di eccitare l'attenzione. e di assodare il raziocinio, (' poiché')


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

conviene che siano i giovani condotti per un corso di teorica, e di pratiche atte a formar l'Uomo, il Cittadino, ed il Militare; avendo riguardo di formare Ufiziali di Artiglieria e. del Genio, di Fanteria. e di Cavalleria». Il corso di carallere scientifico-pratico e umanistico era impostato con criteri pragmatici. ovvero doveva realizzare: un metodo didattico da adottare per l'insegnamento delle scienze e tale che una disciplina sia sempre di supporto all'altra; uno sviluppo progressivo delle capacità intellettuali dei giovani in modo da consentire loro l'applicazione della teoria alla pratica professionale; un insegnamento delle scienze a fini utilitaristici e non puramente speculativi; una congerie di materie di studio quali le «Scienze matematiche, e filosofiche per assodarli nel raziocinio, per prepararli alle scienze di professio ne e per formarli nella conoscenza de' proprj doveri del sistema socievole e politico»; un 'istruzione particolare nella propria lingua, nella latina e nella francese non solo per coltivare la memoria, ma anche per educare le facoltà dello spirito; un insegnamento dell'arte dello scrivere accoppiando a questo studio l 'esercizio dello stile «per ogni genere di componimento, che possa convenire ad un Militare, non tralasciando di avere cognizione della bella letteratura>>; un'armonizzazione delle matematiche con il disegno e le sue applicazioni agli usi pratici deli' arte della guerra. Particolare interesse rivestiva l 'articolo III del capitolo IV della prima parte in merito al metodo da osservarsi in ciascuna classe e a ciò che concerneva l'insegnamento delle scienze e del disegno, anche in relazione alla loro applicazione sul piano pratico. Tutti i libri d'istruzione per le varie classi e discipline dovevano essere compi lati a uso esclusivo dell'accademia. L'educazione morale doveva tendere alla formazione di un «Uomo, Militare religioso, conservatore de ' dritti di ciascuno, osservante de' propri doveri, officioso, patriottico, coraggioso, e subordinato». I capisaldi educativi erano quindi: l 'amore per la religione, per il sovrano e per la patria, lo spirito di servizio verso l'esercito, l'esercizio delle virtù morali e militari e la subordinazione. La giornata dell'allievo era scandita in tre fasi distinte le cui attività erano però sovente interposte: la prima dedicata allo studio, la seconda agli


GLI ISTITUTI MlLIT ARI DI EDUCAZIO NE E FORMATIVI NEL REGNO DEU,E DUE S ICILIE

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atti di religione, ai divertimenti e svaghi e agli esercizi accademici (ginnastica, nuoto, ballo, scherma, equitazione, istruzioni militari) e infine la terza e ultima al riposo. Il nuovo corso degli studi vedeva la riduzione del numero delle classi, la decima era ora denominata estraordinaria. Non compariva più al quarto anno l 'arte del modellare; al quinto veniva aggiunta la storia politica e militare, tolta ai programmi della classe successiva, ma cancellate la geografia e l'arte di modellare; nella sesta comparivano la geometria matematica e la stereotomia; era inoltre previsto: nell'ottava l'introduzione della chimica e nella nona l 'insegnamento dell'attacco e difesa delle piazze, in sostituzione della guerra d'assedio e sotterranea, dell'arte di progettare e del! 'architettura idraulica. Lo studio d eli' artiglieria era limitato al solo ottavo anno e quello della tattica al nono. Nella decima fi guravano le materie contemplate in passato nella straordinaria. Le discipline che prima erano distribuite nelle ultime tre classi erano ora praticamente concentrate nel! ' ottava e nella nona, ovviamente subendo delle contrazioni rispetto al programma svolto a iniziare dal 1785. Nell'ultima classe, riservata ai giovani più dotati e promettenti che «facciano sperare di poter divenire ottimi professori», erano impartite le nozioni matematiche di più elevato livello e di maggiore difficoltà concettuale. Gli ufficiali e i 'professori potevano usufruire della biblioteca affidata alla direzione di un professore di scienze di vasta conoscenza dello sci bile. Al! ' insegnante di meccanica era invece affidato l'incarico di direttore delle macchine necessarie per l'istruzione degli alli e vi. Il giudizio di merito sui singoli alunni veniva espresso nelle relazioni mensili dai superiori gerarchici relativamente al temperamento, alle inclinazioni, alle attitudini, al costume in generale, al coraggio, alla subordinazione e dai professori sul!' attenzione, sulla facoltà di ragionare, sul profitto e sulla subordinazione. l docenti dovevano presentare le stesse relazioni anche per gli alunni esterni. Le relazioni di fine anno, compilate nel mese di ottobre, riepilogavano e rettificavano eventualmente l'opinione espressa nel corso dei mesi precedenti. Era stabil ita convenzionalmente l'aggettivazione delle qualità dei giovani con aggettivi quali poca, mediocre, grande, grandissima oppure esemplare, regolare, mediocre, riprensibile e per le doti intellettuali debole, semplice, forte, ingegnosa.


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GLI ISTITUTI DI EDUCA210'i'E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREU:-IITARI

Le esercitazioni pratiche venivano iniziate, per quanto possibile, in accademia e proseguite in occasione dei campi d'istruzione per la fanteria e la cavalleria e nella scuola dei corpi facoltativi, che prevedeva anche la costruzione di «un fronte di fortificazione per l 'Esercizio della Guerra degli Assedj». Le commissioni d'esame per il passaggio da una classe alla superiore erano costituite dal primo comandante, dal secondo comandante, dal maggiore, dali" ispettore e da tre professori, diversi per le varie materie, due dei quali insegnanti della classe superiore a quella già frequentata dagli esaminandi e uno nominato dal comandante, con l'approvazione dell'ispettore. Alla fine di ogni anno scolastico e comunque terminato lo svolgimento dei programmi di studio previsti veniva richiesta dal docente titolare la convocazione della giunta d 'esame. l giudizi erano espressi dai vari membri per iscritto usando gli stessi termini citati. Gli insegnanti avevano il voto decisivo nell'ambito della giunta. La promozione veniva deliberata «colla norma delle relazioni annuali, e colle relazioni degli esami». Era concesso ali' ali ievo di ripetere un anno, al termine del quale veniva deciso se dimetterlo dali 'istituto oppure. qualora ritenuto anche soltanto mediocre, gli si consentiva di frequentare le classi superiori affinché ne traesse il maggior profitto possibile. Sulla base dei risultati degli esami della settima classe avveniva l'assegnazione dei cadeui ai corpi facoltativi oppure alla fanteria o alla cavalleria. Le relazioni annuali dovevano quindi fare specifico riferimento all'idoneità dei singoli ad aspirare ali 'artiglieria e al genio. La destinazione dei giovani alle armi avveniva dopo matura riflessione tenendo conto dei giudizi espressi dalla giunta e dai vari superiori gerarchici. Il primo gruppo di cadetti, designato per le armi dotte, veniva diviso in tre categorie in funzione delle qualità personali e intellettuali e del profitto negli studi. L'anzianità di servizio e quindi la priorità nell'occupazione delle vacanze nei corpi dipendeva dalla graduatoria di merito. Il secondo gruppo era ripartito fra le due armi di linea e, a sua volta, ciascuna frazione era suddivisa in due a liquote. Osserva il Ferrarelli <70) che l'ordinanza prescriveva «che innanzi di cominciare ad educare, è necessario studiare l'indole del giovanetto;

70) G. Ferrarelli, op.cit.. p. 15.


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ardita innovazione in quei tempi, nei quali non si conosceva che un solo metodo educativo, il castigo: nei quali anche in Germania, Heine dice che i verbi irregolari della lingua latina, si distinguevano dai regolari per il maggior numero di staffilate che facevano piovere sulle spalle degli scolari». Affermare che in Italia e nel caso specifico nel regno di Napoli sia mai stato adottato, o più propriamente inflitto, un tipo di educazione estremamente severo quale quello tedesco per i giovani nobili nostrani è forse opinabile. Basta ripensare al metodo pedagogico dei coevi istituti militari degli altri Stati preunitari e in particolare della Serenissima. Non è da disconoscere però la scuola di pensiero che ispirò l' Ordinanza, che teneva conto della personalità dell'allievo per indirizzare l'animo e il carattere degli adolescenti secondo i principi desiderati dai maestri, criterio che costituì indubbiamente una svolta nel campo educativo militare. Era infatti detto che: <dli. i premj, ed i castighi servir debbono in un Corpo di Educazione come mezzi a sviluppare la ragione, ed a render srab.ile l'opinione, e l'au torità de' Superiori. l premj esser debbono le lodi. le distinzioni, la preferenza negli ascenzi, e tutto ciò che può promuovere il nobile spirito di gloria. IV. I castighi per le mancanze nascenti da poca riflessione, dalla natura dell' uomo, debbon esser diretti a produrre quel rossore, e quella riflessione, che può rimuovere i giovani dall'errore; e debbono proporzionarsi all'età, ai temperamenti, ed alle mancanze.»

Solo in caso di mancanze più gravi e dipendenti dali 'animo perverso si doveva invece far ricorso al codice militare. Anche la religione doveva essere insegnata «in quella semplicità, che l'è propria; sfuggendo sempre l'ipocrisia, e gli errori di un cieco, e superstizioso fanatismo. Questo rende le coscienze erronee, o produce col tempo, allorchè si conosce, un disprezzo benanche delle vere massime della Nostra Religione». La seconda parte dell'ordinanza precisava quali qualità personali dovessero necessariamente possedere le singole figure in organico dell'accademia e gli obblighi di ciascuno. Cardine del! 'istituzione era il comandante, uomo dalle elevatissime qualità morali , intellettuali e, culturali, in cui dovevano far spicco la profondità nelle scienze deli ' uomo, nelle matematiche e nelle discipline militari. Posto alle immediate dipendenze della reale segreteria di guerra, era il diretto responsabile dell'istituto e de li 'educazione militare. Esercitava la sua assoluta autorità su tutto il personale dello stabilimento e si avvaleva in particolare del comandante in


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GU ISTITUTI 0 1 EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER IJFFlCIALI 'IEGLI STATI PREU!'ITARI

secondo, tenente colonnello o colonnello o brigadiere, suo principale e stretto collaboratore. Per quanto aveva riferimento con la scelta dei professori militari, doveva cadere sempre sugli ufficiali delle armi facoltative provenienti dai corsi de li 'accademia militare, che in passato si fossero distinti per intelligenza e profitto negli studi e che per tali personali caratteristiche erano stati inviati all'estero per approfondire la loro preparazione professionale. A seguito del trasferimento al confine con lo Stato della Chiesa del brigadiere Giuseppe Pari i, neli 'ambito dei preparativi militari messi in atto per fronteggiare l ' esercito francese, il 4 dicembre 1798<7 1> veniva nominato comandante interinale il maggiore Tommaso Susanna, già comandante di brigata e insegnante di geografia e di geometria analitica (sezioni del cono). L'invasione napoleonica del regno creava delle larghe defezioni e significativi atti di lealismo anche nell'ambito accademico. L'importanza della real accademia militare, nel suo pur breve arco di vita, è evidenziata dal numero di qualificatissimi ufficiali che seppe esprimere. La fine di questo istituto coincideva, quasi per ironia della sorte. con la definizione delle norme che sancivano la sua validità e modernità. Alcuni numeri possono avvalorare tale affermazione: alla data del 23 gennaio 1787, dopo lo scioglimento del battaglione rea l Ferdinando, erano presenti in accademia 158 convittori (49 nella prima brigata, 45 nella seconda, 34 nella terza e 30 nella quarta); nel 1789 agli allievi assommavano a 145 (rispettivamente 41, 41,35 e 28); nel 1791 la flessione degli anni precedenti era stata colmata e vi figuravano 243 alunni (59, 61, 60 e 63; erano 231 nel 1793 (56, 60, 64 e 51) e 238 nel 1795 (59, 60, 63 e 56)0 2>. Il Real Con vitto Militare o Con vitto di Orfani Militari e la Real Accademia Milita re L'avvento della Repubblica Partenopea ebbe un riflesso diretto sulJa vita della Nunziatella, infatti il 23 luglio 1799 veniva soppressa. L'adesione e la collaborazione offerta all a repubblica da molti ufficiali e professori dell'istituto, emblematica fra tutte quella del maggiore Tommaso

71) R. Pii ari. op. ci t.. 55. 72) ASN. Invemario delle Ri1•iste amiche, Accademia Militare 1787- 1795. fs. 8.


GLJ ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE STClLIE

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Susanna, comandante deli' accademia, divenuto ministro della guerra, furono all'origine della reale determinazione che si trascrive(73): <<Accademia Militare

Eccellentissimo Signore

Le ripetute, e manifeste pruove, che han dato gl'individui dell'Accademia Militare di non aver corrisposto alle benefiche mire del Re, e specialmente i Professori addetti alla medesima. e gli Uffiziali, che la Sovrana Clemenza avea preposti per la direzione di quella Gioventù Militare; hanno finalmente indotta Sua Maestà a sopprimere la suddetta Real Accademia, e tuni gli Uffizia!i, e Professori della medesima nell'ano di ordinare, che tutti gli Alunni immediatamente si ritirino alle rispettive loro Case. Si riserva la Maestà Sovrana di ricomporre con ordine migliore altro Stabilimento per gli Alunni Militari, e di determinare le future provvidenze d.a darsi, per far apprendere ai medesimi le sane massime, ed i principj di onore, e prescrive re i veri, ed esatti doveri militari, da essere invariabilmente pratticati ad oggetto di riparare alle velenose insinuazioni, che con tanto rincrescimento della Maestà Sovrana, e tanto scandalo si è osservato aver serpeggiato per mezzo de' Professori. e di molti Uffiziali di quella Reale Accademia in sovvertimento della mentovata Gioventù. Dichiara Sua Maestà, che nel nuovo Stabilimento che farà per l'Ed ucazione Militare, v'impiegherà, e vi farà ammettere quegli Alunni che sarà con chiarissime pruove dimostrato non aver adottato sentimenti perversi nè succhiata l'infezione, che in quell'Accademia di recente si è introdotta. E inoltre Sovrano Vo.lere, che la Giunta dei Generali faccia uno scrupoloso esame di tutti gli Uffiziali dell'Accademia, e che quindi ne umili a Sua Maestà un dettag liato rapporto; Nell'irn.elligenza, che i soli due Uffiziali di detta soppressa Accademia Don Giuseppe Galileo Pasquale, e Don Andrea Colnago continueranno a percepire i rispettivi loro soldi fino al nuovo Real ordine. E finalmente comanda la Sua Maestà, che si faccia su bito una formale consegna di tutti gli effetti della suddetta abolita Accademia appartenenti a Sua Maestà, come Libri, Macchine, e Mobili di ogni genere, che si faranno custodire da persona di somma fiducia, per tenersene conto, ed impiegarsi poi nel nuovo sopraccennato Stabilimento: e che i Portieri, Servienti, ed altre Persone, che sinora sono state adoperate nei bassi Impieghi dell'Accademia istessa abbiano il beneficio degl ' Invalidi di loro pertinenza Militare. Partecipo aVostra Eminenza questa Sovrana determinazione, perchè si serva disporne il pronto adem pimento. Dalla Rada di Napoli 23 luglio 1799. Signor Cardinale Ruffo (74 >

Eminentissimo Signor Giovanni Acton»

Nonostante lo scioglimento dell'accademia, 60 allievi, orfani o che avevano le proprie famiglie fuori Napoli, continuarono a essere alloggiati alla Nunziatella. Erano inquadrati in tre plotoni agli ordini dei capitani Giuseppe Galileo Pasquali e Andrea Colnago. II personale di servizio in organico era rappresentato da due cuochi, uno sguattero, sei trabanti, tre

73) ASN, Segreteria amica di Guerra e Marina , fs. Il. - R. Pilati, op.cit., p. 128. 74) Con le Istituzioni Reali del25 gennaio 1799. Ferdinando IV affidava al cardinale Fabrizio Ruffo dei duchi di Bagnara il più ampio mandato per la ri conquista dei territori occupati.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOI'<E PER UFFIOALI NEGLI STATI PREUN ITARI

facchini, un giovane e un portinaio. Si aggiungevano nel mese di agosto un sacerdote per la cura spirituale e successivamente un medico, un chirurgo e un pratico. In attesa di una decisione sovrana fu proposto di affiancare ai due ufficiali i capitani Gaetano Ruiz e Pasquale Galluzzo e vennero nominati quattro professori, degli otto richiesti, e un direttore degl i studi, scelti tra quelli che avevano già insegnato nella scuola. Le materie erano quelle fondamentali tradizionali: la grammatica, l'aritmetica, la geometria, le sezioni coniche, la meccanica, il disegno considerato anche nelle sue applicazioni tecniche, gli elementi di artiglieria e l'architettura militare(75). Gli ordini sulla formazione delle Ordinanze per la novella Reale Accademia Militare, l'Educazione dell'Esercito in generale, e l'economia in terna, ed esterna de' Corpi dello stesso Esercito e sul provvedimento interno per gli attuali Alunni esistenti nell' Annunziatella, dove prima stava l'abolita Reale Accademia Militare, indirizzati a Giuseppe Maria d'Aragona principe di Cassano luogotenente e capitano generale nel Regno di Napoli per sua maestà il 19 maggio 1800(7 6), erano diramati a completamento delle Istruzioni del 29 luglio 1799. U documento in sintesi stabiliva: «Sua Maestà pertanto sulla considerazione che l'Educazion Militare sia una delle cose più importanti per costituire un esercito bene organizzato, ed idoneo ad adempire il sacro, e lU!minoso Ufizio, a cui è addetto, qual 'è quello di difendere vigorosamente in ogni rincontro, e proteggere dagl'interni, ed esterni attentati la Santa Cattolica religione, la rea! Corona, la pubblica sicurezza e tranquillità, e le vite, e sostanze de' Popoli affidati dal Sommo Iddio al Governo di Sua Maestà è venuta ad ordinare» la formazione immediata di uno stabilimento per «la costituzione di una ben intesa reale Accademia Militare da collocarsi nel suddetto edificio del! ' Annunziatella». Nell'edificio era già in atto un corso per quaranta alunni . Il numero degli allievi da ammettere doveva essere commisurato a quello degli ufficiali dei gradi inferiori di tutte le armi del! 'intero esercito e la loro educazione improntata su lla «morale cristiana e civile, nelle massime imprescindibili d'inalterabile fedeltà; di deciso coraggio, e di

75) R. Pilati, op. cit., p. 69. 76) ASN, Segreteria amica di Guerra e Marina. fs. 703.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATI VI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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esatta subordinazione, negli studj, ed esercizj analoghi alla profession militare, nella vita privata, ed in quanto altro possa riguardare alla perfetta istituzione della gioventù militare e de' nobili». Alla Nunziatella dovevano alloggiare anche i nobili convittori del Collegio F erdinandiano, i quali potevano così seguire il corso degli «Studj nelle scienze e nelle arti» in comune con i cadetti. Era precisato che: «Avendo l'educazione delle persone nobi li aver molta analogia con quella de ' Mi litari, vengono situati nel suddetto Rea! Edificio delrAnnunziatella in luogo separato gl'indi vidui del Collegio obile Ferdinandiano, che anni or sono stava collocato nel detto Edificio, dove vi è comoda capienza per costoro, e per gli Alunni Militari, il cui numero, atteso lo Stato del novello Esercito, e L' essere abilitati ag l'impieghi di uffiziali di grado in feriore anche gli Ajutanti, i Cadetti, i Bassi- Uffiziali, i soldati privilegiati, ed i soldati semplici, dovrà essere minore di quello, ch'esisteva nell'abolita Reale Accademia in tem po dal passato Esercito. Gl i studj di Scienze, e belle arti nella novella Reale Accadem ia saranno comuni agli Alunni Militari, ed ai Convittori Nobili del Collegio Ferdinandiano si perchè l'educazione della nobile gioventù dee essere analoga alla educazione Mi litare, s i perchè volendo taluni de· detti Nobili Convittori intraprendere il servizio Militare si trovino essi istruiti delle scienze, e facoltà necessarie per la professione Militare. In conseguenza di tutto c iò l' Ordinanza dovrà comprendere anche lo stabi limento del Colle gio Ferdinandiano nell'Edificio deii ' Annunziatella, colle vedute e nunciate di sopra. così riguardo alla educazione, come alla economica amminis trazione. »

Disponeva ,inoltre che fosse definita la proporzione in base alla quale ripartire le vacanze di ufficiale tra gli aiutanti, i cadetti, i bassi-ufficiali, soldati privilegiati e soldati semplici nonché la costituzione di sale di educazione per gli alunni soldati presso i reggimenti di fanteria, a imitazione di quella esistente a Trapani. In attesa di «ricomporre con ordine migliore altro Stabilimento per gli Alunni Militari, e di determinare le future provvidenze da darsi, per far apprendere ai medesimi le sane massime, ed i principj di onore, e prescrivere i veri, ed esatti doveri militari», il sovrano costituiva per l 'educazione degli orfani militari il Rea/ Convitto Militare. Con l'ordine sovrano del 13 aprile dell801 (77) , che faceva seguito a quello del 9 maggio 1800, il re Ferdinando, «Secondo le sue paterne mire tendenti a portare lo Stato Militare al maggior grado di forza, e di perfezione; ha creduto intanto proprio della sua Real Clemenza il provvedere alla sussistenza, e all'educazione degli Orfani Militari». Stabiliva pertanto che l'edificio detto della unziatella, già sede della soppressa accademia militare, dovesse ospitare «gli Orfani, figliuoli di benemeriti

77) ASN, Camera Reale Riservato, Carte di Francesco l, fs. 675.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FOR MAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNIT ARl

Ufiziali del Rea] Esercito che abbiano ben meritato pe' loro onorati e lunghi servizj, e specialmente per la loro condotta Militare, e politica nelle recenti passate vicende del Regno». Gli orfani, il cui mantenimento era a totale carico dello Stato, dovevano essere «assolutamente privi di beni, e di ogni mezzo, con un qualche loro congiunto possa provvedere alla loro sussistenza». Veniva incaricato quale presidente del Convitto Militare o Convitto di Orfani Militari «per la generale educazione militare» il capitano don Giuseppe Poli. A lui era affidato anche i l compito di compilare un «Regolamento provvisionale da approvarsi dalla Maestà Sua, per tutto ciò che riguarda l'educazione fisica, e morale, e l'istruzione degli Orfani Militari, come per tutti i dettagli di Governo, e Polizia interiore del Convitto, e della retta amministrazione delle somme». L'organico dell'istituto prevedeva, oltre al presidente, un ufficiale incaricato del dettaglio ed economia generale del convitto, un direttore, ossia prefetto degli studi, un primo cappellano, un secondo cappellano, un medico, un primo chirurgo, un secondo chirurgo, due pratici, un fazionaie con funzione di segretario, e «quel numero di persone di servizio che saranno precisamente necessarie, e che perciò si aumenteranno o diminueranno dal Presidente secondo il maggiore o minor numero di Convittori». Gli orfani militari venivano ammessi in virtù di ordin i reali, qualora fossero «sani, ben conformati, ed atti al mestier della Guerra» e in età compresa tra i 7 e i 14 anni . Nel decreto costitutivo non veniva definito il piano degli studi. All'età di 18 anni gli allievi giudicati degni venivano mandati «a servire in un Corpo dell'Esercito secondo la propria inclinazione, in quella qualità che sarà dichiarato con altro Real, procurandosi per quanto sia combinabile di situarlo in quel Corpo dove siavi qualche veterano Ufiziale suo parente, che possa darli qualche assistenza». L'assegnazione dei convittori poteva essere fatta anche ai corpi facoltativi purché per i prescelti il presidente assicurasse che fossero «di sommi talenti, ed ottima volontà per riuscire ottimi Ufiziali in tali Corpi, e che dovranno inoltre essere esaminati nel modo che sarà prescritto nella novella organizzazione de' Corpi medesimi». L'allievo che, raggiunti i diciotto anni , «dimostrava mal costume, delle grave inclinazioni, o una assoluta insufficienza al servizio Militare» non veniva impiegato nell'esercito, ma sottoposto alle decisioni del re.


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Gli ufficiali, i cappellani e il corpo docente dovevano essere proposti dal presidente tenendo conto d eli' attaccamento al sovrano, delle virtù personali e della preparazione professionale. Era consentita la frequenza della scuola da parte di alcuni giovani esterni «purché il Presidente sia ben assicurato ch'essi ricevano un'ottima educazione nelle proprie case». L'aver superato il corso degli studi per quest'ultimi non dava loro «alcun diritto a pretendere verun impiego, o situazione Militare». Il documento precisava inoltre che gli alunni della disciolta Accademia che avevano superato il diciottesimo anno di età dovevano essere inviati ai reparti con le modalità fissate per i nuovi ammessi, mentre i minori potevano continuare i loro studi. Con l'ordine sovrano del l o dicembre 1802 il Convitto militare riprendeva il suo antico nome di Rea/ Accademia Militare<78)(79). Il nuovo istituto, che aveva adottato gli stabili menti del!' abolita accademia, era ridimensionato nell'organico e frequentato da 48 allievi, tra i quali figuravano non solo gli orfani, ma anche i figli degli ufficiali benemeriti. Il reparto allievi era ordinato su due brigate, ciascuna di ventiquattro alunni, al comando di due capitani. L'organico era completato da un quartiermastro, un ufficiale aa dettaglio, sei ufficiali subalterni, due cappellani, un medico, un chirurgo e quindici professori. Con l'incarico di insegnante venivano aggiunti, in seguito, altri otto ufficiali. L'avvio not:t fu certamente privo di difficoltà, come dimostra il carteggio intercorso tra il tenente colonnello Poli e la segreteria di guerra. Non poteva non esserlo, considerate la particolare situazione politica creatasi nel 1799 e la tradizionale isteresi dell'amministrazione borbonica.

La valutazione de li' anzianità degli allievi, dopo la riforma deli' esercito del 1800 che abrogava la nomina a ufficiale dei cadetti dimessi dall'accademia e riconosceva loro solo la qualifica di soldati privilegiati, rimaneva legata a diversi fattori: i servizi resi e quindi i meriti acquisiti dai padri e subordinatamente quelli personali conseguiti con gli studi e con il comportamento, che però potevano solo ritardarla o meno.

78) C. Montù, op.cit., vol. JI, p. 1531. 79) Nel 1801 secondo Amedeo esisteva a Castelnuovo un'Accademia per il Genio e per /'Artiglieria, in sostituzione dell'Accademia della unziatella, per far fronte alle esigenze dell'esercito (F. Amedeo, Vita matematica napoletana. vol. l, p. 170). L'argomento è trattato nel paragrafo seguente.


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GLI ISTil'UTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICLA.LI NEGLI STATI PREUNITARI

Il dispaccio del 16 marzo disponeva l ' aggregazione ai reggimenti degli allievi che avessero maturato il diritto per anzianità, faceva sempre premio il privilegio sul merito e, per coloro che erano presenti in accademia prima della rivoluzione, decorreva «da !l 'epoca della loro riammissione dopo la riconquista del Regno conforme è stato praticato per tutta l 'Ufficialità del! 'Esercito di Napoli» (80) _ A seguito della richiesta del comandante Poli il 26 aprile 1803 (81) il re concedeva con sorprendente sollecitudine l'assenso per il ripristino della scuola di equitazione e l ' uti lizzo della cavallerizza reale, alla Vittoiia. Si apprende ancora dalla relazione del presidente dell'accademia del 22 aprile 1803 che, in tale data, non era stata ancora istituita la cattedra di tattica, disciplina questa troppo importante per un istituto militare per non essere insegnata. L'autore concludeva affermando che ormai molti allievi erano in procinto d'essere assegnati ai reparti e pertanto «sarebbe cosa assai sconcia, e pregiudizievole al Rea! Servizio, se essendo essi istrutti nelle Scienze matematiche, e nella Meccanica, ignorassero poi la vera scienza del loro mestiere» (82). Maestro di tattica era nominato il maggiore Felice Fusco. La determinazione del 15 aprile 1804 concedeva l 'autorizzazione ad alcuni esterni di frequentare le scuole dell'accademia(83)_ II 17 aprile 1804 veniva riattivata 1a cattedra di lingua francese. Il funzionamento della scuola si fece da quel momento sempre più regolare sino al settembre 1805, come risulta da vari rapporti <84 ) . Con la rottura della pace di Firenze (1805) e la conseguente rioccupazione del Regno di Napoli da parte delle truppe francesi l'accademia veniva definitivamente sciolta.

La Scuola Teorica e la Scuola Prattica Il ministro della guerra e della marina John Acton, nell'ambito della radicale riforma che doveva dare ali 'esercito napoletano un sufficiente numero di ufficiali con una solida preparazione culturale e militare come

80) R. Pilati, op. cit., p. 43. - ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina. fs. 704. inc. 60. 81) R. Pilati, op. cii.. p. 72. 82) R. Pilati, op. cii.. p. 72. 83) C. Montù, op.cit., vol. II, p. 1531. 84) R. Pilati, op.cit., p. 73.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SlCILIE

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pure consentire la graduale sostituzione nei corpi degli ufficiali stranieri esistenti con quelli a reclutamento nazionale, oltre a istituire la Regal Accademia Militare, approvava la creazione della Scuola Teorica e della Scuola Prattica per il perfezionamento professionale degli ufficiali , dei sottuffìciali e della truppa dei corpi facoltativi. La nuova istituzione, che assommava le caratteristiche di scuola d'arma e di scuola d ' applicazione per i quadri, si inseriva nel contesto della riorganizzazione delle due armi speciali e precisamente nell'ambito della fusione del corpo di artiglieria e di quello degli ingegneri su il 'esempio francese. La costituzione del Corpo Reale formato dai reggimenti Re e Regina, ciascuno ordinato su due battaglioni articolati in quattro brigate e mezza, ognuna, a sua volta, composta da quattro compagnie comandate da un maggiore, avveniva a seguito della proposta dell'ispettore della reale artiglieria colonnello Françoi s René de Pommereul. In virtù dell 'Ordinanza del Corpo Reale del 26 dicembre 1788(8 5), che disciplinava la nuova arma, gli ufficiali potevano essere reclutati sia dai cadetti dei corpi sia da quelli deli 'accademia militare, scelti tra i più versati nelle scienze matematiche. Il capitolo primo del documento definiva la costituzione generale del corpo reale, in particolare gli articoli 27 e 28 precisavano le modalità di attuazione del corso degli studi. Al termine di ogni anno di corso i cadetti delle brigate del corpo erano sottoposti a degli accertamenti. «Questi esami in quanto alle teorie, e al disegno si faranno da' rispettivi Professori addetti alla Scuola da stabilirsi nel Corpo Reale; e in quanto agli esercizj pratici di Artiglieria si faranno in presenza degli Uffiziali maggiori di ciaschedun Reggimento del Corpo Reale». I risultati venivano riepilogati in una relazione, nella quale, a fianco di ciascun allievo, era espressa la proposta di promozione nell'arma o di impiego in incarichi diversi nell'esercito. Tramite l' ispettore veniva inoltrata al ministro della guerra. I cadetti de li ' accademia, prescelti con una particolare selezione, venivano ammessi nei reggimenti, nella misura di due per brigata, con il grado di alfiere di fanteria e quindi inquadrati nelle varie compagnie. Nei primi sei mesi di corso prestavano «tutt'i varj servizj, principiando ad istruirsi da semplici artiglieri, e Minatori, Zappatori, indi da Fuochista,

85) BNN, sz. ms., Ordinanza del Corpo Reale, XIV, fs. 30. -Allegati a l cap. IX, doc . lO.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUN!TARI

Caporali, Sergenti, primi Sergenti, e Ajutanti». Al termine di questa prima fase coloro che erano giudicati idonei venivano incaricati del comando della seconda squadra della rispettiva compagnia, assolvendo quindi le funzioni previste per i tenenti. Erano obbligati però alla frequenza delle scuole pratiche con gli altri colleghi. L'articolo 60 stabiliva i criteri informatori deli ' attività didattica delle scuole in generale, con particolare riferimento alle materie oggetto d'insegnamento nella scuola teorica. I docenti erano previsti, nel numero di cinque, per le seguenti discipline: matematiche, chimica, fisica, architettura militare, civile e idraulica, disegno. Il capitolo terzo, inerente alle disposizioni di carattere amministrativo, al paragrafo 69 statuiva le modalità per accertare l'abilità dei tenenti e dei cadetti. In presenza del comandante della scuola e degli ufficiali superiori, gli allievi venivano esaminati dai professori sulle nozioni teoriche e quindi dagli ufficiali superiori sulle cognizioni pratiche del mestiere . In tal modo il comandante poteva accertarsi del loro grado d'istruzione «e finalmente non trascurerà cos'alcuna, che possa fargli acquistare una chiara opinione de' rispettivi talenti, capacità, applicazione, condotta, e indole». Nei capitoli sesto e settimo erano delineati rispettivamente gli elementi essenziali delle due scuole: la teorica e la pratica. La prima aveva luogo «alternativamente in tutti i giorni della settimana» dal l 0 giugno al 14 settembre e dal 15 novembre sino al 31 marzo. Nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle nove a mezzogiorno, erano impartiti gli insegnamenti sulle matematiche, sulla chimica, sulla fisica e, dalle due pomeridiane alle cinque, quelli di disegno, architettura militare, civile e idraulica. Le lezioni della durata di un 'ora e mezzo, erano dedicate: il lunedì e il mercoledì mattina alle matematiche e alla fisica, il venerdì alla chimica e alla fisica. Quelle del dopopranzo erano ripartite in maniera analoga e in guisa che i periodi a disposizione per l'architettura militare e civile e per l'architettura idraulica fossero uguali. Le esercitazioni di disegno venivano pertanto svolte solo nel primo e nel terzo giorno della settimana. La frequenza dei corsi era obbligatoria per i capitani tenenti, i tenenti e i cadetti. Gli appartenenti a queste due ultime categorie venivano distribu iti in due classi, secondo il grado di preparazione. Ogni quattro mesi, su ordine del comandante della scuola, i tenenti e i cadetti venivano sottoposti ad accertamenti al fine di stabi Lire quali tra questi esentare dalle lezioni e quanti fossero ancora abbisognevoli di ulteriori istruzioni.


OLI ISTITUTI MlLITAlll DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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Particolare attenzione era posta nell'approvvigionamento del materiale didattico. Il professore di disegno era incaricato di approntare «un Corpo completo di piante, spaccati , e profili di tutte le macchine per servizio dell'Artiglieria come ancora de ' disegni relativi alla fortificazione, e ali 'architettura civile, militare ed idraulica, affinchè possa servire di modello agli Uffiziali » e dei disegni di carattere topografico e geografico. L'intera collezione doveva costituire patrimonio della scuola. Il docente di architettura era tenuto a progettare e a dirigere la costru zione di modelli di edifici, di macchine, di differenti tagli di pietre, di diverse unioni dei legnami. Il suo insegnamento doveva tendere a focalizzare l'attenzione dei discenti non solo sui diversi sistemi di fortificazione, ma soprattutto sui vantaggi e sugli svantaggi di ognuno, sull 'attacco e sulla difesa delle piazze, sulla teoria delle mine c delle contromine e su tutto quanto concerneva la guerra sotterranea c l ' uso delle acque ai fini militari , specie difensivi. I titolari delle cattedre di fisica e chimica dovevano in particolare porre l 'accento sulle caratteristiche particolari dei metalli, delle pietre, delle terre, dei legnami, delle sostanze e dei miscugli chimici di normale uso in artiglieria e nella fortificazione. Al comandante della scuola era devoluta l 'autorità di stabilire gli orari per l ' insegnamento della «Tattica di artiglieria, combinata colla Fanteria, e Cavalleria». Incaricato delle lezioni era l'aiutante maggiore, che doveva avvalersi di modellini per esemplificare sul terreno l'articolazione e i movimenti delle unità delle varie armi. Durante gli otto mesi di corso, i capitani comandanti si riunivano due volte al mese, con modalità precisare di volta in volta dal comandante della scuola, per trattare, con il metodo delle conferenze. le diverse parti della scienza delrartiglieria e della fortificazione e in particolare «sopra !"attacco, e difesa delle Piazze, e Coste, sulla situazione più vantaggiosa da darsi alle opere. e batterie. sull'apparecchio dc' Parchi per l'attacco. e delle Piazze per la Difesa, sull'esecuzione de' travagli per machine, e per edificj. e per costruzione di qualunque specie. sull'economia, di cui l'esecuzione è suscettibile, su l conteggio, e metodo da tenersi nelle spese, su i meui da perfezionare tutti i lavori che si eseguiscono nelle differenti fabbriche, la cui direzione vien commessa ad Uffiziali aggiungendo a tutto ciò un trattenimento sul modo di eseguire le marce, gli accampamenti, e la condurtura dell'equipaggio di Artiglieria in tempo di Campagna. e finalmente si occuperanno della cognizione de' siti da scegliersi per fare la guerra colla maggiore utilità possibile, ed impedire così il buon esito agli lnimici>>.

La scuo la pratica veniva invece svolta al mattino nel periodo dal 1° aprile al 31 maggio e dal 15 ettembre al 14 novembre, con orario e modalità


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GLI ISTITUTI 0 1 EDUCAZIONE E 01 FORM AZIONE PER UFFICIALI NEGLI ST ATI PREUNITARI

da definire a cura del comandante della scuola. Prevedeva delle istruzioni pratiche sulla costruzione delle batterie, dei fortini e più in generale della fortificazione permanente e campale, de' ponti e sull'impiego delle artiglierie, degli artifizi di guerra, delle mine nonché l'effettuazione di scuole di tiro con cannoni e mortai. Le esercitazioni dovevano essere improntate alla massima realtà. Erano inoltre programmate visite alle infrastrutture logistiche e la partecipazione, a vario titolo, dei frequentatori dei corsi alle esercitazioni di particolare rilievo dei vari reparti. Per far fronte alle esigenze di specializzazione dei nuovi ufficiali delle armi faco ltative, a seguito della soppressione nel 1799 dell'Accademia Militare, venivano costituite, in Castelnuovo, le Scuole teoriche. La nuova istituzione scolastica ricalcava nelle linee generali le scuole teoriche e pratiche create all'atto della costituzione del Corpo Reale. II Regolamento per le Scuole Teoriche della Reale Artiglieria, e del Real Corpo del Genio veniva pubblicato il 13 luglio 180 l e i primi due paragrafi così recitavano<86):

«l 0 La Scuola teorica della Reale Artiglieria e del Rea! Corpo del Genio si farà in tutt'i giorni, che non sieno festivi di quei mesi dell'anno, in cui i riferiti Corpi non sieno impiegati nella Scuola pratica. 2° La Scuola teorica sarà formata dalle seguenti Cattedre cioè: di Matematica di Chimica, e Mineralogia di Fisica sperimentale di Artiglieria teorica di Architettura civile, ed idraulica di Fortificazione, e guerra sotterranea di Disegno» Per l'insegnamento delle sopraccitate discipline erano previsti: due professori per le classi della cattedra di matematica (una per gli aspiranti e l'altra per i tenenti), uno per quella di chimica, e uno per la fisica. Erano altresì stabiliti degli insegnanti per l'artiglieria teorica, l'architettura civile e idraulica, la fortificazione e la guerra sotterranea, il disegno di figura, di artiglieria e di architettura civile e militare.

86) BNN, sz. ms .. Fondo Provinciale, Miscellanea 66.


GLI ISTITUTI MILITARI DJ EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICIUE

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Le lezioni delle materie scientifiche dovevano essere svolte al mattino per quattro giorni alla settimana e precisamente: matematica dalle ore 8 alle lO di Spagna; chimica (laboratorio compreso) dalle lO alle 11; fisica (laboratorio compreso) dalle l l alle 12. L' artiglieria teorica, l' architettura civile e idraulica, la fortificazione e la guerra sotterranea venivano svolte al pomeriggio e dovevano «tenersi in ciascun giorno di Scuola per lo spazio di un'ora, e mezza ciascheduna». Gli altri due giorni feriali erano dedicati al disegno. L'orario prevedeva quattro ore ripartite equamente tra mattino e pomeriggio, lasciando però l ' opportunità ai volenterosi di rimanere a disegnare dopo il termine delle lezioni. La scuola di disegno si divideva in corsi di disegno di figura, di artiglieria, di architettura civile e militare. Nel caso di festività infrasettimanali veniva data precedenza ali 'insegnamento delle materie a carattere scientifico. Era prescritto che alla teoria dovesse far seguito l ' applicazione pratica del mestiere. A tal fine «l Professori saranno obbligati di formare un Corpo completo di Piante, Spaccati, e Profili, di tutte le macchine per servizio dell'Artiglieria come ancora i disegni relativi alla Fortificazione, ed all'Architettura civ ile, Militare, ed Idraulica, affinchè possa servir di modello agli Ufiziali, ed Aspiranti. fl Professore del disegno di figura, sarà ugualmente tenuto a formare una raccolta di figura, ornati, e paesaggi, da servir di studio per la maggiore intelligenza delle regole del disegno, e per levar con proprietà le P iante topografiche, e Militari, e le vedute de' Paesi». Il paragrafo 18, in merito all'ammissibilità alla frequenza del corso, stabiliva: <<Nella Scuola teorica de ' Corpi facoltativi sarà permesso, che vi frequenti qualunque individuo Militare, o pagano, che desideri studiare. per poter meritare di essere scelto per Aspirante. Tali individui però dovrar..no esser muni ti di un permesso per iscritto del Direuore Generale, il quale non dovrà darlo, che a persone di buoni natali, ottimi costumi, di talenti di stinti, che promettono gran progressi nelle scienze, e nella milizia. l suddetti individui mentre frequentano la Scuola, dovranno mantenere la più esatta buona condotta, e Jor sarà interdetta la Scuola quando diano al Direttore Generale dc' motivi di doglianza , così riguardo a' costumi , che al poco profitto.>>

Gli esami avevano cadenza mensile ed erano effettuati alla presenza dei rispettivi professori e di tre ufficiali superiori designati dal ctirettore generale. A fine d'anno gli allievi sostenevano un esame generale su tutte le materie dinanzi a una commissione composta dal direttore, in qualità di presidente e da sei ufficiali superiori di artiglieria e del genio. Venivano,


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in tale occasione, valutate le caratteristiche di ciascun individuo, aspirante o tenente, e il giudizio assumeva particolare valore per le successive promozioni. Nel regolamento la durata del corso non era precisata, ma al paragrafo 19 era detto, a proposito degli ufficiali frequentatori, che «Allorchè un Tenente abbia fatto tali progressi, che il Direttor Generale giudichi non aver il medesimo nessun bisogno di frequentar la Scuola teorica. e che ciò sarebbe pel medesimo una vera perdita di tempo, che utilmente impiegherebbe il Real servizio, potrà detto Direttore Generale dispensarlo dalla Scuola Teorica, obbligandolo però ad intervenire alle conferenze de' Maggiori , e de' Capitani». TI D' Ayala in Napoli Militare affermava che nel Saggio delle istruzioni teoriche date nel corso dell'anno 1803, riportante le materie d'insegnamento, figurava il calcolo differenziale. Nell'ottobre del 1804, riscontrati gli aspetti negativi sul piano tecnico e su quello organico derivati dalla fusione, i Corpi di Artiglieria e del Genio riprendevano la loro primitiva individualità. 6. LA SCUOLA DI ARTIG LIERIA E GE IO, LE SCUOLE POLITECNICO - MILITARI Alla prima restaurazione borbonica, che aveva visto spegnersi la Repubblica Partenopea soffocata dalla dura reazione, seguiva la riconquista del Reame di Napoli da parte delle truppe napoleoniche guidate dal generale Andrea Massena. A reggere le sorti dello Stato s ubentrava il 15 febbraio 1806 Giuseppe Bonaparte, come re di Napoli e Sicilia. Si presentava così nuovamente l'esigenza di costituire delle scuole per la formazione di ufficiali dell'armata e in particolare delle armi facoltative. Su richiesta del ministro dell'interno Francesco Andrea Miot, il generale Giuseppe Fonseca Chaves, il IO maggio 1806, proponeva un Piano per le Scuole teoriche e pratriche dell'Artiglieria. Il progetto veniva sottoposto al giudizio del vecchio comandante della regale accademia militare, che riassumeva le sue opinioni nel testo sotto riportato <87>. «Parere sul Collegio di Artiglieria Il piano di Scienze, che il Generai Fonseca. propone, è conforme ai principj delle teorie, e vi si osservano cennate con avvedutezza quelle facoltà. che interessano principalmente il Corpo dì Artiglieria. Amico però sempre del vero Egli assicura Vostra Eccellenza che

87) AS , Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 706. fase. 3/b.


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il Collegio particolare di Artiglieria è meno utile del Collegio generale per tutta I'Am1ata; ed io stimo che questo suo sentimento sia tanto giusto quanto onorifico a Colui, che abbandona una parte del suo potere per procurare il bene della sua Nazione. Dietro un'altra mia rappresentanza conviene anche Vostra Eccellenza su questo arricolo, ed è persuasa che l'uniformità dell'educazione, l'unità de' principj e delle istituzioni, la scelta de ' soggetti per ciascun'arma, l'economia nell'amministrazione, e mille altri vantaggi non s'incontrano che in un solo Collegio comune a tutt i i rami dell'Armata. Ma un Collegio di questa natura non può discendere alle pratiche di ciascun Corpo senza divenir minuto e complicato. Perciò l 'Artigl ieria, come il Genio e la Marina (se anche questa si voglia aggregare allo stesso Collegio) avrà le sue Scuole particolari riguardanti le pratiche del mestiere. Queste Scuole. a mio credere, e per sentimento del Generai Fonseca sono di due specie. Altre di esse sono teoriche-pratiche. perchè vi s 'insegnano diffusamente alcune teorie traltate in Collegio ne ' soli principj generali e nelle istituzioni elementari, e si applicano particolarmente agli usi di Arliglieria; altre sono pratiche puramente. Le prime contengono: l 0 Un corso di Chimica e Mineralogia: esso deve essere maggiormente operativo che speculativo, giacchè questa seconda parte è riserbata ali' Accademia militare. 2° L 'applicazione nella fonderia ed in Campagna dell'Artiglieria teorica e pratica già studiata in Collegio. 3° 11 disegno di campagna, di fortificaz ione, e di Artiglieria. 4° L 'uso della Plancetta, del Semicerchio, della Livella, e del Teodolite: la conoscenza ed i principj teorici delle quali macchine s'insegnano nel Collegio. Le Scuole puramente pratiche e maggiormente istruttive sono gli arsenali, le fonderie, le ferriere, e le fabbriche d 'armi. Ciascun Alunno in ognuno di questi Stabilimenti dovrà as sistere per sei mesi. Durante questo tempo dovrà scrivere delle Memo rie analoghe accompagnate da calcoli e da disegni; ed alla fine del semestre dovrà esserne esaminato.

Un poligono dovrà costruirsi, nel quale tulti gli Uffiziali di Artiglieria, e del Genio dovranno appl icare le teorie di fortificazione, e la guerra degli assedi . Giammai spesa nazionale è tanto bene intesa nello star o attuale dell'Europa quanto quella che contribuisce alla formazione di un ' Armata. Sarà riserbata al Comandante del Corpo la distribuzione delle ore e dei mesi di scuola, perchè tutt i gli alunni sieno ugualmente istruiti in ciascun ramo del mestiere. Sarà ugualmente del suo arb it rio la fissaz ione degli esami periodici e degli altri straordi narj. Su questo proposi to io stimo che il Comandante di Artiglieria. o altro Uffiziale da Lui de legato. debba assistere all'ultimo esame che si farà nel Collegio Militare da' Giovani destinati per quell 'arma.! due Comandanti del Collegio, e dell'Artiglieria fisseranno dietro questo esame la gradazione delle antic hità. Generale Parisi»

L'istituto proposto dal Fonseca, che avrebbe dovuto avere un carattere tecnico-applicativo, considerava la preparaziMe dei soli ufficiali di artiglieria, quello suggerito dal Parisi, previsto per ambedue le armi facoltative, lasciava però insoluto il problema più generale della formazione dei quadri per tutte le armi dell'esercito.


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Successivamente, il Parisi, in qualità di ispettore del genio, persuaso della inderogabile esigenza di costituire un istituto per la formazione degli ufficiali delle armi facoltative, il 9 agosto 1806 presentava un Progetto e il Decreto sulla Formazione dell'Accademia Militare. A sostegno di questa tesi, ma a maggior chiarimento affermava: «Nella nostra Nazione, ove per difetto d'istruzione lo spirito militare non è abbastanza formato le sole Scuole non sono sufficienti ad eccitarlo. L'esperienza che ho di questo Regno, e la sua conoscenza dei sistemi di educazione adottati ne' Collegi e nelle famiglie , mi obbligano a manifestarle questi sentimenti». Impostava il corso degli studi rifacendosi, in linea generale, alla precedente reale accademia militare e ponendo alla base dell ' attività formativa i criteri già enunciati nella Ordinanza del 1798. In particolare abbinava ali 'educazione puramente militare le scuole di istruzione, per conferire ai futuri quadri una sufficiente base culturale. Suggeriva, alla luce della sua esperienza quindicennale precedente, l'opportunità di aggregare alla scuola una brigata di alunni esterni alfine di promuovere l'emulazione tra i due gruppi e nel contempo avere la possibilità di una più larga scelta degli allievi da destinare ai corpi facoltativi. Le spese per il mantenimento degli st udenti sarebbero dovute essere sopportate per taluni dallo Stato e per i rimanenti dalle famiglie. Il Progetto sull'Organizzazione di un' Accademia Militare <88l, che verrà sintetizzato nella bozza di decreto, era composto da cinque articoli. Il primo o preambolo, intitolato unità dell'istituto, illustrava lo scopo della scuola, motivando in breve l 'opportunità e l 'economicità della costituzione di un 'unica scuola per la preparazione dei quadri delle armi facoltative e di linea. L'articolo secondo, composizione dell'accademia, riportava l'organico della scuola corredato di alcune note esplicative. Di particolare interesse quelle relative agli alunni esterni : il loro inquadramento, i rapporti di subordinazione, la partecipazione ai servizi, le motivazioni a sostegno dell'utilità di avere un congruo numero di frequentatori esterni, che nel paragrafo 4 risultano in vero essere le più convincenti. «Si ammettono poi gli Alunni esterni dell'età indicata d'anni 15 acciò possano essere istruiti i figli di coloro , che essendo Militari, o avendo qualche merito, non possono aver luogo fra gli Alunni interni a cagione del numero fissato. Questa ammissione propaga nelle famiglie lo spirito militare, l'istruzione scientifica, e la buona morale. Dà al Governo

88) ASN, Segre1eria antica di Guerra e Marina , fs. 706, ex. 541 , inc. l bis.


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mezzi maggiori per la scelta de' soggetti, che devonsi proporre per servire utilmente nelle armi diverse. Se ne limita infine il numero per non recare confusione nelle istruzioni, e per evitare una moltitudine, che non si troverebbe facilmente, ove poterla impiega re.>>

L'articolo terzo, istruzione scientifica, senza entrare nell'esame peculiare, ma richiamandosi all'ordinanza dell'accademia borbonica, specificava le cattedre da istituire. Nel successivo, spesa necessaria per la tenuta deli 'accademia, precisava più dettagliatamente la ripartizione delle spese riportate nel decreto. Nel quinto infine si limitava a elencare i componenti del consiglio d'amministrazione. Il Decreto sulla formazione dell'Accademia Militare datato 9 agosto 1806(89) delineava i capisaldi della costituzione di un istituto militare preposto alla formazione degli ufficiali del corpo del genio, dell 'artiglieria, della fanteria e della cavalleria. Alla frequenza del corso di studi potevano essere ammessi 160 alunni convittori, in età compresa tra gli undici anni compiuti e i quattordici, e 60 esterni di età non minore di quindici anni. I primi dovevano essere scelti tra i figli di militari o di persone benemerite dello Stato, gli altri tra gli appartenenti alle famiglie distinte del regno. L'organico della scuola sarebbe dovuto essere costituito da: un ispettore ufficiale generale un colonnello comandante un tenente colonnello per l ' istruzione e la disciplina militare un tenente colonnello direttore delle scuole un capitano di prima classe aiutante maggiore delle medesime un quartier mastro tenente di seconda classe un ufficiale incaricato dell'economia generale capitano di prima classe un capitano di prima classe per la segreteria dell'accademia un segretario, uno scrivano, un provveditore due sacerdoti per le istruzioni di morale e di religione un medico, un chirurgo e due pratici di chirurgia Per l 'istruzione letteraria e scientifica erano ritenuti necessari: quattro professori di grammatica, due di carattere, due di disegno di figura, uno

89) ASN, Segreteria anrica di Guerra e Marina, fs. 706, ex. 541, inc. l bis.- Allegati al cap. IX, doc. 11.


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di delineazione, uno di situazione, uno di disegno d 'architettura militare, quattro professori di matematica, quattro di scienze di professione. Il quadro del personale effettivo era completato da un bibliotecario e direttore del gabinetto di fi sica, dal custode del locale della libreria e per le attività ginniche da cinque maestri di scherma e cinque di ballo. Per l'inquadramento degli allievi era prevista la costituzione di quattro compagnie o brigate di 40 convittori, ciascuna di queste governata da un capitano di prima classe e da uno di seconda, da un tenente di prima e da uno di seconda classe, da due brigadieri e da quattro sottobrigadieri scelti tra gli alunni stessi. Gli esterni, che avevano il medesimo inquadramento, costituivano la quinta brigata. Alle istruzioni di equitazione erano destinati un capitano di cavalleria, un sergente, due caporali, sei soldati e dieci cavalli. Per i servizi vari erano contemplati due tamburi , un piffero, un certo numero di camerieri, sergenti e trabanti. Gli ultimi artico li prendevano in considerazione il consiglio d 'amministrazione e il conto dettagliato delle spese. Quanto proposto dal consigliere di Stato Parisi veniva solo in parte avallato dal re, la sua nomina a ispettore delle scuole gli conferirà però di fatto una larga autonomia decisionale. La Scuola di Artiglieria e Genio Il 5 settembre 1806 Giuseppe Napoleone<90) decretava l'apertura della Scuola di Artiglieria, e Genio che, provvisoriamente organizzata, era posta alle dipendenze del generale di brigata ispettore del corpo del genio. L'ordinamento dell'istituto era il seguente: comandante

colonnello Francesco Sallent

direttore delle scuole di matematica

capitano artiglieria Filippo Castellano

direttore della scuola di professione ufficiale del genio o artiglieria e di disegno

90) ASN, Segreteria antica di Guura e Marina, fs. 706. ex. 541. inc. l.- Allegati al cap. lX. doc. 12.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR\IATIVI NEL REGJI,O DELl E DLE SICIUE

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vigilanza e buon ordine delle scuole capi ram m l 0 Pasquale Galluzzo e e per il consiglio d'amministrazione Vincenzo Arrnenio capitani di 2~ classe Andrea Colnago e Gaetano Ruiz aiutante maggiore

capitano fanteria Giuseppe Galileo Pasquali

geometria piana, aritmetica, algebra

professore abate Gennaro Minzele

geometria solida, sezioni coniche. professore abate Felice calcolo sublime e trigonometria Giannanasio meccanica, idrodinamica

professore abate Nicola Massa

geometria descrittiva, stereotomia, geografia, matematica e topografia

professore tenente Giuseppe Sangro

chimica e fisica

professore Saverio Macrì

geografia storica

capitano Giuseppe Pasquali

lingua francese

professore Giovanni Battista Corbejons

fortificazione, ponti e strade, guerra degli assedi, artiglieria teorica

due ufficiali di artiglieria e del genio

disegno di figura

professore Pietro Arroj

disegno di delineazione, di campagna e di solidi

professore Pietro la Pcruta

disegno di fortificazioni e di topografia

un ufficiale del gen io

bibliotecario

abate Nicola Massa e l'aiuto tenente Giuseppe Agnelli

incaricato del deposito dei piani topografici

signor Zanoni

incaricato del deposito dci modelli di fort ificazione

capo battaglione Ferdinando Roberti

cinque invalidi per il serv izio nella scuola Il decreto istitutivo della scuola non aveva però effetto immediato per carenza di copertura finanzia ria. L'esecuzione del piano veniva pertanto dilazionata dal 20 settembre al 28 dicembre. La cronica carenza di fondi creerà non pochi problemi al comandante della cuoia nelle relazioni con il corpo insegnante, che rimase a mezzo soldo sino al luglio del 1808.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Il Parisi, preposto all'organizzazione della scuola di artiglieria e genio nel sito della Nunziatella, indirizzava, nel settembre 1806, una lettera al ministro della guerra generale Matteo Dumas per segnalare quanto riteneva doveroso far presente<91l. A fronte dei cinquanta alliev i da ammettere, anziché i sessanta proposti, suggeriva un aumento degli stessi al fine di soddisfare i «bisogni attuali de' Corpi di Artiglieria, e Genio, e de ponti, e strade» . Asseriva che, considerato illimitato dispendio derivante a carico dello Stato, fosse opportuno generalizzare «li studi militari, che presto, o tardi contribuiscono alla formazione di un 'armata istruita, ed al risorgimento dello spirito delle armi, del quale manca il nostro Regno, per difetto di educazione». Proseguiva affermando che «è tanto più necessario l 'ingradimento proposto, quandochè i Corpi facoltativi sentono il bisogno di buoni Alunni, e per un 'esperienza comprovata in tutte le Accademie dell 'Europa, sotto un 'educazione scientifica raffinata gli Allievi idonei per tali Corpi sono sempre nella ragione di 12 a il00» . Indicava tra i requisiti da richiedere agli aspiranti «un'età non minore di 14 anni per essere (' il giovane') g ià formato fisicamente, quanto basti allo sviluppo della ragione; i natali di gentiluomo per assicurarsi di una onesta educazione che è propria di questo Stato» infine «una giusta conoscenza della propria lingua, e delle prime operazioni pratiche di aritmetica, per non obbligare l'Accademia a d iscendere alle classi infime d'istr uzione». Valutando necessario un periodo di cinque anni per la formazione degli ufficiali e nel contempo considerata l 'esigenza delle armi faco ltative di avere prima possibile la disponibili tà di rincalzi, proponeva l 'ammissione dei concorrenti solo a seguito di esami «su parte delle scienze» per accertarne l 'idoneità e il grado di preparazione scolastica per la loro assegnazione alla <<Classe immediatamente posteriore per apprendere il rimanente del corso: restando sempre l'obbligo di rifare le scienze di professione, nelle Scuole Mi li1ari. perchè queste devono essere accompagnate alle pratiche, che non è da presumere, che sieno bene apprese altrove che ali' Accademia, per d ippiù per osservare in due anni l'inclinazione scientifica dell'Allievo, e per assicurarsi sempreppiù delle sua condotta mora le».

Gli accertamenti per l'ammissione ritenuti indispensabili, comportavano, secondo l 'autore, necessariamente l' immediata istituzione delle cattedre de li 'intero corpo delle scienze insegnate nelle varie classi.

9 1) ASN, Segreteria amica di Guerra e Marina , fs. 706, ex. 541, inc. l bis.


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Manoscritto de l decreto costitutivo de lla Scuola d'Artiglieria e Genio Archivio di Sraro di Napoli


GLJ ISTITUTI MILITARI 01 EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICIUE

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Queste erano così riepilogate: geometria piana, aritmetica e algebra; geometria solida, sezioni del cono, calcolo sublime e trigonometria; meccanica e idrodinamica; geometria descrittiva, stereotomia, geografia matematica e topografia; fisica e chimica; fortificazione e trattato di ponti e strade; della guerra degli assedi e dell'artiglieria teorica; disegno di figura, di delineazione, di campagna e di solidi, di fortificazione e di topografia; geografia storica, lingua francese. Il corso a carattere quinquennale era così definito: l 0 Anno: geometria piana, aritmetica, algebra e geografia storica; 2° Anno: geometria solida, sezioni coniche, calcolo sublime, trigonometria piana e sferica, lingua francese; 3° Anno: meccanica, idrodinamica, geometria descrittiva, stereoromia; 4° Anno: fisica, chimica, fortificazione, trattato di ponti e strade, artiglieria teorica; 5° Anno: guerra degli assedi, geografia matematica, topografia. Tutte le diverse scuole dovevano essere integrate e accoppiate al disegno e alla geometria pratica. Nessun allievo doveva percepire compenso alcuno sino ali 'ammissione ai corpi facoltativi come ufficiale. Concludeva augurandosi che «finalmente questa istituzione, quantunque provvisoria, dovrebbe ridursi a profitto nell'Artiglieria, e nel Genio; obbligando i Tenenti di prima, e seconda Classe che sono in Napoli ad assistere alle Scuole del mestiere; cioè a quella di fortificazione, della guerra di assedio, dell'Artiglieria teorica, e del disegno» e che le scuole potessero iniziare la loro attività per il quindici di settembre. Lo spirito d'iniziativa che animava il Parisi e l'esperienza acquisita nel passato traspare dalla lettera del 24 ottobre inviata al ministro della guerra (92) . Oltre a in formarlo che la selezione dei sessanta allievi da assegnare successivamente alle armi di artiglieria e genio e a ponti e strade aveva già avuto inizio, l'autore rappresentava l' opportunità di istituire due classi d'istruzione. La prima per i figli e gli orfani degli antichi ufficiali privi di mezzi abbisognevoli d'essere istruiti «nelle grammatiche e nei primi elementi delle scienze», l 'altra per i «figli de' Proprietarj, che sentendosi animati per la Milizia, o non hanno compiuto gli anni quattordici, o non hanno fatto i primi Studj Matematici per potersi esporre

92) AS N, Excerpla. n. 569.


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GLI ISTITUTI 01 EDUCAZIONE E 0 1 FOR!>fAZIONE PER l.FHCIALI NEGLI ST\TI PREUXITARI

ali 'esame». Ricordava che l 'antica accademia prevedeva tali scuole. che peraltro erano state conservate sino ad allora, per la preparazione morale e scolastica di tanti giovani, a vantaggio dello Stato e de li 'esercito. Per lo svolgimento dell'attività didattica la scuola militare avrebbe potuto contare, per l'istruzione dei 200 allievi proposti di età non inferiore ai dieci anni, sugli insegnanti del vecchio istituto. L'ispettore a tal proposito, aveva svolto un· indagine cono ·citi va accertando che i vari docenti della vecchia accademia si erano dichiarati disponibili per il compenso a mezzo soldo. In particolare proponeva quale direttore «di tutte le classi di scuole grammaticali. e di lingua italiana» il professore Vincenzo de Muro e per professore di etica, di filosofia e di pubblico diritto il tenente di prima classe Giovanni Battista de Rita. Gli allievi sarebbero dovuti essere inquadrati militanncnte.

Le Scuole Poli tecnico-Militari In esecuzione dell'ordine del ministro del28 dicembre 1806, ill5 gennaio 1807 rispeuore del corpo del genio trasmetteva il regolamento provvisorio per le Reali Scuole Militari, comprendente le principali di sposizioni già approvate dal re<9 3). Il documento era intitolato Progetto di un Regolamento provvisorio per le Scuole politecnico-militari. La nuova denomina.l ione dell'istituto veniva sanci ta dal decreto del 26 dicembre l 806. La sede scelta per le scuole era sempre la Nunziatella, che ora ospitava anche il Deposito topografico della Guerra e la Scuola d'incider le carte ropografiche e geografiche. Il regolamento prescriveva che nessuno potesse essere ammesso all·isti tuto senza l 'ordine del ministro della guerra e l 'approvazione di sua maestà. Gli aspiranti dovevano possedere un'età non minore di anni dieci né maggiore di diciassette, con qualche eccezione per coloro che avessero superato tale limite, in caso di accertata conoscenza approfondita nelle scienze matematiche. Gli allievi erano inquadrati disciplinarmente in quattro compagnie, alle dipendenze di un tenente colonnello, ciascuna costituita da 60- LOO individui e comandata da un capitano di prima, coadiuvato da un capitano di seconda classe. da un tenente di prima e uno di seconda classe nonché da un sergente maggiore, quattro sergenti, quattro caporali, da eleggersi tra gli alunni medesimi e un tamburo.

93) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina. fs. 706. fase. l. - Al legati al cap. IX. doc. 13.


GLI ISTITt.:TI MJLITARI

m EOUCAk!0/'. 1:: E FORMATIVI NEL REGKO OEI-1-F OLE SICIUE

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Lo stato maggiore, il consiglio di amministrazione e il corpo ispettivo delle scuole continuavano a essere quelli previsti dal decreto del 5 settembre. Così l'istruzione scientifico-pratica restava affidata al comandante, ai due direttori delle scuole e all'aiutante maggiore, mentre la responsabi lità del deposito della guerra e della topografia militare era attribuita ai rispettivi direttori. L'anno scolastico iniziava i primi di novembre. Era stabilito che le lezioni avessero luogo tutti i giorni della settimana, con l 'eccezione della domenica e del giovedì, nella misura di cinque ore giornaliere. tre ore e mezzo al mattino e un· ora e mezzo al pomeriggio. I professori erano tenuti a esigere che gli allievi il giorno successivo ripetessero la lezione impartita e i direttori, alla fine di ogni settimana, dovevano accertare il grado di apprendimento degli alunni assistendo alle loro conferenze. Alla fine del mese, inoltre, gli insegnanti avevano l' obbligo di compilare un rapporto ci rcostanziato sulla facoltà di ragionare, sul profitto e su ll'attenzione dei g iovani. Questo, completato con le osservazioni dei direttori e con le riflessioni del comandante della scuola, veniva inoltrato all'ispettore. Contemporaneamente alle attività scolastiche, gli alunni si esercitavano nelle manovre elementari di tattica, nelle istruzioni di maneggio con il fucile ed erano inoltre impegnati nello svolgimento di attività ginniche: nella scherma, ne l ballo e d 'estate nel nuoto. Quanto al metodo di istruzione militare quel lo adottato era il sistema fran cese. Gli esami finali erano previsti al termine dell'anno scolastico, nel mese di settembre. Il passaggio da una classe all'altra era determinato dall'esito di questi accertamenti , quindi dal profitto e dal talento dimostrati nel corso dell 'anno. Nel mese di ottobre venivano svolti gli esercizi pratici e ginnici. Il giudizio finale sugli allievi teneva conto di quello annuale espresso dai professori delle varie scuole e dell 'esito degli esami, sostenuti dinanzi a commissioni costituite dal direttore delle varie scienze, da due professori della classe superiore a quella frequentata dall'alunno e da un terzo eletto il giorno prima dell 'esame con compiti essenzialmente fiscali. Il giudizio era integrato dalla relazione dei comandanti sull'attitudine negli esercizi militari e sull'istruzione militare, sulla ginnastica e · sulla scherma. Oltre che nelle materie scientifiche, gli alunni dovevano venir eruditi «nella conoscenza, e nel maneggio degli istrumenti atti a misurare


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GLI ISTITI..'Tl DI EDUCAZIO:-IE E 01 FORMAZIO'iE PER UFFICIALI SEGLI STATI PREI.I'otrARI

distanze, a livellare, a levar piante di posizioni militari, ad osservare astronomicamente il cielo per quanto sia necessario alla formazione delle Carte topografiche, e geografiche; e saranno esercitati nelle vicinanze di Napoli a queste utili pratiche. con ricevere altresì le opportune esercitazioni dal Direttore topografico». Particolare rilievo avevano gli esperimenti di chimica e di fisica in generale e in particolare quelli specifici per gli studi del genio e dell'artiglieria, la conoscenza della docimasia, della mineralogia e della metallurgia per coloro che erano destinati al servizio delle miniere. Al termine del corso gli alunni, in base a determinati criteri selettivi ovvero qualora avessero «mostrato una decisa inclinazione di servirvi, e che siano forniti di robustezza fisica, di morale, di sufficienti talenti naturali e delle necessarie cognizioni che li rendono atti a riuscirvi», venivano assegnati alla truppa di linea. Si sceglievano «pei Corpi del Genio e dell'Artiglieria quelli, che forniti di robustezza, di morale, e di talenti naturali ed acquisiti, si espongano volontariamente ad un rigoroso esame sul Disegno. e su tutte le Scienze, e Pratiche stabilite nel Quadro generale». Gli alunni privi di inclinazione per il servizio militare, ma in possesso di cognizioni sufficienti e di una buona morale, potevano aspirare a degli impieghi nelle miniere oppure politici ed economici. Nel tempo il regolamento delle scuole doveva indubbiamente subire delle modifiche e probabilmente anche venire attuata la citata proposta del 24 ottobre 1806 del consigliere di Stato. Una missiva del generale Parisi, indirizzata al ministro della guerra e marina <9 4 l e che ha riferimento diretto con il reclutamento, ci svela l'esistenza di un eccezionale numero di domande di ammissione e dell 'afflusso alla scuola anche di giovani in tenera età. Il fenomeno era attribuito alla mancanza nel regno di licei , di collegi e di stabilimenti «necessarj a ben istruire la gioventù nelle scienze matematiche». Dalla lettera del 2 agosto 1810<95 > si arguisce che il 24 febbraio era stato inoltrato al ministro uno stato completo delle scuole riferito all'anno 1809 unito a «un progetto di miglioramento, perchè si fusse Ella degnato di presentarlo a Sua Maestà a tempo opportuno» e che ne erano seguiti ne li 'ambito delle scuole, dei mutamenti.

94) R. Pilati, op.cit., p. 78.

95) AS . Segreteria antica di Guerra e Marina. Scuole Militari di Artiglieria e Genio. fs. 873, in c. l /3.


GLI ISTITUTI ~11LITARI DI EDI.:CAZIONE E FORMATIVI NEL REG'IO DELLE DUE SICILIE

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Interessante dal punto di vista psicologico è la risposta che il Parisi dà a giustificazione dell'omissione di invio dei rapporti mensili sui progressi scientifici degli alunni poiché rivela l'acutezza del suo giudizio sui giovani: «Non si sono fatti i rapporti mensuali su i progressi scientifici, perchè si era creduto di fargli annualmente, dopo gli esami generali. che hanno luogo nel mese di Seuembre. e dopo che si sono verificati da me con una generale. e dettagliata Ispezione. Questo è stato il sistema tenuto per l'innanzi, questo si è voluto dal Ministro, questo è quel che si esegue in tull'i pubblici stabilimenti d'Europa, c questo è quello infine che assicura il vero giudizio sul progresso dello spirito umano, che va calcolato a ragion veduta. c dopo replicati scruti nj ed esami; giacchè la volubilitll. ed il lento sviluppo della gioventò non permette di dar giudizj esatti. primachè non vengano sperimentati almeno per un anno. gradatamente dai diversi Impiegati.»

La scuola abilitava al servizio, negli anni 1807 e 1808, ben 18 ingegneri e 50 bassi ufficiali per il corpo degli zappatori d'artiglieria e delle armi di linea; nel 1809 altri 20 ufficiali per il genio e l'artiglieria nonché 80 ba si ufficiali per i vari corpi d'armata<96>. Dai documenti d 'archivio relativi all'anno 1809<97 > si rileva inoltre che le scuole politecnico-militari erano frequentate da 408 allievi ripartiti in quattro compagnie, che inquadravano rispettivamente 92, 101, 106 e 109 alunni, dei quali: 68 in età tra gli otto e i dodici anni, 109 tra dodici e i quindici, 11 O tra quindici e i diciassette e 121 superiori ai diciassette anni. Tra essi alcuni, che avevano sostenuto con successo gli esami per l 'assegnazione ai corpi facoltativi, attendevano ancora la reale approvazione. Dal Rapporto sulle scuole militari del generale Parisi, datato 14 ottobre 181 o <98>. redatto al termine dell'anno scolastico. emerge un quadro completo dell'istituto e dello stato degli studi dei singoli allievi delle varie classi e della professionalità dei docenti . I giudizi sugli alunni, peraltro coincidenti con quelli espressi dagli insegnanti titolari, erano stesi dalla citata commissione composta dal direttore delle varie scienze, da due professori della classe successiva a quella frequentata dal candidato e da un terzo professore, con compiti fiscali, nominato il giorno precedente a que ll o dell'esame.

96) R. Pilati. op. cit.. p. 78. 97) AS , Segreteria antica di Guerra e Marina. Scuole Militari di Artiglieria e Genio. rs. 873. 98) ASN. Segreteria amica di Guerra e Marina, Scuole Militari di Artiglieria e Genio, f~. 873.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO'F F 01 FOR~IAZIO:-;E PER UFFICIALI !'>EGLI STATI PREU:\ITARI

Il numero totale degli allievi ammontava a 398, così ripartiti tra le varie classi: 43 nella prima, 68 nella seconda, 63 nella terza, 152 nella quarta. 26 nella quinta, 19 nella sec:;ta, 16 nella settima, e 11 ne il ' ottava. Tra questi. 86 avevano un'età compresa tra gli otto e i dodici anni. 88 tra i dodici e i quindici, 124 tra i quindici e i diciasserte, 100 oltre i diciassette. Alla conclusione dell'anno scolastico 65 allievi non si erano sottoposti agli accertamenti finali, 42 per motivi di infermità o perché ricevuti recentemente nella scuola e 23 ingiustificati. per i quali era stata inoltrata domanda di dimissione dall'istituto. Erano invece promossi 62 allievi: 7 al grado di ufficiale d'artiglieria terrestre e l di marina, 6 del genio. l ufficiale e 47 bassi ufficiali delle armi di linea. Altri li, che avevano superato il corso degli studi matematici e di professione, erano in procinto di sostenere, nel mese di novembre, gli esami per passare nei corpi facoltativi e inoltre 16, terminato il corso delle matematiche pure e miste, erano ritenuti idonei a prestare servizio nei detti corpi l ' anno successivo. Infine altri 400, figli di ufficiali, erano stati istruiti, soprattutto nelle matematiche, che diversamente sarebbero sicuramente rimasti senza alcuna educazione. Da una precedente nota del giugno 1810 risulta che in tale data g li allievi presenti erano 422 a cui si aggiungevano nei mesi di luglio c agosto. a seguito della lettera ministcriale del 20 aprile, 33 giovani di età minore di anni 16 e contemporaneamente venivano perduti 57 alunni per congedo o perché inviati nelle armi di linea. Dall 'annesso, Stato Militare, e Scientifico delle Scuole Militari nella fine dell'Anno Scolastico 1810, è stato possibile, ricostruire l'organico d eli ' istituto:

Divisione militare Stato maggiore ispettore delle scuole

generale Giuseppe Parisi

comandante

colonnello Francesco Sallent

sottocomandante

capi t ano Vincenzo Armeni o

aiutante maggiore

capitano Giuseppe Galileo Pa quali

segretario e quartier mastro

capitano Andrea Colnago

adderro alle istruzioni

capitano riformato Francesco Garofalo


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SJCLLIE

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Membri del consif?lio di amministrazione colonnello Sallent; capitani Armenio , Ruiz, Colnago;

Quattro compagnie: capitano in l o capitano in 2° tenente in l 0 tenente in 2° allievi e bassi ufficiali 0

capitano in l capitano in 2° tenente in l 0 tenente in 2° allievi e bassi ufficiali

l g compagnia

2~ compagnia

Vincenzo Armenio Giovanni Mutto Vaca

Biagio Torres Giuseppe D'Alessandro Giuseppe Sangro Raffaele Cardamone

Carmine Grimaldi numero 102

numero 99

3 9 compagnia Andrea Colnago Carlo Anguissola Francesco Rondino Andrea De Majo

4'1 compagnia

numero 108

numero 89

Gaetano Ruiz Francesco Antonio Costa Va ca Mariano Tripaldi

Deposito di guerra sotto /'ispezione del generale Pari si direttore in l o

colonnello del genio Antonio Visper

direttore in 2°

tenente colonnello Ferdinando Roberti

aiutanti , disegnatori e custodm

non assegnati

Biblioteca bibliotecario

abate Nicola Massa

aiutante bibliotecario

tenente Giuseppe Agnelli

custode

tenente Giuseppe Poli

Divisione scientifica direttore per le lingue e la filosofia

abate Vincenzo de Muro

direttore per le matematiche

capitano Filippo Castellani

direttore per gli studi di professione

capitano Gaetano Al faro


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PF.R UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITAR I

Professori relativi alle singole materie, suddivisi per le diverse classi: F classe: leggere, primi rudimenti di lingua i tal ian a

Teodosio Carrelli

carattere di scrittura

professore Federico Gerardi

2!! classe: grammatica italiana ragionata carattere di scrinura disegno di figura catechismo

professore Gaetano DeS io professore Giulio Silvestri professore Salvatore Mollo abate Gaetano Cangiano

J'l classe:

grammatica latina

abate Vincenzo Napolitano

carattere di scrittura disegno di figura

professore Nicola Scotti professore Camillo Celebrano

catechismo

abate Ferdinando Tufarelli

4'1 classe: aritmetica e geometria piana (ripar- professori Michele Pagliari , Gentita in quattro divisioni per l'eleva- naro Minzele, Ferdinando De Luca to numero di alunni) e tenente Vaca lingua francese professore Pietro De Angelis disegno di delineazione professore Pietro Arroyo storia professore tenente Vaca 5'! classe:

geometria solida algebra e trigonometria

professore Giovanni Rodriguez professore Gennaro De Conciliis

geografia storica

professore Giuseppe De Pasquale (abate Nicola Massa)

disegno di situazione

professore Giuseppe Elia

6'1 classe: calcolo sublime e sezioni del cono geometria pratica

professore abate Felice Giannattasio professore Nicola Tortora


GLI ISTITUTI MI LITARI DI EDUCAZIONI:. E FORMATIVI !\EL REGNO DELLE DUE SICLUE

trigonometria sferica

professore Federico Zuccari

eloquenza disegno di situazione

professore Carlo Rocchi

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professore Leopoldo Laperuta

7!!. classe: meccanica e fisica stcreotomia

professore abate Nicola Massa professore capitano Gaetano Alfaro

geografia matematica

professore Federico Zuccari (Adriano de Fusco)

fi losofia disegno di geometria descrittiva

professore Giambattista De Rita professore capitano Gaetano Al faro

8° classe: architettura militare e guerra degli assedi architettura idraulica

professore tenente Giuseppe Sangro professore tenente Vaca

artiglieria chimica

professore Pasquale Navarro

continuazione della filosofia disegno di architettura mi litare e artiglieria

professore Saverio Macrì professore tenente Giambattista De Rita professore tenente Vaca

Nel 1811 i frequentatori delle scuole assommavano a 431, così ripartiti in base ali 'età: 97 dagli otto ai dodici anni, 92 dai dodici ai quindici, 130 dai quindici ai diciassette, l L2 oltre i diciassette anni. Al termine degli esami generali del mese di settembre erano promossi 60 allievi: 5 al grado di ufficiale d 'artiglieria terrestre e 4 di marina, 3 del genio dell'esercito e 4 di marina, 36 bassi ufficiali delle armi di linea e facoltative, 4 ingegneri ponti e strade, 4 assegnati ai servizi civili (consiglio di stato, ministero della guerra, dogana e dazi indiretti). L'assegnazione degl i allievi alle armi faco ltati ve era decisa da una commissione apposita. l non idonei, a queste armi o comunque ad asolvere impieghi qualificati per mancanza dei talenti necessari . freq uentavano, prima dell'assegnazione ai corpi, una scuola pratica atta a formarli come bassi ufficiali.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZJON!o li DI FORMAZIONE PER UHICIALI 'ffiGLI STATI PRfVI'ITARI

7. LA SCUOLA REALE POLITECNICA E MILITARE Il Parisi , non pago di profondere le sue <<premure affinchè questo Istituto, che manca di moltissimi mezzi, possa esser ridotto ad un sistema plausibile. stabile, ed utile allo Stato, ed al Rea! Servizio »C99>. aveva presentato il 24 febbraio 1810 un progetto per una nuova istituzione, che in parte ricalcava l 'ordinamento delle scuole poli tecniche france si non senza, peraltro, dare particolare importanza e peso alle proprie significative esperienze del passato. La riforma veniva attuata ne il ' agosto successivo.

La Scuola Reale Politecnica e Mili tare Con decreto del I 3 agosto 181 I, a firma Gioacchino Napoleone, Gioacchino Mura t istituiva una Scuola Reale Politecnico. e militare, a somiglianza di quella francese, «destinata a propagar la coltura delle scienze matematiche e chimiche, dell'arte militare, delle arti grafiche e delle belle lettere, per fornire gli ufficiali di cavalleria e di fanteria alla nostra forza armata, e per formare gli allievi delle scuole di applicazione, dell'artiglieria di terra e di mare, del Genio, degl'ingegneri geografi, degl'ingegneri di costruzione marittima e di quelli di ponti e strade». Con tale norma si stabiliva che non sa rebbe stato più consentito frequentare le «scuole di applicazione dcii 'artiglieria di terra e di mare, del Genio, degl' ingegneri di costruzione marittima e di quelli di ponti e strade» ai non provenienti dalla scuola politecnica. Era dato corso quindi alla ste ura di nuovi programmi per le scuole di applicazione affinché l'insegnamento fosse in armonia e coordinato con quello della cuoia reale. La Legge per lo stabilimento in Napoli d'una scuola reale politecnico, e militare< 100>, pubblicata il4 settembre 1811 , era costituita da novantatrè articoli, raggruppati in otto titoli, che prendevano in esame i seguenti argomenti: disposizioni generali; composizione cd organizzazione della scuola reale politecnica e militare (personale, obblighi dei consigli di amministrazione, d'istruzione e di perfezionamento, materiale); polizia e disciplina degli allievi; scopo dell' insegnamento, modo e durata del medesimo: della nomina dei membri dei consigli, degli esaminatori e di altri individui della scuola; dei fondi necessari alle spese del primo

99) AS . Excerp1a. n. 569. 100) BSME, Bui/mino delle Leggi. raccolta dal 1806 al 1815, anno 1811, n. III. - Allegati nl cap. IX, doc. 14.


GLI ISTITUTI MlLITARI DI EDUCAZIOI\E E FORMATIVI NEL REGl\0 DELLE DUE SICILIE

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stabilimento della scuola, del suo mantenimento e dei soldi; modo di ammissione degli allievi nella cuoia; esame degli allievi per passare da una divisione all'altra e per essere destinati al servizio dello Stato. L'ordinamento della scuola prevedeva: un generale governatore maresciallo di campo consigliere di Stato barone Francesco Costanzo un colonnello comandante in secondo un direttore degli studi, sostituito dal maggiore Raffaele Lombardo e dal capitano Giovanni Rodriguez un aiutante maggiore capitano Giuseppe Brigante quattro esaminatori (due scelti tra i professori per accertare il progresso negli studi degli allievi e due, detti di giro, incaricati degli esami d'ammissione); Per l'insegnamento: otto institutori professori primari: uno di sintesi, geometria solida, trigonometria e sezioni coniche; uno di analisi e sua applicazione alla geometria; uno di geometria descrittiva; uno di meccanica. fisica e principi di a tronomia relativi alla geografia; uno di chimica generale e applicata; uno di scienze militari e della formazione delle carte geografiche e topografiche; uno di belle lettere e storia: uno di disegno di ogni genere e di architettura; quattordici institutori professori secondari: uno di sintesi, geometria solida, trigonometri a e sezioni coniche; uno di analisi e sua applicazione alla geometria; uno di meccanica, fisica e principi di astronomia relativi alla geografia; uno di chimica e sua applicazione alle arti; uno di geografia locale e storia: due di grammatica italiana, latina e belle lettere; due di lingua francese; uno di disegno di figura e paesaggio; uno di disegno di carte geografiche e topografiche; uno di disegno di fortificazione; due ufficiali di commissione, uno del genio e uno d ' artiglieria per le istruzioni teoriche e pratiche delle due armi; sette instruttori: uno di amministrazione militare; uno di equitazione; due di scherma; due assaltami; un cappellano; per la biblioteca: un bibliotecario, da scegliersi tra i professori principali: un sotto bibliotecario, da scegliersi tra i professori secondari: un custode;


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZJOJ\E PER t;FFICIALI .'/EGLI STATI PREUMTARI

per l ' infermeria: un medico; un chirurgo; due infermieri; per l 'amministrazione: un amministratore; due aiutanti. Il personale preposto all'inq uadramento e all'istruzione militare degli alunni era rappresentato da un capo battaglione, un quartiermastro tesoriere, tre capitani. tre tenenti, tre aiutanti souufficiali (zappatori o d 'artiglieria), un armiere. Le commissioni previste dalla legge, presiedute dal governatore o, in sua assenza, dal comandante in secondo, erano: il consiglio d'istruzione. composto dal comandante in secondo e da tutti i professori, che doveva riunirsi con frequenza settimanale per dibattere i problemi scolastici; il consiglio di perfezionamento, formato dai qualtro esaminatori, dal comandante in secondo, da due membri della soc ietà reale delle scienze matematiche, fisiche, chimiche o delle arti grafiche, due commissari scelti tra i membri del consiglio d'istruzione, due ufficiali general i o superiori nominati dal ministro della guerra, che, annualmente a ottobre, dovevano stendere un rapportò sulla situazione della scuola proponendo i perfez ionamenti ritenuti necessari; il consiglio di amminis trazione costituito dal comandante in secondo, da due istitutori e da due capitani delle compagnie, nominati dal minis tro, e dal quartierrnastro con funzioni di segretario, preposto alla gestione economica dell'istituto. Gli alunni prescritti nel numero di 225, dei qua li 50 a piazza franca, dovevano essere divisi in tre compagnie, ciascuna composta da un capitano, un tenente, un aiutante sottufficiale e settantacinque allievi (dci quali un sergente maggiore, un furi ere, due sergenti, quattro caporali , sessantasette alunni semplici), due tamburi. Era previsto un aumento del corpo insegnante, degli ufficiali e del numero degli allievi ammis ibili, sino a 300 unità, con la conseguente eventuale costituzione di una quarta compagnia. Per quanto concerneva l 'istruzione scientifica i frequentatori aggiunti sarebbero stati distribuiti nelle quattro di visioni previste (il cui organico era rispettivamente di 92, 93, 20 e 20 individui), in misura proporzionale all'aumento. Gli as piranti per essere ammessi dovevano avere un 'età compresa tra i 15 anni e i 20 anni, coloro che avevano partecipato a due campagne o avevano prestato il servizio militare per tre anni erano accettati si no ali 'età di 24 compiuti (25 o 26 anni se ammessi rispettivamente alla seconda o alla terza divisione). Per i sottufficiali e i soldati d 'artiglieria,


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FOR.'dATIVJ l'EL REGNO DELLE Ol;E SlCll.lE

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degli zappatori, dei minatori invece, che avevano gli tessi requisiti, i termini erano traslati di quattro anni, potevano concorrere cioè sino ali 'età di 28 anni (oppure 29 e 30). I candidati dovevano, inoltre, possedere «una buona costituzione fisica ed una vista sufficiente pe' servizj a' quali essi si destinano», aver «fatto il corso delle belle lettere» e produrre un certificato municipale attestante la loro buona condotta e l 'attaccamento al governo nonché l' avvenuta vaccinazione o di aver già contratto il vaiolo. Tra le condizioni di ammissibilità c'era l'obbligo del pagamento, dal momento della loro accettazione nella scuola, di una pensione annua di 144 ducati, con versamento anticipato di almeno un trimestre, e della dotazione di un discreto corredo personale e deli' arredo per l' alloggio. Annualmente dal 15 apri le al 15 giugno avevano luogo gli esami d'ammissione per gli aspiranti alla scuola reale politecnica militare. Due esaminatori non institutori erano incaricati dagli accertamenti nelle varie ci ttà del regno e un institutore per la città e la provincia di Napoli. Le cognizioni richieste per l'accettazione nelle varie c lassi doveva cotituire oggetto di una success iva pubblicazione del ministro della guerra, entro tre mesi dall'inizio degli esami. Provvisoriamente erano pre critti i seguenti programmi:

«Per la prima divisione: l'aritmetica; la geometria elementare piana; l'analisi grammaticale di alcune frasi italiane; lo scrivere leggibilmente e correttamente; Per la seconda division e: l'aritmetica ed il nuovo s istema metrico colla distinta applicazione del calcolo decimale al medesimo; la geometria piana e solida, latrigonometria rettilinea e le sezioni coniche; l 'algebra fino alla risoluzione delle equazioni di secondo grado e delle equazioni indeterminate del primo; la teoria delle proporzioni e progre sioni, dei logaritmi e dell'uso delle tavole dei sen i; la traduzione di un passo degli uffici di Cicerone e l 'anal isi grammaticale italiana; l 'altitudine a copiare una testa su.l disegno che presenterà loro l ' esaminatore; Per la terza divisione: tutte le conoscenze individuate per coloro che domandano essere ammessi nella seconda divisione; il compimento dell'intero corso analitico, il calcolo integrale e differenziale, la geometria descrittiva e l ' applicazione dell 'analisi alla geometria; i principi della meccanica analitica e in particolare la statica applicata all'equilibrio delle macchine semplici.»


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZ IONE E DI FORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI S TATI PREl!NITARI

Gli allievi sin dal momento della loro ammissione alla scuola erano considerati in servizio, quelli promossi alla terza divisione avevano il grado di sergente. Il corso per la prima divisione iniziava il l o novembre 1811, per le altre classi la data d' inizio non era ancora definita. Nonostante l'elevatissimo numero di candidati erano ammessi solo 60, nel 1812 ne entreranno 165. Le discipline d'insegnamento per i vari anni di corso non erano precisate nel documento, veniva solo detto che l'istruzione doveva abbracciare la sintesi, l'analisi, la geometria analitica e descrittiva, la meccanica, la macchineria, la fisica, la chimica e le s.ue applicazioni alle arti, la topografia, la scienza della guerra, le belle lettere, la storia, le grammatiche italiana e latina, l'architettura, le costruzioni di lavori pubblici e ogni specie di disegno. La definizione del programma, la ripartizione delle materie, l'impiego del tempo e lo sviluppo degli argomenti erano assegnati al consiglio di perfezionamento dell'istituto. Un quadro più generale e completo dello sviluppo del corso degli studi emerge dali 'elenco dei professori primari e secondari indicati nell 'organico e dagli accertamenti previsti per l'ammissione alle varie divisioni. Gli alunni prima di sostenere gli esami di uscita nei corpi facoltati vi dovevano presentare quattro disegni ombreggiati di architettura, quattro di macchine, sei di fortificazione con i corrispçmdenti profili, sei di carte in piano geometrico e in prospettiva. Il carattere della scuola era quello di «Scuola generale destinata ad insegnare agli allievi di tutte le classi i principij e le applicazioni delle scienze e delle arti corrispondenti alla loro prima educazione ed al loro destino». L'insegnamento comprendeva le lezioni, le ripetizioni, le interrogazioni, le esperienze nelle sale e nei gabinetti e i diversi esercizi previsti dai programmi particolari per eccitare le facoltà intellettuali. Le istruzioni militari erano svolte con precise cadenze. ei pnmr sei mesi gli allievi dovevano imparare a maneggiare le armi, dopo due anni saper smontare, montare e impiegare il fucile e «saper la scuola di battaglione». Una volta al mese compivano una marcia militare di dieci mi glia con il fucile, con la mucciglia e con un peso equivalente alla razione di pane per quattro giorni. Nel periodo delle vacanze le marce venivano eseguite settimanalmente e inoltre svolte le manovre con ogni tipo di cannone e quelle di forza in generale. Gli allievi erano addestrati infine nella costruzione di fascine , di gabbioni e delle batterie.


GLI ISTITUTI MILITA RI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE OlJE SICILIE

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Erano anche previste dalle istruzioni di equitazione, di scherma e d'estate quelle di nuoto. Gli esami generali cominciavano i primi di agosto ed erano preceduti da conferenze riepilogative, esposte dai titolari di cattedra, sul programma svolto di scienze matematiche, fisiche e chimiche. Al termine di ogni anno scolastico i frequentatori delle varie classi sostenevano degli esami su tutte le materie, coloro che non venivano promossi potevano ripetere l'anno. Nel periodo intercorrente tra la fine degli esami generali della seconda divisione e J'inizio del terzo corso gli allievi si esercitavano negli esperimenti di fisica, chimica, nella pratica delle proiezioni grafiche e nelle operazioni topografiche sul terreno, nel disegno di figura, di paesaggio, di topografia e in altri lavori o impegni previsti dai programmi. Erano altresì prescritte visite a musei, gabinetti scientifici, grandi manifatture, monumenti e pubblici edifici . Ali' atto deli' ammissione al terzo anno gli allievi dovevano dichiarare «agli esaminatori il servigio al quale si destinano». I desiderata dei singoli venivano tenuti in debito conto solo dopo che la commissione d ' istruzione aveva valutato il loro rendimento durante l'intero ciclo di studi, l'esito degli esami d ' uscita e le esigenze dell'amministrazione mi. litare e civile. La prova finale aveva luogo nel mese di settembre, potevano partecipare a questo concorso a carattere pubblico, per una sola volta, anche gli allievi usciti negli anni precedenti. Gli accertamenti vertevano su tre gruppi di discipline: sulle matematiche, compresa la geometria descrittiva; sulla fisica, chimica e scienze della professione; sulla grammatica, belle lettere e disegno. Il giurì era composto dal governatore, da due esaminatori di giro (incaricati degli esami d'ammissione fuori sede), e da due esaminatori istitutori principali. Al termine degli esperimenti veniva compilata da parte della commissione una scala di merito e i concorrenti assegnati ai vari servizi pubblici con l 'anzianità determinata dai meriti acquisiti. Gli allievi della seconda divisione ritenuti idonei e meritevoli d'essere assegnati ai corpi di fanteria e di cavalleria ricevevano dal ministro della guerra e marina il brevetto di sottotenente. Dopo una licenza di un mese raggiungevano i propri reparti. Lo stesso trattamento era riservato agli alunni della quarta divisione giudicati degni di servire nei corpi facoltativi.


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A seguito del riordinamento delle scuole militari veniva dato l' avvio anche alle predisposizioni per lo stabilimento delle scuole di applicazione dell'artiglieria terrestre e navale, del genio, degli ingegneri geografi , degli ingegneri navali e di quelli di ponti e strade. Gli ufficiali generali del le armi facoltative e gli «agenti superiori de' servizj pubblici» interessati di concerto con il consiglio di perfezionamento dell ' istituto erano invitati a proporre i «programmi d'istruzione per le scuole di applicazione, in modo che l'insegnamento sia in armonia ed interamente coordinato con quello della scuola reale». Successivamente le proposte dovevano essere definitivamente approvate dai mini stri interessati. Come detto, per conseguire la nomina a ufficiale nelle armi faco ltative bisognava seguire l ' intero corso degli studi con un elevato rendimento. Il ciclo scolastico, che istituzionalmente doveva durare un quadriennio, di fatto, per la carenza di quadri nei reparti impegnati nelle campagne di guerra, non durò più di tre anni. Pertanto la preparazione degli all iev i che non avevano frequentato la quarta divisione non poteva che essere limitata al piano teorico. L' impegno quotidiano degli studenti era alquanto intenso come si desume dalla ripartizione delle ore risultante dali 'orario firmato dal maresciallo di campo e governatore Costanzo, databile 1814-15 (10 !). Delle ventiquattro ore giornaliere sette erano destinate al sonno, quattro allo studio in camera e le rimanenti ad attività varie, tra le quali sette ore e mezzo dedicate alle lezioni, ciascuna della durata di un 'ora e mezzo. La sveglia, annunciata con i tamburi, era stabilita per le quattro e mezzo astronomiche, ai trenta minuti a disposizione per la cura della persona seguivano due ore di studio, quindi dalle sette alle sette e mezzo rivista del capitano d ' ispezione e la messa, poi, sino alle otto, colazione. Dalle otto alle undici avevano luogo le lezioni di scienze esatte, dalle undici alle dodici e mezzo quelle di disegno, indi sino alle quattordici le scuole di lingue, belle lettere, geografia, chimica o fisica. Dalle quattordici alle quindici gli allievi consumavano il pranzo. Nelle ore pomeridiane, sino al riposo notturno, l' orario era regolato al!' italiana. Dopo la colazione, nei mesi estivi , cioè da aprile a tutto settembre, erano previste due ore di riposo e ricreazione e nei mesi d'inverno solo la ricreazione.

101) AS . Segreteria antica di Guerra e Marina. f s. 48/1.


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Dalle cinque alle sei e mezzo pomeridiane venivano svolte le esercitazioni di scherma o con il fucile, alternativamente tra le compagnie, quindi, dopo trenta minuti impiegati per la ricreazione, l 'appello e la ritirata, altri due periodi di studio libero. Alle nove aveva inizio la cena, indi le preghiere e alle dieci il silenz io. Nei giorni festivi l'orario era il medesimo, in sostituzione delle prescritte lezioni veniva svolta un'ora di catechismo mentre i rimanenti periodi erano impiegati nelle esercitazioni di calligrafia, oppure geografia o passeggiate o particolari istruzioni militari. Dai processi verbali d'esame d'ammissione alla scuola reale politecnica e militare datati 15 ottobre 1814 e 3 maggio 1815( 102), si apprende che in quegli anni per accedere alle varie divisioni dell ' istituto i giovani dovevano sostenere le prove nelle seguenti discipline: aritmetica, geometria elementare, trigonometria, geometria sublime, geometria descrittiva, algebra dei finiti, analisi degli infiniti, meccanica. I quattordicenni che chiedevano l ' ammissione alla divisione provvisoria si sottoponevano a un accertamento scritto e orale «dichiarando di voler essere esaminato nelle seguenti facoltà, cioè, nel leggere e nello scrivere italiano, e nel l'aritmetica, incluso il calcolo decimale, le regole di proporzioni, e la geometria piana». Nonostante si profilasse già la fine del regno murattiano, soprattutto dopo il fallito tentativo di realjzzare la politica della riunificazione nazionale italiana con Napoli, come centro spirituale e politico, la scuola assolveva i s uoi fini istituzionali con la serietà che l'aveva contraddistinta. Lo si desume dai verbali del consiglio di perfezionamento, riunito a seguito delle disposizioni ministeriali del 15 febbraio, del 16 e del 19 marzo 1815, dal rapporto indirizzato dal governatore al ministro l'Il aprile e dalla lettera di risposta del ministro della guerra generale Francesco Macdonald del 19 aprile 1815 003). Dal discorso del generale governatore della reale scuola politecnico-militare pronunciato in occasione dell'apertura del consiglio di perfezionamento per l'anno scolastico 1815 0°4) si rilevano alcuni dati statistici interessanti: dei 119 alunni frequentatori alla fine di dicembre del 1813 ne

102) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina , fs. 48/1, inc. 1930. 103) ASN. Segreleria antica di Guerra e Marina, fs. 48/1, inc. 1609. 104) ASN, Segreteria antica di Guerra e Marina, fs. 48/1, inc. 1609.


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rimanevano 99 (13 erano stati assegnati ai vari corpi dell'armata e 7 dime si «per diverse altre particolari ragioni »); nel 1814 erano presenti oltre ai citati 99 altri 18 nuovi ammessi, ne uscirono 56 e precisamente: 9 assegnati al corpo del genio, 22 all'artiglieria terrestre e 5 a quella di marina, 7 al reggimento zappatori, l alla cavalleria, 5 alla fanteria, 2 all'ufficio topografico e infine 5 dimissionati: nel 1815 ai 61 rimasti se ne aggiungevano 36. Veniva riscontrata una scarsità nelle vocazioni, imputata alla particolare situazione politico-militare e al <<timor panico prodotto dalle passate circostanze politiche». Tra i vari espedienti tentati per ovviare all ' inconveniente dello scarso numero di aspiranti all ' ammissione verificatosi netranno precedente, veniva istituita, per il solo 1815, una divis ione provvisoria di studi. In sede di relazione veniva ribadito «Che gli As piranti da ammettersi per detta Divisione provvisoria non dovessero aver meno d'anni 14 compiti, affine che se dopo quattr'anni d'istruzione uscissero Uffiziali ne· Reggimenti della linea, non avessero un 'età minore d'anni 18, è la minore certamente per cominciare a Comandare». Un particolare accenno veniva fatto allo stato degli studi e al rendimento scolastico: «Niente è stato innovato nell'Orario. e nel Sistema S inottico de' Studj. L 'applicazione dcgli Alunni è stara così sodisfacente che pcl passato. Appena 5 di essi hanno avuto bisogno di sprone per adempiere a· loro doveri. TI di loro profitto è stato più sodisfacente ancora di prima. particolannente per le Teorie del Calcolo, nelle quali le nostre conoscen1c si elevano al livello di quelle deUe più colte Nazioni d'Europa. mercé l'inrelligenza. c zelo dell'ottimo Professore Signor Colecchi. Moltis~ imo si è migliorato anche nella Discritti va, e nel Disegno. ed un risultato sommamente ptù considerevole si otterrà anche in quest'anno con la facil itazione de' mezzi dal Consiglio d'istruzione proposti[... ] Le ginnastiche, le passeggiare militari, i bagni e la Scuola di nuoto in tempo d'està. e la complera istruzione di fanteria, sono stare continuate co me prima. c con profili o. Mancherei di precisione. se per ques t'ultima parte, non facessi tutto l'elogio che~ dovuto ed al Signor Maggiore Lombardo. ed all' Ajutante Maggiore Capitano Brigante.»

La relazione del governatore sullo stato d eli' istituto prendeva successivamente in esame la situazione economica della scuola, affrontandone i vari aspetti: proponeva di far approvare al sovrano un articolo di legge che negasse alla famiglia di un alunno politecnico il «diritto di domandare la sua dimi ssione. che nel solo caso d'esser rimasto figlio unico», al fine di eliminare l 'elevato numero di dimbs ioni, e di rinnovare la richiesta di concessione di compensi e promozioni agli insegnanti che si erano dimostrati meritevoli a vario titolo. Le deliberazioni della commissione di perfezionamento venivano re pinte dal ministro della guerra.


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In particolare, avrebbero rivestito uno specifico interesse per l'organizzazione dell'i stituto la prospettata riduzione a 150 del numero globale degli allievi da ammettere aJia cuoia, per le sole esigenze delle armi facoltative, e il non prolungamento dell'esperimento della divi ione provvisoria, sostenute entrambe caldamente dal Costanzo. Le Scuole di Applicazione di Artiglieria e Genio Per quanto ha riferimento con i provvedimenti attuati per il completamento e il perfezionamento della preparazione professionale degli ufficiali deJie anni facoltative nel periodo napoleonico nel Regno di Napoli è da ricordare che nel settembre del 1807 veniva aperta la Scuola Militare provvisoria di Artiglieria e Genio con sede a Capua<I05)_ T raeva origine dalla Scuola degli spari fondata nell ' aprile dello stesso anno dal tenente colonnello Begani, direttore delle artiglierie di Pescara destinato al comando delle ar tiglierie napoletane. Con il decreto del 22 ottobre 1807 erano definiti l'ordinamento, l'organizzazione e la funzione del l 'i stituto o scuola di applicazione. Vi erano ammess i tanti allievi quante erano le compagnie del reggimento a piedi. Questa unità era ordinata su un comandante, uno stato maggiòre e due battaglioni, ciascuno su diec i compagnie. I frequentatori del corso dovevano essere scelti tra gli allievi della scuola militare e successivamente della politecnica che, nel corso di un esame pubblico, dimostrassero di possedere una profonda conoscenza delle matematiche pure e applicate, della chimica. della mineral ogia e dei trattati di artiglieria e fortificaz ione. Con il grado di ufficiali di fanteri a, venivano distribuiti tra le compagnie dove s i alternavano nel servizio con i sottotenenti, dopo aver svolto gli incarichi di cannoniere in seconda sino ad aiutante sonufficiale, per la durata di ei mesi. Restavano alla scuola di applicazione per due anni consecu tivi applicandosi allo studio e alle soluzioni dei problem i inerenti all 'arma e ai lavori pratici del poligono. Al termine di ciascun anno gli ufficiali venivano sottoposti a esam i s u quanto insegnato nel corso dell'anno. Coloro che non superavano la prova erano esclusi dali' arma c trasferiti nelle armi di linea. Per i promossi veniva compilata dalla

l 05 ) C. Monttl. op. ci t.. vol. l V. p. l 914.


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commissione una graduatoria di anzianità in base al punteggio conseguito da ciascuno nel corso degli esami. Il Montù 0°6> affermava che a seguito del citato decreto venivano stabilite le: <<Scuole di matematica e disegno, si apprestavano gabinetti di fisica, mineralogia e chimica, una sala di modelli ed una biblioteca. Contemporaneamente si cos1ruiya un Poligono pei tiri del le bocche da fuoco, e per gli esercizi e le manovre degli aniglieri. Le scuole pratiche dovevano aver principio subito e con~inuare per tutto l' anno, eccetto nelle stagioni piovose e nei periodi dei grandi caldi. Si prescriveva al Reggimento di artiglieria di partire immediatamente per Capua e restarvi di guarnigione. A capo della scuola veniva designato il comandante del Reggimento. Per l'ordine di servizio, l'indirizzo da darsi alla scuola, le istruzioni e la contabilità, si adottavano le prescrizioni dei regolamenti francesi dell 0 aprile 1792 e del3 termidoro anno Xl ('22 luglio 1803'). Le truppe dell ' Artiglieria francese che facevano parte dell'Armata potevano esercitarsi alla stessa Scuola e partecipare alle istruzioni delle truppe napoletane.»

II 6 gennaio 1808 il ministero della guerra presentava un progetto per la scuola e per l 'annesso poligono di tiro e proponeva come comandante il colonnello d'artiglieria Carlo La Halle0°7l. IL piano di riforma e la nomina venivano rispettivamente approvati nel dicembre 1808 e nel gennaio 1809. L'istituto veniva soppresso nel 1811 ali 'atto della costituzione della Scuola Reale Politecnica e Militare. Al principio del 1815, come si viene a conoscere dal colonnello d'artiglieria Vincenzo Ritucci, comandante della Scuola d'Artiglieria di Capua, i «due Ispettori Generali dell'Artiglieria e del Genio si trovavano d'accordo nel voler riunire in quella Scuola di Capua gli alunni Sottotenenti di tutte le Armi, ma la campagna di guerra vietò l 'attuazione ditale progetto»0°8l. Le Scuole Militari murattiane

Nell'ambito dell'organizzazione scolastica militare murattiana, che ri calcava ovviamente quella francese e pertanto aveva molte analogie con

106) C. Montù, op. cii.. vol. li, pp. 1543 e 1549. 107) Il colonnello La Halle era stato il comandante della Scuola reorico-prarica di Artig lieria del Poligono della Repubblica Italiana aperta a Pavia il 20 novembre 1804, la sua nomina era stata sancita con il decreto Consolare sopra indicato del 22 luglio 1803 (vedasi cap. IV). 108) C. Montù, op.cit. , vol. TV, p. 1896.


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quella del Regno d ' Italia, erano previsti più ordini di scuole. Il 20 marzo 1812 <! 09) veniva istituita la Scuola di Marte, «Scuola militare elementare, destinata a ricevere gratuitamente i figli di truppa che erano ne' Corpi dell'Armata, ed i figli de' militari che non avevano i mezzi per provvedere alla loro educazione», con il fine di preparare i giovanetti migliori per l'ammissione alla Scuola Reale Politecnica e Militare o per la nomina a sottufficiali strumentisti e maestri d 'arte dell'esercito. Le materie d'insegnamento propedeutiche al corso superiore, erano: primi rudimenti della lingua italiana e francese, calligrafia, nozioni di storia, geografia narrativa, geometria piana e pratica, scherma, nuoto e musica. In organico figuravano due <<istruttori di leggere», due di calligrafia, due di lingua italiana, uno di lingua francese, uno di storia e geografia, due di aritmetica, uno di geometria piana. Il battaglione, composto da 300 allievi, era denominato Armata nascente. Con una successiva sanzione del 17 febbraio 1813 l 'ammissione alla scuola veniva concessa soltanto a «i figli di militari, di cittadini che esercitavano una professione liberale, di proprietari, di tutti coloro che, a norma della legge de ' 18 ottobre 1806, potevano esercitare le funzioni municipali». 8. IL REAL COLLEGIO MILITARE DELLA NUNZIATELLA

Dopo la seconda restaurazione il re Ferdinando IV, che aveva assunto il nome di Ferdinando I, confermava con il decreto del20 maggio 1815 tutti gli ordinamenti del regno murattiano preesistenti e quindi anche quelli relativi agli istituti militari compreso il personale d 'inquadramento e docente. L'indirizzo scolastico della politecnica rimaneva pertanto immutato per l'intero anno per cui nel novembre 24 dei 31 allievi del terzo corso della scuola venivano promossi: 7 assegnati al genio, 17 ali 'artiglieria, mentre i rimanenti potevano ripetere l 'anno o passare sergenti nei corpi facoltativi per poi ripetere l'esame, per conseguire la nomina ad alunno sottotenente, l'anno seguente (! IO). La vita della scuola politecnica, pur subendo diverse modifiche, non ebbe soluzioni di continuità. Secondo la Pilati mutava il proprio nome in Realistitut.o Politecnico Militare <111l.

109) ASN, Consiglio di Stato (1806- 15), vol. 12. IlO) C. Montù, op.cit., vol. IV, pp. 1898- 1900.

111) R. Pilati, op. cit.. p. 82.


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La Scuola di Marte invece veniva trasferita ill 0 gennaio 1816 da Aversa a S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone e per continuità con il passato ribattezzata Rea/ Battaglione degli Allievi militari. Per il Montù la scuola pol itecnica assumeva la nuova denominazione di Rea/ Collegio Militare . Tale dizione compare sia in un decreto del 9 maggio 1816<1 l2) , cbe stabiliva la distribuzione degli allievi «per ciò che concerne l'istruzione scientifica» in quattro divisioni, sia in quello del 6 giugno dello stesso anno, in merito alla data d'inizio e della fine dell'anno scolastico e ai metodi d ' esame per l'ammissione degli aspiranti (ll3) . Dal rapporto del maresciallo di campo Vincenzo d'Escamard, ispettore del genio, indirizzato al capitano generale dell'esercito conte Westmeath Lavai Nugent, del giugno 1817, si ha notizia che il collegio militare aveva sede alla Nunziatella mentre il battaglione allievi occupava i locali di S. Pietro a Maiella. Entrambi gli istituti avevano un identico reclutamento, tratto principalmente dai figli degli ufficialF 114l. L'ammissione al collegio, afferma ancora la Pilati, era ristretta ai soli alunni interni (del battaglione), ma a seguito di uno schiarimento del 3 settembre 1817 il generale Michele Candrian veniva autorizzato ad ammettere degli aspiranti esterni purché figli di ufficiali. Nel 1818 però, con una nuova precisazione, la direzione generale della guerra revocava tale deroga. Il problema della istruzione degli ufficial i dei corpi facoltativi veniva affrontato dal consiglio supremo della guerra che il 9 maggio 1816 presentava un rapporto al re chiedendo l 'istituzione nel collegio della quarta classe, necessaria per impartire agli alunni destinati alle armi speciali le discipline e le scienze professionali . Si richiedeva inoltre che tutti gli allievi dovessero frequentare l 'intero corso quadriennale e che pertanto solo al termine degli esami finali venissero decise le assegnazioni alle armi facoltative o di linea. Lo stesso giorno veniva emesso il decreto relativo e trasmesso al governatore Costanzo . Il l o giugno il supremo consiglio di guerra approvava il programma del comandante, che proponeva anche, successivamente, come insegnanti il capitano d ' artiglieria Raffaele Niola e del genio Casigl i.

112) AS . Decreti originali. vol. l05. n. 1075.

1.13) ASN, Decreti originali, vol. 107, n. 1407. 114) ASN, Segreteria di Guerra, fs. 551 , fase. 13.


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f corsi dovevano iniziare il 2 novembre 18160 15l .

Con l'ordine del 7 novembre 1816la quarta divisione risultava frequentata, oltre che dai nove alunni provenienti dalla terza classe, da quarantatrè sottotenenti d'artiglieria e da otto sottotenenti del genio. La scuola di applicazione di Capua, istituita il 13 giugno 1816 per l'artiglieria e il genio, con la costituzione della divisione veniva chiusa prima di iniziare la sua esistenza<116l. Tra i decreti di questo periodo va ricordato quello del 17 gennaio 1817 che riduceva il numero degli allievi da 225 a 150. L' 11 apri le 1817 al tenente colonnello Felice Lombardo subentrava nel comando in secondo dell'istituto il tenente colonnello d'artiglieria Filippo Castellani e con decreto del 22 febbraio 1819, nominato in sua vece, il colonnello d'artiglieria Emanuele Ribas.

Il Real Collegio Militare, la Reale Accademia Militare, le Scuole Militari In sede di ristrutturazione dell'armata di terra, con il decreto del 5 novembre 1817 veniva abolita la classe dei cadetti e con il Decreto organico degl' instituti di educazione militare del l o gennaio 1819 <117> si costituivano: il Rea! Collegio Militare «per formare gli uffiziali del genio, o porzione di quelli dell 'artiglieria e dell o stato maggiore», la Reale Accademia Militare «per somministrare de ' soggetti idonei per uffiziali in tutti gli altri corpi, ed anche per servire di scuola preparativa pel collegio» e le Scuole Militari «per formare buoni sotto-uffiziali che in seguito possono divenire uffiziali, ed anche per servire di scuola preparatoria per la reale accademia». Il 4 gennaio successivo veniva pubblicato il Regolamento per gl' istituti della educazione militare, che integrava il precedente decreto(llSl. Il rea! collegio e la reale accademia militare erano posti sotto un uni co comando alle dipendenze di un generale con le prerogative attribuite

11 5) C. Montù, op. c it.. vol. IV, pp. 1907-8 . 1 16) C. Montù, op. cit., vol. IV, p. 1904. 117) BSME, Collezione delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie. anno 1819, n. 168.- Allegati al cap. IX, doc. 15. 118) BSME, Collezione delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie, an no 1819, n. 172.- Allegati al cap. lX, doc. 16.


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agli ispettori generali delle truppe di linea. Il documento definiva altresì nel dettaglio, per le diverse scuole, i loro organici, gli incarichi assegnati agli ufficiali e ai professori, la durata dell'anno scolastico, compreso nell'arco di tempo tra il 5 novembre e il 30 settembre, e delle vacanze, dal 1o ottobre al4 novembre, le modalità per gli esami d'ammissione, i requisiti richiesti ai candidati, gli impegni degli allievi nel periodo delle vacanze e le modalità di svolgimento degli esami finali. Nel Rea! Collegio Militare erano ammessi 140 giovani in età compresa tra i quattordici e i sedici anni in grado di dar «pruova di talenti necessarj pe' corpi a ' quali aspirano». Delle piazze a disposizione, 90, denominate accademiche, erano assegnate ai migliori alunni dell'accademia militare, le rimanenti 50, a pagamento, a coloro che entravano direttamente nel collegio, cioè figli di militari e di impiegati, di nobile o di civile estrazione, possidenti o esercitanti una professione liberale. I can didati dovevano essere nati da un matrimonio legittimo (per gli ufficiali anche autorizzato dal sovrano), sudditi o naturalizzati, aver già avuto il vaiolo o essere stati vaccinati nonché essere di «buono aspetto, di salute valida e di buona costituzione fisica». Al fine di accertare se gli aspiranti fossero in grado di superare il corso degli studi i candidati erano sottoposti a un esame d'ammissione che comprendeva: la grammatica, l 'aritmetica, la geometria piana, la storia, la geografia locale, l'algebra e il disegno almeno di figura. Queste prove avevano luogo dal l 0 al 31 agosto. l figli dei militari e degli «impiegati politici» che frequentavano i licei sostenevano gli accertamenti nei primi quindici giorni di luglio presso il proprio istituto davanti a una commissione composta dal rettore della scuola e da due professori. Al loro arrivo a Napol i venivano riesami nati dalla commissione d ' esame e, qualora non ritenuti idonei, rimandati ai licei. L'organico del collegio militare prevedeva: Stato maggiore

un comandante ufficiale superiore un aiutante maggiore capitano per le due compagnie: due capitani, quattro tenenti e due sottotenenti un quartier mastro tenente o sottotenente un conservatore capitano o subalterno un cappellano


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Stato minore due tamburi per le due compagnie sei custodi sottufficiali, dei veterani o degli invalidi due guardarobe per le due compagnie pure sottufficiali dei veterani o invalidi

Impiegati diversi un bibliotecario, un professore di geodesia e geografia matematica, uno di meccanica, uno di fi sica ,e chimica, uno di geometria solida e descrittiva, uno di calcolo sublime e geometria a tre coordinate, uno di planimetria, uno di calcolo elementare e geometria a due coordinate, uno di letteratura in generale, uno di grammatica generale e di letteratura italiana

Maestri uno di disegno di topografia, uno di disegno di architettura, uno di disegno di figura, uno di lingua francese, uno di calligrafia, uno di scherma, uno di assalto e uno di ballo

Diversi sette camerieri serventi, un cuoco, tre aiutanti della cucina e del riposto, tre facchini Per l'istruzione teorica e pratica e ai fini disciplinari gli allievi erano ripartiti in due compagnie di 70 individui inquadrati, oltre che dai citati ufficiali, da un sergente maggiore, due sergenti, un caporale furiere e quattro caporali scelti tra gli alunni stessi. Gli insegnanti militari di artiglieria e fortificazione, uno d'artiglieria e l'altro del genio, non figuravano nell'organico perché dovevano continuare a far parte del corpo di appartenenza. Il medico e il chirurgo del collegio erano nominati tra i migliori professori del paese. Infine il bibliotecario era scelto tra i professori più colti e in grado di sostituire provvisoriamente qualsiasi insegnante di matematica o di letteratura. Era prevista l'istituzione di un consiglio d'istruzione e di un consiglio di amministrazione: il primo, composto dai professori e dai maestri di disegno, di architettura, di topografia e posto sotto la presidenza del comandante ed eventualmente dello stesso ispettore generale, doveva «analizzare, discutere, e perfezionare i metodi d'istruzione, e migliorare l'insegnamento in tutte le sue parti»;


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il secondo, costituito dal comandante nella veste di presidente, da due capitani delle compagnie, da due professori a nomina annuale e dal quartiermastro segretario, sopraintendeva alla gestione finanziaria dell'accademia. Il corso degli studi doveva avere la durata di quattro o cinque anni; il programma stabilito per le varie classi era il seguente: prima classe:

algebra sino all 'equazione di 4° grado, calcolo delle serie, costruzione delle tavole logaritmiche, trigonometria piana e costruzione delle tavole dei seni e dei coseni, applicazione del calcolo alla geometria a due dimensioni in generale e in particolare la costruzione e le proprietà delle curve di 2° grado;

seconda classe: calcolo sublime e applicazione alla geometria a tre dimensioni, stereometria, geometria descrittiva e le soluzioni dei problemi re lati vi; terza classe:

meccanica divisa nelle sue quattro parti distinte e le esperienze relative; chimica, fisica e le esperienze corrispondenti;

quarta classe:

geodesia, geografia matematica, costruzione effettiva del reticolato per la delineazione delle carte geografiche, fortificazione teoretica e disegno corrispondente, artiglieria teoretica e disegno relativo.

Inoltre gli allievi erano istruiti, nei vari anni, nella calligrafia, nelle principali nozioni d'ideologia e di grammatica generale, nella geografia storica e nella storia universale, in una lingua straniera scelta tra l'inglese, la francese e la tedesca, nei principi teo.retici di architettura e del disegno relativo, infine nel catechismo e nella storia sacra, e si esercitavano nella scherma, nell'equ itazione, nel nuoto e nel ballo. A fatto r comune per le varie classi erano previste esercitazioni di applicazioni di geometria e di levate topografiche. L'addestramento militare prevedeva lo s.tudio dei regolamenti di manovre, del servizio di piazza e deIl' amministrazione militare. In particolare gli allievi dovevano essere istruiti nel maneggio delle armi e nelle manovre di battaglione. Mensilmente eseguivano delle marce militari con il fucile e con la mucciglia.


Gl.l ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E F0RMA1WI NEL REGNO IJELLE DUE SICI U E

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Nel periodo delle vacanze la cadenza di queste era settimanale e si esercitavano anche nelle manovre con il cannone. Gli allievi della quarta classe in luogo delle marce militari effettuavano delle visite ad arsenali e ai forti, accompagnati dai professori titolari, e ai musei, gabinetti scientifici, pubblici edifici e grandi manifatture, seguiti dai maestri di disegno e dal professore di storia. In ottobre, al termine di ciascun anno, gli allievi delle prime tre classi erano sottoposti a un rigoroso esame sugli studi appena compiuti e quelli dell'ultimo anno sull'intero programma quadriennale. Potevano essere riprovati una sola volta nell'intero ciclo scolastico. I migliori alunni, al termine del corso, venivano destinati, in base alle vacanze, come ufficiali nel corpo del genio, dell' artiglieria e dello stato maggiore. Gli ufficiali del genio dovevano provenire esclusivamente dal real collegio ed erano obbligati a frequentare la scuola di applicazione da stabilirsi, quelli d'artiglieria ripianavano metà delle vacanze, mentre la rimanente parte era riservata ai sottufficiali dell ' arma. Gli eccedenti le vacanze potevano essere ammessi al corpo con il grado di sottufficiale con possibilità per i migliori di diventare, nel prosieguo, sottotenenti. Gli ufficiali prescelti per lo stato maggiore, prima di entrare nel servizio, dovevano servire nell'armata per almeno un anno in fanteria e un altro in cavalleria. Era anche prescritta la conoscenza perfetta di una delle lingue previste, cioè inglese o francese o tedesca. L'ispettore generale poteva concedere agli allievi distintisi per applicazione e condotta, una volta al mese, il permesso di recarsi in un giorno festivo a casa propria. In generale i giovani potevano uscire dal collegio solo se accompagnati da un congiunto per rientrare al tramonto, mentre il pernottamento era consentito solo con un provvedimento eccezionale del comando supremo. La Reale Accademia Militare prevedeva invece l'ammissione di ·450 allievi di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Dei posti a concorso 250 erano a piazza franca e i rimanenti a pagamento, a disposizione dei figli degli ufficiali e degli alunni delle scuole militari. L'ordinamento deli ' accademia era analogo a quello prescritto per il collegio, mutavano, ovviamente, il numero dei professori e dei maestri in funzione delle materie d'insegnamento. Gli allievi, molto più numerosi, erano ripartiti in tre compagnie, che avevano un identico inquadramento.


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GLI ISTITUTI D! EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Le discipline d'insegnamento venivano impartite nel corso di cinque anni e precisamente per la: prima classe:

calligrafia e delineazione rettilinea, geografia locale, storia, grammatica, aritmetica;

seconda e terza classe: continuazione delle scienze della prima classe, geometria, disegno di figura, algebra, lingua latina (facoltativa) ; quarta e quinta classe: levare sul terreno, fortificazione di campagna, conoscenza delle armi, lingua straniera (inglese o francese o tedesca) , regolamento di manovra, del servizio di piazza e di amministrazione e contabilità militare. A fattor comune, nei vari anni gli alunni dovevano seguire le lezioni di catechismo e di storia sacra e le attività sportive quali la scherma, l'equitazione, il nuoto e il ballo. Coloro che avevano l'età e la preparazione scolastica richieste, al termine degli esami autunnali, potevano transitare nelle varie classi per le quali erano ritenuti idonei. Ogni anno i migliori alunni , che avevano superato la terza classe, occupavano le piazze del collegio militare a di sposizione, i rimanenti proseguivano gli studi per diventare, se ritenuti al termine degli esami finali sull'intero programma quinquennale idonei e meritevoli, ufficiali di fanteria o di cavalleria sino a esaurimento delle vacanze previste, gli altri, se consenzienti, erano nominati sottufficiali. Per le norme interne l'accademia si richiamava a quelle indicate nel regolamento per il collegio militare. Le Scuole Militari erano stabilite a Napoli e ad Aversa (al di qua del Faro) e a Monreale (al di là del Faro), ciascuna accoglieva 120 alunni a piazza franca e un massimo di 60 a pagamento. Accedevano alla scuola, di diritto e a spese dello Stato, quindici dei migliori soggetti dei battaglioni degli allievi, i posti rimanenti andavano di preferenza ai figli degli ufficiali e infine ai «figli di qualche distinto sotto-uffizìale». Le materie d'insegnamento erano: leggere, calligrafia e delineazione rettilinea, grammatica, aritmetica, catechismo, principi di storia e geografia locale e, per i più dotati, anche disegno di figura e principi di geometria.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMAl 'lV I NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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I giovanetti erano divisi per età in tre distinte classi : la prima dai nove agli undici anni, la seconda dai dodici ai tredici e infine la terza dai quattordici in su. Annualmente i migliori della seconda classe, che si distinguevano per talento , condotta e applicazione negli studi , erano chiamati a occupare le piazze franche dell'accademia militare destinate alle scuole. I rimanenti proseguivano gli studi per passare, qualora meritevoli, nell'armata in qualità di sottufficiali. Il Real Collegio Militare, la Scuola Milita re e il Battaglione degli Allievi militari A brevissima scadenza il Decreto organico per gl' instituti militari de' dominj di quà del Faro del 7 settembre 1821 (I J9), al fine di far corrispondere gli istituti di educazione militare «allo scopo del di loro stabilimento» e «in armonia col sistema organico dell' armata, cui essi forniscono in parte gli elementi», sanciva la soppressione della Rea! Accademia Militare. In virtù del nuovo provvedimento ordinativo il Rea! Collegio Militare assumeva il prec ipuo compito de !l' «istruzione necessaria per dare agli allievi, cadetti alla scuola di applicazione del genio e dell ' artiglieria, e fornire pure de' cadetti ed uffiziali a tutti gli altri corpi del nostro rea! esercito», la Scuola Militare quello di «formare buoni sottuffiziali, ed anche alunni aspiranti al real collegio militare, quando in questi concorrano tutti i requisiti necessarj a potervi essere ammessi>> e il Battaglione degli Allievi militari di «dare de' soldati all 'armata, avezzandoli di buon'ora a quella rigorosa disciplina, e subordinazione che formano la base principale di una ben intesa organizzazione militare». Con tale riordinamento si razionalizzavano gli istituti di educazione militare definendone e armonizzandone i compiti alle reali esigenze, con visione e criteri unitari. Il nuovo decreto istitutivo era articolato in una premessa e cinque capitoli, comprendenti centotrentun articoli. Il primo prendeva in esame le disposizioni generali, il secondo il rea! collegio militare (suddiviso in

119) BSME, Collezione delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie, anno 182 1, n. 117. - Allegati al cap. IX, doc. 17.


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Gl. l ISTITUTI DI EDUCAZION E E DI FORMAZIOI'IIl PER UFHCIALI NEGLI STATI PREUI\ITARf

sette sezioni: composizione e organizzazione del rea! collegio militare; polizia e disciplina degli alunni; scopo d ell 'insegnamento : modo e durata del medesimo; destinazione e nomina degli individui del real collegio militare; fondi per le spese di manuten zione e de' soldi; modo di ammissione deg li allievi del collegio; esame degli alliev i per passare da una classe all'altra e per l'uscita). il terzo la scuola militare, il quarto il bat taglione degli allievi militari e il quinto le disposizioni comuni a tutti e tre gli istituti militari. Il rea! collegio militare continuava a occ upare l'antica sede dell'Annunziatella a Pizzofalcone, per la scuola m il itare era scelta quella di S. G iovanni a Carbonara, ove nel maggio precedente si era trasferita l'accademia militare(l 20). e per il battaglione degli allievi militari quella della Trappa in Massa.

Il Real Colleg io Militare conglobava di fatto le prime due classi dell'accademia assumendo in proprio anche le funzi oni di quest' ultima. I programmi degli studi umanistici e scientific i come pure le is truzioni militari delle rimanenti quattro classi erano quelli sanciti con il decreto del l 0 gennaio 1819. Il nuovo piano di studi dava però maggior sviluppo alrinsegnamento delle lingue straniere, esteso ai tre idiomi più importanti d ' Europa. L'organico dell'istituto era rappresentato dal seguente personale: un governatore generale o colonnello un comandante ufficia le superiore, ispettore degli studi un aiutante maggiore capitano per le tre compagnie: tre capitani, sei tenenti e tre sottotenenti un conservatore un quartier mastro un rettore per il catech ismo e l 'istruzione morale, un coadiutore e un cappellano per gli esercizi di pietà un medico, un chirurgo e due chirurghi di terza classe souufficiali dei veterani e invalidi: un guardaroba e quattro custodi tre tamburi e tre piffe ri

120) R. Pilati. op. cit.. p. 198. nota (246).


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZlONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICIUE

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professori e istruttori, maestri: un bibliotecario, un professore di geodesia e geografia matematica, uno di meccanica, uno di fisica e chimica, uno di geometria solida e descrittiva, uno di calcolo sublime e geometria a tre coordinate, uno di calcolo elementare e geometria a due coordinate, uno di aritmetica, uno di geometria piana, uno di letteratura in generale, uno di grammatica ragionata, un maestro di lingua francese, uno di lingua tedesca e uno di lingua inglese, uno di calligrafia, uno per il disegno di topografia, uno per il disegno di architettura e uno per il disegno di figura, due ufficiali, uno del genio e uno d· artiglieria in forza ai rispettivi corpi , per l'insegnamento dei principi teorici di fortificazione e d'artiglieria e disegno corrispondente; maestri per le arti cavalleresche: due maestri di scherma, due di assalto e uno di ballo; serventi: sei camerieri, un cuoco, tre aiutanti di cucina e del riposto e sei facchini. Gli allievi erano, ai fini della polizia, della disciplina e deli ' istruzione, ripartiti in tre compagnie, ciascuna composta dai citati ufficiali di inquadramento, da otto tra sottufficiali e caporali , tratti dagli alunni stessi nella misura prevista dalle norme precedenti, e trentadue allievi semplici, un tamburo e un piffero. L' ammissione al collegio era limitata a 120 unità, delle quali 80 a piazza franca e 40 a pagamento, e condizionata al possesso dei già precisati requisiti nonché all'avere un 'età di dodici anni compiuti e non superati i quattordici, alt ' essere di buona costituzione fisica e istruito negli elementi della grammatica, deil' aritmetica e «nei rudimenti e doveri della nostra santa religione cattolica>>. L' accettazione degli aspiranti era condizionata dal! ' approvazione sovrana. Le piazze franch e erano concesse, previo esame, ai frequentatori della scuola militare che avevano «dato costanti ripruove di grande applicazione, e profitto negli studj, e di buona condotta; ed a' figli di benemeriti uffiziali, ne' quali conconano ancora tutt'i requisiti richiesti di sopra». Eccezionalmente potevano essere accordate delle piazze franche anche agli alunni della scuola militare, proposti dal comandante in prima, provenienti dal battaglione degli allievi e non appartenenti al ceto sociale nobile o civile, purché fossero «di una condotta e morale la più esemplare, e dimostrino talenti distinti da promettere, sotto tutt'i rapporti , un ' ottima riuscita» .


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONI'. E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Quelle a pagamento venivano «conferite a' figli de' militari, ed anche de' pagani benemeriti, concorrendo in essi le circostanze summentovate». Era inoltre prescritto che i parenti dei candidati a pagamemo dovessero versare anticipatamente l'importo di prima entrata e il primo trimestre della pensione. Gli esami d 'ammissione avevano luogo nel collegio, annualmenre, nel mese di agosto. L'anno scolastico iniziava il 5 novembre e terminava il 30 settembre, il periodo intermedio era considerato di vacanza. La durata deg li studi del rea! collegio militare era fissata in sei anni per gli allievi destinati alle armi facoltative e in quattro per quelli de lle armi di linea. Le materie e le discipline impartite erano: prima classe:

catechismo, grammatica, aritmetica, geografia elementare, storia elementare, calligrafia;

seconda classe: grammatica ragionata, aritmetica ragionata, geometria, storia, geografia locale, lingua francese da continuarsi nelle classi successive fino alla quinta, calligrafia, disegno di figura; terza classe:

rettorica, algebra sino all'equazione di 4° grado, calcolo delle serie, costruzione delle tavole logaritmiche, trigonometria piana e costruzione delle tavole dei seni e dei coseni, applicazione del calcolo alla geometria a due dimensioni in generale e in particolare la costruzione e le proprietà delle curve di secondo grado, storia e geografia universale, lingua francese, lingua tedesca. da continuarsi nelle classi successive sino alla se ta classe, disegno di figura:

quarta classe:

belle lettere, calcolo sublime e applicazione alla geometria a tre dimensioni, stereometria, geometria descrittiva e la soluzione dei problemi relativi, geografia storica, lingua francese, lingua tedesca da continuarsi nelle classi s uccessive e alternativamente lingua inglese, disegno di figura e disegno di architettura:

quinta classe:

meccanica, divisa nelle sue quattro parti e le esperienze relative. fi ica e chimica e le esperienze relative, geodesia con le applicazioni, alternativamente il disegno di architettura e disegno di topografia, lingua tedesca, lingua inglese;


GLI ISTITUTI MILITAR! DI EDUCAZIO'fE E FORMATIVI NEL REGNO DEl LE DUE SICJLIE

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geografia matematica, costruzione effettiva del reticolato per la delineazione delle carte geografiche, fortificazione teoretica e disegno corrispondente, artiglieria teoretica e disegno corrispondente, lingua tedesca, lingua inglese. Gli alunni venivano istruiti nella scherma, nel ballo, nel nuoto e verosimilmente nell'equitazione e si esercitavano «nel maneggio delle armi e nelle manovre di battaglione, come anche ne' regolamenti di manovre, del servizio di piazza, e dell ' amministrazione militare. Dovranno imparare a montare e smontare il fucile, pulirlo e metterlo in stato di potersene servire. Faranno delle marce militari col fucile e colla mucciglia una volta al mese; e nel tempo delle vacanze, una volta alla settimana. Si eserciteranno altresì nella manovra del cannone». sesta classe:

Per i passaggi da una classe all'altra e per l'esame d'uscita dall'istituto erano pressoché confermate le modalità sancite con ì l decreto del 1819. Ora però un allievo che agli esami veniva riprovato due volte dì seguito, a gi udizio dei superiori, poteva essere rimandato alla famiglia o destinato ali ' armata in qualità dì sottufficiale o cadetto. Al termine del quarto anno coloro che venivano riconosciuti idonei a proseguire gli studi prev isti per i corpi facoltativi erano ammessi alla quinta classe, gli altri, che non avevano dimostrato «attitudine alle scienze sublimi necessarie pe' corpi anzidetti», venivano designati ai vari reparti quali sotrufficiali o cadetti, secondo le norme vigenti. Conclusi i sei anni di cor o, in base al risultato degli esami e alle caratteristiche personali o attitudinali, i migliori venivano nominati cadetti del genio e dell'artiglieria, gli altri ufficiali nelle armi di linea. Gli allievi destinati ai corpi facoltativi non potevano essere ammessi ali 'esame di fine corso se non avevano dato saggio della loro preparazione «Specialmente nel di segno dì architettura, macchine, fortificazioni e di carte in piano geometrico e in prospettiva». I cadetti del genio e dell'artiglieria proseguivano gli studi presso la Scuola di Applicazione per perfezionare le loro conoscenze tecnico-professionali dell'arma di appartenenza, conseguendo poi. al termine del corso, la promozione a tenente con l'anzianità dalla data di nomina a cadetto.


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GLI ISTITUTI DI éDUCA.I:IO~ I: E DI FORMAZIOI"E PER I..FFI("IAII NEGLI STATI PREUNITARI

Per il regolare andamento del collegio erano statuiti un consiglio di amministrazione, un con~iglio d'istruzione e tre commissioni d'esame, le cui composizioni erano, di massima, diverse da quelle precedentemente prescritte. Il primo consiglio era costituito dal comandante nell a veste di presidente, dai tre capitani delle compagnie, dal tenente più anziano e dal quartiermastro con funzioni di segretario; il secondo, presieduto dal governatore, era formato dal comandante e dal corpo insegnante, un professore a turno fungeva da segretario. Le proposte, tramite il governatore, venivano inoltrate alla segreteria di Stato per l'eventuale approvazione sovrana. La commissione d'esame per l'ammissione era rappresentata dal governatore o dal comandante come presidente e da due professori membri; quella per gli esami di passaggio da una classe ali 'altra dal governatore presidente, dal comandante e da tutti i professori; mentre per gli esami finali o d'uscita era sempre costituita dal governatore in qualità di presidente, dal comandante. da un ufficiale superiore del genio, da uno d· artiglieria, da uno dello tato maggiore e da tre professori del collegio. In merito al metodo didattico adottato si ritiene opportuno citare i due articoli più significativi. Il numero 22 recitava: «i professori e maestri procureranno con il loro zelo e contegno di fis sare l 'attenzione degli alunni, e di eccitare nelle ripetizioni e nelle conferenze l'emulazione; esercitare la memoria, ed abituare l 'intelletto allo sviluppo della facoltà di ragionare». Le conferenze, come si arguisce dal successivo articolo 28, venivano svolte dagli alunni, unitamente alle ripetizioni. sotto la guida dei professori. La risposta del sovrano ai precedenti avvenimenti politici del 1820 trovava puntuale riscontro anche nel testo del decreto. Nel paragrafo d'apertura della premessa veniva posto in risalto «quanto importi di promuovere ed assicurare la buona educazione della gioventù militare, e affinchè la difesa del Trono c dello Stato resti affidata ad uomini che, a di ppiù delle necessarie virtù militari, siano forniti di religione, di talenti e di costumi». Venivano inseriti nell'organico a tal fine ben tre religiosi «per vigilare incessantemente s ull a morale degli alunni» assistendo a tutti i loro atti di religione, imponendo l'ascolto quotidiano della messa e gli atti di pietà serali. Per evitare che gli all ievi fossero soggetti a influenze pregiudizievoli o non in linea con le direttive morali del re veniva preclusa agli alunni la possibilità di trascorrere le vacanze di fine anno scolastico


GLI ISTITUTI MlLITARI D1 EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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presso le proprie famiglie e inoltre, nei giorni festivi, ai genitori era con~entito di vedere i figli solo in presenza dell'ufficiale d'ispezione, in un locale all ' uopo destinato a pianterreno. Ai parenti era pure proibito dare ai giovani denaro, cibi e oggetti di abbigliamento. Anche nel campo dell'istruzione emergeva tale orientamento: l'articolo 39, pur raccomandando che l' «istruzione dee seguire i progressi delle scienze e delle arti», imponeva alla commissione d 'istruzione di scegliere le opere migliori «Sempre badando però che le medesime corrispondano a' principi della più sana morale, ed alle massime della religione>>. La Scuola Militare, il cui ord inamento ricalcava, nelle sue linee generali, quello del collegio militare, prevedeva l'ammissione di 200 alunni dei quali 150 a piazza franca e 50 a pagamento. Gli allievi erano divisi in quattro compagnie corrispondenti ai corsi previsti. La ripartizione delle materie d'insegnamento nei quattro anni di studio erano: prima classe:

leggere e seri vere, catechismo;

seconda classe: leggere e seri vere, catechismo, storia elementare; terza classe:

grammatica, aritmetica, geometria piana, calligrafia, storia e geografia elementare;

quarta classe:

eloquenza italiana, aritmetica, geometria solida, calligrafia e delineazione rettilinea, disegno di figura.

Era ammesso alla scuola qualsiasi giovanetto in età compresa tra i nove anni compiuti e i tredici purché suddito e in possesso dei più volte ripetuti requisiti. Le piazze franche erano accordate di preferenza ai figli degli ufficiali e in linea subordinata ai fig li di benemeriti civili. L'anno scolastico aveva inizio il 5 novembre e terminava il 30 settembre. Nel mese di ottobre si svolgevano gli esami per il passaggio da una classe all'altra e quelli d'uscita dalla scuola. Dal quadro dei risultati delle prove finali e delle caratteristiche peculiari di ciascun allievo, compilato dagli esaminatori e corredato dalle osservazioni del comandante circa la religione, la condotta, la subordinazione, l'istruzione militare dei singoli, e <<colle proporzioni corrispondenti pel grado di cui si stimerà suscettivo ognuno degli allistati» la segretaria di Stato assegnava ai vari giovani i gradi di sottufficiale oppure di soldato, destinandoli quindi ai vari corpi.


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GLI ISTITU11 DI EDUCA2.10NE E DI FORMAZIOKE PER UFflCIALI NEGLI STATI PREU~ITARI

Gli alunni che avevano i requisiti e l'istruzione necessaria per passare al collegio militare e quelli rientranti nei casi particolari previsti dalle norme (articolo 59), se proposti dal comandante della scuola, avevano l'autorizzazione della segretaria di Stato a sostenere. nel mese di luglio, gli esami d'ammissione con gli altri aspiranti.

La riforma del 1823 Dopo appena un anno e mezzo veniva pubblicato a Vienna, il 14 marzo 1823 il Decreto con cui approvasi un regolamento per la riorganizzazione degl' instituti militari e il relativo Regolamento per gl' instituti di educazione militare0 20 , che modificavano so tanzialmente la fisionomia del collegio militare e nel contempo mettevano ordine nella riorganizzazione degli istituti militari di educazione, definendo i tempi e le modalità di attuazione in linea con l'opera di ristrutturazione dell'armata in atto. TI riordinamento delle scuole doveva entrare in vigore dal l 0 luglio dello stesso anno. Il successivo decreto del 12 agosto022) stabiliva che la data di attuazione inerente allo «Scioglimento degli attuali instituti di educazione militare, alla contemporanea organizzazione de' nuovi, alle nomine del personale di cui tali nuovi instituti dovranno essere composti, ed a tutt 'altro concernente i medesimi» venisse rimandata al l 0 settembre dello stesso anno. ll regolamento s uddiviso in quattro sezioni prendeva in esame: nella pri ma l'idea generale degli istituti di educazione militare; nella seconda il rea! collegio militare e in particolare: la sua composizione, la biblioteca e i vari gabinetti scientifici e d'istruzione, i doveri delle singole figure del collegio, i compensi previsti per il personale, l'amministrazione, la commissione d'esame per l'ammissione e le modalità di reclutamento degli alunni, il consiglio d'i truzione, le cla si di studio, la polizia e la disciplina degli alunni, le commissioni d 'esame e gli esami per il passaggio da una classe all'altra e per l'uscita; nella terza parte la prima scuola militare; nella quarta sezione la seconda scuola militare.

121 ) BSME, Colle:ione delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie, anno 1823. n. 565. -Allegati al cap. lX, doc. 18. 122) BSME, Collezione delle LPggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie, anno 1823. n. 730.


GU ISTJnm \111..1TARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REG~O DELLE DUE SICILIE

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Veniva di fatto confermata la tradizionale funzione del Rea/ Collegio Militare di «somministrare degl'idonei alunni sottotenenti alle scuole di applicazione del genio e del! 'artig lieria, ed ali 'ufficio topografico, del pari che per dare degli uffiziali istruiti a qualunque altro corpo del l 'armata». Dalla scuola quindi, gli allievi delle armi facoltative ora non sarebbero più usciti cadetti, ma ufficiali. Le tre scuole militari venivano ridotte a due: era confermata la soppressione dell'accademia e la sua trasformazione in prima Scuola Militare, con sede nell 'edificio di S. Giovanni a Carbonara di Napoli «per dare buoni ed istruiti sottuffiziali ali ' armata» e la costituzione della seconda Scuola Militare, già terza, dislocata a Monreale «per servire di scuola preparatoria alla prima». Tutti e tre gli istituti erano posti alle dirette dipendenze di un generale ispettore. Il Rea/ Collegio Militare con questa riforma vedeva ripristinata quell 'unità didattica ed educativa, già peraltro realizzata con l 'istituzione della settecentesca Regal Accademia Militare. l giovani per venire ammessi alla scuola dovevano avere dagli «anni undici cominciati a dodici finiti», «essere di buono aspetto, di buona costituzione fisica, e senza difetti organici», possedere gli altri requisiti sino ad allora richiesti e «le cognizioni corrispondenti alla classe cui debbono entrare, in ragione della loro età». L'ammissione era limitata a 100 allievi, 60 a piazza franca e 40 a pagamento, per i quali non era più richiesta specificatamente l'appartenenza alla condizione di nobile o civile. Le piazze franche erano concesse esclusivamente ai figli di ufficiali, da capitano in su, e, annualmente, a quattro alunni che provenivano dalle s-::uole militari, a seguito d'esame e quindi in virtù del profitto, indipendentemente dalla nascita. Quelle a pagamento erano conferite sempre ai figli di ufficiali che rivestivano il grado di capitano o superiore e ai civili figli di titolati. Ali 'atto della costituzione del nuovo collegio militare venivano ammessi di diritto tutti i figli degli ufficiali sino al grado di capitano incluso, sia provenissero dali 'accademia militare sia dalla prima e dalla seconda scuola militare e ovviamente i frequentatori del collegio. La commissione d'esame d'ammissione era uguale a quella prescritta dalla normativa precedente, vi era però aggiunto un terzo professore. Il periodo e le modalità di effettuazione degli accertamenti rimanevano immutati.


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Gl.l ISTITUTI L>l EDUCAZIONE E DI FORMAZIO:-IP. PER U~HCIAL.I :'<EGLI STATI PREUNITARI

Il provvedimento più saliente era la modi fica del corso degli studi definito in otto anni e la prescrizione che a ogni classe dovesse corrispondere una precisa età degli allievi «e di portare con essi le cognizioni corrispondenti alla classe c ui debbono entrare, in ragione dell'età». J programmi di studio previsti per le varie classi erano:

prima classe:

(per l 'età di undici anni compiuti ) rudimenti di lingua italiana e latina ed esercizi corrispondenti, aritmetica teoretica e algoritmo algebrico, disegni di figura, calligrafia:

seconda classe: (per l 'e t~t di dodici anni compiuti) aritmetica teoretica e algoritmo algebrico, grammatica italiana e latina ed esercizi corrispondenti, elementi di storia patria, disegno di figura, calligrafia; terza classe:

(per l 'età di tredici anni compiuti ) geometria piana, algebra fino all'equazione di secondo grado, continuazione della lingua latina, elementi di s toria universale, geografia locale, di egno di figura, calligrafia;

quarta classe:

(per l 'età di qu attordic i anni compiuti) algebra fino all'equazione di quarto grado. calcolo delle serie, costruzione delle tavole logaritmiche , trigonometria retti linea e costruzione delle tavole dei seni e dei coseni, applicazione del calcolo alla geometria a due coordinate in generale e in particolare la costruzione e le proprietà delle curve di secondo ordine, disegno di figura:

quinta classe:

(per l 'età di quindici anni compiuti ) calcolo sublime e applicazioni alla geometria a tre coordinate, costruzione dell'equazione di terzo e quarto grado. stereometria, geometria descrittiva e soluzione dei problemi relativi, eloquenza. logica :

sesta classe:

(per l' età di sedici anni compiuti) meccanica divisa nelle sue quattro parti ed esperienze relative, fi sica e chi mica ed esperienze corri spondenti , grammatica generale, lingua france se;

settima classe: (per l 'età di diciassette anni compiuti) trigonometria sferica, geografia matematica, artiglieria teoretica col disegno relativo, principi teoretici di architettura ed esercizio del disegno corrispondente. lingua francese:


GLI ISTITUTI MILITARI DI ED UCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

ottava classe:

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(per l 'età di diciotto anni compiuti) geodesia, costruzione effettiva del reticolato per la delineazione delle carte geografiche, disegno di topografia, fortificazione teoretica e disegno relativo, lingua francese.

Rispetto alla precedente ripartizione le attuali classi quarta, quinta e sesta erano pressochè corrispondenti alla terza, quarta e quinta, mentre la settima e l'ottava contemplavano un maggiore sviluppo delle discipline già previste nella vecchia sesta classe. Nei primi tre anni scolastici veniva introdotto l'insegnamento della lingua latina, quello delle lingue straniere era ora invece limitato alla francese, negli ultimi tre anni. Non erano mutati, assolutamente, gli addestramenti e le istruzioni militari . L'organico del collegio, rispetto al precedente era ridotto per quanto concerneva il personale militare e aumentato, data la nuova impostazione scolastica, nel numero di docenti ed era così composto: Srato maggiore

un comandante ufficiale superiore un aiutante maggiore capitano per le compagnie: due capitani, quattro tenenti e due sottotenenti un conservatore capitano un quartier mastro tenente e sottotenente un medico e un chirurgo un rettore e due cappel lani Stato minore (personale dei veterani o degli invalidi)

cinque guardaroba sottufficiali. un custode e un portinaio sottufficiali , quattro sergenti per le compagnie, un caporale dei tamburi e due tamburi. Professori

uno di meccanica; uno di stereotomia e geometria descrittiva; uno di algebra, calcolo delle serie e costruzione tavole logaritmiche; uno di geografia sferica e geografia matematica; uno di geodesia; uno di fisica e chimica; uno di calcolo subl ime e geometria a tre coordinate; uno di trigonometria rettilinea e costruzione delle tavole dei seni e dei coseni, geometria a due coordinate, proprietà delle linee di secondo ordine; uno di grammatica generale, logica ed eloquenza; uno per i principi teoretici di architettura e disegno relativo; uno di topografia; uno di geometria piana, di algebra e di geografia locale; uno di aritmetica e algoritmo algebrico.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

Maestri uno di grammatica italiana e latina, di sto~ia patria e universale; uno di rudimenti di lingua ital iana e latina; due di disegno di figura; uno di lingua francese; due di cal ligrafia; uno di scherma; uno di assalto; uno di ballo.

Serventi un macchinista, quattro camerieri , un cuoco, tre aiutanti di cucina e del ripa to. quattro facchini. Gli allievi, distribuiti in due compagnie, erano inquadrati con il tradizionale personale, costituito da ufficiali e da alunni . La prima unità comprendeva i giovani di età superiore ai quindici anni, la seconda quelli di minore età. Anche il consiglio d ' istruzione conservava la composizione e la funzione precedentemente definita. La commissione d'esame invece vedeva reintrodotto un vecchio cri terio: era infatti costituita dall'ispettore in qualità di presidente, dal comandante, dai professori e dai maestri titolari sia delle cauedre dell 'anno in corso sia di quelli dell'anno successivo . Si aggiungevano inoltre tre ufficiali superiori, uno del genio, uno di artigl ieria, uno di fanteria o cavalleria e uno o due professori universitari delle facoltà rispondenti , scelti dal ministro dell a guerra. Gli allievi, che sostenevano gli esami nel mese di ottobre, potevano ripetere l'anno solo una volta, diversamente venivano rimandati alle proprie case. Se l 'alunno risultava non idoneo alla settima classe rimaneva ancora due anni in collegio a studiare per divenire un buon ufficiale delle armi di li nea. Qualora non ritenuto sufficientemente istruito poteva divenire sottufficiale di fanteria o di cavalleria o essere rimandato in famiglia. La commis ione per l'esame d'uscita, al termine del corso degli studi, era composta dali ' ispettore come presidente, dal comandante, da un ufficiale superiore del genio e da uno d ' artiglieria, da due professori del collegio, tra i più anziani docenti di matematiche, da due professori universitari, invitati dal ministro della guerra, e dal rettore per la parte morale. Superati gli esami alquanto rigorosi su tutto il programma svolto i frequentatori venivano nominati ufficiali del genio, d'artiglieria o dell ' ufficio topo grafico. In caso di carenza d i vacanze i rimanenti erano assegnati agli altri corpi dell'esercito.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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La prima e la seconda Scuola Militare raccoglievano l 'eredità delle scuole militari e del battaglione degli allievi militari nell 'istruzione soprattutto dei figli degli appartenenti all'armata e assumevano, l'una nei confronti dell'altra, una fisionomia di complementarietà. La prima scuola militare poteva avere in organico 160 alunni, dei quali 120 a piazza franca e 40 a pagamento, ripartiti in tre compagnie «per taglia e per età». Vi erano ammessi i figi i dei tenenti e dei sottotenenti provenienti dai sottufficiali oppure dei sottufficiali, dei soldati e dei pagani di estrazione civile in età compresa tra i «nove ed un giorno a dodici finiti». Per gli allievi della scuol.a, risultati migliori agli esami di passaggio dalla prima alla seconda classe, erano a disposizione presso il collegio militare quattro piazze franche. All'atto del riordinamento degli istituti i figli degli ufficiali sino al grado di tenente incluso, che avevano compiuto gli anni quattordici, erano ammessi alla prima scuola militare, quelli di età inferiore invece trasferiti alla seconda. Le modifiche successive Nel 1831 venivano prese in esame l'opportunità e la convenienza di ridurre l'organico degli allievi allora previsti in 1 IO, di cui 60 a piazza franca, 40 a carico delle famiglie e 10 a carico della casa reale0 23>. Il nuovo ordinamento si prefiggeva di ridurre il numero a 60, 40 a carico del tesoro e 20 a spese della famiglia; ciò corrispondeva sul piano pratico a una presenza di 7 o 8 studenti per classe. Il real collegio militare, qualora attuato il provvedimento, avrebbe dovuto fornire esclusivamente degli ufficiali per i corpi facoltativi, lasciando il compito alla scuola militare di preparare i quadri per gli altri corpi dell'armata. A tal fine veniva presentata la proposta di non insegnare nell'ultima classe alcuna «scienza nuova, ma si applichino invece gli Alunni a ripassare l 'intero corso delle Scienze già apprese, per essere nel caso di

123) ASN, Archivio Borbone, b. 892, Osservazioni sul Piano di riduzione ordinato pel Rea! Collegio Mi/ilare. da stabilirsi sulle basi di 40 . Alunni a piazza franca, e 20. a pagamemo de li ' [8) novembre 1831 , inviato dal brigadiere Giovanni Prichard, ispettore degli istituti di educazione militare, al tenente generale Giovan Ballista Fardella ministro dal la guerra e marina.


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Gli ISTITUTI DI EDUCAZION!o E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NFGI I STATI PREUI'-1TARI

dare un buono, e completo esame di concorso; dovendo nel tempo stesso perfezionarsi nelle pratiche delle Scienze del mestiere, e particolarmente nel maneggio degl'istrumentì topograficì, e geodetici, applicandoli alle operazioni effettive del Terreno». In tale contesto era da prevedere lo slìttamento dci programmi dall ' ottava classe alla settima e così di seguito. I giovani ammessi, dell'età di undici anni compiuti, avrebbero dovuto possedere le cognizioni necessarie per apprendere le materie contemplate per il secondo anno. L'esame di ammissione era quindi indis pensabile per accertare se gli aspirami erano istruiti su i «rudimenti della Lingua italiana, e Latina, s ull'Aritmetica pratica, e su i principj del disegno di figura, e di Calligrafia, per essere nel caso di comprendere le lezioni della nuova prima C lasse». II piano, che avrebbe trasformato il collegio in una scuola per sole armi facoltative, non veniva accolto. Considerando le esperienze positive sino ad allora evidenziate dalle accademie uniche nell'ambito dell 'economia di un esercito, sarebbe stato indubbi amente anacronistico attuare un progetto che avrebbe ripetuto antichi errori. Per la decisione fin ale del sovrano sì presume sia stata determinante la Memoria per Sua Maestà il Re (D.G .) riserva/a solo a lui, scritta da anonimo, in data 27 dicembre 1831, per illustrare al re la non opportunità di attuare il Piano di ridu:ione ordinato pel Rea/ Collegio Militare(l 24 l. L' autore, dopo aver illustrata «l ' utilità degli lnstituti dì educazione Militare a vantaggio dello Stato e della Truppa per formare degli Uffiziali ab i li nella Teoria della Guerra e soprattutto per lo stato Maggiore, per l'Artiglieria e pel Genio» citando a sostegno della propria tesi quanto attuato nelle più importanti nazioni europee. perorava la necessità di conservare il numero delle piazze. «Essendosi quindi generalmeme congiuma l'importan2.a deU'in~tallazione di siffatti lnstituti pel bene che ne deriva, non può l'Esercito di un Re dotato di esimie virtù, e di sommi Talemi. qual'è la Vostra Maestà. allro anendersi dall"alta sua saggezza quante volle non fosse del ~uo Real piacimento ampliare l'anuale organico del Rea! Collegio, c della Scuola Mili tare coll'aumento di una Compagnia si nell"u no che nell'altro fnstirutO . a sfogo delle tante suppliche umiliate al Real Trono da Militari chiedente l'ammissione in essi anche a pagamento de' loro figli, aumento che non ne soffri rebbe la spesa il Regio Erario, perchè a carico delle rispettive famig lie. le quali ne sarebbero ben contente: non può. si ripete, l'Esercito altro attendersi. che di vedere almeno conservati i due stabilimenti come al presente trovan ~i installati. anzichè ridotto il numero delle piazze nel Rea! Collegio Mil itare da 100 a 40:

124) ASN, Archi1•io Borhone. b. 892. ff. 71-2.


GLI ISTITUTI MILITA RI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICI LIE

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secondo si asserisce con asseveranza pubblicamente, mentre tale riduzione non solo privarebbe tanti g iovane tti figli di benemeriti Uffiziali del benefic io di esservi am messi, e di procura rsi mercè la loro applicazione allo studio, e buona condoua una situazione decorosa nella Truppa, ma ne anche ap·portarebbe una economia agl'interessi Rea!i, giacchè la minorazione di 60 piazze portand<> in conseguenza la diminuzione dell'introito mensile proveniente dall'assegno resrarico, mentre gli esiti fissi rimangono sempre li stessi, dovrebbesi dal la Rea! Tesoreria supplire alla deficienza de' fondi necessarii al mantenimento deli' Instituto.»

Con decreto del 17 aprile 18320 25 ), veniva modificato il numero degli allievi ammissibili, fissato provvisoriamente in cento, dei «quali dieci a piazza franca a carico della rea! tesoreria, quaranta a piazza franca a carico dell 'orfanotrofio militare e cinquanta a piazza a pagamento a carico delle rispettive famiglie». Gli alunni dovevano essere divisi per classe e per età in tre compagnie, ciascuna inquadrata da un capitano, da un primo tenente e da due secondi tenenti. Gli ufficiali della prima compagnia erano prescelti tra quelli delle armi faco ltative. L'organico veniva ripianato con due subal terni per ricoprire rispettivamente l'incarico di conservatore e di quartiermastro, posti resisi vacanti, e inoltre aumentato di un guardaroba sottufficiale, di due sergenti per le compagnie e di un tamburo, tutti da trarre dai veterani o dag li invalidi. Con successivo provvedimento del 25 giugno (J 26 > era stabi lita l' istituzione nel collegio di un consiglio di perfezionamento al fine di sovraintendere alla applicazione de i regolamenti, di valutare il loro riflesso su li 'educazione fisica e morale e sui progressi compiuti dagli allievi e, inoltre, di proporre i provvedimenti ritenuti necessari per eliminare gli abusi, gli inconvenienti e di suggerire le innovazioni più opportune per migliorare l'insegnamento. Il consiglio, che doveva riunirsi annualmente il primo di ottobre, riprendeva la tradizione della celebre scuola politecnica murattiana. Era composto dal generale ispettore, da quattro professori scelti annualmente a maggioranza di voti dal consiglio d 'istruzione, dal direttore deli' uffic io topografico, da uno degli ispettori generali o ispettori di acque e strade, pure annualmente scelto dal consiglio generale di questo

125) BSME. Co/le;ione delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie. anno 1832. n. 848. 126) ASN. Decreti originali, vol. 302. n. 1411.


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corpo a maggioranza di voti, da due membri della società rea le, scelti allo stesso modo nelle classi delle scienze matematiche e fisiche e da un generale scelto dal re. Assumeva le funzioni di presidente l ' ispettore o. se più anziano di grado, il generale. Il decreto del2 settembre 1832<127>, prescriveva che gli istituti di educazione militare dipendessero dalla direzione generale dei corpi facoltativi, rimanendo tuttavia affidata a un generale ispettore la diretta sorveglianza del collegio militare e dell'ufficio topo grafico. Con un successivo decreto del 23 luglio 1833<128>, nel rea! collegio veniva istituita una cattedra di lingua tedesca. Allo scopo di esemplificare l'impegno g iornaliero di un allievo si riporta una sintesi dell ' orario relativo ali' anno scolastico 1830-31 <129>, scelto tra i diversi reperiti in archivio ugualmente significativi, che ci consente di conoscere la ripartizione del temp? anche nei vari periodi de li 'anno. Alle quattro e mezzo del mattino aveva luogo la sveglia, poi mezz'ora a disposizione per la pulizia personale, dalle cinque alle sei e mezzo studio camerale, indi mezz'ora a disposizione del capitano d'ispezione per la «visita di proprietà» e infine l' ascolto della messa e la prima colazione. Dalle otto alle una gli allievi assistevano alle Lezioni. Al pomeriggio venivano svolte le attività varie, per lo più ginniche e sportive e due periodi e mezzo dedicati allo studio camerale, che nel periodo estivo veniva ripartito in due soluzioni. Le ore destinate al sonno non erano mai minori di sei, quelle notturne nel periodo estivo e precisamente dal 1° maggio al 31 agosto erano integrate con delle altre pomeridiane. 11 giovedì o in ogni altra festa infrasettimanale al mattino le compagnie alternativamente erano impegnate negli esercizi militari oppure rendevano la confessione; successivame nte solo gli alunni della settima e dell'ottava classe venivano istruiti dall'aiutante maggiore nelle manovre di fanteria, sui regolamenti del servizio di piazza di campagna e di amministrazione militare.

127) AS . Decreri originali, vol. 305, n. 1926. 128) ASN, Decreti originali, vol. 315, n. 1452. 129) AS 1 • Archi1·io Borbone, b. 92. f. 93. - Allegati al cap. IX. doc. 19.


GLI ISTITUTI MILITARI 01 EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICIUE

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Il sabato, in sostituzione del ballo o del1a scherma, veniva eseguita la manutenzione delle armi e delle bardature e svolte altre attività sempre di carattere militare. Nei giorni di giovedì e di domenica il dopo pranzo era dedicato alla passeggiata di compagnia, mentre il giovedì pomeriggio o di altra festività dell'ultima settimana del mese era consacrato al ritiro spirituale. Alla domenica o nelle feste di «doppio precetto» dalle otto alle dieci del mattino veniva spiegato dai cappellani il catechismo e la Bibbia, il ret- • tore invece, nei soli giorni di doppio precetto, commentava il Vangelo. l periodi successivi, dalle undici ali 'una, erano riservati alle udienze. Neli 'aprile e nel maggio 1834 venne svolta una complessa esercitazione militare di finto assedio di Capua. Parteciparono a questa scuola teoricopratica di fortificazione e di artiglieria anche gli alfieri delle armi facoltative e gli allievi del collegio militare. Era presente il generale Carlo Filangieri che aveva assunto da poco la direzione dei corpi facoltativi e quindi anche degli istituti di educazione e formativi. L'opera illuminata di questo ufficiale si dimostrerà fondamentale per la vita e per le fortune del collegio militare. Sarà da lui proseguita anche dopo aver assunto la carica di ministro della guerra, sino al tramonto della dinastia borbonica.

Dallo Stato nominativo degli alunni componenti il Rea/ Collegio Militare secondo il rispellivo numero di matricola per il ] 0 e 2° semestre del 1834< 130), alla data del 30 dic~mbre 1834, risultavano presenti 109 allievi. Il numero dei convittori in relazione alla data della loro ammissione era il seguente: tre nel 1823, uno nel 1826, undici nel 1827, sette nel 1828, trenta nel 1829, tre nel 1830, tre nel 1831. venticinque nel 1832, diciannove nel 1833, e sette nel 1834. Interessante e quanto meno sorprendente è l 'esame dell'età dei giovani che frequentavano le varie classi: nell 'ottava esistevano diciotto allievi di età compresa tra i 21 e i 14; nella settima tredici tra i 22 e i 14, la quasi totalità erano però tra i 18 e i 16 anni; nella sesta quindici tra i 21 e i 14, ma solo uno oltre i 18 anni; nella quinta diciotto tra i 18 e i 13, la maggior parte di 15 e 16 anni; nella quarta diciassette tra i 18 e i 13, gli estremi erano rappresentati da un solo individuo; nella terza diciotto tra i 18 e i 12, a parte un alunno dell'età di 18 e uno di 12 anni gli altri erano inclusi tra i 15 e i 13; nella seconda dieci tra i 14 e gli 11 anni.

130) ASN, Archil·io Borbone, b. 898. ff. 274-283.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PE;R lJFFICIAU NEGU STATI PREUNTTARI

Tra le eccezioni c'è da menzionare l' allievo caporale don Desaugeh Guglielmo, ammesso a piazza franca ali 'età di undici anni, che frequentava quattordicenne l'ottava classe come il suo compagno quindicenne 1° sergente don Carlo Zaini 1°, entrato nell'istituto all'età di nove anni, a piazza pagata; per contro don Giuseppe Rosenheim, accettato a piazza franca a dodici anni, che diciottenne era allievo della terza classe.

n 25 febbraio 1835, su proposta del consiglio di perfezionamento, il re approvava che annualmente venissero assegnate agli allievi del collegio delle ultime cinque classi quattro medaglie d'oro di merito per premiare coloro che si erano particolarmente distinti negli esami di fine anno. Nel 1841 , con il Decreto prescrivente che l'attua! collegio degli aspiranti guardie marine sia fuso nel collegio militare e il relativo Regolamento per la fusione del collegio degli aspiranti guardie marine e del collegio militare in un solo istituto, e per le discipline da osservarsi nella scelta di venti alunni del collegio riunito da addirsi alla carriera di mare entrambi del20 settembre<13 1>, la Nunziatella diveniva l' unico istituto di educazione militare per ufficial i dello Stato borbonico. La normativa entrava in vigore il l 0 ottobre dello stesso anno e vedeva il trasferimento del corpo insegnante, del personale impiegatizio e dei servizi del collegio marinaro a Pizzofalcone. L' organico degli allievi era portato a 140, venti dei quali destinati alla carriera del mare. Le piazze franch e erano così ripartite: 50 a carico dell'orfanotrofio militare e 7 e mezza a cura della marina, 82 e mezza erano a pagamento. Veniva costituita una quarta compagnia, in aggiunta alle tre preesistenti, alla quale venivano destinati per l'inquadramento un capitano e tre subalterni. Nella terza classe doveva essere scelto un numero proporzionato di aspiranti alla vita marinara. I criteri adottati per questo primo vaglio erano: «l'età da quattordici a quindici anni, la vivacità dell'ingegno, la perfetta sanità, e la vista acuta, escludendosi qualunque grado di miopia», a parità di condizioni venivano preferiti i figli degli uffic.iali della marina da guerra e delle famiglie distinte per nascita o per cariche. La selezione però non veniva effettuata solo sulla base dei requisiti fisici, intellettuali e della condizione sociale, ma anche sulla scorta della prova di navigazione. Quest'ultima veniva svolta nel passaggio dalla terza alla quarta 131) BSME, Collezione delle Leggi e de' Decreti Reali del Regno delle due Sicilie, anno 184 1. n. 266. -Allegati al cap. IX. doc. 20.


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classe e dalla quarta alla quinta, nel periodo da metà agosto al primo novembre, nelle campagne di prova «sopra uno de' reali legni armati che verrà espressamente designato per la campagna di pruova e d'istruzione». I prescelti, dopo es ·ere stati valutati meritevoli per condotta. applicazione e attitudine alla vita di mare, prendevano il titolo di aspiranti guardiamarina (o di alunni costruttori), gli altri proseguivano gli stud i delle armi facoltative dell'esercito. La diversificazione degli studi avveniva negli ultimi due anni durante i quali erano trattate le discipline del mestiere. Nei periodi estivi, tra il termine delle lezioni e gli esami di fine anno, o di corso, gli aspiranti guardiamarina effettuavano imbarcati ancora due campagne d'istruzione. A bordo della nave gli allievi erano inquadrati da un ufficiale di marina, nominato dal ministero e rea! segreteria di Stato della guerra e marina, che aveva una duplice dipendenza: dal comandante del collegio militare e dal comandante della nave. Assieme agli allievi s'imbarcavano anche l'istruttore morale, il professore di navigazione e quello di matematiche per svolgere durante le campagne di prova e d'istruzione. come recitava l'articolo l l. i loro precipui compiti: «l'istruttore morale farà lezione di catechismo, di storia sacra e letteratura italiana nel giovedì e domenica di ogni settimana a lutti gli imbarcati; il professore di navigazione curerà l'istruzione pratica di me~tiere degli alunni: e quello di matematiche gli eserciterà nelle applica.tioni relative alle 1eoriche già apprese, e specialmente nel calcolo algebrico e numerico. A quale oggelto sarà stabilito dal comandanle del legno un orario da esservarsi a rigore per tutti i giorni della settimana, in cui saranno comprese ancora le istru :l ioni pratiche de l mestiere che formar deggiono lo scopo principale dello imbarcamento degli alunni. »

Gli studi del collegio erano comuni per le prime sei classi, al termine del sesto anno gli alunni erano soggetti a un esame di ripetizione sulle scienze esatte. Il professore di meccanica però era tenuto ad ampliare il suo programma per gli aspiranti guardiamarina sviluppando in particolare la teoria delle macchine a vapore. Le commissioni d'esame prescritte venivano parzialmente modificate: esse vedevano r inserimento di due ufficiali di marina in quella di passaggio da una classe ali 'altra, a iniziare dal terzo anno, e di due ufficiali superiori in quella d'uscita. Venivano modificati anche i programmi comuni che verosimilmente erano già stati variati nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione del decreto del 1823 e quella della nuova norma.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

l corsi di studio stabiliti per le classi comuni erano: classe provvisoria:

aritmetica pratica, grammatica italiana e grammatica latina parte etimologica, disegno di figura, calligrafia;

prima classe:

aritmetica ragionata e geometria piana, grammatica italiana, continuazione e fine parte etimologica della grammatica latina, disegno di figura, calligrafia;

seconda classe:

geometTia piana, algebra fino ali' equazione di secondo grado compresa, grammatica italiana e grammatica latina, sintassi mitologica, disegno di figura, calligrafia;

terza classe:

geometria solida e completamento dell'algebra, calcolo algebrico, logaritmico, delle superfici e dei volumi, letteratura italiana e latina, geografia e storia del Regno delle due Sicilie, disegno di fi gura, calligrafia;

quarta classe:

trigonometria rettilinea, geometria analitica applicata alle due e alle tre dimensioni, geografia e storia universale, logica ed eloquenza, di segno d 'ornato, di paesaggio e di architettura, disegno di figura rilevato del gesso;

quinta classe:

calcolo differenziale e integrale, geometria descritti va e disegno corrispondente, architettura elementare e disegno corrispondente, lingua francese, eloquenza;

sesta classe:

meccanica e idraulica e le applicazioni relative, fisica, chimica e mineralogia, architettura teoretica e disegno corrispondente, lingua francese, eloquenza.

Il quadro delle materie d'insegnamento per gli alunni delle ultime due classi aspiranti guardiamarina era il seguente: settima classe:

lingua inglese e italiana, navigazione di stima, trigonometria sferica e navigazione astronomica, architettura navale e costruzione delle macchine a vapore, attrezzatura e passaggio di cavi, disegno di architettura navale e delle macchine a vapore;


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

ottava classe:

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lingua inglese e italiana, di egno di topografia e d'idrografia, navigazione astronomica, esercizi con il cannone, caronade, mortai e razzi, artiglieria navale e confezione di fuochi vari e cariche da guerra , manovra e tattica navale.

Veniva ritoccato anche il programma degli ultimi due anni di studio delle armi facoltative, le discipline d'insegnamento risultavano essere pertanto per la: settima classe:

geodesia e proiezioni delle carte, geografia matematica, lingua tedesca e italiana, artiglieria teoretica e pratica, disegno corrispondente;

ottava classe:

topografia teoretica e disegno corrispondente, lingua tedesca e italiana, fortifi cazione elementare e subl ime, disegno di fortificazione, tattica elementare e regolamenti militari.

Il nuovo piano degli studi del 1841 indubbiamente esaltava la preparazione degli allievi sia nelle discipline umanistiche e scientifiche sia in quelle professionali quali l 'architettura, la fortificazione, l 'artiglieria, la tattica e nella conoscenza delle lingue straniere. Al corso biennale di francese si aggiungeva un secondo di tedesco per le armi facoltative e di inglese per gli aspiranti guardiamarina. Con questa riforma il real collegio militare vedeva di fatto accentuare il suo carattere di istituto di formazione per ufficiali delle armi di artiglieria e genio. Questa riunificazione dei due collegi doveva però rimanere solo un esperimento poiché nel secondo semestre del 1844 veniva ricostituito il Rea/ Collegio della Marineria. Nel 1846 tutti gli alunni licenziati dal collegio venivano assegnati alle armi facoltative, 7 al genio e 10 all'artiglieria, per coprire le vacanze nei corpi. Essi potevano completare la loro preparazione professionale sotto la guida attenta di un ufficiale a loro affiancato. Dal 184 7 l'insegnamento deli' artiglieria veniva portato dalla settima ali 'ottava classe. Il 14 febbraio 1851, al fine di ovviare all ' inconveniente del reclutamento di ragazzi in età così giovane da rendere poi difficile esprimere un giudizio di ammissibilità ai corsi per le armi facoltative, con un ordine


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GLI ISTITUTI DI EOl:CALIOl< E E 01 FORMAZIONE PER L'FACIALI NEGLI STATI PREU~ITARI

sovrano<132) veniva modificato nuovamente il regolamento. Si decretava pertanto che gli aspiranti dovessero avere un 'età compresa tra i 13 e i 15 anni non compiuti e inoltre che dovessero sostenere un esame di concorso e superare le seguenti prove: leggere c scrivere correttamente e con buona grafia, composizione u un facile tema, catechismo, geometria piana, aritmetica e algebra sino ali 'equazione di secondo grado. Sul! 'importanza attribuita al catechismo è forse opportuno ricordare che con il suo editto del 28 ottobre 1849 il ministro Ferdinando Troya diceva «la base d'ogni insegnamento dev'es ere la Religione Cattolica romana». Al termine degli esami, che avevano luogo dal 15 luglio al 1° ottobre, veniva compilata una graduatoria di merito e quindi assegnate le piazze ai giovani. Il sovrano si riservava, a seconda delle condizioni della famiglia, di accordare l 'intera o la mezza piazza franca. li candidato che possedeva delle cognizioni superiori a quelle richieste dal concorso doveva essere sempre ammesso alla prima classe, «quella che al presente è quarta classe». Per la prima volta, all"auo della domanda di ammissione, veniva richiesto di presentare un certificato, rilasciato dai professori sanitari del corpo di appartenenza del padre, attestante la buona struttura fisica dell'aspirante, con l'esplicita dichiarazione che fosse atto al servizio militare. ell'anno 1855 il re Ferdinando II, memore e consc io sia dell'influsso che i cittadini più colti e illuminati della sua capitale avevano esercitato sulla società diffondendo l 'ideologia liberale, che aveva provocato imoti insurrezionali popolari, sia de lla parte che avevano avuto gli educatori civili nell'alimentare i fremiti unitari che avevano pervaso le coscienze dei giovani, il 27 aprile trasferiva il collegio a Maddaloni. Solo per ovviare gli innumerevoli inconvenienti derivanti dalla ubicazione della nuova sede, il nuovo re Francesco II acconsentiva agli allievi, nel settembre del 1859, di rientrare a Napoli per rioccupare la loro sede tradizionale. Dopo l 'assunzione del potere dittatoriale del Regno delle due Sicilie da parte di Giuseppe Garibaldi il collegio militare continuò a svolgere la sua funzione.

132) ASN. Ministero Guerra , Comando Generale. Ordini del giorno a stampa. vol. 23. f. 153.


GLI ISTITUTI MILITARI DI EDUCAliO NJ, b FOR~TIVI NEL REGNO DELLE DUE SICLUE

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Con decreto del 20 gennaio 1861 il ministero della guerra del Regno di Sardegna comunicava la nomina al grado di ufficiale agli allievi della sesta e settima classe che avevano portato a termine gli studi. Conseguentemente erano ammessi alla frequenza del corso complementare a Torino. L'anno scolastico 1861 fu l 'ultimo del collegio quale istituto di educazione e di formazione per ufficialì(l 33)_ Con l'unificazione politica degli Stati italici, il6 aprile 1862(134>, il collegio militare, che aveva educato quegli ufficiali che tanta parte avevano avuto nella storia d' Italia e ancora ne avranno nell'immediato futuro, ces ava di assolvere definitivamente la sua funzione, che veniva assunta dall'Accademia Militare di Torino, dalla Scuola Militare di Fameria di Modena e dalla Scuola Militare di Cavalleria di Pinerolo, istituti di formazione per ufficiali del neo costituito esercito italiano. Le Scuole d i Applicazione d i Artiglieria e Genio (l35) Al pari degli altri istituti militari anche la Scuola di Capua, detta Scuola provvisoria d' Artiglieria, dopo la fine del regno murattiano fu conservata anche se sino ad allora, di fatto, era esistita solo di nome. Come già accennato, nell'ambito di un riordinamento generale dell'organizzazione scolastica. il consiglio supremo di guerra presentava al sovrano, il 9 maggio 1816. un rapporto riguardante l'istruzione degli ufficiali dei corpi facoltativi. Il successivo 13 giugno veniva emanato il decreto che istituiva a Capua una Scuola d'Applicazione per l'Artiglieria e il Genio che però, per il mutato indirizzo politico-m ilitare, non vide mai la luce. Il corso complementare per i genieri e gli artiglieri venne pertanto svolto presso il real collegio militare. Veniva inoltre abolita anche la scuola provvisoria d'artiglieria e il 21 maggio consegnati al comando della piazza militare i locali, le aree, il poligono di tiro e i materiali dell 'isti tuto. Con il decreto del 30 gennaio 1833. come si desume dall'ordine del giorno del Filangeri del 28 febbraio 1835, veniva stabilito che, per ascendere dal grado di alfiere a quello di primo tenenre, gli ufficiali dovevano sostenere «un esame severo ed esteso da farsi al volgere d'ogni due anni».

133) C. Montù. op.cit.. vol. TV, pp. 1988-91. 134) Minis1ero della Guerra. Giornale Militare. anno 1862. suppl. n. 9. 135) Le nolizie sono !Taue esclusivamenle dali" opera ci1a1a del Mon1ù. vol. IV. pp. 18981991.


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GLI ISTITlm DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFACIALI NEGLI STATI PREUNITARI

La composizione della commissione e l'oggetto degli accertamenti ri sultano daJlo stralcio del documento che si riporta(l36): «l Corpi facollatìvi, reputati a ragione come la parte intellettuale d'ogni esercito ben'ordìnaro, vogliono avere uffiziali, che tune conoscono a fondo le discipline relative all'arte della guerra a' dì nostri ollremodo implicata e difficile. Tali considerazioni moveano la Maestà de l Re a prescrivere questo nobilissimo esperimento e ad eleggere un Comitato per lo esame. composto da· Signori Brigadiere Don Giovanni Prichard Ispettore de' Corpi facollativi col carattere dì Presidente, Don Carlo Ross e Don Giuseppe Morì colonnelli, Don Francese<> Marsig lia e Don Nicola Landi, tenenti colonnelli in qualità di giudici, e del maggiore Don Giuseppe Scala come segretario. Adempiva questa commissione ottimamenre l'incarico avuto. con religiosa diligenza seguendo le norme formate dalla Sovrana saggezza. D'altra parte le Scienze, le Arti, le pratiche intorno alle quali hanno i concorrenri rispo sto in iscriuo. e secondo che i tem i veni vano tratti dali 'urna, sono state: la Meccanica, l'Idromeccanica, la Geodesia e l'uso degli istrumenri ad essa relativi. la Fortificazione d'attacco. di difesa e di guerra sotterranea. l'Artiglieria teorica con la parte che riguarda a' tiri; le pratiche dell'Artiglieria nella guerra delle Piazze e specialmente la cosrruzione delle Batterie: la costruzione de' ponti di ogni so rta; la Fisica, la Chimica, la Mineralogia in quanto hanno relazione alla Milizia; la conoscenza delle qualità del legname necessario agli usi della guerra. Ancora sonosi fatti disegni delle macchine e delle armi che adopera l'Artiglieria come pure delle varie parti che cosrituiscono le fonificazioni di una Piazza. Mi gode ora l'animo nel dar solenne e pubblica testimonianza di lore a' giovani uffiziali, i quali con valore non ordinario à si arduo elemento concorsero dal giorno 9 dicembre dello scorso anno fino al giorno l Odel passato febbraio. Tutti riscuoteano l ' approvazione de' loro giudici, tutti si sono mostrati degni della divisa che addossano. Ed io potrò, senza tema di adombrare in menoma parte il vero, rassegnare francamente al nostro Ottimo Principe, generoso rimuneratore delle virtù militari e civili, che le sue nobili cure a prò dell'Artiglieria son già coronate dal più felice successo, e non pur gli antichi uffiziali, ma i giovani alunni si mostrano meritevoli de ii'Augusra sua protezione. Dal quale fatto lietissimi auguri è da trarre per le nostre felici contrade, s'egli è pur vero che i buoni ordini civili solo coll'aiuto Militare hanno vira che duri. »

Il 30 gennaio l 854 il brigadiere Giuseppe Scala, direttore interinale dei corpi facoltativi, riprendeva il progetto del Filangeri e lo rielaborava. Nella premessa del suo studio dimostrava l'importanza e l'utilità di una scuola di applicazione per il completamento e il perfezionamento della cultura dei giovani. Prendeva a esempio la scuola francese di applicazione per l'artiglieria e il genio di Metz e quella piemontese che accoglieva anche gli ufficiali dello stato maggiore. La seconda parte del progetto era rappresentato da un regolamento riportante in particolare l'ordinamento dell'istituto e le modalità d'attuazione dei programmi. Il corso era a carattere biennale, il primo anno a carattere comune per le varie armi, il secondo specifico per i tre indirizzi.

136) C. Montù, op.cit., vol. IV, p. 1940.


GLI ISTITUTI MII,.ITARI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI 1\'f:L REGNODEI..LE DUE SICJLIE

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La proposta presentata, il 18 marzo 1854, al consiglio generale d'arti-· glieria veniva bocciata. L' 11 luglio dello stesso anno il generale Gaetano Garofalo, capo di stato maggiore del comando generale delle armi, incaricava il consiglio di elaborare un progetto per una «Scuola d'applicazione scientifico-pratica per i giovani ufficiali d'artiglieria, del genio e dello stato maggiore per mettere in pratica le cognizioni teorico scientifiche delle varie armi dotte, cioè Costruzioni, Artiglieria, Geodesia». Dopo una numerosa serie di proposte e di ripensamenti, che consideravano l'opportunità di adottare varie soluzioni, il 31 ottobre 1857 vedeva la luce il regolamento delle scuole di applicazione. Il Montù così riassumeva il documentoCI37) : «Esso si sudd ivideva in tre parti: la prima conteneva le disposizioni generali, cioè la dichiarazione della istituzione della Scuola d'applicazione d'Artiglieria e Genio in Capua e l'obbligo degli alunni alfieri usciti dal Rea! Collegio di presentarsi al direttore di essa e di seguirvi il corso di un anno. A direttore della Scuola era designato lo stesso direttore della Scuola teorico-pratica di artjglieria già esistente, mentre due capitani professori erano incaricati dell'insegnamento. Venivano poi tu He le altre norme generiche, in riguardo ai distaccamenti dj truppe che dovevano prestare servizio alla Scuola, alle spese, al Consiglio d'amministrazione, ecc.; ma, particolarmente interessanti, in questa parte del regolamento, erano le norme che regolavano il profitto degli alliev i: alla fine dell'anno scolastico gli alunni alfieri erano tenuti a dar conto delle materie studiate ed il risuiLato andava tras messo alla Direzione dei corpi facoltativi; oltre a ciò, dopo trascorso un anno dal suddetto esperimento, essi, per essere dichiarati idonei al grado di primo tenente, dovevano sostenere un altro esame sui programmi prestabiliti per le due Armi d'Artiglieria e Genio. Tcapitani insegnanti, anno per anno, dovevano compi lare il programma delle speciali applicazioni in esecuzione alle norme fissate : e questi programmi poi, rivedu ti e firmati dal Direttore della Scuola, dovevano essere approvati dal Direttore Generale delle Armi facoltative. Volta per volta, su ognj argomento delle materie svolte, o quando i capi1ani professori avessero stimato opportuno, gli all ievi avrebbero dovuto compilare analoghe memorie; infine i professori ogni mese valutando il merito, lo zelo. il profitto di ciascuno degli alunni, avrebbero dovuto assegnare loro le meritate caratteristiche e quindi compilare uno specchietto mensuale da sottoporsi volta per volta alla Direzione dei corpi facoltati vi. La seconda parte del regolamento in questione con lene va le disposizionj dì disciplina; e la terza il programma delle istruzioni , stabil ite secondo le stagioni. A capo del nuovo islituto milita re per il perfezionamento culturale de i giovani ufficiali dei corpi facoltativi fu messo il colonnello d'artiglieria Gennaro Fergola, comandante il Reggimento d ' artiglieria " Regina", onimo ufficiale che. ded icandovi tulta la sua intelligente e falliva operosilà, riuscì ad organizzare la scuola nei suoi moll.e plici servizi.

137) C. Montù, op.cit.. vol. IV, pp. 1980-2.


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GLI ISTITU"II DI I::DUCAZIO'\E E DI FOR~1AZIO'IF PER UFFICIALI NEGLI STA TI PREU:-.ITARI

Dall ' inizio collaborarono con Fergola il capìtaJlO d 'artiglie ria Giovanni Giobbe ed il capitano del genio dc Montaud per l'insegnamento riflettente le materie speciali riflettenti la propria Arma; ma ben presto al de Montaud fu ~o~tituito il capitano Tito Amalo. In quel primo anno di vila ( 1857-58) gli allievi furono ouo, di cui cinque d'Aniglieria c Ire del Genio: appena i locali della Scuola furono promi nel padiglione S. Giovanni anche gli allievi vi presero alloggio. L'anno dopo (1858- 1859) il numero degli allievi salì a dodici di cui dicci dell'Arma d'Ar· 1iglieria. Su proposta del Fergola. il Colonnello Rodrigo Afan de Rivera comunicava da Gaeta. il l o marzo 1858, l'ordine di eserci1are gli allievi. non solo alla scuola di equita7ione, ma anche una volta la se1timana, al comando delle sezioni delle bauerie montate.»

La scuola cessava la sua esistenza, dopo pochiss imi anni di attività. con la fine del Regno delle due Sicilie. Molteplici fu rono le cause che determinarono la fine del più importante esercito degli Stati preunitari italiani, per entità numerica, organizzazione e tradizione, se si eccettua, forse, quello sabaudo. In un periodo storico in cui nella coscienza dei popoli europei maturava l'esigenza di nuove forme di governo più rispondenti alle istanze sociali e mentre in Italia si affermava l 'aspirazione ali 'indipendenza e ali ' unità, il Regno delle due Sicilie appariva incapace di far fronte agli eventi che evolvevano e maturavano con estrema rapidità. Il progressivo dissolvimento dello Stato partenopeo era conseguenza di parecchi fattori non facilmente e non del tutto individuabili, che ne avevano minato l'efficienza, ai quali si aggiungeva l'accentuato scadimento della coesione morale e della disciplina ne li 'organismo militare, unico sostegno della monarchia. Scriveva il generale Pianell alla moglie nel J859( l38) «Il nostro esercito non ha il buono che l'infima pane. la massa dei soldati. che potrebbe agevolmente rendersi atta al mestiere delle armi. Tuno il res1o manca; mancano gli ufficiali di tutti i gradi, e più si sale e peggio è. Gli sforzi che si fanno per migliorare questa classe so no vani. Bisognerebbe rinnovarne l'origine per correggere il male radicalmente.>>

Non bastarono infatti né i programmi e i regolamenti adeguati alla formazione professionale, né la bontà delle scuole di educazione dei quadri~ in particolare del collegio militare, in cui riviveva nell a sua impostazione il pensiero di Salvatore Pignatelli(l 39>, che attribuiva singolare

138) T. Battaglini. L' organii:za;ione militare del Regno delle due Sicilie, Da Carlo III all'impresa garibaldina, p. 89. 139) S. Pignal elli, l ragionamemi economici, p olitici e militari riguardami la pubblica felicità.


GLI ISTITUTI MILITA RI DI EDUCAZIONE E FORMATIVI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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rilievo, per la crescita morale dello Stato, alla preparazione militare e alla presenza nelle unità e nei reparti di un minimo di ufficiali moralmente e professionalmente preparati. La compattezza dell'organismo era altresì insidiata dal ripetuto impiego dell'esercito nella repressione dei moti popolari, dalle rivalità esistenti nel suo stesso ambito tra gli elementi autoctoni e quelli stranieri, tra gli ufficiali provenienti dalla Nunziatella e quelli di diversa estrazione nonché dalla latitanza dei nobili più colti dalla dirigenza dell'armata. A ciò si aggiungeva l'incidenza che l'inarrestabile evoluzione politico-militare dell'idea unitaria ebbe nel determinare la crisi nella coscienza degli ufficiali napoletani, soprattutto quelli che ebbero per maestro l 'illustre Francesco De Sanctis. Il 1860 sanciva pertanto il momento di rottura che vedeva, accanto agli attori dei rimarchevoli episodi della battaglia del Volturno e della difesa dei forti di Messina e di Gaeta, dove molti restarono a fianco del proprio sovrano per opporre un ' ultima estrema difesa, quelli che affidarono all'unità d'Italia il destino del Mezzogiorno. E fu anche per questo che, pur avendo parecchi ufficiali di notevole ingegno e valore, l 'esercito napoletano già reso inefficiente dalla sua proverbiale inerzia, dalla mancanza di fiducia in se stesso, dalla carenza dell'amore e del consenso popolare, e dalla scarsa preparazione morale, poteva arrendersi dinanzi all'esercito garibaldino, animato da elevati ideali, ancorché inferiore per numero, mezzi e istruzione militare.


CAPITOLO

X

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


CONSiDERAZIONI CONCL l:SIV~

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l. OSSERVAZIOt I Df CARATTERE GENERALE Concludere la stesura di questo excursus storico, definibile forse più propriamente una cronistoria puntualmente documentata, quasi notarile, dei vari istituti di educazione e di formazione per ufficiali negli Stati preunitari, senza tentare di tracciare un parallelo fra le diverse impostazioni scolastiche tra loro contemporanee od omettendo finanche di formulare alcune considerazioni generali, equivarrebbe a voler presentare un'opera incompleta. Per contro condurre un ponderato esame, ancorché limitato alle linee essenziali , con oggettività e senza correre ralea di formulare gi udizi inesatti o fallaci disponendo di termini di paragone non sempre sufficienti o adeguati appare soverchiamente difficile. È senza dubbio più agevole presentare alcuni riferimenti che consentano, a posteriori, di inquadrare il lettore sull'impostazione didattica nel contesto storico. Le osservazioni che pertanto si riporteranno non potranno essere riferite che ai soli aspetti macroscopici e immediati, en~.:a ricercare approfondimenti più attenti e originali. Lo sviluppo del processo di trasformazione avvenuto attraverso i secoli nella struttura delle scuole militari è stato indubbiamente conseguenza di diversi fattori. La linea evolutiva, apertasi tra tentativi e soluzioni di versi, ha in ogni tempo rispecchiato l'organizzazione statale, l'indirizzo politico e militare, la concezjone dell'arte della guena e l'ambiente sociale nei suoi vari aspetti. subendo quindi r influenza del periodo storico in cui i singoli istituti si sono sviluppati. È stata inoltre condizionata dal livello delle conoscenze dell'epoca nelle scienze e dalla loro diffus ione, che hanno determinato il progresso tecnologico, nonché dalla grande statura di alcune figure d'ingegno preposte alla direzione o al governo di talune scuole. Dei citati elementi condizionatori e della loro influenza specifica, per non riportare quanto già ripetutamente posto in evidenza nei singoli capitoli del testo, si riepilogheranno solo quelli ritenuti di particolare rilievo. Prima di esaminare dettagliatamente i vari argomenti si giudica utile inquadrare sommariamente nella cornice torico-politica il periodo che vide il processo evolutivo di quegli elementi che hanno avuto importanti riflessi sugli ordinamenli scolastici militari. In questa di amina non sarà del tutto inoppo·rtuno tenere costantemente presente che la storia d'Italia è stata un 'appendice, molto spesso secondaria, di quella europea.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIOJI,E PER UFFICIALI l'fEGLI STATI PREUNITARI

Evoluzion e s torico-politica Con la pace di Cateau-Cambrésis (1559) e per tutto il Seicento la penisola, con l ' eccezione della Repubblica di Venezia, fu soggetta a una totale sudditanza alla Spagna. La mutata condizione politica seguita ai trattati di Utrecht ( 1713), di Rastadt (1714) e alla pace di Aquisgrana ( 1748), che sanciva lo sta tu quo ante nonché la ripartizione territoriale europea delineata con la pace di Vienna ( 1738), dava agli Stati italiani nuove dinastie portatrici nei campi più diversi di quello spirito di rinnovamento che animava da tempo l'Europa. La vita italiana, in virtù dei metodi di governo adottati dai nuovi sovrani, sperimentati con successo negli Stati contemporanei più progrediti, si destava da quel torpore che per quasi due secoli l'aveva ottenebrata. Alla natura dello Stato del '600. che si identificava con il re secondo i principi dell'assolutismo monarchico, s i sostituiva ora una nuova concezione statale in cui il reggitore illuminato si ergeva a salvaguardia dei diritti di ognuno e a tutela della collenività contro i sopravviventi privilegi di tipo feudale. Inoltre, in un campo più vasto, lo Stato, già soggetto al controllo esercitato dalla Chiesa animata dallo spi rito controriformistico, rivendicando l 'esercizio del potere temporale definiva anche i limiti di quello spirituale. Nei quarant'anni che precedettero la presa della Bastiglia ( 1789). detti anche delle Riforme, gli illuministi in Italia si fecero strumenti attivi di una stretta, fruttuosa collaborazione tra cultura e potere, apportatrice di effettivo progresso, rendendo possibile la coincidenza degli intendimenti di rinnovamento dell'élite intellettuale con gli interessi delle nuove monarchie. Milano e Napoli e in misura minore Firenze divennero i centri più fecondi e attivi del pensiero e dell'attività dei nostri illuministi, mentre Torino, pertinace conservatrice delle sue vecchie strutture, e Venezia, dominata da una o ligarchia chiusa e gelosa delle proprie prerogative, rimasero e~cluse sul piano politico dal rinnovamento riformatore. Il dispotismo illuminato si arrogava, instaurando un nuovo rapporto tra governo c governati, un atteggiamento patemalistico che poteva essere sintetizzato nel motto tutto per il popolo. nulla per me::o del popolo. Ma la conquista effettiva delle libertà civili, la reale uguaglian za di tuili i cittadini di fronte allo Stato, esigeva come condizione inoppugnabile la libertà politica. La Rivolu:ionefrancese, sconvolgendo le istituzioni e alimentando i germi di rigenerazione sociale, provocava nei gruppi sociali e nei popoli una profonda crisi attraverso la quale prenderanno coscienza. La principale


CONSIDERAZIONI CONCLUS IVE

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protagonista era la borghesia, che, con l 'affermazione dei propri diritti e l 'abbattimento dei privilegi aristocratici ed ecclesiastici e degli impacci istituzionali, riuscirà a concludere la propria emancipazione affermando nel contempo la propria egemonia sulla massa dei cittadini. Alla fine del Settecento, a differenza dell'Europa riformata che vedeva il sopravvento dell'imprenditore sulla nobiltà e l'affermazione del capitale e del lavoro su quello del sangue e del rango, nell'ambito policentrico delle regioni italiane il ceto medio assumeva connotati diversi e, ovunque, un peso politico di poco conto. La borghesia, inoltre, che avrebbe dovuto rappresentare il tramite tra le diverse classi sociali, per l 'assenza di una cultura media, si trovò a essere isolata dalle masse popolari. Pertanto l 'influsso che la rivoluzione francese esercitò sull'Italia fu soltanto ideologico e limitato alla sparuta minoranza di intellettuali. Gli ideali elaborati dalla cultura del XVIII secolo, la negazione del! 'origine divina del! 'autorità regia in nome del nuovo principio della sovranità popolare fonte di ogni diritto e di ogni potere, la propugnazione della libertà di stampa, la ricerca scientifica senza limitazioni di carattere morale, politico e religioso, l'esigenza di una larga diffusione dell'istruzione scolastica, sviluppati dalla rivoluzione, venivano propagati solo dali' intervento delle armi francesi, sotto il cui urto crollavano le vecchie strutture politiche e giuridiche. Bonaparte, infine, incitando i popoli italici a levarsi contro i despoti suscitava in loro una consapevolezza civile, cui faceva riscontro in taluni il risveglio della coscienza collettiva naJ zionale. Molte speranze andranno però ben presto deluse allorquando la presenza francese assumerà aspetti di dominazione e di sfruttamento. Il trattato di Campoformido ( 1797) e l'instaurazione dell'Impero (1805) tradendo le aspirazioni di unità dei patrioti e offendendo gli ideali di libertà delineeranno gradatamente nell'inrelligencija la tendenza a ricercare, al di fuori degli interessi stranieri, le vie capaci di condurre ali 'indipendenza nazionale. Con la fine di Napoleone non si chiudeva soltanto un periodo storico, ma anche un mondo fondato su istituzioni e tradi zioni definitivamente superate. I grandi principi di eguaglianza, libertà e fraternità già affermati per gli individui erano destinati a sopravvivere nella coscienza dei popoli e a guidarli nella lotta per la conquista dell 'indipendenza e della libertà. L'accordo politico che diede origine alla Restaurazione fondato sull'illusorio presupposto di una comunanza di interessi tra le grandi potenze e sulla solidarietà, negando ai vari gruppi etnici il riconoscimento di autonomie differenziate, concorrerà ali 'affermazione irreprimibile dell 'ideale nazionale.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER lJFFICIALI NEGLI STATI PREUI\1TAR I

111815 vedeva l'Italia divisa in sette Stati con una netta affermazione della predominanza politica e del controllo militare d eli' Austria, che esercitava la sua posizione di forza dal Lombardo-Veneto, ridotto al rango di provincia. I moti del '2 1 e del '31, prodromi del Risorgimento, che diedero l'avvio, nei singoli Stati, al grande movimento costituzionalista furono solo l'espressione dell'iniziativa degli elementi più qualificati e generosi della borghesia, di massima ex appartenenti alla struttura militare e burocratica napoleonica, che tendevano al ricupero di quella dignità ci vile che avevano goduto nel passato. Il fallimento de li ' azione politica e militare. a carattere episodico, era da imputare, fondamentalmente, oltre che ai numerosi errori commessi, alla mancata partecipazione popolare, quindi all'assenza di una unità collettiva cosciente. Nel tempo si delineavano e si caratterizzavano le due principali tendenze politiche del risorgimento: la moderata-monarchica e la democratica-rivoluzionaria. Entrambe svolsero un ruolo insostituibile nel sensibilizzare se non le masse, culturalmente impreparate, gli intellettuali , la borghesia nella sua accezione più ampia, la nobiltà e un numero esiguo di operai. Nell'ambito del Piemonte, i successori di Emanuele Filiberto. che avevano retto per tutto il Seicento il Ducato confinante da un lato con una Francia avviata a svolgere il ruolo di grande potenza e dall'altro con i domini di una Spagna in declino, per attuare la loro politica di espansione poterono trovare uno sbocco solo verso la pianura padana. La vocazione italiana che da allora,unitamente alla necessità di mantenersi militarmente forte, contraddistinguerà lo Stato subalpino sarà determinante nell'instaurazione di quella tradizione che i successivi avvenimenti porteranno il regno sardo a ricoprire nel processo unitario. Torino divenuta punto d'incontro tra le tendenze italiane dei Savoia. le aspirazioni nazionali e i programmi di rinnovamento delle correnti politiche italiche, li incanalò nell'alveo della propria azione statale, assumendone l'iniziativa politica. La partecipazione piemontese in Crimea e l 'eco nella peniso la della relazione del Cavour alla Conferenza di Parigi (1856), convincevano definitivamente il movimento patriottico ad abbracciare la soluzione monarchica e moderata. Ali 'europeizzazione del problema italiano, reso poss.ibile dall'intervento militare, corrispondeva inoltre una politica interna in grado, nell'arco di pochi anni, di trasformare l'obsoleta organizzazione statale in un organismo amministrativo di modello europeo, capace di dotarsi anche di adeguate strutture economiche.


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

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Evoluzione dell 'arte militare Nell'ambito dei lineamenti delle istituzioni militari dei vari Stati non è stato fatto alcun cenno per la comprensione della storia degli istituti scolastici milita1·i nel loro complesso a una particolare chiave di lettura: la memoria de li ' evoluzione dell'arte bellica. Nell'arco di tempo considerato vengono generalmente distinti quattro momenti fondamentali, o quanto meno significativi: il primo compreso tra la seconda metà del Seicento e l ' inizio della guerra di successione d'Austria (1740-1748), il secondo identificabile essenzialmente con la guerra dei sette anni (17561763), il terzo cominciato con la rivoluzione francese e conclusosi con l'epopea napoleonica, infine 1•ultimo relativo al periodo intercorrente tra la restaurazione e la guerra austro-prussiana (1866) esclusa. Le prime due epoche erano contraddistinte dalla presenza di eserciti quasi esclusivamente professionali al servizio di interessi dinastici. La strategia, dato l'elevato costo delle armate e l' ottica politica dei governanti, era tesa a cogliere soprattutto delle vittorie parziali che consentissero di trarr~ vantaggi anche modestÉ, da sancire con una pace diplomatica. Il campo di battaglia era caratterizzato da schieramenti disposti con compassato e rigoroso ordine geometrico, che rifuggiva il caos, dove la tattica difensiva, ricercata con perseveranza, predominava sul!' attacco. Inoltre l 'affezione alle regole classiche dominava e condizionava la fan tasia del condottiero, il cui calcolo e genio talora sembravano voler rendere quasi inutile o insensato lo scontro. In particolare, il primo periodo vede in campo tattico la comparsa deli 'ordine lineare, in cui, ai drappelli o battaglioni di picchi eri e moschettieri alternati nel senso della fronte e della profondità, si veniva a sostituire uno schieramento più sottile a maggior sviluppo frontale, per utilizzare appieno l 'adozione della baionetta a ghiera e in genere i perfezionamenti introdotti nelle armi portatili, ma con una minore consistenza e capacità d'urto. Le difficoltà che i generali riscontravano nel muovere linee di per sè rigide, appesantite dalle artiglierie schierate lungo tutta la fronte e in determinati punti di particolare dominio nonché dalla cavalleria alle ali, imponevano staticità agli eserciti. L'importanza sempre maggiore assunta dai sistemi fortifica tori e l 'esigenza di salvaguardare le linee di rifornimento o di operazione a essi appoggiate facevano coincidere l'obiettivo strategico di una campagna con l'occupazione materiale del territorio nemico o con la difesa di quello proprio, traducentesi spesso neli ' assedio e nella conquista di qualche fortezza o, per contro, nella perdita di alcune piazzeforti.


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OLI ISTITl;TJ DI E DUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER liFFICIALI NI::OLI STATI PRI::U NITARI

Federico II riportava in auge l 'azione offensiva. adottando largamente la manovra in campo strategico (manovra da posizione cemrale o per linee interne) e in campo tattico (ordine obliquo). Fu maestro nell'applicazione dei principi perenni e immutabili dell'arte della guerra e in particolare di quelli connessi e interdipendenti dell'economia delle forze e della massa. Ne testimoniano le battaglie di Praga (6 maggio 1757), di Kolin (18 giugno 1757), di Rossbach (5 novembre 1757), di Leuthen (5 dicembre 1757), che segnano indubbiamente una svolta ne !l 'arte militare. Si avvalse di un esercito disciplinato, manovriero, perfettamente addestrato c come tale strumento bellico adeguato alle esigenze delle sue concezioni tattiche. Gli sarà perciò possibile attaccare conservando lo schieramento lineare, con la fronte obliqua ri spetto al la formazione avversaria. nella direzione e nel punto ritenuti più opportuni, realizzando dosature di forze diverse, ma commisurate allo scopo da conseguire, opponendo la massa nel punto più debole dell'avversario, rappresentato generalmente da una delle ali. Se la taticità degli schieramenti sul campo di battaglia e la diffusione del l 'impiego delle artiglierie e delle fortificazioni avevano determinato il sorgere di scuole per la preparazione dei soli ufficiali delle armi dotte, la nuova concezione federiciana della condotta della guerra interveniva a modificare questo atteggiamento. In particolare, l ' evoluzione della tattica influiva sulla percezione della necessità di portare l' istruzione degli ufficiali delle armi di linea al di fuori del ristretto ambito reggimentale poiché imponeva nuovi criteri d'impiego alla fanteria e soprattutto alla cavalleria e richiedeva ai quadri dei vari livelli, anche ai minori, una maggiore iniziativa, la conoscenza del modo di combattere degli eserciti avversari e delle possibilità offerte dall'artiglieria. Con la nascita degli eserciti di massa, nel periodo successivo, tale esigenza diverrà alfine ineluttabile, pertanto la preparazione degli ufficiali di fa nteria e cavalleria assumeva definitivamente un connotato moderno. Con la rivoluzione francese nasceva la leva di massa e con essa l 'esercito nazionale: si affermava il principio in virtù del quale quando la Patria è in pericolo tutti i cittadini sono chiamati a difenderla. In tempo di pace, l 'esercito era costituito da elementi forniti dalla coscrizione e dal volontariato (legge Jourdan del settembre 1798). Alle varie armi venivano apportate. nel campo organico, diverse modifiche che però troveranno piena attuazione solo con la costituzione della Grande Armée ( 1803). L'artiglieria invece conserverà la sua organizzazione, datale dal Gribeau val ( 1777). Di particolare rilevanza era la creazione della divisione (1793), grande unità elementare pluriarma; del


CONSIDERALIONI CONCLUSIVE

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corpo d'armata (1803), grande unità complessa a costituzione variabile dotata di ampia autonomia e indipendenza tauico-Iogistica; d eli 'armata ( 1812), raggruppamento di corpi d'armata da costituire ad hoc in tempo di guerra, per l'assolvimento di particolari compiti operativi; della guardia imperiale; della riserva strategica di cavalleria e dello stato maggiore generale. Nel periodo rivoluzionario si affermava, per la scarsa istruzione militare della fanteria, l'ordine sparso, successivamente integrato dallo scaglionamento in profondità di unità con caratteristiche e compiti diversi (ordine perpendicolare od ordine misto). Per merito del generale Lazare Carnot (1793) veniva imposta a livello strategico alle armate rivoluzionarie autonome, costituite da un numero variabile di divisioni, l 'adozione della manovra avvolgente, che prevedeva un impiego a massa delle forze contro le ali dello schieramento nemico, preceduto nel tempo da un fissaggio frontale. Si addiveniva così all'unità dell'indirizzo politico, ma non ancora all'unità di comando. Con Napoleone lo scopo principale della guerra veniva sovvertito: coincideva con la distruzione de li 'esercito avversario, conseguentemente la conquista del territorio rappresentava solo il fine parziale. Nel! 'economia di una campagna la vittoria di una singola battaglia doveva divenire possibilmente risolu tiva. Per realizzare ciò, nel campo strategico, veniva sempre ricercata la creazione della massa, ne l momento e nel punto ove si riteneva più vantaggioso imporre ali 'avversario lo scontro, mediante la manovra delle forze (manovra. da posizione centrale o per linee interne e subordinatamente con manovra sulle retrovie o per linee esterne o convergenti). L'atto tattico doveva svilupparsi auraverso laricerca della battaglia (preparazione dell'attacco), l'attacco in condizioni di superiorità numerica locale (disarticolazione dello schieramento, trasformando lo squilibrio parziale in una rotta), lo sfruttamento del successo mediante l'inseguimento e l'annientamento del grosso dell 'esercito nemico. In ogni fase del combattimento assumeva pertanto particolare importanza la cooperazione e quindi il coordinamento nell'impiego delle varie armi. Nell'epoca della post-restaurazione l'arte della guerra subiva un deciso decadimento anche se avrebbe dovuto essere influenzata positivamente dallo sv iluppo degli armamenti, dei mezzi di trasporto e di comunicazione, frutto delle scoperte scientifiche e della tecnologia, determinanti in campo logistico.


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GLI ISTITlTI DI EDUCAZIO:'-ili L DI FORM.'\ZJONE PJ:R t..FFICIALI ''EGLI STATI PRFUSITARI

L'involuzione era dovuta inizialmente ali 'impiego degli eserciti della Sanra Alleanza in azioni repress ive de i moti nazionali e delle insurrezioni liberali, ma si verificherà anche in seguito, salvo qualche raro caso, nella condona delle guerre di indipendenza nazionali. Tale fenomeno appare incomprensibile qualora si consideri il fiorire degli studi militari sulle campagne napoleoniche coltivati dai tedeschi Gerhard Johann David Scharnhorst, August Wilhelm Anton Neidhardt von Gneisenau, Karl von Clausewitz (Vom Kriege) e dallo svizzero Anton Henri baron de Jomini (Précis de l'art de la guerre). La scuola francese. delle esperienze del passato imiterà solo l' apparenza e la forma esteriore, mentre quella prussiana dallo tudio approfondito delle battaglie del grande Corso cogl ierà i criteri informatori, al fine di prevedere il carattere deJie guerre future. Rivoluzionaria, poiché rappresenta un momento rilevante nella evoluzione storica del metodo della condotta della guerra, è l'introduzione in Prussia di un 'originale organizzazione di comando, costituita da uno stato maggiore diretto da un Capo. cioè un team di intelligenze armonicamente educate a integrare. con larga autonomia, 1· azione del comandante.

Evoluzione delle scienze Una migliore comprensione dell'importanza dei programmi di s tudio introdotti negli istituti militari nei vari stadi della loro vita può essere apportata anche dalla conoscenza dell'evoluzione della scienza. A tal fine si riporta in allegato una si ntesi storica essenziale del progresso scientifico, pur con i limiti e le semplificazioni inev itabili (vedasi l'Appendice n. 4).

Lo s tudio delle matematiche pure e applicate introdotto nei maggiori istituti militari italiani, i cui programmi talora erano all'avanguardia, per eguiva essenzialmente un duplice scopo: fornire agli ufficiali uno strumento operati vo necessario e adeguato all'esercizio della loro professione e, in un campo più generale, porli nelle condizioni di ri solvere in ogni c ircostanza i problemi di carattere militare con il rigore delle scienze esatte, in virtù di una organizzazione razionale dell'intelletto, frutto di una acquisita attitudine logica. L'importanza attribuita. nel contesto educativo, alle discipline scientifiche non poteva ovviamente non essere influenzata dalla realtà culturale del '700, ispirata dagli enciclopedisti francesi e contraddistinta dallo svi luppo delle scienze matematico-fis iche, che incidevano, al di fuori del! 'indagi ne speculativa. anche nel campo della filosofia, delle arti, delle conoscenze tecniche, quindi nei


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

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vari rami dello sviluppo tecnologico militare. L' importanza di questa scelta e di questa impostazione formativa troverà puntuale riscontro nell 'elevato numero di ufficiali, nell'ambito delle nazioni europee, che oltre ad acquisire alti meriti militari verranno iscritti nel Gotha della scienza per il loro contributo di pensiero. Membri di Accademie delle Scienze, quando non essi stessi fondatori di tali istituti, diffonderanno al di fuori dei confini nazionali anche le proprie conoscenze in campo militare. Se è corretto attribuire a ciascun secolo una peculiare etichetta dal punto di vista scientifico, si può affermare che il XVII secolo, dopo che alla fine del precedente erano stati posti i fondamenti della statica, teneva a battesimo la scienza moderna, affrancata dalla sudditanza culturale e dottrinaria della Chiesa, e l'analisi infinitesimale, strumento indispensabile per aprire le porte de1la conoscenza. Infatti mentre sino alla nascita del calcolo integrale e differenziale le equazioni algebriche davano solo la possibilità di calcolare i valori di una quantità numerica (o letterale) ìncognita in grado di soddisfare una certa eguaglianza condizionale (la soluzione è rappresentata da numeri reali o complessi), le equazioni differenziali consentivano di determinare le condizioni a cui devono soddisfare una funzione o una curva (la soluzione è data da una certa funzione). Già da !l 'inizio del '600 rrovavano formulazione le basi de1la meccanica classica (cinematica e dinamica), in contrasto con quella aristotelica, e nel contempo veniva esteso il campo d ' indagìne dai corpi rigidi a quelli fluidi. Con la ricerca sulle condizioni di equilibrio, su lla elasticità dei corpi solidi, sul loro comportamento e sulle loro reazioni.alle sollecitazioni nasceva la scienza delle costruzioni. L'ottica, che si sv iluppava soprattutto nel campo della tecnica strumentale, muoveva i primi passi nella enunciazione delle teorie sulla luce. Il secolo XVIII era caratterizzato dallo straordinario svi luppo della meccanica e della fisica-matematica, che per il largo interesse destato, riuscivano a condizionare e a indirizzare la ricerca matematica quasi esclusivamente nel! 'ambito applicativo. Si dava ravvio alla teoria generale delle curve piane algebriche e successivamente delle superfici, si focalizzava lo studio sulle applicazioni geometriche del calcolo infinitesimale, in particolare sulle proprietà differenziali delle curve piane e sghembe e delle supetfici. Trovava sviluppo e soluzione, dai sistemi materiali costituiti da corpi assimilabili a punti, liberi e soggetti a forze, la meccanica dei sistemi rigidi. Avevano inizio le ricerche e gli studi sull'elettricità, con la definizione delle nozioni fondamentali di elettrostatica, sulla meccanica dei fluidi (idrostatica e idrodinamica), dei gas e più in generale venivano perfezionati tutti gli studi iniziati nel Seicento.


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GLJ ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER lJFFICIALt NEGLI STATI PREUN!TARI

Nata da diversi e contrastanti campi di ricerca, la chimica, con un nuovo orientamento nello studio dei fenomeni, poneva le sue basi per un fondamento scientifico. Il secolo XIX quasi in antitesi con il precedente, mercé l'accumulo dei problemi sorti dal progresso delle varie branche del!~ matematica applicata, vedeva le matematiche pure riprendere la loro precipua funzione, la ricerca del significato degli enti matematici. Si perveniva alla formu lazione di funzioni di variabili complesse e funzioni notevoli, quindi di teorie a grande astrazione che estendevano lo studio del mondo fisico reale a quello più generale di tutti i mondi possibili . Trovavano sv iluppo anche le geometrie che prescindono dai postulati euclidei o che li negano (geometrie non euclidee), la topologia e la teoria degli insiemi. Nella fisica veniva introdotto il concetto o teoria dei campi (gravitazionale, elettrico, magnetico) e aveva sviluppo la termodinamica. La chi mica si dava teorie coerenti con la scienza moderna. La seconda metà dell '800, ma tale periodo esula dalla nostra indagine, assisterà a un notevole impulso nello sviluppo delle scienze, premessa fondamentale per la rivoluzione nel pensiero fisico del Novecento. A chiusura di questo sguardo a giro d'orizzonte, estremamente sintetico, sugli elementi essenziali del quadro politico, dell'arte militare e delle scienze, che hanno avuto riflessi importanti e diretti sulla realtà militare e che hanno inciso conseguentemente sulla nascita e sulla evoluzione degli istituti di educazione e di formazione per ufficiali, è possibile formulare qualche considerazione. 2. RIFLESSIONI SUGLI ISTITUTI MILITARI

Panorama educativo-scolastico civile e militare Ancorché di non stretta attinenza la cognizione del panorama educativoscolastico è da ritenere utile quale introduzione all'argomento e per dischiudere degli spazi interpretativi anche sugli orientamenti morali, organizzativi, didattici e culturali adottati nell'ambito degli istituti scolastici militari. Mentre sino alla prima metà del '500 le università e le accademie, centri di formazione, di studio e di diffusione della cultura, proseguendo nel solco di un processo di laicizzazione potevano essere considerate libere, per effetto della Conlroriforma, con il consolidarsi dell'assolutismo religioso, vedevano limitata e compromessa la loro emancipazione.


CONSIDERAZIO'IIl CO'ICLUSIVE

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La Compagnia di Gesù, organizzata come milizia (1540) e animata dallo spirito militare-cavalleresco della tradizione spagnola, proponendosi come modello per la formazione spirituale e per la lotta contro l'eresia e i comportamenti non conformi alle deliberazioni del Concilio di Trento, eserciterà ben presto il monopolio dell'educazione dei ceti dirigenti italiani, se si eccettua forse quelli veneziani, e di buona parte dell'Europa. I collegi e le scuole gesuitiche, improntate a un rigido ordinamento disciplinare e didattico, che prevedeva anche lo svolgimento di attività fisiche e talora persino l 'insegnamento di materie militari, perseguivano intenti preci i con eccezionale coordinazione di mezzi per conseguirli. Il modello di religiosità e il perno del metodo pedagogico dell'ordine erano ispirati alla più stretta obbedienza all'autorità del papato e dei regnanti, considerati investiti di legiuimazione divina, a una totale adesione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, all'accettazione e diffusione, nel campo dell'insegnamento, della nuova cultura solo nella parte reputata conciliabile con il pensiero cattolico e non in contrasto con i dogmi, infine ali 'imposizione di una inflessibile disciplina formale. I gesuiti usciti vittoriosi nel loro ambizioso di egno di penetrazione nelle strutture scolastiche dei paesi cattolici, diverranno nel tempo strumento di direzione e di controllo delle coscienze, degli indirizzi culturali e del costume. L'incidenza di tale politica scolastica ed educativa avrà precisi riflessi negli stessi istituti militari permeandone a lungo nel tempo. anche dopo lo scioglimento della compagnia (1773), la loro impostazione di fondo.

L'Illuminismo si oppose all'educazione umanistico-confessionale quale principio pedagogico, quale ordinamento didattico e come istituzione scolastica, propugnando l'ideale della scuola laica e la formazione della coscienza individuale: della ragione. In Italia in particolare, nello scorcio del XVIII secolo i principi riformatori introducevano nelle scuole dei vari ordini. due significative innovazioni: la sostituzione dell'influenza religiosa con un regime scolastico laicale sottoposto al potere civile e l'adeguamento dell'insegnamento delle scienze fisico-matematiche e delle discipline economiche, mediche, giuridiche alle accresciute esigenze professionali e culturali. Solo con la rivoluzione francese, ma soprattutto per merito di Bonaparte, che ne promuoverà il proce so di trasformazione, la scuola, agli albori del 1800. cesserà di essere privilegio del ceto ecclesiastico o auività privata per divenire, nel mutamento della sua natura da scuola clericale a laica e statale, plasmatrice della coscienza collettiva e nazionale.


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Gl.l ISTITLTI DI EDUCAZI0:-<1; 1:: DI fORMAZIONE PER LFFICIALI NEGLI STATI PRUUI\ITARI

La Restaurazione rivalutando la fisionomia del magistero universale della Chiesa e la religione come strumenti d'ordine cancellerà il recente passato riportando la scuola alla situazione antecedente. Solo il Piemonte, assumendo l'iniziativa politica delle as pirazioni nazionali, nel periodo 1848-59 adotterà una politica scola tica. degna di questo nome, che vedrà la scuola riconsiderata come mezzo insostituibile per l'affermazione del potere statale e nazionale. L'impostazione generale degli istituti militari preunitari, posta a premessa della formazione dei giovani. comune nelle linee essenziali nel pensiero e nell'opera di tutti i grandi riformatori, fu caratterizzata da: l'adozione dei principi dell'educazione relig iosa catrolica. che s pecchio dei tempi costituiva l 'unica ed esclusiva fonte dei precetti morali ed etici, contraddistinta dali ' osservanza di una minuta precettistica scandita da meccanica fedeltà alle pratiche devozionali e agli esercizi spirituali; un 'azione volta a instillare nei giovani un elevato senso del dovere militare; un'impronta formativa distinta da serietà e severità, indirizzata alla educazione morale, fisica, intellettuale, culturale e quindi professionale dei caderti; una concezione unitaria dell'intero ciclo scolastico in cui le componenti, umanistica, scientifica c militare si fondevano annonicamente tra loro; infine una particolare sensibilizzazione alle aperture sociali, alle nuove teorie educative e didattiche. Le diversità dei programmi c delle materie d 'insegnamento tra le varie scuole erano da porre in relazione al tipo di reclutamento e, in particolare, ali 'età di ammissione degli aspiranti, nonché alle scelte adottate dagli organi responsabili preposti e caldeggiate dai docenti delle singole scuole. Ovviamente le discipline introdotte e lo sviluppo delle stesse devono essere viste e valutate tenendo in debito conto il patrimonio acquisito dalle élites intellettuali nel campo delle scienze e della tecnologia nel luogo e nel momento considerato, nonchè il livello della loro divulgazione. Ciò in virtù dell'assioma che la capacità di discernimento è indissolubilmente e inequivocabilmente legata alla cultura. Sull'utilità di disporre di scuole militari si era già dibattuto nel XVT secolo. Nel 1582 il gesuita Antonio Possevin aveva espresso chiaramente il pensiero, esternato 15 anni prima a Giulio Savorgan che ne aveva peraltro avallato il giudizio. sulla necessità, per condurre con successo la lotta contro gli ottomani, di istruire i giovani nell'arte della guerra mediante Seminari Militari (l> .

l ) Bathory et Possévin. Documents inédits sur /es rapports du S. S. a1•ec /es Sia ves. pu bliés et annotés por/e P. Pierling S. J ., Paris Leroux. l 887, p. 188.


C'O'ISIDERA710NI CONCLUSIVE

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Le prime scuole militari italiane di una precisa rilevanza storica, create con il fine precipuo di conferire ai cadetti e in particolare a quelli di artiglieria e del genio una discreta preparazione tecnico-professionale, avevano la cittadinanza del Regno di Sardegna, della Repubblica di Venezia e del Regno delle due Sicilie. Traevano la loro origine, come peraltro taluni altri istituti d'Europa(2 ), dalla trasformazione di precedenti istituzioni: da reparti che assolvevano, come diremmo oggi, la duplice funzione di unità operativa e addestrativa. Quivi venivano tenute lezioni di qualificazione a carattere essenzialmente pratico ove probabilmente, ma in misura ovviamente diversa, ufficiali, sottufficiali, graduati. cadetti e soldati e rano al tempo stesso insegnanti. istruttori, dicenti e attori. Tale stadio evolutivo di certo doveva derivare dalle particolari scuole preesistenti, spesso riportate nelle c ronache militari dei vari Stati preunitari dei secoli XV, XVI e XVII : tra le più note, degne di citazione, la corporazione o scuola dei bombardie ri , conosciuta come Confraternita di S. Barhara della Serenissima da cui ebbero origine le compagnie venete dei bombardieri, la Scola o Compagnia di Bombardieri del Ducato di Savoia, la Scola de/i Artiglieri del Reame di Napoli. Se è lecito fare un parallelo con una legge della fi sica, il rapporto che lega tra loro ques te istitu zioni è simile a quello esistente tra il principio della relatività generale e quello della relatività ristretta. ell'ambito degli istituti militari più significativi espressi dai maggiori Stati preunitari italiani , è opportuno prendere in esame: del Regno di Sardegna le Regie Scuole M i/itari teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione e la Reale Accademia Militare o Regia Accademia Militare, che della precedente fu la vera erede; il Collegio Militare della Repubblica di Venezia; la Reale Accademia Militare, la Scuola di Artiglieria e Genio, la Scuola Reale Poli tecnica e Militare e il Rea/ Collegio Mi litare del Regno delle due Sicilie, che, pur nella loro diversità, costituìcono un tutt"uno inscindibile; la Scuola Na:ionale o Militare del Genio e dell'Artiglieria e la Reale Scuola di Artiglieria e del Genio, due denominazioni di una stessa realtà, delle Repubbliche Cisalpina, Italiana e del Regno d'Italia (vedasi l'Appendice n. 3). Le peculiarità dei principali I stituti militari di educazione e formativi Le scuole di educazione e di formazione succedutesi nel tempo nel Ducato di Savoia e nel Regno di Sardegna presentano nel loro complesso

2) Vds. cap. Il. Laforma:ione deRli ufficiali dei Corpi di Artiglieria e degli ln!iegneri.


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GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONP PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARl

un chiaro esempio o meglio uno spaccato dell'evoluzione degli istituti militari. La Scuola teorica per cannonieri, bombisti, e minatori (1726) e /'Accademia Reale (1678), anche se r asserzione è accettabile con qualche riserva, furono le scuole embrionali di quelle che qualificheranno i quadri deJJe armi dotte e delle arm i di linea poiché per le loro caratteristiche peculiari e per la funzione svolta possono essere assimilate a quelle che verranno realizzate nel periodo succc sivo. Le Regie Scuole teoriche e pratiche di Artiglieria (1739), dizione che in seguito verrà completata con l'aggiunta e di Fortifica:ione. assumeranno un ' importanza di tutto rilievo nella storia degli istituti militari, a differenza dell 'Accademia Reale. perché rappresentarono un salto qualitativo nel campo d eli' istruzione degli ufficiali. Le ragioni di questo sviluppo sono da attribuire all'esigenza di dare una elevata qualificazione agli ufficiali di artiglieria e agli ingegneri, ali 'ocu lata scelta dei direttori preposti all'ordinamento. alla definizione dei programmi di studio, alla sopraintendenza de li' istituto, al metodo di insegnamento nonché alla professionalità dei maest ri , aJJ a migliore preparazione scolastica dei soggeai di nascita civile ammessi in qualità di cadetti , alla possibilità per questi di conseguire una promozione sociale e, nel contempo, di considerare la carriera militare, legata a criteri meritocratici, una vera e propria attività professionale. Anche se l'«Huntington sostiene che se si dcve dare una data all'origine della Professione militare, può essere con iderata tale quella del 6 agosto 1808, in cui il governo prussiano promulgò un decreto che riconosceva nella educazione e nella capacità professiona le l'unico titolo valido per la nomina di un ufficiale»(J), si è dell'opinione che una retrodatazione, come confermano l'i tituzione delle scuole militari del Regno di Sardegna, delle Repubbliche Veneta. Cisalpina e Italiana, sia più aderente alla realtà storica. Per contro la Reale Accademia era invece frequentata dai soli nobili s ui quali, con le dovute eccezioni, s i poteva fare scarso affidamento poiché, specie i più poveri, erano poco o niente affatto istruiti. Gli incarichi cui potenzialmente erano destinati avrebbero richiesto invece che gli allievi fossero particolarmente dotati c il corso degli studi estremamente più severo e di buon li vello. Il successo della scuola delle armi tecniche, sin dal suo sorgere, è da attribuire aJia particolare organizzazione del Corpo Reale d'Artiglieria da cui ebbe dipendenza ne l tempo l ' istituto, g iammaj considerato organismo

3) G. P. Prandstraller. op.cit., p. 52 - S. P. Huntington. The Soldier an rhe State. p. 2 1.


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

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autonomo, ali 'importanza assunta dalla scuola teorica nella veste di centro culturale di studio e di ricerca scientifica, all'utilizzazione, consentita al personale docente e discente, delle infrastrutture logistiche dell'arma (l 'arsenale, la fonderia, la polveriera, il laboratorio dei bombisti, le fortificazioni, ecc. e dal 1773 il poligono all'uopo costruito) e al sostegno di personale e di mezzi dei reparti delle varie specializzazioni. È doveroso ricordare, inoltre, il contributo di pensiero e l'opera di alcune figure di scienziato-soldato quali Giuseppe Ignazio Bertola, il celeberrimo Alessandro Vittorio Papacioo D ' Antonj. Giovanni Quaglia e, dopo la restaurazione, del padre spirituale dell ' accademia militare Cesare Saluzzo di Monesiglio , del grande balistico conte Paolo Ballada di Saint-Robert e del teorico de lle moderne artiglierie Giovanni Cavalli, che esercitarono una incontestabile influenza sugli sviluppi del! 'artiglieria, non solo italiana. Nell'ambito degli istituti degli Stati preunitari, il Regno di Sardegna poteva vantare l'incontestato merito di aver, per primo, dato ai suoi cadetti una preparazione matematica di livello superiore. All'insegnamento dell'Algebra sublime, che prevedeva lo studio delle funzioni e della teoria generale delle curve ( 1764) faceva seguito. nell'anno 1789-90. l'introduzione nei programmi di un corso di studio denominato Mate matica sublime. È da ricordare che i cadetti, per essere ammessi, dovevano dimostrare di avere dei di screti precedenti scolastici, cioè «che abbino compcttcntemente studiato, e siano capaci di far riuscita» (regolamento del 1739). Con l'addizione del 1755 il compito di accertare il grado di preparazione culturale deg li aspiranti era devoluto al direuore delle scuole teoriche e in seguito ( l 770-1787) ai candidati era richic lo il possesso di un titolo di studio (istituta legale, grammatica, umanità, logica. rettorica, filosofia, geometria, fi sica). Rilevante interesse assumeva per l 'economia dell 'esercito la disposizione (1764) in virtù della quale al termine del corso venivano assegnati alla fanteria i cadetti delle regie scuole teoriche e pratiche di minore talento e le proposte formulate nel 1777 per l 'ammissione ali' istituto dei soli giovani in possesso delle cognizioni matematiche fondamentali per eguire con profitto gli studi. La professionalità degli ingegneri militari piemontesi, come peraltro di quelli della Serenissima. era confermata dali' impiego neli 'ambito statale degli ufficiali e dei cadetti chiamati a ricoprire. per la loro preparazione scientifica, incarichi di responsabilità quali esecuzione di studi. stesura di relazioni o esercizio delle funzioni di consulenza e di sopraintendenza anche in campo civile.


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GLI ISTITUTI 0 1 CDliCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARl

La storia dell'Accademia Reale per gran parte della sua esistenza non presenterà nel campo della preparazione specifica militare un interesse degno di particolare nota, anche se la frequenza dei corsi dava titolo al brevetto di ufficiale (1733). A iniziare dal 1759 l'accademia assumerà un connotato più spiccatamente militare con l'istituzione nel secondo appartamento di un particolare corso di studi. Riprendeva così a svolgere dopo un lunghissimo periodo di incompiutezza quelle funzioni per le quali era tato concepito. Con la costituzione della Reale Accademia Militare o Regia Militare Accademia veniva creato un nuovo istituto, più rispondente alle nuove realtà. Significative, anche se non tutte positive, erano le innovazioni: l 'estensione del reclutamento ai giovani di nascita civile; l 'ammissione dei candidati non vincolata ad alcun esame che ne accertas c il grado di preparazione scolastica; una formazione unica sebbene differenziata per gli ufficiali delle varie armi. Il programma degli studi contemplava, diversamente da quanto attuato nelle scuole teorico-pratiche del secolo precedente, una preparaz ione scientifica più modesta a vantaggio del! 'inserimento delle materie umanistiche, indubbiamente fondamentali per la formazione dei giovani. Si verificava così di fatto una fusione dei criteri informatori dei due principali i tituti preesistenti, vi si conservava in parte la maggiore severità di quello delle armi dotte. l mutamenti nell'organizzazione scolastica e le sagaci riforme di questo periodo vanno ascritte all'opera in te! l igente e appas ionata del conte Cesare Saluzzo. Erano previsti corsi differenziati per durata per le armi comuni e per gli ufficiali assegnati allo stato maggiore, all'artiglieria e al genio, che dovevano perfezionare con studi complementari la loro cultura matematica, scientifica e professionale. Limitando la durata del corso delle armi di linea veniva compiuto un passo indietro rispetto alle esperienze ampiamente consolidate del Collegio Militare di Verona. Ciò non deve meravigliare qualora si pensi che per molti anni in avvenire g li allievi di nomina sovrana non dovevano sottoporsi agli esami di ammissione. Lo studio della guerra dei sette anni e delle campagne napoleoniche induceva il re alla creazione di un corpo di stato maggiore concepito con compiti di coordinamento, stesura degli ordini e approntamento della cartografia, ma non già con la visione prussiana tendente a evitare, con un'organizzazione permanente in grado di coadiuvare e assistere il comandante, i pericoli di una direzione personale della guerra. La successiva riforma (1839) emendava in parte gli aspetti negativi de !l 'ordinamento accademico, inoltre, le Scuole di Applicazione d'Arma


CONSIDERAZIONI CO"!CLUSIVE

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sorte inizialmente per ovviare all'inconveniente dell'esistenza di categorie eterogenee di ufficiali venivano ora a configurarsi come istituti complementari. orientati nel campo applicativo e nell'insegnamento di discipline ad alta specializzazione. Lo stretto collegamento tra le due scuole e la loro interdipendenza conferivano una unitarietà verticale al ciclo formativo. In tale indirizzo non trovava però ancora attuazione un analogo stabìlimento d'istruzione per le armi di linea, se si eccettua l 'esistenza di alcune scuole per particolari abilitazioni. Nei corsi e ricorsi, spesso estremamente negativi , delle nostre istituzioni, per motivi di carattere contingente, organizzativo e politico si commetteva ( 1862) l 'errore di violare il principio della unicità della formazione degli ufficiali, che inciderà negativamente in futuro sul piano della coesione spirituale e della preparazione culturale e professionale dei quadri. La tappa più significativa nella storia degli istituti militari preunitari è da ritenere indubbiamente la nascita del Collegio Militare della Repubblica di Venezia. Non è del tutto improbabile che la istituzione della scuola militare di Verona sia da correlare con la creazione della Theresianische Miliciirakademie (1752) e con l'eco delle vittorie federiciane del 1757. Venezia per secoli costantemente protesa verso l'Oriente per la sua vocazione mercantile, in virtù della sua posizione geografica e per l'intimo contatto fisico, conservava pur sempre uno s tretto legame con il mondo tedesco e in particolare con la sua cultura. l supremi reggi tori della Sereni sima, assertori della neutralità armata, sin dal 1739 erano stati consigliati dal maresciallo Johann Matthias von Schulemburg a provvedere affinché ai cadetti fosse impartita una congrua educazione. L'inadeguatezza dei vari esperimenti scolastici, l'esigenza di conferire all' artiglieria e ali' istituto degli ingegneri militari una fis ionomia ord in ati~a più rispondente e la decisione del 1757 di costituire il primo nucleo stanziale di artiglieria. il Reggimellfo veneto al/" Artiglieria e il Corpo regolato degli Ingegneri (1770), si assommavano agli avvenimenti internazionali imponendo al senato di non procrastinare ulteriormente l'apertura di un collegio militare. Nei primissimi anni di vita del convitto, i fini che da esso la magistratura della Repubblica di Venezia si riprometteva furono talvolta indubbiamente ostacolati anche e non disattesi. Molte le ragioni che condizionarono le iniziali difficoltà, tra queste è doveroso considerare ed evidenziare l'unicità dell'esperimento. A fondamento dell ' istituzione era posta la concezione, peraltro affatto moderna, di dare alla futura classe dirigente militare una formazione unitaria.


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OLI IST ITUTI DI EDUCALIONE E DI ~ORMAZIONE PER UFFlCIALI NEGLI STATI PRE.UNITARI

Corollari di questo presupposto erano un elevato livello culturale umanistico, scientifico e professionale conferito ai giovani, a cui si aggiungeva un insegnamento, in un campo strettamente militare, sulle caratteristiche, sui criteri d'impiego, sulle modalità d'azione e sulle e igenze delle varie armi su l campo di battaglia. La com unanza di vita inoltre favoriva la coesione morale, spi rituale e il cameratismo tra i cadetti. La scelta di una formazione ciclica, a cadenza pluriennale, con un esiguo organico consentiva un risparmio economico, problema non irrilevante per l 'attenta repubblica, e una maggiore unità d'indirizzo didattico. Obiettivo questo perseguito nel tempo con coerenza e ribadito con la legge del 1785 «così la massima statutaria, che questo soggetto (' direttore delle scuole ') sia sempre tratto da' Professori di Matematica, e Scienze militari nel medesimo Collegio, i quali debbono poi tutti aver quivi avuta l'educazione, è rivolta a conservare, e perpetuare quasi per successiva filiazione le discipline, gli studi, c i metodi propri e peculiari dell'Istituto». A conferma di quanto già posto in evidenza, quale caratteristica comune a tutte le scuole militari, nel collegio militare l'insegnamento delle matematiche costituì sin dagli inizi il caposaldo dell'istruzione. Sono significativi a tale proposito alcuni passi , diversi nella formu lazione ma coerenti nel contenuto, che appaiono nella prolusione del 1759 pronunciata dal tenente colonnello Tommaso Pedrinelli e nelle leggi statutarie degli anni 1763, 1764, 1777 e 1785. Nel novero delle discipline insegnate non veniva peraltro trascurata la componente umanistica e lo studio della lingua francese. Tra i provvedimenti organici adottati dal senato veneto per conseguire gli scopi perseguiti sono da porre in evidenza: la regolamentazione per legge delle funzioni e dei compiti specifici, quindi i doveri e i diritti , delle singole figure del collegio (1765); l'istituzione dei premi e la risoluzione senimanale di quesiti particolari, proposti principalmente dai professori di matematica<4> al fine di stimolare nei giovani «quel nobile spirito di emu lazione»: l 'adozione della scala di merito per l 'assegnazione dei cadetti alle varie armi e per la definizione della loro anzianità (anteriore al l 777); la creazione di un Consiglio d' istituto per dibattere i problemi attinenti all'insegnamento. Per quasi un secolo i programmi di studio vigenti nel collegio veronese costituiranno un traguardo per le scuole militari di artiglieria e genio

4) Consuetudine che verrà perpetuata nella Scuola Militare del Genio e delf Arrigliuia e nell'lstirwo dei Cadetti Matematici Pionieri di Modena.


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

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di alcuni Stati italiani. È inoltre curioso notare che una disposizione in vigore a Castelvecchio è tutt'ora presente presso l'Accademia Militare di Modena dopo più di due secoli: una quota parte del mensile degli allievi veniva accantonata per l 'acquisto di uniformi e quanto necessario alla loro professione e consegnata ali 'atto della dimissione dalla scuola. Se dopo gli incerti inizi l 'istituzione assurse a rara fama anche al di fuori dei limitati confini d'Italia il merito va attribuito senza ombra di dubbio ad Anton Mario Lorgna: ufficiale dalla notevole statura morale, dall'elevata professionalità civile e militare, insigne ingegnere, matematico, fisico, membro delle più illustri Accademie delle Scienze d'Europa, dotato di una visione chiara, lungimirante e moderna nel campo pedagogico. La riforma studiata nel 1788 da Lorgna su incarico del senato ne rappresenta un esempio. Sulla vita dell'istituto e dell'armata incise senza dubbio il troppo frequente avvicendamento dei Savi di Terraferma alla Scrittura, inconveniente che trovava peraltro riscontro anche nelle altre magistrature della repubblica, ma la continuità nella direzione, l'autonomia e l'autorevolezza del governatore della scuola poterono ovviare a ogni avversità. Il collegio veronese quindi deve essere riguardato come il primo esempio italiano di convitto militare costituito esclusivamente per l 'educazione e la formazione dei cadetti. L'istituto era assolutamente autonomo, quindi non subordinato e non facente organicamente parte di alcun comando o qualsivoglia corpo, era sottoposto ali 'autorità diretta del responsabile politico dell'organizzazione militare. A sanzione di questo status particolare gli allievi venivano iscritti in un ruolo a parte neU' armata. Per la sua originalità e validità, questo stabilimento pietra miliare della storia delle istituzioni militari, apprezzato dallo stesso D' Antonj che auspicava l' adozione del modello per il Piemonte, verrà in seguito largamente imitato e rappresenterà l'archetipo delle moderne accademie. Nelle pieghe della storia delle origin i degli istituti militari si scoprono ascendenze e relazioni reciproche tra le varie scuole europee, più in particolare nei loro ordinamenti, ma forse dovrebbe meravigliare il contrario. Esaminando le organizzazioni scolastiche del Regno delle due Sicilie è d 'uopo evidenziare l'influenza che inizialmente la Spagna e in un secondo tempo la Francia hanno avuto sulle successive trasformazioni dell'accademia militare. Qualora si consideri che l' artiglieria del nuovo Stato aveva una fisionom ia ispano-italica e che la norma di base per la costituzione dell'esercito era l'Ordinanza redatta sulla falsa riga di quella spagnola del 1728, la creazione della Scola Mathematica è certamente


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connessa con le Escuelas de Mathematica, y enseiianza de Artìlleria esistenti nelle piazze di Barcellona, Pamplona, Badajoz e Cadiz, ris tabilite dal giovane monarca francese Filippo V nel l 'ambito della riorganizzazione dell'esercito spagnolo<5J. È innegabile altresì che la nascita della Reale Accademia Militare ( 1769), sorta dalla fusione delle due accademie di artiglieria e degli ingegneri militari , fosse dovuta anche alle correnti di pens iero contemporanee. Nel Regno delle due Sicilie, come afferma Pilati<6l, «la prima Accademia di Artiglieria - non a caso - era stata istituita dopo l 'avvenimento militare il cui esito aveva consolidato la monarchia borbonica: la battaglia di Velletri contro gli Austriaci». L'evoluzione delle scuole nello Stato fu caratterizzata nel compie so e scandita da una serie di tentativi rappresentati da accademie, compagnie di cadetti , collegi e conv itti , talvolla sovrapposti gli uni agli altri, taluni soppressi per difetto di organizzazione, altri trasformati nella vana ricerca di una soluzione più rispondente e in cui, spesso, incideva J'ecces o di arbitrio del re che legittimava i privilegi. Nel 1787, i tempi ormai erano maturi e Napoli si dotava della Regal Accademia Militare: era la risultante delle e perienze degli istituti preesistenti, napoletani e d 'Europa. Accogliendo le concezioni e i principi informatori più moderni la Nun ziatella rappresenterà un punto di riferimento per i successivi ordinamenti scolastici. L'ordinanza per la Regal Accademia Militare (1798) riassumendo i fondamenti morali e organizzativi e tracciando le linee maestre dei metodi educativo e dell'istruzione. poneva l' istituto all'avanguardia nel campo pedagogico. Il Regno di Napoli di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat vedeva, nell 'ordine, la nascita della Scuola di Artiglieria e Genio ( 1806) e della Scuola Reale Politecnico, e Militare ( 1811 ). La continuità storica era rappresentata dal contributo di pensiero di Giuseppe Parisi già comandante in seconda e ispettore, collaboratore di Domenico marchese della Leonessa di Supino e di France co Pignatelli di Strongoli, nonché ultimo comandante in seconda della Nunziatella, che assicurava alle nuove istituzioni la presenza del recente passato. Nella seconda scuola inoltre verrà adottata anche l'esperienza didattica e professionale della Ecole Royal du Génie di Mézières già posta a ba~ della Eco/e Polytechnique francese.

5) AGS, Guerra moderna. leg. 569 e 570. doc. datato 12 giugno 1723, approvato l'Il gennaio 1731, e doc. datato 21 ottobre 1751. 6) R. Pilati. op.cit., p. 19.


CONSJOERAZ!ON! CONCLUSIVE

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Accanto alla formazione degli ufficiali delle varie armi già prevista dali 'accademia borbonica, la scuola poli tecnica e militare provvederà ad attribuire anche qualifiche professionali civili. Dopo la restaurazione, il vecchio regime rivedeva ripetutamente, a breve cadenza ( 1819, 1821, 1823), l 'organizzazione degli istituti di educazione militare. Mentre le scelte iniziali non rappresentarono alcun progresso rispetto alle precedenti esperienze, la riforma del 1823, riportando la Nunziatella sul solco della migliore tradizione, le schiudeva la strada a qualificate innovazioni. Il Rea/ Collegio Militare, peraltro non molto dissimile dalle accademie contemporanee degli altri Stati, assumeva così nel tempo un ruolo insostituibile nella formazione delle élites mili tari napoletane. Le differenze tra i vari istituti negli scopi e nelle modalità, sensibili nel XVIII secolo, nell ' Ottocento si erano andate nel tempo via via sfumando . Particolare rilievo storico assumeva invece il tentativo di creare una scuola interforze (esercito e marina) con la fusione del Collegio degli aspiranti guardie marine nel Reale Collegio Militare (1841). Tale esperimento, primo del genere se si eccettua la preparazione impartita agli ufficiali di artiglieria e del genio della marina nella Reale Scuola d' Artiglieria e del Genio del Regno d ' Itali a ( 1807) e nella Scuola Reale Poli tecnica e Militare del Regno di Napoli (1811 ), era però destinato amorire prima di nascere per l ' assenza di un riformatore di particolare statura. Questa idea percorritrice è da considerare in verità un onore e un vanto di Napoli. Le scuole di applicazione per contro, le cui origini possono essere fatte risalire al 1788 allorché François René Pommereul costituì le Scuole Teoriche e Prattiche, statuite come tali nel periodo napoleonico e previste dai regolamenti dell821 e 1823, videro la luce, dopo molti ritardi , solo verso la fine del regno borbonico. In merito al ruolo e alla funzione che l ' accademia era stata capace di svolgere nella vita politica e culturale dell'Italia meridionale si riporta, a titolo di giudizio complessivo ma non per questo riduttivo, quanto scritto dalla Pilat j(?): la «Nunziatella divenne ben presto simbolo di un istituto che esprimeva gli ormai consolidati orientamenti della cultura moderna, una cultura scientifica, geometrico-matematica, in toto razionalistica, espressione di un'idea operativa della ragione, fautrice di un sapere applicato, che rivalutava, dopo secoli di divorzio, la tecnica».

7) R. Pilati, op.cit., p. 108.


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GLI ISTJTUH DI EDUCA? IONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

La Scuola Nazionale o M ili rare del Genio e dell'Artiglieria della Repubblica Cisalpina nasceva adulta. Leonardo Salimbeni, ingegnere militare, matematico e fi sico, coadiutore del Lorgna, incaricato da Napoleone di costituirla, si avvaleva delle sue esperienze acquisite durante i numeros i anni d ' insegnamento presso il Collegio Militare eli Verona. Innovazioni di rilievo erano la gratuità del corso e l'età di ammissione, che consentiva ai giovani maturi, provvisti di un sicu ro bagaglio culturale, di accedere all ' istituto. La severità degli esami d ' ammissione e della scuola stessa, la qualità degli insegnanti erano determinanti per lo svolgimento di un programma di studi ambizioso. Tale obiettivo veniva perseguito con maggiore incisività dopo la parentesi dell 'occupazione aus tro-russa di Modena. 1 mutamenti più signi ficativi avvenivano, quasi per approssimazioni s uccessive, per merito del nuovo comandante Antonio Caccianino ( t 80 l ), che prendeva ispirazione dalle istituzioni scolastiche militari francesi. Il piano degli studi s i arricchiva negli anni con l' introduzione di nuove discipline d'insegnamento o con modifiche ai programmi delle s ingole materie. al passo con le scoperte scientifiche del tempo. Si cita a esempio il merito dei docenti e deg li allievi di questa scuola che diffusero in Italia l 'insegnamento della geometria descrittiva. Tra le innovazioni introdotte dal governo italico è da ricordare l'istituzione del ciclo formativo militare completo. rappresentato dal Collegio Reale degli 0Jfani militari, di Milano, dalla Regia Scuola Militare di Pavia e dalla Reale Scuola d'Artiglieria e del Genio di Modena, che teoricamente avrebbe consentito a un ragazzo pri vo di mezzi di sostentamento, ma intelligente e volonteroso che avesse frequentato con successo i corsi nei tre stabilimenti , di conseguire la nomina a tenente d'artiglieri a o del genio, quindi la laurea in ingegneri a. È forse opportuno almeno menzionare la creazione di varie scuole di spec iali zzazione, di a bilitazione e di applicazione per gli artiglieri e la proposta, caduta per difficoltà organizzative, di fondare una scuola per il perfezionamento e la riqualificazione degli ufficiali delle armi di linea. annessa alla scuola di artiglieria e del genio. Mentre le monarchie continuavano, e continueranno in seguito, a salvaguardare i ristretti interessi di classe consentendo alla ricca nobiltà di corte di monopolizzare gli incarichi più importanti e le alte gerarchie militari , 11 Bonaparte. ispiratore del rinnovamento, promuoveva i più capaci e, quando possibile, migliorava la qualità degli ufficiali. In un arco di tempo irrilevante, all a caduta del Regno d' Italia, la Reale Scuola d'Artiglieria e del Genio aveva assunto una fisionomia


CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

639

tale da costituire per gli anni avvenire un esempio da imitare, come faceva puntuale riscontro la testimonianza dell'opera dei suoi prestigiosi ex allievi sia in campo militare sia in quello civile. Queste considerazioni conclusive hanno voluto delineare, in veste estremamente concisa, i vari aspetti volti a configurare l'ambiente storico, in senso lato, entro cui le scuole militari assolsero la loro funzione ed evidenziare alcune delle moltissime osservazioni e considerazioni che possono essere suggerite dalla riflessione. Il libro nel suo complesso non si è proposto come testo interpretati vo e critico, dimostrando in ciò i suoi precisi limiti. L'opera quindi, !ungi dall 'aver esaurito il compito di tratteggiare un capitolo fondamentale della storia delle istituzioni militari degli Stati preunitari italiani. si pone quale strumento di lavoro di base per coloro che, prendendo le mosse da essa, vorranno approfondire e completare l'indagine evolutiva. A tal fine si è voluto presentare un elenco completo delle principali fonti d'archivio consultate che hanno permesso. attraverso l'acquisizione di singoli dati, di notizie e di documenti, la ricostruzione storica dei momenti caratterizzanti dei singoli istituti. Tutto ciò senza intenti celebrativi , ma per ristabilire, con il conforto di atti autentici, la realtà anche in contrasto con quanto, ripetuto più volte da vari scrittori, aveva assunto nel tempo connotati di verità.


FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE


FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE

643

FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE FONTI BIBLIOGRAFI CHE ACCADEMIA MILITARE

L'Accademia Militare- Note Storiche, Modena. settembre l 972. Annuario per l'Anno scolastico, Torino. 191 O-Il.

AGAZZJ Evandro (diretta a cura)

Storia delle Scienze, voli. 2, Roma, Città nuova Editrice 1984.

ALFIERI Vittorio

Vita di Vittorio Alfieri scritta da esso. a cura di Achille Mauri , Torino, Cugini Pomba e Compagnia 185 l.

AMODEO Federico

Vita matematica napoletana. Studio storico, Biografico, Bibliografico, vol. I , Napoli. R. Tipografia Francesco Giannini e figli 1905.

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI

L'Accademia Militare della Nun:iatella dalle origini a11860.

ARCHIVIO DI STATO

Ambiente scientifico l·ene:iano tra Cinque e S eicemo. Testimonianze d'archivio- Mostra documentaria, Venezia. 27 luglio - 6 ottobre 1985.

DI VENEZIA ARGIOLAS Tommaso

Sroria dell'Esercito Borbonico. Napoli. Edizioni scientifiche italiane 1970.

ARNALDI Girolamo Sroria della Cultura veneta- Dalla ContronforPASTORE STOCCHI Manlio ma alla fine della Repubblica. Vicenza, Neri Pozza editore 1986. consulenza COZZI Gaetano AUTORI VARI

Corso di Matematica ad uso delle Scuole Militari del Regno d'Italia tradotto dal francese per ordine di S.E. il Sig. conte Ministro della Guerra in seguito al decreto di S.A.I . il Principe Vice-Re, Milano, dalla Tipografia Militare di Giuseppe Borsani 181 O.

'8RI VARI

Corso di Macemmiche ad uso deJ?Ii aspirami afSc:uola d' Arriglieria e Genio di Modena. to. 5, Modena. presso Società Tipografica 1805. I806, 1807 1808 .

AUTORI VARI

Enciclopedia Mondadori delle Scien:e, voli. 4, Milano, Edizioni scientifiche e tecniche Mondadori 1967.


644

GLI ISTITUTI DI EDl:CAIIO'E E DI FORMAZIO:-IE PER UFFICIALI !'-EGLI STATI PREU'IITARI

BARBARICH Eugenio

Una Scuola di Artiglieria e Genio sotto la Serenissima, «Rivista di Aniglicria e Genio>>, vol. li. 1908.

La decadenza mi/ilare della Serenissima, «Rivista Militare Italiana>>, disp. III- XII, 1909.

Cesare De Laugier e le Armi wscane alla prima Guerra d' lndipenden:a italiana. «Rivista Militare Italiana>>. disp. VI- VII. 1895. BATIAGLINI Tito

L' organi:::a::ione militare del Regno delle due Sicilie -da Carlo 111 all'impresa garibaldina, Modena, Società Tipografica Modenese 1940.

BA VA BECCARIS Fio re nzo

Esercito Italiano- sue origini suo successivo amp/iamemo- sta/o attuale, Roma, Accademia dei Lincei 191 L

BERENGO Marino

La Società vene/a alla fine del Settecento- Ricerche storiche, Fire nze, G.C. Sansoni editore 1956.

BIRAL Alessandro MORACHIELLO Paolo

Immagini dell'ingegnere tra Quau!·o e Seuecento, Milano. F. Angeli l 985.

BRAGAGNOLO Giovanni BETTAZZl Enrico

Torino nella storia del Piemonre e d'Italia, da Emanuele Filiberro ai nostri giorni. voli. 2, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese 1919.

BRANCACCIO Nicola

L'Esercito del vecchio Piemonte. - Gli Ordinamenti, Parte I (dal 1560 al 1814), voli. 3, Stabilimento Poligrafico. Roma, Stato Maggiore Centrale- Ufficio Storico. 1923.

BRTG OLI Marziano

Reclutamento e forma:ione professionale degli Ufficiali (dalla Restaura:ione all' Uni1à na::ionale) Bologna, 1980.

BRIZZI Gian Paolo

La formazione della classe dirigeme nel Sei-Seltecenlo, Bologna, il Mulino 1980.

CAGNASSO Francesco

Cullltra in Piemome dal '500 al "700, «La Monarchia Piemontese nei secoli XVI-XVII». Roma. La Famija Piemontcisa 1951.

CALVETTI Giovanni Batti!>ta Cenni biografici di Cesare Salu::o, Torino, Tipografia degli artisti A. Pons e Comp. 1854.


FONTI BIBLIOCRAFJCHE E OOCUMEJ\TARTE

645

CAMBRIDGE UNIVERSITY Storia del Mondo Moderno, voli. 12. Milano. AIPRESS do Garzanti editore 1971. CA EV AZZI Giovanni

La Scuola Militare di Modena. voli. 2, Modena, Ferraguti 1920.

CA MPORI Cesare

Storia del Collegio S. Carlo in Modena, Modena, 1878. riproduzione dei Morivi e Capitoli generali del Collegio de' Nobili della Madre dì Dio e di S. Dionigi Areopagita. Modena. stampato da Giulian Cassiani 1626.

CAPASSO Gaetano

1f Collegio dei Nobili di Parma. Parma. L. Dattei 1901.

CASTRONUOVO Sandro

Storia della Nunzia!ella, Firenze, Fausto Fiorentino 1970.

CESARI Cesare

Mili:ie Estensi (1814-1859), «Rivista Militare Italiana>>, disp. II. 1912.

C LA RETI A Gaudenzio

Sui primordi dell'Accademia Militare di Tori no. Nota storico-diplomatica. e~trauo dal «filotecnico». fase. V e VI (maggio-gi ugno 1887), Torino, Tipografia G. Dero1>si 1887.

COLLETTA Pietro

Storia del Reame di Napoli 1734-1825, Milano, Ernesto Oliva editore 1861.

CORSELLI Rodolfo

L 'Arte della Guerra nelle \'arie epoche della Storia, voli. 2, Palermo. Tipografia Editrice Garibaldi I 897.

CORSI Carlo

Dell' Eserciro pìemomese e della sua organi::a:ione. Ragionamenro. Torino. Tipografia Subalpina Pelazza tipografia 1851.

Storia Militare Sommario, vol. I sino all815, vol. II /815-1870. Torino. Tipografia Editrice G. Candeletti 1885. CORTESE

ino

DALLA TORRE Paolo

Il Collegio Militare di Napoli, Gaeta, 1923. Materiale per la storia dell'Esercito pontificio, estratto dalla «Rassegna Storica del Risorgimento» anno XXVIII, fase. l. Roma. Istituto Poligrafico dello Stato 1941.


646

Gli ISTITUTI DI f.Dl.CAZIO:-òE E 01 FORMAZIONE PER UFFICIALI !<eGLI STATI PREt ~NITARl

DA MOSTO Andrea

L'Archivio di Stato di Venezia. Indice Generale, Storico, Descrittivo ed Analitico, vol. I, Roma, Biblioteca d'Arte Editrice 1937.

L'Arma del Genio dello Stato Romano durante la guerra per l' indipenden:a d'Italia del /8481849, «Rivista Artiglieria e Genio», vol. IV, 1899.

Mili:ie dello Stato Romano (1600-1797), <<Memorie Storiche Militari». vol. X, 1914. D'ANTONJ PAPACINO Vittorio Alessandro

Dell'Architettura Militare perle Regie Scuole Teoriche d'Artiglieria e Fortificazione, libro l, Stamperia Reale Torino 1778;

Esame della Poh·ere, Stamperia Reale Torino, 1765. D'A Y ALA Mariano

Fita de' più celebri capitani e soldati napoletani dalla giomata di Bitonto fino ai giorni nostri, a poli, G. Regina 1877.

DE PAOLT Gianfranco

Pavia Cisalpina e Napoleonica. La Scuola Militare napoleonica di Pa1·ia, sulla scorta di documenti inediti, estratto del «Bollettino Italiano di Studi Napoleonici», anno III, 8 giugno 1964, Pavia, G. Barbera 1964.

DEPUTAZIONE DI STORIA Giornale della Reale Brigata esTense. Modena, P ATRlA PER LE AN TI CHE Aed es Muratoriana 1977. PROVINCIE MODENESi DE SANTIS Riccardo

La nuova Scien:a a Napoli tra '700 e '800, Ba- · ri. Laterza 1986.

DE SARIIS Alessio

Codice delle Leggi del Regno di Napoli- Libro VII della Ragion Militare. Napoli. MDCCXCV.

DI SARDAG A Filiberto

N01i:ie storiche sull'Esercito granducale della Toscana dal 1848 al 1859, «Rivista Militare Italiana», disp. rx. 1905.

DUBOI

Felice Amato

Raccolta per ordine di Materie delle Leggi cioè Editti. Patenti , Manifesti. ecc .. emanate negli Stati di Terraferma sino all'8 dicembre 1798, vol. XVI, to. XIV, Torino. Tipografia Baricco ed Arnaldi 1847.


FO'\TI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMEl>ITARIE

647

DUBOIN Felice Amato e Camillo

Raccolta per ordine di Materie delle Leggi cioè Editti, Patenti , Manifesti. ecc., emanate negli Stati di Terraferma sino a/1'8 dicembre 1798, vol. XXVIII, lo. XXVI. Torino, Tipografia Arnaldi 1863.

FA VERO Antonio

Le MatemaTiche nell'Arte della Guerra, «Ri vis ta di Artiglieria e Genio», vol. III , 1886.

FERRARELLI Giuseppe

/J Collegio Militare di Napoli. «Rivista Militare

Italiana», disp. IV , 1887. M emorie militari del Me::ogiorno d'fralia, Bari. Laterza 1911. FERRONE Vincenzo

Tecnocrari militari e scien:iati nel Piemollfe dell'antico Regime alle origini della Reale Accademia delle Scien:e di Torino. «Rivista Storica italiana>>, anno XCVI , fase. II, 1984, Napoli, Edizioni scientifiche italiane 1984.

FOSCOLO Ugo

Pagine Militari. a cura di Amedeo Tosti, Roma. Edizioni 1935.

FRIZ Giuliano

Burocrati e soldati dello Stato Pontificio ( 1800J870 ), Roma, Edindustria editoriale 1974.

GIORGETII Niccolò

Le armi roscane e le occupa:ioni straniere di Toscana (1 537-1860). voli. 3. Città di Castello, Tipografia dell'Unione Arti Grafiche 1916.

iSTITUTO TRECCANI

Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, Mi lano, Bes tetti c Tumminelli 1931.

JACOLT Ferdinando

Tmorno alla l'ira ed ai lavori di Anton Maria Lorgna - Memoria, estratto dal «Bollett ino di !Bibliografia e di Storia delle Scienze matematiche c fisiche>>, to. X. gennaio 1877, Roma. Tipografia delle Scienze matematiche e fi siche 1877.

LATIUADA Serviliano

Descri:ione di Milano, Milano, 1738.

MAFFEI Elios

L 'Archi rio de/1'/stitlllo o Casino dei Nobili di Firen:e, estratto dall' «Archi vio Storico italiano», disp. II, 1967. Firenze, Leo S. Olscki edi.z ioni 1967.


648

GLI ISTITUTI DI EDlJCAZIO~E t: DI FORMAZIO:-IE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREIJNITARI

MAJOLO Ruello

Il Bauaglione Rea/ Ferdinando -Il progenitore della Nunziate/la, Associazione Nazionale Nunziatella, apoli, La Grafica San Giovanni 1989.

MAZZIN! Giuseppe

Scrilli editi ed inediti di Giuseppe Mazzini. Edi:ione nazionale degli .w·ilfi di Giuseppe Mazzini. «Epistolario», vol. XXXII, Imola, Cooperativa Tipografico-editrice P. Galeati 1930.

MI ISTERO DELLA GUERRA

Leggi Militari, raccolta dal 1831 al 1848. Giornale Militare, raccoha dal 1849 al 1870. Cinquantesimo anniversario della Rivista Militare Italiana, 1906.

MONDlNI Luigi

Le istitu:ioni militari nel Piemonre nei secoli XVI- XVIII, <<La Monarchi a Piemontese nei secoli XVI - XVIII», Roma, La Famija Piemonteisa 1951.

MO TÙ Carlo

Storia dell'Artiglieria italiana, parte I". voli. l e Il , parte Il' . voli. lll e IV. «Rivista di Artiglieria e Genio» . Roma, 1934.

MORI Massimo

La ragione delle armi-guerra e confliTTo nella filosofia tedesca (1770-1830), Milano, il Saggi a t ore 1984.

PERELLJ BIONDI Ferdinando

Corso di Martematiche per uso delle Scuole Militari, (compilato dai professori di Mattematiche Allaize. Billy. Poussant, Boudrot), tradotto dall'incaricato della direzione degli studi dei RR. Cadetti d 'Artiglieria in Toscana, voli. 4, Livorno, Dalla Tipografia e litografia Sardi 1830 (voli. l e II) e 1831 (voli. III e IV). Corso di Fortificazione per uso delle Scuole Militari, traduzione del corso elementare di fortificazione del Sabart, voli. 4, Livorno, Dalla Tipografia e litografia Sardi 1830 (voli. V, VI, e VII) e 1831 (vol. VI1J). TraTTato elememare d'Artiglieria di C. Decker. Trauaro elementare d'Artiglieria per /'uso dei militari di tuue le armi. voli. 3. Livorno. Dalla Tipografia e litografia Sardi 1830 (voli. IX e X) e 1831 (vol. Xl).


FOXTI BIBLIOGR.AFICHE E OOCU.\.1EYTARIE

649

Trartato di Pirotecnica Militare comprendente rufli i fuochi artifi:iati da guerra, vol. T, Livorno, Dalla Tipografia e litografia Sardi 1831 , (vol. XII). Istru:ione sulla Balistica del Signor Pownet, opuscolo, (Mise. 1424, Biblioteca Marucelliana). PIERI Piero

Storia militare del Risorgimento, Torino, Einaudi 1962.

PIG ATELLI Salvatore

l ragionamenti economici. politici e militari riguardami fa pubblica felicità, Napoli. 1783.

PILATI Renata

La Nun:iatella- L' Organi:::azione di un'Accademia Militare 1787-1987, apoli, Guida cditori 1987.

PINELLI Ferdinando

Storia militare del Piemonte, vol. I ( 1748- 1796). vol. Il (1796- 1831). vol. III (1831-1850). Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese 1831.

PRANDSTRALLER Gian Paolo

La professione militare in Italia, Milano, F. Angeli 1985.

RAMELLA Enrico

Trecent'anni dell'Accademia Militare (16781978). Scuola d'Applicazione d 'Arma. 1978.

RASSEG A MENSILE MUNICIPALE N. 6

Duecento anni di l'ira della Scuola di Applica:ione di Torino. Torino, 1939.

RICCARDI Pietro

Cenni storici sull'Istituto dei Cade((i Matematici Pionieri di Modena, Modena, icola Zanichell i e Soci 1864.

ROCHAT Giorgio

La Scuola Militare di Pal'ia (1805-1816). estratto dal «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», anno LXVI, vol. XVIII, fase. l lV, 1966, Pavia, Industrie Liro-tipografiche M. Ponzio Spa 1967.

ROCHAT Giorgio e MASSOBRIO Giulio

Bre1•e storia dell'Esercito italiano dal 1861 al 1943. Torino. Einaudi 1962.

ROGIER Francesco Luigi

R. Accademia Militare di Torino . Note sroriche 1816-1870, Torino, Vincenzo Bona 19 16.


650

GLI ISnn.;n DI EDUCAZIONE E DI FORMAZION"E PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARJ

SABlNI Andrea

Ristretto di memorie storiche intorno al ducale Collegio de' Nobili di Parma , Parma.

SALUCES Alexandre

Historie Militaire du Piémont, tome premier, vol. 5, Turin , Chez T. Degiorgis Libraire 1859.

SAL V ATORELLI Luigi

Pensiero e azione del RisorgimenTo, Roma, Einaudi 1963.

SBARDELLATI Ugo c V ANNTNI Tommaso

Anton Maria Lorgna. Memorie pubblicate nel secondo cenrenario della nascita, a cura dell' «Accademia di Agricoltura Scienze Lettere di Verona», disp. 3/1937, Verona, La Tipografia Veronese 193 7.

SCALA Edoardo

Storia delle Fanterie italiane, voli. 3, Roma, Tipografia Regionale 1951.

SCHUSTER card. lldefonso

Il Collegio della Madonna dei Nobili in una cedola testamentaria di S. Carlo, Milano. in Ambros ius 14, l 938.

SCUOLA DI APPLICAZIONE

La Scuola di Applica:ione di Artiglieria e Ge-

nio (l 739-1939)- dalle Regie Scuole teoriche e pratiche di Artiglieria e Fortificazione alla Scuola di Applica:ione di Artiglieria e Genio, Torino, 1939.

SCUOLE DI APPLICAZIONE D'A RMA

L'Arma di Artiglieria - Cenni storici. Torino, 1965.

L'Arma del Genio- Cenni storici. Torino, 1965. Forma: ione del Corpo Reale d'Artiglieria, Torino, 1815. SMERALDI Orazio

De' principi e progressi del Collegio de' Nobili di Parma eretto dal Serenissimo Duca Ranuccio l'anno MD CI, Parma.

TARANTINI Ugo

Sinossi di Storia Miliwre, Scuole di Applicazione d'Arma, Torino, 1955.

TOSTI Amedeo

Storia dell'Esercito italiano ( 186 1-1936). «Istituto per gli studi di politica internazionale». Milano, 1942.

TRAMO TI I Giuseppe

Delle Proje:ioni grafiche e delle loro applica:ioni - Tratrato teorico pratico ad uso della Reale Scuola Militare del Genio e dell'Artiglieria


FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE

651

come ancora di tutti i giovani architetti, ed ingegneri civili di Giuseppe Tramontini Professore di Geometria Descrittiva nella R. Scuola suddetta, Modena, presso la Società Tipografica 18 J l. TR!NCHERA Francesco

Degli Archivi Napoletani, Napoli, Stamperia del Fibreno 1872.

VIGEVANO Attilio

La fine dell'Esercito pontificio. Roma, Stabili-

mento Po1igrafico per l'Amministrazione della Guerra 1920. ZANNONI Mario e FIORE TI O Massimo

Le Reali Truppe Parmensi da Carlo III a Maria Luisa di Borbone 1849-1859, Parma, Ermanno Albertelli 1984.

ZANOLI Alessandro

Sulla Milizia Cisalpino-ltaliana cenni storicostatistici da/1796 a/1814, voli. 2, Milano, Borroni e Scotti sue. a V. Ferrario 1845.

ZENO I Luigi

Per la Storia della Cultura in Venezia: l'Accademia dei Nobili alla Giudecca, Mise. di storia veneta della «Deputazione di Storia Patria», serie Ili, IX. 1916, Venezia. FONTI DOCUMENTARIE

ARCHIVIO SEGRETO APOSTOLICO VATICANO

Segreteria di Stato, mbrica 190, ann i 1833, 1834, 1835, 1836. buste 128/276.277, 278,279,981.

ARCHIVIO DI STATO DI CAGLIARI

Regie Provvisioni vol. 28; Regia Segreteria di Stata e di Guerra vol. 950.

ARCHIVIO DI STATO DJ FIRE ZE

Bandi e Ordini e Leggi e Bandi della Toscana anni 1826, 1833, 1834, 1844, 1848. 1849, 1852, 1854, 1856, 1859; Repertorio Militare per le Mili:ie toscane dal 1848 al 1859; Diritto Patrio T oscano anni 1844, 1849, 1850, 1853, 1854; Fondo Ministero della Guerra, - Miscellanea (n791- 1864) filze l (4), 6 (20), 16 (33); Fondo Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra filze 1745, 1850, 2851; Segreteria di Guerra (1747-1808) e ( 1814-1848). anno 1826; Governo Provvisorio Toscano filze 78 (256). 79 (318, 319. 380); Ministero deii' Jmerno - Governo Provvisorio Toscano filza 78.


652

GLI ISTI TUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

ARCHIVIO DI STATO DI M ILANO

Ministero della Guerra (1797-1822) cartelle 122, 123,2110,2360.236 1, 2366, 2367,2368, 2398,2399, 2403. 2404, 2412, 2412 bis, 2413, 2416, 2479, 2480, 248 1, 2482. 2872, 2879, Miscellanea storica cartella 83; Militare Scuole AZ (parte antica) cartella 407.

ARCH IVIO DI STATO Dl MODENA

Ccmcelleria Ducale- Particolari busta 460 (Davia), busta l 021, fascicolo 23 (Soliani); Archivio Militare, Aniglieria e Genio Q 9: Accademia Nobile Militare Estense carteggio 182 11826, filza 5; Studi filze 18, 45; Commissariato di Guerra- Computisteria del Dettaglio fil za 9; Supremo Comando Generale Militare Estense, capitolo VII Scientifico e Artistico filza 9; Atti del Supremo Comando Generale filze 37 1,439, 489 e Ordini del Giorno; Chirografo austroestense busta 337; Archivio della Brigata Estense filza 74; Prefettura del Dipartimento del Panaro titolo XV11 filza 22; Scuole e Collegi Militari 1803-1814; Università degli Studi di Modena- Archivio antico filze 34, 103.

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI

In ventario della Riviste amiche fasci 8, 29, 32, 33,40,63, 128, 143,481;8rigataCadeni ( l760l773) fascio 40; Segreteria antica di Guerra e Marina fasci 8, Il. 48. 700, 70 l, 702, 703, 704, 705, 706 (ex 541 ); Scuole: Accademia Militare ( 1769-1772) fasc io 700, (1787-1795) fascio 8: Scuole miliwri di Artiglieria e Genio fascio 873; Scuola Politecnico fasci 8, 9, IO; Collegio Militare fasci 8, 704, 706; Segreteria di Guerra fascio 55 1; Ordini Reali fasci 41. 42, 55, 75; Camera Reale riservato - Carte di Francesco I fascio 675; Reali Dispacci voli. 12; Decreti originali voli. J05. 107, 302, 305, 3 15; Ministero Guerra - Comando Generale- Ordini del Giorno a stampa vol. 23; Scrivania di Razione Reali Ordini anni 177 1, 1772, voli. 69 bis, 150; A:ienda Gesuitica voli. 34. 36 bis: Rea/ Camera di S. Chiara cartone XXVII, voli. l , 2; Segreteria di Casa Reale fasci 1298, 1305. 1314, 1339. voli. 1480 (ex 84 1). 1481 (ex 842), 1489


FO!>Tl BIBLIOGRAFICHE E DOCUME.'IITARIE

653

(ex 850); Excerpta numero 569: Archivio Borbone buste 92, 892, 898; Aggiusti dei Corpi dell'Esercito Riviste antiche voli. 128, 149, fascio 197; Casa Reale antica fasci 14, 29, 1314; Consi}?lio di Stato (1806-1815) vol. 12. ARCHIVIO DI STATO DI PADOVA

Fondo Accademia Delia buste 260 I. 2602, 261 O; Mi/i;ie della Repubblica Veneta collocazione 13 I. Ordinazioni et Regole prese nel/" Eccellentissimo Conseglio di Pregadi in materia di Ordinanze, Stampate per Pietro Pinelli 1593; Ristretto de gl'Ordini. e regole per r Ordinanze della Terra Ferma, Stampate per z. Antonio & Pinelli, 1734.

ARCHIVIO DI STATO DI PARMA

Gridario, Regole et Ordini del Collegio de' No bili Convittori di Parma eretto da S.A. Serenissima sotto la sua protettione 160 l Parma. Regole et Ordini del Collegio de· Nobili Convittori Legisti di Parma eretto da S.A. Serenissima sotto la sua protertione 1603 Parma. Collegio de' Nobili (1600-1784) busta unica; Collegi diversi (1749-1752) busta unica: Carte Du Tillot mazzo C, 16; Amministrazione MilitareAtti Sovrani anno 1850; Raccolta delle Leggi del Ducato di Parma 1815- I 859.

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA

Ministero delle Armi buste 1138, ll39, 1140, I 141. 1142 (1816- 1835), 1143 (1836-1850), 1144 (1851-1870), 1281, 1282, 1297, 1688; Riassumo dei reclami avan:ati da alcuni ufficiali del 1830; Raccolta delle Leggi dal 1813 al 1870: Soldaresche e Galere busta 77.

ARCHIVIO DJ STATO DI TORINO

Repertorio dal 1711 al /8 14 registri I ( 167, 250), IV (347, 409, 427), V (221 ), Y1 (37, 54, 89,206, 254,329, 371). XVII (25, 29, 144, 27 1), XXIV (7. 99, 106, ll O, 121, 133): Inventario delle Carte dell'Archivio di Guerra e Marina vol. 36; Azienda Artiglieria- A:ienda Fabbriche e Fortifica:ioni e Segretariato Generale- Divisione Giustizia e Istituti Militari mazzo I 0 ; Università, Accademia. Collegi e Scuole mazzo l 0 ; Artiglieria - Carte Amiche ( 1731-1750) registro


654

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PFR UFACIALI NtCLI STATI PREUNITARI

XVT, (1726-1750) vol. II, ( 1751 - 1769) vol. III, ( 1784-1787); Manoscrirri diversi vol. 3 ( 16921717), vol. 4 (1695- 1816), vol. 5 (1753); Sezione IV Miscellanea 1814, mazzo 15; CorteMaterie Militari - Intendenza Generale delle Fabbriche e delle Fortificazioni mazzo l 0 d ' addizione, Intendenza Generale d'Artiglieria mazzo 1° e 3° d'addizione; Istruzione Pubblica- Accademia Militare (già Reale Accademia) ( 1677- 1778) mazzo 1°, 1° d'addizione, ( 17301759) mazzo 1°, 1° d'addizione, 1° d'inventario ( 1562-1851 ). ARCHIVIO DI STATO DI VENEZIA

Delibera::.ioni del Senato Militar (Secreta) filze anni 1740. 1741, 1755, 1756, 1757, 1759, 1760, 1761' 1762. 1763. 1764, 1765, 1766, 1767, 1768, 1771, 1772. 1773. 1777. 1778, 1779, 1780, 1781 ' 1783. 1784, 1785. 1786, 1787, 1788, 1789, 1790, 1791, 1793 , 1794, 1795; Registro dei deputati al Collegio Milita re ( 1764- 1797) busta 179; Savio di Terraferma alla Scri11ura filze 158 e 263- Registro dei Decreti 1742-1753, 1753- 1764, 1765- 1785; Collegio Militare di Verona (1763- 1797), Ordinanze Sal'i alla Scriuura collocazione 20, 172, 173. 174, 178, 263; Senato di Terra filze 193, 233, 235, 243, 1563, 2126; Inquisitori di Stato busta 11 3; Riformatori dello Studio di Padova busta 387; Compilazione Leggi busta 136/ l.

ARCHIVIO STORICO DELLA Collegio filze A ILI IO, A IV 8, A VII 2, B Vl7 FONDAZIONE COLLEGIO F V 4. S. CARLO DI MODENA Guerra moderna Ieg. 569,570. ARCHIVO GENERAL DE SIMA CAS VALLADOLID BANCO DI NAPOLI

Ordinanza per la Regale Accademia Militare - Napoli, Nella Stamperia Regale. Napoli MDCCXCVlll, ristampa anastatica Tipografia dei Fratelli d'Agostino, Napoli 1972.

BIBLIOTECA APOSTOLICA Regolamento per l' instituto de' Cadetti del RegVATICANA gimento Reale di Toscana da stabilirsi nella piazza di Livorno, Livorno. G. V. Falorni, 1769.


FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENTARIE

655

BIBLIOTECA CIVICA DI VERONA

Pedrinelli Tommaso Per la pubblica Scuola Militare di Verona solennemente aperta nel giorno 3. di settembre I 759 coll'intervento di Sua Eccellenza il N.H. Signor Conte Giannandrea Giovane/li Capitano Vice-Podestà e di Sua Ecc ellenza Signor Giovanni Rossi Sargente Generale e Governator delle Armi, in Verona MDCCLX per Dionisio Ramanzini Librajo e Stampatore a San Tornio con licenza dei superiori. Lettera de' Signori Alunni del Collegio Militare di Verona contro una pretesa dimostrazione intorno alla quadratura del cerchio data alla stampa dal Signor Giambattista Novello medico primario della Città di Capo d' !stria, Stampata a Bologna, 1772. Libro de' Doveri per il Collegio Militare di Verona fatta estendere da Girolamo Zuliani, in Verona, dalla Stamperia camerale de' fratelli Merlo, 1763. Terminazione Statutaria del Collegio Militare di Verona fatta estendere da Mare' Antonio Priuli ]0 Savio di T.F. alla Scrittura uscito, ed approvata da Sovrani Decreti dell' Eccellentissimo Senato de dì 28 novembre 1764 e 7 marzo 1765, 1765, Stampatori ducali per li figliuoli del Z. Antonio Pinelli. Fondo Lorgna Buste l - 21.

BIBLIOTECA DEL COLLEGIO MILITARE DI NAPOLI

Addizione alla Rea! Ordinanza del Battaglione Rea/ Ferdinando , Napoli MDCCLXXV nella Reale Stamperia.

BIBLIOTECA DELL'ACCADEMIA MILITARE DI MODENA

Guida dei Cadetti del Regio Esercito negli studi sopra i quali devono essere esaminati, vol. l , Torino, della Tipografia Pane 1824. Provvedimenti sovrani relativi alla Regia Accademia Militare, in data 4 di maggio 1839 , Torino, Stamperia Reale. Dissertazione Matematica Militare, a cura della Reale Accademia di Pittura, Scultura e Architettura di Parma, 8 giugno 1762(1); Museo Storico. NOTA: (l ) BCV, FondoLorg1w , IO. 3.


656

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE E DI FORMAZIONE PF.R UFfiCIALI N(OLI STATI PREU "'ITARI

BffiLlOTECA DELL'ARCHIVIO DI STATO DI ROMA

Raccolta delle Leggi e Regolamenti dello Storo Pontificio dal 1813 al 1870.

BIBLIOTECA DELL. ARCHIVIO DI STATO DI VENEZIA

Leggi istituti ve e statutarie del Collegio Milirare di Verona rinnovate pel riaprimenro delle Scuole nel 1777 fam estendere dall' Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Savio di T.F. alla Scriuura ed approvare dal sovrano Decrero dell' Eccellemissimo Senato, opuscolo 1406. Leggi del Collegio Militare di Verona esposte dal Cavalier Anton Mario Lorgna Colonnello degl'Ingegneri, Governatore e Direttore di quell' Istituto, opuscolo 1407.

BIBLIOTECA DELLA Archivio Storico carteggio dal 1814 al 1860; MuSCUOLA DI seo Storico. APPLICAZIONE DI TORi O BIBLIOTECA DELLO STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO

Bullettino delle Leggi raccolta dal 1806 al 1815; Collezione delle Leggi e dei Decreti reali del Regno delle due Sicilie dal 18 l 5 al 1860.

BIBLIOTECA DI STORIA MODER A E CONTEMPORANEA DI ROMA

Stato Pontificio - Ministero delle Armi : Proge11o d'organizzazione dell'A rmata pontificia, 1848, Miscellanea riservata C. 35.16. Modificazioni ed aggiunre apportare al piano organico dell'l l .6.1850 [ ... ] in forza di Sovrana approvazione del giorno 31.5.1852 (contiene l 'Ordine del Giorno 1.6. 1852 e i quadri della pianta organica dei Corpi), Miscellanea riservata 243.5;

BIBLIOTECA ESTENSE E UNIVERS ITARIA DI MODENA

Notizie degli scrittori Bolognesi raccolte da Giovanni Fantuz=i. Bologna 1794; Fondo Campo,.; libro 1428 y. 36. l contenente un breve Trattato di Fortifica:ioni di Narcisio Calcagni insegnata dal Reverendo Signor Dottor Giovanni Battista Ricca in S. Carlo nel Collegio de' Nobili di Modena nel 1693: fascicoli 2646 e 2647 y. y 4, 3 Piano d'istruzione per le Scuole dell' Accademia Nobile Militare Estense, 1846, indirizzata dal Professar Lugli al N. H. Ferdinando T arabi n i direttore de li' Accademia: Carteggio Bianchi XXl/2.


FONTI BIBLIOGRAFICHE E DOCUMENT.A.RIE

BIBLIOTECA MARUCELLIANA DI FIRENZE

657

Miscellanea 1424, 13; Puissant Corso di Matematiche; Sobart Corso di Fortificazione; Decker Trattato elementare d'Artiglieria, Trattato di Pirotecnica militare: Pommet Istruzione sulla Balistica.

BiBLIOTECA NAZIONALE Sezione Manoscritti: Ordinanza del Corpo Reale XIV fascio 30; Miscellanea Spagna/etti XX fascio 117; Fondo Provinciale miscellanea 66, 83; Statuti 309; Ordinanza ed Istruzione di Sua Maestà per la Reale Accademia Militare, apoli MDCCLXX nella Reale Stamperia; Ordinanza del Re delle Sicilie che servir dee d'istruzione. e di regolamento a· Cadetti, Sottobrigadieri, Brigadieri ed Uffiziali del Battaglione Rea! Ferdinando formata per alto Rea! Comando in Napoli MDCCLXXII nella Regia Stamperia, collocazione 140, G. 36; Ordinanza per la Regal Accademia Militare, Napoli, ne lla Stamperia Reale, MDCCXCVIII (ristampa anastatica).

DI NAPOLI

BIBLIOTECA NAZIONALE Ricerche sull'Università di Torino nel SettecentO (estratto), dal «Bollettino Storico-bibliografico Subalpino», LXXVI, Torino, 1978, fascicolo 1.

DI TORINO

BIBLIOTECA NAZIONALE Manoscritti marci ani: Contarini, 9047, classe VII codice MDCCCCXIII; Miscellanea Verona MARCIANA DI VENEZIA Collegio Militare (1758-1765); Miscellanea B 294; Opuscoli di Geometria e Balistica di Leonardo Salimbeni capitano d'ingegneri e professore di Matematica nelle Scuole Militari di Verona . 1437, Verona in 4°; Accademia dei Nobili Patrizzi alla Giudecca, 9044, codice MDCCCVII. BIBLIOTECA PALATJNA DI PARMA

Regolamento organico dei Caderti Pontifici, Roma 1832; Miscellanea Cologno, 193; Memorie Storiche, manoscritti codice 56I; Pubblico esperimento di studi che offrono gli alunni della Regia Scuola Militare di Parma, Parma, 1854.

BIBLIOTECA REALÉ DI TORINO

Informazione per chi vuoi essere ammesso Convittore nel Reale Collegio di Savoja della Compagnia di Giesù sotro la protezione di S .M. il Re di Sicilia, PM 3991. 26.


658

Cll ISTITUTI DI EDUCAZIONE E 01 FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PR EU.'IITARI

Informazione per chi vuol essere ammesso Con vittore nel Reale Collegio di Savoia della Com pagnia di Giesù in Torino_PM 3991,27. Informazione et invito per il nuovo Collegio de' Nobili eretto in Torino nel1679, PM 3994, 48. Informazione diretta a que' Cavalieri , che vogliono collocare per educazione i loro Signori Figliuoli nel Reale Collegio de' Nobili di Parma, in Parma, per Giuseppe Rosati, PM 3991, IO. lnforma:ione per/' ingresso de' Signori Convittori nel Nobile Collegio Tolomei di Siena diretto da' Padri della Compagnia di Gesù, in Siena, appresso il Bonetti 1718, PM 3991, l. Fondo Saluzzo 52, 218, 221, 233, 317, 351, 521, 560, 561, 562, 563, 566, 569, 571' 736, 740, 994; Miscellanea F 1990.


APPENDICI


661

APPENDICI

APPENDICE l

CARTINE STORICO-GEOGRAFICHE D 'ITALIA

(vedasi Annessi)


663

APPENDICI

APPENDICE 2

QUADRO SINOTTICO DEI REGNANTI DEGLI STATI PREUNITAR1 E DEI PRINCIPALI STATI D'EUROPA

(vedasi Annessi)


665

APPE!\DICI

APPENDICE 3

QUADRO SINOTIICO DELLE SCUOLE MILITARI PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

(vedasi Annessi)


667

APPENDICI

APPENDICE 4

SINTESI STORICA ESSENZIALE DELLO SVILUPPO DELLE SCIENZE FISICO-MATEMATICHE MA TEMA TI CHE PURE GEOMETRIA EUCLIDEA E DI ARCHIMEDE

Euclide (sec. III a.C.) e Archimede (287?-212 a.C.) Lrauati di Geometria piana e solida ("Elementi di Euclide·•- 13 libri).

CONICHE

Apollonia Pergeo (262?-? a.C.). Compare a Venezia nel 1566 la prima traduzione, a cura di Federico Commandino (1500- l 575), di quattro degli otto libri di Apollonia.

ALGEBRA

F ibonacci Leonardo ( 1170?-1240) fa conoscere l'Algebra elementare sino alle equazioni di 2° grado, " Liber abaci .. (1202) e "Practica Geometriae" (1220); Canacci Raffaello compila nel 1300 il primo trattato di Algebra in lingua italiana; nel l 500 si perviene alla risoluzione e alla teoria delle equazioni di 3° e 4° grado.

T RIGO OMETRlA

MUiler 1. (1436- 1476) introduce la T rigonometria in Occidente; il riordino e il completamento è opera di vari matematici, tra cui rilevante quella di Eulero che la imposta con criteri moderni .

NUMERI TMMAGf ARI

B ombelli Raffaele (vissuto nel 1500) riordina e definisce la teoria e le operazioni elementari sui numeri immaginari; Vi è te Françoise ( 1540- 1603) approfondisce il senso dei numeri immaginari.

LOGARITMI

apier John barone di Merchinston (1550-16 17) introduce il concetto di logaritmi e costruisce la prima tavola logaritmica (16 14).

GEOMETRIA ANALITICA

Descartes René du Perron (Cartesius) (15961650) è !"artefice della fusione di due discipline: l'Algebra e la Geometria, sino allora considerate distinte; s tudia l'applicazione dell' Algebra alla teoria delle curve (1637); Fermat Pierre ( 1601-1665) ne condi vide il merito.


668

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOI' E E DI FOR~AZIOI'OE PER UFFICIALI i'OEGLI STATI PREUNITARI

TEORIA DEI LIMITI

Mengoli Pietro ( 1626-1686) introduce i concetti di limite e di integrale definito, che segnano la nascita dell'Analisi matematica, "Geometria speciosa" (1 659); inizia lo studio delle serie.

ANALIS I l FINITESIMALE

Leibniz Gottfried Wilhelm (1646-1716) eleva il calcolo differenziale e integrale a sistema consentendo la conoscenza delle condizioni istantanee di un dato fenomeno (1675, pubblicazione del 1684) : La scoperta è attribuita anche a Newton Isaac ( 1642- I 727), ( 1666, pubblicazione del 17 l l ); Precedenti del calcolo infinitesimale vanno ascritti a meri to di: Cavalieri Bonaventura ( 1598?- 1647) "Geometria degli indivisibili'' ( 1635); Torrice Ili Evangelista (1608-1647) gl'indivisibili curvi; Fermat Pierre ( 160 1- 1665) studi sui massimi e s ui minimi delle curve ( 1628); Barro w Isaac ( 1630- 1677) studi sulle derivate e sul metodo delle tangenti " Letiones Mathematicae" ( 1666, pubblicazione del 1684).

GEOMETRIA DIFFERENZIALE

Bernouli Jakob ( 1654- 1705) applica il calcolo leibniziano nella soluzione dei problemi geometrici: studia gli sviluppi in serie (1694): inizia lo studio del calcolo delle va riazioni ( 170 l): Bernouli Johann ( 1667-1748) scrive il primo trattato di Analisi infinitesimale (1742) ed è l 'artefice della diffusione del calcolo infinitesimale.

CALCOLO DELLE DIFFERE ZE

Taylor Brook ( 1685- 1731) pubblica il primo trattato sul calcolo delle differenze e sue applicazioni (17 15).

CALCOLO DIFFERENZIALE E I TEGRALE

Euler Leonhard (Eulero) ( 1707- 1783) apporta un contributo determinante alle scienze matematiche pure, applicate e alle scienze fi siche, in particolare al calcolo differenziale ( 1736. pubblicazione del 1755); teorie generali dell'Analisi infinitesimale ( 1748); calcolo integrale ( 1768, l 770).

EQUAZIO I DIFFERENZIALI d ' Aiembert Jean Baptiste Le Rond ( 1717-1783) E A DER IV ATE PARZIALI studia le equazioni differenziali parziali.


APPEI'DICI

MECCANlCA ANALITICA

669

La grange Giuseppe Luigi ( 1736- 18 l 3) è il creatore della Meccanica analitica (I 787).

GEOMETRIA DESCRITTIVA Monge Gaspard (1746-1818) è l 'artefice dell'assetto definitivo della rappresentazione dello s pazio (a 3 dimensioni) mediante figure piane (a 2 dimensioni) ( 1795, ristampa dell807). TEORIA DEI NUMERI

Legendre Adrien Marie (1752- 1833) e Gauss K arl Friederich ( 1777 -1855) riordinano definitivamente l'Aritmetica superiore ( 1798, 180 l ).

CALCOLO DELLE PROBABILITÀ

Bernoulli Jakob ( 1654-1705) compila il primo trattato sul calcolo delle probabilità ( pubblicaz ione postuma del 1713); Laplace Pierre Simon marchese di ( 1749-1833) analizza i fondamenti del calcolo delle probabilità (1812. 1814).

GEOMETRIA PROIETTIVA

Poncelet Jean Victor ( 1788-1867) pubblica il primo trattato di Geometria proietti va ( 1822).

CALCOLO lNFlNITESlMALE Cauchy Augustin Louis (1789-1857) precisa. RIORDINO sistema e riordina parzialmente la teoria dei limiti e il calcolo integrale e differenziale ( 1823). FUNZIONI DI VARIABJLI COMPLESSE E OTEVOLI

Jacobi Karl Gustav Jacob (l 804-185 l ) formula la teoria delle funzioni ellittÌt-h_c ( 1829): Abel iels Henrik ( 1802-18i9)quella delle funt.ioni ellittiche e trascendenti; Cayley Arthur (182 l - 1895) la teoria degli invarianti delle forme algebriche; Weierstrass Karl ( 1815- 1897) studia le funzioni di più variabili complesse e formula la teoria delle funzioni trascendenti intere.

GEOMETRIE NO EUCLIDEE

Gauss Karl Friederich ( l 777-1855) manoscritti (l 836) e Bolay J anos ( l 802-1860) appendice al "Tentamen" (1832-33) aprono la strada alle geometrie non euclidee (l 826): l)acevskij Nicolaj lvanovich (1793- l 856) Pangeometria" ( 1855); Riemann Bernhard ( 1826-1866) concetto di geometria su una varietà a n dimensioni; Cayley Arthur (1821-1895) " Determinazione metrico-proiettiva".


670

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIO!'<E E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NFGII STATI PRWNITARI

MATEMATICHE APPLICATE

FISICA STATICA GRAFICA

Varignon Pierre (1654-1722) chiude il periodo storico della statica con l'opera '·Nouvelle Mécanique".

DINAMICA DEL PUNTO

Galilei Gali leo (1564-1642) studia il moto dei gravi ed enuncia i fondamenti della dinamica. " Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica ed i movimenti locali" (1638); Huygens Christian (1629-1695) determina la forza centrifuga concomitante a ogni moto di rotazione (1673 ); Newton Isaac ( 1642-1727) scopre le leggi della gravitazione universale. " Philosophiae naturalis principia mathematica" ( 1687) e rinterdipendenza tra forza e movimento.

DINAMICA DEI SOLIDI

d'A lembert Jean Baptiste le Rond ( 1717-1783) formula i principi fondamentali della dinamica dei sistemi , "de Dynamique" ( 1743): Eulcr Leonhard ( 1707- 1783) enuncia la teoria dei momenti d ' inerzia, la dinamica del g iroscopio, "Theoria morus corporum rigidorum•· (1765); Hamilton Rowan Sir William ( 1806-1865) stabilisce le equazioni canoniche dinamiche ( 1835).

TEORIA DELLA LUCE

Descanes René du Perron (1596- 1650) formula la legge della rifrazione (1637); Huygens Christian (1629-1695) espone la teoria ondulatoria della luce ( 1678, pubblicazione del 1690); 1 ewton Isaac ( 1642-1727) enuncia la teoria della emissione della luce; E ulcr Leonhard ( 1707- 1783) scrive la "Nuova teoria della luce" ( 1746); Fresnel Augustin ( 1788-1827) studia i fenomeni d ' interferenza e diffrazione.

IDRODINAMICA

Bernoulli Daniel ( 1700- 1782) enuncia la teoria sull ' idrodinamica c ne studia le applicazioni pratiche (1738) "Hydrodynamica··.


APPENDICI

671

MECCANICA CELESTE

Laplace Pierre Simon marchese di ( 1749-1827) è il creatore della Meccanica celeste.

GASOMETRIA

Boyle Robert ( 1627-1691) con Mariotte formula la legge sui gas perfeni ( 1676); Fontana Felice ( 1730-1805) fonda la gasometria e inventa l'audiometro; Avogadro Amedeo ( 1776-1856) enuncia la legge secondo la quale volumi uguali di gas, in uguali condizioni di temperatura e di pressione, contengono uguale numero di molecole; Gay Lussac Louis (1778-1850) formula la legge della dilatazione dei gas ( 1805).

TERMODlNAMlCA

Fourier Jean Baptiste Joseph ( 1768-1830) è l 'autore di un'opera fondamentale sull 'energia termica ed energia meccanica; Carnot Sadi icolas Léonard (1796-1832) fonda la termodinamica: enuncia il principio di equivalenza tra calore e lavoro (2° principio); Mayer Julius Robert von ( 1814-1878) afferma che nessuna macchina può produrre lavoro senza sottrarre, calore a qualche sorgente ( l 0 principio); flelmholtz Hermann Ludwig Ferdinand ( 18211894) formula il principio della conservazione dell'energia.

NOZIONI FONDAMENTALI Gilbert William (1540?-1603) effettua le prime SULL'ELETTRICITÀ ricerche sui magneti e s ulle sostanze e lettrizzabili affini all'ambra ( 1600). ELETTROSTATICA

Guericke Otto von ( 1602-1686) costruisce la prima macchina elettrostatica ( 1650); de Cistemay Charles François du Fay compie degli studi sull'elettricità statica (1733); Franklin Benjamin ( l 706-1790) enuncia il principio della conservazione dell'elettricità ( 1750); Volta Alessandro ( 1745-1827) traccia le nozioni fondamentali dell 'elettrostatica e costruisce la prima pila ( 1799): Galvani Luigi ( 1737-1798) studia i conduttori ( 1790).


672

GU ISTITUTI DI EDUCAZIO:-It E 01 foORMAZIONE PER UfFICIALI NEGU StATI PREUt-.ITARJ

ELETTROFISICA ED ELETTRODINAMICA

de Coulomb Charles A ugustin ( 1736-1806) formula là legge di aurazione e di repulsione tra cariche elettriche: Ampère André Marie ( 1775-1836) enuncia la teoria matematica dell'Elettrodinamica ( 18201825), sperimenta le attrazioni e le repulsioni tra correnti (1821 - 1826); Ohm George Simon ( 1789-1854) formula la legge fondamentale che lega la forza elettromotrice, l'intensità di corrente e la resistenza (1827); Faraday Michael ( 1791-1867) effettua studi di elettrofisica; scopre le forze eleuromotrici ( 1825, pubblicazione del 1830), dimostra l'esistenza delle correnti indotte e delle extracorrenti (1834); Helmholtz Hermann Ludwig Ferdinand ( 1821 1894) studia i fenomeni di induzione e la velocità di propagazione delle azioni elettriche; KirchhoffGustav Robert ( 1824-1887) formula i due principi fondamentali sulla diramazione della corrente ( 1858).

ELETTROMAGNETISMO

0rsted Han s. Cristian ( 1777-1851) dimostra la connessione tra i fenomeni elettrici e magnetici ( 1820); Ampère André Marie ( 1775-1836) formula la teoria del magnetismo; Faraday Michael ( 1791-1867) effettua studi sui campi elettrici e magnetici.

ELETTROTEC TCA

Pacinotti Antonio ( 1841 - 1912) inventa il motore e la dinamo a corrente continua ( 1860).

CHIMICA

NOZIONI FONDAMENTALI Boy le Robert ( 1627-1691) i n contrasto con la DELLA C HIMICA teoria aristotelica formula il concetto di elemento, studia la composizione dei corpi. la chimica e la fi sica dei gas. COMBUSTIONE

Mayow John (1640- 1679) studia la trasformazione chimica nella combustione.


APPENDICI

673

LEGGI FONDAMENTALI DELLA CHIMICA

Lavoisier Antoine Laurent ( 1743- I794) demolisce le teorie flogisti che e fonda la Chimica moderna. inizia lo studio dell'analisi chimica dei composti.

lDROGE O

Cavendish Henry ( 1731 - 1810) isola l'idrogeno ( 1774); scopre l 'acido nitrico e la composizione dell'aria.

AZOTO

Rutherford Daniel isola l 'azoto (l 770).

OSSIGENO

Priestley Joseph ( 1733-1804) isola l'ossigeno ( 1774), Scheele Karl Wilhelm (1742-1786) ne condivide il merito.

MOLECOLE ELEMENTA RI Avogadro Amedeo ( 1776-1856) definisce il numero di molecole contenuto in un grammo-molecola. CHIMICA A ALITICA

Berzelius Jons Jacob ( 1779-1848) studia i metodi analitici qualitativi e quantitativi.

ELETTROCHIMICA

Faraday Michael (1791-1867) pone le basi fondamentali dell'elettrochimica, studia l'elettrolisi (1834); Berzelius Jons Jacob (1779- 1848) inizia gli studi su li 'elettrolisi ( 1807). condivide la scoperta con Davy Humphry ( 1778-1829).

CALORE ATOMICO

Dulong Pierre Louis ( 1785-1838) con Petit T.A. formu la la legge su l calore specifico e su i pesi atomici (1819).

SINTESI ORGA !CA

Wohler Friederich ( 1800- 1882) dimostra la possibilità di preparare composti organici per sinte:.i ( 1828); Liebig Justus von ( 1803-1873) approfondisce le ricerche nel campo della Chimica organica.

TERMO-CHlMICA

lless Germain Henri (1802- 1850) formula il principio della conservazione dell'energia e del bilancio energetico ( 1840).

CHIMICA-FTSICA

Kopp Hermann Franz Moritz (1817- 1892) fonda la chimica-fisica e studia le relazioni fra proprietà fisiche e costituzione ( 1840).


674

GLI ISTITUTI DI EDUCAZIOSE E DI FORMAZIONE PER UFFICIALI NEGLI STATI PREUNITARI

TEORIA ATOMICOMOLECOLARE

Cannizzaro Stanislao ( 1826-1910) formula la teoria atomico-nucleare.

SCIENZA DELLE COSTRUZIONI TEORIA SULL'ELASTICITÀ Hook Robert (1635-1703) formula la teoria sull'elasticità e su Ila resistenza dei corpi solidi, studia la stabi lità delle costruzioni (1676). RESISTENZA DEI SOLIDI

Bernoulli Jakob ( 1654- l 705) formula le ipotesi sulla resistenza dei solidi (1705); Euler Leonhard ( 1707- 1783) enuncia la teoria per il calcolo dei solidi caricati di punta ( 1770).

SOLLEClTAZIONE ALLA FLESSIONE

Duhamel risolve correttamente il problema della flessione ( 1767), già studiato da Galilei ( 1638).

SOLLECITAZIONE ALLA TORSIONE

de Coulomb Charlcs Augustin (1736-1806) studia la resistenza alla torsione dei metalli e la spinta delle terre e delle volte (1784).

CALCOLI STATICI

avier Louis Marie Hcnri ( l 785- 1836) dà corpo e unità alla dottrina sulla elasticità dei corpi e alle formule re lative alla elasticità e alla resistenza dei solidi (l 826).

COSTRUZIONI METALLICHE

Hodgkinson, Stephenson, Fairbairn. effettuano gli studi sulle costruzioni meccaniche (ghisa e ferro); Schwedler formula la teoria delle travi a traliccio e introduce l 'ipotesi de il 'articolazione a cerniera (prima metà dell '800).

BALISTICA ESTERNA

PROIETTI SFERICI

La resistenza dell'aria è considerata diretta, cioè opposta al vettore velocità applicato al baricentro del proietto.

FORMA DELLA TRAIETTORIA

Tartaglia Niccolò ( 1499?- 1557) presenta una teoria sul moto d ei proieni: afferma che la traiettoria percorsa dal proietto non è in alcuna sua parte rettilinea anche se in alcuni tratti essa è così poco curva da potersi ritenere quasi retta; rappresenta la traiettoria come composta da due


APPENDICI

675

tratti rettilinei, uno secondo la linea di proiezione o direzione della velocità iniziale, l 'a ltro verticale, raccordati da un arco di cerchio ( 1537). Ciò in contrasto con le raffigurazioni dell'epoca che consideravano due traiettorie fondamentali: una rettilinea e radente (cannone) e l'altra costituita dai due lati uguali di un triangolo isoscele (mortaio). Asseriva giustamente, con una dimostraz ione metafisica, che la gittata massima è ottenibile con un angolo di proiezione di 45° gradi e che ogni punto intermedio è battuto con due traiettorie, realizzate con angoli di proiezione tra loro complementari (concetti esatti nel caso di tiri effettuati nel vuoto). CALCOLO GEOMETRICOMATEMATICO DELLA TRAIETTORIA

Galilei Galileo (1564- 1642), facendo astrazione dalla resistenza de li 'aria, considera la traiettoria del proietto la risultante di un moto orizzontale uniforme, componente orizzontale del vettore velocità iniziale, e di un moto verticale uniformemente vario (somma algebrica della componente verticale del vettore velocità iniziale e del vettore gravità) ( 1604, pubblicazione del 1638). La traiettoria è una parabola, curva di 2° grado, di cui allora si conoscevano quasi tutte le proprietà e quindi gli elementi balistici. La soluzione parabolica era tanto più esatta quanto maggiore era il peso del proietto e minore la s ua velocità. Torricelli Evangelista e Cassini Giandomenico perfezioneranno gli studi del Galilei.

CALCOLO A ALITICOMATEMATTCO DELLA TRAIETTORIA

Newton lsaac (1642-1727). affronta il problema fisico della determinazione del valore della resistenza dell 'aria che si oppone al movimento dei corpi ( 171 0), riso l ve i l problema per una resistenza proporzionale alla prima potenza della velocità: la traiettoria è una curva logaritmica. Eulcr Leonhard (1707-1783), risolve il problema per una resistenza proporzionale a una potenza 11 qualsiasi della velocità (1753), calcola la traiettoria per archi successivi. D'Aiembert Jean Baptiste (1 717-1783). trova quattro formule di resistenza.


676

GLI ISTITl;"J1 DI EDUCAZIONF F DI FORMAZIONE PER LFFICIALI NEGU STATI PRFU)IITARI

BALISTICA SPERIMENTALE Montanari Geminiano pubblica il "Manualetto dei Bombisti" ( 1680), in cui sono riponate le prime tavole di tiro universali per tiri di I'Olata o l o arco e tiri di portata morta o 2° arco, calcolate utilizzando l'equazione galileiana della traiettoria, e le modalità sperimentali necessarie per determinare l'angolo di inclinazione corrispondente alle varie gittate. tenendo conto anche delle diverse condizioni meteobalist"ichc. Alberghetti Sigismondo nella "Nova Artiglieria" (1703) compone una serie di tavole di tiro unil'ersali fondate sull 'ipotesi della traiettoria parabolica. Bélidor nel "Le Bombardier François ou nouvelle methode de Jetter les bombes avec precision" ( 1731 ) riporta una serie di tavole di tiro, compilate per le diverse quantità della polvere di lancio, ciascuna intestata con una distanza che rappresenta la gittata ottenuta con una inclinazione della bocca da fuoco di 15°. Robins Benjtamin inventa il pendolo balistico per la misurazione della velocità del pro ietto in un determinato punto della traiettoria e per la determinazione della resistenza dell'aria: nasce la balistica sperimentale ( 1741 ). Marzagaglia Gaetano compila. sulla base della teoria parabolica. le prime tavole di tiro per obieuivi posti fu ori dall'orizzonte del pezzo ( 1748). onostante gli studi di balistica avessero fatto notevoli progressi, ai risultati teorici non face va seguito alcun perfezionamento nel campo pratico. PROIETTI OBLUNGHI

La resistenza d eli ' aria è considerata obliqua, cioè l'asse d i figura del proietto non g iace sulla tangente alla traiettoria descritta dal suo baricentro.

PROIETTI GIROSTABILIZZATI

Cavalli Giovanni ( 1808-1879) perfeziona i l cannone a retrocarica ( 1835) e il sistema della rigatura della bocca da fuoco - corona di forzamento (soluzione similare) in grado di imprimere al proietto un moto rotatorio intorno al


APPEJ\DICI

677

proprio asse. Per effetto della rotazione r asse di is tantanea rotazione viene a coincidere, in prima approssimazione, con l'asse di figura del proietto, conseguentemente la resistenza dell 'aria può essere ritenuta diretta (1837). 11 proietto oblungo è munito di spoletta. DERIVAZiONE

Magnus Heinrich Gustav ( 1802-1870) dà l'avvio allo studio della derivazione individuando l'effetto che da lui prende il nome ( 1852).

BALISTICA INTERNA Con la Termodinamica iniziano g li studi di balistica interna e gli studi delle polveri progressive e senza fumo.


QUADR O S I NOTTICO DEI R EGNA N TI DEGLI STrATI PRE

[;;]

Ducato di Savoia e Regno di Sardegna

Repubblica di Venezia

Ducato di Modena Reggio e Mirandola

Ducato di Parma Piacenza e Guastalla

Granducato di

Toscana

Il

Stato Pontificio

Il

~~g~

ll90 1600 1610

Carlo Emanuele I 1580-1630

Ranuccio l Farnese

Viuorio Amedeo I 1630.1643

1622-1646

1592-1622

1620 1630 164<1

Odoardo

1650 1660 1670

Carlo Emanuele Il 1643-1675

Ranuccio II 1646-1694

1680 1690

Maria Giovanna Battista

1700

(reagomte)

1710

Vittorio Amedeo Il 1675-1730

1720

Rinaldo I 1694-1737

Francesco 1694-1727

Gian Gastone Medici 1723-1737

1730

1740

Alvise Pisani 1735-1741

1750

Pietro Grimani 1741-1752

1760

Carlo Emanuele 111 1730- 1773

1770 1780 1790

Alvise IV Mocenigo 1763-1778

Vittorio Amedeo III 1773-1796

1800 1810 1820 1830 1840

Francesco Lor«<an 1752-1762

Paolo Renier 1779-1789 Lodovico Manin 1789-1802

1860

Ercole III 1780-1796

Filippo di Borbone

Pietro Leopoldo l 1765-1790

Francesco IV 1814-1846

Carlo Albeno 1831-1849

Francesco V 1846-1859

Vinorio Emanuele Il 1849-1878 • Marco Foscanm 1762-1763

-

Ferditl 175!

P io VI 1775-1799

Ferdinando 111 1790- 1799

Ferdinando IIl 1814-1824

Carlo Felice 1821-1831

c ..

173·

1749- 1765

Ferdinando di Borbone 1765-1801

Vittorio Emanuele I 1802-1821

1850

~

Francesco III 1737-1780

-

Francesco Il di Lorena 1737-1765

Maria Luisa 1816-1847 Carlo IIIIS49--J8S4 Lutsa Mana r ente IS4-S

• Carlo Il dt Borbone 1847-1848

Pio VII 1800-1823

Ferdinand<

Leone XII 1823-1829 Leopoldo Il 1824-1849 1849-1859

Gregorio XVI 1831-1846

Ferdinando

Pio IX 1846-1878 •Pio VIII 1829-30

..

01useppe Be Gioacchino Francesco I

.... Francesco Il


UNITARI ITALIANI E DEI PRINCIPALI STATI D'EUROP A o delle S icilie

Austria

Il

Francia

Il

Inghilterra

Il

P russia

Il

Il

Russia

Spagna

lc;;] ll90 1600 1610 1620 16:W

Filippo IV 1621 -1 66~

1640 1650

1660

Luigi X IV 1643-1715

Federico Gualielmo 1656-1688

Gu&lielmo III d'Orange 1689-1;02 Anna Stuart 1702-1714

GìorJ,io l 1714-li27

Carlo VI 1711- 1740

Luigi XV

.olll -1759

mdo IV ·1806

1715- 1774

l 1815-1825

Francesco Il 1792-1835

Il 1830-1859

Ferdinando 1 (V) 1835-1848 Franttsca Giuseppe I

1848-1916 1apane 1806-1808 ..iurat 1808-1815 182S-t830 1859-1860

• Lc:opo1do Il 1790-1792

Federico Guglielmo l 1713-1740

Giorgio Il 1727-li60

MariaTttesa 1740-1780 Giuseppe Il 178()..1790

Federico I 1701-1713

Federico 11 U Grande 1740-1786

LuiJiXVI 1774-1793

Giorgio 111 1760-1€20

Federi~~s2.~~cnlmo u

Napoleone 1804-1814 Lui&i XVIII 18 14-1824 Carlo 1824-1830 Luigi Filippo 1830-1848 Napoleone 111 1850-1873

Giorgio IV 1820-1830 Guglic:lmo IV 1830-1837 Viu oria 1837-1901

Federico Gualielmo 111 1797-1840

Federico Ouglic:lmo IV

1670

Carlo Il 1665·1700

1690 1700

Pietro l il Gnmdt 1682--1725

1710 Filippo V di Borbone

1720

lAnna Joannovna 1730-1740 1

1700-1746

1730

Elisabetta Petrovna

Ferdinando VI 1746-1759

1741 - 1761

Caterina Il la Grande 1762-1796

Paoo

1796.1

Alessandro l 1801-1825

Nicola l 1825- 1855

l

1740

Carlo III 1759-1788

1750 1760 1770 1780 1790

~ ~~~~~ Ferdinando VI l 1814-1833

1800 1810 1820 1830 1840

lsabc:llall 1833-1868

1840 I8S8

Ouallc:lmo l 1858-1888

1680

Alessandro Il 1855-1881

ISSO 1860 1870

•GIU§eppc: Bonaparte 1808-1814


QUADRO SINOTTICO DELLE SCUOLE MILITARI I

~l

Il

Ducato di Savoia e Reano di Sardegna

Ducato di Modena, Reggio e Mirandola

Repubblica di Venezia

1600 1610

Accademia Delia

Collegio dei Nobili alla Giudecc:a

25 mar.l608

12 d.ic. 1609

1620

Collegio dei Nobili di S. Carlo

? 1 1626

1630

164<1 16l0

Collegio dei Nobili di S. Zeno in monte

1660 1670

1680 1690

.--::---:-:::---, bombisti e minatori; (l)

1700

27

1710 1720

1730 1740 17l0 1760 1770 1780 1790

1800 1810 1820

l

ou.

1697

0

1870

r"'.:.·.:.<l.:_)-- ---,

1::1:.::::: l 16lug 17.55

1(2)

2 nov. 1815

(l)

4 mag. 1839

1806

,,

6 gen. 1815 1820 28 d·ic. 1822 4 mag. 1839 8 dic. 1851

13 mar.l860

Collea:io dei Cadetti di Corfù

Collegio Militare di

Collegio dei Cadetti di Zara

6 dk. 1777

Accademia-Conferer za di Architettura M litare

00-'8 ----, ~~1~? -1-1 lrv"~

l

Regia Accademia Militare

ISSO 1860

l ~;~~~::~~;)e

J Scuole dì ApplitaDo-

10 mag. 1713

1830

1840

29 ago. 1669

Accademia Reàle , - - - -- - - , Scuola per la teorica, l o gen. 1678 j pratica dei cannonieri,

1

1 1781

23 dic. 1785

26 mar. 1757

Scuola Militare dd Ge-

nio e dell'Artiglieria; Reale Scuola d'Arti· Regia Scuola Militare glieria e del Genio di Pavia 7 lug. 1805

ll .

I l 1en. 1798 21 ott. 1801 26 mag. 1805

ll

7 1796 ? Accademia Nobile Mi

Istituto dei Caden Matematici Pionier

~:=d~~ei~.se;J:/itar

Scuola Militare dc

F ·

l 2l ago. 182l

Estense (2)

w(l) 2

16 a o.

Cadetti (3)

1821

24nov.J835

~ IS nov. 1859

Scuola Militare d.eii'Italia Centrale; Scuola M1lita.re di Fantena


ER UFFIC IALI N E GLI STATI PREUNITARI ITA LIANI

]l

Il

Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla

Il

Granducato di Toscana

Stato Pontificio

Regno delle due Sicilie

Collegio de Nobili

Collegio dei Nobili;

1600

Repl Collqio ddla

Ul ott. 1601

1610

Nunziatella o Rep]e Accademia

1620 1630

? 1 1626 Eseut:Lt. para el exercicio de fuego del caiion, y Mortero; (l) Real Accademia o ScuolaMatematic:a;(2) Reale Accademia Milita-

Collegio dei Nobili di Siena

ReaJ Brigada dei Cadetti diAnialieria

2 gen. 1761

1680 1690

tettura Militare

l

Scuola Militare;

l l

Re&iallScdu,.o,,Ja M ilitate 1836 ~ lu • 1&49

l

? ?

1817

Scuola dei Keall Ca·

l detti27 mag. 1844

28 apr. J8S4

1740

(2) IO set. 1745

1750

mo

Genio; (6) 27 ou. 1786 Scuola Reale Politecni· ca e Militare !(6) 19 maa.l800 l !i set. 1806 Real ColleJio Militare

l

d'Artidieria e Archi-

l ~~ ~~~: ~:t: l

Liceo Militare Arciduca Ferdinando; R. Liceo Militare

l

CompagniadeìCadet- Scuole di Artialieria e d pontiMcl rG_e n_io_ _ _ _-,

l 22

apr. 1832

l

l

29 Jiu. 183!1

l

1720

1730

( l) 14 apr. 1736

-;~ :: ~i~: g~!

Scuola d'Artialieria e Scuola del Real Corpo

1700

1710

1760

IO giu. 1769

20 ott. 1795

1660 1670

B.anqlion Real Ferdinando; (4) Reale Accademia del BattaaJion Rea.l Ferdinando; (5) Rea.l Accademia Milita-

20 set. 1759

Ta.eana

1650

re;())

re(6}

Collegio dei Nobili di Istituto dei Cadetti del Firt"nz.e Reggimento Reale di

1640

20 mag.l81!i t • gen. 1819 7 set. 1821 14 mar. 1823

1780 1790

1800 1810 1820 1830

1840 1850

24 mar. 18!1!1

Istituto dei Cadetti delle Truppe Pontificie - ' - - - - - --

1860

1870 - - - - -- - ' - - - - - '


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